DGR n. 635 del 20/06/2016

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DGR n. 635 del 20/06/2016
w:iI
~
REGIONE MARCHE
sedula del
GIUNTA REGIONALE
20/06/20 16
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
deli bera
63 5
ADUNANZA N. __5_9_ _ LEGISLATURA N. __X_ _ _ _
DE/SC/ DPS
O NC
Ogge tt o :
Prot . Segr.
685
Ap provazione. a i fi ni del raggi un gi mento de ll'int esa
co n
la
Preside nza
del
Con siglio de i Ministri
(Dipartime nt o d i Protez i one Civi le) ai sen s i della
Direttiva del Pres id e n te del Consigl io de i Min istri
de l 14 ge nnai o 2014, de l "Progra mm a naz i onal e d i
soccorso pe r il ris c hi o s i smico - Allegato 2 Eleme n ti
del Pia no reg ionale di e merge nza"
Lun ed i
20 giugno 20 16, nella sede della Regi one Marc he, a d Ancon a,
si
è
ri un ita
la Giun ta
regionale.
i n vi a Ge n tile da
Fabri ano.
rego l ar me nt e c o nvocata.
Sono peese nt i:
-
LUCA CERISCIOLI
ANNA CASINI
LOR ETTA BRAVI
MORENO PIERONI
Presid e n te
Vicepresid ente
Asse ss ore
Assessore
Sono as se ntì:
MANUELA BOR A
- FABRI ZIO CESETTI
- ANGELO SCIAPI CHETTI
As ses so re
Assessore
Assessore
Cons ta ta to i l numero l egale per l a valid ità del l ' adunanza, ass ume la
Preside nza il Pres i de nt e della Giu nta r egionale . Lu ca Ce ris c ioli . Assiste
alla seduta il Seg r e tari o de ll a Giunta regi o na l e , Fa bri z io Costa .
Rife r is ce in qualit à di r e l atore i l Pr esi de n te Luca Ceri sciol i.
La deliberazio ne in oggetto è a pprovata al l 'una nimit à de i prese nti.
NOTE DELLA SEGRETERlA DELLA GIUNTA
[nviala per gli adempimen ti di compe te nza
Proposta o ri chiesta di parere trasmessa al Presidente
de l Co nsiglio regiona le il _ __ _ _ _ __
alla snutlllra organizzati va: _ _ _ __ _ __
pro!. n. _ _ __
alla P.O. di spesa: _ _
al Presidente del Co nsiglio regjonale
a lla redaz ione del Bollettin o ufficial e
11_ _ __ _ _ _ _
L'INCARICATO
L'INCARICATO
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
delibera
6 35
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE OGGETTO: Approvazione, ai fini del raggiungimento dell'intesa con la Presidenza del
Consiglio dei Ministri (Dipartimento di Protezione Civile) ai sensi della
Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 2014, del
"Programma nazionale di soccorso per il rischio sismico - Allegato 2
Elementi del Piano regionale di emergenza".
LA GIUNTA REGIONALE
VISTO il documento istruttorio, riportato in calce alla presente deliberazi!=Jne,
predisposto dal Dipartimento per le Politiche Integrate di Sicurezza e per la Protezione
Civile, dal quale si rileva la necessità di adottare il presente atto;
RITENUTO, per i motivi riportati nel predetto documento istruttorio e che vengono
condivisi, di deliberare in merito;
VISTO il parere del Dirigente della posizione di funzione attività tecniche di Protezione
Civile che contiene il parere favorevol e di cui all'art.16, comma 1, lettera d) della legge
regionale 15 ottobre 2001 n° 20 sotto il profilo della legittimità e della regolarità tecnica e
l'attestazione dello stesso che dal presente atto non deriva né può derivare impegno di
spesa a carico della Amministrazione Regionale;
VISTO l'art. 28 dello statuto della Regione;
Con la votazione, resa in forma palese, riportata a pagina 1;
DELIBERA
• di approvare, ai fini del raggiungimento dell' intesa con la Presidenza del Consiglio dei
Ministri (Dipartimento di Protezione Civile) ai sensi della Direttiva del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 2014, il "Programma nazionale di soccorso per il
rischio sismico - Allegato 2 - Elementi del piano regionale di emergenza" di cui all' allegato
A) parte integrante della presen te deliberazione.
IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA
(Ffbrizio Costa)
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REGIONE MARCHE
seduta del
O 61U. 20 6
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delibera
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DOCUMENTO ISTRUTTORIO
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Legge 24 febbraio 1992 nO 225
Decreto Legislativo 31 marzo 1998 nO 112
Legge 9 novembre 2001 n O401
Legge Costituzionale 3/2001
Legge regionale 11 dicembre 2001 nO 32
Direttiva Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2008
Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2008
Delibera di GiW1ta Regionale 24 ottobre 2011 n° 1388
Legge 100 del 12 luglio 2012 art. l bis
Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 2014 relativa al "Programma nazionale
di soccorso per il rischio sismico" (G.U. 79 del 4 aprile 2014)
MOTIVAZIONE
La Legge 24 febbraio 1992 nO 225 (Istituzione del Servizio Nazionale di Protezione Civile) stabilisce
che le Regioni partecipino all' organizzazione ed attuazione delle attività di protezione civile anche
attraverso la predisposizione di programmi regionali di previsione e prevenzione dai rischi in
armonia con le indicazioni dei programmi nazionali.
Con il conferimento di funzioni e compiti dallo Stato alle Regioni (Decreto Legislativo 31 marzo 1998
nO 112) sono state attribuite alle Regioni, tra le altre, le funzioni relative alla predisposizion e dei
programmi di previsione e prevenzione dei rischi, sulla base degli indirizzi nazionali.
Inoltre, la Legge 9 novembre 2001 nO 401 stabilisce che il Presidente del Consiglio dei Ministri
predispone gli indirizzi op~rativi dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, nonché i
programmi nazionali di soccorso e i piani per l'attuazione delle conseguenti misure di emergenza. Con
la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 2014 relativa al "Programma
nazionale di soccorso per il rischio sismico (G.U. 79 del 4 aprile 2014), sono state emanate le disposizioni
per la predisposizione delle pianificazioni di emergenza, con particolare riferimento al contrasto agli
eventi sismici di cui all'art. 2 comma l , lettera c, della citata L.225/92.
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GIUNTA REGIONALE
delibera
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Con la Direttiva della Presidenza del Con sig Lio dei Ministri del 14 gennaio 2014 relativa a l "Prograrruna
nazionale di soccorso per il rischi o sis mico" il Dipartimen to nazionale d ella Protezione civil e d ella
Presid enza del consiglio de i Ministri ha voluto forni re le indicazioni per l'aggiornamento e la verifica
della pi ani fi cazione di emergen za oltre a conferm are i relativi indiri zzi al fine di perseguire l'obiettivo
del coordinamento e de lla direz ione uni ta ria dell' intervento del Sistema na zionale della Ii'rotezione
civile.
In attuazione d ella Direttiva di cui sopra, il presente atto, oltre a illus trare e d escrivere le IprincipaLi
infras trutture della rete reg ionale dei trasporti, di accessibilità e d ei servizi essenziali (con le relative
analisi di vulnerabilità), conferma il modello op erativo di intervento della struttura regionale di
protezione civile in perfetta linea con le ind icazioni fomite negLi anni dal Dipartimento nazionale,
rispecchiando pienamente la Direttiva di cui all'oggetto.
L' attuazione, in sede regionale, oltre a recepire la Direttiva nazionale sudd etta, s i pone come obiettivo
fondam entale quello di perseguire, confermare ed aggio rnare quanto de lineato sinora d all e precedenti
disposizioni in materia d i pianificazione di pro tezione civile della Reg ione Marche. ln particolare,
riprende, avvalora e rafforza quan to d efinito dalla DGR 1388/2011 (recepimento, attu~zione ed
applicazione della Direttiva del Presid ente del Consi glio dei Ministri del 3 dicembre 2068 recante
"indirizzi operativi per la gestione d elle emergenze") attraverso la quale viene illustrato il mod ello
organizza tivo per la gestione delle emergenze ai vari livelli territoriali, con particolare riferimento alle
primiss ime attivazioni, in casi di evento, da pa rte del sistema di pro tezione civile (locale e, qualora
n ecessario e sulla base del principio di sussidiarietà, garantend o il necessario racco rdo op erativo ed il
coordinamento del livello sovracomunale, regionale e nazion ale).
Tutti i soggetti a vario titolo in te ressati, is tituzionalmen te e territorialrnente, le componenti e l~ s truttu.re
facenti parte del Centro operativo regionale d ella pro tezione civ ile (p revisto dalla LR 32/2001 art. lO ed
istituito con Decreto d el Presid ente della Giunta Regionale 105 del 20.05. 2008), da un lato hanno
collaborato alla pred is posizione del presente atto, dall'altro devono concorrere alle attività di protezione
ci vile comprese quelle di gestione delle situazioni emergenziali, ciascuno n el ris petto delle .rispettive
prerogative e come novellato dalle rispettive procedure interne, secondo i principi di leale
collaborazione, sussidiarietà, differenzia zione e ad eguatezza, stabiliti dalla Cos tituzione.
La puntuale attuazione della presente disposizione, da parte dei diversi enti nonché l' integrazione di taLi
disposizioni con qu ell e d elle altre componenti ed istituzione d el Sistema marche di protezione civile,
contribuirà al raggiungimento, s pecialmente in s itua zioni di emergenza, d egli obie ttivi sopra riporta ti
attraverso la definizione delle risp ettive pianifica zioni di emergenza ai diversi livelli di compe tenza
territo ria le ed istituzionale, che costituiscono il presupposto p er assicura re il concorso o perativo in
em ergenza dei soggetti a vario titolo interessati. L' approccio generale deve comunque assicurare la
massima flessibilità - p ertanto capacità di adattamento alle svariate e molteplici esigen ze operative
nonché alla var iabilità dei fattori cond izionanti, anche ove imprevisti, imprevedibili e/o imm.e diati - e
sostenibilità, cioè ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse disponibili, umane e strum entali.
In più, tale delibera zione, definisce gli elem enti d el "Piano regionale di emergenza di p rotezione
civile", cosÌ come richiesto dalla legge 100 d el 12 luglio 2012 (art. 1 bis) che pone in ca po alle Regioni
la formulazione e l' approvazione d el p iano regionale di protezione civile. ln questa stesura, il
REGIONE MARCHE
seduta del
GIUNTA REGIONALE
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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documento definisce anche i criteri e le modalità di intervento da segu ire in caso di emergenza anche
sulla base delle indicazioni operative adottate dal Dipartimento nazionale della protezione civile ed
in perfetta continuità e nel rispetto della filiera di competenze e responsabilità esistenti.
Le presenti disposizioni di attuazione, indirizzo, programmazione e pianificazione, oltre ad essere in
armonia con la pianificazione nazionale e locale di protezione civile con particolare riferimento alla
gestione di situazioni emergenziali, assicurano una regia unitaria anche nei confronti dell'insorgenza
di un pericolo ed un'azione comune e condivisa a tutti i livelli amministrativi competenti.
Occorre precisare peraltro che, l'applicazione, a livello regionale, della sudde tta direttiva nazionale,
non comporta alcuna modifica aI modello di intervento della str uttura regionale di Protezione Civile,
così come definito dal.la LR 32/2001.
Le presenti disposizioni operative, recepiscono integralmente le disposizioni contenute nella
Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 2014 relativa al "Programma
nazionale di SOCCOrso per il rischio sismico (G.u. 79 del 4 aprile 2014), con particolare riferimento
all' allegato 2 precisando che l'allega to 1, è stato recepito con la DGR 233/2015.
Il documento è frutto di una sinergia tra i diversi Servizi della Regione Marche nonché degli enti,
strutture ed uffici del sistema regionale di protezione civile ed è solo grazie alla costruttiva, proficua e
consueta disponibilità e collaborazione di ciascuno che è stato reso possibile.
Al fine di assicurare il concorso e l'impiego razionale e coordinato delle risorse, è indispensabile che
le componenti e le strutture operative del Sistema Marche di protezione civile garan tiscano
l' immediato, continuo e reciproco scambio delle informazioni avviando, in particolare, un rapido
flusso comunicativo con la Protezione civile regionale attraverso la sala operativa - SOUP - che come
noto è operativa 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, non limitando, pertanto, le segnalazioni
esclusivamente alle proprie strutture di riferimento (fermo restando il sistema di comando e controllo
di ciascuna delle componenti e strutture sopra richiamate).
E' opportuno precisare che da detto provvedimento non deriva, ne può derivare, impegno di spesa a
carico della Regione.
ESITO DELL'ISTRUTTORIA
Tenuto conto di quanto sopra riportato, si propone l'adozione della presente deliberazione.
Il responsabile del procedimento
REGIONE MARCHE
seduta del
2 O 61U. 40 6
GIUNTA REGIONALE
I pa 9 I
6
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
PROPOSTA E PARERE DEL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE INTEGRATE
DI SICUREZZA E PER LA PROTEZIONE CIVILE
Il sottoscritto, considerata la motiva zione espressa nell'atto, esprime parere favorevole sotto iJ.profilo
della legittimità e della regolarità tecnica della presente deliberazione. Attesta in oltre ahe dal
presente atto non deriva, né può derivare, alcun impegno di spesa a carico della Regione.
La presente deliberazione si compone di n. # p a g i ne, di
formano parte integrante della stessa .
.
cui n . .$-pagine di allegi'ti,
che
Il Segretario della Giunta Regionale
(~abrizio Costa)
U--.- ~
V
1
REGIONE MARCHE
seduta de!
2
GIUNTA REGI ONALE
2016
delibera
635
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
ALLEGATO A)
REGIONE MARCHE
Dipartimento per le politiche integrate di sicurezza e per la protezione civile
Programma nazionale di soccorso rischio sismico Allegato 2 Elementi del Piano regionale di emergenza I
1
Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 2014
Regione Marche -- Sala Operativa Unificata Perm ane nte SOUP 24/365
Te/. 071 .8064 / 63.4 - fox 071.80624/9 moil: pro/.civ@region e.morche.it pec: [email protected]
!
REGIONE MARCHE
~
GIUNTA REG IONALE
seduta del
O GIII
201~
delibera
I
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
f:1 1\
INDICE
1. Inquadramento generale
1.1
1.2
1.3
1.4
Inquadramento territoriale ed a mministrativo Inquadramento orografico. idrografi co e meteoclim a tico Inquadramento economico produ tti vo Patrimonio c ulturale 2. Pericolosità e vulnerabilità di strutture e infrastrutture
2. 1 La sismici tà nelle Marche e la classificazione sismica
2.2
Vulnerabilità ed esposizione 2.3
Studi di mitigazione del ri schio sismico (Microzonazione e CLE) 2.4
Rischi ed effetti indotti 2.4. l
Frane sismoindotte 2.4.2
Tsunami 2. 4.3
Dighe 2. 4.4
Industrie a rischio di incid ente rilevante 3. Elementi conoscitivi - infrastrutture e reti
3.1
Infrastrutture di accessibilità e m obilità 3.1.1
Accessibilità strada le 3. 1.2
Accessibilità ferroviaria
3. 1.3
Accessibilità aerea
3.1.4
Accessibil ità marittima 3.2
Reti di telecomunicazioni 3.2. 1
Reti di tel efonia mobile e fissa 3.2.2
Sistemi d i Ti c per la PC e l'emergenza Sanitaria 118 3.3
Infrastrutture. reti e gestori dei servizi essenziali 3.3.1
Reti d i trasp orto e distribuzione del gas Trasmissione. produzione e distribuzione di energia elet trica 3.3.2
Infrastru tture idriche e servizio idrico 3.3.3
3.3.4
Deposito e stoccaggio carburanti 3.3.5
Servizi Posta li 3.3.6
Servizi bancari 3.3.7
Servizi informatici 4. Elementi conoscitivi - Il sistema Marche di protezione civile
4.1
Modello del sistema in e mergenza nei livelli territoriali 4.1.1
Sedi Di.Coma. C 1 I pa9 I
s
REGIONE MARCHE
,
seduta del
O 61U. 201
GIUNTA REGIONALE
I pa: I
delibera
I
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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4.1 .2
Ris ors e logisliche ed individuazione dei poli logislici 4. 1.3
Organizzazioni di volonlarialo
4.1.4
Individuazione di aree di ammassamenlo dei soccorrilori e delle risorse 4.2
Descrizione del modello organizzalivo del soccorso sanilario 4.2.1
Slrullure campali e risorse per l'emergenza 4.3
Slrullure operalive lerriloriali 4.3.1
Forze armale 4.3.2
Guardia di Finanza 4.3.3
Polizia di Slalo 4.3.4
Corpo Foresla le dello Slalo 4.3.5
Polizia Penilenziaria 4.3.6
Vigili del Fuoco 4.3.7
Capilanerie di parlo 4.3.8
Croce Rossa lIaliano 4.3.9
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico 4.4
Esercilazioni 5. legislazione e deliberazioni regionali d'interesse per la protezione civile
Cadenza almeno biennale dell 'aggiornamento
REGIONE MARCHE
h "se<Wli', del
U blu,
Il
GIUNTA REGIONALE
20 6
fPa9l
~
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Capitolo 1 Inquadramento generale
l,l Inquadramento territoriale ed amministrativo
Le Marche sono una regione dell'Italia centrale di 1.541.692 abitanti distribuiti 236 Comuni
con capoluogo Ancona. Confinano con l'Emilia-Romagna (provincia di Rimini), lo
Repubblica di San Marino, lo Toscana (provincia di Arezzo) , l'Umbria (provincia di Perugia),
il Lazio (provincia di Rieti), l'Abruzzo (provincia di Teramo) e il Mar Adriatico.
-
.
,
"­
ABR UZZO
Le Marche sono collocate su l versante del medio Adriatico e occupano circa 9.365,86 km 2
di territorio italiano che si este nde tra il fiume Conca a nord e il Tronto a sud; a ·o vest lo
regione è limitata dall'Appennino . Essa pre se nta una forma caratteristica di pe ~ tagono
irregolare e si sviluppa perlo più longitudinalmenfe da nord-ovest a sud -est. u t a zona
montuosa è formata dall'Appennino Umbro-Marchigiano.
Rappresentano una delle regioni più collinari d'Italia: per 1'11% ca. essa risulta formata da
pianure per il 36% è montuosa mentre lo fascia collinare spesso si spinge fino a I ~ mbire il
mare, è pari al 53%.
L'Appennino che attra versa lo Regione è chiamato umbro-marchigiano , e comprende
quattro pieghe, o catene, incurvate e parallele, con lo con vessità diretta verso lo costa. La
prima catena è quella che fa da confine con /'Umbria; in essa si trova il Monte Catria (m
1701). La seconda catena è quella del San Vicino e comprende il monte omonimo e lo
quinta maestosa dei Monti Sibillini, con il massimo rilievo regionale , il Monte Vettore (m
2478). In queste prime due pieghe si tro vano importanti complessi carsici, tra cui le
@i
~ REGIONE MARCHE ~
GIUNTA REGIONALE sedu ta del
~
O 61U, 201
lPa9l
~
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
6 35
notissime grotte di Frasassi. La te rza piega è quella su c ui sorge Cingoli, non a caso
c hiamato "il balcone delle Marche". L'ultima piega arri va a lam b ire il mare: è quella
costituita da Monte Conero o Monte d'Ancona, che dà origine ad un promontorio posto a
metà della costa marchigiana.
A nord del passo di Bocca Trabaria c'è un limitato, ma importante settore appartenente
all'Appennino tosc o-romagnolo.
Il gruppo montuoso più elevato della regione è lo pittoresca catena dei Sibillini, a c a va llo
delle province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata, in cui il già ricordato Monte Vet tore
(2478 m), che divide con l'Umbria , padroneggia. Altri monti importanti della regione sono :
Monte Nerone (1526 m), Monte Ca trio (1701 m), Monte San Vicino (1479 m), Monte
Rotondo (2103 m), Monte Fema (1575 m), Monte Priora (2334 m) , Monte Bove (2143 m),
Monte Sibilla (2175 mi, Monte Vallelunga (2221 m), Monte Porche (2335 m).
Il litorale, lungo 173 km, ha un andamento rettilineo , con lunghe spiagge sabbiose o
ghiaiose. La costa bassa è interro tta però dal Monte Sa n Bartolo , nei pressi di Pesaro e dal
promontorio del Conero (A ncona), che dà origine ad alte e spettaco lari falesie calc aree e
rappresenta il punto più alto della costa. Questo monte protegge a nord il Golfo di
Ancona, nella c ui parte più interna è situato il porto di Ancona. Guardando lo cart a
regionale risulta evidente c he il promontorio del Conero divide lo cos ta marchigiana in
due tratti con andamento diverso: quello settentrionale è orientato da nord-ovest a sud­
est, il meridionale da nord-nord-ovest a sud -sud-e st. Un'altra breve zona di costa alta è nei
pressi di Grottammare; il colle dell'Ardizio, invece, a sud di Pesaro, pur essendo vicinissimo
al mare, non lo to cca. Secondo il Ministero della Salute, il 98,2% della costa è ba lneabile.
I fiumi. dal carattere per lo più torrentizio , hanno un tipi co andamento parallelo e formano
quella struttura di valli che spesso è chiamata "a pettine". Caratteristica dei fiumi
marchigiani è il fatto c he essi nascono quasi tutti nella ca tena appenninica che fa da
con fine con l'Umbria e che dunque per giungere al mare devono attraversare lo ca te na
del San Vicino con pittoresc he gole come quella del Furio, di Frasassi, della Rossa, di
Pioraco, di Arquata. Il fiume più lungo è il Metauro. Il ce ntro di alcune c ittà è attraversato
dal corso di fiumi. Nei pressi della foce del fiume Foglia sorge Pesaro; il fiume Misa, prima di
giungere al mare, attraversa Senigallia; il centro di Ascoli Pice no è circondato da due corsi
d'acqua: il Tronto e il Castellano, che ivi confluiscono. Alcune foc i di fiumi sono state
utilizzate per ricavare dei porti canale (Pesaro, Fano e Senigallia).
I confini amministrativi coincidono in genere co n quelli geografici, ma esistono alcune
eccezioni.
* In provincia di Pesaro e Urbino le Marche si estendono a
nord del confine naturale del
bacino del Foglia. Questa rilevante eccezione è però m e no vistosa che in passato, in
seguito allo scorporo di sette comuni dell'Alta Valmarecchia (annessi all'EmiliaRomagna nel 2009).
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~ REGIONE MARCHE ~
seduta del
2 O GIU, 2016
GIUNTA REGIONALE fPa9l
~
delibera
6 35
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
* Nella stessa provincia è
situata l'enclave di Monte Ruperfo del comune di Città di
Castello.
* Alla provincia di Macerata appartengono i comuni dell'Alta Valnerina. nel bacino del
Tevere e dunque del versante lirrenico (Ca slelsantangelo sul Nera. Ussita. Visso).
* Pur situata sul versante Adriatico. non appartiene alla provin cia di Ascoli Piceno lo
conca alto truentina di Amatrice e Accumoli.
Il territorio della regione per conformazione geomorfologica. caratteristiche idra uliche e
geologiche. densità e varietà di insediamenti produttivi. rete stradale ed infrastrutture è
interessato praticamente da tutte le specie di rischi conosciuti. co n esclusione del risc hio
vulcanico.
Le più popolose città delle Marche sono:
Comune
Provincia
Abitanti
AN
Ancona
100.221
94.649
Pesaro
PU
63.013
Fano
PU
AP
Ascoli Piceno
50.109
San Benedetto del Tro nto
AP
46.861
45.091
AN
Seni allia
42.072
Macerata
MC
AN
40.514
Jesi
Civitanova Marche
MC
40.450
~~~------~~~----~~~~--~
Tuttavia lo maggior parte dei comuni marchigiani è formata da realtà piccole e medio
piccole
Su un totale di 236 Comuni
Popolazione
inferiore a 1.000
abitanti
49
170
20.8%
72.1%
1.000
5.000
5.000
10.000
10.000
20.000
20.000
50.000
> 50.000
12 1
31
19
12
4
51.3%
13.1%
8.1%
5.5%
1.2%
85.2%
Dall'analisi si evince che. 170 Comuni su 236. (72 .1%) è formato da realtà locali con
popolazione inferiore a 5.000 persone. Di qui l'esigenza specialmente nella redazione di
documenti pianificatori. indirizzi operativi e disposizioni destinate agli enti locali di formulare .
@1'1
REGIONE MARCHE [Pa9l
seduta del
~
GIUNTA REGIONALE
delibera
'6 3
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
5
da parte della Regione, atti estremamente semplici, flessibili, soprattutto sostenibili delle
Amministrazioni. E' su questa linea che le recenti deliberazioni in materia di pianificazione
citati in premessa e nel capitolo terminale stanno necessariamente procedendo e si
saranno confermati anche nei seguenti documenti di p ianific azione.
Per quanto riguarda la distribuzione della popolazione per provincia, lo provincia più
popolata ri sulta essere quella di Ancona c on 477 .892 persone (31 %) , seguono Pesaro e
Urbino con 363.353 (23%) , Macerata 321.905(21 %) , Ascoli Pic eno 211.266 (14%) e infine
Fermo 176.380 (11%)
La pOPolazione residente per provincia (Anno 2014)
Popolazione
residen1e
De nsiti di popolaziore Pesaro e l.Jrt ino
363.353
142 Ancona
m. 8'5l.
243 Macerata
321.905
116 ~.sco '
211. 266
172 Fetmo
17K380
204 Marche
1.550.796
165 FDn~e .
Piceno
(ab""l per Im'\ Istal al 31 dicembre 2014
Le famiglie contano in media 2,5 c omponenti. Il 31 dicembre 2007 su una popolazione di
1.520.636 abitanti e una densità di 157 abitanti per km 2 si c ontavano 81.890 stranieri (5.4%).
Nel 2010, la popolazione straniera è aumentata notevolmente superando le 155000
persone e raggiungendo il 10% del totale.
1.2 Inquadramento orografico, idrografico e meteoclimatico
Le Marche costituiscono lo parte meridionale più esterna dell' Appennino settentrionale ed
il territorio regionale ha un'estensione di circa 9.693.45 Kmq . Sotto l'aspetto orografic o lo
Regione può suddividersi in tre fasce longitudinali che da o vest a est sono:
fascia pre-appenninica, di modesta e stensione, ubicata nell'estrema porzione nord­
occidentale, da Castel d'Elci (Rn, al c onfine tra tre Regioni: Toscana, Emilia
Romagna e Marche) a nord fino alla Serra del Burano a sud. Le quote più elevate
sono quelle di M. Sodo Pulito (1.125 m s.l.m.) e Pian della Serra (1 .020 m s.l.m.)
