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Discussioni
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Traduzioni in italiano
∂ – Rivista di architettura
2007 ¥ 7/8 ·Costruire con l’Acciaio
Inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 7/8 ∂
Testo in italiano
Traduzione:
Architetto Rossella Letizia Mombelli
E-Mail: [email protected]
Potete trovare unʼanteprima con immagine di tutti progetti cliccando su:
http://www.detail.de/Archiv/De/HoleHeft/197/ErgebnisHeft
Discussioni
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Versatilità del materiale acciaio
lizzata, una sovrastruttura teorica come elemento a caratterizzazione formale.
L’acciaio è un materiale versatile di grande
espressività che mostra tutte le sue potenzialità soprattutto nelle strutture con grandi
luci. Della sua eccezionale resistenza a trazione si avvale anche il nuovo ponte sulla
Senna a Parigi: due nastri curvilinei che si
intersecano vicendevolmente offrendo al
passante una particolare esperienza spaziale e diverse possibilità di attraversamento.
La superficie ondulata è contemporaneamente uno spazio urbano di grande qualità.
A rappresentare l’altro volto dell’acciaio: la
piccola casa di vacanze sulla costa australiana, disegnata da Sean Godsell con una
sottile pelle di metallo ossidato.
Nel Brand Center Adidas progettato da
Querkraft, l’ampia superficie funzionalmente
ottimizzata è coperta da una struttura portante esile e lineare mentre nel BMW Welt
l’acciaio è impiegato al massimo delle sue
capacità per realizzare le stravaganti suggestioni formali dell’architetto.
In questo caso il committente non ha badato
a spese ed ha coinvolto i migliori specialisti,
lo stesso è accaduto anche per l’edificio
della CCTV di Rem Koolhaas a Pechino. Dominique Perrault invece non usa il metallo
solo per costruire, ma anche per avvolgere i
suoi volumi.
Christian Schittich
Hightech
Per l’apoteosi di una conclamata estetica
della macchina si dovrà aspettare l’architettura Hightech che sorge nell’euforia del primo sbarco sulla luna; al volgere degli anni
60, in un primo momento, solo nella fantasia
del gruppo di architetti britannici Archigram.
I fabbricati eretti su gambe di acciaio imparavano a stare in piedi nel vero senso della
parola: Walking City è una città mobile.
Anteporre un’ossatura di acciaio all’esterno
dell’involucro significava stabilire la supremazia della struttura sulla pelle, la cui proporzione compositiva aveva dominato il dibattito architettonico sin dal Rinascimento.
I critici chiamarono in causa anche le analogie con il corpo umano: “In sostanza, le ossa sono nascoste dalla pelle, per questo è
necessario nascondere la struttura dietro
l’involucro edilizio”.
Se nel gotico, per realizzare le ampie superfici vetrate colorate il contrafforte in pietra
(unico materiale da costruzione disponibile)
si trovava all’esterno, nell’architettura Hightech, al contrario, il tema era dato principalmente dalla disposizione ricercata della
struttura all’esterno.
Invece dei profili standard solitamente utilizzati nelle costruzioni industriali, progettisti
del calibro di Grimshaw, Norman Foster e
Renzo Piano portano architetti e pubblico
verso una nuova consapevolezza del materiale. Agli elementi colati di forma organica,
come i pendoli snodati del Centre Pompidou, si contrappongono le sottili controventature e le travi reticolari vuote della copertura. In questo modo tutte le forze in campo
(compressione, trazione, flessione e torsione) assumono un’evidenza formale.
Raramente un altro materiale riesce ad evidenziare in maniera così chiara il flusso delle forze. Alcuni progetti, come quello di Waterloo Station a Londra, non giocano solo
con le forze ma anche con il tema del nascondere ed esibire la struttura portante.
L’asimmetria della curva di sollecitazione in
trazione e in compressione consente la rea-
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Pelle invece di scheletro? Dall’ossatura in
ferro all’involucro in acciaio
Frank Kaltenbach
“L’idea spericolata di un’ossatura di ferro…
che dovrebbe generare un nuovo stile architettonico ha già sedotto diversi architetti di
talento”.
Quello che Gottfied Semper presagiva nel
1863 si è, in realtà avverato fino ai nostri
giorni, non una volta soltanto, ma in diverse
occasioni: l’acciaio, evoluzione del ferro, è
stato un importante input per nuove correnti
architettoniche. Se oggi innovative facciate
di acciaio trovano ampio consenso anche
per le finiture ossidate, a suo tempo, all’edificio pioniere di questa tendenza, il Bethnal
Green Museum (1856) primo fabbricato dove la facciata lasciava a vista un profilo doppio T, si attribuì il soprannome di “serbatoio
dell’acqua” e successivamente il volume fu
rivestito in pietra.
L’architettura di ferro e il Moderno
La ghisa, per l’elevata stabilità a compressione, è il materiale ideale per realizzare pilastri snelli. La fragilità dovuta all’elevato
contenuto di carbonio la rende poco resistente a sollecitazioni di trazione e flessione.
Il materiale più resistente alla sollecitazione
di trazione è il ferro sottoposto a fucinatura
tramite il processo di lavorazione a maglio.
A partire dal 1784 si inizia invece a parlare di
acciaio: Henry Cort lavora il metallo liquido
fino a far disossidare il carbonio e ottiene un
acciaio di particolare elasticità, sollecitabile
anche a flessione. La realizzazione della Tour
Eiffel nel 1889 incrementa il consenso pubblico nei confronti delle strutture in acciaio e ferro anche per gli edifici a destinazione rappresentativa. Se da un lato, lo Jugend Stil
dimostra di apprezzare la formabilità del ferro, il Movimento Moderno prende in considerazione la ridotta sezione del profilo d’acciaio.
L’acciaio consente a Le Corbusier di lavorare con un reticolo strutturale continuo e di
giocare con la scansione libera della facciata e le finestre a nastro orizzontali. Nel 1927,
8 dei 21 edifici costruiti nella Siedlung di
Weissenhof vengono realizzati con scheletro
metallico. Molti progetti del Movimento Moderno denunciano l’esigenza di dare ad un
mondo industrializzato una forma industria-
∂ 2007 ¥ 7/8 Inserto ampliato in italiano
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lizzazione di entrambi i temi progettuali. L’arco compresso si trova all’esterno e attraversa la pelle di vetro in corrispondenza
dell’inversione del momento, trasformandosi
in un arco teso all’interno della costruzione.
Lo stesso principio è stato applicato nel
2006 da Meinhard von Gerkan e Jörg
Schlaich nella Stazione Centrale di Berlino
con l’obbiettivo però di smaterializzare la
struttura utilizzando solo profili esili e snelli
(vd. Detail 12/2004).
stante a tutti i livelli il diametro esterno dei pilastri, indipendentemente dalle sollecitazioni.
Egli risolse in modo invisibile l’adeguamento
alle diverse situazioni di carico agendo sullo
spessore delle pareti dei montanti, come si
fa ancora oggi nei sistemi industrializzati. La
giunzione rigida del pilastro alla trave, e
quindi al telaio, consente l’affermarsi di una
decisiva innovazione: il profilo Å che va a
sostituire il pilastro di sezione circolare solitamente utilizzato nelle costruzioni.
Supermodernismo
L’acciaio “permette” la comparsa di un ulteriore stile architettonico definito in maniera
astratta dal termine “Supermodernismo” che
Hans Ibelings nel libro “Architecture in the
Age of Globalisation” (1998) riprende sulla
base delle analisi sociologiche di Marc
Augé. Il tema dell’ “atopia” negli spazi di
transizione del nostro tempo, così come li
descrive Augé, trovano riscontro nell’architettura di Rem Koolhaas. Il contesto non ha
un ruolo, l’astrazione sostituisce il contenuto
di simboli. La forma generale domina sul
particolare. La relazione fra gradi di complessità tra corpo architettonico e struttura si
spostano: nel Moderno il corpo di fabbrica
lineare di calibrate proporzioni trova corrispondenza della continuità formale dei particolari lineari. Gli eleganti corpi di fabbrica
dell’architettura Hightech trovano soluzione
in strutture di spaziale complessità. Ad ogni
funzione (portare, irrigidire, tamponare o
schermare dal sole) corrisponde una particolare substruttura. Molti dei progetti di Rem
Koolhaas, Kaas Oosterhuis, Ben van Berkel
o Herzog & de Meuron vanno in direzione
contraria. Si incrementa la complessità, il
corpo di fabbrica assume forme prismatiche
o curve. La struttura costruttiva e il particolare architettonico si riducono sino ad autodissolversi, l’esilità della pelle è enfatizzata ad
elemento integrale di onnipotenza senza assumere efficacia nel profondo dello spazio.
Ogni stile architettonico sente la necessità di
ripensare la forma del pilastro. I montanti di
sezione rettangolare o circolare di Le Corbusier mettono in luce il carattere standardizzato del prodotto, ma dal punto di vista estetico non costituiscono sempre la soluzione
migliore.
Nel 1929 Mies van der Rohe mostra maggior
eleganza nel padiglione di Barcellona utilizzando i pilastri in acciaio inossidabile lucidi
a sezione cruciforme. Nella Neue Nationalgalerie di Berlino escogita una soluzione alquanto raffinata saldando quattro profili T a
formare un pilastro, le cui flange di 30 mm di
spessore si rastremano verso l’alto in maniera quasi impercettibile da 320 a 290 mm.
Egli reinterpreta in modo molto moderno le
antiche colonne greche. Ben van Berkel realizza i pilastri compositi di acciaio su due livelli lungo la facciata del nuovo Museo della
Mercedes con dei profili scatolari.
