Rassegna 1 ottobre 2015

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Rassegna 1 ottobre 2015
NAPOLI FILM FESTIVAL
Giovedì, 01 ottobre 2015
NAPOLI FILM FESTIVAL
Giovedì, 01 ottobre 2015
Napoli Film Festival
01/10/2015 Il Mattino (ed. Napoli) Pagina 47
MAURIZIO DI RIENZO
De Rienzo, Golino e Scamarcio a Procida, l' isola del cinema
01/10/2015 Il Mattino (ed. Circondario Nord) Pagina 44
MAURIZIO DI RIENZO
Film e carcere, Golino e Scamarcio a Terramurata
01/10/2015 Il Mattino (ed. Circondario Sud) Pagina 47
GIUSEPPE ESPOSITO
«Ancora uno», il corto di Cangiano approda al
01/10/2015 Il Mattino (ed. Caserta) Pagina 44
CLAUDIO LOMBARDI
«Please», al Pan la Tanzania di Ippolito
01/10/2015 La Repubblica (ed. Napoli) Pagina 12
MIMMO SICA
Martone e il desiderio del ritorno
01/10/2015 Il Roma Pagina 48
Sergio Assisi festeggia a Villa Diamante
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Cinema
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MARIDÌ SESSA
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Il Mattino (ed. Napoli)
Napoli Film Festival
La tre giorni di «Artethica»
De Rienzo, Golino e Scamarcio a Procida, l' isola del
cinema
Maurizio di Rienzo L' isola di Arturo «libera»
tre giorni di cinema di «massima sicurezza»
(da domani a domenica) da vivere dentro e
attorno all' ex penitenziario post­borbonico di
Terramurata, di recente acquisito dal Comune.
Il progetto «Artethica, Procida l' isola del
cinema» è articolato tematicamente nel
triangolo visivo e narrativo isole­carceri­mari, e
affidato al trentasettenne attore e regista
napoletano, ma isolano da parte di padre,
Libero De Rienzo, curatore della kermesse
che indaga sul rapporto fra cinema e luoghi di
detenzione ideata con la moglie Marcella
Mosca nella cornice di altre iniziative di giovani
operatori culturali procidani.
«Il mare che si scorge da qui è quello
raccontato per secoli nelle case dei pescatori
locali e cinematograficamente inquadrato da
Nanni Loy, Alberto Sordi, Massimo Troisi,
specchio di riflessione per concetti di
isolamento e libertà, approdi e derive,
partenze e ritorni che permeano anche altri
film oltre a "Detenuto in attesa di giudizio" e "Il
postino"», dice De Rienzo. «Questa proposta
d' identità intellettuale l' abbiamo addirittura
trovata incisa sulle pietre di una cella
procidana: "Qui rinchiusi in questo carcere,
prigionieri di noi stessi, dei nostri sbagli e
strade errate, prigionieri di un passato incancellabile e di un futuro che fa troppa paura, sento che non è
tardi per farcela e riprendere a volare oltre queste mura e queste sbarre". Parole di dolore e speranza di
fronte al mare bellissimo e drammatico, su cui ragionare e riunirsi».
In programma, serate con film emblematici (gli americani «Papillon» e «Nick mano fredda», il francese
«Il conte di Montecristo») e capolavori italiani («Vaghe stelle dell' Orsa» di Visconti e «L' isola di Arturo»
di Damiani dal grande romanzo di Elsa Morante dedicato appunto a Procida). De Rienzo sottolinea
anche i percorsi di formazione «Mestieri e misteri», incontri fra professionalità del cinema e realtà
isolane per la pratica della messinscena cinematografica, e l' idea delle case aperte al pomeriggio con
salotti e cucine pronti a ospitare proiezioni di vecchi documentari, filmati familiari, cartoni animati per
bambini per il cosiddetto «tavolo dei criaturi».
