Documento di Piano
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1 Documento PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO Relazione Documento di Piano Progettisti: DIRIGENTE DEL SETTORE PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO Arch. Massimo Marzolla ESPERTO IN ATTIVITA’ TECNICHE PROGETTUALI Geom. Vincenzo Placanica PGT Documento di Piano VARIANTE N. 1 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO, APPROVATA CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 13 DEL 09/03/2010 E PUBBLICAZIONE SUL B.U.R.L. N. 41 DEL 13/10/2010; VARIANTE N. 2 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO, APPROVATA CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 65 DEL 30/11/2010 E PUBBLICAZIONE SU B.U.R.L. N. 14 DEL 06/04/2011; VARIANTE N. 3 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO, APPROVATA CON DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 28 DEL 23/04/2012 E PUBBLICATA SUL B.U.R.L. N. 32 DEL 08/08/2012. VARIANTE N. 4 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO RELATIVA APPROVATA CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 83 DEL 17/12/2012 E PUBBLICATA SU B.U.R.L. N. 4 DEL 23/01/2013”. VARIANTE N. 5 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO APPROVATA CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 15 DEL 7/04/2014 E PUBBLICATA SU B.U.R.L. N. 23 DEL 04/06/2014”. VARIANTE N. 6 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO APPROVATA CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 16 DEL 7/04/2014 E PUBBLICATA SU B.U.R.L. N. 23 DEL 04/06/2014”. VARIANTE N. 7 AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO APPROVATA CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 17 DEL 7/04/2014 E PUBBLICATA SU B.U.R.L. N. 23 DEL 04/06/2014”. Capitolo I Introduzione al PGT Dal Piano Regolatore Generale al Piano di Governo del Territorio. Negli ultimi anni si è assistito di fatto ad un processo di profonda trasformazione della pianificazione territoriale, tuttora in corso, che ha visto sia a livello regionale che a quello nazionale il cambiamento delle regole che sottendono allo sviluppo del territorio. L’ “Urbanistica”, in senso stretto, sta di fatto cedendo il passo, seppur lentamente, al nuovo strumento di programmazione territoriale per il “Governo del Territorio”. In tal senso con l’avvento della Legge Regionale n. 12 del 31 marzo 2005 si è formalmente dato l’avvio concreto al GOVERNO DEL TERRITORIO inteso quale “processo” di programmazione dinamica del territorio, che attraverso un insieme coordinato di azioni è in grado di definire l’assetto dell’intero territorio comunale e di dare risposta alle plurime e diverse esigenze della città. Novità introdotte dalla Legge Regionale n. 12/2005 Al fine di affrontare le problematiche differenziate del territorio il PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO (P.G.T.) è composto da 3 strumenti diversi, seppure complementari e contestuali: UN PIANO STRATEGICO – IL “DOCUMENTO DI PIANO”, strumento flessibile, che non ha effetti di conformazione della proprietà dei suoli e che mantiene un legame con il mandato amministrativo (almeno dal punto di vista temporale – validità 5 anni); dovrà essere accompagnato da una procedura di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) sugli effetti Documento di Piano significativi che le previsioni di piano potranno avere sull’ambiente. UN PIANO DELLA CITTA’ PUBBLICA – IL “PIANO DEI SERVIZI”, piano della rete portante dei servizi a supporto della collettività locale e delle attività insediate; ha carattere prescrittivo e vincolante. UN PIANO DELLA CITTA’ CONSOLIDATA – IL “PIANO DELLE REGOLE”, quale piano della città esistente, finalizzato a facilitare le modalità di intervento in aree che necessitano di poche ma chiare regole cui attenersi per inserirsi correttamente nell’ambito di tessuti edificati già determinati nelle loro caratteristiche sostanziali; ha valore prescrittivo e produce effetti diretti sul regime giuridico dei suoli; ha validità indeterminata. Il Documento di Piano, all’interno dell’articolazione del Piano di Governo del Territorio, assume il contenuto di strumento direttore al fine di esplicitare le strategie e gli obiettivi, nonché indicare le azioni attraverso cui perseguire lo sviluppo socio-economico ed infrastrutturale della città, 4 Piano dei Servizi Piano delle Regole cercando di valorizzare le risorse ambientali, paesaggistiche e culturali proprie dell’identità locale. Il Documento di Piano definisce altresì lo scenario territoriale condiviso dalla comunità locale che, anche attraverso i suoi attori pubblici e privati, interviene nei processi decisionali oltre che nell’attuazione dello stesso. Inoltre il Documento di Piano esplicita le politiche di intervento e verifica la sostenibilità ambientale e la coerenza paesaggistica delle previsioni di sviluppo. Gli aspetti regolamentativi e gli elementi di qualità della città e del territorio sono invece affidati al Piano delle Regole, mentre l’armonizzazione tra insediamenti funzionali ed il sistema dei servizi e delle attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale sono affidati al Piano dei Servizi. Sia il Piano dei Servizi che il Piano delle Regole, strumenti complementari, sono comunque coerenti con gli obiettivi strategici e quantitativi di sviluppo complessivo contenuti nel presente Documento di Piano. PROCESSO DI COSTRUZIONE DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO Viene di seguito schematizzato il costruzione del nuovo strumento urbanistico: Base di partenza Fase 1 percorso di Variante Generale Piano Regolatore Generale Avvio Procedimento redazione atti Piano di Governo del Territorio (Scelta ed indirizzo politico di continuità con gli obiettivi della variante generale al PRG) Convegno: Verso un nuovo Piano di Governo del Territorio Partecipazione Proposte Fase 2 mediante Documento di Piano 5 presentazione Istanze Analisi Urbanistica di base Analisi Paesaggistica di base Analisi Socio-economica di base Incarico redazione aggiornamento Studio Geologico e sismico Incarico redazione elaborati Valutazione Ambientale Strategica Fase 3 Forum per la Città Definizione dei contenuti strategici del Documento di Piano e Politiche per la casa Definizione dei contenuti di indirizzo del Documento di Piano Fase 4 Piano dei Servizi Analisi dello stato dei servizi esistenti Questionario: Migliorare la città pubblica Definizione delle strategie di intervento sul sistema dei servizi Definizione dei contenuti operativi e applicativi del Piano dei Servizi e PUGSS Fase 5 Piano delle Regole Analisi urbanistiche di dettaglio per la costruzione del Piano delle Regole Analisi paesaggistiche di dettaglio per la costruzione del Piano delle Regole Definizione delle regole e della carta d’uso dei suoli 6 Il Processo Partecipativo del PGT “Avvio del Procedimento e Istanze per il PGT“ Con l’approvazione della LR 12/05 la Regione Lombardia si è proposta di rinnovare radicalmente il quadro di riferimento normativo: da una situazione previdente caratterizzata da una pianificazione generale pluriennale, sostanzialmente governata dalla mano pubblica, si è passati una nuova concezione degli strumenti urbanistici da utilizzare per governare il territorio, capace di assegnare maggiore peso alla partecipazione nella fase propositiva agli operatori del settore e ai cittadini. Il cammino dal PRG, quale strumento rigido, pesante, poco flessibile ed impermeabile nell’adeguarsi alle mutevoli esigenze della società e della città al Piano di Governo del Territorio, segna una decisa svolta degli enti locali nel dotarsi di programmi urbanistici duttili e di strumenti flessibili che consentano realmente di governare lo sviluppo del territorio della città in tempi certi. In questo quadro i criteri ispiratori della Legge Regionale, quali “partecipazione” e “sussidiarietà”, assumono valore fondante del metodo di pianificazione. Le amministrazioni comunali infatti, prima di iniziare lo studio per l’elaborazione del PGT, devono necessariamente attivare lo strumento della “consultazione” attraverso cui avviare la possibilità di presentare, da parte di cittadini e operatori, istanze utili alle scelte pianificatorie; il momento della consultazione/partecipazione non deve essere assolutamente vissuto come un mero adempimento formale Processo partecipativo alle scelte di piano 7 L’istituto partecipativo introdotto dalla Legge Regionale ha di fatto modificato le modalità tipiche pianificatorie, sostenendo l’importante passaggio culturale da un processo Top Down, in cui le scelte “calavano” dall’alto, ad un processo Bottom Up, in cui le scelte sono ora determinate a partire dalle esigenze dei portatori di interessi. L’istituto della partecipazione persegue i seguenti obiettivi: sviluppo e consolidamento della progettualità tale da garantire la piena vivibilità degli spazi di vita, delle attrezzature funzionali alla vita quotidiana, dei sistemi di mobilità, dei servizi alle cittadine e ai cittadini; definizione di soluzioni tecnico-progettuali condivise, in grado di garantire la massima fruibilità, e soluzioni non emarginanti che sappiano viceversa integrare esteticamente e funzionalmente anche le esigenze più particolari legate alle diverse abilità; promozione di una progettualità che consideri come una risorsa la conoscenza derivante dall'esperienza di chi abita quotidianamente la città e che di conseguenza sappia promuovere e valorizzare la partecipazione dei cittadini di ogni età alla ricerca della qualità dei tempi e degli spazi di vita. Primo passo compiuto dall’Amministrazione Comunale di Bresso, in tal senso, è stato la deliberazione di Giunta Comunale e successiva pubblicazione dell’Avvio del Procedimento, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 26, comma 2 e articolo 13, comma 2, della Legge Regionale n. 12 dell’11.3.2005, relativo alla redazione degli atti del Piano di Governo del Territorio, avvenuta in data 1.3.2006. Con tale comunicazione di “avvio formale del procedimento”, soprattutto per il fatto che il governo del territorio si caratterizza per la pubblicità e la trasparenza delle attività che conducono alla formazione degli strumenti di pianificazione, per la partecipazione diffusa dei cittadini e delle loro associazioni e per la possibile integrazione dei contenuti della pianificazione da parte dei privati, si è data la possibilità a chiunque, (portatori di interesse), di presentare suggerimenti e proposte ai fini della 8 determinazione delle scelte urbanistiche che tengano conto anche della tutela di interessi diffusi. A seguito del processo partecipativo di cui sopra, sono pervenute all’A.C., agli atti dell’Ufficio di Piano, n. 35 istanze/osservazioni singolarmente istruite e valutate. Il periodo inizialmente proposto per tali istanze, dapprima previsto per il primo giugno 2006, è stato prorogato nel tempo sino al 18 Settembre 2006 per favorire sia l’accoglimento di un numero maggiore di istanze stesse, sia la considerazione di quelle pervenute fuori termine. Tutte le proposte e le istanze pervenute sono state tenute in considerazione nella redazione degli atti di PGT; molte sono state accolte altre respinte, ma tutte hanno concorso nella determinazione delle scelte. Si riporta in estratto, nelle pagine seguenti lo schema riepilogativo delle istanze presentate elencate in ordine cronologico con un breve riassunto dei contenuti proposti. Per ogni istanza sono stati considerati i seguenti campi: data, numero di protocollo, soggetto istante, area interessata, superficie area oggetto di istanza, destinazione di PRG, segnalazioni richieste e proposte. Ai fini della trasparenza dell’azione amministrativa, dopo disamina tecnica e con provvedimento di Giunta Comunale n. 95 21/06/2007, ai fini della redazione degli atti di PGT, le istanze numero 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 17, 18, 19, 20, 23, 25, 28, 29, sono state completamente accolte; le istanze numero 1, 2, 5, 15, 21, 34 sono state parzialmente accolte; le istanze numero 0, 3, 4, 6, 16, 22, 24 sono state respinte. 9 DATA PROT SOGGETTO AREA MQ. AREA DEST.P.R.G. SEGNALAZIONI RICHIESTE/PROPOSTE 0 23/02/2006 4665 GUARDIA DI FINANZA GENERICO GENERICO GENERICO Disagio economico famiglie militari Possibilità di avviare una procedura di cui all’art 18 D.L. 13 maggio 1991 o programmare assegnazione di aree dove poter edificare alloggi in edilizia convenzionata o agevolata da destinare ai militari del Corpo della Guardia di Finanza 1 10/04/2006 9225 C.I.M.E.P. GENERICO GENERICO GENERICO Considerazione del fabbisogno abitativo e del Piano Quadro Consortile per l'ERP Abitazioni da riservare ad edilizia economica popolare=370 Riqualificazione in zona RC 2 3 05/05/2006 18/05/2006 11330 Oriani Pietro Via Isimbardi,24 1.525 zona RC Area non identificabile nel centro storico Area inutilizzata a destinazione poco conciliabile col contesto urbano in RC Area non sottoposta a vincoli 12718 Società Orchidea 3000 S.r.l. Via XXV Aprile 1.287,89 zona S La destinazione a zona per attrezzature urbane è stata oggetto di osservazioni Destinazione RR dell'area 4 18/05/2006 12719 Società Gialba s.r.l. Via Don Gnocchi 11.915 zona S Area inclusa nel P.T.C.Parco Nord Carenza dei presupposti per la reiterazione del vincolo a standard Circa 8.000 mq.mapp.22=zona RC Restante mq.+circa 8.000 mq.mapp.21= destinazione coerente al PTC Possibile cessione gratuita di metà area al Parco Nord Possibile completamento del tessuto residenziale 5 24/05/2006 13236 Alfieri Massimo Via L.Galvani,15 989 zona PAI Terreni vincolati Destinazione attuale delle zone adiancenti con caratteri di centro urbano residenziale Trasformazione residenziale dell'area contribuisce al completamento urbano della frazione Ristrutturazione Urbanistica e destinazione residenziale residenziale ad alta densità dell'area 6 25/05/2006 13414 Fondazione IRCCS"Ospedale Maggiore,Mangiagalli, Regina Elena Via Centurelli-Via Don Vercesi-Via Villoresi-Via Don Minzoni-Via ClericiVia Manzoni 60.328 7 26/05/2006 13466 Ente Morale PIO XI Via Villoresi/Martiri Fosse Ardeatine 7.031,11 zona S Via V.Venento 92/c 1.354 zona RUM Riqualificazione del presidio ospedaliero con abbattimento di padiglioni e ricostruzione di nuovi 11.000 mc=Edilizia socio-sanitaria RSA 8 26/05/2006 13468 "La Garantil pneumatici" snc di Tocchio Ivano & C. 9 30/05/2006 13702 Cappelletti Pier Antonio Via Centurelli,42 706 zona RR9 10 30/05/2006 13797 Tacchini Michele Via Marconi,25 2.933 zona PAI Immobile inserito in contesto residenziale Eventuali problematiche dovute alle prescrizioni della zona PAI Cambio destinazione d'uso del lotto in RC Cambio destinazione d'uso del lotto in RC Sede abitazione del titolare Ristrutturazione complessiva delle parti edilizie ed operative Ristrutturazione complessiva delle parti edilizie/operative. Mantenimento dell'abitazione del titolare in sede. Conversione in zona PAI Scorporamento delle altre proprietà dal contesto del comparto Isolamento ed intervento solo sulle aree di proprietà 11 30/05/2006 13804 Frappietri Francesco Via F.Corridoni,8 2.511 zona PAI Ubicazione del lotto in zona centrale prevalentemente residenziale Danneggiamento contestuale causa eventuale insediamento di nuove attività produttive o industriali 12 30/05/2006 13805 Frustagli Stefano Via F.Corridoni,8-10 2.511 zona PAI Ubicazione del lotto in zona centrale prevalentemente residenziale Danneggiamento contestuale causa eventuale insediamento di nuove attività produttive o industriali Cambio destinazione d'uso del lotto in RC 13 31/05/2006 13834 Bruschi Gianmario Gatti Elena Vic.Dante,18 192 zona per la viabilità Necessità di eliminare una previsione sperequativa del PRG vigente Delimitazione futura della proprietà per evitare un uso improprio zona RC Viani Emilio Via Patellani 28-3032 736 zona RR Proprietà attuale erronemanete conglobata in altrui proprietà Destinazione dell'area uniformata alla destinazione Rc zona RUM zona S Area confinante con comparto sito in Milano del medesimo proprietario Edificazione remunerativa se in %>previsioni PRG previsione di indici: fabbricabilità=1 mq/mq Rc=60% Residenza=75% SLP(25% convenzionata) Attività consentite=25% SLP Recepimento richieste segnalazioni Recepimento richieste segnalazioni Recepimento richieste segnalazioni 14 15 31/05/2006 01/06/2006 13919 13981 Villa Giovanni Via V.Veneto ang.Giovanni XXIII 9.693,74 16 01/06/2006 13982 Il Gigante SpA Via Clerici,342 62.253 zona edificata N.3.1 zona edificata N.3.2 Aree occupate da pluralità di funzioni L'ambito rientra nel perimetro del Parco Nord Zona soggetta a Piano Attuativo Proseguimento ed implementazione delle attività e dei manufatti presenti nel comparto Delocalizzazione depositi esistenti e affiancamento di attività recettive e commerciali Attuazione delle ipotesi di sviluppo attraverso un "concorso di idee" Modificazione del PRG per il mantenimento e sviluppo dell'attività Valutazione circa la possibilità di distinguere l'ambito in diversi sottoambiti Progettazione autonoma e compatibile dei singoli sottoambiti rispetto al Parco Nord 17 01/06/2006 13983 Bianchi Carolina Via Manzoni, 35-39 713 zona RR Mantenimento volume e sagoma attraverso manutenzione straordinaria ed adeguamento igienico,statico,tecnologico Abbattimento e Ricostruzione a nuovo DATA PROT 18 06/07/2006 19 27/07/2006 20 27/07/2006 21 01/08/2006 MQ. AREA DEST.P.R.G. Via Marconi,25/A 159 zona PAI Via Toselli, 36 1.131 Via Toselli, 36 909 SOGGETTO AREA SEGNALAZIONI RICHIESTE/PROPOSTE 17191 Bramini Sergio 19038 Ramaccini Maurizio zona PAI Destinazione residenziale nel 2003 dei civici 21 e 61 di via Toselli Richiesta di destinazione residenziale dell'immobile di via Toselli n°36 19040 Malengo Alessandro 19473 Coop. L'Aurora Soc.e Coop. Bressese Case Popolari zona PAI Destinazione residenziale nel 2003 dei civici 21 e 61 di via Toselli Richiesta di destinazione residenziale dell'immobile di via Toselli n°37 GENERICO Saturazione cementificativa del territorio di proprietà Integrazione di aree verdi, individuazione delle aree dismesse, incremento delle attività imprenditoriali e di edilizia residenziale pubblica GENERICO GENERICO Via S.Francesco d'Assisi 1 880 zona RC Vincolo di servitù aeronautica ex legge 58/63 Eliminazione vincolo, presenza di costruzioni circostanti di H.>immobili esistenti della proprietà Tasformazione a destinazione residenziale 22 28/08/2006 20936 Capra Giuseppina Natalina 23 12/09/2006 22029 Pirovano Andreina, Meana Guido, Meana Antonella Via Centurelli, 7 166 zona RC Zone prevalentemente residenziali Esclusione dalla perimetrazione vincolatadegli immobili a destinazione residenziale del civico 7. Considerare il lotto come zona rc semplice 24 15/09/2006 22289 Novelis Italia S.p.A Via V.Veneto, 106 46.080 zona PAI A nord/sud previste aree RUM Abbassati i limiti sonori presso le residenze Impossibile ulteriori riduzioni sonore dell'impianto industriale Fascia di rispetto lungo i confini dello stabilimento dove allocare il terziario. Traslazione di parte del residenziale lontano dal perimetro dello stabilimento zona RR13 Concesso solo intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria e adeguamento igienico-statico-tecnologico Presenza di diverse unità a ridotta estensione territoriale(edifici residenziali uni/plurifamiliari senza motiviazione ad interventi Riperimetrazione della sola proprietà di Abelli AUTO sas attestata su via Madonnina Destinazione del 20% minimo ad uso compatibile con residenziale Aumento It IN MANCANZA DI TOTALE RECEPIMENTO si richiede: conferma destinazione d'uso dell'esistente eliminazione della perimetrazione ed esclusione dall'ambito delle zone RR eventuale copertura di parte del piazzate a protezione delle auto 25 15/09/2006 22292 Abelli AUTO sas (Abelli Renato) Via V. Veneto, 90 26 18/09/2006 22403 Savino Marco (Ass.ne Fantasyracing) Via V. Veneto, 5 zona PCT Problemi di sicurezza e disturbo cusa condivisione spazi con auto, pedoni, ciclisti, residenti Creazione di uno spazio destinato all'attività modellistica 27 18/09/2006 22404 Redivo Olimpia Via V. Veneto, 5 zona PCT Scarsa/nulla disponibilità di spazi pubblici Creazione di uno spazio destinato all'attività modellistica(dotazione di pista asfaltata attrezzata e dimensionata) Via Marconi, 7 1.205 zona RR4 Concesso solo intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria e adeguamento igienico-statico-tecnologico Presenza di unità residenziale monofamiliare(+14 boxes)non interessata a eventuali interventi edilizi Presenza della proprietà ad uso artigianale(+8 boxes) Sull'area "Ex Lombardia Trasformatori"attivate procedure(art.242 D.lgs n°152/06) Riperimetrazione del comparto ad esclusione della villetta Destinazione 20% ad uso compatibile con la residenza Aumento It(quantificato in relazione al costo di bonifica) Piano attuativo impedisce modalità d'intervento Modalità d'intervento in vigore impediscono il mantenimento della morfologia architettonica Ristrutturazione di tutte le superfici esistenti Attribuzione di nuova perimetrazionen e modalità d'intervento alle aree ed immobili dell'area 2.700,10 28 18/09/2006 22405 Negri Massimo (NEMA srl) 29 18/09/2006 22473 Mongelli Luciano Antonio Via Manzoni 371 zona RR15 30 18/09/2006 22474 Don Luigi Fumagalli Via Villoresi,Via Micca, Via Strada, Via XX Settembre 13.664,35 zona S Cambio di azzonamento alla creazione di strutture ed infrastrutture a spiccato carattere religioso 31 18/09/2006 22475 Don Angelo Zorloni Via Roma, Via Centurelli, Via Isimbardi 2.745,08 zona RR Mantenimento e consolidamento attuale destinazione ed eventuale possibilità di espansione 32 18/09/2006 22476 Jetti Kunzi Sylvia Via Ariosto 13 5.199 zona RUM Il PRG prevede: It=0.65 mq. 60%= Destinazione mista a residenza e attività produttive, terziarie, commercio, servizi privati Incremento quota percentuale di edilizia residenziale ammissibile Riduzione o azzeramento quota edilizia convenzionale prevista Incremento indici edificatori Premesso di costruzione convenzionato alternativo al Piano Attuativo Monetizzazione delle aree a servizi In atto un intervento di recupero conservativo dello'edificato esistente destinato al trasferimento della ditta Presenza piazzale asfaltato(6000mq) sul retro in stato di semi abbandono Area UU.3=area verde sul fronte destinata a verde pubblico; edificato su via Ariosto destinato a nuova sede comunale Area UU3=edificato restante e piazzale sul retro edificazione e nuova ristrutturazione secondo parametri: It= 1 mq/mq di Sf Rc= 50% di Sf Ppr= 10 mq ogni 100 mc nuova costruzione Svf = 0,25 mq ogni mq di Sf 1 albero ogni 50 mq di Svf Recupero area UU.3 Destinazione sottozona consolidata:trasferimento Kunzi Spa e attività produttiva e complemetari collegate Considerazione del piazzale come "Sottozona"di trasformazione(prevista ristrutturazione, e nuova edificazione) 33 19/09/2006 22628 Kunzi Andrea (Winch Srl) Via Ariosto, 13 14.936,47 zona PE UU.3-UU3 MAIL DOSUALDO RENATO GENERICO GENERICO GENERICO Creazione spazi adeguati per le associazioni GRAZIOSI ROBERT0 VIA GALILEO GALILEI 18 zona PAI trasformazione area da zona PAI a zona residenziale e commerciale con cessione di parcheggi a standard FUORI TERMINE 34 35 05/10/2006 17/01/2007 1590 11 Inquadramento Territoriale Bresso Convegno: ”Verso un nuovo Piano di Governo del Territorio” La descrizione circa i caratteri del percorso di avvicinamento al nuovo strumento di programmazione e pianificazione territoriale è stata enunciata nel convegno cittadino ”Verso un nuovo Piano di Governo del Territorio” promosso dall’Amministrazione Comunale nel mese di giugno 2006. Scopo del convegno è stato quello di fornire un utile contributo per inserire il cuneo necessario a “spaccare il ghiaccio” così da incentivare l’apertura di una più ampia discussione tra le parti interessate utile a porre le condizioni necessarie per operare scelte qualitativamente importanti per lo sviluppo del territorio considerate basi fondanti per il governo della città. Forum della Città Ulteriore passo dell’Amministrazione Comunale è stato l’avvio del “Forum Cittadino” per discutere della città, “di oggi e di domani”, con l’obiettivo di ripensare la città stessa e costruire il progetto di un futuro sostenibile attraverso l’impegno e la partecipazione di tutti. Dopo la raccolta di istanze e osservazioni, il Comune di Bresso ha inteso valorizzare la consultazione e il confronto quali ulteriori forme di partecipazione da cui ricavare gli indirizzi per la creazione del piano. Ha così voluto cogliere questa occasione per stilare un bilancio e dar vita ad una riflessione a più ampio spettro che non sia esclusivamente strumentale e mero adempimento legislativo. In tal senso il Forum della città, quale istituto di partecipazione, è stata l’occasione per riflettere anche sul bilancio del mandato amministrativo che sta per concludersi e sulle prospettive di sviluppo della città così da propiziare la nascita del nuovo Piano di Governo del Territorio costruito con la collaborazione di tutti gli interessati. 13 La città di oggi e di domani CONVEGNO DI APERTURA E DI PRESENTAZIONE DEL FORUM DELLA CITTA’ “DALLA CITTA’ CONCRETA ALLA CITTA’ FUTURA” Tra le tematiche e gli argomenti trattati: “Bresso nel piano strategico d’area della città del Nord Milano” “Un progetto per l’area metropolitana milanese” “La Città di città” ”Governi locali, partecipazione e buone pratiche di cittadinanza” 14 POLITICHE PER LA CASA Tra le tematiche e gli argomenti trattati: “POLITICHE PER LA CASA….QUALI LE RISPOSTE ALLE NUOVE EMERGENZE ABITATIVE IN UN TESSUTO URBANO “SENZA RESPIRO”? “EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA e NUOVE EMERGENZE” 15 BRESSO PER LO SPORT Tra le tematiche e gli argomenti trattati: “Proposte e opinioni a confronto per far crescere i luoghi dello sport” 16 INNOVAZIONE E COMPETIZIONE Tra le tematiche e gli argomenti trattati: “La ricerca e la conoscenza per lo sviluppo sostenibile della città” “INNOVAZIONE E COMPETIZIONE (POLO E FUNZIONI DI ECCELLENZA), PIC e RIORGANIZZAZIONE FUNZIONALE ARTIGIANATO ” 17 IL FUTURO DELL’AEROPORTO DOPO LA FIRMA DEL 31 LUGLIO 2007. Tra le tematiche e gli argomenti trattati: “PARCO O PARCO-VOLO?” 18 CITTA’ DIFFUSA O CITTA’ IDEALE? Tra le tematiche e gli argomenti trattati: “DAL PRG AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO: TRASFORMAZIONE AREE URBANE DISMESSE, MOBILITA’ E METROTRANVIA” “Valutazione Ambientale Strategica” 19 TRASPORTI, AMBIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE Tra le tematiche e gli argomenti trattati: “Abbattiamo i muri e ridiamo gli spazi alla nostra città” “OPERE PUBBLICHE, SOSTENIBILITA’, PARCHI-VERDE, PERCORSI CICLOPEDONALI” 20 ISTRUZIONE, CULTURA E TEMPO LIBERO Tra le tematiche e gli argomenti trattati: “DIALOGHIAMO ASSIEME PER VALORIZZARE LA SCUOLA, LA CULTURA ED IL TEMPO LIBERO” SERVIZI SOCIALI Tra le tematiche e gli argomenti trattati: “GARANTIRE LA SOLIDARIETA’ PER TUTTI” 22 Redazione atti Pgt Al fine delle redazione degli atti di PGT, si è partiti dall’analisi territoriale fornendo una lettura storicizzata dei processi trasformativi e arricchendo il significato degli strumenti di pianificazione e modificandone le modalità di rappresentazione. Il quadro conoscitivo ha assunto così valore di studio approfondito del territorio in esame, condotto attraverso una lettura sistemica dei suoi caratteri (geografici, geomorfologici, idraulici, biologici, paesistici, storicoculturali, economici, sociali, ecc.) e funzionale alla messa a punto di strategie adeguate alle esigenze ed alle diverse realtà. E’ stato pertanto necessario analizzare in primis una valutazione delle risorse locali, delle opportunità e dei fattori di criticità che caratterizzano il territorio al fine di cogliere tutte le interazioni tra i vari sistemi ed i fattori che lo connotano sulla base dei quali dovranno definirsi obiettivi e contenuti del piano. Un elemento innovativo e fondamentale è, in questo senso, rappresentato dall’integrazione nell’ambito della formazione del Documento di Piano, della procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Sistema Informativo Territoriale L’Amministrazione Comunale di Bresso ha colto l’opportunità, offerta dalla Legge Regionale n. 12/05, per procedere con la redazione e definizione del nuovo strumento urbanistico (PGT) mediante l’utilizzo di una piattaforma (Arcgis) a struttura informativa territoriale (SIT) capace di stimolare il dialogo e lo scambio tra database esistenti e relativi ad argomenti urbani. A tal fine la legge regionale ha obbligato le amministrazioni locali a restituire le basi cartografiche congruenti al fine di operare le necessarie elaborazioni 23 utili alla gestione e progettazione delle trasformazioni territoriali. In questo panorama l’analisi contemporanea di tutti i fenomeni e delle trasformazioni urbane si “coagula” in una rete informativa (GIS), certamente complessa, ma capace di gestire l’insieme e la sommatoria plurilivello delle informazioni esistenti, mediante l’ausilio di potenti mezzi hardware e software oggi esistenti. Alla data odierna, gestire la molteplicità della rappresentazione e quindi della conoscenza della realtà e dei fenomeni di trasformazione della città è un ambizioso progetto di e-governance che diverse amministrazioni locali, compreso Bresso, stanno perseguendo. Le informazioni elaborate producono a loro volta ulteriori informazioni: questo è l’approccio al sistema informativo territoriale. Allo stato odierno siamo in grado di organizzare informazioni (database) provenienti da molte fonti (nazionali, regionali, provinciali, comunali), implementandole mediante analisi e schede scientifiche di rilevamento, rendendole condivisibili all’esterno e, utilizzando le più sofisticate tecniche di rilievo, siamo in grado di istituire raccolte dati per trasformare informazioni principalmente cartografiche in informazioni che si formalizzano in geometrie comprensive di attributi, secondo i canoni dei sistemi GIS. Il Piano di Governo del Territorio di Bresso è stato costruito con l’ausilio del Sistema Informativo Territoriale, integrato e compatibile con i SIT degli entri sovraordinati (Provincia di Milano e Regione Lombardia), e costituito da una base conoscitiva condivisa e dinamica e strati informativi che definiscono un quadro orientativo, completo, di riferimento normativo e culturale per la definizione delle possibilità progettuali. Il SIT comunale è pubblico e, appena sarà on line, permetterà di fornire servizi ed informazioni a cittadini, professionisti ed operatori. 