Documento di Piano

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Documento di Piano
1
Documento
PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO
Relazione Documento di Piano
Progettisti:
DIRIGENTE DEL SETTORE
PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO
Arch. Massimo Marzolla
ESPERTO IN ATTIVITA’
TECNICHE PROGETTUALI
Geom. Vincenzo Placanica
PGT
Documento di Piano
VARIANTE N. 1 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO, APPROVATA CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 13 DEL 09/03/2010 E PUBBLICAZIONE SUL B.U.R.L. N.
41 DEL 13/10/2010;
VARIANTE N. 2 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO, APPROVATA CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 65 DEL 30/11/2010 E PUBBLICAZIONE SU B.U.R.L. N. 14
DEL 06/04/2011;
VARIANTE N. 3 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO, APPROVATA CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 28 DEL 23/04/2012 E PUBBLICATA SUL B.U.R.L. N. 32
DEL 08/08/2012.
VARIANTE N. 4 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO RELATIVA APPROVATA CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 83 DEL 17/12/2012 E PUBBLICATA SU
B.U.R.L. N. 4 DEL 23/01/2013”.
VARIANTE N. 5 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO APPROVATA CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 15 DEL 7/04/2014 E PUBBLICATA SU B.U.R.L. N. 23
DEL 04/06/2014”.
VARIANTE N. 6 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO APPROVATA CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 16 DEL 7/04/2014 E PUBBLICATA SU B.U.R.L. N. 23
DEL 04/06/2014”.
VARIANTE N. 7 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO APPROVATA CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 17 DEL 7/04/2014 E PUBBLICATA SU B.U.R.L. N. 23
DEL 04/06/2014”.
Capitolo
I
Introduzione al PGT
Dal Piano Regolatore Generale al Piano di Governo del
Territorio.
Negli ultimi anni si è assistito di fatto ad un processo
di profonda trasformazione della pianificazione territoriale,
tuttora in corso, che ha visto sia a livello regionale che a
quello nazionale il cambiamento delle regole che sottendono
allo sviluppo del territorio.
L’ “Urbanistica”, in senso stretto, sta di fatto cedendo
il passo, seppur lentamente, al nuovo strumento di
programmazione territoriale per il “Governo del Territorio”.
In tal senso con l’avvento della Legge Regionale n. 12
del 31 marzo 2005 si è formalmente dato l’avvio concreto al
GOVERNO DEL TERRITORIO inteso quale “processo” di
programmazione dinamica del territorio, che attraverso un
insieme coordinato di azioni è in grado di definire l’assetto
dell’intero territorio comunale e di dare risposta alle plurime
e diverse esigenze della città.
Novità
introdotte dalla
Legge Regionale
n. 12/2005
Al fine di affrontare le problematiche differenziate del
territorio il PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO (P.G.T.) è
composto da 3 strumenti diversi, seppure complementari e
contestuali:
 UN PIANO STRATEGICO – IL “DOCUMENTO DI
PIANO”, strumento flessibile, che non ha effetti di
conformazione della proprietà dei suoli e che
mantiene
un
legame
con
il
mandato
amministrativo (almeno dal punto di vista
temporale – validità 5 anni); dovrà essere
accompagnato da una procedura di VAS
(Valutazione Ambientale Strategica) sugli effetti
Documento
di Piano
significativi che le previsioni di piano potranno
avere sull’ambiente.
 UN PIANO DELLA CITTA’ PUBBLICA – IL “PIANO
DEI SERVIZI”, piano della rete portante dei servizi
a supporto della collettività locale e delle attività
insediate; ha carattere prescrittivo e vincolante.
 UN PIANO DELLA CITTA’ CONSOLIDATA – IL
“PIANO DELLE REGOLE”, quale piano della città
esistente, finalizzato a facilitare le modalità di
intervento in aree che necessitano di poche ma
chiare
regole
cui
attenersi
per
inserirsi
correttamente nell’ambito di tessuti edificati già
determinati nelle loro caratteristiche sostanziali; ha
valore prescrittivo e produce effetti diretti sul
regime
giuridico
dei
suoli;
ha
validità
indeterminata.
Il Documento di Piano, all’interno dell’articolazione del
Piano di Governo del Territorio, assume il contenuto di
strumento direttore al fine di esplicitare le strategie e gli
obiettivi, nonché indicare le azioni attraverso cui perseguire
lo sviluppo socio-economico ed infrastrutturale della città,
4
Piano dei
Servizi
Piano delle
Regole
cercando di valorizzare le risorse ambientali, paesaggistiche
e culturali proprie dell’identità locale.
Il Documento di Piano definisce altresì lo scenario
territoriale condiviso dalla comunità locale che, anche
attraverso i suoi attori pubblici e privati, interviene nei
processi decisionali oltre che nell’attuazione dello stesso.
Inoltre il Documento di Piano esplicita le politiche di
intervento e verifica la sostenibilità ambientale e la coerenza
paesaggistica delle previsioni di sviluppo.
Gli aspetti regolamentativi e gli elementi di qualità
della città e del territorio sono invece affidati al Piano delle
Regole, mentre l’armonizzazione tra insediamenti funzionali
ed il sistema dei servizi e delle attrezzature pubbliche e di
interesse pubblico o generale sono affidati al Piano dei
Servizi.
Sia il Piano dei Servizi che il Piano delle Regole,
strumenti complementari, sono comunque coerenti con gli
obiettivi strategici e quantitativi di sviluppo complessivo
contenuti nel presente Documento di Piano.
PROCESSO DI COSTRUZIONE
DEL PIANO DI GOVERNO DEL
TERRITORIO
Viene di seguito schematizzato il
costruzione del nuovo strumento urbanistico:
Base di partenza
Fase 1
percorso
di
Variante Generale Piano Regolatore Generale
Avvio Procedimento redazione atti Piano di Governo del
Territorio (Scelta ed indirizzo politico di continuità con
gli obiettivi della variante generale al PRG)
Convegno: Verso un nuovo Piano di Governo del
Territorio
Partecipazione
Proposte
Fase 2
mediante
Documento di Piano
5
presentazione
Istanze
Analisi Urbanistica di base
Analisi Paesaggistica di base
Analisi Socio-economica di base
Incarico redazione aggiornamento Studio Geologico e
sismico
Incarico redazione elaborati Valutazione Ambientale
Strategica
Fase 3
Forum per la Città
Definizione dei contenuti strategici del Documento di
Piano e Politiche per la casa
Definizione dei contenuti di indirizzo del Documento di
Piano
Fase 4
Piano dei Servizi
Analisi dello stato dei servizi esistenti
Questionario: Migliorare la città pubblica
Definizione delle strategie di intervento sul sistema dei
servizi
Definizione dei contenuti operativi e applicativi del
Piano dei Servizi e PUGSS
Fase 5
Piano delle Regole
Analisi urbanistiche di dettaglio per la costruzione del
Piano delle Regole
Analisi paesaggistiche di dettaglio per la costruzione
del Piano delle Regole
Definizione delle regole e della carta d’uso dei suoli
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Il Processo Partecipativo del PGT
“Avvio del Procedimento e Istanze per il PGT“
Con l’approvazione della LR 12/05 la Regione
Lombardia si è proposta di rinnovare radicalmente il quadro
di riferimento normativo: da una situazione previdente
caratterizzata da una pianificazione generale pluriennale,
sostanzialmente governata dalla mano pubblica, si è passati
una nuova concezione degli strumenti urbanistici da
utilizzare per governare il territorio, capace di assegnare
maggiore peso alla partecipazione nella fase propositiva agli
operatori del settore e ai cittadini.
Il cammino dal PRG, quale strumento rigido, pesante,
poco flessibile ed impermeabile nell’adeguarsi alle mutevoli
esigenze della società e della città al Piano di Governo del
Territorio, segna una decisa svolta degli enti locali nel
dotarsi di programmi urbanistici duttili e di strumenti
flessibili che consentano realmente di governare lo sviluppo
del territorio della città in tempi certi.
In questo quadro i criteri ispiratori della Legge
Regionale,
quali
“partecipazione”
e
“sussidiarietà”,
assumono valore fondante del metodo di pianificazione.
Le amministrazioni comunali infatti, prima di iniziare
lo
studio
per
l’elaborazione
del
PGT,
devono
necessariamente attivare lo strumento della “consultazione”
attraverso cui avviare la possibilità di presentare, da parte
di cittadini e operatori, istanze utili alle scelte pianificatorie;
il momento della consultazione/partecipazione non deve
essere assolutamente vissuto come un mero adempimento
formale
Processo
partecipativo alle
scelte di piano
7
L’istituto partecipativo introdotto dalla Legge
Regionale ha di fatto modificato le modalità tipiche
pianificatorie, sostenendo l’importante passaggio culturale
da un processo Top Down, in cui le scelte “calavano”
dall’alto, ad un processo Bottom Up, in cui le scelte sono
ora determinate a partire dalle esigenze dei portatori di
interessi.
L’istituto della partecipazione persegue i seguenti
obiettivi:
 sviluppo e consolidamento della progettualità
tale da garantire la piena vivibilità degli spazi di vita, delle
attrezzature funzionali alla vita quotidiana, dei sistemi di
mobilità, dei servizi alle cittadine e ai cittadini;
 definizione di soluzioni tecnico-progettuali
condivise, in grado di garantire la massima fruibilità, e
soluzioni non emarginanti che sappiano viceversa integrare
esteticamente e funzionalmente anche le esigenze più
particolari legate alle diverse abilità;
 promozione di una progettualità che consideri
come una risorsa la conoscenza derivante dall'esperienza di
chi abita quotidianamente la città e che di conseguenza
sappia promuovere e valorizzare la partecipazione dei
cittadini di ogni età alla ricerca della qualità dei tempi e
degli
spazi
di
vita.
Primo
passo
compiuto
dall’Amministrazione Comunale di Bresso, in tal senso, è
stato la deliberazione di Giunta Comunale e successiva
pubblicazione dell’Avvio del Procedimento, ai sensi e per gli
effetti dell’articolo 26, comma 2 e articolo 13, comma 2,
della Legge Regionale n. 12 dell’11.3.2005, relativo alla
redazione degli atti del Piano di Governo del Territorio,
avvenuta in data 1.3.2006.
Con tale comunicazione di “avvio formale del
procedimento”, soprattutto per il fatto che il governo del
territorio si caratterizza per la pubblicità e la trasparenza
delle attività che conducono alla formazione degli strumenti
di pianificazione, per la partecipazione diffusa dei cittadini e
delle loro associazioni e per la possibile integrazione dei
contenuti della pianificazione da parte dei privati, si è data
la possibilità a chiunque, (portatori di interesse), di
presentare suggerimenti e proposte ai fini della
8
determinazione delle scelte urbanistiche che tengano conto
anche della tutela di interessi diffusi.
A seguito del processo partecipativo di cui sopra,
sono pervenute all’A.C., agli atti dell’Ufficio di Piano, n. 35
istanze/osservazioni singolarmente istruite e valutate.
Il periodo inizialmente proposto per tali istanze,
dapprima previsto per il primo giugno 2006, è stato
prorogato nel tempo sino al 18 Settembre 2006 per favorire
sia l’accoglimento di un numero maggiore di istanze stesse,
sia la considerazione di quelle pervenute fuori termine.
Tutte le proposte e le istanze pervenute sono state
tenute in considerazione nella redazione degli atti di PGT;
molte sono state accolte altre respinte, ma tutte hanno
concorso nella determinazione delle scelte.
Si riporta in estratto, nelle pagine seguenti lo schema
riepilogativo delle istanze presentate elencate in ordine
cronologico con un breve riassunto dei contenuti proposti.
Per ogni istanza sono stati considerati i seguenti campi:
data, numero di
protocollo, soggetto istante, area
interessata, superficie area oggetto di istanza, destinazione
di PRG, segnalazioni richieste e proposte.
Ai fini della trasparenza dell’azione amministrativa,
dopo disamina tecnica e con provvedimento di Giunta
Comunale n. 95 21/06/2007, ai fini della redazione degli
atti di PGT, le istanze numero 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14,
17, 18, 19, 20, 23, 25, 28, 29, sono state completamente
accolte; le istanze numero 1, 2, 5, 15, 21, 34 sono state
parzialmente accolte; le istanze numero 0, 3, 4, 6, 16, 22,
24 sono state respinte.
9
DATA
PROT
SOGGETTO
AREA
MQ.
AREA
DEST.P.R.G.
SEGNALAZIONI
RICHIESTE/PROPOSTE
0
23/02/2006
4665
GUARDIA DI FINANZA
GENERICO
GENERICO
GENERICO
Disagio economico famiglie militari
Possibilità di avviare una procedura di cui all’art 18 D.L. 13 maggio 1991 o
programmare assegnazione di aree dove poter edificare alloggi in edilizia
convenzionata o agevolata da destinare ai militari del Corpo della Guardia di
Finanza
1
10/04/2006
9225
C.I.M.E.P.
GENERICO
GENERICO
GENERICO
Considerazione del fabbisogno abitativo e del Piano Quadro Consortile per l'ERP
Abitazioni da riservare ad edilizia economica popolare=370
Riqualificazione in zona RC
2
3
05/05/2006
18/05/2006
11330
Oriani Pietro
Via Isimbardi,24
1.525
zona RC
Area non identificabile nel centro storico Area inutilizzata a destinazione poco
conciliabile col contesto urbano in RC
Area non sottoposta a vincoli
12718
Società Orchidea 3000
S.r.l.
Via XXV Aprile
1.287,89
zona S
La destinazione a zona per attrezzature urbane è stata oggetto di osservazioni
Destinazione RR dell'area
4
18/05/2006
12719
Società Gialba s.r.l.
Via Don Gnocchi
11.915
zona S
Area inclusa nel P.T.C.Parco Nord
Carenza dei presupposti per la
reiterazione del vincolo a standard
Circa 8.000 mq.mapp.22=zona RC Restante mq.+circa 8.000 mq.mapp.21=
destinazione coerente al PTC
Possibile cessione gratuita di metà area al
Parco Nord Possibile completamento del tessuto residenziale
5
24/05/2006
13236
Alfieri Massimo
Via L.Galvani,15
989
zona PAI
Terreni vincolati
Destinazione attuale delle zone
adiancenti con caratteri di centro urbano residenziale Trasformazione
residenziale dell'area contribuisce al completamento urbano della frazione
Ristrutturazione Urbanistica e destinazione residenziale residenziale ad alta
densità dell'area
6
25/05/2006
13414
Fondazione
IRCCS"Ospedale
Maggiore,Mangiagalli,
Regina Elena
Via Centurelli-Via
Don Vercesi-Via
Villoresi-Via Don
Minzoni-Via ClericiVia Manzoni
60.328
7
26/05/2006
13466
Ente Morale PIO XI
Via Villoresi/Martiri
Fosse Ardeatine
7.031,11
zona S
Via V.Venento 92/c
1.354
zona RUM
Riqualificazione del presidio ospedaliero con abbattimento di padiglioni e
ricostruzione di nuovi
11.000 mc=Edilizia socio-sanitaria RSA
8
26/05/2006
13468
"La Garantil
pneumatici" snc di
Tocchio Ivano & C.
9
30/05/2006
13702
Cappelletti Pier Antonio
Via Centurelli,42
706
zona RR9
10
30/05/2006
13797
Tacchini Michele
Via Marconi,25
2.933
zona PAI
Immobile inserito in contesto residenziale
Eventuali
problematiche dovute alle prescrizioni della zona PAI
Cambio destinazione d'uso del lotto in RC
Cambio destinazione d'uso del lotto in RC
Sede abitazione del titolare
Ristrutturazione complessiva delle parti edilizie
ed operative
Ristrutturazione complessiva delle parti edilizie/operative. Mantenimento
dell'abitazione del titolare in sede.
Conversione in zona PAI
Scorporamento delle altre proprietà dal contesto del comparto
Isolamento ed intervento solo sulle aree di proprietà
11
30/05/2006
13804
Frappietri Francesco
Via F.Corridoni,8
2.511
zona PAI
Ubicazione del lotto in zona centrale prevalentemente residenziale
Danneggiamento contestuale causa eventuale insediamento di nuove attività
produttive o industriali
12
30/05/2006
13805
Frustagli Stefano
Via F.Corridoni,8-10
2.511
zona PAI
Ubicazione del lotto in zona centrale prevalentemente residenziale
Danneggiamento contestuale causa eventuale insediamento di nuove attività
produttive o industriali
Cambio destinazione d'uso del lotto in RC
13
31/05/2006
13834
Bruschi Gianmario
Gatti Elena
Vic.Dante,18
192
zona per la viabilità
Necessità di eliminare una previsione sperequativa del PRG vigente
Delimitazione futura della proprietà per evitare un uso improprio
zona RC
Viani Emilio
Via Patellani 28-3032
736
zona RR
Proprietà attuale erronemanete conglobata in altrui proprietà
Destinazione dell'area uniformata alla destinazione Rc
zona RUM
zona S
Area confinante con comparto sito in Milano del medesimo proprietario
Edificazione remunerativa se in %>previsioni PRG
previsione di indici:
fabbricabilità=1 mq/mq
Rc=60%
Residenza=75% SLP(25%
convenzionata) Attività consentite=25% SLP
Recepimento richieste segnalazioni
Recepimento richieste segnalazioni
Recepimento richieste segnalazioni
14
15
31/05/2006
01/06/2006
13919
13981
Villa Giovanni
Via V.Veneto
ang.Giovanni XXIII
9.693,74
16
01/06/2006
13982
Il Gigante SpA
Via Clerici,342
62.253
zona edificata N.3.1
zona edificata N.3.2
Aree occupate da pluralità di funzioni L'ambito rientra nel perimetro del Parco
Nord
Zona soggetta a Piano Attuativo
Proseguimento ed implementazione delle attività e dei manufatti presenti nel
comparto
Delocalizzazione depositi esistenti e affiancamento
di attività recettive e commerciali
Attuazione
delle ipotesi di sviluppo attraverso un "concorso di idee"
Modificazione del PRG per il mantenimento e sviluppo dell'attività
Valutazione circa la possibilità di distinguere l'ambito in diversi sottoambiti
Progettazione autonoma e compatibile dei singoli sottoambiti rispetto al Parco
Nord
17
01/06/2006
13983
Bianchi Carolina
Via Manzoni,
35-39
713
zona RR
Mantenimento volume e sagoma attraverso manutenzione straordinaria ed
adeguamento igienico,statico,tecnologico
Abbattimento e Ricostruzione a
nuovo
DATA
PROT
18
06/07/2006
19
27/07/2006
20
27/07/2006
21
01/08/2006
MQ.
AREA
DEST.P.R.G.
Via Marconi,25/A
159
zona PAI
Via Toselli, 36
1.131
Via Toselli, 36
909
SOGGETTO
AREA
SEGNALAZIONI
RICHIESTE/PROPOSTE
17191
Bramini Sergio
19038
Ramaccini Maurizio
zona PAI
Destinazione residenziale nel 2003 dei civici 21 e 61 di via Toselli
Richiesta di destinazione residenziale dell'immobile di via Toselli n°36
19040
Malengo Alessandro
19473
Coop. L'Aurora Soc.e
Coop. Bressese Case
Popolari
zona PAI
Destinazione residenziale nel 2003 dei civici 21 e 61 di via Toselli
Richiesta di destinazione residenziale dell'immobile di via Toselli n°37
GENERICO
Saturazione cementificativa del territorio di proprietà
Integrazione di aree verdi, individuazione delle aree dismesse, incremento
delle attività imprenditoriali e di edilizia residenziale pubblica
GENERICO
GENERICO
Via S.Francesco
d'Assisi 1
880
zona RC
Vincolo di servitù aeronautica ex legge 58/63
Eliminazione vincolo, presenza di costruzioni circostanti di H.>immobili
esistenti della proprietà
Tasformazione a destinazione residenziale
22
28/08/2006
20936
Capra Giuseppina
Natalina
23
12/09/2006
22029
Pirovano Andreina,
Meana Guido, Meana
Antonella
Via Centurelli, 7
166
zona RC
Zone prevalentemente residenziali
Esclusione dalla perimetrazione vincolatadegli immobili a destinazione
residenziale del civico 7.
Considerare il lotto come zona rc
semplice
24
15/09/2006
22289
Novelis Italia S.p.A
Via V.Veneto, 106
46.080
zona PAI
A nord/sud previste aree RUM
Abbassati i limiti sonori presso le
residenze
Impossibile ulteriori riduzioni sonore
dell'impianto industriale
Fascia di rispetto lungo i confini dello stabilimento dove allocare il terziario.
Traslazione di parte del residenziale lontano dal perimetro dello stabilimento
zona RR13
Concesso solo intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria e
adeguamento igienico-statico-tecnologico
Presenza di diverse
unità a ridotta estensione territoriale(edifici residenziali uni/plurifamiliari senza
motiviazione ad interventi
Riperimetrazione della sola proprietà di Abelli AUTO sas attestata su via
Madonnina
Destinazione del 20% minimo ad uso compatibile
con residenziale
Aumento It
IN MANCANZA
DI TOTALE RECEPIMENTO si richiede: conferma destinazione d'uso
dell'esistente
eliminazione della perimetrazione ed esclusione
dall'ambito delle zone RR
eventuale copertura di parte del
piazzate a protezione delle auto
25
15/09/2006
22292
Abelli AUTO sas
(Abelli Renato)
Via V. Veneto, 90
26
18/09/2006
22403
Savino Marco
(Ass.ne Fantasyracing)
Via V. Veneto, 5
zona PCT
Problemi di sicurezza e disturbo cusa condivisione spazi con auto, pedoni,
ciclisti, residenti
Creazione di uno spazio destinato all'attività modellistica
27
18/09/2006
22404
Redivo Olimpia
Via V. Veneto, 5
zona PCT
Scarsa/nulla disponibilità di spazi pubblici
Creazione di uno spazio destinato all'attività modellistica(dotazione di pista
asfaltata attrezzata e dimensionata)
Via Marconi, 7
1.205
zona RR4
Concesso solo intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria e
adeguamento igienico-statico-tecnologico
Presenza di unità
residenziale monofamiliare(+14 boxes)non interessata a eventuali interventi
edilizi
Presenza della proprietà ad uso artigianale(+8 boxes)
Sull'area "Ex Lombardia Trasformatori"attivate procedure(art.242 D.lgs
n°152/06)
Riperimetrazione del comparto ad esclusione della villetta
Destinazione 20% ad uso compatibile con la residenza
Aumento It(quantificato in relazione al costo di bonifica)
Piano attuativo impedisce modalità d'intervento
Modalità d'intervento in vigore impediscono il mantenimento della morfologia
architettonica
Ristrutturazione di tutte le superfici esistenti
Attribuzione di nuova
perimetrazionen e modalità d'intervento alle aree ed immobili dell'area
2.700,10
28
18/09/2006
22405
Negri Massimo
(NEMA srl)
29
18/09/2006
22473
Mongelli Luciano
Antonio
Via Manzoni
371
zona RR15
30
18/09/2006
22474
Don Luigi Fumagalli
Via Villoresi,Via
Micca, Via Strada,
Via XX Settembre
13.664,35
zona S
Cambio di azzonamento alla creazione di strutture ed infrastrutture a spiccato
carattere religioso
31
18/09/2006
22475
Don Angelo Zorloni
Via Roma, Via
Centurelli, Via
Isimbardi
2.745,08
zona RR
Mantenimento e consolidamento attuale destinazione ed eventuale possibilità
di espansione
32
18/09/2006
22476
Jetti Kunzi Sylvia
Via Ariosto 13
5.199
zona RUM
Il PRG prevede:
It=0.65 mq.
60%= Destinazione mista a residenza e attività produttive, terziarie,
commercio, servizi privati
Incremento quota percentuale di edilizia residenziale ammissibile
Riduzione o azzeramento quota edilizia convenzionale prevista
Incremento indici edificatori Premesso di costruzione convenzionato
alternativo al Piano Attuativo
Monetizzazione delle aree a servizi
In atto un intervento di recupero conservativo dello'edificato esistente
destinato al trasferimento della ditta
Presenza piazzale
asfaltato(6000mq) sul retro in stato di semi abbandono
Area UU.3=area verde sul fronte destinata a verde pubblico; edificato su via
Ariosto destinato a nuova sede comunale
Area
UU3=edificato restante e piazzale sul retro edificazione e nuova ristrutturazione
secondo parametri:
It= 1 mq/mq di Sf
Rc= 50% di Sf
Ppr= 10 mq ogni 100 mc
nuova costruzione Svf = 0,25 mq ogni mq di Sf
1
albero ogni 50 mq di Svf
Recupero area UU.3
Destinazione sottozona consolidata:trasferimento
Kunzi Spa e attività produttiva e complemetari collegate
Considerazione del piazzale come "Sottozona"di trasformazione(prevista
ristrutturazione, e nuova edificazione)
33
19/09/2006
22628
Kunzi Andrea
(Winch Srl)
Via Ariosto, 13
14.936,47
zona PE
UU.3-UU3
MAIL
DOSUALDO RENATO
GENERICO
GENERICO
GENERICO
Creazione spazi adeguati per le associazioni
GRAZIOSI ROBERT0
VIA GALILEO
GALILEI 18
zona PAI
trasformazione area da zona PAI a zona residenziale e commerciale con
cessione di parcheggi a standard
FUORI TERMINE
34
35
05/10/2006
17/01/2007
1590
11
Inquadramento Territoriale
Bresso
Convegno: ”Verso un nuovo
Piano di Governo del Territorio”
La descrizione circa i caratteri del percorso di
avvicinamento al nuovo strumento di programmazione e
pianificazione territoriale è stata enunciata nel convegno
cittadino ”Verso un nuovo Piano di Governo del Territorio”
promosso dall’Amministrazione Comunale nel mese di giugno
2006.
Scopo del convegno è stato quello di fornire un utile
contributo per inserire il cuneo necessario a “spaccare il
ghiaccio” così da incentivare l’apertura di una più ampia
discussione tra le parti interessate utile a porre le condizioni
necessarie per operare scelte qualitativamente importanti per
lo sviluppo del territorio considerate basi fondanti per il
governo della città.
Forum della Città
Ulteriore passo dell’Amministrazione Comunale è
stato l’avvio del “Forum Cittadino” per discutere della città,
“di oggi e di domani”, con l’obiettivo di ripensare la città
stessa e costruire il progetto di un futuro sostenibile
attraverso l’impegno e la partecipazione di tutti.
Dopo la raccolta di istanze e osservazioni, il Comune di
Bresso ha inteso valorizzare la consultazione e il confronto
quali ulteriori forme di partecipazione da cui ricavare gli
indirizzi per la creazione del piano. Ha così voluto cogliere
questa occasione per stilare un bilancio e dar vita ad una
riflessione a più ampio spettro che non sia esclusivamente
strumentale e mero adempimento legislativo.
In tal senso il Forum della città, quale istituto di
partecipazione, è stata l’occasione per riflettere anche sul
bilancio del mandato amministrativo che sta per concludersi e
sulle prospettive di sviluppo della città così da propiziare la
nascita del nuovo Piano di Governo del Territorio costruito
con la collaborazione di tutti gli interessati.
13
La città di oggi e di
domani
CONVEGNO DI APERTURA E DI PRESENTAZIONE DEL FORUM DELLA CITTA’
“DALLA CITTA’ CONCRETA ALLA CITTA’ FUTURA”
Tra le tematiche e gli argomenti trattati:
“Bresso nel piano strategico d’area della città del Nord Milano”
“Un progetto per l’area metropolitana milanese”
“La Città di città”
”Governi locali, partecipazione e buone pratiche di cittadinanza”
14
POLITICHE PER LA CASA
Tra le tematiche e gli argomenti trattati:
“POLITICHE PER LA CASA….QUALI LE RISPOSTE ALLE NUOVE EMERGENZE ABITATIVE IN
UN TESSUTO URBANO “SENZA RESPIRO”?
“EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA e NUOVE EMERGENZE”
15
BRESSO PER LO SPORT
Tra le tematiche e gli argomenti trattati:
“Proposte e opinioni a confronto per far crescere i luoghi dello sport”
16
INNOVAZIONE E COMPETIZIONE
Tra le tematiche e gli argomenti trattati:
“La ricerca e la conoscenza per lo sviluppo sostenibile della città”
“INNOVAZIONE E COMPETIZIONE (POLO E FUNZIONI DI ECCELLENZA), PIC e
RIORGANIZZAZIONE FUNZIONALE ARTIGIANATO ”
17
IL FUTURO DELL’AEROPORTO DOPO LA FIRMA DEL 31 LUGLIO 2007.
Tra le tematiche e gli argomenti trattati:
“PARCO O PARCO-VOLO?”
18
CITTA’ DIFFUSA O CITTA’ IDEALE?
Tra le tematiche e gli argomenti trattati:
“DAL PRG AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO:
TRASFORMAZIONE AREE URBANE DISMESSE, MOBILITA’ E METROTRANVIA”
“Valutazione Ambientale Strategica”
19
TRASPORTI, AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE
Tra le tematiche e gli argomenti trattati:
“Abbattiamo i muri e ridiamo gli spazi alla nostra città”
“OPERE PUBBLICHE, SOSTENIBILITA’, PARCHI-VERDE, PERCORSI CICLOPEDONALI”
20
ISTRUZIONE, CULTURA E TEMPO LIBERO
Tra le tematiche e gli argomenti trattati:
“DIALOGHIAMO ASSIEME PER VALORIZZARE LA SCUOLA, LA CULTURA ED IL TEMPO
LIBERO”
SERVIZI SOCIALI
Tra le tematiche e gli argomenti trattati:
“GARANTIRE LA SOLIDARIETA’ PER TUTTI”
22
Redazione atti Pgt
Al fine delle redazione degli atti di PGT, si è partiti
dall’analisi territoriale fornendo una lettura storicizzata dei
processi trasformativi e arricchendo il significato degli
strumenti di pianificazione e modificandone le modalità di
rappresentazione.
Il quadro conoscitivo ha assunto così valore di studio
approfondito del territorio in esame, condotto attraverso
una lettura sistemica dei suoi caratteri (geografici,
geomorfologici, idraulici, biologici, paesistici, storicoculturali, economici, sociali, ecc.) e funzionale alla messa a
punto di strategie adeguate alle esigenze ed alle diverse
realtà.
E’ stato pertanto necessario analizzare in primis una
valutazione delle risorse locali, delle opportunità e dei fattori
di criticità che caratterizzano il territorio al fine di cogliere
tutte le interazioni tra i vari sistemi ed i fattori che lo
connotano sulla base dei quali dovranno definirsi obiettivi e
contenuti del piano.
Un elemento innovativo e fondamentale è, in questo
senso, rappresentato dall’integrazione nell’ambito della
formazione del Documento di Piano, della procedura di
Valutazione Ambientale Strategica.
Sistema Informativo Territoriale
L’Amministrazione Comunale di Bresso ha colto
l’opportunità, offerta dalla Legge Regionale n. 12/05, per
procedere con la redazione e definizione del nuovo
strumento urbanistico (PGT) mediante l’utilizzo di una
piattaforma (Arcgis) a struttura informativa territoriale
(SIT) capace di stimolare il dialogo e lo scambio tra
database esistenti e relativi ad argomenti urbani.
A tal fine la legge regionale ha obbligato le
amministrazioni locali a restituire le basi cartografiche
congruenti al fine di operare le necessarie elaborazioni
23
utili alla gestione e progettazione delle trasformazioni
territoriali.
In questo panorama l’analisi contemporanea di tutti
i fenomeni e delle trasformazioni urbane si “coagula” in
una rete informativa (GIS), certamente complessa, ma
capace di gestire l’insieme e la sommatoria plurilivello
delle informazioni esistenti, mediante l’ausilio di potenti
mezzi hardware e software oggi esistenti.
Alla data odierna, gestire la molteplicità della
rappresentazione e quindi della conoscenza della realtà e
dei fenomeni di trasformazione della città è un ambizioso
progetto di e-governance che diverse amministrazioni
locali, compreso Bresso, stanno perseguendo.
Le informazioni elaborate producono a loro volta
ulteriori informazioni: questo è l’approccio al sistema
informativo territoriale. Allo stato odierno siamo in grado
di organizzare informazioni (database) provenienti da
molte fonti (nazionali, regionali, provinciali, comunali),
implementandole mediante analisi e schede scientifiche di
rilevamento, rendendole condivisibili all’esterno e,
utilizzando le più sofisticate tecniche di rilievo, siamo in
grado di istituire raccolte dati per trasformare
informazioni principalmente cartografiche in informazioni
che si formalizzano in geometrie comprensive di attributi,
secondo i canoni dei sistemi GIS.
Il Piano di Governo del Territorio di Bresso è stato
costruito con l’ausilio del Sistema Informativo Territoriale,
integrato e compatibile con i SIT degli entri sovraordinati
(Provincia di Milano e Regione Lombardia), e costituito da
una base conoscitiva condivisa e dinamica e strati
informativi che definiscono un quadro orientativo,
completo, di riferimento normativo e culturale per la
definizione delle possibilità progettuali.
Il SIT comunale è pubblico e, appena sarà on line,
permetterà di fornire servizi ed informazioni a cittadini,
professionisti ed operatori.
24
Capitolo
II
Il Documento di Piano: contenuti
I contenuti del Documento di Piano, ai sensi dell’art. 8
della Legge Regionale 12/2005, sono così sintetizzabili:
Quadro ricognitivo/conoscitivo:
 Quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento
per lo sviluppo economico e sociale del Comune;
 Quadro conoscitivo del territorio comunale come
risultante delle trasformazioni avvenute;
 Sistema delle infrastrutture e della mobilità;
 Sistema urbano;
 Sistema agricolo;
 Aree e beni di particolare rilevanza;
 Assetto geologico, idrogeologico e sismico.
Obiettivi di Piano:
 Individuazione
degli
obiettivi
di
sviluppo,
miglioramento e conservazione a valenza strategica
per la politica territoriale del Comune;
 Determinazione degli obiettivi
sviluppo complessivo del PGT;
quantitativi
di
 Determinazione delle politiche di intervento per i
diversi sistemi funzionali;
 Dimostrazione della compatibilità delle politiche di
intervento individuate con le risorse economiche
attivabili dall’Amministrazione Comunale;
25
 Individuazione degli ambiti di trasformazione;
 Determinazione delle modalità di recepimento delle
eventuali previsioni prevalenti contenute nei piani
di livello sovracomunale;
 Definizione di eventuali criteri di compensazione, di
perequazione e di incentivazione.
La prima fase per la redazione del Documento di
Piano è rappresentata dalla conoscenza del territorio, la
cosiddetta fase “Diagnostica”, in cui viene definito uno
“stato dei luoghi” che recensisce, in un territorio
determinato, i problemi, i punti di forza e di debolezza, le
attese delle persone, le sfide economiche, ambientali,
sociali.
La conoscenza del territorio è infatti in grado di
fornire utili spiegazioni sull’evoluzione passata e possibili
valutazioni sull’evoluzione futura facendo emergere inoltre
tutte le criticità e le potenzialità del territorio.
DESCRIZIONE DEGLI
ELABORATI GRAFICI ALLEGATI
AL DOCUMENTO DI PIANO
La fase di costruzione del Piano di Governo del
Territorio del Comune di Bresso, è partita da un’analisi
delle caratteristiche territoriali sino a giungere alla
determinazione delle strategie d’azione da attuare
all’interno dell’ambito comunale al fine di perseguire
logiche tendenti a colmare le carenze esistenti e
migliorare la qualità urbana attraverso proposte
innovative.
La tavola n. 1 è articolata secondo la seguente
modalità:
26

Rappresentazione grafica della Regione
Lombardia, caratterizzata da un’analisi circa i
sistemi ambientali cui è costituita: pianura,
collina e montagna;dal punto di vista
statistico si evidenzia la popolazione totale
regionale suddivisa per sesso, le province
presenti e i rispettivi comuni;

Zoom sulla Provincia di Milano in cui, per
l’intero territorio provinciale del capoluogo
lombardo, sono riportati i dati circa la
superficie, il tessuto urbanizzato, gli spazi
aperti, il numero complessivo dei comuni e
relativi abitanti;

Zoom rappresentativo del “Patto per il Nord
Milano”, redatto il 14 Luglio 2005: sono
rappresentati
i
sette
comuni
che
caratterizzano il territorio a nord del
capoluogo lombardo descritti singolarmente
secondo i parametri di superficie, abitanti e
conseguente densità territoriale.

