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PREVENZIONE introduzione Il consumo di tabacco è il maggior responsabile di malattia e la più importante causa di morte prevenibile nel mondo (1), dove si stima che circa ogni 10 secondi una persona muoia per una malattia correlata al consumo di tabacco (2). Ischemia cardiaca, patologie cerebrovascolari, infezioni delle vie respiratorie, patologia polmonare cronica ostruttiva, tubercolosi, tumori di trachea, bronchi e polmoni sono sei tra le otto principali cause di morte nel mondo, nelle quali il fumo di tabacco rappresenta, seppur in percentuali diverse, un importante fattore di rischio (1). Il tabagismo è considerato una vera e propria patologia da dipendenza e, nella classificazione internazionale delle malattie, è incluso tra i disturbi del comportamento (ICD-10 dell’OMS). Intervenire per aiutare un paziente a smettere di fumare significa, quindi, effettuare un intervento combinato che prevede un approccio sia psicologico sia farmacologico per contrastare la dipendenza data dal consumo di nicotina (3), che è il principale fattore responsabile dell’assuefazione (Tabella 1). Scopo di questo lavoro è quello di fornire al lettore uno sguardo d’insieme sull’importante ruolo che il team odontoiatrico, in particolare la figura dell’igienista dentale, può avere nel supportare il paziente fumatore nel percorso di disassuefazione dal fumo di sigaretta. dati epidemiologici In Italia, attualmente i fumatori sono più di 11 milioni, pari a circa il 22% della popolazione con più di 14 anni: il 23,9% dei maschi e il 19,7% delle femmine (4). Negli ultimi 25 anni tale percentuale è andata diminuendo, con una riduzione circa del 10% (Figura 1). Nel 1980, la popolazione fumatrice era oltre un terzo del totale (34,9%) con differenza di Fumo e salute orale: il ruolo dell’igienista dentale Elena Locatelli*, Marco Tarozzi**, Lorenza Canegallo** *Igienista Dentale **Odontoiatra n Scopo del lavoro: fornire al lettore uno sguardo d’insieme sull’importante ruolo che il team odontoiatrico, in particolare la figura dell’igienista dentale, può avere nel supportare il paziente fumatore nel percorso di disassuefazione dal fumo di sigaretta. n conSiderazioni: l’uso di tabacco ha un effetto devastante sulla salute generale e un impatto negativo sulla salute orale. I contatti che si svolgono periodicamente tra il paziente e il personale dello studio odontoiatrico offrono una straordinaria opportunità per attuare un'attività di prevenzione e disassuefazione al fumo di sigaretta. Il lavoro presenta le principali strategie descritte in letteratura per la disassuefazione dal fumo, attuabili in un contesto odontoiatrico. n concluSioni: la consulenza antifumo (da sola o abbinata ad altri trattamenti) risulta essere un intervento efficace nella cessazione di questa abitudine ed è pertanto auspicabile che possa entrare a far parte delle attività quotidianamente svolte da parte dell'igienista dentale. genere molto evidente: fumava oltre la metà degli uomini (54,3%) e solo il 16,7% delle donne (5). Nel 2010, lo scarto tra le percentuali di fumatori uomini e donne è del 4,2% (6). Un dato incoraggiante è rappresentato dall’aumento delle persone che hanno provato a smettere, riuscendoci: si passa dal 17,5% registrato nel 2007 al 18,4% del 2008 (7). Tra gli attuali fumatori, il 27,1% ha fatto almeno un tentativo di smettere, tuttavia dall’ultiAnno V - n°2 - marzo 2011 25 DentalClinics PERIODICO DI ODONTOIATRIA GENERALE EFFETTI DELLA NICOTINA E SINTOMI DA ASTINENZA Effetti della nicotina n Aumento della pressione sanguigna n Aumento delle contrazioni del cuore n Contrazione vasi sanguigni periferici n Agente principale di dipendenza e assuefazione Sintomi da astinenza n Irritabilità, frustrazione, rabbia n Impazienza, ansia n Depressione psichica n Deficit di concentrazione n Insonnia n Intenso desiderio/ansia di fumare n Alterazioni del ritmo cardiaco n Aumento dell’ appetito n Incremento ponderale Punto chiave In Italia, il consumo di tabacco è in calo e più fumatori cercano di smettere. Cala però anche l’età d’avvio al tabagismo. 