Missione3 tunnel

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Missione3 tunnel
STAR TREK: MAGELLANO
tunnel
Racconto incompiuto di: William T. Riker
Pubblicato nella sezione “L’universo di Star Trek” del Forum di TGM Online in
data 21/10/2002
Diario del capitano, data stellare 51033.1.
La Magellano è stata chiamata a Deep Space Nine, poiché su Bajor si terrà un negoziato di
pace cui parteciperanno le più alte cariche della Federazione, compreso il nostro ammiraglio
Tailong.
<Tenente Riker, quanto manca a Deep Space Nine?> esclamò l’ammiraglio, quasi impaziente
di arrivare.
<All’attuale velocità di curvatura ci vorranno 3 ore e 17 minuti, signore.>, ribatté il mezzo
romulano.
<E a curvatura 8?>
<59 minuti, signore.>
<Vediamo di dare una sgranchita di gambe a questa bimba in fasce…aumentare a curvatura 9,
tenente.>
<Sissignore!>
Le dita di Riker scorrevano sulla console del timone, con un’armonia e una precisione quasi da
lasciare incantati…la stessa precisione che metterebbe un chirurgo in un delicato trapianto di
cuore.
Sulla plancia della Magellano regnava una calma e un silenzio fuori dal normale: l’equipaggio
portava ancora i segni dell’attacco romulano su Astelis.
<Ammiraglio…> prese a parlare il capitano Braga, <C’è qualcosa che non va? Se non la
conoscessi direi quasi che sia impaziente di arrivare su Bajor.>
<Ah si?> esclamò il klingon, prima di proseguire: <Può anche essere come dice lei, capitano.>
L’Ammiraglio si alzò di scatto dalla sua poltrona, ed entrò nella sala tattica senza il minimo
cenno. Tutti rimasero un pò sorpresi dalla reazione…primo tra tutti il capitano.
<Numero uno, a lei la plancia.>
<Si, signore.> replico Drizzt, mentre Braga con passo quasi impaurito si avvicinava alla porta
della sala tattica.
Qualche secondo dopo aver suonato, una voce colma di rabbia dall’interno esclamò: <Avanti!>
Le porte si aprirono: Braga vide L’ammiraglio Tailong di fronte al vetro, intento a fissare le
stelle che scorrevano via, quasi come se si stessero rincorrendo.
Il capitano, intimidito ma anche preoccupato per lo stato del suo ammiraglio, chiese con voce
stridula: <Signore, ho detto qualcosa che non va? Se è per prima in plancia le chiedo scusa,
non dovev…>
<No Braga,> interruppe l’ammiraglio <sono io che le devo delle scuse per il mio
comportamento. Mi perdoni, la prego.>
A quel punto, il capitano era un pò confuso.
Vedere un Klingon preoccupato è cosa più unica che rara…in più, se lo stesso Klingon ti porge
le sue scuse in atteggiamento da cuccioletto, allora è la conferma che qualcosa in lui davvero
non va.
<Non si preoccupi signore…nessun problema. Solo una cosa: potrei sapere che le ha preso?>
<Vede, Braga…questa, per me…>
A quel punto, la voce diffusa dal comunicatore del Tenente Riker Interruppe i due: <Riker ad
ammiraglio Tailong.>
<Parli pure, tenente.>
<Tra tre minuti saremo in contatto visivo con Deep Space Nine.>
<Ok tenente, grazie. Uscire da velocità curvatura, massimo impulso.>
<Sissignore.>
L’ammiraglio si rivolse al capitano guardandolo negli occhi, gli posò una mano sulla spalla, poi
si incammino verso la plancia. Le porte si apriro no, e quando si richiusero il capitano Braga
pensò di aver perso forse l’unica occasione di sentire quanto è caldo un cuore klingon.
Braga tornò lentamente in plancia a sedere sulla sua poltrona, con la mente rivolta al
comportamento di poco prima dell’ammiraglio. Ma cosa poteva mai avere? E soprattutto,
perché Riker aveva scelto proprio quel maledetto momento per comunicare l’arrivo? Cosa
voleva dire il klingon con quel vede Braga, questa per me… ?
Questa per lui cosa?
Il capitano era immerso nei suoi pensieri quando una voce attirò la sua attenzione: <Virux a
capitano Braga.>
Il capitano tornò di colpo sulla plancia della Magellano.
<Dica pure, tenente.>
<Ho rilevato un leggero sfasamento nella gondola di destra. Nulla di preoccupante…siamo
nell’ordine di qualche micron per secondo. Approfitterei però della sosta su Deep Space Nine
per eseguire la ricalibratura.>
<Perfetto, tenente. La gondola è tutta sua. Braga chiudo.>
Nel frattempo, l’ammiraglio Tailong aveva chiamato tutti gli ufficiali di plancia in riunione nella
sala tattica.
<Signori, con oggi la Federazione potrebbe fare un grande passo in avanti e noi, in quanto
equipaggio presente, potremmo entrare nella storia…facciamolo con onore, mi raccomando!
Conto su di voi!>
Tipica frase da klingon, pensarono quasi tutti gli ufficiali presenti, ma Braga sospettò
ulteriormente qualcosa. C’era qualcosa, in quegli occhi klingon, che prima non aveva mai visto.
L’ammiraglio continuava il discorso: <Bene, mi sembra di avere detto tutto. Mi raccomando le
alte uniformi, e sappiate che siete il miglior equipaggio che un ammiraglio possa avere.
Dunque, con me verranno il capitano Braga il comandante Drizzt. Riker, a lei la plancia.>
<Sissignore!> rispose il timoniere, fiero di avere per la prima volta il comando di una nave.
Quella stessa fierezza gli fece scappare un sorrisino di soddisfazione, che non sfuggì
all’ammiraglio: <Ci sono problemi, tenente Riker?>
<No, signore…perché?>
<Bene, allora si tolga quel sorriso di soddisfazione dalla faccia e impari bene a comandare…non
abbiamo bisogno di mamme isteriche su navi federali!>
<Sissignore, scusi signore!>
Riker, dapprima furioso per la figura fattagli fare dall’ammiraglio, capì poi che quell’impari a
comandare era una dimostrazione di piena fiducia klingon.
<Bene signori> disse Tailong, <la riunione è conclusa. Prepariamoci…alle 15.00 vi voglio nella
sala teletrasporto 1.>
Alle 14.57 il tenente comandante Eric Starbuck stava inserendo le coordinate nella console del
teletrasporto, pronto a portare le tre persone più importanti della nave su Deep Space Nine,
quando dal comunicatore….
<Tenente Riker ad ammiraglio Tailong.>
<Si tenente, mi dica.> rispose scocciato l’ammiraglio.
<Forse è meglio che corra subito in plancia…>
<Che è successo, Riker?>
<Signore, venga a vedere… la prego.>
Tutti e tre corsero incuriositi dal tono di voce preoccupato del timoniere, e ci misero veramente
poco per arrivare in plancia.
<Ammiraglio in plancia!> disse Riker, mettendo tutta la plancia sull’attenti.
<Lasci stare i convenevoli, Riker, e mi dica che succede!>
<Signore, il tunnel spaziale ha…>
<Ha cosa, Riker? Parli!> urlò scocciato Tailong.
<Si è aperto ed è uscita quella sonda!>
<Tenente Bobo, scansione completa con i sensori!> ordinò Tailong.
<Sissignore. Peso complessivo 258 kg, diametro antenna 2,7 metri, motore a combustibile
solido, manufatto terrestre del 20° secolo…Signore! Secondo il nostro computer è la…Pioneer
10, lanciata dalla base di Cape Kennedy in Florida il 2 marzo 1972!>
<1972?> ripeté il comandante Drizzt. Tutti rimasero di stucco…come poteva una sonda cosi
antiquata, che poteva viaggiare alla velocità massima di 200.000 km/h, aver fatto così tanti
anni luce?
L’ammiraglio si appoggiò al bracciolo della poltrona, e guardando Riker disse: <Ma che
diavoleria è mai questa?>
L'equipaggio rimase in silenzio, un silenzio quasi surreale…tutti erano come ipnotizzati da
quella sonda primitiva.
<Ha detto 1972, tenente Bobo?> disse con voce tremolante il capitano Braga.
<Si capitano, ne sono sicuro.>
<Ammiraglio Tailong a tenente comandante Starbuck, agganci la sonda su queste coordinate e
la teletrasporti nell'hangar navette 2.>
<Sissignore…teletrasporto effettuato.>
<Grazie, tenente comandante…ottimo lavoro. Tailong a sicurezza!>
<Qui tenente Sonotranoi, signore.>
<Tenente, organizzi una squadra pronta nell'hangar navette 2 in 5 minuti!>
<Ok, signore.>
<Tailong a tenente Cailin. >
<Dica pure, signore.>
<Abbiamo una sonda nell'hangar navette 2. E’ gia pronta una squadra di sicurezza li fuori.
Vada e raccolga quante più informazioni possibili su quella sonda. Ha 10 ore.>
<Ok, sarà fatto, signore.>
La plancia ricadde in un silenzio totale.
tutto di un tratto la voce di Worf interruppe la situazione di disagio
<Capitano, una chiamata in arrivo da Deep Space Nine.>
<Sullo schermo!>
Lo schermo passò immediatamente dall'inquadratura del Pioneer 10 a quella di un uomo di
corporatura massiccia e razza nera.
<Parla il capitano Benjamin Sisko: vi do il benvenuto su Deep Space Nine.>
All'ammiraglio Tailong, che sedeva di spalle al video, scappò un sorrisino appena sentì la voce
di Sisko…
<La ringrazio, capitano.> ribadì Braga: <Io sono il capitano Braga della USS Magellano.>
<E cosi ti hanno fatto capitano, eh Benjamin?> disse alzandosi si scatto l'ammiraglio,
interrompendo Braga.
Sisko rimase allibito, quasi incredulo: non sapeva più cosa fare quando un enorme sorriso gli
inondò la faccia: <Tailong…no, non ci credo…non è possibile! Come stai vecchio mio?>
D'improvviso, la plancia della Magellano si bloccò. Riker, Locutus, Drizzt, Braga, Worf,
Venice…si guardavano sconcertati non sapendo di pensare la stessa cosa: Hanno dato del tu
all'ammiraglio?
Tutti erano impauriti dalla possibile reazione di Tailong…
<Bene, grazie Benjamin. Tuo figlio come sta?> ribatté il klingon.
<Oh, alla grande…i ragazzi stanno sempre bene. Anzi, ultimamente ha la testa tra le nuvole…si
è invaghito di una bajoriana, eh eh eh! Comunque non mi sembra questo il posto per parlare:
sarò lieto di avere questa sera a cena te, il capitano e il comandante nel mio alloggio. Sis ko
chiudo.>
Il video tornò ad inquadrare la sonda terrestre, e tutti increduli non sapevano che dire.
