Mi chiedi: cosa è la Lectio divina? Ecco, per te, alcune mie riflessioni

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Mi chiedi: cosa è la Lectio divina? Ecco, per te, alcune mie riflessioni
CONVEGNO GIOVANI - GIOVANI ADULTI
Mascalucia 25-26-27 Novembre 2016
“Tra la folla un nome… il Tuo”
Mi chiedi: cosa è la Lectio divina? Ecco, per te, alcune mie riflessioni
Caro gifrino e cara gifrina,
mi chiedi cosa sia la Lectio Divina. Forse ne hai già sentito parlare o ne hai fatto esperienza da solo o nella
tua fraternità; forse non sai di cosa stiamo parlando. In entrambi i casi eccoti alcune mie sintetiche e schematiche
riflessioni. Spero possano esserti utili nel tuo cammino di fede.
Lectio Divina: dal latino, Lettura divina; lettura della Sacra Scrittura. Si intende l’incontro con il Signore
Gesù che parla, attraverso la sua Parola, ad ogni uomo, alla comunità-fraternità e alla Chiesa intera.
Questa esperienza tu la fai già: ogni domenica, partecipando a Messa. Ogni volta che a Messa ascolti le
Letture, nella fede tu sai che è Cristo che parla alla sua Chiesa. Attraverso la voce del lettore/diacono/sacerdote
che proclama la Sacra Scrittura, Dio parla al suo Popolo, Cristo si manifesta vivente e risorto (sono io, non abbiate
paura, sono con voi fino alla fine dei tempi), lo Spirito Santo scende con abbondanza nel tuo cuore, lo apre e ti fa
comprendere, ti fa riconoscere in quella umana parola, la Parola di Dio, per te, qui e ora.
Quanto è bello. Quante volte ne hai fatto esperienza a Messa: sono sicuro, tante volte. Hai avuto la
serena certezza non solo che il Signore ha parlato alla comunità ma alla tua vita: queste parole, questa Parola
oggi parla a me, parla di me. Ecco: il Signore mi ha parlato. Questo avviene per la forza potente dello Spirito
Santo. È una sua operazione, non è un gioco psicologico né tantomeno un oroscopo spirituale. È l’operazione
dello Spirito (così la chiamava Francesco d’Assisi, raccomandando ai suoi frati che non estinguessero mai lo
Spirito di orazione e devozione e la Sua santa operazione). Forse in italiano non suona bene: l’operazione dello
Spirito, significa che lo Spirito del Signore Gesù, vivo e presente, agisce nella tua vita, realmente. Ci credi? Ecco, la
Lectio Divina è una scommessa di fede.
Scommetto nella fede che in quel testo scritto secoli e secoli fa, non solo è contenuta la storia del popolo
di Israele, di Gesù e della Chiesa nascente, ma è contenuta la mia storia. Il Vangelo parla di Gesù, racconta di Gesù
ma parla anche di me, racconta anche di me. Ecco perché, non solo la domenica ma anche ogni giorno, tu puoi
fare esperienza dell’incontro con il Signore Gesù nella sua Parola, nel suo Vangelo.
Mi incontro con la Parola di Dio per incontrare Gesù; mi incontro con la sua Parola per incontrare me
stesso. Incontrando la Parola di Dio, conoscerò Gesù; incontrando la sua Parola, conoscerò me stesso. Provare
per credere. Te lo posso assicurare: è così. E ne ho fatto esperienza anche in diverse fraternità Gifra, con tanti
giovani. La Parola di Dio penetra dentro di noi e scende in profondità (ce lo ricorda la Lettera agli Ebrei),
scandaglia il nostro cuore, fa emergere le nostre passioni, riscalda il nostro cuore, ci rende consapevoli del nostro
peccato (chi può dirci se abbiamo peccato se non la Parola del Signore?), ci rende più assomiglianti a Gesù.
Insomma, la lectio divina non è un freddo esercizio mentale o una tecnica intellettuale per sapientoni. È
un incontro d’amore con il Signore, amato sposo della Chiesa. È un incontro d’amore. È la passione di Dio per noi e
nostra per Dio. O come giovani francescani saprete diventare uomini e donne passionali e ardenti del fuoco
dell’amore divino (Francesco lo era, ce lo insegna e noi siamo fortunati, in questo, ad averlo come esempio) o
sarete freddi cattolici praticanti, e forse pure un po’ bigotti. No, state rispondendo tra voi e voi: non sarà così. Ci
credo.
E allora coraggio e passione. L’entusiasmo e la grinta che provate dentro, frutto e segno della vostra
giovane età, mettetela tutta nel vostro incontro con la Parola di Dio. Per favore non accontentatevi solo delle
devozioni e delle preghierine. Non accontentatevi solo degli incontri fraterni in Gifra (per quanto belli e
interessanti) ma curate fraternamente e soprattutto personalmente il vostro incontro con la Parola di Dio, con il
Verbo fattosi Parola (così lo definiva il Beato Gabriele Allegra, frate minore siciliano).