24 Capitolo II Il Documento di Piano: contenuti I contenuti del Documento di Piano, ai sensi dell’art. 8 della Legge Regionale 12/2005, sono così sintetizzabili: Quadro ricognitivo/conoscitivo: Quadro ricognitivo e programmatorio di riferimento per lo sviluppo economico e sociale del Comune; Quadro conoscitivo del territorio comunale come risultante delle trasformazioni avvenute; Sistema delle infrastrutture e della mobilità; Sistema urbano; Sistema agricolo; Aree e beni di particolare rilevanza; Assetto geologico, idrogeologico e sismico. Obiettivi di Piano: Individuazione degli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione a valenza strategica per la politica territoriale del Comune; Determinazione degli obiettivi sviluppo complessivo del PGT; quantitativi di Determinazione delle politiche di intervento per i diversi sistemi funzionali; Dimostrazione della compatibilità delle politiche di intervento individuate con le risorse economiche attivabili dall’Amministrazione Comunale; 25 Individuazione degli ambiti di trasformazione; Determinazione delle modalità di recepimento delle eventuali previsioni prevalenti contenute nei piani di livello sovracomunale; Definizione di eventuali criteri di compensazione, di perequazione e di incentivazione. La prima fase per la redazione del Documento di Piano è rappresentata dalla conoscenza del territorio, la cosiddetta fase “Diagnostica”, in cui viene definito uno “stato dei luoghi” che recensisce, in un territorio determinato, i problemi, i punti di forza e di debolezza, le attese delle persone, le sfide economiche, ambientali, sociali. La conoscenza del territorio è infatti in grado di fornire utili spiegazioni sull’evoluzione passata e possibili valutazioni sull’evoluzione futura facendo emergere inoltre tutte le criticità e le potenzialità del territorio. DESCRIZIONE DEGLI ELABORATI GRAFICI ALLEGATI AL DOCUMENTO DI PIANO La fase di costruzione del Piano di Governo del Territorio del Comune di Bresso, è partita da un’analisi delle caratteristiche territoriali sino a giungere alla determinazione delle strategie d’azione da attuare all’interno dell’ambito comunale al fine di perseguire logiche tendenti a colmare le carenze esistenti e migliorare la qualità urbana attraverso proposte innovative. La tavola n. 1 è articolata secondo la seguente modalità: 26 Rappresentazione grafica della Regione Lombardia, caratterizzata da un’analisi circa i sistemi ambientali cui è costituita: pianura, collina e montagna;dal punto di vista statistico si evidenzia la popolazione totale regionale suddivisa per sesso, le province presenti e i rispettivi comuni; Zoom sulla Provincia di Milano in cui, per l’intero territorio provinciale del capoluogo lombardo, sono riportati i dati circa la superficie, il tessuto urbanizzato, gli spazi aperti, il numero complessivo dei comuni e relativi abitanti; Zoom rappresentativo del “Patto per il Nord Milano”, redatto il 14 Luglio 2005: sono rappresentati i sette comuni che caratterizzano il territorio a nord del capoluogo lombardo descritti singolarmente secondo i parametri di superficie, abitanti e conseguente densità territoriale. In riferimento a questi ultimi indici d’analisi, l’attenzione è rivolta al Comune di Bresso che, rappresentato graficamente in formato tridimensionale, è ulteriormente descritto attraverso i codici Istat e Catastale oltre ad informazioni generali circa la zona climatica e sismica d’appartenenza. La tavola n. 2 rappresenta il MISURC o Mosaico Informatizzato degli Strumenti Urbanistici Comunali. A seguito di una recente attività di workshop tra i sette comuni del Nord Milano (Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano e Sesto Sa Giovanni) avvenuta presso l’Agenzia di Sviluppo “Milano Metropoli” nell’ambito del progetto “Piano d’Area Nord Milano”, si è deciso di operare un confronto tra il mosaico proposto dalla Provincia di Milano e quello elaborato da Milano Metropoli così da inquadrare il diverso approccio da parte dei due enti. 27 Si intende dapprima specificare che il materiale elaborato da Milano Metropoli è disciplinato dall’art. 8 del “Disciplinare d’incarico per l’elaborazione del Piano d’Area del Nord Milano” sottoscritto in data 31/12/2007 tra Milano Metropoli ed il Comune di Cologno Monzese in qualità di capofila degli enti di riferimento del progetto tra cui vi ricade il Comune di Bresso che ha utilizzato tale materiale per le proprie attività istituzionali quali la realizzazione dell’elaborato grafico “Quadro conoscitivo Misurc” (elaborato DdP02) In merito a quanto appena sopra riportato, risulta necessario citare le fonti e le proprietà del dato come indicato: “Piano d’Area Nord Milano – Provincia di Milano e Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Dilanino, Paterno Dugnano e Sesto San Giovanni (Mosaico dei Piani Regolatori Generali dei Comuni del Nord Milano, aggiornamento 2008 – elaborazioni a cura di Milano Metropoli S.p.A). All’interno della tavola (DDP_02 “MISURC”), in entrambi i casi, è stata effettuata una classificazione del territorio del Nord Milano distinguendo le rispettive destinazioni d'uso del territorio. Per il Misurc elaborato dalla Provincia sono stati considerati i seguenti campi: residenza, servizi comunali e sovracomunali, tessuto produttivo, ambiti polifunzionali, aree adibite ad attività commerciali e direzionali, modalità attuative, ambiente suddiviso in verde privato, idrografia e ambiti agricoli ed infine in sistema infrastrutturale. Il Misurc prodotto dall’Agenzia di Sviluppo Milano Metropoli, a differenza del medesimo elaborato dall’ente provinciale, riporta i medesimi ambiti considerati dalla Provincia fornendo un carattere di maggior dettaglio ad ognuno di essi (es. la residenza viene scomposta in “residenza consolidato”, “residenza recupero”, “residenza trasformazione”, “residenza espansione”). Il MISURC, sintetizzando le informazioni contenute negli strumenti urbanistici dei singoli comuni, prende in considerazione tutte le tipologie di tessuto comunale e sovracomunale, sia urbanizzato che area vuota. 28 Per entrambi i mosaici riprodotti nella tavola, ogni singola destinazione d’uso rappresentata è stata campita con il colore di riferimento previsto dalla disciplina urbanistica. All’interno della tavola sono inoltre stati riportati i dati quantitativi, suddivisi per il territorio del Nord Milano e per il Comune di Bresso, circa ogni singola destinazione d’uso del territorio provinciale milanese sito a nord del capoluogo lombardo al fine di quantificare la struttura ed il funzionamento dei diversi ambiti comunali facenti parte. Nella tavola n. 3 vengono rappresentate tre tipologie di vincoli: vincoli regionali in riferimento all’asse del Fiume Seveso, al Parco Nord e al sobborgogiardino Milanino; vincoli individuati dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) in cui sono rappresentati i principali vincoli sia all’interno del Comune di Bresso che nelle aree adiacenti; vincoli comunali, oltre ai già citati Fiume Seveso e relativi al Parco Nord, il vincolo cimiteriale e aeronautico data la presenza dell’aeroporto civile collocato all’interno del Parco Nord nella porzione orientale del territorio comunale. Tali vincoli, in qualità di risorse, sono ritenuti di rilevante importanza in quanto concorrono a salvaguardare i caratteri e le presenze ambientali presenti tanto nel territorio comunale quanto importanti collegamenti con le aree circostanti. Il PTCP o Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, redatto ai sensi del Decreto Legislativo n. 267/2000 “Testo Unico Enti Locali”, del Decreto Legislativo n. 112/1998 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli 29 enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59" e della Legge Regionale n. 01/2001 “Disciplina dei mutamenti di destinazione d'uso di immobili e norme per la dotazione di aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico”, si predispone quale strumento di coordinamento tra enti locali e sovralocali fornendo linee guida e tratti programmatici nel campo delle politiche di pianificazione territoriale. Confermato nel suo ruolo e nei suoi rispettivi compiti, supportato in particolare dal Testo Unico degli Enti Locali quale forma di governo più vicina al territorio e alla cittadinanza, ha assunto sempre più importanza con la Legge Regionale n. 12/2005, “Legge per il Governo del Territorio”. Approvato nella Provincia di Milano nell’anno 2003, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ha nell’immediato puntato l’attenzione sul “paesaggio” provinciale milanese quale importante risorsa da tutelare e valorizzare tanto dal punto di vista morfologico quanto storico e culturale. Alla base è caratterizzato da un dialogo costruttivo all’interno del modello di governance verticale che dia come prodotto finale la garanzia di politiche atte allo sviluppo sostenibile dei diversi territori a favore sia della popolazione presente sia nei confronti di quella che vi si insedierà in futuro. La Provincia di Milano ha inoltre voluto elaborare un progetto particolare e specifico in sé: la Documentazione Analitica Territoriale ed Indicatori per il Governo del Territorio (D.A.T.I.): tale strumento si struttura in una banca dati, accessibile da parte di tutti gli enti locali comunali che contiene informazioni circa elementi specifici e qualità essenziali del territorio provinciale così da facilitare le operazioni di elaborazione di strumenti urbanistici quali il Piano di Governo del 30 Territorio e relativo allegato Valutazione Ambientale Strategica. Attraverso tale documentazione informatica, oltre che ad un’azione di conoscenza territoriale, viene anche offerta la possibilità di un continuo e positivo dialogo non solo tra forme di governo territoriale a diversa scala ma anche tra i relativi strumenti urbanistici da essi prodotti in modo da garantire continua conformità alla normativa generale e ai territori medesimi. Secondo quanto riportato dalla Provincia di Milano si è stabilita una suddivisione della banca dati a disposizione in tre grandi famiglie: Dati associate georeferenziati ed informazioni Cartografia collegata ai rispettivi dati georeferenziati Indicatori per la composizione della Valutazione Ambientale Strategica(VAS) La banca dati è ritenuta fondamentale in quanto, grazie ad un continuo e repentino scambio di informazioni, consente la costruzione di un processo di governance molto più articolato e al contempo molto reattivo alle dinamiche territoriali in corso. Il modello di governance, detto “verticale”, nel caso di rapporto Provincia-Ente comunale, prevede che la documentazione che costituisce il Piano di Governo del Territorio sia caratterizzata da una continua sincronia tra le informazioni comunali “di dettaglio” circa il territorio interessato e i dati provinciali che, oltre a fornire un ulteriore confronto ed accrescimento informativo a scala locale, offre l’opportunità di raffrontare ogni realtà racchiusa all’interno del confine comunale con il contesto circostante caratterizzato da diverse dinamiche territoriali, morfologiche e funzionali. La realizzazione di una “rete” in cui 31 possono considerarsi nodi i vari ambiti comunali e assi di collegamento consente di avere costantemente un quadro organico dei diversi territori così che eventuali scelte urbanistiche vengano al contempo a coinvolgere le dinamiche locali e sovralocali verso la creazione di un quadro unitario ed organico di territori e di dati ad essi relativi. Prendendo in considerazione il Piano di Governo del Territorio, l’elaborato a cui spetta il compito di riportare le informazioni fornite dalla Provincia di Milano e il conseguente confronto con quanto accade a livello locale è il Documento di Piano. A seguito del confronto tra il Piano Regolatore Vigente all’interno del Comune di Bresso ed il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale del capoluogo lombardo sono state individuate delle incongruità tra i due strumenti regolativi. Rispetto alle informazioni fornite dalla Provincia e dalla Documentazione Analitica Territoriale ed Indicatori per il Governo del Territorio (D.A.T.I.) il quadro conoscitivo del Documento di Piano riporta, in aggiunta, un’area soggetta a bonifica nel quadrante L6 relativa all’area “ex Vianini”; inoltre sono state individuate le seguenti incongrunze: Il PTCP individua, tra le aree soggette a bonifica: un’area a sud di Via Galileo Galilei che non risulta agli atti del Comune di Bresso; un’area a sud di Via Cadorna che non rientra nel perimetro del territorio comunale essendo i confini comunali riportati nell’elaborato provinciale non coincidenti con i medesimi comunali (catastali); 32 Il PTCP prevede inoltre: la presenza di due pozzi situati in Via Papa Giovanni XXIII che, allo stato di fatto, risultano disattivati e dismessi; i confini comunali che non coincidono con i medesimi individuati dal Comune di Bresso; la perimetrazione “artificiale” del centro storico. Dalle considerazioni operate durante la fase di analisi circa il “sistema insediativo” il Comune di Bresso non ha valutato, infatti la possibilità di una “possibile” perimentrazione di un’area di rilevanza storica, ma ha solo rilevato la presenza di edifici di particolare pregio e rilevanza paesistica. Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale non riporta invece le seguenti informazioni che sono state individuate durante l’elaborazione del Documento di Piano presenti invece nella Documentazione Analitica Territoriale ed Indicatori per il Governo del Territorio (progetto D.A.T.I.): mappatura di un’area di bonifica a nord di Via Galileo Galilei, “area Comotti” mappatura di un’area di bonifica compresa tra Via Vittorio Veneto- Via Madonnina- Via Ariosto; mappatura di un’area di bonifica situata tra Via De Amicis, angolo Via Marconi. Durante la fase di analisi è stata operata un’ulteriore verifica a livello comparativo tra il PTCP vigente ed il PTCP in fase di aggiornamento, in particolare considerando la tavola 1.B “sistema insediativo”. A livello indicativo sono state individuate alcune incongruità: 33 riproposizione della medesima perimetrazione del centro storico riportata nel PTCP Vigente; rilevazione dei servizi rientranti nel campo “giustizia, sicurezza, amministrazione” di cui è di difficile comprensione sia la localizzazione che il riferimento nel Piano dei Servizi comunale; avanzata la medesima considerazione sopra citata in merito al campo “servizi alle imprese”; è stata indicata tra gli insediamenti di rilevanza sovracomunale, l’area n. 22 EX AREA BIC erroneamente mappata all’interno dell’ambito comunale di Bresso. Le genericità delle informazioni appena descritte in elenco relative alla fase di adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale sono da considerarsi puramente indicative sino alla consegna della “guida” da parte della Provincia di Milano inerente alla descrizione dettagliata degli elaborati grafici così che tali informazioni possano trovare fondamento concreto o essere eventualmente eliminate o riportate correttamente. La tavola n. 4 è rappresentativa complessivo del Parco Nord Milano. del disegno Considerando le porzioni verdi presenti sia all’interno dell’ambito comunale che sovracomunale, il Parco Nord è stato suddiviso in aree verdi, agricole, arbustive e boschive accompagnate dalla rappresentazione di aree attrezzate presenti all’interno 34 del Parco stesso atte allo svolgimento di attività ludiche e ricreative. Viene inoltre fornito un rilievo circa la presenza di aree edificate interne. In legenda sono inoltre riportati stralci provenienti dalla Carta Tecnica Regionale volti, ciascuno, a specificare il significato di ogni singola rappresentazione grafica. La tavola Infrastrutturale”. n. 5 rappresenta il “Sistema Sono in essa raffigurate sei elementi che determinano la dimensione viabilistica dell’ambito comunale in oggetto. Sono contemplati: la viabilità suddivisa, in base al PGTU o Piano Generale del Traffico Urbano ed in base al Regolamento Viario, in termini di funzione e portata; le linee di trasporto pubblico garantito dal comune con relativi percorsi e fermate di scalo passeggeri; i percorsi ciclo-pedonali la cui importanza primaria risulta il collegamento tra le diverse aree verdi della città; i separatori e rallentatori al fine di regolare i diversi flussi e conseguenti intensità di traffico; gli incroci semaforico; le aree per la sosta al fine di valutare l’eventuale integrazione delle medesime. viari 35 regolati da impianto La tavola n. 6 riporta la simulazione del sistema ambientale. E’ stato valutato dapprima il grado quantitativo di verde complessivo presente nell’ambito comunale seguito da una suddivisione in “aree verdi pubbliche” ed “aree verdi private” che lo compongono; viene in seguito operata un’analisi specifica circa le diverse tipologie di aree verdi tenendo in considerazione quanto riportato nel Piano dei Servizi; è stato rappresentato il quadro idrografico comunale e la presenza di pozzi artificiali presenti nell’ambito comunale. Sono state infine riprodotte le aree verdi complessive relazionate ai percorsi ciclo – pedonali che le attraversano e le collegano così da evidenziare sia il grado di mobilità sostenibile comunale sia un dialogo positivo anche con ampie aree verdi sovracomunali quali, ad esempio, il Parco Nord. La suddivisione delle aree verdi si articola secondo quanto riportato nel Piano dei Servizi. I campi riportati sono i seguenti: “parco urbano”, “parco di quartiere”, “parco attrezzato”, “giardino pubblico”, “verde di arredo urbano”, “verde sportivo”. L’assetto ambientale del territorio comunale prevede inoltre la descrizione del reticolo idrografico presente caratterizzato da canali Breda e Villoresi e il Fiume Seveso accompagnato dalla presenza di pozzi siti, procedendo da nord a sud, in Via Marconi, angolo Via Volta, Via Marconi angolo Via Lurani e nell’isolato compreso tra Via Leonardo Da Vinci e Via Don Vercesi. La tavola n. 7 rappresenta il “Sistema Insediativo”: vengono riportate tre diverse rappresentazioni circa l’argomento in oggetto. In primo luogo la fonte d’informazione è il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) dalla cui scrematura, alla scala di rappresentazione 1:10.000, si è stabilito di riportare graficamente, a seguito della determinazione dei fabbricati presenti all’interno dei confini comunali, alcuni ambiti ritenuti di rilevante importanza quali “basi 36 storiche” da cui ha tratto origine il tessuto urbano complessivo: sono stati riportati il centro storico, giardini e parchi storici, l’architettura civile residenziale e l’architettura religiosa, i percorsi di interesse paesistico e gli ambiti di rilevanza paesistica. Per il secondo schema, anch’esso alla scala 1:10.000, si è deciso di assumere come fonte di riferimento il Piano Regolatore Generale vigente la cui attenzione è stata puntata sulla viabilità, su edifici di pregio e poli di eccellenza, edifici soggetti ad interventi limitati ed infine il PTC del Parco Nord. Alla scala di dettaglio 1:6.500 sono stati rappresentati i diversi gradi di “sensibilità paesistica” stimati all’interno del Comune di Bresso dai tecnici della Commissione del Paesaggio. Nella tavola sono riportati gli elementi di valore estetico, storico e simbolico (a cui è stata attribuita localizzazione e numerazione di riferimento), le aree verdi di rilevanza paesistica (evidenziati attraverso perimetrazione delle aree medesime e relativa numerazione) e i tracciati viari di rilevanza paesistica. In particolare sono stati evidenziati tre ambiti sottoposti a particolare tutela da parte del Decreto Legislativo 22 Gennaio 2004, n. 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge n. 137 del 2002”, quali il Fiume Seveso, il Parco Nord e Villa Rivolta sottoposta a vincolo della Sovrintendenza. In tutto il territorio di Bresso in grado di sensibilità paesistica dei diversi ambiti urbani è stato suddiviso in tre livelli: “molto bassa” (campitura color giallo), “bassa” (campitura color arancione) e “media” (campitura color rosso). La tavola n. 8 ha il compito di raccogliere, catalogare e localizzare graficamente le istanze che sono state presentate dalla cittadinanza nel processo di partecipazione alla costruzione degli atti di PGT. 37 Nella tabella sono state riportate le istanze, ognuna sintetizzata secondo i seguenti dati: la data di protocollo, il numero di protocollo, il soggetto che ha presentato l’istanza stessa, l’indirizzo di residenza, l’area oggetto dell’istanza, i mq. della medesima, la sua destinazione da Piano Regolatore Vigente, segnalazioni di relativi caratteri ritenuti importanti in merito e l’oggetto dell’istanza presentata. Nella tavola, ogni singola istanza è stata riportata attraverso la perimetrazione e la campitura dell’area di riferimento. All’interno del medesimo elaborato grafico si è ritenuto opportuno inserire una tabella contenete le osservazioni relative al Piano di Governo del Territorio elencate con numerazione crescente e descritte secondo i seguenti campi: numero dell’osservazione, data, numero di protocollo, proponente, identificazione catastale (foglio e mappale/i), ubicazione ed esito (accolta, parzialmente accolta e non accolta). Infine la tavola n. 9 riporta le linee strategiche di sviluppo che il Documento di Piano intende realizzare. Sono stati individuati quattro grandi tematiche: “mobilità e trasporti”, “ambiente”, “ristrutturazione urbanistica” e “abitare la città pubblica”. Per ognuna di queste sono stati determinati i principali interventi che, a loro volta, evidenziano importanti tematiche d’affronto. Tematica n. 1: ”MOBILITÀ E TRASPORTI” (Tonalità di riferimento: grigio) “Metrotranvia Milano-Seregno”: viene descritto il percorso dell’intera linea della lunghezza di 14 km riportando in dettaglio il tratto all’interno del Comune di Bresso contrassegnato da doppia linea continua e linea tratteggiata centrale di 38 colore bianco. Vengono indicate tutte fermate effettuate nell’ambito comunale; le sono riportate le opere primarie di adeguamento del tratto interessato dal passaggio della linea. È stato riportato un fotomontaggio rappresentante il “passaggio” della metrotranvia lungo Via Vittorio Veneto. “Sistema delle rotonde”: viene descritto l’intervento circa la riqualificazione dell’asse viario GrandiMatteotti-Gramsci attraverso l’inserimento di tre rotonde aventi scopo di ridurre il traffico veicolare giornaliero; la rappresentazione grafica avviene attraverso una linea tratteggiata intervallata da cerchi volti ad indicare le rotonde, entrambi di colore arancione; sono inoltre riportati il progetto relativo all’intervento, la sezione dell’asse stradale, una rotonda già realizzata all’incrocio tra Via Grandi e Via Clerici e una foto aerea del tratto interessato su cui è stato riportato l’intervento. “Mobilità ciclabile”: sono indicati i tratti in progetto aventi compito di collegare le aree verdi della città e incentivare il perseguimento della mobilità ambientalmente sostenibile; la rappresentazione è caratterizzata da una linea tratteggiata color arancione intenso accompagnato da fotografie relative a percorsi ciclo-pedonali esistenti. Tematica n. 2: ”AMBIENTE” 39 (Tonalità di riferimento: verde) “Connessioni verdi”: sono volte ad indicare possibili e positivi collegamenti tra le principali aree verdi di notevole dimensione, tra cui il Parco Grugnotorto, a nord di Bresso e le porzioni di Parco Nord rientranti nel Comune di Bresso medesimo quanto localizzate lungo i suoi confini comunali a ridosso del capoluogo lombardo. La rappresentazione grafica è caratterizzata da frecce color verde volte ad evidenziare il collegamento tra gli spazi oggetto di connessione,anch’essi campiti con tonalità verde. Sono state riportate inoltre fotografie relative alle aree da porre in connessione oltre ad una rappresentazione circa il “progetto farfalla” che coinvolge il Parco Nord. “Riqualificazione delle risorse ambientali: A partire dal “Contratto Fiume Seveso” viene individuato il tratto fluviale relativo compreso entro l’ambito comunale di Bresso quale importante risorsa da riqualificare e potenziare al fine di valorizzare il corridoio ecologico, importante risorsa ambientale di carattere storico. Il tracciato del fiume Seveso è stato rappresentato attraverso una linea di colore azzurro accompagnata da triangoli della medesima tonalità nel tratto compreso entro i confini comunale. Sono allegate fotografie relative al corso d’acqua. 