Rassegna Selpress

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Rassegna Selpress
Rassegna Stampa
Lunedì 13 Giugno 2016
Sommario
Testata
Data
Pag. Titolo
p.
1. FIEG
Avvenire
11/06/2016
6 Fabio Vaccarono (Google). «Nascono posti di
lavoro che non sappiamo coprire» (Viana Paolo)
1
Avvenire
11/06/2016
6 Luca Colombo (Facebook). «In Italia già 70mila
persone hanno un mestiere "social"» (Viana Paolo)
2
Giornale di Brescia
12/06/2016
7 Se la qualità costa si paga anche sul web
3
Mezzogiorno
Economia - supp.
Corriere del
Mezzogiorno
13/06/2016
11 Dab Italia, ecco la radio che guarda al Meridione
4
Affari & Finanza 13/06/2016
supp. la Repubblica
16 Rcs diventa preda ambita Cairo contro Bonomi &
C. le due offerte a confronto (Pons Giovanni)
5
Stampa (La)
13/06/2016
23 Rcs, ora la sfida entra nel vivo (Spini Francesco)
7
Sole 24 Ore (Il)
12/06/2016
19 Rcs, il «tetto» dell'Opa Bonomi scende al 30%
8
2. EDITORIA
(Filippetti Simone)
Corriere della Sera
12/06/2016
29 «Rcs, pronti a ulteriori investimenti» II prospetto
dell'offerta di Bonomi (Ferraino Giuliana)
9
Repubblica (la)
12/06/2016
20 Rcs, Bonomi & soci pronti a investire di più per
vincere basta il 30% (Pons Giovanni)
10
Giornale (il)
12/06/2016
15 Bonomi promette più soldi per Rcs (Restelli
12
Massimo)
Libero
12/06/2016
18 Da Mediobanca 283 milioni per la «scalata»
Bonomi
14
Messaggero (Il)
12/06/2016
16 Bonomi e soci sull'Opa Rcs: investiremo oltre 150
milioni (Scozzari Carlotta)
15
Sole 24 Ore (Il)
11/06/2016
1 Media - Rcs, Bonomi conferma l'Opa a 0,70 euro
17
(Olivieri Antonella)
Sole 24 Ore (Il)
11/06/2016
1 Riassetti - Cairo, si apre la «finestra» dei rilanci
19
(Mangano Marigia)
Sole 24 Ore (Il)
11/06/2016
21 Olivieri - Quei due scenari estremi nessun ritocco
o gara a oltranza (Olivieri Antonella)
20
Corriere della Sera
11/06/2016
45 Opa Bonomi, via libera Consob. Il cda Rcs boccia
l'offerta Cairo (Pica Paola)
21
Giornale (il)
11/06/2016
20 La battaglia del «Corriere» - Rcs boccia l'offerta di
Cairo. Voto unanime in consiglio (Conti Camilla)
23
Libero
11/06/2016
21 II «Corriere» se la tira ancora No a Cairo (e pure
a Bonomi) (Sunseri Nino)
25
Repubblica (la)
11/06/2016
30 Rcs boccia l'offerta di Cairo "Il prezzo è
incongruo" (Pons Giovanni)
27
Libero
13/06/2016
7 Il Corriere dà le quote sulla morte di Silvio (Russo
Paolo Emilio)
28
Testata
Data
Pag. Titolo
p.
2. EDITORIA
Italia Oggi
11/06/2016
1 Corriere primo, Repubblica 2°, Sole 24 Ore 3°,
Qn al 4°posto (Capisani Marco)
30
Italia Oggi
13/06/2016
63 Crea avvocati associati con H3G al Giurì della
pubblicità
31
Sole 24 Ore (Il)
11/06/2016
18 Media - Il Sole 24 Ore conferma la leadership
digitale (Biondi Andrea)
32
Fatto Quotidiano (Il) 11/06/2016
3 I giornali amano i Giochi, i loro editori anche di
più (Palombi Marco)
34
Giornale di Brescia
11/06/2016
1 Giornale di Brescia, la sfida della qualità su tutti i
fronti dell'informazione
36
Italia Oggi
11/06/2016
3 Una sola piattaforma persino per i giornali
42
Monde (Le)
11/06/2016
29 Peut-on faire supprimer son nom des archives
des journaux?
43
Sole 24 Ore (Il)
13/06/2016
13 Giornalismo. A Biondi il «Premio Chariot»
44
Corriere della Sera
11/06/2016
20 La protesta di Israele per Mein Kampf in edicola
45
(Caccia Fabrizio)
Repubblica (la)
12/06/2016
8 Mein Kampf in edicola scoppia la polemica
"Squallido regalarlo" (Isman Gabriele)
46
Giornale (il)
13/06/2016
7 L'editore Paolo Berlusconi: «Operazione
ragionevole» (Ruzzo Antonio)
48
Giornale (il)
13/06/2016
1 Mughini - Io vado a comprarne una copia. Mi
serve per capire il Male (Mughini Giampiero)
49
Giornale (il)
13/06/2016
1 Ostellino - Da liberale vi dico: niente censure su
Hitler (Ostellino Piero)
51
Giornale (il)
11/06/2016
1 Sallusti - Capire il Mein Kampf perché non torni
più (Sallusti Alessandro)
53
Italia Oggi
11/06/2016
8 On the road, note di viaggio fra i media (Sechi
54
Mario)
Italia Oggi
11/06/2016
20 Critiche alla bozza di direttiva Ue sui media Preto
(Agcom): non è all'altezza delle attese
55
CorrierEconomia
13/06/2016
10 Borsa Italiaonline ci riprova con la rete di Pagine
Gialle (Sideri Massimo)
56
Italia Oggi
11/06/2016
18 Springer compra Emarketer
57
Libero
11/06/2016
Corriere della Sera
11/06/2016
1 Il cuore di Silvio vale quattro miliardi (Bechis Franco)
49 I colloqui (inattesi) del maestro con il suo allievo
58
60
(Borgese Giulia)
Sole 24 Ore (Il)
11/06/2016
14 Le regole europee sull'audiovisivo - Costa:
direttiva Ue da rivedere, così si abbassa la qualità
della tv
61
Italia Oggi
11/06/2016
20 Cresce la tv non lineare (+7%) (Plazzotta Claudio)
62
Fatto Quotidiano (Il) 12/06/2016
1 "La Rai megafono del Sì" Pace contro il bavaglio
64
(De Carolis Luca)
Unità (l')
11/06/2016
18 Fazio: «Voglio una tv che cancelli le urla» (Miliani
Stefano)
66
Testata
Data
Pag. Titolo
p.
2. EDITORIA
Sole 24 Ore (Il)
13/06/2016
15 Agli Europei di Francia con il sito e Radio24
Corriere della Sera
12/06/2016
Corriere della Sera
12/06/2016
23 Severgnini - L'ipnosi è finita E adesso si inizia a
usarli bene (Severgnini Beppe)
72
CorrierEconomia
13/06/2016
15 Mondo App Scoppia la guerra dei tre secondi
73
1 Già stanchi dei social?
69
70
(Scalunich Greta)
3. PUBBLICITA'
Italia Oggi
11/06/2016
1 Upa, più trasparenza sul web (Corsentino Giuseppe)
75
4. RELAZIONI SINDACALI
Corriere della Sera
11/06/2016
8 Stretta sui voucher. Che cosa cambia
77
Sole 24 Ore (Il)
13/06/2016
1 Al via il part time agevolato che accompagna alla
pensione (Venenzi Fabio)
78
5. TWOSIDES
Mattino (Il) - ed.
Benevento
12/06/2016
38 Pubblicità
82
Mattino (Il) - ed.
Salerno
11/06/2016
37 Pubblicità
83
Pubblicità Italia
Today
13/06/2016
25 Pubblicità
84
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Sabato
11/06/2016
6
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Marco Tarquinio
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Fabio Vaccarono (Google) «Nascono
posti di lavoro che non sappiamo
coprire»
—————zione di qualità nell'epoca industriale resterà
tale dal punto di vista della metodologia e del percorso
didattico- si deve avvicinare il mondo della scuola alle
vertiginose specializzazioni imposte dalla rivoluzione
digitale - siamo ancora reticenti nell'imbarcarci in percorsi
tecnico-scientifici e le ragazze tendono a non frequentare i
corsi di informatica. . - ma i licei daranno ancora
l'attitudine a imparare e a ——————confrontarsi con
sentieri ignoti, a strutturare problemi complessi rispetto ai
PAOLO VIANA INVIATO A SANTA
MARGHERITA LIGURE (GENOVA) Avete appena quali non si possono applicare logiche estrapolative e
questo sarà ancora importante perché permetterà di
raggiunto un accordo con Fieg, in base al quale
investirete 12 milioni di euro: significa che credete nel innestare gli specialism! su un corpus di capacità che
insegnano a dirimere le grandi sfide Cosa facciamo di chi
futuro dell'editoria giornalistica tradizionale 10 ho
non è e non sarà mai digitale? Cambierà tutto, non
lavorato per più di otto anni in Rcs, Sole 24 ore ed
dobbiamo averne paura In questo momento ci sono 2,9
Espresso e sono convinto - risponde Fabio Vaccarono, miliardi di persone collegate in rete, ciascuna delle quali
managing director di Google per l'Italia, che è
accede a internet con 2,2 devices, ma nel 2020 saranno 6
intervenuto ieri al 46° convegno dei Giovani di
miliardi con 5,5 devices a testa, orologi compresi Noi
Confindustria a Santa Margherita Ligure - che il valore investiamo sui giovani ma lavoriamo anche sulla
dei contenuti che produce ne faccia una realtà ad alta
conversione dei cinquantenni L'emergenza economica è
densità di futuro Detto questo, è sotto gli occhi di tutti però quella di popolare l'Italia di persone formate
la sfida di immaginare il contenuto distribuito non più accessibili alle imprese- il 23% dei piccoli imprenditori che
si convince a fare un percorso di digitalizzazione
soltanto nelle forme fisiche che lo hanno reso di
dell'azienda poi non trova le competenze che gli servono
successo- quanto più gli editori riusciranno a
«È in corso una rivoluzione
trasversale e orizzontale,
paragonabile all'avvento
dell'elettricità». La scuoia?
i licei funzionano sempre
immaginarsi produttori di contenuti di eccellenza per
un pubblico di "altopensanti" o comunque di fruitori di
eccellenza, sullabase di un contratto di lettura "storico"
e che————— si rinnova in forme diverse, tanto più
quel futuro sarà brillante Non crede che il passaggio
dalla carta al digitale sia bloccato da un digital divide
culturale, più che infrastnitturale 11 nostro
investimento riflette proprio questa preoccupazione
Nonostante il 25% della crescita dei Paesi del G20
venga dall'economia digitale, il 40% dei nostri
imprenditori, quando vengono intervistati, risponde
ancora che internet non è importante per l'azienda
Urge una riconversione culturale Cosa si rischia Entro
il 2020 si creeranno 900mila posti di lavoro che oggi
non saremmo in grado di coprire per mancanza di
competenze digitali- l'85% dei mestieri potrà essere
svolto solo possedendole È una rivoluzione trasversale
e orizzontale, paragonabile all'avvento dell'elettricità
Cosa state facendo per "formare" il vostro mercato?
Abbiamo creato un centro per digitalizzare un milione
di libri, in accordo con il governo, perché riteniamo che la
cultura e il turismo possono essere un volano- si potrebbero
creare 440-480mila posti di lavoro; investiamo nella
formazione delle PMI, con Unioncamere, formando 250
giovani digitalizzatori in 3 anni; abbiamo aperto l'Officina
dei nuovi lavori a Roma, per lOmila giovani Neet (che non
studiano e non lavorano); "Crescere in digitale", infine,
offre 50 ore di formazione al digitale a tutti gli iscritti a
Garanzia Giovani In oltre 62 000 sono iscritti e oltre 5000
hanno completato il corso Quale scuola educherà i nuovi
italiani digitali Quella che è stata alla base di una forma
FIEG
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11/06/2016
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Luca Colombo (Facebook) «In Italia già
70mila persone hanno un mestiere
"social"»
considera che spendiamo 50 minuti al giorno nella lettura
dei social e che ci sono 28 milioni di lettori, si capisce
come questi otto secondi costituiscano un valore importante
Milioni di lettori che non pagano gli articoli che leggono. E
Facebook fortifica quest'Gli editori hanno già oggi la
possibilità di ripagare i loro investimenti su internet
attraverso la pubblicità II modello, oggi, è questo- se un
domani si affermerà una logica per cui l'informazione si
Quasi tutti gliitaliamcheusano internet hanno un profilo
paga svilupperemo delle soluzioni in linea con quella
Facebook. Ma quanto contaquesto social network nella
logica, ma oggi ci si ripaga solo con la pubblicità Che
creazione di ricchezza del Paese? Nel mondo, 50 milioni di possiamo valorizzando aumentando il numero di lettori e il
aziende hanno una pagina Facebook - risponde Luca
tempo di lettura Quanto pesa fl digital divide italiano nello
Colombo, country manager della società californiana, che è sviluppo di questo business Con 28 milioni di italiani che
intervenuto ieri al 46° convegno dei Giovani di
usano Facebook ogni mese su 30 milioni che accedono a
Confindustria a Santa Margherita Ligure - e su queste non internet, l'Italia esprime una forte adozione degli strumenti
facciamo fatturato Poi ci sono 3 milioni di imprese che
social, quindi si sarebbe portati a credere che non ci siano
utilizzano i nostri servizi pubblicitari per farsi conoscereproblemi- invece il problema c'è e sono gli altri 30 milioni
crescono del 50% all'anno Rispetto a————— questi
che non sono on line sia per ragioni culturali che
dati, il nostro Paese è il quinto almondo Secondo l'ultima
infrastnitturali Paolo Viana
ricerca Deloitte, sudati 2014, la piattaforma digitale serve
alle imprese per costruire valore, comunicando con il
consumatore- la creazione di una pagina e la sua gestione
non sono a pagamento ma creano ricchezza, nel senso che
esiste un mercato di servizi di marketing e di app, se non di
tlc, che prosperano attraverso all'uso della piattaforma
Ebbene, il valore ge- —————— nerato nel 2014
attraverso queste attività è stato di 6 miliardi di dollari, sui
227 generati nel mondo Sono 70mila posti di lavoro in
Italia Due anni fa, erano la metà Perché i social restano
gratuiti Perché il nostro modello di sviluppo prevede che la
monetizzazione avvenga attraverso la pubblicità e che tutte
le altre risorse siano reinvestite nell'ampliamento della
comunità dei lettori, che rappresenta il nostro mercato
Oggi, un'azienda che acquista un'inserzione su Facebook
può raggiungere 28 milioni di persone al mese- garantiamo
risultati certi in termini di presentazione del prodotto, di
tempi e di autorevolezza; inoltre, stiamo sviluppando le
modalità per trasformare la comunicazione in una maggiore
capacità di vendita, un'opportunità ancora poco percepita
ma che sta crescendo da due-tré anni; analogamente,
investiamo sull'intelligenza artificiale e sulla realtà virtuale,
per offrire modalità di utilizzo sempre più ricche Ciò detto,
i servizi offerti sono in gran parte gratuiti, perché voglia-
in due anni questi occupati
sono raddoppiati Ma ci
sono ancora 30 milioni di
cittadini quasi dei tutto
"offline"
mo restare una piattaforma di comunicazione e marketing;
noi crediamo che la " soluzione finale" si declini benissimo
nelle mani delle imprese II gioco non funziona con i
giornali: non ci sarà mai pace tra Facebook e carta stampata
La piattaforma può generare valore per gli editori come per
tutti gli imprenditori Altri player hanno scelto la via degli
accordi (il riferimento è a Google, che ha siglato un patto
con la Fieg; ndr) mentre noi crediamo che sia più utile
lavorare con i singoli editori In questo modo, il 12 aprile è
stato varato Instant Articles, una soluzione che velocizza la
lettura degli articoli postati su Facebook, riducendo di otto
secondi l'atterraggio del lettore sulla pagina del giornale
linkato Se si
FIEG
Pag.
2
Estratto da pag.
Domenica
12/06/2016
7
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Giacomo Scanzi
34.672
L'accordo tra editori e Google Europa SE LA QUALITÀ
COSTA SI PAGA ANCHE SUL WEB
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CLAUDIO BARONI - Giornalista
Per la prima volta il presidente degli
editori italiani e lo stratega del più
potente motore di ricerca del web si
sono guardati davvero negli occhi ed
hanno convenuto che così non si poteva
andare avanti. Maurizio Costa,
presidente della Fieg, e Carlo D'Asaro
Biondo, presidente delle strategie
Google per Europa, Medio Oriente e
Africa (l'accorpamento geotecnologico
la dice lunga sugli orizzonti globali del
web) hanno siglato un accordo che vale
12 miliardi in tre anni e il
riconoscimento dei diritti d'autore. Il
fatto ha una duplice, significativa
valenza. Da una parte prende atto che i
motori di ricerca sono la porta di
accesso degli utenti al web e che molti
dei tentativi di mettervi un muro - i
tanto citati paywall -, da parte delle
singole testate giornalistiche, non hanno
raggiunto i risultati sperati. Lo dicono le
cifre presentate dall'osservatorio di
settore del Politecnico di Milano. La
vendita sul web dei giornali vale oggi 35
milioni di euro l'anno, in un totale di
112 milioni che raggnippa anche le
vendite dirette di musica, video e serie
televisive. È vero che la voce ha
registrato lo scorso anno un aumento del
24 per cento, ma risulta poca cosa se si
paragona al fatturato generale del
mercato dei media in Italia, che vale
15,3 miliardi di euro. Dall'altra parte,
Google prende atto che non può
continuare a trattare indifferentemente i
contenuti che veicola. La qualità va a
vantaggio anche del motore di ricerca. E
la qualità non si può ottenere sempre
gratis, puntando sul fatto che oggi i
contenuti per gran parte vengono messi in rete da
redazioni giornalistiche tradizionali, sempre più in
ristrettezze. L'accordo, in fondo, dice questo: la qualità è
un valore per tutti e bisogna trovare il modo di
remunerare chi la fornisce. La strada maestra sarà quella
della Google Pay Edicola. E vedremo come si riuscirà a
farla funzionare in un mondo per anni abituato al tutto
gratuito. Tutti sono concentrati a cercare di intercettare le
indicazioni del mercato. Gli italiani connessi alla rete
sono ormai oltre 28 milioni. Tra questi, 22 milioni e
mezzo lo fanno regolarmente tramite smartphone o
supporti mobile. Passano in media due ore e dieci minuti
al giorno a navigare; una quota ben distribuita e senza
troppo divano generazionale: due ore e mezza chi ha tra i
18 e i 34 anni, un'ora e tre quarti chi ha tra 55 e 74 anni.
La differenza vera sta in quel che l'utente cerca e guarda.
I più giovani fanno incetta di video e
FIEG
filmati, tra YouTube e Facebook. Molto
più seguiti della tv tradizionale, che
invece domina ancora tra adulti e
anziani. Non è quindi un caso se proprio
su questo versante si colgono segnali
che potrebbero trasformarsi in nuove
tendenze. Una volta tanto la novità
viene dall'Italia. Una sessantina di
webstar, infatti, ha aderito a Blasteen,
progetto nato a Torino e con strutture a
Milano, per produrre video sempre
meno artigianali. Blasteen, infatti, mette
a disposizione studi e attrezzature, e
promuove progetti condivisi. La novità
sta nel fatto che, contrariamente a
YouTube, la piattaforma è chiusa:
potranno caricare contenuti soltanto le
«stelle» del web. Tutti gli altri potranno
guardare, seguire, condividere. Per ora è
gratis, il progetto sarà sonetto dalla
pubblicità. Ma traspare quanto si faccia
strada l'idea che anche sul web si possa
fare selezione. E che il merito sia pagato
per quel che vale.
Pag.
3
Estratto da pag.
Lunedì
13/06/2016
11
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Enzo d'Errico
31.809
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Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Dab Italia, ecco la radio che guarda al Meridione
Cambio di denominazione e rilancio degli investimenti
per arrivare all'80% della copertura entro l'anno. È già
efficace la delibera dell'assemblea dei soci che ha
cancellato il «Club» scegliendo la sola «Dab Italia»
come propria denominazione, dando al primo
operatore nazionale per la radio digitale una
«denominazione più consona ad una struttura sempre
più in evoluzione ed economicamente rilevante per il
settore radiofonico». La società consortile per azioni
composta dai maggiori gruppi radiofonici nazionali
vuole così dare un segnale nel completare la copertura
dell'intero paese. Obiettivo per il 2016 giungere al
traguardo dell'85% di servizio per la ricezione in
mobilità, oltre 7.500 chilometri di autostrada con un
segnale perfetto diffuso con la tecnologia Dab+.
Appena sbarcati in a Sardegna, Dab Italia sta ora
predisponendo l'avvio del servizio su tutta la dorsale
adriatica e in Puglia. Sul versante tirrenico estenderà la
copertura in Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia
secondo la pianificazione recentemente approvata da
Agcom per queste regioni. Made in Sud resta «Per me
Napoli e tutto il mondo del Sud sono fondamentali per
Rai2, perché hanno un legame fortissimo con la rete.
Made in sud è un programma straordinariamente
buono in ascolti, che verrà confermato in primavera.
Poi, con il centro di produzione di Napoli, stiamo
studiando un programma di seconda serata questo
autunno. Napoli diventa un po' centrale, tanto che
stiamo anche studiando progetti di fiction che parlino
di quel territorio». Lo ha detto la direttrice di Rai2,
Ilaria Dallatana, in commissione di Vigilanza.
Editorìa: forum a Bari II presidente Asig Gianni
Paolucci e il direttore generale Fieg Fabrizio Carotti
apriranno il 21 giugno, nel Centro Congressi dell'Hotel
Villa Romanazzi Carducci di Bari, i lavori di Wan-ifra
Italia 2016, la conferenza internazionale dell'industria
editoriale e della stampa promossa da Wan-ifra
(Associazione mondiale degli editori) e Asig
(Associazione Stampatori Italiana Giornali) con il
titolo «La filiera dei quotidiani fra slogan e realtà». A
distanza di sette anni dall'edizione del 2009, Wan-ifra
Italia torna a Bari per disegnare i nuovi possibili
contorni per il business editoriale. La Conferenza
Wanifra Italia sarà anche l'occasione per illustrare la
Ricerca Annuale dell'Osservatorio Tecnico Carlo
Lombardi, con la sua mappa anagrafica di editori,
testate, centri stampa, concessionarie e agenzie di
informazione, e i dati statistici più aggiornati
dell'industria editoriale e della stampa italiana.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
FIEG
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Lunedì
13/06/2016
16.
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Mario Calabresi
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Rcs diventa preda ambita
Cairo contro Bonomi & C.
le due offerte a confronto
PARTONO LE OPA
DELL'EDITORE
ALESSANDRINO E DEL
LEADER NEL PRIVATE
EQUITY. IL 65% DIFFUSO IN
BORSA DOVRÀ DECIDERE A
Cffl CREDERE. TUTTI I PRO E
CONTRO DELLE DUE
PROPOSTE Giovanni Pons
Milano Non era mai successo che
una casa editrice finisse al centro
di una battaglia finanziaria il cui
esito dipende dalle scelte degli
investitori che operano sul
mercato. A maggior ragione se la
casa editrice si chiama Rcs
Mediagroup, da sempre
considerata il crocevia degli snodi
del potere italiano i cui passaggi
fondamentali sono sempre stati
risolti con il formarsi di fragili
equilibri tra esponenti delle
diverse anime che nel tempo ne
hanno determinato il controllo
(Fiat, Mediobanca, Intesa
Sanpaolo). Tutto ciò sembra ormai
appartenere al passato visto che da
lunedì 13 giugno si confronteranno
in Borsa l'Offerta pubblica di
scambio (Ops) promossa dalla
Cairo Communication e (dal 20
giugno) l'Offerta pubblica di
acquisto (Opa) voluta da una
Newco in cui si sono raggnippati il
fondo Investindustrial di Andrea
Bonomi e un nucleo di soci storici
come Mediobanca, Della Valle,
UnipolSai e Pirelli. La posta è alta
poiché chi vincerà dovrà
governare in futuro la casa editrice
che pubblica in Italia il Corriere
della Sera e la Gazzetta dello Sport
e in Spagna Marca e El Munda.
Dunque non si tratta solo di una
battaglia per il controllo una
società quotata, essendovi
inevitabili ricadute sotto il profilo
politico e di potere in grado di
influenzare lo scenario in cui si è
navigato sinora. Basti pensare alle
indiscrezioni che hanno
accompagnato finora la discesa in
campo dei due
di lui sono piovuti gli apprezzamenti
di Fedele Confalonieri e di Silvio
Berlusconi mentre Matteo Renzi
avrebbe sollecitato il formarsi della
seconda cordata legata al nome di
Andrea Bonomi che ha raccolto il
malcontento di coloro che vedono
Cairo non all'altezza di caricarsi sulle
spalle una corazzata con il blasone
della Rizzoli. La partita però, come
si è appena detto, passa dal mercato
e dunque il vincitore sarà colui che
riuscirà a convincere con i numeri
alla mano gli investitori istituzionali
e al dettaglio che al momento
possiedono il 65% delle azioni Rcs
che vengono scambiate in Borsa.
Dunque i ragionamenti da fare sono
soprattutto di tipo industriale e
finanziario. Ecco quali sono i pro e i
contro delle due parti in gioco. L'Ops
Cairo. La Cairo Communication
offre agli azionisti Rcs di scambiare
le azioni in loro possesso con titoli
Cairo per partecipare al rilancio della
casa editrice ad opera di Urbano
Cairo che ha al suo attivo almeno
due operazioni di questo tipo. Ha
rilanciato la Giorgio Mondadori
nella seconda parte degli anni '90 e
ha riportato in pareggio operativo
La? che nei suoi trent'anni precedenti
sotto varie
destini della Rcs. Cairo nel suo pro
spetto informativo ha promesso
tagli ai costi per 140 milioni al
2019 (solo 25 milioni in più di
quelli previsti dall'attuale ad Laura
Cioli), lo sviluppo dell'area Sport
attraverso nuove iniziative, sinergie
tra il Corriere e La7, e infine una
probabile fusione tra Cairo e Rcs
una volta verificato direttamente i
conti della casa editrice. Grazie alla
fusione i 108 milioni di cassa oggi
presenti nella Cairo entreranno a
far parte del nuovo gruppo senza
aver bisogno di un aumento di
capitale ag
giuntivo, anzi l'azienda si
autofinanzierà i 20 milioni di
investimenti all'anno. L'Opa
Bonomi. Andrea Bonomi, Alberto
Nagel, Diego Della Valle, Carlo
Cimbri e Marco Tronchetti Provera
stimano Cairo come imprenditore
ma ritengono le spalle della sua
azienda troppo deboli per sostenere
l'acquisto di un gruppo quasi cinque
volte più grande come Rcs (1
miliardo contro 227 milioni i ricavi,
72 milioni contro 18 l'Ebitda).
Anche perché i conti della Cairo
attraversano una fase declinante,
con i ricavi scesi del 19,5% negli
ultimi cinque anni, l'Ebitda del
55,6% e un flusso di cassa andato
peggiorando a causa della
distribuzione di circa 21 milioni di
dividendi all'anno (operazione non
proprietà aveva sempre perso a
più sostenibile negli anni a venire).
bocca di barile. Cairo mette in
E ciò è dimostrato dall'andamento
campo la sua credibilità di editore della posizione finanziaria netta che
è passata da 172,9 milioni del 2012
di successo come alternativa alla
(109 milioni derivano dalla dote che
disastrosa gestione degli ultimi
l'acquisto de La7 portava con sé) ai
dieci anni di Rcs. E in questo
promette di portare il titolo ben più 108,5 milioni del 2015 dopo
in alto dello 0,7 euro proposto oggi l'acquisto per 35 milioni nel 2013
da Bonomi & C.. Per convincere i dei multiplex per la diffusione del
segnale televisivo. E' vero che Cairo
soci Rcs della bontà della sua
lia sostanzialmente risanato La7
offerta li mette davanti ai numeri
degli ultimi cinque anni nei quali il portando l'Ebitda a 1,6 milioni (con
un Ebit a meno 4,9 milioni) ma è
gruppo Rcs ha inanellato perdite
anche vero che la situazione è
per 1,3 miliardi nonostante
andata peggiorando di pari passo
aumenti di capitale per
con l'audience scesa dal 3,85% del
400 milioni e vendite di cespiti
importanti come Flammarion, il
palazzo di via Solferino, Dada, la
Rcs Libri. Rcs in questo periodo ha
bruciato cassa per 340 milioni con
l'aggravante della pesante
2013 al 2,79% del 2016 (dal 4,83%
svalutazione delle attività editoriali
al 3t34% nel prime time). Tutto ciò,
contendenti. Urbano Cairo, manager spagnole, acquistate nel 2007 per 1,1 secondo Bonomi e i suoi soci - uniti
cresciuto inizialmente nell'orbita
miliardi. Gli autori di questa debacle, da un patto di sindacato vecchia
berlusconiana, poi editore con i suoi Mediobanca, PirelU, Della Valle,
maniera (Nagel aveva promesso di
settimanali cartacei e con la tv dal
(UnipolSai solo dal 2013) sono anche voler vendere le azioni Rcs e di non
2013, accusato di aver spostato a
coloro che non vogliono mollare la
volere più patti di sindacato per la
sinistra e contro il governo in carica i presa e continuare a decidere i
talk show de La7. Su
casa editrice) - non è riflesso
EDITORIA
Asinistra,
Urbano Cairo
(1), presidente di
Cairo
Communication;
Diego Della
Valle (2),
fondatore e
presidente di
Tod's; Alberto
Nagel (3), amm.
delegato di
Mediobanca e
Andrea C.
Bonomi (4),
amm. delegato di
Investindustrial
Nel grafico a
destra, le due
offerte per Rcs a
confronto
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5
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Lunedì
13/06/2016
16.
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Mario Calabresi
311.406
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OFFERTE A CONFRONTO URBANO CAIRO 72,9% CAIRO
COMMUNICATION 45% ••Vi^HJ 13,75% OPA * 51% Pa«o di
sindacato VALUTAZIONE • 0,12 azioni Cairo per ogni azione RCS •
295 milioni di euro circa ai prezzi di mercoledì 8 giugno + 411
milioni di debito • RCS resterà quotata • Cairo Communication
proporrà la fusione con RCS nel medio termine se: 1. Debito coerente
con i flussi di cassa attesi 2. Cairo mantiene il controllo 3. Situazione
patrimoniale RCS soddisfacente VALUTAZIONE • 0,7 euro cash •
365 milioni di euro + 411 milioni di debito • RCS resterà quotata •
Newco disponibile a sottoscrivere pro quota un aumento di capitale
fino a esborso di 150 milioni di euro
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
nell'andamento del titolo Cairo in
Borsa che anzi è trattato con un
multiplo di 17 volte l'Ebitda
contro una media dei titoli
editoriali di 9. Ma la differenza si
assottiglia molto se dal calcolo si
toglie la cassa (108 milioni), i mux
(30 milioni) e 5 milioni di
risparmi che Cairo ha già in casa
staccandosi dai mux di Telecom.
Bonomi & C. sono anche disposti
a mettere sul piatto 150 milioni e
più per tornare a fare acquisizioni
in particolare nel settore dei
giornali sportivi e degli eventi,
un'area che può essere fortemente
valorizzata. Per la gestione
ordinaria, invece, i soci della
contro Opa hanno fiducia
nell'operato del tandem Maurizio
Costa-Laura Cioli che da
settembre a oggi sembra aver già
ottenuto importanti risultati.
Questi i due schieramenti in
campo, la sfida è iniziata e in
molti prevedono un rilancio sul
concambio da parte di Cairo (ha
tempo fino a venerdì 17 giugno) e
un eventuale contro rilancio da
parte di Bonomi. Chi l'avrebbe
detto che la svolta per il gruppo
Rcs sarebbe arrivata dal mercato
EDITORIA
Pag.
6
Estratto da pag.
Lunedì
13/06/2016
23
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Maurizio Molinari
215.250
FRANCESCO SPINI MILANO
L'appuntamento ora è a Piazza Affari,
dove parte la disfida per il controllo di
Rcs, il gruppo editoriale che pubblica, tra
gli altri, il Corriere della Sera e la Gazzetta
dello Sport. Nell'arena scende per primo
Urbano Cairo, l'imprenditore che vuole
replicare anche in via Rizzoli la cura che
ha utilizzato per La? e per la Giorgio
Mondadori: la sua offerta parte oggi e
termina P8 luglio, salvo probabili
proroghe. Tra una settimana - fino al 15
luglio - toccherà invece all'Opa di
International Media Holding, cordata che
annovera il patron di Investindustrial,
Andrea Bonomi, insieme con azionisti
storici di Rcs come Diego Della Valle,
Mediobanca, Unipol e Pirelli. C'è un terzo
concorrente da battere, il mercato.
Vediamo perché. Questione di prezzo Le
due offerte sono molto differenti tra di
loro. Cairo, il primo a prendere l'iniziativa,
ha presentato un'Ops, un'offerta pubblica
di scambio. Propone 0,12 azioni della sua
Cairo Communication in cambio di ogni
titolo Rcs. Ai prezzi di venerdì Rcs viene
valutata così 0,54 euro, ma solo in teoria:
alla fine l'investitore si troverà in tasca
sempre dei titoli. Al contrario Bonomi e
soci hanno lanciato un'Opa, un'offerta
d'acquisto, e offrono 0,70 euro in contanti
per ciascun titolo.