A proposito di giovanissimi: potranno entrare nella prima cappella domenicana dell' isola che fu rifugio
da invasioni saracene, per vedere horror sdrammatizzanti quali «Frankenstein jr.», «Ed Wood», «Invito
a cena con delitto». E, last but not least, guardando di fronte a Procida, «Artethica» apre domani alle 21
con la proiezione di «Per amor vostro» di Giuseppe Maria Gaudino, girato a Pozzuoli, protagonista
Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2013­2016
A CURA DI ASITNEWS
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Il Mattino (ed. Napoli)
Napoli Film Festival
Valeria Golino premiata con la Coppa Volpi alla Mostra di Venezia e attesa a Procida con il coproduttore
del film Riccardo Scamarcio. Ovvio, la loro società a nome Buena Onda solca il mare del cinema...
Libero De Rienzo, intanto, ieri sera era al Metropolitan per la proiezione di «Fortàpasc» di Marco Risi al
Napoli Film Festival a trent' anni dall' assassinio di Giancarlo Siani, che ha interpretato con grande forza
nel film: «Siani è un simbolo di impegno e pulizia, per me è stato un onore interpretarlo, anche se la sua
morte rimane una ferita aperta, insanabile. Giancarlo era un uomo perbene, un giornalista coraggioso:
io ho cercato di rendergli giustizia sullo schermo, con un film che porto sempre dentro di me».
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MAURIZIO DI RIENZO
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Il Mattino (ed.
Circondario Nord)
Napoli Film Festival
Il festival Da domani a domenica tre giorni di rassegna cinematografica sull' isola di Arturo
Film e carcere, Golino e Scamarcio a Terramurata
Maurizio di Rienzo Procida. L' isola di Arturo
«libera» tre giorni di cinema di... massima
sicurezza (da domani a domenica) da vivere
dentro e attorno all' ex penitenziario
postborbonico palazzo D' Avalos, a
Terramurata, di recente acquisito dal Comune.
Il progetto «Artethica, Procida l' isola del
cinema» è articolato tematicamente nel
triangolo visivo e narrativo isole­carceri­mari, e
affidato al trentasettenne attore e regista
napoletano, ma isolano da parte di padre,
Libero De Rienzo (nella foto, di Newfotosud­
Alessandro Garofalo ), curatore della
kermesse che indaga sul rapporto fra cinema
e luoghi di detenzione con la compagna
Marcella Mosca.
In programma, serate con film emblematici (gli
americani «Papillon» e «Nick mano fredda», il
francese «Il conte di Montecristo») e
capolavori italiani («Vaghe stelle dell' Orsa» di
Visconti e «L' isola di Arturo» di Damiani dal
grande romanzo di Elsa Morante dedicato
appunto a Procida).
De Rienzo nel cartellone sottolinea anche i
percorsi di formazione «Mestieri e misteri»,
incontri fra professionalità del cinema e realtà
isolane per la pratica della messinscena
cinematografica, e l' idea delle case aperte al
pomeriggio con salotti e cucine a ospitare proiezioni di vecchi documentari, filmati familiari, cartoni
animati per bambini per il cosiddetto «tavolo dei criaturi».
A proposito di giovanissimi: potranno entrare nella prima cappella domenicana dell' isola che fu rifugio
da invasioni saracene, per vedere horror sdrammatizzanti quali «Frankenstein jr.», «Ed Wood», «Invito
a cena con delitto». E, last but not least, guardando di fronte a Procida, «Artethica» apre domani alle 21
con la proiezione di «Per amor vostro« di Giuseppe Maria Gaudino, girato a Pozzuoli, protagonista
Valeria Golino premiata con la Coppa Volpi alla Mostra di Venezia e attesa a Procida col coproduttore
del film Riccardo Scamarcio.
