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PREVENZIONE
introduzione
Il consumo di tabacco è il maggior responsabile di malattia e la più importante causa di
morte prevenibile nel mondo (1), dove si
stima che circa ogni 10 secondi una persona
muoia per una malattia correlata al consumo
di tabacco (2).
Ischemia cardiaca, patologie cerebrovascolari,
infezioni delle vie respiratorie, patologia polmonare cronica ostruttiva, tubercolosi, tumori di trachea, bronchi e polmoni sono sei tra
le otto principali cause di morte nel mondo,
nelle quali il fumo di tabacco rappresenta,
seppur in percentuali diverse, un importante
fattore di rischio (1). Il tabagismo è considerato una vera e propria patologia da dipendenza e, nella classificazione internazionale
delle malattie, è incluso tra i disturbi del
comportamento (ICD-10 dell’OMS).
Intervenire per aiutare un paziente a smettere
di fumare significa, quindi, effettuare un intervento combinato che prevede un approccio
sia psicologico sia farmacologico per contrastare la dipendenza data dal consumo di
nicotina (3), che è il principale fattore responsabile dell’assuefazione (Tabella 1).
Scopo di questo lavoro è quello di fornire al
lettore uno sguardo d’insieme sull’importante
ruolo che il team odontoiatrico, in particolare
la figura dell’igienista dentale, può avere nel
supportare il paziente fumatore nel percorso
di disassuefazione dal fumo di sigaretta.
dati epidemiologici
In Italia, attualmente i fumatori sono più di
11 milioni, pari a circa il 22% della popolazione con più di 14 anni: il 23,9% dei maschi e il
19,7% delle femmine (4). Negli ultimi 25 anni
tale percentuale è andata diminuendo, con
una riduzione circa del 10% (Figura 1). Nel
1980, la popolazione fumatrice era oltre un
terzo del totale (34,9%) con differenza di
Fumo e salute
orale: il ruolo
dell’igienista
dentale
Elena Locatelli*, Marco Tarozzi**, Lorenza Canegallo**
*Igienista Dentale
**Odontoiatra
n Scopo del lavoro: fornire al lettore uno sguardo d’insieme sull’importante ruolo che il team odontoiatrico, in particolare la figura dell’igienista
dentale, può avere nel supportare il paziente fumatore nel percorso di
disassuefazione dal fumo di sigaretta.
n conSiderazioni: l’uso di tabacco ha un effetto devastante sulla salute
generale e un impatto negativo sulla salute orale. I contatti che si svolgono
periodicamente tra il paziente e il personale dello studio odontoiatrico offrono una straordinaria opportunità per attuare un'attività di prevenzione e
disassuefazione al fumo di sigaretta. Il lavoro presenta le principali strategie
descritte in letteratura per la disassuefazione dal fumo, attuabili in un contesto odontoiatrico.
n concluSioni: la consulenza antifumo (da sola o abbinata ad altri trattamenti) risulta essere un intervento efficace nella cessazione di questa abitudine ed è pertanto auspicabile che possa entrare a far parte delle attività
quotidianamente svolte da parte dell'igienista dentale.
genere molto evidente: fumava oltre la metà
degli uomini (54,3%) e solo il 16,7% delle
donne (5). Nel 2010, lo scarto tra le percentuali di fumatori uomini e donne è del 4,2%
(6). Un dato incoraggiante è rappresentato
dall’aumento delle persone che hanno provato a smettere, riuscendoci: si passa dal 17,5%
registrato nel 2007 al 18,4% del 2008 (7).
Tra gli attuali fumatori, il 27,1% ha fatto almeno un tentativo di smettere, tuttavia dall’ultiAnno V - n°2 - marzo 2011
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DentalClinics
PERIODICO DI ODONTOIATRIA GENERALE
EFFETTI DELLA NICOTINA
E SINTOMI DA ASTINENZA
Effetti della nicotina
n Aumento della pressione sanguigna
n Aumento delle contrazioni del cuore
n Contrazione vasi sanguigni periferici
n Agente principale di dipendenza e assuefazione
Sintomi da astinenza
n Irritabilità, frustrazione, rabbia
n Impazienza, ansia
n Depressione psichica
n Deficit di concentrazione
n Insonnia
n Intenso desiderio/ansia di fumare
n Alterazioni del ritmo cardiaco
n Aumento dell’ appetito
n Incremento ponderale
Punto chiave
In Italia, il consumo
di tabacco è in calo
e più fumatori
cercano di smettere.
