dentistry - Dental Tribune International
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cosmetic dentistry Anno 2, Vol. 3 Ottobre 2013 _ beauty & science 3 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, NO/TORINO - Contiene inserti pubblicitari 2013 _speciale compositi Bioestetica: un nuovo approccio al miglioramento del sorriso _speciale compositi Deep resins, white fillings _industry report Un restauro estetico di fusione dentale nella regione mascellare anteriore Perchè gli occhialini ingranditori non vengono usati da tutti i dentisti? Non sono sufficientemente luminosi? Costosi? Sono scomodi? Pesano? Non hanno una buona profondità di campo? PeriOptix è la risposta a tutto ciò Perchè utilizzare occhialini ingranditori? Per proteggersi da dolori al collo, mal di schiena, affaticamento della vista ed avere una migliore acuità visiva consentendo una diagnosi più corretta ed una chirurgia più precisa. Perchè usare gli occhialini PeriOptix? Perchè sono leggerissimi, esistono in tutte le opzioni di rapporto ingrandimento/ campo visivo/profondità di campo, hanno un design accattivante ed innovativo, ottimo sistema di illuminazione, sono pronta consegna ed hanno il miglior rapporto qualità prezzo sul mercato. Vengono realizzati negli USA. Distributore esclusivo per l’Italia DenMat Italia srl Via S. Andrea, 73 • 84081 • Baronissi (SA) Tel. +39 089 9331021 • Fax +39 089 9331022 www.denmatitalia.it • [email protected] editoriale _ cosmetic dentistry L’importanza di conoscere i materiali per una corretta pratica clinica Cari lettori e lettrici, ultimamente si avverte da parte di tutti l’esigenza di una conoscenza che sia aderente alla pratica clinica quotidiana. È vero, come dichiarato da diverse parti nelle interviste a prestigiosi autori (presenti anche in questo numero), che se non si conoscono i materiali e le tecniche per il loro corretto utilizzo, un’odontoiatria così evoluta e tecnologica potrebbe non solo compromettere i migliori risultati per il paziente (ognuno unico nel suo genere), ma addirittura creare nell’operatore dubbi e imperizie, inficiando il giudizio sul materiale stesso o sulla procedura utilizzata. Patrizia Gatto Nel corso degli anni, senza negare l’indubbia validità dei congressi scientifici, i case report presentati da speaker di indiscussa fama mondiale sono talmente belli nella presentazione, ma tanto ridotti nel tempo a disposizione del relatore e dell’uditore seduto in platea (che vorrebbe chiedere e non può), da essere anche altrettanto distanti dalla pratica clinica e dalla soluzione degli interrogativi quotidiani. Anche gli ulteriori corsi di approfondimento sembrano trattare argomenti troppo complessi da essere poi riproducibili in studio. Ultimamente questa esigenza è stata intercettata da alcune scuole di pensiero e da noti clinici che, in più settori (conservativa, protesi e parodontologia), hanno messo a punto delle tecniche semplificate e, come tali, ripetibili. Ciò diventa ancora più importante in un’era in cui i materiali si evolvono continuamente e tra loro hanno delle differenze che devono essere tenute in considerazione. A tal proposito, lancio questa riflessione: la normativa Ecm italiana, ma non solo, è sempre più restrittiva sull’argomento del conflitto di interesse tra formazione e ditte produttrici. Tuttavia, un piano di trattamento utilizza necessariamente prodotti che devono essere perfettamente conosciuti per essere scelti e applicati al singolo paziente. Quale risposta allora dare, che non sia una mera formulazione di principio? _Patrizia Gatto cosmetic dentistry 3_2013 03 sommario _ cosmetic dentistry 06 | editoriale 03 L’importanza di conoscere i materiali per una corretta pratica clinica 12 22 | aziende 38_news _P. Gatto | l’intervista _Styleitaliano 06 Realizzabile, divulgabile e ripetibile La ricetta di Styleitaliano per un’odontoiatria quotidiana di successo 08_Camillo D’Arcangelo Materiali adesivi e compositi All’Università di Chieti un gruppo di ricerca all’avanguardia in Europa _P. Gatto | speciale _compositi 12 Bioestetica: un nuovo approccio al miglioramento del sorriso _D. Dietschi 22 Deep resins, white fillings: a new technique for composite restorations _Dr I. Ahmad | industry report _restauri estetici 32 Restauro cosmetico estetico In un caso di fusione dentale nella regione mascellare anteriore _M. de Oliveira 32 04 cosmetic dentistry 3_2013 | focus _speciale compositi 40 Qual è la durata di una ricostruzione in composito? _M.S. Rini | industry report _sbiancamento 43 Sbiancamento professionale e domiciliare combinato _Maciel Jr. | aziende 48_news | eventi _escd 49 Torino: l’Europa s’incontra sotto la Mole per i 10 anni di Cosmetic Dentistry Europa | l’editore 50_gerenza 43 49 Philips Zoom WhiteSpeed, DayWhite e NiteWhite. Brillanti novità per lo sbiancamento alla poltrona e domiciliare. Solo Philips Zoom dà risultati brillanti con diverse tipologie di trattamento che vanno incontro alle esigenze dei pazienti. Philips Zoom WhiteSpeed è la nuova generazione di sbiancanti professionali che danno risultati straordinari in una sola seduta in studio seguita dai trattamenti domiciliari Zoom DayWhite e NiteWhite che offrono la praticità e la flessibilità del trattamento a casa. Philips Zoom ha diversi sistemi tra cui scegliere per garantire risultati brillanti per il paziente e per il professionista . . . così entrambi avranno motivo di sorridere. Per maggiori informazioni: philipsoralhealthcare.com Distributore per il canale professionale - email: info @simitdental.it - sito web: www.simitdental.it l’intervista _ Styleitaliano Realizzabile, divulgabile e ripetibile La ricetta di Styleitaliano per un’odontoiatria quotidiana di successo Il movimento Styleitaliano ha le sue origini da una buona intuizione: un incontro tra due amici, il dottor Walter Devoto e il professor Angelo Putignano, esperti riconosciuti a livello mondiale in odontoiatria conservativa ed estetica. Proponiamo qui di seguito un’intervista al professor Putignano, nella quale ci racconta qualcosa in più di questo progetto. Come nasce l’idea di Styleitaliano e in che modo si propone di operare nell’ambito dell’odontoiatria estetica? L’odontoiatria che opera con materiali bianchi, compositi e ceramiche rimane uno degli argomenti più interessanti e avvincenti dibattuti nei congressi e durante gli incontri tra professionisti. Nell’odontoiatria quotidiana, però, abbiamo riscontrato che spesso se ne parla in maniera confusa, che se ne rimarcano sempre i vantaggi e che si evidenziano le sue capacità nel conseguimento di risultati eccezionali. L’odontoiatria estetica italiana, in particolare, è stimata in tutto il mondo per la sua qualità e la sua classe: molti sostengono che queste caratteristiche siano giustificate dalle capacità artistiche tipiche del nostro Paese, legate alla sensibilità, alle nostre tradizioni, alla nostra storia: caratteristiche difficili da emulare. Styleitaliano ritiene che il dentista moderno abbia bisogno di nozioni chiare e precise, di suggerimenti pratici per affrontare le proprie sfide quotidiane sulla poltrona dello studio odontoiatrico. Per questo motivo, queste sono le parole chiave della nostra mission: realizzabile, divulgabile, ripetibile. In breve, ci può chiarire cosa si intende per “odontoiatria realizzabile”? I materiali presenti sul mercato sono gli ingredienti primari del nostro lavoro quotidiano: noi, in qualità di esperti, siamo in grado di fornire la “ricetta” giusta per il dentista o, in altre parole, la soluzione su come utilizzare e miscelare perfettamente questi ingredienti in modo da ottenere un risultato di alta qualità, senza alcun tipo di confusione. I nostri suggerimenti, però, non sono solo focalizzati sui materiali d’uso, ma soprattutto sulla possibilità di offrire al nostro interlocutore una visione indipendente e la comprensione dei loro metodi di utilizzo, confrontando sempre la nostra esperienza con la ricerca scien- 06 cosmetic dentistry 3_2013 l’intervista _ styleitaliano tifica, su cui si basano tutti i nostri consigli. Diverse aziende stanno già seguendo le nostre procedure, e hanno accettato e sostenuto i nostri programmi di lavoro. In questo senso, parliamo di “realizzabilità”: e per noi non può che essere motivo di grande orgoglio. Il concetto di divulgazione, invece, è legato alla didattica. Come agite in questo importante settore? Ogni settimana siamo impegnati nell’insegnamento di tecniche odontoiatriche in qualche angolo del mondo. Lo facciamo con passione, pensando sempre a quei dentisti che vogliono emulare i propri insegnanti e maestri e che vogliono offrire il meglio ai propri pazienti. Se qualche tecnica o metodologia non risultano pienamente comprensibili, questo può rappresentare un problema nel miglioramento della qualità media del lavoro. Ci impegniamo ogni giorno su questo tema: in questo modo abbiamo ideato strumenti, supporti tecnici, piccole e grandi idee che nascono da più di vent’anni di esperienza di insegnamento professionale a tutti i livelli. Il tutto per rendere più semplice la vita di chi fa questo mestiere. La risposta è data dai numeri: il nostro sito web, www.styleitaliano.org, e le nostre piattaforme social su Facebook, www.facebook. com/styleitaliano e www.facebook.com/groups/ styleitaliano, sono alcune delle comunità più seguite al mondo da utenti che rispondono in maniera entusiastica, al fine di condividere le nostre conoscenze in modo responsabile. Styleitaliano, quindi, si propone di fornire strumenti ripetibili, nel senso di utilizzabili da tutti? Le tecniche, le idee e i suggerimenti che proponiamo devono poter essere utili a tutti e non devono necessariamente essere legati alle singole competenze: fin dall’inizio, infatti, ci siamo concentrati sul principio che la forza del gruppo è la condivisione. Un esperimento coraggioso da por- tare avanti, ma estremamente coinvolgente! Questo è il motivo per cui Styleitaliano è una squadra composta da persone che discutono, si confrontano e agiscono insieme. Tu puoi fare quello che noi facciamo: questo è il nostro slogan. Quali sono i contenuti presenti sulla vostra piattaforma web? Ogni settimana pubblichiamo notizie, articoli, nuovi case report, con la possibilità per tutti di pubblicare il proprio lavoro sulla nostra pagina web. Quest’anno abbiamo lanciato, inoltre, il programma Styleworld: abbiamo identificato i colleghi di tutto il mondo, ambasciatori della nostra filosofia e del nostro stile, che parlano un “linguaggio” comune, costruito con amicizia, condivisione di informazioni, innovazione, semplicità, tecnologia, arte, passione, dedizione e stabilità. Tutto questo è Styleitaliano. Rimanete sintonizzati! _Cosmetic Dentistry Angelo Putignano e Walter Devoto cosmetic dentistry 3_2013 07 l’intervista _ Camillo D’Arcangelo Materiali adesivi e compositi All’Università di Chieti un gruppo di ricerca all’avanguardia in Europa Professor D’Arcangelo, da molti anni lei si occupa, con il suo gruppo dell’Università degli Studi di Chieti, di ricerca clinica in particolare dei materiali adesivi. Attraverso la ricerca, obiettivo del vostro gruppo è provare a rispondere alle domande e ai dubbi che quotidianamente il dentista si pone nella pratica clinica. È corretto? Sì è proprio questo il nostro obiettivo. Ho la fortuna di lavorare in una università e in particolar modo in un Dipartimento – il Dipartimento di Scienze mediche, orali e biotecnologiche magistralmente diretto dal prof. Sergio Caputi – dove ho l’onore di dirigere ormai da quasi quindici anni il Reparto di odontoiatria restaurativa, nel quale cerchiamo di coniugare un’alta qualità clinica con una buona ricerca. Questo fatto ci ha indirizzato fin dai primi momenti verso una ricerca clinica, cioè, come io amo ripetere, ci ha spinti a provare attraverso la ricerca a risolvere i dubbi e i problemi che ogni giorno il clinico si trova ad affrontare. La nostra è una ricerca che studia e cerca di migliorare, attraverso una collaborazione stretta con molte case produttrici, i