Delegazione Autonoma Sinfub Banca d`Italia

Transcript

Delegazione Autonoma Sinfub Banca d`Italia
DASBI
Delegazione Autonoma Sinfub Banca d’Italia
L’ASSISTENZA SANITARIA IN FAVORE DEL PERSONALE
DELLA BANCA D’ITALIA
A fronte del pagamento di un premio pari a circa l’8 per cento del salario, di cui i due terzi
pagati dalla Banca, l’assicurazione sanitaria offerta ai dipendenti garantisce una copertura che va da un
minimo dell’80 per cento per le cure dentali al 100 per cento per quelle ospedaliere.
L’assicurazione sanitaria è stipulata per tutti i dipendenti e i pensionati e si estende
automaticamente ai familiari a carico. I dipendenti possono aderire o recedere dal contratto assicurativo
pressoché in qualunque momento. L’assistenza agli utenti è assicurata attraverso un call-center e una
sezione del sito web appositamente dedicata agli assicurati di Banca. Accedendo al sito è possibile usufruire di
una serie di servizi standard, quali informazioni sui termini dell’assicurazione, moduli personalizzati per il
rimborso, informazioni sullo status delle richieste di rimborso e sulle pratiche non rimborsate. Le richieste di
rimborso vengono evase entro 10 giorni lavorativi e possono essere inviate entro 12 mesi dalla data del
trattamento.
Vi piacerebbe, eh? Quanto avete appena letto è la descrizione delle principali caratteristiche
dell’assicurazione sanitaria offerta ai colleghi della Banca centrale europea (BCE). L’assicurazione
sanitaria offerta ai dipendenti della Commissione europea è molto simile, fatta eccezione per la
gestione (completamente interna) e i tempi di rimborso delle spese mediche (fino a 2-3 settimane).
È dunque d’obbligo chiedersi perché i dipendenti della Banca d’Italia abbiano
usufruito fino ad ora, e continueranno ad usufruire per un anno ancora, della copertura
sanitaria alquanto scadente della CASPIE (inutile andare nel dettaglio della copertura CASPIE;
a tutti sono noti le franchigie elevate, i tetti massimi bassi, il numero di prestazioni non coperte,
l’impossibilità di recedere dal contratto prima della scadenza, l’assistenza agli utenti scadente, i
tempi lunghi di rimborso, la limitata trasparenza delle pratiche di rimborso). La gara europea
d’appalto pubblicata nell’agosto del 2010 dalla Banca d’Italia sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione
Europea è andata sorprendentemente deserta. Come misura d’emergenza, nel dicembre scorso,
l’assicurazione sanitaria con la CASPIE è stata rinnovata per un anno (per il 2011) con alcuni
aggiustamenti ulteriormente peggiorativi rispetto alla precedente polizza.
Vogliamo escludere l’ipotesi che le società assicurative si siano strategicamente accordate
per mandare deserta la gara, magari con una preventiva spartizione del mercato finalizzata a
garantire alla società a cui spetta un grande cliente come la Banca d’Italia un potere di mercato
quasi monopolistico. Tendiamo anche ad escludere l’ipotesi che sia la Banca d’Italia a preferire una
società piuttosto che un’altra e, in tal caso, a interagirvi nell’ambito di una trattativa privata
piuttosto che con una gara pubblica.
È tuttavia sorprendente che un numero così alto di potenziali assicurati sia
completamente ignorato dall’intero mercato europeo delle assicurazioni. Come sindacato e
ancor prima come dipendenti beneficiari dell’assicurazione poniamo quindi alcune semplici
domande, a cui speriamo venga data risposta nelle prossime settimane:
(1) perché, nell’opinione della Banca, la gara d’appalto è andata deserta?
(2) perché neppure la successiva trattativa privata con CASPIE è riuscita a portare
un risultato soddisfacente?
(3) perché, a prescindere dagli ultimi eventi, la Banca d’Italia non riesce ad offrire ai
propri dipendenti una polizza sanitaria degna di questo nome?
