documento 15 maggio 5Ac - istituto tecnico statale g.deledda

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documento 15 maggio 5Ac - istituto tecnico statale g.deledda
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
Chimica, Materiali e Biotecnologie
Costruzioni, Ambiente e Territorio - Grafica e Comunicazione
Via Monte S. Gabriele, 48 - 34134 Trieste Tel. 040 579022 Fax 040 3798950
Codice Fiscale 90143410323
e-mail: [email protected]
ESAME DI STATO
DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE
Legge 425 del 10/02/1997- art. 5 comma 20 D.P.R. 23/7/1998 n° 323.
CLASSE 5 SEZIONE AC
a. s. 2015/2016
Redatto il 15 maggio 2016
affisso all'albo il
Docente coordinatore della classe: prof.ssa USCO Pilar
IL DIRIGENTE
SCOLASTICO
prof.ssa NAPOLITANO Tiziana
1
COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI CLASSE
Docente
Prof.ssa PORZIO
Elena
Prof.ssa USCO
Pilar
Prof. SASCO
Roberto
Prof. MUSCIA
Sirio
Prof. SANTOLI
Giuliano
Prof. BERTUZZI
Matteo
Prof. SASCO
Edoardo
Prof. MUSCIA
Sirio
Prof. SASCO
Edoardo
Prof. TAGLIAFERRO
Fulvio
Prof.ssa TUMINO
Maria Concetta
Prof. ROMANO
Alessio
Prof.ssa LUIN
Elisa
Prof.ssa VESNAVER
Martina
Prof.ssa BURLA
Simona
Prof.ssa FIORI
Barbara
Prof.ssa MAGRO
Angela
Materia insegnata
Firma del docente
Religione
Lingua e letteratura italiana
Storia
Topografia
ITP Topografia
Estimo
ITP Estimo
Progettazione,
Costruzione, Impianti
ITP Progettazione, Costruzione,
Impianti
Gestione del cantiere e Sicurezza
nell’Ambiente di Lavoro
Matematica
Lingua inglese
Scienze motorie e sportive
Sostegno
Area disciplinare: scientifica AD01
Sostegno
Area disciplinare: umanisticaAD02
Sostegno
Area disciplinare: tecnica AD03
Potenziamento
Storia dell’Arte
Potenziamento
Discipline economico-aziendali
2
PROFILO FORMATIVO DELL'INDIRIZZO DI STUDIO
L’indirizzo
“Costruzioni,
Ambiente
e
Territorio”
forma
un
nuovo
profilo
professionale con competenze più ampie che sostituisce le tradizionali figure del geometra
e del perito edile.
La figura uscente da questa specializzazione assume un importante ruolo tecnico
nell’attività di trasformazione, di gestione del territorio e dell’ambiente, di recupero e
conservazione del patrimonio edilizio esistente, in stretta collaborazione con i progettisti
laureati, le imprese e la Pubblica Amministrazione.
ll diplomato in “Costruzioni, Ambiente e Territorio” ha competenze:

nel campo dei materiali, delle macchine e dei dispositivi utilizzati nelle industrie
delle costruzioni;

nell’impiego degli strumenti per il rilievo, nell’uso dei mezzi informatici per la
rappresentazione grafica;

nel calcolo e nella valutazione tecnica ed economica dei beni privati e pubblici
esistenti nel territorio;

nell’utilizzo ottimale delle risorse ambientali;

nella grafica e nella progettualità in campo edilizio;

nell’organizzazione del cantiere, nella gestione degli impianti e nel rilievo
topografico;

nella stima di terreni, di fabbricati e delle altre componenti del territorio, nonché dei
diritti reali che li riguardano, comprese le operazioni catastali;

nell’amministrazione di immobili.
A conclusione del percorso quinquennale, una volta conseguito il diploma di istruzione
secondaria tecnica,
lo studente potrà inserirsi direttamente nel mondo del lavoro,
accedere direttamente all’università o al sistema dell’istruzione e formazione tecnica
superiore, nonché ai percorsi di studio e di lavoro previsti per l’accesso agli albi della
professioni tecniche secondo le vigenti norme in materia. Nello specifico, dopo diciotto
mesi di praticantato il diplomato in Costruzione, Ambiente e Territorio potrà sostenere
l’Esame di Stato abilitante alla libera professione e iscriversi all’Albo dei Geometri.
3
PRESENTAZIONE DELLA CLASSE VAc
ELENCO DEGLI STUDENTI
Cognome
Nome
1.
BELLUSSI
Luca
2.
BELLUZZI
Mia
3.
BRUS
Isabella
4.
BUZZI
Emiliano
5.
CASSUTTI
Gianmarco
6.
CERNI
Marco
7.
CHIZZO
Giovanni
8.
DEFRANCESCO
Alessandro
9.
MARKOVIC
Daniel
10.
NUZZI
Riccardo
11.
ODINO
Christian
12.
PAOLETTI
Luca
13.
PETRINA
Massimiliano
14.
PILLININI
Barbara
15.
PIPOLO
Ester
16.
RUSSIGNAN
Matteo
17.
SASSI
Matilde
18.
STARC
Andrea
19.
VERGINELLA
Fabiana
20.
ZIVOJNOVIC
Lazar
4
PRESENTAZIONE DELLA CLASSE V Ac
EXCURSUS STORICO DELLA CLASSE
Numero complessivo degli studenti
20

