DISTRIBUZIONE MODERNA ORGANIZZATA: La dinamica del
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DISTRIBUZIONE MODERNA ORGANIZZATA: La dinamica del mercato per Gennaio 2013 Indice Scenario economico generale Pag. 3 Il trend della Distribuzione Moderna Organizzata: sintesi Pag. 12 Le vendite Pag. 14 I prezzi Pag. 20 Le promozioni Pag. 27 Le marche private Pag. 29 Mercati Non Food Pag. 31 Appendice (dettagli del trend per comparto, area e categoria merceologica, merceologie non food) Pag. 38 2 SCENARIO ECONOMICO GENERALE INDICATORI CONGIUNTURALI Secondo la stima preliminare pubblicata dall’Istat, nel 4° trimestre 2012 il PIL espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005 (corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato), è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 2,7% nei confronti del quarto trimestre del 2011. Per entrambi i valori si tratta di un ulteriore peggioramento rispetto a quanto evidenziato nel trimestre precedente. In particolare, il dato tendenziale mostra nell’arco dell’ultimo anno un percorso peggiorativo di circa 2 punti percentuali. Il calo congiunturale è la sintesi di diminuzioni del valore aggiunto in tutti i comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Il quarto trimestre del 2012 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al quarto trimestre del 2011. Nel 2012 il PIL corretto per gli effetti di calendario è diminuito del 2,2% rispetto all’anno precedente. Si segnala che il 2012 ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto al 2011. La variazione acquisita (ottenuta in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno) per il 2013 è pari al -1,0%. PIL 4° trimestre 2011 1° trimestre 2012 2° trimestre 2012 3° trimestre 2012 4° trimestre 2012 Var. % reale su scorso anno -0,5% -1,3% -2,3% -2,4% -2,7% Fonte: Istat Nello stesso periodo a livello internazionale continua a delinearsi una situazione abbastanza variegata, anche all’interno del solo contesto europeo. L’Italia mostra ancora una volta il risultato peggiore, sia rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia rispetto al trimestre scorso. Nel vecchio continente la Germania si conferma per l’ennesima volta con il ruolo di locomotiva, mostrando un risultato tendenziale del +0,4%, comunque più basso rispetto alla precedente rilevazione. Tendenzialmente stazionari si mostrano gli andamenti del PIL della Gran Bretagna (+0,0%) e della Francia (-0,3%), mentre in flessione si riscontra il risultato della Spagna (-1,8%). Al di fuori del continente, si mostrano in buona ripresa gli Stati Uniti che rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso consuntivano un +1,5% in termini di PIL, mentre sono stazionari rispetto al trimestre precedente. A livello congiunturale, la situazione per tutte le nazioni europee considerate evidenzia tassi negativi, seppur inferiori al punto percentuale. Più vicini alla stazionarietà si mostrano Francia e Gran Bretagna. 3 Var. tendenziale (4° T12 / 4° T11) Var. congiunturale (4° T12 / 3° T12) Italia -2,7% -0,9% Aria Euro (17 paesi) -0,9% -0,6% Germania Francia UK Spagna +0,4% -0,3% +0,0% -1,8% -0,6% -0,3% -0,3% -0,7% Usa Giappone +1,5% n.d. +0,0% n.d. PIL Fonte: Eurostat I dati dei Consumi delle Famiglie relativi al 4° trimestre 2012 saranno resi noti dall’Istat il prossimo 11 marzo con la pubblicazione dei nuovi conti economici trimestrali. Consumi delle famiglie 4° trimestre 2011 1° trimestre 2012 2° trimestre 2012 3° trimestre 2012 4° trimestre 2012 Var. % reale su scorso anno -1,7% -3,2 -4,3% -4,8 n.d. Fonte: Istat PIL E CONSUMI DELLE FAMIGLIE Trimestri – Variazioni % reali tendenziali 5 4 3 2 1 0 -1 -2,7% -2 -3 -4 -5 -6 PIL Consumi delle famiglie n.d. -7 Fonte: Istat 4 Dopo la pesante caduta del mese scorso, l’indice della produzione industriale (dati grezzi) peggiora ulteriormente a dicembre 2012 con una flessione che tocca il -9,3%. Dopo un solo mese di ripresa (ottobre), si torna pertanto in quella fase di pesante calo dell’andamento dei volumi prodotti dal settore industriale che per quasi tutto il 2012 ha generato pessimismo sia in termini di ripresa economica sia in termini di trend dell’occupazione. Anche corretto per gli effetti di calendario, a dicembre l’indice è diminuito del 6,6% in termini tendenziali (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 20 di dicembre 2011). Nella media dell’intero anno 2012 l’indice segna una diminuzione del 6,7% rispetto all’anno precedente. Le variazioni risultano negative in tutti i raggruppamenti principali di industrie, ma le diminuzioni più marcate riguardano i beni intermedi (-9,4%) e i beni di consumo (-7,7%), mentre le flessioni più contenute si rilevano per l’energia (-3,7%) e per i beni strumentali (-2,5%). Nel confronto tendenziale si rilevano flessioni in tutti i settori dell’industria. Le diminuzioni più ampie riguardano la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-16,8%), l’industria del legno, della carta e stampa (-11,4%), l’attività estrattiva (-10,8%) e la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,7%). Indice produzione industriale 4° trimestre 2011 1° trimestre 2012 2° trimestre 2012 3° trimestre 2012 4° trimestre 2012 Var. % reale su scorso anno -5,0% -3,7% -8,8% -6,8% -5,5% Fonte: Istat INDICE PRODUZIONE INDUSTRIALE Variazioni % 20 15 10 5 0 -5 -10 -15 -20 -25 Dicembre 2012: -9,3% Tendenza (Media Mobile di 5 mesi) -30 Fonte: Istat 5 Analizzando i valori destagionalizzati della Produzione Industriale, utili per l’analisi congiunturale perché consentono un confronto immediato di ciascun dato con i mesi precedenti, si osserva che con il mese di marzo 2009 si è conclusa la fase di caduta del ciclo ed è iniziato un periodo di risalita molto graduale, interrottosi nella primavera del 2011. Con i risultati degli ultimi mesi il percorso si è decisamente avviato in maniera progressiva verso i valori minimi raggiunti nel 2009, manifestando le stesse caratteristiche della crisi di tre anni prima. Dopo alcuni mesi di flessione, la variazione congiunturale di dicembre 2012, calcolata sui dati destagionalizzati, presenta un dato positivo, portandosi al +0,4% rispetto al mese precedente. Questo dato, seppur positivo e in controtendenza con gli ultimi mesi, mantiene nell’incertezza gli operatori per quanto riguarda l’inizio del nuovo anno. L’indice di dicembre (81,0) mantiene il dato di produzione industriale allo stesso livello della fase centrale del 2009 dimostrando quanto nell’ultimo biennio l’andamento sia stato duplice: in crescita nella prima fase e in progressiva flessione, fatta eccezione per alcuni mesi, nella seconda. Di questo passo l’indicatore potrebbe scendere al di sotto del livello minimo (80,0) raggiunto a marzo del 2009, a cui si sta progressivamente avvicinando negli ultimi mesi. E’ molto probabile che i livelli produttivi tenderanno in assoluto a mantenersi, ancora per un certo periodo, sotto a quelli pre-crisi di circa 20 punti percentuali, sperando che le previsioni pessimistiche sull’inizio del 2013, emerse dai vari istituti, non incidano su un ampliamento di questo gap. Questi risultati continuano a pesare negativamente sull’occupazione a breve/medio termine. INDICE PRODUZIONE INDUSTRIALE Valori destagionalizzati – 2005=100 120 115 110 105 100 95 90 85 Dicembre 2012: 81,0 80 75 70 Fonte: Istat 6 Dopo il rallentamento del mese scorso, le esportazioni totali mostrano a dicembre un inversione di tendenza (-3,7%), ossia un calo delle vendite all’estero rispetto allo stesso periodo del 2011. Questo dato incide anche a livello trimestrale, riducendo la media (+4,0%) che comunque resta superiore al livello dei due periodi precedenti, rilevando un’ultima parte dell’anno positiva in termini di rapporti commerciali oltrefrontiera. Rispetto a dicembre 2011, l’aumento dell’export è particolarmente accentuato verso i Paesi dell’Africa Settentrionale (+20,4%), dell’ASEAN (+19,1%) e dell’OPEC (+16,0%). Le esportazioni dirette verso i Paesi dell’Unione Europea, che rappresentano il 56% circa del valore complessivo, si sono rivelate ancora tendenzialmente in flessione (-8,2%), mentre quelle dirette verso il Resto del Mondo mostrano un lieve aumento (+1,5%), dopo la brillantezza mostrata a novembre. A dicembre il saldo della bilancia commerciale è positivo e pari a 2,2 miliardi di Euro, derivante da un surplus con i Paesi extra UE (+3,3 miliardi) e di un disavanzo con i Paesi UE (-1,2 miliardi). Nel 2012, il saldo commerciale complessivo, sostenuto dall’ampio avanzo dei prodotti non energetici raggiunge 11,0 miliardi. Questo surplus, il più ampio conseguito dal 1999, si realizza in un contesto annuo di crescita del 3,7% dell’export e di flessione del 5,7% degli acquisti. Sempre nel 2012, i prodotti manifatturieri in rilevante espansione all’estero sono prodotti petroliferi raffinati (+21,8%), articoli farmaceutici e chimici (+12,5%), articoli sportivi, giochi preziosi (+6,8%) e prodotti alimentari e bevande (+6,7%). Nel mese di gennaio 2013, il cambio dell’Euro contro Dollaro ha registrato un valore medio di 1,329 (+3,0% rispetto allo stesso mese del 2011), che sintetizza un andamento di sostanziale rialzo in tutto il corso del mese ad esclusione di alcune giornate di lieve flessione. In particolare, il picco dell’ultimo mese è stato raggiunto il 31 gennaio (1,355), mentre il minimo il 4 gennaio (1,301). Esportazioni (Valori correnti) 4° trimestre 2011 1° trimestre 2012 2° trimestre 