Rassegna Selpress
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Rassegna Stampa Lunedì 13 Giugno 2016 Sommario Testata Data Pag. Titolo p. 1. FIEG Avvenire 11/06/2016 6 Fabio Vaccarono (Google). «Nascono posti di lavoro che non sappiamo coprire» (Viana Paolo) 1 Avvenire 11/06/2016 6 Luca Colombo (Facebook). «In Italia già 70mila persone hanno un mestiere "social"» (Viana Paolo) 2 Giornale di Brescia 12/06/2016 7 Se la qualità costa si paga anche sul web 3 Mezzogiorno Economia - supp. Corriere del Mezzogiorno 13/06/2016 11 Dab Italia, ecco la radio che guarda al Meridione 4 Affari & Finanza 13/06/2016 supp. la Repubblica 16 Rcs diventa preda ambita Cairo contro Bonomi & C. le due offerte a confronto (Pons Giovanni) 5 Stampa (La) 13/06/2016 23 Rcs, ora la sfida entra nel vivo (Spini Francesco) 7 Sole 24 Ore (Il) 12/06/2016 19 Rcs, il «tetto» dell'Opa Bonomi scende al 30% 8 2. EDITORIA (Filippetti Simone) Corriere della Sera 12/06/2016 29 «Rcs, pronti a ulteriori investimenti» II prospetto dell'offerta di Bonomi (Ferraino Giuliana) 9 Repubblica (la) 12/06/2016 20 Rcs, Bonomi & soci pronti a investire di più per vincere basta il 30% (Pons Giovanni) 10 Giornale (il) 12/06/2016 15 Bonomi promette più soldi per Rcs (Restelli 12 Massimo) Libero 12/06/2016 18 Da Mediobanca 283 milioni per la «scalata» Bonomi 14 Messaggero (Il) 12/06/2016 16 Bonomi e soci sull'Opa Rcs: investiremo oltre 150 milioni (Scozzari Carlotta) 15 Sole 24 Ore (Il) 11/06/2016 1 Media - Rcs, Bonomi conferma l'Opa a 0,70 euro 17 (Olivieri Antonella) Sole 24 Ore (Il) 11/06/2016 1 Riassetti - Cairo, si apre la «finestra» dei rilanci 19 (Mangano Marigia) Sole 24 Ore (Il) 11/06/2016 21 Olivieri - Quei due scenari estremi nessun ritocco o gara a oltranza (Olivieri Antonella) 20 Corriere della Sera 11/06/2016 45 Opa Bonomi, via libera Consob. Il cda Rcs boccia l'offerta Cairo (Pica Paola) 21 Giornale (il) 11/06/2016 20 La battaglia del «Corriere» - Rcs boccia l'offerta di Cairo. Voto unanime in consiglio (Conti Camilla) 23 Libero 11/06/2016 21 II «Corriere» se la tira ancora No a Cairo (e pure a Bonomi) (Sunseri Nino) 25 Repubblica (la) 11/06/2016 30 Rcs boccia l'offerta di Cairo "Il prezzo è incongruo" (Pons Giovanni) 27 Libero 13/06/2016 7 Il Corriere dà le quote sulla morte di Silvio (Russo Paolo Emilio) 28 Testata Data Pag. Titolo p. 2. EDITORIA Italia Oggi 11/06/2016 1 Corriere primo, Repubblica 2°, Sole 24 Ore 3°, Qn al 4°posto (Capisani Marco) 30 Italia Oggi 13/06/2016 63 Crea avvocati associati con H3G al Giurì della pubblicità 31 Sole 24 Ore (Il) 11/06/2016 18 Media - Il Sole 24 Ore conferma la leadership digitale (Biondi Andrea) 32 Fatto Quotidiano (Il) 11/06/2016 3 I giornali amano i Giochi, i loro editori anche di più (Palombi Marco) 34 Giornale di Brescia 11/06/2016 1 Giornale di Brescia, la sfida della qualità su tutti i fronti dell'informazione 36 Italia Oggi 11/06/2016 3 Una sola piattaforma persino per i giornali 42 Monde (Le) 11/06/2016 29 Peut-on faire supprimer son nom des archives des journaux? 43 Sole 24 Ore (Il) 13/06/2016 13 Giornalismo. A Biondi il «Premio Chariot» 44 Corriere della Sera 11/06/2016 20 La protesta di Israele per Mein Kampf in edicola 45 (Caccia Fabrizio) Repubblica (la) 12/06/2016 8 Mein Kampf in edicola scoppia la polemica "Squallido regalarlo" (Isman Gabriele) 46 Giornale (il) 13/06/2016 7 L'editore Paolo Berlusconi: «Operazione ragionevole» (Ruzzo Antonio) 48 Giornale (il) 13/06/2016 1 Mughini - Io vado a comprarne una copia. Mi serve per capire il Male (Mughini Giampiero) 49 Giornale (il) 13/06/2016 1 Ostellino - Da liberale vi dico: niente censure su Hitler (Ostellino Piero) 51 Giornale (il) 11/06/2016 1 Sallusti - Capire il Mein Kampf perché non torni più (Sallusti Alessandro) 53 Italia Oggi 11/06/2016 8 On the road, note di viaggio fra i media (Sechi 54 Mario) Italia Oggi 11/06/2016 20 Critiche alla bozza di direttiva Ue sui media Preto (Agcom): non è all'altezza delle attese 55 CorrierEconomia 13/06/2016 10 Borsa Italiaonline ci riprova con la rete di Pagine Gialle (Sideri Massimo) 56 Italia Oggi 11/06/2016 18 Springer compra Emarketer 57 Libero 11/06/2016 Corriere della Sera 11/06/2016 1 Il cuore di Silvio vale quattro miliardi (Bechis Franco) 49 I colloqui (inattesi) del maestro con il suo allievo 58 60 (Borgese Giulia) Sole 24 Ore (Il) 11/06/2016 14 Le regole europee sull'audiovisivo - Costa: direttiva Ue da rivedere, così si abbassa la qualità della tv 61 Italia Oggi 11/06/2016 20 Cresce la tv non lineare (+7%) (Plazzotta Claudio) 62 Fatto Quotidiano (Il) 12/06/2016 1 "La Rai megafono del Sì" Pace contro il bavaglio 64 (De Carolis Luca) Unità (l') 11/06/2016 18 Fazio: «Voglio una tv che cancelli le urla» (Miliani Stefano) 66 Testata Data Pag. Titolo p. 2. EDITORIA Sole 24 Ore (Il) 13/06/2016 15 Agli Europei di Francia con il sito e Radio24 Corriere della Sera 12/06/2016 Corriere della Sera 12/06/2016 23 Severgnini - L'ipnosi è finita E adesso si inizia a usarli bene (Severgnini Beppe) 72 CorrierEconomia 13/06/2016 15 Mondo App Scoppia la guerra dei tre secondi 73 1 Già stanchi dei social? 69 70 (Scalunich Greta) 3. PUBBLICITA' Italia Oggi 11/06/2016 1 Upa, più trasparenza sul web (Corsentino Giuseppe) 75 4. RELAZIONI SINDACALI Corriere della Sera 11/06/2016 8 Stretta sui voucher. Che cosa cambia 77 Sole 24 Ore (Il) 13/06/2016 1 Al via il part time agevolato che accompagna alla pensione (Venenzi Fabio) 78 5. TWOSIDES Mattino (Il) - ed. Benevento 12/06/2016 38 Pubblicità 82 Mattino (Il) - ed. Salerno 11/06/2016 37 Pubblicità 83 Pubblicità Italia Today 13/06/2016 25 Pubblicità 84 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 6 Direttore Responsabile Diffusione Testata Marco Tarquinio 111.289 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Fabio Vaccarono (Google) «Nascono posti di lavoro che non sappiamo coprire» —————zione di qualità nell'epoca industriale resterà tale dal punto di vista della metodologia e del percorso didattico- si deve avvicinare il mondo della scuola alle vertiginose specializzazioni imposte dalla rivoluzione digitale - siamo ancora reticenti nell'imbarcarci in percorsi tecnico-scientifici e le ragazze tendono a non frequentare i corsi di informatica. . - ma i licei daranno ancora l'attitudine a imparare e a ——————confrontarsi con sentieri ignoti, a strutturare problemi complessi rispetto ai PAOLO VIANA INVIATO A SANTA MARGHERITA LIGURE (GENOVA) Avete appena quali non si possono applicare logiche estrapolative e questo sarà ancora importante perché permetterà di raggiunto un accordo con Fieg, in base al quale investirete 12 milioni di euro: significa che credete nel innestare gli specialism! su un corpus di capacità che insegnano a dirimere le grandi sfide Cosa facciamo di chi futuro dell'editoria giornalistica tradizionale 10 ho non è e non sarà mai digitale? Cambierà tutto, non lavorato per più di otto anni in Rcs, Sole 24 ore ed dobbiamo averne paura In questo momento ci sono 2,9 Espresso e sono convinto - risponde Fabio Vaccarono, miliardi di persone collegate in rete, ciascuna delle quali managing director di Google per l'Italia, che è accede a internet con 2,2 devices, ma nel 2020 saranno 6 intervenuto ieri al 46° convegno dei Giovani di miliardi con 5,5 devices a testa, orologi compresi Noi Confindustria a Santa Margherita Ligure - che il valore investiamo sui giovani ma lavoriamo anche sulla dei contenuti che produce ne faccia una realtà ad alta conversione dei cinquantenni L'emergenza economica è densità di futuro Detto questo, è sotto gli occhi di tutti però quella di popolare l'Italia di persone formate la sfida di immaginare il contenuto distribuito non più accessibili alle imprese- il 23% dei piccoli imprenditori che si convince a fare un percorso di digitalizzazione soltanto nelle forme fisiche che lo hanno reso di dell'azienda poi non trova le competenze che gli servono successo- quanto più gli editori riusciranno a «È in corso una rivoluzione trasversale e orizzontale, paragonabile all'avvento dell'elettricità». La scuoia? i licei funzionano sempre immaginarsi produttori di contenuti di eccellenza per un pubblico di "altopensanti" o comunque di fruitori di eccellenza, sullabase di un contratto di lettura "storico" e che————— si rinnova in forme diverse, tanto più quel futuro sarà brillante Non crede che il passaggio dalla carta al digitale sia bloccato da un digital divide culturale, più che infrastnitturale 11 nostro investimento riflette proprio questa preoccupazione Nonostante il 25% della crescita dei Paesi del G20 venga dall'economia digitale, il 40% dei nostri imprenditori, quando vengono intervistati, risponde ancora che internet non è importante per l'azienda Urge una riconversione culturale Cosa si rischia Entro il 2020 si creeranno 900mila posti di lavoro che oggi non saremmo in grado di coprire per mancanza di competenze digitali- l'85% dei mestieri potrà essere svolto solo possedendole È una rivoluzione trasversale e orizzontale, paragonabile all'avvento dell'elettricità Cosa state facendo per "formare" il vostro mercato? Abbiamo creato un centro per digitalizzare un milione di libri, in accordo con il governo, perché riteniamo che la cultura e il turismo possono essere un volano- si potrebbero creare 440-480mila posti di lavoro; investiamo nella formazione delle PMI, con Unioncamere, formando 250 giovani digitalizzatori in 3 anni; abbiamo aperto l'Officina dei nuovi lavori a Roma, per lOmila giovani Neet (che non studiano e non lavorano); "Crescere in digitale", infine, offre 50 ore di formazione al digitale a tutti gli iscritti a Garanzia Giovani In oltre 62 000 sono iscritti e oltre 5000 hanno completato il corso Quale scuola educherà i nuovi italiani digitali Quella che è stata alla base di una forma FIEG Pag. 1 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 6 Direttore Responsabile Diffusione Testata Marco Tarquinio 111.289 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Luca Colombo (Facebook) «In Italia già 70mila persone hanno un mestiere "social"» considera che spendiamo 50 minuti al giorno nella lettura dei social e che ci sono 28 milioni di lettori, si capisce come questi otto secondi costituiscano un valore importante Milioni di lettori che non pagano gli articoli che leggono. E Facebook fortifica quest'Gli editori hanno già oggi la possibilità di ripagare i loro investimenti su internet attraverso la pubblicità II modello, oggi, è questo- se un domani si affermerà una logica per cui l'informazione si Quasi tutti gliitaliamcheusano internet hanno un profilo paga svilupperemo delle soluzioni in linea con quella Facebook. Ma quanto contaquesto social network nella logica, ma oggi ci si ripaga solo con la pubblicità Che creazione di ricchezza del Paese? Nel mondo, 50 milioni di possiamo valorizzando aumentando il numero di lettori e il aziende hanno una pagina Facebook - risponde Luca tempo di lettura Quanto pesa fl digital divide italiano nello Colombo, country manager della società californiana, che è sviluppo di questo business Con 28 milioni di italiani che intervenuto ieri al 46° convegno dei Giovani di usano Facebook ogni mese su 30 milioni che accedono a Confindustria a Santa Margherita Ligure - e su queste non internet, l'Italia esprime una forte adozione degli strumenti facciamo fatturato Poi ci sono 3 milioni di imprese che social, quindi si sarebbe portati a credere che non ci siano utilizzano i nostri servizi pubblicitari per farsi conoscereproblemi- invece il problema c'è e sono gli altri 30 milioni crescono del 50% all'anno Rispetto a————— questi che non sono on line sia per ragioni culturali che dati, il nostro Paese è il quinto almondo Secondo l'ultima infrastnitturali Paolo Viana ricerca Deloitte, sudati 2014, la piattaforma digitale serve alle imprese per costruire valore, comunicando con il consumatore- la creazione di una pagina e la sua gestione non sono a pagamento ma creano ricchezza, nel senso che esiste un mercato di servizi di marketing e di app, se non di tlc, che prosperano attraverso all'uso della piattaforma Ebbene, il valore ge- —————— nerato nel 2014 attraverso queste attività è stato di 6 miliardi di dollari, sui 227 generati nel mondo Sono 70mila posti di lavoro in Italia Due anni fa, erano la metà Perché i social restano gratuiti Perché il nostro modello di sviluppo prevede che la monetizzazione avvenga attraverso la pubblicità e che tutte le altre risorse siano reinvestite nell'ampliamento della comunità dei lettori, che rappresenta il nostro mercato Oggi, un'azienda che acquista un'inserzione su Facebook può raggiungere 28 milioni di persone al mese- garantiamo risultati certi in termini di presentazione del prodotto, di tempi e di autorevolezza; inoltre, stiamo sviluppando le modalità per trasformare la comunicazione in una maggiore capacità di vendita, un'opportunità ancora poco percepita ma che sta crescendo da due-tré anni; analogamente, investiamo sull'intelligenza artificiale e sulla realtà virtuale, per offrire modalità di utilizzo sempre più ricche Ciò detto, i servizi offerti sono in gran parte gratuiti, perché voglia- in due anni questi occupati sono raddoppiati Ma ci sono ancora 30 milioni di cittadini quasi dei tutto "offline" mo restare una piattaforma di comunicazione e marketing; noi crediamo che la " soluzione finale" si declini benissimo nelle mani delle imprese II gioco non funziona con i giornali: non ci sarà mai pace tra Facebook e carta stampata La piattaforma può generare valore per gli editori come per tutti gli imprenditori Altri player hanno scelto la via degli accordi (il riferimento è a Google, che ha siglato un patto con la Fieg; ndr) mentre noi crediamo che sia più utile lavorare con i singoli editori In questo modo, il 12 aprile è stato varato Instant Articles, una soluzione che velocizza la lettura degli articoli postati su Facebook, riducendo di otto secondi l'atterraggio del lettore sulla pagina del giornale linkato Se si FIEG Pag. 2 Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 7 Direttore Responsabile Diffusione Testata Giacomo Scanzi 34.672 L'accordo tra editori e Google Europa SE LA QUALITÀ COSTA SI PAGA ANCHE SUL WEB Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress CLAUDIO BARONI - Giornalista Per la prima volta il presidente degli editori italiani e lo stratega del più potente motore di ricerca del web si sono guardati davvero negli occhi ed hanno convenuto che così non si poteva andare avanti. Maurizio Costa, presidente della Fieg, e Carlo D'Asaro Biondo, presidente delle strategie Google per Europa, Medio Oriente e Africa (l'accorpamento geotecnologico la dice lunga sugli orizzonti globali del web) hanno siglato un accordo che vale 12 miliardi in tre anni e il riconoscimento dei diritti d'autore. Il fatto ha una duplice, significativa valenza. Da una parte prende atto che i motori di ricerca sono la porta di accesso degli utenti al web e che molti dei tentativi di mettervi un muro - i tanto citati paywall -, da parte delle singole testate giornalistiche, non hanno raggiunto i risultati sperati. Lo dicono le cifre presentate dall'osservatorio di settore del Politecnico di Milano. La vendita sul web dei giornali vale oggi 35 milioni di euro l'anno, in un totale di 112 milioni che raggnippa anche le vendite dirette di musica, video e serie televisive. È vero che la voce ha registrato lo scorso anno un aumento del 24 per cento, ma risulta poca cosa se si paragona al fatturato generale del mercato dei media in Italia, che vale 15,3 miliardi di euro. Dall'altra parte, Google prende atto che non può continuare a trattare indifferentemente i contenuti che veicola. La qualità va a vantaggio anche del motore di ricerca. E la qualità non si può ottenere sempre gratis, puntando sul fatto che oggi i contenuti per gran parte vengono messi in rete da redazioni giornalistiche tradizionali, sempre più in ristrettezze. L'accordo, in fondo, dice questo: la qualità è un valore per tutti e bisogna trovare il modo di remunerare chi la fornisce. La strada maestra sarà quella della Google Pay Edicola. E vedremo come si riuscirà a farla funzionare in un mondo per anni abituato al tutto gratuito. Tutti sono concentrati a cercare di intercettare le indicazioni del mercato. Gli italiani connessi alla rete sono ormai oltre 28 milioni. Tra questi, 22 milioni e mezzo lo fanno regolarmente tramite smartphone o supporti mobile. Passano in media due ore e dieci minuti al giorno a navigare; una quota ben distribuita e senza troppo divano generazionale: due ore e mezza chi ha tra i 18 e i 34 anni, un'ora e tre quarti chi ha tra 55 e 74 anni. La differenza vera sta in quel che l'utente cerca e guarda. I più giovani fanno incetta di video e FIEG filmati, tra YouTube e Facebook. Molto più seguiti della tv tradizionale, che invece domina ancora tra adulti e anziani. Non è quindi un caso se proprio su questo versante si colgono segnali che potrebbero trasformarsi in nuove tendenze. Una volta tanto la novità viene dall'Italia. Una sessantina di webstar, infatti, ha aderito a Blasteen, progetto nato a Torino e con strutture a Milano, per produrre video sempre meno artigianali. Blasteen, infatti, mette a disposizione studi e attrezzature, e promuove progetti condivisi. La novità sta nel fatto che, contrariamente a YouTube, la piattaforma è chiusa: potranno caricare contenuti soltanto le «stelle» del web. Tutti gli altri potranno guardare, seguire, condividere. Per ora è gratis, il progetto sarà sonetto dalla pubblicità. Ma traspare quanto si faccia strada l'idea che anche sul web si possa fare selezione. E che il merito sia pagato per quel che vale. Pag. 3 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 11 Direttore Responsabile Diffusione Testata Enzo d'Errico 31.809 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Dab Italia, ecco la radio che guarda al Meridione Cambio di denominazione e rilancio degli investimenti per arrivare all'80% della copertura entro l'anno. È già efficace la delibera dell'assemblea dei soci che ha cancellato il «Club» scegliendo la sola «Dab Italia» come propria denominazione, dando al primo operatore nazionale per la radio digitale una «denominazione più consona ad una struttura sempre più in evoluzione ed economicamente rilevante per il settore radiofonico». La società consortile per azioni composta dai maggiori gruppi radiofonici nazionali vuole così dare un segnale nel completare la copertura dell'intero paese. Obiettivo per il 2016 giungere al traguardo dell'85% di servizio per la ricezione in mobilità, oltre 7.500 chilometri di autostrada con un segnale perfetto diffuso con la tecnologia Dab+. Appena sbarcati in a Sardegna, Dab Italia sta ora predisponendo l'avvio del servizio su tutta la dorsale adriatica e in Puglia. Sul versante tirrenico estenderà la copertura in Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia secondo la pianificazione recentemente approvata da Agcom per queste regioni. Made in Sud resta «Per me Napoli e tutto il mondo del Sud sono fondamentali per Rai2, perché hanno un legame fortissimo con la rete. Made in sud è un programma straordinariamente buono in ascolti, che verrà confermato in primavera. Poi, con il centro di produzione di Napoli, stiamo studiando un programma di seconda serata questo autunno. Napoli diventa un po' centrale, tanto che stiamo anche studiando progetti di fiction che parlino di quel territorio». Lo ha detto la direttrice di Rai2, Ilaria Dallatana, in commissione di Vigilanza. Editorìa: forum a Bari II presidente Asig Gianni Paolucci e il direttore generale Fieg Fabrizio Carotti apriranno il 21 giugno, nel Centro Congressi dell'Hotel Villa Romanazzi Carducci di Bari, i lavori di Wan-ifra Italia 2016, la conferenza internazionale dell'industria editoriale e della stampa promossa da Wan-ifra (Associazione mondiale degli editori) e Asig (Associazione Stampatori Italiana Giornali) con il titolo «La filiera dei quotidiani fra slogan e realtà». A distanza di sette anni dall'edizione del 2009, Wan-ifra Italia torna a Bari per disegnare i nuovi possibili contorni per il business editoriale. La Conferenza Wanifra Italia sarà anche l'occasione per illustrare la Ricerca Annuale dell'Osservatorio Tecnico Carlo Lombardi, con la sua mappa anagrafica di editori, testate, centri stampa, concessionarie e agenzie di informazione, e i dati statistici più aggiornati dell'industria editoriale e della stampa italiana. ©RIPRODUZIONE RISERVATA FIEG Pag. 4 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 16. Direttore Responsabile Diffusione Testata Mario Calabresi 311.406 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Rcs diventa preda ambita Cairo contro Bonomi & C. le due offerte a confronto PARTONO LE OPA DELL'EDITORE ALESSANDRINO E DEL LEADER NEL PRIVATE EQUITY. IL 65% DIFFUSO IN BORSA DOVRÀ DECIDERE A Cffl CREDERE. TUTTI I PRO E CONTRO DELLE DUE PROPOSTE Giovanni Pons Milano Non era mai successo che una casa editrice finisse al centro di una battaglia finanziaria il cui esito dipende dalle scelte degli investitori che operano sul mercato. A maggior ragione se la casa editrice si chiama Rcs Mediagroup, da sempre considerata il crocevia degli snodi del potere italiano i cui passaggi fondamentali sono sempre stati risolti con il formarsi di fragili equilibri tra esponenti delle diverse anime che nel tempo ne hanno determinato il controllo (Fiat, Mediobanca, Intesa Sanpaolo). Tutto ciò sembra ormai appartenere al passato visto che da lunedì 13 giugno si confronteranno in Borsa l'Offerta pubblica di scambio (Ops) promossa dalla Cairo Communication e (dal 20 giugno) l'Offerta pubblica di acquisto (Opa) voluta da una Newco in cui si sono raggnippati il fondo Investindustrial di Andrea Bonomi e un nucleo di soci storici come Mediobanca, Della Valle, UnipolSai e Pirelli. La posta è alta poiché chi vincerà dovrà governare in futuro la casa editrice che pubblica in Italia il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport e in Spagna Marca e El Munda. Dunque non si tratta solo di una battaglia per il controllo una società quotata, essendovi inevitabili ricadute sotto il profilo politico e di potere in grado di influenzare lo scenario in cui si è navigato sinora. Basti pensare alle indiscrezioni che hanno accompagnato finora la discesa in campo dei due di lui sono piovuti gli apprezzamenti di Fedele Confalonieri e di Silvio Berlusconi mentre Matteo Renzi avrebbe sollecitato il formarsi della seconda cordata legata al nome di Andrea Bonomi che ha raccolto il malcontento di coloro che vedono Cairo non all'altezza di caricarsi sulle spalle una corazzata con il blasone della Rizzoli. La partita però, come si è appena detto, passa dal mercato e dunque il vincitore sarà colui che riuscirà a convincere con i numeri alla mano gli investitori istituzionali e al dettaglio che al momento possiedono il 65% delle azioni Rcs che vengono scambiate in Borsa. Dunque i ragionamenti da fare sono soprattutto di tipo industriale e finanziario. Ecco quali sono i pro e i contro delle due parti in gioco. L'Ops Cairo. La Cairo Communication offre agli azionisti Rcs di scambiare le azioni in loro possesso con titoli Cairo per partecipare al rilancio della casa editrice ad opera di Urbano Cairo che ha al suo attivo almeno due operazioni di questo tipo. Ha rilanciato la Giorgio Mondadori nella seconda parte degli anni '90 e ha riportato in pareggio operativo La? che nei suoi trent'anni precedenti sotto varie destini della Rcs. Cairo nel suo pro spetto informativo ha promesso tagli ai costi per 140 milioni al 2019 (solo 25 milioni in più di quelli previsti dall'attuale ad Laura Cioli), lo sviluppo dell'area Sport attraverso nuove iniziative, sinergie tra il Corriere e La7, e infine una probabile fusione tra Cairo e Rcs una volta verificato direttamente i conti della casa editrice. Grazie alla fusione i 108 milioni di cassa oggi presenti nella Cairo entreranno a far parte del nuovo gruppo senza aver bisogno di un aumento di capitale ag giuntivo, anzi l'azienda si autofinanzierà i 20 milioni di investimenti all'anno. L'Opa Bonomi. Andrea Bonomi, Alberto Nagel, Diego Della Valle, Carlo Cimbri e Marco Tronchetti Provera stimano Cairo come imprenditore ma ritengono le spalle della sua azienda troppo deboli per sostenere l'acquisto di un gruppo quasi cinque volte più grande come Rcs (1 miliardo contro 227 milioni i ricavi, 72 milioni contro 18 l'Ebitda). Anche perché i conti della Cairo attraversano una fase declinante, con i ricavi scesi del 19,5% negli ultimi cinque anni, l'Ebitda del 55,6% e un flusso di cassa andato peggiorando a causa della distribuzione di circa 21 milioni di dividendi all'anno (operazione non proprietà aveva sempre perso a più sostenibile negli anni a venire). bocca di barile. Cairo mette in E ciò è dimostrato dall'andamento campo la sua credibilità di editore della posizione finanziaria netta che è passata da 172,9 milioni del 2012 di successo come alternativa alla (109 milioni derivano dalla dote che disastrosa gestione degli ultimi l'acquisto de La7 portava con sé) ai dieci anni di Rcs. E in questo promette di portare il titolo ben più 108,5 milioni del 2015 dopo in alto dello 0,7 euro proposto oggi l'acquisto per 35 milioni nel 2013 da Bonomi & C.. Per convincere i dei multiplex per la diffusione del segnale televisivo. E' vero che Cairo soci Rcs della bontà della sua lia sostanzialmente risanato La7 offerta li mette davanti ai numeri degli ultimi cinque anni nei quali il portando l'Ebitda a 1,6 milioni (con un Ebit a meno 4,9 milioni) ma è gruppo Rcs ha inanellato perdite anche vero che la situazione è per 1,3 miliardi nonostante andata peggiorando di pari passo aumenti di capitale per con l'audience scesa dal 3,85% del 400 milioni e vendite di cespiti importanti come Flammarion, il palazzo di via Solferino, Dada, la Rcs Libri. Rcs in questo periodo ha bruciato cassa per 340 milioni con l'aggravante della pesante 2013 al 2,79% del 2016 (dal 4,83% svalutazione delle attività editoriali al 3t34% nel prime time). Tutto ciò, contendenti. Urbano Cairo, manager spagnole, acquistate nel 2007 per 1,1 secondo Bonomi e i suoi soci - uniti cresciuto inizialmente nell'orbita miliardi. Gli autori di questa debacle, da un patto di sindacato vecchia berlusconiana, poi editore con i suoi Mediobanca, PirelU, Della Valle, maniera (Nagel aveva promesso di settimanali cartacei e con la tv dal (UnipolSai solo dal 2013) sono anche voler vendere le azioni Rcs e di non 2013, accusato di aver spostato a coloro che non vogliono mollare la volere più patti di sindacato per la sinistra e contro il governo in carica i presa e continuare a decidere i talk show de La7. Su casa editrice) - non è riflesso EDITORIA Asinistra, Urbano Cairo (1), presidente di Cairo Communication; Diego Della Valle (2), fondatore e presidente di Tod's; Alberto Nagel (3), amm. delegato di Mediobanca e Andrea C. Bonomi (4), amm. delegato di Investindustrial Nel grafico a destra, le due offerte per Rcs a confronto Pag. 5 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 16. Direttore Responsabile Diffusione Testata Mario Calabresi 311.406 ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress OFFERTE A CONFRONTO URBANO CAIRO 72,9% CAIRO COMMUNICATION 45% ••Vi^HJ 13,75% OPA * 51% Pa«o di sindacato VALUTAZIONE • 0,12 azioni Cairo per ogni azione RCS • 295 milioni di euro circa ai prezzi di mercoledì 8 giugno + 411 milioni di debito • RCS resterà quotata • Cairo Communication proporrà la fusione con RCS nel medio termine se: 1. Debito coerente con i flussi di cassa attesi 2. Cairo mantiene il controllo 3. Situazione patrimoniale RCS soddisfacente VALUTAZIONE • 0,7 euro cash • 365 milioni di euro + 411 milioni di debito • RCS resterà quotata • Newco disponibile a sottoscrivere pro quota un aumento di capitale fino a esborso di 150 milioni di euro Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile nell'andamento del titolo Cairo in Borsa che anzi è trattato con un multiplo di 17 volte l'Ebitda contro una media dei titoli editoriali di 9. Ma la differenza si assottiglia molto se dal calcolo si toglie la cassa (108 milioni), i mux (30 milioni) e 5 milioni di risparmi che Cairo ha già in casa staccandosi dai mux di Telecom. Bonomi & C. sono anche disposti a mettere sul piatto 150 milioni e più per tornare a fare acquisizioni in particolare nel settore dei giornali sportivi e degli eventi, un'area che può essere fortemente valorizzata. Per la gestione ordinaria, invece, i soci della contro Opa hanno fiducia nell'operato del tandem Maurizio Costa-Laura Cioli che da settembre a oggi sembra aver già ottenuto importanti risultati. Questi i due schieramenti in campo, la sfida è iniziata e in molti prevedono un rilancio sul concambio da parte di Cairo (ha tempo fino a venerdì 17 giugno) e un eventuale contro rilancio da parte di Bonomi. Chi l'avrebbe detto che la svolta per il gruppo Rcs sarebbe arrivata dal mercato EDITORIA Pag. 6 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 23 Direttore Responsabile Diffusione Testata Maurizio Molinari 215.250 FRANCESCO SPINI MILANO L'appuntamento ora è a Piazza Affari, dove parte la disfida per il controllo di Rcs, il gruppo editoriale che pubblica, tra gli altri, il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Nell'arena scende per primo Urbano Cairo, l'imprenditore che vuole replicare anche in via Rizzoli la cura che ha utilizzato per La? e per la Giorgio Mondadori: la sua offerta parte oggi e termina P8 luglio, salvo probabili proroghe. Tra una settimana - fino al 15 luglio - toccherà invece all'Opa di International Media Holding, cordata che annovera il patron di Investindustrial, Andrea Bonomi, insieme con azionisti storici di Rcs come Diego Della Valle, Mediobanca, Unipol e Pirelli. C'è un terzo concorrente da battere, il mercato. Vediamo perché. Questione di prezzo Le due offerte sono molto differenti tra di loro. Cairo, il primo a prendere l'iniziativa, ha presentato un'Ops, un'offerta pubblica di scambio. Propone 0,12 azioni della sua Cairo Communication in cambio di ogni titolo Rcs. Ai prezzi di venerdì Rcs viene valutata così 0,54 euro, ma solo in teoria: alla fine l'investitore si troverà in tasca sempre dei titoli. Al contrario Bonomi e soci hanno lanciato un'Opa, un'offerta d'acquisto, e offrono 0,70 euro in contanti per ciascun titolo. Urbano Cairo II confronto ••i Propone di scambiare ogni titolo Rcs con 0,12 azioni della Cairo Communication Cairo ••i Propone di scambiare ogni titolo Rcs con 0,12 azioni della Cairo Communication ••i Ai prezzi di Borsa di venerdì valorizza ciascun titolo 0,54 euro ••i Propone di scambiare ogni titolo Rcs con 0,12 azioni della Cair ••• Punta a portare risparmi per 140 milioni e a far crescere i ricavi anche attraverso sinergie tra Corriere e La Communication ••i Ai prezzi di Borsa di venerdì valorizza ciascun titolo 0,54 euro ••i Propone di scambiare ogni II confronto Urbano Cairo Andrea Bonomi titolo Rcs c Bonomi&C. n 0,12 az ••i Propongono di acquistare ciascun titolo pagando in contanti oni della Cair ••• Punta a portare risparmi per 140 milioni e a ••i Per ogni azione offrono 0,70 euro far crescere i ricavi anche attravers •• Sostengono il piano degli attuali vertici e sono pronti a sostenere un aumento di capitale finca 150 milioni più altre risorse per eventuali acquisizioni sinergie tra Corriere e La Communication ••i Ai prezzi di Borsa di venerdì valorizza ciascun titolo 0,54 euro ••i Propone di scambiare ogni II confronto Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress PRO E CONTRO NELLA BATTAGLIA PER IL CONTROLLO DEL CORRIERE DELLA SERA E DELLA GAZZETTA DELLO SPORT Rcs, ora la sfida entra nel vivo Cairo punta