maschi

14

femmine

6
Numero di studenti regolari
7
Numero di studenti ripetenti
13

nel triennio

10

di quinta

3
Numero di studenti provenienti da altre Scuole
4

nel triennio

2

in quinta

2
Numero di studenti provenienti da altre sezioni
10

nel corso del triennio

8

in quinta

2
5
Situazione in ingresso con riferimento ai risultati dello scrutinio del
penultimo anno di corso ed ai debiti formativi attribuiti agli studenti:
media voti (M)
numero studenti
M=6
1
6<M7
17
7<M8
2
8 < M  10
0
6
INTERESSE IMPEGNO E PARTECIPAZIONE DEGLI STUDENTI
Dai quadri di sintesi relativi al percorso storico e alla media dei voti ottenuti nel
penultimo anno di studi risulta evidente la debolezza della classe V Ac.
Pur nella sua varietà, considerate le diverse provenienze degli alunni, i percorsi di
studi travagliati, una evidente disomogeneità nella situazione di partenza, la maggior parte
della classe si è dimostrata per tutto l’anno poco volenterosa e incapace di migliorare la
propria situazione didattica e disciplinare.
Tranne casi isolati e sporadici, gli alunni si sono dimostrati poco impegnati, poco
interessati e altrettanto poco motivati e hanno raramente partecipato al dialogo educativo.
Nonostante alcuni alunni abbiano potenzialmente capacità di analisi e di sintesi e di
rielaborazione critica personale, la scarsa applicazione, lo studio saltuario e mirato, la
poca propensione alla disciplina nell’affrontare il lavoro scolastico ne hanno parzialmente
compromesso i risultati. In generale il profitto della classe è stato per tutto l’anno mediocre
e comunque al di sotto delle aspettative per una classe quinta, sostanzialmente uniforme,
accomunando così alunni con situazioni di fragilità preesistenti, con altri svogliati ma
potenzialmente capaci, con alcuni altri disinteressati e destabilizzanti per l’intera classe.
I risultati ottenuti sono stati dunque mediamente ai limiti della sufficienza, solo per
alcuni migliori e in tal caso spesso premianti l’impegno, la frequenza alle lezioni, lo studio
domestico. Nella più parte dei casi infatti gli alunni sono stati restii a svolgere i compiti
domestici, a studiare con costanza o in modo approfondito, a provvedere a sanare le
lacune e i debiti formativi, denunciando scarsa capacità di organizzazione del proprio
lavoro sia scolastico che domestico e ridotta capacità di autonomia operativa.
La scarsa serietà dimostrata nell’impegno scolastico e nella partecipazione al
dialogo educativo si è riflessa anche nel comportamento tenuto in particolare da alcuni
alunni, specialmente durante alcune ore e con alcuni insegnanti. Atteggiamenti riprovevoli
per ogni classe ma inaccettabili per una quinta sono stati ripetuti e segnalati al
coordinatore di classe e alla presidenza, anche perché in talune circostanze hanno
impedito il regolare svolgimento delle lezioni.
7
ASSIDUITA’ NELLA FREQUENZA SCOLASTICA
La assiduità scolastica della classe è stata assolutamente irregolare. Sin dall’inizio
dell’anno alcuni alunni sono stati ripetutamente assenti in occasione di verifiche o di
compiti o di giornate più gravose, a riprova della poca serietà e impegno profuso nello
studio.
Mensilmente i ragazzi, tutti maggiorenni, sono stati avvisati dal coordinatore delle
assenze accumulate individualmente e invitati a non rischiare di compromettere la validità
dell’anno scolastico. A nulla è valso contattare le famiglie di alcuni, le assenze e i ritardi si
sono ripetuti e sono diventati anche più ricorrenti, per alcuni addirittura costanti al punto da
iniziare le lezioni con “regolari” 15/20 minuti di ritardo giornaliero.
La maggior parte degli alunni della classe V Ac ha accumulato un gran numero di
assenze e di ritardi orari, uscendo anticipatamente e entrando in ritardo sul normale orario
curricolare.
Un numero così alto di ore di assenze sul monte-ore annuo, al di là della soglia di
tollerabilità accettata, e privo di seri e comprovati motivi, ha influito negativamente sui
risultati scolastici degli alunni.
8
ATTIVITA’ DI RECUPERO E POTENZIAMENTO
Per tutto l’anno scolastico si sono predisposti su iniziativa dei singoli docenti e da
parte dell’Istituto stesso interventi di recupero e di sostegno per gli alunni, specialmente di
quelli in difficoltà. Sin dal primo quadrimestre si sono attivati al di fuori dell’orario
curricolare sportelli disciplinari, che sono stati offerti in maniera ancora più incisiva nel
secondo quadrimestre.
Purtroppo tali proposte di recupero dei debiti e di approfondimenti o chiarimenti
tematici sono state disattese dalla più parte degli alunni della classe, che per recuperare si
sono concentrati, peraltro con scarsi risultati e impegno, nel periodo di interruzione della
attività didattica alla fine del primo quadrimestre. Ciò nonostante si offerta sempre agli
alunni la possibilità di recuperare i debiti, anche al di là dei tempi stabiliti e degli orari
curricolari.
Altri interventi di sostegno sono stati offerti dai docenti durante tutto l’anno con
spiegazioni individualizzate, assistenza nello svolgimento degli esercizi e chiarimenti su
richiesta degli stessi alunni, che tuttavia non ne hanno saputo approfittare.
Dal mese di gennaio la classe ha potuto usufruire della presenza di una docente
per il potenziamento della dotazione organica di personale relativamente alla disciplina di
Storia dell’Arte, che ha affiancato il lavoro dell’insegnante di italiano con lezioni di
approfondimento in merito al programma di Letteratura e di Storia e che ha arricchito
l’offerta del curricolo in chiave di storia dell’architettura in compresenza con il docente di
progettazione, costruzioni e impianti.
Nel contempo la classe ha usufruito del supporto didattico di un’altra docente
dell’organico di potenziamento di Discipline economico-aziendali, che durante alcune ore
di Estimo ha implementato le conoscenze e le competenze in materia di gestione della
proprietà.
Entro la fine dell’anno scolastico i docenti di italiano e di estimo si rendono disponibili per
offrire agli alunni ulteriori ore aggiuntive di potenziamento e recupero.
9
CONTINUITA’ DIDATTICA
CONTINUITA’ DIDATTICA
DOCENTE
Prof.ssa PORZIO
Elena
Prof.ssa USCO
Pilar
Prof. SASCO
Roberto
Prof. MUSCIA
Sirio
Prof. SANTOLI
Giuliano
Prof. BERTUZZI
Matteo
Prof. SASCO
Edoardo
DISCIPLINA INSEGNATA
3°
4°
Religione
Lingua e letteratura italiana
Storia
Topografia
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
ITP Topografia
Estimo
X
ITP Estimo
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Progettazione,
Costruzione, Impianti
ITP Progettazione,
Costruzione, Impianti
Gestione del cantiere e
Sicurezza nell’Ambiente di
Lavoro
Prof. TAGLIAFERRO Matematica
Fulvio
Prof. MUSCIA
Sirio
Prof. SASCO
Edoardo
Prof.ssa TUMINO
Maria Concetta
Lingua inglese
Prof. ROMANO
Alessio
Scienze motorie e sportive
Sostegno
Area disciplinare: scientifica
AD01
Sostegno
Prof.ssa VESNAVER
Area disciplinare:umanistica
Martina
AD02
Sostegno
Prof.ssa BURLA
Area disciplinare: tecnica
Simona
AD03
5°
X
X
Prof.ssa LUIN
Elisa
X
X
X
10
SINTESI DEL PERCORSO FORMATIVO
(alla data della stesura del documento)
Tempi scolastici
Materie
Ore previste
Ore svolte
Ore
programmabili
(ore settimanali x 33)
(alla data del C.d.C)
(dalla data del C.d.C
al termine delle
lezioni scolastiche)
IRC
33
25
5
Lingua e letteratura italiana
132
102
17
Storia
66
54
9
Topografia
132
99
20
99
in compresenza
132
77
14
105
17
26
4
190
32
198
in compresenza
66
143
22
48
10
99
86
14
Lingua inglese
99
81
14
Educazione fisica
66
46
10
Sostegno
Area disciplinare: scientifica
AD01
Sostegno
Area disciplinare:umanistica
AD02
Sostegno
Area disciplinare: tecnica AD03
132
96
17
198
172
25
198
176
25
ITP Topografia
Estimo
ITP Estimo
Progettazione,
Costruzione, Impianti
ITP Progettazione, Costruzione,
Impianti
Gestione del cantiere e
Sicurezza nell’Ambiente di
Lavoro
Matematica
33
in compresenza
231
11
ATTIVITA’ INTEGRATIVE ED EXTRACURRICOLARI COLLETTIVE
Di seguito sono indicate le attività integrative ed extracurricolari, svolte nell’ambito della
programmazione didattica della classe nel corso del corrente anno scolastico, che hanno
consentito di sviluppare competenze utili
Attivita’
Tipologia
Visite/Uscite
didattiche e culturali
Visita al Porto Vecchio di Trieste,
in occasione delle Mattinate del FAI
Visione del film “Il figlio di Saul”
“Insieme per i giovani”
In-Formati: educazione bancaria e finanziaria
Festa Internazionale dell’albero
Incontro con esperti forestali per la progettazione del verde
urbano e visita a un cantiere cittadino
Visita a cantieri edili (da effettuarsi dopo il 15/05)
Viaggi di istruzione
Manifestazioni culturali
Attività di orientamento
Viaggio al confine tra Ungheria e Croazia
Progetto “Il Meridiano di Europa” 2015/2016
“Abbattiamo i muri per costruire ponti” ***
Conferenza “Il Medio-Oriente: verso la terza guerra mondiale?”
***
Incontro-conferenza con i Carabinieri su questioni legate al
rispetto della legalità e della cittadinanza attiva
Fiera delle Professioni 2016
presso la Camera di Commercio di Trieste ***
“Porte aperte” dell’Università degli Studi di Trieste ***
“Porte aperte” dell’Università degli Studi di Udine ***
Progetti e attività integrative
Progetto “Il quotidiano in classe”
Concorso Premio ANDE Scuola 2015 ***
Ricostruire la forma di un lager “La Risiera di San Sabba”
Presentazione pubblica del progetto del plastico della Risiera
di S. Sabba ***
Progetto Il Meridiano d’Europa
Incontri formativi di preparazione al viaggio ***
Incontro presso Unicredit di Trieste sulla moneta elettronica
Attività sportive
Gare interne d’Istituto***
La Corsa dei miracoli
*** Attività che hanno coinvolto singoli alunni della classe VAc
12
MODULI CLIL
DISCIPLINA
ESTIMO
DOCENTE
Prof.ssa Iviani
MODULO
N° DI ORE
“Standard
Internazionali
3
di
Valutazione (IVS)”
13
PERCORSI DI ALTERNANZA SCUOLA LAVORO
Tipo di esperienza
Attività
di
tirocinio
Ente/azienda
ospitante
presso
Periodo
Alunni
coinvolti
Studi Studi Tecnici: geom Dall’1/03 al 15
PURINANI S.; geom.
SFERZA M.; geom. 12/03/2016
(Gestione dell’attività di impresa condotta in BAILO G.; TRACK
GRAPHICS
snc;
affiancamento)
geom PAOLINI A.;
geom. KOCEVAR L.;
geom. MALLE M.;
geom. PAOLETTI G.;
TULLIO
COSTRUZIONI (sig
Zivojinovic A)
Tecnici e Imprese
Studio
Tecnico
Pelizon / Bait ( P.I.
Edile PELIZON A).;
Studi di Architettura
ZELCO+LAZZARI;
DM (arch. Manta D);
arch. Angiolini E.;
BORGHI E.;
Comune di Trieste
Impresa simulata
21/11/2015 15
“Giornata dell’albero”
(Controllo
ambientale
sviluppato
nei
laboratori chimici e biologici sulle matrici
terra, acqua e aria)
14
SVOLGIMENTO DELLE SIMULAZIONI
DELLE PROVE DELL’ESAME DI STATO
SIMULAZIONI DELLA PRIMA PROVA
1° simulazione della Prima Prova dell’Esame di Stato
27 novembre 2015
2° simulazione della Prima Prova dell’Esame di Stato
2 maggio 2016
SIMULAZIONI DELLA SECONDA PROVA
1° simulazione della Seconda Prova dell’Esame di Stato
17 marzo 2016
2° simulazione della Seconda Prova dell’Esame di Stato
22 aprile 2016
SIMULAZIONI DELLA TERZA PROVA
TIPOLOGIA
1° simulazione
2° simulazione
DISCIPLINE COINVOLTE
DATA
Tipologia B
Estimo
29 febbraio 2016
(3 quesiti a
risposta singola
5 righe per
materia:
tot. 15 quesiti)
Inglese
Tipologia B+C
Estimo
(2 quesiti a
risposta singola
5 righe + 4
quesiti a risposta
multipla per
materiatot. 10 quesiti a
risposta aperta +
20 quesiti a
risposta multipla)
Inglese
Matematica
Storia
Topografia
3 maggio 2016
Matematica
Scienze motorie e sportive
Topografia
15
ATTIVITÀ PROGRAMMATE NEL PERIODO COMPRESO TRA LA
STESURA DEL DOCUMENTO FINALE E L’INIZIO DELL’ESAME
Tutti i docenti utilizzeranno il restante periodo dell’anno:
- per completare i rispettivi programmi;
- per ripetizioni, tutoraggio, collegamenti, esercitazioni, simulazioni, approfondimenti,
valutazioni e preparazione immediata alle prove d’esame, con particolare riferimento al
colloquio e alla terza prova scritta.
16
ALLEGATI
1. SIMULAZIONI DELLE PROVE DELL’ESAME DI STATO
1. 1a Prima Simulazione della Prima Prova dell’Esame di Stato
1. 1b Seconda Simulazione della Prima Prova dell’Esame di Stato
1. 2a Prima Simulazione della Seconda Prova dell’Esame di Stato
1. 2b Seconda Simulazione della Seconda Prova dell’Esame di Stato
1. 3a Prima Simulazione della Terza Prova dell’Esame di Stato
1. 3b Seconda Simulazione della Terza Prova dell’Esame di Stato
2. GRIGLIE DI VALUTAZIONE PROPOSTE DAL COLLEGIO DEI DOCENTI
2. 1 Griglie di valutazione della Prima Prova dell’Esame di Stato
2. 2 Griglia di valutazione della Seconda Prova dell’Esame di Stato
2. 3a Griglia di valutazione della Terza Prova dell’Esame di Stato – Tipologia B
2. 3b Griglia di valutazione della Terza Prova dell’Esame di Stato – Tipologia B + C
2.4
Griglia di valutazione del colloquio
3. PROGRAMMA DELLE SINGOLE DISCIPLINE
4. DOCUMENTAZIONE RISERVATA (DSA)
5. DOCUMENTAZIONE RISERVATA L.104
17
ALLEGATO n. 1a- simulazione della prima prova dell’Esame di Stato
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
Chimica, Materiali e Biotecnologie
Costruzioni, Ambiente e Territorio - Grafica e Comunicazione
Via Monte S. Gabriele, 48 - 34134 Trieste Tel. 040 579022 Fax 040 3798950
Codice Fiscale 90143410323
e-mail: [email protected]
I SIMULAZIONE
I PROVA DELL’ESAME DI STATO
27 NOVEMBRE 2015
a.s. 2015-2016
18
TIPOLOGIA A – ANALISI DEL TESTO
Giovanni Verga, I Malavoglia, 1881 (cap.XI)
Una volta ’Ntoni Malavoglia, andando girelloni pel paese, aveva visto due giovanotti che s’erano imbarcati
qualche anno prima a Riposto, a cercar fortuna, e tornavano da Trieste, o da Alessandria d’Egitto, insomma da lontano,
e spendevano e spandevano all’osteria meglio di compare Naso, o di padron Cipolla; si mettevano a cavalcioni sul
desco; dicevano delle barzellette alle ragazze, e avevano dei fazzoletti di seta in ogni tasca del giubbone; sicché il paese
era in rivoluzione per loro.
’Ntoni, quando la sera tornava a casa, non trovava altro che le donne, le quali mutavano la salamoia nei
barilotti, e cianciavano in crocchio colle vicine, sedute sui sassi; e intanto ingannavano il tempo a contare storie e
indovinelli, buoni pei ragazzi, i quali stavano a sentire con tanto d’occhi intontiti dal sonno. Padron ’Ntoni ascoltava anche
lui, tenendo d’occhio lo scolare della salamoia, e approvava col capo quelli che contavano le storie più belle, e i ragazzi
che mostravano di aver giudizio come i grandi nello spiegare gli indovinelli.
– La storia buona, – disse allora ’Ntoni, – è quella dei forestieri che sono arrivati oggi, con dei fazzoletti di seta
che non par vero; e i denari non li guardano cogli occhi, quando li tirano fuori dal taschino. Hanno visto mezzo mondo,
dice, che Trezza ed Aci Castello messe insieme, sono nulla in paragone. Questo l’ho visto anch’io; e laggiù la gente
passa il tempo a scialarsi tutto il giorno, invece di stare a salare le acciughe; e le donne, vestite di seta e cariche di anelli
meglio della Madonna dell’Ognina, vanno in giro per le vie a rubarsi i bei marinari.
Le ragazze sgranavano gli occhi, e padron ’Ntoni stava attento anche lui, come quando i ragazzi spiegavano gli
indovinelli: – Io, – disse Alessi, il quale vuotava adagio adagio i barilotti, e li passava alla Nunziata, – io quando sarò
grande, se mi marito voglio sposar te.
– Ancora c’è tempo, rispose Nunziata seria seria.
– Devono essere delle città grandi come Catania; che uno il quale non ci sia avvezzo si perde per le strade; e
gli manca il fiato a camminare sempre fra due file di case, senza vedere né mare né campagna.
– E’ c’è stato anche il nonno di Cipolla, – aggiunse padron ’Ntoni, – ed è in quei paesi là che s’è fatto ricco. Ma
non è più tornato a Trezza, e mandò solo i denari ai figliuoli.
– Poveretto! – disse Maruzza.
– Vediamo se mi indovini quest’altro, – disse la Nunziata: – Due lucenti, due pungenti, quattro zoccoli e una
scopa.
– Il bue! – rispose tosto Lia.
– Questo lo sapevi! ché ci sei arrivata subito; – esclamò il fratello.
– Vorrei andarci anch’io, come padron Cipolla, a farmi ricco! – aggiunse ’Ntoni.
– Lascia stare, lascia stare! – gli disse il nonno, contento pei barilotti che vedeva nel cortile. – Adesso ci
abbiamo le acciughe da salare. – Ma la Longa guardò il figliuolo col cuore stretto, e non disse nulla, perché ogni volta
che si parlava di partire le venivano davanti agli occhi quelli che non erano tornati più
Giovanni Verga (1840-1922), dopo gli esordi narrativi con romanzi di argomento storico e patriottico e una breve
stagione ispirata alla “Scapigliatura”, tra il 1870 e il 1880 si “convertì” al realismo, o, come fu definito da Luigi Capuana,
al “Verismo”, che caratterizzò la sua più significativa produzione letteraria. Il testo proposto è tratto da I Malavoglia, il
romanzo dato alle stampe nel 1881, che prende il nome da una famiglia di poveri pescatori di Aci Trezza, presso
Catania.
1. Comprensione del testo
Sintetizza il contenuto informativo del brano che è stato sottoposto alla tua attenzione.
2. Analisi del testo
2.1 La storia buona – disse allora ‘Ntoni – è quella dei forestieri che sono arrivati oggi, con dei fazzoletti di seta che
non par vero; e i denari non li guardano cogli occhi, quando li tirano fuori dal taschino.
Rifletti sui termini con cui il giovane ‘Ntoni fa risaltare il nuovo stato sociale di ex emigranti ora ritornati nel
paese natio.
2.2 Che significato ha l’espressione scialarsi tutto il giorno?
2.3 Quali sono i sentimenti di padron ‘Ntoni, quando parla del nonno di Cipolla?
2.4 Quali passaggi testuali del brano che ti è stato proposto ti sembrano meglio rappresentare le caratteristiche del
paese in cui si svolge la storia dei Malavoglia?
2.5 Analizza le battute attraverso le quali si esprime il carattere di padron ‘Ntoni del giovane ‘Ntoni, di Alessi, di
Nunziata.
3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
19
Considera, utilizzando i percorsi di analisi da te effettuati, quale valore rivesta questo passo nell’ambito della vicenda
della famiglia dei Malavoglia e in rapporto alla poetica verghiana
TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN "SAGGIO BREVE" O DI UN "ARTICOLO DI GIORNALE"
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l'argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei
modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze
ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.
Se scegli la forma dell'«articolo di giornale», indica il titolo dell'articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l'articolo
debba essere pubblicato.
Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.
1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO
ARGOMENTO: La letteratura come esperienza di vita.
DOCUMENTI
V. Van Gogh, La lettrice di romanzi,
olio su tela, 1888
129
132
135
H. Matisse, La lettrice in abito viola, olio su
tela, 1898
E. Hopper, Chair car, olio su tela, 1965
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per piú fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disïato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi baciò tutto tremante.
DANTE, Inferno V, vv. 127-136 (Garzanti Prima Edizione 1997, pag. 85)
«Pubblico: La poesia è "una dolce vendetta contro la vita?"
Borges: Non sono molto d'accordo con questa definizione. Ritengo che la poesia sia una parte essenziale della vita. Come
potrebbe essere contro la vita? La poesia è forse la parte fondamentale della vita. Non considero la vita, o la realtà, una
cosa esterna a me. Io sono la vita, io sono dentro la vita. E uno dei numerosi aspetti della vita è il linguaggio, e le parole, e
la poesia. Perché dovrei contrapporli l'uno all'altro? Pubblico: Ma la parola vita non è vita.
Borges: Credo però che la vita sia la somma totale, se una simile somma è possibile, di tutte le cose, e quindi perché non
anche del linguaggio? [...] Se penso alle mie passate esperienze, credo che Swinburne faccia parte della mia esperienza
tanto quanto la vita che ho condotto a Ginevra nel '17. [...] Non credo che la vita sia qualcosa da contrapporre alla letteratura.
Credo che l'arte faccia parte della vita.»
Jorge L. BORGES, Conversazioni americane, Editori Riuniti, Roma 1984
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«Nel momento in cui legge, [...] il lettore introduce con la sua sensibilità e il suo gusto anche il proprio mondo pratico,
diciamo pure il suo quotidiano, se l'etica, in ultima analisi, non è che la riflessione quotidiana sui costumi dell'uomo e
sulle ragioni che li motivano e li ispirano. L'immaginazione della letteratura propone la molteplicità sconfinata dei casi
umani, ma poi chi legge, con la propria immaginazione, deve interrogarli anche alla luce della propria esistenza,
introducendoli dunque nel proprio ambito di moralità. Anche le emozioni, così come si determinano attraverso la lettura,
rinviano sempre a una sfera di ordine morale.»
Ezio RAIMONDI, Un'etica del lettore, Il Mulino, Bologna 2007
«L'arte interpreta il mondo e dà forma a ciò che forma non ha, in modo tale che, una volta educati dall'arte, possiamo scoprire
aspetti sconosciuti degli oggetti e degli esseri che ci circondano. Turner non ha inventato la nebbia di Londra, ma è stato il
primo ad averla percepita dentro di sé e ad averla raffigurata nei suoi quadri: in qualche modo ci ha aperto gli occhi. [...]
Non posso fare a meno delle parole dei poeti, dei racconti dei romanzieri. Mi consentono di esprimere i sentimenti che
provo, di mettere ordine nel fiume degli avvenimenti insignificanti che costituiscono la mia vita.
[...] In un recente studio il filosofo americano Richard Rorty ha proposto di definire diversamente il contributo che la letteratura
fornisce alla nostra comprensione del mondo. Per descriverlo, rifiuta l'uso di termini come "verità" o "conoscenza" e
afferma che la letteratura rimedia alla nostra ignoranza non meno di quanto ci guarisca dal nostro "egotismo", inteso come
illusione di autosufficienza. Conoscere nuovi personaggi è come incontrare volti nuovi. Meno questi personaggi sono simili
a noi e più ci allargano l'orizzonte, arricchendo così il nostro universo. Questo allargamento interiore non si formula in
affermazioni astratte, rappresenta piuttosto l'inclusione nella nostra coscienza di nuovi modi di essere accanto a quelli
consueti. Un tale apprendimento non muta il contenuto del nostro essere, quanto il contenente stesso: l'apparato percettivo,
piuttosto che le cose percepite. I romanzi non ci forniscono una nuova forma di sapere, ma una nuova capacità di
comunicare con esseri diversi da noi; da questo punto di vista riguardano la morale, più che la scienza.»
Tzvetan TODOROV, La letteratura in pericolo, Garzanti, Milano 2008
2. AMBITO SOCIO - ECONOMICO
ARGOMENTO : Quale utopia per il XXI secolo?
DOCUMENTI
La fine e l’inizio di millennio hanno bisogno di utopia unita a disincanto. Il destino di ogni uomo, e della Storia stessa,
assomiglia a quello di Mosè, che non raggiunse la Terra Promessa, ma non smise di camminare nella sua direzione.
Utopia significa non arrendersi alle cose così come sono e lottare per le cose così come dovrebbero essere; sapere che
il mondo, come dice un verso di Brecht, ha bisogno di essere cambiato e riscattato.(…) Questo tentativo di salvezza e'
utopico e l' arca forse affonderà' . Ma l' utopia da' senso alla vita, perché esige, contro ogni verosimiglianza, che la vita
abbia un senso (…) Utopia e disincanto, anziché contrapporsi, devono sorreggersi e correggersi a vicenda. La fine di
utopie totalitarie e' liberatoria solo se si accompagna alla consapevolezza che la redenzione, promessa e fallita da quelle
utopie, dev'essere cercata con piu' pazienza e modestia, sapendo di non possedere alcuna ricetta definitiva, ma non
irrisa.
Claudio MAGRIS, Utopia e disincanto, Milano, Garzanti 1999
L’atlante del Gran Kan contiene anche le carte delle terre promesse visitate nel pensiero ma non ancora scoperte o
fondate: la Nuova Atlantide, Utopia, la Città del Sole...
Chiese a Marco (Polo) Kublai: “Tu che esplori intorno e vedi i segni, saprai dirmi verso quali di questi futuri ci spingono i
venti propizi”.
“Per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell’approdo (…) Se ti dico che la città cui
tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa
smettere di cercarla.(…)”
Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante le carte della città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni….
Dice: “Tutto è inutile, se l’ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale
sempre più stretta, ci risucchia la corrente”.
E Polo: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i
giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno
e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.
Italo CALVINO, Le città invisibili, Milano, Mondadori, 1993
Il disincanto, che corregge l' utopia, rafforza il suo elemento fondamentale, la speranza. (…) La speranza non nasce da
una visione del mondo rassicurante e ottimista, bensì dalla lacerazione dell' esistenza vissuta e patita senza veli, che
crea un' insopprimibile necessità di riscatto. Il male radicale - la radicale insensatezza con cui si presenta il mondo esige di essere scrutato sino in fondo, per essere affrontato con la speranza di superarlo.
Claudio MAGRIS, op.cit.
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A partire dagli anni venti (del Novecento), con sempre maggiore frequenza, ci si imbatte in “utopisti che detestano
l’utopia”. Nelle loro opere, essi denunciano la “barbarie teorica” e il “carattere inumano delle utopie”. Per l’antiutopista
l’utopia non è un sogno bellissimo, ma un incubo, non è un ideale impossibile, ma purtroppo un progetto prossimo ad
attuarsi.(…) Per l’utopia negativa il nessun - luogo ideale dell’umanità, vagheggiato per secoli, si configura con i
connotati negativi. L’antiutopia, dunque, è, come scrive Hillegas, “il triste, l’ultimo commiato all’antico sogno dell’umanità
di una società ideale perfetta”; Moro, Bacone, Campanella hanno costruito la scena sulla quale George Orwell e Aldous
Huxley hanno calato il sipario.
Massimo BALDINI, La storia delle utopie, Roma, Mondadori 1994
Nel corso dei secoli, il contenuto delle utopie e la loro ispirazione si sono evoluti. Il Rinascimento vi ha introdotto la
ragione e il principio antiteologico dell’autonomia umana. Il Settecento gli ha confidato la sua fede nella perfettibilità e la
sua convinzione che la felicità dipendeva dalla perfezione delle istituzioni. L’Ottocento vi ha proiettato le sue speranze
nella scienza, l’evoluzione storica, l’emancipazione delle classi sociali. Il nostro tempo ne ha fatto il veicolo delle sue
angosce e dei suoi dubbi, la dimostrazione per assurdo della necessità di un umanesimo, di un antropocentrismo che fa
dell’uomo un fine e non un mezzo.
Raymond TROUSSON, Viaggi in nessun luogo. Storia letteraria del pensiero utopico, Ravenna, Longo 1992
3. AMBITO STORICO-POLITICO
ARGOMENTO: La questione meridionale
DOCUMENTI
Tra tutte le cause della questione del Nord e del Sud Italia, pare adunque che le principali siano l’accentramento di Stato
e l’uniformità tributaria e finanziaria.
Se si vuole arrivare alla radice del male si deve avere il coraggio di affrontare al questione, senza le solite titubanze, e
volere quel rimedio (lo chiamiamo eroico?) che gli uomini politici liberali hanno paura di proporre, per una di quelle false
concezioni che fatalmente predominano nella storia. Il rimedio sarebbe ed è un sobrio decentramento regionale
amministrativo e finanziario e una federalizzazione delle varie regioni, che lasci intatta l’unità di regime.
Non voglio essere frainteso, perché la poca saldezza di fede nei principi liberali, sui quali si è voluta poggiata l’unità della
patria, è la causa di un timor panico e geloso che invade i nostri uomini, quando si parla di decentramento e di
federalizzazione regionale, e che li ha costretti a sancire quell’uniformità, che doveva servire a togliere le cuciture (è
parola di Crispi) delle varie regioni, e doveva dare la spinta a quell’accentramento di Stato, che è la rovina delle nazioni
moderne.
La questione nostra non è politica; è amministrativa e finanziaria. Che le regioni italiane abbiano finanza propria e
propria amministrazione, secondo le diverse esigenze di ciascuna, e che la loro attività corrisponda alle loro forze,
senza che queste forze vengano esaurite o sfruttate a vantaggio di altre regioni e a danno proprio, è razionale e giusto,
date le enormi differenze che intercedono tra le une e le altre.
Luigi STURZO, Nord e Sud. Decentramento e Federalismo, in Il Sole del Mezzogiorno,1° aprile 1901
La (…) malattia è l’oppressione economica in cui l'Italia Meridionale è tenuta dall'Italia Settentrionale. La spedizione
garibaldina fu per la maggioranza dei benpensanti settentrionali un atto di conquista vera e propria. Il Napoletano e la
Sicilia non avevano debiti, quando entrarono a far parte dell'Italia una; e la unità del bilancio nazionale ebbe l'effetto di
obbligare i meridionali a pagare gl'interessi dei debiti fatti dai settentrionali prima dell'unità e fatti quasi tutti per iscopi che
coll'unità nulla avevano da fare.
Il Napoletano e la Sicilia erano ricchissimi di beni ecclesiastici, mal coltivati, è vero, ma i cui prodotti si consumavano
localmente; la confisca di tutti quei beni a vantaggio delle finanze dell'Italia una, sottrasse all'Italia meridionale una
enorme quantità di capitale (…)
L'alta Italia possiede il 48% della ricchezza totale e paga meno del 40% del carico tributario; l'Italia media possiede il
25% e paga il 28%; l'Italia meridionale possiede il 27% e paga il 32%. Nel dare, il Meridionale è all'avanguardia, nel
ricevere è alla retroguardia. Un terzo del reddito annuo dello Stato è impiegato nelle spese militari, e l’esercito, per
ragioni politiche e militari, è acquartierato in gran parte nel Settentrione. La rete ferroviaria statale, costruita a spese di
tutti, si è sviluppata magnificamente nell'Italia settentrionale; al Mezzogiorno ogni volta che si è concesso un tronco
ferroviario, la concessione è stata fatta sempre di malavoglia ed ha avuto l'aria di un'elemosina (…).
L'Italia meridionale ha, nel seno dell'Italia una, non solo le funzioni sopra enumerate, ma deve avere anche quella di
servire di mercato per lo smercio dei prodotti settentrionali: l'enorme ritardo nella costruzione della linea Foggia-Napoli
ebbe l'effetto, se non lo scopo, di rendere il versante adriatico meridionale indipendente, commercialmente, da Napoli, e
servo del Settentrione, con cui le comunicazioni vennero immediatamente dopo il 1860 stabilite per mezzo della linea
Bari-Ancona-Bologna. Le tariffe protettrici industriali fanno pagare dal Mezzogiorno un altro tributo alla borghesia
settentrionale, e poiché per ottenere tali tariffe era necessaria la lotta commerciale colla Francia, gl'industriali
settentrionali vollero la lotta; questa lotta segnò la rovina dei proprietari di vigneti e degli agrumeti meridionali.(…).
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Aveva ragione l'ultimo dei Borboni, quando, fuggendo da Napoli a Gaeta, diceva ai suoi antichi sudditi: «lo perdo il
regno, ma a voi i Piemontesi lasceranno solo gli occhi per piangere!»
Gaetano SALVEMINI, Scritti sulla questione meridionale, Einaudi,Torino 1955
La smania di subito impiantare nelle province napoletane quanto più si poteva delle istituzioni del Piemonte, senza
neppur discettare se fossero o no opportune, fece nascere sin dal principio della dominazione piemontese il concetto e la
voce «piemontizzare».
Intere famiglie veggonsi accattar l'elemosina; diminuito anzi annullato il commercio; serrati i privati per concorrenze
subitanee,intempestive, impossibili a sostenersi e per lo annullamento delle tariffe e per le mal proporzionate riforme. E
frattanto tutto si fa venir dal Piemonte, persino le cassette della posta, la carta per i dicasteri e per le pubbliche
amministrazioni. Non vi ha faccenda nella quale un onest'uomo possa alcun ducato che non si chiami un piemontese a
disbrigarla.
A' mercanti di Piemonte dannosi le forniture più lucrose: burocratici di Piemonte occupano quasi tutti i pubblici uffizi,
gente spesso ben più corrotta degli antichi burocratici napoletani. Anche a fabbricare le ferrovie si mandano operai
piemontesi i quali oltraggiosamente pagansi il doppio che i napolitani. A facchini della dogana, a carcerieri, a birri
vengono uomini di Piemonte e donne piemontesi si prendono a nudrici dello ospizio dei trovatelli, quasi neppure il
sangue di questo popolo più fosse bello e salutevole.
Questa è invasione non unione, non annessione!
Questo è voler sfruttare la nostra terra siccome terra di conquista. Il governo di Piemonte vuol trattare le province
meridionali come il Cortes ed il Pizzarro facevano nel Perù e nel Messico, come gli inglesi nei regni del Bengala
Francesco PROTO CARAFA, duca di Maddaloni, deputato al Parlamento italiano, Mozione d'inchiesta,
intervento in Parlamento 1862
I latifondi.
Intendiamo ora descrivere a larghi tratti l’ordinamento delle aziende rurali di tutta l’immensa estensione, che occupa più
di cinque sesti della prima delle due zone maggiori in cui abbiamo diviso la Sicilia; di tutte cioè quelle terre situate in
montagna, in collina, nel fondo delle valli, o in pianura, che sono destinate alla coltura dei cereali avvicendata coi pascoli
naturali.
Come già notammo, la coltura degli alberi fruttiferi e degli arbusti si restringe all’immediata vicinanza delle città; il resto è
tutto campo nudo, e tutta la parte coltivabile è destinata alla granicoltura o alla pastorizia. La quasi totalità di queste terre
è divisa in latifondi detti exfeudi, che corrispondono generalmente agli antichi feudi baronali, e sono in gran parte ancora
in mano delle famiglie della nobiltà. Altri sono stati alienati per diverse cause, di divisione per successione, di vendita per
debiti, di assegnazione ai creditori dietro la legge del 10 febbraio 1824, ecc., e si trovano in mano della ricca borghesia:
però se hanno cambiato di mano, sono raramente stati divisi, e il latifondo è rimasto nella sua entità. E ciò si spiega
facilmente, oltrechè per molte altre ragioni, anche per la grande mancanza dei fabbricati necessari per un aumento del
numero delle aziende rurali. Son frequenti i feudi di 1000 e di 2000 ettari, e ve ne sono di 6000 ettari e più; la maggior
parte conta dai 500 al 1000 ettari.
Ogni feudo ha un casamento che è il centro dell’azienda rurale. Queste fabbriche sono per lo più in uno stato
deplorevole, e quasi tutte poi mancano di stalle per gli animali bovini, e di convenienti abitazioni per gl’impiegati,
specialmente per quelli inferiori, che dormono a molti in una stanza, sopra rozzi giacigli di paglia e di cenci. Si contano
sulle dita i proprietari che abbiano fatto in Sicilia qualche spesa per ridurre convenientemente questi casamenti rurali, lo
stato dei quali ha pure tanta importanza per la coltura dei terreni, e per la condizione di una non infima parte della
