Scarica il folder completo

Transcript

Scarica il folder completo
ANNO I - N°2
OTTOBRE 2012
WestItaly
5,00 e
GENTE & PAESI - VIAGGI A NORD OVEST
4
A TORINO DA TUTTO IL MONDO
PER IL SALONE DEL GUSTO
9
RIBALDONE, DA “LA PROVA dEL
CUOCO”A MONFERRATO CIRCUS
10
CASELLE, LA PORTA DEL CIELO
12/13
DA ASTI Ad ALBA
É L’ORA DEL TARTUFO
19
MODA, LA NUOVA DONNA 2013
VALLE
D’AOSTA
lombardia
Piemonte
26
INSERTO
PICCOLA GUIDa AI
MERCATINI DI NATALE
Tutte le mostre nel
nord ovest d’italia
LIG
URI
A
www.westitaly.info
MONFERRATO
CONVENTION
BUREAU
TORINO - MILANO - GENOVA
MONFERRATO
IL MONFERRATO
E’FABBRICA DI IDEE
Organizza il tuo prossimo evento, congresso, convegno, team building nel Monferrato
I nostri servizi:
Un network di oltre quaranta aziende del settore
congressuale per proporre la migliore soluzione alle
Tue esigenze.
Il nostro team:
Un team di professionisti ti seguirà in ogni fase.
Esperienza e conoscenza del territorio al tuo servizio.
Contattaci senza alcun impegno:
Consorzio Operatori Turistici Asti e Monferrato
Via Carducci 43 - Asti
Tel. 0141 231496
www.terredasti.it
TO
ON
WestItaly
INSERTO STACCABILE
WestItaly
ALBA
CARLO CARRÀ
ALLA FONDAZIONE FERRERO
A
rturo Brachetti, artista eclettico, autentico genio nell’inventare e reinventare personaggi, è l’Ambasciatore del Tartufo bianco per l’anno in
corso. In un momento di crisi e di ripensamenti una scelta beneaugurante
e stimolante. Come dire: aguzziamo l’ingegno e reinventiamoci, per uscire
dalla crisi.
Intanto, in questo autunno difficile, c’è da registrare una buona notizia.
Torino ha superato l’agguerrita concorrenza di Cracovia e sarà, nel 2015,
Capitale Europea dello Sport. Il viatico giusto per progettare una serie di
eventi di richiamo internazionale a quelli già previsti per l’Expo universale
di Milano Pero e attorno ai quali perfezionare ulteriormente la costruzione
di una proposta turistica organica e innovativa per l’intero Nord Ovest d’Italia. Idea di cui intende farsi portavoce e propulsore la nostra pubblicazione.
Il countdown è partito. Mancano meno dei fatidici mille giorni al grande
evento che proietterà l’Italia, non solo Milano, sulla scena mondiale e richiamerà nei padiglioni espositivi, difficoltà economiche e politiche e ritardi
organizzativi permettendo, milioni di visitatori che poi non potranno mancare di riversarsi sui territori più o meno contigui alla ricerca di occasioni
di cultura, svago e divertimento.
Questo numero di Westitaly vede la luce in un caldo ottobre di crisi, a ridosso di manifestazioni di respiro mondiale come Salone del Gusto e Terra
Madre, portatrici di un messaggio di sviluppo sostenibile e di solidarietà,
ma anche di richiesta di attenzione alle realtà minori e anche marginali e
alla valorizzazione di produzioni legate alla tradizione locale. In questo
ambito di respiro internazionale trova spazio la proposta di una realtà del
Nord Ovest come il Monferrato. Si chiama Monferrato Circus, spazio ampio, colorato e innovativo sul piano della comunicazione e dell’immagine
di quest’area, cuore del Piemonte verde e con vocazione turistica spiccata,
che per prima ha creduto nel progetto Expo2015. Un modo per essere presenti e per dire che il Monferrato, ancora e sempre alla ricerca di una identità più netta in una fase di profondi cambiamenti (anche dei confini amministrativi), crede nelle proprie possibilità di sviluppo attraverso la qualità e
il turismo sostenibile ed è pronta alle grandi sfide come Expo2015.
Expo2015 e Torino Capitale dello Sport, dunque, ma non solo. Westitaly
oggi è anche tartufi, gioielli di Valenza, moda, arte, percorsi nel verde,
pacchetti pronti e da inventare.
E raccoglie il messaggio lanciato da un grande artista legatissimo a Biella
come Michelangelo Pistoletto che l’anno prossimo, per festeggiare gli 80
anni, sarà protagonista con una grande mostra al Louvre di Parigi. Dalla
sua “Cittadellarte” di Biella lancia per il 21 dicembre, solstizio d’inverno,
la giornata della rinascita. Un’idea creativa che Westitaly fa propria e sostiene. Partecipiamo alla realizzazione di una grande opera d’arte globale,
sostenibile, ottimista. Realizzare la metafora del terzo paradiso cara a Pistoletto dipende in minima parte anche da noi.
WestItaly
Un progetto di “Gente & Paesi Onlus”
Centro Servizi- Via Carducci, 43 - 14100 Asti
MONFERRATO
Tel. +39.0141.23.14.96
www.westitaly.info - email: [email protected]
Testata in fase di registrazione presso il Tribunale di Asti
Hanno scritto: Marco Bagliano, Federica Borasio, Sara Cacciola, Chiara Cerrato, Giorgio Innocenti,
Antonella M. Larocca, Paolo Monticone, Alessandro Sacco, Emanuela Sibilia, Sara Zuccotto.
am building nel
Monferrato redazionale ed editoriale: Antonella M. Larocca
Coordinamento
Foto: Archivio Terre d’Asti, Archivio Piemonte Incoming, Alessandra Tinozzi
Grafica e Stampa: www.astigrafica.com
Tiratura: 10.0000
TO
DEE
editoriale
Sfide incrociate tra Milano e Torino
CAPITALE DELLO SPORT
NELL’ANNO DI EXPO2015
3
............................
TORINO
ARNALDO POMODORO
E IL TEATRO SCOLPITO
............................
MILANO
IL GRANDE RITORNO
DI PABLO PICASSO
INSERTO
STACCABILE
Tutte le mostre di Piemonte,
Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta
ALLA TRIENNALE DRACULA
E IL MITO DEI VAMPIRI
VALLE
D’AOSTA
PAVIA
BERGAMO
LE VIE EN PEINTUR
DI RENOIR
SANDRO BOTTICELLI
“PERSONA SOFISTICA”
LOMBARDIA
PIEMONTE
LIG
UR
IA
a cura di A. M. Larocca
sommario
4
6
9
10
11
12
13
14
16
17
18
19
24
26
28
29
30
33
34
35
Da tutto il mondo nel nome del “gusto”
Monferrato Circus, uno spettacolo di cibo
Cucinare... a fuego lento
Caselle, la porta del cielo
Maurizio Montagnese tra aerei e turismo
Da Alba a Casteggio è l’ora del tartufo
Asti, Re Tartufo tra cioccolata e bagna cauda
Valenza, capitale del gioiello
La rinascita parte da Biella
Balocco, Baraggia e motori
“Mi sono abituata ai buoni rossi”
Moda, la nuova donna 2013
Unicredit: completata la struttura organizzativa della rete a nord ovest
Shopping col cappotto
Riviera ligure, riviera dei fiori
Un week end fuori porta
Il Monte Rosa si tinge di bianco
Idratare per non invecchiare
I Robin Hood italiani
Minetti, la forza della determinazione
4
WestItaly
sotto:
josè graziano da silva
direttore generale fao
EVENTI
DA TUTTO IL MONDO NEL NOME DEL “GUSTO”
Mille espositori al Salone di Torino (con Terra Madre)
di Paolo Monticone
S
arà il direttore generale della Fao, Josè Graziano da Silva ad aprire il 24 Ottobre al Palaolimpico di Torino il Salone del Gusto e Terra
Madre che da questa edizione sono in pratica la
stessa cosa, anche se con autonome caratteristiche e proposte. La mega kermesse organizzata ogni due anni da Slow Food (motto “I cibi che
cambiano il mondo”) avrà spazio all’Oval ed a
Lingotto Fiere su una superficie complessiva,
in aumento rispetto al 2010 del 20%, di circa
80 mila metri quadrati su cui saranno sistemati
circa 1000 espositori provenienti da 100 paesi.
Malgrado questo forte impegno organizzativo,
sarà ulteriormente ridotto il peso del Salone del
Gusto e Terra Madre, (-65% rispetto all’anno di
riferimento 2006) sull’ecosistema non soltanto
contenendo l’impatto sull’ambiente, ma riducendo a monte i rifiuti non riciclabili e limitando al
massimo le emissioni di CO2. Tra le iniziative di
sensibilizzazione lanciate quest’anno, il Premio
SlowPack, rivolto ai produttori italiani e stranieri
che si distingueranno per l’imballaggio dei cibi.
L’edizione 2012 presenterà anche la prima
esperienza organizzata di business matching.
Lo stand della Regione Piemonte sarà un vero
e proprio spazio business dove le aziende agroalimentari che espongono al Salone del Gusto
cercheranno nuove soluzioni per la produzione
e il confezionamento dei loro prodotti sempre
più all’avanguardia.
Non è facile orientarsi tra le moltissime proposte
e “aree di curiosità” del Salone del Gusto - Terra
Madre, tanto da consigliare il lettore ad orientarsi utilizzando i molti strumenti (cartacei, web,
social network, app) a disposizione per conoscere il programma dell’evento e scegliere ciò
più lo interessa o incuriosisce, ma alcune segnalazioni sono doverose.
Intanto notare che nei padiglioni 1, 2 e 3 del Lingotto sono sistemati gli stand delle varie regioni
italiane, con Mercato e Presidi Slow Food, mentre quelli stranieri sono all’Oval ed i Laboratori
del Gusto nel Padiglione 5. Tra queste grandi
strutture o all’interno delle stesse sono poi state
create le aree specifiche di “Piazza della Pizza,
Cucine di strada, Osteria dell’Alleanza, la Cucina
di terra madre, le Cucine di strada, l’Enoteca,
le Comunità del cibo ed i Cibi che cambiano il
mondo”. E sarà proprio in queste che si svolgeranno gli eventi più diversi da ricercarsi nel
programma già citato.
Infine, qualche dato più analitico sulla presenza, molto significativa, della regione ospitante,
il Piemonte e della sua confinante Lombardia.
Piemonte (Padiglione 2)
Una delle grandi novità di quest’anno è il Monferrato Circus, area allestita dai consorzi di produttori del Monferrato in collaborazione con il
festival Mirabilia: un vero e proprio tendone da
circo posizionato tra Lingotto e Oval e animato
da mattina a sera con spettacoli, cultura, momenti di riflessione e un prestigioso parterre di
maestri di cucina che si misurano con i prodotti di pregio delle province di Alessandria e Asti
(vedi pagine 6-7-9). Da segnalare, nel programma di eventi del Monferrato Circus, la finale del
WestItaly
5
eventi
Barman Day 2012, lunedì 29 alle 17,30, mentre
la ricchezza della cucina regionale sarà proposta all’Osteria Piemonte, dedicata esclusivamente alle ricette della tradizione, e nello spazio
delle Cucina di Strada, dove sono due gli street
food di matrice piemontese: la Trattoria della Vigna di Carmagnola, con salsiccia e peperonata,
e il Pastificio Vallebelbo di Santo Stefano Belbo,
con i suoi primi di pasta fresca. Infine i ristoratori piemontesi si alterneranno nella preparazione
di ricette del territorio all’Osteria dell’Alleanza, al
primo piano della galleria visitatori.
Lombardia (Padiglione 2)
All’interno del Salone del Gusto e Terra Madre
il tema dell’agricoltura metropolitana (Progetto
Nutrire Milano) sarà uno dei focus della regione Lombardia. Di questi temi si discuterà nella
Conferenza di giovedì 25 Nutrire la città è facile (ore 18, Sala Rossa). Partecipano: Maurizio
Mariani, presidente Risteco, Anna Meroni, Politecnico di Milano, Roberta Sonnino, Università di Cardiff (UK), Jean-Pierre Williot, direttore
del gruppo Alimentation, Università Rabelais di
Tours (Francia), Najib Mikou, presidente di Maroc Taswiq (Marocco), Rachel Mamane, Slow
Food New York City (USA), e Alberto Arossa,
Slow Food Italia.
Per quanto riguarda gli alimenti (due nuovi Presidi lombardi riguardano la razza bovina Varzese, biunda in dialetto, e la sardina essiccata
tradizionale del lago d’Iseo), ci saranno anche
due cuochi lombardi all’Osteria dell’Alleanza,
Maria Stella Saltini e Juan Jose Lema.
Infine un richiamo ai Balcani che saranno gli
ospiti protagonisti del Salone 2012. Uno
spazio di 180 metri quadrati sarà riservato alla vendita dei prodotti di oltre
50 comunità del cibo e dei Presìdi
Slow Food provenienti da 8 Paesi
della penisola, dalla Romania
alla Serbia, dalla Bulgaria alla
Turchia, dall’Albania alla Macedonia, dalla Croazia all’Erzegovina. Lo spazio è organizza-
IL SALONE DEL GUSTO-TERRA MADRE
si svolge a Lingotto Fiere di Torino (via
Nizza 280) dal 25 al 29 ottobre.
Orari di apertura: da giovedì 25 a domenica 28 dalle 11 alle 23, lunedì 29
dalle 11 alle 20.
Ingresso: intero 20 euro (ridotto per
gruppi 16). Per ragazzi tra gli 11 ed i 18
anni 12 euro. Socio slow food 10 euro.
Info: www.Slowfood.It, aggiornamenti
e notizie su facebook, twitter, you tube
e pinterest. Grazie all’applicazione
sgtm si possono ricercare tutti gli espositori ed eventi a seconda dell’area
geografica, del settore merceologico
o dell’area tematica. Si può scaricare gratuitamente la app ufficiale del
salone del gusto e terra madre per
iOS (http://goo.Gl/mf7fu) e ANDROID
(http://goo.Gl/0d5jj) e da SAMSUNG
APPS (http://goo.Gl/ov10b).
to su quattro diversi percorsi, che permetteranno
di scoprire la biodiversità della regione: formaggi artigianali e di montagna, vini e distillati, erbe
aromatiche e piante medicinali, confetture.
Nell’area dei “Mercati della Terra”, dove i visitatori possono assaggiare e comprare una grande
varietà di prodotti artigianali e tradizionali, saranno presenti quelli di Tcherni Vit (Bulgaria) e
di Foça (Turchia).
VINISSAGE 2013
Ad Asti dal 24 al 26 maggio
Vinissage, il mercato dei vini biologici e biodinamici, vuole crescere.
Il viaggio tra vignaioli e vini naturali, dibattiti,
incontri e musica è previsto per il 24, 25 e 26
maggio 2013. Una nuova formula e una nuova location (Palazzo Gazzelli di Rossana e il
Michelerio) per trasformare Asti in una città
“sostenibile” e più umana, che vuole riportare il cibo e il vino al centro di un processo
produttivo e creativo finalizzato al godimento della vita e attento alla salvaguardia delle
risorse e degli equilibri della Terra, filosofia
cara a Carlin Petrin, patron di Slow Food.