Cala però anche l’età
d’avvio al tabagismo.
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PATOLOGIE FUMO CORRELATE
Patologie cardiovascolari
n Ipertensione arteriosa
n Infarto miocardico
n Coronaropatia
n Scompenso cardiaco
n Aritmie
Polmonari
n Asma
n Bronchite cronica
n Enfisema
Neoplastiche
n Polmoni
n Cavo orale
n Stomaco
n Seno
n Prostata
n Pancreas
n Vescica
Tabella 1
Tabella 2
ma indagine effettuata per conto dell’Istituto
Superiore di Sanità sulla popolazione
Italiana, alla domanda “Lei sta pensando
seriamente di smettere di fumare nei prossimi sei mesi?” soltanto il 9% ha risposto affermativamente, mentre il 13% “non sa” e il 78%
“non ne ha intenzione” (4).
Fa riflettere il dato relativo all’età in cui i gio-
vani si avviano al tabagismo: l’età media in
cui si inizia a fumare, infatti, si è abbassata
dai 17,7 anni del 2003 ai 17 anni di oggi. In
particolare, nella fascia d’età compresa tra i
15 e i 24 anni il 34,5% ha iniziato a fumare
prima dei 15 anni e il 50,8% tra i 15 e i 17
anni. L’85,3% dei ragazzi, quindi, inizia a
fumare prima del 18° anno d’età (6).
Figura 1 Prevalenza del fumo di sigarette secondo le indagini DOXA condotte tra il 1957 e il 2010 (4).
Anno V - n°2 - marzo 2011
PREVENZIONE
effetti del fumo
sulla salute generale e orale
Gli effetti negativi del fumo sulla salute sono
ben documentati, il fumo di sigaretta è riconosciuto come fattore di rischio per diverse
malattie sistemiche (Tabella 2) come il cancro
ai polmoni, le malattie respiratorie e cardiovascolari ed è ampiamente dimostrata la sua
influenza sulla salute orale a diversi livelli che
vanno da effetti antiestetici (come la pigmentazione dentale) a malattie potenzialmente
mortali come il cancro orale. Conseguenze
dell’uso di tabacco sul cavo orale sono: l’aumentata suscettibilità per le malattie parodontali, la perdita prematura di elementi dentali (8), la più difficoltosa guarigione dopo
terapia parodontale chirurgica (e non), l’incremento del rischio di fallimento di impianti e
l’aumento di possibilità di sviluppare lesioni
precancerose o cancro orale (9, 10).
Proprio i segni orali dell’uso di tabacco (alitosi, pigmentazioni delle mucose, discromie
dentali) sono facilmente identificabili (anche
in assenza di malattia) e possono essere
mostrati al paziente come elementi a sostegno della motivazione a smettere. Inoltre, la
cessazione del fumo di sigaretta può aiutare
ad assicurare il mantenimento dei risultati
dei trattamenti odontoiatrici eseguiti (11).
il ruolo del team
odontoiatrico
Il team odontoiatrico può rivestire un ruolo
molto significativo nel promuovere con successo la disassuefazione dal tabagismo nei
pazienti fumatori. I contatti che si svolgono
periodicamente tra il paziente e il personale
dello studio, frequenti per visite di controllo
o trattamenti odontoiatrici, offrono una
straordinaria opportunità di intervento con la
possibilità di programmare un sostegno
mirato e personalizzato (2).