(4) perché non sono prontamente disponibili dati ufficiali sul tasso di “sinistrosità”
registrato negli ultimi anni nell’ambito dei trattamenti coperti dalla polizza?
In merito a quest’ultima domanda, vogliamo sottolineare che i dati sul tasso di “sinistrosità”
(informazione fondamentale per una compagnia assicurativa per decidere o meno se partecipare
alla gara) non sono stati allegati alla gara pubblica d’appalto come si può facilmente verificare
scaricando il bando (http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/bandigara/altri/bandi/gara-spesesanitarie)1. Facciamo notare che sull’equivalente bando dell’AGCOM (http://www.agcm.it/gare-econtratti/procedure-di-gara/5157-affidamento-del-servizio-di-copertura-delle-spese-sanitarie-peril-personale-dellautorita.html) dati di questo tipo sono invece riportati, come è ovvio che sia, visto
che rappresentano una delle variabili rilevanti su cui una società di assicurazione basa la propria
offerta. Ci auguriamo che questi dati siano stati messi a disposizione almeno delle società che ne
abbiano fatto richiesta. In attesa di avere chiarimenti al riguardo, ci sembra plausibile che l’assenza
di questo dato abbia potuto incidere sull’esito negativo della gara di appalto; vi è il rischio che la
mancanza di informazioni di buona qualità sul tasso di sinistrosità inciderà negativamente anche
sulla capacità della Banca d’Italia di acquisire nei prossimi anni un’assicurazione sanitaria decorosa
per i propri dipendenti e pensionati.
Di seguito, anche sulla scorta di un confronto tra le condizioni della nostra polizza sanitaria
e quelle della polizza vigente in BCE, formuliamo alcune proposte che crediamo possano rendere
la copertura sanitaria in Banca d’Italia significativamente più ampia e più equa.
Le proposte della DASBI, che di seguito motiviamo ampiamente, possono essere
sintetizzate così. Chiediamo:
• che la Banca renda noto il tasso di sinistrosità prevalente nell’Istituto, monitorandolo nel
tempo e indagando le cause di eventuali andamenti anomali;
• che il premio a carico dei dipendenti in servizio e pensionati non sia fisso e uguale per tutti, ma
sia funzione del reddito;
1
Notiamo, stupiti, che il bando impone l’italiano come unica lingua da utilizzare per la formulazione delle offerte. Forse che la
Banca d’Italia è sensibile alle richieste di tutela dell’“italianità” della controparte, richieste che provengono da alcune parti
politiche poco illuminate?
• che i pensionati diretti contribuiscano al premio per la copertura base, al momento
interamente sussidiata dalla Banca, anche alla luce delle recenti vicende relative al piano di
contenimento dei costi aziendali. Le risorse recuperate dovrebbero essere utilizzate per ottenere
una copertura assicurativa migliore di quella garantita finora, a beneficio di tutti gli assicurati;
• che si adotti un profilo di contribuzione indipendente rispetto al numero dei familiari a
carico;
• che venga valutata l’opportunità di aumentare volontariamente il premio complessivo al
fine di ottenere una copertura assicurativa “vera”;
• che si valuti la possibilità di acquistare un unico pacchetto assicurativo (bundling) che
includa la polizza sanitaria, l’assicurazione sulla vita, quella su infortuni e malattie gravi, nonché
la copertura assicurativa sul grande patrimonio immobiliare e artistico della Banca.
***
In attesa (e nella speranza) di ricevere – non tanto come sindacato, ma come utenti!
– risposte puntuali e convincenti alle domande che abbiamo posto, offriamo ora un
confronto tra il contratto CASPIE in Banca d’Italia e quello VANBREDA in BCE,
focalizzandoci sul costo del premio assicurativo e sulla platea dei beneficiari. È evidente
che qualunque confronto in termini di costi dovrebbe essere fatto a parità di copertura e servizi
garantiti dal contratto. Questa condizione, come illustrato all’inizio del nostro documento, non è
soddisfatta nel confronto tra Banca d’Italia e BCE; ovviamente, ci aspettiamo che la polizza
sanitaria CASPIE, essendo a copertura più limitata e con servizi più scadenti rispetto a quella
VANBREDA in BCE, costi in termini assoluti e relativi molto di meno. Come vedremo, non solo
non è sempre vero che un dipendente della Banca d’Italia paga di meno di un suo “simile” in BCE,
ma la struttura dei premi vigente nella polizza CASPIE genera una redistribuzione interna
tra categorie di redditi differenti, tra nuclei familiari diversi, tra lavoratori attivi e
pensionati, che ci sentiamo di definire come minimo “bizzarra”.