In riferimento a questi ultimi indici d’analisi,
l’attenzione è rivolta al Comune di Bresso
che, rappresentato graficamente in formato
tridimensionale, è ulteriormente descritto
attraverso i codici Istat e Catastale oltre ad
informazioni generali circa la zona climatica e
sismica d’appartenenza.
La tavola n. 2 rappresenta il MISURC o Mosaico
Informatizzato degli Strumenti Urbanistici Comunali. A
seguito di una recente attività di workshop tra i sette
comuni del Nord Milano (Bresso, Cinisello Balsamo,
Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Paderno
Dugnano e Sesto Sa Giovanni) avvenuta presso l’Agenzia
di Sviluppo “Milano Metropoli” nell’ambito del progetto
“Piano d’Area Nord Milano”, si è deciso di operare un
confronto tra il mosaico proposto dalla Provincia di Milano
e quello elaborato da Milano Metropoli così da inquadrare
il diverso approccio da parte dei due enti.
27
Si intende dapprima specificare che il materiale
elaborato da Milano Metropoli è disciplinato dall’art. 8 del
“Disciplinare d’incarico per l’elaborazione del Piano d’Area
del Nord Milano” sottoscritto in data 31/12/2007 tra
Milano Metropoli ed il Comune di Cologno Monzese in
qualità di capofila degli enti di riferimento del progetto tra
cui vi ricade il Comune di Bresso che ha utilizzato tale
materiale per le proprie attività istituzionali quali la
realizzazione dell’elaborato grafico “Quadro conoscitivo Misurc” (elaborato DdP02)
In merito a quanto appena sopra riportato, risulta
necessario citare le fonti e le proprietà del dato come
indicato: “Piano d’Area Nord Milano – Provincia di Milano
e Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese,
Cormano, Cusano Dilanino, Paterno Dugnano e Sesto San
Giovanni (Mosaico dei Piani Regolatori Generali dei
Comuni del Nord Milano, aggiornamento 2008 –
elaborazioni a cura di Milano Metropoli S.p.A).
All’interno della tavola (DDP_02 “MISURC”), in
entrambi i casi, è stata effettuata una classificazione del
territorio del Nord Milano distinguendo le rispettive
destinazioni d'uso del territorio.
Per il Misurc elaborato dalla Provincia sono stati
considerati i seguenti campi: residenza, servizi comunali
e sovracomunali, tessuto produttivo, ambiti polifunzionali,
aree adibite ad attività commerciali e direzionali, modalità
attuative, ambiente suddiviso in verde privato, idrografia
e ambiti agricoli ed infine in sistema infrastrutturale.
Il Misurc prodotto dall’Agenzia di Sviluppo Milano
Metropoli, a differenza del medesimo elaborato dall’ente
provinciale, riporta i medesimi ambiti considerati dalla
Provincia fornendo un carattere di maggior dettaglio ad
ognuno di essi (es. la residenza viene scomposta in
“residenza consolidato”, “residenza recupero”, “residenza
trasformazione”, “residenza espansione”).
Il MISURC, sintetizzando le informazioni contenute
negli strumenti urbanistici dei singoli comuni, prende in
considerazione tutte le tipologie di tessuto comunale e
sovracomunale, sia urbanizzato che area vuota.
28
Per entrambi i mosaici riprodotti nella tavola, ogni
singola destinazione d’uso rappresentata è stata campita
con il colore di riferimento previsto dalla disciplina
urbanistica.
All’interno della tavola sono inoltre stati riportati i
dati quantitativi, suddivisi per il territorio del Nord Milano
e per il Comune di Bresso, circa ogni singola destinazione
d’uso del territorio provinciale milanese sito a nord del
capoluogo lombardo al fine di quantificare la struttura ed
il funzionamento dei diversi ambiti comunali facenti parte.
Nella tavola n. 3 vengono rappresentate tre
tipologie di vincoli:

vincoli regionali in riferimento all’asse del
Fiume Seveso, al Parco Nord e al sobborgogiardino Milanino;

vincoli individuati dal Piano Territoriale di
Coordinamento Provinciale (PTCP) in cui sono
rappresentati i principali vincoli sia all’interno
del Comune di Bresso che nelle aree
adiacenti;

vincoli comunali, oltre ai già citati Fiume
Seveso e relativi al Parco Nord, il vincolo
cimiteriale e aeronautico data la presenza
dell’aeroporto civile collocato all’interno del
Parco Nord nella porzione orientale del
territorio comunale. Tali vincoli, in qualità di
risorse, sono ritenuti di rilevante importanza
in quanto concorrono a salvaguardare i
caratteri e le presenze ambientali presenti
tanto
nel
territorio
comunale
quanto
importanti
collegamenti
con
le
aree
circostanti.

Il PTCP o Piano Territoriale di Coordinamento
Provinciale, redatto ai sensi del Decreto
Legislativo n. 267/2000 “Testo Unico Enti
Locali”, del Decreto Legislativo n. 112/1998
“Conferimento
di
funzioni
e
compiti
amministrativi dello Stato alle regioni ed agli
29
enti locali, in attuazione del capo I della legge
15 marzo 1997, n. 59" e della Legge
Regionale
n.
01/2001
“Disciplina
dei
mutamenti di destinazione d'uso di immobili e
norme per la dotazione di aree per
attrezzature pubbliche e di uso pubblico”, si
predispone quale strumento di coordinamento
tra enti locali e sovralocali fornendo linee
guida e tratti programmatici nel campo delle
politiche di pianificazione territoriale.
Confermato nel suo ruolo e nei suoi rispettivi
compiti, supportato in particolare dal Testo
Unico degli Enti Locali quale forma di governo
più vicina al territorio e alla cittadinanza, ha
assunto sempre più importanza con la Legge
Regionale n. 12/2005, “Legge per il Governo
del Territorio”.
Approvato nella Provincia di Milano nell’anno
2003, il Piano Territoriale di Coordinamento
Provinciale
ha
nell’immediato
puntato
l’attenzione
sul
“paesaggio”
provinciale
milanese quale importante risorsa da tutelare
e valorizzare tanto dal punto di vista
morfologico quanto storico e culturale. Alla
base è caratterizzato da un dialogo
costruttivo
all’interno
del
modello
di
governance verticale che dia come prodotto
finale la garanzia di politiche atte allo sviluppo
sostenibile dei diversi territori a favore sia
della popolazione presente sia nei confronti di
quella che vi si insedierà in futuro.
La Provincia di Milano ha inoltre voluto
elaborare un progetto particolare e specifico
in sé: la Documentazione Analitica Territoriale
ed Indicatori per il Governo del Territorio
(D.A.T.I.): tale strumento si struttura in una
banca dati, accessibile da parte di tutti gli
enti locali comunali che contiene informazioni
circa elementi specifici e qualità essenziali del
territorio provinciale così da facilitare le
operazioni di elaborazione di strumenti
urbanistici quali il Piano di Governo del
30
Territorio e relativo allegato Valutazione
Ambientale
Strategica.
Attraverso
tale
documentazione informatica, oltre che ad
un’azione di conoscenza territoriale, viene
anche offerta la possibilità di un continuo e
positivo dialogo non solo tra forme di governo
territoriale a diversa scala ma anche tra i
relativi strumenti urbanistici da essi prodotti
in modo da garantire continua conformità alla
normativa generale e ai territori medesimi.
Secondo quanto riportato dalla Provincia di
Milano si è stabilita una suddivisione della
banca dati a disposizione in tre grandi
famiglie:

Dati
associate
georeferenziati
ed
informazioni

Cartografia collegata ai rispettivi dati
georeferenziati

Indicatori per la composizione della
Valutazione Ambientale Strategica(VAS)
La banca dati è ritenuta fondamentale in
quanto, grazie ad un continuo e repentino
scambio
di
informazioni,
consente
la
costruzione di un processo di governance
molto più articolato e al contempo molto
reattivo alle dinamiche territoriali in corso.
Il modello di governance, detto “verticale”,
nel caso di rapporto Provincia-Ente comunale,
prevede
che
la
documentazione
che
costituisce il Piano di Governo del Territorio
sia caratterizzata da una continua sincronia
tra le informazioni comunali “di dettaglio”
circa il territorio interessato e i dati provinciali
che, oltre a fornire un ulteriore confronto ed
accrescimento informativo a scala locale, offre
l’opportunità di raffrontare ogni realtà
racchiusa all’interno del confine comunale con
il contesto circostante caratterizzato da
diverse dinamiche territoriali, morfologiche e
funzionali. La realizzazione di una “rete” in cui
31
possono considerarsi nodi i vari ambiti
comunali e assi di collegamento consente di
avere costantemente un quadro organico dei
diversi territori così che eventuali scelte
urbanistiche
vengano
al
contempo
a
coinvolgere le dinamiche locali e sovralocali
verso la creazione di un quadro unitario ed
organico di territori e di dati ad essi relativi.
Prendendo in considerazione il Piano di
Governo del Territorio, l’elaborato a cui spetta
il compito di riportare le informazioni fornite
dalla Provincia di Milano e il conseguente
confronto con quanto accade a livello locale è
il Documento di Piano.
A seguito del confronto tra il Piano Regolatore
Vigente all’interno del Comune di Bresso ed il
Piano
Territoriale
di
Coordinamento
Provinciale del capoluogo lombardo sono state
individuate delle incongruità tra i due
strumenti regolativi.
Rispetto alle informazioni fornite dalla
Provincia e dalla Documentazione Analitica
Territoriale ed Indicatori per il Governo del
Territorio (D.A.T.I.) il quadro conoscitivo del
Documento di Piano riporta, in aggiunta,
un’area soggetta a bonifica nel quadrante L6
relativa all’area “ex Vianini”; inoltre sono
state individuate le seguenti incongrunze:
Il PTCP individua, tra le aree soggette a
bonifica:
 un’area a sud di Via Galileo Galilei che
non risulta agli atti del Comune di
Bresso;
 un’area a sud di Via Cadorna che non
rientra nel perimetro del territorio
comunale essendo i confini comunali
riportati nell’elaborato provinciale non
coincidenti con i medesimi comunali
(catastali);
32
Il PTCP prevede inoltre:
 la presenza di due pozzi situati in Via
Papa Giovanni XXIII che, allo stato di
fatto, risultano disattivati e dismessi;
 i confini comunali che non coincidono
con i medesimi individuati dal Comune
di Bresso;
 la perimetrazione “artificiale” del centro
storico. Dalle considerazioni operate
durante la fase di analisi circa il
“sistema insediativo” il Comune di
Bresso non ha valutato, infatti la
possibilità
di
una
“possibile”
perimentrazione di un’area di rilevanza
storica, ma ha solo rilevato la presenza
di edifici di particolare pregio e rilevanza
paesistica.
Il Piano Territoriale di Coordinamento
Provinciale non riporta invece le seguenti
informazioni che sono state individuate
durante l’elaborazione del Documento di
Piano presenti invece nella Documentazione
Analitica Territoriale ed Indicatori per il
Governo del Territorio (progetto D.A.T.I.):
 mappatura di un’area di bonifica a nord
di Via Galileo Galilei, “area Comotti”
 mappatura di un’area di bonifica
compresa tra Via Vittorio Veneto- Via
Madonnina- Via Ariosto;
 mappatura di un’area di bonifica situata
tra Via De Amicis, angolo Via Marconi.
Durante la fase di analisi è stata operata
un’ulteriore verifica a livello comparativo tra il
PTCP vigente ed il PTCP in fase di
aggiornamento, in particolare considerando la
tavola 1.B “sistema insediativo”.
A livello indicativo sono state individuate
alcune incongruità:
33
 riproposizione
della
medesima
perimetrazione
del
centro
storico
riportata nel PTCP Vigente;
 rilevazione dei servizi rientranti nel
campo
“giustizia,
sicurezza,
amministrazione” di cui è di difficile
comprensione sia la localizzazione che il
riferimento nel Piano dei Servizi
comunale;
 avanzata la medesima considerazione
sopra citata in merito al campo “servizi
alle imprese”;
 è stata indicata tra gli insediamenti di
rilevanza sovracomunale, l’area n. 22
EX AREA BIC erroneamente mappata
all’interno dell’ambito comunale di
Bresso.
Le genericità delle informazioni appena
descritte in elenco relative alla fase di
adeguamento del Piano Territoriale di
Coordinamento
Provinciale
sono
da
considerarsi puramente indicative sino alla
consegna della “guida” da parte della
Provincia di Milano inerente alla descrizione
dettagliata degli elaborati grafici così che tali
informazioni possano trovare fondamento
concreto o essere eventualmente eliminate o
riportate correttamente.
La tavola n. 4 è rappresentativa
complessivo del Parco Nord Milano.
del
disegno
Considerando le porzioni verdi presenti sia
all’interno dell’ambito comunale che sovracomunale, il
Parco Nord è stato suddiviso in aree verdi, agricole,
arbustive
e
boschive
accompagnate
dalla
rappresentazione di aree attrezzate presenti all’interno
34
del Parco stesso atte allo svolgimento di attività ludiche e
ricreative.
Viene inoltre fornito un rilievo circa la presenza di
aree edificate interne.
In legenda sono inoltre riportati stralci provenienti
dalla Carta Tecnica Regionale volti, ciascuno, a specificare
il significato di ogni singola rappresentazione grafica.
La tavola
Infrastrutturale”.
n.
5
rappresenta
il
“Sistema
Sono in essa raffigurate sei elementi che
determinano la dimensione viabilistica dell’ambito
comunale in oggetto.
Sono contemplati:

la viabilità suddivisa, in base al PGTU o Piano
Generale del Traffico Urbano ed in base al
Regolamento Viario, in termini di funzione e
portata;

le linee di trasporto pubblico garantito dal
comune con relativi percorsi e fermate di
scalo passeggeri;

i percorsi ciclo-pedonali la cui importanza
primaria risulta il collegamento tra le diverse
aree verdi della città;

i separatori e rallentatori al fine di regolare i
diversi flussi e conseguenti intensità di
traffico;

gli incroci
semaforico;

