Descrizione - biciescursioniconstefano.it
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LE “ROSSE EMILIANE” Viaggiando tra rombi di motori, gustando i rossi frutti emiliani FERRARI La casa automobilistica Ferrari, universalmente nota come produttrice di auto sportive da alta competizione, è stata fondata da Enzo Ferrari: nato come giornalista sportivo fu dapprima pilota come Nuvolari e Ascari con l’Alfa Romeo, ma poi fu anche imprenditore e ingegnere. Fu la madre di Francesco Baracca, mito dell’aviazione, a consegnargli nel 1920, alla sua prima vittoria, il simbolo che l’aviatore portava sulla carlinga “Le porterà fortuna!”Il cavallino rampante da allora divenne il simbolo stesso del reparto corse. Con lui vivente, la scuderia vinse 9 campionati mondiali di F.1. “La scuderia Ferrari”durante la guerra, venne trasferita a Maranello, in provincia di Modena ed è guidata dal 1991 da Luca Cordero di Montezemolo. Infatti qui la casa costruttrice nacque ufficialmente il 13 settembre 1939 a Modena, con la fondazione da parte di Enzo Ferrari della soc. “auto avio costruzioni”. Le prime produzioni della scuderia furono componenti per velivoli, solo dal 1947 iniziò la costruzione di autovetture per la F1 il cui primo prototipo, costruito in solo due esemplari, fu l’AVIO 815 (del 1940) mentre, la seconda sempre in soli due esemplari fu la “Ferrari 125 S”. Le formule “sportive” La monoposto “125” debutta al gran premio d’Italia il 5 settembre 1948 a Torino con alla guida il francese Raymond Sommer., mentre nel 1952 Alberto Ascari ottenne per la Ferrari il primo titolo di campione del mondo ( la Ferrari ad oggi è l’unico team ad aver partecipato a tutte le edizioni dei campionati del mondo di formula 1). Fra i principali piloti che corsero sotto il simbolo del cavallino si ricordano: Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio, Alberto Ascari, Niky Lauda, Gilles Villenueve, Michele Alboreto, Alain Prost, Nigger Mansel, Ivan Capelli, M. Schumacher, G. Berger, Jean Alesì, Rubens Barichello, Felippe Massa, K. Raikonen e Fernando Alonso. CIRCUITO DI FIORANO Il circuito di Fiorano Modenese è stato voluto da Enzo Ferrari: la costruzione ebbe inizio nel 1971 e fu completato già dopo sette mesi: la lunghezza è di 3 Km circa la velocità media di percorrenza è di 160 Km/h. Al suo interno Ferrari fece costruire una casa per sé, nella quale è tuttora conservato intatto l’ufficio dove lavorava. La Ferrari 599 GTB è stata dedicata al circuito di Fiorano. EX FERROVIA MODENA – VIGNOLA La ferrovia fu attivata il 29 Luglio 1818 dalla società anonima ferrovia Modena – Vignola (FMV). Era lunga 26 Km ed utilizzava uno scartamento da 950 mm. Nel 1917 l’esercizio della linea passo alla SEFTA che, tra il 1929 e 1932, procedette alla sua elettrificazione e all’adozione dello scartamento normale. Nel 1969 la SEFSTA decise di sopprimere il traffico passeggeri e nel 1972 il traffico merci. Oggi l’infrastruttura ferroviaria è dismessa, il vecchio tracciato è stato utilizzato per una pista ciclabile lungo la quale si trovano ancora piccole stazioni come quella di San Donnino e di Castelnuovo Rangone mentre nella frazione Settecani possiamo ancora notare i pali dell’alta tensione, ora tramutati in lampioni per illuminare la ciclabile di notte, i tre ponti originali in pietra su alcuni torrenti ed infine a Vignola un vecchio deposito. DESCRIZIONE PERCORSO MODENA MARANELLO “percorso delle rocche” con rumore di motori Partendo dalla piazza del Duomo di Modena, si arriva nel parco Enzo Ferrari e , seguendo strade secondarie e piste ciclabili,) si giunge nel paese di Formigine e alla sua rocca dove potremo vedere la sua rocca. Da Formigine si arriva facilmente a Fiorano Modenese e, su pista ciclabile, a Maranello dove effettueremo la visita alla”galleria Ferrari” e dove si effettuerà la sosta pranzo. Nel pomeriggio visita a Maranello per vedere