popolazione rurale.
Sidney SONNINO, La Sicilia nel 1876, Vallecchi, Firenze 1876
4. AMBITO TECNICO-SCIENTIFICO
ARGOMENTO: Razza e scienza
DOCUMENTI
-Dimmi, babbo, cos’è il razzismo?
-Tra le cose che ci sono al mondo, il razzismo è la meglio distribuita. E' un comportamento piuttosto diffuso, comune a
tutte le società tanto da diventare, ahimè, banale. Esso consiste nel manifestare diffidenza e poi disprezzo per le
persone che hanno caratteristiche fisiche e culturali diverse dalle nostre
-Quando dici "comune", vuoi dire "normale"?
-No. Non è perché un comportamento è corrente che può essere considerato normale. in generale l'essere umano ha
tendenza a non amare qualcuno che è differente da lui, uno straniero, per esempio: è un comportamento vecchio come
uomo; ed è universale. E così dappertutto".
-Se capita a tutti, anch'io potrei essere razzista!
-Intanto la natura spontanea dei bambini non è razzista. Un bambino non nasce razzista. E se i suoi genitori o i suoi
famigliari non gli hanno messo in testa delle idee razziste, non c'è ragione perché lo diventi. Se, per esempio, ti
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facessero credere che quelli che hanno la pelle bianca sono superiori a quelli che ce l'hanno nera, e se tu prendessi per
oro colato quell'affermazione, potresti assumere un atteggiamento razzista nei confronti dei negri.
-Cosa vuol dire essere superiori?
-Per esempio, credere che uno, per il fatto che ha la pelle bianca, è più intelligente di qualcuno che ha la pelle di un altro
colore, nera o gialla. In altre parole, l'aspetto fisico del corpo umano, che ci differenzia l'uno dall'altro, non implica alcuna
disuguaglianza.
-Credi che io potrei diventare razzista?
-Diventarlo è possibile: tutto dipende dall'educazione che avrai ricevuto. Tanto vale saperlo e impedirsi di esserlo,
ovverosia, tanto vale accettare l'idea di essere anche noi capaci, un giorno, di avere sentimenti e comportamenti di
rigetto nei confronti di qualcuno che non ci ha fatto niente, ma è differente da noi. E' una cosa che capita spesso.
Ciascuno di noi, un giorno, può fare un gesto brutto, provare un sentimento cattivo. Quando uno è turbato da un essere
che non gli è familiare, allora può pensare di essere meglio di lui: prova un sentimento sia di superiorità sia di inferiorità
nei suoi riguardi, lo rifiuta, non vuole saperne di averlo come vicino, tanto meno come amico, semplicemente perché si
tratta di qualcuno di diverso.
T. BEN JELLOUN, Il razzismo spiegato a mia figlia, Bompiani 1998
Il 20 novembre del 1963 l'Assemblea Generale ha adottato la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'Eliminazione di Ogni
Forma di Discriminazione Razziale. Nel suo Preambolo, la Dichiarazione ha riconosciuto che, nonostante il progresso
raggiunto, la discriminazione fondata sulla razza, il colore della pelle o l'origine etnica ha continuato ad essere motivo di
grave preoccupazione.
L'Articolo 1 riafferma i principi dello Statuto delle Nazioni Unite e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e la loro
fondamentale importanza per il mantenimento di buone relazioni internazionali:
"La discriminazione tra gli esseri umani legata alla razza, al colore della pelle, o all'origine etnica è un'offesa alla dignità
umana e va condannata come negazione dei principi dello Statuto delle Nazioni Unite, come violazione dei diritti umani e
delle libertà fondamentali proclamate nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, come ostacolo alle relazioni
amichevoli e pacifiche tra le nazioni e come fatto che turba la pace e la sicurezza tra le nazioni".
La Dichiarazione non ha carattere vincolante sul piano legale.
abstract: LA DICHIARAZIONE DELLE NAZIONI UNITE SULL'ELIMINAZIONE DI OGNI FORMA DI
DISCRIMINAZIONE RAZZIALE, 20/XI/1963
La Conferenza Mondiale, che è pensata per essere orientata all'azione, si focalizzerà sulle azioni concrete per sradicare
il razzismo, incluse le misure di prevenzione, educazione e tutela. Si sforzerà anche di fornire rimedi efficaci per le
vittime del razzismo e delle discriminazioni razziali. Le Nazioni Unite hanno ripetutamente "affermato la propria
responsabilità" verso le vittime del razzismo e dell’oppressione. Secondo Mary Robinson, l'Alto Commissario per i Diritti
Umani, "Se la Conferenza Mondiale deve fare la differenza, non deve soltanto sollevare la consapevolezza riguardo alla
piaga del razzismo, ma deve anche condurre ad azioni positive a livello nazionale, regionale ed internazionale che
possano portare sollievo a coloro che sopportano l'urto del razzismo e della discriminazione razziale. Questo è un tema
che richiede una ferma determinazione e un'azione disciplinata e continua, così come un ragionamento obiettivo".
La maggior parte delle persone è d'accordo che razzisti non si nasce, si diventa e che una causa primaria del razzismo è
l'ignoranza. Come ha affermato il Segretario Generale delle Nazioni Unite in occasione della celebrazione della Giornata
Internazionale per l'Eliminazione della Discriminazione Razziale, il 21 marzo 1999, "L'ignoranza e il pregiudizio sono
servi della propaganda… La nostra missione, perciò, è di affrontare l'ignoranza con la conoscenza, il fanatismo con la
tolleranza e l'isolamento con le braccia aperte della generosità. Il razzismo può, sarà e deve essere sconfitto".
abstract: CONFERENZA MONDIALE CONTRO IL RAZZISMO, LA DISCRIMINAZIONE RAZZIALE, LA
XENOFOBIA E L’INTOLLERANZA, Sud Africa, 2001)
Raccogli il fardello dell'Uomo Bianco Disperdi il fiore della tua progenie Obbliga i tuoi figli all'esilio
Per servire le necessità dei tuoi prigionieri;
Per vegliare pesantemente bardati
Su gente inquieta e selvaggia Popoli da poco sottomessi, riottosi,
Metà demoni e metà bambini.
(…)
Raccogli il fardello dell'Uomo Bianco Le guerre feroci del tempo di pace Riempi la bocca degli affamati
E prometti la fine delle malattie;
E quando il tuo traguardo è più vicino
24
Il fine per altri cercato,
Osserva la Pigrizia e la Follia pagana
Annientare la tua speranza.
(…)
Raccogli il fardello dell'Uomo Bianco E ricevi la sua antica ricompensa:
Il biasimo di coloro che fai progredire,
L'odio di coloro su cui vigili Il pianto delle moltitudini che indirizzi
(Ah, lentamente?) verso la luce: "Perché ci hai strappato alla schiavitù,
La nostra dolce notte Egiziana?"
in Rudyard KIPLING's verse (1898) Definitive Edition, Hodder and Stoughton, 1966
In un'opera che ai tempi conobbe un grande successo, il Saggio sull'ineguaglianza delle razze umane, completato nel
1855, il diplomatico francese Joseph-Arthur de Gobineau poneva le basi del razzismo europeo moderno, teorizzando la
superiorità intrinseca (oggi diremmo «biologica») dei popoli di pelle bianca sugli altri abitanti del pianeta, e mettendo in
guardia i suoi contemporanei dalla mescolanza con genti di colore, che avrebbe inevitabilmente determinato il declino
della civiltà occidentale. Benché francese, Gobineau attribuiva ai tedeschi il primato della purezza razziale, e non
sorprende che in Germania, dove già andava sviluppandosi un forte movimento razzista autoctono, la sua visione
conquistasse numerosi adepti nei decenni successivi: fra i più noti Wagner, Nietzsche, Hitler. I progressi della genetica in
questo secolo hanno confutato le affermazioni di Gobineau: non esistono fattori biologici che conferiscano ai bianchi una
superiorità innata. Il colore della pelle e la forma del corpo rappresentano semplici adattamenti al clima di diverse regioni.
La nozione di «razza» si applica bene a cani e cavalli, ma non può essere trasferita alla specie umana. Se oggi non è più
possibile, se non per ignoranza o in malafede, mantenere una posizione razzista sul piano biologico, rimane però diffuso
un razzismo di tipo culturale. Si invoca la superiorità della propria cultura per spiegare le ragioni della ricchezza o del
successo della società di cui si è parte.
Luca e Francesco CAVALLI–SFORZA, Europa. Supremazia di un continente, prefazione a
Jared Diamond, Armi, acciaio e malattie, Einaudi, 2006
Hanno la pelle scura e le iridi azzurre, i capelli biondi e gli occhi tagliati a mandorla. Qualcuno, con buona
approssimazione, ha iniziato a chiamarli “multirazza” o, meglio ancora, gli uomini e le donne del futuro. Figli di
quell’immenso melting pot che la globalizzazione, con i suoi pregi e i suoi difetti, ha portato con sé. In America, secondo
l’ultimo censimento, sono già sette milioni. In Europa, ancora restia ad aprire le sue porte all’immigrazione, sono una
minoranza in lento aumento. Ma allora, che fine fa la razza?
S. GANDOLFI, E tu credi ancora alle razze?, Corriere della Sera, 13/9/2001
TIPOLOGIA C – TEMA DI ARGOMENTO STORICO
Imperialismo e colonialismo verso la fine dell’Ottocento in Europa possono essere letti tanto sul piano economico
quanto su quello ideologico, alla luce del nuovo significato assunto dal termine nazionalismo, ben diverso da quello che
aveva caratterizzato i movimenti ottocenteschi e risorgimentali. Il candidato analizzi il fenomeno soffermandosi sui diversi
aspetti.
TIPOLOGIA D – TEMA DI ORDINE GENERALE
A quarant'anni dal terremoto del Friuli (1976) è ancora aperto il dibattito tra l'imponderabilità della natura e la scienza
dell'uomo. Alla luce anche di altri episodi accaduti nel nostro paese in anni più recenti, il candidato analizzi da un lato le
responsabilità delle azioni umane nella cura dell'ambiente e dall'altro la possibilità di prevenire, o di prevedere, le
catastrofi naturali.
Durata massima della prova: 6 ore.
E' consentito soltanto l'uso del dizionario di italiano.
Non è consentito lasciare l'Istituto prima che siano trascorse 4 ore dalla dettatura del tema
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ALLEGATO n. 1b - simulazione della prima prova dell’Esame di Stato
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
Chimica, Materiali e Biotecnologie
Costruzioni, Ambiente e Territorio - Grafica e Comunicazione
Via Monte S. Gabriele, 48 - 34134 Trieste Tel. 040 579022 Fax 040 3798950
Codice Fiscale 90143410323
e-mail: [email protected]
II SIMULAZIONE
I PROVA DELL’ESAME DI STATO
2 MAGGIO 2016
a.s. 2015-2016
26
Tipologia A - Analisi del testo
Umberto SABA, da “Preludio e canzonette”, 1922
Il canto di un mattino
Da te, cuor mio, l'ultimo canto aspetto,
e mi diletto a pensarlo fra me.
Del mare sulla riva solatia,
non so se in sogno o vegliando, ho veduto,
quasi ancor giovanotto, un marinaio.
La gomena toglieva alla colonna
dell'approdo, e oscillava in mar la conscia
nave, pronta a salpare.
E l'udivo cantare,
per se stesso, ma si che la città
n'era intenta, ed i colli e la marina,
e sopra tutte le cose il mio cuore:
"Meglio - cantava - dire addio all'amore,
se nell'amor non è felicità".
Lieto appariva il suo bel volto; intorno
era la pace, era il silenzio; alcuno
né vicino scorgevo né lontano;
brillava il sole nel cielo, sul piano
vasto del mare, nel nascente giorno.
Egli è solo, pensavo; or dove mai
vuole approdar la sua piccola barca?
"Così, piccina mia, così non va"
diceva il canto, il canto che per via
ti segue; alla taverna, come donna
di tutti, l'hai vicino.
Ma in quel chiaro mattino
altro ammoniva quella voce; e questo
lo sai tu, cuore mio, che strane cose
ti chiedevi ascoltando: or se lontana
andrà la nave, or se la pena vana
non fosse, ed una colpa il mio esser mesto.
Sempre cantando, si affrettava il mozzo
alla partenza; ed io pensavo: è un rozzo
uomo di mare? O è forse un semidio?
Si tacque a un tratto, balzò sulla nave;
chiara soave rimembranza in me.
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20
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Umberto Saba (Trieste, 1883 - Gorizia, 1957), uno dei maggiori poeti del Novecento italiano, crebbe
nell'ambiente della famiglia materna di origine ebraica. Compì studi irregolari e fece diversi mestieri. Fu
anche collaboratore della "Voce". Trascorse gran parte della vita a Trieste, dove dal 1919 era divenuto
proprietario dì una libreria antiquaria. Nel 1921 uscì la prima edizione del Canzoniere (nel quale confluì la
precedente produzione poetica). Nel 1938, in seguito alle leggi razziali, Saba fu costretto a cedere
formalmente la proprietà della sua libreria. Dopo l'8 settembre 1943, fuggito da Firenze, fu a Roma, poi a
Milano, dove si trattenne per una decina d'anni, pur tornando periodicamente a Trieste. Negli anni cinquanta
le sue condizioni di salute si aggravarono, ma scrisse fino all'ultimo, in versi e in prosa. L'edizione del 1961,
dopo la morte del poeta, raccoglie il testo completo del Canzoniere canonico. La poesia di Saba,
autobiografica e legata a forme tradizionali, è anche caratterizzata da influssi culturali europei, in particolare
mitteleuropei.
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I. Comprensione del testo
Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo in non più di dieci righe.
2. Analisi del testo
2.1 Individua le espressioni letterarie e arcaiche presenti nella poesia.
2.2 Nei vv. 13-14 e 22 sono citati più o meno liberamente versi tratti dalla canzonetta Cara piccina! di Libero
Bovio e Gaetano Lama (1918). Saba attinge anche alla "Musa popolare". Spiega i vv. 23-25, che si
riferiscono appunto ai versi della canzonetta.
2.3 Il canto del marinaio "altro ammoniva" quando fu ascoltato dal poeta (v. 27). Spiega perché.
2.4 Soffermati sui vv. 29-30. Di che cosa è colpevole il poeta?
2.5 Spiega il dubbio del poeta ai vv. 33-34. Il marinaio "è un rozzo uomo di mare o è forse un semidio"?
Perché "rozzo"? Perché addirittura un "semidio"?
2.6 Perché è così "soave" al poeta il ricordo di quell'avvenimento? Spiega il v. 36.
2.7 Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.
3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Sulla base dell'analisi condotta, proponi una tua interpretazione complessiva della poesia e approfondiscila
con opportuni collegamenti ad altri testi di Saba o a testi di altri autori, in particolare degli autori riecheggiati
da Saba (Petrarca, Leopardi, D'Annunzio).
TIPOLOGIA B - REDAZIONE DI UN "SAGGIO BREVE" O DI UN "ARTICOLO DI GIORNALE"
(puoi scegliere uno degli argomenti relativi ai quattro ambiti proposti)
CONSEGNE
Sviluppa l'argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in
parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue
conoscenze ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi.
Se scegli la forma dell'«articolo di giornale», indica il titolo dell'articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che
l'articolo debba essere pubblicato.
Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.
1. Ambito artistico-letterario
ARGOMENTO: Guardando e ascoltando da finestre e balconi
DOCUMENTI
................................
d'in su i veroni del paterno ostello
porgea gli orecchi al suon della tua voce,
ed alla man veloce
che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
le vie dorate e gli orti,
e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
lingua mortal non dice
quel ch'io sentiva in seno.
................................
G. LEOPARDI, A Silvia, dai "Canti", 1831
M'affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l'onde.
28
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
G. PASCOLI, Mare, da "Myricae", 1891
"Che allegria c'è? Cos'hanno di bello tutti costoro?" Saltò fuori da quel covile di pruni; e vestitosi a mezzo,
corse a aprire una finestra, e guardò; ... al chiarore che pure andava a poco a poco crescendo, si
distingueva, nella strada in fondo alla valle, gente che passava, altra che usciva dalle case, e s'avviava, tutti
dalla stessa parte, verso lo sbocco, a destra del castello, tutti col vestito delle feste, e con un'alacrità
straordinaria. ... Il signore rimase appoggiato alla finestra, tutto intento al mobile spettacolo. Erano uomini,
donne, fanciulli, a brigate, a coppie, soli; uno, raggiungendo chi gli era avanti, s'accompagnava con lui; un
altro, uscendo di casa, s'univa col primo che rintoppasse; e andavano insieme, come amici a un viaggio
convenuto. Gli atti indicavano manifestamente una fretta e una gioia comune; e quel rimbombo non
accordato ma consentaneo delle varie campane, quali più, quali meno vicine, pareva, per dir così, la voce di
que' gesti, e il supplimento delle parole che non potevano arrivar lassù. Guardava, guardava; e gli cresceva
in cuore una più che curiosità di saper cosa mai potesse comunicare un trasporto uguale a tanta gente
diversa."
A.MANZONI, “Promessi sposi”, cap. XXI, 1827
"Le ragazze devono avvezzarsi a quel modo, rispondeva Maruzza, invece di stare alla finestra. "A donna alla
finestra non far festa".- Certune però collo stare alla finestra un marito se lo pescano, fra tanti che passano;
osservò la cugina Anna dall'uscio dirimpetto. La cugina Anna aveva ragione da vendere; perché quel
bietolone di suo figlio Rocco si era lasciato irretire dentro le gonnelle della Mangiacarrubbe, una di quelle
che stanno alla finestra colla faccia tosta."
G. VERGA, “I Malavoglia”, Milano 1881
Dalla finestra aperta
Entran le voci calme
Del fiume,
I canti lontani
Delle lavandaie
Laggiù fra i pioppi e gli ontani,
Presso la pura corrente
Che mormora sì dolcemente
Il fumo dei vapori
Si confonde con quello delle case
................................
Penso ad una fanciulla bionda.
Fra poco sarà mezzogiorno
E una gran tenerezza m’invade,
E una voglia di piangere senza perché.
A.BERTOLUCCI, “Sirio”, Panna, 1929
HENRI MATISSE, Donna seduta, le spalle alla finestra aperta, 1922
(olio su tela, The Montreal Museum of Fine Arts)
29
"Se sono riuscito a fare un tutt'uno sulla tela di ciò che è interno, è perché l'atmosfera del paesaggio e quella
della mia camera sono una cosa sola ... non devo avvicinare l'interno con l'esterno, nella mia mente sono già
uniti. ... Quando, aprendo la finestra, pensavo che avrei avuto tutti i giorni quella luce davanti agli occhi, non
potevo credere alla mia felicità.
“Matisse e Bonnard, viva la pittura!”, Skira, 2006
2. Ambito socio-economico
ARGOMENTO: L'infanzia tra sfruttamento, abbandono e tutela: uno sguardo al passato e al presente
DOCUMENTI
“Una volta si doveva esplorare un passaggio che doveva comunicare col pozzo grande a sinistra, verso la
valle, e se la cosa andava bene, si sarebbe risparmiata una buona metà di mano d'opera nel cavar fuori la
rena. Ma a ogni modo, però, c'era il pericolo di smarrirsi e di non tornare mai più. Sicché nessun padre di
famiglia voleva avventurarcisi, né avrebbe permesso che si arrischiasse il sangue suo, per tutto l'oro del
mondo.
Malpelo, invece, non aveva nemmeno chi si prendesse tutto l'oro del mondo per la sua pelle, se pure la sua
pelle valeva tanto: sicché pensarono a lui. Allora, nel partire, si risovvenne del minatore, il quale si era
smarrito, da anni ed anni, e cammina e cammina ancora al buio, gridando aiuto, senza che nessuno possa
udirlo. Ma non disse nulla. Del resto a che sarebbe giovato? Prese gli arnesi di suo padre, il piccone, la
zappa, la lanterna, il sacco col pane, il fiasco del vino, e se ne andò: né più si seppe nulla di lui.
Così si persero persin le ossa di Malpelo, e i ragazzi della cava abbassano la voce quando parlano di lui nel
sotterraneo, ché hanno paura di vederselo comparire dinanzi, coi capelli rossi e gli occhiacci grigi."
G.VERGA, Rosso Malpelo, in "Vita dei campi", 1880
"I carusi sono generalmente ragazzi dagli otto ai quindici anni o diciott'anni, che trasportano a spalla il
minerale dello zolfo dalle profonde gallerie alla superficie, arrampicandosi su per gli strettissimi pozzi. I
picconieri, cioè gli uomini che coi picconi staccano il minerale nelle gallerie, si procurano uno o più carusi
mediante un'anticipazione ai genitori dei ragazzi di una somma che varia dalle 100 alle 150 lire in farina o
frumento. Preso così come una bestia da soma, il caruso appartiene al picconiere come un vero schiavo:
non può essere libero finché non ha restituito la somma predetta e siccome non guadagna che pochi
centesimi la sua schiavitù dura per molti anni."
A. ROSSI, in "La Tribuna", 1893
"Una volta, negli anni del secondo dopoguerra, ... erano italiani: gli sciuscià, i bambini delle macerie,
scampati alla furia dei bombardamenti.
Adesso si chiamano Alì, Mohamed, Marian, lonel, Michel, Martin, Soarez, Alexa. I nomi e le nazionalità sono
cambiati, ma la sostanza è rimasta la stessa. La legge li definisce "minori non accompagnati". Provengono
dall'Afghanistan, dalla Romania, dall'Etiopia, dalla Nigeria, dall'Albania, dal Marocco, dalla Moldavia. Sono
arabi, slavi, creoli, meticci, azari, bianchi e neri. Biondi e bruni. Parlano idiomi sconosciuti. Hanno sedici,
diciassett'anni. I traguardi da tagliare diventano altri: imparare la lingua italiana, trovare una sistemazione
professionale ... Dopo tutte le esperienze che hanno avuto, laceranti, profonde, indicibili, i minori stranieri
assomigliano piuttosto a quegli uccelli di passo che, se torneranno nei lidi da cui partirono, lo faranno
soltanto alla fine del giro, lungo o breve che sia."
E. AFFINATI, Città dei Ragazzi, lo spettro della chiusura, "Il Corriere della Sera", 11/1 1/2005
"Lo sfruttamento del lavoro minorile ha serie conseguenze non solo sulla salute e sullo sviluppo dei bambini,
ma anche effetti psicologici che ne possono segnare tutta la vita. La vulnerabilità dei bambini li pone a
rischio di incidenti e di malattie professionali più di un adulto che faccia lo stesso lavoro. I minori che
lavorano possono essere esposti a prodotti nocivi (es. pesticidi e diserbanti in agricoltura); difficilmente i
bambini hanno sufficienti conoscenze per maneggiare sostanze pericolose né sufficiente potere contrattuale
per rifiutare determinate attività. Da un'indagine condotta negli USA nel 1990, risultava che minori messicani
avevano lavorato nei campi, appena irrorati di pesticidi, in alcune aziende nello stato di New York. I bambini
costretti a lunghe ore di lavoro ripetitivo hanno cali di attenzione che aumentano il rischio di incidenti."
da Amnesty Intemational, Rapporto 2000
30
"Secondo l'organizzazione internazionale Unicef sono 250 mila i ragazzini coinvolti nelle guerre in corso nel
pianeta. Dire bambini-soldato non significa però solo bambini in armi. L'Unicef non si stanca di ripeterlo: il
reclutamento e lo sfruttamento di minorenni a fini militari dev'essere inteso in senso molto più ampio. Sono
maschi e femmine, a volte hanno appena sette anni. Oltre che come combattenti, sono utilizzati come spie,
portatori, cuochi, infermieri, staffette. Per gli eserciti, regolari o no, avere dei bambini fra gli ausiliari consente
di avere più adulti da inviare al fronte. Attualmente, almeno dodici paesi sarebbero toccati dal flagello:
Colombia, Burundi, Costa d'Avorio, Uganda, Repubblica democratica del Congo, Somalia, Sudan, Ciad,
Birmania, Nepal, Filippine, Sri Lanka."
G. MARTINETTI, Un patto contro i bambini soldato, "La Repubblica", 5/2/2007
"E' stato attivato un servizio per aiutare mamme in difficoltà: accanto all'ospedale è stata allestita una stanza
accogliente. Al centro c'è una culla termica, evoluzione della ruota degli esposti, collegata a sensori e
telecamere. Appena un bimbo viene adagiato nel lettino scatta l'allarme. E i neonatologi del pronto soccorso
in una manciata di secondi riescono ad assisterlo...Il cinema italiano ha sempre dimostrato una certa
passione per il bambino lasciato in quella ruota detta degli Innocenti. Così gli orfanelli compaiono ne "I soliti
ignoti"1959, in "Marcellino Pane e vino" girato nel 1955 da Luigi Comencini ... E dello stesso tema parla
"L'albero degli zoccoli" di Ermanno Olmi del 1978."
F. DI FRISCHIA in La ruota salva-bambini in tutti gli ospedali, "Corriere della sera", 26/2/2007
"La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto
alla parità di retribuzione."
La Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 37
"Gli Stati adottano tutti i provvedimenti appropriati affinché il fanciullo sia effettivamente tutelato contro ogni
forma di discriminazione o di sanzione motivate dalla condizione sociale, dalle attività, opinioni professate o
convinzioni dei suoi genitori, dei suoi rappresentanti legali o dei suoi familiari."
Da Convenzione sui Diritti del Fanciullo, New York, 20 novembre 1989
3. Ambito storico-politico
ARGOMENTO: Alle origini dello sviluppo industriale dell'Italia
DOCUMENTI
"Un'altra condizione nuova che va tenuta presente è la fine della crisi agraria, avvenuta intorno al 1895, con
la conseguente tendenza al rialzo anche dei prezzi agricoli. Lo slancio industriale si collegò pertanto ad una
notevole ripresa della produzione agricola che si manifestò, come si vedrà più avanti, nei settori
capitalisticamente e tecnicamente più evoluti dell'agricoltura italiana. Anche questa connessione, che favorì
l'industria chimica, alcune industrie alimentari e, in qualche misura, l'industria meccanica, meriterebbe di
essere approfondita più di quanto sia stato fatto finora, soprattutto per gli effetti riguardanti i movimenti della
manodopera e gli impieghi dei capitali. Ma queste circostanze generali non sarebbero bastate a stimolare e
a consolidare lo slancio industriale se non avessero agito in senso concomitante altre spinte di carattere
interno: la politica doganale ... e il riordino bancario degli anni 1893-95."
G. CANDELORO, Storia dell'Italia moderna. VII, Milano 1974
"I settori di cui si è detto brevemente sin qui sono costituiti in buona parte da industrie relativamente nuove e
caratterizzate da notevoli potenzialità di aumento di produttività attraverso l'introduzione di progresso tecnico
autoctono o importato. Sono anche i comparti manifatturieri sui quali si fonderanno per molti decenni le
fortune economiche di un paese tipicamente trasformatore quale l'Italia. E’, pertanto, giustificata l'attenzione
che ad esse dedicano gli storici, nel quadro di quella che molti di essi considerano la rivoluzione industriale
italiana, nata sull'onda lunga del progresso tecnico che caratterizza l'intera economia mondiale di questo
periodo."
G. TONIOLO, Storia economica dell'Italia liberale, Il Mulino, Bologna 1988
31
"Un altro ambiente noi troviamo alla vigilia della guerra. Le basi del nostro sistema si sono alquanto
allargate, oltre che per il notevole impulso dato alla produzione cotoniera, perché è sorta un'industria
siderurgica, una serie di imprese chimiche, se non un'industria chimica, e s'è avuto un esordio promettente
dell'industria elettrica ... Il tardivo sviluppo delle nostre industrie spiega agevolmente il largo concorso che in
esse si verificò di uomini e capitali stranieri. Notevolissima appare, agli inizi della nostra attività, la
partecipazione dell'elemento tecnico o dirigente venuto da fuori, quando tedeschi, svizzeri, inglesi, francesi
erano, nella grandissima maggioranza dei nostri opifici attrezzati per la produzione meccanica, i capifabbrica e il personale tecnico dirigente, che s'importava insieme col macchinario."
R. MORANDI, Storia della grande industria in Italia, Einaudi, Torino 1966
"Il quadro muta, ma lentamente, dopo l'unificazione. Lo sforzo dello Stato per migliorare l'istruzione della
popolazione non fu trascurabile. I fondi stanziati per la pubblica istruzione passarono da un modestissimo
1,4% del bilancio nel 1861 (il che era comunque pari, in valore assoluto, a circa una volta e mezzo la spesa
congiunta degli Stati preunitari nel 1859) a circa il 5% nel 1911. Anche i comuni aumentarono i fondi per
l'istruzione dal 7,5% delle spese nel 1866 al 23% nel 1912, mentre le province ebbero in questo campo un
ruolo modesto e declinante (dal 5,4% delle spese nel 1866, al 3,5% nel 1913)."
V. ZAMAGNI, Istruzione e sviluppo economico. Il caso italiano. 1861 -1913,
in "L'economia italiana. 1861-1940", a cura di G. Toniolo, Laterza, Bari 1978
"Siderurgia e industria tessile furono insieme con la grande cerealicoltura le forze che, come è noto, più
energicamente lottarono in Parlamento e nel paese per l'approvazione della tariffa del 1887, e che da essa
ricavarono i maggiori benefici. Non spetta a noi di riprendere qui i temi della pluridecennale polemica fra
sostenitori ed avversari del protezionismo allora instaurato, che vide schierati a difesa rappresentanti di
interessi sezionali, nazionalisti di varia gradazione e colore, esponenti del movimento operaio e del mondo
industriale e settentrionale in genere, contro l'attacco concentrico di meridionalisti, sostenitori degli interessi
agrari, libero-scambisti di origine politica o "scientifica", democratici ed esponenti dell'estrema sinistra."
R. ROMEO, Risorgimento e capitalismo, Laterza, Roma-Bari 1978
4. Ambito tecnico-scientifico
ARGOMENTO: Il problema energetico oggi
DOCUMENTI
"Le grandi reti energetiche hanno questo in comune: configurano un nuovo mercato dell'energia e sono
fondate su sistemi tecnici esportatori di attività motrici e generatori di bisogni nuovi ... Il prototipo di queste
reti di ridistribuzione è quello del carbone britannico ... La filiera energetica del vento, quale era stata
sfruttata dal XVI al XVIII secolo, era certamente 'illimitata', per quanto riguardava le quantità di energia eolica
captabili, ma era limitata nello spazio dall'esistenza di venti dominanti (alisei, venti dell'ovest, ecc.) e nel
tempo dalla probabilità più o meno grande di 'periodi di bonaccia'. Al sistema tecnico del veliero si sostituì,
nel XIX secolo, un altro sistema tecnico legato alla macchina a vapore ... che, essendo basato sul carbone,
consentiva di superare i limiti spazio-temporali della navigazione a vela. Il ruolo svolto dalla ferrovia, sul
piano nazionale e globale, fu dunque progressivamente garantito, sul piano internazionale e marittimo, dalle
navi a vapore ... Spostare il limite naturale della giornata era diventato possibile, alla fine del secolo XVIII,
grazie alla scoperta del gas illuminante. Non si trattava di una nuova energia primaria, ma di una forma
secondaria ricavata dalla distillazione del carbone a legna o del carbon fossile ... L'irruzione del petrolio nel
sistema energetico industriale procede con l'esperienza acquisita in fatto di gas illuminante e con il
precedente del carbone."
J.C. DEBIER, J.P. DELUAGE, D.AMERY, “Storia dell'energia”, 1993
"La maggior parte del petrolio è usata dai paesi industriali dell'OCSE, i cui consumi continuano a crescere:
nel periodo 1994-98 sono passati da 39,8 a 42 milioni di barili al giorno; ... mentre nei paesi non facenti parte
dell'OCSE i consumi sono passati, nello stesso periodo, da 28,9 ad oltre 33 milioni di barili al giorno ... Si
calcola che, dall'inizio dello sfruttamento industriale del petrolio nella seconda metà del XIX secolo, siano
stati estratti dalle riserve petrolifere mondiali all'incirca 800 miliardi di barili di greggio e che restino ancora
32
circa 1000 miliardi, sfruttabili nelle attuali condizioni economiche e tecnologiche ... La stima sulla durata delle
riserve si basa sull'ipotesi che agli attuali 1000 miliardi di barili se ne possano aggiungere, con la scoperta di
nuovi giacimenti, altri 550 miliardi ... In base a tale ipotesi, le riserve totali ... si esaurirebbero completamente
tra il 2036 e il 2056. "
M. DINUCCI, “Il sistema globale”, Bologna, Zanichelli 1998
" Il vantaggio di costruire centrali nucleari civili che, mentre producevano energia elettrica, potessero fornire
plutonio e altro materiale fissile per uso militare, apparve evidente a politici e militari, sia negli Stati Uniti che
nei paesi che successivamente cominciarono a costruire armi nucleari (Unione Sovietica, Gran Bretagna,
Francia, Cina e altri) ... Il nucleare civile è dunque nato come ricaduta tecnologica del nucleare militare ed è
servito, a sua volta, allo sviluppo di quest'ultimo, fornendo materiale fissile per le armi nucleari e
permettendo ai paesi che le costruiscono di ammortizzarne in parte i costi con la vendita di energia elettrica
e di intere centrali elettronucleari.
E. TURRIM, “La Via del Sole”, Ed. Cultura della Pace, 1990
"Le windfarm (fattorie del vento) sono centrali eoliche collegate alla rete elettrica ... Gli impianti eolici
producono inquinamento acustico ... e interferenze elettromagnetiche: due inconvenienti ai quali si può
rimediare attraverso una opportuna scelta dei siti, come è stato fatto in California installando gli
aerogeneratori in zone desertiche. Occorre inoltre considerare che una centrale eolica richiede uno spazio
molto maggiore rispetto a una centrale a combustibili fossili ... Il costo dell'energia elettrica prodotta da
centrali eoliche è ancora superiore a quello dell'energia prodotta da centrali termoelettriche a combustibili
fossili, ma sta rapidamente calando di pari passo con l'aumento dell'efficienza degli impianti. Occorre
considerare che, nel definire il costo dell'energia prodotta da centrali termoelettriche a combustibili fossili e
termonucleari, non si tiene conto del costo dell'inquinamento e dello smaltimento delle scorie, che invece è
nullo nelle centrali eoliche."
Dati dell'ENEL, 1995
Tipologia C - Tema di argomento storico
Nel periodo che intercorre dalla fine della Prima guerra mondiale allo scoppio della Seconda, in alcuni paesi
europei, quali Italia, Germania, Russia, si affermano e si consolidano regimi dittatoriali che caratterizzano
quest’epoca. Analizza gli strumenti di propaganda e di consenso utilizzati dai singoli dittatori nonché le
politiche sociali e le mire espansionistiche, evidenziando le finalità di controllo e di gratificazione degli
individui e della collettività. Considera inoltre gli aspetti comuni e quelli divergenti tra i paesi presi in esame.
Tipologia D - Tema di ordine generale
La massiccia partecipazione di pubblico ai grandi eventi culturali è diventata, da alcuni anni, un vero
fenomeno sociale che ha coinvolto metropoli e piccole città.
Mostre, concerti, rappresentazioni teatrali, rassegne cinematografiche, aperture di nuovi spazi museali, solo
per citare alcuni esempi, hanno avuto grande risonanza e notevole successo ovunque, con positivi risvolti
economici e occupazionali.
Sulla base delle tue esperienze, discuti se tutto ciò possa rappresentare solo un semplice "consumo di
cultura", una voglia di "esserci" sulla spinta di una moda, veicolata attraverso i mass media, o se e in quale
misura corrisponda invece ad un sincero desiderio di arricchimento del proprio patrimonio di conoscenze,
alimentato anche dalla scuola.
Durata massima della prova: 6 ore.
E' consentito soltanto l'uso del dizionario di italiano.
Non è consentito lasciare l'Istituto prima che siano trascorse 4 ore dalla dettatura del tema
33
ALLEGATO n. 2a.- simulazione della seconda prova dell’Esame di Stato
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
Chimica, Materiali e Biotecnologie
Costruzioni, Ambiente e Territorio - Grafica e Comunicazione
Via Monte S. Gabriele, 48 - 34134 Trieste Tel. 040 579022 Fax 040 3798950