sulla sua capacità di far business. Bonomi sul prezzo e sulla crescita Roberto Tasca attribuisce al titolo Rcs un valore che va da un minimo di 0,80 a un massimo di 1,13 euro. Secondo Unicredit invece vale tra 0,86 e 1,26 euro, per Citi tra 0,93 e 1,31 euro. Ecco perché, senza rilanci (che sono possibili per entrambi, a cominciare da Cairo che ha tempo fino a venerdì per rivedere i termini) il concorrente più temibile è il mercato: a questi prezzi molti potrebbero starsene alla finestra. La sfida industriale Cairo, da un punto di vista Sono offerte generose? Nessuno finanziario, parte svantaggiato, il prezzo che offre è più basso. dei due contendenti supera il valore in Borsa di Rcs che - sulle Al di là di ritocchi al rialzo, attese di una battaglia - veleggia l'editore torinese vuole però convincere i risparmiatori a 0,77 euro, comunque a livelli bassi rispetto agli oltre 4 euro a cui viaggiava 4 anni fa. Il cda Rcs, nel giudicare negativamente l'offerta di Cairo (ma il confronto varrà anche quando si tratterà di dare un parere sull'Opa di Bonomi e soci), ripor- ta tre distinte analisi: l'esperto indipendente, professor EDITORIA con argomenti più industriali che finanziari. Aderendo all'Ops, è il suo ragionamento, l'investitore non abbandona la partita perché, da un'altra prospettiva (quella della Cairo Communication), parteciperà della ristrutturazione di Rcs che, in futuro, potrà essere fusa con la stessa azienda editoriale di Cairo. Mr La7 punta anzitutto su un'accelerazione dei risparmi, 140 milioni in tre anni, facendo leva su sinergie e razionalizzazioni a partire dai centri stampa e distribuzione. Dal punto di vista dei ricavi, per la crescita mira a lanciare nuovi prodotti in Spagna e in Italia, dove rilancerebbe periodici come Oggi e Sette, oltre ad allargare il giro d'affari di eventi sottovalutati quali il Giro d'Italia. Da parte di Bonomi e soci, invece, il prezzo, per convincere gli investitori a consegnare i titoli (si punta ad almeno il 66,70%, ma basterebbe il 30% più un'azione), è centrale. Il loro è un sostanziale appoggio all'attuale vertice cui però si chiede uno sforzo in più per sviluppare le attività collaterali, come l'organizzazione di eventi e convegni, lo Sport e le News, anche a colpi di acquisizioni all'estero. La spinta ulteriore sta nella disponibilità manifestata dai soci storici di fare la propria parte in un eventuale aumento di capitale fino a 150 milioni e andare anche oltre pur di creare un campione multimediale internazionale. Pag. 7 Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 19 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Editoria. Il prospetto dell'operazione Rcs, il «tetto» dell'Opa Bonomi scende al 30% Simone Filippetti v Andrea Bonomi abbassa l'asticella sulla battaglia per il Corriere della Sera. La cordata del finanziere milanese, scesa in campo su Rcs per contrastare l'offerta di Urbano Cairo, è pronta ad accontentarsi anche solo del 30% della società editoriale più importante e più contesa d'Italia, finita nel mirino di una doppia scalata. La battaglia sullo storico giornale della borghesia milanese, è anche una lotta di poteri tra due fronti azionari: da un lato l'outsider Urbano Cairo, imprenditore nato alla corte della Publitalia di Silvio Berlusconi e uno dei pochi editori puri di Piazza Affari, che offre azioni della sua Cairo Communication (per un controvalore complessivo di 0,53 euro); dall'altro l'establishment, capeggiato dal fondo Investindustrial di Bonomi (nuovo soggetto comparso sulla scena) e rappresentato da Mediobanca, azionista storico e finanziatore di Rcs, che affianca Bonomi (e gli presta soldi per la scalata) insieme ad azionisti storici come UnipolSai e Pirelli più il patron della griffe Tod's, Diego Della Valle. Inquestocaso.invece, un'offerta tutta in contanti, 0,7 euro. La pubblicazione del prospetto informativo, un corposo documento di 137 pagine, rivela più di una notizia: la più significativa è che l'offerta pubblica di acquisto di International Media Holding (IMH, il veicolo che raccoglie Bonomi e i soci), sarà valida anche solo col 30%, più un'azione, di Rcs. La soglia minima che la cordata si è data è il 66,7% (la maggioranza qualificata per avere il controllo anche nelle assemblee straordinarie), ma Bonomi & C. potranno anche rinunciarvi se avranno «un numero di voti ritenuto sufficiente a determinare l'esito delle assemblea di Rcs, soprattutto la nomina del Cda». L'asticella così abbassata è un traguardo facilmente raggiungibile: basterà rastrellare appena P8% con l'Opa (e conteranno anche quote comprandolo sul mercato fuori Opa), visto che la cordata IMH parte già dal 23% (le quote conferite da Mediobanca, Pirelli, UnipolSai e Della Valle). Il Corriere della Sera, nelle intenzioni di Bonomi, dovrà essere la testata editoriale su cui «verranno concentrate le risorse del gruppo nell'informazione», risorse che saranno incrementate (oltre i 150 milioni di aumento di capitale già previsto) «per creare unodeimaggiori gruppi multimediali internazionali». Bonomi, Della Valle, Mediobanca, Pirelli e Unipol puntanto, inoltre, ad ac rispetto a quelli già previsti e almeno per il primo anno). Basterà a convincere il mercato? Verdetto il 15 luglio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA Rcs Andamento del titolo a Milano 0,80 I 0,75 0,70 0,65 0,55 10/05 10/06 celerare lo sviluppo del business Sport di Rcs «sia attraverso lo sviluppo interno di nuovi formati sia tramite l'acquisizione di società internazionali focalizzate nella gestione di eventi.nel quale Rcs, forte della Gazzetta dello Sport e della spagnola Marca, vanta una consolidata esperienza perché gestisce eventi «iconici» come il Giro d'Italia e la Milano City Marathon. Il riassetto dell'editoria sta vivendo un momento di dinamismo: L'Espresso, il gruppo editoriale della famiglia De Benedetti e la Itedi degli Agnelli hanno dato il via con la fusione tra Repubblica e La ILPROGETTO «Azionariato sta bile e di sviluppo,! soci pronti a investire ulteriori risorse finanziarie oltre l'aumento da 150 milioni» Stampa. «Di fronte al calo continuo delle copie» è scritto nel prospetto «e alla sovraofferta informativa» Andrea Bonomi, che si presenta come un investitore stabile di lungo termine, vede una Rcs polo di aggregazione, in Italia e anche all'estero. In più, vuole provare a vendere informazione anche in paesi di lingua inglese. Come? Con contenuti editoriali focalizzati sul «Made in Italy» per la promozione del meglio dell'Italia nel mondo. Il tutto, promette Bonomi, senza ulteriori tagli sui dipendenti ( EDITORIA Pag. 8 Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 29 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 «Rcs, pronti a ulteriori investimenti» II prospetto dell'offerta di Bonomi Opa valida anche con il 30% più un'azione, n parere del consiglio entro il 17 giugno Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress L'andamento del titolo Rcs nell'ultimo mese 12 18 MAGGIO 59 GIUGNO dArco La cordata di Andrea Bonomi potrebbe accontentarsi del 30% delle azioni (più una) per considerare valida l'Opa lanciata su Rcs Mediagroup, al prezzo di 0,70 euro in contanti per azione, che partirà il 20 giugno e si concluderà il 15 luglio. È quanto si legge nel prospetto (lungo 136 pagine) dell'offerta pubblica di acquisto totalitaria promossa da Bonomi con quattro grandi soci dell'editore del Corriere della Sera, pubblicato ieri dopo il via libera ricevuto venerdì dalla Consob. Entro il 17 giugno è atteso invece il parere del consiglio di Rcs, che proprio venerdì ha bocciato all'unanimità l'Ops concorrente di Cairo Communication, in partenza già domani (fino all'8 luglio). Più investimenti e priorità allo sviluppo digitale, espansione nel mondo degli eventi sportivi e consolidamento del business News sono gli obiettivi strategici del piano dell'alleanza formata da Bonomi at- re, ma escludendo «per i primi 12 mesi» nuove ristrutturazioni o ulteriori tagli di personale rispetto a quanto previsto dal business pian 2016-2018. In caso di successo dell'operazione, promettono di mantenere «un azionariato stabile e fecalizzato sullo sviluppo a lungo termine», si legge. Considerano inoltre «di fondamentale importanza» l'implementazione di «un'importante politica di investimento» in Rcs, per « accelerare la crescita del gruppo, anche per linee esterne e creare una piattaforma globale nel Rcs, processo che intendono accelera Cuccia ha messo a disposizione di International Media holding «una linea di credito vincolata a ga Andrea Bonomi, classe 1965, è presidente del gruppo Investindustrial ranzia dell'intera offerta, fino all'esborso massimo previsto di 282,75 milioni. Ma l'operazione potrebbe costare meno visto che Bonomi e C. si riservano di «rinunciare alla condizione sul quantitativo minimo» di adesioni, fissato al 66,7%. A patto che venga raggiunta una partecipazione che consenta — tenuto anche conto dell'esito della propria offerta, di quella di Cairo Communication e di eventuali altre, nonché dell'evoluzione dell'azionariato di Rcs — di poter controllare l'assemblea ordinaria di Rcs e, in settore multimediale». Oltre all'impegno a dotare la società di particolare, la nomina e la nuove risorse sottoscrivendo un revoca del consiglio di amministrazione, spiega il aumento fino a 150 milioni, si spiega nel documento, «gli prospetto. Dove tale investitori potranno altresì partecipazione è pari al 30% valutare di investire ulteriori del capitale più un'azione. Ora risorse finanziarie» se proposto che sono scoperte le carte delle dal cda per «consentire la due offerte rivali, la sfida si creazione di uno dei principali sposta sul mercato. Urbano gruppi multimediali Cairo, consigliato da Banca Imi internazionali». Sul debito, (gruppo Intesa Sanpaolo), ha International Media «intende tempo fino a venerdì 17 giugno avviare le trattative» con le traverso International Acquisition per migliorare la sua proposta, banche creditrici del gruppo Holding (fondo lussemburghese che prevede uno scambio di editoriale per valutare controllato dalla sua 0,12 azioni Cairo per ogni l'opportunità di rinunciare alle Investindustrial), da Diego Della condizioni di validità dell'offerta azioni Rcs, un prezzo che Valle, Mediobanca, UnipolSai e valorizza il titolo della casa Pirelli (ChemChina), riuniti in legate al debito, n principale editrice 0,53 euro, molto al di International Media Holding, il creditore del gruppo è Intesa veicolo promotore dell'Opa di cui Sanpaolo, schierata al fianco di sotto del valore attuale di Borsa Bonomi controlla il 45%, mentre (0,77 euro la chiusura di Cairo come advisor dell'Ops; e Della Valle, Mediobanca, UnipolSai venerdì) o dai valori indicati tra gli istituti creditori c'è anche e Pirelli il 13,75% a testa. I cinque dalle fairness opinion degli Mediobanca, che agisce anche soci nel prospetto valutano da advisor finanziario della advisor del board Rcs (tra 0,80 «positivamente» il processo di e 1,31 euro). Giuliana Ferraino turnaround avviato dal management cordata di Bonomi. Piazzetta EDITORIA in Borsa • L'S maggio Urbano Cairo ha lanciato un'Ops sulle azioni Rcs offrendo 0,12 azioni Cairo Communicati on per ogni azione Rcs • II 16 maggio Andrea Bonomi, con Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli e UnipolSai ha lanciato un'Opa su Rcs a 0,70 euro cash per ogni azione Rcs Pag. 9 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 20 Direttore Responsabile Diffusione Testata Mario Calabresi 327.329 Rcs, Bonomi & soci pronti a investire di più per vincere basta il 30% Pubblicato il prospetto della cordata con Mediobanca, UnipolSai Della Valle, Pirelli. Entro venerdì Cairo deciderà se rilanciare GIOVANNI PONS MiLANO.E' sempre più testa a testa tra Urbano Cairo e Andrea Bonomi per conquistare il controllo della Rcs. Ieri è stato pubblicato il prospetto informativo della cordata che oltre al fondatore del fondo Investindustrial vede schierati in prima fila Mediobanca, Diego Della Valle, UnipolSai e Pirelli. Due le novità importanti: primo, la cordata si riserva di rinunciare alla condizione del raggiungimento del 66,7% e potrà ritenere valida l'Opa anche se riceverà il 30% più un'azione a patto che con tali voti riesca a controllare l'assemblea ordinaria e nominare il cda Poiché la cordata Bonomi parte da un 22,6% di azioni Rcs oggi possedute dai soci di riferimento e che verranno conferite alla Newco che lancerà l'Opa, con un 30% di adesioni raggiungerà oltre il 52% del capitale e governerebbe la società qualunque quota Cairo a ottenere. La seconda novità riguarda i soldi che la compagine guidata da Bonomi si dichiara disposta a mettere in campo per far crescere la Rcs. Oltre alla quota parte di un aumento di capitale di 200 milioni (cioè 150 milioni) ora dice che potrebbe fare anche di più. «Gli investitori potranno altresì valutare di investire ulteriori risorse finanziarie se proposto dal cda per consentire la creazione di uno dei principali gruppi multimediali internazionali», è scritto nel prospetto. Con questa mossa Bonomi cerca di sopravanzare il ha escluso una fusione tra la sua casa editrice e la Rcs per sfruttare sinergie industriali tra i due gruppi facendo confluire nella società fusai 108 milioni di liquidità attualmente presenti nella Cairo. Bonomi, però, ha motivato il maggior impegno con il fatto che Rcs ha bisogno di crescere e per farlo ci vogliono le risorse adeguate. La cordata nel prospetto scrive infatti che intende «sostenere e accelerare il processo di ristrutturazione positivamente avviato dall'attuale management dell'emittente nonché creare un gruppo editoriale multimediale di portata internazionale, partendo dalla piattaforma di business esistente e sviluppandola attraverso interventi mirati». Per ottenere questo risultato, però, occorre avere un azionariato stabile e Bonomi, al contrario di Cairo, deve convivere con altri quattro soci pesanti che insieme hanno il 5 5% della Newco che lancerà l'Opa Non a caso per regolare i rapporti tra di loro hanno dovuto ricorrere all'antica formula del patto di sindacato che la stessa Mediobanca aveva mandato in soffitta. Sia nel caso vincesse Cairo sia prevalessero Bonomi & C. la Rcs rimarrà una società quotata in Borsa. In questo modo si offrono agli investitori il maggior numero di opzioni. Possono consegnare o concambiare parte delle azioni tenendo le rimanenti, II titolo Rcs 0,73 ^0,77 0,73 ^0,77 0,3 14 dic 2015 0,73 ^0,77 0, 14 gen 2016 14 dic 201 12feb 2016 0,73 ^0 14 mar 2016 77 0, 14 ge 0,41 201 11 apr 2016 14 dic 20 19 mag venerdì 2016 12feb 2016 0,73 ^0 1 I NUMERI 30% U SOGLIA La cordata riterrà valida l'Opa anche se riceverà il 30% 22,6% UQUOTA La cordata Bonomi ha già il 22,6% delle quote Rcs 200 mln L'AUMENTO Oltre i 200 milioni di aumento di capitale ci saranno altre risorse partecipando al piano di turnaround promosso da Cairo oppure EDITORIA Pag. 10 Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 20 Direttore Responsabile Diffusione Testata Mario Calabresi 327.329 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress incassando 0,7 euro cash e magari ricomprando le azioni in Borsa a prezzi più bassi. E poiché Cairo nelle sue esternazioni pubbliche ha sempre affermato di aver condotto le ristrutturazioni senza toccare il personale, ecco che Bonomi si premura di affermare che «alla data del documento di offerta e per i successivi 12 mesi, non sono previste all'esito dell'offerta operazioni che possano avere effetti sulla forza lavoro ulteriori rispetto a quanto previsto dal business pian 2016-2018 reso noto al mercato dall'emittente». Ora si entra nella settimana cruciale poiché entro venerdì 17 Cairo deve decidere se rilanciare o meno e Bonomi nei giorni successivi dovrà fare altrettanto. EDITORIA Pag. 11 Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 15 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Sallusti 83.271 LADEL CORRIERE, OOMAÜS FAUTE t WS OS CAIRO Bonomi promette più soldi per Rcs I soci storici disponibili a investire e a ridurre la soglia minima dett'Opa al 30% Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress SCALATORI La sede del Corriere della Sera in via Solferino a Milano. leditore Urbano Cairo (a sinistra in alto) e il finanziere Andrea Bonomi hanno lanciato due offerte concorrenti per prendere il controllo del gruppo Rcs Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Massimo Restelli I Schierati i rispettivi eserciti azionari e svelati i piani tattici nei prospetti informativi, domani in Piazza Affari con l'avvio deH'Ops di Urbano Cairo inizia la vera battaglia contro Andrea Bonomi per il controllo di Rcs. E lo scontro che deciderà il nuovo padrone del Corriere della Sera non potrebbe essere più incerto. L'ultima conferma è nel prospetto dell'Opa promossa da Bonomi (70 centesimi in contanti): il finanziere milanese che ha stretto un'alleanza con i soci storici Mediobanca, Pirelli, Unipol e Diego Della Valle creando la newco International Media Holding - non solo promette investimenti aggiuntivi per fare di Rcs un polo «multimediale internazionale» ma «si riserva» di « rinunciare alla condizione» precedentemente fissata di raccogliere almeno il 66,7% del capitale. A patto però di raggiungere «la soglia del 30% più una azione di Rcs». In sostanza avere in mano la minoranza di blocco, e quindi poter gestire l'assemblea dei soci e inibire eventua attualmente titolari del 22,6% circa di Rcs, l'Opa dovrà fruttare almeno un altro 7,4%. L'invito a specificare la soglia sarebbe partito dalla stessa Consob. Dal canto suo l'editore di La7, che propone di scambiare 0,12 azioni della sua Cairo Communication per ogni titolo Rcs e vuole raccogliere almeno il 35% del capitale, da II fronte che promuove l'Ops • U rba n o Ca i ro *,*2Vo Intesa Sanpaolo 4,18% e quello che promuove l'Opa • Diego Della Valle *&*% • Mediobanca 6,25% Unipol Pirelli Unipol Pirelli 4,60% 4,43% Unipol Pire Resto del capitale • Schroders5,02% • Famiglia Rotelli3,48% (i Vanguard2,3O% Flottante5»,6»% li 4,60% 4,43% Unipol Pire Resto del capitale • Schroders5,02% • Famiglia Rotelli3,48% (i Va cda di Rcs ha inoltre giudicato L'offerta di Cairo si concluderà l'a luglio, sette giorni prima rispetto alla proposta di Bonomi domani sarà impegnato nel road incongrua l'Ops di Cairo, show per illustrare il proprio specificando che secondo gli progetto agli investitori esperti il valore medio dell'azione è 95 centesimi. Il RQAD SHOW L'editore di La? ha tempo fino a venerdì per un eventuale rilando verdetto del board su Bonomi è atteso entro venerdì 17. Ma torniamo agli investimenti prospettati dal fronte di di International Media Holding. Bonomi e alleati, si legge nel prospetto, sono disponibili, se lo chiederà il consiglio di Rcs guidato da Laura Cioli, Piazza Affari, Rcs ha terminato «a valutare di investire la seduta a 77 centesimi, oltre ulteriori risorse», aggiuntive quindi sia i 70 cent in contanti ai 150 milioni di aumento di proposti da Bonomi sia ai 54 capitale annunciato. cent del valore implicito dello L'obiettivo è una crescita scambio azionario studiato da anche tramite Cairo (4,5 euro la chiusura di istituzionali. Poi dovrà decidere come procedere: a sensi del Regolamento Emittenti, Cairo ha infatti tempo fino a venerdì 17 giugno per un eventuale rilancio deH'Ops, che si chiuderà l'8 luglio. A sua volta Bonomi potrà ritoccare la propria offerta fino a cinque giorni prima della scadenza, fissata per il 15 luglio. Di certo la Borsa si aspetta un rilancio da parte di entrambi i contendenti: venerdì in li operazioni straordinarie promosse dall'avversario Cairo: Cairo Com in Piazza Affari). Sempre venerdì il visto che Bonomi & C sono EDITORIA Pag. 12 Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 15 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Sallusti 83.271 RCS L'EGO Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress acquisizioni. «Fondamentale», quindi, «un'importante politica di investimento, che porrà nel mirino non più solo i Paesi di lingua spagnola ma anche quelli anglofoni, con un particolare interesse per il «mondo degli eventi sportivi» e delle news, oltre allo «sviluppo di contenuti editoriali focalizzati sul made in Italy». Quanto, infine, al fronte occupazionale, l'offerta non prevede operazioni che «possano avere ulteriori effetti sulla forza lavoro rispetto a quanto previsto dal piano Rcs 2016-2018». EDITORIA Pag. 13 Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 18 Direttore Responsabile Diffusione Testata Maurizio Belpietro 70.539 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress L'offerta amichevole su Rcs Da Mediobanca 283 milioni per la «scalata» Bonomi ••• Azionariato stabile e a lungo termine che sarà garantito anche da un nuovo patto parasociale stipulato dai promotori dell'offerta, erede di quello scioltosi nell'ottobre del 2013. Il cda della newco creata da Andrea Bonomi e dai grandi soci di Rcs per lanciare l'Opa sul gruppo «sarà composto da sette amministratori nominati dagli aderenti secondo il principio di proporzionalità», si legge infatti nelle informazioni sul patto parasociale allegato al prospetto delTOpa su Rcs. A Bonomi spetterà la designazione di tre amministra tori, uno ciascuno invece per Della Valle, Mediobanca, UnipolSai e Pirelli. «Il presidente del consiglio di amministrazione di NewCo sarà nominato tra i candidati designati dagli attuali azionisti con il voto favorevole di almeno quattro amministratori in carica, ivi incluso almeno uno degli amministratori designati dall'investitore», viene spiegato. Quanto alla governance di Rcs, il Patto prevede che «entro cinque giorni lavorativi decorrenti dalla stipula dello stesso», la NewCo richieda al cda di Rcs la convocazione di un'assemblea dei soci per «modifiche da apportare allo statuto sociale di Rcs». Con queste modifiche, i consiglieri del board di Rcs saranno nove, di cui otto designati dai partisti: nella lista di nove candidati della newco, in particolare, tre saranno indicati da Bonomi e quattro da ciascun grande socio. La designazione del candidato al ruolo di ad sarà fatta dal cda della NewCo con l'unanimità degli amministratori in carica. L'efficacia dell'offerta è subordinata al verificarsi di alcune condizioni tra cui il raggiungimento di una so- EDITORIA Andrea Bonomi (nella foto) guida la cordata per rilevare Rcs, in concorrenza con l'editore Urbano Cairo [LaP] glia minima di adesioni che porti la newco a detenere almeno il 66,7% del capitale della società. Sarà Mediobanca, infine, a garantire il pagamento degli obblighi derivanti dall'Opa. L'istituto ha messo a disposizione di International media holding, «una linea di credito vincolata a garanzia dell'esatto adempimento dell'obbligazione dell'offerente di pagare l'intero prezzo di tutte le azioni Rcs portate in adesione all'offerta» fino all'esborso massimo di 282,75 milioni di euro. Pag. 14 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 16 Direttore Responsabile Diffusione Testata Virman Cusenza 139.923 Bonomi e soci sulTOpa Rcs: investiremo oltre 150 milioni ^La cordata non intende scendere sotto il 30% e non prevede riduzioni al personale L'OFFERTA ROMA La cordata composta dal finanziere Andrea Bonomi e dai soci storici di Rcs è pronta a iniettare nel gruppo del Corriere della Sera, in caso di necessità, anche più dei 150 milioni di euro già annunciati. È uno dei dettagli del prospetto dell'offerta pubblica di acquisto (Opa) che sarà lanciata tramite il veicolo International Media Holding e prenderà il via il 20 giugno per chiudersi il 15 luglio, a 70 centesimi in contanti per ogni titolo della Rizzoli. L'operazione, per un certo periodo, si sovrapporrà all'offerta concorrente di Urbano Cairo, ai nastri di partenza domani per chiudersi l'8 luglio. Da ricordare che l'editore della rete televisiva La7 propone di scambiare 0,12 azioni della sua Cairo Communication per ogni titolo di Rcs, il che significa (ai valori di Borsa di venerdì) valorizzare quest'ultimo 0,54 euro. Il tutto mentre il prezzo della Rizzoli a Piazza Affari venerdì si collocava appena oltre i 77 centesimi, ossia sopra entrambe le offerte. Ebbene, come emerge dal prospetto informativo pubblicato ieri, la cor data composta da Andrea Bonomi (che avrà la maggioranza di International Media Holding), Mediobanca (che sarà anche consulente), Unipol, Pirelli e Diego Della Valle considera «di fondamentale importanza» l'implementazione «una importante politica di investimento» in Rcs. EDITORIA AZIONISTA Mediobanca S.p.A Diego Della Valle Urbano Roberto Cairo Finsoe S.p.A. China National Chemical Corporation_____ Intesa Sanpaolo S.p.A. Paolo Rotelli Fortress Investment Group IIC_____ Vanguard International Explorer Fund____ Azioni proprie QUOTA % Gli azionisti e le offerte su Rcs COSA OFFRE URBANO CAIRO I COSA OFFRE LA CORDATA DI BONOMI n 19 titoli v» » I *• Cairo Communication per ogni azione Rcs O 70 euro in contanti per ogni azione Rcs AZIONISTA Mediobanca S.p.A Diego Della Valle Urbano Roberto Cairo Finsoe S.p.A. China National Chemical Corporation_____ Intesa Sanpaolo S.p.A. Paolo Rotelli Fortress Investment Group IIC_____ Vanguard International Explorer Fund____ Azioni proprie QUOTA % Gli azionisti e le offerte su Rcs QUOTA % AZIONISTA Mediobanca S.p.A Diego Della Valle Urbano Roberto Cairo Finsoe S.p.A. China National Chemical Corporation_____ Intesa Sanpaolo S.p.A. Paolo Rotelli Fortress Investment Group IIC_____ Vanguard International Explorer Fund____ Azioni proprie COSA OFFRE URBANO CAIRO I COSA OFFRE LA CORDATA DI BONOMI QUOTA % AZIONISTA Mediobanca S.p.A Diego Della Valle Urba n 19 titoli v» » I *• Cairo Communication per ogni azione Rcs o Roberto Cairo Finsoe S.p.A. China National Chemical Corpora O 70 euro in contanti per ogni azione Rcs ion_____ Intesa Sanpaolo S.p.A. Paolo Rot AZIONISTA Mediobanca S.p.A Diego Della Valle Urbano Roberto Cairo Finsoe S.p.A. China National Chemical Corporation_____ Intesa Sanpaolo S.p.A. Paolo Rotelli Fortress Investment Group IIC_____ Vanguard International Explorer Fund____ Azioni proprie QUOTA % Gli azionisti e le offerte su Rcs COSA OFFRE URBANO CAIRO I COSA OFFRE LA CORDATA DI BONOMI n 19 titoli v» » I *• Cairo Communication per ogni azione Rcs O 70 euro in contanti per ogni azione Rcs ULTERIORI RISORSE Così, oltre all'impegno a dotare la società di nuove risorse sottoscrivendo un aumento fino a 150 milioni di euro, nel prospetto si afferma che «gli investitori potranno altresì valutare di investire ulteriori risorse finanziarie» se proposto dal consiglio di amministrazione per «consentire la creazione di uno dei principali gruppi Gruppo che, nelle intenzioni degli offerenti, dedicherà particolare attenzione al «mondo degli eventi sportivi». La cordata composta da Bonomi, non ancora azionista, e dai soci storici, inoltre, «si riserva di rinunciare alla condizione sul quantitativo minimo» di adesioni, fissata al 66,7%, ma non intende scendere sotto la soglia del 30% più una azione del gruppo Pag. 15 Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 16 Direttore Responsabile Diffusione Testata Virman Cusenza 139.923 editoriale. Il prospetto affronta anche Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress il nodo dell'occupazione e precisa che la cordata non prevede ulteriori tagli al personale rispetto a quanto previsto dal piano industriale 2016-2018. «Alla data del documento di offerta - si legge nel prospetto - e per i successivi 12 mesi non sono ipotizzate ulteriori operazioni di ristrutturazione (quali fusioni, scissioni, conferimenti o cessioni di rami d'azienda) eccetto quanto previsto dal business pian 2016-2018 reso noto al mercato. Alla data del documento di offerta e per i successivi 12 mesi aggiunge il prospetto - non sono previste operazioni che possano avere effetti sulla forza lavoro ulteriori rispetto a quanto previsto dal business pian 2016-2018 reso noto al mercato dall'emittente». Car lotta Scozzar i © RIPRODUZIONE RISERVATA EDITORIA Pag. 16 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress EDITORIA/1 Rcs, ok Consob all'Opa Bonomi Offerta a 0,70 euro, via il 20 giugno Rcs, ok Consob all'Opa Bonomi Offerta a 0,70 euro, via il 20 giugno Antonella Olivieri »• pagine 21 e 23 Rcs, ok Consob all'Opa Bonomi Offert Media. Disco verde al prospetto: Opa a 0,70 euro, sul mercato dal 20 giugno al 15 luglio Lo scenario dello Spiegel Rcs, vìa lìbera Consob all'offerta di Bonomi II cda boccia il prezzo e il contenuto industriale dell'Ops Cairo Investindustrial 45% II piano dei soci per la contro-opa. Dati in percentuale L'assetto azionario della Newco 55% Della Valle UnipolSaiPirelli Mediobanca 13,75% 13^75% 13,75% 13,75% Antonella Olivieri v L'OpasuRcsdiAndreaBonomi con i soci "storici" Diego della Valle, Mediobanca, UnipolSai e Pirelli (che hanno già in mano il 22,6%), ottiene il disco verde dalla Consob per la pubblicazione del prospetto. L'offerta, che si propone di arrivare almeno al 30% del capitale, partirà il 20 giugno per concludersi il 15 luglio, in sostanza con uno slittamento di una settimana rispetto all'Ops lanciata da Cairo Communication che partirà lunedì prossimo e che avrebbe dovuto concludersi l'8 luglio. È probabile che la scadenza sarà riallineata al 15 luglio perché, se così non fosse, vorrebbe dire che Urbano Cairo rinuncia a restare in partita, rinunciando cioè alla EDITORIA possibilità di rilanciare in presenza di un eventuale rilancio del concorrente. Il prezzo dell'Opa Bonomi, in contanti, a quanto risulta, dovrebbe essere confermato a 0,70 euro, sotto le attuali quotazionidi Borsa, che ieri inchiusura si sono assestate a 0,7725 euro, pur in calo dello 0,77%. Di molto inferiore il prezzo implicito nel concambio dell'Ops (0,12) che, con il titolo Cairo Communication a 4,5 euro (3,52%), è di 54 centesimi. Il prospetto dell'Opa dovrebbe essere pubblicato oggi, ma non si attendono novità particolari, dal momento che i patti che regolano i rapporti tra i soci della cordata sono già stati resi noti. Continua > pagina 23 Pag. 17 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Antonella Olivieri > Continua da pagina 21 Al momento dunque le due offerte partono alle condizioni preannunciate, che sono già state spiazzate dal mercato. Ma il board Rcs ha persino rincarato la dose. Nella fairness opinion diffusa ieri, relativa all'Ops Cairo, le valutazioni si spingono fino a 1,31 euro. L'esperto indipendente, il professor Roberto Tasca, con il metodo del Dcf (che si basa sull'attualizzazione dei flussi di cassa) arriva a stimare un «valore fondamentale» di Rcs compreso tra 0,80 e 1,13 euro ad azione, con un valore intermedio di 0,95 euro. Citi, altro advisor della società, si spinge oltre con un range di prezzo compreso tra 0,93 e 1,31 euro. Unicredit, altra banca advisor, in termini relativi è più "cauta", ma pur sempre arriva a una stima di 0,86-1,26 euro ad azione. Dunque, conclude il board Rcs, il corrispettivo dell'Ops Cairo è da rite I TEMPI La settimana prossima il cda dovrà valutare anche l'offerta Bonomi che punta a raggiungere almeno il30% del capitale Vanguard Int. Explorer Fund Paolo Rotelli Intesa Sanpaolo China National Chemical Corp. Finsoe Urbano Cairo Exor Schroders Mediobanca Diego Della Valle Quote in % I grandi soci di Rcs Media Azioni proprie 10 20 i 30 i 40 i 50 if ', '732 ^V6'25 , \ 5,02 4,72 /« v " 4,60 4,43 4,59 * « 3,48 "!, 2,30 , 0,88 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Media. Disco verde dalla Consob alla pubblicazione del prospetto dell'offerta concorrente, sul mercato dal 20 giugno al 15 luglio Rcs, Bonomi conferma POpa a 0,70 euro II cda boccia POps Cairo: «Prezzo non congruo e proposta industriale non migliorativa» nersi «non