Pilastri- esterni, interni o integrati nella facciata
A metà del XVIII secolo, l’esigenza di risolvere i problemi della prevenzione incendi
nelle strutture lignee nelle filande inglesi promosse definitivamente lo sviluppo delle facciate di acciaio. L’invenzione di una fonte di
approvvigionamento energetico centralizzata, con una macchina a vapore o con una
centrale idroelettrica, generò una nuova tipologia di fabbricato: la fabbrica di ampia superficie con una disposizione planimetrica
altamente flessibile. Nel primo esempio applicativo di struttura in ghisa stabile al fuoco,
costruito a Calico Mill nel 1793, le travi erano ancora in legno. Nel primo edificio con
scheletro completamente in ferro (1797), il
Castle Forgate Flax Mill a Shrewsbury, le pareti esterne in pietra erano parte del sistema
strutturale che irrigidiva l’edificio. Paxton, nel
Palazzo di Cristallo dell’Esposizione Mondiale
(1851), per conservare inalterata la dimensione standardizzata dei tramezzi mantenne co-
Pareti di acciaio: tecnologia costruttiva navale
Secondo Semper, il ferro rappresentava un
mezzo pratico per risolvere problemi costruttivi e per dare maggior lustro ad edifici classicisti con nuove ardite luci. Ma questo non
rappresentava ancora un motivo sufficiente
per lasciare esternamente a vista le strutture
metalliche degli edifici rappresentativi. L’unica situazione in cui Semper ammetteva l’uso
del metallo in facciata era il rivestimento in
lamiera.
Uno dei rari edifici completamente di acciaio
conservatisi fino ai nostri giorni, un’abitazione pilota – che nel frattempo è stata oggetto
di un massiccio restauro- sita ai margini della Siedlung Törten a Dessau, è stata realizzata nel 1926 da Georg Muche e Richard
Paulick sul concetto di una casa che crescesse insieme alla famiglia. L’idea non fu
però concretizzabile a causa del costo proibitivo di uno speciale profilo troppo oneroso
per un solo edificio.
La struttura realizzata si basa su un principio
di prefabbricazione ideato da un produttore
di casseforti di Lipsia. I profili ad Å furono
incastrati nelle fondamenta ad intervalli di
1,5 metri e su questi, con l’ausilio di una
speciale morsettiera, furono fissate le lastre
di acciaio di 3 mm di spessore che formano
la parete esterna. Il rivestimento interno era
costituito da tavole di scorie di gesso. L’isolamento era garantito da un’intercapedine
d’aria e da lastre di torba.
Attualmente la ricerca sperimentale nel cam-
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po delle case in acciaio è condotta dal
gruppo giapponese di architetti SANAA che,
per esempio, sviluppa la “casa nel pruneto”
con un involucro monostrato in lamiera di
acciaio da 16 mm verniciata di bianco: a
parte i WC non ci sono porte. Nell’ospedale
universitario progettato da Bétrix & Consolascio a Berna l’uso di una facciata in lastre
portanti di acciaio non solo conferisce all’esterno un carattere particolare che impedisce di decifrare i livelli dalla composizione
di vuoti e pieni; le esili nervature di acciaio
consentono una distribuzione a scacchiera
delle finestre; ne risulta che ogni camera invece della finestra a nastro possiede aperture che consentono la vista dal letto ma anche a livello del pavimento verso la strada.
Griglia ortogonale continua
Le tecniche informatiche permettono attualmente di costruire in modo esatto anche forme fluide in grigliato di acciaio suggerendo
esili involucri di facciata come nel caso della
vinoteca di Zaha Hadid nella cittadina spagnola di Haro. L’espressione “forme fluide di
acciaio” possiede un’accezione negativa in
quanto sembrerebbe a venire a mancare il
requisito della rigidità. Nel 1905 la facciata
dell’edificio per uffici del quotidiano “Le Parisien Libéré” in Rue Réaumur a Parigi è la
prima a non utilizzare elementi di ferro forgiato o colato bensì è composta di profili laminati curvati prodotti tramite pudellaggio.
Attualmente le curve non vengono più prodotte tramite termodeformazione bensì tramite un taglio al laser computerizzato. La
forma curva delle lamiere conferisce un’organica continuità spaziale dove l’annullamento delle superfici di separazione a pavimento e a soffitto diventa l’obbiettivo
primario della composizione.
Triangolazione del quadrato?
Le griglie triangolari e romboidali offrono una
libertà ancora maggiore. Nel progetto della
Sinagoga di Monaco di Baviera per il committente era prioritario realizzare un involucro
che ricordasse i primi templi giudaici, vale a
dire le tende trasportabili che gli architetti
hanno reinterpretato nella struttura reticolare
diagonale profonda 60 cm composta di lamiera. Una rete di acciaio inox traslucida di
color oro riveste esternamente la struttura sottolineando l’associazione simbolica alla tenda.
Anche la recente tendenza a sostituire la tradizionale Courtain-wall di montanti, traversi e
irrigidimenti diagonali con una struttura reticolare più omogenea possibile composta da
un unico modulo di base si era evidenziata
agli albori delle strutture in ferro: per esempio nella facciata della Fabbrica di cioccolata Menier (1872) composta da uno scheletro
in ferro battuto a vista, con pilastri e diagonali che rendono l’effetto formale di un reticolo trapezoidale.
Gli atri vetrati del Supermodernismo trovano
origine nella struttura della Crystal Cathedral
di Philip Johnson (1980) a Los Angeles: una
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cattedrale quasi completamente trasparente
con 3000 posti a sedere.
L’incremento della complessità dell’edificio
determina la tecnicizzazione dei molteplici
strati che compongono la facciata pur mantenendo la massima semplicità formale; come nei progetti d’involucro della Seattle Library o nella pelle pieghettata di acciaio e
vetro applicata al volume massivo del Mariinsky-Theater. Nel Flagshipstore progettato
a Tokyo da Herzog & de Meuron per Prada,
la struttura trapezoidale della facciata e la
struttura portante dell’edificio sono concentrate in un unico elemento edile. Che le
geometrie triangolari e romboidali permettessero di realizzare non solo superfici piane
ma anche corrugate, lo aveva dimostrato
Bruno Taut nel 1914 con la cupola della sua
Glashaus.
Lamiera di acciaio come superficie
L’acciaio non viene utilizzato esclusivamente
per gli elementi portanti. Gli architetti
conoscono già la possibilità di inserire nel
progetto lastre di acciaio quasi senza fughe
e stabili al punto da non richiedere una substruttura di irrigidimento. Nel trattamento della superficie si evidenziano invece due tecnologie contrapposte: da un lato lastre di
acciaio inossidabile lucidate a specchio e
applicate in facciata come nella fabbrica di
Dominique Perrault, dall’altro la tendenza a
lasciare che le lastre senza finitura seguano
il processo di ossidazione, come fa Stäuble
Architekten nel fronte del centro di cultura di
Solothurn. Anche nel caso delle facciate in
acciaio emerge un nuovo trend ornamentale:
nel volume realizzato su un bunker di Ben
van Berkel, la struttura di superfici triangolari, che ricorda la storica chiodatura, sottolinea la triangolazione della facciata priva di
fughe realizzata in acciaio inossidabile. Nella corte interna del “Forum” di Barcellona di
Herzog & de Meuron si esprime un raffinato
gioco tra superficie lucida a specchio ed
estetica del materiale poroso.
Da un lato va sviluppandosi la tendenza verso una pelle geometrica in grado di fare
qualsiasi cosa, dall’altro cresce la tendenza
verso l’“Ossature à sec” ortogonale – lo
“scheletro”, con una chiara separazione di
funzioni tra pelle e struttura portante. In entrambi i casi la quantità di materiale va costantemente riducendosi poiché l’acciaio è
diventato una delle materie prime più richieste al mondo.
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“L’acciaio è un materiale di particolare intelligenza”
Intervista con Dominique Perrault
Dominique Perrault è diventato famoso realizzando grandi progetti come il velodromo e
lo stadio natatorio di Berlino. Nel 1995, nel
progetto per la Biblioteca Nazionale di
Parigi, per primo ha introdotto ad ampia
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scala in architettura una rete di acciaio inossidabile con funzione di filtro. Da quel momento queste quinte morbide di acciaio sono diventate un segno distintivo della sua
architettura. Nel 2004 ha vinto il concorso internazionale per il nuovo Mariinsky Theater a
S.Pietroburgo con un progetto spettacolare
e ora ha lasciato di sua spontanea volontà
l’incarico.
Detail: Per quale motivo nel progetto del nuovo Mariinsky Theater si è distanziato dalla geometria di chiara e lineare interpretazione che fino ad ora aveva distinto i suoi progetti?
Dominique Perrault: Il progetto consta di
due elementi: il teatro con un’ampia sala per
2000 spettatori e una sala minore per 350
persone con relativi spazi accessori. La
struttura massiva ha una rigida geometria e
simmetria definite da parametri funzionali ed
acustici. Sopra le aree funzionali si distende
un velo dorato come un vestito. Tra la rigida
geometria degli spazi funzionali e l’involucro
trasparente si sviluppa un paesaggio di scale, balconate, caffetterie.
Detail: Da dove deriva la scelta di questo vestito dorato?
Dominique Perrault: L’ispirazione deriva dalla
cupola dorata di S.Pietroburgo. La struttura è
composta di profili di acciaio rivestiti verso gli
spazi interni con lastre di cartongesso color
oro, esternamente con alluminio dorato.
Detail: Il progetto ha ricevuto un’ovazione di
consensi sia a S.Pietroburgo che sulla scena
internazionale. Per quale motivo, allora si è
sciolto il contratto?
Dominique Perrault: Il nostro committente, lo
Stato Russo, dopo tre anni di intenso lavoro
di progettazione ci ha reso noto tramite il Ministero della Cultura, con comunicazione
scritta, che lo studio non partecipava più al
progetto.
Detail: Si tratta di un’interruzione di contratto
da parte del committente, non è vero?
Dominique Perrault: Un committente può dire, non mi piace più il progetto oppure è risultato molto più caro di quanto previsto,
quindi licenziamo l’architetto. Per noi è un
fatto deplorevole, ma è legale. Qui il committente ha detto: portiamo il progetto a compimento, ma senza l’architetto.
Detail: Fino a che punto si è spinta la progettazione?
Dominique Perrault: Abbiamo chiuso la fase
di progettazione definitiva e volevamo iniziare con la fase esecutiva. I particolari costruttivi standard erano già stati definiti. L’organo
superiore di controllo tecnico ha sostenuto
che la nostra progettazione non ottemperasse alle normative edilizie locali. Anche se
questo non rispecchia la realtà, se ne sarebbe potuto discutere. Se l’edificio deve essere portato al termine senza lo studio e qualcosa andrà storto, saremo noi i capri
espiatori.