<Ah, grande persona, il capitano Benjamin.> disse Tailong.
<Signore…non sapevo vi conosceste.> disse Drizzt.
<Si comandante, lui fu assegnato alla mia squadra appena accettai l'incarico della Federazione.
Allora era solo tenente comandante…ma ne aveva, di stoffa…ed il suo posto attuale lo
dimostra.>
La plancia, nel giro di 10 minuti, fu invasa e devastata da tutte le emozioni possibili ed
immaginabili, un cocktail che avrebbe piegato le ginocchia anche al bevitore più incallito, ed a
bordo della Magellano di bevitori ce ne sono davvero tanti.
<Bene, ricapitoliamo: Drizzt e Braga con me, Riker a lei la plancia, e non si azzardi a sorridere
o la retrocedo a guardiamarina!>
<Sissignore!> urlò Riker.
L'ammiraglio, il capitano ed il comandante entrarono nel turboascensore, e non appena le
porte si chiusero l'ammiraglio si rivolse ai suoi due ufficiali più alti in grado: <Signori, sapete
perché siamo stati chiamati qui?>
<Certo, c'è un negoziato di pace su Bajor, signore.> rispose Drizzt.
<Si, comandante…ma ha idea tra chi e chi ci sarà questo negoziato?> replicò l'ammiraglio.
<Tra bajoriani e cardassiani, signore…immagino.>
Tailong guardo verso l'alto e sbuffò, poi prese a parlare: <Braga, ora capirà perché mi sono
comportato in un certo modo prima. No, comandante…il negoziato di pace è tra la Federazione
ed i romulani.>
Il capitano ed il comandante si guardarono scioccati l'un l'altro.
<Signore?> disse Braga.
<Si capitano, ha sentito bene…tra la Federazione ed i romulani. Ora capisce il perché del mio
comportamento? Potrei entrare nella storia facendo firmare questo trattato, ma entrerei nella
storia favorendo e contrattando con i romulani…non penso ci sia tortura più crudele per un
klingon.>
Braga e Drizzt si guardarono sorridendo: ora al capitano erano chiare molte cose, e quella
discussione gli tolse un enorme peso.
il turbo ascensore arrivò a destinazione: le porte si aprirono sul ponte 7 ed i tre si
incamminarono, immersi nelle alte uniformi, verso la sala teletrasporto 1.
C'era il tenente Starbuck ad aspettarli, con le coordinate di teletrasporto settate da almeno
mezz'ora: sbuffava come se fosse quasi stufo, mentre i tre salivano sulla pedana del
teletrasporto.
<Energia, tenente!> tuonò la voce dell'ammiraglio.
Lentamente i corpi si smaterializzarono, emettendo il suono tipico del teletrasporto, e Drizzt,
vedendo il tenente annoiato, ebbe appena il tempo di fare un occhiolino a Starbuck, quasi a
chiedergli scusa per l'attesa.
Intanto, in plancia, Riker ancora non credeva di sedere sulla poltrona del comando: era lì,
intento a coccolarsi i braccioli e a vedere quanto fosse bella la similpelle berilliana.
Venice lo guardava e ridendo tra se e se…poi Locutus disse: <Hey tenente, non è che quando
l'ammiraglio torna tu ti metti a piangere o ancora peggio provi ad ammutinarti, vero? Dai, se
vuoi ti programmo io il ponte ologrammi per avere la stessa poltrona…>
Tutta la plancia scoppiò a ridere, Riker compreso.
Poi, d'improvviso, Bobo…
<Tenente Riker, nave in disoccultamento a proravia! E’ Un falco da guerra romulano!>
<Allarme rosso!> urlò preoccupato Riker.
<Alzare gli scudi, tenere pronti i phaser, caricare i siluri fotonici!>
<Tenente…c’è un’altra nave in arrivo! E’ dei nostri…si tratta della USS Blue.>
Ma che diavolo sta succedendo?, pensò Riker.
<Signore, il falco da guerra ci sta chiamando!>, disse Worf.
<Sullo schermo!>
Tutti rimasero allibiti, nel vedere un ammiraglio della Federazione sul falco da guerra
romulano.
<Sono l'ammiraglio Lea Huge. Tenente, abbassi gli scudi e disarmi phaser e siluri! E’ un
ordine!>
<Esegua, tenente Ashram!> urlo Riker.
<Grazie, tenente…e scusi i modi un po' bruschi, ma non ne avevamo altri. Le presento
L'ambasciatore di Romulus Per'tak e il capitano Tar'sin, del falco da guerra romulano T’derek. >
Intanto, su Deep Space Nine, la cena tra Sisko, Tailong, Drizzt e Braga si stava consumando
più che tranquillamente, tra ricordi e racconti delle varie avventure: <Pensate…> esclamò
Tailong, <Sisko è stato l'unico, quando eravamo su Redis II, a non approfittare
dell'abbondanza delle redisiane eh eh eh…>
<In che senso ‘abbondanza’, ammiraglio? Ci sono molte donne?> replicò Drizzt.
<No, comandante…hanno due kap'loth eheheheheh…>
I due uffic iali della Magellano si guardarono esterrefatti per l'uscita del grande klingon, se non
altro perché tutti sanno che le prime cose che si imparano di una lingua non tua sono le
parolacce…e quel termine klingon si riferiva ai genitali femminili.
Sisko, un po' seccato, replicò: <Tailong, avevo moglie e figlio!>
Lì scoppiò una risata generale, e il tutto fu interrotto dalla voce di O'Brien: <O'Brien a Sisko.>
<Parli pure, capo.>
<Nave in disoccultamento su vettore 234.56, signore. E’ un falco da guerra romulano.>
<Grazie, capo O'Brien. Apra un canale e gli dia il benvenuto. Sto arrivando.>
<Sissignore.>
I quattro si alzarono di scatto, e corsero nella sala di comando. La curiosità era tanta, ma a
Tailong scappò il tipico commento klingon: <Ah, non ti puoi fidare dei romulani nemmeno per
l'ora di arrivo…in anticipo di trenta ore, come un umano impaziente di portare al ballo la sua
bionda e attraente compagna…ah va beh, lasciamo perdere.>
Drizzt e Braga si guardarono e si sorrisero, dato che l'analisi fatta dall'ammiraglio aveva
risvegliato in loro ricordi del liceo.
Raggiunta la sala operazioni della base, Sisko ordinò: <Chiamate il falco da guerra romulano.>
Pochi attimi dopo il volto di una bella donna sulla cinquantina riempì lo schermo. Era quello di
Lea Huge, ammiraglio pluridecorato della Federazione.
<Signori, scusate l'anticipo…ma l'evolversi degli eventi mi ha costretto ad anticipare il tutto. Vi
presento l'ambasciatore di Romulus Per'tak e il capitano Tar'shin del falco da guerra T’derek. >
<Benvenuti su Deep Space Nine, signori…vi prego, stavamo cenando. Gradirei vi uniste a noi.>
<Grazie capitano, accettiamo volentieri.> disse l'ambasciatore Per'tak.
<Bene ambasciatore, non si preoccupi…i nostri replicatori fanno i Kali-fal e il Viinerine più
buono del Quadrante Alfa. Vi aspettiamo nella sala teletrasporto 9. Sisko chiudo.>
Tailong era schifato dal tanto interesse provato per quella razza tanto odiata dai klingon…stava
appena iniziando ad accettare il suo timoniere in quanto mezzo romulano, figuriamoci se
poteva accettare una delle più alte cariche su Romulus.
<Bene signori, andiamo ad accogliere i nostri ospiti speciali> disse Sisko.
<Ammiraglio Tailong, sarei lieto se fosse lei a guidare la cerimonia dei primi saluti.>
<No, la ringrazio, capitano. Scusi, ma vedere un romulano mi mette una sensazione strana
addosso. Andate pure voi. Ah, mi sa indicare la toilette più vicina?>
Sisko rimase un po' seccato dal comportamento del vecchio amico: era tutto pronto, Deep
Space Nine poteva entrare nella storia…ed avrebbe impedito a chiunque o qualunque cosa di
rovinare quell'evento, persino ai rancori di un vecchio klingon.
Sisko, Drizzt, Braga e O'Brien si recarono in sala teletrasporto nove.
<Guardiamarina Crane, energia!>
Lentamente i corpi di tre romulani e dell'ammiraglio Huge si materializzarono sulla piattaforma.
<Benvenuti su Deep Space Nine.> disse Sisko.
<Questi sono il capitano Braga, il comandante Drizzt e il Capo O'Brien.>
<Grazie per l'accoglienza, capitano. Le presento il comandante Ta'khoi… il nostro capitano
invece glie l'ho gia presentato.>
<Dov'è l’ammiraglio Tailong?> chiese l'ammiraglio Huge.
<Ha ricevuto un messaggio subspaziale di Priorità 1 da Qo’noS. Si scusa, e mi ha detto di
riferirle che appena avrà finito sarà lieto di raggiungerci a cena.> disse Braga per coprire il
gesto di stizza e le parole poco consone ad un trattato di pace dette dal sua ammiraglio.
Ta'khoi guardò Tar'shin e gli sussurrò: <Comportamento tipico dei Klingon…>
Il capitano romulano sorrise, ma quell'affermazione non andò giù a Drizzt, che guardò in
cagnesco il primo ufficiale romulano e disse: <Già, ed il vostro è il tipico comportamento da
romulani!>
Il capitano e il comandante romulano passarono da un sorrisino ad una smorfia di rabbia, ma
la voce della Huge li interruppe: <Signori, per piacere! Non tollererò più altri comportamenti
simili da parte di ufficiali della Flotta Stellare! Mi auguro che lei abbia intenzione di fare
altrettanto, ambasciatore.> rivolgendosi a Per'tak.
<Coraggio signori, non facciamo degenerare il tutto prima che siano iniziate le trattative.
Cerchiamo di tenerci dentro il rancore reciproco…facciamolo per la storia.>, disse Sisko.
<Ora andiamo a cena…con lo stomaco pieno si ragiona meglio.> aggiunse il capitano di DS9, e
tutti si incamminarono…tutt'altro che felici.
<Ottimo questo viinerine, capitano Sisko…aveva proprio ragione.> disse l'ambasciatore
romulano.
<Grazie ambasciatore…pensi che la ricetta è stata inserita nel replicat…>
L'aprirsi delle porte interruppe Sisko: apparve una figura possente, di almeno 2 metri di
altezza per 130 kg di peso. Era Tailong, che vinto lo schifo di sedersi a tavola con dei romulani
prese coraggio per fare un favore al vecchio amico Sisko.