congruo» dal punto di vista finanziario, in quanto il prezzo implicito nell'offerta di scambio è di gran lunga inferiore al prezzo minimo individuato da tutti e tre i consulenti. Ma nemmeno la proposta industriale convince Rcs: «I programmi futurisottesi all'Ops, come delineati nel documento d'offerta, non costituiscono un'opportunità incrementale rispetto al piano industriale aziendale». Insomma bocciatura senza appello, tant'è che all'unanimità il consiglio di Rcs ha valutato come «non positiva» l'offerta di Urbano Cairo. Le argomentazionisono contenute nei documenti consultabili sul sito della società e ricomprendono una serie di punti. Non è possibile valutare con il metodo del Dcf Cairo Communication (il titolo è la "mercé di scambio") sostiene Rcs - perché non sono state fornite indicazioni quantitative in merito agli obiettivi economicofinanziari. Neppure si può EDITORIA supplire con i multipli di Borsa, per la scarsità del flottante e la copertura limitata da parte degli analisti. Ma soprattutto POps «non riconosce un premio di controllo agli azionisti Rcs». A livello di progetti industriali, la valutazione di Rcs è che «non ci sono elementi di discontinuità rispetto al piano aziendale, né come strategia, né come interventi di ottimizzazione». Tutte le opportuni tàdicr esci ta (per esempio eventi sportivi, informazione locale, sottoscrizioni online a pagamento) individuate da Cairo Communication nel documento d'offerta sono «esattamente le stesse» del piano industriale di Rcs. E quindi, l'offerta non apporta elementi innovativi a riguardo, limitandosi a ricalcare la strategiagià impostata dall'attuale management. Inoltre, la presenza di Cairo Communication nei media digitali «non è significativa», mentre l'expertisericonosciuta nel settore dei periodici è comunque differente, per tipologia di prodotti e target di pubblico, rispetto aiperiodici Rcs. Si sottolinea ancora che non ci sono specifici suggerimenti in merito alle sinergie attivabili tra Italia e Spagna né dettagli rispetto agli investimenti futuri di Rcs, si parla di possibili cessioni senza precisare a cosa si faccia riferimento e, non ultimo, non ci sono impegni inmerito a una possibile ricapitalizzazione di Rcs. Nemmeno il piano di taglio dei costi - che è il punto forte della proposta di Cairo - viene risparmiato. Rcs nota che i 140 milioni di efficienze previste, in real tà si traducono in un beneficio aggiuntivo stimato in 25 milioni di euro, ma su un orizzonte temporale più lungo di un anno rispetto al piano aziendale e su un perimetro più ampio che comprende anche il gruppo dell'offerente. Ora, entro la settimana prossimail consiglio Rcsdovrà valutare anche l'Opa di Bonomi & C. Sul prezzo valgono le considerazioni già fatte, anche se il prezzo di 0,70 euro è più alto rispetto a quello dell'Ops. Per il resto, il punto qualificante è l'impegno già preso dalla cordata a sottoscrivere fino a 150 milioni di aumento di capitale, seilcdadecideràdispenderela delega fino a 200 milioni che scade tra un anno. ©R [PRODUZIONE RISERVATA Pag. 18 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress EDITORIA/2 Cairo, cinque giorni per valutare il rilancio Mangia Mangano > pagina 23 Riassetti. L'imprenditore valuta se rivedere l'offerta o aspettare le mosse di Bonomi Cairo, si apre la «finestra» dei rilanci MILANO Cinquegiornidi tempo. Apartire da lunedì. Si apre formalmente la partita dei rilanci per le due offerte in campo su Rcs Media Group: Pops lanciata da Urbano Cairo e l'Opa della cordata guidata da Investindustrial di Andrea Bonomi. Il calendario, per eventuali mosse da parte dell'imprenditore piemontese, è assai stringente. Cairo, infatti, può tecnicamente modificare POps, che partirà formalmente il 13 giugno, solo nei cinque giorni di Borsa aperta successivi alla pubblicazione del prospetto dell'offerta della cordata Bonomi. La finestra, dunque, si chiuderà venerdì prossimo. Al momento, si apprende, l'imprenditore starebbe ancora valutando eventuali contromosse. Di certo alla luce delle quotazioni dei due titoli coinvolti (ieri Cairo Communication è sceso del 3,5% a 4,5 euro e le azioni Rcs hanno ceduto lo 0,77% a 0,77 euro) con il concambio proposto di 0,12 titoli Cai ro Communication ogni titolo Rcs, le azioni del gruppo del Corriere della Sera sono valorizzate 0,54 euro. Troppo poco rispetto all'Opa in contanti annunciata da Andrea Bonomi e dai soci storici del gruppo editoriale che offre 0,70 euro cash per ciascun titolo I TEMPI L'editore di La 7 ha cinque giorni di tempo a partire da lunedì prossimo per modificare l'offerta di scambio proposta Rcs. E ancor meno di quanto dice piazza Affari che ha spinto le azioni del gruppo editoriale fino a 0,77 euro e anche oltre nelle sedute passate. La Borsa, dunque, scommette su un miglioramento del concambio dell'Ops, possibile, appunto, solo se in questi cinque giorni l'imprenditore dovesse convocare l'assemblea straordinaria per modificare il concambio (bastano 15 giorni per l'assemblea straordinaria). L'alternativa è che Cairo decida di aspettare e vedere se la cordata Bonomi faccia a sua volta un rilancio. Una mossa che aprirebbe a Cairo una nuova finestra, sempre di cinque giorni, a partire dalla formulazione della nuova controfferta. L'unica certezza al momento è che l'editore di La 7 dovrebbe allineare la scadenza dell'Ops a quella dell'Opa concorrente, allungandola rispetto all'attuale formulazione che termina F8 luglio fino al 15 luglio. Quanto basta per poter monitorare per l'intero periodo l'andamento delle due operazioni ed essere così pronti a rispondere ad aventuali rilanci. L'impressione è infatti che in assenza di una revisione del prezzo, da entrambe le parti, lo status quo in Rcs potrebbe avere la meglio. Mar. Man. ©RIPRÔDUZIÔNERISERVATA EDITORIA Pag. 19 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 21 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress LA CONTESA SUL CORRIERE Quei due scenari estremi: zero rilanci o gara a oltranza Bonomi rinuncia ad adeguare il prezzo della sua offerta per Rcs alle quotazioni più alte alle quali è già arrivata la Borsa (0,77 euro ancora ieri), confermando che POpa, tra una settimana, partirà presumibilmente "fuori mercato", a 0,70 euro per contanti. A questo punto Urbano Cairo avrà una prima finestra di opportunità di cinque sedu-di Antonella Olivieri te per dichiarare un rilancio. Ma non è detto che la sfrutterà, dopo la pesante stroncatura arrivata dal board di Rcs persinò sul contenuto industriale della sua proposta. Se rinuncerà alla mossa, si apriranno due scenari estremi. Il primo è che nessuno rilanci, spiazzando il mercato che invece aveva scommesso sul ritocco delle offerte. C'è l'inco gnita della Brexit che potrebbe scombussolare il contesto ma, a bocce ferme, in questo caso le due offerte potrebbero anche andare entrambe deserte. Nel qual caso tutti gli attori della contesa - azionisti e banche creditrici - dovrebbero probabilmente sedersi a un tavolo per discutere comunque dell'assetto di Rcs. Continua ' pagina 23 L'ANALISI delle offerte che ogni rilancio potrebbe far allungare. delle offerte che ogni rilancio potrebbe far allungare. Ma non è credibile, con i problemi strutturali che il settore dell'editoria si trova ad affrontare e con il debito Ma non è credibile, con i problemi strutturali che il settore dell'editoria si trova ad affrontare e con il debito ingente che ancora tarpa le ali a Rcs, che i due contendenti siano determinati a rincorrere non solo il mercato, ma anche le valutazioni ancora più elevate che la società, con i suoi advisor, ha fatto su se stessa e che individuano un "valore fondamentale" che si spinge fino a 1,31 euro per azione. > Continua da pagina 21 II secondo Il confronto è necessariamente sul scenario è che la battaglia tra i due contendenti si scateni solo all'ultimo. terreno del mercato, visto che il Ma il pallino, in quest'ipotesi, l'avrebbe flottante è superiore al 60%, ma, in mano Bonomi. Se rilanciasse in inutile nascondersi dietro a un extremis per raccogliere più azioni dito, la partita è anche politica: le consentirebbe a Cairo di rientrare in logiche non sono necessariamente gioco, alzando a sua volta la posta. In teoria, non ci sono limiti alla possibilità coincidenti. Se si puntava allo status quo, l'obiettivo può di rilanci, a patto di arrivare con la proposta vincente almeno cinque giorni considerarsi mancato perché, comunque vada, le cose sono prima della scadenza destinate a cambiare. ©RIPRÔDUZIÔNERISERVATA Antonella Olivieri Quei due scenari estremi nessun ritocco o gara a oltranza EDITORIA Pag. 20 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 45 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Opa Bonomi, via libera Consob II cda Rcs boccia l'offerta Cairo II valore medio dell'azione è 0,95.«I risparmi non sono superiori ai nostri» Partirà il 20 giugno per concludersi il 15 luglio l'Opa per contanti su Rcs promossa da Andrea Bonomi con quattro grandi soci del gruppo del «Corriere della Sera», Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli e UnipolSai. La compagine riunita nella International Media Holding ha ricevuto ieri il via libera della Consob al prospetto informativo sull'offerta per contanti a 0,70 euro, che dunque arriva in Piazza Affari a una settimana esatta dall'offerta pubblica di scambio di Urbano Cairo, in calendario da lunedì 13 giugno a venerdì 8 luglio. La proposta finanziaria e industriale dell'editore di «Lay» è stata bocciata all'unanimità dal consiglio di amministrazione di Rcs. Il board, si legge in una nota diffusa ieri «valuta non positivamente l'Ops e ritiene che il corrispettivo non sia congnio per i possessori di azioni». Mentre i programmi fin qui illustrati da Cairo non rappresentano «opportunità -0,77% a 0,7725 euro — lachiustif a dneft In Borsa -0,77% a 0,7725 euro — lachiustif a dneft GEN -0 FEB 77% MAR APR 2016 a 0,7725 euro — lac MAG ius dArco if a valutare le Rcs meno della media aritmetica delle tre valutazioni. Come annunciato in un precedente comunicato e previsto per tutte le riunioni dedicate alle offerte in corso sulla società, il consiglio ha registrato la duplice assenza del presidente Maurizio Costa, che ricopre anche la carica di amministratore indipendente in incrementali» rispetto al piano Mediobanca, e del consigliere industriale portato avanti Stefano Simontacchi, avvocato dall'amministratore delegato Laura Cioli. Il consiglio ha motivato in un dello studio Bonelli Erede, consulente di Cairo. Presenti voluminoso documento le ragioni del no all'offerta che prevede lo tutti gli altri consiglieri, inclusi scambio di azioni e una Dario Frigerio e Paolo valorizzazione, ai prezzi dell'8 aprile Colonna, indicati dai fondi. Il scorso, giorno dell'annuncio, di consiglio ha segnalato tra le 0,527 euro. Ieri il titolo Rcs è stato altre cose di non poter dare una valutazione della Cairo Communication sulla base dei scambiato a 0,77 euro in Piazza Affari, livello superiore flussi di cassa attesi, poiché a entrambe le offerte e ancora mancano indicazioni dalla largamente inferiore al valore società stessa sui propri obiettivi intermedio di 0,95 euro (di una futuri. La valutazione, considerando invece le forchetta compresa tra 0,80 e quotazioni di Borsa, è stata 1,13) espresso dall'analisi inficiata, secondo il consiglio affidata all'esperto Rcs, «dai ridotti volumi di indipendente, il professor Roberto Tasca dell'Università trading del titolo Cairo, dal suo scarso flottante», mentre su Rcs degli Studi di Bologna. Anche Citi e Unicredit hanno condotto proprie fairness opinion, la prima ha indicato il valore fondamentale di Rcs tra 0,93 e 1,31 euro, la seconda tra 0,86 e 1,26 euro. D concambio proposto da Cairo (0,12) risulta EDITORIA 20 giugno la data in cui partirà l'Opa di Andrea Bonomi e dei quattro azionisti storici di Rcs. Una settimana dopo l'Ops di Cairo euro e il valore medio per azione (in una forchetta compresa tra 0,80 e 1,13) stimato dall'esperto Roberto Tasca • In alto, Andrea Bonomi presidente di Investindustrial Sopra, Urbano Cairo, patron di Cairo Communication industriale» già predisposto, si legge ancora. Mentre «l'obiettivo pesava anche l'attesa cessione di risparmi per 140 milioni entro delle quote Fca. Per il board, tre anni arriva in realtà al 2019, inoltre, l'Ops, «non riconosce un su una base costi 2015 più premio di controllo» ai soci Rcs. ampia, perché relativa al gruppo Nei programmi di Cairo «non ci Cairo Communication post sono elementi di discontinuità offerta». Secondo Rcs, quindi, rispetto al piano «il beneficio aggiuntivo» previsto da Cairo scende ad Pag. 21 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 45 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress appena 25 milioni, senza essere quindi «significativamente superiore» al piano già in atto. E, ancora, si sottolinea come Cairo non escluda un aumento di capitale di Rcs ma non chiarisca in tal caso quale sarebbe l'impegno di Cairo nell'operazione. Nell'Opa promossa da Bonomi era stata ipotizzata una ricapitalizzazione fino a 150 milioni. Nel prospetto che dovrebbe essere pubblicato oggi sono attesi ulteriori dettagli. Paola Pica © RIPRODUZIONE RISERVATA EDITORIA Pag. 22 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 20 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Sallusti 83.271 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress BAÎÎAGLEA DEL «CORRIERE» Rcs boccia l'offerta di Cairo Voto unanime in consiglio // cda: «L'Ops è troppo bassa, la valutazione media è 95 centesimi. E nessun vantaggio rispetto al piano» IL CASO di Camilla Conti na bocciatura all'unanimità, perché il prezzo «non è congrue» per chi possiede azioni Rcs. Ecco il verdetto definitivo del cda del gruppo editoriale all'offerta pubblica di scambio lanciata da Urbano Cairo, che comunque inizierà lunedì 13 giugno per terminare l'8 luglio. Le motivazioni della decisione presa dal board di giovedì scorso (cui però non hanno partecipato il presidente Maurizio Costa, consigliere di Mediobanca, e il consigliere in quota Cairo, Ste GOVERfJANCE II presidente Costa e il consigliere Simontacchi non si sono espressi fano Simontacchi) sono state diffuse ieri sera a Borsa chiusa, con un documento di circa cinquanta pagine. Il cda ha esaminato la cosiddetta fairness opinion dell'esperto indipendente, Roberto Tasca, e quelle di Citi e di Unicredit nonché il parere degli amministratori indipendenti. Secondo Tasca, il prezzo giusto era compreso tra 0,80 e 1,13 euro, con un valore intermedio di 0,95 euro; secondo l'analisi di Citi, tra 0,93 e 1,31 euro mentre Unicredit ha valutato il titolo in una forbice compresa tra 0,86 e 1,26 euro. Il rapporto di cambio di 0,12 azioni proposto da Cairo Communication per ogni azione Rcs è stato dunque considerato EDITORIA non congnio. Ma il valore intermedio rimane molto distante anche dai 70 centesimi offerti dagli awersari di International Media Holding (Investindustrial, Della Valle, Mediobanca, Pirelli e Unipol). Secondo il cda di Rcs, però, anche la strategia industriale annunciata da Cairo per rilanciare il gruppo che edita il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, non costituisce «un'opportunità incrementale rispetto al piano industriale» presentato dall'attuale management capitanato dall'amministratore delegato Laura Cioli. Nelle valutazioni sull'Ops il cda os AUTORIZZAZIONI Via libera Consob all'Opa in contanti di Bonomi, ma resta il nodo del prezzo serva, inoltre, che l'editore de La? non ha rilasciato « indicazioni quantitative al mercato in merito agli obiettivi economico-finanziari del gruppo Cairo Com». Rispetto poi agli obietti- Prezzo proposto: 0,70 € in contanti Andrea Bonomi Offerta pubblica d'acquisto (Opa)** 4m*mnmmm Rcs Concambio proposto: 0,12 azioni Cairo Comm. per ogni Rcs Urbano Cairo Offerta pubblica discambio (Ops) L'ESITO Urbano Cairo scende al 40% di Cairo Communication che controlla tutta Rcs* 'in caso di adesione totalitaria all'Ops La newco controlla il 100% di Rcs "tramite una newco partecipata da Bonomi, Mediobanca, Pirelli, UnipolSai e Diego Della Valle L'EGO vi indicati per la Rizzoli, segnala di non aver individuato nel prospetto di Cairo «elementi di discontinuità significativi rispetto al piano industriale Rcs». Mentre sui risparmi stimati da Cairo «non risultano essere significativamente superiori rispetto a quanto già previsto» dall'attuale piano che «già fa della strutturale riduzione dei costi il suo primo cardine». Per il board, il beneficio aggiuntivo previsto dall'offerta del patron del Torino si ridurrebbe a 25 milioni, con un orizzonte temporale di un anno più lungo rispetto all'orizzonte del SOTTO PRESSIONE L'ad di Rcs Laura Cioli, il gruppo ha appena ristrutturato il debito Pag. 23 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 20 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Sallusti 83.271 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress piano Rcs. Quanto alle sinergie, il cda segnala l'esistenza di «numerosi aspetti che possono comportare criticità operative e di gestione», derivanti dalla gestione di un gruppo di «dimensioni significativamente maggiori» rispetto alla Cairo Communication. L'editore di La? non esclude la necessità di un aumento di capitale «senza chiarire quale sia il livello di impegno di Cairo stesso rispetto agli eventuali oneri di ricapitalizzazione». E, soprattutto, «non riconosce un premio di controllo agli azionisti di Rcs». Sempre in serata è arrivato il via libera di Consob al documento sull'offerta in contanti lanciata da Bonomi in cordata con i soci storici di Rcs che prevede un aumento di capitale da 150 milioni per lo sviluppo. L'Opa partirà il 20 giugno per concludersi il 15 luglio. Intanto, a Piazza Affari, il titolo Cairo Com è sceso del 3,5% a 4,5 euro mentre le azioni Rcs hanno ceduto lo 0,77% a 0,77 euro. Alle attuali quotazioni, Cairo valorizza le azioni del Corriere della Sera 0,54 euro. EDITORIA Pag. 24 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 21 Direttore Responsabile Diffusione Testata Maurizio Belpietro 70.539 UN ANNO A PIAZZA AFFARI Ieri 0,7725 -0,77% MEDIAGROUP Giù. 2015 Sef Nov Gen. 2016 Mar Mag 0,4 0,2 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress E la Consob benedice l'operazione II «Corriere» se la tira ancora No a Cairo (e pure a Bonomi) // cda di Rcs boccia l'offerta del patron de Lai: prezzo basso. Ma fissa l'asticella del titolo troppo in alto anche per Investindustrial con cui però si cerca l'armistizio ;;; NINO SUNSERI •••II consiglio d'amminstrazione di Rcs boccia l'offerta di Cairo e, fra le righe, anche quella della cordata di Andrea Bonomi che proprio ieri ha ottenuto il via libera della Consob. Insomma si va ai rilanci dando ragione alla Borsa che, nonostante la bufera che ha flagellato i mercati, tiene le quotazioni della casa editrice ancorate a quota 77 centesimi. Un tetto che rende certo il fallimento del progetto di Cairo e molto problematico quello di Bonomi. Secondo il consiglio presieduto da Maurizio Costa il valore patrimoniale di Rcs è compreso fra 80 centesimi e 1,13 euro. Per Roberto Tasca, l'esperto indipendente nominato il 20 maggio, il prezzo giusto è di 95 centesimi. Al di sotto si tratta di una svendita Con questa perizia consiglieri e proprietà hanno risolto il loro gigantesco conflitto d'interessi. Il cda è EDITORIA espressione di buona parte dei membri della cordata Bonomi (Mediobanca, Della Valle, Unipolsai) ma ha deciso che chi vuole il Corriere deve arricchire il piatto. Cairo deve farlo in maniera consistente visto che la sua oflerta vale solo 53 centesimi. Inoltre il pagamento avviene sotto forma di azioni Cairo Communication. Il parere di Roberto Tasca fatto proprio dal consiglio si dilunga per 50 pagine smontando il progetto del presidente del Torino. La critica più radicale viene formulata all'inizio: «I programmi come delineati nel documento di offerta non costituiscono una opportunità incrementale». Da qui la raccomandazione ai soci di non accettare. Il documento rappresenta un ostacolo anche per la cordata Bonomi che, avendo ottenuto il via libera della Consob, lancerà la sua sollecitazione il 20 giugno per conclu- derla il 15 luglio. Sul piatto 70 centesimi per azione Che cosa accadrà adesso? Cairo parte lunedì e ha cinque giorni per il ritocco. Poi, eventualmente, spetterebbe a Bonomi andare alla rincorsa. La Borsa sogna la battaglia ma rischia anche di restare delusa. Vale la pena dissanguarsi in questa partita Porrebbe anche delinearsi uno scenario di altro tipo. Nessuno rilancia lasciando che il mercato decida in autonomia. Non ha molto senso questa contrapposizione considerato che tanto Cairo quanto i compagni di cordata di Bonomi sono già azionisti di Rcs. Molto più ragionevole trovare un'intesa che concentri le risorse nel rilancio del gruppo attraverso un aumento di capitale cui chiamare Investindustrial a partecipare. Poi si porrebbe anche pensare a uno spezzatino: Cairo prende il Corriere e La Spagna (tranne Marca) in Pag. 25 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 21 Direttore Responsabile Diffusione Testata Maurizio Belpietro 70.539 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress vendita. © RIPRODUZIONE RISERVATA EDITORIA Pag. 26 Sabato 11/06/2016 30 Direttore Responsabile Diffusione Testata Mario Calabresi 327.329 Le aziende Rcs boccia l'offerta di Cairo "II prezzo è incongruo"II cda: "I risparmi previsti dall'Ops non superiori a quelli già programmati"Via libera della Consob all'Opa di Bonomi, partirà il 20 giugno Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. GIOVANNI PONS MILANO La partita per il controllo di Rcs entra nel vivo. Con il via libera della Consob al prospetto delTOpa Bonomi & C., che partirà il 20 giugno, e il comunicato del cda Rcs che «all'unanimità valuta non positivamente l'Ops di Cairo Communication» in partenza lunedì prossimo, ora sarà il mercato a dover decidere a quale delle due offerte dare la preferenza. Il flottante del titolo è infatti pari al 65%, dopo che Fca ed Exor hanno distribuito le proprie quote, mentre il 22,6% del capitale confluirà nella Newco costituita da Bonomi, Mediobanca, Della Valle, UnipolSai, Pirelli se questa riuscirà ad arrivare ad almeno il 51% del capitale. Le decisioni degli investitori istituzionali e dei piccoli azionisti, però, si baseranno in primo luogo sui numeri forniti dai due offerenti oltre che sulla loro interpretazione fornita dal cda. Un consiglio che, occorre ricordarlo, è stato nominato circa un anno fa da quegli stessi azionisti che da parte del cda è totale, sia dal punto di vista finanziario sia da quello industriale. Il prezzo offerto, o meglio il concambio, non è giudicato congruo da tutte e tre le "fairness opinion" fornite al cda dagli advisor Citi e Unicredit e dall'esperto indipendente Roberto Tasca. La valutazione di Rcs sulla base del metodo dei flussi di cassa scontati ha portato a una forchetta compresa tra 0,8 e 1,13 euro da parte di Tasca, tra 0,93 e 1,31 euro secondo l'analisi di Citi e tra 0,86 e 1,26 in base alla stima di Unicredit. I valori medi di questi intervalli sono tutti ben lontani dallo 0,53 euro che implicitamente i prezzi di La sede Rcs in via Rizzoh a Milano Borsa attuali attribuiscono al concambio proposto da Cairo (0,12 azioni Cairo per ogni azione Rcs). Dunque l'offerta non è congrua per quanto riguardo il prezzo. Ma non è attraente neanche sotto il profilo industriale poi- oggi si oppongono all'avanzata di Cairo. La bocciatura dell'Ops EDITORIA 60 milioni al 2018. «I risparmi di costo indicati da Cairo, dunque, non risultano essere significativamente superiori rispetto a quanto già previsto da Rcs». Infine Cairo nel suo documento non esclude il ricorso a «interventi di ricapitalizzazione senza chiarire quale sia il livello di impegno di Cairo stesso». A questo punto si tratterà di vedere se nella settimana entrante l'editore di Alessandria deciderà di migliorare la sua offerta. Per farlo ha tempo fino a venerdì 17. Le valutazioni di Citi, Unicredit e Tasca per la Rizzoli sono comprese tra 0,8 e 1,31 euro che i risparmi di circa 140 milioni al 2019 indicati da Cairo nel prospetto informativo, si riducono in realtà a soli 25 milioni se si tiene conto degli oneri non ricorrenti pari a 55 milioni e i tagli già previsti dali'ad Laura Cioli per Pag. 27 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 7 Direttore Responsabile Diffusione Testata Maurizio Belpietro 70.539 PARTITO DA RIPENSARE La nota con la quale l'ex premier garantiva di voler tornare in pista non è stata presa molto sul serio. Domani è previsto un nuovo vertice cuore matto Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress fl Corriere da le quote sulla morte di Silvio Gufata del quotidiano di via Solferino: il Cavaliere avrebbe una probabilità su dieci di non superare Tanno Basta un'intervista di Toti per far scoppiare il caos nel partito: annullato l'invito a un comizio in Campania ;;; PAOLO EMILIO RUSSO ••• Ancora Silvio Berlusconi non è stato operato, che già si ragiona sul suo "rientro" in pista, una specie di "festa" che potrebbe essere organizzata nella sua villa di Arcore. Anzi, raccontano che ieri, nella sua camera al San Raffaele, l'ex premier abbia addirittura scherzato sulle probabilità di riuscita del suo intervento che il Camere della sera ha riportato sul numero di ieri, quasi si trattasse di quote per le scommesse: «I rischi del 2,3% non vanno nascosti», scriveva. E ancora: «Senza operazione (...) ci sarebbe un rischio del 10% di morire entro l'anno». Famiglia -e Marina su tutti a parte, il Cavaliere si consulta solo con Fedele Confalonieri, Gianni Letta e Niccolo Ghedini e loro si sono impegnati a garantire «continuità» all'attività politica di Forza Italia. Proprio in quest'ottica è stato riunito domani sera, quando Berlusconi sarà in terapia intensiva, l'Ufficio di presidenza presso la Camera. Dell'organo fanno parte tutte le sensibilità del partito, compresi i presunti "predestinati" a raccogliere l'eredità politica del Cavaliere. Litigheran LA SEGRETARIA STORICA DEL CAV E la Rossi applaude il ritorno di Marinella «Chi vuole bene al presidente applaudirà» «U ritorno di Marinella Brambilla, la storica segretaria di Silvio Berlusconi, è l'auspicio di tutte le persone che l'hanno conosciuta e che vogliono bene al presidente». L'assistente storica del leader di Fi, che lo ha seguito per oltre trenfanni, da via Rovani fino a Palazzo Ghigi, che ha deciso di dedicarsi alla famiglia da alcuni anni, è stata vista al San Raffaele e, da quel momento, moltissimi dirigenti azzurri le hanno rivolto appellia "tornare". La più esplicita è Michaela Biancofiore, ex sottosegretario, deputata di Fi: «Parlo io, ma certamente lo pensano tutti i parlamentari azzurri; sarebbe una notizia bellissima il suo ritorno», spiega Biancofiore. L'ex coordinatore regionale, tra le prime tesserate di Fi, ha anche deciso di rinnovare la tessera del partito, cosa che non aveva fatto quest'anno, in polemica coi risultati di Fi a Bolzano: «Non sarò io ad abbandonare il presidente in un momento difficile». aveva garantito che Berlusconi non si sarebbe comunque sottratto ad un ruolo di «padre nobile» e «federatore», ieri è intervenuto Ennio Doris. Con una intervista al Qn è sceso in campo un altro tra i consiglieri più ascoltati: «Persone come Silvio sono più uniche che rare. Chiunque dovesse mai prendere il suo posto non potrebbe mai essere la stessa cosa», ha premesso. Poi, però, il fondatore di Banca Mediolanum, manda un messaggio inequivocabile a chi no? Sicuro non sono bastati a a fermare la ridda di dichiarazioni, si «agita» in vista di una i giri di telefonate e i retroscena possibile successione: « Ognuno fa la sua scelta di vita e vive la né la nota con la quale l'ex premier stesso garantiva di voler sua avventura. Ma alla fine credo che tutto si ridurrà a semplici tornare in pista, né l'appello ad impegnarsi per i ballottaggi della polemichette. L'importante è che responsabile comunicazione del Silvio stia bene, poi sarà lui a decidere che cosa fare». Forse è partito Deborah Bergamini né, per questa ragione addirittura, un intervento di Fedele Confalonieri. Dopo che l'amico di sempre che Giovanni Toti, governatore della Liguria, leader di un presunto Asse del nord che sarebbe pronto a scalare il partito attraverso le primarie, ha smentito "manovre", sempre al Corriere: «Non ho intenzione di EDITORIA sgomitare o di autoproclamarmi leader. Non farei nulla senza concordarlo con Berlusconi», ha rassicurato. E ancora: «Serve grande sobrietà aspet- tando il suo ritorno, che avverrà senza sgomitare, lanciare Toti chiede a tutti una tregua, ma immagina una riorganizzazione che passa per «un percorso congressuale, assembleare o anche le primarie». Questo passaggio, però, sembra non essere stato molto apprezzato Fatto sta che il coordinatore regionale campano di Fi, Domenico De Siano, si è "rimangiato" ieri l'invito a partecipare ad una iniziativa pubblica a Napoli già recapitato da alcuni dirigenti della sua regione proprio a Toti e al capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani. « Iniziative così devono essere organizzate dal o insieme al coordinamento regionale», ha messo in chiaro il senatore-coordinatore, tra gli ultimi nominati in ordine di tempo dal Cavaliere. Pag. 28 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 7 Direttore Responsabile Diffusione Testata Maurizio Belpietro 70.539 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Successione? «Macché. Va bene solo perché parlarne allunga la vita...», scherza l'ex ministro Gianfranco Rotondi. Altri, però, scherzano meno. Come Stefania Prestigiacomo, pure lei ex ministro: «II tema non esiste. E chi pensa a questo scenario manca di rispetto al presidente e al partito». EDITORIA Pag. 29 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Corriere primo, Repubblica 2°, Sole 24 Ore 3°, Qn al 4°posto Capisam a pag 21 mumm Diffusioni di aprile: Sole -28%, Repubblica -16%, Corsera -10%. Bene Gazzetta e Qn-Giorno Ads, via le copie digitali multiple Corriere 1° su carta+digitale, Repubblica 2° e Sole 24 Ore 3° DI MARCO A. CAPISANI Ad aprile guadagnano copie complessivamente in edicola e sul digitale la Gazzetta dello Sport (+3,9%), Tuttosport (+1,1% in settimana e +11,7% il lunedì) e Quotidiano nazionale Qn-Giorno (+1%). Tutte gli altri quotidiani hanno il segno negativo davanti, secondo i dati Ads sullo scorso aprile confrontato con lo stesso mese del 2015, partendo dal Sole 24 Ore (-27,7%), Libero (-17%), Repubblica (-15,9%, Corriere della Sera (-10,1%), Giornale (-9,8%), Stampa (-9,2%), QnNazione (-9,1%), Qn-Resto del Carlino (-6,8%). Contengono la perdita a -6,2% il Messaggero, a -4% Avvenire e a -1,3% il Fatto Quotidiano. In campo sportivo perdono terreno la Gazzetta dello Sport del lunedì a -12,8%, il Corriere dello Sport-Stadio a -6,5% e a -8,1% il lunedì. Risultati che sembrano azzerare, trasversalmente, ogni avanzamento diffusionale finora conquista il Corriere della Sera resta sempre primo con 350,6 mila copie ma, in questa rilevazione, diventa seconda Repubblica con 280,5 mila copie (e 70,1 mila copie di distacco dal Corsera) mentre scende di un gradino il Sole 24 ore, al terzo posto con 270,3 mila copie (e 10,2 mila copie di distanza da Repubblica). Al quarto posto rimane saldo Quotidiano nazionale (Giorno+Nazione +Resto del Carlino) con quasi 238,3 mila copie. Per quanto riguarda le successive posizioni, però, c'è un rimescolamento con la Gazzetta dello Sport che conquista la quinta, la Stampa che retrocede alla sesta e la Gazzetta dello Sport del lunedì la settima. Il Messaggero si conferma ottavo, Avvenire