Nel confrontare la polizza sanitaria CASPIE in Banca d’Italia con quella VANBREDA in
BCE proponiamo due casi diversi: (A) un primo caso, assolutamente “spurio” per le forti
differenze nella copertura sanitaria, in cui il dipendente della Banca d’Italia opta per la sola
copertura base, ovvero l’Assistenza 1 per i dipendenti e l’assistenza 2 per i pensionati; (B) un
secondo caso più pertinente, in cui il dipendente/pensionato della Banca d’Italia opta per la
massima copertura possibile nel contratto CASPIE, ovvero l’Assistenza 1+4 per i dipendenti e
l’Assistenza 2+4 per i pensionati. In entrambi i casi non considereremo i costi assicurativi per i
familiari non a carico, dato che questi sono esclusi dal contratto BCE; per quanto riguarda i
pensionati, ci focalizzeremo solo sul caso dei pensionati “diretti”2.
2
Nel confronto tra la Banca d’Italia e la Banca centrale europea, tralasciamo considerazioni connesse con i differenti regimi
fiscali, che si associano alla possibilità o meno di dedurre il premio pagato e le spese non rimborsate dal reddito imponibile.
Per quanto esistenti, riteniamo che queste differenze non cambino il segno e il tenore delle nostre conclusioni.
A) Soluzione di copertura assicurativa “base” BdI vs. BCE
La tavola 1 offre un confronto del premio assicurativo in Banca d’Italia e in BCE per classe
di reddito annuo lordo, variabile rilevante come visto nel caso della BCE, e distinguendo la quota a
carico del datore del lavoro da quella a carico del dipendente/pensionato.
Tavola 1
CONFRONTO IN TERMINI DI PREMIO ASSICURATIVO TRA LA POLIZZA BCE E
L'ASSISTENZA 1/2 DELLA BDI
Banca centrale europea
reddito annuo lordo
contributo
banca
contributo
dipendente
30.000
60.000
90.000
120.000
1.600
3.200
4.800
6.400
800
1.600
2.400
3.200
Banca d’Italia
Dipendenti
contributo contributo
banca
dipendente
830
830
830
830
356
356
356
356
Pensionati
contributo contributo
banca
pensionato
2.136
2.136
2.136
2.136
-
Dalla tavola 1 emergono con chiarezza tre elementi degni di nota:
1) il premio totale offerto alla CASPIE è di gran lunga inferiore a quello offerto a
VANBREDA; la quota di premio a carico del dipendente Banca d’Italia (356 euro) è
indipendente dal reddito lordo ed è più bassa che in BCE lungo tutta la distribuzione dei
redditi. Come conseguenza, in Banca d’Italia le prestazioni sono molto peggiori;
2) in entrambe le istituzioni la struttura dei premi è indipendente dalla composizione del
nucleo familiare (per i soli componenti a carico): questo garantisce un principio di solidarietà
che prevede un sussidio dai “single” alle famiglie;
3) la Banca d’Italia ha scelto di pagare per intero l’elevato premio assicurativo (2.136 euro)
dei pensionati diretti: questo garantisce un principio di solidarietà che prevede un sussidio
dai lavoratori attivi ai pensionati. Facciamo notare che dal 2001 la Banca d’Italia, d’accordo
con i sindacati, prevede un contributo a favore dei pensionati per le spese sanitarie che
sostengono; tale contributo viene erogato qualora il pensionato rinunci completamente alla
copertura assicurativa o ripieghi, in sostituzione dell’assistenza 2, sull’assistenza 3 “Grandi
rischi” più limitata in quanto a copertura e quindi più economica.