Urbano Cairo II confronto ••i Propone di scambiare ogni titolo Rcs con 0,12 azioni della Cairo
Communication Cairo ••i Propone di scambiare ogni titolo Rcs con 0,12 azioni della Cairo
Communication ••i Ai prezzi di Borsa di venerdì valorizza ciascun titolo 0,54 euro ••i Propone di
scambiare ogni titolo Rcs con 0,12 azioni della Cair ••• Punta a portare risparmi per 140 milioni e a
far crescere i ricavi anche attraverso sinergie tra Corriere e La Communication ••i Ai prezzi di Borsa
di venerdì valorizza ciascun titolo 0,54 euro ••i Propone di scambiare ogni II confronto Urbano
Cairo Andrea Bonomi titolo Rcs c Bonomi&C. n 0,12 az ••i Propongono di acquistare ciascun titolo
pagando in contanti oni della Cair ••• Punta a portare risparmi per 140 milioni e a ••i Per ogni azione
offrono 0,70 euro far crescere i ricavi anche attravers •• Sostengono il piano degli attuali vertici e
sono pronti a sostenere un aumento di capitale finca 150 milioni più altre risorse per eventuali
acquisizioni sinergie tra Corriere e La Communication ••i Ai prezzi di Borsa di venerdì valorizza
ciascun titolo 0,54 euro ••i Propone di scambiare ogni II confronto
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PRO E CONTRO NELLA BATTAGLIA PER IL CONTROLLO DEL CORRIERE DELLA SERA E DELLA
GAZZETTA DELLO SPORT Rcs, ora la sfida entra nel vivo Cairo punta sulla sua capacità di far business. Bonomi sul
prezzo e sulla crescita
Roberto Tasca attribuisce al
titolo Rcs un valore che va da
un minimo di 0,80 a un
massimo di 1,13 euro. Secondo
Unicredit invece vale tra 0,86 e
1,26 euro, per Citi tra 0,93 e
1,31 euro. Ecco perché, senza
rilanci (che sono possibili per
entrambi, a cominciare da
Cairo che ha tempo fino a
venerdì per rivedere i termini) il
concorrente più temibile è il
mercato: a questi prezzi molti
potrebbero starsene alla
finestra. La sfida industriale
Cairo, da un punto di vista
Sono offerte generose? Nessuno finanziario, parte svantaggiato,
il prezzo che offre è più basso.
dei due contendenti supera il
valore in Borsa di Rcs che - sulle Al di là di ritocchi al rialzo,
attese di una battaglia - veleggia l'editore torinese vuole però
convincere i risparmiatori
a 0,77 euro, comunque a livelli
bassi rispetto agli oltre 4 euro a
cui viaggiava 4 anni fa. Il cda
Rcs, nel giudicare negativamente
l'offerta di Cairo (ma il confronto
varrà anche quando si tratterà di
dare un parere sull'Opa di
Bonomi e soci), ripor-
ta tre distinte analisi: l'esperto
indipendente, professor
EDITORIA
con argomenti più industriali
che finanziari. Aderendo
all'Ops, è il suo ragionamento,
l'investitore non abbandona la
partita perché, da un'altra
prospettiva (quella della Cairo
Communication), parteciperà
della ristrutturazione di Rcs
che, in futuro, potrà
essere fusa con la stessa
azienda editoriale di Cairo. Mr
La7 punta anzitutto su
un'accelerazione dei risparmi,
140 milioni in tre anni, facendo
leva su sinergie e
razionalizzazioni a partire dai
centri stampa e distribuzione.
Dal punto di vista dei ricavi,
per la crescita mira a lanciare
nuovi prodotti in Spagna e in
Italia, dove rilancerebbe
periodici come Oggi e Sette,
oltre ad allargare il giro d'affari
di eventi sottovalutati quali il
Giro d'Italia. Da parte di
Bonomi e soci, invece, il
prezzo, per convincere gli
investitori a consegnare i titoli
(si punta ad almeno il 66,70%,
ma basterebbe il 30% più
un'azione), è centrale. Il loro è
un sostanziale appoggio
all'attuale vertice cui però si
chiede uno sforzo in più per
sviluppare le attività collaterali,
come l'organizzazione di eventi
e convegni, lo Sport e le News,
anche a colpi di acquisizioni
all'estero. La spinta ulteriore sta
nella disponibilità manifestata
dai soci storici di fare la propria
parte in un eventuale aumento di
capitale fino a 150 milioni e
andare anche oltre pur di creare
un campione multimediale
internazionale.
Pag.
7
Estratto da pag.
Domenica
12/06/2016
19
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Roberto Napoletano
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Editoria. Il prospetto
dell'operazione Rcs, il «tetto»
dell'Opa Bonomi scende al 30%
Simone Filippetti v Andrea Bonomi
abbassa l'asticella sulla battaglia per
il Corriere della Sera. La cordata del
finanziere milanese, scesa in campo
su Rcs per contrastare l'offerta di
Urbano Cairo, è pronta ad
accontentarsi anche solo del 30%
della società editoriale più importante
e più contesa d'Italia, finita nel
mirino di una doppia scalata. La
battaglia sullo storico giornale della
borghesia milanese, è anche una lotta
di poteri tra due fronti azionari: da un
lato l'outsider Urbano Cairo,
imprenditore nato alla corte della
Publitalia di Silvio Berlusconi e uno
dei pochi editori puri di Piazza
Affari, che offre azioni della sua
Cairo Communication (per un
controvalore complessivo di 0,53
euro); dall'altro l'establishment,
capeggiato dal fondo Investindustrial
di Bonomi (nuovo soggetto comparso
sulla scena) e rappresentato da
Mediobanca, azionista storico e
finanziatore di Rcs, che affianca
Bonomi (e gli presta soldi per la
scalata) insieme ad azionisti storici
come UnipolSai e Pirelli più il patron
della griffe Tod's, Diego Della Valle.
Inquestocaso.invece, un'offerta tutta
in contanti, 0,7 euro. La
pubblicazione del prospetto
informativo, un corposo documento
di 137 pagine, rivela più di una
notizia: la più significativa è che
l'offerta pubblica di acquisto di
International Media Holding (IMH, il
veicolo che raccoglie Bonomi e i
soci), sarà valida anche solo col 30%,
più un'azione, di Rcs. La soglia
minima che la cordata si è data è il
66,7% (la maggioranza qualificata
per avere il controllo anche nelle
assemblee straordinarie), ma Bonomi
& C. potranno anche rinunciarvi se
avranno «un numero di voti ritenuto
sufficiente a determinare l'esito delle
assemblea di Rcs, soprattutto la
nomina del Cda». L'asticella così
abbassata è un traguardo facilmente
raggiungibile: basterà rastrellare
appena P8% con l'Opa (e conteranno
anche quote comprandolo sul
mercato fuori
Opa), visto che la cordata IMH
parte già dal 23% (le quote
conferite da Mediobanca, Pirelli,
UnipolSai e Della Valle). Il
Corriere della Sera, nelle
intenzioni di Bonomi, dovrà
essere la testata editoriale su cui
«verranno concentrate le risorse
del gruppo nell'informazione»,
risorse che saranno incrementate
(oltre i 150 milioni di aumento di
capitale già previsto) «per creare
unodeimaggiori gruppi
multimediali internazionali».
Bonomi, Della Valle,
Mediobanca, Pirelli e Unipol
puntanto, inoltre, ad ac
rispetto a quelli già previsti e
almeno per il primo anno). Basterà
a convincere il mercato? Verdetto
il 15 luglio. ©RIPRODUZIONE
RISERVATA
Rcs Andamento del
titolo a Milano 0,80 I
0,75 0,70 0,65 0,55
10/05 10/06
celerare lo sviluppo del
business Sport di Rcs «sia
attraverso lo sviluppo interno
di nuovi formati sia tramite
l'acquisizione di società
internazionali focalizzate
nella gestione di eventi.nel
quale Rcs, forte della
Gazzetta dello Sport e della
spagnola Marca, vanta una
consolidata esperienza perché
gestisce eventi «iconici»
come il Giro d'Italia e la
Milano City Marathon. Il
riassetto dell'editoria sta
vivendo un momento di
dinamismo: L'Espresso, il
gruppo editoriale della
famiglia De Benedetti e la
Itedi degli Agnelli hanno
dato il via con la fusione tra
Repubblica e La
ILPROGETTO «Azionariato
sta bile e di sviluppo,! soci
pronti a investire ulteriori
risorse finanziarie oltre
l'aumento da 150 milioni»
Stampa. «Di fronte al calo
continuo delle copie» è scritto
nel prospetto «e alla sovraofferta
informativa» Andrea Bonomi,
che si presenta come un
investitore stabile di lungo
termine, vede una Rcs polo di
aggregazione, in Italia e anche
all'estero. In più, vuole provare a
vendere informazione anche in
paesi di lingua inglese. Come?
Con contenuti editoriali
focalizzati sul «Made in Italy»
per la promozione del meglio
dell'Italia nel mondo. Il tutto,
promette Bonomi, senza ulteriori
tagli sui dipendenti (
EDITORIA
Pag.
8
Estratto da pag.
Domenica
12/06/2016
29
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Luciano Fontana
369.391
«Rcs, pronti a ulteriori investimenti» II prospetto
dell'offerta di Bonomi Opa valida anche con il 30% più
un'azione, n parere del consiglio entro il 17 giugno
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L'andamento del titolo Rcs nell'ultimo mese 12 18
MAGGIO 59 GIUGNO dArco
La cordata di Andrea Bonomi
potrebbe accontentarsi del 30%
delle azioni (più una) per
considerare valida l'Opa lanciata
su Rcs Mediagroup, al prezzo di
0,70 euro in contanti per azione,
che partirà il 20 giugno e si
concluderà il 15 luglio. È quanto
si legge nel prospetto (lungo 136
pagine) dell'offerta pubblica di
acquisto totalitaria promossa da
Bonomi con quattro grandi soci
dell'editore del Corriere della
Sera, pubblicato ieri dopo il via
libera ricevuto venerdì dalla
Consob. Entro il 17 giugno è
atteso invece il parere del
consiglio di Rcs, che proprio
venerdì ha bocciato all'unanimità
l'Ops concorrente di Cairo
Communication, in partenza già
domani (fino all'8 luglio). Più
investimenti e priorità allo
sviluppo digitale, espansione nel
mondo degli eventi sportivi e
consolidamento del business
News sono gli obiettivi strategici
del piano dell'alleanza formata da
Bonomi at-
re, ma escludendo «per i primi
12 mesi» nuove ristrutturazioni
o ulteriori tagli di personale
rispetto a quanto previsto dal
business pian 2016-2018. In
caso di successo dell'operazione,
promettono di mantenere «un
azionariato stabile e fecalizzato
sullo sviluppo a lungo termine»,
si legge. Considerano inoltre «di
fondamentale importanza»
l'implementazione di
«un'importante politica di
investimento» in Rcs, per «
accelerare la crescita del gruppo,
anche per linee esterne e creare
una piattaforma globale nel
Rcs, processo che intendono
accelera
Cuccia ha messo a disposizione
di International Media holding
«una linea di credito vincolata a
ga
Andrea Bonomi,
classe 1965, è
presidente del
gruppo
Investindustrial
ranzia dell'intera offerta, fino
all'esborso massimo previsto di
282,75 milioni. Ma
l'operazione potrebbe costare
meno visto che Bonomi e C. si
riservano di «rinunciare alla
condizione sul quantitativo
minimo» di adesioni, fissato al
66,7%. A patto che venga
raggiunta una partecipazione
che consenta — tenuto anche
conto dell'esito della propria
offerta, di quella di Cairo
Communication e di eventuali
altre, nonché dell'evoluzione
dell'azionariato di Rcs — di
poter controllare l'assemblea
ordinaria di Rcs e, in
settore multimediale». Oltre
all'impegno a dotare la società di particolare, la nomina e la
nuove risorse sottoscrivendo un revoca del consiglio di
amministrazione, spiega il
aumento fino a 150 milioni, si
spiega nel documento, «gli
prospetto. Dove tale
investitori potranno altresì
partecipazione è pari al 30%
valutare di investire ulteriori
del capitale più un'azione. Ora
risorse finanziarie» se proposto che sono scoperte le carte delle
dal cda per «consentire la
due offerte rivali, la sfida si
creazione di uno dei principali
sposta sul mercato. Urbano
gruppi multimediali
Cairo, consigliato da Banca Imi
internazionali». Sul debito,
(gruppo Intesa Sanpaolo), ha
International Media «intende
tempo fino a venerdì 17 giugno
avviare le trattative» con le
traverso International Acquisition
per migliorare la sua proposta,
banche creditrici del gruppo
Holding (fondo lussemburghese
che prevede uno scambio di
editoriale
per
valutare
controllato dalla sua
0,12 azioni Cairo per ogni
l'opportunità di rinunciare alle
Investindustrial), da Diego Della
condizioni di validità dell'offerta azioni Rcs, un prezzo che
Valle, Mediobanca, UnipolSai e
valorizza il titolo della casa
Pirelli (ChemChina), riuniti in
legate al debito, n principale
editrice 0,53 euro, molto al di
International Media Holding, il
creditore del gruppo è Intesa
veicolo promotore dell'Opa di cui
Sanpaolo, schierata al fianco di sotto del valore attuale di Borsa
Bonomi controlla il 45%, mentre
(0,77 euro la chiusura di
Cairo come advisor dell'Ops; e
Della Valle, Mediobanca, UnipolSai
venerdì) o dai valori indicati
tra
gli
istituti
creditori
c'è
anche
e Pirelli il 13,75% a testa. I cinque
dalle fairness opinion degli
Mediobanca, che agisce anche
soci nel prospetto valutano
da advisor finanziario della
advisor del board Rcs (tra 0,80
«positivamente» il processo di
e 1,31 euro). Giuliana Ferraino
turnaround avviato dal management cordata di Bonomi. Piazzetta
EDITORIA
in Borsa • L'S
maggio
Urbano Cairo
ha lanciato
un'Ops sulle
azioni Rcs
offrendo 0,12
azioni Cairo
Communicati
on per ogni
azione Rcs •
II 16 maggio
Andrea
Bonomi, con
Diego Della
Valle,
Mediobanca,
Pirelli e
UnipolSai ha
lanciato
un'Opa su Rcs
a 0,70 euro
cash per ogni
azione Rcs
Pag.
9
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Domenica
12/06/2016
20
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Mario Calabresi
327.329
Rcs, Bonomi & soci pronti a investire
di più per vincere basta il 30%
Pubblicato il prospetto della cordata
con Mediobanca, UnipolSai Della
Valle, Pirelli. Entro venerdì Cairo
deciderà se rilanciare
GIOVANNI PONS MiLANO.E' sempre
più testa a testa tra Urbano Cairo e
Andrea Bonomi per conquistare il
controllo della Rcs. Ieri è stato pubblicato
il prospetto informativo della cordata che
oltre al fondatore del fondo
Investindustrial vede schierati in prima
fila Mediobanca, Diego Della Valle,
UnipolSai e Pirelli. Due le novità
importanti: primo, la cordata si riserva di
rinunciare alla condizione del
raggiungimento del 66,7% e potrà
ritenere valida l'Opa anche se riceverà il
30% più un'azione a patto che con tali
voti riesca a controllare l'assemblea
ordinaria e nominare il cda Poiché la
cordata Bonomi parte da un 22,6% di
azioni Rcs oggi possedute dai soci di
riferimento e che verranno conferite alla
Newco che lancerà l'Opa, con un 30% di
adesioni raggiungerà oltre il 52% del
capitale e governerebbe la società
qualunque quota Cairo a ottenere. La
seconda novità riguarda i soldi che la
compagine guidata da Bonomi si dichiara
disposta a mettere in campo per far
crescere la Rcs. Oltre alla quota parte di
un aumento di capitale di 200 milioni
(cioè 150 milioni) ora dice che potrebbe
fare anche di più. «Gli investitori
potranno altresì valutare di investire
ulteriori risorse finanziarie se proposto
dal cda per consentire la creazione di uno
dei principali gruppi multimediali
internazionali», è scritto nel prospetto.
Con questa mossa Bonomi cerca di
sopravanzare il
ha escluso una fusione tra la sua
casa editrice e la Rcs per
sfruttare sinergie industriali tra i
due gruppi facendo confluire
nella società fusai 108 milioni di
liquidità attualmente presenti
nella Cairo. Bonomi, però, ha
motivato il maggior impegno con
il fatto che Rcs ha bisogno di
crescere e per farlo ci vogliono le
risorse adeguate. La cordata nel
prospetto scrive infatti che
intende «sostenere e accelerare il
processo di ristrutturazione
positivamente avviato dall'attuale
management dell'emittente
nonché creare un gruppo
editoriale multimediale di portata
internazionale, partendo dalla
piattaforma di business esistente
e sviluppandola attraverso
interventi mirati». Per ottenere
questo risultato, però, occorre
avere un azionariato stabile e
Bonomi, al contrario di Cairo,
deve convivere con altri quattro
soci pesanti che insieme hanno il
5 5% della Newco che lancerà
l'Opa Non a caso per regolare i
rapporti tra di loro hanno dovuto
ricorrere all'antica formula del
patto di sindacato che la stessa
Mediobanca aveva mandato in
soffitta. Sia nel caso vincesse
Cairo
sia prevalessero Bonomi & C. la
Rcs rimarrà una società quotata
in Borsa. In questo modo si
offrono agli investitori il maggior
numero di opzioni. Possono
consegnare o concambiare parte
delle azioni tenendo le rimanenti,
II titolo Rcs 0,73 ^0,77 0,73 ^0,77 0,3 14 dic 2015
0,73 ^0,77 0, 14 gen 2016 14 dic 201 12feb 2016
0,73 ^0 14 mar 2016 77 0, 14 ge 0,41 201 11 apr
2016 14 dic 20 19 mag venerdì 2016 12feb 2016 0,73
^0 1
I NUMERI 30% U
SOGLIA La
cordata riterrà
valida l'Opa anche
se riceverà il 30%
22,6% UQUOTA
La cordata Bonomi
ha già il 22,6%
delle quote Rcs 200
mln L'AUMENTO
Oltre i 200 milioni
di aumento di
capitale ci saranno
altre risorse
partecipando al piano di turnaround
promosso da Cairo oppure
EDITORIA
Pag.
10
Estratto da pag.
Domenica
12/06/2016
20
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Mario Calabresi
327.329
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Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
incassando 0,7 euro cash e
magari ricomprando le azioni in
Borsa a prezzi più bassi. E
poiché Cairo nelle sue
esternazioni pubbliche ha sempre
affermato di aver condotto le
ristrutturazioni senza toccare il
personale, ecco che Bonomi si
premura di affermare che «alla
data del documento di offerta e
per i successivi 12 mesi, non
sono previste all'esito dell'offerta
operazioni che possano avere
effetti sulla forza lavoro ulteriori
rispetto a quanto previsto dal
business pian 2016-2018 reso
noto al mercato dall'emittente».
Ora si entra nella settimana
cruciale poiché entro venerdì 17
Cairo deve decidere se rilanciare
o meno e Bonomi nei giorni
successivi dovrà fare altrettanto.
EDITORIA
Pag.
11
Estratto da pag.
Domenica
12/06/2016
15
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Alessandro Sallusti
83.271
LADEL CORRIERE, OOMAÜS FAUTE t WS OS CAIRO
Bonomi promette più soldi per Rcs I soci storici disponibili a
investire e a ridurre la soglia minima dett'Opa al 30%
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SCALATORI La sede del Corriere della Sera in via Solferino a Milano. leditore Urbano Cairo
(a sinistra in alto) e il finanziere Andrea Bonomi hanno lanciato due offerte concorrenti per
prendere il controllo del gruppo Rcs
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Massimo Restelli
I Schierati i rispettivi eserciti
azionari e svelati i piani tattici
nei prospetti informativi,
domani in Piazza Affari con
l'avvio deH'Ops di Urbano
Cairo inizia la vera battaglia
contro Andrea Bonomi per il
controllo di Rcs. E lo scontro
che deciderà il nuovo padrone
del Corriere della Sera non
potrebbe essere più incerto.
L'ultima conferma è nel
prospetto dell'Opa promossa da
Bonomi (70 centesimi in
contanti): il finanziere milanese
che ha stretto un'alleanza con i
soci storici Mediobanca, Pirelli,
Unipol e Diego Della Valle
creando la newco International
Media Holding - non solo
promette investimenti
aggiuntivi per fare di Rcs un
polo «multimediale
internazionale» ma «si riserva»
di « rinunciare alla condizione»
precedentemente fissata di
raccogliere almeno il 66,7% del
capitale. A patto però di
raggiungere «la soglia del 30%
più una azione di Rcs». In
sostanza avere in mano la
minoranza di blocco, e quindi
poter gestire l'assemblea dei
soci e inibire eventua
attualmente titolari del 22,6%
circa di Rcs, l'Opa dovrà
fruttare almeno un altro 7,4%.
L'invito a specificare la soglia
sarebbe partito dalla stessa
Consob. Dal canto suo l'editore
di La7, che propone di
scambiare 0,12 azioni della sua
Cairo Communication per ogni
titolo Rcs e vuole raccogliere
almeno il 35% del capitale, da
II fronte che promuove
l'Ops • U rba n o Ca i ro
*,*2Vo Intesa Sanpaolo
4,18% e quello che
promuove l'Opa • Diego
Della Valle *&*% •
Mediobanca 6,25% Unipol
Pirelli Unipol Pirelli 4,60%
4,43% Unipol Pire Resto
del capitale •
Schroders5,02% • Famiglia
Rotelli3,48% (i
Vanguard2,3O%
Flottante5»,6»% li 4,60%
4,43% Unipol Pire Resto
del capitale •
Schroders5,02% • Famiglia
Rotelli3,48% (i Va
cda di Rcs ha inoltre giudicato
L'offerta di Cairo si concluderà l'a
luglio, sette giorni prima rispetto
alla proposta di Bonomi
domani sarà impegnato nel road incongrua l'Ops di Cairo,
show per illustrare il proprio
specificando che secondo gli
progetto agli investitori
esperti il valore medio
dell'azione è 95 centesimi. Il
RQAD SHOW L'editore di
La? ha tempo fino a venerdì
per un eventuale rilando
verdetto del board su
Bonomi è atteso entro
venerdì 17. Ma torniamo agli
investimenti prospettati dal
fronte di di International
Media Holding. Bonomi e
alleati, si legge nel
prospetto, sono disponibili,
se lo chiederà il consiglio di
Rcs guidato da Laura Cioli,
Piazza Affari, Rcs ha terminato «a valutare di investire
la seduta a 77 centesimi, oltre
ulteriori risorse», aggiuntive
quindi sia i 70 cent in contanti
ai 150 milioni di aumento di
proposti da Bonomi sia ai 54
capitale annunciato.
cent del valore implicito dello
L'obiettivo è una crescita
scambio azionario studiato da
anche tramite
Cairo (4,5 euro la chiusura di
istituzionali. Poi dovrà decidere
come procedere: a sensi del
Regolamento Emittenti, Cairo
ha infatti tempo fino a venerdì
17 giugno per un eventuale
rilancio deH'Ops, che si
chiuderà l'8 luglio. A sua volta
Bonomi potrà ritoccare la
propria offerta fino a cinque
giorni prima della scadenza,
fissata per il 15 luglio. Di certo
la Borsa si aspetta un rilancio da
parte di entrambi i contendenti:
venerdì in
li operazioni straordinarie
promosse dall'avversario Cairo: Cairo Com in Piazza Affari).
Sempre venerdì il
visto che Bonomi & C sono
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acquisizioni. «Fondamentale»,
quindi, «un'importante politica
di investimento, che porrà nel
mirino non più solo i Paesi di
lingua spagnola ma anche quelli
anglofoni, con un particolare
interesse per il «mondo degli
eventi sportivi» e delle news,
oltre allo «sviluppo di contenuti
editoriali focalizzati sul made in
Italy». Quanto, infine, al fronte
occupazionale, l'offerta non
prevede operazioni che
«possano avere ulteriori effetti
sulla forza lavoro rispetto a
quanto previsto dal piano Rcs
2016-2018».
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L'offerta amichevole su Rcs Da Mediobanca 283 milioni per la
«scalata» Bonomi
••• Azionariato stabile e a lungo
termine che sarà garantito anche da un
nuovo patto parasociale stipulato dai
promotori dell'offerta, erede di quello
scioltosi nell'ottobre del 2013. Il cda
della newco creata da Andrea Bonomi
e dai grandi soci di Rcs per lanciare
l'Opa sul gruppo «sarà composto da
sette amministratori nominati dagli
aderenti secondo il principio di
proporzionalità», si legge infatti nelle
informazioni sul patto parasociale
allegato al prospetto delTOpa su Rcs.
A Bonomi spetterà la designazione di
tre amministra
tori, uno ciascuno invece per Della
Valle, Mediobanca, UnipolSai e
Pirelli. «Il presidente del consiglio di
amministrazione di NewCo sarà
nominato tra i candidati designati
dagli attuali azionisti con il voto
favorevole di almeno quattro
amministratori in carica, ivi incluso
almeno uno degli amministratori
designati dall'investitore», viene
spiegato. Quanto alla governance di
Rcs, il Patto prevede che «entro
cinque giorni lavorativi decorrenti
dalla stipula dello stesso», la NewCo
richieda al cda di Rcs la convocazione
di un'assemblea
dei soci per «modifiche da apportare
allo statuto sociale di Rcs». Con
queste modifiche, i consiglieri del
board di Rcs saranno nove, di cui otto
designati dai partisti: nella lista di
nove candidati della newco, in
particolare, tre saranno indicati da
Bonomi e quattro da ciascun grande
socio. La designazione del candidato
al ruolo di ad sarà fatta dal cda della
NewCo con l'unanimità degli
amministratori in carica. L'efficacia
dell'offerta è subordinata al verificarsi
di alcune condizioni tra cui il
raggiungimento di una so-
EDITORIA
Andrea Bonomi (nella foto) guida la
cordata per rilevare Rcs, in
concorrenza con l'editore Urbano
Cairo [LaP] glia minima di adesioni
che porti la newco a detenere almeno
il 66,7% del capitale della società.
Sarà Mediobanca, infine, a garantire il
pagamento degli obblighi derivanti
dall'Opa. L'istituto ha messo a
disposizione di International media
holding, «una linea di credito
vincolata a garanzia dell'esatto
adempimento dell'obbligazione
dell'offerente di pagare l'intero prezzo
di tutte le azioni Rcs portate in
adesione all'offerta» fino all'esborso
massimo di 282,75 milioni di euro.
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Bonomi e soci
sulTOpa Rcs:
investiremo oltre 150
milioni ^La cordata
non intende scendere
sotto il 30% e non
prevede riduzioni al
personale
L'OFFERTA ROMA La cordata
composta dal finanziere Andrea
Bonomi e dai soci storici di Rcs è
pronta a iniettare nel gruppo del
Corriere della Sera, in caso di
necessità, anche più dei 150 milioni
di euro già annunciati. È uno dei
dettagli del prospetto dell'offerta
pubblica di acquisto (Opa) che sarà
lanciata tramite il veicolo
International Media Holding e
prenderà il via il 20 giugno per
chiudersi il 15 luglio, a 70 centesimi
in contanti per ogni titolo della
Rizzoli. L'operazione, per un certo
periodo, si sovrapporrà all'offerta
concorrente di Urbano Cairo, ai
nastri di partenza domani per
chiudersi l'8 luglio. Da ricordare che
l'editore della rete televisiva La7
propone di scambiare 0,12 azioni
della sua Cairo Communication per
ogni titolo di Rcs, il che significa (ai
valori di Borsa di venerdì)
valorizzare quest'ultimo 0,54 euro.
Il tutto mentre il prezzo della
Rizzoli a Piazza Affari venerdì si
collocava appena oltre i 77
centesimi, ossia sopra entrambe le
offerte. Ebbene, come emerge dal
prospetto informativo pubblicato
ieri, la cor
data composta da Andrea Bonomi
(che avrà la maggioranza di
International Media Holding),
Mediobanca (che sarà anche
consulente), Unipol, Pirelli e Diego
Della Valle considera «di
fondamentale importanza»
l'implementazione «una importante
politica di investimento» in Rcs.
EDITORIA
AZIONISTA Mediobanca S.p.A Diego Della Valle Urbano
Roberto Cairo Finsoe S.p.A. China National Chemical
Corporation_____ Intesa Sanpaolo S.p.A. Paolo Rotelli
Fortress Investment Group IIC_____ Vanguard International
Explorer Fund____ Azioni proprie QUOTA % Gli azionisti e
le offerte su Rcs COSA OFFRE URBANO CAIRO I COSA
OFFRE LA CORDATA DI BONOMI n 19 titoli v» » I *•
Cairo Communication per ogni azione Rcs O 70 euro in
contanti per ogni azione Rcs AZIONISTA Mediobanca S.p.A
Diego Della Valle Urbano Roberto Cairo Finsoe S.p.A. China
National Chemical Corporation_____ Intesa Sanpaolo S.p.A.
Paolo Rotelli Fortress Investment Group IIC_____ Vanguard
International Explorer Fund____ Azioni proprie QUOTA %
Gli azionisti e le offerte su Rcs QUOTA % AZIONISTA
Mediobanca S.p.A Diego Della Valle Urbano Roberto Cairo
Finsoe S.p.A. China National Chemical Corporation_____
Intesa Sanpaolo S.p.A. Paolo Rotelli Fortress Investment
Group IIC_____ Vanguard International Explorer Fund____
Azioni proprie COSA OFFRE URBANO CAIRO I COSA
OFFRE LA CORDATA DI BONOMI QUOTA %
AZIONISTA Mediobanca S.p.A Diego Della Valle Urba n 19
titoli v» » I *• Cairo Communication per ogni azione Rcs o
Roberto Cairo Finsoe S.p.A. China National Chemical Corpora
O 70 euro in contanti per ogni azione Rcs ion_____ Intesa
Sanpaolo S.p.A. Paolo Rot AZIONISTA Mediobanca S.p.A
Diego Della Valle Urbano Roberto Cairo Finsoe S.p.A. China
National Chemical Corporation_____ Intesa Sanpaolo S.p.A.
Paolo Rotelli Fortress Investment Group IIC_____ Vanguard
International Explorer Fund____ Azioni proprie QUOTA %
Gli azionisti e le offerte su Rcs COSA OFFRE URBANO
CAIRO I COSA OFFRE LA CORDATA DI BONOMI n 19
titoli v» » I *• Cairo Communication per ogni azione Rcs O 70
euro in contanti per ogni azione Rcs
ULTERIORI RISORSE Così, oltre
all'impegno a dotare la società di
nuove risorse sottoscrivendo un
aumento fino a 150 milioni di euro,
nel prospetto si afferma che «gli
investitori potranno altresì valutare di
investire ulteriori risorse finanziarie»
se proposto dal consiglio di
amministrazione per «consentire la
creazione di uno dei principali gruppi
Gruppo che, nelle intenzioni degli
offerenti, dedicherà particolare
attenzione al «mondo degli eventi
sportivi». La cordata composta da
Bonomi, non ancora azionista, e
dai soci storici, inoltre, «si riserva
di rinunciare alla condizione sul
quantitativo minimo» di adesioni,
fissata al 66,7%, ma non intende
scendere sotto la soglia del 30%
più una azione del gruppo
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editoriale. Il prospetto affronta anche
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il nodo dell'occupazione e precisa
che la cordata non prevede ulteriori
tagli al personale rispetto a quanto
previsto dal piano industriale
2016-2018. «Alla data del
documento di offerta - si legge nel
prospetto - e per i successivi 12
mesi non sono ipotizzate ulteriori
operazioni di ristrutturazione (quali
fusioni, scissioni, conferimenti o
cessioni di rami d'azienda) eccetto
quanto previsto dal business pian
2016-2018 reso noto al mercato.
Alla data del documento di offerta
e per i successivi 12 mesi aggiunge il prospetto - non sono
previste operazioni che possano
avere effetti sulla forza lavoro
ulteriori rispetto a quanto previsto
dal business pian 2016-2018 reso
noto al mercato dall'emittente».
Car lotta Scozzar i ©
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EDITORIA/1 Rcs, ok Consob all'Opa Bonomi Offerta a 0,70 euro, via il 20 giugno Rcs, ok Consob
all'Opa Bonomi Offerta a 0,70 euro, via il 20 giugno Antonella Olivieri »• pagine 21 e 23 Rcs, ok
Consob all'Opa Bonomi Offert
Media. Disco verde al prospetto: Opa a 0,70 euro, sul mercato dal 20 giugno al 15
luglio Lo scenario dello Spiegel Rcs, vìa lìbera Consob all'offerta di Bonomi II cda
boccia il prezzo e il contenuto industriale dell'Ops Cairo
Investindustrial 45% II piano dei soci per la contro-opa. Dati in percentuale L'assetto azionario della Newco
55% Della Valle UnipolSaiPirelli Mediobanca 13,75% 13^75% 13,75% 13,75%
Antonella Olivieri v
L'OpasuRcsdiAndreaBonomi con i
soci "storici" Diego della Valle,
Mediobanca, UnipolSai e Pirelli (che
hanno già in mano il 22,6%), ottiene
il disco verde dalla Consob per la
pubblicazione del prospetto.
L'offerta, che si propone di arrivare
almeno al 30% del capitale, partirà il
20 giugno per concludersi il 15
luglio, in sostanza con uno
slittamento di una settimana rispetto
all'Ops lanciata da Cairo
Communication che partirà lunedì
prossimo e che avrebbe dovuto
concludersi l'8 luglio. È probabile
che la scadenza sarà riallineata al 15
luglio perché, se così non fosse,
vorrebbe dire che Urbano Cairo
rinuncia a restare in partita,
rinunciando cioè alla
EDITORIA
possibilità di rilanciare in
presenza di un eventuale rilancio
del concorrente. Il prezzo
dell'Opa Bonomi, in contanti, a
quanto risulta, dovrebbe essere
confermato a 0,70 euro, sotto le
attuali quotazionidi Borsa, che
ieri inchiusura si sono assestate
a 0,7725 euro, pur in calo dello
0,77%. Di molto inferiore il
prezzo implicito nel concambio
dell'Ops (0,12) che, con il titolo
Cairo Communication a 4,5 euro
(3,52%), è di 54 centesimi. Il
prospetto dell'Opa dovrebbe
essere pubblicato oggi, ma non
si attendono novità particolari,
dal momento che i patti che
regolano i rapporti tra i soci
della cordata sono già stati resi
noti. Continua > pagina 23
Pag.