Detail: Sarebbe possibile secondo Lei che un
pool di ingegneri porti a compimento la struttura?
Dominique Perrault: Ai russi non è chiaro che
si tratta di un edificio complesso. Pensano
che se si sa costruire una centrale del gas,
ci si riesce a destreggiare anche nella realizzazione di un teatro d’opera. Siamo d’accordo nel rielaborare il concetto, nel risparmiare
sui costi o in certo qual modo nel ridurre gli
spazi, ma non è possibile eliminare semplicemente una parte della sala maggiore.
L’acustica non funzionerebbe più. Quando,
per incompetenza, la struttura portante viene
sovradimensionata fino al raddoppio o lo
spazio continuo del foyer è frazionato per
creare i comparti antincendio, l’idea iniziale
del progetto si perde. Abbiamo lavorato in
collaborazione con lo studio di progettazione
acustica che conta i migliori specialisti al
mondo in fatto di sale da concerto. Senza le
conoscenze pragmatiche, la coordinazione e
la progettazione formale dei nostri architetti
l’edificio non avrà nulla a che vedere con il
progetto preliminare vincitore del concorso.
Detail: Quali pensa siano state le motivazioni?
Dominique Perrault: Da un lato, non abbiamo mai avuto un partner di riferimento che
fosse tecnicamente competente e che affiancasse il committente. Il progetto è la prima opera pubblica che viene costruita da
70 anni a questa parte. I russi hanno fondato
società di sviluppo sia russe sia internazionali come è lecito fare in altri paesi in un certo tipo di progetti.
I burocrati sono molto esigenti per quanto
concerne nuove soluzioni o diverse interpretazioni dei regolamenti edilizi locali spesso
in parte obsoleti. La corruzione esiste ma c’è
anche in Cina o in Europa. Come architetto
mi interessa molto la qualità della mia architettura.
Detail: Intravede la possibilità di continuare a
costruire al Mariinsky Theater?
Dominique Perrault: La costruzione sta procedendo a pieno ritmo senza di noi.
Detail: Ha descritto il foyer del teatro come un
paesaggio. Nel Campus Universitario Ewha a
Seul, l’accostamento dell’architettura al paesaggio è particolarmente riuscita.
Dominique Perrault: Per noi il circostante,
lo spazio esterno e il contesto sono impor-
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tanti quanto il volume da costruire. Di conseguenza, i nostri progetti sono più vicini al
paesaggio che all’edificio stesso. Nella progettazione del primo supermercato a Wattens abbiamo impiantato una piccola foresta
tra il parcheggio e la facciata vetrata dello
spazio commerciale. La piccola foresta non
è una citazione poetica del paesaggio di
montagna tirolese ma funge da filtro verso il
parcheggio. A Seul, l’intero edificio che dovrebbe terminare nel 2008, è immerso nel
parco esistente.
Detail: Dopo il progetto del velodromo e del
centro natatorio realizzato in occasione della
candidatura di Berlino alle Olimpiadi del 2000
avete iniziato diversi progetti di cittadelle sportive.
Dominique Perrault: Attualmente, stiamo
partecipando al concorso per i Giochi Olimpici che si svolgeranno a Londra nel 2012
come unico studio di architettura internazionale. Lo stadio di Rouen dovrebbe essere
inaugurato nel 2009, anche il Centro del
Tennis a Madrid.
Detail: Il Centro del Tennis è stato costruito
completamente in acciaio?
Dominique Perrault: Non esattamente, il basamento è un enorme piano di calcestruzzo
sul quale sono disposti tre campi da tennis
per 12.000, 5.000 e 3.000 spettatori. L’attrazione maggiore sono le coperture apribili
che erano realizzabili solo in acciaio.
Detail: Rivestire un edificio con una rete di acciaio è diventato un segno: nel velodromo a
Berlino come texture opaca, nel secondo supermercato a Wattens come involucro traslucido che di giorno riflette e di notte lascia trasparire. Continuerete ad avvolgere le vostre
architetture?
Dominique Perrault: Naturalmente la rete
metallica è un elemento che non può essere
la soluzione per tutti i progetti. Nell’ampliamento del Tribunale Europeo a Lussemburgo si richiedeva di risanare l’edificio esistente con un rivestimento di facciata in acciaio
Corten e di ampliare due edifici alti. Abbiamo disposto intorno all’edificio esistente un
anello di uffici con una facciata in lastre di
vetro dorate. Al piano terra, abbiamo riproposto la rete di acciaio che articola il foyer. Il
cuore e fulcro del complesso è la nuova aula del tribunale con soffitto a vela in rete dorata di metallo.
Detail: Che cosa la affascina dell’acciaio rispetto ad altri materiali?
Dominique Perrault: Prenda ad esempio il
calcestruzzo. Il calcestruzzo è come una pasta cui si attribuisce la forma desiderata con
una tolleranza di centimetri. L’acciaio al contrario è un materiale molto preciso con spigoli
vivi ed elevati requisiti statici. La tolleranza è
limitata a pochi millimetri ma il suo impiego è
molto versatile. Per questo penso che l’acciaio sia un materiale molto intelligente.
Traduzioni in italiano
Documentazioni
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Scala di emergenza del Palazzo della Ragione, Milano
Per secoli, Piazza Mercanti, a 200 metri da
Piazza del Duomo , è stata il centro della Milano medievale. L’adiacente Palazzo della
Ragione, inizialmente Palazzo del Comune,
prima dell’intervento era accessibile al piano
primo solo per mezzo di un ponte. La costruzione di una scala di sicurezza ha regalato al Palazzo una seconda via di fuga e un
accesso diretto verso l’esterno. Vista la situazione, il committente richiedeva una scala di estrema leggerezza che non interferisse con l’esistente e con il passaggio verso la
piazza. In uno scultoreo gioco di leggerezza, il pilone di supporto si inclina lateralmente per consentire la vista panoramica verso
Piazza Mercanti dalla scala. Ogni gradino è
composto di 116 elementi standard sagomati in cristallo di spessore 10 mm montati
su tre barre di sezione circolare.
Piante, scala 1:250
Sezione, scala 1:20
1 Pilone in lamiera di acciaio inox, 8 mm
2 Piastra di irrigidimento ¡ 10/50 mm
3 Barra in acciaio inox 40 mm
4 Barre di controvento 40 mm Ø16 mm e Ø 20 mm
5 Piastra di connessione in acciaio inox Ø 24 mm
6 Tirante in acciaio inox Ø 24 mm
7 Piattabanda sagomata in acciaio inox 6 mm di
spessore con piastra di connessione 16 mm
8 Tirante in acciaio inox Ø 32 mm
9 Corrimano in tubolare di acciaio inox Ø 60 mm
10 Parapetto in barre di acciaio inox Ø 18 mm
11 Aste di irrigidimento del corrimano Ø 12 mm
12 Trave scatolare di acciaio inox saldata curvata
15 mm
13 Tensore in acciaio inox Ø 19 mm
14 Pianerottolo composto di
116 elementi standard sagmati in
cristallo di spessore 10 mm con doppio foro da
Ø 21 mm montati su barre di sezione circolare
Ø 19 mm, piastra laterale di acciaio inox 8 mm
15 Parapetto: vetro stratificato temperato 6/8/6 mm
16 Piastra di ancoraggio alle fondazioni del pilone in
acciaio inox 16 mm
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Piattaforma panoramica a Bon-secours,
Belgio
Flessibile come un serpente, l’esile piattaforma panoramica lunga 60 metri si snoda fra
le corone arbustive del Parc des Plaines de
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l’Escaut, noto per il patrimonio florofaunistico. La particolarità dell’opera sta nell’armonico inserimento orografico: ad un’altezza
di 15 metri, il piano e i parapetti sono traslucidi. La trave scatolare curvata con i suoi
costoloni, assemblata in cinque tronconi lunghi dodici metri e già dotati di parapetto,
evoca l’idea di una dorsale organica.
Prospetto, scala 1:500
Planimetria generale, scala 1:2000
Sezione, scala 1:20
1 Centro visitatori esistente
2 Piattaforma
3 Corrimano in tubolare di acciaio zincato Ø 42 mm
4 Montanti parapetto in profilo di acciaio IPE 80
5 Profilo perimetrale anticaduta in tubolare di acciaio 30/30/2 mm
6 Rete anticaduta 4/4 mm,
dimensione maglia 50/50 mm
7 Grigliato 40/40 mm
8 Supporto grigliato in profilo di acciaio T 100 mm
9 Nervatura saldata in piatto d’acciaio 15 mm
10 Trave scatolare curva in tubolare di acciaio
11 Montante in tubolare di acciaio zincato
Ø 406/6,3 mm, lunghezza 4000–14000 mm
12 Fissaggio a viti Ø 8,8 mm
13 Tirante di acciaio Ø 15 mm
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Ponte pedonale a Parigi
Il ponte dedicato a Simone de Beauvoir si
estende su una luce di 304 metri fra il Parco
di Bercy e la Biblioteca Nazionale conquistando il primato del più esteso ponte parigino sulla Senna. Un ponte a due piani che si
compenetrano ondulando e creano un’area
centrale usata per ospitare manifestazioni.
La struttura è composta di tre settori: il primo
supera libero i 194 metri combinando sospensioni ad archi che si intersecano vicendevolmente, i due laterali, lunghi 35 metri, si
connettono con la viabilità delle sponde ma
sono completamente indipendenti dalla
struttura portante principale. Gli elementi
costruttivi del ponte seguono l’andamento
delle forze: l’arco compresso risale nella
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Traduzioni in italiano
parte centrale, i nastri in tensione emergono
nei pressi della riva.