40 Tematica n. 3: ”ABITARE LA CITTÀ PUBBLICA” (Tonalità di riferimento: rosso) Il Documento di Piano prevede, all’interno dell’ambito comunale bressese, secondo quanto riportato nella Legge Regionale n. 12/2005, articolo 8 comma 2, lettera c «il Documento di Piano determina, in coerenza con i predetti obiettivi e con le politiche per la mobilità, le politiche di intervento per la residenza, ivi comprese le eventuali politiche per l’edilizia residenziale pubblica[…]», quattro interventi a favore della tematica “casa”. Alla base dei progetti sono presenti due intenzioni fondamentali che l’Amministrazione Comunale intende perseguire: riuscire a realizzare interventi di nuova costruzione a carattere residenziale in un tessuto edificato ad alta densità e, nello stesso tempo, riqualificare i fabbricati residenziali esistenti così da migliorarne la qualità e la vivibilità; altro intento di ugual rilevanza risulta, di conseguenza, quello di dare risposta alle numerose e diversificate domande di residenza che la popolazione ha esposto nel corso degli ultimi anni. Gli interventi che il Documento si propone di realizzare per il tema “casa” sono i seguenti: riconversione del comparto industriale ex Villa in area residenziale mista a carattere sociale e convenzionato, porta Sud comunale posta nel tratto iniziale di Via Vittorio Veneto; ristrutturazione del fabbricato residenziale localizzato in Via Manzoni 46 al fine di incrementare la struttura con alloggi e migliorane la qualità complessiva; ristrutturazione ed ampliamento del “fienili” localizzati in Via XXV Aprile con realizzazione di nuovi alloggi e sistemazione generale della struttura; realizzazione di abitazioni a carattere residenziale - popolare in Via Galileo Galilei. L’identificazione delle aree soggette agli interventi sono state campite con colore viola e su ciascuna è stato 41 posizionato un cono colore rosso ognuno caratterizzato dal numero relativo all’ intervento descritto . Ciascun intervento è accompagnato da specifico rilievo fotografico di riferimento. Tematica n. URBANISTICA” 4: ”RISTRUTTURAZIONE (Tonalità di riferimento: viola) Il Documento di Piano ha individuato le aree soggette a trasformazione urbanistica secondo quanto riportato nel rispettivo articolo di riferimento , comma 2 lettera e«il Documento di Piano individua, anche con rappresentazioni grafiche in scala adeguata, gli ambiti di trasformazione[…]». I comparti di ristrutturazione urbanistica prevedono una destinazione a carattere residenziale attraverso conversione da antecedenti comparti industriali dismessi a residenza compatibile con il contesto. Le aree interessate dagli interventi vengono indicate con rettangoli color viola e bordo giallo che riportano al loro interno numerazione se le aree sono mantenute tali ed ereditate da Piano Regolatore Generale vigente o carattere letterale per indicare nuove aree determinate dal nuovo Piano di Governo del Territorio. “Sistemi territoriali” del Documento di Piano: 1) Sistema infrastrutturale e mobilità Il Comune di Bresso, localizzato nella prima cintura periferica a nord del Comune di Milano, a distanza pari a 8 km da Piazza Duomo, confina, procedendo in senso orario, con il Comune di Cusano Milanino a Nord, Cinisello Balsamo a nord – est, Sesto San Giovanni a sud 42 – est e il Comune di Milano a sud. L’area ad ovest è occupata dal Comune di Cormano. Dal punto di vista viabilistico il Comune è delimitato, a nord dall’Autostrada A4 quale profonda cesura con il Comune di Cusano Milanino, ad est dalla Nuova Valassina, a sud dai tre assi Via Moro – Regno Italico, Via XX Settembre e Via Clerici passante all’interno del Parco Nord mentre a ovest il limite è rappresentato dall’asse stradale Milano – Meda. La morfologia della maglia viaria che interessa le porzioni di territorio confinanti con il Comune di Bresso si presenta alquanto frammentata a causa della presenza di importanti manufatti territoriali quali la linea FS Milano Monza, la linea FNM Milano - Asso, le aree sottoposte a vincolo quale l’Aeroporto nella zona est del Comune ed il fiume Seveso il cui scorrimento avviene lungo il confine a ovest tra Bresso e Cormano, e due rilevanti servizi pubblici quali il Cimitero di Bruzzano nella zona sud – ovest adiacente al corso del Seveso e l’Ospedale Niguarda a sud, sito nel Comune di Milano. Analizzando il sistema infrastrutturale entro i confini comunali, Bresso è attraversato da due assi tra loro perpendicolari che hanno determinato una particolare percezione della città suddivisa in quattro quadranti facilmente riconoscibili: da sud a nord la strada urbana principale di attraversamento, in qualità di strada di scorrimento “minore” quale Via Vittorio Veneto che giungendo da sud, dal prolungamento di Via Ornato in Milano, attraversa l’Autostrada A4 e, proseguendo verso nord, diventa Via Sormani nel Comune di Cusano Milanino; da ovest ad est la strada urbana interquartiere, l’asse Madonnina - XX Aprile, che ha favorito, in passato, uno sviluppo compatto del tessuto urbano sino alle delimitazioni territoriali quali il fiume Seveso ad Ovest e l’Aeroporto ad Est. La sezione stradale di Via Vittorio Veneto, di larghezza pari a 8 mt, presenta una carreggiata con una corsia per senso di marcia affiancata dal tracciato a binario singolo della tranvia Milano/Desio (di larghezza 4 mt.) la cui sede è protetta solo in alcuni tratti e da marciapiedi lungo entrambi i lati della via. L’asse Madonnina – XXV Aprile, assieme alla strada 43 Quadro della viabilità entro i confini comunali Inquadramento viabilistico del Comune nel Nord Milano interquartiere a nord di quest’ultima, Via Corridoni - Via Isimbardi – Via Villa , presentano larghezza pari a 3,25 mt., dotate di marciapiedi aventi una sezione pari a 2 mt., dotate di una carreggiata con una corsia per senso di marcia. Consentono prevalentemente gli spostamenti fondamentali tra le parti principali del centro abitato e le sue frazioni e/o comuni limitrofi e attraversando la Via Vittorio Veneto da ovest ad est hanno favorito uno sviluppo regolare del tessuto insediativo supportato dal reticolo infrastrutturale rappresentato dalle strade di quartiere e locali che presentano una sezione da 2,75 mt. ad un massimo di 3 mt. dotate marciapiedi di larghezza compresa tra 1,50 mt. e 2 mt. All’interno delle quattro principali porzioni territoriali definite dagli assi stradali di cui sopra, le strade di quartiere delimitano a loro volta grandi isolati dalla forma regolare come continuità del tessuto urbano tipico della realtà milanese. La direttrice di attraversamento Vittorio Veneto svolge il ruolo di rapido collegamento con il centro di Milano così come l’intersezione Via XX Settembre-Via Giancarlo Clerici tende ad aprirsi, come porta, in due diramazioni che, confluendo entrambe in Viale Fulvio Testi, consentono un collegamento agevole con il Comune di Milano. In coerenza con le determinazioni contenute all’interno del Piano Generale del Traffico Urbano quale “strumento quadro” della mobilità, previsto dal Supplemento Ordinario 24 giugno 1995, n. 46 e successivo aggiornamento nel Dicembre 2001, di carattere prescrittivo per i Comuni aventi popolazione superiore ai 30.000 abitanti, è stato possibile analizzare per Bresso la maglia viaria catalogandola seguendo anche quanto riportato nel Regolamento Viario che determina “le caratteristiche geometriche e disciplina l’uso delle strade e delle aree impiegate per funzioni a servizio della mobilità”. Il PGTU è stato applicato alla città di Bresso che, pur non essendo obbligatorio per tale Comune in quanto ha popolazione totale pari a 26.461 abitanti inferiore ai 30.000 stabiliti, presenta intensi flussi di traffico giornalieri che richiedono una corretta regolazione a livello urbano e territoriale. 44 Una prima considerazione è inerente alla percezione del Comune di Bresso suddiviso in quattro quadranti determinati dall’intersezione tra l’asse Vittorio Veneto e l’asse Madonnina-XXV Aprile. I “4 quadranti” comunali Il primo quadrante, a) nord-ovest, è delimitato a nord dalla Via Cadorna, a est dalla Via Vittorio Veneto, a sud da Via Seveso-Madonnina, a ovest da Via Toselli-Via Bologna. Il secondo quadrante, b) nord-est, è delimitato a nord da Via C. Romani, a est dall’asse Grandi-Matteotti, a sud da Via XXV Aprile e a ovest dal tratto nord della Via Vittorio Veneto. Il terzo quadrante, c) sud-est, risulta compreso tra Via XXV Aprile a nord, Viale Gramsci a est, Via Don Vercesi a sud e Via Vittorio Veneto ad ovest. Il quarto quadrante, d) sud-ovest, è circoscritto da Via Seveso-Madonnina a nord, da Via Vittorio Veneto a est, e da Via Papa Giovanni XXIII lungo il margine sud ed ovest. 45 Seguendo questa suddivisione viene individuata di seguito la gerarchia della rete viaria. Considerando i due assi di divisione dell’ambito comunale in quadranti, l’asse Vittorio Veneto, centrale e interquartiere, consente un rapido collegamento tra il Comune ed il contesto limitrofo e permette di classificare le sue diramazioni viarie sia esterne che interne al tessuto edificato suddivise a seconda dei quadranti precedentemente citati. L’asse Madonnina-XXV Aprile è da considerarsi come strada secondaria di tipo interzonale in quanto favorisce una distribuzione del traffico a livello locale. Analizzando dapprima la maglia viaria principale esterna si individuano, nel quadrante a), partendo da nord, Via Cadorna che si unisce a Via Borromeo, a sud, attraverso Via Brodolini. Nel quadrante b) è presente l’asse composto, partendo da nord, da Viale A. Grandi-Via G. MatteottiViale A. Gramsci che delimita il margine occidentale dell’aeroporto e, unendosi a Via G. Clerici lungo il margine sud dell’aeroporto, prosegue la sua tratta in direzione Viale Fulvio Testi in Milano. Nel quadrante c), la strada urbana principale Via XX Settembre ha origine all’intersezione tra l’asse GrandiGramsci e Via Clerici dirigendosi anch’essa in Viale Fulvio Testi. Nel quadrante d) vi rientra Via Papa Giovanni XXIII che si unisce a Via Seveso-Madonnina e più a nord a Via Isimbardi-Corridoni attraverso Via Bologna. L’unica direttrice extraurbana secondaria presente all’interno dell’ambito comunale è Via Borromeo che, nel quadrante a), ha origine all’incrocio con Via Bologna; attraversato il fiume Seveso funge da collegamento tra Bresso e il Comune limitrofo di Cormano. Le strade urbane primarie interne al tessuto edificato sono individuabili nei quadranti a nord dell’asse Madonnina-XXV Aprile: nel quadrante a) Via CorridoniIsimbardi che unisce Via Borromeo a Via Vittorio Veneto. 46 Nel quadrante b), Via Vittorio Veneto si unisce all’asse A. Grandi-Matteotti attraverso Via C. Romani a nord e, procedendo verso sud, attraverso Via Don Minzoni e Via Villa. La classificazione delle strade urbane secondarie considera, nella porzione di ambito comunale a nordovest della Via Vittorio Veneto-Via Madonnina, Via Roma che, innestandosi su Via Corridoni-Isimbardi, prosegue in Via Milano collegando in direzione nord-sud la Via Cadorna a Via Madonnina. Nel medesimo quadrante vi rientrano anche Via Volta, perpendicolare a Via Roma e di collegamento tra Via Toselli e Via Vittorio Veneto, Via Manzoni, parallela a Via Milano che collega Via Corridoni – Via Isimbardi a Via Seveso-Madonnina a sud e Via Centurelli che, a nord del Parco Rivolta, collega Via Milano all’asse Vittorio Veneto. Viene considerata strada urbana secondaria la Via XXV Aprile frapposta tra i quadranti b) e c). In quest’ultimo si ritengono secondarie Via F. Villoresi, avente origine all’incrocio tra Vittorio Veneto-XXV Aprile e Via Strada di collegamento tra Via Villoresi medesima e Via G. Clerici. Nel quadrante d) è presente la strada urbana secondaria Ludovico Ariosto, di collegamento tra Via Papa Giovanni XXIII e Via Vittorio Veneto. Affinando l’analisi della classificazione della maglia viaria, le strade esterne all’edificato, classificate urbane primarie, sono considerate “strade urbane interquartiere” in quanto favoriscono i maggiori spostamenti tra le parti principali del centro abitato e le sue frazioni e/o comuni limitrofi, caratterizzate da una carreggiata a doppio senso di marcia e dotate di marciapiede. In codesto gruppo vi rientrano, nel quadrante a) Via Cadorna e Via Brodolini, nel quadrante b) Via C. Romani e il tratto Grandi-Matteotti; nel quadrante c), Via Gramsci e le diramazioni G. Clerici-XX Settembre. La strada primaria Via Papa Giovanni XXIII viene invece classificata come strada urbana di quartiere. 47 Gerarchia della rete viaria Le strade interne dell’ambito comunale sono catalogate come strade urbane locali interzonali in quanto favoriscono gli spostamenti di breve percorso all’interno del tessuto edificato e strade locali di quartiere in quanto costituiscono i principali collegamenti tra quartieri confinanti interni all’abitato. Considerando dapprima gli assi che suddividono in territorio in quattro macroaree, il tratto di Via Veneto compreso tra Via Minzoni e Via Papa Giovanni XXIII e l’intero asse Madonnina-XXV Aprile sono da considerarsi strade urbane locali interzonali. Nel quadrante a), si identificano come locali interzonali la Via Corridoni-Isimbardi, Via Roma, la parallela Via Marconi, Via Milano, Via Pascoli e Via Galliano-Lurani, entrambe parallele a Via CorridoniIsimbardi di collegamento tra Via Toselli e Via Vittorio Veneto. Nel quadrante b) sono così catalogate Via S. Francesco, tra Via Don Minzoni a nord e Via Villa a sud, la parallela Via S. Maria e Via Don Sturzo di collegamento tra Via S. Francesco e Via A. Grandi. Le strade locali interzonali nel quadrante c) sono Via Villoresi, con origine in Piazza Madonna del Pilastrello all’intersezione tra Via Veneto - Via XXV Aprile, Via Don Vercesi quale collegamento tra Via Veneto e Via XX Settembre e Via L. Da Vinci, parallela a nord a Via Don Vercesi di connessione tra Via Veneto e Via Villoresi. Nel quadrante d) si catalogano in questo gruppo Via Ariosto, collegamento tra Via Vittorio Veneto e Via Papa Giovanni XXIII, il tratto di connessione tra quest’ultima e Via Seveso, quale Via Campestre. Sono infine classificate come strade urbane di quartiere principali Via Bologna nel quadrante a), il tratto di Via Vittorio Veneto compreso tra Via Don Minzoni e Via Carolina Romani e Via Don Minzoni medesima. Le restanti strade immerse nel tessuto edificato sono anch’esse identificate come strade urbane di quartiere ma sono caratterizzate, a differenza delle suddette, da minor rilevanza in quanto si prestano a 48 diventare spazi urbani nei quali convivono diverse pratiche d’uso grazie alla drastica riduzione della velocità. Secondo il Regolamento Viario risalente all’anno 2001 si ritiene che “le intersezioni debbano avvenire, di norma, solo tra strade della stessa classe o tra classi contigue”. Le intersezioni nel Comune di Bresso, data la presenza di strade urbane di quartiere e locali interzonali, sono dotate di impianto semaforico. Procedendo da nord a sud Via Romani prevede un impianto semaforico all’incrocio con Via Vittorio Veneto. A sud, la parallela Via Don Minzoni è dotata di tre impianti semaforici per tutta la sua lunghezza, uno su Via Vittorio Veneto, uno presso Via San Francesco e l’ultimo su Via A. Grandi. La trasversale a Via Vittorio Veneto, da Viale Borromeo a Via Villa, è dotata di tre incroci regolarizzati da semaforo: tra Viale C. Borromeo e Via G. Bologna, l’incrocio tra Via Isimbardi - Via Vittorio Veneto - Via Villa e tra quest’ultima e l’incrocio con Viale A. Grandi e Viale G. Matteotti. Procedendo verso Milano la Via Vittorio Veneto è dotata di un impianto semaforico all’altezza di Via Centurelli e all’altezza di Piazza Madonna del Piastrello dove incrocia la Via XXV Aprile. Quest’ultima infine si innesta sull’asse G. Matteotti – Viale A. Gramsci, anch’essa con regolazione semaforica dell’incrocio viario. Nel quadrante d) tre impianti semaforici sono localizzati nel punto d’incrocio di Via Campestre con Via Ludovico Ariosto a nord e con Via Papa Giovanni XXIII a sud; infine un impianto è sito tra Via Papa Giovanni XXIII e Via Vittorio Veneto. All’interno dell’ambito comunale alcuni incroci sono regolati da rotatorie localizzate in Piazza Meana e Piazza Immacolata nel quadrante a), in Piazza De Gasperi nel quadrante b), in Piazza Italia e all’incrocio tra Via XX Settembre e Via Clerici nel quadrante c) appena fuori il 49 Intersezioni viarie confine comunale e presso l’intersezione tra Via Papa Giovanni XXIII - Via Ariosto nel quadrante d). Il Piano Generale del Traffico Urbano ha effettuato un calcolo relativo alle intensità dei flussi di traffico lungo i principali assi dell’ambito comunale di Bresso. Le postazioni per il rilevamento sono state localizzate lungo le principali direttrici: nel quadrante a) tra Via P. Toselli e Via Cadorna e tra quest’ultima e Via Vittorio Veneto, tra Via C. Borromeo e Via Bologna; nel quadrante b) tra Via C. Romani e Via A. Grandi; tre postazioni site lungo la Via Vittorio Veneto e i punti d’intersezione di quest’ultima con Via Don Minzoni, Via XXV Aprile e a sud con Via Papa Giovanni XIII. A concludere una postazione nel quadrante c) tra Via Gramsci – Via XX Settembre e Via G. Clerici. Dalle rilevazioni si avverte un maggior flusso di traffico in entrata e in uscita dal Comune di Bresso concentrato nelle tre postazioni quali vertici del triangolo Via C. Romani – Via Vittorio Veneto ed il tratto viario compreso tra Via A. Grandi e Viale A. Gramsci. Le tre postazioni di rilevazione hanno rilevato un flusso di traffico intenso di veicoli uscenti dall’ambito comunale verso est all’incrocio Gramsci – Clerici, così come di veicoli entranti all’incrocio tra Via Cadorna – Via Vittorio Veneto. Di minor peso ma di importante entità è il flusso rilevato nell’intersezione tra Via C. Romani e Via A. Grandi in cui si è avvertito, al contempo, un equilibrio tra flussi di traffico in entrata quanto in uscita. Considerando l’asse stradale ad ovest del Parco Nord in adiacenza all’aeroporto è stato elaborato, nell’anno 2005, un rapporto finale circa il rilevamento dei flussi di traffico e la verifica circa le capacità dei principali nodi presenti lungo tale direttrice nord-sud (procedendo da nord l’incrocio con Via Don Minzoni, con Via Villa, Via XXV Aprile e Via G. Clerici). La metodologia adottata per lo studio è stata organizzata in due fasi distinte: dapprima la diretta rilevazione circa l’intensità dei flussi di traffico sia lungo l’asse considerato che nelle sue intersezioni in determinati intervalli temporali considerati di particolare interesse e, 50 Rilevamento dei principali flussi di traffico in seguito, una corretta elaborazione dei risultati ottenuti al fine di valutare qualitativamente la capacità dell’asse. I conteggi dei flussi di traffico sono stati effettuati in un giorno infrasettimanale nei due principali orari di punta: la mattina dalle 7 alle 9 e la sera dalle 17 alle 19. Nel conteggio sono stati catalogati i veicoli transitanti lungo la sezione stradale in entrambi i sensi di marcia e le principali manovre di svolta agli incroci. È stata prevista inoltre una catalogazione dei veicoli transitanti in quattro differenti tipologie organizzando la rilevazione seguendo intervalli di 15 minuti. Secondo la rilevazione durante la mattina (7:308:30) si evidenzia un forte squilibrio direzionale di veicoli, con netta prevalenza della direzione Nord-Sud rispetto a quella Sud-Nord. Ciò indica l’andamento degli spostamenti, prevalentemente per motivi di lavoro/studio, verso la città di Milano. Prendendo in considerazione l’orario serale, dalle 17 alle 19, si verifica la situazione opposta: il traffico si sposta in modo preponderante da Milano verso la periferia nord e, attraversando Bresso, giunge al Comune di Cusano Dilanino. Il rapporto finale ha inoltre configurato l’asse Grandi-Gramsci quale strada a singola carreggiata con due corsi per senso di marcia con aree laterali per la sosta veicolare. L’elaborato finale ha valutato, per ognuna della quattro intersezioni, il rapporto tra i flussi di traffico e la capacità dell’asse stradale. Procedendo in senso longitudinale: INCROCI/ INTENSITÀ DI TRAFFICO GRANDI-GRAMSCI/DON MINZONI GRANDI-GRAMSCI/VILLA GRANDI-GRAMSCI/XXV APRILE FLUSSO CAPACITÀ RAPPORTO 2730 4057 0.67 2271 4546 0.49 2727 3605 0.75 51 GRANDI-GRAMSCI/CLERICI 3780 4379 0.86 La soglia assoluta di congestione è stimata pari a 0.95.Lungo l’asse Grandi-Gramsci l’unica intersezione critica è quella all’incrocio con l’asse G.Clerici che collega la città di Bresso con il comune limitrofo di Sesto San Giovanni. La situazione ottimale si manifesta invece nel punto intermedio della direttrice Grandi-Gramsci all’incrocio con Via Villa in quanto, a differenza delle altre tre intersezioni, non si verificano manovre veicolari conflittuali che possano rallentare i flussi di traffico in particolare nelle principali ore di punta giornaliere. Data l’importanza di agevolare il traffico veicolare al fine di evitare fenomeni di congestione è stata creata una rotatoria nel punto d’intersezione tra l’asse e la Via G.Clerici e ne è stata verificata la capacità nelle due fasce orarie di maggior intensità di traffico. Sono state analizzate le precedenti problematicità dell’incrocio Gramsci – Strada -XX Settembre - Clerici quali la particolare criticità nell’inserimento dei flussi da via A.Strada durante le ore di punta della mattina, ritardi consistenti dovuti all’incrocio tra via Gramsci e XX Settembre; al pomeriggio una situazione ancora più critica per le immissioni sull’asse provenendo da via Clerici e XX Settembre, nonostante il doppio attestamento su via Clerici e la corsia dedicata per la svolta a destra da via XX Settembre. Si è così provveduto, anche se in forma limitata, ad una miglior regolamentazione dell’incrocio diminuendo la congestione presso l’incrocio Gramsci-XX Settembre da un valore critico quale 0.95 ad un rapporto flussi di traffico/capacità del ramo pari a 0.88 Nell’ambito comunale di Bresso sono stati anche catalogati i flussi di traffico di altre intersezioni stradali. Il Piano Generale del Traffico Urbano ha rilevato un flusso equilibrato di media intensità riguardante gli spostamenti in entrata ed in uscita all’incrocio tra Via C. Borromeo e Via Bologna, nella porzione ovest del territorio comunale per poi decrescere leggermente, sempre mantenendo la situazione bilanciata dei due sensi 52 di transito, negli incroci Via P. Toselli – Via Bologna, Via Don Minzoni - Via Vittorio Veneto e tra quest’ultima e Via XXV Aprile e Via Papa Giovanni XXIII. Considerando l’importante asse longitudinale Vittorio Veneto che attraversa il Comune di Bresso, sono state analizzate le due porte di accesso al Comune site a nord (all’intersezione con l’asse Cadorna-Romani) e a sud(presso l’incrocio con Via Papa Giovanni XXIII) così da individuare l’incidenza dei flussi di traffico sull’ambito urbano. Il Piano Generale del Traffico Urbano ha rilevato a nord di Via Vittorio Veneto, all’incrocio con Via Cadorna – Via C. Romani come i flussi di origine degli spostamenti riguardino Bresso per il 9% mentre lo coinvolgano come zona di destinazione per il 52%. L’attraversamento del Comune interessa invece il 45% del traffico di transito. La porta sud di Via Vittorio Veneto vede un aumento dei flussi di origine del traffico, 18% in uscita anziché 9% mentre si conferma la medesima intensità sia come luogo di destinazione del traffico veicolare coinvolgendo il 56% del traffico sia come spostamento: si rileva per quest’ultimo una percentuale del 43%. Dall’analisi di tali dati si evidenzia l’importanza del Comune di Bresso nella porzione nord dell’hinterland milanese: infatti non solo è sito a ridosso di un importante infrastruttura quale l’autostrada A4 Torino – Venezia, con accessi localizzati nel Comune di Cormano e di Sesto San Giovanni, ma risulta caratterizzato dalla presenza dell’asse centrale Via Vittorio Veneto che, in qualità di importante arteria di traffico, consente un attraversamento rapido dell’ambito comunale consentendo un collegamento continuo tra il Comune di Milano a sud e il Comune di Cusano Milanino a nord. Il legame del Comune di Bresso con il territorio circostante è anche favorito dalla presenza delle diramazioni di Via Cadorna e Via C. Borromeo verso est che consentono un efficace collegamento con il comune limitrofo di Cormano. A ovest Via G. Clerici incentiva invece il rapporto tra Bresso stessa e il Comune di Sesto San Giovanni. 53 Il Piano Generale del Traffico Urbano ha così evidenziato importanti considerazioni generali sui dati del traffico. Emerge la pressione dei flussi di traffico lungo gli assi viari perimetrali al Comune quali Via A. Grandi – Via G. Matteotti – Viale A. Gramsci e in particolare Via Vittorio Veneto che non solo è coinvolta dall’influenza degli intensi flussi di traffico ma è anche influenzata dall’interazione tra flussi veicolari e spostamenti generati sia dal trasporto pubblico sia a livello pedonale. In conclusione l’asse Vittorio Veneto oltre a essere considerata asse di attraversamento funge anche da principale “legante” tra Bresso ed i comuni limitrofi a nord e sud: si identifica così come “connettore territoriale” per collegamenti positivi del comune a un più ampio raggio. Il Comune di Bresso è caratterizzato dalla presenza di aree per la sosta, distinte in parcheggi e fermate per i mezzi pubblici su gomma e su ferro, maggiormente concentrate nei quadranti a) e b) ossia nella porzione di ambito comunale a nord della Via Madonnina – Via XXV Aprile. Analizzando dapprima le aree adibite a parcheggio pubblico il quadrante a) presenta un ampio parcheggio affacciato su Via P. Toselli compreso tra la Via G. Pascoli e la parallela a quest’ultima, Via S. Pellico. Due aree parcheggio sono localizzate presso il centro sportivo in Via Deledda a supporto delle manifestazioni sportive che vi avvengono. Procedendo verso sud sono presenti tre parcheggi pubblici presso i punti d’incrocio tra Via G. Bologna e Via S. Giacomo, presso l’incrocio con Via G. di Vittorio ed il terzo localizzato di fronte al Centro Civico comunale. Si riscontra la presenza di numerosi spazi per la sosta dei veicoli in Piazza Martiri della Libertà, a filo strada lungo Via Manzoni e nel tratto affacciato su Via Isimbardi compreso tra Via Manzoni e Via Roma. Presso Parco Rivolta sono presenti parcheggi localizzati di fronte alla Villa medesima e lungo Via Milano a filo strada fino all’incrocio con Via Volontari Italiani del Sangue. 54 Le aree adibite alla sosta veicolare Infine nel medesimo quadrante rientra un’area per la sosta veicolare adiacente a Parco Rivolta lungo Via Vittorio Veneto e la Via Madonnina. Il quadrante b) presenta parcheggi a filo strada sia lungo tutta la Via don Minzoni che lungo Via San Francesco nel tratto compreso tra Via Don Minzoni e Via Don Sturzo. Il parco attrezzato del cimitero, localizzato in Via Vittorio Veneto, è dotato, lungo il lato nord, di un’area a parcheggio in Via Don Pozzi. Un parcheggio è localizzato in Via Piave; procedendo verso sud un’area affacciata su Via Tagliabue e una su fronte strada in Via XXV Aprile adiacente alla caserma dei Carabinieri. L’impianto sportivo e la scuola media localizzate in Via Matteotti, accompagnate dalla presenza di un parco di quartiere sono dotate di tre aree parcheggio: due hanno accesso su Via L.Strada che da Via del Mulino, alla terza vi si accede da Via Patellani. Nel quadrante c) sono presenti parcheggi pubblici in Via Archimede in prossimità di Via Turati, presso Via Turati medesima con affaccio anche su Via Strada, in Via Villoresi in prossimità di Piazza Italia, in Via Dante Alighieri adiacente al parco pubblico e all’asilo nido Aquilone, in Via Don Vercesi con affaccio anche su Via Don Bosco, in Via Villoresi adiacente al centro sanitario assistenziale per i portatori di handicap. Infine un parcheggio pubblico è sito al termine di Via Don Gnocchi in prossimità del parco pubblico. Il quadrante d) presenta un parcheggio pubblico sito in Via Galvani adiacente alla chiesa S. Francesco e le nuove aree sosta in Via Ariosto nei pressi di Vicolo Isetta. Sono state infine considerate due aree a parcheggio, l’una nel quadrante b) in Via Gobetti e l’altra nel quadrante c) in Via Don Vercesi. Entrambe, oltre alla funzione primaria di parcheggio pubblico, ospitano, vista l’ampiezza della rispettiva superficie, i due mercati settimanali che si tengono nell’ambito comunale. 55 Il Comune di Bresso è dotato di separatori/rallentatori viari quali castellane, dossi e isole spartitraffico. I separatori e rallentatori Le isole sono collocate prevalentemente lungo il tratto della Via Vittorio Veneto, procedendo da nord a sud, nei punti d’incrocio con Via Cadorna, Via Don Minzoni, Via Isimbardi, Via Centurelli, Piazza Madonna del Piastrello (la chiesa svolge essa medesima la funzione di spartitraffico) e Via Don Gnocchi. Analizzando i quadranti si evince che le restanti isole spartitraffico sono localizzate all’incrocio tra Via Don Minzoni - Viale Grandi nel quadrante b), tra Via Matteotti e Via XXV Aprile nel quadrante c), tra Via Papa Giovanni XXIII e Via Campestre nel quadrante d). Sono presenti rallentatori al traffico denominati “castellane”. Sono costituite da dossi aventi larghezza pari alla sezione stradale, altezza pari a circa 20 cm, caratterizzati da pavimentazione in cubetti di porfido a spacco e lastre di porfido ai lati della carreggiata. Tra queste cordoli in granito. due pavimentazioni sono presenti Sono presenti nel quadrante a) in Via Roma, nel quadrante b) in Via Don Sturzo, nel quadrante c) all’incrocio tra l’asse viario Grandi – Matteotti – Gramsci, Via XX Settembre e Via Clerici. Infine nel quadrante a d) in Via Bologna presso l’incrocio con Via Ariosto. Diversi dossi sono situati, nel quadrante a) in Via Manzoni e in Via Cavour; nel quadrante b) in Via Montessori, Piazza de Gasperi e Via Don Sturzo, nel quadrante c) presso la rotonda di Via Clerici. Ultimo dosso è localizzato in Via Papa Giovanni XXIII, nel quadrante d) nella tratta compresa tra Via Campestre e Via Lillo del Duca. Sempre analizzando il Comune di Bresso suddiviso convenzionalmente nei quadranti precedentemente descritti, all’interno della porzione di territorio comunale a) è presente una pista ciclabile all’interno del Parco Nord che costeggia il fiume Seveso nel tratto compreso tra Via Borromeo e Via Seveso. Da questo punto prosegue la 56 Percorsi ciclo-pedonali tratta passando di fronte al Centro Civico comunale, attraversando Via Bologna percorre Via Seveso – Via Madonnina terminando in Via Vittorio Veneto; all’interno del Parco Rivolta, una pista ciclabile ha inizio da Via Milano e si conclude in Via Vittorio Veneto all’altezza dell’incrocio con Via Patellani. L’ambito comunale b) tra Via C. Romani, Via Vittorio Veneto, Via XXV Aprile e il Viale Grandi – Gramsci è caratterizzato da un tratto di pista ciclabile avente origine nel punto d’intersezione tra Via Don Minzoni e Via Vittorio Veneto percorrendo quest’ultima verso sud fino all’incrocio con Via Lurani. Da codesto punto il Parco Rimembranze è percorso da una pista ciclabile che costeggia il cimitero lungo l’ala est di questo e, giunta alle spalle, prosegue il percorso sino a giungere in Piazza A. De Gasperi per poi risalire in Via S. Francesco, svoltare in Via Montessori e da qui, percorrendo in diagonale il parco urbano compreso tra Via Montessori e Via Don Minzoni, termina in adiacenza al centro sanitario – assistenziale per i portatori di handicap di Via Don Minzoni. Un ulteriore percorso ciclabile ha origine in Via Vittorio Veneto , percorre Via Gobetti, Via Don Pozzi per terminare in Via Don Minzoni. La Via Don Minzoni stessa è percorsa, per tutta la tratta, da un tragitto ciclo-pedonale segnalato da apposito cartello stradale ma contrassegnato da segnaletica simbolica solo nella tratta compresa tra Via Francesco d’Assisi e Via Grandi. Infine, nel quadrante c) sono presenti i seguenti percorsi ciclabili: l’uno percorre il margine a sud dell’aeroporto lungo Via Clerici , uno entra nella porzione di Parco Nord che si apre verso il Comune di Milano dal punto d’incrocio tra Via Clerici e Via XX Settembre e si collega al terzo tratto di pista ciclabile che corre, a sud, lungo il confine comunale tra Bresso e il capoluogo lombardo. Nel Comune di Bresso sono stati realizzati diversi interventi relativi alla viabilità al fine di migliorare la viabilità. 