26 PATOLOGIE FUMO CORRELATE Patologie cardiovascolari n Ipertensione arteriosa n Infarto miocardico n Coronaropatia n Scompenso cardiaco n Aritmie Polmonari n Asma n Bronchite cronica n Enfisema Neoplastiche n Polmoni n Cavo orale n Stomaco n Seno n Prostata n Pancreas n Vescica Tabella 1 Tabella 2 ma indagine effettuata per conto dell’Istituto Superiore di Sanità sulla popolazione Italiana, alla domanda “Lei sta pensando seriamente di smettere di fumare nei prossimi sei mesi?” soltanto il 9% ha risposto affermativamente, mentre il 13% “non sa” e il 78% “non ne ha intenzione” (4). Fa riflettere il dato relativo all’età in cui i gio- vani si avviano al tabagismo: l’età media in cui si inizia a fumare, infatti, si è abbassata dai 17,7 anni del 2003 ai 17 anni di oggi. In particolare, nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 24 anni il 34,5% ha iniziato a fumare prima dei 15 anni e il 50,8% tra i 15 e i 17 anni. L’85,3% dei ragazzi, quindi, inizia a fumare prima del 18° anno d’età (6). Figura 1 Prevalenza del fumo di sigarette secondo le indagini DOXA condotte tra il 1957 e il 2010 (4). Anno V - n°2 - marzo 2011 PREVENZIONE effetti del fumo sulla salute generale e orale Gli effetti negativi del fumo sulla salute sono ben documentati, il fumo di sigaretta è riconosciuto come fattore di rischio per diverse malattie sistemiche (Tabella 2) come il cancro ai polmoni, le malattie respiratorie e cardiovascolari ed è ampiamente dimostrata la sua influenza sulla salute orale a diversi livelli che vanno da effetti antiestetici (come la pigmentazione dentale) a malattie potenzialmente mortali come il cancro orale. Conseguenze dell’uso di tabacco sul cavo orale sono: l’aumentata suscettibilità per le malattie parodontali, la perdita prematura di elementi dentali (8), la più difficoltosa guarigione dopo terapia parodontale chirurgica (e non), l’incremento del rischio di fallimento di impianti e l’aumento di possibilità di sviluppare lesioni precancerose o cancro orale (9, 10). Proprio i segni orali dell’uso di tabacco (alitosi, pigmentazioni delle mucose, discromie dentali) sono facilmente identificabili (anche in assenza di malattia) e possono essere mostrati al paziente come elementi a sostegno della motivazione a smettere. Inoltre, la cessazione del fumo di sigaretta può aiutare ad assicurare il mantenimento dei risultati dei trattamenti odontoiatrici eseguiti (11). il ruolo del team odontoiatrico Il team odontoiatrico può rivestire un ruolo molto significativo nel promuovere con successo la disassuefazione dal tabagismo nei pazienti fumatori. I contatti che si svolgono periodicamente tra il paziente e il personale dello studio, frequenti per visite di controllo o trattamenti odontoiatrici, offrono una straordinaria opportunità di intervento con la possibilità di programmare un sostegno mirato e personalizzato (2). Dal momento che non molti dei pazienti fumatori sono consapevoli degli effetti nocivi che il fumo ha sulle strutture del cavo orale (3) l’equipe odontoiatrica e in particolare la figura dell’igienista dentale, riveste un ruolo chiave nell’informare e discutere con i pazienti le conseguenze dell’abitudine al fumo sulla salute della bocca. Nell’ultimo ventennio, le pubblicazioni che hanno valutato gli interventi adottati dagli operatori della salute per aiutare i loro pazienti a smettere di fumare sono aumentate e, facendosi sempre più evidenti le correlazioni tra fumo e malattia parodontale, diversi studi hanno indagato anche l’orientamento di odontoiatri e igienisti (prevalentemente americani o inglesi) nel fornire ai propri pazienti consigli per smettere di fumare (12 ,13, 14, 15). Il rapporto Mondiale sulla salute orale del 2003 sottolinea le numerose ragioni di ordine etico, morale nonché prettamente clinico, per cui i professionisti della salute orale dovrebbero contribuire a rinforzare i programmi di cessazione dell’uso di tabacco (16) e proprio sulla base di documenti emanati per la sanità pubblica sono state prodotte linee guida e indicazioni pratiche per la cessazione dell’abitudine al fumo anche nell’ambito