materiali adesivi: compositi, porcellane, disilicati, perni in fibra ecc.; e vuole indicare le procedure cliniche di utilizzo più adatte. In altre parole, le aziende ci riportano i quesiti e i dubbi che i dentisti, cioè i loro clienti, riferiscono su un materiale o su una procedura e insieme, attraverso test biomeccanici, citotossici, immunoistochimici e clinici cerchiamo di migliorare e implementare sia il prodotto sia la tecnica di utilizzo. Tutto questo produce un’evoluzione continua di materiali e tecniche e noi ci troviamo a rap- Camillo D’Arcangelo 08 cosmetic dentistry 3_2013 presentare una sorta di connessione tra aziende e clinici, avendo la possibilità di lavorare in una struttura, qual è il nostro Dipartimento, che ci mette a disposizione le attrezzature cliniche e soprattutto i laboratori di ricerca più all’avanguardia non solo in Europa ma a livello globale. In un recente corso tenutosi a MilanoAssago la scorsa primavera, di fronte a una platea di 800 partecipanti, ha parlato di come i nuovi materiali adesivi e le nuove tecniche adesive siano estremamente efficienti per una serie di ragioni tra cui, non ultimo, il mantenimento dell’equilibrio occlusale del paziente. Quali e come operare le scelte? Le tecniche e i materiali adesivi presentano una serie di vantaggi indubbi rispetto alle tecniche più “tradizionali” come le tecniche ritentive. L’odontoiatria adesiva è meno invasiva, più estetica, più rapida, più semplice per l’odontoiatra e più confortevole ed economica per il paziente. I materiali adesivi di ultimissima generazione presentano anche vantaggi in termini di preservazione dell’equilibrio occlusale. In altri termini, esistono materiali adesivi che hanno comportamenti biomeccanici molto vicini allo smalto naturale, soprattutto per quanto riguarda l’usura. Dall’usura dello smalto naturale, e sui denti ricostruiti o protesizzati dall’usura del materiale utilizzato, dipende in gran parte la stabilità occlusale che, a sua volta, può influenzare l’equilibrio posturale del paziente. Per cui avere dei materiali con caratteristiche di usura simili allo smalto naturale è un grosso passo in avanti nella qualità dei restauri e delle riabilitazioni dei nostri pazienti. Molte case produttrici hanno messo sul l’intervista _ Camillo D’Arcangelo mercato materiali ceramici o compositi che esaltano questa caratteristica, come ad esempio i disilicati di litio prodotti dalla Ivoclar Vivadent; i silicati di litio prodotti da Dentsply; le resine nano ceramiche della 3M (tutti questi materiali sono lavorabili esclusivamente con sistematiche CAD/ CAM); o l’ultimo uscito sul mercato, un composito micro riempito, molto innovativo, lavorabile manualmente e indicato per restauri diretti, indiretti o per coprire strutture in metallo come Enamel HRi Function della Micerium. La scelta è determinata dall’occlusione del paziente, dalla presenza o meno di tutti gli elementi dentari in bocca, dalla presenza di precedenti protesi ecc. Oggi l’odontoiatra è in grado di scegliere il materiale più adatto alla specifica situazione clinica del paziente. Perché un materiale adesivo dovrebbe funzionare meglio da un punto di vista occlusale? Quanto un materiale più adatto può influenzare la funzionalità biomeccanica del dente e addirittura influire sulla postura del paziente? Non è che i materiali adesivi in quanto tali funzionano meglio da un punto di vista occlusale, in genere questi materiali sono più recenti e tecnologicamente più avanzati per cui oltre ad altri vantaggi rispetto ai materiali cementati, spesso presentano anche caratteristiche di usura paragonabili a quelle dello smalto naturale e quindi più adatti da un punto di vista occlusale. È ovvio che se usiamo materiali che hanno bisogno di preparazioni meno invasive, con cui nella maggior parte dei casi preserviamo la vitalità pulpare, che non interferiscono con il parodonto come sono i materiali adesivi, miglioreremo le caratteristiche biomeccaniche del dente ricostruito. Per le ragioni già spiegate in precedenza questi materiali possono preservare meglio un corretto equilibrio occlusale o, dove è stato perso, favorirne il ripristino. Dalla perdita di un corretto equilibrio occlusale possono dipendere scompensi a livello posturale, per cui quando l’odontoiatra esegue delle riabilitazioni restaurative o protesiche estese deve stare attento a scegliere il materiale meno traumatico per l’occlusione. Il tema di questo numero di Cosmetic Dentistry è come scegliere un composito. Parliamo di compositi? La scelta di uno specifico composito dipende da quali sono i fini del suo utilizzo. Provo a Diventa autore per “Cosmetic Dentistry” Contatta Chiara Siccardi [email protected] l’intervista _ Camillo D’Arcangelo spiegarmi meglio: se devo ricostruire un incisivo superiore sceglierò un composito con qualità ottiche ed estetiche elevatissime, diversamente, se devo ricostruire un molare o un settore lateroposteriore intero privilegerò, oltre alle caratteristiche estetiche, le caratteristiche meccaniche del materiale, in primo luogo le caratteristiche di usura e la resistenza alla compressione e altre ancora. L’errore che il dentista deve evitare è di pensare che i compositi siano tutti uguali e che l’uno vale l’altro. Esistono sul mercato decine di compositi tutti diversi fra loro per caratteristiche ottiche, estetiche, meccaniche, di grado di conversione, di contrazione ecc. È impossibile che tutti i compositi, così diversi fra di loro per caratteristiche, possano essere usati indistintamente e con le stesse procedure e abbiano la stessa resa clinica nel tempo. L’odontoiatra dovrebbe conoscere perfettamente per ogni specifico caso clinico, il materiale da restauro e la tecnica di volta in volta più adatti. Questo non sempre succede, sia perché le case produttrici tendono a semplificare molto la comunicazione sulle caratteristiche dei nuovi materiali immessi sul mercato sia, a volte, “per pigrizia” da parte dell’odontoiatra. Dobbiamo usare materiali diversi tra anteriori e posteriori? Questa è una domanda molto interessante! Da un punto di vista biomeccanico parrebbe ovvio che due denti, come un molare o un incisivo centrale superiore, così diversi nelle loro caratteristiche funzionali biomeccaniche non dovrebbero essere ricostruiti con lo stesso materiale. Provo a spiegarmi: il molare deve sopportare carichi di compressione durante i movimenti funzionali e la masticazione per cui caratteristiche come la resistenza alla compressione, la capacità di usura e l’elasticità sono elementi estremamente importanti. Di contro, l’incisivo centrale superiore non deve mai sopportare carichi di compressione ma carichi di flessione, la proprietà biomeccanica più importante in questo caso è la rigidità, oltre ovviamente all’usura e all’estetica. Come è possibile che caratteristiche così diverse tra loro si possano trovare in un unico materiale? Non è possibile, ma le case produttrici continuano a proporci materiali universali per anteriori e posteriori. Solo alcune case produttrici, molto recentemente, cominciano a fare distinzione tra materiali più adatti per posteriori e altri più adatti per anteriori sulla base di requisiti biomeccanici. Quali sono i vantaggi dell’utilizzo dei compositi rispetto ad altri materiali? 10 cosmetic dentistry 3_2013 Più che una risposta clinica vorrei rispondere con un ragionamento logico. I compositi e le resine in generale sono tra i pochi materiali da restaurativa, se non gli unici, cosiddetti di “sintesi”, cioè non presenti in natura ma ideati dall’uomo. Questo significa che al contrario dei materiali cosiddetti “naturali” possono avere un’evoluzione continua e praticamente infinita, perché prodotti in laboratorio. Inoltre, per le stesse ragioni, sono i materiali d’uso odontoiatrico a più alta tecnologia. Negli ultimi anni i compositi per uso odontoiatrico hanno subito un’evoluzione incredibile nelle caratteristiche ottiche, fisico-chimiche e meccaniche. I materiali compositi che usiamo oggi sono assolutamente diversi da quelli che usavamo solo 3 o 4 anni fa, e saranno destinati ad essere sempre migliori nel tempo. Come capire le caratteristiche di usura di un materiale da restauro? È chiaro che una valutazione di questo tipo può essere fatta solo sperimentalmente con ricerche cliniche in vivo e studi in laboratorio in vitro, l’odontoiatra può solo intuirle con la propria esperienza clinica. Proprio per questa ragione i gruppi che fanno ricerca dovrebbero essere in qualche modo più vicini all’odontoiatra clinico e viceversa; io credo che oggi l’evoluzione e il miglioramento delle procedure cliniche debbano andare di pari passo con l’evoluzione e i miglioramenti della ricerca. Lo scopo del nostro gruppo all’Università degli Studi di Chieti è proprio questo: provare a rispondere alle esigenze dell’odontoiatra moderno attraverso la ricerca clinica e sperimentale. Ultima domanda. Il vostro gruppo di ricerca sta studiando anche materiali lavorabili con il sistema CAD/CAM? Ovviamente sì, diversi materiali lavorabili con sistematiche CAD/CAM, oggi presenti sul mercato, sono materiali adesivi. I disilicati, i silicati i nuovi materiali resinosi sono già materiali per sistemi CAD/CAM, alcune case produttrici stanno pensando di produrre i compositi di ultima generazione anche per essere lavorati CAD/CAM. Ecco, quest’ultima ipotesi mi sembrerebbe la quadratura del cerchio, che auspico avverrà fra non troppi anni: avere un unico materiale adesivo lavorabile alla poltrona con tecniche dirette, e in laboratorio con tecniche indirette, da poter usare per rivestire le strutture metalliche e infine lavorabile anche con sistemi CAD/CAM Grazie per l’intervista. _Patrizia Gatto © 08/2012 · 411020V0 Ciò che abbiamo imparato dai diamanti: la stabilità del valore. Gli strumenti diamantati rappresentano solo una componente della materiale e per quale finalità lo realizziamo: ognuno dei nostri pro- gamma Komet. Tuttavia ci ricordano costantemente ciò che è dotti è fatto per offrirvi un plusvalore percepibile. Resistenza, sta- davvero importante: la stabilità del valore. A prescindere da quale bilità e precisione. E solo allora può portare il nostro nome. www.komet.it speciale _ compositi Bioestetica: un nuovo approccio al miglioramento del sorriso La bioestetica è la quintessenza della biologia, della biomeccanica e dell’estetica e punta a soluzioni più conservative, etiche e a una miriade di carenze estetiche. Didier DIETSCHI , D.M.D, PhD, Privat-Docent Lettore senior, Reparto di Cariologia ed Endodonzia, Facoltà di Odontoiatria, Università di Ginevra, Svizzera. Professore associato, Department of Comprehensive Care, Case Western University, Cleveland, Ohio. Studio privato & Centro corsi - The Geneva Smile Center, Svizzera Per contatti: Didier Dietschi The Geneva Smile Center 2 Quai Gustave Ador 1207 Geneva SWITZERLAND 12 cosmetic dentistry 3_2013 speciale _ compositi _Introduzione Un sorriso più attraente, un’estetica dentale migliorata e risultati duraturi sono stati legati per lungo tempo ai restauri in ceramica – come faccette e corone – e rimangono fortemente ancorati nel pensiero dei pazienti e dei clinici. La moderna tecnologia dei compositi ha però sfidato questo approccio, in quanto essi offrono un eccellente potenziale estetico e una longevità accettabile, con un costo decisamente inferiore rispetto a quello dei restauri in ceramica, sia per il trattamento dei denti anteriori sia per quelli posteriori1-3. Inoltre, i restauri in composito permettono preparazioni minimamente invasive, se non addirittura nulle, per la modifica dell’anatomia esistente o per la sostituzione dei tessuti cariati; questo rappresenta il considerevole vantaggio del “free-hand bonding” anche grazie alla sua relativa semplicità. Questa ratio è stata il fondamento di un nuovo concetto chiamato “bioestetica” che dà la priorità a procedure additive minimamente o microinvasive al fine di conservare la biologia e la biomeccanica del dente. Anche se i compositi sono universalmente