DOMENICA 12 ottobre
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DOMENICA 12 ottobre
XXVIII domenica del tempo ordinario d o m e n i c a 1 2 ottobre XXVIII settimana del tempo ordinario - IV settimana del salterio la preghiera Introduzione O Dio vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, a Dio che è che era e che viene, per i secoli dei secoli, amen. Inno ( Tu r o l d o ) Altissima fonte del cosmo, la luce, Signore, creasti: e fu primo giorno. L’inizio fu luce, che limpida splende: vittoria sul buio, sul vuoto e sul caos. Sorgente perenne di quanto esiste, la tenebra sgombra pur oggi dal mondo. Amen. Salmo c f. S a l 1 1 7 ( 1 1 8 ) Ti rendo grazie, perché mi hai risposto, perché sei stato la mia salvezza. La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo. Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi. Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci in esso ed esultiamo! Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza! Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. 115 Vi benediciamo dalla casa del Signore. Il Signore è Dio, egli ci illumina. Formate il corteo con rami frondosi fino agli angoli dell’altare. Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto. Rendete grazie al Signore, perché è buono, perché il suo amore è per sempre. Ripresa della Parola di Dio del giorno Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra (Is 25,8). Cantico di Zaccaria o di Maria o di Simeone (vedi bandella) Lode e intercessione Rit.: Dio della vita, ascoltaci! n Oggi facciamo memoria della tua risurrezione: la speranza che ne promana sia per noi balsamo che cura ogni ferita. n Ti affidiamo coloro che soffrono e piangono, perché possano incontrare fratelli e sorelle capaci di mostrare loro il tuo amore che guarisce. n Affinché coloro che disperano e non vedono la luce possano sperimentare la tua presenza vivificante. Padre nostro Orazione (vedi Colletta) 116 domenica 12 ottobre - XXVIII domenica del tempo ordinario la messa antifona d’ingresso Sal 129 (130),3-4 Se consideri le nostre colpe, Signore, chi potrà resistere? Ma presso di te è il perdono, o Dio di Israele. Gloria p. 304 c o l l e t ta Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo... oppure O Padre, che inviti il mondo intero alle nozze del tuo Figlio, donaci la sapienza del tuo Spirito, perché possiamo testimoniare qual è la speranza della nostra chiamata, e nessun uomo abbia mai a rifiutare il banchetto della vita eterna o a entrarvi senza l’abito nuziale. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 117 p r i m a l e t t u r a Is 25,6-10a Dal libro del profeta Isaìa 6 Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. 7 Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. 8 Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato. 9 E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, 10poiché la mano del Signore si poserà su questo monte». – Parola di Dio. s a l m o r e s p o n s o r i a l e 22 (23) Rit. Abiterò per sempre nella casa del Signore. 1 Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. 3 Rinfranca l’anima mia. Rit. 2 Mi guida per il giusto cammino a motivo del suo nome. 118 domenica 12 ottobre - XXVIII domenica del tempo ordinario 4 Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Rit. 5 Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. Ungi di olio il mio capo; il mio calice trabocca. Rit. 6 Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, abiterò ancora nella casa del Signore per lunghi giorni. Rit. s e c o n d a l e t t u r a Fil 4,12-14.19-20 Dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Filippési Fratelli, 12so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. 13Tutto posso in colui che mi dà la forza. 14Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. 19 Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù. 20 Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen. – Parola di Dio. 119 c a n t o a l va n g e lo c f. E f 1 , 1 7 - 1 8 Alleluia, alleluia. Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo illumini gli occhi del nostro cuore per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati. Alleluia, alleluia. va n g e lo M t 2 2 , 1 - 1 4 ( l e t t. b r e v e 2 2 , 1 - 1 0 ) X Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, 1Gesù riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: 2«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. 3Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. 4 Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. 5Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; 6altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. 7Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. 