specifico dell’attività odontoiatrica (17). Il recente Consensus Report elaborato durante il secondo “European Workshop on Tobacco Use Prevention and Cessation for Health Professionals” sottolinea l’importanza di introdurre l’attività di “Tobacco Use Prevention and Cessation” (TUPAC) quale compito proprio degli operatori della salute orale e propone un modello applicativo che include interventi di disassuefazione suddivisi in tre livelli (base, intermedio o avanzato), a seconda delle metodologie messe in atto per aiutare i fumatori a smettere di fumare (18). Dalla letteratura abbiamo la conferma che gli interventi antifumo, attuati anche in ambiente odontoiatrico, sono efficaci e a basso costo. Un intervento antifumo porta, a breve termine, a un significativo guadagno in salute Punto chiave Il fumo è un noto fattore di rischio per diverse patologie orali e sistemiche e va attivamente scoraggiato. Punto chiave Gli odontoiatri e gli igienisti dentali possono rivestire un ruolo di primo piano nel favorire la disassuefazione. Anno V - n°2 - marzo 2011 27 DentalClinics PERIODICO DI ODONTOIATRIA GENERALE Punto chiave Gli interventi antifumo in ambito odontoiatrico si sono dimostrati efficaci ed effettuabili a basso costo. Punto chiave La disassuefazione può essere favorita con minimal advice o con un counselling più strutturato e protratto nel tempo. 28 Anno V - n°2 - marzo 2011 per il paziente e, a lungo termine, a una riduzione dei costi di assistenza medica per le patologie legate al tabacco (14, 19). Tuttavia, gli interventi sul fumo non rientrano ancora nella pratica clinica di molti professionisti della salute orale. dipendenti. È importante che anche da parte del team odontoiatrico, come indicato nelle raccomandazioni rivolte ai medici, venga identificato e documentato lo status tabagico di tutti i pazienti, determinando se sono “fumatori”, “ex fumatori” o “non fumatori” (23). in pratica il counselling per la cessazione del fumo: tecniche e strategie L’equipe odontoiatrica gode di una posizione privilegiata per contribuire al controllo del consumo di tabacco in un gran numero di modi complementari (20): n come modelli di stile di vita, non fumando; n consigliando ai pazienti di non fumare; n indirizzando i pazienti verso servizi di controllo dell’abitudine al fumo; n parlando del problema in pubblico; n facendo approvare politiche pubbliche per il controllo del consumo di tabacco; n ricordando ai pazienti fumatori a ogni visita gli effetti che il fumo ha sulla salute del cavo orale (21). Attualmente, esistono numerosi trattamenti efficaci per la cessazione del fumo attuabili anche nel contesto odontoiatrico e l’evidenza scientifica mostra come la consulenza antifumo (da sola o abbinata ad altri trattamenti) sia efficace nella cessazione di questa abitudine (22). Sono molte le tipologie di pazienti che i membri del team odontoiatrico possono aiutare a smettere di fumare: per esempio, le donne in gravidanza, che frequentemente consultano l’odontoiatra (o l’igienista dentale) durante la gestazione. Un gruppo cui deve essere posta particolare attenzione è rappresentato dai giovani: molta energia va concentrata sulla prevenzione (cercare di incoraggiare i ragazzi a non iniziare a fumare, rinforzando positivamente la loro condizione di “non fumatori”) oltre che sulla disassuefazione. Non meno importante è aiutare i giovani fumatori, che provano le prime sigarette, a smettere prima che ne diventino totalmente Interventi brevi della durata all’incirca di tre minuti possono contribuire ad aumentare significativamente la percentuale di cessazione dell’abitudine al fumo e sono indicati per tutti i pazienti “fumatori” che non abbiano intenzione di smettere o per gli “ex fumatori” che abbiano ripreso a fumare (24). Vengono definiti minimal advice e si articolano su tre tappe: stabilire una relazione d’aiuto; verificare la motivazione a smettere; fornire la possibilità di intraprendere un trattamento di disassuefazione o inviare il paziente a un centro specializzato (25). Il counselling si differenzia dall’intervento breve perché si sviluppa