+ fascia appenninica propriamente detta, costituita essenzialmente da due dorsali
montuose pressoché parallele (dorsale Umbro-Marchigiana e dorsale MarchigianaJ,
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REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE sedu ta del
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lPa9l
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delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
I ~ 7 ~ .
il cui o ri en tamento è NO-SE o nord e circo N-S o sud, costituendo così, insieme 01
limitrofo Appe nino umbro, lo noto formo arcuato dell' Ap pennino umbro­
marchigiano. Le due sopramenzionate dorsali (i cui rilievi superano mediamente i
1.000 m s.l.m., con lo quoto massimo in corri spondenza del M. Catria - 1.70 1 m s.l.m.) ,
sono separate do uno fascio collinare sviluppato do Viss o (MC) o Acqualagna (PU)
(con rilievi che raramente superano i 600 m) ed all'altezza dei M. Sibillini si soldano
tra loro in uno maggiore unità orografica o rilievo mediamente più e levato, con
quoto massimo in corrispondenza del M. Vettore (2.476 m s.l.m .)
t fascia sub-appenninica , esteso od oriente sino 01 litora le adriatico, essenzialmente
collinare, fotto eccezione dello parte pedemontana che do Cingoli si spinge fino ai
monti dello Lag o, dove si raggiungono quote elevate fin o o 1.954 m s.l.m. di Colle lo
Tono. Locali aree più elevate, quali i Monti dello Cesano (PU), il M. Conero (AN), lo
dorsale di Cingoli (MC) , lo dorsale di Acqua santa (AP), interro mpono l'uniformità del
paesaggio collinare di questo fas c io.
Lo configurazione morfologica rispecchia le caratteristiche delle roc ce affioranti nelle
differenti zone: l'Appennino costituito do litotipi prevalentemente di natura calcareo e
calcareo-marnosa , con permeabilità medio-alto e molto resistenti all'erosione, lo fascio
subappenninica od Ovest è costituito do uno stretto fascio di depositi torbiditici per poi
passare , andando verso Est, o depositi arenaceo-pelitici e pelitico-arenacel, meno
permeo bili e mediamente, soprattutto per quanto riguardo lo componente argilloso, più
erodibili.
L'assetto orografico delle Marche, caratterizzato in primo approssimazione do uno
pressoché costante diminuzione di quote andando dal margine occiden tale dello
Regione verso il litorale, fa si che lo quasi totalità dei corsi d'acqua presenti nello Regione
dreni nel More Adriatico. Fa eccezione il F. Nero, che nasce in territo rio marchigiano e,
dopo alcuni chilometri, supero il confine con l'Umbria per poi andare o confluire nel F.
Tevere.
Il reticolo idrografico dello Regione Marche, doto an che l'assetto morfologico predetto, è
di tipo subparallelo; il reticolo idrografico maggiore, do Nord ve rso Sud , è costituito dai
seg uenti corsi d'acqua:
F. Conco
F. Marecc hia
F. Foglio
:j: F. Metauro "", F. Cesa no
:j: F. Misa :j: F. Esin o :j: F. Musone :j: F. Potenza " F. Chienti +
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t
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F. Tenna F. Aso
F. Tronto
Dal punto di vista idrologico, tra le caratteristiche salienti di questi fiumi possiamo ricordare
il regime torrentizio, lo ridotta lunghezza dell'asta fluviale ed il bacino idrografico sotteso di
dimensioni contenute, responsabile di tempi di corrivazione limitati, mentre, dal punto di
vista morfologico, si riscon tra un profilo trasversale asimmetrico delle valli per una
consistente parte del percorso.
In base a quanto esposto ne risulta che, da un punto di vista di allerta mento e capacità di
risposta del sistema locale e regionale di pc, le predette cara tteristiche del reticolo
idrografico, unite al determinarsi di particolari condizioni meteorologiche, determinano le
difficoltà maggiori nella gestione di eventuali piene, per lo rapidità di risposta. Ancora, se si
considera che lo regione Marche presenta un reticolo idrografico minore molto sviluppato
e costituito da bacini di dimensioni limitate (Torrente Arzilla, Asola, Aspio, Menocchia , Ete
vivo, solo per citare qualche esempio), risulta chiaro, specie in concomitanza di periodi
pregressi piovosi. come ulteriori precipitazioni meteoriche di determinata intensità, possano
causare situazioni di emergenza lo cui gestione è molto compli ca ta e difficilmente
prevedibile nei suoi effetti.
Pertanto, nel suo complesso il reticolo idrografico della regione risulta fortemente
condizionato da due fattori principali: il gradiente regionale e lo presenza di dislocazioni
tettoniche. Per quanto riguarda il primo di tali fatt ori si può notare come, in generale, i
principali fiumi marchigiani tendano a scorrere in senso normale alle principali strutture
orografiche, orientate in senso appenninico, attraversando trasversalmente lo regione: in
seguito a ciò, lo sviluppo longitudinale di tali corsi d'acqua risulta fortemente condizionato
dalla distanza tra lo linea di costa e lo displu viale appenninica. Nella determinazione di
tale direzione preferenziale, alla vergenza regionale si affianca anche lo presenza di linee
tetton iche trasversali e di strutture rilevate minori perpendicolari alle dorsali principali: i tratti
fluviali che presentano un andamento pratica mente rettilineo, in particolare, risultano
frequentemente impostati in corrispondenza di dislocazioni fragili. cioè di faglie e,
soprattutto, di fratture.
Alla data di predisposizione di tale documento, l'assetto idrogeologico della intera UoM
(Unit of Management) delle Marche, è disciplinato dal Pian o per l'assetto idrogeologico
PAI Marche approvato con Deliberazione di Consiglio Regionale n. 116 del 21/01/2004 e
pubblicata sul supplemento n. 5 al BUR n. 15 del 13/02/2004, il cui ambito di applicazione è
relativo ai bacini idrografici regionali di seguito elencati e cartografati nell'Allegato B della
L.R. 13/99, da nord a sud.
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
n. baco
Denominazione
n. baco
Den omin azion e
Li torale tra Gabicce e Pesaro
16
2
Fiume Foglia
17
Fosso Pi1occo 3
Rio Ge nica
18
To rrente A sola 4
Torrente Arzilla
5
Fiume Metauro
6
Litora le tra Metauro e Ces ano
7
Fiume Cesano
8
litorale tra Cesa no e Misa
19
- io
21
22
-n
Fillme Potenza
Fiume Chien ti litorale Ira C hienti e Tenna Fiume Tenna Fosso Valioscura/Rio Petronilla
Fiume Ete VIIiO
9
Fium e Misa
24
Fosso del Molinella/Fosso di San Biagio
10
Litorale tra Misa e Rubiana
25
F 4 u rTu~
11
Fosso Rubiana
26
Rio Canale
12
Fiume Esino
27
Torrente Menocchla
13
litorale tra ESino e Muson e
28
To rrente di S. Eg idio
14
R ume Musone
29
Fiume Tesino
15
RIo Fiumarefla o Bellaluce
30
Torrente A lblsla/Ragno1al
Aso
'­
Nel coso in oggetto i n. 30 bacini idrografici costituenti l' UoM ITR III/Autorità di Bacino
Regionale delle Marche presentano per lo loro totalità un regime o cara ttere torrentizio, od
eccezione dei tre mag giori c he superan o i 1.000 kmq , rappresentati dai fiumi Metauro,
Esino e Chienti; che possono essere definiti o regime "misto" . I relativi tempi di corrivazione ,
già molto ridotti, sono diminuiti ulteriorm ente nel tempo in funzione dello generale
impermeabilizzazio ne e / o antropizzazione del territorio, sia delle porti di versante, sia di
quelle di fondova lle (depositi alluvio nali) dove so no presenti lo mag gior porte delle
stru tture e / o infrastrutture e degli elementi o rischio come elencati dallo Direttivo.
Inquadramento meteo-climatico
Lo m orfologia del territori o marchigian o è caratterizzato (come detto) do uno ristretto
pianura costiero, lo cui larghezza va rio do poche centinaio di metri o qualche decina d i
c hilometri, sovrastato do uno fascio co llinare p iuttos to "bosso", intorno ai 300-400 metri,
solcata do vo lli tra sversali percorse do fi umi per lo più o carattere torrentizio. Lo fa scio
collinare è inciso do lunghi e tortu osi avvallamenti, nei quali scorrono i fi um i che hanno un
corso bre ve, con p oc hi affluenti ed o cara tt e re sa ltuario. Allo zona collinare seguo no le
prime pendici dello dorsale appenninico, c on un'altitudine di 600-800 metri; lo retrostante
ca tena montuoso raggiunge in più trotti i 1500- 1800 m .. fino o superare i 2000 m. nello
barriera dei monti Sibillini. L' Appennino marc higiano ho uno stru tturo molto complesso,
costituito do diverse linee orografiche con andamento pressoché parallelo e di direzione
N-N W / S-SE. Il trotto iniziale dei principali corsi d 'acqua è incassato tra le m dmtag ne
dell'Appe nnin o, mentre il trotto centrale si allargo sulle fertili vallate , i cui nomi sono quelli
dei rispettivi fiumi , tra le principali: lo Volle del Foglio , de l Meta uro, dell'Esino, del Potenza
del Chienti. del Tronto.
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
le caratteristiche climatiche del territorio marchigiano sono influenzate od oriente
dall'esposizione verso il more Adriatico, che esercito lo suo azione debolmente mitigatrice
nei confronti degli afflussi di mosso d'aria freddo proveniente do nord e do est, e od ovest
dallo presenza dello catena Appenninica , lo quale ostacolo il corso delle correnti
occidentali, per lo più temperate ed umide, predominanti alle nostre latitudini. Ess endo
l'Adriatico un mare quasi chiuso, incassa to e poco profondo, il carattere di marittimità
delle aree costiere risulto attenuato e per qualche aspetto diviene addirittura ininfluente,
specie nelle zone o nord del Monte Conero e nel corso dell'inverno.
J
1.3 Inquadramento economico produttivo
Nel 2014 le Marc he, con un Pil pari o oltre 39 miliardi di euro, producono il 2,4% del
prodotto nazionale . In occasione del rilascio dei doti regionali relativi al 2014, avvenuto o
fine novembre 2015, vengono revisionati dall'lstat gli anni precedenti all'ultimo, in questo
caso lo stimo del Pil delle Marc he è stato corretto 01 ribasso. Il Pil pro capite nel 2014
risulto in lieve ripreso, ma rispe tto all'italiano medio, ciascun marchigiano produce
mediamente 1.300 euro in meno all'anno. Fotto 100 il Pil pro capite delI'UE, il Pil pro capite
marchigiano con un valore di 93 si colloca nello fascio intermedia, ed è quindi di poco
inferiore 0110 media europea .
le Marche sono una delle regioni più indu strializzate d'Italia ma conservano una farle
vocazione manifatturiero e artigianale. Grazie 0110 spirito imprenditoriale degli attori locali,
in Regione si conto un'impresa ogni 9 abitanti. Nel 2012 il un tasso di natalità registrato è
del 6%, sostanzialmente inalterato rispetto all'anno precedente, ma di fotto ancora
inferiore 01 doto pre-crisi (7,4% del 2007). Il 29,6% del Pil (2011) proviene dall'industrio - in
Italia è poco meno del 25% -, il 68,8% dai servizi e lo residua percentuale dell' l ,6%
dall'agricoltura. Tale composizione non ho subìto variazioni signific ative nell'ultimo
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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decennio di riferimento. Escludendo le costruzioni, che rappresentano meno di un quinto
del PIL industriale marchigiano, più del 95% delle rimanenti atti vità industriali proviene dalla
manifattura. Il settore manifatturiero è esteso e diversificato (22% del prodotto regionale);
dal punto di vista delle specializzazioni prevalenti si registra una forte incidenza dèl settore
meccanico (35%), seguito dal sistema moda con il 22% (peso percentuale per l!3legato al
settore tessile e 2/3 a pelli a calzatura) , dal sistema casa con un livello intorno al 20%
(mobile, legno, produzione non metallifera) , mentre l'alimentare si attesta su valcjri pari al
7%.11 tessuto produttivo si caratterizza quindi per settori a medio-basso contenuto
tecnologico e labour intensive, il che spiega lo performance dell'indice di produtjività del
lavoro che risultava inferiore alla media nazionale anche ante crisi. In generale, l' ir)cidenza
degli addetti manifatturieri risulta più elevata di quella italiana in ogni classe dimensionale
d'impresa; complessivamente vi sono 12 addetti alla manifattura ogni 100 abitanti. contro i
7 della media nazionale.
Il sistema industriale è connotato dalla diffusione di imprese di piccole dimensio~i: le PMI
rappresentano il 99% del totale, con un significativo peso delle micro imprese (95%) e una
predominanza della classe di imprese con 3-5 addetti. La struttura del tessuto
imprenditoriale si lega alla prevalente conduzione familiare che ha consentito alle aziende
marchigiane di radicarsi sul territorio, consolidando le relazioni con i fornitori :Iocali e
mantenendo lo filiera produttiva all'interno della regione. Per altri versi, questo .m odello
presenta degli elementi di debolezza riconducibili da un lato alla "longevità" del
management, che pone attualmente un problema non trascurabile di ricambio
generazionale, dall'altro alla scarsa propensione all'upgrade tecnologico.
Un'altra caratteristica del Sistema Marche è il modello di organizzazione su base
prevalentemente distrettuale che è stato in passato il volano dell'economia regionale,
favorendo lo circolazione delle informazioni, un miglior coordinamento della produzione e
una ridu zione dei costi . Attorno alle imprese leader ruota no infatti decine di 'fornitori,
produttori di beni intermedi e distributori. Per comprendere il ruolo e l'incidenza delle
specializzazioni distrettuali sulla performance della regione , basta pensare che queste
occupano circa il 75% degli addetti e che l'andamento dell'export marchigiano dipende
in gran parte dagli ordinativi esteri di tre distretti: il calzaturiero di Civitanova , il mobile di
Pesaro e gli elettrodomestici di Fabriano . Oltre ai tre casi citati, le ulteriori speciafizzazioni
distrettuali riguardano il tessile e l'abbigliamento (nel pesarese e nella provincia di !Ancona
e al confine tra Macerata e Fermo), ancora il calzaturiero (Fermo) e lo meccanica
(distretto plurisettoriale di Castelfidardo-Osimo-Recanati) , nonché il settore agroindustriale
(San Benedetto).
Già dalla fine degli anni '90, il profilo produttivo di queste specializzazioni è stato
modificato in seguito ad alcuni fattori intervenuti, e in particolare: un incremento delle
differenze di performance tra le imprese con un rafforzamento di alcune grandi imprese
collocate al vertice della catena del valore; lo riduzione o cessazione di molte delle
numerose relazioni di subfornitura, tipiche del distretto, a causa dei process~
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delocalizzazione; un incremento del grado di apertura internazionale. A queste
trasformazioni si sono poi sommati gli effetti della crisi economica che, proprio per come
sono strutturati i distretti, sono stati più in c isi vi ripercuotendosi a catena dalle imprese
principali a tutto l'assetto distrettuale.
1.4 Patrimonio culturale
Le Marche si caratterizzano per un patrimonio storico-architettonico ricco e diffuso su tutto
il territorio, con realtà conosciute anche a livello internazionale.
In tutto il territorio regionale si contano circa 300 luoghi di interesse culturale,
prevalentemente gestiti a livello comunale, cui bisogna aggiungere i 15 musei, monumenti
e aree archeologiche di proprietà dello Stato e un sito patrimonio dell'Unesco (Urbino). Il
patrimonio culturale marchigiano comprende inoltre più di 70 teatri storici, gioielli
architettonici ricchi di opere d'arte, che sono stali in gran parte già recuperati e restituiti
alle comunità. Il patrimonio museale regionale è visitato mediamente da 1,5 milioni di
persone (dato 2013) con una media di 3700 persone per istituto, in gran parte concentrate
nei siti comunali ed ecclesiastici.
Il patrimonio storico c ulturale della Regione Marche è stato oggetto negli anni di una vasta
campagna di catalogazione secon do i tracciati schedografici dell'I stituto Centrale per la
Catalogazione e Documentazione del patrimonio c ulturale ICCD del Ministero Beni e
Attività Culturali ora MiBACT. Ad oggi questo patrimonio informativo documentale si può
sintetizzare come segue:
:j: Circa 21.000 beni architettonici censiti, secondo la scheda "A" predisposta dal citato
ICCD, nelle diverse campagne di catalogazione (risalenti anche agli anni '80 e '90),
in cui rientrano sia beni formalmente sottoposti a tutela ai sensi del D.Lgs 42/2004­
Codice dei Beni Culturali, sia beni per i quali è necessario attivare la verifica di
interesse ai sensi del citato "Codice"
:j: Ol tre 20.000 beni mobili (opere d'arte) censiti secondo la scheda "OA" - ICCD;
:j: Oltre 17.000 beni archeologici censiti secondo la scheda " RA" - ICCD
Questo complesso sistema di dati è attualmente gestito dal sistema informativo regionale
denominato SIRPaC che, strutturato in database relazionali relativi a diverse tipologie di
schede, consente di "collegare" i beni architettonici (scheda "A") co n le opere d'arte
(scheda OA) in essi contenuti (ovviamente va tenuta in debita considerazione la questione
dell' aggiornamento dell' informazione).
Relativame nte alle componenti "esposizione" e "valore" del rischio sismico, si sottolinea
che, fra i 21.000 beni architettonici censiti (tutti georiferiti). risultano oltre 5.000 architetture
religiose , circa 800 edifici pubblici e/o di uso pubblico di cui oltre 70 teatri storici, circa 100
musei/pinacoteche e circa 50 biblioteche /archivi.
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Ad integrazione di quanto sopra e per quanto attiene i contenuti e gli obiettivi fissati nella
"Funzione Censimento Danni ed Agibilità - Supporto alle attività di valutazione danni ed
agibilità post- sisma di Beni Monumentali e altri manufatti di c ui al D.Lgs 42/2004" ,
dell'Allegato l della DPCM 14 gennaio 2014, di seguito è descritto sinteticamente il
progetto "Memoria digitale dei progetti e dei cantieri di restauro" di cu i la primo porte è
stato ultimata recentemente.
Per quanto ottiene gli interventi sui beni tutelati l'art. 29 comma 5 del D.Lgs. 42/2004
(Codice dei beni c ulturali e del paesaggio) dispone che il Ministero definisce, con il
concorso delle Regioni e con lo collaborazione delle Università e degli istituti di ricerco
competenti, linee d'indirizzo, no rme te c niche, criteri e modelli di intervento in materia di
conservazione dei beni culturali;
Nel dispositivo di adozione dello DPCM 9 febbraio 2011 (Valutazione e riduzione del rischio
sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme Tecniche per le costruzioni di
cui al D.M. 14/01/2008) , si stabilisce che: ... "le Regioni, d'intesa con il Ministero per i beni e
le Attività culturali e il Dipartimento dello Protezione Civile, disciplinano le modalità
applicative e le attività di monitoraggio sullo sta to di conservazione del patrimonio
culturale".
Il progetto, perfettamente in linea ed integrabile co n il secondo e terzo punto dei richiami
normativi sopra indicati, può essere sinteticamente così descritto.
A partire dall'importante patrimonio di con oscenze tecniche prodotto nelle attività della
ricostruzione post-sima 1997, si è inteso realizzare un sistemo conoscitivo integrato ed
interrogo bile della fabbrico m onu mentale sullo base di un prototipo già messo QPpunto
nell'ambito del Proge tto MUSEIDitalia e quindi sec ondo canoni di compatibilità con i
principali portali ministeriali e regionali.
L'idea è stata quella di affiancare l'attuale sistema informativo regionale SIRPAC (che
vede lo catalogazione a diversi livelli di circa 20.000 beni architettonici - le cosiddette
schede "A") con una sezione dedicato 01 recupero dei dati dig itali presenti in archivi fissi e
mobili (cd rom ) specifici degli interventi di restauro post sisma (si tratta di un migliaio di
edifici con dati di analisi, di progetto e di intervento documentati da specifiche schede
tecniche, file testo, disegni e foto) in modo da renderli consultabili secondo diversi livelli di
accesso e tali da costituire un vero e proprio fascicolo della fabbrica monumentale.
\1
l
Contestualmente è stata realizzata lo digitalizzazione della scheda A -DC di cui al D.P.C.M.
2 febbraio 2006 per il rilievo del danno causato da eventi calamitosi al patrimonio
monumentale, in modo do poter consentire, alle squadre incaricate, lo compilazione della
scheda on line , con possibilità di consultazione immediata del fascicolo della fabbrica
qualora disponibile o perlomeno delle info rmazioni contenute nello scheda "A" SIRPAC.
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GIUNTA REGI ONALE
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I
r;
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5
Data la georeferenzazione di tutti i beni catalogati è possibile effettuare una
sovrapposizione con le mappe di ris c hio idrogeologico regionale (PAI) e con ogni altra
mappa di tipo vinc olistico o pianificatorio e non ultime le mappe di pericolosità sismica.
In particolare, per la scheda A-DC (danno alle Chiese). si evidenzia che la parte
anagrafica di detta scheda viene precompilata con i dati qualora già disponibili sul
SIRPAC Regionale nei campi da A2 a A8 ed altri campi come AlO PAio anche A24.
Nell'ambito della informatizzazione questa scheda è sta ta implementata la componente
della vulnerabilità che per motivi di speditezza è stata tolta dalla versione ufficiale e
attuale dello schedo ovvero dalla schedo A -DC di cui 01 D.P.C.M. 2 febbraio 2006. Nel
modo seguente:
Specificatamente per quanto attiene lo DPCM del 09.02.2011 è possibile:
:1=
compilare/implementare gran parte dei moduli A-B-C del programma di
monitoraggio sullo stato di conservazione dei beni architettonici tutelati di cui
all'Allegato A del DPCM 9 febbraio 2011;
:1=
procedere ad una valu tazione speditiva dello sicurezza sismica a livello territoriale
LV l con particolare riferimento all' Indice di vulnerabilità Iv con i dati della
vulnerabilità delle schede NOPSA fino ad arrivare all'indice di sicurezza sismica Is
secondo le formule semplificate della direttiva;
:1=
sovrap porre la georeferenzazione dei BB.CC. c atalogati con le mappe di
pericolosità sismica e idrogeol ogica (PAI)
:1=
attraverso le schede STAP (Legge61/98) incidere significativamente sul fattore di
confidenza Fc
Con specifico riferimento al settore turi stico, si evidenzio una capacità ricettiva superiore
alla media italiana (12,6 posti letto per abitante rispetto a 8) con un indice di utilizzazione
effettivo che risulta tuttavia 01 di sotto del dato nazionale . I dati relativi ai flussi turistici nel
2013 appaiono in ripresa , avendo registrato una sensibile caduta negli anni in cui più forte
è stato l'impatto della crisi sulla capacità di spesa delle famiglie.
I dati relativi al turismo internazionale fanno registrare uno minore stagionalità e indicano la
presenza di una domanda più diversificata: in effetti nel 2013, oltre al turism o balneare
(venduto dal 41 A% dei tour operator stranieri che trattano la regione). i prodotti più richiesti
sono stati quello culturale (il 27,6% dei tour operator vende vacanze in città d'arte), seguiti
dalle vacanze alla ricerca dei gusti e dei sapori locali (agriturismo 13,8% dei tour operator,
enogastronomia 10,3%) o dei luoghi dello spirito (il turismo religioso è commercializzato dal
10,3% dei buyer). Montagna e turismo sportivo sono prodotti di nicchia, venduti nel 2014 sul
solo mercato europeo, rispettivamente in Olanda e Germania. Infine, lo produttività del
comparto turistico offre ampi margini di miglioramento rispetto al dato italiano e del centro
nord: il va lore aggiunto del comparto è pari infalti a 32.900 euro per ULA rispetto ai 36.200
della media nazionale e ai 37.200 del centro nord.
Soprattutto per i comuni costieri si assiste annualmente al fenomeno della stagionalità:
realtà piccole e medio piccole costiere in estate raddoppiano, spesso triplicano, il numero
di abitanti.
~
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
635
Capitolo 2 Pericolosità e vulnerabilità di strutture e infrastrutture
2.1 la Sismicità nelle Marche e la classificazione sismica
Seppur lo maggior parte dei terremoti che hanno origine nel territorio regionale è troppo
debole per essere percepita dalla popolazione, fin dall'epoca antica vi sono stati t.erremoti
anche dannosi. Talvolta infatti occorrono eventi sismici di intensità tale da causare danni
più o meno gra vi nel territorio marchigiano e a volte perfino al di fuori di e sso, senza
considerare che può subire danni a seguito di terremoti che hanno lo loro origine in altre
regione (soprattutto Abruuo, Romagna ed Umbria). Solamente nel secolo scorso numerosi
danni sono stati causati dal terremoto del 1930 (Senigallia), 1943 (Castignano), 1972
(Ancona ed Ascoli Piceno) e dalla sequenza sismica umbro-marchigiana del 1997.
Un'analisi della distribuzione dei terremoti conosciuti dell'ultimo millennio e i dati sulla
sismicità recente indicano come l'attività sismica in area umbro-marchigiana sembri
tendere a concentrarsi soprattutto in alcune aree.
La classificazione sismica indica il massimo li vello di scuoti mento sismico che è ragionevo le
attendersi in ogni Comune italiano nei prossimi cinquant'anni (pericolosità). Dopo il
terremoto di San Giuliano di Puglia (2002) tutta lo normativa sismica nazionale è stata
sottoposta a revisione. Le Ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3274 (2003)
e n. 3519 (2006) hanno portato a riclassificare il territorio italiano in base alle conoscenze
più aggiornate e con le procedure più trasparenti possibili.
Secondo lo nuova classificazione sismica delle Marche lo maggior parte del territorio
rientra nella Zona 2 (pericolosità medio-alta), tranne sei comuni nella Provincia di
Macerata classificati in zona 1 (pericolosità elevata) e dodici comuni delle province di
Ascoli Piceno e Fermo classificati in zona 3 (pericolosità medio-bassa).
Comuni delle Marche in zona l: Castelsantangelo sul Nera , Monte Cavallo, Muccia , Pieve
Torina , Serravalle di Chienti, Visso.
Comuni delle Marche in zona 3: Acquaviva Picena, Altidona, Campofilone, Cupra
Marittima, Grottamare, Lapedona , Massignano, Montefiore all'Aso, Moresco, Pedaso,
Ripatransone, San Benedetto del Tronto.
Tutti gli altri comuni ricadono in zona 2
Il territorio della Regione Marche è interamente considerato a rischio sismico: tutti i 'comuni
sono a rischio sismico e rientrano nella fascia di sismicità S compresa tra 1<S <3, in base alla
classificazione della mappa sismica del territorio nazionale che definisce le zone ad alta,
media e bassa sismicità: in base all 'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del
20 marzo 2003 n.ro 3274 ogni comune è stato cla ssificato in una specifica categoria come
illustrato in figura.
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Cla ssificazione 2003
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-- - -
I possibili effetti delle scosse sismiche sul patrimonio edilizio ed infrastrutture sono
individuabili solo attraverso l'approfondimento delle conoscenze relative alle
caratteristiche geologiche dei terreni e della vulnerabilità specifica degli edifici presenti sul
territorio. Pertanto i danni provocati da un evento sismico su l patrimonio edilizio non
dipendono esclusivamente dalla tipologia costru ttiva, ma intervengono altri fattori, tra i
quali lo risposta sismica dei terreni fondali in base alla loro configurazione geologica e
geomorfologica (a ciò sono finalizzati gli studi di Microzonazione Sismica, a cui si rimanda
nello specifico capitolo). AI tempo stesso andrà considerata lo vulnerabilità del sistema
fisico necessario per lo gestione delle emergenze inteso come strutture ed infrastrutture utili
per l'operatività ed il coordinamento delle attività delle attività da mettere in atto in
emergenza e per il coordinamento tra esse (a tal fine potranno essere utilizzate, ove
disponibili, le analisi della Condizioni Limiti per l'Emergenza , approfondite nei capitolo
successivi.