"scusate signori per il ritardo ma un bisogno improrogabile ma ha costretto ad assentarmi"
disse Tailong.
<Si, lo sappiamo, ammiraglio.> disse Per'tak.
<Il suo capitano ci ha detto del messaggio in arrivo da Qo’noS…spero nulla di grave.>
Tailong guardò Braga inviperito, dato che involontariamente gli aveva rovinato la prima battuta
anti-romulana della serata, poi quasi schifato rispose <No, niente di grave, signor
ambasciatore…tutto a posto.>
Il klingon si sedette, e la cena proseguì quasi totalmente in religioso silenzio, fino a quando,
dopo il dessert, l'ammiraglio Huge prese la parola: <Bene, ora è arrivato il momento di dirvi la
verità.> disse rivolta a Tailong, ai sue due ufficiali in comando ed a Sisko.
<Signori, non siamo qui per nessun trattato di pace…era solo una copertura. Mi scuso se non
ne siete stati informati prima, ma la vera causa non doveva assolutamente trapelare. Si
tratterà di una missione congiunta tra romulani e Federazione, per lo studio ed il recupero di
una sonda terrestre del 20° secolo, che dovrebbe arrivare qui fra qualche ora attraverso il
tunnel. >
L'a mmiraglio, Drizzt e Braga rimasero come pietrificati.
<Ammiraglio, c 'è qualcosa che non va? Si sente bene?> disse la Huge.
<T utto bene, grazie… ma se si riferisce alla Pioneer 10, si trova già a bordo della Magellano,
pronta per essere analizzata. >
A quel punto un inviperito ambasciatore Per'tak si alzò di scatto urlando: <T ipico della
Federazione! Ci avete ingannati! I patti erano che la sonda l'avremmo analizzata prima noi!>
<Si calmi, ambasciatore! La Magellano non sapeva di questa cosa! Ha fatto solo quello che dice
il protocollo federale in questi casi! E poi, l'errore è stato dei ferenti: dovevano condurre la
sonda attraverso il tunnel dal Quadrante Gamma fra due ore. Quindi, se veramente ci tiene a
risolvere questo malinteso nato due anni fa stia zitto e ascolti!>
Il romulano si accomodò tranquillamente sulla sua sedia esclamando ‘y'kllhe!’ (‘Sei un verme’,
NdT), parola che il traduttore non poteva riconoscere, in quanto espressione dialettale
romulana di una lingua antica…espressione che comunque Tar's hin e Ta'khoi capirono
benissimo, sorridendosi a vicenda.
Lea Huge non ebbe nemmeno il coraggio di chiedere cosa significasse, ma era sull'orlo di una
crisi di nervi. Nel frattempo, Tailong era calmo e soddisfatto per quell'arrabbiatura romulane:
le parti sembravano invertite, e l’ammiraglio si convinse che mai l'anima della Huge era stata
cosi vicina allo spirito di Khaless.
I tre componenti dell’equipaggio della Magellano si guardarono: avevano capito bene?
Un malinteso? Nato due anni prima?
<Bene ammiraglio Huge…voglio che i patti siano rispettati. La sonda deve essere trasportata a
bordo del nostro falco da guerra per essere studiata, e poi la missione potrà avere inizio. >
disse l'ambasciatore romulane.
Tailong intervenne, in modo molto violento: <Scusate, ma che malinteso? Si può sapere cosa
c'entra questo rottame spaziale lanciato dai suoi progenitori, ammiraglio Huge?>
<Non ho tempo per spiegarglielo adesso, Tailong… ma ne verrà informato presto, glie lo
prometto.>
Tailong non replicò a quella promessa umana, ma aggiunse: <Ok, rispetteremo i patti… ma ad
una condizione: il nostro timoniere, in quanto mezzo romulane, salirà a bordo del vostro falco
in qualità di mediatore tra le razze.>
Ta'khoi si alzò di scatto: <Assolutamente no! Non voglio un mezzo sangue traditore a bordo!
Provvederei ad ucciderlo io stesso, appena si materializzasse nella sala teletrasporto!>
<Ta'khoi, stia zitto! Si sieda e non si muova più!> disse l'ambasciatore Per'tak, ed aggiunse:
<Va bene, ammiraglio Tailong. Appuntamento tra venti minuti in sala teletrasporto 2 per il suo
ufficiale…e voglio che la sonda sia trasferita subito nel nostro laboratorio scientifico.>
Tailong non perse tempo: <Tailong a Riker.>
<Dica, signore>
<Teletrasportate immediatamente la sonda alle coordinate che vi invierà il falco da guerra.>
<Ma signore, l'analisi non è ancor…>
<Niente ma, tenente…esegua!>
<Sissignore.>
<Tailong, chiudo.>
<Bene signori,> disse Sisko, <siamo giunti a compromessi positivi, utili per tutti. Mi auguro
che la situazione non degeneri proprio ora.>
<Come farà a non degenerare, col figlio di una traditrice a bordo, e per di più mezzo umano?>
disse il comandante Ta'khoi.
<Comandante, quello che sto per dirle arriva dal mio orgoglio Klingon: non si azzardi più ad
offendere un mio ufficiale, o le giuro che rimpiangerà il giorno in cui è entrato nella Flotta
Romulana…si fidi, la farò occultare a furia di calci nel culo!>
Drizzt e Braga esplosero in una risata di gusto. L'ambasciatore fece cenno a Ta'khoi di uscire,
ed il romulano uscì borbottando qualcosa, con una voglia matta di polverizzare qualcuno col
suo disgregatore nascosto sotto la veste da parata romulana.
<Bene!> esclamò tailong, <Ora possiamo iniziare la missione> e soddisfatto uscì per conto
suo, lasciando gli altri in sala da pranzo, totalmente allibiti.
Ma che diavolo c'era sotto tutta quella storia? Qualcosa metteva in allarme il suo sesto senso
klingon.
<Tailong, per piacere, rientri! Devo spiegare a tutti il da farsi… > disse l'ammiraglio Huge, con
tono indispettito per la scenata fatta dall'ammiraglio klingon.
<Arrivo, ammiraglio… mi dia un attimo : sa, i romulani non li tollero per più di 10 minuti. >
I due ammiragli della Flotta rientrarono insieme dentro la sala da pranzo, ancora in silenzio per
la scenata precedente.
<Allo ra, ammiraglio Huge…se il suo collega ha finito di fare scenate, gradirei sapere il da
farsi. > replic ò l'ambasciatore Per'tak.
<Signori, vi prego, lasciamo da parte i nostri rancori! Ve lo ordino…siete sulla mia stazione!>
disse Sisko.
Ed il capitano Tar'shin replicò: <Sa cosa me ne faccio io dei suoi ordini, capitano?>
Sisko fece morire lì la cosa, sperando che la Huge iniziasse a parlare prima che la situazione
fosse degenerata.
<Dunque, signori…due anni fa, la USS Blue incontrò una sonda di costruzione terrestre della
seconda metà del 20° secolo sul confine della Zona Neutrale, in uno dei settori ai margini del
Quadrante Beta. La T’derek, che viaggiava occultata in pattuglia sempre nella Zona Neutrale,
ci vide e si interessò alla sonda, pensando fosse qualcosa di importante, dato che una nave di
classe Nebula della Federazione la stava seguendo. L'allora ammiraglio Per'tak ci accusò di
aver violato la Zona Neutrale, ed era intenzionato ad impadronirsi della sonda. Poi, tutto ad un
tratto, la sonda sparì, lasciando dietro di sé una scia impressionante di neutrini. Tar'shin ci
accusò di aver distrutto la sonda perché non volevamo finisse in mano loro, mentre noi
pensammo che fossero stati proprio loro a farla sparire e poi accusarci per giustificarsi.
Comunque lasciammo perdere il tutto, considerata l'importanza che poteva avere una sonda di
più di 300 anni fa.
Capimmo poi in seguito che i romulani avevano preso sul serio quell’evento successo nella
Zona Neutrale, poiché interruppero ogni minimo contatto con tutte le razze del Quadrante Alfa,
compresa la Federazione, e si dedicarono ad una massiccia rimilitarizzazione del confine
romulano della Zona. I nostri servizi segreti vennero a sapere che sonda non era stata presa
da loro, ma anzi i romulane sembravano convinti che si trattasse di una specie di nuova arma
federale.
Tutto questo fino a quando un cargo ferengi avvistò la sonda nel Quadrante Gamma, e
vendette a noi la notizia. Lì fu subito chiaro il tutto: i neutrini, la sparizione e la ricomparsa nel
Quadrante Gamma. La sonda doveva essere entrata in un tunnel spaziale che mette in
comunicazione il Quadrante Beta con il Quadrante Gamma…quindi, il tunnel presente qui a
Ba jor non è l'unico nella galassia.>
I tre della Magellano non sapevano se credere o meno alla storia: sembrava pura fantascienza,
ma di sicuro per un presunto scherzo la Federazione non avrebbe scomodato un ambasciatore
romulano.
<Scusi, ammiraglio… > replico Tailong, <… ma la Zona Neutrale è stata pattugliata più volte da
tutte e due le fazioni, e non è mai stato trovato nulla di simile…o sbaglio?>
<Si, Tailong…lei ha ragione, ed è per questo che ci recheremo nel punto esatto in cui la sonda
è scomparsa due anni fa per indagare. Bene signori, è tutto. Ognuno faccia ritorno sulla
propria nave: si parte fra un'ora. Io salirò a bordo della T’derek. >
<D'accordo, il tenente Riker vi raggiungerà sul falco da guerra tra 20 minuti. > disse Tailong.
La seduta era tolta: i romulani si fecero subito teletrasportare sulla loro nave, mentre Tailong,
Drizzt, Bra ga e la Huge rimasero su Deep Space Nine per i saluti.
<Stammi bene Benjamin, mi raccomando! E la prossima licenza verrò a passarla qui con te, se
ti va!>
<Certo che mi va, vecchio klingon! Mi raccomando: occhio ai romulani…non si sa mai. Signori,
è stato un piacere, avervi conosciuto: ora so che l'ammiraglio ha persone valide su cui fare
affidamento.> disse Sisko rivolto a Drizzt e Braga.
<Grazie, capitano.> risposero quasi in coro.
Erano pronti sulla piattaforma della sala teletrasporto: <Energia!> disse Sisko.
I corpi lentamente sparirono ed i tre si ritrovarono nella sala teletrasporto 2 della Magellano:
da lì si recarono subito in plancia.
<Ammiraglio in plancia!> urlo Riker, mettendo in stato di attenti tutti gli ufficiali e sottufficiali
di plancia.