nono e il lunedì del Corriere dello Sport-Stadio chiude la classifica dei primi dieci. In edicola avanzano solamente il Fatto Quotidiano su dell'1,8% e QnGiorno del 7,1%, che anche nella precedente rilevazione guadagnava copie (+6%). Contraggono invece Libero in calo dell'11,1%, la Stampa del to dai quotidiani, ma che sono 10%, Repubblica del 9,2%, il influenzati dalla decisione di Ads Corriere della Sera e Qn-Nazione di sospendere la pubblicazione entrambi giù del 7,3%, Avvenire delle dichiarazioni mensili del 6,7%, Corriere dello stimate relative alle copie digitali SportStadio del 6,3% (e multiple (sia per i quotidiani sia dell'8,1% al lunedì). Ancora il per i settimanali e anche per i Giornale è a -6,3%, il mensili riferiti al marzo 2016). Messaggero a La scelta, hanno fatto sapere dalla stessa società Accertamenti diffusione stampa, è stata «presa -6,2%, Qn-Resto del Carlino a all'unanimità in attesa di -4,7%, Sole 24 Ore a -2,1%. La conoscere i risultati della Gazzetta dello Sport è a -1,7% e consulenza tecnica richiesta e -7,1% al lunedì. Nella top ten in avviata da Ads sull'attivazione edicola, Repubblica si mantiene delle copie digitali multiple». salda al gradino più alto del L'assenza dei dati sulle copie podio. Seguono rispettivamente digitali multiple ha quindi Quotidiano nazionale (con un impattato sulla classifica dei totale di oltre 209 mila copie) e il quotidiani con le maggiori Corriere della Sera ma entrambi i diffusioni carta+digitale: per quotidiani si alternano, di esempio rilevazione in EDITORIA rilevazione, tra il secondo e il terzo posto. Al quarto posto c'è la Gazzetta dello Sport del lunedì, seguita dalla stessa Gazzetta negli altri giorni della settimana, dalla Stampa, il lunedì del Corriere Sport-Stadio e il Messaggero. Ad aprile torna nono il Corriere Sport-Stadio della settimana mentre il Sole 24 Ore è decimo (a marzo le posizioni erano invertite). Sul digitale, infine, considerano solamente la vendita delle copie singole e di quelle abbinate, Avvenire si aggiudica un +14,8%, il Sole 24 Ore un +12,4%, il Corriere della Sera un +4,2% e il Messaggero un +3,4%. Di contro QnGiorno va a -86,3%, Qn-Resto del Carlino a -77% e Qn-Nazione a -76%. La Gazzetta dello Sport diminuisce del 17,3% e del 15,5% il lunedì, Repubblica del 12,4%, il Fatto Quotidiano del 10%, Libero del 7,9%, ü Giornale del 6,9%, il Corriere dello Sport-Stadio del 6,3% e del 7,8% lunedì, la Stampa del 6,3%. Nel ranking finale il Sole 24 Ore è primo, il Corriere della Sera secondo e Repubblica terza. Giù dal podio si attestano la Stampa, la Gazzetta dello Sport del lunedì, la Gazzetta che esce gli altri giorni, ù Fatto Quotidiano. Avvenire è ottavo, YUnione Sarda nona e decimo il Gazzettino. ———© Riproduzione riservata——| Pag. 30 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 63 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 Crea avvocati associati con H3G al Giurì della pubblicità Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Crea avvocati associati, con un team guidato dall'of counsel Elena Carpani ha assistito con successo H3G spa avanti al Giurì dell'autodisciplina pubblicitaria nel procedimento promosso contro Telecom Italia spa. L'organo autodisciplinare, comunica lo studio, ha accertato l'ingannevolezza della campagna pubblicitaria di Telecom Italia trasmessa sulle principali emittenti nazionali e relativa all'offerta telefonica «Tim Next» e la sua conseguente contrarietà al codice di autodisciplina della comunicazione commerciale. Il Giurì ha quindi inibito a Telecom Italia la prosecuzione della campagna pubblicitaria. Gabriele Ventura EDITORIA Pag. 31 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 18 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 MEDIA I DATI ADS DI APRILE I «Corriere della Sera» è il primo quotidiano per diffusionei «Sole» terzo a 270.280, ma nel computo manca la quota di copie i complessiva carta+digital con 350.606 copie, seguito da: multiple sospese questo mese in attesa del nuovo regolamento : «Repubblica» al secondo posto con 280.488 copiei (pari al 28% del totale carta+web prima della sospensione) Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress II Sole 24 Ore conferma la leadership digitale Copie elettroniche vendute a quota 120.966 - Sono 37mila gli abbonamenti pagati al sito non rilevati da Ads I MARGINI DI CRESCITA La quota media di copie multiple del Sole 24 Ore prima della sospensione è pari al 28% del totale della diffusione carta+digital e si confronta con il 48% del Financial Times. La comparazione indica ampi margini di crescita di Andrea Biondi Mese interlocutorio per le rilevazioni delle diffusioni e vendite per i quotidiani e i settimanali. Il consueto report di Ads, diffuso ieri con i dati relativi ad aprile 2016, è stato reso disponibile senza l'indicazione delle copie digitali multiple, vale a dire quelle che vedono un solo acquirente di più copie. «La decisione - si legge nella comunicazione di Ads - è stata assunta all'unanimità (dal Cda che si è riunito ieri, ndr.) in via cautelativa in attesa di conoscere i risultati della consulenza tecnica richiesta e awiatada Ads in merito all'attivazione delle copie digitali multiple». All'origine del problema c'è una richiesta di chiarimenti avanzata dal gruppo CondèNastrispettoaconcorrentidelsegmento periodici. Da qui la decisione di prendere tempo, in attesa di un nuovo regolamento, escludendo dal computo copie che risultano molto importanti nel segmento EteBe che nel panorama digitale si uniscono alle copie singole (quelle vendute one-to-one) e a quelle in abbinata con le copie cartacee. Per quanto riguarda II Sole 24 Ore la quota media delle copie multiple è pari al 28% del totale diffusione carta+digital. Una percentuale importante, ma ancoramolto inferiore al 48% delFi- nancial Times, a indicazione del fatto che ci sono forti margini di crescita in termini di mercato. Anche perché, in generale, l'offerta digitale, sfruttando Pc, tablet, smartphone, sta offrendo agli editori possibilità di veicolazione dei contenuti ancora ben lungi dall'essere messe completamente a frutto. «Uno dei principali elementi caratterizzanti della scelta editoriale multimediale che II Sole 24 Ore ha adottato in questi ultimi anni - si legge in una nota del Gruppo è stata proprio la creazione di una filiera di quotidiani digitali specializzati che ha di fatto rafforzato il legame con la nostra platea di riferimento, aziende e professionisti, accentuando EDITORIA il profilo di strumento di lavoro indispensabile del Sole 24 Ore e stimolando, con particolare successo, la trasformazione del pacchetto storico di abbonamenti cartacei in abbonamenti digitali nelle versioni singole e multiple». In questo quadro, dal computo totale delle copie diffuse giornalmente in versione cartaceao digitale per i quotidiani rilevati da Ads sono rimaste fuori circa pari al 4% del totale delle copie diffuse. Facendo i calcoli risulta che a parità di perimetro in un anno la platea dei quotidiani italiani registra un calo del 6,7% annuo nellediffusionicomplessive(carta+copie digitali). Fra i primi dieci quotidiani italiani migliora solo La Gazzetta dello Sport (+4,1%). Il Sole 24 Ore ha un calo ben inferiore alla media (-1,3%). Flessioni più consistenti ci sono per tutti gli altri: -8,2% per il CorrieredellaSera;-15,3% per Repubblica; -8,5% per La Stampa; -5,2% per II Messaggero; -3,9% per Avvenire; -6,4% per Qn H Resto del Carlino; -6,4% per Corriere dello Sport Stadio; -8,7% per Qn La Nazione. Guardando ai numeri assoluti, anche con la rilevazione depurata dalle copie multipleilCorrieredellaSeraèilquotidiano più diffuso (350.606), seguito da Repubblica (280.488) e dal Sole 24 Ore (270.280 copie, che salgono a 307.280 contando gli oltre 37mila abbonamenti pagati attivi al sito, non rilevati da Ads). Il quotidiano del Gruppo 24 Ore si conferma al primo posto sul versante delle copie digitali, risultando in testa sia per copie totali (120.996) sia nelle copie digitali singole (69.941). Nelle copie «2.0» complessive al secondo posto c'è il Corriere della Sera (78.963), seguito da Repubblica (50.469). Nelle copie digitali singole II Sole 24 Ore precede Corriere della Sera (51.873) e la Repubblica (50.469). Anche in tema di variazioni II Sole 24Ore ha visto le copie digitali totali (al netto delle copie digitali multiple) salire del 12,4%, a fronte del +4,2% del Corriere della Sera e della flessione del -12,4% di Repubblica. Stesso trend per le copie digitali singole: +11,9% annuo per II Sole 24Ore; +1,4% perii Corriere della Sera e -12,4% per Repubblica. ©RIPRODUZIONE RISERVAI A Msco "= ! ÏMrittO Quotidiano del Fisco Quotidiano del Diritto Quotidiano del Lavoro Finanza24 Assicuraziom*24 Consulente Finanziarii Scuola24 Enti Locali &Pa Sanità24 Quotidiano del Condominio Ediliziaetenitorio ItalyEurope24 Pag. 32 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 18 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress 65.OOO 75.000 IL CONFRONTO L'andamento della diffusione delle copie singole digitali dall'inizio della nuova rilevazione ad aprile 2016. In valore assoluto e variazione percentuale Le vendite di aprile TOTALE DIFFUSIONE DIGITALE I dati di aprile 2016 IL SOLE CORRIO« REPUBBLICA 24 ORE Om 125.000 100.000 75.000 ï 27,4%, 50.000 25.000 120.996 50.469 VARIAZIONE DIFFUSIONE DIGITALE Aprile 2016-aprile 2015. In % IL SOLE CORRÏESE REPUBBLICA 24 ORE DELLA SERA UTOPIEN DEI QUOTIDIANI Numero di copie sui diversi canali di vendita (*) La rilevazione del mese di aprile non include il numero delle copie digitali multiple, sos pese in attesa del nuovo regolamento Ads, che per il Sole2AOre sono pan al28% del totale carta-web prima della sospensione Fonte: elaborazione del Sole 240re su dati Ads/ Dati abbonamenti pagati sito e mobile del Sole240re aggiornati a maggio2016 EDITORIA Pag. 33 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 3 Direttore Responsabile Diffusione Testata Marco Travaglio 45.694 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Chiarezza "II Messaggero" di Caltagirone ne ha fatto una malattia, il "Corsera" intervista Montezemolo e sodali un giorno sì e uno no I giornali amano i Giochi, i loro editori anche di più » MARCO PALOMBI Da lunedì un insolito spirito olimpico anima alcuni giornali e qualche trasmissionetv: l'importante, in questo caso, non è partecipare, come volevailbaronede Coubertin, ma organizzare. Interviste, articoli ed editoriali nell'ultima settimana hanno trasformato la candidatura di Roma ai Giochi del 2024 in una sorta di ordalia sul destino della città: se Raggi diventa sindaco, come dice Renzi, addio Olimpiadi. Nell'urna Grillo non ti vede, la fiaccola olimpica sì. Per capirci, vi sottoponiamo pezzi di un drammatico editoriale di Virman Cusenza, direttore del Messaggero, pubblicato giovedì: "Ben più che un ballottaggio. Romastaper affrontare EDITORIA un passaggio cruciale della sua storia.Inballononc'èsolol'ardua scelta del sindaco, ma uno spartiacque dellavisione che si hadella Capitale (...) Tutto questo è incarnato in un solo tema: la scelta sulla candidatura ai Giochi del 2024". Qualcuno voleva votare per i bus, gli asili, i rifiuti, le tasse? Niente da fare. Conclusione epica: "Scriveva a fine 800 lo statista Ricasoli al patriota Torelli che 'l'Italia senza Roma è un corpo morto'. E intendeva senza il prestigio di Roma. Ecco il senso del referendum che ci attende". A PARTE I TONI, il riferimento al referendum non è peregrino: i Radicali oggi cominciano a raccogliere le firme (ne servono 28mila) per quello cittadino, a cui II Messaggero è contrario. D'altronde, a via del Tritone i romani hannogià votato: "II 56% è favorevole alle Olimpiadi", titolava giovedì sulla base di un sondaggio Swg. Per i duri di comprendonio, II Messaggero di ieri raccontava quale terra di latte e miele sarebbe Pag. 34 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 3 Direttore Responsabile Diffusione Testata Marco Travaglio 45.694 Roma se avesse le Olimpiadi: 48mila posti di lavoro, 3 miliardi di benefici, oltre a tutta una seria di "beni intangibili tipo l'orgoglio di organizzare i Giochi". Ovviamente la cosa non ha nulla a che fare con la scelta del giornale romano, ma en passant giova ricordare che le aziende del suo editore, Francesco Gaetano Caltagirone, otterrebbero soddisfazioni più tangibili dell'orgoglio da Roma2024. Nel progetto, per dire, c'è il completamento della Vela, il palazzo dello sport progettato da I posti di lavoro promessi dagli organizzatori nel periodo dei cantieri Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress azionista Della Valle, prevede ISOmila posti di lavoro in più, mica i 48mila del Messaggero. Mercoledì, sempre sul Corsera, il suo amico Maurizio Beretta, ex Confindustria, oggi a capo di Lega Calcio e comunicazione JJnicredit, metteva a verbale: "È un'occasione d'oro come è stato Expo per Milano". Un successone. E un referendumperchiedereairomani? Come no, anzi dipiù: "Non solo a Calatrava che sorge sui terreni Roma, è un progetto di valenza dell'Università di Tor Vergata (per inciso l'ateneo che fornisce i numeri nazionale". In realtà, è di valenza sui benefici economici dei Giochi): i mondiale: forse tocca all'Onu. lavori due anni prima dei mondiali di Nuoto del 2009 (presidente del I numeri 5/4 Comitato organizzatore Giovanni miliardi, eii Malagò, oggi a capo del Comitato budget olimpico). Le Vele dovevano costare 60 milioni: ora per finirle ne stimato dal servono 300.1 cantieri sono di comitato Vianini, azienda della holding organizzator Caltagirone, che ha pure un'antica convenzione come concessionario di e "Roma2024 Tor Vergata Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— che è citata nel decreto del governo Berlusconi per Roma 2009: interessante perché lì vicino dovrebbe sorgere il Villaggio Olimpico, da riconvertire poi in alloggi per studenti e housing sociale. Vabbè, coincidenze. Tanto più che Malagò - ieri sul Corriere dello Sport - ci assicurava che stavolta è diverso: la città diventerà una meraviglia coi Giochi. Più lavoro, più ricchezza, nuove palestre nelle scuole, il parco acquatico della Magliana (i tecnici dicono che è irrealizzabile, ma farebbe tanto " perla candidatura della Capitale a ospitare i Giochi olimpici miliardi, finanziamenti dal Cio (il Comitato olimpico internazionale) e dagli sponsor 24 miliardi, a carico dello casse dello Stato. bene alla Fiera di Roma), un piano per i trasporti pubblici meraviglioso (che comprende la Metro C, Vianini è tra i costruttori). E comunque tutto "già votato e definito": che volete PURE LUCA Cordero di Montezemolo, presidente del Comitato organizzatore Roma 2024, intervistato giovedì dal Corriere della Sera, ha tranquillizzato tutti. Il nostro aveva la stessa carica pure a Italia 90: "Sprechi? Chi li denuncia ha ragione, ma noi non c'entriamo: eravamo il Comitatoorganizzatore". Dei danni non ha colpa, ma le promesse se le intesta: l'ex presidente Ferrari, con ottimi agganci in Rcs, non ultimo l'amico ISOnula EDITORIA Pag. 35 Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Giacomo Scanzi 34.672 CdB, una nuova casa multimediale al servizio di tutti i bresciani BRESCIA. Piazzetta d'ingresso, facciata e locali rinnovati. Ecco la nuova casa dell'Editoriale bresciana che raggruppa nell'unico stabile di via Solferino tutte le sue realtà: oltre al Giornale di Brescia, Teletutto, Radio Bresciasette, Radio Classica e Numerica. L'INAUGURAZIONE \ «cz*^-—" r Tra le novità dell'intervento sulla sede ci sono il busto in bronzo che ricorda la figura del notaio Giuseppe Camadini (opera di Federico Severino), la rinnovata e multimediale Sala Libretti e un nuovo percorso didattico per raccontare ai visitatori settant'anni di storia del giornale. A PAGINA 14 E is Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. EDITORIA Pag. 36 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Giacomo Scanzi 34.672 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress II gruppo multimediale L'inaugurazione Giornale dì Brescia, la sfida della qualità su tutti i fronti dell'informazione La storia e la prospettiva della realtà editoriale nel ricordo dei grandi nomi dell'istituzione locale Anna Della Moretta a dellamoretta@giornaledibrescia it La cerimonia • Un fuoco d'artificio di parole, scritte sulla grande vetrata trasparente, accoglie all'ingresso della sede ristrutturata e no, dove operano il Giornale di Brescia, Teletutto, Radio Bresciasette, Radio classica bresciana e Numerica. Fanno riferimento alla comunità, alla libertà, alla gente, alla leggerezza, alla verità. Dicono «grazie», peruna storia editoriale che ha salde radici in una nobile e storica tradizione al servizio di una città che, ieri, numerosa, ha onorato l'invito alla festa. Dicono « grazie», per la prospettiva di un futuro ricco di sfide, con nuovi mezzi e in spazi accattivanti, in cui a prevalere - ancora - sarà la qualità dell'informazione. Piazzetta Camadini. Parole « rotolanti» che subito invitano a spostare lo sguardo verso quel supporto del ritratto in bronzo del notaio Giuseppe Camadini, benedetto da don Gianfran co Mascher e don Alessandro Camadini dopo essere stato scoperto dalle pronipoti Maria Elisabetta e Benedetta. Da ieri, accoglie tutti coloro che entreranno nella sede dell'Editoriale Bresciana. Parole che invitano a riflettere, come quelle pronunciate da Giovannimaria Seccamani Mazzoli, presidente dell'Editoriale Bresciana e da Michele Bonetti, presidente della Fondazione Tovini. I «grandi» nomi. Ed ha ricordato i «molti valenti LA CITTA svolto, e svolgono, la propria attività con competenza, senso del dovere ed attaccamento all'istituzione: Giulio Bruno Togni, Alberto Folonari, Giuseppe Libretti, Gian Battista Lanzani, Fulvio Manzoni e Silvio Pelizzari, nonché Piero Corna Pellegrini». Un evento, quello di ieri, in cui «quasi plasticamente, si sono incontrati ed intrecciati il passato ed il futuro». Sottolineando, il presidente, che «tutti coloro che hanno l'onore e il compito di condurre e gestire la grande istituzione del Giornale di Brescia sono ben coscienti dei propri limiti, ma sanno anche che essere eredi di una importante storia è sì motivo di grande orgoglio, ma anche ragione di una EDITORIA Pag. 37 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Giacomo Scanzi 34.672 responsabilità altrettanto grande che richiede una serena e Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress ponderata fiducia ed un equilibrato impegno istituzionale che deve essere svolto con competenza, passione e disinteresse». Fondazione Tovini. Un giornale, il nostro, nel quale il notaio Camadini ritrovava cinque idee «vivificanti», ricordate ieri dall'avvocato Bonetti: « Promozione e difesa della libertà, nel contesto della democrazia felicemente instauratasi, dopo la fine della guerra,... sulla base della pluralità dei partiti in quel contesto emersi; ricerca della pace sociale, sostenendosi a tal fine l'azione delle pubbliche autorità legittimamente costituite; promozione dei valori 'naturaliter christia ni' quanto alla concezione della famiglia, dell'organizzazione della società, secondo le tradizioni che storicamente hanno 'ab immemorabili' contraddistinto il popolo bresciano; non clericalismi, non laicismi e, infine, apertura al dialogo culturale fra le varie istanze ideali e reali esistenti nella comunità bresciana». Parametri che Bonetti ritiene possano, anche oggi, «fungere da faro per orientare la navigazione, coraggiosa e portatrice di senso, del capire il mondo e cercarne di essere, il meglio possibile, resoconto, coscienza critica e stimolo a guardare avanti». Le istituzioni. Una sfida ed uno stimolo, questo « guardare avanti» in una pluralità di informazione declinata nella pluralità dei mezzi. Lo ha sot Via Solferino. Un momento dell'inaugurazione della sede rinnovata ll presidente Seccamani. «L'istituzione del Giornale di Brescia è erede di un'importante storia, motivo di orgoglio e di serena e ponderata fiducia». II prefetto Valenti. «Competenza, passione e disinteresse sono caratteristiche di tutte le voci del gruppo dell'Editoriale Bresciana» I VOLTI, LE VOCI Il presidente Bonetti. «Le idee di Camadini, faro per orientare la navigazione, coraggiosa e puntatrice di senso». L'interno. L'atrio della sede multimediale dell'Editoriale Bresciana f Busto. Mana Ehsabetta e Benedetta scoprono la statua di Camadini tolineato l'assessore comunale Paolo Panteghini, ribadendo che «in un contesto in cui è notevole la quantità di informazioni, a maggior ragione cresce l'importanza della qualità». Al suo fianco, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Ungari, espressione della pluralità delle voci di chi ci amministra, e gli assessori Michela Tiboni e Federico Manzoni. Con loro, gli assessori regionali Mauro Parolini e Simona Bordonali, con i consiglieri Gian Antonio Girelli, Alberto Cavalli e Fabio Rolfi. Ed i rappresentanti del Parlamento, il senatore Paolo Corsini e il EDITORIA Pag. 38 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Giacomo Scanzi 34.672 deputato Mario Sberna. Valerio deputato Mario Sberna. Valerio Valenti, prefetto di Brescia, ha riconosciuto al Gruppo editoriale di lavorare con « competenza, passione e disinteresse nel non facile lavoro di II posizionamento. I mezzi di Editoriale Bresciana raggiungono qualsiasi target - dai sei ai 90 anni - grazie all'integrazione tra Giornale di Brescia, Teletutto, Web e Radio Bresciasette, con una grande conoscenza della realtà bresciana. Permettono ai clienti di far crescere le loro marche in tutto il loro ciclo di vita; Giornale di Brescia è un «marchio di fiducia» che proviene da settantenni di comportamento etico. GIORNALE DI BRESCIA GDS At Web. Sul sito del Gdb nel maggio 2016 sono cresciuti Giornale di Brescia. gli utenti - 908mila, con un Dall'ultima analisi aumento del 12% rispetto allo Audipress! del primo stesso periodo del 2015 - e le trimestre 2016, in un giorno visualizzazioni, che sono state medio il nostro quotidiano 13milioni lOOmila, con un viene letto da 374 mila 14% in più rispetto al maggio lettori, con un aumento del 2015. Facebook cresce con 470mila visualizzazioni 3,6% rispetto alla rivelazione precedente e, a nell'ultima settimana in individui o account unici e di sua volta, in crescita del 297mila visualizzazioni in 3,7%. Il Giornale di Brescia termini di «like», ovvero è il primo tra i giornali interazioni con i nostri post. provinciali, davanti a Secolo XIX, Eco di Bergamo e Arena di Verona ed è nono tra i quotidiani regionali del nostro Paese. Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress IL GRUPPO EDITORIALE Teletutto. Segni di ripresa da fine 2015 con picco nel dicembre 2015 (183.344 contatti). Inizio 2016 in crescita rispetto al 2015, con una media di 140mila spettatori nel giorno medio e 634mila contatti netti nel mese di maggio. Le fasce orarie dei telegiornali 7-9 e 12-15 sono premium per ascolti, in linea con il telegiornale serale. Sono in crescita! telespettatori delle trasmissioni in diretta, «In piazza con noi» in primis. Memoria. Il busto di Camadini Sulla roccia della valle il volto del notaio Giuseppe Camadini II monumento L'opera dello scultore Federico Severino accoglierà i visitatori all'ingresso EDITORIA • Della sua frequentazione - e amicizia - con il notaio Giuseppe Camadini ricorda le serate passate nella casa di via Mantova, dopo «gli squisiti arrosti di coniglio della signorina Agnese», a parlare di musica, degli uomini politici, di arte. Schiettamente («ma questa scultura è mostruosa - mi diceva scusandosi - ma non aveva tanto l'aria di scusarsi») e con la consapevolezza, per entrambi sia pure in modo diverso, che l'arte ha a che fare con Pag. 39 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Giacomo Scanzi 34.672 la profondità dell'uomo, che può tempo». // G.C. essere strumento di avvicinamento alla fede, come ha insegnato Paolo VI. Lo scultore Federico Severino ha vivi i ricordi di quellafrequentazione. E nel ritratto in bronzo di Giuseppe Camadini ha tradotto non solo il ricordo del volto, di quegli «occhi grigio azzurri, ironici, avolte gelidi», ma anche di un carattere «che poteva apparire chiuso, La struttura. Il gioco di vetro e acciaio del nuovo ingresso forse solo per difendersi da un L'architettura Nuove contesto in cui molti, amici o forme e materiali, nemici, potevano disturbarlo», e attenzione alla che pareva sciogliersi un poco nell'ambiente domestico, nel sostenibilità, spazi di dialogo e nell'amicizia. «Un incontro • Uno spazio sasso rotolato giù dalla valle» luminoso e aperto alla amava definirsi il notaio città, un luogo di Camadini, e un masso, un frammento di roccia camuna, è comunicazione, di stato scelto come supporto per il dialogo e di confronto. ritratto in bronzo patinato di Federico Severino che accoglierà Così l'architetto Michele Piccardi ha immaginato il chi da settembre entrerà nella sede dell'Editoriale Bresciana. nuovo ingresso Tra necessaria verosimiglianza e dell'Editoriale Bresciana desiderio di interpretazione personale, il genere del ritratto è su via Solferino, sostituendo l'accesso ormai sempre un Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Vetro e acciaio per un luogo aperto alla città «datato» con uno spazio più moderno ed efficiente. A «problema» per l'artista che vi guidare il progettista, oltre alla necessità di adeguare la si accosta con il proprio bagaglio espressivo e di libertà. struttura alle nuove norme di sicurezza e accessibilità, e di A maggior ragione per un autore come Federico Severino, accorpare in un unico edificio uffici fino ad oggi distribuiti in il cui linguaggio figurativo si diverse sedi, soprattutto la riveste solitamente di un espressionismo quasi barocco, volontà di Editoriale Bresciana di offrire un messaggio di segno di una inquietudine apertura alla città. Ecco allora interiore, di una ricerca di la grande facciata vetrata, su senso profondo oltre l'immagine, da esternare oltre i cui le parole emblematiche scritte con i caratteri limiti della forma chiusa. Nel tipografici utilizzati dal volto del notaio Camadini la forza etica della sua personalità Giornale di Brescia lungo la traspare nell'apparente sua storia rappresentano il contrasto tra la serietà dell'espressionedelvolto, quasi vocabolario di 70 anni di vita e un auspicio per il futuro. Ecco chiuso in un pensiero tutto la «piazzetta» affacciata su via Solferino, filtro tra spazio interiore, e la lavorazione pubblico e privato, invito alla sottilmente vibrante della superficie scultorea condotta a sosta e all'accesso. Ecco, piccoli tocchi, nella leggera all'interno, il grande atrio asimmetria dei tratti fisiognomia, luminoso con il bancone per nello sguardo sfuggente. Una l'accoglienza e la distribuzione interpretazione contemporanea, dei percorsi verso gli uffici di nel segno dell'insegnamento di Numerica, della Paolo VI che da pontefice cercò il dialogo con gli artisti del proprio tempo: « questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del EDITORIA Paolo Dabbeni nell'84: con nuovi materiali (vetro e acciaio) si ripropone la scansione delle lesene verticali che caratterizzano l'edificio storico. Attenzione particolare è stata posta alla sostenibilità, con il riuso di alcune parti del vecchio ingresso smantellato, il rifacimento delle centrali termiche e per il condizionamento, con l'uso di luci a Ied nei « matitoni» luminosi sospesi nell'atrio, che consentono complessivamente un risparmio energetico del 30% rispetto ai precedenti impianti. Negli spazi aperti al pubblico, in particolare alle scolaresche in visita, la vecchia linotype e le fotografie di « come eravamo» dal 1945 ad oggi raccordano passato, presente e futuro. Non un «come eravamo», ma un «come siamo e come vogliamo continuare ad GIOVANNA CAPRETTI amministrazione, della tv e della redazione del giornale, con l'auditorium da 50 posti in cui organizzare incontri, dibattiti, presentazioni aperti alla città. Nelle scelte progettuali, la volontà di raccordare la nuova facciata con il «grattacielo» progettato da Sam Quilleri nel '54 e con la base realizzata da Pag. 40 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Giacomo Scanzi 34.672 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress L'IMPEGNO Un territorio e il suo giornale UN NUOVO SPAZIO PER IL DIALOGO Nunzia Vallini Parole che dicono. Parole che stimolano. Parole che creano. Una cascata di parole, l'una slegata all'altra, che cercano senso compiuto. E lo fanno appena varcata la porta di ingresso all'interno, dove si manifesta la connotazione territoriale: sulla curva della parete che abbraccia il vecchio con il nuovo si trovano - uno dopo l'altro i nomi dei 205 Comuni della provincia e, poco più su, quelli delle migliala di località in ordine sparso che il nostro giornale raggiunge ogni giorno. Un reticolo che sul territorio si traduce in oltre 6 mila chilometri (tutti all'interno dei confini provinciali) da percorrere sette giorni su sette. 