2012 3° trimestre 2012 4° trimestre 2012 Var. % su scorso anno +5,5% +5,7% +2,8% +2,2% +4,0% Fonte: Istat ESPORTAZIONI Valori correnti – Variazioni % 40 35 30 Tendenza (Media Mobile di 5 mesi) 25 20 15 10 5 0 -5 -10 -15 Dicembre 2012: -3,7% -20 -25 -30 Fonte: Istat 7 Il tasso di disoccupazione nel mese di gennaio, secondo i dati mensili pubblicati dall’Istat, si attesta all’11,7%, in aumento dello 0,4% rispetto a dicembre 2012 e di 2,1 punti percentuali nei dodici mesi. Continua ad acuirsi, pertanto, la tensione sul tema dell’occupazione, che oramai dal settembre 2009 presenta un tasso che non è mai sceso al di sotto degli 8 punti percentuali (media 10,6% nel 2012). Si tratta di valori visti in Italia per l’ultima volta agli inizi degli anni 90. In tale contesto, la disoccupazione giovanile (15-24 anni), ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 38,7%, in aumento di 1,6 punti percentuali rispetto a dicembre e in aumento del 6,4% nell’arco degli ultimi 12 mesi (tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 655 mila e rappresentano il 10,9% della popolazione in questa fascia d’età). TASSO DI DISOCCUPAZIONE Dati destagionalizzati – % della Forza Lavoro 12 Gennaio 2013: 11,7% 11 10 9 8 7 6 5 Fonte: Istat La fase ascendente del trend dell’occupazione è terminata nell’aprile 2008, portandosi in maniera progressiva verso un declino che ha visto solo sporadici tentativi di inversione di tendenza. Dal 2009 in poi il dato si è abbastanza stabilizzato intorno ai 23 milioni circa di occupati, con andamenti mensili altalenanti. In particolare a gennaio 2013 il numero degli occupati è pari a 22.688 mila unità, con circa 310 mila posti in meno (-1,3%) rispetto allo stesso mese del 2012. Come nel mese precedente, in termini tendenziali il calo del numero di occupati concerne entrambe le componenti (maschile e femminile) con tassi di decremento rispettivamente del -1,9% e -0,6%. NUMERO DI OCCUPATI Dati destagionalizzati – migliaia 24.000 Aprile 2008: 23.540 23.500 23.000 Gennaio 2013: 22.688 22.500 22.000 Febbraio 2004: 22.309 Fonte: Istat 8 A febbraio 2013 l’indice del clima di fiducia dei consumatori (dato destagionalizzato in base 2005=100) risale da 84,7 di gennaio a 86,0, proseguendo nel percorso altalenante caratteristico di questi ultimi mesi. Se confrontato con lo stesso periodo dello scorso anno, l’indice si mostra nettamente più basso (93,7). Il primo anno parte quindi con valori minimi, se si considera l’ultimo quinquennio, dimostrando quanto i consumatori siano sempre più pessimisti nella valutazione del contesto attuale e futuro. Cresce soprattutto la componente riferita al clima personale (da 89,3 a 91,7), mentre quella relativa al clima economico generale passa da 72,7 a 72,9. Aumentano l’indicatore del clima corrente (da 90,9 a 91,1) e quello riferito alla situazione futura (da 77,2 a 79,9). A livello territoriale, il clima di fiducia aumenta nel Nord-ovest, nel Nord-est e nel Mezzogiorno, mentre diminuisce al Centro. CLIMA DI FIDUCIA DELLE FAMIGLIE Indice 2005 = 100 dati destagionalizzati 115 110 105 100 95 90 Febbraio 2013: 86,0 85 80 Fonte: Istat 9 L’indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat Economic Sentiment Indicator, espresso in base 2005=100), ottenuto per aggregazione degli indici relativi alle imprese manifatturiere, delle costruzioni, dei servizi e del commercio al dettaglio, a febbraio scende a 77,4 da 80,0 di gennaio. La flessione dell’indice complessivo è determinata dal calo della fiducia delle imprese dei servizi di mercato e del commercio al dettaglio. In particolare, l’indice destagionalizzato del clima di fiducia delle industrie manifatturiere aumenta lievemente passando da 88,3 a 88,5, continuando a muoversi ad un ritmo molto lento. I giudizi sugli ordini delle imprese manifatturiere migliorano, così come le attese di produzione e i giudizi sulle scorte di magazzino. L’analisi del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie indica un miglioramento delle attese di produzione nei beni intermedi e un peggioramento nei beni strumentali. Anche nel secondo mese dell’anno, prosegue la risalita dell’indice destagionalizzato del clima di fiducia delle imprese di costruzione che passa da 80,3 a 81,6, mostrando un percorso in netta ripresa, dopo un 2012 in continua alternanza. Peggiorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione, mentre migliorano le attese sull’occupazione. L’indice destagionalizzato del clima di fiducia delle aziende che operano nel commercio al dettaglio (così come per le imprese dei servizi) diminuisce rispetto al mese precedente (da 77,4 a 76,0), come già avvenuto nell’ultima parte del 2012 e nel primo mese del 2013. L’indice del clima di fiducia aumenta nella grande distribuzione (da 62,5 a 63,7), ma diminuisce nella distribuzione tradizionale (da 89,6 a 87,7). CLIMA DI FIDUCIA DELLE IMPRESE Indice 2005 = 100 120 110 100 Febbraio 2013: 90 88,5 80 81,6 76,0 70 Costruzioni Industrie manifatturiere Commercio 60 Fonte: Istat 10 L’indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali relativo al primo mese del 2013 sarà pubblicato dall’Istat il 7 marzo. Alla fine del 2012 l’indicatore ha riscontrato un percorso inflazionistico in progressivo rallentamento, che ha toccato l’1,8% al termine di dicembre (la media del 2012 è stata del +2,5%). Secondo i dati definitivi dell’Istat, nel mese di gennaio, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento sia in termini congiunturali (+0,2%), sia in termini tendenziali (+2,2%). Quest’ultimo dato conferma un ulteriore rallentamento, dopo quelli registrati nei mesi scorsi. L’inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimenti freschi, sale all’1,7%. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce del 2,0% su base mensile e aumenta del 2,4% su base annua (era +2,6% a dicembre). Rallenta al 2,3% la crescita su base annua dei prezzi dei beni mentre sale al 2,1% quella dei prezzi dei servizi (erano rispettivamente +2,7% e +2,0% a dicembre). Il differenziale inflazionistico tra beni e servizi si riduce quindi di 5 decimi di punto percentuale rispetto a dicembre. E’ l’ulteriore frenata della crescita su base annua dei prezzi dei Beni energetici (+5,4%) a spiegare, in prevalenza, il rallentamento dell’inflazione a gennaio, mentre un effetto di sostegno proviene dall’aumento dei prezzi degli Alimentari non lavorati e, in particolare, dei Vegetali freschi (+13,1% su base annua). PREZZI ALLA PRODUZIONE E AL CONSUMO Mesi – Variazioni % tendenziali 8 6 Gennaio 2013: 4 +2,2% 2 n.d. 0 -2 -4 -6 Prezzi alla produzione Prezzi al consumo (NIC) -8 Fonte: Istat 11 IL TREND DELLA DISTRIBUZIONE MODERNA ORGANIZZATA: SINTESI ¾ Nel mese di gennaio 2013 le vendite a valore di iper e super mostrano una nuova flessione (0,8%) rispetto allo stesso periodo del 2012, dopo la ripresa dell’ultimo mese dell’anno precedente. Questo dato manifesta un inizio problematico del nuovo anno ripetendo sostanzialmente quanto già avvenuto all’inizio del 2012. Se si osservano i dati per singolo formato, si nota che il risultato complessivo è la sintesi di due dinamiche molto differenti. In particolare, nei formati di grandi dimensioni (iper > 4.500 mq) si riscontra un calo pesante (-4,2%), mentre nei super e negli iper di minori dimensioni (< 4.500 mq) la tendenza si mostra in crescita (+1,0%). ¾ Il trend complessivo del fatturato di gennaio sintetizza andamenti differenti tra le merceologie considerate. A differenza del mese precedente, si evidenziano in calo i prodotti di Largo Consumo Confezionato (-0,7%), che rappresentano la quota più rilevante del fatturato complessivo (61,4%), mentre si conferma il buon percorso dei prodotti freschi a Peso Variabile (+2,2%). Come accaduto in gran parte dei mesi del 2012, l’andamento delle categorie del “non food” (-6,4%) denota una situazione molto negativa che conferma le problematiche già ampiamente sottolineate. ¾ Se si considera il dato di variazione a rete costante, prosegue lo stesso trend riscontrato per quasi tutto il corso del 2012: anche nel primo mese del nuovo anno si evidenzia infatti un andamento molto differente tra le varie formule distributive, sia in termini di tendenze sia in termini di intensità. Il Discount (+2,6%) continua a confermarsi come l’unica formula in salute, grazie alla propria offerta low cost. In calo si rivelano, invece, gli altri tre format, tra cui soprattutto l’Ipermercato (-6,1%) e il Libero Servizio (-4,3%). Meno preoccupante, ma comunque in controtendenza rispetto alla conclusione del 2012, è il trend del Supermercato (0,9%). ¾ Passando ad esaminare i prodotti grocery, nel mese di gennaio 2013 l’andamento tendenziale si mostra complessivamente negativo sia per i volumi (-2,7%), sia per i valori (2,1%). Tali intensità mostrano pertanto un lieve percorso inflazionistico dei prezzi medi (+0,6%), che non hanno inciso più di tanto sulle variazioni del fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per quanto riguarda le vendite mensili a valore per singola formula distributiva, il trend è negativo per quasi tutti i format, fatta eccezione per il Super (+0,0%) che mostra un risultato identico al consuntivo di gennaio 2011. La situazione peggiore è evidenziata dal Libero Servizio (-6,4%) che non riesce ad essere competitivo con il livello di prezzo dei supermercati di vicinato, seguito dal -3,5% dell’Iper, dove le problematiche sono oramai strutturali ¾ A gennaio 2013 l’indicatore del “carrello della spesa” (prodotti di largo consumo confezionato + peso variabile) è aumentato dell’1,7%, riprendendo un ritmo inflazionistico che si era affievolito nell’ultima parte dell’anno scorso.Se si considerano le due componenti merceologiche che compongono il carrello della spesa, sono i prodotti a Peso Variabile che continuano a trainare (+2,6%) il processo inflazionistico, riprendendo anche un buon ritmo dopo la decelerazione del mese precedente. Si riduce, tuttavia, il gap rispetto al comparto del LCC, i cui prezzi sono risaliti dell’1,4% rispetto a quanto rilevato nel gennaio 2012, mostrando una dinamica ancora più importante. 