Sezione verticale del supporto, scala 1:300
Sezione, pianta, scala 1:2000
1 Passerella di connessione sulla strada
2 Parapetto: corrimano in alluminio anodizzato,
tamponamento in rete di acciaio inox
3 Catena trave principale in lamiera di acciaio
¡ 1000/100 e 150 mm
4 Pilastro in scatolare interamente in lamiera saldata, 1000/600 –1000 mm
5 Trasverso tra i pilastri, profilo di acciaio IPB 360
6 Arco compresso della trave principale:
trave scatolare cava 1000/500 e 700 mm
7 Articolazione snodata, piede del pilastro
8 Biblioteca Nazionale
9 Quai Francois Mauriac
10 Strada ad alta percorrenza lungo la riva
11 Parc de Bercy
Montaggio struttura portante principale e ponte
Schema dei carichi, struttura portante principale
Sezione orizzontale: strato strutturale
Sezione trasversale, scala 1:100
1 Tirante, piastra di acciaio: ¡ 1000/100 e 150 mm
2 Arco compresso della trave principale:
trave scatolare, 1000/500 e 700 mm;
sezione cava interamente saldata 40 e 20 mm
3 Montante inclinato saldato composto di
4 tubolari di acciaio Ø 114/25 mm con arco e
tirante a nastro saldato
4 Irrigidimento in tubolare di acciaio Ø 168/13 mm
5 Irrigidimento orizzontale HEA 360 mm
6 Irrigidimento orizzontale in
tubolare di acciaio Ø 100 mm
7 Piano in rovere 120/50 mm, superficie antiscivolo
ottenuta con fuga riempita
di resina e spolvero di sabbia
8 Trave in profilo di acciaio T 100 mm
9 Trave in profilo di acciaio HEA 240 mm
10 Rete di acciaio inox 19/65 mm
11 Elemento di connessione tra tirante a nastro e
arco
compresso, profilo cavo in acciaio 430 mm
Assonometria testa del pilastro, scala 1:50
Sezione particolareggiata del parapetto, scala 1:5
1 Corrimano di alluminio estruso,
anodizzato con tubo fluorescente integrato
2 Lastra di copertura di policarbonato rigato
3 Parapetto in rete di acciaio inox Ø 3 mm,
maglia 80/130 mm
su tubolare di acciaio Ø 22 mm
4 Montante parapetto in piatto di acciaio doppio
40 –90/10 mm con vernice metallica grigia
5 Profilo L in acciaio 160/80/12
6 Lamiera in acciaio
7 Trave in profilo di acciaio HEA 240
8 Piano praticabile in rovere 120/50 mm,
superficie antiscivolo ottenuta con fuga riempita di
resina e spolvero di sabbia 15 mm,
dimensione dei pannelli 800/3000 mm
9 Guida di fissaggio 41/21 mm
10 Profilo L 30/20 mm
11 Manicotto 8 mm
12 Appoggio in gomma sintetica
13 Profilo di acciaio T 100 mm
Pagina 806
Casa di vacanza a St. Andrews Beach
Sorta in uno dei rari tratti di costa australiana
dove è ancora possibile costruire, la casa di
vacanze con vista privilegiata su mare e
paesaggio interpreta il desiderio del committente di una vita immersa nella natura. L’involucro trasparente dell’edificio è in grigliato
metallico preossidato e funge da frangisole
Inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 7/8 ∂
per l’ampio deck. Lo scheletro d’acciaio è
sospeso tra due coppie di pilastri. Nell’area
di soggiorno, sotto la copertura in lastre ondulate di poliestere, i pannelli di isolante trasparente lasciano penetrare la luce solare
diffusa.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Deck
Camera da letto
Bagno
Bagno/Lavanderia
Studio
Cucina/pranzo
Soggiorno
Carport
Deposito
Piante, sezioni, scala 1:400
1 Grigliato di acciaio preossidato 30/3 mm
2 Fissaggio puntuale: lastra in lamiera di acciaio
preossidato Ø 150 mm
asta di acciaio zincato Ø 12 mm
profilo di acciaio L 40/40 mm
3 Lastra di poliestere rinforzata con fibre di vetro
a due strati
4 Isolante termico in fibre di vetro
a nido d’ape 10 mm
5 Profilo di acciaio fi 390/100 mm
6 Trave in tubolare di acciaio ¡ 150/100 mm
7 Corpo illuminante
lamiera di acciaio piegata 1,6 mm
8 Tubolare di acciaio preossidato | 50/50 mm
9 Profilo T di fissaggio preossidato 50/50 mm
10 Profilo fi di acciaio preossidato 100/100 mm
11 Telaio porta scorrevole,
tubolare di acciaio preossidato ¡ 50/35 mm
vetrata in vetro di sicurezza 8,4 mm bassoemissivo
12 Corrimano in tubolare di acciaio preossidato
Ø 32 mm
13 Panca in lamiera di acciaio piegata 4 mm su
profilo di acciaio ¡ 150/100 mm
14 Tavole riciclate 19 mm, travi di legno 150/50 mm
15 Tavole riciclate 19 mm , pannello di particelle
40 mm
isolante termico, polistirolo 60 mm
trave reticolare con correnti di legno e
controventatura di metallo 240 mm
16 Lamiera di acciaio preossidata piegata 10 mm
17 Asta di acciaio Ø 18 mm
18 Pilastro in tubolare di acciaio preossidato
| 400/400 mm
19 Lastre camminamento in calcestruzzo armato
75 mm
Pagina 810
Teatro a Stratford-upon-Avon
Nella città natale di William Shakespeare
nell’estate del 2006 è sorta accanto al
“Courtyard Theatre” una cittadella temporanea di recitazione per 1050 spettatori. Il teatro, alto 14 metri, si insedia rispettoso in un
costruito frammentato in piccoli volumi: l’in-
volucro di acciaio Corten si armonizza con
le cromie del mattone che riveste gli edifici
circostanti. Le facciate sono state progettate
con palancolate con funzione strutturale e di
pelle estetica. Il produttore ha escogitato
per il progetto un sistema a telai di acciaio
che ha consentito il montaggio veloce della
pelle. Le pareti esterne sono composte di
profilati grecati spessi 5 mm ossidati e saldati sul lato di posa. La struttura di acciaio
dei ranghi per gli spettatori è staticamente
separata dalla pelle esterna.
Planimetria generale, scala 1:5000
Assonometria struttura di acciaio
Sezioni, pianta piano terra, scala 1:750
1 Nuova costruzione Courtyard Theatre
2 Teatro sperimentale “The Other Place” (1990)
trasformato in foyer di 1
3 Royal Shakespeare Theatre (costruito nel 1932)
4 Ingresso
5 Foyer (ex teatro sperimentale)
6 Bar
7 Biglietteria
8 Accesso al Courtyard Theatre
9 Palcoscenico
10 Retroscena
11 Ingresso secondario
12 Consegne
13 Guardaroba
14 Guardaroba/Deposito costumi/Maschere
15 Ristorante
16 Cucina
Sezione orizzontale e trasversale, scala 1:20
1 Lamiera di acciaio ossidata 5 mm,
lana minerale 160 mm, barriera vapore,
angolare di fissaggio in profilo L di acciaio
125/50/3 mm e
profilo L di acciaio 100/50/2 mm
struttura di sostegno in profili di acciaio
zincati 48/70/0,6 mm
pannello di legno impiallacciato impregnato
incolore 2400/1200/15 mm poco infiammabili
2 Pilastro d’angolo Ø 168,3/6,3 mm
3 Piastra in lamiera di acciaio ossidata 5 mm,
saldata ai profili, fissata a vite a fondamenta
continue di calcestruzzo armato
4 Pannello porta 8 mm, lato esterno in lamiera
ossidata 3 mm, lato interno in lamiera 1 mm nera
imbotte in lamiera di acciaio ossidata 5 mm
5 Pilastro in profili di acciaio HEA 280
6 Guaina impermeabilizzante sintetica
monostrato 6 mm
isolante termico in lana minerale 60 mm
pannello composito 18+18 con
lana minerale 80 mm, barriera al vapore,
lamiera grecata 158 mm
7 Trave in profili di acciaio HEA 800 mm
8 Profilo di acciaio HEA 180 mm
9 Lamiera di copertura di acciaio ossidato 3 mm su
isolante termico 50 mm
10 Canale di lamiera di acciaio ossidata 5 mm,
guaina impermeabilizzante sintetica 6 mm
∂ 2007 ¥ 7/8 Inserto ampliato in italiano
11 Parapetto in acciaio zincato verniciato
Ø 48,3/3,2 mm
12 Pannello di legno impiallacciato incolore 22 mm
isolante termico 50 mm
13 Giunto in silicone 40 mm
Traduzioni in italiano
Pagina 816
Brand center Adidas a Herzogenaurach
8
9
Pagina 814
Padiglione visitatori a Pouilly-en-Auxois
10
Tra gli architetti e gli artisti invitati a creare
opere che rispondessero al particolare
contesto delle rive del Canale di Borgogna,
Shigeru Ban ha progettato due architetture:
una copertura in tubi di cartone con snodi di
alluminio e un padiglione espositivo. Il secondo è un cubo di vetro che si affaccia
direttamente sull’acqua. La leggerezza architettonica risulta dal semplice sistema costruttivo: esili montanti, usati anche per installazioni, realizzati in profili angolari zincati
traforati e fissati a vite al reticolo strutturale
di copertura e al piano della pavimentazione.
Piante, sezioni, scala 1:500
Esploso, scala 1:10 Isometria del principio costruttivo
1
2
3
4
5
Pensilina/ingresso
Esposizione
Eventi
Nucleo WC
Ufficio
Sezione facciata, scala 1:10
6 Guaina impermeabilizzante 3 mm
pannello di compensato 20 mm, lana minerale
80 mm
barriera al vapore 2 mm pendenza da 10 a
40 mm
7 Struttura portante copertura in reticolato di travi
HEB 120 mm, tamponamento bordo in
profilo L di acciaio 120/80/8 mm
8 Rivestimento in lastre di cartongesso bianco
20 mm
9 Lamiera di acciaio piegata 220/180/2 mm
tamponamento di bordo in profilo
fi 70/140/120/8 mm
10 Traverso in profilo di acciaio Ð 50/100/8 mm
11 Montante di facciata in tubolare di
¡ 100/60/3 mm
12 Fissaggio vetro in piatto di acciaio ¡ 10 mm
13 Stratificato di sicurezza 12,8 mm
14 Bussola filettata in tubolare di acciaio
Ø 18/50/4 mm
15 Piastra di acciaio 14 mm
16 Connessione a vite M10
17 Connessione a vite M8
18 Pilastro a pendolo di acciaio composto di 4
profili L di acciaio 40/40/2 mm
19 Massetto 30 mm, piastra di cemento armato
120 mm
20 Distanziatore in profilo di acciaio fi 30/50/8 mm
21 Profilo L di acciaio per facciata120/120/10 mm
Il nuovo Brand Center completa l’area che si
iniziò a costruire nel 1999 e che comprende
spazi commerciali, hotel, e altre funzioni accessorie. Del volume parzialmente celato nel
terreno non si percepiscono le dimensioni
per le superfici vetrate a specchio che riflettono il circostante. Nella parte superiore, la
parete diventa uno schermo di proiezione.