La DASBI, che ha trovato nel sostegno di una maggiore equità intergenerazionale una delle
sue cause fondanti, non ritiene sostenibile l’attuale regime di completo sussidio (2136 euro,
pagati interamente dalla Banca d’Italia) alla copertura sanitaria base dei pensionati diretti,
anche alla luce delle recenti vicende relative allo sforzo di contenimento dei costi. Inoltre, la
DASBI ritiene fortemente discutibile il contributo in forma monetaria vigente dal 2001; non è
chiaro il principio per cui un pensionato che non aderisca alla copertura CASPIE, oppure vi
aderisca nelle forme a più limitata copertura previste dall’ assistenza 3, debba avere diritto a un
contributo monetario per spese sanitarie. Proviamo a fare qualche conto. Ci risulta che la platea dei
beneficiari dell’assicurazione CASPIE sia costituita da circa 7000 dipendenti e 9150 pensionati (di
cui circa 6500 diretti). Secondo i dati riportati nella tavola 2, l’Assistenza 1 impone un pagamento
complessivo a CASPIE per l’assicurazione dei dipendenti di circa 8,3 milioni di euro (di cui il 70%,
ovvero 5,8 milioni di euro, pagato dalla Banca d’Italia) e di 13,9 milioni di euro per i pensionati
diretti (pagato al 100% dalla Banca d’Italia). Complessivamente, la CASPIE riceve per la copertura
sanitaria di base (assistenza 1 e 2) ai dipendenti e ai pensionati della Banca d’Italia circa 22 milioni
di euro all’anno, di cui 19,7 a carico della Banca.
Tavola 2
DIVERSE IPOTESI DI CONTRIBUTO DEI PENSIONATI DIRETTI ALL’ASSISTENZA 1
Contribuzione
Contribuzione
omogenea al 30% omogenea di 830 euro
Pensionati
Pensionati
Pensionati
Dipendenti
Dipendenti
Dipendenti
diretti
diretti
diretti
Contributo annuale (euro)
1.186
2.136
1186
2.136
1186
2.136
a carico del dipendente (%)
30%
0%
30%
30%
30%
61%
a carico della Banca (%)
70%
100%
70%
70%
70%
39%
a carico del dipendente (euro)
356
0
356
641
356
1.306
a carico della Banca (euro)
830
2.136
830
1.495
830
830
Attuale polizza
Numero dipendenti/pensionati
6.991
6.523
6.991
6.523
6.991
Costo totale sostenuto dalla
BdI
5.802.530 13.933.128 5.802.530 9.750.840 5.802.530
Risparmio di spesa per la BdI
4.182.288
6.523
5.414.090
8.519.038
Ebbene, è facile dedurre che chiedendo ai pensionati, così come richiesto ai
dipendenti, di contribuire al 30 per cento del premio assicurativo per l’Assistenza 2 (640 euro
per i pensionati diretti) la Banca d’Italia potrebbe accrescere la propria capacità di spesa
complessiva per l’assicurazione sanitaria di 4,2 milioni di euro, a beneficio di tutti gli
assicurati; per darvi un ordine di grandezza, questo significherebbe un aumento del premio pro
capite pagabile alla CASPIE di circa 309 euro. Equiparando il contributo a carico della Banca,
sia per i pensionati diretti che per i dipendenti, non in termini percentuali bensì assoluti (cioè
con un contributo della Banca omogeneo per qualunque categoria e pari a 830 euro) le risorse, a
beneficio di tutti gli assicurati, salirebbero a 8,5 milioni di euro; il maggior premio pro capite
che si potrebbe versare alla CASPIE salirebbe di circa 630 euro. È evidente che un’allocazione più
equa del costo dell’assicurazione sanitaria, limitando il sussidio a beneficio dei pensionati diretti,
potrebbe liberare risorse per la spesa sanitaria complessiva con conseguente effetto positivo sulla
qualità della copertura. Ancora una volta, a beneficio di tutti gli assicurati.