considerati il materiale d’elezione per il restauro di cavità da piccole a medie di classe III, IV e V, oggi essi possono essere utilizzati in molte più indicazioni, come la correzione di difetti funzionali ed estetici da piccoli a moderati2,3. I recenti miglioramenti delle caratteristiche ottiche e fisiche dei compositi hanno anche significativamente contribuito a semplificare la loro applicazione e a migliorare il risultato del trattamento e la sua predicibilità4-6. Lo scopo di questo breve articolo è quindi quello di dimostrare le diverse e potenziali applicazioni del composito in quanto moderno materiale estetico da restauro nel contesto di un approccio bioestetico al trattamento. Questo razionale è stato il fondamento di un nuovo concetto chiamato “bioestetica” che dà la priorità a procedure additive minimamente o microinvasive al fine di conservare la biologia e la biomeccanica del dente. _Rivalutazione dei concetti per la riabilitazione del sorriso: la bioestetica La scelta del corretto approccio restaurativo (diretto o indiretto, in composito o in ceramica) è stata dibattuta per decenni, con la conclusione finale che la decisione dipende in larga misura dalla formazione del clinico e dalla sua esperienza. Solo le condizioni “estreme”, come le minime correzioni estetiche di forma e colore o le carie estese in denti non vitali, portano a soluzioni evidenti (rispettivamente restauri diretti o indiretti), mentre la maggior parte degli altri casi si trova in una “zona grigia” che in effetti rende più difficile fare una scelta pertinente. Un approccio semplice ma efficace a questo dilemma si affida a una chiara analisi biomeccanica dei denti potenzialmente coinvolti nel trattamento, combinata con l’usuale analisi estetica e funzionale. Quindi, l’avere come obiettivo primario il rispetto della biologia del dente e la sua conservazione guida il clinico a un percorso decisionale logico, come quello presentato nella Tabella 1. La filosofia della bioestetica dà la priorità ai miglioramenti chimici del colore (sbiancamento di denti vitali e non vitali, microabrasione), associati a restauri diretti in composito e a restauri adesivi in ceramica per carie più estese, limitando l’uso delle corone totali tradizionali alla sostituzione di restauri esistenti e a poche condizioni di estrema fragilità del dente. Il concetto di trattamento progressivo presentato nella Tabella 2 riassume quindi la visione moderna dell’odontoiatria estetica restaurativa. cosmetic dentistry 3_2013 13 speciale _ compositi Fig. 1a Fig. 1b Fig. 1c Fig. 1d Fig. 1e Figg. 1a, b_Immagini preoperatorie di un giovane paziente con diastemi relativamente ampi distalmente agli incisivi laterali. Il caso è complicato da una relazione occlusale non corretta con canini inferiori che riducono lo spazio disponibile per i restauri. Figg. 1c-e_Immagini postoperatorie che mostrano una configurazione migliorata del sorriso mediante restauro diretto in composito “no-prep” (Inspiro, EdelweissDR). Questo trattamento illustra la filosofia della bioestetica, che rappresenta una vera innovazione nella moderna odontoiatria restaurativa. 14 cosmetic dentistry 3_2013 speciale _ compositi _Nuovo approccio al colore: il concetto di stratificazione naturale Per diverso tempo, la creazione di restauri diretti perfetti è stata un’illusione a causa delle proprietà ottiche imperfette di molti compositi. Anche oggi, la complessità di alcuni sistemi è spesso associata a concetti di colore che riproducono i sistemi ceramici (che sono applicati in incrementi di spessore totalmente differente) o all’influenza di clinici troppo meticolosi che compensavano le scarse proprietà ottiche dei compositi con intricate tecniche di stratificazione. Parametri Opzione diretta Opzione indiretta Dalle faccette alle corone Età del paziente Più giovane Più vecchio Dimensione della cavità Più piccola Più grande Vitalità del dente Vitale Non vitale Colore del dente Normale Decolorazione non trattabile* Anatomia facciale Normale Alterata Numero di restauri Non rilevante Non rilevante *Uso di trattamenti chimici (sbiancamento vitale e non vitale o microabrasione). Tab. 1_Processo decisionale del trattamento. Tipi di procedure Procedure tipiche Non restaurativa Trattamenti estetici chimici (sbiancamenti, microabrasione) Adesione diretta Minimamente invasiva Adesione diretta Faccette ultra sottili Moderne tecniche inaly e onlay Micro invasiva Faccette classiche, inlay e onlay Macro invasiva Corone e ponti Tab. 2_Moderno concetto di trattamento progressivo e diversi tipi di procedure. cosmetic dentistry 3_2013 15 speciale _ compositi Fig. 2a Fig. 2b Fig. 2c Fig. 2d Figg. 2a, b_Sorriso preoperatorio di una giovane paziente che mostra ipocalcificazioni dello smalto post-ortodontiche e incisivi centrali più corti asimmetrici. Fig. 2c_È stato eseguito un mock-up a mano libera per determinare la lunghezza ideale di una configurazione ottimale del sorriso. Fig. 2d_Immagine post trattamento che mostra l’equilibrio e l’armonia migliorati del sorriso, dopo la microabrasione (per rimuovere le macchie bianche) e l’adesione diretta (inspiro). 16 cosmetic dentistry 3_2013 speciale _ compositi Fig. 3a Fig. 3b Fig. 3C Fig. 3d Fig. 3a_Sorriso preoperatorio di una giovane paziente che mostra ipocalcificazioni dello smalto e forme asimmetriche dei denti. Figg. 3b, c_Scelta del colore con speciale scala colori a doppia lamina che garantisce la predicibilità del colore (Inspiro). Figg. 3d, e_È stato realizzato un mock-up parziale (denti 11 e 12) per valutare l’impatto dei restauri pianificati sulla configurazione del sorriso. Fig. 3e cosmetic dentistry 3_2013 17 speciale _ compositi Fig. 3f Fig. 3g Fig. 3h Fig. 3i Fig. 3j Fig. 3k Figg. 3f, g_Si applica la diga di gomma per assicurare un corretto ambiente di lavoro. L’intero sorriso (da premolare a premolare) è visibile per facilitare le procedure e soprattutto per controllare la linea del sorriso. Fig. 3h_Si esegue una preparazione conservativa delle macchie bianche per assicurare uno spazio minimo per la correzione del colore (1-1,5 mm). Fig. 3i_Si applica un primo strato di dentina per coprire l’area decolorata residua e assicurare un croma corretto (Body i2, Inspiro). Fig. 3j_Il secondo strato viene applicato con uno smalto acromatico per assicurare la corretta traslucenza e opalescenza (Skin White, Inspiro). Fig. 3k_L’ulteriore correzione della forma viene realizzata con la stessa tinta smalto (non è necessario lo strato di dentina in quanto gli incrementi non sono più spessi di 1-1,25 mm). 18 cosmetic dentistry 3_2013 speciale _ compositi Fig. 3l Fig. 3m Fig. 3n Fig. 3o Fig. 3p Fig. 3l_Immagine dettagliata degli incisivi centrali e laterali corretti con tecnica minimamente invasiva e composito diretto. Fig. 3m_Immagine postoperatoria che mostra un sorriso più armonioso e un colore uniforme dei denti. Fig. 3n_Immagine a 2 anni che non mostra alcuna alterazione di questi restauri parziali in composito. Figg. 3o-p_Dettagli anatomici della micromorfologia del restauro e aspetto liscio della superficie che provano la stabilità a 2 anni della funzione clinica (Inspiro, EdelweissDR). cosmetic dentistry 3_2013 19 speciale _ compositi L’utilizzo del dente naturale come modello e l’identificazione delle relative caratteristiche ottiche dello smalto e della dentina (misurazioni tristimulus del colore L*a*b* e percentuale di contrasto) sono stati essenziali per lo sviluppo di materiali per restauro diretto dalle caratteristiche estetiche migliorate4,7-8 . Il concetto di “stratificazione naturale” è un approccio semplice ed efficace per la realizzazione di restauri diretti altamente estetici, diventato ormai un punto di riferimento nell’ambito dei restauri in composito9-12. Finora, la iper-semplificazione (mono-incremento) e la iper-complessità (più incrementi) dei sistemi di tinte hanno notevolmente limitato il vantaggio dei restauri diretti in composito. _bibliografia 1. Macedo G, Raj V, Ritter AV. Longevity of anterior composite restorations. J Esthet Restor Dent 2006;18:310-311. 2. Peumans M, Van Meerbeek B, Lambrechts P, Vanherle G. The 5-year clinical performance of direct composite additions to correct tooth form and position. II. Marginal qualities. Clin Oral Investig. 1997;1:19-26. 3. Peumans M, Van Meerbeek B, Lambrechts P, Vanherle G. The 5-year clinical performance of direct composite additions to correct tooth form and position. I. Esthetic qualities. Clin Oral Investig. 1997;1:12-8. 4. Dietschi D, Ardu S, Krejci I. A new shading concept based on natural tooth color applied to direct composite restorations. Quintessence Int. 2006;37:91-102. 5. Magne P, So WS. Optical integration of incisoproximal restorations using the natural layering concept. Quintessence Int. 2008;39:63343 6. Dietschi D. Optimizing smile composition and esthetics with resin composites and other conservative esthetic procedures. Eur J Esthet Dent. 2008;3:14-29. 7. Cook WD, McAree DC. Optical properties of esthetic restorative materials and natural dentition. J Biomat Mat Res 1985;19:469-488. 8. Dietschi D, Ardu S, Krejci I. Exploring the layering concepts for anterior teeth. In Roulet JF and Degrange M, Editors: Adhesion – The silent revolution in Dentistry. Berlin, Quintessence Publishing, 2000:235-251. 9. Ubassy G. Shape and color: the key to successful ceramic restorations. Quintessenz Verlags, Berlin;1993. 10. Dietschi D. Free-hand composite resin restorations: a key to anterior aesthetics. Pract Periodont & Aaesthetic Dent 1995;7:15-25. 11. Dietschi D. Free-hand bonding in esthetic treatment of anterior teeth: creating the illusion J Esthet Dent 1997;9:156-164. 12. Dietschi D. Layering concepts in anterior composite restorations. J Adhesive Dent 2001;3:71-80. 20 cosmetic dentistry 3_2013 1 Year Clinical Masters Program in Aesthetic and Restorative Dentistry 13 days of intensive live training with the Masters in Santorini (GR), Geneva (CH), Pesaro (IT) Three on location sessions with live patient treatment, hands on practice plus online learning and online mentoring under the Masters’ supervision. Learn from the Masters of Aesthetic and Restorative Dentistry: Registration information: 13 days of live training with the Masters in Santorini, Geneva, Pesaro + self study Curriculum fee: € 9,900 contact us at tel.: +49-341-48474-302 / email: request@tribunecme (€ 900 when registering, € 3,000 prior to each session) Collaborate on your cases University of the Pacific Latest iPad with courses and access hours of premium video training and live webinars you will receive a certificate from the University of the Pacific all early birds receive an iPad preloadedwith premium dental courses 150 ADA CERP C.E. CREDITS Tribune America LLC is the ADA CERP provider. ADA CERP is a service of the American Dental Association to assist dental professionals in identifying quality providers of continuing dental education. ADA CERP does not approve or endorse individual courses or instructors, nor does it imply acceptance of credit hours by boards of dentistry. speciale _ compositi Deep resins, white fillings: a new technique for composite restorations Author_Dr Irfan Ahmad, UK _Abstract This article describes a new bulk-fill resin, or deep resin composite, SonicFill (Kerr Corp., USA), possessing fluctuating viscosity by the application of sonic energy. The rationale for the system is explained, together with concerns and the benefits in clinical practice. Deep resins are primarily indicated for white fillings in posterior teeth, but the unique varying viscosity of the SonicFill concept offers other useful clinical applications. Numerous case studies are presented for a variety of clinical situations including replacing defective posterior fillings; core build-ups and retaining fixed orthodontic brackets and retainers. Fig. 1 Fig. 1_The SonicFill system consist of a handpiece for delivering sonic energy to a dispensing tip containing a specially formulated resin-based composite. Fig. 2_Pre-operative lower left mandibular molar showing rampant occlusal decay. Fig. 3_A round bur is used for judicial decay excavation, leaving deeper decay in-situ to avoid accidental pulpal exposure. Fig. 4_Completed cavity preparation following decay removal, with 90 degrees cavo-surface angles. 