«Il mare che si scorge da qui è quello raccontato per secoli nelle case dei pescatori locali e
cinematograficamente inquadrato da Nanni Loy, Alberto Sordi, Massimo Troisi, specchio di riflessione
per concetti di isolamento e libertà, approdi e derive, partenze e ritorni che permeano anche altri film
oltre a "Detenuto in attesa di giudizio" e "Il postino"», commenta De Rienzo, alla ricerca di una proposta
d' identità intellettuale trovata incisa su pietre di una cella procidana: «Qui rinchiusi in questo carcere,
prigionieri di noi stessi, dei nostri sbagli e strade errate, prigionieri di un passato incancellabile e di un
futuro che fa troppa paura, sento che non è tardi per farcela e riprendere a volare oltre queste mura e
queste sbarre».
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Il Mattino (ed.
Circondario Nord)
Napoli Film Festival
De Rienzo, intanto, ieri sera era al Metropolitan per la proiezione di «Fortàpasc» di Marco Risi al Napoli
Film Festival a trent' anni dall' assassinio di Giancarlo Siani, da lui interpretato nel film: «Lui è un
simbolo di impegno e pulizia, per me è stato un onore interpretarlo, anche se la sua morte rimane una
ferita aperta, insanabile. Giancarlo era un uomo perbene, un giornalista coraggioso: io ho cercato di
rendergli giustizia sullo schermo, con un film che porto sempre dentro con me».
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Il Mattino (ed.
Circondario Sud)
Napoli Film Festival
Pollena Trocchia
«Ancora uno», il corto di Cangiano approda al
Napoli Film Festival
Pollena Trocchia. «Ancora Uno», il corto girato
nell' area geologica del Carcavone,
selezionato per il Napoli Film Festival: verrà
proiettato oggi al Metropolitan di Napoli, alle
17.
Una piccola produzione, autonoma e
autofinanziata ma un grande progetto con un
messaggio forte e attuale. Il cortometraggio di
Pasquale Cangiano, regista di Pollena
Trocchia, affronta infatti in chiave drammatica
il tema dell' alcolismo.
Una piaga, purtroppo, che si allarga a macchia
d' olio tra i giovani e giovanissimi. Un film
sperimentale, con due personaggi: Matteo ­
uomo ferito dalla perdita della moglie
assassinata ­ e l' omicida. «Sono orgoglioso di
essere stato selezionato per il Napoli Film
Festival ­ dice il regista ­ un risultato ottenuto
grazie ai protagonisti Andrea De Simone e
Daniele Cautiero per la forza interpretativa;
grazie anche a Sergio Gentile, autore delle
musiche e a Giuseppe Esposito per le foto».
pat.pan. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
GIUSEPPE ESPOSITO
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Il Mattino (ed. Caserta)
Napoli Film Festival
«Please», al Pan la Tanzania di Ippolito
Dopo «Pithecusae», il regista Gaetano Ippolito
sbarca al «Pan». Il suo documentario,
«Please», è stato selezionato per la 17esima
edizione del «Napoli film festival», nella
sezione «Schermo Napoli doc». L' opera sarà
presentata, oggi pomeriggio, alle 18, al
Palazzo delle Arti, al civico 60 di via dei Mille;
l' ingresso è gratuito.
Prodotto dalle etichette indipendenti «Terra di
Cinema» e «Viseeva Film», «Please» (al
contempo, un brano degli U2 e un' invocazione
a dio) racconta la storia, mostra la
straordinaria quotidianità e accarezza l' anima
di Giuseppe Tuzzeo, missionario laico, che ha
lasciato la sua Milano per recarsi in Tanzania e
dedicare la vita agli altri. Gli è bastato
ascoltare alla radio, in un giorno come gli altri,
l' appello di un prete che cercava collaboratori
per la sua missione in Tanzania, perché una
scintilla si accendesse in lui e gli facesse
abbandonare tutto per un viaggio che si è
rivelato pieno di gioie e di dolori, di
soddisfazioni e di delusioni; Giuseppe, con la
sua associazione «Piccoli scalzi», porta avanti
un duro lavoro da oltre dieci anni.