360 giorni all'anno. E alle parole scritte si aggiungono quelle parlate, i suoni della radio, le immagini della tv. La sintesi multimediale del web. Parole che raccontano fatti, storie, approfondimenti, riflessioni. Parole che esprimono comunità, anche piccole. Comunità nostre. A loro ci rivolgiamo ogni giorno, con rinnovato entusiasmo, con la forza dei nostri 70 anni di storia, dell'esempio di chi ci ha preceduto e della chiarezza dell'orizzonte al quale fare riferimento. All'esposizione dei caratteri tipografici il "nuovo" giornale aggiunge l'unione, la luminosità, la trasparenza, l'apertura: soluzioni architettoniche che rispecchiano il senso di un impegno, di una promessa di contenuto. Grandi vetrate e nuovi percorsi interni: quelli che raggiungono le diverse anime del Gruppo (raggnippate in un'unica struttura, a garanzia di una maggiore funzionalità dell'Editoriale bresciana e di tutte le sue componenti, giornalistiche ma anche amministrative e commerciali) nonché quelli destinati ai tanti ragazzi che ogni giorno ci vengono a trovare per toccare con mano come le parole cercano e trovano senso compiuto. E poi la rinnovata e multimediale sala Libretti che si candida a spazio aperto per la città. Da vivere al più presto. Subito dopo l'estate. Parole che creano e cercano senso compiuto Un obiettivo quotidiano EDITORIA Pag. 41 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 3 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 DI RICCARDO RUGGERI u Una sola piattaforma persino per i giornali L'ANALISI Una sola piattaforma persino per i giornali u In analista di politica, di economia, di varia umanità, come può alimentarsi di notizie italiche quando è a NY? A maggior ragione quando è un giornalista come me fuori dagli schemi ideologici prevalenti, apòta di stretta osservanza, osservatore disincantato di miserie umane, spesso di miserabili politici/ manager che non sanno di esserlo, anzi si arrabbiano se ti permetti, educatamente, di farlo notare? Per un lettore può non essere un problema, per uno come me che dedica tutto il suo tempo alla confezione artigianal-giornaliera di un Cameo è questione di vita (per ora non ancora di morte). Come rimanere connesso con l'attualità italiana, non potendoti avvalere dei talk show de La7? Come rinunciare al format ricco di stimoli «Meli/Rondolino vs Gasparri»? Mi ricordano le radici epico-cavalieresche dei maggi garfagnini della mia adolescenza, una cultura che credevo scomparsa. In verità, la base l'ho: lettura a tappeto dei «miei» ItaliaOggi e Corriere del Ticino, impeccabili nel loro ventaglio di opinionisti. Questa è la ciccia, però mi mancano le spezie. Prima che nella stampa italica avvenisse quello che Marchionne Una sola piattaforma persino per i giornali u In analista di politica, di economia, di varia umanità, come può alimentarsi di notizie italiche quando è a NY? A maggior ragione quando è un giornalista come me fuori dagli schemi ideologici prevalenti, apòta di stretta osservanza, osservatore disincantato di miserie umane, spesso di miserabili politici/ manager che non sanno di esserlo, anzi si arrabbiano se ti permetti, educatamente, di farlo notare? Per un lettore può non essere un problema, per uno come me che dedica tutto il suo tempo alla confezione artigianal-giornaliera di un Cameo è questione di vita (per ora non ancora di morte). Come rimanere connesso con l'attualità italiana, non potendoti avvalere dei talk show de La7? Come rinunciare al format ricco di stimoli «Meli/Rondolino vs Gasparri»? Mi ricordano le radici epico-cavalieresche dei maggi garfagnini della mia adolescenza, una cultura che credevo scomparsa. In verità, la base l'ho: lettura a tappeto dei «miei» ItaliaOggi e Corriere del Ticino, impeccabili nel loro ventaglio di opinionisti. Questa è la ciccia, però mi mancano le spezie. Prima che nell DI RICCARDO RUGGERI Stile Marchionne anche fra le rotative a stampa italica avvenisse quello che chiama « Consolidamento», cioè mettere insieme aziende che fanno auto similari destinate agli stessi mercati per ridurre i costi, avevo la necessità di leggere molti giornali per decrittarne i vari posizionamenti. Dopo l'operazione dell'editore principe di puntare a una sola « piattaforma» (il termine automobilistico si presta pure alla comunicazione), a questa idea si sono allineati quasi tutti gli altri editori (con convincimento o con minacce, ovvio) per cui oggi se da lontano voglio sapere la posizione dell'Establishment mi bastano le veline di Calabresi, per quella «contras» la carta da forno del Fatto. In termini di marketing affastellare tanti brand, diversi ma identici, tutti succubi all'osceno ceo capitalism, è rischioso, abbiamo bisogno che la corrazzata «Corriere» si faccia cacciatorpediniere classe Zumwalt. Proprio durante il soggiorno a NY ho scoperto una chicca: la rassegna stampa di Nicola Porro. Un video amatoriale di 10 minuti come momento di buona comunicazione. Un pizzico in meno di antirenzismo (palese), un q.b. di ironia: ecco un buon prodotto. ———©Riproduzione riservata——| Marchionne Una sola piattaforma persino per i giornali u In analista di politica, di economia, di varia umanità, come può alimentarsi di notizie italiche quando è a NY? A maggior ragione quando è un giornalista come me fuori dagli schemi ideologici prevalenti, apòta di stretta osservanza, osservatore disincantato di miserie umane, spesso di miserabili politici/ manager che non sanno di esserlo, anzi si arrabbiano se ti permetti, educatamente, di farlo notare? Per un lettore può non essere un problema, per uno come me che dedica tutto il suo tempo alla confezione artigianal-giornaliera di un Cameo è questione di vita (per ora non ancora di morte). Come rimanere connesso con l'attualità italiana, non potendoti avvalere dei talk show de La7? Come rinunciare al format ricco di stimoli «Meli/Rondolino vs Gasparri»? Mi ricordano le radici epico-cavalieresche dei maggi garfagnini della mia adolescenza, una cultura che credevo scomparsa. In verità, la base l'ho: lettura a tappeto dei «miei» ItaliaOggi e Corriere del Ticino, impeccabili nel loro ventaglio di opinionisti. Questa è la ciccia, però mi ma EDITORIA Pag. 42 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 29 Direttore Responsabile Diffusione Testata Gilles van Kote (non disponibile) Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress SOS CONSO CHRONIQUE PAR RAFAÏLE RIVAIS Peut-on faire supprimer son nom des archives des journaux Peut-on faire supprimer son nom des archives des journaux Jacqueline (son prénom a été modifié), à la recherche d'un emploi de juriste, se plaint que, lorsqu'on tape ses nom et prénom sur le moteur de recherche Google, on tombe sur l'article d'un quotidien national, en date de 2008, faisant état de sa candidature à une élection municipale sur une liste communiste. Elle affirme que son engagement politique d'hier lui cause « une discrimination à l'embauche» aujourd'hui. Elle a demandé à Google de déréférencer l'article, c'est-à-dire de supprimer le lien qui le rattache à son nom. Pour ce faire, elle a invoqué le désormais fameux arrêt Costeja du 13 mai 2014, par lequel la Cour de justice de l'Union européenne a jugé qu'un citoyen espagnol, Mario Costeja, avait le droit d'obtenir que son nom ne soit plus lié à un article de La Vanguardia de 1998, qui annonçait la vente aux enchères de ses biens, en raison d'une saisie. La cour de Luxembourg précisait toutefois que l'article continuerait d'exister sur Internet, et pourrait être retrouvé à l'aide d'autres mots-clés. jurisprudentielle. Elle avait été saisie par deux anciens traders, Stéphane et Pascal D., fondateurs de la société de courtage Mercury Capital Markets. Ils se plaignaient de ce que, lorsqu'on tapait leurs nom et prénom, on tombait sur un article du site Lesechos fr intitulé « Le Conseil d'Etat réduit la publié en 2006. Ils estimaient que le titre étaiï« tendancieux», du fait qu'il «insistait sur le maintien d'une sanction » plutôt que sur l'annulation de la mesure d'interdiction professionnelle prise en 2003 par le Conseil des marchés financiers, et qu'il les empêchait de retrouver un emploi. Ils avaient demandé que le site Web des Echos supprime de ses critères d'indexation leurs nom et prénom. Ils avaient fait valoir qu'une telle désindexation n'avait pas d'incidence sur l'article et ne portait pas atteinte à la liberté de la presse. Mais elle leur avait été refusée. La cour d'appel de Paris, qu'ils avaient saisie, les avait déboutés, en observant que «nile titre ni l'article ne contenaient Sa moindre inexactitude». Elle avait jugé qu'imposera un organe de presse de « supprimer de son site Internet dédié à Jacqueline, elle, n'a pas obtenu l'archivage de ses articles (...) satisfaction, Google ayant jugé que l'information elle-même (...) ou d'en l'inclusion de cet article dans les restreindre l'accès en modifiant le résultats de recherche la concernant référencement habituel excéderait les relevait «de l'intérêt public». Elle a restrictions qui peuvent être apportées saisi la Commission nationale de à la liberté de la presse». La Cour de l'informatique et des libertés, qui a cassation a validé son arrêt. Outrerefusé d'ordonner le déréférencement Quiévrain, les frères auraient pu pour la même raison, lacquelìne a alors obtenir un jugement inverse. En effet, demandé au journal que son nom soit la Cour de cassation belge a jugé, le 29 effacé de l'article en ligne, ou que ce avril, que le journal Le Soir avait dernier soit supprimé, mais elle n'a pas commis une faute en refusant d'accéder obtenu de réponse. CASIER à la demande d'anonymisation d'un JUDICIAIRE NUMÉRIQUE Comme article réédité sous forme d'archivé elle, de plus en plus de personnes électronique en 2008. L'article, publié citées dans les journaux regrettent, initialement en 1994, relatait la quelques années plus tard, que les manière dont un médecin, sous informations les concernant restent l'influence de l'alcool, venait de accessibles sur Internet, même provoquer un accident de la circulation lorsqu'elles semblent anodines. tel étudiant ayant critiqué, en 2013, DROIT À l'obligation de porter une cravate à l'oral d'admission d'une grande école L'INFORMATION OU estime, en 2016, que ses propos DROIT À LA VIE PRIVÉE: peuvent lui porter préjudice dans la LA COUR DE CASSATION fonction publique... Quant à ceux qui A MIS FIN À LA ont vu leur nom imprimé parce qu'ils ont été mis en examen, condamnés, ou CACOPHONIE qu'ils se sont retrouvés en dépôt de JURISPRUDENTIELLE bilan, ils affirment que le maintien en ayant entraîné la mort de deux personnes. ligne de La Cour de cassation belge a jugé que le « ces articles leur confère un véritable casier judiciaire numérique. Lorsque les services juridiques des journaux refusent d'accèderà leur demande, il arrive qu'ils saisissent la justice. Une quinzaine d'ordonnances de référé ont été rendues depuis deux ans : elles privilégient tantôt le droit à l'information, tantôt le droit à la vie privée. Le 12 mai dernier, la Cour de cassation a mis fin à cette cacophonie EDITORIA leurs affaires à la Cour européenne des droits de l'homme, à Strasbourg, http:// sosconso.blog.lemonde.fr droit à l'oubli numérique» fait «partie intégrante du droit au respect de la vie privée », garanti par la Convention de sauvegarde des droits de l'homme et des libertés fondamentales. Et aussi que la protection de ce droit «justiflait une ingérence dans le droit à la liberté d'expression». Deux cours suprêmes viennent donc de rendre deux jugements opposés. On ne peut que souhaiter que les frères D. et Le Soir soumettent Pag. 43 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 13 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Giornalismo A Biondi il «Premio Chariot» < AdAndrea Biondi del Sole 24 Ore e a Roberto Ritondale dell'agenzia Ansa di Milano va il Premio Chariot 2016, che sarà consegnato il 29 luglio all'Arena del Mare di Salerno. Biondi riceve il Premio Chariot come giornalista dell'anno, mentre a Rifondale va il riconoscimento per il miglior libro dell'anno, «Sotto un cielo di carta». Nella serata di gala saranno premiati anche Peppino Di Capri (premio Chariot cinema per « Natale con il boss») e Wind (Premio Chariot per il miglior spot pubblicitario). Il Premio Chariot, che è alla 28esima edizione, viene assegnato ogni anno da una giuria di esperti nelle eccellenze del mondo dello spettacolo e della cultura. EDITORIA Pag. 44 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 20 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress La protesta di Israele per Mein Kampf in edicola Polemiche sull'opera di Hitler allegata a «il Giornale». Gattegna: un'operazione indecente ROMA «Mannaggia il giorno che m'è venuta quest'idea...», sospira al telefono U direttore de ti Giornale, Alessandro Sallusti. L'idea è stata quella di regalare, oggi, in edicola, in allegato al quotidiano, per « decine di migliaia di copie», l'edizione critica di Mein Kampf (La mia battaglia), il saggio del 1925 di Adolf Hitler, considerato il manifesto del nazismo. «Adesso telefonerò all'ambasciatore israeliano (Naor Gilon, ndr) per spiegargli i motivi di questa cosa — continua Sallusti preoccupato —. Noi siamo sempre stati amici di Israele, vicini al popolo e alla comunità ebraica...». La verità, però, è che giusto ieri—vigilia dello sbarco in edicola del libro — è scoppiata forte la polemica: «Siamo rimasti sorpresi dalla decisione de il Giornale — queste le dure parole rilasciate all'Ansa da fonti dell'ambasciata d'Israele a Roma —. Se ce lo avessero chiesto, avremmo consigliato loro di distribuire libri molto più adeguati per studiare e capire la Shoah». Un'operazione « indecente», secondo Renzo Gat Addirittura, in Germania, ora si sta valutando se portare il testo nelle scuole superiori. Noi pubblichiamo il libro con una lettura critica di Francesco Perfetti, cioè uno dei massimi esperti di storia moderna. Mi si obietta che resta comunque un libro pericoloso: segnalo, però, che Mein Kampfe disponibile su internet e chiunque ogni giorno se lo può scaricare. Secondo me, è pericoloso se non c'è una guida alla lettura. Se invece la lettura viene guidata da un esperto, diventa uno strumento di studio». Fabrizio Caccia © RIPRODUZIONE RISERVATA II libro • II Mein Kampf e stato pubblicato nel 1925. Nel libro Hitler illustra il suo pensiero politico: in esso comunismo ed ebraismo sono definiti i mali del mondo 6 milioni le persone morte tegna, presidente dell'Unione nei campi di delle Comunità ebraiche italiane. sterminio «Sbigottiti e indignati»: ecco nazisti, per la pure la reazione degl'iscritti stragrande all'Anpi di Milano. «Nessun libro maggioranza va mai messo al bando. Ma ebrei. Per Hitler promuovere la lettura del Mein erano il male Kampf è estremamente grave e del mondo allarmante», spiega Roberto Cenati, il presidente dei partigiani milanesi. Sonore proteste anche da Israele. Efraim Zurroff, direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, non usa mezzi termini: «Che qualcuno abbia pensato di usare il Mein Kam pf per accrescere le vendite è un fatto senza precedenti». Sallusti, però, difende la sua scelta: «Per capire il male assoluto, la più grande tragedia del Novecento, bisogna andare alle sue origini. E noi l'abbiamo fatto, ripetendo un'operazione che l'Istituto di Storia moderna della Baviera ha appena realizzato, editando il Mein Kampf con una lettura critica che ha avuto anche il via libera del presidente delle comunità ebraiche tedesche. EDITORIA Pag. 45 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 8 Direttore Responsabile Diffusione Testata Mario Calabresi 327.329 Mein Kampf in edicola scoppia la polemica "Squallido regalarlo"Renzi e Boldrini contro l'iniziativa del "Giornale" ^ Nirenstein: provo disagio. Proteste tra i giornalai GABRIELE ISMAN ROMA «Trovo squallido che un quotidiano italiano regali oggi il Mein Kampf di Hitler. Il mio abbraccio affettuoso alla comunità ebraica »maipiu». Il mattino di Matteo Renzi si apre con un attacco al "Giornale" nel giorno in cui il quotidiano milanese offre, gratuitamente, il volume simbolo del nazismo. E se le critiche dall'Unione delle comunità ebraiche italiane e dall'ambasciata d'Israele erano arrivate venerdì, dopo Renzi scende in campo Laura Boldrini: «Decisione grave, la memoria merita rispetto. La mia solidarietà a tutte le famiglie vittime dell'Olocausto» scrive ancora via Twitter la presidente della Camera E poi tanti altri, soprattutto da Pd a Sinistra italiana. Intanto alcune edicole si sono rifiutate di vendere l'allegato al Giornale. La polemica piomba sulla campagna elettorale milanese, a una settimana dal ballottaggio tra Giuseppe Sala e Stefano Parisi. Per Barbara Pollastrini del Pd «Parisi dovrebbe prendere posizione: in nome di qualche voto che può arrivargli della più destra dura e negazionista non si può non vedere, non sapere, non parlare». L'interessato (sposato con una donna israeliana) risponde: «Gravissimo che il Pd usi certi argomenti. Quello che ha fatto il Giornale offende le migliala di famiglie milanesi e italiane vittime del nazismo». scriverà sull'edizione di oggi un commento «e ringrazio il direttore che mi lascia esprimere senza censure. L'iniziativa mi mette a disagio, quel libro puzza di morto e capirlo non toglie l'enorme disgusto che provoca. Però sono contro le leggi antinegazioniste e contro la censura preventiva. È meglio lanciare queste iniziative alla luce del sole per impallinarle nella lotta delle idee». A fine giornata parla il direttore del Giornale Alessandro Sallusti: «Sono stupito che il presidente del Consiglio si permetta di dare certi giudizi. Ha letto molti fumetti e pochi libri. Se avesse letto Se questo è un uomo di Primo Levi, saprebbe che comprendere è impossibile, ma capire è necessario e doveroso. Poi non accetto lezioni di storia da Renzi che EDITORIA ha coperto le statue per accogliere il presidente di un Paese, l'Iran, che non riconosce Israele». Sallusti riconosce il disagio degli ebrei italiani «ma il Giornale è e sarà sempre dalla loro parte senza se e senza ma». E sull'ipotesi di pubblicare anche il Diario di Anne Frank dice: «Verifichiamo se è possibile, ma sarebbe bello aprire la collana con Mein Kampfe chiudere con Anne Frank». DER SPIEGEL "II Giornale, sempre duro con i migranti, suscita sdegno col Mein kämpf WASHINGTON POST Parla di "libro pericoloso per il pubblico se letto senza commenti e analisi"LA STAMPA ESTERA NEW YORK TIMES Sul sito la notizia, le reazioni ebraiche e di Renzi"Squallida operazione" COS'È II MEIN KAMPF È considerato la "bibbia" del nazionalsocialismo. Hitler vi teorizza la necessità di un Pag. 46 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. movimento sottoposto a un'organizzazione di tipo militare, guidato da un Fuhrer cui capi e gregari devono cieca obbedienza. La nuova società sarebbe stata basata sul dominio della razza ariana. Per conseguire questi fini bisognava liberare la Germania dalla congiura ebraica. QUANTO HA VENDUTO? Pubblicato nel 1925, vendette 241 mila copie fino al 1933, data dell'ascesa al potere di Hitler: quello stesso anno raggiunse quota un milione. Alla fine del conflitto risultarono vendute dodici milioni di copie. COSA ACCADDE DOPO LA GUERRA Milioni di esemplari furono distrutti. I diritti d'autore furono attribuiti alla Baviera, che li ha mantenuti sino al 31 dicembre scorso. In Germania è stata a lungo vietata la pubblicazione, ma il testo ha continuato a circolare. Nel gennaio del 2016 è uscita la prima edizione critica: oltre duemila pagine, con oltre 3.500 note. E IN ITALIA? Venne stampato nel 1934 dalla ca sa editrice Bompiani per volontà di Mussolini. Nel dopoguerra sono state pubblicate molte edizioni pirata, soprattutto in ambito neofascista. Inversione commentata è apparso nel 2002 da Kaos a cura di Giorgio Galli. (s.fio.) EDITORIA Domenica 12/06/2016 8 Direttore Responsabile Diffusione Testata Mario Calabresi 327.329 IN QUESTA EDÌCOLA OH SI REGALA in Kampf Pag. 47 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 7 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Sallusti 83.271 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Antonio Ruzzo L'editore Paolo Berlusconi: «Operazione ragionevole» LA POLEMICA POLITICA L'editore Paolo Berlusconi: «Operazione ragionevole» Antonio Ruzzo Milano Sul Mein Kampf i toni della polemica restano alti anche se l'editore Paolo Berlusconi prova a smorzarla: «È un'operazione molto razionale e ragionevole - ha spiegato ieri uscendo dall'ospedale San Raffaele dove è andato a trovare il fratello Silvio -. Ho parlato con il direttore Sallusti e l'operazione è stata proprio fatta con la giusta presentazione di un documento storico da criticare». Secondo Paolo Berlusconi le critiche sono infondate in quanto «quel documento non è stato riprodotto senza critica». E ancora: «Leggete i giornali, non il nostro, e capirete come alcuni dicono molte bugie». Ma la sinistra rilancia e fa fuoco su Stefano Parisi, candidato del centrodestra a Milano: «Maria Elena Boschi è il ministro delle Riforme e dovrebbe stare più attenta a quel che dice e occuparsi meno delle campagne elettorali - ammonisce Parisi, commentando le parole sull'iniziativa del Giornale -. Ho condannato in modo chiaro e netto quel che è successo dicendo che si tratta di una iniziativa scellerata. D'altronde mia moglie è ebrea, i miei figli sono ebrei. Dall'inizio della campagna elettorale ho detto che il problema dell'antisemitismo è molto grave a Milano. Però penso, nello stesso tempo, che sia molto grave che persone come Emanuele Fiano e come Boschi affianchino la mia faccia a Hitler». Non ci sta Parisi che ieri è stato attaccato anche dal suo rivale Beppe Sala che con Debora Serracchiani ha partecipato a Milano alla maratona di lettura del diario di Anna Frank: «II Giornale sono tre mesi che sta cercando scandali sulla mia persona- ha spiegato il candidato del centrosinistra alla trasmissione In mezz'ora - Non ho sentito Parisi intervenire qualche volta e dire smettetela. Adesso prende le distanze...». Mail candidato del centrodestra awerte: «Questa è una strumentalizzazione in una campagna elettorale che abbiamo cercato di tenere a un livello civile». Emanuele Fiano, deputato democratico, precisa: «Sono sorpreso che Parisi, di cui conosco la cultura antifascista, attacchi me. Non ho mai chiamato alla corresponsabilità. Io ho fatto una analisi politica». A dar manforte a Parisi arriva Maurizio Lupi: «La Boschi sa benissimo che Parisi nulla c'entra con l'iniziativa del Giornale e allora lancia l'allarme antifascismo e sbaglia strada perché tra chi sostiene lei e Sala ci sono tutti quelli che hanno impedito alla Brigata ebraica di sfilare il 25 aprile». L'editore Paolo Berlusconi: «Operazione ragionevole» Antonio Ruzzo Milano Sul Mein Kampf i toni della polemica restano alti anche se l'editore Paolo Berlusconi prova a smorzarla: «È un'operazione molto razionale e ragionevole - ha spiegato ieri uscendo dall'ospedale San Raffaele dove è andato a trovare il fratello Silvio -. Ho parlato con il direttore Sallusti e l'operazione è stata proprio fatta con la giusta presentazione di un documento storico da criticare». Secondo Paolo Berlusconi le critiche sono infondate in quanto «quel documento non è stato riprodotto senza critica». E ancora: «Leggete i giornali, non il nostro, e capirete come alcuni dicono molte bugie». Ma la sinistra rilancia e fa fuoco su Stefano Parisi, candidato del centrodestra a Milano: «Maria Elena Boschi è il ministro delle Riforme e dovrebbe stare più attenta a quel che dice e occuparsi meno delle campagne elettorali - ammonisce Parisi, commentando le parole sull'iniziativa del Giornale -. Ho condannato in modo chiaro e netto quel che è successo dicendo che si tratta di una iniziativa scellerata. D'altronde mia moglie è ebrea, i miei figli sono ebrei. Dall'inizio della campagna elettorale ho detto che il problema dell'antisemitismo è molto grave a Milano. Però penso, nello stesso tempo, che sia molto grave che persone come Emanuele Fiano e come Boschi affianchino la mia faccia a Hitler». Non ci sta Parisi che ieri è stato attaccato anche dal suo rivale Beppe Sala che con Debora Serracchiani ha partecipato a Milano alla maratona di lettura del diario di Anna Frank: «II Giornale sono tre mesi che sta cercando scandali sulla mia persona- ha spiegato il candidato del centrosinistra alla trasmissione In mezz'ora - Non ho sentito Parisi intervenire qualche volta e dire smettetela. Adesso prende le distanze...». Mail candidato del centrodestra awerte: «Questa è una strumentalizzazione in una campagna elettorale che abbiamo cercato di tenere a un livello civile». Emanuele Fiano, deputato democratico, precisa: «Sono sorpreso che Parisi, di cui conosco la cultura antifascista, attacchi me. Non ho mai chiamato alla corresponsabilità. Io ho fatto una analisi politica». A dar manforte a Parisi arriva Maurizio Lupi: «La Boschi sa benissimo che Parisi nulla c'entra con l'iniziativa del Giornale e allora lancia l'allarme antifascismo e sbaglia strada perché tra chi sostiene lei e Sala ci sono tutti que EDITORIA Pag. 48 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Sallusti 83.271 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Lo compro per capire il male di Giampiero Mughini a pagina Io vado a comprarne una copia Mi serve per capire il Male Proprio perché sono interessato al dramma della Shoah questo libro terribile non può mancare nella mia biblioteca Per gentile concessione dell'autore e di Roberto D'Agostino, pubblichiamo un articolo di Giampiero Mughini apparso ieri sul sito Dagospia sulle polemiche che hanno investito la decisione del Giornale di inserire il Mein Kampf in una collana di libri storici in allegato al quotidiano. l'intervento di Giampiero Mughini Sto per andare alla mia edicola di viale Trastevere dove assieme alla consueta mazzetta di quotidiani comprerò il Mein Kampf di Adolf Hitler di cui Francesco Perfetti (uno dei migliori storici italiani del moderno) ha curato l'edizione per // Giornale. Proprio perché sono visceralmente e drammaticamente interessato alla Shoah in ogni sua sfumatura di storia e di personaggi e di tragedia apicale del Novecento, quel libro non può mancare alla mia biblioteca. Lo metterò nello scaffale che ho dedicato a quell'argomento, il più vicino alla sedia su cui lavoro nel mio studio. Gli staranno accanto il libro dello storico inglese Martin Gilbert sulla reticenza degli Alleati a reagire a quel che sapevano stava succedendo nel campo di Auschwitz e altri; il portentoso libro/intervista in cui Citta Sereny dialogava con l'ex capo nazi di Treblinka; il libro di Hannah Arendt sul processo Eichmann; il libro einaudiano che pubblicava per intero la relazione d'accusa del procuratore generale israeliano contro Eichman; il libro di Robert Faurisson - il capo dei « negazionisti» francesi - che avevo comprato nella libreria parigina dove negli anni Sessanta aveva comprato una celeberrima rivista EDITORIA BUFERA L'oggetto della polemica trotzchista su cui avevo fatto la tesi di laurea nel 1970. Accanto al libro forse il più sconvolgente di tutti, L'Album d'Auschwitz, il libro dov'erano le foto che un paio di SS di Auschwitz avevano scattato in tutta tranquillità (alla maniera dei selfie nostrani) a donne e uomini che a vagonate erano appena sbarcati ad Auschwitz e che avevano ancora poche ore di vita. Ne potrei elencare cento altri. Il Mein Kampf non lo avevo, e invece cimelio mostruoso com'è non deve mancare da una biblioteca come la mia. All'epoca in cui apparve e fino al momento in cui il popolo tedesco non inondò di voti carri armati e dei caccia nazi rese quel programma attuabile. Un programma che in tanti avevano sottovalutato. Se una tale porcata a tal punto dilaga e diventa effettuale, come fai a non conoscerne i tratti? Purtroppo non conosco il tedesco e non sono ricco. Fosse dipeso da me avrei volentierissimo comprato l'esemplare della prima edizione che i bouquinistes della Senna hanno venduto una decina d'anni fa. Come non avere un cimelio dell'orrore di tale stazza? E del resto io da ragazzo li avevo comprati STERMINATORI DI UOMINI Lo metterò accanto alle opere complete di Stalin, altro pontefice dell'orrore assoluto i quattro volumi degli Editori Riuniti con le opere complete di Stalin, altro pontefice dell'orrore assoluto. Un paio d'anni fa mi capitò tra le Hitler, quel libraccio lo avevano letto in pochissimi. Era reputato lo sproloquio di uno squinternato che si stava facendo un po' di galera per avere tentato un (ridicolo) putsch contro la democrazia di Weimar. L'inumana potenza dei Pag. 49 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Sallusti 83.271 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress mani la prima edizione italiana del Mein Kampf, un'edizione Bompiani del 1942. Solo che era in cattive condizioni, e la mia anima da bibliofilo si rifiutò. Se la trovo in buone condizioni la compro subito. Un libro uscito quando erano in molti gli italiani anche colti che flirtavano con l'antisemitismo. Ricordatevi di Guido Piovene che aveva fatto un grande elogio del «razzista» all'italiana Telesio Interlandi (personaggio del resto interessantissimo su cui ho scritto 25 anni fa un libro meritorio). Leggere sapere conoscere capire. Più lo fai e meglio è. E poi vi ricordate la gran polemica se sì o no pubblicare i «comunicati» delle Br pur di fare rilasciare un magistrato che loro avevano rapito? Tutti a dire di no, che non bisognava dar loro una vetrina massmediatica. Si distinse in quell'occasione Riccardo Lombardi, uno dei maestri socialisti della mia giovinezza. Ma certo che vanno pubblicati, scrisse, a far vedere a tutti che razza di cretini e delinquenti sono i brigatisti. Quei loro comunicati e «risoluzioni» mi sono messo adesso a cercarli in antiquariato e a leggermeli a uno a uno. Da far accapponare la pelle a pensare che quegli idioti hanno costituito un allarme per la nostra democrazia. Buona lettura EDITORIA Pag. 50 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Sallusti 83.271 Lo compro per capire il male di Giampiero Mughini a pagina di Piero Ostellino_______ apisco gli ebrei - che hanno maturato una forte sensibilità a causa delle tragedie che hanno attraversato col fascismo e il nazismo quando si scandalizzano per la pubblicazione di testimonianze su ciò che sono stati entrambi. Ma non approvo, e tanto meno condivido, le proteste di chi ha censurato il Giornale per aver fatto conoscere un testo storico come Mein Kampf. In una democrazia liberale, come è la nostra, la pubblicazione di un documento come Mein Kampf non avrebbe dovuto scandalizzare nessuno, perché una cosa è pubblicare un testo di documentazione storica, un'altra il giudizio politico e morale che se ne da. Lasciamo la storia agli storici e non faccia_ mone occasione di polemica politica o, peggio, elettoralistica. Stampare un libro sullo stalinismo non è fare propaganda per lo stalinismo. È unicamente produrre una documentazione su ciò che è stato. Non capisco, per dirla tutta, le polemiche che sono state sollevate. Se ci mettiamo anche noi a bruciare i documenti storici, o a vietarne la pubblicazione solo perché raccontano avvenimenti dolorosi per qualsiasi spirito libero, finiamo col metterci sullo stesso piano di chi, non molti anni fa, ne faceva una questione politica e censoria. La ricostruzione storica anche se di accadimenti molto «sensibili» non può, non deve, essere censurata per nessuna ragione. Personalmente, considero il fascismo e il nazismo un abominio e me ne tengo a distanza. Ma non sono neppure contrario che mi si dica che cosa sono stati sul piano storico. L'apologià di fascismo e nazismo è una cosa, la ricostruzione di ciò che sono stati un'altra. Sono per il diritto di Israele di esistere come Stato, ho la massima comprensione per la tragedia che ha colpito gli ebrei sotto fascismo e nazismo e per la altro la ricostruzione storica (...) EDITORIA sensibilità che essi ne hanno maturato. Ma continuo a ritenere che un conto è il giudizio politico e morale su quanto accaduto, un segue a paginas LO SCONTRO SUL «MEIN KAMPF» Da liberale vi dico: niente censure su Hitler Una cosa è pubblicare un testo storico, come fa il Giornale», altra il giudizio morale che se ne da il commento di Piero Ostellino dalla prima pagina (...) attraverso lo studio di documenti, anche terribili, quali Mein Kampf. Ci mancherebbe che anche noi ci mettessimo a mettere al bando i libri che ci ricordano un'epoca tragica per il mondo. E di cui abbiamo un giudizio assolutamente negativo. Lasciamo al fascismo e al nazismo l'inclinazione alla censura; ma teniamoci strette le nostre libertà di pensiero e di giudizio. La superiorità politica e morale del liberalismo su ogni altra dottrina politica sta proprio nel non voler cancellare avvenimenti che hanno riguardato il nostro mondo solo perché non NESSUNA APOLOGIÀ Chi si scandalizza non ha elaborato storicamente quello che fu il nazismo li avremmo mai potuti approvare. Temo che le reazioni che ci sono state per la divulgazione di Mein Kampf, siano un retaggio del non aver elaborato storicamente, politicamente e moralmente che cosa sono stati il fascismo e il nazismo. Se lo avessimo fatto, non ci ritroveremmo, oggi, a fare la pessima imitazione dei regimi liberticidi che hanno dominato la scena europea e mon- diale negli anni Trenta del secolo scorso. Sono vissuto nell'Italia fascista e nell'Unione Sovietica comunista e so che non vorrei fare le stesse esperienze che hanno fatto molti italiani e molti russi. So anche che, sotto quei regimi, sarei probabilmente finito male, in galera o ucciso, ma non è questa la ragione per la quale non vivrei mai in un regime che assomigliasse loro. La mia religione della libertà - a dirla con Croce - mi induce ad aborrire qualsiasi regime che violi non solo la mia libertà, ma anche quella altrui. Sono cresciuto in una famiglia antifascista - lo erano sia mio padre sia ma madre durante il fascismo - e alla scuola di Bobbio e dei miei maestri liberali dell'università di Torino, dove mi sono laureato e credo di esserne rimasto segnato Pag. 51 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Sallusti 83.271 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress per il resto della mia vita. Per quel che serve, manifesto la mia solidarietà al