<Riposo, signori. Tenente Riker, venga con me in sala tattica.>
Riker si paralizzò di colpo. Che aveva fatto? Doveva aspettarsi una strigliata klingon o cosa?
Lentamente e tremolante, segui l'ammiraglio.
<Tenente… >
Tailong iniziò a raccontare tutta la storia detta dalla Huge su Deep Space Nine a Riker, che
ascoltava impassibile.
<…quindi, date le sue origini romulane, ho deciso che lei salirà a bordo del falco da guerra in
qualità di mediatore tra le due razze. Si prepari…fra 10 minuti la teletrasporteranno di là.>
concluse Tailong.
<D'accordo, signore…nessun problema. Anzi, mi fa onore che lei abbia scelto proprio me .>
ribatté Riker.
<Tenente, ora non si monti la testa: ho scelto lei per ovvie ragioni. Di sicuro non potevo
mandare Worf! Comunque…come è messo lei a lingua romulana?>
<Nessun problema, signore! Pa rlo correttamente il romulano più tre dialetti e una forma antica
della lingua.>
<Ah bene, allora… >
<Signore, se è tutto, io andrei a prepararmi. >
<Si Riker, vada pure.>
Il tenente, con passo deciso, fece per tornare in plancia…quando l'ammiraglio lo fermò:
<Tenente, scusi… ma cosa farebbe se un romulano le dicesse y'kllhe?>
Riker scoppiò a ridere: <S ignore, allora qualcosa di romulano lo parla pure le i…del resto, le
offese sono le prime cose che si imparano…>
<Offese?> disse Tailong.
<Si, signore…vuol dire sei un verme. >
Tailong fu percorso da scariche di rabbia, ma si contenne: del resto, se l’era immaginato che
non poteva essere un complimento.
<Grazie, tenente. Può andare!>
Riker fu accompagnato alla sala teletrasporto 3 da Worf e Locutus, che durante il viaggio lo
misero piu volte in allerta.
<Sono dei vigliacchi, non fidarti. > disse Worf.
<Occhio, William…i romulani sono dei serpenti. Non fidarti di loro!> aggiunse Locutus.
Certo che una cosa del genere detta da un Borg… Riker si limitò ad ascoltare, visibilmente teso
per la missione: in fondo, stava per riabbracciare le sue origini.
<Bene signori…grazie del passaggio. Io vado. > disse Riker.
<Ok William, ciao…e mi raccomando!> aggiunse Locutus.
Di colpo Riker si ritrovò nella sala teletrasporto del falco da guerra, accolto dal capitano
Tar'shin, dall'ambasciatore Per'tak e dall'ammiraglio Huge.
<Benvenuto a bordo, tenente.> disse l'ambasciatore.
<Grazie, signor ambasciatore. Capitano, ammiraglio… > rispose Riker, salutando anche gli altri
ufficiali presenti.
Tar'shin si limitò ad annuire con la testa.
<Bene, andiamo ?> disse il tenente della Federazione.
<Andiamo? Lei è forse venuto sulla mia nave a dare ordini? Mi spiace, ma dobbiamo bendarla
prima di portarla in plancia.> disse il capitano romulano.
<Riker, non faccia storie. Bendano pure me. > disse la Huge.
<Ah, ok. > rispose Riker: <Mi pare giusto…non sia mai che mi venga da dire ad un ingegnere
della Flotta che per arrivare in plancia da qui, in sala teletrasporto 4, bisogna uscire, prendere
il corridoio 21 per arrivare al ponte 17, da lì il turbo ascensore fino al ponte 23, poi ancora il
corridoio 28 per 40 metri fino al portello della plancia… >
I due romulani rimasero senza parole, impietriti.
Non aveva sbagliato niente.
<Ambasciatore, questa nave la conosco centimetro per centimetro. Mia madre era nella Tal
Shiar, e il primo programma olografico che mi ha regalato è stato quello della classe
D’derridex. Si fidi, la mia parte romulana non dirà mai i segreti di questa nave alla
Federazione.>
A Per'tak e Tar'shin scappò un sorriso, mentre al contrario la Huge si fece scura e minacciosa.
<Bene: tenente, ammiraglio…seguiteci.> disse il capitano.
In due minuti arrivarono in plancia, proprio per la strada indicata da Riker. Appena si aprirono
le porte, subito gli ufficiali romulani salutarono il loro capitano e l'ambasciatore, mentre
guardavano in cagnesco il mezzosangue e l'ammiraglio federale.
<Signori, lui è il tenente Riker, qui in veste di mediatore tra le nostre due razze. Pretendo che
venga trattato come tale: chiunque gli manchi di rispetto sarà punito di conseguenza.>
Il comandante romulano Ta'khoi reagì con una sbuffata di stizza.
<Ambasciatore, potrei vedere il mio alloggio?> disse Riker.
<Tenente, veramente avevo in mente altre cose per lei. Ha mai pilotato un falco da guerra
reale e non olografico?>
Riker aveva le lacrime agli occhi, a differenza della Huge, che aveva dentro le fiamme piu calde
dell'inferno…aveva capito che l'ambasciatore stava giocando sulla mezza romulanità di Riker
per tenerselo buono e distoglierlo dal suo vero compito, che secondo tutti doveva essere quello
di spia personale di Tailong.
<No, ambasciatore…ne sarei davvero onorato> disse Riker.
<Ma…signore! Non credo sia una buona idea lasciare il timone ad un mezzosangue figlio di una
traditrice!> urlò il comandante Ta'khoi.
Riker reagì con un attacco di rabbia, che lo fece scagliare contro il comandante romulane, ma
fu fermato prima dalla Huge: <Riker, si contenga! Pensa di essere venuto qui per fare a pugni?
Ora prenda posizione alla console del timone, come le ha detto l'ambasciatore…e non si muova
da li finché non saremo a destinazione!>
L'ambasciatore ordinò a Ta'khoi di lasciare immediatamente la plancia, e il comandante uscì,
guardando colmo di rabbia Riker ed urlandogli: <Non uscirai vivo da questa nave! Non è finita
qui! Spera solo di non incontrarmi per le prossime 20 ore!>
Riker prese posto.
<Bene tenente, setti la rotta per il Quadrante Beta…settore 411, prua per 341 punto 151.>
disse l'ambasciatore.
<Rotta programmata ed inserita, signore.> rispose Riker.
<Eccellente. Tenente Tkerat, mandi un messaggio alla Magellano indicando loro le coordinate,
e comunichi che noi viaggeremo occultati fino alla Zona Neutrale. > aggiunse Per'tak.
<Trasmissione completata, ambasciatore. > rispose il romulane.
<Tenente Riker, curvatura 8, attivare. Alla via così. Attivare il dispositivo di occultamento.>
Le due navi stellari partirono per le coordinate fissate nel Quadrante Beta.
Riker sembrava a suo agio sulle console romulane, e questo faceva preoccupare sempre di più
l'ammiraglio Huge. Al contrario, questa situazione rassicurava l'ambasciatore romulano,
convinto a strappare segreti federali al timoniere della Magellano.
A bordo della Magellano regnava un silenzio opprimente: erano tutti immersi nei loro pensieri,
riflettendo sul fatto che stessero cooperando con i romulani, che un membro del loro
equipaggio si trovasse sul falco da guerra e che, a parte gli ufficiali in comando, nessuno fosse
bene a conoscenza del motivo per cui la rotta della Magellano la stesse portando nella Zona
Neutrale.
Intanto, il tenente Locutus aveva preso il posto di Riker al timone.
<Tenente Locutus, quanto manca per la Zona Neutrale?>
<Circa un’ora, a questa velocità, ammiraglio. > rispose il Borg.
<Signore, messaggio subspaziale in arrivo sulla frequenza K-18. E’ l'ambasciatore Per'tak,
dalla T'derek. > disse Worf.
<Sullo schermo.> rispose Braga.
Quando l'immagine dello spazio che scorreva a curvatura 8 lasciò il posto alla plancia del falco
da guerra, l'immagine di Riker al timone fece saltare dalla poltrona l'ammiraglio Tailong, che
non si interessò nemmeno di cosa avesse da dirgli l'ambasciatore: <Tenente! Quello che ha
fatto è gravissimo! La farò processare per alto tradimento!>
<Tailong! Lasci perdere il tenente Riker! Sta facendo solo quello che l'ambasciatore gli ha
ordinato! Quindi, per una volta, metta da parte la sua rabbia klingon e ascolti Per'tak!> disse
furiosa la Huge.
L'ambasciatore romulano prese a parlare subito dopo lo sfogo dell'umana: <A mmiraglio, fra
meno di un’ora saremo ai confini federali della Zona Neutrale. Se voi li varcaste, questa
decisione sarebbe interpretata dall'Impero Stellare Romulano come atto di guerra, quindi
quando arriverete lì, disattivate l'energia principale della nave, e lasciate attivo solo il supporto
vitale e il sistema di comunicazioni: noi vi agganceremo col raggio traente, e vi porteremo alle
coordinate prefissate, in modo da essere scambiati da eventuali altre navi romulane in zona
come prigionieri.>
<D'accordo, ambasciatore… ma le consiglio di non fare scherzi! Tailong chiudo. >
L'ammiraglio klingon appariva molto stanco, forse per le energie spese nell'aggredire i
romulane, o forse per l'enorme quantità di energia mentale sprecata per far coincidere tutti i
pezzi di quel puzzle assurdo.
<Ammiraglio, si riposi un po’…ha un'ora di tempo per dormire. Mi creda, le farà bene.> disse
Drizzt, preoccupato.
<Ha ragione, numero uno…vado nel mio alloggio. Chiamatemi quando saremo arrivati. >
<Senz’altro, ammiraglio. >
Tailong era coricato sul suo letto, ma era anche visibilmente turbato: cosa ci faceva Riker al
timone di una nave romulana? Era davvero un ordine dell'ambasciatore, o la Huge voleva solo
impedire il crearsi di altre tensioni? Forse aveva sbagliato a mandare Riker: la sua parte
romulana avrebbe potuto prendere il sopravvento in quella missione, ed avrebbe perso un
ufficiale molto preparato ed in gamba.
Quello fu l'ultimo pensiero del klingon, prima di addormentarsi.
<Capitano Braga ad ammiraglio Tailong. >
<Qui Tailong: mi dica, Braga.>
<T ra tre minuti usciremo dalla curvatura. Ci siamo, ammiraglio.>
<Sto arrivando. Tailong, chiudo.>
Intanto, sul falco da guerra romulano…
<Tenente Riker, uscire dalla curvatura e disattivare dispositivo di occultamento.>
<Operazioni completate, ambasciatore. > rispose Riker.