Dopo «Inside Africa», documentario del 2012
sull' esperienza di un medico missionario
italiano che raccoglie fondi per costruire
ospedali in Tanzania, Ippolito, casertano della Val di Suessola, è tornato nel continente nero, e lo ha
fatto a suo modo: senza rifugiarsi nel linguaggio didascalico del reportage, ma utilizzando forme
narrative e un approccio drammaturgico in equilibrio perfetto tra la visione oggettiva e quella soggettiva.
Accolto, a luglio, con entusiasmo all'«Ischia film festival», «Please» è un chiaro esempio di
documentario d' autore, in cui la creatività del regista sublima nel desidero di comunicare, di far
comprendere, di trasmettere. Il montaggio e l' editing sono stati affidati a Valentina Crisci e a
Sebastiano Sacco, mentre le musiche della colonna sonora, a Vincenzo De Lucia. La pellicola di Ippolito
è stato inserito anche nella rassegna «Indipendent Duel», al multisala «Duel» di Caserta, diretta da
Christian Coduto.
Claudio Lombardi © RIPRODUZIONE RISERVATA.
CLAUDIO LOMBARDI
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La Repubblica (ed.
Napoli)
Napoli Film Festival
Cinema
FILANGIERI Domani dalle 20.30 al cinema
Metropolitan per la rassegna "Venezia a
Napoli. Il cinema esteso", incontro con Amos
Gitai (foto) in una serata realizzata insieme al
Napoli Film Festival. Il regista israeliano
presenterà il suo ultimo lavoro, "Rabin the last
day".
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Il Roma
Napoli Film Festival
L' INTERVISTA Il regista partenopeo, direttore artistico dello Stabile di Torino, tra i protagonisti
del "Napoli Film Festival"
Martone e il desiderio del ritorno
NAPOLI. «Non ho visto il film di Caligari, ma
molte persone di cui ho grande stima mi
hanno detto che è bellissimo. Siamo qui pronti
a fare il tifo per questo film e per questo
regista che non c' è più e che è stato un
regista importante, di culto ma mai sorretto
dall' industria cinematografica italiana». Così
Mario Martone (nella foto) ha commentato la
decisione, a sorpresa, della commissione che
ha candidato per l' Italia, "Non essere cattivo"
di Claudio Caligari (scomparso nel maggio
scorso) nella prelista per la corsa al Miglior
film straniero 2016, preferendolo a "Il giovane
favoloso".
È l' incipit dell' intervista che gli ha fatto Enzo
d' Errico, direttore del "Corriere del
Mezzogiorno", al cinema Metropolitan in via
Chiaia, con la quale ufficialmente ha avuto
inizio la 17ª edizione del "Napoli Film Festival"
che dedica al regista napoletano la prima
retrospettiva completa nella sua città.
Nel tuo cinema c' è tutta la biografia di una
generazione che è passata attraverso la
crescita di Napoli.
Ho sempre avuto la sensazione che la tua
filmografia si basi quasi su un sistema binario.
Ci sono sempre due film che si specchiano l'
uno nell' altro: "L' amore molesto" e "L' odore
del sangue", "Noi credevamo" e "Il giovane
favoloso", "Morte di un matematico" e "Teatro
di guerra".
È una suggestione in cui ti ritrovi?
«È possibile vedere questi accoppiamenti perché il mio lavoro è come un arcipelago composto da
molte isole.
Lavoro nel cinema e nel teatro e il teatro fa parte di me. Un altro codice binario è quello che c' è tra
"Terremoto con madre e figlia" e "L' amore molesto", oppure ne le "Operette morali" che ho fatto prima
di "Il giovane favoloso". Porterò quest' anno a Napoli, al teatro Bellini, una "Carmen" con l' Orchesta di
Piazza Vittorio. È un lavoro che dialoga con un "Otello" da Verdi ed era una riscrittura contemporanea di
un musicista che si chiama Peter Gordon. Un altro contatto è con "I dieci comandamenti" di Viviani che
misi in scena con le musiche riarrangiate da Daniele Sepe e la "Carmen" riscritta da Enzo Moscato in
chiave vivianea. È come se tutto questo passato fosse sempre vi vo perchè non è qualche cosa di
nostastalgico o qualche cosa che si deve ripudiare, ma qualche cosa che è in costante dialogo. Da ogni
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pezzo fatto del passato può scaturirne un altro nel prossimo futuro».