22 cosmetic dentistry 3_2013 Fig. 2 Fig. 3 Fig. 4 speciale _ compositi Fig. 5_A periodontal probe confirms the cavity depth for ensuring that a single increment of 5 mm of the resin is sufficient to fill the cavity. Fig. 6_The bonding agent, OptiBond XTR primer, followed by the adhesive, is copiously applied to both enamel and dentine, according to the manufacture’s instructions. Fig. 7_The appropriate shade of SonicFill deep resin is dispensed into the cavity using the handpiece, ensuring that the Unidose tip is totally submerged in the material to avoid entrapment of air. Fig. 5 _Introduction The use of amalgam for posterior restorations has declined considerably in the last two decades, and continues to do so. The reasons are twofold, first, scientific advances in the development of superior, alternative restorative materials and second, patient wishes. One of the major concerns about amalgam restorations is cavity preparation, which is both invasive and extensive, undermining the remaining tooth substrate already ravished by disease. Furthermore, placing amalgam restorations without a dentine-bonding agent fails to seal the margins, and is therefore potentially detrimental. From the patients’ perspective, grey fillings are unsightly, especially in mandibular teeth, and usually shunned in favour of tooth colored “white” restorations. However, the clinical time Fig. 8 Fig. 6 Fig. 7 and cost of these aesthetic white restorations is far greater than the single-step amalgam fillings. The launch of bulk-fill composites, or deep resins, a few years ago is a sign of the times. The epicurean and prosperous lifestyles of the last two decades are being traded for austerity and frugal constraints. Hence, the introduction of these restorative materials is both timely and fortuitous. Both patients and dentists are forgoing their hedonistic demeanour for asceticism, seeking ways to reduce expenditure while striving to maintain standards. Patients are declining treatment plans that they may have considered prior to the credit crunch, in favour of simpler and cost effective methods for restoring dental health. In addition, dentists are no longer complacent about elaborate treatment plan acceptance, and instead are offering less expensive, timesaving alternatives Fig. 8_After the tip is removed, the SonicFill resin regains its high viscosity to allow sculpting, in this instance, a flat shape CompoRoller carving tip is used for creating cuspal inclines. Fig. 9_A conical shaped CompoRoller carving tip is used for refining occlusal fissures. Fig. 10_Finishing and polishing is accomplished by using various shapes of Opti1Step polishing tips. Fig. 9 Fig. 10 cosmetic dentistry 3_2013 23 speciale _ compositi Illustrazione Fig. 11 Fig. 11_The post-operative result shows the polished SonicFill deep resin: white filling displaying acceptable aesthetics. Fig. 12_A molar tooth showing a deep tortuous cavity, ideally suited for restoring with a bulk-fill deep resin, up to a depth of 5 mm with a single increment. Fig. 13_The erratic terrain of amorphous shaped cavities are best filled a low viscosity composite for superior adaptation, which can be achieved by temperature or applying sonic energy to a resin-based composite to improve flowability. Fig. 14_A Class I cavity with undercuts at its floor for retaining an amalgam filling. Fig. 12 24 for achieving health and function, without the opulence of superlative aesthetics. Thus, the bulk-fill deep resins, which offer expediency and reduced treatment cost, are catering for the current economic volatile market. _Incremental vs bulk-fill Currently, the options for placing direct tooth coloured restorations are either by the incremental or bulk-fill approach. The rationale for incremental layering is that most universal hybrid composites can only be cured to a depth of 2 mm, and hence consecutive layers are necessary to fill the cavity.1 Furthermore, successive layers reduce the cavity configuration factor (C-factor) for lowering pulpal deflection2 and mitigating bond failure3 following polymerisation Fig. 13 cosmetic dentistry 3_2013 shrinkage. In addition, superior aesthetics can be achieved by mimicking the natural dentine and enamel layers with corresponding increments of the RBC and incorporating specific tints and stains. Hence, highly aesthetic restorations with superior anatomical form are possible. However, with contemporary universal hybrid composites possessing low-shrinkage & low-stress,4 the C-factor and microleakage are less of a concern.5 The disadvantages of incremental layering is the onerous process with greater probability for introducing porosity between the layers, and the protracted treatment session is reflected by a higher cost for the patient. Furthermore, the initial flowable stress relieving lining is ineffective for reducing cuspal deflection,6 further questioning the validity of this procedure. Unquestionably, the incremental Fig. 14 speciale _ compositi Fig. 15_A pre-operative defective mesio-occlusal composite restoration in maxillary right molar showing marginal breakdown, ditching and poor occlusal anatomy. Fig. 16_After removing the filling, a MetaFix (Kerr, Switzerland) matrix band and wooden wedge are placed to shape the filling and obtain a tight proximal contact point, respectively. Fig. 17_A burnisher or LM-Arte Condensa (LM-Instruments Oy, Parainen) is used to adapt the mesial aspect of the matrix band to the distal aspect of the anterior second premolar. Fig. 15 approach is ideally suited for anterior restorations where aesthetics are a prime concern, but is it also necessary for posterior restorations? In a recent article, Smales et al.7 stated that «… clinical technique is the determining factor for success and longevity of composites», and added there has been «…little improvement in the last 30 years!». Therefore, any procedure that simplifies the taxing clinical technique of composite placement is likely to improve predictability and durability of restorations. Consequently, introduction of bulk-fill resins endeavour to expedite direct composite restorations in posterior teeth. The rational of the bulk-fill resins is reducing clinical steps by a filling the cavity in a “single” increment, thereby simplifying the existing incremental technique. This also ensures reduced porosity and uniform consistency restoration, with reduce clinical time and cost for the patient. Fig. 16 Fig. 17 At present three types of bulk-fill resins are available, distinguished primarily by their viscosity, which is low, medium or fluctuating. The low viscosity variety offers superior adaptability, while the medium viscosity type is better for carving and sculptability (see schematic representation on the illustration below). _A utopian composite? Contemporary resin-based composite filling materials can arbitrarily be categorised as flowable and universal composites. Each variety has unique chemical, physical, mechanical and optical properties, but the disguising feature between the two composites is their handling properties. Flowables are low viscosity, offering improved wetability for better adaptation to cavity floors and walls, while the universal Fig. 18_After applying the bonding agent, the SonicFill deep resin is dispended into the cavity. Fig. 19_Once the SonicFill tip is removed, the resin returns to a high viscosity state that is ideal for contouring the resin with a variety of hand instruments. A flat-plastic or LM-Arte Applica (LM-Instruments Oy, Parainen) is used for creating cuspal inclines. Fig. 18 Fig. 19 Fig. 20 Fig. 20_A LM-Arte Fissura (LMInstruments Oy, Parainen) is used for defining fissures. cosmetic dentistry 3_2013 25 speciale _ compositi Fig. 21_A carver or LM-Arte Fissura (LM-Instruments Oy, Parainen) is used for shaping the marginal ridge. Fig. 22_Having sculpted and contoured the resin, the restoration is light cured and ready for finishing and polishing. Fig. 23_The post-operative white fillings after shaping with OptiDisc aluminium discs and polishing with Opti1Step silicone tips. Fig. 21 Fig. 22 composites offer high viscosity allowing optimal sculptability and carving for creating correct anatomical morphology. Hence, the clinician is faced with a catch-22, ideally adaptability is essential, but the slumping sticky flowables are not conducive for shaping. Conversely, the high resistance to flow of universal composites are ideal for contouring but may create voids within the restoration or the cavo-surface margins due to reduced fluidity. A utopian com posite should possess the handling characteristics of a flowable for adaptation, as well as having high viscosity for facilitating sculpting. The SonicFill system resolves this dichotomy. _The SonicFill system The SonicFill system consists of a handpiece that dispenses a resin-based composite filling ma- Fig. 23 terial. The handpiece, designed by KaVo (Biberach), delivers sonic energy at varying intensities, which is adjusted on the shank from low to high (1 to 5) to control rate of composite extrusion. The handpiece fits onto the KaVo MULTIflex coupling and is operated by the universal foot control. The specially formulated deep resin is manufactured by Kerr (Kerr Corp., USA), which incorporates modifiers that react to sonic vibrations to alter the viscosity of the material. The Unidose capsules have smaller diameter 1.5 mm tips for accessing deep cavities, compared to the conventional larger 2.5 mm preloaded tips (PLT). The resin dispensing tips screw directly onto the handpiece head and deliver the composite when activated by the foot control. The sonic energy reduces the viscosity of the resin by 87% allowing adaptation in deep cavities, up to 5 mm, in a single increment (Fig.1). Fig. 24_A large defective amalgam restorations in the right mandibular molar requiring replacement. Fig. 25_After removing the amalgam filling, extensive decay is precariously close to the pulp, which requires monitoring before proceeding to a definitive indirect restoration. Fig. 26_A steel matrix bank is placed, and dentine bonding agent applied. 