le aree per la sosta al fine di valutare
l’eventuale integrazione delle medesime.
viari
35
regolati
da
impianto
La tavola n. 6 riporta la simulazione del sistema
ambientale.
E’ stato valutato dapprima il grado quantitativo di
verde complessivo presente nell’ambito comunale seguito
da una suddivisione in “aree verdi pubbliche” ed “aree
verdi private” che lo compongono; viene in seguito
operata un’analisi specifica circa le diverse tipologie di
aree verdi tenendo in considerazione quanto riportato nel
Piano dei Servizi; è stato rappresentato il quadro
idrografico comunale e la presenza di pozzi artificiali
presenti nell’ambito comunale. Sono state infine
riprodotte le aree verdi complessive relazionate ai
percorsi ciclo – pedonali che le attraversano e le
collegano così da evidenziare sia il grado di mobilità
sostenibile comunale sia un dialogo positivo anche con
ampie aree verdi sovracomunali quali, ad esempio, il
Parco Nord.
La suddivisione delle aree verdi si articola secondo
quanto riportato nel Piano dei Servizi. I campi riportati
sono i seguenti: “parco urbano”, “parco di quartiere”,
“parco attrezzato”, “giardino pubblico”, “verde di arredo
urbano”, “verde sportivo”.
L’assetto ambientale del territorio comunale
prevede inoltre la descrizione del reticolo idrografico
presente caratterizzato da canali Breda e Villoresi e il
Fiume Seveso accompagnato dalla presenza di pozzi siti,
procedendo da nord a sud, in Via Marconi, angolo Via
Volta, Via Marconi angolo Via Lurani e nell’isolato
compreso tra Via Leonardo Da Vinci e Via Don Vercesi.
La tavola n. 7 rappresenta il “Sistema
Insediativo”:
vengono
riportate
tre
diverse
rappresentazioni circa l’argomento in oggetto. In primo
luogo la fonte d’informazione è il Piano Territoriale di
Coordinamento Provinciale (PTCP) dalla cui scrematura,
alla scala di rappresentazione 1:10.000, si è stabilito di
riportare graficamente, a seguito della determinazione dei
fabbricati presenti all’interno dei confini comunali, alcuni
ambiti ritenuti di rilevante importanza quali “basi
36
storiche” da cui ha tratto origine il tessuto urbano
complessivo: sono stati riportati il centro storico, giardini
e parchi storici, l’architettura civile residenziale e
l’architettura religiosa, i percorsi di interesse paesistico e
gli ambiti di rilevanza paesistica.
Per il secondo schema, anch’esso alla scala
1:10.000, si è deciso di assumere come fonte di
riferimento il Piano Regolatore Generale vigente la cui
attenzione è stata puntata sulla viabilità, su edifici di
pregio e poli di eccellenza, edifici soggetti ad interventi
limitati ed infine il PTC del Parco Nord.
Alla scala di dettaglio 1:6.500 sono stati
rappresentati i diversi gradi di “sensibilità paesistica”
stimati all’interno del Comune di Bresso dai tecnici della
Commissione del Paesaggio.
Nella tavola sono riportati gli elementi di valore
estetico, storico e simbolico (a cui è stata attribuita
localizzazione e numerazione di riferimento), le aree verdi
di
rilevanza
paesistica
(evidenziati
attraverso
perimetrazione
delle
aree
medesime
e
relativa
numerazione) e i tracciati viari di rilevanza paesistica.
In particolare sono stati evidenziati tre ambiti
sottoposti a particolare tutela da parte del Decreto
Legislativo 22 Gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni
culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della
legge n. 137 del 2002”, quali il Fiume Seveso, il Parco
Nord e Villa Rivolta sottoposta a vincolo della
Sovrintendenza.
In tutto il territorio di Bresso in grado di sensibilità
paesistica dei diversi ambiti urbani è stato suddiviso in tre
livelli: “molto bassa” (campitura color giallo), “bassa”
(campitura color arancione) e “media” (campitura color
rosso).
La tavola n. 8 ha il compito di raccogliere,
catalogare e localizzare graficamente le istanze che sono
state presentate dalla cittadinanza nel processo di
partecipazione alla costruzione degli atti di PGT.
37
Nella tabella sono state riportate le istanze, ognuna
sintetizzata secondo i seguenti dati: la data di protocollo,
il numero di protocollo, il soggetto che ha presentato
l’istanza stessa, l’indirizzo di residenza, l’area oggetto
dell’istanza, i mq. della medesima, la sua destinazione da
Piano Regolatore Vigente, segnalazioni di relativi caratteri
ritenuti importanti in merito e l’oggetto dell’istanza
presentata.
Nella tavola, ogni singola istanza è stata riportata
attraverso la perimetrazione e la campitura dell’area di
riferimento.
All’interno del medesimo elaborato grafico si è
ritenuto opportuno inserire una tabella contenete le
osservazioni relative al Piano di Governo del Territorio
elencate con numerazione crescente e descritte secondo i
seguenti campi: numero dell’osservazione, data, numero
di protocollo, proponente, identificazione catastale (foglio
e mappale/i), ubicazione ed esito (accolta, parzialmente
accolta e non accolta).
Infine la tavola n. 9 riporta le linee strategiche di
sviluppo che il Documento di Piano intende realizzare.
Sono stati individuati quattro grandi tematiche:
“mobilità e trasporti”, “ambiente”, “ristrutturazione
urbanistica” e “abitare la città pubblica”.
Per ognuna di queste sono stati determinati i
principali interventi che, a loro volta, evidenziano
importanti tematiche d’affronto.
Tematica n. 1: ”MOBILITÀ E TRASPORTI”
(Tonalità di riferimento: grigio)
“Metrotranvia Milano-Seregno”:
 viene descritto il percorso dell’intera linea
della lunghezza di 14 km riportando in
dettaglio il tratto all’interno del Comune di
Bresso contrassegnato da doppia linea
continua e linea tratteggiata centrale di
38
colore bianco. Vengono indicate tutte
fermate effettuate nell’ambito comunale;
le
 sono
riportate
le
opere
primarie
di
adeguamento del tratto interessato dal
passaggio della linea.
 È
stato
riportato
un
fotomontaggio
rappresentante
il
“passaggio”
della
metrotranvia lungo Via Vittorio Veneto.
“Sistema delle rotonde”:
 viene
descritto
l’intervento
circa
la
riqualificazione
dell’asse
viario
GrandiMatteotti-Gramsci attraverso l’inserimento di
tre rotonde aventi scopo di ridurre il traffico
veicolare giornaliero;
 la
rappresentazione
grafica
avviene
attraverso una linea tratteggiata intervallata
da cerchi volti ad indicare le rotonde,
entrambi di colore arancione;
 sono inoltre riportati il progetto relativo
all’intervento, la sezione dell’asse stradale,
una rotonda già realizzata all’incrocio tra Via
Grandi e Via Clerici e una foto aerea del
tratto interessato su cui è stato riportato
l’intervento.
“Mobilità ciclabile”:
 sono indicati i tratti in progetto aventi
compito di collegare le aree verdi della città e
incentivare il perseguimento della mobilità
ambientalmente sostenibile;
 la rappresentazione è caratterizzata da una
linea tratteggiata color arancione intenso
accompagnato da fotografie relative a
percorsi ciclo-pedonali esistenti.
Tematica n. 2: ”AMBIENTE”
39
(Tonalità di riferimento: verde)
“Connessioni verdi”:
 sono volte ad indicare possibili e positivi
collegamenti tra le principali aree verdi di
notevole dimensione, tra cui il Parco
Grugnotorto, a nord di Bresso e le porzioni di
Parco Nord rientranti nel Comune di Bresso
medesimo quanto localizzate lungo i suoi
confini comunali a ridosso del capoluogo
lombardo.
 La rappresentazione grafica è caratterizzata
da frecce color verde volte ad evidenziare il
collegamento tra gli spazi oggetto di
connessione,anch’essi campiti con tonalità
verde.
 Sono state riportate inoltre fotografie relative
alle aree da porre in connessione oltre ad una
rappresentazione circa il “progetto farfalla”
che coinvolge il Parco Nord.
“Riqualificazione delle risorse ambientali:
 A partire dal “Contratto Fiume Seveso” viene
individuato il tratto fluviale relativo compreso
entro l’ambito comunale di Bresso quale
importante
risorsa
da
riqualificare
e
potenziare al fine di valorizzare il corridoio
ecologico, importante risorsa ambientale di
carattere storico.
 Il tracciato del fiume Seveso è stato
rappresentato attraverso una linea di colore
azzurro accompagnata da triangoli della
medesima tonalità nel tratto compreso entro i
confini comunale.
 Sono allegate fotografie relative al corso
d’acqua.
40
Tematica n. 3: ”ABITARE LA CITTÀ PUBBLICA”
(Tonalità di riferimento: rosso)
Il Documento di Piano prevede, all’interno
dell’ambito comunale bressese, secondo quanto riportato
nella Legge Regionale n. 12/2005, articolo 8 comma 2,
lettera c «il Documento di Piano determina, in coerenza
con i predetti obiettivi e con le politiche per la mobilità, le
politiche di intervento per la residenza, ivi comprese le
eventuali politiche per l’edilizia residenziale pubblica[…]»,
quattro interventi a favore della tematica “casa”.
Alla base dei progetti sono presenti due intenzioni
fondamentali che l’Amministrazione Comunale intende
perseguire: riuscire a realizzare interventi di nuova
costruzione a carattere residenziale in un tessuto edificato
ad alta densità e, nello stesso tempo, riqualificare i
fabbricati residenziali esistenti così da migliorarne la
qualità e la vivibilità; altro intento di ugual rilevanza
risulta, di conseguenza,
quello di dare risposta alle
numerose e diversificate domande di residenza che la
popolazione ha esposto nel corso degli ultimi anni.
Gli interventi che il Documento si propone di
realizzare per il tema “casa” sono i seguenti:
 riconversione del comparto industriale ex
Villa in area residenziale mista a carattere
sociale e convenzionato, porta Sud comunale
posta nel tratto iniziale di Via Vittorio Veneto;
 ristrutturazione del fabbricato residenziale
localizzato in Via Manzoni 46 al fine di
incrementare la struttura con alloggi e
migliorane la qualità complessiva;
 ristrutturazione ed ampliamento del “fienili”
localizzati in Via XXV Aprile con realizzazione
di nuovi alloggi e sistemazione generale della
struttura;
 realizzazione di abitazioni a carattere
residenziale - popolare in Via Galileo Galilei.
L’identificazione delle aree soggette agli interventi
sono state campite con colore viola e su ciascuna è stato
41
posizionato un cono colore rosso ognuno caratterizzato
dal numero relativo all’ intervento descritto . Ciascun
intervento
è
accompagnato
da
specifico
rilievo
fotografico di riferimento.
Tematica
n.
URBANISTICA”
4:
”RISTRUTTURAZIONE
(Tonalità di riferimento: viola)
Il Documento di Piano ha individuato le aree
soggette a trasformazione urbanistica secondo quanto
riportato nel rispettivo articolo di riferimento , comma 2
lettera e«il Documento di Piano individua, anche con
rappresentazioni grafiche in scala adeguata, gli ambiti di
trasformazione[…]».
I comparti di ristrutturazione urbanistica prevedono
una destinazione a carattere residenziale attraverso
conversione da antecedenti comparti industriali dismessi
a residenza compatibile con il contesto.
Le aree interessate dagli interventi vengono
indicate con rettangoli color viola e bordo giallo che
riportano al loro interno numerazione se le aree sono
mantenute tali ed ereditate da Piano Regolatore Generale
vigente o carattere letterale per indicare nuove aree
determinate dal nuovo Piano di Governo del Territorio.
“Sistemi territoriali” del
Documento di Piano:
1)
Sistema infrastrutturale e mobilità
Il Comune di Bresso, localizzato nella prima cintura
periferica a nord del Comune di Milano, a distanza pari a
8 km da Piazza Duomo, confina, procedendo in senso
orario, con
il Comune di Cusano Milanino a Nord,
Cinisello Balsamo a nord – est, Sesto San Giovanni a sud
42
– est e il Comune di Milano a sud. L’area ad ovest è
occupata dal Comune di Cormano.
Dal punto di vista viabilistico il Comune è
delimitato, a nord dall’Autostrada A4 quale profonda
cesura con il Comune di Cusano Milanino, ad est dalla
Nuova Valassina, a sud dai tre assi Via Moro – Regno
Italico, Via XX Settembre e Via Clerici passante all’interno
del Parco Nord mentre a ovest il limite è rappresentato
dall’asse stradale Milano – Meda.
La morfologia della maglia viaria che interessa le
porzioni di territorio confinanti con il Comune di Bresso si
presenta alquanto frammentata a causa della presenza di
importanti manufatti territoriali quali la linea FS Milano Monza, la linea FNM Milano - Asso, le aree sottoposte a
vincolo quale l’Aeroporto nella zona est del Comune ed il
fiume Seveso il cui scorrimento avviene lungo il confine a
ovest tra Bresso e Cormano, e due rilevanti servizi
pubblici quali il Cimitero di Bruzzano nella zona sud –
ovest adiacente al corso del Seveso e l’Ospedale Niguarda
a sud, sito nel Comune di Milano.
Analizzando il sistema infrastrutturale entro i
confini comunali, Bresso è attraversato da due assi tra
loro perpendicolari che hanno determinato una particolare
percezione della città suddivisa in quattro quadranti
facilmente riconoscibili: da sud a nord la strada urbana
principale di attraversamento, in qualità di strada di
scorrimento “minore” quale Via Vittorio Veneto che
giungendo da sud, dal prolungamento di Via Ornato in
Milano, attraversa l’Autostrada A4 e, proseguendo verso
nord, diventa Via Sormani nel Comune di Cusano
Milanino; da ovest ad est la strada urbana interquartiere,
l’asse Madonnina - XX Aprile, che ha favorito, in passato,
uno sviluppo compatto del tessuto urbano sino alle
delimitazioni territoriali quali il fiume Seveso ad Ovest e
l’Aeroporto ad Est.
La sezione stradale di Via Vittorio Veneto, di
larghezza pari a 8 mt, presenta una carreggiata con una
corsia per senso di marcia affiancata dal tracciato a
binario singolo della tranvia Milano/Desio (di larghezza 4
mt.) la cui sede è protetta solo in alcuni tratti e da
marciapiedi lungo entrambi i lati della via. L’asse
Madonnina
–
XXV Aprile,
assieme
alla
strada
43
Quadro
della viabilità
entro i confini
comunali
Inquadramento viabilistico
del Comune nel
Nord Milano
interquartiere a nord di quest’ultima, Via Corridoni - Via
Isimbardi – Via Villa , presentano larghezza pari a 3,25
mt., dotate di marciapiedi aventi una sezione pari a 2
mt., dotate di una carreggiata con una corsia per senso di
marcia. Consentono prevalentemente gli spostamenti
fondamentali tra le parti principali del centro abitato e le
sue frazioni e/o comuni limitrofi e attraversando la Via
Vittorio Veneto da ovest ad est hanno favorito uno
sviluppo regolare del tessuto insediativo supportato dal
reticolo infrastrutturale rappresentato dalle strade di
quartiere e locali che presentano una sezione da 2,75 mt.
ad un massimo di 3 mt. dotate marciapiedi di larghezza
compresa tra 1,50 mt. e 2 mt.
All’interno
delle
quattro
principali
porzioni
territoriali definite dagli assi stradali di cui sopra, le
strade di quartiere delimitano a loro volta grandi isolati
dalla forma regolare come continuità del tessuto urbano
tipico della realtà milanese.
La direttrice di attraversamento Vittorio Veneto
svolge il ruolo di rapido collegamento con il centro di
Milano così come l’intersezione Via XX Settembre-Via
Giancarlo Clerici tende ad aprirsi, come porta, in due
diramazioni che, confluendo entrambe in Viale Fulvio
Testi, consentono un collegamento agevole con il Comune
di Milano.
In coerenza con le determinazioni contenute
all’interno del Piano Generale del Traffico Urbano quale
“strumento
quadro”
della mobilità, previsto
dal
Supplemento Ordinario 24 giugno 1995, n. 46 e
successivo aggiornamento nel Dicembre 2001, di
carattere prescrittivo per i Comuni aventi popolazione
superiore ai 30.000 abitanti, è stato possibile analizzare
per Bresso la maglia viaria catalogandola seguendo anche
quanto riportato nel Regolamento Viario che determina
“le caratteristiche geometriche e disciplina l’uso delle
strade e delle aree impiegate per funzioni a servizio della
mobilità”. Il PGTU è stato applicato alla città di Bresso
che, pur non essendo obbligatorio per tale Comune in
quanto ha popolazione totale pari a 26.461 abitanti
inferiore ai 30.000 stabiliti, presenta intensi flussi di
traffico giornalieri che richiedono una corretta regolazione
a livello urbano e territoriale.
44
Una prima considerazione è inerente alla
percezione del Comune di Bresso suddiviso in quattro
quadranti determinati dall’intersezione tra l’asse Vittorio
Veneto e l’asse Madonnina-XXV Aprile.
I “4
quadranti”
comunali
Il primo quadrante, a) nord-ovest, è delimitato a
nord dalla Via Cadorna, a est dalla Via Vittorio Veneto, a
sud da Via Seveso-Madonnina, a ovest da Via Toselli-Via
Bologna.
Il secondo quadrante, b) nord-est, è delimitato a
nord da Via C. Romani, a est dall’asse Grandi-Matteotti, a
sud da Via XXV Aprile e a ovest dal tratto nord della Via
Vittorio Veneto.
Il terzo quadrante, c) sud-est, risulta compreso tra
Via XXV Aprile a nord, Viale Gramsci a est, Via Don
Vercesi a sud e Via Vittorio Veneto ad ovest.
Il quarto quadrante, d) sud-ovest, è circoscritto da
Via Seveso-Madonnina a nord, da Via Vittorio Veneto a
est, e da Via Papa Giovanni XXIII lungo il margine sud ed
ovest.
45
Seguendo questa suddivisione viene individuata di
seguito la gerarchia della rete viaria.
Considerando i due assi di divisione dell’ambito
comunale in quadranti, l’asse Vittorio Veneto, centrale e
interquartiere, consente un rapido collegamento tra il
Comune ed il contesto limitrofo e permette di classificare
le sue diramazioni viarie sia esterne che interne al tessuto
edificato
suddivise
a
seconda
dei
quadranti
precedentemente citati.
L’asse Madonnina-XXV Aprile è da considerarsi
come strada secondaria di tipo interzonale in quanto
favorisce una distribuzione del traffico a livello locale.
Analizzando dapprima la maglia viaria principale
esterna si individuano, nel quadrante a), partendo da
nord, Via Cadorna che si unisce a Via Borromeo, a sud,
attraverso Via Brodolini.
Nel quadrante b) è presente l’asse composto,
partendo da nord, da Viale A. Grandi-Via G. MatteottiViale A. Gramsci che delimita il margine occidentale
dell’aeroporto e, unendosi a Via G. Clerici lungo il margine
sud dell’aeroporto, prosegue la sua tratta in direzione
Viale Fulvio Testi in Milano.
Nel quadrante c), la strada urbana principale Via
XX Settembre ha origine all’intersezione tra l’asse GrandiGramsci e Via Clerici dirigendosi anch’essa in Viale Fulvio
Testi.
Nel quadrante d) vi rientra Via Papa Giovanni XXIII
che si unisce a Via Seveso-Madonnina e più a nord a Via
Isimbardi-Corridoni attraverso Via Bologna.
L’unica direttrice extraurbana secondaria presente
all’interno dell’ambito comunale è Via Borromeo che, nel
quadrante a), ha origine all’incrocio con Via Bologna;
attraversato il fiume Seveso funge da collegamento tra
Bresso e il Comune limitrofo di Cormano.
Le strade urbane primarie interne al tessuto
edificato sono individuabili nei quadranti a nord dell’asse
Madonnina-XXV Aprile: nel quadrante a) Via CorridoniIsimbardi che unisce Via Borromeo a Via Vittorio Veneto.
46
Nel quadrante b), Via Vittorio Veneto si unisce all’asse A.
Grandi-Matteotti attraverso Via C. Romani a nord e,
procedendo verso sud, attraverso Via Don Minzoni e Via
Villa.
La classificazione delle strade urbane secondarie
considera, nella porzione di ambito comunale a nordovest della Via Vittorio Veneto-Via Madonnina, Via Roma
che, innestandosi su Via Corridoni-Isimbardi, prosegue in
Via Milano collegando in direzione nord-sud la Via
Cadorna a Via Madonnina.
Nel medesimo quadrante vi rientrano anche Via
Volta, perpendicolare a Via Roma e di collegamento tra
Via Toselli e Via Vittorio Veneto, Via Manzoni, parallela a
Via Milano che collega Via Corridoni – Via Isimbardi a Via
Seveso-Madonnina a sud e Via Centurelli che, a nord del
Parco Rivolta, collega Via Milano all’asse Vittorio Veneto.
Viene considerata strada urbana secondaria la Via
XXV Aprile frapposta tra i quadranti b) e c).
In
quest’ultimo si ritengono secondarie Via F. Villoresi,
avente origine all’incrocio tra Vittorio Veneto-XXV Aprile e
Via Strada di collegamento tra Via Villoresi medesima e
Via G. Clerici.
Nel quadrante d) è presente la strada urbana
secondaria Ludovico Ariosto, di collegamento tra Via Papa
Giovanni XXIII e Via Vittorio Veneto.
Affinando l’analisi della classificazione della maglia
viaria, le strade esterne all’edificato, classificate urbane
primarie, sono considerate “strade urbane interquartiere”
in quanto favoriscono i maggiori spostamenti tra le parti
principali del centro abitato e le sue frazioni e/o comuni
limitrofi, caratterizzate da una carreggiata a doppio senso
di marcia e dotate di marciapiede.
In codesto gruppo vi rientrano, nel quadrante a)
Via Cadorna e Via Brodolini, nel quadrante b) Via C.
Romani e il tratto Grandi-Matteotti; nel quadrante c), Via
Gramsci e le diramazioni G. Clerici-XX Settembre.
La strada primaria Via Papa Giovanni XXIII viene
invece classificata come strada urbana di quartiere.
47
Gerarchia
della rete viaria
Le strade interne dell’ambito comunale sono
catalogate come strade urbane locali interzonali in quanto
favoriscono gli spostamenti di breve percorso all’interno
del tessuto edificato e strade locali di quartiere in quanto
costituiscono i principali collegamenti tra quartieri
confinanti interni all’abitato.
Considerando dapprima gli assi che suddividono in
territorio in quattro macroaree, il tratto di Via Veneto
compreso tra Via Minzoni e Via Papa Giovanni XXIII e
l’intero asse Madonnina-XXV Aprile sono da considerarsi
strade urbane locali interzonali.
Nel quadrante a), si identificano come locali
interzonali la Via Corridoni-Isimbardi, Via Roma, la
parallela Via Marconi, Via Milano, Via Pascoli e Via
Galliano-Lurani, entrambe parallele a Via CorridoniIsimbardi di collegamento tra Via Toselli e Via Vittorio
Veneto.
Nel quadrante b) sono così catalogate Via S.
Francesco, tra Via Don Minzoni a nord e Via Villa a sud, la
parallela Via S. Maria e Via Don Sturzo di collegamento
tra Via S. Francesco e Via A. Grandi.
Le strade locali interzonali nel quadrante c) sono
Via Villoresi, con origine in Piazza Madonna del Pilastrello
all’intersezione tra Via Veneto - Via XXV Aprile, Via Don
Vercesi quale collegamento tra Via Veneto e Via XX
Settembre e Via L. Da Vinci, parallela a nord a Via Don
Vercesi di connessione tra Via Veneto e Via Villoresi.
Nel quadrante d) si catalogano in questo gruppo
Via Ariosto, collegamento tra Via Vittorio Veneto e Via
Papa Giovanni XXIII, il tratto di connessione tra
quest’ultima e Via Seveso, quale Via Campestre.
Sono infine classificate come strade urbane di
quartiere principali Via Bologna nel quadrante a), il tratto
di Via Vittorio Veneto compreso tra Via Don Minzoni e Via
Carolina Romani e Via Don Minzoni medesima.
Le restanti strade immerse nel tessuto edificato
sono anch’esse identificate come strade urbane di
quartiere ma sono caratterizzate, a differenza delle
suddette, da minor rilevanza in quanto si prestano a
48
diventare spazi urbani nei quali convivono diverse
pratiche d’uso grazie alla drastica riduzione della velocità.
Secondo il Regolamento Viario risalente all’anno
2001 si ritiene che “le intersezioni debbano avvenire, di
norma, solo tra strade della stessa classe o tra classi
contigue”.
Le intersezioni nel Comune di Bresso, data la
presenza di strade urbane di quartiere e locali interzonali,
sono dotate di impianto semaforico.
Procedendo da nord a sud Via Romani prevede un
impianto semaforico all’incrocio con Via Vittorio Veneto.
A sud, la parallela Via Don Minzoni è dotata di tre
impianti semaforici per tutta la sua lunghezza, uno su Via
Vittorio Veneto, uno presso Via San Francesco e l’ultimo
su Via A. Grandi.
La trasversale a Via Vittorio Veneto, da Viale
Borromeo a Via Villa, è dotata di tre incroci regolarizzati
da semaforo: tra Viale C. Borromeo e Via G. Bologna,
l’incrocio tra Via Isimbardi - Via Vittorio Veneto - Via Villa
e tra quest’ultima e l’incrocio con Viale A. Grandi e Viale
G. Matteotti.
Procedendo verso Milano la Via Vittorio Veneto è
dotata di un impianto semaforico all’altezza di Via
Centurelli e all’altezza di Piazza Madonna del Piastrello
dove incrocia la Via XXV Aprile. Quest’ultima infine si
innesta sull’asse G. Matteotti – Viale A. Gramsci,
anch’essa con regolazione semaforica dell’incrocio viario.
Nel quadrante d) tre impianti semaforici sono
localizzati nel punto d’incrocio di Via Campestre con Via
Ludovico Ariosto a nord e con Via Papa Giovanni XXIII a
sud; infine un impianto è sito tra Via Papa Giovanni XXIII
e Via Vittorio Veneto.
All’interno dell’ambito comunale alcuni incroci sono
regolati da rotatorie localizzate in Piazza Meana e Piazza
Immacolata nel quadrante a), in Piazza De Gasperi nel
quadrante b), in Piazza Italia e all’incrocio tra Via XX
Settembre e Via Clerici nel quadrante c) appena fuori il
49
Intersezioni
viarie
confine comunale e presso l’intersezione tra Via Papa
Giovanni XXIII - Via Ariosto nel quadrante d).
Il Piano Generale del Traffico Urbano ha effettuato un
calcolo relativo alle intensità dei flussi di traffico lungo i
principali assi dell’ambito comunale di Bresso.
Le postazioni per il rilevamento sono state
localizzate lungo le principali direttrici: nel quadrante a)
tra Via P. Toselli e Via Cadorna e tra quest’ultima e Via
Vittorio Veneto, tra Via C. Borromeo e Via Bologna; nel
quadrante b) tra Via C. Romani e Via A. Grandi; tre
postazioni site lungo la Via Vittorio Veneto e i punti
d’intersezione di quest’ultima con Via Don Minzoni, Via
XXV Aprile e a sud con Via Papa Giovanni XIII. A
concludere una postazione nel quadrante c) tra Via
Gramsci – Via XX Settembre e Via G. Clerici.
Dalle rilevazioni si avverte un maggior flusso di
traffico in entrata e in uscita dal Comune di Bresso
concentrato nelle tre postazioni quali vertici del triangolo
Via C. Romani – Via Vittorio Veneto ed il tratto viario
compreso tra Via A. Grandi e Viale A. Gramsci.
Le tre postazioni di rilevazione hanno rilevato un
flusso di traffico intenso di veicoli uscenti dall’ambito
comunale verso est all’incrocio Gramsci – Clerici, così
come di veicoli entranti all’incrocio tra Via Cadorna – Via
Vittorio Veneto. Di minor peso ma di importante entità è il
flusso rilevato nell’intersezione tra Via C. Romani e Via A.
Grandi in cui si è avvertito, al contempo, un equilibrio tra
flussi di traffico in entrata quanto in uscita.
Considerando l’asse stradale ad ovest del Parco
Nord in adiacenza all’aeroporto è stato elaborato,
nell’anno 2005, un rapporto finale circa il rilevamento dei
flussi di traffico e la verifica circa le capacità dei principali
nodi presenti lungo tale direttrice nord-sud (procedendo
da nord l’incrocio con Via Don Minzoni, con Via Villa, Via
XXV Aprile e Via G. Clerici).
La metodologia adottata per lo studio è stata
organizzata in due fasi distinte: dapprima la diretta
rilevazione circa l’intensità dei flussi di traffico sia lungo
l’asse considerato che nelle sue intersezioni in determinati
intervalli temporali considerati di particolare interesse e,
50
Rilevamento
dei principali flussi
di traffico
in seguito, una corretta elaborazione dei risultati ottenuti
al fine di valutare qualitativamente la capacità dell’asse.
I conteggi dei flussi di traffico sono stati effettuati
in un giorno infrasettimanale nei due principali orari di
punta: la mattina dalle 7 alle 9 e la sera dalle 17 alle 19.
Nel conteggio sono stati catalogati i veicoli transitanti
lungo la sezione stradale in entrambi i sensi di marcia e le
principali manovre di svolta agli incroci. È stata prevista
inoltre una catalogazione dei veicoli transitanti in quattro
differenti tipologie organizzando la rilevazione seguendo
intervalli di 15 minuti.
Secondo la rilevazione durante la mattina (7:308:30) si evidenzia un forte squilibrio direzionale di veicoli,
con netta prevalenza della direzione Nord-Sud rispetto a
quella
Sud-Nord.
Ciò
indica
l’andamento
degli
spostamenti,
prevalentemente
per
motivi
di
lavoro/studio, verso la città di Milano.
Prendendo in considerazione l’orario serale, dalle
17 alle 19, si verifica la situazione opposta: il traffico si
sposta in modo preponderante da Milano verso la
periferia nord e, attraversando Bresso, giunge al Comune
di Cusano Dilanino.
Il rapporto finale ha inoltre configurato l’asse
Grandi-Gramsci quale strada a singola carreggiata con
due corsi per senso di marcia con aree laterali per la
sosta veicolare.
L’elaborato finale ha valutato, per ognuna della
quattro intersezioni, il rapporto tra i flussi di traffico e la
capacità dell’asse stradale. Procedendo in senso
longitudinale:
INCROCI/
INTENSITÀ DI TRAFFICO
GRANDI-GRAMSCI/DON
MINZONI
GRANDI-GRAMSCI/VILLA
GRANDI-GRAMSCI/XXV
APRILE
FLUSSO CAPACITÀ RAPPORTO
2730
4057
0.67
2271
4546
0.49
2727
3605
0.75
51
GRANDI-GRAMSCI/CLERICI
3780
4379
0.86
La soglia assoluta di congestione è stimata pari a
0.95.Lungo l’asse Grandi-Gramsci l’unica intersezione
critica è quella all’incrocio con l’asse G.Clerici che collega
la città di Bresso con il comune limitrofo di Sesto San
Giovanni. La situazione ottimale si manifesta invece nel
punto
intermedio
della
direttrice
Grandi-Gramsci
all’incrocio con Via Villa in quanto, a differenza delle altre
tre intersezioni, non si verificano manovre veicolari
conflittuali che possano rallentare i flussi di traffico in
particolare nelle principali ore di punta giornaliere.
Data l’importanza di agevolare il traffico veicolare
al fine di evitare fenomeni di congestione è stata creata
una rotatoria nel punto d’intersezione tra l’asse e la Via
G.Clerici e ne è stata verificata la capacità nelle due fasce
orarie di maggior intensità di traffico.
Sono state analizzate le precedenti problematicità
dell’incrocio Gramsci – Strada -XX Settembre - Clerici
quali la particolare criticità nell’inserimento dei flussi da
via A.Strada durante le ore di punta della mattina, ritardi
consistenti dovuti all’incrocio tra via Gramsci e XX
Settembre; al pomeriggio una situazione ancora più
critica per le immissioni sull’asse provenendo da via
Clerici e XX Settembre, nonostante il doppio attestamento
su via Clerici e la corsia dedicata per la svolta a destra da
via XX Settembre.
Si è così provveduto, anche se in forma limitata, ad
una miglior regolamentazione dell’incrocio diminuendo la
congestione presso l’incrocio Gramsci-XX Settembre da
un valore critico quale 0.95 ad un rapporto flussi di
traffico/capacità del ramo pari a 0.88
Nell’ambito comunale di Bresso sono stati anche
catalogati i flussi di traffico di altre intersezioni stradali.
Il Piano Generale del Traffico Urbano ha rilevato un
flusso equilibrato di media intensità riguardante gli
spostamenti in entrata ed in uscita all’incrocio tra Via C.
Borromeo e Via Bologna, nella porzione ovest del
territorio comunale per poi decrescere leggermente,
sempre mantenendo la situazione bilanciata dei due sensi
52
di transito, negli incroci Via P. Toselli – Via Bologna, Via
Don Minzoni - Via Vittorio Veneto e tra quest’ultima e Via
XXV Aprile e Via Papa Giovanni XXIII.
Considerando
l’importante
asse
longitudinale
Vittorio Veneto che attraversa il Comune di Bresso, sono
state analizzate le due porte di accesso al Comune site a
nord (all’intersezione con l’asse Cadorna-Romani) e a
sud(presso l’incrocio con Via Papa Giovanni XXIII) così da
individuare l’incidenza dei flussi di traffico sull’ambito
urbano.
Il Piano Generale del Traffico Urbano ha rilevato a
nord di Via Vittorio Veneto, all’incrocio con Via Cadorna –
Via C. Romani come i flussi di origine degli spostamenti
riguardino Bresso per il 9% mentre lo coinvolgano come
zona di destinazione per il 52%. L’attraversamento del
Comune interessa invece il 45% del traffico di transito.
La porta sud di Via Vittorio Veneto vede un
aumento dei flussi di origine del traffico, 18% in uscita
anziché 9% mentre si conferma la medesima intensità sia
come luogo di destinazione del traffico veicolare
coinvolgendo il 56% del traffico sia come spostamento: si
rileva per quest’ultimo una percentuale del 43%.
Dall’analisi di tali dati si evidenzia l’importanza del
Comune di Bresso nella porzione nord dell’hinterland
milanese: infatti non solo è sito a ridosso di un
importante infrastruttura quale l’autostrada A4 Torino –
Venezia, con accessi localizzati nel Comune di Cormano e
di Sesto San Giovanni, ma risulta caratterizzato dalla
presenza dell’asse centrale Via Vittorio Veneto che, in
qualità di importante arteria di traffico, consente un
attraversamento
rapido
dell’ambito
comunale
consentendo un collegamento continuo tra il Comune di
Milano a sud e il Comune di Cusano Milanino a nord.
Il legame del Comune di Bresso con il territorio
circostante è anche favorito dalla presenza delle
diramazioni di Via Cadorna e Via C. Borromeo verso est
che consentono un efficace collegamento con il comune
limitrofo di Cormano. A ovest Via G. Clerici incentiva
invece il rapporto tra Bresso stessa e il Comune di Sesto
San Giovanni.
53
Il Piano Generale del Traffico Urbano ha così
evidenziato importanti considerazioni generali sui dati del
traffico. Emerge la pressione dei flussi di traffico lungo gli
assi viari perimetrali al Comune quali Via A. Grandi – Via
G. Matteotti – Viale A. Gramsci e in particolare Via
Vittorio Veneto che non solo è coinvolta dall’influenza
degli intensi flussi di traffico ma è anche influenzata
dall’interazione tra flussi veicolari e spostamenti generati
sia dal trasporto pubblico sia a livello pedonale.
In conclusione l’asse Vittorio Veneto oltre a essere
considerata asse di attraversamento funge anche da
principale “legante” tra Bresso ed i comuni limitrofi a nord
e sud: si identifica così come “connettore territoriale” per
collegamenti positivi del comune a un più ampio raggio.
Il Comune di Bresso è caratterizzato dalla presenza
di aree per la sosta, distinte in parcheggi e fermate per i
mezzi pubblici su gomma e su ferro, maggiormente
concentrate nei quadranti a) e b) ossia nella porzione di
ambito comunale a nord della Via Madonnina – Via XXV
Aprile.
Analizzando dapprima le aree adibite a parcheggio
pubblico il quadrante a) presenta un ampio parcheggio
affacciato su Via P. Toselli compreso tra la Via G. Pascoli
e la parallela a quest’ultima, Via S. Pellico.
Due aree parcheggio sono localizzate presso il
centro sportivo in Via Deledda a supporto delle
manifestazioni sportive che vi avvengono.
Procedendo verso sud sono presenti tre parcheggi
pubblici presso i punti d’incrocio tra Via G. Bologna e Via
S. Giacomo, presso l’incrocio con Via G. di Vittorio ed il
terzo localizzato di fronte al Centro Civico comunale.
Si riscontra la presenza di numerosi spazi per la
sosta dei veicoli in Piazza Martiri della Libertà, a filo
strada lungo Via Manzoni e nel tratto affacciato su Via
Isimbardi compreso tra Via Manzoni e Via Roma.
Presso Parco Rivolta sono presenti parcheggi
localizzati di fronte alla Villa medesima e lungo Via Milano
a filo strada fino all’incrocio con Via Volontari Italiani del
Sangue.
54
Le aree
adibite alla sosta
veicolare
Infine nel medesimo quadrante rientra un’area per
la sosta veicolare adiacente a Parco Rivolta lungo Via
Vittorio Veneto e la Via Madonnina.
Il quadrante b) presenta parcheggi a filo strada sia
lungo tutta la Via don Minzoni che lungo Via San
Francesco nel tratto compreso tra Via Don Minzoni e Via
Don Sturzo.
Il parco attrezzato del cimitero, localizzato in Via
Vittorio Veneto, è dotato, lungo il lato nord, di un’area a
parcheggio in Via Don Pozzi. Un parcheggio è localizzato
in Via Piave; procedendo verso sud un’area affacciata su
Via Tagliabue e una su fronte strada in Via XXV Aprile
adiacente alla caserma dei Carabinieri.
L’impianto sportivo e la scuola media localizzate in
Via Matteotti, accompagnate dalla presenza di un parco di
quartiere sono dotate di tre aree parcheggio: due hanno
accesso su Via L.Strada che da Via del Mulino, alla terza
vi si accede da Via Patellani.
Nel quadrante c) sono presenti parcheggi pubblici
in Via Archimede in prossimità di Via Turati, presso Via
Turati medesima con affaccio anche su Via Strada, in Via
Villoresi in prossimità di Piazza Italia, in Via Dante
Alighieri adiacente al parco pubblico e all’asilo nido
Aquilone, in Via Don Vercesi con affaccio anche su Via
Don Bosco, in Via Villoresi adiacente al centro sanitario
assistenziale per i portatori di handicap. Infine un
parcheggio pubblico è sito al termine di Via Don Gnocchi
in prossimità del parco pubblico.
Il quadrante d) presenta un parcheggio pubblico
sito in Via Galvani adiacente alla chiesa S. Francesco e le
nuove aree sosta in Via Ariosto nei pressi di Vicolo Isetta.
Sono state infine considerate due aree a
parcheggio, l’una nel quadrante b) in Via Gobetti e l’altra
nel quadrante c) in Via Don Vercesi. Entrambe, oltre alla
funzione primaria di parcheggio pubblico, ospitano, vista
l’ampiezza della rispettiva superficie, i due mercati
settimanali che si tengono nell’ambito comunale.
55
Il
Comune
di
Bresso
è
dotato
di
separatori/rallentatori viari quali castellane, dossi e isole
spartitraffico.
I separatori
e rallentatori
Le isole sono collocate prevalentemente lungo il
tratto della Via Vittorio Veneto, procedendo da nord a