2.2 Vulnerabilità ed esposizione
In riferimento alla pericolosità e vulnerabilità delle strutture ormai da alcuni anni, sono state
attivate, ed in gran parte monitorate dall'ufficio regionale competente (ITE: infrastrutture,
trasporti ed energia), una serie di iniziative di prevenzione del rischi o sismico sopra ttutto di
edifici rile va nti ai fini del collasso e di quelli strategici per le fun zio nalità di protezione civile,
che hanno portato all'esecuzione di verifiche di vulnerabilità sismica, di progetti di
miglioramento/adeguamento sismico, nonché ad attività di monitoraggio della
pericolosità sismica di base del territorio regionale.
A partire dal 2006, è cominciato - ed è tutt'ora in corso - un programma di esecuzione di
verifiche di vulnerabilità sismica indirizzato principalmente su edifici scolastici e strul1ure
in
diversi
casi
da
interventi
finalizzati
al
ospedaliere,
seguito
poi
miglioramento/adeguamento sismico degli immobili esaminati.
Le al1ività di controllo della vulnerabilità sismica di questa categoria di edifici è reso
obbligatorio dall'ordinanza 3274 /2003, che concentra l'al1enzione principalmente sugli
~
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
~
~
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
edifici progettati con norme tecniche emanate prima del 1984 (quindi precedenti al DM 19
06 1984 e s.m.i.).
Nel contesto della Regione Marche occorre sottolineare che le attività di ricostruzione post
sisma Umbria e Marche 1997, ha permesso di escludere dall'obbligo di verifica tutte le
strutture della medesima "importanza" già sottoposte ad interventi di miglioramento
sismico ai sensi della legge 61/98: resta tuttavia molto vasto ancora il patrimonio edilizio
che secondo legge dovrebbe essere sottoposto a valutazione di vulnerabilità sismica.
Facendo riferimento ad esempio al patrimonio dell'edilizia scolastica, che è quello
monitorato in modo più puntuale, a fronte di circa 1300 edifici presenti nel . territorio
regionale, i dati a disposizione (che sono comunque in via di aggiornamento) mostrano
che nemmeno Il 50% dell'edificato è stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica.
In particolare, a partire dal 2006, grazie ad un Accordo di Programma Quadro stipulato
con il Ministero, lo verifica di vulnerabilità sismica di un campione di circa 120 edifici
scolastici, alcuni dei quali sono stati poi successivamente rinforzati sfruttando. appositi
canali di finanziamento resi disponibili in gran parte attraverso l'edilizia scolastica regionale;
sappiamo altresì che altri edifici scolastici, non ricompresi tra quelli gestili con l'APÒ, hanno
poi proceduto ai controlli ed in alcuni casi a successivi interventi strutturali di miglioramento
sismico.
Allre specifiche ordinanze ministeriali hanno destinato aggiuntive risorse per sostenere gli
interventi di miglioramento sismico di ulteriori edifici pubblici, non necessariamente scuole,
che risultano collocati in una graduatoria stilata in base all'indice di rischio sismico e che
viene, di anno in anno, scorsa allorquando si rendono disponibili le risorse economiche
stesse, fino all'esaurimento del plafond disponibile.
Sugli ospedali sono stati eseguiti vari livelli di indagine: dall'esecuzione di schede di
vulnerabilità tipo GNDT, inserite anche in apposite piattaforme GIS, a verifiche di
vulnerabilità sismica più approfondite e puntuali che hanno spesso dato corso ad interventi
di miglioramento/adeguamento sismico.
Schede di vulnerabilità della stessa natura e finalità sono state compilate anche per ponti
e gallerie.
Per quanto riguarda l'identificazione delle strutture strategiche collocate nel territorio
regionale occorre sottolineare che, anche attraverso le attività di microzonazione $ismica e
di valutazione delle Condizioni Limite d'Emergenza (ClE) , in diversi Comuni sono stati
aggiornati gli elenchi delle strutture e della aree destinate all'emergenza; non si ha però
precisa contezza se tutti gli edifici individuati siano stati sottoposti a verifica sismica e quindi
non si conosce quale sia il grado di vulnerabilità. Si veda anche il capitolo successivo .
REGIONE MARCHE
GIUNTA REG IONALE
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
635
Alcuni anni fa l' ufficio ITE aveva anche inizialo una collaborazione con le AATO, le quali
avevano l'esigenza di m onilorare e c lassificare le linee di approvvigionamenlo idrico,
dislinguendo i se gme nli strategici da quelli secondari, per poi affrontarne le verifiche
tec nich e di sicurezza.
In linea generale du nque si può affermare che sono in pieno corso delle attività di
valutazio ne della vu lnerabililà del palrimonio esislente, finalizza te alla prevenzione del
rischio sismico.
2.3 Studi di mitigazione del rischio sismico (Microzonazione e CLE)
Nella Regione Marche le prime esperie nze di Microzonazione sismica (MS) risa lgono
all'anno 2000 quando, dopo appena tre ann i dal sisma c he ha colpito lo Regione nel
settembre 1997, è sIalo effettuato un primo sludio nel Comune di Fabrian o, seguilo
su ccessiva menle altri approfondimenli in materia di risc hio sismico svolli nel 200 4 nei lerrilori
dei Comuni di Cagli (PU), Offid a (AP) , Serra de' ConIi (A N) e Treia (MC). Nel 2006 allri sludi
hanno rig uard a l o alcuni Comuni della zona cosliera: Fano (PU). Senigal lia (AN ), C ivilan ova
Marc he (MC) e Peda so (FM).
Nel giugno del 2010 è slal o avvialo un progello sperimenlale denominalo "progello
Valda so" c he ha riguardal o i 24 Comuni dell'omonima valla la a cav allo Ira le province di
Asco li Piceno e Fermo dove è slalo effettuato, ol tre alla valutazione di vu ln erabilità delle
centri abitati, a nc he uno studio speditivo di MS.
E' a seguito dell 'applicazione dell'arI. 11 della l egge n. 77/2009, che viene istituito un
fondo per lo preve nzione del rischio sismico di importo co mplessivo di 965 milioni di euro da
suddividere in sette annualità a partire dal 2010. Attraverso successive O rdinanze della
Presidenza del Consiglio prima , e del Capo del Dipartimento della Protezione Civile a
partire dall'annualità 20 12, sarebbero sta te messe a disposizione le risorse che. com e per le
resta nti Regioni. anche nelle Marche ha dato a vvio ad una vera e propria compagna di
studi di MS almeno prim o live llo conformemente ag li Indirizzi e Crit eri per lo MS (I CMS )
approvati dalla Conferenza Stat o - Regione e Province A uto nom e.
Si inizia pertanto dall'OPCM 3907/2010 dove. a partire dall'aprile 20 12, vengo no studiati i
primi n.18 Comun i. seg uita dall'OPCM 4007/2012 c he introduce anche l'analisi delle
Condizioni Limite per l'Emerge nza (ClE) con studi su 28 Comuni. di cui 11 vie ne effettuata
lo ClE.
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seduta del
O 61U. 2Ql
GIUNTA REGIONALE
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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delibera
635
Nel frattempo lo Regione Marc he regolo normativa mente le attività di esecuzione degli
studi c on due Delibere di Giunto , lo n. 967/2011 e lo n. 1470/2012 che fissano i criteri di
individuazione dei territori ove effettuare prioritariamente gli studi, le modalità di
conferimento degli incarichi ai soggetti realizzatori. istiluisce uno Commissione Tec nico
Regionale o supporto delle attività ed approvo infine lo schema di con venzione tipo con
gli Enti locali.
E' inoltre imporlante ricordare che con lo Legge Regionale n. 35 del 26/11/2012 recante:
"Disposizioni in materia di microzonazione sismico". è stato introdotto il principio di
adeguamento degli strumenti urbanistici 0110 MS.
Con l'OPCM 52/2013, vengono obbligatoriamente introdotte le analisi delle CLE oltre ai
previsti agli studi di MS: con tale annualità saronno interessati 47 Comuni.
Ad oggi (aprile 2016) 93 comuni su 236 hanno uno studio di MS e/o CLE: tale percentuale
interesso uno popolazione di 1.218.900 abitanti pari od uno percentuale del 78% rispetto 01
totale dello popolazione regionale (doti 2011). Ciò perché, come detto, sono stati utilizzati,
tra gli altri, il criterio di privilegiare i comuni più popolosi e quindi più esposti at rischio.
Tutti i 93 studi di cui sopra hanno ricevuto il "visto di regolarità" do parte dello Commissione
Tecnico Nazionale presso il DPC ed hanno ricevuto il prescritto "certificato di conformità"
agli standard rilasciato dalla Regione Marche.
Nell'aprile 2015 è stata approvata l'OCDPC 171/2014 che ha coinvolto 62 Comuni di cui 16
interessati alla sola CLE (non eseguita precedentemente). Tali studi nell 'ottobre 2015 sono
stati consegnati al DPC e sono tuttora in attesa det suddetto certificato dello Commissione
Tecnica Nazionale per lo validazione.
Le attività relative alla MS e alla CLE continueranno con le risorse messe o disposizione
dalle prossime ordinanza, a partire dallo OCDPC 293/2015, con lo quali si c o nta di poter
effettuare lo MS e lo CLE su ulteriori 51 comuni: si arriverebbe così ad un numero totale di
Comuni "interessati" dagli studi pari a 187 su 236 (79.4%) con uno percentuale di
popolazione coinvolta di 1.508.826 abitanti pari al 97% dello popolazione totale regionale.
Nell'immagine seguente lo stato di a vanzamento degli studi aggiornato o aprile 2016
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2.4
Rischi ed effetti indotti
2.4.1 Frane sismoindotte
Ne12011, attraverso una convenzione tra la Regione Marche e l'Università di Urbino, è stato
effettuato uno studio approfondito su un'area in frana compresa tra i Comuni di Mondavio
ed Orciano di Pesaro (PU). Il monitoraggio durato un anno ha preso in esame e correlato
dati pluviometrici e dati di monitoraggio sismico (mediante inclinometri manuali ed
automatici). I risultati dello studio sono contenuti in una pubblicazione agli atti della
Protezione Civile regionale.
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
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delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
635
2.4.2 Tsunomi
Dal 2014 lo Regione Marche è entrata a far parte a tutti gli effetti del sistema nazionale di
allerta italiano per il rischio maremoto come richiesto dal Dipartimento Nazionale e con il
coinvolgimento dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell'Istituto
Superiore per lo Protezione e lo Ricerca Ambientale (ISPRA).
Le attività a cui ha partecipato lo Regione Marche in seguito a quanto sopra riportato,
sono legate alla formazione e integrazione delle strutture e del personale regionale
operativo nel sistema di messaggistica degli allertamenti per rischio maremoti .
Dal 2014 a tutto il 2015 si sono svolte numerose esercitazioni di "Comunication Test" tra il
Dipartimento Nazionale, l' I.N.G.V, l'ISPRA e le Regioni al fine di testare e migliorare i tempi e
lo sicurezza nelle comunicazioni e lo c o noscenza e conseguente capacità di lettura dei
report di allertamento nei loro vari formati.
2.4,3 Dighe
Nel territorio della Regione Marche sono presenti 16 dighe aventi le caratteristiche definite
dall'arI. l del decreto-legge del 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con modificazio ni, dalla
legge 21 ottobre 1994, n. 584. Sul bacino del Tronto insiste una ulteriore diga , in territorio
della Regione Lazio.
Le dighe, facendo riferimento alle autorità di bacino, so no così suddivise:
t Autorità di bacino interregionale del Conca Marecchia: nessuna diga nel territorio
delle Marche.
t Autorità di bacino regionale delle Marche: 14 dighe, di cui 5 nell'area che
corrisponde alla porzione di territorio ricadente nel Distretto Appennino setterntrionale
e 9 nell'area che corrisponde alla porzione di territorio ricadente nel Distretto
Appennino centrale.
A utorità di bacino interregionale dei Tronto: 2 dighe nel territorio delle Marche.
A utorità di bacino del Tevere: nessuna diga nel territorio delle Marche.
*
*
REGIONE MARCHE
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delibera
5
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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........ ..,.. Nella tabella sotto, è riportato l'elenco delle grandi dighe presenti sul territorio regionale e
le rispettive caratteristiche peculiari, così come riportati sul sito ufficiale della Direzione
generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero delle Infrastrutture
e dei Trasporti. A partire dal l gennaio 2014 il consorzio di Bonifica delle Marche ha
incorporato i tre Consorzi presenti nel territorio delle Marche: il Consorzio di bonifica
integrale dei fiumi Foglia, Metauro e Cesano, il Consorzio di bonifica del Musone, Potenza,
Chienti, Asola e Alto Nera ed il Consorzio di bonifica di Aso, Tenna e Tronto. Allo Tabella è
stato apportato ta le modifica.
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REGIONE MARCHE
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GIUNTA REGIONALE
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
2.4.4 Industrie a rischio di incidente rilevante
Questo capitolo è finalizzato all'analisi e 01 confronto dei "Piani di Emergenza Esterno" PEE,
relativi agli stabilimenti sottoposti 0110 disciplino nazionale e comunitario sul controllo del
pericolo di incidenti rilevanti, presenti sul territorio dello Regione Marche.
Tali stabilimenti, nell'ambito dei loro processi produttivi, utilizzano o immagqZZlnano
determinate sostanze in quantità superiori o determinate soglie, e che in caso d'incidente
potrebbero provocare con seguenze drammatiche per i lavoratori, lo popolàzione e
l'ambiente circostante.
In un contesto nazionale, che vede più di 1.000 stabilimenti denominati "Seveso", lo
Regione Marche ne ospito soltanto 16 o Rischio di Incidente Rilevante (RIR), ai sensi del
Decreto Legislativo del 17 agosto 1999 n. 334 e S.m.i, di cui n. 9 rientrano nell'art. 6 e n. 7
nell'art. 8 dello stesso decreto. Lo relativo esiguità numerico , all ' interno di una regione
orientato 0110 tutelo ambientale e allo qualità dello vito, ho suscitato interesse od indagare
similitudini o differenze in cui viene pianificato l'emergenza esterno in questo settore di
"nicchio", ma molto delicato.
Ubicozione degli stabilimenti delle Marc he a rischio incidente rilevante
,,
,
•
9
Sta bilimento od ort.6
Stabilimento od art.8
Pro vincia di Pesaro e urbino
Provinc io di Anc ona
Provinc ia d i Fermo
Provincio di Ascoli Piceno
Per ciascuno di essi lo normativa vigente prevede lo predisposizione di Piani di Emergenza
Interni (PEI) o curo dei gestori degli stabilimenti e Piani di Emergenza Esterni (PE~) , lo cui
redazione è coordinato dalle Prefetture competenti per territorio.
Nonostante vi siano Linee Guido nazionali sullo pianificazione dell'emergenza esterno , i
singoli piani presentano, oltre od e videnti aspetti in comune , numerosi elementi di
difformità che e sulano dalle caratteristiche dell'impianto e saminato o do determinate
~
REGIONE MARCHE
sed uta del
2 ( 61U. L
GIUNTA REGIONALE
lPa9l
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delibera
fì 3 5
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
peculiarità territoriali. Questo potrebbe portare ad una mancanza di conoscenza univoca
da parte della popolazione su determinate procedure da adottare, e potrebbe causare
criticità nel coordinamento di situazioni emergenziali,
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Siro/cio di labella sui PEE aggiornalo 0/2012 (- dolo non disponibile)
Da un recente studio è emersa una disomogeneità nei piani dell'area vasta (ex Provincia)
di Ancona rispetto a quelli, ad esempio, più omogenei dell'area vasta di Ascoli Piceno,
Sempre il suddetto studio sottolinea che nessun PEE recepisce tutte le sezioni delle linee
guida nazionali, pertanto risulta difficile individuare un piano, tra quelli delle aziende delle
Marche, che possa fungere da modello ideale per lo pianificazione dell'emergenza
esterna,
I Comuni presso i quali insiste un'industria a rischio sono tenuti all'integrazione del proprio
piano di emergenza con le attività discendenti dai Piani di Emergenza Esterni relativi, in
particolare per garantire l'informazione alla popolazione sulla base delle linee guida al fine
di rendere consapevoli i cittadini dell'esistenza del rischio industriale e della possibilità di
mitigare le conseguenze di un incidente rilevante attraverso i comportamenti di
autoprotezione e con l'adesione tempestiva alle misure di sicurezza previste dal Piano di
Emergenza Esterno (PEE) e dalla Scheda di informazione divulgata dal Comune
medesimo,
REGIONE MARCHE
lPa9l
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GIUNTA REGI ONA LE
delibera
'
6 35
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Nelle Marche esistono 4 depositi di G PL, 5 depositi di esplosivi (di cui uno ne realina anche
lo produzione) , 2 depositi di oli minerali e i restanti 5 svolgono altre attività pericolo$e, come
evidenziato nella figura sottostante.
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Cl Tipo di stabilimento Numero stabilimenti per tipo di attività
La Regione Marche con L.R. 18/2004 "Norme relative al controllo del pericolo di ncidenti
rilevanti. Decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 sul risc hio industriale. Attuazio,ne della
Direttiva 96/82/CE)" ha disciplinato le competenze amministrative in materia di 6ttività a
rischio di incidenti rile vanti connessi a determinate sostanze pericolose, prevedendo all'art.
17 (norme transitorie) che le disposizioni della stessa legge abbiano efficacia a decorrere
dalla stipula dell'Accordo di programma tra Stato e Regio ne.
Le informazioni in termini di ri schi e prevenzione in riferimento agli stabilimenti a 9ischio di
Incidente Rilevante (RIR) sono già contenute per legge all'interno della scheda di
informazione alla popolazione e al Piano di Emergenza Interno.
Nello studio di quelli che potrebbero essere gli effetti di un evento non previsto : (incendi
ecc.) presso gli stabilimenti ove sono lavorati e/o stoccati materiali pericolosi (tossici,
infiammabili ecc.) assume inoltre importanza lo definizione di quanta popQlazione,
nell'ambito limitato alla zona dell'evento, sia esposta all'evento. Nei PEE esaminati si è
riscontrato peraltro che spesso questo dato risulta approssimativo mentre invece d~)Vrebbe
essere preciso ed esaustivo al fine di una più corretta ed efficace gestione eme~genziale
(popolazione per fasce d'età, patologie particolari, persone diversamente abili, el<±:.).
Nella tabella che segue sono elencate le industrie a rischio di incidente rilevante nelle
Marche suddivise per ambiti provinciali e con lo relativa vulnerabilità.
REGIONE MARCHE
seduta del
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GIUNTA REGIONALE fPa9l
~
delibera
5
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Folconora M .ma
RI Classe 2 Galdengas S.p.A ART. 8 Ancona SOLS.p .A AR .6 Closse 2 Caslelfidardo SILGA S.p.a ART. 6 C lasse 2 Cas teUid rda t'LEZINCO S.R.L AR' 6 Closse 2 Monterado Societa' Italiana Gas Liquidi ART. 6 R2 Classe 2 Senigallia GOlDENGAS S.p.A AR·.6 RI Classe 2 Ascoli Piceno
ALESSI FIREWORKS s.r. l AR .8 Classe 2 ELANTAS ITALIA s.r.l ART. 8 Classe 2 Offida
BONFIGLI s.r.l ART. 8 Classe 2 Appignano dci
Tron to
A lESSl s.rl ART. 6 C lasse 2 Castignano
Alesi Mario s.a .s ART. 6 Comunanza
D,E.C s.r.l ART. 6 Porto San Giorgio
PEGAS S.r. l ART. 8 fermo
Edison S,p A ART. 6 Pesaro
FOX Petroli S.p. A ART. 8 Jesi
A~coli
Pìceno
Rl Classe 2 C lasse 2 Rl
Classe 2 Classe 2 R4 Classe 2 Nel capitolo 3.3.4 saranno descritti anche altri siti che, pur non rientrando tra le imprese a
rischio di inc idente rilevante, rappresentano siti e luoghi comunque da segnalare in quanto
pericolosi per l'ambiente circostante e la popolazione residente.
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
,
sedula del
I
O 61U. 20 6
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
3.0 Elementi conoscitivi - InfrastruHure e reti
3.1 Infrastrutture di accessibilità e mobilità
I
Il sistema viario regionale può contare tradizionalmente su una rete diffusa e capilliare (65,3
km di strade e 1,8 km di autostrade su 100 Kmq (dati 2011). Ben diversa appare ihvece
lo
I
condizione della rete ferroviaria regionale che, con i suoi 385 km di estensi01e, risulta
kmq di
sottodimensionata, sia in rapporto all'estensione territoriale (4 km di rete ogni
superficie, a fronte del valore medio nazionale pari a 6,6), sia in rapporto alla pOt=lolazione
residente (2,5 km ogni 10.000 abitanti a fronte di un valore medio nazionale pari 03,3).
lOy
Tale situazione di criticità della mobilità regionale si traduce nell'eccessivo pes J assunto
dal trasporto su strada (861 veicoli per 1000 abitanti oltre lo già elevata media ndzionale),
sia nel trasporto merci, sia nel trasporto passeggeri, e si ripercuote sulla qualità deli laria i cui
livelli sono critici proprio nelle aree caratterizzate da maggiore densità abitativa e di
traffico.
I
Tutte le principali vie di comunicazione sorgono lungo lo costa con il litorale. Gli: impianti
ferroviari e stradali permettono il collegamento tra Ancona con Bologna e Bari lu ~go tutto
il litorale della penisola : SS 16 ed Autostrada A 14. Solo una linea ferroviaria p6 ssa per
l'Appennino e collega Ancona con Firenze e Roma. Molte delle strade sono licalcate
dalle vecchie vie romane , come lo Via Flaminia e lo Via Salario.
I
3.1.1 Accessibilità stradale
Autostrada
La Regione Marche è attraversata dal tronco autostradale A 14 Bologna - Can,bsa tra il
casello più settentrionale di Pesaro-Urbino (PU) ed il casello a sud di San Benedetto del
Tronto - Ascoli Piceno (AP). La tratta scorre più o meno parallelamente alla linea: di costa
per una lunghezza di circa 175 Km.
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
La rete autostradale
REGIONE MARCHE
seduta del
2 O 6!U ,
GIUNTA REGI ONALE
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
206
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l' ~Ii~n : I
Strade statali
Per quanto attiene la viabilità statale , Il territorio della Regione Marche è suddivi~o in due
gradi settori: Marche nord (denom inato Centro A) e Marche sud (denominato c4ntro B). I
due settori, al capo dei quali vi è un Dirigente Tecnico, coadiuvato da un Res90nsabile
della Manutenzione per centro, sono a loro volta suddivisi in tre sotto-settori ciqJscuno (i
cosiddetti nuclei a, b e c) coordinati da un Capo Nucleo e da personale s~ strada,
Sorveglianti, Capi Squadra e squadre di manutenzione per il monitoraggio e 16 pronta
disponibilità in casi di evento.
La figura che si riporta sotto rappre sen ta la planimetria della rete stradale ~ NAS del
Compartimento della viabilità per le Marche.
L' ANAS comparto Marche inoltre, è componente fondamentale e permanente d~1 Centro
Operativo Regionale, specialmente in materia di viabilità e problematiche conne$se, ed è
altresì presente ogni qualvolta che se ne ravvisi la necessità , presso le Sale dperative
Integrate di livello provinciale.
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REGIONE MARCHE
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GIUNTA REGIONALE
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delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
5
Le altre arterie stradali delle Marche
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Con Delibera n° 305 del 31 marzo 2016 (a cui si rimanda per approfondimenti) è stato
approvato lo schema di con venzione per l'affidamento alle Province di A ncona, Pesaro e
Urbino, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata delle funzione di gestione e manutenzione
ordinaria delle strade denominate ex ANAS.
Relativamente alle aree che potrebbero essere utilizzate come aree di accesso
specialmente in casi di maltempo e neve, si rimanda ai piani neve di ciascun ambito
provinciale nei quali sono definiti i cancelli, le strade alternative, i parcheggi scambia tori
ed ogni altra utile informazione. Tali piani, realizzati con il contributo delle singole Prefetture
delle Marche e dei relativi COV, sono stati testa ti ed affinati in particolare in occa sione
della nevicata del febbraio 2012 che, per la Regione, è stato un evento di c arattere
straordinario.
3.1.2 Accessibilità ferroviaria
La rete ferroviaria marchigiana è gestita dalla società di Rete Ferroviaria Italiana - Gruppo
Ferro vie dello Stato Italiane (RFI).
REGIONE MARCHE
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GIUNTA REGIONALE
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Complessivamente le linee FS, nel territorio marchigiano, assommano attualmente a 384,3
Km (2,3 % del totale nazionale), di cui 266, l Km elettrificati e 196,9 Km a doppio bi ~ ario e i
restanti 187,4 a semplice binario.
Le linee/ tratte gestite da RFI nel territorio marchigiano sono:
l. tratta Cattolica (e) - Porto d'Ascoli (i) della linea Bologna - Lecce;
2. tratta Falconara (i) - PM Galleria (e) della linea Orte - Falconara;
3. linea Civitanova (e) - Albacina (e);
4. linea Ascoli - Porto d'Ascoli (e) ;
5. linea Fabriano (e) - Pergola.
Nell'assetto attuale della rete FS, il nodo di Ancona è centrale rispetto alla direttrice
adriatica (Bologna - Lecce); il nodo di Falconara Marittima risulta essere importantè sia per
lo linea "adriatica" (Bologna - Lecce) sia per lo linea "romana" (Orte - Falconar ), linee
fondamentali della rete nazionale. Sono in corso di realiuazione i lavori relativi al ro do di
Falconara M. che comprendono lo variante alla Raffineria "API" e lo bre't ella di
collegamento tra lo linea adriatica e lo Orte - Falconara (data di ultimazion~ lavori
settembre 2019).
Nella stazione ferroviaria di Civitanova Marche / Montegranaro avviene l'interscarlnbio tra
lo linea adriatica Bologna - Lecce e lo linea Civitanova - Albacina.
Nella stazione ferroviaria di Albacina avviene l'interscambio tra lo linea Orte - Falcb nara e
I
lo linea Civitanova Marche - Albacina.
Nella stazione ferroviaria di Porto d'Ascoli avviene l'interscambio tra lo linea adriat:lca e lo
linea Ascoli - Porto d'Ascoli.
La tratta Cattolica - Porto d'Ascoli della linea adriatica Bologna - Lecce è a idoppio
binario ed elettrificata, è utilizzata sia dal traffico pendolari che dal traffico dellp lunga
percorrenza e dal traffico merci.
La tratta Falconara Marittima - PM Galleria della linea Orte - Falconara è elettrificata ed in
parte a doppio binario (Falconara - Montecarotto e PM 228 - Fabriano) lo restante parte è
a semplice binario, è utilizzata sia dal traffico pendolari che dal traffico dell lunga
percorrenza e dal traffico merc i.
I
Nella tratta tra Chiaravalle e Jesi (in linea) sono presenti due raccordi e
precisamen~e:
l. Ra ccordo Interporto
2. Ra ccordo Goldengas
La linea Civitanova - Albacina, a semplice binario e non elettrificata (trazione diesel), è
utilizzata il traffico pendolari, cosi come lo linea Ascoli - Porto d'Ascoli elettrificata e a
semplice binario.
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REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE seduta del
2 61U. 2016
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
La linea Fabriano - Pergola attualmente è sospesa dall'esercizio ferroviario. il servizio
viaggiatori è effettuato da automezzi sostitutivi (autobus).