57 Interventi migliorativi sulla maglia viaria Prendendo in considerazione l’asse G. Clerici che, lungo il margine sud dell’aeroporto, collega Bresso a Viale Fulvio Testi e all’adiacente Comune di Sesto San Giovanni si è intervenuti riqualificando l’intera via al fine di migliorare la sicurezza stradale creando una rotatoria nel punto d’intersezione con Via G. Bianchi e tra Via Clerici e Via XX Settembre. La messa in sicurezza dell’asse Clerici, di portata non indifferente, è stata realizzata attraverso la localizzazione di uno spartitraffico disposto al centro della carreggiata che divide i due sensi di marcia. Nel quadrante a) si è verificata la riqualificazione urbana del tratto di Via Roma nei pressi della Chiesa S. Nazzaro e Celso sita nelle vicinanze della sede del Comune all’incrocio tra Via Roma e Via CorridoniIsimbardi. È stato realizzato l’intervento circa la trasformazione a traffico limitato del tratto di Via Milano compreso tra Via Isimbardi e Via Centurelli. Il tratto compreso tra Via Roma e Via Milano è caratterizzato da un rallentatore del traffico nominato “castellana” costituito da pavimentazione in porfido. Al fine di valorizzare la porzione a verde del Parco Nord compresa tra Via Seveso e Via Ludovico Ariosto nel quadrante d) è stata realizzata l’interruzione del tratto di Via Seveso su cui si affaccia l’area verde così da incentivarne la fruibilità. Considerando il comparto b) tra Via Vittorio Veneto – Via C. Romani – l’asse Grandi – Gramsci – Via Strada si è verificato l’intervento di riqualificazione della Via Don Sturzo attraverso la creazione di una struttura a castellana come il tratto di Via Milano. La rete di trasporto pubblico del Comune di Bresso prevede tre linee automobilistiche: la linea 83 Milano Bresso/Cormano, la linea 83/ barrato Milano – Bresso/Brusuglio e la linea 708 Sesto San Giovanni/Bresso e la linea tranviaria Milano/Desio. 58 Trasporto pubblico locale Sia la linea 83 che l’83/ di collegamento tra Milano città ed il Comune di Bresso, all’interno di quest’ultimo prevedono due percorsi aventi entrambi origine all’incrocio di Via Vittorio Veneto con Via Isimbardi – Via Madonnina, l’uno diretto nel quadrante nord – est dell’ambito comunale effettuato dalla linea 83, l’altro verso ovest in direzione Cormano svolto dalla linea 83/. La linea 83, con origine all’incrocio tra Via Luigi Ornato e Via A. da Saluzzo nella zona nord dell’ospedale Niguarda all’interno del confine comunale di Milano, percorre in sequenza, entrando in Bresso, Via Vittorio Veneto con fermate all’incrocio con Via Don Gnocchi, Via L. Da Vinci, Via Patellani. La svolta in Via Villa prevede una fermata in prossimità di Via Tagliabue e di Via Brioschi. Il percorso prosegue in Viale A. Grandi con sosta presso l’intersezione con Via Don Sturzo e, svoltando in Via Don Minzoni prevede una fermata in prossimità di Via G. Galilei fino a giungere al capolinea sito all’incrocio tra Via don Minzoni e Via Don Pozzi nei pressi di Piazza Rimembranze. La tratta di ritorno vede la partenza da codesto capolinea ed il percorso di tutta la Via Vittorio Veneto con fermate presso Via Gobetti, tra Via Isimbardi e Via Centurelli, Via Madonnina, Via Ariosto all’altezza di Via Dante Alighieri e Via Papa Giovanni XXIII per poi proseguire verso Milano. Questa linea favorisce così, a livello di servizio pubblico ai cittadini, un trasporto concentrato nel quadrante nord – est dell’ambito comunale di Bresso. La linea 83/ consente invece la comunicazione tra Milano e la frazione di Cormano posta ad ovest del Comune di Bresso. Dal capolinea sito in Piazza Ospedale Maggiore, di fronte all’Ospedale Niguarda in Milano, percorre la medesima tratta della linea 83 effettuando anch’essa, entro l’ambito comunale di Bresso, le fermate presso Via Don Gnocchi, Via L. Da Vinci e Via Patellani; anziché svoltare in Via Villa continua il percorso rettilineo svoltando in Via Lurani, parallela a nord a Via Isimbardi. Effettua una fermata in Piazza Immacolata, svolta in Via Roma, in cui è prevista una fermata presso Via S. Pellico. Prosegue la tratta verso nord giungendo in Via Cadorna 59 percorrendola per tutta la sua tratta. Da questo punto prosegue nel Comune di Cormano con fermate localizzate presso Via Brodoloni e Via Clerici raggiungendo in seguito il capolinea sito in Via Vittorio Veneto all’altezza di Via Verga. Dalla stazione terminale in Via Verga, entro il Comune di Cormano, la linea effettua due fermate nella tratta di ritorno prima di entrare nell’ambito comunale di Bresso,: una sita presso Via Comasinella, la seconda in Viale C. Borromeo all’altezza di Via Deledda. La linea 83/ rientra nell’ambito comunale di Bresso presso la fermata Toselli – Corridoni. Percorre Piazza Immacolata e Via Roma effettuando le medesime fermate del percorso di andata in codesto tratto. Svolta in Via Pascoli dove è prevista la fermata nei pressi di Via Marconi. Ripercorre, proseguendo verso Milano città tutta la Via Vittorio Veneto le cui fermate sono localizzate presso Via Gobetti, Via Isimbardi, Via Madonnina, Via Ariosto e Via Papa Giovanni XXIII. La linea 708 ha capolinea in Piazza IV Novembre nel Comune di Sesto San Giovanni nelle vicinanze della fermata Sesto Rondò lungo la linea M1 “rossa” della metropolita milanese. Questa linea giunge nel Comune di Bresso percorrendo Via G. Clerici. Svoltando a destra in Via A. Gramsci effettua una fermata in prossimità dell’incrocio con Via Clerici e una con Via XXV Aprile. Percorre quest’ultima in cui è presente una fermata all’incrocio con Via Villoresi, svolta a destra in Via Vittorio Veneto in cui effettua la fermata presso Via Villa. Transita lungo quest’ultima fermandosi presso Via Brioschi e Via Piave. Percorre Via S. Marta effettuando fermata in Via Don Sturzo. La linea termina il percorso in Via Don Minzoni fermandosi dapprima presso l’incrocio con Via S. Francesco ed in seguito al capolinea medesimo della linea 83. Il percorso di ritorno, dal capolinea di Via Don Minzoni, prevede la percorrenza di Via Vittorio Veneto effettuando fermata presso Via Gobetti, svolta in Via Villa fermandosi presso Via Brioschi e Via Matteotti. 60 Percorre Via Matteotti per tutta la tratta effettuando fermata all’incrocio con Via XXV Aprile. Transita in quest’ultima compiendo fermata presso l’intersezione con Via Villoresi. Svolta in Piazza Italia effettuando fermata prima di giungere in Via Strada; percorre quest’ultima compiendo l’ultima fermata all’interno dell’ambito comunale di Bresso in prossimità dell’incrocio Via Strada – Via Clerici per poi proseguire lungo quest’ultima ed entrare nel Comune di Sesto San Giovanni sino al capolinea alla fermata di Sesto Rondò. Il Comune di Bresso è caratterizzato anche dal passaggio della linea tranviaria interurbana “Milano – Desio” che ha punto di partenza nei pressi del capolinea del tram urbano n° 4 sito in Milano. All’interno dell’ambito comunale percorre l’asse Vittorio Veneto e, procedendo da sud a nord, effettua fermate presso l’intersezione con Via Don Gnocchi, Via Leonardo da Vinci, Via Patellani, Via Lurani, Via Cadorna. Analizzando il rapporto tra il sistema infrastrutturale e ambientale, è importante segnalare la presenza del Parco Nord lungo il margine sud del confine comunale di Bresso quale importante risorsa ambientale della cintura periferica a nord del capoluogo lombardo. Questo patrimonio verde che occupa per più di tre quarti il perimetro del Comune incentiva attività di svago e tempo libero. Le strade del Comune in stretta relazione con il Parco sono dapprima, nel quadrante b) l’asse Grandi – Gramsci e Via Clerici le quali hanno un peso ambientale significativo in quanto delimitano i margini ovest e sud dell’aeroporto inglobato all’interno del Parco Nord medesimo. Nel quadrante c) è importante segnalare il tratto iniziale di Via XX Settembre e il margine a sud della Via Don Vercesi. É rilevante inoltre la presenza del fiume Seveso sito lungo il margine occidentale dell’ambito comunale. Tratti di mobilità ambientalmente sostenibili sono riconoscibili in percorsi ciclabili esistenti siti nei tratti finali sia della Via Don Vercesi che della Via XX Settembre quali 61 Mobilità “ambientalmente” sostenibile importanti connettori tra lo spazio urbanizzato e lo spazio aperto del Parco Nord. Due rami di pista ciclabile, l’uno che costeggia il fiume Seveso e l’altro che percorre Via Seveso – Via Madonnina favoriscono l’accesso al Parco in direzione sud – ovest. Altri due importanti punti verdi del Comune sono il Parco Rimembranze, adiacente al cimitero nel quadrante b), avente una superficie di 47.800 mq e il Parco Rivolta di 27.360 mq, nel quadrante a). Entrambi sono caratterizzati da piste ciclabili interne. Nel Comune di Bresso l’asse longitudinale Vittorio Relazioni tra il sistema Veneto ha consentito lo sviluppo di aree industriali lungo infrastrutturale e tutta la lunghezza e presso le due porte a nord e sud di attività economiche accesso al Comune e al contempo di veri e propri e di servizio comparti di notevole dimensione siti rispettivamente nel quadrante b) e d). Anche la Via Clerici, in qualità di asse di collegamento tra Bresso ed il Comune di Sesto San Giovanni, ha favorito la localizzazione del polo industriale in un’area sita ad est dell’aeroporto. Queste tre polarità produttive hanno dato vita ad una sorta di “triangolo industriale” a livello comunale all’interno del quale si è sviluppata, nel tempo, un’intensa attività edificatoria sia a livello residenziale che supportata dalla presenza di servizi principalmente siti nelle aree a nord dell’asse Madonnina – XXV Aprile. L’asse a est nell’ambito comunale, Grandi – Gramsci, ha supportato lo sviluppo di servizi alla porta nord all’incrocio con Via Don Minzoni, a sud nella zona compresa tra Via Strada e Via Don Vercesi e nella zona centrale a livello di Via Matteotti. Mentre i servizi all’interno dei quadranti b) e c) sono localizzati in modo equilibrato, nel quadranti comunali a) e d) sono principalmente accorpati negli isolati a nord in adiacenza a Parco Rivolta e lungo Via Lillo Del Duca. 62 Le infrastrutture interne all’ambito comunale hanno favorito nel corso del tempo uno sviluppo geometrico ed intenso di edilizia residenziale disincentivando e compromettendo, al contempo, la presenza di ampie aree verdi se non polarizzate nel Parco Rivolta nel quadrante a), nel Parco di Piazza Rimembranze nel quadrante b) e nella grande fascia del Parco Nord a est e a sud lungo i confini comunali. Le aree verdi che hanno trovato spazio all’interno del fitto tessuto edificato sono identificabili in giardini scolastici e/o condominiali privati se non parchi di quartiere definibili quali “tasselli” che, caratterizzati da una forma geometrica regolare, sono stati inseriti puntualmente nell’urbanizzato; inoltre la presenza puntuale di tali tasselli non ha purtroppo giocato il ruolo fondamentale di collegamento tra le diverse aree verdi al fine di favorire la creazione di percorsi ambientali quali strumenti di miglioramento della qualità e dell’immagine della città. Il Comune di Bresso è stato caratterizzato, nel corso del tempo, dallo sviluppo di alcuni tratti storici che hanno plasmato l’identità del città. Dapprima in Piazza Madonna del Piastrello, quale punto d’intersezione tra Via Vittorio Veneto – Via Madonnina – Via XXV Aprile, è sorta la chiesa e l’oratorio del Pilastrello, sono state edificate due ville patrizie e sono ancora presenti strutture residenziali a corte e parte del tracciato caratteristico del vecchio borgo nei pressi di Via Centurelli lungo il margine a nord del Parco Rivolta. La città di Bresso si è sviluppata notevolmente durante gli anni del boom economico che ha coinvolto il capoluogo lombardo grazie a importanti fabbriche dislocate quasi tutte lungo la vecchia Valassina e nelle zone adiacenti che hanno garantito un rapido collegamento con Milano città. Le fabbriche sono state inoltre accompagnate dalla presenza di piccole attività artigianali di carattere industriale o di servizio al cittadino assieme allo sviluppo di negozi al dettaglio a supporto della vecchia classe operaia in particolare. Sono così ancora presenti sul territorio segni di una memoria industriale che ancora oggi vive data la presenza, anche se evoluta, dei grandi poli industriali alle porte dell’asse Vittorio Veneto e Clerici. 63 Lungo Via Ludovico Ariosto, nel quadrante d), è presente il sito Zambon quale impresa multinazionale nel settore farmaceutico; nel medesimo quadrante, la palazzina uffici della ex Cino del Duca lungo Via Del Duca perpendicolare a Via Ariosto quale famosa casa editoriale. Ancora oggi è mantenuta viva la tradizione dei vecchi rioni storici dei quartieri in cui l’ambito comunale si divide quali La Contrada, il Còo de Bress, Bressin, e l’importante Piazza Martiri della Libertà nel quadrante a) nei pressi di Parco Rivolta. L’asse Vittorio Veneto si rapporta anche con la presenza dei mercati quali attività di vendita ambulante localizzati a nord, nel quadrante b), presso l’area adiacente al Parco di Piazza Rimembranze, in Via Gobetti e nel quadrante c) proprio presso la porta d’entrata al comune, nel punto d’intersezione tra la direttrice Vittorio Veneto e Via Don Vercesi. Ancora viva è sia la presenza di attività di vendita al dettaglio ai piani terra del tessuto edilizio residenziale sia l’insediamento artigianale che caratterizza il comparto industriale localizzato nel quadrante b). Un importante contributo storico è stato portato da un importante infrastruttura quale l’aeroporto sito nell’area ad est dell’ambito comunale delimitata dall’asse Grandi – Gramsci e il proseguimento in Via Clerici. Le sue origini sono legate alla vecchia società Ernesto Breda che proprio al termine della prima guerra mondiale inizia a produrre veicoli nel settore aeronautico. Occupando un ruolo fondamentale nella difesa della città di Milano negli anni delle grandi guerre, durante gli anni ’70 si è marcata ancor più la sua presenza in quanto limite, cesura tra il medesimo comune di Bresso e il Comune di Cinisello Balsamo nel campo dell’espansione edilizia. Così l’impeto rilevante di grandi strutture produttive e l’imponente presenza dell’aeroporto hanno favorito lo sviluppo di incontrollati interventi edificatori che hanno considerato in modo molto marginale l’importanza storica ed identificativa del territorio 64 Relazioni tra il sistema infrastrutturale e ambiti storico/culturali apportando, come conseguenza, una perdita di orientamento e di identità locale ben visibile nel mutamento dell’immagine del Comune, da vecchio borgo storico saldo nelle tradizioni a nuova periferia urbana milanese coinvolta nel vortice impetuoso delle trasformazioni. 2) Sistema insediativo I Comuni del Nord Milano hanno estensione pari al 2,9% dell’intera provincia milanese rappresentando così l’ambito provinciale più densamente popolato: ciò deriva dalla sua storia, dalla scelta della città di Milano di localizzarvi le sedi di molte attività produttive che hanno dato al capoluogo lombardo la fama di “polo industriale d’eccellenza” del nord Italia. I segni dell’intenso processo industriale sono ben visibili ancora oggi: un insieme di vecchie periferie industriali costituite da fabbriche site in insediamenti isolati e quartieri residenziali altamente popolati hanno plasmato una configurazione territoriale che non ha lasciato molto spazio ad un’estensione degli spazi aperti. Uno sguardo esteso sul territorio vede così la presenza di grandi parti distinte quali i singoli ambiti comunali, periferici a nord del capoluogo lombardo, tra loro divisi dall’imponenza dei grandi comparti industriali quanto dalle infrastrutture ad elevata portata di flussi di traffico giornalieri . Il nord Milano ha così subito, alla fine degli anni ’80, un’intensa metamorfosi: un passaggio da “città industriale” tipica degli anni ’70-’80 a “città dei servizi e dell’abitare” accomunate dal presentare entrambe una medesimo carattere, l’elevata densità. La città di Bresso, sita nella prima cintura periferica del Comune di Milano, in un territorio pianeggiante, copre una superficie pari a circa 340 ettari, posta ad un’altitudine di circa 140 metri sul livello del mare 65 compresa per più di un terzo nel perimetro del Parco Nord. Il nome della città sembra avere due origini: la prima fa riferimento al nome germanico “Berizzo” che probabilmente fu proprietario terriero dell’intera città; la seconda ipotesi rimanda ad una regione francese, “Bresse”. Sembra che quest’ultimo nome sia stato importato dai Celti durante il loro periodo d’occupazione in Lombardia e direttamente applicato alla città odierna. Nel IV secolo a.C. il piccolo nucleo di Bresso è costituito da un gruppo di casupole circondate da una fertile campagna grazie alla presenza del fiume Seveso. Durante l’era medioevale l’assembramento di case è circondato da campi coltivati appartenenti ad ordini religiosi. Bresso si sviluppa a partire dal 1189 sotto la proprietà della Famiglia Patellani, residente nella Villa Patellani, villa settecentesca situata in Via Milano acquistata in seguito nel 1939 dalla famiglia Rivolta di cui il mutamento del nome in Villa Rivolta, come ancora oggi è chiamata. Un anno dopo, nel 1190, Bresso passa sotto il controllo della città di Milano. Due segni ancora oggi presenti nell’ambito comunale sono la parrocchia di San Nazaro e Celso risalente al 1400 sita presso l’intersezione tra Via Milano e Via Isimbardi nel quadrante a) e il santuario della Madonna del Pilastrello all’incrocio tra i due assi Vittorio Veneto(nord-sud) e Via Madonnina-XXV Aprile(ovest-est) che suddividono l’ambito comunale in quattro macroaree. Nel 1470 la campagna di Bresso è caratterizzata da filari di gelso raffigurati ancora oggi nello stemma comunale accompagnati dalla corona quale simbolo del feudo dei conti Patellani. La prima cartografia storica in cui vi è riportata la città di Bresso risale a ben duecento anni dopo, nel 1600: Bresso viene identificata quale insieme di cascine site tra il fiume Seveso ad Ovest e la strada di Decio, l’odierna Valassina, ad est, dove è presente anche un’area 66 L’identità storica di Bresso boschiva proprio dove oggi si trova il Parco Nord. Nel 1630 Bresso viene invasa dalla peste la cui comparsa in Italia risale a ben trecento anni prima. Nel 1733 Bresso viene coinvolta dal passaggio dei soldati durante la guerra di successione polacca. Nel 1772 nasce il Catasto Teresiano quale cartografia molto più dettagliata del territorio: in questi anni si verifica la fine del sistema mezzadrile e la nascita della prima antica classe imprenditoriale: nel catasto Bresso viene rappresentata quale borgo di ridotte dimensioni delimitato a nord da Via Corridoni, a est da Via Vittorio Veneto, a sud da Via Madonnina e a ovest dal fiume Seveso. L’agglomerato urbano si concentra lungo le attuali Via Manzoni, Via Cavour, Via Centurelli proprio attorno a Villa Rivolta nel quadrante a). Nasce in questi anni anche il Cimitero sito in Piazza Rimembranze lungo Via Vittorio Veneto nella porzione comunale b) la cui sede corrisponde a quella attuale. In seguito alla Rivoluzione Francese, nel 1811 Bresso, con una popolazione di 1000 abitanti, viene aggregata al Comune di Buzzano assieme alle frazioni di Brusuglio e Cormano per rendersi totalmente indipendente quattro anni dopo, nel 1815, periodo del governo austriaco con il Regno Lombardo Veneto nel nord Italia. L’indipendenza dura circa mezzo secolo in quanto, durante la seconda metà dell’Ottocento, si aggrega al Comune di Bruzzano assieme agli attuali quartieri di Dergano e Affori, nel 1869, appartenenti alla città di Milano. La totale autonomia viene assunta nel 1884 e attestata grazie sia alla realizzazione del Palazzo Comunale con sede in Via Roma sia per la fondazione della prima industria del territorio comunale: un setificio. A partire da fine ‘800 Bresso si caratterizza per un intenso sviluppo edilizio, prevalentemente concentrato verso est lungo la Valassina, l’attuale Via Vittorio Veneto. Nel 1888 l’IGM, Istituto Geografico Militare, cartografa i principali collegamenti della città con i Comuni limitrofi di Brusuglio a ovest e Cinisello Balsamo ad est. A fine ‘800 il processo di industrializzazione che investe la città di Milano non riesce ancora a coinvolgere la realtà 67 economica di Bresso basata su un sistema agricolo persistente. L’inizio del XX secolo è segnato dall’inizio del primo conflitto mondiale e Bresso viene coinvolta arruolando 600 persone. Nel 1930 viene realizzato ad est della città, il campo d’aviazione, in seguito divenuto sede dell’Aeroclub milanese e del Raggruppamento degli Aerei Leggeri appartenenti all’Esercito. La sua creazione ha comportato l’esproprio di terreni fertili, a coltivazione cerealicola, accompagnati dall’allevamento di bestiame bovino a favore della produzione dei bombardieri Breda. Nel 1944 Bresso viene colpita da un bombardamento che distrugge lo stabilimento industriale Breda-Campovolo. Dal periodo della Liberazione d’Italia, agli inizi degli anni ’70, Bresso vive un momento di grande crescita grazie alle grandi industrie quali l’Isetta, Iso Automobili, la Zambon, l’Elettromeccanica Parizzi, la Retam, l’Alcan, l’Oreal. Nel 1960 proprio queste imprese iniziano ad invadere le campagne incentivando lo spostamento dei contadini dalle antiche attività di coltivazione ai ritmi frenetici della fabbrica. Bresso affronta un periodo di forte sviluppo dal punto di vista edilizio: una crescita urbana incontrollata, da 4.575 abitanti nel 1951, a 11.655 nel 1961 sino a raggiungere i 31.515 abitanti nel decennio successivo, caratterizzata da uno sfruttamento estremo di alloggi da parte delle famiglie molto numerose coinvolgendo anche cantine e soffitte. Si manifesta, di conseguenza, la consapevolezza da parte della città di aver assunto le sembianze di un vero e proprio “dormitorio” accompagnato da un’inevitabile ed elevato degrado urbano in un territorio completamente privo di pianificazione urbanistica. A fronte della povertà delle famiglie operaie nascono, a favore di queste ultime, le prime cooperative di sostegno che si adoperano per la costruzione di case popolari a favore dei lavoratori. 68 Sono gli anni ’60 a veder entrare in scena il grande polmone verde di Milano: il Parco Nord. Quest’ultimo sorge su terreni che, durante il periodo del Catasto Teresiano(1772), erano tipicamente agricoli e proprio durante gli anni ‘60 si presenta come realtà costituita da numerose aree agricole intervallate da discariche, baraccopoli e comparti industriali dismessi. Questo problema viene risolto a partire dal 1967, anno in cui interviene il PIM o Piano Intercomunale Milanese a promuovere il “Progetto Generale di Piano” in cui proprio il Parco Nord viene inteso non solo come importante risorsa ambientale ma anche come barriera al fine di limitare la sempre più crescente opera di densificazione della cintura periferica del Nord Milano. A partire da questi anni la città di Bresso vede mutare la sua immagine: da antico borgo agricolo a nucleo territoriale sempre più urbanizzato e dedito alla produzione industriale grazie al radicamento nel territorio dell’industria fordista che ha forgiato la classe operaia caratteristica del nuovo volto del nord Milano. Durante gli anni ’70 si manifesta la crisi del sistema produttivo italiano e anche la grande industria bressese inizia un periodo di intenso ristagno nello sviluppo economico accompagnato, di conseguenza, dalla chiusura della maggior parte delle fabbriche e da un forte tasso di disoccupazione. Il Comune di Bresso si dota del primo Piano Regolatore Generale nel 1971 approvato dalla Regione Lombardia nel 1974. Un calo demografico lento e costante si fa più intenso tra il 1980 ed il 1999. Nel contempo, Bresso, assieme ai comuni del nord Milano, raggiunge pian piano una condizione di equilibrio negli anni ’90: tali anni, più che uno sviluppo abitativo, ravvisano un’intensificazione di poli d’innovazione, dell’informazione e della ricerca d’avanguardia. Le principali attività si insediano attorno all’asse Vittorio Veneto che, all’interno del denso tessuto edificato, diventa sia “nodo” del passato quale luogo della 69 memoria industriale progresso. sia fulcro rilevante dell’odierno Iniziano a delinearsi le linee strategiche per lo sviluppo di una “logica della trasformazione” caratterizzata da ricostruzione degli habitat sociali, riconversione delle aree industriali dismesse, progetti legati allo sviluppo economico – produttivo infrastrutturale. La situazione odierna, a livello territoriale, vede Bresso far parte del continuum edificato nell’area a nord della regione urbana milanese; i margini del tessuto edificato sono determinati da elementi fisici, l’uno naturale, il fiume Seveso, sito ad ovest e l’altro artificiale quale l’aeroporto ad est di superficie pari a 900.000 mq. L’ambito comunale rivela una presenza purtroppo fievole di edifici già esistenti al 1919 così che non è possibile identificare a Bresso un vero e proprio centro storico e recuperarne a pieno l’identità. Quest’ultima può emergere attraverso opere di riscoperta e di consolidamento delle centralità storiche esistenti così da valorizzare e tutelare il patrimonio esistente incoraggiandone la fruizione e conoscibilità attraverso momenti di aggregazione sociale che mantengano viva la memoria del passato. La città di Bresso possiede infatti alcuni manufatti storici: il Santuario della Madonna del Pilastrello sito all’incrocio tra Via Vittorio Veneto e l’asse Severo – Madonnina - XXV Aprile, la chiesa di San Nazario e Celso, tra Via Roma e Via Milano, la cui nuova cappella venne costruita nel 1912 e consacrata,a seguito di diversi lavori, nel 1958 da Sua Santità Papa Paolo VI. Infine due palazzi gentilizi: Villa Rivolta, ex Villa Patellani in Via Centurelli, restaurata nel XVII secolo e annessa ad un giardino che la circonda e dalla cappella dedicata un tempo a Santa Teresa e la residenza dei Conti - Perini in Via Cavour. La prima villa fu costruita dalla famiglia Patellani che, a Bresso, aveva localizzato il proprio feudo. Di stile barocco, lo schema morfologico ad U risale al 1721 presentando un portico centrale e facciate molto sobrie. La cappella gentilizia occupa la parte terminale dell’ala ovest ed il parco all’inglese risulta disseminato di statue. 70 La Villa Conti - Perini, datata primi anni del Settecento, presenta anch’essa un impianto ad U con due ali a due piani di cui una termina in un terrazzo panoramico e, a differenza della Villa Rivolta da cui riprende gli stessi caratteri di originalità, è caratterizzata da un giardino posto anteriormente ad essa. Dalla precedente descrizione circa l’evoluzione del Comune di Bresso, si evince che il primo vero saldo circa la popolazione è possibile farlo risalire al 1951. La tabella denominata “aspetti demografici” riporta l’evoluzione della popolazione dal 1950 al 2001. ASPETTI DEMOGRAFICI 1950 1960 1970 1980 1990 2001 Caratteristiche Abitanti Densità Famiglie presenti % 0-24 anni % 25-45 anni % over 45 anni 4.575 11.655 32.043 32.650 30.119 27.132 1.346 ab/kmq 3.423 ab/kmq 9.480 ab/kmq 9,602 ab/kmq 8.858 ab/kmq 8.027 ab/kmq 1.357 3.407 10.317 10.725 11.001 11.196 26,2 33.03.00 29,5 32,7 59,9 49,5 33.06.00 35,3 39 33 28,9 31,4 6,5 4,6 7,1 8 11,2 19,1 Grado istruzione Analfabeta Nessun titolo di studio Licenza elementare Diploma media inf. Diploma media sup. Laurea 1,1 9,7 77,3 8,6 3 0,3 2,3 12,3 68,9 13,2 2,8 0,4 2,2 20,1 46,1 21,4 8,7 1,5 0,7 12,4 37,9 32,5 14,1 2,4 0,67 6,8 26,5 35,1 27,1 3,8 0,57 6,1 21,4 31,9 31,7 8,2 1286 3142 2,5 17 83 3450 9212 2,7 27,3 70 10.111 30.969 3,1 39 58,8 10.671 36.500 3,4 51,7 45,1 11.001 38.863 3,5 65,5 30,6 11.444 39.391 3,44 70,9 24,1 81,1 10,9 72,9 41,8 56,4 89,2 74,5 18,9 91,1 99,7 100 96,8 2,7 99,2 100 100 98,4 1,2 99,9 100 100 99,7 0,3 100 100 100 100 0 100 100 Abitazione Abitazioni occupate Stanze totali presenti % Stanze per abitazione % Proprietà % Affitto Caratteristiche alloggi % Presenza di cucina % Bagno interno % Bagno esterno % Disponibilità acqua potabile % Disponibilità illuminazione elettrica VARIAZIONI INTERCENSUARIE DELLA POPOLAZIONE 35000 30000 25000 20000 15000 10000 5000 0 1951 1961 1971 71 1981 1991 2001 Dalla tabella emerge come la popolazione si sia triplicata di decennio in decennio, dal 1950 al 1970, proprio in corrispondenza del periodo di boom economico che ha coinvolto la città. Di conseguenza è aumentata considerevolmente anche la densità della popolazione sul territorio favorendo così un intenso processo di edificazione che ha tolto sempre più fiato ai vecchi manufatti agricoli per lasciare il posto alle grandi fabbriche. Nel ventennio è la classe media di popolazione, con titolo di studio quale licenza elementare, a guidare la trasformazione del Comune di Bresso. L’aumento della popolazione ha favorito la costruzione di un elevato numero di alloggi dando al Comune il volto di “città dormitorio”: inizia l’intensificarsi di innumerevoli e diversificate domande relative alla qualità interna degli alloggi medesimi che vengono velocemente soddisfatte attraverso la costruzione di appartamenti dotati di cucina, bagno interno proprio, acqua potabile ed illuminazione elettrica. La popolazione, la densità ed il numero di famiglie presenti nell’ambito comunale si triplicano nel 1970 rispetto al valore del decennio precedente mantenendosi in equilibrio sino al 1990. Nel 1970 la popolazione è costituita prevalentemente dalla classe d’età media, 25-45 anni, mentre si passa ad una situazione di stabilità tra quest’ultima classe e quella giovanile. I giovani tendono a prevalere, più del doppio, rispetto alla classe media. Crescono e rimangono bilanciati, ma sempre inferiori rispetto ai due gruppi dominanti, i valori relativi alla classe della popolazione ultrasessantenne. Nel ventennio aumentano anche i titoli di studio dei capofamiglia, da licenza elementare a licenza media inferiore e superiore così come inizia a comparire, per l’1,5%, il titolo di laurea che, nel tempo, tende ad aumentare sempre più. 72 Stratificazione insediativa Le abitazioni occupate andamento di crescita degli abitanti e delle famiglie: il 1970 vede triplicare il valore rispetto a quello del decennio precedente e durante i vent’anni, sino al 1990, la situazione rimane equilibrata e stabile. seguono il medesimo ETA' DELLA POPOLAZIONE 2001 31,40% 1991 19,10% 28,90% 1981 11,20% 32,70% 32,50% 0-20 8% 25-45 1971 29,50% 1961 39,30% 33,30% 1951 35,30% 33,60% 0,00% 7,10% Più di 65 4,60% 6,50% 10,00% 20,00% 30,00% 40,00% 50,00% 60,00% 70,00% 80,00% LIVELLO DI ISTRUZIONE 1951-2001 Le dotazioni degli alloggi sono ormai alla salvaguardia: ciascun appartamento è dotato di ogni confort. Nel 2001 si avvertono dei cambiamenti. Gli abitanti tendono a diminuire così come la densità territoriale. NUMERO ABITAZIONI E STANZE 2001 1991 1981 1971 1961 analfabeti % non analfabeti % licenza elementare % licenza media % diploma superiore % laurea % 1951 0% Le famiglie sono stabili e prevale la popolazione giovane ad animare il progresso del Comune. L’inizio del nuovo secolo è contraddistinto da titoli di studio di livello medio alto, dove spicca la crescita di persone laureate. 