Giornale per aver coraggiosamente divulgato il Mein Kampf hitleriano in un periodo della no stra storia che confonde il « politicamente corretto» con la libertà di pensiero e di giudizio. Come ha scritto il direttore di questo giornale, dopo le polemiche che ne sono seguite, un conto è condannare politicamente e moralmente fascismo e nazismo, un altro produrre una documentazione storica che ne testimonia pensiero e vicende e aiuta a comprendere ciò che sono stati. piero.ostel li no@i lgiornale.it TESTO MALEDETTO «Mein Kampf» eil libro pubblicato nel 1925 da Adolf Hitler attraverso il quale il futuro dittatore espose il proprio pensiero politico e delineo il programma del partito nazista ULTIMO TABÙ Sopra, il «Mein Kampf»: la decisione del «Giornale» di inserirlo in una collana storica allegata al quotidiano ha scatenato feroci polemiche, non solo in Italia EDITORIA tier Pag. 52 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Sallusti 83.271 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress ff CAPIRE IL MEIN KAMPF PERCHÉ NON TORNI PIÙ di Alessandro Sallusti________ è un pezzo di storia che fa ancora paura solo a Studiare il male per evitare che ritorni, magari parlarne. Ed è comprensibile perché gli uomini sotto nuove e mentite spoglie. Questo è il senso fanno scattare una legittima difesa contro il male vero e unico di ciò che abbiamo fatto. assoluto. Parliamo di Hitler e del nazismo, la più grande tragedia - insieme al comunismo staliniano - del Novecento e tra le più orrende della storia intera del mondo. Milioni di ebrei sterminati nelle camere a gas, milioni di tedeschi mandati a morire per una causa aberrante, milioni di uomini liberi morti per estirpare dall'Europa questo cancro. Tutto ha inizio con un farneticante libro scritto nel 1925 dal futuro Führer e tragicamente noto come Mein Kampf, tradotto «La mia battaglia». Il 31 dicembre 2015 sono scaduti i diritti d'autore sul testo, diritti che erano stati affidati al governatorato della Baviera, che per settant'anni ne aveva vietato la pubblicazione. A gennaio l'Istituto di storia contemporanea di Monaco ha deciso di ripubblicare il testo a fini storici in una edizione commentata con l'avallo del presidente delle comunità ebraiche tedesche. In questi giorni si sta discutendo se adottare questo testo nei piani di studio delle scuole superiori. Abbiamo deciso di ripetere l'operazione per l'Italia, rieditando il testo originale stampato dalla Bompiani nel 1938 che oggi, per chi vorrà, è in edicola insieme al quotidiano e al primo numero di una collana dedicata alla storia del Terzo Reich. Ovviamente si tratta di un'edizione commentata. La guida critica alla lettura è del professore Francesco Perfetti, una delle massime autorità nel campo della storia contemporanea. La sola notizia di questa pubblicazione ha già suscitato polemiche, la maggior parte delle quali legittime e comprensibili, e le preoccupazioni degli amici della comunità ebraica italiana, che ci ha sempre visto e sempre ci vedrà al suo fianco senza se e senza ma, meritano tutto il nostro rispetto. Escludo però che ad alcuno possa anche solo sfiorare l'idea che si tratti di un'operazione apologetica o anche solo furba. Non si gioca su una simile tragedia. Semmai il contrario. Perché, con certi venticelli che soffiano qua e là per l'Europa e in Medioriente serve capire dove si può annidare il male e non ripetere un errore fatale. Cito Perfetti: «Al mondo politico, ma anche a quello intellettuale dell'Europa del tempo, può essere oggi rimproverato il fatto di non avere letto in maniera approfondita l'opera e di non averne quindi compreso appieno la dimensione aberrante destinata, come la storia avrebbe tragicamente dimostrato, a minare in profondità le fondamenta del mondo civile». EDITORIA Pag. 53 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 8 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress ON THE ROAD, NOTE DI VIAGGIO FRA I MEDIA DI MARIO SECHI DI MARIO SECHI Titoli. Dio è morto, Marx è morto, Berlusconi non sta tanto bene e anche Renzi ha qualche acciacco. L'Italia è questo romanzone, tra fedi, -ismi decaduti e personalismi semi-viventi, si consuma il presente, senza avere grande visibilità del futuro. Il Papa parla di Dio in un paese dove quelli che vanno a messa sono al minimo storico, una minoranza tra la minoranza (lavoce.info); l'altra Chiesa, quella della sinistra, ha certificato con le sue liste nei Comuni il suo stato di reducismo, la sua dimensione nostalgica, una testimonianza dove i pochi voti presi da Airaudo e Fassina non cambiano nulla; Silvio l'avete visto tutti, è entrato in ospedale, va operato perché ha il cuore matto; Matteo invece è là, dopo il voto è diventato più loquace di prima, il problema è che non dice niente, è in stato confusionale. Si riprenderà? Cominciamo da lui, dal premier, per capire (parola grossa, nel caso dell'Italia) la parabola della nostra storia collettiva, il nostro senso e dissenso, consenso e controsenso. Primo caffè, Corriere della Sera: «Renzi: è solo un voto locale». Perbacco, un'intervista al Corriere per avere poi questo titolo? Ha detto qualcosa di nuovo? No. E allora? Ha ribadito il concetto e ribadendolo tradisce una preoccupazione, una tensione, una sottile e tagliente inquietudine, un'incertezza non sulla sua permanenza a Palazzo Ghigi (chiederne le dimissioni in caso di crash dopo il voto nei Comuni è cosa che passa tra l'iperbole e l'idiozia), ma sulla linea politica di fondo, sul da farsi per il domani. Ma Renzi è Renzi, ha un continuo bisogno di riaffermare il carattere, la persona, la sua eccezione di sistema, la sua leadership, la sua politica al testosterone dove però si avverte in questo momento un deficit di lucidità. Il silenzio, a volte, non è solo d'oro, ma un buon consigliere per il domani. Come sta il renzismo sui giornali? Ha i suoi problemi, Carlino-NazioneGiorno lo sintetizzano così: «Renzi in crisi, primi fischi». Non sono i primi, ma di certo sono quelli che fanno drizzare le antenne a chi da importanza (e fa bene) agli sghiribizzi d'umore della piazza, ai vai e vieni della storia: oggi sei il più grande, domani sei nella polvere. È il destino di tutti i leader italiani, Renzi non fa eccezione. Cambiano solo EDITORIA intensità e velocità di consumo e Renzi rischia di essere novissimo anche in questo. I segnali di logoramento ci sono e dovrebbero suggerire un cambio di passo, una strategia più accorta, meno esposta, meno ripetitiva, meno ossessiva su punti che ormai sono o chiarissimi fino a diventare dominio di Lapalisse o così confu creazione di Collodi. E così Repubblica dedica al Cavaliere disarcionato l'apertura («Rischiava di morire, basta politica. Berlusconi sarà operato al cuore») e coriandoli di articoli che ne sezionano il battito e il silenzio, la storia e controstoria, il ruggito e il lamento. Che storia, cari lettori di List, è quella di Berlusconi. Libero lancia l'appello inventato da si che è meglio lasciar perdere in Spielberg: «Salvato il soldato Silvio». attesa che vi sia chiarezza. E poi c'è la Il Giornale lo dipinge mentre sfugge bulimia da tv, il suo volto e le sue all'ultima chiamata: «Berlusconi ha espressioni fagocitate dallo schermo rischiato di morire». La Stampa in un ripetersi di apparizioni a cui non tratteggia il domani: «Si apre il dopo segue lo stupore della sparizione con Berlusconi. Il medico: poteva morire». seguente attesa e rinascita. Titola la C'è un domani? C'è sempre. Buona Stampa: «Renzi non buca più. In tv giornata. List - II Foglio.it effetto saturazione». Il buon Fabio Martini cita la performance di Renzi a Otto e Mezzo: «II 6,23 per cento di share con un ascolto medio di 1 milione e 482mila spettatori, meno di quanto avesse fatto Pier Luigi Bersani nella stessa trasmissione tre settimane prima: 6,70 per cento e 1 milione e 665mila spettatori». Basta per farne un leader in declino? No. Tanto che nello stesso articolo, Martini fa parlare Roberto Weber che mette la cornice al quadro: «Attenzione a non lasciarsi confondere dal voto amministrativo, nel quale hanno giocato fattori locali e personali, perché invece lo stato di salute elettorale del Pd come forza nazionale è molto migliore, nettamente migliore di quello delle altre forze». La cosa è tanto vera che, alla fine, il dato complessivo dei ballottaggi per il Pd è positivo, ma il problema è che non è percepito, non cattura l'immaginario come bene sa Beppe Grillo che ha concentrato tutti i suoi sforzi sulla battaglia di Roma, preda simbolica del gollismo. E torniamo al punto chiave: la politica è comunicazione. Emozione. Facile, farla spiovere nell'assuefazione. Fu Berlusconi nel lontano 1994 a dare alla politica italiana questa dimensione contemporanea, questo graffio continuo, lo spiazzamento del discorso comune. Anche il suo ricovero, il suo batticuore, il suo tramontare è diventato spettacolo, scena, rappresentazione. E sui giornali questa storia italiana giganteggia perché ha il seme del racconto tragico, dell'epica, una cavalcata infinita nel paesaggio italiano popolato di mostri, fate, geni, ciarlatani, carrozzoni, burattini. Il nostro libro mastro è nelle pagine di Pinocchio, sublime Pag. 54 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 20 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Critiche alla bozza di direttiva Ue sui media Preto (Agcom): non è all'altezza delle attese Al Forum europeo digitale in corso a Lucca piovono critiche sulla bozza di direttiva per i servizi media messa a punto dalla Commissione europea e che avrebbe dovuto regolamentare soprattutto l'attività dei cosiddetti Over the top. « Semplicemente, mi sembra non sia alla altezza delle attese», liquida la questione Antonio Preto, commissario dell'Agcom. Secondo cni è necessario armonizzare a livello continentale la questione delle quote di contenuti europei prodotti dagli operatori, « altrimenti i diversi soggetti continueranno a scegliere i paesi con regole di quote più leggere». Quanto agli affollamenti pnbblicitari, «la direttiva sembrerebbe allentare un po' i paletti. Ma, anche su questo fronte, non vorrei si trattasse di un finto allentamento che poi determinasse l'inizio, invece, di una guerra tra poveri». Stefano Selli, vicepresidente di Confindustria radio e tv, entra proprio a gamba tesa: «La bozza di direttiva è molto negativa, una vera delusione. Si rischia di essere invasi da contenuti non europei, e le imprese continentali, invece, potrebbero sparire. Certo, si tratta di una prima bozza, ma servono interventi e modifiche radicali. Ricordando che non bisogna pensare solo alla tv dei Millennial», ma anche alle altre fasce di utenti, più numerose e basiche. E che la pirateria Al Forum europeo digitale in corso a Lucca piovono critiche sulla bozza di direttiva per i servizi media messa a punto dalla Commissione europea e che avrebbe dovuto regolamentare soprattutto l'attività dei cosiddetti Over the top. « Semplicemente, mi sembra non sia alla altezza delle attese», liquida la questione Antonio Preto, commissario dell'Agcom. Secondo cni è necessario armonizzare a livello continentale la questione delle quote di contenuti europei prodotti dagli operatori, « altrimenti i diversi soggetti continueranno a scegliere i paesi con regole di quote più leggere». Quanto agli affollamenti pnbblicitari, «la direttiva sembrerebbe allentare un po' i paletti. Ma, anche su questo fronte, non vorrei si trattasse di un finto allentamento che poi determinasse l'inizio, invece, di una guerra tra poveri». Stefano Selli, vicepresidente di Confindustria radio e tv, entra proprio a gamba tesa: «La bozza di direttiva è molto negativa, una vera delusione. Si rischia di essere invasi da contenuti non europei, e le imprese continentali, invece, potrebbero sparire. Certo, si tratta di una prima bozza, ma servono interventi e modifiche radicali. Ricordando che non bisogna pensare solo alla tv dei Millennial», ma anche alle altre fasce di utenti, più numerose e basiche. E che la pirateria Antonio Preto Al Forum euro continua a essere nn problema: solo nel 2015 in Italia ci sono stati 384 milioni di atti di pirateria. Di questo passo, ripeto, le imprese europee sono destinate a morire. In pochi, poi, ci hanno seguito sulla lotta a YouTube», prosegue Selli, «in particolare sul fronte della profilazione dei dati. Questi Ott, veri e propri colossi, hanno nn vantaggio competitivo enorme rispetto alle imprese europee che devono sottostare alle severe regole del E su questo fronte qualche novità potrebbe arrivare, perché, come sottolinea Giovanni Buttarelli, garante per la protezione dei dati Ue, «finalmente abbiamo nn testo, lungamente negoziato, e la protezione dati diventa una cosa seria e pure una opportunità per molte start up. Tutto diventerà operativo dal 25 maggio 2018, ma quella deve essere considerata una data di arrivo, alla quale arrivare già preparati. Nei prossimi giorni ci sono almeno tre appuntamenti: entro il 7 luglio l'avvocato generale presso la Corte di giustizia pubblicherà due opinioni sul tema; il 20 giugno, sul sito del Garante Ue, verrà pubblicata la mia opinione sulla nuova normativa Ue; il tutto in preparazione dell'evento che si terrà il 29 settembre a Bruxelles per discutere sul tema dell'utilità in materia di protezione dati». ———©Riproduzione riservata——^[ eo digitale in corso a Lucca piovono critiche sulla bozza di direttiva per i servizi media messa a punto dalla Commissione europea e che avrebbe dovuto regolamentare soprattutto l'attività dei cosiddetti Over the top. « Semplicemente, mi sembra non sia alla altezza delle attese», liquida la questione Antonio Preto, commissario dell'Agcom. Secondo cni è necessario armonizzare a livello continentale la questione delle quote di contenuti europei prodotti dagli operatori, « altrimenti i diversi soggetti continueranno a scegliere i paesi con regole di quote più leggere». Quanto agli affollamenti pnbblicitari, «la direttiva sembrerebbe allentare un po' i paletti. Ma, anche su questo fronte, non vorrei si trattasse di un finto allentamento che poi determinasse l'inizio, invece, di una guerra tra poveri». Stefano Selli, vicepresidente di Confindustria radio e tv, entra proprio a gamba tesa: «La bozza di direttiva è molto negativa, una vera delusione. Si rischia di essere invasi da contenuti non europei, e le imprese continentali, invece, potrebbero sparire. Certo, si tratta di una prima bozza, ma servono interventi e modifiche radicali. Ricordando che non bisogna pensare solo alla tv dei Millennial», ma anche alle altre fasce di utenti, più numerose e basiche. E che la pirate EDITORIA Pag. 55 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 10 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 539.000 Debutti In settimana dovrebbe arrivare il via libera della Consob per la fusione con la vecchia Seat, lasciapassare per la quotazione Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Borsa Italiaonline ci riprova con la rete di Pagine Gialle Integrazione tra carta e digitale, app per chiedere preventivi agli artigiani scovati sugli elenchi e servizi cloud DI MASSIMO SIDER! Italiaonline ci riprova in Borsa: dopo il dietrofront del 2014, quando la società di Naguib Sawiris si ritirò a un passo dalla quotazione, questa settimana dovrebbe arrivare il via libera della Consob per la fusione con Seat Pagine Gialle. O, meglio, con quello che ne rimane: il titolo è l'ombra di una «penny stock» e vale 2,4 millesimi di euro per azione. Praticamente nulla. Ma per il ceo di Italiaonline Antonio Converti — manager di scuola olivettiana che bazzicava nella Silicon Valley già negli anni Novanta con Elserino Piol — le Pagine Gialle hanno una doppia valenza: prima di tutto sono il veicolo con il quale portare finalmente a Piazza Affari la società nata dalla fusione tra Libero e Matrix (il dai risultati effettivi. Fu anche una delle primissime società a sviluppare una app per iPhone. Ma la storia è nota: le vecchie Pagine Gialle, con un debito miliardario, hanno dovuto dichiarare l'insolvenza anche se il crac è stato evitato sul filo di lana con un concordato. C'è stata anche un'azione di responsabilità nei confronti dei vecchi manager che si è chiusa con una transazione tombale. Ma questo è il passato. E per metterci una pietra so piano del governo per portare l'Italia fuori dalle secche della banda stretta. Il modello di business di per sé non cambia: anche sui vecchi elenchi cartacei la raccolta dei ricavi si basava sulle inserzioni pubblicitarie. Ora si tratterà di farle funzionare online. «Ci possiamo riuscire — conclude Converti — con un'evoluzione. Per esempio se scarichi l'applicazione ora puoi chiedere un preventivo all'idraulico o a chi deve fornire un servizio, sul modello dell'americana pra Sawiris e Converti Thumbtack», la app fondata proprio oggi rottameranno da Marzo Zappacosta a San in Borsa, in attesa delle Francisco. L'ultimo tassello autorizzazioni, la scritta per completare l'offerta Seat: la società sarà quotata arriverà ad ottobre quando la con un nuovo logo come società di Sawiris diventerà Italiaonline mentre Pagine il primo cliente del Gialle (senza Seat) resterà Supernap Italia, un come brand commerciale e passaggio che permetterà di di prodotto. «Secondo entrare nel segmento dei l'Eurisko — spiega sempre il servizi in cloud manager — il marchio specializzati, come il Crm as rapporto di conversione sarà Pagine Gialle è ancora di mille a uno e, dunque, la molto riconoscibile e ci sono a service. Insomma la speranza di Converti è che il quotazione dovrebbe passare ancora circa 19 milioni di mondo dei professionisti e teoricamente a 2,4 euro utenti, presumibilmente delle piccole aziende si anche se dal gong iniziale anziani e fuori dai grandi svegli puntando sarà poi il mercato a dare il centri cittadini, che le maggiormente sul digitale proprio giudizio). Inoltre consultano almeno una volta sono ancora il contenitore di all'anno». E si parla, che ci come strumento di crescita e non solo come forma di qualcosa che funziona. si creda o no, di quelle «Lasset vero della società — cartacee che rappresentano spending review, come spesso viene erroneamente racconta Converancora il 32,8% dei ricavi considerato. della società. «Una cosa Ancora 19 milioni simile sta capitando anche di italiani negli Stati Uniti. Detto ciò consultano le «PG> sappiamo che è un business in declino e che dobbiamo una volta l'anno gestirlo. Puntiamo ti — è una rete di vendita formidabile e molto capillare. Si tratta di persone sul digitale sapendo che in Italia le Piccole e medie molto legate all'azienda e imprese devono ancora con un rapporto fiduciario con il cliente. La capacita di affrontare questo dialogare con le pmi in Italia cambiamento». Peraltro il fatto che la guida della è lasset. Certo darò loro da stessa Confindustria sia vendere dei prodotti più ef passata all'imprenditore di ficaci rispetto al passato. una «media azienda», Grazie alla fusione con Vincenzo Boccia, lascia Italiaonline loro acquisiranno prevedere che su quenon solo la visibilità e la pubblicità online ma anche il La società ora fa nostro know-how». Insomma la sfida è riuscire dove in tanti capo a Naguib hanno fallito: è dal 2000 che Sawiris, il ceo è le Pagine Gialle sono Antonio Converti un'eterna promessa con proiezioni faraoniche lontane sto fronte ci possa essere maggiore attenzione, anche anni luce per la concomitanza con il EDITORIA Pag. 56 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 18 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 SVILUPPO WEB Springer compra Emarketer Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Axel Springer compra Emarketer e prosegue la sua espansione sui media digitali in lingua inglese, puntando in particolare sia al mercato britannico sia a quello statunitense. L'acquisizione vale 242 milioni di dollari (pari a 214,3 milioni di euro) per il 93% dell'istituto internazionale specializzato in ricerche di mercato, che viene quindi valorizzato circa 250 milioni di dollari (circa 221,3 milioni di euro). Il restante 7% del capitale rimane in portafoglio ai fondatori e al management, che continueranno a guidare operativamente l'azienda americana. L'operazione consente di «rafforzare l'offerta di contenuti a pagamento», hanno fatto sapere dall'editore tedesco guidato dall'a.d. Mathias Doepfner che pubblica il quotidiano Bild, e «ci permette anche d'integrare l'offerta editoriale esistente». Emarketer ha registrato nel 2015 un fatturato di 45,5 milioni di dollari (40,3 milioni di euro) e un ebitda di 13,5 milioni (12 milioni di euro), con 200 mila iscritti alla sua newsletter. EDITORIA Pag. 57 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Maurizio Belpietro 70.539 Quanto vale lui e quanto le aziende Un cuore da quattro miliardi e un impero da più di sette di FRANCO BECHIS Non è per spaventare il professore Ottavio Alfieri, il cardiochirurgo che la prossima settimana opererà al cuore Silvio Berlusconi, ma è utile anche per lui sapere che il suo bisturi toccherà non solo un uomo fra i più noti e potenti di Italia, ma un cuore da 4 miliardi di euro. Tanto vale oggi alle quotazioni di mercato il Cavaliere. Il suo impero vale assai di più (circa 7 miliardi di euro), ma già oggi è diviso con i 5 figli che negli anni hanno assunto anche ruoli di impegno diretto nelle società del gruppo e hanno segue a pagina 5 GIOIE E DOLORI Nel Milan Berlusconi ha più perso che guadagnato. Ma adesso la cessione ai cinesi potrebbe portare nelle sue tasche 313 milioni di euro II cuore di Silvio vale quattro miliardi II suo impero è già diviso con i figli, ma il grosso (da Fininvest a partecipate come Mediaset e Mediolanum) è riconducibile direttamente al Cavaliere. Per non parlare delle ville. Ecco la mappa di tutto il patrimonio ILTESORETTO DI SILVIO (Dati m milioni di euro) Riserve Holding italia 1-2-3-8300 Quota indiretta Mediaset 975 Quota indiretta Banca Mediolanum 1.017 [mediolanum Quota indiretta Mondadon 85 Quota indiretta Molmed 23 Quota indiretta Mediobanca 73 Quota Milan su vendita a 500 mln 313 Stime case e ville possedute 800 Indiretta altro Fininvest 500 PScG/L FRANCO BECHIS u! segue dalla prima (...) del capitale di Fininvest. Per capire che cosavate oggi Berlusconi bisogna cominciare dalle società che controllano Fininvest, la capogruppo di tutto l'impero. Silvio ne ha quattro, e altre tre sono in EDITORIA mano ai figli. Si chiamano tutte Holding italiana, e segue un numero. Le numero 1,2,3 e 8 sono quelle in mano al fondatore, che così riunisce in quei forzieri il 61,21% del capitale di Fininvest. Marina ha il controllo della n. 4 e Pier Silvio della numero 5. Entrambe hanno il 7,65% di Fininvest. I tre figli di secondo letto Eleonora, Barbara e Luigi hanno la n. 14, che detiene il 21,42% del capitale Fininvest. Resta fuori dalla famiglia solo il 2,06% del capitale della capogruppo. Fino a qualche anno fa anche questa quota era intestata direttamente a papa Silvio. Oggi è detenuta dalla Pag. 58 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 stessa Fininvest come pacchetto di azioni proprie. Quindi anche quel 2,06% va ripartito fra padre e 5 figli. Fatti i conti l'imprenditore dal cuore matto può contare sul 62,47% di Fininvest, e della stessa quota indirettamente nelle partecipate della holding. LE PARTECIPATE Le più importanti di queste sono tutte quotate: Mediaset, Banca Mediolanum, Mondadori, Mediobanca e Molmed. A valori di mercato attuale la partecipazione più redditizia è quella detenuta nel gruppo fondato dall'amico Ennio Doris. Il valore del pacchetto azionario di Banca Mediolanum riportabile a Silvio come non ci fosse di mezzo Fininvest oggi è superiore al miliardo di euro. Poco sotto il valore della sua partecipazione indiretta (anche qui per incassare bisognerebbe saltare Fininvest) in Mediaset, che se venduta oggi sul mercato gli farebbe incassare altri 975 milioni di euro. E qui siamo già a quasi 2 miliardi di valore, cifra che Direttore Responsabile Diffusione Testata Maurizio Belpietro 70.539 Silvio Berlusconi e i suoi figli: da sinistra, Eleonora (30 anni). Pier Silvio (47), Marina (49), Barbara (31) eLuigi(27) hanno un loro valore patrimonia le non trascurabile oltre che a possedimenti immobiliari di un ben pochi imprenditori in Italia certo peso. Dalla Fininvest potrebbero vantare. Meno gestione servizi che ha fra i vari significativi i valori di borsa cespiti la famosa villa Gernetto della sua quota indiretta in altre dove Berlusconi fa le sue tre società quotate: la scuole di politica, e la proprietà Mondadori (85 milioni di degli immobili dei vari circuiti euro), Mediobanca (73 milioni cinematografici del biscione. di euro) e la Medicina All'Edilizia Alta Italia, che ha molecolareMolmed (23 milioni ancora intestata una di euro). Ma in Fininvest c'è anche altro oltre a queste lottizzazione di pregio in società Sardegna vicino ad Olbia. Fino quotate. E nell'altro spicca alle società di trasporto aereo ovviamente il 99,93% del ed elicotteristico, o a quelle di Milan. Non che siano arrivati vigilanza che lavorano mucchi d'oro da quella essenzialmente infragruppo, al avventura sportiva, anzi. Fin Teatro Manzoni di Milano, fino qui il Cavaliere ne è stato alle società finanziarie sparse in spolpato allegramente. Però da tutto il mondo, da Edinburgo a settimane e forse mesi si sta New York al Lussemburgo. ragionando sulla vendita di una Messo tutto insieme per la partecipazione di controllo quota riportabile al fondatore nella società sportiva per una del gruppo, tutto questo vale cifra che circa 500 milioni di euro. Altri 300 milioni si aggiungono dalla dovrebbe avvicinarsi ai 500 liquidità delle holding di milioni di euro. Se così fosse, controllo di Fininvest: sono i la quota di quella somma che tesoretti che Silvio ha messo da spetterebbe dopo i vari parte negli anni e che oggi sono passaggi a Berlusconi padre sarebbe di 313 milioni di euro, classificati come riserve e anche questa va considerata. immediatamente distribuibili in Ci sono poi molte altre società caso di scioglimento di quelle non quotate che dipendono da holding. Fininvest, e che EDITORIA OLTRE FININVEST Resta ancora il mattone. Perché Silvio è titolare di altre società che non rientrano sotto l'ombrello Fininvest. La più importante di questa è la Dolcedrago, che a sua volta controlla l'Idra immobiliare, la Dueville immobiliare ed altre società. Sotto quell'ombrello ci sono le treville più note del Cavaliere: quella di Arcore, quella di Macherio e villa Certosa in Sardegna. Questa ultima è quella che vale di più sul mercato, e considerando anche altri immobili intestati direttamente a Berlusconi (dall'ex villa di Marcello dell'utri a quelle di Lesmo sul lago Maggiore vicino a casa di Mario Monti fino a quella acquistata in tempi più recenti a Lampedusa), la stima che potrebbe essere per difetto è di 800 milioni di euro incassabili senza grandi problemi. Pag. 59 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 49 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 n «romanzo-dialogo» di Francesco Carofiglio, Piemme, esce dai generi tradizionali________ I colloqui (inattesi) del maestro con il suo allievo Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress di Giulia Borgese I 1 eco un libro inatteso, che non apparI i tiene ad alcun genere letterario preI J stabilito: per esempio non è un romanzo storico, non è una biografia e neanche un diario, non è un giallo e tantomeno si tratta di un romanzo epistolare. Lo potremmo definire, se mai ce ne fosse bisogno, un romanzo-dialogo. Francesco Carofiglio in questo suo Una specie di felicità, edito da Piemme, intreccia un racconto intessuto di temi diversi, molto diversi tra loro, che tuttavia ci toccano e ci coinvolgono perché in un modo o nell'altro ci appartengono. Ma lo fa esclusivamente attraverso dialoghi, facili e felici o invece difficili e persino angosciosi. Il protagonista, Giulio, è lo psicoterapeuta cui è stato affidato un suo antico professore d'università che ha voluto ritirarsi in una clinica per dimenticare il suo mondo e tutto ciò che un tempo lo aveva animato, reso vivo. E naturalmente con lui il dialogo è d'obbligo, ed è intenso, tanto che, a un certo punto, non si capisce più chi sia il paziente e chi il terapeuta, quale ragazza dall'altra parte dell'universo, al professore chiuso nel suo rifugio senza fine, a sua madre, ai suoi figli. Pensò ancora una volta che la domenica era il giorno perfetto per morire. Ma non sarebbe morto, neanche questa volta... Pensò che la vita non sarebbe cambiata». Non è detto però che sia proprio così; a cambiare tutto può essere semplicemente la magica visione dell'alba sul mare, dell'orizzonte che incendia e tinge di rosso l'acqua, gli scogli, la campagna. Gli spettatori sono il padre con i due figli. E «quella volta nessuno parlò. E sorrisero». © RIPRODUZIONE RISERVATA • La copertina del libro Una specie di felicità di Francesco Carofiglio, pubblicato da Piemme (pagine 240, €17,50) dei due eserciti veramente il Potere sull'altro. Con il professore si toccano anche temi letterari attraverso le letture predilette, Tolstoj, Truman Capote... A momenti i due tacciono per ascoltare musica, a volte parlano perfino del tempo, delle piante coltivate sul terrazzo della casa abbandonata, dei gusti alimentari (e vince la tazza di cioccolata calda!). I dialoghi meno facili da affrontare, sono quelli con i figli, un bambino di sette anni e una ragazzina di diciassette: con lei si instaura la tipica incomunicabilità che rende ardua la convivenza coi figli adolescenti. Poi ci sono i dialoghi con la madre molto simpatica e molto amata, quelli con la preside odiosa, quelli infine con la magnifica ragazzaamante che arriva e sparisce, addirittura lasciando dietro di sé il I ruoli Allo psicoterapeuta Giulio viene affidato il suo antico professore Che adesso vuole dimenticare ciò che un tempo lo rese vivo dubbio se esista per davvero o se sia un sogno. Ritorna in questo libro anche il fantasma della bambina che c'è e non c'è, che era stata la protagonista del suo romanzo precedente Voglio vivere una volta sola (Piemme) è la piccola figura invisibile e segreta che «vive» accanto al vecchio professore, che impersona il suo tormento, la sua «malattia». Ma qualcosa alla fine suonerà come la salvezza necessaria. E questa volta non si tratta di un dialogo ma di un pensiero: in una gelida mattina di domenica, poco prima di Natale, Giulio «pensò a quella EDITORIA Pag. 60 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 14 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress LE REGOLE EUROPEE SULL'AUDIOVISIVO Costa: direttiva Ue da rivedere, così si abbassa la qualità della tv «II punto debole della proposta di direttiva sui servizi media e audiovisivi della commissione Ue è la proposta di lasciare solo tetti quotidiani sulla pubblicità televisiva, eliminando quella oraria. Si abbassa la qualità dei programmi e dei contenuti e la stessa offerta televisiva diventa meno appetibile per il pubblico». Silvia Costa, presidente della commissione Cultura e Audiovisivi del Parlamento europeo, boccia senza mezzi termini la proposta della commissione Ue sulla pubblicità nella tv commerciale, intervenendo al Forum europeo digitale di Lucca. L'europarlamentare del Pd da atto alla commis sione di aver fatto dei passi avanti rispetto alla prima bozza di direttiva, in particolare sul principio dell'equiparazione tra gli obblighi previsti per gli operatori televisivi lineari e quelli per i colossi dellilnternet Tv. Ma Stefano Selli, vicepresidente di Confindustria Radiotelevisioni, si dichiara deluso, a Lucca, proprio su questo punto, dalla proposta della commissione: «Le