di Antonella Cattaneo

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di Antonella Cattaneo
www.automazione-plus.it
In caso di mancato recapito inviare al CMP/CPO di Roserio- Milano per la restituzione al mittente previo pagamento resi - ISSN:0392/8829
AO
Rassegna Il magazzino
automatico
Panorama Green energy
375 Settembre 2014 Anno 31 7 4.50
Speciale
Progettazione
meccatronica,
simulazione e
prototipazione
Inserto Soluzioni
Software per l’industria
A CHI SI RIVOLGE
L’evento si rivolge a
manager, tecnici, progettisti,
specialisti e opinion
leader che operano nel
alle applicazioni per i settori
Quest’anno Machine Automation
I LABORATORI
punterà i riflettori sul mondo
Interessante modalità
di apprendimento. I
partecipanti potranno
imparare a utilizzare i
prodotti delle aziende
avvalendosi della guida di
tecnici esperti.
Food & Beverage e Life Science.
I WORKSHOP
Seminari tecnici tenuti dalle
aziende espositrici della
durata di 30 minuti ciascuno.
AWARDS
possibile verificare l’attuale
offerta commerciale.
2014
PER ADERIRE
z
Visita il sito
ma.mostreconvegno.it.
per partecipare ai seminari,
alla mostra e ai laboratori.
La partecipazione è gratuita.
Tutta la documentazione
sarà disponibile on-line
il giorno stesso della
manifestazione.
FOCUS PACKAGING
ORGANIZZATO DA:
CON IL PATROCINIO DI:
co n t a tt i
z
PACKAGING
Esposizione a cura delle
aziende partecipanti. Sarà
se g r et e r i a o r g a n i z z a ti v a : 02 49976533
Ufficio commerciale: 335 276990
LA MOSTRA
CON LA COLLABORAZIONE DI:
[email protected]
del Packaging con particolare riferimento
ma.mostreconvegno.it
GIOVEDI 11 DICEMBRE 2014 IBM CLIENT CENTER
Circonvallazione Idroscalo 20090 Segrate MI
mondo produttivo, a OEM,
costruttori di impianti e
linee di produzione, system
integrator, utilizzatori finali.
A CHI SI RIVOLGE
L’evento si rivolge a
manager, tecnici, progettisti,
specialisti e opinion
leader che operano nel
alle applicazioni per i settori
Quest’anno Machine Automation
I LABORATORI
punterà i riflettori sul mondo
Interessante modalità
di apprendimento. I
partecipanti potranno
imparare a utilizzare i
prodotti delle aziende
avvalendosi della guida di
tecnici esperti.
Food & Beverage e Life Science.
I WORKSHOP
Seminari tecnici tenuti dalle
aziende espositrici della
durata di 30 minuti ciascuno.
AWARDS
possibile verificare l’attuale
offerta commerciale.
2014
PER ADERIRE
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La partecipazione è gratuita.
Tutta la documentazione
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LA MOSTRA
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GIOVEDI 11 DICEMBRE 2014 IBM CLIENT CENTER
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mondo produttivo, a OEM,
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Con tre linee principali di prodotto, FANUC è la sola azienda
del settore a progettare e realizzare internamente la
maggior parte dei componenti. Ogni dettaglio, sia hardware
che software, è tenuto sotto controllo attraverso una catena
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AO
sommario
IN QUESTO NUMERO
/ 17
IL PUNTO
TUTTA ‘COLPA’ DEL ROBOT!
30
di Alessandro Gasparetto
/ 18
COPERTINA
PRONTI PER LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
di Federica Andreini
LINEA DIRETTA
/ 24
a cura della redazione
/ 30
PANORAMA
IL VERDE CHE AVANZA…
di Silvia Beraudo
Per rispondere alle esigenze
produttive in maniera sempre più flessibile, efficiente
e sostenibile - secondo la
filosofia di Industry 4.0 - la
tecnologia di controllo è
determinante, così come la
disponibilità di protocolli di
comunicazione robusti, che
garantiscano i più ampi scenari di apertura possibili. Per
questo motivo, il PC-based
control rappresenta la piattaforma che meglio si presta
a implementare i concetti
chiave di Industry 4.0, quale
tecnologia abilitante capace
di combinare in maniera
sinergica gli standard del
mondo IT con quelli del
mondo automation. Sulla
base di questo, Beckhoff ha
costruito la propria offerta
mettendo a disposizione
architetture PC, unitamente
all’utilizzo di protocolli
di comunicazione come
ADS (Automation Device
Specification), EAP (Ethercat
Automation Protocol) e i
servizi offerti dalle specifiche OPC UA (OPC Unified
Architecture) per implementare soluzioni di controllo capaci di rispondere
operativamente non solo
alle specifiche esigenze dei
vari settori applicativi, ma di
integrarsi in maniera totale
nell’architettura di fabbrica.
/ 34
ATTUALITÀ
UN RAGGIO POTENTE
di Antonella Cattaneo
UNA VISIONE ALLARGATA
di Antonella Pellegrini
/ 36
IL FUTURO IN CASA LOCCIONI
di Antonella Cattaneo
ASPETTANDO LA RIPRESA
di Luca Rossi
/ 38
/ 40
UN SETTORE IN BUONA SALUTE
di Luca Rossi
/ 42
a cura di Antonella Pellegrini
L’ERGONOMIA TRA I BANCHI DEL FREDDO
di Laura Galli
/ 46
/ 48
ELETTRONICA DI POTENZA
PER VEICOLI ELETTRICI IBRIDI
VETRO A PROVA DI… BOLLICINE
di Dario Amadori
IL BUSINESS VESTE AUTODESK
di Roberto Briozzo
/ 50
34
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
/ 54
/ 58
RASSEGNA
IL MAGAZZINO AUTOMATICO
di Alessandra Pelliconi, Vitaliano Vitale
di Mark Solveson
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SPECIALE
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Potenze da 500 W a4 kW
CNC, robotica, motion control
reACTION Technology con tempi di risposta di 1μs
AO
sommario
IN QUESTO NUMERO
58
· Speciale
Wifi e wireless
communication in ambiente
industriale
· Rassegna
PLC e Scada nella sicurezza
· Panorama
Sicurezza software
e hardware
· Inserto
La protezione degli asset
di automazione
/ 66
ACQUISIZIONE DATI
L’ACQUISIZIONE AFFIDABILE DEI DATI
GARANTISCE SICUREZZA
di Massimo Mortarino
Automazione Oggi
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www.tech-plus.it
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Seguici anche su
71
/ 102
PC INDUSTRIALI
MANUTENZIONE? NO GRAZIE
Vitaliano Vitale
di Norbert Hauser
72
MISURA E COLLAUDO
COLLAUDO AL ‘LASER’
/ 106
74
78
/112
AUTOMAZIONE DOMANI
L’AUTOMAZIONE DEL FUTURO
Esperienze
Dalla progettazione alla
consegna… sulla neve
Lù del Frate
di Evaldo Bartaloni
82
/ 114
AUTOMAZIONE USA
LA NUOVA RIVOLUZIONE DEL MANIFATTURIERO
È NELLE NOSTRE MANI
/ 116
AVVOCATO
RESPONSABILITÀ AZIENDALE E DECESSI
‘DA TROPPO LAVORO’
di Cristiano Cominotto, Simone Melzi
Test e valutazioni online
Jonny Zivku
84
Fotovoltaico nella nuvola
Carlo Moretta
di Gary Mintchell
88
Publiredazionale Hyperlean
Preventivazione dei costi semplice
e… lean
90
Efficienza
Quale impatto?
/ 118
Peter Hogg
a cura della redazione
INSERZIONISTI
Intervista
Un ERP a misura d’uomo
Antonella Cattaneo
/ 110
EXPO MILANO 2015
LA RETE ELETTRICA È SMART
LE AZIENDE DI QUESTO NUMERO
In tempo reale
a cura di Lù del Frate
di Alberto Castiglioni
NEWS
Sotto la lente
Il CIO sarà DIO…
92
/ 10-12
/ 12
Sicurezza
Automazione efficace
Antonella Cattaneo
94
Differenze
Il tocco di Re Mida
Martina Moretti
8
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
AO Le aziende di questo numero
AZIENDE
TEL./HTTP
PAG.
ACIMALL
www.acimall.com
28
ACMEI
www.acmei.it
26
ADVANTECH ITALY
www.advantech.it
30
AMK DRIVES & CONTROLS
www.amk-drives.it
118
ANIE AUTOMAZIONE
www.anie.it
28
ANSYS
www.ansys.com
48
ASEM
www.asem.it
26
ASSIOT
www.assiot.it
42
AUTODESK
www.autodesk.com
50
AVNET
www.avnet.com
26
B&R AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
www.br-automation.com
BECKHOFF AUTOMATION
www.beckhoff.it
24, 26
CAM2
www.cam2.it
CGM
www.cgmcarrelli.it
58
COGNEX INTERNATIONAL
www.cognex.com
118
COMAU
www.comau.com
26
CROWN EQUIPMENT CORPORATION
www.crown.com
59
DASSAULT SYSTÈMES
www.3ds.com
54
DATALOGIC
www.datalogic.com
EFA AUTOMAZIONE
www.efa.it
94
EPICOR SOFTWARE
www.epicor.com
74
EUROTECH
www.eurotech.com
FROST & SULLIVAN
www.frost.com
GAMMARAD
www.gammarad.it
34
HBM ITALIA
www.hbm.com
66
HEIDENHAIN ITALIANA
www.heidenhain.it
26
18
106
24, 59
73
24, 73
HOLONIX
www.holonix.it
72
HONEYWELL ITALIA
www.honeywell.com
28
HONEYWELL SCANNING & MOBILITY
www.honeywell.com
59
HYPERLEAN
www.hyperlean.eu
88
ICAM
www.icamonline.eu
60
IFM ELECTRONIC
www.ifm.com
60
JDA SOFTWARE
www.jda.com
KONTRON ITALIA
www.kontron.com
102
LENZE ITALIA
www.lenzeitalia.it
60
LOCCIONI
www.loccioni.com
38
LOGICAL
www.project-logical.eu
72
MAPLESOFT
www.maplesoft.com
82
MEGAWATT
www.gruppomegawatt.it
26
MESSE STUTTGART
www.messe-stuttgart.de
36
MITSUBISHI ELEC. EUROPE
it3a.mitsubishielectric.com
62
MOTOROLA
www.motorolasolutions.com
62
PANASONIC ELECTRIC WORKS IT.
www.panasonic-electric-works.it
62
PAS
www.pas.com
92
PHOENIX CONTACT ITALIA
www.phoenixcontact.it
84
PLC FORUM
www.madeinitaly.plcforum.it
24
PROGEA
www.progea.com
72
SCHNEIDER ELECTRIC
www.schneider-electric.it
SICK
www.sick.it
SIEMENS
www.siemens.it
60
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SISTEMI AVANZATI ELETTR.-SISAV
www.sisav.it
64
SOLAIR
www.solaircorporate.com
73
SYSTEM LOGISTICS
www.systemlogistics.it
64
TECNO CENTER
www.tecno-center.it
UCIMU SISTEMI PER PRODURRE
www.ucimu.it
40
VDMA
www.vdma.org
36
106
AO Inserzionisti
AZIENDE
ASEM
B&R AUTOMAZIONE
BECKHOFF
BOSCH REXROTH
CONRAD ELECTRONIC ITALIA
CONTRADATA
EATON INDUSTRIES
EFA AUTOMAZIONE
EIOM – SAVE 2014
ELETTROTEC
EPLAN SOFTWARE&SERVICE
ESA ELETTRONICA
FANUC ITALIA
FESTO
GARNET
GEFRAN
HEIDENHAIN ITALIANA
HYPERLEAN
IMAGE S
KEB ITALIA
LENZE ITALIA
LS ITALIA
MACK BROOKS EXIBITIONS
MAXON MOTOR ITALIA
MESAGO MESSE
MESSE FRANKFURT
METAL WORK
MITSUBISHI
MONDIAL
MTS SENSOR TECHNOLOGIE
NATIONAL INSTRUMENTS
PIZZATO ELETTRICA
PRIMA ELECTRO
PRO FACE ITALIA
PROFIBUS E PROFINET ITALIA
RS COMPONENTS
SICK
SYSTEM ELECTRONICS
VIPA ITALIA
WAGO ELETTRONICA
PAG.
9
7
I COPERTINA/5
61
53
51
57
49/83/91
68
97
55
12
II COPERTINA
15
10
43
63
88/89
III COPERTINA
29
107
35
14
41
77
105
93
16
101
81
IV COPERTINA
99
44
87
65
27
70
11
25
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Sede legale - Piazzale Carlo Magno, 1 - 20149 Milano
Sede operativa ed amministrativa: SS. del Sempione 28 - 20017 Rho (MI)
tel: +39 02 4997.1 - fax +39 02 49976573
Direzione
Giampietro Omati Presidente
Antonio Greco Amministratore Delegato
Comitato Tecnico
Evaldo Bartaloni (Clui-Exera), Micaela Caserza Magro (Università di Genova), Paolo Ferrari
(Università di Brescia), Alessandra Flammini (Università di Brescia), Alessandro Gasparetto
(Università di Udine), Stefano Maggi (Politecnico di Milano), Roberto Maietti
(Anie Automazione), Carlo Marchisio (Anipla), Oscar Milanese (Anie Automazione),
Paolo Pinceti (Università di Genova), Alberto Sibono (Genoa Fieldbus Comp.Centre),
Emiliano Sisinni (Università di Brescia), Vitaliano Vitale (DoubleVi)
Redazione
Antonio Greco Direttore Responsabile
Antonella Cattaneo Caporedattore
antonella.cattaneo@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.503
Ilaria De Poli Coordinamento Fieldbus & Networks
ilaria.depoli@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.504
Antonella Pellegrini
antonella.pellegrini@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.508
Alessandra Pelliconi Segreteria
alessandra.pelliconi@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.509
Collaboratori: Dario Amadori, Federica Andreini, Silvia Beraudo, Roberto Briozzo, Alberto
Castiglioni, Cristiano Cominotto, Lù del Frate, Laura Galli, Norbert Hauser, Peter Hogg, Simone
Melzi, Gary Mintchell, Carlo Moretta, Martina Moretti, Massimo Mortarino, Luca Rossi,
Mark Solveson, Jonny Zivku
Grafica e
produzione
Mauro Spolaore Progetto grafico - Impaginazione
mauro.spolaore@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.568
Franco Tedeschi Coordinamento grafici
franco.tedeschi@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.569
Alberto Decari Coordinamento DTP
alberto.decari@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.561
Prontostampa srl Uninominale Zingonia (BG) - Stampa
Nadia Zappa Ufficio Traffico - nadia.zappa@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.534
Pubblicità
Giuseppe De Gasperis Sales Manager
giuseppe.degasperis@fieramilanomedia.it - tel: 02 49976.527 - Fax: 02 49976.570
International Sales
U.K. – SCANDINAVIA – NETHERLAND – BELGIUM
Huson European Media
Tel. +44 1932 564999 • Fax +44 1932 564998 • Website: www.husonmedia.com
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Tel. +41 52 6330884 • Fax +41 52 6330899 • Website: www.iff-media.com
GERMANY – AUSTRIA - Map Mediaagentur Adela Ploner
Tel. +49 8192 9337822 • Fax +49 8192 9337829 • Website: www.ploner.de
USA - Huson International Media
Tel. +1 408 8796666 • Fax +1 408 8796669 • Website: www.husonmedia.com
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Media SpA, Piazzale Carlo Magno,1, 20149 Milano.
Si accettano pagamenti con Carta Sì, Visa, Mastercard, Eurocard (www.ilb2b.it)
Tel. 02 252007200
Fax 02 49976.572
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Abbonamento annuale E 49,50
Abbonamento per l’estero E 99,00
Prezzo della rivista: E 4,50 - Arretrati: E 9,00
Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/B legge 662/96
Testata associata • Associazione Nazionale Editoria Periodica
Specializzata
Fiera Milano Media è iscritta al Registro Operatori della Comunicazione n° 11125 del 25/07/2003. Registrazione del tribunale
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AO
IL PUNTO
di Alessandro Gasparetto
Tutta ‘colpa’ del robot!
N
el 2014 l’appuntamento clou per chi
lavora nel settore
della robotica è stata
Automatica, la fiera
dell’automazione
svoltasi a Monaco di
Baviera dal 3 al 6 giugno. Oltre alla
technical exhibition, nella quale sono
state presentate tutte le più recenti
innovazioni del settore, Automatica
ha riservato ampio spazio a incontri e
discussioni, tenutisi nell’ambito della
conferenza ‘Robotik’, che ha visto la
partecipazione dei più noti ricercatori a livello mondiale, oltre che dei
responsabili delle grandi aziende
che operano in questo campo. In
particolare, gli amministratori delegati dei big player del settore (non
solo costruttori di robot, ma anche
end user) hanno dato vita alla ‘CEO
Round Table’, durante la quale si sono
discussi i trend più importanti della
robotica nel prossimo futuro. Particolarmente interessante è stata la discussione su quella che appare come
la nuova frontiera della robotica, ovvero la cosiddetta HRI (Human-Robot
Interaction). Si prevede infatti che il
mondo del futuro, non solo nell’am-
biente industriale, ma anche in quello civile, sarà sempre più popolato da
robot che interagiranno sia fra di loro, sia con gli esseri umani. Ciò consentirà
di raggiungere risultati sorprendenti in termini, ad esempio, di assistenza agli
anziani e ai disabili, ma d’altra parte aprirà nuove sfide e farà nascere una serie
di problemi, alcuni dei quali saranno affrontati per la prima volta nella storia
dell’umanità. Si pensi, ad esempio, a tutte le problematiche di sicurezza che
nasceranno, e che dovranno essere risolte, da un punto
di vista tecnico, con la creazione di sistemi di controllo
particolarmente robusti, che possano funzionare in
modo efficiente anche prevedendo il comportamento
degli attori del sistema. Oltre all’aspetto tecnico, l’interazione diffusa uomo-robot apre problematiche anche in
altri ambiti, come quello giuridico. Si pensi, ad esempio,
alle responsabilità di natura civile e penale connesse al fatto che un robot autonomo danneggi delle cose, oppure ferisca, o peggio ancora uccida, una persona. In un mondo ‘open source’, come quello verso cui stiamo inevitabilmente
tendendo, sarà infatti difficile rintracciare le responsabilità per le azioni (o, se
vogliamo, i ‘reati’), compiuti dai robot, considerando il fatto che il software con
cui essi sono programmati non è solamente costituito da quello scritto dal costruttore, poiché a esso si sono sovrapposti moduli creati da persone differenti,
che magari hanno utilizzato il robot in tempi diversi.
A livello giuridico, si tratta di un tema estremamente interessante, che sta suscitando l’interesse di numerosi ricercatori, soprattutto negli Stati Uniti. Anche l’Unione Europea sta comunque cominciando a ipotizzare scenari di interazione
diffusa uomo-robot, e si prevede la costituzione di gruppi di lavoro, formati sia
da tecnici che da giuristi, che possano definire un insieme condiviso di principi che poi possano essere codificati in norme e leggi, da recepire nell’ordinamento giuridico. Sta insomma diventando realtà ciò che il grande Isaac Asimov,
con la sua straordinaria capacità di intuire gli scenari futuri, aveva previsto oltre
settanta anni fa, quando, proprio per fornire una prima base di regolamentazione dell’interazione uomo-robot, formulò le famose tre leggi della robotica.
Comitato tecnico di Automazione Oggi
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
17
AO
Pronti per la
quarta rivoluzione
industriale
COPERTINA
BECKHOFF AUTOMATION COPERTINA BECKHOFF AUTOMA
Fabbriche intelligenti, in grado di autopianificare la produzione
in funzione del prodotto richiesto. Il concetto di Industry 4.0 è
destinato a cambiare radicalmente il tradizionale modo di intendere
l’automazione di fabbrica.
Questo lo scenario prossimo futuro, dove un nuovo concetto di
open automation si farà strada grazie al PC-based control quale
piattaforma abilitante. Parola di Beckhoff Automation
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Iniziativa realizzata in collaborazione con la direzione marketing
L
a crescente convergenza
tra i mondi dell’Information Technology da un
lato e dell’automazione
dall’altro sta aprendo le
porte verso nuovi impensabili sviluppi, che già ora stanno consentendo di raggiungere importanti
risultati in termini di prestazioni
e integrazione: tanto verticale
verso i sistemi di livello superiore, quanto orizzontale a livello
di campo. La sfida è di consentire
al ‘sistema fabbrica’ di sfruttare al
meglio ciò che la tecnologia può
oggi offrire in termini di comuniIndustry 4.0: maggiore efficienza, maggiore velocità, più flessibilità
cazione e intelligenza, al fine di rispondere alle esigenze produttive
in maniera sempre più flessibile,
efficiente e sostenibile: è questa, in sintesi, la filosofia di In- Parola d’ordine: PC control
dustry 4.0. Fondamentale, in uno scenario di questo tipo, è È questa, da sempre, la base su cui Beckhoff ha creduto e
la tecnologia di controllo che gioca un ruolo determinante, costruito la propria offerta. La disponibilità di architetture
così come la disponibilità di protocolli di comunicazione ro- PC, unitamente all’utilizzo di protocolli di comunicazione
busti e che garantiscano i più ampi scenari di apertura pos- come ADS (Automation Device Specification), EAP (Ethercat
sibili. Per questo motivo, il PC-based control rappresenta la Automation Protocol) e i servizi offerti dalle specifiche OPC
piattaforma che meglio si presta a implementare i concetti UA (OPC Unified Architecture), consentono di offrire tutto
chiave di Industry 4.0, quale tecnologia abilitante capace di quanto serve per implementare soluzioni di controllo cacombinare in maniera sinergica gli standard del mondo IT paci di rispondere operativamente non solo alle specifiche
con quelli del mondo automation.
esigenze dei vari settori applicativi, ma di integrarsi in ma-
TOMATION COPERTINA BECKHOFF AUTOMATION COPERTINA BECKHOFF AUTOMATION COPER
Ma Industry 4.0 è ben di più.
La filosofia Beckhoff è quella
di abbracciare, partendo
dall’architettura PC-based,
tutte le risorse e i servizi che
oggi il mondo IT offre: database di ultima generazione
(Big Data), così come server
e infrastrutture di comunicazione che rendano pienamente disponibili tutte
le opportunità che Internet
può oggi offrire, ad esempio in ambito di servizi web
based (come quelli forniti
via cloud) oppure secondo
la logica di IoT (Internet of
Things), il cui concetto presuppone che, sulla base di un
approccio object oriented,
tutti i sistemi, sottosistemi,
moduli o prodotti che siano,
comunichino in maniera traIl PC based control rappresenta la piattaforma che meglio si presta a implementare
sparente l’uno con l’altro. In
i concetti chiave di Industry 4.0 e della smart factory
un simile scenario, le varie
componenti di un processo,
niera totale nell’architettura di fabbrica. E non si pensi al solo come ad esempio può esserlo un sistema pick-and-place
campo industriale. L’automazione può infatti essere definita basato su tecnologia Beckhoff XTS (eXtended Transport
una tecnologia cross-funzionale, ovvero dotata di caratteristi- System), ma addirittura lo stesso sistema di controllo PCche che le consentono di essere applicata pressoché in tutte based, divengono utenti Internet, comunicando tra loro in
le aree. È quindi sbagliato pensare che le potenzialità offerte maniera trasparente e indipendente dal luogo fisico in cui si
dal PC based control e dall’integrazione sempre più spiccata trovano le informazioni, che possono essere accessibili, ad
con il mondo IT siano applicabili,
secondo l’ottica dell’Industry 4.0,
al solo mondo industriale per il
controllo di macchine, impianti,
sistemi di produzione complessi:
le stesse potenzialità possono infatti trovare piena applicazione
anche in ambiti quali la building
automation, il medicale, il life
science o l’entertainment. Il PC
Control offre l’importante vantaggio di essere legato alla disponibilità di tecnologie che, oltre ad
essere consolidate e durevoli nel
tempo, consentendo di abbattere
drasticamente i costi sull’intero
ciclo di vita del sistema, offrono
la massima scalabilità in termini
di software, CPU e terminali bus,
caratteristiche queste che le rendono perfettamente adattabili a
qualsiasi tipo di soluzione: dalle
automazioni più semplici fino al Dimostrazione tecnologica di una smart factory dove il PC based control risulta
controllo dei più grandi impianti ancora una volta fondamentale in una rete di produzione intelligente secondo il
concetto di Industry 4.0
produttivi.
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AO
COPERTINA
BECKHOFF AUTOMATION COPERTINA BECKHOFF AUTOMA
zione pick-and-place
XTS; insomma, è
il luogo dove tutti
questi dati vengono
immagazzinati, analizzati e poi resi disponibili all’operatore
attraverso strumenti
di interfacciamento
uomo-macchina sempre più evoluti, che
consentono di gestire
informazioni e comunicazioni in maniera
sempre più intuitiva,
rapida ed efficace.
Proprio in questo
Google Glass: device trasversale per il controllo e comando
senso, Beckhoff ha recentemente compiuto
un ulteriore e signifiesempio, mediante servizi di cloud. In una simile architettura cativo passo in avanti. Come? Con i Google Glass, ‘wearable
di controllo la ‘nuvola’ è dunque il luogo dove si trovano le computing device’ che rappresentano il primo esempio di
informazioni sullo stato del processo, i consumi energetici, le come la convergenza tra i mondi dell’IT e dell’automazione
specifiche richieste di produzione, le configurazioni di linea possa trovare una concreta applicazione secondo i concetti
o, come precedentemente accennato, lo stato di una sta- propri dell’Industry 4.0.
I nuovi uffici di Casalecchio di Reno
C
ontinua la crescita di Beckhoff Automation Italia che,
dopo la recente inaugurazione della nuova sede centrale di Limbiate, comune situato a pochi chilometri
di distanza da Milano e dai principali sbocchi autostradali, compie un altro importante passo, questa
volta a Bologna. Dopo ben sette anni di permanenza ad Anzola
dell’Emilia, Beckhoff si sposta a pochi chilometri di distanza,
trasferendo gli uffici della sua filiale bolognese nel comune di
Casalecchio di Reno.
Ciò per rispondere in maniera ancora più incisiva e completa alle
esigenze di un tessuto industriale tra i più importanti d’Italia, che
dalle tecnologie di automazione PC based di Beckhoff è in grado
di trarre un vantaggio competitivo determinante per il mantenimento della leadership mondiale in ambiti quali il packaging, la
meccanica o il medicale. Oltre alla raggiungibilità garantita dalla
vicinanza dell’uscita autostradale A1, i nuovi uffici dispongono
di una serie di vantaggi che le strutture precedenti situate ad
Anzola dell’Emilia non consentivano di sfruttare appieno. In primis, l’ampio magazzino disponibile e una serie di servizi logistici
I nuovi uffici della filiale di Bologna di Beckhoff Automation
situati nelle vicinanze, consentiranno di far fronte in maniera
guardia, consentirà di offrire non solo la necessaria consulenza formativa,
più strutturata e tempestiva alle specifiche esigenze di fornitura. Quindi, in
ma anche uno specifico e pratico riferimento a ciò che al cliente necessita
linea con la policy della casa madre, orientata su standard qualitativi che
di imparare. L’aula corsi dispone infatti di una vasta gamma di prodotti
fanno della formazione un’attività assolutamente irrinunciabile, i nuovi uffici
Beckhoff, attraverso i quali è possibile sviluppare e verificare applicazioni di
dispongono di uno spazio ad hoc, completamente attrezzato e dedicato allo
automazione mediante l’impiego di simulatori. A complemento, ricordiamo
scopo, che consentirà a Beckhoff di concentrarsi sull’organizzazione di corsi,
che Beckhoff è vicina ai propri clienti con un supporto di engineering, un’atsia pianificati che su diretta richiesta del cliente, sul modello delle attività fortività che li accompagna lungo tutto il ciclo delle loro esigenze, oltre che con
mative che già sono portate avanti presso gli ampi spazi della sede centrale
servizi di supporto e assistenza sia pre che post vendita.
di Limbiate. L’aula, completamente attrezzata con apparecchiature all’avan-
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TOMATION COPERTINA BECKHOFF AUTOMATION COPERTINA BECKHOFF AUTOMATION COPER
lità di raccogliere, salvare e
accedere a informazioni
‘complementari’ al processo
controllato, come ad esempio manualistica tecnica e
documentazione, già memorizzata, recuperabile
via web oppure inviata per
e-mail, così come a quella
di aprire chat o avvalersi
di sessioni video per interagire con altre persone a
distanza (ad esempio tecnici sviluppatori, ingegneri
ecc…). Tutto ciò può radicalmente cambiare il modo
di intendere non solo l’HMI,
ma anche una serie di altre
attività, come ad esempio
l’assistenza remota. Si pensi
alla comodità di poter contattare lo sviluppatore mentre l’impianto è in funzione
A livello di comunicazione, l’integrità della comunicazione interna (rosso) può essere
per spiegargli il problema
garantita gestendo i Google Glass quali dispositivi embedded nella Intranet aziendale, cioè
riscontrato e, contemporarendendoli indipendenti dal mondo cloud
neamente, inviare un video
della macchina in funzione.
Ben inteso: l’utilizzo dei Google Glass non sarà sostitutivo dei
L’HMI del futuro
Recentemente balzati agli onori della cronaca per le loro tradizionali pannelli operatore, bensì sarà da intendersi come
innovative caratteristiche, i Google Glass possono essere tecnologia a essi complementare che, se così si può dire, ridefiniti uno strumento in grado di offrire all’operatore una sulterà decisiva nel migliorare la modalità di interazione tra
nuova modalità di interfacciamento basata su realtà aumen- uomo e macchina. Un plausibile scenario potrà essere quello
tata. Equipaggiati con un display realizzato in tecnologia che, in un prossimo futuro, vedrà la tecnologia dei Google
Lcos, che proietta ciclicamente fotogrammi RGB che colpi- Glass affiancare quella offerta dai più tradizionali pannelli
scono direttamente la retina dell’occhio, producendo una operatore, in un mix di interazione touch e realtà aumentata.
sorta di schermo percepito a distanza a un metro dal viso, di In quanto alle potenzialità di mercato che potranno dischiuuna fotocamera da 5 megapixel che permette di scattare foto dersi, basti pensare che due colossi del calibro di Samsung
o gestire video in alta qualità, memoria interna, microfono, ed Epson hanno già annunciato di essere presto in grado di
sensori di vibrazione/movimento, mini touchpad, sistema rilasciare analoghe e finanche più avanzate versioni di simili
audio a conduzione ossea, connettività wireless, Bluetooth dispositivi, rendendo questa tecnologia destinata a giocare
e, addirittura, GPS integrato, i Google Glass fanno parte della un ruolo determinante quale fattore abilitante dei concetti
famiglia dei cosiddetti ‘wearable computer’ e, per le loro ca- tipici dell’Industry 4.0, dove i dati non sono solo accessibili
ratteristiche, ben si prestano a essere facilmente integrati in modo trasparente e indipendente da dove risiedono, ma
nell’architettura di controllo Beckhoff mediante l’utilizzo del anche in piena mobilità da parte dell’operatore.
software Twincat. Prova ne sia la recente dimostrazione, presentata durante la scorsa Hannover Messe, dove gli occhiali Libertà (e intelligenza) di configurazione
sono stati utilizzati per comunicare con un web server conte- Un sistema di azionamento meccatronico componibile, il cui
nente le informazioni sullo stato di una macchina controllata, sviluppo è stato reso possibile grazie alle prestazioni offerte
per l’appunto, mediante Twincat. In questa applicazione le dalla comunicazione Ethercat e a tutte le potenzialità del PC
informazioni, sottoposte sotto forma di segnali e messaggi based control e che ora, alla luce dei concetti tipici dell’Indud’errore, anche con l’ubicazione contestuale del problema stry 4.0, ha trovato la sua ideale collocazione quale sistema
all’interno dell’impianto, hanno consentito all’operatore di
capace di rispondere pienamente, e soprattutto intelligenintervenire agevolmente per le necessarie operazioni di ri- temente, agli obiettivi di efficienza, flessibilità e sostenibipristino o forzatura di stato, attraverso il piccolo touchpad lità. Stiamo parlando di XTS (eXtended Transport System),
collocato a lato della microcamera.
l’innovativo sistema di movimentazione messo a punto da
Al di là di questa dimostrazione, si pensi alle potenzialità che Beckhoff, le cui caratteristiche dischiudono nuovi e a dir
una simile tecnologia può dischiudere grazie alla possibi- poco sorprendenti scenari applicativi.
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COPERTINA
La base vincente di XTS è il ‘sistema’ Beckhoff: un motore
linea re modulare, uno o più
mover (carrelli), una guida
meccanica configurabile, un
controllo PC based (software
Twincat e PC Industriale), una
comunicazione efficiente e standard (Ethercat) e la completa
apertura verso i vari livelli di fabbrica anche attraverso il mondo
web (comunicazione e servizi).
Una delle più innovative caratteristiche di XTS è la possibilità di
pilotare ‘n’ carrelli indipendentemente l’uno dall’altro, ciascuno
con proprie rampe di accelerazione/decelerazione e velocità
fino a 4 m/s. Ciò consente a
XTS di svolgere contemporaneamente compiti diversificati e,
quindi, di gestire addirittura lotti
unitari, determinati quindi dalle
BECKHOFF AUTOMATION COPERTINA BECKHOFF AUTOMA
XTS è un sistema di azionamento meccatronico componibile che, grazie alle
potenzialità del PC based control, trova la sua ideale applicazione per rispondere agli
obiettivi di efficienza, flessibilità e sostenibilità tipici di Industry 4.0
Avvalendosi di moduli rotaia di diverse forme (tratti
lineari e curvilinei, anche
con raggi di diverse dimensioni), eXtended Transport
System consente di movimentare una serie di carrelli
che, sfruttando il principio
del motore lineare, possono
essere pilotati per svolgere i
compiti più disparati. I mover
sono gestiti completamente
in asse elettrico. In quanto
tali, sono programmabili
con leggi di moto proprie e
possono essere mossi indipendentemente, così come
in moto accoppiato o in posizione assoluta.
Ciò rende le possibilità di
configurazione di XTS praticamente illimitate. XTS può
ad esempio operare in moLa base vincente di XTS è il ‘sistema’ Beckhoff: un motore lineare modulare, uno o più
dalità clamp on: due mover
mover (carrelli), una guida meccanica configurabile, un controllo PC based
possono essere sincronizzati
(software Twincat e PC Industriale), una comunicazione efficiente e standard (Ethercat)
per afferrare un carico e moe la completa apertura verso i vari livelli di fabbrica anche attraverso il mondo web
vimentarlo su tratti sia lineari
(comunicazione e servizi)
che curvilinei.
Le sue funzionalità lo hanno
reali necessità di pianificazione produttiva e in maniera com- reso adatto all’impiego su linee di imbottigliamento, per efpletamente indipendente dalle caratteristiche fisiche della fettuare operazioni di avvitatura tappi in sincronia con l’avanlinea. Proposto su base Ethercat, al pari di una pista di mac- zamento delle bottiglie. Il sistema può essere programmato
per effettuare operazioni di sorting, ovvero di allineamento
chinine XTS può essere configurato a piacimento.
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di oggetti (tipicamente scatole o pallet, ma - perché no? anche altri oggetti, ad esempio parti meccaniche) secondo
precise configurazioni su nastri trasportatori, così come per
effettuare il distanziamento a intervalli prefissati di oggetti
provenienti in flusso continuo da un nastro di alimentazione
in ordine completamente destrutturato.
Utilizzando due sistemi XTS in parallelo e sincronizzando i
movimenti dei relativi mover, è anche possibile implementare sistemi di tipo gantry, capaci di movimentare pallet e/o
prodotti secondo traiettorie e profili di moto diversi.
Come detto in precedenza, la forza di XTS sta nel sistema,
dove il ruolo giocato da Ethercat (oltre ovviamente a quello
svolto da Twincat quale software di automazione) è determinante. Ogni 30 mm di rotaia vi è un sensore di movimento
che, come le bobine, è sottoposto a polling ogni 250 us. Ciò
rende necessario gestire una mole considerevole di dati ‘puliti’ (ovvero di segnali perfettamente integri) da elaborare al
volo ogni 3 metri di rotaia: stiamo parlando di circa 80 Mbit/s
di baud rate, valore per il quale le caratteristiche di Ethercat
rispondono appieno.
Servomotori dinamici per l’impiego in spazi ridotti
B
questo caso i finecorsa e ulteriori encoder non sono necessari. I motori
eckhoff completa la serie di servomotori AM8000 con la granpossono essere anche identificati in modo rapido e affidabile grazie a una
dezza di flangia F1 (40 mm dimensioni esterni). Tre lunghezze
targhetta elettronica contenente informazioni meccaniche ed elettroniche,
coprono un range di coppia da 0,22 a 0,55 Nm e consentono
come il numero di serie o il produttore.
soluzioni di azionamento altamente dinamiche con un ingombro
Con la memoria degli errori integrata è possibile la diagnosi del motore. In
minimo. I nuovi servomotori AM801x e AM811x offrono un basso
combinazione con la scheda opzionale twinsafe AX5805, con i servomotori
momento d’inerzia del motore e una capacità di sovraccarico quattro volte
AM801x è possibile realizzare in modo molto semplice funzioni di azionasuperiore e pertanto soddisfano i più elevati requisiti di dinamica di movimento sicure anche nelle aree d’impiego più ristrette. Ciò rende possibile
mento anche negli spazi più limitati. Pertanto sono ad esempio ideali per
applicazioni con rapidi cambi di ciclo. Le
due serie si distinguono tra l’altro per la
loro tensione nominale. La combinazione
dei motori AM811x con i terminali servomotore EL7201-0010, con 2,8 ARMS,
ed EL7211-0010, con fino a 4,5 ARMS
con 50 V CC, crea un servosistema estremamente compatto ed economico. Il servoamplificatore Ethercat AX5000 (a 1/2
canali, fino a 3 A) è adatto per il comando
dei servomotori AM801x concepiti per
230 V CA. I motori sono opzionalmente
disponibili con freno di arresto a magneti
permanenti senza gioco o con scanalatura
della linguetta. Dotati di un encoder assoluto con risoluzione a 15 bit e tecnologia
One Cable (OCT), i motori offrono così le
massime prestazioni. Nel caso dell’OCT,
l’alimentazione del motore e la retroazione
della posizione vengono trasmessi in un
solo cavo, il che riduce notevolmente i
costi dei componenti e di installazione. Su
richiesta, i motori sono disponibili con un
I servomotori AM801x e AM811x, con la dimensione flangia F1, consentono soluzioni
trasduttore assoluto multigiro.
di azionamento estremamente compatte e altamente dinamiche
Tre vantaggi integrati per l’utente
Grazie all’encoder assoluto multigiro integrato nei motori AM801x e
AM811x, la posizione assoluta dell’azionamento è già nota all’accensione
dell’asse, rendendo la funzione di homing non più necessaria. Così il sistema
può essere avviato senza corse di riferimento nelle posizioni finali. Inoltre
non è solo possibile determinare la posizione dell’asse, ma anche la velocità
di spostamento corrente. La posizione dell’azionamento viene memorizzata
in un’Eeprom senza batteria tampone. Con queste caratteristiche il nuovo
motore è ideale per l’alimentazione e movimentazione di assi, poiché in
spegnere in modo sicuro gli assi di traslazione e di alimentazione, ma anche
programmarli con le funzioni di movimento sicure secondo EN ISO 13849-1
fino a PLe. I motori possono essere collegati senza coppia e monitorati in
termini di velocità, posizione e senso di rotazione. In questo modo ora è
anche possibile integrare in modo semplice gli assi di traslazione e di alimentazione nel sistema twinsafe, il che aumenta notevolmente le prestazioni
dell’intera macchina.
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
di Federica Andreini
23
AO LINEA DIRETTA
In breve
B&R e Datalogic: accordo
strategico
B&R (www.br-automation.com) e Datalogic
(www.datalogic.com) uniscono le forze per sostenere al meglio il settore della visione artificiale.
Un accordo recentemente formalizzato rafforza la
duratura collaborazione tra le due aziende. Una
partnership tecnologica che prevede l’utilizzo
degli Automation PC 910 di B&R e la nuova generazione di processori di visione Datalogic UX. Le
aziende produttrici, qualunque sia il loro settore,
devono innovare e fare investimenti strategici per
soddisfare le richieste di un mercato globale.