17
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Sabato
11/06/2016
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Roberto Napoletano
145.182
Antonella Olivieri > Continua da
pagina 21 Al momento dunque le
due offerte partono alle condizioni
preannunciate, che sono già state
spiazzate dal mercato. Ma il board
Rcs ha persino rincarato la dose.
Nella fairness opinion diffusa ieri,
relativa all'Ops Cairo, le valutazioni
si spingono fino a 1,31 euro.
L'esperto indipendente, il professor
Roberto Tasca, con il metodo del
Dcf (che si basa sull'attualizzazione
dei flussi di cassa) arriva a stimare
un «valore fondamentale» di Rcs
compreso tra 0,80 e 1,13 euro ad
azione, con un valore intermedio di
0,95 euro. Citi, altro advisor della
società, si spinge oltre con un range
di prezzo compreso tra 0,93 e 1,31
euro. Unicredit, altra banca advisor,
in termini relativi è più "cauta", ma
pur sempre arriva a una stima di
0,86-1,26 euro ad azione. Dunque,
conclude il board Rcs, il
corrispettivo dell'Ops Cairo è da rite
I TEMPI La settimana prossima il
cda dovrà valutare anche l'offerta
Bonomi che punta a raggiungere
almeno il30% del capitale
Vanguard Int. Explorer Fund Paolo Rotelli Intesa Sanpaolo China National Chemical Corp. Finsoe Urbano Cairo
Exor Schroders Mediobanca Diego Della Valle Quote in % I grandi soci di Rcs Media Azioni proprie 10 20 i 30 i
40 i 50 if ', '732 ^V6'25 , \ 5,02 4,72 /« v " 4,60 4,43 4,59 * « 3,48 "!, 2,30 , 0,88
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Media. Disco verde dalla Consob alla pubblicazione del prospetto dell'offerta
concorrente, sul mercato dal 20 giugno al 15 luglio Rcs, Bonomi conferma POpa a
0,70 euro II cda boccia POps Cairo: «Prezzo non congruo e proposta industriale
non migliorativa»
nersi «non congruo» dal punto di
vista finanziario, in quanto il
prezzo implicito nell'offerta di
scambio è di gran lunga inferiore
al prezzo minimo individuato da
tutti e tre i consulenti. Ma
nemmeno la proposta industriale
convince Rcs: «I programmi
futurisottesi all'Ops, come
delineati nel documento d'offerta,
non costituiscono un'opportunità
incrementale rispetto al piano
industriale aziendale». Insomma
bocciatura senza appello, tant'è
che all'unanimità il consiglio di
Rcs ha valutato come «non
positiva» l'offerta di Urbano
Cairo. Le argomentazionisono
contenute nei documenti
consultabili sul sito della società e
ricomprendono una serie di punti.
Non è possibile valutare con il
metodo del Dcf Cairo
Communication (il titolo è la
"mercé di scambio") sostiene Rcs
- perché non sono state fornite
indicazioni quantitative in merito
agli obiettivi economicofinanziari. Neppure si può
EDITORIA
supplire con i multipli di Borsa,
per la scarsità del flottante e la
copertura limitata da parte degli
analisti. Ma soprattutto POps
«non riconosce un premio di
controllo agli azionisti Rcs». A
livello di progetti industriali, la
valutazione di Rcs è che «non ci
sono elementi di discontinuità
rispetto al piano aziendale, né
come strategia, né come interventi
di ottimizzazione». Tutte le
opportuni tàdicr esci ta (per
esempio eventi sportivi,
informazione locale, sottoscrizioni
online a pagamento) individuate
da Cairo Communication nel
documento d'offerta sono
«esattamente le stesse» del piano
industriale di Rcs. E quindi,
l'offerta non apporta elementi
innovativi a riguardo, limitandosi
a ricalcare la strategiagià
impostata dall'attuale
management. Inoltre, la presenza
di Cairo Communication nei
media digitali «non è
significativa», mentre
l'expertisericonosciuta nel settore
dei periodici è comunque
differente, per tipologia di
prodotti e target di pubblico,
rispetto aiperiodici Rcs. Si
sottolinea ancora che non ci sono
specifici suggerimenti in merito
alle sinergie attivabili tra Italia e
Spagna né dettagli rispetto agli
investimenti futuri di Rcs, si parla
di possibili cessioni senza
precisare
a cosa si faccia riferimento e, non
ultimo, non ci sono impegni
inmerito a una possibile
ricapitalizzazione di Rcs.
Nemmeno il piano di taglio dei
costi - che è il punto forte della
proposta di Cairo - viene
risparmiato. Rcs nota che i 140
milioni di efficienze previste, in
real tà si traducono in un beneficio
aggiuntivo stimato in 25 milioni
di euro, ma su un orizzonte
temporale più lungo di un anno
rispetto al piano aziendale e su un
perimetro più ampio che
comprende anche il gruppo
dell'offerente. Ora, entro la
settimana prossimail consiglio
Rcsdovrà valutare anche l'Opa di
Bonomi & C. Sul prezzo valgono
le considerazioni già fatte, anche
se il prezzo di 0,70 euro è più alto
rispetto a quello dell'Ops. Per il
resto, il punto qualificante è
l'impegno già preso dalla cordata
a sottoscrivere fino a 150 milioni
di aumento di
capitale,
seilcdadecideràdispenderela
delega fino a 200 milioni che
scade tra un anno. ©R
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EDITORIA/2 Cairo,
cinque giorni per
valutare il rilancio
Mangia Mangano >
pagina 23
Riassetti. L'imprenditore valuta se rivedere l'offerta o aspettare le mosse di Bonomi
Cairo, si apre la «finestra» dei rilanci MILANO Cinquegiornidi tempo. Apartire da
lunedì. Si apre formalmente la partita dei rilanci per le due offerte in campo su Rcs
Media Group: Pops lanciata da Urbano Cairo e l'Opa della cordata guidata da
Investindustrial di Andrea Bonomi. Il calendario, per eventuali mosse da parte
dell'imprenditore piemontese, è assai stringente. Cairo, infatti, può tecnicamente
modificare POps, che partirà formalmente il 13 giugno, solo nei cinque giorni di Borsa
aperta successivi alla pubblicazione del prospetto dell'offerta della cordata Bonomi. La
finestra, dunque, si chiuderà venerdì prossimo. Al momento, si apprende, l'imprenditore
starebbe ancora valutando eventuali contromosse. Di certo alla luce delle quotazioni dei
due titoli coinvolti (ieri Cairo Communication è sceso del 3,5% a 4,5 euro e le azioni
Rcs hanno ceduto lo 0,77% a 0,77 euro) con il concambio proposto di 0,12 titoli Cai ro
Communication ogni titolo Rcs, le azioni del gruppo del Corriere della Sera sono
valorizzate 0,54 euro. Troppo poco rispetto all'Opa in contanti annunciata da Andrea
Bonomi e dai soci storici del gruppo editoriale che offre 0,70 euro cash per ciascun
titolo I TEMPI L'editore di La 7 ha cinque giorni di tempo a partire da lunedì prossimo
per modificare l'offerta di scambio proposta Rcs. E ancor meno di quanto dice piazza
Affari che ha spinto le azioni del gruppo editoriale fino a 0,77 euro e anche oltre nelle
sedute passate. La Borsa, dunque, scommette su un miglioramento del concambio
dell'Ops, possibile, appunto, solo se in questi cinque giorni l'imprenditore dovesse
convocare l'assemblea straordinaria per modificare il concambio (bastano 15 giorni per
l'assemblea straordinaria). L'alternativa è che Cairo decida di aspettare e vedere se la
cordata Bonomi faccia a sua volta un rilancio. Una mossa che aprirebbe a Cairo una
nuova finestra, sempre di cinque giorni, a partire dalla formulazione della nuova
controfferta. L'unica certezza al momento è che l'editore di La 7 dovrebbe allineare la
scadenza dell'Ops a quella dell'Opa concorrente, allungandola rispetto all'attuale
formulazione che termina F8 luglio fino al 15 luglio. Quanto basta per poter monitorare
per l'intero periodo l'andamento delle due operazioni ed essere così pronti a rispondere
ad aventuali rilanci. L'impressione è infatti che in assenza di una revisione del prezzo,
da entrambe le parti, lo status quo in Rcs potrebbe avere la meglio. Mar. Man.
©RIPRÔDUZIÔNERISERVATA
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LA CONTESA SUL CORRIERE Quei due scenari estremi: zero rilanci o gara a oltranza Bonomi
rinuncia ad adeguare il prezzo della sua offerta per Rcs alle quotazioni più alte alle quali è già
arrivata la Borsa (0,77 euro ancora ieri), confermando che POpa, tra una settimana, partirà
presumibilmente "fuori mercato", a 0,70 euro per contanti. A questo punto Urbano Cairo avrà una
prima finestra di opportunità di cinque sedu-di Antonella Olivieri te per dichiarare un rilancio. Ma
non è detto che la sfrutterà, dopo la pesante stroncatura arrivata dal board di Rcs persinò sul
contenuto industriale della sua proposta. Se rinuncerà alla mossa, si apriranno due scenari estremi.
Il primo è che nessuno rilanci, spiazzando il mercato che invece aveva scommesso sul ritocco
delle offerte. C'è l'inco gnita della Brexit che potrebbe scombussolare il contesto ma, a bocce
ferme, in questo caso le due offerte potrebbero anche andare entrambe deserte. Nel qual caso tutti
gli attori della contesa - azionisti e banche creditrici - dovrebbero probabilmente sedersi a un
tavolo per discutere comunque dell'assetto di Rcs. Continua ' pagina 23
L'ANALISI
delle offerte che ogni rilancio
potrebbe far allungare. delle
offerte che ogni rilancio potrebbe
far allungare. Ma non è credibile,
con i problemi strutturali che il
settore dell'editoria si trova ad
affrontare e con il debito Ma non è
credibile, con i problemi strutturali
che il settore dell'editoria si trova
ad affrontare e con il debito
ingente che ancora tarpa le ali a
Rcs, che i due contendenti siano
determinati a rincorrere non solo il
mercato, ma anche le valutazioni
ancora più elevate che la società,
con i suoi advisor, ha fatto su se
stessa e che individuano un
"valore fondamentale" che si
spinge fino a 1,31 euro per azione.
> Continua da pagina 21 II secondo
Il confronto è necessariamente sul
scenario è che la battaglia tra i due
contendenti si scateni solo all'ultimo.
terreno del mercato, visto che il
Ma il pallino, in quest'ipotesi, l'avrebbe flottante è superiore al 60%, ma,
in mano Bonomi. Se rilanciasse in
inutile nascondersi dietro a un
extremis per raccogliere più azioni
dito, la partita è anche politica: le
consentirebbe a Cairo di rientrare in
logiche non sono necessariamente
gioco, alzando a sua volta la posta. In
teoria, non ci sono limiti alla possibilità coincidenti. Se si puntava allo
status quo, l'obiettivo può
di rilanci, a patto di arrivare con la
proposta vincente almeno cinque giorni considerarsi mancato perché,
comunque vada, le cose sono
prima della scadenza
destinate a cambiare.
©RIPRÔDUZIÔNERISERVATA
Antonella Olivieri Quei
due scenari estremi nessun
ritocco o gara a oltranza
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Opa Bonomi, via libera Consob II cda Rcs
boccia l'offerta Cairo II valore medio
dell'azione è 0,95.«I risparmi non sono
superiori ai nostri»
Partirà il 20 giugno per
concludersi il 15 luglio l'Opa per
contanti su Rcs promossa da
Andrea Bonomi con quattro
grandi soci del gruppo del
«Corriere della Sera», Diego
Della Valle, Mediobanca, Pirelli
e UnipolSai. La compagine
riunita nella International Media
Holding ha ricevuto ieri il via
libera della Consob al prospetto
informativo sull'offerta per
contanti a 0,70 euro, che dunque
arriva in Piazza Affari a una
settimana esatta dall'offerta
pubblica di scambio di Urbano
Cairo, in calendario da lunedì 13
giugno a venerdì 8 luglio. La
proposta finanziaria e industriale
dell'editore di «Lay» è stata
bocciata all'unanimità dal
consiglio di amministrazione di
Rcs. Il board, si legge in una
nota diffusa ieri «valuta non
positivamente l'Ops e ritiene che
il corrispettivo non sia congnio
per i possessori di azioni».
Mentre i programmi fin qui
illustrati da Cairo non
rappresentano «opportunità
-0,77% a 0,7725 euro — lachiustif a dneft In Borsa -0,77% a 0,7725
euro — lachiustif a dneft GEN -0 FEB 77% MAR APR 2016 a 0,7725
euro — lac MAG ius dArco if a
valutare le Rcs meno della
media aritmetica delle tre
valutazioni. Come annunciato
in un precedente comunicato e
previsto per tutte le riunioni
dedicate alle offerte in corso
sulla società, il consiglio ha
registrato la duplice assenza
del presidente Maurizio Costa,
che ricopre anche la carica di
amministratore indipendente in
incrementali» rispetto al piano
Mediobanca, e del consigliere
industriale portato avanti
Stefano Simontacchi, avvocato
dall'amministratore delegato Laura
Cioli. Il consiglio ha motivato in un dello studio Bonelli Erede,
consulente di Cairo. Presenti
voluminoso documento le ragioni
del no all'offerta che prevede lo
tutti gli altri consiglieri, inclusi
scambio di azioni e una
Dario Frigerio e Paolo
valorizzazione, ai prezzi dell'8 aprile Colonna, indicati dai fondi. Il
scorso, giorno dell'annuncio, di
consiglio ha segnalato tra le
0,527 euro. Ieri il titolo Rcs è stato
altre cose di non poter dare
una valutazione della Cairo
Communication sulla base dei
scambiato a 0,77 euro in
Piazza Affari, livello superiore flussi di cassa attesi, poiché
a entrambe le offerte e ancora mancano indicazioni dalla
largamente inferiore al valore società stessa sui propri obiettivi
intermedio di 0,95 euro (di una futuri. La valutazione,
considerando invece le
forchetta compresa tra 0,80 e
quotazioni di Borsa, è stata
1,13) espresso dall'analisi
inficiata, secondo il consiglio
affidata all'esperto
Rcs, «dai ridotti volumi di
indipendente, il professor
Roberto Tasca dell'Università trading del titolo Cairo, dal suo
scarso flottante», mentre su Rcs
degli Studi di Bologna.
Anche Citi e Unicredit hanno
condotto proprie fairness
opinion, la prima ha indicato il
valore fondamentale di Rcs tra
0,93 e 1,31 euro, la seconda tra
0,86 e 1,26 euro. D concambio
proposto da Cairo (0,12) risulta
EDITORIA
20 giugno la
data in cui
partirà l'Opa
di Andrea
Bonomi e dei
quattro
azionisti
storici di Rcs.
Una
settimana
dopo l'Ops di
Cairo euro e
il valore
medio per
azione (in una
forchetta
compresa tra
0,80 e 1,13)
stimato
dall'esperto
Roberto
Tasca
• In alto, Andrea
Bonomi presidente
di Investindustrial
Sopra, Urbano
Cairo, patron di
Cairo
Communication
industriale» già predisposto, si
legge ancora. Mentre «l'obiettivo
pesava anche l'attesa cessione
di risparmi per 140 milioni entro
delle quote Fca. Per il board,
tre anni arriva in realtà al 2019,
inoltre, l'Ops, «non riconosce un su una base costi 2015 più
premio di controllo» ai soci Rcs. ampia, perché relativa al gruppo
Nei programmi di Cairo «non ci Cairo Communication post
sono elementi di discontinuità
offerta». Secondo Rcs, quindi,
rispetto al piano
«il beneficio aggiuntivo»
previsto da Cairo scende ad
Pag.
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appena 25 milioni, senza essere
quindi «significativamente
superiore» al piano già in atto. E,
ancora, si sottolinea come Cairo
non escluda un aumento di
capitale di Rcs ma non chiarisca
in tal caso quale sarebbe
l'impegno di Cairo
nell'operazione. Nell'Opa
promossa da Bonomi era stata
ipotizzata una ricapitalizzazione
fino a 150 milioni. Nel prospetto
che dovrebbe essere pubblicato
oggi sono attesi ulteriori dettagli.
Paola Pica © RIPRODUZIONE
RISERVATA
EDITORIA
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BAÎÎAGLEA DEL «CORRIERE» Rcs boccia l'offerta di Cairo Voto unanime in
consiglio
// cda: «L'Ops è troppo bassa, la valutazione media è
95 centesimi. E nessun vantaggio rispetto al piano»
IL CASO di Camilla Conti
na bocciatura all'unanimità,
perché il prezzo «non è
congrue» per chi possiede
azioni Rcs. Ecco il verdetto
definitivo del cda del gruppo
editoriale all'offerta pubblica
di scambio lanciata da
Urbano Cairo, che comunque
inizierà lunedì 13 giugno per
terminare l'8 luglio. Le
motivazioni della decisione
presa dal board di giovedì
scorso (cui però non hanno
partecipato il presidente
Maurizio Costa, consigliere
di Mediobanca, e il
consigliere in quota Cairo,
Ste GOVERfJANCE II
presidente Costa e il
consigliere Simontacchi non
si sono espressi fano
Simontacchi) sono state
diffuse ieri sera a Borsa
chiusa, con un documento di
circa cinquanta pagine. Il cda
ha esaminato la cosiddetta
fairness opinion dell'esperto
indipendente, Roberto Tasca,
e quelle di Citi e di Unicredit
nonché il parere degli
amministratori indipendenti.
Secondo Tasca, il prezzo
giusto era compreso tra 0,80
e 1,13 euro, con un valore
intermedio di 0,95 euro;
secondo l'analisi di Citi, tra
0,93 e 1,31 euro mentre
Unicredit ha valutato il titolo
in una forbice compresa tra
0,86 e 1,26 euro. Il rapporto
di cambio di 0,12
azioni proposto da Cairo
Communication per ogni azione
Rcs è stato dunque considerato
EDITORIA
non congnio. Ma il valore
intermedio rimane molto distante
anche dai 70 centesimi offerti
dagli awersari di International
Media Holding
(Investindustrial, Della Valle,
Mediobanca, Pirelli e Unipol).
Secondo il cda di Rcs, però,
anche la strategia industriale
annunciata da Cairo per
rilanciare il gruppo che edita il
Corriere della Sera e la
Gazzetta dello Sport, non
costituisce «un'opportunità
incrementale rispetto al piano
industriale» presentato
dall'attuale management
capitanato dall'amministratore
delegato Laura Cioli. Nelle
valutazioni sull'Ops il cda os
AUTORIZZAZIONI Via
libera Consob all'Opa in
contanti di Bonomi, ma resta il
nodo del prezzo serva, inoltre,
che l'editore de La? non ha
rilasciato « indicazioni
quantitative al mercato in
merito agli obiettivi
economico-finanziari del
gruppo Cairo Com». Rispetto
poi agli obietti-
Prezzo proposto: 0,70 € in
contanti Andrea Bonomi Offerta
pubblica d'acquisto (Opa)**
4m*mnmmm Rcs Concambio
proposto: 0,12 azioni Cairo
Comm. per ogni Rcs Urbano
Cairo Offerta pubblica
discambio (Ops) L'ESITO
Urbano Cairo scende al 40% di
Cairo Communication che
controlla tutta Rcs* 'in caso di
adesione totalitaria all'Ops La
newco controlla il 100% di Rcs
"tramite una newco partecipata
da Bonomi, Mediobanca, Pirelli,
UnipolSai e Diego Della Valle
L'EGO
vi indicati per la Rizzoli, segnala
di non aver individuato nel
prospetto di Cairo «elementi di
discontinuità significativi rispetto
al piano industriale Rcs». Mentre
sui risparmi stimati da Cairo «non
risultano essere significativamente
superiori rispetto a quanto già
previsto» dall'attuale piano che
«già fa della strutturale riduzione
dei costi il suo primo cardine». Per
il board, il beneficio aggiuntivo
previsto dall'offerta del patron del
Torino si ridurrebbe a 25 milioni,
con un orizzonte temporale di un
anno più lungo rispetto
all'orizzonte del
SOTTO PRESSIONE
L'ad di Rcs Laura Cioli,
il gruppo ha appena
ristrutturato il debito
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piano Rcs. Quanto alle
sinergie, il cda segnala
l'esistenza di «numerosi aspetti
che possono comportare
criticità operative e di
gestione», derivanti dalla
gestione di un gruppo di
«dimensioni significativamente
maggiori» rispetto alla Cairo
Communication. L'editore di
La? non esclude la necessità di
un aumento di capitale «senza
chiarire quale sia il livello di
impegno di Cairo stesso
rispetto agli eventuali oneri di
ricapitalizzazione». E,
soprattutto, «non riconosce un
premio di controllo agli
azionisti di Rcs». Sempre in
serata è arrivato il via libera di
Consob al documento
sull'offerta in contanti lanciata
da Bonomi in cordata con i
soci storici di Rcs che prevede
un aumento di capitale da 150
milioni per lo sviluppo. L'Opa
partirà il 20 giugno per
concludersi il 15 luglio.
Intanto, a Piazza Affari, il
titolo Cairo Com è sceso del
3,5% a 4,5 euro mentre le
azioni Rcs hanno ceduto lo
0,77% a 0,77 euro. Alle attuali
quotazioni, Cairo valorizza le
azioni del Corriere della Sera
0,54 euro.
EDITORIA
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UN ANNO A PIAZZA AFFARI Ieri 0,7725 -0,77% MEDIAGROUP Giù. 2015 Sef
Nov Gen. 2016 Mar Mag 0,4 0,2
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E la Consob benedice l'operazione II «Corriere» se la tira
ancora No a Cairo (e pure a Bonomi) // cda di Rcs boccia
l'offerta del patron de Lai: prezzo basso. Ma fissa l'asticella
del titolo troppo in alto anche per Investindustrial con cui
però si cerca l'armistizio
;;; NINO SUNSERI
•••II consiglio
d'amminstrazione di Rcs boccia
l'offerta di Cairo e, fra le righe,
anche quella della cordata di
Andrea Bonomi che proprio
ieri ha ottenuto il via libera
della Consob. Insomma si va ai
rilanci dando ragione alla Borsa
che, nonostante la bufera che
ha flagellato i mercati, tiene le
quotazioni della casa editrice
ancorate a quota 77 centesimi.
Un tetto che rende certo il
fallimento del progetto di Cairo
e molto problematico quello di
Bonomi. Secondo il consiglio
presieduto da Maurizio Costa il
valore patrimoniale di Rcs è
compreso fra 80 centesimi e
1,13 euro. Per Roberto Tasca,
l'esperto indipendente
nominato il 20 maggio, il
prezzo giusto è di 95 centesimi.
Al di sotto si tratta di una
svendita Con questa perizia
consiglieri e proprietà hanno
risolto il loro gigantesco
conflitto d'interessi. Il cda è
EDITORIA
espressione di buona parte dei
membri della cordata Bonomi
(Mediobanca, Della Valle,
Unipolsai) ma ha deciso che
chi vuole il Corriere deve
arricchire il piatto. Cairo deve
farlo in maniera consistente
visto che la sua oflerta vale
solo 53 centesimi. Inoltre il
pagamento avviene sotto
forma di azioni Cairo
Communication. Il parere di
Roberto Tasca fatto proprio
dal consiglio si dilunga per 50
pagine smontando il progetto
del presidente del Torino. La critica
più radicale viene formulata
all'inizio: «I programmi come
delineati nel documento di
offerta non costituiscono una
opportunità incrementale».
Da qui la raccomandazione ai
soci di non accettare. Il
documento rappresenta un
ostacolo anche per la cordata
Bonomi che, avendo ottenuto
il via libera della Consob,
lancerà la sua sollecitazione il
20 giugno per conclu-
derla il 15 luglio. Sul piatto
70 centesimi per azione Che
cosa accadrà adesso? Cairo
parte lunedì e ha cinque giorni
per il ritocco. Poi,
eventualmente, spetterebbe a
Bonomi andare alla rincorsa.
La Borsa sogna la battaglia
ma rischia anche di restare
delusa. Vale la pena
dissanguarsi in questa partita
Porrebbe anche delinearsi uno
scenario di altro tipo. Nessuno
rilancia lasciando che il
mercato decida in autonomia.
Non ha molto senso questa
contrapposizione considerato
che tanto Cairo quanto i
compagni di cordata di
Bonomi sono già azionisti di
Rcs. Molto più ragionevole
trovare un'intesa che concentri
le risorse nel rilancio del
gruppo attraverso un aumento
di capitale cui chiamare
Investindustrial a partecipare.
Poi si porrebbe anche pensare
a uno spezzatino: Cairo
prende il Corriere e La
Spagna (tranne Marca) in
Pag.
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Le aziende Rcs boccia l'offerta di Cairo
"II prezzo è incongruo"II cda: "I
risparmi previsti dall'Ops non superiori
a quelli già programmati"Via libera
della Consob all'Opa di Bonomi, partirà
il 20 giugno
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GIOVANNI PONS MILANO La partita
per il controllo di Rcs entra nel vivo. Con
il via libera della Consob al prospetto
delTOpa Bonomi & C., che partirà il 20
giugno, e il comunicato del cda Rcs che
«all'unanimità valuta non positivamente
l'Ops di Cairo Communication» in
partenza lunedì prossimo, ora sarà il
mercato a dover decidere a quale delle
due offerte dare la preferenza. Il flottante
del titolo è infatti pari al 65%, dopo che
Fca ed Exor hanno distribuito le proprie
quote, mentre il 22,6% del capitale
confluirà nella Newco costituita da
Bonomi, Mediobanca, Della Valle,
UnipolSai, Pirelli se questa riuscirà ad
arrivare ad almeno il 51% del capitale. Le
decisioni degli investitori istituzionali e
dei piccoli azionisti, però, si baseranno in
primo luogo sui numeri forniti dai due
offerenti oltre che sulla loro
interpretazione fornita dal cda. Un
consiglio che, occorre ricordarlo, è stato
nominato circa un anno fa da quegli stessi
azionisti che
da parte del cda è totale, sia dal
punto di vista finanziario sia da
quello industriale. Il prezzo offerto,
o meglio il concambio, non è
giudicato congruo da tutte e tre
le "fairness opinion" fornite al
cda dagli advisor Citi e Unicredit
e dall'esperto indipendente
Roberto Tasca. La valutazione di
Rcs sulla base del metodo dei
flussi di cassa scontati ha portato
a una forchetta compresa tra
0,8 e 1,13 euro da parte di Tasca,
tra 0,93 e 1,31 euro secondo
l'analisi di Citi e tra 0,86 e 1,26 in
base alla stima di Unicredit. I valori
medi di questi intervalli sono tutti
ben lontani dallo 0,53 euro che
implicitamente i prezzi di
La sede Rcs in via Rizzoh a Milano
Borsa attuali attribuiscono al
concambio proposto da Cairo (0,12
azioni Cairo per ogni azione Rcs).
Dunque l'offerta non è congrua per
quanto riguardo il prezzo. Ma non è
attraente neanche sotto il profilo
industriale poi-
oggi si oppongono all'avanzata di
Cairo. La bocciatura dell'Ops
EDITORIA
60 milioni al 2018. «I risparmi di
costo indicati da Cairo, dunque, non
risultano essere significativamente
superiori rispetto a quanto già
previsto da Rcs». Infine Cairo nel
suo documento non esclude il
ricorso a «interventi di
ricapitalizzazione senza chiarire
quale sia il livello di impegno di
Cairo stesso». A questo punto si
tratterà di vedere se nella
settimana entrante l'editore di
Alessandria deciderà di
migliorare la sua offerta. Per
farlo ha tempo fino a venerdì 17.
Le valutazioni di Citi,
Unicredit e Tasca per la
Rizzoli sono comprese
tra 0,8 e 1,31 euro
che i risparmi di circa 140 milioni
al 2019 indicati da Cairo nel
prospetto informativo, si riducono
in realtà a soli 25 milioni se si tiene
conto degli oneri non ricorrenti pari
a 55 milioni e i tagli già previsti
dali'ad Laura Cioli per
Pag.
27
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Lunedì
13/06/2016
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PARTITO DA RIPENSARE La nota con la quale l'ex premier
garantiva di voler tornare in pista non è stata presa molto sul
serio. Domani è previsto un nuovo vertice
cuore matto
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fl Corriere da le quote sulla morte di Silvio Gufata del quotidiano di
via Solferino: il Cavaliere avrebbe una probabilità su dieci di non
superare Tanno Basta un'intervista di Toti per far scoppiare il caos
nel partito: annullato l'invito a un comizio in Campania
;;; PAOLO EMILIO RUSSO
••• Ancora Silvio Berlusconi
non è stato operato, che già si
ragiona sul suo "rientro" in
pista, una specie di "festa" che
potrebbe essere organizzata
nella sua villa di Arcore. Anzi,
raccontano che ieri, nella sua
camera al San Raffaele, l'ex
premier abbia addirittura
scherzato sulle probabilità di
riuscita del suo intervento che
il Camere della sera ha
riportato sul numero di ieri,
quasi si trattasse di quote per
le scommesse: «I rischi del
2,3% non vanno nascosti»,
scriveva. E ancora: «Senza
operazione (...) ci sarebbe un
rischio del 10% di morire
entro l'anno». Famiglia -e
Marina su tutti a parte, il
Cavaliere si consulta solo con
Fedele Confalonieri, Gianni
Letta e Niccolo Ghedini e loro
si sono impegnati a garantire
«continuità» all'attività
politica di Forza Italia.
Proprio in quest'ottica è stato
riunito domani sera, quando
Berlusconi sarà in terapia
intensiva, l'Ufficio di
presidenza presso la Camera.
Dell'organo fanno parte tutte
le sensibilità del partito,
compresi i presunti
"predestinati" a raccogliere
l'eredità politica del Cavaliere.
Litigheran
LA SEGRETARIA STORICA DEL CAV E la Rossi
applaude il ritorno di Marinella «Chi vuole bene al
presidente applaudirà» «U ritorno di Marinella
Brambilla, la storica segretaria di Silvio Berlusconi, è
l'auspicio di tutte le persone che l'hanno conosciuta e che
vogliono bene al presidente». L'assistente storica del
leader di Fi, che lo ha seguito per oltre trenfanni, da via
Rovani fino a Palazzo Ghigi, che ha deciso di dedicarsi
alla famiglia da alcuni anni, è stata vista al San Raffaele
e, da quel momento, moltissimi dirigenti azzurri le hanno
rivolto appellia "tornare". La più esplicita è Michaela
Biancofiore, ex sottosegretario, deputata di Fi: «Parlo io,
ma certamente lo pensano tutti i parlamentari azzurri;
sarebbe una notizia bellissima il suo ritorno», spiega
Biancofiore. L'ex coordinatore regionale, tra le prime
tesserate di Fi, ha anche deciso di rinnovare la tessera del
partito, cosa che non aveva fatto quest'anno, in polemica
coi risultati di Fi a Bolzano: «Non sarò io ad
abbandonare il presidente in un momento difficile».
aveva garantito che Berlusconi
non si sarebbe comunque
sottratto ad un ruolo di «padre
nobile» e «federatore», ieri è
intervenuto Ennio Doris. Con
una intervista al Qn è sceso in
campo un altro tra i consiglieri
più ascoltati: «Persone come
Silvio sono più uniche che rare.
Chiunque dovesse mai
prendere il suo posto non
potrebbe mai essere la stessa
cosa», ha
premesso. Poi, però, il fondatore
di Banca Mediolanum, manda un
messaggio inequivocabile a chi
no? Sicuro non sono bastati a a
fermare la ridda di dichiarazioni, si «agita» in vista di una
i giri di telefonate e i retroscena possibile successione: « Ognuno
fa la sua scelta di vita e vive la
né la nota con la quale l'ex
premier stesso garantiva di voler sua avventura. Ma alla fine credo
che tutto si ridurrà a semplici
tornare in pista, né l'appello ad
impegnarsi per i ballottaggi della polemichette. L'importante è che
responsabile comunicazione del Silvio stia bene, poi sarà lui a
decidere che cosa fare». Forse è
partito Deborah Bergamini né,
per questa ragione
addirittura, un intervento di
Fedele Confalonieri. Dopo che
l'amico di sempre
che Giovanni Toti, governatore
della Liguria, leader di un
presunto Asse del nord che
sarebbe pronto a scalare il partito
attraverso le primarie, ha
smentito "manovre", sempre al
Corriere: «Non ho intenzione di
EDITORIA
sgomitare o di autoproclamarmi
leader. Non farei nulla senza
concordarlo con Berlusconi», ha
rassicurato. E ancora: «Serve
grande sobrietà aspet-
tando il suo ritorno, che
avverrà senza sgomitare,
lanciare Toti chiede a tutti
una tregua, ma immagina
una riorganizzazione che
passa per «un percorso
congressuale, assembleare o
anche le primarie». Questo
passaggio, però, sembra non
essere stato molto apprezzato
Fatto sta che il coordinatore
regionale campano di Fi,
Domenico De Siano, si è
"rimangiato" ieri l'invito a
partecipare ad una iniziativa
pubblica a Napoli già
recapitato da alcuni dirigenti
della sua regione proprio a
Toti e al capogruppo di Fi al
Senato, Paolo Romani. «
Iniziative così devono essere
organizzate dal o insieme al
coordinamento regionale»,
ha messo in chiaro il
senatore-coordinatore, tra gli
ultimi nominati in ordine di
tempo dal Cavaliere.
Pag.