Produttori provenienti da tutta Italia, chef internazionali e produttori di cibi “bio” incontreranno turisti da tutta Europa che si daranno
appuntamento ad Asti per un week end all’insegna del vivere “bene e sano”. Anche nel
2013 l’evento sarà organizzato dal Comune
di Asti in collaborazione con Officina Enoica,
partner tecnico dell’iniziativa.
La nuova formula, collocazione e data vuole
essere un invito a scoprire il Monferrato anche nel 2015 in occasione dell’Esposizione
Mondiale che si terrà a Milano.
Vinissage vuole diventare un appuntamento
annuale anche per “Piccole Italie”, la nuova
iniziativa di marketing del territorio che vede
tra i fondatori la città di Asti, il comune
di Fermo, il comune di Isola della
Scala e la provincia di Gorizia,
e finalizzato a promuovere
la cultura delle realtà italiane lontane dai grandi
circuiti turistici e, proprio
per questo, ancora più
interessanti da scoprire.
6
WestItaly
EVENTI
MONFERRATO CIRCUS, uno spettacolo di cibo
Ospitato al Salone Internazionale del Gusto di Torino
di Antonella M. Larocca
U
n vero tendone da circo nell’area di Terra
Madre al cui interno sarà possibile assaggiare le eccellenze enogastronomiche del
Monferrato preparate dai migliori chef italiani.
È Monferrato Circus, kermesse in bilico tra
spettacolo circense e arte gastronomica in
cui queste due arti, almeno all’apparenza distanti, si mescolano e si fondono per dare
vita ad un osmotico rapporto di gesti e sapori.
Monferrato Circus, ospitato dal 25 al 29 ottobre al Salone Internazionale del Gusto di
Torino, è nato dalla collaborazione tra il Consorzio “Paniere dei prodotti di pregio della
provincia di Alessandria” e Slow Food e vede
il parternariato di Province di Alessandria e
di Asti, Camere di Commercio di Alessandria
e di Asti, Fondazione Cassa di Risparmio di
Alessandria e Comuni di Asti e di Alessandria.
Per cinque giorni, attraverso cultura, cibo,
vino, arte, mostre fotografiche, convegni, ma
soprattutto chef d’eccellenza capitanati da
Walter Ferretto e Andrea Ribaldone, Monferrato Circus traghetterà appassionati, giornalisti,
gastronomi e sommelier in un appassionante
spettacolo gastronomico-culturale.
Il programma dell’evento prevede numerosi
appuntamenti: ogni pomeriggio il “Monferrato Circus” si trasformerà, infatti, in una sala
convegni da quattrocento posti e ospiterà
convegni e conferenze organizzati in collaborazione con Slow Food: dalla conferenza
sui contadini legati a Terra Madre, a quella
dedicata all’acqua come bene comune, all’incontro tecnico delle comunità degli indigeni.
Sono, inoltre, in programma varie iniziative:
dalle mostre fotografiche a cura del not0o fotografo di fama internazionale Davide Dutto,
al teatro, alla poesia, fino ad arrivare a veri e
propri spettacoli circensi incentrati sul tema
della cucina e del mangiare sano.
Ma il clou delle diverse giornate sarà “A fuego
lento”, opera circense - gastronomica “in cinque portate stellate”: in prima assoluta una
cena che rivoluziona la relazione tra alta cucina e circo contemporaneo in uno spettacolo
che coinvolge i cinque sensi degli spettatori.
Una storia che si dipana e si «consuma»
sotto un tendone da circo, tra le portate di
una cena eccezionale, immersi nei sapori
del Monferrato, tra cuochi, musicisti, attori e
stupefacenti numeri circensi che svelano un
“altrove” inaspettato.
Una serata a sorpresa dove niente é ciò che
sembra e tutto cambia continuamente, con
emozioni forti che cuociono “a fuego lento”.
Accanto a Ferretto e Ribaldone altri cinque
stellati d’eccezione: aprirà le danze, giorvedì
25, Marco Sacco del “Piccolo Lago” di Verbania; venerdì 26 sarà la volta di Renato Bosco
del “Sapore” di San Martino Buonalbergo;
sabato 27 andrà in scena Angelo Sbatelli del
“Masseria Spina” di Monopoli; domenica 28
ci sarà Paolo Barrale del “Marennà” di Sorbo
Serpico; infine lunedì 29, Accursio Craparo
della “Gazza Ladra” di Modica.
Per presenziare alla cena e allo spettacolo
circense annesso (dal 25 al 28 alle 20.15, lunedì 29 alle 12.30) è previsto il pagamento di
un biglietto (22 euro; prenotazioni online su
www.afuegolento.it): il menù prevede l’elaborazione da parte degli Chef di un antipasto,
un primo, un secondo e un dessert, il tutto
interamente a base di prodotti del territorio
alessandrino e astigiano.
WestItaly
il PROGRAMMA
7
EVENTI
Conferenze e convegni in collaborazione con Slow Food
O
gni giorno il tendone si trasformerà in una
sala adibita a convegni e conferenze a cui
prenderanno parte esperti del settore agrario e
delle produzioni agroalimentari, coordinati da
Andrea Cavallero, docente dell’Università di Torino sulle tematiche riguardanti l’origine degli
alimenti ed il controllo delle filiere di qualità a
partire dal “catasto produttivo aziendale”, primo
esempio a livello europeo di tracciabilità topografica e produttiva adottato dal “Paniere dei
prodotti di pregio della provincia di Alessandria”.
Il Ministro della Salute Renato Balduzzi ed altri
esperti indicati dal Ministero che, in collaborazione con altri primari istituti di ricerca sul tema
del rapporto tra “cibo e salute”, promuoveranno una sana alimentazione e un corretto stile
di vita.
GIOVEDÍ 25 OTTOBRE
Ore 11.30: “Musa”
L’associazione Musa - Musiche, Canti e Danze
tradizionali” è impegnata da oltre un decennio
nella valorizzazione della cultura tradizionale
del territorio appenninico, vale a dire quell’area
dell’Appennino Settentrionale che comprende anche i territori limitrofi alle province di Alessandria
e di Asti, ma accomunata da numerosi elementi
di affinità storico-culturale, e in modo particolare
dalla presenza di una vasta tradizione musicale,
canora e coreutica incentrata su un antico oboe
popolare localmente conosciuto come “piffero dell’Appennino”, intorno al quale da almeno
quarant’anni è sorto un vivo interesse da parte
di etnomusicologi e cultori delle tradizioni musicali di tutta Europa. Musa promuove il patrimonio immateriale di questo territorio attraverso
l’organizzazione di eventi musicali e culturali e
la pubblicazione della collana Menussie de gea,
che ha già al suo attivo quattro volumi e due CD,
mentre un quinto volume è di prossima pubblicazione. Grazie alla sua attività nell’ambito della
cultura immateriale del succitato territorio Musa
è stata accreditata quale advisor per l’ICH dell’Unesco ed ha partecipato in qualità di examiner
alla relativa Convention dell’Intergovernmental
Committee del 2009 ad Abu Dhabi.
Musa è da sempre attenta al territorio e al recupero e sostegno dei suoi prodotti.
In considerazione dell’alto valore culturale della
manifestazione da Voi organizzata e della sostanziale affinità culturale tra la promozione di
prodotti legati alla tradizione gastronomica locale e un analogo impegno nei confronti della tradizione musicale di questo stesso territorio. Ospi-
tare all’interno della stessa manifestazione,”Il
Salone del Gusto a Torino” un momento musicale, è un valore aggiunto che contempla la presenza di suonatori depositari diretti del repertorio
dell’oboe popolare, il cui valore culturale, sociale
ed economico necessita e pienamente si offre ad
un’ulteriore valorizzazione.
Ore 15: “Le radici della rivoluzione: l’educazione che si mangia”
Il cibo è lo strumento perfetto per insegnare a
ogni bambino i valori di cui abbiamo bisogno
per vivere insieme su questo pianeta. Una “educazione che si mangia” è la soluzione più deliziosa e democratica per risolvere i problemi che
affrontiamo ogni giorno.
Se ne parla con Alice Waters (vicepresidente
di Slow Food e fondatrice dello Chez Panisse
Restaurant e del progetto Edible Schoolyard),
Sam Levin (progetto Edible Schoolyard), Darina
Allen (Slow Food Irlanda), Stephanie Alexander
(scrittrice e fondatrice della Stephanie Alexander
Kitchen Garden Foundation), Ange Barry (direttore della Stephanie Alexander Kitchen Garden Foundation), Vandana Shiva (presidente
del movimento Navdanya), Hayu Dyah Patria
(direttore dell’istituto di ricerca Mantasa, Indonesia), Namrata Bali (SEWA Academy, India),
Noel Nanyunja (insegnante e coordinatore del
progetto Mille Orti, Uganda), Ursula Hudson
(presidente di Slow Food Germania), Valeria
Cometti (responsabile Educazione di Slow Food
Italia). Modera il giornalista Corby Kummer.
VENERDÍ 26 OTTOBRE
Ore 11.30: “Humus 2012: perché possa la
terra sfamare ancora il seme dell’uomo”
Alessandria, provincia agricola e di eccellenze
alimentari, non dimentica la propria vocazione
cerealicola in un momento storico in cui la popolazione del pianeta aumenta in modo esponenziale. Ci sarà cibo per tutti? A questa e ad
altre domande risponderà Antonio Saltini, profondo conoscitore delle Scienze Agrarie, intervistato dal giornalista Salvatore Giannella.
Ore 15: “Food Movements Unite”
In che modo i movimenti e le associazioni che si
occupano di cibo, ambiente e agricoltura - e che
costruiscono ogni giorno l’alternativa alle multinazionali del profitto - stanno contribuendo a
trasformare i nostri sistemi alimentari? Se ne discute assiame a Nora McKeon (giornalista statunitense), Eric Holt-Gimenez (direttore di Food
First, Usa), Samuel Muhunyu (coordinatore di
Necofa Kenya) e Sithandiwe Yeni (Surplus People Project, Repubblica Sudafricana). Modera
Michael Dimock, presidente di Roots of Change.
Ore 17: presentazione della rivista WestItaly
SABATO 27 OTTOBRE
Ore 15: “Grani antichi per l’alimentazione
moderna: l’approccio biodinamico” L’agricoltura industriale, che mira a grandi quantità e a prezzi bassi, ha spesso perso di vista
la qualità del prodotto e dell’ambiente, oltre alla
salute del consumatore: l’allergia al grano, la
celiachia e altre forme di intolleranza al glutine risultano essere sempre più frequenti. L’agricoltura biodinamica cura la fertilità dei terreni
agricoli, e la salubrità dell’intera filiera. Agricoltori e ricercatori nel campo della biodinamica
si confrontano e le risposte sembrano davvero
interessanti. Ne parlano Franco Pedrini (Azienda agricola San Cristoforo, Gambassi Terme,
Firenze), Lucietta Betti (Università di Bologna),
Matteo Giannattasio (Università di Padova e direttore scientifico della rivista Valore Alimentare)
moderati da Michele Polignieri, Slow Food Murge - Puglia.
DOMENICA 28 OTTOBRE
Ore 15: “Acqua come bene comune”
A circa un anno e mezzo dal referendum italiano, la sensibilità dei cittadini a proposito del
diritto all’acqua è sempre più forte e nitida. A
livello locale, nazionale ed europeo sono sempre di più le iniziative volte a garantire la tutela
di un bene comune che troppo spesso e per
troppo tempo è stato considerato una merce.
Modera il dibattito con Paolo Carsetti (Forum
Italiano dei Movimenti per l’acqua), Mariangela
Rosolen (Comitato Acqua Pubblica di Torino) e
Tommaso Fattori (Forum Italiano dei Movimenti
per l’acqua), Luca Martinelli, giornalista di Altreconomia.
LUNEDÍ 29 OTTOBRE
Ore 15: Riunione preparatoria per Terra Madre Indigenous People - India 2013
Ore 17.30: “Incontro con i Barman italiani che
effettueranno virtuosismi ed evoluzioni altamente scenografiche”
Bianco
Nat
ale
Novembre e Dicembre
anche a
P I E M O N T E
I ristoranti di Langhe, Monferrato, Roero
Ti attendono per cene esclusive
al profumo di Tartufo Bianco d'Alba
Noi
Noi
Noi
Bianco
Langhe Monferrato Roero
CON I MIGLIORI RISTORANTI
TI CONSIGLIAMO LE MIGLIORI OSTERIE
Chiamaci!
Nat
ale
anche a
personalizziamo la Tua vacanza
www.tartufoevino.it
Tel. +39 0173 362562
Per informazioni sul territorio:
www.langheroero.it - Tel. +39 0173 35833
Per informazioni sul tartufo:
www.tuber.it - Tel. +39 0173 228190
WestItaly
9
FACE TO FACE
per saperne di più
© Alessandra Tinozzi
CUCINARE... A FUEGO LENTO
Quattro chiacchiere con lo chef Andrea Ribaldone
di Antonella M. Larocca
L
a sua cucina parte dalla scelta della migliore
materia prima e dalle ricette del territorio tradizionali, che grazie al suo estro e alla sua preparazione
sono rivisitate con fantasia. Definisce la sua una
cucina “solare” e, dopo l’esperienza del 2010, dove
ha cucinato “a vista” per giornalisti ed esperti del
settore enogastronomico, torna anche quest’anno
al Salone del Gusto di Torino, al Monferrato Circus
(articolo e programma alle pagine 6 e 7).
Partiamo da Monferrato Circus e dalle cene spettacolo. Cos’è a “Fuego lento”?
È l’evento principale. È uno spettacolo circense che si svolge assieme alla cena. Sarà
molto onirico, surreale. Entrando nel tendone
del circo lo spettatore si troverà immerso in
un’atmosfera vintage calda. La sensazione
deve essere quella di entrare in un’osteria
piemontese, non in un circo e nulla, da principio, darà l’idea del circo. Poi, piano piano,
le cose si sveleranno.
Com’è nata l’idea di portare il circo al Salone?
Nei cinque giorni di Salone ci saranno tante
cose che parleranno di cibo e il rischio è che
una volta usciti dall’esposizione ci si dimentichi particolari importanti. La nostra idea in
più, nata grazie alle fotografie realizzate da
Davide Dutto per raccontare la vita di un circo vintage, è stata quella di unire l’emozione
del circo a quella del cibo. Chi parteciperà
alle nostre serate vivrà uno spettacolo di un’ora e mezza, comodamente seduto e assaporando i gusti del Monferrato.
I tuoi ingredienti preferiti sono l’aglio, l’olio
extra vergine d’oliva e la cipolla. Perché?
Perché sono molto italiani. Perche sono semplici, forti, per cui in questo momento non incontrano molto successo, ma a me piacciono.
Trovo che l’italianità di un piatto venga fuori da
sola con uno spicchio d’aglio e un filo di olio
extravergine. Io sono piemotese, alessandrino,
anche se sono nato a Milano e li ho vissuto per
vent’anni. Io mi sento alessandrino e al tempo
stesso mediterraneo. Per cui non uso mai, ad
esempio, il burro. Non perché non mi piaccia,
ma perché ogni cosa deve avere una connotazione. Noi siamo italiani e la nostra connotazione non è quella. La nostra cucina diventa
grande nel momento in cui si fa diversa dalla
cucina francese, che ha un forte uso di burro
e di panna.