Nel territorio della regione Marche ricadono alcune gallerie aventi lunghezza superiore a
1000 metri e per le quali è stato già redatto un Piano Generale di Emergenza , coordinato
dalle Prefetture (Decreto 20 ottobre 2005).
Le sopracitate gallerie sono:
l. galleria Cattolica (doppia canna) ricadente nel Comune di Pesaro (linea adriatica);
2. gallerie Vallemiano e Castellano ricadenti nel Comune di Ancona (linea adriatica);
3. galleria Bura ricadente nel Comune di Tolentino (linea Civitanova - Albacina);
4. gallerie Fabriano. Fossato e Della Rossa ricadenti nel Comune di Fabriano (linea Orte
- Falconara);
5. galleria Morello ricadente nel Comune di Sassoferrato (linea Fabriano - Pergola).
La circolazione ferroviaria nelle linee della Regione Marche è gestita da Posti Centrali
tramite il Dirigente Centrale Coordinatore Movimento (DCCM ) con sede a Bari e Roma che
svolgono altresì il ruolo di "Gestore delle Emergenze" per RFI:
* DCCM Bari:
* Linea Bologna - Lecce / tratta Cattolica - Porto d'Ascoli
* Linea Civitanova - Albacina
* Linea Ascoli - Porto d'Ascoli
• DCCM Roma:
* Linea Orte - Falconara / tratta Falconara M. - Fossoto di V.
Nella Regione Marche il servizio viaggiatori è svolto dalle seguenti Imprese Ferroviarie:
l. Trenitalia (Società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) su tutte le linee ricadenti
nella Regione Marche
2. Sangritana nella tratta S. Benedetto del T-Pescara
Il Presidio di Protezione Aziendale (RFI) mantiene/garantisce i rapporti istituzionali con gli Enti
Istituzioni (Prefettura , Regione, Protezione Civile, FF.OO .... ).
Per gestire tutte le emergenze che interessano le linee ferroviarie della Regione Marche
e/o il trasporto ferroviario dei viaggiatori e delle merci si deve sempre contattare il DCCM
di giurisdizione, presente h24.
Inoltre, i referenti di RFI (protezione aziendale), sono permanentemente rappresentati e
presenti presso lo struttura regionale di emergenza COR di cui al Decreto del Presidente
Giunta Regionale nOl OS/2008.
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GIUNTA REGIONALE
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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3.1.3 Accessibilità aerea
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L'attività aerea regionale, dal punto di vista dell'accessibilità, viene effettuata uti izzando
prevalentemente le seguenti tipologie di strutture:
aeroporti: aree definite (su terra o acqua) che includono edifici, installazioni ed
apparecchiature da usarsi in tutto o in parte per gli arrivi, le partenze ed i movimenti a
terra degli aeromobili;
eli superfici: aree idonee a partenza ed approdo di elicotteri e di aeromobili non
appartenenti al demanio aeronautico su cui non insiste un aeroporto privato di ClJi
all'art. 704 del codice della navigazione;
campi di volo: aree destinate esclusivamente alla partenza e all'approdo di aliarjti. Tali
aree non saranno descritte nel seguente documento.
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L'Aeroporto delle Marche "Raffaello Sanzio" è un aeroporto civile appartenente a llo Stato
(Decreto 2 maggio 2008 del Ministero della Difesa) e rappresenta l'unico aJroporto
internazionale delle Marche. Il Piano Nazionale degli Aeroporti, in coerenza ed att~ azione
dell'art. 698 del Codice della Navigazione, vede inserito l'Aeroporto delle March tra gli
aeroporti di interesse nazionale ad integrazione del complesso aeroportual
degli
aeroporti strategici del Centro Italia.
Vi operano sia i vettori di linea che le più importanti compagnie charter interna;lionali e
cargo. L'aeroporto è' situato a circa 10 Km. Nord-Ovest rispetto alla città di Anc~na alla
quale è collegato tramite viabilità ordinaria e autostradale (A 14 uscita Ancona Nord). Il
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llt1J REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE seduta del
2 O 6IU, 2016
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
sedime interessa il Comune di Falconara Marittimo (An) , dal quale disto dal centro circa 5 Km. E situato a 15 m s.l.m. e le coordina te geografiche sono: 43°37'00"N 13°21'37"E (Aerodome reference point). Il codice ICAO è LlPY. Il codice lATA è AOI. L'operatività aeroportuale è H24. Il sedime aeroportuale è di 207 Ha e comprende: + una pista di volo con orientamento 04-22 lunga 2.965 mt e larga 45 mI,
+ un'aerostazione passeggeri sviluppata su tre padiglioni per un totale di circa 20.000
mq. ;
+ un piazzole di sosta aeromobili di circa 82.000 mq. dove sono presenti n.
14 piazzole
di sosto per aeromobili ad ala fisso ed l piazzola per elicotteri.
All' interno del sedime aeroportuale è presente un deposito di carburante (jetA l) collocato
in area airside tra l'Hangar Aviazione Generale e lo Palazzina Aeroclub.
L'area è sub concessa a Air BP.
La struttura insiste su un'areo di circa 3.500 m2, e si compone di 3 serbatoi metallici, del tipo
verticale fuori terra. Ogni serbatoio ha un diam etro di circa 7,00 metri, un'altezza di circa
5,50 metri, e una capacità di stoccaggio pari a circa 200 m3. Sull'aeroporto opera anche il
5° Nucleo Elicotteri dell'Arma dei Carabinieri, che con i suoi A 109 copre i territori di Marche
e Abruzzo.
Vulnerabilità aeroporto
In considerazione della localizzazione del sedime aeroportuale, si configurano le
vulnerabilità conseguenti ai seguenti rischi: Rischio inondazione/esondazioni di fiumi , rischio
sismico, rischio industriale , ovvero dovuto 0110 presenza di attività a rischio di incidente
rilevante.
Vulnerabilità connessa al rischio idraulico
Il rischio da inondazione deriva dalla vicinanza del fiume Esino e dei vari canali delle
acque superficiali. Sulla base di quanto riportato nel Piano Assetto Idrogeologico (PAI)
della Regione Marche si evince che una parte del sedi me aeroportuale è inquadrata
come "aree od alta probabilità di inondazio ne".
Inoltre, a seguito degli eventi alluvionali del settembre 2006 che hanno interessato il sedi me
aeroportuale e lo pista di vo lo, è stata redatta una seconda cartografia ed un piano
straordinario dei bac ini idrografici. Si riporta il piano di assetto idrogeologico straordinario a
seguito degli eventi alluvionali del settembre 2006
REGIONE MARCHE
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2O 6IU. ZOlti
GIUNTA REGIONALE
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Per quanto concerne le possibili inondazioni, si evidenzia lo nec essità di m ntenere
monitorato lo stato di pulizia del fosso prospic iente il sedime aeroportuale, in qLanto a
seguito della subsidenza , ha avuto in passato difficoltà di deflusso. A tal fine, l' Entelgestore
dell' aeroporto, anc he in attuazione a specifica direttiva ENAC , effettua 1spezioni
giornaliere nell'intero sedime aeroportuale compreso le suddelte aree a P9tenziale
esondazione ed è in costante c ontatto con lo Pro vincia di Ancona qualora si dovessero
I
ravvisare situazioni di potenziale pericolo.
Vulnerabilità connessa al rischio sismico
Come lo quasi totalità dei comuni della Regione Marche, anche il Comune di Fa conara
Marittima ri c ade in zona sismica n. 2 e lo sua pericolosità sismic a di base, espressa i . termini
di acc elerazione massima attesa al suolo (rigido), vale 0,175 g - 0,200 g.
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Zone sismiche (livello di perico losità)
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seduta del
2 6/U, 201i
GIUNTA REGIONALE
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delibera
5
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
E' necessario pertanto tene re aggiornato il Piano di Emergenza Evacuazione ed effettuare
annualmente delle ese rcitazioni per testare lo risposta del personale in caso di evento
sismico.
Vulnerabilità connessa al rischio industriale
Lo stabilimento è ubicato in area limitrofa all 'aeroporto come si può evincere dalla carta
riportata di seguito che ne individua lo localizzazione e lo dispersione di vapori a seguito di
incendio dei serbatoi.
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Da una sintesi e strapolata dal Rapporto di Sicurezza elaborato dal Gestore della raffineria
API. si riporta quanto definito In materia di interazione con aerei In fase di
d ecollo/atterraggio.
UNITA'4100
Interazioni con aerei in fase di dctollo/aflerrnggio
Come specificato al punlo 1.1\.1.2 l'aeroporto di Ftllconara è colloc810 ad una distanzo pad ti I AOO m dal confine della Raffineria api. E' SIRI:! volulolO In freqllcoz<I di Qccadimento che
ti
seguito di problem atiche oceorse nell'ambito di fasi di allerraggio eia decollo di aerei possa aversi !'impa«o di IIn velivolo neJl'lIrea ex deposito SIF. Sulla base dei dRti relotivi al periodo 1990·2000 è slalo ri CilVi'ofo un valore pei'ln freq uenza di im p<tUo in la le arca dell'ordine di IO' ~ acc/anno. Tale v,ilore ~ funzione oltre chc della dislanZfl dall'aeroporto, anche di quello dall' asse di al1erraggio, nonché do lla superficie dell'tu-ea presa in esame. Con rifel'ime1110 alla distan7.lI dall'fisse di atlcrl'aggio. evidenz.iando che la probabilità di impallo è egualmente dislribuila da IIn IalO (IalO Palconara) che dall'altro (Jalo RaITmcria a~ i), )a frequenza ailesa di impalto di un velivolo in lilla area avente una determinale superficie in pianla, decresce all'lIumcnlare della distanza dall' QSSC di aHerJ<lggio. Qual ora l';m palto dci velivolo coi nvolgesse apparccchilltllTe con lenenti prodotti infiammabili o combustibili lo scenario conseguen te sarebbe un incendio li seguito del quale verrebbero adottale le misure di prole-l.ionc descrilfe nel pal'Rgndì p<.:r!inenti dc! pn;sente documento. REGIONE MARCHE
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GIUNTA REGIONALE
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
v~lutazioni
In conclusione, per quanto ri guarda il rischio connesso alla materia industriali, le
effettuate dal Comune non e vide nziano situazioni di incompatibilità con ii i sedime
aeroportuale.
la gestione delle emergenze
aer~porto
Per quanto riguarda lo gestione delle emergenze che possono verificarsi in
o
nelle sue vicinanze, secondo quanto definito nel Regolamento per lo Costn1zio ne e
l' Esercizio degli Aeroporti ENAC (cap.9) sono stati elabora ti i piani di emergenza a~ hoc al
fine fornire una risposta adeguata ad eventi di natura eccezionale che mettano a rischio
lo sicurezza delle persone e/o cose presenti in aeroporto e per lo cui gestione si renda
necessario il coinvolgimento degli Enti / Socie tà in esse operanti .
I Piani di Emergenza aeroportuale coinvolgono soggetti pubblici e pri va ti prrsenti in
aeroporto e, pertanto, le relative procedure di coordinamento sono oggetto di s8ecifiche
Ordinanze da parte di ENAC DA
I
I piani di emergenza attualmente predisposti sono i seguenti:
Emergenza aeronautica
Piano di emergenza In caso di incidente aereo
sull'aeroporto di Ancona Falconara
Security alert - Atti illeciti Piano di difesa da atti illeciti contro l'aviazio he
civile -- Attacchi terroristici NBCR
contro l'aviazione civile
Incendio/terremoto/crolli
strutturali Pandemia influenzale
Piano di evacuazione aeros tazione Piano di emergenza pandemie influenzali I
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GIUNTA REGIONALE
seduta del
61U. 2016
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Ubicazione aeroporto di Ancona Falconara
Planimetria generale aeroporto
le Elisuperfici
Il progetto regionale delle elisuperfici, nasce nel 1998, all'indomani del terremoto Marche
Umbria, con lo studio di 13 aree di ammassamento di forze e risorse di protezione civile
dove erano previsti anche aree di atterraggio per elicotteri.
Il progetto, con il passare degli anni, è stato completamente attuato per quello che
riguarda le aree di ammassamento, mentre per quanto riguarda le attigue elisuperiici ha
subìto periodici aggiornamenti e rivisitazioni per tentare di trovare le migliori sinergie
finanziarie con gli Enti Locali coinvolti e realiuare strutture in località strategiche sia per le
finalità di protezione civile che per migliorare il sistema sanitario di emergenza. Dal 2006 il
lavoro di individuazione delle aree è stato portato avanti anche in collaborazione con il
118 regionale mentre l'attuazione è stata curata dal Dipartimento regionale di Protezione
Civile. Il progetto ha visto, sin dall'inizio, il coinvolgimento degli Enti Locali (C omuni , ex
Comunità Montane, ex Province) che, a seconda delle situazioni, sono stati progettisti,
finanziatori ed attuatori dei progetti medesimi, ed il Dipartimento Regionale di Protezione
Civile col ruolo di promotore e supervisore fra tutti gli enti coinvolti oltre a garantire il
necessario supporto tecnico progettuale (linee guida) curando anche i contatti con l'Ente
Nazionale Aviazione Civile (ENAC).
~ REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Sul portale web dell'ENAC (enac.gov.it) oltre che sul Iink sotto stante sono descritte nel
dettaglio ciascuna elisuperficie.
Gli aeroporti presenti in prossimità dello Regione, utilizzabili sia quali basi logistiche dei
vettori ad ala rotante e fissa o per il trasporto delle persone e delle risorse logistiche qualora
l'aeroporto di Ancona-Falconara non fosse accessibile sono i seguenti:
+ Aeroporto di Rimini (85 km)
+ Aeroporto di Perugia (140 km)
+ Aeroporto di Pescara (175 km)
+ Aeroporto G. Marconi di Bologna
(206 km)
3.1.4 Accessibilità marittima
In base al D.Lgs 112/98 e alla LR 10/99 permangono in capo alla Regione le più generali
funzioni di programmazione e indirizzo nei porti in cui le funzioni non sono rimaste in capo
all'organo Statale.
Il "sistema portuale marchigiano" è
classificate:
caratterizzato do
nove strutture portuali così
* PESARO categoria 20 - classe l a Competenza Stato
*
BAIA VALLUGOLA categoria 2a - classe 4a Porto Turistico in regime di C. Demaniale ­
Competenza Regione
GABICCE (DARSENA) categoria 2a - classe 4° Porto Turistico in Regime di Concessione demaniale-i Competenza regionale
FANO categoria 2a - classe 3a Competenza Regione
SENIGALLIA categoria 2a - classe 20 Competenza Regione
ANCONA Categoria l o (difeso militare e sicurezza dello Stato) categoria 2a - classe l
a Competenza Stato Sede di Autorità Portuale
t MARINA DORICA categoria 2a - classe 4a Porto Turistico in Regime di Concessione
demaniale rilasciata dall' Autorità Portuale
N UMANA categoria 2a - classe 4a Competenza Regione
CIVITANOVA MARCHE categoria 2a - classe 4a Competenza Regione
PORTO SAN GIORGIO categoria 2a - classe 4a Porto Turistico in regime di C. Demaniale - Competenza Regione
SAN BENEDETTO DEL TRONTO categoria 2a - classe l a Competenza Stato. Approdo
Turistico: Competenza Regione
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*
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*
Sul link regione .marche .it/portidellemarche.aspx si possono trovare tutte le delucidazioni e
gli approfondimenti.
REGIONE MARCHE
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Il porto regionale più importante è sicuramente quello del capoluogo dorico, dal quale
transito più di un milione di passeggeri su navi traghetto e do crociera, dirette Iverso le
sponde, dell'Adriatico , orientale (Croazia, Albania, Grecia) e dell'Egeo. AttualrYjente, lo
scolo e uno del plU Vitali e attivI del Mediterraneo e svolge un ruolo :pnmano
nell'interscambio commerciale. E' classificato come scolo di rilevo internbzionale
dall'Unione Europeo, inserito nel corridoio Scandinavo-Mediterraneo delle reti .TEN-T. Il
traffico container si è sviluppato negli ultimi anni, superando i 150.000 TEUs annui ~i traffico
e attraendo tutti i principali vettori mondiali del trasporto contenitori. Anche irll questo
settore, il porto di Ancona rivelo lo propria vocazione di "Porto d'oriente" o se ivizio del
bacino di mercato del centro Italia, come nei traffici traghelli e rinfusieri dèl
, porto.
Ugualmente rilevante il traffico petrolifero generato dallo raffineria API di Fdtlconara
marittimo.
I
Relativamente all'organizzazione ed 0110 gestione delle attività di emergenza e Joccorso
negli specchi acquei in mare ed in porlo, lo stessa è demandato 011' Autorità ~ arittima,
identificato con lo Capitaneria di Porto - Guardia Costiero, lo quale è articolato, o livello
regionale, in uno Direzione Marittimo, con sede od Ancona, cui fanno capo '12 Uffici
marillimi distribuiti lungo l'intero litorale, distinti tra Uffici maggiori (Uffici Comparlimentali
Marittimi di Ancona, San Benedetto del Tronto e Pesaro; Uffici Circondariali Mdrittimi di
Fono, Civitanova Marche e Porto San Giorgio) ed Uffici minori (Uffici Locali Marittimi di
Gabicce, Marotta, Senigallia e Numana, Cupra Marittimo; Delegazione di Spi<bggia di
Porto Recanati).
All'Autorità Marittimo spetto il compito del soccorso in mare (Search And Rescue - S.A .R.),
nonché lo gestione ed il coordinamento delle attività antinquinamento.
Per lo gestione delle attività SAR lo Direzione Marittimo di Ancona riveste il ruolo di MRSC
(Maritime Rescue Sub Center) e coordino le situazioni SAR più complesse. I comandi di
livello inferiore (Uffici Compartimentali Marittimi, Uffici Circondariali Marittimi, Jcc .. ), in
qualità di Unità Costiere di Guardia (UCG) , sono chiomati o gestire le attività SAR a
caroIlere locale.
Per le allività antinquinamento le autorità responsabili sono gli Uffici Compar~imentali
Marittimi coordinati all'occorrenza , nei cosi di inquinamento che interesso l'area di
competenza di più Compartimenti, dallo Direzione Marittimo.
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REGIONE MARCHE
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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MARCHE - 45
3.2 Reti di telecomunicazione
3.21 Reti di telefonia mobile e fissa
L'azienda di rete fissa Tel e com, con cui lo Region e ha apposita conv enzione, nonché tutti i
gestori di telefonia mobile, hanno nominato all'interno del COR uno o più referenti con i
quali, in casi di eventi eccezionali e/o straordinari, lo sala operativa unificata permanente
(SOUP) può avvalersi ogniqualvolta ne abbia necessità.
Le sale di controllo e gestione delle reti di tutti gli operatori sono in operatività h24, così
come pera ltro lo SO UP c he è dotata di un sistema di rubrica centralizzata in grado di
organizzare le informazioni di ciascun contatto ed usufruirne in caso di gestione di
comunicazione in emergenza
Gestori Telefonici di reti radiomobili e telefonia fissa
Le aziende - Telecom/Tim (Sala nazionale h24: Control Room Security numero verde
800861077), Vodafone (Security Operation Center Tel: 02 41433333), Wind (Foca l Poin1: 06
83115400), H3G (Focal point h.24 0774 407712 fax 0774 366010 mobile- in caso di mancato
contatto verso il numero fi sso- 3477653299).
Q uesti gestori di telefonia gestiscono reti comp lesse altamente riconfigurabili, i cui ce ntri di
controllo remoti sono ridondati ed in grado di operare riassetti della rete in tempo reale. Le
sale di controllo e gestione delle reti di tutti gli Operatori sono attive h24. Gli elementi di rete
dispongono di sistemi di alimentazione di backup c he garantiscono lo funzionalità del
servizio per le prime 8 ore circa. Successivamente lo sopravvivenza delle stazioni, in caso di
mancanza di energia elettrica a rete , deve essere garantita con i gruppi elettrogeni
attraverso il rifornimento del carburante.
~ REGIONE MARCHE
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La SOUP dispone di un sistema di rubrica centralizzata e condivisa tra gli utenti del servizio
DbComuni e VoloWEB che sono stai sviluppati internamente con l'obbiettivo di avere una
piattaforma comune sia per lo gestione dei dati relativa a tutti i Comuni delle Marche sia
della realtà associazionistica (gruppi comunali e/o associazioni di Volontariato di
protezione civile).
Inoltre, permette di organizzare le informazioni di ciascun contatto e di poterne .usufruire
nella fase di gestione delle comunicazioni di emergenza (Voice, Fax, Mail/PEe, SMS)
sfruttando anche sistemi automatici di inoltro e verifica delle comunicazione.
3.2.2 Sistemi di telecomunicazione per lo Protezione Civile, per l'emergenza Sanitaria 118 e
gestori pubblici di servizio di Telecomunicazioni
La Regione Marche, ai sensi della Legge regionale n. 32/200 l, ha istituito ed organizzato il
sistema regi ona le di protezione civile in cui vengono disciplinate funzioni ed attività
regionali nonché l'istituzione della SOUP - Sa la Operativa Unificata Permanente - a cui
affluiscono tutte le informazioni di controllo del territorio regionale. A fronte della nòrmativa
suddetta, lo Regione Marche ha realizzato un sistema di coml.)nicazione radio secondo
l'allegato tecnico di cui al Protocollo d'Intesa tra il Ministero dello Sviluppo Economico ­
Dipartimento per le Comunicazioni e lo Presidenza del Consiglio dei Ministri ­
Dipartimento della Protezione Civile - pubblicato nel GURI n. 17 del 22/01/2m7 in cui
vengono individuate le modalità di realizzazione di reti radio regi o nali che utilizzano
frequenze comuni e gratuite rese disponibili dal Dipartimento Nazionale di protezione civile.
Per garantire le comunicazioni radio in situazioni di crisi e poter quindi svolgere le attività
preventive e di soccorso è indispensabile che gli operatori possano comunicare tra loro via
radio in modo rapido ed affidabile.
E' noto che in caso di emergenza si assiste alla congestione dei sistemi di
telecomunicazione più usati e pertanto lo rete radio ricopre un ruolo fo ndament<ple nelle
attività di coordinamento, supporto e di assistenza alla popolazione interessata
dall 'evento.
In particolare, in questi casi, lo SOUP svolge un ruolo fondamentale costituendo il punto di
riferimento per l'intero sistema regionale svolgendo appunto lo funzione di integrazione dei
differenti servizi istituzionali (118, antincendio boschivo, Vigili del Fuoco) del volontariato e )
delle Forze di Polizia.
Inoltre lo regione Marche ha realizzato in aderenza a quanto indica to nel DM. 257 del
6/1 0/ 1998 delle reti radio isofrequ enziali sincrone dedicate all' Emergenza Sanitaria in
banda UHF con canalizzazione a 12.5 Khz.
La condivisione delle infrastrutture di rete (tralicci, shelter, dorsali di interconnesione etc) è
stata perseguita dalla Regione Marche al fine di contenere i costi ed ottimizzare ed
uniformare le dotazioni dei sistemi di telecomunicazioni usati per le Emergenze.
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
2 [ GIU, 2016
fPa9l
~
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
635
Descrizione dell'aHuale rete radio VHF della Regione Marche
Nota introduHiva
In doto 16.10.2002, lo Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento dello Protezione
Civile ed il Ministero delle Comunicazioni hanno sottoscritto un protocollo d'Inteso otto 0110
realizzazione di reti radio sincrone per scopi di protezione civile.
La Regione Marche ho presentato un progetto di rete radio VHF secondo quanto stabilito
dal Ministero dello Comunicazioni per il rilascio delle autorizzazioni ed è stato approvato
dal Gruppo di Lavoro in dato 15.12.2005.
Come indicato dal Protocollo d'inteso, l'Amministrazione regionale, lo Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento di Protezione Civile - ed il Ministero del Comunicazioni
hanno sottoscritto in doto 09.03.2006 uno Convenzione per l'utilizzo delle frequenze della
rete radio dedicate 0110 protezione civile in ambito regionale.
Tale rete consente le comunicazioni su scala regionale tra le strutture pubbliche che hanno
lo responsabilità della gestione delle emergenze nonché il coordinamento delle strutture di
volontariato che collaborano in coso di necessità.
stato del!'arte
Con questi presupposti è stata realizzata l'attuale rete radio regionale.
I protocolli di intesa tra il Ministero delle Comunicazioni e lo Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Dipartimento della Protezione Civile - , ultimo dei quali stipulato in data 29.07.2011
e pubblicato sulla G.U.R.I. n. 194 del 22/08/2011 hanno consentito alle singole Regioni e
Provincie Autonome lo realizzazione di reti radio in banda VHF per le comunicazioni di
emergenza di protezione civile, mettendo in tal modo le basi per lo costruzione di una rete
radio nazionale di protezione civile.
Anche lo Regione Marche ha provveduto alla realizzazione della rete radio regionale in
banda VHF.
L'allegato tecnico per le reti radio di protezione civile di cui allo G.U.R.I. n. 17 del 22.01.2007
prevedevo che ci fossero due canali distinti, ovvero:
* il canale radio isofrequenziale
*
"Istituzionale", riservato agli Enti Istituzionali coinvolti
nello gestione delle emergenze;
il canale radio isofrequenziale "Volontari", impiegato 01 coordinamento del Volontariato. sed uta del
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I
delibera
635
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
ORGANIZZAZION E
DELLE CONNESSIONI
O RGAN IZZAZIOl\1E
TERRITORlALE
_
ch01 - ch02
ch03 - ch04
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ch05 • chOEi
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ch07-ch08
ch09-ch10
ch11 . ch12
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A/VI)! ,
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Nello schema seguen te vengono indica te le due reti semi-regionali con lo configurazione
dei collega menti tra i ripetitori ed i relativi link di interconnessione per raggiungere! lo SOUP
e leSOl,
REGIONE MARCHE
fPa9l
L::J
GIUNTA REGIONALE
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
6
5
SOUP SOl Master Sub master Satellite Elenco delle postazioni ripetitrici del nuovo assetto di rete
Di seguito vengono riportate le postazioni radio che ospitano le apparecchiature dedicate
alle telecomunicazioni. Si precisa che nelle maggioranza delle postazioni si concentrano le
reti radio in dotazione alla Regione Marche, ovvero reti dedicate ai servizi di Protezione
Civile e di Emergenza Sanitaria 118: più in generale per le attività connesse le esigenze di
protezione civile, lo Regione ha realizzato reti radio dedicate ai seguenti servizi:
REGIONE MARCHE
sed ul a del
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2 b 6lU . 2016
GIUNTA REGIONALE
I
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
h
[Pa9l
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delibera
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UHF sincrono isofrequenziale su base provinciale per i collegamen~i tra i
Comuni, le SOl e lo SOUP
Rete radio VHF sincrono isofrequenziale su base provinciale dedicata al
c oordinamento del Volontariato
t Rete radio VHF sincrono isofrequenziale su base provinciale dedicata alle
comunicazioni delle Istitu zioni
+
2 Reti radio UHF sincrone isofrequenziale su base provinciale dedicate alle
T
comunicazioni del Servizio di emergenza sanitario 118 Dorsale costituita da tratte in banda SHF per il tra sporto condiviso dei servizi
sopra descritti e distribuiti sul territorio attraverso le seguenti postazioni:
+ Rete radio
*
*
Provincia di
Pesaro-Urbino
Monte
Monte
Monte
Monte
Monte
Catria
Carpeqna
Pagp nuccio
Ardizio
Nerone
Palazzolo
Provincia di
Ancona
Monte Murano Monte Conero
Pietralacroce
San Silvestro
Barcaqlione
Seniqallia
~nte
Provincia di
Ma c erata
Daria
Monte Conero
Cinqoli
San Ginesio
Monte Fema
Civitanova Marche
Serravalle
Matelica
San Severino Marche
Monte Prata
Master
Slave
Sla ve
Slave
Slave
Slave in realizzazione
i
,
I
I
Master
Slave Slave Slave Slave Slave Masterprinc.