28
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Lunedì
13/06/2016
7
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Successione? «Macché. Va bene
solo perché parlarne allunga la
vita...», scherza l'ex ministro
Gianfranco Rotondi. Altri, però,
scherzano meno. Come Stefania
Prestigiacomo, pure lei ex
ministro: «II tema non esiste. E
chi pensa a questo scenario
manca di rispetto al presidente e
al partito».
EDITORIA
Pag.
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Sabato
11/06/2016
1
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Pierluigi Magnaschi
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Corriere primo,
Repubblica 2°,
Sole 24 Ore 3°,
Qn al 4°posto
Capisam a pag
21 mumm
Diffusioni di aprile: Sole -28%, Repubblica -16%, Corsera -10%.
Bene Gazzetta e Qn-Giorno Ads, via le copie digitali multiple
Corriere 1° su carta+digitale, Repubblica 2° e Sole 24 Ore 3°
DI MARCO A. CAPISANI Ad
aprile guadagnano copie
complessivamente in edicola e sul
digitale la Gazzetta dello Sport
(+3,9%), Tuttosport (+1,1% in
settimana e +11,7% il lunedì) e
Quotidiano nazionale Qn-Giorno
(+1%). Tutte gli altri quotidiani
hanno il segno negativo davanti,
secondo i dati Ads sullo scorso
aprile confrontato con lo stesso
mese del 2015, partendo dal Sole
24 Ore (-27,7%), Libero (-17%),
Repubblica (-15,9%, Corriere
della Sera (-10,1%), Giornale
(-9,8%), Stampa (-9,2%),
QnNazione (-9,1%), Qn-Resto del
Carlino (-6,8%). Contengono la
perdita a -6,2% il Messaggero, a
-4% Avvenire e a -1,3% il Fatto
Quotidiano. In campo sportivo
perdono terreno la Gazzetta dello
Sport del lunedì a -12,8%, il
Corriere dello Sport-Stadio a
-6,5% e a -8,1% il lunedì.
Risultati che sembrano azzerare,
trasversalmente, ogni
avanzamento diffusionale finora
conquista
il Corriere della Sera resta
sempre primo con 350,6 mila
copie ma, in questa rilevazione,
diventa seconda Repubblica con
280,5 mila copie (e 70,1 mila
copie di distacco dal Corsera)
mentre scende di un gradino il
Sole 24 ore, al terzo posto con
270,3 mila copie (e 10,2 mila
copie di distanza da
Repubblica). Al quarto posto
rimane saldo Quotidiano
nazionale (Giorno+Nazione
+Resto del Carlino) con quasi
238,3 mila copie. Per quanto
riguarda le successive posizioni,
però, c'è un rimescolamento con
la Gazzetta dello Sport che
conquista la quinta, la Stampa
che retrocede alla sesta e la
Gazzetta dello Sport del lunedì la
settima. Il Messaggero si
conferma ottavo, Avvenire nono
e il lunedì del Corriere dello
Sport-Stadio chiude la classifica
dei primi dieci. In edicola
avanzano solamente il Fatto
Quotidiano su dell'1,8% e QnGiorno del 7,1%, che anche nella
precedente rilevazione
guadagnava copie (+6%).
Contraggono invece Libero in
calo dell'11,1%, la Stampa del
to dai quotidiani, ma che sono
10%, Repubblica del 9,2%, il
influenzati dalla decisione di Ads Corriere della Sera e Qn-Nazione
di sospendere la pubblicazione
entrambi giù del 7,3%, Avvenire
delle dichiarazioni mensili
del 6,7%, Corriere dello
stimate relative alle copie digitali SportStadio del 6,3% (e
multiple (sia per i quotidiani sia dell'8,1% al lunedì). Ancora il
per i settimanali e anche per i
Giornale è a -6,3%, il
mensili riferiti al marzo 2016).
Messaggero a
La scelta, hanno fatto sapere
dalla stessa società Accertamenti
diffusione stampa, è stata «presa -6,2%, Qn-Resto del Carlino a
all'unanimità in attesa di
-4,7%, Sole 24 Ore a -2,1%. La
conoscere i risultati della
Gazzetta dello Sport è a -1,7% e
consulenza tecnica richiesta e
-7,1% al lunedì. Nella top ten in
avviata da Ads sull'attivazione
edicola, Repubblica si mantiene
delle copie digitali multiple».
salda al gradino più alto del
L'assenza dei dati sulle copie
podio. Seguono rispettivamente
digitali multiple ha quindi
Quotidiano nazionale (con un
impattato sulla classifica dei
totale di oltre 209 mila copie) e il
quotidiani con le maggiori
Corriere della Sera ma entrambi i
diffusioni carta+digitale: per
quotidiani si alternano, di
esempio
rilevazione in
EDITORIA
rilevazione, tra il secondo e il
terzo posto. Al quarto posto c'è la
Gazzetta dello Sport del lunedì,
seguita dalla stessa Gazzetta
negli altri giorni della settimana,
dalla Stampa, il lunedì del
Corriere Sport-Stadio e il
Messaggero. Ad aprile torna
nono il Corriere Sport-Stadio
della settimana mentre il Sole 24
Ore è decimo (a marzo le
posizioni erano invertite). Sul
digitale, infine, considerano
solamente la vendita delle copie
singole e di quelle abbinate,
Avvenire si aggiudica un
+14,8%, il Sole 24 Ore un
+12,4%, il Corriere della
Sera un +4,2% e il Messaggero
un +3,4%. Di contro QnGiorno
va a -86,3%, Qn-Resto del
Carlino a -77% e Qn-Nazione a
-76%. La Gazzetta dello Sport
diminuisce del 17,3% e del
15,5% il lunedì, Repubblica del
12,4%, il Fatto Quotidiano del
10%, Libero del 7,9%, ü
Giornale del 6,9%, il Corriere
dello Sport-Stadio del 6,3% e del
7,8% lunedì, la Stampa del 6,3%.
Nel ranking finale il Sole 24 Ore
è primo, il Corriere della Sera
secondo e Repubblica terza. Giù
dal podio si attestano la Stampa,
la Gazzetta dello Sport del
lunedì, la Gazzetta che esce gli
altri giorni, ù Fatto Quotidiano.
Avvenire è ottavo, YUnione
Sarda nona e decimo il
Gazzettino. ———©
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30
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Lunedì
13/06/2016
63
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Pierluigi Magnaschi
41.297
Crea avvocati associati con
H3G al Giurì della pubblicità
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
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Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
Crea avvocati associati, con un team
guidato dall'of counsel Elena Carpani ha
assistito con successo H3G spa avanti al
Giurì dell'autodisciplina pubblicitaria nel
procedimento promosso contro Telecom
Italia spa. L'organo autodisciplinare,
comunica lo studio, ha accertato
l'ingannevolezza della campagna
pubblicitaria di Telecom Italia trasmessa
sulle principali emittenti nazionali e
relativa all'offerta telefonica «Tim Next»
e la sua conseguente contrarietà al codice
di autodisciplina della comunicazione
commerciale. Il Giurì ha quindi inibito a
Telecom Italia la prosecuzione della
campagna pubblicitaria. Gabriele
Ventura
EDITORIA
Pag.
31
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Sabato
11/06/2016
18
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Roberto Napoletano
145.182
MEDIA I DATI ADS DI APRILE I «Corriere della Sera» è il primo quotidiano per diffusionei «Sole» terzo
a 270.280, ma nel computo manca la quota di copie i complessiva carta+digital con 350.606 copie, seguito
da: multiple sospese questo mese in attesa del nuovo regolamento : «Repubblica» al secondo posto con
280.488 copiei (pari al 28% del totale carta+web prima della sospensione)
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
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Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
II Sole 24 Ore conferma la leadership digitale Copie elettroniche vendute a quota
120.966 - Sono 37mila gli abbonamenti pagati al sito non rilevati da Ads
I MARGINI DI CRESCITA La quota media
di copie multiple del Sole 24 Ore prima della
sospensione è pari al 28% del totale della
diffusione carta+digital e si confronta con il
48% del Financial Times. La comparazione
indica ampi margini di crescita di Andrea
Biondi Mese interlocutorio per le rilevazioni
delle diffusioni e vendite per i quotidiani e i
settimanali. Il consueto report di Ads, diffuso
ieri con i dati relativi ad aprile 2016, è stato
reso disponibile senza l'indicazione delle
copie digitali multiple, vale a dire quelle che
vedono un solo acquirente di più copie. «La
decisione - si legge nella comunicazione di
Ads - è stata assunta all'unanimità (dal Cda
che si è riunito ieri, ndr.) in via cautelativa in
attesa di conoscere i risultati della consulenza
tecnica richiesta e awiatada Ads in merito
all'attivazione delle copie digitali multiple».
All'origine del problema c'è una richiesta di
chiarimenti avanzata dal gruppo
CondèNastrispettoaconcorrentidelsegmento
periodici. Da qui la decisione di prendere
tempo, in attesa di un nuovo regolamento,
escludendo dal computo copie che risultano
molto importanti nel segmento EteBe che nel
panorama digitale si uniscono alle copie
singole (quelle vendute one-to-one) e a quelle
in abbinata con le copie cartacee. Per quanto
riguarda II Sole 24 Ore la quota media delle
copie multiple è pari al 28% del totale
diffusione carta+digital. Una percentuale
importante, ma ancoramolto inferiore al 48%
delFi-
nancial Times, a indicazione del fatto
che ci sono forti margini di crescita in
termini di mercato. Anche perché, in
generale, l'offerta digitale, sfruttando
Pc, tablet, smartphone, sta offrendo agli
editori possibilità di veicolazione dei
contenuti ancora ben lungi dall'essere
messe completamente a frutto. «Uno dei
principali elementi caratterizzanti della
scelta editoriale multimediale che II
Sole 24 Ore ha adottato in questi ultimi
anni - si legge in una nota del Gruppo è stata proprio la creazione di una filiera
di quotidiani digitali specializzati che ha
di fatto rafforzato il legame con la
nostra platea di riferimento, aziende e
professionisti, accentuando
EDITORIA
il profilo di strumento di lavoro
indispensabile del Sole 24 Ore e
stimolando, con particolare successo, la
trasformazione del pacchetto storico di
abbonamenti cartacei in abbonamenti
digitali nelle versioni singole e
multiple». In questo quadro, dal
computo totale delle copie diffuse
giornalmente in versione cartaceao
digitale per i quotidiani rilevati da Ads
sono rimaste fuori circa pari al 4% del
totale delle copie diffuse. Facendo i
calcoli risulta che a parità di perimetro
in un anno la platea dei quotidiani
italiani registra un calo del 6,7% annuo
nellediffusionicomplessive(carta+copie
digitali). Fra i primi dieci quotidiani
italiani migliora solo La Gazzetta dello
Sport (+4,1%). Il Sole 24 Ore ha un calo
ben inferiore alla media (-1,3%).
Flessioni più consistenti ci sono per tutti
gli altri: -8,2% per il
CorrieredellaSera;-15,3% per
Repubblica; -8,5% per La Stampa;
-5,2% per II Messaggero; -3,9% per
Avvenire; -6,4% per Qn H Resto del
Carlino; -6,4% per Corriere dello Sport
Stadio; -8,7% per Qn La Nazione.
Guardando ai numeri assoluti, anche
con la rilevazione depurata dalle copie
multipleilCorrieredellaSeraèilquotidiano
più diffuso (350.606), seguito da
Repubblica (280.488) e dal Sole 24 Ore
(270.280 copie, che salgono a 307.280
contando gli oltre 37mila abbonamenti
pagati attivi al sito, non rilevati da Ads).
Il quotidiano del Gruppo 24 Ore si
conferma al primo posto sul versante
delle copie digitali, risultando in testa
sia per copie totali (120.996) sia nelle
copie digitali singole (69.941). Nelle
copie «2.0» complessive al secondo
posto c'è il Corriere della Sera (78.963),
seguito da Repubblica (50.469). Nelle
copie digitali singole II Sole 24 Ore
precede Corriere della Sera (51.873) e la
Repubblica (50.469). Anche in tema di
variazioni II Sole 24Ore ha visto le
copie digitali totali (al netto delle copie
digitali multiple) salire del 12,4%, a
fronte del +4,2% del Corriere della Sera
e della flessione del -12,4% di
Repubblica. Stesso trend per le copie
digitali singole: +11,9% annuo per II
Sole 24Ore; +1,4% perii Corriere della
Sera e -12,4% per Repubblica.
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Roberto Napoletano
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65.OOO 75.000 IL CONFRONTO L'andamento della diffusione delle copie singole digitali dall'inizio della nuova rilevazione ad aprile 2016. In valore assoluto e variazione percentuale
Le vendite di aprile TOTALE DIFFUSIONE DIGITALE I dati di aprile 2016 IL SOLE CORRIO« REPUBBLICA 24 ORE Om 125.000 100.000 75.000 ï 27,4%, 50.000 25.000 120.996
50.469 VARIAZIONE DIFFUSIONE DIGITALE Aprile 2016-aprile 2015. In % IL SOLE CORRÏESE REPUBBLICA 24 ORE DELLA SERA UTOPIEN DEI QUOTIDIANI Numero di
copie sui diversi canali di vendita (*) La rilevazione del mese di aprile non include il numero delle copie digitali multiple, sos pese in attesa del nuovo regolamento Ads, che per il
Sole2AOre sono pan al28% del totale carta-web prima della sospensione Fonte: elaborazione del Sole 240re su dati Ads/ Dati abbonamenti pagati sito e mobile del Sole240re aggiornati a
maggio2016
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33
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11/06/2016
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Marco Travaglio
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Chiarezza "II Messaggero" di Caltagirone ne ha fatto una
malattia, il "Corsera" intervista Montezemolo e sodali un
giorno sì e uno no I giornali amano i Giochi, i loro editori
anche di più
» MARCO PALOMBI
Da lunedì un insolito spirito
olimpico anima alcuni giornali e
qualche trasmissionetv:
l'importante, in questo caso, non è
partecipare, come
volevailbaronede Coubertin, ma
organizzare. Interviste, articoli ed
editoriali nell'ultima settimana
hanno trasformato la candidatura
di Roma ai Giochi del 2024 in una
sorta di ordalia sul destino della
città: se Raggi diventa sindaco,
come dice Renzi, addio Olimpiadi.
Nell'urna Grillo non ti vede, la
fiaccola olimpica sì. Per capirci, vi
sottoponiamo pezzi di un
drammatico editoriale di Virman
Cusenza, direttore del
Messaggero, pubblicato giovedì:
"Ben più che un ballottaggio.
Romastaper affrontare
EDITORIA
un passaggio cruciale della sua
storia.Inballononc'èsolol'ardua
scelta del sindaco, ma uno
spartiacque dellavisione che si
hadella Capitale (...) Tutto questo
è incarnato in un solo tema: la
scelta sulla candidatura ai Giochi
del 2024". Qualcuno voleva votare
per i bus, gli asili, i rifiuti, le
tasse? Niente da fare. Conclusione
epica: "Scriveva a fine 800 lo
statista Ricasoli al patriota Torelli
che 'l'Italia senza Roma è un corpo
morto'. E intendeva senza il
prestigio di Roma. Ecco il senso
del referendum che ci attende". A
PARTE I TONI, il riferimento al
referendum non è peregrino: i
Radicali oggi cominciano a
raccogliere le firme (ne servono
28mila) per quello cittadino, a cui
II
Messaggero è contrario. D'altronde,
a via del Tritone i romani hannogià
votato: "II 56% è favorevole alle
Olimpiadi", titolava giovedì sulla
base di un sondaggio Swg. Per i duri
di comprendonio, II Messaggero di
ieri raccontava quale terra di latte e
miele sarebbe
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Sabato
11/06/2016
3
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Marco Travaglio
45.694
Roma se avesse le Olimpiadi:
48mila posti di lavoro, 3 miliardi di
benefici, oltre a tutta una seria di
"beni intangibili tipo l'orgoglio di
organizzare i Giochi". Ovviamente
la cosa non ha nulla a che fare con
la scelta del giornale romano, ma en
passant giova ricordare che le
aziende del suo editore, Francesco
Gaetano Caltagirone, otterrebbero
soddisfazioni più tangibili
dell'orgoglio da Roma2024. Nel
progetto, per dire, c'è il
completamento della Vela, il
palazzo dello sport progettato da
I posti di lavoro promessi
dagli organizzatori nel
periodo dei cantieri
Selpress è un'agenzia autorizzata da Repertorio Promopress
azionista Della Valle, prevede
ISOmila posti di lavoro in più, mica
i 48mila del Messaggero.
Mercoledì, sempre sul Corsera, il
suo amico Maurizio Beretta, ex
Confindustria, oggi a capo di Lega
Calcio e comunicazione JJnicredit,
metteva a verbale: "È un'occasione
d'oro come è stato Expo per
Milano". Un successone. E un
referendumperchiedereairomani?
Come no, anzi dipiù: "Non solo a
Calatrava che sorge sui terreni
Roma, è un progetto di valenza
dell'Università di Tor Vergata (per
inciso l'ateneo che fornisce i numeri nazionale". In realtà, è di valenza
sui benefici economici dei Giochi): i mondiale: forse tocca all'Onu.
lavori due anni prima dei mondiali
di Nuoto del 2009 (presidente del
I numeri 5/4
Comitato organizzatore Giovanni
miliardi, eii
Malagò, oggi a capo del Comitato
budget
olimpico). Le Vele dovevano
costare 60 milioni: ora per finirle ne stimato dal
servono 300.1 cantieri sono di
comitato
Vianini, azienda della holding
organizzator
Caltagirone, che ha pure un'antica
convenzione come concessionario di e
"Roma2024
Tor Vergata
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
———
che è citata nel decreto del governo
Berlusconi per Roma 2009:
interessante perché lì vicino
dovrebbe sorgere il Villaggio
Olimpico, da riconvertire poi in
alloggi per studenti e housing
sociale. Vabbè, coincidenze. Tanto
più che Malagò - ieri sul Corriere
dello Sport - ci assicurava che
stavolta è diverso: la città diventerà
una meraviglia coi Giochi. Più
lavoro, più ricchezza, nuove palestre
nelle scuole, il parco acquatico della
Magliana (i tecnici dicono che è
irrealizzabile, ma farebbe tanto
" perla
candidatura
della
Capitale a
ospitare i
Giochi
olimpici
miliardi,
finanziamenti dal
Cio (il Comitato
olimpico
internazionale) e
dagli sponsor 24
miliardi, a carico
dello casse dello
Stato.
bene alla Fiera di Roma), un piano
per i trasporti pubblici
meraviglioso (che comprende la
Metro C, Vianini è tra i
costruttori). E comunque tutto "già
votato e definito": che volete
PURE LUCA Cordero di
Montezemolo, presidente del
Comitato organizzatore Roma
2024, intervistato giovedì dal
Corriere della Sera, ha
tranquillizzato tutti. Il nostro
aveva la stessa carica pure a Italia
90: "Sprechi? Chi li denuncia ha
ragione, ma noi non c'entriamo:
eravamo il
Comitatoorganizzatore". Dei
danni non ha colpa, ma le
promesse se le intesta: l'ex
presidente Ferrari, con ottimi
agganci in Rcs, non ultimo l'amico
ISOnula
EDITORIA
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Sabato
11/06/2016
1
Direttore Responsabile
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Giacomo Scanzi
34.672
CdB, una nuova casa multimediale al servizio di
tutti i bresciani BRESCIA. Piazzetta d'ingresso,
facciata e locali rinnovati. Ecco la nuova casa
dell'Editoriale bresciana che raggruppa nell'unico
stabile di via Solferino tutte le sue realtà: oltre al
Giornale di Brescia, Teletutto, Radio Bresciasette,
Radio Classica e Numerica. L'INAUGURAZIONE \
«cz*^-—" r Tra le novità dell'intervento sulla sede
ci sono il busto in bronzo che ricorda la figura del
notaio Giuseppe Camadini (opera di Federico
Severino), la rinnovata e multimediale Sala Libretti
e un nuovo percorso didattico per raccontare ai
visitatori settant'anni di storia del giornale. A
PAGINA 14 E is
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II gruppo multimediale L'inaugurazione Giornale dì Brescia, la sfida
della qualità su tutti i fronti dell'informazione
La storia e la prospettiva
della realtà editoriale nel
ricordo dei grandi nomi
dell'istituzione locale
Anna Della Moretta a
dellamoretta@giornaledibrescia it
La cerimonia • Un fuoco d'artificio
di parole, scritte sulla grande
vetrata trasparente, accoglie
all'ingresso della sede ristrutturata
e no, dove operano il Giornale di
Brescia, Teletutto, Radio
Bresciasette, Radio classica
bresciana e Numerica. Fanno
riferimento alla comunità, alla
libertà, alla gente, alla leggerezza,
alla verità. Dicono «grazie»,
peruna storia editoriale che ha
salde radici in una nobile e storica
tradizione al servizio di una città
che, ieri, numerosa, ha onorato
l'invito alla festa. Dicono «
grazie», per la prospettiva di un
futuro ricco di sfide, con nuovi
mezzi e in spazi accattivanti, in cui
a prevalere - ancora - sarà la
qualità dell'informazione.
Piazzetta Camadini. Parole «
rotolanti» che subito invitano a
spostare lo sguardo verso quel
supporto del ritratto in bronzo
del notaio Giuseppe Camadini,
benedetto da don Gianfran
co Mascher e don Alessandro
Camadini dopo essere stato
scoperto dalle pronipoti Maria
Elisabetta e Benedetta. Da ieri,
accoglie tutti coloro che
entreranno nella sede
dell'Editoriale Bresciana. Parole
che invitano a riflettere, come
quelle pronunciate da
Giovannimaria
Seccamani Mazzoli,
presidente
dell'Editoriale
Bresciana e da
Michele Bonetti,
presidente della
Fondazione Tovini.
I «grandi» nomi. Ed ha
ricordato i «molti valenti
LA
CITTA
svolto, e svolgono, la propria
attività con competenza, senso
del dovere ed attaccamento
all'istituzione: Giulio Bruno
Togni, Alberto Folonari,
Giuseppe Libretti, Gian Battista
Lanzani, Fulvio Manzoni e
Silvio Pelizzari, nonché Piero
Corna Pellegrini». Un evento,
quello di ieri, in cui «quasi
plasticamente, si sono incontrati
ed intrecciati il passato ed il
futuro». Sottolineando, il
presidente, che «tutti coloro che
hanno l'onore e il compito di
condurre e gestire la grande
istituzione del Giornale di
Brescia sono ben coscienti dei
propri limiti, ma sanno anche
che
essere eredi di una
importante storia è
sì motivo di grande
orgoglio, ma anche
ragione di una
EDITORIA
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Sabato
11/06/2016
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responsabilità
altrettanto grande
che richiede una
serena e
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ponderata fiducia ed un equilibrato
impegno istituzionale che deve
essere svolto con competenza,
passione e disinteresse».
Fondazione Tovini. Un giornale,
il nostro, nel quale il notaio
Camadini ritrovava cinque idee
«vivificanti», ricordate ieri
dall'avvocato Bonetti: «
Promozione e difesa della libertà,
nel contesto della democrazia
felicemente instauratasi, dopo la
fine della guerra,... sulla base
della pluralità dei partiti in quel
contesto emersi; ricerca della
pace sociale, sostenendosi a tal
fine l'azione delle pubbliche
autorità legittimamente costituite;
promozione dei valori 'naturaliter
christia
ni' quanto alla concezione della
famiglia, dell'organizzazione
della società, secondo le
tradizioni che storicamente
hanno 'ab immemorabili'
contraddistinto il popolo
bresciano; non clericalismi,
non laicismi e, infine, apertura
al dialogo culturale fra le varie
istanze ideali e reali esistenti
nella comunità bresciana».
Parametri che Bonetti ritiene
possano, anche oggi, «fungere
da faro per orientare la
navigazione, coraggiosa e
portatrice di senso, del capire il
mondo e cercarne di essere, il
meglio possibile, resoconto,
coscienza critica e stimolo a
guardare avanti». Le
istituzioni. Una sfida ed uno
stimolo, questo « guardare
avanti» in una pluralità di
informazione declinata nella
pluralità dei mezzi. Lo ha sot
Via Solferino. Un momento dell'inaugurazione della sede rinnovata
ll presidente Seccamani.
«L'istituzione del
Giornale di Brescia è
erede di un'importante
storia, motivo di orgoglio
e di serena e ponderata
fiducia». II prefetto
Valenti. «Competenza,
passione e disinteresse
sono caratteristiche di
tutte le voci del gruppo
dell'Editoriale Bresciana»
I VOLTI, LE VOCI Il
presidente Bonetti. «Le
idee di Camadini, faro
per orientare la
navigazione, coraggiosa
e puntatrice di senso».
L'interno. L'atrio della sede multimediale dell'Editoriale Bresciana f
Busto. Mana Ehsabetta e Benedetta scoprono la statua di Camadini
tolineato l'assessore comunale
Paolo Panteghini, ribadendo che
«in un contesto in cui è notevole
la quantità di informazioni, a
maggior ragione cresce
l'importanza della qualità». Al
suo fianco, il presidente del
consiglio comunale Giuseppe
Ungari, espressione della
pluralità delle voci di chi ci
amministra, e gli assessori
Michela Tiboni e Federico
Manzoni. Con loro, gli assessori
regionali Mauro Parolini e
Simona Bordonali, con i
consiglieri Gian Antonio Girelli,
Alberto Cavalli e Fabio Rolfi.
Ed i rappresentanti del
Parlamento, il senatore Paolo
Corsini e il
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11/06/2016
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Giacomo Scanzi
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deputato Mario Sberna. Valerio
deputato Mario Sberna. Valerio
Valenti, prefetto di Brescia, ha
riconosciuto al Gruppo editoriale
di lavorare con « competenza,
passione e disinteresse nel non
facile lavoro di
II posizionamento. I mezzi
di Editoriale Bresciana
raggiungono qualsiasi target
- dai sei ai 90 anni - grazie
all'integrazione tra Giornale
di Brescia, Teletutto, Web e
Radio Bresciasette, con una
grande conoscenza della
realtà bresciana. Permettono
ai clienti di far crescere le
loro marche in tutto il loro
ciclo di vita; Giornale di
Brescia è un «marchio di
fiducia» che proviene da
settantenni di
comportamento etico.
GIORNALE DI BRESCIA GDS At Web. Sul sito del Gdb
nel maggio 2016 sono cresciuti
Giornale di Brescia.
gli utenti - 908mila, con un
Dall'ultima analisi
aumento del 12% rispetto allo
Audipress! del primo
stesso periodo del 2015 - e le
trimestre 2016, in un giorno visualizzazioni, che sono state
medio il nostro quotidiano 13milioni lOOmila, con un
viene letto da 374 mila
14% in più rispetto al maggio
lettori, con un aumento del 2015. Facebook cresce con
470mila visualizzazioni
3,6% rispetto alla
rivelazione precedente e, a nell'ultima settimana in
individui o account unici e di
sua volta, in crescita del
297mila visualizzazioni in
3,7%. Il Giornale di Brescia termini di «like», ovvero
è il primo tra i giornali
interazioni con i nostri post.
provinciali, davanti a Secolo
XIX, Eco di Bergamo e
Arena di Verona ed è nono
tra i quotidiani regionali del
nostro Paese.
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IL GRUPPO EDITORIALE
Teletutto. Segni di ripresa
da fine 2015 con picco nel
dicembre 2015 (183.344
contatti). Inizio 2016 in
crescita rispetto al 2015,
con una media di 140mila
spettatori nel giorno medio
e 634mila contatti netti nel
mese di maggio. Le fasce
orarie dei telegiornali 7-9 e
12-15 sono premium per
ascolti, in linea con il
telegiornale serale. Sono in
crescita! telespettatori delle
trasmissioni in diretta, «In
piazza con noi» in primis.
Memoria. Il busto di Camadini
Sulla roccia della valle il volto del notaio Giuseppe Camadini
II monumento
L'opera dello scultore
Federico Severino
accoglierà i visitatori
all'ingresso
EDITORIA
• Della sua frequentazione - e
amicizia - con il notaio
Giuseppe Camadini ricorda le
serate passate nella casa di via
Mantova, dopo «gli squisiti
arrosti di coniglio della
signorina Agnese», a parlare di
musica,
degli uomini politici, di arte.
Schiettamente («ma questa
scultura è mostruosa - mi diceva
scusandosi - ma non aveva tanto
l'aria di scusarsi») e con la
consapevolezza, per entrambi sia
pure in modo diverso, che l'arte
ha a che fare con
Pag.
39
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Sabato
11/06/2016
1
Direttore Responsabile
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Giacomo Scanzi
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la profondità dell'uomo, che può tempo». // G.C.
essere strumento di
avvicinamento alla fede, come
ha insegnato Paolo VI. Lo
scultore Federico Severino ha
vivi i ricordi di
quellafrequentazione. E nel
ritratto in bronzo di Giuseppe
Camadini ha tradotto non solo il
ricordo del volto, di quegli
«occhi grigio azzurri, ironici,
avolte gelidi», ma anche di un
carattere «che poteva apparire
chiuso,
La struttura. Il gioco di vetro e acciaio del nuovo ingresso
forse solo per difendersi da un
L'architettura Nuove
contesto in cui molti, amici o
forme e materiali,
nemici, potevano disturbarlo», e
attenzione alla
che pareva sciogliersi un poco
nell'ambiente domestico, nel
sostenibilità, spazi di
dialogo e nell'amicizia. «Un
incontro • Uno spazio
sasso rotolato giù dalla valle»
luminoso e aperto alla
amava definirsi il notaio
città, un luogo di
Camadini, e un masso, un
frammento di roccia camuna, è
comunicazione, di
stato scelto come supporto per il dialogo e di confronto.
ritratto in bronzo patinato di
Federico Severino che accoglierà Così l'architetto Michele
Piccardi ha immaginato il
chi da settembre entrerà nella
sede dell'Editoriale Bresciana.
nuovo ingresso
Tra necessaria verosimiglianza e dell'Editoriale Bresciana
desiderio di interpretazione
personale, il genere del ritratto è su via Solferino,
sostituendo l'accesso ormai
sempre un
Ritaglio stampa ad uso esclusivo interno, non riproducibile
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Vetro e acciaio
per un luogo
aperto alla città
«datato» con uno spazio più
moderno ed efficiente. A
«problema» per l'artista che vi guidare il progettista, oltre alla
necessità di adeguare la
si accosta con il proprio
bagaglio espressivo e di libertà. struttura alle nuove norme di
sicurezza e accessibilità, e di
A maggior ragione per un
autore come Federico Severino, accorpare in un unico edificio
uffici fino ad oggi distribuiti in
il cui linguaggio figurativo si
diverse sedi, soprattutto la
riveste solitamente di un
espressionismo quasi barocco, volontà di Editoriale Bresciana
di offrire un messaggio di
segno di una inquietudine
apertura alla città. Ecco allora
interiore, di una ricerca di
la grande facciata vetrata, su
senso profondo oltre
l'immagine, da esternare oltre i cui le parole emblematiche
scritte con i caratteri
limiti della forma chiusa. Nel
tipografici utilizzati dal
volto del notaio Camadini la
forza etica della sua personalità
Giornale di Brescia lungo la
traspare nell'apparente
sua storia rappresentano il
contrasto tra la serietà
dell'espressionedelvolto, quasi vocabolario di 70 anni di vita e
un auspicio per il futuro. Ecco
chiuso in un pensiero tutto
la «piazzetta» affacciata su via
Solferino, filtro tra spazio
interiore, e la lavorazione
pubblico e privato, invito alla
sottilmente vibrante della
superficie scultorea condotta a
sosta e all'accesso. Ecco,
piccoli tocchi, nella leggera
all'interno, il grande atrio
asimmetria dei tratti fisiognomia, luminoso con il bancone per
nello sguardo sfuggente. Una
l'accoglienza e la distribuzione
interpretazione contemporanea, dei percorsi verso gli uffici di
nel segno dell'insegnamento di
Numerica, della
Paolo VI che da pontefice cercò
il dialogo con gli artisti del
proprio tempo: « questo mondo
nel quale viviamo ha bisogno di
bellezza per non sprofondare
nella disperazione. La bellezza,
come la verità, è ciò che infonde
gioia al cuore degli uomini, è
quel frutto prezioso che resiste al
logorio del
EDITORIA
Paolo Dabbeni nell'84: con
nuovi materiali (vetro e acciaio)
si ripropone la scansione delle
lesene verticali che
caratterizzano l'edificio storico.
Attenzione particolare è stata
posta alla sostenibilità, con il
riuso di alcune parti del
vecchio ingresso smantellato,
il rifacimento delle centrali
termiche e per il
condizionamento, con l'uso di
luci a Ied nei « matitoni»
luminosi sospesi nell'atrio, che
consentono complessivamente
un risparmio energetico del
30% rispetto ai precedenti
impianti. Negli spazi aperti al
pubblico, in particolare alle
scolaresche in visita, la
vecchia linotype e le fotografie
di « come eravamo» dal 1945
ad oggi raccordano passato,
presente e futuro. Non un
«come eravamo», ma un
«come siamo e come vogliamo
continuare ad GIOVANNA
CAPRETTI
amministrazione, della tv e della
redazione del giornale, con
l'auditorium da 50 posti in cui
organizzare incontri, dibattiti,
presentazioni aperti alla città.
Nelle scelte progettuali, la
volontà di raccordare la nuova
facciata con il «grattacielo»
progettato da Sam Quilleri nel
'54 e con la base realizzata da
Pag.
40
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Sabato
11/06/2016
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Giacomo Scanzi
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L'IMPEGNO Un territorio e il suo giornale UN NUOVO SPAZIO PER
IL DIALOGO Nunzia Vallini Parole che dicono. Parole che stimolano.