26 cosmetic dentistry 3_2013 Fig. 24 Fig. 25 Fig. 26 speciale _ compositi Fig. 27_A coronal build-up using SonicFill resin to review and monitor the endodontic status prior to providing a definitive indirect restoration. Fig. 28_Two months later the tooth was symptomless, and the SonicFill core is trimmed back for an indirect ceramic inlay. Fig. 29_An impression is taken using a polyvinyl siloxane impression material Take1 (Kerr Corp., USA) and forwarded to the dental laboratory for fabricating a ceramic inlay. Fig. 27 After the foot control is released the sonic energy ceases, and the resin returns to its high viscosity state, facilitating sculpting and carving to the desired anatomical form. Another defining feature of this unique deep resin is that it can be light cured to depths of 5 mm (20 seconds for LED units with an output of 800 mW/cm2) in a single layer. Additional 10 seconds curing from both buccal and lingual sides are also recommended. The final stage is polishing the white filling, which is achieved with appropriate rotary instruments such as OptiDisc & Opti1Step (Kerr, Switzerland) – see case study in Figs. 2-11. Furthermore, the SonicFill resin has greater radiopacity than enamel, allowing easy detection of secondary caries. _The concerns As with any new product, there is a degree of scepticism, and inertia for adopting to a new technique and material. Some of the questions asked about the SonicFill system include the following: _Does bulk filling increase polymerisation shrinkage and associated stresses? A low shrinkage composite is defined as having less than 2% polymerisation shrinkage.8 In addition, the stresses associated with volumetric contraction are more significant since they should be lower than the shear bond strength of the dentine adhesive to prevent bond failure and formation of voids at the tooth-resin interfaces. Some of the older “condensable” composites exhibited excessive stresses during the polymerisation phase causing detachment of the filling material from the cavity walls, resulting in marginal discrepancies and post-operative sensitivi- Fig. 28 Fig. 29 ty. Numerous newer low shrinkage resins offer < 2 % contraction, and the highly filled (> 83 % by weight) SonicFill resin has shrinkage of only 1.6 %. Furthermore, the associated reduced stresses of 3 MPa are lower compared to many universal composites, which translates to the positive assumption that gap-free restorations are possible with bulk-fill deep resins.9 _Is a “flowable” composite strong enough to resist occlusal forces? Flowable composites, by definition, are weaker materials due to reduced filler content for lowering the viscosity of the material, and are therefore unsuitable for occlusal load bearing surfaces. Class I, II, and VI cavities require high strength and high wear resistant composites to maintain occlusal morphology. Research has confirmed that universal com posites function adequately under normal occlusal forces.10 Although SonicFill transiently becomes flowable by applying sonic energy, it is essentially a high viscosity, highly filled composite with a compressive strength of 254 MPa, great than several universal composites.11 In addition, it displays a bottom to top Rockwell hardness ratio of 86% making it ideal for resisting occlusal forces. _Can a 5 mm increment be completely polymerised to its full depth? The maximum thickness recommended for most universal and flowable composites is 2 mm for ensuring adequate bottom to top polymerisation of the resin. The conversion of the monomer matrix to a polymer is primarily dictated by the formulation of the resin material. Nevertheless, many studies have concluded that the depth of conversion of bulk-fill composites is a viable possibility.12-14 The greater amount of pho- cosmetic dentistry 3_2013 27 speciale _ compositi Fig. 30 Fig. 31 Fig. 30_A palatal cusp fracture on a maxillary premolar with endodontic involvement. Fig. 31_The lost palatal cusp is built-up with SonicFill resin to isolate the tooth from oral fluids before preparing an access cavity for root canal therapy. 28 cosmetic dentistry 3_2013 toinitiators in the SonicFill composite resin allow a high degree of conversion ratio, more than 86 %, to a full depth of 5 mm (Fig. 12). Therefore, the proverbial 2 mm layer thickness is an antiquated guideline for bulk-fill, deep resins. _Are aesthetics compromised using a single monochromatic layer? Although aesthetics are paramount for the anterior region of the mouth, and indeed, success is often judged by the appearance of the restoration, posterior restorations are not assessed with the same critique. Innumerable clinicians, including the author, have published articles showing beautifully carved posterior composite fillings with intricate fissure patterns and staining that impeccably mingle with the surrounding tooth substrate. From an aesthetic perspective, these immaculate fillings are unquestionably flawless. However, others frown at such “perfection”, stating that it is an exercise in self-indulgence, adding little functional or health benefits, to which a patient is totally indifferent. This is further elaborated by pointing out that patients do not notice this meticulous work or the effort required for achieving these highly aesthetic restorations (especially in maxillary molars). Further criticism is that patients are unlikely to photograph their posterior teeth, enlarge the images, and neither scrutinise nor appreciate the arduous effort for creating such ‘masterpieces’. Furthermore, many object to stained fissures, which are perceived as dirty teeth. In reality, patients only desire clean, “white”, functioning fillings to alleviate their symptoms. From a clinical standpoint, posterior fillings should possess a hermetic marginal seal to prevent breakdown, and correct anatomical form to restore occlusion. After all, amalgam fillings, which are blatantly obvious and unaesthetic, have routinely been placed in posterior teeth for over a century without causing a massive revolt from the pop- ulation. Therefore, offering patients white fillings that are functional and resilient at a fraction of the cost compared to layered restorations is an attractive option, especially in the current economic debacle; and the SonicFill system caters for this niche in the market. _Benefits For reasons mentioned above, the dental marketplace has recently been flooded with bulk-fill composites for direct restorations in posterior teeth. However, not all the deep resins for white fillings are identical. The defining features of the SonicFill system are fluctuating viscosity for adaptability and sculptability, single increment bulk-fill & bulk-cure up to 5 mm for expediency, high wear resistance for durability, and a reduced translucency for acceptable aesthetics. These key characteristics result in fewer clinical steps, saving time, reducing cost, improving efficiency, predictability, and longevity of direct posterior composite resto rations. Fluctuating viscosity Most bulk-fill composites have a fixed, unchangeable viscosity that ranges from medium (e.g. Tetric EvoCeram Bulk Fill, Ivoclar Vidadent, Liechtenstein), to low or flowable (e.g. Surefill SDR Flow, DENTSPLY Caulk, Germany, Venus Bulk Fill, Heraeus, Germany). A major drawback of universal composites is that their consistency is thick, not conducive for spreading and achieving tight adaptation to cavity walls and floors. Methods such as applying external sonic vibrations and temperature improve fluidity and therefore helps manipulating the composite to “fit” the erratic terrain of cavities (Fig. 13). There are numerous external handheld sonic devices for applying vibrations for modelling resins, e.g. Compothixo (Kerr, Switzerland). Whilst these are efficacious for reducing viscosity of a resin, an extra step is added to the speciale _ compositi already onerous clinical procedure. Lowering viscosity is also possible by thermal means, e.g. heating resin to around 60 °C. However, the time to transfer the composite from the heating apparatus and adapting it to the cavity may cool the material, and hence negate the potential benefit. This is because heat is rapidly dissipated when the resin is placed in a tooth that acts as a heat sink at body temperature of 37 °C, thus reverting the composite viscosity to its unheated state. The SonicFill system overcomes the above two difficulties by lowering the viscosity at the point of delivery by applying internal vibrations to the resin, without the need for heat or external handheld sonic devices. Another advantage of fluctuation viscosity is that an initial lining, or a capping occlusal layer is obviated. The difference in viscosities of a material, off course, improves its handling characteristics, but it also affects the physical and mechanical properties of the resin. Unalterable, low viscosity bulk-fill resins (e.g. Surefil SDR Flow, Venus Bulk Fill) have lower filler content to confer flowability, which in turn makes the material weaker, requiring a capping occlusal layer with a universal composite to resist occlusal forces. Conversely, with medium viscosity materials (Tetric EvoCeram Bulk Fill), an initial flowable composite layer is necessary as a lining for better adaptation to the cavity walls. Similar to stratification with a universal composite, applying an initial low viscosity layer may introduce incremental voids and therefore compromise the integrity of the restoration. _Bulk-cure Bulk-fill, fixed viscosity composites such as Quixx and Surefil SDR Flow, Tetric EvoCeram Bulk Fill, Venus Bulk Fill, and x-Tra Fil (VOCO) offer a depth of cure of only 4 mm. In contrast, SonicFill is a true bulk-fill resin with a higher depth of cure up to 5 mm, compared to analogous products. _Strength and longevity The survival of a composite, especially in the posterior regions, is determined by its ability to resist occlusal loads and maintain its anatomical form. Another advantage of the SonicFill resin is that due to its favourable strength, a capping occlusal layer is obviated, and research has confirmed that the high flexural strength (186 MPa) and compressive strength (254 MPa) of the SonicFill composite is comparable, or even great than several conventional universal composites.15 _Reduced translucency In order to achieve a greater depth of cure, many bulk-fill deep resins are highly translucent to allow the curing light to sufficiently penetrate to the bottom of a single incremental layer. Unfortunately, the increased inherent translucency of materials such as QuiXFil compromises aesthetics by having a greyish appearance due to low value, which is unsightly and readily noticeable. On the other hand, the SonicFill resin is relatively opaque and available in a variety of VITA shades, A1, A2, A3 and B1 and when appropriately polished, yields acceptable aesthetics. _Clinical applications The salient feature of the SonicFill system is fluctuating viscosity, and in clinical practice, varying viscosities offer vast versatility. In addition, the expediency for the provision of posterior white fillings is particularly beneficial for patients with limited compliance, such as the elderly or medically infirm who cannot endure protracted sessions for incremental layering, fissure staining and are satisfied with mediocre aesthetics. The clinical applications of SonicFill include posterior white fillings, coronal or core build-up, and cementing orthodontic brackets and fixed retainers. Fig. 32_A fractured maxillary first premolar at the level of the gingival margin. Fig. 33_Following root canal therapy, two fibre posts are placed to retain a core build-up. Fig. 32 Fig. 33 cosmetic dentistry 3_2013 29 speciale _ compositi Fig. 34 Fig. 35 Fig. 34_A core build-up using OptiBond XTR with SonicFill resin for supporting a definitive crown. Fig. 35_Fixed orthodontic brackets can be accurately located and precisely cemented with SonicFill resin. _contact Dr Irfan Ahmad The Ridgeway Dental Surgery 173 The Ridgeway, North Harrow Middlesex, HA2 7DF, UK [email protected] www.irfanahmadtrds.co.uk 30 cosmetic dentistry 3_2013 _Posterior fillings The obvious use of a bulk-fill deep resin is resorting Class I, II and VI cavities in posterior teeth. These can either be new fillings or those that require replacement due to defective margins, marginal ditching, wear, poor morphology or bulk fractures, which applies to both failing amalgam and composite restorations. In order to retain an amalgam filling, creating undercuts are necessary (Fig. 14). However, after removing the offending amalgam filling, the remaining undercuts require obliterating to seal the cavity floor. This can be accomplished by reduction of the axial walls to remove the unsupported enamel, which is destructive and unnecessarily. An alternative method for obliterating the undercuts is sealing them by exploiting the initial low viscosity of the SonicFill resin, which flows into the undermined areas to preserve existing tooth substrate. All composite resin fillings are particularly susceptible to hydrolytic degradation over time. This causes ditching, microleakage, loss of contours or even catastrophic fracture, which can result in sensitivity, secondarily caries or endodontic complications. Replacement of old defective composite fillings with SonicFill is effortless and straightforward to restore occlusal form, providea hermetic seal to alleviate symptoms, and prevent future complex treatment (see case study in Figs. 15-23). _Coronal or core build-up A gross loss of dentine