attraverso più tappe atte a definire e a sostenere il paziente durante il percorso di disassuefazione dal fumo. Il livello di successo ottenibile con questo tipo di intervento (svolto sia a livello individuale sia di gruppo) è proporzionale alla quantità di tempo dedicata. L’efficacia, infatti, aumenta in modo proporzionale ai minuti dedicati a ciascun paziente (24). Da sottolineare che l’efficacia risulta correlata positivamente anche al livello di formazione e di esperienza dell’operatore (25). La strategia di counselling raccomandata e descritta da tutte le principali linee guida emanate dalle organizzazioni nazionali e internazionali, segue il cosiddetto “metodo delle cinque A” (15, 22, 26, 27). Questo modello descrive cinque fasi per la promozione della cessazione del fumo che consistono nel: “Chiedere” (Ask) al paziente se PREVENZIONE fuma, quanto fuma e quanto è radicata la sua abitudine; “Consigliare” (Advise) di smettere di fumare, sottolineando i benefici della cessazione del fumo sulla salute sia generale sia del cavo orale; “Valutare” (Assess) la possibilità di fare un tentativo di smettere di fumare; “Assistere” (Assist) coloro che sono disposti a fare un tentativo di smettere di fumare, esaminando gli ostacoli che si possono incontrare; “Organizzare” (Arrange) una serie di visite di follw-up per prevenire ricadute (22) (Box 3). Nella fase di Assess è utile somministrare al paziente il test di Fagerström per calcolare il livello di dipendenza dalla nicotina e poter così inquadrare il paziente come “leggero”, “medio” o “forte” fumatore (28). Tale test focalizza l’attenzione sulle abitudini del soggetto relativamente al tempo trascorso dal risveglio all’accensione della prima sigaretta, al numero di sigarette fumate in un giorno e all’abitudine a fumare in luoghi pubblici e durante i periodi di malattia (Tabella 4). Il test di Fagerström consiste in sei domande a cui viene associato un punteggio. In base al valore raggiunto il grado di dipendenza dalla nicotina viene suddiviso in: molto basso, basso, medio, alto o molto alto. Per l’applicazione di tale modello in ambito odontoiatrico è stata definita una versione semplificata, cosiddetta delle “quattro A” (Ask, Advise, Assess, Arrange) (21), che enfatizza al punto Arrange l’oppotunità di indirizzare i pazienti verso centri di riferimento antifumo specifici (29, 30). In un recente lavoro, Ramseier ha descritto una possibile applicazione di tale approccio da parte dell’igienista dentale, proponendo una serie di moduli sviluppati ad hoc utili a supportare l’attività di counselling antitabagico svolto nello studio odontoiatrico (3). Ulteriori strategie per disincentivare il paziente fumatore descritte in letteratura sono il “modello ABC” o il “modello delle cinque R”. Il primo, descritto da linee guida Neo Zelandesi, si divide nelle seguenti fasi: “Chiedere al paziente se fuma” (Ask); “Dare brevi consigli sulla cessazione del fumo a MODELLO DELLE 5 A n Ask (chiedere) A tutti i pazienti chiedere se fumano. n Advise (consigliare) A tutti i fumatori consigliare di smettere di fumare. n Asses (valutare) Tra i pazienti fumatori si deve valutare la volontà di smettere di fumare. n Assist (assistere) Assistere i fumatori che hanno intenzione di smettere fornendo consulenza, supporto psicologico, eventualmente raccomandando un trattamento farmacologico, fornendo materiale informativo. n Arrange (organizzare) Organizzare visite di follow-up. Tabella 3 tutti i pazienti fumatori” (Brief); “Fornire il supporto per la cessazione a coloro che vogliono smettere di fumare” (Cessation) (31). Il secondo, mirato al paziente che non ha intenzione di smettere di fumare, è focalizzato soprattutto sugli aspetti motivazionali e si suddivide nelle seguenti fasi: Relevance (importanza), Risks (rischi), Rewards (benefici), Roadblocks (ostacoli) e Repetition (ripetizione). Nella prima fase è necessario indicare al paziente i motivi per cui è importante smettere di fumare, facendo leva su motivazioni familiari, sociali o mirate alla storia personale del soggetto. Successivamente, si sottolineano i rischi