Parole che creano. Una cascata di parole, l'una slegata all'altra, che
cercano senso compiuto. E lo fanno appena varcata la porta di ingresso
all'interno, dove si manifesta la connotazione territoriale: sulla curva della
parete che abbraccia il vecchio con il nuovo si trovano - uno dopo l'altro i nomi dei 205 Comuni della provincia e, poco più su, quelli delle
migliala di località in ordine sparso che il nostro giornale raggiunge ogni
giorno. Un reticolo che sul territorio si traduce in oltre 6 mila chilometri
(tutti all'interno dei confini provinciali) da percorrere sette giorni su sette.
360 giorni all'anno. E alle parole scritte si aggiungono quelle parlate, i
suoni della radio, le immagini della tv. La sintesi multimediale del web.
Parole che raccontano fatti, storie, approfondimenti, riflessioni. Parole che
esprimono comunità, anche piccole. Comunità nostre. A loro ci
rivolgiamo ogni giorno, con rinnovato entusiasmo, con la forza dei nostri
70 anni di storia, dell'esempio di chi ci ha preceduto e della chiarezza
dell'orizzonte al quale fare riferimento. All'esposizione dei caratteri
tipografici il "nuovo" giornale aggiunge l'unione, la luminosità, la
trasparenza, l'apertura: soluzioni architettoniche che rispecchiano il senso
di un impegno, di una promessa di contenuto. Grandi vetrate e nuovi
percorsi interni: quelli che raggiungono le diverse anime del Gruppo
(raggnippate in un'unica struttura, a garanzia di una maggiore funzionalità
dell'Editoriale bresciana e di tutte le sue componenti, giornalistiche ma
anche amministrative e commerciali) nonché quelli destinati ai tanti
ragazzi che ogni giorno ci vengono a trovare per toccare con mano come
le parole cercano e trovano senso compiuto. E poi la rinnovata e
multimediale sala Libretti che si candida a spazio aperto per la città. Da
vivere al più presto. Subito dopo l'estate. Parole che creano e cercano
senso compiuto Un obiettivo quotidiano
EDITORIA
Pag.
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Sabato
11/06/2016
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Pierluigi Magnaschi
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DI RICCARDO RUGGERI u Una sola piattaforma persino per i giornali L'ANALISI Una sola
piattaforma persino per i giornali u In analista di politica, di economia, di varia umanità, come può
alimentarsi di notizie italiche quando è a NY? A maggior ragione quando è un giornalista come me
fuori dagli schemi ideologici prevalenti, apòta di stretta osservanza, osservatore disincantato di
miserie umane, spesso di miserabili politici/ manager che non sanno di esserlo, anzi si arrabbiano se
ti permetti, educatamente, di farlo notare? Per un lettore può non essere un problema, per uno come
me che dedica tutto il suo tempo alla confezione artigianal-giornaliera di un Cameo è questione di
vita (per ora non ancora di morte). Come rimanere connesso con l'attualità italiana, non potendoti
avvalere dei talk show de La7? Come rinunciare al format ricco di stimoli «Meli/Rondolino vs
Gasparri»? Mi ricordano le radici epico-cavalieresche dei maggi garfagnini della mia adolescenza,
una cultura che credevo scomparsa. In verità, la base l'ho: lettura a tappeto dei «miei» ItaliaOggi e
Corriere del Ticino, impeccabili nel loro ventaglio di opinionisti. Questa è la ciccia, però mi mancano
le spezie. Prima che nella stampa italica avvenisse quello che Marchionne Una sola piattaforma
persino per i giornali u In analista di politica, di economia, di varia umanità, come può alimentarsi di
notizie italiche quando è a NY? A maggior ragione quando è un giornalista come me fuori dagli
schemi ideologici prevalenti, apòta di stretta osservanza, osservatore disincantato di miserie umane,
spesso di miserabili politici/ manager che non sanno di esserlo, anzi si arrabbiano se ti permetti,
educatamente, di farlo notare? Per un lettore può non essere un problema, per uno come me che
dedica tutto il suo tempo alla confezione artigianal-giornaliera di un Cameo è questione di vita (per
ora non ancora di morte). Come rimanere connesso con l'attualità italiana, non potendoti avvalere dei
talk show de La7? Come rinunciare al format ricco di stimoli «Meli/Rondolino vs Gasparri»? Mi
ricordano le radici epico-cavalieresche dei maggi garfagnini della mia adolescenza, una cultura che
credevo scomparsa. In verità, la base l'ho: lettura a tappeto dei «miei» ItaliaOggi e Corriere del
Ticino, impeccabili nel loro ventaglio di opinionisti. Questa è la ciccia, però mi mancano le spezie.
Prima che nell DI RICCARDO RUGGERI Stile Marchionne anche fra le rotative a stampa italica
avvenisse quello che chiama « Consolidamento», cioè mettere insieme aziende che fanno auto
similari destinate agli stessi mercati per ridurre i costi, avevo la necessità di leggere molti giornali per
decrittarne i vari posizionamenti. Dopo l'operazione dell'editore principe di puntare a una sola «
piattaforma» (il termine automobilistico si presta pure alla comunicazione), a questa idea si sono
allineati quasi tutti gli altri editori (con convincimento o con minacce, ovvio) per cui oggi se da
lontano voglio sapere la posizione dell'Establishment mi bastano le veline di Calabresi, per quella
«contras» la carta da forno del Fatto. In termini di marketing affastellare tanti brand, diversi ma
identici, tutti succubi all'osceno ceo capitalism, è rischioso, abbiamo bisogno che la corrazzata
«Corriere» si faccia cacciatorpediniere classe Zumwalt. Proprio durante il soggiorno a NY ho
scoperto una chicca: la rassegna stampa di Nicola Porro. Un video amatoriale di 10 minuti come
momento di buona comunicazione. Un pizzico in meno di antirenzismo (palese), un q.b. di ironia:
ecco un buon prodotto. ———©Riproduzione riservata——| Marchionne Una sola piattaforma
persino per i giornali u In analista di politica, di economia, di varia umanità, come può alimentarsi di
notizie italiche quando è a NY? A maggior ragione quando è un giornalista come me fuori dagli
schemi ideologici prevalenti, apòta di stretta osservanza, osservatore disincantato di miserie umane,
spesso di miserabili politici/ manager che non sanno di esserlo, anzi si arrabbiano se ti permetti,
educatamente, di farlo notare? Per un lettore può non essere un problema, per uno come me che
dedica tutto il suo tempo alla confezione artigianal-giornaliera di un Cameo è questione di vita (per
ora non ancora di morte). Come rimanere connesso con l'attualità italiana, non potendoti avvalere dei
talk show de La7? Come rinunciare al format ricco di stimoli «Meli/Rondolino vs Gasparri»? Mi
ricordano le radici epico-cavalieresche dei maggi garfagnini della mia adolescenza, una cultura che
credevo scomparsa. In verità, la base l'ho: lettura a tappeto dei «miei» ItaliaOggi e Corriere del
Ticino, impeccabili nel loro ventaglio di opinionisti. Questa è la ciccia, però mi ma
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Gilles van Kote
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SOS CONSO CHRONIQUE PAR RAFAÏLE RIVAIS Peut-on faire supprimer son nom des archives des
journaux Peut-on faire supprimer son nom des archives des journaux
Jacqueline (son prénom a été
modifié), à la recherche d'un emploi
de juriste, se plaint que, lorsqu'on
tape ses nom et prénom sur le moteur
de recherche Google, on tombe sur
l'article d'un quotidien national, en
date de 2008, faisant état de sa
candidature à une élection municipale
sur une liste communiste. Elle
affirme que son engagement politique
d'hier lui cause « une discrimination à
l'embauche» aujourd'hui. Elle a
demandé à Google de déréférencer
l'article, c'est-à-dire de supprimer le
lien qui le rattache à son nom. Pour
ce faire, elle a invoqué le désormais
fameux arrêt Costeja du 13 mai 2014,
par lequel la Cour de justice de
l'Union européenne a jugé qu'un
citoyen espagnol, Mario Costeja,
avait le droit d'obtenir que son nom
ne soit plus lié à un article de La
Vanguardia de 1998, qui annonçait la
vente aux enchères de ses biens, en
raison d'une saisie. La cour de
Luxembourg précisait toutefois que
l'article continuerait d'exister sur
Internet, et pourrait être retrouvé à
l'aide d'autres mots-clés.
jurisprudentielle. Elle avait été saisie
par deux anciens traders, Stéphane et
Pascal D., fondateurs de la société
de courtage Mercury Capital
Markets. Ils se plaignaient de ce que,
lorsqu'on tapait leurs nom et
prénom, on tombait sur un article du
site Lesechos fr intitulé « Le Conseil
d'Etat réduit la publié en 2006. Ils
estimaient que le titre étaiï«
tendancieux», du fait qu'il «insistait
sur le maintien d'une sanction »
plutôt que sur l'annulation de la
mesure d'interdiction professionnelle
prise en 2003 par le Conseil des
marchés financiers, et qu'il les
empêchait de retrouver un emploi.
Ils avaient demandé que le site Web
des Echos supprime de ses critères
d'indexation leurs nom et prénom. Ils
avaient fait valoir qu'une telle
désindexation n'avait pas d'incidence
sur l'article et ne portait pas atteinte à
la liberté de la presse. Mais elle leur
avait été refusée. La cour d'appel de
Paris, qu'ils avaient saisie, les avait
déboutés, en observant que «nile titre
ni l'article ne contenaient Sa moindre
inexactitude». Elle avait jugé
qu'imposera un organe de presse de «
supprimer de son site Internet dédié à
Jacqueline, elle, n'a pas obtenu
l'archivage de ses articles (...)
satisfaction, Google ayant jugé que
l'information elle-même (...) ou d'en
l'inclusion de cet article dans les
restreindre l'accès en modifiant le
résultats de recherche la concernant
référencement habituel excéderait les
relevait «de l'intérêt public». Elle a
restrictions qui peuvent être apportées
saisi la Commission nationale de
à la liberté de la presse». La Cour de
l'informatique et des libertés, qui a
cassation a validé son arrêt. Outrerefusé d'ordonner le déréférencement
Quiévrain, les frères auraient pu
pour la même raison, lacquelìne a alors obtenir un jugement inverse. En effet,
demandé au journal que son nom soit
la Cour de cassation belge a jugé, le 29
effacé de l'article en ligne, ou que ce
avril, que le journal Le Soir avait
dernier soit supprimé, mais elle n'a pas commis une faute en refusant d'accéder
obtenu de réponse. CASIER
à la demande d'anonymisation d'un
JUDICIAIRE NUMÉRIQUE Comme
article réédité sous forme d'archivé
elle, de plus en plus de personnes
électronique en 2008. L'article, publié
citées dans les journaux regrettent,
initialement en 1994, relatait la
quelques années plus tard, que les
manière dont un médecin, sous
informations les concernant restent
l'influence de l'alcool, venait de
accessibles sur Internet, même
provoquer un accident de la circulation
lorsqu'elles semblent anodines. tel
étudiant ayant critiqué, en 2013,
DROIT À
l'obligation de porter une cravate à
l'oral d'admission d'une grande école
L'INFORMATION OU
estime, en 2016, que ses propos
DROIT À LA VIE PRIVÉE:
peuvent lui porter préjudice dans la
LA COUR DE CASSATION
fonction publique... Quant à ceux qui
A MIS FIN À LA
ont vu leur nom imprimé parce qu'ils
ont été mis en examen, condamnés, ou CACOPHONIE
qu'ils se sont retrouvés en dépôt de
JURISPRUDENTIELLE
bilan, ils affirment que le maintien en
ayant entraîné la mort de deux personnes.
ligne de
La Cour de cassation belge a jugé que le «
ces articles leur confère un véritable
casier judiciaire numérique. Lorsque
les services juridiques des journaux
refusent d'accèderà leur demande, il
arrive qu'ils saisissent la justice. Une
quinzaine d'ordonnances de référé ont
été rendues depuis deux ans : elles
privilégient tantôt le droit à
l'information, tantôt le droit à la vie
privée. Le 12 mai dernier, la Cour de
cassation a mis fin à cette cacophonie
EDITORIA
leurs affaires à la Cour
européenne des droits de
l'homme, à Strasbourg, http://
sosconso.blog.lemonde.fr
droit à l'oubli numérique» fait «partie
intégrante du droit au respect de la vie
privée », garanti par la Convention de
sauvegarde des droits de l'homme et des
libertés fondamentales. Et aussi que la
protection de ce droit «justiflait une
ingérence dans le droit à la liberté
d'expression». Deux cours suprêmes
viennent donc de rendre deux jugements
opposés. On ne peut que souhaiter que les
frères D. et Le Soir soumettent
Pag.
43
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Lunedì
13/06/2016
13
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Roberto Napoletano
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Giornalismo A Biondi il
«Premio Chariot» <
AdAndrea Biondi del
Sole 24 Ore e a Roberto
Ritondale dell'agenzia
Ansa di Milano va il
Premio Chariot 2016, che
sarà consegnato il 29
luglio all'Arena del Mare
di Salerno. Biondi riceve
il Premio Chariot come
giornalista dell'anno,
mentre a Rifondale va il
riconoscimento per il
miglior libro dell'anno,
«Sotto un cielo di carta».
Nella serata di gala
saranno premiati anche
Peppino Di Capri
(premio Chariot cinema
per « Natale con il boss»)
e Wind (Premio Chariot
per il miglior spot
pubblicitario). Il Premio
Chariot, che è alla
28esima edizione, viene
assegnato ogni anno da
una giuria di esperti nelle
eccellenze del mondo
dello spettacolo e della
cultura.
EDITORIA
Pag.
44
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Sabato
11/06/2016
20
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Luciano Fontana
369.391
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La protesta di Israele per Mein Kampf in edicola Polemiche sull'opera di
Hitler allegata a «il Giornale». Gattegna: un'operazione indecente
ROMA «Mannaggia il giorno che
m'è venuta quest'idea...», sospira
al telefono U direttore de ti
Giornale, Alessandro Sallusti.
L'idea è stata quella di regalare,
oggi, in edicola, in allegato al
quotidiano, per « decine di
migliaia di copie», l'edizione
critica di Mein Kampf (La mia
battaglia), il saggio del 1925 di
Adolf Hitler, considerato il
manifesto del nazismo. «Adesso
telefonerò all'ambasciatore
israeliano (Naor Gilon, ndr) per
spiegargli i motivi di questa cosa
— continua Sallusti preoccupato
—. Noi
siamo sempre stati amici di
Israele, vicini al popolo e alla
comunità ebraica...». La verità,
però, è che giusto ieri—vigilia
dello sbarco in edicola del libro
— è scoppiata forte la polemica:
«Siamo rimasti sorpresi dalla
decisione de il Giornale —
queste le dure parole rilasciate
all'Ansa da fonti dell'ambasciata
d'Israele a Roma —. Se ce lo
avessero chiesto, avremmo
consigliato loro di distribuire
libri molto più adeguati per
studiare e capire la Shoah».
Un'operazione « indecente»,
secondo Renzo Gat
Addirittura, in Germania, ora si
sta valutando se portare il testo nelle scuole superiori. Noi
pubblichiamo il libro con una
lettura critica di Francesco
Perfetti, cioè uno dei massimi
esperti di storia moderna. Mi si
obietta che resta comunque un
libro pericoloso: segnalo, però,
che Mein Kampfe disponibile su
internet e chiunque ogni giorno se
lo può scaricare. Secondo me, è
pericoloso se non c'è una guida
alla lettura. Se invece la lettura
viene guidata da un esperto,
diventa uno strumento di studio».
Fabrizio Caccia ©
RIPRODUZIONE RISERVATA
II libro • II
Mein Kampf e
stato
pubblicato nel
1925. Nel libro
Hitler illustra il
suo pensiero
politico: in
esso
comunismo ed
ebraismo sono
definiti i mali
del mondo
6 milioni le
persone morte
tegna, presidente dell'Unione
nei campi di
delle Comunità ebraiche italiane. sterminio
«Sbigottiti e indignati»: ecco
nazisti, per la
pure la reazione degl'iscritti
stragrande
all'Anpi di Milano. «Nessun libro maggioranza
va mai messo al bando. Ma
ebrei. Per Hitler
promuovere la lettura del Mein
erano il male
Kampf è estremamente grave e
del mondo
allarmante», spiega Roberto
Cenati, il presidente dei
partigiani milanesi. Sonore
proteste anche da Israele. Efraim
Zurroff, direttore del Centro
Wiesenthal di Gerusalemme, non
usa mezzi termini: «Che
qualcuno abbia pensato di usare
il Mein Kam
pf per accrescere le vendite è un
fatto senza precedenti». Sallusti,
però, difende la sua scelta: «Per
capire il male assoluto, la più
grande tragedia del Novecento,
bisogna andare alle sue origini. E
noi l'abbiamo fatto, ripetendo
un'operazione che l'Istituto di
Storia moderna della Baviera ha
appena realizzato, editando il
Mein Kampf con una lettura
critica che ha avuto anche il via
libera del presidente delle
comunità ebraiche tedesche.
EDITORIA
Pag.
45
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Domenica
12/06/2016
8
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Mario Calabresi
327.329
Mein Kampf in edicola scoppia la
polemica "Squallido regalarlo"Renzi
e Boldrini contro l'iniziativa del
"Giornale" ^ Nirenstein: provo
disagio. Proteste tra i giornalai
GABRIELE ISMAN ROMA «Trovo squallido che un
quotidiano italiano regali oggi il Mein Kampf di Hitler. Il mio
abbraccio affettuoso alla comunità ebraica »maipiu». Il mattino
di Matteo Renzi si apre con un attacco al "Giornale" nel giorno
in cui il quotidiano milanese offre, gratuitamente, il volume
simbolo del nazismo. E se le critiche dall'Unione delle comunità
ebraiche italiane e dall'ambasciata d'Israele erano arrivate
venerdì, dopo Renzi scende in campo Laura Boldrini:
«Decisione grave, la memoria merita rispetto. La mia solidarietà
a tutte le famiglie vittime dell'Olocausto» scrive ancora via
Twitter la presidente della Camera E poi tanti altri, soprattutto
da Pd a Sinistra italiana. Intanto alcune edicole si sono rifiutate
di vendere l'allegato al Giornale. La polemica piomba sulla
campagna elettorale milanese, a una settimana dal ballottaggio
tra Giuseppe Sala e Stefano Parisi. Per Barbara Pollastrini del
Pd «Parisi dovrebbe prendere posizione: in nome di qualche
voto che può arrivargli della più destra dura e negazionista non
si può non vedere, non sapere, non parlare». L'interessato
(sposato con una donna israeliana) risponde: «Gravissimo che il
Pd usi certi argomenti. Quello che ha fatto il Giornale offende le
migliala di
famiglie milanesi e italiane vittime del nazismo».
scriverà sull'edizione di oggi un commento «e
ringrazio il direttore che mi lascia esprimere senza
censure. L'iniziativa mi mette a disagio, quel libro
puzza di morto e capirlo non toglie l'enorme
disgusto che provoca. Però sono contro le leggi
antinegazioniste e contro la censura preventiva. È
meglio lanciare queste iniziative alla luce del sole
per impallinarle nella lotta delle idee». A fine
giornata parla il direttore del Giornale Alessandro
Sallusti: «Sono stupito che il presidente del
Consiglio si permetta di dare certi giudizi. Ha letto
molti fumetti e pochi libri. Se avesse letto Se
questo è un uomo di Primo Levi, saprebbe che
comprendere è impossibile, ma capire è necessario
e doveroso. Poi non accetto lezioni di storia da
Renzi che
EDITORIA
ha coperto le statue per accogliere il presidente di
un Paese, l'Iran, che non riconosce Israele». Sallusti
riconosce il disagio degli ebrei italiani «ma il
Giornale è e sarà sempre dalla loro parte senza se e
senza ma». E sull'ipotesi di pubblicare anche il
Diario di Anne Frank dice: «Verifichiamo se è
possibile, ma sarebbe bello aprire la collana con
Mein Kampfe chiudere con Anne Frank».
DER SPIEGEL "II Giornale, sempre
duro con i migranti, suscita sdegno col
Mein kämpf WASHINGTON POST
Parla di "libro pericoloso per il pubblico
se letto senza commenti e analisi"LA
STAMPA ESTERA NEW YORK
TIMES Sul sito la notizia, le reazioni
ebraiche e di Renzi"Squallida
operazione"
COS'È II MEIN KAMPF È
considerato la "bibbia" del
nazionalsocialismo. Hitler
vi teorizza la necessità di
un
Pag.
46
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Estratto da pag.
movimento
sottoposto a
un'organizzazione di
tipo militare, guidato
da un Fuhrer cui capi
e gregari devono
cieca obbedienza. La
nuova società sarebbe
stata basata sul
dominio della razza
ariana. Per conseguire
questi fini bisognava
liberare la Germania
dalla congiura
ebraica. QUANTO
HA VENDUTO?
Pubblicato nel 1925,
vendette 241 mila
copie fino al 1933,
data dell'ascesa al
potere di Hitler:
quello stesso anno
raggiunse quota un
milione. Alla fine del
conflitto risultarono
vendute dodici
milioni di copie.
COSA ACCADDE
DOPO LA GUERRA
Milioni di esemplari
furono distrutti. I
diritti d'autore furono
attribuiti alla Baviera,
che li ha mantenuti
sino al 31 dicembre
scorso. In Germania è
stata a lungo vietata
la pubblicazione, ma
il testo ha continuato
a circolare. Nel
gennaio del 2016 è
uscita la prima
edizione critica: oltre
duemila pagine, con
oltre 3.500 note. E IN
ITALIA? Venne
stampato nel 1934
dalla ca sa editrice
Bompiani per volontà
di Mussolini. Nel
dopoguerra sono state
pubblicate molte
edizioni pirata,
soprattutto in ambito
neofascista.
Inversione
commentata è
apparso nel 2002 da
Kaos a cura di
Giorgio Galli. (s.fio.)
EDITORIA
Domenica
12/06/2016
8
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Mario Calabresi
327.329
IN QUESTA EDÌCOLA OH SI REGALA in Kampf
Pag.
47
Estratto da pag.
Lunedì
13/06/2016
7
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Alessandro Sallusti
83.271
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Antonio Ruzzo L'editore Paolo Berlusconi: «Operazione ragionevole» LA
POLEMICA POLITICA L'editore Paolo Berlusconi: «Operazione ragionevole»
Antonio Ruzzo Milano Sul Mein Kampf i toni della polemica restano alti anche se
l'editore Paolo Berlusconi prova a smorzarla: «È un'operazione molto razionale e
ragionevole - ha spiegato ieri uscendo dall'ospedale San Raffaele dove è andato a
trovare il fratello Silvio -. Ho parlato con il direttore Sallusti e l'operazione è stata
proprio fatta con la giusta presentazione di un documento storico da criticare».
Secondo Paolo Berlusconi le critiche sono infondate in quanto «quel documento
non è stato riprodotto senza critica». E ancora: «Leggete i giornali, non il nostro, e
capirete come alcuni dicono molte bugie». Ma la sinistra rilancia e fa fuoco su
Stefano Parisi, candidato del centrodestra a Milano: «Maria Elena Boschi è il
ministro delle Riforme e dovrebbe stare più attenta a quel che dice e occuparsi
meno delle campagne elettorali - ammonisce Parisi, commentando le parole
sull'iniziativa del Giornale -. Ho condannato in modo chiaro e netto quel che è
successo dicendo che si tratta di una iniziativa scellerata. D'altronde mia moglie è
ebrea, i miei figli sono ebrei. Dall'inizio della campagna elettorale ho detto che il
problema dell'antisemitismo è molto grave a Milano. Però penso, nello stesso
tempo, che sia molto grave che persone come Emanuele Fiano e come Boschi
affianchino la mia faccia a Hitler». Non ci sta Parisi che ieri è stato attaccato anche
dal suo rivale Beppe Sala che con Debora Serracchiani ha partecipato a Milano alla
maratona di lettura del diario di Anna Frank: «II Giornale sono tre mesi che sta
cercando scandali sulla mia persona- ha spiegato il candidato del centrosinistra alla
trasmissione In mezz'ora - Non ho sentito Parisi intervenire qualche volta e dire
smettetela. Adesso prende le distanze...». Mail candidato del centrodestra awerte:
«Questa è una strumentalizzazione in una campagna elettorale che abbiamo cercato
di tenere a un livello civile». Emanuele Fiano, deputato democratico, precisa:
«Sono sorpreso che Parisi, di cui conosco la cultura antifascista, attacchi me. Non
ho mai chiamato alla corresponsabilità. Io ho fatto una analisi politica». A dar
manforte a Parisi arriva Maurizio Lupi: «La Boschi sa benissimo che Parisi nulla
c'entra con l'iniziativa del Giornale e allora lancia l'allarme antifascismo e sbaglia
strada perché tra chi sostiene lei e Sala ci sono tutti quelli che hanno impedito alla
Brigata ebraica di sfilare il 25 aprile». L'editore Paolo Berlusconi: «Operazione
ragionevole» Antonio Ruzzo Milano Sul Mein Kampf i toni della polemica restano
alti anche se l'editore Paolo Berlusconi prova a smorzarla: «È un'operazione molto
razionale e ragionevole - ha spiegato ieri uscendo dall'ospedale San Raffaele dove è
andato a trovare il fratello Silvio -. Ho parlato con il direttore Sallusti e l'operazione
è stata proprio fatta con la giusta presentazione di un documento storico da
criticare». Secondo Paolo Berlusconi le critiche sono infondate in quanto «quel
documento non è stato riprodotto senza critica». E ancora: «Leggete i giornali, non
il nostro, e capirete come alcuni dicono molte bugie». Ma la sinistra rilancia e fa
fuoco su Stefano Parisi, candidato del centrodestra a Milano: «Maria Elena Boschi
è il ministro delle Riforme e dovrebbe stare più attenta a quel che dice e occuparsi
meno delle campagne elettorali - ammonisce Parisi, commentando le parole
sull'iniziativa del Giornale -. Ho condannato in modo chiaro e netto quel che è
successo dicendo che si tratta di una iniziativa scellerata. D'altronde mia moglie è
ebrea, i miei figli sono ebrei. Dall'inizio della campagna elettorale ho detto che il
problema dell'antisemitismo è molto grave a Milano. Però penso, nello stesso
tempo, che sia molto grave che persone come Emanuele Fiano e come Boschi
affianchino la mia faccia a Hitler». Non ci sta Parisi che ieri è stato attaccato anche
dal suo rivale Beppe Sala che con Debora Serracchiani ha partecipato a Milano alla
maratona di lettura del diario di Anna Frank: «II Giornale sono tre mesi che sta
cercando scandali sulla mia persona- ha spiegato il candidato del centrosinistra alla
trasmissione In mezz'ora - Non ho sentito Parisi intervenire qualche volta e dire
smettetela. Adesso prende le distanze...». Mail candidato del centrodestra awerte:
«Questa è una strumentalizzazione in una campagna elettorale che abbiamo cercato
di tenere a un livello civile». Emanuele Fiano, deputato democratico, precisa:
«Sono sorpreso che Parisi, di cui conosco la cultura antifascista, attacchi me. Non
ho mai chiamato alla corresponsabilità. Io ho fatto una analisi politica». A dar
manforte a Parisi arriva Maurizio Lupi: «La Boschi sa benissimo che Parisi nulla
c'entra con l'iniziativa del Giornale e allora lancia l'allarme antifascismo e sbaglia
strada perché tra chi sostiene lei e Sala ci sono tutti que
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Lo compro
per capire il
male di
Giampiero
Mughini a
pagina
Io vado a comprarne una copia
Mi serve per capire il Male
Proprio perché sono interessato al dramma della Shoah
questo libro terribile non può mancare nella mia biblioteca
Per gentile concessione dell'autore e di Roberto D'Agostino,
pubblichiamo un articolo di Giampiero Mughini apparso ieri sul sito
Dagospia sulle polemiche che hanno investito la decisione del
Giornale di inserire il Mein Kampf in una collana di libri storici in
allegato al quotidiano.
l'intervento
di Giampiero Mughini
Sto per andare alla mia edicola di
viale Trastevere dove assieme alla
consueta mazzetta di quotidiani
comprerò il Mein Kampf di Adolf
Hitler di cui Francesco Perfetti (uno
dei migliori storici italiani del
moderno) ha curato l'edizione per //
Giornale. Proprio perché sono
visceralmente e drammaticamente
interessato alla Shoah in ogni sua
sfumatura di storia e di personaggi e
di tragedia apicale del Novecento,
quel libro non può mancare alla mia
biblioteca. Lo metterò nello scaffale
che ho dedicato a quell'argomento,
il più vicino alla sedia su cui lavoro
nel mio studio. Gli staranno accanto
il libro dello storico inglese Martin
Gilbert sulla reticenza degli Alleati
a reagire a quel che sapevano stava
succedendo nel campo di
Auschwitz e altri; il portentoso
libro/intervista in cui Citta Sereny
dialogava con l'ex capo nazi di
Treblinka; il libro di Hannah Arendt
sul processo Eichmann; il libro
einaudiano che pubblicava per
intero la relazione d'accusa del
procuratore generale israeliano
contro Eichman; il libro di Robert
Faurisson - il capo dei «
negazionisti» francesi - che avevo
comprato nella libreria parigina
dove negli anni Sessanta aveva
comprato una celeberrima rivista
EDITORIA
BUFERA L'oggetto della
polemica
trotzchista su cui avevo fatto la tesi
di laurea nel 1970. Accanto al libro
forse il più sconvolgente di tutti,
L'Album d'Auschwitz, il libro
dov'erano le foto che un paio di SS
di Auschwitz avevano scattato in
tutta tranquillità (alla maniera dei
selfie nostrani) a donne e uomini
che a vagonate erano
appena sbarcati ad Auschwitz e che
avevano ancora poche ore di vita.
Ne potrei elencare cento altri. Il
Mein Kampf non lo avevo, e invece
cimelio mostruoso com'è non deve
mancare da una biblioteca come la
mia. All'epoca in cui apparve e fino
al momento in cui il popolo tedesco
non inondò di voti
carri armati e dei caccia nazi rese
quel programma attuabile. Un
programma che in tanti avevano
sottovalutato. Se una tale porcata
a tal punto dilaga e diventa
effettuale, come fai a non
conoscerne i tratti? Purtroppo non
conosco il tedesco e non sono
ricco. Fosse dipeso da me avrei
volentierissimo comprato
l'esemplare della prima edizione
che i bouquinistes della Senna
hanno venduto una decina d'anni
fa. Come non avere un cimelio
dell'orrore di tale stazza? E del
resto io da ragazzo li avevo
comprati STERMINATORI DI
UOMINI Lo metterò accanto alle
opere complete di Stalin, altro
pontefice dell'orrore assoluto
i quattro volumi degli Editori
Riuniti con le opere complete di
Stalin, altro pontefice dell'orrore
assoluto. Un paio d'anni fa mi
capitò tra le
Hitler, quel libraccio lo avevano
letto in pochissimi. Era reputato lo
sproloquio di uno squinternato che
si stava facendo un po' di galera
per avere tentato un (ridicolo)
putsch contro la democrazia di
Weimar. L'inumana potenza dei
Pag.
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mani la prima edizione italiana del
Mein Kampf, un'edizione Bompiani
del 1942. Solo che era in cattive
condizioni, e la mia anima da
bibliofilo si rifiutò. Se la trovo in
buone condizioni la compro subito.
Un libro uscito quando erano in
molti gli italiani anche colti che
flirtavano con l'antisemitismo.
Ricordatevi di Guido Piovene che
aveva fatto un grande elogio del
«razzista» all'italiana Telesio
Interlandi (personaggio del resto
interessantissimo su cui ho scritto
25 anni fa un libro meritorio).
Leggere sapere conoscere capire.
Più lo fai e meglio è. E poi vi
ricordate la gran polemica se sì o no
pubblicare i «comunicati» delle Br
pur di fare rilasciare un magistrato
che loro avevano rapito? Tutti a dire
di no, che non bisognava dar loro
una vetrina massmediatica. Si
distinse in quell'occasione Riccardo
Lombardi, uno dei maestri socialisti
della mia giovinezza. Ma certo che
vanno pubblicati, scrisse, a far
vedere a tutti che razza di cretini e
delinquenti sono i brigatisti. Quei
loro comunicati e «risoluzioni» mi
sono messo adesso a cercarli in
antiquariato e a leggermeli a uno a
uno. Da far accapponare la pelle a
pensare che quegli idioti hanno
costituito un allarme per la nostra
democrazia. Buona lettura
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Lo compro per capire il male di Giampiero
Mughini a pagina di Piero Ostellino_______
apisco gli ebrei - che hanno maturato una
forte sensibilità a causa delle tragedie che
hanno attraversato col fascismo e il nazismo quando si scandalizzano per la pubblicazione
di testimonianze su ciò che sono stati
entrambi. Ma non approvo, e tanto meno
condivido, le proteste di chi ha censurato il
Giornale per aver fatto conoscere un testo
storico come Mein Kampf. In una
democrazia liberale, come è la nostra, la
pubblicazione di un documento come Mein
Kampf non avrebbe dovuto scandalizzare
nessuno, perché una cosa è pubblicare un
testo di documentazione storica, un'altra il
giudizio politico e morale che se ne da.
Lasciamo la storia agli storici e non faccia_
mone occasione di polemica politica o,
peggio, elettoralistica. Stampare un libro
sullo stalinismo non è fare propaganda per lo
stalinismo. È unicamente produrre una
documentazione su ciò che è stato. Non
capisco, per dirla tutta, le polemiche che sono
state sollevate. Se ci mettiamo anche noi a
bruciare i documenti storici, o a vietarne la
pubblicazione solo perché raccontano
avvenimenti dolorosi per qualsiasi spirito
libero, finiamo col metterci sullo stesso piano
di chi, non molti anni fa, ne faceva una
questione politica e censoria. La
ricostruzione storica anche se di accadimenti
molto «sensibili» non può, non deve, essere
censurata per nessuna ragione.