Codice Fiscale 90143410323
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I SIMULAZIONE
II PROVA DELL’ESAME DI STATO
17 MARZO 2016
a.s. 2015-2016
34
Tema di : PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI
PRIMA PARTE
Un Comune intende realizzare all’interno di un parco cittadino di 5000 mq circondato da
strade di larghezza 9 m con doppio marciapiede di larghezza 1,5 m, un piccolo edificio
adibito a bar e ristorazione del volume massimo di 700 mc.
Il fabbricato dovrà comprendere almeno una zona bar, una zona ristorazione, una cucina,
una dispensa, un magazzino ed i relativi servizi per il personale, per il pubblico e per i
fruitori del parco.
Il candidato, scelto liberamente ogni elemento utile e/o opportuno in funzione delle
caratteristiche del sito di insediamento, esegua il progetto plani-volumetrico definitivo
dell’edificio e produca:
1.
una planimetria generale in scala 1/500 in cui deve essere indicata l’ubicazione
dell’edificio, i relativi accessi e la sistemazione delle area del parco;
2.
una o più piante (compresa quella della copertura), almeno due prospetti ed una
sezione significativa disegnate in scala opportuna; (piante, sezioni e prospetti comunque
in numero tale da definire completamente il progetto)
3. una relazione che illustri i criteri progettuali e i materiali previsti nel progetto
SECONDA PARTE
Il Candidato risponda a tre dei quesiti proposti:
1. Il candidato descriva sinteticamente le modalità di impostazione del computo metrico
dell'edificio progettato.
2. Il candidato descriva sinteticamente la tipologia strutturale ideata per l'edificio progettato
e indichi graficamente sulle piante lo schema strutturale adottato.
3. Il candidato descriva sinteticamente (anche con uno schema grafico) un impianto
tecnologico a scelta a servizio dell'edificio progettato.
4. Il candidato delinei l’epoca e lo stile architettonico dell’opera indicata schematicamente
in figura, indicandone gli elementi principali e la corrispondenza sulla figura stessa.
35
Durata massima della prova: 8 ore.
L'elaborato scritto-grafico potrà essere redatto a mano libera o con l'ausilio di righe e
squadre, ma comunque eseguito in scala.
E' consentito solo l'uso del Manuale del Geometra, del Prontuario di Costruzioni del libro
di testo in uso, e della calcolatrice scientifica non programmabile.
Non è consentito uscire dall'aula prima che siano trascorse 2 ore dalla dettatura/lettura del
tema. Non è consentito lasciare l'Istituto prima che siano trascorse 4 ore dalla
lettura/dettatura del tema
36
ALLEGATO n.2b.- simulazione della seconda prova dell’Esame di Stato
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
Chimica, Materiali e Biotecnologie
Costruzioni, Ambiente e Territorio - Grafica e Comunicazione
Via Monte S. Gabriele, 48 - 34134 Trieste Tel. 040 579022 Fax 040 3798950
Codice Fiscale 90143410323
e-mail: [email protected]
II SIMULAZIONE
II PROVA DELL’ESAME DI STATO
22 APRILE 2016
a.s. 2015-2016
37
Tema di : PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI
PRIMA PARTE
Si intende realizzare un edificio isolato destinato alla esposizione, vendita e manutenzione
meccanica di moto di piccola e grossa cilindrata.
Il fabbricato verrà edificato su un lotto di terreno pianeggiante di forma rettangolare, il cui
lato lungo 45 m è prospiciente ad una strada urbana di pari quota larga 9 m.
La superficie fondiaria è Sf=2700 mq in una Zona O1 (Mista Commerciale Direzionale
Ricettiva) del Nuovo Piano Regolatore Generale di Trieste, all'interno di un PAC (Piano
Attuativo Comunale).
La destinazione d'uso prevista per l'area è "artigianale di servizio" e dovranno essere
rispettati i seguenti indici urbanistici:
Ifmax = 0,4 mc/mq (indice di fabbricabilità fondiaria)
Dc = 5 m (distanza minima dai confini dei lotti adiacenti)
Ds = 10 m (distanza minima dal ciglio della sede stradale)
H = 6,50 (altezza massima)
parcheggi stanziali: 1 posto auto ogni 2 addetti, con almeno 1 posto auto per U.I.
parcheggi di relazione: almeno 80% della Su (somma di tutte le superfici utili,
escluse quelle destinate alla sosta dei veicoli in riparazione all'interno del
fabbricato)
La superficie a verde dovrà essere piantumata con arbusti ed alberi di alto fusto,
con densità pari ad 80 arbusti/ha e 60 alberi/ha.
Variazioni nelle superfici dei parcheggi e delle densità di piantumazione rispetto a quelle
indicate dovranno essere motivate nella relazione.
Il candidato assuma liberamente ogni altro elemento necessario e utile per la redazione
del progetto (ad esempio: caratteristiche fisiche del terreno, orientamento, tipo di struttura
e di copertura).
Il candidato produca quindi i seguenti elaborati del progetto definitivo:
1. una planimetria generale in scala 1/200 in cui deve essere indicata l’ubicazione
dell’edificio, i relativi accessi, la sistemazione delle area di pertinenza e i parcheggi
38
2. le piante di tutti i piani (compresa quella della copertura), il prospetto principale di
una sezione significativa, disegnate in scala 1:100. Le piante devono descrivere lo
schema strutturale adottato, il verso di tessitura dei solai , e devono essere quotate.
3. una breve relazione che illustri i criteri progettuali, il tipo di struttura e i materiali
con i quali si intende realizzare l'opera.
SECONDA PARTE
Il Candidato risponda a 3 dei 4 quesiti proposti:
1. completare la pianta del piano terra dell'elaborato di progetto con lo schema
dell'impianto di riscaldamento e inserire la sua descrizione (produzione del calore,
distribuzione, componenti) come ultimo punto della relazione tecnica di cui al punto 3 della
prima parte.
2. indicare e descrivere i titoli abilitativi previsti dalle norme di legge per l'esecuzione di
opere edili, le loro caratteristiche e quando sono applicabili.
3. Quali furono le principali idee architettoniche del Rinascimento in Italia? Fornire gli
esempi di alcune opere in cui tali idee sono riconoscibili e citarne gli autori.
4. Disegnare in scala 1: 20 un particolare costruttivo quotato dell'edificio in progetto,
completandolo con le indicazioni dei materiali impiegati
Durata massima della prova: 8 ore.
L'elaborato scritto-grafico potrà essere redatto a mano libera o con l'ausilio di righe e
squadre, ma comunque eseguito in scala.
Nel caso sia stata predisposta dall'Istituzione Scolastica una adeguata attrezzatura, sarà
possibile eseguire il progetto con l'uso del CAD.
E' consentito solo l'uso del Manuale del Geometra, del Prontuario di Costruzioni e della
calcolatrice scientifica non programmabile.
Non è consentito uscire dall'aula prima che siano trascorse 2 ore dalla dettatura/lettura del
tema. Non è consentito lasciare l'Istituto prima che siano trascorse 4 ore dalla
lettura/dettatura del tema.
39
ALLEGATO n. 3a.- simulazione della terza prova dell’Esame di Stato A
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
Chimica, Materiali e Biotecnologie
Costruzioni, Ambiente e Territorio - Grafica e Comunicazione
Via Monte S. Gabriele, 48 - 34134 Trieste Tel. 040 579022 Fax 040 3798950
Codice Fiscale 90143410323
e-mail: [email protected]
I SIMULAZIONE
III PROVA DELL’ESAME DI STATO
29 FEBBRAIO 2016
CANDIDATO ____________________
CLASSE___________
Tipologia B – Quesiti a risposta singola
Disciplina
Estimo
Inglese
Matematica
Storia
Topografia
Punteggio
Punteggio totale
a.s. 2015-2016
40
I SIMULAZIONE
TERZA PROVA dell’ESAME di STATO
Tipologia B – Quesiti a risposta singola (5 righe)
DISCIPLINA: ESTIMO
CANDIDATO:______________________
1. Come si calcola un canone di locazione concordato, secondo gli Accordi Territoriali,
a Trieste?
2. Quali sono le due tipologie di Regolamento Condominiale possibili e in cosa
differiscono?
3. Quali sono le differenze tra il calcolo analitico e quello sintetico dei valori millesimali
di proprietà in un condominio? Quando si può scegliere il secondo?
41
I SIMULAZIONE
TERZA PROVA dell’ESAME di STATO
Tipologia B – Quesiti a risposta singola (5 righe)
DISCIPLINA: INGLESE
CANDIDATO_________________
Answer the following questions
1. Introduce Le Corbusier as the architect of Ville Savoye
2. What can you tell about the Louvre Pyramid in Paris?
3. Talk about the Sydney Opera House
42
I SIMULAZIONE
TERZA PROVA dell’ESAME di STATO
Tipologia B – Quesiti a risposta singola (5 righe)
DISCIPLINA: MATEMATICA
CANDIDATO______________________
1. Fornire la regola di integrazione per sostituzione di variabile e darne la
giustificazione in base alla definizione di integrale indefinito
2. Definire il concetto di variabile aleatoria e di media di una variabile aleatoria quando
ci si può ridurre agli eventi elementari
3. Spiegare che cosa si intende quando si afferma che ci si può ricondurre agli eventi
elementari e fornire un esempio
43
I SIMULAZIONE
TERZA PROVA dell’ESAME di STATO
Tipologia B – Quesiti a risposta singola (5 righe)
DISCIPLINA: STORIA
CANDIDATO:______________________
1. Quali furono le principali innovazioni introdotte in Italia dalla riforma elettorale del
1912?
2. I propositi di pace dei Quattordici punti di Wilson
3. Esponi in maniera schematica, i primi provvedimenti emanati dai bolscevichi nel
1917, subito dopo la presa del potere in Russia
44
I SIMULAZIONE
TERZA PROVA dell’ESAME di STATO
Tipologia B – Quesiti a risposta singola (5 righe)
DISCIPLINA: TOPOGRAFIA
CANDIDATO:______________________
1. Definire la velocità di progetto di una strada
2. Descrivere i tipi di errori dei metodi non numerici, a causa dei quali tali metodi
risultano poco approssimativi
3. Descrivere le forze che intervengono nel moto di un veicolo in curva
45
ALLEGATO n.3b.- simulazione della terza prova dell’Esame di Stato
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
Chimica, Materiali e Biotecnologie
Costruzioni, Ambiente e Territorio - Grafica e Comunicazione
Via Monte S. Gabriele, 48 - 34134 Trieste Tel. 040 579022 Fax 040 3798950
Codice Fiscale 90143410323
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II SIMULAZIONE
III PROVA DELL’ESAME DI STATO
3 MAGGIO 2016
CANDIDATO ____________________
CLASSE___________
Tipologia B + C
Disciplina
Estimo
Inglese
Matematica
Scienze motorie e sportive
Topografia
Punteggio
Punteggio totale
a.s. 2015-2016
46
SIMULAZIONE
TERZA PROVA dell'ESAME di STATO
Tipologia B +C : 2 quesiti a risposta singola (5 righe) +
4 quesiti a risposta multipla
DISCIPLINA: ESTIMO
CANDIDATO:____________________
QUESITI A RISPOSTA SINGOLA
1. Quali sono le caratteristiche che identificano catastalmente una unità immobiliare e
quali quelle che identificano la particella fondiaria?
2. Quali sono le operazioni previste nella fase estimativa della Formazione catastale?
QUESITI ARISPOSTA MULTIPLA
3. Il modello D1 è richiesto, al Catasto dei fabbricati, per:
a.
b.
c.
d.
la denuncia di voltura
la dichiarazione di un nuovo fabbricato
la divisione di un fabbricato esistente
la denuncia di un nuovo fabbricato o di qualsiasi altra variazione oggettiva
47
4. Nel sistema di pubblicità immobiliare del Tavolare, costituisce prova giuridica del
diritto:
a.
b.
c.
d.
il documento traslativo
il Decreto del Giudice Tavolare
la Domanda di intavolazione
l’iscrizione nel Libro Maestro
5. L’unità immobiliare viene definita dal Catasto come il fabbricato, la porzione di
fabbricato o l’insieme di più fabbricati che :
a.
b.
c.
d.
abbia una funzione autonoma
abbia una capacità di reddito autonoma
non abbia una capacità di reddito autonoma
abbia funzione e capacità di reddito autonome
6. Quali sono gli atti geometrici di aggiornamento del Catasto terreni?
a.
b.
c.
d.
il tipo di frazionamento e la visura
il tipo di frazionamento, il tipo mappale e il tipo particellare
la denuncia di variazione e quella di voltura
il tipo mappale e il tipo particellare
48
II SIMULAZIONE
TERZA PROVA dell'ESAME di STATO
Tipologia B +C : 2 quesiti a risposta singola (5 righe) +
4 quesiti a risposta multipla
DISCIPLINA: INGLESE
CANDIDATO:____________________
ANSWER THE FOLLOWING QUESTIONS
1. Describe your favourite building structure of the twentieth century
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
2. Introduce the structuralist theory and the positive aspects of it.
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
PUT A SIGN ON THE RIGHT ALTERNATIVE
3. The deconstructivist theory wants:
A. To study the new possibilities of metals in the building industry
B. To create empty spaces which underline the sense of freedom of modernity
C. To explore new forms and to study new possibilities for the future structures
D. To represent the sense of emptiness and lack of meaning of modern times in the
building structures
49
4. The first goal of organic architecture is:
A. To integrate completely the building with the environment
B. To create natural forms
C. To use local materials to spare energy
D. To challenge the laws of engineering
5. From certain aspects Gaudì can be considered a modern architect
A. Because he built Casa Milà which has unbearing walls
B. Because he mixes different styles to create his own
C. Because he is an exponent of liberty
D. Because his style is in continuous evolution and changes in his different works
6. The main goal of Le Corbusier and his architecture was
A. To create better living conditions to everyone
B. To change the way of living inside a house
C. To change the relationship between man and nature
D. To help modern man to organise his life in a rational way
50
II SIMULAZIONE
TERZA PROVA dell’ESAME di STATO
Tipologia B+C – 2 quesiti a risposta singola (5 righe) +
4 quesiti a risposta multipla
DISCIPLINA: MATEMATICA
CANDIDATO______________________
QUESITI A RISPOSTA SINGOLA
1. Dire che cosa si intende quando si parla di una funzione di ripartizione (caso
continuo)
2. Enunciare il teorema del limite centrale
QUESITI A RISPOSTA MULTIPLA
3. La formula di Cavalieri Simpson è esatta su
a. I polinomi di I grado
c. I polinomi di III grado
b. I polinomi di II grado
d. Le costanti
51
4. P(AUB) = P(A) + P(B) se gli eventi A e B sono
a. Incompatibili
c. qualsiasi
b. Indipendenti
d. elementari
5. Se lancio una moneta in modo che ogni lancio sia indipendente dai precedenti e
dopo 200 lanci ho ottenuto sempre T
a. Al lancio 201 le probabilità di
T o C sono le stesse che
all’inizio
c. Al lancio 201 la probabilità di
T è minore che all’inizio
b. Al lancio 201 la probabilità di
T è più alta che all’inizio
d. E’ impossibile avere 200 T
su 200 lanci , la domanda
non ha senso
x
6. Se
 f (t )dt  F ( x) allora
a
a. Esiste F ' ( x)  f ( x)
c. Esiste F ' ( x)  f ( x) se f (x) è
continua
b. Esiste F ' ( x)  f ( x) se F (x) è
continua
d. Esiste F ' ( x)  f ( x) solo se
f (x) è derivabile
52
II SIMULAZIONE
TERZA PROVA dell’ESAME di STATO
Tipologia B+C – 2 quesiti a risposta singola (5 righe) +
4 quesiti a risposta multipla
DISCIPLINA: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE
CANDIDATO__________________
QUESITI A RISPOSTA SINGOLA
7. Nelle classificazioni degli infortuni quando c'è un' urgenza e quando un'emergenza?
8. Definizione ed obiettivi dell'allenamento
QUESITI ARISPOSTA MULTIPLA
9. L'attività fisica è in grado di:
a.
b.
c.
d.
ridurre i rischi di malattie cardocircolatorie
normalizzare il peso corporeo
diminuire o rallentare l' osteoporosi
tutte corrette le risposte precedenti
53
10. L'omeostasi:
a.
b.
c.
d.
permette di mantenere in equilibrio i parametri fisiologici
è la capacità dell'organismo di mantenere un equilibrio interno stabile
è una funzione che permette di mantenere stabile la temperatura
tutte corrette le risposte precedenti
11. Nel massaggio cardiaco il numero di compressioni sono:
a.
b.
c.
d.
30-40 al minuto
20-30 al minuto
100 al minuto
60 al minuto
12. Quali i segnali che si verificano nell'arresto cardiaco?
a.
b.
c.
d.
perdita di coscienza,immobilità assoluta,assenza respiratoria
evidente pallore,pelle fredda sudata e bluastra
vene vuote e poco visibili
tutte corrette le risposte precedenti
54
II SIMULAZIONE
TERZA PROVA dell’ESAME di STATO
Tipologia B+C – 2 quesiti a risposta singola (5 righe) +
4 quesiti a risposta multipla
DISCIPLINA: TOPOGRAFIA
CANDIDATO__________________
QUESITI A RISPOSTA SINGOLA
Primo quesito
Che cosa significa “parzializzare” un gruppo di sezioni trasversali consecutive di una
strada in progetto?
_______________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
Secondo quesito
Come si calcola la “larghezza di occupazione” di una delle due scarpate di una sezione
in rilevato di una strada in progetto ?
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
________________________________________________________________________
55
QUESITI A RISPOSTA MULTIPLA
Terzo quesito
Nel progetto di uno spianamento, i “punti di passaggio” sono punti che
a)
b)
c)
d)
hanno quota rossa nulla
appartengono sia al terreno sia al piano di progetto
definiscono la linea di passaggio
tutte le precedenti
Quarto quesito
Nel progetto definitivo di una strada, cosa rappresenta l’area del diagramma delle
aree depurato dai paleggi?
a)
b)
c)
d)
il volume dei paleggi
il volume complessivo di terreno da spostare
il volume di terreno da spostare longitudinalmente
non ha nessun significato
Quinto quesito
Il volume di un prisma generico con basi piane è dato dal prodotto dell’area della
sezione orizzontale per la distanza tra i baricentri delle due basi solo se
a)
b)
c)
d)
le due basi sono quadrilateri
le due basi sono triangoli
le due basi sono oblique
sempre
Sesto quesito
Gli spianamenti devono essere effettuati sia con scavi che con riporti quando il
piano di progetto
a)
b)
c)
d)
è orizzontale
è intermedio tra i vertici del terreno
è inclinato
deve passare per tre punti assegnati
56
ALLEGATO n. 2.1 - Griglie di valutazione della Prima Prova dell’Esame di Stato
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
Chimica, Materiali e Biotecnologie
Costruzioni, Ambiente e Territorio - Grafica e Comunicazione
Via Monte S. Gabriele, 48 - 34134 Trieste Tel. 040 579022 Fax 040 3798950
Codice Fiscale 90143410323
e-mail: [email protected]
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA PRIMA PROVA SCRITTA
ALUNNO________________________________
CLASSE______________________
a) Padronanza linguistica
(per tutte le tipologie)
b) Tipologie testuali
– Tipologia A -
Ortografia e punteggiatura:
controllo insufficiente
controllo sufficiente
controllo buono
0.5
1
1.5
b. 1
Comprensione del testo:
assente
non del tutto adeguata
adeguata
completa e corretta
0
1
1.5
2
Morfologia e sintassi:
controllo gravemente insufficiente
controllo insufficiente
controllo sufficiente
controllo buono
0
0.5
1
1.5
b. 2
Analisi del testo:
assente
non del tutto adeguata
adeguata
completa e corretta
0
1
1.5
2
Lessico:
improprio
qualche improprietà
povero
adeguato
curato
0.5
1
1.5
2
2.5
b. 3
Interpretazione complessiva e
approfondimenti:
assente
0
non del tutto adeguata
1
adeguata
1.5
approfondita
2
Coesione e coerenza testuale:
assente
inadeguata
abbastanza adeguata
semplice ma adeguata
chiara e ben articolata
0
1
1.5
2
2.5
c) Originalità espositiva
assente o del tutto inadeguata
presente ma inadeguata
Presente e adeguata
0
0.5
1
Totale:………...................../quindicesimi
57
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
Chimica, Materiali e Biotecnologie
Costruzioni, Ambiente e Territorio - Grafica e Comunicazione
Via Monte S. Gabriele, 48 - 34134 Trieste Tel. 040 579022 Fax 040 3798950
Codice Fiscale 90143410323
e-mail: [email protected]
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA PRIMA PROVA SCRITTA
ALUNNO___________________________
CLASSE___________________________
a) Padronanza linguistica
(per tutte le tipologie)
b) Tipologie testuali
– Tipologia B -
Ortografia e punteggiatura:
controllo insufficiente
controllo sufficiente
controllo buono
b. 1 Aderenza alla consegna:
assente
parziale
adeguata
completa
0
1
1.5
2
b.2 capacità di analisi delle fonti:
assente
non del tutto adeguata
adeguata
approfondita
0
1
1.5
2
b.3 capacità argomentativa:
assente
non del tutto adeguata
adeguata
approfondita
0
1
1.5
2
Morfologia e sintassi:
controllo gravemente insufficiente
controllo insufficiente
controllo sufficiente
controllo buono
0.5
1
1.5
0
0.5
1
1.5
Lessico:
improprio
qualche improprietà
povero
adeguato
curato
0.5
1
1.5
2
2.5
Coesione e coerenza testuale:
assente
inadeguata
abbastanza adeguata
semplice ma adeguata
chiara e ben articolata
0
1
1.5
2
2.5
c)Originalità espositiva
assente o del tutto inadeguata
presente ma inadeguata
Presente e adeguata
0
0.5
1
Totale:................................../quindicesimi
58
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
Chimica, Materiali e Biotecnologie
Costruzioni, Ambiente e Territorio - Grafica e Comunicazione
Via Monte S. Gabriele, 48 - 34134 Trieste Tel. 040 579022 Fax 040 3798950
Codice Fiscale 90143410323
e-mail: [email protected]
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA PRIMA PROVA SCRITTA
ALUNNO_____________________________
CLASSE__________________________
a) Padronanza linguistica
(per tutte le tipologie)
b) Tipologie testuali
– Tipologie C e D -
Ortografia e punteggiatura:
controllo insufficiente
controllo sufficiente
controllo buono
0.5
1
1.5
b. 1 Aderenza alla consegna:
assente
parziale
adeguata
completa
0
0.5
1
1.5
Morfologia e sintassi:
controllo gravemente insufficiente
controllo insufficiente
controllo sufficiente
controllo buono
0
0.5
1
1.5
b. 2 Conoscenza dell'argomento:
assente
incompleta e generica
sostanzialmente adeguata
adeguata
0
1
2
2.5
Lessico:
improprio
qualche improprietà
povero
adeguato
curato
0.5
1
1.5
2
2.5
b. 3 Capacità di rielaborazione
critica personale:
assente
non del tutto adeguata
adeguata
approfondita
0
1
1.5
2
Coesione e coerenza testuale:
assente
inadeguata
abbastanza adeguata
semplice ma adeguata
chiara e ben articolata
0
1
1.5
2
2.5
c)Originalità espositiva
assente o del tutto inadeguata
presente ma inadeguata
Presente e adeguata
0
0.5
1
Totale:……......................./quindicesimi
59
ALLEGATO n. 2.3a - Griglia di valutazione della Seconda Prova dell’Esame di Stato –
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA SECONDA PROVA SCRITTA
CANDIDATO
Indicatori
CLASSE
Punti
PARTE A - Conoscenze e 3
Competenze nella
Grafica e nella Tecnica
2,5
del disegno
(norme sulle rappresentazioni
grafiche in edilizia, simbologie, 2
spessori e tipi delle linee,
quotature, composizione delle 1,5
tavole, inserimento dei testi
descrittivi, particolari )
1
Descrittori
Tema affrontato graficamente e tecnicamente in modo corretto e
completo
Tema affrontato graficamente e tecnicamente in modo
generalmente corretto e completo
Tema affrontato graficamente e tecnicamente in modo parziale
Tema affrontato graficamente e tecnicamente in modo scorretto
Tema affrontato graficamente e tecnicamente in modo scorretto
con presenza di gravi lacune ; oppure il tema non viene affrontato
PARTE A - Conoscenza
delle Normative Edilizie e
Competenza nella loro
pratica applicazione
(norme di Regolamento
Edilizio, norme
urbanistiche, indici,
distanze, norme A.S.L. e
sulle Barriere
Architettoniche, norme
tecniche sugli impianti)
3
Utilizza con competenza conoscenze complete sulle normative
edilizie
2
Utilizza in modo adeguato le normative
1,5
Utilizza in modo settoriale, e non sempre adeguato, le normative
1
Utilizza in modo inadeguato le normative edilizie; oppure non le
utilizza affatto
PARTE A - Competenze
nell'ideazione, nel
dimensionamento e nella
distribuzione degli spazi
e degli elementi
costruttivi in rapporto ai
materiali e alla loro
funzione
(Conoscenza dell'iter
progettuale. Capacità di
operare scelte progettuali
coerenti ed adeguate al
tema proposto.
Competenze
terminologiche e
organizzative nella
descrizione delle scelte
operate.)
6
Sviluppa gli elaborati in modo corretto ed esaustivo, dimostrando
originalità e capacità progettuali; soluzione architettonica
perfettamente coerente al tema
5
Sviluppa gli elaborati in modo corretto , dimostrando buone
capacità progettuali; soluzione architettonica coerente al tema, ma
migliorabile per alcuni aspetti
4
Sviluppa gli elaborati in modo corretto , dimostrando discrete
capacità progettuali; soluzione architettonica coerente al tema, ma
migliorabile per alcuni aspetti
3
Sviluppa gli elaborati in modo corretto , dimostrando capacità
progettuali di base; soluzione architettonica coerente al tema,
ma migliorabile per molti aspetti
2
Sviluppa gli elaborati in modo quasi adeguato , dimostrando
capacità progettuali settoriali; soluzione architettonica coerente al
tema, ma incompleta per alcuni aspetti
1,5
Sviluppa gli elaborati in modo parziale , dimostrando capacità
progettuali molto settoriali; soluzione architettonica non del tutto
coerente al tema e/o sostanzialmente incompleta
1
Sviluppa gli elaborati in modo del tutto inadeguato , dimostrando
gravi lacune nelle capacità progettuali; soluzione architettonica non
coerente al tema e/o fortemente incompleta ; oppure non sviluppa
nessun elaborato
60
Indicatori
Punti
PARTE B
3
Conoscenza specifica
degli argomenti relativi ai
2,5
quesiti scelti e corretta
interpretazione degli
stessi
2
TOTALE
Descrittori
Sviluppa in modo esaustivo e corretto le risposte a tutti e3 i quesiti
proposti
Sviluppa in modo esaustivo e sostanzialmente corretto 2
risposte su 3, oppure 3 in modo non esaustivo ma
sostanzialmente corretto
Sviluppa in modo quasi esaustivo e sostanzialmente corretto 2
risposte su 3, mentre la terza è scorretta o manca.
1,5
Sviluppa in modo esaustivo e sostanzialmente corretto soltanto 1
risposta su 3, mentre le altre non sono esaustive e sono
parzialmente scorrette.
1
Nessuna risposta è esaustiva ne sostanzialmente corretta, ma le
risposte denotano comunque una limitata conoscenza degli
argomenti
0
Non viene data risposta a nessuno dei 3 quesiti
______/ 15
(N.B.: in grassetto il limite del valore sufficiente)
61
ALLEGATO n. 2.3a - Griglia di valutazione della Terza Prova dell’Esame di Stato –
Tipologia B
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA TERZA PROVA SCRITTA- TIPOLOGIA B
CANDIDATO______________________
DISCIPLINA
INDICATORE DEL
GIUDIZIO
per (tipologia B)
Conoscenze
disciplinari
CLASSE ______________
DESCRITTORE
PUNTI
Conosce gli elementi teorici e i procedimenti
risolutivi in modo completo, ampio e approfondito
Conosce gli elementi teorici e i procedimenti
risolutivi in modo completo
Possiede le nozioni fondamentali per comprendere
e inquadrare il quesito
Conosce i contenuti in modo superficiale, impreciso
e incompleto
Non conosce i contenuti
Ottima
Buona
Sufficiente
Scarsa
Nulla
Punteggio
5
4
3
2
0
Punteggio Conoscenze
Capacità' logicoargomentative
e
competenze
linguistiche o
precisione formale
Sa interpretare e organizzare le informazioni
ricavate nello svolgimento dei quesiti con
particolare efficacia e originalità. Sa operare
collegamenti
Sa organizzare e interpretare le informazioni
ricavate nello svolgimento dei quesiti in modo
chiaro e lineare
Sa organizzare e interpretare le informazioni
ricavate nello svolgimento dei quesiti in modo
essenziale
Non sa organizzare le informazioni ricavate nello
svolgimento del quesito affrontato
Non sa interpretare le informazioni ricavate nello
svolgimento del quesito affrontato
Ottima
6
Buona
5
Sufficiente
4
Scarsa
Nulla
2
1
Punteggio Capacità
Competenze
Applica le conoscenze alla risoluzione con
accuratezza nel calcolo, correttezza formale e
terminologia appropriata
Applica le conoscenze alla risoluzione in modo
ordinato e lineare, utilizza una terminologia
appropriata.
Applica le conoscenze in modo parziale ma sa
operare correttamente sulle nozioni fondamentali.
Qualche approssimazione nella terminologia
Non utilizza correttamente le conoscenze per
risolvere il quesito. Svolgimento disorganico.
Terminologia poco precisa
Commette gravi errori logici nel procedimento
risolutivo e gravi errori nella terminologia
Ottima /
Buona
4
Sufficiente
3
2
Scarsa /
Nulla
1
Punteggio Competenze
TOTALE PUNTEGGIO
………../15
62
CALCOLO PER LA VALUTAZIONE COMPLESSIVA
DELLA TERZA PROVA SCRITTA
(comune a tutte le tipologie)
CANDIDATO_____________________________
CLASSE __________
DISCIPLINE
PUNTEGGIO in
15esimi
………………………………..
………………………………..
………………………………..
………………………………..
………………………………..
TOTALE
TOTALE: numero discipline = PUNTEGGIO DA ARROTONDARE
(Se la prima cifra decimale è compresa tra 0 e 4 verrà arrotondato per troncamento,
se invece è compresa tra 5 e 9 verrà arrotondato all'intero successivo)
PUNTEGGIO INTERO
63
ALLEGATO n. 2.3b -Griglia di valutazione della Terza Prova dell’Esame di Stato–Tipologia B+C
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
Chimica, Materiali e Biotecnologie
Costruzioni, Ambiente e Territorio - Grafica e Comunicazione
Via Monte S. Gabriele, 48 - 34134 Trieste Tel. 040 579022 Fax 040 3798950
Codice Fiscale 90143410323
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GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELLA TERZA PROVA SCRITTA –TIPOLOGIA B+C
CANDIDATO______________________
CLASSE ______________
DISCIPLINA……………………
INDICATORE DEL GIUDIZIO
per i quesiti a risposta aperta
(tipologia B)
DESCRITTORE
PUNTI Punteggio
primo quesito
ADEGUATA
PERTINENZA DELLA RISPOSTA
RISPETTO AL QUESITO
CONOSCENZE DISCIPLINARI
RELATIVE AL QUESITO
INADEGUATA O
RISPOSTA NON
DATA
1
0.5
OTTIME
2
BUONE
1,5
SUFFICIENTI
SCARSE
1
0,5
NULLE
0
OTTIME
1,5
BUONE
CAPACITA' LOGICOARGOMENTATIVE E COMPETENZE
SUFFICIENTI
LINGUISTICHE O PRECISIONE
FORMALE
SCARSE
NULLE
Punteggio
secondo quesito
1,25
1
0,5
0
TOTALE PUNTEGGI QUESITI A RISPOSTA APERTA
N° QUESITI A RISPOSTA MULTIPLA RISOLTI CORRETTAMENTE ……………. x 1,5 Punti = ………....…
PUNTEGGIO TOTALE DELLA PROVA ………………../15
(N.B. QUESTO PUNTEGGIO NON VA ARROTONDATO)
64
CALCOLO PER LA VALUTAZIONE COMPLESSIVA
DELLA TERZA PROVA SCRITTA
(comune a tutte le tipologie)
CANDIDATO_____________________________
CLASSE ____________
DISCIPLINE
PUNTEGGIO in
15esimi
………………………………..
………………………………..
………………………………..
………………………………..
………………………………..
TOTALE
TOTALE: numero discipline = PUNTEGGIO DA ARROTONDARE
(Se la prima cifra decimale è compresa tra 0 e 4 verrà arrotondato per troncamento,
se invece è compresa tra 5 e 9 verrà arrotondato all'intero successivo)
PUNTEGGIO INTERO
65
ALLEGATO n. 2.4 - Griglia di valutazione del colloquio
ISTITUTO TECNICO STATALE
GRAZIA DELEDDA - MAX FABIANI
GRIGLIA DI VALUTAZIONE DEL COLLOQUIO
CANDIDATO______________________
INDICATORI
DESCRITTORI
CLASSE ______________
1
2
3
4
5
6
PUNTEGGIO
ASSEGNATO
A) Competenze
linguistiche
B) Conoscenze
generali e specifiche
C) Capacità
elaborative, logiche,
critiche
A.1) Morfosintassi e lessico
*
A.2) Sviluppo delle argomentazioni
*
B.1) Padronanza dei contenuti
*
B.2) Raccordi pluridisciplinari
*
C.1) Elaborazione personale
originale
*
C.2) Discussione degli elaborati
* Livello della sufficienza
2. CRITERI PER L’ATTRIBUZIONE DEL PUNTEGGIO IN RELAZIONE AGLI INDICATORI E DESCRITTORI
PER LA VALUTAZIONE DEL COLLOQUIO DELL’ESAME DI STATO
La valutazione in base ai descrittori e relativi indicatori di competenze, conoscenze e capacità assunti a
criterio e riportati nella griglia sopra esposta è graduata da 1 a 6 punti per ogni descrittore, in corrispondenza
dei diversi livelli delle prestazioni, nel modo seguente:
1: prestazione gravemente carente, lacunosa, errata, mancanza di aspetti basilari, risposte assenti o
informazioni incoerenti e frammentarie
2: prestazione carente negli aspetti contenutistici, logici, argomentativi, frammentaria, presenza di errori
rilevanti e diffusi
3: prestazione insicura, difficoltosa nell’esposizione, nozionistica, presenza di alcuni errori abbastanza
rilevanti, il candidato/a necessita di essere frequentemente supportato/a in quanto scarsamente autonomo
4: prestazione conforme agli obiettivi minimi in relazione ai descrittori e agli indicatori, presenza di
incertezze e lievi lacune che, guidato/a, il candidato/a riesce generalmente a superare. Si intende come
livello di sufficienza
5: obiettivi raggiunti in modo soddisfacente; permangono tuttavia lievi carenze né sostanziali né diffuse, i
vari aspetti del colloquio sono gestiti generalmente con correttezza e autonomia
6: la prestazione soddisfa pienamente i descrittori e gli indicatori assunti a criterio.
Il punteggio della prova è dato dalla somma aritmetica della valutazione dei singoli descrittori.
La sufficienza si consegue con un punteggio totale non inferiore a 20.
66
ALLEGATO n. 3 - Programmi delle singole Discipline
DISCIPLINA: IRC
DOCENTE: prof.ssa PORZIO Elena
CLASSE: VAc
TESTI DI RIFERIMENTO: L. Solinas, Arcobaleni, SEI, Torino 2015
A.1 OBIETTIVI DIDATTICI (DPR 176/2012)
Conoscenze: il Concilio Vaticano II come evento fondamentale per la vita della Chiesa nel mondo
contemporaneo; il Magistero della Chiesa su aspetti peculiari della realtà sociale, economica, tecnologica;
l'identità del cristianesimo in riferimento ai suoi documenti fondanti; il concetto cristiano di persona; i concetti
di secolarizzazione, pluralismo, globalizzazione.
Abilità: individuare la visione cristiana della vita e il suo fine ultimo, in un confronto aperto con quello delle
altre religioni e sistemi di pensiero; saper riconoscere il rilievo morale delle azioni umane con particolare
riferimento alle relazioni interpersonali e all'affettività, alla vita pubblica e allo sviluppo scientifico e
tecnologico; essere in grado di usare e interpretare correttamente e criticamente le fonti autentiche della
tradizione cristiana; saper motivare, in un contesto multiculturale, le proprie scelte di vita, confrontandole con
la visione cristiana nel quadro di un dialogo aperto, libero e costruttivo
Competenze:
utilizzare
consapevolmente
le
fonti
autentiche
del
cristianesimo,
interpretandone
correttamente i contenuti nel quadro di un confronto aperto ai contributi della cultura scientifica e
tecnologica; cogliere la presenza e l'incidenza del cristianesimo nelle trasformazioni storiche prodotte dalla
cultura umanistica, scientifica e tecnologica; costruire un'identità libera e responsabile, ponendosi domande
di senso nel confronto con i contenuti del messaggio evangelico secondo la tradizione della Chiesa.
.
A.2
METODI
ADOTTATI
E
STRUMENTI
UTILIZZATI
NEL
PERCORSO
DI
INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO
Sono stati adottati differenti metodi e diversi mediatori didattici. Le lezioni frontali sono state alternate a
conversazioni guidate sul tema e a questionari. Tra i vari mediatori usati, la lettura di testi magisteriali ed
articoli di attualità, l’utilizzo di materiali multimediali con la LIM e la visione di video.
67
A.3 VALUTAZIONE DEI RISULTATI
Si fa riferimento a quanto inserito nella programmazione didattica di inizio anno e alle indicazioni del
ministero relative allo statuto particolare della materia.
A.4 CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Si fa riferimento a quanto inserito nella programmazione didattica di inizio anno e alle indicazioni del
ministero relative allo statuto particolare della materia.
B.1 PROGRAMMA DETTAGLIATO svolto fino al 15 maggio