12 ¾ Anche soffermando l’analisi sui prodotti di largo consumo confezionato e osservando la variazione dei prezzi a parità assortimentale, si nota un’accelerazione a gennaio (+1,1%), seppur più morigerata rispetto a quanto rilevato precedentemente. Dopo una fase di decelerazione che sostanzialmente è andata avanti per più di un semestre, il trend inflazionistico riprende un ritmo più sostenuto riportandosi sul punto percentuale. ¾ La pressione promozionale complessiva nel mese di gennaio 2013, nell’ambito dei punti vendita della GDO (iper + super), è ancora una volta più alta (+1,7%) rispetto a quanto registrato nello stesso periodo dell’anno prima: 29,6% contro il 27,9% del corrispondente mese del 2012. Questo dato accelera leggermente il trend di crescita del mese precedente. La variazione dell’incidenza promozionale, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, si caratterizza per singoli formati distributivi, con una tendenza in crescita ma di intensità differente: nei super (28,2%) sale dell’1,9%, mentre negli iper (33,8%), che presentano l’incidenza più elevata, cresce dell’1,3%. ¾ L’inizio del nuovo anno parte con la stessa enfasi di quello appena terminato: anche a gennaio 2013 la Marca Privata accresce il proprio peso sul complesso delle vendite della GDO, mostrando un’incidenza del 18,2% contro il 17,2% dello stesso periodo del 2012. L’ascesa della Marca Privata si ripercuote in maniera negativa quasi esclusivamente sul trend del peso delle Marche Leader (-1,1%), che passano dal 27,1% al 26,0% del fatturato grocery complessivo. Nel primo mese dell’anno, infatti, il trend delle Marche Follower (-0,2%) si mostra quasi stazionario passando dal 24,9% al 24,7%, mentre quello delle Altre Marche (+0,3%) si evidenzia addirittura al rialzo (dal 30,8% al 31,1%), rendendo ancora più problematica la situazione delle principali aziende. ¾ Dalle più recenti indicazioni sui Consumi Non Alimentari emerge un quadro complessivo sempre più variegato e preoccupante, salvo qualche particolare eccezione. Dopo aver sfruttato, durante la parte centrale dell’anno, l’impatto positivo delle manifestazioni sportive internazionali del 2012 (Europei di calcio e Olimpiadi di Londra), si attesta con un dato molto negativo il mercato a valore degli Elettrodomestici, che nel bimestre novembredicembre 2012 registra una pesante flessione rispetto allo stesso periodo del 2011 (-17,9%). Questo risultato è stato determinato dal netto calo dei volumi acquistati. Esclusivamente grazie al percorso inflazionistico dei prezzi, determinato dall’innovazione tecnologica, i comparti dell’Informazione (-0,1% nel 6° bimestre 2012), mantengono lo stesso livello dello stesso periodo dello scorso anno. In crescita si mostra solo il segmento della telefonia. Una flessione preoccupante e più intensa del periodo precedente è, invece, valutabile nel mercato del Tessile/Abbigliamento (-5,5% nel 4° trimestre 2012), sia a causa del calo dei volumi sia per il percorso al ribasso dei prezzi medi. Per gli Altri Settori Non Food, a dicembre 2012 si evidenzia un percorso molto negativo per tutti i comparti considerati. In particolare, il settore che subisce il calo delle vendite a valore più marcato in termini tendenziali è quello delle Cartolerie e Giornali (-6,3%). A questo fanno seguito nell’ordine i segmenti delle Gioiellerie e Orologerie (-4,9%), dei Mobili e Arredo (-4,8%) e dei Giocattoli e Sport (-4,5%) che si mostrano molto allineati. Per questo ultimo mese la flessione meno impattante è quella registrata dalla Profumeria, che rispetto allo stesso periodo del 2011 mostra un calo delle vendite a valore del 3,2%. 13 LE VENDITE Nel mese di gennaio 2013 le vendite a valore di iper e super mostrano una nuova flessione (-0,8%) rispetto allo stesso periodo del 2012, dopo la ripresa dell’ultimo mese dell’anno precedente. Questo dato manifesta un inizio problematico del nuovo anno ripetendo sostanzialmente quanto già avvenuto all’inizio del 2012. Occorre ricordare che nel complesso quello appena trascorso è stato un anno con periodi altalenanti. In particolare i mesi autunnali e invernali hanno mostrato gli andamenti peggiori, se si escludono l’inizio e la fine dell’anno, mentre sono stati i mesi estivi a registrare le poche riprese rispetto agli stessi periodi del 2011. Pertanto si è giunti ad un volume d’affari simile ma con livelli di spesa spostati durante l’arco dell’anno. I prossimi mesi ci riveleranno se il percorso del 2013 sarà simile oppure no. Se si osservano i dati per singolo formato, si nota che il risultato complessivo è la sintesi di due dinamiche molto differenti. In particolare, nei formati di grandi dimensioni (iper > 4.500 mq) si riscontra un calo pesante (-4,2%), mentre nei super e negli iper di minori dimensioni (< 4.500 mq) la tendenza si mostra in crescita (+1,0%), seppur in peggioramento rispetto a quanto riscontrato nei mesi scorsi. Pertanto i format più piccoli, che complessivamente durante il 2012 hanno mostrato più sintonia con le esigenze dei consumatori (assortimento e prossimità), proseguono con la stessa dinamica. Questi risultati hanno ampliato nettamente il gap tra le due differenti formule distributive rispetto al mese scorso e in parte anche rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sempre più acquisti, quindi, si spostano dai punti vendita di maggiori dimensioni a quelli più piccoli e soprattutto più vicini ai consumatori, sia in termini logistici sia in termini di incremento delle frequenze di acquisto e contemporanea riduzione dello scontrino medio. I TREND – TOTALE FATTURATO Variazioni a valore vs anno precedente a rete corrente Progr. Gennaio 2013 Iper >4500 I+S 400 4499 Iper + Super -0,8 Iper + Super Mese - Gennaio 2013 -4,2 Iper >4500 1,0 I+S 400 - 4499 -0,8 -4,2 1 Fonte: Nielsen Trade*Mis Totale Negozio Iper + Super 14 I TREND – TOTALE FATTURATO Variazioni a valore vs anno precedente a rete corrente 4 3 2 1 0 -1 -2 -3 -4 -5 -6 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 nov-12 dic-12 Iper + Super gen-12 feb-12 0,2 1,8 mar-12 -0,5 apr-12 mag-12 giu-12 -2,9 0,4 0,4 1,5 0,5 -0,5 -2,8 -1,2 1,6 gen-13 -0,8 Iper >4500 -3 -1,1 -2,9 -4,1 0,2 -3,6 -0,3 -1,5 -1,6 -4,6 -5,4 0,2 -4,2 I+S 400 - 4499 1,5 3 0,5 -2,5 0,6 1,9 2,2 1,2 -0,2 -2,3 0,1 2,5 1 Fonte: Nielsen Trade*Mis Totale Negozio Iper + Super La flessione complessiva registrata a gennaio mostra, a differenza del mese scorso, dinamiche al ribasso per quasi tutte le aree geografiche, fatta eccezione per il Nord Ovest (+1,2%), il cui trend ha consentito di rendere meno negativi i dati di tutto il comparto distributivo. In tutte le altre aree si evidenziano cali rispetto allo stesso periodo del 2012, a partire dal Sud Italia che si attesta al -3,5%. Si equivalgono i trend delle due aree rimanenti, ossia Nord Est (-1,5%) e Centro (-1,3%). I TREND – TOTALE FATTURATO Variazioni a valore vs anno precedente a rete corrente 6 4 2 0 -2 -4 -6 -8 -10 gen-12 feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 nov-12 dic-12 I+S Area 1 0,6 2,6 0 -0,7 1,5 2,4 4,4 2,5 1,6 -0,3 0,8 4,5 gen-13 1,2 I+S Area 2 1,3 3,2 0,9 -2,1 1,7 2,3 3,2 2,8 2,1 -1,4 -1 -0,1 -1,5 I+S Area 3 -0,8 1,7 -0,8 -4 -0,3 -1,2 -0,6 -1,5 -1,9 -3,9 -2,6 0,1 -1,3 I+S Area 4 -1,1 -1,5 -3 -7,3 -2,8 -4,2 -3,1 -3,4 -6,6 -8,8 -3,7 0,1 -3,5 Fonte: Nielsen Trade*Mis Totale Negozio Iper + Super 15 Il trend complessivo del fatturato di gennaio sintetizza andamenti differenti tra le merceologie considerate. A differenza del mese precedente, si evidenziano in calo i prodotti di Largo Consumo Confezionato (-0,7%), che rappresentano la quota più rilevante del fatturato complessivo (61,4%), mentre si conferma il buon percorso dei prodotti freschi a Peso Variabile (+2,2%). Come accaduto in gran parte dei mesi del 2012, l’andamento delle categorie del “non food” (-6,4%) denota una situazione molto negativa che conferma le problematiche già ampiamente sottolineate. Il comparto costituito da vari e diversi mercati non alimentari risente del maggior impatto della spesa alimentare sul portafoglio dei consumatori (minore capacità di spesa) e della concorrenza delle medio-grandi superfici specializzate. Oltretutto, dopo la sosta delle vacanze di fine anno, si sono allentati i benefici sui volumi delle offerte promozionali e dell’allargamento degli assortimenti ad alcune categorie inerenti il Natale. All’inizio del 2013, tra i prodotti non alimentari si sono ridotte pesantemente e in maniera allineata le vendite di tutti i comparti, compresi quelli del bazar leggero (-6,1%), la cui situazione è peggiorata in maniera drastica rispetto ai trend negativi mostrati negli ultimi mesi. Questo risultato è la sintesi di trend negativi di varia intensità (in particolare pesante è il calo per la gioielleria