Personalmente, considero il fascismo e il
nazismo un abominio e me ne tengo a
distanza. Ma non sono neppure contrario che
mi si dica che cosa sono stati sul piano
storico. L'apologià di fascismo e nazismo è
una cosa, la ricostruzione di ciò che sono
stati un'altra. Sono per il diritto di Israele di
esistere come Stato, ho la massima
comprensione per la tragedia che ha colpito
gli ebrei sotto fascismo e nazismo e per la
altro la ricostruzione storica (...)
EDITORIA
sensibilità che essi ne hanno maturato.
Ma continuo a ritenere che un conto è il
giudizio politico e morale su quanto
accaduto, un segue a paginas
LO SCONTRO SUL «MEIN KAMPF»
Da liberale vi dico: niente censure su
Hitler Una cosa è pubblicare un testo
storico, come fa il Giornale», altra il
giudizio morale che se ne da
il commento
di Piero Ostellino
dalla prima pagina
(...) attraverso lo studio di
documenti, anche terribili, quali
Mein Kampf. Ci mancherebbe
che anche noi ci mettessimo a
mettere al bando i libri che ci
ricordano un'epoca tragica per il
mondo. E di cui abbiamo un
giudizio assolutamente negativo.
Lasciamo al fascismo e al
nazismo l'inclinazione alla
censura; ma teniamoci strette le
nostre libertà di pensiero e di
giudizio. La superiorità politica e
morale del liberalismo su ogni
altra dottrina politica sta proprio
nel non voler cancellare
avvenimenti che hanno
riguardato il nostro mondo solo
perché non NESSUNA
APOLOGIÀ Chi si scandalizza
non ha elaborato storicamente
quello che fu il nazismo li
avremmo mai potuti approvare.
Temo che le reazioni che ci sono
state per la divulgazione di Mein
Kampf, siano un retaggio del
non aver elaborato storicamente,
politicamente e moralmente che
cosa sono stati il fascismo e il
nazismo. Se lo avessimo fatto,
non ci ritroveremmo, oggi, a fare
la pessima
imitazione dei regimi liberticidi che hanno
dominato la scena europea e mon-
diale negli anni Trenta del secolo
scorso. Sono vissuto nell'Italia
fascista e nell'Unione Sovietica
comunista e so che non vorrei fare
le stesse esperienze che hanno
fatto molti italiani e molti russi. So
anche che, sotto quei regimi, sarei
probabilmente finito male, in
galera o ucciso, ma non è questa la
ragione per la quale non vivrei mai
in un regime che assomigliasse
loro. La mia religione della libertà
- a dirla con Croce - mi induce ad
aborrire qualsiasi
regime che violi non solo la mia
libertà, ma anche quella altrui. Sono
cresciuto in una famiglia antifascista
- lo erano sia mio padre sia ma
madre durante il fascismo - e alla
scuola di Bobbio e dei miei maestri
liberali dell'università di Torino,
dove mi sono laureato e credo di
esserne rimasto segnato
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per il resto della mia vita. Per quel che
serve, manifesto la mia solidarietà al
Giornale per aver coraggiosamente
divulgato il Mein Kampf hitleriano in
un periodo della no
stra storia che confonde il «
politicamente corretto» con la
libertà di pensiero e di giudizio.
Come ha scritto il direttore di
questo giornale, dopo le
polemiche che ne sono seguite, un
conto è condannare politicamente
e moralmente fascismo e nazismo,
un altro produrre una
documentazione storica che ne
testimonia pensiero e vicende e
aiuta a comprendere ciò che sono
stati. piero.ostel li no@i
lgiornale.it
TESTO
MALEDETTO
«Mein Kampf»
eil libro
pubblicato nel
1925 da Adolf
Hitler
attraverso il
quale il futuro
dittatore
espose il
proprio
pensiero
politico e
delineo il
programma del
partito nazista
ULTIMO
TABÙ Sopra,
il «Mein
Kampf»: la
decisione del
«Giornale» di
inserirlo in una
collana storica
allegata al
quotidiano ha
scatenato
feroci
polemiche, non
solo in Italia
EDITORIA
tier
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ff CAPIRE IL MEIN KAMPF PERCHÉ NON TORNI PIÙ di
Alessandro Sallusti________
è un pezzo di storia che fa ancora paura solo a
Studiare il male per evitare che ritorni, magari
parlarne. Ed è comprensibile perché gli uomini
sotto nuove e mentite spoglie. Questo è il senso
fanno scattare una legittima difesa contro il male vero e unico di ciò che abbiamo fatto.
assoluto. Parliamo di Hitler e del nazismo, la più
grande tragedia - insieme al comunismo
staliniano - del Novecento e tra le più orrende
della storia intera del mondo. Milioni di ebrei
sterminati nelle camere a gas, milioni di tedeschi
mandati a morire per una causa aberrante, milioni
di uomini liberi morti per estirpare dall'Europa
questo cancro. Tutto ha inizio con un farneticante
libro scritto nel 1925 dal futuro Führer e
tragicamente noto come Mein Kampf, tradotto
«La mia battaglia». Il 31 dicembre 2015 sono
scaduti i diritti d'autore sul testo, diritti che erano
stati affidati al governatorato della Baviera, che
per settant'anni ne aveva vietato la pubblicazione.
A gennaio l'Istituto di storia contemporanea di
Monaco ha deciso di ripubblicare il testo a fini
storici in una edizione commentata con l'avallo
del presidente delle comunità ebraiche tedesche.
In questi giorni si sta discutendo se adottare
questo testo nei piani di studio delle scuole
superiori. Abbiamo deciso di ripetere
l'operazione per l'Italia, rieditando il testo
originale stampato dalla Bompiani nel 1938 che
oggi, per chi vorrà, è in edicola insieme al
quotidiano e al primo numero di una collana
dedicata alla storia del Terzo Reich. Ovviamente
si tratta di un'edizione commentata. La guida
critica alla lettura è del professore Francesco
Perfetti, una delle massime autorità nel campo
della storia contemporanea. La sola notizia di
questa pubblicazione ha già suscitato polemiche,
la maggior parte delle quali legittime e
comprensibili, e le preoccupazioni degli amici
della comunità ebraica italiana, che ci ha sempre
visto e sempre ci vedrà al suo fianco senza se e
senza ma, meritano tutto il nostro rispetto.
Escludo però che ad alcuno possa anche solo
sfiorare l'idea che si tratti di un'operazione
apologetica o anche solo furba. Non si gioca su
una simile tragedia. Semmai il contrario. Perché,
con certi venticelli che soffiano qua e là per
l'Europa e in Medioriente serve capire dove si
può annidare il male e non ripetere un errore
fatale. Cito Perfetti: «Al mondo politico, ma
anche a quello intellettuale dell'Europa del
tempo, può essere oggi rimproverato il fatto di
non avere letto in maniera approfondita l'opera e
di non averne quindi compreso appieno la
dimensione aberrante destinata, come la storia
avrebbe tragicamente dimostrato, a minare in
profondità le fondamenta del mondo civile».
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ON THE ROAD, NOTE DI VIAGGIO FRA I MEDIA DI MARIO SECHI
DI MARIO SECHI Titoli. Dio è
morto, Marx è morto, Berlusconi
non sta tanto bene e anche Renzi ha
qualche acciacco. L'Italia è questo
romanzone, tra fedi, -ismi decaduti e
personalismi semi-viventi, si
consuma il presente, senza avere
grande visibilità del futuro. Il Papa
parla di Dio in un paese dove quelli
che vanno a messa sono al minimo
storico, una minoranza tra la
minoranza (lavoce.info); l'altra
Chiesa, quella della sinistra, ha
certificato con le sue liste nei
Comuni il suo stato di reducismo, la
sua dimensione nostalgica, una
testimonianza dove i pochi voti presi
da Airaudo e Fassina non cambiano
nulla; Silvio l'avete visto tutti, è
entrato in ospedale, va operato
perché ha il cuore matto; Matteo
invece è là, dopo il voto è diventato
più loquace di prima, il problema è
che non dice niente, è in stato
confusionale. Si riprenderà?
Cominciamo da lui, dal premier, per
capire (parola grossa, nel caso
dell'Italia) la parabola della nostra
storia collettiva, il nostro senso e
dissenso, consenso e controsenso.
Primo caffè, Corriere della Sera:
«Renzi: è solo un voto locale».
Perbacco, un'intervista al Corriere
per avere poi questo titolo? Ha detto
qualcosa di nuovo? No. E allora? Ha
ribadito il concetto e ribadendolo
tradisce una preoccupazione, una
tensione, una sottile
e tagliente inquietudine, un'incertezza
non sulla sua permanenza a Palazzo
Ghigi (chiederne le dimissioni in caso
di crash dopo il voto nei Comuni è
cosa che passa tra l'iperbole e
l'idiozia), ma sulla linea politica di
fondo, sul da farsi per il domani. Ma
Renzi è Renzi, ha un continuo
bisogno di riaffermare il carattere, la
persona, la sua eccezione di sistema,
la sua leadership, la sua politica al
testosterone dove però si avverte in
questo momento un deficit di lucidità.
Il silenzio, a volte, non è solo d'oro,
ma un buon consigliere per il domani.
Come sta il renzismo sui giornali? Ha
i suoi problemi, Carlino-NazioneGiorno lo sintetizzano così: «Renzi in
crisi, primi fischi». Non sono i primi,
ma di certo sono quelli che fanno
drizzare le antenne a chi da
importanza (e fa bene) agli sghiribizzi
d'umore della piazza, ai vai e vieni
della storia: oggi sei il più grande,
domani sei nella polvere. È il destino
di tutti i leader italiani, Renzi non fa
eccezione. Cambiano solo
EDITORIA
intensità e velocità di consumo e Renzi
rischia di essere novissimo anche in
questo. I segnali di logoramento ci sono
e dovrebbero suggerire un cambio di
passo, una strategia più accorta, meno
esposta, meno ripetitiva, meno ossessiva
su punti che ormai sono o chiarissimi
fino a diventare dominio di Lapalisse o
così confu
creazione di Collodi. E così
Repubblica dedica al Cavaliere
disarcionato l'apertura («Rischiava di
morire, basta politica. Berlusconi sarà
operato al cuore») e coriandoli di
articoli che ne sezionano il battito e il
silenzio, la storia e controstoria, il
ruggito e il lamento. Che storia, cari
lettori di List, è quella di Berlusconi.
Libero lancia l'appello inventato da
si che è meglio lasciar perdere in
Spielberg: «Salvato il soldato Silvio».
attesa che vi sia chiarezza. E poi c'è la Il Giornale lo dipinge mentre sfugge
bulimia da tv, il suo volto e le sue
all'ultima chiamata: «Berlusconi ha
espressioni fagocitate dallo schermo
rischiato di morire». La Stampa
in un ripetersi di apparizioni a cui non tratteggia il domani: «Si apre il dopo
segue lo stupore della sparizione con Berlusconi. Il medico: poteva morire».
seguente attesa e rinascita. Titola la
C'è un domani? C'è sempre. Buona
Stampa: «Renzi non buca più. In tv
giornata. List - II Foglio.it
effetto saturazione». Il buon Fabio
Martini cita la performance di Renzi a
Otto e Mezzo: «II 6,23 per cento di
share con un ascolto medio di 1
milione e 482mila spettatori, meno di
quanto avesse fatto Pier Luigi Bersani
nella stessa trasmissione tre settimane
prima: 6,70 per cento e 1 milione e
665mila spettatori». Basta per farne
un leader in declino? No. Tanto che
nello stesso articolo, Martini fa
parlare Roberto Weber che mette la
cornice al quadro: «Attenzione a non
lasciarsi confondere dal voto
amministrativo, nel quale hanno
giocato fattori locali e personali,
perché invece lo stato di salute
elettorale del Pd come forza nazionale
è molto migliore, nettamente migliore
di quello delle altre forze». La cosa è
tanto vera che, alla fine, il dato
complessivo dei ballottaggi per il Pd è
positivo, ma il problema è che non è
percepito, non cattura l'immaginario
come bene sa Beppe Grillo che ha
concentrato tutti i suoi sforzi sulla
battaglia di Roma, preda simbolica del
gollismo.
E torniamo al punto chiave: la politica
è comunicazione. Emozione. Facile,
farla spiovere nell'assuefazione. Fu
Berlusconi nel lontano 1994 a dare
alla politica italiana questa
dimensione contemporanea, questo
graffio continuo, lo spiazzamento del
discorso comune. Anche il suo
ricovero, il suo batticuore, il suo
tramontare è diventato spettacolo,
scena, rappresentazione. E sui giornali
questa storia italiana giganteggia
perché ha il seme del racconto tragico,
dell'epica, una cavalcata infinita nel
paesaggio italiano popolato di mostri,
fate, geni, ciarlatani, carrozzoni,
burattini. Il nostro libro mastro è nelle
pagine di Pinocchio, sublime
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Critiche alla bozza di direttiva Ue sui media Preto (Agcom): non è all'altezza delle attese Al Forum europeo
digitale in corso a Lucca piovono critiche sulla bozza di direttiva per i servizi media messa a punto dalla
Commissione europea e che avrebbe dovuto regolamentare soprattutto l'attività dei cosiddetti Over the top. «
Semplicemente, mi sembra non sia alla altezza delle attese», liquida la questione Antonio Preto, commissario
dell'Agcom. Secondo cni è necessario armonizzare a livello continentale la questione delle quote di contenuti
europei prodotti dagli operatori, « altrimenti i diversi soggetti continueranno a scegliere i paesi con regole di
quote più leggere». Quanto agli affollamenti pnbblicitari, «la direttiva sembrerebbe allentare un po' i paletti. Ma,
anche su questo fronte, non vorrei si trattasse di un finto allentamento che poi determinasse l'inizio, invece, di una
guerra tra poveri». Stefano Selli, vicepresidente di Confindustria radio e tv, entra proprio a gamba tesa: «La bozza
di direttiva è molto negativa, una vera delusione. Si rischia di essere invasi da contenuti non europei, e le imprese
continentali, invece, potrebbero sparire. Certo, si tratta di una prima bozza, ma servono interventi e modifiche
radicali. Ricordando che non bisogna pensare solo alla tv dei Millennial», ma anche alle altre fasce di utenti, più
numerose e basiche. E che la pirateria Al Forum europeo digitale in corso a Lucca piovono critiche sulla bozza di
direttiva per i servizi media messa a punto dalla Commissione europea e che avrebbe dovuto regolamentare
soprattutto l'attività dei cosiddetti Over the top. « Semplicemente, mi sembra non sia alla altezza delle attese»,
liquida la questione Antonio Preto, commissario dell'Agcom. Secondo cni è necessario armonizzare a livello
continentale la questione delle quote di contenuti europei prodotti dagli operatori, « altrimenti i diversi soggetti
continueranno a scegliere i paesi con regole di quote più leggere». Quanto agli affollamenti pnbblicitari, «la
direttiva sembrerebbe allentare un po' i paletti. Ma, anche su questo fronte, non vorrei si trattasse di un finto
allentamento che poi determinasse l'inizio, invece, di una guerra tra poveri». Stefano Selli, vicepresidente di
Confindustria radio e tv, entra proprio a gamba tesa: «La bozza di direttiva è molto negativa, una vera delusione.
Si rischia di essere invasi da contenuti non europei, e le imprese continentali, invece, potrebbero sparire. Certo, si
tratta di una prima bozza, ma servono interventi e modifiche radicali. Ricordando che non bisogna pensare solo
alla tv dei Millennial», ma anche alle altre fasce di utenti, più numerose e basiche. E che la pirateria Antonio
Preto Al Forum euro continua a essere nn problema: solo nel 2015 in Italia ci sono stati 384 milioni di atti di
pirateria. Di questo passo, ripeto, le imprese europee sono destinate a morire. In pochi, poi, ci hanno seguito sulla
lotta a YouTube», prosegue Selli, «in particolare sul fronte della profilazione dei dati. Questi Ott, veri e propri
colossi, hanno nn vantaggio competitivo enorme rispetto alle imprese europee che devono sottostare alle severe
regole del E su questo fronte qualche novità potrebbe arrivare, perché, come sottolinea Giovanni Buttarelli,
garante per la protezione dei dati Ue, «finalmente abbiamo nn testo, lungamente negoziato, e la protezione dati
diventa una cosa seria e pure una opportunità per molte start up. Tutto diventerà operativo dal 25 maggio 2018,
ma quella deve essere considerata una data di arrivo, alla quale arrivare già preparati. Nei prossimi giorni ci sono
almeno tre appuntamenti: entro il 7 luglio l'avvocato generale presso la Corte di giustizia pubblicherà due
opinioni sul tema; il 20 giugno, sul sito del Garante Ue, verrà pubblicata la mia opinione sulla nuova normativa
Ue; il tutto in preparazione dell'evento che si terrà il 29 settembre a Bruxelles per discutere sul tema dell'utilità in
materia di protezione dati». ———©Riproduzione riservata——^[ eo digitale in corso a Lucca piovono critiche
sulla bozza di direttiva per i servizi media messa a punto dalla Commissione europea e che avrebbe dovuto
regolamentare soprattutto l'attività dei cosiddetti Over the top. « Semplicemente, mi sembra non sia alla altezza
delle attese», liquida la questione Antonio Preto, commissario dell'Agcom. Secondo cni è necessario armonizzare
a livello continentale la questione delle quote di contenuti europei prodotti dagli operatori, « altrimenti i diversi
soggetti continueranno a scegliere i paesi con regole di quote più leggere». Quanto agli affollamenti pnbblicitari,
«la direttiva sembrerebbe allentare un po' i paletti. Ma, anche su questo fronte, non vorrei si trattasse di un finto
allentamento che poi determinasse l'inizio, invece, di una guerra tra poveri». Stefano Selli, vicepresidente di
Confindustria radio e tv, entra proprio a gamba tesa: «La bozza di direttiva è molto negativa, una vera delusione.
Si rischia di essere invasi da contenuti non europei, e le imprese continentali, invece, potrebbero sparire. Certo, si
tratta di una prima bozza, ma servono interventi e modifiche radicali. Ricordando che non bisogna pensare solo
alla tv dei Millennial», ma anche alle altre fasce di utenti, più numerose e basiche. E che la pirate
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dopo il dietrofront del 2014,
quando la società di Naguib
Sawiris si ritirò a un passo dalla
quotazione, questa settimana
dovrebbe arrivare il via libera
della Consob per la fusione con
Seat Pagine Gialle. O, meglio,
con quello che ne rimane: il titolo
è l'ombra di una «penny stock» e
vale 2,4 millesimi di euro per
azione. Praticamente nulla. Ma
per il ceo di Italiaonline Antonio
Converti — manager di scuola
olivettiana che bazzicava nella
Silicon Valley già negli anni
Novanta con Elserino Piol — le
Pagine Gialle hanno una doppia
valenza: prima di tutto sono il
veicolo con il quale portare
finalmente a Piazza Affari la
società nata dalla fusione tra
Libero e Matrix (il
dai risultati effettivi. Fu anche
una delle primissime società a
sviluppare una app per
iPhone. Ma la storia è nota: le
vecchie Pagine Gialle, con un
debito miliardario, hanno
dovuto dichiarare l'insolvenza
anche se il crac è stato evitato
sul filo di lana con un
concordato. C'è stata anche
un'azione di responsabilità nei
confronti dei vecchi manager
che si è chiusa con una
transazione tombale. Ma
questo è il passato. E per
metterci una pietra so
piano del governo per
portare l'Italia fuori dalle
secche della banda stretta. Il
modello di business di per
sé non cambia: anche sui
vecchi elenchi cartacei
la raccolta dei ricavi si
basava sulle inserzioni
pubblicitarie. Ora si tratterà
di farle funzionare online.
«Ci possiamo riuscire —
conclude Converti — con
un'evoluzione. Per esempio
se scarichi l'applicazione ora
puoi chiedere un preventivo
all'idraulico o a chi deve
fornire un servizio, sul
modello dell'americana
pra Sawiris e Converti
Thumbtack», la app fondata
proprio oggi rottameranno
da Marzo Zappacosta a San
in Borsa, in attesa delle
Francisco. L'ultimo tassello
autorizzazioni, la scritta
per completare l'offerta
Seat: la società sarà quotata arriverà ad ottobre quando la
con un nuovo logo come
società di Sawiris diventerà
Italiaonline mentre Pagine
il primo cliente del
Gialle (senza Seat) resterà
Supernap Italia, un
come brand commerciale e passaggio che permetterà di
di prodotto. «Secondo
entrare nel segmento dei
l'Eurisko — spiega sempre il servizi in cloud
manager — il marchio
specializzati, come il Crm as
rapporto di conversione sarà Pagine Gialle è ancora
di mille a uno e, dunque, la molto riconoscibile e ci sono a service. Insomma la
speranza di Converti è che il
quotazione dovrebbe passare ancora circa 19 milioni di
mondo dei professionisti e
teoricamente a 2,4 euro
utenti, presumibilmente
delle piccole aziende si
anche se dal gong iniziale
anziani e fuori dai grandi
svegli puntando
sarà poi il mercato a dare il centri cittadini, che le
maggiormente sul digitale
proprio giudizio). Inoltre
consultano almeno una volta
sono ancora il contenitore di all'anno». E si parla, che ci come strumento di crescita e
non solo come forma di
qualcosa che funziona.
si creda o no, di quelle
«Lasset vero della società — cartacee che rappresentano spending review, come
spesso viene erroneamente
racconta Converancora il 32,8% dei ricavi
considerato.
della società. «Una cosa
Ancora 19 milioni
simile sta capitando anche
di italiani
negli Stati Uniti. Detto ciò
consultano le «PG>
sappiamo che è un business
in declino e che dobbiamo
una volta l'anno
gestirlo. Puntiamo
ti — è una rete di vendita
formidabile e molto
capillare. Si tratta di persone sul digitale sapendo che in
Italia le Piccole e medie
molto legate all'azienda e
imprese devono ancora
con un rapporto fiduciario
con il cliente. La capacita di affrontare questo
dialogare con le pmi in Italia cambiamento». Peraltro il
fatto che la guida della
è lasset. Certo darò loro da
stessa Confindustria sia
vendere dei prodotti più ef
passata all'imprenditore di
ficaci rispetto al passato.
una «media azienda»,
Grazie alla fusione con
Vincenzo Boccia, lascia
Italiaonline loro acquisiranno prevedere che su quenon solo la visibilità e la
pubblicità online ma anche il La società ora fa
nostro know-how». Insomma
la sfida è riuscire dove in tanti capo a Naguib
hanno fallito: è dal 2000 che Sawiris, il ceo è
le Pagine Gialle sono
Antonio Converti
un'eterna promessa con
proiezioni faraoniche lontane sto fronte ci possa essere
maggiore attenzione, anche
anni luce
per la concomitanza con il
EDITORIA
Pag.
56
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Sabato
11/06/2016
18
Direttore Responsabile
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Pierluigi Magnaschi
41.297
SVILUPPO WEB
Springer compra
Emarketer
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Axel Springer compra
Emarketer e prosegue la sua
espansione sui media digitali in
lingua inglese, puntando in
particolare sia al mercato
britannico sia a quello
statunitense. L'acquisizione
vale 242 milioni di dollari (pari
a 214,3 milioni di euro) per il
93% dell'istituto internazionale
specializzato in ricerche di
mercato, che viene quindi
valorizzato circa 250 milioni di
dollari (circa 221,3 milioni di
euro). Il restante 7% del
capitale rimane in portafoglio
ai fondatori e al management,
che continueranno a guidare
operativamente l'azienda
americana. L'operazione
consente di «rafforzare l'offerta
di contenuti a pagamento»,
hanno fatto sapere dall'editore
tedesco guidato dall'a.d.
Mathias Doepfner che pubblica
il quotidiano Bild, e «ci
permette anche d'integrare
l'offerta editoriale esistente».
Emarketer ha registrato nel
2015 un fatturato di 45,5
milioni di dollari (40,3 milioni
di euro) e un ebitda di 13,5
milioni (12 milioni di euro),
con 200 mila iscritti alla sua
newsletter.
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Maurizio Belpietro
70.539
Quanto vale lui e quanto le aziende
Un cuore da quattro miliardi e un
impero da più di sette di FRANCO
BECHIS Non è per spaventare il
professore Ottavio Alfieri, il
cardiochirurgo che la prossima
settimana opererà al cuore Silvio
Berlusconi, ma è utile anche per lui
sapere che il suo bisturi toccherà
non solo un uomo fra i più noti e
potenti di Italia, ma un cuore da 4
miliardi di euro. Tanto vale oggi alle
quotazioni di mercato il Cavaliere. Il
suo impero vale assai di più (circa 7
miliardi di euro), ma già oggi è
diviso con i 5 figli che negli anni
hanno assunto anche ruoli di
impegno diretto nelle società del
gruppo e hanno segue a pagina 5
GIOIE E DOLORI Nel Milan Berlusconi ha più perso
che guadagnato. Ma adesso la cessione ai cinesi
potrebbe portare nelle sue tasche 313 milioni di euro
II cuore di Silvio vale quattro miliardi II suo impero è già diviso con
i figli, ma il grosso (da Fininvest a partecipate come Mediaset e
Mediolanum) è riconducibile direttamente al Cavaliere. Per non
parlare delle ville. Ecco la mappa di tutto il patrimonio
ILTESORETTO DI SILVIO (Dati m milioni
di euro) Riserve Holding italia 1-2-3-8300
Quota indiretta Mediaset 975 Quota indiretta
Banca Mediolanum 1.017 [mediolanum
Quota indiretta Mondadon 85 Quota
indiretta Molmed 23 Quota indiretta
Mediobanca 73 Quota Milan su vendita a
500 mln 313 Stime case e ville possedute
800 Indiretta altro Fininvest 500 PScG/L
FRANCO BECHIS u! segue dalla
prima (...) del capitale di Fininvest.
Per capire che cosavate oggi
Berlusconi bisogna cominciare dalle
società che controllano Fininvest, la
capogruppo di tutto l'impero. Silvio ne
ha quattro, e altre tre sono in
EDITORIA
mano ai figli. Si chiamano tutte
Holding italiana, e segue un
numero. Le numero 1,2,3 e 8
sono quelle in mano al
fondatore, che così riunisce in
quei forzieri il 61,21% del
capitale di Fininvest. Marina ha
il controllo della n. 4 e Pier
Silvio della numero 5. Entrambe
hanno il 7,65% di Fininvest. I tre
figli di secondo letto Eleonora, Barbara e Luigi hanno la n. 14, che detiene il
21,42% del capitale Fininvest.
Resta fuori dalla famiglia solo
il 2,06% del capitale della
capogruppo. Fino a qualche
anno fa anche questa quota era
intestata direttamente a papa
Silvio. Oggi è detenuta dalla
Pag.
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1
stessa Fininvest come
pacchetto di azioni proprie.
Quindi anche quel 2,06% va
ripartito fra padre e 5 figli.
Fatti i conti l'imprenditore dal
cuore matto può contare sul
62,47% di Fininvest, e della
stessa quota indirettamente
nelle partecipate della
holding. LE PARTECIPATE
Le più importanti di queste
sono tutte quotate: Mediaset,
Banca Mediolanum,
Mondadori, Mediobanca e
Molmed. A valori di mercato
attuale la partecipazione più
redditizia è quella detenuta
nel gruppo fondato dall'amico
Ennio Doris. Il valore del
pacchetto azionario di Banca
Mediolanum riportabile a
Silvio come non ci fosse di
mezzo Fininvest oggi è
superiore al miliardo di euro.
Poco sotto il valore della sua
partecipazione indiretta
(anche qui per incassare
bisognerebbe saltare
Fininvest) in Mediaset, che se
venduta oggi sul mercato gli
farebbe incassare altri 975
milioni di euro. E qui siamo
già a quasi 2 miliardi di
valore, cifra che
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Maurizio Belpietro
70.539
Silvio Berlusconi e i suoi
figli: da sinistra, Eleonora
(30 anni). Pier Silvio (47),
Marina (49), Barbara (31)
eLuigi(27)
hanno un loro valore patrimonia
le non trascurabile oltre che a
possedimenti immobiliari di un
ben pochi imprenditori in Italia certo peso. Dalla Fininvest
potrebbero vantare. Meno
gestione servizi che ha fra i vari
significativi i valori di borsa
cespiti la famosa villa Gernetto
della sua quota indiretta in altre dove Berlusconi fa le sue
tre società quotate: la
scuole di politica, e la proprietà
Mondadori (85 milioni di
degli immobili dei vari circuiti
euro), Mediobanca (73 milioni cinematografici del biscione.
di euro) e la Medicina
All'Edilizia Alta Italia, che ha
molecolareMolmed (23 milioni ancora intestata una
di euro). Ma in Fininvest c'è
anche altro oltre a queste
lottizzazione di pregio in
società
Sardegna vicino ad Olbia. Fino
quotate. E nell'altro spicca
alle società di trasporto aereo
ovviamente il 99,93% del
ed elicotteristico, o a quelle di
Milan. Non che siano arrivati
vigilanza che lavorano
mucchi d'oro da quella
essenzialmente infragruppo, al
avventura sportiva, anzi. Fin
Teatro Manzoni di Milano, fino
qui il Cavaliere ne è stato
alle società finanziarie sparse in
spolpato allegramente. Però da tutto il mondo, da Edinburgo a
settimane e forse mesi si sta
New York al Lussemburgo.
ragionando sulla vendita di una Messo tutto insieme per la
partecipazione di controllo
quota riportabile al fondatore
nella società sportiva per una
del gruppo, tutto questo vale
cifra che
circa 500 milioni di euro. Altri
300 milioni si aggiungono dalla
dovrebbe avvicinarsi ai 500
liquidità delle holding di
milioni di euro. Se così fosse,
controllo di Fininvest: sono i
la quota di quella somma che
tesoretti che Silvio ha messo da
spetterebbe dopo i vari
parte negli anni e che oggi sono
passaggi a Berlusconi padre
sarebbe di 313 milioni di euro, classificati come riserve
e anche questa va considerata. immediatamente distribuibili in
Ci sono poi molte altre società caso di scioglimento di quelle
non quotate che dipendono da holding.
Fininvest, e che
EDITORIA
OLTRE FININVEST Resta ancora il
mattone. Perché Silvio è titolare di
altre società che non rientrano sotto
l'ombrello Fininvest. La più importante
di questa è la Dolcedrago, che a sua
volta controlla l'Idra immobiliare, la
Dueville immobiliare ed altre società.
Sotto quell'ombrello ci sono le treville
più note del Cavaliere: quella di
Arcore, quella di Macherio e villa
Certosa in Sardegna. Questa ultima è
quella che vale di più sul mercato, e
considerando anche altri immobili
intestati direttamente a Berlusconi
(dall'ex villa di Marcello dell'utri a
quelle di Lesmo sul lago Maggiore
vicino a casa di Mario Monti fino a
quella acquistata in tempi più recenti a
Lampedusa), la stima che potrebbe
essere per difetto è di 800 milioni di
euro incassabili senza grandi problemi.
Pag.