che il fumo può causare alla salute generale e del cavo orale e, al contrario, i benefici che la cessazione del fumo può comportare. Infine, vengono identificati i principali ostacoli che il paziente può incontrare durante il percorso di disassuefazione e deve essere fornita una strategia adeguata per poterli superare. L’intervento motivazionale deve essere ripetuto ogni volta che un paziente con scarsa motivazione si presenta a una visita (15, 22). Bisogna sempre tenere presente che la cessazione del fumo è un processo difficile e un fumatore può aver bisogno di più tentativi prima di riuscire a smettere definitivamente Punto chiave Educare e motivare sono le due azioni fondamentali per aiutare i pazienti a smettere di fumare in modo definitivo. Anno V - n°2 - marzo 2011 29 DentalClinics PERIODICO DI ODONTOIATRIA GENERALE Punto chiave La valutazione preliminare del grado di dipendenza aiuta a individuare il piano di disassuefazione più opportuno. TEST DI FAGERSTRÖM PER LA DIPENDENZA DALLA NICOTINA Domande Risposte n Dopo Entro 5 minuti 6-30 minuti 31-60 minuti più di 60 minuti 3 2 1 0 n Le Sì No 1 0 nA Alla prima del mattino A tutte le altre 1 0 31 o più da 21 a 30 da 11 a 20 10 o meno 3 2 1 0 n Fuma Sì No 1 0 n Fuma Sì No 1 0 quanto tempo dal risveglio fuma la prima sigaretta? riesce difficile non fumare in luoghi dove vige il divieto? (ufficio, cinema..) quale sigaretta le riesce più difficile rinunciare? n Quante sigarette fuma in un giorno? più spesso durante le prime ore dopo il risveglio rispetto al resto della giornata? anche se è così ammalato da restare a letto per la maggior parte del giorno? Punteggio Risultato - Dipendenza dalla nicotina 0-2 punti 3-4 punti 5-6 punti 7-8 punti 9-10 punti Molto bassa Bassa Media Alta Molto alta Punteggio Tabella 4 Punto chiave Contrastando i sintomi d’astinenza, l’uso dei sostituti della nicotina può migliorare l’efficacia delle azioni antifumo. (23). I principali sintomi da astinenza dalla nicotina riportati dai pazienti sono: cefalea, disturbi gastrointestinali, insonnia, depressione e aumento dell’appetito (Tabella 1). Tali sintomi possono venire significativamente ridotti mediante l’assunzione dei sostituti nicotinici. In particolare, l’intervento sarà tanto più efficace quanto più sarà mirato al grado di dipendenza dalla nicotina e alle abitudini del fumatore (3). Supporto farmacologico alla dismissione dal fumo di sigaretta 30 I farmaci che possono contribuire ad aumentare a lungo termine il grado di astinenza dal fumo di sigaretta si suddividono in “nicotiniAnno V - n°2 - marzo 2011 ci” (anche conosciuti come NRT - Nicotine Replace Therapy) e farmaci “non nicotinici”. Il bupropione (antidepressivo), la vareniclina (agonista parziale dei recettori nicotinici, specificamente studiato per la disassuefazione dal fumo di sigaretta) e i sostituti nicotinici (gomme, spray, cerotti e inhaler) sono i farmaci considerati di “prima linea” e si sono dimostrati in grado di aumentare il grado di astinenza a lungo termine dal fumo di sigaretta (24, 32). Mentre i primi due farmaci richiedono la prescrizione del medico, i sostituti nicotinici sono preparati da banco che possono essere acquistati direttamente in farmacia. Pur individuando nel medico la figura professionale indicata a prescrivere e seguire nel tempo tale terapia è importante il ruolo informativo e di supporto che anche gli igienisti PREVENZIONE dentali (adeguatamente formati) possono avere nel proporre e descrivere ai propri pazienti fumatori questo tipo approccio. L’intervento con sostituti nicotinici è, infatti, senz’altro quello maggiormente utilizzato nella disassuefazione dal fumo di sigaretta e della cui efficacia si hanno maggiori evidenze scientifiche (33). L’obiettivo della terapia è quello di ridurre la gravità dei sintomi di astinenza fornendo quantità determinate di nicotina “pulita” ai fumatori per circa 8-12 settimane dopo la data di cessazione, aumentando le percentuali di cessazione a breve e a lungo termine e riducendo i rischi di ricaduta. I sostituti nicotinici sono disponibili in varie formulazioni (gomme da