e l’ascolto e visione), tra cui si registra in crescita solo il segmento dei giochi e tempo libero. Anche la flessione dei mercati del bazar pesante (-6,7%) è legata a tutti i segmenti e in particolar modo agli elettrodomestici (l’unica eccezione è la stazionarietà della telefonia). Stessa situazione è rappresentata dai mercati del tessile (-6,5%), dove in particolare la ripresa del tessile casa contrasta le enormi difficoltà dell’abbigliamento. INCIDENZA E TREND PER AREA MERCEOLOGICA – TOTALE FATTURATO Variazioni a valore vs anno precedente a rete corrente Mese - Gennaio 2013 Progr. Gennaio 2013 TOTALE NEGOZIO -0,8 TOTALE NEGOZIO -0,8 LCC -0,7 LCC -0,7 PESO VARIABILE NO FOOD 2,2 -6,4 ALTRO PESO VARIABILE 2,2 NO FOOD -6,4 ALTRO Fonte: Nielsen Trade*Mis Totale Negozio Iper + Super 16 Se si considera il dato di variazione a rete costante, prosegue lo stesso trend riscontrato per quasi tutto il corso del 2012: anche nel primo mese del nuovo anno si evidenzia infatti un andamento molto differente tra le varie formule distributive, sia in termini di tendenze sia in termini di intensità. Il Discount (+2,6%) continua a confermarsi come l’unica formula in salute, grazie alla propria offerta low cost che incontra le necessità di risparmio dei consumatori messi sempre più alle strette dalle pesanti conseguenze della crisi economica e da una pressione fiscale che incide sulla capacità di spesa. In calo si rivelano, invece, gli altri tre format, tra cui soprattutto l’Ipermercato (-6,1%) e il Libero Servizio (-4,3%), che non riescono a contenere le differenze rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per il formato più grande e generalista della distribuzione, le problematiche sembrano essere oramai strutturali, a causa di un’offerta priva di prossimità e di interesse per famiglie sempre più ristrette. Nel caso del Libero Servizio, invece, si sconta la crescente attenzione posta dai Super di maggiore prossimità sulla leva del prezzo, variabile per cui questi format non risultano particolarmente concorrenziali. Meno preoccupante, ma comunque in controtendenza rispetto alla conclusione del 2012, è il trend del Supermercato (-0,9%). L’inizio del nuovo anno non si può definire di certo ottimistico per il proseguo visto che tutti i trend appaiono peggiorativi rispetto a quanto registrato nel gennaio 2012. I TREND A PARITÀ – TOTALE FATTURATO Variazioni a valore vs anno precedente a rete costante M ese Gennaio 2013 Progr. Gennaio 2013 Iper > 4500 -6,1 Iper,Sup 400-4499 Libero Servizio Iper > 4500 Iper,Sup 400-4499 -0,9 Libero Servizio -4,3 Discount -6,1 2,6 Discount -0,9 -4,3 2,6 Fonte: Nielsen Like4Like 10000 17 I TREND A PARITÀ – TOTALE FATTURATO Variazioni a valore vs anno precedente a rete costante 8,0 6,0 4,0 2,0 0,0 -2,0 -4,0 -6,0 -8,0 -10,0 gen-12 feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 nov-12 dic-12 Iper >4500 -3,6 -0,9 -2,5 -3,2 -0,8 -5,3 -1,3 -2,7 -3,3 -6,6 -8,1 -2,5 gen-13 -6,1 Sup+Iper 400-4499 -0,1 2,8 0,6 -2,9 -0,8 0,7 1,5 -0,1 -0,6 -2,9 -1,4 0,7 -0,9 Discount 4,8 5,4 3,7 1,6 3,9 6,3 6,7 6,8 4,4 2,9 3,9 3,9 2,6 Lib.Servizio -1,9 2,5 2,2 -5,4 -3,0 -1,1 -1,2 -1,3 -4,7 -5,7 -4,9 -3,3 -4,3 Fonte: Nielsen Like4Like 10000 Nella graduatoria dei gruppi della GDO in base alle vendite a parità di rete, solo 3 gruppi su 20 (lo stesso numero del mese precedente) registrano performance positive a gennaio. A questo si può, comunque, aggiungere un altro caso che si mostra stazionario (-0,2%). Il trend con la crescita più rilevante è pari al +4,8%, mentre il risultato peggiore rispetto allo stesso mese del 2012 si attesta addirittura al -8,5%, mostrando quindi un gap dal primo che si aggira attorno ai 13 punti percentuali. Tra questi due estremi si muovono gli andamenti di tutti gli altri gruppi distributivi, evidenziando soprattutto diversi risultati negativi di intensità molto variegate. I TREND A PARITÀ – TOTALE FATTURATO PER GRUPPO Variazioni a valore vs anno precedente a rete costante 6 4,8 Mese Gennaio 2013 4 2 1,4 0,6 0 -0,2 -0,9 -2 -1,2 -2,5 -2,6 -2,7 -4 -4,6 -5,2 -6 -5,2 -5,7 -6,5 -7,0 -7,0 -8 -8,4 -8,5 Gruppo 18 Gruppo 19 -7,8 Gruppo 17 Gruppo 16 Gruppo 15 Gruppo 14 Gruppo 13 Gruppo 12 Gruppo 11 Gruppo 10 Gruppo 09 Gruppo 08 Gruppo 07 Gruppo 06 Gruppo 05 Gruppo 04 Gruppo 03 Gruppo 02 Gruppo 01 -10 Fonte: Nielsen Like4Like 10000 Nielsen:Super + Iper + Libero Servizio 18 Passando ad esaminare i prodotti grocery, nel mese di gennaio 2013 l’andamento tendenziale si mostra complessivamente negativo sia per i volumi (-2,7%), sia per i valori (-2,1%). Tali intensità mostrano pertanto un lieve percorso inflazionistico dei prezzi medi (+0,6%), che non hanno inciso più di tanto sulle variazioni del fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per quanto riguarda le vendite mensili a valore per singola formula distributiva, il trend è negativo per quasi tutti i format, fatta eccezione per il Super (+0,0%) che mostra un risultato identico al consuntivo di gennaio 2011. La situazione peggiore è evidenziata dal Libero Servizio (-6,4%) che non riesce ad essere competitivo con il livello di prezzo dei supermercati di vicinato, seguito dal -3,5% dell’Iper, dove le problematiche sono oramai strutturali per una formula troppo grande per le necessità di consumo e distante dai luoghi di consumo (più frequenza di visita e minore scontrino medio). Se nel complesso i prezzi si mostrano lievemente al rialzo, in termini di formula distributiva gli aspetti cambiano, soprattutto a seconda delle politiche promozionali attuate. In particolare negli Iper si evidenzia molta stazionarietà come mostra il trend dei volumi molto allineato (-3,7%) a quello dei fatturati, grazie ad una politica di contenimento dei prezzi che cerca di limitare il vistoso calo di clienti. Situazione intermedia quella del Libero Servizio, dove i volumi crollano del -6,9%, con un trend dei prezzi quasi stazionario, mentre il percorso inflazionistico si evidenzia soprattutto nei Super, dove il calo dei volumi si attesta al -0,7%, con un fatturato stazionario. I TREND – TOTALE GROCERY – DISTRIBUZIONE MODERNA Variazioni % a rete corrente – Valori e Volumi* vs anno precedente Valori Volumi* Iper + Super + Libero Servizio -1,2 Iper + Super -3,5 -3,7 I+S 400 4499 -2,1 -2,7 -1,2 Iper + Super -1,9 Iper >4500 Libero Servizio Iper + Super + Libero Servizio -2,1 -2,7 -1,9 -3,5 -3,7 Iper >4500 0,0 -0,7 -6,4 -6,9 Fonte: Nielsen Trade*Mis – Iper + Super + Libero Servizio 0,0 I+S 400 4499 Libero Servizio -0,7 -6,4 -6,9 *Trend Vendite a prezzi costanti 19 I PREZZI A gennaio 2013 l’indicatore del “carrello della spesa” (prodotti di largo consumo confezionato + peso variabile) è aumentato dell’1,7%, riprendendo un ritmo inflazionistico che si era affievolito nell’ultima parte dell’anno scorso. Allargando l’ottica al medio periodo e analizzando i dati dell’ultimo triennio, si nota che la dinamica al rialzo dei prezzi prosegue ininterrotta dal giugno 2010, seppur a tassi differenti. In particolare nell’ultimo anno l’andamento ha avuto due flessioni: la prima, meno intensa, nel bimestre marzo-aprile, la seconda, più marcata, proprio a partire da ottobre. Complessivamente la media dell’indicatore nell’arco del 2012 è stata del +2,2% e pertanto, seppur al rialzo rispetto al mese precedente, il dato resta più basso. Se si considerano le due componenti merceologiche che compongono il carrello della spesa, sono i prodotti a Peso Variabile che continuano a trainare (+2,6%) il processo inflazionistico, riprendendo anche un buon ritmo dopo la decelerazione del mese precedente. Si riduce, tuttavia, il gap rispetto al comparto del LCC, i cui prezzi sono risaliti dell’1,4% rispetto a quanto rilevato nel gennaio 2012, mostrando una dinamica ancora più importante. Tra tutti i prodotti a Peso Variabile, vi è tuttavia una dinamica inflazionistica molto diversa a seconda dei comparti: a guidare l’inflazione di inizio anno sono principalmente i prezzi della Verdura (+11,8%) e della Frutta (+9,3%). In entrambi i casi si rileva una netta accelerazione rispetto alle ultime rilevazioni. A queste componenti fanno seguito nell’ordine i rialzi dei prezzi della Carne (+2,0%) e dei Salumi (+1,0%). Al contrario va riscontrato anche il persistere del processo deflazionistico (circa un semestre) dei prezzi medi dei Formaggi (-1,7%) e del Pesce (-0,6%), seppur molto più vicini alla stabilità rispetto alle ultime rilevazioni. PRODOTTI DI LARGO CONSUMO CONFEZIONATO E A PESO VARIABILE Ipermercati + Supermercati 3,0 2,8 2,8 2,3 2,2 2,1 2,2 2,1 1,8 1,7 1,0 0,7 gen-12 Fonte: IRI Infoscan feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 0,6 nov-12 dic-12 gen-13 Osservatorio Prezzi: Indice Tendenziale 20 PRODOTTI DI LARGO CONSUMO CONFEZIONATO E A PESO VARIABILE Ipermercati + Supermercati 4,5 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0,0 gen-12 feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 nov-12 dic-12 gen-13 LCC+PV 3,0 2,8 1,8 2,1 2,8 2,3 2,2 2,2 2,1 0,7 1,0 0,6 1,7 LCC 2,6 3,1 2,0 2,0 2,3 1,7 1,6 1,6 1,8 0,1 0,9 0,2 1,4 PV 3,8 2,2 1,5 2,3 4,0 3,8 3,8 3,6 2,8 1,9 1,2 1,8 2,6 Fonte: IRI Infoscan Osservatorio Prezzi: Indice Tendenziale 21 PRODOTTI A PESO VARIABILE Ipermercati + Supermercati Ortofrutta pv 10,5 10,5 10,5 8,6 7,8 6,9 5,6 4,4 -0,7 -3,4 -5,0 -6,6 -7,7 gen12 feb12 mar12 Verdura pv apr12 mag12 giu12 lug12 ago 12 set12 o tt12 no v12 dic12 gen13 Frutta pv 10,6 14,5 10,0 11,8 10,3 9,2 8,0 7,0 9,3 7,3 7,4 o tt12 