20% 40% 60% 80% 100% 45000 38863 40000 39391 36500 35000 totale abitazioni 30969 30000 25000 totale stanze 20000 15000 9212 10000 5000 0 1286 3450 3142 1 2 10111 10671 3 4 11001 11218 5 6 ABITAZIONI IN AFFITTO E PROPRIETA' 90% 83% 80% 70,90% 70% 65,50% 70% 58,80% 60% abitazioni in affitto 51,70% 45,10% 39,00% 50% 40% Le abitazioni sono 30% 20% ormai moderne sotto ogni 10% aspetto. 0% 1951 1961 1971 1981 1991 Gli alloggi vengono vissuti sempre più con ottimismo: non solo per le comodità che offrono e soprattutto per il passaggio NUMERO FAMIGLIE dalla 12000 condizione di affitto a quella 10317 10000 10725 di proprietà dei medesimi. 8000 Riguardo queste due 6000 3497 4000 categorie, se l’affitto ha 1357 2000 prevalso durante il periodo 0 postbellico in quanto la 1951 1961 1971 1981 popolazione, uscita dalla guerra,era rappresentata prevalentemente da ceto basso 27,30% abitazioni in proprietà 30,60% 24,10% 17% 73 2001 11001 11196 1991 2001 e quindi con gravi difficoltà economiche di sostentamento,il passaggio alla proprietà degli alloggi avviene durante il 1980 a seguito del grande periodo postindustriale. La fabbrica ed il progresso hanno infatti favorito la crescita del ceto medio-alto in modo tale che la popolazione operaia è riuscita a conquistarsi un bene immobile quale fondamentale investimento DENSITA' ABITATIVA 1951-2001 duraturo nel tempo. La rilevazione circa la 12000 9480 9602 8858 10000 popolazione nell’anno 2006 ha 8027 8000 visto una diminuzione della 6000 popolazione passando da 3423 4000 1346 27.132 abitanti nel 2001 ai 2000 26.478. 0 1951 1961 1971 1981 1991 2001 Sono invece aumentate le famiglie, da 11.196 a 11.468. Nel Comune di Bresso viene rilevato, nel Dicembre 2006 da parte della Regione Lombardia, un fabbisogno “critico” circa il soddisfacimento della domanda relativa agli alloggi di edilizia residenziale pubblica: la criticità risiede nel fatto che la realtà di Bresso è caratterizzata da prezzi elevati e offerta abitativa carente a fronte della densità abitativa cresciuta nel corso del tempo. In particolare il Comune di Bresso è stato caratterizzato, così come tutti i comuni del nord Milano, da un aumento di popolazione composta da un’alta percentuale di immigrati che ha costituito sino agli anni ’70 un saldo migratorio positivo che si è trasformato in negativo a partire dagli anni ‘80 sino ad oggi. Nel 2006 si sono insediati 722 immigrati a fronte dei 1136 emigrati per un saldo negativo pari a -414 abitanti. 1400 1200 1000 800 600 400 200 19 50 19 55 19 60 19 65 19 70 19 75 19 80 19 85 19 90 19 95 20 00 20 05 0 A fronte dell’intenso fenomeno migratorio, la situazione odierna è rappresentata da famiglie prevalentemente composte da due componenti. 74 immigrati emigrati Abitanti per kmq Di poco inferiore ma rilevante il livello delle famiglie con un solo componente mentre scompaiono quasi completamente quelle formate da cinque componenti. A fronte dell’alta FAMIGLIE NEL 2006 densità edilizia emerge la necessità da parte del 3733 4000 3331 3500 Comune, non potendo 3000 2472 espandersi a causa sia 2500 2000 di vincoli territoriali 1557 1500 presenti quali ad 1000 312 esempio l’autostrada 500 47 10 5 1 0 A4, il Parco Nord ed il 1 fiume Seveso, sia a causa della alta densità edilizia entro i confini comunali, di applicare una politica “trasformativa” del territorio che consenta di rinnovare e potenziare l’esistente. Nel 1953, a fronte dell’adozione del Piano Regolatore Generale da parte del Comune di Milano, a Bresso emerge l’esigenza di dotarsi di uno strumento urbanistico che sia in grado di affrontare il processo di trasformazione economica dovuta all’impeto della “grande fabbrica” e ad un notevole aumento della popolazione e delle relative esigenze alloggiative. Nel 1956 viene adottato lo schema di Piano Regolatore approvato nel 1957 e in modo definitivo nel 1958. Nel 1960 la popolazione bressese è pari a 8.995 abitanti. Un incremento di fabbricati industriali nella periferia milanese comporta la crescita di flussi migratori che, aggiungendosi alla popolazione residente, determina la richiesta di ulteriori aree disponibili alla creazione di nuovi e possibili insediamenti. L’esigenza della realizzazione e approvazione del nuovo Piano di Fabbricazione, nel 1963, comporta l’esecutività del nuovo Piano Regolatore Generale nel medesimo anno caratterizzato da un intensa richiesta di lottizzazioni. Nel 1969 viene richiesta la redazione di un ulteriore nuovo Piano Regolatore Generale la cui adozione avviene 75 1 componente 2 componenti 3 componenti 4 componenti 5 componenti 6 componenti 7 componenti 8 componenti 12 componenti Stratificazione delle regole insediative dal 1953 ad oggi due anni dopo, nel 1971 seguita dalla definitiva approvazione nel 1974. Subisce due varianti pur individuando il principio della perequazione quale “uguale diritto edificatorio a tutte le aree sia che esse siano vincolate, standard o edificabili” e un nuovo disegno della città dove vengono individuate le aree edificate e i vuoti all’interno dei confini comunali. Emerge così l’esigenza di redigere un Piano Regolatore che abbandoni la vecchia visione della città per convogliare tutte le energie nel governare un territorio che, coinvolto nel vortice del mercato globale, è soggetto ad intensi flussi innovativi nel campo tecnologico. Bresso, quale comune sito nella prima cintura periferica a nord del capoluogo lombardo, inizia ad intravedere l’importanza di attestarsi nel clima competitivo ed innovativo: agli inizi del 2000 la città è attraversata all’impeto relativo ad una miglior gestione del suo capitale umano, delle sue risorse territoriali e del suo sviluppo. Nasce l’esigenza di fronteggiare problematiche sociali relative al problema di alloggi e di servizi a favore della popolazione promuovendo linee di indirizzo strategiche che migliorino la qualità della vita di ogni abitante in ogni fascia d’età e relative esigenze, in particolar modo occupazionali. Un anno di dibattiti ha portato la città di Bresso, alla fine del 2000, a innovare la progettazione dello spazio urbano manifestando sempre più la volontà di affermarsi come importante polo tecnologico ed importante presenza all’interno della cintura verde del Nord Milano. La priorità emergente di questo periodo è convogliare le risorse comunali in un programma di lavori pubblici contemporaneo alla realizzazione di rilevanti interventi al fine di migliorare il patrimonio edilizio esistente. Bresso, quale provincia attiva del nord Milano, partecipando contemporaneamente alla realizzazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale con il 76 Comune di Milano, aggiorna il vecchio strumento urbanistico vigente proponendo il nuovo Piano Regolatore Generale all’inizio del 2003. In questi anni il Comune di Bresso sente forte l’esigenza di convogliare tutte le sue energie al fine di incentivare una ripresa positiva della città e al contempo migliorare il suo inserimento all’interno del quadro provinciale del Nord Milano. Si giunge con questa intenzione al 2005 e a seguito della nuova normativa messa in campo dalla Regione Lombardia riguardo il Governo del Territorio con la legge 11 marzo 2005, n. 12, e alle nuove competenze spettanti alle province e ai comuni, l’Amministrazione Comunale approva, con deliberazione di Consiglio Comunale, il Piano Regolatore Generale il 30 maggio 2005. In data 6 Luglio 2005 viene approvata definitivamente , con deliberazione di Giunta Provinciale, la Variante Generale che ha assunto efficacia il 17 Agosto 2005 (con la pubblicazione sul BURL). Le recenti regole insediative propongono una gestione del territorio che favorisca, a livello provinciale lo sviluppo della politica dell’abitare, del sistema infrastrutturale e produttivo quale polo biotecnologico e al contempo incentivi il recupero e il mantenimento dell’identità cittadina all’interno degli spazi aggregativi presenti nel tessuto urbano. A Bresso, nel periodo postbellico alle soglie degli anni ‘50 si assiste, dal punto di vista economico, ad un tasso d’occupazione totale dei cittadini pari al 58, 2% prevalentemente incentrato, per il 69,6%, nel settore manifatturiero mentre una piccola parte, solo il 10%, nel commerciale. Le difficoltà del periodo d’uscita da un clima di guerra molto difficile segnano un tasso di inattività pari al 41,8%. A partire dagli anni ’50, si assiste ad un’evoluzione nel campo economico che ha modificato la struttura della popolazione e relative abitudini. In questo periodo si avvia un’intensa domanda, da parte della società, 77 Evoluzione dei sistemi funzionali relativa a bisogni emergenti che devono sempre più accontentare le esigenze della cosiddetta “massa”. Si sviluppa il settore siderurgico, chimicopetrolchimico e abbigliamento favorendo un aumento del prodotto interno lordo del 38% accompagnato da una crescita di salari. Assumendo la suddivisione del Comune di Bresso in quattro quadranti, a) delimitato da Via Cadorna, Via Veneto e Via Seveso-Madonnina, b), tra Via C. Romani, l’asse Grandi-Gramsci, Via XXV Aprile e Via Vittorio Veneto, c), tra Via XXV Aprile e Vittorio Veneto verso sud, d) tra Via Seveso-Madonnina, il tratto terminale di Via Vittorio Veneto e Via Papa Giovanni XXIII, è possibile descrivere l’evoluzione del sistema urbano dal secondo dopoguerra ad oggi. A partire dagli anni ‘50 si sviluppano i seguenti comparti industriali. Dapprima la Isothermos, nata nel 1942 e situata nel quadrante a) nord-ovest, produceva impianti di refrigerazione e riscaldamento. Divenuta in seguito IsoRivolta Automobili si specializza, a partire dal 1948 grazie a Renzo Rivolta, nella produzione di scooter di piccola cilindrata per passare alla vendita sul mercato di auto di lusso così da essere altamente competitiva, non ottenendo però un repentino successo. Quest’ultimo giungerà a partire dal 1964 sostenuto anche dalla stampa di riviste d’auto d’epoca pubblicate anche all’estero. Tra alti e bassi nel 1970 la Iso Rivolta Automobili arriva a produrre anche motoslitte. Non riscontrando molto successo come in passato l’industria automobilistica cessa l’attività a Bresso per trasferirsi a Varedo dimettendo così i propri capannoni industriali. Nel Comune si sviluppano, nel quadrante b), l’industria Lipsa Lancome, quale produttore di prodotti di bellezza all’incrocio Via Vittorio Veneto-Via C. Romani, accompagnata dall’industria elettronica Parizzi nei pressi di Via Romani-Galilei e l’industria Retam, sita tra Via Patellani e Via XXV Aprile, specializzata nella manutenzione di macchine industriali. 78 Nel quadrante d) è sorta dapprima l’industria Angeletti-Ciucani, produttrice di alluminio, divenuta in seguito Alcan corrispondente all’odierna Novelis presso l’incrocio tra Via Papa Giovanni XXIII e Via Vittorio Veneto. L’industria dà vita all’attività nel 1947 e, partendo da semplice fonderia, si trasforma nel corso degli anni sino a giungere, negli anni ’80, alla definizione di moderni processi di lavorazione dell’alluminio. Nella medesima porzione comunale si sono sviluppate le seguenti industrie: la Cino del Duca, casa editrice in Via Lillo del Duca, e l’industria Zambon quale multinazionale nel settore farmaceutico con sede nell’area delimitata da Via Ariosto, Via Lillo del Duca, Via Meucci, e Via Campestre. Insediatasi nel 1961 a Bresso, ha accentuato la sua importanza e relativa fama sviluppando intensi rapporti internazionali nel continente Europeo, in America e in Asia. Questa industria ha, col tempo, accorpato a sé altre società biotecnologiche quali la francese NicOx, la CTI Europe Novuspharma e la Newron Pharmaceuticals. Nell’area è stata anche creata la Z-Cube avente compito di trasformare e realizzare concretamente in prodotti farmaceutici quanto elaborato dalle industrie biotecnologiche precedentemente citate. Un’altra importante industria storica è la Società Italiana Ernesto Breda fondata nel 1886. La sua importanza la si registra nel campo aeronautico andando ad affiancarsi alle grandi industrie italiane quali la Fiat, l’Ansaldo, e l’Iva. La produzione manifesta risultati esaltanti durante gli anni ’30 seguiti da una caduta negli anni ’50 dovuta a problemi di riconversione e ristrutturazione dell’azienda. Nel 1951 viene attuato un drastico risanamento da parte dell’organismo di maggioranza della società che trasforma quest’ultima nella Società Finanziaria Ernesto Breda. L’importanza di queste grandi imprese ha consentito al Comune di Bresso di attestarsi come grande 79 polo produttivo milanese: nel decennio ’51-’61 prevale ancora, per il 60%, il settore manifatturiero mentre il commercio si assesta al 10%. Il tasso d’inattività sale, rispetto al decennio precedente, al 45,7% in quanto inizia ad emergere sempre più la classe studentesca dedita alla sola attività di studio. La situazione nel decennio 1951-1961 vede operanti nel settore industriale 221 imprese, pari al 43,9% del totale, in cui sono occupati 3289 addetti ( 84,5% dell’intera occupazione). L’industria meccanica, con i suoi 925 addetti, rappresenta sempre il maggior numero di unità operative con 72 imprese mentre il commercio presenta 221 unità locali, pari al 43,9% delle imprese. Nei servizi sono presenti 61 imprese, pari al 12,1% del totale. Nel 1961 Bresso presenta in totale 503 imprese con 3892 addetti. Addetti nel 1961 Industria 84,50% Commercio Tra il 1961 ed il 1971 gli abitanti bressesi mantengono alti i profitti dell’industria manifatturiera per il 52,9% che tende ad assestarsi nei settori tradizionali. Servizi 0,00% 11,50% 4,00% 20,00% 40,00% 60,00% Al contempo aumenta l’occupazione nel settore commerciale al dettaglio e all’ingrosso, dal 10% al 13%. Il tasso di inattività è del 46,5% diminuito per la popolazione studentesca e aumentato per la classe pensionata, ormai inattiva. 80 80,00% 100,00% Precisamente nel settore industriale operano 279 imprese, pari al 36,4% del totale, il commercio presenta 369 unità locali, pari al 48,2% del totale delle imprese, mentre nell’area dei servizi si contano 118 imprese e 367 occupati. Addetti nel 1971 Industria 75,40% Commercio Servizi 18,30% 6,30% 0,00% 10,00 % 20,00 % 30,00 % 40,00 % 50,00 % 60,00 % 70,00 % 80,00 % Addetti nel 1981 Alla fine degli anni ‘60 sono così presenti sul territorio comunale 766 imprese e 5844 addetti. Industria 59,20% Commercio 17,70% Servizi 23,10% Nel decennio successivo,tra il 1970 0,00% 10,00% 20,00% 30,00% 40,00% 50,00% ed il 1980, cala il tasso d’occupazione nel settore manifatturiero a seguito del periodo di crisi postindustriale. Si giunge al 45,6%. Aumenta sempre più passando dal 13% al 18%. il settore commerciale Inizia ad emergere in questo periodo il settore creditizio e assicurativo accompagnati dall’importanza dei servizi dedicati ai cittadini: in questi ultimi è occupato il 34,8% dei cittadini. Il tasso di inattività è del 55,2% di cui il 37,7% corrisponde a bambini sotto i 14 anni. La situazione nel decennio 1971-1981 vede il settore industriale sempre più ridimensionarsi dando vita ad un processo di frantumazione di grandi impianti in piccole imprese con la conseguente riduzione del numero di addetti occupati. Sono così presenti 474 imprese che rappresentano il 38,9% dell’economia di Bresso con un numero di addetti pari al 59,2% dell’intera occupazione. 81 60,00% 70,00% Nel settore commerciale sono presenti 394 unità pari al 32,3% calando le attività di piccolo commercio e aumentando la vendita all’ingrosso. Il settore dei servizi cresce impetuoso con 232 unità e 1359 addetti occupati in più. I servizi alle imprese, le attività legali,commerciale e tecniche segnano il cuore dello sviluppo di tale settore. Nel 1980 a Bresso sono presenti in totale 1218 imprese per un numero di addetti pari a 7458 unità. Si verifica un lieve aumento delle imprese, 511, pari al 31,7% del totale dove prevale l’industria meccanica con la sue 156 imprese, il commercio con 416 unità locali pari al 25,8% del totale e con 1516 addetti. Il settore dei servizi è costituito da 684 imprese e 2313 addetti aprendo gli anni ’90 con 1612 imprese per un numero di addetti di 7243. Giungendo agli anni ’90 Addetti nel 1991 l’occupazione nel Comune di Bresso Industria raggiunge il 55,7% di cui la maggior Commercio 20,90% parte degli occupati sono ormai nel settore dei servizi Servizi 32,00% (7,8% trasporti e comunicazioni, 0,00% 10,00% 20,00% 30,00% 40,00% 16,9% credito, assicurazioni e servizi ai privati) per un totale del 44%. Nel settore industriale manifatturiero risultano occupati il 36,8% delle persone mentre il 18,8% è occupato nel settore commerciale. L’inattività della popolazione rimane sempre elevata: 53% in cui emerge, per il 25,9%, il gruppo di popolazione residente ritirata dal lavoro. 82 47,10% 50,00% La situazione nel decennio 19912001 fa sì che Bresso assuma sempre più i caratteri di una città commerciale e di servizio. Addetti nel 2001 32,50% Industria Commercio 34,60% Servizi 31,00 % 32,90% 31,50 % L’industria manifatturiera coinvolta dalla crisi. 32,00 % 32,50 % è 33,00 % 33,50 % 34,00 % 34,50 % completamente Il settore industriale è caratterizzato da 422 imprese, pari al 24% dell’economia totale accompagnato dal settore commerciale che rappresenta il 32,4% dell’economia bressese. Ormai a Bresso prevale il settore dei servizi, rappresentando ormai con le sue 767 imprese il 43,4% dell’economia. Recentemente le attività economiche registrate nel territorio del Comune di Bresso corrispondono a 1871 unità. Si ritiene utile aggregare i seguenti indicatori: a) Natura giuridica delle imprese Le forme di amministrazione e controllo delle imprese sono particolarmente indicative, poiché la prevalenza di particolari forme giuridiche qualifica gli elementi su cui si fonda l’ossatura del sistema economico; b) Raggruppamento per codice attività secondo la classificazione ATECO 2002. La classificazione ATECO è stata scelta per esigenze di omogeneità statistica, in quanto tale sistema di rilevazione, predisposto dall’ISTAT per i censimenti relativi alle imprese, costituisce l’attuazione, a livello nazionale, del sistema di classificazione N.A.C.E., attualmente in vigore in tutta la Comunità europea. 83 35,00 % Nell’intento di ottenere un livello accettabile di sintesi, si è scelto di convogliare le attività nei rispettivi ambiti, qui di seguito riportati, che nella nomenclatura ATECO rappresentano il livello più alto di raccordo delle varie tipologie di attività imprenditoriale. AMBITI ATECO 2002 A - Agricoltura, caccia e silvicoltura; B - Pesca, piscicoltura e servizi connessi; C - Estrazione di minerali; D - Attività manifatturiere; E - Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua; F – Costruzioni; G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa; H - Alberghi e ristoranti I - Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni; J - Attività finanziarie; K - Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese; L - Amministrazione pubblica; M – Istruzione; N - Sanità e assistenza sociale; O - Altri servizi pubblici, sociali e personali; P - Attività svolte da famiglie e convivenze; Q -Organizzazioni ed organismi extraterritoriali. I risultati sono stati incrociati per stabilire relazioni più analitiche con particolare riferimento al rapporto che 84 intercorre tra lo specifico Ambito ATECO di classificazione dell’attività e la natura giuridica delle imprese. Si è provveduto, infine, a quantificare l’incidenza delle imprese artigiane nel sistema, operando anche per queste ultime un raggruppamento secondo la forma giuridica e gli Ambiti ATECO di classificazione. Un’altissima percentuale delle imprese registrate, pari a più della metà, è costituita da ditte individuali, rappresentate dalla persona fisica del soggetto titolare, nel numero di 960. Seguono, con notevoli distacchi, le Società a responsabilità limitata (384), le Società in accomandita semplice (215) e quelle in nome collettivo (206). Le Società per azioni registrate sono 50, pari al 2,7%. Le Società cooperative, in numero di 34, rappresentano l’1,8% del totale. Da un primo esame emerge chiaramente che la struttura imprenditoriale bressese si articola, in larghissima misura, su piccole imprese individuali che consentono costi di gestione molto limitati e maggiore flessibilità di amministrazione. La seconda forma prediletta è quella della società di capitali a responsabilità limitata. Questa tipologia societaria, a differenza dell’impresa individuale, presenta maggiori oneri in merito alle modalità di costituzione, al capitale sociale minimo da versare, ai costi ed agli adempimenti di gestione. In rapporto all’esigibilità di crediti, tuttavia, questa forma giuridica consente di rivalersi, in prima battuta, unicamente sulle quote in possesso dei soci e solo in un secondo momento sul loro patrimonio personale. Appare ridotta, al contrario, l’incidenza delle società per azioni, indicativa di una struttura fondata su piccole realtà imprenditoriali. 85 N° % Imprese 960 51,3% 338 18,1% 215 11,5% 206 11,0% 50 2,7% 46 2,5% 34 1,8% 22 1,2% 1871 100,0% Natura giuridica Impresa individuale S.r.l. pluripersonali S.a.s. S.n.c. S.p.a. S.r.l. unipersonali Cooperative e simili Altre tipologie Totale 1% 52% 2% 2% 3% 11% 11% 18% Impresa individuale S.r.l. pluripersonali S.a.s. S.n.c. S.p.a. S.r.l. unipersonali Cooperative e simili Altre tipologie Da un ulteriore raggruppamento delle persone giuridiche, diverse quindi dalle imprese individuali e costituite, nello specifico dalle Società di persone (s.n.c. e s.a.s.), dalle Società di capitali (s.p.a., e s.r.l.) ed infine dalle Società cooperative, emerge una sostanziale parità tra le società di persone e quelle di capitali, con una lieve prevalenza di queste ultime. N° % Imprese Impresa individuale 960 51,3% Società di capitali 434 23,2% Società di persone 421 22,5% Cooperative e simili 34 1,8% Altre tipologie 22 1,2% Totale 1871 100,0% Natura giuridica 86 1200 1000 960 800 600 434 421 400 200 34 22 Cooperative e simili Altre tipologie 0 Impresa individuale Società di capitali Società di persone In merito alla suddivisione delle attività secondo la nomenclatura ATECO, si osserva la preminenza assoluta di attività terziarie, con particolare riguardo all’Ambito G (Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa), con 539 imprese registrate e all’Ambito K (Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese) con 344 imprese iscritte negli elenchi camerali. Segue il settore delle costruzioni con 278 imprese censite e quello delle attività manifatturiere con 268. In seguito troviamo l’Ambito Trasporti, I, magazzinaggio e comunicazioni con 116 imprese, equivalenti al 6,2%, al pari con l’Ambito Altri servizi pubblici, sociali e personali, O. L’agricoltura, A, incide con l’1,3%, anche se al riguardo occorre osservare che si tratta per lo più di attività aventi la sola sede legale a Bresso, mentre i terreni sono ubicati al di fuori del Comune. Analogo discorso per le due attività estrattive (0,1%), C. N° Imprese % 539 28,8% 344 18,4% F - Costruzioni 278 14,9% D - Attività manifatturiere 268 14,3% I - Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 116 6,2% O - Altri servizi pubblici, sociali e personali 116 6,2% H - Alberghi e ristoranti 90 4,8% Ambito Ateco G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa K - Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese 87 J - Attività finanziarie 63 3,4% A - Agricoltura, caccia e silvicoltura 24 1,3% N - Sanità e assistenza sociale 22 1,2% M - Istruzione 6 0,3% C - Estrazione di minerali 2 0,1% L - Amministrazione pubblica 2 0,1% E - Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua 1 0,1% 1871 100,0% Totale 600 539 500 400 344 300 278 268 200 116 116 90 100 63 24 22 6 2 2 1 0 G K F D I O H J A N M C L Aggregando i dati secondo la tradizionale ripartizione tra Agricoltura, Industria e Servizi, emerge un’elevata terziarizzazione, con il relativo settore pari al 70%, seguito dall’ambito industriale - manifatturiero con il 29% (Ambiti Ateco Costruzioni, Attività manifatturiere ed estrattive) e dall’Agricoltura per l’1%, pur tenendo presenti le precisazioni di cui sopra circa l’ubicazione reale dei fondi di coltivazione. 88 E 1% 29% 70% Terziario Industria Agricoltura Per quanto attiene, più analiticamente, alle attività afferenti alla ricerca scientifica ed all’informatica, il numero delle stesse è pari a 73, equivalente al 4% del totale. CODICE ATECO N°Imprese % 72.2 REALIZZAZIONE DI SOFTWARE E CONSULENZA INFORMATICA 25 34% 72.3 ELABORAZIONE ELETTRONICA DEI DATI 24 33% 72.5 MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI MACCHINE PER UFFICIO E APPARECCHIATURE INFORMATICHE 12 16% 72.6 ALTRE ATTIVITÀ CONNESSE ALL'INFORMATICA 6 8% 73.1 RICERCA E SVILUPPO SPERIMENTALE NEL CAMPO DELLE SCIENZE NATURALI E DELL'INGEGNERIA 6 8% 73 100% TOTALE 89 8% 8% 16% 35% 72.2 REALIZZAZIONE DI SOFTWARE E CONSULENZA INFORMATICA 33% 72.3 ELABORAZIONE ELETTRONICA DEI DATI 72.5 MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI MACCHINE PER UFFICIO E APPARECCHIATURE INFORMATICHE 72.6 ALTRE ATTIVITÀ CONNESSE ALL'INFORMATICA 73.1 RICERCA E SVILUPPO SPERIMENTALE NEL CAMPO DELLE SCIENZE NATURALI E DELL'INGEGNERIA Disaggregando i dati relativi alla natura giuridica delle attività si è ottenuto un livello più analitico di risultanze, idoneo a rivelare le forme di impresa più frequenti nel contesto dei singoli Ambiti ATECO. Il dato complessivo conferma l’elevata incidenza delle imprese individuali in quasi tutti gli ambiti, in alcuni casi con punte ben superiori al 50%. Al secondo posto, per frequenza, si attestano le s.r.l.. Le società per azioni sono presenti maggiormente nell’Ambito finanziario, attesa l’inclusione degli istituti creditizi. Le società cooperative si sviluppano principalmente nel settore delle costruzioni NATURA GIURIDICA IMPRESE Ambito ATECO Primario Assoc. Azienda speciale comunale Consorzi e G.E.I.E. Coop. G 0 1 0 1 0 K 0 0 3 8 0 F 0 0 0 9 D 1 0 1 I 0 0 2 O 2 0 H 2 0 J 0 A 0 Ente Impresa indiv. pubblico S.R.L. Società diritto est. S.A.S. S.N.C. S.P.A. Società semplice TOTALI 320 83 0 65 52 17 0 539 109 130 1 64 22 7 0 344 0 185 45 0 12 26 1 0 278 2 0 102 68 0 26 58 10 0 268 5 0 83 16 0 2 6 2 0 116 0 1 0 76 13 0 12 12 0 0 116 0 1 0 33 16 0 15 22 1 0 90 0 0 3 0 31 5 0 10 4 10 0 63 0 0 1 0 19 1 0 2 0 0 1 24 90 N 3 0 0 2 0 1 6 0 6 3 1 0 22 M 2 0 1 1 0 0 0 0 1 1 0 0 6 C 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 1 0 2 L 0 0 0 0 2 0 0 0 0 0 0 0 2 E 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 1 TOTALI 10 1 7 34 2 960 384 1 215 206 50 1 1871 A - Agricoltura, caccia e silvicoltura; B - Pesca, piscicoltura e servizi connessi; C - Estrazione di minerali; D - Attività manifatturiere; E - Produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua; F – Costruzioni; G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa; H - Alberghi e ristoranti I - Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni; J - Attività finanziarie; K - Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese; L - Amministrazione pubblica; M – Istruzione; N - Sanità e assistenza sociale; O - Altri servizi pubblici, sociali e personali; P - Attività svolte da famiglie e convivenze; Q -Organizzazioni ed organismi extraterritoriali. La quota detenuta dalle imprese artigiane, nell’ambito del sistema imprenditoriale bressese, è pari al 32%. Ne consegue che quasi un’impresa su tre possiede requisiti tali da aver consentito il riconoscimento della qualifica artigiana. La rilevazione si è basata, in effetti, sull’estrapolazione dei dati concernenti le attività formalmente riconosciute come artigiane dall’apposita Commissione provinciale, istituita presso la CCIAA di Milano. Il risultato sembra confermare la strutturazione su piccole attività del network imprenditoriale locale, anche in rapporto alle caratteristiche precipue che la normativa vigente (Legge 443/1985) impone per il riconoscimento della qualifica artigiana. In base alla suddetta normativa, infatti, possono essere riconosciute come artigiane le imprese che, nel rispetto di precisi limiti dimensionali, presentano una partecipazione diretta al processo produttivo o alla prestazione del servizio da parte del titolare, nel caso di ditte individuali o della maggioranza dei soci per le persone giuridiche. Non possono ottenere la qualifica 91 artigianale le imprese costituite nella forma della società per azioni o in accomandita per azioni, in ossequio al principio della prevalenza del lavoro rispetto al capitale. 