and enamel is usually due to caries, tooth wear or trauma. In each of these circumstances, the objectives are building up the lost coronal substrate for restoring structural integrity, a foundation for a subsequent definitive restoration and preventing ingress of bacteria and oral fluids. The SonicFill resin, possessing high flexural strength, compressive strength, hardness, and reduced volumetric contractions together with a profound depth of cure is proficient for achieving these objectives. For vital teeth that have extensive failing or fractured restorations, a coronal reconstruction serves as a longterm restoration, possibly for reviewing endodontic status and monitoring tooth vitality before the provision of a final restoration (Figs. 24–29). In addition, acute traumas causing cuspal fractures with pulpal exposure, necessitating root canal therapy, a core build-up acts to retain a rubber dam clamps for isolation during endodontic therapy (Figs. 30 & 31). Finally, for root treated teeth, intra-radicular posts can be used for building up a core with SonicFill resin for supporting an eventual crown (Figs. 32-34). _Retaining orthodontic brackets and fixed retainers Fixed orthodontic therapy involves cementing orthodontic brackets with a resin cement or flowable composite. Because the latter possesses low viscosity, this presents a challenge for accurate location of the brackets. Furthermore, the inherent low viscosity of cements and flowables reduces thixotropic properties and makes removal of excess unset material a tedious chore. Although this is not officially included in the indications recommended by the company, the SonicFill resin resolved these problems since its dispensing tip delivers a small amount of material exactly where needed. In addition, the initial low viscosity of the resin allows precise adaptation to the enamel surface, and when its viscosity increases, the brackets can be accurately positioned and excess material removed with ease before light curing. This substantially reduces clinical time, and avoids inadvertent damage to the surrounding enamel by scraping with hand or rotary instruments, or laceration of the gingival tissues during removal of excess set cement or flowable composite (Fig. 35). speciale _ compositi Similarly, fixed orthodontic retainer wires can be accurately positioned on the lingual or palatal surfaces, and the highly viscous SonicFill unset excess resin removed prior to light curing. This avoids the frequently encountered lingual or palatal bulbosity associated with surplus composite around retainer wires (Fig. 36). Finally, since the SonicFill resin is precisely adapted to the retainer wire, inadvertent impingement of the gingival margin is mitigated, thus improving access for oral hygiene procedures, and preventing inflammation of the gingival margins. _Conclusion Fig. 36 Bulk-fill, deep resins, provide an expedient and cost effective solution for posterior direct restorations where aesthetics are not a paramount concern. The SonicFill system offers the best of both worlds; adaptability of a flowable and the sculptability of a universal composite with the added benefit of 5 mm depth of cure in a single increment. Deep resins: white fillings, delivered with simplicity and efficiency. In addition, the favourable mechanical properties of the SonicFill resin and its fluctuating viscosity allow other clinical applications such as core build-ups and retaining orthodontic fixed brackets and appliances. Finally, it is not inconceivable that future varieties of bulk-fill deep resins may incorporate self-etching bonding agents that would obviate the need for a prior bonding protocol, and thereby further simplifying and reducing clinical steps. Fig. 36_Lingual orthodontic wire retained by correctly contoured (nonbulbous) resin, without impingement of the gingival margins for improved oral hygiene and periodontal health. Editorial note: a complete list of references is available from the publisher. COME ORDINARE TUEOR SERVIZI Srl • Corso Sebastopoli, 225 • 10137 Torino Tel. 011 0463350 • Fax 011 0463304 • [email protected] www.tueorservizi.it TÀ VI NO 13 20 FILLERS ACIDO IALURONICO Manuale di Tecniche Iniettive Di libri sui filler ne sono stati pubblicati innumerevoli e a loro dobbiamo un grande grazie perché hanno contribuito a evolvere e diffondere la medicina estetica nel mondo. Questa pubblicazione però non è sicuramente una ripetizione delle bibliografie già presenti, in quanto sviscera in ogni sua tecnica e applicazione il filler per antonomasia colui che ha rivoluzionato il concetto di estetica: l’acido ialuronico. Arricchita dall’esperienza del professor Claude Dalle sull’anti-aging, è una pubblicazione sintetica e assolutamente completa che si ritaglia un posto preminente nel panorama medico chirurgico internazionale. A CURA DI MAURIZIO PRIORI PRESIDENTE S.I.E.S. M. BASSO, M. CAVALLINI, C. DALLE, E. DI LELLA, S. FUNDARÒ, R.RUSSO 175,00 euro cosmetic dentistry 3_2013 31 industry report _ restauri estetici Restauro cosmetico estetico In un caso di fusione dentale nella regione mascellare anteriore Autore_Marlúcio de Oliveira, Brasile Fig. 1_Trattamento ortodontico con bracket per correggere la spaziatura. Fig. 2_Il sorriso della paziente che mostra una fusione dentale pronunciata degli incisivi superiori. Fig. 3_Immagine laterale del sorriso. Fig. 4_Immagine frontale dopo il trattamento ortodontico. Fig. 5_L’immagine frontale mostra i difetti estetici e la mancanza di proporzione dei denti. _La bellezza è senza dubbio nell’occhio di chi guarda. Però, indipendentemente dalla percezione soggettiva di bellezza, vi è anche un’immagine condivisa di bellezza ideale del viso umano che si basa su parametri oggettivi. Questa impressione favorevole globale deriva da una combinazione di proporzioni piacevoli e simmetria (parola chiave: la cosiddetta “sezione aurea”) e la congruenza armoniosa di struttura ossea, occhi, naso e bocca. A questo proposito, le labbra, le gengive e i denti sono di particolare importanza per l’immagine che Fig. 1 Fig. 2 Fig. 3 32 abbiamo di noi stessi e la percezione che gli altri hanno di noi. L’effetto di un bel sorriso è comunemente noto. Un sorriso piacevole è caratterizzato da un equilibrio ben proporzionato e simmetrico tra i denti e tra denti, gengive, labbra e viso. La gengiva dovrebbe includere ogni dente in un arco parabolico a livello del colletto della corona, con lo zenit – ovvero il punto più alto della gengiva – che giace sotto l’area distale di questa circonferenza. Idealmente, le papille interdentali dovrebbero essere al livello del terzo cervicale dei denti. Fig. 4 cosmetic dentistry 3_2013 Fig. 5 industry report _ restauri estetici I difetti estetici nella regione anteriore, come denti mancanti e/o una linea del sorriso o una gengiva con recessione, possono causare la perdita di autostima del paziente, con il risultato di una mancanza di sicurezza e senso di inibizione. Que- Fig. 6 Fig. 7 Fig. 8 Fig. 9 sto può essere ulteriormente un’aggravante negli adolescenti, che sono già alle prese con i problemi emozionali tipici della loro età. La moderna odontoiatria ora è in grado di cambiare e ricreare la forma, il colore e la texture Fig. 6_Controllo della “sezione aurea”. Fig. 7_Determinazione del colore dei denti e della gengiva. Fig. 8_Isolamento dell’area da trattare con diga di gomma. Fig. 9_Determinazione delle proporzioni dei denti. Fig. 10 Fig. 11 Fig. 10_Sezione della corona del terzo incisale e creazione di una scanalatura nella superficie vestibolare. Fig. 11_Rifinitura della scanalatura con una fresa diamantata. Fig. 12_Immagine frontale dei denti sezionati. Fig. 12 Fig. 13 Fig. 13_Applicazione e distribuzione del composito con un pennellino a setole naturali. cosmetic dentistry 3_2013 33 industry report _ restauri estetici Fig. 14_Controllo delle proporzioni secondo la sezione aurea mediante un paio di calibri. Fig. 15_Applicazione e distribuzione del composito con un pennellino. Fig. 16_Applicazione vestibolare del composito Amaris (VOCO) per lo smalto e simultanea chiusura del diastema. Fig. 17_Distribuzione e modellazione del composito con un pennellino a setole naturali. Fig. 18_Immagine frontale delle faccette realizzate direttamente con il composito Amaris. Fig. 19_Applicazione del composito Amaris Gingiva per la ricostruzione artificiale della papilla interdentale. Fig. 20_Adattamento e modellazione del composito Amaris Gingiva e di pigmenti neri mediante una spatola (tipo “MdeO”). Fig. 21_Modellazione di precisione mediante un pennellino. Fig. 14 Fig. 15 Fig. 16 Fig. 17 dei denti. Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da costanti miglioramenti nelle tecniche e nei materiali utilizzati per l’odontoiatria estetica, con un ruolo chiave rivestito in particolare dall’“estetica rosa”. Questa tendenza si è fatta strada grazie ai Fig. 18 Fig. 19 Fig. 20 Fig. 21 34 cosmetic dentistry 3_2013 passi in avanti scientifici e in risposta alla pressione sociale e culturale riguardo a un ideale di bellezza sempre più pronunciato. Il trattamento della recessione gengivale rappresenta per il dentista una sfida particolare, soprattutto quando vi sono industry report _ restauri estetici Fig. 22 Fig. 23 Fig. 22_Immagine laterale sinistra del sorriso. Fig. 23_Immagine laterale destra del sorriso. Fig. 24_Immagine frontale delle faccette e della papilla interdentale. Fig. 25_Il sorriso della paziente con proporzioni armoniose tra denti, labbra e gengive. Fig. 24 “buchi neri” e la necessità di correzione estetica della papilla interdentale nella regione anteriore del cavo orale. In passato, si utilizzavano acrilici per riprodurre artificialmente la gengiva. Successivamente, è diventata disponibile una gamma di ceramiche per la sostituzione protesica del tessuto gengivale. Però, con questi materiali era difficile ottenere una corrispondenza di colore personalizzata, a causa del processo produttivo coinvolto. Oltre a ciò, questi erano materiali studiati per protesi fisse e mobili e, quindi, non erano adatti al restauro di denti singoli. L’attenzione dei ricercatori e dei produttori si è successivamente concentrata sullo sviluppo di materiali color gengiva che potessero essere modellati all’interno della cavità orale, fornire una corrispondenza di colore personalizzata e permettere la loro applicazione adesiva al tessuto dentale duro. Oggi, è quindi possibile restaurare i colletti dentali esposti con compositi fotopolimerizzabili che possono essere adattati al colore e alla texture Fig. 25 cosmetic dentistry 3_2013 35 industry report _ restauri estetici Fig. 26_Kit Amaris Gingiva (VOCO). Fig. 26 Fig. 27 Fig. 28 Fig. 27_Posizione della papilla in relazione del labbro superiore con un lieve sorriso. Fig. 28_Immagine di un sorriso con esposizione maggiore della gengiva. Fig. 29 Fig. 30 Fig. 31 Fig. 32 Fig. 29_Immagine laterale della papilla artificiale sulla sinistra con un lieve sorriso. Fig. 30_Immagine laterale della papilla artificiale sulla destra con un lieve sorriso. Fig. 31_Immagine ravvicinata della papilla artificiale del dente 21, realizzata con Amaris Gingiva. Fig. 32_Immagine ravvicinata della papilla artificiale del dente 11, realizzata con Amaris Gingiva. 