alcuni monumenti come il “Cavallino Rampante e il circuito di Fiorano”. A Castelnuovo Rangone si ammira la seconda rocca, chiamata il “Torrione”. Da qui si riprende la ciclabile per Modena. FORMIGINE Dalla metà del XIV secolo, le strutture difensive della rocca vennero ridimensionate e il borgo fu trasferito all’esterno della fortezza. Nel 1599 il castello passò alla famiglia d’Este, che lo diede in Feudo nel 1648 ai Calcagnini. Durante la seconda guerra mondiale, Formigine e la sua rocca furono colpite dai bombardamenti; nell’immediato dopoguerra la rocca venne ricostruita. CASTELNUOVO RANGONE La torre è a pianta quadrata, fatta costruire dalla famiglia nobiliare dei Rangoni, innalzata negli ultimi anni del XIV sec.come torre di guardia del borgo murato. Aveva un ampio fossato, le cui acque erano alimentate dal rio Gamberi e dal torrente Pettazzara, (secondo qualche autore così chiamato perché sboccava nella fossa in petto, ossia di fronte al castello.) DESCRIZIONE DELLA CICLABILE MODENA – VIGNOLA Il percorso inizia alla stazione ferroviaria modenese di piazza Manzoni dove una volta partivano i treni per Vignola (adesso solo per Sassuolo). Nel vecchio fabbricato è ancora possibile ammirare l’originale biglietteria in legno. Il percorso ufficiale per Vignola inizia però dalla periferia modenese e su pista ciclabile si arriva alla vecchia stazione del paese di S. Donnino, avendo però anche superato la strada nuova Estense con il moderno ponte ciclopedonale (2009),che, correndo in sede propria, fa la gioia di chi ama le escursioni in tutta tranquillità, seppur non lontano da strade. Oltrepassato il torrente Tiepido sul ponte originario della ferrovia, si arriva, dopo circa 1 Km, alla stazione diroccata di San Donnino piccolo borgo dominato dal castello. Il percorso ciclabile sottopassa la autostrada A 1 con un vecchio sottopasso ferroviario e prosegue nella campagna che circonda San. Vito. Costeggiando il canale S. Pietro si arriva a Castelnuovo Rangone, borgo famoso per la robusta torre (“il torrione”, la cui visita è programmata per il sabato). In questo tratto si aprezzano gli antichi e originali manufatti ferroviarii (come i vecchi ponti originali sui torrenti Nizzola e Tiepido e i pali dell’alta tensione ora trasformati in lampioni); la località SETTECANI deve il suo nome, ad una storia accadutta al curato di Castelvetro, che, impegnato in una visita a un infermo, incontrò sette loschi figuri che lo riempirono di bestemmie e che egli battezzò come “sette cani”. Proseguendo lungo il percorso arriviamo al casello ferroviario di S. Eusebio dove è stato ricostruito, in miniatura, il paese di Spilamberto, borgo che incontreremo poco più avanti. Il percorso ciclabile prosegue passando la SP 16 e, in direzione di Spilamberto ci si fermerà a un “chiosco dei sapori”(sempre aperto)dove in estate si può acquistare frutta e verdura fresca di stagione e dove il proprietario attira clienti anche con la sua esperienza di pasticciere (qui faremo sicuramente una sosta). Adesso la ciclabile lambisce il centro di Spilamberto con la sua Rocca (che vedremo al ritorno), ed è proprio qui che potremo ammirare la seconda rossa del nostro itinerario, cioè le piante con le ciliegie che ravvivano la campagna con i loro frutti molto appariscenti e golosi. E’ questo il territorio di Vignola , la terra delle ciliegie, famose in tutto il mondo, ed è qui che si visiterà una rocca quattrocentesca con tre torri. Passando davanti alla vecchia stazione ferroviaria con l’originale pensilina, avremo percorso 28 Km, quasi tutti in sede protetta. Il ritorno avverrà passando sotto la rocca di Spilamberto, superando il fiume Panaro si arriverà prima a San. Cesario e poi a Castelfranco Emilia dove prenderemo il treno del ritorno per Milano ( il tratto da Spilamberto a Castelfranco di 12 Km: è tutto su strada ). VIGNOLA LA ROCCA La storia di Vignola e quella