Introduzione alla bioetica

Bioetica: eutanasia e sacralità della vita

Bioetica cristiana

Bioetica e clonazione "The Island": visione film e approfondimento tematiche.

Persona: volontà, libertà, libero arbitrio.

Approfondimento: l'architettura del Vaticano.

La Dottrina sociale della Chiesa e il Concilio Vaticano II

Dialogo su richiesta della classe su: multiculturalismo, family day.

La persona: etica e social Network nella Dottrina Sociale della Chiesa

Etica e social Network: "The social network".
B.2 PROGRAMMA DETTAGLIATO da svolgere dopo il 15 maggio

Approfondimenti su richiesta sulle tematiche già affrontate.
Trieste, 9 maggio 2016
L’insegnante
prof.ssa Elena Porzio
68
DISCIPLINA: Lingua e letteratura italiana
DOCENTE: prof.ssa USCO Pilar
CLASSE: VAc
TESTI DI RIFERIMENTO: A. Dendi, E. Severina, A. Aretini, Moduli di letteratura italiana ed europea
Vol. 5 – La prima metà dell’Ottocento; Vol. 6 - La seconda metà dell’Ottocento
Vol. 7 - La prima metà del Novecento; Vol. 8 – La seconda metà del Novecento
Carlo Signorelli Editore
A.1 OBIETTIVI DIDATTICI:
Conoscenze:
 Storia, società,cultura e lingua delle varie epoche oggetto di studio
 Radici storiche ed evoluzione della lingua italiana dall’Ottocento al Novecento
 Rapporto tra lingua e letteratura
 Tecniche della comunicazione
 Caratteristiche e strutture di testi scritti
Abilità
Letteratura
 Orientarsi nel contesto storico dall’Ottocento al Novecento
 Assimilare i caratteri culturali dall’Ottocento al Novecento
 Saper collegare gli autori al contesto culturale e letterario del loro tempo
 Individuare i caratteri essenziali della poetica degli autori in rapporto ai diversi generi letterari
 Saper cogliere la novità e l’originalità degli autori presi in esame nel panorama letterario del loro tempo
 Saper riconoscere i caratteri essenziali di un capolavoro letterario nell’interdipendenza formacontenuto
 Saper collocare le opere prese in esame all’interno dell’evoluzione del genere a cui appartengono
 Orientarsi nel sistema tematico e stilistico delle opere prese in considerazione
Lingua
 Afferrare i tratti essenziali dell’evoluzione della lingua italiana dall’Ottocento ad oggi
 Riconoscere i differenti registri linguistici in funzione del contesto e dell’interlocutore
 Distinguere le principali forme poetiche
 Produrre testi secondo le tipologie dell’Esame di Stato
 Sostenere conversazioni e colloqui su tematiche predefinite
Altre espressioni artistiche
 Orientarsi nella produzione artistica dall’Ottocento al Novecento
 Cogliere i caratteri dei linguaggi artistici dall’Ottocento al Novecento
 Saper analizzare la continuità di un tema tra arte figurativa e letteratura
Competenze:
 Dimostrare consapevolezza della storicità della lingua e della letteratura
 Leggere, comprendere e interpretare testi letterari
 Saper stabilire nessi tra la letteratura e altre discipline
 Collegare tematiche letterarie a fenomeni della contemporaneità
 Padroneggiare gli strumenti espressivi e argomentativi indispensabili per gestire in vari contesti
l’interazione comunicativa verbale
 Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi
 Utilizzare strumenti di comunicazione visiva e multimediale
A.2


METODI adottati e STRUMENTI utilizzati nel percorso di INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO
Presentazione degli argomenti attraverso lezioni frontali
Elaborazione, costruzione e utilizzo di schemi esplicativi, grafici riassuntivi, mappe concettuali o
linee del tempo alla lavagna o consegnati in fotocopia
69