8 Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; 9andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. 10Usci120 domenica 12 ottobre - XXVIII domenica del tempo ordinario ti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. [11Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. 12Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. 13Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. 14 Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».] – Parola del Signore. Credo p. 306 preghiera sulle offerte Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fa’ che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore. a n t i f o n a a l l a c o m u n i o n e Sal 33 (34),11 I ricchi impoveriscono e hanno fame, ma chi cerca il Signore non manca di nulla. preghiera dopo la comunione Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. 121 per la riflessione Non basta! È come se qualcuno si presentasse a una festa di matrimonio in pantaloncini corti e bandana, oppure in abito da lavoro e un paio di ciabatte…! Tutti sarebbero un po’ imbarazzati e difficilmente si accetterebbe la giustificazione secondo cui basta l’intenzione, e che non bisogna formalizzarsi perché l’importante è il cuore e il desiderio di festeggiare e rallegrarsi con gli sposi. In realtà, non basta l’intenzione di essere presenti a una «festa di nozze» (Mt 22,2), è necessario entrare nella dinamica della festa, che è il risultato dell’apporto generoso e coinvolto di ciascuno. Un’altra parabola viene raccontata dal Signore Gesù e si rivolge ancora una volta in modo diretto ai capi dei sacerdoti e ai farisei. In realtà le parabole sono due! Una riguarda coloro che, invitati per primi, «non se ne curarono» (22,5) affatto e non solo disertarono l’invito, ma maltrattarono fino a uccidere coloro che erano latori di una parola assolutamente innocua e priva di ogni minaccia: «Venite alle nozze!» (22,4). L’altra invece riguarda uno dei tanti cui è stato rivolto l’invito e si è precipitato nella stanza nuziale, forse si è lanciato famelico sul banchetto, senza indossare «l’abito nuziale» (22,11). Nell’uno e nell’altro caso la conseguenza è assai forte! Nel primo caso il re «mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede 122 domenica 12 ottobre - XXVIII domenica del tempo ordinario alle fiamme la loro città» (22,7). Nel secondo caso il re ordinò: «Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre, là sarà pianto e stridore di denti» (22,13). La conclusione della parabola vale per ambedue le miniparabole: «Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti» (22,14). Non si tratta certo di distinguere i buoni dai cattivi, visto che al cuore della parabola si trova una parola che non bada a catalogare gli invitati: «Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze» (22,8). Infatti, si aggiunge che i servi, obbedienti al loro padrone e agendo secondo le sue intenzioni, «radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali» (22,10). L’aspetto su cui il Signore Gesù vuole attirare l’attenzione è che non è la nostra dignità a farci oggetto della chiamata di Dio, ma è la chiamata di Dio a darci una dignità nuova che permette alla nostra vita di assumere una piena dignità. Ecco perché, sia nel caso dell’invito mancato che nel caso della tenuta inadeguata, si rivela e si stigmatizza un’incapacità a cogliere la portata del dono che ci viene fatto. Facendo così, più o meno consapevolmente, non si coglie l’invito alle nozze, che è sempre un appello a uscire da se stessi per aprirsi a qualcosa di nuovo che eccede fino a uscire dai nostri programmi, dalle nostre aspettative, dalle nostre abitudini e persino dalle nostre economie. Ce lo ricorda il profeta Isaia, quando dice: «Poiché la mano del Signore si poserà su questo monte» (Is 25,10). Si 123 tratta del monte della nostra vita in tensione, davanti a cui e per cui il Signore continua ogni giorno a preparare una «mensa sotto gli occhi» (Sal 22,5) dei nemici della nostra gioia. Potremmo fare nostre le parole dell’apostolo: «So vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà forza» (Fil 4,12-13). Signore Gesù, perdonaci perché troppo spesso non ci accorgiamo neppure del tuo invito alle nozze, alla condivisione, alla festa di vita che prepari per noi. Rendici capaci di ascoltare, accogliere e ritornare. Ritorniamo e così ti lodiamo e ti diciamo il nostro amore e ti chiediamo perdono per ogni assenza nostra, dei fratelli, di tutti! Perdonaci, Signore, e non abbandonarci! Cattolici Edvige, religiosa (1243). Ortodossi Domenica dei santi padri del VII concilio; memoria dei santi martiri Probo, Taraco e Andronico (sotto Diocleziano, 284-305). Anglicani e luterani Elizabeth Fry, riformatrice e benefattrice dei carcerati (1845). Anglicani Vilfredo di Ripon, vescovo e missionario (709). 124