Master sec.
Slave
Slave
Slave Slave Slave Slave
Slave
Slave in realizzazione
f
I
Provincia di
Fermo
Provincia di
Ascoli Piceno
Montefalcone
Capodarco
Montefalcone
Grottammare
Monte Piselli
Acquasanta Master Slave Master Slave Slave Siave- in realizzazione
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
2 O 61U.
fPa9l
~
deHbe ra
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
635
Inoltre il Dipartimento regionale ha lo possibilità di coord inarsi e comunicare con le altre
strutture opera tive. a llestend o apposite coperture radio spo t attraverso l'uso di ponti radi o
mobili od installando sistemi satel litari (voce. fax. dati. video) con diverse tipologie
te c nologiche (apparati satellitari in banda KA e banda C). Tale configurazio ne di rete
assic ura una buona copertura radio del territori o Regionale per lo fascia montana e
cos tiera nonché delle vallate che cara tterizzan o lo Regione Marc he ; rimangono tuttavia
c ritici da servire alcuni territori con compl essità orografic a elevata e c he richiederebbero
ulte riori stazio ni ripetitrici.
la Sala Operativa Unificata Permanente SOUP e le Sale Operative Integrate SOl ex
provinciali
SOUP
La gestione e il coordinamen to deg li interventi di Protezione Civile di livello superiore alla
lettera a) viene svolto dalla SO UP - Sala Operativa Unificata Permanente - di Ancona. lo
quale dispone di un sistema di gestio ne. con trollo e registrazione del traffi co e de lle
seg na lazioni radio compatibile alle specifiche dell' Allegato tec nico G.U.R.1. n. 194 del
22/08/2011 ed in particolare quindi. aderente allo standard ETSI 300-230 e EEA. Tale sistema
inoltre è già pronto per essere utilizzato secondo lo standard DMR ETSI 102 36 1.
La SOUP o ffre c aratteristic he d i resilienza dei sis temi tali da garantire il funzionamento
anche in assenza delle forniture elettriche tradizi onali attraverso il gruppo di continuità ed il
gruppo ele ttrogeno a servizio esclusivo della Sala medesima. In o ltre alla SOUP con fluiscono
tutte le comunic azioni radio della re te UHF COMUN I che ha copertura Regiona le suddivisa
su cara ttere Provinciale .
SOl
Il luogo preposto per lo gestione e lo direzione unitaria degli interventi da coordinare a
livello provinciale è rappresen tato dalle Sale Operative Integrate (501) istituite ed operative
in en te d i area vas ta ex province. Tutte le 501 sono ubicate in edific i a ridottissima
vulnerabilità. a ntisismici e attrezzati con le normali dotazioni informatiche e di tele-radio­
comunicazione proprie di una sala operativa e rappresen tano lo sede dove:
:l va lutare le esigenze su l territorio
:l assistere e supportare le Amministrazioni locali co lpite dall'evento
:l utilizzare. in maniera o ttimale. le risorse a disposizione
:l determinare il tipo e l'entità delle risorse necessarie per superare l'emergenza
:l redigere i quotidiani report da trasmettere alla SOUP
Nel corso degli anni. i Comitati Operativi per lo Viabilità (COV) si sono riuniti anc he presso le
501 con conseguenti. continue interazio ni tra il COV m edesimo ed il Comitato provinciale
di Protezione Civile. Tale configurazio ne . unanimemente riconosciuta. è stata possibile
grazie alla proficua co ll aborazione tra le Prefetture e lo Regione. rafforza ndo le sinergie tra
le Istituzi on i e le strutture del Sistema Marche di Protezione civil e così come so llec itato
anche dal protocollo opera tivo regionale "emergenze in au tostrada" (n o ta d i trasmissione
Regione Marche n° 07 19158 del 19/11/20 10) periodicamente aggiornato.
REGIONE MARCHE
lPa9l
~
GIUNTA REGIONALE
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
i:
; 63\.1
Vulnerabilità delle 501
Essendo lo SOl il centro nevralgico in fase di coordinamento delle emergenze Idi livello
intermedio tra locale e regionale da cui dipende l'efficacia della azione territoriale,
le
,
stesse devono essere dotate di sistemi di comunicazione che offrano lo massima iesilienza
al presentarsi degli eventi.
Pertanto dovranno essere previste diverse modalità di accesso multicanale ai sistemi di
comunicazione audio e video alternativi e con le medesime capacità di ad::esso, in
particolare dovrebbero essere rese disponibili per ogni sede:
l) accesso diretto ad Internet dalla sede con collegati anche sistemi di multi­
videoconferenza che permettano condivisione audio, video e documenti
2) accesso con rete telefonica ISDN e collegamento ISDN per postazioni di
videoconferenza alternativo alla rete Internet
3) accesso alla rete Radio dati e fonia attraverso Ponti radio di proprietà
Ogni Comune della Regione inoltre è dotato di una radio fissa .
L'apparecchiatura radio presente nei Comuni deve essere alimentata con tensione
continua, che viene fornita tramite un alimentatore/caricabatteria.
L'alimentatore/caricabatteria deve, oltre a fornire lo corrente per lo stazione
ricetrasmittente, caricare e mantenere in carica alcune batterie di riserva (di backup). Di
recente si è provveduto a sostituire parte del materiale radio non più efficiente c b n nuovi
apparti e contestualmente si è verificata lo funzionalità del sistema radiante.
Link di interconnessione
Il sistema radio regionale di protezione civile prevede, per i collegamenti tra le postazioni
ripetilrici Master, Sub master, satelliti, SOUP e SOl l'utilizzo di ponti radio pluricanali illigitali in
banda SHF.
Tale sistema, denominato Marc heWay, inoltre, presenta il beneficio di utilizzare le
medesime infrastrutture per le diverse reti regionali tra le cui anche quella dell'Em,e rgenza
Sanitaria 118, ottimizzando, pertanto, gli investimenti per l'Amministrazione Regibnale e
riducendo lo necessità di coppie di frequenze per i link delle varie reti.
La rete MarcheWay garantisce inoltre una maggiore flessibilità operativa nell'ambito di
protezione civile e di Emergenza sanitaria, permettendo e ventuali nuove implementazioni
di siti di emergenza, senza che essi godano di visibilità radioelettrica verso le j relative
postazioni Master.
La dorsale realizzata dalla Regione Marche si sviluppa sull'intero territorio rEfgionale
garantendo attraverso lo costituzione di tre anelli lo necessaria ridondanza dei !percorsi
alternativi delle informazioni verso lo SOUp, esso essa il punto di riferimento di ciascun flu ss o
di informazioni.
La rete MarcheWay viene inoltre utilizzata sia per il trasferimento dei dati raccolti dalle
centraline della rete di monitoraggio (idro-meteo-plu viametrica) sia per le stazioni
accelerometriche e sismometriche gestite dall'INGV (sede di Ancona).
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~) REGIONE MARCHE
~
GIUNTA REGIONA LE
seduta del
O 61U. 201
delibera
5
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Progetto per le reti radio di
Protezione Civile
·Schema rere radIO VHF Pro tezione CIVile canale Istltutlonl e VolOntanalo
Su base Provinciale secondo l'Allegalo TecniCO G U 194 del 22108/20 11
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G IUNTA REGIONALE
delibera
635
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Progetto per le reti radio di
Emergenza Sanitaria 118
Schema rete radIO UHF 118 caMfe w base PrOVinCIale secondo tI O M 257
dei 6110198
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,=~: 3.3 Infrastrutture, reti gestori dei servizi essenziali
3.3.1 Reti di trasporto e distribuzione del gas
La rete dei gasdotti ricadente nel territorio re giona le si estende per 948 km (303 krr di rele
nazionale e 645 km di rete reg io nale) per un volume di gas riconsegnato di Il .230 M
(m3) di cui il 63% ad impianti di distribuzione, 3 1% a c lienli industriali, 0% a cli~nti finali
I
term oelettrici e il 6% altro (Figura l e Tabella l).
I gasdotti nazio na li trasporlan o il gas a una pressione tra i 24 e 75 bar e hanno un diametro
massim o di 1.400 millimelri . I gasdotti regionali, avendo lo funzione di movimf"ntare il
gas naturale su sca la inlerregionale, regionale e loca le, a l fine di fornire le aziende di
d istri buzione e gli industriali, hanno diametro e pression i di esercizio inferiori a quelli della
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I
tì§) REGIONE MARCHE
seduta del
2 O 61U. 2016
GIUNTA REGIONALE
fPa9l
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de libera
635
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
rete nazio nale . Attualmente, sul territo rio regionale non sono presenti né impianti di
compressione (impianti che hanno lo scopo di aumentare la pressione del gas nelle
condotte e riportarla al valore necessario per assicurarne il flusso), né impianti di
stoccaggio.
La rete di tra sporto è gestita da due operatori (SNAM Rete Gas e Società Gas Italia SGI).
Figura I. Refe Gasdotti, ai sensi dell'art. 9 del D./gs. 164/2000.
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Situazione a Giugno 2014
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REGIONE MARCHE
seduta del
2 O 61U.
GIUNTA REGIONALE
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lPa9l
~
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
SESTINO
FANO
S.SEPOLCRO
FALCONARA
GNL FALCONARA
RECANATI
SMARCO
0
FOLIGNO
PG '
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CELLINO
PINETO
:'<I I"(~ I
Fonte: SNAM -Decreto Direttoriale 2014.
La rete di distribuzione (Tabella 2) si estende per 9.223,2 km (47,6% di propriJ tà degli
esercenti e il 31.5% di proprietà dei Comuni). La rete è gestita da 27 operatori, s~rve 234
Comuni e 675 clienti per un volume erogato di 809 m3
Gli operatori della rete di trasporto e di distribuzione del gas, al fine di garantire lo ~icurezza
e lo gestione delle emergenze, operano secondo quanto indicato dal Piano di Emle rgenza
Nazionale, approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico con DM' , ai sensi del O.lgs.
93/2011 e in conformità al Regolamento (UE) n.994/2010.
I
I
Tabella l Rete di trasporto del gas (estensione e volume di gas riconsegnato). Cpnfronto
Italia - Regione Marche. Dati Anno 2013
I DM de/27 d icembre 2013
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REGIONE MARCHE
lPa9l
seduta del
2 D 61U, 201
GIUNTA REGIONALE
~
delibera
fì 3 5
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Km Rete
Marche
Italia
Km rete
regio
naIe
N. punti di
naz;on
aIe
303
645
10.115
24.513
riconse
Volumi riconsegnoti
A impianti di
distribuz
ione
Clienti
finali
indus
triali
220
773
384
O
73
1.230
7.692
29.259
13.635
17.902
15.413
76.209
gna
Altra
Clienti
fina
li
ter
ma
e.
Totale
Tabella 2 Rete di distribuzione del gas (estensione e volume di gas erogato). Confronto
Italia- Regione Marche. Dati Anno 2014.
N°
oper
atori
Marche
Italia
27
Volume
erogat
n. cabine
Km rete di distribuzione regionale
Alta
o
pressian
e
Media
pressione
Bassa
Totale
presslione
809
128
21,8
4.499,7
4.701,7
9.223,2
29.240
6.323
1.739,0
105.330,6
149.340,0
256.409,6
Fonte: Autorità per " energia elettrico e per il gas e il sistemo idrico. Relazione annuale sullo stato
dei servizi. Anno 2015.
3.3.2 Trasmissione, produzione e distribuzione di energia elettrica
Le infrastrutture e reti elettriche nella Regione Marche sono costituite da una rete di
trasmissione ad alta tensione (RTN) gestita dall'operatore unico Terno, da numerosi impianti
di produzione da fonti rinnova bili (idroelettric o , solare, biomasse, eolic o) allacciati
generalmente sulla rete di media e bassa tensione, e da una rete di distribuzione costituita
da linee elettric he a media e bassa tensione che alimentano i clienti finali.
Trasmissione energia elettrica
La rete di trasmissione AT è costituita da linee prevalentemente aeree, esercite a 380 kV,
220 kV, 132 kV e 60 kV a schema magliato.
REGIONE MARCHE
seduta del
I
2 ~ 61U. 2016
GIUNTA REGIONALE
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fPa9l
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delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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Produzione energia elettrica
Negli ultimi anni vi è stato un notevole incremento della produzione di energia :da fonti
rinnova bili, in particolare c on il solare, con oltre 21.000 impianti, che in alcuni pE}riodi ha
fatto registrare una risalita dell'energia verso la rete di trasporto.
Gli impianti di generazione sono allacciati a lla rete di media tensione (80%) e alldJ rete di
bassa tensione (20%).
Distribuzione energia elettrica
t
La distribuzione dell'energia elettrica è affidata attualmente ad alcune "so ietà di
distribuzione" fra cui le Municipalizzate, che erogano il servizio di connessione e mis: ra sulle
reti AT/MT/BT e distribuzione sulle reti MT/BT in regime di concessione.
REGIONE MARCHE
~
~
GIUNTA REGIONALE
delibera
5 .3 5
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
ìPa9l
sedula del
O GIU. 201
~
I
Enel Distribuzione svolge le attività in gran parte della regi one con un presidio territoriale
costituito principalmente dalla Zona di Ancona-Macerata, di Ascoli Piceno, di Pesaro, da
un Centro Operativo con sede in Ancona e da altre Unità Specialistiche, che riportano al
Dipartimento Territo riale Emilia Romagna e Marche
Cr.ntro Operati'YoAncona
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I dati della rete elettrica di Enel Distribuzione nelle Marche sono:
*
*
*
*
*
60 Cabine Primarie AT /MT 132/20 kW collegati alla RTN (Terno)
118 Trasformatori AT/MT
15.118 Cabine Secondarie con potenza insta llata di 2.422 MW
4781 clienti in media tensione
10.965 km di linee di media ten sione
w:il REGIONE MARCHE
~
GIUNTA REGIONALE
seduta del
2 O 6/0,
~
~
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
*
*
27.739 km di linee di bassa tensione
925.265 clienti finali
La struttura della rete si sviluppa con schema a dorsali e derivazioni costituita FJa linee
prevalentemente aeree o in cavo aereo, oppure può essere costituita da dorsali don linee
prevalentemente in cavo interrato, come dalle configurazioni riportate:
Configurazione tipo in aree rurali
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Configurazione tipo in aree urbane
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Il presidio della rete regionale viene effettuato dal Centro Operativo di Ancona h 24, che
analizza segnali e allarmi provenienti dagli impianti in tempo reale, effettua manq vre sulla
rete, anche a seguito di guasti per ripristinare rapidamente il servizio, tramite un sistema
avanzato di telecontrollo.
Eventuale supporto in situazio ni di emergenza viene fornito dai Centri Operativi territoriali
(n.28 nazio nali) e dalla Sala Controllo Nazionale.
L'accesso al servizio seg nalazione guasti è possibile attraverso il n° verde 803$00 e lo
piattaforma multicanale (APP-SMS_WEB).
ServizI o Segna l il z ion ~ GU<lsti
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REGIONE MARCHE seduta del
2 O 610, 2015
GIUNTA REGIONALE ìPa9l
~
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Le emergenze sulla rete elettrica vengono gestite con riferimento al "Piano Operati vo per
lo gestione delle emergenze sulla rete elettrica" per l'intera Distribuzione Territoriale Rete
DTR Emilia Romagna e Marche, redatto in ottemperanza a quanto richiesto dalla norma
CEI 0-17, ed integrato con quanto previsto dalla IO 95 ver.2 del 29/01/2016.
Il documento descrive le modalità adottate da Enel Distribuzione per classificare gli Eventi
di Emergenza sulla rete elettrica e gli Eventi Critici, definisce ruoli, responsabilità, modalità
operative di gestione delle emergenze ed i principali flussi informativi interni ed esterni da
attivare nei diversi stati individuati.
Gli stati tecnici dell'emergenza sono riassunti nella seguente tabella:
STATI tecnici DELL'EMERGENZA
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ALLERTA
C1tJTI(H J;DI aut:lZlD PI:R .1.\'\"IS'PROT r ZI {j:-l[ CI\'ILE.
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l·.1.'PRU~ J)IARS I DUU: .. ITOAZ. I' RtTtOi t
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tHTIT.1.' D[l m U[II.\"J2l SULLA
R[ft DI co;-.u"rrrlfu NO.. .
C;r:sTlIUI,.[ SI
00
lA
~OR.~ L_E
EMERGENZA
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l ' L1vtl.I,O
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.\TTIVrr,,·
: EMERGENZA
L·_"_",_"_U_",_"_Nr_o",_,o_O_PE_IU_"_"O_O_"_H_'_'0_" _ _ _---'
rO'nD1POIU~tA
D[JSI5T[~lr
snUAZIO-.r DI
[MU~C;[~l,l
[rUORI
~[I: n llo I
I
I
t
=( Z-L1 VELLO
=
Enel Distribuzione è inoltre componente fondamentale del Centro Operativo Regionale
(COR) di emergenza di cui al Decreto del Presidente 105/2008.
Con recente Deliberazione infine (DGR 180 del 7 marzo 2016) , lo giunta regionale ha
approvato uno specifico protocollo di intesa con ENEL Spa per garantire efficienza
operativa nei contesti emergenziali, affinché sia assicurata lo continuità del servizio
elettrico nel territorio regionale.
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
lPa9l
~ O GIU. 20 6 ~
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
I
6.15
3.3.3 Infrastrutture idriche e servizio idrico
Il servizio idrico integrato. inteso come l'insieme dei servizi pubblici di ca Dtazione,
adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e depurazione c i acque
reflue , è organizzato in diversi Ambiti Territoriali Ottima li e Consorzi di ambiti: in alcu~i casi, le
Prefetture, Uffici Territoriali di Governo, hanno manifestato perplessità nella divulgazione dei
dati (e delle relative planimetrie), per motivi di sicurezza e protezione.
I
Pertanto, lo Sala Operativa regionale è in costante contatto con le Autorità d'amqito della
Regione oltre che con gli Enti locali afferenti a tali Ambiti (anche in virtù di rprotocolli
operativi ed accordi per lo gestione delle emergenze ad es. con Confservizi-Cispel) , per
l'assistenza ed il supporto in casi di siccità (2007) nonché per ogni eventuale ed ulteriore
verifica di danni, guasti e conseguenti criticità e disagi per lo popo lazione.
3.3.4 Deposito e stoccaggio carburanti
Fermo restando quanto descritto per le aziende ad incidente rilevante (RIR), di seguito
vengono riportate le principali ditte che trattano depositi superiori ai 500 mc ritener do tale
soglia significativa: nella Regione tuttavia ci sono molte altre attività sotto lo soglila di 500
mc a partire dai tradizionali distributori di carburanti stradali che possono arrivare ò nche a
100 mc, ma che, per il presente lavoro non verranno considerate.
Provincia di Ancona
*
*
*
*
*
CISPE Srl: Comune Camerata Picena 1.130 mc prodotti petroliferi liquidi
Carbonafta & Carbometalli srl: Comune di Osimo 268 mc prodotti petroliferi lit=1uidi
Consorzio Agrario Provinciale Ancona; Comune di Jesi 585 mc prodotti petroliferi
liquidi
PIRANI GIUSEPPE; Comune di Jesi zona Pian del Mendico 610 mc prodotti petroliferi
liquidi
Casali Spa Comune di Falconara Marittima 965 mc prodotti petroliferi liquidi
Provincia di Pesaro e Urbino
*
j:
*
*
*
+
+
CISPE Srl: Comune Camerata Picena 1.130 mc prodotti petroliferi liquidi
Carbonafta & Carbomelalli srl: Comune di Osimo 268 mc prodotti petroliferi lipuidi
Coomarpesca soc. coop. a r.l. Comune di Fano 798 mc di gasolio da pesca I
Bonci marcello srl Comune di Fossombrone 550 mc di gasolio e benzina agric:ola
Carburanti e lubrificanri Brizzigotti Comune di Piandimeleto 496 mc prodotti petroliferi
Ac ema spa Comune di Fermignano 628 mc di prodotti petroliferi
Mariani & C. srl Comune di Pesaro 1274 mc di prodotti petroliferi
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REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
2 O 61U. 2016
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delìbera
G35
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Provincia di Macerata
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Fidea Spa: Comune di Matelica 2.941 mc liquidi, combustibili infiammabili
Fiamma 2000 SPA: Comune di Montecassiano 50 mc gp13.99 tono Gpl in bombole
Petrolchienti Srl. Comune di Corridonia 400 mc di gasolio e 80 q.li olii combustibili
I.CA SPA Comune di Civitanova Marche 500 mc di liquidi e combustibili infiammabili
Petrol Service Comune di Camerino 280 mc di gasolio e 50mc di olii lubrificanti
Provincia di Fermo
*
*
Paludi snc Comune di Fermo 25.880 mc di petrolio greggio più 2.880 mc di gasolio e
3 mc di olio
Eni Fuel Centrosud spa Comune di Magliano di Tenna 565 mc di gasolio più 10 mc di
benzina + 65 mc di olio
Provincia di Ascoli Piceno
*
*
Adriatica Bitumi spa Comune di Colli del Tronto 2.580 mc di bitume più 202 mc di olio
più 15 mc di gasolio
Kerofuel srl - Comune di Cupra Marittima 125 mc di olio più 454 mc di gasoli
3.3.5 Servizi Postali
L'organizzazione operativa di Poste Italiane nel territorio Regionale Marche è alle dipendenze di strutture funzionali aventi sede nella Regione Emilia Romagna , a Bologna in Via Zanardi 28 e 30. In tale sede si trovano i Responsabili delle due attività aziendali principali "Mercato Privati" e "Poste Comunicazione Logistica", con cui l'Azienda eroga i servizi territorialmente , attraverso una rete capillare di n. 417 Uffici Postali e n. 55 C e ntri di Distribuzione Posta posizionati su tutto il Territorio della Regione Marche. I siti suddivisi nelle due attività sono così distribuiti sul territorio: Mercato Privati
Provincia
Provincia
Provincia
Provincia
Provincia
*
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*
*
*
IUffici Postali): Ancona n.lll + n.l sito Direzionale Largo 24 Maggio
Ascoli Piceno n. 60 + n.l sito Direzionale Via Crispi2/4
Fermo n. 53+ n.l sito Direzionale Piazzale Azzolino 15
Macerata n. 95+ n.l sito Direzionale Piazza Oberdan l
Pesaro-Urbino n. 98 + n.l sito Direzionale Via Branca l
Posta Comunicazione e Loqistica (Centri Distribuzione Posta):
(AN)
(A P)
(FM)
(MC)
(PU)
~ REGIONE MARCHE
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GIUNTA REGIONALE
seduta del
2 D 61U. 2016
lPa9l
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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Provincia
Provincia
Provincia
Provincia
Provincia
Ancona
Asco li Piceno
Fermo
Macerata
Pesaro-Urbino
n.14
n. 7
n. 7
n.14
n. 13
e n. I sito Direzionale in Via Cameranense 335/c Passo Varano (AN).
Risposta Scenario Emergenza "Evento Sismico"
In ogni struttura aziendale. al fine di garantire l'incolumità del personale, dei la vora tori terzi,
dei clienti, dei visitatori, è stato redatto dal Servizio di Pre venzione e Protezione T rritoriale
(Re ferente Regione Marche domiciliato presso il sito Direzionale di Ancona La ~go XXIV
Maggio), in conformità della legislazione vigente in materia (Dlgs . 81/08 - DM 10.(l3.1998),
un piano di emergenza interno in cui sono indicate le procedure da adottare in c ,' so un di
evento sismico.
Di seguito si riportano i comportamenti e le procedure che il preposto/coordina ore alle
emergenze dovrà attuare in caso un evento sismico:
Durante lo scossa:
Dovrà invitare i clienti ed il personale aziendale presente nella struttura aziendale a l
Mantenere lo calma e cercare un riparo sotto ad un tavolo o travi in cemento armato o addossarsi alle murature perimetrali; Non abbandonare immediatamente i locali (in quanto tentare di uscire durahte il
sisma è pericoloso a causa del panico e della possibile caduta di oggetti e/o arredi,
nonché della rotture di vetri ecc., che possono trovarsi lungo il p ercorso, così Icome
essere oggetto del possibile distacco di cornicioni, intonaci o caduta di comignoli
,
una volta fuori dell'edificio).
*
*
I
Dopo lo scosso:
*
Il coordinatore alle emergenze aiutato dagli incaricati dovrà impartire l'ordin p di
evacuazione dalla strutturo aziendale, invitando i presenti a raggiungere l'es erno ed
allontanarsi dall'edificio nonc hé da quelli circostanti e portarsi in zone aperte dove
non sussista il pericolo di essere colpiti da ca dute di strutture, intonaci, cornicib ni o
altro ovvero raggiungere le aree di attesa individuate nel piano comunale di
protezione civile;
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
~
~
sedula del
O GIU. 201
[Pa9l
~
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
*
G3 5
Dopo il terremoto, se non è rilevabile alcun segno di lesione sulle strutture portanti,
sulle murature di tamponatura interna ed esterna , né agli arredi, ne' ad altro,
l'attività potrà riprendere.
Comunque, potrà essere richiesta specifica verifica di idoneità, ai Tecnici comunali o
altro soggetto abilitato, prima della ripresa delle attività stessa.
Per la gestione delle emergenze e la continuità operativa dei servizi si attuano le specifiche
procedure interne e, ove applicabili, le disposizioni di cui al DPCM 3 dicembre 2008
"Indicazioni operative per la gestione delle emergenze" nonché quanto previsto nel
"Programma Nazionale di soccorso per il Rischio Sismico" ex art. 5, comma 2, DL 343/01
convertito con legge 40 l /0 l e le disposizioni emanate in materia di rischio sismico dalla
Regione Marche.
3.3.6 Servizi bancari
La rete dei servizi bancari, vede presenti nella Regione un vasto panorama di istituti di
credito: oltre alle maggiori banche nazionali, vi è la presenza di alcune succursali di
banche estere ed un numero considerevole di banche piccole e medio-piccole
(prevalentemente di credito cooperativo) allocate più o meno uniformemente ed
omogeneo su tutto il territorio.
La Regione Marche ha in essere una convenzione , per l'espletamento dell'attività di
tesoreria , con l'istituto di credito Nuova Banca delle Marche Spa (convenzione con
sc adenza 2018), nonché gestisc e alcuni conti correnti postali dedicati esclusivamente
all'incasso dei tributi regionali
3.3.7 Servizi informatici
A live llo di infrastrutture telematiche, la regione Marche è dotata di un Centro tecnico
regionale che costituisce il nodo focale del sistema di e-government e del si stema sanitario
regionale marchigiano. E' il principale responsabile delle funzioni di indirizzo, sviluppo Piano
telematico regionale, network management, security management e change
management del sistema telematico complessivo ed ha come obiettivo la gestione del
trasporto, dell'interoperabilità , della sicurezza , lo sviluppo e la gestione del Data Center
regionale. Collabora e si coordina con i centri di Gestione DigitP A, SPC , CERT-P A, Garr e
altre reti affiliate, e centri di ricerca (INFN, CNR).