Trovate simili proposte ingiuste? Noi no. Come è ovvio e dimostrato anche dall’entità
del premio richiesto, il tasso di sinistrosità dei pensionati è più elevato: pare quindi ragionevole non
imporre ai lavoratori attivi di farsi completamente carico di questo maggiore rischio. Se poi
consideriamo che lo status attuale dei pensionati della Banca d’Italia è per molti versi (liquidazione,
trattamento pensionistico) già molto migliore di quello di cui godranno gran parte degli attuali
dipendenti, non ci sembra scandaloso chiedere una limitazione a questo trasferimento netto ai
pensionati diretti. Ancora una volta, a beneficio di tutti gli assicurati.
B) Soluzione di copertura assicurativa “ampia” BdI vs. BCE
Passiamo ora a un confronto più pertinente, quello cioè tra la massima copertura possibile
in Banca d’Italia e quella, comunque migliore, offerta in BCE. Nel caso della Banca d’Italia
sommiamo le Assistenze 1 e 4 per i dipendenti e le Assistenze 2 e 4 per i pensionati diretti. I dati,
riportati nella tavola 3, sono disaggregati considerando anche la composizione del nucleo familiare
che in Banca d’Italia, ma non in BCE, incide sull’ammontare del premio a carico del
dipendente/pensionato.
Tavola 3
CONFRONTO IN TERMINI DI PREMIO ASSICURATIVO TRA LA POLIZZA BCE E
L'ASSISTENZA COMPLETA DELLA BDI
Banca d'Italia
Banca centrale europea
CASO 1: Nucleo familiare: 1 individuo dipendente della Banca
Dipendenti
Pensionati diretti
reddito annuo
contributo
contributo
contributo
contributo
contributo
contributo
lordo
banca
dipendente
banca
dipendente
banca
pensionato
30.000
1.600
800
830
704
2.136
348
60.000
3.200
1.600
830
704
2.136
348
90.000
4.800
2.400
830
704
2.136
348
120.000
6.400
3.200
830
704
2.136
348
CASO 2: Nucleo familiare: 1 individuo dipendente della Banca + 1 coniuge fiscalmente a carico
30.000
60.000
90.000
120.000
1.600
3.200
4.800
6.400
800
1.600
2.400
3.200
830
830
830
830
1.052
1.052
1.052
1.052
2.136
2.136
2.136
2.136
696
696
696
696
CASO 3: Nucleo familiare: 1 individuo dipendente della Banca + 1 coniuge fiscalmente a carico + 2 figli
fiscalmente a carico del dipendente
30.000
60.000
90.000
120.000
1.600
3.200
4.800
6.400
800
1.600
2.400
3.200
830
830
830
830
1.748
1.748
1.748
1.748
2.136
2.136
2.136
2.136
1.392
1.392
1.392
1.392
Alla luce dei dati riportati nella tavola 3, ci pare evidente che, rispetto al caso della sola Assistenza
base:
(1) non vale più il principio di solidarietà a favore delle famiglie più numerose;
(2) permane il trasferimento a favore dei pensionati; è solo lievemente indebolito nel
caso, che riteniamo raro, in cui vi siano figli a carico;
(3) il premio, in termini assoluti, a carico del dipendente/pensionato della Banca d’Italia è
sempre inferiore a quello praticato in BCE nel caso di nuclei familiari composti da un solo
individuo (il dipendente/pensionato stesso); quando vi è il coniuge a carico, il premio è
più basso in BCE che in Banca d’Italia per coloro che percepiscono un reddito
lordo annuo inferiore ai 40.000 euro, soglia che sale a 65.000 euro quando vi si
aggiungono due figli a carico.
Più interessante è, a nostro avviso, la valutazione del premio non in termini assoluti ma
rispetto al reddito. Come già abbiamo sottolineato, il premio pagato in Banca d’Italia è
indipendente dal reddito lordo dell’assicurato; mentre in BCE equivale all’8 per cento del
reddito del dipendente, a prescindere dalla composizione del nucleo famigliare, di cui un terzo cioè il 2,7 per cento del reddito - è a carico del dipendente. Quali sono i dati equivalenti in Banca
d’Italia? La figura 1 riporta, nel caso dell’assicurazione CASPIE, il premio totale a carico del
dipendente/pensionato diretto in percentuale del reddito lordo suddiviso per tipologia di nucleo
familiare (single, famiglia senza figli e famiglia con due figli).