Come vivi l’esperienza televisiva?
La televisione serve a dare visibilità. Il problema è che tende a macinarti. Però se riesci a
controllare tutto e a rimanere te stesso alla
fine è una buona esperienza. Mi ha aiutato
molto ad imparare a comunicare.
Com’è cucinare raccontando contemporaneamte ciò che stai facendo?
É un modo per affrontare con serenità eventi
come quello del Monferrato Circus. L’idea di
“comunicare” mi diverte. Ma raccontare e
cucinare è comunque difficile, perchè a volte i tempi sono molto stretti. Nello spazio che
sto curando all’interno della Prova del Cuo-
Andrea Ribaldone è nato a Milano nel 1971. Noto
al grande pubblico grazie alla sua partecipazione
alla trasmissione televisiva “La Prova del Cuoco”,
su Rai1 (è suo lo spazio “I segreti dello chef”),
è stato allievo dello chef Riccardo Aiachini, suo
socio per tredici anni al Ristorante La Fermata di
Alessandria. Frequenta le cucine del “Lucas Carton” di Parigi (3 stelle Michelin) e conta al suo attivo diverse esperienze in ambito nazionale e internazionale: Festival Internazionale del Cinema
di Stresa (2008); Asta Internazionale del Barolo
Grinzane Cavour (2007); Cucine ONU, New York
(2007); Cucine Regione Piemonte, Francoforte
e Monaco di Baviera (2006); Co-Chef presso il
ristorante “P-food and wine”, Olimpiadi Invernali
di Torino (2006). Attualmente è consulente cucina di Eataly per Tokio e consulente Indesit per la
linea Scholtes. Ha firmato il volume “Le marinature” della collana “I Tecnici” curata da Allan Bay
per Reed Gourmet. Con la nutrizionista Paola Revorso ha invece poubblicato, presso Sperling &
Kupfer, il libro “Un cuoco in famiglia”.
co, ad esempio, racconto una ricetta mia
svelando sempre un paio di segreti per rendere più facile e appetibile la ricetta.
Cucinare è una passione. Cucini anche nel
tuo privato? O, come molti professionsti di altri settori, arrivato a casa stacchi dal lavoro?
Io cucino sempre. Se uno cucina al mio posto
mi agito e comincio a dare consigli che portano gli altri a dirmi “Cucina tu!”.
Come vedi la scelta di Marchesi di prestare il
proprio nome a McDonald’s?
Non la trovo una scelta sbagliata. Marchesi ha fatto una scelta economica e di immagine. Ma, d’altro canto, a ottant’anni e
con la sua esperienza si può decidere di
andare contro corrente firmando un panino per McDonald’s. Fondamentalmente ci
va testa. McDonald’s funziona, alla gente
piace, per cui fargli la battaglia sarebbe
banale e sciocco. Alla fine, però, il suo
hamburger non ha avuto grande successo, perchè alla massa non interessa chi
sia Gualtiero Marchesi. E questo è un po’
il problema della ristorazione di altro livello
in Italia: noi non arriviamo alla gente o ci
arriviamo poco e questo finisce col creare una elite. È anche per questo che vado
alla Prova del Cuoco, per far capire che
la cucina italiana non è solo quella della
nonna e della mamma e che essere fatta
di cose semplici tutto vuol dire fuorchè che
sia banale.
10
WestItaly
attualità
CASELLE, LA PORTA DEL CIELO
Un aeroporto a misura di turista
di Chiara Cerrato
T
orino Caselle. O meglio, Aeroporto Sandro
Pertini: sul biglietto da visita che il Piemonte
offre a chi arriva dal cielo per scoprire le sue
ricchezze, i suoi gioielli di arte, natura, cultura,
enogastronomia o bellezza tout court c’è la dedica a un grande Presidente della Repubblica
Italiana, come si conviene a una capitale del
passato che sta giocando la sua scommessa
per mantenersi, con tutto il Piemonte capitale
ritrovata del bello e del buono. In testa alla pista un altro richiamo alla storia, questa volta
dell’aviazione civile: un mitico DC 3 Dakota in
procinto di decollare. Sullo sfondo, verso Est,
oltre la pista i capannoni di Alenia di fronte ai
quali è normale scorgere in rullaggio aerei militari in fase di collaudo.
L’Aeroporto di Torino, di cui SAGAT è società di
gestione, rappresenta la porta d’accesso privilegiata alla città di Torino e a tutto il Piemonte. Si trova a soli 45 minuti dall’area di Milano
Pero su cui sta sorgendo la struttura che ospiterà EXPO2015: un evento targato Milano ma
che dovrà coinvolgere l’intero Nord Ovest, oltre
naturalmente a Torino che, nello stesso anno,
sarà Capitale Europea della Sport.
Dotato d’infrastrutture di avanguardia, l’aeroporto di Torino, che nel 2011 ha registrato
il transito di oltre tre milioni e settecentomila
persone, offre ai passeggeri e alle imprese un
servizio efficiente e di standard molto elevato,
riconosciuti a livello internazionale dai premi
Aci Europe Award 2007 e 2008.
Grazie alle numerose connessioni giornaliere
con i principali hub europei di Amsterdam, Bruxelles, Francoforte, Istanbul, Lisbona, Londra,
Madrid, Monaco, Parigi e Roma, consente di
raggiungere qualunque destinazione nel mondo tramite scalo intermedio. L’offerta voli dell’Aeroporto di Torino comprende destinazioni low
cost ed una ricca offerta business in grado di
soddisfare le esigenze di mobilità di chi viaggia
per turismo o per lavoro, garantendo ogni settimana oltre 400 collegamenti di linea diretti verso le principali destinazioni italiane ed europee,
oltre che del Mediterraneo e del Medio Oriente.
Nel corso del 2012 l’Aeroporto di Torino ha attivato nuove importanti rotte, tra cui il collegamento per Lisbona con TAP Portugal (quattro
voli settimanali), l’aumento delle frequenze su
Istanbul con Turkish Airlines, il nuovo volo per
Catania di Air One e la rimodulazione dell’offerta Meridiana Fly - Air Italy su Roma, Catania,
Napoli, Cagliari e Olbia.
I collegamenti per Istanbul e Lisbona offrono
la possibilità di raggiungere, con un solo scalo
intermedio, centinaia di destinazioni in tutto il
mondo: i due vettori, Turkish Airlines e TAP Portugal, sono rispettivamente leader per le destinazioni in Asia e Medio Oriente e Sud America
e Brasile.
Inoltre, a partire dalla prossima stagione estiva,
la compagnia aerea spagnola Vueling inaugurerà un nuovo collegamento tra Torino e Barcellona. Il volo, operato con 5 frequenze settimanali, consentirà di arricchire l’offerta business
e leisure tra il territorio piemontese e la regione
della Catalogna, una della aree maggiormente
attive sia in termini di scambi commerciali che
dal punto di vista dei flussi turistici.
I passeggeri potranno inoltre volare da Torino
verso Barcellona per proseguire poi con comode coincidenze verso le isole Canarie e le Baleari, oltre a numerose città della Spagna come
Siviglia, Malaga e Alicante.
Con l’apertura del nuovo collegamento per
Lisbona, ai primi di ottobre, una delegazione
guidata dal sindaco di Torino Piero Fassino,
composta anche dai vertici della Camera di
Commercio di Torino, della Provincia di Torino,
di Turismo Torino e della SAGAT, con il supporto
dell’Ambasciata d’Italia a Lisbona, ha effettuato una missione in Portogallo con l’obiettivo di
intensificare i rapporti turistici, culturali, economici ed artistici tra le due città.
Per concludere un paio di curiosità. L’Aeroporto
di Torino, profondamente rinnovato in occasione delle Olimpiadi della neve di Torino 2006,
è il primo scalo al mondo ad aver ottenuto la
certificazione TÜV ISO 50001 per il proprio sistema di gestione dell’energia. «SAGAT - si legge in una nota - ritiene importante promuovere
lo sviluppo di una cultura orientata al risparmio
e al corretto utilizzo dell’energia, cercando di
assicurare i più alti standard di sostenibilità nei
servizi aeroportuali».
I passeggeri dell’Aeroporto di Torino, infine,
possono usufruire di un collegamento wi-fi
gratuito per i primi 15 minuti, di una ricca e
diversificata offerta di parcheggi con spazi
gratuiti per i primi 15 e 40 minuti, di un’offerta
commerciale moderna, di una “sala amica” per
le persone in difficoltà ed i loro accompagnatori completamente rinnovata e di moderni spazi
per meeting e conferenze.
www.aeroportoditorino.it
WestItaly
11
face to face
Maurizio Montagnese tra aerei e turismo
Intervista al manager che fa volare Torino
di Chiara Cerrato
M
aurizio Montagnese, torinese, classe 1956, top manager di lungo
corso è uno dei protagonisti più importanti e forse più defilati del
sistema turismo piemontese. Una lunga esperienza di gestione aziendale
ed in particolare nel campo delle risorse umane, dopo l’esordio in Fiat
nel ‘77 ha maturato esperienze importanti in Olivetti dall’‘84 al ‘96, poi
in Unicredit dal ‘97, per passare alla concorrente San Paolo Imi dal ‘99 al
2007. Uscito dal gruppo poco dopo la fusione con Banca Intesa vi ha da
poco fatto ritorno per occuparsi di un settore strategico come quello della
gestione dei sistemi informatici del colosso bancario. Un ritorno importante quello di Montagnese in Intesa-San Paolo che si inquadra nella partita
a scacchi infinita degli equilibri instabili tra Milano e Torino nella distribuzione delle poltrone che pesano di più nella gestione della grande banca.
Ma Maurizio Montagnese, che è anche consigliere di amministrazione di
Saipem e lo è stato fino a poco tempo fa di Banca d’Alba, è soprattutto
presidente di Sagat la società che gestisce l’Aeroporto di Torino Caselle
e del consorzio pubblico privato Turismo Torino, ovvero l’Agenzia di promozione turistica unificata di Torino e Provincia.
Presidente, un manager che viene dall’industria e dal mondo bancario che si confronta con le problematiche legate alla movimentazione
di persone e merci e della promozione del’immagine di una città in
trasformazione come Torino. Come trova questa esperienza?
Un’esperienza coinvolgente che ho affrontato e affronto con passione, nonostante le difficoltà del momento. La sfida del dopo Olimpiadi e della crescita dell’immagine della città e dell’offerta turistica
dell’intera Regione è molto stimolante.
Caselle è l’Aeroporto internazionale di una ex grande città industriale che sta diventando meta turistica di primo piano. Basti pensare
che dopo soli 5 anni di apertura la Reggia di Venaria è il quinto bene
italiano più visitato da turisti. Quali strategie mette in campo Sagat
per servire sempre meglio Torino e il Piemonte?
Lavoriamo per ampliare l’offerta low cost che già oggi registra il
32% del traffico totale, nel 2009 arrivava al 7%, record assoluto nella storia dello scalo. Oggi, il segmento low cost può permetterci di
incrementare collegamenti e destinazioni, offrendo un’alternativa
più capillare; sul versante delle compagnie di bandiera, invece,
puntiamo al consolidamento, sebbene recentemente non siano
mancate occasioni di sviluppo: Turkish Airlines che collega giornalmente Torino con Istanbul, mentre Tap Portugal ha inaugurato a
giugno un volo quadri settimanale per Lisbona. Le capitali turca e
portoghese sono hub importantissimi, che mettono in connessione
Torino con Asia, Medio Oriente, Africa e Sudamerica, mete di viaggi
business e leisure.
Qual è la sua visione del turismo?
È una risorsa fondamentale per il Paese e per il nostro territorio, ormai
lontano da una vocazione esclusivamente industriale. Da un decennio si investe molto per migliorare la qualità della nostra offerta turistica e anche l’Aeroporto partecipa a questo progetto: Caselle non
è solo uno sbocco verso l’estero, ma anche una porta d’accesso,
indispensabile per attrarre turisti e pubblico business.
12
WestItaly
IL CALENDARIO DELLE FIERE
EVENTI
OTTOBRE
27 - 11/11 Tartufesta a Carbonara di Po (MN)
28 - Fiera Nazionale di Moncalvo (AT)
Fino all’11/11 - Fiera internazionale di Alba (CN)
da alba a casteggio è l’ora del tartufo
Decine di fiere nel Nord-Ovest fino ai primi di dicembre
di Paolo Monticone
I
tartufi, quelli bianchi per capirci, sono sempre più rari - tant’è vero che
sta procedendo l’idea di chiedere per le aree tartufigene il riconoscimento
di Patrimonio dell’Umanità Unesco - mai come quest’anno si stanno scontando gli effetti di un’annata climatica straordinariamente capricciosa e
volubile che di certo non ha favorito la nascita di quelli che comunemente
vengono definiti “diamanti grigi”, certamente per la loro rarità, ma soprattutto per le loro eccezionali qualità organolettiche e, diciamocela tutta,
anche per il loro prezzo che, anche in annate particolarmente favorevoli, è
sempre molto alto e selettivo.
Se i preziosissimi funghi ipogei (e, attenzione!, non tuberi come sovente
vengono definiti) sono di difficile reperibilità, c’è invece solo il problema
della scelta per quanto si riferisce alla Fiere del Tartufo che negli ultimi
decenni si sono moltiplicate, non solo in Piemonte, grazie alla significativa forza d’attrazione che proprio il tartufo esercita sui consumatori e sui
“gastronauti della domenica”.
Se il tartufo è bello da vedersi e da gustare, ma per mille motivi ostico da
avvicinare, sono altrettanto buoni ed appetibili, anche per quanto riguarda
il prezzo, gli altri numerosi prodotti tipici delle “terre del tartufo” che hanno
caratteristiche di gusto decisamente elevate e che hanno il grande vantaggio di poter essere acquistati a prezzi più ragionevoli ed accessibili.
Dunque Fiera del Tartufo per indicare ormai non solo il “diamante grigio”
ma anche, o soprattutto, le altre affascinanti proposte alimentari di grande
qualità che l’autunno del nord ovest propone agli appassionati del buon
mangiarbere.
Le prime Fiere si sono svolte dai primi di Ottobre - ha cominciato Montiglio Monferrato nell’Astigiano - già con buoni risultati di pubblico, ma
il clou degli eventi e delle manifestazioni si avrà a Novembre, mese che
tradizionalmente rende disponibile la maggior quantità di prodotto con
un’inevitabile quanto temporanea riduzione dei prezzi. Proprio per questo
la celebre Fiera di Alba (diventata negli anni a carattere internazionale) che
tradizionalmente si svolgeva in Ottobre, sta allungando i tempi di apertura
e nel 2012 “durerà” fino all’11 Novembre.