La Huge, che già si aspettava un ‘sissignore’, si senti sollevata. Intanto il capitano prese
parola: <Capitano Tar'shin a comandante Ta'khoi.>
<Dica, capitano.>
<A rapporto in plancia fra due minuti.>
<Sissignore.>
Le porte della plancia si aprirono, ed il comandante Ta'khoi entrò, ancora inviperito per l'esilio
forzato dalla plancia di qualche ora prima, per colpa del figlio di una traditrice.
Riker e Ta'khoi si guardavano con gli occhi colmi di rabbia, e Riker si lasciò andare in un
commento solamente labiale verso il romulano: <Rhe’Dref Khoi.>
Vigliacco.
Ta'khoi accusò il colpo, ma stette zitto per non peggiorare la sua situazione.
<Bene signori, > disse l'ambasciatore, <ora cerchiamo di capire come la sonda sia entrata nel
tunnel. Aprite un canale con la Magellano.>
Subito il viso klingon di Tailong riempì lo schermo : <Dica, ambasciatore.>
<Ammiraglio, disattivi i sistemi principali della nave come le ho detto. Ora dobbiamo entrare
nello spazio romulano.>
<Che cosa? Spazio romulano?> Tailong guardò infuriato la Huge.
<Si, ammiraglio. > prese a parlare la Huge: <La sonda è sparita quando si trovava nello spazio
romulano. Ora capisce il perché di tanti segreti…abbiamo rischiato una guerra!>
<Senta, Huge…se lei e la sua nave avete violato un trattato di non aggressione due anni fa
non vuol dire che lo faremo anche noi oggi!> replic ò Tailong.
<Ammiraglio, lei non violerà un bel niente!> disse Per'tak.
<Sembrerete nostri prigionieri…ora, disattivate i sistemi della nave! O la prima nave romulana
di passaggio vi avvisterà, e la flotta sarà qui in meno di 20 minuti.>
<Esegua, Tailong!> aggiunse la Huge.
Tailong, alquanto seccato, accettò: <Va bene…dateci due minuti. Tailong chiudo.>
Virux tolse l'energia a tutti i sistemi, escluso il supporto vitale e le comunicazioni, esattamente
come richiesto.
Ora la Magellano sembrava morta.
Il raggio traente romulano la agganciò, e lentamente la trascinò nello spazio romulano.
<Signore, chiamata in arrivo dalla T'derek.> disse Worf.
<Sullo schermo. > rispose Tailong.
<Ammiraglio, ora credo sia meglio che lei, i suoi ufficiali di comando ed una squadra scientifica
vi teletrasportiate sulla T'derek.> disse l'ambasciatore.
<E perché mai, Per'tak? Per farci prigionieri e portarci su Romulus?>
Evitiamo il sarcasmo tipico di voi klingon…questo è il punto esatto in cui la sonda sparì. Ora ne
lanceremo una noi alle stesse coordinate…quindi se vi teletrasportate potrete vedere il tutto in
tempo reale, per poi elaborare i dati con i vostri ufficiali scientifici. > disse Per'tak.
<D'accordo, ambasciatore. Ci dia cinque minuti. > rispose il klingon.
<Signor Locutus, a lei il comando.>
<Sissignore.>
Una volta scomparsa l’immagine della plancia della Magellano dallo schermo, Riker si sentì un
uomo morto: Tailong stava venendo sul falco da guerra.
Per non perdere tempo, l'ammiraglio e gli altri si fecero teletrasportare direttamente sulla
plancia della nave romulana.
<Ambasciatore…il capitano Braga e il coma ndante Drizzt li ha già conosciuti. Questi sono il mio
ingegnere capo, tenente Virux, il mio consigliere, tenente IlSaggio, e l'ufficiale scientifico capo,
tenente Cailin. > disse Tailong.
<Piacere di avervi a bordo, signori. Abbiamo lanciato una sonda alle coordinate stabilite: qui
potete leggere i dati in arrivo.> disse Per'tak indicando la console scientifica.
Virux e Cailin si misero subito all'opera.
<Allora, tenente?> disse Tailong rivolgendosi a Virux.
<La sonda trasmette, ma di tunnel nemmeno l'ombra, signore. > rispose Virux.
<Eppure le coordinate sono quelle… ne sono sicura !> disse la Huge.
<Signore, forse so come fare aprire il tunnel. > disse Cailin.
<La ascolto, tenente.>
<La sonda Pioneer 10 ha un motore alimentato a plutonio 238, ovvero un isotopo
dell'elemento stesso. Può essere che il campo di gravitoni del tunnel sia sensibile a qualche
tipo di isotopo…> disse Cailin.
<Tenente, quindi lei mi sta dicendo che ci vuole una specie di telecomando, per far aprire il
tunnel?> disse Tailong.
<Più o meno, ammiraglio. >
<D’accordo, proviamo: in fondo non ci costa niente.> disse il klingon.
<Ammiraglio, potrei generare un campo simile polarizzando le particelle di tachioni emesse dal
dispositivo di occultamento, scaricando plasma dalle gondole di curvatura. >
<I nostri motori a curvatura non funzionano col principio materia-antimateria come i vostri…>
disse il comandante Ta'khoi.
<Lo so, usate una singolarità quantica…ma l’energia prodotta dal reattore viene comunque
incanalata in direzione delle gondole sotto forma di plasma.> disse Virux guardando
l'ambasciatore.
<Procedete pure. > disse Per'tak.
<Riker, attivi il dispositivo di occultamento.> disse Virux.
<Fatto, tenente.> rispose Riker.
<Ora dia energia ai motori a curvatura, e da qui io scaricherò il plasma necessario.>
Un rumore cupo riecheggiò sulla plancia del falco da guerra romulano: davanti alla sua prua,
un tunnel spaziale del tutto simile a quello di Bajor si era aperto in tutto il suo splendore.
<Ottimo lavoro, tenente!> disse Tailong.
<Grazie, signore. Ora cerco di stabilizzarne la matrice così da farlo aprire al solo passaggio.
Devo incanalare dei neutrini nel tunnel… ma come?> si chiese Virux a voce alta.
<I disgregatori!> disse Riker.
<Prego?> ribadì Virux.
<I disgregatori romulani emettono un ra ggio di neutrini. Possiamo usare quelli del falco da
guerra. > disse Riker.
<Perfetto, tenente! Grazie del suggerimento…mi basterà ric alibrarne la frequenza su quella del
tunnel!>
La plancia del falco da guerra ammutolì di colpo sentendo il consiglio del tenente Riker.
<Ok, modifiche effettuate. Pronti a far fuoco nel tunnel al mio ordine.> disse Virux.
<Fuoco!>
L’ufficiale romulano addetto alla postazione tattica sparò due colpi di disgregatore. Il tunnel
fece per collassate su se stesso, poi si riaprì e si richiuse nuovamente.
<Rapporto, tenente.> disse l'ambasciatore Per'tak, rivolto a Virux.
<Ora vediamo se ha funzionato. Faccia dirigere la sonda verso l'entrata del tunnel. >
L'ambasciatore diede ordine di fare ciò che l'ingegnere federale aveva richiesto.
<Sonda in posizione tra 20 secondi. > disse l'ufficiale romulano.
<10 secondi…5 secondi… >
Il tunnel si aprì, per poi richiudersi dietro la sonda, portandola in chissà quale posto della
galassia.
<Ottimo lavoro, tenente…ha funzionato!> disse Tailong.
<Bene, ora non ci resta che andare a vedere dove porta questo tunnel. > disse la Huge.
<Ma ammiraglio, sappiamo già che porta nel Quadrante Gamma!> la interruppe Tailong.
<Ammiraglio, si ricordi che siamo in missione,e che sono un suo superiore. Non intendo
tollerare altre contestazioni. Prepararsi a varcare la soglia del tunnel spaziale!>
<E cosa ha intenzione di fa re con la Magellano?>
<Lasci il comando a qualcuno, e dia l’ordine di tornare in territorio federale, e aspettarci lì!>
<…sissignora. > disse colmo di rabbia il klingon.
<Aprite un canale con la Magellano!> chiese Tailong.
il viso pallido e parzialmente metallico di Locutus apparve: <Dica, ammiraglio. >
<Tenente, faccia ripristinare l’energia a tutti i sistemi della Magellano, la riporti entro i confini
federali e ci attenda lì.>
<Immediatamente, signore. Locutus, chiudo. >
Il falco da guerra sganciò la Magellano, che una volta riattivata tornò in territorio federale.
<Tenente Virux,lei ritiene che il tunnel sia stabile?> disse la Huge.
<Si, ammiraglio>
<Bene, allora andiamo!> disse la Huge.
Il falco da guerra si diresse verso il tunnel, che puntualmente si aprì inghiottendo la nave, e
risputandola fuori in chissà quale parte del Quadrante Gamma.
Non appena il tunnel spaziale si richiuse dietro la T'derek, il comandante Ta'khoi ordinò:
<Attivare il dispositivo di occultamento! Avanti piano, un quarto d’impulso. >
Riker fece tutto quello richiesto senza dare la minima soddisfazione al comandante romulano,
né un ‘s i’, né un ‘fatto’ né un ‘ok’, niente di nie nte.
<Tenente Cailin, rilevi una boa di posizione federale e ci dia le giuste coordinate! Mi dica dove
diavolo siamo!> disse Tailong.
<Sissignore. Mi dia due minuti> rispose Cailin.
Per'tak disse: <Ammiragli, volete venire con me in sala tattica, per piacere?>
I due seguirono l'ambasciatore romulano, e una volta entrati nella stanza la Huge si rivolse a
Per’tak: <Ambasciatore, come vede la sonda terrestre sparì per un fenomeno naturale e non
perché la Federazione voleva nascondervi chissà quale prototipo d’arma.>
L’ambasciatore, quasi indispettito, annuì col capo.
<Ma a chi la volete dare a bere?> disse Tailong.
<Scusi, ammiraglio?> disse stupita Lea Huge.
<La USS Blue, la sonda, i romulani nella Zona Neutrale, il fatto che sia sparita e vi eravate
accusati l'un l'altro, e sopratutto il fatto che lei abbia voluto contattare l'ambasciatore due anni
dopo…queste storie non reggono! Avanti, che cosa c’è sotto?>
La Huge e Per'tak si guardarono l’un l’altra, sconsolati, capendo che la loro bugia era arrivata
al capolinea…e se al capolinea c'è un Klingon di due metri, a quel punto conviene dire tutta la
verità.
<Ammiraglio… > Per'tak iniziò a parlare, rivolto a Tailong: <…vede, io ed il capitano della nave
siamo dei disertori dell'Impero Romulano…o meglio, siamo della frangia riunificatrice, quella
che vorrebbe riunire i popoli di Vulcan e Romulus, e che desidera fortemente la pace con la
Federazione. Le scoperte fatte dalla USS Blue ci hanno fornito un valido motivo. >
<Che scoperte?> disse Tailong, rivolto alla Huge.