Dal momento che non molti dei pazienti
fumatori sono consapevoli degli effetti nocivi
che il fumo ha sulle strutture del cavo orale
(3) l’equipe odontoiatrica e in particolare la
figura dell’igienista dentale, riveste un ruolo
chiave nell’informare e discutere con i pazienti le conseguenze dell’abitudine al fumo sulla
salute della bocca.
Nell’ultimo ventennio, le pubblicazioni che
hanno valutato gli interventi adottati dagli
operatori della salute per aiutare i loro pazienti a smettere di fumare sono aumentate e,
facendosi sempre più evidenti le correlazioni
tra fumo e malattia parodontale, diversi studi
hanno indagato anche l’orientamento di
odontoiatri e igienisti (prevalentemente americani o inglesi) nel fornire ai propri pazienti
consigli per smettere di fumare (12 ,13, 14, 15).
Il rapporto Mondiale sulla salute orale del
2003 sottolinea le numerose ragioni di ordine
etico, morale nonché prettamente clinico, per
cui i professionisti della salute orale dovrebbero contribuire a rinforzare i programmi di
cessazione dell’uso di tabacco (16) e proprio
sulla base di documenti emanati per la sanità
pubblica sono state prodotte linee guida e
indicazioni pratiche per la cessazione dell’abitudine al fumo anche nell’ambito specifico
dell’attività odontoiatrica (17).
Il recente Consensus Report elaborato durante il secondo “European Workshop on Tobacco Use
Prevention and Cessation for Health Professionals”
sottolinea l’importanza di introdurre l’attività
di “Tobacco Use Prevention and Cessation”
(TUPAC) quale compito proprio degli operatori della salute orale e propone un modello
applicativo che include interventi di disassuefazione suddivisi in tre livelli (base, intermedio o avanzato), a seconda delle metodologie
messe in atto per aiutare i fumatori a smettere di fumare (18).
Dalla letteratura abbiamo la conferma che gli
interventi antifumo, attuati anche in ambiente odontoiatrico, sono efficaci e a basso
costo. Un intervento antifumo porta, a breve
termine, a un significativo guadagno in salute
Punto chiave
Il fumo è un noto
fattore di rischio
per diverse patologie
orali e sistemiche
e va attivamente
scoraggiato.
Punto chiave
Gli odontoiatri
e gli igienisti dentali
possono rivestire
un ruolo di primo
piano nel favorire
la disassuefazione.
Anno V - n°2 - marzo 2011
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DentalClinics
PERIODICO DI ODONTOIATRIA GENERALE
Punto chiave
Gli interventi
antifumo in ambito
odontoiatrico
si sono dimostrati
efficaci ed effettuabili
a basso costo.
Punto chiave
La disassuefazione
può essere favorita
con minimal advice
o con un counselling
più strutturato
e protratto nel tempo.
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Anno V - n°2 - marzo 2011
per il paziente e, a lungo termine, a una riduzione dei costi di assistenza medica per le
patologie legate al tabacco (14, 19). Tuttavia,
gli interventi sul fumo non rientrano ancora
nella pratica clinica di molti professionisti
della salute orale.
dipendenti. È importante che anche da parte
del team odontoiatrico, come indicato nelle
raccomandazioni rivolte ai medici, venga
identificato e documentato lo status tabagico
di tutti i pazienti, determinando se sono
“fumatori”, “ex fumatori” o “non fumatori” (23).
in pratica
il counselling
per la cessazione del fumo:
tecniche e strategie
L’equipe odontoiatrica gode di una posizione
privilegiata per contribuire al controllo del
consumo di tabacco in un gran numero di
modi complementari (20):
n come modelli di stile di vita, non fumando;
n consigliando ai pazienti di non fumare;
n indirizzando i pazienti verso servizi di controllo dell’abitudine al fumo;
n parlando del problema in pubblico;
n facendo approvare politiche pubbliche per il
controllo del consumo di tabacco;
n ricordando ai pazienti fumatori a ogni visita
gli effetti che il fumo ha sulla salute del cavo
orale (21).