Tra le industrie in crescita più rapida, i settori
alimentare e farmaceutico possono beneficiare
della visione industriale in modo sostanziale per
garantire alti livelli qualitativi del prodotto e la
conformità alle normative di settore. I sistemi di
ispezione ottica sono un investimento strategico
e Datalogic, supportata dalla tecnologia di controllo
B&R, ha creato la
piattaforma di visione più avanzata
e performante disponibile oggi sul
mercato.
Splende il mercato globale
dell’energia solare
La maggiore attenzione alla riduzione delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti alimenta il
mercato globale dell’energia solare. Una legislazione favorevole, la necessità di migliorare l’autosufficienza e la sicurezza energetica aiutano
il mercato dell’energia solare a crescere rapidamente. Mentre i volumi di vendita sono concentrati principalmente nella regione Asia-Pacifico, si
registra una netta tendenza di crescita anche in
altri mercati. Lo rivela un’analisi di Frost & Sullivan (www.frost.com), intitolata “Global Solar
Power Market”, che evidenzia come il mercato
ha prodotto entrate per 59,84 miliardi di dollari
nel 2013 e stima che questa cifra raddoppierà
raggiungendo quota 137,02 miliardi di dollari nel
2020. In Europa il mercato continua a crescere. La
Germania è stato il primo paese europeo a incentivare l’energia solare fotovoltaica con un sistema
di feed-in tariff nel 2006.
La capacità installata nel mercato si è ampliata
rapidamente ed è tuttora il più grande mercato
dell’energia solare al mondo. Entro il 2020, Germania, Italia, Francia, Spagna e Regno Unito,
insieme, progettano di installare oltre 75 GW di
capacità fotovoltaica. La capacità totale installata
a livello globale nel 2013 è stata di 137 GW.
24
È di PLC Forum l’ideazione di ‘PLC Forum made in Italy’, un
marchio volto ad attestare l’origine italiana delle aziende e dei
prodotti dell’intero comparto dell’automazione industriale
ed elettronica
Automazione
certificata
‘made in Italy’
di Carolina Veloso
P
LC Forum è un’associazione
senza scopo di lucro creata
per diffondere informazioni
tecniche e didattica relative
all’automazione industriale,
un forum dove condividere le proprie
esperienze, fondamentale per aiutarsi
e accrescere le proprie conoscenze.
E ‘PLC Forum made in Italy’ è un’idea
nata dall’associazione il cui obiettivo
è quello di andare
a contrastare concretamente la contraffazione, l’abuso
e la falsificazione
del made in Italy
nel mondo. Una
certificazione rivolta a tutte quelle
aziende del settore
dell’automazione industriale ed elettronica interessate ad attestare la propria linearità a quelli che sono i principi
qualitativi italiani, rivolta quindi a quel
comparto che ad oggi non possiede
ancora marchi di certificazione di origine italiana tanto utilizzati in altri settori, quali quello del Food&Beverage.
PLC Forum made in Italy guarda direttamente a tutte quelle aziende
del settore interessate ad attestare
la propria linearità a quelli che sono i
principi qualitativi caratteristici del territorio italiano, un luogo caratterizzato
da materie prime di qualità, prodotti
costruiti a regola d’arte con un’attenzione particolare nel dare il meglio
che si possa offrire. Si tratta di un marchio applicabile all’intera azienda o al
singolo prodotto (di cui entrano a far
parte anche le famiglie di prodotto)
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
volto ad assicurare che la produzione
venga fatta totalmente in Italia, che
i semilavorati e le varie componenti
siano prodotte sul suolo italiano e che
i prodotti siano conformi alle norme
cogenti applicabili. Per ottenere il
marchio, il produttore dovrà eseguire
un iter semplice e immediato: egli sarà
chiamato in prima istanza ad autocertificare la propria
azienda o il proprio
prodotto attraverso il sito online,
ad essa seguirà un
controllo da parte
di un team qualificato che realizzerà
Audit documentali
presso il fabbricante
per comprovare
l’autenticità della
dichiarazione rilasciata. La convalida
sarà comunicata mediante e-mail a
seguito dell’ottenimento di un risultato positivo delle verifiche o della
chiusura delle eventuali non conformità registrate. Per tutto il periodo di
possesso del marchio potranno essere
effettuati audit di sorveglianza, volti
a monitorare il continuo soddisfacimento dei requisiti.
‘PLC Forum made in Italy’ è un marchio
di certificazione che fa riferimento a
disposizioni comunitarie in materia di
origine non preferenziale della merce,
ogni specifica in merito ai regolamenti
normativi e legislativi e tutti gli aspetti
inerenti il marchio di certificazione
PLC Forum made in Italy sono contenuti nei disciplinari che ne regolano
ogni aspetto, scaricabili dal sito: www.
madeinitaly.plcforum.it
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AO LINEA DIRETTA
In breve
One, On Electric: il
confronto che crea memoria
Si è svolto lo scorso mese di giugno l’incontro ‘One the
first automation meeting’ nella splendida cornice del
villaggio turistico de Le Cale D’Otranto, organizzato dal
gruppo Megawatt Acmei (www.gruppomegawatt.
it, www.acmei.it). Il primo meeting sull’automazione
ha visto la presenza di ABB, Legrand, Lovato Electric,
Omron, Schneider, Sick, Siemens. L’idea è stata costruita
attorno al fenomeno del settore dell’automazione industriale in piena crescita, nonostante il generale trend negativo dei mercati. Gli argomenti trattati erano motion
control, normative per la sicurezza industriale, efficienza
energetica per i processi industriali, evoluzione dei bus
di campo e Totally Integrated Automation Portal. Sono
intervenuti l’ideatore della manifestazione, Andrea
Giacco, general manager automazione e infrastrutture del Gruppo Megawatt, Saverio Tavarilli direttore
generale Acmei, Domenico e Luca Marigliano, a capo
del Gruppo Megawatt e Antonio Vastarella, responsabile marketing e risorse umane di Megawatt, e project
manager dell’evento. Apprezzatissimo l’intervento dei
presidenti: Giovanni Marigliano e Domenico Tavarilli,
che hanno voluto ribadire l’unione delle due realtà in un
unico promettente progetto, annunciando il passaggio
di consegne ai propri figli.
In casa Asem
Renzo Guerra, amministratore delegato di Asem
(www.asem.it), azienda che opera nel settore dell’HMI
e della PC based Automation, ha annunciato l’arrivo di
Armando Martin quale nuovo responsabile marketing
communication, ruolo precedentemente affidato a Elia
Guerra, che dal gennaio scorso ha assunto la responsabilità delle vendite sui mercati esteri. Nel suo nuovo ruolo
Armando Martin avrà l’obiettivo di mantenere e rafforzare le pratiche di marketing communication, facendo
crescere la presenza di Asem nei canali di comunicazione
tradizionali e innovativi.
Avnet: Divisione Security &
Networking Solutions
Avnet Technology Solutions, distributore globale di
soluzioni IT e gruppo operativo di Avnet (www.avnet.
com), ha annunciato il lancio della divisione Avnet Security & Networking Solutions (ASNS) nella regione Emea.
La nuova divisione aiuterà a sostenere ulteriormente
l’ampio portafoglio di soluzioni e servizi per la sicurezza
e il networking di Avnet.
26
Bologna e Milano le sedi dei due eventi SafeMotion experience
voluti da B&R, Comau e Heidenhain sui temi del controllo di
movimento in sicurezza
Sicurezza
in movimento
di Lù del Frate
I
nteressanti gli eventi SafeMotion
experience voluti da B&R (www.brautomation.com), Comau (www.
comau.com) e Heidenhain (www.
heidenhain.it) sui temi del controllo
di movimento in sicurezza soprattutto
per l’alto livello delle tematiche. Le tre
aziende sono legate dalla continua
innovazione tecnologica e da una collaborazione tecnica e commerciale in
grado di fornire la miglior soluzione
possibile per ogni industria. Sempre
più costruttori di macchine desiderano
garantire la sicurezza dei loro prodotti,
spinti principalmente dalle tendenze
di mercato, seppur comprensibilmente
desiderosi di trovare soluzioni semplici,
con un basso impatto sulle loro piattaforme e sugli investimenti che hanno
fatto in ricerca e sviluppo. Il processo
certificativo è un passaggio delicato nel
rilascio di una macchina e risulta enormemente semplificato se in partenza
si utilizzano dispositivi già certificati
ai fini della sicurezza, tanto meglio se
questi sono integrati e in grado di colloquiare tra loro. Da queste valutazioni
sono nati gli appuntamenti SafeMotion experience che hanno illustrato, in
modo realistico e pratico, come l’adeguamento alle normative sulla safety
rappresenti un’opportunità da sfruttare
per migliorare la produttività e la competitività sul mercato, e
non solo un’incombenza
dettata dalle normative.
Le giornate, a cui hanno
partecipato tecnici dell’automazione, responsabili
della sicurezza e della produzione, si sono snodate
attraverso un percorso
logico partito dai sensori,
i dispositivi più vicini alla
meccanica (presentazione
curata da Heidenhain),
per poi passare alla piatta-
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
forma di controllo che raccoglie ed elabora i dati raccolti, fino alla gestione in
sicurezza della catena di tutte le parti in
movimento, dal drive, ai motori (a cura
di B&R), per poi attuare interi sistemi
e linee robotizzate (a cura di Comau).
Dopo una panoramica che ha proposto
come far coesistere e collaborare ogni
parte legata al motion attraverso un’integrazione e una comunicazione sicura,
si è dimostrato in pratica, con esempi e
demo dal vivo, come sia possibile operare con parti di macchine e impianti
in movimento senza dover arrestare il
processo: una gestione intelligente che
permette un rilevante incremento della
produttività, senza rinunciare alla salvaguardia di persone e attrezzature.
Guidati poi da una fonte autorevole in
ambito di certificazione come iCEpi si è
discusso sulle scelte delle normative e
sulla modalità di recepimento, è stata
fornita la chiave di lettura dei differenti
standard e metodi di analisi, sono stati
considerati i diversi aspetti applicativi
legati ai dispositivi e alle piattaforme
tecnologiche presentate, è stata data
una chiara anticipazione del quadro
normativo dei prossimi anni, con consigli pratici per l’adeguamento.
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In breve
Giliano Busetto confermato
presidente di
Anie Automazione
Giuliano Busetto, Industry Sector CEO di Siemens
Italia (www.siemens.com), è stato riconfermato
alla presidenza di Anie Automazione (www.
anie.it), Associazione aderente a Federazione
Anie. “Per questo nuovo mandato, ci poniamo
l’obiettivo di allargare la base associativa, perché
Anie Automazione si ponga sempre più come unica
associazione di riferimento per il settore” afferma
Giuliano Busetto. “Costituiremo nuovi gruppi di
lavoro, a partire dal gruppo ‘Software industriale’
e consolideremo le attività di quelli già esistenti.
Con un’attenzione particolare alla comunicazione
dell’eccellenza tecnologica di cui le nostre aziende
sono portatrici, anche attraverso la prima edizione
del Forum Meccatronica del prossimo settembre. E
ancora ci focalizzeremo sullo sviluppo del canale
distributivo e sull’applicazione di strumenti di business intelligence per migliorare la reportistica
e le indagini di mercato. Abbiamo chiuso il 2013
egregiamente, consci però che lavoro da fare ce n’è
sempre tanto: siamo pronti a raccogliere le nuove
sfide che il comparto ci chiamerà ad affrontare”.
Il commercio mondiale
delle tecnologie per il legno
nel 2013
I dati relativi all’andamento dell’industria mondiale
delle tecnologie per il legno, elaborati dall’Ufficio
studi di Acimall (www.acimall.com), parlano
chiaro: tutti i principali competitor mondiali hanno
registrato un andamento negativo. Calano le esportazioni della Germania (1.715 milioni di euro, meno
3,1% rispetto al 2012), per quanto compensate da
un sempre forte mercato interno; calano del 3,1%,
attestandosi a 1.111 milioni, anche le esportazioni
dall’Italia, una tendenza al ribasso già manifestatasi
a fine 2012 e che, purtroppo, non trova conforto in
un mercato nazionale stagnante. Diminuisce l’export Usa (meno 7,5% rispetto al 2012, per complessivi 283 milioni di euro); flessione, per quanto
contenuta, per l’Austria (meno 0,6%, 355 milioni
di euro) e per Taiwan (meno 0,2% per un export
complessivo pari a 457 milioni di euro). Meglio
rispetto al 2012 solo la Cina, le cui esportazioni si
attestano a 790 milioni di euro, il 12,6% in più rispetto al 2012, un risultato che vale il terzo posto
nella classifica dei più forti esportatori mondiali di
tecnologie per il legno. Il mondo del legno, dunque,
rimane in una fase economica improntata a una
sostanziale ‘riflessione’; per quanto gli andamenti
siano estremamente differenti in termini di valori
assoluti, possiamo comunque dire che la ripresa per
il mondo della trasformazione del legno e dei suoi
derivati non è ancora arrivata.
28
Honeywell celebra la tecnologia di scansione in occasione del
40° anniversario del codice a barre
Sempre attuale
dopo 40 anni
di Carolina Veloso
4
0 anni fa, esattamente il 26
giugno del 1974, è stato letto
il primo codice a barre del pacchetto di gomme da masticare
Wrigley’s presso il supermercato Marsh di Troy in Ohio. Si è trattato
del primo impiego di quello che oggi è
utilizzato 5 miliardi di volte ogni giorno:
l’Universal Product Code (UPC). In occasione di questa speciale ricorrenza,
Honeywell (www.honeywell.com) ha celebrato l’anniversario della prima lettura
di un codice a barre e ha festeggiato il
ruolo che la tecnologia ha ricoperto in
ambito retail e non solo in questi anni.
Dall’invenzione del Codice39, ancora
oggi uno dei codici a barre più utilizzati
al mondo, all’introduzione di Aztec 2D
impiegato nei biglietti aerei e ferroviari,
l’azienda ha continuato a collaborare
con clienti di tutto il mondo per fornire
nuove innovazioni di lettura che aiutano
a trasformare i processi di business. Referenze come AtralPool, LoBue Citrus,
Nature’s Best e il Dipartimento di Polizia di San José sono solo alcuni degli
esempi di società che hanno impiegato
con successo le tecnologie di scansione
di Honeywell per acquisire un vantaggio
competitivo e migliorare le prestazioni.
“40 anni fa non avrei mai immaginato
che i codici a barre avrebbero avuto una
tale importanza per i consumatori e per
le attività di business in tutto il mondo”
ha dichiarato H. Sprague Ackley, senior technologist di
Honeywell Scanning & Mobility. “Dall’agevolare il flusso
alle casse, alle scansioni in
ospedale, al tracciamento
del ciclo di vita di un prodotto, fino alle procedure di
imbarco in aereo semplicemente utilizzando il cellulare,
continuo ancora a stupirmi
della potenza della tecnologia del codice a barre”.
Per oltre 40 anni l’azienda
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
ha sviluppato soluzioni innovative che
rispondono alle crescenti richieste di
molteplici mercati verticali, quali vendita
al dettaglio, sanità, trasporto e logistica.
Il codice a barre continua a ricoprire un
ruolo davvero importante nel migliorare
l’efficienza, incrementare la produttività
e nell’accrescere la customer experience
a livello generale in diversi settori. Ad
esempio, l’installazione di soluzioni Honeywell presso Copper Mountain, un
resort sciistico di Summit Country in Colorado rappresenta una situazione d’uso
della tecnologia di scansione dei codici
a barre che ha contribuito a trasformare
le operazioni di business. “La tecnologia 2D Intermec di Honeywell legge i
codici a barre per il noleggio degli sci
quasi istantaneamente e ci offre così la
possibilità di garantire un servizio più
veloce e di snellire le file” afferma Todd
Palmer, IT systems administrator di Copper Mountain. “Siamo in grado di far accedere più rapidamente i nostri visitatori
agli ski lift e i nostri impiegati possono
trascorrere più tempo con gli ospiti e
assicurare così una migliore customer
experience”.
Honeywell ha lanciato un microsito che
elogia un simile traguardo e illustra le
soluzioni che l’azienda ha lanciato nel
corso degli anni e che hanno determinato l’evoluzione del codice a barre e
della tecnologia di scansione.
Fonte: http://www.morguefile.com/
AO LINEA DIRETTA
AO PANORAMA
di Silvia Beraudo
Il verde che
avanza …
L
a crisi tra Russia e Ucraina scoppiata in questi ultimi mesi ha
riacceso i riflettori, oltre che sulle
antiche tensioni politiche mai
del tutto sopite tra i due Paesi,
sull’importanza che l’approvvigionamento
delle risorse energetiche riveste per i Paesi
europei. Le principali fonti energetiche
fossili quali petrolio, carbone e gas provengono, infatti, per una grossa percentuale,
dall’estero ed è il gas naturale, dopo il petrolio, a rappresentare la seconda principale
fonte di energia. Circa il 30% del gas importato dall’Europa proviene dalla Russia, il
maggiore estrattore a livello mondiale. Tra
i Paesi comparatori troviamo la Germania e
il Regno Unito. L’Italia, pur importandone
dall’estero circa il 90% del totale utilizzato,
ne acquista dalla Russia il 30-35%. Nazioni
quali la Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Polonia, Ungheria, Slovacchia e Bulgaria sono, invece, totalmente dipendenti
dalle forniture russe. I Paesi del Vecchio
Continente, pur costituendo la seconda
economia mondiale e consumando circa
un quinto dell’energia prodotta a livello
globale, di fronte alla crisi degli approvvigionamenti rivelano quindi la loro grande
vulnerabilità. Una vulnerabilità che se da
un lato condiziona la strategia di
fornitura delle fonti di energia rendendone necessaria una loro diversificazione, dall’altro influisce sulla
determinazione del costo stesso
dell’energia (soprattutto di petrolio
e gas naturale) indissolubilmente
legato all’andamento dei mercati
internazionali. Solo nel 2012 l’Europa ha speso per l’import di combustibili fossili 545 miliardi di euro.
Di fronte a questa situazione è
chiaro, perciò, come sia fondamentale per il Vecchio Continente cercare di
cambiare radicalmente il modo di rifornirsi,
produrre, trasportare e consumare energia.
Ed è sulla green energy, un mix composto
da minori consumi, maggiore efficienza e rispetto per l’ambiente, che si gioca la scommessa di un’economia davvero sostenibile.
Fonti rinnovabili.
A che punto siamo?
Con l’Energy Roadmap, presentata nel
dicembre del 2011, l’Unione Europea si
è impegnata, all’interno di un più ampio
impegno globale per la mitigazione del
cambiamento climatico, a compiere un
processo di de-carbonizzazione con un
Cresce l’attenzione
all’ambiente e alla
salvaguardia del
nostro pianeta e i
Paesi europei si
indirizzano verso
scelte sempre
più green.
La produzione di
energia da fonti
rinnovabili è in
aumento, così come
l’efficienza
energetica. Ma
siamo solo all’inizio
primo target di riduzione delle emissioni di
gas serra del 20% (rispetto ai livelli del 1990)
entro il 2020 e del’80% entro il 2050. Oltre a
ciò, l’impegno è di raggiungere una quota
minima del 10% per i biocarburanti sul
totale dei consumi. Nel perseguire questi
obiettivi, un ruolo di primo piano è giocato
dal ricorso alle fonti di energia rinnovabile
oggi già presenti in molti Paesi in maniera
preponderante. Nel 2009, in Europa, il settore industriale delle rinnovabili valeva
già 70 miliardi di euro e impiegava più di
mezzo milione di persone. Nel 2010, le
quote delle rinnovabili in venti stati membri
erano pari o superiori agli impegni previsti
per il 2010 dai rispettivi piani nazionali e
L’energia della terra
L
o sfruttamento attivo delle risorse geotermiche per la fornitura
di energia elettrica ha avuto inizio per la prima volta in Italia,
nello stabilimento di Larderello, in Toscana, dove nel 1904, il
calore di fluidi geotermici produsse vera e propria elettricità.
Dal nostro Paese, che rimase fino al 1952 l’unico produttore
al mondo di energia geotermoelettrica, l’idea si diffuse in molti altri
Paesi. Ancora oggi l’Italia è al secondo posto in Europa, dopo l’Islanda,
tra i produttori di energia geotermica. Nonostante questa quasi ‘pole
position’, la produzione di questa energia, riconosciuta come affidabile,
sicura e rispettosa dell’ambiente, rappresenta solo il 7% di quella ottenuta da materie prime fossili come petrolio, gas naturale e carbone.
Essa è diretta soprattutto verso quella parte del fabbisogno energetico
necessaria per il condizionamento (riscaldamento e affrescamento)
degli ambienti, attraverso l’uso diretto della temperatura del sottosuolo,
sia sottoforma di teleriscaldamento sia attraverso le pompe di calore
30
geotermiche. L’uso di queste tecnologie ha avuto una rapidissima
espansione anche in altri Paesi, soprattutto quelli firmatari del Protocollo di Kyoto, in quanto queste forme di riscaldamento permettono una
riduzione notevolissima delle emissioni di CO2.
Anche se pioniera del settore, oggi l’Italia dimostra un ritardo notevole
nell’uso dell’energia geotermica, soprattutto se si considera che è uno
dei Paesi più ricchi di queste risorse. Secondo quanto riportato dai dati
del progetto Vigor (Valutazione del potenziale Geotermico delle RegiOni
della convergenza) del CNR, è stato stimato che nel nostro Bel Paese
l’espansione di impianti in aree geotermiche pregiate quali quelle della
Toscana, del Lazio e di alcune aree vulcaniche, e l’utilizzo di tecnologie
che permettono di produrre energia elettrica anche a temperature relativamente basse (impianti binari) potrebbe portare nel 2020 la potenza
geotermoelettrica complessiva installata dagli attuali 800 MWe a circa
1.500 MWe, con un risparmio in combustibili fossili di 1,2 milioni di
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
Fonte: www.compliance365.co.uk
Fonte: www.allabout-energy.com
superiori al primo obiettivo provvisorio per
il 2011/2012. Nel 2011 l’Estonia, ad esempio, aveva già raggiunto l’obiettivo mentre Bulgaria e Svezia erano molto vicine.
Le più distanti dalla meta risultano ancora
oggi Francia e Gran Bretagna. L’Italia ha
raggiunto la quota dell’11,5% del consumo
interno lordo coperto da fonti rinnovabili
lasciando solo un 5,5% da colmare per
raggiungere il target 2020 fissato al 17%.
(Fonte: rapporto statistico sulle rinnovabili
di GSE-Gestore Servizi Energetici). Nel nostro Paese, il numero degli impianti alimentati da fonti rinnovabili diffusi sul territorio
nazionale continua a crescere arrivando
a raggiungere quota 484.587 (aumento
avvenuto anche grazie ai diversi sistemi di
incentivazione che ne hanno sostenuto lo
sviluppo). Questi impianti rappresentano
circa il 37% della potenza complessiva
installata e il 31% della produzione lorda
totale. La potenza generata nel 2012 è
stata pari a 47.335 MW in crescita rispetto
all’anno precedente per l’installazione di
nuovi parchi eolici, di impianti alimentati
con bioenergie e soprattutto di fotovoltaici.
La regione italiana con la più alta concentrazione di potenza installata è la Lombardia (16,4%) seguita dalla Toscana (4,3%).
Nel sud del Paese un forte incremento
percentuale si è
verificato in Puglia (10%) e in Sicilia (6,6%)
grazie soprattutto alla quantità di potenza
fotovoltaica entrata in esercizio nel corso
del 2012. Grazie al contributo di nuove installazioni la produzione di rinnovabili ha
segnato un ulteriore record nel 2012 raggiungendo quota 92.222 GWh, pari all’11%
in più rispetto all’anno precedente, attestando il nostro Paese al terzo posto nella
graduatoria dei Paesi dell’UE-15 nella produzione di energia elettrica dopo Germania
e Svezia e superando la Spagna. L’aumento
della produzione rinnovabile in Italia, che
passa dagli 83 TWh del 2011 ai 92 TWh del
2012, è trainato dalla produzione del solare
cresciuta da 10,8 TWh a 18,9 TWh; aumenta
anche il contributo della fonte eolica e delle
bioenergie.
La produzione idraulica continua invece
a scendere, riducendo il suo apporto alla
produzione rinnovabile di circa 4 TWh rispetto all’anno 2011. A livello europeo la
composizione del mix di produzione da
rinnovabili vede un aumento della produzione idraulica in Austria e Svezia attestandosi su percentuali superiori all’80%.
L’eolico è maggiormente diffuso in Irlanda
e Danimarca, ove rappresenta rispettivamente il 76,4% e il 70,7% della produzione
rinnovabile. Le bioenergie rappresentano il
peso maggiore nel mix di produzione rinnovabile di Olanda (57,2%) e Belgio (49,3%).
In Germania, come anche in Italia, il solare
costituisce il 20% della produzione da fonti
rinnovabili, mentre il geotermico è rilevante
solo in Italia con oltre 5 TWh. La produzione
da maree e moto ondoso è, invece, presente solo in Francia con 0,5 TWh (rapporto
statistico 2012 GSE).
TEP. Non è stata ancora fatta una stima del potenziale geotermoelettrico applicando le tecnologie in sviluppo per i sistemi EGS, ma in
nazioni come la Germania e USA si stimano valori decuplicati rispetto
al potenziale installato. Per abbassare i costi unitari di produzione di
elettricità, sempre secondo il CNR, è auspicabile affiancare a questi
sistemi il recupero dei cascami di calore con la connessione a reti di
teleriscaldamento.
L’utilizzo del calore geotermico per il condizionamento di ambienti, sia
in forma di teleriscaldamento che con pompe di calore geotermiche,
potrebbe contribuire efficacemente al fabbisogno annuo di calore,
portando la potenza termica installata dagli attuali 650 MWt (MW
termici) a 6.000 MWt. Questo valore rappresenta il 5,3% del consumo
annuo di calore attuale in Italia, superiore all’attuale 4,7% di tutte le
fonti rinnovabili (in questo momento il contributo geotermico è dello
0,1%) con un risparmio di 1,8 milioni di TEP.
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
31
AO PANORAMA
Consumare meglio,
consumare meno
Se lo sviluppo delle rinnovabili rappresenta la prima e più importante alternativa ai combustibili fossili e il preludio di
un’economia davvero ‘green’, un consumo
intelligente ed efficiente dell’energia rappresenta il secondo e ineludibile pilastro
per uno sviluppo sostenibile. Per ridurre gli
sprechi di energia nelle apparecchiature
elettriche, nell’industria, nei trasporti e
nell’edilizia è necessario innanzitutto poter
disporre di sistemi e applicazioni dedicate.
L’obiettivo è rendere le nuove tecnologie
più abbordabili e redditizie per poter poi
sostituire quelle attuali e diminuire le emissioni di CO2 prodotte dal settore energetico
europeo. In Italia, l’applicazione delle misure previste dal Piano di Azione Nazionale
per l’Efficienza Energetica (Paee) ha consentito nel 2012 un risparmio energetico
complessivo di circa 75.000 GWh/anno,
30% in più rispetto al 2011, raggiungendo
il 60% dell’obiettivo fissato dal Paee per il
2016. I comparti che hanno maggiormente
contribuito a raggiungere questo risultato,
soprattutto negli ultimi anni, sono l’industria e il residenziale. Insieme rappresentano l’80% del risparmio totale conseguito.
Pochi miglioramenti sono stati registrati invece per il settore dei trasporti che, grazie
all’ottimizzazione delle tecnologie che consentono una maggiore efficienza energetica, concorrono al risparmio complessivo
con circa 6.500 GWh/anno, nonostante lo
scarso rinnovo del parco automobilistico
dovuto alla crisi economica. Grazie ai nuovi apparati per la produttività energetica e la riduzione delle
emissioni quali, ad esempio, le caldaie a
condensazione o i nuovi materiali ad alte
prestazioni, come quelli per l’involucro
edilizio, il settore residenziale ha subito
una radicale trasformazione diventando
La Green Energy secondo Advantech
A
bbiamo rivolto alcune domande a
Marco Zampolli, smart manufacturing business development manager,
di Advantech Europe BV, per capire
come l’azienda è attiva in ambito
energetico. Ecco quanto è emerso.
Automazione Oggi: Da qui al 2020/2050 i
Paesi europei e, quindi, anche l’Italia, si
sono dati tre ambiziosi obiettivi in tema
di energia e politiche per la salvaguardia del clima: contenimento delle emissioni di gas serra, sviluppo delle fonti
rinnovabili ed efficienza energetica.
Secondo la vostra esperienza quali sono
i settori che in Italia hanno più bisogno di soluzioni in grado di ottimizzare
l’uso dell’energia, nel rispetto del delicato rapporto prestazioni/salvaguardia
dell’ambiente?
Marco Zampolli: “Con la Direttiva 2012/27/UE
del Parlamento Europeo e del Consiglio
sull’efficienza energetica, l’Unione Europea
ha ribadito che la riduzione del consumo di
energia e la prevenzione degli sprechi sono
un obiettivo prioritario.
Favorire il miglioramento dell’efficienza energetica significa, infatti, dare un contributo
32
i settori che beneficerebdecisivo alla competitività,
bero maggiormente di un
alla sicurezza degli approvmiglioramento dell’effivigionamenti e al rispetto
cienza energetica, sono
degli impegni assunti nel
la produzione di acciaio,
quadro del protocollo di
l’automotive, l’alimentare,
Kyoto sui cambiamenti
l’industria cartaria, la coclimatici. Le possibilità
struzione di materiali per
di riduzione dei consumi
l’edilizia.
energetici sono notevoli,
Più in particolare ad
soprattutto nei settori a
esempio, nel settore della
elevato consumo di enerproduzione di acciaio, a
gia: edilizia, industrie mafronte di una riduzione
nifatturiere, conversione
Marco Zampolli
dei consumi di energia del
dell’energia e trasporti.
di Advantech Europe BV
7%, si avrebbe un increA livello mondiale, l’Intermento diretto del margine fino al 17%. Per
national Organization for Standardization
questi settori poi, il tempo medio di ritorno
ha emanato nel 2011 la norma ISO 50001,
sull’investimento sarebbe tipicamente entro
il nuovo standard internazionale per la gel’anno. Uscendo dalla fabbrica, un altro setstione dell’energia. Lo standard ISO 50001
tore dove è urgente intervenire è l’intelligent
si concentra sulle prestazioni dell’organizzabuilding. In tutti i casi, l’adozione di misure
zione e sull’efficienza energetica lungo tutta
efficaci di efficienza energetica significa sola catena di distribuzione dell’organizzazione
stenere gli sforzi italiani ed europei per la
e, a monte, come requisito da richiedere ai
riduzione dell’utilizzo di combustibili fossili,
fornitori. Con la ISO 50002 del 2014, appliproteggere l’ambiente in cui viviamo e concabile a tutti i tipi di azienda e organizzazione
tribuire a ridurre l’inquinamento del Paese e
e a tutte le forme di energia, sono stati predel pianeta”.
cisati i requisiti di processo per la realizzazione di audit in relazione alle performance
AO: In quale modo la sua azienda si è
energetiche. Secondo il Politecnico di Milano,
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
per il nostro Paese, e non solo, un volano
per l’economia e per l’occupazione, con
la creazione anche di nuove professionalità opportunamente formate e dei ‘green
job’. È stato calcolato che realizzando gli
obiettivi europei in materia di risparmio
energetico si potrebbero creare, in tutto
il Vecchio Continente da qui al 2020, due
milioni di posti di lavoro. Con un investimento di 24 miliardi di euro l’anno in lavori
attivata per rispondere alle richieste dei
clienti in tale ambito?
Zampolli: “A sostegno della green energy,
Advantech ha sviluppato un’ampia gamma
di soluzioni fanless capaci di operare a temperature estese, con elevate prestazioni e
con basso consumo di energia: le nuove
computing platform Intel i3/i7 della famiglia Haswell, ad esempio, richiedono solo 18
Watt; nell’ambito dei sistemi di controllo e
monitoraggio, i sistemi intelligenti di Advantech possono sia ottimizzare l’efficienza
energetica degli impianti permettendo un
controllo smart del sistema e del processo,
sia offrire piattaforme a elevate prestazioni,
ma ridotti consumi.
L’evoluzione tecnologica e le caratteristiche
rugged dei dispositivi Advantech, infatti, permettono di utilizzare soluzioni fanless al posto di vecchie piattaforme, molto più esigenti
dal punto di vista energetico.
L’integrazione di sistema fra automazione
di processo e controllo qualità, resa possibile dai touch panel computer di Advantech,
significa utilizzare un solo device hardware
per entrambe le operazioni, con conseguente
ulteriore riduzione dei consumi energetici.
La tipica piramide dell’automazione, grazie
Fonte: www.pressitalia.net/
di coibentazione, gestione energetica e
sistemi di controllo, la fattura energetica
europea diminuirebbe di circa 38 miliardi
di euro nel periodo 2011-2020 con un
grande contributo anche per l’ambiente.
L’altro settore chiave per il nostro Paese per
a questo tipo di tecnologie, viene semplificata riducendo ulteriormente il fabbisogno
energetico.
Nell’ambito del riscaldamento degli edifici, i
sistemi centralizzati funzionano normalmente
solo in base a un calendario prestabilito;
l’implementazione di un sistema intelligente
- capace di acquisire informazioni sullo stato
dei bruciatori, sulla temperatura in appartamenti e uffici, sulle condizioni esterne e di
sviluppare un controllo remoto via interfaccia
web - garantisce un’elevata ottimizzazione
del consumo di energia.
L’elevata potenza di calcolo dei dispositivi,
inoltre, permette analisi energetiche avanzate, che possono portare a ulteriori ottimizzazione della richiesta di energia”.
AO: Riusciranno le imprese ad allinearsi
realmente alle richieste europee in tema
di energia? Come vede il futuro del nostro Paese nel suo modo di produrre e
gestire l’energia?
Zampolli: “L’interesse del mercato, già significativo, è destinato a crescere: è ormai
chiaro come l’efficienza energetica abbia un
ruolo predominante nella composizione dei
costi di produzione”.
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
l’applicazione di tecnologie per l’efficienza
energetica è quello industriale che ha raggiunto ottimi risultati grazie all’adozione di
soluzioni innovative riguardanti l’impiantistica di supporto e i processi produttivi,
la cogenerazione a gas naturale ad alto
rendimento, trigenerazione e quadrigenerazione, i motori elettrici ad alta
efficienza e il recupero di calore dai
processi produttivi e l’efficientamento
energetico. Il terziario, invece, per il
momento, non mostra progressi di
rilievo, ma potrebbe migliorare grazie alle disposizioni contenute nel
Decreto Certificati Bianchi e al nuovo
Conto Termico. Anche per la pubblica
amministrazione l’efficienza energetica costituisce un impegno rilevante
per razionalizzare i consumi e ridurre
gli sprechi.
In questo ambito le potenzialità di
risparmio di denaro pubblico e di
emissioni di gas serra, sono enormi.
Secondo l’Energy Efficienty report
2013 del Politecnico di Milano, che
prende come punto di partenza gli
oltre 2.500 comuni italiani aderenti
al patto dei sindaci, ad esempio, le
soluzioni per l’efficienza energetica in
questo settore hanno un potenziale
di mercato ‘teorico’ pari a circa 1 miliardo di euro all’anno fino al 2020, la
massima parte del quale riferito alla
cogenerazione, alle superfici opache e
all’illuminazione pubblica.
Il potenziale di risparmio energetico
associato alla realizzazione di questi
interventi è stimato nell’ordine degli
08,TWh elettrici e 1,5 TWh termici.
33
AO ATTUALITÀ
di Antonella Cattaneo
Un raggio potente
Offrire alle aziende del settore biomedicale un servizio
di sterilizzazione in out-sourcing all’avanguardia: queste le
origini di Gammarad Italia. Sentiamo come è cambiata
l’azienda dalla voce del suo presidente Massimiliano Magagnoli
Foto tratta da www.morguefile.com
A
bbiamo incontrato Massimiliano Magagnoli, presidente di
Gammarad Italia, un’interessante azienda bolognese che
applica e sviluppa la tecnologia
dei raggi gamma per una sterilizzazione sicura ed efficace di prodotti di aziende che
operano nel biomedicale, farmaceutico,
alimentare, cosmetico e antiquariato, per
conoscerla più a fondo.
Automazione Oggi: Chi è Gammarad Italia?
Massimiliano Magagnoli: Gammarad Italia nasce nel 1969 grazie all’intuizione di un
gruppo di imprenditori che trasferirono in
Italia quanto già avveniva negli Stati Uniti
Gli impianti di Gammarad sono in grado
di sterilizzare interi ‘pallet’ di merci
34
in tema di sfruttamento delle radiazioni a
uso industriale, con la tecnologia dei raggi
gamma generati dal Cobalto 60. La nostra
azienda, infatti, adottò una tecnologia usata
sin dal 1956 in America e che in Italia cominciò ad avere le prime applicazioni pratiche a
cavallo tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio dei
‘70. A partire dal 1972 Gammarad Italia è
sempre cresciuta, mentre si estendeva anche
il mercato dell’irraggiamento. Entrando più
nel dettaglio, i raggi gamma sono onde
elettromagnetiche ad alta energia che, attraversando la materia, distruggono la carica
batterica e microbica senza lasciare alcun residuo e senza provocare alterazioni. L’irraggiamento gamma è un ‘processo a freddo’
e la temperatura dei prodotti trattati non
subisce incrementi significativi, offrendo
una sicurezza superiore a tutti gli altri metodi di sterilizzazione e decontaminazione
microbiologica. Gammarad Italia utilizza
questa tecnologia principalmente per la
sanificazione, la sterilizzazione e la chimica
dell’irraggiamento.
A.O.: Qual è il mercato di riferimento di
Gammarad?
Magagnoli: Il trattamento con radiazioni
ionizzanti consente di ottenere una sanificazione perfetta che elimina qualsiasi rischio
per la salute. I mercati in cui operiamo sono
diversi e vanno da quello biomedicale a
quelli farmaceutico e cosmetico e al packaging alimentare,
ma stiamo anche
applicando la nostra tecnica di sterilizzazione anche
ad altri comparti,
come ad esempio
per il recupero
di mobili antichi
oppure con barriques, tonneaux e
tappi di sughero.
In quest’ultimo
caso, in particolare siamo in
grado di assicurare, con costi
contenuti, la loro
completa sanifiIl trattamento con radiazioni ionizzanti consente di ottenere una
cazione, fino al
sanificazione perfetta che elimina qualsiasi rischio per la salute
cuore della fibra
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
per l’irraggiamento
eliminando muffe,
su materiali plastici
funghi e qualsiasi
innovativi.
altro microrganismo, come batteri
A.O.: Ma Gammalattici e lieviti. Gamrad non è solo stemarad Italia è autorilizzazione.
rizzata dal Ministero
della Salute alla Massimiliano Magagnoli, presidente
Magagnoli: I nostri
sterilizzazione di Gammarad Italia
impianti, unici in
sostanze attive e di
eccipienti a uso veterinario. Gammarad Italia Italia e secondi in Europa, sono in grado di
è considerata dall’AIFA, l’Agenzia Italiana del sterilizzare interi ‘pallet’ di merci, fino alla
Farmaco, officina farmaceutica per la steri- misura massima di 2 m di altezza per 1,20
lizzazione di materie prime e specialità me- e per 1 in pianta, senza manipolare i prodicinali ed è inoltre accreditata in Giappone dotti dei clienti. Chi gestisce un’impresa e si
presso il Ministero della Salute, del Lavoro occupa della parte economica della stessa
e della Previdenza, in Gran Bretagna presso comprende l’interesse a far sterilizzare i
l’Agenzia di controllo dei farmaci e negli Stati propri prodotti mediante un processo che
Uniti, presso l’Agenzia per gli Alimenti e i Me- assicuri la massima sicurezza e tranquillità in
quanto, una volta sterilizzati all’interno dei
dicinali (FDA).
pallet nei nostri impianti e giunti al fine-linea,
A.O.: Quanto vale la ricerca e sviluppo per non devono essere più toccati da nessuno.