<In data stellare 47631.5, il capitano Jean-Luc Picard, allora ufficiale comandante della USS
Enterprise- D, seguendo e completando le ricerche del suo professore universitario di
archeologia ha fatto una scoperta sensazionale. Raccogliendo parti di DNA sparsi in pianeti di
tutto il Quadrante si è accorto che tali frammenti si ‘incastravano’ in uno schema generale,
formando una specie di mappa. Mappa dalla quale, tramite particolari calcoli, sono riusciti a
localizzare l'ultimo pianeta sul quale prelevare il campione mancante di DNA.
Giunti sul posto trovarono anche ufficiali cardassiani, klingon e romulani, giunti lì grazie
all’operato dei loro organi di spionaggio. Mentre questi nuovi arrivati erano intenti a litigare per
contendersi il risultato finale della scoperta, il capitano Picard ed il suo ufficiale medico, la
dottoressa Crusher, hanno attivato lo schema , inserendo l'ultimo codice del DNA prelevato sul
pianeta.
Con grande stupore non si trattava né di un'arma né di niente di simile: il tricorder ha infatti
proiettato l'immagine di una donna di una razza ormai estinta da miliardi di anni, che
sosteneva di rappresentare la razza progenitrice di tutte le specie umanoidi della galassia, e
che ha disseminato i frammenti di codic e come ere dità per i loro futuri discendenti.
La situazione si chiuse lì, apparentemente. La Federazione, leggendo il rapporto di Picard,
incaric ò me di indagare. La domanda era una: come avevano fatto questi progenitori a
spostarsi da un Quadrante all'altro senza metterci migliaia di anni? Dopo due anni di studi
siamo giunti alla conclusione, almeno credo: si servirono di tunnel spaziali.>
Tailong, che aveva ascoltato tutta la storia in silenzio totale, alla fine della stessa rimase
incredulo: <Quindi noi klingon abbiamo qualc osa in comune con i romulani, i ferengi ed i
cardassiani? Che schifo…la notizia più brutta che avrei mai potuto sentire.> commentò
l'ammiraglio klingon.
<Quindi lei sapeva a cosa serviva quel tunnel, vero? Ma perché non dircelo subito? E poi
perché i romulani al nostro fianco?> aggiunse Tailong.
<Gli ordini erano questi, Tailong: silenzio totale. E per quanto riguarda i romul… >
<Per quanto riguarda noi, ammiraglio… > disse Per'tak, <… io ero su quel pianeta con Picard e
gli altri. Dopo l'accaduto, la mia voglia di tradire l'Impero per una giusta causa aumentò. Otto
giorni dopo il fatto, contattai Picard via messaggio subspaziale, e chiesi asilo. La Federazione
acconsentì, e mi affiancò nella ricerca all'ammiraglio Huge, in quanto testimone del fatto.>
<Capitano Tar'sin ad ammiraglio Tailong. >
<Dica pure, capitano>
<Le letture delle boe sono completate. Vi prego, potete venire in plancia?>
<Arriviamo.>
I tre furono in plancia in un tempo record.
<Rapporto, tenente Cailin. > disse il klingon.
<Signore, secondo le boe federali ci troviamo in pieno Quadrante Gamma a circa 1000 anni
luce da dove siamo entrati… praticamente siamo al centro preciso!>
<Bene, come nelle previsioni. Tenente Riker setti la rotta per 175 punto 034. > disse la Huge.
<Ma signore, è un sistema solare a 40 anni luce da qui! Attraverseremo la regione del
Dominio, e non credo sia una cosa prudente!> disse il timoniere.
<Tenente, decido io cosa è prudente o meno. Setti la rotta e la inserisca, subito! Per quanto
riguarda il Dominio, inserisca il dispositivo di occultamento.>
<Sissignore!>
La nave partì: a curvatura 8, ci avrebbero messo circa 89 ore.
La vita sulla plancia scorreva più o meno tranquilla: Tailong, la Huge e l'ambasciatore Per'tak
andarono negli alloggi loro assegnati, mentre Cailin, Virux ed IlSaggio si fermarono a parlare
con Riker, seduto al timone.
<Hey, mezzosangue…come te la cavi al tg'olok?> chiese il comandante Ta'khoi.
<Oh… mi invita a nozze, comandante.> rispose Riker.
<Ma cos'è il tg'olok, William? > chiese IlSaggio.
<E’ un vecchio gioco romulano, dove chi perde… muore. > disse il mezzo romulano.
<Ma sei impazzito, William? Lascia perdere!> aggiunse Cailin.
<Non preoccuparti, Cailin…sta solo cercando di intimidirmi. Ma non ce la farà.> ed i federali
scoppiarono a ridere.
<Tasteh plokhn'ghrted!> urlò il comandante romulano.
Il viso di Riker si fece subito cupo, ed i suoi occhi si riempirono di rabbia. A quel punto,
l’ufficiale della Flotta si scagliò contro il romulano, iniziando una furiosa lotta a mani nude.
Cailin. IlSaggio e Virux cerc arono invano di dividerli, mentre il capitano Tar'sin si godeva lo
spettacolo sorridendo…f ino a quando una voce tonante si fece largo in plancia: <Tenente!
Comandante! Ma che vi è preso? Piantatela con questi vostri comportamenti, o vi faccio
sparare fuori dal tubo lanciasiluri!> disse l'ambasciatore Per'tak, avvisato dalla sicurezza.
<E lei, capitano! Mi meraviglio di lei! Era lì, seduto a godersi lo spettacolo! Sicurezza, prendete
il comandante e confinatelo nel suo alloggio!>
La plancia piombò in un silenzio totale. Il comandante Ta'khoi, furioso lasciò la plancia scortato
da due romulani armati.
<Ora, se volete scusarmi, vado a riposare. Svegliatemi in prossimità di quel sistema solare. >
Il vecchio ambasciatore tornò nel suo alloggio a riposarsi, ed a riflettere.
<Tenente Riker ad ambasciatore Per'tak.>
<Dica, tenente.>
<Siamo in prossimità del sistema solare, alle coordinate stabilite dall'ammiraglio Huge. >
<Grazie, tenente. Arrivo.>
Ancora lievemente intontito dal sonno, il vecchio ambasciatore romulano prese la via della
plancia, così come Tailong e la Huge.
<Rapporto, capitano. > disse Per'tak appena entrò in plancia.
<T utto normale, signore: siamo ancora occultati. Sistema solare con 3 pianeti di classe M
disabitati. La stella è una nana bianca: direi che, se qui c'era vita, si è estinta da milioni di
anni.>
<Tenente Virux, ripeta il procedimento che ha utilizzato per aprire l'altro tunnel. > disse la
Huge.
<Come, signore?> rispose Virux: <Vorrebbe dire farci individuare da eventuali navi del
Dominio! Se polarizzassi i tachioni con il plasma dei motori, avremmo una lunga emissione di
particelle croniton, almeno cinque minuti…ed anche se siamo occultati, saremmo rilevabili!>
<Tenente, esegua!>
Virux fece come ordinato, ed uno scossone fece tremare il falc o da guerra.
Tra lo stupore di tutti, si era aperto un'altro tunnel spaziale.
<Ora lo stabilizzi, tenente.> ordinò Per'tak.
<Fatto, ambasciatore. > disse Virux.
<Bene. Tenente Riker, entriamo. >
<Si, ambasciatore. > rispose il timoniere.
La nave iniziò a tremare, come se un terremoto l'avesse colpita…poi, tutto ad un tratto,
uscirono dal tunnel.
<Rapporto, tenente Cailin. > disse Tailong.
<Signore, non ho idea di dove siamo. Non rilevo alcuna boa della Federazione, o di
nessun’altra natura. > disse Cailin.
<Ve lo dico io dove siamo… > disse la Huge: <Siamo nel Quadrante Delta… >
<Ma come fa a dirlo con certezza?> chiese Tailong.
Cailin interrupe: <Temo abbia ragione l'ammiraglio Huge…cubo Borg in rapido
avvicinamento!>
<Ma come diavolo fanno a vederci?>, chiese la Huge.
<Non vedono noi…hanno registrato aumento di neutrini, dovuto all'apertura del tunnel!>
rispose Virux.
<Non ci giurerei troppo… intendo dire sul fatto che non ci vedono, ammiraglio.> disse Riker.
<Ah già, le particelle croniton…per quanto ancora saremo rilevabili, tenente?> chiese Per'tak.
<All'incirca due minuti, ma se seguono la scia di particelle e ne fanno un esame di livello 4
possono rilevare facilmente anche l'emissione dei nostri motori a curvatura. > rispose Riker.
<E quindi saprebbero comunque dove siamo. Ok: Riker, disinserisca il dispositivo
d'occultamento. Scudi al massimo, armare disgregatori e siluri fotonici!> ordinò il capitano
Tar'sin.
<Sissignore!> risposero in coro un sottufficiale romulano e il tenente Riker.
<Ma questo vuol dire suicidarsi!> urlò la Huge.
<Beh, ammiraglio…oggi è un buon giorno, per morire. > aggiunse Tailong.
La nave uscì dall'occultamento, ed attivò tutte le sue armi.
<Il cubo Borg è visibile. > disse Cailin.
<Sullo schermo. > ordinò Tar'sin.
<In base alle letture dei nostri sensori, le loro armi non sono attive ed i loro scudi sono
abbassati. Capitano, il cubo non sembra interessato a noi. > disse Riker.
<Rilevo un'emissione ciclica sulla banda theta, da parte del cubo Borg.> disse Virux.
<Stanno cercando di aprire il tunnel! Dobbiamo impedirlo, o saremo la causa dell'assimilazione
di miliardi di persone!> disse molto preoccupato Il capitano Tar'sin.
<Capitano, il tunnel si sta aprendo: tempo stimato per l’attraversamento da parte del cubo…4
minuti, 23 secondi. > disse Cailin.
<Presto, dobbiamo fare qualcosa! Non possiamo farli arrivare nel Quadrante Gamma! Avranno
già avvertito altri cubi della collettività…assimileranno l'intera galassia, cosi!> disse la Huge.
<Suggerimenti?> chiese sconsolato l'ambasciatore Per'tak.
<Beh, ambasciatore…in teoria, una volta aperto il tunnel potremmo farne collassare la matrice
con dei siluri foton…>
<Ma sei impazzito? E noi come torniamo a casa?> disse Riker, interrompendo il tenente Virux.