All’interno, presentazioni di concetti espositivi e nuove collezioni. Le travi secondarie
della copertura sono completamente prefabbricate, le travi principali sono state assemblate in tronconi direttamente in cantiere. I
pilastri diagonali irrigidiscono la superficie di
facciata. La pelle di vetro è stata alleggerita
dal carico del vento e dai movimenti della
superficie di copertura e di conseguenza la
copertura è stata separata dalle dilatazioni
della facciata mentre l’esile struttura della
pelle trasmette alla struttura di copertura i
carichi del vento.
11
12
13
14
6
strato di separazione 50 mm
strato di separazione in PE
polistirene estruso 60 mm
strato di ghiaia 200 mm
Elementi in calcestruzzo armato 200 mm,
nella parte inferiore:
lamiera di acciaio laccata 2 mm,
cartongesso 12,5+12,5 mm
struttura di supporto 150 mm
Massetto con dispersione lapidea e poliuretano,
riscaldamento a pavimento 55 mm, pellicola PE
lana minerale 70 mm, barriera al vapore
calcestruzzo impermeabile 300 mm
strato di separazione 50 mm; strato di separazione
pellicola PE, strato di ghiaia 200 mm
Ammortizzatore idraulico per l’accoppiamento e
il disaccoppiamento della facciata
e della copertura
HEA non fissa HEA
Stratificato di sicurezza 8+8 nero colorato in
pasta/intercapedine 16 mm/
vetro di sicurezza 6 mm
profilo fi di acciaio 75/70 mm,
lama di stratificato di sicurezza 12+12
Pilastro principale in tubolare di acciaio diagonale Ø 273/10 mm
Intonaco di cemento grezzo 30 mm,
setto gettato in opera 300 mm, struttura in montanti
di alluminio 75 mm; cartongesso 12,5/12,5 mm
Pagina 823
Palazzo dello sport a Hardthausen am
Kocher
Planimetria generale, scala 1:10000
Piante, sezioni, scala 1:1500
1 Arena con parete di proiezione
2 Bar
3 Catering
4 Sala meeting
5 Atrio
6 Ufficio
7 Auditorium
8 Mostra “Walk of fame”
9 Deposito
10 Consegne/Parcheggio
11 Collezione
12 Concepimento design dell’area vendita
13 Informazione/Ingresso
14 Vuoto
15 Seating area “Arena”
16 Sala video e audio
17 Sala VIP Adi Dassler
18 Centrale di condizionamento
Sezione verticale, scala 1:20
1 Guaina impermeabilizzante sintetica,
lana minerale 130–230 mm, barriera al vapore
lamiera grecata in acciaio 150 mm
soffitto acustico
2 Corrente in tubo di acciaio Ø 273/10/8 mm
3 Tubolare diagonale di acciaio Ø 159/8 mm
4 Lamiera grecata 100 mm
5 Soffitto acustico in pannelli di fibra minerale
19 mm
6 Parete in cartongesso con resina 12,5+12,5 mm
struttura in montanti di alluminio 75 mm
7 Rivestimento in caucciù,
pannello di particelle pressate 50 mm
intercapedine con montanti 600 mm
cls impermeabile 300 mm
Come una foglia, la copertura si adagia sul
paesaggio e sul volume edificato che per un
terzo si nasconde celandosi nel declivio. Il
profilo della copertura si piega a monte, a
valle prosegue senza soluzione di continuità
con la facciata esposta sud: la facciata è
completata da lamelle di lamiera traforata
che lasciano intravedere il paesaggio. La
struttura è composta di 12 telai di acciaio
con braccio a cantilever e pilastri disposti
ad un interasse di 27,5 metri. La sezione
scatolare di pilastri, travi e tiranti varia con
l’altezza necessaria per la statica strutturale,
mentre la larghezza rimane costante (20 cm).
La lamiera grecata assume la funzione di irrigidimento permettendo di evitare le travi
secondarie e di lasciare la copertura completamente libera.
Sezioni, piante, scala 1:750
1 Palestra
2 Gradonata spettatori
3 Ingresso sportivi
4 Guardaroba
5 Doccia
6 Ping-pong
7 Macchine ginniche
8 Regia istruttori
7
9
10
11
12
13
14
15
Traduzioni in italiano
Fitness
Impianti/Riscaldamento
Ingresso spettatori
Foyer
Tribune
Gastronomia
Terrazza
Sezione verticale facciata nord, scala 1:20
1 Profilo fi di acciaio zincato a fuoco 260/90 mm
2 Piatto di acciaio zincato a fuoco ¡ 190/20
3 Piatto di acciaio zincato ¡ 190/20
4 Ancoraggio in profilo di acciaio ¡ 200/83
5 Copertura in lamiera verniciata di alluminio a
profilo aggraffato 65/400 mm
fissaggio di alluminio in profili a Z di acciaio
1,5 mm;
solante termico in
lana minerale 80+80 mm, barriera al vapore
lamiera grecata verniciata a polvere
con foratura acustica, riempimento in
telo filtrante 100/825 mm
profilo di acciaio ¡ 200/300–900 mm
6 Lamiera di alluminio 2 mm; isolante termico di lana
minerale 80 mm, pellicola EPDM
7 Montante di facciata in tubolare di acciaio
laccato 140/60 mm
8 Evacuatore fumi, anta di alluminio
con motore elettrico
9 Traverso in tubolare di
acciaio laccato ¡ 120/60 mm
10 Vetro di sicurezza 6 mm/intercapedine 16 mm/
stratificato di sicurezza 8 mm
11 Lastra di calcestruzzo 40 mm
massetto di cemento
50 mm, pellicola di PE
isolante fonoassorbente 10 mm
c.a. 250 mm
Assonometria struttura portante
con giunti di montaggio
Sezione verticale facciata sud, scala 1:20
1 Copertura in lamiera di alluminio a profilo
aggraffato 65/400 mm, fissaggio di alluminio in
profili
a Z di acciaio 1,5 mm; isolante termico in lana
minerale 80+80 mm, barriera al vapore
lamiera grecata
verniciata a polvere con foratura acustica
riempimento in telo filtrante 100/825 mm
profilo di acciaio saldato,
sabbiato e verniciato ¡ 200/300–900 mm
2 Profilo di bordo in profilo di acciaio HEA 240 mm
3 Pilastro in profili di acciaio HEM laccati 140 mm
4 Profilo di acciaio laccato ¡ 120/60 mm
5 Vetro di sicurezza 10 mm/intercapedine 14 mm/
vetro di sicurezza 6 mm
6 Pilastro in tubolare di acciaio composto di
doppia fi 200/150 mm
7 Lamelle di protezione solare in profili Z di
alluminio traforato, verniciato 3 mm; tubolare
orizzontale di acciaio ¡ 100/50 mm
8 Tubolare di alluminio Ø 23 mm
9 Linoleum 4 mm, distribuzione dei carichi:
pannello di particelle impiallacciato, betulla
12 mm
pellicola PE,
piano di posa in nastri in pannello di compensato
15/75 mm
nastro di compensato di betulla doppio 12/95 mm
piano di appoggio di compensato 100/120 mm
su materassino di granulato di gomma 14 mm,
negli interspazi riscaldamento
a pavimento su isolante termico di lana minerale
rivestito di alluminio 80 mm
impermeabilizzazione saldata
pannello di calcestruzzo armato 200 mm
10 Lamiera di alluminio 3 mm, isolante termico
lana minerale 130 mm, lamiera di alluminio 2 mm,
isolante termico di lana minerale 20 mm
barriera al vapore in lamiere di
acciaio zincata 3 mm
Inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 7/8 ∂
Pagina 828
Impianti per il tempo libero ad Amsterdam
Dall’opposizione dei residenti all’ampliamento e alla trasformazione di una piscina in impianto per il tempo libero multifunzionale,
nasce il progetto di immergere i 71.000 mq
costruiti in un paesaggio di colline. Le coperture e le facciate sono completamente inverdite. Verso la strada, la facciata vetrata
del fronte di ingresso interrompe il manto vegetale. La struttura leggera di acciaio è
composta di profili e travi reticolari disposti
ad un passo di 7,20 metri che variano la luce tra i 15 e i 35 metri. Un punto importante
del progetto è rappresentato dalla minimizzazione del numero dei pilastri critici che
passano da spazi caldo-umidi a freddo-secchi, sostituendoli parzialmente con pilastri a
pendolo.
La facciata verde
L’inverdimento della facciata dello Sportplaza Marcator è uno sviluppo del giardino verticale dell’artista di giardini francese Patrick
Blank di cui vediamo un esempio al Musée
du Quai Branly a Parigi. Il muro “in crescita”
è composto da una lamiera grecata disposta orizzontalmente , un pannello di materiale sintetico e un telo di feltro con tasche.
Ogni pianta cresce nella propria tasca. Nella
parete sono integrati sia il sistema di irrigazione che il sistema di concimazione con tubature e sensori. 50 specie vegetali diverse
sono state impiantate sulle facciate dell’edificio seguendo il microclima della facciata
stessa. Il sistema è stato brevettato.