Gammarad Italia dispone inoltre di 9.000 m2
Gammarad?
di magazzini su un’area di 40.000 m2, così
Magagnoli: La peculiarità di Gammarad Ita- da gestire lo stoccaggio e la spedizione dei
lia consiste nell’investire quote importarti del prodotti trattati, sia in Italia sia all’estero.
proprio fatturato per attività di R&D, circa il Gammarad Italia non è solo sterilizzazione, si
3%, e di svolgere costantemente attività occupa anche di progettazione e convalida
scientifica al fianco dei più prestigiosi Enti e del processo di sterilizzazione; validazione
Istituti di Ricerca nazionali e internazionali, del sistema barriera sterile per dispositivi
tra cui il Ciri MAM dell’Università di Bologna medici, in accordo alle esigenze del cliente,
per lo studio dell’effetto dei raggi gamma attraverso studi di invecchiamento accelesu specifici materiali. Investiamo molto in rato e on-going; servizi di consulenza sulle
R&D per cercare di essere partner affidabili problematiche collegate alla scelta di nuove
dei nostri clienti e fornire loro oltre alle no- confezioni e nuovi materiali. Insomma, Gamstre tecnologie anche le informazioni sulla marad Italia vanta di un sistema integrato di
sterilizzazione e consentirgli di accelerare gestione completamente informatizzato dei
il processo produttivo nella fase terminale magazzini aziendali, che oltre a contribuire
dell’imballaggio e della distribuzione. Se- alla messa a punto di un servizio all’avangnalo una recente partnership con l’azienda guardia, garantisce massima accuratezza dei
Lati, per lo svolgimento di test di valutazione dati e sicurezza degli stessi.
dell’irraggiamento su materiali plastici innovativi. I polimeri impiegati per produrre di- A.O.: A che tipo di limiti è sottoposta un’aspositivi medici e packaging possono essere zienda come Gammarad?
sensibili all’idrolisi causata dalla sterilizzazione in autoclave. Temperature che supe- Magagnoli: Esistono alcuni limiti fisici all’aprano i 120 °C e vapore pressurizzato possono plicazione del trattamento di sterilizzazione,
compromettere il funzionamento del pro- limiti relativi ad alcuni materiali e a prodotti
dotto inducendo deformazioni, distorsioni, che per loro natura non sopportano i trattarotture o rammollimenti del materiale. La menti ad alta energia. Inoltre, in Italia, vigono
sterilizzazione tramite raggi gamma invece è dei limiti sui prodotti alimentari che non
efficace e non provoca aumenti significativi esistono in altri Paesi europei che hanno redi temperatura, inoltre permette la sterilizza- cepito correttamente una direttiva comunizione di materiali già nella confezione finale taria sulla sterilizzazione degli alimenti, come
con anche strutture complesse. Da qui la de- pesci e molluschi.
cisione di avviare una collaborazione tra Lati
Gammarad Italia – www.gammarad.it
e Gammarad Italia per lo svolgimento di test
AO ATTUALITÀ
di Antonella Pellegrinini
Donato Montanari, membro
del Consiglio di Amministrazione
della Vdma e direttore generale
di Datalogic Automation
Una visione
allargata
Cresce il settore della visione che il
prossimo novembre sarà in mostra a
Stoccarda, in occasione di Vision 2014.
Novità? Stand dei produttori di PC
industriali, forum ‘Traffic Vision’
e ‘Vision 4 Automation’
G
ode di ottima salute il settore
della visione artificiale e lo
conferma Donato Montanari,
membro del consiglio di amministrazione della Vdma, e
direttore generale di Datalogic Automation:
“Il settore europeo dell’elaborazione industriale dell’immagine è in ottime condizioni.
Secondo l’ultimo sondaggio di mercato della
Vdma (Associazione tedesca costruttori di
macchine e impianti) nel 2013 il fatturato di
questo settore è cresciuto quasi del 10% rispetto alle aspettative iniziali. Nel 2014 pensiamo di raggiungere un’ulteriore crescita del
36
12%. Queste notizie sono molto soddisfacenti
per il nostro settore”. Con questi favorevoli
presupposti, Vision 2014, in calendario dal 6
all’8 novembre, si preannuncia una manifestazione fieristica ricca di interessanti contenuti. E in effetti, la 26° edizione ha in serbo
numerose novità: in primo luogo lo stand
collettivo ‘IPC 4 Vision’ dove i produttori di PC
industriali presenteranno le loro innovazioni
idonee a svolgere compiti di elaborazione
dell’immagine. Vi sarà poi il debutto del forum
‘Inspect Application’, creato appositamente
per gli utenti finali, mentre vengono riproposti gli ‘Industrial Vision Days’ con una nuova
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
struttura ancora più utile. ‘Traffic Vision’ e
‘Vision 4 Automation’ costituiranno le due
nuove tematiche di quest’anno. In ultimo, le
giornate dedicate alla tecnologia, organizzate
per la seconda volta dalla Vdma, che presenteranno avvincenti temi di ricerca orientati al
mercato.
Un mercato in crescita
Nell’ambito della visione, le applicazioni non
industriali hanno registrato un incremento
del 19%, proseguendo così anche nel 2013 il
trend degli anni passati. I sistemi di traffico intelligenti e il medicale sono gli ambiti che più
hanno riscosso successo. “Tuttavia, la parte
da leone nel nostro settore continua a farla la
produzione industriale. Con una crescita del
6% nel 2013 anche questo settore si è sviluppato in modo dinamico” spiega Montanari.
L’automotive, comunque, rimane ancora il
cliente principale, con una partecipazione del
22% al fatturato totale. A seguire vi sono stati
il settore elettronico, l’industria elettrotecnica
inclusi i semiconduttori (14%) e l’industria
dei generi alimentari e delle bevande (6%).
Secondo il profilo geografico, il rapporto
della Vdma mostra che in molti Paesi europei
e negli Stati Uniti si verifica una rinascita della
produzione industriale che, nei prossimi anni,
sfocerà in una richiesta costante di prodotti
per la visione artificiale. Sono, in particolare,
i clienti nord americani ad aver acquistato
tecnologie dalle aziende europee (+13%).
In Europa la ripresa è tangibile, tuttavia è
molto più lenta che negli Stati Uniti dove, per
aumentare la competitività, si sono investiti
considerevoli importi nella modernizzazione
degli impianti di produzione. Anche nei Paesi
emergenti lo sviluppo del settore produttivo
spingerà la domanda. L’Asia si riconferma
un mercato dinamico: “Oltre un quinto
del commercio europeo dell’elaborazione
dell’immagine ha luogo in Asia. Ciò dimostra
l’importanza strategica di questa regione dinamica per i fornitori europei di elaborazione
industriale dell’immagine.
Probabilmente si assisterà a un ulteriore rapido aumento di queste quote di mercato”
afferma Montanari. Dando uno sguardo alla
Germania, nel 2013 l’elaborazione tedesca
dell’immagine ha aumentato il suo fatturato
dell’8% toccando la cifra record di 1,6 miliardi
di euro. Gli impulsi di crescita sono provenuti
soprattutto dalle esportazioni che sono cresciute del 15%.
Vision 2014, le novità
Gli organizzatori mostrano soddisfazione per
quanto riguarda le adesioni: ”Attualmente
si sono iscritti 360 espositori. Fra questi, la
quota di quelli esteri ha stabilito il record del
54%” afferma Thomas Walter, capo settore
industria & tecnologia di Messe Stuttgart.
Quest’anno Stati Uniti, Francia, Svizzera,
Giappone, Gran Bretagna, Belgio, Italia, Cina,
Olanda e Canada sono i Paesi stranieri principali. ”Per la Vision 2014 di quest’autunno
siamo convinti di poter raggiungere l’obiettivo prefisso di 400 espositori” aggiunge.
Per questo sono a disposizione il padiglione
1, quello più grande e bello della Messe
Stuttgart, con più di 21.000 m2 lordi di area
espositiva, e il foyer. La Vision 2014 coprirà
l’intera gamma di prodotti tecnologici inerenti l’elaborazione dell’immagine: componenti, soluzioni complete chiavi in mano,
applicazioni pratiche e servizi. La varietà dei
componenti si estende dai sensori dell’immagine alle telecamere, ottica, frame grabber, computer, software, illuminazione, cavi
e accessori.
La Vision si rivolge a integratori di sistema,
distributori, costruttori di macchine e OEM
che producono per i suddetti settori e sono
anche fornitori di servizi; inoltre a tutte le
aziende che si occupano di elaborazione
dell’immagine.
”Ci attendiamo una crescita del numero di visitatori, fondata, da un lato, sull’effetto della
concentrazione prodotta dalla cadenza biennale, dall’altro sulle tante idee convincenti
della Vision e le misure intensive di marketing” afferma Thomas Walter.
Traffic Vision e Vision 4
Automation
Un momento della conferenza stampa
Quest’anno le tematiche portanti della manifestazione fieristica saranno due: Traffic
Vision e Vision 4 Automation, a conferma
di quanto l’elaborazione dell’immagine
rappresenti un importante elemento tecnologico dell’automatizzazione nella produzione industriale. Da un lato consente di
compiere controlli di qualità all’interno dei
processi di produzione industriale automatizzati, dall’altro di ottimizzare tali processi.
Alla Vision si cercherà di mettere in evidenza
quanto l’elaborazione dell’immagine è in
grado di offrire all’automatizzazione. Ci si
rivolgerà soprattutto agli esordienti dell’elaborazione dell’immagine con un ciclo di
conferenze, che avrà luogo all’interno degli
Industrial Vision Days, l’offerta della Vision
Academy e infine il ‘self-guided’ tour, che
contrassegnerà con un logo gli espositori
che operano attivamente e con competenza
in questo settore. I partner di queste iniziative sono l’associazione Vdma sezione elaborazione industriale dell’immagine, Emva,
Vision Academy. Anche la tematica “Traffic
Vision” sarà trattata in modo analogo con
un ciclo di conferenze che illustreranno le
innovazioni e le applicazioni dei sistemi di
elaborazione dell’immagine nel campo del
controllo, della gestione e della sicurezza
del traffico e del trasporto. Anche qui l’orientamento del visitatore sarà agevolato
dai contrassegni degli stand espositivi che
partecipano all’iniziativa. Inoltre nell’ambito
degli Industrial Vision Days è in programma
una tavola rotonda. Il partner mediatico che
parteciperà è l’ITS International.
espositori di PC industriali si prevede che lo
stand andrà a riscuotere un forte interesse.
A chi si rivolge? ”La Vision porta in primo
piano la grande importanza di un’elaborazione dati più attendibile e veloce e l’integrazione di sistemi di visione nei processi
di produzione automatizzati” afferma Thomas Walter. “La richiesta di una risoluzione
sempre più alta dell’immagine e di trasmissione e trattamento dei dati veloce esige
una prestazione di calcolo elevata. Spesso
i sistemi sono installati vicino alle macchine
e devono essere compatti e robusti per resistere alle temperature, alle vibrazioni, alla
sporcizia, all’umidità e molto altro ancora”.
Per facilitare ancora di più gli utenti alla ricerca delle loro applicazioni, ma anche per
stabilire contatti, ci sarà per la prima volta
l’’Inspect Application Forum’ con tematiche
rivolte agli utenti e inerenti il settore food
and beverage, quello farmaceutico, dell’industria automobilistica e agraria, della sicurezza e della logistica. Gli Industrial Vision
Days, che da molti anni arricchiscono la
Vision, sono organizzati dalla Vdma sezione
elaborazione industriale dell’immagine e
quest’anno avranno una nuova struttura
con dieci blocchi tematici: da un lato vi saranno tecnologia delle telecamere, ottica e
illuminazione, software per l’elaborazione
dell’immagine, 3D, embedded vision e PC
industriali; dall’altro gli standard, ricerca &
innovazione, elaborazione dell’immagine
per l’industria del traffico, elaborazione
dell’immagine per l’automatizzazione e infine New Visions for Vision.
PC industriali a Vision
Lo stand speciale ‘IPC 4 Vision’, inaugurato
quest’anno per la prima volta, sarà il vero
e proprio evento clou. Con undici famosi
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
Messe Stuttgart - www.messe-stuttgart.de
Vdma - www.vdma.org
Vision 2014 www.messe-stuttgart.de/vision
37
AO ATTUALITÀ
di Antonella Cattaneo
Il futuro in casa
Loccioni
Una due giorni nelle Marche in casa Loccioni per vivere il futuro
e constatare che si è già realizzato
‘2
Km di futuro: smart community and social immagination’
è il titolo della due giorni che
ha realizzato il Gruppo Loccioni durante il mese di luglio,
una manifestazione che ha voluto sviluppare
cultura d’impresa e innovazione tecnologica
senza perdere di vista le tradizioni. Ad aprire
i lavori il fondatore e presidente Enrico Loccioni che ha spiegato la sua idea d’impresa,
essere un angolo di fula sua visione di imprenturo. Un risultato che diditore oculato e attento,
venta esempio ripetibile
in grado di ripensarne il
di come la collaborazione
‘ruolo’ dell’azienda, non
diffusa, le attività di recusolo come elemento
pero e quelle sulle enerche genera lavoro e ricgie rinnovabili, insieme
chezza, ma soprattutto
alle smart grid possano
che genera valore, opeffettivamente essere un
portunità, che si apre al
percorso valido e perterritorio, che si occupa
corribile per costruire un
dell’ambiente naturale
futuro sostenibile e non
e della persona, che è in
solo in termini ambiensinergia con le istituzioni.
tali, ma anche di lavoro e
L’impresa genera visioni,
opportunità. Un percorso
progetti, azioni che dimo- Enrico Loccioni, fondatore
che in 6 anni ha reso la
strano armonia tra uomo e presidente del gruppo
Leaf Community, l’esteso
e natura, tra pubblico e
privato, tra profitto e valore. L’esempio è ben laboratorio di sostenibilità Loccioni, energevisibile: la Leaf House, i tre edifici industriali, ticamente autosufficiente al 55% rispetto al
il parco solare, la microcentrale idroelettrica, 22% iniziale, con il 38% di ore di autonomia
l’integrazione del fiume come risorsa, l’unicità annua rispetto al 4% precedente e un autodel Leaf Lab, le infrastrutture di ricarica Enel, consumo energetico dell’88%, ha dato lavoro
la mobilità elettrica Nissan, i sistemi di accu- a 220 giovani, ha portato 36.000 visitatori da
mulo energetico Samsung SDI e la gestione tutto il mondo a conoscere tale realtà, ha
intelligente dei flussi energetici Loccioni, investito 13 milioni di euro sul territorio, ha
tutto questo ha portato 2 km di territorio ad coinvolto 18 enti, e più di 100 imprese del
La microgrid è costituita
dall’integrazione di due
grid complementari: si
generano, distribuiscono,
regolano e misurano non
solo i flussi elettrici, ma
anche quelli termici
38
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
La sede Loccioni ad Angeli di Rosora, in provincia di Ancona
territorio e alcuni leader di mercato hanno
avuto lavoro dal progetto. Dopo tali premesse le domande avevano già le risposte:
possono le sfide ambientali ed economiche
che stiamo affrontando portarci alla creazione di un modello di lavoro e di vita ideale?
Possono organizzazioni pubbliche e private
lavorare insieme per migliorare la sicurezza,
il comfort e il benessere personale e sociale?
L’esempio di Loccioni è illuminante, si basa
sulla perseveranza nel raggiungere l’obiettivo e sulla volontà di raccogliere e condividere i frutti con gli altri, un incontro tra
impresa e comunità, tra il fare e il saper fare
non fine a se stesso ma volano di sviluppo,
e come sostiene Enrico Loccioni “di sviluppo
energetico, territoriale e culturale”. E se come
ha riferito Ugo Bardi, Physical Chemistry professor at University of Florence e membro del
Club of Rome, siamo di fronte al problema di
adattarsi a un mondo che non sarà più in
grado di avere l’abbondanza di risorse alla
quale ci eravamo abituati, lo sviluppo energetico dovrà guardare altrove e dovremo
essere noi a volgere lo sguardo verso energie
alternative in sintonia con il nostro territorio.
Il nostro Paese, ha commentato poi Carlo
Papa, chief innovation officer Enel Green
Power, ha sperimentano in questi anni una
delle più alte penetrazioni al mondo di fonti
rinnovabili e può assumere, oggi, il ruolo
unico di laboratorio in cui sperimentare
efficaci modelli e tecniche di integrazione
guadagnando un vantaggio competitivo
straordinario. Per poter integrare in modo
ottimale fonti termiche tradizionali e rinnovabili è necessario un grande sforzo di innovazione tecnologica e politico-regolatoria
con attività che vanno dalla ricerca applicata
sugli accumuli e lo storage di elettricità per
una gestione ‘intelligente’ e ottimale delle intermittenze, alla realizzazione di smart grid su
scala sempre più ampia, passando per tecnologie non ancora mature ma molto promettenti come l’energia marina e l’ibridizzazione
delle diverse fonti rinnovabili. Tutto ciò ha
però bisogno di modelli di mercato e quadri
regolatori che consentano di cogliere tutte
le opportunità derivanti dalla generazione a
costo marginale pari a zero garantito dalle
rinnovabili.
Una delle quattro microcentrali
idroelettriche sul fiume Esino
nibilità della Community. L’obiettivo ultimo è
quello di aumentare la sostenibilità ambientale del Gruppo Loccioni e di ottimizzare i
costi energetici, coniugando la flessibilità
dell’allocazione energetica tra i singoli edi-
Gli esempi
E in questa due giorni in
casa Loccioni gli esempi
della fattibilità di un futuro
diverso sono stati parecchi,
ma vogliamo solo ricordarne
due, innovativi, realizzati
con il contributo di Nissan e
di Samsung. Innanzitutto la
partnership di Nissan e Loc- La partnership di Nissan e Loccioni ha dato vita alla Leaf2Leaf
cioni che ha dato vita alla
Leaf2Leaf, attraverso la quale entrambe sup- fici, e l’efficienza della gestione dei consumi
portano i temi della sostenibilità con azioni a livello aggregato. Tutto questo è possibile
concrete. Con questa idea Nissan ha presen- grazie ai sistemi di accumulo elettrico che utitato il sistema Leaf to Home, un dispositivo lizzano la tecnologia Samsung SDI agli ioni di
attraverso il quale l’auto e l’abitazione sono litio, e quelli ad accumulo termico. Elemento
in grado di commutare il flusso di energia fondamentale per il funzionamento della midall’una all’altra. In questo modo, la vettura crogrid è l’infrastruttura informatica su banda
può alimentare l’impianto della casa nelle ore larga (fibra ottica). Grazie al MyLeaf, una suite
in cui il costo dell’energia è, ad esempio, più sviluppata dal Gruppo Loccioni stesso, si può
oneroso, oppure durante un possibile black- gestire e monitorare in tempo reale lo stato
out, mentre l’auto si potrà ricaricare dalla rete della rete. È possibile stimare il livello dei condomestica durante la notte. Certo, è un inizio sumi e di produzione energetica derivante
ma è stato dimostrato come anche questa via dagli impianti fotovoltaici e microidroeletsia percorribile. E il secondo è la microgrid di trici; valutando questi dati al costo corrente, è
Loccioni, un esempio reale e funzionante di possibile ottimizzare la strategia di controllo
rete energetica peer-to-peer che accumula e di accumuli e consumi, al fine di minimizzare
distribuisce energia tra gli edifici del Gruppo i costi. La microgrid diventa smart microgrid,
Loccioni e della Leaf Community.
coordinando e mettendo in comunicazione
Questa rete è costituita dall’integrazione di le varie componenti messe a rete.
due grid complementari: si generano, di- Guardando al futuro in ottica smart, l’utente
stribuiscono, regolano e misurano non solo finale diventa sempre più ‘prosumer’, assui flussi elettrici, ma anche quelli termici. È mendo un ruolo determinante nel mercato
un sistema locale che fa perno sui vantaggi energetico, interagendo attivamente con la
della diversificazione e dell’integrazione delle rete elettrica nazionale, acquistando e produfonti energetiche rinnovabili, per renderle cendo energia.
più affidabili, e su quelli della riduzione delle
Loccioni – www.loccioni.com
emissioni di CO2, per una maggiore eco soste-
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
39
AO ATTUALITÀ
di Luca Rossi
Aspettando
la ripresa
Archiviato un 2013 tra i peggiori per l’industria
italiana del settore, il 2014 dovrebbe far tornare il
segno positivo nel mercato delle macchine utensili.
Gli imprenditori evidenziano la positività della
Legge Sabatini e del credito di imposta al 15%
per chi investe in tecnologia
P
er l’industria italiana costruttrice
di macchine utensili il 2013 si
è chiuso al di sotto delle aspettative. In deciso calo tutti gli
indicatori: dalla produzione
all’export, dal consumo fino alle consegne
sul mercato italiano. Nonostante queste
performance negative, l’industria italiana di
settore ha riconquistato la quarta posizione
nella graduatoria mondiale dei produttori,
superando al fotofinish la Corea del Sud, e
si è confermata terza nella classifica degli
esportatori. Archiviato un 2013 a tinte fosche, il 2014 dovrebbe segnare il ritorno del
segno positivo nell’andamento del settore.
Il quadro emerge dall’analisi delle rilevazioni elaborate dal Centro Studi e Cultura
di Impresa di Ucimu. Una conferma della
tendenza arriva dall’indice degli ordini di
macchine utensili rilevato nel secondo trimestre di quest’anno, che ha registrato un
incremento del 14,4% rispetto allo stesso
periodo dell’anno precedente. Un risultato
complessivo determinato dai positivi riscontri raccolti dai costruttori sia sul mercato
interno sia su quello estero. Nonostante
questo, però, il livello degli investimenti
programmati dal mercato italiano risulta
ancora scarso. “Il risultato elaborato dal
Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu
è certamente positivo perché conferma l’inversione di tendenza già rilevata nel trimestre precedente” commenta Luigi Galdabini,
presidente dell’associazione dei costruttori
italiani di macchine utensili. “Occorre però
considerare che l’incremento appare deciso
40
a 1.140 milioni di euro. Cresceranno anche le importazioni (+3,3%) ma rimarrà
stabile la quota import su
consumo. Salirà ulteriormente il rapporto export
su produzione al 75,7%. Nel
dettaglio, invece, il secondo
trimestre dell’anno in corso
ha visto l’indice degli ordini
interni crescere del 38,2%,
sostenuto dall’introduzione
della nuova Legge Sabatini.
Sul fronte estero, l’indice
degli ordini è cresciuto
dell’11,5%, confermando
così la ripresa dei consumi
Luigi Galdabini è stato riconfermato alla presidenza
di macchine utensili italiane
di Ucimu per il biennio 2014-2016
nei principali mercati stranieri dopo l’arretramento
poiché si confronta con il 2013, anno tra del 2013 e già rilevato anche nel primo
i peggiori per l’industria italiana del com- trimestre d’anno. Secondo l’elaborazione
parto”.
Ucimu sui dati Istat, sono i Paesi dell’UE
a essere particolarmente attivi, crescono,
infatti, le vendite in Germania (+17,6%),
L’analisi nel dettaglio
Secondo le stime elaborate dal Centro Studi Francia (+30,2%), Polonia (+0,8%), Gran Bree Cultura di Impresa di Ucimu, alla fine di tagna (+42%), Spagna (+12,9%). Arretrano,
quest’anno la produzione salirà del 4,4%, at- invece, le vendite in Cina (-16,3%), Stati
testandosi a quota 4.685 milioni di euro. Le Uniti (-11%), Russia (-5,8%), India (-35,3%),
esportazioni dovrebbero crescere del 4,7% Brasile (-37,8%), Turchia (-7,5%). Su base
raggiungendo i 3.545 milioni di euro. Anche semestrale, l’indice registra un incremento
il consumo italiano nelle previsioni tornerà del 14,9% determinato dalla crescita degli
col segno positivo, registrando un incre- ordini interni (+59,5%) ed esteri (+7,8%). Il
mento del 3,3%, a 2.115 milioni di euro, e 2013 si è chiuso invece in negativo. La prodando nuovo impulso alle consegne dei co- duzione è scesa del 7%, attestata a 4.487
struttori italiani attese in aumento del 3,4% milioni di euro: sul risultato ha pesato sia
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
maxon EC-i 40: un potente motore
per l’automazione e la robotica.
la decrescita delle esportazioni, scese del
6,5% a 3.385 milioni di euro, sia l’ulteriore riduzione del consumo sceso a 2.047 milioni
di euro, ossia il 2% in meno rispetto al valore dell’anno precedente. L’indebolimento
della domanda interna ha penalizzato, infatti, le consegne dei costruttori che sono
arretrate dell’8,5% arrivando a quota 1.103
milioni di euro. Le importazioni, in crescita
del 6,8%, si sono attestate a 944 milioni di
euro. Il rapporto export su produzione è cresciuto al 75,4% mentre la quota di consumo
coperta dalle importazioni ha registrato un
incremento di quattro punti percentuali,
passando dal 42,3% (del 2012) al 46,1% del
2013. Nel 2013 la Cina si è confermata primo
mercato di destinazione del made in Italy di
settore, seguita da Stati Uniti, Germania,
Russia, Francia, Brasile.
Rinnovare il parco
macchine
“Inserita in un panorama europeo già poco
brillante, l’Italia sta vivendo una fase particolarmente complessa che non pare ancora
completamente archiviata” afferma Luigi
Galdabini. “Il sistema Italia, ancora troppo
statico e ingessato, rischia di compromettere
ulteriormente l’industria manifatturiera del
Paese che dal 2008 ha praticamente smesso
di investire in macchinari di produzione”. La
crisi generalizzata ha infatti completamente
bloccato gli acquisti in tecnologie di produzione. Secondo la rilevazione di Ucimu,
elaborata a cadenza decennale, nel 2005 un
quarto del parco macchine utensili instal-
lato in Italia aveva più di 20 anni. La mancata sostituzione dei macchinari obsoleti,
sommata all’incremento in tempi recenti di
acquisizione di nuovi sistemi da parte degli
utilizzatori dei mercati emergenti, fa temere
un pericoloso arretramento della nostra industria rispetto ai concorrenti stranieri. “Abbiamo accolto con favore l’entrata in vigore
della nuova Legge Sabatini che, in questi
primi tre mesi effettivi di operatività, ha dato
impulso ai consumi italiani di macchine che
restano però ancora deboli” continua Galdabini “e allo stesso modo non possiamo che
essere favorevoli all’attuazione del provvedimento che permette il credito di imposta
pari al 15% dell’ammontare degli investimenti in macchinari, effettuati dalle imprese,
consegnati entro il 30 giugno 2015”. Sono
due strumenti utili per facilitare la ripresa dei
consumi secondo l’associazione di categoria “ma purtroppo insufficienti a sostenere
il necessario processo di rinnovamento dei
sistemi di produzione di cui ha forte bisogno
l’industria italiana” indica il presidente di
Ucimu. “Per questo sollecitiamo l’intervento
delle autorità di governo, affinché lavorino
all’attuazione di una misura per stimolare il
processo di rinnovamento del parco macchine installato nelle fabbriche italiane, in
modo che i sistemi di produzione possano
rispondere alle nuove esigenze di produttività, risparmio energetico e rispetto delle
norme di sicurezza sul lavoro che l’Europa
oggi impone”.
Ucimu - www.ucimu.it
maxon EC-i 40
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AO ATTUALITÀ
di Luca Rossi
Il fatturato dell’industria
italiana dei sistemi di
trasmissione movimento
e potenza nel 2013 ha
superato i 6 miliardi di
euro, in leggera crescita
(+0,7%) rispetto all’anno
precedente. La prima parte
del 2014 evidenza un trend
di sostanziale stabilità che
caratterizzerà anche la
chiusura d’anno
Un settore
in buona salute
I
n un contesto macroeconomico ancora
debole e nonostante i dati generali del
comparto manifatturiero siano ancora
negativi, l’industria italiana dei sistemi
di trasmissione movimento e potenza si
conferma in salute. È questo quanto emerge
dall’analisi elaborata dall’ufficio studi di Assiot, l’Associazione italiana dei costruttori di
organi di trasmissione, movimento e potenza.
Rispetto alla flessione del fatturato complessivo del 2012 (-5,2%), che si confrontava con
il sostenuto recupero del biennio precedente
2011-2010 caratterizzato da tassi di crescita
elevatissimi, per l’industria italiana di settore
il 2013 si è chiuso con un fatturato complessivo che supera i 6,2 miliardi di euro e con un
leggero incremento (+0,7%) rispetto all’anno
precedente. La prima parte di quest’anno
evidenzia un trend di sostanziale stabilità
rispetto al 2013, con un andamento molto
diverso a seconda dei mercati di sbocco: in
particolare risultano stabili i comparti automobilistico e agricolo, positivi quello dei
veicoli industriali e oil & gas mentre soffrono
eolico e siderurgico. Una sostanziale tenuta
è stimata anche per i restanti mesi del 2014,
nonostante il perdurare di un clima incerto e
un quadro generale debole. Nel panorama
mondiale delle trasmissioni di movimento e
potenza l’Italia continua a giocare un ruolo di
primissimo piano mentre in Europa segue a
ruota la Germania. “Dopo le forti perdite del
2009 e il rimbalzo del 2010, possiamo affermare di essere ritornati a una situazione di
cosiddetta normalità nonostante la crisi abbia
42
negativamente impattato in termini di erosione dei margini e riduzione della capacità
di programmazione” afferma Tomaso Carraro, presidente di Assiot. “È evidente che le
nostre aziende hanno dovuto cambiare pelle,
diventare più flessibili, con tempi di risposta
più rapidi e sempre più reattive anche nella
diversificazione dei propri prodotti”.
Analisi nel dettaglio
Analizzando le singole voci commerciali le
consegne su mercato interno presentano
un dato sostanzialmente positivo (+0,4% nel
2013 rispetto al 2012) dovuto principalmente
a due fenomeni: il primo, più strutturale, legato alle ‘esportazioni indirette’ ovvero la
vendita di componenti a clienti nazionali che
esportano prodotto finito all’estero e il secondo, che sta prendendo piede nell’ultimo
anno, del cosiddetto reshoring ovvero la rilocalizzazione di alcune produzioni in Italia a
seguito di una prima fase di internazionalizzazione.
Passando invece ad analizzare le importazioni si evidenzia una buona tenuta dell’Europa, anche in parte ricollegabile all’effetto
reshoring all’interno dello stesso continente
europeo, e un buon trend dell’America settentrionale. In calo le importazioni dall’America centro-meridionale. Si registra un
dato ancora più negativo per l’Asia, che pesa
oltre il 25% del totale, in particolare dovuto
al crollo del Giappone (-42% che perde circa
1,7% punti percentuali). A questo proposito
il forte calo può essere imputabile non solo
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
all’avvento di nuovi, agguerriti concorrenti (in
primis la Corea) ma anche a nuove politiche
commerciali da parte di diverse multinazionali
giapponesi non più concentrate sul mercato
europeo e su Paesi con bassi tassi di crescita
quali l’Italia. A livello di export tiene l’Europa,
in particolare grazie all’ottimo trend dei Paesi
fuori dall’unione monetaria (+9,8%), che
presentano tassi di crescita particolarmente
vivaci, mentre si evidenzia un calo dell’esportazioni verso l’America settentrionale, dovuta
al calo degli Stati Uniti (-6,9%); questo dato negativo potrebbe essere dovuto a un sempre
minore ricorso a produzioni estere da parte
degli Stati Uniti, a fronte comunque di tassi
di crescita positivi e a un ritorno al manifatturiero inteso come asset importante per una
concreta ripresa economica. Il primo Paese a
cui vengono destinate le nostre esportazioni
resta la Germania, storico partner commerciale, positivi anche i trend del Belgio (+6,8%),
importante centro logistico che attrae investimenti di multinazionali, e della Cina (+16,1%),
in ripresa dopo il calo del 2012. Da evidenziare
un dato particolarmente significativo, ovvero
che i primi dieci Paesi in termini di export
(70% circa del totale giro d’affari) presentano
una performance globale sotto media (0,4%
di variazione dal 2013 al 2012 vs il dato globale pari a +0,9% 2013 vs 2012) mentre il
restante 30% dei Paesi verso cui si esporta
registra un trend molto più vivace (+2,1% di
variazione dal 2013 rispetto al 2012).
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AO
SPECIALE
Progettazione
meccatronica, simulazione
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a cura di Antonella Pellegrini
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
45
AO
SPECIALE
di Laura Galli
L’ergonomia tra i banchi
del freddo
Costan collabora con l’Università di Bergamo per lo studio
dell’ergonomia delle sue soluzioni, utilizzando Jack, il software di
simulazione umana di processo di Siemens PLM
Con il software Jack è possibile
studiare l’ergonomia dei banchi
prima della modellazione 3D e della
costruzione dei prototipi fisici
D
a Torino a Belluno e poi a Milano: è il cammino
percorso in quarant’anni da Costan, azienda
creata dai fratelli Mario e Alberto Costan nel 1946
a Torino e trasferitasi nell’attuale sito produttivo
di Limana, in provincia di Belluno, all’inizio degli
anni Settanta, approdata poi nel 1986 nel gruppo multinazionale Epta, protagonista nella fornitura di attrezzature e servizi di
elevata qualità per la refrigerazione commerciale.
Epta, come spiega Maurizio Orlandi, innovation center manager,
è un’azienda il cui core business è lo sviluppo e la costruzione
di sistemi di refrigerazione per il mondo retail, dalle piccole alle
grandi superfici.
La gamma spazia dai banchi alle celle e centrali frigorifere. Recentemente il gruppo ha acquisito una nuova azienda per entrare nel mercato dei bottle cooler, che presenta tecnicalità e
modelli di business differenti in quanto si tratta principalmente
di prodotti realizzati su specifiche del cliente.
46
Tre vie verso il mercato
Sono diverse le modalità di sviluppo dei prodotti con cui opera
Costan, ciascuna delle quali prevede un processo accuratamente
documentato per gestire interventi e modifiche di diversa entità.
“Sia per i sistemi destinati al retail, sia per i bottle cooler, il processo può partire da richieste specifiche del cliente, oppure in
altri casi noi stessi ci facciamo promotori di un percorso di innovazione o creazione di nuove gamme” spiega Orlandi. “Si parte
sempre da un’idea o da una richiesta che innescano diversi processi, dal semplice adattamento di un’estetica al rinnovamento
di una piattaforma di prodotto. Il nostro prodotto è una sorta di
grande elettrodomestico, caratterizzato da una forte standardizzazione e grande attenzione all’ingegnerizzazione”. E specifica:
“A differenza del bianco, però, abbiamo una fortissima necessità
di differenziazione sui dettagli, basti pensare che abbiamo una
palette con 120 colori a catalogo, di cui tre neri lucidi diversi”.
Tutta la progettazione viene effettuata con strumenti di model-
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
lazione solida fin dai primi anni 2000. Per la progettazione meccanica in 3D e il disegno di industrializzazione Costan utilizza
da sempre Solid Edge di Siemens PLM Software, di cui sfrutta
anche la Synchronous Technology per modificare i file provenienti dall’esterno.
Ergonomia in primo piano
Dal 2006 sono insorte esigenze specifiche di studio delle problematiche muscoloscheletriche sul caricamento dei banchi per
errori di postura, infortuni indotti dalla ripetitività delle azioni e
problemi di salute in generale per gli addetti del supermercato.
Spinto dalla componente francese del Gruppo Epta, che doveva
uniformarsi a nuove direttive severe del Ministero della Sanità
francese, l’ufficio tecnico di Costan ha avviato un processo di
analisi ergonomica su tutta la gamma di banchi, esaminando
diverse casistiche, situazioni e condizioni specifiche: altezza e
larghezza delle attrezzature, modalità di caricamento, manipolazione dei quadri elettrici, interazioni varie. Come spiega Giorgio
De Ponti, ricercatore ingegneria materiali di Epta, questa attività
viene svolta in collaborazione con l’Università di Bergamo, che
ha a disposizione uno strumento avanzato come Jack, il software
di simulazione umana di processo di Siemens PLM Software.
L’azienda e l’Università hanno siglato un classico contratto di ricerca per affiancare l’analisi ergonomica con Jack alle prime fasi
della progettazione, quando l’architettura dei banchi è ancora
modificabile senza aggravi di costi. “Abbiamo introdotto lo studio ergonomico dei banchi prima della modellazione 3D e della
costruzione dei prototipi fisici, ragionando su sezioni di poche
righe” spiega De Ponti. Daniele Regazzoni è il professore aggregato del Dipartimento di Ingegneria che si relaziona con i tecnici
di Epta, sfruttando le funzionalità sofisticate di Jack per fornire
all’azienda indicazioni precise che tengano conto dell’impatto di
ogni modifica geometrica sull’ergonomia di utilizzo dei banchi
per il caricamento, la manutenzione e il normale esercizio. Pur
essendo prodotti relativamente semplici, banchi e armadi frigoriferi hanno diverse tipologie di utenti (clienti, manutentori, operatori addetti al caricamento dei prodotti), pertanto l’ergonomia
deve essere indagata su più fronti. “Jack calcola tutti gli indici
necessari per gestire la medicina del lavoro e capire i margini per
le condizioni di rischio” spiega Regazzoni. “Per prevedere ogni
eventualità, abbiamo studiato come si svolgono realmente le attività nei supermercati, dove gli operatori non sono controllati
strettamente e, di conseguenza, non sempre utilizzano il frigorifero e le attrezzature in maniera appropriata”.
Precisione al centimetro
Uno strumento di simulazione avanzata come Jack consente
di valutare accuratamente nuove soluzioni, dall’individuazione
delle regolazioni migliori per l’altezza dei ripiani fino alla fornitura di indicazioni precise per un progetto o un rifacimento
più radicali. In questo modo, fin dall’inizio del ciclo di sviluppo
l’azienda ha la garanzia che il design soddisfi al meglio le condizioni di ergonomia, sia per la salute degli operatori, sia per l’efficacia della vendita. Si evitano così modifiche a posteriori in fase
avanzata che avrebbero costi elevati. “Con l’ergonomia non si
può improvvisare” avverte Regazzoni “senza uno strumento di
simulazione è difficile capire se si sta andando nella direzione
Per l’ergonomia dei banchi realizzati da Costan, anche due
o tre centimetri possono fare la differenza. Jack, il software
di simulazione umana di processo di Siemens PLM, indica
esattamente le misure ottimali
giusta. Jack dà indicazioni precise e affidabili in tempi rapidi.
Basta fare un semplice schizzo in Solid Edge, importarlo in Jack
e vediamo subito i risultati. Un test veloce con un singolo umanoide consente di capire immediatamente se le condizioni di
lavoro migliorano o peggiorano”. Per verificare i dati generati
dalla simulazione, Jack è stato integrato con Microsoft Kinect,
che consente di acquisire i movimenti del corpo umano con un
dispositivo a basso costo facilmente reperibile in commercio.
“Grazie all’integrazione con Kinect possiamo acquisire i dati per
valutare i vari fattori ergonomici direttamente da un soggetto
umano, in tempo reale” racconta Caterina Rizzi, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria. “Partendo dai dati acquisiti
possiamo valutare gli indici ergonomici in tempi strettissimi e, al
contempo, fornire un riscontro sperimentale agli sviluppatori di
Siemens per migliorare costantemente l’integrazione fra i due
strumenti”. Distribuendo i propri frigoriferi in tutto il mondo,
Costan effettua l’analisi ergonomica su tutti i banchi utilizzando
umanoidi di sei percentili diversi, tre maschi e tre femmine, oltre
a due umanoidi per considerare utenti diversamente abili su carrozzella. I risultati vengono poi elaborati per ottenere una media
ottimizzata. “Gli obiettivi della simulazione sono diversi per ogni
categoria di utenti” spiega la professoressa “per il cliente si analizza la visibilità e la raggiungibilità del prodotto, mentre per
l’addetto al caricamento anche lo sforzo lombare, delle spalle
ecc. Stiamo inoltre analizzando altri aspetti quali l’occlusione
visuale dovuta a porte, montanti e altri elementi dei banchi frigoriferi. Per l’ergonomia dei nostri banchi, anche due o tre centimetri possono fare la differenza. Jack permette di ricavare le
dimensioni ottimali” conferma Maurizio Orlandi. “Ad esempio,
abbiamo ridotto di molto la nostra gamma da 220 centimetri
di altezza, confortati da simulazioni che confermavano difficoltà
di accesso e raggiungibilità”. Gli ordini dei clienti hanno confermato la validità della scelta, a conferma del fatto che Jack rende
oggettive alcune impressioni, con output standard come LBA
(Lower Back Analysis, che misura lo sforzo lombare fra le vertebre L4 e L5) e Owas (indice di bontà della postura statica) che
richiederebbero calcoli lunghi e complicati senza lo strumento
di Siemens PLM Software.
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
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47
AO
SPECIALE
di Mark Solveson
Elettronica di potenza
per veicoli elettrici ibridi
Nello sviluppo di un sistema di propulsione elettrica o nella fase di
integrazione di un dispositivo elettrico a motore, la tecnologia di
simulazione è essenziale per esplorare virtualmente ogni aspetto
del progetto. Ecco la testimonianza di Ansys
Courtesy of Ansys Inc.