Attualmente, esistono numerosi trattamenti
efficaci per la cessazione del fumo attuabili
anche nel contesto odontoiatrico e l’evidenza
scientifica mostra come la consulenza antifumo (da sola o abbinata ad altri trattamenti)
sia efficace nella cessazione di questa abitudine (22).
Sono molte le tipologie di pazienti che i
membri del team odontoiatrico possono aiutare a smettere di fumare: per esempio, le
donne in gravidanza, che frequentemente
consultano l’odontoiatra (o l’igienista dentale) durante la gestazione. Un gruppo cui deve
essere posta particolare attenzione è rappresentato dai giovani: molta energia va concentrata sulla prevenzione (cercare di incoraggiare i ragazzi a non iniziare a fumare, rinforzando positivamente la loro condizione di “non
fumatori”) oltre che sulla disassuefazione.
Non meno importante è aiutare i giovani
fumatori, che provano le prime sigarette, a
smettere prima che ne diventino totalmente
Interventi brevi della durata all’incirca di tre
minuti possono contribuire ad aumentare
significativamente la percentuale di cessazione dell’abitudine al fumo e sono indicati per
tutti i pazienti “fumatori” che non abbiano
intenzione di smettere o per gli “ex fumatori”
che abbiano ripreso a fumare (24). Vengono
definiti minimal advice e si articolano su tre
tappe: stabilire una relazione d’aiuto; verificare la motivazione a smettere; fornire la possibilità di intraprendere un trattamento di
disassuefazione o inviare il paziente a un centro specializzato (25).
Il counselling si differenzia dall’intervento breve
perché si sviluppa attraverso più tappe atte a
definire e a sostenere il paziente durante il
percorso di disassuefazione dal fumo.
Il livello di successo ottenibile con questo
tipo di intervento (svolto sia a livello individuale sia di gruppo) è proporzionale alla
quantità di tempo dedicata. L’efficacia, infatti,
aumenta in modo proporzionale ai minuti
dedicati a ciascun paziente (24).
Da sottolineare che l’efficacia risulta correlata
positivamente anche al livello di formazione e
di esperienza dell’operatore (25).
La strategia di counselling raccomandata e
descritta da tutte le principali linee guida
emanate dalle organizzazioni nazionali e
internazionali, segue il cosiddetto “metodo
delle cinque A” (15, 22, 26, 27).
Questo modello descrive cinque fasi per la
promozione della cessazione del fumo che
consistono nel: “Chiedere” (Ask) al paziente se
PREVENZIONE
fuma, quanto fuma e quanto è radicata la sua
abitudine; “Consigliare” (Advise) di smettere di
fumare, sottolineando i benefici della cessazione del fumo sulla salute sia generale sia
del cavo orale; “Valutare” (Assess) la possibilità
di fare un tentativo di smettere di fumare;
“Assistere” (Assist) coloro che sono disposti a
fare un tentativo di smettere di fumare, esaminando gli ostacoli che si possono incontrare; “Organizzare” (Arrange) una serie di visite di
follw-up per prevenire ricadute (22) (Box 3).
Nella fase di Assess è utile somministrare al
paziente il test di Fagerström per calcolare il
livello di dipendenza dalla nicotina e poter
così inquadrare il paziente come “leggero”,
“medio” o “forte” fumatore (28). Tale test focalizza l’attenzione sulle abitudini del soggetto
relativamente al tempo trascorso dal risveglio
all’accensione della prima sigaretta, al numero di sigarette fumate in un giorno e all’abitudine a fumare in luoghi pubblici e durante i
periodi di malattia (Tabella 4).
Il test di Fagerström consiste in sei domande a cui viene
associato un punteggio. In base al valore raggiunto il
grado di dipendenza dalla nicotina viene suddiviso in:
molto basso, basso, medio, alto o molto alto.
Per l’applicazione di tale modello in ambito
odontoiatrico è stata definita una versione
semplificata, cosiddetta delle “quattro A”
(Ask, Advise, Assess, Arrange) (21), che enfatizza
al punto Arrange l’oppotunità di indirizzare i
pazienti verso centri di riferimento antifumo
specifici (29, 30). In un recente lavoro,
Ramseier ha descritto una possibile applicazione di tale approccio da parte dell’igienista
dentale, proponendo una serie di moduli sviluppati ad hoc utili a supportare l’attività di
counselling antitabagico svolto nello studio
odontoiatrico (3).