In Ottobre (il 21 e 28) si svolge anche un’altra storica e celeberrima Fiera,
NOVEMBRE
3 e 4 - Fiera a Cella Monte (AL)
4 - Fiera Nazionale di Montechiaro (AT)
Nizza Monferrato - Fiera di San Carlo (AT)
San Damiano d’Asti (AT)
Dal 9 all’11 - Fiera di Paroldo (CN)
Fiera di Rivalba (TO)
11 - Fiera di Canelli (AT)
Fiera di Castagnole Lanze (AT)
Fiera di Mombaruzzo (AT)
11 e 18 - Fiera Nazionale di Murisengo (AL)
Dal 16 al 18 - Fiera regionale di Asti
18 - Fiera nazionale di San Sebastiano Curone (AL)
Dal 18 al 25 - Fiera di Vezza d’Alba (CN)
25 - Fiera di Acqui Terme (AL)
Fiera di Castelnuovo Don Bosco (AT)
Fiera di Montegrosso (AT)
27 - Fiera del tartufo e del miele Casteggio (PV)
DICEMBRE
2 - Fiera di Cortazzone (AT)
Fiera di Santo Stefano Belbo (CN)
quella nazionale di Moncalvo - una delle piccole capitali del Monferrato tradizionalmente frequentata da decine di migliaia di visitatori provenienti
soprattutto dalla vicina Lombardia e che presenta abitualmente il meglio
della produzione tartufigena locale.
Ancora in Ottobre una terra da tartufi poco nota come il bacino del Po,
presenta la produzione - nera e bianca - a Carbonara di Po, in provincia
di Mantova (dal 27 ottobre all’11 di Novembre).
Ed eccoci a Novembre in cui, davvero, c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Si comincia il 3 e 4 a Cella Monte, nel Monferrato casalese, con i tartufi
bianchi della Valle Ghenza e si prosegue il 4 con tre appuntamenti nell’Astigiano (la fiera Nazionale di Montechiaro e quelle locali di San Damiano
e Nizza Monferrato). Si va poi nell’Alta Langa di Paroldo, in provincia di
Cuneo, dal 9 all’11 e negli stessi giorni nel più celebre dei giacimenti della
provincia di Torino, Rivalba. Sempre l’11 Novembre ancora tre appuntamenti “astigiani” a Canelli, Castagnole Lanze e Mombaruzzo. L’11, con
ripetizione il 18, storico appuntamento in Monferrato con la Fiera nazionale di Murisengo, mentre sempre il 18 si tiene la Fiera nazionale di San
Sebastiano Curone, in provincia di Alessandria.
Il 17 e 18 ad Asti la Fiera del Tartufo (articolo pagina 13) ha come contorno di delizie gastronomiche il Mercato di “Cucina e Cantina”, mentre
la novità di quest’anno sarà una maxidegustazione di cioccolati d’autore
del Piemonte da una parte ed il “Mercatino della bagna cauda” con tutti
gli ortaggi che accompagnano il famoso piatto unico del sud Piemonte.
Dal 18 al 25 sarà Vezza d’Alba ad ospitare l’unica Fiera del Tartufo del Roero con una settimana di eventi che stanno suscitando crescente interesse
tra i turisti del gusto.
Il 25 Novembre ancora due appuntamenti “astigiani” a Castelnuovo Don Bosco
ed a Montegrosso, mentre ad Acqui Terme si terrà l’ottava edizione di un evento
legato ai tartufi ma anche al Brachetto ed alle altre specialità della zona.
Il 27 un appuntamento lombardo a Casteggio, in provincia di Pavia, dove
il tartufo si sposerà al miele, mentre la chiusura è prevista per il 2 Dicembre, con le Fiere “natalizie” di Cortazzone nel Monferrato astigiano e di
Santo Stefano Belbo, ai confini tra le province di Cuneo e Asti.
WestItaly
13
eventi
re tartufo tra cioccolata e bagna cauda
Grande fiera ad Asti dal 16 al 18 novembre
di Paolo Monticone
B
agna cauda e cioccolato o cioccolato e bagna cauda. All’apparenza non c’è accoppiata più antitetica di questa, ma se la consideriamo nel quadro di un più ampia proposta
gastronomica come quella della Fiera regionale
del Tartufo di Asti, ogni cosa trova la sua giusta
collocazione, anche bagna cauda e cioccolato
che sono le vere novità di una manifestazione
che si presenta ampiamente rinnovata pur mantenendo inalterata la data - dal 16 al 18 novembre, il periodo migliore per i tartufi bianchi
- e la caratteristica di evento di conoscenza dei
prodotti tipici del territorio.
La Cioccolata sarà proposta in tutte le sue forme
in “Chocol(AT)”, nelle centrali piazza San Secondo e Statuto, dalle 10 alle 21 dei tre giorni,
mentre la Bagna cauda, o per meglio dire le sue
verdure ed il suo pane, saranno momento di curiosità e degustazione nelle giornate di sabato
17 e domenica 18, dalle 12 alle 22 in piazza
Statuto. Un grande forno mobile distribuirà gratuitamente il pane appena cotto, mentre i banchi
degli orticoltori di Cia, Confagricoltura e Coldiretti metteranno in mostra e in vendita i tradizionali
“compagni” della bagna cauda, cardo gobbo,
sedano, cavolo, peperone, topinambur e l’insostituibile aglio. Infine saranno possibili piccoli
assaggi di bagna cauda sulla piazza oppure,
in numerosi ristoranti del centro, speciali menu
con piatti di riferimento le Uova al padellino con
tartufo e la Bagna cauda con tartufi.
La Fiera astigiana è però anche molte altre cose,
soprattutto la mostra di “diamanti grigi” e le cer-
che simulate di tartufi con i cani dell’Associazione
Trifulau Astigiani e Monferrini, il mercato di “Cucina e cantina” in piazza Alfieri con i banchi delle
specialità tipiche del Piemonte, le degustazioni
delle migliori grappe dell’Astigiano. Saranno, infine, ad Asti per la tre giorni del Tartufo anche
le delegazioni della città gemellate di Valence in
Francia e di Biberach in Germania, che presentano i loro prodotti tipici sabato e domenica e propongono un menu a tre colori la sera di venerdì
per la cucina della Pro Loco di San Marzanotto.
Nello scenario autunnale in cui compaiono la
storica “Giostra di Bastian” per i più piccoli e le
degustazioni di vini bio nell’anteprima di Vinissage, il momento clou della tre giorni sarà quello della domenica pomeriggio con la mostra
dei migliori esemplari di tartufo bianco portati
in piazza San Secondo dai tartufai monferrini,
preceduta a mezzogiorno dalla consegna del
Tartufo bianco al cantautore Francesco Guccini.
14
WestItaly
Presidente, partiamo da Valenza Gioielli e dalla
sua nuova collocazione all’interno del quadro fieristico nazionale. Come mai la scelta di spostare
la data di un mese?
Ad inizio anno abbiamo valutato con la base
espositiva il calendario 2012 e accolto le richieste di razionalizzazione del calendario
fieristico attraverso la scelta di una nuova datazione di Valenza Gioielli prossima alla stagione natalizia.
face to face
Per il secondo anno consecutivo all’interno di
Valenza Gioielli sarà presente anche “V-PLUS”.
Com’è nata l’esigenza di raggruppare tutte le eccellenze orafe in un’unica Fiera di settore?
L’accorpamento della rassegna dedicata
alle tecnologie V+Plus alla fiera di gioielleria
risponde all’esigenza di completare l’offerta
merceologica e il fattore “innovazione”, del
resto, è oggi parte integrante nei processi
produttivi delle imprese e ritengo che l’inserimento dell’area tecnologia susciti interesse
da parte del settore. valenza, capitale del gioiello
Intervista a Barberis, Presidente dell’Associazione Orafa
di Giorgio Innocenti
N
el settore della gioielleria il distretto più noto a
livello mondiale si trova a Valenza, in provincia
di Alessandria. Sono 1.000 le aziende che compongono il distretto orafo valenzano e che occupano circa 4.000 addetti: una microimprenditorialità
estremamente vivace che compone un sistema
di alte specializzazioni, ma anche un gruppo di
imprese medio e medio-grandi specializzate nella
produzione artigianale di gioielli e articoli di gioielleria di alta gamma. Ogni anno a Valenza viene lavorata un’altissima percentuale delle pietre
preziose importate in Italia (60/65%) ed oltre 25
tonnellate d’oro, per un fatturato annuo valutato in
quasi 1.300 milioni di Euro, di cui oltre il 60%
grazie alle esportazioni. L’eccellenza deriva dalla
tradizione: di fatto la produzione orafa è radicata sul territorio da quasi 200 anni portando alla
conseguente disponibilità di know-how tecnico e
professionale, di manodopera specializzata oltre
che dell’esistenza di una filiera completa, che comprende, non solo le aziende a monte e a valle del
processo produttivo, ma di un centro di formazione specializzato per il comparto della lavorazione
dei metalli preziosi e della Fiera internazionale “Valenza Gioielli”. Per la prima volta l’appuntamento
fieristico del distretto si svolge a fine ottobre con
uno spostamento significativo rispetto alle consuete datazione di inizio mese. Della fiera e, più in
generale, del distretto Valenzano abbiamo parlato
con Francesco Barberis, presidente dell’Associazione Orafa Valenza, che raggruppa circa 400 imprese, e titolare dell’azienda di famiglia, la storica
Carlo Barberis.
Lei è il Presidente più giovane che sia stato eletto
a capo dell’AOV. Un bel segnale di rinnovamento e di fiducia nelle idee che in questi anni ha
portato avanti all’interno dell’associazione. In un
momento di grave difficoltà economica internazionale penso che costituisca anche una grande
responsabilità. Che idea si è fatto in questo primo anno di lavoro?
È certamente un compito gravoso, ma ho accolto l’invito dei Soci perché credo sia oggi indispensabile alimentare e sostenere ad ogni
livello il potenziale creativo e produttivo del
distretto. Sono confortato dal sostegno continuativo del Vice Presidente Preda e dall’intero
CdA che hanno messo in campo una volontà
di operare per la causa comune encomiabile. In questa fase di profonda difficoltà per
tante imprese del comparto dobbiamo operare in modo pragmatico con obiettivi concreti e d’interesse per le imprese.
Lo scorso anno, nel corso di un convegno sui distretti, Unicredit aveva descritto quello valenzano
come “una delle realtà più dinamiche in termini
di cooperazione, innovazione e internazionalizzazione (export al 65%)”. Il quadro finanziario risultava abbastanza solido con una capitalizzazione
adeguata per il 70% delle imprese. Secondo lei,
quali possono essere le linee d’intervento sulle
quali puntare per un rilancio dell’intero distretto?
Dobbiamo lavorare sulla formazione per
preservare professionalità e specializzazioni
che necessitano di ricambio generazionale.
Parallelamente è necessario operare per favorire l’internazionalizzazione attraverso strumenti nuovi e moderni. Ma la vera sfida consiste nell’operare in sinergia con tutti gli attori
del settore orafo che possano incidere nelle
scelte per far si che il comparto sia maggiormente tutelato dal punto di vista normativo
ed il “made in Italy” possa contare su concreti sostegni in Italia ed all’estero.
A inizio 2012 il suo predecessore, Bruno Guarona, aveva lanciato un monito agli imprenditori valenzani esortandoli a “fare sistema” e a sfruttare maggiormente
il potenziale del distretto. Condivide queste affermazioni?
Sono parole dense di significati importanti. È necessario creare le condizioni affinché le imprese
possano aggregarsi e sostenere progetti comuni e
di interesse generale. Servono attività concrete e
tangibili. Il nuovo CdA si sta muovendo in questa
direzione con grande entusiasmo.
In che modo l’AOV può funzionare come motore del
distretto?
AOV opera per il comparto dal 1945. Negli ultimi mesi il nuovo messaggio del CdA ha portato
a significativi risultati con l’iscrizione di numerosi
soci. Dove non può arrivare l’impresa individuale
spesso ottiene risultati importanti l’Associazione.
Sostenere l’AOV, attraverso la partecipazione e
le proposte, è oggi indispensabile ed i fatti lo dimostrano.
In qualità di Presidente di Valenza Expo Events ha contribuito a instaurare importanti rapporti con il mondo
della moda. Ricordiamo le madrine di Valenza Gioielli
Eva Riccobono ed Eleonora Abbagnato, oltre alla prestigiosa collaborazione con la Fondazione Gianfranco
Ferré. Questo delicato momento economico non aiuta
a proseguire gli sforzi intrapresi. Come vede il binomio
“moda-gioiello” in chiave futura?
Il settore gioielliero è naturalmente vicino alla
moda, al gusto, al piacere del bello. Credo che
le sinergie con chi esprime lo stile italiano nel
mondo debbano continuare e rafforzarsi. È un
processo articolato e di lungo respiro che ha già
dato buoni frutti e che porterà benefici alle nostre imprese.
fasi lavorative di un attento ed esperto
artigiano orafo di valenza
16
WestItaly
NELLA FOTO IN ALTO: Terzo Paradiso
composto di luci neon sulla facciata
del Universalmuseum Joanneum
IN BASSO: 19 Settembre 2012
Piazza Duomo, Milano
Michelangelo Pistoletto
Il Terzo Paradiso
per il Manifesto della sostenibilità
per la moda italiana
EVENTI
LA RINASCITA PARTE DA BIELLA
Pistoletto e l’opera globale
di Chiara Cerrato
S
i chiama Rebirth-day, prima giornata universale della rinascita ed è in programma per
il 21 dicembre 2012, solstizio d’inverno. L’idea
parte dalla Cittadellarte di Biella, la Fondazione
creata anni fa da Michelangelo Pistoletto, uno
dei maggiori artisti contemporanei, vulcanico
promotore di iniziative culturali innovative, rivol-
te soprattutto ai giovani artisti, ma non soltanto. É un progetto a basso impatto, sostenibile,
attento ai temi ambientali e si fa promotore, si
legge nel manifesto «di un modello di sviluppo
adeguato ad una pratica di contenimento e si
avvale della collaborazione spontanea di persone o comunità di tutto il mondo». É una sorta di
risposta creativa e sostenibile al catastrofismo
di chi ha alimentato, con riferimento alla cultura
Maya, per mesi e mesi la leggenda della fine del
mondo prevista proprio per dicembre 2012.
Ma in che cosa consiste questo giorno della rinascita? «Il 21 dicembre 2012 - scrive Michelangelo Pistoletto nel manifesto di lancio dell’iniziativa - incontriamoci nelle strade e nelle piazze
di tutto il mondo, e anche attraverso internet, per
dar vita alla grande festa inaugurale del Terzo
Paradiso. Cogliamo l’opportunità straordinaria
di creare insieme con gioia e entusiasmo il nostro futuro destino. In questo giorno partecipiamo, con ogni mezzo espressivo (performance,
musica, suoni, installazioni, immagini… ) ad
una grande opera comune».
E al messaggio associa l’invito a diffondere liberamente, declinandolo con ogni linguaggio o
materiale possibile, il simbolo del Terzo Paradiso (totalmente laico e senza alcun riferimento
religioso) creato da Pistoletto fin dal 2003: «una
riformulazione del segno matematico di infinito
in cui i due cerchi opposti significano natura e
artificio, mentre l’anello centrale è la congiunzione dei due che rappresenta il grembo della
rinascita».