<Tenente, non si preoccupi: torneremo a casa, si fidi di me. Se i miei calcoli sono esatti, esiste
un tunnel, alle coordinate oppose rispetto a quelle del precedente, che ci riportera' dritti nel
Quadrante Alfa. > disse la Huge. <Prosegua, tenente Virux. >
<Dicevo: in teoria, una volta aperto il tunnel potremmo farne collassare la matrice con dei
siluri fotonici.>
<In teoria?> ribatté Per'tak.
<Si ambasciatore…in teoria, se la matrice collassa con la nave Borg all'interno, il tunnel
dovrebbe comunque collassare su se stesso. Ma non le assicuro niente.>
<Va bene…altri suggerimenti?>
La plancia rimase in silenzio.
<Va bene, tenente: faremo come dice lei. Pronti a sparare all'ordine del tenente Virux!> disse
Tar'sin.
<Ok, il tunnel è aperto. > disse Cailin: <Tempo stimato di entrata: 30 secondi… 20 secondi… 10
secondi…5, 4, 3, 2, 1… >
<Fuoco!> urlò Virux, con tutto il fiato che aveva in corpo.
Tre siluri furono subito lanciati verso il tunnel. Appena prima di la completa chiusura
dell’vortice d’accesso, i siluri detonarono, collassando la matrice e distruggendo il tunnel.
<Ottimo lavoro, tenente!> disse Tar'sin rivolgendosi a Virux, poi aggiunse: <Attivare il
dispositivo di occultamento.>
La nave tornò ad essere invisibile agli occhi ed ai sensori di tutti.
<Tenente Cailin, ora esegua una scansione con i sensori a lungo raggio, e fornisca una lista di
tutti i pianeti di classe M abitabili nel centro del Quadrante, con un raggio di scansione di 10
anni luce. > chiese la Huge.
<Ammiraglio…sembra essere sicura di trovare qualcosa. Ci nasconde qualcos'altro?> disse
Tailong.
<Secondo quanto riportato dal capitano Picard nel suo rapporto, questa razza partì dal proprio
pianeta per colonizzare l'intera galassia. Di quella razza non sono state trovate tracce nel
Quadrante Alfa, né in quello Beta, né in quello Gamma. Mi limito ad andare per esclusione. >
rispose la Huge.
<Ragionamento degno del miglior vulcaniano. > ironizzò l'ambasciatore Per'tak.
<Scansione eseguita, signore. Ho rilevato tre pianeti: due di classe G ed uno di classe K…
nient'altro. > disse Cailin.
<Ma come può essere?> disse terrorizzata la Huge.
<Ah ah ah ah…evidentemente ha fatto male i suoi calcoli, ammiraglio. Siamo venuti qui per
niente!> Tailong scoppiò in una grossa risata.
<Signore…con tutto il rispetto, spero non si sia sbagliata anche sul tunnel che deve riportarci a
casa.> disse Riker.
La Huge era lì, ferma ed immobile, senza parole: e se Riker avesse avuto ragione?
<Ora lo sapremo, subito tenente Riker: setti la rotta 275 punto 34.>
<Sissignora!>
<Ammiraglio, scusi ma non possiamo andare per tentativi! Ho accettato di partecipare a
questa missione per avere in cambio asilo politico sulla Terra, non certo per finire a duecento
anni a curvatura nove da casa!> disse Per'tak spazientito.
Tailong fulminò la Huge con un'occhiata, e disse: <Con lei, le sorprese e le menzogne non
finiscono mai!>
La Huge abbassò la testa, e fece finta di niente.
<15 ore all'arrivo alle coordinate previste. > informò Riker.
La vita su un falco da guerra non è poi cosi male… a parte il fatto che a comfort è messo
maluccio. Ma ci si può abituare…pensava tra se e se Cailin, chiuso nel suo alloggio.
Poi, d'un tratto: <Ammiraglio Huge ad ufficiali della magellano: subito a rapporto in plancia. >
Cailin schizzò fuori dalla sua branda scomodissima, in puro titanio, e si diresse in pla ncia.
Durante il tragitto Cailin incontrò Riker e Virux, che discutevano animatamente sulla scomodità
delle brande romulane.
Finalmente arrivarono in plancia: Riker riprese il suo posto al timone, Virux si diresse alla
postazione ingegneristica e Cailin a quella scientifica.
<Signore, siamo alle coordinate stabilite. > disse Riker alla Huge.
<Tenente Cailin, scansione di livello 5 appena il tunnel sarà aperto.>
<Bene, procedere con l'apertura del tunnel!>
<Sperando che ci sia…> disse ironicamente Tailong.
Nel frattempo, anche Per'tak raggiunse la plancia.
<Tenente Riker, attivi il tunnel…ora!>
Riker iniziò a polarizzare i tachioni col plasma delle gondole, ed una forte luce riemp ì lo
schermo del falco da guerra.
<Uomo di poca fede…> disse la Huge a Tailong.
<Ammiraglio, > disse Cailin alla Huge, <i sensori rilevano un’anomalia molto particolare a due
anni luce da qui. Si tratta di un sistema di stelle binario: una è una gigante rossa e la
compagna è una nana bianca…ed emettono una strana radiazione di fondo. >
<Cioè?>
<Ecco…è la stessa identica frequenza del tunnel.>
<Bingo…forse ci siamo. Tenente Riker, tracci una rotta per il sistema doppio…curvatura nove!>
<Sissignora!>
La nave partì, lasciandosi dietro una scia del colore dello smeraldo, tipica delle navi romulane.
Giunsero sul posto in 25 minuti.
<Sullo schermo.> disse la Huge.
Lo schermo inquadrò le due stelle, in tutto il loro splendore.
<Rapporto, tenente.> disse la Huge a Cailin.
<Ho delle letture strane, ammiraglio…rilevo tre radiazioni di fondo e non due. Non so come sia
possibile…>
<Bene, avviciniamoci. Pari avanti mezza.>
La nave lentamente si avvicinava a quel sistema binario, pronto a rivelare loro una grande
sorpresa.
<Non è possibile!> disse Cailin.
<Ho isolato la fonte della terza radiazione di fondo…si tratta di un pianeta di classe M.
atmosfera di ossigeno ed azoto…e sono presenti segni di civilizzazione!>
Tutta la plancia rimase stupita.
<Scusi, tenente, ma come è possibile che i nostri sensori non abbia no rilevato il pianeta?>
chiese Tar'sin a Cailin.
<La risposta è semplice, capitano: il sistema non ha moti di rivoluzione o di rotazione! Il valore
del campo gravitazionale è zero! Il pianeta e le due stelle sono in perfetto equilibrio tra di loro!
E’ per questo che i sensori a lungo raggio non riuscivano ad individuare il pianeta…era coperto
dalla radiazione di fondo delle due stelle.>
Incredibile… si trattava forse dell'unico caso in tutto l'universo, e gli ufficiali erano lì, intenti a
guardare meravigliati quello che sembrava essere una presa in giro nei confronti delle leggi
gravitazionali universali.
<Ok, ci siamo.> disse la Huge.
<Riker, Tailong e Cailin…con me in sala teletrasporto.>
<Un attimo , ammiraglio. Non avrà nulla in contrario se scendiamo anche noi, vero?> disse
Tar'sin.
<Certo che no.>
<Bene. Allora scenderemo io, l'ambasciatore ed il comandante Ta'khoi. > disse il capitano
romulano.
Quel nome fece sobbalzare Riker.
<Bene, andiamo. > disse la Huge.
Il rumore del teletrasporto romulano riempi l'arida e deserta distesa del punto di sbarco degli
uomini della T’derek e della Magellano.
La Huge, Tailong, Riker, Cailin, l'ambasciatore Per'tak, il capitano Tar'sin e il comandante
Ta'khoi si ritrovarono l’uno di fianco all'altro, su un'immensa distesa di polvere azzurro-verde.
Subito Cailin estrasse dalla tasca il suo tricorder medico, per analizzare l'atmosfera del
pianeta: <Il tricorder conferma i dati delle rilevazioni fatte in precedenza dai sensori della
nave. Atmosfera di composizione adatta alla vita umana: 60% di azoto, 20% di ossigeno, 15%
di anidride carbonica e per il restante 5% una miscela di gas nobili tra i quali argo, elio, neon e
kripto. Valore delle radiazioni… livello medio alto. Il magnetismo planetario è praticamente
assente, e la fascia di ozono ha quattro giganteschi buchi. Ammiraglio Tailong, non possiamo
esporci per più di due ore a questo tipo di radiazioni, o diverranno letali. >
<Bene, tenente Cailin…ora cerchi di individuare qualche tipo di costruzione artificiale sul
pianeta, in un raggio di 10 km da questa posizione.> disse Tailong.
<Rilevazione eseguita, signore: rilevo una struttura non naturale, alta circa 500 metri, a 5.8
km da qui.>
<Ottimo…dirigiamoci subito lì!> si intromise la Huge.
<D'accordo… ma io non voglio romulani alle spalle. > aggiunse Tailong.
<Ed io non voglio il figlio di una sporca traditrice nel raggio di 50 km1> disse accecato dalla
rabbia il comandante Ta'khoi, rivolto a Riker.
Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso: Riker si scagliò con tutta la sua violenza e
potenza contro il coma ndante romulano. I due iniziarono a picchiarsi violentemente ed
insultarsi sotto gli occhi degli altri ufficiali lì presenti che, dopo un primo momento di
disorientamento, si lanciarono sui due per dividerli.
<Ma si può sapere cosa vuoi da me? Perché tanto odio? Sei l'unico del tuo equipaggio a
dimostrarlo in modo cosi violento! Perché continui a provocarmi? Cosa ti ho fatto di male?
Perché questa storia proprio non ti va giù?> chiese Riker, steso per terra.
Il comandante romulano si rialzò da terra, si tolse di dosso la polvere azzurro-verde, si pulì un
sottile rivolo di sangue verde dal lato destro della sua bocca e disse: <Tu non mi hai fatto
niente di male. Al contrario, Tandra, tua madre, ha tradito l'Impero, e tu sei la prova vivente di
quel tradimento. Mezzo sangue, io sono Ta'khoi, figlio di N'vek Tvok e di…Tandra Tera k.>
Tailong, Huge e Cailin sbarrarono increduli gli occhi.
Poi Ta'khoi aggiunse: <Esatto, federale: Tandra era anche mia madre. Io e te siamo
fratellastri.>
Riker era totalmente disorientato: non sapeva se ridere o piangere…
Ta'khoi, finito il discorso, come se niente fosse finì di togliersi la polvere di dosso e si
incamminò verso la direzione indicata precedentemente dal tricorder di Cailin, seguito da
Tar'sin e Per'tak.