no v12 6,4 5,5 6,8 3,2 0,2 -4,8 -3,9 0,5 -2,8 -2,3 -4,0 -4,2 -11,4 gen12 -6,0 -8,2 feb12 mar12 apr12 mag12 giu12 lug12 ago 12 set12 o tt12 no v12 dic12 Carne pv gen13 gen12 feb12 mar12 apr12 mag12 giu12 lug12 ago 12 set12 dic12 gen13 Pesce pv 7,0 7,7 6,5 5,4 5,5 5,1 4,6 4,4 4,3 2,8 4,4 4,2 3,5 3,2 4,1 1,7 2,7 0,2 2,4 2,6 -0,6 -2,1 -4,0 -3,6 gen- feb12 12 mar- apr- mag- giu12 12 12 12 lug- ago - set12 12 12 o tt12 no v12 dic- gen12 13 Salumi pv gen- feb12 12 mar- apr- mag- giu12 12 12 12 lug12 ago - set12 12 o tt12 -2,9 -2,7 no v12 dic12 gen13 Formaggi pv 6,3 8,0 7,3 4,8 4,0 5,9 2,7 4,4 4,3 4,1 2,4 1,0 -0,3 -0,3 1,6 0,8 1,1 0,9 0,8 -1,1 1,0 -2,2 -2,0 0,0 gen- feb12 12 mar- apr- mag- giu12 12 12 12 Fonte: IRI Infoscan lug- ago - set12 12 12 o tt12 no v12 dic- gen12 13 gen- feb12 12 mar- apr- mag- giu12 12 12 12 lug12 ago - set12 12 o tt12 no v12 -1,7 -2,7 dic12 gen13 Osservatorio Prezzi: Indice Tendenziale 22 A livello di formula distributiva, gli ipermercati (+1,7%) evidenziano a gennaio una tendenza inflazionistica al rialzo rispetto a quella dei mesi scorsi, portandosi ad una soglia comunque inferiore al livello medio del 2012. Il trend è determinato dall’accelerazione, rispetto al mese scorso, di entrambe le componenti ed in particolare del LCC. Il tasso di inflazione del primo mese dell’anno è +1,5% per il LCC e +2,5% per il Peso Variabile. Se confrontato con il formato di minori dimensioni, il livello di inflazione degli ipermercati appare sostanzialmente allineato, sintomo che dopo il periodo festivo si è attenuata la netta spinta promozionale di questi punti vendita diretta a far fronte alla progressiva minore attrattività di questa formula distributiva. Il percorso continua, pertanto, ad essere molto più simile tra le due formule distributive, rispetto a quanto registrato nel primo semestre del 2012. PRODOTTI DI LARGO CONSUMO CONFEZIONATO E A PESO VARIABILE Ipermercati 2,8 2,8 2,5 2,4 2,2 2,1 2,1 1,9 1,8 1,7 0,9 gen-12 feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 Fonte: IRI Infoscan set-12 ott-12 0,3 0,3 nov-12 dic-12 gen-13 Osservatorio Prezzi: Indice Tendenziale PRODOTTI DI LARGO CONSUMO CONFEZIONATO E A PESO VARIABILE Ipermercati 5,0 4,5 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0,0 gen-12 feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 nov-12 dic-12 gen-13 LCC+PV 2,8 2,8 2,4 1,8 2,2 2,5 1,9 2,1 2,1 0,9 0,3 0,3 1,7 LCC 2,2 2,6 2,7 1,7 2,0 2,3 1,5 1,7 2,0 0,7 0,1 0,0 1,5 PV 4,6 3,2 1,5 2,4 3,1 3,2 2,9 3,2 2,4 1,5 0,8 1,2 2,5 Fonte: IRI Infoscan Osservatorio Prezzi: Indice Tendenziale 23 I supermercati mostrano a gennaio 2013 un percorso di crescita dei prezzi quasi identico a quello registrato nei punti vendita di maggiori dimensioni. Anche per questa formula si evidenzia, infatti, una netta accelerazione del processo inflazionistico, che porta il tasso al +1,6%, dopo lo 0,7% del mese scorso. Analizzando le due componenti, si nota che questo risultato dipende dal contemporaneo incremento dei prezzi medi delle stesse. In particolare, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i prezzi del LCC aumentano del +1,2%, mentre quelli del Peso Variabile si consuntivano al +2,6%. PRODOTTI DI LARGO CONSUMO CONFEZIONATO E A PESO VARIABILE Supermercati 3,0 3,0 2,8 2,2 2,2 2,3 2,2 2,0 1,7 1,6 1,2 0,7 0,5 gen-12 feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 Fonte: IRI Infoscan set-12 ott-12 nov-12 dic-12 gen-13 Osservatorio Prezzi: Indice Tendenziale PRODOTTI DI LARGO CONSUMO CONFEZIONATO E A PESO VARIABILE Supermercati 6,0 4,0 2,0 0,0 -2,0 -4,0 -6,0 -8,0 gen-12 feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 nov-12 dic-12 gen-13 LCC+PV 3,0 2,8 1,7 2,2 3,0 2,2 2,3 2,2 2,0 0,5 1,2 0,7 1,6 LCC 2,7 3,2 1,7 2,1 2,4 1,4 1,6 1,6 1,6 -0,1 1,1 0,2 1,2 PV 3,6 1,9 1,5 2,3 4,3 4,0 4,0 3,7 2,8 2,0 1,2 2,0 2,6 Fonte: IRI Infoscan Osservatorio Prezzi: Indice Tendenziale 24 Anche soffermando l’analisi sui prodotti di largo consumo confezionato e osservando la variazione dei prezzi a parità assortimentale, si nota un’accelerazione a gennaio (+1,1%), seppur più morigerata rispetto a quanto rilevato precedentemente. Dopo una fase di decelerazione che sostanzialmente è andata avanti per più di un semestre, il trend inflazionistico riprende un ritmo più sostenuto riportandosi sul punto percentuale. Ad ogni modo il livello resta al di sotto della media dell’anno precedente. PRODOTTI DI LARGO CONSUMO CONFEZIONATO Ipermercati + Supermercati 3,4 3,1 2,6 2,4 2,3 2,1 1,6 1,7 1,5 1,1 0,7 gen-12 Fonte: IRI Infoscan feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 0,8 nov-12 0,7 dic-12 gen-13 Osservatorio Prezzi: Indice Tendenziale La dinamica dei prezzi nei comparti del LCC, messa in luce dall’osservatorio, evidenzia a gennaio un andamento inflazionistico abbastanza allineato tra i diversi formati distributivi. L’impatto più dinamico è rappresentato ancora una volta dalle Superette (+1,4%), che tuttavia mostrano un ennesimo rallentamento rispetto ai mesi precedenti. A queste fanno seguito nell’ordine gli Ipermercati (+1,3%) e i Supermercati (+1,0%). In entrambi i casi il tasso ha ripreso a crescere dopo i livelli degli ultimi mesi rimasti al di sotto del punto percentuale. Il trend dei prezzi a livello di iper e super mostra, invece, un andamento molto disallineato tra i vari comparti del LCC, tra cui alcuni anche in ottica deflazionistica. A far da traino per l’aumento dei prezzi si evidenzia quasi esclusivamente l’Ortofrutta (+6,0%). A questa fanno seguito nell’ordine le Bevande (+2,6%) e la Drogheria Alimentare (+1,7%). Si conferma, al contrario, il trend deflazionistico dei prodotti per la Cura della persona (-0,9%) e della casa (-1,2%). Tutte le altre categorie di prodotti si attestano su variazioni molto vicine alla stabilità dei prezzi. VARIAZIONE DEI PREZZI DI VENDITA Ipermercati + Supermercati LCC – Comparti (Gennaio 2013 vs Gennaio 2012) Fresco +0,4% Ortofrutta +6,0% Drogheria alimentare +1,7% Freddo -0,3% Bevande +2,6% Petfood + Petcare +0,0% Cura casa -1,2% Cura persona -0,9% Fonte: IRI Infoscan Osservatorio Prezzi: Indice Tendenziale 25 Continuando l’analisi sui prodotti di largo consumo confezionato, nel mese di gennaio l’incremento dei prezzi nelle aziende associate a Federdistribuzione (+0,7%) si mostra ancora una volta più lento rispetto a quello riscontrato dal totale Mercato della Distribuzione Moderna (+1,1%). A questo andamento, si è giunti grazie ad una situazione di lieve accelerazione dell’impatto inflazionistico delle diverse componenti aziendali rispetto ai risultati dell’ultimo trimestre. Di conseguenza il gap tra i due gruppi risulta pressoché inalterato. Anche nello stesso periodo del 2012 la situazione era molto allineata tra i due gruppi di imprese, ma il processo inflazionistico era molto più impattante in termini di dinamica (intorno al 3,0%). PRODOTTI DI LARGO CONSUMO CONFEZIONATO Federdistribuzione IS vs Ipermercati + Supermercati 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0,0 gen-12 feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 nov-12 dic-12 gen-13 Totale Italia IS 3,1 3,4 2,4 2,3 2,6 2,1 1,6 1,7 1,5 0,7 0,8 0,7 1,1 Federdistribuzione Italia IS 2,9 3,0 2,3 1,9 2,3 1,5 1,0 1,2 0,9 0,4 0,3 0,4 0,7 Fonte: IRI Infoscan Osservatorio Prezzi: Indice Tendenziale 26 LE PROMOZIONI La pressione promozionale complessiva nel mese di gennaio 2013, nell’ambito dei punti vendita della GDO (iper + super), è ancora una volta più alta (+1,7%) rispetto a quanto registrato nello stesso periodo dell’anno prima: 29,6% contro il 27,9% del corrispondente mese del 2012. Questo dato accelera leggermente il trend di crescita del mese precedente. La variazione dell’incidenza promozionale, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, si caratterizza per singoli formati distributivi, con una tendenza in crescita ma di intensità differente: nei super (28,2%) sale dell’1,9%, mentre negli iper (33,8%), che presentano l’incidenza più elevata, cresce dell’1,3%. Pertanto nonostante il medesimo segnale di crescita, si accorcia il divario tra le due formule distributive nell’arco dell’anno, portandosi dal 6,2% al 5,6% a favore del format di maggiori dimensioni. Questi dati mostrano come la DM stia continuando a premere sulla leva promozionale per far fronte al pesante calo dei consumi di questo periodo storico. EVOLUZIONE DELLA LEVA PROMOZIONALE (IPER + SUPER) Totale Grocery – Incidenza % e variazione punti vs anno precedente 32 3 2,5 31 2 30 1,5 29 1 28 0,5 27 26 0 gen-12 feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 nov-12 dic-12 gen-13 Intensità Promo 27,9 29,5 30 29,7 30,2 30,4 29,8 28,1 30,9 31,5 29,6 30,7 29,6 Var vs Anno Prec. 0,6 -0,2 1 0,4 0,7 1,4 1,7 1,4 1 2,7 1,9 1,4 1,7 -0,5 Fonte: Nielsen Trade*Mis – Iper + Super PRESSIONE PROMOZIONALE - Totale Grocery 2011-2012 Nov Dic Set Ott Iper > 4.500 mq. 34,8 33,4 30,7 Super 400 – 4.499 mq. 28,2 29,9 26,7 2012-2013 Nov Dic Gen Set Ott Gen 32,2 32,5 35,6 36,4 33,5 34,1 33,8 28,2 26,3 29,3 27,3 28,4 29,5 28,2 Fonte: Nielsen Trade*Mis 27 Le promozioni di prezzo, che sono più direttamente attribuibili alla Distribuzione, sempre a livello di iper e super, si attestano al 21,9%, con un aumento dell’1,4% rispetto allo stesso mese del 2012. Considerando tutto l’arco dell’anno scorso, l’intensità media si è attestata al 22,0%, e pertanto perfettamente in linea con il dato di inizio anno nuovo. In generale, i dati consuntivati negli ultimi mesi