36 cosmetic dentistry 3_2013 industry report _ restauri estetici Fig. 33_Maggior esposizione della gengiva con un sorriso ampio. Fig. 34_Immagine di un sorriso ampio con maggior esposizione della gengiva. Fig. 33 della gengiva e aiutare quindi a ottenere proporzioni ben bilanciate dei denti. Il materiale da restauro altamente estetico Amaris (VOCO) è stato utilizzato per trattare il presente caso clinico di una paziente di 15 anni che presentava un esempio non comune di fusione dentale (sinodonzia) degli incisivi mascellari 11 e 12 e, rispettivamente, 21 e 22, incluso un diastema. Per simulare le gengive, è stato scelto il materiale da restauro color gengiva altamente estetico Amaris Gingiva (VOCO). Questo caso dimostra che i metodi minimamente invasivi sono adatti anche per il trattamento di difetti estetici importanti nella regione anteriore altamente estetica, assicurando così alla giovane paziente un sorriso perfetto. Fig. 34 _autore Marlúcio de Oliveira, Professore di Odontoiatria presso l’Università di Itaúna (Minas Gerais, Brasile) e di Odontoiatria ed Estetica presso l’Università di São Leopoldo Mandic in Belo Horizonte (Minas Gerais, Brasile). Specialista di Odontoiatria estetica restaurativa presso l’Università di São Paulo (Bauru, Brasile), Postgraduate in Odontologia cosmetica presso il New York University College of Dentistry. Tiene un Corso postgraduate in protesi e impianti presso Nobel Giocare. Per contatti: Rua São Paulo, 742 - Brasile CEP: 35.500-006 – Divinópolis/MG E-mail: [email protected] Fig. 35 Fig. 35_Considerazione delle proporzioni tra il viso, le labbra, le gengive e i denti. cosmetic dentistry 3_2013 37 aziende _ news Amaris Gingiva: un sorriso bello, naturalmente Materiale da restauro fotopolimerizzabile, altamente estetico, in tinte gengiva Per informazioni: VOCO GmbH PO Box 767 27457 Cuxhaven, Germania www.voco.it Per gli standard più elevati nell’odontoiatria estetica, Amaris Gingiva è il solo materiale da restauro che permette la corrispondenza della tinta gengivale in studio. Questo nuovo sistema di restauro di basi composite, con tinte gengivali, facilita la corrispondenza del colore individuale mediante una combinazione di una tinta base (nature) con tre tinte opache miscelabili (white, light e dark). Il risultato è la rappresentazione di una gengiva dall’aspetto naturale. Grazie a questo principio, dietro al quale si trova il comprovato know-how di Amaris, d’ora in poi è possibile controllare – sia dal punto di vista funzionale che estetico – le aree cervicali ampiamente esposte a causa di recessione gengivale e i difetti cuneiformi nell’area cervicale. Con Amaris Gingiva, gli standard più elevati, basati sulle potenzialità dei moderni compositi, non devono più arrestarsi ai confini cervicali. Questo nuovo materiale permette la ricostruzione della linea di confine “rosso-bianco” con un risultato predicibile. _Adatto per indicazioni multiple Amaris Gingiva è adatto anche per altre indicazioni. La ricostruzione con un composito con tinta gengiva rappresenta quindi un importante ampliamento delle misure terapeutiche dopo la chirurgia muco-gengivale. Inoltre, i cosiddetti “buchi neri”, indotti dalla perdita di papilla interdentale a causa di parodontite o recessione gengivale, possono essere trattati rapidamente e facilmente con Amaris Gingiva per assicurare un restauro estetico. Amaris Gingiva può essere usato anche per estendere la durata delle corone in situ con margini visibili ed esposti a causa della naturale contrazione delle gengive. _Eccezionali proprietà fisiche e di lavorabilità Amaris Gingiva si impone all’attenzione non solo per le sue caratteristiche fisiche, ma anche per la sua lavorabilità. Si modella molto bene e può essere lucidato con un’elevata brillantezza. Inoltre, grazie alla nuova siringa anti-gocciolamento NDT® di VOCO, l’applicazione del materiale è economica e igienica. Amaris Gingiva, come un moderno composito, ha una traslucenza e una stabilità del colore eccezionali, con una contrazione molto bassa grazie all’elevato contenuto di riempitivo (80% in peso). Amaris Gingiva consente restauri estetici e a lungo termine grazie ai bassi valori di abrasione e all’elevata resistenza alla compressione e alla trazione. 38 cosmetic dentistry 3_2013 su bi Ap to pr de ofi lle tta of te fe rte !* convinto la somiglianza «Mi ha di GrandioSO con il dente!» Dr. H. Gräber IL PIÙ SIMILE AL DENTE NATURALE Per l’insieme delle sue caratteristiche fisiche Grandio®SO viene riconosciuto come il materiale di riempimento più simile al dente naturale oggi presente a livello mondiale garantendo restauri affidabili di lunga durata e soprattutto pazienti soddisfatti.** • Utilizzo universale per tutte le classi anteriori e posteriori • Opacità naturale per risultati ottimali usando un unico colore • Ampliamento scala colori intelligente con nuove tinte GA3.25 e GA5 • Consistenza morbida, alta resistenza alla luce, lucidatura a specchio semplificata * Tutte le offerte attuali sono disponibili sul www.voco.it ** Chiedete senza esitazione le informazioni scientifiche sui nostri prodotti. Ulteriori informazioni: Ph. Meckelburg Tel: 342 85 85 208 · [email protected] VOCO GmbH · Anton-Flettner-Straße 1-3 · 27472 Cuxhaven · Germania · Tel. +49 4721 719-0 · www.voco.it focus _ speciale compositi Qual è la durata di una ricostruzione in composito? _Quanto dovrebbe durare un composito? Un quesito e un problema non da poco e che spesso viene posto a chi si occupa di odontoiatria legale da pazienti e colleghi. Premettendo la necessità che tali restauri presentino caratteristiche di difendibilità e di corrispondenza tecnica alle regole dell’arte (oggetti tecnicamente perfetti), da un lato c’è da considerare la durata media di sopravvivenza in condizioni ideali di igiene, manutenzione, controlli ecc. e, dall’altro, la sopravvivenza in assenza di tali condizioni e l’effetto che alcuni diversi fattori biologici potrebbero avere sul restauro (oggetto). Di fatto, quello che sostiene Dario Betti in merito al restauro protesico dovrebbe valere per tutti i tipi di restauro: «Il fondamento razionale, base della definizione degli elementi protesici per cui un intervento medico-chirurgico o 40 cosmetic dentistry 3_2013 odontoprotesico può comportare o meno l’obbligazione di risultato, consiste nella maggiore o minore dominabilità del fattore biologico, confrontata, con quella degli elementi tecnici che intervengono nella realizzazione del risultato finale». Aggiungendo a questo anche un’eventuale corresponsabilità del paziente (si veda quanto detto prima). Premesso quanto sopra, in linea teorica un impianto dovrebbe durare esattamente quanto un dente naturale. E qui viene spontanea la domanda: ma quanto dura un dente naturale? Di norma, in responsabilità professionale non vengono considerati rinnovi implantari, mentre in infortunistica in RC, in soggetti molto giovani e per lo più nel settore anteriore, di frequente si concede un rinnovo implantare nella vita. focus _ speciale compositi In un lavoro di qualche anno fa, sempre con Dario Betti e un ingegnere meccanico, siamo arrivati a concludere che gli impianti sono “oggetti” e, come tali, anche nelle loro migliori realizzazioni sono destinati a rompersi prima o poi. La loro sopravvivenza è anche condizionata dalla sussistenza di cricche, microcricche o elementi di criticità non altrimenti evidenziabili, non dipendenti da fattori esterni, ma che potrebbero intervenire a inficiarne la durata temporale. Inoltre, tali oggetti si rapportano con la biologia del cavo orale e con la “manutenzione” seguita da ciascun paziente. Anche nella migliore forma di osteointegrazione, mantengono sempre le caratteristiche dei “corpi estranei”. Ogni oggetto pertanto è destinato a rompersi, ma noi non sappiamo e non potremo mai sapere quando ciò succederà. Le valutazioni di un impianto per la vita o di concessione di un rinnovo implantare sono di fatto pure convenzioni (utili ai fini pratici). In buona sostanza, caratteristiche tecniche, aspetti biologici e di gestione/manutenzione concorrono a determinare la sopravvivenza specifica di ciascun oggetto. Valutazioni similari si pongono anche in merito alle corone in metallo prezioso e ceramica, o comunque di alto valore tecnico. In “condizioni ideali” si prevedono sempre per convenzione rinnovi in media ogni 10/12 anni, ma tale valutazione può trovare deroghe in considerazione dell’ambito valutativo e delle condizioni di cui si è detto in precedenza. Ancora più critica è la valutazione della ricostruzione in composito, dove giocano un ruolo discriminante le caratteristiche del materiale (ovviamente meno prezioso e costoso dei metalli preziosi, ceramiche o titanio), molti altri fattori associati alla compliance del paziente e ad aspetti biologici (età, pH, abitudini alimentari ecc.), la condizione quo ante e gli eventi successivi. Evidentemente un grosso restauro con scarso supporto dentale potrebbe durare molto meno dei 5 anni previsti da tabella o anche dei 2-2,5 anni come altri autori sostengono. Anche in questo caso la valutazione potrebbe e dovrebbe diventare estremamente specifica e dovrebbe tener conto dello stato oggettivo di quel dente, in quella bocca e in quel contesto particolare. Non si ritiene possibile, pertanto, sulla base di generiche valutazioni di durata, determinare le aspettative di ogni singolo specifico restauro. Ovviamente, quanto esposto dovrà poi rapportarsi con la pratica quotidiana, con la “gestione/manutenzione” del cavo orale, con valutazioni di presunte malpractice, responsabilità civile in ambito professionale e non ecc. Nella polizza infortunistici i rinnovi non ci interessano, per il resto è opportuno valutare nella loro piena globalità fatti, esiti, condizioni, corresponsabilità, idoneità lesive ecc. Solo così, in maniera meno rigida, sarà possibile considerare un corretto corrispettivo del bene perso anche temporalmente. Queste brevi e sintetiche osservazioni vogliono rappresentare un monito a pareri o promesse generici e privi di supporti tecnicoscientifici specifici. _Maria Sofia Rini _autore Maria Sofia Rini, odontoiatra, mediatore professionista, formatore pratico abilitato; professore a.c. Dipartimento di Scienze biomediche e neuromotorie, Università degli Studi di Bologna; Master universitario “La responsabilità professionale del Medico nelle prestazioni specialistiche ambulatoriali”; Corso di perfezionamento in Odontologia forense, Università degli Studi di Firenze; Segretario nazionale di OELLE – Accademia Italiana di Odontoiatria legale. Per contatti: Tel./fax: 051.6142182 - Mob.: 366.6783791 - E-mail: [email protected] cosmetic dentistry 3_2013 41 1 INTERNATIONAL MEETING st IMMEDIATE POST EXTRACTION IMPLANTS: STATE OF THE ART Tuscany VIAREGGIO, 13 - 14 December 2013 Istituto Stomatologico Toscano > Cosyn Jan, Belgium Soft Tissues and Immediate Post-Extraction Implants > Covani Ugo, Italy Introduction: Clinical Experience of the Tuscan Dental Institute > Nevins Myron, USA Immediate Post-Extraction Implants in the daily clinical activity > Novaes Arthur jr., Brasil Histologic Outcomes and Surgical Techniques > Peñarrocha Diago Miguel, Spain Post-Extraction Implants and Full Arch Rehabilitation > Piattelli Adriano, Italy Hard Tissues and Immediate Post-Extraction Implants > Schwartz-Arad Devorah, Israel Immediate Post-Extraction Implant: Clinical Outcomes Istituto Stomatologico Toscano Organizational Secretary Office Via Aurelia, 335 - I-55043 Lido di Camaiore (Italy) Phone +39 0584 6059888/9 - Fax +39 0584 6058716 [email protected] Tueor srl - Corso Sebastopoli, 225 - I-10137 Torino (Italy) Phone +39 011 0463350 [email protected] - www.tueor.it industry report _ sbiancamento Sbiancamento professionale e domiciliare combinato Autore_Maciel Jr., Brasile _Caso clinico Il problema dello sbiancamento di denti naturalmente gialli di giovani pazienti è la sensibilità dentale indotta durante il trattamento, indipendentemente dalla terapia di sbiancamento utilizzata (sbiancamento domiciliare o professionale). Questo problema è stato riscontrato anche nel caso clinico che segue. Un paziente di 18 anni si è presentato richiedendo un trattamento dentale in quanto insoddisfatto dei suoi denti. Nella valutazione clinica (Figg. 1-4) è stato riscontrato che i denti del paziente erano insolitamente scuri (3L1,5 nella Fig. 1_Sorriso iniziale del paziente. Fig. 2_Immagine ravvicinata dei denti del paziente. Fig. 3_Colore iniziale dei denti del paziente (3L1,5). Fig. 4_Colore iniziale dei denti del paziente (3L1,5). Fig. 1 Fig. 2 Fig. 3 Fig. 4 cosmetic dentistry 3_2013 43 industry report _ sbiancamento Fig. 5 Fig. 6 Fig. 8 Fig. 7 Fig. 9 Fig. 10 Fig. 5_Confronto tra il colore dei denti del paziente e il colore desiderato (OM3). Fig. 6_Profilassi dentale. Fig. 7_Applicazione della barriera gengivale fotopolimerizzabile TopDam sul tessuto gengivale. Fig. 8_Applicazione del gel professionale Whiteness HP Blue 35%. Fig. 9_Aspetto del gel dopo 40 minuti di applicazione. Fig. 10_Mascherina per sbiancamento personalizzata per il trattamento domiciliare con Whiteness Perfect 10%. 