Curioso l’invito, ma stimolante anche la promessa che parte dalla Cittadellarte di Biella: una
selezione dei materiali pubblicati sul web da chi
aderirà dal Rebirth-day sarà presentata nell’ambito della mostra che il Louvre di Parigi dedicherà
all’artista nella primavera del 2013 e che si intitolerà proprio “Anno uno - il Paradiso sulla terra”. Per informazioni www.rebirth-day.org oppure
www.cittadellarte.it
Michelangelo Pistoletto, classe 1933, è nato
a Biella dove come realizzazione concreta del
Manifesto Progetto arte, nel 1998 ha dato vita
alla Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, una
organizzazione non lucrativa di utilità sociale riconosciuta dalla Regione Piemonte che si
propone di «ispirare e produrre un cambiamento responsabile della società attraverso idee e
progetti creativi». Opera nel campo dell’arte, ma
anche dell’economia, dell’ecologia, della moda
e attraverso diversi progetti in numerosi altri settori. Sede della Fondazione, di cui il fondatore
è tuttora direttore artistico, è un’ex manifattura
laniera del diciannovesimo secolo, una preziosa
testimonianza di archeologia industriale posta
sotto la tutela del Ministero dei beni culturali.
Una vera e propria università delle idee e della
creatività sostenibile.
WestItaly
17
DESIGN
BALOCCO, BARAGGIA E MOTORI
La storica pista Alfa Romeo per il lancio della Fiat 500L
di Sara Zuccotto
B
alocco, nel cuore della Baraggia vercellese.
Un nome nella storia dell’automobilismo.
Balocco prima di tutto è un piccolo comune della estinguendo provincia di Vercelli, 250 abitanti o poco più, sulla sponda del torrente Cervo,
attraversato dalla strada per Buronzo. Di qui è
passata e continua a passare un bel pezzo della vicenda automobilistica italiana. Nel cuore di
un’antica tenuta di oltre 350 ettari tra baraggia
e risaia c’è uno storico circuito. Quello che fu
la pista di prova Alfa Romeo quando la casa
del biscione aveva sede a Milano. Poi Alfa Ro-
OPERAE 2012 alla cavallerizza reale
Il 9 e 10 novembre la mostra mercato del design autoprodotto
di Antonella M. Larocca
D
opo il successo ottenuto nel 2011, torna anche quest’anno “Operae” la
mostra-mercato internazionale del design autoprodotto.
Per l’edizione 2012 Operae apre al settore del graphic design. Un ambito
in cui la parola autoproduzione propone soluzioni creative, di ricerca e innovazione che poche volte hanno avuto occasione di stare sotto i riflettori.
Linee, colori, forme, figure, geometrie, lettere che incontrano lungo la strada carta, ceramica, tessuti, inchiostri e diventano oggetti fisici, sensuali,
divertenti, autorevoli. Visivo che diventa materico. Bellezza da toccare.
Come le edizioni illustrate in serie limitate di Elyron, la collezione di piatti
realizzati in ceramica di Zup, i prodotti/oggetti ispirati ai maestri dell’architettura di Archivia, i minuziosi sogni di carta di Atelier Carta Bianca e le
opere ispirate dall’uso di vecchi macchinari tipografici di Semiserie.
Accanto alle firme italiane, corposa è anche la presenza di giovani designer lituani come Ausra Petroskiene, Ilegal, Laura Klimaite, Mother Eleganza, Prim Prim Studio, DADADA studio, Pet Punk e alcuni rappresentanti
della Lithuanian Graphic Design Association pronti a irrompere con idee/
prodotti dallo stile impetuoso e ribelle.
«Operae -spiegano gli organizzatori - è una piattaforma di incontro, scambio e crescita dedicato al mondo dell’autoproduzione che si rivolge, in
meo dallo Stato passò al gruppo Fiat e il sito
divenne uno dei tre quattro deputati alla sperimentazione ed al collaudo dei nuovi modelli del
Lingotto. Nell’era Marchionne, l’antica cascina
cuore della tenuta è diventata una sorta di club
house frequentatissima dalla stampa internazionale di settore in quanto sede di molte presentazioni e test drive di nuovi modelli del gruppo
Fiat-Chrysler. Qui sono stati lanciati i nuovi modelli della gamma Jeep poi sottoposti a test di
guida anche sulle pittoresche strade di Langa e
Monferrato con fulcro del Relais San Maurizio di
Santo Stefano Belbo. E qui sono state presentate
alla stampa internazionale anche le nuove Panda quattro per quattro, ma, soprattutto nel pieno
dell’estate la nuova nata nella gamma 500. La
CinquecentoL, dove L sta per Large, prodotta
nello stabilimento serbo di Kragujevac e sul
mercato internazionale da poche settimane.
Una simpatica novità che, si inserisce nel solco
collaudato fin dagli anni Cinquanta da modelli
Fiat entrati nel mito come la 600 Multipla. Disegnata dal Centro Stile Fiat a Torino, è un giocattolo ancora tutto da scoprire disponibile in qualcosa come 333 combinazioni diverse possibili
che, crisi permettendo, potrebbero farne uno dei
prossimi oggetti del desiderio, simbolo di Made
in Italy, almeno dal punto di vista della creatività
e dell’innovazione di prodotto.
Info: [email protected],
telefono: +39 0110436716
Operæ sui Social Media:
Twitter: www.twitter.com/operae
Facebook: http://www.facebook.com/operae
Flickr: http://www.flickr.com/photos/operae
particolare, a tutte quelle realtà che fondono in modo innovativo ricerca
progettuale, alta tecnologia e tradizione, gestendo l’intera filiera in autonomia o in collaborazione con artigiani, piccole-medie imprese o laboratori
di attrezzature digitali, allo scopo di dare vita a innovazioni di prodotto e
processo generate dal basso».
I partecipanti alla manifestazione avranno a disposizione uno spazio riservato dove dare visibilità alle proprie produzioni ma anche proporne
l’acquisto. Inoltre Operae offre la possibilità agli espositori di accedere a
un’agenda di incontri e workshop con personaggi di punta del mondo del
design e con potenziali distributori quali gestori di negozi, concept store,
gallerie, showroom e shop-on-line italiani e internazionali, grazie a un
network mondiale di contatti.
Per questa terza edizione, in programma dal 9 al 10 novembre, “Operae”
si trasferisce nell’inedita location della Cavallerizza Reale di Torino, pronta
ad accogliere gli attori e i prodotti del migliore design realizzato in piccole
serie ed edizioni limitate.
Operae è organizzata da Bold srl grazie al contributo della Camera di
commercio di Torino e con la collaborazione della Città di Torino. Da un’idea dell’Associazione Torino Design Week.
18
WestItaly
CULTURA
“mi sono abituata ai buoni rossi”
La testimonianza della scrittrice danese Merete Pryds Helle
M
erete Pryds Helle è una scrittice danese. I
suoi libri sono pubblicati in Italia da Scrittura Pura. Ha studiato alla Scuola di Copenhagen, dove insegna. Autrice poliedrica, ha firmato
romanzi per adulti e libri per bambini, saggi e
poesie e radiodrammi. Considerata una delle
voci piu’ rappresentative della narrativa danese
contemporanea: una voce fuori dal coro per la
sua originalità, che rifiuta ogni etichetta e sa rinnovarsi continuamente. Ha scritto per WestItaly
una breve testimonianza per raccontare l’emozione del nostro territorio.
“What I had known for years about the region
before I came to Piemonte, was something
to do with hazelnuts and the cheap Asti spumante, friends of my parents always served
as an aperitif before dinner, and which i loved when I was young because it was so
sweet, but which I later, becoming used to
good wines, disliked. Then when i was 30, I
went to life in Italy, but not in Piemonte, in
Tuscany, which is softer, more hazy than the
north. And started going “abroad” from Tuscany to Piemonte with friends, usually in buses going on trips for skiing or to the Egyptian
Museum in Torino. i learned the expression
Una settimana bianca, and that the school should accept you taking your children
away to go skiing no matter what. And going
north, it was like going home to Scandinavia,
but still in a foreign way. You would pass the
ricefields on the highway, and then enter the
large flat appleorchards, and people would
suddenly be different than the southeners. A
bit less formally polite, a little more brusque,
but at the same time very forthcoming. You
would have to insist to keep eyecontact with
them, and convince them that you really do
want contact. Just like with the scandinavians. And maybe also, and maybe because
of longer, darker colder wintry nights; people
seem to be more interested in books. When I
went to Alba for example, I was schocked by
the mere amount of bookshops. So many bookshops in such a small town! Did nobody do
anything but read? How wonderful. And I understood, it was somehow connected to hazelnuts, or chocolate at least, as the chocolate factory brought wealth to the town - and
wealth here meant the possibility to spend
some of your time doing nothing but read.
What a luxury! And I was relieved to finally
find out, that the real Asti wine was not just
the sweet wine i was served as a child, but
also a full bodied, deeptasting, complicated
wine. Like the hazelnuts; a dark, complicated
taste, that never tire me, and that seem deeper, and more profound in Piemonte, than
anywhere else in Italy. So there it is. I feel that I
am in Scandinavia; less formality, more complexity in taste, people being more difficult to
get in contact with, but when you succeed,
you can go really deep with them”.
“Prima di venire in Piemonte, ciò che conoscevo di queste zone erano semplicemente le
nocciole e l’Asti spumante, che alcuni amici dei
miei genitori servivano sempre come aperitivo
prima di cena, e che io amavo, quando ero una
ragazzina, perché era così dolce... Poi, però,
mi sono abituata ai buoni rossi.. Questo è accaduto quando avevo 30 anni. Venivo spesso
in Italia, ma non in Piemonte: andavo in Toscana, che ha qualcosa di più dolce rispetto al
nord. Poi ho iniziato ad andare “all’estero”: mi
spostavo dalla Toscana al Piemonte insieme a
degli amici, di solito in pullmann, per andare
a sciare o al museo egizio a Torino. E così ho
imparato l’espressione “settimana bianca”, e
anche che la scuola doveva accettare che che
tu prendessi i tuoi figli per portali a sciare. E andando a nord, era un po’ come tornare a casa,
in Scandinavia, ma tuttavia lungo una strada
straniera. Si passava accanto alle risaie lungo
l’autostrada, e poi si entrava negli ampi meleti,
e la gente improvvisamente si scopriva diversa
da quella del sud. Un po’ meno educata, un po’
meno formale, un po’ più rude, ma allo stesso
tempo molto cordiale. Bisognava insistere per
far sì che ti guardassero negli occhi e convincerli che davvero volevi un contatto con loro.
Proprio come gli scandinavi. E forse anche...
e forse a causa di notti più lunghe, più scure,
più fredde, più gelide... la gente sembra essere
più interessata ai libri! Quando sono andata ad
Alba, per esempio, sono rimasta scioccata dal
numero di librerie. Così tante librerie in una città così piccola! Davvero tutti qui non facevano
altro che leggere? Magnifico. E ho capito... che
tutto questo aveva qualcosa a che fare con le
nocciole, o almeno con il cioccolato, perché la
fabbrica di cioccolato portava ricchezza alla
città - e la ricchezza qui significava la possilità
di spendere un po’ di tempo non facendo altro
che leggere. Che lusso! E mi sono sentita veramente sollevata quando alla fine ho scoperto
che il vero vino di Asti non era solo il vino dolce che mi davano da ragazzina, ma anche un
vino corposo, strutturato e profondo. Come le
nocciole; un gusto scuro, rotondo, che non mi
stanca mai, e che sembra ancora più profondo
qui, in Piemonte, che in tutto il resto d’Italia.
Così è. Sento che sono scandinava: meno formalità, gusto più strutturato, gente con cui si fa
più fatica a creare un contatto... ma quando ci
riesci, allora sì che hai creato un vero rapporto”.
Merete Pryds Helle
alcune proposte dei
principali stilisti per
la prossima PE 2013
WestItaly
19
MODA
LA NUOVA DONNA
duemilatredici
Dalle passerelle milanesi
e parigine le anteprime
delle collezioni PE 2013
di Giorgio Innocenti*
una creazione Stella
McCartney PE 2013
C
ome si vestirà la donna nella prossima
stagione? Quali accessori, quali stili,
quali colori rappresenteranno al meglio le
tendenze della primavera/estate 2013?
Abbiamo fatto un giro alle sfilate di Milano e
Parigi e vi raccontiamo cosa abbiamo visto,
per voi e in anteprima.
Partiamo da una parola “Kaleidoscope”. Le
variazioni, le sfumature, le sovrapposizioni,
come osservato attraverso un caleidoscopio
che scompone, rifrange e illumina il mondo
di Giorgio Armani.
Le sfaccettature della nuova PE 2013 donna
di Giorgio Armani, si ritrovano nelle forme, nei
tessuti e nelle lavorazioni. Cambiamenti sottili
e allo stesso tempo profondi, disegnano fit
morbidi e naturalmente decostruiti, mossi
dalle sete leggere e dall’organza. I soprabiti e
le piccole giacche dalle lavorazioni accurate
scivolano sulle spalle e sono abbinati ai
pantaloni fluidi, calibrati con esattezza
sopra la caviglia, o agli shorts che scoprono
imporvvisamente le gambe.
20
WestItaly
MODA
Le scarpe sono basse, maschili ma affusolate, con
il tacco d’argento che segna il passo con una scia
Trussardi
luminosa, oppure a tacco alto, impreziosite da piccoli
PE 2013
cristalli.
I colori principali sono nero, turchese e grigio,
accompagnati dal giada e dagli azzurri equilibrati dal
bianco, illuminati anche nel daywear da fili trasparenti, tocchi di
cristallo, riflessi di luce.
Bagliori che si accentuano nella sera accendendo sul blu notte una
costellazione di stelle. Tutto è leggero e vagamente noncurante.
Atmosfera diversa in casa Trussardi che presenta la collezione PE 2013
spostando la donna con la sua famiglia nella New York dell’Upper East
Side, immersa in un clima accogliente e permeato da forti tradizioni.
Lo stilista del levriero Umit Benan Shain, irrompe mettendo in scena “a
modern day pic nic” dove lo spirito più giovane e ribelle della famiglia,
chiama gli amici provenienti da tutto il mondo e li riunisce per un
aperitivo non convenzionale sul tetto di un bel palazzo newyorkese.
Spirito di evasione e belle maniere si fondono in un connubio extra
moderno. I tessuti, le forme e le vestibilità raccontano una donna
femminile e romantica mentre i dettagli, gli accessori e il look sono
iper contemporanei e forti.
Il fil rouge della collezione si delinea attorno alla dicotomia tra
rigido e morbido, carattere solido e spirito ribelle: i tessuti più
costruiti si accoppiano al materiale Trussardi per eccellenza,
la pelle, e a stoffe impalpabili come la seta cotta o lavata, il
taffetà, il lino leggerissimo.
Abiti e gonne fluide esaltano l’anima femminile di una donna che
si diverte a giocare vestendo anche l’abbigliamento maschile:
ama indossare abiti romantici e bon ton, ma allo stesso tempo
si sente a suo agio nei tailleur sartoriali da uomo, che questa
stagione delineano la vita e le forme.
I pantaloni sono in stile Seventy, mentre le gonne si aprono in
seducenti spacchi. I capi più semplici dedicati al tempo libero,
come gli short, diventano extra lusso quando sono realizzati
in alligatore, mentre i ciclisti in piquet e le bluse in seta si
impreziosiscono con dettagli o inserti in pitone colorato.