industrie europee si trovano a competere con soggetti globali e vi è la mancanza di un livellamento regolamentare tra tutti i soggetti sul mercato. Così rischia la produzione culturale dell'Europa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA EDITORIA Pag. 61 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 20 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress II futuro della televisione mondiale al Forum europeo digitale in corso a Lucca Cresce la tv non lineare (+7%) Dall'horror ai reality, online è boom delle piattaforme tematiche 18-34 anni ha visto un intero programma in streaming lo scorso mese; negli Usa l'86%; in Francia il 6% del target over 15 guarda programmi online tutti i giorni. E ormai la gran parte dei broadcaster utilizza le piattaforme online anche come sistema di lancio e di promozione dei contenuti poi trasmessi in tv, fornendo i prodotti in anteprima online un giorno, una settimana o un mese prima della messa in onda in tv. Peraltro si assiste pure a una localizzazione dei prodotti per Tonline (un prodotto su cinque di quelli realizzati da Netflix è fatto fuori dagli Usa) e a un cambio di format: non solo serie tv, per intenderci, anche perché il 33% dei prodotti internazionali o locali lanciati online nel 2015 non sono serie, ma Da Lucca pagina a cura DI CLAUDIO PLAZZOTTA 11 consumo della tv classica, nel mondo, è in leggera flessione. Ma la tv, come business, vive uno dei suoi momenti più floridi, un'età dell'oro che, nello sviluppo di nuove piattaforme, vede la nascita di nuovi mercati. Come spiega Sahar Baghery di Eurodata Tv, nel corso del Forum europeo digitale a Lucca, si è passati, nel mondo, dalle 3,19 ore di consumo di tv al giorno del 2013 alle 3,14 ore del 2015, con il pubblico giovane sceso, nello stesso periodo, da 2,18 ore a 2,04 ore. Il calo è comune su vaste aree, negli Usa, Europa, Medioriente, Asia, Oceania, con crescite solo in Sud America e Africa. In parallelo, tuttavia, ci sono esplosioni dei consumi in modalità non lineare, con un +7% mondiale ma fenomeni molto interessanti su alcuni distinti mercati: in Canada, ad esempio, il 60% del target 18-34 anni ha visto un intero programma in streaming lo scorso mese; negli Usa l'86%; in Francia il 6% del target over 15 guarda programmi online tutti i giorni. E ormai la gran parte dei broadcaster utilizza le piattaforme online anche come sistema di lancio e di promozione dei contenuti poi trasmessi in tv, fornendo i prodotti in anteprima online un giorno, una settimana o un mese prima della messa in onda in tv. Peraltro si assiste pure a una localizzazione dei prodotti per Tonline (un prodotto su cinque di quelli realizzati da Netflix è fatto fuori dagli Usa) e a un cambio di format: non solo serie tv, per intenderci, anche perché il 33% dei prodotti internazionali o locali lanciati online nel 2015 non sono serie, ma altre cose, da documentari a intrattenimento. Pure le piattaforme diventano tematiche: sistemi completamente dedicati all'horror, o reality show, humor, natura. Esplode, come detto, il numero di piattaforme (oltre 100 quelle nate negli ultimi 18 mesi), e ai tradizionali broadcaster si devono affiancare altri big come Amazon, Snapchat, Red Bull, Facebook, Spotify ecc. E con tecnologie 4k, Uhd, realtà virtuale, l'esperienza degli spettatori cambia e si espande, moltiplicando le occasioni per creare nuovi contenuti. Con una competizione che si gioca, appunto, quasi esclusivamente sui contenuti, a prescindere dalle piattaforme. Per evitare che l'audience sia sopraffatta da questo diluvio di offerta, secondo Giovanni Brunelli, head 18-34 anni ha visto un intero programma in streaming lo scorso mese; negli Usa l'86%; in Francia il 6% del target over 15 guarda programmi online tutti i giorni. E ormai la gran parte dei broadcaster utilizza le piattaforme online anche come sistema di lancio e di promozione dei contenuti poi trasmessi in tv, fornendo i prodotti in anteprima online un giorno, una settimana o un mese prima della messa in onda in tv. Peraltro si assiste pure a una localizzazione dei prodotti per Tonline (un prodotto su cinque di quelli realizzati da Netflix è fatto fuori dagli Usa) e a un cambio di format: non solo serie tv, per intenderci, anche perché il 33% dei prodotti internazionali o locali lanciati online nel 2015 non sono serie, ma altr EDITORIA Pag. 62 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 20 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress of Timvision, «bisogna migliorare le interfacce, migliorare l'ambiente per aiutare 1 i clienti a scegliere meglio e bene quello che stanno cercando. Le famiglie italiane adorano il cinema, le belle serie, una tv senza pubblicità. Ma l'orgoglio della italianità è venuto un po' meno, tutto passa rapidamente, i nostri figli guardano, scelgono e poi abbandonano le cose molto velocemente». Come detto, la modalità non lineare diventa strumento di promozione dei network: «Lo abbiamo fatto per il lancio della serie Outcast», dice Mauro Panella, vicepresident broadcast operations di Fox networks group, «con il primo episodio disponibile per due settimane online su Facebook prima dell'esordio in tv. Ci sono state 130 mila persone che hanno visualizzato il contenuto su Facebook, ma senza effetto cannibalizzazione, poiché poi, in tv, ha fatto 200 mila telespettatori (come The walking dead, per dire)». La rivoluzione digitale in atto impone due passaggi fondamentali: «II branding, per riconoscere subito il contenuto in questo mare magnum, e il cambiamento da viewer a partner. Il branding, ad esempio, per Mtv», racconta Sergio Del Prete, vicepresident editorial content di Viacom Italia, « significa che si comunica un po' alla Snapchat, con un codice linguistico che è quello dei social media e che ritroverò a prescindere dalla piattaforma su cui sto guardando un contenuto di Mtv. L'evento sulla tv lineare deve poi essere accompagnato da una partnership con lo spettatore, prima, durante e dopo la messa in onda. Lo spettatore deve partecipare allo sviluppo della storia, generare altri contenuti, discutere. Per questo si parla di passaggio dal viewer al partner, al fan». E in questa rapidissima rivoluzione, tutto invecchia velocemente: «Tra le mie responsabilità», ironizza Remo Tebaldi, capo dei branded channels di Sky, «c'è anche Sky 3D. Che, come sembra, è ormai una vecchia tecnologia». ———© Riproduzione riservata——| EDITORIA Pag. 63 Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Marco Travaglio 45.694 n costituzionalista Pace chiede a Grasso e Boldrini di agire contro il bavaglio della Rai al Comitato del No alle riforme. Una notizia che non finirà nel Tgi Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress VERSO IL Rüt-üKENDUM II presidente del comitato del No scrive alle Camere. Il leader Pd ammette: "Ho alzato troppo i toni""La Rai megafono del Sì"Pace contro il bavaglio »LUCADECAROIIS Glielo dice dritto perfino Eugenio Scalfari, il demiurgo di Repubblica: "Con queste riforme diventerai padrone di tutto, Ma lui, il rottamatore, non arretra: "Se vince il no nel referendum di ottobre, per l'Italia sarà l'ingovernabilità". E poi, altro che uomo solo al comando: "Non potrò neanche cambiare un ministro". NESSUNA APERTURA, nessun passo indietro. Dal palco della Repubblica delle idee, la manifestazione organizzata a Roma dal quotidiano, Matteo Renzi difende le riforme renzianissime, dall'Italicum già approvato alla riforma del Senato che deve EDITORIA superare le urne di ottobre. "Non Lo scontro con Scalfari II posso permettermi dubbi" scandisce di fronte a Scalfari e al fondatore di Repubblica capo del servizio politico, Claudio attacca il premier: "Con Tito. Troppo tardi per limare o queste riforme diventerai fermarsi, anche se riconosce: padrone di tutto" "Abbiamo alzato troppo i toni nella campagna referendaria, io per primo".Campagnafinoraasenso tidianamente nelle trasmissioni del unico, come ricorda in giornata il servizio pubblico per sostenere il sì favorevole al costituzionalista Alessandro Pace, il presidente del comitato del No nel referendum. In una lettera ai presidenti delle due Camere, Pietro Grasso e Laura Boldrini, Pace invoca equità di trattamento sulla Rai : "Dal 27 dicembre, giorno in cui il presidente del Consiglio si è impegnato a dimettersi qualora la legge Boschi non venisse confermata a ottobre, Renzi interviene pressoché quo- Pag. 64 Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Marco Travaglio 45.694 referendum. Per contro, all'illustrazione delle ragioni di 'merito' in favore del No sono stati finora concessi solo degli spazi infinitesimali". E allora, il costituzionalista chiede a Grasso e Boldrini di intervenire sulla commissione di Vigilanza sulla Rai, "perché si Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress riunisca in tempi brevi e finalmente affronti il grave problema posto dal macroscopico squilibrio informativo a danno delle ragioni del No". Serve voce anche per chi non suona la stessa nota del rottamatore. HA IDEE DIVERSE anche Scalfari, che alle 20.30 accoglie Renzi sul palco dell'Auditorium di Roma. Il fondatore di Repubblica e il premier si danno del tu, e parlano di tutto. Ma è sul finale che Scalfari graffia: "Voterò no alla riforma del Senato, con la nuova legge elettorale la Camera diventa tua, piena di nominati. L'Italicum è molto peggio della legge truffa di De Gasperi degli anni '50, e se combinata con la riforma costituzionale ti renderà padrone del campo". Insomma, troppo potere. "Ma se cambi l'Italicum voterò sì" lancia l'amo il giornalista. Renzi però non abbocca. Certo, ammette, "non sono innamorato di questa legge elettorale, avrei preferito il Mattarellum". Ma non è poi così male, sostiene: "I nominati erano molto di più con il Porcellum. E quando c'erano i collegi uninominali Massimo D'Alenia ci fece trovare Di Pietro La Vigilanza Rai deve riunirsi in fretta per affrontare il macroscopice squilibrio informativo a danno delle ragioni delNo ALESSAND RO PACE Ieri a Roma Matteo Renzi con Eugenio Scalfari, ieri, aUa festa organizzata nella Capitale dal quotidiano "Repubblica". A sinistra, Alessandro Pace /Ansa/ laPresse candidato al Mugello per l'Ulivo...". E comunque la riforma del Senato è intoccabile: "Io non è che vado a casa e basta, e lo confermo perché non sono adatto a fare un altro giro cercando di mettere storie diverse. Ma se passa il no l'Italia diventa ingovernabile, ci sarà sempre un inciucio. E se si bloccano le riforme in Ue non ci fila più nessuno". D'altronde, giura Renzi, lui non vuole rimanere inchiodato alla poltronissima: "Io sarei pronto afirmare una qualsiasi proposta di legge che limitasse a due i mandati per un presidente del Consiglio. Uno mica è rottamatore per caso". Sorrisi, qualche risata. Renzi si alza. E se ne va, solo al comando. © RIPRODUZIONE RISERVATA EDITORIA Pag. 65 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 18 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luca Landò 21.405 «Voglio una tv che cancelli le urla» Intervista a Fabio Fazio. Con le serate di oggi e domani, e Alida Keys ospite, "Che tempo che fa" chiude una stagione in positivo Stefano Miliani G Parla frequentemente di libri e dischi, parla con l'ospite e nessuno in sala litiga o urla, ha l'aria di un amico che passa da casa tua, insieme a Luciana Littizzetto forma sempre una frizzante coppia comica di fatto. Fabio Fazio, di mestiere conduttore e autore tv, savonese del 1964, oggi e domani su Rai3 conclude la stagione 2015-16 di Che tempo che fa con risultati di ascolto quanto mai lusinghieri. Salvo che il EDITORIA presidente emerito Giorgio Napolitano e il premier Matteo Renzi, il presentatore di quattro Sanremo e di riusciti show con Roberto Saviano si è tenuto alla largadallapoliticae accogliendo un parterrediospiti davvero notevole e variegato: da Adele ad Alida Keys (la popstar appare il 12 giugno, nell'ultima puntata insieme a Gerry Scotti e Lilli Gruber), da Checco Zalone a Ligabue, da Charlize Theron a Samantha Cristoforetti, da Russell Crowe a Pedro Almodovar fino al calciatore Ronaldo. Adottando per il secondo anno la doppia serata (il sabato Che fuori tempo che fa con Massimo Pag. 66 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 18 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luca Landò 21.405 Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Gramellini, la novità di questa stagione tv dellaformula del "talk al tavolo" e Nino Frassica), la società produttrice del programma Endemol Shine Italy sottolinea che la serata del sabato «ha registrato un andamento in costante crescita, con una media di circa 2.300.000 spettatori superiore a quella della scorsa edizione», mentre la puntata domenicale, con una media di circa 3.200.000 telespettatori, «si conferma il programma più visto di RaiTre». Ma in autunno Fazio condurrà anche il nuovo Rischiatutto, il lavoro è grosso e conciliare tutto pare difficile. Fazio, partiamo da una semplice constatazione: i format conii dibattito tra più persone contrapposte che litigano o discutono sulla politica sembrano mostrare la corda; la vostra conversazione con una singola persona mantiene freschezza. Per quale ragione? «Nel mio caso abbiamo fatto il rinnovamento gigantesco del sabato e le due cose sono complementari. L'incontro singolo è un classico del mondo televisivo, propone una conversazione e secon Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— do il mio gusto è sempre più piacevole di un'intervista: consente un apparente spreco di tempo e di opportunità che è invece il lusso di una conversazione piacevole. Sta alla sensibilità di ciascuno. Credo di aver rinnovato il programma: abbiamo un gruppo autorale nuovo, ho aggiunto dei trentenni al gruppo storico. H punto è non cedere alla tentazione di ripetersi e a me interessa avere uno sguardo possibilmente nuovo. Ma credo di aver intuito che c'era un'aria più pop in giro e che, finito il ventennio berlusconiano, lo scontro frontale abbia stancato». Parliamo di uno show dove ci si confronta in maniera tranquilla, nessuno sbraita e, all'occorrenza, una star della musica suona o canta. La risposta del vostro pubblico ci dice qualcosa su cosa vuole vedere almeno una fetta degli italiani «Tredici anni fa quando iniziai impazzavano gli scontri. In tv e nei media abbiamo la tentazione di pensare che se rinunci al duello sei un debole o un vigliacco. Non si prende in considerazione l'ipotesi di ascoltare cosa ha da direchi hai davanti invecedi aggredire. Penso si debbano mantenere spazi di civiltà come faremmo nella vita quotidiana e, mediamente, le risposte sono più interessanti delle domande. E la serata del sabato ha preso due punti di share in più dell'anno scorso: è un risultato al di là ogni previsione, h esprimiamo la voglia del funambolismo della parola mettendo insieme persone diverse senza rete con una griglia forte ma facendo un programma di parola jazz». Ecco, se pensiamo all'impostazione del programma "jazz" francamente sembra un accostamento più adatto del termine "pop". «Con popintendevodirechec'èpiùvogliadi leggerezza, rilassatezza: non è disimpegno e se sfogli con la memoria i titoli di giornali di vent'anni vedi lo scontro con Berlusconi, la crisi, vedi che sono passati vent'anni di vita». Nell'ideare il programma, iniziato nel 2003, si è ispirato alla tv statunitense, al David Letterman Show, tanto per dirne uno «L'insegnamento dei talk americani è di non mutuare i loro sketch anche se può esserci la tentazione. Calcolando che non abbiamo Hollywood da EDITORIA noi vale il piacere della conversazione e divagare. Anzi: più è grande l'ospite più parli di dettagli più diventa eccitante e speciale l'incontro». Si occupa spesso di libri, di cultura. E gli ascolti vanno bene, ma non sarebbe il caso di valutare non solo quanti guardano un programma ma anche come lo valutano «La cultura si fa parlando di libri ma anche di sport, Beh, dipende come se ne parla. «Come ha insegnato Angelo Guglielmi (ha diretto Rai3 dal 1987 al 1994, ndr) non è cosa fai ma il modo di fare le cose: si deve essere colti anche facendo il pane». Parlare di libri a un vasto pubblico e in modo piacevole resta una bella scelta. Come quando uno scrittore ed editore di vastissima cultura qualeèRobertoCalassoèvenuto conii suo libro sulla storia della caccia. «Trattare di libri o dischi o cinema significa anche aiutare l'industria culturale e credo sia un dovere della tv pubblica. Non mi ritengo una persona particolarmente colta e conservo verso i libri una sana curiosità. Sono storie e concentrati vita di chi lo ha scritto e diventano un pretesto per una conversazione vera e intensa. Quanto a Calasso, il suo libro è una meraviglia ed è bello poterlo veicolare. I libri fanno industria come la fanno Maigret o un comico o un calciatore, il discorso deve tenersi insieme e possiamo farlo per la presenzadel pop, dellastar.di Luciana Littizzetto: è come un treno su cui carichi anche merci apparentemente lontane». Con quali criteri scegliete i libri «Il criterio è combinare gli elementi affinchè tutto tenga. In alcuni casi conta la popolarità dell'autore, lo scrittore, l'interesse dell'argomento. Ma può essere bello parlare anche di libri specialistici o di te- mi all'apparenza troppo complessi: penso alle Sette lezioni di fìsica del fisico Carlo Rovelli». Questo di Carlo Rovelli è un libro davvero affascinante, da leggere, ma su un tema complesso. E quando è venuto da voi è stato un piacere ascoltare. Quale tecnica usa «Lamia tecnica non èspiegare un libro ma indurre alla lettura, dare elementi». Il pubblico in sala applaude troppo spesso, anche per un'inezia, a volte sovrasta quanto dite, Luciana o l'ospite. D'accordo la voglia di partecipare degli spettatori in studio, ma non è anche voglia di sentirsi parte di un evento? «Non credo ci sovrasti, dipende solo dal missaggio in sala. Il nostro pubblico chiede di partecipare, aspetta tre ore per entrare, è molto motivato, entusiasta, e non è fatto di figuranti». Quanto soffre davvero quando Luciana tira fuori quello sguardo dispettoso e fa capire che andrà a parlare di curiosità sessuali, corporali con magari parolaccia incorporata? Quanta improvvisazione c'è nelle vostre gag? «Io non so nulla di quello che dice, proprio nulla. Infatti a volte la interrompo per farla irritare ed è la mia vendetta. Allora lei mi guarda e dirà qualcosa mi farà tremare. Ma la novità di quest'anno è stato Frassica il sabato: fa ridere, ha un mondo suo straordinario, modernissimo, per tantissimi Pag. 67 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 18 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luca Landò 21.405 La squadra dall'alto al basso: Luciana Littizzetto, Nino Frassica, Filippa Lagerback e Massimo Gramellini. Nella foto grande Fabio Fazio intervista Samantha Cristoforetti Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress ragazzi è una scoperta». Per chi ha visto "Quelli della notte" non è una sorpresa, ma i giovani non lo conoscevano «Era il 1985». La doppia serata - il sabato e la domenica proseguirà nella prossima stagione? Ci saranno speciali extra come quando con Saviano faceste "Vieni via con me" «Ho otto puntate di Rischiatutto e con Che tempo che fa andrei in onda tre volte a settimana. Stiamo cercando di capire come organizzarci, almeno nella prima fase. Rischiatutto parte a fine ottobre su Da noi anche libri complessi Non spiego ma cerco di indurre alla lettura EDITORIA Pag. 68 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 15 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress CALCIO IN ONDA E IN RETE Agli Europei di Francia con il sito e Radio24 Da Radio 24 e dal sito del Sole 24 Ore un'ampia offerta per navigatori e ascoltatori, per poter seguire in tutti i dettagli gli Europei di calcio e il debutto dell'Italia, questa sera impegnata contro il Belgio. Sulsito www.ilsole24ore. com, interamente rinnovato e con una sezione dedicata allo sport, è online uno speciale dossier dedicato a Euro 2016 che giorno dopo giorno viene arricchito con articoli, dati, curiosità e indiscrezioni, oltre alle cronache e alle dirette testuali delle partite, fino alla finale del io luglio. Sempre sul nuovo sito del Sole 24 Ore, per gli Europei di calcio 2016 è impegnato anche Infodata, il canale accessibile direttamente dall'home page che ogni giorno analizza un dato attra verso infografiche interattive e che ha al suo interno una sezione interamente dedicata al calcio. Radio 24 segue le partite degli Europei con la cronaca e le analisi dei risultati, gli aggiornamenti di Dario Ricci direttamentedalla Francia, i commenti di «Tutti convocati» (alle 14 da lunedì a venerdì, la domenica alle 17.00) per tutta la durata del torneo, soprattutto per gli impegni della Nazionale, con interviste ai protagonisti e gli interventi degli ascoltatori. I programmi possono anche essere seguiti via internet: \vwwjadio24Jlsole24 ore.com (anche per riascoltare i programmi in podcast). © RIPRODUZIONE RISERVATA EDITORIA Pag. 69 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 O NOI LA RETE MENO TEMPO SUI SOCIAL IPNOSI FINITA di Beppe Severgnini II tempo trascorso all'interno delle app di social networking è in calo: non solo Facebook e Instagram, ma perfino la novità più fresca, Snapchat, mostrano i primi segnali di stanchezza. Per noi utenti, ridurre quel tempo è normale. Anzi, salutare. L'uso bulimico è un segno d'entusiasmo e d'impazienza. a pagina 23 Pennisi Già stanchi dei social È in calo il tempo che trascorriamo su Facebook, Twitter e gli altri Ci siamo già stufati? L'era del tagga e condividi si sta avviando sul viale del tramonto? Stiamo per (rialzare le teste dagli schermi degli smartphone per ricominciare a interagire solo vis-avis? Non esattamente, ma i recenti dati suE'utilizzo delle applicazioni raccontano qualcosa di interessante sulle nostre abitudini: siamo più orientatì verso gli ambienti di dialogo rispetto a quelli di condivisione indiscriminata. Secondo SimilarWeb, che prende in considerazione i dispositivi Android (84% del mercato nel primo trimestre 2016, Gartner), il tempo trascorso all'interno delle app di social networking è in calo. Parliamo sempre, ad esempio, della bellezza di 45 minuti e 48 secondi al giorno su Facebook, nel caso degli americani, nei primi tre mesi dell'anno. Ma vediamo la cifra scivolare dai 48,75 minuti dello stesso periodo del 2015. Nei nove Paesi analizzati (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Spagna, Australia, India, Sudafrica, Brasile e Spagna), l'utilizzo della piattaforma da 1,6 miliardi di utenti è scivolato dell'8 %. Anche la novità più fresca, Snapchat, passa da 23,17 minuti a 18,72 minuti negli Usa e da 21,22 minuti a 16,12 in Francia. In una delle economie più ghiotte dal punto di vista del potenziale, EDITORIA nonostante la crisi, rimane però stabile: l'app gialla in Brasile è ancorata sopra gli u minuti e, soprattutto, può contare su una crescita delle installazioni. Instagram deve fare i conti con la flessione più consistente (23,790). In patria e in Sudafrica l'app di foto ha «ceduto» circa io minuti. E deve stare attenta all'India — zona alla quale la Silicon Valley guarda con cupidigia —dove i download sono scesi di più di io punti percentuali. Twitter, oltre al grattacapo della crescita degli utenti, deve misurarsi con una disaffezione del 23,496. La scure è ancora una volta francese, da 19,8 a 13,1 minuti, ma anche gli Stati Uniti perdono per strada 5 minuti. E llndia ridimensiona le installazioni di 13 punti percentuali. A sfregarsi le mani, come detto, sono le app di messaggistica. Sia Facebook Messenger sia WhatsApp, entrambe parte del regno di Mark Zuckerberg, non mostrano battute d'arresto e continuano ad arrampicarsi in patria (+296 e dal 15 al 20% dei dispositivi). Senza dimenticare che Snapchat, che punta molto sugli scambi privati, conquista nuovi schermi non solo in Brasile ma anche in Germania, Spagna e India. Si sta sviluppando, quindi, una modalità di condivisione più diretta e nata in modo specifico per gli schermi mobili. % Martina Pennisi ^lit @martinapennisi © RIPRODUZIONE RISERVATA Pag. 70 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. EDITORIA 1 Domenica 12/06/2016 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 Pag. 71 Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 23 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress L'ipnosi è finita E adesso si inizia a usarli bene di Beppe Severgnini A i tempi di Lascia o raddoppia l\ (1955-1959), quanti guardavano il JLJL programma e quanti il televisore? Quanti erano affascinati dal messaggio (ü quiz) e quanti dal mezzo (la scatola magica apparsa in salotto)? Può sembrare un modo insolito per commentare la mancata crescita dei principali social; ma la questione è tutta qui. n periodo ipnotico è finito. si limitano a controllare l'altrui esibizionismo su Facebook e a testare la propria arguzia su Twitter. Farmo molte altre cose: controllano la posta su Gmail, ascoltano musica su Spotify, cercano la strada con Google Maps, etc. È un progresso? Chissà. Certamente, è un'evoluzione. (Ha coliaborato Stefania Ghiaie) © RIPRODUZIONE RISERVATA Facebook ha dodici anni, Twitter dieci, Instagram sei, Snapchat cinque. Stanno tra l'infanzia e l'adolescenza; ed è normale che, a un certo punto, si smetta di crescere vertiginosamente. Non è l'inizio della fine, è la fine dell'inizio. I social, ormai, fanno parte della nostra vita quotidiana. Non a caso, gli utenti aumentano. Prendiamo Facebook. Nell'ultima trimestrale (aprile 2016) ha annunciato d'aver raggiunto 1,69 miliardi di utenti attivi al mese (Monthly Active Users), +15% rispetto allo scorso anno; e 1,51 miliardi di utenti attivi al mese su mobile (Mobile Monthly Active Users), +2196. Nonostante le difficoltà, anche Twitter nell'ultima trimestrale ha riportato un aumento di Monthly Active Users: 310 milioni (+396 rispetto allo scorso anno). D tempo trascorso sull'app è diminuito? È un problema per i padroni di casa, come ha sottolineato il Reuters Institute for the Study of Journalism (Journalism, media and technology pre-dictions 2016). Facebook, come gli altri social, vuoi tenerci più tempo sull'app, farci interagire e aumentare il cosiddetto engagement (che si può vendere ai pubblicitari). Ma, per noi utenti, ridurre quel tempo è normale. Anzi, salutare. L'uso bulimico è un segno d'entusiasmo e d'impazienza; poi ci si da un ritmo, come per il sesso nel matrimonio. Non occorre essere specialisti—anzi, meglio non esserlo —per notare certe tendenze. Torniamo al principe dei social, Facebook. I ventenni lo usano, non ne abusano. Spesso, a eccedere, sono le mamme e i papa, che mostrano la foga dei neofiti. Twitter? Chi non riesce a staccarsene, soffre di una nevrosi. C'è chi esagera con il tifo calcistico e l'amaro dopo i pasti; alcuni colleghi giornalisti eccedono con tweet e retweet Qualcuno dirà: perché, allora, vediamo sempre più persone chine sui telefoni (in metro, al ristorante, sulle strisce pedonali)? Semplice: perché in rete non EDITORIA Pag. 72 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 15 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 539.000 Tech Dai viaggi ai videogame, dall'ordinazione della cena al giornale: il business delle icone vale 34 miliardi. E crescerà ancora___ Mondo App Scoppia la guerra dei tre secondi È il tempo massimo di attesa per scaricarle. Ma Google studia un software per indicare quelle inutili da eliminare Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Dl GRETA SCLAUNICH Ne scarichiamo meno, ne tralasciamo di più. Forse siamo diventati più esigenti, di certo siamo più impazienti: se un'applicazione (quella piccola icona colorata che appare sullo schermo del nostro smartphone e dietro la quale «lavora» un software dedicato) ci mette più di tre secondi a essere scaricata ci stufiamo a passiamo ad altro. E se la prima volta che la usiamo non ci piace, un terzo di noi non le da nemmeno una seconda possibilità (e non ci entra mai più). Tanto che Google sta già testando un nuovo strumento per aiutare gli utenti a scegliere quali cancellare. L'indiscrezione arriva dal Wa!! Street Journal, i dati da uno studio pubblicato dalla società di consulenza International Data Corporation (Idc). La foto Entrambe le notizie fotografano un mondo, quello delle app, che si sta evolvendo in fretta. Non necessariamente in crisi, come farebbe supporre la diminuzione dei download che, dal 2014 al 2015, sono scesi dal 15,8% a livello globale. Perché gli utenti continuano a scaricarne e il fatturato aumenta di conseguenza: secondo le stime della società l'anno scorso in tutto il mondo gli utenti hanno scaricato 156 miliardi di app per ricavi diretti valutati in 34 miliardi di dollari. Senza contare le inserzioni pubblicitarie. Entro il 2020, prevede Idc, il numero dei download arriverà a quota 210 miliardi e i ricavi saliranno fino a 57 miliardi di dollari. Numeri in crescita, quindi. La prova che le app continuano a piacere agli utenti (che le scaricano) e alle aziende e agli sviluppatori (che le costruiscono). Questi software, nati insieme ai dispositivi mobili, hanno seguito l'evoluzione dei principali prodotti mobile: il boom è legato al lancio dell'App Store di Apple, nel luglio del 2008. All'epoca ne erano disponibili circa 500, numero cresciuto in maniera esponenziale mano a mano che gli smartphone (e poi i tablet) conquistavano il mercato globale. Non solo Apple, infatti, ci punta da anni: già pochi mesi dopo il lancio dell'App Store anche Google sfoderava il suo Google Play (ottobre 2008), seguito da BlackBerry (aprile 2009), Nokia (maggio 2009) Samsung Apps (settembre 2009). L'ultimo fra i big a sbarcare nel mondo delle app è stato Amazon, che ha lanciato il suo store nel marzo 2011. E' un settore sul quale conviene investire. La società di analisi comScore EDITORIA ha rivelato in un recente studio che tra il gennaio 2015 ed il gennaio 2016 il numero degli italiani che si connette a internet solo tramite mobile è aumentato del 36%, passando da 8,8 a 7,9 mi lioni. L'87% di questi lo ha fatto tramite app e non tramite browser. Le app offrono infatti piccole « porte» di accesso a internet, ma sono soprattutto strumenti mirati e specifici, adattati ai dispositivi mobili e pensati per servizi ad hoc. Dall'ordinazione di un cibo di asporto per cena al check-in per un volo, dalla gestione degli account dei social network all'acquisto di prodotti, dall'editing di foto e video al tracciamento delle attività sportive. Poi ci sono i videogame, i traduttori vocali, la sveglia che da ogni giorno un buongiorno diverso. Anche i media. E tra le new entry c'è anche il Corriere della Sera, che nei giorni scorsi ha lanciato la nuova app Corriere Up. Abitudini Usare le app, insomma, è diventata ormai un'abitudine consolidata. Più i software si sono evoluti, più ci siamo abituati a strumenti raffinati, semplici e potenti. Non è difficile convincerci a scaricare un'app, lo è però spingerci ad Le previsioni sono per un fatturato a 57 miliardi entro il 2020. Ma chi le usa tutte usarla. Non dipende solo dalla loro utilità e bellezza estetica: alcune pesano troppo, di conseguenza occupano spazio e rallentano l'intero smartphone. La soluzione? Cancellarle. Scegliere quelle da eliminare non è nemmeno troppo difficile, visto che i nostri smartphone contengono cimiteri di app scaricate e mai utilizzate. La novità è che adesso potrebbe essere il nostro smartphone stesso a suggerirci di quali far piazza pulita: il Wa!! Street Journa! ha annunciato che Google sta testando un nuovo strumento per indicare agli utenti quali app del bacino Android disinstallare quando il nostro telefono