Il sistema telematico complessivo regionale interconnette più di 300 enti strumentali, ambiti
aree vaste (ex Province) , prefetture, comuni, unioni montane, etc ., collegati a circa 15.000
REGIONE MARCHE
G IUNTA REGIONALE
lPa9l
20
~
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
ute nti, dipendenti degli EE .LL. marchigiani, e 20.000 utenti del Sistem a Sanitari Unico
Regio nale ed assicura l'a ccesso e l'erogazione ai servizi regiona li via re te Internet a tutti i
cittadini ed imprese con politiche d i accesso differe nziati e qualità di servizio.
L'interoperabilità dei servizi tra amministrazioni pubbliche è gara ntita in a ccord o allè vigen1i
norme, regole tecni che e standard.
I
Tu tti i servizi regionali sono colloca ti nelle due Data Center di proprietà e t estio ne
regiona le, Tiziano e Sanzio, situa te in Ancona: d i livello almeno Tier 2 e co n '80% d i
virtualizza zione dei sistemi. I servizi princ ipali sono messi in con tinuità operativa tr le due
sedi. Un terzo sito viene utilizzato per le funzioni di Distater Recovery in al c uni casi di
applicazioni critiche.
I data center sono raggiunti, da parte delle sedi regionali e sanitarie, con coll e amenti
rid o ndati ad alta velo c ità attra verso reti dedicate MPLS SPC di live llo L5 con canalizzazioni
di access o su percorsi diversificati dalle dorsali in fibra d ei ca rrier OPTlc al DataCenler e da
Internet a ttra verso un Autonomous System con oltre 4 ISP presenti all'Internet Excha nge
Point locale (AS 41325 REGIONEMARCHE-BKB-AS).
Per quanto riguarda la disponibilità dei servizi critici in caso di even to ca tastr<pfico su
Ancona, si sta va lutand o la possibilità di usufruire servizi di disaster recov ery in 410ud in
cooperazi one istituzionale con al1re Regioni. Per qu anto attiene ai servizi di protezio ~ e ci vile
ed emergenza sanitaria , la posta elettronica e la PEC ad oggi risu ltano vulnerabili !in caso
di evento calamitoso di e leva ta magni1udo.
4. Elementi conoscitivi: il Sistema Marche di protezione civile
La Giunta regiona le, per l' esercizio delle funzioni, si avvale di apposite stru tture second
o
I
l' organizzazione disciplinata da lla L.R. n. 20/2001 e dalle deliberazioni della stess9 giunta
adottate in attuazion e della medesima legge.
n seduta del
REGIONE MARCHE
2 f' SIU, 2016
GIUNTA REGIONALE
ìPa9l
~
delibera
35
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
GIUNTA
SEGRETERIA
GENERALE
1 :"'~OAnM";I I "'VWO.'O"'1
NORMATIVA E
LEGALE E RISORSE
STRUMEHTAU
FIIIAHZLARlE E
POLITICHE
COMUNI"TARIE
SERVIZIO ATTMTA'
PROOUrnYE, LAVORO,
TURlSMO,CULTURA E
~TERHAZIONAUZZAZIONE
-
-
"""">AM'"''''
ACRlCOL TURA
..­
GABINETTO Del
PRESIDENTE
'I '~~irRE'
TlI.A5POR
SERVIZIO SANIT ...
D ENERGIA
"""~O
POUTICHE
50CLAUE
SPORT
I
Il Gabinetto del Presidente dipende direttament dal Presidente medesimo (art. 12
comma l L.R. n. 20/2001). Nell'ambito del Gab' etto sono istituite le strutture dirigenziali per
lo svo Igimento di specifiche funzioni .
i
GABINETIO DEL PRESIDENTE I
P.E Affari generali
P.E Sistemi informativi
statistici e controllo
di gestione
l
P.F. Relazioni con gli
Enti locali e
semplificazione
r
Dipartimento per le
_ politiche integrate di
I
sicurezza e per la
protezione civile
l
Da marzo 2007 o tutt'oggi, all'intern o dell'amministrazione è stato c reato il Dipartimento
regionale per le politiche integrate di sicu rezza e per lo protezione civile: lo LR 32/2001
pone tale dipartimento alle dirette dipendenze del Presidente della Giunto Regionale (art.
9).
Con l'attuazione dello Legge Regionale n013/2015 (recepimento dello L. 56/2014 "Legge
Del Rio") e dei relativi atti di compimento deliberativi di giunta, lo Regione Marche sta
procedendo 01 riordino delle fun zioni amministrative ed istitu zionali: in tal senso, è di
imminente varo un sistemo d i riorganizzazione complessivo della Regione rispetto 01 quale
lo Protezione civile regionale continuerà od assumere un ruolo strategi co e dominante
nello previsione e prevenzione dai rischi e nello difeso e tutela del territorio e dei suoi
fruitori.
Per ciò che concerne l'organizzazione funzionale del Dipartimento regionale, giOvo
accennare che è costituito dai seguenti uffici
Ammin istrazione generale
Segreteria tecnico sc ientifica
*
*
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
sedula del
I
2 O GIU. 201
I
l
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
t
t
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L:J
delibera
G35
Logistica e volontariato Centro Funzionale Sala operativa e pianificazione speciale Politiche integrate di sicurezza e polizia locale Per quanto invece riguarda l'assetto operativo, lo sua slrutturazione ed il mq>dello di
intervento in casi di evento, emergenza e/o di monitoraggio di eventi meteo-idrogeologici
particolarmente significativi ed impattanti per il territorio, nel corso degli ultimi anrpi, esso è
stato delineato, perfezionato e periodicamente confermato dai numerosi atti
(principalmente deliberazioni regionale) che, a partire dal 2011, sono stati errranati in
materia di pianificazione di protezione civile: tali atti, redatti secondo gli indirizzi ~ azionali ,
sono stati predisposti al fine di migliorare ed ottimizzare lo capacità di allertarrjlento, di
attivazione e di intervento del sistema regionale a fronte di eventi calamitosi, pret edibili e
non. nonché di creare, nel contempo e per ogni livello amministrativo compe1ente, lo
necessaria rispo sto di intervento in termini di protezione civile al verificarsi di un detrrminato
pericolo e/o avversità calamitoso. Rimandando 01 capitolo relativo lo legislaziq,ne e le
deliberazioni regionali (cap. 5) ogni eventuale approfondimento, si 1!ccenna
sinteticamente di seguito all'assetto operativo del sistemo in casi di emergenza
4.1 Il modello del sistema in emergenza nei livelli territoriali
I
Il modello organizzativo per lo rispo sto od avvenimenti di natura prevedibi:le ed
imprevedibile di cui all'articolo 2, comma l, lettera b) e c), della legge 24 febbrai9 1992,
n. 225 prevede che l'intervento, immediato, di primo soccorso e di assistenza , p ~ sto in
essere dalle strutture territoriali di protezione civile, previsto dalle relative pianific azioni
d'emergenza, sia affiancato e integrato, sullo base dello scenario di danno e delle
esigenze specifiche evidenziatesi sul territorio, attraverso il dispiegamento di isorse
umane e strumentali aggiuntive da porte del sistema Marche di protezione r civile
(secondo quanto definito dalla DGR 1388/2011 "Indirizzi operativi per lo gestionei delle
emergenze dello regione Marche") oltre che 01 coinvolgimento delle componenti e
delle strutture operative del Dipartimento nazionale della protezione civile di c ~ i agli
articoli 6 e Il della medesima legge, sotto un'unico direzione e un lunico
coordinamento d'azione.
Come delineato dagli atti di pianificazione (DDGR 1388/2011. 800/2012, 133:;2013 e
233/2015) oramai do diversi anni questa Regione sviluppo, condivide e redige
principalmente documenti caratterizzati da un estremo semplicità e do una piccata
operatività, soprattutto sostenibili dalle Amministrazione locali delle Marche: su 236 Comuni
il 72% (ovvero 172 comuni) hanno popolazione inferiore a 5.000 abitanti di questi il 19% (46
Comuni) con popolazione inferiore a 1.000 abitanti. Di qui l'esigenza di con >epire e
sviluppare disposizione operative di carattere generale, facilmente sosteniblli dallo
maggior parte dei Comuni delle Marche oltre che proseguire, in continuità, con quanto
~
~ REGIONE MARCHE
~
GIUNTA REGIONALE
2
seduta del
61U, 2016
fPa9l
L2J
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
fatto sinora con i suddetti documenti operativi. Ciò, naturalmente, in linea con i principi
dettati dalle direttive ed indirizzi nazionali in materia.
L'obiettivo di questa organizzazione operativa, delineata anche dalla presente stesura
(elementi del piano regionale di emergenza). nonc hé lo attuazione anche attraverso lo
sua applic abilità, è quello di assicurare e potenziare lo prima risposta operativa in
conseguenza del verificarsi di un evento c alamitoso anche a seguito di richiesta ed
impegno di risorse straordinarie, di uniformare ed ottimizzare l'impiego delle stesse, di
mig liorare lo capacità di allerta mento, di attivazione e di intervento del sistema territoriale
a fronte di e venti calamitosi, prevedibili e non, nonché di creare, nel contempo e per ogni
livello amministrativo competente , lo necessaria risposta in termini di protezione civile al
verificarsi di un determinato pericolo e/o avversità a partire dal Comune, soggetto
fondamentale.
Centro operativo regionale (COR)
La Legge regionale nO 32/2001. che disciplina in questa Regione le attività di Protezione
Civile, prevede all'art. 10 lo costituzione del Centro Operativo Regionale (COR), quale
struttura d'emergenza presieduta dal Presidente della Regione, con compiti di ra c cordo,
coordinamento e consulenza nelle situazioni di allarme od emergenza. E' lo struttura,
seppur di livello regionale, del tutto analoga al Comitato Operativo Nazionale della
Protezione Civile.
Con Decreto del Presidente della Giunta Regionale (n° l 05/Pres del 20/05/2008 che regola
composizione e norme di funzionamento) è stato istituito il COR quale struttura per
garantire l'unitaria direzione ed il necessario coordinamento delle attività per lo gestione
delle emergenze di carattere regionale (in tutto e per tutto analoga al Comitato nazionale
della protezione civile, seppur di livello regionale) stabilendo gli interventi di tutte le
Amministrazioni, Istituzioni, Enti interessati al soc corso del Sistema Marche di Protezione
Civile. Per lo sua efficacia, il COR viene periodicamente convocata e riunito presso lo Sala
Operativa Unificata Permanente SOUP di Ancona sia in occasione di attività esercitative sia
di emergenze di livello regionale sia nella sua configurazione "integrale" coinvolgendo
tutte le componenti, sia in versione cosiddetta "ridotta" ossia a modulazione variabile
quindi flessibile ed adattabile per specifiche tipologie emergenziali.
Configurazione della Sala Operativa Unificata Permanete -- SOUP
Presso il Dipartimento Regionale di Protezione Civile è attiva (dal l novembre 2000 senza
soluzioni di continuità) lo Sala Operativa Unificata Permanente (d'ora in avanti denominata
SOUP).
La SOUP garantisce le quotidiane attività di monitoraggio e sorveglianza del territorio
regionale 24 h su 24 tutti i giorni dell'anno (fe stivi compre si).
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del.
L
O 6/U, 2015
ìPa9l
~
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
635
AI fine di garantire lo direzione unitaria ed il necessario coordinamento delle attivi't à per lo
gestione delle emergenze di carattere regionale, il ruolo cardine del modello mlarche di
protezione civile è rappresentato proprio dalle due strutture: il COR e lo SOUP il cui presidio
in Sala è garantito dal personale del Dipartimento regionale costantemente prebarato e
formato per lo corretta gestione delle numerose e diverse situazioni emergenziali.
L'attività principale della SOUP consiste nel monitoraggio e nella sorveglianza qL otidiana
degli eventi che accadono sul territorio regionale; ciò si esplica attraverso lo ra dcolta, lo
richiesta , soprattutto lo verifica e lo veridicità delle segnalazioni che giungono 6110 sala
operativa e relative ad incidenti, ad eventi calamitosi nonché ad emergenze a~venute,
previste e/o in corso. La capacità della SOUP di assolvere al meglio le propriel funzioni
dipende tonto dalla tempestività con lo quale avviene lo comunicazione qua0to dalla
precisione e dall'attendibilità della fonte: solo dopo aver accertato ciò, lo SOUP ~rovvede
l
ad:
:> assicurare lo massima diffusione dell ' evento alle componenti del sistema regionale di protezione civile :> adottare le primissimi azioni ritenute necessarie per fronteggiare l'evento. All'interno del Dipartimento regionale, lo SOUP opera in stretto raccordo con I Centro
Funzionale Multirischi con il quale mantiene un collegamento quotidiano per il
monitoraggio dei più significativi eventi di natura meteorologica, idraulica e 9iOlOgiCa
comprese lo gestione ed il governo delle piene (secondo quanto definito con il Decreto
n0301 del 22 dicembre 2006 attuativo della Direttiva del Presidente del Consiglio d i Ministri
del 27 febbraio 2004 denominata "Indirizzi operativi per lo gestione organizf ativa e
funzionale del sistemo di allertomento nazionale e regionale per il rischio idrogeolqgico ed
idraulico ai fini di protezione civile '').
Sono altresì in vigore tutta una serie di convenzioni. protocolli operativi ed accordi tra il
Dipartimento regionale e gli enti del sistema regionale per garantire uno risposto $ ffiCaCe,
efficiente e quanto più tempestivo possibile all'insorgere di un evento calamitos o! (o puro
titolo di esempio: con i VVF, il CFS, etc.)
Presso lo SOUP confluiscono:
* i dati della rete di monitoraggio idro-meteo-pluviometrica in telecontrollo del territorio regionale - ovvero, od oggi: 72 pluviometri; 78 idrometri; 7 nivometri; 13 anemometri; 72 termometri; 16 barometri; 28 igrometri; 17 radiometri;
I
* i doti dello rete sismometrica regionale (30 stazioni).
Sono inoltre presenti:
* il sistema di reti radio regionali, composto da:
V
I
ttMJ REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE in seduta del
2 u 61U. 2016
lPa9l
~
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
=I
t
=I
t
t
t
*
t
t
4 postazioni in UHF per l'emergenza sanitaria 118
4 postazioni UHF (una dedicata per ciascuna provincia, per lo Provincia di
Fermo è in fase di realizzazione) , rete protezione civile verso i Comuni
è tuttora in fase di realizzazione lo rete radio in banda VHF verso i Comuni (rete
volontariato e rete istituzionale)
l postazione con radio su banda radio-amatoriale
l postazione su propria rete radio VHF della Croce Rossa Italiana
l postazione su propria rete radio VHF della ANPAS
4 postazioni su propria rete radio VHF dei VVF 4 postazioni su propria rete radio VHF del CFS l postazione gestione radio regionale su monitor touch screen strumentazioni di comunicazione via filo e via etere
t monitor dedicati al controllo in tempo reale dei siti e notizie di interesse: eventi sismici,
viabilità, rilevamento fulmini, immagini satellitari, etc.
t banche dati informatiche e cartacee delle pianificazioni degli Enti locali, delle
Prefetture, protocolli e convenzioni con Enti e Strutture, pianificazioni speciali con
particolare riferimento alle maxi-emergenze sanitarie, al rischio industriale, al rischio
NBCR e piani aero-portuali
t banche dati informatiche e cartacee, due delle quali gestibili e aggiornabili dal
portale web della protezione civile regionale:
o DB dedicato alle Amministrazioni locali (denominato: DB Com)
o DB delle Organizzazioni di Volontariato (denominato: Volo Web) t postazioni per le componenti del Sistema (VV .F. , CFS, ARI , CRI) t postazione dell'operatore di sala, gestione brogliaccio di sala, rubriche , SMS Machine, documentazione informatica e cartacea relativa agli eventi
=I sala decisioni per le convocazioni del Centro Operativo Regionale dotata di sistema
di videoconferenza che perm ette più collegamenti in contemporanea.
=I
Ciascuna postazione, naturalmente, è attrezzata con le necessarie dotazioni telefoniche
ed informatiche.
In caso di evento rilevanza regionale, lo SOUP assume ogni informazione utile sugli
interventi attuati e sulle misure adottate a livello locale , mantenendo il raccordo
informativo con le sale operative attive (ed eventualmente attivate) sul territorio (SOl - COI
- COC) e - su valutazione del Direttore regionale della protezione civile e secondo le
procedure previste dal Decreto 105/2008) - convoca il Centro Operativo Regionale ed
attiva le diverse componenti e strutture operative del Sistema Marche che concorrono alla
gestione dell'emergenza.
In concomitanza con le attività del COR , lo SOUP continua ad assicurare le proprie funzioni
di sorveglianza e di monitoraggio delle situazioni di possibile criticità , previste o in atto, sul
territorio nazionale e estero, in collegamento con le Sale operative provinciali nonché con
quelle delle componenti e delle strutture operative regionali.
frYI JREGIONE MARCHE
-O
GIUNTA REGIONALE
"
,;;e<J!!ta del
l'U blU, 2:0 6
fP"9l
~
delibera
DEliBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
6 .1 5
I
Per il necessario raccordo operativo, lo SOUP funge da raccordo e coordinamen10 con lo
Sala Situazione Italia del Dipartimento Nazionale della protezione c ivile di cui alla Direttiva
del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 dicembre 2008
Il Direttore della protezione civile regionale, per l'attuazione delle strategie dperative
definite sia in sede di COR laddove istituito, si avvale delle componenti e delle strutture
operative regionali, attivate per garantire l'integrazione delle risorse operanti a livello
territoriale nonché per coordinare unitaria mente le attività delle componenti e delle
strutture operative regionali impartendo specifiche disposizioni operative.
I
Altresì, al verificarsi di una situazione emergenziale e/o eccezionale non fronteggi9bile con
mezzi e poteri ordinari ed in relazione al grave risc hio di compromissione dell'integrità della
vita, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Capo del DiPartime ~~to della
protezione civile e sentito il Presidente della Regione interessata, può di porre il
coinvolgimento delle Strutture operative nazionali, ancor prima della dichiarazio e dello
stato di emergenza, ai sensi dell'articolo 3 del decreto-legge 4 novembre 2004' n. 245,
convertito in legge 27 dicembre 2002, n. 286, affidandone il coordinamento 0110 stesso
Capo del Dipartimento della protezione civile.
Attivazioni in caso di evento
Livello regionale -- il ruolo della SOUP in emergenza
In caso di accadimento eccezionale (regionale o nazionale), calamità e/o eyento di
tipologia almeno superiore alla lettera a) di cui art 2 della L. 225/92, le procedure 0tPerative
interne della SOUP, prevedono l'immediato "raddoppio" dell'operatore di SO U ed, al
tempo stesso, lo comunicazione - via sms - a tutto il personale del Dipartimento r ' gionale
(reperibile e non) dell'evento accaduto, e/o in corso, e lo conseguente pronta
disponibilità del personale medesimo .
Già in questa primissima fase , qualora il Direttore del Dipartimento lo ritenga oppbrtuno e
erativo
necessario, sentito il Presidente della Regione, viene convocato il COR (Centro
Regionale), quale struttura di emergenza presieduta dal Presidente della Regio e "con
compiti di raccordo e coordinamento nelle situazioni di allarme ed emergenza" c sì come
previsto della LR 32/2001- art. IO comma 3.
0t'
Risulta evidente che il COR potrà essere, a secondo della fattispecie dell'em rgenza ,
attivato sia nella sua configurazione Istituzionale (come prevede il decreto nOI 05/~ 008), sia
nella configurazione cosiddetta "ristretta" ovvero attraverso lo convocazione di p~rsonale
di Istituzioni, Enti e/o strutture coinvolti nell'evento o, anche solo, potenzialmente intl~lressate
dallo stesso. Il COR, operativo dal 18 dicembre 2002 (decreto del Presidente dellGl Giunta
regionale n0123J, aggiornato con decreto nOl05 del 20 maggio 2008, ha il cot+npito di
assicurare lo direzione unitaria ed il coordinamento delle attività di emergenza. Nelle more
~
r
REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE seduta del
20
G
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delibe(a
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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di quest'ultimo decreto, ciascun Ente ed Istituzione facente parte del COR è tenuto ad
aggiornare periodicamente il rappresentante (ed il suo sostituto, comunque con delega di
potere decisionale) che, all'interno del COR, rappresenta il medesimo ente al fine di non
compromettere soluzio ni di continuità.
Nel complesso ed articolato sistema regionale di protezione civile, al fine di garantire
l'immediato, continuo e reciproco scambio di informazioni, le sale operative preposte al
soccorso , le SO l Provinciali - laddove attivate -, i Comuni, gli Uffici Territoriali di Governo, le
strutture di con trollo e le sale operative degli enti ed amministrazioni che gestiscono le reti
e le infrastrutture di servizi e, in emergenza i centri operativi e di coordinamento attivati sul
territorio, ol tre a quanto previsto dalle proprie procedure di emergenza, hanno il dovere di:
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+
dare immediata comunicazione alla SOU P e alla SOl - qualora attivata, dell'evento
previsto o già avvenuto o in corso, previa verifica dell'attendibilità delle informazioni ;
informare tempestivamente la SOU P e la SOl - qualora attivata, relativamente agli
interventi effettuati lo previsti), indicandone tipologia , località, tempistica e risorse
impiegate;
comunicare alla SOUP e alla SOl - qualora attivata, eventuali necessità di concorso
e supporto ne ll'intervento (volontariato, risorse, ecc.);
mantenere contatti costanti con la SOUP e la SOl - qualora attivata, e la Prefettura,
per aggiornamenti fino al ritorno alle condizioni o rdinarie;
predisporre un report di evento per ogni situazione emergenziale, qualora ri c hiesto
dal Dipartimento regi o nale e/o dalle Prefetture, con la si ntesi delle attività svolte;
assicurare il costante flusso di informazioni.
*
*
In riferime nto alla LR 32/2001, alla DGR 557/2008 nonché alle indicazioni della Direttiva in
oggetto, in casi di emergenza ovvero in casi di eventi comu nque di natura almeno
superiore alla lettera a) di cui art 2 della L. 225/92, il Presidente della Regione Marche,
attraverso la struttura del Dipartimento regionale, assicura (tramite la SO UP , ovvero in
applicazione alle proprie procedure interne), le seguenti attività:
*
presa in carico delle segnalazioni provenienti da enti locali, strutture tecniche,
strutture sa nitarie, enti sta tali, anche con specifiche applicazioni informatiche, la loro
valutazione e validazione;
assicura la massima diffusione dell'evento alle componenti del sistema regionale di
protezione civile;
a dotta le primissimi azioni ritenute necessarie per fronteggiare l'evento;
valuta gli scenari di rischio e delle possibili evoluzioni degli eventi;
fornisce il necess ario supporto tecnico -amministrati vo a tutti i centri di
coordinamento operativi sul territorio regio nale (Centri Operativi Comunali COC,
Punti di Coordinamento avanzato PCA, Centri Operativi Intercom unali COI , SOl, ele,
ele ....);
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REGIONE MARCHE
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sedula del
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GIUNTA REGIONALE
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dirama le allerte di protezione civile e relativi bollettini ed avvisi di condizioni meteo
avverse e di criticità idrogeologico, nonché di ogni ulteriore comunicazione i
aggiornamento delle condizioni meteo-idro-geologiche in base alle elaboro ioni ed
analisi del monitoraggio del Centro Funzionale Multirischi compresa lo gestio e ed il
governo delle piene anche attraverso lo modellistica idraulica;
invia i funzionari del Dipartimento regionale presso i centri di c oordinamento perativi
sul territorio: COc. PCA, COI, SOl;
invia, sul luogo dell'evento, i tecnici ed i funzionari del Dipartimento regiOnal ! per
uno immediata valutazione dello scenario in otto e previsto;
convoco i funzionari del CNVVF, del CFS e di ogni altro Istituzione o ente del istema
regionale o secondo dello fattispecie dell'evento (COR in configurazione
istituzionale o ristretto);
si raccordo costantemente con le Prefetture, con le SOl , c on i centri operati I attivati
sul territorio e con le altre strutture operative del sistema regionale;
attiva il volontariato regionale di protezione civile e, se del caso, dello colonfìa mobile regionale, dei relativi moduli specialistici in relazione 0110 tipologia
dell'evento;
gestisce le reti radio per le comunicazioni nonché (qualora necessario) prov J1ede
all'attivazione delle organizzazioni dei radioamatori;
utilizzo le attrezzature specialistiche, le strutture logistiche ed i materiali disponibili
presso i Centro di pronto intervento (CAPI di Ancona) al fine di assicurare lo drima
assistenza alla popolazione;
con c orre alle attività del Dipartimento nazionale di Protezione Civile in casi dii eventi
di cui all'art. 2, comma l lettera c) della legge n. 225/1992 (regionali e/o naZjOnali);
attiva - in caso di evento sismico - i nuclei di valutazione regionale per le veri iche di
agibilità degli edifici e rilievo del danno attraverso il coinvolgimento di funzio t ari
dello PF rischio sismico;
opero in stretto rac c ordo - per le emergenze di carattere sanitario - c on il Ser~ izio
salute della Regione Marche per acquisire informazioni e fornire e ventuale sYPporto
per lo gestione degli interventi di emergenza sanitaria anche atfraverso l'attiyazione
del Gruppo Operativo Emergenze Sanitarie - GORES (sulla base dello organi*azione
regionale e dei criteri di massima sugli interventi p sico-sociali e sanitari da att~are
nelle c atastrofi e come definito do specifici protocolli);
gestisce gli interventi di carattere sanitario anche attraverso lo messo in oper dell'ospedale da campo in possesso della Regione Marche (o porte di esso). nonché dei Posti Medici Avanzati (PMA) in dotazione al Sistema territoriale di emergenza sanitaria 118 regionale;
individuo e provvede all'allestimento di spazi idonei ad ospitare lo struttura di
coordinamento nazionale denominata "Di.Coma.c. ", qualora ri c hiesto (già ii sede
di pianificazione) ;
aggiorna c ostantemente lo Solo Situazioni Italia del Dipartimento nazionale d:ella
Protezione Civile - SISTEMA - relativamente alle segnalazioni e all'evoluzione del
fenomeno (in atto o previsto);
~
I
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REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
fPa9l
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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richiede - se necessario - al Dipartimento nazionale, le risorse (materiali, attrezzature,
mezzi e risorse nazionali) eventualmente necessarie per integrare quelle territoriali già
impiegate e non sufficienti;
ric hiede - eventualmente - allo Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al
Dipartimento nazionale della protezione Civile, lo dichiarazio ne dello stato di
emergenza, qualora l'emergenza richieda mezzi e poteri straordinari per essere
fronteggiata da parte del Presidente della Regione, ai sensi dell'art. 5 dello l. 225/92;
In caso di evento previsto o in atto almeno di tipologia superiore alla lettera a) di cui art 2
della l. n0225/92, lo SOUP, oltre a svolgere lo proprio attività di monitoraggio e sorveglianza
del territorio regionale, ha il compito di allertare e, qualora necessario, attivare le diverse
componenti e strutture del sistema regio nale di protezione civile c he concorrono alla
gestione dell'evento secondo l'elenco sopra descritto.
Risulta evidente che tale elenco, non rispecchia l'ordine delle reali attivazioni: sarà infatti lo
tipologia (e lo gravità) dell'evento a determinare l' ordine e lo tempestività delle attivazioni
anche in base alle decisioni del funzionario reperibile, sentito il Direttore del Dipartimento.