Come fare?
Di metodi ce ne sono tanti, dai più antichi e classici (il monaco Guigo II, il certosino, nel XIII sec. indicò
quattro passaggi, quasi come quattro scalini di una scala: lectio, meditatio, contemplatio, oratio) ai più moderni
(come quelli indicati dal Cardinale Martini; dal priore di Bose, Enzo Bianchi, etc) e attualizzanti, e anche
stravaganti.
Pensando a voi, cari gifrini di Sicilia, vorrei semplificare senza banalizzare.
1.
Il luogo. Ti chiedo: faresti una cosa importantissima per la tua vita, in mezzo ad una strada affollata e
in mezzo al traffico impazzito di una città? Penso di no. Per i momenti importanti e le cose belle, per
quanto è a noi possibile, cerchiamo la giusta location. Anche per la Lectio divina è cosi. Nelle migliori
delle ipotesi il luogo adatto è a contatto con la creazione: una spiaggia deserta al tramonto, un bosco,
un panorama contemplato seduto in un prato. Nell’ipotesi più normale e ordinaria: il luogo migliore è
la tua stanza. E se non hai la tua “cameretta” o la condividi con fratelli, sorelle, colleghi o coinquilini:
scegli una zona di casa (o un orario) in cui puoi stare tranquillo e da solo. Quando vuoi ascoltare il
Signore che parla: devi essere da solo in un luogo tranquillo e solitario.
2. Il tempo. Quando puoi fare la Lectio Divina? Quando vuoi. Non c’è un tempo e ogni tempo è buono. Ti
consiglio un tempo che sia tranquillo, quando hai finito il tuo studio e i tuoi impegni, il tuo lavoro. La
sera potrebbe essere un tempo adatto. Quanto tempo occorre per fare la Lectio divina? Il tempo
dell’amore. L’amore non si misura con il tempo perché annulla il tempo, trasformandolo in eternità.
Tuttavia ti dico che devi dedicare al Signore almeno 15 minuti (e sono già scontati per te gifrino, per
non farti scoraggiare o demordere dal provare). Niente tablet o smartphone a portata di dito: o
ascolti il Signore o rispondi alle 42 notifiche di facebook, alle 328 di whatsapp, e “veloce veloce”
pubblichi l’ultima foto su Instagram. Per ogni cosa c’è un tempo. Tutto quello lo farai o prima o dopo.
Il tempo della Lectio è tempo del, e per, il Signore. E Lui è un Dio geloso: quando sei con lui, ti vuole
tutto per sé.
3. Cosa serve? Innanzitutto la Bibbia (meglio quella detta “di Gerusalemme”, o quella detta “TOB”: sono
migliori per le note, i commenti e i passi paralleli che contengono). Ho detto la Bibbia, e non il
messalino, né il pc o il cellulare dove poter trovare facilmente il Vangelo del giorno. Occorre la tua
Bibbia, o il tuo Vangelo. Quelli tuoi, quelli che diventeranno sempre più familiari, che sfoglierai
continuamente e che saranno segno della tua storia d’amore con il Signore Gesù. Se vuoi puoi
sistemare davanti a te una bella icona o immagine di Cristo Gesù e della Vergine Maria, secondo i tuoi
gusti e la tua sensibilità: vedere il volto di Gesù e di Maria ci aiuta a sentirli presenti in mezzo a noi. “Il
tuo volto, Signore, io cerco”, canta il salmista. Questo avviene nella Lectio divina. Puoi accendere una
lampada, un cero, una candela (forse questo ti farà sorridere, pensando di dover costruire un piccolo
altarino domestico): è la luce ricevuta nel Battesimo, è la luce del Signore Risorto, è la lampada accesa
in attesa che il Signore ritorni, è la luce che indica la presenza del Signore a noi in preghiera. Siediti a
terra, su un cuscino, a gambe incrociate (è questa l’antica postura dei monaci del deserto dei primi
secoli del cristianesimo). Se non ce la fai, siediti alla tua scrivania, o trova una posizione comoda (non
troppo comoda, se no farai solo bei sogni).
4. E ora cosa faccio? E’ consigliabile fidarsi della Chiesa che ogni giorno ci dà il cibo buono della Parola,
attraverso il Vangelo del giorno proclamato nella Liturgia. Puoi farti aiutare da un calendario liturgico
per trovare i riferimenti biblici, o usa lo smartphone o il pc (e solo per questo) per trovarli. Cerca la
citazione e apri la Bibbia.