44 cosmetic dentistry 3_2013 scala colori Vitapan 3D Master). Dopo aver posizionato il campione del colore desiderato (OM3; scala colori Vitapan 3D Master) vicino ai denti del paziente, era possibile osservare una notevole discrepanza del colore desiderato rispetto al colore dei denti del paziente (Fig. 5). Questa situazione presentava una prognosi sfavorevole allo sbiancamento dentale. Il piano di trattamento consisteva in uno sbiancamento professionale con Whiteness HP Blue 35% combinato con uno domiciliare con Whiteness Perfect 10%. Dopo la profilassi dentale (Fig. 6), è stata applicata la barriera gengivale fotopolimerizzabile Top Dam (FGM) sui tessuti gengivali (Fig. 7), e sulle superfici buccali dei denti è stato applicato immediatamente il gel sbiancante (Fig. 8). Dopo 40 minuti, si poteva osservare la presenza di bolle nel gel, come risultato del rilascio di ossigeno (Fig. 9). La mascherina per sbiancamento personalizzata è stata provata in bocca al paziente (Fig. 10). Il paziente è stato istruito sul protocollo di sbiancamento sia verbalmente sia con un testo scritto. Sono state fissate sedute di controllo settimanali. Una settimana dopo l’uso di Whiteness Perfect 10% era possibile vedere uno sbiancamento efficace nell’arcata superiore (Figg. 12 e 13). Nelle Figure 14 e 15 è possibile vedere il risultato dopo tre siringhe di sbiancamento do- industry report _ sbiancamento miciliare, e nelle Figure 16 e 17 quello dopo sei siringhe. Alla fine dello sbiancamento domiciliare, i denti sono stati lucidati con feltrini (Diamond Flex, FGM) e pasta diamantata (Diamond Excel, FGM) (Figg. 18 e 19). Poi è stato applicato fluoro neutro per 1 minuto (Fig. 20). In Figura 21, si può confrontare il risultato con il colore iniziale dei Fig. 11 Fig. 12 Fig. 13 Fig. 14 Fig. 15 Fig. 16 Fig. 11_Mascherine per sbiancamento applicate sulle arcate del paziente. Figg. 12, 13_Risultato dello sbiancamento nell’arcata superiore dopo una settimana di trattamento domiciliare. Figg. 14, 15_Risultato dello sbiancamento dopo l’uso di tre siringhe di gel sbiancante. Figg. 16, 17_Risultato dello sbiancamento dopo l’uso di sei siringhe di gel sbiancante. Fig. 17 Fig. 18 Fig. 18_Pasta diamantata per la lucidatura. cosmetic dentistry 3_2013 45 industry report _ sbiancamento Fig. 19_Feltrini (Diamond Flex, FGM) con pasta diamantata (Diamond Excel, FGM) per la lucidatura. Fig. 20_Applicazione di fluoro neutro sulle superfici di smalto sbiancate. Fig. 21_Confronto del risultato finale con il colore iniziale dei denti del paziente. Fig. 22_Risultato finale dopo lo sbiancamento combinato. Fig. 19 Fig. 20 Fig. 21 Fig. 22 Fig. 23 Fig. 24 Fig. 25 Fig. 26 Figg. 23, 24_Immagini intraorali del risultato finale. Fig. 25_Sorriso iniziale del paziente. Fig. 26_Sorriso del paziente dopo lo sbiancamento. denti del paziente. In Figura 22, si può osservare che il risultato finale corrisponde al colore OM3 pianificato. Nelle Figure 23-25, è possibile vedere il risultato finale del trattamento sbiancante. Le Figure 25 e 26 mostrano il confronto tra la situazione iniziale e il risultato finale. _autore Maciel Jr., Specialista in Odontoiatria restaurativa (Bauru School of Dentistry, University of São Paulo) e MS in Odontoiatria restaurativa (Araraquara School of Dentistry, University of the State of São Paulo). E-mail: [email protected] 46 cosmetic dentistry 3_2013 aziende _ news Beauty-Age: lampada per fotoringiovanimento PELLI SENSIBILI O GIOVANI PELLI NORMALI PELLI MATURE PELLI ISPESSITE O MOLTO MATURE Generale viso Generale mani Generale décolleté Generale addome Generale cosce 15 min 15 min 15 min 15 min 15 min 20 min 20 min 20 min 20 min 20 min 25 min 25 min 25 min 25 min 25 min 30 min 30 min 30 min 30 min 30 min Particolare fronte Particolare contorno occhi Particolare contorno bocca Particolare zigomi Particolare collo Particolare mani 10 min 10 min 10 min 10 min 10 min 10 min 15 min 15 min 15 min 15 min 15 min 15 min 20 min 20 min 20 min 20 min 20 min 20 min 25 min 25 min 25 min 25 min 25 min 25 min TIPO DI TRATTAMENTO 48 cosmetic dentistry 3_2013 Colpendo la microvascolatura tissutale, la luce stimola i fibroblasti a produrre elastina e collagene rigenerando i tessuti danneggiati dall’invecchiamento fisiologico, dall’esposizione ai raggi UV e dalla mancanza di collagene come nei casi di cicatrici da acne e smagliature. Allo stesso tempo, la luce fredda svolge un’azione inibitoria sul sistema degli enzimi metalloproteasi che inducono, dopo i 40 anni, la progressiva degradazione del collagene nel derma profondo determinando l’invecchiamento cutaneo. Con un ciclo di 6-8 trattamenti nell’arco di due mesi, grazie al rinnovamento cellulare indotto dalla terapia fotodinamica, le rughe risultano progressivamente riempite e le imperfezioni cutanee rimodellate. La delicatezza e l’assenza di effetti collaterali del trattamento ne consentono un utilizzo anche in aree non interessate da particolari inestetismi conferendo ai tessuti maggiore tonicità ed elasticità. Gli effetti del trattamento possono essere intensificati e mantenuti grazie all’applicazione di specifici prodotti cosmetici ad uso domiciliare. L’ampio schermo della lampada consente di eseguire il trattamento su aree più estese, mentre con l’apposito manipolo defocalizzato fornito in dotazione è possibile agire localmente su zone più circoscritte. I tempi e i tipi di trattamento sotto elencati sono puramente indicativi e non esimono l’operatore da un’attenta anamnesi del paziente dal punto di vista dermatologico e di salute generale. CON SCHERMO La lampada a luce fredda per la fotobiostimolazione consente di eseguire trattamenti antiaging di fotoringiovanimento cutaneo atermico non ablativo attraverso l’emissione di radiazioni luminose di lunghezza d’onda diversa, 680 nm nella fase preparatoria e 880 nm nella fase stimolatoria. CON MANIPOLO Per informazioni: SWISS & WEGMAN Srl Via Svezia 8 35020 Ponte San Nicolò - Padova Tel.: +39.049.8961111 Fax: +39.049/.2106326 [email protected] www.swiss-wegman.com eventi _ escd Torino: l’Europa s’incontra sotto la Mole per i 10 anni di Cosmetic Dentistry Europa Dal 3 al 5 ottobre si è svolto a Torino il Congresso europeo Escd. La Galleria San Federico, uno dei più bei salotti cittadini in Italia, lo storico Cinema Lux, dalle pregiate colonne in marmo rosa, ha accolto in modo inusuale un congresso che ha registrato la presenza di 230 partecipanti da tutta Europa e non solo. Diverse nazionalità e tradizioni hanno potuto ascoltare nella comune lingua inglese un parterre di relatori di indubbia capacità anche espositiva. A detta di molti il problema è stato a quale delle due sezioni assistere, vista la contemporaneità di orari, relatori e argomenti interessanti. Gli schermi giganti delle sale del cinema hanno messo in risalto relazioni di estetica e case report. Ancora alle 18 del pomeriggio di sabato, oltre la metà dei partecipanti si era trattenuta per assistere alla relazione di Ignazio Loi, ultimo conferenziere per le sezioni scientifiche, mentre altrettanto interesse ha suscitato il corso interattivo di Alessandro Magnanesi, dal titolo “Il ruolo del team odontoiatrico nel mercato attuale”. Senza sminuire la qualità delle presentazioni straniere, i relatori italiani odontoiatri e odontotecnici sono andati oltre l’eccellenza: Massimo Budda, Vincenzo Mutone, Marco Nicastro e Francesco Ferretti, Montaldo Saracinelli, Giancarlo Pongione, Roberto Della Neva, Nikolaos Perakis, Roberto Bonfiglioli e Beppe Rocca. Soddisfatti il presidente Escd, Luca Dalloca, e tutto il board internazionale, perché di questi tempi non è cosa da poco avere quasi 100 partecipanti provenienti da Germania, Francia, Svezia, paesi dell’Europa dell’Est (quasi tutti rappresentati), qualche americano e alcuni orientali (per i quali i costi di partecipazione si possono facilmente immaginare). A questi si sono aggiunte le delegazioni italiane da varie parti del territorio nazionale e una qualitativa presenza torinese. Si è trattato a tutti gli effetti di un vero scambio professionale e umano; una manifestazione che ha lasciato spazio significativo ai festeggiamenti nelle due serate sociali del giovedì (molto informale e conviviale) e del venerdì, in un noto ristorante stellato della collina con tanto di tartufo bianco nel menu (come prometteva il programma congressuale). E poi tanta musica rock, eseguita da professionisti e da tanti dentisti, musicisti per passione, che si sono alternati su chitarre elettriche e batteria in un clima di amicizia sincero e partecipato. Volutamente lontana dalle caratteristiche dell’accademia, chi non conosceva la comunità Escd ha potuto apprezzare quanto la facilità di accesso (anche per tanti giovani) non penalizzi la qualità della formazione. Anzi, la favorisca. _Patrizia Gatto cosmetic dentistry 3_2013 49 l’editore _gerenza the international magazine of cosmetic dentistry Anno 2, Vol. 3 Ottobre 2013 Testata dichiarata al Registro degli Operatori di Comunicazione Managing Editor Patrizia Gatto [email protected] Scientific Editor Angelo Putignano Editorial Office Chiara Siccardi Ha collaborato Rottermaier – Servizi Letterari (TO) Editorial Advisor Cristina M. Rodighiero Publisher Iscritto al ROC al numero 14011 TU.E.OR. Srl C.so Sebastopoli, 225 10137 Torino Tel. 011 0463350 Fax 011 0463304 [email protected] www.tueor.it Editorial Board Giancarlo Barducci Ezio Campagna Gaetano Calesini Antonio Cerutti Matteo Chiapasco Ezio Costa Lorenzo Favero Claudio Lanteri Gianni Maria Gaeta Francesco Mangani Domenico Massironi Gianna Maria Nardi Giovanni Olivi Daniele Rondoni Tiziano Testori Fernando Zarone Published by TU.E.OR. Srl - www.tueor.it Printed by A.g.v. Snc Di Bianchi Mario & C. - Torino Advertising Account Enrica Casalegno [email protected] Stefania Dibitonto [email protected] Alessia Murari [email protected] Rivista in abbonamento, prezzo annuale: 60,00 euro. cosmetic_Copyright Cosmetic Dentistry è una pubblicazione a periodicità trimestrale di Tueor Srl. Rivista, immagini e articoli pubblicati sono protetti dal copyright. È quindi proibito qualunque tipo di utilizzo senza previa autorizzazione dell’Editore, soprattutto per quanto concerne duplicati, traduzioni, microfilm e archiviazione su sistemi elettronici. Le riproduzioni, compresi eventuali estratti, possono essere eseguite soltanto con il consenso dell’Editore. In mancanza di dichiarazione contraria, qualunque articolo sottoposto all’approvazione della Redazione presuppone la tacita conferma alla pubblicazione totale o parziale. La Redazione si riserva la facoltà di apportare modifiche, se necessario. Non si assume responsabilità in merito a libri o manoscritti non citati. 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Città ....................................................................................................... CAP ............................................................. Provincia ........................................................... Stato ........................................................................................................ Telefono ........................................................................................................ Mobile .................................................................................................................................. Fax ................................................................................................................... E-mail ................................................................................................................................... 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