La quarta generazione Trussardi incorpora un nuovo concetto
di lusso che si rafforza stagione dopo stagione: a rebellius
masculine / feminine elegance.
La scelta cromatica dei gialli, che degradano fino al panna e
culminano nel bianco, dona luce e grinta a tutta la collezione
insieme ad un’attenta selezione di tessuti come il lino e la
viscosa, fino all’utilizzo del metallo.
Borse a mano, tracolle di varie dimensioni e cartelle da portare
sulle spalle hanno forme strutturate, ma definite da angoli
arrotondati e morbidi. Sullo stesso accessorio compaiono
anche sette pellami diversi, accostati per dar vita a un colpo
d’occhio esplosivo d’insieme: coccodrillo, pitone, rettile, elaphe,
whips, cervo, vacchetta naturale fino alla nappa evergreen.
Stagione dopo stagione si delineano i tratti distintivi della
donna Trussardi che con un’identità precisa e consapevole
delle proprie solide radici, evolve grazie al contatto con luoghi
e culture diverse, alla sua curiosità e apertura mentale.
“A beautiful dreamer” è il nome della collezione Missoni
donna per la primavera/estate 2013. Un look evanescente,
impalpabile come una rifrazione, un’illusione ottica, un fascio
fluorescente di luce. Il colore che affiora dall’interno degli
insiemi accende l’essenza delle trame Missoni e le trasparenze
di pezzi monocromi bianchi e neri.
È pura luce che rende i collage di tessuti e ricami
tridimensionali, esaltandone le strutture sfaccettate come dei
prismi, sottolineando le costruzioni e movimentandole con una
varietà di sfumature dallo smeraldo al corallo.
La silhouette disegnata è quella di un’eroina da “anime”
giapponesi. Una creatura da animated movie che cammina
e agisce in assenza di gravità, indossando le linee pure,
sostenute e distaccate dal corpo di modelli preziosamente
intarsiati. Abiti lunghi, al ginocchio e cortissimi in organza e
maglia lavorata a pizzo, digradanti effetti tonali, ologrammi
di paillettes che si sovrappongono ai macro intarsi colorati
di abiti in maglia strutturata o ai pantaloni aderenti lunghi o
tagliati al ginocchio.
Pare un omaggio al genio di James Turrell le giacche in
camoscio sfumato e pizzo di maglia capaci di riparare dalle
brezze “intergalattiche”.
una creazione Giorgio Armani PE 2013
WestItaly
MODA
21
22
WestItaly
MODA
due look della
sfilata MissonI
PE 2013
Le borse in tinta unita con tracolle impunturata di
colore, vengono presentate rigide nelle versioni
macro e micro per trasformare la donna Missoni
Estate 2013 in una presenza che irradia energia,
fascinosamente ineludibile come una misteriosa
turista intergalattica discesa sul nostro pianeta.
A Parigi è stata presentata la collezione donna primavera/estate 2013
della più talentuosa, giovane e ammirata stilista internazionale, Stella
McCartney.
Le silhouette sono morbide, i colori decisi e ogni capo è il risultato di
un macro patchwork asimmetrico ed ellittico fatto di cromie e texture
diverse. Giallo, verde, bianco e nero vengono usati per dare vita ad
abiti geometrici e dall’aspetto tecnico. Frequente il gioco di trasparenze,
che donano parziale mostra ad ampi spicchi di corpo sotto ad abiti
che arrivano sotto al ginocchio e coprono l’intera silhouette senza
fasciarla. Pantaloni e giacche sono morbidi e destrutturati. Le maniche
sono spesso gonfie e si fermano all’altezza del gomito. Nessuna via
di mezzo per gli scolli, che sono stretti al collo, profondissimi a v, o
spariscono con top e abiti a bustier. Le stampe sono animalier rivisitato:
un disegno camouflage in black and white compare su accessori e
tute in seta. L’indicazione rimane costante per tutta la sfilata: gli abiti
non devono fasciare il corpo, ma devono lasciarne intravedere
degli squarci. Grazie agli inserti traslucidi, o all’utilizzo del
cotone traforato. Secondo la più antica legge della seduzione:
quella per cui il lasciare intuire il corpo è meglio che il porlo
sotto lo sguardo diretto.
Emiliano Rinaldi, giovane e bravo stilista aretino, ha scelto
una grande suite nel centrale Hotel Baglioni di Milano per
mettere in scena la sua “Ordinaria quotidianità”, nome della
nuova collezione donna PE 2013.
Suona quasi sornione perché è invece “straordinaria”, per
calore e intimità, l’atmosfera che si respira. Sono donne che
si fanno belle per gli occhi di chi le ama, senza ostentazione,
e con la rilassatezza e l’agio che è privilegio delle grandi
personalità. Strizzano l’occhio al guardaroba maschile con
quel loro blazer con collo a scialle, la nobiltà del Principe
di Galles che si fa semplice e dimessa, i pantaloni ampi
che s’indossano con la disinvoltura con cui si indossa una
vestaglia di seta.
«Mi piace che una donna si vesta innanzitutto del suo carattere»
commenta Rinaldi, e la conversazione vira subito sull’esempio
concreto. È lì presente, infatti, la bella e brava Lidia Vitale,
volto incisivo del cortometraggio She was there di Gabriele
Muccino, presentato in laguna poche settimane fa. «Amo dello
stile di Emiliano il suo essere maschile, i suoi abiti dinamici e
versatili».
E sul fascino di essere spettatrice di un curioso tableau
vivant modaiolo non ha dubbi: «È tramontata l’era delle grandi
top model. Trovo che essere qui in hotel, con scene da tutti
i giorni, sia una reazione umana e intelligente alle modelle
inespressive di oggi». La bellezza salverà il mondo, sì, ma solo
se diventa esercizio quotidiano nei gesti più comuni.
la modella Youma Diakite
in total look Emiliano Rinaldi PE 2013
*Giorgio Innocenti, classe 1977, è laureato in
Amministrazione Aziendale all’Università di
Torino e ha conseguito il master in “Comunicazione d’impresa” presso Burson-Marsteller a Milano. Ha lavorato dal 2002 al 2010
nell’ufficio stampa Dolce&Gabbana dove ha
ricoperto il ruolo di “Celebrity Manager” e
successivamente nell’agenzia intern zionale
Karla Otto a Milano in qualità di “Dir. ufficio
celebrity Italia”. Attualmente è consulente comunicazione e immagine di importanti multinazionali del settore del lusso.
WestItaly
MODA
23
UniCredit: COMPLETATA la
struttura organizzativa
della rete A Nord Ovest
Nominati i dieci Direttori d’Area Commerciale, che riporteranno
al Regional Manager Giovanni Forestiero
Vladimiro Rambaldi assume la carica di Deputy Manager
ai rapporti istituzionali e associativi
É
stata completata la riorganizzazione della rete commerciale di UniCredit del Nord Ovest, che sarà operativa già dal prossimo gennaio
2013 e che prevede l’integrazione delle reti Famiglie & PMI e Corporate
Banking in Italia.
Coerentemente col nuovo progetto organizzativo approvato dal Consiglio
di Amministrazione lo scorso 10 luglio e in linea con gli obiettivi del piano strategico presentato nel novembre 2011, il nuovo assetto della rete
commerciale italiana di UniCredit sarà in grado di garantire una migliore
capacità di risposta ai bisogni dei clienti attraverso un’organizzazione
più semplice, processi decisionali più snelli e maggiore efficacia operativa. Dieci i Direttori d’Area Commerciale nominati. A loro il compito di
guidare le attività della banca nelle regioni del Nord Ovest (Valle d’Aosta,
Piemonte, Liguria), a riporto del Regional Manager Giovanni Forestiero.
Vladimiro Rambaldi, che assume invece la carica di Deputy Manager,
governerà i rapporti istituzionali e associativi
Le dieci Aree Commerciali gestiranno una rete di punti vendita specializzati: 100 Distretti per le Famiglie e le Piccole Imprese (fino a 5
milioni di fatturato) e diciannove Centri Corporate per le Medie e Grandi
Imprese. La nuova struttura prevede, inoltre, il decentramento a livello
locale di strutture operative come Crediti, Organizzazione, Risorse Umane e Controlli Interni, al fine di garantire la massima efficacia e rapidità
decisionale sui territori.
“Si completa il processo di riorganizzazione della nostra rete commerciale in Italia, in un’ottica di semplificazione e di maggiore aderenza alle
esigenze della clientela e dei territori - ha dichiarato Gabriele Piccini,
Country Chairman Italia di UniCredit - I referenti della banca per i clienti
resteranno inalterati, ma cambierà l’assetto: a Nord Ovest saranno 10
le Aree Commerciali che garantiranno maggiore rapidità nei processi
grazie a una catena decisionale più corta. Nove pratiche creditizie su
dieci verranno deliberate sul territorio e lo stesso varrà per le richieste
di prezzo. I 10 Direttori d’Area Commerciale riporteranno al Regional
Manager Nord Ovest Giovanni Forestiero”
Tra le dieci Aree Commerciali del Nord Ovest, ne sono state individuate tre Top, che si contraddistinguono per dimensioni, numero di risorse e masse gestite. Le tre Aree Commerciali Top saranno: Torino Città
(guidata da Stefano Gallo), Torino Cintura (guidata da Andrea Del
Moretto), Liguria (guidata da Carlo De Falco). Nella nuova struttura
organizzativa della rete italiana di UniCredit, sotto la guida del Country Chairman Gabriele Piccini, si manterrà una rete Private Banking,
guidata da Dario Prunotto (il Responsabile Private per il Nord Ovest
sarà Massimo Addato), e una rete specializzata sul Real Estate, guidata da Massimo Tivegna (il Responsabile Real Estate per il Nord
Ovest sarà Pietro Muscetta), entrambe territorialmente speculari alla
rete commerciale.
NELLA PAGINA A FIANCO: VLADIMIRO RAMBALDI
da sinistra a destra e dall’alto al basso: riccardo de maglianis, MICHELINO ROLANDO, IVO OMENTO,
MARCO DENTATO, ANDREA DEL MORETTO, MARIA LUISA GIUSTETTO, LUIGINO RAIMONDI, GIOVANNI FORESTIERO, STEFANO GALLO
26
WestItaly
TURISMO
S
ono originari del nord Europa, ma sono
approdati ormai da tempo anche in Italia.
Costellano la penisola e vantano alcuni evergreen come quelli dell’Alto Adige, del Trentino e del
Friuli-Venezia Giulia, seguiti a ruota da quelli del
Nord Ovest d’Italia. Sono i Mercatini di Natale,
scenari intriganti e d’atmosfera in cui sacro e
profano si intrecciano per smuovere le emozioni e aiutare nella sempre ardua ricerca dell’idea
regalo più giusta: dai prodotti dell’artigianato locale alle specialità enogastronomiche regionali
passando per le decorazioni natalizie, i giocattoli in legno e i complementi d’arredo.
VALLE D’AOSTA
SHOPPING COL CAPPOTTO
Tornano in tutto il Nord-Ovest i mercatini di Natale
di Antonella M. Larocca
Ad Aosta, piccola ma monumentale ed aristica
capitale alpina dal fascino antico, si svolge tra
dicembre e gennaio il Mercatino di Natale “Marché Vert Noël” che trasforma piazza Caveri in un
suggestivo villaggio alpino. Passeggiando fra le
bancarelle del villaggio e curiosando tra le numerose produzioni artigianali è possibile trovare
un po’ di tutto: pensieri-regalo, candele, oggettistica in legno, specialità enogastronomiche
valdostane, oggetti d’antan, addobbi natalizi,
abbigliamento in lana cotta e in feltro, canapa
e pizzi.
I bambini devono assolutamente visitare
la Christmas House, la casa di Babbo Natale,
ricca di sorprese e con un grande sacco che
attende le letterine di Natale!
WestItaly
27
TURISMO
PIEMONTE
A Torino, città d’arte e di cultura nella quale l’atmosfera sobria, austera ed
elegante dell’antico regno sabaudo convive con quella fresca e frizzante
dei giovani artisti, va di nuovo in scena “Luci d’Artista”, annuale mostra a
cielo aperto più luminosa d’Italia, che ritorna dal novembre 2012 a metà
gennaio 2013. Le installazioni di importanti artisti contemporanei nazionali e internazionali trasformano il centro di Torino in un museo open air. Ma
l’antica capitale del Regno d’Italia festeggerà il Natale anche con i Mercatini, quest’anno alla decima edizione. Oltre 140 gli espositori, provenienti
da diverse regioni italiane e dall’estero, che allestiranno le loro bancarelle
all’interno del Cortile del Maglio, in piazza Borgo Dora e nei giardini antistanti. Da fine novembre ai primi di gennaio 2013, inoltre, le vie e le piazze
di Torino presenteranno un ricco calendario di manifestazioni artistiche.
Quello di Govone non è un semplice mercatino di Natale, è piuttosto qualcosa
di speciale ed unico in Italia: è il Magico Paese di Natale, con 40 casette tutte
in legno che propongono le grandi eccellenze locali artigiane della manifattura e dell’enogastronomia, il tutto all’insegna della sostenibilità, dei Km zero e
della certificazione biologica. L’evento si svolge lungo il Viale del Parco Reale
di Govone. A conquistare saranno, in prima battuta, l’aroma suadente della
cioccolata calda e le rotondità lisce e perfette delle nocciole, ma anche il
sapore unico di cibi che, come sottolineano gli organizzatori, “sanno davvero
di qualcosa” e che vi faranno improvvisamente e magicamente sentire che a
Natale bisogna essere davvero più buoni, anche con se stessi e con la Terra
che ci ospita, trattandosi bene e nutrendosi con cura. Perchè cibarsi secondo
stagione, con alimenti che non arrivano da lontano, tipici del nostro territorio
favorisce la mente, l’ambiente e la salute.
LOMBARDIA
Torna a Milano l’annuale appuntamento con “Oh bej! Oh bej!”, uno dei
momenti più attesi del dicembre meneghino il cui nome deriverebbe dal-
le esclamazioni di gioia dei bambini milanesi che accettavano di buon
grado i doni di Giannetto Castiglione, inviato papale, in occasione del
suo ingresso in città nel 1510 (l’espressione lombarda “Oh bej! Oh bej!”
si traduce in italiano “Oh belli!, oh belli!”). Si tratta del mercatino tipico
del periodo natalizio milanese, in programma quest’anno dal 5 al 10 dicembre, a cavallo con la festa di Sant’Ambrogio, patrono della città. Oltre
400 le bancarelle che dalle 8 alle 20 colorano piazza Castello, attorno al
rinascimentale Castello Sforzesco: rigattieri, artisti, artigiani e fioristi, ma
anche banchi di giocattoli, libri e stampe, articoli artistici e dolci che offrono sapori e suoni, sensazioni tattili e visive: un’occasione per comprare
divertendosi, per trovare regali e confrontarsi con la tradizione artigianale.