AI verificarsi altresì di eventi calamitosi "particolari", comunque di riliev o regionale, e su
richiesta del Direttore del Dipartimento regionale, potranno essere istituiti presso lo SOUP
presidi "ad hoc" (e/o unità di crisi) al fine di assicurare lo direzione unitaria degli interventi.
La costituzione di tali unità di c risi rispec chierà, sempre e comunque, una modulazione a
geometria cosiddetta "variabile" e rappresenta lo cabina di regia per gestire, ottimizzare e
coordinare al meglio lo risposta del sistema regionale di protezione civile alla relativa
emergenza in atto o potenziale. A puro titolo di esempio basti citare il presidio continuativo
presente in SO UP durante il periodo di grave pericolosità incendi boschivi c on lo presenza
costante di personale dei vigili del fuoc o e del corpo forestale regionale: presidio che ha
dato ottimi risultati negli ultimi anni e che sarà esteso ad altre tipologie di eventi calamitosi
coinvolgendo i rappresentanti di Istituzioni e/o enti coinvolti (anche solo potenzialmente
interessati) dalla specifica calamità in atto o prevista.
Nel caso in cui si prevede che lo situazione di emergenza possa assumere carattere
"eccezionale", tale cioè da ric hiedere l'impiego di mezzi e poteri straordinari, altresì
qualora l'emergenza dovesse interessare un'altra, o altre, Regioni. lo SOUP, nell'ambito
della risposta operativa del Dipartimento regionale e ferme restando le compe tenze del
Dipartimento nazionale della Protezione civile (art. 3 L. 28612002), si attiva com e sopra
descritto e si configura co me struttura di ausilio alle Amministrazioni locali, alle SOl
provinciali, al COR qualora istituito, e rappresenta il luogo di sintesi tra le esigenze
provenienti dal territorio, le risorse a propria disposizione e quelle eventualmente che lo
Sala Italia del Dipartimento nazionale di Protezione civile dello Presidenza del Consiglio dei
Ministri sarà in grado di assicurare.
In tal caso il Presidente della Regione:
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
O 61U. 2 Ili
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ìPa9l
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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assicura l'immediata disponibilità dei mezzi e delle strutture regionali;
attiva il volontariato regionale di Protezione Civile e. se del caso. della colonna mobile
regionale , dei relativi moduli specialistici in relazione alla tipologia dell'evento;
assume lo direzione unitaria degli interventi di competenza in coordinamento c on il
capo Dipartimento della Protezione civile nazionale.
Modello organizzativo per lo gestione delle emergenze
Le seguenti deliberazioni di giunta regionale hanno. negli ultimi anni. definito l'assetto
operativo del Sistema Marche di Protezione civile a partire dalla DGR 1388/20 Il "indirizzi
operativi per lo gestione delle emergenze" (attuazione Direttiva 3 dicembre 2008)1.' lo DGR
800/2012 sull'organizzazione del sistemo locale e lo DGR 131 /20 13 sull'organizza~one del
sistemo provinciale di protezione civile ed infine con lo DGR 233/2015 con le disposizioni
operative per i piani com unali ed intercomunali di protezione civile.
Discorso a parte invece riguarda i piani di settore. dove lo protezione civile r · gionale
concorre con le altre com ponenti del sistema: oltre lo pianificazione di emer enza In
ambito rischio industriale. anche nei seguenti settori: portuale. aeroportuale. Ferrovie dello
Stato/RFI. Autostrade per l'Italia Spa. ANAS, rischio NBCR (Nucleare, Biologico. ::himico.
Radiologico). zone impervie. Garantisce ed assicura inoltre. il rac cordo con le dttività di
concorso nella Difeso Civile e nelle emergenze ambientali. Di seguito si elenk:ano le
tipologie di piani di emergenza più rilevanti e inerenti gli ambiti succitati:
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:j:
:j:
Pianificazioni di emergenza previste dai regolamenti aeroportuali di safety and ecurity
Protocollo operativo estivo "soccorso sanitario zona Musone - Trave" co n utilizze di
eliambulanza. natanti e risorse locali di protezione c ivile
Piano operativo di pronlo Intervento locale co ntro gli inquinamenti marini da
idrocarburi ed altre sostanze nocive
"RISP" (rapporto integrato di sicurezza) del porto di Ancona
Docu mento operativo "Gestione dell'emergenza sanitaria all'interno del sedim
ferroviario. in territorio marchigiano"
PEG (piani emergenza gallerie) in ambito ferroviario
"Protocollo operativo regionale Emergenze in autostrada". Redazione stagiona e
(invernale ed estivo)
Piani di difesa civile e NBCR (rischio nucleare. biologico. chimico e radiologi co)
provinciali
Piani provinciali per lo messa in sicurezza di sorgenti orfane
Piani provinciali per il trasp orto di materiale radioattivo e fissile
I
Piano di Intervento ditta Acom-Advanced Center Oncology Macerata. Nulla O~ta Cat.
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A
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Piani provinciali in materia di "disinnesco di ordigni bellici nell 'a mbito di bonifiche
occasionali".
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
2 O 61U . 2016
f"Pa9.l
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delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
G3 5
Livello provinciale
La LR 32/2001, (art. 12 comma 1 lettera c) prevede, tra le altre cose, che il piano
provinciale di protezione civile venga redatto "".dalla Provincia, in raccordo con i
Prefetti". " e che il piano medesimo contenga lo costituzione del Comitato provinciale di
protezione civile. Tale comitato (in base alla delibero di Giunto Regionale nO 557 del 14
aprile 2008) può essere presieduto sia dal Prefetto sia dal Presidente della Provincia.
Con l'attuazione dello Legge Regionale n013/2015 (recepimento dello L. 56/2014) lo
Regione Marche sto procedendo 01 riordino delle funzioni amministrative esercitate dalla
Provincia. Dallo aprile è operativo il nuovo assetto delle Province avviato dalla riforma
"Delrio", che ridefinisce il perimetro delle funzioni del nuovo "Ente di area vasta" mentre
trasferisce alla Regione le materie non fondamentali tra le quali lo Protezione civile (DGR
40/2015, DGR 302/2016, etc.). Allo luce dei recenti mutamenti e della definizione del nuovo
assetto istituzionale ed amministrativo sarà sforzo del Dipartimento regionale mantenere gli
attuali modelli operativi di gestione dell'emergenza con particolare riferimento al Comitato
Provinciale di Protezione Civile ed alle Sole Operative Integrate.
Comitato Provinciale di Protezione
Verrà a breve definito chi sarà, in
dell'ex Presidente della Provincia,
Comitato medesimo tra Prefettura
Civile
sede di comitato, il re ferente in sostituzione dello figuro
oltre che determinare lo modalità di convocazione del
e Regione.
Pertanto, il modello organizzativo in cosi di emergenza, a scala provinciale, prevede il
coordinamento unitario degli interventi da parte del Prefetto con il raccordo ed il
coordinamento Regione.
Sala Operativa Integrata
Il luogo preposto per lo gestione e lo direzione unitaria degli interventi da coordinare a
livello provinciale è rappresentato dalle Sale Operative Integrate (SOl) istituite ed operative
in ente di area vasta ex province . Tutte le SOl sono ubicate in edifici a ridottissima
vulnerabilità, antisismici e attrezzati con le normali dotazioni informatiche e di tele-radio­
comunicazione proprie di uno sala operativo e rappresentano lo sede dove:
~ valutare le esigenze sul territorio
~ assistere e supportare le Amministrazioni locali colpite dall'evento
~ utilizzare, in maniera ottimale, le risorse a disposizione
~ determinare il tipo e l'entità delle risorse necessarie per superare l'emergenza
~ redigere i quotidiani report da trasmettere alla SOUP
Nelle recenti emergenze (non ultimo l'emergenza neve del 14-18 dicembre 2010 e le
conseguenti problematiche connesse allo circolazione stradale ed autostradale). si è
potuto appurare l'assoluta strategicità ed importanza dello convocazione dei Comitati
Operativi per lo Viabilità (COV) presso le SOl provinciali con conseguenti, continue
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REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
l
2 O 61U, 20
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seduTa deT
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delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
6 35
interazioni tra il COV medesimo ed il Comitato provinciale di Protezione Ci+ile. Tale
configurazione, unanimemente riconosciuta, è stata possibile grazie alla (proficua
collaborazione tra le Prefetture e le Province [sotto lo su pervisione del Dipcl rtimento
regionale), rafforzando le sinergie tra le Istituzioni e le strutture del Sistema M6rche di
Protezione civile così come sollecitato anche dal protocollo operativo rkgionale
"emergenze In autostrada" recentemente rivisto ed aggiornato [nota di tra Jmissione
Regione Marche n° 0719158 del 19/11/2010).
I
In merito al modello organizzativo provinciale si sottolinea lo quanto conten ' to nella
Direttiva del 3 dicembre 2008 e relativa alla previsione di una sala operativa "ljnica ed
in/egra/a" , in Regione Marche [DGR 1388/2011). è realtà consolidata da ormai diversi anni,
grazie all'efficienza ed all'operatività delle Sale Operative Integrate [SOl).
Vulnerabilità delle SOl
Essendo lo SOl il centro nevralgico in fase di coordinamento delle emergenzEl da cui
dipende l'efficacia della azione territoriale le stesse devono essere dotate di s stemi di
comunicazione che offrano lo massima resilienza al presentarsi degli eventi.
Pertanto dovranno essere previste diverse modalità di accesso multicanale ai s"stemi di
comunicazione audio e video altemativi e con le medesime capacità di ac esso, In
particolare dovrebbero essere rese disponibili per og ni sede:
4) accesso diretto ad Internet dalla sede con collegati anche sistemi di multi­
videoconferenza che permettano condivisione audio, video e documenti
5) accesso con rete telefonica ISDN e collegamento ISDN per postazioni di
videoconferenza alternativo alla rete Internet
6) accesso alla rete Radio dati e fonia attraverso Ponti radio di proprietà
I
Livello intermedio tra Comune e Regione
In situazioni di emergenza, sopra ttutto in relazione a particolari tipologie di evento: previsto
e/o in atto [estensione dell'area interessata , popolazione coinvolta, etci' )' oltre
all'attivazione dei Centri Operativi Comunali [COC) e delle Sala Operative Integr<jlte [SOl)
appena menzionate, su richiesta del Direttore del Dipartimento regionale [sentito ii i Prefetto
della Provincia interessata), si potrà valutare, di volta in volta, l'eventuale attivqzione di
Centri Operativi Intercomunali [COI) con il compito di supporto ai COC istituiti, nonché di
raccordo per gli interventi di soccorso e superamento della fase emer~enziale.
L'attivazione dei suddetti COI potrà avvenire a geometria cosiddetta "variabile'~' ovvero
comprendendo i territori dei Comuni realmente interessati dall'evento [in atto o po enziale)
superando lo tradizionale organizzazione dei centri operativi misti [COM), oram i poco
rispondente alla recente evoluzione organizzativa.
Non c'è dubbio tuttavia che, specialmente in riferimento agli eventi di natura ,sismica,
l'ambito territoriale dei COI potrà coincidere con quello dei "vecchi " COM, cui !peraltro
viene tuttora fatto riferimento nella pianificazione provinciale.
REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE
~ OsellUla del
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blU, 20 6
lPa9l
~
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
635
Tali Centri Operativi Intercomunali sara nno ubicati in stru tture a ridotta vulnerabilità ed in
posizione strategica rispetto all'area interessata dall'emergenza soprattutto in edifici idonei
ad ospitare un centro di coordinamento.
Giova a tal proposito puntualizzare che è tuttora allo studio lo possibilità di svolgere alcune
funzioni esercitate dai COC anche per situazioni con valenza sovracomunale specie per
quelle amministrazioni più strutturate e presso le quali i centri operativi vengono
periodicamente attivati anche per scopi esercitativi: fermo restando lo gestione operativa
del singolo COc. sarà necessario verificare lo fattibilità di una sintesi ed un coordinamento
tra i diversi Comuni del circondario presso il COC medesimo al fine di effettuare un
accurato e preciso raccordo ed armonizzazione tra le strutture operative presenti sul
territorio anche in linea con quanto sin ora definito con le deliberazioni di pianificazione.
Modello organizzativo per lo gestione delle emergenze
Livello comunale
La LR 32/2001 (art. 14) prevede c he ciascun Comune marchigiano adotti, attui ed aggiorni
il proprio piano comunale di protezione civile nel quale, oltre al resto, sia individuata ed
attrezzata una sede, anche alternativa alla sede municipale p urc hé soddisfi i requisiti di
ridotta vulnerabilità, antisismicità ed attrezzata con le normali dotazioni informatiche e con
apparati radio-comunicativi sufficienti a garantire condizioni di operatività.
Altresì. occorre che il Comune mantenga in efficienza una struttura operativa fornita di
mezzi, materiali ed attrezzature necessarie allo svolgimento delle relative attività.
Di folto , lo citata legge regi o nale ha ribadito quanto già previsto dalla L. 225/92 e dal D.
Lgs. 112/98, sul ruolo insostituibile del Sindaco, il quale, in qualità di Autorità locale di
protezione civile nonché Ufficiale di governo, in caso di emergenza:
./ verifica lo gravità dell'emergenza ed informa tempestivamente lo SOUp,
aggiornando costantemente sull'evoluzione dell'evento in corso, lo Prefettura, lo
Provincia competenti per territorio (ovvero lo SOl, qualora attivata)
./ assume lo direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e assistenza alla popolazione colpita e provvede agli interventi necessari ./ istituisce, presiede e coordina il ce ntro operativo comunale (COC) presso il Comune
(o sede alternativa, preventiva mente individuata) convocando i "referenti delle
funzioni" previste dal piano di emergenza oltre a qualunque altro soggetto
appartenente a Istituzioni, enti, Amministrazioni. Municipalizzate che risulti coinvolto
nell'emergenza o anche solo potenzialmente interessato dalla medesima
./ assicura lo continuità amministrativa dell'ente durante le situazioni di emergenza e
stabilisce turni di reperibilità del personale dell'ente stesso
./ adotta Ordinanze contingibili ed urgenti al fine di scongiurare l'insorgere di situazioni
di pericolo per lo pubblica e privata incolumità (D, Lgs. 267/2000), oltreché di
emergenze sanitarie e di igiene pubblica (L. 883/1978 art. 32)
REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE O SeAU\~
blu.
del
I
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
./ mantiene costantemente informata lo popolazione sull'evoluzione dell'even \o e sui
comportamenti corretti da mantenere.
4.1.1 Sedi Di.Coma.C
Con delibera n° 131/2013 relativa all'approvazione dei "requisiti minimi dell'organìzzazione
provinciale di protezione civile". il Dipartimento regionale invitava, dando lo massima
collaborazione e sostegn o. ciascuna Provincia ad individuare, in ciascun ambito. u1na o più
strutture strategiche con il duplice obiettivo sia da destinare, all'occorrenza , per i ospitare
temporaneamen te una struttura operativa in grado di fungere da disaster recov~ry della
501. sia pensata da adibire anche per le esigenze e l'insediamento di un eventual~ centro
di coordinamento di livello nazionale. Purtuttavia, nessuna ex Provinc ia ha adempiuto a
quanto delineato dalla DGR di cui sopra pertanto sarà compito del Dip rtimento
regionale. di concerto con le Prefetture ed assieme alle strutture e le Istituzioni del Sistema
Marche. individuare, se possibile su c iascu n ambito provinciale, una o più sedi (ide nee per
spazi, cara tteristiche strutturali e logistica dell'area) . in grado di rappre sen tare un entro di
coordinamento anche di rilievo nazionale.
A puro titolo di esempio, lo Regione sta considerando di potenziare un'aree' di sua
proprietà ubicata nell'lnterporto di Jesi [AN). Tale area, strategica per lo sua vcinanza
all'aeroporto R. Sanzio, alla ferrovia Ancona-Roma con potenziale snodo dedicato all'area
DPC [in adiacenza fisica), alla superstrada interregionale S.S. 76 e all'autostra~a A 14,
nonché con disponibilità di elisuperfice. In tale area, lo cui superficie si aggira i1torno ai
20.000 mq. in cui edificare 6.000 mq di manufatto, è prevista nell'immobile esis/ente (o
qualificare il polo come un'unica entità votato alla "sicurezza") anche lo reali'p azione
dello sola della "Centrale Unica di Risposta" per le chiomate in emergenza, 112 NUE) . lo
centrale 118, lo SOLIP Regionale e il Centro Funzionale: rappresenta pertanto ideal~ anche
come sede potenziale futura della Di.Coma .c.
Non appena lo Regione individuerà tali strutture, ne farà comunicazione al Dipa ti mento
nazionale per le necessarie analisi e verific he.
4.1.2 Risorse logistiche ed individuazione dei poli logistici I
Oltre a poli minori nelle province scarsamente dotati e co n poco capienza di stoccaggio
tenuto conto che per lo più sono abbinati alle 501. il polo logistico principale della lregione
Marche è del CAPI regionale del quale, in estrema sintesi. possiamo così sintetizzare le
risorse in esso stoccate
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:j: Circo 400 tende tra auto-stabili e pneumatiche
:j: Circa 2000 posti letto
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:j:
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:j:
4 impianti elettrici da campo tipo ministeriale completi 1500 brandine da campo
IO moduli bagno disabili su con tainer iso l O 20 moduli bagno su container iso 20 \i
I
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
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ìPa9l
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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2 moduli o geometria variabile polivalenti abbinabili per uno superficie utile di circo
50mq
1 sala operativo mobile carrellata o geom variabile
1 modulo bagni carrellato ad impiego immediato
1 G.E. do 200kwa
4 G.E. do 150 kwa
1 G.E. carrellato do 50KWA
2 G.E. do 30 kwa
1 G.E. do 60 kwa
2 G.E. do 100 kwa
1 modulo potabilizzozione do 1500 It/ora
1 modulo lavanderia
1 modulo nursery
3 moduli dormitorio per personale
1 modulo farmacia
1 modulo ambulatorio medico
1 strutturo ospedaliera do campo con shelter chirurgico
6 moduli uso ufficio (di cui 2 o servizio ospedale do campo)
14 torri faro da cantiere 4 kw
1 cabina elettrico di derivazione do 200 kwa su container iso 10
1 sollevatore telescopico fuoristrada do 120 q.li per usi compali
Un fuel tank certificato do 1OOOlt circo
3 motopompe da 2500 It/min
3 motopompe do 80001t/min
1 motopompa do 10000 It/min 1 insacchettatrice per sa bbio
Circa 400 mt di barriere mobili antiesondozione di varie altezze
Transenne stradali
1 tendostruttura modulare mt 20 x 50
4 pagode mt 5x5
1 tendostruttura con pavimento mt 12x 18
1 cucino mobile shelterizzata fornito dal DPC
2 geofoni e 2 searchcam
2 cisterne acqua potabile da 7000lt scarrabili
1 autocisterna con pompo (altri autocarri con cisterna do 7000 It sono stati doti alle
province che le gestiscono ma che oro torneranno in nostro possesso)
1 imbustatrice (altre 3 imbustatrici sono state dote alle province che le gestiscono
ma che oro torneranno in nostro possesso)
A grondi linee, il materiale sopra descritto è di pronto reperibilità ed è custodito presso il
magazzino di Posso Varano (Ancona) in uno superficie di circo 6000 mq.
REGIONE MARCHE
seduta del
2
GIUNTA REGIONALE
GIU. 20 16
lPa9l
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delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
CAPI di Passo Vara no (AN)
I
Relativamente al polo logistico Interporlo di Jesi, è già stato ampiamente descritto el
capitolo precedente .
4.1.3 Organizzazioni di volonlarialo
Il volo ntarioto di protezione civile (Iogistico, AIB, sanitario, TLC, etc.) rappresent a u a realtà
molto importante nel Sistema marche; negli ultimi anni si è verificato un co tante e
crescent e incremento della richiesta di iscrizione presso l'associazionismo, in parti alare di
protezione civile (come peraltro si evince an c he dal grafico, seppur non aggiornp to): nel
g iro di circa otto anni da poco meno 3.000 volontari si è passati ad un totale di r Olontari
registrati al 15 marzo 2016 n. 13.273.
andamento volontariato
Tutti i volo ntari sono stati registrati nella banca dati regionale denominata Voloweb e tutti
sono d otati di dispositivo di identificazio ne perso nale (badge con codice a barre), il cui
applicativo consente , sia in manifestazioni esercitative, sia (soprattutto) in emergenza di
REGIONE MARCHE
seduta del
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GIUNTA REGIONALE
O 61U, 201
lPa9l
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delibera
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
censire in tempo reale i volontari c he sono impegnati così da averne riscontro immediato
del loro utilizzo anche, qualora ri c hiesto e/o necessario, ai fini di rimborsi tempestivi e
puntuali al datore di lavoro.
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In tutti i Comuni marc higiani vi è una realtà di vOlontariato, sia essa inserita all'interno
dell'Amministrazione locale, (gruppo comunale) sia come associazione. Di seguito si
riportano, suddivisi per ambito area vasta (ex provinciale) , i volontari di pc registrati nella
banca dati della Region e Marche.
PROVINCIA di PESARO-URBINO
N. gruppi comunali 46
N. Associazio ni 28
Total e volontari 2741
PROVINCIA di ANCONA
N. gruppi comunali 41
N. Associazioni 44
Total e volontari 4328
PROVINCIA di MACERATA
N. gruppi comunali 52
N. Associazi oni 29
Totale volontari 2786
PROVINCIA di FERMO
N. gruppi com unali 31
N. Associazioni 14
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REGIONE MARCHE
GJ seduta del
2 D 61U. 211 16
GIUNTA REGIONALE
Seli e,;
3
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
88
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Totale volontari 1630
PROVINCIA di ASCOLI PICENO
N. gruppi comunali 30
N. Associazioni 28
Totale volontari 1752
Situazione complessiva al 15 aprile 2016
Gruppi Comunali
Associazioni
Totale realtà
Totale volontari
200
143
343
13.237
Il volontariato. oltre ai costanti corsi formativi , sta effettuando turni di reperibilità a livello
provinciale con cadenza mensile, per la colonna mobile regionale con pc rticolare
riferimento al settore logistica ed al rischio di natura idraulica ed idrogeologico . Presso il
centro di belvedere (Fabriano) è presente il parco formativo della Regione presso il quale
anche per giorni consecutivi, volontari, funzionari ed addetti possono svolger1 attività
formative nella aule dotate di tutti i mezzi tecnologici oltre ad una foresteria per l'alloggio
di xxx persone
4.1.4 Individuazione delle aree di ammassamento dei soccorritori e delle risorse
In ogni Comune indicato in tabella vi è un'area di ammassamento
Comune di
Talamello
S. Aqata Feltria
Lunano
Urbania
Caqli
Sant'ippolito
Cerreto d'Esi
Cingoli
Castelraimondo
Camerino
San Ginesio
Amandola
ACQuasanta Terme
Peroola
Provincia
PU
PU PU PU PU PU AN AN MC MC MC FM AP PU ~
REGIONE MARCHE
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seduta del
GIUNTA REGIONALE
I.
O 61U. 201
[Pa9l
~
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
G3 5
Sono presenti tuttavia altri poli logistici ed aree da destinare, eventualmente, anche a
scopi diversi da quelli abitualmente destinati; all'occorrenza, anche dai Piani neve delle
Prefetture per il momentaneo stoccaggio di mezzi, anche pesanti. Tali aree sono presenti
nei rispettivi piani provinciali di emergenza di protezione civile attualmente tutti in fase di
revisione.
A puro titolo di esempio, il polo logistico di Jesi (AN) , riveste, per lo sua posizione
geografica, le sue caratteristiche tecniche. infrastrutturali e dimensioni (oltre ad avere spazi
per l'elisuperficie) carattere prioritario per lo Regione, essendo anche area di proprietà
regionale. Le sue coordinate google maps sono le seguenti: 43.561704,13 e 13.298085. Su
tale area, lo Protezione civile regionale, sta compiendo al momento, le necessarie
verifiche ed approfondimenti.
4.2 Descrizione del modello organizzativo del soccorso sanitario
Il sistema sanitario marchigiano offre (anno 2012) 5.185 posti letto in ospedali pubblici, 3,4
ogni 1.000 residenti, e 906 in strutture private accreditate (0,6 ogni 1.000 residenti).
Complessivamente nel 2014 so no state 229.551 le dimissioni, di cui il 95% per acuti e le
restanti per riabilitazione (4.727 dimissioni) e per lung odegenza (6.949). La degenza media
dei casi ricoverati per acuti è di 6,95 giorni. La mobilità attiva nel 2014 si è attestata nel 2014
all' 11 %, quella passiva al 12%. Le strutture di ricovero hanno inoltre erogato prestazioni di
pronto soccorso a 503.892 persone, equivalenti a 326 accessi ogni 1.000 resident i. Nel
complesso dei servizi sanitari sono occupati 18.304 operatori di cui 13.036 nel ruolo sanitario
(2.870 medici e odontoiatri, 7.838 infermieri e 2.328 in altro ruolo sanitario). La dotazione
marchigiana sul territorio è di un medico di medicina generale ogni 1.124 residenti , un
pediatra ogni 1.060 bambini, 25 medici di guardia medica ogni 100.000 abitanti.
Gli ENTI del Servizio Sanitario Regionale (SSR) sono: al l'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) , con sede in Ancona, articolata in Aree Vaste territoriali (AVI e in distretti. Nello specifico:
Le AV territoriali assicurano alla popolazione residente le prestazioni incluse nei livelli
essenziali di assistenza (LEA) e l'equo accesso ai servizi e alle funzioni di tipo sanitario,
sociale e di elevata integrazione sanitaria, organizzate nel territorio. Le funzioni di AV
sono esercitate in stretto raccordo con l'attività degli altri Enti del SSR.
I distretti costituiscono il livello territoriale di base in cui si realizza in ogni AV lo gestione integrata tra servizi sanitari, socio -sa nitari e socia li.
Il Presidio Ospedaliero di AV, al servizio di più distretti, assicura lo fornitura di
prestazioni specialistiche , di ric overo e ambulatoriali, seco ndo le caratteristiche
qualitative previste dalla programmazione regionale e i volum i di attività specificati
dai piani di produzione negoziati con lo direzione di AV. Le funzioni del presidiO so no
*
*
*
REGIONE MARCHE GIUNTA REGIONALE seduta
delll
O 61U. 201~
[Pa9l
~
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
h< 'i
J
esercitate tramite i dipartimenti, che aggregano le unità operative presenti
assicurano l'integrazione della gestione tra più stabilimenti.
I
In particolare, i dipartimenti di prevenzione, i dipartimenti di salute meTtale e i
dipartimenti per le dipendenze patologiche hanno un'articolazione interna c he
garantisce lo svolgimento delle funzioni operati ve sia a livello di area v ~s ta che
distrettuale.
b) l'Azienda Ospedaliero Universitaria "Ospedali Riuniti Umberto I - G.M. Lancisi - C . Salesi"
con sede in Ancona e l'Azienda Ospedaliera "Ospedali Riuniti Marche Nord" cdn sede
I
o Pesaro.