Analisi dei testi letterari, in particolare poetici
Proposte di letture di quotidiani e di visione di film o documentari
 Continue sollecitazioni al dialogo e al confronto
Strumenti di lavoro
 Uso del lessico specifico nei diversi ambiti (letterario, filosofico, storiografico...)
 Lettura di quotidiani
 Produzione di un saggio breve o di un articolo di giornale partendo dalla critica delle fonti e dei
documenti
 Utilizzo del computer e della LIM a disposizione in classe per la presentazione di power point,
visione di filmati, spettacoli o ascolto attivo da Internet
A.3
VALUTAZIONE DEI RISULTATI
La valutazione dei risultati è stata costante e ripetuta, derivata da verifiche effettuate attraverso prove sia
orali che scritte di diversa tipologia, conformate alle richieste dell’Esame di Stato e in base alle indicazioni
già presenti nel POF a cui si fa riferimento.
Nella valutazione si è tenuto conto dei risultati ottenuti nello svolgimento di un compito o nella realizzazione
di un prodotto, del modo in cui gli studenti sono giunti a tali risultati, ma anche della presa di coscienza degli
stessi studenti nello svolgere il compito assegnato evidenziando gli eventuali errori commessi e sviluppando
al contempo la capacità di autovalutazione.
Nel complesso i risultati degli alunni sono stati al di sotto delle aspettative; pochi hanno raggiunto la piena
sufficienza, mediamente i risultati sono stati scarsi, perché lo studio individuale è stato poco approfondito e
curato, spesso mirato e indirizzato ad argomenti specifici. Solo in rari casi gli studenti hanno sviluppato la
capacità di effettuare collegamenti interdisciplinari o di seguire lo sviluppo e le implicazioni delle
problematiche trattate, migliorando i loro risultati.
A.4
CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Si fa riferimento a quanto esposto nel piano di lavoro individuale, redatto all’inizio dell’anno, e al POF
dell’Istituto In particolare la valutazione delle verifiche orali, oltre al criterio della congruità della preparazione
degli alunni agli obiettivi della disciplina, ha tenuto conto:
 del linguaggio (capacità di utilizzo corretto delle strutture della lingua italiana) e del lessico
specialistico
 dell’esposizione (capacità di pianificazione del discorso e di espressione chiara, efficace e sciolta)
 della pertinenza (saper cogliere il senso delle domande e saper rispondere con pertinenza e
esaustività)
 delle conoscenze (quantità e qualità)
 dell’analisi e rielaborazione personale
La valutazione delle verifiche scritte si è valsa di griglie di correzione adottate dall’Istituto che permettono di
valutare in modo quanto più oggettivo possibile le conoscenze, la capacità di lettura e comprensione dei
testi, di produzione di tesi rivolti a diversi destinatari, di utilizzare i vari livelli della lingua in modo coerente e
organizzato così come la capacità di critica e rielaborazione personale
B.1 PROGRAMMA DETTAGLIATO svolto fino al 15 maggio 2016
La prima metà dell’Ottocento – L’età del Romanticismo (ripresa del programma di IV)
Lo scenario: storia, società, cultura, idee.
Origine del termine” Romanticismo” - Aspetti generali del Romanticismo europeo - (orientarsi: “Le principali
radici storiche e culturali del Romanticismo) - L’Italia: strutture politiche, economiche e sociali dell’età
risorgimentale - Le ideologie; le istituzioni culturali; gli intellettuali e il pubblico - (orientarsi: “Il sistema della
comunicazione culturale nell’Italia risorgimentale) - Lingua letteraria e lingua dell’uso comune
Il Romanticismo
La concezione dell’arte e della letteratura nel Romanticismo europeo: la poetica classicistica e quella
romantica - Il movimento romantico in Italia: la polemica coi classicisti; la poetica dei romantici italiani - I
principali manifesti del Romanticismo : “L’articolo” di M.me de Stael e “La lettera” di Berchet
70
La poesia nell’età romantica (in sintesi)
La poesia in Italia - (orientarsi: “I principali filoni della poesia romantica italiana)
Giacomo Leopardi
La vita - il pensiero - la poetica del “vago e indefinito” - Leopardi e il Romanticismo -(orientarsi: “Leopardi e il
contesto culturale”) - I Canti - (orientarsi: “Contenuti e caratteri dei Canti”) - le Operette morali e “l’arido vero”
Da Lo Zibaldone: “La teoria del piacere”
“Il vago, l’indefinito e le rimembranze della fanciullezza”
“L’antico”
“Indefinito e infinito”
“Il vero è brutto”
“Teoria della visione”
“Teoria del suono”
“La rimembranza”
Da I Canti: L’infinito
La sera del dì di festa
A Silvia
La quiete dopo la tempesta
Il sabato del villaggio
Il passero solitario
La ginestra o il fiore del deserto (vv. 1-13, 297-317)
Dalle Operette morali: Dialogo della Natura e di un Islandese
Dialogo di un passeggere e di un venditore di almanacchi (in fotocopia)
La seconda metà dell’Ottocento - L’età postunitaria
Lo scenario: storia, società, cultura, idee
Le strutture politiche, economiche e sociali - Le ideologie. Le istituzioni culturali - Gli intellettuali e la lingua –
(orientarsi: “La cultura nell’età postunitaria”)
La contestazione ideologica e stilistica degli Scapigliati
(orientarsi: “La Scapigliatura come crocevia culturale”)
Il romanzo del secondo Ottocento in Europa e in Italia
Il Naturalismo francese
I fondamenti teorici; i precursori e Zola
G. Flaubert e Madame Bovary;
da Madame Bovary, “I sogni romantici di Emma” (I, capp. VI-VII)
E. e J. de Goncourt; da Germinie Lacerteux, “Un manifesto del Naturalismo” (Prefazione)
E. Zola; la poetica e il ciclo dei Rougon - Macquart
da L’Assomoir, “L’alcool inonda Parigi”(cap. II)
Il Verismo italiano
La diffusione del modello naturalista; la poetica di Verga e Capuana; l’assenza di una scuola verista;
l’isolamento di Verga
G. Verga
La vita - I romanzi preveristi - La svolta verista - Poetica e tecnica narrativa del Verga verista - L’ideologia
verghiana - Il verismo di Verga e il naturalismo zoliano - -(orientarsi: “Verga e Zola a confronto”) - Le novelle
- Il ciclo dei Vinti e I Malavoglia -(orientarsi: “I caratteri dei Malavoglia”)
Da Vita dei campi: “Impersonalità e regressione” (Prefazione de L’amante di Gramigna)
Fantasticheria
Rosso Malpelo
La lupa
I Malavoglia (lettura integrale)
Da Novelle rusticane: La roba
Da Mastro-don Gesualdo: “La tensione faustiana del self-made man” (I, cap.IV)
71
Tra Ottocento e Novecento - Il Decadentismo
Lo scenario: cultura, idee
La visione del mondo decadente - La poetica del Decadentismo - (orientarsi: “Le tecniche espressive del
Decadentismo”) - Temi e miti della letteratura decadente -Decadentismo e Romanticismo - (orientarsi: “Da
Romanticismo al Decadentismo”) - Decadentismo e Naturalismo - Decadentismo e Novecento
Baudelaire e la poesia simbolista
C. Baudelaire e I Fiori del male - (orientarsi: “Dalla poetica di Baudelaire al Decadentismo”)
da I fiori del male, Corrispondenze
L’albatro
Spleen
I poeti simbolisti
P. Verlaine, da Jadis et naguère, Arte poetica
Languore
A. Rimbaud, dalle Lettere, “Lettera del veggente” (lettera del 15/05/1871) - in fotocopia dalle Poesie, Vocali
Il romanzo decadente
Il romanzo decadente in Europa
O. Wilde, Il ritratto di Dorian Gray (lettura integrale)
G. D’Annunzio
La vita - L’estetismo e la sua crisi - I romanzi del superuomo - (orientarsi: “L’evoluzione ideologica di
D’Annunzio”) - Le opere drammatiche - Le Laudi - Il periodo “notturno” - (orientarsi: “Le principali opere di
D’Annunzio”)
Da Il piacere, “Un ritratto allo specchio: Andrea Sperelli ed Elena Muti” (l. III, cap. II)
Da Le vergini delle rocce, “Il programma politico del superuomo” (l. I)
Da Alcyone, La sera fiesolana
La pioggia nel pineto
Dal Notturno, “La prosa notturna”
G. Pascoli
La vita - La visione del mondo - La poetica - L’ideologia politica - I temi della poesia pascoliana - Le soluzioni
formali - (orientarsi: “Ideologia e poetica in Pascoli”) – Myricae - I Canti di Castelvecchio - (orientarsi:
“Pascoli e D’Annunzio a confronto”)
Da Il fanciullino, “Una poetica decadente” (passim)
Da Myricae, Arano
X Agosto
L’assiuolo
Temporale
Il lampo (in fotocopia)
Il tuono (in fotocopia)
Novembre
Da I Canti di Castelvecchio, Il gelsomino notturno
La mia sera (in fotocopia)
Da La grande proletaria si è mossa, “Il nazionalismo pascoliano” (testo on line)
Il primo Novecento - Avanguardie e lirica
Lo scenario: storia, società, cultura, idee
La situazione storica e sociale in Italia - L’ ideologia (orientarsi:” L’ideologia del primo Novecento”) - Le
istituzioni culturali
La stagione delle avanguardie
I futuristi: azione, velocità e antiromanticismo; le innovazioni formali; i manifesti; i protagonisti
F. T. Marinetti: Il Manifesto del Futurismo
Manifesto tecnico della letteratura futurista
A.Palazzeschi, da L’incendiario, Lasciatemi divertire!
72
Le avanguardie in Europa
Il futurismo russo - Dadaismo e Surrealismo - (orientarsi: “La genesi delle avanguardie storiche”)
V. Majakovskij, da Io, La guerra è dichiarata
G. Apollinaire, da Calligrammi, Saliente
T. Tzara, dal Manifesto del Dadaismo
A. Breton, dal Manifesto del Surrealismo
La lirica del Primo Novecento in Italia
I crepuscolari: tematiche e modelli; i protagonisti
S. Corazzini, da Piccolo libro inutile, Desolazione del povero poeta sentimentale
G. Gozzano, dai Colloqui, L’amica di nonna Speranza (in fotocopia)
M. Moretti, da Il giardino dei frutti, A Cesena
I vociani: una nuova sensibilità lirica; la poetica del “frammento” - (orientarsi: “Crepuscolari e vociani a
confronto”)
Il primo Novecento - La narrativa e il teatro
La narrativa straniera nel primo Novecento
La crisi del Positivismo; nuove filosofie e teorie; la concezione del tempo e dello spazio - (orientarsi: “I
caratteri della narrativa del primo Novecento”)
Scrittori in lingua tedesca: caratteri generali
T. Mann, da La morte a Venezia, “Il bel fanciullo e il mare” (cap. III)
R. Musil, da L’uomo senza qualità, “Un uomo senza qualità è fatto di qualità senza l’uomo” ( parte II, cap.39)
F. Kafka, da La metamorfosi, “L’incubo del risveglio” (pagine iniziali)
Scrittori in lingua francese: caratteri generali
M. Proust, da Alla ricerca del tempo perduto, Dalla parte di Swann, “Le intermittenze del cuore”
Scrittori in lingua inglese: caratteri generali
J. Joyce, da Ulisse, “Il monologo di Molly” (XVIII)
Italo Svevo
La vita - La cultura di Svevo - (orientarsi: “Le suggestioni culturali dell’opera di Svevo”) - Il primo romanzo:
Una vita – Senilità - La coscienza di Zeno - (orientarsi: “I romanzi di Svevo a confronto”)
Da Una vita, “Le ali del gabbiano” (cap. VIII)
Da Senilità, “Il ritratto dell’inetto” (cap. I)
“La trasfigurazione di Angiolina” (cap. XIV)
Da La coscienza di Zeno, “Il fumo” (testo on line)
“La morte del padre” (cap. IV)
“La salute “malata” di Augusta” (cap. VI)
“La morte dell’Antagonista” (testo on line)
“La psicoanalisi” (cap. VIII)
“La profezia di un’apocalisse cosmica” (cap. VIII)
L. Pirandello
La vita - La visione del mondo - (orientarsi: “La crisi dell’io nell’opera pirandelliana”) - La poetica - Le novelle
- I romanzi - Gli esordi teatrali e il periodo ”grottesco” - (orientarsi: “Il dramma borghese e il dramma
pirandelliano a confronto”) –Il “teatro nel teatro” e l’ultima produzione teatrale
Da L’umorismo, “Un’arte che scompone il reale”( II parte, passim)
Da Novelle per un anno, Ciaula scopre la luna
Il treno ha fischiato
Da Il fu Mattia Pascal, “La costruzione della nuova identità e la sua crisi” (capp. VII e XII)
“Lo strappo nel cielo di carta e la lanterninosofia” (capp. XII e XIII)
Da Uno, nessuno e centomila, ”Nessun nome” (pag. conclusiva)
Enrico IV (visione del dramma con regia di G. De Lullo, interpretato da R.Valli e G.Giachetti)
Tra le due guerre - Il dibattito delle idee
Lo scenario: storia, società, cultura, idee
73
La realtà politico-sociale in Italia - La cultura (orientarsi: “Il controllo della cultura nell’Italia fascista”) - La
mappa della letteratura
Il dibattito delle idee in Italia: i manifesti
G. Gentile, Manifesto degli intellettuali fascisti (testo on line)
B. Croce, Manifesto degli intellettuali antifascisti (testo on line)
La produzione poetica: la lirica
Giuseppe Ungaretti
La vita e la poetica - L’allegria - (orientarsi: “Il linguaggio poetico del primo Ungaretti 1915-1919”) - Il
sentimento del tempo - Il dolore e le ultime raccolte
Da L’allegria: Noia
In memoria
Veglia
I fiumi
San Martino del Carso
Mattina
Girovago
Soldati
Fratelli (in fotocopia)
Da Il sentimento del tempo: La madre (in fotocopia)
Da Il dolore: Non gridate più
Eugenio Montale
La vita e la poetica - Ossi di seppia - (orientarsi: “Il primo Ungaretti e il primo Montale a confronto”) - Il
“secondo” Montale: Le occasioni - Il “terzo” Montale: La bufera e altro - L’ultimo Montale
Da Ossi di seppia: I limoni
Non chiederci la parola
Meriggiare pallido e assorto
Spesso il male di vivere ho incontrato
Da Le occasioni: Non recidere, forbice, quel volto
La casa dei doganieri
Da Satura: Ho sceso, dandoti il braccio (in fotocopia)
Umberto Saba
La vita e la poetica - Il Canzoniere (orientarsi: ”La linea antinovecentista di Saba”) - Le prose
Dal Canzoniere: A mia moglie
La capra
Trieste
Città vecchia
Amai
Ulisse
Da Storia e Cronistoria del Canzoniere: lettura di pagine scelte
L’ermetismo: la lezione di Ungaretti; la letteratura come vita; il linguaggio; il significato del termine
Salvatore Quasimodo - Da Acque e terre: Ed è subito sera
Alle fronde dei salici
La narrativa della storia nel Novecento
La Prima guerra mondiale
E. Junger, da Nelle tempeste d’acciaio,da La grande battaglia” (pp.262-269; pp.282-283, Parma 1995) - in
fotocopia
E. Lussu, da Un anno sull’altipiano (cap. XVI, pp113-116; cap. XIX, Torino 1945) - in fotocopia
Tra le due guerre
E. Lussu, da La marcia su Roma e dintorni (cap. I, pp.13-21, Torino 1945 - in fotocopia)
I. Silone, da Fontamara, “Il furto dell’acqua” (cap. II)
La Seconda guerra mondiale
L’esperienza della guerra:
74
M. Rigoni Stern, da Il sergente della neve, “L’isba e la neve” (parte seconda, La sacca, pp.131-143, Torino
2005) - in fotocopia
La Resistenza:
I Calvino, da I sentieri dei nidi di ragno, “Fiaba e storia” (capp. IV e VI)
B. Fenoglio, da Il partigiano Johnny, “Il settore sbagliato della parte giusta”
La deportazione:
Primo Levi, da Se questo è un uomo, “Il canto di Ulisse” (cap. II)
V. Salamov, da I racconti di Kolima, “La vita nel gulag” (pp.64-68, Torino 2005) - in fotocopia
V. Grossman, da Tutto scorre, ”Il partito di fronte alla carestia ucraina” (pp.138-144, Milano 1987) – in
fotocopia
L’esodo:
F. Tomizza, da Materada, “La partenza” (cap XI, pp.115-119; cap. XIII, pp.136-142, Milano 2000) - in
fotocopia
B.2
PROGRAMMA DETTAGLIATO da svolgere dopo il 15 maggio
S. Cristicchi, visione dello spettacolo Magazzino 18
Il Neorealismo
C. Pavese e La luna e i falò: da La luna i falò, “Dove son nato non lo so” (cap. I)
“Come il letto di un falò” (cap. XXXII)
Trieste, 9 maggio 2016
L’insegnante
prof.ssa USCO Pilar
75
DISCIPLINA: Storia
DOCENTE: prof.ssa USCO Pilar
CLASSE: VAc
TESTI DI RIFERIMENTO: Z. Ciuffolotti, U. Balocchi, S. Bucciarelli, S. Sodi
Dentro la storia 2. Eventi e testimonianze, scienza ed economia. Dagli Stati assoluti agli Stati – Nazione
Dentro la storia 3. Eventi e testimonianze, scienza ed economia. Dalla Belle époque al disordine mondiale
Casa editrice G. D’Anna. Messina-Firenze
A.1
OBIETTIVI DIDATTICI
Conoscenze:
 Principali persistenze e processi di trasformazione tra la fine del secolo XIX e il secolo XXI in Italia,
Europa e nel mondo
 Aspetti caratterizzanti la storia tra Ottocento e Novecento quali: politica, società, economia,
industrializzazione, violazioni e conquiste di diritti fondamentali, nuovi soggetti e movimenti …
 Modelli culturali a confronto: conflitti, scambi e dialogo interculturale
 Innovazioni scientifiche e tecnologiche e relativo impatto su modelli e mezzi di comunicazione,
condizioni socio – economiche ed assetti politico – istituzionali
 Problematiche economiche, sociali ed etiche caratterizzanti l’evoluzione dei settori produttivi e del
mondo del lavoro
 Territorio come fonte storica: tessuto socio–economico e patrimonio ambientale, culturale ed
artistico
 Categorie, lessico, strumenti e metodi della ricerca storica (analisi e critica delle fonti)
 Radici storiche della Costituzione italiana e della Costituzione europea
Abilità:
 Saper individuare le successive fasi del processo storico tra fine Ottocento e Novecento,
riconoscendo protagonisti ed eventi significativi, valutando gli elementi di continuità e discontinuità
con il passato
 Sapere ricostruire le premesse delle problematiche sociali, economiche, culturali e politiche alla
base dei processi storici e confrontarne la loro evoluzione
 Prendere consapevolezza della problematica interazione tra storia e memoria
 Comprendere la situazione italiana entro il contesto europeo
 Saper orientarsi nella Costituzione italiana, riconoscendo i valori fondanti
 Riflettere sugli effetti della diffusione delle ideologie nelle scelte politiche e distinguere i progetti
politici e le motivazioni ideali e culturali che favorirono i vari eventi
 Saper riconoscere gli interessi politici delle grandi potenze e il peso del loro intervento negli eventi di
portata internazionale
 Distinguere e mettere a confronto le diverse azioni e scelte politiche operate dagli Stati
 Distinguere cause e conseguenze dello sviluppo e della crisi degli Stati oggetto di studio in un’ottica
interculturale
 Sapere individuare le dinamiche del sistema produttivo e industriale tra fine Ottocento e Novecento
Abilità disciplinari: -Collocare fenomeni nel tempo e nello spazio.
-Usare un lessico appropriato
-Stabilire nessi e relazioni
-Sintetizzare e schematizzare
-Analizzare dati, fonti e documenti
-Comprendere, collegare e spiegare concetti storiografici
-Riflettere su temi e valori della cittadinanza
76
Competenze:
 Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una dimensione diacronica, attraverso
il confronto fra epoche, e in una dimensione sincronica, attraverso il confronto fra aree geografiche e
culturali
 Condividere principi e valori per l’esercizio della cittadinanza attiva
 Collocare l’esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento dei
diritti garantiti dalla Costituzione a tutela della persona, della collettività e dell’ambiente
 Leggere -anche in modalità multimediale- le differenti fonti (letterarie, iconografiche, documentarie,
cartografiche) ricavando informazioni su eventi storici di diverse epoche e differenti aree geografiche
 Riconoscere le eredità storiche principali del sistema produttivo nel territorio
 Cogliere le implicazioni storiche, sociali, economiche ed ambientali dell’innovazione scientificotecnologica
A.2
METODI adottati e STRUMENTI utilizzati nel percorso di INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO
 Presentazione degli argomenti attraverso lezioni frontali
 Elaborazione, costruzione e utilizzo di schemi esplicativi, grafici riassuntivi, mappe concettuali o
linee del tempo alla lavagna o consegnati in fotocopia
 Proposte di letture di quotidiani e di visione di film o documentari
 Continue sollecitazioni al dialogo e al confronto
 Utilizzo delle carte geografiche per lo sviluppo di competenze di geostoria
Strumenti di lavoro
 Uso del lessico specifico nei diversi ambiti (storico, giuridico,geografico, filosofico, storiografico...)
 Produzione di un saggio breve o di un articolo di giornale partendo dalla critica delle fonti e dei
documenti
 Utilizzo del computer e della LIM a disposizione in classe per la presentazione di power point,
visione di filmati, spettacoli o ascolto attivo da Internet
A.3
VALUTAZIONE DEI RISULTATI
La valutazione dei risultati è stata costante e ripetuta, derivata da verifiche effettuate attraverso prove sia
orali che scritte, di diversa tipologia, conformate alle richieste dell’Esame di Stato e in base alle indicazioni
già presenti nel POF a cui si fa riferimento.
La valutazione complessiva degli alunni è risultata molto al di sotto delle aspettative, si sono raggiunti
mediamente solo livelli di sufficienza, in pochissimi casi discreti perché maggiore è stato l’impegno, la
costanza, la presenza alle lezioni e più forte la motivazione personale. Gli alunni hanno infatti dimostrato uno
scarso interesse per le materie umanistiche e hanno denunciato una generalizzata scarsa propensione allo
studio.
A.4
CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Si fa riferimento a quanto esposto nel piano di lavoro individuale, redatto all’inizio dell’anno, e al POF
dell’Istituto In particolare la valutazione delle verifiche orali, oltre al criterio della congruità della preparazione
degli alunni agli obiettivi della disciplina, ha tenuto conto:
 del linguaggio (capacità di utilizzo corretto delle strutture della lingua italiana) e del lessico
specialistico
 dell’esposizione (capacità di pianificazione del discorso e di espressione chiara, efficace e sciolta)
 della pertinenza (saper cogliere il senso delle domande e saper rispondere con pertinenza e
esaustività)
 delle conoscenze (quantità e qualità)
 dell’analisi e rielaborazione personale
B.1
PROGRAMMA DETTAGLIATO svolto entro il 15 maggio
L’età del Risorgimento
(Ripasso de)
77
Il processo risorgimentale in Italia: il Quarantotto e la prima guerra d’indipendenza, la seconda e la spedizione dei
Mille, la proclamazione dell’unità
Il sistema degli Stati-nazione
La costruzione dello Stato nazionale italiano e l’unificazione politica della Germania
I problemi dell’Italia unita - La nascita dello Stato accentrato - La politica interna dei governi della Destra La Destra, il completamento dell’unità e i rapporti con la Chiesa - L’unificazione della Germania
L’Europa e il mondo alla fine del XIX secolo
Economia e società alla fine dell’Ottocento
I cambiamenti nel sistema produttivo - La crescita del socialismo - L’evoluzione della Chiesa cattolica - Il
nazionalismo permea l’Europa
La politica di fine secolo in Europa e l’Italia della Sinistra storica
Gran Bretagna e Francia; l’evoluzione delle due maggiori democrazie parlamentari - La Russia e l’Impero
asburgico fra arretratezza e conservazione (in sintesi) - La Germania di Bismarck e la pace in Europa
all’epoca dei nazionalismi - La sinistra al potere in Italia: trasformismo e riforme - Da F. Crispi alla crisi di fine
secolo in Italia
Colonie imperi, nuove potenze mondiali
Sviluppi del colonialismo occidentale - La conquista dell’Africa - Il colonialismo europeo nel continente
asiatico (in sintesi) - Stati Uniti e Giappone: due potenze mondiali (in sintesi)
Dalle speranze del Nuovo secolo al cataclisma della Grande guerra
Economia, comunicazione e società di massa
Scienza, tecnologia e società di massa - Diritto di voto, partiti e ideologie - Il movimento socialista all’inizio
del nuovo secolo - La Chiesa cattolica all’inizio del nuovo secolo - Culmine e crisi del Positivismo
L’alba del Novecento
Le potenze europee e la crisi dell’equilibrio - La Russia all’inizio del Novecento - L’Italia di Giolitti
1914-1918: Stati in guerra, uomini in guerra
Le origini e lo scoppio della guerra - Dalla guerra di movimento allo stallo delle trincee - Interventismo e
neutralismo: l’Italia va in guerra - Una guerra diversa da tutte le precedenti - Il rifiuto della guerra e il suo
dilagare nel mondo - Il 1917: l’anno della svolta - L’ultimo anno di guerra - Il bilancio della guerra
Versailles o la pace difficile
1918: trionfo dello Stato-nazione? - La Conferenza di Parigi e i trattati di pace - Confini, migrazioni coatte,
plebisciti - Le guerre dopo la pace - La Società della Nazioni - La difficile diplomazia degli anni Venti - Il
risveglio delle colonie (in sintesi)
I totalitarismi e la crisi della democrazia in Europa (1917-1936)
Il comunismo in Russia tra Lenin e Stalin
La guerra civile in Russia - La Nep e la nascita dell’Unione Sovietica - Stalin al potere - La collettivizzazione
delle campagne - L’industrializzazione forzata - Il potere totalitario: capo, partito, gulag - Le “grandi purghe”e
i processi spettacolo - Il komintern
Il dopoguerra in Italia e l’avvento del fascismo
Crisi economica e sociale: scioperi e tumulti - Crisi istituzionale: partiti di massa e governabilità - I Fasci
italiani di combattimento - 1921-1922: da Giolitti a Facta - La Marcia su Roma e il “governo autoritario” Dall’assassinio di Matteotti alle “leggi fascistissime”
Il fascismo al potere: gli anni Trenta
Il fascismo entra nella vita degli italiani - Il concordato e i rapporti tra Stato e Chiesa - La politica economica
del regime - Le opere pubbliche del fascismo: “battaglia del grano” e ”bonifica integrale” - Capo, Stato
totalitario e partito del fascismo - La “rivoluzione culturale” del fascismo - Imperialismo e impresa d’Etiopia La politica razziale nell’Italia fascista
Hitler e il regime nazionalsocialista
La tempesta rivoluzionaria e la nascita della Repubblica di Weimar - Una repubblica politicamente debole Problemi internazionali e crisi economica - L’ascesa di Hitler - La rapida costruzione della dittatura - Il
controllo nazista della società - Ein Volk, ein reich, ein Fùhrer! - Verso “la soluzione finale della questione
ebraica”
78
La febbre delle dittature e la tenuta della democrazia di Regno Unito e Francia
La nuova Europa delle dittature - Ungheria, Austria e Polonia (in sintesi) - La penisola balcanica: Albania,
Grecia, Jugoslavia (in sintesi) - La Guerra civile spagnola - La tenuta della democrazia: Regno Unito e
Francia (in sintesi)
da Le relazioni internazionali: verso l’autodistruzione dell’Europa
Dalla Grande crisi economica al crollo del “sistema di Versailles”
Gli Stati Uniti negli anni Venti - Crisi economica e depressione dopo il 1929 - La politica estera del nazismo
al potere - La guerra che torna: il Giappone e la Cina (in sintesi) - La Guerra di Spagna rende evidente
l’instabilità europea - Dall’Anschluss a Monaco - La questione di Danzica, preludio alla guerra mondiale
La decolonizzazione
Le origini della decolonizzazione - Regno Unito e Francia: due potenze coloniali in crisi (in sintesi) - La lotta
per l’indipendenza dell’India (in sintesi) - Il risveglio della Cina (in sintesi)
La Seconda guerra mondiale
Prima fase della guerra: l’Asse all’attacco - Seconda fase: apogeo dell’Asse e intervento americano - Terza
fase: svolta e crollo dell’Italia - Il contributo delle Resistenze europee e di quella italiana - Verso la fine: il
crollo della Germania e del Giappone
I molteplici aspetti della guerra contro i civili
Guerra ai civili e massacri - La guerra razziale e la Shoah - Norimberga e i difficili percorsi della memoria
da L’Italia repubblicana e l’integrazione europea (1943-2011)
La Repubblica e la Ricostruzione (1943-1958)
L’unità antifascista dopo l’8 settembre 1943 - I gravi problemi dell’immediato dopoguerra - Il referendum
istituzionale del 2 giugno 1946 e le elezioni per l’Assemblea costituente - La fine dell’unità antifascista: il
Trattato di pace - La Costituzione della Repubblica Italiana - Le elezioni politiche del 1948 - L’epoca del
centrismo (1948-1953) (in sintesi)
B.2
PROGRAMMA DETTAGLIATO da svolgere dopo il 15 maggio
da La Guerra fredda (1945-1989)
Est e Ovest nemici (1945-1956)
Dalla nascita dell’Onu alla “Dottrina Truman” - L’Europa, cuore della guerra fredda - Stati Uniti ed Europa
occidentale - Unione Sovietica ed Europa orientale - Guerra di Corea e rinascita del Giappone - Kruscev e
la rivolta d’Ungheria
La decolonizzazione e le sue conseguenze (1945-1975) (in sintesi)
Gli effetti della guerra mondiale sulla decolonizzazione - L’indipendenza dell’India e la vittoria di Mao in Cina
(in sintesi) - La decolonizzazione italiana (in sintesi) - La conferenza di Bandung (in sintesi)–
Gli anni Sessanta e Settanta: la coesistenza pacifica
I primi passi della coesistenza pacifica - Dalla crisi di Cuba alla guerra del Vietnam - Stati Uniti ed Europa
occidentale negli anni Sessanta (in sintesi) - Il “boom” economico dell’Occidente - Unione Sovietica:
“disgelo” e caduta di Kruscev (in sintesi) - L’Europa dell’Est dal muro di Berlino alla “primavera di Praga
da La costruzione dell’Europa unita (mappa concettuale)
Trieste, 9 maggio 2016
L’insegnante
prof.ssa USCO Pilar
79
DISCIPLINA: Topografia
DOCENTE: prof. ing. SASCO Roberto
CLASSE: VAc
TESTI DI RIFERIMENTO: Cannarozzo: “Misure, rilievo, progetto” – Ed. Zanichelli
A.1 OBIETTIVI DIDATTICI
Conoscenze: conoscere i metodi e gli strumenti necessari per le operazioni topografiche svolte dal
geometra nell’ambito del rilievo, calcolo e restituzione grafica.
Abilità: saper utilizzare gli strumenti in uso al geometra, i metodi di calcolo e la strumentazione di disegno
topografico
Competenze: saper risolvere problematiche relative al rilievo, all’agrimensura, agli spianamenti, alla
progettazione stradale ed al tracciamento e controllo delle opere.
A.2
METODI
ADOTTATI
E
STRUMENTI
UTILIZZATI
NEL
PERCORSO
DI
INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO
Presentazione dell'argomento (ipotesi, obiettivi, metodi di risoluzione, esempi numerici e pratici);
Lezione frontale, progettazione individuale, esercitazioni complete;
Progettazione intesa come sintesi di teoria, applicazione e ricerca di soluzioni ottimali.
A.3 VALUTAZIONE DEI RISULTATI
La valutazione dei risultati di ogni singolo allievo è stata effettuata tempestivamente in modo analitico. In
particolare le verifiche scritte sono state analizzate con i singoli allievi onde consentire una efficace
consapevolezza sui contenuti della prova e sulla loro valutazione. Particolare attenzione è sempre stata
posta sugli errori e sulle parti non svolte.
A.4 CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Per la valutazione degli allievi si ricorre ai seguenti strumenti:
• colloqui orali: che riguardano interi moduli e quindi parti specifiche del programma svolto. Più che la
semplice nozione teorica, si cerca di scoprire negli allievi la capacità di ragionare e di muoversi fra i vari
argomenti della materia e quindi fanno parte dei colloqui anche esercizi pratici. I colloqui saranno svolti
cercando in primo luogo di valutare il grado di conoscenza degli argomenti, la capacità di espressione e la
80
capacità di messa in pratica delle conoscenze teoriche, in secondo luogo di verificare anche un’eventuale
competenza acquisita facendo collegamenti con altri argomenti del corso o di materie affini;
• prove scritte: la valutazione seguirà gli stessi criteri, ma si curerà anche l’aspetto formale e professionale,
in modo che col progredire degli studi gli elaborati diventino sempre più simili a vere e proprie relazioni
tecniche e di calcolo. La valutazione sarà operata, perciò, considerando: la completezza dello svolgimento,
l’esattezza dei contenuti e la precisione e chiarezza dell’esposizione. Le verifiche potranno avere una
durata anche breve (1 ora), ma saranno piuttosto frequenti e mirati a verificare il livello conseguito nei
singoli moduli;
• progetti: è prevista la redazione di un progetto di un tronco stradale comprensivo degli elaborati previsti
dalla normativa tecnica; il progetto è riferito a un preciso ambito territoriale della provincia di Trieste.
B.1 PROGRAMMA DETTAGLIATO (indicando i contenuti )
OPERAZIONI CON LE
SUPERFICI
OPERAZIONI CON I
VOLUMI
Calcolo delle aree
Divisione delle aree
Rettifica e spostamento di confini
Calcolo dei volumi
Spianamenti
Elementi costruttivi e normativa di un'opera stradale
PROGETTO DELLE
OPERE CIVILI
Il progetto stradale
Il computo dei movimenti di terra
Studio dei cantieri di compenso
TRACCIAMENTI E
CONTROLLI DELLE
OPERE CIVILI
Tracciamento sul terreno di strade (cenni)
Picchettamenti delle curve (cenni)
B.2 PROGRAMMA DETTAGLIATO da svolgere dopo il 15 maggio 2016
Ripasso degli argomenti svolti nel corso dell’anno scolastico e verifica del progetto stradale.
Trieste, 9maggio 2016
L’insegnante
prof. ing. Sasco Roberto
81
DISCIPLINA: Progettazione, Costruzioni e Impianti
DOCENTE: prof. SASCO Edoardo
CLASSE: VAc
TESTI DI RIFERIMENTO:
Corso di progettazione, costruzioni, impianti – Alasia / Amerio – SEI
Prontuario per il calcolo di elementi strutturali – Furiozzi / Messina /Paolini – Le MONIER
Manuale del Geometra – Gasparelli - HOEPLI
A.1 OBIETTIVI DIDATTICI
PROGETTAZIONE EDILIZIA, PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E STORIA DELL’ARCHITETTURA
Competenze
 Conoscenza delle principali norme legislative nel processo edilizio;
 Capacità di confrontare le disposizioni di legge con la realtà progettuale e realizzativa nell’edilizia civile;
 Saper applicare le metodologie della progettazione, del controllo e della realizzazione di costruzioni e
manufatti di edilizia civile, con particolare riferimento alle unità abitative;
 Identificare e applicare le metodologie e le tecniche per la gestione per progetti;
 Applicare i principi ispiratori delle norme nei casi pratici di progettazione e di esecuzione;
 Redigere gli elaborati grafici e le relazioni tecniche nelle varie fasi di un progetto;
 Utilizzare gli strumenti idonei per la restituzione grafica nei progetti e di rilievi degli elementi costruttivi.
Conoscenze
 Gli interventi edilizi ed i titoli abilitativi;
 Le fasi progettuali, scopi ed elaborati;
 La legislazione delle Opere Pubbliche, soggetti coinvolti e relative responsabilità;
 Redazione dei principali elaborati previsti dalle norme di legge nelle varie fasi di progettazione;
 Utilizzo degli strumenti idonei ad una corretta stesura grafica;
 Conoscenza delle principali norme nel settore edile, igienico-sanitario, di prevenzione incendi e di
abbattimento delle barriere architettoniche;
 Conoscenza della storia delle costruzioni e dell’architettura;
 Conoscenza della gestione del territorio, storia dell’urbanistica;
 Conoscenza della tecnica urbanistica e relativa evoluzione legislativa.
COSTRUZIONI
Competenze
 Applicare le metodologie della progettazione strutturale nel caso dei principali materiali di uso strutturale,
per manufatti e sistemi di competenza del geometra;
 Utilizzare il calcolo strutturale nel caso di semplici elementi portanti;
 Identificare e applicare le metodologie e le tecniche per la gestione per progetti e relativi elaborati grafici;
 Identificare le procedure previste dalle norme per la realizzazione e il collaudo degli elementi strutturali.
Conoscenze
 Richiami e ripasso degli argomenti introdotti negli anni precedenti relativi al calcolo strutturale eseguito in
presenza di elementi strutturali eseguiti con materiali omogenei;
 Spinta delle terre e muri di sostegno; stati di equilibrio limite ed analisi delle pressioni sul paramento;
predimensionamento e verifiche per i muri di sostegno a gravità;
82
 Cemento armato; richiamo sulle caratteristiche fisiche e meccaniche; metodo di calcolo alle tensioni
ammissibili per sforzo normale, taglio e flessione retta;
 Elementi strutturali in c.a.; analisi delle tipologie e delle caratteristiche di semplici elementi;
 Figure professionali in campo strutturale in fase di progettazione, di esecuzione e di collaudo; competenze
e responsabilità.
IMPIANTI
Competenze
 Identificare i principali impianti presenti in un edificio di civile abitazione, le loro parti componenti ed i
principi di funzionamento;
 Riconoscere in un progetto gli elementi componenti l’impianto e l’impostazione progettuale connessa al
medesimo;
 Capacità di inserire nel progetto architettonico di un edificio ad uso civile gli elementi essenziali di un
impianto;
 Redazione di semplici elaborati grafici e relazioni tecniche.
Conoscenze
 Impianto termico ed isolamento termico; tipologie a servizio delle costruzioni civili; principi di
funzionamento; materiali; componenti; risparmio energetico negli edifici;
 Impianto elettrico: principi di funzionamento; materiali; componenti; impostazione della progettazione;
principi ispiratori nella progettazione di impianti di illuminazione e di forza motrice nell’edilizia civile;
 Impianto idro-sanitario: principi di funzionamento; tipologie, materiali e principali componenti; distribuzione
interna nell’edilizia civile;
 Impianto di fognatura: principi fondamentali; tipologie; materiali e tecniche di realizzazione; impianti di
scarico nell’edilizia civile.
Abilità:
 Saper utilizzare un metodo di lavoro teso all’approfondimento delle conoscenze e all’apprendimento di
nuove metodologie e tecniche;
 Gestire i principi generali che consentano poi di entrare nel dettaglio dell’informazione specifica e creare i
necessari collegamenti di tipo interdisciplinare per affrontare e risolvere le principali problematiche
specifiche sia in fase di progettazione che di esecuzione dell’opera;
 Acquisizione della capacità di ragionare sulle conoscenze acquisite in modo da essere in grado di
compiere le scelte progettuali di volta in volta più adeguate al problema posto;
 Elaborazione individuale di un metodo di studio e di lavoro idoneo alle discipline tecniche;
 Capacità di predisporre i principali elaborati tecnico/progettuali con ordine, precisione e nel rispetto delle
norme di legge.
A.2 METODI ADOTTATI E STRUMENTI UTILIZZATI NEL PERCORSO DI
INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO
 Nella trattazione degli argomenti si è proceduto, per quanto possibile, dall’analisi di casi pratici
all’individuazione dei principi teorici di base della disciplina;
 Si è associata la trattazione egli argomenti a esercitazioni dirette di progettazione e di calcolo, per favorire
una assimilazione più concreta degli argomenti legandoli alla pratica professionale;
 Si sono utilizzate le attrezzature dell’aula classe, di disegno e di informatica per esercitazioni specifiche
sia di tipo tradizionale che di tipo informatico;
 Alle normale lezioni frontali si sono talvolta affiancate delle espansioni multimediali, per favorire
l’attenzione degli allievi e facilitare la comprensione dei concetti introdotti.
83
A.3 VALUTAZIONE DEI RISULTATI
La valutazione dei risultati di ogni singolo allievo è stata effettuata tempestivamente ed in modo analitico. In
particolare le verifiche scritte sono state analizzate e commentate con i singoli allievi per permettere di
acquisire una efficace consapevolezza sui contenuti della prova e sulla loro valutazione. Particolare
attenzione è sempre stata posta sugli errori e sulle parti non svolte.
La classe ha dimostrato tranne pochi casi, un profitto complessivo appena al limite della sufficienza e
raramente superiori.
A.4 CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Per la valutazione degli allievi si è ricorso ai seguenti strumenti:
 colloqui orali: che riguardano interi moduli e quindi parti specifiche del programma svolto. Più che la
semplice nozione teorica, si è cercato di scoprire negli allievi la capacità di ragionare e di muoversi fra i
vari argomenti della materia e quindi fanno parte dei colloqui anche esercizi pratici. I colloqui sono sati
svolti cercando in primo luogo di valutare il grado di conoscenza degli argomenti, la capacità di
espressione e la capacità di messa in pratica delle conoscenze teoriche, in secondo luogo di verificare
anche un’eventuale competenza acquisita facendo collegamenti con altri argomenti del corso o di materie
affini;
 prove scritte: la valutazione ha seguito gli stessi criteri, ma si è curato anche l’aspetto formale e
professionale, in modo che col progredire degli studi gli elaborati diventino sempre più simili a vere e
proprie relazioni tecniche e di calcolo. La valutazione è stata operata, perciò, considerando: la
completezza dello svolgimento, l’esattezza dei contenuti e la precisione e chiarezza dell’esposizione;
 progetti: sono stati previsti con ordine di complessità crescente ed hanno costituito i “Laboratori di
progettazione”. Essi sono stati redatti secondo i crismi che l’esercizio professionale richiede. In essi, oltre
all’esattezza dei calcoli, è stata esaminata la precisione e l’accuratezza dei disegni e la chiarezza e
completezza delle relazioni.
B.1 PROGRAMMA DETTAGLIATO (svolto fino al 15 maggio 2016)
PROGETTAZIONE EDILIZIA, PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E STORIA DELL’ARCHITETTURA