mostrano come l’intervento sui prezzi risulti sempre più determinante nelle scelte di marketing delle insegne della Moderna Distribuzione, in un contesto economico particolarmente difficile come quello attuale. Questa leva appare l’unica attualmente in grado di spingere il sell out, per quanto possibile, e di permettere di concorrere con il format dei discount, unico ad evidenziare una dinamica positiva. Il peso delle promozioni di prezzo nell’ambito del grocery è pari al 75,1% del totale (in cui sono comprese anche le operazioni legate alla leva della comunicazione in punto vendita), con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al gennaio scorso. EVOLUZIONE DELLA LEVA PROMOZIONALE DI PREZZO (IPER + SUPER) Totale Grocery – Incidenza % e variazione punti vs anno precedente 24 3 2,5 23 2 22 1,5 21 1 20 0,5 19 18 0 gen-12 feb-12 mar-12 apr-12 mag-12 giu-12 Intensità Promo Price 20,5 22,2 22,6 22,2 22,4 Var vs Anno Prec 0,4 -0,2 0,8 0,4 0,5 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 nov-12 dic-12 gen-13 22,3 21,8 20,2 22,6 23,5 21,9 22,6 21,9 1,1 1,5 1,2 0,6 2,6 1,9 1,3 1,4 -0,5 Fonte: Nielsen Trade*Mis – Iper + Super 28 LE MARCHE PRIVATE L’inizio del nuovo anno parte con la stessa enfasi di quello appena terminato: anche a gennaio 2013 la Marca Privata accresce il proprio peso sul complesso delle vendite della GDO, mostrando un’incidenza del 18,2% contro il 17,2% dello stesso periodo del 2012. L’ascesa della Marca Privata si ripercuote in maniera negativa quasi esclusivamente sul trend del peso delle Marche Leader (-1,1%), che passano dal 27,1% al 26,0% del fatturato grocery complessivo. Nel primo mese dell’anno, infatti, il trend delle Marche Follower (-0,2%) si mostra quasi stazionario passando dal 24,9% al 24,7%, mentre quello delle Altre Marche (+0,3%) si evidenzia addirittura al rialzo (dal 30,8% al 31,1%), rendendo ancora più problematica la situazione delle principali aziende. La crescita della quota di mercato è testimoniata in maniera evidente dall’andamento delle vendite dei prodotti Grocery a Marca Privata (+3,6% rispetto a gennaio 2012) che prosegue con un ritmo positivo seppure meno intenso degli ultimi mesi dell’anno precedente. Occorre, comunque, sottolineare che già lo scorso anno i risultati erano brillanti e si è ancora in una situazione di grossa difficoltà per i consumi in generale, pertanto reggere un trend positivo in questo contesto appare sempre più impegnativo. Se si osservano tutti i dati riscontrati nel corso del 2012 e questo inizio anno, si conferma come le private lable abbiano assunto progressivamente un ruolo più determinante all’interno dell’offerta, soprattutto in un periodo in cui l’andamento dei consumi non è particolarmente dinamico. La motivazione di questo trend non va ricercata soltanto nella necessità di spostare gli acquisti verso prodotti con un pricing più competitivo, ma anche nell’acquisita consapevolezza dei consumatori di trovare in questi prodotti la qualità necessaria a soddisfare le proprie esigenze, gestendo il proprio portafoglio in maniera intelligente (low cost inteso come buon rapporto qualità/prezzo). ANDAMENTO DELLE VENDITE PER TIPOLOGIA DI MARCA Totale Grocery – Incidenza % a valore 17,2 18,2 17,2 18,2 27,1 26 24,9 24,7 30,8 31,1 Private 27,1 26 Leader 24,9 24,7 30,7 31,1 Progressivo GEN 2012 Progressivo GEN 2013 Follower Altre Marche Fonte: Nielsen Trade*Mis – Iper + Super + Libero Servizio Mese GEN 2012 Mese GEN 2013 Follower: da 2° a 4° marca 29 ANDAMENTO DELLE MARCHE PRIVATE Totale Grocery – Incidenza % a valore e trend 19,0 9,0 8,0 18,5 7,0 18,0 6,0 17,5 5,0 17,0 4,0 3,0 16,5 2,0 16,0 1,0 15,5 apr-12 mag-12 giu-12 lug-12 ago-12 set-12 ott-12 nov-12 dic-12 gen-13 Progr. 2013 17,6 17 18,4 17,4 17,3 17,2 17,6 18,7 18,1 16,8 18,2 18,2 8,2 5,3 6,4 7,2 7,4 6,2 2,4 8,2 1,8 8,3 3,6 3,6 gen-12 feb-12 mar-12 Quota PL 17,2 17,5 Var % 5,4 4,9 0,0 Fonte: Nielsen Trade*Mis – Iper + Super + Libero Servizio 30 MERCATI NON FOOD Nel 4° trimestre 2012 il mercato complessivo del Tessile – Abbigliamento presenta valori (-5,5%) e volumi (-3,5%) in flessione rispetto allo stesso periodo del 2011, con una dinamica molto simile a quella evidenziata nel trimestre precedente per quanto riguarda entrambe le componenti. Questi risultati mostrano in generale una prosecuzione dell’andamento deflazionistico dei prezzi, che ha accentuato la flessione dei fatturati aziendali. Pertanto, dopo la quasi stazionarietà media del secondo trimestre, questo dato evidenzia ancora una volta il tentativo della distribuzione di far fronte al calo dei consumi attraverso l’uso della leva promozionale, che in realtà poco aveva funzionato all’inizio del 2012. La media complessiva dell’ultimo trimestre dell’anno nasce da situazioni interne convergenti e con intensità non molto diverse. I trend più negativi si registrano nell’ambito dell’abbigliamento esterno uomo (-4,7% in volumi e -6,8% in valori) e nel segmento delle calzature (-4,0% in volumi e -5,6% in valori). Nell’ambito di questo scenario pessimistico, è difficile trovare situazioni contrastanti. Tra tutti i segmenti, i capi per l’infanzia subiscono complessivamente la flessione meno impattante (-2,5% in volumi, -3,5% in valori). Il calo dei prezzi concerne in maniera particolare il tessile casa, dove il minore calo dei volumi (-1,5%) del comparto, si associa ad un notevole impatto negativo sul fatturato (-5,1%). Se si osservano i dati di montante, si riscontra sia per il mercato totale (-4,4% a volumi e -5,4% a valori), sia per i singoli segmenti, una dinamica molto allineata rispetto a quella presentata nel quarto trimestre, sintomo di un lieve rallentamento della flessione avvenuto nel corso dell’anno. L’unico caso che manifesta una situazione molto più impattante rispetto ai risultati del trimestre è quello del tessile casa, dove il fatturato si evidenzia del 14,8% più basso rispetto a quello del 2011. In generale, quindi, il settore ha delineato una situazione di enorme difficoltà per tutti i segmenti, come riscontrato nelle altre categorie del mondo non food. TREND CONSUMI NON FOOD – TESSILE ABBIGLIAMENTO Var % tendenziale – Totale Mercato OTT-DIC 2012 MONTANTE 2012 -3,5 TOTALE -4,4 -5,4 -5,5 Donna -4,2 -5,4 -5,3 Uomo -5,0 -5,6 -3,0 -4,7 -6,8 -2,5 -3,5 -3,3 -3,6 Infanzia -4,3 -4,6 -3,8 -5,2 Accessori -4,6 -4,4 -3,1 -4,8 Calzature -3,8 -4,5 Intimi Casa -4,0 -5,6 -1,5 -6,4 -5,1 -14,8 -20,0 -15,0 -10,0 -5,0 Volumi 0,0 Valori 5,0 -20,0 -15,0 -10,0 -5,0 Volumi 0,0 5,0 Valori Fonte: Sita Ricerca – Rilevazione trimestrale 31 La Distribuzione Moderna (Ipermercati e Supermercati, Grandi Magazzini, Catene di Abbigliamento) presenta nel 4° trimestre 2012 un quadro più stazionario rispetto al totale mercato del tessile, almeno per quanto riguarda i volumi (+0,0%). Si riducono, invece, i valori (-1,6%) rispetto allo stesso periodo del 2011, ma in maniera meno impattante rispetto al totale mercato. Questo percorso è determinato dal trend deflazionistico (-1,6%), legato alla forte pressione competitiva che porta soprattutto le catene di punti vendita specializzati ad agire pesantemente sulla leva del prezzo e delle promozioni. Leva che ha consentito almeno in termini economici di ridurre le difficoltà legate al crollo generale dei consumi. Oltre alle differenti intensità di variazione, i risultati si mostrano divergenti a seconda dei segmenti di mercato. In particolare l’abbigliamento esterno si mostra molto in linea con i risultati del 2011, sia in termini di volumi sia in termini di vendite a valore: -0,1% e -0,7% per la donna, +0,3% e -0,3% per l’uomo. Con segno positivo si consuntiva il risultato delle vendite in quantità di tessile casa (+4,7%), infanzia (+3,1%) e calzature (+2,3%). Al contrario si riducono i volumi di vendita per l’intimo (-2,4%) e crolla del tutto il segmento degli accessori (-12,4% in quantità e -9,1% in fatturati). Molti aspetti riscontrati nel trimestre si rispecchiano anche nel montante definitivo dell’anno che, tuttavia, mostra come nella prima parte del 2012 la situazione sia stata molto negativa. La flessione dell’anno, nei canali della DM, è più marcata per quanto riguarda i valori (-3,4%), mentre si mostrano con segno meno anche i volumi veicolati (-1,2%). Quasi tutti i segmenti sono in calo per entrambe le componenti, in particolar modo gli accessori e il tessile casa, mentre si riscontra un unico valore con segno positivo riguardante i volumi di vendita, ossia abbigliamento donna con +0,9%. Nel complesso, pertanto, il 2012 evidenzia una flessione notevole, rispetto all’anno precedente, sia per i canali di vendita tradizionali, sia per quelli moderni, anche se in quest’ultimo caso la flessione è meno accentuata soprattutto in termini di volumi, grazie alla maggiore competizione di prezzo. Tuttavia occorre sottolineare che nell’ambito della DM sono i Grandi Magazzini e gli Ipermercati a soffrire maggiormente gli effetti della crisi dei consumi e la competitività dei canali specializzati, tra cui le catene di abbigliamento che, grazie alla formula del franchising, coprono sempre più il territorio con store medio-piccoli, posizionati in centri urbani, centri commerciali e Factory Outlet Center. TREND CONSUMI NON FOOD – TESSILE ABBIGLIAMENTO Var % tendenziale – Ipermercati, Grandi magazzini, Catene specializzate OTT-DIC 2012 MONTANTE 2012 0,0 -1,6 -1,2 TOTALE -3,4 -0,1 -0,7 0,9 Donna -1,5 0,3 -0,5 -1,3 Uomo -0,3 3,1 -3,6 -4,5 Infanzia 0,5 -2,4 -3,7 0,0 Intimi -2,3 Accessori -12,4 -11,9 -12,2 -9,1 Calzature 2,3 -0,4 0,0 -3,5 Casa 4,7 -2,6 0,1 -11,2 -20,0 -15,0 -10,0 -5,0 Volumi 0,0 Valori 5,0 -20,0 -15,0 -10,0 -5,0 Volumi 0,0 5,0 Valori Fonte: Sita Ricerca – Rilevazione trimestrale 32 Nel 6° bimestre del 2012 prosegue con elevata intensità la tendenza negativa dei mercati degli Elettrodomestici, che crollano rispetto al bimestre corrispondente del 2011, sia in termini reali (21,3%) sia a valore (-17,9%). I prezzi, invece, mostrano mediamente un andamento inflazionistico, seppur con situazioni differenziate a seconda dei singoli ambiti merceologici. Nessun segmento specifico si mostra completamente in linea con il comparto. Il calo principale riguarda gli elettrodomestici bruni (-35,4% a volumi e -27,8% a valori), che pagano pesantemente le elevate quantità veicolate nei bimestri centrali dell’anno grazie all’indotto delle Olimpiadi di Londra e degli Europei di calcio (soprattutto TV LED e 3D). In flessione si mostrano anche i bianchi (-5,9% a volumi e 6,8% a valori), seppur con un trend meno preoccupante rispetto al segmento dei bruni, e con un andamento dei prezzi inverso rispetto alla media del comparto. Dopo qualche bimestre di pausa, riprende anche il calo dei piccoli elettrodomestici, sia in termini di volumi (-12,9%) sia in termini di fatturato (-7,9%). Ancora una volta in netta ascesa e in controtendenza col comparto degli elettrodomestici si evidenzia il mercato dell’home comfort (+8,8% a volumi e +8,7% in valori), che ha percorso un periodo di crescita tendenziale sia nel periodo estivo che in quello invernale. I risultati generati nel bimestre hanno nettamente peggiorato la media dell’anno, come confermano i dati del montante dei primi dieci mesi: -8,1% in volumi e -9,7% a valore. Questi trend mostrano un calo medio dei prezzi di circa 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche in questo caso i segmenti di mercato presentano situazioni singolari. La flessione principale concerne i bruni (-11,1% i valori e -15,2% i volumi), che hanno avuto un anno molto particolare, concentrando le vendite nei bimestri centrali e crollando del tutto nel resto dell’anno. Lo scenario annuale si evidenzia negativo per tutti i segmenti considerati, tranne che per quello dell’home comfort, in cui il trend appare molto positivo, per entrambe le componenti, e addirittura superiore a quello registrato nell’ultimo bimestre. TREND CONSUMI NON FOOD – ELETTRODOMESTICI Var % tendenziale – Totale Mercato NOV-DIC 2012 MONTANTE 2012 (GEN-DIC) ELETTR. BIANCHI ELETTR. BRUNI -21,3 -17,9 -8,1 -9,7 TOTALE -5,9 -6,8 -5,2 -6,3 -35,4 -11,1 -27,8 -15,2 -12,9 -7,4 ELETTR. PICCOLI -7,9 -4,1 -20 8,8 8,7 12,4 10,5 CONDIZIONAM. -15 -10 -5 0 Volumi 5 10 Valori 15 20 -40 -35 -30 -25 -20 -15 -10 -5 Volumi 0 5 10 15 Valori Fonte: GFK – Rilevazione bimestrale 33 Facendo riferimento alle vendite di Elettrodomestici della Distribuzione Moderna, nel 6° bimestre del 2012 (reali -20,9%, valori -18,0%) si osservano complessivamente risultati molto negativi rispetto allo stesso periodo del 2011, con intensità molto allineate rispetto al totale mercato. La duplice flessione mostra, anche per questi canali di vendita, un andamento mediamente inflazionistico dei prezzi (circa 3 punti percentuali) per il comparto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Situazione che, tuttavia, appare molto differenziata a seconda dei segmenti di riferimento. Tra i settori, sempre nel confronto col totale mercato, non emergono grandi differenze in termini di trend e di intensità, manifestando un quadro molto simile a quello complessivo. Anche i risultati del montante dell’anno mostrano una situazione molto allineata con il mercato totale in termini di trend, pur se l’intensità della flessione risulta meno marcata. In particolare i volumi si riducono del 7,0% e i valori dell’8,3% (circa 1,5 punti percentuali in meno rispetto al mercato complessivo). Nel complesso i prezzi sono in calo di circa un punto percentuale. Tutti i segmenti mostrano un andamento negativo ma meno impattante rispetto ai canali tradizionali e all’ultimo bimestre del moderno, con particolare enfasi per il fatturato degli elettrodomestici bruni (-14,4%), per cui l’andamento deflazionistico dei prezzi interviene pesantemente sui consuntivi dell’anno. Anche nei canali moderni emergono, come eccezione, i risultati positivi dei supporti di condizionamento. Complessivamente, osservando le intensità dei trend, si riscontra che la DM non ha registrato eccessive migliorie rispetto al resto del mercato, a differenza della prima parte dell’anno. Questo aspetto conferma quanto le difficoltà macroeconomiche stiano influenzando in generale i consumi di queste categorie, su cui la competitività di prezzo pone parecchie difficoltà nel sostenere gli obiettivi economici degli operatori. TREND CONSUMI NON FOOD – ELETTRODOMESTICI Var % tendenziale – Ipermercati, Grandi specialisti, Gruppi di acquisto NOV-DIC 2012 MONTANTE 2012 (GEN-DIC) ELETTR. BIANCHI ELETTR. BRUNI -20,9 -18,0 -7,0 -8,3 TOTALE -4,6 -6,6 -2,1 -2,5 -35,7 -10,8 -14,4 -27,5 -11,5 -5,8 ELETTR. PICCOLI -6,1 -1,9 -20 10,6 11,2 14,5 13,2 CONDIZIONAM. -15 -10 -5 0 Volumi 5 10 Valori 15 20 -45 -40 -35 -30 -25 -20 -15 -10 -5 Volumi 0 5 10 15 20 Valori Fonte: GFK – Rilevazione bimestrale 34 Nel comparto Informazione sono stati riuniti vari settori di consumo che hanno in comune l’applicazione delle moderne tecnologie elettroniche ai prodotti finali, cioè: Computer e Accessori, Telefonia, Foto e Supporti per archiviazione dati, video e suono. Negli anni recenti l’innovazione tecnologica ha dato un’impronta particolare a questi settori, producendo notevoli cambiamenti dovuti all’obsolescenza rapida di alcuni strumenti (basti pensare, per l’archiviazione audio, al passaggio tra musicassette, cd e supporti digitali). A differenza delle due precedenti rilevazioni, la tendenza complessiva del comparto informazione nel 6° bimestre 2012 è negativa sia per le quantità veicolate (-12,6%), sia per i fatturati (-0,1%), anche se in quest’ultimo caso si può parlare di stazionarietà rispetto al 2011. Tuttavia si evidenzia ancora una notevole dinamica inflazionista (circa 12 punti percentuali). Questo dato dimostra in maniera palese quanto sia fondamentale l’aumento generale dei prezzi, legato in alcuni segmenti alla spinta dell’innovazione tecnologica di alcuni prodotti (smartphone e tablet su tutti), per poter risollevare i risultati economici di un mercato messo a dura prova dalle difficoltà economiche del Paese. La sintesi del bimestre è il risultato di un andamento differente dei vari segmenti. Ancora una volta il risultato migliore è quello della telefonia, seppur con minore intensità rispetto ai bimestri precedenti, dove il fatturato aumenta dell’8,1% grazie ai prodotti di nuova generazione (incremento dell’1,0% anche dei volumi acquistati) in grado di accelerare il processo di sostituzione dei vecchi cellulari con i moderni smartphone a prezzi medi molto più alti. Cala, invece, il mercato dell’informatica sia in termini di quantità veicolate (-1,3%), sia in termini di fatturati (-2,9%), che aveva retto alle difficoltà macroeconomiche fino al periodo precedente. La palma delle situazioni peggiori viene condivisa dagli altri due segmenti, dove i risultati sono da crollo: foto (-31,8% in volumi e -22,0% in valori) e supporti per lo storage (-30,3% e -23,7%). Il progressivo sviluppo del digitale e l’utilizzo di prodotti integrati (computer e telefoni di nuova generazione) continua a determinare la crisi di due segmenti che hanno notevolmente modificato i propri prodotti nell’arco di pochi anni (soprattutto il secondo). Il montante dell’anno rispecchia sostanzialmente l’andamento del 6° bimestre, per quanto riguarda il trend dei volumi (-12,8%), mentre i valori (+4,0%) reggono alle difficoltà di fine anno. Questo aspetto è evidente se si analizzano i risultati dei singoli settori, dove le intensità degli andamenti sono meno impattanti. Pertanto l’ultimo bimestre si è rivelato particolarmente difficile per le tasche degli italiani. TREND CONSUMI NON FOOD – INFORMAZIONE Var % tendenziale – Totale Mercato NOV-DIC 2012 MONTANTE 2012 (GEN-DIC) -12,6 -12,8 TOTALE -0,1 4,0 COMPUTER -1,3 -2,9 -4,9 -3,0 1,0 0,9 TELEFONIA 8,1 17,9 -31,8 -23,3 FOTO -22,0 -16,0 SUPPORTI -30,3 -26,3 -20,8 -23,7 -40 -35 -30 -25 -20 -15 -10 -5 Volumi 0 5 Valori 10 15 20 -40 -35 -30 -25 -20 -15 -10 -5 Volumi 0 5 10 15 20 Valori Fonte: GFK – Rilevazione bimestrale 35 Relativamente alle vendite del comparto Informazione della Distribuzione Moderna, nel 6° bimestre (reali -15,3%, valori -3,8%) si osservano trend in linea con il totale mercato per quanto concerne il calo dei volumi veicolati, mentre i fatturati si riducono a causa di un processo inflazionistico meno impattante, dovuto alle politiche di contenimento dei prezzi adottate sia dalle Grandi Superfici Specializzate sia dagli Ipermercati. In termini di segmenti, un dato da sottolineare è la crescita, seppur non rilevante, del fatturato della telefonia (+2,8%) rispetto al 2011, grazie quasi esclusivamente ad una buona dinamica delle quantità veicolate (+3,3%). Il risultato è importante per questo segmento, in cui durante quasi tutto il 2012 i prodotti di nuova generazione (smartphone), che trainano il mercato in questo contesto macroeconomico negativo, sono stati veicolati principalmente dai negozi specializzati delle aziende