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Sabato
11/06/2016
49
Direttore Responsabile
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Luciano Fontana
369.391
n «romanzo-dialogo» di Francesco Carofiglio, Piemme, esce dai generi
tradizionali________ I colloqui (inattesi) del maestro con il suo allievo
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di Giulia Borgese
I 1 eco un libro inatteso, che non apparI i
tiene ad alcun genere letterario preI J
stabilito: per esempio non è un romanzo
storico, non è una biografia e neanche un
diario, non è un giallo e tantomeno si tratta
di un romanzo epistolare. Lo potremmo
definire, se mai ce ne fosse bisogno, un
romanzo-dialogo. Francesco Carofiglio in
questo suo Una specie di felicità, edito da
Piemme, intreccia un racconto intessuto di
temi diversi, molto diversi tra loro, che
tuttavia ci toccano e ci coinvolgono perché
in un modo o nell'altro ci appartengono. Ma
lo fa esclusivamente attraverso dialoghi,
facili e felici o invece difficili e persino
angosciosi. Il protagonista, Giulio, è lo
psicoterapeuta cui è stato affidato un suo
antico professore d'università che ha voluto
ritirarsi in una clinica per dimenticare il suo
mondo e tutto ciò che un tempo lo aveva
animato, reso vivo. E naturalmente con lui il
dialogo è d'obbligo, ed è intenso, tanto che,
a un certo punto, non si capisce più chi sia il
paziente e chi il terapeuta, quale
ragazza dall'altra parte dell'universo, al
professore chiuso nel suo rifugio senza fine,
a sua madre, ai suoi figli. Pensò ancora una
volta che la domenica era il giorno perfetto
per morire. Ma non sarebbe morto, neanche
questa volta... Pensò che la vita non sarebbe
cambiata». Non è detto però che sia proprio
così; a cambiare tutto può essere
semplicemente la magica visione dell'alba
sul mare, dell'orizzonte che incendia e tinge
di rosso l'acqua, gli scogli, la campagna. Gli
spettatori sono il padre con i due figli. E
«quella volta nessuno parlò. E sorrisero». ©
RIPRODUZIONE RISERVATA
• La copertina del
libro Una specie
di felicità di
Francesco
Carofiglio,
pubblicato da
Piemme (pagine
240, €17,50)
dei due eserciti veramente il Potere
sull'altro. Con il professore si toccano anche
temi letterari attraverso le letture predilette,
Tolstoj, Truman Capote... A momenti i due
tacciono per ascoltare musica, a volte
parlano perfino del tempo, delle piante
coltivate sul terrazzo della casa
abbandonata, dei gusti alimentari (e vince la
tazza di cioccolata calda!). I dialoghi meno
facili da affrontare, sono quelli con i figli,
un bambino di sette anni e una ragazzina di
diciassette: con lei si instaura la tipica
incomunicabilità che rende ardua la
convivenza coi figli adolescenti. Poi ci sono
i dialoghi con la madre molto simpatica e
molto amata, quelli con la preside odiosa,
quelli infine con la magnifica ragazzaamante che arriva e sparisce, addirittura
lasciando dietro di sé il
I ruoli Allo psicoterapeuta Giulio
viene affidato il suo antico
professore Che adesso vuole
dimenticare ciò che un tempo lo
rese vivo
dubbio se esista per davvero o se sia un
sogno. Ritorna in questo libro anche il
fantasma della bambina che c'è e non c'è,
che era stata la protagonista del suo
romanzo precedente Voglio vivere una
volta sola (Piemme) è la piccola figura
invisibile e segreta che «vive» accanto al
vecchio professore, che impersona il suo
tormento, la sua «malattia». Ma qualcosa
alla fine suonerà come la salvezza
necessaria. E questa volta non si tratta di
un dialogo ma di un pensiero: in una
gelida mattina di domenica, poco prima di
Natale, Giulio «pensò a quella
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Roberto Napoletano
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LE REGOLE EUROPEE SULL'AUDIOVISIVO Costa:
direttiva Ue da rivedere, così si abbassa la qualità della tv «II
punto debole della proposta di direttiva sui servizi media e
audiovisivi della commissione Ue è la proposta di lasciare solo
tetti quotidiani sulla pubblicità televisiva, eliminando quella
oraria. Si abbassa la qualità dei programmi e dei contenuti e la
stessa offerta televisiva diventa meno appetibile per il
pubblico». Silvia Costa, presidente della commissione Cultura e
Audiovisivi del Parlamento europeo, boccia senza mezzi
termini la proposta della commissione Ue sulla pubblicità nella
tv commerciale, intervenendo al Forum europeo digitale di
Lucca. L'europarlamentare del Pd da atto alla commis sione di
aver fatto dei passi avanti rispetto alla prima bozza di direttiva,
in particolare sul principio dell'equiparazione tra gli obblighi
previsti per gli operatori televisivi lineari e quelli per i colossi
dellilnternet Tv. Ma Stefano Selli, vicepresidente di
Confindustria Radiotelevisioni, si dichiara deluso, a Lucca,
proprio su questo punto, dalla proposta della commissione: «Le
industrie europee si trovano a competere con soggetti globali e
vi è la mancanza di un livellamento regolamentare tra tutti i
soggetti sul mercato. Così rischia la produzione culturale
dell'Europa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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II futuro della televisione mondiale al Forum europeo digitale in
corso a Lucca Cresce la tv non lineare (+7%) Dall'horror ai reality,
online è boom delle piattaforme tematiche
18-34 anni ha visto un intero programma in streaming lo scorso mese; negli Usa l'86%; in Francia il 6%
del target over 15 guarda programmi online tutti i giorni. E ormai la gran parte dei broadcaster utilizza le
piattaforme online anche come sistema di lancio e di promozione dei contenuti poi trasmessi in tv,
fornendo i prodotti in anteprima online un giorno, una settimana o un mese prima della messa in onda in
tv. Peraltro si assiste pure a una localizzazione dei prodotti per Tonline (un prodotto su cinque di quelli
realizzati da Netflix è fatto fuori dagli Usa) e a un cambio di format: non solo serie tv, per intenderci,
anche perché il 33% dei prodotti internazionali o locali lanciati online nel 2015 non sono serie, ma Da
Lucca pagina a cura DI CLAUDIO PLAZZOTTA 11 consumo della tv classica, nel mondo, è in leggera
flessione. Ma la tv, come business, vive uno dei suoi momenti più floridi, un'età dell'oro che, nello
sviluppo di nuove piattaforme, vede la nascita di nuovi mercati. Come spiega Sahar Baghery di Eurodata
Tv, nel corso del Forum europeo digitale a Lucca, si è passati, nel mondo, dalle 3,19 ore di consumo di
tv al giorno del 2013 alle 3,14 ore del 2015, con il pubblico giovane sceso, nello stesso periodo, da 2,18
ore a 2,04 ore. Il calo è comune su vaste aree, negli Usa, Europa, Medioriente, Asia, Oceania, con
crescite solo in Sud America e Africa. In parallelo, tuttavia, ci sono esplosioni dei consumi in modalità
non lineare, con un +7% mondiale ma fenomeni molto interessanti su alcuni distinti mercati: in Canada,
ad esempio, il 60% del target 18-34 anni ha visto un intero programma in streaming lo scorso mese;
negli Usa l'86%; in Francia il 6% del target over 15 guarda programmi online tutti i giorni. E ormai la
gran parte dei broadcaster utilizza le piattaforme online anche come sistema di lancio e di promozione
dei contenuti poi trasmessi in tv, fornendo i prodotti in anteprima online un giorno, una settimana o un
mese prima della messa in onda in tv. Peraltro si assiste pure a una localizzazione dei prodotti per
Tonline (un prodotto su cinque di quelli realizzati da Netflix è fatto fuori dagli Usa) e a un cambio di
format: non solo serie tv, per intenderci, anche perché il 33% dei prodotti internazionali o locali lanciati
online nel 2015 non sono serie, ma altre cose, da documentari a intrattenimento. Pure le piattaforme
diventano tematiche: sistemi completamente dedicati all'horror, o reality show, humor, natura. Esplode,
come detto, il numero di piattaforme (oltre 100 quelle nate negli ultimi 18 mesi), e ai tradizionali
broadcaster si devono affiancare altri big come Amazon, Snapchat, Red Bull, Facebook, Spotify ecc. E
con tecnologie 4k, Uhd, realtà virtuale, l'esperienza degli spettatori cambia e si espande, moltiplicando le
occasioni per creare nuovi contenuti. Con una competizione che si gioca, appunto, quasi esclusivamente
sui contenuti, a prescindere dalle piattaforme. Per evitare che l'audience sia sopraffatta da questo diluvio
di offerta, secondo Giovanni Brunelli, head 18-34 anni ha visto un intero programma in streaming lo
scorso mese; negli Usa l'86%; in Francia il 6% del target over 15 guarda programmi online tutti i giorni.
E ormai la gran parte dei broadcaster utilizza le piattaforme online anche come sistema di lancio e di
promozione dei contenuti poi trasmessi in tv, fornendo i prodotti in anteprima online un giorno, una
settimana o un mese prima della messa in onda in tv. Peraltro si assiste pure a una localizzazione dei
prodotti per Tonline (un prodotto su cinque di quelli realizzati da Netflix è fatto fuori dagli Usa) e a un
cambio di format: non solo serie tv, per intenderci, anche perché il 33% dei prodotti internazionali o
locali lanciati online nel 2015 non sono serie, ma altr
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Pierluigi Magnaschi
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of Timvision, «bisogna migliorare le interfacce, migliorare
l'ambiente per aiutare 1 i clienti a scegliere meglio e bene quello
che stanno cercando. Le famiglie italiane adorano il cinema, le
belle serie, una tv senza pubblicità. Ma l'orgoglio della italianità
è venuto un po' meno, tutto passa rapidamente, i nostri figli
guardano, scelgono e poi abbandonano le cose molto
velocemente». Come detto, la modalità non lineare diventa
strumento di promozione dei network: «Lo abbiamo fatto per il
lancio della serie Outcast», dice Mauro Panella, vicepresident
broadcast operations di Fox networks group, «con il primo
episodio disponibile per due settimane online su Facebook prima
dell'esordio in tv. Ci sono state 130 mila persone che hanno
visualizzato il contenuto su Facebook, ma senza effetto
cannibalizzazione, poiché poi, in tv, ha fatto 200 mila
telespettatori (come The walking dead, per dire)». La rivoluzione
digitale in atto impone due passaggi fondamentali: «II branding,
per riconoscere subito il contenuto in questo mare magnum, e il
cambiamento da viewer a partner. Il branding, ad esempio, per
Mtv», racconta Sergio Del Prete, vicepresident editorial content
di Viacom Italia, « significa che si comunica un po' alla
Snapchat, con un codice linguistico che è quello dei social media
e che ritroverò a prescindere dalla piattaforma su cui sto
guardando un contenuto di Mtv. L'evento sulla tv lineare deve
poi essere accompagnato da una partnership con lo spettatore,
prima, durante e dopo la messa in onda. Lo spettatore deve
partecipare allo sviluppo della storia, generare altri contenuti,
discutere. Per questo si parla di passaggio dal viewer al partner,
al fan». E in questa rapidissima rivoluzione, tutto invecchia
velocemente: «Tra le mie responsabilità», ironizza Remo
Tebaldi, capo dei branded channels di Sky, «c'è anche Sky 3D.
Che, come sembra, è ormai una vecchia tecnologia». ———©
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EDITORIA
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Domenica
12/06/2016
1
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Marco Travaglio
45.694
n costituzionalista Pace chiede a Grasso e Boldrini di agire contro il bavaglio della
Rai al Comitato del No alle riforme. Una notizia che non finirà nel Tgi
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VERSO IL Rüt-üKENDUM II presidente del comitato del
No scrive alle Camere. Il leader Pd ammette: "Ho alzato
troppo i toni""La Rai megafono del Sì"Pace contro il
bavaglio
»LUCADECAROIIS
Glielo dice dritto perfino Eugenio
Scalfari, il demiurgo di
Repubblica: "Con queste riforme
diventerai padrone di tutto, Ma
lui, il rottamatore, non arretra: "Se
vince il no nel referendum di
ottobre, per l'Italia sarà
l'ingovernabilità". E poi, altro che
uomo solo al comando: "Non
potrò neanche cambiare un
ministro". NESSUNA
APERTURA, nessun passo
indietro. Dal palco della
Repubblica delle idee, la
manifestazione organizzata a
Roma dal quotidiano, Matteo
Renzi difende le riforme
renzianissime, dall'Italicum già
approvato alla riforma del Senato
che deve
EDITORIA
superare le urne di ottobre. "Non Lo scontro con Scalfari II
posso permettermi dubbi"
scandisce di fronte a Scalfari e al fondatore di Repubblica
capo del servizio politico, Claudio attacca il premier: "Con
Tito. Troppo tardi per limare o
queste riforme diventerai
fermarsi, anche se riconosce:
padrone di tutto"
"Abbiamo alzato troppo i toni
nella campagna referendaria, io
per primo".Campagnafinoraasenso tidianamente nelle trasmissioni del
unico, come ricorda in giornata il servizio pubblico per sostenere il
sì favorevole al
costituzionalista Alessandro Pace,
il presidente del comitato del No
nel referendum. In una lettera ai
presidenti delle due Camere,
Pietro Grasso e Laura Boldrini,
Pace invoca equità di trattamento
sulla Rai : "Dal 27 dicembre,
giorno in cui il presidente del
Consiglio si è impegnato a
dimettersi qualora la legge Boschi
non venisse confermata a ottobre,
Renzi interviene pressoché quo-
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64
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Domenica
12/06/2016
1
Direttore Responsabile
Diffusione Testata
Marco Travaglio
45.694
referendum. Per contro,
all'illustrazione delle ragioni di
'merito' in favore del No sono stati
finora concessi solo degli spazi
infinitesimali". E allora, il
costituzionalista chiede a Grasso e
Boldrini di intervenire sulla
commissione di Vigilanza sulla Rai,
"perché si
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riunisca in tempi brevi e
finalmente affronti il grave
problema posto dal macroscopico
squilibrio informativo a danno
delle ragioni del No". Serve voce
anche per chi non suona la stessa
nota del rottamatore. HA IDEE
DIVERSE anche Scalfari, che alle
20.30 accoglie Renzi sul palco
dell'Auditorium di Roma. Il
fondatore di Repubblica e il
premier si danno del tu, e parlano
di tutto. Ma è sul finale che
Scalfari graffia: "Voterò no alla
riforma del Senato, con la nuova
legge elettorale la Camera diventa
tua, piena di nominati. L'Italicum
è molto peggio della legge truffa
di De Gasperi degli anni '50, e se
combinata con la riforma
costituzionale ti renderà padrone
del campo". Insomma, troppo
potere. "Ma se cambi l'Italicum
voterò sì" lancia l'amo il
giornalista. Renzi però non
abbocca. Certo, ammette, "non
sono innamorato di questa legge
elettorale, avrei preferito il
Mattarellum". Ma non è poi così
male, sostiene: "I nominati erano
molto di più con il Porcellum. E
quando c'erano i collegi
uninominali Massimo D'Alenia ci
fece trovare Di Pietro
La Vigilanza
Rai deve
riunirsi in
fretta per
affrontare il
macroscopice
squilibrio
informativo a
danno delle
ragioni delNo
ALESSAND
RO PACE
Ieri a Roma
Matteo Renzi
con Eugenio
Scalfari, ieri,
aUa festa
organizzata
nella Capitale
dal quotidiano
"Repubblica".
A sinistra,
Alessandro
Pace /Ansa/
laPresse
candidato al Mugello per
l'Ulivo...". E comunque la riforma
del Senato è intoccabile: "Io non è
che vado a casa e basta, e lo
confermo perché non sono adatto
a fare un altro giro cercando di
mettere storie diverse. Ma se
passa il no l'Italia diventa
ingovernabile, ci sarà sempre un
inciucio. E se si bloccano le
riforme in Ue non ci
fila più nessuno". D'altronde, giura
Renzi, lui non vuole rimanere
inchiodato alla poltronissima: "Io
sarei pronto afirmare una qualsiasi
proposta di legge che limitasse a
due i mandati per un presidente del
Consiglio. Uno mica è rottamatore
per caso". Sorrisi, qualche risata.
Renzi si alza. E se ne va, solo al
comando. © RIPRODUZIONE
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«Voglio una tv
che cancelli le
urla»
Intervista a Fabio Fazio. Con le serate di oggi
e domani, e Alida Keys ospite, "Che tempo
che fa" chiude una stagione in positivo
Stefano
Miliani
G Parla frequentemente di libri e dischi, parla
con l'ospite e nessuno in sala litiga o urla, ha
l'aria di un amico che passa da casa tua, insieme
a Luciana Littizzetto forma sempre una frizzante
coppia comica di fatto. Fabio Fazio, di mestiere
conduttore e autore tv, savonese del 1964, oggi e
domani su Rai3 conclude la stagione 2015-16 di
Che tempo che fa con risultati di ascolto quanto
mai lusinghieri. Salvo che il
EDITORIA
presidente emerito Giorgio Napolitano e il premier
Matteo Renzi, il presentatore di quattro Sanremo e
di riusciti show con Roberto Saviano si è tenuto alla
largadallapoliticae accogliendo un parterrediospiti
davvero notevole e variegato: da Adele ad Alida
Keys (la popstar appare il 12 giugno, nell'ultima
puntata insieme a Gerry Scotti e Lilli Gruber), da
Checco Zalone a Ligabue, da Charlize Theron a
Samantha Cristoforetti, da Russell Crowe a Pedro
Almodovar fino al calciatore Ronaldo. Adottando
per il secondo anno la doppia serata (il sabato Che
fuori tempo che fa con Massimo
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Sabato
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Gramellini, la novità di questa stagione tv
dellaformula del "talk al tavolo" e Nino
Frassica), la società produttrice del programma
Endemol Shine Italy sottolinea che la serata del
sabato «ha registrato un andamento in costante
crescita, con una media di circa 2.300.000
spettatori superiore a quella della scorsa
edizione», mentre la puntata domenicale, con una
media di circa 3.200.000 telespettatori, «si
conferma il programma più visto di RaiTre». Ma
in autunno Fazio condurrà anche il nuovo
Rischiatutto, il lavoro è grosso e conciliare tutto
pare difficile. Fazio, partiamo da una semplice
constatazione: i format conii dibattito tra più
persone contrapposte che litigano o discutono
sulla politica sembrano mostrare la corda; la
vostra conversazione con una singola persona
mantiene freschezza. Per quale ragione? «Nel
mio caso abbiamo fatto il rinnovamento
gigantesco del sabato e le due cose sono
complementari. L'incontro singolo è un classico
del mondo televisivo, propone una conversazione
e secon
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do il mio gusto è sempre più piacevole di
un'intervista: consente un apparente spreco di
tempo e di opportunità che è invece il lusso di
una conversazione piacevole. Sta alla
sensibilità di ciascuno. Credo di aver
rinnovato il programma: abbiamo un gruppo
autorale nuovo, ho aggiunto dei trentenni al
gruppo storico. H punto è non cedere alla
tentazione di ripetersi e a me interessa avere
uno sguardo possibilmente nuovo. Ma credo
di aver intuito che c'era un'aria più pop in giro
e che, finito il ventennio berlusconiano, lo
scontro frontale abbia stancato». Parliamo di
uno show dove ci si confronta in maniera
tranquilla, nessuno sbraita e, all'occorrenza,
una star della musica suona o canta. La
risposta del vostro pubblico ci dice qualcosa
su cosa vuole vedere almeno una fetta degli
italiani «Tredici anni fa quando iniziai
impazzavano gli scontri. In tv e nei media
abbiamo la tentazione di pensare che se
rinunci al duello sei un debole o un vigliacco.
Non si prende in considerazione l'ipotesi di
ascoltare cosa ha da direchi hai davanti
invecedi aggredire. Penso si debbano
mantenere spazi di civiltà come faremmo nella
vita quotidiana e, mediamente, le risposte
sono più interessanti delle domande. E la
serata del sabato ha preso due punti di share in
più dell'anno scorso: è un risultato al di là ogni
previsione, h esprimiamo la voglia del
funambolismo della parola mettendo insieme
persone diverse senza rete con una griglia
forte ma facendo un programma di parola
jazz». Ecco, se pensiamo all'impostazione del
programma "jazz" francamente sembra un
accostamento più adatto del termine "pop".
«Con popintendevodirechec'èpiùvogliadi
leggerezza, rilassatezza: non è disimpegno e
se sfogli con la memoria i titoli di giornali di
vent'anni vedi lo scontro con Berlusconi, la
crisi, vedi che sono passati vent'anni di vita».
Nell'ideare il programma, iniziato nel 2003, si
è ispirato alla tv statunitense, al David Letterman Show, tanto per dirne uno «L'insegnamento
dei talk americani è di non mutuare i loro sketch
anche se può esserci la tentazione. Calcolando
che non abbiamo Hollywood da
EDITORIA
noi vale il piacere della conversazione e
divagare. Anzi: più è grande l'ospite più parli
di dettagli più diventa eccitante e speciale
l'incontro». Si occupa spesso di libri, di
cultura. E gli ascolti vanno bene, ma non
sarebbe il caso di valutare non solo quanti
guardano un programma ma anche come lo
valutano «La cultura si fa parlando di libri ma
anche di sport, Beh, dipende come se ne parla.
«Come ha insegnato Angelo Guglielmi (ha
diretto Rai3 dal 1987 al 1994, ndr) non è cosa
fai ma il modo di fare le cose: si deve essere
colti anche facendo il pane». Parlare di libri a
un vasto pubblico e in modo piacevole resta
una bella scelta. Come quando uno scrittore ed
editore di vastissima cultura
qualeèRobertoCalassoèvenuto conii suo libro
sulla storia della caccia. «Trattare di libri o
dischi o cinema significa anche aiutare
l'industria culturale e credo sia un dovere della
tv pubblica. Non mi ritengo una persona
particolarmente colta e conservo verso i libri
una sana curiosità. Sono storie e concentrati
vita di chi lo ha scritto e diventano un pretesto
per una conversazione vera e intensa. Quanto
a Calasso, il suo libro è una meraviglia ed è
bello poterlo veicolare. I libri fanno industria
come la fanno Maigret o un comico o un
calciatore, il discorso deve tenersi insieme e
possiamo farlo per la presenzadel pop,
dellastar.di Luciana Littizzetto: è come un
treno su cui carichi anche merci
apparentemente lontane». Con quali criteri
scegliete i libri «Il criterio è combinare gli
elementi affinchè tutto tenga. In alcuni casi
conta la popolarità dell'autore, lo scrittore,
l'interesse dell'argomento. Ma può essere bello
parlare anche di libri specialistici o di te-
mi all'apparenza troppo complessi: penso alle
Sette lezioni di fìsica del fisico Carlo
Rovelli». Questo di Carlo Rovelli è un libro
davvero affascinante, da leggere, ma su un
tema complesso. E quando è venuto da voi è
stato un piacere ascoltare. Quale tecnica usa
«Lamia tecnica non èspiegare un libro ma
indurre alla lettura, dare elementi». Il pubblico
in sala applaude troppo spesso, anche per
un'inezia, a volte sovrasta quanto dite,
Luciana o l'ospite. D'accordo la voglia di
partecipare degli spettatori in studio, ma non è
anche voglia di sentirsi parte di un evento?
«Non credo ci sovrasti, dipende solo dal
missaggio in sala. Il nostro pubblico chiede di
partecipare, aspetta tre ore per entrare, è molto
motivato, entusiasta, e non è fatto di
figuranti». Quanto soffre davvero quando
Luciana tira fuori quello sguardo dispettoso e
fa capire che andrà a parlare di curiosità
sessuali, corporali con magari parolaccia
incorporata? Quanta improvvisazione c'è nelle
vostre gag? «Io non so nulla di quello che
dice, proprio nulla. Infatti a volte la
interrompo per farla irritare ed è la mia
vendetta. Allora lei mi guarda e dirà qualcosa
mi farà tremare. Ma la novità di quest'anno è
stato Frassica il sabato: fa ridere, ha un mondo
suo straordinario, modernissimo, per
tantissimi
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Sabato
11/06/2016
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Luca Landò
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La squadra dall'alto al basso: Luciana
Littizzetto, Nino Frassica, Filippa Lagerback e
Massimo Gramellini. Nella foto grande Fabio
Fazio intervista Samantha Cristoforetti
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ragazzi è una scoperta». Per chi ha visto
"Quelli della notte" non è una sorpresa, ma i
giovani non lo conoscevano «Era il 1985». La
doppia serata - il sabato e la domenica proseguirà nella prossima stagione? Ci
saranno speciali extra come quando con
Saviano faceste "Vieni via con me" «Ho otto
puntate di Rischiatutto e con Che tempo che fa
andrei in onda tre volte a settimana. Stiamo
cercando di capire come organizzarci, almeno
nella prima fase. Rischiatutto parte a fine
ottobre su
Da noi anche
libri
complessi
Non spiego
ma cerco di
indurre alla
lettura
EDITORIA
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Lunedì
13/06/2016
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Direttore Responsabile
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Roberto Napoletano
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CALCIO IN ONDA E IN RETE Agli Europei di Francia con il
sito e Radio24 Da Radio 24 e dal sito del Sole 24 Ore un'ampia
offerta per navigatori e ascoltatori, per poter seguire in tutti i
dettagli gli Europei di calcio e il debutto dell'Italia, questa sera
impegnata contro il Belgio. Sulsito www.ilsole24ore. com,
interamente rinnovato e con una sezione dedicata allo sport, è
online uno speciale dossier dedicato a Euro 2016 che giorno
dopo giorno viene arricchito con articoli, dati, curiosità e
indiscrezioni, oltre alle cronache e alle dirette testuali delle
partite, fino alla finale del io luglio. Sempre sul nuovo sito del
Sole 24 Ore, per gli Europei di calcio 2016 è impegnato anche
Infodata, il canale accessibile direttamente dall'home page che
ogni giorno analizza un dato attra verso infografiche interattive e
che ha al suo interno una sezione interamente dedicata al calcio.
Radio 24 segue le partite degli Europei con la cronaca e le
analisi dei risultati, gli aggiornamenti di Dario Ricci
direttamentedalla Francia, i commenti di «Tutti convocati» (alle
14 da lunedì a venerdì, la domenica alle 17.00) per tutta la durata
del torneo, soprattutto per gli impegni della Nazionale, con
interviste ai protagonisti e gli interventi degli ascoltatori. I
programmi possono anche essere seguiti via internet: \vwwjadio24Jlsole24 ore.com (anche per riascoltare i programmi in
podcast). © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Domenica
12/06/2016
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Luciano Fontana
369.391
O NOI LA RETE MENO
TEMPO SUI SOCIAL
IPNOSI FINITA di Beppe
Severgnini II tempo
trascorso all'interno delle
app di social networking è
in calo: non solo
Facebook e Instagram, ma
perfino la novità più
fresca, Snapchat,
mostrano i primi segnali
di stanchezza. Per noi
utenti, ridurre quel tempo
è normale. Anzi, salutare.
L'uso bulimico è un segno
d'entusiasmo e
d'impazienza. a pagina 23
Pennisi
Già stanchi dei social
È in calo il tempo che trascorriamo su Facebook, Twitter e gli altri
Ci siamo già stufati? L'era del
tagga e condividi si sta avviando
sul viale del tramonto? Stiamo
per (rialzare le teste dagli
schermi degli smartphone per
ricominciare a interagire solo
vis-avis? Non esattamente, ma i
recenti dati suE'utilizzo delle
applicazioni raccontano qualcosa
di interessante sulle nostre
abitudini: siamo più orientatì
verso gli ambienti di dialogo
rispetto a quelli di condivisione
indiscriminata. Secondo
SimilarWeb, che prende in
considerazione i dispositivi
Android (84% del mercato nel
primo trimestre 2016, Gartner),
il tempo trascorso all'interno
delle app di social networking è
in calo. Parliamo sempre, ad
esempio, della bellezza di 45
minuti e 48 secondi al giorno su
Facebook, nel caso degli
americani, nei primi tre mesi
dell'anno. Ma vediamo la cifra
scivolare dai 48,75 minuti dello
stesso periodo del 2015. Nei
nove Paesi analizzati (Stati
Uniti, Regno Unito, Germania,
Spagna, Australia, India,
Sudafrica, Brasile e Spagna),
l'utilizzo della piattaforma da 1,6
miliardi di utenti è scivolato
dell'8 %. Anche la novità più
fresca, Snapchat, passa da 23,17
minuti a 18,72 minuti negli Usa
e da 21,22 minuti a 16,12 in
Francia. In una delle economie
più ghiotte dal punto di vista del
potenziale,
EDITORIA
nonostante la crisi, rimane però
stabile: l'app gialla in Brasile è
ancorata sopra gli u minuti e,
soprattutto, può contare su una
crescita delle installazioni.
Instagram deve fare i conti con
la flessione più consistente
(23,790). In patria e in Sudafrica
l'app di foto ha «ceduto» circa io
minuti. E deve stare attenta
all'India — zona alla quale la
Silicon Valley guarda con
cupidigia —dove i download
sono scesi di più di io punti
percentuali. Twitter, oltre al
grattacapo della crescita degli
utenti, deve misurarsi con una
disaffezione del 23,496. La scure
è ancora una volta francese, da
19,8 a 13,1 minuti, ma anche gli
Stati Uniti perdono per strada 5
minuti. E llndia ridimensiona le
installazioni di 13 punti
percentuali. A sfregarsi le mani,
come detto, sono le app di
messaggistica. Sia Facebook
Messenger sia WhatsApp,
entrambe parte del regno di
Mark Zuckerberg, non mostrano
battute d'arresto e continuano ad
arrampicarsi in patria (+296 e
dal 15 al 20% dei dispositivi).
Senza dimenticare che Snapchat,
che punta molto sugli scambi
privati, conquista nuovi schermi
non solo in Brasile ma anche in
Germania, Spagna e India. Si sta
sviluppando, quindi, una
modalità di condivisione più
diretta e nata in modo
specifico per gli schermi mobili.
% Martina Pennisi ^lit
@martinapennisi ©
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L'ipnosi è finita E
adesso si inizia a
usarli bene
di Beppe Severgnini
A i tempi di Lascia o raddoppia l\
(1955-1959), quanti guardavano il
JLJL programma e quanti il televisore?
Quanti erano affascinati dal messaggio
(ü quiz) e quanti dal mezzo (la scatola
magica apparsa in salotto)? Può
sembrare un modo insolito per
commentare la mancata crescita dei
principali social; ma la questione è
tutta qui. n periodo ipnotico è finito.
si limitano a controllare l'altrui
esibizionismo su Facebook e a testare
la propria arguzia su Twitter. Farmo
molte altre cose: controllano la posta
su Gmail, ascoltano musica su Spotify,
cercano la strada con Google Maps,
etc. È un progresso? Chissà.
Certamente, è un'evoluzione. (Ha
coliaborato Stefania Ghiaie) ©
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Facebook ha dodici anni, Twitter dieci,
Instagram sei, Snapchat cinque. Stanno
tra l'infanzia e l'adolescenza; ed è
normale che, a un certo punto, si smetta
di crescere vertiginosamente. Non è
l'inizio della fine, è la fine dell'inizio. I
social, ormai, fanno parte della nostra
vita quotidiana. Non a caso, gli utenti
aumentano. Prendiamo Facebook.
Nell'ultima trimestrale (aprile 2016) ha
annunciato d'aver raggiunto 1,69 miliardi
di utenti attivi al mese (Monthly Active
Users), +15% rispetto allo scorso anno; e
1,51 miliardi di utenti attivi al mese su
mobile (Mobile Monthly Active Users),
+2196. Nonostante le difficoltà, anche
Twitter nell'ultima trimestrale ha
riportato un aumento di Monthly Active
Users: 310 milioni (+396 rispetto allo
scorso anno). D tempo trascorso
sull'app è diminuito? È un problema
per i padroni di casa, come ha
sottolineato il Reuters Institute for the
Study of Journalism (Journalism,
media and technology pre-dictions
2016). Facebook, come gli altri social,
vuoi tenerci più tempo sull'app, farci
interagire e aumentare il cosiddetto
engagement (che si può vendere ai
pubblicitari). Ma, per noi utenti,
ridurre quel tempo è normale. Anzi,
salutare. L'uso bulimico è un segno
d'entusiasmo e d'impazienza; poi ci si
da un ritmo, come per il sesso nel
matrimonio. Non occorre essere
specialisti—anzi, meglio non esserlo
—per notare certe tendenze. Torniamo
al principe dei social, Facebook. I
ventenni lo usano, non ne abusano.
Spesso, a eccedere, sono le mamme e i
papa, che mostrano la foga dei neofiti.
Twitter? Chi non riesce a staccarsene,
soffre di una nevrosi. C'è chi esagera
con il tifo calcistico e l'amaro dopo i
pasti; alcuni colleghi giornalisti
eccedono con tweet e retweet
Qualcuno dirà: perché, allora, vediamo
sempre più persone chine sui telefoni
(in metro, al ristorante, sulle strisce
pedonali)? Semplice: perché in rete
non
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Lunedì
13/06/2016
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Tech Dai viaggi ai videogame, dall'ordinazione della cena al giornale: il business
delle icone vale 34 miliardi. E crescerà ancora___ Mondo App Scoppia la guerra
dei tre secondi È il tempo massimo di attesa per scaricarle. Ma Google studia un
software per indicare quelle inutili da eliminare
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Dl GRETA SCLAUNICH
Ne scarichiamo meno, ne tralasciamo
di più. Forse siamo diventati più
esigenti, di certo siamo più
impazienti: se un'applicazione (quella
piccola icona colorata che appare
sullo schermo del nostro smartphone
e dietro la quale «lavora» un software
dedicato) ci mette più di tre secondi a
essere scaricata ci stufiamo a
passiamo ad altro. E se la prima volta
che la usiamo non ci piace, un terzo di
noi non le da nemmeno una seconda
possibilità (e non ci entra mai più).
Tanto che Google sta già testando un
nuovo strumento per aiutare gli utenti
a scegliere quali cancellare.
L'indiscrezione arriva dal Wa!! Street
Journal, i dati da uno studio
pubblicato dalla società di consulenza
International Data Corporation (Idc).
La foto Entrambe le notizie
fotografano un mondo, quello delle
app, che si sta evolvendo in fretta.
Non necessariamente in crisi, come
farebbe supporre la diminuzione dei
download che, dal 2014 al 2015, sono
scesi dal 15,8% a livello globale.
Perché gli utenti continuano a
scaricarne e il fatturato aumenta di
conseguenza: secondo le stime della
società l'anno scorso in tutto il mondo
gli utenti hanno scaricato 156 miliardi
di app per ricavi diretti valutati in 34
miliardi di dollari. Senza contare le
inserzioni pubblicitarie. Entro il 2020,
prevede Idc, il numero dei download
arriverà a quota 210 miliardi e i ricavi
saliranno fino a 57 miliardi di dollari.
Numeri in crescita, quindi. La prova
che le app continuano a piacere agli
utenti (che le scaricano) e alle aziende
e agli sviluppatori (che le
costruiscono). Questi software, nati
insieme ai dispositivi mobili, hanno
seguito l'evoluzione dei principali
prodotti mobile: il boom è legato al
lancio dell'App Store di Apple, nel
luglio del 2008. All'epoca ne erano
disponibili circa 500, numero
cresciuto in maniera esponenziale
mano a mano che gli smartphone (e
poi i tablet) conquistavano il mercato
globale. Non solo Apple, infatti, ci
punta da anni: già pochi mesi dopo il
lancio dell'App Store anche Google
sfoderava il suo Google Play (ottobre
2008), seguito da BlackBerry (aprile
2009), Nokia (maggio 2009) Samsung
Apps (settembre 2009). L'ultimo fra i
big a sbarcare nel mondo delle app è
stato Amazon, che ha lanciato il suo
store nel marzo 2011. E' un settore sul
quale conviene investire. La società di
analisi comScore
EDITORIA
ha rivelato in un recente studio che tra
il gennaio 2015 ed il gennaio 2016 il
numero degli italiani che si connette a
internet solo tramite mobile è
aumentato del 36%, passando da 8,8 a
7,9 mi lioni. L'87% di questi lo ha
fatto tramite app e non tramite
browser. Le app offrono infatti
piccole « porte» di accesso a internet,
ma sono soprattutto strumenti mirati e
specifici, adattati ai dispositivi mobili
e pensati per servizi ad hoc.
Dall'ordinazione di un cibo di asporto
per cena al check-in per un volo, dalla
gestione degli account dei social
network all'acquisto di prodotti,
dall'editing di foto e video al
tracciamento delle attività sportive.