Il controllo pubblico nell’attività edificatoria ed il Testo Unico in materia edilizia (D.P.R. 380/2001);
Gli interventi edilizi ed i titoli abilitativi;
Le fasi progettuali, scopi ed elaborati;
La legislazione delle Opere Pubbliche, soggetti coinvolti e relative responsabilità;
Progettazione, realizzazione e manutenzione di costruzioni civili, pubbliche e private con analisi dei
contenuti dei principali elaborati, della relativa tecnologia delle costruzioni e delle procedure da adottare;
Redazione dei principali elaborati previsti dalle norme di legge nelle varie fasi di progettazione;
Utilizzo degli strumenti idonei ad una corretta stesura grafica dell’idea progettuale e/o restituzione grafica;
Individuazione e conoscenza delle principali norme nel settore edile, igienico-sanitario, di prevenzione
incendi e di abbattimento delle barriere architettoniche;
Conoscenza della storia delle costruzioni e dell’architettura, dell’evoluzione delle tecniche costruttive, dei
principali stili architettonici e dei materiali (architettura greca, ordini architettonici, architettura romanica,
gotico, rinascimento, barocco, neoclassicismo, art nouveau, il ‘900, l’architettura moderna);
Conoscenza della gestione del territorio, storia dell’urbanistica, concetti base ed elementi della
pianificazione urbanistica;
Conoscenza della tecnica urbanistica, evoluzione legislativa, i piani urbanistici, standard, vincoli
urbanistici ed edilizi ed opere di urbanizzazione e relative norme di legge.
COSTRUZIONI
 Richiami e ripasso degli argomenti introdotti negli anni precedenti con particolare riferimento alla
risoluzione degli schemi statici e al calcolo strutturale eseguito in presenza di elementi strutturali
eseguiti con materiali omogenei (legno, acciaio, murature, ecc.);
84
 Spinta delle terre e muri di sostegno; stati di equilibrio limite ed analisi delle pressioni sul paramento;
metodi di Coulomb e Poncelet con e senza sovraccarico; tipologie dei muri a gravità;
predimensionamento e verifiche per i muri di sostegno a gravità;
 Cemento armato; richiamo sulle caratteristiche fisiche e meccaniche; metodo di calcolo alle tensioni
ammissibili e norme vigenti; calcolo strutturale per sforzo normale, taglio e flessione retta;
 Elementi strutturali in c.a.; analisi delle tipologie e delle caratteristiche di semplici elementi; norme e
dimensionamento strutturale per pilastri, travi, solai laterocementizi, scale e fondazioni.




IMPIANTI
Impianto termico ed isolamento termico: principi fisici fondamentali; tipologie a servizio delle costruzioni
civili; materiali; componenti; principi di funzionamento; analisi dei criteri costruttivi per il risparmio
energetico negli edifici;
Impianto elettrico: principi fisici fondamentali; tipologie a servizio delle costruzioni civili; materiali;
componenti; principi di funzionamento e principi ispiratori nella progettazione di impianti di illuminazione e
di forza motrice nell’edilizia civile;
Impianto idro-sanitario: principi fisici fondamentali; tipologie, materiali e principali componenti; analisi della
distribuzione interna nell’edilizia civile;
Impianto di fognatura: principi fondamentali; tipologie dei principali impianti urbani; materiali, principali
componenti e tecniche di realizzazione; analisi degli impianti di scarico nell’edilizia civile.
B.2 PROGRAMMA DETTAGLIATO (da svolgere dopo il 15 maggio 2016)
Il programma è stato svolto e concluso prima del 15 maggio 2016 e pertanto dopo tale data sono previsti
interventi didattici di approfondimento, ripasso e di esercitazione. È prevista inoltre la visita ad alcuni cantieri
edili in attività.
Trieste, 9 maggio 2016
L’insegnante
prof. SASCO Edoardo
85
DISCIPLINA: Gestione del Cantiere
e Sicurezza dell’ambiente di Lavoro
DOCENTE: prof. SASCO Edoardo
CLASSE: VAc
TESTI DI RIFERIMENTO:
Gestione Del Cantiere E Sicurezza Dell’ambiente Di Lavoro – Coccagna / Mancini – LE MONIER
A.1 OBIETTIVI DIDATTICI
GESTIONE DEL CANTIERE EDILE, LE NORME E IL PROCESSO EDILIZIO
Competenze
 Capacità di applicare e verificare le norme legislative operanti nel settore edile ed in quello della sicurezza
nei luoghi di lavoro sia in fase di progettazione che di esecuzione;
 Capacità di individuare i soggetti coinvolti nel processo edilizio e nella conduzione dei cantieri edili,
relative mansioni e responsabilità;
 Capacità di confrontare le disposizioni di legge con la realtà progettuale e realizzativa nell’edilizia civile;
 Applicare i principi ispiratori delle norme nei casi pratici di progettazione della sicurezza e del successivo
controllo in cantiere in fase esecutiva;
 Saper analizzare e predisporre la redazione dei documenti per la contabilità dei lavori e per la gestione
del cantiere.
Conoscenze
 Conoscenza delle principali norme legislative di settore in campo edilizio;
 I principali contenuti delle norme edilizie per il controllo pubblico nell’attività edificatoria, il Testo Unico in
materia edilizia (D.P.R. 380/2001);
 Gli interventi edilizi ed i titoli abilitativi e le fasi progettuali;
 La legislazione delle Opere Pubbliche, e nella conduzione dei cantieri edili;
 Conoscenza dei documenti per la contabilità dei lavori e per la gestione del cantiere.
SICUREZZA DELL’AMBIENTE DI LAVORO
Competenze
 Saper valutare fatti e orientare i propri comportamenti in base a un sistema di valori coerenti con la tutela
della salute in ambienti di lavoro;
 Analizzare il valore, i limiti e i rischi delle varie soluzioni tecniche per prevenire e proteggere i lavoratori
con particolare attenzione alla sicurezza nei luoghi di lavoro;
 Applicare i principi di organizzazione dei luoghi di lavoro con particolare riferimenti ai cantieri edili;
 Capacità di eseguire la valutazione dei rischi partendo dall’analisi di casi dati e di individuare le relative
misure preventive e protettive;
 Individuare i dispositivi di protezione individuale e collettiva in relazione ai principali specifici casi;
 Intervenire nella redazione dei documenti e dei piani previsti dalle norme in materia di sicurezza;
 Verificare i contenuti e l’applicazione della normativa sulla prevenzione e protezione nei luoghi di lavoro
ed in particolare nei cantieri edili;
 Organizzare e condurre i cantieri mobili nel rispetto delle normative sulla sicurezza;
 Identificare e applicare le metodologie e le tecniche della gestione della sicurezza.
Conoscenze
 Conoscenza del Testo Unico in materia di sicurezza (D.Lgs. 81/2008);
 Caratteristiche tipologiche dei principali tipi di cantieri;
 Principi di organizzazione del cantiere e di utilizzo delle macchine;
86
 Principi e procedure per la stesura dei vari tipi di Piani di Sicurezza e dei vari documenti sia in fase di
progettazione della sicurezza che in fase esecutiva;
 Contenuti del processo di valutazione dei rischi e delle relative misure preventive e protettive;
 Ruolo e funzioni dei soggetti coinvolti nella progettazione e nella gestione della sicurezza;
 La qualità e la relativa certificazione in edilizia.
Abilità:
 Acquisizione di un metodo di lavoro teso all’analisi delle conoscenze e all’apprendimento di eventuali
nuove metodologie e tecniche. La formazione è stata mirata perciò anche al conseguimento di molteplici
principi generali che consentono poi di entrare nel dettaglio dell’informazione specifica e creare i necessari
collegamenti di tipo interdisciplinare;
 Acquisizione della capacità di ragionare sulle conoscenze acquisite in modo da essere in grado di
compiere le scelte progettuali sulla sicurezza di volta in volta più adeguate al problema posto;
 Capacità di saper progettare l’organizzazione di un cantiere edile e redare le relative planimetrie;
 Capacità di saper effettuare le principali analisi dei rischi ed individuare le più idonee misure preventive e
protettive;
 Acquisizione della capacità di predisporre i Piani di Sicurezza e gli altri elaborati tecnici con ordine,
precisione e nel rispetto delle norme di legge.
A.2 METODI ADOTTATI E STRUMENTI UTILIZZATI NEL PERCORSO DI
INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO
 Nella trattazione degli argomenti si è proceduto sempre dall’analisi di casi pratici all’individuazione dei
principi teorici di base della disciplina;
 Si è associato la trattazione degli argomenti a esercitazioni dirette di redazione di elaborati tecnici specifici
riguardanti la sicurezza in fase di progettazione ed in fase di esecuzione, in modo da assimilare in maniera
più concreta gli argomenti legandoli alla pratica professionale;
 Si sono utilizzate le attrezzature dell’aula classe per esercitazioni specifiche e concrete;
A.3 VALUTAZIONE DEI RISULTATI
La valutazione dei risultati di ogni singolo allievo è stata effettuata tempestivamente e in modo analitico. Le
verifiche scritte sono state analizzate con i singoli allievi onde consentire una efficace consapevolezza sui
contenuti della prova e sulla loro valutazione. Particolare attenzione è sempre stata posta sugli errori e sulle
parti non svolte. Le verifiche orali, continue e sistematiche, hanno consentito un continuo ripasso ed
approfondimento della disciplina. La classe ha dimostrato complessivamente un profitto generalmente più
che sufficiente e talvolta discreto.
A.4 CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Per la valutazione degli allievi si è ricorso ai seguenti criteri:
 colloqui orali: hanno riguardato interi moduli e quindi parti specifiche del programma svolto. Più che la
semplice nozione teorica, si è cercato di scoprire negli allievi la capacità di ragionare e di muoversi fra i
vari argomenti della materia e quindi fanno parte dei colloqui anche esercizi pratici. I colloqui sono stati
svolti cercando in primo luogo di valutare il grado di conoscenza degli argomenti, la capacità di
espressione e la capacità di messa in pratica delle conoscenze teoriche, in secondo luogo di verificare
anche una eventuale competenza acquisita facendo collegamenti con altri argomenti del corso o di
materie affini;
 prove scritte: la valutazione ha seguito gli stessi criteri, ma curando anche l’aspetto formale e
professionale, in modo che col progredire delle conoscenze gli elaborati sono diventati sempre più affini
ai documenti tecnico-professionali. La valutazione è stata operata, perciò, considerando la completezza
dello svolgimento, l’esattezza dei contenuti e la precisione e chiarezza dell’esposizione;
 esercitazioni pratiche di progettazione della sicurezza: sono state eseguite con ordine di complessità
crescente e redatte secondo tutti i crismi che l’esercizio professionale richiede.
87
B.1 PROGRAMMA DETTAGLIATO (svolto fino al 15 maggio 2016)
IL PROCESSO EDILIZIO, LE NORME E LA GESTIONE DEL CANTIERE EDILE
 Conoscenza delle principali norme legislative di settore con particolare riferimento alla sicurezza in fase
di progettazione e di esecuzione nei cantieri edili;
 Le norme edilizie per il controllo pubblico nell’attività edificatoria, il Testo Unico in materia edilizia (D.P.R.
380/2001) e del Testo Unico in materia di sicurezza (D.P.R. 81/2008);
 Gli interventi edilizi ed i titoli abilitativi con particolare riferimento alle norme sulla sicurezza;
 Le fasi progettuali, scopi ed elaborati con particolare riferimento alle norme sulla sicurezza;
 La legislazione delle Opere Pubbliche, gli appalti ed i subappalti, i soggetti coinvolti nella gestione e nella
contabilità di cantiere e relative responsabilità, il collaudo finale;
 Conoscenza dei documenti per la contabilità dei lavori e per la gestione del cantiere.
SICUREZZA DELL’AMBIENTE DI LAVORO
 Principi e procedure previste dalle norme per gli ambienti di lavoro;
 Normativa relativa alla sicurezza e alla prevenzione degli infortuni e degli incendi nei cantiere; analisi dei
contenuti e delle procedure relative al D.Lgs. 81/2008;
 Individuazione dei soggetti coinvolti sia in fase di progettazione che in fase esecutiva di cantiere, nomina,
mansioni e responsabilità;
 Contenuti metodologici nel processo di valutazione dei vari rischi e nell’individuazione delle relative
misure preventive e protettive;
 Principi e procedure per la stesura di Piani di Sicurezza e di Coordinamento e di Piani Operativi di
Sicurezza; esempi applicativi;
 Principi e procedure per la stesura del PiMUS, del Piano di Demolizione e del Piano di Lavoro per
l’amianto;
 Principi di organizzazione del cantiere e di utilizzo delle macchine;
 Documenti da depositare in cantiere;
 Ruolo e funzioni del Committente, del Responsabile dei Lavori, del Datore di Lavoro, RSPP, RLS, medico
competente e del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progetto e in fase Esecutiva; gestione delle
interferenze e coordinamento dei lavori;
 Caratteristiche tipologiche e organizzative dei principali tipi di cantieri temporanei e mobili e relative
misure inerenti la sicurezza;
 La qualità e la relativa certificazione in edilizia.
B.2 PROGRAMMA DETTAGLIATO (da svolgere dopo il 15 maggio 2016)
Il programma è stato svolto e concluso prima del 15 maggio 2016 e pertanto dopo tale data sono previsti
interventi didattici di approfondimento, ripasso e di esercitazione. È prevista altresì un’uscita didattica per
visionare alcuni cantieri edili in attività.
Trieste, 9 maggio 2016
L’insegnante
prof. SASCO Edoardo
88
DISCIPLINA: MATEMATICA
DOCENTE: prof. TAGLIAFERRO Fulvio
CLASSE: VAc
TESTI DI RIFERIMENTO:
Nuova Matematica a colori 5 autore L. Sasso edizioni Petrini
A.1
OBIETTIVI DIDATTICI
Conoscenze:
Concetto di integrale definito ed indefinito. Regole base di integrazione indefinita. Integrale numerico. Volumi
di solidi notevoli. Nozioni base di calcolo delle probabilità e statistica.
Abilità:
Saper calcolare l’integrale indefinito in casi tipici. Saper applicare le più note formule di integrazione
numerica e saper confrontare l’ordine di grandezza dell’errore. Applicare il calcolo delle probabilità nel caso
degli eventi elementari. Saper calcolare la media di una variabile aleatoria.
Competenze:
Saper calcolare un volume o un baricentro. Saper valutare il rischio di una situazione posta come
scommessa. Saper valutare l’attendibilità di una stima utilizzando gli intervalli di confidenza.
A.2
METODI
ADOTTATI
E
STRUMENTI
UTILIZZATI
NEL
PERCORSO
DI
INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO
Lezione frontale. Esercitazioni in classe
A.3
VALUTAZIONE DEI RISULTATI
La classe ha raggiunto risultati generalmente sufficienti, non si sono avuti casi di eccellenza.
A.4
CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Criteri: Si è valutata sia la capacità di svolgere materialmente i calcoli, che di dare una giustificazione teorica
dei procedimenti seguiti. Si è dato un certo peso al miglioramento in itinere. Nel caso dell’allieva dislessica e
dell’allieva disabile si è proceduto con prove scritte più brevi, mentre gli orali erano programmati. In
particolare per l’allieva disabile, gli orali si sono svolti evidentemente in forma scritta, con l’ausilio
89
dell’insegnante di sostegno; l’insegnante di sostegno era presente pure agli scritti. Sempre nel caso
dell’allieva disabile, si è tralasciato in gran parte l’aspetto riguardante la dimostrazione degli enunciati,
limitandosi alla loro applicazione.
Strumenti: compiti scritti ed interrogazioni orali. Non si è dato un particolare peso alle simulazioni di III prova,
dal momento che tale prova andrebbe valutata nel suo complesso.
B.1
PROGRAMMA DETTAGLIATO svolto fino al 15 maggio 2016
Analisi

Integrazione per parti

Integrale per sostituzione.