L'A.O.U. "Ospedali Riuniti Umberto I - G.M. Lancisi - G. Salesi", concorre sia 01
raggiungimento degli obie ttivi dello pianificazione socio sanitario regionale p he 0110
realizzazione dei compiti istituzionali dell'Università. Sono articolazioni orgl nizzative
dell'Azienda ospedaliera universitario i presidi di alto specializzazione.
c ) l'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per anziani [INR CA) con sede ego le
od Ancona svolge attività di ricerco e assistenza nei confronti dello popolazion ~
anziano nell'ambito dello programmazione e dello normativa sanitario regionalt,
garantendo lo coerenza tra le attività medesime e privilegiando progetti di ricefFa in
sinergia con strutture analoghe pubbliche e private, regionali , nazionali e internozionali.
In particolare opero nell'areo dello tutelo dello salute degli anziani intervenend~ nello
prevenzione, curo e riabilitazione delle patologie e polipatologie disabilitanti. (L. r . n. 2 1
del 2006)
,
Il sistema di emergenza sanitaria
Per quanto riguardo il Sistemo di Emergenza San itario nello Regione Marche, essCf è stato
istituito con lo L.R n. 36/'98 e s.m. i. coerentemente co n lo normativa nazional ~. Inteso
come l'in sieme delle funzi oni di soccorso, trospo rto e comunicazione, organizzate l€ I fine di
assicurare l'ossistenza sanitario 01 verificarsi di emergenze o urgenze, cos titJisce un
complesso organizzato di strutture ospedaliere ed extra-ospedaliere tra loro funzion~lmente
integrate . Tale complesso organizzato è articolato in:
o) Sistemo di allarme sanitario (C.O.118) b) Sistemo territoriale di soccorso c) Sistemo ospedaliero di emergenza I
a) Il Sistema di Allarme Sanitario provvede ad ogni emergenza territoriale ed è dire1to e
gestito do qualtro Centrali Operative territ oriali (A ncona Soccorso, Pesaro Soccorso,
l
Macerata Soccorso, Piceno Soccorso) e da una Centrale Operativa Regionale. La ~.O.118
cos tituisce unità operativa complessa dell'organizzazione dipartimentale dell'ASURI La
C.O. 118 di Ancona svolge altresì lo funzione di C.O. regionale a cui compete, tra 14 altre
funzioni , il coordinamento degli interventi non risolvibili in ambito territoriale.
1
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
lPa9l
~
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
La C.O.118 è direttamente collegata attraverso idonei sistemi di comunicazione con: le
Centrali operative e con tutte le componenti ospedaliere ed extra-ospedaliere del sistema
di emergenza sanitaria del territorio marchigiano; gli enti, le istituzioni, i servizi pubblici, i
servizi di sicurezza e di Protezione Civile e le associazioni che partecipano anche
occasionai mente ai servizi di emergenza pUbblica e di protezione civile; le postazioni
territoriali di soccorso ed i mezzi mobili di soccorso sanitario; le postazioni del servizio di
continuità assistenziale. Spetta alle Centrali operative territoriali ricevere e gestire le
chiamate relative all'attività di continuità assistenziale d'urgenza nelle ore prefestive, festive
e notturne . Nel caso in cui i protocolli operativi della Centrale richiedano l'intervento
domiciliare, fatta salva la necessità dell'intervento dei mezzi di emergenza, la chiamata è
inoltrata ai medici che, nelle rispettive località , garantiscono l'attività di continuità
assistenziale. A tal fine i medici sono dotati di strumenti adatti a mantenere il costante
collegamento con la Centrale operativa.
b) Il Sistema territoriale di soccorso svolge le attività extra-ospedaliere finalizzate
all'accettazione e al trattamento delle emergenze e delle urgenze sanitarie. L'attività
extra-ospedaliera si avvale delle Postazioni territoriali di soccorso (POTES), dei punti di primo
intervento territoriale (PPI), del servizio di elisoccorso, del personale e dei mezzi di soccorso
messi a disposizione dal servizio sanitario regionale. dalla CRI , dalle associazioni di
volontariato iscritte nel registro del volontariato e da altri soggetti privati accreditati.
Ad oggi i Punti di Primo Intervento territoriali e Ospedalieri sono i seguenti:
~ PPI Ospedalieri:
Ospedale SS. Donnino E Carlo - Pergola
(AVI) Ospedale Celli - Cagli (AV I) Ospedale Lanciarini - Sassocorvaro (A V I) Ospedale Civile - Fossombrone (AVI) Ospedale Santa Casa - Loreto
(A V2) Ospedale Generale di Zona - Cingoli (AV2) Ospedale M. Montessori - Chiaravalle
(AV2) Ospedale B.Eustacchio - S. Severino m.
(AV3) Ospedale di Tolentino (AV3) Ospedale Civile Santa Lucia - Recanati
(AV3) Ospedale S.Sollecito - Matelica (AV3) Ospedale Vittorio Emanuele Il - Amandola (AV4) Ospedale Di Montegiorgio (AV4) Ospedale Inrca - Ancona
(INRCA) ~ PPI territoriale:
Ex Presidio Osp S. Elpidio a mare (AV4)
La Regione Marche, con la recente DGR n.139/16 in coerenza con il DM 70/2015, ha
provveduto a ridefinire l' asseffo ospedaliero e la rete dell' Emergenza Urgenza il cui
percorso riorganizzativo dovrà concludersi entro la fine dell'anno 2016 e vedrà convertiti i
PPI ospedalieri in PPI territoriali.
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
O 61U. 211
lPa9l
L--=:J
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
635
Relativamente al Servizio di Elisoccorso regionale il soccorso è gara ntito con u~o o più
fornito
elicotteri attrezzati , ubicati presso le basi di Ancona e Fabrian o. Il servizio
dall'AO.U. "Ospedali Riuniti Umberto l-G. M. Lancisi - G. Sa lesi" ed è attlv to dalla
Centra le operativa regionale. Ad oggi il servizio è messo anche a disposizio e della
Regione Umbria, mediante protocollo d'intesa sfipulat o con la regione MarChe' jl(DGR. n.
147/20 14)
c) II Sistema Ospedaliero di Emergenza è costituito dal complesso di unità op rative e
ospeda liere funzionalmente differenziate e coordinate per garantire idonea assis tenza
ospedaliera alle emergenze sanitarie. Esso si articola in:
* Punti di Primo Intervento (PPI)
* n. 12 Dipartim enti di emergenza urgenza di I livello
* n. 1 Dipartimento di emergenza urgenza d i Il livello: AO. U. Ospedali Riuniti di 'A.ncona
* n. 28 Ospedali sede di Pronto Soccorso
Ospedali sede di pronto soccorso:
l.
2,
3,
4.
5.
6.
7.
8.
9.
Ospedale S. Maria della Misericordia - Urbino - DEA l° livello Ospedal e SS Donnino e Carlo - Pergola Osped ale Celli - Cagli Ospedale Lanciarini - Sassocorvaro
Ospedale Civile - Fossombrone
Presidio Ospedalie ro ZT 4 - Senigallia - DEA l° livello
Ospedali Riuniti di Jesi - DEA l° live llo
Ospedale. SS. Benvenuto e Rocco - Osimo
Ospedale civile 'E.Profili' - Fabriano - DEA l° livello lO. Ospeda le Santa Casa - Loreto 11.Ospedale generale di zona - Cingoli 12.0speda le m. Montessori - Chiaravalle 13.0spedale generale di zona - Civitanova- DEA l° livello 14.0spedale generale provinciale - Macerata- DEA l° livello 15.0speda le S.Maria della pieta' - Camerino- DEA l° livello 16. Ospedale B.Eustacchio - S. Severino M. 17.0spedale di Tolentino 18.0spedale civile Santa Lucia - Recanati 19.0spedale S.Sollecito - Matelica 20.0speda le di Fermo - DEA l° livello 21.0spedale Vittorio Emanuele Il - Amandola 22.0spedale di Montegiorgio 23.Madonna del soccorso - S. Benedetto- DEA l° livello
24.0spedale gen.le prov.le c.G. Mazzoni - Ascoli- DEA l° livello
25. Ospedale Sa n Salvatore - Pesaro- DEA l° livello 26.0spedale Santa Croce - Fano- DEA l° livello 27. Presidio ospeda liero Umberto l°
28. Presidio ospedaliero G. Salesi
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REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
'O 61U, 20 6
~
L--=:J
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
l·
t:: ., ~
Presso l'Azienda ospedaliera "Ospedali Riuniti Umberto l-G. M. Lancisi - G. Salesi" è
costituito il DEA pediatrico caratterizzato dalla presenza di componenti specialistiche
finalizzate a garantire prestazioni di emergenza nei confronti di soggetti, di età non
superiore a quattordici anni, nonché nelle urgenze ostetriche. Ogni C.O.118 dispone di una
ambulanza di soccorso avanzato attrezzata per lo rianimazione neonata le e pediatrica.
Per interventi di emergenza-urgenza neonatale è assicurata lo presenza di un medico
neonatologo o comunque di un medico esperto in attività di terapia inten siva neonatale.
4,2,1 Strutture campali e risorse per l'emergenza
Il Dipartimento per le politiche integrate di sicurezza e per lo protezione civile della Regione
Marche si è dotato, fin dall 'a nno 2004 e per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali, di
una struttura ospedaliera campale, che da anni gestisce e coordina e con lo quale si è
intervenuti in emergenze nazionali ed internazionali ed in coordinamento con il
Dipartimento della Protezione Civile.
Le attrezzature e le strumentazioni di tale struttura sono stoccate presso il CAPI del
Dipartimento regiona le, sito in loca lità Passo Varano di Ancona, mentre per l'acquisizione
di farmaci e dispositivi sanitari sono state stipulate apposite convenzioni per il pronto
approvvigionamento in situazioni di emergenza , o comunque di necessità , con l'INRCA e
l'Az. Osp. Ospedali Riuniti di Ancona.
La SOUP è stata individuata quale riferimento unico e centralizzato regionale per
l'attivazione della struttura stessa e dei vol o ntari.
Il Modulo AMP-S (Advanced Medicai Post with Surgery) delle Marche è ad oggi uno dei
moduli sanitari che l'Italia mette a disposizione del Meccanismo europeo Unionale di
Protezione Civile (EUCPM) .
PMA I LIVELLO - CCOO 118
La legge regionale n. 32/2001 prevede fra i compiti specifici del Dipartimento per le
Politiche Integrate di Sic urezza e per lo Protezione Civile l'attività di coordinamento delle
varie componenti del sistema regionale di protezione civile. A tal riguardo è stato in
particolare avviato un proce sso di collaborazione e pianificazione in materia di medicina
delle catastrofi, nell 'ambito del sistema di e mergenza-urgenza sanitaria delle CC.OO . 118
regionali già dal 2009.
Ad oggi ciascuna delle CCOO 118 regionali sono dotate di un PMA di l liv .. posizionato
rispettivamente ad Ascoli Piceno , Macerata, Ancona e Pesaro-Urbino.
GORES (Gruppo Operativo Regionale Emergenza Sanitaria) e
ospedalieri
Piani di emergenza
Nella Regione Marche è operante dal 2004 un "Gruppo Operativo Regionale per le
Emergenze Sanitarie" (G.O .R .E.S.) inizialmente formalizzato con Decreto del Presidente
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
~
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
della Giunto Regionale n. 49 / 04, poi modific ato con D.P.G.R. n. 60/ PRES del 27/03/2012,
istituito proprio con l'intento di intensificare ed individuare misure adeguate e finalizzate
alla tutela dello sicurezza e dell'incolumità della popolazione, in particolme per
fronteggiare le problematiche sanitarie delle grandi emergenze e delle catastrofi, il rischio
biologico, chimico, nucleare, radiologico e i problemi connessi con le malattie ad alto
infeltività.
Tale Gruppo O p erativo è stato costituito al fine di garantire il coordinamento intersettoriale
delle diverse attività afferenti al settore dell'emergenza sanitaria e per assicurare
un'efficiente risposta delle competenti strutture regionali. prevedendo ch e venga attivato
in situazioni di attenzione, allarme o emergenze, tramite lo Sala O perativa Unificata
Permanente (S.O .U.P.), attiva H 24, interamente o individuando singoli componenti, in
funzione della professionalità e della specializzazione, che si rendono di volta in volta
necessarie. Il G. O. R.E.S. è composto da un gruppo di coordinamento, d i cui fanno
rappresentanti del Dipartimento per le Politiche Integrate di Sicurezza e per lo Pròtezione
Civile e dell' Agenzia Regionale Sanitaria e do un gruppo di esperti costituito da
rappresentanti di spec ifico e qualificata esperienza in diversi ambiti di competeflza, che
spaziano dal Sistema territoriale di emergenza 118 alle problematiche sanitarie collegate a
rischi ambientali e 0110 comunicazione del rischio.
Contestualmente all'istituzione del GORES sin dal 2014 , si è inoltre riconosciuto, quale
obiettivo prioritario regionale , lo redazione e l'aggiornamento dei Piani di Emergenza
Intraospedaliera Massimo Afflusso Feriti (P.E.I.M ,A,F.) della ASUR e delle Aziende
ospedaliere presenti sul territorio, per un 'adeguata pianificazione intraospeda liera
dell'emergenza. Un dato assoluto da considerare, infatti, è che l'Ospedale, in .caso di
disastro o di altra e venie nza di tipo emergenzial e, deve funzionare nonostante tutto e
attraverso un 'attenta gestione delle risorse disponibili.
AI fine di raccordare le singol e strutture nosocomiali con l'intero sistema regionale attivato
e per garantire strumenti culturali omogenei, è stata richiesta l'individuazione, do parte
dell e Direzioni Generali della ASUR e delle Aziende ospedali ere, di referenti organizzati in
gruppi di coordinamento aziendale per lo redazione dei P.E.I.M.A.F. Allo stato attuale risulta
delineata lo progettazione dei P.E.I.M.A.F. di tutte gli ospedali regionali secondo uno
schema di riferimento unico e omogeneo, indispensabile per l'ottenimento , in emergenza ,
di una risposta efficace da parte del sistema sanitario. Inoltre negli anni tali PEIMAF sono
stati testati attraverso differenti esercitazioni per po sti di comando e/o full scale. Allo fine
del 2014, alla luce del verificarsi di eventi calamitosi che hanno interessato lo Regione
Marche (emergenza neve nel 2012, emergenza idrogeologica nel maggio 2014,
emergenza tecnologica - blackout presso l'A.O.U. Ospedali Riuniti di Ancona , .etc .. ) e
nell 'ottica di fornire in mani era preventiva lo risposto più appropriata e più efficiente
possibile all'insorgere di future situazioni di emergenza , lo Regione Marche ha ovviato un
nuovo progetto regionale, che vede lo sinergia delle strutture di protezione civile, sanitaria
e VVF regionali per regolamentare il mantenimento delle funzioni ospedaliere strotegiche
(lo continuità dei servizi essenziali quali acqua, energia elettrica, .. o lo comunicazione con
gli enti esterni) con precise indicazioni operative rivolte agli Enti del SSR.
i
REGIONE MARCHE
seduta del
GIUNTA REGIONALE
GIU 2016
lPa9l
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delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
I
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Emergenze di carattere radiologico
Con D.G .R. n. 263 del 10/03/20 14 sono state inoltre predisposte le Procedure operative
della Regione Marche conseguenti l'attivazione del "Piano nazionale delle misure
protetlive contro le emergenze radiologic he" - DPCM 19/03/2010.
Tali procedure individuano appunto le modalità operative del sistema regionale di
protezione c ivile da attivarsi nella gestione delle situazioni conseguenti l'attivazione del
"Piano nazionale del le misure protettive contro le emergenze radiologiche" - DPCM
19/03/20 10, che indica quale Evento di riferiment o, al paragrafo 4.2.1.:
"L'evento di natura radiologica preso a riferimento per l'attivazione del Piano è
quello relativo ad un incidente in una centrale di potenza all 'interno dei 200 km dal
confine nazionale".
*
Tali modalità s'intendono operative nelle more della emanazione a livello nazionale del
Piano di informazione alla popolazione e delle Procedure per l'attivazione e l'atluazio ne
degli interventi di iodoprofilassi. così come previsto dalle normative vigenti e in particolare
dal d. Igs. 230/95 e s.m.i ..
In particolare tali procedure sono state elaborate, tenendo conto dei lineamenti della
pianificazione indicati nel Piano nazionale:
garantire la funzionalità del sistema di allertamento e lo scambio di informazioni in
ambito nazionale e internazionale;
assicurare il coordinamento operativo per la gestione unitaria del le risorse e degli
interventi;
assicurare il monitoraggio delle matrici ambientali e delle derrate alimentari nel
corso dell'evento;
attuare le misure a tutela della salute pubblica;
assicurare l'informazione pubblica sull'evoluzione dell'evento e sui comportamenti
da adottare.
*
*
*
*
*
4.3 Strutture operative territoriali
Esercito Italiano
Comando Militare Esercito "Marche" in Ancona, che ha alle dipendenze i seguenti Reparti:
28° Reggimento Comunicazioni Operative "Pavia" Pesaro
235° Reggimento Addes tramento Volontari "PICENO" Ascoli Piceno
*
*
*
Marina Militare
Comando Scuole della Marina Militare, Ancona
Direzione Marittima del Corpo delle Capitanerie di Porto, Ancona e da essa dipendono
le Capitanerie di Ancona, Pesaro e San Benedetto del Tronto (A P)
*
*
REGIONE MARCHE
,
sedula del
GIUNTA REGIONALE
i.
O 6/U. 201
.
[Pa9l
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Aeronautica Militare
Centro di Formazio ne Aviation English, Loreto (AN)
114/\ Squadriglia Radar Remota, Porto Potenza Picena (MC)
Distaccamento della 3/\ Regione Aerea di Bari, in Potenza Picena - frazione Porto
Potenza
*
*
*
Arma d ei Carabinieri
Comando Legione Carabinieri Marche, in Ancona
n. 4 Comandi Provinciali (Ancona , Ascoli Piceno , Macerata e Pesaro)
n. 16 Comandi di Compagnia, di cui:
n. 5 nella Provo di Ancona (Ancona, Fabriano, Osimo, Senigallia e Jesi)
n. 3 nella Provo di Ascoli Piceno (Ascoli Piceno, Montegiorgio e San Benedetto del
Tronto)
n. 1 nella Provo di Fermo (Fermo), alle dipendenze del Cdo Prov od i Ascoli Piceno
n. 4 nella Prov odi Macerata (Macerata, Tolentino , Civitanova Marc he e Camerino)
t n.3 nella Prov odi Pesaro e Urbino (Pesaro, Fano e Urbino) t
n. 1 Tenenza, in Falconara M.ma (AN) t
n. 156 Stazioni territoriali n. 1 Stazione c/o il Centro di Formazione Aviation English dell' Aeronautica Militare, in
Loreto (AN)
n. 1 Stazione c / o il Comando Scuole della Marina Militare, in Ancona
n. 1 Nucleo Operativo Ecologico , in Ancona
n. 1 Nucleo Antisofisticazione e Sanità, in Ancona t
n. 1 Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, in Ancona t
n. l Nucleo Cinofili. in Pe saro t
n.4 Nuclei Ispettorato del Lavoro (Ancona, Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro) n. l Nucleo Banca d ' Italia, in Anc o na
*
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*
*
Guardia di Finanza
t Comando Regionale Marche, in Ancona
t Reparto Tecnico Logistico Amministrativo delle Marche, in Ancona
n. 4 Comandi Provinciali (Ancona , Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro)
n. 4 Nuclei di Polizia Tributaria alle dipendenze dei rispettivi Comandi Provinciali
n. l Comando Gruppo, in Ancona
n. 8 Compagnie, in Ascoli Pi c eno, Macerata, Pesaro, Civitanova Marche (MC). San Benedetto del Tronto (AP), Jesi (AN), Fermo e Urbino (PU)
n. 7 Tenenze, in Senigallia (AN), Fabriano (AN), Osimo (AN), Fano (PU) Camerino (MC) ,
Porto Recanati (MC) e Falconara Marittima (AN)
n. l Brigata, in Porto San Giorgio (AP)
*
*
*
*
*
*
Polizia di Stato
t n. 4 Questure (Ancona , Pesaro e Urbino, Macerata e Ascoli Piceno)
REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
2 61U. 2016
lPa9l
~
delibera
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
*
*
*
*
*
t
t
fl 6 3 5
n. 9 Commissariati [Jesi (AN) , Senigallia (AN ), Osimo (AN ), Fabriano (AN), Urbino (PU) ,
Fano (PU) , Civitanova Marche (MC) , Fermo e San Benedetto del Tronto (API
Compartimento di Polizia Stradale, in A nco na, con 4 Sezioni (Ancona, Ascoli Piceno,
Macerata, Pesaro e Urbino) dalle quali dipendono una Sottosezione in Fermo e 12
Distaccamenti nonché una Sottosezione ed un Distaccamento autostradale,
rispettivamente in Fano (PU) e Porto San Giorgio (AP)
Compartimento per le Marche, l'Umbria e l'Abruzzo di Polizia Ferroviaria, in Ancona,
dal quale dipendono nella Regione i Posti di Polizia Ferroviaria di Fabriano (AN),
Falconara M.ma (AN ). Pesaro e San Benedetto del Tront o (AP)
Compartimento di Polizia Postale in Ancona, da cui dipendono le Sezioni d i Ascoli Picen o, Macerata e Pesaro Ufficio di Polizia di Frontiera Marittima e Aerea, in Ancona 14° Reparto Mobile della Polizia di Stato in Senigallia (AN) Stabilime nto per il materiale di casermaggio, in Senigallia (AN) Corpo Forestale dello Stato
Coordinamento Regionale, in Ancona;
n. 4 Coordinamenti Provinciali, con sede in Anco na, Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro;
Coordinamento Territoriale in Visso (MC), con competenza sull'intero Parco dei Monti
Sibillini;
n. 52 Stazioni.
*
*
*
*
Organizzazione Penitenziaria
Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria , in Ancona
n.8 Istituti di Pena:
Casa di Reclusione di Fossombrone (capienza 209 detenuti)
t Casa Circondariale di Pesaro (capienza 176 detenuti)
t Casa Circondariale di Ancona - Montacuto (capienza 172 detenuti)
Casa Circondariale di Ancona - Barcaglione (capienza 24 detenuti)
Casa Circondariale di Ascoli Piceno (capienza 103 detenuti)
+ Casa Circondariale di Fermo (capienza 36 detenuti)
+ Casa Circondariale di Ca merino (capienza 33 detenuti)
Casa Mandamentale di Macerata Feltria (capienza 23 detenuti)
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Vigili del Fuoco
Si raffigura, di seguito, la dislocazione del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, precisando
c he lo Direzione regionale Marche è in Ancona , via Bocconi telefono 07 1.22751 1 -- pec:
[email protected]
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REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
635
4.3.8 Croce Rossa Italiano
I volontari della Croce Rossa sono una realtà molto importante delle Marche: sul link:
https://www.crLit/marche si possono trovare tlutti gli approfondimenti. Nella seguen te
tabella e nell 'immagine veng ono illustrati il numero di vol ontari e la distribuzione te rritoriale
aggiornati a aprile 2016.
REGIONE MARCHE
seduta del
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GIUNTA REGIONALE
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
Dati CRI Marche
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ComitJolo Rteion.l. MARCHE
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Comp()ltodJo n. 33.tmnlall.- n. 7.182 Soci VOLONTARI
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
6 .1 5
4.3.9 Corpo Nazionale soccorso alpino e speleologo
Questo Servizio, ne ll e Marc he, ha lo sed e presso il presid en te che allo stato a ttua le è in Via delle Q uerce 33 - 600 19 Senig allia (AN). Il Servizio conta 120 volontari di cui 80 d i soccorso a lp ino e 30 d i soccorso sp e leologico. La com pone nte a lp ina è sud divisa in n. 5 stazio ni provinc ia li , m e ntre lo componen te speleo è costituita da una stazione regiona le . Le sta zio ni di soccorso sono ragg ru ppate in una struttura d e finita "zona di soccorso" gestita do un delega to di zona. Presidente
334 6709388
[email protected]
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Vice p-reside,:-'.n"'te"----_ _--:-;:-::-::--':,-"3"'3C-'4,-"6;.:-70-'-'
VIII Delegazione appennino marchigiano
Delega to alpino
334 665935 1
[email protected]
Vice-delegato alpino
334 6659352
stazione di Pesoro e Urbino
334 6659354 - 334 6541 394
[email protected]
Stazione di Ancona
34724 18 131 - 347241 8 126
stazione .a [email protected]
Stazione di Macerata
34735555804 - 334 6541392
Stazio [email protected]
Stazi one di Montefortin o (FM ) 347 35555809 - 334 6541-::3cc
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34735555797 - 334 6541391
stazion e [email protected] Stazi one di Ascoli Pi ceno
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Deleqa to speleo
33467092 13 - 334 67092 14
[email protected]
Capostazione speleo
334 67093 15 - 334 67092 16
stazione.speleo@sasm .it
4.4 Esercitazioni
Il presente p ia no verrà te sta to p e ri o dicamente in occasio ne dell e esercitazioni re giona li di
protezio ne civ ile già a partire da l pros simo an no: seppur con a ltre, a nche diverse, fina lità
verrann o testa ti a nche su l model lo del rischio sismico ossia in applicazio ne d i q uesto
d ocumento, sui pos ti d i coma ndo e sulla risp osta d e lla Regione in eventi ca tas trofic i a nc he
estremi.
Capitolo S. Normativa di interesse per lo protezione civile
Riferimenti normativi e documentali nazionale
:j: Legge 225/92 (art. 15)
D. Lgs. 112/98 (art. 108 comma l , le ttera c)
L. 265/99 (art. 12)
L. 40 1/200 l art. 5 comm a 2
Legge Costituzio na le 3/200 l
D ecre to Legge 15 m aggio 20 12 n° 59 convertito con L.l 00 /2012
L. 56/20 14
:j: Criteri di massim a per lo p ia nificazio ne comun a le d i e m e rgenza - rischio sism ico" del
~
Diparti mento nazionale d e ll a Pro tezio ne civil e (PCM) genna io 2002
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REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
seduta del
2 O 61U. 2016
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DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
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Direttiva 3 dicembre 2008 - GU 36 del 13 Febbraio 2009
Decreto 6397 d el 3 dic embre 2008 - GU 41 del 19 Febbraio 2009
"Indicazioni operative per pre vedere, prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di
emergenza c onnesse a fenomeni idrogeologici ed idraulici del Dipartimento
Protezione Ci vile (PCM) di pro!. DPC/SCD/ 0059168 del 14/1 0/ 20 11)
Direttiva PCM 14/ 01 /2014 "Programma nazionale di soccorso per il risc hio sismic o "
Principali riferimenti normafivi e documentali regionali
:j:
:j:
LR 32/2001
LR 56/2014
:j: Decreto Presidente Giunto Regionale 105/2008 Costituzione del CO R
:j: DGRM 557/ 2008
:j: DGR 1388/ 20 11
:j: DGR 800/ 201 2
t DGR 131 / 20 13
:j: DGR233/20 15
:j: DDGR 302,303,305/2016
Rif. normativi: Sanità
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Organizzazione del Servizio Sanitario Regionale (L.R. 20 giugno 2003, n. 13 e s.m.i.)
Sistemo di emergenza sanitario (L.R. n.36/98 e s.m.i.)
D.G.R. n. 263 del 10/03/2014 "Procedure operative della Regione Marc he
conseguenti l'attivazione del "Piano nazionale delle misure protettive c ontro le
emergenze radiologiche" - DPCM 19/03/2010"