della rocca procedono di pari passo, dando luogo ad una perfetta osmosi tra l’edificio castellano e il tessuto urbano circostante. Ciò è avvenuto nel corso di un lunghissimo arco di tempo che va dalle lotte dei feudatari nei secoli medievali, alla seconda guerra mondiale quando le possenti ed antiche mura sembravano il più sicuro rifugio dagli orrori del conflitto. Il toponino Vignola deriva dal latino “Vineola” che significa “piccola vigna” e ancora oggi la pianta della vite compare nel gonfalone della città. La rocca di Vignola nacque da tre torri e da due recinti di mura e si presenta al visitatore come un imponente quadrilatero fortilizio. Sulla sinistra della facciata si apre l’androne d’ingresso anticamente difeso da ponti levatoi, da un fossato, da 2 portoni a saracinesca di cui restano oggi solo le due entrate. Sulla destra si innalza la torre del “Pennello”, dietro ad essa, nell’angolo del quadrilatero che guarda il fiume Panaro, la torre delle “donne” ed ultima la torre denominata di “Nomantola”la più antica e imponente. La rocca, edificata su roccia calcarea comunemente chiamato “tufo” a strapiombo sul fiume, si configura oggi disposta su cinque piani dai sotterranei ai camminamenti di ronda. PALAZZO BAROZZI / La scala a chiocciola Il palazzo Barozzi è un elegante palazzo rinascimentale quasi del tutto integro nella sua morfologia e per costruire il quale furono acquistate con regolari rogiti 11 case, poi abbattute, tra le quali quella della famiglia di Jacopo Barozzi artefice del progetto. Il palazzo fu costruito negli anni 1560/67 circa. SCALA A CHIOCCIOLA La scala rappresenta un capolavoro architettonico e scenografico di altissimo livello. Basta evidenziarne la tecnica costruttiva per rendersi conto di quale prodigioso gioiello si tratti. E’ l’unica parte verticale che collega i piani del palazzo ed è situata all’estrema sinistra del palazzo contrariamente a come accadeva solitamente a quel epoca. La pianta ha forma ellittica, molto approssimata a quella circolare, i gradini sono 106 e l’altezza totale è di 12,33 m. Esiste una leggenda, che però risulta priva di qualsiasi fondamento tecnico che parla di tre misteriosi gradini mancanti. Si narra che i costruttori della scala giunti all’ultimo piano, si sentissero commentare che non era poi una grande difficoltà costruirla. I costruttori allora risposero di completare gli ultimi 3 gradini ma nessuno lo fece e la scala rimase così. LA VALLE DEI CILIEGI Da Marano a Vignola, e fino a Spilamberto, oltre il corso del fiume Panaro, la valle ricoperta da migliaia di piante di ciliegio, che ne fanno, al giorno d’oggi, un centro ortofrutticolo specializzato la cui fama ha valicato i confini nazionali. Nel 1966 è stato costituito il consorzio della ciliegia di Vignola, che garantisce e tutela il prodotto della valli Modenesi. Noi arriveremo a Vignola nel periodo della “festa delle ciliegie” SPILAMBERTO La rocca Rangoni è stata costruita all’inizio del XIII sec. e più volte modificata fino ad assumere l’aspetto attuale. Divenne abitazione signorile dei Rangoni, feudatari di Spilamberto dal XV sec., negli anni 1650/60, quando fu trasformata da fortezza a residenza. Le mura castellane e la torretta di guardia sono visibili rispettivamente in via Savani e in via Piccioli. CUCINA EMILIANA La cucina Emiliana presenta degli ottimi piatti, fra cui le tagliatelle casarecce condite con il ragù alla bolognese a base di carne e pomodoro o con prosciutto a dadini, le lasagne al forno (con strati alterni di ragù , besciamella e parmigiano reggiano) i tortellini di carne, fatti in brodo, oppure cotti con panna e ragù di vitello.. Fra i dolci ricordo la torta di riso di Bologna, la torta Barozzi (con crema di mascarpone di Modena) il biscione di Reggio Emilia e la panna cotta. Fra i principali vini ricordo il Lambrusco nella versione secca, il Malvasia, il Gutturnio ed il Bonarda.