Ulteriori strategie per disincentivare il paziente fumatore descritte in letteratura sono il
“modello ABC” o il “modello delle cinque R”.
Il primo, descritto da linee guida Neo
Zelandesi, si divide nelle seguenti fasi:
“Chiedere al paziente se fuma” (Ask); “Dare
brevi consigli sulla cessazione del fumo a
MODELLO DELLE 5 A
n Ask (chiedere)
A tutti i pazienti chiedere se fumano.
n Advise (consigliare)
A tutti i fumatori consigliare di smettere di fumare.
n Asses (valutare)
Tra i pazienti fumatori si deve valutare la volontà
di smettere di fumare.
n Assist (assistere)
Assistere i fumatori che hanno intenzione di smettere
fornendo consulenza, supporto psicologico,
eventualmente raccomandando un trattamento
farmacologico, fornendo materiale informativo.
n Arrange (organizzare)
Organizzare visite di follow-up.
Tabella 3
tutti i pazienti fumatori” (Brief); “Fornire il supporto per la cessazione a coloro che vogliono
smettere di fumare” (Cessation) (31). Il secondo, mirato al paziente che non ha intenzione
di smettere di fumare, è focalizzato soprattutto sugli aspetti motivazionali e si suddivide
nelle seguenti fasi: Relevance (importanza),
Risks (rischi), Rewards (benefici), Roadblocks
(ostacoli) e Repetition (ripetizione). Nella prima
fase è necessario indicare al paziente i motivi
per cui è importante smettere di fumare,
facendo leva su motivazioni familiari, sociali
o mirate alla storia personale del soggetto.
Successivamente, si sottolineano i rischi che
il fumo può causare alla salute generale e del
cavo orale e, al contrario, i benefici che la cessazione del fumo può comportare. Infine,
vengono identificati i principali ostacoli che il
paziente può incontrare durante il percorso di
disassuefazione e deve essere fornita una
strategia adeguata per poterli superare.
L’intervento motivazionale deve essere ripetuto ogni volta che un paziente con scarsa
motivazione si presenta a una visita (15, 22).
Bisogna sempre tenere presente che la cessazione del fumo è un processo difficile e un
fumatore può aver bisogno di più tentativi
prima di riuscire a smettere definitivamente
Punto chiave
Educare e motivare
sono le due azioni
fondamentali
per aiutare i pazienti
a smettere di fumare
in modo definitivo.
Anno V - n°2 - marzo 2011
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DentalClinics
PERIODICO DI ODONTOIATRIA GENERALE
Punto chiave
La valutazione
preliminare del grado
di dipendenza aiuta
a individuare il piano
di disassuefazione
più opportuno.
TEST DI FAGERSTRÖM PER LA DIPENDENZA DALLA NICOTINA
Domande
Risposte
n Dopo
Entro 5 minuti
6-30 minuti
31-60 minuti
più di 60 minuti
3
2
1
0
n Le
Sì
No
1
0
nA
Alla prima del mattino
A tutte le altre
1
0
31 o più
da 21 a 30
da 11 a 20
10 o meno
3
2
1
0
n Fuma
Sì
No
1
0
n Fuma
Sì
No
1
0
quanto tempo dal risveglio fuma la prima sigaretta?
riesce difficile non fumare in luoghi dove vige il divieto?
(ufficio, cinema..)
quale sigaretta le riesce più difficile rinunciare?
n Quante
sigarette fuma in un giorno?
più spesso durante le prime ore dopo il risveglio
rispetto al resto della giornata?
anche se è così ammalato da restare a letto
per la maggior parte del giorno?