Sempre nel centro storico di Milano, in una delle sue zone più suggestive,
in via Mercanti e in piazza Mercanti, si svolge un altro Mercatino di Natale,
in programma dal primo dicembre 2012 al 7 gennaio 2013, con bancarelle che propongono oggetti a tema natalizio. In via Lattuada, all’angolo
con via Montenero, si svolge, invece, “Xmas Temporary”, aperto dalla fine
di novembre fino alla Vigilia di Natale: una piccola expo natalizia, ricca di
oggetti e di festose idee per addobbare la casa e per fare regali. Dal 7 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013, infine, nei Giardini Pubblici intitolati al giornalista Indro Montanelli, viene organizzato un imperdibile
Mercatino di Natale che offre molte attività per adulti e bambini in una
magica atmosfera fra i secolari alberi dei giardini. C’è anche una pista per
il pattinaggio libero che viene usata per spettacoli artistici.
LIGURIA
Genova diventa ancora più suggestiva in occasione del Natale. Appuntamento da non perdere è il Mercatino di Natale di San Nicola, occasione per la quale tutto il perimetro esterno delle strutture allestite in piazza
Piccapietra riproduce le antiche abitazioni genovesi. In un attimo si viene
catapultati nella Genova del Rinascimento per un viaggio fra bancarelle e
artigianato con strenne perfette per i regali di Natale.
28
WestItaly
TURISMO
RIVIERA LIGURE, riviera dei fiori
Non solo per gourmet, a pochi passi dalla Francia
di Alessandro Sacco
S
i può passare lungo la costa, percorrendo la
via Aurelia, oppure si può scendere dai monti, passando per il Colle di Tenda, dopo aver toccato Cuneo e Limone. In entrambi i casi, quando si raggiunge la Riviera dei Fiori, il clima e la
vegetazione balzano subito all’occhio, ma anche
all’olfatto e al palato non mancano interessanti soddisfazioni. Se non si è attratti soltanto dal
mare e dalle sue mille e più opportunità, i fiori
sono il prodotto caratteristico di questa parte più
occidentale di Liguria, con i suoi profumi spesso
inebrianti e le più ampie varietà di colori. Non devono essere però dimenticate nemmeno le olive:
la “taggiasca”, che si distingue per il colore scuro, le dimensioni non eccessivamente grandi e la
carnosità, con un piccolo nocciolo, è la varietà
tipica della zona, da cui si ricavano ottimi olii.
É proprio con questi olii che vengono accompagnati non soltanto i “frutti” pescati nel mare, ma
anche le specialità dell’entroterra ligure.
É una cucina tradizionalmente povera, caratterizzata da verdure di ogni tipo, condite appunto
con l’olio di oliva, quella da cui nascono i prodotti di queste zone, ma non mancano piatti di
carne, che vedono coniglio, capretto e agnello
tra i protagonisti. Punto di riferimento per la tavola sono anche i vini prodotti nella zona, da
abbinare con grande appagamento ai più svariati piatti. Primo tra tutti, si distingue il Rossese
di Dolceacqua, una Doc dal colore rosso rubino
con una personalità indubbiamente invidiabile.
Vermentino e Pigato, bianchi prodotti anche in
altre zone della Liguria, sono qui accomunati
alla Doc “Riviera Ligure di Ponente”, per diventare un’altra eccellenza del territorio.
A queste caratteristiche del territorio, da gustare
in loco o da esportare, meritano però di essere
abbinate visite ai luoghi più suggestivi di questa
invidiabile parte d’Italia, collocata a pochi passi
dai confini con la Francia. Dolceacqua, borgo
medievale caratterizzato dal ponte a schiena
d’asino e dal Castello, è tra i più affascinanti
paesi dell’entroterra. Meritano però una visita
anche Seborga, Vallecrosia Alta, San Biagio della Cima, Soldano, Perinaldo, Seborga, Apricale,
Pigna o Vallebona, ciascuno protagonista con i
rispettivi elementi storici, architettonici e naturalistici. Se Ventimiglia e San Remo sono i centri
più grandi ed importanti, nulla hanno però da
invidiare piccole realtà come quella dei Balzi
Rossi. Nei pressi della frazione Grimaldi di Ventimiglia, a pochi metri dal confine, si trova infatti
una spiaggia che prende il nome dal termine
dialettale “bàussi russi”, in italiano “sassi rossi”,
dal colore della roccia che la sovrasta. Si tratta
di un sito archeologico che presenta un complesso di grotte, al cui interno sono stati ritrovati
reperti dell’era paleolitica. Scultura in pietra, incisioni parietali, utensili e fossili di animali sono le
testimonianze della vita dell’epoca, conservate
nel museo nazionale.
l’acquario dei record
A Genova uno spettacolo per grandi e piccini
S
econdo in Europa solo a quello spagnolo di Valencia, l’Acquario di Genova è al nono nel mondo in termini di grandezza. È stato realizzato nel
1992, in occasione dell’Expo indetto per celebrare i 500 anni della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo, appunto di origini genovesi.
Sviluppato nel Porto Antico di Genova, nella zona storica della città ligure,
è stato progettato dal celebre architetto genovese Renzo Piano, che ha
curato il progetto dell’area, mentre la realizzazione interna è stata curata
dall’architetto statunitense Peter Chermayeff.
Attrazione per grandi e piccini, affascinati dalle varie specie presenti nelle
numerose vasche della struttura, l’Acquario di Genova (che viene annualmente raggiunto da oltre undici milioni di visitatori) può vantare anche una
notevole importanza dal punto di vista scientifico per il maggior numero di
varietà di ecosistemi presenti in Europa. Squali, delfini, tartarughe, ma anche aragoste, granchi, murene, polpi e coralli, sono tra i numerosi esem-
plari presenti nella struttura, che dedica una sua sezione anche ai colibrì.
Continuamente in evoluzione, l’Acquario viene costantemente aggiornato e innovato per via dei dodicimila esemplari delle seicento diverse specie presenti.
La struttura non si limita però solamente alla pur ampia esposizione ittica,
ma è inserita nell’ancora più ampio contesto dell’AcquarioVillage, rappresentato dal Galata Museo del Mare con il sommergibile Nazario Sauro, la
città dei bambini e dei ragazzi, la Biosfera e l’ascensore panoramico Bigo.
Comodamente raggiungibile con mezzi privati o pubblici, l’Acquario può
essere visitato tutti i giorni della settimana, con orario di apertura per l’intera giornata, che nei mesi estivi si estende fino alle 22. Il tempo previsto
per una visita all’intera struttura è di circa due ore.
(A.S.)
WestItaly
29
turismo
CANAVESE
da gustare
La tradizione dei Savoia
di Emanuela Sibilia
U
un weekend fuori porta
Langhe e Monferrato, culla di artisti e buona cucina
di Federica Borasio e Marco Bagliano
S
viluppare, favorire e promuovere; questi
gli imperativi del “nuovo turismo”, che alla
quantità preferisce il valore e che al basso costo antepone l’esaltazione. Cambiano i tempi,
le scelte e le esigenze, ma prima di tutto si
trasformano le persone.
Non più turisti in cerca di lunghi viaggi, ma
viaggiatori disposti a rinunciare al tempo in favore della qualità.
Guardando le nostre singole esperienze, non
faticheremo a notare che mentre fino a qualche
anno fa la tendenza era quella di preferire lunghe vacanze in classiche destinazioni come il
mare o la montagna, oggi il trend è alternare
alla vacanza di punta soggiorni più brevi in località in cui operino sinergicamente arte, gusto
e relax. Così, a fronte di una riduzione in termini di presenze dovuta in gran parte alle difficoltà del
momento, la tendenza di albergatori ed amministrazioni locali sembra volgersi alla diversificazione e all’innovazione, con proposte ricche
ed attente in grado di soddisfare i gusti e le
necessità degli ospiti più esigenti.
Una tendenza ormai consolidata è quella che
vede negli agriturismi la soluzione ideale per i
week-end fuori porta.
Queste piccole fucine di piacere, lontane dal
rumore delle grandi città e immerse in colori
e profumi indimenticabili, assicurano pause
all’insegna del relax, trasmettono in pillole la
cultura del bio e celebrano la semplicità nella
sua forma più nobile, carpendo dalla natura la
materia e dall’uomo l’ingegno.
Sono molte le proposte di soggiorno offerte in
questo senso, e altrettanti i luoghi d’interesse
verso cui orientare le proprie preferenze. In questo scenario di ridimensionamento, gestione e valorizzazione delle risorse culturali e
del patrimonio agroalimentare d’eccellenza, il
Distretto Langhe, Roero e Monferrato si presenta come un territorio di grande interesse,
mix perfetto tra la sacralità della tradizione e
l’impetuosa forza del progresso.
Culla di artisti, di vini e di buona cucina, il
Distretto non solo offre al turismo la sua linfa vitale, ma propone innumerevoli itinerari a
contatto con la natura, dislocati tra borghi medievali e ricchi filari, oppure dedicati agli estimatori della più intima arte del “savoir vivre”.
Così, mentre appassionati “eno-gastronomi”
potranno trovare tra le colline lo spunto per
abbandonarsi a cene gourmande o assaggi
d’autore, gli amanti del relax non potranno esimersi dal trascorrere intere giornate in strutture
dotate di spa inebrianti o immensi campi da
golf. Il turismo alternativo è una grande opportunità da cogliere, tanto per gli operatori del settore quanto per tutti coloro che amano anticipare con un’uscita fuori porta una settimana
lavorativa del tutto convenzionale.
na pennellata di verde per disegnare le dolci colline, una linea più marcata per rappresentare le imponenti montagne, un po’ di
azzurro per dipingere i laghi di origine glaciale,
tutta la tavolozza per i fiori che in primavera
colorano i prati delle vallate e calde tinte per i
vigneti che raccontano la storia di vini nobili.
Questo potrebbe essere un quadro del Canavese, un angolo di Piemonte che, anche in cucina, rispecchia la diversità e la ricchezza del
territorio, proponendo piatti che affondano le
loro radici nelle consuetudini dell’agricoltura e
dell’allevamento. Una tradizione contadina povera che utilizzava i prodotti dell’orto, del frutteto, della vigna, degli animali da cortile e della
stalla ma che, in alcune occasioni, proponeva
piatti più raffinati preparati per la permanenza
dei Savoia e di altri nobili in castelli e dimore
del Canavese.
La frutta veniva utilizzata per la produzione di
marmellate, le verdure conservate in agrodolce
per poi essere consumate durante l’anno come
contorno e antipasto. I fagioli venivano fatti
seccare, sgranati e in parte sbucciati, gli aromi
dell’estate conservati con il sale, i pomodori si
trasformavano in conserva. Un posto di rilievo nella cucina era occupato dalla polenta che
poteva essere accompagnata da tutto ciò che
si aveva in casa: uova, latte, insalata, sugo di
pomodoro e, in alcune occasioni, essere fritta
a fettine o pasticciata. Risotto, gnocchi, pasta
erano i piatti della domenica, mentre agnolotti e
tagliatelle erano riservati alle grandi occasioni.
I ristoranti tipici propongono oggi una grande
varietà di ricette, anche grazie ad un ricco paniere di genuine e pregiate specialità tipiche:
formaggi, salumi e molti prodotti di pasticceria
fresca e secca. I vini locali accompagnano i
piatti della tradizione e contribuiscono alla loro
valorizzazione.
IL MONTE ROSA
SI TINGE DI BIANCO
Da Alagna a Mera fino a Gressoney,
il paradiso degli sciatori e dei freerider
U
na volta giunti in Valsesia, basta volgere il naso all’insù per cogliere
tutta la bellezza di uno dei più suggestivi rilievi del nostro Continente: il Monte Rosa.
Con le sue splendide piste dai 3275 ai 1200 mt. di quota, sa soddisfare
tutti i gusti: dalle famiglie in cerca di relax e divertimento per i più piccoli, ai più avventurieri che nel freeride ricercano un’esperienza selvaggia,
ai limiti della realtà.
Sci, sci alpino e di fondo, telemark, freeride: questa l’offerta bianca valsesiana da vivere in un ambiente straordinario, fra valli incontaminate
e panorami mozzafiato, a stretto contatto con una natura purissima,
affrontando innevamenti invitanti e vivendo lo sci in una dimensione
esclusiva che garantisce emozione e divertimento.
Due i comprensori sciistici di questo paradiso bianco: quello del Monte
Rosa che da Alagna Valsesia si estende fino a Gressoney, ed è animato
da 180 km di tracciati di cui 117 km di piste rosse, 45 km di piste blu,
16 km di piste nere e 2 km di piste arancioni (boarder-cross). Paradiso
del freeride, si rivolge prevalentemente a sciatori capaci ed avventurosi,
ma senza trascurare piste più semplici e corte, come il tracciato del
Wold, impianto che si incontra a cinquecento metri oltre l’abitato d’Alagna o lo sci di fondo della vicina Riva Valdobbia.
Il secondo parco neve è quello dell’Alpe di Mera articolato in 30 km
di piste battute e raggiungibile con la comoda funivia che partendo
direttamente da Scopello, permette di godersi il suggestivo panorama
durante la salita.
Le caratteristiche naturali lo rendono adatto a tutti, dai principianti ai
più esigenti, in particolar modo per le famiglie grazie anche agli spazi
adibiti a kinder park.
Wold e Mera godono anche di impianti di innevamento artificiale garantendo sciabilità anche nei periodi di insufficiente innevamento naturale.
Completa l’offerta dello sci la pista di fondo di Carcoforo, “villaggio
ideale d’Italia” nella confinante Val d’Egua, mentre altre risorse, come
quella offerta da Rimasco, stanno organizzandosi per la prossima stagione con la messa a punto di impianti e piste.
E per chi vuole imparare rapidamente e in modo conveniente la disciplina dello sci, i maestri ed istruttori federali di sci alpino e snowboard vi
attendono con iniziative speciali riservate a gruppi, scuole e principianti.
Insomma, un panorama d’eccellenza che merita ogni attenzione; così,
anche per questa stagione, VALSESIAin Operatori Turistici e gli operatori delle società che gestiscono le stazioni sciistiche di Alagna Valsesia e dell’Alpe di Mera, rispettivamente i Soci Monterosa 2000 e Mera
Ski, hanno perfezionato nuove strategie promozionali per l’inverno
2012/2013, da vivere e godere appieno in quell’equilibrio perfetto che
caratterizza la “proposta bianca” valsesiana.
Due le strepitose offerte che permettono di sfruttare le risorse del comprensorio sciistico in periodi di minor afflusso turistico nei quali l’assillo
della calca dei fine settimana lascia spazio ad una dimensione più
esclusiva e contemplativa.
La prima, denominata “Freeski” permette di sciare gratis per sei giorni
per chi alloggia per cinque notti nelle strutture VALSESIAin.
Questa offerta è valida per i periodi che vanno dal 10 al 23 dicembre
2012, dal 7 al 13 gennaio 2013, dal 18 al 24 marzo 2013 e, infine,
dall’8 al 14 aprile 2013.
La seconda proposta, “Chi dorme piglia sconti” consiste in una riduzione del 15% sul costo dello skipass plurigiornaliero (di almeno tre
giorni) per il cliente visitatore-sciatore che dorme almeno due notti nelle
strutture alberghiere consorziate. Altra eccellente opportunità al passo
coi tempi (..di crisi) che permette di sciare in un comprensorio sciistico
di assoluta prima grandezza, facendo attenzione al portafoglio. L’offerta
è valida per tutta la stagione invernale (escluso il periodo dal 22 dicembre 2012 al 06 gennaio 2013).