"Il giovane favoloso" è scosso da una forte passione che ricorre spesso come elemento vitale nei tuoi
lavori...
«Lavorando su Leopardi mi sono reso conto che tutti i film che ho fatto sono leopardiani perchè quasi
tutti contengono una passione che è anche una rivoluzione che orienta la vita e le scelte e poi c' è
sempre una disillusione».
"L' odore del sangue" è tratto dall' omonimo straordinario libro di Goffredo Parise...
«Questo libro "maledetto" è stato scritto negli anni '70, quando Pasolini scriveva Petrolio. Sono due
opere vicine da molti punti di vista. Fu scritto di getto da Parise, messo in un cassetto e lasciato lì. È
stato recuperato dopo la sua morte da Giuseppe Fioroni e pubblicato negli anni '90. Parise era stato
giornalista e nel suo libro parla di qualche cosa che nell' occidente, e in Italia in particolare, stava
precipitando e con essa finiva un' illusione rivoluzionaria forte partita negli anni 60».
Ti è riconosciuta una grande capacità di dirigere gli attori. Quale è il segreto?
«In un attore cerco sempre di scavare nel suo aspetto umano per trovare l' elemento di verità. In questo
mi aiuta molto il mio lavoro in teatro perché è il luogo dove si vive con gli attori».
In "Morte di un matematico napoletano" ci sono tutti i temi sviluppati nei tuoi film e soprattutto la tua
Napoli...
«È un film ambientato nel 1959, anno in cui morì Renato Caccioppoli. È la storia del crepuscolo di un
uomo perchè parla dell' ultima settimana di vita del grande matematico. È anche il crepuscolo di una
città raccontato l' anno dopo da Francesco Rosi in "Mani sulla città". È emblematica la scena iniziale con
Rod Steiger. Napoli con il cinema ha un rapporto fortissimo. Da Elvira Notari in avanti il cinema a Napoli
si faceva come Cinecittà a Roma e forse ancora di più».
Quale è il tuo rapporto con Napoli?
«Molto forte. Con mia moglie Ippolita abbiamo casa qui e cerchiamo di vernirci il più possibile. La cosa
che abbiamo fatto con maggiore entusiasmo è stata quella di scrivere la parte napoletana di "Il giovane
favoloso" e di volerla girare a Napoli. È sempre possibile scavare nelle stratificazioni della nostra città
con la macchina da presa e trovare cose nascoste. È magnifico farlo come è magnifico girare film su
Napoli».
Tra l' altro sei il direttore artistico dello Stabile di Tonino. Torneresti a lavorare a Napoli?
«Assolutamente sì».
Hai riportato alla Sala Assoli "Teatro di guerra" che Morando Morandini definì il miglior film
degli anni 90. Come è stata questa esperienza di ritorno?
«È stata una serata emozionante e calda. Sala Assoli è nata dall' incontro e dal dialogo tra artisti. Igina
di Napoli e Angelo Montella chiamarono me, Toni Servillo, Antonio Neiwiller, Angelo Curti, quel gruppo
che avrebbe poi fondato Teatri Uniti. L' incontro era favorito da quella porta aperta sul vicolo dei
Quartieri Spagnoli e "Teatro di guerra" è un film impiantato su quella porta, cioè sulla relazione tra ciò
che accade in teatro e quello che succede all' esterno che condiziona il teatro e con cui questo deve
dialogare altrimenti non è vivo».