di telefonia (H3G, Vodafone, Tim e Wind), grazie soprattutto all’offerta di pacchetti che comprendono gli abbonamenti per chiamate, messaggi e navigazione. Negli altri tre segmenti appare molto chiaro il concetto generale: le quantità acquistate dai consumatori si riducono come per gli altri canali, mentre i fatturati, salvo qualche eccezione, subiscono un impatto più deciso, per il tentativo di puntare sulle attività promozionali che da una parte rendono la Distribuzione Moderna più competitiva, ma dall’altra incidono negativamente sui risultati economici finali. Anche il risultato dell’anno evidenzia gli aspetti espressi per il 6° bimestre, sia per quanto concerne le quantità veicolate che si riducono pesantemente (-14,2%), sia per i fatturati che mostrano una flessione del 2,2%, sintomo di un’evoluzione dei prezzi medi che pur essendo al rialzo non è riuscita ad invertire la tendenza negativa delle vendite a valore. Questa dinamica è determinata dal tentativo dei canali moderni di puntare sulla leva promozionale per mostrarsi più competitivi dei canali tradizionali concorrenti. Lo scenario è pertanto chiaro: nel complesso il mercato è in grossa difficoltà per la crisi economica ancora in atto e l’unica leva per uscirne, almeno in parte, sembra essere quella dell’innovazione (come dimostrato dalla telefonia). La leva promozionale al momento pare non portare molti risultati positivi, visto quanto impatta in termini di quantità veicolate (poco) e soprattutto in termini di fatturato (tanto). . TREND CONSUMI NON FOOD – INFORMAZIONE Var % tendenziale – Ipermercati, Grandi specialisti, Gruppi di acquisto NOV-DIC 2012 MONTANTE 2012 (GEN-DIC) -15,3 -14,2 TOTALE -3,8 -2,2 COMPUTER -5,4 -3,8 -5,8 -6,5 3,3 2,8 4,6 TELEFONIA 10,5 -32,5 -22,9 -19,2 FOTO SUPPORTI -24,4 -31,6 -27,1 -24,6 -18,9 -35 -30 -25 -20 -15 -10 -5 Volumi 0 5 Valori 10 15 -35 -30 -25 -20 -15 -10 -5 Volumi 0 5 10 15 Valori Fonte: GFK – Rilevazione bimestrale 36 L’indice del Valore delle Vendite del Commercio Fisso al Dettaglio, calcolato mensilmente dall’Istat, fornisce un’indicazione dell’andamento dei mercati per i comparti merceologici non rilevati da panel. Il trend può scostarsi dal totale dei consumi famigliari anche perché non sono considerati alcuni canali alternativi come: ambulanti, vendite porta a porta, vendite a distanza, vending machine, internet, vendite dirette del produttore e del grossista. Anche i risultati del mese di dicembre mostrano un andamento molto negativo per tutti i settori, a conferma di quanto accaduto negli ultimi mesi, dopo un primo semestre contrassegnato da situazioni abbastanza variegate. Rispetto ai trend di novembre si evidenzia oltretutto il peggioramento in termini di intensità per tutti i segmenti considerati. In particolare, il settore che subisce il calo delle vendite a valore più marcato in termini tendenziali è quello delle Cartolerie e Giornali (-6,3%). A questo fanno seguito nell’ordine i segmenti delle Gioiellerie e Orologerie (-4,9%), dei Mobili e Arredo (-4,8%) e dei Giocattoli e Sport (-4,5%) che si mostrano molto allineati. Per questo ultimo mese la flessione meno impattante è quella registrata dalla Profumeria, che rispetto allo stesso periodo del 2011 mostra una flessione delle vendite a valore del 3,2%. I risultati di questi comparti relativi soprattutto all’ultimo quadrimestre cancellano, pertanto, i tentativi di ripresa manifestati nella prima parte dell’anno. Le previsioni economiche pessimistiche e le pesanti manovre di Governo dirette a sanare i conti pubblici, con incremento delle tassazioni (minori disponibilità finanziarie per acquisti non di prima necessità), hanno inciso in maniera significativa sull’evoluzione di questi mercati. Occorre inoltre ricordare che come tutto il 2011, anche nel corso del 2012 le vendite a valore hanno risentito del pesante utilizzo da parte della distribuzione moderna (specializzata e non) della leva promozionale per mantenere competitività sul mercato. Nonostante questi tentativi, tuttavia, il beneficio riscontrato sui volumi veicolati rimane sempre più marginale e difficilmente l’inizio del 2013 riuscirà a mostrare una ripresa. TREND CONSUMI NON FOOD – ALTRI COMPARTI Var % tendenziale – Valori a prezzi correnti 1 Dicembre 2012 0 -1 -2 -3 -3,2 -4 -5 -4,3 -3,9 -4,5 -4,8 -4,9 -6 -6,3 -7 Mobili e Arredo Casalinghi Utensileria e Ferramenta Profumerie Cartolerie e Giornali Giocattoli e Sport Gioiellerie e Orologerie Fonte: Istat – Indice mensile delle vendite del commercio fisso al dettaglio 37 APPENDICE Dettagli del trend per: 1. Comparto a tot. fatturato 2. Area e Categoria merceologica nel Grocery 3. Area e Comparto Non Food 38 1. Comparto a tot. fatturato INCIDENZA E TREND PER COMPARTO – TOP FIVE DEL MESE Variazioni a valore vs anno precedente a rete corrente Mese - Gennaio 2013 Progr. Gennaio 2013 VINI 11,7 CARNE 11,3 FRUTTA E VERDURA 8,8 FRUTTA E VERDURA PV 8,4 UOVA 7,9 VINI 11,7 CARNE 11,3 FRUTTA E VERDURA 8,8 FRUTTA E VERDURA PV 8,4 7,9 UOVA Fonte: Nielsen Trade*Mis Totale Negozio Iper + Super (Comparti con incidenza sul fatturato >= 0,5%) INCIDENZA E TREND PER COMPARTO – BOTTOM FIVE DEL MESE Variazioni a valore vs anno precedente a rete corrente Mese - Gennaio 2013 Progr. Gennaio 2013 CARNE E PESCE PV ABBIGLIAMENTO CASALINGHI PUERICULTURA ELETTR.BRUNI CARNE E PESCE -11,5 PV -10,8 ABBIGLIAMENTO -10,4 -10,3 -10,0 CASALINGHI PUERICULTURA ELETTR.BRUNI -11,5 -10,8 -10,4 -10,3 -10 Fonte: Nielsen Trade*Mis Totale Negozio Iper + Super (Comparti con incidenza sul fatturato >= 0,5%) 39 2. Area e Categoria merceologica nel Grocery INCIDENZA E TREND DELLE AREE MERCEOLOGICHE – TOTALE GROCERY Variazione % a rete corrente – Valori e Volumi * vs anno precedente Var a Valore Progr. Gennaio 2013 -2,1 -2,7 GROCERY BEVANDE FOOD CONFEZIONATO 1,7 -5,9 -2,1 -2,7 BEVANDE -4,2 -3,4 CURA DELLA CASA -4,3 CURA DELLA PERSONA -4,1 FOOD CONFEZIONATO -2,5 Var a Valore Var Volumi * M ese - Gennaio 2013 GROCERY -1,5 CURA DELLA CASA CURA DELLA PERSONA Var Volumi * 1,7 -1,5 -4,2 -3,4 -5,9 -4,3 -4,1 -2,5 FREDDO -1,3 -0,7 FREDDO -1,3 -0,7 FRESCO -0,6 -1,4 FRESCO -0,6 -1,4 PETS -0,1 1,5 Fonte: Nielsen Trade*Mis – Iper + Super + Libero Servizio PETS -0,1 1,5 * Trend Vendite a Prezzi Costanti 40 INCIDENZA E TREND PER CATEGORIA – TOP TEN DEL MESE Variazione % a rete corrente – Valori vs anno precedente Mese - Gennaio 2013 Progr. Gennaio 2013 48,2 Spumanti Verdura Fresca Confezionata Pi 12,5 Elaborati Avicunicoli Crudi PI 11,9 11,5 Salmone A ffumicato 11,5 Frutta Fresca Conf ezionata Pi Surgelati Pesce al Naturale Mollame Elaborati A vicunico li Crudi P I 11,5 Frutta Secca Pi 12,5 Verdura Fresca Co nfezio nata P i 11,9 Salmone Af fumicato 48,2 Spumanti Frutta Secca P i 11,5 Frutta Fresca Co nfezio nata P i 10,6 8,0 10,6 Surgelati P esce al Naturale M ollame 8 Salse da Contorno 7,3 Salse da Co nto rno 7,3 Miele 7,2 M iele 7,2 Uova 6,9 Uo va 6,9 Fonte: Nielsen Trade*Mis – Iper + Super + Libero Servizio (Categorie con incidenza sul Grocery >= 0,2%) INCIDENZA E TREND PER CATEGORIA – BOTTOM TEN DEL MESE Variazione % a rete corrente – Valori vs anno precedente Progr. Gennaio 2013 Probiotici Latte Fresco Aromatizzato Gomme da Masticare Detersivi Indumenti Fini Olio di Oliva Vergine ed Extravergine -20,1 M ese - Gennaio 2013 P ro bio t ic i -15,5 Lat t e F re s c o A ro mat izza t o -11,5 -20,1 -15,5 Go m me da M a s t ica re -10,8 D e t e rs iv i Indum e nt i F ini Olio di O liv a Ve rgine ed E xt ra ve rgine -10,6 -11,5 -10,8 -10,6 Merendine Fresche -10,5 M e re ndine F re s c he -10,5 Pannolini -10,5 P anno lini -10,5 Cibi Omogeneizzati -9,5 Cereali Prima Colazione -8,4 Surgelati Pesce al Naturale Filettato -8,3 C ibi Om o ge neizza t i -9,5 C e re ali P rim a C o lazio ne -8,4 Surge lat i P e s c e a l N a t urale F ilet t at o -8,3 Fonte: Nielsen Trade*Mis – Iper + Super + Libero Servizio (Categorie con incidenza sul Grocery >= 0,2%) 3. Area e Comparto Non Food 41 ANALISI AREA – COMPARTO - FAMIGLIA Iper + Super – Periodo: gennaio 2013 INCIDENZA % V. VALORE NON FOOD SU TOTALE NEGOZIO 9,9% VENDITE VALORE NON FOOD 486,1 mln di € INCIDENZA % SU V. VALORE NON FOOD Tessile 26,8% Bazar leggero 42,4% Trend % valore Bazar leggero -6,1% Bazar pesante -6,7% Tessile -6,5% Bazar pesante 30,8% Progressivo Anno Corrente Trend % Peso del V.Valore in Euro Valore comparto 4.903.084.544,0 -0,8 100,0 4.264.141.952,0 0,2 87,0 486.093.288,0 -6,4 9,9 205.948.056,0 -6,1 4,2 GIOCHI E TEMPO LIBERO 35.831.528,0 2,6 0,7 CASALINGHI 55.513.325,0 -10,4 1,1 FAI DA TE 30.997.525,0 -4,1 0,6 LIBRI E GIORNALI 20.002.531,0 -8,4 0,4 GIARDINAGGIO 12.553.308,8 -8,4 0,3 CANCELLERIA 21.568.014,5 -3,9 0,4 VEICOLI A MOTORE 17.412.282,5 -11,2 0,4 SPORT E TEMPO LIBERO TOTALE NEGOZIO FOOD FRESCO E PRODOTTO CONFEZIONATO NON FOOD BAZAR LEGGERO 10.355.482,5 -0,2 0,2 GIOIELLERIA - BIGIOTTERIA 704.187,0 -31,1 0,0 PUERICULTURA ACCESSORI 946.644,3 -6,3 0,0 ASCOLTO E VISIONE 63.221,5 -29,7 0,0 149.730.100,0 -6,7 3,1 ELETTR.BRUNI 55.153.173,0 -10,0 1,1 TELEFONIA 51.518.483,0 0,5 1,1 PICCOLI ELETTRODOMESTICI 16.967.441,5 -10,8 0,3 CASA 13.032.254,3 -8,6 0,3 FOTOGRAFIA E OTTICA 5.440.607,4 -6,0 0,1 ELETTR.BIANCHI 6.243.842,8 -12,1 0,1 ELETTRONICA 916.601,0 -31,9 0,0 UFFICIO-CASA 457.693,5 -0,1 0,0 130.415.138,0 -6,5 2,7 ABBIGLIAMENTO 79.417.491,0 -10,8 1,6 TESSILE CASA 37.048.047,5 3,6 0,8 CALZATURE PELLETTERIA 13.949.599,5 -5,2 0,3 152.849.304,0 -5,8 3,1 BAZAR PESANTE TESSILE ALTRO Fonte: Nielsen 42