Figura 1
Premio Totale pagato dal dipendente (%)
Reddito Lordo
Premio Totale pagato dal pensionato (%)
Reddito Lordo
7,0%
7,0%
6,0%
6,0%
5,0%
5,0%
4,0%
4,0%
3,0%
3,0%
2,0%
2,0%
1,0%
1,0%
0,0%
0,0%
30.000
60.000
90.000
120.000
1 individuo dipendente dalla banca
+1 coniuge fiscalmente a carico
+1 coniuge + 2 figli fiscalmente a carico del dipendente
BCE
30.000
60.000
90.000
120.000
1 individuo dipendente dalla banca
+1 coniuge fiscalmente a carico
+1 coniuge + 2 figli fiscalmente a carico del dipendente
BCE
Essendo il premio indipendente dal reddito lordo dell’assicurato, il premio a carico del
dipendente Banca d’Italia in rapporto al reddito decresce fortemente con il livello di
reddito; il calo è proporzionalmente maggiore per i nuclei familiari più numerosi. Tutti i
dipendenti con redditi intorno ai 30.000 euro annui lordi, a eccezione di quelli senza coniuge o figli
a carico, pagano una quota di premio superiore al 2,7 per cento del reddito, quota fissa nel caso
della BCE; salendo alla categoria di reddito pari a circa 60.000 euro annui lordi, l’incidenza del
premio sul reddito è più elevata in Banca d’Italia che in BCE per i nuclei familiari con due figli a
carico (circa il 3%). Per livelli di reddito annuo lordo superiori a 90.000 euro, l’incidenza del
premio è sempre inferiore in Banca d’Italia rispetto alla BCE. Nel caso dei pensionati diretti
(Assistenza 1+2), è evidente il profilo favorevole a chi gode di pensioni più elevate. Inoltre,
l’incidenza del premio sul reddito annuo lordo risulta per i pensionati diretti sempre inferiore allo
stesso indicatore calcolato per i dipendenti, qualunque tipologia familiare venga considerata.
Le proposte della DASBI
In funzione delle osservazioni condotte, la DASBI auspica e propone alla Banca d’Italia di
modificare la gara d’appalto per l’assicurazione sanitaria, nella speranza di ottenere una copertura
sanitaria decente, più equa, trasparente e a beneficio di tutti gli assicurati. La DASBI
propone di effettuare modifiche secondo i seguenti principi generali:
•
diffusione di un dato, obiettivo e attendibile, sul tasso di sinistrosità prevalente in
Banca d’Italia, e confronto dello stesso dato con quello registrato in altre realtà
aziendali simili alla nostra. I requisiti di “obiettività” e “attendibilità” non saranno, a nostro
avviso, soddisfatti qualora l’unico numero che circolerà sarà quello (non audited) trasmesso
dalla CASPIE in occasione del recente rinnovo; ci aspettiamo, in altri termini, che la Banca
d’Italia sappia monitorare, verificare e giustificare con precisione il dato diffuso,
magari prevedendo per il futuro un meccanismo di monitoraggio in tempo reale. Qualora il
tasso di sinistrosità risulti in Banca d’Italia più alto che altrove, la Banca d’Italia dovrà
prima di tutto ricercarne le ragioni (e non semplicemente accettare una copertura sanitaria
peggiore), prevedendo anche di perseguire, se rilevanti, eventuali comportamenti
anomali;
•
chiediamo che il premio assicurativo a carico del dipendente sia funzione del suo
reddito; come dimostrato, questo consente implicitamente di raggiungere l’obiettivo per noi
condivisibile di favorire una ridistribuzione delle risorse dai dipendenti più anziani, che
come tali godono di un reddito più elevato e sono più rischiosi da un punto di vista
assicurativo, a quelli più giovani. Questo principio consentirebbe anche di rendere più
attraente il contratto di lavoro offerto dalla Banca d’Italia, nonché a ridurre l’iniquità
intergenerazionale ampiamente documentata a livello di Paese e all’interno della Banca