sud, nei punti d’incrocio con Via Cadorna, Via Don
Minzoni, Via Isimbardi, Via Centurelli, Piazza Madonna del
Piastrello (la chiesa svolge essa medesima la funzione di
spartitraffico) e Via Don Gnocchi.
Analizzando i quadranti si evince che le restanti
isole spartitraffico sono localizzate all’incrocio tra Via Don
Minzoni - Viale Grandi nel quadrante b), tra Via Matteotti
e Via XXV Aprile nel quadrante c), tra Via Papa Giovanni
XXIII e Via Campestre nel quadrante d).
Sono presenti rallentatori al traffico denominati
“castellane”. Sono costituite da dossi aventi larghezza
pari alla sezione stradale, altezza pari a circa 20 cm,
caratterizzati da pavimentazione in cubetti di porfido a
spacco e lastre di porfido ai lati della carreggiata.
Tra queste
cordoli in granito.
due
pavimentazioni
sono
presenti
Sono presenti nel quadrante a) in Via Roma, nel
quadrante b) in Via Don Sturzo, nel quadrante c)
all’incrocio tra l’asse viario Grandi – Matteotti – Gramsci,
Via XX Settembre e Via Clerici. Infine nel quadrante a d)
in Via Bologna presso l’incrocio con Via Ariosto.
Diversi dossi sono situati, nel quadrante a) in Via
Manzoni e in Via Cavour; nel quadrante b) in Via
Montessori, Piazza de Gasperi e Via Don Sturzo, nel
quadrante c) presso la rotonda di Via Clerici. Ultimo dosso
è localizzato in Via Papa Giovanni XXIII, nel quadrante d)
nella tratta compresa tra Via Campestre e Via Lillo del
Duca.
Sempre analizzando il Comune di Bresso suddiviso
convenzionalmente
nei
quadranti
precedentemente
descritti, all’interno della porzione di territorio comunale
a) è presente una pista ciclabile all’interno del Parco Nord
che costeggia il fiume Seveso nel tratto compreso tra Via
Borromeo e Via Seveso. Da questo punto prosegue la
56
Percorsi
ciclo-pedonali
tratta passando di fronte al Centro Civico comunale,
attraversando Via Bologna percorre Via Seveso – Via
Madonnina terminando in Via Vittorio Veneto; all’interno
del Parco Rivolta, una pista ciclabile ha inizio da Via
Milano e si conclude in Via Vittorio Veneto all’altezza
dell’incrocio con Via Patellani.
L’ambito comunale b) tra Via C. Romani, Via
Vittorio Veneto, Via XXV Aprile e il Viale Grandi – Gramsci
è caratterizzato da un tratto di pista ciclabile avente
origine nel punto d’intersezione tra Via Don Minzoni e Via
Vittorio Veneto percorrendo quest’ultima verso sud fino
all’incrocio con Via Lurani. Da codesto punto il Parco
Rimembranze è percorso da una pista ciclabile che
costeggia il cimitero lungo l’ala est di questo e, giunta alle
spalle, prosegue il percorso sino a giungere in Piazza A.
De Gasperi per poi risalire in Via S. Francesco, svoltare in
Via Montessori e da qui, percorrendo in diagonale il parco
urbano compreso tra Via Montessori e Via Don Minzoni,
termina in adiacenza al centro sanitario – assistenziale
per i portatori di handicap di Via Don Minzoni.
Un ulteriore percorso ciclabile ha origine in Via
Vittorio Veneto , percorre Via Gobetti, Via Don Pozzi per
terminare in Via Don Minzoni.
La Via Don Minzoni stessa è percorsa, per tutta la
tratta, da un tragitto ciclo-pedonale segnalato da apposito
cartello stradale ma contrassegnato da segnaletica
simbolica solo nella tratta compresa tra Via Francesco
d’Assisi e Via Grandi.
Infine, nel quadrante c) sono presenti i seguenti
percorsi ciclabili: l’uno percorre il margine a sud
dell’aeroporto lungo Via Clerici , uno entra nella porzione
di Parco Nord che si apre verso il Comune di Milano dal
punto d’incrocio tra Via Clerici e Via XX Settembre e si
collega al terzo tratto di pista ciclabile che corre, a sud,
lungo il confine comunale tra Bresso e il capoluogo
lombardo.
Nel Comune di Bresso sono stati realizzati diversi
interventi relativi alla viabilità al fine di migliorare la
viabilità.
57
Interventi
migliorativi sulla
maglia viaria
Prendendo in considerazione l’asse G. Clerici che,
lungo il margine sud dell’aeroporto, collega Bresso a Viale
Fulvio Testi e all’adiacente Comune di Sesto San Giovanni
si è intervenuti riqualificando l’intera via al fine di
migliorare la sicurezza stradale creando una rotatoria nel
punto d’intersezione con Via G. Bianchi e tra Via Clerici e
Via XX Settembre.
La messa in sicurezza dell’asse Clerici, di portata
non indifferente, è stata realizzata attraverso la
localizzazione di uno spartitraffico disposto al centro della
carreggiata che divide i due sensi di marcia.
Nel quadrante a) si è verificata la riqualificazione
urbana del tratto di Via Roma nei pressi della Chiesa S.
Nazzaro e Celso sita nelle vicinanze della sede del
Comune all’incrocio tra Via Roma e Via CorridoniIsimbardi.
È
stato
realizzato
l’intervento
circa
la
trasformazione a traffico limitato del tratto di Via Milano
compreso tra Via Isimbardi e Via Centurelli.
Il tratto compreso tra Via Roma e Via Milano è
caratterizzato da un rallentatore del traffico nominato
“castellana” costituito da pavimentazione in porfido.
Al fine di valorizzare la porzione a verde del Parco
Nord compresa tra Via Seveso e Via Ludovico Ariosto nel
quadrante d) è stata realizzata l’interruzione del tratto di
Via Seveso su cui si affaccia l’area verde così da
incentivarne la fruibilità.
Considerando il comparto b) tra Via Vittorio Veneto
– Via C. Romani – l’asse Grandi – Gramsci – Via Strada si
è verificato l’intervento di riqualificazione della Via Don
Sturzo attraverso la creazione di una struttura a
castellana come il tratto di Via Milano.
La rete di trasporto pubblico del Comune di Bresso
prevede tre linee automobilistiche: la linea 83 Milano Bresso/Cormano, la linea 83/ barrato Milano –
Bresso/Brusuglio
e
la
linea
708
Sesto
San
Giovanni/Bresso e la linea tranviaria Milano/Desio.
58
Trasporto
pubblico locale
Sia la linea 83 che l’83/ di collegamento tra Milano
città ed il Comune di Bresso, all’interno di quest’ultimo
prevedono due percorsi aventi entrambi origine
all’incrocio di Via Vittorio Veneto con Via Isimbardi – Via
Madonnina, l’uno diretto nel quadrante nord – est
dell’ambito comunale effettuato dalla linea 83, l’altro
verso ovest in direzione Cormano svolto dalla linea 83/.
La linea 83, con origine all’incrocio tra Via Luigi
Ornato e Via A. da Saluzzo nella zona nord dell’ospedale
Niguarda all’interno del confine comunale di Milano,
percorre in sequenza, entrando in Bresso, Via Vittorio
Veneto con fermate all’incrocio con Via Don Gnocchi, Via
L. Da Vinci, Via Patellani. La svolta in Via Villa prevede
una fermata in prossimità di Via Tagliabue e di Via
Brioschi. Il percorso prosegue in Viale A. Grandi con sosta
presso l’intersezione con Via Don Sturzo e, svoltando in
Via Don Minzoni prevede una fermata in prossimità di Via
G. Galilei fino a giungere al capolinea sito all’incrocio tra
Via don Minzoni e Via Don Pozzi nei pressi di Piazza
Rimembranze.
La tratta di ritorno vede la partenza da codesto
capolinea ed il percorso di tutta la Via Vittorio Veneto con
fermate presso Via Gobetti, tra Via Isimbardi e Via
Centurelli, Via Madonnina, Via Ariosto all’altezza di Via
Dante Alighieri e Via Papa Giovanni XXIII per poi
proseguire verso Milano. Questa linea favorisce così, a
livello di servizio pubblico ai cittadini, un trasporto
concentrato nel quadrante nord – est dell’ambito
comunale di Bresso.
La linea 83/ consente invece la comunicazione tra
Milano e la frazione di Cormano posta ad ovest del
Comune di Bresso.
Dal capolinea sito in Piazza Ospedale Maggiore, di
fronte all’Ospedale Niguarda in Milano, percorre la
medesima tratta della linea 83 effettuando anch’essa,
entro l’ambito comunale di Bresso, le fermate presso Via
Don Gnocchi, Via L. Da Vinci e Via Patellani; anziché
svoltare in Via Villa continua il percorso rettilineo
svoltando in Via Lurani, parallela a nord a Via Isimbardi.
Effettua una fermata in Piazza Immacolata, svolta in Via
Roma, in cui è prevista una fermata presso Via S. Pellico.
Prosegue la tratta verso nord giungendo in Via Cadorna
59
percorrendola per tutta la sua tratta. Da questo punto
prosegue nel Comune di Cormano con fermate localizzate
presso Via Brodoloni e Via Clerici raggiungendo in seguito
il capolinea sito in Via Vittorio Veneto all’altezza di Via
Verga.
Dalla stazione terminale in Via Verga, entro il
Comune di Cormano, la linea effettua due fermate nella
tratta di ritorno prima di entrare nell’ambito comunale di
Bresso,: una sita presso Via Comasinella, la seconda in
Viale C. Borromeo all’altezza di Via Deledda.
La linea 83/ rientra nell’ambito comunale di Bresso
presso la fermata Toselli – Corridoni. Percorre Piazza
Immacolata e Via Roma effettuando le medesime fermate
del percorso di andata in codesto tratto. Svolta in Via
Pascoli dove è prevista la fermata nei pressi di Via
Marconi. Ripercorre, proseguendo verso Milano città tutta
la Via Vittorio Veneto le cui fermate sono localizzate
presso Via Gobetti, Via Isimbardi, Via Madonnina, Via
Ariosto e Via Papa Giovanni XXIII.
La linea 708 ha capolinea in Piazza IV Novembre
nel Comune di Sesto San Giovanni nelle vicinanze della
fermata Sesto Rondò lungo la linea M1 “rossa” della
metropolita milanese.
Questa linea giunge nel Comune di Bresso
percorrendo Via G. Clerici. Svoltando a destra in Via A.
Gramsci effettua una fermata in prossimità dell’incrocio
con Via Clerici e una con Via XXV Aprile.
Percorre
quest’ultima in cui è presente una fermata all’incrocio con
Via Villoresi, svolta a destra in Via Vittorio Veneto in cui
effettua la fermata presso Via Villa. Transita lungo
quest’ultima fermandosi presso Via Brioschi e Via Piave.
Percorre Via S. Marta effettuando fermata in Via Don
Sturzo. La linea termina il percorso in Via Don Minzoni
fermandosi dapprima presso l’incrocio con Via S.
Francesco ed in seguito al capolinea medesimo della linea
83.
Il percorso di ritorno, dal capolinea di Via Don
Minzoni, prevede la percorrenza di Via Vittorio Veneto
effettuando fermata presso Via Gobetti, svolta in Via Villa
fermandosi presso Via Brioschi e Via Matteotti.
60
Percorre Via Matteotti per tutta la tratta
effettuando fermata all’incrocio con Via XXV Aprile.
Transita in quest’ultima compiendo fermata presso
l’intersezione con Via Villoresi. Svolta in Piazza Italia
effettuando fermata prima di giungere in Via Strada;
percorre quest’ultima compiendo l’ultima fermata
all’interno dell’ambito comunale di Bresso in prossimità
dell’incrocio Via Strada – Via Clerici per poi proseguire
lungo quest’ultima ed entrare nel Comune di Sesto San
Giovanni sino al capolinea alla fermata di Sesto Rondò.
Il Comune di Bresso è caratterizzato anche dal
passaggio della linea tranviaria interurbana “Milano –
Desio” che ha punto di partenza nei pressi del capolinea
del tram urbano n° 4 sito in Milano.
All’interno dell’ambito comunale percorre l’asse
Vittorio Veneto e, procedendo da sud a nord, effettua
fermate presso l’intersezione con Via Don Gnocchi, Via
Leonardo da Vinci, Via Patellani, Via Lurani, Via Cadorna.
Analizzando
il
rapporto
tra
il
sistema
infrastrutturale e ambientale, è importante segnalare la
presenza del Parco Nord lungo il margine sud del confine
comunale di Bresso quale importante risorsa ambientale
della cintura periferica a nord del capoluogo lombardo.
Questo patrimonio verde che occupa per più di tre quarti
il perimetro del Comune incentiva attività di svago e
tempo libero.
Le strade del Comune in stretta relazione con il
Parco sono dapprima, nel quadrante b) l’asse Grandi –
Gramsci e Via Clerici le quali hanno un peso ambientale
significativo in quanto delimitano i margini ovest e sud
dell’aeroporto inglobato all’interno del Parco Nord
medesimo. Nel quadrante c) è importante segnalare il
tratto iniziale di Via XX Settembre e il margine a sud della
Via Don Vercesi.
É rilevante inoltre la presenza del fiume Seveso sito
lungo il margine occidentale dell’ambito comunale.
Tratti di mobilità ambientalmente sostenibili sono
riconoscibili in percorsi ciclabili esistenti siti nei tratti finali
sia della Via Don Vercesi che della Via XX Settembre quali
61
Mobilità
“ambientalmente”
sostenibile
importanti connettori tra lo spazio urbanizzato e lo spazio
aperto del Parco Nord.
Due rami di pista ciclabile, l’uno che costeggia il
fiume Seveso e l’altro che percorre Via Seveso – Via
Madonnina favoriscono l’accesso al Parco in direzione sud
– ovest.
Altri due importanti punti verdi del Comune sono il
Parco Rimembranze, adiacente al cimitero nel quadrante
b), avente una superficie di 47.800 mq e il Parco Rivolta
di 27.360 mq, nel quadrante a). Entrambi sono
caratterizzati da piste ciclabili interne.
Nel Comune di Bresso l’asse longitudinale Vittorio
Relazioni tra
il sistema
Veneto ha consentito lo sviluppo di aree industriali lungo
infrastrutturale
e
tutta la lunghezza e presso le due porte a nord e sud di
attività economiche
accesso al Comune e al contempo di veri e propri
e di servizio
comparti di notevole dimensione siti rispettivamente nel
quadrante b) e d).
Anche la Via Clerici, in qualità di asse di
collegamento tra Bresso ed il Comune di Sesto San
Giovanni, ha favorito la localizzazione del polo industriale
in un’area sita ad est dell’aeroporto.
Queste tre polarità produttive hanno dato vita ad
una sorta di “triangolo industriale” a livello comunale
all’interno del quale si è sviluppata, nel tempo, un’intensa
attività edificatoria sia a livello residenziale che
supportata dalla presenza di servizi principalmente siti
nelle aree a nord dell’asse Madonnina – XXV Aprile.
L’asse a est nell’ambito comunale, Grandi –
Gramsci, ha supportato lo sviluppo di servizi alla porta
nord all’incrocio con Via Don Minzoni, a sud nella zona
compresa tra Via Strada e Via Don Vercesi e nella zona
centrale a livello di Via Matteotti.
Mentre i servizi all’interno dei quadranti b) e c)
sono localizzati in modo equilibrato, nel quadranti
comunali a) e d) sono principalmente accorpati negli
isolati a nord in adiacenza a Parco Rivolta e lungo Via Lillo
Del Duca.
62
Le infrastrutture interne all’ambito comunale hanno
favorito nel corso del tempo uno sviluppo geometrico ed
intenso di edilizia residenziale disincentivando e
compromettendo, al contempo, la presenza di ampie aree
verdi se non polarizzate nel Parco Rivolta nel quadrante
a), nel Parco di Piazza Rimembranze nel quadrante b) e
nella grande fascia del Parco Nord a est e a sud lungo i
confini comunali. Le aree verdi che hanno trovato spazio
all’interno del fitto tessuto edificato sono identificabili in
giardini scolastici e/o condominiali privati se non parchi di
quartiere definibili quali “tasselli” che, caratterizzati da
una forma geometrica regolare, sono stati inseriti
puntualmente nell’urbanizzato; inoltre la presenza
puntuale di tali tasselli non ha purtroppo giocato il ruolo
fondamentale di collegamento tra le diverse aree verdi al
fine di favorire la creazione di percorsi ambientali quali
strumenti di miglioramento della qualità e dell’immagine
della città.
Il Comune di Bresso è stato caratterizzato, nel
corso del tempo, dallo sviluppo di alcuni tratti storici che
hanno plasmato l’identità del città.
Dapprima in Piazza Madonna del Piastrello, quale
punto d’intersezione tra Via Vittorio Veneto – Via
Madonnina – Via XXV Aprile, è sorta la chiesa e l’oratorio
del Pilastrello, sono state edificate due ville patrizie e
sono ancora presenti strutture residenziali a corte e parte
del tracciato caratteristico del vecchio borgo nei pressi di
Via Centurelli lungo il margine a nord del Parco Rivolta.
La città di Bresso si è sviluppata notevolmente
durante gli anni del boom economico che ha coinvolto il
capoluogo lombardo grazie a importanti fabbriche
dislocate quasi tutte lungo la vecchia Valassina e nelle
zone adiacenti che hanno garantito un rapido
collegamento con Milano città. Le fabbriche sono state
inoltre accompagnate dalla presenza di piccole attività
artigianali di carattere industriale o di servizio al cittadino
assieme allo sviluppo di negozi al dettaglio a supporto
della vecchia classe operaia in particolare.
Sono così ancora presenti sul territorio segni di una
memoria industriale che ancora oggi vive data la
presenza, anche se evoluta, dei grandi poli industriali alle
porte dell’asse Vittorio Veneto e Clerici.
63
Lungo Via Ludovico Ariosto, nel quadrante d), è
presente il sito Zambon quale impresa multinazionale nel
settore farmaceutico; nel medesimo quadrante, la
palazzina uffici della ex Cino del Duca lungo Via Del Duca
perpendicolare a Via Ariosto quale famosa casa editoriale.
Ancora oggi è mantenuta viva la tradizione dei
vecchi rioni storici dei quartieri in cui l’ambito comunale si
divide quali La Contrada, il Còo de Bress, Bressin, e
l’importante Piazza Martiri della Libertà nel quadrante a)
nei pressi di Parco Rivolta.
L’asse Vittorio Veneto si rapporta anche con la
presenza dei mercati quali attività di vendita ambulante
localizzati a nord, nel quadrante b), presso l’area
adiacente al Parco di Piazza Rimembranze, in Via Gobetti
e nel quadrante c) proprio presso la porta d’entrata al
comune, nel punto d’intersezione tra la direttrice Vittorio
Veneto e Via Don Vercesi.
Ancora viva è sia la presenza di attività di vendita
al dettaglio ai piani terra del tessuto edilizio residenziale
sia l’insediamento artigianale che caratterizza il comparto
industriale localizzato nel quadrante b).
Un importante contributo storico è stato portato da
un importante infrastruttura quale l’aeroporto sito
nell’area ad est dell’ambito comunale delimitata dall’asse
Grandi – Gramsci e il proseguimento in Via Clerici.
Le sue origini sono legate alla vecchia società
Ernesto Breda che proprio al termine della prima guerra
mondiale inizia a produrre veicoli nel settore aeronautico.
Occupando un ruolo fondamentale nella difesa della
città di Milano negli anni delle grandi guerre, durante gli
anni ’70 si è marcata ancor più la sua presenza in quanto
limite, cesura tra il medesimo comune di Bresso e il
Comune di Cinisello Balsamo nel campo dell’espansione
edilizia.
Così l’impeto rilevante di grandi strutture
produttive e l’imponente presenza dell’aeroporto hanno
favorito lo sviluppo di incontrollati interventi edificatori
che hanno considerato in modo molto marginale
l’importanza storica ed identificativa del territorio
64
Relazioni tra
il sistema
infrastrutturale e
ambiti
storico/culturali
apportando, come conseguenza, una perdita di
orientamento e di identità locale ben visibile nel
mutamento dell’immagine del Comune, da vecchio borgo
storico saldo nelle tradizioni a nuova periferia urbana
milanese
coinvolta
nel
vortice
impetuoso
delle
trasformazioni.
2)
Sistema insediativo
I Comuni del Nord Milano hanno estensione pari al
2,9% dell’intera provincia milanese rappresentando così
l’ambito provinciale più densamente popolato: ciò deriva
dalla sua storia, dalla scelta della città di Milano di
localizzarvi le sedi di molte attività produttive che hanno
dato al capoluogo lombardo la fama di “polo industriale
d’eccellenza” del nord Italia. I segni dell’intenso processo
industriale sono ben visibili ancora oggi: un insieme di
vecchie periferie industriali costituite da fabbriche site in
insediamenti isolati e quartieri residenziali altamente
popolati hanno plasmato una configurazione territoriale
che non ha lasciato molto spazio ad un’estensione degli
spazi aperti.
Uno sguardo esteso sul territorio vede così la
presenza di grandi parti distinte quali i singoli ambiti
comunali, periferici a nord del capoluogo lombardo, tra
loro divisi dall’imponenza dei grandi comparti industriali
quanto dalle infrastrutture ad elevata portata di flussi di
traffico giornalieri .
Il nord Milano ha così subito, alla fine degli anni
’80, un’intensa metamorfosi: un passaggio da “città
industriale” tipica degli anni ’70-’80 a “città dei servizi e
dell’abitare” accomunate dal presentare entrambe una
medesimo carattere, l’elevata densità.
La città di Bresso, sita nella prima cintura periferica
del Comune di Milano, in un territorio pianeggiante, copre
una superficie pari a circa 340 ettari, posta ad
un’altitudine di circa 140 metri sul livello del mare
65
compresa per più di un terzo nel perimetro del Parco
Nord.
Il nome della città sembra avere due origini: la
prima fa riferimento al nome germanico “Berizzo” che
probabilmente fu proprietario terriero dell’intera città; la
seconda ipotesi rimanda ad una regione francese,
“Bresse”. Sembra che quest’ultimo nome sia stato
importato dai Celti durante il loro periodo d’occupazione
in Lombardia e direttamente applicato alla città odierna.
Nel IV secolo a.C. il piccolo nucleo di Bresso è
costituito da un gruppo di casupole circondate da una
fertile campagna grazie alla presenza del fiume Seveso.
Durante l’era medioevale l’assembramento di case è
circondato da campi coltivati appartenenti ad ordini
religiosi.
Bresso si sviluppa a partire dal 1189 sotto la
proprietà della Famiglia Patellani, residente nella Villa
Patellani, villa settecentesca situata in Via Milano
acquistata in seguito nel 1939 dalla famiglia Rivolta di cui
il mutamento del nome in Villa Rivolta, come ancora oggi
è chiamata.
Un anno dopo, nel 1190, Bresso passa sotto il
controllo della città di Milano.
Due segni ancora oggi presenti nell’ambito
comunale sono la parrocchia di San Nazaro e Celso
risalente al 1400 sita presso l’intersezione tra Via Milano
e Via Isimbardi nel quadrante a) e il santuario della
Madonna del Pilastrello all’incrocio tra i due assi Vittorio
Veneto(nord-sud) e Via Madonnina-XXV Aprile(ovest-est)
che suddividono l’ambito comunale in quattro macroaree.
Nel 1470 la campagna di Bresso è caratterizzata da
filari di gelso raffigurati ancora oggi nello stemma
comunale accompagnati dalla corona quale simbolo del
feudo dei conti Patellani.
La prima cartografia storica in cui vi è riportata la
città di Bresso risale a ben duecento anni dopo, nel 1600:
Bresso viene identificata quale insieme di cascine site tra
il fiume Seveso ad Ovest e la strada di Decio, l’odierna
Valassina, ad est, dove è presente anche un’area
66
L’identità
storica di Bresso
boschiva proprio dove oggi si trova il Parco Nord. Nel
1630 Bresso viene invasa dalla peste la cui comparsa in
Italia risale a ben trecento anni prima.
Nel 1733 Bresso viene coinvolta dal passaggio dei
soldati durante la guerra di successione polacca.
Nel 1772 nasce il Catasto Teresiano quale
cartografia molto più dettagliata del territorio: in questi
anni si verifica la fine del sistema mezzadrile e la nascita
della prima antica classe imprenditoriale: nel catasto
Bresso viene rappresentata quale borgo di ridotte
dimensioni delimitato a nord da Via Corridoni, a est da
Via Vittorio Veneto, a sud da Via Madonnina e a ovest dal
fiume Seveso. L’agglomerato urbano si concentra lungo le
attuali Via Manzoni, Via Cavour, Via Centurelli proprio
attorno a Villa Rivolta nel quadrante a). Nasce in questi
anni anche il Cimitero sito in Piazza Rimembranze lungo
Via Vittorio Veneto nella porzione comunale b) la cui sede
corrisponde a quella attuale.
In seguito alla Rivoluzione Francese, nel 1811
Bresso, con una popolazione di 1000 abitanti, viene
aggregata al Comune di Buzzano assieme alle frazioni di
Brusuglio
e
Cormano
per
rendersi
totalmente
indipendente quattro anni dopo, nel 1815, periodo del
governo austriaco con il Regno Lombardo Veneto nel nord
Italia. L’indipendenza dura circa mezzo secolo in quanto,
durante la seconda metà dell’Ottocento, si aggrega al
Comune di Bruzzano assieme agli attuali quartieri di
Dergano e Affori, nel 1869, appartenenti alla città di
Milano.
La totale autonomia viene assunta nel 1884 e
attestata grazie sia alla realizzazione del Palazzo
Comunale con sede in Via Roma sia per la fondazione
della prima industria del territorio comunale: un setificio.
A partire da fine ‘800 Bresso si caratterizza per un
intenso sviluppo edilizio, prevalentemente concentrato
verso est lungo la Valassina, l’attuale Via Vittorio Veneto.
Nel 1888 l’IGM, Istituto Geografico Militare, cartografa i
principali collegamenti della città con i Comuni limitrofi di
Brusuglio a ovest e Cinisello Balsamo ad est. A fine ‘800 il
processo di industrializzazione che investe la città di
Milano non riesce ancora a coinvolgere la realtà
67
economica di Bresso basata su un sistema agricolo
persistente.
L’inizio del XX secolo è segnato dall’inizio del primo
conflitto mondiale e Bresso viene coinvolta arruolando
600 persone. Nel 1930 viene realizzato ad est della città,
il campo d’aviazione, in seguito divenuto sede
dell’Aeroclub milanese e del Raggruppamento degli Aerei
Leggeri appartenenti all’Esercito. La sua creazione ha
comportato l’esproprio di terreni fertili, a coltivazione
cerealicola, accompagnati dall’allevamento di bestiame
bovino a favore della produzione dei bombardieri Breda.
Nel
1944
Bresso
viene
colpita
da
un
bombardamento che distrugge lo stabilimento industriale
Breda-Campovolo.
Dal periodo della Liberazione d’Italia, agli inizi degli
anni ’70, Bresso vive un momento di grande crescita
grazie alle grandi industrie quali l’Isetta, Iso Automobili,
la Zambon, l’Elettromeccanica Parizzi, la Retam, l’Alcan,
l’Oreal.
Nel 1960 proprio queste imprese iniziano ad
invadere le campagne incentivando lo spostamento dei
contadini dalle antiche attività di coltivazione ai ritmi
frenetici della fabbrica.
Bresso affronta un periodo di forte sviluppo dal
punto di vista edilizio: una crescita urbana incontrollata,
da 4.575 abitanti nel 1951, a 11.655 nel 1961 sino a
raggiungere i 31.515 abitanti nel decennio successivo,
caratterizzata da uno sfruttamento estremo di alloggi da
parte delle famiglie molto numerose coinvolgendo anche
cantine e soffitte.
Si manifesta, di conseguenza, la consapevolezza da
parte della città di aver assunto le sembianze di un vero e
proprio “dormitorio” accompagnato da un’inevitabile ed
elevato degrado urbano in un territorio completamente
privo di pianificazione urbanistica.
A fronte della povertà delle famiglie operaie
nascono, a favore di queste ultime, le prime cooperative
di sostegno che si adoperano per la costruzione di case
popolari a favore dei lavoratori.
68
Sono gli anni ’60 a veder entrare in scena il grande
polmone verde di Milano: il Parco Nord.
Quest’ultimo sorge su terreni che, durante il
periodo del Catasto Teresiano(1772), erano tipicamente
agricoli e proprio durante gli anni ‘60 si presenta come
realtà costituita da numerose aree agricole intervallate da
discariche, baraccopoli e comparti industriali dismessi.
Questo problema viene risolto a partire dal 1967, anno in
cui interviene il PIM o Piano Intercomunale Milanese a
promuovere il “Progetto Generale di Piano” in cui proprio
il Parco Nord viene inteso non solo come importante
risorsa ambientale ma anche come barriera al fine di
limitare la sempre più crescente opera di densificazione
della cintura periferica del Nord Milano.
A partire da questi anni la città di Bresso vede
mutare la sua immagine: da antico borgo agricolo a
nucleo territoriale sempre più urbanizzato e dedito alla
produzione industriale grazie al radicamento nel territorio
dell’industria fordista che ha forgiato la classe operaia
caratteristica del nuovo volto del nord Milano.
Durante gli anni ’70 si manifesta la crisi del sistema
produttivo italiano e anche la grande industria bressese
inizia un periodo di intenso ristagno nello sviluppo
economico accompagnato, di conseguenza, dalla chiusura
della maggior parte delle fabbriche e da un forte tasso di
disoccupazione.
Il Comune di Bresso si dota del primo Piano
Regolatore Generale nel 1971 approvato dalla Regione
Lombardia nel 1974.
Un calo demografico lento e costante si fa più
intenso tra il 1980 ed il 1999. Nel contempo, Bresso,
assieme ai comuni del nord Milano, raggiunge pian piano
una condizione di equilibrio negli anni ’90: tali anni, più
che uno sviluppo abitativo, ravvisano un’intensificazione
di poli d’innovazione, dell’informazione e della ricerca
d’avanguardia.
Le principali attività si insediano attorno all’asse
Vittorio Veneto che, all’interno del denso tessuto
edificato, diventa sia “nodo” del passato quale luogo della
69
memoria industriale
progresso.
sia
fulcro
rilevante
dell’odierno
Iniziano a delinearsi le linee strategiche per lo
sviluppo
di
una
“logica
della
trasformazione”
caratterizzata da
ricostruzione degli habitat sociali,
riconversione delle aree industriali dismesse, progetti
legati
allo
sviluppo
economico
–
produttivo
infrastrutturale.
La situazione odierna, a livello territoriale, vede
Bresso far parte del continuum edificato nell’area a nord
della regione urbana milanese; i margini del tessuto
edificato sono determinati da elementi fisici, l’uno
naturale, il fiume Seveso, sito ad ovest e l’altro artificiale
quale l’aeroporto ad est di superficie pari a 900.000 mq.
L’ambito comunale rivela una presenza purtroppo
fievole di edifici già esistenti al 1919 così che non è
possibile identificare a Bresso un vero e proprio centro
storico e recuperarne a pieno l’identità. Quest’ultima può
emergere
attraverso
opere
di
riscoperta
e
di
consolidamento delle centralità storiche esistenti così da
valorizzare
e
tutelare
il
patrimonio
esistente
incoraggiandone la fruizione e conoscibilità attraverso
momenti di aggregazione sociale che mantengano viva la
memoria del passato.
La città di Bresso possiede infatti alcuni manufatti
storici: il Santuario della Madonna del Pilastrello sito
all’incrocio tra Via Vittorio Veneto e l’asse Severo –
Madonnina - XXV Aprile, la chiesa di San Nazario e Celso,
tra Via Roma e Via Milano, la cui nuova cappella venne
costruita nel 1912 e consacrata,a seguito di diversi lavori,
nel 1958 da Sua Santità Papa Paolo VI. Infine due palazzi
gentilizi: Villa Rivolta, ex Villa Patellani in Via Centurelli,
restaurata nel XVII secolo e annessa ad un giardino che
la circonda e dalla cappella dedicata un tempo a Santa
Teresa e la residenza dei Conti - Perini in Via Cavour.
La prima villa fu costruita dalla famiglia Patellani
che, a Bresso, aveva localizzato il proprio feudo. Di stile
barocco, lo schema morfologico ad U risale al 1721
presentando un portico centrale e facciate molto sobrie.
La cappella gentilizia occupa la parte terminale dell’ala
ovest ed il parco all’inglese risulta disseminato di statue.
70
La Villa Conti - Perini, datata primi anni del
Settecento, presenta anch’essa un impianto ad U con due
ali a due piani di cui una termina in un terrazzo
panoramico e, a differenza della Villa Rivolta da cui
riprende gli stessi caratteri di originalità, è caratterizzata
da un giardino posto anteriormente ad essa.
Dalla precedente descrizione circa l’evoluzione del
Comune di Bresso, si evince che il primo vero saldo circa
la popolazione è possibile farlo risalire al 1951.
La tabella denominata “aspetti demografici” riporta
l’evoluzione della popolazione dal 1950 al 2001.
ASPETTI DEMOGRAFICI
1950
1960
1970
1980
1990
2001
Caratteristiche
Abitanti
Densità
Famiglie presenti
% 0-24 anni
% 25-45 anni
% over 45 anni
4.575
11.655
32.043
32.650
30.119
27.132
1.346 ab/kmq 3.423 ab/kmq 9.480 ab/kmq 9,602 ab/kmq 8.858 ab/kmq 8.027 ab/kmq
1.357
3.407
10.317
10.725
11.001
11.196
26,2
33.03.00
29,5
32,7
59,9
49,5
33.06.00
35,3
39
33
28,9
31,4
6,5
4,6
7,1
8
11,2
19,1
Grado istruzione
Analfabeta
Nessun titolo di studio
Licenza elementare
Diploma media inf.
Diploma media sup.
Laurea
1,1
9,7
77,3
8,6
3
0,3
2,3
12,3
68,9
13,2
2,8
0,4
2,2
20,1
46,1
21,4
8,7
1,5
0,7
12,4
37,9
32,5
14,1
2,4
0,67
6,8
26,5
35,1
27,1
3,8
0,57
6,1
21,4
31,9
31,7
8,2
1286
3142
2,5
17
83
3450
9212
2,7
27,3
70
10.111
30.969
3,1
39
58,8
10.671
36.500
3,4
51,7
45,1
11.001
38.863
3,5
65,5
30,6
11.444
39.391
3,44
70,9
24,1
81,1
10,9
72,9
41,8
56,4
89,2
74,5
18,9
91,1
99,7
100
96,8
2,7
99,2
100
100
98,4
1,2
99,9
100
100
99,7
0,3
100
100
100
100
0
100
100
Abitazione
Abitazioni occupate
Stanze totali presenti
% Stanze per abitazione
% Proprietà
% Affitto
Caratteristiche alloggi
% Presenza di cucina
% Bagno interno
% Bagno esterno
% Disponibilità acqua potabile
% Disponibilità illuminazione elettrica
VARIAZIONI INTERCENSUARIE DELLA POPOLAZIONE
35000
30000
25000
20000
15000
10000
5000
0
1951
1961
1971
71
1981
1991
2001
Dalla tabella emerge come la popolazione si sia
triplicata di decennio in decennio, dal 1950 al 1970,
proprio in corrispondenza del periodo di boom economico
che ha coinvolto la città. Di conseguenza è aumentata
considerevolmente anche la densità della popolazione sul
territorio favorendo così un intenso processo di
edificazione che ha tolto sempre più fiato ai vecchi
manufatti agricoli per lasciare il posto alle grandi
fabbriche. Nel ventennio è la classe media di popolazione,
con titolo di studio quale licenza elementare, a guidare la
trasformazione del Comune di Bresso.
L’aumento della popolazione ha favorito la
costruzione di un elevato numero di alloggi dando al
Comune il volto di “città dormitorio”: inizia l’intensificarsi
di innumerevoli e diversificate domande relative alla
qualità interna degli alloggi medesimi che vengono
velocemente soddisfatte attraverso la costruzione di
appartamenti dotati di cucina, bagno interno proprio,
acqua potabile ed illuminazione elettrica.
La popolazione, la densità ed il numero di famiglie
presenti nell’ambito comunale si triplicano nel 1970
rispetto al valore del decennio precedente mantenendosi
in equilibrio sino al 1990.
Nel
1970
la
popolazione
è
costituita
prevalentemente dalla classe d’età media, 25-45 anni,
mentre si passa ad una situazione di stabilità tra
quest’ultima classe e quella giovanile. I giovani tendono a
prevalere, più del doppio, rispetto alla classe media.
Crescono e rimangono bilanciati, ma sempre inferiori
rispetto ai due gruppi dominanti, i valori relativi alla
classe della popolazione ultrasessantenne. Nel ventennio
aumentano anche i titoli di studio dei capofamiglia, da
licenza elementare a licenza media inferiore e superiore
così come inizia a comparire, per l’1,5%, il titolo di laurea
che, nel tempo, tende ad aumentare sempre più.
72
Stratificazione
insediativa
Le abitazioni occupate
andamento di crescita degli
abitanti e delle famiglie: il 1970
vede triplicare il valore rispetto a
quello del decennio precedente e
durante i vent’anni, sino al
1990, la situazione rimane
equilibrata e stabile.
seguono
il
medesimo
ETA' DELLA POPOLAZIONE
2001
31,40%
1991
19,10%
28,90%
1981
11,20%
32,70%
32,50%
0-20
8%
25-45
1971
29,50%
1961
39,30%
33,30%
1951
35,30%
33,60%
0,00%
7,10%
Più di 65
4,60%
6,50%
10,00% 20,00% 30,00%
40,00% 50,00% 60,00% 70,00% 80,00%
LIVELLO DI ISTRUZIONE 1951-2001
Le dotazioni degli alloggi
sono ormai alla salvaguardia:
ciascun appartamento è dotato
di ogni confort.
Nel 2001 si avvertono
dei cambiamenti.
Gli abitanti tendono a diminuire così come la
densità territoriale.
NUMERO ABITAZIONI E STANZE
2001
1991
1981
1971
1961
analfabeti %
non analfabeti %
licenza elementare %
licenza media %
diploma superiore %
laurea %
1951
0%
Le famiglie sono stabili e
prevale la popolazione giovane
ad animare il progresso del
Comune.
L’inizio del nuovo secolo
è contraddistinto da titoli di
studio di livello medio alto,
dove spicca la crescita di
persone laureate.
20%
40%
60%
80%
100%
45000
38863
40000
39391
36500
35000
totale
abitazioni
30969
30000
25000
totale
stanze
20000
15000
9212
10000
5000
0
1286
3450
3142
1
2
10111
10671
3
4
11001
11218
5
6
ABITAZIONI IN AFFITTO E PROPRIETA'
90%
83%
80%
70,90%
70%
65,50%
70%
58,80%
60%
abitazioni in
affitto
51,70%
45,10%
39,00%
50%
40%
Le abitazioni sono
30%
20%
ormai moderne sotto ogni
10%
aspetto.
0%
1951
1961
1971
1981
1991
Gli
alloggi
vengono
vissuti
sempre
più
con
ottimismo: non solo per le comodità che offrono e
soprattutto per il passaggio
NUMERO FAMIGLIE
dalla
12000
condizione di affitto a quella
10317
10000
10725
di proprietà dei medesimi.
8000
Riguardo queste due
6000
3497
4000
categorie, se l’affitto ha
1357
2000
prevalso durante il periodo
0
postbellico in quanto la
1951
1961
1971
1981
popolazione,
uscita
dalla
guerra,era rappresentata prevalentemente da ceto basso
27,30%
abitazioni in
proprietà
30,60%
24,10%
17%
73
2001
11001
11196
1991
2001
e
quindi
con
gravi
difficoltà
economiche
di
sostentamento,il passaggio alla proprietà degli alloggi
avviene durante il 1980 a seguito del grande periodo
postindustriale.
La fabbrica ed il progresso hanno infatti favorito la
crescita del ceto medio-alto in modo tale che la popolazione
operaia è riuscita a conquistarsi un bene immobile quale
fondamentale
investimento
DENSITA' ABITATIVA 1951-2001
duraturo nel tempo.
La rilevazione circa la
12000
9480 9602
8858
10000
popolazione nell’anno 2006 ha
8027
8000
visto una diminuzione della
6000
popolazione passando da
3423
4000
1346
27.132 abitanti nel 2001 ai
2000
26.478.
0
1951 1961 1971 1981 1991 2001
Sono invece aumentate le
famiglie, da 11.196 a 11.468.
Nel Comune di Bresso viene rilevato, nel Dicembre
2006 da parte della Regione Lombardia, un fabbisogno
“critico” circa il soddisfacimento della domanda relativa
agli alloggi di edilizia residenziale pubblica: la criticità