32% 68% Imprese artigiane Imprese non artigiane Tenendo conto dell’esclusione, a livello normativo, delle società per azioni ed in accomandita per azioni dalla possibilità di ottenere la qualifica artigiana, anche in questo particolare ambito la maggioranza delle attività è rappresentata dalle imprese individuali, in numero di 471, per un totale del 79%. Rapportato al totale generale delle imprese individuali registrate, l’incidenza di quelle artigiane è pari al 49%. Seguono le società in nome collettivo con il 15% (90 aziende) e quelle in accomandita semplice (23 aziende pari al 4%). Le società a responsabilità limitata sono il 2% (13 imprese registrate). Natura giuridica N° imprese % Impresa individuale 471 79% S.N.C. 90 15% S.A.S. 23 4% S.R.L. 13 2% 597 100% Totale complessivo 92 15% 4% 2% 79% Impresa individuale S.N.C. S.A.S. S.R.L. Per quanto attiene all’ambito di attività delle imprese artigiane, quello prevalente è rappresentato dalle Costruzioni con 208 imprese (pari al 35% del totale). Seguono le attività manifatturiere, con il 24%, nelle quali si annoverano, ad esempio, i calzolai, le sartorie e le pelletterie, nonché le gelaterie, pizzerie e rosticcerie artigianali e le attività di produzione in genere di beni alimentari e non alimentari. La quota riservata alle imprese di trasporto, magazzinaggio e comunicazioni (ad esempio autonoleggiatori, autotrasportatori, centri di telefonia internazionale) è pari al 12%, a pari merito con gli Altri servizi pubblici, sociali e personali (in cui sono classificati, a titolo esemplificativo, estetisti, acconciatori, lavanderie e lavasecco). Ambito Ateco N° Imprese % F - Costruzioni 208 34,8% D - Attività manifatturiere 144 24,1% I - Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 74 12,4% O - Altri servizi pubblici, sociali e personali 73 12,2% 49 8,2% 42 7,0% A - Agricoltura, caccia e silvicoltura 3 0,5% N - Sanità e assistenza sociale 2 0,3% G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa K - Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese 93 H - Alberghi e ristoranti Totale 2 0,3% 597 100,0% In merito all’incidenza delle imprese con qualifica artigiana nei singoli Ambiti ATECO, si rileva che tale percentuale è molto elevata nelle Costruzioni (75%), Attività manifatturiere (52%), Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni ed Altri servizi pubblici, sociali e personali, rispettivamente con il 27 ed il 26%. N°TOTALE DI CUI IMPRESE ARTIGIANE AMBITO ATECO % F - Costruzioni 278 208 75% D - Attività manifatturiere 268 144 52% I - Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni 116 74 27% O - Altri servizi pubblici, sociali e personali 116 73 26% G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni personali e per la casa 539 49 18% K - Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese 344 42 15% A - Agricoltura, caccia e silvicoltura 24 3 1% N - Sanità e assistenza sociale 22 2 1% H - Alberghi e ristoranti 90 2 1% Nell’ambito delle imprese registrate con qualifica artigiana l’incidenza delle imprese individuali è elevatissima. Tralasciando l’Ambito agricolo, in cui le due imprese individuali riconosciute assommano alla totalità 94 delle ditte artigiane, la percentuale è pari al 93,2% nell’Ambito Trasporti e comunicazioni, all’87,7% per gli altri servizi pubblici, sociali e personali, all’83,7 ed all’88,1% rispettivamente per le costruzioni e le attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca e servizi per le imprese, al 69,4% per l’Ambito commerciale e delle riparazioni, al 61,8% per le attività manifatturiere. La seconda tipologia più diffusa è la società in nome collettivo, presente soprattutto nelle attività manifatturiere con il 29,9% e nel Commercio, riparazioni ed affini con il 22,4%. Le società a responsabilità limitata registrano il loro valore più alto (3,4%) nelle Costruzioni, quelle in accomandita semplice negli Alberghi e ristoranti (50%) e nelle attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca e servizi alle imprese (7,1%). Totale AMBITI complessi ATECO vo Natura giuridica A % D % F % G % H % I Impresa indiv. 3 100,0% 89 61,8% 174 83,7% 34 69,4% 1 50,0% 69 S.N.C. 0 0,0% 43 29,9% 21 10,1% 11 22,4% 0 0,0% 3 S.A.S. 0 0,0% 8 5,6% 6 2,9% 3 6,1% 1 50,0% 1 S.R.L. 0 0,0% 4 2,8% Totale 3 100,0% A M B I T I 144 100,0% A T E C O % K % N % O % 93,2% 37 88,1% 4,1% 2 4,8% 0 0,0% 64 87,7% 471 2 100,0% 8 11,0% 1,4% 3 90 7,1% 0 0,0% 1 1,4% 23 7 3,4% 1 2,0% 0 0,0% 1 1,4% 0 0,0% 0 0,0% 0 0,0% 13 208 100,0% 49 100,0% 2 100,0% 74 100,0 % 42 100,0% 2 100,0% 73 100,0% 597 2 0 0 2 A - Agricoltura, caccia e silvicoltura; D - Attività manifatturiere; F – Costruzioni; G - Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli e di beni e per la casa; H - Alberghi e ristoranti I - Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni; K - Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese; N - Sanità e assistenza sociale; O - Altri servizi pubblici, sociali e personali; personali I dati di sintesi indicano le seguenti ricorrenze: 1. La struttura imprenditoriale bressese è rappresentata per lo più da piccole imprese individuali. Le stesse sono principalmente attive nell’ambito terziario, con particolare riguardo al commercio e riparazione di beni, nonché alle attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese. Il numero totale delle imprese registrate presso la CCIAA di Milano è pari a 1871; 95 2. Il network imprenditoriale è caratterizzato da un’elevata terziarizzazione. Gli ambiti produttivi manifatturieri coprono meno di un terzo del totale; 3. L’incidenza dell’agricoltura è pressoché nulla, attesa la peculiare configurazione del territorio. Le aziende agricole, nella quasi totalità, hanno la sola sede legale; 4. Si riscontra una rilevante incidenza delle imprese artigiane, in numero di 597, che rappresentano il 32% delle attività imprenditoriali registrate; 5. Tra le imprese provviste di qualifica artigiana, l’incidenza del settore produttivo - manifatturiero è pari al 59%, con prevalenza delle imprese di costruzioni; 6. Per quanto attiene alla natura giuridica delle imprese artigiane, l’incidenza delle ditte individuali si attesta al 79%. Nel corso degli anni si è assistito ad un impoverimento sempre più drastico del settore agricolo: il mutamento del volto della città, da vecchio borgo agricolo a periferia industriale, ha portato alla scomparsa dell’antica attività economica: l’agricoltura. Oggi emerge come quest’ultima sia ormai residuale: 1,3%. Il tessuto urbano del Comune di Bresso, come detto in precedenza, presenta un’alta densità edilizia in cui edifici pluripiano di affiancano a palazzine di altezza massima pari a tre/quattro piani lasciando spazio, ai piani terra, ad attività commerciali al dettaglio. La massima densità edilizia si avverte nei quadranti a), b) e c) mentre nel quadrante d) delimitato dall’asse Severo – Madonnina - Vittorio Veneto, affacciato sul Parco Nord, sono preponderanti le aree industriali. Da uno sguardo generale sul territorio comunale si ravvisa una distribuzione dei servizi al cittadino, comprese le aree verdi, molto frammentata: la loro localizzazione risulta puntuale all’interno del costruito con prevalenti attrezzature pubbliche o di interesse generale localizzate nei due quadranti a) e b) a nord dell’asse Madonnina - XXV Aprile. Le strutture d’istruzione pubblica 96 Il paesaggio dentro la città sono situate prevalentemente alle estremità di tali quadranti così come le attrezzature produttive e i centri socio sanitari. Si riconosce invece la presenza di due ampie aree verdi quali il Parco Rivolta ed il Parco Rimembranze accompagnate da porzioni verdi di dimensione molto ridotta configurate come parchi urbani e giardini scolastici/condominiali privati. Mentre in entrambi i quadranti a nord dell’asse le due ampie porzioni verdi sono centrali e disposte lungo l’asse Vittorio Veneto, in entrambe le porzioni comunali a sud-est e sud-ovest il verde si configura perimetrale, con aree di notevole dimensione in diretto collegamento con il Parco Nord disposto a sud. Le strutture scolastiche sono meno numerose così come i luoghi di culto. Spostando lo sguardo lungo i grandi assi quali Via Bologna-Papa Giovanni XXIII a ovest, Via Vittorio Veneto centrale e la direttrice Grandi-Gramsci a est lungo l’aeroporto si osserva come nella porzione comunale a ovest di Via Vittorio Veneto i servizi siano accorpati e accentrati all’interno del tessuto edificato mentre nella porzione ad est, a forma triangolare, risultano più spalmati sul territorio e localizzati principalmente alle estremità, presso Via Don Minzoni e nei due isolati all’incrocio tra Via Villoresi, Via Don Vercesi e Via Gramsci. In generale la struttura regolare del tessuto urbanizzato ha favorito lo sviluppo dei servizi secondo forme geometriche regolari assumendo, come già ribadito, le sembianze di “tasselli” isolati privi di significativi collegamenti funzionali. Il Comune di Bresso considera alcuni suoi manufatti storici quali parti di città da sottoporre a vincolo urbanistico di carattere monumentale secondo l’ex Legge 1089/1939. Le presenze storiche da considerare come tali sono: Villa Patellani, ora Villa Rivolta, in Via Centurelli, nel quadrante a), la quale, sebbene ristrutturata con modalità che hanno modificato la tipologia (da villa a condominio), conserva intatte le caratteristiche esterne di Villa Monumentale che le è valsa l’assegnazione del vincolo della soprintendenza già dal 1945; nel medesimo 97 Vincoli urbanistici quadrante la Chiesa Parrocchiale di S. Nazzaro e Celso di fronte al municipio. Presso l’intersezione tra i due assi di sviluppo della città il Santuario della Madonna del Pilastrello che, risalente al 1400, nel 1582 ospitò San Carlo Borromeo in visita pastorale e venne anche adibito a ricovero per malati nei periodi di gravi pestilenze. 3) Sistema agricolo Il Comune di Bresso inizia a delinearsi nella porzione a nord della campagna milanese nel 1200 grazie alla presenza delle ricche famiglie Settala, Patellani, Perini, Cernuschi Lurani ed Isimbardi che si insediano nelle ville costruite lungo le rive del fiume Seveso. Le campagne sono inoltre popolate da contadini dediti alla coltivazione delle piante di gelso e di granoturco oltre alle quotidiane attività di allevamento del bestiame bovino. Le famiglie coloniche tendono a dar vita a veri e propri borghi agricoli caratterizzati dalla presenza di cascine e piccole chiese di ritrovo domenicale. La mezzadria, quale meccanismo di supremazia di importanti padroni terrieri sulla massa di agricoltori in precarie condizioni economiche, tende a ridursi sino a scomparire nel periodo di redazione del Catasto Teresiano, ossia durante il 1700: la vecchia famiglia colonica inizia a scomporsi in più nuclei e si sviluppa di lì a poco l’importanza della classe imprenditoriale. Fino al periodo dell’avvento delle grandi guerre mondiali la popolazione bressese è dedita all’agricoltura in particolare alla coltura cerealicola, di piante di gelso ed attività di filandra accompagnate dalle attività di allevamento. L’impetuoso avvento delle industrie ha pian piano invogliato i vecchi contadini ad abbandonare i campi e le antiche tradizioni agricole degli avi per un ritmo di vita 98 La formazione del paesaggio rurale e suo assetto attuale sempre più frenetico e volto ad progresso del capoluogo lombardo. accompagnare il In particolare il paesaggio rurale scompare a causa dell’esproprio di terreni molto fertili presenti attorno al canale Villoresi sito ad est del territorio comunale. Tali porzioni agricole vengono inglobate nell’area destinata alla realizzazione dell’aeroporto militare, ancora oggi presente e funzionante, creato per la produzione di armi da guerra dell’antica fabbrica Breda. La situazione odierna del territorio comunale ha completamente perso l’antica identità agricola: la città risulta caratterizzata da un tessuto urbanizzato molto fitto all’interno della maglia viaria accompagnato dalla presenza di impianti industriali anche di grande dimensione che contrastano con gli ampi spazi verdi caratteristici del Parco Nord. Quest’ultimo, in qualità di margine tra Bresso medesima ed il Comune di Milano sito a sud, ha assorbito completamente le vecchie campagne che hanno caratterizzato da sempre la storia della pianura padana. Nel territorio del Nord Milano si è verificato a malincuore l’assorbimento del paesaggio agricolo e dei vecchi borghi, tralasciando conseguentemente qualsiasi intento circa il mantenimento dell’identità storica e paesaggistica ereditata dal passato e sede di memorie e tradizioni. Anche lungo le sponde del fiume Seveso, sono scomparsi i segni del passato rappresentati da ingredienti naturali quali sabbia fine, robinie e sambuco nero che hanno reso il corso d’acqua punto di riferimento per la popolazione di Bresso che nei primi anni ’50 lo usava come meta di riposo e di gioco per i bambini. Col passare del tempo, il Seveso è stato interamente assorbito dall’intenso processo di edificazione che ha coinvolto le province del Nord Milano caratterizzato dall’affiancamento di beni storici e strutture produttivo - commerciali, le prime di contenuta dimensione, le altre di notevole proporzione. L’assetto attuale del paesaggio agricolo deve rispondere, secondo la Legge Regionale 11 marzo 2005, n. 12, Legge per il Governo del Territorio, agli 99 orientamenti imposti dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale in quanto deve essere attestato un intenso rapporto tra la gestione dei parchi a livello comunale e il disegno unitario di pianificazione delle aree verdi a livello provinciale e regionale. L’obiettivo da tenere sempre in considerazione riguarda la valorizzazione e la tutela della risorsa ambientale che la cintura periferica milanese mette a disposizione puntando ad offrire indicazioni territoriali quali sviluppo socio-economico, inserimento delle infrastrutture in compatibilità con l’ambiente, la definizione e la salvaguardia delle presenze idriche, la definizione quanto il mantenimento dell’identità territoriale agricola dettata dalla presenza di cascine. L’assetto agricolo del territorio comunale deve sempre rapportarsi col contesto non solo in termini di compatibilità ma anche di coordinamento con le diverse declinazioni morfologiche del territorio. Il Comune di Bresso, pianeggiante, copre una superficie pari a circa 340 ettari compresa per più di un terzo nel perimetro del Parco Nord. Attraverso la sua istituzione nel 1975 da parte del Consorzio Parco Nord Milano, con un’estensione di 600 ettari suddivisi tra il Comune di Bresso, Cormano, Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Milano e Sesto San Giovanni, è stata precisata l’intenzione, da parte dei Comuni sopra citati, di sottrarre all’impetuoso sviluppo urbanistico ed industriale aree della periferia nord del Comune di Milano al fine di gestirle in modo autonomo e garantire alla città la presenza di un importante polmone verde che riesca a contrastare gli effetti negativi di intensificazione edilizia del territorio. Il Parco Nord, inserito nel Sistema dei Parchi della Regione Lombardia e gestito dai sei comuni e dalla Provincia di Milano, ha permesso di inglobare, al suo interno, vecchie aree derivanti dalla dismissione di grandi impianti industriali risalenti all’epoca del boom economico lombardo e terreni incolti della periferia milanese così da evitare, in entrambi i casi, un completo e degradante abbandono sicuramente negativo nel clima di progresso di una città capoluogo quale Milano. 100 Struttura idrografica e sistemi ambientali Inserito all’interno di comuni fortemente edificati, il Parco Nord ha assunto non solo una vocazione “verde” quale importante sistema ambientale ricco di diverse tipologie floristiche e faunistiche ma anche una sorta di vocazione “urbana” a favore dei cittadini di Milano e dei comuni limitrofi. Il Parco Nord si propone come ricucitura del nord Milano in quanto, vista la presenza del fitto reticolo viario di portata rilevante non solo consente un percorso verde di spostamento alternativo al quotidiano congestionamento ma incentiva una conoscenza del contesto territoriale non solo rapportata alle attività lavorative ma anche improntata ad incentivare relazioni sociali attraverso occasioni di svago e d’incontro. La vitalità del Parco Nord è caratterizzata soprattutto dalla presenza di percorsi ciclopedonali per una lunghezza totale di oltre trenta chilometri che, in una sorta di continuum, superano le barriere infrastrutturali che frammentano il territorio consentendo così rapidi ed efficaci collegamenti. La funzione ricreativa e connettiva del Parco Nord favorisce così un ottimo ricongiungimento tra ambiti comunali che risulterebbero altrimenti collegati soltanto da imponenti strutture viabilistiche di scarso gradimento visivo e pessima percezione. Il Parco Nord è inoltre l’oggetto di un vero e proprio Piano: il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Nord Milano la cui variante è stata approvata dalla Legge Regionale 21 maggio 1990, n. 63 e adottata dal Comune di Bresso nel 2000 con l’obiettivo di fondo quale il miglioramento, a livello di compatibilità ambientale, degli insediamenti e delle funzioni rapportate alle caratteristiche tipiche del Parco. Il Comune di Bresso è caratterizzato dalla presenza di porzioni di Parco Nord lungo i suoi confini a sud, a ridosso del Comune di Milano: partendo da ovest, dalle sponde del fiume Seveso, le aree verdi sono localizzate lungo Via Bologna, Via Papa Giovanni XXIII, al termine di Via Don Gnocchi, lungo il margine sud di Via Don Vercesi, giungendo ai confini ad ovest e sud dell’aeroporto. 101 Queste aree si configurano di notevole pregio in quanto sono potenziali garanti di riqualificazione urbana e di integrazione/continuità con il verde limitrofo. Un aspetto importante da non trascurare riguarda la duplice valenza del Parco Nord quale risorsa paesisticoambientale, da una parte, e quale freno all’incontrollato ed eccessivo consumo di suolo dall’altra, vista la situazione di una provincia quale quella milanese troppo congestionata dalla presenza di infrastrutture quanto all’alta densità abitativa e produttiva. Dal punto di vista idrologico il Comune di Bresso è caratterizzato dalla presenza di pozzi pubblici la cui zona interessata è sottoposta a tutela assoluta secondo il D.P.R 236/88. In totale sono tre: due, nel quadrante a) siti all’incrocio tra Via Confalonieri e Via Marconi e tra quest’ultima e Via Lurani e uno, nel quadrante c) in Via San Giovanni Bosco. Il Comune di Bresso è caratterizzato dalla rilevante presenza di un altro elemento ambientale di notevole importanza: il fiume Seveso. Nasce dalle falde del Monte Pallanza, nella zona delle Prealpi, a quota 490 metri sul livello del mare nel Comune di San Fermo a Como. Di lunghezza complessiva pari a 48,3 km., ha una superficie complessiva di bacino pari a 227 km² di cui i 91 km² sono compresi nel tratto urbano. Attraversa il territorio della Brianza e termina in prossimità di Via Melchiorre Gioia a Milano. Il suo nome appare per la prima volta sui documenti del Codice Longobardo e ripreso nel 1150 da Federico Barbarossa fu chiamato Flumen Sevissi. Molti autori ritengono che il nome possa derivare dall’unione di due termini: “see” e “usum” alludendo all’uso del corso d’acqua. Quest’ultimo fu usato, oltre che per motivi domestici, anche per l’irrigazione dei campi, l’abbeveraggio del bestiame e la difesa della città medesima. Il fiume veniva anche usato per la pesca: nel 1870 venne emanato un decreto dal Consorzio delle acque del Seveso al fine di regolamentare i diritti della pesca ittica. 102 In tempi antichi e ancora in età romana il fiume Seveso era navigabile data la rilevante portata dovuta a copiose piogge provocate dalle estese zone boschive che coprivano il territorio e il lento scorrimento delle acque dovuto alle numerose curve dell’alveo del fiume medesimo. La sua testata è formata da due rami: il Val Grande nel Comune di San Fermo della Battaglia ed il torrente Mora proveniente dal Monte Croce nei pressi di Como. I due tratti si uniscono in un unico corso d’acqua nel Comune di Lucino dando vita al fiume Seveso vero e proprio. Sfociando nel Naviglio della Martesana, dopo circa 1,5 km di percorso assieme a quest’ultima, la portata del fiume Seveso da origine al Redefossi presso Viale Montegrappa che percorre la cinta dei bastioni spagnoli da Porta Nuova a Porta Romana nel Comune di Milano. La portata di magra è pari a 3-4 mc/secondo d’acqua mentre durante la piena la portata raggiunge i 50 mc/secondo. I suoi principali affluenti, siti lungo la sponda sinistra, sono il Rio Acquanegra, il torrente Serenza e il torrente Certosa. Alla data odierna il Fiume Seveso è caratterizzato dalla presenza di ponti, attraversamenti e restringimenti e le sponde, in alcuni tratti, corrispondono a muri di abitazioni disposte ai margini dell’alveo riducendo, in determinati tratti, la capacità di deflusso. Il tratto che interessa il Comune di Bresso si configura come il terzo tratto del fiume medesimo compreso tra il Comune di Cusano Milanino e Milano di lunghezza pari a 3 km. In codesta tratta il fiume ha un andamento rettilineo e regolare, caratterizzato da bacini prevalentemente urbanizzati dove l’alveo è, solo in brevi tratti di tipo naturale per lasciar spazio a una prevalente canalizzazione. L’alveo ha una larghezza compresa tra 10 e 17 mt per un’altezza compresa tra 2,5 e 4 mt. Le sponde sono, per la maggiore, delimitate da edifici in quanto questa tratta di fiume scorre tra abitazioni civili. Nella tratta riguardante il Comune di Bresso, per 450 mt., le sponde sono in calcestruzzo su 103 entrambi i lati, affiancate all’esterno da aree di allargamento che risultano pianeggianti; il flusso risulta “bidimensionale” in quanto si distingue in corrente idrica dell’alveo principale e corrente confluente in golene. Dato il carattere pianeggiante della zona in oggetto i canali laterali che interagiscono con l’alveo principale favoriscono il drenaggio delle acque anche nel processo discendente dell’onda di piena. Il tratto di torrente che attraversa i Comuni di Cormano, Cusano Milanino e Bresso è caratterizzato da canali secondari ai lati del ramo principale la cui interazione viene studiata attraverso sforatori laterali che simulano il flusso della corrente dal ramo principale al ramo secondario e viceversa. La porzione di allargamenti nel tratto di torrente del fiume Seveso a cielo aperto compreso tra il Comune di Cusano Milanino ed il quartiere Niguarda ha lunghezza pari a 2.500 mt e ricopre un’area pari a 500.000 m². Presenta un allargamento ad imbuto dal territorio di Cusano Milanino, passando sotto il ponte dell’autostrada A4 Milano-Venezia, fino all’origine di Via Ornato. Nel tratto di attraversamento della porzione di territorio a nord di Milano, caratterizzato da un’alta densità edilizia, commerciale e produttiva e da presenze boschive e aree verdi lungo la sponda destra compresa nel tratto di valle, i deflussi del fiume Seveso vengono ostacolati incrementando di conseguenza il volume di esondazione delle acque, di notevole portata nel punto tra Cormano e Bresso e tra quest’ultima e Milano città. Lo studio circa la limitazione dei fenomeni di esondazione prevede che il flusso della portata del Seveso debba essere ridotto attraverso creazione di scolmi e l’inserzione di laminazioni per i deflussi urbani dei Comuni del territorio interessato dalla tratta del Seveso quali Bresso medesimo, Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Cormano e Paderno Dugnano. In particolare i Comuni periferici al capoluogo lombardo che interessano il tratto più a nord del fiume hanno stimolato fenomeni di impermeabilizzazione e aumento delle portate derivanti dal reticolo fognario. Di conseguenza il deflusso del fiume 104 viene saturato per quanto riguarda la sua effettiva potenzialità di scarico delle acque. Nel tratto di passaggio tra Cormano e Milano, in cui vi rientra anche Bresso, sono presenti nove ponti, di cui tre non adeguati ed incompatibili e sei non adeguati ma compatibili. Il tratto interessato all’interno del Comune di Bresso è caratterizzato da un solo ponte sito nel quadrante a)nord-ovest nei pressi di Via Bologna. Appare evidente, data la densa presenza di residenze e strutture produttive accompagnate da una maglia stradale non indifferente, la necessità di incrementare la presenza del verde attorno al fiume Seveso in sé, attorno alle sue strutture in quanto la quantità odierna risulta essere troppo limitata per poter assolvere un efficace ruolo protettivo. 105 Capitolo III Le determinazioni di Piano Lo scenario strategico del Documento di Piano Il quadro conoscitivo orientativo precedentemente definito costituisce la cornice di riferimento per l’individuazione degli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazione a valenza strategica per la politica territoriale del Comune (art. 8, comma 2, lettera a - LR 12/2005). La legge regionale indica chiaramente una condizione da rispettare ed un’esigenza da soddisfare: gli obiettivi strategici comunali devono risultare coerenti con eventuali previsioni ad efficacia prevalente di livello sovracomunale; gli obiettivi strategici comunali devono essere ambientalmente sostenibili e, nel caso, si devono esplicitare i “limiti” e le “condizioni” attraverso cui si possono dichiarare tali. Funzionale alla dimostrazione di sostenibilità la legge ha previsto, nell’ambito della formazione del Documento di Piano, l’utilizzo dello strumento della Valutazione Ambientale Strategica che ha il compito precipuo di valutare la congruità, dal punto di vista della sostenibilità ambientale, delle scelte operate rispetto agli obiettivi dichiarati, oltreché evidenziare le possibili sinergie con altri atti di pianificazione e programmazione, valutare le alternative individuate, gli impatti potenziali generati, le eventuali misure di mitigazione / compensazione ritenute necessarie e le coerenze paesaggistiche. Rispetto a quest’ultimo aspetto gli ambiti delle sensibilità paesaggistiche, costruiti con le modalità specificate nell’Allegato Documento redatto dalla Commissione per il Paesaggio del Comune di Bresso, costituisce il riferimento per l’individuazione delle criticità e potenzialità locali del paesaggio nonché per 106 l’individuazione delle opportunità di valorizzazione dello stesso in relazione alle previsioni di sviluppo e al governo delle dinamiche in atto. Il Documento di Piano deve ora evidenziare la determinazione degli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del PGT (art.8, comma 2, lettera b - LR 12/2005). La legge regionale individua, a proposito della definizione di questi obiettivi un percorso che deve trovare adeguata documentazione negli elaborati del Documento di Piano contraddistinto da una particolare attenzione alle valenze di tipo qualitativo come la riqualificazione del territorio, l’utilizzazione ottimale delle risorse territoriali a disposizione e la conseguente minimizzazione di consumo di suolo libero. Risulta pertanto discriminante, nell’individuazione degli obiettivi quantitativi di sviluppo, verificare la possibilità di interessare: - parti di città o di territorio urbano caratterizzate da dismissioni in atto; - parti di città o di territorio caratterizzate da abbandono o degrado urbanistico e/o paesaggistico; - parti di città o di territorio urbano caratterizzate da sottoutilizzo insediativo; considerando queste situazioni non come esternalità negative di processi di trasformazione sempre più rapidi ed irreversibili ma come importanti risorse territoriali da sfruttare e valorizzare, in una logica di costruzione di politiche virtuose di riuso del territorio, verificandone quindi le potenzialità latenti o residue, preliminarmente alla presa in considerazione dell’occupazione di nuove aree non urbanizzate. Inoltre la definizione ed il dimensionamento degli obiettivi di sviluppo, coerentemente con la logica di utilizzazione ottimale delle risorse territoriali, deve avvenire in stretta relazione con la definizione dell’assetto viabilistico e della mobilità, nonché con la distribuzione attuale sul territorio del sistema dei servizi pubblici e di 107 interesse pubblico o generale, valutato anche alla scala sovraccomunale, eventualmente prevedendone un opportuno potenziamento e/o miglioramento di utilizzo, per ricercare la miglior razionalizzazione complessiva degli insediamenti e la realizzazione di effetti sinergici tra le diverse politiche settoriali; Relativamente alla determinazione delle politiche di intervento per i diversi sistemi funzionali (art. 8, comma 2, lettera c - LR 12/2005) il Documento di Piano deve formulare, in coerenza con gli obiettivi a valenza strategica prefissati e con le politiche per la mobilità, specifiche politiche di intervento e linee di azione per la residenza (includendo anche il settore dell’edilizia residenziale pubblica) e per le attività produttive primarie, secondarie e terziarie, con particolare attenzione alle politiche da attivare per il settore della distribuzione commerciale. Per quanto riguarda le Politiche per la Casa, si rimanda interamente al Documento ed agli elaborati grafici predisposti specificatamente ed allegati al presente. Quanto alla dimostrazione della compatibilità delle politiche di intervento individuate con le risorse economiche attivabili dall’Amministrazione Comunale (art. 8, comma 2, lettera d - LR 12/2005) si sottolinea l’importanza della dimensione temporale e l’aspetto della sostenibilità finanziaria delle previsioni di pianificazione: il Documento di Piano deve assicurare, da un lato, una stretta relazione e coerenza tra le politiche di intervento e le linee di azione prefigurate e dall’altro il quadro delle risorse economiche. Si rimanda all’uopo al Piano dei Servizi ed in particolare al Documento relativo al rapporto tra Piano dei Servizi e Piano Triennale delle Opere pubbliche. Gli ambiti territoriali coinvolti negli interventi di trasformazione ai sensi dell’art. 8, comma 2, lettera e LR 12/2005, sono puntualmente individuati cartograficamente nella tavola delle Previsioni di Piano e nel Piano delle Regole, allo scopo di garantire la possibilità di valutare le aree interessate in riferimento al contesto territoriale con cui si relazionano. 