masticare, inalatori, compresse, cerotti, spray) che si differenziano in base alla velocità di distribuzione della nicotina, alla frequenza, alla facilità d’uso e al tipo di effetti collaterali (Tabella 5). Si possono suddividere in due categorie principali: a dose costante (cerotti transdermici) e a dose auto-somministrabile (gomme, compresse, compresse sub-linguali, inalatore, spray nasale). La letteratura indica che i prodotti NRT, se utilizzati alle dosi raccomandate, sono sicuri ed efficaci (33, 34). Non esiste alcuna prova che un prodotto sia migliore di un altro: ai fini del successo della terapia è importante che la modalità di somministrazione tenga conto del grado di dipendenza dalla nicotina (riscontrabile attraverso il test di Fagerström) e delle abitudini di assunzione della nicotina da parte del fumatore. Se non ci sono controindicazioni mediche specifiche per il paziente, i sostituti della nicotina possono essere utilizzati senza restrizioni (con le dovute cautele per le pazienti in gravidanza e per chi soffre di problemi cardiovascolari (3). Spiegare l’uso corretto di tali farmaci è essenziale per ottenere la giusta compliance da parte del paziente, va comunque sottolineato che i prodotti NRT non sostituiscono la volontà, la determinazione e la motivazione personale a smettere (34). igienisti e counselling antitabagico: efficacia di un intervento antifumo Per considerare il successo di un intervento antifumo è opportuno valutare tre aspetti: il tempo speso, il numero degli appuntamenti Punto chiave I pazienti vanno informati ed educati al corretto impiego dei sostituti nicotinici se si vuole trarne benefici concreti. TERAPIA CON SOSTITUTI NICOTINICI * Sostituto Nicotinico n Inalatore Effetti Collaterali Irritazione cavo orale, faringe e vie nasali. n Gomma Bruciore cavo orale e irritazione, dispepsia, esofagite. n Cerotto Irritazione cutanea locale. Insonnia seusato per 24 ore. n Spray Irritazione mucosa nasale. nasale n Compresse sublingualiIrritazione cavo orale e esofago. Dosaggio 5-15 cartucce al dì per 2 mesi fino a un massimo di 6 mesi. Confezioni da 2 mg (per fumatori che consumano < 20-25 sig/die) Confezioni da 4 mg (per fumatori che consumano > 25 sig/die) Usare fino a un max di 20 gomme al dì per 2 mesi, fino a un massimo di 6 mesi. Confezioni da 5-10-15 mg da usare per 16 o 24 h per 2 mesi, fino a un massimo di 6 mesi. È consigliabile dopo 4 settimane di alto dosaggio, usare ogni 2 settimane cerotti con dosaggi decrescenti (10 e 15 mg). 8-40 puff/die per 2 mesi, fino a un massimo di 6 mesi. 8-12 compresse al giorno, fino a un massimo di 40. Usare per 2 mesi, fino a un massimo di 6 mesi. Tabella 5 *Tratto dall’ elaborazione del manuale “Trattamento del tabagismo” a cura di B. Tinghino, 2003 (25). Anno V - n°2 - marzo 2011 31 DentalClinics PERIODICO DI ODONTOIATRIA GENERALE Punto chiave Il grado di successo dei piani antifumo è proporzionale al tempo e agli sforzi dedicati da igienisti e odontoiatri Punto chiave Formazione limitata e scarsità di tempo impediscono di attuare interventi di counselling completi e adeguati 32 Anno V - n°2 - marzo 2011 dedicati e il tipo di risposta ottenuta. I dati della letteratura ci dicono che maggiori sono il tempo e gli sforzi dedicati, superiore è il successo ottenuto (24) e l’evidenza scientifica mostra che l’intervento dell’igienista dentale nella promozione della cessazione del fumo è efficace (14, 35, 36). Il counselling antifumo effettuato dall’igienista dentale è efficace e a basso costo, sia in termini di tempo sia di denaro. Un intervento antitabagico della durata di meno di tre minuti, fornito da un’igienista dentale può far aumentare del 2% la percentuale di pazienti che smettono di fumare. Con un intervento più intensivo, della durata di 10 minuti e con l’ausilio di una terapia sostitutiva della nicotina, la percentuale arriva al 6%. Può sembrare una percentuale irrisoria, ma calcolata sull’intera popolazione di fumatori diventa, di fatto, molto significativa (21). L’analisi di tre studi clinici randomizzati controllati condotti in USA e Inghilterra conferma che