Nell’automotive, ingegneri
e progettisti rivolgono le loro
attenzioni ai sistemi di propulsione
elettrica per fornire un vantaggio
in termini di peso
e riduzione dei costi
I
prodotti odierni si evolvono sempre più, diventano più
‘smart’ e spesso includono interazioni complesse tra componenti, sottoinsiemi e sistemi. In settori quali l’automotive, l’aerospaziale e l’automazione industriale, le aziende
utilizzano molto la simulazione a livello di sistema per
identificare potenziali problemi fin dalle prime fasi di progettazione, cosa che non possono fare con altri metodi. In particolare, nell’industria automobilistica è in costante aumento
la quantità di elettronica di potenza in applicazioni meccatroniche per soddisfare le esigenze dei consumatori e i requisiti
legislativi e di tutela dell’ambiente. Ingegneri e progettisti rivolgono le loro attenzioni ai sistemi di propulsione elettrica
per fornire un vantaggio in termini di peso e riduzione dei
costi, maggiore affidabilità dei sistemi elettrici, controllo e automazione tramite mezzi elettronici per migliorare l’efficienza.
Un approccio multidominio alla simulazione con solutori
strettamente integrati consente agli ingegneri di progettare,
simulare, analizzare e ottimizzare sistemi complessi: elettromeccanici, elettromagnetici, di elettronica, di potenza e mec-
48
catronici. I progettisti possono creare
design accurati in più domini in modo
altamente efficiente fino ad arrivare a
simulazioni ad alta fedeltà di interi sistemi complessi.
Progettazione
dell’elettronica
di potenza
I sistemi elettronici di potenza spesso
includono inverter, convertitori elettrici, carichi meccanici o idraulici, sensori, semiconduttori (Igbt a frequenze
di commutazione PWM richiesti), effetti parassiti da circuiti e cavi e algoritmi di controllo.
Questioni importanti da considerare
sono le perdite, le prestazioni termiche, i picchi di corrente, le tensioni
durante la commutazione, le emissioni condotte e irradiate (EMI/EMC) a causa degli scambi di
frequenza. Il software di simulazione dovrebbe supportare i
dispositivi e gli strumenti di caratterizzazione dei componenti,
tra cui il modello di generazione Igbt di comportamento, e i
modelli di media e/o dinamici. Tali funzionalità consentono agli
utenti di selezionare facilmente la simulazione più accurata.
Questi modelli descritti rappresentano le prestazioni elettriche e termiche del semiconduttore di commutazione e, quindi,
sono adatti per prevedere le prestazioni termiche del sistema.
La prestazione termica viene potenziata estraendo la rete
termica del sistema di potenza elettronico. Metodi di modellazione di ordine ridotto possono estrarre in modo efficiente
i dati provenienti da modelli CFD per l’uso in un sistema di
simulazione, dando origine a simulazioni elettrotermiche
dell’intero sistema. L’utilizzo di modelli di ordine ridotto produce vantaggi anche in altre applicazioni, come ad esempio
la progettazione delle prestazioni elettrotermiche dei sistemi
a batteria, che incorporano componenti meccanici da analisi
agli elementi finiti inclusi modelli magnetici dipendenti dalla
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
Courtesy of Ansys Inc.
Courtesy of Ansys Inc.
Un approccio multidominio alla simulazione consente agli ingegneri di progettare, simulare, analizzare e ottimizzare
sistemi complessi
frequenza nella simulazione di sistema. Anche l’estrazione parasitica di impedenze (R, L, C, G) di circuiti stampati, cavi e bus
bar è importante. Gli strumenti dovrebbero fornire un metodo
per estrarre queste impedenze in funzione della frequenza e
includendole in un’analisi di sistema, per esempio, o studiando
l’integrità di potenza e di segnale dei circuiti stampati.
Tali capacità sono strumentali per affrontare la progettazione
di layout del circuito, le strutture del bus DC, le strutture del
modulo di potenza Igbt, e all’interconnessione della frequenza
variabile con le unità e le strutture di messa a terra. Utilizzando
queste impedenze nella simulazione dei sistemi elettronici di
potenza può aiutare i progettisti valutare in modo più preciso
e ridurre o addirittura eliminare l’uso di circuiti snubber. Inoltre, questo consente alla simulazione di indirizzare le emissioni condotte e irradiate del sistema e di simulare i metodi
per soddisfare le specifiche EMI aumentando la qualità della
potenza complessiva. Inoltre, la funzionalità di accoppiamento
è essenziale per consentire ai progettisti di includere le prestazioni elettromagnetiche dei trasformatori, induttori e macchine elettriche nelle loro simulazioni di sistema. Infine, una
piattaforma flessibile fornisce all’utente una vista schematica
dell’intera simulazione. Un vantaggio è ad esempio quello di
includere requisiti e specifiche di varie architetture e le prestazioni del sistema con l’utilizzo di componenti vari.
Se l’obiettivo è quello di sviluppare un sistema di propulsione
elettrica, integrare un dispositivo elettrico a motore, o creare
un nuovo sistema di energia alternativa, la tecnologia di simulazione è essenziale per esplorare virtualmente ogni aspetto
del progetto e per finalizzarlo rapidamente, accuratamente e
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SPECIALE
di Roberto Briozzo
Il business veste
Autodesk
Unitech ha riconvertito il proprio patrimonio ingegneristico verso
un nuovo approccio progettuale e produttivo con un’unica
piattaforma di gestione dei dati e delle risorse. La scelta è ricaduta
sulla soluzione completa Autodesk Product Design Suite
U
nitech Textile Machinery è una
società con sede a Prato attiva
nella progettazione e produzione di macchine e impianti da
finissaggio per l’industria tessile
e dei non tessuti. Nata dalla fusione di due
realtà già conosciute e apprezzate nel settore dell’impiantistica meccano-tessile, oggi
l’azienda toscana è composta da uno stabilimento centrale in cui viene realizzato il montaggio dei prodotti e in cui risiedono anche gli
uffici commerciali, l’assistenza clienti e l’ufficio
L’offerta Unitech spazia da impianti per il
tecnico.
processo a secco, come garzatrici, cimatrici, smerigliatrici
Unitech comprende anche alcune filiali die spazzolatici, lucidatrici e sfioccatrici, a impianti per il processo a umido,
come rame piane, rame a percorsi, essiccatoi a relax, alzatrici-stabilizzatrici,
stribuite sul territorio in cui viene sviluppata
teste e impianti di spalmatura ed essiccatoi per fibre e tumbler
la componente elettronica, la parte di lavorazione su macchine a controllo numerico e
tutto ciò che riguarda la lavorazione delle lamiere. Il gruppo, di evoluzione dai tradizionali strumenti di disegno 2D: con la
in totale, è composto da 180 dipendenti circa. Unitech segue consulenza di Man and Machine, partner Autodesk, Unitech ha
internamente tutto il processo produttivo, dalla progettazione ottimizzato e integrato i flussi di lavoro tra Autodesk Inventor e
alla vendita fino alla costruzione, al montaggio e all’installa- Vault Professional, evolvendo poi alla soluzione completa Auzione presso la clientela che, per la maggior parte, è composta todesk Product Design Suite. Unitech è riuscita a riconvertire il
da industrie tessili internazionali. Si tratta di un settore che, per proprio patrimonio ingegneristico verso un nuovo approccio
Unitech, non ha conosciuto flessione economica. L’azienda è in progettuale e produttivo, diminuendo tempi di lavorazione,
forte crescita grazie ai macchinari, che vanno da impianti per abbattendo i rischi di errore grazie all’uso di modelli digitali e
il processo a secco, come garzatrici, cimatrici, smerigliatrici e ottimizzando i processi interni con un’unica piattaforma di gespazzolatici, lucidatrici e sfioccatrici, a impianti per il processo a stione dei dati e delle risorse.
umido, come rame piane, rame a percorsi, essiccatoi a relax, alzatrici-stabilizzatrici, teste e impianti di spalmatura ed essiccatoi La sfida
per fibre e tumbler. Da sempre Unitech si conferma come una Per mettere a disposizione dell’ufficio tecnico e della produrealtà innovativa e pronta a fare proprio il valore aggiunto che zione un ambiente operativo moderno e in grado di consentire
la tecnologia, applicata alla progettazione e all’ottimizzazione un’ottimizzazione delle fasi di sviluppo degli impianti, il passagdei processi produttivi, consente. Un vero e proprio approccio gio dal 2D al 3D costituiva una tappa imprescindibile, anche se
all’avanguardia sin dall’ideazione stessa delle commesse da un cambiamento sostanziale del modo di lavorare poteva non
portare a termine in un ambiente operativo in cui risorse, qua- essere compatibile con i tempi e l’organizzazione stessa delle
lità e ricerca concorrono per rispondere al meglio alle richie- attività legate alle commesse in corso. “Il nostro ufficio tecnico
ste di un mercato sempre più competitivo. Con l’obiettivo di utilizzava un software per la progettazione 2D di cui era apprezsoddisfare le necessità dei propri clienti, Unitech ha fatto pro- zata la facilità di utilizzo e la versatilità” afferma Guido Giorgetti,
pria la progettazione tridimensionale attraverso un processo R&D department director di Unitech. “Il passaggio da un CAD
50
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
Touch panel PC
dal grande al piccolo
bidimensionale a uno tridimensionale poteva creare difficoltà,
considerando anche il background informatico del personale a
disposizione, cresciuto con un sistema concepito per un altro
genere di complessità ma in fase di obsolescenza”. E se già il
passaggio a un nuovo software 2D di nuova concezione poteva
rallentare il lavoro in uno scenario ad alta operatività, in cui raramente i momenti di stasi consentono di concentrarsi su attività collaterali alla produzione, passare al 3D poteva avere un
impatto di ben altro livello da gestire. “La nostra paura più forte
era quella di trovare le persone refrattarie a questo passaggio.
Era fondamentale che la soluzione fosse intuitiva. Cercavamo
uno strumento pensato per essere facilmente integrabile in un
ambiente professionale come il nostro e assimilabile in tempi
brevi”. La caratteristica ricercata era la massima linearità, un sistema che consentisse all’ufficio tecnico di essere operativo a
seguito di un training preliminare il più mirato possibile.
La soluzione
Come altre realtà in cui la progettazione occupa una parte fondamentale del business, Unitech si è evoluta passando dalle
soluzioni di disegno 2D alla progettazione 3D, in cui Inventor
è diventato uno strumento fondamentale per l’operatività
aziendale e Vault Professional la soluzione di riferimento per la
semplificazione e gestione delle informazioni progettuali. Con
il supporto di Man and Machine, partner Autodesk, Unitech
ha ottimizzato i flussi di lavoro tra i due software e ha scelto
di adottare una soluzione software completa che include tutti
gli strumenti di progettazione, simulazione, condivisione e
visualizzazione 3D in grado di gestire l’intero processo di progettazione, tra cui appunto Autodesk Inventor e Autodesk
Vault Professional. “Inventor è stato subito percepito come
molto semplice e intuitivo da utilizzare e si è dimostrato il più
adatto a professionisti come noi che operano in un ambiente
meccanico” aggiunge Giorgetti. Occorreva infatti che la nuova
soluzione soddisfacesse la forma mentis di chi era abituato al
bidimensionale. “Ci siamo trovati di fronte una soluzione molto
user friendly” sottolinea il manager “e questo significa che Inventor è stato pensato per essere facilmente integrabile in
ogni ambiente professionale, grazie alla sua facilità di utilizzo
che consente di essere assimilato in tempi brevi. L’approccio è
stato molto lineare. Sono stati sufficienti pochi giorni di formazione, al termine dei quali i colleghi si sono dimostrati immediatamente operativi”.
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I vantaggi sono stati percepiti da Unitech nell’immediato, a partire dalla riduzione drastica degli errori in fase di montaggio.
“Lavorando solo con il bidimensionale tutto ciò che determina
sovrapposizione di pezzi e di linee spesso è difficile da interpretare e può generare problemi di visualizzazione”afferma
Giorgetti. Un fattore che, utilizzando un modellatore 3D come
Inventor, viene agevolato. “Simulando i movimenti sul prototipo digitale possiamo accorgerci di eventuali interferenze o
problemi in grado di precludere la fase di assemblaggio delle
parti”. Il progettista può così intervenire nell’immediato con
la modifica, senza contare che ogni variazione del progetto
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consentendo un risparmio dei tempi di lavorazione senza precedenti stimabile intorno al 30%, che va ad aggiungersi anche
alla semplificazione di attività come la preparazione delle distinte base. Giorgetti conferma inoltre il valore inestimabile
della gestione dei dati tramite Autodesk Vault Professional, il
software compreso in Autodesk Product Design Suite che consente la gestione dei dati di prodotto (PDM) favorendo la condivisione, la ricerca e il riutilizzo delle informazioni tra i colleghi e
permettendo di gestire le revisioni in modo efficace. “Possiamo
accedere sempre e in pochissimo tempo a tutte le informazioni
correlate ai contenuti di cui si compone ogni progetto” afferma
“riutilizzandole in altri modelli senza impattare sulle lavorazioni
da cui provengono”. Vault permette anche di proteggere i dati
in architetture di rete come quella di Unitech, in cui le risorse
sono accessibili sui server. “Dal punto di vista della sicurezza e
dell’affidabilità dei dati abbiamo ottenuto una qualità di servi-
Unitech ha ottimizzato e integrato i flussi di lavoro tra
Autodesk Inventor e Vault Professional, evolvendo poi alla
soluzione completa Autodesk Product Design Suite
zio e un livello di efficacia esponenziale rispetto a una gestione
locale”, prosegue. Senza contare che i progetti possono essere
gestiti in modo più organico e condiviso: è possibile lavorare
contemporaneamente in più stazioni senza che le componenti
del progetto possano essere modificate a discapito del lavoro
di un altro operatore. Questo consente di portare avanti lavori
in team con la sicurezza che ogni progettista possa avere a
disposizione la versione dei documenti più aggiornata. Non
solo. “Vault ci permette di rendere disponibili via Internet i nostri archivi” aggiunge Giorgetti. “Attraverso un browser web
chiunque è in grado di visualizzare materiali, documenti e informazioni anche fuori sede con numerosi vantaggi derivanti.
Possiamo dare così l’accesso ai nostri archivi ai fornitori quando
devono consultare informazioni per realizzare componenti per
i nostri progetti”.
Vantaggi anche per marketing e vendite
Ma Inventor è stato accolto molto positivamente anche dalla
forza commerciale di Unitech. Le presentazioni che Inventor è
in grado di mettere a disposizione possono avere un impatto
52
Unitech segue internamente tutto il processo produttivo,
dalla progettazione alla vendita fino alla costruzione, al
montaggio e all’installazione presso la clientela che, per la
maggior parte, è composta da industrie tessili internazionali
sul cliente più convincente rispetto a una normale presentazione con materiale 2D. “I rendering e i video che Inventor
consente di realizzare hanno una resa senza confronti. Risulta
molto più semplice spingere un potenziale cliente all’acquisto”.
Inoltre l’uso di Inventor agevola il marketing di Unitech nella
realizzazione dei cataloghi dei macchinari. “Sfruttando i modelli
virtuali sono stati abbattuti i tempi di attesa che un tempo occorrevano per preparare materiale commerciale da utilizzare
per le operazioni di vendita” dichiara Giorgetti. “Possiamo al
contempo esaudire le richieste dei clienti su particolari funzionamenti degli impianti in anteprima o essere di loro aiuto
nelle fasi di montaggio dei particolari. A breve giro, è sufficiente
esportare l’animazione in un formato utilizzabile e inviare un
esempio virtuale di quello che saranno le funzionalità o le procedure di manutenzione in fase di post-vendita una volta portata a termine la lavorazione”.
Un giudizio positivo che Giorgetti estende anche al ruolo svolto
da Man and Machine. “L’apporto di MUM è stato fondamentale,
trovare persone competenti in grado di fare proprie le nostre
problematiche interne non è comune. In caso di difficoltà, avere
consulenti come loro in grado di capire all’istante quale sia il
problema, e in tempi brevi a trovare la soluzione, ha un valore
inestimabile. La competenza delle persone che ci hanno seguito è stata fondamentale”.
Secondo Giorgetti, la naturale evoluzione del modello produttivo adottato grazie ad Autodesk, infine, potrebbe essere un
approccio altrettanto innovativo alle tematiche relative alla
fluidodinamica computazionale (CFD). Unitech infatti progetta
e sviluppa forme e impianti che prevedono la movimentazione
di fluidi. “Fino ad oggi in caso di analisi in questo ambito ci
siamo appoggiati a società esterne, il nostro obiettivo in futuro è quello di utilizzare Autodesk Simulation CFD in modalità
cloud”. Si tratta di un applicativo che consentirà a Unitech di
sviluppare e archiviare i propri progetti in modalità as-a-service,
senza ulteriori investimenti in dispositivi interni e con la possibilità di accedere alle lavorazioni sempre e ovunque. “Questo ci
consentirà di eseguire simulazioni CFD attraverso il cloud senza
impegnare i nostri computer in operazioni che necessitano di
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di Dario Amadori
Verallia, packaging
sector di Saint-Gobain,
è il secondo
produttore mondiale
di bottiglie e vasi
di vetro, con una
produzione annua
di circa 25 miliardi
di contenitori
Vetro a prova di…
bollicine
Abaqus FEA, abbinato a flussi di lavoro automatizzati con Isight,
ha permesso di ottenere una bottiglia più leggera per bevande
gassate con la stessa resistenza di una più pesante
V
erallia, il comparto imballaggi di Saint-Gobain,
voleva creare un progetto ecologico di bottiglia
in vetro, riducendo il consumo di materie prime
ed energia senza compromettere la resistenza
alla rottura. Con Abaqus FEA, abbinato a flussi di
lavoro automatizzati con Isight, gli ingegneri sono riusciti a
ottimizzare la geometria ottenendo una bottiglia più leggera
per bevande gassate con la stessa resistenza di una bottiglia
più pesante. Eseguendo l’analisi a elementi finiti con una procedura di ottimizzazione ciclica, automatizzata e iterativa, il
team di ingegneri di ricerca e sviluppo ha simulato molteplici
scenari di carico su bottiglie con forme diverse, risparmiando
molto tempo per l’analisi e riducendo l’impronta di carbonio
dei contenitori in vetro.
Con tutte queste bollicine…
Quando gli fu chiesto di scoprire perché le bottiglie di vino
frizzante scoppiassero nelle cantine dell’abbazia nel nord della
54
Francia trecento anni fa, Dom Pérignon, il monaco benedettino francese, produttore di vini e sinonimo di champagne
raffinato, decise di analizzare le bollicine. L’indagine rivelò che
il vino continuava a fermentare dopo l’imbottigliamento, producendo ulteriore anidride carbonica e quindi aumentando la
pressione interna. Procedendo per tentativi, Pérignon riuscì a
controllare il processo di fermentazione, riducendo i cedimenti
delle bottiglie e la perdita del loro prezioso contenuto. Oggi, gli
ingegneri che lavorano per Verallia nel centro ricerche di SaintGobain, vicino a Parigi, adottano un approccio differente per
evitare danni: analizzano le bottiglie, non le bollicine. L’attività
è gestita da Xavier Brajer, ingegnere meccanico responsabile
del gruppo di 15 persone che si occupa di meccanica dei materiali nel reparto R&S dell’azienda. Le analisi del gruppo ruotano
attorno a iniziative specifiche del governo, dell’industria del
vino e delle bevande, e della stessa Saint-Gobain, finalizzate a
ridurre la quantità di materie prime utilizzate nella produzione
di bottiglie. “Per ridurre il nostro impatto ambientale, puntiamo
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
a minimizzare il consumo di materiali ed energia” afferma Brajer “assicurandoci al tempo stesso che le bottiglie abbiano proprietà meccaniche tali da garantirne la massima durata”.
Le bottiglie di vetro vengono prodotte con quattro sostanze facilmente accessibili: silice o sabbia, ceneri di soda, pietra calcarea e rottame di vetro (vetro riciclato). Vengono aggiunti anche
coloranti, con tinte selezionate a seconda del tipo di bevande e
delle indicazioni del cliente. Una bottiglia di vino vuota da 750
millilitri pesa circa 500 g (alcune scendono fino a 300 g), pari al
30-40% del peso complessivo della bottiglia piena. Una bottiglia di champagne, invece, pesa circa il doppio. Per le bevande
frizzanti servono contenitori più pesanti con pareti più spesse a
causa della pressione prodotta dall’anidride carbonica, che può
arrivare a oltre 6 bar, circa il triplo di un normale pneumatico
per auto. Lo champagne produce la pressione gassosa più alta
fra tutte le bevande, ma qualsiasi bibita gassata (come sidro,
soda e altri vini frizzanti) sottopone il vetro a sollecitazioni che
devono essere valutate con estrema cura quando si progettano
bottiglie più leggere.
Ottimizzare forma e resistenza con la
simulazione
Nonostante esistano contenitori per bevande di qualsiasi
forma, dimensione e colore, il profilo di una bottiglia di champagne resta inconfondibile. Anche il peso della bottiglia contribuisce alla qualità percepita dal consumatore. Inoltre, le forme
delle bottiglie vengono spesso associate a bevande o marchi
specifici. Pertanto, cambiare la forma di una bottiglia per ridurre
il peso o il consumo di materiali può essere molto delicato. Con
queste premesse, quando Brajer e il suo team di R&S devono
apportare modifiche, valutano aspetti estetici soggettivi, ma
si affidano a strumenti di ingegneria assolutamente oggettivi.
“Partiamo da un modello CAD della forma della bottiglia, disegnato dall’ufficio di progettazione di Verallia in accordo con il
cliente” racconta Brajer “poi proviamo ad alleggerire la bottiglia,
utilizzando l’analisi a elementi finiti (FEA) di Abaqus per simulare le sollecitazioni, abbinato al software Isight per ottimizzare
la geometria in modo tale che il contenitore possa resistere alla
pressione senza cedere”. Saint-Gobain utilizza Abaqus da circa
15 anni e ha cominciato a usare Isight per i flussi di simulazione
automatizzati e integrati circa due anni fa. “Questi due software
interagiscono facilmente e ci consentono di effettuare una serie
di calcoli, risparmiando tempo e guidandoci verso la geometria
ottimale della bottiglia” aggiunge Brajer. In un’analisi recente, il
team di ricerca di Saint-Gobain ha testato una versione leggera
di una bottiglia per sidro. Come lo champagne, questa bevanda
alcolica frizzante genera un carico di pressione interna che può
facilmente rompere la bottiglia nel suo punto debole, il fondo.
Per ridurre la quantità di materiale impiegato, Brajer e il suo
team si sono concentrati sull’analisi ingegneristica, cercando
di mantenere la resistenza meccanica e la solidità della bottiglia. Il team ha cominciato ad analizzare la pressione partendo
da un modello della bottiglia in Abaqus. È stato utilizzato un
modello 2D con le caratteristiche del vetro per sfruttare la geometria asimmetrica della bottiglia e risparmiare i tempi di calcolo. Quindi è stata generata la mesh del modello e sono state
applicate le condizioni al contorno e i carichi. Per ottimizzare i
parametri geometrici (in questo caso nove, a volte di più) che
descrivono il fondo della bottiglia (forma interna ed esterna,
curvatura e diversi raggi), Abaqus è stato abbinato a Isight. Il
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SPECIALE
Brajer e il suo team utilizzano Abaqus FEA e Isight per calcolare il rapporto fra sollecitazioni e cedimenti, puntando inoltre
a ridurre al minimo l’utilizzo di materie prime nei loro contenitori ecologici
team ha potuto così automatizzare il flusso di simulazione e
apportare modifiche sistematiche ai parametri, calcolare le
sollecitazioni per ogni profilo e, infine, determinare lo stress
minimo e la forma ottimale della bottiglia. “Nel caso della bottiglia di sidro, siamo riusciti a ridurre il peso del 17% circa” dice
Brajer. “In passato avremmo potuto impiegare una settimana
per effettuare le 100 simulazioni necessarie per questa ottimizzazione. Ora, con il processo iterativo, basta un’ora circa”.
Fabbricare e infrangere bottiglie
Il metodo principale per produrre bottiglie a collo stretto, come
quelle per champagne, sidro e vino, è un processo di soffiaggio doppio, diverso dal metodo di stampaggio e soffiaggio
utilizzato per i contenitori a bocca larga. Con questa tecnica,
il vetro fuso a 1.500 °C che arriva direttamente dal forno viene
dapprima raffreddato a 1.100 °C in una formatrice e poi tagliato
in ‘gocce’ (piccole forme delle dimensioni di una bottiglia). Soffiando aria compressa si apre una cavità nel materiale rovente
semi-liquido, creando una forma intermedia nella formatrice.
Un secondo getto d’aria conferisce alla bottiglia la forma definitiva all’interno dello stampo. Successivamente viene utilizzato
un processo di ricottura per aumentare la resistenza del vetro.
Purtroppo è impossibile fabbricare vetro privo di piccolissimi
difetti, anche se abbiamo avuto più di cinquemila anni di tempo
per affinare il processo. I difetti, come piccoli graffi o crepe nella
superficie, dovuti al contatto con oggetti e a molti altri fattori,
possono indebolire il materiale. “Se esistesse un vetro privo di
difetti” dice Brajer “le bottiglie sarebbero 100 volte più resistenti”. Poiché il comportamento dei difetti può essere previsto
su basi probabilistiche, Brajer e il suo team utilizzano Abaqus
FEA e Isight per calcolare il rapporto fra sollecitazioni e cedimenti, puntando inoltre a ridurre al minimo l’utilizzo di materie
prime nei loro contenitori ecologici. “Il nostro obiettivo è realizzare la bottiglia più leggera in grado di sopportare un livello
di sollecitazioni massimo statisticamente accettabile” dichiara
Brajer. Con l’aiuto dei team tecnici di Verallia, la simulazione è
stata completata e verificata con collaudi fisici. “In futuro potrebbero cambiare le nostre procedure di collaudo” aggiunge
56
“perché quando disporremo di calcoli che confermano la validità dei test, gli ingegneri progettisti potranno fare pieno affidamento sul processo di ottimizzazione virtuale”.
Peso ridotto con la simulazione
La pressione di carico interna è una delle cause più comuni di
cedimento dei contenitori di bevande gassate, ma non è l’unica.
Lungo il percorso dallo stampo di soffiaggio, passando per la
linea di imbottigliamento, fino allo scaffale del negozio, tutte
le bottiglie, indipendentemente dalla bevanda, vengono riempite, tappate, accatastate e trasportate. Sono quindi soggette
alle più svariate condizioni di carico, dallo stress termico (per i
liquidi caldi) agli urti, dallo schiacciamento alla compressione.
La vita di una bottiglia di vetro è molto precaria. Brajer e il suo
team vogliono cambiare questa condizione. Dopo aver concentrato i primi studi di ottimizzazione sull’analisi della pressione,
ora il team intende applicare lo stesso metodo (e gli stessi strumenti software) per analizzare altre modalità di cedimento
della bottiglia. Nei progetti futuri, la riduzione del consumo di
materie prime resterà un obiettivo primario dell’attività di R&D
in Verallia. Questa strategia di progettazione è fondamentale
nell’ottica della riduzione di emissioni di CO2 nei processi produttivi. “Il nostro obiettivo è consumare meno energia per ogni
bottiglia prodotta” dice Brajer. “Se riduciamo il consumo di materie prime, consumiamo meno energia per la loro lavorazione
e per fondere e formare il vetro. La quantità di CO2 generata
dal processo, a sua volta, è direttamente collegata al consumo
di energia e materie prime”. Considerando il consumo mondiale di bevande e alimenti in bottiglia, vale la pena affrontare
il problema dell’impronta di carbonio della produzione di bottiglie. Verallia, packaging sector di Saint-Gobain, è il secondo
produttore mondiale di bottiglie e vasi di vetro, con una produzione annua di circa 25 miliardi di contenitori. Brajer e il suo
team utilizzano Abaqus FEA e Isight per calcolare il rapporto fra
sollecitazioni e cedimenti, puntando inoltre a ridurre al minimo
l’utilizzo di materie prime nei loro contenitori ecologici.
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AO
I moderni sistemi di stoccaggio dinamico nei magazzini e nei centri di
distribuzione devono assolvere anche a un importante parametro, il risparmio
in termini di spazio e di consumo energetico…
La centralità della logistica nel processo produttivo – distributivo è
un fatto assolutamente acclarato. Il magazzino non è più un’area di
parcheggio del prodotto finito o del semilavorato, l’attività del ‘magazziniere’ è assurta a scienza, tecnologia, preparazione e studio. È
il segno tangibile dell’evoluzione del mondo produttivo. Uno degli
elementi che contraddistinguono l’azienda di successo è la soddisfazione del cliente e i magazzini sono quell’elemento nella supply
chain che più direttamente influisce sulla soddisfazione del cliente. La
delocalizzazione ha contribuito allo spostamento della produzione in
Paesi a volte molto lontani dal luogo della fruizione del prodotto,
facendo così emergere il bisogno di un assoluto coordinamento nella
consegna e un rigido controllo nel materiale stoccato. In queste condizioni cresce l’esigenza di un magazzino organizzato, tecnologico e
condotto da figure professionali adeguate in grado di coordinare al
meglio i flussi e controllare i metodi e i modelli di stoccaggio.
I moderni sistemi di stoccaggio dinamico nei magazzini e nei centri
di distribuzione devono assolvere anche a un altro importante parametro, il risparmio in termini di spazio e di consumo energetico.
È questa la molla primaria che muove per esempio alle modernizzazioni: aumentare la capacità di posti pallet totale senza sospendere le attività e far fronte in modo elastico ai picchi di lavoro. La
sfida si chiama anche riduzione dei tempi di consegna in condizioni
di lavoro altamente mutevoli. Tutto questo dovrebbe spingere il
comparto, purtroppo i morsi della crisi non hanno risparmiato nemmeno la logistica. Il segno meno ha continuato a contraddistinguere
il mercato degli impianti di stoccaggio (scaffalature, magazzini,
sistemi automatizzati). Dal 2009 questo settore registra una diminuzione costante compresa tra il 20% e il 30% (fonte Databank). Il
valore della produzione è stato nel 2011 di 545 milioni di euro e di
536 milioni l’anno successivo, con una suddivisione tra scaffalature
e impianti automatizzati rispettivamente del 60% e 40%. La distribuzione della domanda ha interessato in questo settore l’industria per
il 54%, la Gdo (23%), gli operatori logistici (16%), la PA (6%), l’edilizia
58
(1%). Segnali non positivi dunque, ma un mercato caparbio, conscio
delle proprie potenzialità e del ruolo che potrà avere nel processo
di ripresa e successiva crescita dell’industria e del consumo. Il comparto dell’intralogistica può garantire alle aziende manifatturiere
un importante vantaggio competitivo grazie all’ampio margine di
razionalizzazione e di compressione dei costi che deriva dall’innovazione delle sue soluzioni. La ricerca del settore propone una costante
e rapida evoluzione di componenti e sistemi sempre più funzionali,
modulari e flessibili, ergonomici, sostenibili ed economici. Tutto ciò
per rispondere alle complesse esigenze di aziende, che sempre più
spesso operano sui mercati globali.
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CGM
CGM, distributore unico di CAT Lift Trucks in Italia, ha presentato
una nuova gamma di carrelli elevatori elettrici a quattro ruote denominata EP40(C) 2 - 50S 2, comprendente sette modelli con portate
comprese tra quattro e cinque tonnellate. I nuovi carrelli si prestano
in modo ideale all’impiego in settori quali produzione e distribuzione
all’ingrosso di alimenti e bevande, carta e pasta di cellulosa, segherie
e mobilifici, lavorazioni dell’acciaio e fonderie, porti, produzione e
distribuzione all’ingrosso di tappeti, settore chimico, tessile e della
gomma, macchinari ed equipaggiamento pesante, assemblaggio di
automobili, edilizia e costruzioni. Gli EP40(C) 2 – 50S 2, alimentati a
80 Volt, oltre all’estrazione laterale della batteria di serie, possono
essere equipaggiati di ruote gemellate anteriormente. La famiglia
sostituisce e rinnova la preesistente serie EP40, rispetto alla quale si
differenzia per numerosi miglioramenti tecnologici - in primo luogo
una maggiore efficienza energetica e un nuovo cruscotto che, oltre
a monitorare costantemente il comportamento generale del carrello,
permette di intervenire direttamente sulle prestazioni principali.
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riuscita a ridurre il fabbisogno energetico dei suoi nuovi trasloelevatori Viaspeed grazie all’adozione di una
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globalità, a partire dall’impiego di materiali compositi in sostituzione
dell’acciaio. La combinazione di questi fattori ha inciso significativamente sui pesi: minori masse significano minori inerzie e, in tal modo,
è stato possibile utilizzare azionamenti di taglia inferiore. La notevole
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IFM ELECTRONIC
diminuzione delle masse in movimento consente di raggiungere vaCome componenti complelori di accelerazione molto elevati: ciò non solo
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grazie alla riduzione delle inerzie, bensì anche
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ropa e DTE910 per gli Stati Uniti sono dotati di
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(metri al secondo), viene raggiunta in meno di
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sono destinate alle applicazioni che richiedono
di 3 m/s. Ciò consente di ottenere significativi
minime distanze di lettura e una grande seletaumenti di produttività negli impianti logistici
tività, l’antenna ANT820 viene invece utilizzata
senza andare a incidere sui consumi energetici.
per applicazioni con letture a media distanza
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Elementi chiave per il raggiungimento di quefino a 2 m, mentre le antenne ANT830, con un
ste prestazioni sono i servoazionamenti Lenze
angolo di apertura di 70°, sono state realizzate
9400, che integrano funzioni di PLC e sono quindi in grado di espletare
per applicazioni con letture a lunga distanza. Queste antenne sono
in maniera indipendente tutte le funzioni di controllo centralizzato. La
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programmazione dei dispositivi avviene attraverso il package Lenze
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RASSEGNA
infatti regolarmente confrontare con le differenti richieste provenienti
dai clienti che, il più delle volte, si traducono in un enorme lavoro di
ingegneria del software, corsi di formazione e pianificazione di un
adeguato numero di ricambi. Viaspeed può essere impiegato in modo
flessibile grazie a diversi dispositivi di presa del carico. Ad esempio è
possibile effettuare stoccaggi multipli in profondità fino a quattro unità
di carico. La stessa flessibilità è offerta dall’unità di carico: oltre a contenitori si possono movimentare anche scatole e vassoi. Grazie a livelli
di rumorosità molto contenuti e caratteristiche di sicurezza integrata,
i trasloelevatori Viaspeed possono essere integrati anche nelle linee di
produzione all’interno dei vari reparti di fabbrica. Una delle soluzioni
adottate nel progetto Viaspeed è la modalità di funzionamento in
stand-by; generalmente la maggioranza degli impianti viene tenuta
costantemente sotto tensione al fine di rendere l’impianto immediatamente disponibile all’arrivo di un ordine.
www.lenzeitalia.it
MITSUBISHI ELECTRIC
zione e un’architettura flessibile che permette alle aziende e ai partner, che fanno parte del programma PartnerEmpower, di progettare
una soluzione di supply chain end-to-end capace di soddisfare ogni
specifica esigenza di business, grazie a una vasta scelta di mobile computer. Le operazioni di picking e di rifornimento rappresentano fino al
70% dei costi operativi in un magazzino e per i professionisti del settore queste rimangono la priorità assoluta da affrontare con soluzioni
tecnologiche avanzate capaci di ridurre i costi di evasione degli ordini
aumentando al contempo la produttività e l’efficienza del personale.
L’indagine sul futuro del magazzino, realizzata da Motorola Solutions,
ha rilevato che le operazioni di picking e di rifornimento nel corso dei
prossimi cinque anni vedranno un cambiamento significativo (con un
aumento del 142%), spostandosi verso flussi di lavoro multimodali. TekSpeech Pro è ideale
per le applicazioni fondamentali
di gestione del magazzino, quali
picking, imballaggio, ricezione
merce, cross-docking, stoccaggio, rifornimento, carico e controllo qualità. Con le soluzioni
di picking gestite con comandi
vocali, le aziende traggono vanMOTOROLA SOLUTIONS
taggio dal fatto che gli operatori
possono lavorare a mani libere
e possono concentrarsi in ogni momento su ciò che stanno facendo
- aumentando la produttività e riducendo gli errori - migliorando il
servizio ai clienti. La soluzione vocale di Motorola assicura la massima
precisione del riconoscimento vocale e non richiede formazione del
personale sul software di riconoscimento, il che permette implementazioni facili e veloci. Gli utenti possono parlare in modo naturale senza
preoccuparsi di scandire le parole o della velocità con cui parlare. La
piattaforma TekSpeech Pro offre prestazioni facilmente personalizzabili grazie a un ricco set di strumenti che consentono a partner e clienti
di lavorare sartorialmente sulla loro applicazione, integrandola perfettamente nei sistemi di WMS (gestione del magazzino) e di ERP, e di
analizzare i processi gestiti con comandi vocali per migliorare i flussi
di lavoro. Il supporto multi-modale consente un ambiente di comunicazione più naturale ed efficace che permette
agli utenti di interagire attraverso molteplici modalità: voce, scansione, touchscreen e input da
tastiera. La piattaforma TekSpeech Pro potenzia
l’ecosistema di soluzioni Motorola per il voice
picking, e consente ai clienti la scelta più ampia
della soluzione ottimale per le loro necessità.
www.motorolasolutions.com
Gli impianti trasportatori e di selezione dove, in molte applicazioni di
sistemi di flusso dei materiali, i prodotti vengono prima depositati su
un nastro alimentatore o d’immissione che scorre sincrono con il nastro principale e alimenta colli, gestendo anche i vuoti corrispondenti
sul raccoglitore, sono soluzioni pensate da Mitsubishi Electric per la
gestione dei magazzini automatici; singolarizzatori oppure stopper
adeguano poi la distanza fra i colli. Gli inverter della famiglia FR-A800
collegati alla rete CC-Link, insieme a
stazioni I/O CC-Link remote, formano
una base potente per soddisfare le
richieste relative ai sistemi di nastri
d’immissione. Questi inverter raggiungono prestazioni simili ai servoazionamenti, ottimizzando al meglio
la gestione del motore da controllare
grazie alle potenti e affidabili funzioni di auto-tuning, garantendo
una regolazione estremamente
precisa che può essere ottenuta sia
MITSUBISHI ELECTRIC
con che senza l’ausilio di un encoder esterno. Per i separatori, qualora fossero
necessarie prestazioni elevate e alta velocità, è
possibile comunque impiegare i servosistemi
della famiglia MR-J4-B connessi in fibra ottica sul
motion bus Sscnet III/H, gestito da potenti motion controller integrati nella piattaforma di automazione iQ-Platform. Grazie al potente motion
bus di Mitsubishi Electric è possibile affrontare la
grande sfida del passaggio da un nastro all’altro
PANASONIC ELECTRIC WORKS
senza fermate e senza danneggiare la merce. Le
PANASONIC ELECTRIC WORKS
reti di comunicazione di Mitsubishi Electric sono
L’assemblaggio è un settore dove i prodotti da
ottimizzate per il controllo sincrono di diversi assi: in particolare, la rete
comporre sono costituiti da piccole parti spesso in rapida rassegna, e
in fibra ottica Sscnet III/H è un sistema full duplex con una velocità di
ove l’usuale compattezza delle macchine per assemblaggio impone
trasferimento di 150 Mbit/s. La trasmissione dati è bidirezionale ad alta
spazi di manovra ridotti. Panasonic risponde a queste necessità con
velocità (comunicazione sincrona deterministica) e si svolge senza peamplificatori in fibra (FX100, FX300, FX500) dalle alte prestazioni e un
ricolo di collisioni di dati, che possono provocare ritardi indesiderati,
parco fibre (FT, FD, FR) che permette di soddisfare tutte le applicazioni:
tempi morti o addirittura perdite di dati. Mitsubishi Electric fornisce
generazione puntiforme o laminare, filettate o lisce, con uscita in testa
un’unica soluzione per il controllo totale e la trasparenza del flusso
o a 90°. Lo standard per il raggio di curvatura delle fibre Panasonic è
produttivo: CPU ridondate ad alte prestazioni, motori e azionamenti
stato ridotto a soli 4 mm rendendole così molto flessibili. Per il mondo
rotativi e lineari, pannelli operatore, I/O remoti e di sicurezza.
dell’assemblaggio, Panasonic offre inoltre i sensori delle serie EX10,
it3a.mitsubishielectric.com
EX20, EX30: case ultra-compatto e senza la necessità di amplificatori separati. Queste fotocellule sub-miniature sono in grado di trovare alloggiamento negli spazi più angusti. Inoltre, grazie alla ridotta dimensione
MOTOROLA SOLUTIONS
della loro ottica, sono sensori molto precisi e consentono di rilevare
Motorola Solutions presenta TekSpeech Pro, la soluzione vocale avanindipendentemente dal colore, dalla trasparenza o dalla riflettività del
zata che migliora la produttività e l’efficienza di chi opera in movimento
target. Gli amplificatori FX100/300/500 e le sub-miniature EX10/20/30
in magazzini, centri di distribuzione e altri ambienti della logistica. Moinoltre sono accomunati da un tempo di risposta rapido: altra carattetorola, che aveva introdotto la piattaforma TekSpeech 10 anni fa, l’ha
ristica cruciale per le applicazioni nell’assemblaggio.
ora arricchita di una serie di innovazioni tecniche tra cui un motore di
www.panasonic-electric-works.it
riconoscimento vocale che non richiede per l’operatore alcuna forma-
62
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
Quanto è grande una differenza fondamentale?