Il calcolo integrale nella determinazione delle aree e dei volumi, in particolare di solidi notevoli.

Integrazione numerica: metodo di Bezout e metodo di Cavalieri Simpson e stima dell’ordine di
grandezza dell’errore.

Cenno ai principi per la costruzione di metodi di integrazione numerica in generale
Probabilità e statistica

Probabilità totale, eventi elementari probabilità condizionata, formula di Bayes

Variabile aleatoria, funzione di ripartizione, densità, media, varianza.

Distribuzioni continue di probabilità: distribuzione gaussiana

Introduzione alla statistica inferenziale: Teorema del limite centrale.
B.2
PROGRAMMA DETTAGLIATO da svolgere dopo il 15 maggio 2016
Nulla
Trieste, 9 maggio 2016
L’insegnante
prof. TAGLIAFERRO Fulvio
90
DISCIPLINA: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE
DOCENTE: prof.ssa TUMINO Maria Concetta
TESTI DI RIFERIMENTO: BRICK IN THE WALL/
A.1
CLASSE: VAc
HOUSE AND GROUNDS
OBIETTIVI DIDATTICI
Conoscenze:
Assimilazione delle strutture e funzioni linguistiche proprie del triennio con particolare riferimento sia alla
lingua parlata sia al linguaggio settoriale e tecnico proprio di codesto indirizzo.
Abilita':
Saper interagire in lingua straniera trattando argomenti relativi alla vita quotidiana
Saper parlare in lingua straniera di argomenti tecnici relativi all'indirizzo del corso
Saper formulare messaggi scritti sia relativamente al linguaggio settoriale che non settoriale
Saper comprendere testi scritti e orali in lingua straniera anche con riferimento a testi tecnici
Competenze:
Acquisire un metodo individuale di apprendimento
Saper dedurre informazioni da un testo e formulare risposte
Saper interagire in un dibattito linguistico
Saper relazionare con altre culture
Saper accettare l'altro, il diverso da sé per uno sviluppo produtttivo della persona
A.2 METODI ADOTTATI E STRUMENTI UTILIZZATI NEL PERCORSO DI INSEGNAMENTO/
APPRENDIMENTO
Nel corso del mio insegnamento mi sono sempre attenuta ad un metodo comunicativo cognitivo. Con
questa espressione intendo che pur dando sempre il primo posto alla comunicazione ed alla interazione
linguistica, sono sempre stata attenta che la comunicazione in lingua straniera non andasse a discapito della
comprensione dei contenuti oggetto del programma da svolgere. A questo fine ho sempre tenuto in
considerazione il feedback dei miei allievi e mi sono avvalsa della collaborazione dei più bravi per ripetere
più volte quei contenuti che presentavano alcune difficoltà o da un punto di vista concettuale o da un punto
di vista linguistico. Inutile ribadire che comunque alla fine della lezione erano gli allievi più in difficoltà ad
essere interpellati.
Per quanto riguarda gli strumenti ho spesso fatto ricorso a video e fotocopie tratte da altri testi.
A.3
VALUTAZIONE DEI RISULTATI
Posso dire che in questa classe i risultati si differenziano a secondo della costanza e dell'impegno degli
allievi nello studio della materia ed a secondo dell'interesse dimostrato nei confronti della lingua inglese.
Tuttavia dovendo dare un giudizio complessivo, direi che i risultati conseguiti dalla classe sono nel
complesso quasi sufficienti.
A.4
CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Nell'atto di valutare gli allievi mi sono sempre attenuta ad un bilanciamento di test oggettivi e soggettivi. Ho
considerato inoltre i diversi aspetti della produzione e ricezione linguistica sia scritta che orale . Ho anche
tenuto presente l'originalità delle idee, l'inventiva nel trovare soluzioni a problemi pratici, la capacità
descrittiva ed interpretativa delle immagini e delle strutture ; ciò perché direttamente attinente all'indirizzo del
corso.
91
B.1
PROGRAMMA DETTAGLIATO FINO AL 15 MAGGIO
MAIN CULTURAL TRENDS OF THE XXTH CENTURY:
MODERNISM
POSTMODERNISM
MAIN ARCHITECTURAL MOUVEMENTS:
BAUHAUS
ORGANIC ARCHITECTURE
STRUCTURALISM
DECONSTRUCTIVISM
NEWTEC ARCHITECTURE
THE ARCHITECTS:
GAUDI'
LE CORBUSIER
WRIGHT
GEHRY
PIANO
PEI
THE STRUCTURES:
LA SAGRADA FAMILIA
PARK GUELL
CASA MILA'
CASA BATLLO'
VILLE SAVOYE
FALLING WATER HOUSE
GUGGENHEIM IN NEW YORK
GUGGENHEIM IN BILBAO
THE POMPIDOU CENTRE
THE LOUVRE PYRAMID
THE SYDNEY OPERA HOUSE
THE GOLDEN GATE
THE DYNAMIC TOWER
ARCHITECTURE AND SOCIETY
SUSTEINABLE CITIES
QUALITY OF LIFE IN EUROPEAN CITIES
INNOVATIVE MATERIALS
B.2
PROGRAMMA DETTAGLIATO da svolgere dopo il 15 maggio 2016
Si intende dedicare la restante parte del mese di maggio al ripasso dei contenuti qui riportati, non ci sono
pertanto altri argomenti da svolgere.
Trieste, 9 maggio 2016
L’insegnante
prof. TAGLIAFERRO Fulvio
92
DISCIPLINA: SCIENZE MOTORIE E SPORTIVE
DOCENTE: prof. ROMANO Alessio
CLASSE: VAc
TESTI DI RIFERIMENTO: //
A.1 OBIETTIVI DIDATTICI
Conoscenze:
- esercizi di rilassamento muscolare e controllo respiratorio;
- esercizi di coordinazione generale e segmentaria;
- esercizi di equilibrio statico, dinamico e in volo;
- corsa a ritmo vario in condizioni aerobiche e anaerobiche;
- esercizi di allungamento e stretching;
- esercizi di rafforzamento muscolare per gli arti inferiori, superiori, addominale e dorsale;
- esercizi di mobilità articolare anche con l’uso di piccoli e grandi attrezzi;
- giochi presportivi;
- giochi di squadra:
- pallavolo: uso dei fondamentali individuali e di squadra;
- elementari schemi di difesa e attacco;
- gioco in campo a squadre;
- norme di regolamento tecnico;
- arbitraggio;
- pallacanestro: uso dei fondamentali nel gioco di squadra;
- semplici schemi di difesa e attacco (zona, uomo);
- norme relative al regolamento tecnico;
- gioco in campo a squadre;
- arbitraggio;
- pallamano: uso dei fondamentali nel gioco di squadra;
- calcio: esercitazioni e partite all’aperto e indoor;
- attrezzistica: elementi di preacrobatica semplice e applicata;
- atletica leggera: corse, salti
Competenze:
- saper mantenere uno sforzo il più a lungo possibile anche con variazione di ritmo e di carico;
- saper correre a ritmo vario in condizioni aerobiche e anaerobiche;
- saper compiere azioni semplici e complesse nel minor tempo possibile;
- saper eseguire movimenti con escursioni articolari più ampie possibile;
- saper praticare tre specialità individuali e nei vari ruoli un gioco di squadra;
- saper svolgere compiti di giuria e arbitraggio;
- saper usare opportunamente gli attrezzi e gli strumenti.
93
- saper attuare movimenti semplici e complessi in forma economica e in situazioni variabili;
- saper svolgere compiti motori in situazioni inusuali tali che richiedano il mantenimento e il recupero
dell’equilibrio;
- saper organizzare le conoscenze acquisite per realizzare progetti motori autonomi e finalizzati;
- saper interelazionarsi con i compagni e gli insegnanti;
- saper rispettare le regole e i ruoli propri delle discipline;
- saper controllare le emozioni anche in situazioni di competitività;
- saper rispettare alcune regole fondamentali igienico-sanitarie e di primo soccorso
A.2 METODI ADOTTATI E STRUMENTI UTILIZZATI NEL PERCORSO DI
INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO
Materiali, Sussidi, Spazi: palestra, piccoli attrezzi, spazi verdi esterni all’istituto.
Metodo
Tenuto conto dei bisogni e delle proposte degli allievi, si è cercato di sollecitare la partecipazione attiva di
tutta la classe. Dopo aver posto gli obiettivi da raggiungere si è cercato di dare spazio anche alla ricerca
delle soluzioni da parte dei ragazzi. Attraverso l’analisi e le considerazioni collettive è stata stimolata la
riflessione da parte dei ragazzi su quello che è stato fatto e sulla scelta delle soluzioni migliori ai problemi
posti, al fine di ottenere una partecipazione cosciente oltre che attiva degli allievi.
Si sono favorite e privilegiate le esercitazioni di gruppo per stimolare lo sviluppo sociale dei ragazzi.
Alternando momenti di auto valutazione individuale e di gruppo a fasi di verifica con test, si è cercato di
ottenere una reale coscienza dei risultati raggiunti.
Rispetto alle attività pratiche si è passati da un lavoro di carattere generale ad uno sempre più specifico e
mirato all’ottenimento di determinate capacità ed abilità tecniche.
.
A.3 VALUTAZIONE DEI RISULTATI
Nel complesso gli allievi hanno saputo affrontare con impegno e interesse le proposte offerte, ottenendo
risultati e profitto sicuramente discreti
A.4 CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Verifiche
- livello della coordinazione generale;
- esecuzioni tecniche riguardanti la pallavolo, pallacanestro, atletica leggera;
- osservazioni sulla tecnica e tattica di gioco;
- osservazioni sulle capacità di svolgere compiti di giuria e arbitraggio;
- osservazioni sulla lealtà sportiva e sulla socializzazione;
- acquisizione dei regolamenti tecnici delle discipline sportive praticate.
Per la valutazione si è cercato di valutare gli effetti progressivi raggiunti rispetto alla situazione di partenza,
tenendo in dovuta considerazioni anche i ritmi e le condizioni soggettive di apprendimento.
94
Si è cercato di far in modo che le verifiche fossero sufficientemente articolate per consentire di ottenere il
maggior numero di informazioni possibili sul livello di capacità e di abilità individuali.
Come giudizi di valutazione si è fatto riferimento ai voti nella scala da quattro a dieci.
Accanto alle osservazioni sistematiche sono stati predisposti test di confronto per quantificare il grado di
evoluzione motoria raggiunto dagli allievi.
Sono state tenute in considerazione anche la partecipazione e l’impegno dimostrati durante lo svolgimento
delle attività.
L’insegnante di Scienze motorie fa presente che le attività svolte sono state tutte prevalentemente di
carattere pratico, riservando alla parte teorica le norme tecniche delle singole discipline sportive, i
Regolamenti Tecnici dei giochi sportivi
B.1 PROGRAMMA DETTAGLIATO svolto fino al 15 maggio 2016
- Esercitazioni di coordinazione generale
- Esercitazioni in condizioni aerobiche e anaerobiche
- Esercizi di allungamento e di rafforzamento muscolare
- Esercitazioni ai grandi attrezzistica
- Fondamentali individuali e di squadra dei principali giochi sportivi
- Norme su regolamenti e arbitraggio
- Esercitazioni sulle specialità dell' atletica leggera (corse,lanci,salti)
- Norme fondamentali igienica-sanitarie
Parte teorica
- Benefici dell'attività fisica sull'organismo umano
- Teoria dell'allenamento
- Norme di primo soccorso e relativi interventi
B.2 PROGRAMMA DETTAGLIATO da svolgere dopo il 15 maggio 2016)
Nulla
Trieste, 9 maggio 2016
L’insegnante
prof. ROMANO Alessio
95
DISCIPLINA: ESTIMO
DOCENTE: prof. SANTOLI Giuliano
CLASSE: VAc
TESTI DI RIFERIMENTO: S. Amicabile – Corso di Economia ed Estimo - Hoepli
A.1 OBIETTIVI DIDATTICI
Conoscenze:
 Strumenti e metodi di valutazione di beni e servizi.
 Metodi di ricerca del valore di un bene e stime patrimoniali
 Metodi, procedimenti di stima e valori previsti dagli standard europei e internazionali.
 C.T.U. e Arbitrato.
 Gestione e amministrazione immobiliare e condominiale.
 Metodi di ricerca del valore di un bene e stime patrimoniali.
 Catasto dei terreni e Catasto dei fabbricati.
 Il sistema del Libro Fondiario o Tavolare
 Metodi di Stima dei beni ambientali.
 Giudizi di convenienza per le opere pubbliche.
 Procedure per le valutazioni di impatto ambientale
Competenze:
 Utilizzare i principali concetti relativi all’economia e all’organizzazione dei processi produttivi e dei
servizi.
 Riconoscere le connessioni con le strutture demografiche, economiche, sociali e culturali del territorio.
 Saper utilizzare linguaggi, metodi e modelli propri della Matematica e Statistica, per poter investigare sui
fenomeni ed interpretare dati sperimentali e per organizzare e valutare informazioni qualitative e
quantitative.
 Compiere operazioni di estimo in ambito privato e pubblico, limitatamente all’edilizia e al territorio;
 Gestire la manutenzione ordinaria e l’esercizio di organismi edilizi
Abilità:
 Applicare strumenti e metodi di valutazione a beni e diritti individuali e a beni di interesse collettivo.
 Valutare i beni in considerazione delle dinamiche che regolano la domanda, l’offerta e le variazioni dei
prezzi di mercato.
 Applicare il procedimento di stima più idoneo per la determinazione del valore delle diverse categorie di
beni.
 Redigere le tabelle millesimali di un condominio e predisporne il regolamento.
 Applicare le norme giuridiche in materia di gestione e amministrazione immobiliare
 Analizzare le norme giuridiche in materia di diritti reali e valutare il contenuto economico e quello dei
beni che ne sono gravati.
 Applicare le norme giuridiche in materia di espropriazione e determinare e valutare i danni a beni privati
e pubblici.
 Compiere le valutazioni inerenti alle successioni ereditarie.
 Compiere le operazioni di conservazione del Catasto dei terreni , del Catasto dei fabbricati e del
Tavolare
 Applicare i criteri e gli strumenti di valutazione dei beni ambientali.
 Riconoscere le finalità e applicare le procedure per la realizzazione di una valutazione di impatto
ambientale
A.2
METODI
ADOTTATI
E
STRUMENTI
UTILIZZATI
NEL
PERCORSO
DI
INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO
Si indicano, di seguito, una serie di spunti metodologici adottati:
- è stata privilegiata la lezione frontale, sopratutto in forma dialogata, al fine di sviluppare un atteggiamento
di partecipazione attiva al lavoro ed una rivalutazione delle forme verbali della comunicazione, con uno
sforzo comune di arricchimento terminologico e correttezza sintattica;
- la lezione, saltuariamente, ha previsto anche la lettura in classe di parti del testo, o di materiale aggiuntivo
prodotto dal docente, puntando allo sviluppo delle capacità di analisi e sintesi di una produzione scritta,
nonché allo sviluppo di uno studio che valorizzi il libro di testo come strumento indispensabile di
arricchimento e approfondimento dei temi trattati ;
- si sono usati spesso materiali didattici diversificati quali stampa specializzata, quotidiani, supporti
96
multimediali e ricerche in rete anche per sottolineare la differenza formale tra prodotti scritti diversi,
richiedenti quindi diverse capacità di lettura;
- sono stati sempre esplicitati gli obiettivi, al fine di sviluppare capacità autovalutative in merito alla qualità
del prodotto fornito ed al rapporto tra resa e sforzo individuale ;
- si sono svolte frequenti esercitazioni in classe e assegnate esercitazioni domestiche, cercando comunque
di evitare sovraccarichi di lavoro in contemporaneità con le altre discipline;
- si sono diversificate il più possibile le tipologie delle verifiche, con test a risposta multipla, vero/falso,
risposta aperta etc., e prove scritte scelte tra le tipologie previste per l’Esame di Stato, specialmente nel
secondo quadrimestre. Si sottolinea l’importanza della differenziazione degli strumenti di verifica che,
analizzando diverse tipologie di prodotto, permette di raggiungere i seguenti obiettivi :
1.
stimolare la partecipazione degli allievi ;
2.
evidenziare capacità e attitudini specifiche ;
3.
migliorare il rapporto tra i tempi che il docente impiega nell’attività divulgativa e valutativa ;
4.
rendere più obiettivo il giudizio del docente.
- si sono sempre proposte alla loro attenzione le modalità di correzione e valutazione delle prove, per cui gli
allievi hanno potuto verificare lo sviluppo del giudizio di valutazione delle prove stesse ;
- si sono proposti lavori di approfondimento operativo e metodologico, in collaborazione con il docente ITP,
quali relazioni di stima, computi metrici, tabelle millesimali, affidando a lui la spiegazione, la casistica di
riferimento e la formalizzazione delle prove, per offrire una diversificazione dell'approccio e una diversa
modalità di relazione col docente e al fine di stimolare anche una diversa risposta degli allievi.
A.3 VALUTAZIONE DEI RISULTATI
I risultati possono dirsi, nel complesso, non pienamente sufficienti, sottolineando una certa superficialità delle
conoscenze, gli evidenti limiti in termini di abilità applicative e di autonomia nelle scelte operative.
La classe sconta una decisa carenza di pre requisiti linguistici e giuridici, questi ultimi anche in virtù
dell'assenza del diritto nel triennio, per cui il linguaggio della disciplina risulta spesso ostico.
Nonostante le esercitazioni pratiche, svolte spesso con riferimento alla propria abitazione o a situazioni di
loro conoscenza, rimane una difficoltà di fondo nel contestualizzare le conoscenze.
Sicuramente una parte del gruppo classe possiede una maggiore prontezza nel rispondere agli stimoli,
nell'assimilazione dei contenuti e nell'elaborazione delle risposte, ciò nonostante questo non corrisponde
sempre ad un migliore esito delle verifiche. Appare evidente l'incostanza nell'impegno personale, un
mancato rispetto della scansione prevista dal docente per lo svolgimento del lavoro in classe e per le
scadenze proposte anche nelle esercitazioni pratiche assegnate come lavoro domestico. Manca
generalmente un sufficiente livello di approfondimento dei temi trattati a causa di uno studio saltuario e
spesso superficiale.
A.4 CRITERI E STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Si indicano come valutabili:
- almeno tre compiti scritti a quadrimestre ( due nel quad. breve);
- almeno due colloqui orali a quadrimestre ;
- provette scritte, sotto forma di test di vario genere, il cui risultato integrerà la valutazione
delle prove orali ;
- lavori assegnati in accordo con il docente ITP ;
- lavoro domestico ;
- ricerche individuali e/o di gruppo assegnate ;
- livello di impegno, produttività e rispetto delle scadenze ;
- simulazioni di prove di esame .
Nelle classi terminali ho concordato con gli ITP di assegnare un peso del 30% del voto finale alla parte
pratica. Quindi il voto dello scrutinio sarà il frutto di una media ponderata fra le due valutazioni singole.
Per quanto riguarda i criteri di valutazione, si sottolinea l’adesione alle indicazioni fornite dal POF, con una
particolare attenzione alla crescita individuale e alla continuità del processo di apprendimento. Si evidenzia,
inoltre, che sono sempre stati esplicitati i meccanismi di calcolo della valutazione,specialmente se effettuata
con criteri matematici di ripartizione del punteggio nelle prove scritte.
B.1 PROGRAMMA DETTAGLIATO (fino al 15 maggio 2016)
Estimo generale:

finalità e caratteristiche della disciplina ;

il principio dell’ordinarietà e il giudizio di stima ;

il metodo estimativo ;

gli aspetti economici dei beni ;
97

i parametri di confronto, qualitativi, quantitativi e giuridico legali;

i procedimenti sintetici ed analitici: confronto diretto mono e pluriparametrico, approccio matematico
e statistico; stima per valori tipici; stima per capitalizzazione dei redditi ; stima per computo metrico ;

cenni di analisi statistica: la deviazione standard, la regressione lineare, la funzione “T” di Student e
l’intervallo di confidenza ;

Principi di stima secondo gli IVS : I postulati di stima ;

I metodi di stima : MCA, ICA, CA;

le fonti di informazione nel settore immobiliare ;

il sito Internet dell’Agenzia del Territorio e il prezziario OMI ;

la relazione di stima .
Estimo civile:

Le caratteristiche del mercato immobiliare ;

Caratteristiche influenti sul valore di un immobile ;

Comodi e scomodi;

Aggiunte e detrazioni ;

La compravendita di un immobile e le relative imposte ;

Il valore fiscale degli immobili e la regola “prezzo-valore”;

Il calcolo della superficie commerciale : norme UNI 10750, DPR 138/98, usi di piazza su Trieste;

Valore di mercato di un immobile ;

Valore di costo di produzione e riproduzione ;

Coefficiente di vetustà;

Valore di trasformazione e complementare ;

Locazione di immobili ad uso abitativo ( L.431/98 ) ;

Cenni su Patti in deroga ed equo canone ;

Gli accordi locali per le locazioni convenzionate;

Stima dei valori condominiali , millesimi di proprietà e uso;

La figura dell'amministratore, il regolamento e l'assemblea;

Diritto ed indennità di sopraelevazione ;

Stima delle aree edificabili.
Estimo legale:

Espropri per pubblica utilità: legislazione e procedura secondo gli ultimi aggiornamenti legali;

Servitù prediali coattive : legislazione e stima delle indennità ;

L’usufrutto e la nuda proprietà, valore commerciale e fiscale ;

Il diritto di superficie ;

Stime per successioni ereditarie.
Estimo Catastale:

Generalità, finalità e tipi di catasto;

Legislazione e fasi catastali;

Procedure di aggiornamento delle variazioni oggettive e soggettive;

Le variazioni geometriche: tipo di frazionamento, tipo mappale e particellare;

Riforma ed informatizzazione del Catasto;

Il Catasto ex-austriaco e l’Istituto del Tavolare.
Estimo Rurale:

Frutti pendenti e anticipazioni colturali ;

Valore del soprassuolo;

Miglioramenti e giudizi di convenienza ;

Indennità per miglioramenti su fondo altrui ( dopo il 15/5 );

Stima dei fabbricati rurali ( dopo il 15/5 ).
B.2 PROGRAMMA DETTAGLIATO (Da svolgere dopo il 15 maggio 2016)
Estimo Ambientale:

Caratteristiche e valutazione dei beni ambientali

Analisi Costi - Benefici ;

VAS, VIA e autorizzazione ambientale integrata (Dlgs 152/2006);
98

La redazione di uno Studio di impatto ambientale ( SIA ).
B.3 Attività svolte con il docente ITP

Redazione di una perizia di stima della propria abitazione ;

Redazione di un computo metrico estimativo per la ristrutturazione di un bagno-wc;

Calcolo del canone di locazione convenzionato riferito alla propria abitazione, in applicazione degli
Accordi Territoriali di Trieste;

Relazione di calcolo delle quote millesimali di proprietà e di scale-ascensore di un condominio sulla
base di planimetrie fornite dal docente.
B.4 Attività di potenziamento svolte con la prof.ssa Magro

Il diritto di proprietà;

I diritti reali;

Comunione e condominio;

I contratti di compravendita e locazione;

Le successioni per causa di morte.
Trieste, 9 maggio 2016
L’insegnante
prof. SANTOLI Giuliano
99