risiede nel fatto che la realtà di Bresso è caratterizzata da
prezzi elevati e offerta abitativa carente a fronte della
densità abitativa cresciuta nel corso del tempo.
In particolare il Comune di Bresso è stato
caratterizzato, così come tutti i comuni del nord Milano,
da un aumento di popolazione
composta da un’alta percentuale di
immigrati che ha costituito sino agli
anni ’70 un saldo migratorio
positivo che si è trasformato in
negativo a partire dagli anni ‘80
sino ad oggi.
Nel 2006 si sono insediati
722 immigrati a fronte dei 1136
emigrati per un saldo negativo pari
a -414 abitanti.
1400
1200
1000
800
600
400
200
19
50
19
55
19
60
19
65
19
70
19
75
19
80
19
85
19
90
19
95
20
00
20
05
0
A fronte dell’intenso fenomeno migratorio, la
situazione
odierna
è
rappresentata
da
famiglie
prevalentemente composte da due componenti.
74
immigrati
emigrati
Abitanti
per kmq
Di poco inferiore ma rilevante il livello delle famiglie
con un solo componente mentre scompaiono quasi
completamente quelle formate da cinque componenti.
A fronte dell’alta
FAMIGLIE NEL 2006
densità edilizia emerge
la necessità da parte del
3733
4000
3331
3500
Comune, non potendo
3000
2472
espandersi a causa sia
2500
2000
di
vincoli
territoriali
1557
1500
presenti
quali
ad
1000
312
esempio
l’autostrada
500
47 10
5
1
0
A4, il Parco Nord ed il
1
fiume Seveso, sia a
causa della alta densità
edilizia entro i confini comunali, di applicare una politica
“trasformativa” del territorio che consenta di rinnovare e
potenziare l’esistente.
Nel 1953, a fronte dell’adozione del Piano
Regolatore Generale da parte del Comune di Milano, a
Bresso emerge l’esigenza di dotarsi di uno strumento
urbanistico che sia in grado di affrontare il processo di
trasformazione economica dovuta all’impeto della
“grande fabbrica” e ad un notevole aumento della
popolazione e delle relative esigenze alloggiative.
Nel 1956 viene adottato lo schema di Piano
Regolatore approvato nel 1957 e in modo definitivo nel
1958.
Nel 1960 la popolazione bressese è pari a 8.995
abitanti. Un incremento di fabbricati industriali nella
periferia milanese comporta la crescita di flussi migratori
che, aggiungendosi alla popolazione residente, determina
la richiesta di ulteriori aree disponibili alla creazione di
nuovi e possibili insediamenti.
L’esigenza della realizzazione e approvazione del
nuovo Piano di Fabbricazione, nel 1963, comporta
l’esecutività del nuovo Piano Regolatore Generale nel
medesimo anno caratterizzato da un intensa richiesta di
lottizzazioni.
Nel 1969 viene richiesta la redazione di un ulteriore
nuovo Piano Regolatore Generale la cui adozione avviene
75
1 componente
2 componenti
3 componenti
4 componenti
5 componenti
6 componenti
7 componenti
8 componenti
12 componenti
Stratificazione
delle regole
insediative dal 1953
ad oggi
due anni dopo, nel 1971 seguita dalla definitiva
approvazione nel 1974. Subisce due varianti pur
individuando il principio della perequazione quale “uguale
diritto edificatorio a tutte le aree sia che esse siano
vincolate, standard o edificabili” e un nuovo disegno della
città dove vengono individuate le aree edificate e i vuoti
all’interno dei confini comunali.
Emerge così l’esigenza di redigere un Piano
Regolatore che abbandoni la vecchia visione della città
per convogliare tutte le energie nel governare un
territorio che, coinvolto nel vortice del mercato globale, è
soggetto ad intensi
flussi innovativi nel campo
tecnologico.
Bresso, quale comune sito nella prima cintura
periferica a nord del capoluogo lombardo, inizia ad
intravedere
l’importanza
di
attestarsi
nel
clima
competitivo ed innovativo: agli inizi del 2000 la città è
attraversata all’impeto relativo ad una miglior gestione
del suo capitale umano, delle sue risorse territoriali e del
suo sviluppo.
Nasce l’esigenza di fronteggiare problematiche
sociali relative al problema di alloggi e di servizi a favore
della popolazione promuovendo linee di indirizzo
strategiche che migliorino la qualità della vita di ogni
abitante in ogni fascia d’età e relative esigenze, in
particolar modo occupazionali.
Un anno di dibattiti ha portato la città di Bresso,
alla fine del 2000, a innovare la progettazione dello
spazio urbano manifestando sempre più la volontà di
affermarsi come importante polo tecnologico ed
importante presenza all’interno della cintura verde del
Nord Milano.
La priorità emergente di questo periodo è
convogliare le risorse comunali in un programma di lavori
pubblici contemporaneo alla realizzazione di rilevanti
interventi al fine di migliorare il patrimonio edilizio
esistente.
Bresso, quale provincia attiva del nord Milano,
partecipando contemporaneamente alla realizzazione del
Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale con il
76
Comune di Milano, aggiorna il vecchio strumento
urbanistico vigente proponendo il nuovo Piano Regolatore
Generale all’inizio del 2003.
In questi anni il Comune di Bresso sente forte
l’esigenza di convogliare tutte le sue energie al fine di
incentivare una ripresa positiva della città e al contempo
migliorare il suo inserimento all’interno del quadro
provinciale del Nord Milano. Si giunge con questa
intenzione al 2005 e a seguito della nuova normativa
messa in campo dalla Regione Lombardia riguardo il
Governo del Territorio con la legge 11 marzo 2005, n. 12,
e alle nuove competenze spettanti alle province e ai
comuni, l’Amministrazione Comunale approva, con
deliberazione di Consiglio Comunale, il Piano Regolatore
Generale il 30 maggio 2005.
In data 6
Luglio
2005
viene
approvata
definitivamente , con deliberazione di Giunta Provinciale,
la Variante Generale che ha assunto efficacia il 17 Agosto
2005 (con la pubblicazione sul BURL).
Le recenti regole insediative propongono una
gestione del territorio che favorisca, a livello provinciale lo
sviluppo
della
politica
dell’abitare,
del
sistema
infrastrutturale e produttivo quale polo biotecnologico e al
contempo incentivi il recupero e il mantenimento
dell’identità cittadina all’interno degli spazi aggregativi
presenti nel tessuto urbano.
A Bresso, nel periodo postbellico alle soglie degli
anni ‘50 si assiste, dal punto di vista economico, ad un
tasso d’occupazione totale dei cittadini pari al 58, 2%
prevalentemente incentrato, per il 69,6%, nel settore
manifatturiero mentre una piccola parte, solo il 10%, nel
commerciale.
Le difficoltà del periodo d’uscita da un clima di
guerra molto difficile segnano un tasso di inattività pari al
41,8%.
A partire dagli anni ’50, si assiste ad un’evoluzione
nel campo economico che ha modificato la struttura della
popolazione e relative abitudini. In questo periodo si
avvia un’intensa domanda, da parte della società,
77
Evoluzione dei
sistemi funzionali
relativa a bisogni emergenti che devono sempre più
accontentare le esigenze della cosiddetta “massa”.
Si sviluppa il settore siderurgico, chimicopetrolchimico e abbigliamento favorendo un aumento del
prodotto interno lordo del 38% accompagnato da una
crescita di salari.
Assumendo la suddivisione del Comune di Bresso in
quattro quadranti, a) delimitato da Via Cadorna, Via
Veneto e Via Seveso-Madonnina, b), tra Via C. Romani,
l’asse Grandi-Gramsci, Via XXV Aprile e Via Vittorio
Veneto, c), tra Via XXV Aprile e Vittorio Veneto verso sud,
d) tra Via Seveso-Madonnina, il tratto terminale di Via
Vittorio Veneto e Via Papa Giovanni XXIII, è possibile
descrivere l’evoluzione del sistema urbano dal secondo
dopoguerra ad oggi.
A partire dagli anni ‘50 si sviluppano i seguenti
comparti industriali.
Dapprima la Isothermos, nata nel 1942 e situata
nel quadrante a) nord-ovest, produceva impianti di
refrigerazione e riscaldamento. Divenuta in seguito IsoRivolta Automobili si specializza, a partire dal 1948 grazie
a Renzo Rivolta, nella produzione di scooter di piccola
cilindrata per passare alla vendita sul mercato di auto di
lusso così da essere altamente competitiva, non
ottenendo però un repentino successo. Quest’ultimo
giungerà a partire dal 1964 sostenuto anche dalla stampa
di riviste d’auto d’epoca pubblicate anche all’estero.
Tra alti e bassi nel 1970 la Iso Rivolta Automobili
arriva a produrre anche motoslitte. Non riscontrando
molto successo come in passato l’industria automobilistica
cessa l’attività a Bresso per trasferirsi a Varedo
dimettendo così i propri capannoni industriali.
Nel Comune si sviluppano, nel quadrante b),
l’industria Lipsa Lancome, quale produttore di prodotti di
bellezza all’incrocio Via Vittorio Veneto-Via C. Romani,
accompagnata dall’industria elettronica Parizzi nei pressi
di Via Romani-Galilei e l’industria Retam, sita tra Via
Patellani e
Via
XXV Aprile, specializzata nella
manutenzione di macchine industriali.
78
Nel quadrante d) è sorta dapprima l’industria
Angeletti-Ciucani, produttrice di alluminio, divenuta in
seguito Alcan corrispondente all’odierna Novelis presso
l’incrocio tra Via Papa Giovanni XXIII e Via Vittorio
Veneto.
L’industria dà vita all’attività nel 1947 e, partendo
da semplice fonderia, si trasforma nel corso degli anni
sino a giungere, negli anni ’80, alla definizione di moderni
processi di lavorazione dell’alluminio.
Nella medesima porzione comunale si sono
sviluppate le seguenti industrie: la Cino del Duca, casa
editrice in Via Lillo del Duca, e l’industria Zambon quale
multinazionale nel settore farmaceutico con sede nell’area
delimitata da Via Ariosto, Via Lillo del Duca, Via Meucci, e
Via Campestre. Insediatasi nel 1961 a Bresso, ha
accentuato la sua importanza e relativa fama sviluppando
intensi rapporti internazionali nel continente Europeo, in
America e in Asia.
Questa industria ha, col tempo, accorpato a sé altre
società biotecnologiche quali la francese NicOx, la CTI
Europe Novuspharma e la Newron Pharmaceuticals.
Nell’area è stata anche creata la Z-Cube avente compito
di trasformare e realizzare concretamente in prodotti
farmaceutici
quanto
elaborato
dalle
industrie
biotecnologiche precedentemente citate.
Un’altra importante industria storica è la Società
Italiana Ernesto Breda fondata nel 1886.
La sua importanza la si registra nel campo
aeronautico andando ad affiancarsi alle grandi industrie
italiane quali la Fiat, l’Ansaldo, e l’Iva. La produzione
manifesta risultati esaltanti durante gli anni ’30 seguiti da
una caduta negli anni ’50 dovuta a problemi di
riconversione e ristrutturazione dell’azienda.
Nel 1951 viene attuato un drastico risanamento da
parte dell’organismo di maggioranza della società che
trasforma quest’ultima nella Società Finanziaria Ernesto
Breda.
L’importanza di queste grandi imprese ha
consentito al Comune di Bresso di attestarsi come grande
79
polo produttivo milanese: nel decennio ’51-’61 prevale
ancora, per il 60%, il settore manifatturiero mentre il
commercio si assesta al 10%. Il tasso d’inattività sale,
rispetto al decennio precedente, al 45,7% in quanto inizia
ad emergere sempre più la classe studentesca dedita alla
sola attività di studio.
La situazione nel decennio 1951-1961 vede
operanti nel settore industriale 221 imprese, pari al
43,9% del totale, in cui sono occupati 3289 addetti (
84,5% dell’intera occupazione).
L’industria meccanica, con i suoi 925 addetti,
rappresenta sempre il maggior numero di unità operative
con 72 imprese mentre il commercio presenta 221 unità
locali, pari al 43,9% delle imprese.
Nei servizi sono
presenti 61 imprese, pari al
12,1% del totale.
Nel 1961 Bresso presenta
in totale 503 imprese con
3892 addetti.
Addetti nel 1961
Industria
84,50%
Commercio
Tra il 1961 ed il 1971
gli
abitanti
bressesi
mantengono alti i profitti
dell’industria manifatturiera
per il 52,9% che tende ad
assestarsi nei settori tradizionali.
Servizi
0,00%
11,50%
4,00%
20,00%
40,00%
60,00%
Al contempo aumenta l’occupazione nel settore
commerciale al dettaglio e all’ingrosso, dal 10% al 13%.
Il tasso di inattività è del 46,5% diminuito per la
popolazione studentesca e aumentato per la classe
pensionata, ormai inattiva.
80
80,00%
100,00%
Precisamente nel
settore
industriale
operano 279 imprese,
pari al 36,4% del
totale, il commercio
presenta
369
unità
locali, pari al 48,2% del
totale delle imprese,
mentre nell’area dei
servizi si contano 118
imprese
e
367
occupati.
Addetti nel 1971
Industria
75,40%
Commercio
Servizi
18,30%
6,30%
0,00% 10,00
%
20,00
%
30,00
%
40,00
%
50,00
%
60,00
%
70,00
%
80,00
%
Addetti nel 1981
Alla
fine
degli
anni ‘60 sono così
presenti sul territorio
comunale 766 imprese
e 5844 addetti.
Industria
59,20%
Commercio
17,70%
Servizi
23,10%
Nel
decennio
successivo,tra il 1970
0,00% 10,00% 20,00% 30,00% 40,00% 50,00%
ed il 1980, cala il tasso
d’occupazione
nel
settore manifatturiero a seguito del periodo di crisi
postindustriale. Si giunge al 45,6%.
Aumenta sempre più
passando dal 13% al 18%.
il
settore
commerciale
Inizia ad emergere in questo periodo il settore
creditizio e assicurativo accompagnati dall’importanza dei
servizi dedicati ai cittadini: in questi ultimi è occupato il
34,8% dei cittadini.
Il tasso di inattività è del 55,2% di cui il 37,7%
corrisponde a bambini sotto i 14 anni.
La situazione nel decennio 1971-1981 vede il
settore industriale sempre più ridimensionarsi dando vita
ad un processo di frantumazione di grandi impianti in
piccole imprese con la conseguente riduzione del numero
di addetti occupati.
Sono così presenti 474 imprese che rappresentano
il 38,9% dell’economia di Bresso con un numero di
addetti pari al 59,2% dell’intera occupazione.
81
60,00% 70,00%
Nel settore commerciale sono presenti 394 unità
pari al 32,3% calando le attività di piccolo commercio e
aumentando la vendita all’ingrosso.
Il settore dei servizi cresce impetuoso con 232
unità e 1359 addetti occupati in più. I servizi alle
imprese, le attività legali,commerciale e tecniche segnano
il cuore dello sviluppo di tale settore.
Nel 1980 a Bresso sono presenti in totale 1218
imprese per un numero di addetti pari a 7458 unità.
Si verifica un lieve aumento delle imprese, 511,
pari al 31,7% del totale dove prevale l’industria
meccanica con la sue 156 imprese, il commercio con 416
unità locali pari al 25,8% del totale e con 1516 addetti. Il
settore dei servizi è costituito da 684 imprese e 2313
addetti aprendo gli anni ’90 con 1612 imprese per un
numero di addetti di 7243.
Giungendo agli
anni
’90
Addetti nel 1991
l’occupazione
nel
Comune di Bresso
Industria
raggiunge il 55,7%
di cui la maggior
Commercio
20,90%
parte degli occupati
sono
ormai
nel
settore dei servizi
Servizi
32,00%
(7,8% trasporti e
comunicazioni,
0,00%
10,00%
20,00% 30,00%
40,00%
16,9%
credito,
assicurazioni
e
servizi ai privati) per un totale del 44%.
Nel settore industriale manifatturiero risultano
occupati il 36,8% delle persone mentre il 18,8% è
occupato nel settore commerciale.
L’inattività della popolazione rimane sempre
elevata: 53% in cui emerge, per il 25,9%, il gruppo di
popolazione residente ritirata dal lavoro.
82
47,10%
50,00%
La situazione
nel decennio 19912001 fa sì che
Bresso
assuma
sempre
più
i
caratteri di una
città commerciale
e di servizio.
Addetti nel 2001
32,50%
Industria
Commercio
34,60%
Servizi
31,00
%
32,90%
31,50
%
L’industria
manifatturiera
coinvolta dalla crisi.
32,00
%
32,50
%
è
33,00
%
33,50
%
34,00
%
34,50
%
completamente
Il settore industriale è caratterizzato da 422
imprese, pari al 24% dell’economia totale accompagnato
dal settore commerciale che rappresenta il 32,4%
dell’economia bressese.
Ormai a Bresso prevale il settore dei servizi,
rappresentando ormai con le sue 767 imprese il 43,4%
dell’economia.
Recentemente le attività economiche registrate nel
territorio del Comune di Bresso corrispondono a 1871
unità.
Si ritiene utile aggregare i seguenti indicatori:
a)
Natura giuridica delle imprese
Le forme di amministrazione e controllo delle
imprese sono particolarmente indicative, poiché la
prevalenza di particolari forme giuridiche qualifica gli
elementi su cui si fonda l’ossatura del sistema economico;
b)
Raggruppamento per codice attività secondo
la classificazione ATECO 2002.
La classificazione ATECO è stata scelta per esigenze
di omogeneità statistica, in quanto tale sistema di
rilevazione, predisposto dall’ISTAT per i censimenti
relativi alle imprese, costituisce l’attuazione, a livello
nazionale, del sistema di classificazione N.A.C.E.,
attualmente in vigore in tutta la Comunità europea.
83
35,00
%
Nell’intento di ottenere un livello accettabile di
sintesi, si è scelto di convogliare le attività nei rispettivi
ambiti, qui di seguito riportati, che nella nomenclatura
ATECO rappresentano il livello più alto di raccordo delle
varie tipologie di attività imprenditoriale.
AMBITI ATECO 2002
A - Agricoltura, caccia e silvicoltura;
B - Pesca, piscicoltura e servizi connessi;
C - Estrazione di minerali;
D - Attività manifatturiere;
E - Produzione e distribuzione di energia elettrica,
gas e acqua;
F – Costruzioni;
G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio;
riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni
personali e per la casa;
H - Alberghi e ristoranti
I - Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni;
J - Attività finanziarie;
K - Attività immobiliari, noleggio, informatica,
ricerca, servizi alle imprese;
L - Amministrazione pubblica;
M – Istruzione;
N - Sanità e assistenza sociale;
O - Altri servizi pubblici, sociali e personali;
P - Attività svolte da famiglie e convivenze;
Q -Organizzazioni ed organismi extraterritoriali.
I risultati sono stati incrociati per stabilire relazioni
più analitiche con particolare riferimento al rapporto che
84
intercorre tra lo specifico Ambito ATECO di classificazione
dell’attività e la natura giuridica delle imprese.
Si è provveduto, infine, a quantificare l’incidenza
delle imprese artigiane nel sistema, operando anche per
queste ultime un raggruppamento secondo la forma
giuridica e gli Ambiti ATECO di classificazione.
Un’altissima percentuale delle imprese registrate,
pari a più della metà, è costituita da ditte individuali,
rappresentate dalla persona fisica del soggetto titolare,
nel numero di 960. Seguono, con notevoli distacchi, le
Società a responsabilità limitata (384), le Società in
accomandita semplice (215) e quelle in nome collettivo
(206). Le Società per azioni registrate sono 50, pari al
2,7%. Le Società cooperative, in numero di 34,
rappresentano l’1,8% del totale.
Da un primo esame emerge chiaramente che la
struttura imprenditoriale bressese si articola, in
larghissima misura, su piccole imprese individuali che
consentono costi di gestione molto limitati e maggiore
flessibilità di amministrazione. La seconda forma
prediletta è quella della società di capitali a responsabilità
limitata. Questa tipologia societaria, a differenza
dell’impresa individuale, presenta maggiori oneri in
merito alle modalità di costituzione, al capitale sociale
minimo da versare, ai costi ed agli adempimenti di
gestione. In rapporto all’esigibilità di crediti, tuttavia,
questa forma giuridica consente di rivalersi, in prima
battuta, unicamente sulle quote in possesso dei soci e
solo in un secondo momento sul loro patrimonio
personale.
Appare ridotta, al contrario, l’incidenza delle società
per azioni, indicativa di una struttura fondata su piccole
realtà imprenditoriali.
85
N°
%
Imprese
960
51,3%
338
18,1%
215
11,5%
206
11,0%
50
2,7%
46
2,5%
34
1,8%
22
1,2%
1871
100,0%
Natura giuridica
Impresa individuale
S.r.l. pluripersonali
S.a.s.
S.n.c.
S.p.a.
S.r.l. unipersonali
Cooperative e simili
Altre tipologie
Totale
1%
52%
2%
2%
3%
11%
11%
18%
Impresa individuale
S.r.l. pluripersonali
S.a.s.
S.n.c.
S.p.a.
S.r.l. unipersonali
Cooperative e simili
Altre tipologie
Da un ulteriore raggruppamento delle persone
giuridiche, diverse quindi dalle imprese individuali e
costituite, nello specifico dalle Società di persone (s.n.c. e
s.a.s.), dalle Società di capitali (s.p.a., e s.r.l.) ed infine
dalle Società cooperative, emerge una sostanziale parità
tra le società di persone e quelle di capitali, con una lieve
prevalenza di queste ultime.
N°
%
Imprese
Impresa individuale
960
51,3%
Società di capitali
434
23,2%
Società di persone
421
22,5%
Cooperative e simili
34
1,8%
Altre tipologie
22
1,2%
Totale
1871
100,0%
Natura giuridica
86
1200
1000
960
800
600
434
421
400
200
34
22
Cooperative e
simili
Altre tipologie
0
Impresa
individuale
Società
di capitali
Società
di persone
In merito alla suddivisione delle attività secondo la
nomenclatura ATECO, si osserva la preminenza assoluta
di attività terziarie, con particolare riguardo all’Ambito G
(Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di
autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa),
con 539 imprese registrate e all’Ambito K (Attività
immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle
imprese) con 344 imprese iscritte negli elenchi camerali.
Segue il settore delle costruzioni con 278 imprese censite
e quello delle attività manifatturiere con 268. In seguito
troviamo l’Ambito Trasporti, I, magazzinaggio e
comunicazioni con 116 imprese, equivalenti al 6,2%, al
pari con l’Ambito Altri servizi pubblici, sociali e personali,
O. L’agricoltura, A, incide con l’1,3%, anche se al
riguardo occorre osservare che si tratta per lo più di
attività aventi la sola sede legale a Bresso, mentre i
terreni sono ubicati al di fuori del Comune. Analogo
discorso per le due attività estrattive (0,1%), C.
N°
Imprese
%
539
28,8%
344
18,4%
F - Costruzioni
278
14,9%
D - Attività manifatturiere
268
14,3%
I - Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
116
6,2%
O - Altri servizi pubblici, sociali e personali
116
6,2%
H - Alberghi e ristoranti
90
4,8%
Ambito Ateco
G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli,
motocicli e di beni personali e per la casa
K - Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle
imprese
87
J - Attività finanziarie
63
3,4%
A - Agricoltura, caccia e silvicoltura
24
1,3%
N - Sanità e assistenza sociale
22
1,2%
M - Istruzione
6
0,3%
C - Estrazione di minerali
2
0,1%
L - Amministrazione pubblica
2
0,1%
E - Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua
1
0,1%
1871
100,0%
Totale
600
539
500
400
344
300
278
268
200
116
116
90
100
63
24
22
6
2
2
1
0
G
K
F
D
I
O
H
J
A
N
M
C
L
Aggregando i dati secondo la tradizionale
ripartizione tra Agricoltura, Industria e Servizi, emerge
un’elevata terziarizzazione, con il relativo settore pari al
70%, seguito dall’ambito industriale - manifatturiero con
il 29% (Ambiti Ateco Costruzioni, Attività manifatturiere
ed estrattive) e dall’Agricoltura per l’1%, pur tenendo
presenti le precisazioni di cui sopra circa l’ubicazione
reale dei fondi di coltivazione.
88
E
1%
29%
70%
Terziario
Industria
Agricoltura
Per quanto attiene, più analiticamente, alle attività
afferenti alla ricerca scientifica ed all’informatica, il
numero delle stesse è pari a 73, equivalente al 4% del
totale.
CODICE ATECO
N°Imprese
%
72.2 REALIZZAZIONE DI SOFTWARE E CONSULENZA
INFORMATICA
25
34%
72.3 ELABORAZIONE ELETTRONICA DEI DATI
24
33%
72.5 MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI MACCHINE PER
UFFICIO E APPARECCHIATURE INFORMATICHE
12
16%
72.6 ALTRE ATTIVITÀ CONNESSE ALL'INFORMATICA
6
8%
73.1 RICERCA E SVILUPPO SPERIMENTALE NEL CAMPO DELLE
SCIENZE NATURALI E DELL'INGEGNERIA
6
8%
73
100%
TOTALE
89
8%
8%
16%
35%
72.2 REALIZZAZIONE DI SOFTWARE E CONSULENZA INFORMATICA
33%
72.3 ELABORAZIONE ELETTRONICA DEI DATI
72.5 MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI MACCHINE PER UFFICIO E APPARECCHIATURE
INFORMATICHE
72.6 ALTRE ATTIVITÀ CONNESSE ALL'INFORMATICA
73.1 RICERCA E SVILUPPO SPERIMENTALE NEL CAMPO DELLE SCIENZE NATURALI E
DELL'INGEGNERIA
Disaggregando i dati relativi alla natura giuridica
delle attività si è ottenuto un livello più analitico di
risultanze, idoneo a rivelare le forme di impresa più
frequenti nel contesto dei singoli Ambiti ATECO.
Il dato complessivo conferma l’elevata incidenza
delle imprese individuali in quasi tutti gli ambiti, in alcuni
casi con punte ben superiori al 50%. Al secondo posto,
per frequenza, si attestano le s.r.l.. Le società per azioni
sono presenti maggiormente nell’Ambito finanziario,
attesa l’inclusione degli istituti creditizi. Le società
cooperative si sviluppano principalmente nel settore delle
costruzioni
NATURA
GIURIDICA
IMPRESE
Ambito
ATECO
Primario
Assoc.
Azienda
speciale
comunale
Consorzi e
G.E.I.E.
Coop.
G
0
1
0
1
0
K
0
0
3
8
0
F
0
0
0
9
D
1
0
1
I
0
0
2
O
2
0
H
2
0
J
0
A
0
Ente
Impresa indiv.
pubblico
S.R.L.
Società
diritto est.
S.A.S.
S.N.C.
S.P.A.
Società
semplice
TOTALI
320
83
0
65
52
17
0
539
109
130
1
64
22
7
0
344
0
185
45
0
12
26
1
0
278
2
0
102
68
0
26
58
10
0
268
5
0
83
16
0
2
6
2
0
116
0
1
0
76
13
0
12
12
0
0
116
0
1
0
33
16
0
15
22
1
0
90
0
0
3
0
31
5
0
10
4
10
0
63
0
0
1
0
19
1
0
2
0
0
1
24
90
N
3
0
0
2
0
1
6
0
6
3
1
0
22
M
2
0
1
1
0
0
0
0
1
1
0
0
6
C
0
0
0
0
0
0
1
0
0
0
1
0
2
L
0
0
0
0
2
0
0
0
0
0
0
0
2
E
0
0
0
0
0
1
0
0
0
0
0
0
1
TOTALI
10
1
7
34
2
960
384
1
215
206
50
1
1871
A - Agricoltura, caccia e silvicoltura;
B - Pesca, piscicoltura e servizi connessi;
C - Estrazione di minerali;
D - Attività manifatturiere;
E - Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua;
F – Costruzioni;
G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni
personali e per la casa;
H - Alberghi e ristoranti
I - Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni;
J - Attività finanziarie;
K - Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese;
L - Amministrazione pubblica;
M – Istruzione;
N - Sanità e assistenza sociale;
O - Altri servizi pubblici, sociali e personali;
P - Attività svolte da famiglie e convivenze;
Q -Organizzazioni ed organismi extraterritoriali.
La quota detenuta dalle imprese artigiane,
nell’ambito del sistema imprenditoriale bressese, è pari al
32%. Ne consegue che quasi un’impresa su tre possiede
requisiti tali da aver consentito il riconoscimento della
qualifica artigiana. La rilevazione si è basata, in effetti,
sull’estrapolazione dei dati concernenti le attività
formalmente riconosciute come artigiane dall’apposita
Commissione provinciale, istituita presso la CCIAA di
Milano.
Il risultato sembra confermare la strutturazione su
piccole attività del network imprenditoriale locale, anche
in rapporto alle caratteristiche precipue che la normativa
vigente (Legge 443/1985) impone per il riconoscimento
della qualifica artigiana.
In base alla suddetta normativa, infatti, possono
essere riconosciute come artigiane le imprese che, nel
rispetto di precisi limiti dimensionali, presentano una
partecipazione diretta al processo produttivo o alla
prestazione del servizio da parte del titolare, nel caso di
ditte individuali o della maggioranza dei soci per le
persone giuridiche. Non possono ottenere la qualifica
91
artigianale le imprese costituite nella forma della società
per azioni o in accomandita per azioni, in ossequio al
principio della prevalenza del lavoro rispetto al capitale.
32%
68%
Imprese artigiane
Imprese non artigiane
Tenendo conto dell’esclusione, a livello normativo,
delle società per azioni ed in accomandita per azioni dalla
possibilità di ottenere la qualifica artigiana, anche in
questo particolare ambito la maggioranza delle attività è
rappresentata dalle imprese individuali, in numero di 471,
per un totale del 79%. Rapportato al totale generale delle
imprese individuali registrate, l’incidenza di quelle
artigiane è pari al 49%. Seguono le società in nome
collettivo con il 15% (90 aziende) e quelle in accomandita
semplice (23 aziende pari al 4%). Le società a
responsabilità limitata sono il 2% (13 imprese registrate).
Natura
giuridica
N°
imprese
%
Impresa individuale
471
79%
S.N.C.
90
15%
S.A.S.
23
4%
S.R.L.
13
2%
597
100%
Totale
complessivo
92
15%
4% 2%
79%
Impresa individuale
S.N.C.
S.A.S.
S.R.L.
Per quanto attiene all’ambito di attività delle
imprese artigiane, quello prevalente è rappresentato dalle
Costruzioni con 208 imprese (pari al 35% del totale).
Seguono le attività manifatturiere, con il 24%, nelle quali
si annoverano, ad esempio, i calzolai, le sartorie e le
pelletterie, nonché le gelaterie, pizzerie e rosticcerie
artigianali e le attività di produzione in genere di beni
alimentari e non alimentari. La quota riservata alle
imprese di trasporto, magazzinaggio e comunicazioni (ad
esempio autonoleggiatori, autotrasportatori, centri di
telefonia internazionale) è pari al 12%, a pari merito con
gli Altri servizi pubblici, sociali e personali (in cui sono
classificati, a titolo esemplificativo, estetisti, acconciatori,
lavanderie e lavasecco).
Ambito Ateco
N°
Imprese
%
F - Costruzioni
208
34,8%
D - Attività manifatturiere
144
24,1%
I - Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
74
12,4%
O - Altri servizi pubblici, sociali e personali
73
12,2%
49
8,2%
42
7,0%
A - Agricoltura, caccia e silvicoltura
3
0,5%
N - Sanità e assistenza sociale
2
0,3%
G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di
autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa
K - Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca,
servizi alle imprese
93
H - Alberghi e ristoranti
Totale
2
0,3%
597
100,0%
In merito all’incidenza delle imprese con qualifica
artigiana nei singoli Ambiti ATECO, si rileva che tale
percentuale è molto elevata nelle Costruzioni (75%),
Attività manifatturiere (52%), Trasporti, magazzinaggio e
comunicazioni ed Altri servizi pubblici, sociali e personali,
rispettivamente con il 27 ed il 26%.
N°TOTALE
DI CUI
IMPRESE ARTIGIANE
AMBITO ATECO
%
F - Costruzioni
278
208
75%
D - Attività manifatturiere
268
144
52%
I - Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
116
74
27%
O - Altri servizi pubblici, sociali e personali
116
73
26%
G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio;
riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni
personali e per la casa
539
49
18%
K - Attività immobiliari, noleggio, informatica,
ricerca, servizi alle imprese
344
42
15%
A - Agricoltura, caccia e silvicoltura
24
3
1%
N - Sanità e assistenza sociale
22
2
1%
H - Alberghi e ristoranti
90
2
1%
Nell’ambito delle imprese registrate con qualifica
artigiana
l’incidenza
delle
imprese
individuali
è
elevatissima. Tralasciando l’Ambito agricolo, in cui le due
imprese individuali riconosciute assommano alla totalità
94
delle ditte artigiane, la percentuale è pari al 93,2%
nell’Ambito Trasporti e comunicazioni, all’87,7% per gli
altri servizi pubblici, sociali e personali, all’83,7 ed
all’88,1% rispettivamente per le costruzioni e le attività
immobiliari, noleggio, informatica, ricerca e servizi per le
imprese, al 69,4% per l’Ambito commerciale e delle
riparazioni, al 61,8% per le attività manifatturiere. La
seconda tipologia più diffusa è la società in nome
collettivo,
presente
soprattutto
nelle
attività
manifatturiere con il 29,9% e nel Commercio, riparazioni
ed affini con il 22,4%. Le società a responsabilità limitata
registrano il loro valore più alto (3,4%) nelle Costruzioni,
quelle in accomandita semplice negli Alberghi e ristoranti
(50%) e nelle attività immobiliari, noleggio, informatica,
ricerca e servizi alle imprese (7,1%).
Totale
AMBITI
complessi
ATECO
vo
Natura
giuridica
A
%
D
%
F
%
G
%
H
%
I
Impresa indiv.
3
100,0%
89
61,8%
174
83,7%
34
69,4%
1
50,0%
69
S.N.C.
0
0,0%
43
29,9%
21
10,1%
11
22,4%
0
0,0%
3
S.A.S.
0
0,0%
8
5,6%
6
2,9%
3
6,1%
1
50,0%
1
S.R.L.
0
0,0%
4
2,8%
Totale
3
100,0%
A M B I T I
144 100,0%
A T E C O
%
K
%
N
%
O
%
93,2% 37
88,1%
4,1%
2
4,8%
0
0,0%
64
87,7%
471
2
100,0%
8
11,0%
1,4%
3
90
7,1%
0
0,0%
1
1,4%
23
7
3,4%
1
2,0%
0
0,0%
1
1,4%
0
0,0%
0
0,0%
0
0,0%
13
208
100,0%
49
100,0%
2
100,0%
74
100,0
%
42
100,0%
2
100,0%
73
100,0%
597
2 0 0 2
A - Agricoltura, caccia e silvicoltura;
D - Attività manifatturiere;
F – Costruzioni;
G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni
e per la casa;
H - Alberghi e ristoranti
I - Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni;
K - Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese;
N - Sanità e assistenza sociale;
O - Altri servizi pubblici, sociali e personali;
personali
I dati di sintesi indicano le seguenti ricorrenze:
1.
La struttura imprenditoriale bressese è
rappresentata per lo più da piccole imprese individuali. Le
stesse sono principalmente attive nell’ambito terziario,
con particolare riguardo al commercio e riparazione di
beni, nonché alle attività immobiliari, noleggio,
informatica, ricerca, servizi alle imprese. Il numero totale
delle imprese registrate presso la CCIAA di Milano è pari a
1871;
95
2.
Il network imprenditoriale è caratterizzato da
un’elevata terziarizzazione. Gli ambiti produttivi manifatturieri coprono meno di un terzo del totale;
3.
L’incidenza dell’agricoltura è pressoché nulla,
attesa la peculiare configurazione del territorio. Le
aziende agricole, nella quasi totalità, hanno la sola sede
legale;
4.
Si riscontra una rilevante incidenza delle
imprese artigiane, in numero di 597, che rappresentano il
32% delle attività imprenditoriali registrate;
5.
Tra le imprese provviste di qualifica artigiana,
l’incidenza del settore produttivo - manifatturiero è pari al
59%, con prevalenza delle imprese di costruzioni;
6.
Per quanto attiene alla natura giuridica delle
imprese artigiane, l’incidenza delle ditte individuali si
attesta al 79%.
Nel corso degli anni si è assistito ad un
impoverimento sempre più drastico del settore agricolo: il
mutamento del volto della città, da vecchio borgo agricolo
a periferia industriale, ha portato alla scomparsa
dell’antica attività economica: l’agricoltura. Oggi emerge
come quest’ultima sia ormai residuale: 1,3%.
Il tessuto urbano del Comune di Bresso, come
detto in precedenza, presenta un’alta densità edilizia in
cui edifici pluripiano di affiancano a palazzine di altezza
massima pari a tre/quattro piani lasciando spazio, ai piani
terra, ad attività commerciali al dettaglio.
La massima densità edilizia si avverte nei quadranti
a), b) e c) mentre nel quadrante d) delimitato dall’asse
Severo – Madonnina - Vittorio Veneto, affacciato sul
Parco Nord, sono preponderanti le aree industriali.
Da uno sguardo generale sul territorio comunale si
ravvisa una distribuzione dei servizi al cittadino,
comprese le aree verdi, molto frammentata: la loro
localizzazione risulta puntuale all’interno del costruito con
prevalenti attrezzature pubbliche o di interesse generale
localizzate nei due quadranti a) e b) a nord dell’asse
Madonnina - XXV Aprile. Le strutture d’istruzione pubblica
96
Il paesaggio
dentro la città
sono situate prevalentemente alle estremità di tali
quadranti così come le attrezzature produttive e i centri
socio sanitari. Si riconosce invece la presenza di due
ampie aree verdi quali il Parco Rivolta ed il Parco
Rimembranze accompagnate da porzioni verdi di
dimensione molto ridotta configurate come parchi urbani
e giardini scolastici/condominiali privati.
Mentre in entrambi i quadranti a nord dell’asse le
due ampie porzioni verdi sono centrali e disposte lungo
l’asse Vittorio Veneto, in entrambe le porzioni comunali a
sud-est e sud-ovest il verde si configura perimetrale, con
aree di notevole dimensione in diretto collegamento con il
Parco Nord disposto a sud. Le strutture scolastiche sono
meno numerose così come i luoghi di culto.
Spostando lo sguardo lungo i grandi assi quali Via
Bologna-Papa Giovanni XXIII a ovest, Via Vittorio Veneto
centrale e la direttrice Grandi-Gramsci a est lungo
l’aeroporto si osserva come nella porzione comunale a
ovest di Via Vittorio Veneto i servizi siano accorpati e
accentrati all’interno del tessuto edificato mentre nella
porzione ad est, a forma triangolare, risultano più
spalmati sul territorio e localizzati principalmente alle
estremità, presso Via Don Minzoni e nei due isolati
all’incrocio tra Via Villoresi, Via Don Vercesi e Via
Gramsci.
In generale la struttura regolare del tessuto
urbanizzato ha favorito lo sviluppo dei servizi secondo
forme geometriche regolari assumendo, come già
ribadito, le sembianze di “tasselli” isolati privi di
significativi collegamenti funzionali.
Il Comune di Bresso considera alcuni suoi manufatti
storici quali parti di città da sottoporre a vincolo
urbanistico di carattere monumentale secondo l’ex Legge
1089/1939.
Le presenze storiche da considerare come tali
sono: Villa Patellani, ora Villa Rivolta, in Via Centurelli, nel
quadrante a), la quale, sebbene ristrutturata con modalità
che hanno modificato la tipologia (da villa a condominio),
conserva intatte le caratteristiche esterne di Villa
Monumentale che le è valsa l’assegnazione del vincolo
della soprintendenza già dal 1945; nel medesimo
97
Vincoli
urbanistici
quadrante la Chiesa Parrocchiale di S. Nazzaro e Celso di
fronte al municipio.
Presso l’intersezione tra i due assi di sviluppo della
città il Santuario della Madonna del Pilastrello che,
risalente al 1400, nel 1582 ospitò San Carlo Borromeo in
visita pastorale e venne anche adibito a ricovero per
malati nei periodi di gravi pestilenze.
3)
Sistema agricolo
Il Comune di Bresso inizia a delinearsi nella
porzione a nord della campagna milanese nel 1200 grazie