Chi come HEIDENHAIN produce tecnologia di misura precisa al micron lo sa bene: sono i dettagli a fare
la differenza fondamentale. Questo vale tanto per i nostri prodotti che per la nostra azienda. HEIDENHAIN
si occupa della tecnologia di misura dal 1889. Un risultato senza pari che continuiamo a perseguire: più
del 10 % del nostro profitto viene reinvestito in Ricerca & Sviluppo. Anche l’aspetto umano è un tratto
distintivo: rispetto reciproco, correttezza e fiducia sono importanti per noi - anche e soprattutto nei
rapporti con i nostri clienti. Questi “tratti somatici” danno ai nostri prodotti quel qualcosa in più e
fanno di HEIDENHAIN, in tutto il mondo, il partner preferito per la tecnologia di misura. HEIDENHAIN
ITALIANA S.r.l., 20128 Milano, Via Asiago 14, Tel.: 02270751, www.heidenhain.it, E-Mail: [email protected]
Sistemi di misura angolari
Sistemi di misura lineari
Controlli numerici
Visualizzatori di quote
Tastatori di misura
Encoder
AO
RASSEGNA
SICK
DL100 è la famiglia di misuratori di distanza
affidabili, precisi, flessibili ed economici
proposta da Sick per tutte le applicazioni
che richiedono elevate velocità di riposta
e precisione. Basata sulla piattaforma della
serie DL100 Hi, DL100 Standard lavora fino
a 220 m e sfrutta il tempo di volo per la valutazione e determinazione della distanza.
Con valori di accuratezza da 3 a 5 mm e ripetibilità da 1,5 a 2,5 mm, il sensore è molto
SICK
accurato nel determinare misura e posizionamento di trasloelevatori, carroponti
e come sistema di anticollisione. Inoltre,
l’output rate sincrono alla richiesta del PLC
garantisce risposte rapide in applicazioni
dinamiche e ad alte velocità.
L’integrazione del dispositivo può avvenire
in qualsiasi sistema presente sul mercato
grazie alle interfacce Profibus, SSI, Canopen
e Profinet. La custodia metallica IP65 assicura protezione in tutti gli ambienti ‘difficili’,
mentre la staffa di fissaggio con chiusura a
sgancio rapido permette un allineamento
SIEMENS
semplice e veloce.
La configurazione della serie DL100 Standard può essere effettuata via tastierino, bus di campo o PC tramite
comunicazione Ethernet integrata.
www.sick.it
SIEMENS
Optilog, il software di gestione del magazzino automatico e del picking
a livello operatore sviluppato da Siemens è collegato tramite interfaccia all’ERP aziendale, in grado quindi di colloquiare con i PLC di campo
di produzione Siemens, al fine di gestire le movimentazioni, comandare i motori e leggere i sensori di presenza dei pallet.
Su specifica richiesta del cliente, Siemens può apportare diverse customizzazioni per fornire un sistema di interfaccia semplice, efficace
e flessibile, in grado di adattarsi alle modalità operative e alle diverse
tipologie di magazzino esistenti oltre a quello automatico (magazzini
tradizionali o a terra, gestiti con terminali RF dallo stesso sistema Optilog). Le soluzioni implementabili possono contribuire anche al miglioramento della fase di picking, in modo da rispondere con precisione a
ordini specifici per prodotti eterogenei, preparando pallet su misura. Il
picking per la preparazione degli ordini è gestito con la logica materiali
verso operatore direttamente dal sistema, che, oltre alla gestione delle
movimentazioni fisiche, si occupa di gestire la composizione logica
del pallet. Il risultato vede quindi una gestione più rapida e controllata
del magazzino con una maggiore velocità operativa di reperimento e
prelievo, meno soggetta agli errori tipici di una gestione manuale. Nel
mondo si contano al momento più di un centinaio di realizzazioni. Tra
i principali vantaggi di Optilog l’aggiornamento in tempo reale della
giacenza e della tracciabilità del prodotto, un maggiore controllo e affidabilità delle prestazioni, il miglioramento delle prestazioni IN/OUT del
magazzino (da +25% a +40%) e la riduzione dei tempi di trasferimento
unità di carico del 20%.
www.siemens.it
SISTEMI AVANZATI ELETTRONICI
I terminali carrellabili della serie VMT di Adstec, azienda tedesca partner
di Sisav, sono progettati e realizzati per essere impiegati in applicazioni
con forti sollecitazioni e alto stress. Caratterizzati da un design molto
robusto e curato nei particolari che li rendono utilizzabili su muletti,
camion e tutti i tipi di automezzi pesanti e non, sono disponibili con un
display rinforzato con spessore pari a 3 mm e retroilluminazione a LED.
Hanno un touchscreen di tipo resistivo o Pcap e l’architettura interna
è completamente fanless, a basso consumo; per lo storage dei dati e
64
dello Scada che può essere installato supportano
dischi da 2,5” e SSD. Hanno uno chassis in alluminio pressofuso e lato connettori con passacavi a
ritenuta che li rendono totalmente IP65, oltre alle
periferiche standard integrano moduli wireless
LAN, Bluetooth, lettore Rfid e 2 speaker audio. Disponibili con immagini precaricate di Windows
7, sia nella versione Embedded sia Professional
sono conformi alle normative EN60721-3-5 e MILSTD810F contro shock e vibrazioni e lavorano in
un range termico da -20 a +55 °C.
www.sisav.it
SISTEMI AVANZATI ELETTRONICI
SYSTEM LOGISTICS
System Logistics, parte di System, è fornitore globale di
soluzioni innovative di intralogistica e material handling per
l’ottimizzazione della supply
chain di magazzini, centri di distribuzione e stabilimenti produttivi in tutto il mondo.
Con un focus speciale sull’industria del Food & Beverage,
sviluppa soluzioni su misura
di automazione di magazzino e picking, che comprendono trasloelevatori,
sistemi di movimentazione,
software e servizi. Grazie alla
pluriennale esperienza acSYSTEM LOGISTICS
quisita, System Logistics è in
grado di proporre soluzioni
su misura per qualsiasi tipo di stoccaggio automatizzato come magazzini per materie prime, prodotti interoperativi e prodotti finiti.
La vasta gamma di applicazioni sviluppate permette di configurare
ogni singolo progetto in modo tale da soddisfare le esigenze più particolari nel migliore dei modi: stoccaggio di pallet, contenitori, scatole
o altri tipi di unità di carico; postazioni a singola, doppia o multipla
profondità; scaffalature autoportanti o indipendenti; ambienti condizionati o refrigerati; integrazione di diversi sistemi di picking e gestione del materiale; livello di automazione richiesto rapportato in
maniera equilibrata al budget di investimento.
Soluzioni per il Full Case Picking invece comprendono sistemi basati
sul concetto tradizionale di uomo-alla-merce, che automatizza il solo
processo di rifornimento dei codici da prelevare; sistemi che uniscono
i vantaggi del principio di uomo-alla-merce e merce-all’uomo; sistemi,
basati sul sistema SVL e sul concetto merce-all’uomo, progettati per
gestire volumi medi di order picking; sistemi in grado di gestire operazioni di picking, con particolare riferimento alla composizione dei
pallet misti; soluzioni ideali per le applicazioni di case-picking con
elevati volumi giornalieri, caratterizzate da ordinativi frammentati. E
poi ancora soluzioni di split case picking e di marshalling.
www.systemlogistics.it
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
Automazione oggi sett_Layout 1 01/08/14 16.42 Pagina 1
di Massimo Mortarino
L’acquisizione
affidabile dei dati
garantisce sicurezza
Presentiamo un’interessante applicazione in cui HBM la fa da padrone
N
onostante i produttori effettuino simulazioni al
calcolatore per tutti i nuovi progetti e modifiche
dei carri ferroviari, conducono ancora le prove
su rotaia prima di rilasciare i progetti o modifiche alla produzione o per diagnosticare problemi prestazionali.
La ragione è che la simulazione non risulta accurata al 100%
e l’unico modo per dimostrare realmente che un progetto
soddisfi le specifiche delle prestazioni consiste nell’eseguire
effettive prove su rotaia. Per questo motivo, nella maggior
parte dei progetti di nuovi veicoli per i carri usati dal North
American Freight Service sono richieste prove su rotaia. Per
eseguire queste prove, si misurano forze, accelerazioni e
spostamenti nelle zone critiche dei carri ferroviari, installandovi numerosi sensori collegati a un sistema di acquisizione
dati, per registrare i dati durante la corsa del carro sulla rotaia
di prova. Completato il percorso di prova, i dati misurati vengono analizzati, per verificare che il carro ferroviario soddisfi le
specifiche delle prestazioni.
L’esecuzione di queste prove può essere alquanto costosa e,
quindi, richiede che il sistema di acquisizione dati sia affidabile, accurato, facile da usare e in grado di operare anche in
condizioni avverse. Per una recente serie di prove su nuovi
progetti di carri porta-camion, Sims Professional Engineers
(SPE) di Highland (Indiana - USA) ha scelto il sistema di acquisizione dati SoMat eDAQ di HBM. Secondo Cody Kasten, un
ingegnere di SPE, l’eDAQ era perfetto per questa applicazione,
non solo per la sua robustezza e affidabilità, ma anche per la
possibilità di supportare una grande varietà di trasduttori e la
facilità di configurazione e manovrabilità.
66
I SoMat eDAQ fissati sul pianale del carro intermedio
Specifiche di prova esigenti
La norma M-1001 della Association of American Railroads (AAR Associazione delle Ferrovie Americane), ‘Design, Fabrication,
and Construction of Freight Cars‘ (progettazione, fabbricazione
e costruzione dei carri merce), descrive le prove da eseguire e
le condizioni di prova richieste. Questa norma si trova nella Sezione C, Parte II dello AAR Manual of Standards and Recommended Practices (manuale delle norme e pratiche raccomandate).
Il Capitolo XI, ‘Service-Worthiness Tests and Analyses for New
Freight Cars’ (prove di merito di servizio e analisi per nuovi carri
merce) della M-1001 specifica numerose prove di certificazione,
fra cui: serpeggiamento, instabilità laterale veicolo, costanza di
marcia in curva, movimento a spirale, svergolamento, rollio, beccheggio, imbardata, oscillazione, dinamica in curva. Poiché questo rimorchio è stato progettato non per l’impiego solo su strada,
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
Foto tratta da www.morguefile.com
AO Acquisizione dati
g
ma anche per essere trasportato su rotaia ferroviaria, esso
deve soddisfare i requisiti dei
veicoli idonei all’uso ferroviario enunciati nel Capitolo IX
della noma M-1001. Il cuore
dell’impianto di SPE, messo a
punto per queste prove è costituito da due sistemi di acquisizione dati SoMat eDAQ. Altri
componenti dell’impianto includono: 2 Simultaneous High Configurazione rapida e comoda dei canali del sistema con il software SoMat TCE
Level Layers (EHLS) che consentono all’eDAQ di campionare simultaneamente 32 ingressi ana- software SoMat TCE, installato su un laptop, per programmare
logici differenziali (16 canali per unità); 14 Moduli SoMat Smart, il sistema. Questo software consente la configurazione rapida e
che forniscono il condizionamento del segnale di estensimetri comoda dei canali del sistema, compresa la taratura di ciascun
circuitati a 1/4, 1/2 e ponte intero; 6 moduli di condizionamento trasduttore. Completata la configurazione, è stato scollegato il
segnale SoMat ICP. Gli eDAQ sono inseriti in custodie Nema sta- calcolatore, lasciando autonomo il funzionamento del sistema
gne alle intemperie fissate al pianale del carro intermedio; prima di acquisizione dati. Le prove su binario sono state effettuate
del carro piano si trova la motrice che alimenta tutto il sistema su da Canadian Pacific Railroad sulla tratta fra St.Paul (Minnerotaia, mentre al carro piano è attaccato il rimorchio con carrello sota-USA) e Superior (Wisconsin-USA), lungo una distanza di
girevole. Al fine di poter trasportare per ferrovia il rimorchio, circa 150 miglia. Nel periodo di circa due settimane, SPE ha efesso è accoppiato a un carrello, che segue il rimorchio stesso. A fettuato due corse senza carico e due con carico. La lettura dei
scopo di prova, per simulare l’esercizio reale, al treno possono sensori è stata rilevata con cadenza di campionamento di 200
essere attaccati uno o più rimorchi con relativo carrello. SPE usa Hz. Le prove, nonostante non fossero presidiate, sono state
numerosi sensori di varia tipologia per misurare i parametri im- effettuate senza alcun intoppo e il sistema di acquisizione ha
portanti. Sono stati usati tre accelerometri verticali per misurare registrato da 2 a 4 Gigabyte di dati per ogni corsa.
le stimolazioni verticali provocate dall’imperfezione dei binari,
dagli urti e da altri fenomeni. Tre accelerometri laterali determi- Analisi dati in un attimo
navano se le accelerazioni trasversali rientrassero nei requisiti Completata una prova, gli ingegneri SPE hanno ricollegato il
specificati nel Capitolo XI. Per misurare lo svergolamento e de- laptop al sistema eDAQ e scaricato i dati grezzi per analizzarli.
terminare, di conseguenza, il rollio delle unità e del carro piano, Per effettuare l’analisi, è stato impiegato SoMat Infield. Il primo
SPE ha impiegato sei potenziometri. Il carico longitudinale della passo è stato quello di filtrare i dati digitalmente, usando un filpiastra di accoppiamento del carrello al rimorchio era rilevato tro Butterworth con frequenza di taglio di 15 Hz, come speciutilizzando uno spinotto di carico appositamente realizzato. ficato dalla norma AAR M-1001. Lo scopo della filtratura è la
Questi dati sono stati impiegati per determinare i carichi longi- rimozione delle interferenze dai dati di prova.
tudinali lungo il sistema.
Il passo finale per l’analisi dei dati di prova è stato quello di indiInfine, sono stati applicati estensimetri sia al carrello sia al ri- viduare le deformazioni, accelerazioni e deflessioni che superino
morchio: la posizione di questi estensimetri è stata determinata i limiti imposti dalla norma AAR. Questo passo è stato eseguito
effettuando un’analisi a elementi finiti della struttura. Dall’ana- in un attimo, usando le funzioni statistiche del software SoMat
lisi, gli ingegneri SPE individuarono quattordici zone particolar- Infield, in grado di effettuare analisi molto più sofisticate. Ad
mente critiche, quattro sul rimorchio e dieci sul carrello.
esempio, esso può non solo identificare i valori massimi e minimi, ma anche calcolare le medie, le deviazioni standard e i
Pannelli solari per fornire l’energia portatile valori rms, oltre a effettuare le analisi rainflow, time at level e di
Per alimentare il sistema, SPE ha installato due pannelli so- frequenza. Dopo aver analizzato i dati, SPE era lieta di comunilari SunWize SW90C sui carri piani. I pannelli solari, che forni- care che la combinazione carro piano/rimorchio/carrello aveva
scono fino a 90 W ciascuno, caricano un bancale di tre batterie superato la prova. SPE ha preparato un rapporto comprendente
fra loro collegate, che alimentano il sistema di acquisizione le tabelle che illustrano i massimi valori registrati, confrontando
dati. Per questo sistema di prova, SPE decise di usare i pannelli questi valori con quelli consentiti dalla norma AAR; viene mosolari al posto di grandi batterie, poiché l’impiego di batterie strato anche il margine di sicurezza. Questo rapporto è stato
piccole è molto più conveniente e viene eliminata la necessità consegnato al cliente, che lo ha poi inoltrato, insieme ad altra
di sostituirle in condizioni climatiche avverse. Inoltre, i pan- documentazione, alla AAR e alla Federal Railroad Administranelli solari eliminano la necessità di verificare la capacità delle tion per l’approvazione. Kasten ha osservato che, durante tutto
batterie quando la prova è in corso; essi forniscono energia suf- il processo, il supporto tecnico fornito da HBM è stato di grande
ficiente per mantenere cariche le batterie per tutta la durata aiuto nell’utilizzo sia della strumentazione sia del software.
della prova. Dopo che i tecnici avevano assemblato il sistema
HBM - www.hbm.com/it
di prova e montato i sensori, gli ingegneri SPE hanno usato il
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
67
L’evento verticale di riferimento
;LJUVSVNPL ࠮ :VS\aPVUP HWWSPJH[L ࠮ -VYTHaPVUL
Fiera di Verona
28-29 ottobre 2014
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SSI
Settembre
2014
Fonte: www.123rf.com
• In tempo reale si parla di analisi storica dei dati e di cloud. • Le esperienze sono
singolari: software a tutto tondo. • Si va dal PLM, ai sistemi di test e valutazioni
on line, a supervisione cloud-based. • E poi interviste per parlare di soluzioni di
business per i settori manifatturiero, distribuzione, retail e servizi; interessanti
differenze tra i database SQL e historian; l’impatto dei DCS per incrementare
l’efficienza energetica; e la garanzia della sicurezza con sistemi efficaci
IN TEMPI INCERTI LA SICUREZZA DELLA PRODUZIONE
È ANCORA PIÙ IMPORTANTE.
4XDQGRO·RELHWWLYRqODSURGXWWLYLWjGHJOLLPSLDQWLLQGXVWULDOLLWHFQLFLQRQVLDIÀGDQRDOSURSULRLVWLQWRPDULFRUURQR
alle soluzioni offerte dai sensori SICK, che garantiscono processi senza intoppi, evitano costose avarie e fermi
macchina, riducono i tempi di collaudo e prevengono incidenti e danni alle persone. Tutto ciò in ogni settore
dell·automazione industriale. *razie a Earriere fotoelettriche, sensori di prossimitj, per i Áuidi, di distanza, ottici,
scanner, dispositivi di protezione optoelettronici e ai servizi SICK, quando si tratta della sicurezza della produzione, tutto il mondo ricorre allo spirito innovativo ed ingegneristico SICK. Noi la troviamo una scelta intelligente.
SSI
sotto la lente
Il CIO sarà DIO…
di Vitaliano Vitale - Comitato tecnico Automazione Oggi
S
… è l’inizio di un tweet che mi ha colpito
informazioni sono troppe, e ci vuole il co-
molto. Per correttezza di citazione, Andrea
gnitive computer per contestualizzare i dati
Gugliada, digital market student, cinguet-
e ricavarne qualcosa di utile”. In sostanza
tava recentemente “Il CIO sarà DIO. Niente di
bisogna coinvolgere i clienti, gli utenti per
mistico è solo evoluzione. Entra in campo il
interpretare le informazioni dei Big Data.
Digital Information Officer”. Chiaro, conciso,
Ma non solo la clientela è essenziale, anche
efficace, visionario. Avendo tempo, Twitter
il coinvolgimento di fornitori e dipendenti è
è una miniera di visioni e di predizioni ac-
prezioso. Le previsioni di mercato parlano
cattivanti, credibili, verosimili. Questo tweet
di un aumento dell’engagement del 90%
mi ha colpito. L’automazione e il software,
nei prossimi 5 anni. “Una grande organiz-
che oggi è il pane quotidiano dell’industria,
zazione che deve prepararsi per il futuro”
impatta anche sull’organizzazione dell’a-
ammonisce Hayman “deve adottare un ap-
zienda e sulla prevalenza dei ruoli nelle
proccio sistematico in tutti gli ambiti, anche
strutture. L’automazione in generale, deve
per assumere le persone giuste”. La Net-
Il chief information officer (CIO) è dunque il
rispondere ad alcuni requisiti di base: affida-
worked Society, così definita da Ericsson,
nuovo accentratore dei dati, ha cioè come
bilità ed efficienza ma dev’essere anche un
gigante delle telecomunicazioni, fonde oggi
prima responsabilità la pianificazione sulla
buon compromesso in termini di costi, così
i paradigmi people, business e society in un
base dell’analisi di questa enorme massa di
SSI
NIENTE
TE DI MIS
MISTIC
MISTICO
È SOLO
O EVOLUZION
EVOLUZIONE.
EVOLUZIO
ENTRA
A IN CAMPO IL
DIGITAL
INFORMATION
INF
FORMATION
ORMATION
OFFICER.
CER. IL CHIEF
INFORMATION
INF
FORMATION
OFFICER
CER
ER È IL NUO
NUOV
NUOVO
ACCENTRATORE
CENTRATORE
TRA
DEI DATI
ni che rispondano in mada offrire soluzioni
unic
unicum
tecnologico ed è, letteralmente,
dati provenienti dall’engagement, dal so-
elligente a specifiche esigenze. Big
niera intelligente
un’autostrada telematica che sarà trafficata,
cial, dai sistemi operativi, dalla produzione
ata, cloud ed engagement sono elementi
Data,
anni da 50 miliardi di disponel giro di pochi anni,
e da tutte le funzioni aziendali orizzontali
p
per trasformare il lavoro nell’era digitale e
sitivi connessi di cui 15 m
miliardi con funzioni
e verticali. Bella sfida eh? Dunque siamo al
creare valore in modo nuovo.
nuovo In sostanza
mondia stimata sarà
video. La popolazione mondiale
titolo: il CIO sarà DIO (Digital Information
si attinge dai dati lasciati ogni gior
g
rno attragiorno
ab
di 9 miliardi di individui e gli abbonamenti
Officer). E questa diventa una sfida anche
verso smartphone, sistemi op
operaativi, acoperativi,
miliar Quea una rete mobile saranno 8 miliardi.
per la funzione Risorse Umane, che dovrà
qui
strazione
quisti e spostamenti. La sfida è l’es
l’estrazione
pre
sto panorama vede, dunque, la presenza
impegnarsi a formare, riqualificare o assu-
d
stinta dalla
dell’informazione strutturata disti
distinta
ma
dispo
sempre maggiore
di potenti dispositivi
mo-
mere professionalità adeguate all’esigenza.
raccolta di quella non strutturata
a. “Quando
ndo
strutturata.
Dat
bili, computer connessi, sensori, Big Data,
All’esigenza di prendere in considerazione
si h
ha a che fare con enormi quant
tittà di dati”
quantità
mod
dificano lo
analytic e servizi cloud, che modificano
un universo molto più grande di quello cui
ci spiega Craig Hayman, general
general manager,
m
o l’accelescenario dell’industria, favorendo
eravamo abituati. Mi rifaccio al tweet di An-
software-as-a-ser
indu
ustttry solusoftware-as-a-service and industry
zionando i
razione dell’innovazionee e rivoluz
rivoluzionando
drea Gugliada, “… niente di mistico, è solo
tions del gruppo IBM “bisogna
“b
c mbiare il
ca
cambiare
uenzando
o in modo
modelli di business, influenzando
evoluzione…”
modo con cui ci si approccia ai da
d
ati.
ti. Ora le
dati.
ndustriali.
significativo la società e i settori in
industriali.
È il futuro, ragazzi. Semplicemente.
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
71
SSI
in tempo reale
Hydrolift:
SSI
L’ANALISI
STORICA DEI DATI
DIVENTA IL DRIVER
PRIMARIO PER
CREARE BARCHE
‘INTELLIGENTI’
sulla cresta
dell’onda con Holonix
Holonix (www.holonix.it), spin-off del Politecnico di Milano che
opera nel campo dell’Internet of Things (IoT), e Hydrolift, azienda
norvegese produttrice di imbarcazioni, hanno dato vita a una vera
e propria Smart Boat e hanno presentato un nuovo progetto volto
a cambiare l’approccio stesso alla nautica. È nata una soluzione
per gestire e tracciare totalmente le imbarcazioni una volta consegnate al cliente, un sistema basato non solo su un approccio IoT
istantaneo, ma anche sull’analisi storica dei dati.
Quello della nautica è un mondo estremamente esigente, soprattutto quando si parla di imbarcazioni a elevatissime prestazioni. Hydrolift riscontrava la necessità di tracciare e monitorare
le barche, una volta uscite dal cantiere, per garantire il massimo
supporto in termini di manutenzione e aggiornamento delle
imbarcazioni e ha trovato nella capacità innovativa e nella tecnologia di Holonix le risposte alle sue esigenze, grazie all’implementazione di i-LiKe boat. Inoltre Holonix ha sviluppato i-Captain,
un portale a misura d’armatore, che insieme all’hardware dedicato
Marine Gateway (MG), in grado di misurare una serie di parame-
tri della barca resistendo alle complesse condizioni marine, pone
le basi della Internet of Boats, il primo ecosistema dedicato alla
nautica che agevola le sinergie tra i diversi attori del settore marittimo. Attraverso l’utilizzo di sensori, MG, direttamente installato a bordo, è capace di registrare dati su misure che possono
essere definite di volta in volta a seconda delle esigenze (es. stato
delle pompe di sentina, accelerazioni, posizione ecc.) e combinarli
alle altre informazioni che l’imbarcazione già fornisce. Una volta
raccolti, i dati sono poi trasmessi via 3G al sistema i-Captain per
creare lo storico dell’imbarcazione e andare a colmare quel gap
che finora prevedeva solo tecnologie di analisi istantanea e non
storica. Attraverso la combinazione di una fase di misurazione e
monitoraggio (MG) a una di raccolta e analisi dei dati (i-LiKe boat),
Hydrolift è riuscita a disporre di tutte le informazioni necessarie
a creare un vero e proprio avatar dell’imbarcazione in grado di
fornire risposte in tempo reale e assicurare analisi predittive. Numerosi i benefici riscontrati da Hydrolift a seguito dell’implementazione della tecnologia Holonix.
Roadshow dell’innovazione 2014 di Progea
Dopo il successo di Napoli e Roma, Imola, Sesto Fiorentino e Bra ospiteranno le prossime tappe del Roadshow dell’Innovazione di Progea
(www.progea.com). Per approfondire i temi sulle nuove tendenze tecnologiche legate al software d’automazione e vedere i nuovi prodotti,
Progea organizza, dalle 9.30 alle 13.00, un seminario intitolato Automation Platform.NExT: la nuova piattaforma software per tecnologie
d’eccellenza. Le tappe di Settembre e Ottobre sono: 23 Settembre, Hotel Molino Rosso, Imola (BO) - 25 Settembre, Novotel a Osmannoro,
Sesto Fiorentino (FI) - 30 Settembre, Albergo dell’Agenzia a Pollenzo, Bra (CN) - 2 Ottobre, Kilometro Rosso, Bergamo (BG) - 7 Ottobre, Ca’
Murà, Maserà di Padova (PD). Tra gli argomenti trattati, citiamo l’introduzione alla nuova piattaforma Automation Platform.NExT, Pro.Lean la
soluzione per la Lean Manufacturing necessaria per ridurre le perdite e incrementare i profitti e Pro.Energy la soluzione per il monitoraggio
e l’efficienza energetica per analizzare i consumi e individuare le opportunità di risparmio.
La partecipazione è gratuita, previa registrazione a [email protected].
Cloud per la logistica: al via il lancio sul mercato
La fase di test delle funzionalità della piattaforma cloud centrale è stata completata con successo e ora si stanno realizzando test tecnici
funzionali dei livelli infrastrutturali (funzionalità dell’infrastruttura server virtuale), e test di integrazione di servizi software. In questo modo
gli sviluppatori di software per la logistica potranno facilmente ampliare i propri servizi attraverso la piattaforma della logistica, e nei prossimi
mesi fornire servizi cloud a una moltitudine di imprese di logistica. Circa 200 imprese sono già registrate e hanno memorizzato informazioni
sui loro servizi, sedi e risorse. Tra queste sono comprese principalmente imprese di logistica, ma anche imprese appartenenti alla filiera
della logistica e fornitori di servizi logistici. L’archiviazione di file su base cloud e la vetrina di servizi logistici sono le funzionalità più richieste.
Da giugno 2014 fino alla fine dell’anno, avverrà l’introduzione sul mercato della piattaforma cloud di Logical, e le operazioni commerciali
potranno prendere avvio da Gennaio 2015. I partner di progetto agiranno da contact point nelle rispettive regioni e stanno organizzando
attività di marketing a livello locale. Per maggiori informazioni: http://www.project-logical.eu
72
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
SSI
in tempo reale
Alyt ed Eurotech per
portare l’Internet of
Things nelle case
Eurotech (www.eurotech.com), fornitore
di prodotti, sistemi e tecnologie embedded, ha avviato una collaborazione con
Alyt per integrare Alyt SmartHome Manager, un gateway wireless multiconnesso
con sistema operativo Android per sistemi
di sicurezza e automazione in ambito domestico, con la piattaforma Everyware
Cloud di Eurotech. La collaborazione fra
Eurotech e Alyt prevede il porting dell’Application Framework con tecnologia opensource OSGi Kura, appena rilasciata, sul
gateway Alyt. Questa integrazione consentirà ai clienti Alyt, sia privati e piccole
aziende sia sviluppatori di applicazioni, di
beneficiare di una piattaforma IoT robusta
e aperta, come la piattaforma di integrazione m2m Everyware Cloud, per la condivisione delle informazioni sul cloud.
PLM in modalità White
Label offresi
White Label PLM cambia le regole del
gioco! Software house e VAR potranno ora
trarre vantaggio dalla più innovativa tecnologia PLM sul mercato e personalizzarla
per rivenderla ai propri clienti con il loro
brand. È questa la novità di Solair (www.
solaircorporate.com) che propone ‘White
Label PLM’ per la rivendita indiretta a software house e VAR che sono alla ricerca
di un PLM basato su cloud per ribrandizzarlo e venderlo alla propria base clienti.
Dopo il caso di successo dell’azienda DPT
(www.dptcorporate.com), che ha acquistato l’applicazione White Label PLM da
Solair ribrandizzandola ‘Power PLM’, Solair
punta ad attirare l’attenzione di aziende
software e rivenditori che sono alla ricerca
di un PLM scalabile, di semplice utilizzo,
veloce da implementare e facile da configurare per soddisfare le esigenze particolari dei propri clienti.
Un prodotto o servizio white-label consente a chi lo rivende di creare le proprie
personalizzazioni, incluso il rebranding, e
ottenere così una nuova sorgente di ricavi,
senza dover creare delle proprie soluzioni
ex novo.
Cloud computing
aziendale
in crescita
ENTRO I PROSSIMI TRE ANNI SI PREVEDE
CHE QUASI UN QUARTO DELLE AZIENDE
IN EUROPA E STATI UNITI MIGRERÀ IL 76%
O PIÙ DELLE PROPRIE SOLUZIONI
DI COMUNICAZIONE AL CLOUD
Con la maturazione delle tecnologie cloud e l’aumento della consapevolezza
dei loro benefici, sempre più organizzazioni in Europa e Stati Uniti stanno implementando soluzioni cloud per ridurre i costi IT e ottimizzare le operazioni.
Le aziende statunitensi sono più avanti delle controparti europee nei livelli di
adozione del cloud, a causa della maggiore esposizione alla tecnologia e delle
migliori condizioni macro-economiche.
Similmente, le grandi aziende stanno adottando tecnologie cloud più rapidamente rispetto alle piccole e medie imprese, a causa della necessità di ottimizzare l’infrastruttura di comunicazione esistente, più grande e complessa.
Un’analisi di Frost & Sullivan (www.frost.com), intitolata ‘Future of Cloud Computing Technologies in Enterprises in the United States and Europe’, rileva che
quasi sei utenti di servizi cloud su dieci (57%) sono identificati come ‘dipendenti
dal cloud’, mentre il 43% resta ‘in ritardo sul cloud’ o con un’opinione sfavorevole del cloud.
Tra gli intervistati, circa il 70% degli statunitensi e il 56% degli europei che attualmente utilizzano tecnologie cloud trovano queste soluzioni altamente efficaci,
indicando che l’esposizione a queste tecnologie può portare a una maggiore
adozione. “La maggior parte degli utenti dipendenti dal cloud si trova negli
Stati Uniti, specialmente in ambito produttivo, nelle aziende con 20-500 dipendenti e nelle aziende con oltre 10.000 dipendenti” sostiene Karolina Olszewska,
analista di Frost & Sullivan. “In futuro, tuttavia, si prevede che i decisori IT negli
Stati Uniti, il settore governativo e le piccole imprese mostreranno l’aumento
più significativo nell’adozione di tecnologie cloud”.
Oltre la metà delle aziende intervistate in Europa e Stati Uniti ha già spostato il
50% o più delle proprie soluzioni di comunicazione aziendale sul cloud. Entro i
prossimi tre anni, è probabile che quasi un quarto migrerà il 76% o più delle proprie soluzioni di comunicazione al cloud. In entrambe le regioni, i server email
e le app collaborative sono in cima alla lista delle soluzioni di comunicazione
aziendale trasferite al cloud.
Tuttavia, solo il 27% degli utenti di servizi cloud ha spostato i propri sistemi di
telefonia al cloud. Tra le soluzioni che devono ancora fare questo passaggio, le
app collaborative offrono il potenziale di crescita maggiore. “Si prevede che la
quota di lavoratori remoti e mobili aumenterà nel corso dei prossimi tre anni e
cambierà i requisiti tecnologici aziendali” conclude Olszewska. “L’impatto dei
costi necessari a supportare queste nuove esigenze di business sarà avvertito
più intensamente dai decisori IT negli Stati Uniti rispetto a quelli in Europa”.
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
73
SSI
intervista
Un ERP a misura d’uomo
Abbiamo parlato con Malcolm Fox, vice president, product
marketing di Epicor Software Corporation, azienda che opera
a livello mondiale nello sviluppo di soluzioni di business per i
settori manifatturiero, distribuzione, retail e servizi
Antonella Cattaneo
Automazione Oggi: Chi è Epicor, qual è la sua visione e
che cosa propone?
Malcolm Fox: Epicor Software Corporation è leader mondiale nello sviluppo di soluzioni business per i settori manifatturiero, distribuzione, retail e servizi. Con oltre 40 anni di
esperienza al servizio di aziende di tutte le dimensioni, Epicor
ha più di 20.000 clienti in oltre 150 Paesi. Le soluzioni Epicor
Enterprise Resource Planning (ERP), Retail Management Software, Supply Chain Management (SCM), e Human Capital
Management (HCM) consentono alle aziende di incrementare
la propria efficienza e ottenere una maggiore redditività. Con
una storia di innovazione, profonda esperienza e orientata
all’eccellenza, Epicor rappresenta il punto di riferimento unico
che aziende locali, nazionali e globali richiedono. L’azienda ha
la propria sede centrale negli Stati Uniti, ad Austin, in Texas,
e uffici e filiali in tutto il mondo. Epicor segue un approccio
unico nel suo genere per quel che riguarda il software aziendale e cerca così di ispirare le imprese, offrendo diverse possibilità di scelta e una flessibilità senza paragoni. Le nostre
soluzioni consentono ai clienti di smettere di focalizzarsi sulla
tecnologia per concentrarsi
invece su quello che fanno,
cioè sulle loro attività core,
quelle che generano fatturato. In qualità di innovatore
tecnologico, Epicor è uno dei
leader nell’adozione di web
service così come nello sviluppo di architetture serviceoriented. Queste tecnologie
sono sufficientemente roMalcolm Fox, vice president,
buste per un’azienda global
product marketing, Epicor
1.000 e, allo stesso tempo,
Software
funzionali per l’adozione da
parte di aziende di dimensioni più ridotte. Le nostre soluzioni
agevolano e spingono la crescita delle organizzazioni, garantendo inoltre l’agilità necessaria ad adeguarsi ad ambienti di
business mutevoli. La nostra missione è essere un fornitore
leader di soluzioni software aziendali che sostengano la
crescita e la redditività dei nostri clienti. L’offerta Epicor for
Epicor ERP versione 10
Epicor ERP versione 10 è la nuova release di Epicor Software Corporation che segna una svolta nell’ambito del software per il business
e si propone di offrire nuove opportunità alla moderna generazione
di utenti ERP. Con l’obiettivo di supportare le necessità di innovazione delle aziende, Epicor ERP versione 10 combina potenti
funzionalità globali costruite con una tecnologia agile che elimina
le complessità, rendendo l’ERP più semplice da utilizzare, più collaborativo e dinamico che mai, supportando nel contempo gli attuali imperativi del business, quali collaborazione in chiave social,
flessibilità di implementazione, performance più rapide e completa
accessibilità da qualsiasi dispositivo. Epicor ERP versione 10 offre
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AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
una migliorata usabilità, in un’unica soluzione, grazie alla ottimizzazione su diversi dispositivi e alla possibilità di implementazione
personalizzata on premise, nel cloud o come servizio gestito. La
nuova interfaccia utente touch, intuitiva, è stata progettata appositamente per i dispositivi touchscreen, consentendo agli utenti di
lavorare nel modo che preferiscono.
Secondo una recente indagine di Forrester Research “sia i clienti
che i dipendenti delle organizzazioni oggi si aspettano che le informazioni, i servizi e i social media siano disponibili su qualsiasi
dispositivo e in ogni momento in cui ne hanno bisogno. E i decisori
aziendali tengono sempre più in considerazione questa esigenza:
SSI
intervista
Manufacturing è progettata per supportare vari diversi processi produttivi: discreta, make to order (MTO), engineer to
order (ETO), configure to order (CTO), mixed mode e make to
stock. Il portafoglio completo delle soluzioni Epicor consente
alle aziende manifatturiere di pianificare, programmare, condurre e monitorare l’intero business, dalle materie prime fino
al prodotto finito, all’imballaggio e alla spedizione, e, grazie
all’estesa gamma di funzionalità, dà loro la flessibilità e l’agilità
che necessitano, sostenendo il vantaggio competitivo.
A.O.: Qual è il suo prodotto di punta?
Fox: Il nostro prodotto di punta è Epicor ERP, una miscela fra
ricche funzionalità globali e una tecnologia alla base estremamente agile, eliminando le complessità per rendere l’ERP
semplice da usare, utile per promuovere la collaborazione e
in grado di reagire meglio al cambiamento. In considerazione
delle necessità degli utenti di oggi, abbiamo semplificato
inoltre l’esperienza d’uso fra molteplici dispositivi ed esteso
le possibilità di implementazione. Il risultato è una soluzione
che cambia il rapporto degli utenti con i sistemi ERP per guidare la crescita e le opportunità di business. L’ultima versione
di Epicor ERP (ERP 10) è stata introdotta in Italia a giugno e
si distingue per numerose nuove applicazioni e tecnologie
che possono reinventare il modo in cui le aziende operano.
Basato sui cinque principi di collaborazione, scelta, reattività,
semplicità e mobilità, è progettato per aiutare le organizzazioni a funzionare meglio, sia internamente sia in relazione
con il mondo esterno, facendo leva sulla conoscenza e sull’esperienza delle persone e sui sistemi interconnessi lungo la
supply chain.
clienti di Epicor sostiene più di 20.000 clienti in oltre 150 paesi.
Epicor ha strutture di supporto e centri di sviluppo in ogni regione chiave: in questo modo Epicor riesce a soddisfare i propri clienti con prodotti e servizi della migliore qualità, ovunque
essi si trovino. Per quel che riguarda Epicor ERP versione 10,
essa è disponibile in 35 lingue e in 26 Paesi nel mondo.
A.O.: Quali sono i servizi che vengono richiesti maggiormente dai clienti e/o i più utilizzati?
Fox: Epicor offre servizi di consulenza, formazione, supporto
e gestione in outsourcing che aiutano i clienti a trarre il massimo valore dalle loro soluzioni. Le nostre applicazioni end to
end specifiche per settore verticale e la profonda esperienza
A.O.: Come riesce a soddisfare i suoi clienti?