•
Invoca lo Spirito Santo. Il perché ho cercato di spiegartelo prima. Senza lo Spirito non avviene
l’incontro. Senza lo Spirito tutto rimane freddo e arido. Invocalo come sai fare tu. Fatti aiutare
da una preghiera (la Sequenza Vieni Spirito Santo, l’inno di Pentecoste Vieni Spirito Creatore,
…), da un canto, da invocazioni spontanee. Non essere frettoloso. Invocalo con la mente ma
soprattutto con il cuore; invocalo nel tuo corpo, nella tua vita. Siamo troppo freddi e
frettolosi, a volte formali, da galateo, quando invochiamo lo Spirito Santo.
•
Leggi il testo. Leggilo più volte. Sì, più volte. Così supererai lo sguardo superficiale e scenderai
in profondità. Leggilo almeno tre volte. Se puoi leggilo a voce alta (Ti sentirai pazzo? Gli altri ti
prenderanno per pazzo? Francesco non era forse folle e pazzo di Dio? Sei sulla buona strada).
•
Fatti aiutare nella comprensione di ciò che leggi. La Bibbia di Gerusalemme contiene delle note
di commento: leggi quelle che si riferiscono al tuo brano. Se ci sono dei passi paralleli
suggeriti, consultali. La Parola si spiega con la Parola. E consultando altri versetti, troverai luce
e comprensione. Puoi leggere un breve commento esegetico di spiegazione, contenuto nel
messalino o in altri buoni sussidi (bada che il commento sia di qualità e non semplice fervorino
spirituale).
•
Lascia che il tuo cuore, ispirato dallo Spirito Santo, si fermi lì dove trova il suo tesoro. Il cuore
riposa sempre quando trova il suo tesoro. Questo è il cuore di tutto quello che ti sto
consegnando. Qui siamo arrivati al cuore della Lectio Divina. Mi spiego meglio. Il Signore Gesù
nella sua Parola vuole incontrarti, e donarti una parola che sia solo per te, nel qui e ora della
tua vita. Allora nella forza dello Spirito Santo (non è magia, né sentimentalismo, ma grazia
operante), i tuoi occhi e il tuo cuore saranno attratti da un versetto, da una parola, da una
immagine, o da un personaggio. Fermati e rileggi, memorizza la parola o il versetto. Fai
riposare il tuo cuore. Se senti la necessità, e se hai tempo, approfondisci quel versetto o
parola, confrontandola con altre simili: questo sia per te esercizio di amore e non tecnica
intellettuale. In ogni caso, custodisci durante la giornata la parola o il versetto su cui ti sei
fermato. È ciò che veramente il Signore ti dice oggi. Non indurire il tuo cuore. Sii grato.
Accoglilo. Cosa succede se non troverai nulla? Se non ti si riscalderà il cuore per nessuna
parola o versetto? A volte capita, e dipende o dalla libertà di Dio che dispensa la sua Parola
quando vuole e come vuole, o dal nostro cuore duro e dal nostro orecchio chiuso. Ringrazia
ugualmente per quel incontro silenzioso con la Parola di Dio. Il Dio che tace, stai sereno/a che
ti parlerà. E se non comprenderai per nulla qualche versetto del brano, o l’intero brano?
Ringrazia lo stesso il Signore e accogli la sua Parola. È sua Parola, lo rimarrà sempre e agisce
sempre, anche quando io non la comprendo. Stai sereno/a: il Signore prima o poi ti farà
comprendere, e la Parola oscura ti sarà svelata e spiegata. Abbi fede e pazienza.
•
Concludi pregando. Dalla Parola ascoltata e accolta; dal versetto che in modo originale e unico
il Signore ti ha donato, scaturisce la preghiera. Che sia una preghiera spontanea: ringrazialo se
ha riscaldato e consolato il tuo cuore; invoca perdono, se ti ha mostrato i pesi del tuo cuore;
invocalo, se hai compreso il cammino da compiere e i passi da fare; chiedi e intercedi, per gli
altri, se nello svelare il Suo volto al tuo volto ti ha fatto ricordare il volto dei fratelli. Che la
preghiera sia spontanea, che sia esistenziale, che sia carnale e passionale. Puoi benissimo
concludere con il Padre Nostro, sentendo Gesù che ti insegna che Dio è tuo papà, che ti
insegna che gli altri, tutti, sono tuoi fratelli e tue sorelle.
•
E così, vai nel mondo. Nutrito dalla sua Parola, sii gifrino per le strade del mondo; sii seguace
di Francesco e Chiara; sii testimone di Cristo. Non essere bigotto, ma sii coraggioso testimone,
ovunque e sempre. Lo sarai, lo sarò, lo saremo: solo con la forza della sua Parola. Ne sono
convito: senza l’incontro con la sua Parola (Lectio Divina), come faremo? Chi ci darà forza e
coraggio?
#buoncammino. Che queste mie parole possano esserti utili. Le ho scritte pensando a te e
pensandomi come tuo fratello maggiore, pur essendo un frate minore.
#pregaperme. Con affetto. Fra’ Alfio