alla presenza delle ricche famiglie Settala, Patellani,
Perini, Cernuschi Lurani ed Isimbardi che si insediano
nelle ville costruite lungo le rive del fiume Seveso.
Le campagne sono inoltre popolate da contadini
dediti alla coltivazione delle piante di gelso e di
granoturco oltre alle quotidiane attività di allevamento del
bestiame bovino.
Le famiglie coloniche tendono a dar vita a veri e
propri borghi agricoli caratterizzati dalla presenza di
cascine e piccole chiese di ritrovo domenicale.
La mezzadria, quale meccanismo di supremazia di
importanti padroni terrieri sulla massa di agricoltori in
precarie condizioni economiche, tende a ridursi sino a
scomparire nel periodo di redazione del Catasto
Teresiano, ossia durante il 1700: la vecchia famiglia
colonica inizia a scomporsi in più nuclei e si sviluppa di lì
a poco l’importanza della classe imprenditoriale.
Fino al periodo dell’avvento delle grandi guerre
mondiali la popolazione bressese è dedita all’agricoltura in
particolare alla coltura cerealicola, di piante di gelso ed
attività di filandra accompagnate dalle attività di
allevamento.
L’impetuoso avvento delle industrie ha pian piano
invogliato i vecchi contadini ad abbandonare i campi e le
antiche tradizioni agricole degli avi per un ritmo di vita
98
La formazione
del paesaggio rurale
e suo assetto attuale
sempre più frenetico e volto ad
progresso del capoluogo lombardo.
accompagnare
il
In particolare il paesaggio rurale scompare a causa
dell’esproprio di terreni molto fertili presenti attorno al
canale Villoresi sito ad est del territorio comunale. Tali
porzioni agricole vengono inglobate nell’area destinata
alla realizzazione dell’aeroporto militare, ancora oggi
presente e funzionante, creato per la produzione di armi
da guerra dell’antica fabbrica Breda.
La situazione odierna del territorio comunale ha
completamente perso l’antica identità agricola: la città
risulta caratterizzata da un tessuto urbanizzato molto fitto
all’interno della maglia viaria accompagnato dalla
presenza di impianti industriali anche di grande
dimensione che contrastano con gli ampi spazi verdi
caratteristici del Parco Nord. Quest’ultimo, in qualità di
margine tra Bresso medesima ed il Comune di Milano sito
a sud, ha assorbito completamente le vecchie campagne
che hanno caratterizzato da sempre la storia della pianura
padana.
Nel territorio del Nord Milano si è verificato a
malincuore l’assorbimento del paesaggio agricolo e dei
vecchi borghi, tralasciando conseguentemente qualsiasi
intento circa il mantenimento dell’identità storica e
paesaggistica ereditata dal passato e sede di memorie e
tradizioni.
Anche lungo le sponde del fiume Seveso, sono
scomparsi i segni del passato rappresentati da ingredienti
naturali quali sabbia fine, robinie e sambuco nero che
hanno reso il corso d’acqua punto di riferimento per la
popolazione di Bresso che nei primi anni ’50 lo usava
come meta di riposo e di gioco per i bambini. Col passare
del tempo, il Seveso è stato interamente assorbito
dall’intenso processo di edificazione che ha coinvolto le
province del Nord Milano caratterizzato dall’affiancamento
di beni storici e strutture produttivo - commerciali, le
prime di contenuta dimensione, le altre di notevole
proporzione.
L’assetto attuale del paesaggio agricolo deve
rispondere, secondo la Legge Regionale 11 marzo 2005,
n. 12, Legge per il Governo del Territorio, agli
99
orientamenti
imposti
dal
Piano
Territoriale
di
Coordinamento Provinciale in quanto deve essere
attestato un intenso rapporto tra la gestione dei parchi a
livello comunale e il disegno unitario di pianificazione
delle aree verdi a livello provinciale e regionale.
L’obiettivo da tenere sempre in considerazione
riguarda la valorizzazione e la tutela della risorsa
ambientale che la cintura periferica milanese mette a
disposizione puntando ad offrire indicazioni territoriali
quali sviluppo socio-economico, inserimento delle
infrastrutture in compatibilità con l’ambiente, la
definizione e la salvaguardia delle presenze idriche, la
definizione
quanto
il
mantenimento
dell’identità
territoriale agricola dettata dalla presenza di cascine.
L’assetto agricolo del territorio comunale deve
sempre rapportarsi col contesto non solo in termini di
compatibilità ma anche di coordinamento con le diverse
declinazioni morfologiche del territorio.
Il Comune di Bresso, pianeggiante, copre una
superficie pari a circa 340 ettari compresa per più di un
terzo nel perimetro del Parco Nord.
Attraverso la sua istituzione nel 1975 da parte del
Consorzio Parco Nord Milano, con un’estensione di 600
ettari suddivisi tra il Comune di Bresso, Cormano,
Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Milano e Sesto San
Giovanni, è stata precisata l’intenzione, da parte dei
Comuni sopra citati, di sottrarre all’impetuoso sviluppo
urbanistico ed industriale aree della periferia nord del
Comune di Milano al fine di gestirle in modo autonomo e
garantire alla città la presenza di un importante polmone
verde che riesca a contrastare gli effetti negativi di
intensificazione edilizia del territorio.
Il Parco Nord, inserito nel Sistema dei Parchi della
Regione Lombardia e gestito dai sei comuni e dalla
Provincia di Milano, ha permesso di inglobare, al suo
interno, vecchie aree derivanti dalla dismissione di grandi
impianti industriali risalenti all’epoca del boom economico
lombardo e terreni incolti della periferia milanese così da
evitare, in entrambi i casi, un completo e degradante
abbandono sicuramente negativo nel clima di progresso di
una città capoluogo quale Milano.
100
Struttura
idrografica e sistemi
ambientali
Inserito all’interno di comuni fortemente edificati, il
Parco Nord ha assunto non solo una vocazione “verde”
quale importante sistema ambientale ricco di diverse
tipologie floristiche e faunistiche ma anche una sorta di
vocazione “urbana” a favore dei cittadini di Milano e dei
comuni limitrofi. Il Parco Nord si propone come ricucitura
del nord Milano in quanto, vista la presenza del fitto
reticolo viario di portata rilevante non solo consente un
percorso verde di spostamento alternativo al quotidiano
congestionamento ma incentiva una conoscenza del
contesto territoriale non solo rapportata alle attività
lavorative ma anche improntata ad incentivare relazioni
sociali attraverso occasioni di svago e d’incontro.
La vitalità del Parco Nord è caratterizzata
soprattutto dalla presenza di percorsi ciclopedonali per
una lunghezza totale di oltre trenta chilometri che, in una
sorta di continuum, superano le barriere infrastrutturali
che frammentano il territorio consentendo così rapidi ed
efficaci collegamenti.
La funzione ricreativa e connettiva del Parco Nord
favorisce così un ottimo ricongiungimento tra ambiti
comunali che risulterebbero altrimenti collegati soltanto
da imponenti strutture viabilistiche di scarso gradimento
visivo e pessima percezione.
Il Parco Nord è inoltre l’oggetto di un vero e proprio
Piano: il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco
Nord Milano la cui variante è stata approvata dalla Legge
Regionale 21 maggio 1990, n. 63 e adottata dal Comune
di Bresso nel 2000 con l’obiettivo di fondo quale il
miglioramento, a livello di compatibilità ambientale, degli
insediamenti
e
delle
funzioni
rapportate
alle
caratteristiche tipiche del Parco.
Il Comune di Bresso è caratterizzato dalla presenza
di porzioni di Parco Nord lungo i suoi confini a sud, a
ridosso del Comune di Milano: partendo da ovest, dalle
sponde del fiume Seveso, le aree verdi sono localizzate
lungo Via Bologna, Via Papa Giovanni XXIII, al termine di
Via Don Gnocchi, lungo il margine sud di Via Don Vercesi,
giungendo ai confini ad ovest e sud dell’aeroporto.
101
Queste aree si configurano di notevole pregio in
quanto sono potenziali garanti di riqualificazione urbana e
di integrazione/continuità con il verde limitrofo.
Un aspetto importante da non trascurare riguarda
la duplice valenza del Parco Nord quale risorsa paesisticoambientale, da una parte, e quale freno all’incontrollato
ed eccessivo consumo di suolo dall’altra, vista la
situazione di una provincia quale quella milanese troppo
congestionata dalla presenza di infrastrutture quanto
all’alta densità abitativa e produttiva.
Dal punto di vista idrologico il Comune di Bresso è
caratterizzato dalla presenza di pozzi pubblici la cui zona
interessata è sottoposta a tutela assoluta secondo il D.P.R
236/88. In totale sono tre: due, nel quadrante a) siti
all’incrocio tra Via Confalonieri e Via Marconi e tra
quest’ultima e Via Lurani e uno, nel quadrante c) in Via
San Giovanni Bosco.
Il Comune di Bresso è caratterizzato dalla rilevante
presenza di un altro elemento ambientale di notevole
importanza: il fiume Seveso.
Nasce dalle falde del Monte Pallanza, nella zona
delle Prealpi, a quota 490 metri sul livello del mare nel
Comune di San Fermo a Como. Di lunghezza complessiva
pari a 48,3 km., ha una superficie complessiva di bacino
pari a 227 km² di cui i 91 km² sono compresi nel tratto
urbano. Attraversa il territorio della Brianza e termina in
prossimità di Via Melchiorre Gioia a Milano.
Il suo nome appare per la prima volta sui
documenti del Codice Longobardo e ripreso nel 1150 da
Federico Barbarossa fu chiamato Flumen Sevissi. Molti
autori ritengono che il nome possa derivare dall’unione di
due termini: “see” e “usum” alludendo all’uso del corso
d’acqua. Quest’ultimo fu usato, oltre che per motivi
domestici,
anche
per
l’irrigazione
dei
campi,
l’abbeveraggio del bestiame e la difesa della città
medesima. Il fiume veniva anche usato per la pesca: nel
1870 venne emanato un decreto dal Consorzio delle
acque del Seveso al fine di regolamentare i diritti della
pesca ittica.
102
In tempi antichi e ancora in età romana il fiume
Seveso era navigabile data la rilevante portata dovuta a
copiose piogge provocate dalle estese zone boschive che
coprivano il territorio e il lento scorrimento delle acque
dovuto alle numerose curve dell’alveo del fiume
medesimo.
La sua testata è formata da due rami: il Val Grande
nel Comune di San Fermo della Battaglia ed il torrente
Mora proveniente dal Monte Croce nei pressi di Como. I
due tratti si uniscono in un unico corso d’acqua nel
Comune di Lucino dando vita al fiume Seveso vero e
proprio.
Sfociando nel Naviglio della Martesana, dopo circa
1,5 km di percorso assieme a quest’ultima, la portata del
fiume Seveso da origine al Redefossi presso Viale
Montegrappa che percorre la cinta dei bastioni spagnoli
da Porta Nuova a Porta Romana nel Comune di Milano.
La portata di magra è pari a 3-4 mc/secondo
d’acqua mentre durante la piena la portata raggiunge i 50
mc/secondo. I suoi principali affluenti, siti lungo la
sponda sinistra, sono il Rio Acquanegra, il torrente
Serenza e il torrente Certosa.
Alla data odierna il Fiume Seveso è caratterizzato
dalla presenza di ponti, attraversamenti e restringimenti
e le sponde, in alcuni tratti, corrispondono a muri di
abitazioni disposte ai margini dell’alveo riducendo, in
determinati tratti, la capacità di deflusso.
Il tratto che interessa il Comune di Bresso si
configura come il terzo tratto del fiume medesimo
compreso tra il Comune di Cusano Milanino e Milano di
lunghezza pari a 3 km. In codesta tratta il fiume ha un
andamento rettilineo e regolare, caratterizzato da bacini
prevalentemente urbanizzati dove l’alveo è, solo in brevi
tratti di tipo naturale per lasciar spazio a una prevalente
canalizzazione. L’alveo ha una larghezza compresa tra 10
e 17 mt per un’altezza compresa tra 2,5 e 4 mt.
Le sponde sono, per la maggiore, delimitate da
edifici in quanto questa tratta di fiume scorre tra
abitazioni civili. Nella tratta riguardante il Comune di
Bresso, per 450 mt., le sponde sono in calcestruzzo su
103
entrambi i lati, affiancate all’esterno da aree di
allargamento che risultano pianeggianti; il flusso risulta
“bidimensionale” in quanto si distingue in corrente idrica
dell’alveo principale e corrente confluente in golene. Dato
il carattere pianeggiante della zona in oggetto i canali
laterali
che
interagiscono
con
l’alveo
principale
favoriscono il drenaggio delle acque anche nel processo
discendente dell’onda di piena.
Il tratto di torrente che attraversa i Comuni di
Cormano, Cusano Milanino e Bresso è caratterizzato da
canali secondari ai lati del ramo principale la cui
interazione viene studiata attraverso sforatori laterali che
simulano il flusso della corrente dal ramo principale al
ramo secondario e viceversa.
La porzione di allargamenti nel tratto di torrente
del fiume Seveso a cielo aperto compreso tra il Comune
di Cusano Milanino ed il quartiere Niguarda ha lunghezza
pari a 2.500 mt e ricopre un’area pari a 500.000 m².
Presenta un allargamento ad imbuto dal territorio
di
Cusano
Milanino,
passando
sotto
il
ponte
dell’autostrada A4 Milano-Venezia, fino all’origine di Via
Ornato.
Nel tratto di attraversamento della porzione di
territorio a nord di Milano, caratterizzato da un’alta
densità edilizia, commerciale e produttiva e da presenze
boschive e aree verdi lungo la sponda destra compresa
nel tratto di valle, i deflussi del fiume Seveso vengono
ostacolati incrementando di conseguenza il volume di
esondazione delle acque, di notevole portata nel punto tra
Cormano e Bresso e tra quest’ultima e Milano città.
Lo studio circa la limitazione dei fenomeni di
esondazione prevede che il flusso della portata del Seveso
debba essere ridotto attraverso creazione di scolmi e
l’inserzione di laminazioni per i deflussi urbani dei Comuni
del territorio interessato dalla tratta del Seveso quali
Bresso medesimo, Cinisello Balsamo, Cusano Milanino,
Cormano e Paderno Dugnano. In particolare i Comuni
periferici al capoluogo lombardo che interessano il tratto
più a nord del fiume hanno stimolato fenomeni di
impermeabilizzazione e aumento delle portate derivanti
dal reticolo fognario. Di conseguenza il deflusso del fiume
104
viene saturato per quanto riguarda la sua effettiva
potenzialità di scarico delle acque.
Nel tratto di passaggio tra Cormano e Milano, in cui
vi rientra anche Bresso, sono presenti nove ponti, di cui
tre non adeguati ed incompatibili e sei non adeguati ma
compatibili. Il tratto interessato all’interno del Comune di
Bresso è caratterizzato da un solo ponte sito nel
quadrante a)nord-ovest nei pressi di Via Bologna.
Appare evidente, data la densa presenza di
residenze e strutture produttive accompagnate da una
maglia stradale non indifferente, la necessità di
incrementare la presenza del verde attorno al fiume
Seveso in sé, attorno alle sue strutture in quanto la
quantità odierna risulta essere troppo limitata per poter
assolvere un efficace ruolo protettivo.
105
Capitolo
III
Le determinazioni di Piano
Lo scenario strategico del Documento di Piano
Il quadro conoscitivo orientativo precedentemente
definito costituisce la cornice di riferimento per
l’individuazione degli obiettivi di sviluppo, miglioramento
e conservazione a valenza strategica per la politica
territoriale del Comune (art. 8, comma 2, lettera a - LR
12/2005).
La legge regionale indica chiaramente una
condizione da rispettare ed un’esigenza da soddisfare: gli
obiettivi strategici comunali devono risultare coerenti con
eventuali previsioni ad efficacia prevalente di livello
sovracomunale; gli obiettivi strategici comunali devono
essere ambientalmente sostenibili e, nel caso, si devono
esplicitare i “limiti” e le “condizioni” attraverso cui si
possono dichiarare tali. Funzionale alla dimostrazione di
sostenibilità la legge ha previsto, nell’ambito della
formazione del Documento di Piano, l’utilizzo dello
strumento della Valutazione Ambientale Strategica che ha
il compito precipuo di valutare la congruità, dal punto di
vista della sostenibilità ambientale, delle scelte operate
rispetto agli obiettivi dichiarati, oltreché evidenziare le
possibili sinergie con altri atti di pianificazione e
programmazione, valutare le alternative individuate, gli
impatti potenziali generati, le eventuali misure di
mitigazione / compensazione ritenute necessarie e le
coerenze paesaggistiche.
Rispetto a quest’ultimo aspetto gli ambiti delle
sensibilità paesaggistiche, costruiti con le modalità
specificate
nell’Allegato
Documento
redatto
dalla
Commissione per il Paesaggio del Comune di Bresso,
costituisce il riferimento per l’individuazione delle criticità
e potenzialità locali del paesaggio nonché per
106
l’individuazione delle opportunità di valorizzazione dello
stesso in relazione alle previsioni di sviluppo e al governo
delle dinamiche in atto.
Il Documento di Piano deve ora evidenziare la
determinazione degli obiettivi quantitativi di sviluppo
complessivo del PGT (art.8, comma 2, lettera b - LR
12/2005).
La legge regionale individua, a proposito della
definizione di questi obiettivi un percorso che deve
trovare adeguata documentazione negli elaborati del
Documento di Piano contraddistinto da una particolare
attenzione alle valenze di tipo qualitativo come la
riqualificazione del territorio, l’utilizzazione ottimale delle
risorse territoriali a disposizione e la conseguente
minimizzazione di consumo di suolo libero.
Risulta pertanto discriminante, nell’individuazione
degli obiettivi quantitativi di sviluppo, verificare la
possibilità di interessare:
- parti di città o di territorio urbano caratterizzate
da dismissioni in atto;
- parti di città o di territorio caratterizzate da
abbandono o degrado urbanistico e/o paesaggistico;
- parti di città o di territorio urbano caratterizzate
da sottoutilizzo insediativo;
considerando
queste
situazioni
non
come
esternalità negative di processi di trasformazione sempre
più rapidi ed irreversibili ma come importanti risorse
territoriali da sfruttare e valorizzare, in una logica di
costruzione di politiche virtuose di riuso del territorio,
verificandone quindi le potenzialità latenti o residue,
preliminarmente
alla
presa
in
considerazione
dell’occupazione di nuove aree non urbanizzate.
Inoltre la definizione ed il dimensionamento degli
obiettivi di sviluppo, coerentemente con la logica di
utilizzazione ottimale delle risorse territoriali, deve
avvenire in stretta relazione con la definizione dell’assetto
viabilistico e della mobilità, nonché con la distribuzione
attuale sul territorio del sistema dei servizi pubblici e di
107
interesse pubblico o generale, valutato anche alla scala
sovraccomunale,
eventualmente
prevedendone
un
opportuno potenziamento e/o miglioramento di utilizzo,
per ricercare la miglior razionalizzazione complessiva
degli insediamenti e la realizzazione di effetti sinergici tra
le diverse politiche settoriali;
Relativamente alla determinazione delle politiche di
intervento per i diversi sistemi funzionali (art. 8, comma
2, lettera c - LR 12/2005) il Documento di Piano deve
formulare, in coerenza con gli obiettivi a valenza
strategica prefissati e con le politiche per la mobilità,
specifiche politiche di intervento e linee di azione per la
residenza (includendo anche il settore dell’edilizia
residenziale pubblica) e per le attività produttive primarie,
secondarie e terziarie, con particolare attenzione alle
politiche da attivare per il settore della distribuzione
commerciale.
Per quanto riguarda le Politiche per la Casa, si
rimanda interamente al Documento ed agli elaborati
grafici predisposti specificatamente ed allegati al
presente.
Quanto alla dimostrazione della compatibilità delle
politiche di intervento individuate con le risorse
economiche attivabili dall’Amministrazione Comunale (art.
8, comma 2, lettera d - LR 12/2005) si sottolinea
l’importanza della dimensione temporale e l’aspetto della
sostenibilità finanziaria delle previsioni di pianificazione: il
Documento di Piano deve assicurare, da un lato, una
stretta relazione e coerenza tra le politiche di intervento e
le linee di azione prefigurate e dall’altro il quadro delle
risorse economiche.
Si rimanda all’uopo al Piano dei Servizi ed in
particolare al Documento relativo al rapporto tra Piano dei
Servizi e Piano Triennale delle Opere pubbliche.
Gli ambiti territoriali coinvolti negli interventi di
trasformazione ai sensi dell’art. 8, comma 2, lettera e LR
12/2005,
sono
puntualmente
individuati
cartograficamente nella tavola delle Previsioni di Piano e
nel Piano delle Regole, allo scopo di garantire la
possibilità di valutare le aree interessate in riferimento al
contesto territoriale con cui si relazionano.
108
In riferimento agli ambiti di trasformazione il
Documento di Piano, unitamente al Piano delle Regole:
- determina le connotazioni fondamentali di ogni
intervento (i limiti quantitativi massimi, le vocazioni
funzionali da privilegiare, l’impostazione generale di
progetto dal punto di vista morfo-tipologico, le eventuali
specifiche esigenze di dotazioni infrastrutturali e di
servizi).
- connette direttamente l’azione di sviluppo
prevista alla più adeguata tipologia di strumento attuativo
cui ricorrere in fase realizzativa, con l’eventuale eccezione
degli interventi pubblici e di quelli di interesse pubblico o
generale;
- dettaglia puntuali criteri di intervento per
assicurare l’ottenimento, in fase realizzativa, di corretto
inserimento ambientale e paesaggistico ed elevata qualità
progettuale;
- definisce i criteri di intervento per ogni ambito di
trasformazione
in
riferimento
al
rispetto
ed
all’ottemperanza di specifici vincoli ovvero alla tutela di
aspetti ambientali, paesaggistici, storico monumentali,
ecologici, geologici, idrogeologici e sismici, qualora la
documentazione conoscitiva segnali situazioni di diretta
interferenza o comunque le analisi di contesto evidenzino
la necessità di sviluppare particolari attenzioni;
Il Documento di Piano, attraverso la composizione
del quadro ricognitivo e programmatorio evidenzia
puntualmente l’esistenza di previsioni contenute in atti di
pianificazione e programmazione di Enti sovracomunali
aventi
carattere
di
prevalenza
ed
interessanti
direttamente o indirettamente il territorio comunale.
Conseguentemente, applicando il principio della
“maggior definizione”, precisa territorialmente, ai sensi
dell’art. 8, comma 2, lettera f - LR 12/2007, le indicazioni
sovracomunali anche nella logica della co-pianificazione
ed esplicitati i meccanismi di recepimento ritenuti più
opportuni assicurando, in tal modo, la coerenza nelle
azioni di governo del territorio degli Enti alle diverse
scale.
109
Il Documento di Piano , inoltre, definisce i criteri di
compensazione, di perequazione e di incentivazione (art.
8, comma 2, lettera g - LR 12/2007).
La perequazione urbanistica, qualificabile come
strumento di gestione del piano, è incentrata su un’equa
ed
uniforme
distribuzione
di
diritti
edificatori
indipendentemente dalla localizzazione delle aree per
attrezzature pubbliche e dei relativi obblighi nei confronti
del Comune.
All’istituto della “perequazione” è collegata la
trasferibilità o commercializzazione dei diritti edificatori
tra proprietari all’interno del comparto, nonché tra
comparti ove le previsioni del piano prevedono incrementi
di edificabilità in grado di accogliere ulteriori quote,
ovvero forme di compensazione tra i fabbisogni dei vari
comparti.
Risultano evidenti i vantaggi che l’utilizzo della
perequazione urbanistica offre in termini di concreta
attuazione
di
interventi
di
riqualificazione
o
ricomposizione paesaggistica dei tessuti urbani degradati
e delle aree di frangia, di realizzazione di corridoi verdi di
connessione tra città e territorio rurale, di salvaguardia di
visuali significative e valorizzazione di emergenze
paesaggistiche, di coerente completamento del sistema
del verde e degli spazi pubblici; ma soprattutto consente
l’indifferenza localizzativa degli interventi e dei servizi e
facilita l’acquisizione delle aree.
L’istituto
della
“compensazione
urbanistica”
risponde anch’esso ad una finalità perequativa. Il
Documento di Piano può elaborare i criteri di applicazione
dell’istituto in questione tenendo conto la legge focalizza
la
propria
attenzione
sull’applicabilità
della
compensazione alla fattispecie di aree destinate alla
realizzazione di interventi di interesse pubblico o generale
non disciplinate da piani e da atti di programmazione.
In luogo della corresponsione dell’indennità di
esproprio, l’ Amministrazione può attribuire, a fronte della
cessione gratuita dell’area, aree pubbliche in permuta o
diritti edificatori trasferibili su aree edificabili private
ricomprese in piani attuativi ovvero in diretta esecuzione
del PGT. Come ulteriore alternativa, il proprietario può
110
realizzare direttamente gli interventi di interesse pubblico
o generale mediante accreditamento o stipula di
convenzione con il Comune per la gestione del servizio e,
in questo senso, la possibilità acquista valore integrativo
rispetto alle disposizioni contenute nell’art. 9 comma 12
della legge.
L’istituto della compensazione può diventare una
risorsa preziosa nei processi di riqualificazione anche di
aree storiche in quanto consente la delocalizzazione di
volumi in aree con minori problematiche di tipo
morfologico ed ambientale.
Il Documento di Piano può infine definire criteri per
l’applicazione
dell’istituto
dell’
“incentivazione”
caratterizzata dal riconoscimento di “bonus” urbanistici,
ossia di maggiori diritti edificatori a fronte del
conseguimento di benefici pubblici aggiuntivi rispetto a
quelli ordinariamente ricollegati ai programmi di
intervento (ad esempio maggiori dotazioni qualiquantitative di attrezzature e spazi pubblici o significativi
miglioramenti della qualità ambientale , interventi di
riqualificazione paesaggistica e rimozione di manufatti
paesaggisticamente intrusivi od ostruttivi).
Gli obiettivi qualitativi di Piano
Vision
Si profila e delinea un’occasione unica ed irripetibile
per il futuro urbanistico di Bresso: la redazione del nuovo
strumento di pianificazione territoriale che si sostituirà il
Piano Regolatore Vigente.
Con la Legge Regionale n. 12/05 si apre una nuova
fase pianificatoria che assegna allo strumento di governo
del territorio (PGT) delle città specifiche particolare
peculiarità affinché quest’ultima sia espressione di
interventi adeguati, affinché sia chiara la qualità ed utilità
degli interventi, per dare alle città identità e soluzioni
111
urbanistiche mirate e realmente realizzabili durante gli
anni di operatività del Piano.
E’ richiesto cioè di definire la vera vocazione della
città, la “vision” dello sviluppo di Bresso, della “Città che
abbiamo in testa”.
Volontà del Documento di Piano è quella di
disegnare e definire forma spaziale e funzioni dei servizi,
determinando la prioritaria strategia di sviluppo
dell’intera città: il Parco Nord.
Il Piano ha infatti l’arduo obiettivo di tentare di
assicurare al territorio comunale non solo una adeguata
dotazione di aree e spazi per attrezzature pubbliche e di
interesse pubblico, prima di tutto costituite dal “Sistema
dei grandi parchi cittadini” e dal “verde” in generale, ma
anche una equa e capillare distribuzione di queste stesse
aree destinate ad attrezzature pubbliche all’interno ei
quartieri, a supporto delle funzioni e del sistema
infrastrutturale esistente e previsto dal PGT.
112
Il Documento di Piano e le Regole del Territorio
Una peculiarità del Comune di Bresso risiede nel
fatto che il territorio cittadino, fatta eccezione per le aree
nel/del parco Nord, dei “grandi parchi urbani” e di poche
altre aree verdi (parchi - giardini di quartiere) è
pressoché totalmente edificato.
Il Piano di Governo del Territorio definisce “tessuto”
l’ambito territoriale consolidato, mentre individua con il
termine “comparto” l’area, all’interno del tessuto urbano
consolidato, oggetto di trasformazione.
Aree Edificate - Tessuto Urbano Consolidato
Le aree edificate del Tessuto Urbano Consoldato
(TUC) prevalentemente residenziali non richiedono
interventi di ristrutturazione urbanistica e sono pertanto
sostanzialmente confermate dal PGT.
Il Piano delle Regole definisce queste aree come
Tessuto Consolidato Residenziale (TCR). In queste zone
sono comprese le aree edificate consolidate dove
insistono insediamenti prevalentemente residenziali nelle
il PGT persegue obiettivi di mantenimento e/o
adeguamento degli edifici esistenti e il completamento del
tessuto edilizio. In queste zone l’indice relativo alle nuove
costruzioni è pari a 0,65 mq/mq, flessibile nel consentire
il mantenimento della volumetria esistente negli
interventi previsti sugli edifici esistenti. Le destinazioni
d’uso ammesse sono la residenza e tutte le funzioni
compatibili ad eccezione di quelle di grande impatto
urbano o ambientale (come la media e grande
distribuzione o le attività industriali e artigianali moleste
o inquinanti).
All’interno del Tessuto Urbano Consoldato (TUC)
sono presenti due ulteriori tipologie di tessuti: il
cosiddetto
Tessuto
Consolidato
Terziario
(TCT)
caratterizzato da alcune aree edificate, attive e con una
localizzazione
coerente,
prevalentemente
commerciali/terziarie, ed il Tessuto Consolidato Produttivo
113
(TCP) costituito da altre aree edificate, attive e con una
localizzazione
coerente
prevalentemente
produttive
artigianali/industriali.
Per questo ultima tipologia di tessuto, il Documento
di Piano persegue l’ambizioso obiettivo di confermare tutti
gli insediamenti produttivi esistenti e consolidati sul
territorio comunale unitamente alle loro limitate previsioni
di crescita ammissibili.
Ritenendo le attività economiche e quelle
produttive una particolare “risorsa” da salvaguardare e
“preso atto” delle esigenze e delle volontà delle attività
produttive localizzate ad ovest della Via Veneto, in
particolare nel quartiere sud del terriotorio cittadino, di
confermare, consolidare e sviluppare la propria attività,
sono state abolite le precedenti zone RUM, previste dal
Piano Regolatore Generale, quali zone di trasformazione
urbanistica mista, con conseguente trasformazione delle
stesse in Tessuto Consolidato Produttivo (TCP).
Se da un lato il Documento di Piano conferma gli
insediamenti produttivi esistenti, dall’altro persegue
l’obiettivo di promuovere la riqualificazione funzionale
degli
insediamenti
esistenti
per
migliorare
le
performances ambientali, nonché migliorare l’accessibilità
e la funzionalità del sistema viabilistico e delle aree di
sosta.
Aree di Trasformazione - Comparti
Uno dei compiti principali del Documento di Piano,
così come è stato precedentemente affermato, è quello di
individuare gli ambiti di trasformazione.
Le aree edificate site all’interno del Tessuto Urbano
Consolidato (TUC) caratterizzate da ma con edifici
impropri per uso, impianto urbanistico o particolari
caratteristiche
architettoniche
che
necessitano
di
interventi di ristrutturazione urbanistica anche al fine di
recuperare aree a standard sono state previste dal PGT
come COMPARTI DI RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA
A DESTINAZIONE PREVALENTEMENTE RESIDENZIALE
(CRR).
114
L’area dismessa “Ex fonderia Villa”, sita all’interno
del Tessuto Urbano Consolidato, e di estrema rilevanza e
ruolo strategico, caratterizzata da edifici impropri,
necessita di un intervento di ristrutturazione urbanistica
anche al fine di recuperare aree ed attrezzaure collettive
per la città e per il quartiere Papa Giovanni XXIII in
particolare, è stata prevista dal PGT come COMPARTO DI
TRASFORMAZIONE STRATEGICA (CTS).
Per quest’ultima area gli interventi edilizi, per il ruolo
e l’importanza “pubblica” e strategica di cui sono investiti,
sono da attuarsi mediante la predisposizione di un
Programma Integrato di Intervento (PII) con le destinazioni
e gli indici definiti con il Piano delle Regole.
Aree Libere
Il Piano di Governo del Territorio conferma inoltre
le previsioni del PRG per due zone libere, relativamente
centrali e di una certa importanza, anche per dimensioni
territoriali, identificate come Comparti di Nuovo Impianto
(CNI). In essi, per la loro posizione e le caratteristiche del
contesto, sono ammesse le medesime destinazioni e
attività del Tessuto Consolidato Residenziale (TCR) con la
limitazione relativa alla destinazione residenziale:
quest’ultima non può superare l’80% della SLP consentita
nella zona.
Obiettivi Qualitativi di Sviluppo
Il Documento di Piano del Comune di Bresso, in
continuità con le scelte e gli indirizzi assunti con la
Variante Generale al Piano Regolatore Generale del 2005,
persegue i seguenti obiettivi qualitativi di sviluppo:
PGT_Ob_1:
TUTELA
DELL’AMBIENTE:
DEL
TERRITORIO
Ob_1_a “Promozione sostenibilità ambientale”
Ob_1_b “Valorizzazione risorse”;
115
E
Ob_1_c “Salvaguardia e cura del verde”;
Ob_1_d “Minimizzazione consumo di suolo”;
PGT_Ob_2: INNOVAZIONE E COMPETIZIONE:
Ob_2_a “Incentivazione e rafforzamento funzioni di
eccellenza”
Ob_2_b “Potenziamento
servizi”;
offerta
e
qualità
dei
Ob_2_c “Promozione qualità urbana”;
PGT_Ob_3: VALORIZZAZIONE TERRITORIALE:
Ob_3_a “Rafforzamento identità cittadina”;
Ob_3_b “Riqualificazione aree pubbliche”;
Ob_3_c “Trasformazione aree private degradate e
dismesse”;
Ob_3_d “Infrastrutture, razionalizzazione mobilità
urbana e trasporto pubblico locale”.
L’obiettivo principale da perseguire è quello di
restituire alla città una propria identità ed un comune
senso di appartenenza capaci, superata la soglia del II
millennio, di essere ancore motore e soprattutto
promotori di sviluppo.
116
TUTELA DEL TERRITORIO E
DELL’AMBIENTE:
Promozione sostenibilità ambientale
“Io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest’
ultimo non preservo me stesso” Ortega y Gasset, José
In coerenza con il nuovo Regolamento Edilizio
approvato recentemente dal Consiglio Comunale, il Piano
di Governo del Territorio, ed in particolare il Documento
di Piano considera tra gli obiettivi prioritari la tutela del
patrimonio edilizio di valore storico culturale, la tutela
dell’ambiente e del paesaggio, la promozione di uno
sviluppo urbanistico ecologico/sostenibile promuovendo
l’incentivazione della qualità e salubrità edilizia mediante
il contenimento dei consumi energetici, la bioedilizia e la
lotta all’inquinamento ambientale, ivi compreso la
fruibilità degli edifici e degli spazi aperti da parte di tutti i
cittadini, compresi quelli diversamente abili.
Nel campo edilizio del “costruire” questa logica si
traduce nella ricerca di un’elevata qualità degli interventi,
di un loro corretto inserimento nel contesto territoriale
con particolare riguardo agli ambiti di tutela e del Parco
Nord, nella promozione dell’architettura bio-ecologica
quale metodo di progettazione e costruzione con forte
“attenzione” all’ambiente in cui le opere sono localizzate,
alla sensibilizzazione ed incentivazione di interventi
finalizzati al risparmio energetico ed idrico, alla
promozione di “consapevolezza ambientale e paesistica”,
all’utilizzo e ripensamento del verde quale strumento di
riqualificazione ambientale.
Ciò significa anche aumentare la sensibilità
ambientale della popolazione, sia residente che
gravitante, rendendola cosciente dell'impatto delle attività
antropiche sull'ambiente e sulla necessità di operare in
modo da minimizzare gli impatti negativi e salvaguardare
le risorse per le generazioni future.
117
In questa ottica la sostenibilità ambientale si
tradurrà, in coerenza con il redigendo Piano Energetico
Comunale, in interventi mirati a realizzare investimenti
destinati a creare le condizioni per risparmiare energia
nelle
strutture
pubbliche,
realizzare
impianti
di
autoproduzione di energia per utilizzi comunali, diffondere
l’utilizzo sul territorio di sistemi “compatibili” come la
cogenerazione ed il teleriscaldamento.
Questo obiettivo è strettamente legato alla
Valutazione Ambientale Strategica (VAS, cui si rimanda
integralmente), novità introdotta nella Legge Regionale
12/2005 in relazione alla valutazione degli effetti
significativi che le previsioni di piano potranno avere
sull’ambiente.
In merito alla tematica “sostenibilità ambientale” è
stato richiesto all’ARPA, Agenzia Regionale per la
Protezione
dell’Ambiente
sede
nel
Dipartimento
provinciale di Monza e Brianza, di esprimere parere circa
il Piano di Governo del Territorio tanto nelle sue
componenti relazionali quanto negli elaborati grafici
allegati. La domanda è stata inoltrata dal Comune di
Bresso in data 28.12.07 prot. N. 33568 e pervenuta al
Comune di Monza in data 29.02.2008 prot. N. 31178/08.
Le osservazioni espresse sono scaturite da
un’analisi del Documento di Piano quale strumento,
assieme al Piano dei Servizi e al Piano delle Regole,
fecente parte del Piano di Governo del Territorio adottato
con deliberazione del Consiglio Comunale n.76 del
17.12.2007.
L’attenzione è stata rivolta agli AMBITI DI
TRASFORMAZIONE CRR (Comparto di ristrutturazione
residenziale) e CTS (Comparto di Trasformazione
Strategica) in quanto la relativa destinazione primaria,
residenza e servizi, degli ambiti considerati può
presentare particolari criticità.
L’ARPA sottolinea i seguenti aspetti in merito a
quanto sopra citato:

“Importanza di rispettare le prescrizioni circa
la localizzazione dei fabbricati residenziali
rispetto a strade e zone industriali”;
118

“Suggerimento di previsione di una fascia
piantumata al limite di eventuali parcheggi o
interventi di mitigazione attivi, quali barriere
acustiche e terrapieni, al fine di creare una
separazione tra aree a diversa destinazione
d’uso e proteggere le aree residenziali
dall’attigua zona industriale”;

“definire e limitare le tipologie delle nuove
attività che potranno essere inserite nelle
aree delle zone industriali più vicine ai nuovi
ambiti residenziali. Per tali edifici produttivi
dovrà essere consentita solo manutenzione
ordinaria
e
straordinaria,
restauro
e
risanamento conservativo. Questi interventi
non
dovranno
apportare
un
aggravio
relativamente a rumore, emissioni, odori…”

“eventuali ampliamenti saranno consentiti
solo nel caso in cui sia dimostrabile che gli
stessi vengano realizzati per migliorare
l’impatto
dell’attività
sull’ambiente
circostante, per un adeguamento igienico –
sanitario nonché per migliorare l’ambiente di
lavoro”
In conclusione, alla base di quanto sopra detto, si
ritiene fondamentale l’obiettivo di allontanare le attività
insalubri dalle zone residenziali, ponendole al confine con
queste ultime.
Valorizzazione delle risorse
“Una conoscenza diffusa
Mackintosh, Sir James”
si
rende
immortale
da
sé”
In tema di risorse comunali, l’obiettivo è quello di
valorizzare le risorse culturali e paesaggistiche presenti al
fine di promuovere in primis iniziative tendenti alla
conoscenza ed incentivare la fruizione pubblica di tali
“ricchezze”.
Attualmente le risorse naturalistiche/paesaggistiche
esistenti sono costituite dal verde, Parco Nord e parchi
cittadini e dal Fiume Seveso.
119
In riferimento al sistema ambientale costituito dal
Parco Nord, uno degli obiettivi fondamentali del Piano è la
definizione, in relazione agli obiettivi del Piano Territoriale
di Coordinamento Provinciale, delle strategie relative al
miglioramento della gestione degli spazi aperti non
urbanizzati quali aree agricole e aree protette proprio
come il Parco Nord medesimo ed il fiume Seveso.
Il Comune di Bresso, come detto in precedenza, è
caratterizzato prevalentemente da presenze verdi
alquanto frammentate all’interno del territorio comunale,
contraddistinte in parchi urbani in cui vi rientrano il Parco
Rivolta in Via Milano nel quadrante a), il Parco delle
Rimembranze in Via Vittorio Veneto nel quadrante b),
l’area verde in Via Don Minzoni nel quadrante b), il parco
urbano in Via Don Gnocchi nel quarto quadrante d), la
fascia verde lungo il fiume Seveso in Via Bologna e Via
Papa Giovanni XXIII nel quadrante d). A scalare i parchi
di quartiere e aree private quali giardini scolastici e/o
condominiali.
Le aree verdi appaiono come veri e propri “tasselli”
inseriti in un tessuto edificato ad alta densità che ha
lasciato poco spazio alla sfera ambientale: così le porzioni
verdi si contraddistinguono dal possedere ridotte
dimensioni che rivelano uno scarso equilibrio rispetto alle
aree edificate. La presenza del Parco Nord è limitata alla
fascia posta a sud a ridosso del confine con Milano città.
Di conseguenza il legame tra le aree verdi risulta flebile,
di carattere puntuale in quanto queste porzioni verdi sono
inserite tra le edificazioni entro il confine comunale ed il
Parco Nord medesimo “marginale” alla città di Bresso.
Quest’ultima manifesta così una flebile capacità nel
dare una vera e propria dimensione al “sistema del
verde”: le puntualità ambientali interne al confine
comunale si differenziano e poco si connettono al grande
polmone verde di Milano non facilitando così la
costruzione di un quadro coerente in cui lo spazio
costruito e lo spazio verde siano compatibili in un disegno
di valorizzazione coerente e positiva del territorio.
I principali “vincoli” ambientali che interessano il
Comune di Bresso prevedono, per legge, una ferrea tutela
delle porzioni di territorio a cui vengono applicati quali il
Fiume Seveso ed il Parco Nord. Questi si configurano
120
come risorse preziose (da qui la sfida di trasformare i
vincoli in risorse), due simboli che contraddistinguono da
sempre il volto di Bresso medesima quale “città del Parco
Nord”.
Il primo vincolo riguarda il fiume Seveso quale
importante “pausa” nella massa edificata al confine ovest
del Comune, risorsa da preservare dal punto di vista
ambientale in quanto simbolo antico del territorio del
Nord Milano.
Il secondo è costituito proprio dal Parco Nord che
assolve la funzione, come il fiume Seveso, di
mantenimento dei tratti storici ed identificativi del
territorio ed inoltre, disegnando una cintura verde tra il
Comune di Bresso e Milano, consente di “dare respiro” ad
una città ormai densamente edificata e per tale motivo da
salvaguardare con politiche di tutela.
I vincoli territoriali all’interno dell’ambito comunale
non sono da intendersi solo in senso negativo come, ad
esempio, l’evidente caso dell’autostrada A4 Milano-Torino
percepita e vissuta dagli abitanti dei Comuni come forte
segno marcato sul territorio e quindi barriera
disincentivante lo sviluppo di efficaci relazioni tra le
diverse realtà urbane.
Il fiume Seveso, protagonista della proposta di
istituzione del “Parco del Seveso” e in seguito oggetto
della sottoscrizione del “Contratto di Fiume Seveso” è
considerato un importante segno territoriale, un
“corridoio ecologico” in quanto le sue sponde non solo
conservano importanti caratteristiche del passato in
alcuni suoi tratti ma sono simbolo di una rilevante risorsa
naturale in un territorio, quale il Nord Milano, fortemente
urbanizzato e soffocato dai manufatti residenziali ed
industriali, a volte, di notevole dimensione il cui impatto
visivo non è sicuramente trascurabile.
Emerge così l’importanza di cogliere l’occasione per
rivitalizzare gli ambiti lambiti dal passaggio del fiume così
da proteggere il corso d’acqua da eventuali emergenze
alluvionali tanto quanto incentivare la sua riscoperta e la
sua positiva percezione sia da parte degli abitanti delle
zone interessate dal suo passaggio sia da parte di
popolazione gravitante per motivi di svago e relax.
121
La capacità di far riemergere la sua vitalità sta nel
renderlo un elemento tanto riconoscibile sul territorio
quanto riconciliabile con i diversi spazi che costituiscono
il tessuto periurbano della cintura periferica a nord del
capoluogo lombardo.
Analizzando la situazione relativa al Parco Nord,
anch’esso si configura come forte presenza sul territorio
del Nord Milano.
Oltre a favorire un rapido collegamento “verde” tra
i comuni della prima periferia milanese, esso “entra”
dentro alle città: Bresso, infatti, è già “città del Parco
Nord”.
Data la rilevante densità territoriale sia dal punto di
vista insediativo che infrastrutturale, si corre il rischio
che tali comuni, già fortemente strutturati, soffochino tra
il cemento.
Il Parco Nord, sottoposto a vincolo ambientale e
quindi tutelato e salvaguardato per un suo ottimale
mantenimento, deve essere potenziato e vissuto come
opportunità di crescita qualitativa della vita dei cittadini
che popolano giornalmente tali territori cercando di
sviluppare ed incentivare forme di mobilità ciclopedonale
che possano alleviare, purtroppo non sostituendo, le
esternalità negative create dal trasporto privato
giornaliero di mezzi e passeggeri con picchi di elevata
intensità concentrata in particolare nelle ore di punta
mattutine e pomeridiane.
In conclusione questi due elementi naturali sono da
vivere come due forti potenzialità e come tali devono
essere trattate in modo da rendere non solo la città di
Bresso ma anche tutti i comuni del Nord Milano realtà
positive capaci di sentirsi quanto di farsi percepire vitali.
Salvaguardia e cura del verde
“Ho la consapevolezza e la certezza che dobbiamo fare
qualcosa per la sopravvivenza della terra, non siamo i padroni della
terra ma siamo i suoi figli” Grey Owl / Gufo Grigio
122
L’Amministrazione Comunale ritiene che il Comune
di Bresso abbia una doppia valenza: “città del Parco Nord”
e “città nel Parco Nord”, una risorsa da preservare e
valorizzare, sia come soprassuolo che come sottosuolo.
In linea generale, per tutto il territorio cittadino
qualsiasi intervento edilizio/urbanistico deve prevedere la
conservazione e la perpetuazione, anche tramite
sostituzione, delle essenze vegetali esistenti (alberature
di medio e alto fusto) e la sistemazione del verde.
La riduzione al minimo dell’eventuale rimozione di
essenze arboree presenti nei siti interessati dagli
interventi edilizi e la previsione di interventi mirati alla
riqualificazione ambientale e all’arredo dello spazio
pubblico nell’intorno delle aree oggetto di interventi
(nuove alberate, verde attrezzato) sono gli obiettivi da
perseguire.
Oltre alla valorizzazione ed alla creazione di un filo
conduttore per ricucire il sistema dei grandi parchi urbani
(attraverso percorsi ciclopedonali), si cercherà inoltre di
realizzare, incrementare e migliorare, dove possibile, le
aree a verde nei quartieri cittadini.
Un discorso a sè merita il Quartiere Leopardi, sito
interamente all’interno del tessuto del Parco Nord e
baricentrico rispetto al percorso di congiunzione e
collegamento delle due “ali di farfalla” del Parco a sud di
Bresso (dove è previsto un collegamento ciclopedonale in
quota a cavallo dell’area ex Fonderia Villa, volto a ricucire
i due lembi del parco separati dalla viabilità e dal Seveso)
e rispetto al collegamento tangenziale al campo volo,
direttrice nord, per connettersi, sempre mediante un
ponte ciclopedonale di attraversamento autostradale, al
Parco del Grugnotorto.
E’ prevista infatti la riqualificazione complessiva
urbanistica ed ambientale di quest’area sita ad est del
territorio del comunale di Bresso, interamente inserita nel
tessuto del Parco Nord Milano, e ricompresa in parte in
zona edificata (art. 9 delle NTA del PTC del Parco) ed in
parte in zona di riorganizzazione funzionale, ai sensi
dell’art. 7 bis delle NTA del PTC del Parco (Deliberazione
Giunta Regionale 6 agosto 2002 n. 7/10206).
123
Il quartiere Leopardi comprende aree interessate
dalla presenza di strutture produttive e tecnologiche,
industriali e artigianali, che per il loro stato di degrado,
per morfologia e per destinazione d’uso si pongono in
rapporto non corretto con il contesto paesistico ed
ambientale e determinano situazioni di particolare criticità
ambientale, nonché la richiesta di interventi di
ampliamento edilizio e di potenziamento impiantistico.
Risulta pertanto necessario, per tali ambiti,
intervenire al fine della riqualificazione ambientale delle
attività e delle strutture esistenti (ivi compresa la
realizzazione di parcheggi per “dare respiro” alla zona, e
la realizzazione della “fattoria degli animali”).
Le modalità di riqualificazione devono trovare una
cornice normativa (contenuti volumetrici ed indici edilizi)
attraverso la stipula di apposita convenzione tra l’ente
gestore del parco (Parco Nord Milano), le proprietà
interessate (“Maffini” e “Ranza”) ed il Comune di Bresso,
ai sensi delle Norme Tecniche di Attuazione del Parco
Nord.
Tale convenzione, accompagnata da un progetto
planivolumetrico complessivo di riqualificazione del
Quartiere e della Zona, condiviso sia dal Parco Nord
Milano che dall’Amministrazione Comunale, sarà oggetto
di successiva approvazione in Consiglio Comunale.
I contenuti di tale convenzione devono prevedere:
interventi
di
trasformazione
d’uso,
opere
di
completamento,
demolizione,
nuova
costruzione,
ampliamento e ristrutturazione urbanistica (finalizzati al
miglioramento complessivo della compatibilità ambientale
e paesistica degli edifici e del loro contesto) e, al fine del
miglioramento complessivo della compatibilità ambientale
e paesistica, la realizzazione di opere di mitigazione e
compensazione ambientale, tra cui la realizzazione di
idonea fascia alberata lungo la Via XX Settembre al fine
di comprendere, di fatto ed in termini percettivi, il nucleo
edificato all’interno al Parco Nord.
124
Minimizzazione consumo di suolo
“La nazione che distrugge il suo
stessa”Roosevelt, Franklin Delano
suolo
distrugge
se
Obiettivo prioritario da perseguire con il Piano di
Governo del Territorio è che lo sviluppo urbanistico sia
compatibile con la tutela delle risorse naturali, nella
fattispecie del suolo e che ne disciplini le trasformazioni
d'uso per una crescita equilibrata delle parti della città e
delle sue funzioni.
Con “consumo di suolo” si intendono quindi tutti
quegli utilizzi a fini urbani (residenziali, produttivi,
commerciali, infrastrutturali) della risorsa da parte
dell’uomo che ne determinano una riduzione quantitativa
o qualitativa.
La finalità è l’attuazione di una politica di intervento
tesa a mirare ad uno sviluppo antropico compatibile con il
rispetto dell’ambiente naturale e che si prefigga al
contempo l’obiettivo di contenere gli impatti negativi di
urbanizzazioni diffuse o incontrollate.
Il processo di urbanizzazione ha infatti comportato
il consumo e l’alterazione delle caratteristiche dei suoli:
gli effetti negativi per l’ambiente dovuti essenzialmente
all’impermeabilizzazione da asfaltatura sono molteplici ed
evidenti; a parte la riduzione di terreno potenzialmente
utilizzabile per altri scopi e l’alterazione degli ecosistemi
naturali, si hanno modificazioni che riguardano il processo
di percolazione delle acque nel sottosuolo, fondamentale
per l’alimentazione delle falde acquifere.
L’assunto è che la risorsa territorio non è infinita e,
una volta attuata la trasformazione, la compromissione
diventa irreversibile.
In effetti Bresso si ritrova con un tessuto in parte
gravemente
compromesso
da
uno
sviluppo
edilizio/urbanistico succedutosi negli anni che ha
praticamente saturato ogni porzione territoriale non
vincolata da leggi e regolamenti sovraordinati.
Da qui la necessità e la consapevolezza di cambiare
la mentalità e la direzione delle scelte pianificatorie da
“quantitative” a “qualitative”, da “espansione” a
125
“trasformazione”, cioè tendendo sempre di più a
riqualificare l’esistente anche attraverso importanti
interventi di ristrutturazione urbanistica. L’intento è
evitare il più possibile di compromettere ulteriormente le
poche e preziose aree libere con interventi di espansione.
E’ in questa ottica orientato il proseguimento del
“recupero” degli edifici dismessi e l’individuazione dei
cosiddetti Comparti di
Ristrutturazione urbanistica a
destinazione prevalentemente Residenziale (CRR) e del
Comparto di Trasformazione Strategica (su aree su cui un
tempo insistevano le industrie motore della produttività
bressese).
Il progetto complessivo di recupero delle aree
dismesse è basato su una visione di insieme dello
sviluppo complessivo cittadino e, nello stesso tempo, è
accompagnato dal processo di riqualificazione della città,
assecondando la vocazione di Bresso quale “città del
Parco Nord” e di cittadella dell’innovazione della ricerca,
del Parco Tecnologico e Scientifico e del Centro
Permanente di Formazione di Eccellenza.
La cosiddetta città delle fabbriche è stata una città
di recinti chiusi e impenetrabili e ciò ha reso estranea una
gran parte del territorio alla vita della comunità locale
bressese.
Il
Progetto
della
nuova
Bresso
deve
necessariamente scoprire le parti interne ai muri di cinta,
aprirsi e dialogare con la comunità che la abita, che deve
essere coinvolta e vivere le realizzazioni incrementali, per
non lasciare a lungo la città in una condizione di
incompiuto.
Obiettivo principale dei Comparti di Trasformazione
Strategica è quello di creare nuovi spazi pubblici per le
funzioni legate al tempo libero e, nel contempo, porre le
migliori condizioni per lo sviluppo di tipo qualitativo delle
attività legate alla produzione, ai servizi ed al commercio.
Il tentativo del Piano di Governo del Territorio di
Bresso è quello di tentare di ricucire con un ipotetico filo
“funzionale/strategico” che si configuri come una “vision”
queste aree localizzate in maniera diffusa sul territorio in
126
modo che con un apporto sinergico di funzioni alla città,
possano contribuire allo sviluppo della stessa, attirando
capitali ed innovazione che possano muovere ed
alimentare il volano della competitività.
INNOVAZIONE E
COMPETIZIONE
Incentivazione
eccellenza
e
rafforzamento
funzioni
di
“L'eccellenza in un campo qualsiasi può essere raggiunta solo
attraverso il lavoro di una vita: non si può acquistare ad un
prezzo inferiore” Johnson, Samuel
Bresso, città del Parco Nord, centro del Nord
Milano, si è investita dell’arduo compito di contendere alla
Città di Milano le funzioni di eccellenza attraverso la
promozione e l’investimento circa la riconversione delle
aree
industriali
dismesse
nelle
nuove
funzioni
dell’innovazione e della ricerca individuando al contempo
in Biocity il luogo di questa trasformazione.
La riconferma nel Piano di Governo del Territorio
del cosiddetto “Polo di Eccellenza” rappresenta la volontà
dell’Amministrazione Comunale di perseguire, nel
progetto che prevede l’insediamento e la crescita delle
funzioni di “ECCELLENZA” destinate alla realizzazione di
un Centro (uno dei pochi esempi in Italia) per la ricerca,
la sperimentazione e l’innovazione nel settore delle biotecnologie.
Tale
obiettivo,
con
l’ambizione
di
creare
opportunità di crescita e sviluppo nella rete della
conoscenza, nonché di soddisfare nuove domande ed
esigenze, accentua il carattere di nuova centralità che
assumerà la zona con la realizzazione del “Polo” di ricerca
nel disegno più complessivo di una Bresso “policentrica”.
Nell’ambito del polo di eccellenza, in continuità al
percorso intrapreso con il PRG sarà altresì realizzato, in
attuazione al Programma Integrato di Intervento
127
Zambon, recentemente approvato, un nuovo e moderno
centro per la ricerca, la sperimentazione e l’innovazione
nel settore delle bio-tecnologie nonché una mensa
interaziendale, un parco tecnologico di 46.000 mq circa,
oltre alla realizzazione di una centrale di cogenerazione
per l’avvio del processo di teleriscaldamento cittadino,
quale “sistema ambientalmente sostenibile” in conformità
con il Piano Urbano Generale dei Servizi del Sottosuolo.
Preso atto della impossibilità di attuare le previsioni
del Piano Regolatore Generale che prevedeva sull’area a
standard precedentemente individuata sul fronte di Via
Ariosto dell’area della ex Cino del Duca, sulla quale ricade
un edificio esistente tuttora in fase di ristrutturazione (e
rivitalizzazione con la nuova sede della Kunzi spa), il
trasferimento del municipo, in sostituzione di quello
attuale, si conferma anche per tale area l’identità del Polo
di Eccellenza, con le funzioni ad esso compatibili, salvo la
possibilità di consentire anche l’insediamento di attività
commerciali.
Sempre in tema di eccellenza merita una speciale
menzione lo spazio polifunzionale di Via Lurani ed in
particolare Biobresso.
Il Consorzio BioBresso nasce come atto conclusivo
del progetto “Sperimentazione di un modello consortile
tra Università di Milano-Bicocca, PMI biofarmaceutiche,
enti locali ed ospedalieri per l'implementazione di
piattaforme informatiche nel campo dello sviluppo di
nuovi farmaci e della diagnosi” finanziato dalla Regione
Lombardia, nell'anno 2005.
Costituito da Bresso, Consorzio Milano Ricerche e
Biopolo, ha avuto come sua centralità scientifica lo
sviluppo di una nuova piattaforma bioinformatica
orientata alla ricerca e ottimizzazione di lead compounds
farmaceutici tramite l'applicazione di una vasto spettro di
metodologie di Virtual High Throughput Screening.
Il Consorzio è stato formalmente costituito ed è
retto dalla presidenza del Rettore dell’Università di
Milano-Bicocca e dalla vicepresidenza del Sindaco di
Bresso.
128
Il Consorzio ha sede presso l’edificio comunale
polifunzionale di Via Lurani e ha a disposizione circa 800
mq di spazi attrezzati ad aule, laboratori informatici e
studi per i ricercatori.
In spazi attigui a quelli del Consorzio ha sede
operativa la Società DELOS Srl, startup dell’Università di
Milano-Bicocca, la cui nascita è stata finanziata dal
MURST e che è stata recentemente premiata dalla
Provincia di Milano come nuova società innovativa.
All’interno di DELOS è stata sviluppata la
piattaforma informatica per lo studio VHTS di nuovi
farmaci.
Il tema della competizione persegue inoltre
l’obiettivo di rafforzare il tessuto produttivo esistente
creando occasioni attrattive per l’insediamento di nuove
attività ad elevato contenuto innovativo, possibilmente
nella direzione del terziario avanzato e dello sviluppo
energetico sostenibile, nella logica del Marketing e
promozione territoriale.
Sarà inoltre necessario Individuare nuove aree per
lo sviluppo industriale considerando anche le necessità
dell’artigianato
locale,
nonché
promuovere
la
riqualificazione, anche urbanistica, delle attività insalubri
e problematiche per limitrofe realtà residenziali.
Potenziamento offerta e qualità dei servizi
“L'anima non porta niente con sé nell'altro mondo tranne la
propria educazione e cultura; e questo si dice che sia il più
grande servizio…” Platone
La misura della qualità di un territorio e di una città
si misura anche con l’offerta di servizi che è in grado di
proporre, fornire e soddisfare.
Potenziare l’offerta di servizi ai cittadini deve
essere letta con un duplice contenuto: l’aumento e la
differenziazione di servizi, anche in funzione di quelli
effettivamente richiesti e desiderati e il miglioramento di
quelli esistenti in termine di qualità, accessibilità e
fruizione.
129
E’ in questa logica che è stato sviluppato il nuovo
Piano dei Servizi del Comune di Bresso, inteso quale
piano della “Città Pubblica”, cui si rimanda integralmente.
Si vuole tuttavia sottolineare come anche la
redazione di tale strumento sia stata preceduta da uno
strumento partecipativo volto a giudicare lo stato dei
servizi esistenti: un questionario aperto dal titolo
“Migliorare la città pubblica”, i cui risultati sono allegati e
sviluppati nella relazione esplicativa del Piano dei Servizi.
Promozione qualità urbana
“La misura della tua qualità come una persona pubblica, come
cittadino, è il salto fra quello che fai e quello che dici” Clark,
Ramsey
Le azioni possibili per migliorare la qualità urbana
di
Bresso
sono
indirizzate
alla
riqualificazione
dell’ambiente e degli spazi urbani, alla corretta gestione
delle risorse ambientali, alla creazione di nuove centralità
a sostegno della coesione sociale, rafforzando il
coordinamento delle attività di solidarietà e volontariato,
a ripensare in maniera decisiva il rapporto policentrico.
L’ipotesi di creare nuove centralità urbane a Bresso
non deve essere disgiunta dall’idea di fornire a queste
centralità una loro specifica funzione e peculiarità rispetto
al
territorio
e
identità
all’interno
della
nuova
organizzazione urbana, in modo da favorire una
strutturazione del territorio fondata su complementarietà.
In questo senso i nuovi piccoli centri si devono strutturare
e comportare come nodi di una rete comunale piuttosto
che come sub-centri di differenti livelli gerarchici.
In questa fase di transizione caratterizzata da una
nuova visione pianificatoria della città del paesaggio il
termine “qualità” può assumere diverse valenze e
connotazioni.
La “qualità urbana” è intesa come l’insieme degli
spazi, dei vuoti e dei pieni, dei luoghi e degli edifici ed
architetture
che
necessitano
di
interventi
di
riqualificazione in grado di riconferire loro dignità formale
130
e funzionale, sia sul piano paesaggistico che su quello del
linguaggio architettonico.
Quando si parla di spazi pubblici o di interesse
pubblico, a maggior ragione, il “bello” non deve essere
prerogativa di pochi ma patrimonio e diritto di tutti.
Uno tra gli strumenti riconosciuti per la promozione
di una condivisibile qualità architettonica e una rinnovata
immagine urbana è sicuramente il rapporto sinergico
pubblico/privato che vede i soggetti pubblici e quelli
privati agire congiuntamente per perseguire l’interesse
comune.
E’ necessario in tal senso promuovere la
concorrenza tra idee che deve essere in grado di
consentire di confrontare, comparare e stimolare ad
immaginare nuove soluzioni.
Lo stimolo è quello di creare condizioni più agevoli
per definire uno scenario nel quale è più facile operare
scelte migliorative.
Uno scenario nel quale il ridisegno urbano della
città e della città pubblica in primis è rappresentato
dall’ideale congiunzione tra la condivisa idea di partenza
della grande visione strategica “pubblica” e la
progettazione di dettaglio, “privata”, che è quella che il
cittadino vivrà direttamente.
Soltanto dal confronto tra idee innovative e con la
partecipazione attiva dei professionisti e dei cittadini può
emergere un progetto complessivo capace di rispondere
meglio agli obiettivi di qualificazione degli spazi pubblici e,
quindi, di qualità di vita della città.
VALORIZZAZIONE
TERRITORIALE
Rafforzamento identità cittadina
131
“Nessuna città dovrebbe essere tanto grande che un uomo
una mattina non possa uscirne camminando” Connolly, Cyril
Vernon
Il tessuto cortilizio originario bressese è stato
lentamente sostituito nel tempo da nuovi edifici che di
carattere e valore storico hanno ben poco a vedere.
L’obiettivo prioritario è così diventato quello di
tutelare e valorizzare gli edifici e gli elementi della cultura
e della memoria storica del territorio.
Se le corti e le cortine edilizie sono pressocchè
scomparse è oggi necessario riscoprire lo spirito delle
corti che le animava e quindi necessario scoprire,
riscoprire e consolidare gli spazi di centralità esistenti
all’interno delle diverse zone della città individuando
inoltre nuove centralità attraverso la creazione di nuovi
luoghi di aggregazione sociale, assecondando la vera
natura della di Bresso. Quest’ultima infatti risulta priva di
un centro storico riconoscibile e riconosciuto e al
contempo ma potenzialmente ricca di molteplici luoghi
centrali di cui ci si deve riappropriare.
Sarà necessario recuperare tutti gli spazi urbani
esistenti e renderli fruibili per eventi ma non solo, per
rivitalizzarli ricreando rapporti di vicinato e coinvolgendo
così la popolazione nel complesso obiettivo di
riappropriazione della città da parte dei cittadini.
L’idea di riorganizzazione dello spazio urbano
attorno a più centralità e poli di attrazione/aggregazione
non corre il rischio di scontrarsi con un’ipotesi di unitaria
visione del progetto di sviluppo della città, purché
vengano stabiliti corretti parametri funzionali e spaziali
con la condizione di valorizzare tutti gli elementi che
possono essere considerati unificanti nel panorama
cittadino, quali la memoria e il verde (quest’ultimo vissuto
anche come elemento di connessione e le infrastrutture,
considerando il sistema di piste ciclopedonali).
La rete di percorsi ciclopedonali deve essere in
grado di “cucire” tra loro i giardini di quartiere e
connettere questi ultimi con il sistema dei “Grandi Parchi
Cittadini” attraverso il completamento della rete ciclabile
132
che innerva l’intero tessuto urbano e questo con il Parco
Nord.
Riqualificazione aree pubbliche
“Un’azione volta a costruire il bene pubblico non può non
contemplare la dimensione della bellezza” Thomas Mann
E’ necessario promuovere la riqualificazione, la
valorizzazione
culturale
e
la
fruizione
pubblica
dell’ambiente sia esso naturale che artificiale.
E’ necessario procedere ad “abbattere i muri e
ridare gli spazi” alla città ed ai suoi cittadini.
Le aree pubbliche destinate alle attrezzature di
interesse generale o collettivo devono rappresentare i
“fulcri” sui quali imperniare le policentralità bressesi.
Bisognerà allora favorire il miglioramento della
qualità della vita nelle policentralità anche attraverso
interventi di riqualificazione urbanistica (arredo urbano,
pubblica illuminazione) mediante l’ampliamento delle
zone perdonali, a traffico ridotto, a favore delle forme di
mobilità più sostenibile.
E’ in questa logica che è stato sviluppato il nuovo
Piano dei Servizi del Comune di Bresso, inteso quale
piano della “Città Pubblica”, cui si rimanda integralmente.
Anche il tema della “casa” è ampiamente affrontato
e “sviscerato” nel documento allegato appositamente
individuato a questo scopo.
Tuttavia è possibile anticipare che trovare soluzioni
al problema abitativo significa, in primis, differenziare ed
ampliare l’offerta di abitazioni, attraverso un intervento
diretto sull’offerta pubblica (migliorando, ristrutturando e
riqualificando
il
patrimonio
pubblico
comunale),
articolando
l’offerta residenziale nei progetti di
trasformazione (convenzionale, canone sociale, socialhousing) e reperendo nuove aree per localizzazioni di
nuovi interventi.
133
Le aree individuate dalle tavole allegate al DDP sono
destinate ad interventi di edilizia residenziale pubblica con
la finalità di dare risposte al tema del fabbisogno abitativo
degli strati sociali meno abbienti, e realizzare una possibile
risoluzione ai crescenti fenomeni di disagio derivanti
dall’emergenza “casa” (conseguente alle “impennate” dei
prezzi nel mercato immobiliare nazionale e locale sia per la
rarefazione dell’offerta che per la congiuntura economica
che ha reso più conveniente e sicuro l’investimento nel
mattone rispetto a quello finanziario), che hanno di fatto
estromesso dal mercato molti soggetti portatori di domanda
del bene abitativo, purtroppo non supportati da un
“bagaglio economico” sufficiente a soddisfare la spesa ai
valori attuali.
Trasformazione aree private degradate e dismesse
La funzione principale di una città è trasformare il potere in
strutture, l'energia in cultura, elementi morti in simboli d'arte
viventi e la riproduzione biologica in creatività sociale." Lewis
Mumford
Per anni, in molte realtà, si è pensato di
riqualificare zone urbane sature con operazioni di cosmesi
e maquillage, attraverso la realizzazione di opere di
arredo urbano, spesso costose e gradevoli, ma
probabilmente inutili e non sufficienti se confrontate con
la
ricchezza
di
trasformazioni
possibili
con
il
riconoscimento di volumetrie tali da stimolare reali
processi di trasformazione nei diversi quartieri.
E’ in quest’ottica che il Documento di Piano, in
continuità con gli indirizzi della variante generale del PRG
individua, in una logica complessiva di sviluppo tendente
alla minimizzazione del consumo di suolo, le aree
dismesse da riqualificare, suddividendole per destinazione
funzionale urbanistica in Comparti RR (ristrutturazione
urbanistica
prevalentemente
residenziale),
e
di
Trasformazione Strategica (CTS) nell’ottica che gli
interventi di edilizia libera, convenzionata e sociale,
unitamente ad un mix funzionale (commercio, uffici,
servizi) possano concorrere alla riqualificazione urbana,
garantendo, in zone spesso prive, i necessari reperimenti
134
di standard ed aree per attrezzature pubbliche e di uso
pubblico, per una miglior qualità della vita.
Infrastrutture, razionalizzazione
trasporto pubblico locale
mobilità
urbana
e
“Il giusto è l'utile della città” Protagora
Per ciò che concerne l’infrastruttura Aeroportuale di
Bresso, dopo la sottoscrizione nello scorso 31 luglio del
Protocollo di Intesa tra Presidenza del Consiglio dei
Ministri, Ministero dei Trasporti, Regione Lombardia,
Provincia di Milano, Agenzia del Demanio, Ente Nazionale
Aviazione Civile (ENAC), Comuni di Bresso, Cinisello
Balsamo e Milano e Consorzio Parco Nord Milano per
verificare con uno studio la fattibilità della ricollocazione
dell’aeroporto e per risolvere a breve termine le questioni
attinenti la sicurezza dell’area, il riassetto delle strutture
aeroportuali esistenti, le modalità di riutilizzo funzionale
delle aree demaniali limitrofe all’aeroporto, bisognerà
necessariamente attendere i tempi tecnici di restituzione
di tale studio per conoscere il futuro di questa parte
importante e consistente di Bresso e del Parco Nord.
Parco o Parco Volo?
Nel frattempo obiettivo a beve termine è quello di
rendere fruibili alla popolazione tutte le aree residuali non
più funzionali al sedime aeroportuale, lungo il lato
occidentale dello scalo, lungo l’Asse Grandi – Matteotti Gramsci, nonché accelerare la realizzazione della
riqualificazione dell’asse stradale Grandi – Matteotti Gramsci, in considerazione anche delle recenti esigenze di
riassetto complessivo della viabilità dell’intera area nordmilanese.
Tale
intervento
infrastrutturale,
affrontato
ampiamente nel Piano dei Servizi, coniuga da una parte la
regolamentazione stradale con particolare attenzione agli
incroci con gli assi di penetrazione urbana (VillaIsimbardi-Corridoni e XXV Aprile-Madonnina-Seveso) e
dall’altra la fluidificazione del traffico mediante un sistema
di rotonde in cui sia chiaramente visibile e leggibile
l’”accesso” al tessuto cittadino.
135
Altro grande nodo infrastrutturale
costituito dalla Metrotranvia Milano-Seregno.
è
quello