E rimanendo sempre in tema di convenienza si conclude a metà ottobre
la promozione per l’acquisto dello skipass stagionale MeraSki a 400
euro ma nel corso della festa d’inizio stagione, il “Winter Party” del
prossimo 27 e 28 ottobre presso la stazione funiviaria di Scopello, sarà
ancora possibile sottoscrivere l’intera stagione a quella cifra, peraltro
anche finanziabile, che da lunedì 29 costerà cento euro in più (importo
sempre comunque finanziabile attraverso banca)”.
Insomma, non si sta trascurando nulla e molto si punta su questo programma sciistico. Gli accordi stabiliti fra le società e VALSESIAin Operatori Turistici inducono a ritenere che questa imminente stagione stia
partendo col piede giusto per favorire al massimo lo sci del territorio,
punta di eccellenza che merita una miglior conoscenza da parte degli
appassionati.
La Valsesia ti aspetta per vivere vacanze dinamiche e sportive all’insegna della semplicità e della convenienza unite al fascino dell’ambiente
e alla qualità dei servizi.
INFO:
Consorzio VALSESIAin Operatori Turistici
Corso Roma, 78 - 13019 Varallo (VC)
telefono 0039 0163 53345
www.valsesiain.it [email protected]
Società Monterosa 2000 S.p.A.
Frazione Bonda, 7 - 13021 Alagna Valsesia (VC)
telefono 0039 0163 922922
www.freerideparadise.it [email protected]
Società Mera Ski S.r.l.
Piazzale delle Seggiovie Località Alpe di Mera - 13028 - Scopello (VC)
telefono 00390163 71195
www.meraski.com [email protected]
PUNTO P - VC
“I vantaggi?
Con una telefonata può
e
r
e
m
a
c
0
0
5
i
d
ù
i
p
a
r
t
e
r
e
i
l
g
sce
e se adesso prenota 5 notti,
lo skipass è GRATIS!”
La Valsesia ti accoglie con un sorriso
freeSKI
le
ecceziona
o f f e r ta
iorni
scia per 6 g
e Mera:
a
n
G
a
l
a
d
a
GratiS!
è
s
s
a
ip
k
s
lo
5 notti
rna
per chi soggio
eSiain aderenti,
lS
a
V
e
ur
tt
ru
st
lle
de
in una
al 13-1-2013,
2-2012, dal 7
dal 10 al 23-1
al 14-4-2013.
-2013 e dall’8
dal 18 al 24-3
nti!
a sco
i
l
g
i
p
e
m
r
o
d
i
h
C
sconto
e sui biglietti
ento
rni
sul pernottam
di almeno 3 gio
ri
ie
al
rn
io
g
ri
lu
p
a almeno 2 notti
per chi soggiorn
a
er
M
e
a
n
1-2013).
di alag
l 22-12-2012 al 6-
so da
14-4-2013 (esclu
dal 6-12-2012 al
no le strutture
r sapere quali so
pe
.it
in
sia
lse
va
Vai su www.
eSiain aderenti.
ValS
Servizio gratuito
di prenotazione alberghiera
Tel. 0163.53345
www.valsesiain.it
L’accoglienza è garantita con i Soci di VALSESIAin!
Scegli tra più di 500 camere la sistemazione
migliore sia per Ospiti individuali che per gruppi!
WestItaly
IDRATARE PER NON INVECCHIARE
Dalla cosmesi alla medicina estetica per una pelle più reattiva
di Sara Cacciola
“L
’estate sta finendo e un anno se ne va, Sto diventando grande, lo sai che non mi va” recitava
una canzone da ombrellone di qualche annetto fa. Ma ogni canzone, anche la più leggera,
racchiude in sé qualche verità e così anche quest’anno, al rientro dalle ferie estive, ci si ritrova a fare
i conti con la dura e triste ripresa della routine, con il solito nuovo bagaglio di meravigliosi propositi
per arrivare “preparate e perfette” alla prossima prova costume e con la consapevolezza che il sole,
che tutte noi amiamo e veneriamo per lunghe ore come lucertole sul bagnasciuga, tanto amico poi
non è, soprattutto per la nostra pelle.
Invecchiamento precoce, radicali liberi, segni del tempo, macchie cutanee diventano quindi paurosi fantasmi, pronti a farsi avanti ogni volta che ci mettiamo davanti allo specchio. Combatterli
non è, però, così difficile, nonostante i ritmi caotici e la crisi economica possano farci pensare
l’esatto contrario.
Proviamo, allora, a capire che cosa, in concreto, si può fare per migliorare davvero noi stesse.
Il nostro viso è, a tutti gli effetti, il più severo e veritiero biglietto da visita con cui ci presentiamo
al mondo esterno: rivela ogni ora di sonno persa, le nostre cattive abitudini, il nostro stile di vita,
permettendoci raramente di barare sul numero delle nostre primavere.
Il primo, indispensabile passo per rendere la nostra pelle più bella e luminosa, soprattutto ora, è
quello di eliminare le cellule morte attraverso un’esfoliazione o peeling, che contribuirà a rigenerarla
e a renderla più reattiva ai trattamenti successivi: per le pelli giovani e non problematiche, sarà
sufficiente uno scrub delicato settimanale, scegliendo tra i molteplici preparati acquistabili in farmacia o in profumeria o sfruttando le sempre valide e, cosa non da poco, ecologiche ed economiche
ricette della nonna: bastano, infatti, un cucchiaio di miele, un cucchiaino da tè di zucchero di canna
e qualche goccia di olio essenziale di rosa (in caso di pelle secca) o di lavanda (in caso di pelle
grassa) per rinnovare l’epidermide ed aquisire subito un aspetto più fresco.
33
Per le pelli mature o problematiche, invece, il
discorso è un po’ più complesso: anni di rincorsa alla tintarella perfetta, naturale o artificiale,
di fumo e di trascuratezza hanno concorso ad
ispessire la nostra cute, donandole un aspetto
spento e avvizzito. Corre in nostro aiuto, a tal
proposito, la medicina estetica con il peeling
chimico che, attraverso l’applicazione di una
sostanza chimica sulla pelle (quali la soluzione di Jessner o l’acido Glicolico), permette un’esfoliazione più profonda, accelerando
quindi il turn-over cellulare, e determina uno
stato di infiammazione temporaneo capace di
stimolare la produzione di collagene ed elastina, operando una vera e propria rivitalizzazione
del derma. Questo prezioso trattamento medico
garantisce i suoi effetti dopo una sola seduta e,
essendo assolutamente vietato prima e durante
l’esposizione al sole, risulta perfetto in questo
periodo dell’anno.
Mai dimenticare, comunque, la sempre importantissima pulizia del viso effettuata nei centri
estetici che, ripetuta ad intervalli regolari, permette di mantenere la pelle pulita e di espellere
quelle fastidiose imperfezioni che puntualmente
prima di ogni appuntamento importante si fanno più evidenti.
Lo step successivo è una vera e propria parola
d’ordine: idratare.
Salsedine, cloro, vento e raggi ultravioletti impoveriscono la nostra pelle intaccando, innanzitutto, il film idrolipidico che, ricoprendo tutto
il nostro corpo, costituisce un importante velo
protettivo nei confronti degli agenti esterni, atmosferici e patogeni e contribuisce a mantenere la cute morbida ed elastica e, quindi, più
giovane.
La cosmesi offre oggi una vastissima gamma
di creme e sieri idratanti il cui scopo è quello
di reintegrare il pool di anti-ossidanti (vitamina
E, acido jaluronico, collagene e acido lipoico):
usati quotidianamente aiutano a combattere e
prevenire la comparsa di radicali liberi e a rendere luminoso il nostro incarnato.
Un valido e insostituibile ausilio in più è la biorivitalizzazione, pratica medica poco invasiva e,
quindi, non dolorosa che, attraverso l’iniezione
nel derma superficiale di sostanze perfettamente biocompatibili e totalmente riassorbibili
(acido jaluronico, polidesossiribonucleotidi e
vitamine), è finalizzata alla stimolazione e alla
riattivazione del derma, combattendo realmente
i segni dell’invecchiamento e favorendo il benessere e l’equilibrio fisiologico della pelle.
“La vita sarebbe infinitamente più felice se nascessimo ad ottant’anni e ci avvicinassimo gradualmente ai diciotto”, scrisse Mark Twain un
secolo fa: oggi possediamo forse qualche strumento in più per dargli ragione!
34
WestItaly
sport
i robin hood italiani
Lontano dal gossip, simboli dell’Italia alle Olimpiadi
di Alessandro Sacco
T
ra le otto medaglie d’oro, sulle ventotto conquistate dall’Italia ai recenti Giochi Olimpici di Londra, la prima è arrivata da una disciplina che non si vede abitualmente in televisione ed è spesso trascurata
anche dalla carta stampata. Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro
Nespoli hanno, infatti, portato in Italia la medaglia d’oro nel tiro con
l’arco a squadre, tenendo con il fiato sospeso fino all’ultima freccia tutti
gli appassionati o i semplici spettatori. Molti di loro hanno probabilmente ricordato il cartone animato Disney che narrava le vicende di Robin
Hood, paragonando l’impresa dei quattro arcieri italiani a quelle che
narravano le gesta del fuorilegge di Sherwood, celebre per il suo motto
di “rubare ai ricchi per dare ai poveri”. Anche dal successo olimpico degli
arcieri italiani sono nate considerazioni non molto lontane. La medaglia
d’oro non è arrivata infatti da sportivi blasonati e strapagati, ritratti sulle
copertine di magazine di gossip o protagonisti di spot televisivi, ma a
conquistarla sono stati invece tre atleti che fino al giorno stesso della
gara erano poco conosciuti e lontano dai riflettori. Anche per questo non
sono mancati commenti positivi sul loro stile e sul loro aspetto del tutto
“normale”, facendo notare con toni ironici che qualcuno di loro non fosse
un “palestrato”, ma che sfoggiasse bensì un’invidiosa “pancetta”, chiaro
segno di benessere.
Ma chi sono i tre protagonisti di questo successo che forse in molti hanno già dimenticato, ma che rimarrà impresso nella memoria di molti?
Michele Frangilli
Originario di Gallarate, ha ereditato dai genitori la passione per il tiro
con l’arco. A soli 10 anni, nel 1986, ha infatti debuttato in gare ufficiali
per poi vestire la maglia azzurra pochi anni dopo. Nel 1994, con la Nazionale Juniores, ha conquistato la medaglia d’oro ai Mondiali di Roncegno e nel 1996 ha preso parte alle Olimpiadi di Atlanta, piazzandosi
al sesto posto nella gara individuale e conquistando il bronzo in quella
a squadra, oltre a stabilire due record olimpici. Ha partecipato anche
alle Olimpiadi di Sydney (2000) in cui si è classificato nono nella gara
individuale, ma ha vinto la medaglia d’argento nella gara a squadre.
Dopo aver vinto i Campionati del Mondo del 2003 a New York, l’anno
successivo ha partecipato alle Olimpiadi di Atene. Nel 2011 ha poi vinto
la Coppa del Mondo Indoor e dal 2001 detiene i record mondiali indoor
nelle gare da 18 e 24 metri.
Marco Galiazzo
Padovano, classe 1983, si è avvicinato alla disciplina del tiro con l’arco
a 13 anni. Da lì in avanti ha conquistato diversi successi che l’hanno
portato a partecipare, nel 2004, alle Olimpiadi di Atene in cui ha conquistato l’oro individuale. Nel 2008, insieme a Mauro Nespoli e Ilario Di
Buò, ha prima stabilito in Croazia il record italiano a squadre, per poi
vincere la medaglia d’argento a squadre alle Olimpiadi di Pechino.
Mauro Nespoli
Nato a Voghera nel 1987, è il più giovane della squadra. All’età di 11
anni ha conquistato la sua prima medaglia d’oro, vincendo i Giochi della
gioventù. Azzurro dal 2002 con la Nazionale Juniores è entrato in quella
Seniores nel 2006. Ha partecipato alle Olimpiadi di Pechino in cui ha
conquistato la medaglia d’argento nella gara a squadre.
WestItaly
35
SPORT
minetti, la forza della deteRminazione
Dal palco di Sanremo alle Olimpiadi di Londra
di Alessandro Sacco
S
ono indubbiamente la poliedricità e la forza
le caratteristiche principali del suo carattere.
Peculiarità, queste, che l’hanno portata a raggiungere importanti risultati, in particolar modo
se si considerano le sue difficoltà fisiche. Annalisa Minetti è, infatti, “sulla cresta dell’onda”
per importanti risultati conseguiti in vari ambiti,
nonostante la cecità che progressivamente l’ha
colpita a causa di alcuni disturbi in giovane età.
Originaria di Rho, in provincia di Milano, nel
1997, all’età di ventun anni, ha preso parte al
concorso di Miss Italia, mettendo in mostra le
sue bellezze fisiche. Classificata nel gruppo delle prime dieci, ha ottenuto il titolo di “Miss in
Gambissima”.
L’anno successivo, trascinata dalla passione
per la musica che coltivava fin da bambina,
ha preso parte con successo al Festival di San
Remo. Con il brano “Senza te o con te” ha trionfato nella categoria Nuove Proposte che, per il
regolamento di quell’anno, le ha consentito di
prendere parte anche alla finale dei Big. É stato
proprio gareggiando in questa categoria che ha
ottenuto, con il medesimo brano, anche la vittoria assoluta del concorso canoro ligure.
Per diversi anni Annalisa Minetti si è poi distinta
in vari appuntamenti musicali, in Italia ed all’estero, partecipando a numerose trasmissioni
televisive e proponendo diversi singoli e album.
Il suo più grande successo personale è, però,
arrivato nel 2008 quando ha partorito Fabio.
Non paga dei traguardi raggiunti fino a quel momento nella sua vita si è dedicata ad un’altra
attività, a conferma di quanto sia vasta la sua
forza di carattere e la voglia di combattere. A
conquistarla, questa volta, è stato lo sport, in
particolar modo l’atletica leggera, che l’ha portata a prendere parte, quest’anno, sia agli Europei Paralimpici di Stadskanaal sia alle Paralimpiadi di Londra. In corsa nei 1500 metri per
la gara unica delle categorie T11 e T12 (disturbi
visivi), ha conquistato la medaglia di bronzo in
entrambe le manifestazioni, migliorando in tutte
e due le occasioni il record del mondo. Il suo
sogno sarebbe stato quello di prendere parte
agli 800 metri, specialità a lei più congeniale,
che non era però organizzata alla Paralimpiadi.
Ha saputo così reinventarsi anche in quel settore, ottenendo grandi risultati.
La sua determinazione e la voglia di combattere
non si sono però ancora fermati, nonostante tutti questi successi. Nei progetti futuri di Annalisa
Minetti ci sono, infatti, un nuovo disco e un libro,
in cui racconterà appunto la sua esperienza.
INFO:
www.gammasubasti.it
Martino348 8714029
Walter 347 4309070
Roberto348 5505514
Mauro 347 0323365
La vita è fatta di alti e bassi.
Noi ci siamo in entrambi i casi.
Benvenuto in