Planimetria generale, scala 1:5000
Pianta, sezione, scala 1:1000
1 Hall di ingresso
2 Ristorante
3 Cabine guardaroba
4 Docce
5 Piscina olimpionica per competizioni
6 Vasca terapica
7 Ristorante fastfood
8 Vasca bambini
9 Vasca sportiva
10 Vasca insegnamento
11 Impianti
12 Amministrazione
12 Cucina
14 Solarium, bagno turco
15 Vuoto
16 Sala atrezzi ginniche
17 Sala eventi
18 Patio
19 Terrazza
1 Inverdimento con Sedum, substrato 40 mm
impermeabilizzazione perimetrale 150 mm
barriera al vapore, getto di calcestruzzo 50 mm
predalles in calcestruzzo 200 mm
2 Canale di aerazione
3 Facciata verde: essenze vegetali, telo in feltro
10 mm, pannello sintetico 10 mm, lamiera grecata 50 mm,
montante in acciaio HEB 180
4 Impermeabilizzazione, isolante 120 mm,
barriera al vapore, pannello di compensato
18 mm
telaio in legno con traversi di acciaio 120/60 mm
struttura di sostegno 200/200 mm
rivestimento in listelli di legno bianchi a fughe
aperte
5 Profilo di chiusura in tubolare di acciaio
| 160/160 mm
6 Facciata di vetro in telaio di alluminio
7 Pavimento in pietra naturale 20 mm su letto di
malta
8 Struttura reticolare in acciaio, corrente superiore
in
profilo I di acciaio 180 mm
9 Profilo I 150 mm
10 Corrente inferiore in profilo di acciaio I 180 mm
11 Illuminazione a LED
12 Rivestimento in perline di legno bianche a fuga
aperta
13 Vetrata Fitness 8 + intercapedine 10 +
stratificato di sicurezza 16 mm
14 Tiranti in barra di acciaio Ø 50 mm
15 Pavimento Fitness: pavimento aree sport di materiale sintetico, massetto cementizio 70 mm
pellicola PE, materassino resiliente 20 mm
isolante termico XPS 60 mm, barriera al vapore
getto di calcestruzzo 50 mm
predalles 200 mm, intercapedine 170 mm
isolante acustico 20 mm
scatolare di alluminio bianco
16 Trave principale in profili di acciaio I saldati
17 Pilastro in profilo di acciaio I 240 mm
18 Travi secondarie in profilo di acciaio HEA 300
19 Travi secondarie in profilo di acciaio HEA 240
20 Rivestimento in alluminio
21 Facciata di vetro in telaio di alluminio
22 Illuminazione scenografica piscina
Schema assonometrico struttura portante
Sezione piscina, scala 1:50
Sezione, scala 1:20
1 Irrigazione
2 Facciata inverdita: specie vegetative,
telo di feltro 10 mm, pannello di materiale sintetico
10 mm, lamiera grecata 50 mm,
montante in acciaio HEB 180
3 Impermeabilizzazione, isolante 60+60 mm,
barriera al vapore, pannello di compensato
18 mm,
struttura reticolare di legno/acciaio 120/60 mm
pannello HPL 25 mm, correnti 20 mm
rivestimento in perline di legno bianco
4 Montante composito di acciaio | 250 mm
5 Profilo di acciaio HEA 300
∂ 2007 ¥ 7/8 Inserto ampliato in italiano
Traduzioni in italiano
8
Tecnologia
Pagina 836
Facciate integrate per riscaldare e raffrescare: la facciata del BMW Welt a Monaco di Baviera
Klaus Lother
Le facciate integrate offrono un importante
contributo agli edifici sostenibili dato che
funzionano come un sistema di riscaldamento e di raffrescamento di particolare efficienza. I profili cavi di acciaio diventano tubi di
passaggio di acqua calda o fredda. L’esempio del BMW Welt di Monaco di Baviera dimostra che è possibile realizzare anche esili
strutture al limite della fattibilità tecnica ed
ecologica con facciate di acciaio riscaldate.
Le facciate del centro progettato da Coop
Himmelb(l)au sono state realizzate con una
tecnologia tridimensionale, con vetri di dimensioni differenti ed elementi prefabbricati.
Nella facciata sono integrati oltre all’impianto
di riscaldamento anche l’impianto sprinkler e
quello elettrico.
Una facciata integrata per riscaldare e raffrescare
In una facciata integrata, i profili non solo
trattengono il vetro ma contemporaneamente sono superfici di riscaldamento e di raffrescamento a bassa temperatura. I profili cavi
consentono un riciclo di acqua che, ad
esempio, può essere collegato con uno
scambiatore di calore alla rete domestica di
riscaldamento. Il sistema di facciata integrata Gartner è stato brevettato in Germania nel
1968 dalla Josef Gartner GmbH. Generalemente, la facciata integrata è parte non portante dell’involucro dell’edificio e viene utilizzata soprattutto nelle tipologie pluripiano.
Nel caso di strutture portanti, i montanti di
facciata assorbono anche i carichi di solai e
coperture. Soprattutto nelle strutture di copertura e nelle cupole, lo scheletro di acciaio radiante assume la funzione anche di
struttura portante. I profili che compongono
la struttura sono di solito di tipo standard. La
separazione termica necessaria tra superficie radiante e pelle esterna avviene tramite
profili termoisolanti con elevati requisiti di resistività termica. Gli elementi di portata dell’acqua sono profili cavi la cui sezione viene
verificata in base alle esigenze statiche.
Mentre per la struttura si impiegano profili
speciali quadrati o rettangolari, profili portanti di acciaio saldato o esili tronconi saldati
a forma di U, per l’irrigidimento della struttura a telaio possono essere utilizzati tutti gli
elementi dagli impianti fotovoltaici fino ai vetri funzionali applicati nelle facciate convenzionali. Perché i profili di facciata fungano
da superficie riscaldante o raffrescante e si
determini una circolazione a ciclo chiuso di
acqua, i montanti e i traversi devono essere
saldati a tenuta. Ogni elemento di facciata
possiede gli allacciamenti di mandata e ritorno. La regolazione è del tutto simile a
quella dei convenzionali elementi scaldanti o
raffrescanti. Anche in presenza di temperature esterne estremamente basse, non si verificano fenomeni di condensa sulle superfici
interne del vetro e nemmeno di gocciolamento; per questo le facciate integrate vengono impiegate nelle piscine o nei giardini
botanici. Altri interessanti impieghi sono negli ospedali dove si richiedono elevati requisiti igienico sanitari: il sistema non consente
infatti il deposito di polvere. Durante l’estate,
il passaggio di acqua fredda nei profili trasforma la facciata in superficie fredda permettendo di ridurre il carico di freddo di un
edificio e di ridimensionare l’impianto di climatizzazione.
BMW Welt Monaco di Baviera
Anche edifici a comunicazione dinamica come il BMW Welt di recente apertura possono
essere realizzati con facciata di acciaio riscaldata. Il Centro di consegna auto progettato da Wolf D. Prix di Coop Himmelb(l)au,
cui appartengono aree espositive ed aree
eventi di concezione m oderna, ricorda una
nuvola. Nell’agosto 2003 la casa automobilistica inizia la costruzione delle opere del
complesso multifunzionale sito fra la sede
centrale della BMW con i caratteristici quattro cilindri e la tensostruttura dello stadio
olimpico. Alla fine di ottobre 2007, il volume
di 180 m. di lunghezza, 130 di larghezza e
circa 28 m. di altezza dovrebbe consegnare
direttamente ai clienti fino a 250 auto al giorno. La copertura a nuvola sembra fluttuare;
è composta di un doppio cono di acciaio e
vetro che sembra sgorgare da un vortice.
Nei capitolati, sia il committente sia l’architetto non avevano incluso la facciata di acciaio riscaldata. Il costruttore di facciate
Gartner non offriva soltanto una struttura
portante di particolare raffinatezza, ma anche una facciata integrata con la funzione
supplementare del riscaldamento. Adottare
il sistema ha significato ovviare alla posa di
convettori convenzionali e sfruttare gli spazi
in maniera ottimale. Il committente ha scelto
di realizzare l’intera facciata con il sistema
Gartner per riscaldare e raffrescare permettendo un ridimensionamento dell’impianto di
riscaldamento. L’involucro esterno della
struttura a doppio cono di 35 metri di diametro con struttura primaria di travi ad anello è
composta di grandi elementi in vetro e di
campiture triangolari che seguono una geometria predefinita dall’architetto. Solo per la
cupola sono stati predisposti 900 elementi di
vetro diversi. Per assecondare il desiderio
dell’architetto di una struttura esile, i montan-
ti e i traversi sono stati realizzati in profili cavi
di sezione rettangolare 300/100 mentre le
diagonali sono in profili cavi di sezione
rettangolare di 250/100 mm. Il peso dell’intera
struttura costruttiva si aggira intorno alle
800 tonnellate. La soluzione di alto contenuto
innovativo ha richiesto calcoli statici estremamente complicati e uno sviluppo 3D. La
grande difficoltà è stata di rendere stagni al
100% i punti di saldatura. Per le vetrate nella
parte inferiore è stato usato un monolitico
temperato 52/29, vetro povero di ossidi di ferro 16 mm/intercapedine/ doppia lastra da 6
con contorno perimetrale serigrafato nero.
Nella parte superiore in ottemperanza con le
norme per le lastre sopra testa è stato posato
sul lato esterno un vetro stratificato di sicurezza.
Facciata principale del BMW Welt
La facciata principale della porzione di
edificio adiacente alla struttura doppio-conica ha una dimensione di circa 5500 mq e
assolve anch’essa la funzione di facciata integrata. Fissata a pavimento e alla fluttuante
struttura di copertura piega di 10° nei sensi
opposti, articolandosi in cinque settori di
facciata con elementi verticali in profili di
320x120x15 mm, elementi orizzontali composti di profili triangolari 200x80x10 trattati
con verniciatura liquida. La facciata principale è stata tamponata con Ipasol Neutral
52/29, lastre di vetro povero di ossidi di ferro
fissate orizzontalmente con listelli di vetro,
perpendicolarmente con Structural Glanzing.
Solaio e copertura di vetro
Su una struttura di copertura di 15.000 mq
di dimensione, sono state posate 5000 lamiere traforate di acciaio inossidabile tutte
diverse tra loro. L’immagine della nuvola deriva da una forma tridimensionale curvata.