Punteggio
Risultato - Dipendenza dalla nicotina
0-2 punti
3-4 punti
5-6 punti
7-8 punti
9-10 punti
Molto bassa
Bassa
Media
Alta
Molto alta
Punteggio
Tabella 4
Punto chiave
Contrastando
i sintomi d’astinenza,
l’uso dei sostituti
della nicotina può
migliorare l’efficacia
delle azioni antifumo.
(23). I principali sintomi da astinenza dalla
nicotina riportati dai pazienti sono: cefalea,
disturbi gastrointestinali, insonnia, depressione e aumento dell’appetito (Tabella 1). Tali
sintomi possono venire significativamente
ridotti mediante l’assunzione dei sostituti
nicotinici. In particolare, l’intervento sarà
tanto più efficace quanto più sarà mirato al
grado di dipendenza dalla nicotina e alle abitudini del fumatore (3).
Supporto farmacologico
alla dismissione
dal fumo di sigaretta
30
I farmaci che possono contribuire ad aumentare a lungo termine il grado di astinenza dal
fumo di sigaretta si suddividono in “nicotiniAnno V - n°2 - marzo 2011
ci” (anche conosciuti come NRT - Nicotine
Replace Therapy) e farmaci “non nicotinici”.
Il bupropione (antidepressivo), la vareniclina (agonista parziale dei recettori nicotinici,
specificamente studiato per la disassuefazione dal fumo di sigaretta) e i sostituti
nicotinici (gomme, spray, cerotti e inhaler)
sono i farmaci considerati di “prima linea” e
si sono dimostrati in grado di aumentare il
grado di astinenza a lungo termine dal fumo
di sigaretta (24, 32). Mentre i primi due farmaci richiedono la prescrizione del medico,
i sostituti nicotinici sono preparati da banco
che possono essere acquistati direttamente
in farmacia.
Pur individuando nel medico la figura professionale indicata a prescrivere e seguire nel
tempo tale terapia è importante il ruolo informativo e di supporto che anche gli igienisti
PREVENZIONE
dentali (adeguatamente formati) possono
avere nel proporre e descrivere ai propri
pazienti fumatori questo tipo approccio.
L’intervento con sostituti nicotinici è, infatti,
senz’altro quello maggiormente utilizzato
nella disassuefazione dal fumo di sigaretta e
della cui efficacia si hanno maggiori evidenze scientifiche (33).
L’obiettivo della terapia è quello di ridurre la
gravità dei sintomi di astinenza fornendo
quantità determinate di nicotina “pulita” ai
fumatori per circa 8-12 settimane dopo la
data di cessazione, aumentando le percentuali di cessazione a breve e a lungo termine
e riducendo i rischi di ricaduta. I sostituti
nicotinici sono disponibili in varie formulazioni (gomme da masticare, inalatori, compresse, cerotti, spray) che si differenziano in
base alla velocità di distribuzione della nicotina, alla frequenza, alla facilità d’uso e al tipo
di effetti collaterali (Tabella 5).
Si possono suddividere in due categorie principali: a dose costante (cerotti transdermici) e
a dose auto-somministrabile (gomme, compresse, compresse sub-linguali, inalatore,
spray nasale). La letteratura indica che i prodotti NRT, se utilizzati alle dosi raccomandate, sono sicuri ed efficaci (33, 34).
Non esiste alcuna prova che un prodotto sia
migliore di un altro: ai fini del successo
della terapia è importante che la modalità
di somministrazione tenga conto del grado
di dipendenza dalla nicotina (riscontrabile
attraverso il test di Fagerström) e delle abitudini di assunzione della nicotina da parte
del fumatore. Se non ci sono controindicazioni mediche specifiche per il paziente, i
sostituti della nicotina possono essere utilizzati senza restrizioni (con le dovute cautele per le pazienti in gravidanza e per chi soffre di problemi cardiovascolari (3).