108 In riferimento agli ambiti di trasformazione il Documento di Piano, unitamente al Piano delle Regole: - determina le connotazioni fondamentali di ogni intervento (i limiti quantitativi massimi, le vocazioni funzionali da privilegiare, l’impostazione generale di progetto dal punto di vista morfo-tipologico, le eventuali specifiche esigenze di dotazioni infrastrutturali e di servizi). - connette direttamente l’azione di sviluppo prevista alla più adeguata tipologia di strumento attuativo cui ricorrere in fase realizzativa, con l’eventuale eccezione degli interventi pubblici e di quelli di interesse pubblico o generale; - dettaglia puntuali criteri di intervento per assicurare l’ottenimento, in fase realizzativa, di corretto inserimento ambientale e paesaggistico ed elevata qualità progettuale; - definisce i criteri di intervento per ogni ambito di trasformazione in riferimento al rispetto ed all’ottemperanza di specifici vincoli ovvero alla tutela di aspetti ambientali, paesaggistici, storico monumentali, ecologici, geologici, idrogeologici e sismici, qualora la documentazione conoscitiva segnali situazioni di diretta interferenza o comunque le analisi di contesto evidenzino la necessità di sviluppare particolari attenzioni; Il Documento di Piano, attraverso la composizione del quadro ricognitivo e programmatorio evidenzia puntualmente l’esistenza di previsioni contenute in atti di pianificazione e programmazione di Enti sovracomunali aventi carattere di prevalenza ed interessanti direttamente o indirettamente il territorio comunale. Conseguentemente, applicando il principio della “maggior definizione”, precisa territorialmente, ai sensi dell’art. 8, comma 2, lettera f - LR 12/2007, le indicazioni sovracomunali anche nella logica della co-pianificazione ed esplicitati i meccanismi di recepimento ritenuti più opportuni assicurando, in tal modo, la coerenza nelle azioni di governo del territorio degli Enti alle diverse scale. 109 Il Documento di Piano , inoltre, definisce i criteri di compensazione, di perequazione e di incentivazione (art. 8, comma 2, lettera g - LR 12/2007). La perequazione urbanistica, qualificabile come strumento di gestione del piano, è incentrata su un’equa ed uniforme distribuzione di diritti edificatori indipendentemente dalla localizzazione delle aree per attrezzature pubbliche e dei relativi obblighi nei confronti del Comune. All’istituto della “perequazione” è collegata la trasferibilità o commercializzazione dei diritti edificatori tra proprietari all’interno del comparto, nonché tra comparti ove le previsioni del piano prevedono incrementi di edificabilità in grado di accogliere ulteriori quote, ovvero forme di compensazione tra i fabbisogni dei vari comparti. Risultano evidenti i vantaggi che l’utilizzo della perequazione urbanistica offre in termini di concreta attuazione di interventi di riqualificazione o ricomposizione paesaggistica dei tessuti urbani degradati e delle aree di frangia, di realizzazione di corridoi verdi di connessione tra città e territorio rurale, di salvaguardia di visuali significative e valorizzazione di emergenze paesaggistiche, di coerente completamento del sistema del verde e degli spazi pubblici; ma soprattutto consente l’indifferenza localizzativa degli interventi e dei servizi e facilita l’acquisizione delle aree. L’istituto della “compensazione urbanistica” risponde anch’esso ad una finalità perequativa. Il Documento di Piano può elaborare i criteri di applicazione dell’istituto in questione tenendo conto la legge focalizza la propria attenzione sull’applicabilità della compensazione alla fattispecie di aree destinate alla realizzazione di interventi di interesse pubblico o generale non disciplinate da piani e da atti di programmazione. In luogo della corresponsione dell’indennità di esproprio, l’ Amministrazione può attribuire, a fronte della cessione gratuita dell’area, aree pubbliche in permuta o diritti edificatori trasferibili su aree edificabili private ricomprese in piani attuativi ovvero in diretta esecuzione del PGT. Come ulteriore alternativa, il proprietario può 110 realizzare direttamente gli interventi di interesse pubblico o generale mediante accreditamento o stipula di convenzione con il Comune per la gestione del servizio e, in questo senso, la possibilità acquista valore integrativo rispetto alle disposizioni contenute nell’art. 9 comma 12 della legge. L’istituto della compensazione può diventare una risorsa preziosa nei processi di riqualificazione anche di aree storiche in quanto consente la delocalizzazione di volumi in aree con minori problematiche di tipo morfologico ed ambientale. Il Documento di Piano può infine definire criteri per l’applicazione dell’istituto dell’ “incentivazione” caratterizzata dal riconoscimento di “bonus” urbanistici, ossia di maggiori diritti edificatori a fronte del conseguimento di benefici pubblici aggiuntivi rispetto a quelli ordinariamente ricollegati ai programmi di intervento (ad esempio maggiori dotazioni qualiquantitative di attrezzature e spazi pubblici o significativi miglioramenti della qualità ambientale , interventi di riqualificazione paesaggistica e rimozione di manufatti paesaggisticamente intrusivi od ostruttivi). Gli obiettivi qualitativi di Piano Vision Si profila e delinea un’occasione unica ed irripetibile per il futuro urbanistico di Bresso: la redazione del nuovo strumento di pianificazione territoriale che si sostituirà il Piano Regolatore Vigente. Con la Legge Regionale n. 12/05 si apre una nuova fase pianificatoria che assegna allo strumento di governo del territorio (PGT) delle città specifiche particolare peculiarità affinché quest’ultima sia espressione di interventi adeguati, affinché sia chiara la qualità ed utilità degli interventi, per dare alle città identità e soluzioni 111 urbanistiche mirate e realmente realizzabili durante gli anni di operatività del Piano. E’ richiesto cioè di definire la vera vocazione della città, la “vision” dello sviluppo di Bresso, della “Città che abbiamo in testa”. Volontà del Documento di Piano è quella di disegnare e definire forma spaziale e funzioni dei servizi, determinando la prioritaria strategia di sviluppo dell’intera città: il Parco Nord. Il Piano ha infatti l’arduo obiettivo di tentare di assicurare al territorio comunale non solo una adeguata dotazione di aree e spazi per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico, prima di tutto costituite dal “Sistema dei grandi parchi cittadini” e dal “verde” in generale, ma anche una equa e capillare distribuzione di queste stesse aree destinate ad attrezzature pubbliche all’interno ei quartieri, a supporto delle funzioni e del sistema infrastrutturale esistente e previsto dal PGT. 112 Il Documento di Piano e le Regole del Territorio Una peculiarità del Comune di Bresso risiede nel fatto che il territorio cittadino, fatta eccezione per le aree nel/del parco Nord, dei “grandi parchi urbani” e di poche altre aree verdi (parchi - giardini di quartiere) è pressoché totalmente edificato. Il Piano di Governo del Territorio definisce “tessuto” l’ambito territoriale consolidato, mentre individua con il termine “comparto” l’area, all’interno del tessuto urbano consolidato, oggetto di trasformazione. Aree Edificate - Tessuto Urbano Consolidato Le aree edificate del Tessuto Urbano Consoldato (TUC) prevalentemente residenziali non richiedono interventi di ristrutturazione urbanistica e sono pertanto sostanzialmente confermate dal PGT. Il Piano delle Regole definisce queste aree come Tessuto Consolidato Residenziale (TCR). In queste zone sono comprese le aree edificate consolidate dove insistono insediamenti prevalentemente residenziali nelle il PGT persegue obiettivi di mantenimento e/o adeguamento degli edifici esistenti e il completamento del tessuto edilizio. In queste zone l’indice relativo alle nuove costruzioni è pari a 0,65 mq/mq, flessibile nel consentire il mantenimento della volumetria esistente negli interventi previsti sugli edifici esistenti. Le destinazioni d’uso ammesse sono la residenza e tutte le funzioni compatibili ad eccezione di quelle di grande impatto urbano o ambientale (come la media e grande distribuzione o le attività industriali e artigianali moleste o inquinanti). All’interno del Tessuto Urbano Consoldato (TUC) sono presenti due ulteriori tipologie di tessuti: il cosiddetto Tessuto Consolidato Terziario (TCT) caratterizzato da alcune aree edificate, attive e con una localizzazione coerente, prevalentemente commerciali/terziarie, ed il Tessuto Consolidato Produttivo 113 (TCP) costituito da altre aree edificate, attive e con una localizzazione coerente prevalentemente produttive artigianali/industriali. Per questo ultima tipologia di tessuto, il Documento di Piano persegue l’ambizioso obiettivo di confermare tutti gli insediamenti produttivi esistenti e consolidati sul territorio comunale unitamente alle loro limitate previsioni di crescita ammissibili. Ritenendo le attività economiche e quelle produttive una particolare “risorsa” da salvaguardare e “preso atto” delle esigenze e delle volontà delle attività produttive localizzate ad ovest della Via Veneto, in particolare nel quartiere sud del terriotorio cittadino, di confermare, consolidare e sviluppare la propria attività, sono state abolite le precedenti zone RUM, previste dal Piano Regolatore Generale, quali zone di trasformazione urbanistica mista, con conseguente trasformazione delle stesse in Tessuto Consolidato Produttivo (TCP). Se da un lato il Documento di Piano conferma gli insediamenti produttivi esistenti, dall’altro persegue l’obiettivo di promuovere la riqualificazione funzionale degli insediamenti esistenti per migliorare le performances ambientali, nonché migliorare l’accessibilità e la funzionalità del sistema viabilistico e delle aree di sosta. Aree di Trasformazione - Comparti Uno dei compiti principali del Documento di Piano, così come è stato precedentemente affermato, è quello di individuare gli ambiti di trasformazione. Le aree edificate site all’interno del Tessuto Urbano Consolidato (TUC) caratterizzate da ma con edifici impropri per uso, impianto urbanistico o particolari caratteristiche architettoniche che necessitano di interventi di ristrutturazione urbanistica anche al fine di recuperare aree a standard sono state previste dal PGT come COMPARTI DI RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA A DESTINAZIONE PREVALENTEMENTE RESIDENZIALE (CRR). 114 L’area dismessa “Ex fonderia Villa”, sita all’interno del Tessuto Urbano Consolidato, e di estrema rilevanza e ruolo strategico, caratterizzata da edifici impropri, necessita di un intervento di ristrutturazione urbanistica anche al fine di recuperare aree ed attrezzaure collettive per la città e per il quartiere Papa Giovanni XXIII in particolare, è stata prevista dal PGT come COMPARTO DI TRASFORMAZIONE STRATEGICA (CTS). Per quest’ultima area gli interventi edilizi, per il ruolo e l’importanza “pubblica” e strategica di cui sono investiti, sono da attuarsi mediante la predisposizione di un Programma Integrato di Intervento (PII) con le destinazioni e gli indici definiti con il Piano delle Regole. Aree Libere Il Piano di Governo del Territorio conferma inoltre le previsioni del PRG per due zone libere, relativamente centrali e di una certa importanza, anche per dimensioni territoriali, identificate come Comparti di Nuovo Impianto (CNI). In essi, per la loro posizione e le caratteristiche del contesto, sono ammesse le medesime destinazioni e attività del Tessuto Consolidato Residenziale (TCR) con la limitazione relativa alla destinazione residenziale: quest’ultima non può superare l’80% della SLP consentita nella zona. Obiettivi Qualitativi di Sviluppo Il Documento di Piano del Comune di Bresso, in continuità con le scelte e gli indirizzi assunti con la Variante Generale al Piano Regolatore Generale del 2005, persegue i seguenti obiettivi qualitativi di sviluppo: PGT_Ob_1: TUTELA DELL’AMBIENTE: DEL TERRITORIO Ob_1_a “Promozione sostenibilità ambientale” Ob_1_b “Valorizzazione risorse”; 115 E Ob_1_c “Salvaguardia e cura del verde”; Ob_1_d “Minimizzazione consumo di suolo”; PGT_Ob_2: INNOVAZIONE E COMPETIZIONE: Ob_2_a “Incentivazione e rafforzamento funzioni di eccellenza” Ob_2_b “Potenziamento servizi”; offerta e qualità dei Ob_2_c “Promozione qualità urbana”; PGT_Ob_3: VALORIZZAZIONE TERRITORIALE: Ob_3_a “Rafforzamento identità cittadina”; Ob_3_b “Riqualificazione aree pubbliche”; Ob_3_c “Trasformazione aree private degradate e dismesse”; Ob_3_d “Infrastrutture, razionalizzazione mobilità urbana e trasporto pubblico locale”. L’obiettivo principale da perseguire è quello di restituire alla città una propria identità ed un comune senso di appartenenza capaci, superata la soglia del II millennio, di essere ancore motore e soprattutto promotori di sviluppo. 116 TUTELA DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE: Promozione sostenibilità ambientale “Io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest’ ultimo non preservo me stesso” Ortega y Gasset, José In coerenza con il nuovo Regolamento Edilizio approvato recentemente dal Consiglio Comunale, il Piano di Governo del Territorio, ed in particolare il Documento di Piano considera tra gli obiettivi prioritari la tutela del patrimonio edilizio di valore storico culturale, la tutela dell’ambiente e del paesaggio, la promozione di uno sviluppo urbanistico ecologico/sostenibile promuovendo l’incentivazione della qualità e salubrità edilizia mediante il contenimento dei consumi energetici, la bioedilizia e la lotta all’inquinamento ambientale, ivi compreso la fruibilità degli edifici e degli spazi aperti da parte di tutti i cittadini, compresi quelli diversamente abili. Nel campo edilizio del “costruire” questa logica si traduce nella ricerca di un’elevata qualità degli interventi, di un loro corretto inserimento nel contesto territoriale con particolare riguardo agli ambiti di tutela e del Parco Nord, nella promozione dell’architettura bio-ecologica quale metodo di progettazione e costruzione con forte “attenzione” all’ambiente in cui le opere sono localizzate, alla sensibilizzazione ed incentivazione di interventi finalizzati al risparmio energetico ed idrico, alla promozione di “consapevolezza ambientale e paesistica”, all’utilizzo e ripensamento del verde quale strumento di riqualificazione ambientale. Ciò significa anche aumentare la sensibilità ambientale della popolazione, sia residente che gravitante, rendendola cosciente dell'impatto delle attività antropiche sull'ambiente e sulla necessità di operare in modo da minimizzare gli impatti negativi e salvaguardare le risorse per le generazioni future. 117 In questa ottica la sostenibilità ambientale si tradurrà, in coerenza con il redigendo Piano Energetico Comunale, in interventi mirati a realizzare investimenti destinati a creare le condizioni per risparmiare energia nelle strutture pubbliche, realizzare impianti di autoproduzione di energia per utilizzi comunali, diffondere l’utilizzo sul territorio di sistemi “compatibili” come la cogenerazione ed il teleriscaldamento. Questo obiettivo è strettamente legato alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS, cui si rimanda integralmente), novità introdotta nella Legge Regionale 12/2005 in relazione alla valutazione degli effetti significativi che le previsioni di piano potranno avere sull’ambiente. In merito alla tematica “sostenibilità ambientale” è stato richiesto all’ARPA, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente sede nel Dipartimento provinciale di Monza e Brianza, di esprimere parere circa il Piano di Governo del Territorio tanto nelle sue componenti relazionali quanto negli elaborati grafici allegati. La domanda è stata inoltrata dal Comune di Bresso in data 28.12.07 prot. N. 33568 e pervenuta al Comune di Monza in data 29.02.2008 prot. N. 31178/08. Le osservazioni espresse sono scaturite da un’analisi del Documento di Piano quale strumento, assieme al Piano dei Servizi e al Piano delle Regole, fecente parte del Piano di Governo del Territorio adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n.76 del 17.12.2007. L’attenzione è stata rivolta agli AMBITI DI TRASFORMAZIONE CRR (Comparto di ristrutturazione residenziale) e CTS (Comparto di Trasformazione Strategica) in quanto la relativa destinazione primaria, residenza e servizi, degli ambiti considerati può presentare particolari criticità. L’ARPA sottolinea i seguenti aspetti in merito a quanto sopra citato: “Importanza di rispettare le prescrizioni circa la localizzazione dei fabbricati residenziali rispetto a strade e zone industriali”; 118 “Suggerimento di previsione di una fascia piantumata al limite di eventuali parcheggi o interventi di mitigazione attivi, quali barriere acustiche e terrapieni, al fine di creare una separazione tra aree a diversa destinazione d’uso e proteggere le aree residenziali dall’attigua zona industriale”; “definire e limitare le tipologie delle nuove attività che potranno essere inserite nelle aree delle zone industriali più vicine ai nuovi ambiti residenziali. Per tali edifici produttivi dovrà essere consentita solo manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo. Questi interventi non dovranno apportare un aggravio relativamente a rumore, emissioni, odori…” “eventuali ampliamenti saranno consentiti solo nel caso in cui sia dimostrabile che gli stessi vengano realizzati per migliorare l’impatto dell’attività sull’ambiente circostante, per un adeguamento igienico – sanitario nonché per migliorare l’ambiente di lavoro” In conclusione, alla base di quanto sopra detto, si ritiene fondamentale l’obiettivo di allontanare le attività insalubri dalle zone residenziali, ponendole al confine con queste ultime. Valorizzazione delle risorse “Una conoscenza diffusa Mackintosh, Sir James” si rende immortale da sé” In tema di risorse comunali, l’obiettivo è quello di valorizzare le risorse culturali e paesaggistiche presenti al fine di promuovere in primis iniziative tendenti alla conoscenza ed incentivare la fruizione pubblica di tali “ricchezze”. Attualmente le risorse naturalistiche/paesaggistiche esistenti sono costituite dal verde, Parco Nord e parchi cittadini e dal Fiume Seveso. 119 In riferimento al sistema ambientale costituito dal Parco Nord, uno degli obiettivi fondamentali del Piano è la definizione, in relazione agli obiettivi del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, delle strategie relative al miglioramento della gestione degli spazi aperti non urbanizzati quali aree agricole e aree protette proprio come il Parco Nord medesimo ed il fiume Seveso. Il Comune di Bresso, come detto in precedenza, è caratterizzato prevalentemente da presenze verdi alquanto frammentate all’interno del territorio comunale, contraddistinte in parchi urbani in cui vi rientrano il Parco Rivolta in Via Milano nel quadrante a), il Parco delle Rimembranze in Via Vittorio Veneto nel quadrante b), l’area verde in Via Don Minzoni nel quadrante b), il parco urbano in Via Don Gnocchi nel quarto quadrante d), la fascia verde lungo il fiume Seveso in Via Bologna e Via Papa Giovanni XXIII nel quadrante d). A scalare i parchi di quartiere e aree private quali giardini scolastici e/o condominiali. Le aree verdi appaiono come veri e propri “tasselli” inseriti in un tessuto edificato ad alta densità che ha lasciato poco spazio alla sfera ambientale: così le porzioni verdi si contraddistinguono dal possedere ridotte dimensioni che rivelano uno scarso equilibrio rispetto alle aree edificate. La presenza del Parco Nord è limitata alla fascia posta a sud a ridosso del confine con Milano città. Di conseguenza il legame tra le aree verdi risulta flebile, di carattere puntuale in quanto queste porzioni verdi sono inserite tra le edificazioni entro il confine comunale ed il Parco Nord medesimo “marginale” alla città di Bresso. Quest’ultima manifesta così una flebile capacità nel dare una vera e propria dimensione al “sistema del verde”: le puntualità ambientali interne al confine comunale si differenziano e poco si connettono al grande polmone verde di Milano non facilitando così la costruzione di un quadro coerente in cui lo spazio costruito e lo spazio verde siano compatibili in un disegno di valorizzazione coerente e positiva del territorio. I principali “vincoli” ambientali che interessano il Comune di Bresso prevedono, per legge, una ferrea tutela delle porzioni di territorio a cui vengono applicati quali il Fiume Seveso ed il Parco Nord. Questi si configurano 120 come risorse preziose (da qui la sfida di trasformare i vincoli in risorse), due simboli che contraddistinguono da sempre il volto di Bresso medesima quale “città del Parco Nord”. Il primo vincolo riguarda il fiume Seveso quale importante “pausa” nella massa edificata al confine ovest del Comune, risorsa da preservare dal punto di vista ambientale in quanto simbolo antico del territorio del Nord Milano. Il secondo è costituito proprio dal Parco Nord che assolve la funzione, come il fiume Seveso, di mantenimento dei tratti storici ed identificativi del territorio ed inoltre, disegnando una cintura verde tra il Comune di Bresso e Milano, consente di “dare respiro” ad una città ormai densamente edificata e per tale motivo da salvaguardare con politiche di tutela. I vincoli territoriali all’interno dell’ambito comunale non sono da intendersi solo in senso negativo come, ad esempio, l’evidente caso dell’autostrada A4 Milano-Torino percepita e vissuta dagli abitanti dei Comuni come forte segno marcato sul territorio e quindi barriera disincentivante lo sviluppo di efficaci relazioni tra le diverse realtà urbane. Il fiume Seveso, protagonista della proposta di istituzione del “Parco del Seveso” e in seguito oggetto della sottoscrizione del “Contratto di Fiume Seveso” è considerato un importante segno territoriale, un “corridoio ecologico” in quanto le sue sponde non solo conservano importanti caratteristiche del passato in alcuni suoi tratti ma sono simbolo di una rilevante risorsa naturale in un territorio, quale il Nord Milano, fortemente urbanizzato e soffocato dai manufatti residenziali ed industriali, a volte, di notevole dimensione il cui impatto visivo non è sicuramente trascurabile. Emerge così l’importanza di cogliere l’occasione per rivitalizzare gli ambiti lambiti dal passaggio del fiume così da proteggere il corso d’acqua da eventuali emergenze alluvionali tanto quanto incentivare la sua riscoperta e la sua positiva percezione sia da parte degli abitanti delle zone interessate dal suo passaggio sia da parte di popolazione gravitante per motivi di svago e relax. 121 La capacità di far riemergere la sua vitalità sta nel renderlo un elemento tanto riconoscibile sul territorio quanto riconciliabile con i diversi spazi che costituiscono il tessuto periurbano della cintura periferica a nord del capoluogo lombardo. Analizzando la situazione relativa al Parco Nord, anch’esso si configura come forte presenza sul territorio del Nord Milano. Oltre a favorire un rapido collegamento “verde” tra i comuni della prima periferia milanese, esso “entra” dentro alle città: Bresso, infatti, è già “città del Parco Nord”. Data la rilevante densità territoriale sia dal punto di vista insediativo che infrastrutturale, si corre il rischio che tali comuni, già fortemente strutturati, soffochino tra il cemento. Il Parco Nord, sottoposto a vincolo ambientale e quindi tutelato e salvaguardato per un suo ottimale mantenimento, deve essere potenziato e vissuto come opportunità di crescita qualitativa della vita dei cittadini che popolano giornalmente tali territori cercando di sviluppare ed incentivare forme di mobilità ciclopedonale che possano alleviare, purtroppo non sostituendo, le esternalità negative create dal trasporto privato giornaliero di mezzi e passeggeri con picchi di elevata intensità concentrata in particolare nelle ore di punta mattutine e pomeridiane. In conclusione questi due elementi naturali sono da vivere come due forti potenzialità e come tali devono essere trattate in modo da rendere non solo la città di Bresso ma anche tutti i comuni del Nord Milano realtà positive capaci di sentirsi quanto di farsi percepire vitali. Salvaguardia e cura del verde “Ho la consapevolezza e la certezza che dobbiamo fare qualcosa per la sopravvivenza della terra, non siamo i padroni della terra ma siamo i suoi figli” Grey Owl / Gufo Grigio 122 L’Amministrazione Comunale ritiene che il Comune di Bresso abbia una doppia valenza: “città del Parco Nord” e “città nel Parco Nord”, una risorsa da preservare e valorizzare, sia come soprassuolo che come sottosuolo. In linea generale, per tutto il territorio cittadino qualsiasi intervento edilizio/urbanistico deve prevedere la conservazione e la perpetuazione, anche tramite sostituzione, delle essenze vegetali esistenti (alberature di medio e alto fusto) e la sistemazione del verde. La riduzione al minimo dell’eventuale rimozione di essenze arboree presenti nei siti interessati dagli interventi edilizi e la previsione di interventi mirati alla riqualificazione ambientale e all’arredo dello spazio pubblico nell’intorno delle aree oggetto di interventi (nuove alberate, verde attrezzato) sono gli obiettivi da perseguire. Oltre alla valorizzazione ed alla creazione di un filo conduttore per ricucire il sistema dei grandi parchi urbani (attraverso percorsi ciclopedonali), si cercherà inoltre di realizzare, incrementare e migliorare, dove possibile, le aree a verde nei quartieri cittadini. Un discorso a sè merita il Quartiere Leopardi, sito interamente all’interno del tessuto del Parco Nord e baricentrico rispetto al percorso di congiunzione e collegamento delle due “ali di farfalla” del Parco a sud di Bresso (dove è previsto un collegamento ciclopedonale in quota a cavallo dell’area ex Fonderia Villa, volto a ricucire i due lembi del parco separati dalla viabilità e dal Seveso) e rispetto al collegamento tangenziale al campo volo, direttrice nord, per connettersi, sempre mediante un ponte ciclopedonale di attraversamento autostradale, al Parco del Grugnotorto. E’ prevista infatti la riqualificazione complessiva urbanistica ed ambientale di quest’area sita ad est del territorio del comunale di Bresso, interamente inserita nel tessuto del Parco Nord Milano, e ricompresa in parte in zona edificata (art. 9 delle NTA del PTC del Parco) ed in parte in zona di riorganizzazione funzionale, ai sensi dell’art. 7 bis delle NTA del PTC del Parco (Deliberazione Giunta Regionale 6 agosto 2002 n. 7/10206). 