Fox: Epicor opera in tutto il mondo con oltre 4.000 professionisti distribuiti fra le Americhe, l’Europa, il Medio Oriente,
l’Africa, l’Asia e l’Australia. Con un’unica infrastruttura globale
di supporto operativa 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, il servizio
Epicor ERP versione 10 combina potenti funzionalità globali
costruite con una tecnologia agile che elimina le complessità
il 77% di essi è convinto che la creazione di una strategia mobile
e per i tablet a livello globale sia una priorità - moderata, alta o
urgente - per la propria organizzazione”. Epicor ERP versione 10
rappresenta l’evoluzione verso un sistema di ingaggio pienamente
social: Epicor Social Enterprise offre infatti estese capacità di collaborazione e personalizzazione. Alla base di Epicor ERP versione
10 c’è una potente architettura di nuova generazione Epicor ICE 3
Business Architecture che offre performance migliorate, scalabilità,
interoperabilità e semplicità di utilizzo, riducendo al contempo i
costi e la complessità del business, utilizzando tutto lo stack tecnologico di Microsoft. Epicor ERP versione 10 è inoltre completamente ottimizzato per SQL Server 2014, l’ultima versione di SQL
Server introdotta nell’aprile di quest’anno. E infine con Epicor ERP
versione 10 è disponibile Epicor Commerce Connect, soluzione di
gestione dell’eCommerce per aziende B2B e B2C. Epicor Commerce
Connect consente ai clienti Epicor ERP di sviluppare velocemente
siti web dalle caratteristiche uniche e di gestirli in modo semplice,
fornendo tutti gli strumenti necessari per dar vita a una ricca customer experience lungo tutto il ciclo dell’ordine, dal preventivo
fino all’esecuzione e oltre. Nuove poi le applicazioni mobile per
Windows Phone 8. Le app Expenses e Time Entry sono state progettate per fornire al personale aziendale uno strumento volto a
semplificare il monitoraggio di tempi e costi e a migliorare precisione ed efficienza. Le app sono state concepite specificatamente
per utilizzare gli elementi di progettazione e l’usabilità di Windows
Phone 8 e per dare ai dipartimenti IT la flessibilità nel supportare la
crescente esigenza di lavoro da remoto e le strategie Byod, sempre
più diffuse nelle imprese.
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
75
SSI
intervista
Epicor ERP versione 10 offre una migliorata usabilità, in un’unica soluzione, grazie
alla ottimizzazione su diversi dispositivi e alla possibilità di implementazione
personalizzata on premise, nel cloud o come servizio gestito
effettuare gli upgrade verso le release più
recenti, compresi Epicor iScala 3.0 ed Epicor
ERP versione 10. Affinché il software possa
sprigionare il proprio valore, gli utenti finali
devono essere supportati per sviluppare le
competenze e le conoscenze necessarie a
utilizzare la soluzione in modo efficiente.
L’adozione da parte degli utenti finali è un
fattore critico per un’implementazione di
successo del software e del suo impiego
quotidiano. Ciò è raggiungibile attraverso
servizi efficaci di formazione e training. La
nostra ricca libreria di corsi formativi, i materiali educativi e le risorse per gli utenti
offrono ai clienti una piattaforma eccellente per sviluppare un programma formativo personalizzato, scegliendo le opzioni
migliori per soddisfare i propri bisogni e
ritagliare le iniziative sulle preferenze individuali di ciascun utente. I nostri client
non si affidano solo al nostro software, ma
anche alla nostra capacità nel supportare
tali soluzioni con una expertise specifica
per settore. Dietro a tutti i prodotti, vi è una
nei diversi comparti industriali contribuiscono a generare per i nostri clienti una
soluzione completa per il loro business nel
determinato mercato in cui operano. Epicor Consulting fornisce una ricca gamma
di servizi di implementazione, formazione,
miglioramento dei processi e personalizzazione del software. La nostra struttura
di consulenza impiega oltre 800 professionisti altamente specializzati che hanno
un’esperienza unica nel portare soluzioni
verticalizzate nelle organizzazioni dei settori
manifatturiero, distributivo, retail e dei servizi in tutto il mondo. I nostri team offrono L’ultima versione di Epicor ERP è stata introdotta in Italia a giugno e si distingue
know-how locale insieme a uno sguardo per numerose nuove applicazioni e tecnologie che possono reinventare il modo
globale per assicurare risultati tangibili ai in cui le aziende operano
clienti ovunque essi si trovino, mantenendo
sempre il focus su una crescita redditizia e sul successo di bu- struttura di servizio capace di gestire una base clienti globale.
siness di lungo termine. In Paesi come l’Italia lavoriamo con Inoltre, Epicor Outsourcing offre un set di servizi che fa leva
partner a valore aggiunto per offrire la stessa alta qualità dei sulle nostre competenze core, incluse la gestione delle apservizi ai client locali. In particolare, facciamo leva sul nostro plicazioni, il managed hosting e l’helpdesk in outsourcing,
partner SOME che ci aiuta a personalizzare i nostri prodotti per per aiutare i clienti a ridurre i costi, migliorare le operazioni
ottenerne la compatibilità con i diversi requisiti fiscali, legali e, ancor più importante, liberare tempo e risorse di valore per
e operativi richiesti in Italia. La storia di SOME e dei progetti concentrarle su iniziative e bisogni strategici.
che li ha visti coinvolti li porta a una naturale predisposizione
a servire aziende che hanno anche necessità di internaziona- A.O.: Cos’ha di diverso Epicor dai suoi concorrenti per
lizzazione. Oggi, attraverso SOME, Epicor serve in Italia oltre essere scelta?
50 clienti, aiutandoli a trarre il massimo valore possibile dalle Fox: Con Epicor ERP le aziende beneficiano di una piattaforma
loro soluzioni e offrendo il sostegno necessario a migrare ed tecnologica che le sostiene nel business di oggi e di domani,
76
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
SSI
intervista
su ogni dispositivo, a ogni ora e ovunque nel mondo. Si tratta
di una soluzione che supporta la crescita e l’espansione in
nuovi mercati, non importa che essi siano locali, sovranazionali o globali. Epicor ERP 10 è costruito su un’architettura server perfettamente ottimizzata per Microsoft Windows Server
e Microsoft SQL Server. Ciò rende il tutto semplice da gestire
e molto efficiente sul fronte dell’hardware. Relativamente
facile da implementare, la soluzione include nuove feature,
come ad esempio Epicor Social Enterprise e Epicor Enterprise
Search, mantenendo tutte le ricche funzionalità di business e
le capacità globali del suo predecessore. Microsoft .NET 4.51
e SQL Server rappresentano insieme la piattaforma alla base
di Epicor ERP 10. Tali componenti sono state selezionate non
solo per la loro comprovata affidabilità, ma anche perché lo
stack si contraddistingue per un TCO molto basso. I servizi di
ERP 10 sono hosted su Microsoft Internet Information Services
(IIS), il che significa che l’intera architettura può essere gestita
ed estesa utilizzando competenze tecniche facilmente reperibili sul mercato. Parlando in linea generale, ERP 10 offre
performance doppie rispetto alla precedente release con una
scalabilità oltre quattro volte superiore. Inoltre, ERP 10 vanta
un’architettura Windows Server e SQL Server, il che comporta
avere a disposizione tutti i tool di gestione e monitoraggio con
cui normalmente lo staff IT ha familiarità: ciò significa che esso
può essere utilizzato con minimi, o anche nulli, sforzi forma-
tivi, con conseguenti risparmi in termini di tempi e costi. La soluzione è altamente interoperabile con ogni tipo di sistemi IT e
facilmente adattabile a ogni ambiente di business in costante
evoluzione. Epicor ERP versione 10 introduce anche una serie
di miglioramenti alla potente ICE Business Architecture, consentendo ai clienti di personalizzare al meglio il sistema ERP e
di condividerlo con altri. Epicor ERP vanta infatti oltre 1.300 business service connessi tramite Epicor ICE Framework. Ciascun
servizio funziona come un componente riutilizzabile, con una
copertura complessiva di tutte le principali aree di business
gestite dall’ERP (per esempio la distinta base, la fatturazione,
la gestione dei materiali, gli ordini). Ogni servizio è personalizzabile e utilizza motori di regole anziché un codice fisso, per
rispondere a bisogni fondamentali come gli arrotondamenti, la
valuta, la registrazione legale e la struttura dei libri. I servizi ERP
sono gestiti da Epicor ICE Framework, per coordinare le loro interazioni in linea con i processi di business definiti dagli utenti
ERP. In questo modo le organizzazioni possono adattare Epicor
ERP a specifici processi e regole di business senza modificare
il codice sorgente. In aggiunta, le aziende possono condividere e richiedere informazioni a clienti, fornitori e partner con
estrema semplicità e velocità, rendendo le diverse funzionalità
accessibili da un’ampia gamma di dispositivi.
Epicor Software - www.epicor.com/italy
Tecnologie per l’automazione industriale
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Norimberga, Germania, 25 – 27 novembre 2014
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AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
77
SSI
esperienze
Il core business
di Leitner è negli
impianti a servizio
degli sport invernali
Dalla progettazione
alla consegna… sulla neve
Leitner, azienda che propone tecnologie alpine e di mobilità
urbana con sistemi a fune, ha consolidato e integrato le attività
di progettazione e sviluppo distribuite su vari siti nel mondo
grazie alle soluzioni di Siemens PLM Software
Lù del Frate
Leitner è da 125 anni sinonimo di alte prestazioni nel campo
della tecnologia funiviaria. Nell’arco di oltre un secolo, l’azienda è cresciuta fino a diventare una realtà di caratura mondiale che ha il proprio core business negli impianti a servizio
degli sport invernali (funivie, cabinovie, seggiovie, funicolari,
ascensori inclinati e sciovie). Oggi realizza anche battipista e
veicoli cingolati (Prinoth), impianti per l’innevamento programmato (Demaclenko), impianti di trasporto urbano a
fune (Minimetro) e generatori eolici (Leitwind). È nato così un
gruppo che comprende attualmente sette marchi, fra i quali
Agudio che vanta una lunga esperienza nel settore del trasporto di materiali. “Oggi siamo leader nel settore invernale
grazie alla capacità di offrire un pacchetto globale al centro
sciistico, un vantaggio competitivo fondamentale in nuovi
mercati, dove le società che allestiscono nuovi centri sciistici
da zero preferiscono avere un unico fornitore per tutte le
attrezzature” dice Alois Sparber, CIO di Leitner. “Stiamo inol78
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
tre crescendo molto anche nel settore eolico. I generatori
eolici, che si basano sull’azionamento diretto, sfruttano un
principio di funzionamento molto simile a quello dei nostri
impianti di risalita”. Con 3.300 dipendenti e un obiettivo di
fatturato di un miliardo di euro ormai nel mirino, il gruppo
Leitner si caratterizza per investimenti consistenti in ricerca
e sviluppo finalizzati alla promozione dell’innovazione.
Progettazione diffusa
La gamma di prodotti del gruppo è molto ampia, con un
processo di sviluppo e fabbricazione articolato su diverse
aziende integrate. Il concept e l’offerta iniziale al cliente si
basano spesso su semplici disegni bidimensionali con il layout delle stazioni e delle cabine.
Si passa poi all’ufficio tecnico che sviluppa le parti in 3D con
un’elevata percentuale di recupero e riutilizzo di componenti
e gruppi costruttivi da progetti precedenti. La standardizza-
SSI
esperienze
zione e la classificazione sono
quindi un’esigenza fondamentale per Leitner-Poma. Come
valore aggiunto per il disegno
delle cabine o dei mezzi cingolati, che non vengono più venduti solamente in virtù della
loro funzionalità, ma anche
per considerazioni di carattere
estetico, ci si affida a designer
di provata fama. Basti pensare
che alcuni modelli di gatti delle
nevi sono disegnati da Pininfarina, o che i designer di Leitner “Non abbiamo cifre esatte sui benefici economici ottenuti grazie alla nuova architettura basata su
stanno creando nuove cabine Teamcenter, ma non abbiamo dubbi sui risparmi conseguiti” Alois Sparber, CIO di Leitner
top class con gli interni derivati
dalla produzione firmata BMW. Tutta questa attività, come hanno spinto l’azienda a intraprendere un progetto di ottidetto, è stata distribuita fino a quest’anno su diverse sedi, mizzazione dello scambio e della sincronizzazione dei dati
specificamente cinque siti principali a Vipiteno, Bolzano, fra tutti i siti, che ha portato all’adozione di Teamcenter su
Vienna, Telfs e Torino. A questi si aggiungono due siti in Fran- larga scala e all’implementazione di un’architettura a quattro livelli, con grandi benefici
per la progettazione diffusa
in diverse sedi. “Abbiamo
varie entità che lavorano per
la divisione degli impianti a
fune” dice Sparber “pertanto
l’integrazione è un elemento
chiave di efficienza. Fino al
2010 gli aggiornamenti e le
sincronizzazioni erano programmati rigidamente e differiti nel tempo, con rischi
di disallineamento e obsolescenza dei dati. Oggi, grazie all’architettura a quattro
livelli di Teamcenter, tutto il
processo di rilascio avviene
in tempo reale.
Il nostro obiettivo è semplificare, snellire e contenere
costi senza nessuna perdita di qualità,” aggiunge.
“Avendo una riduzione dei
“L’obiettivo dell’adozione di Teamcenter è armonizzare tutti i processi nell’area tecnica per
server da gestire, possiamo
ridurre il numero di componenti e aumentare il tasso di riutilizzo e standardizzazione” Luca
abbattere i costi drasticaCaspani, PLM Manager di Leitner
mente; per contro, bisogna
cia per i marchi Poma e Sigma, più un hub centrale che allinea aumentare la larghezza di banda, che oggi è disponibile a
i dati dei progetti fra tutti i siti. Dal 2012, grazie all’implemen- costi accessibili, pertanto si tratta di un’evoluzione naturale.
tazione di una nuova architettura basata su Teamcenter, la Non abbiamo cifre esatte sui benefici economici ottenuti
tecnologia PLM di Siemens Industry Software, il Gruppo Leit- grazie alla nuova architettura basata su Teamcenter, ma non
ner ha potuto ridurre il numero di siti effettivi, con l’obiettivo abbiamo dubbi sul potenziale di risparmio: abbiamo ridotto
nel breve termine di avere una struttura basata su un unico drasticamente il numero di server, azzerato le ore di lavoro
hub e tre siti principali per il mercato europeo e uno per il straordinario e tagliato i costi per la produzione di oggetti
Nord America. Come spiega Sparber, dal 2010 diversi motivi inutili in quanto già esistenti”.
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
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SSI
esperienze
Integrazione in tutte le direzioni
La pervasività raggiunta da Teamcenter nell’organizzazione
del Gruppo Leitner è ben indicata dal numero di licenze attive: 213 nella struttura di Vipiteno, 90 per la gestione dei
server in Francia presso Poma, più di 25 per il sito di Granby
(Québec) che funge da punto di ingresso in America. Il progetto di integrazione è stato favorito dalla disponibilità di
infrastrutture di rete sempre più veloci e dalla costante evoluzione della tecnologia di Siemens PLM Software nel corso
degli anni. “È importante poter ridurre il numero di server
con i relativi costi, centralizzando e semplificando tutte le attività di gestione e configurazione” sottolinea Sparber. Oggi
Teamcenter gestisce circa 85 utenti di NX, il software di progettazione di Siemens PLM Software, e di altri pacchetti CAD,
sia meccanici sia elettrici, per un totale di 140 utenti, ai quali
se ne aggiungono una settantina al di fuori della progettazione. “Con Teamcenter” dice Luca Caspani, PLM manager di
Leitner “gestiamo tutte le attività di engineering nell’ufficio
tecnico, la distinta base di progettazione, tutti i modelli, i disegni, la documentazione correlata come le specifiche tecniche e altri documenti, gli stati di rilascio, fino al punto in cui i
prodotti entrano nel sistema ERP”.
Entro fine 2013 tutta l’organizzazione verrà standardizzata
su SAP e l’integrazione diretta fra PLM e ERP è stato uno dei
driver principali per la riprogettazione dell’architettura Teamcenter. “In precedenza, l’integrazione fra Teamcenter
“L’integrazione diretta del CAM con NX
e Teamcenter ci consente di fare sempre
riferimento a un unico modello, senza
conversioni o esportazioni” Christian
Allegrini, Ricerca e Sviluppo di Leitner
ed ERP era sviluppata in casa” ricorda
Sparber “ora contiamo molto sulla standardizzazione. L’obiettivo è armonizzare tutti i processi
nell’area tecnica per ridurre il numero di componenti e aumentare il riutilizzo di componenti, disegni e part-program.
In questo modo ridurremo sia il time-to-market sia i costi.
Ormai le tempistiche per il disegno di un impianto, dall’ordine alla consegna della distinta in produzione, sono di sei
mesi, tipicamente da maggio-giugno a dicembre. Se non ci
80
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
“Oggi siamo leader nel settore invernale grazie alla capacità
di offrire un pacchetto globale al centro sciistico” dice Alois
Sparber, CIO di Leitner
sono componenti chiave predefiniti, è impossibile rispettare
scadenze così strette”.
Non solo ingegneria
Come accennato, in Leitner l’utilizzo di Teamcenter è stato
esteso anche a utenti non CAD. Diversi tipi di documenti
vengono oggi creati e allegati manualmente. I prossimi passi
evolutivi saranno il Change Management, attualmente in
fase embrionale, e un ampliamento del classificatore magari
aggiungendo un riconoscitore morfologico.
“Un altro progetto fondamentale nell’ottica dell’integrazione riguarda la meccatronica” anticipa Christian Allegrini,
ricerca e sviluppo impianti a fune. “Finora la progettazione
elettrica non era integrata con Teamcenter e la situazione ci
stava sfuggendo dal controllo. Da un mese abbiamo avviato
il processo di integrazione degli
uffici di progettazione della
parte elettrica,
poiché ci siamo
resi conto che
la parte di impianto elettrico
doveva necessariamente essere integrata
con il modello
di NX. Dopo diverse riunioni, discussioni e analisi, nella primavera del 2012 abbiamo finalmente deciso di affidarci a
Teamcenter anche per la gestione della parte impiantistica
elettrica, che viene progettata con il software Ige-Xao”. Come
sottolinea Alois Sparber, tutta l’attività di progettazione
deve fare riferimento a una piattaforma unificata, comune
e accessibile a tutti i tecnici di Leitner. “La parte meccanica
SSI
esperienze
e quella elettrica devono essere integrate e, a questo scopo, solo un CAM bidimensionale non integrato; da quando abci appoggiamo a Teamcenter” conferma Sparber. Lo stesso biamo introdotto NX, il numero di modelli 3D è aumentato
discorso vale per l’analisi a elementi finiti. Finora gli ingegneri esponenzialmente e l’integrazione diretta del CAM con NX
di Leitner hanno utilizzato programmi FEM separati per il cal- e Teamcenter ci consente di fare sempre riferimento a un
colo strutturale, ma ora anche l’analisi verrà integrata parzial- unico modello, senza conversioni o esportazioni”.
mente con Teamcenter e NX per effettuare i calcoli nella fase
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di progettazione e sviluppo, senza dover esportare e converwww.plm.automation.siemens.com
tire i modelli 3D. “In questo modo, eventuali modifiche vengono riportate subito
nel calcolo strutturale”
sottolinea Allegrini.
“Quando cambia un
componente, possiamo individuare immediatamente quali
Sensori assoluti di posizione senza contatto
sono i calcoli a esso
associati. Per l’analisi
strutturale abbiamo
scelto NX Femap, introdotto inizialmente
in Leitwind, il nostro
braccio operativo nel
settore eolico, e poi
esteso agli impianti
a fune con l’acquisto
di numerose licenze
per il nostro team di
R&D”. Le soluzioni Siemens PLM Software,
utilizzate in Leitner,
includono anche il
software CAM, per il
quale è stato avviato
un progetto pilota su
una macchina utensile. Il programma
di lavorazione viene
compilato con il supporto di NX CAM partendo dal modello di
NX, al quale rimane
associato in modo da
tracciare automaticaIl sensore di posizione Temposonics® rileva fino a 30 posizioni simultaneamente con una
mente eventuali moprecisione di 0,5 μm e corse elettriche fino a 20 m.
difiche successive.
“Lavorando su tre
turni, i nostri operatori
sulle macchine a controllo numerico hanno
> SPS/IPC/Drives 2014 – Nürnberg (D)
Pad. 7a, Stand 510
sempre a disposizione
il programma di lavorazione da scaricare”
spiega Allegrini. “In
precedenza avevamo
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The Measurable Difference
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Jonny Zirku
Test e valutazioni
online
Alla Second Polytechnic University di Shanghai i voti degli
studenti migliorano dopo l’implementazione di Maple T.A.
L’aumento delle dimensioni delle classi e la facilità nel trovare
risposte a problemi matematici online ha messo alla prova la
Second Polytechnic University di Shanghai: più studenti significava più tempo e denaro da investire in documenti di valutazione. Internet è stato d’aiuto alla facoltà e alla direzione che
cercavano nuovi modi per rendere più efficiente il loro sistema
di test e quello che era partito come progetto pilota nel corso di
calcolo si è poi trasformato in un progetto chiave che riguarda
tutta l’Università che ha ora integrato Maple T.A. nel suo sistema di test e valutazione per oltre 2.200 studenti. Maple T.A.
è un tool di test e valutazione online, utilizzabile in qualsiasi
momento e ovunque. Gli studenti possono svolgere i loro
compiti o sottoporsi a test personalizzati con le domande preparate dall’insegnante. I risultati vengono automaticamente
valutati da Maple T.A., che fornisce un immediato feedback a
studenti e docenti. La natura algoritmica delle domande permette agli studenti di fare pratica con molti problemi e capire
a fondo i concetti. L’interfaccia semplice e facile da usare di
Maple T.A. permette agli studenti di fare il loro lavoro senza
spendere tempo per apprendere il tool. Inoltre, il Proctored
Browser di Maple T.A. impedisce agli studenti di accedere ad
altri siti web o programmi mentre usano Maple T.A., riducendo
in modo significativo la loro possibilità di imbrogliare utilizzando fonti online. “L’enorme beneficio che Maple T.A. può
portare ai docenti e agli studenti diventa evidente non appena
si vede come funziona il tool” afferma Wu Luo, professore alla
Second Polytechnic University di Shanghai. “Quando abbiamo
introdotto Maple T.A. nei nostri corsi di calcolo, abbiamo visto
dei risultati immediati. Grazie alla possibilità di fare esercizi e
test in Maple T.A., i voti degli studenti sono migliorati. Poiché
vengono aiutati a capire meglio i concetti, gli studenti sono ora
più entusiasti di apprendere. Il fatto che possiamo utilizzare la
tecnologia per evitare copiature e imbrogli nei compiti e negli
esami è un grosso vantaggio.” Prima dell’implementazione più
82
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
ampia di Maple T.A., Wu Luo ha gestito una classe pilota nel
corso di calcolo per un anno, per provare il tool. Durante l’anno,
il 50% degli studenti nella classe pilota ha eseguito i compiti
e si è sottoposta agli esami utilizzando Maple T.A. L’altro 50%
non ha utilizzato Maple T.A. L’Università ha scoperto con sorpresa che, negli esami finali, il gruppo che ha utilizzato Maple
T.A. ha avuto un punteggio più alto del 12% rispetto al resto
della classe nello stesso esame. Questo stupefacente successo
è stato accolto da molti nel sistema educativo di Shanghai.
A parte gli altri professori e capi dipartimento nella Second
Polytechnic University, anche il preside del Liberal Arts College
dell’Università Marittima di Shanghai e numerosi professori
della Shanghai Business School si sono interessati a Maple T.A.
e hanno espresso il loro desiderio di saperne di più. Sull’onda
del successo iniziale del test pilota, Wu ha esteso l’uso di Maple
T.A. ad altre classi. Con l’aiuto di alcuni studenti, ha anche cominciato a sviluppare in Maple T.A. una serie di domande ricorrenti di matematica che, una volta completata, sarà utile come
risorsa per gli altri docenti nei loro compiti ed esami.
“Quando avremo completato il database di domande, tutti i
docenti di matematica ne trarranno beneficio” ha affermato
Wu. “I docenti saranno in grado di scegliere le domande di cui
hanno bisogno, risparmiando molto tempo. Le capacità di valutazione automatica di Maple T.A permetteranno inoltre all’Università di risparmiare un grosso budget sulla correzione dei
compiti. Inoltre, il tool è molto facile da usare, permettendo a
docenti e studenti di iniziare a lavorare rapidamente.
Avendo visto il successo del Dipartimento di Matematica nel
miglioramento della qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, anche altri dipartimenti della Second Polytechnic University di Shanghai, compreso il dipartimento di Fisica, hanno
iniziato a implementare Maple T.A. nei loro corsi.
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Il cloud computing è una
realtà sempre più pervasiva
nell’attuale panorama
tecnologico. È il caso ad
esempio di HSolar, un sistema
di supervisione cloud-based
per impianti fotovoltaici
realizzato da Handing con
l’impiego di prodotti
Phoenix Contact
Carlo Moretta
Handing è una società di consulenza focalizzata sull’innovazione tecnologica, di prodotto e di approccio al mercato.
Handing supporta il management delle aziende nelle fasi di
sviluppo e trasformazione, grazie a punti di forza quali esperienza, metodologie snelle e personalizzate e competenze IT.
Nata nel 2010, la società è fortemente radicata nel territorio
del Triveneto, in cui opera mantenendo una visione internazionale sulle tecnologie e le dinamiche di mercato: in questo
modo si propone quale consulente sempre all’avanguardia
sulle nuove tecnologie in ambito informatico, in particolare
in tema di gestione di basi di dati e applicazioni web correlate.
Un esempio di questa competenza è lo sviluppo di HSolar,
un sistema di supervisione di ultima generazione per impianti fotovoltaici pensato per assicurare il monitoraggio più
completo, una gestione avanzata dell’allarmistica e la misura
continua delle prestazioni indipendentemente dalla dimensione e dall’architettura dell’impianto e basato su tecnologia
cloud. Esso è in grado di raccogliere tutti i dati rilevanti di un
impianto, elaborarli e renderli fruibili tramite Internet in forma
tabellare e grafica utilizzando un browser standard.
Coerentemente con la
sua natura di applicazione
Tutti i numeri dell’impianto di Veggiano
cloud, l’applicazione di suPotenza totale dell’impianto
718 kWp
pervisione ha un’architetProduzione di energia elettrica prevista ogni anno
725.063 kWh
tura distribuita: il sistema
CO2 risparmiata annualmente
299,45 t
monitora 7 impianti in
territorio italiano (situati in
Nr. falde
1
Veneto, Lombardia e PiePendenza falde
Tilt: 11°;
Orientamento falde
Azimuth: -50°
monte) con una potenza
(convenzione: E=-90° S=0° O=+90°)
di picco complessiva di
Moduli
Modulo Conergy P230PA, 230W
circa 5 MWp e un ulteriore
grande impianto da 5 MWp
Nr. moduli fotovoltaici per ogni falda
3120
situato in Romania, mentre
Tipo inverter
Schneider Xantrex GT500 e GT250
i server per l’elaborazione
Nr. stringhe che afferiscono su ogni inverter
2080, 104
dei dati si trovano nel Nord
tariffa erogata dal GSE
0,384€/kwh prodotto
della Francia e i dati satelli-
84
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
Fonte: www.123rf.com
Fotovoltaico nella nuvola
SSI
esperienze
Handing si è avvalsa dei prodotti Phoenix Contact
tari per la comparazione di produttività provengono dalla Slovacchia. Il sistema di supervisione è modulare e scalabile, in
grado di dare un quadro sia sintetico sia analitico dell’impianto
in termini di produttività e di funzionalità a livello del singolo
componente. Le sue specifiche lo rendono applicabile a varie
tipologie di impianto (in media o bassa tensione, singola o
multi-falda, con inverter centralizzati o distribuiti) e personalizzabile tramite una profilazione di diverse tipologie di
utente, per una fruizione agevole e mirata da parte di installatori, manutentori, proprietari, e società di auditing energetico.
In particolare, esso aiuta a massimizzare la redditività dell’impianto operando su due fronti: la manutenzione e l’ottimizzazione. Da un lato, infatti, segnala in modo tempestivo e
ponderato le condizioni di guasto, allertando la squadra di
service; dall’altro, esegue una comparazione dettagliata tra
le condizioni di temperatura e irraggiamento e la produttività
risultante, dando origine a un’accurata reportistica settimanale grazie a cui è possibile analizzare le performance dell’impianto, valutare l’eventuale degrado dei singoli elementi e
pianificare al meglio eventuali azioni correttive. Alla base di
tutto vi è un’accurata attività di logging di tutti i dati rilevanti
sul funzionamento dell’impianto, svolta tramite PLC della famiglia ILC1xx di Phoenix Contact, installati in loco e provvisti
delle necessarie schede di espansione e comunicazione, fondamentali per il corretto funzionamento del sistema di telecontrollo.
L’impianto
Ma vediamo nel dettaglio uno degli impianti monitorati, precisamente un’installazione di più di 700 kWp, posata sul tetto di
un’azienda siderurgica in provincia di Padova. Attraverso una
catena di misura che, viste le tratte piuttosto lunghe, prevede
una prima conversione del segnale analogico in 4/20 mA e poi
la digitalizzazione in protocollo Modbus, HSolar acquisisce nel
PLC i dati sull’irraggiamento solare, sulle correnti di stringa,
sulle temperature dei moduli e sulla temperatura ambientale.
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
85
SSI
esperienze
HSolar acquisisce nel PLC i dati sull’irraggiamento solare
La decisione di adottare Phoenix Contact è stata presa
ponendo attenzione a un mix di fattori tecnologici e di mercato
Rileva inoltre i dati provenienti dagli inverter (interfacciabili
tramite protocolli Modbus sia su scheda seriale RS485 sia su
TCP/IP) e dal contatore fiscale, da cui si estraggono i dati di
potenza istantanea, energia prodotta e diverse altre figure
utili per l’analisi
qualitativa dell’energia immessa
nella rete. Anche
queste informazioni vengono
acquisite via TCP/
IP, con l’utilizzo
di un convertitore MID-Modbus.
Infine, monitora
eventi e situazioni
di guasto registrati dai sistemi
di protezione di
interfaccia per
permettere di valutare in modo
approfondito
Il PLC trasmette poi via LAN tutti i dati
le cause di uno raccolti a un router
stacco dell’impianto dalla rete di distribuzione discriminando le anomalie
imputabili all’impianto o all’ente distributore. Il PLC trasmette
poi via LAN tutti i dati raccolti a un router, connesso con i server in Francia. Per migliorare la sicurezza della rete del cliente
il PLC invia dati al server con protocollo Smtp. Ciò consente
all’amministratore del sistema locale di gestire HSolar come
un qualsiasi PC d’ufficio, inserendolo nella propria rete privata,
senza necessità di utilizzare una sottorete DMZ (demilitarizzata) ed evitando quindi ogni ulteriore problematica legata
alla sicurezza. Uno degli obiettivi base perseguiti da Handing
nello sviluppo di HSolar è stato quello di puntare a una chiara
differenziazione dai competitor con un posizionamento che
mirasse prima alla qualità e alla robustezza della soluzione e
solo successivamente al prezzo. In tal senso, fondamentale attenzione è stata posta alla selezione dei partner. Non a caso, la
decisione di adottare Phoenix Contact è stata presa ponendo
attenzione a un mix di fattori tecnologici e di mercato. La diffusione del marchio ha consentito all’azienda di poter disporre
di valide garanzie di approvvigionamento di prodotti che, dal
punto di vista tecnico, si sono rivelati in grado di rispondere al
meglio alle esigenze specifiche del progetto. Accanto ai controllori della famiglia ILC1xx, Handing si è dunque avvalsa dei
prodotti Phoenix Contact anche per altre funzioni: è il caso sia
degli alimentatori
switching di vario
formato, sia degli
switch Ethernetfibra ottica a range
di temperatura
esteso adottati
nell’impianto.
Particolarmente
utili si sono poi
rivelati gli articoli Solarcheck,
selezionati per
la misura e il monitoraggio delle
correnti di stringa
in virtù della loro
capacità di funzionare con un range
Per migliorare la sicurezza della rete del
cliente il PLC invia dati al server con
di temperature
protocollo Smtp
estremamente
esteso (un quadro
stringa esposto al sole in estate, può superare i 70 °C) e di
poter essere inseriti nella catena di misura, nel caso di retrofit,
in modo non invasivo. Inoltre, in fase di sviluppo dell’applicazione vi è stata un’importante collaborazione sinergica tra
esperti Handing e personale Phoenix Contact, con il coinvolgimento diretto del team di progettazione della casa madre
tedesca per l’adattamento di alcune specifiche funzionalità del
firmware.
86
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
Phoenix Contact - www.phoenixcontact.it
Pubbliredazionale
Preventivazione dei costi semplice e… lean
LeanCOST è uno strumento che rivoluziona il processo di preventivazione e supporta in modo efficiente il
decision-making grazie all’ottimizzazione dei costi fin dalla fase di progettazione
Margherita Peruzzini
Stimare il costo di un prodotto o di un processo industriale fin dalle primissime fasi di progettazione è un’operazione complessa e difficile, spesso
affidata all’esperienza delle singole persone e a strumenti non adeguati
che non permettono la condivisione delle informazioni tra le diverse figure
aziendali. Infatti, conoscere fin dall’inizio i fattori che influenzano il costo di
un prodotto durante la sua progettazione e comprendere l’impatto di ogni
scelta progettuale può apportare considerevoli vantaggi competitivi. Ben
l’80% del costo finale viene determinato nelle prime fasi di progetto: stimare
e simulare il costo di un prodotto in modo veloce e al tempo stesso accurato permette di scegliere la soluzione più vantaggiosa, ridurre
i costi e assicurarsi un maggior profitto. LeanCOST, prodotto di
punta di Hyperlean, nasce dall’intuizione di un gruppo di giovani
ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche, Dipartimento
di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche, con l’obiettivo di semplificare il lavoro di chi si occupa dei costi di prodotto e offrire uno strumento
efficiente per la loro preventivazione. LeanCOST è una piattaforma software
innovativa, perfettamente integrata con i più noti sistemi CAD commerciali,
che permette di preventivare in modo facile e veloce il costo di prodotti e
processi industriali. Il software ha rivoluzionato la preventivazione di costi
in molte aziende italiane: la piattaforma consente, infatti, di recuperare le
caratteristiche geometriche direttamente dai modelli 3D e riconoscere automaticamente i processi di lavorazione per stimare tempi e costi in modo
semplice e veloce senza perdere in accuratezza e precisione.
Due schermate del software con lettura del modello 3D
direttamente dal CAD, analisi automatica della geometria
e controllo dettagliato dei parametri geometrici e tecnologici
di ogni operazione
Biesse: una storia di successo
Il Gruppo Biesse, multinazionale da più di quarant’anni protagonista nelle
tecnologie per la lavorazione di legno, vetro, pietra, marmo, plastica e metallo, ha scelto LeanCOST per la preventivazione dei costi veloce e affidabile.
“Prima dell’arrivo di LeanCOST l’intera fase di preventivazione era complessa, dispendiosa e ancora basata su fogli Excel gestiti autonomamente
dalle singole persone: era necessaria l’adozione di uno strumento condiviso
che permettesse un pieno controllo del costo di prodotto, dalle prime fasi di
progettazione fino alla trattativa con i fornitori. In azienda mancava, infatti,
una visione unica e strutturata sul costo, condivisa tra i diversi reparti aziendali al fine di ottimizzare le strategie di produzione e gestirle in base alla
quantità lotto” afferma il direttore ufficio acquisti Biesse Legno. L’azienda
ha scelto di installare LeanCOST all’interno di tutte le sue business unit con
più di cento postazioni tra progettisti, industrializzatori e ufficio acquisti.
Oggi le diverse figure sono in grado di gestire, ognuna con rispetto delle
proprie mansioni e competenze, i costi di produzione grazie a interfacce
dedicate, scambiando in modo semplice ed efficace tutte le informazioni
TM
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
necessarie per una valutazione dei costi completa. Questi i risultati raggiunti
dopo l’utilizzo di LeanCOST in azienda: riduzione del 60% del tempo di
preventivazione medio dei prodotti e dei processi industriali; risparmio
di oltre l’1% annuo sul costo di acquisto di componenti a disegno; riduzione del 30% dei tempi medi di trattativa con i fornitori (per una rete di
fornitori fidelizzati Biesse); riduzione del 50% del time-to-market nello
sviluppo di nuovi prodotti. LeanCOST è oggi uno strumento fondamentale a
supporto delle aziende, che consente di innovare il processo di preventivazione e supportare in modo efficiente il decision-making grazie all’ottimizzazione dei costi fin dalla fase di progettazione. Nelle realtà in cui è presente,
LeanCOST ha profondamente migliorato le fasi di preventivazione e analisi
costi, ottimizzando la gestione dei costi di prodotto con il coinvolgimento
di diverse figure creando un processo fluido, standardizzato e condiviso, in
grado di garantire un maggior livello di precisione e rapidità.
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efficienza
Quale impatto?
I DCS energy-aware
aiutano gli operatori a
risolvere i problemi di
downtime offrendo
informazioni significative
Peter Hogg
Il contributo della nuova generazione di sistemi di controllo
distribuiti (DCS) per l’incremento dell’efficienza energetica
Fonte: www.morguefile.com
SSI
Nel settore industriale è sempre più pressante la necessità di ri- dard devono essere integrati nelle librerie DCS. In questo modo
durre i consumi, per poter raggiungere gli ambiziosi obiettivi di si può risparmiare energia sia durante i fermi di produzione, sia
risparmio energetico legati alla diminuzione delle emissioni di quando si verificano downtime parziali nei processi. Per quanto
anidride carbonica a livello mondiale. Ma in che modo si possono riguarda i processi, la disponibilità delle informazioni sull’energia
stabilire dei criteri di valutazione e confronto sui consumi energe- nel sistema DCS consente di tracciare costantemente i consumi
tici in un ambiente industriale di processo? E soprattutto, come in relazione agli obiettivi identificati per l’analisi. Tracciando cotrasformare questi criteri in azioni che facciano risparmiare ener- stantemente le deviazioni nel rapporto fra energia consumata e
gia? La risposta a queste domande sta nella capacità di raccogliere obiettivi si ottengono, con anticipo, indicazioni sull’usura delle
informazioni sull’uso dell’energia e allinearle ai dati disponibili sul apparecchiature, o su eventuali ostruzioni nel processo. Per
processo. Su questa base, è possibile delineare un quadro chiaro quanto riguarda le persone si può dire che i DCS energy-aware
di questa relazione, che ci permetterà di trasformare le cono- aiutano gli operatori a risolvere i problemi di downtime offrendo
scenze così acquisite in decisioni. I sistemi di controllo distribuiti informazioni significative e strumenti provenienti da tutto il si(DCS) energy-aware possono raccogliere ed elaborare i dati. Per stema durante l’operatività, e soprattutto li rendono disponibili
aggregare i dati energetici in un singolo processo, si dovranno in modo unificato. Il consumo di energia può essere influenzato
aggregare dati elettrici e non elettrici provenienti da un grande anche dalle azioni degli operatori. Tracciando gli errori nel connumero di fonti connesse a una rete. In un DCS energy-aware sumo di energia che producono inefficienze, il sistema offre un
funzionalità di aggregazione di questo tipo sono disponibili: è feedback rapido sul modo in cui le persone stanno operando
possibile connettere nel modo migliore consumo di energia nel processo. E questo feedback può essere usato per rafforzare
e processi, assicurandosi che i cambiamenti apportati in ogni i messaggi e i comportamenti che ci si attende dalle persone
processo siano riflessi correttamente anche all’interno del si- quando le si forma sul tema dell’efficienza energetica. La capastema di gestione dell’energia. L’analisi energetica basata sui dati cità di un sistema DCS di allineare i dati sull’energia con i dati sui
provenienti da un DCS energy-aware fornirà una visione reale processi consente di capire facilmente quando un componente
del consumo di energia di ogni processo e permetterà di iden- non sta producendo le performance previste. Questo consente
tificare i principali cambiamenti che è possibile apportare. Per non solo di utilizzare al meglio l’energia, e ridurre quindi i costi,
ottenere una concreta riduzione dei consumi, è fondamentale ma anche di migliorare la capacità di diagnosticare, prevedere e
affinare e allineare fra loro il sistema di controllo, le apparecchia- creare piani di intervento riguardo ai guasti e malfunzionamenti.
ture, i processi e l’operatività. Per le apparecchiature, l’energia
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utilizzata durante i periodi non operativi è da considerare uno
spreco, perché non è utilizzata per la produzione. Gli standard Open Device Vendor’s
Per approfondimenti su questo tema, Schneider Electric ha prodotto un white paper disponibile online
Association (ODVA) consentono ai sistemi
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Automazione efficace
Secondo PAS le soluzioni per il controllo dei sistemi di
automazione devono essere efficaci per garantire sicurezza.