MIMMO SICA
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Il Roma
Napoli Film Festival
L' EVENTO L' attore e l' intero cast del film "A Napoli non piove mai" hanno brindato dopo l'
anteprima al "Metropolitan"
Sergio Assisi festeggia a Villa Diamante
Un debutto in grande stile per Sergio Assisi in
veste di regista, che da "eterno ragazzo"
desideroso di nuove sfide sempre in un
contesto puramente artistico si 8 sperimentato
come regista oltre che nell' abituale veste di
attore nel film "A Napoli non piove mai". La
pellicola, che vuole essere una commedia
garbata e dipinge la città partenopea in
maniera solare, lontano da episodi di
delinquenza abituale, vede il confronto di tre
sindromi diverse, quella di Peter Pan, che
assale Barnaba alias Assisi, un quarantenne
mai cresciuto che cerca ancora il successo
professionale come fotografo, quella del
suicidio che ossessiona Jacopo, abbandonato
sull' altare dalla sposa promessa e la
sindrome di "Stendhal" che ha colpito Sonia,
un' aspirante artista, piombata da Napoli a
Milano. Il cast di attori selezionato dal neo
regista Assisi, 8 volutamente "teatrale", come
lui testualmente ha più volte ribadito, riferendo
apertamente: «Gli attori si distinguono in due
categorie: i cani ed i non cani, per il mio film
ho scelto la seconda categoria. Del resto
personalmente provengo dalla scuola di teatro
del "Bellini" di Tato Russo, per cui credo
fermamente che il vero attore nasce e si forma
esclusivamente sul palcoscenico. Lavorare,
dirigere i miei colleghi di teatro in questa mia
"prima opera" 8 stato super divertente; mi
sentivo come un bambino con le mani nel sacco di giocattoli; Francesco Paolantoni ad esempio lo
vedevo come una "Barbie"».
Assisi nel film, nel ruolo anche di Barnaba Buonocore, "aspirante fotografo" dipinge in maniera mai
scontata ma assolutamente originale, dinamica, quelli che sono i fermenti, le idee, i costumi della sua
città, spesso ricorrendo a simbolismi o a citazioni che ricordano i grandi del passato quali Troisi, De
Sica, To tò, inseguendo filosofie di vita, tipiche del popolo napoletano, come l' espressione "'O
napulitano se fa sicco ma nun more", da lui stesso richiamata nel corso del movie party che si 8 svolto a
"Villa Diamante", martedì sera, al termine della proiezione del film al "Metropolitan", nell' ambito di
"Napoli Film Festival".
In un' atmosfera, goliardica, all' insegna della napoletanità, accolti da Carmine Esposito e l' eccellente
staff di "Villa Diamante", dopo aver gustato le prelibateszze dai sapori dai sapori mediterranei
confezionate dallo chef della casa e la sua brigata negli spazi ameni arredati secondo uno stile minimal
chic, l' irriducibile "Barnaba" e l' inte ro cast composto da Valentina Corti, Nunzia Schiano, Antonella
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Il Roma
Napoli Film Festival
Morea, Sergio Solli, Gaetano Amato, Clotilde Sabatino, Magdalena Grochowska, Massimo Andrei,
Ernesto Lama, Francesco Paolantoni, Benedetto Casillo, Elena Miglio, Ademo Togliari, Antonella
Romano, Giuseppe Cantone, Lucio Caizzi, Luigi Di Fiore, Giancarlo Ratti, Laura Schettino, Susy Del
Giudice, Arianna De Rosa, Bruno Trami ce, Yacoubou Ibrahim, Domenico Sgariglia, il direttore della
fotografia Claudio Marceddu, lo scenografo Antonio Farina, il montatore Daniele Cantalupo e gli altri
"addetti ai lavori", hanno brindato al "successo annunciato" della brillante "adventure" coinvolgendo tutti
gli invitati in ovazioni augurali e scaramantiche.
Particolarmente coreografica la torta, bianca profilata di rosso a forma di ombrello, creata dalla cake
design della villa, Mary Minale, illuminata da mille fiammelle quasi a suggellare che a Napoli anche la
pioggia 8 solare.
MARIDÌ SESSA
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