Spiegare l’uso corretto di tali farmaci è essenziale per ottenere la giusta compliance da parte
del paziente, va comunque sottolineato che i
prodotti NRT non sostituiscono la volontà, la
determinazione e la motivazione personale a
smettere (34).
igienisti e counselling
antitabagico: efficacia
di un intervento antifumo
Per considerare il successo di un intervento
antifumo è opportuno valutare tre aspetti: il
tempo speso, il numero degli appuntamenti
Punto chiave
I pazienti vanno
informati ed educati
al corretto impiego
dei sostituti nicotinici
se si vuole trarne
benefici concreti.
TERAPIA CON SOSTITUTI NICOTINICI *
Sostituto Nicotinico
n Inalatore
Effetti Collaterali
Irritazione cavo orale, faringe e vie nasali.
n Gomma
Bruciore cavo orale e irritazione,
dispepsia, esofagite.
n Cerotto
Irritazione cutanea locale.
Insonnia seusato per 24 ore.
n Spray
Irritazione mucosa nasale.
nasale
n Compresse
sublingualiIrritazione cavo orale e esofago.
Dosaggio
5-15 cartucce al dì per 2 mesi fino a un massimo
di 6 mesi.
Confezioni da 2 mg (per fumatori che consumano
< 20-25 sig/die)
Confezioni da 4 mg (per fumatori che consumano
> 25 sig/die)
Usare fino a un max di 20 gomme al dì per
2 mesi, fino a un massimo di 6 mesi.
Confezioni da 5-10-15 mg da usare per 16
o 24 h per 2 mesi, fino a un massimo di 6 mesi.
È consigliabile dopo 4 settimane di alto dosaggio,
usare ogni 2 settimane cerotti con dosaggi
decrescenti (10 e 15 mg).
8-40 puff/die per 2 mesi, fino a un massimo
di 6 mesi.
8-12 compresse al giorno, fino a un massimo
di 40. Usare per 2 mesi, fino a un massimo
di 6 mesi.
Tabella 5 *Tratto dall’ elaborazione del manuale “Trattamento del tabagismo” a cura di B. Tinghino, 2003 (25).
Anno V - n°2 - marzo 2011
31
DentalClinics
PERIODICO DI ODONTOIATRIA GENERALE
Punto chiave
Il grado di successo
dei piani antifumo
è proporzionale
al tempo e agli sforzi
dedicati da igienisti
e odontoiatri
Punto chiave
Formazione limitata
e scarsità di tempo
impediscono
di attuare interventi
di counselling
completi e adeguati
32
Anno V - n°2 - marzo 2011
dedicati e il tipo di risposta ottenuta. I dati
della letteratura ci dicono che maggiori sono
il tempo e gli sforzi dedicati, superiore è il
successo ottenuto (24) e l’evidenza scientifica
mostra che l’intervento dell’igienista dentale
nella promozione della cessazione del fumo è
efficace (14, 35, 36).
Il counselling antifumo effettuato dall’igienista
dentale è efficace e a basso costo, sia in termini di tempo sia di denaro. Un intervento
antitabagico della durata di meno di tre
minuti, fornito da un’igienista dentale può far
aumentare del 2% la percentuale di pazienti
che smettono di fumare. Con un intervento
più intensivo, della durata di 10 minuti e con
l’ausilio di una terapia sostitutiva della nicotina, la percentuale arriva al 6%. Può sembrare
una percentuale irrisoria, ma calcolata sull’intera popolazione di fumatori diventa, di fatto,
molto significativa (21).
L’analisi di tre studi clinici randomizzati controllati condotti in USA e Inghilterra conferma
che l’intervento di counselling effettuato dall’igienista dentale porta a una percentuale di
successo (cessazione dell’abitudine) che va
dal 2,5% al 14,6% (37).
igienisti e counselling
antitabagico: ostacoli
percepiti
Nell’ultimo decennio la percentuale di igienisti che chiede ai pazienti se fumano, riportata
in letteratura, è andata aumentando: in
Inghilterra, per esempio si è passati dal 30%
del 1996 (38) all’89% del 2007 (39).
Tuttavia, nonostante un’alta percentuale di
igienisti indaghi lo “stato di fumatore” dei
propri pazienti, il numero di coloro che successivamente offre un aiuto concreto per
abbandonare questa abitudine è basso. Poco
più della metà, infatti, invita i pazienti a smettere di fumare (12, 40, 41).