La struttura principale portante di copertura
è composta di uno strato di travi superiore
ed inferiore con reticolato strutturale di base
5x5 metri. Le deformazioni verificate a seguito della modifica della luce tra pilastri ha
imposto che si realizzassero punti di giunzione della struttura di acciaio al nucleo
massivo e ai pilastri. La copertura non poggia sui pilastri. I carichi verticali in corrispondenza dei punti di appoggio della struttura
di calcestruzzo sono stati disposti al di sopra delle travi a cavalletto e dei fissaggi in
piatto di acciaio. I bulloni consentono un
movimento orizzontale a pendolo. Nell’area
gastronomica, sopra il lounge e nel settore
incisioni del BMW Welt, la copertura
inclinata di circa 900 mq è in vetro e poggia
su una struttura di profili scatolari di
400x120 mm senza appoggi su una luce
che raggiunge i 20 metri. La copertura di
vetro in corrispondenza dell’area del lounge
e quella gastronomica è in tubolari di acciaio di sezione rettangolare 200x100 mm
posata con una pendenza di 3 gradi. La
facciata del lounge verso la hall e verso
9
Traduzioni in italiano
l’esterno è in montanti e traversi con interasse di circa 2,9 metri.
Quella del BMW Welt è la più recente applicazione di qualità di facciata radiante di acciaio. A New York quest’anno è stata realizzata una facciata in montanti e traversi per
l’Experimental Media and Performing Arts
Center (EMPAC) per contrastare la condensa sulle facciate in vetro progettate da Grimshaw; altre realizzazioni molto conosciute
sono la cupola del Perlan Reykjavik -Islanda,
la facciata di acciaio dell’Aeroporto di Monaco di Baviera e il Terminal 2 di Francoforte.
Allo studio sono, invece, le facciate radianti
o raffrescanti per un edificio a sviluppo verticale di 200 metri di altezza.
Klaus Lother è il Direttore Marketing della azienda
Josef Gartner GmbH con sede a Gundelfingen
Sezione, scala 1:20
Assonometria facciata
A Traverso non riscaldato con impianto sprinkler e
tubolare di montaggio ad innesto ¡ 300/100 mm
B Snodo montante riscaldato (rosso)/ traverso
non riscaldato
C Snodo montante riscaldato/traverso riscaldato/
profilo diagonale ¡ 250/100 mm non riscaldato
1 Acciaio inossidabile, struttura in travi 160 mm
impermeabilizzazione di caucciù sintetico 2,5 mm
isolante termico di lana minerale 180 mm
barriera al vapore a carico d’incendio ridotto
lamiera di acciaio 1 mm
lamiera grecata 160/0,88 mm traforata acustica
2 Struttura non a vista in tubolare di acciaio
¡ 60/150 mm
3 Rete canale di scolo
4 Lamiera traforata di acciaio inossidabile,
struttura di alluminio, lamiera di acciaio di
zinco/alluminio rivestito
isolante 190 mm in scatolare di alluminio
5 Trave di bordo in tubolare di acciaio Ø 356 mm
6 Lamiera 30 mm
7 Travi struttura di copertura IPE 360
8 Profilo di bordo facciata a doppio guscio
tubolare di acciaio | 200/200
9 Facciata a doppio guscio in tubolare di acciaio
¡ 300/100 mm parzialmente integrata
con sistema di
riscaldamento/raffrescamento
impianto sprinkler
10 Vetro trasparente temperato 6+6/
intercapedine 16/
vetro di sicurezza 8 mm
Sezione, scala 1:20
Facciata principale
Sezione particolareggiata, scala 1:10
1 Struttura reticolare di copertura IPE 300
2 Traverso in tubolare di acciaio Ø 260 mm
3 Connettore struttura reticolare di copertura/
facciata verticale
4 Lamiera traforata di acciaio inossidabile
5 Montante ¡ 320/120 piegato e saldato alla lamiera di
acciaio 15 mm, riscaldato/raffrescato
6 Traverso 200/80 mm saldato a lamiera di acciaio
10 mm riscaldato/raffrescato
7 Fissaggio puntuale nei giunti verticali in tubolare
di acciaio Ø 50 mm/60 mm
8 Stratificato di sicurezza 16,8 m/intercapedine 16/
vetro di sicurezza 10 mm
9 Vetro di sicurezza 10/intercapedine 16/
stratificato di sicurezza 16,8 mm
10 Tubo di acciaio radiante
11 Regolazione altezza, filettatura Ø 80 mm
12 Valvola di estrazione dell’aria
13 Canalina elettrica
Inserto ampliato in italiano 2007 ¥ 7/8 ∂
Pagina 845
Antincendio nelle costruzioni di acciaio
Hans-Werner Girkes
La prevenzione incendi è uno dei motivi per
cui diversi architetti ed ingegneri in Germania vengono dissuasi dall’uso dell’acciaio
come materiale da costruzione per la struttura portante. Proprio le norme di prevenzione
incendi oltre ad impedire l’uso di elementi
costruttivi non rivestiti, ne rendono l’integrazione complicata e costosa. La prevenzione
incendi non riguarda specificatamente i requisiti materici ma indipendentemente dalla
tecnologia costruttiva applicata, le normative
edilizie tedesche, a differenza dei paesi
confinanti, si occupano prevalentemente di
sicurezza della resistenza della struttura in
caso di incendio.
Protezione passiva
Gli elementi edilizi di acciaio non sono di per
sé infiammabili e non contribuiscono nemmeno ad incrementare il carico d’incendio,
né lo sviluppo di un incendio. Le caratteristiche meccaniche dell’acciaio dipendono però dalla temperatura: il limite di snervamento
del modulo elastico si riduce in corrispondenza di un incremento di temperatura. La
temperatura critica dell’acciaio è la temperatura in corrispondenza della quale decresce
la tensione elastica presente nell’elemento.
Per far sì che l’elemento edile arrivi a scaldarsi fino ad una temperatura inferiore del
punto critico, è necessario proteggere l’elemento stesso. La protezione antincendio di
elementi edili di acciaio può essere realizzata con diversi tipi e diverse combinazioni di
elementi costruttivi con requisiti di stabilità al
fuoco. Fondamentale per l’incremento di
temperatura su una struttura di acciaio è il
fattore del profilo, espresso come rapporto
tra la superficie sollecitata dal fuoco e il volume di un profilo di acciaio.
Acciaio non protetto
Le strutture portanti prive di protezione si
trovano di solito all’esterno oppure in fabbricati senza particolari requisiti di resistenza
al fuoco. Spesso con il sovradimensionamento della struttura è possibile raggiungere i 30 minuti di resistenza al fuoco. L’intervallo temporale di resistenza al fuoco
necessario deve essere certificato tramite
calcoli di semplice procedimento eseguiti
con l’ausilio dell’Euronomogramm.
Vernici antincendio
Le vernici intumescenti che conferiscono resistenza al fuoco R30, R60, R90 consentono
la realizzazione di strutture a vista con profili
di acciaio. Non sono molto differenti dalle pitture di protezione anticorrosive; nuovi sistemi
di rivestimento a pelle sottile raggiungono un
REI 90 con soli 3 mm di spessore. Le vernici
intumescenti di solito sono sistemi di rivestimento composti di un fondo con funzione anticorrosiva, di un’applicazione isolante e una
finitura non pigmentata. Il primo viene applicato in officina, il resto in cantiere.
Intonaci a spruzzo
Gli intonaci a spruzzo rappresentano una
soluzione economica; vengono applicati laddove la struttura di acciaio non debba avere
alcun carattere estetico o ad esempio quando è rivestita da una controsoffittatura.
Rivestimento
Il rivestimento degli elementi costruttivi di
acciaio rientra fra le misure antincendio. Uno
svantaggio è rappresentato dal fatto che
l’elemento costruttivo di acciaio non è a vista. In Germania, è necessario che le lastre
di rivestimento siano conformi all’Autorizzazione Generale dell‘Ispettorato all‘Edilizia
oppure alla DIN 4102 04-06. I pannelli possono essere monolitici o stratificati, autoportanti o montati con una struttura di supporto
in tecnologia a secco. Il rivestimento dei
profili di acciaio avviene indipendentemente
dalla tipologia dei profili e per lo più viene
realizzato come rivestimento scatolare intorno al profilo. I rivestimenti sono utilizzati come protezione antincendio sia per travi che
per pilastri e strutture reticolari.
Struttura composita acciaio-calcestruzzo
Le strutture costruttive composite possono
raggiungere una resistenza al fuoco superiore a R90. Per la realizzazione si procede
al riempimento di pilastri e di travi con calcestruzzo o gettando in opera pilastri in profili cavi di acciaio.
Un concetto antincendio globale: protezione
attiva
Le misure attive di prevenzione incendi si
basano sul fatto che la più frequente causa
di decesso negli incendi è l’intossicazione.
Per questo motivo, in un concetto moderno
globale di protezione incendi viene attribuito
ampio valore alla progettazione.
Per ottenere il permesso dagli organi competenti è necessario certificare che in caso
di pericolo incendio la vita e la salute delle
persone può essere salvata tramite il concetto “globale” della sicurezza.
Decisive nel piano “globale” sono le seguenti misure preventive attive:
• vie di fuga brevi o addizionali
• impianto rivelazione incendi
• impianti rivelazione fumi e sistemi di evacuazione fumi
• impianti sprinkler
• vicinanza ad una stazione dei VVF.
Costruire senza antincendio e regolamento tipo per gli edifici industriali (marzo 2000)
Un settore dove non si ritiene necessaria
l’applicazione di una protezione antincendio
è quello delle autorimesse fuori terra. In questo caso specifico si consente di lasciare a
vista la struttura di acciaio purché un terzo
delle pareti esterne siano permeabili, la di-
∂ 2007 ¥ 7/8 Inserto ampliato in italiano
stanza della facciata prospiciente non superi
i 70 metri, l’altezza dell’edificio non superi i
22 metri di altezza. Il Regolamento tipo per le
costruzioni industriali (marzo 2000) ha aggiornato i regolamenti di prevenzione incendi disciplinando i requisiti minimi delle misure preventive nell’edilizia industriale come il
fabbisogno di acqua per spegnere un incendio, l’accessibilità dell’area, le vie di fuga, le
scale e i corpi scala, le coperture e gli elementi di parete, ecc. In ottemperanza a certe
disposizioni, la dimensione massima consentita dei compartimenti antincendio o compartimenti resistenti al fuoco può essere determinata in relazione alla classe di resistenza al
fuoco richiesta e alle infrastrutture tecniche
antincendio presenti.