l’intervento di counselling effettuato dall’igienista dentale porta a una percentuale di successo (cessazione dell’abitudine) che va dal 2,5% al 14,6% (37). igienisti e counselling antitabagico: ostacoli percepiti Nell’ultimo decennio la percentuale di igienisti che chiede ai pazienti se fumano, riportata in letteratura, è andata aumentando: in Inghilterra, per esempio si è passati dal 30% del 1996 (38) all’89% del 2007 (39). Tuttavia, nonostante un’alta percentuale di igienisti indaghi lo “stato di fumatore” dei propri pazienti, il numero di coloro che successivamente offre un aiuto concreto per abbandonare questa abitudine è basso. Poco più della metà, infatti, invita i pazienti a smettere di fumare (12, 40, 41). I principali ostacoli incontrati durante il counselling antifumo comprendono: la mancanza di formazione (che viene vista come un limite molto importante) e la scarsità di tempo. La mancanza di remunerazione non è percepita come una barriera (39, 40), mentre la ridotta compliance del paziente risulta essere un ostacolo determinante allo svolgimento dell’attività di counselling antitabagico (39). conclusioni Esistono sono prove convincenti che l’uso di tabacco ha un effetto devastante sulla salute generale (20, 42) e un impatto negativo sulla salute orale (20, 43, 44, 45). Studi scientifici dimostrano come l’igienista dentale possa aiutare e assistere con successo il paziente fumatore nel percorso di cessazione del fumo (14, 35, 36) e rivesta un ruolo importante nel dissuadere i pazienti non fumatori dall’intraprendere questa abitudine sfavorevole, oltre che nel sostenere gli ex-fumatori nel perseverare nella scelta effettuata, evidenziando i benefici di questo cambiamento di stile di vita. È pertanto auspicabile che il counselling antitabagico possa entrare a far parte delle attività quotidianamente svolte dall’igienista dentale e, ancor prima, che sia formalmente introdotta tra gli insegnamenti teorici e pratici del curriculum universitario di Igiene dentale (46). Bibliografia 1. WHO Report on the Global Tobacco Epidemic 2008. The MPOWER package WHO, 2008. 2. Johnson N. W. The role of the dental team in tobacco cessation. Eur J Dent Educ 2004; 8 (Suppl 4):18-24. 3. Ramseier CA and Fundak A. Tobacco use cessation provided by dental hygienists. 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Sito della Società italiana di tabaccologia. n Istituto superiore di sanità, Osservatorio OSSFAD-Fumo, Tabacco, Alcol: www.iss.it/ofad/index.php?lang=1. L'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga (OSSFAD) è l'organo ufficiale dell'Istituto Superiore di Sanità. Informa e forma in materia di tabagismo, alcolismo, tossicodipendenze e doping; si rivolge sia agli operatori sanitari che operano nell'ambito delle dipendenze e cercano strumenti utili per lo svolgimento della propria attività, sia ai cittadini. n “Smetti di fumare con il tuo medico” www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPiano.jsp?id=77 Una sezione del sito del ministero della Salute interamente dedicata alla cessazione dell’abitudine al fumo di sigaretta. Ultima visita effettuata il 20 Gennaio 2011. n Lega Gallagher JE, Lahtinen A, Ainamo A, Alajbeg I, Albert D, Al-Hazmi N, Antohe M E, BeckMannagetta J, Benzian H, Bergstrom J, Binnie V, Bornstein M, Buchler S, Carr A, Carrassi A, Casals PE, Chapple I, Compton S, Crail J, Crews K, Davis JM, Dietrich T, Enmark B, Fine J, Gallagher J, Jenner T, Forna D, Fundak A, Gyenes M, Hovius M, Jacobs A, Kinnunen T, Knevel R, Koerber A, Labella R, Lulic M, Mattheos N, McEwen A, Ohrn K, Polychronopoulou A, Preshaw P, Radley N, Rosseel J, SchoonheimKlein M, Suvan J, Ulbricht S, Verstappen P, Walter C, Warnakulasuriya S, Wennstrom J, Wickholm S and Zoitopoulos L. Consensus Report: 2nd European Workshop on Tobacco Use Prevention and Cessation for Oral Health Professionals. Int Dent J 2010; 60 (1):3-6. 19.Carr AB and Ebbert JO. Interventions for tobacco cessation in the dental setting. A systematic review. Community Dent Health 2007; 24(2):7074. 20.FDI/WHO. 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