Dopo l’approvazione del progetto definitivo e
l’inserimento dell’opera all’interno dell’elenco delle
infrastrutture
strategiche
previste
dalla
Regione
Lombardia, Bresso e i comuni interessati al suo
proseguimento attendono ora gli agognati finanziamenti
anche in un contesto difficile come quello che stiamo
vivendo, dove il reperimento delle risorse utile alle
realizzazioni
infrastrutturali
appare
sempre
più
complesso.
Nell’accordo per la stesura del progetto definitivo
sono state richiamate alcune prescrizioni progettuali al
fine di garantire adeguate risposte alle legittime
preoccupazioni di alcune realtà produttive bressesi
(costituitesi in comitato) per trovare soluzioni capaci di
far convivere in Via Veneto, sia la viabilità pubblica che
quella privata.
La riqualificazione della Metrotranvia ha obiettivo
prioritario quello di conferire un nuovo ruolo di asse
centrale alla Via Veneto, in linea con le definizioni previste
dal Piano Urbanistico Commerciale, ovvero, al servizio
garante della qualità territoriale in un sistema integrato di
infrastrutture al servizio della mobilità sostenibile.
La progettazione ha già individuato microtrasformazioni urbane attraverso l’identificazione di nuove
centralità dove, attraverso l’attento studio dell’arredo
urbano nelle aree circostanti al percorso si intende
promuovere un profondo ridisegno degli spazi pubblici ed
il miglioramento della qualità urbana.
Il progetto, condiviso e sostenuto dai soggetti
sottoscrittori dell’accordo, persegue gli obiettivi di
miglioramento del servizio e di riequilibrio del taglio
modale a favore del trasporto pubblico, di recupero di
immagine ed attrattività della modalità tranviaria, nonché
di riqualificazione urbana dei contesti attraversati.
E’ del maggio scorso la comunicazione a firma
congiunta del Presidente della Regione Lombardia e del
Presidente della Provincia di Milano, inviata al Ministero
delle Infrastrutture per l’inserimento dell’opera nei
136
programmi governativi di intervento per la sua
realizzazione e di pochi giorni fa l’incontro svoltosi presso
Regione Lombardia con il Ministro per le Infrastrutture,
per l’inserimento della Metrotranvia Milano – Desio Seregno tra i progetti metropolitani da portare al CIPE
per il finanziamento entro il 2008.
E’
importante
sottolineare
l’occasione
per
approfondire l’opportunità per un reale miglioramento
dell’offerta del trasporto pubblico con le evidenti ricadute
in termini di minore inquinamento e conseguente
riduzione del traffico automobilistico privato.
Tutti i comuni dell’area metropolitana milanese
sono direttamente o indirettamente interessati alle
ricadute sul proprio territorio della presenza di
infrastrutture, raccordi ferroviari e aeroportuali di
primaria importanza, infrastrutture (interporto, polo
fieristico, grandi parchi, svincoli autostradali, aree di
soste ed interscambio presso le
stazioni
MM)
concentrazioni di attività sportive, culturali, sanitarie,
produttive e di servizio che non sempre vengono tenuti
nella
dovuta
considerazione
dai
documenti
di
programmazione sovracomunale.
Le varie modalità di trasporto – ferroviario,
aeroportuale e per quanto riguarda i collegamenti locali,
bus, filobus, tram, metropolitana – richiedono spesso il
coinvolgimento ed il coordinamento di tutte le componenti
interessate.
In particolare la rete metropolitana, per
quanto riguarda Milano e il suo hinterland, rappresenta da
tempo la rete principale di forza, i tram e i filobus, la rete
di superficie diametrale, i bus su gomma, le linee di
raccolta e distribuzione radiale con adduzione alle due
linee di forza.
Tra la rete del Comune di Milano e la nuova
rete di “area urbana”, acquisita dopo la concessione della
Provincia, occorre realizzare una integrazione per favorire
la consistenza di linee forti e quella di linee
complementari evitando di considerare le linee di area
urbana marginali e complementari.
137
Dati O/D (origine-destinazione risalenti al
rilevamento 2003 fascia oraria 7/9), dimostrano che gli
spostamenti all’interno del capoluogo e quelli tra il
capoluogo e l’hinterland e viceversa rappresentano
ciascuno il 40% degli spostamenti totali. Significativa è la
quota di spostamento e di scambio tra Milano e i 33
Comuni conurbati.
La percentuale è destinata a crescere per la
progressiva delocalizzazione verso l’hinterland di molte
attività produttive e conseguentemente di flussi migratori
residenziali.
Se si tiene conto che gli spostamenti
effettuati sui mezzi pubblici dell’intera area milanese
rappresenta poco più del 38% contro il 62% dei mezzi
privati, risulta necessario ed obbligatorio far dialogare i
vari strumenti di programmazione e pianificazione di
sviluppo compreso quello dei trasporti ferroviari della
Regione. L’inefficacia di un solo settore andrebbe a
discapito del sistema nel suo complesso. Per spostare
quote di mobilità da privata a pubblica è indispensabile
un’azione coordinata e integrata su tutta la mobilità.
Il confronto e la concertazione deve prevedere uno
specifico momento progettuale e decisionale tra la
Provincia, il Comune capoluogo e i comuni interessati.
L’estensione verso Nord della rete metropolitana
(M3 - M5 - M1), il completamento della maglia
infrastrutturale riservata all’energia pulita (sistemi
tranviari e metrotramviari), la realizzazione di interscambi
e di interventi di qualificazione esistenti, i collegamenti
tangenziali per soddisfare la domanda debole richiedono
tempi di realizzazione medio lunghi; soluzioni transitorie
adottate, come dimostrano quelle deliberate dalla Giunta
milanese per la nuova Linea di progetto n° 4 e per il
prolungamento della linea tranviaria n° 5, sono state
spesso effettuate a scapito degli interessi e delle esigenze
dell’utenza dei comuni contermini nell’ottica di creare una
rete di terminali di sbarramento ai confini del territorio
del Comune di Milano.
Tale concezione milanocentrica non può più reggere
e tanto meno può essere accettata.
138
E’ indispensabile e necessario un ripensamento
organico del trasporto pubblico intercomunale per evitare
sovrapposizioni non razionali e per avere un servizio più
snello, dai percorsi chiari e dalla frequenza e tempi di
percorrenza più efficaci e competitivi rispetto alla
situazione odierna.
Rispetto al tema del collegamento tangenziale, in
particolar modo per le aree del Nord Milano, è necessario
approfondire lo studio per una struttura di trasporto da
realizzarsi a medio - lungo termine che possa raggiungere
l’obiettivo di un collegamento veloce Est-Ovest e di
interscambio soprattutto con quelle linee radiali che
collegano a strutture quali ospedali, scuole e in genere
servizi a livello sovracomunale. Il riferimento è a una
linea, anche metropolitana, che possa collegare
inizialmente la futura M3 Comasina alla M1 Sesto Marelli
e prevedere successive estensioni sia ad Est (Cascina
Gobba) che verso Ovest (Rho-Fiera).
Risulta evidente che l’importanza, anche sotto
l’aspetto delle dimensioni, di tale intervento presuppone
una accurata co-progettazione in collaborazione con i
Comuni interessati dal tracciato.
Per la definizione del percorso di collegamento
tangenziale Nord, può essere messa a punto una linea di
servizio bus in grado, fin da subito, di dare risposta alle
esigenze del territorio e monitorare il servizio, fornendo
dati utili per la progettazione della linea futura.
In ogni caso tale intervento dovrebbe essere
inserito come obiettivo strategico a livello provinciale
Le soluzioni devono mirare al ripristino del
collegamento diretto con la Stazione Centrale, al
completamento della Metrotranvia Nord, alla revisione
dell’attuale sistema tariffario (ex SITAM) adeguandolo alla
nuova realtà dei trasporti di “area urbana”, garantendo il
mantenimento dei benefici già usufruiti dall’utenza dei
comuni contermini e ad un uso più razionale ed efficiente
delle risorse, così da favorire un servizio di trasporto
pubblico elettrico bressese con bus navetta e un servizio
di trasporto pubblico locale integrato tra i comuni del
Nord Milano, i comuni capoluogo e le grandi infrastrutture
139
dell’area vasta della città regione: ferrovia, aeroporti,
autostrade.
Gli obiettivi quantitativi di Piano
Capacità Insediativa di Piano
L’art. 9, comma 2 della L.R. n°12/2005 stabilisce
che la quantificazione dell’utenza dei servizi pubblici e
privati d’interesse generale sia da determinare,
distinguendo le seguenti categorie, articolate per
tipologia dei servizi, anche in base alla distribuzione
territoriale:
 Popolazione stabilmente presente nel comune
censita dall’anagrafe comunale;
 Popolazione
da
insediare
secondo
le
previsioni del Documento di Piano;
 Popolazione gravitante nel territorio, stimata
in base agli occupati nel comune, agli
studenti, agli utenti dei servizi di rilievo
sovracomunale, nonché in base all’intensità
dei flussi turistici.
Complessivamente, la Capacità Insediativa complessiva
residenziale del territorio comunale, assumendo per gli
abitanti esistenti quelli residenti alla data convenzionale
del 1.1.2007, risulta essere la seguente:
SUPERFICIE COMUNALE
3.383.726 m2
100%
TESSUTO URBANO CONSOLIDATO
1.107.818 m2
33%
87.727 m2
3%
1.448.629 m2
43%
610.178 m2
18%
STARDARD PREVISTI (esterni al Parco Nord Milano)
49.994 m2
1%
STRADE
79.380 m2
2%
COMPARTI DI TRASFORMAZIONE
PARCO NORD MILANO
STARDARD ESISTENTI E FRUIBILI (esterni al Parco Nord
Milano)
ABITANTI RESIDENTI
(CENSITI DALL’ANAGRAFE COMUNALE AL 1.1.2007)
140
26.478
ab.
3,38 km2
SUPERFICIE COMUNALE
7.825,10 ab,/km2
DENSITA' ABITATIVA
L’utenza complessiva da servire, sia attraverso
interventi sul patrimonio di servizi ed attrezzature
pubbliche esistente mirati al miglioramento qualitativo
dell’abitabilità che attraverso i nuovi interventi di
completamento
e
trasformazione
ammessi
dal
Documento di Piano, è e sarà dimensionata in termini
volumetrici (mediante il Piano delle Regole) assumendo il
rapporto convenzionale fra la cubatura residenziale e la
quota pro-capite di volume pari a 150 mc/Abitante.
ABITANTI DI PROSSIMO INSEDIAMENTO
366
(PREVISIONI INSEDIATIVE DA PIANI ATTUATIVI GIA’ IN CORSO DI
REALIZZAZIONE)
4.470 m3
50425 m3
P.A. EX BUTTI
P.I.I. ARIANNA
ABITANTI INSEDIABILI PGT
30 ab.
336 ab.
1.065
(NUOVE PREVISIONI INSEDIATIVE DEL DOCUMENTO DI PIANO)
sup.
territoriale
CNI1
11.964
CNI2
4.191
CPE - UU1
7.544
CPE - UU2
5.515
CPE - UU3
14.776
CRR_a
1.315
CRR_b
1.287
CRR_c
3.047
CRR_d
2.456
CRR1
2.033
CRR3
5.297
CRR5
1.851
CRR7
3.022
CRR10
757
CRR11
3.854
CRR12
2.396
CRR16
855
CRR18
1.553
CRR19
1.376
CTS
9.663
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m2
m3
residenza
(it)
7.184
1.509
9.000
16.500
0
2.051
2.008
4.753
6.413
3.171
8.263
2.888
4.714
1.181
6.012
6.674
1.334
2.423
2.147
13.190
m3 residenza
m3 residenza
abitanti (perequazione) abitanti (incentivazione) abitanti
48
17.946
120
0
0
10
5.029
34
0
0
60
0
0
0
0
110
0
0
0
0
0
0
0
0
0
14
947
6
0
0
13
927
6
0
0
32
2.194
15
0
0
43
1.760
12
0
0
21
1.464
10
0
0
55
3.814
25
0
0
19
1.333
9
0
0
31
2.176
15
0
0
8
545
4
0
0
40
2.775
18
0
0
45
1.725
12
0
0
9
616
4
0
0
16
1.118
7
0
0
14
991
7
0
0
88
0
0
8.558
71
638
141
318
0
71
ERP DI VIA GALILEI (6.000 m3)
ERP DI VIA XXV APRILE
ERP DI VIA MANZONI
40
36
16
POPOLAZIONE GRAVITANTE
0
Assumendo la popolazione gravitante, intesa quali
occupati, studenti, utenti dei servizi, pari alla popolazione
in “uscita” dal territorio comunale per motivi di
occupazione/studio, nonché nullo il flusso turistico, è
possibile affermare che tale valore non incida nella
capacità insediativa complessiva.
Capacità Insediativa Complessiva PGT:
28.001 ab.
Servizi Pubblici Esistenti
Alla data convenzionale del 1.1.2007 risulta essere
già insediata e disponibile la seguente dotazione di
Standard e servizi pubblici, intesi quali aree destinate alle
varie attrezzature di interesse pubblico e generale così
come definite dalla previgente legislazione esplicitamente
richiamati nel D.I. 1444/68 e nella LR 51/1975, o ad essi
assimilabili:
STANDARD ESISTENTI
CODICE
AMMIN_CEN_CIV_01
AMMIN_CEN_POL_COM_01
AMMIN_MUN_01
AMMIN_RES_COM_01
AMMIN_RES_COM_02
AMMIN_RES_COM_03
AMMIN_RES_COM_04
AMMIN_RES_COM_05
AMMIN_RES_COM_06
AMMIN_UFF_TEC_01
CULTU_SAP_RIC_01
CULTU_SAP_RIC_02
ECOLO_PIA_ECO_01
ECOLO_PIA_ECO_02
TIPOLOGIA
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
CULTURA
CULTURA
ECOLOGIA
ECOLOGIA
142
SUPERFICIE
mq
401
5.033
3.667
478
3.209
1.355
530
8.684
134
1.182
1.431
530
987
1.247
SANIT_ACC_ANZ_01
SANIT_COO_SOC_01
SANIT_PRO_INT_01
SANIT_RIC_DIS_01
SICUR_COM_CAR_01
SICUR_POL_LOC_01
ISTRU_ASI_NID_01
ISTRU_ASI_NID_02
ISTRU_SCU_ELE_01
ISTRU_SCU_ELE_02
ISTRU_SCU_ELE_03
ISTRU_SCU_ELE_04
ISTRU_SCU_MAT_01
ISTRU_SCU_MAT_02
ISTRU_SCU_MED_01
ISTRU_SCU_MED_02
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
SANITA'
SANITA'
SANITA'
SANITA'
SICUREZZA
SICUREZZA
totale attr. interesse comune
6.150
6.895
475
7.143
1.994
475
52.000 m2
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
totale istruzione
3.180
2.237
4.528
14.920
7.567
5.900
5.237
5.541
4.729
11.487
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
totale parcheggi
2.794
1.458
5.763
705
5.913
2.284
267
1.665
420
351
561
1.428
839
4.552
515
3.280
855
1.354
302
927
1.643
1.232
136
837
1.360
460
855
199
143
1.971
3.011
1.240
737
292
1.561
1.180
1.916
143
65.326 m2
55.006 m2
RELIG_CHI_01
RELIG_CHI_02
RELIG_CHI_03
RELIG_CHI_04
RELIG_CHI_05
RELIG_CIM_MUN_01
RELIG_ORA_01
SPORT_PAL_COM_01
SPORT_PIS_COM_01
SPORT_TEN_01
VERDE_ARR_URB_01
VERDE_ARR_URB_02
VERDE_ARR_URB_03
VERDE_GIA_PUB_01
VERDE_GIA_PUB_02
VERDE_GIA_PUB_03
VERDE_PAR_ATT_01
VERDE_PAR_ATT_02
VERDE_PAR_ATT_03
VERDE_PAR_ATT_04
VERDE_PAR_ATT_05
VERDE_PAR_ATT_06
VERDE_PAR_ATT_07
VERDE_PAR_ATT_08
VERDE_PAR_ATT_09
VERDE_PAR_ATT_10
VERDE_PAR_ATT_aa
VERDE_PAR_QUA_01
VERDE_PAR_QUA_02
VERDE_PAR_QUA_03
VERDE_PAR_QUA_04
VERDE_PAR_QUA_05
VERDE_PAR_QUA_06
VERDE_PAR_QUA_07
VERDE_PAR_QUA_08
VERDE_PAR_QUA_09
VERDE_PAR_QUA_10
VERDE_PAR_QUA_11
VERDE_PAR_QUA_12
VERDE_PAR_URB_01
VERDE_PAR_URB_02
VERDE_PAR_URB_03
VERDE_IMP_SPO_01
RELIGIONE
RELIGIONE
RELIGIONE
RELIGIONE
RELIGIONE
RELIGIONE
RELIGIONE
totale attrezz. religiose
954
13.486
68
5.845
925
9.638
11.156
SPORT
SPORT
SPORT
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE-SPORT
totale verde e attr. sportive
2.896
9.230
1.579
402
256
3.006
927
900
461
994
7.069
70.642
43.997
15.231
30.001
2.482
1.040
12.438
12.310
2.271
6.460
1.442
1.894
2.262
1.274
3.851
1.429
5.252
1.913
1.560
9.728
3.036
50.780
27.735
11.583
69.187
TOTALE ATTR. PUBBLICHE
144
42.072 m2
417.518 m2
631.922 m2
VERIFICA DELLA DOTAZIONE DI STANDARD PER ABITANTE (residenti)
VERIFICA DELLA DOTAZIONE DI STANDARD PER ABITANTE
(residenti+insediabili)
23,9 m2/ab.
22,60 m2/ab.
>
18 m2/ab.
(minimo previsto dalla L.r. 12/2005)
STANDARD ESISTENTI CONFERMATI DALLE PREVISIONI DI PIANO
CODICE
AMMIN_CEN_CIV_01
AMMIN_CEN_POL_COM_01
AMMIN_RES_COM_01
AMMIN_RES_COM_02
AMMIN_RES_COM_03
AMMIN_RES_COM_04
AMMIN_RES_COM_05
AMMIN_RES_COM_06
AMMIN_UFF_TEC_01
CULTU_SAP_RIC_01
SANIT_ACC_ANZ_01
SANIT_COO_SOC_01
SANIT_PRO_INT_01
SANIT_RIC_DIS_01
SICUR_COM_CAR_01
SICUR_POL_LOC_01
ISTRU_ASI_NID_01
ISTRU_ASI_NID_02
ISTRU_SCU_ELE_01
ISTRU_SCU_ELE_02
ISTRU_SCU_ELE_03
ISTRU_SCU_ELE_04
ISTRU_SCU_MAT_01
ISTRU_SCU_MAT_02
ISTRU_SCU_MED_01
ISTRU_SCU_MED_02
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
11
12
14
TIPOLOGIA
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
CULTURA
SANITA'
SANITA'
SANITA'
SANITA'
SICUREZZA
SICUREZZA
totale attr. interesse comune
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
ISTRUZIONE
totale istruzione
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
145
SUPERFICIE
mq
401
5.033
478
3.209
1.355
530
8.684
134
1.182
1.431
6.150
6.895
475
7.143
1.994
475
45.569 m2
3.180
2.237
4.528
14.920
7.567
5.900
5.237
5.541
4.729
11.487
65.326 m2
2.794
1.458
5.763
705
5.913
2.284
267
1.665
420
351
561
1.428
4.552
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
RELIG_CHI_01
RELIG_CHI_02
RELIG_CHI_03
RELIG_CHI_04
RELIG_CHI_05
RELIG_CIM_MUN_01
RELIG_ORA_01
SPORT_PAL_COM_01
SPORT_PIS_COM_01
SPORT_TEN_01
VERDE_ARR_URB_01
VERDE_ARR_URB_02
VERDE_ARR_URB_03
VERDE_GIA_PUB_01
VERDE_GIA_PUB_02
VERDE_GIA_PUB_03
VERDE_PAR_ATT_01
VERDE_PAR_ATT_02
VERDE_PAR_ATT_03
VERDE_PAR_ATT_04
VERDE_PAR_ATT_05
VERDE_PAR_ATT_06
VERDE_PAR_ATT_07
VERDE_PAR_ATT_08
VERDE_PAR_ATT_09
VERDE_PAR_ATT_10
VERDE_PAR_ATT_aa
VERDE_PAR_QUA_01
VERDE_PAR_QUA_02
VERDE_PAR_QUA_03
VERDE_PAR_QUA_04
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
totale parcheggi
515
3.280
855
1.354
302
927
1.643
1.232
136
837
1.360
460
855
199
143
1.971
3.011
1.240
737
292
1.561
1.180
1.916
54.167 m2
RELIGIONE
RELIGIONE
RELIGIONE
RELIGIONE
RELIGIONE
RELIGIONE
RELIGIONE
totale attrezz. religiose
954
13.486
68
5.845
925
9.638
11.156
SPORT
SPORT
SPORT
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
2.896
9.230
1.579
402
256
3.006
927
900
461
994
7.069
70.642
43.997
15.231
30.001
2.482
1.040
12.438
12.310
2.271
6.460
1.442
1.894
2.262
146
42.072 m2
VERDE_PAR_QUA_05
VERDE_PAR_QUA_06
VERDE_PAR_QUA_07
VERDE_PAR_QUA_08
VERDE_PAR_QUA_09
VERDE_PAR_QUA_10
VERDE_PAR_QUA_11
VERDE_PAR_QUA_12
VERDE_PAR_URB_01
VERDE_PAR_URB_02
VERDE_PAR_URB_03
VERDE_IMP_SPO_01
TOTALE ATTR. PUBBLICHE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE-SPORT
totale verde e attr. sportive
624.652 m2
98,8%
1.274
3.851
1.429
5.252
1.913
1.560
9.728
3.036
50.780
27.735
11.583
69.187
417.518 m2
delle attrezzature pubbliche esistenti
ATTREZZATURE PREVISTE
CODICE
AMMIN_RES_COM_07
AMMIN_RES_COM_08
AMMIN_UFF_TEC_02
SANIT_ACC_ANZ_02
CULTU_SAP_RIC_03
CULTU_SAP_RIC_04
38
39
40
VERDE_ARR_URB_04
VERDE_ARR_URB_05
VERDE_ARR_URB_06
VERDE_ARR_URB_07
VERDE_ARR_URB_08
VERDE_GIA_PUB_04
VERDE_GIA_PUB_05
VERDE_PAR_ATT_11
VERDE_PAR_ATT_12
VERDE_PAR_ATT_13
VERDE_PAR_ATT_14
VERDE_PAR_ATT_15
VERDE_PAR_ATT_16
VERDE_PAR_QUA_13
VERDE_PAR_QUA_14
VERDE_PAR_QUA_15
TIPOLOGIA
mq
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
SANITA'
CULTURA
CULTURA
totale attr. interesse comune
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO
totale parcheggi
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
VERDE
totale verde e attr. sportive
TOTALE ATTR. PUBBLICHE
TOTALE ATTREZZATURE PUBBLICHE (confermate + previste PGT)
147
1.624
2.397
1.247
7.138
1.089
22.024
35.519 m2
842
1.269
515
2.626 m2
1.841
163
399
481
1.018
834
377
17.413
170.086
23.509
45.815
987
24.665
2.521
2.098
2.117
294.324 m2
332.469 m2
957.121 m2
VERIFICA DELLA DOTAZIONE DI STANDARD (confermato + previsto)
PER ABITANTE (residenti+insediabili)
34,18 m2/ab.
ATTREZZATURE PUBBLICHE
ESISTENTI
RIEPILOGO ATTREZZATURE PUBBLICHE (confermate + previste PGT)
attr. interesse comune (confermate + previste PGT)
istruzione (confermate)
Parcheggi (confermati + previsti)
attrezz. religiose (confermate)
verde e attr. Sportive (confermate + previste PGT)
Per
opportuna
conoscenza
dimensionamento del PRG vigente
m2
m2
m2
m2
m2
>
=
>
=
>
allega
il
81.088
65.326
56.793
42.072
711.842
si
ABITANTI RESIDENTI
27.465
(CENSITI DALL’ANAGRAFE COMUNALE AL 31.12.2001)
ABITANTI INSEDIABILI - LOTTI LIBERI
114
ABITANTI INSEDIABILI NEI P.A.A.
479
ABITANTI INSEDIABILI (bonus)
209
ABITANTI INSEDIABILI (lotti non saturi)
200
ABITANTI INSEDIABILI ZONE R.R.
339
ABITANTI INSEDIABILI ZONE DI N.I.
37
ABITANTI INSEDIABILI ZONE R.U.M.
179
ABITANTI INSEDIABILI PARCO NORD
10
TOTALE
29.032
VERIFICA DELLA DOTAZIONE DI STANDARD PRG
(STANDARD RESIDENZIALI ESISTENTI E PREVISTI DAL PRG)
esistenti e confermati dal P.R.G.
(di cui a verde mq 80.197)
148
mq
276.584
52.000
65.326
55.006
42.072
417.518
m2
m2
m2
m2
m2
aggiuntivi previsti dal P.R.G.
mq
126.482
mq
35.476
mq
441.834
(di cui a verde mq 90.476)
previsti dai P.A.
(di cui a verde mq 21.801)
all’interno del Parco Nord
(di cui a verde mq 439.964)
TOTALE STANDARD
mq
880.376
DI
CUI A VERDE MQ 632.438
(71 %>50%)
TOTALE ABITANTI
28.467
DOTAZIONE PER ABITANTE
mq/ab. 30,90
Dal confronto dei dati è possibile osservare:
 che la dotazione pro capite di fatto esistente
è pari a 23,9 mq./abitante.
 che la dotazione pro capite prevista dalle
previsioni di Piano è pari a 34,18
mq./abitante.
Tale dotazione è di larga superiore a quella
prefigurata dalle previsioni di PRG (30,90 mq./ab.), di
quelle previste dallo standard richiesto dalla L.R. 51/1975
di 26,50 mq./ab. e, comunque, risulta essere di parecchio
superiore alla dotazione minima prescritta dalla L.R.
n°12/2005 per i 28.001 abitanti previsti dal PGT (pari a
18,0 mq/Ab.)
Gli abitanti teorici insediabili dall’attuazione dei
comparti di trasformazione e di nuovo impianto trovano
comunque soddisfatta (considerando la dotazione di
standard esistente) la quota minima di standard richiesto
dalla Legge regionale 12/2005 (631.922/28.001=22,57 >
18,0 mq/Ab.).
Pertanto l’attuazione di tali comparti (prevedendo
uno standard aggiuntivo di 26,5 mq/ab) comporterà un
significativo incremento della dotazione di attrezzature
pubbliche complessive.
149
Questa previsione da un lato conforta e conferma
che l’azione dell’Amministrazione Comunale è stata, nel
corso degli ultimi anni, costantemente attenta alle
aspettative della popolazione e scrupolosa nell’attuazione
dei programmi di sviluppo e potenziamento dei Servizi
pubblici, pur nelle difficoltà di volta in volta contingenti e
dipendenti, in parte dalla peculiarità del territorio di
Bresso
(di
modesta
estensione
territoriale
e
pesantemente compromesso dall’edificazione selvaggia
degli anni ’70) ed in parte dalle limitate risorse
economiche o dalle difficoltà a reperirle.
150
Il “Patto per il Nord Milano” ed il
“Piano d’Area per il Nord Milano”
Il 14 luglio 2005 la Provincia di Milano ed i Comuni
del Nord Milano (Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno
Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano e
Sesto San Giovanni) hanno siglato un protocollo d’intesa
per la realizzazione del Progetto strategico e del Piano
d’Area del Nord Milano.
In data 7 novembre 2005 è stato sottoscritto tra i 7
comuni il “Patto per il Nord Milano”. Attraverso tale istituto i
7 Comuni si sono impegnati ad affrontare in modo unitario
e condiviso le tematiche di sviluppo del contesto territoriale
ed in particolare a:
 Elaborare un Quadro Strategico sul ruolo dei
grandi servizi e delle grandi funzioni pubbliche
come assi portanti del modello di sviluppo e
dell'identità territoriale del Nord Milano
151
(un'attenzione prioritaria è dedicata ai servizi
sociosanitari)
 Elaborare un Documento Strategico per il Piano
D'Area del Nord Milano (Piano tra il PTCP e
PGT)
che
contribuisca
a
definire
gli
orientamenti
del
Piano
Territoriale
di
Coordinamento Provinciale, con particolare
riferimento al sistema delle eccellenze, al
sistema della mobilità e dei trasporti (nodi e
reti), all'assetto territoriale dei servizi pubblici
di rilevanza sovracomunale (Piano dei Servizi
Sovracomunale) e alla gestione degli spazi
aperti non urbanizzati (aree agricole e aree
protette).
Le linee strategiche tracciate dal Piano strategico
Nord Milano sono:
 La costruzione di una nuova identità d’area e di
una nuova immagine del Nord Milano ;
 La promozione di una nuova missione
economica
e
produttiva
centrata
sull’innovazione tecnologica e sul sostegno al
sistema delle imprese;
 Il rafforzamento e la qualificazione delle risorse
umane per promuovere lo sviluppo, l’inclusione
sociale e le pari opportunità;
 Lo sviluppo di un sistema integrato di
infrastrutture
al
servizio
della
mobilità
sostenibile e del capitale territoriale;
 Il governo delle grandi e piccoli trasformazioni
urbane e della riconversione insediative
attraverso la progettazione di nuove centralità;
 L’avvio di un percorso di risarcimento
ambientale che orienti verso la sostenibilità lo
sviluppo economico e territoriale e miri alla
qualità urbana e del paesaggio;
 La promozione della cooperazione istituzionale
per rafforzare l’efficacia dei processi di sviluppo
del Nord Milano.
152
Con riferimento alla L.R. 12/2005, un tema di
particolare importanza per l’ambito Nord Milano è quello dei
servizi, intesi come insieme di “nodi e reti” in grado di
strutturare e far crescere qualitativamente il territorio; in tal
senso, anche il sistema delle aree non edificate, delle aree
agricole ed in generale il sistema paesistico - ambientale,
deve essere interpretato come elemento strutturante al
servizio del governo delle trasformazioni territoriali.
Ai sensi dell’art. 2 del “Protocollo d’Intesa per la
realizzazione del Progetto Strategico e del Piano d’Area del
Nord Milano” sottoscritto in data 14/07/2005, gli Enti
sottoscrittori hanno costituito per il coordinamento del
Progetto la “Cabina di Regia” di indirizzo istituzionale;
A tale “Cabina di Regia” partecipano Sindaci dei
Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese,
Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Sesto San
Giovanni e gli Assessori Provinciali alla Politica del territorio
e parchi, Agenda 21, Mobilità ciclabile, al Piano strategico
dell’area metropolitana e politiche per l’abitabilità e ed alla
Viabilità, Opere pubbliche stradali, Mobilità e trasporti.
Il Piano d’area, quale strumento strategico di governo
del territorio per l’area del Nord Milano, in particolare:
 Integra e aggiorna, anche in funzione di quanto
previsto dalla L.R. n. 12/2005, i contenuti del
PTCP alla scala comunale e in relazione alle
identità locali;
 Verifica le previsioni di trasformazione alla scala
locale e le coordina a livello sovracomunale, in
quanto esito della cooperazione dei partecipanti
al tavolo;
 Verifica le previsioni territoriali intercomunali e
supporta la redazione dei PGT comunali
ricostruendo
un
quadro
di
riferimento
strategico e conoscitivo.
153
I Comuni del Nord Milano, hanno un estensione
territoriale pari al 2,9 % dell’intera superficie territoriale
della Provincia di Milano.
Il Piano d’Area del Nord Milano si pone l’obiettivo di
analizzare lo stato di fatto relativo al sistema insediativo e
territoriale del Nord Milano e di indirizzare le azioni e le
politiche
di
sviluppo
urbanistico
comunali
verso
l’implementazione di uno scenario di riferimento strategico
comune e condiviso, ponendo particolare attenzione a:
 il sistema degli usi del suolo attuali nonché
delle trasformazioni previste con particolare
attenzione al tessuto residenziale;
 il sistema dei servizi pubblici o di interesse
pubblico e generale di rilevanza sovralocale;
 il sistema delle aree non edificate, delle aree
agricole e delle aree naturali protette (Parchi
Regionali e PLIS);
 il sistema delle infrastrutture, della mobilità e
dei trasporti intercomunali;
 Il
sistema
della
mobilità
ciclabile
sovracomunale con funzione di accessibilità ai
154
grandi servizi, ai poli ed ai luoghi di qualità per
la fruizione;
 il sistema delle attività economiche e
produttive: analisi della caratterizzazione
produttiva del Nord Milano;
 le nuove centralità e i grandi poli di
trasformazione urbana: analisi degli effetti sulle
relazioni territoriali d’Area;
 la progettazione delle aree di frangia urbana e
delle aree di confine poste a cavallo tra i
Comuni del Nord Milano.
Il lavoro oggetto dell’accordo è articolato in 2 fasi
differenti:
 La prima fase del lavoro prevede lo
svolgimento di attività di carattere analitico
finalizzate alla ricostruzione del Quadro
Conoscitivo di riferimento del Piano d’Area e si
concluderà entro e non oltre il 31 Dicembre
2007.
 La seconda fase del lavoro prevede lo
svolgimento
di
attività
di
carattere
interpretativo - progettuale e di confronto
interistituzionale finalizzate all’elaborazione di
indirizzi
condivisi
per
la
pianificazione
territoriale del Nord Milano e si concluderà
entro e non oltre il 30 Aprile 2008.
In riferimento al significato dell’iniziativa e al suo
valore strategico è emerso come il livello di cogenza delle
risultanze analitico - progettuali del Piano d’Area e quindi il
potenziale livello di efficacia dei suoi contenuti dipendano
essenzialmente, oltre che dalla sua condivisione da parte di
tutti i Comuni, anche dalla capacità del lavoro di allinearsi e
di rispettare le tempistiche di redazione, adozione e
approvazione già definite per gli strumenti urbanistici
comunali (Piani di Governo del Territorio).
Tutti i Comuni hanno confermato il proprio interesse
affinché i risultati del Piano d’Area, una volta condivisi e
155
approvati, possano essere recepiti
urbanistici e supportarne l’elaborazione.
dagli
strumenti
E’ possibile evidenziare come il lavoro sul Piano
d’Area permetterà ai Comuni del Nord Milano di collezionare
e condividere un insieme di informazioni e conoscenze
esistenti ed estremamente utili ai fini della definizione delle
strategie di intervento future.
I Comuni del Nord Milano riconoscono nel Piano
d’Area un utile strumento di coordinamento delle attività di
pianificazione e programmazione delle trasformazioni
urbanistiche e territoriali elaborate a livello comunale e
provinciale.
Il Piano d’Area del Nord Milano si pone in particolare
gli obiettivi di:
• Approfondire, integrare e aggiornare i contenuti del
PTCP alla scala comunale;
• condividere a livello sovracomunale le scelte di
trasformazione operate alla scala locale;
• condividere indirizzi e previsioni
territoriale operate a livello provinciale;
di
sviluppo
• supportare la redazione dei PGT comunali
ricostruendo un quadro di riferimento conoscitivo e
strategico comune e condiviso;
• progettare e implementare interventi di breve
periodo per la risoluzione di problematiche urbanisticoterritoriali comuni.
In particolare i temi di interesse per i Comuni
riguardano:
1) il sistema dei servizi pubblici o di interesse
pubblico e generale di rilevanza sovralocale;
2) il sistema residenziale pubblico e il sistema
residenziale privato: analisi delle possibili sinergie in
risposta all’emergenza abitativa;
156
3) il sistema delle aree non edificate, delle aree
agricole e delle aree naturali protette (Parchi Regionali e
PLIS);
4) il sistema delle infrastrutture e della mobilità con
una particolare attenzione al tema della mobilità
sostenibile;
5) il sistema delle attività economiche e produttive:
analisi della caratterizzazione produttiva del Nord Milano;
6) Le nuove centralità e i grandi poli di
trasformazione urbana: analisi degli effetti sulle relazioni
territoriali d’area;
7) La progettazione delle aree di frangia urbana e
delle aree di confine poste a cavallo tra i Comuni del Nord
Milano.
157
Rapporto PGT con strumenti e
Piani di Settore
Gli strumenti della pianificazione comunale, per
l'attuazione degli interventi previsti, si avvalgono e fanno
riferimento anche a tutti i piani di settore, che alla data di
approvazione del PGT, continuano a rimanere vigenti, tra
cui:
 il Piano di Zonizzazione Acustica approvato in
via definitiva con delibera di C.C. n° 20 del
28/03/2007;
 il Piano del Verde approvato in via definitiva
con la delibera di C.C. di approvazione della
Variante Generale del Piano Regolatore
Generale, quale allegato al Piano dei Servizi;
 il Piano Generale del Traffico Urbano e della
Mobilità
delle
persone,
approvato
con
deliberazione di c.c. n. 28 del 8.04.2003;
 il Piano Urbanistico Commerciale, approvato
con deliberazione di c.c. n. 18 del 18.03.2003;
 il Programma Urbano dei Parcheggi, approvato
con deliberazione di c.c. n. 76 del 18.12.2006;
Criteri di prevalenza
In caso di incompatibilità le disposizioni legislative
statali e regionali prevalgono su quelle del PGT; sono altresì
prevalenti su quelle del PGT le prescrizioni, ovunque
contenute, in attuazione di disposizioni di leggi statali o
regionali.
Tutte le normative sopravvenute si intenderanno
automaticamente recepite negli strumenti di PGT e nei piani
158
di Settore, senza comportare varianti urbanistiche agli
strumenti sopra definiti.
Per quanto non esplicitamente previsto dalle presenti
norme si rinvia, in ragione di principi della semplificazione e
della
economicità
dell'attività
amministrativa,
alle
disposizioni statali e regionali e, in quanto compatibili, alla
regolamentazione comunale in materia edilizia, dei lavori
pubblici ed ambientale. Per il superamento delle barriere
architettoniche si rinvia alla legislazione vigente.
In caso di difformità tra gli elaborati grafici di PGT e le
norme, prevalgono queste ultime.
In caso di difformità tra previsioni aventi diversa
cogenza, prevale quella avente valore cogente maggiore.
In caso di difformità tra previsioni di eguale cogenza
contenute in elaborati appartenenti a documenti diversi del
PGT prevale la previsione contenuta nel Piano dei Servizi
nel caso di contrasto con ciascuno degli altri due documenti
o con entrambi, stante il carattere di pubblica utilità delle
previsioni in esso contenute; prevale la previsione del Piano
delle Regole in caso di contrasto tra questo ed il Documento
di Piano, stante il valore conformativo delle previsioni in
esso contenute.
In caso di difformità tra previsioni del PGT e quelle di
eguale cogenza contenute in Piani di Settore, per
determinarne la prevalenza, deve applicarsi il principio di
specialità (“Lex specialis derogat generali legi”).
159