È stato spiegato durante il seminario realizzato
nell’hinterland milanese
Antonella Cattaneo
Si chiama PAS, è americana con quartier generale a Huston
in Texas, è stata fondata nel 1993, ed è un fornitore internazionale di soluzioni di automazione ‘efficace’. Da poco
presente anche in Italia, in modo diretto, crea e distribuisce
tecnologie software innovative per l’integrità e la sicurezza
degli impianti industriali. A lei vanno innovazioni nel campo
della gestione allarmi, nella gestione della configurazione
dei DCS, nella mappatura del genoma di automazione. Tutti
elementi molto importanti per gli addetti ai lavori. Si sa che
tutti i sistemi di automazione hanno effetti diversi a livello di
sicurezza dell’impianto, a livello di rendimento economico,
rispetto ambientale e protezione delle apparecchiature. Ogni
sistema contiene un insieme unico e complesso di tag, programmi, database e interfacce utente che sono analoghe
alle informazioni codificate nel DNA di organismi naturali.
Tuttavia, a differenza di organismi naturali, i sistemi di automazione evolvono quotidianamente e i dati di un sistema di
automazione vengono letti, utilizzati, esportati, distribuiti…
ad altri sistemi al fine dell’integrazione.
Si può quindi parlare di Automation Genome o DNA dell’automazione quando consideriamo tutte le configurazioni
all’interno e tra i sistemi di automazione di un impianto. Con
il software Integrity, PAS mappa il DNA dell’automazione di
impianti industriali, aggregando e contestualizzando i database di configurazione, programmi e interfacce utente e
semplificando la visualizzazione e la gestione delle informazioni nei sistemi di automazione.
Una conoscenza quindi più trasparente e allo stesso tempo
una soluzione efficace che consente all’operatore di ridurre
le vulnerabilità durante le operazioni. Una visione completa
dell’intero sistema di controllo che aiuta sicuramente chi
deve conoscere a fondo l’impianto per identificare e risolvere i problemi nel momento stesso in cui si pongono e che
costituisce anche la base per la gestione della cyber security
92
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
PAS può dare il suo aiuto all’operatore grazie a un sistema in
grado di migliorare sicurezza e redditività degli impianti
dei sistemi di automazione. Gli esempi sono tanti e a ognuno
PAS può dare il suo contributo per risolverli. Un sistema di
allarmi poco efficiente può sopraffare l’operatore e non permettergli una gestione efficace dell’impianto; implementare
invece un sistema di gestione allarmi intelligente richiede
una metodologia efficace e globale supportata da un software specifico e da professionisti esperti, e soprattutto
permette all’operatore di affrontare situazioni critiche e/o
anomale in modo tempestivo. PAS può in questo caso dare il
suo aiuto grazie a un sistema in grado di migliorare sicurezza
e redditività degli impianti che si basa sulla raccolta dati e
analisi comparativa, risoluzione degli allarmi più frequenti,
documentazione e razionalizzazione dell’allarme, verifica,
gestione in tempo reale, controllo e manutenzione. E se è
corretto il detto ‘una figura vale più di 100 parole’, PAS ha
sviluppato una innovativa metodologia per la realizzazione
della grafica di supervisione degli impianti (HMI). Troppo
spesso i dati di processo vengono visualizzati in maniera
non ottimale, con una interfaccia grafica confusa ed eccessiva, mal congegnata e in grado di provocare inefficienze.
PAS aiuta a realizzare interfacce user-friendly in grado di
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Il tocco di Re Mida
Combinando le possibilità offerte dai database SQL
e dai sistemi Scada, viene ancora più voglia di chiedersi
cosa possa nascondersi in tutti i dati a disposizione.
Le risposte possono fornire un rapido quadro su
cosa stia veramente succedendo in azienda,
in modo davvero facile e veloce
Martina Moretti
Secondo la mitologia classica, Re Mida aveva il dono di trasfor- relata ad altri dati, offrendo così una prospettiva completa e
mare in oro tutto ciò che toccava. Ma il desiderio di cambiare approfondita sull’interazione tra l’impianto e l’azienda e sugil proprio destino e avere miglior fortuna è un’aspirazione che gerendo spunti interessanti per migliorare l’andamento genefa parte della natura umana, che affonda le radici nel passato rale dell’impresa.
più lontano e che è ancor oggi di grande attualità.
Magari si tratterà soltanto di una leggenda, ma la capacità di I dati storici
trasformare ciò che non ha valore in qualcosa di prezioso è I dati storici sono la linfa vitale di qualsiasi Scada. Si tratta di
un’abilità assai utile. Un esempio lampante è riscontrabile pro- una sequenza di dati, misurati in successione in particolari
prio nel campo dell’automazione industriale, e consiste nella momenti e a intervalli di tempo prestabiliti. I dati storici vencapacità di trasformare i dati storici relativi alla produzione gono creati quando lo Scada legge e memorizza i dati di un
in un’indispensabile miniera di informazioni attraverso l’uso PLC. I dati storici servono a monitorare le macchine e i processi
dei database relazionali. Per avere
successo occorre saper sfruttare
tutti i vantaggi possibili, come
acquisire nuove risorse ma anche
riuscire a trarre profitto dalle
risorse che già si possiedono.
Nell’industria manifatturiera, una
delle risorse più sottovalutate
e meno sfruttate da parte delle
aziende sono i dati storici raccolti
dagli Scada, i sistemi deputati alla
supervisione e all’acquisizione
dati.
Molte aziende considerano questi dati quasi come un accessorio;
li trovano utili per descrivere le
condizioni operative in un preciso istante, per visualizzare trend
e poco più. Oltre a ciò, non ritengono possano servire ad altro.
Invece, l’utilità dei dati storici si
rivela eccezionale quando viene Ignition è una soluzione Scada/HMI/MES basata su tecnologie innovative,
inserita nel giusto contesto e cor- completamente cross-platform e con il supporto nativo ai dispositivi mobili
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AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
SSI
differenze
collegati allo Scada,
solitamente per
mezzo di un PLC.
Un esempio di dato
storico può essere
il peso rilevato da
una bilancia posta
in una linea produttiva. Quando
un prodotto viene
pesato sulla bilancia, il valore viene
letto dallo Scada e
abbinandolo a una
data e a un orario
viene creato un
dato storico. I dati
storici possono essere visualizzati in
tempo reale, così
come memorizzati e archiviati. Per poter essere storicizzati
nel sistema, i dati storici devono essere salvati in un luogo
preciso. E qui entrano in gioco i database SQL.
Secondo la mitologia
classica, Re Mida aveva
il dono di trasformare
in oro tutto ciò che
toccava
I database SQL: perfetti
per la storicizzazione dei dati
Solitamente, i dati storici vengono memorizzati in sistemi
cosiddetti ‘historian’; i database relazionali SQL costituiscono
però un’interessante alternativa. Non solo offrono le stesse risorse di un historian, ma hanno anche il vantaggio importante
di rendere i dati storicizzati più facilmente accessibili. Prima
di confrontare gli historian tradizionali con i database
SQL, è importante chiarire alcuni concetti base.
rici, ma nonostante ciò vengono spesso ignorati. Un motivo
è che nell’industria manifatturiera i dati storici non vengono
considerati dati relazionali, e quindi non vengono cercati nei
database relazionali. Benché questa idea sia molto diffusa,
non è affatto vera. I dati relazionali sono dati che possono essere messi in relazione ad altri dati, e per mettere in relazione
due cose occorre che abbiano qualcosa in comune. In questo
senso, i dati storici sono dati relazionali proprio perché hanno
qualcosa in comune: l’indicazione del tempo (timestamp). Il timestamp presente in tutti i dati storici consente di relazionare
questi ultimi a qualsiasi altro dato che riporti un’indicazione
relativa al tempo. Ecco perché affermare che ‘i dati storici non
sono dati relazionali’ è sbagliato. Eppure, molte aziende preferiscono utilizzare soluzioni ben più costose dei database SQL
per storicizzare i dati: gli historian.
Gli historian: proprietari e difficili da relazionare
Un historian è un’applicazione specificamente creata per gestire e analizzare dati storici. Per queste ragioni è stato progettato ponendo particolare attenzione alla compressione
e alla velocità di recupero di grandi moli di dati. La maggior
parte degli historian si serve di una tecnologia proprietaria per
comprimere e memorizzare i dati, il che può rendere difficile
la comunicazione con altri sistemi. Di conseguenza, i dati storici vengono spesso mantenuti completamente separati dal
resto dei dati di processo; non perché debba essere così, ma
perché gli historian rendono difficile la comunicazione con
altri sistemi. Il risultato è che nell’industria manifatturiera si
è arrivati a pensare che i dati storici siano dati speciali, che
possono essere gestiti soltanto da un historian. In realtà, i dati
storici non sono dati speciali, sono semplicemente dei dati.
I database SQL: semplici e accessibili
I database SQL sono i database più diffusi al mondo:
vengono impiegati per organizzare qualunque tipo
di informazione in numerose applicazioni aziendali.
‘SQL’ non identifica un marchio o un tipo di database,
si tratta di un linguaggio di interrogazione (query)
strutturato e standardizzato per i database. I database
SQL sono database relazionali, strutturati come un
foglio di calcolo con righe, colonne e celle, ma sono
ben più potenti. I database SQL sono molto diffusi
perché molto semplici, facili da collegare, flessibili
soprattutto per la loro capacità di eseguire rapidamente interrogazioni: il linguaggio SQL è stato infatti Prestazioni e affidabilità di moderni DataBase Management System con
inventato con lo specifico intento di semplificare la possibilità di creare un numero illimitato di connessioni consentono di
ricerca dei dati. La funzione principale del linguag- realizzare sistemi di raccolta dati flessibili e performanti
gio SQL è quella di eseguire una query (ovvero fare
un’interrogazione) sui dati del database così da ottenere una Ecco perché un database SQL è più che sufficiente per eseguire
risposta. In breve, il vantaggio di SQL è che permette di formu- il log dei dati storici. Per comprendere perché i database SQL
lare interrogazioni complesse su grandi moli di dati. I database costituiscono una pratica e conveniente alternativa agli histoSQL costituiscono un’ottima opportunità per gestire i dati sto- rian, analizzeremo quelli che vengono considerati i punti di
AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
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SSI
differenze
forza degli historian e vi mostreremo in che modo i database
relazionali possono considerarsi migliori.
Confronto tra database SQL e historian
Esistono vantaggi e svantaggi che derivano dall’uso dei database relazionali e degli historian. Occorre conoscere e capire i
punti di forza e le debolezze degli historian per poter scegliere
i database relazionali per la gestione dei dati storici. I database
SQL, insieme con i sistemi Scada che supportano il linguaggio
SQL, hanno prestazioni equivalenti o addirittura superiori a
quelle dei tradizionali historian.
Velocità
Gli historian possono effettuare la registrazione dei dati molto
velocemente, ma con lo svantaggio di dover salvare i dati in un
formato proprietario, quindi gli altri sistemi avranno difficoltà
ad accedervi. Il linguaggio SQL, invece, viene considerato poco
efficiente e non molto veloce quando si tratta di registrare i
dati storici. Se originariamente ciò poteva essere vero, i moderni database SQL combinati con gli Scada non hanno alcun
problema a registrare 100.000 tag, e anche più, al secondo:
una velocità più che sufficiente, nella maggior parte dei casi.
Dimensioni
Nell’ambito della compressione, gli historian hanno un netto
vantaggio rispetto ai database SQL: infatti, sono stati appositamente progettati per ottimizzare al meglio lo spazio disponibile. Lo svantaggio è che i dati vengono salvati in un formato
proprietario, e quindi difficile da interpretare. Se da un lato
non possono offrire le stesse prestazioni di compressione di
un historian, è però vero che i database SQL sono facilmente
scalabili e rispondono alle esigenze di storicizzazione anche
più consistenti. Inoltre, con il fatto che le memorie aggiuntive
costano sempre meno, lo spazio utilizzato diventa un parametro pressoché irrilevante.
Supporto
In questo senso non c’è confronto: SQL è assai più utilizzato e
quindi è maggiormente supportato rispetto anche al più diffuso degli historian. SQL viene praticamente impiegato in tutti
i settori applicativi, e per questo motivo i dipartimenti IT non
hanno alcun problema a occuparsi anche quotidianamente
dei database SQL. Per avere conferma di ciò è sufficiente recarsi in una libreria e vedere con i propri occhi quanti manuali
esistono sull’utilizzo del linguaggio SQL. Al contrario, sarà difficile trovare anche solo un paio di manuali che spiegano come
utilizzare il linguaggio proprietario di un historian.
Costo
Se si parla di costi, SQL vince a mani basse. Il prezzo di un historian è dalle 10 alle 30 volte superiore a quello di un database relazionale; potrebbero volerci fino a 60.000 dollari (più
di 40.000 euro) per far funzionare tutto. Invece, configurare
lo Scada perché effettui la registrazione dei dati storici ha un
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AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
Forse la capacità di trasformare in oro le cose di poco valore
non è soltanto una leggenda
prezzo di gran lunga inferiore, e porta con sé tutta una serie
di importanti vantaggi.
Analisi dei dati
Il linguaggio SQL è stato sviluppato per rendere davvero agevole la formulazione di interrogazioni, tramite la definizione
di semplici query. Gli historian, invece, sono stati pensati per
memorizzare i dati e per rispondere a interrogazioni pre-formulate. Rispondono velocemente, ma le interrogazioni sono
quelle che i produttori dell’historian avevano previsto, che
non sempre sono quelle che servono.
Interoperabilità
Per quanto concerne l’interoperabilità, SQL è imbattibile. Il linguaggio SQL è nato per semplificare i collegamenti; essendo
poi i database relazionali il tipo più diffuso, già molti applicativi
ne fanno largamente uso. Se i dati storici sono conservati in un
database SQL, collegarli ad altri sistemi è questione di pochi
attimi, il che significa interoperabilità totale a livello aziendale.
Per contro, essendo i dati di un historian salvati in un formato
proprietario, diventa davvero difficile raggiungere lo stesso
livello di interoperabilità tra tutte le parti dell’azienda. Occorre prendere un decodificatore (anche questo proprietario)
che converta i dati in un formato compatibile, il che significa
aumentare la spesa. Le interfacce standardizzate sono state
progettate per usare OPC HDA (Historical Data Access) per
l’accesso ai dati storici, ma il supporto e le prestazioni sono
limitate se confrontate con quelle di SQL.
Se i dati storici sono registrati in un database SQL, è questione
di pochi attimi connetterli agli altri sistemi aziendali: il che significa interoperabilità totale a livello aziendale.
Risparmiare per investire meglio
A questo punto i vantaggi derivanti dall’impiego dei database
SQL rispetto agli historian per la gestione e l’analisi dei dati storici risultano chiari. I database SQL consentono agli utenti di
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conoscere rapidamente le risposte alle interrogazioni, mentre gli historian sono pensati essenzialmente per conservare
grandi quantità di dati compressi.
Entrambi fanno bene quello che devono fare, ma quando si
arriva a prendere in considerazione i costi, il vantaggio di usare
i database SQL è evidente. Il denaro risparmiato grazie all’impiego dei database relazionali può essere investito in esigenze
più rilevanti, incrementando l’efficienza generale dell’impresa.
I database SQL, perfetti per gestire i dati in
tempo reale
Uno dei principali valori aggiunti che i database SQL offrono
alle aziende è la possibilità di rendere le informazioni disponibili in tempo reale, eliminando ogni risorsa inutilmente impiegata ad agire da semplice intermediario. Gli ‘intermediari’ sono
processi e persone che servono solo per mettere in relazione
i dati storici con gli altri dati secondo il metodo tradizionale, e
contribuiscono a dare l’impressione che in azienda esista l’interoperabilità, anche se non è vero. Non ci sono molti modi
per mettere in relazione i dati storici raccolti dagli Scada che
non usano SQL con i dati raccolti dagli altri sistemi. Bisogna
esportare i dati in un file che poi andrà decodificato, probabilmente con un software proprietario dal costo non trascurabile, oppure con altri software ‘fai da te’ che offrono però
risultati incerti. Per questo motivo, molte aziende scelgono di
continuare a fare le cose come hanno sempre fatto.
Nello specifico, una persona si occupa di esportare manualmente i dati, decodificarli e reimportarli in un altro sistema;
questa persona è l’intermediario a cui si accennava sopra. Grazie ai database SQL questo passaggio scompare, e i dati sono
disponibili in tempo reale.
Uomini al comando, non al servizio dei dati
L’impiego di personale per mettere in relazione i dati tra loro
non solo rende il processo molto lento, ma anche poco efficace quando si tratta di condividere i dati tra diversi sistemi
aziendali. Questo perché i dati devono essere importati separatamente in ciascun sistema, e tale operazione va ripetuta
ogni volta che si vogliono confrontare i dati in tempo reale,
anche se a questo punto definirli ‘in tempo reale’ è fuorviante,
visto che tra esportazioni e importazioni la tempestività è
perduta. Utilizzando i database SQL è possibile evitare tutta
questa trafila. Dal momento che gli altri sistemi aziendali capiscono il linguaggio SQL, è sufficiente passargli i dati storici in
un formato loro comprensibile. Con SQL è davvero possibile
parlare di interoperabilità in tempo reale tra i diversi sistemi
presenti in azienda.
L’impiego del linguaggio SQL evita di sprecare risorse preziose
e permette di assegnarle a compiti più importanti. Consente
inoltre di ottenere le risposte alle interrogazioni ai database in
tempo reale, nel giro di millisecondi, non ore o, peggio, giorni.
Un migliore utilizzo delle risorse porta a ottenere maggiori
margini di profitto e permette di interpretare gli scenari che
si presentano con maggior lucidità, nonché di prendere decisioni più efficaci in un tempo minore.
Connettività totale con SQL
Con il progresso tecnologico il mondo è sempre più connesso,
e la connettività è diventata fondamentale per qualunque
azienda. Fino a non molto tempo fa, avere un sito web aziendale era visto come un lusso, mentre oggi viene considerato il
minimo indispensabile.
Una maggiore connettività globale significa anche che le
aziende sono diventate più dipendenti una dall’altra. Nell’industria manifatturiera, ad esempio, le imprese si sono specializzate e i processi si sono fatti sempre più complessi. Ecco
perché è diventato tanto fondamentale essere in costante
comunicazione con tutte le parti dell’azienda.
Qualunque parte del sistema potrebbe influenzare le altre
in maniera positiva o negativa, e l’unico modo per saperlo è
che tutto sia interconnesso. L’impiego di un database SQL per
gestire i dati storici semplifica il collegamento tra le diverse
Accendere la rivoluzione con Ignition
Ignition di Inductive Automation è una soluzione Scada/HMI/
MES competitiva e rivoluzionaria, basata sulle più innovative
tecnologie (come i database SQL e Java), completamente
cross-platform e con il supporto nativo ai dispositivi mobili; il
software è caratterizzato da una struttura di tipo modulare, e
quindi molto semplice da integrare, da aggiornare e da adattare alle specifiche esigenze delle più diverse applicazioni in
ambito industriale.
Le prestazioni e l’affidabilità dei moderni DBMS (DataBase Management System) unite alla possibilità di creare un numero
illimitato di connessioni, consentono di realizzare sistemi di
raccolta dati molto flessibili e performanti. Al contempo, la
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AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
semplicità e la diffusione del linguaggio SQL (Structured Query
Language) rendono questi dati facilmente fruibili da qualsiasi
applicazione, a qualsiasi livello (MES, ERP ecc.), per ogni tipo
di analisi. La piattaforma Ignition integra i driver di tutti i principali database SQL e offre la possibilità di configurare specifici
Jdbc Driver.
Ignition offre tutti i vantaggi di Scada, HMI e software MES (per
il controllo dell’efficienza degli impianti produttivi attraverso
il calcolo dell’indice OEE) in un unico prodotto; prodotto talmente rivoluzionario da essersi aggiudicato diversi riconoscimenti, tra cui l’Oracle Duke’s Choice Award per Software più
innovativo per l’ambito Industriale.
SSI
differenze
parti dell’azienda, visto che queste
già utilizzano SQL. I dati storici raccolti dallo Scada raccontano molto di
un’azienda e rappresentano la chiave
per sviluppare il suo potenziale produttivo; inoltre, possono costituire
un vantaggio importante nei confronti della concorrenza. I dati storici
possono essere tante cose, ma se
non vengono messi in relazione con
altri dati non serviranno a molto. Per
sfruttare appieno le potenzialità dei I moderni database SQL combinati con gli Scada non hanno alcun problema a registrare
dati storici raccolti dallo Scada, oc- 100.000 tag, e anche più, al secondo
corre inserirli nel giusto contesto;
questo è possibile solo mettendoli in relazione con gli altri una ricerca nei dati relativi al controllo qualità e in quelli regidati. Riportiamo qui alcuni esempi che sottolineano i vantaggi strati dallo Scada non si nota nulla di singolare. Però il WMS
che derivano dalla contestualizzazione.
(il sistema deputato alla gestione magazzini) evidenzia un insolito intervallo di tempo intercorso tra il confezionamento
Esempio 1: magazzino + OEE + Scada
del prodotto e la sua spedizione; il prodotto è rimasto troppo
Dopo aver messo in relazione i dati storici dello Scada con il a lungo in magazzino, e così ha iniziato a deteriorarsi. Avere
software OEE tramite database SQL, si nota che la linea di pro- scoperto l’origine del problema in pochi clic ha permesso di
duzione 1 registra una produzione superiore alla linea 2. L’OEE minimizzare il danno di immagine impedendo di consegnare
segnala che effettivamente nella linea 2 sono maggiori le fer- altri prodotti deteriorati.
mate, pertanto la produttività ne risente. Le due linee sembrano funzionare correttamente, ma la linea 2 non è efficiente Il valore del presente unito al passato e al futuro
come la linea 1.
L’utilizzo dei database relazionali SQL per gestire i dati storici
Dal momento che anche il magazzino è collegato al database rende le informazioni accessibili a tutti i sistemi aziendali. L’uSQL si nota che la linea 2 utilizza materiali di diversa prove- nione delle potenzialità dei database SQL e degli Scada inoltre
nienza rispetto a quelli della linea 1. Cambiando il fornitore di consente a più persone di effettuare interrogazioni più artimaterie prime, la produttività della linea 2 viene ripristinata e colate; le risposte possono rivelarsi molto interessanti e utili
il problema risolto. Una risoluzione tempestiva dei problemi, a fornire un quadro di cosa stia succedendo in azienda in un
possibile grazie al fatto che in azienda tutte le parti sono in- determinato istante. SQL torna utile anche quando si vogliono
terconnesse, comporta una riduzione delle fermate e un au- rileggere dei dati storici: è sufficiente immetterli in un datamento della produzione, e quindi un maggior profitto.
base relazionale per dare loro un contesto, ovvero per metterli in relazione con altri dati provenienti dai diversi sistemi
Esempio 2: controllo qualità + Scada
presenti in azienda.
Tutti i prodotti devono superare il controllo qualità prima di Alla luce di questa contestualizzazione si possono anche scopassare al reparto confezionamento; il sistema deputato al prire tendenze che in precedenza erano passate inosservate,
controllo qualità segnala che molti prodotti non rispettano e che potrebbero contribuire a incrementare la produttività.
gli standard minimi imposti. Grazie al collegamento SQL tra Viviamo nell’era dell’informazione e il valore delle informaScada e controllo qualità è possibile risalire la filiera seguita dai zioni raccolte in tempo reale non può essere sottovalutato. In
prodotti non conformi fino all’origine. Così facendo, si scopre futuro, le attività economiche diventeranno sempre più veloci
che i materiali grezzi provengono tutti dal lotto 1B. Una volta e soltanto le aziende in grado di muoversi con flessibilità e raidentificato e ritirato il lotto non conforme, viene ripristinato pidità potranno stare al passo. L’utilizzo di SQL costituisce un
un livello accettabile nella qualità dei prodotti. Grazie all’inter- valido aiuto in questo senso.
connessione dei dati, il problema relativo alla qualità è stato Grazie a SQL, le aziende potranno trovare le risposte a queidentificato velocemente e risolto prima di arrecare un danno stioni di importanza strategica nel giro di millisecondi, e in
economico e di immagine all’azienda.
un mondo competitivo dove ogni secondo conta è evidente
quanto ciò sia appetibile. Combinare SQL e Scada permetterà
di trasformare i dati storici in una risorsa insostituibile e di
Esempio 3: spedizione + WMS + Scada
Si registra un numero inconsueto di reclami relativi alla fre- grande valore. Forse la capacità di trasformare in oro le cose
schezza del prodotto provenienti da una certa area geografica. di poco valore non è soltanto una leggenda.
Grazie al sistema di spedizione si scopre che le consegne fatte
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AUTOMAZIONE OGGI 375 SOLUZIONI SOFTWARE PER L’INDUSTRIA
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di Norbert Hauser*
Manutenzione? No grazie
È noto che i costi di manutenzione incidono sul costo totale di proprietà
(TCO - Total Cost of Ownership). Per superare questo ostacolo è
possibile ricorrere a PC industriali che non richiedono manutenzione.
Apparecchiature di questo tipo potrebbero azzerare i costi di
manutenzione, pur garantendo un livello di affidabilità molto elevato
In passato la procedura più utilizzata prevedeva l’impiego di supporti di memoria, come ad
esempio le schede SD. Anche nel caso fosse previsto l’accesso diretto al sistema e l’operazione
poteva essere effettuata in tempi molto brevi,
era richiesta un’azione locale che comportava un
costo. Nell’era di Internet of Things e delle fabbriche 4.0 è possibile evitare il ricorso anche a questo servizio di manutenzione. In questo caso è
necessario ricorrere a sistemi in grado di supportare la tecnologia IoT e che integrano l’hardware
e il software necessari per l’accesso remoto.
na volta acceso, un PC industriale continua a funzionare giorno dopo giorno, 24 ore al giorno per 7
giorni. Lavora in modo affidabile senza mai richiedere interventi di manutenzione on-site. Anche
le operazioni di manutenzione sporadiche, come
la sostituzione della batteria tampone del Bios, non sono più
necessarie. I PC industriali che non richiedono manutenzione
(maintenance-free) riflettono la condizione di ‘manutenzione
zero’. Si tratta del tipo di PC che tutti, ingegneri che si occupano
di automazione, OEM e utenti industriali, vorrebbero avere. Per
un gran numero di utenti, un funzionamento che non richiede
manutenzione è importante anche per quel che riguarda il software. Uno dei quesiti più ricorrenti è il seguente: come eliminare la manutenzione di sistemi operativi, driver e applicazioni
quando anche i classici PC utilizzati in ufficio richiedono l’integrazione di patch? Nelle applicazioni in ambito industriale è
possibile sfruttare diverse opzioni. Per esempio il software può
essere ‘congelato’ in un certo stato: si tratta di una procedura
comunemente utilizzata nel caso di sistemi certificati che richiedono un elevato livello di sicurezza (come ad esempio le centrali
elettriche).
U
‘Manutenzione zero’: cui prodest?
Aggiornamenti software senza spese on-site
Evitare i costi indiretti aggiuntivi
In ogni caso la maggior parte degli OEM deve aggiornare il proprio software regolarmente, sia per integrare nuove funzionalità
e caratteristiche sia per ottimizzare le routine del programma.
Il contenimento dei costi non è legato solamente alle spese
di spostamento, al tempo effettivo necessario per eseguire la
manutenzione o al costo delle parti di ricambio. I benefici sono
102
I vantaggi della manutenzione zero on-site sono evidenti in sistemi distribuiti su larga scala. Le centrali per la produzione di
energia eolica, ad esempio, richiedono una manutenzione onerosa imputabile al costo dei trasferimenti tra le varie stazioni,
spesso ubicate lontane dalla terraferma e quindi difficili da raggiungere. In situazioni come queste, i sistemi a manutenzione
zero rappresentano la soluzione ottimale. I vantaggi dei sistemi
che non richiedono manutenzione non si limitano solamente ai
casi in cui la manutenzione deve essere effettuata in luoghi di
difficile raggiungibilità o accessibilità. Qualsiasi PC industriale
che non debba essere in qualche modo ‘manipolato’ per operazioni di manutenzione contribuisce a diminuire i costi. Tanto più
grande e distribuita è la base installata, tanto maggiori saranno
gli effetti positivi. L’adozione di sistemi di questo tipo risulta
quindi molto vantaggiosa in industrie di processo, energetiche
e che si occupano di movimentazione. Anche i costruttori di
macchine e impianti che hanno una base clienti molto ampia
e diffusa su scala mondiale possono trarre notevoli benefici
dall’adozione di sistemi HMI e di controllo che non necessitano
di alcuna manutenzione.
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
anche dovuti alla
riduzione dei costi
indiretti: un PC industriale a manutenzione zero non
richiede pezzi di
ricambio. Di conseguenza è possibile
ridurre le spese imputabili alla gestione
e all’immagazzinamento di tali pezzi.
I costi che è neces- KBox C-101 di Kontron è l’elemento
sario sostenere per di punta in termini di prestazioni
lo stoccaggio e la della nuova famiglia di PC industriali
corretta conserva- che non richiedono manutenzione
zione dei tradizionali adatti per l’installazione negli armadi
di controllo industriali. Equipaggiato
prodotti soggetti a
con processori Intel Core i5 e i7 di
usura, anche se ca- quarta generazione, può essere
ratterizzati da bassi configurato in modo rapido e
costi unitari, hanno flessibile con componenti standard
un peso rilevante sul singoli
costo totale di possesso. Con i sistemi
a manutenzione zero gli OEM possono tralasciare tutti questi
fattori a tutto vantaggio del TCO.
Assenza di manutenzione è sinonimo
di affidabilità
Per molti utenti l’elemento più importante non è il TCO bensì
l’affidabilità. Ciò è vero soprattutto nei casi in cui un malfunzionamento in produzione può provocare perdite considerevoli.
Un ritardo di soli pochi minuti in produzione causato da un guasto di un PC industriale può provocare danni di entità maggiore
rispetto al costo del PC stesso. In situazioni di questo tipo l’elevata affidabilità intrinseca dei sistemi esenti da manutenzione
garantisce un adeguato livello di protezione. Sistemi di questo
tipo, inoltre, sono caratterizzati da un Mtbf più elevato grazie
all’assenza di parti soggette a usura (come ad esempio batterie,
ventole, memorie di massa rotanti). L’industria automobilistica
ha dimostrato che i sistemi esenti da manutenzione incrementano effettivamente l’affidabilità complessiva. I costruttori di
automobili negli ultimi anni hanno incrementato il periodo tra i
successivi intervalli di manutenzioni dei loro veicoli. Oltre a contribuire al successo commerciale, l’allungamento degli intervalli
di manutenzione rappresenta un vantaggio anche per gli utilizzatori in quanto un numero inferiore di interventi tende a far
diminuire la possibilità che si verifichino errori durante l’esecuzione della manutenzione stessa. Sebbene gli autoveicoli siano
decisamente più complessi dei PC industriali, il fattore umano
nella manutenzione non può essere completamente escluso
quando i PC industriali sono sottoposti a manutenzione.
Come ottenere la condizione
di ‘maintenance-free’
Per raggiungere l’obiettivo di funzionamento a manutenzione
zero on-site i PC industriali devono soddisfare parecchi requi-
Ideato per svolgere compiti di
elaborazione in applicazioni
industriali e di automazione
dove il costo rappresenta un
elemento critico, l’IPC KBox
A-101 si distingue per un
rapporto tra prestazioni e prezzi
decisamente competitivo. Esso
è dotato di processore dual-core
Intel Atom D2550, non richiede
manutenzione e prevede un SSD
veloce e affidabile
siti. L’elemento chiave da tenere in considerazione in fase di
progettazione è l’eliminazione di parti rotanti come ventole e
HDD. Questi componenti potrebbero essere soggetti a fenomeni di usura e devono essere sostituiti su base regolare. Senza
dimenticare il fatto che sono sensibili alle sollecitazioni e alle
vibrazioni. Un PC industriale robusto e che non richiede manutenzione deve essere quindi privo di ventole ed equipaggiato
con memorie flash: queste ultime richiedono solamente segnali
elettrici per le operazioni di lettura e scrittura e sono quindi
insensibili a sollecitazioni di natura meccanica. Il secondo elemento da prendere in considerazione durante il progetto è l’utilizzo di una tecnologia che garantisca una notevole efficienza
in termini energetici: in altre parole in grado di assicurare un
elevato rapporto tra prestazioni e consumi (performance/W) e
una bassa dissipazione di calore. Le CPU a basso consumo come
i processori Intel Atom risultano perfettamente adatti allo scopo
e sono disponibili anche sotto forma di SoC (System-on-Chip)
molto efficienti in termini energetici. L’utilizzo delle tecnologie
più recenti permette di realizzare sistemi ad alte prestazioni in
un formato molto compatto. I consumi di potenza dei processori
Intel Core di quarta generazione sono così ridotti da consentire
la realizzazione di sistemi privi di ventole anche nel caso di computer industriali di fascia alta.
I dettagli sono il terzo elemento critico in fase di progetto. L’alimentatore della memoria in cui risiede l’EFI (Extensible Firmware
Interface) o il Bios per il clock di sistema interno può nascondere qualche rischio. I clock di sistema interni richiedono una
sorgente di energia interna che fornisca loro elettricità quando
il PC industriale viene spento. Se questa fonte di alimentazione
viene disattivata, le impostazioni e il clock di sistema saranno
resettate e il sistema non sarà in grado di ripartire in maniera corretta senza l’intervento dell’utilizzatore. Un intervento di questo
tipo può risultare molto complesso nel caso i sistemi vengano
fatti funzionare senza tastiera e/o monitor o le porte non sono
accessibili. La messa a punto di tutti questi aspetti collaterali può
richiedere anche un’ora di manutenzione. Per risolvere questo
problema nei sistemi esenti da manutenzione non sono previste
le tradizionali batterie a bottone che devono essere sostituite
ogni due o tre anni: al loro posto vengono utilizzati i condensatori a doppio stato (supercondensatori) che non sono soggetti a
usura, noti anche come gold-cap.
Altri dettagli, come ad esempio lo chassis completamente sigillato e il sistema di alimentazione progettato in modo intelligente contribuiscono a incrementare l’affidabilità dell’hardware.
L’uso di alimentatori ottimizzati impedisce il reset del sistema
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
103
AO PC industriali
riuscendo a compensare un’interruzione di breve durata della I primi tre sistemi esenti da manutenzione
tensione di alimentazione. Nel caso l’interruzione dell’alimen- targati Kontron
tazione si prolunghi nel tempo, un alimentatore ottimizzato I primi prodotti a manutenzione zero sviluppati da Kontron per
consente al sistema di effettuare il boot in maniera automatica: l’installazione in apparati di OEM e fornitori di apparecchiature
in questo caso il sistema riprende a funzionare normalmente di automazione sono i PC industriali KBox-A-101 e KBox C-101
senza richiedere alcun intervento da parte dell’utilizzatore. Un e il Panel-PC Micro Client 3/3W con display multitouch. Si tratta
sistema non può essere considerato
di dispositivi privi di ventole equiesente da manutenzione se non è
paggiati con memoria flash e doconsentito l’accesso remoto. Grazie
tati di gold-cap. Grazie a un Mtbf
compreso tra 40.000 e 70.000 ore
all’accesso remoto si possono ad
in funzione della configurazione
esempio leggere dati relativi a paradel sistema, essi garantiscono la
metri importanti come le temperamassima affidabilità. Questi valori
ture di tutti i principali componenti
di Mtbf corrispondono a un funoppure effettuare configurazioni.
zionamento ininterrotto (24/7)
Nella maggior parte dei casi, coper un periodo fino a 8 anni, che
munque, la sola connessione in rete
non è sufficiente. I sistemi devono
si estende a un massimo di 24
anni nel caso di funzionamento
supportare funzioni di gestione resu un unico turno di lavoro. Dal
mota e rendere disponibili i relativi
punto di vista tecnico, dunque,
tool software.
questi sistemi non richiedono
Per quando riguarda l’hardware è
alcuna manutenzione durante il
possibile scegliere tra numerose
tempo di funzionamento previopzioni: un esempio è rappresensto. Per questi prodotti, esprestato dalla funzionalità Intel AMT
samente ideati per operare in
(Advanced Management Technoambiente industriale, Kontron
logy) integrata nella tecnologia VPro La linea Micro Client 3/3W di Kontron è stata
garantisce la disponibilità per un
di Intel. Il software che consente il progettata per il monitoraggio e il controllo di
periodo di sette anni, in modo
collegamento remoto è un prodotto singole linee di produzione. Queste HMI, realizzate
che i clienti possano procurarsi
standard di Kontron. La API embed- in modo da non richiedere manutenzione, sono
per molti anni prodotti identici
ded di Kontron (Keapi) e il supporto disponibili con un display tattile in vetro liscio e
per un periodo di tempo molto
fornito dai servizi KRS (Kontron Re- privo di bordi in formato 16:9 o nel classico
format 4:3 con touchscreen resistivo. La famiglia
lungo. In definitiva si può afmote-Services) disponibile per un
Micro Client 3/3W è basata sul processore Intel
fermare che nel caso di sistemi
gran numero di sistemi consente
dualcore è stata ideata per soddisfare le esigenze
progettati in modo da non richieagli utenti di accedere in maniera di applicazioni che richiedono prestazioni di fascia
dere manutenzione, l’utente non
affidabile e sicura a numerose fun- media. Essa è equipaggiata con tutte le interfacce
dovrà sostenere alcuna spesa lezioni attraverso un web server em- standard e prevede il supporto per le
gata a tale operazione. Sistemi di
bedded. Ad esempio è possibile il comunicazioni Wlan
questo tipo sono contraddistinti
monitoraggio dei parametri del sida un elevato livello di affidabistema così come la gestione attiva
di funzionalità specifiche: comunicazione sul bus I2C, controllo lità, a garanzia di un’elevata disponibilità di macchine e apparecchiature. La manutenzione zero on-site è una caratteristica
della retroilluminazione e configurazione del watchdog.
Tale modalità può essere utilizzata anche per eseguire aggior- che permette a OEM e fornitori di soluzioni di automazione di
namenti del Bios a prova di errore (fail-safe). Un livello di sicu- differenziare la loro offerta nei confronti degli utenti finali che
rezza aggiuntivo garantisce la protezione contro accessi non sicuramente apprezzeranno i vantaggi che essa comporta.
autorizzati. L’utilizzo di Keapi e dell’infrastruttura KRS consente Ovviamente è necessario che l’applicazione prevista soddisfi
agli OEM di realizzare una soluzione uniforme per l’accesso e la requisiti specifici. Il numero di cicli di scrittura dell’applicazione,
gestione remota per un’ampia gamma di piattaforme, offrendo ad esempio, non deve superare quello dei cicli previsti per la
così ai clienti un servizio in grado di aumentare i profitti e ga- memoria flash per tutta la durata dell’Mtbf. Inoltre l’accesso da
rantire un valore aggiunto sul lungo termine a fronte di costi remoto al sistema deve avvenire in maniera tale che un aggiordi sviluppo ridotti. La strategia di Kontron prevede un amplia- namento software non richiederà mai un improvviso reboot del
mento continuo del supporto software. A questo punto val la sistema on-site. Kontron, dal canto suo, è impegnata a fornire ai
pena sottolineare che KRS non è un sistema chiuso, ma una fun- propri clienti tutto il supporto necessario per garantire il rispetto
zionalità offerta da Kontron svincolata da qualsiasi piattaforma della condizione di manutenzione zero per i propri sistemi.
e in grado di operare con differenti sistemi operativi. Nel caso
di applicazioni m2m sono previsti sistemi di sviluppo completi Note: * Norbert Hauser è head of business line industrial automation in Kontron
che integrano la connettività con la tecnologia cloud utilizzabili
Kontron - www.kontron.com
dagli utenti per la realizzazione dei loro sistemi connessi in rete.