William era ancora scosso dal racconto: non aveva ancora realizzato bene il tutto, ma un
pensiero gli riempiva di gioia il cuore…
<Ho un fratello!> disse Riker, guardando Tailong con gli occhi pieni di lacrime. <Ho un
fratello!> ripeté il tenente.
<Si, un fratello che c onsidera vostra madre una traditrice…e che vuole ucciderla, William. >
disse Tailong, mentre dava una mano a Riker a rialzarsi.
<Tenente, credo che sia il caso che torni sulla nave: questa situazione la sta coinvolgendo
emotivamente, e ciò potrebbe minare le sue capacit à e la sua lucidità. Non possiamo sapere
che pericoli incontreremo. > disse la Huge, e mentre stava per toccare il comunicatore per
chiedere a Virux di riportare a bordo Riker, Tailong le fermò la mano: <Ammiraglio…con tutto il
rispetto, il tenente Riker è un membro del mio equipaggio. Ha un curriculum degno del miglior
ufficiale della Flotta Stellare, e sono convinto che riuscirà a portare a termine la missione senza
problemi!>
La Huge guardò Tailong dritto negli occhi per tutta la durata del discorso, poi si girò verso
Riker, che annuì con la testa: <D'accordo…allora andiamo, od i romulani ci ruberanno la
scoperta!> disse la Huge in tono ironico, riferendosi a Tar'sin, Ta'khoi e Per'tak, incamminatisi
cinque minuti prima.
I due ammiragli si incamminarono immediatamente, mentre Cailin si avvicinò a Riker e gli
disse: <William, sono contento per te. Fidati…poco importa che lui ti rinneghi: la gioia di aver
scoperto che hai un fratello, sopratutto dopo che i tuoi genitori sono morti, sconfigge qualsiasi
incomprensione, e qualsiasi guerra tra Federazione e romulani.>
<Grazie, Cailin… ma ora raggiungiamo gli altri. >
Il gruppo si ricompattò velocemente, e dopo circa tre quarti d’ora minuti di cammino…
<Signore, siamo a 600 metri dalla costruzione rilevata in precedenza. Dovremmo già riuscire a
vederla… > disse Cailin.
Purtroppo una leggera nuvola di polvere, alzata dal vento, impediva loro di vedere…fino a
quando un’enorme costruzione di forma piramidale venne riconosciuta dai presenti.
Rimasero tutti stupiti dalla maestosità e dalla precisione di quel manufatto alieno.
<Rapporto, tenente.> disse la Huge, rivolta a Cailin.
<I dati del tricorder sono molto confusi, ammiraglio…rilevo un'unica camera all'interno della
piramide, ma rilevo anche miliardi di forme di vita, che appaiono e scompaiono.>
<Bene, entriamo. Mi raccomando: occhi e orecchie ben aperti, phaser e disgregatori regolati
su stordimento. > disse la Huge.
I sette entrarono in quella che sembrava la via di accesso principale: il luogo era illuminato
dalle pareti stesse, che emettevano un qualche tipo di radiazione luminosa, simile ad una
luminescenza, ma molto più intensa.
<Propongo di disporci in fila, in modo da avere anche le spalle coperte. Se non vi fidate,
possiamo fare a coppie di due, uno dei nostri ed uno dei vostri. Io farò coppia col tenente
Riker. Il tenente Cailin andrà in testa alla fila, a rilevare dati col tricorder. > disse il capitano
Tar'sin.
<D'accordo. > replicò Tailong.
Le coppie si formarono in tutta fretta: Per'tak e la Huge, Ta'khoi e Tailong, infine Riker e
Tar'sin.
<Sto rilevando un gran numero di neutrini, dritti dietro quella parete. > disse Cailin.
La lunga galleria d'entrata era quasi finita, e davanti ai sette c'era una porta enorme, alta
almeno 20 metri, parzialmente chiusa…dalla quale fuoriuscivano degli strani bagliori a intervalli
regolari, e uno strano rumore.
<Cosa pensa che sia, tenente?> chiese L'ambasciatore Per'tak rivolto a Cailin.
<Non lo so, ambasciatore… i bagliori hanno intervalli di 7.8 secondi. Le letture del tricorder
sono come impazzite: ad ogni bagliore registro miliardi e miliardi di forme di vita, ma si tratta
di una rilevazione che sparisce appena il bagliore cessa. La cosa strana è che ad ogni bagliore
ne rilevo un numero diverso. Come se aumentassero o diminuissero, nell'arco di 7 secondi…>
<Bene, non ci resta che entrare. > disse Tailong.
La comitiva, lentame nte, entrò nella stanza: il primo fu Cailin, e tutto ad un tratto, un raggio di
luce bluastra avvolse Cailin, il quale, spaventato da quello che stava succedendo, iniziò ad
urlare.
La prima reazione di tutti e sei gli altri membri fu quella di sparare in direzione del raggio, ma
le pareti assorbivano i colpi di phaser e dei disgregatori romulani.
Di colpo, il raggio si interruppe. Cailin cadde in terra svenuto: Riker corse da lui, ma ad un
tratto una fortissima luce bianca inondò la stanza, e la figura di una donna umanoide con la
pelle rossa comparve agli ufficiali, sotto forma di ologramma.
<Benvenuti figli miei: se siete arrivati fino qua, è stato grazie alla scoperta del programma
genetico che abbiamo inserito in tutti i vostri DNA. Io sono Krins, ingegnere capo del progetto
‘Vita’, iniziato dalla nostra razza. La nostra civiltà fu la prima a svilupparsi…quando
conquistammo lo spazio la cosa ci fu evidente: eravamo gli unici. Ci rendemmo conto che era
uno spreco di spazio, e cosi decidemmo di diffondere la vita su altri pianeti di questa parte
della galassia. Pensammo anche di lasciarvi in eredità, nel vostro corredo genetico, le istruzioni
per tornare da noi, alle vostre origini…perché ritenemmo fosse giusto farvi sapere la verità,
una volta pronti. Ci recavamo puntualmente su ogni pianeta in seminato, per controllare il
progredire dell'evoluzione, e magari aiutarla… migliorandola. Il nostro sogno era quello di
popolare la galassia di esseri viventi simili tra loro, nelle profondo dei loro corredi genetici, che
una volta raggiunta questa consapevolezza si sarebbero uniti in amore e fratellanza in una
pacifica convivenza che avrebbe avuto come casa la galassia stessa. Decidemmo poi di
ampliare il programma: i nostri scienziati trovarono il modo di costruire dei tunnel che ci resero
possibile l'accesso a tutta la galassia, ed oltre. Iniziammo a inseminare altre galassie, nelle
quali trovammo anche altre forme di vita. Una parte di noi vivrà sempre in noi, cosi come una
parte di voi vivrà in altre galassie sparse per l'universo. Ed è per questo che abbiamo deciso di
non distruggere il sistema di tunnel spaziali da noi creato: per dare la possibilità, a chiunque lo
voglia, di andare a conoscere nuove razze, ed esplorare galassie che in fondo sono anche casa
vostra. Molti di noi erano contrari a questo programma di evoluzione forzata: dicevano che
stavamo giocando a fare gli dei…forse avevano ragione, o forse no. Abbiamo inseminato
miliardi di mondi, creando miliardi di razze…diverse nell'estetica, ma uguali fisicamente, e
geneticamente simili. In questo momento chissà dove saremo arrivati…forse saremo gia
estinti. A voi la decisione se voler sapere dove siamo arrivati, o di conoscere altre razze.
L'intero pianeta funziona da amplificatore, e la porta di entrata per il tunnel intergalattico è la
stanza dietro questa. Basta azionarlo, esattamente come i tunnel spaziali che vi hanno portato
fino qui. Sono molto felice di questo momento…in fondo, è la dimostrazione che abbiamo
lavorato bene. Vi amo, figli miei… >
Lentamente, l'ologramma sparì, e la stanza si fece di nuovo buia, lasciando in religioso silenzio
la Huge, Tailong, Riker, Per'tak, Tar'sin e Ta'khoi.
Cailin si rialzò di scatto, e Riker lo aiutò ad alzarsi.
<Ma che è successo?> chiese Cailin.
<Un raggio ti ha sondato, e tu sei svenuto. Hai funzionato da chiave, attivando un programma
olografico…> e Riker raccontò il resto della storia a Cailin.
<Ecco perché il tricorder registrava miliardi di forme di vita…erano tutte le galassie collegata a
questo portale!> disse Cailin.
<Signori…che facciamo?> chiese La Huge.
Di colpo uno scossone, seguito da tre esplosioni, fece tremare tutto.
<Ammiraglio Huge a tenente Virux!>
<Signore, le comunicazioni sono bloccate dalla struttura e dal materiale che compone la
piramide!> disse Cailin.
Le esplosioni continuavano, causando anche parecchi crolli.
<Tutti fuori!> urlò il comandante Ta'khoi.
Tutti si precipitarono verso l'uscita, dove le comunicazioni erano possibili: <Ammiraglio Huge a
tenente Virux!>
<Si ammiraglio, vi tiriamo fuori sub… >
I sette non ebbero nemmeno il tempo di sentire la fine della frase: furono teletrasportati
direttamente sulla plancia del falco da guerra.
<Rapporto!> chiese il capitano Tar'sin a Virux.
<I Borg ci stanno attaccando. Attaccano anche il pianeta. >
<Ma come è possibile? Siamo occultati, giusto?" chiese la Huge.
<Sissignora, ma ci hanno individuati comunque.> rispose Virux.
<Ed ora che facciamo? Se i Borg trovano il tunnel intergalattico…sarà la fine per l'universo!>
disse Riker.
<Non ci resta che distruggerlo…come il tunnel precedente!> aggiunse Tailong.
<No! Potrebbe essere la scoperta più importante per tutte le razze dell'universo!> urlò la
Huge.
<Ammiraglio, in fondo, se nessuno è mai arrivato nella nostra galassia da un'altra più lontana
vuol dire che non sono evoluti come noi, oppure sono addirittura estinti…quindi rischiamo solo
di violare la Prima Direttiva> disse Virux.
<Oppure ci visitano già da millenni, ed hanno anche loro una specie di Prima Direttiva…>
aggiunse la Huge.
<Comunque, se i Borg dovessero trovare il passaggio, per loro sarebbe finita! Quindi
distruggiamolo!> disse l'ambasciatore Per'tak.
<No ambasciatore! Lei non capisc…>
Tar'sin interruppe la Huge: <Fuoco!>
Una scarica di quattro siluri partì in direzione della piramide.
<No!> urlò la Huge.
Un'enorme esplosione apparve sulla faccia del pianeta.
<Ora dobbiamo trovare il modo di affrontare i Borg!> disse Per'tak.
<Forse oggi è un buon giorno per morire. > aggiunse Tailong.
to be continued…