Poi ci sono i videogame, i traduttori
vocali, la sveglia che da ogni giorno
un buongiorno diverso. Anche i
media. E tra le new entry c'è anche il
Corriere della Sera, che nei giorni
scorsi ha lanciato la nuova app
Corriere Up. Abitudini Usare le app,
insomma, è diventata ormai
un'abitudine consolidata. Più i
software si sono evoluti, più ci siamo
abituati a strumenti raffinati, semplici
e potenti. Non è difficile convincerci
a scaricare un'app, lo è però spingerci
ad
Le previsioni sono per un
fatturato a 57 miliardi
entro il 2020. Ma chi le
usa tutte
usarla. Non dipende solo dalla loro
utilità e bellezza estetica: alcune
pesano troppo, di conseguenza
occupano spazio e rallentano l'intero
smartphone. La soluzione?
Cancellarle. Scegliere quelle da
eliminare non è nemmeno troppo
difficile, visto che i nostri smartphone
contengono cimiteri di app scaricate e
mai utilizzate. La novità è che adesso
potrebbe essere il nostro smartphone
stesso a suggerirci di quali far piazza
pulita: il Wa!! Street Journa! ha
annunciato che Google sta testando
un nuovo strumento per indicare agli
utenti quali app del bacino Android
disinstallare quando il nostro telefono
funziona a rilento o ci dice che lo
spazio di stoccaggio dati è quasi
terminato. L'avviso arriverebbe
tramite un pop up, che oltre a
informare gli utenti che non hanno
più spazio nel loro telefono fornisce
loro anche qual che suggerimento su
come liberare spazio. Da Google
hanno confermato i test, spiegando
però che non hanno ancora deciso se
e quando questo nuovo strumento
potrebbe essere disponibile per tutti.
Se e quando lo sarà, comincerà una
nuova battaglia nella guerra delle app.
Pag.
73
Lunedì
13/06/2016
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BREVE STORIA DELLE APP Che cosa sono Software da scaricare sui
dispositivi mobili A che cosa servono A offrire servizi specifici, spesso
basati su Internet Quando sono nate Lanciate con i primi smartphone,
hanno raggiunto il successo con la nascita dell'App Store di Apple nel
2008 II mercato del download 20152020* Come «scaricare» le app
scaricate Google ha in fase di test uno strumento per aiutare gli utenti a
scegliere quali app cancellare miliardi di dollari miliardi di dollari-15,8% I
download nel 2015 rispetto al 2014 3 secondi II tempo massimo di
download di un'app concesso dagli utenti prima di rinunciarci lsu 3 Gli
utenti che non useranno più un'app, dopo averla scaricata, se non si avvia
immediatamente Ppaita Fonte ricerca « Idc (International Data
Corporation), grappa spoetizzato In licer die di mercato, consulenze e o ni
In ambito IT e TLC
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Sabato
11/06/2016
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Pierluigi Magnaschi
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Upa, serve più
trasparenza per la
pubblicità sul web
Corsentmo a L
Corsentmo a L 19
Co
II presidente degli utenti pubblicitari anticipa la proposta che il 29
giugno farà all'Assemblea Upa, più trasparenza sul web Sassoli de
Bianchi: è ora di far luce sulle fabbriche dei clic
da Parigi GIUSEPPE
CORSENTINO Apprezza i
francesi e da ragione agli
americani. «I francesi, con la
loro tradizione centralista e un
approccio giuridico
all'economia, hanno fatto una
legge nel lontano 1993 che
vieta ai centri media di
acquistare in proprio gli spazi
pubblicitari e in questo modo
hanno costruito il mercato più
pulito e trasparente al mondo».
E gli americani? « Hanno fatto
bene, benissimo, a sollevare il
problema delle cosiddette
fabbriche dei clic, i computer
che simulano l'apertura di un
pop-up o di una pagina
pubblicitaria su Internet
gonfiando all'inverosimile il
numero dei contatti. Si chiama
programmatic buying, ma
diciamo pure che si tratta di
truffe. E prima o poi le imprese
che investono in advertising
dovranno venirne a capo».
Lorenzo Sassoli de Bianchi,
origini nobiliari, presidente di
Valsoia, la storica azienda
alimentare quotata in Borsa, è il
presidente dell'Upa, Utenti
pubblicitari associati, il punto
di riferimento delle centinaia di
aziende che ogni anno investe
quasi 9 miliardi di euro in
pubblicità e, perciò, ha tutto il
diritto di chiedere alla filiera
(centri media, agenzie,
intermediari vari, editori) in che
modo vengono^ spesi i loro
quattrini. È un «tema
sensibile», come sanno bene gli
attori di questo mercato, che
ItaliaOggi ha sollevato
nell'edizione di ieri riferendo
delle iniziative degli investitori
americani, associati all'Ana,
Association of national
PUBBLICITA'
advertiser (sono un migliaio e
fanno muovere 300 miliardi di
dollari) i quali non sono più
disposti ad accettare che su 100
dollari investiti solo 40 arrivino
all'editore e il restante 60% si
perda in una lunga catena di
intermediazione. «Dica pure: in
una nebulosa sconosciuta»,
aggiunge Sassoli de' Bianchi
che telefona a Parigi, lui che a
Parigi è nato 64 anni fa, in una
bella casa sul Lungosenna, sul
Quai Louis Blériot, 16°
arrondissement (quando suo
padre si occupava dei mercati
internazionali dell'azienda di
famiglia, la Buton, quella del
brandy Vecchia Romagna), per
dire due cose fondamentali sui
ristorni incassati dai centri
media e sulle fabbriche dei clic.
Domanda. Cominciamo dai
ristorni, dai cosiddetti «diritti di
negoziazio
disciplinato. E allora, che si fa
R. Guardi, nel 2007, governo
Prodi, io, appena eletto
presidente dell'Upa e il
sottosegretario all'editoria
Ricardo Franco Levi, abbiamo
provato a far approvare una
versione italiana della Loi
Sapin francese del 1993 che
vieta ai centri media l'acquisto
diretto degli spazi pubblicitari.
In Francia i centri media sono
solo dei mandatari che debbono
rendere conto ai mandanti, cioè
alle aziende. Punto. D. E quindi
niente più ristorni e sconti vari.
R. La legge Sapin, dal nome
del ministro che l'ha proposta,
ha tagliato la testa al toro, come
si dice. Noi non ci siamo
riusciti e oggi non le saprei dire
neanche perché, quali sono
state le forze che hanno
lavorato contro la trasparenza.
La
ne» che i centri media, in
genere colossi, incassano dagli
editori senza darne conto ai
loro clienti, cioè agli
investitori. Risposta. In effetti,
era un problema fino a qualche
anno fa. Ora il mercato si sta
autoregolamentando e l'Upa ha
fissato alcune regole
fondamentali che prevedono
audit e controlli. Certo, in Italia
non s'è riusciti a imporre la
trasparenza per legge come in
Francia, e ItaliaOggi ha fatto
bene a ricordarlo, ma la
situazione non è così
drammatica come hanno
denunciato i colleghi americani
dell'Una. D. Nelle relazioni
commerciali tra privati la
trasparenza forse non si può
imporre per legge, ma l'Italia
non è esattamente un Paese
quale, però, a poco a poco,
anche senza una legge, si sta
imponendo. I «diritti di
negoziazione» oggi si trattano
in qualche modo alla luce del
sole. Non è più il Far West. D.
Però il Far West, come lei
stesso l'ha definito, ha fatto
comodo. R. Chiusa la partita
della legge Sapin all'italiana, è
da un decennio che l'Upa
lavora per la trasparenza.
Questi «diritti di negoziazione»
esistono forse anche perché
certi investitori vogliono
pagare poco i servizi dei centri
media e allora diventa più
facile chiedere un ristorno
all'editore, il quale, a sua volta,
cerca di ingraziarsi il centro e
di spingere questo e quel
mezzo a seconda
Pag.
75
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dei suoi bisogni: mezzo
forte, riscontro
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11/06/2016
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Pierluigi Magnaschi
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dire, del mio Id e con quello
clicca e riclicca come se
davanti allo schermo del
mezzo forte, riscontro
basso, mezzo debole,
computer ci fossi io, ecco
riscontro alto. Ma
questo non serve: è una truffa.
quel che conta,
D. E contro le truffe ci vuole
una legge. Una nuova Legge
come dicevo
Sapin come chiede il suo
prima, è che oggi
collega Pierre-Jean Bozo,
queste trattative
presidente dell'Upa francese. R.
avvengono con il
Non è facile mettere le briglie a
massimo
un cavallo che galoppa.
(possibile,
Regolamentare il web
ovviamente) di
pubblicitario per via legislativa
trasparenza.
credo sia impossibile. D. E
allora? R. Bisogna fare appello
agli attori della filiera,
trasparenza. D.
impegnandoli tutti alla
Dov'è allora l'opa
trasparenza. Partendo proprio
cità denunciata dagli americani dai centri media che in questa
R. Nel mondo Internet e nelle
battaglia sono i nostri primi
fabbriche dei clic. In Upa
alleati. D. In concreto? R.
abbiamo provato a disegnare
Cominciano a capire,
una chart per ricostruire tutti i cominciamo a investigare. Sarà
passaggi, dall'investitore
questa la mia proposta alla
all'editore della piattaforma
prossima assemblea generale
web. È venuta fuori una
dell'Upa il 29 giugno prossimo
nebulosa in cui ci siamo persi
a Milano. D. Ma secondo lei, la
anche noi. D. Una nebulosa
nebulosa oscura del web
piena di buchi neri, di pianeti
pubblicitario si può combattere
sconosciuti, di satelliti che
con uno studio, con una specie
girano non si sa bene attorno a di Libro bianco sulla
chi... È così R. La metafora
trasparenza? R. Quando
astronomica rende bene l'idea. avremo scoperto i buchi neri,
Sia chiaro, il mercato
per continuare con la sua
pubblicitario del web con tutte metafora astronomica, sarà più
le sue infinite variabili, una
facile vincere la Guerra dei
tecnologia estrema basata sulla Mondi. Per un Mondo
gestione dei cosiddetti
Pubblicitario Trasparente.
©pippocorsentino
debole, riscontro alto. Ma quel che conta, come dicevo
prima, è che oggi queste trattative avvengono con il
massimo (possibile, ovviamente) di trasparenza. D.
Dov'è allora l'opa potenziale cliente e raggiungerlo,
appunto, con un clic) e l'utilizzo di algoritmi, non è come
andare a comprare una pagina su un giornale, uno spot
alla tv o un annuncio alla radio. Il sistema è
sofisticatissimo e al potenziale cliente e raggiungerlo,
appunto, con un clic) e l'utilizzo di algoritmi, non è come
andare a comprare una pagina su un giornale, uno spot
alla tv o un annuncio alla radio. Il sistema è
sofisticatissimo e al
Big Data (che vuoi
dire sapere tutto del
potenziale cliente e
raggiungerlo,
appunto, con
un clic) e
l'utilizzo di
algoritmi, non
è come andare
a comprare
una pagina su un
giornale, uno spot
giornale, uno spot alla
tv o un annuncio alla
radio. Il sistema è
sofisticatissimo e
al
suo interno operano diverse D.
Incontrollabili. R. Debbo
risponderle di sì. Come Upa
vorrei sapere che cosa serve e
che cosa no nella cosmogonia
pubblicitaria del web. Certo,
una batteria di computer che
clicca, anzi peggio, che si
appropria, per
PUBBLICITA'
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Luciano Fontana
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Come funziona la tracciabilità I nuovi accordi
siili orario ridotto
Le procedure Impieghi accessori?
Obbligateli sms o mail La modifica più
importante ai 5 decreti attuativi del Jobs
act riguarda i «voucher»: viene introdotta
la tracciabilità dei buoni per pagare i lavori
accessori. I committenti imprenditori non
agricoli o professionisti sono tenuti,
almeno 60 minuti prima dell'inizio della
prestazione di lavoro, a comunicare alla
sede territoriale dell'Ispettorato del lavoro,
mediante sms o mail, i dati anagrafici o il
codice fiscale del lavoratore, il luogo e la
durata della prestazione. I committenti
imprenditori agricoli sono tenuti a
comunicare, nello stesso termine e con le
stesse modalità i dati anagrafici o il codice
fiscale del lavoratore, il luogo e la durata
della prestazione con riferimento ad un
arco temporale non superiore a 7 giorni. In
caso di violazione di questi obblighi scatta
una multa da 400 a 2.400 euro per ogni
lavoratore. Abbassato a 2 mila euro il
limite annuo di importo per ogni
lavoratore non agricolo. In agricoltura,
invece il limite rimane 7 mila euro.
non è imponibile ai fini previdenziali e i
lavoratori beneficiano dell'accredito
contributivo figurativo.
Per i redditi fino a 8 mila euro Indennità di
disoccupazione anche per chi lavora Nel
decreto legislativo sono state in parte
cambiate le funzioni attribuite all'Anpal
(l'Agenzia nazionale perle politiche attive
del lavoro): si chiarisce quali sono i servizi
per il lavoro che rientrano nelle
competenze dell'Anpal che dovrà
occuparsi anche del coordinamento dei
programmi formativi per chi non ha un
impiego, ai fini della qualificazione e
riqualificazione professionale,
dell'autoimpiego e dell'inserimento
lavorativo, nel rispetto delle competenze di
regioni e province autonome. Lo stato di
disoccupazione diventa inoltre compatibile
con lo svolgimento di rapporti di lavoro
dai quali il lavoratore ricava uno stipendio
che non supera la misura del reddito non
imponibile (Smila euro). Anche il
ministero dell'Istruzione coopera con
l'Agenzia alla realizzazione di un sistema
informativo unitario delle politiche del
lavoro che sarà collegato con la banca dati
reddituale, del catasto e del Miur. a cura di
Francesco Di Frischia
Crisi Contratti di solidarietà per assumere
di più I contratti di «solidarietà difensiva»
(taglio dell'orario per conservare i posti di
lavoro) si potranno trasformare in
«solidarietà espansiva»: taglio dell'orario
per aumentare l'occupazione. La
trasformazione può riguardare i contratti di
solidarietà difensivi in corso da almeno 12
mesi nonché quelli stipulati prima del
2016, a prescindere dal fatto che siano in
corso da 12 mesi o meno, e dovrà avvenire
sempre con un accordo con i sindacati.
Inoltre non si può prevedere una riduzione
d'orario superiore a quella i già concordata.
Ai lavoratori spetta un trattamento di
integrazione salariale di importo pari al
50% dell'integrazione salariale prevista
prima della trasformazione del contratto e
il datore di lavoro integra tale trattamento
almeno sino alla misura dell'integrazione
salariale originaria. L'integrazione a carico
del datore di lavoro
RELAZIONI SINDACALI
Pag.
77
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FISCO&DIRITTI I
Dahgiugnosipuòaccederealla I
formula del "part time agevolato" I
introdotto dalla legge di stabilità I
2016: al lavoratore (privato, in full
I time indeterminato) sarà
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erogaI ta, quale beneficio, una
somma 1 pari alla contribuzione
previdenI ziale datoriale ai fini
pensionistij ci, calcolata sulla
parte di retribu! zione non
erogata. Per la parte di ;
retribuzione persa subentrerà la :
contribuzione figurativa Inps. i
Sono interessati i lavoratori nati
; entro il 31 maggio 1952. => in
allegato
PREVIDENZA Al via il part tim
agevolato che accompagni alla
pensione Fabio Venanzi >•
pagine 23
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Lunedì
13/06/2016
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FISCO&DIRITTI Verso la pensione
Part time agevolato con bonus
in busta e copertura figurativa
Beneficio per i dipendenti nati
entro il 31 maggio 1952
PAGINEACURADI Fabio Venanzi al 2 giugno
scorso è possibile accedere alla formula del "part time
agevolato" introdotto dalla legge di Stabilità 2O1Ó.
Gli ultimi chiarimenti sono giunti con la circolare
90/2016 dell'Inps. La norma consente ai lavoratori
dipendenti del settore privato, con contratto di lavoro
a
RELAZIONI SINDACALI
tempo pieno e indeterminato, e che
risultano iscritti all'assicurazione
generale obbligatoria, nonché alle
forme sostitutive (ex Inpdai, Enpals)
ed esclusive (ex Ipost, Inpdap, FS)
della medesima, di poter ridurre la
prestazione lavorativa tra il 40 e il óo
percento, a condizione che entro il 31
dicembre 2018 perfezionino 66 anni e
7 mesi di età e che al momento della
trasformazione del rapporto di
lavoro abbiano già il requisito
minimo contributivo (di norma,
pari a 20 anni). Pertanto, gli
interessati dovranno essere nati
entro il 31 maggio 1952. I
beneficiari Al lavoratore sarà
erogata, quale beneficio, una
somma pari alla contribuzione
previdenziale datoriale ai fini
pensionistici, calcolata sulla
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parte di retribuzione non erogata,
comprensiva delle mensilità
aggiuntive quale tredicesima e
quattordicesima. Tale bonus è esente
da qualsiasi imposizione fiscale e con
cui la Dti non si dovesse esprimere,
vale il silenzio-assenso. Da questo
momento, i datori di lavoro
potranno presentare l'istanza di
accesso al beneficio in argomento
all'Istituto previdenziale, che
tributiva. Per la parte di retribuzione
vigilerà affinchè la spesa rientri nel
persa, subentrerà la contribuzione
plafond messo a disposizione dal
figurativa a carico dell'Inps. Nella
legislatore. Il superamento dello
platea dei possibili beneficiari
stanziamento, anche per una sola
rientrano sia idipendenti di soggetti
annualità, comporterà il rigetto
definiti imprenditori - compreso il
dell'istanza per esaurimento delle
personale degli enti pubblici
economici - sia coloro che dipendono risorse dell'annodi riferimento. Il
da datori di lavoro "non imprenditori" beneficio cesserà dal giorno
(associazioni culturali e di
seguente a quello di raggiungimento
volontariato, studi professionali e
dell'età anagrafica per l'accesso alla
similari), mentre rimangono esclusi i
pensione di vecchiaia (per talune
dipendenti della pubblica
gestioni - dal primo giorno del mese
amministrazione e delle autorità
successivo) oppure in via anticipata
amministrazioni indipendenti. Non
a seguito della modifica dell'accordo
potranno accedere all'agevolazione
stipulato tra il lavoratore e il datore
coloro che svolgono un'attività che
di lavoro. Qualora vengano
non può per sua natura - essere
modificati gli accordi, per esempio
trasformata in part time (ad esempio,
per variazione della percentuale di
le collaborazioni a progetto e i
part time agevolato, il lavoratore
lavoratori domestici). Nel caso di
soggetti contributivi puri (cioè privi di decadrà dal beneficio e dovrà
procedere a presentazione una nuova
anzianità al 31 dicembre 1995) - per
istanza seguendo tutti gli
effetto di quanto introdotto dalla
riforma del 2O11 - deve altresì essere adempimenti ex novo.
soddisfatto il requisito di importo del
primo assegno pensionistico calcolato
al momento della trasformazione con
il coefficiente dell'età per il
pensionamento di vecchiaia. Tale
importo
non dovrà risultare inferiore a 1,5
L'eventuale possesso dell'anzianità
contributiva utile per il
conseguimento della pensione
anticipata (41 anni, io mesi per le
donne, +1 anno pergli uomini), non
costituisce causa ostativa per
l'accesso al part time agevolato. Si
decade dal beneficio se il lavoratore
intende esercitare il diritto per
accedere alla pensione anticipata. È
possibile conseguire il beneficio
anche da parte dei lavoratori che
risultano già titolari di un
trattamento pensionistico. Inoltre,
durante questa tipologia di part time,
l'assicurato non deve avere altra
contribuzione obbligatoria versata
perulterioreattivitàlavorativa, a
prescindere dalla gestione di
iscrizione. Infatti la contribuzione
figurativa, secondo giurisprudenza,
non può essere riconosciuta quando
il periodo risulti comunque coperto
da contribuzione. La trasformazione
II lavoratore, una volta concordata
con il datore la trasformazione del
rapporto di lavoro, dovrà presentare
istanza all'Inps tramite i servizi
online. Ottenuta la certificazione, si
potrà stipulare un nuovo contratto di
lavoro con decorrenza dal ^giorno
del mese successivo a quello di
accoglimento. Il contratto dovrà
essere trasmesso alla Dirczione
territoriale del Lavoro affinchè
possa rilasciare entro 5 giorni il
provvedimento di autorizzazione;
nel caso in
RELAZIONI SINDACALI
aveva rispettivamente almeno 18
anni di contributi al 31 dicembre
1995 o un'anzianità inferiore. Per la
quota contributiva (quota C), nel
silenzio della norma, il montante
sarà conteggiato prendendo a
riferimento la contribuzione
figurativa, oltre a quella
effettivamente versata per la parte
di retribuzione goduta.
La legge di Stabilità 2016, dopo le
modifiche apportate dal
Milleproroghe (DI 210/2015), ha
esteso la possibilità di ricorrere al
part time agevolato - oltre che per
gli iscritti all'Ago e alle forme
sostitutive - anche nei confronti
degli iscrìtti alle forme esclusive
dell'Ago. Ho letto che la modifica
normativa consente l'accesso a
questa agevolazione anche da parte
dei dipendenti pubblici. Vorrei
avere una conferma. R.M.-SESTO
CALENDE
ATTENT
I F\»»»
LA RETRIBUZIONE DI
RIFERIMENTO Perindividuare la
retribuzione da prenderea riferimento
perilcalcolo delle quote di pensione
retributive, peri lavoratoriin "part time
agevolato", non si terrà conto nel
calcolo della retribuzione media
pensionabile di quanto percepito nelle
settimane di lavoro part time, ove dò
dovesse comportare un trattamento
pensionistico più favorevole. Tale
clausola di salvaguardia, prevista
dalla legge di Stabilità.si applica sulle
quote retributive calcolate con
riferimento all'anzianità contributiva
posseduta al31 dicembre 2011oal31
dicembre 1995, a seconda se
l'interessato
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Roberto Napoletano
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I casi risolti SI PARTE DAL FULL TIME LA
SITUAZIONE Sono nata il 27 luglio 1952 e sono
dipendente di un'azienda privata, ininterrottamente,
dal 1980. Non ho altra contribuzione. Sarei
interessata al cosiddetto "part time Poletti", ma non
riesco a capire se ho i requisiti per accedere
all'agevolazione. In caso contrario, quando
maturerò il diritto alla pensione anticipata o di
vecchiaia Sono un dipendente del settore privato,
nato il 13 gennaio 1951. Hochiestoe ottenuto per
motivi familiari - la trasformazione del rapporto di
lavoroin part time a gennaio. Ho circa 30 anni di
contribuzione. Posso ottenere l'agevolazione
prevista dalla legge di stabilità 2016 al fine di
aumentare la mia busta paga? Quali alternative mi
si prospettano Sono dipendente di una ex
municipalizzata iscritto all'ex Inpdap. Nato il 25
aprile 1952, alla fine del 2016 avrò
complessivamente 42 anni di contributi
comprensivi del riscatto della laurea, della
ricongiunzione e del computo del servizio militare.
Il decreto sulparttimeagevolatosi potrebbe applicare
al mio caso Sono nato nell'aprile 1950 e presto la
mia attività lavorativa nel settore privato. Alla fine
del 1995 ho meno di diciotto anni di contributi,
quindi il sistema di calcolo applicabile è il misto.
Vorrei capire in che modo verrà applicato il doppio
calcolo previsto dalla legge di Stabilità perii 2015
nel conteggio della mia pensione.
Sononatoil6giugnol956,esonoinpensione dall°
giugnoscorso,con42annielOmesidi contributi. Sono
stato dipendente di un ente locale.All995 ho oltre
22anni di contributi, quindi rientro nel sistema
retributive. Tuttavia sul provvedimento di pensione
c'è scritto che la liquidazione eda intendersi
provvisoria in attesa dell'applicazione deldoppio
calcolo. Può succedere che venga variato l'importo
Mio marito è stato riconosciuto inabile nel marzo
scorso, proprio nel mese in cui aveva raggiunto 42
anni e 10 mesi di contributi. A maggio è deceduto.
Abbiamo una figlia minorenne di sedici anni e
vorrei capire se, e in che modo, sarà applicato il
doppio calcolo di cui si è tanto discusso lo scorso
anno, ma che poi sembra essere rimasto
inapplicato. Vorrei sapere se la presenza del part
time negli ultimi anni precedenti la pensione non
influisca negativamente sul calcolo dell'assegno.
Infatti, mi verrebbe da pensare che a fronte di
retribuzioni più basse, l'Inps riesca a "guadagnare"
pagando pensioni di importo più basso rispetto a
quelle calcolate con lo stipendio pieno.
RELAZIONI SINDACALI
Le pensioni ai superstiti di
assicurato riconosciuto inabile non
sonointeressate dal ricalcolo
previsto dall'articolo 1, comma 707,
della legge 190/2014. Lo ha
precisato l'Inps con il messaggio
2214/2016. Pertanto sia il primo
conteggio effettuato a favore
dell'assicurato, sia il secondo a
favore dei superstiti (pari all'80
percento del primo) non subirà
alcun ricalcolo. In linea generale,
potrebbe accadere che con il
ricalcolo la pensione venga rivista
al ribasso. Nelcaso in esame, il
coefficiente retribuivo viene
aumentato di circa 9 punti
percentuali [4 anni + 5/12esimi) x 2
percento]. Pertanto - in una carriera
lineare - è improbabile che il lettore
si veda rideterminare in meno
l'importo pensionistico. La
situazione del lettore non è
interessata dal
ricalcoloprevistodalla legge
190/2014. Infatti la norma prevede
espressamente che venga applicata
esclusiva mente ai soggetti con
almeno 18 anni di contributi al 31
dicembre 1995 e che rientranoin un
sistema di calcolo (ex) retributive.
Peril lettore.ilsistema contributivo
trova applicazione già dal 1°
gennaio 1996 e nulla è variato con
la riforma del 2011. Il lettore, a
ncorché iscritto a Ila Gestione
dipendenti pubblici dell'Inps, può
accedere al part time agevolato,
rilevando la natura privatistica del
rapporto di lavoro. Perfezionerà i
66 anni e 7 mesi nel novembre
2018. Potrebbe accedere alla
pensione anticipata il 1° novembre
2017 poiché riesce a perfezionare i
42 anni 10 mesi, requisiti previsti
periltriennio2016/2018. La risposta
è negativa. Infatti, non sussiste, al
momento della richiesta, la
titolarità di un rapporto di lavoro a
tempo pieno e indeterminato,
condizioneimpresdndibile. Sulla
base dei dati forniti, il lettore
riuscirà comunque a conseguire la
pensione di vecchiaia il 1°
settembre 2017 con 66 anni e 7
mesi avendo già perfezionato 20
anni di contributi. LA
SOLUZIONE
Lalettricenonpuòavereilparttimeage
volatoperché non nestea
perfezionareióó anni e 7 mesi
entroi'12018. La pensione di
vecchiaia sarà conseguibile
nel2019, qua ndosi stima
chesaranno richiesti 66 anni e 11
mesi. Come dipendente privata al
28 dicembre 2011, può accedere
alla vecchiaia con 64 a nni e 7 mesi
di età (articolo24,commal5bis,Dl201/2011). L'articolo 1,
comma 285, legge 208/2015
prevede che per il calcolo delle
quote retributive non si terrà conto,
nel calcolo della retribuzione
pensionabile, delle retribuzioni
relative alle settimane di lavoro
prestate a tempo parziale, ove ciò
comporti un trattamento
pensionistico più favorevole.
Pag.
80
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13/06/2016
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L'ISTANZA ALL'INPS L'istituto potrà rigettare la domanda della riduzione d'orario nel caso di esaurimento delle risorse
per l'anno di riferimento A PARTIRE DAL 2012 Nel riconteggio vengono comunque valorizzate le annualità di
contribuzione eccedenti i 40 anni
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La correzione. Per assegni retributivi con 18 anni a fine
1995 Quote contributive, ricalcolo generoso
calcolo vigenti fino al 2011
computando, ai fini della
determinazione della misura del
trattamento, l'anzianità contributiva
necessaria per il conseguimento del
diritto alla prestazione, integrata da
quella eventualmente maturata fra la
data di conseguimento del diritto e la
data di decorrenza del primo periodo
utile per la corresponsione della
prestazione stessa. La volontà del
legislatore è stata parzialmente
"modificata". Infatti l'Inps ha
invariati i ratei già corrisposti in
precedenza per decorrenze anteriori a
tale data. Non sono interessate dal
ricalcolo le pensioni di inabilità,
quelle in regime di cumulo e
totalizzazione. Sono escluse, per
adeguamenti informatici e per
coordinamento normativo, le pensioni
anticipate interessate dalla
penalizzazione, cioè quelle conseguite
dai lavoratori che al momento del
pensionamento avevano una età
inferiore a 62 anni con particolari
Sono andato in pensione anticipata,
con 43 annidi contributi, alla fine del
tipologiecontributive.
previsto
la
valorizzazione
delle
2014. La legge di Stabilità 2015
Ilricalcoloavverràa livellocentrale,
anzianità contributive eccedenti i 40
(articolo 1, comma 707, legge
dopo che la lavorazione sarà avvenuta
anni, fino alla data di effettivo
190/2014) aveva previsto un
da parte degli operatori di sede. Il
godimento della pensione, anche se la Ministero ha richiesto anche di
ricalcolo dei trattamenti pensionistici
quale termine di calcolo - "la data di
erogati nei confronti dei lavoratori
monitorare, al netto della tassazione, i
conseguimento del diritto" e non
che al 31 dicembre 1995 potevano
risparmi derivanti dall'applicazione
quella di effettiva riscossione/ accesso della norma. Pertanto, nel caso in cui
vantare un'anzianità contributiva non
inferiore a 18 anni di contributi. A
alla pensione. Infatti, la scelta del
il calcolo interamente retributivo sia
distanza di oltre un anno e mezzo,
lavoratore può essere stata quella di
vincente sul calcolo con la quota
non ho avuto alcuna comunicazione
prolungare volontariamente la propria contributiva, verrà anche individuato il
circa il ricalcolo della pensione. È
attività lavorativa oltre i requisiti
differenziale fra i due importi. Il
possibile avere informazioni in
previsti dalla normativa. Pertanto, per ricalcolo comporterà un recupero sulle
merito W.M.-CANICATTÌ
un lavoratore cheallafinedel2Oi4 è
eventuali somme pagate in più dal 1°
cessato con 43 anni di contributi,
gennaio 2015 fino all'effettivo
l'Inps adotterà un doppio calcolo. Il
adeguamento dell'importo
primo sommando la quota contributiva pensionistico.
dal 2O12 alle quote retributive riferite
alle anzianità maturate alla fine del
2O11. Un secondo calcolo sarà
a riforma del 2011 ha introdotto, dal
effettuato senza la quota contributiva,
2O12, la quota contributiva anche per ma valorizzando tutte le anzianità fino
quei lavoratori che, avendo almeno
alla cessazione. Nell'esempio, saranno
diciotto anni di contributi al 31
valorizzati complessivamente 43 anni,
dicembre 1995, non erano stati
acuì corrisponde un'aliquota di
interessati fino ad allora dal sistema
rendimento dell'86 percento, mentre contributivo. Ciò può aver comportato con la normativa in vigore fino al
l'erogazione di trattamenti
2O11 - l'aliquota si sarebbe bloccata
pensionistici di maggior favore,
ail '80 percento (cioè quella massima
perché tali lavoratori hanno sommato riconoscibile con4O anni di
ai benefici di una pensione calcolata
contributi). Inoltre, il lavoratore aveva
con le regole del sistema interamente già perfezionato undiritto a pensione
retributivo, quote aggiuntive calcolate entro il 2011. Tra i due importi sarà
con il sistema del montante. Se la
messo in pagamento quello inferiore.
riforma MontiFornero non ci fosse
Ma è evidente che il secondo importo,
stata, l'aliquota di rendimento sarebbe calcolato con un'aliquota di
rimasta cristallizzata in
rendimentocomplessiva dell'86
corrispondenza del 4oesimo anno.
percento, risulterà di gran lunga
Giova ricordare, a tal riguardo, che la superiore al primo. Pertanto,
prima bozza del decreto prevedeva
continueranno ad essere pagati importi
una clausola di salvaguardia che però più generosi. Appaiono limitati i casi
scomparve con l'approvazione
in cui la pensione con quota
definitiva. Con la circolare 74/2015,
contributiva possa risultare superiore a
l'Inps ha fornito le indicazioni
quella interamente retributiva.
sull'argomento, alla quale sono seguiti Bloccando l'assegno al 4oesimo anno
due messaggi di quest'anno (nn. 1180 contributivo, il ricalcolo avrebbe
e 2214). Il comma 707 ha previsto
comportato effettivi risparmi. La
che, in ogni caso, l'importo
rideterminazione ha effetto dal 1°
complessivo del trattamento
gennaio 2015, rimanendo
pensionistico non può eccedere quello
che sarebbe stato liquidato con
l'applicazione delle regole di
RELAZIONI SINDACALI
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elaborazione Two Sides su doti FAO 2015 - ** fonte ERPC 2015 che la carta promuove la che la carta promuove la Le nostre foreste, in dieci anni, sono cresciute di la carta è che la carta promuove la Le
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che la carta promuove Puoi stare tràn Le nostre foreste, in dieci anni, sono cresciute di la c
elaborazione Two Sides su dali FAO 2015 ** fonte ERPC 2015 elaborazione Two Sides su
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13/06/2016
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* «s NON E VER che la carta è nemica delle foreste. che
la carta promuove la gestione sostenibile delle foreste e il
riciclo dei propri prodotti. Puoi stare tranquillo, in Europa
sono più gli alberi piantati di quelli tagliati. Le nostre
foreste, in dieci anni, sono cresciute di una superficie pari
a quella dell'intera Svizzera*. E inoltre, con 2.000 chili al
secondo**, la carta è il materiale più riciclato d'Europa.
NATl/RAWENTe lo (?IK (ARIA-www.twosides.inf o/it *
elaborazione Two Sides su dati FAO 2015 * * fonte ERPC
2015
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