funziona a rilento o ci dice che lo spazio di stoccaggio dati è quasi terminato. L'avviso arriverebbe tramite un pop up, che oltre a informare gli utenti che non hanno più spazio nel loro telefono fornisce loro anche qual che suggerimento su come liberare spazio. Da Google hanno confermato i test, spiegando però che non hanno ancora deciso se e quando questo nuovo strumento potrebbe essere disponibile per tutti. Se e quando lo sarà, comincerà una nuova battaglia nella guerra delle app. Pag. 73 Lunedì 13/06/2016 15 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 539.000 BREVE STORIA DELLE APP Che cosa sono Software da scaricare sui dispositivi mobili A che cosa servono A offrire servizi specifici, spesso basati su Internet Quando sono nate Lanciate con i primi smartphone, hanno raggiunto il successo con la nascita dell'App Store di Apple nel 2008 II mercato del download 20152020* Come «scaricare» le app scaricate Google ha in fase di test uno strumento per aiutare gli utenti a scegliere quali app cancellare miliardi di dollari miliardi di dollari-15,8% I download nel 2015 rispetto al 2014 3 secondi II tempo massimo di download di un'app concesso dagli utenti prima di rinunciarci lsu 3 Gli utenti che non useranno più un'app, dopo averla scaricata, se non si avvia immediatamente Ppaita Fonte ricerca « Idc (International Data Corporation), grappa spoetizzato In licer die di mercato, consulenze e o ni In ambito IT e TLC Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. EDITORIA Pag. 74 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Upa, serve più trasparenza per la pubblicità sul web Corsentmo a L Corsentmo a L 19 Co II presidente degli utenti pubblicitari anticipa la proposta che il 29 giugno farà all'Assemblea Upa, più trasparenza sul web Sassoli de Bianchi: è ora di far luce sulle fabbriche dei clic da Parigi GIUSEPPE CORSENTINO Apprezza i francesi e da ragione agli americani. «I francesi, con la loro tradizione centralista e un approccio giuridico all'economia, hanno fatto una legge nel lontano 1993 che vieta ai centri media di acquistare in proprio gli spazi pubblicitari e in questo modo hanno costruito il mercato più pulito e trasparente al mondo». E gli americani? « Hanno fatto bene, benissimo, a sollevare il problema delle cosiddette fabbriche dei clic, i computer che simulano l'apertura di un pop-up o di una pagina pubblicitaria su Internet gonfiando all'inverosimile il numero dei contatti. Si chiama programmatic buying, ma diciamo pure che si tratta di truffe. E prima o poi le imprese che investono in advertising dovranno venirne a capo». Lorenzo Sassoli de Bianchi, origini nobiliari, presidente di Valsoia, la storica azienda alimentare quotata in Borsa, è il presidente dell'Upa, Utenti pubblicitari associati, il punto di riferimento delle centinaia di aziende che ogni anno investe quasi 9 miliardi di euro in pubblicità e, perciò, ha tutto il diritto di chiedere alla filiera (centri media, agenzie, intermediari vari, editori) in che modo vengono^ spesi i loro quattrini. È un «tema sensibile», come sanno bene gli attori di questo mercato, che ItaliaOggi ha sollevato nell'edizione di ieri riferendo delle iniziative degli investitori americani, associati all'Ana, Association of national PUBBLICITA' advertiser (sono un migliaio e fanno muovere 300 miliardi di dollari) i quali non sono più disposti ad accettare che su 100 dollari investiti solo 40 arrivino all'editore e il restante 60% si perda in una lunga catena di intermediazione. «Dica pure: in una nebulosa sconosciuta», aggiunge Sassoli de' Bianchi che telefona a Parigi, lui che a Parigi è nato 64 anni fa, in una bella casa sul Lungosenna, sul Quai Louis Blériot, 16° arrondissement (quando suo padre si occupava dei mercati internazionali dell'azienda di famiglia, la Buton, quella del brandy Vecchia Romagna), per dire due cose fondamentali sui ristorni incassati dai centri media e sulle fabbriche dei clic. Domanda. Cominciamo dai ristorni, dai cosiddetti «diritti di negoziazio disciplinato. E allora, che si fa R. Guardi, nel 2007, governo Prodi, io, appena eletto presidente dell'Upa e il sottosegretario all'editoria Ricardo Franco Levi, abbiamo provato a far approvare una versione italiana della Loi Sapin francese del 1993 che vieta ai centri media l'acquisto diretto degli spazi pubblicitari. In Francia i centri media sono solo dei mandatari che debbono rendere conto ai mandanti, cioè alle aziende. Punto. D. E quindi niente più ristorni e sconti vari. R. La legge Sapin, dal nome del ministro che l'ha proposta, ha tagliato la testa al toro, come si dice. Noi non ci siamo riusciti e oggi non le saprei dire neanche perché, quali sono state le forze che hanno lavorato contro la trasparenza. La ne» che i centri media, in genere colossi, incassano dagli editori senza darne conto ai loro clienti, cioè agli investitori. Risposta. In effetti, era un problema fino a qualche anno fa. Ora il mercato si sta autoregolamentando e l'Upa ha fissato alcune regole fondamentali che prevedono audit e controlli. Certo, in Italia non s'è riusciti a imporre la trasparenza per legge come in Francia, e ItaliaOggi ha fatto bene a ricordarlo, ma la situazione non è così drammatica come hanno denunciato i colleghi americani dell'Una. D. Nelle relazioni commerciali tra privati la trasparenza forse non si può imporre per legge, ma l'Italia non è esattamente un Paese quale, però, a poco a poco, anche senza una legge, si sta imponendo. I «diritti di negoziazione» oggi si trattano in qualche modo alla luce del sole. Non è più il Far West. D. Però il Far West, come lei stesso l'ha definito, ha fatto comodo. R. Chiusa la partita della legge Sapin all'italiana, è da un decennio che l'Upa lavora per la trasparenza. Questi «diritti di negoziazione» esistono forse anche perché certi investitori vogliono pagare poco i servizi dei centri media e allora diventa più facile chiedere un ristorno all'editore, il quale, a sua volta, cerca di ingraziarsi il centro e di spingere questo e quel mezzo a seconda Pag. 75 Estratto da pag. ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress dei suoi bisogni: mezzo forte, riscontro Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile Sabato 11/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Pierluigi Magnaschi 41.297 dire, del mio Id e con quello clicca e riclicca come se davanti allo schermo del mezzo forte, riscontro basso, mezzo debole, computer ci fossi io, ecco riscontro alto. Ma questo non serve: è una truffa. quel che conta, D. E contro le truffe ci vuole una legge. Una nuova Legge come dicevo Sapin come chiede il suo prima, è che oggi collega Pierre-Jean Bozo, queste trattative presidente dell'Upa francese. R. avvengono con il Non è facile mettere le briglie a massimo un cavallo che galoppa. (possibile, Regolamentare il web ovviamente) di pubblicitario per via legislativa trasparenza. credo sia impossibile. D. E allora? R. Bisogna fare appello agli attori della filiera, trasparenza. D. impegnandoli tutti alla Dov'è allora l'opa trasparenza. Partendo proprio cità denunciata dagli americani dai centri media che in questa R. Nel mondo Internet e nelle battaglia sono i nostri primi fabbriche dei clic. In Upa alleati. D. In concreto? R. abbiamo provato a disegnare Cominciano a capire, una chart per ricostruire tutti i cominciamo a investigare. Sarà passaggi, dall'investitore questa la mia proposta alla all'editore della piattaforma prossima assemblea generale web. È venuta fuori una dell'Upa il 29 giugno prossimo nebulosa in cui ci siamo persi a Milano. D. Ma secondo lei, la anche noi. D. Una nebulosa nebulosa oscura del web piena di buchi neri, di pianeti pubblicitario si può combattere sconosciuti, di satelliti che con uno studio, con una specie girano non si sa bene attorno a di Libro bianco sulla chi... È così R. La metafora trasparenza? R. Quando astronomica rende bene l'idea. avremo scoperto i buchi neri, Sia chiaro, il mercato per continuare con la sua pubblicitario del web con tutte metafora astronomica, sarà più le sue infinite variabili, una facile vincere la Guerra dei tecnologia estrema basata sulla Mondi. Per un Mondo gestione dei cosiddetti Pubblicitario Trasparente. ©pippocorsentino debole, riscontro alto. Ma quel che conta, come dicevo prima, è che oggi queste trattative avvengono con il massimo (possibile, ovviamente) di trasparenza. D. Dov'è allora l'opa potenziale cliente e raggiungerlo, appunto, con un clic) e l'utilizzo di algoritmi, non è come andare a comprare una pagina su un giornale, uno spot alla tv o un annuncio alla radio. Il sistema è sofisticatissimo e al potenziale cliente e raggiungerlo, appunto, con un clic) e l'utilizzo di algoritmi, non è come andare a comprare una pagina su un giornale, uno spot alla tv o un annuncio alla radio. Il sistema è sofisticatissimo e al Big Data (che vuoi dire sapere tutto del potenziale cliente e raggiungerlo, appunto, con un clic) e l'utilizzo di algoritmi, non è come andare a comprare una pagina su un giornale, uno spot giornale, uno spot alla tv o un annuncio alla radio. Il sistema è sofisticatissimo e al suo interno operano diverse D. Incontrollabili. R. Debbo risponderle di sì. Come Upa vorrei sapere che cosa serve e che cosa no nella cosmogonia pubblicitaria del web. Certo, una batteria di computer che clicca, anzi peggio, che si appropria, per PUBBLICITA' Pag. 76 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 8 Direttore Responsabile Diffusione Testata Luciano Fontana 369.391 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Come funziona la tracciabilità I nuovi accordi siili orario ridotto Le procedure Impieghi accessori? Obbligateli sms o mail La modifica più importante ai 5 decreti attuativi del Jobs act riguarda i «voucher»: viene introdotta la tracciabilità dei buoni per pagare i lavori accessori. I committenti imprenditori non agricoli o professionisti sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione di lavoro, a comunicare alla sede territoriale dell'Ispettorato del lavoro, mediante sms o mail, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione. I committenti imprenditori agricoli sono tenuti a comunicare, nello stesso termine e con le stesse modalità i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, il luogo e la durata della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore a 7 giorni. In caso di violazione di questi obblighi scatta una multa da 400 a 2.400 euro per ogni lavoratore. Abbassato a 2 mila euro il limite annuo di importo per ogni lavoratore non agricolo. In agricoltura, invece il limite rimane 7 mila euro. non è imponibile ai fini previdenziali e i lavoratori beneficiano dell'accredito contributivo figurativo. Per i redditi fino a 8 mila euro Indennità di disoccupazione anche per chi lavora Nel decreto legislativo sono state in parte cambiate le funzioni attribuite all'Anpal (l'Agenzia nazionale perle politiche attive del lavoro): si chiarisce quali sono i servizi per il lavoro che rientrano nelle competenze dell'Anpal che dovrà occuparsi anche del coordinamento dei programmi formativi per chi non ha un impiego, ai fini della qualificazione e riqualificazione professionale, dell'autoimpiego e dell'inserimento lavorativo, nel rispetto delle competenze di regioni e province autonome. Lo stato di disoccupazione diventa inoltre compatibile con lo svolgimento di rapporti di lavoro dai quali il lavoratore ricava uno stipendio che non supera la misura del reddito non imponibile (Smila euro). Anche il ministero dell'Istruzione coopera con l'Agenzia alla realizzazione di un sistema informativo unitario delle politiche del lavoro che sarà collegato con la banca dati reddituale, del catasto e del Miur. a cura di Francesco Di Frischia Crisi Contratti di solidarietà per assumere di più I contratti di «solidarietà difensiva» (taglio dell'orario per conservare i posti di lavoro) si potranno trasformare in «solidarietà espansiva»: taglio dell'orario per aumentare l'occupazione. La trasformazione può riguardare i contratti di solidarietà difensivi in corso da almeno 12 mesi nonché quelli stipulati prima del 2016, a prescindere dal fatto che siano in corso da 12 mesi o meno, e dovrà avvenire sempre con un accordo con i sindacati. Inoltre non si può prevedere una riduzione d'orario superiore a quella i già concordata. Ai lavoratori spetta un trattamento di integrazione salariale di importo pari al 50% dell'integrazione salariale prevista prima della trasformazione del contratto e il datore di lavoro integra tale trattamento almeno sino alla misura dell'integrazione salariale originaria. L'integrazione a carico del datore di lavoro RELAZIONI SINDACALI Pag. 77 Estratto da pag. FISCO&DIRITTI I Dahgiugnosipuòaccederealla I formula del "part time agevolato" I introdotto dalla legge di stabilità I 2016: al lavoratore (privato, in full I time indeterminato) sarà Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 erogaI ta, quale beneficio, una somma 1 pari alla contribuzione previdenI ziale datoriale ai fini pensionistij ci, calcolata sulla parte di retribu! zione non erogata. Per la parte di ; retribuzione persa subentrerà la : contribuzione figurativa Inps. i Sono interessati i lavoratori nati ; entro il 31 maggio 1952. => in allegato PREVIDENZA Al via il part tim agevolato che accompagni alla pensione Fabio Venanzi >• pagine 23 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Lunedì 13/06/2016 1 FISCO&DIRITTI Verso la pensione Part time agevolato con bonus in busta e copertura figurativa Beneficio per i dipendenti nati entro il 31 maggio 1952 PAGINEACURADI Fabio Venanzi al 2 giugno scorso è possibile accedere alla formula del "part time agevolato" introdotto dalla legge di Stabilità 2O1Ó. Gli ultimi chiarimenti sono giunti con la circolare 90/2016 dell'Inps. La norma consente ai lavoratori dipendenti del settore privato, con contratto di lavoro a RELAZIONI SINDACALI tempo pieno e indeterminato, e che risultano iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, nonché alle forme sostitutive (ex Inpdai, Enpals) ed esclusive (ex Ipost, Inpdap, FS) della medesima, di poter ridurre la prestazione lavorativa tra il 40 e il óo percento, a condizione che entro il 31 dicembre 2018 perfezionino 66 anni e 7 mesi di età e che al momento della trasformazione del rapporto di lavoro abbiano già il requisito minimo contributivo (di norma, pari a 20 anni). Pertanto, gli interessati dovranno essere nati entro il 31 maggio 1952. I beneficiari Al lavoratore sarà erogata, quale beneficio, una somma pari alla contribuzione previdenziale datoriale ai fini pensionistici, calcolata sulla Pag. 78 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress parte di retribuzione non erogata, comprensiva delle mensilità aggiuntive quale tredicesima e quattordicesima. Tale bonus è esente da qualsiasi imposizione fiscale e con cui la Dti non si dovesse esprimere, vale il silenzio-assenso. Da questo momento, i datori di lavoro potranno presentare l'istanza di accesso al beneficio in argomento all'Istituto previdenziale, che tributiva. Per la parte di retribuzione vigilerà affinchè la spesa rientri nel persa, subentrerà la contribuzione plafond messo a disposizione dal figurativa a carico dell'Inps. Nella legislatore. Il superamento dello platea dei possibili beneficiari stanziamento, anche per una sola rientrano sia idipendenti di soggetti annualità, comporterà il rigetto definiti imprenditori - compreso il dell'istanza per esaurimento delle personale degli enti pubblici economici - sia coloro che dipendono risorse dell'annodi riferimento. Il da datori di lavoro "non imprenditori" beneficio cesserà dal giorno (associazioni culturali e di seguente a quello di raggiungimento volontariato, studi professionali e dell'età anagrafica per l'accesso alla similari), mentre rimangono esclusi i pensione di vecchiaia (per talune dipendenti della pubblica gestioni - dal primo giorno del mese amministrazione e delle autorità successivo) oppure in via anticipata amministrazioni indipendenti. Non a seguito della modifica dell'accordo potranno accedere all'agevolazione stipulato tra il lavoratore e il datore coloro che svolgono un'attività che di lavoro. Qualora vengano non può per sua natura - essere modificati gli accordi, per esempio trasformata in part time (ad esempio, per variazione della percentuale di le collaborazioni a progetto e i part time agevolato, il lavoratore lavoratori domestici). Nel caso di soggetti contributivi puri (cioè privi di decadrà dal beneficio e dovrà procedere a presentazione una nuova anzianità al 31 dicembre 1995) - per istanza seguendo tutti gli effetto di quanto introdotto dalla riforma del 2O11 - deve altresì essere adempimenti ex novo. soddisfatto il requisito di importo del primo assegno pensionistico calcolato al momento della trasformazione con il coefficiente dell'età per il pensionamento di vecchiaia. Tale importo non dovrà risultare inferiore a 1,5 L'eventuale possesso dell'anzianità contributiva utile per il conseguimento della pensione anticipata (41 anni, io mesi per le donne, +1 anno pergli uomini), non costituisce causa ostativa per l'accesso al part time agevolato. Si decade dal beneficio se il lavoratore intende esercitare il diritto per accedere alla pensione anticipata. È possibile conseguire il beneficio anche da parte dei lavoratori che risultano già titolari di un trattamento pensionistico. Inoltre, durante questa tipologia di part time, l'assicurato non deve avere altra contribuzione obbligatoria versata perulterioreattivitàlavorativa, a prescindere dalla gestione di iscrizione. Infatti la contribuzione figurativa, secondo giurisprudenza, non può essere riconosciuta quando il periodo risulti comunque coperto da contribuzione. La trasformazione II lavoratore, una volta concordata con il datore la trasformazione del rapporto di lavoro, dovrà presentare istanza all'Inps tramite i servizi online. Ottenuta la certificazione, si potrà stipulare un nuovo contratto di lavoro con decorrenza dal ^giorno del mese successivo a quello di accoglimento. Il contratto dovrà essere trasmesso alla Dirczione territoriale del Lavoro affinchè possa rilasciare entro 5 giorni il provvedimento di autorizzazione; nel caso in RELAZIONI SINDACALI aveva rispettivamente almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 o un'anzianità inferiore. Per la quota contributiva (quota C), nel silenzio della norma, il montante sarà conteggiato prendendo a riferimento la contribuzione figurativa, oltre a quella effettivamente versata per la parte di retribuzione goduta. La legge di Stabilità 2016, dopo le modifiche apportate dal Milleproroghe (DI 210/2015), ha esteso la possibilità di ricorrere al part time agevolato - oltre che per gli iscritti all'Ago e alle forme sostitutive - anche nei confronti degli iscrìtti alle forme esclusive dell'Ago. Ho letto che la modifica normativa consente l'accesso a questa agevolazione anche da parte dei dipendenti pubblici. Vorrei avere una conferma. R.M.-SESTO CALENDE ATTENT I F\»»» LA RETRIBUZIONE DI RIFERIMENTO Perindividuare la retribuzione da prenderea riferimento perilcalcolo delle quote di pensione retributive, peri lavoratoriin "part time agevolato", non si terrà conto nel calcolo della retribuzione media pensionabile di quanto percepito nelle settimane di lavoro part time, ove dò dovesse comportare un trattamento pensionistico più favorevole. Tale clausola di salvaguardia, prevista dalla legge di Stabilità.si applica sulle quote retributive calcolate con riferimento all'anzianità contributiva posseduta al31 dicembre 2011oal31 dicembre 1995, a seconda se l'interessato Pag. 79 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 I casi risolti SI PARTE DAL FULL TIME LA SITUAZIONE Sono nata il 27 luglio 1952 e sono dipendente di un'azienda privata, ininterrottamente, dal 1980. Non ho altra contribuzione. Sarei interessata al cosiddetto "part time Poletti", ma non riesco a capire se ho i requisiti per accedere all'agevolazione. In caso contrario, quando maturerò il diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia Sono un dipendente del settore privato, nato il 13 gennaio 1951. Hochiestoe ottenuto per motivi familiari - la trasformazione del rapporto di lavoroin part time a gennaio. Ho circa 30 anni di contribuzione. Posso ottenere l'agevolazione prevista dalla legge di stabilità 2016 al fine di aumentare la mia busta paga? Quali alternative mi si prospettano Sono dipendente di una ex municipalizzata iscritto all'ex Inpdap. Nato il 25 aprile 1952, alla fine del 2016 avrò complessivamente 42 anni di contributi comprensivi del riscatto della laurea, della ricongiunzione e del computo del servizio militare. Il decreto sulparttimeagevolatosi potrebbe applicare al mio caso Sono nato nell'aprile 1950 e presto la mia attività lavorativa nel settore privato. Alla fine del 1995 ho meno di diciotto anni di contributi, quindi il sistema di calcolo applicabile è il misto. Vorrei capire in che modo verrà applicato il doppio calcolo previsto dalla legge di Stabilità perii 2015 nel conteggio della mia pensione. Sononatoil6giugnol956,esonoinpensione dall° giugnoscorso,con42annielOmesidi contributi. Sono stato dipendente di un ente locale.All995 ho oltre 22anni di contributi, quindi rientro nel sistema retributive. Tuttavia sul provvedimento di pensione c'è scritto che la liquidazione eda intendersi provvisoria in attesa dell'applicazione deldoppio calcolo. Può succedere che venga variato l'importo Mio marito è stato riconosciuto inabile nel marzo scorso, proprio nel mese in cui aveva raggiunto 42 anni e 10 mesi di contributi. A maggio è deceduto. Abbiamo una figlia minorenne di sedici anni e vorrei capire se, e in che modo, sarà applicato il doppio calcolo di cui si è tanto discusso lo scorso anno, ma che poi sembra essere rimasto inapplicato. Vorrei sapere se la presenza del part time negli ultimi anni precedenti la pensione non influisca negativamente sul calcolo dell'assegno. Infatti, mi verrebbe da pensare che a fronte di retribuzioni più basse, l'Inps riesca a "guadagnare" pagando pensioni di importo più basso rispetto a quelle calcolate con lo stipendio pieno. RELAZIONI SINDACALI Le pensioni ai superstiti di assicurato riconosciuto inabile non sonointeressate dal ricalcolo previsto dall'articolo 1, comma 707, della legge 190/2014. Lo ha precisato l'Inps con il messaggio 2214/2016. Pertanto sia il primo conteggio effettuato a favore dell'assicurato, sia il secondo a favore dei superstiti (pari all'80 percento del primo) non subirà alcun ricalcolo. In linea generale, potrebbe accadere che con il ricalcolo la pensione venga rivista al ribasso. Nelcaso in esame, il coefficiente retribuivo viene aumentato di circa 9 punti percentuali [4 anni + 5/12esimi) x 2 percento]. Pertanto - in una carriera lineare - è improbabile che il lettore si veda rideterminare in meno l'importo pensionistico. La situazione del lettore non è interessata dal ricalcoloprevistodalla legge 190/2014. Infatti la norma prevede espressamente che venga applicata esclusiva mente ai soggetti con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e che rientranoin un sistema di calcolo (ex) retributive. Peril lettore.ilsistema contributivo trova applicazione già dal 1° gennaio 1996 e nulla è variato con la riforma del 2011. Il lettore, a ncorché iscritto a Ila Gestione dipendenti pubblici dell'Inps, può accedere al part time agevolato, rilevando la natura privatistica del rapporto di lavoro. Perfezionerà i 66 anni e 7 mesi nel novembre 2018. Potrebbe accedere alla pensione anticipata il 1° novembre 2017 poiché riesce a perfezionare i 42 anni 10 mesi, requisiti previsti periltriennio2016/2018. La risposta è negativa. Infatti, non sussiste, al momento della richiesta, la titolarità di un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, condizioneimpresdndibile. Sulla base dei dati forniti, il lettore riuscirà comunque a conseguire la pensione di vecchiaia il 1° settembre 2017 con 66 anni e 7 mesi avendo già perfezionato 20 anni di contributi. LA SOLUZIONE Lalettricenonpuòavereilparttimeage volatoperché non nestea perfezionareióó anni e 7 mesi entroi'12018. La pensione di vecchiaia sarà conseguibile nel2019, qua ndosi stima chesaranno richiesti 66 anni e 11 mesi. Come dipendente privata al 28 dicembre 2011, può accedere alla vecchiaia con 64 a nni e 7 mesi di età (articolo24,commal5bis,Dl201/2011). L'articolo 1, comma 285, legge 208/2015 prevede che per il calcolo delle quote retributive non si terrà conto, nel calcolo della retribuzione pensionabile, delle retribuzioni relative alle settimane di lavoro prestate a tempo parziale, ove ciò comporti un trattamento pensionistico più favorevole. Pag. 80 Estratto da pag. Lunedì 13/06/2016 1 Direttore Responsabile Diffusione Testata Roberto Napoletano 145.182 L'ISTANZA ALL'INPS L'istituto potrà rigettare la domanda della riduzione d'orario nel caso di esaurimento delle risorse per l'anno di riferimento A PARTIRE DAL 2012 Nel riconteggio vengono comunque valorizzate le annualità di contribuzione eccedenti i 40 anni Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress La correzione. Per assegni retributivi con 18 anni a fine 1995 Quote contributive, ricalcolo generoso calcolo vigenti fino al 2011 computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l'anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa. La volontà del legislatore è stata parzialmente "modificata". Infatti l'Inps ha invariati i ratei già corrisposti in precedenza per decorrenze anteriori a tale data. Non sono interessate dal ricalcolo le pensioni di inabilità, quelle in regime di cumulo e totalizzazione. Sono escluse, per adeguamenti informatici e per coordinamento normativo, le pensioni anticipate interessate dalla penalizzazione, cioè quelle conseguite dai lavoratori che al momento del pensionamento avevano una età inferiore a 62 anni con particolari Sono andato in pensione anticipata, con 43 annidi contributi, alla fine del tipologiecontributive. previsto la valorizzazione delle 2014. La legge di Stabilità 2015 Ilricalcoloavverràa livellocentrale, anzianità contributive eccedenti i 40 (articolo 1, comma 707, legge dopo che la lavorazione sarà avvenuta anni, fino alla data di effettivo 190/2014) aveva previsto un da parte degli operatori di sede. Il godimento della pensione, anche se la Ministero ha richiesto anche di ricalcolo dei trattamenti pensionistici quale termine di calcolo - "la data di erogati nei confronti dei lavoratori monitorare, al netto della tassazione, i conseguimento del diritto" e non che al 31 dicembre 1995 potevano risparmi derivanti dall'applicazione quella di effettiva riscossione/ accesso della norma. Pertanto, nel caso in cui vantare un'anzianità contributiva non inferiore a 18 anni di contributi. A alla pensione. Infatti, la scelta del il calcolo interamente retributivo sia distanza di oltre un anno e mezzo, lavoratore può essere stata quella di vincente sul calcolo con la quota non ho avuto alcuna comunicazione prolungare volontariamente la propria contributiva, verrà anche individuato il circa il ricalcolo della pensione. È attività lavorativa oltre i requisiti differenziale fra i due importi. Il possibile avere informazioni in previsti dalla normativa. Pertanto, per ricalcolo comporterà un recupero sulle merito W.M.-CANICATTÌ un lavoratore cheallafinedel2Oi4 è eventuali somme pagate in più dal 1° cessato con 43 anni di contributi, gennaio 2015 fino all'effettivo l'Inps adotterà un doppio calcolo. Il adeguamento dell'importo primo sommando la quota contributiva pensionistico. dal 2O12 alle quote retributive riferite alle anzianità maturate alla fine del 2O11. Un secondo calcolo sarà a riforma del 2011 ha introdotto, dal effettuato senza la quota contributiva, 2O12, la quota contributiva anche per ma valorizzando tutte le anzianità fino quei lavoratori che, avendo almeno alla cessazione. Nell'esempio, saranno diciotto anni di contributi al 31 valorizzati complessivamente 43 anni, dicembre 1995, non erano stati acuì corrisponde un'aliquota di interessati fino ad allora dal sistema rendimento dell'86 percento, mentre contributivo. Ciò può aver comportato con la normativa in vigore fino al l'erogazione di trattamenti 2O11 - l'aliquota si sarebbe bloccata pensionistici di maggior favore, ail '80 percento (cioè quella massima perché tali lavoratori hanno sommato riconoscibile con4O anni di ai benefici di una pensione calcolata contributi). Inoltre, il lavoratore aveva con le regole del sistema interamente già perfezionato undiritto a pensione retributivo, quote aggiuntive calcolate entro il 2011. Tra i due importi sarà con il sistema del montante. Se la messo in pagamento quello inferiore. riforma MontiFornero non ci fosse Ma è evidente che il secondo importo, stata, l'aliquota di rendimento sarebbe calcolato con un'aliquota di rimasta cristallizzata in rendimentocomplessiva dell'86 corrispondenza del 4oesimo anno. percento, risulterà di gran lunga Giova ricordare, a tal riguardo, che la superiore al primo. Pertanto, prima bozza del decreto prevedeva continueranno ad essere pagati importi una clausola di salvaguardia che però più generosi. Appaiono limitati i casi scomparve con l'approvazione in cui la pensione con quota definitiva. Con la circolare 74/2015, contributiva possa risultare superiore a l'Inps ha fornito le indicazioni quella interamente retributiva. sull'argomento, alla quale sono seguiti Bloccando l'assegno al 4oesimo anno due messaggi di quest'anno (nn. 1180 contributivo, il ricalcolo avrebbe e 2214). Il comma 707 ha previsto comportato effettivi risparmi. La che, in ogni caso, l'importo rideterminazione ha effetto dal 1° complessivo del trattamento gennaio 2015, rimanendo pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di RELAZIONI SINDACALI Pag. 81 Estratto da pag. Domenica 12/06/2016 38 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Barbano 1.893 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress elaborazione Two Sides su doti FAO 2015 - ** fonte ERPC 2015 che la carta promuove la che la carta promuove la Le nostre foreste, in dieci anni, sono cresciute di la carta è che la carta promuove la Le nostre foreste, in dieci anni, son NAti/RAl cresciu cio dei propri prodotti. tagliati. pa. il lalo e di la carta è che la carta promuove la Le no TWOSIDES Pag. 82 Estratto da pag. Sabato 11/06/2016 37 Direttore Responsabile Diffusione Testata Alessandro Barbano 6.066 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress che la carta promuove Puoi stare tràn Le nostre foreste, in dieci anni, sono cresciute di la c elaborazione Two Sides su dali FAO 2015 ** fonte ERPC 2015 elaborazione Two Sides su dali FAO 2015 ** fonte ERPC 2015 elo del propri prodotti. tati di quelli tagliati. elaborazione Two Sides su dali FAO 2015 ** fon NATV e ER il lato C 2015 •*>/••» elo del TWOSIDES Pag. 83 Lunedì 13/06/2016 25 Direttore Responsabile Diffusione Testata Giovanni Danielli 8.500 * «s NON E VER che la carta è nemica delle foreste. che la carta promuove la gestione sostenibile delle foreste e il riciclo dei propri prodotti. Puoi stare tranquillo, in Europa sono più gli alberi piantati di quelli tagliati. Le nostre foreste, in dieci anni, sono cresciute di una superficie pari a quella dell'intera Svizzera*. E inoltre, con 2.000 chili al secondo**, la carta è il materiale più riciclato d'Europa. NATl/RAWENTe lo (?IK (ARIA-www.twosides.inf o/it * elaborazione Two Sides su dati FAO 2015 * * fonte ERPC 2015 Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile ——— Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress Estratto da pag. TWOSIDES Pag. 84