I principali ostacoli incontrati durante il counselling antifumo comprendono: la mancanza di
formazione (che viene vista come un limite
molto importante) e la scarsità di tempo. La
mancanza di remunerazione non è percepita
come una barriera (39, 40), mentre la ridotta
compliance del paziente risulta essere un ostacolo determinante allo svolgimento dell’attività di counselling antitabagico (39).
conclusioni
Esistono sono prove convincenti che l’uso di
tabacco ha un effetto devastante sulla salute
generale (20, 42) e un impatto negativo sulla
salute orale (20, 43, 44, 45).
Studi scientifici dimostrano come l’igienista
dentale possa aiutare e assistere con successo il paziente fumatore nel percorso di
cessazione del fumo (14, 35, 36) e rivesta un
ruolo importante nel dissuadere i pazienti
non fumatori dall’intraprendere questa abitudine sfavorevole, oltre che nel sostenere
gli ex-fumatori nel perseverare nella scelta
effettuata, evidenziando i benefici di questo
cambiamento di stile di vita.
È pertanto auspicabile che il counselling antitabagico possa entrare a far parte delle attività
quotidianamente svolte dall’igienista dentale
e, ancor prima, che sia formalmente introdotta tra gli insegnamenti teorici e pratici del curriculum universitario di Igiene dentale (46).
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italiana per la lotta contro i tumori: www.lilt.it
Opuscoli informativi scaricabili in formato pdf.
n Tobacco Oral Health Net: www.tobacco-oralhealth.net/news/news.asp
Un network internazionale nato con l'obiettivo di collegare i professionisti
della salute orale interessati al tema della disassuefazione al fumo;
un riferimento per conoscere conferenze e attività inerenti questa tematica.
n Associazione Svizzera per la prevenzione del tabagismo: www.atsvizzera.ch
/it/pagina-iniziale/smettere-di-fumare/programmi-di-disassuefazione.html
Il sito offre una serie di strumenti scaricabili e online, utili per supportare l’attività
di disassuefazione dal fumo di sigaretta.
n World Health Organization, MPOWER: A policy package to reverse the tobacco
epidemic: www.who.int/tobacco/mpower/en
Documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle misure apportate
a livello globale per contrastare l’epidemia tabagica.
n World Health Organization, The World Oral Health Report 2003:
www.who.int/whr/2003/en
n SITAB: www.tabaccologia.org. Sito della Società italiana di tabaccologia.
n Istituto superiore di sanità, Osservatorio OSSFAD-Fumo, Tabacco, Alcol:
www.iss.it/ofad/index.php?lang=1. L'Osservatorio Fumo, Alcol e Droga
(OSSFAD) è l'organo ufficiale dell'Istituto Superiore di Sanità. Informa e forma
in materia di tabagismo, alcolismo, tossicodipendenze e doping; si rivolge
sia agli operatori sanitari che operano nell'ambito delle dipendenze e cercano
strumenti utili per lo svolgimento della propria attività, sia ai cittadini.
n “Smetti di fumare con il tuo medico”
www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPiano.jsp?id=77
Una sezione del sito del ministero della Salute interamente dedicata
alla cessazione dell’abitudine al fumo di sigaretta.
Ultima visita effettuata il 20 Gennaio 2011.
n Lega
Gallagher JE, Lahtinen A, Ainamo A, Alajbeg I,
Albert D, Al-Hazmi N, Antohe M E, BeckMannagetta J, Benzian H, Bergstrom J, Binnie V,
Bornstein M, Buchler S, Carr A, Carrassi A,
Casals PE, Chapple I, Compton S, Crail J, Crews
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Gallagher J, Jenner T, Forna D, Fundak A,
Gyenes M, Hovius M, Jacobs A, Kinnunen T,
Knevel R, Koerber A, Labella R, Lulic M, Mattheos
N, McEwen A, Ohrn K, Polychronopoulou A,
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