d’Italia;
•
in base agli stessi principi chiediamo che i pensionati della Banca d’Italia, un numero
corposo di ex-colleghi che hanno beneficiato di condizioni salariali e di pensione assai
migliori di quelle di cui godono e godranno gli attuali dipendenti, paghino un premio
proporzionale al loro reddito da pensione. Se la Banca d’Italia decidesse di mantenere il
premio svincolato dal reddito lordo, chiediamo che i pensionati diretti contribuiscano in
qualche forma al premio per l’assistenza sanitaria base, che, lo ricordiamo, ora viene
interamente pagato dalla Banca d’Italia (2136 euro). Le risorse così recuperate dovrebbero
essere utilizzate dalla Banca per ottenere una copertura assicurativa migliore di quella
garantita finora dalla CASPIE a beneficio di tutti gli assicurati. Chiediamo anche che la Banca
d’Italia spieghi le motivazioni e i costi sostenuti per il contributo in forma monetaria previsto
nel caso un pensionato decida di non aderire all’assicurazione sanitaria, oppure di aderirvi
nelle forme dell’assistenza 3;
•
chiediamo poi che, in linea con quanto accade in BCE, si adotti anche in Banca d’Italia un
profilo tariffario che prescinda completamente dalla composizione del nucleo
famigliare. Difficile negare il valore, ben più che simbolico, di una tale scelta in un Paese
come il nostro;
•
•
chiediamo che venga valutata la possibilità di aumentare volontariamente il premio
complessivo, magari solo quello a carico del dipendente, allo scopo di ottenere una “vera”
copertura assicurativa. Questa opzione dovrebbe chiaramente avere l’approvazione dei
potenziali assicurati. Prendendo un dipendente con coniuge e due figli a carico, sarebbe utile
chiedersi se non preferisca pagare un premio assicurativo superiore ai circa 1.750 euro
all’anno previsti dall’Assistenza 1 e 4 e godere di una copertura assicurativa più ampia,
considerando che lo sfavorevole sistema di franchigie e tetti massimi previsti dall’attuale
contratto CASPIE potrebbe imporre esborsi annui decisamente più consistenti dei 1.750
euro;
chiediamo, anche nell’ottica di rafforzare, se ce ne fosse bisogno, il potere di contrattazione
della Banca d’Italia con le società che offrono coperture assicurative, di valutare la possibilità
di affacciarsi sul mercato con la proposta di acquisto di un unico pacchetto assicurativo
che riguardi la polizza sanitaria, l’assicurazione vita dei dipendenti, l’assicurazione su
infortuni e malattie gravi, la copertura assicurativa sull’immenso patrimonio
immobiliare e artistico della Banca d’Italia (bundling). L’obiettivo del bundling, già
sperimentato in altre realtà bancarie italiane, è quello di attrarre le società assicurative
chiedendo loro di realizzare margini ridotti sulla copertura sanitaria in cambio di una
“quantità” assicurata di eccezionali dimensioni, dominata tra l’altro da coperture di eventi
alquanto rari (leggi: immobili e vita). Ci limitiamo a registrare come purtroppo si continui a
preferire la via della rigida compartimentazione (è di questi giorni la notizia secondo cui la
Banca d’Italia ha appena sottoscritto per 5 anni la polizza per l’assicurazione vita con
Generali e Ina Assitalia).
Qualora nei prossimi mesi la situazione dovesse rimanere opaca e le prospettive di
godere dal 2012 di un’assicurazione sanitaria decorosa dovessero non concretizzarsi, la DASBI
cercherà di contattare altri soggetti assicurativi a cui richiedere una valutazione
alternativa.
Roma, 29 marzo 2011
Il Consiglio direttivo
[email protected]
06 4820 677
http://dasbi.blogspot.com