104
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
1ma edizione
24 settembre 2014 - BERGAMO, Kilometro Rosso
LE AZIENDE PARTECIPANTI
ABB
B&R AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
BECKHOFF AUTOMATION
BONFIGLIOLI MECHATRONIC
RESEARCH
BOSCH REXROTH
24 settembre 2014
EMERSON INDUSTRIAL AUTOMATION
EPLAN SOFTWARE & SERVICE
ESA ELETTRONICA
BERGAMO, Kilometro Rosso
FESTO
HEIDENHAIN ITALIANA
LAPP ITALIA
LENZE ITALIA
INNOVARE E
COMPETERE CON
LE TECNOLOGIE
DELL’AUTOMAZIONE
OMRON ELECTRONICS
PANASONIC ELECTRIC
WORKS ITALIA
PHOENIX CONTACT
RITTAL
ROCKWELL AUTOMATION
SEW-EURODRIVE
SIEMENS
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PROGRAMMA DELLA GIORNATA
9.45-10.30
10.30-13.00
14.00-16.30
Apertura lavori
“Innovare e competere con le
tecnologie dell’automazione”
Tavola rotonda - FOCUS OEM
“Progettazione meccatronica i vantaggi per la filiera:
integrazione e innovazione”
Tavola rotonda - FOCUS END USER
“Essere più efficienti grazie alla
meccatronica: consumi, flessibilità
e manutenzione”
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AO Misura e collaudo
di Alberto Castiglioni
Collaudo ‘al laser’
Per misurare e collaudare con velocità, precisione e sicurezza
i propri moduli per automazioni lineari la società piemontese
Tecno Center si è affidata a CAM2
L
a società Tecno Center, impresa d’eccellenza specializzata nella produzione di sistemi lineari per
l’automazione, ha scelto la soluzione CAM2 Laser
Tracker di CAM2, fornitore di tecnologia di misura 3D e imaging facente parte di Gruppo Faro
Technologie, per misurare e collaudare con velocità, precisione e sicurezza i propri moduli lineari per l’automazione
industriale. “Noi progettiamo, produciamo e assembliamo
sistemi flessibili per la movimentazione automatica lineare”
ha illustrato Gilberto Laurenti, direttore generale di Tecno
Center. “Proponiamo soluzioni dedicate, a elevato contenuto tecnologico e competitive. Tra i nostri clienti contiamo
aziende di primo piano a livello internazionale”. Più precisamente, Tecno Center offre al mercato un’ampia gamma di
Gilberto Laurenti, direttore
generale di Tecno Center
CAM2 Laser Tracker è uno strumento estremamente preciso, che consente di misurare in
modo veloce e semplice componenti, manufatti e sistemi assemblati di ogni tipo
106
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
moduli lineari a cremagliera,
cinghia o vite, con portate
da 3 a 2.000 kg, velocità massima pari a 10 m/s e accelerazione sino 50 m/s2; l’azienda
piemontese propone inoltre soluzioni personalizzate
con lavorazioni integrate e
azionamenti, gruppi pre-assemblati, profilati e accessori
pronti a magazzino.
Tra i servizi, oltre alla co-progettazione e all’assistenza
post-vendita, Tecno Center
offre un servizio di collaudo
con sistema di misurazione
laser 3D: “Il servizio di collaudo ci permette di assistere
l’utilizzatore nella delicata
fase di avviamento dei sistemi d’automazione” spiega
Laurenti. “Si tratta di un servizio molto apprezzato, in
quanto certifica il rispetto
delle specifiche richieste e
rassicura il cliente”. Tale collaudo avviene attraverso misurazioni molto precise, che
permettono di rilevare dati
ed eventuali errori geometrici
in termini di dimensioni, perpendicolarità e parallelismo.
Lo strumento adoperato da
Tecno Center per questo tipo
di attività è la macchina portatile di misura a coordinate
3D CAM2 Laser Tracker. Così
Laurenti ha spiegato il motivo
della scelta di tale strumento:
“Abbiamo valutato differenti
marche, ma nessuna sembrava rispondere alle nostre
esigenze sino a quando ci
siamo imbattuti, quasi per
PREMIO SPS
AWARD 2014
Menzione speciale
Soluzioni per la logistica
Soluzioni per la movimentazione orizzontale
e verticale.
Sinistra, destra, su e giù – è semplice far fronte alle richieste sempre più esigenti
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di progettare la tua soluzione ad alta efficienza energetica, su misura, avanzata e
flessibile. Che si tratti di applicazioni per la movimentazione orizzontale o verticale,
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AO Misura e collaudo
caso, in CAM2. Abbiamo chiesto informazioni
tecniche e, successivamente, abbiamo testato
il dispositivo che ci avevano proposto. I risultati dei test sono stati molto convincenti così,
a ridosso dell’estate 2013, abbiamo deciso di
effettuare l’investimento”.
Una soluzione ad hoc
CAM2 Laser Tracker è uno strumento estremamente preciso, che consente di misurare
in modo veloce e semplice componenti, manufatti e sistemi assemblati di ogni tipo. Si
tratta di un dispositivo indicato, in particolare, per l’allineamento e l’installazione delle
Tecno Center offre al mercato un’ampia gamma di moduli lineari a
macchine, l’ispezione di pezzi e componenti, cremagliera, cinghia o vite
l’integrazione di produzione e assemblaggio.
E non solo; per realizzare i propri sistemi cartesiani Tecno posizionarlo nei vari punti del reparto di produzione con un
Center lavora su macchine utensili a quattro e cinque assi normale muletto. Insomma, CAM2 Laser Tracker è oggi uno
travi grezze, ottenute per estrusione di leghe di alluminio strumento fondamentale per Tecno Center: “Lo utilizziamo
la cui lunghezza può raggiungere anche i 12 m. È dunque su più fronti da pochissimi mesi e il nostro grado di soddinecessario un collaudo dimensionale e di forma molto accu- sfazione è già elevato” ha confermato Laurenti. Si è trattato
rato anche a valle di ogni lavorazione meccanica. Una volta certamente di un investimento riuscito e che oggi permette
eseguito l’assemblaggio dei diversi componenti, il collaudo all’impresa piemontese di essere più competitiva rispetto a
viene ripetuto sul sistema ‘montato’. “I prodotti da noi rea- quando, in passato, eseguiva le misurazioni in maniera più
lizzati devono garantire massima qualità funzionale e, a tal artigianale, lenta e meno precisa. “La possibilità di misurare
fine, il rispetto di certe caratteristiche è fondamentale; ecco subito i pezzi lavorati e di collaudare il sistema complessivo
perché è necessario verificare non solo al termine, ma anche a montaggio eseguito accelera i tempi di produzione e assidurante il processo produttivo, che misure
e tolleranze siano quelle necessarie” ha precisato Laurenti. Tra l’altro, la misurazione
‘di precisione’ di componenti così lunghi è
tutt’altro che banale: “Il controllo di rettilineità
potrebbe essere eseguito con strumenti ottici
a collimazione, ma la verifica della perpendicolarità di tre assi ortogonali, come nel nostro
caso, risulterebbe un’operazione davvero
lunga e complessa se non si adottano strumenti adeguati. CAM2 Laser Tracker, invece,
consente di eseguire tutti i controlli richiesti,
compresa la verifica di rettilineità e di ortogonalità, in tempi molto stretti e con la massima
precisione, superando qualsiasi problema”.
Quanto alle modalità d’uso, il direttore aggiunge: “Imparare a utilizzare Laser Tracker
è stato piuttosto semplice grazie all’intuitività dello strumento e al cosiddetto ‘affiancamento’ con i quali i tecnici di CAM2 hanno Tra i servizi, oltre alla co-progettazione e all’assistenza post-vendita, Tecno
preparato i nostri addetti”.
Center offre un servizio di collaudo con sistema di misurazione laser 3D
Un investimento riuscito
È importante anche sottolineare che Tecno Center, grazie
alle proprie competenze, ha realizzato un utile accessorio
che permette di movimentare con precisione e in sicurezza
CAM2 Laser Tracker all’interno dello stabilimento di Venaria Reale. Si tratta di un pallet costruito con profilati di vario
tipo in lega di alluminio, che permette di fissare Laser Tracker
rapidamente, senza smontarlo e rimontarlo ogni volta, e di
108
cura risultati perfetti”. Ha quindi specificato Laurenti: “Grazie
a CAM2 Laser Tracker certifichiamo caratteristiche geometriche e prestazionali dei nostri sistemi multi-asse, per posizionamenti di precisione”.
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
Tecno Center - www.tecno-center.it
CAM2 - www.cam2.it
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ivi.
La rete elettrica è smart
Nell’ambito della gara lanciata da Expo 2015 che ha visto Enel
aggiudicarsi il ruolo di ‘smart energy partner’, Siemens è stata
selezionata come fornitore primario di tecnologie legate agli
aspetti smart della rete elettrica di distribuzione
Siemens è ufficialmente partner strategico di Enel per la tecnologia smart
grid a Expo Milano 2015 e supporta Enel
nella progettazione e nello sviluppo
delle soluzioni che renderanno intelligente la rete elettrica di Expo. Grazie ai
software sviluppati da Siemens sarà possibile, attraverso una ‘control room’, verificare lo stato di funzionamento di tutti i
dispositivi presenti nella rete, effettuare
operazioni di telecomando sugli stessi e
supportare i processi di manutenzione
ordinaria e straordinaria, segnalando
l’eventuale presenza di guasti e anomalie. Tali funzionalità di supervisione e
controllo verranno realizzate tramite le
soluzioni di Siemens: EMS, ST, ST-Web.
Il supporto di Siemens avverrà anche
attraverso la fornitura di una parte degli
apparati: dall’integrazione delle fonti
rinnovabili alle soluzioni per la gestione
attiva della domanda di energia, dalla
mobilità elettrica fino all’energy storage. La partnership strategica con Enel
per Expo Milano 2015 è il risultato di un
approccio strutturato e sistematico alla
città e ai grandi eventi che Siemens Italia sta sviluppando da tempo. Da diversi
anni infatti Siemens sta concentrando la
propria attenzione sulle città e sui temi
della sostenibilità ambientale. “Abbiamo
una sfida tecnologica importante” dice
Federico Golla, presidente e amministratore delegato di Siemens Italia “far funzionare il sistema energetico complesso
di Expo e farlo in modo intelligente, abbattendo i consumi e garantendo a tutti
gli utenti accesso facile ai servizi”.
Dentro il futuro
Il futuro è qui. È quanto abbiamo tutti
pensato visitando il centro da dove verranno erogati i servizi software per il
110
Nella control room l’Energy Management System (EMS) monitora, controlla e
ottimizza i flussi energetici relativi ai padiglioni
controllo del micro grid costruito per l’esposizione internazionale in collaborazione
con Enel. Il centro di controllo, sviluppato da un team di ingegneri, gli stessi che sono
già al lavoro nella sede di via Vipiteno di Siemens, ‘Energy Management System’ è
il cuore digitale alla base del funzionamento della smart grid, l’infrastruttura tecnologica che rappresenterà il sistema nervoso dell’intera esposizione. A partire dal 1°
maggio, la data di apertura di Expo 2015, sarà accessibile ai Paesi espositori che con
un semplice smartphone potranno consultare i consumi energetici, l’illuminazione, e
la climatizzazione del proprio padiglione. Il sistema di gestione dell’energia sviluppato
da Siemens per Enel riceve anche i dati provenienti dalla piattaforma tecnologica
che controlla l’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici, quelli che si muoveranno
intorno all’area della fiera. Nella fornitura sono compresi non solo gli applicativi software ma anche i rispettivi hardware, dai quadri di distribuzione primaria di media
tensione agli apparecchi per la misurazione dei consumi energetici. Infine, è previsto
un sistema per lo stoccaggio dell’energia destinato a Palazzo Italia. “Quella con Enel
è una partnership che parte da lontano” continua Golla “contrassegnata da tappe significative come quella che nel 2009 ha permesso a Siemens di realizzare il sistema di
controllo dell’infrastruttura di ricarica delle auto elettriche, nell’ambito del progetto
e-mobility Italy di Enel e Smart. Da quel momento il nostro team milanese ha continuato a sviluppare know-how sui temi della mobilità elettrica fino a ottenere nell’ottobre 2103 il riconoscimento di centro di competenza internazionale dalla nostra casa
madre tedesca”. Dopo il taglio del nastro, per l’inaugurazione del centro, la visita è
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
proseguita in un’area di oltre 260 m2 che
simula - grazie a un lungo corridoio iniziale - una sorta di ‘spedizione’ nel futuro.
Passato il tunnel, il visitatore trova un
tavolo touchscreen, fino a raggiungere
la sala di controllo vera e propria, dove
un’area ospiti è separata dalle postazioni
dei tecnici da una parete di vetro (smart
glass) in cui è possibile proiettare di rimando quello che vedono gli operatori
sui loro monitor e mega schermi. Qui è
già possibile scoprire in anteprima come
funziona e quali sono le caratteristiche
del software che gestirà la rete di Expo.
Il tavolo touch fornisce informazioni su alcune delle best practice relative alle
tecnologie smart grid
Nel cuore della smart grid
Energy Management System (EMS) è
una piattaforma tecnologica innovativa
basata su tecnologia cloud e sviluppata
dalla divisione Smart Grid di Siemens
Italia con l’obiettivo di offrire un’applicazione all’avanguardia per il monitoraggio, controllo e ottimizzazione dei flussi
energetici di una smart grid, microgrid o
smart city. Tramite un’interfaccia utente,
semplice e intuitiva, si posiziona come lo
smart grid – o smart city – energy management portal. La soluzione EMS integra
dispositivi e sistemi per il monitoraggio dei consumi/produzione e sistemi
di supervisione e controllo a livello di
grid operation: smart meter e sistemi
di meter data management; Scada per
la supervisione e controllo della rete di
distribuzione elettrica (ST); Scada per
la supervisione e controllo di consumi
e generazione all’interno di micro grid
(Siemens Dems, Decentralized energy
management system). Inoltre, EMS integra, in linea con le esigenze delle moderne smart city, dispositivi e sistemi che
gestiscono le entità di maggior consumo
energetico: sistemi per la gestione degli
impianti di automazione degli edifici
(Siemens Desigo); sistemi per la gestione della mobilità elettrica (Siemens
E-car Operation Center); sistemi per la
gestione dell’illuminazione pubblica.
Per il telecontrollo della distribuzione
elettrica, Siemens mette in campo ST, il
sistema con funzioni di Scada evoluto e
DMS (Distribution Management System)
integrato con ST-Web, la suite applicativa
che, partendo dalle informazioni generate da ST, offre funzioni di supervisione
e di elaborazione integrata nei processi
aziendali coinvolti nella gestione del
processo elettrico. Tra le numerose funzionalità disponibili vi sono la rappresentazione georeferenziata dello stato di alimentazione della rete aggiornato in tempo
reale e la previsione della produzione e degli impianti di generazione da fonti rinnovabili connessi alla rete, oltre alla gestione dell’energy storage. EMS riceve, inoltre,
dati dall’E-car Operation Center, la piattaforma tecnologica IT, sviluppata interamente
in Italia dalla Divisione Smart Grid, per la gestione dell’infrastruttura di ricarica dei
veicoli elettrici. Tale soluzione è in grado di erogare servizi ai clienti finali e, allo stesso
tempo, a tutti gli stakeholder coinvolti nel processo di ricarica. Il software, grazie alla
connessione con i sistemi di telecontrollo delle reti elettriche di distribuzione dell’energia, è predisposto all’invio dei dati delle ricariche (quali consumo, autorizzazioni
ecc.) ai sistemi deputati alla rendicontazione e all’emissione delle fatture per il cliente
finale e consente la completa interoperabilità tra diverse infrastrutture di ricarica grazie all’implementazione di logiche di roaming analoghe a quelle utilizzate nel mondo
delle telecomunicazioni mobili.
Antonella Pellegrini
Siemens – www.siemens.it
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
111
AO
AUTOMAZIONE DOMANI
di Evaldo Bartaloni
N
on è facile scrivere, con
cognizione di causa cercando d’evitare luoghi
comuni e spot pubblicitari, sul futuro dell’automazione. Il suo mondo
propulsivo è costituito
da migliaia di centri
vitali ricchi d’esperienze, di conoscenze
di potenzialità. S’intrecciano intuizioni,
interessi, strategie, progetti, programmi
d’investimenti che da un lato cercano di
ottimizzare l’esistente e dall’altro guardano
al futuro in termini d’innovazione. Il tutto
in un contesto di crisi economica che, al
momento, lascia intravedere solo alcuni
bagliori di ripresa delle produzioni nei diversi settori industriali. Nei suoi sviluppi
futuri, l’automazione non potrà non tener
conto di quanto gli assetti produttivi, le organizzazioni aziendali, la composizione del
mondo del lavoro siano cambiati nel corso
di questi anni difficili. Al contrario questi
cambiamenti dovrà assecondarli per favorire nuovi scenari che comprendano
prodotti con alto contenuto tecnologico,
di elevata qualità e con costi competitivi
nel mondo globalizzato. Il nostro Paese, lo
abbiamo detto tante volte, avrà speranza
di tornare a dare lavoro e benessere ai suoi
giovani solo se riuscirà a far fare un salto
di qualità ai suoi prodotti (intesi in senso
lato: dal cibo, alle nuove colture, al made in
Italy oltre ovviamente ai settori industriali
tradizionali) e migliorare l’efficienza del
proprio sistema produttivo. Quanto spazio
di miglioramento c’è ancora in settori vitali
dell’economia! Pensiamo all’energia: alla
necessità di produrla con minor impatto
ambientale, all’esigenza fondamentale
di abbatterne i costi e ridurne i consumi.
Pensiamo ai servizi: alla connettività, alla
mobilità delle persone e delle merci, alla
pubblica amministrazione, alla erogazione
delle acque, alla tutela del territorio, alla
qualità dell’aria ecc. Pensiamo alla nuova
agricoltura: alle colture biologiche, all’uti-
112
lizzo oculato delle risorse idriche, al tema della vini-coltura e così via. Insomma abbiamo
coscienza che l’automazione, insieme ad altre discipline scientifiche e tecnologiche, potrà
giocare un ruolo importante nell’ammodernamento del sistema produttivo. Ma in che
modo? Non credo sia possibile definire un quadro esauriente di contenuti. I contenuti
vanno considerati in divenire, sia perché lo sono veramente nel pensiero e nelle esperienze diffusi, sia perché chi ha progetti innovativi si guarda bene, per ovvie ragioni, di
divulgarli prima che questi divengano prototipi proprietari o prodotti da annunciare. Ciò
che sembra essere sicuro è che nei prossimi anni ci sarà una crescita esponenziale dell’offerta di automazione nei diversi campi e per le molte applicazioni vecchie e nuove. Questa crescita sarà favorita dalla sempre maggiore confidenza che le persone (utilizzatrici)
avranno con la tecnologia. Si potrà contare non solo sullo skill dei giovani, ma anche sul
know-how che si va diffondendo, per certi versi in modo sorprendente, fra le generazioni
degli adulti. Per quanto mi riguarda suggerisco, sulla base della mia personale esperienza,
i temi della diagnostica e della manutenzione a distanza, da non confondere con il telecontrollo e la telegestione già ampiamente praticati in molte fattispecie. Il mio suggerimento si riferisce alla telediagnostica (soprattutto intesa come diagnostica predittiva) e la
telemanutenzione. Nel futuro, più o meno remoto e affascinante, si può immaginare che
miliardi di smart device, in rete con IPv6 e IoT, possano scambiarsi preziose informazioni
utili per la diagnostica e per l’eventuale manutenzione. Nel futuro prossimo (e forse già nel
presente) si può più concretamente pensare di mettere insieme le informazioni e i tool di
diagnostica che l’attuale generazione di smart device e le molte applicazioni presenti sul
mercato forniscono per realizzare servizi destinati agli end user. Tutti i device con interfaccia a bus di campo, sia quelli seriali o IEC 61158 (Profibus, Modbus, FF ecc.), sia quelli Ethernet based (Ethercat, Profinet ecc.) sono in grado di fornire puntali informazioni utili per la
propria diagnostica. Ma anche il vecchio e rimodernato Hart può fare la stessa cosa. Con
un piccolo sforzo e un po’ di fantasia c’è la possibilità di diagnosticare da remoto anche la
rottura di una termocoppia, piuttosto che la rottura di un sensore di pressione o di livello,
o il degrado di un motore. Ci siamo più volte lamentati che le informazioni cosiddette intelligenti non vengono usate in modo adeguato. Forse, se riusciamo a portarle a ‘sistema’,
se riusciamo cioè a concentrarle in un’unica soluzione applicativa o in poche, ‘easy’ ed
efficaci soluzioni applicative, si otterranno gli auspicati benefici tecnici ed economici. Propongo, in sostanza, soluzioni hardware e software che mettano insieme più tecnologie,
diversi vendor e forniscano, da remoto, con l’ausilio di centri specializzati, servizi tempestivi agli utilizzatori. Vorrei che l’addetto alla manutenzione di un’azienda, che aderisce
a questi servizi, fosse avvisato via mail o sms che il dispositivo del suo impianto con tag
X sta degradandosi o si è appena rotto. Vorrei che lo stesso manutentore fosse avvisato
dallo stesso servizio che le performance della sua rete di campo si stanno abbassando e
che, quindi, c’è bisogno di fare un certo intervento. Vorrei che questo intervento potesse
essere guidato da remoto, che a questo manutentore venissero fornite, con l’ausilio di
una telecamera, di un tablet o di uno smartphone, indicazioni concrete step by step sulle
cose da fare. Probabilmente non dico nulla di nuovo, qualcuno starà già ponendosi questi
obiettivi. Sono però ragionevolmente sicuro che, date le attuali dinamiche di conduzioni
aziendali, chi riuscirà a fornire questi servizi realizzerà un considerevole business.
Comitato tecnico Automazione Oggi
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
Foto tratta da www.wordpress.com
L’automazione del futuro
Mostre
Convegno
2015
10 marzo
m
2015
MC4-Motion Control for 2015
MC4-M
18 giugno 2015
ITE Day – Industrial Technology Efficiency Day 2015
INDUSTRIAL D
TECHNOLOGY A
EFFICIENCY Y
Data da segnare in agenda! Impossibile mancare
all’edizione 2015 di
d MC4-Motion Control for
che in questi anni si è sempre confermata essere
l’appuntamento di riferimento per chi vuole
conoscere in modo approfondito tutte le tecnologie
per il controllo del movimento al servizio di macchine
e impianti. Un solo giorno, una vera full immersion.
15 ot
ottobre 2015
S&PI – Sensors a
and Process Instrumentation 2015
S PI
&
Dopo il riscontro positivo registrato da parte delle
aziende espositrici e dei partecipanti, Fiera Milano
Media propone in linea con la scorsa edizione una
sessione plenaria realizzata con l’autorevole
contributo di Business International, le sessioni di
presentazione dei prodotti ad opera delle aziende
espositrici e i laboratori organizzati dalle
Redazioni in collaborazione con primarie aziende
del settore durante i quali i visitatori potranno
imparare veramente qualcosa sui prodotti, come
utilizzarli, e come realizzare vere e proprie
applicazioni sotto la guida di esperti.
10 dicembre 2015
Machine Automation
SENSORS
& PROCESS
INSTRUMENTATION
Unica mostra convegn
convegno dedicata all’automazione,
alla sensoristica e alla strumentazione di processo,
S&PI si presenta quest’anno
ques
con una formula rinnovata
e ricca. Due le sessioni
session importanti: “Tech”, nella quale
si parlerà delle metodo
metodologie di rilevazione e misura
più promettenti nell’attuale
nell’att
scenario tecnologico,
di comunicazione, di bus
b di campo e wireless,
e “Industry” in cui ci si focalizzerà su alcuni tra i più
rilevanti settori applica
applicativi per le soluzioni
di automazione e strum
strumentazione di processo:
Oil & Gas,Acqua e Life Science.
O
L’evento quest’anno si focalizzerà sul tema del packaging
con particolare attenzione ai settori applicativi
del food&beverage e del life science: focus principale
saranno la tracciabilità dei prodotti e l’identificazione,
con interessanti excursus nel mondo della visione artificiale
quale chiave di volta per migliorare la qualità dei manufatti
e ottimizzare i processi in linea e a fine linea. La formula
proposta è teorico-pratica: in una sola giornata si potrà
partecipare alla sessione convegnistica ‘tecnologica’,
alla parte espositiva e ai tanto attesi laboratori.
Una modalità in grado di fare davvero ‘cultura’.
Per informazioni: Elena Brusadelli Tel. 335 276990
www.mostreconvegno.it
elena.brusadelli@fieramilanomedia.it
AO
AUTOMAZIONE USA
La nuova rivoluzione
del manifatturiero
è nelle nostre mani
N
el settore manifatturiero, la notizia più importante dell’estate non
ha nulla a che fare con la
produzione. Apple e IBM
stanno collaborando.
Questa è una evoluzione culturale significativa. Tempo fa, infatti, Apple stessa si
definiva l’antitesi di IBM. Eppure oggi,
nessuna delle due aziende fa ricavi dalla
vendita di personal computer.
I ricavi di IBM derivano principalmente
da software e servizi per le aziende. Le
sue soluzioni di database, in concorrenza con Oracle, sono state adottate da
molte grandi imprese. E i problemi che
deve affrontare sono gli stessi di Oracle
e SAP: l’integrazione è ancora ben al di
sotto delle aspettative e per le aziende,
che hanno pesantemente investito nei
loro software e nei servizi, il ritorno
all’investimento è ancora insoddisfacente.
Le vendite di Apple, come è noto, derivano dai piccoli dispositivi. Dal mio
punto di vista, è la totale realizzazione
del sogno di Steve Jobs, a metà degli
anni ‘80: sviluppare computer facili e intuitivi che chiunque potesse utilizzare. E
oggi questa sua visione si è materializzata in una sorta di computer che non
viene più utilizzato dalla propria postazione di lavoro, ma che può comodamente stare nella tasca dei pantaloni.
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Gli iPhone e gli iPad (così come i loro cugini Android) sono riusciti a penetrare nelle
imprese molto più velocemente rispetto ai PC, durante gli anni ‘80. E con molta
meno angoscia. Una volta che tutti gli elementi tecnologici sono maturati - sensori,
grafica, design, interfacce, telecamere, software - i dispositivi mobili hanno conquistato la fabbrica, prima ancora che i responsabili delle infrastrutture IT aziendali se ne
potessero rendere conto. E questo significa che chiunque lavori in una fabbrica, dal
manager all’ingegnere, fino all’operatore, ha più potere nella propria tasca rispetto a
chi, a suo tempo, progettò il primo razzo sulla luna. I dati di produzione ora vengono
automaticamente inseriti nei database aziendali e le persone non hanno più la necessità di cercare affannosamente le informazioni di reparto in reparto. Oggi tutto è
in rete, tutto è connesso: persone, macchine, dispositivi e database.
Le aziende stanno sviluppando app da diversi anni. Qualche anno fa, quando John
Hanks era in National Instruments, mi ha mostrato alcune app che stava sviluppando
proprio come esperimento. Opto 22 ha avuto app per i telefonini per alcuni anni. Sul
mio iPhone ci sono applicazioni di Wonderware (Schneider Electric/Invensys) e GE
Intelligent Platforms. Mi aspetto di vederne molte di più negli anni a venire.
Un operatore ha un problema con una macchina? Basta prendere l’iPhone, chiamare
un tecnico, mostrargli un video esplicativo del problema in tempo reale, discuterne
insieme, arrivare a una soluzione, immettere un ordine di lavoro, effettuare il log-in
per accedere alla schermata che mostra il problema e, infine, tornare alla produzione.
Questo non solo è possibile, ma effettivamente accade nelle fabbriche lungimiranti.
Qualche anno fa, Ron Monday di Online Development e Fred Yentz di ILS Technology mi hanno mostrato come i PLC potevano essere connessi ai database di IBM.
Mitsubishi Industrial Automation ha collaborato con ILS per la sua eF@ctory e cercato di convincere i clienti dell’affidabilità e del forte vantaggio competitivo che
offriva. Concludendo, oggi abbiamo di gran lunga eclissato quelle prime visioni.
La prossima rivoluzione manifatturiera è già in atto, nel momento stesso in cui guardiamo il tablet o lo smatphone che abbiamo nelle nostre mani!
Gary Mintchell, [email protected], fondatore ed editore di The Manufacturing Connection, scrive di manufacturing, leadership e tecnologia, blogger su www.themanufacturingconnection.com
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
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STRATEGIE ƕ MACROECONOMIA ƕ NUOVI MERCATI ƕ INTERNAZIONALIZZAZIONE ƕ FINANZA ƕ FORMAZIONE ƕ INNOVAZIONE
La rivista per il management
AO
AVVOCATO
di Cristiano Cominotto, Simone Melzi
Responsabilità aziendale
e decessi ‘da troppo
lavoro’
C
on una recente sentenza
(9945/2014) la Corte di
Cassazione ha ritenuto
responsabile il datore di
lavoro ove un proprio
dipendente muoia di infarto a causa dell’eccessivo carico di lavoro.
Il caso in esame non si configura purtroppo come isolato: tristemente nota la vicenda lo
scorso anno di uno studente
tedesco trovato senza vita a
Londra. Il giovane si trovava
nella capitale inglese per
svolgere uno stage presso la
sede della Bank of America. Il
fisico del ventunenne sembra non avere retto i ritmi
e lo stress cui il prestigioso
tirocinio lo avrebbero costretto: i colleghi hanno testimoniato che il ragazzo
avrebbe lavorato per oltre 60 ore in
tre giorni, dormendo appena. La stanchezza accumulata, l’evidente ansia da
prestazione, accompagnate da un notevole carico di stress si sono trasformati
così in un mix letale. Il fenomeno della
morte per eccesso di lavoro è già noto
da tempo in Giappone, dove è stato
addirittura coniato un termine apposito (karōshi). La causa medica principale di queste tipologie di decessi è
per l’appunto rappresentata da attacco
cardiaco per smisurati carichi di sforzo e di stress psico-fisici. Da qui la necessità di
considerare con attenzione il fenomeno dell’eccesso di lavoro, soprattutto in relazione all’organizzazione aziendale adottata e alle sue conseguenze giuridiche.
Nella sentenza richiamata, la Suprema Corte ha ritenuto che la responsabilità del modello organizzativo aziendale e della correlata distribuzione del lavoro faccia carico
alla società stessa. Un’azienda non potrà quindi sottrarsi a eventuali addebiti per gli
effetti lesivi all’integrità fisica e morale dei propri lavoratori ove derivanti dalla inadeguatezza del modello organizzativo adottato, adducendo ad esempio l’assenza di
doglianze, la mancata manifestazione di disagi fisici o l’attitudine da parte dei propri
dipendenti a lavorare con grande impegno intellettuale ed emotivo alla
realizzazione degli obiettivi aziendali. La società non potrà inoltre argomentare affermando di ignorare le particolari condizioni di lavoro in cui le
mansioni affidate ai lavoratori vengano in concreto svolte. La Cassazione
infatti, sulla scorta di un ben definito orientamento giurisprudenziale,
presume, salvo prova contraria, la conoscenza in capo all’azienda delle
modalità attraverso le quali ciascun dipendente svolga il proprio lavoro,
in quanto espressione e attuazione concreta dell’assetto organizzativo
adottato dall’imprenditore con le proprie direttive e disposizioni interne.
La responsabilità dell’imprenditore per la mancata adozione delle misure
idonee a tutelare l’integrità fisica del lavoratore discende infatti da norme
specifiche, quali oggi il Decreto Legislativo 81/2008, e dalla norma di ordine generale di cui all’art. 2087 del Codice Civile. Questa ultima disposizione impone al datore
l’obbligo di adottare nell’esercizio dell’impresa tutte quelle misure che, secondo la
particolarità del lavoro in concreto svolto dai dipendenti, si rendano necessarie a
tutelare l’integrità fisica dei lavoratori, senza configurarsi del resto un’ipotesi di responsabilità oggettiva.
Il lavoratore che lamenti di avere subìto a causa dell’attività lavorativa svolta un
danno alla salute ha infatti l’onere di provare l’esistenza di tale danno, come pure la
nocività dell’ambiente o delle condizioni di lavoro nonché il nesso tra questi fattori.
Ove la prova di tali circostanze venga fornita dal lavoratore, sussisterà però sul datore di lavoro l’opposto e correlato onere di provare di avere adottato tutte le cautele necessarie a impedire il verificarsi del danno e che la malattia del dipendente
non sia ricollegabile alla inosservanza di tali obblighi, incorrendo altrimenti nel risarcimento del danno per le lesioni causate.
Risponde alla nostra rubrica l’Avv. Cristiano Cominotto di Milano specializzato nelle
problematiche legali in campo elettronico, informatico e dei sistemi di produzione.
Chiunque desiderasse proporre o approfondire argomenti legali su queste pagine
può telefonare al n. 02/5450823 o scrivere a: [email protected]
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SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
AO
NEWS
a cura della redazione
AMK Drives & Controls
non richiede l’aggiunta di ulteriori sensori per
determinare la presenza di un pezzo, rileva le
parti individuando una caratteristica particolare,
non semplicemente uno dei bordi, traccia i componenti lungo la linea di produzione senza richiedere alcun intervento manuale su di essi. Oltre
La richiesta del mercato di avere interfacce HMI
sempre più prestanti in termini di portabilità,
funzionalità e sicurezza pone i costruttori di sistemi per l’automazione di fronte alla necessità
di mettere i propri clienti in condizione di far
fronte a queste esigenze. Per questo motivo,
AMK offre ai clienti la possibilità di realizzare
interfacce HMI su pannelli e dispositivi mobile
attraverso l’ambiente Qt. È questa una libreria
multipiattaforma per lo sviluppo di programmi
con interfaccia grafica tramite l’uso di widget,
che usa il linguaggio C++ standard, ma esistono
interfacce per Java, Python, C, Perl e PHP. Inoltre, Qt permette lo sviluppo software secondo la
filosofia ‘write once, compile anywhere’, letteralmente ‘scrivi una sola volta e compila ovun-
que’. In altre parole, permette agli sviluppatori
di scrivere codice sorgente perfettamente compilabile su diversi sistemi operativi per PC, come
MS Windows, MacOS X, Linux, Solaris, HP-UX,
molte versioni Unix con grafica X11 ed embedded Linux e per i dispositivi mobile Symbian OS
(Nokia), Android (Acer, Dell, HTC, Huawei, LG,
Motorola, Samsung, Sony Ericsson, Google, Kyocera ecc.), iOS (iPhone) e Windows 8. In questo
modo, è possibile sviluppare HMI per diverse
piattaforme sia su panelli fissi, sia su dispositivi
mobile (tablet e smartphone). L’estrema versatilità di questo strumento permette di scegliere,
quando si progetta l’HMI, tra una vasta gamma
di elementi grafici moderni e accattivanti, inclusi:
touch panel preconfigurati, pulsanti con colori e
forme personalizzabili, elementi grafici in 3D e
oggetti tipici dell’automazione quali handswheel
e cursori slide. L’ambiente di programmazione
dei controllori AMK (Codesys) dialoga con Qt e
può scambiare dati in tempo reale. È così possibile realizzare interfacce operatore intuitive e ad
alte prestazioni in termini di velocità di risposta.
www.amk-drives.it
Schneider Electric
Altivar Process è una nuova gamma di inverter
Schneider Electric dedicata alle applicazioni di
processo da 0,75 kW a 1,5 MW che integra, oltre
alle tradizionali funzioni di controllo del motore e
dell’applicazione, anche servizi a valore aggiunto
che sono rivolti all’ottimizzazione dei processi e
del business, migliorando la gestione del ciclo di
vita degli asset e la gestione dei consumi energetici. Grazie alla possibilità di monitorare con
funzionalità evolute le condizioni del sistema e
dei suoi stessi componenti interni, Altivar Process garantisce che le applicazioni operino sempre al livello ottimale di efficienza.
Attraverso queste nuove funzionalità integrate,
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Altivar Process consente un’ulteriore ottimizzazione dei costi di gestione, pari a circa l’8%,
individuando istantaneamente le variazioni di
efficienza e monitorando l’alimentazione motore
con un’accuratezza molto elevata (<5%). Il sistema di automazione può quindi adattarsi in
tempo reale a un’eventuale perdita di efficienza,
minimizzandone l’impatto negativo. Altivar Process può anche ridurre del 20% le interruzioni di
servizio, grazie a funzioni di manutenzione predittiva e di diagnostica avanzate. Queste funzioni
sono rivolte sia ad anticipare interventi di manutenzione ordinaria, sia a ottenere informazioni
relative allo stato di funzionamento dell’inverter,
rendendo più rapida la risoluzione dei problemi
e riducendo i tempi di fermo impianto e i relativi costi. Gli operatori hanno a disposizione
documentazione tecnica, supporto, informazioni
di diagnostica da consultare direttamente sui
propri device mobili. I messaggi di errore inoltre
generano QR code dinamici per consentire un
accesso immediato alle informazioni di supporto,
così da risolvere direttamente on-site in modo
efficiente i problemi; altri QR code stampati
direttamente sui drive consentono di accedere
istantaneamente ai centri di assistenza cliente e
alla risoluzione problemi online. Altivar Process
si integra perfettamente nei sistemi di automazione offrendo piena visibilità sul processo e
rendendo disponibile in modo trasparente i suoi
dati in realtime. Le funzionalità ‘Ethernet e Web
Server inside’ rendono efficace e sicuro l’accesso
a queste informazioni, in ogni momento e da
qualsiasi punto dell’infrastruttura di rete, sia a
livello di impianto, sia da PC di asset management, sia da remoto.
www.schneider-electric.com
Cognex
Facile da utilizzare, Checker 4G7C, la nuova
proposta di Cognex, è un sensore in grado di
distinguere i componenti da ispezionare in base
al colore. Con una risoluzione di ispezione di 376
x 240, Checker 4G7C è dotato di supporto Ethernet per protocolli industriali e illuminazione LED
ad alta intensità per il rilevamento e l’ispezione
di componenti e caratteristiche a una velocità di
800 parti al minuto.
Facendo parte della serie 4G, Checker 4G7C è
dotato della tecnologia brevettata di triggering
interno che offre notevoli vantaggi: innanzitutto
SETTEMBRE 2014 AUTOMAZIONE OGGI 375
alla nuova funzionalità di ispezione in base al
colore, Checker 4G7C è dotato di caratteristiche
esclusive e molto apprezzate nel settore: ottica
flessibile, configurazione semplificata, possibilità
di aggiungere un numero illimitato di strumenti
propri dei sensori per ogni singola richiesta e
uscite basate su una logica intelligente di accettazione/rifiuto.
www.cognex.com
Sick
Sick presenta il nuovo ISD400 Pro, il trasmettitore ottico di dati per una comunicazione semplice e veloce, senza cavi. I carrelli automatici
per il deposito e il recupero delle merci utilizzano
sempre più spesso dati relativi alle posizioni calcolate in maniera dinamica. A seconda dei requisiti di produttività, ISD400
Pro può essere
programmato
per una modalità di funzionamento
ottimizzata per
alte velocità o
per perseguire un basso consumo energetico. La
trasmissione dati laser via Ethernet con banda
fino a 100 Mbit/s offre numerosi vantaggi, tra
i quali l’invio contemporaneo di immagini in
tempo reale e dati di posizione, agevolando in
questo modo l’analisi e la correzione dei guasti,
nonché l’ottimizzazione del sistema.
Le possibilità di diagnostica tramite display e
uscite digitali forniscono diverse opzioni per una
rapida messa in servizio e un’elevata disponibilità operativa. Lunga durata ed efficienza energetica sono integrati nel sistema di trasmissione:
ISD400 Pro è l’unico trasmettitore ottico dati
sul mercato in grado di offrire un trasmettitore
a luce laser che può essere spento durante le
fasi di pausa. Dal punto di vista meccanico ed
elettrico, ISD400 Pro è stato progettato per un’installazione plug & play.
Insieme ai nuovi sensori di distanza a lungo raggio della serie DL100 di Sick, i sistemi ISD400
Pro rappresentano una soluzione molto potente
per la trasmissione dei dati senza cavo e il posizionamento preciso di carrelli e trasloelevatori
nei magazzini automatici.
www.sick.it
Controllo, precisione
e flessibilità imbattibili
Riuscire a diminuire i costi, aumentare la produttività e ridurre i tempi di progettazione sono solo
alcune delle sfide fronteggiate dagli ingegneri industriali. L’approccio della progettazione grafica
di sistemi integra il software produttivo e l’hardware RIO (ad I/O riconfigurabile) per consentire
di rispondere a tali sfide. Questa piattaforma commerciale, customizzabile per qualisiasi
applicazione di controllo e monitoraggio, unisce funzioni di controllo assi, visione e I/O a un
unico ambiente di sviluppo software per realizzare rapidamente sistemi industriali complessi.
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aziendali citati sono marchi commerciali delle rispettive aziende. 13201
Il software di progettazione
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una flessibilità senza parii
grazie alla programmazione
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FPGA, semplifica il riutilizzo
zzo
del codice e ti aiuta a
programmare come pensii –
graficamente.