Traduzioni in italiano
particolari requisiti di stabilità al fuoco.
La proceduta totale non può essere applicata se il periodo richiesto per resistere al fuoco è superiore a 90 minuti.
Il procedimento ingegneristico
In ultimo è possibile l’applicazione di metodi
antincendio ingegneristici che si basano sulle linee guida per gli edifici industriali.
Pagina 852
Ottenere la stabilità attraverso la flessibilità: processo di lavorazione delle lamiere
Oskar Zieta, Philipp Dohmen
Il procedimento di verifica semplificato
Il primo metodo di verifica si realizza tramite
l’impiego di una tabella (tab.10): la dimensione consentita del compartimento antincendio è determinato in relazione alla classe
di resistenza degli elementi costruttivo-strutturali e dell’infrastruttura espresso tramite la
categoria di sicurezza. Secondo questo sistema, la dimensione massima del compartimento antincendio, senza che sia necessaria resistenza al fuoco dei materiali, è di
10.000 mq.
La lamiera è un materiale industriale ad alte
prestazioni che nonostante la sua leggerezza offre massima stabilità, precisione e libertà formale. Il Professor Ludger Hovestadt, titolare della cattedra per Computer-Aided
Architectural Design (CAAD) presso il Politecnico di Zurigo, indaga da diversi anni in
maniera sistematica innovativi metodi di produzione industriale con l’obbiettivo di sviluppare processi costruttivi e progettuali tramite
supporto informatico con la digitalizzazione
delle relative interfacce. Il computer è in grado di elaborare un’immensa quantità di parametri dei processi costruttivi e produttivi
senza perderne il controllo.
La “catena digitale” che ne risulta descrive
un processo digitale senza soluzione di continuità, dal progetto alla produzione, passando attraverso la costruzione. Tramite la “catena digitale” si ottiene un’ampia libertà
progettuale quando il prodotto viene “formato” con macchine a controllo digitale. Forme
di questo genere in lamiera consentono da
un lato strutture complesse dall’altro, la così
detta “One-of-a-kind” Production. Lo sviluppo è di particolare interesse per l’architettura
in quanto offre una produzione industriale di
elementi costruttivi a costi contenuti.
La lamiera è un materiale tradizionale di
grande interesse che nel XX secolo per l’industrializzazione dei processi di lavorazione
si è affermato soprattutto come rivestimento.
Come semilavorato laminato in metallo con
spessore relativamente limitato, la lamiera è
un materiale ampiamente diffuso. In particolare, l’industria automobilistica è motore di ricerca e sviluppo dei processi di lavorazione
computerizzata che negli ultimi venti anni
hanno subito un autentico slancio.
Il procedimento di verifica totale
Il procedimento di verifica totale (tab.11) si
basa invece su un processo di calcolo contenuto nella DIN 18230-1 che definisce una
durata equivalente di incendio (tä) che è un
intervallo di tempo in seguito al quale un elemento costruttivo sottoposto alle fiamme secondo l’ETK o curva dell’intervallo di temperatura unitario, raggiunge la temperatura
massima acquisita effettivamente in un incendio. I compartimenti fino a 30.000 mq
possono essere realizzati senza richiedere
Deformazioni sperimentali della lamiera
Tramite processi di piegatura, di pressoflessione o in generale processi formanti, si
conferisce una forma alla lamiera.
Le piegatrici universali consentono, tuttavia,
solo deformazioni lineari. L’uso di “catene digitali” in cui i programmi di analisi statica potrebbero essere implementati, alleggeriscono enormemente l’impiego delle lamiere.
La lavorazione dei metalli e le strutture di acciaio a diverse scale sono un fondamento
dell’opera di Jean Prouvé (1901-1984). Le
I compartimenti sono ordinati in classi che
vanno dalla K1 alla K4:
• categoria di sicurezza K1
priva di particolari provvedimenti per la segnalazione e per contrastare l’incendio
• categoria di sicurezza K2
presenza di impianto di rilevazione incendi
automatico
• categoria di sicurezza K3
presenza di impianto di rilevazione incendi
automatico e di segnalazione ai Vigili del
Fuoco (suddiviso in categorie K3.1, K3.2,
K3.3, K3.4)
• categoria di sicurezza K4
presenza di impianto di spegnimento fuoco.
Esistono poi tre metodi di indagine:
• il procedimento di verifica semplificato
• il procedimento di verifica totale
• i metodi di ingegneria.
10
∂ - Inserto in italiano
Zeitschrift für Architektur
Rivista di Architettura
47° Serie 2007 · 7/8 Costruire con l’Acciaio
L’Impressum completo contenete i recapiti per
la distribuzione, gli abbonamenti e le inserzioni
pubblicitarie è contenuto nella rivista principale a
pag. 921
Redazione Inserto in italiano:
Frank Kaltenbach
George Frazzica
Rossella Mombelli
Monica Rossi
e-mail: [email protected]
telefono: 0049/(0)89/381620-0
Traduzioni:
Rossella Mombelli
Partner italiano e commerciale:
Reed Businness Information
V.le G. Richard 1/a
20143 Milano, Italia
[email protected]
[email protected]
Fonti delle illustrazioni:
pag. 2: copyright archivio Fuksas
pag. 3: n!studio, Roma
pag. 4: Architetto Marco Maria Cupelloni
pag. 6: Ramon Prat/Actar, Barcelona
pag. 9 sinistra: Frank Kaltenbach,
Monaco di Baviera
pag. 9 centro: Serge Brison, Bruxelles
pag. 9 basso: David Boureau, Parigi
pag. 10 sinistra: Earl Carter, St. Kilda
pag. 10 centro: Ian Ritchie, Londra
pag. 10 destra: Didier Boy de la Tour, Parigi
pag. 11 sinistra: Gerhard Hagen, Bamberg
pag. 11 destra: Zooey Braun, Stoccarda
pag. 12 sinistra: Luuk Kramer, Amsterdam
pag. 12 destra: Frank Kaltenbach,
Monaco di Baviera
Piano editoriale anno 2007:
∂ 2007
∂ 2007
1/2 Costruire con il Vetro
3
Detail Concept: Hotels
∂ 2007
4
Edifici a basso costo
∂ 2007
5
Edifici massivi
∂ 2007
6
Architettura energeticamente efficiente
∂ 2007
7/8 Costruire con l’Acciaio
∂ 2007
9
∂ 2007
10
Materiali traslucenti
∂ 2007
11
Ristrutturazioni
∂ 2007
12
Detail Digitale
Detail Concept:Edifici alti
• Pietra naturale
• Legno
• Laterizi di grande formato
La moderna casa in legno e i suoi
componenti
Costruire con i laterizi di grande
formato – in modo efficiente ed
elegante.
Con il miglioramento della coscienza
ecologica di committenti, pianificatori
e legislatori il legno torna a svolgere
un ruolo importante. La comparsa di
nuovi materiali lignei e l’accresciuta
richiesta di prestazioni che deriva
dal nuovo regolamento tedesco per
il risparmio energetico (EnEV) hanno
condotto ad una radicale trasformazione della costruzione in legno,
anche rispetto a pochi anni fa. Questa pubblicazione vuole offrire al lettore una panoramica sulla moderna
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∂ 2007 ¥ 7/8 Inserto ampliato in italiano
sue ricerche si muovevano su tre livelli: il
materiale, la struttura e le tecniche di produzione. Lo scopo era sviluppare conoscenza
empirica al fine di ridurre all’essenziale i processi funzionali e costruttivi nella lavorazione
delle lamiere.
In continuità con le sperimentazioni di Prouvé,
gli studiosi della cattedra di CAAD di Zurigo
hanno iniziato ad indagare in maniera sistematica il complesso processo di deformazione detto “IHU” o formatura ad alta pressione
interna, processo originato dal settore automobilistico. La metodologia sviluppata dall’IHU presso la cattedra di CAAD, la così detta “FIDU” o formatura a pressione interna
libera, offre, invece, il vantaggio di non utilizzare attrezzi nella lavorazione della lamiera; il
processo di forma avviene tramite la geometria di taglio (contorno) realizzata a laser e la
regolazione della pressione interna utilizzata.
Dopo il taglio si procede alla saldatura tramite laser delle lamiere. Infine, dopo il passaggio di acqua nell’intercapedine ad una pressione da 6 a 50 Bar e il conseguente deflusso
della stessa, la deformazione permane. Il metodo dimostra che la lamiera non è un materiale così omogeneo. Ad esempio, la direzione della laminatura della lamiera ha un ampio
influsso sul comportamento alla deformazione. L’obbiettivo a lungo termine degli studi
condotti presso la cattedra di CAAD nel campo della lavorazione delle lamiere è quello di
conferire una nuova forma tramite laser
trasformando lamiere tagliate e saldate in leggeri e stabili strutture con elevati requisiti.
Conclusioni
La stabilità ottenuta tramite le metodologie di
realizzazione, lasciano presagire grandi prospettive costruttive per l’architettura. Diventerà possibile posizionare elementi costruttivi in
cantiere e solo dopo la posa conferire agli
stessi la forma desiderata. In particolare, in
una situazione di realizzazione di opere temporanee, ci si potrebbe avvantaggiare sia di
un montaggio particolarmente rapido, sia della semplicità del trasporto. Attualmente, sono
in corso sperimentazioni di oggetti di design
a piccola scala tramite i quali risulta chiaro
che: il manufatto in lamiera di acciaio se verniciato e laccato assomiglia di primo acchito
ad un manufatto in plastica. La sonorità del
tocco rivela che si tratta di un oggetto metallico. Per il momento l’uso di oggetti metallici
soffiati non è molto diffuso. Ciò nonostante
emerge un grande interesse per questi oggetti in lamiera soffiata per il fatto che con la
tecnologia in esame è possibile lavorare forme ad elevata precisio, e sia la produzione
che la costruzione diventano processi a miglior controllo.
Oskar Zieta è designer di processi e ricercatore
scientifico della Cattedra di CAAD del Prof. Dr.
Ludger Hovestadt presso il Politecnico di Zurigo
Philipp Dohmen è Architetto e ricercatore scientifico
della Cattedra di CAAD del Prof. Dr. Ludger Hovestadt presso il Politecnico di Zurigo
Traduzioni in italiano
12