123 Il quartiere Leopardi comprende aree interessate dalla presenza di strutture produttive e tecnologiche, industriali e artigianali, che per il loro stato di degrado, per morfologia e per destinazione d’uso si pongono in rapporto non corretto con il contesto paesistico ed ambientale e determinano situazioni di particolare criticità ambientale, nonché la richiesta di interventi di ampliamento edilizio e di potenziamento impiantistico. Risulta pertanto necessario, per tali ambiti, intervenire al fine della riqualificazione ambientale delle attività e delle strutture esistenti (ivi compresa la realizzazione di parcheggi per “dare respiro” alla zona, e la realizzazione della “fattoria degli animali”). Le modalità di riqualificazione devono trovare una cornice normativa (contenuti volumetrici ed indici edilizi) attraverso la stipula di apposita convenzione tra l’ente gestore del parco (Parco Nord Milano), le proprietà interessate (“Maffini” e “Ranza”) ed il Comune di Bresso, ai sensi delle Norme Tecniche di Attuazione del Parco Nord. Tale convenzione, accompagnata da un progetto planivolumetrico complessivo di riqualificazione del Quartiere e della Zona, condiviso sia dal Parco Nord Milano che dall’Amministrazione Comunale, sarà oggetto di successiva approvazione in Consiglio Comunale. I contenuti di tale convenzione devono prevedere: interventi di trasformazione d’uso, opere di completamento, demolizione, nuova costruzione, ampliamento e ristrutturazione urbanistica (finalizzati al miglioramento complessivo della compatibilità ambientale e paesistica degli edifici e del loro contesto) e, al fine del miglioramento complessivo della compatibilità ambientale e paesistica, la realizzazione di opere di mitigazione e compensazione ambientale, tra cui la realizzazione di idonea fascia alberata lungo la Via XX Settembre al fine di comprendere, di fatto ed in termini percettivi, il nucleo edificato all’interno al Parco Nord. 124 Minimizzazione consumo di suolo “La nazione che distrugge il suo stessa”Roosevelt, Franklin Delano suolo distrugge se Obiettivo prioritario da perseguire con il Piano di Governo del Territorio è che lo sviluppo urbanistico sia compatibile con la tutela delle risorse naturali, nella fattispecie del suolo e che ne disciplini le trasformazioni d'uso per una crescita equilibrata delle parti della città e delle sue funzioni. Con “consumo di suolo” si intendono quindi tutti quegli utilizzi a fini urbani (residenziali, produttivi, commerciali, infrastrutturali) della risorsa da parte dell’uomo che ne determinano una riduzione quantitativa o qualitativa. La finalità è l’attuazione di una politica di intervento tesa a mirare ad uno sviluppo antropico compatibile con il rispetto dell’ambiente naturale e che si prefigga al contempo l’obiettivo di contenere gli impatti negativi di urbanizzazioni diffuse o incontrollate. Il processo di urbanizzazione ha infatti comportato il consumo e l’alterazione delle caratteristiche dei suoli: gli effetti negativi per l’ambiente dovuti essenzialmente all’impermeabilizzazione da asfaltatura sono molteplici ed evidenti; a parte la riduzione di terreno potenzialmente utilizzabile per altri scopi e l’alterazione degli ecosistemi naturali, si hanno modificazioni che riguardano il processo di percolazione delle acque nel sottosuolo, fondamentale per l’alimentazione delle falde acquifere. L’assunto è che la risorsa territorio non è infinita e, una volta attuata la trasformazione, la compromissione diventa irreversibile. In effetti Bresso si ritrova con un tessuto in parte gravemente compromesso da uno sviluppo edilizio/urbanistico succedutosi negli anni che ha praticamente saturato ogni porzione territoriale non vincolata da leggi e regolamenti sovraordinati. Da qui la necessità e la consapevolezza di cambiare la mentalità e la direzione delle scelte pianificatorie da “quantitative” a “qualitative”, da “espansione” a 125 “trasformazione”, cioè tendendo sempre di più a riqualificare l’esistente anche attraverso importanti interventi di ristrutturazione urbanistica. L’intento è evitare il più possibile di compromettere ulteriormente le poche e preziose aree libere con interventi di espansione. E’ in questa ottica orientato il proseguimento del “recupero” degli edifici dismessi e l’individuazione dei cosiddetti Comparti di Ristrutturazione urbanistica a destinazione prevalentemente Residenziale (CRR) e del Comparto di Trasformazione Strategica (su aree su cui un tempo insistevano le industrie motore della produttività bressese). Il progetto complessivo di recupero delle aree dismesse è basato su una visione di insieme dello sviluppo complessivo cittadino e, nello stesso tempo, è accompagnato dal processo di riqualificazione della città, assecondando la vocazione di Bresso quale “città del Parco Nord” e di cittadella dell’innovazione della ricerca, del Parco Tecnologico e Scientifico e del Centro Permanente di Formazione di Eccellenza. La cosiddetta città delle fabbriche è stata una città di recinti chiusi e impenetrabili e ciò ha reso estranea una gran parte del territorio alla vita della comunità locale bressese. Il Progetto della nuova Bresso deve necessariamente scoprire le parti interne ai muri di cinta, aprirsi e dialogare con la comunità che la abita, che deve essere coinvolta e vivere le realizzazioni incrementali, per non lasciare a lungo la città in una condizione di incompiuto. Obiettivo principale dei Comparti di Trasformazione Strategica è quello di creare nuovi spazi pubblici per le funzioni legate al tempo libero e, nel contempo, porre le migliori condizioni per lo sviluppo di tipo qualitativo delle attività legate alla produzione, ai servizi ed al commercio. Il tentativo del Piano di Governo del Territorio di Bresso è quello di tentare di ricucire con un ipotetico filo “funzionale/strategico” che si configuri come una “vision” queste aree localizzate in maniera diffusa sul territorio in 126 modo che con un apporto sinergico di funzioni alla città, possano contribuire allo sviluppo della stessa, attirando capitali ed innovazione che possano muovere ed alimentare il volano della competitività. INNOVAZIONE E COMPETIZIONE Incentivazione eccellenza e rafforzamento funzioni di “L'eccellenza in un campo qualsiasi può essere raggiunta solo attraverso il lavoro di una vita: non si può acquistare ad un prezzo inferiore” Johnson, Samuel Bresso, città del Parco Nord, centro del Nord Milano, si è investita dell’arduo compito di contendere alla Città di Milano le funzioni di eccellenza attraverso la promozione e l’investimento circa la riconversione delle aree industriali dismesse nelle nuove funzioni dell’innovazione e della ricerca individuando al contempo in Biocity il luogo di questa trasformazione. La riconferma nel Piano di Governo del Territorio del cosiddetto “Polo di Eccellenza” rappresenta la volontà dell’Amministrazione Comunale di perseguire, nel progetto che prevede l’insediamento e la crescita delle funzioni di “ECCELLENZA” destinate alla realizzazione di un Centro (uno dei pochi esempi in Italia) per la ricerca, la sperimentazione e l’innovazione nel settore delle biotecnologie. Tale obiettivo, con l’ambizione di creare opportunità di crescita e sviluppo nella rete della conoscenza, nonché di soddisfare nuove domande ed esigenze, accentua il carattere di nuova centralità che assumerà la zona con la realizzazione del “Polo” di ricerca nel disegno più complessivo di una Bresso “policentrica”. Nell’ambito del polo di eccellenza, in continuità al percorso intrapreso con il PRG sarà altresì realizzato, in attuazione al Programma Integrato di Intervento 127 Zambon, recentemente approvato, un nuovo e moderno centro per la ricerca, la sperimentazione e l’innovazione nel settore delle bio-tecnologie nonché una mensa interaziendale, un parco tecnologico di 46.000 mq circa, oltre alla realizzazione di una centrale di cogenerazione per l’avvio del processo di teleriscaldamento cittadino, quale “sistema ambientalmente sostenibile” in conformità con il Piano Urbano Generale dei Servizi del Sottosuolo. Preso atto della impossibilità di attuare le previsioni del Piano Regolatore Generale che prevedeva sull’area a standard precedentemente individuata sul fronte di Via Ariosto dell’area della ex Cino del Duca, sulla quale ricade un edificio esistente tuttora in fase di ristrutturazione (e rivitalizzazione con la nuova sede della Kunzi spa), il trasferimento del municipo, in sostituzione di quello attuale, si conferma anche per tale area l’identità del Polo di Eccellenza, con le funzioni ad esso compatibili, salvo la possibilità di consentire anche l’insediamento di attività commerciali. Sempre in tema di eccellenza merita una speciale menzione lo spazio polifunzionale di Via Lurani ed in particolare Biobresso. Il Consorzio BioBresso nasce come atto conclusivo del progetto “Sperimentazione di un modello consortile tra Università di Milano-Bicocca, PMI biofarmaceutiche, enti locali ed ospedalieri per l'implementazione di piattaforme informatiche nel campo dello sviluppo di nuovi farmaci e della diagnosi” finanziato dalla Regione Lombardia, nell'anno 2005. Costituito da Bresso, Consorzio Milano Ricerche e Biopolo, ha avuto come sua centralità scientifica lo sviluppo di una nuova piattaforma bioinformatica orientata alla ricerca e ottimizzazione di lead compounds farmaceutici tramite l'applicazione di una vasto spettro di metodologie di Virtual High Throughput Screening. Il Consorzio è stato formalmente costituito ed è retto dalla presidenza del Rettore dell’Università di Milano-Bicocca e dalla vicepresidenza del Sindaco di Bresso. 128 Il Consorzio ha sede presso l’edificio comunale polifunzionale di Via Lurani e ha a disposizione circa 800 mq di spazi attrezzati ad aule, laboratori informatici e studi per i ricercatori. In spazi attigui a quelli del Consorzio ha sede operativa la Società DELOS Srl, startup dell’Università di Milano-Bicocca, la cui nascita è stata finanziata dal MURST e che è stata recentemente premiata dalla Provincia di Milano come nuova società innovativa. All’interno di DELOS è stata sviluppata la piattaforma informatica per lo studio VHTS di nuovi farmaci. Il tema della competizione persegue inoltre l’obiettivo di rafforzare il tessuto produttivo esistente creando occasioni attrattive per l’insediamento di nuove attività ad elevato contenuto innovativo, possibilmente nella direzione del terziario avanzato e dello sviluppo energetico sostenibile, nella logica del Marketing e promozione territoriale. Sarà inoltre necessario Individuare nuove aree per lo sviluppo industriale considerando anche le necessità dell’artigianato locale, nonché promuovere la riqualificazione, anche urbanistica, delle attività insalubri e problematiche per limitrofe realtà residenziali. Potenziamento offerta e qualità dei servizi “L'anima non porta niente con sé nell'altro mondo tranne la propria educazione e cultura; e questo si dice che sia il più grande servizio…” Platone La misura della qualità di un territorio e di una città si misura anche con l’offerta di servizi che è in grado di proporre, fornire e soddisfare. Potenziare l’offerta di servizi ai cittadini deve essere letta con un duplice contenuto: l’aumento e la differenziazione di servizi, anche in funzione di quelli effettivamente richiesti e desiderati e il miglioramento di quelli esistenti in termine di qualità, accessibilità e fruizione. 129 E’ in questa logica che è stato sviluppato il nuovo Piano dei Servizi del Comune di Bresso, inteso quale piano della “Città Pubblica”, cui si rimanda integralmente. Si vuole tuttavia sottolineare come anche la redazione di tale strumento sia stata preceduta da uno strumento partecipativo volto a giudicare lo stato dei servizi esistenti: un questionario aperto dal titolo “Migliorare la città pubblica”, i cui risultati sono allegati e sviluppati nella relazione esplicativa del Piano dei Servizi. Promozione qualità urbana “La misura della tua qualità come una persona pubblica, come cittadino, è il salto fra quello che fai e quello che dici” Clark, Ramsey Le azioni possibili per migliorare la qualità urbana di Bresso sono indirizzate alla riqualificazione dell’ambiente e degli spazi urbani, alla corretta gestione delle risorse ambientali, alla creazione di nuove centralità a sostegno della coesione sociale, rafforzando il coordinamento delle attività di solidarietà e volontariato, a ripensare in maniera decisiva il rapporto policentrico. L’ipotesi di creare nuove centralità urbane a Bresso non deve essere disgiunta dall’idea di fornire a queste centralità una loro specifica funzione e peculiarità rispetto al territorio e identità all’interno della nuova organizzazione urbana, in modo da favorire una strutturazione del territorio fondata su complementarietà. In questo senso i nuovi piccoli centri si devono strutturare e comportare come nodi di una rete comunale piuttosto che come sub-centri di differenti livelli gerarchici. In questa fase di transizione caratterizzata da una nuova visione pianificatoria della città del paesaggio il termine “qualità” può assumere diverse valenze e connotazioni. La “qualità urbana” è intesa come l’insieme degli spazi, dei vuoti e dei pieni, dei luoghi e degli edifici ed architetture che necessitano di interventi di riqualificazione in grado di riconferire loro dignità formale 130 e funzionale, sia sul piano paesaggistico che su quello del linguaggio architettonico. Quando si parla di spazi pubblici o di interesse pubblico, a maggior ragione, il “bello” non deve essere prerogativa di pochi ma patrimonio e diritto di tutti. Uno tra gli strumenti riconosciuti per la promozione di una condivisibile qualità architettonica e una rinnovata immagine urbana è sicuramente il rapporto sinergico pubblico/privato che vede i soggetti pubblici e quelli privati agire congiuntamente per perseguire l’interesse comune. E’ necessario in tal senso promuovere la concorrenza tra idee che deve essere in grado di consentire di confrontare, comparare e stimolare ad immaginare nuove soluzioni. Lo stimolo è quello di creare condizioni più agevoli per definire uno scenario nel quale è più facile operare scelte migliorative. Uno scenario nel quale il ridisegno urbano della città e della città pubblica in primis è rappresentato dall’ideale congiunzione tra la condivisa idea di partenza della grande visione strategica “pubblica” e la progettazione di dettaglio, “privata”, che è quella che il cittadino vivrà direttamente. Soltanto dal confronto tra idee innovative e con la partecipazione attiva dei professionisti e dei cittadini può emergere un progetto complessivo capace di rispondere meglio agli obiettivi di qualificazione degli spazi pubblici e, quindi, di qualità di vita della città. VALORIZZAZIONE TERRITORIALE Rafforzamento identità cittadina 131 “Nessuna città dovrebbe essere tanto grande che un uomo una mattina non possa uscirne camminando” Connolly, Cyril Vernon Il tessuto cortilizio originario bressese è stato lentamente sostituito nel tempo da nuovi edifici che di carattere e valore storico hanno ben poco a vedere. L’obiettivo prioritario è così diventato quello di tutelare e valorizzare gli edifici e gli elementi della cultura e della memoria storica del territorio. Se le corti e le cortine edilizie sono pressocchè scomparse è oggi necessario riscoprire lo spirito delle corti che le animava e quindi necessario scoprire, riscoprire e consolidare gli spazi di centralità esistenti all’interno delle diverse zone della città individuando inoltre nuove centralità attraverso la creazione di nuovi luoghi di aggregazione sociale, assecondando la vera natura della di Bresso. Quest’ultima infatti risulta priva di un centro storico riconoscibile e riconosciuto e al contempo ma potenzialmente ricca di molteplici luoghi centrali di cui ci si deve riappropriare. Sarà necessario recuperare tutti gli spazi urbani esistenti e renderli fruibili per eventi ma non solo, per rivitalizzarli ricreando rapporti di vicinato e coinvolgendo così la popolazione nel complesso obiettivo di riappropriazione della città da parte dei cittadini. L’idea di riorganizzazione dello spazio urbano attorno a più centralità e poli di attrazione/aggregazione non corre il rischio di scontrarsi con un’ipotesi di unitaria visione del progetto di sviluppo della città, purché vengano stabiliti corretti parametri funzionali e spaziali con la condizione di valorizzare tutti gli elementi che possono essere considerati unificanti nel panorama cittadino, quali la memoria e il verde (quest’ultimo vissuto anche come elemento di connessione e le infrastrutture, considerando il sistema di piste ciclopedonali). La rete di percorsi ciclopedonali deve essere in grado di “cucire” tra loro i giardini di quartiere e connettere questi ultimi con il sistema dei “Grandi Parchi Cittadini” attraverso il completamento della rete ciclabile 132 che innerva l’intero tessuto urbano e questo con il Parco Nord. Riqualificazione aree pubbliche “Un’azione volta a costruire il bene pubblico non può non contemplare la dimensione della bellezza” Thomas Mann E’ necessario promuovere la riqualificazione, la valorizzazione culturale e la fruizione pubblica dell’ambiente sia esso naturale che artificiale. E’ necessario procedere ad “abbattere i muri e ridare gli spazi” alla città ed ai suoi cittadini. Le aree pubbliche destinate alle attrezzature di interesse generale o collettivo devono rappresentare i “fulcri” sui quali imperniare le policentralità bressesi. Bisognerà allora favorire il miglioramento della qualità della vita nelle policentralità anche attraverso interventi di riqualificazione urbanistica (arredo urbano, pubblica illuminazione) mediante l’ampliamento delle zone perdonali, a traffico ridotto, a favore delle forme di mobilità più sostenibile. E’ in questa logica che è stato sviluppato il nuovo Piano dei Servizi del Comune di Bresso, inteso quale piano della “Città Pubblica”, cui si rimanda integralmente. Anche il tema della “casa” è ampiamente affrontato e “sviscerato” nel documento allegato appositamente individuato a questo scopo. Tuttavia è possibile anticipare che trovare soluzioni al problema abitativo significa, in primis, differenziare ed ampliare l’offerta di abitazioni, attraverso un intervento diretto sull’offerta pubblica (migliorando, ristrutturando e riqualificando il patrimonio pubblico comunale), articolando l’offerta residenziale nei progetti di trasformazione (convenzionale, canone sociale, socialhousing) e reperendo nuove aree per localizzazioni di nuovi interventi. 133 Le aree individuate dalle tavole allegate al DDP sono destinate ad interventi di edilizia residenziale pubblica con la finalità di dare risposte al tema del fabbisogno abitativo degli strati sociali meno abbienti, e realizzare una possibile risoluzione ai crescenti fenomeni di disagio derivanti dall’emergenza “casa” (conseguente alle “impennate” dei prezzi nel mercato immobiliare nazionale e locale sia per la rarefazione dell’offerta che per la congiuntura economica che ha reso più conveniente e sicuro l’investimento nel mattone rispetto a quello finanziario), che hanno di fatto estromesso dal mercato molti soggetti portatori di domanda del bene abitativo, purtroppo non supportati da un “bagaglio economico” sufficiente a soddisfare la spesa ai valori attuali. Trasformazione aree private degradate e dismesse La funzione principale di una città è trasformare il potere in strutture, l'energia in cultura, elementi morti in simboli d'arte viventi e la riproduzione biologica in creatività sociale." Lewis Mumford Per anni, in molte realtà, si è pensato di riqualificare zone urbane sature con operazioni di cosmesi e maquillage, attraverso la realizzazione di opere di arredo urbano, spesso costose e gradevoli, ma probabilmente inutili e non sufficienti se confrontate con la ricchezza di trasformazioni possibili con il riconoscimento di volumetrie tali da stimolare reali processi di trasformazione nei diversi quartieri. E’ in quest’ottica che il Documento di Piano, in continuità con gli indirizzi della variante generale del PRG individua, in una logica complessiva di sviluppo tendente alla minimizzazione del consumo di suolo, le aree dismesse da riqualificare, suddividendole per destinazione funzionale urbanistica in Comparti RR (ristrutturazione urbanistica prevalentemente residenziale), e di Trasformazione Strategica (CTS) nell’ottica che gli interventi di edilizia libera, convenzionata e sociale, unitamente ad un mix funzionale (commercio, uffici, servizi) possano concorrere alla riqualificazione urbana, garantendo, in zone spesso prive, i necessari reperimenti 134 di standard ed aree per attrezzature pubbliche e di uso pubblico, per una miglior qualità della vita. Infrastrutture, razionalizzazione trasporto pubblico locale mobilità urbana e “Il giusto è l'utile della città” Protagora Per ciò che concerne l’infrastruttura Aeroportuale di Bresso, dopo la sottoscrizione nello scorso 31 luglio del Protocollo di Intesa tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dei Trasporti, Regione Lombardia, Provincia di Milano, Agenzia del Demanio, Ente Nazionale Aviazione Civile (ENAC), Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo e Milano e Consorzio Parco Nord Milano per verificare con uno studio la fattibilità della ricollocazione dell’aeroporto e per risolvere a breve termine le questioni attinenti la sicurezza dell’area, il riassetto delle strutture aeroportuali esistenti, le modalità di riutilizzo funzionale delle aree demaniali limitrofe all’aeroporto, bisognerà necessariamente attendere i tempi tecnici di restituzione di tale studio per conoscere il futuro di questa parte importante e consistente di Bresso e del Parco Nord. Parco o Parco Volo? Nel frattempo obiettivo a beve termine è quello di rendere fruibili alla popolazione tutte le aree residuali non più funzionali al sedime aeroportuale, lungo il lato occidentale dello scalo, lungo l’Asse Grandi – Matteotti Gramsci, nonché accelerare la realizzazione della riqualificazione dell’asse stradale Grandi – Matteotti Gramsci, in considerazione anche delle recenti esigenze di riassetto complessivo della viabilità dell’intera area nordmilanese. Tale intervento infrastrutturale, affrontato ampiamente nel Piano dei Servizi, coniuga da una parte la regolamentazione stradale con particolare attenzione agli incroci con gli assi di penetrazione urbana (VillaIsimbardi-Corridoni e XXV Aprile-Madonnina-Seveso) e dall’altra la fluidificazione del traffico mediante un sistema di rotonde in cui sia chiaramente visibile e leggibile l’”accesso” al tessuto cittadino. 135 Altro grande nodo infrastrutturale costituito dalla Metrotranvia Milano-Seregno. è quello Dopo l’approvazione del progetto definitivo e l’inserimento dell’opera all’interno dell’elenco delle infrastrutture strategiche previste dalla Regione Lombardia, Bresso e i comuni interessati al suo proseguimento attendono ora gli agognati finanziamenti anche in un contesto difficile come quello che stiamo vivendo, dove il reperimento delle risorse utile alle realizzazioni infrastrutturali appare sempre più complesso. Nell’accordo per la stesura del progetto definitivo sono state richiamate alcune prescrizioni progettuali al fine di garantire adeguate risposte alle legittime preoccupazioni di alcune realtà produttive bressesi (costituitesi in comitato) per trovare soluzioni capaci di far convivere in Via Veneto, sia la viabilità pubblica che quella privata. La riqualificazione della Metrotranvia ha obiettivo prioritario quello di conferire un nuovo ruolo di asse centrale alla Via Veneto, in linea con le definizioni previste dal Piano Urbanistico Commerciale, ovvero, al servizio garante della qualità territoriale in un sistema integrato di infrastrutture al servizio della mobilità sostenibile. La progettazione ha già individuato microtrasformazioni urbane attraverso l’identificazione di nuove centralità dove, attraverso l’attento studio dell’arredo urbano nelle aree circostanti al percorso si intende promuovere un profondo ridisegno degli spazi pubblici ed il miglioramento della qualità urbana. Il progetto, condiviso e sostenuto dai soggetti sottoscrittori dell’accordo, persegue gli obiettivi di miglioramento del servizio e di riequilibrio del taglio modale a favore del trasporto pubblico, di recupero di immagine ed attrattività della modalità tranviaria, nonché di riqualificazione urbana dei contesti attraversati. E’ del maggio scorso la comunicazione a firma congiunta del Presidente della Regione Lombardia e del Presidente della Provincia di Milano, inviata al Ministero delle Infrastrutture per l’inserimento dell’opera nei 136 programmi governativi di intervento per la sua realizzazione e di pochi giorni fa l’incontro svoltosi presso Regione Lombardia con il Ministro per le Infrastrutture, per l’inserimento della Metrotranvia Milano – Desio Seregno tra i progetti metropolitani da portare al CIPE per il finanziamento entro il 2008. E’ importante sottolineare l’occasione per approfondire l’opportunità per un reale miglioramento dell’offerta del trasporto pubblico con le evidenti ricadute in termini di minore inquinamento e conseguente riduzione del traffico automobilistico privato. Tutti i comuni dell’area metropolitana milanese sono direttamente o indirettamente interessati alle ricadute sul proprio territorio della presenza di infrastrutture, raccordi ferroviari e aeroportuali di primaria importanza, infrastrutture (interporto, polo fieristico, grandi parchi, svincoli autostradali, aree di soste ed interscambio presso le stazioni MM) concentrazioni di attività sportive, culturali, sanitarie, produttive e di servizio che non sempre vengono tenuti nella dovuta considerazione dai documenti di programmazione sovracomunale. Le varie modalità di trasporto – ferroviario, aeroportuale e per quanto riguarda i collegamenti locali, bus, filobus, tram, metropolitana – richiedono spesso il coinvolgimento ed il coordinamento di tutte le componenti interessate. In particolare la rete metropolitana, per quanto riguarda Milano e il suo hinterland, rappresenta da tempo la rete principale di forza, i tram e i filobus, la rete di superficie diametrale, i bus su gomma, le linee di raccolta e distribuzione radiale con adduzione alle due linee di forza. Tra la rete del Comune di Milano e la nuova rete di “area urbana”, acquisita dopo la concessione della Provincia, occorre realizzare una integrazione per favorire la consistenza di linee forti e quella di linee complementari evitando di considerare le linee di area urbana marginali e complementari. 137 Dati O/D (origine-destinazione risalenti al rilevamento 2003 fascia oraria 7/9), dimostrano che gli spostamenti all’interno del capoluogo e quelli tra il capoluogo e l’hinterland e viceversa rappresentano ciascuno il 40% degli spostamenti totali. Significativa è la quota di spostamento e di scambio tra Milano e i 33 Comuni conurbati. La percentuale è destinata a crescere per la progressiva delocalizzazione verso l’hinterland di molte attività produttive e conseguentemente di flussi migratori residenziali. Se si tiene conto che gli spostamenti effettuati sui mezzi pubblici dell’intera area milanese rappresenta poco più del 38% contro il 62% dei mezzi privati, risulta necessario ed obbligatorio far dialogare i vari strumenti di programmazione e pianificazione di sviluppo compreso quello dei trasporti ferroviari della Regione. L’inefficacia di un solo settore andrebbe a discapito del sistema nel suo complesso. Per spostare quote di mobilità da privata a pubblica è indispensabile un’azione coordinata e integrata su tutta la mobilità. Il confronto e la concertazione deve prevedere uno specifico momento progettuale e decisionale tra la Provincia, il Comune capoluogo e i comuni interessati. L’estensione verso Nord della rete metropolitana (M3 - M5 - M1), il completamento della maglia infrastrutturale riservata all’energia pulita (sistemi tranviari e metrotramviari), la realizzazione di interscambi e di interventi di qualificazione esistenti, i collegamenti tangenziali per soddisfare la domanda debole richiedono tempi di realizzazione medio lunghi; soluzioni transitorie adottate, come dimostrano quelle deliberate dalla Giunta milanese per la nuova Linea di progetto n° 4 e per il prolungamento della linea tranviaria n° 5, sono state spesso effettuate a scapito degli interessi e delle esigenze dell’utenza dei comuni contermini nell’ottica di creare una rete di terminali di sbarramento ai confini del territorio del Comune di Milano. Tale concezione milanocentrica non può più reggere e tanto meno può essere accettata. 138 E’ indispensabile e necessario un ripensamento organico del trasporto pubblico intercomunale per evitare sovrapposizioni non razionali e per avere un servizio più snello, dai percorsi chiari e dalla frequenza e tempi di percorrenza più efficaci e competitivi rispetto alla situazione odierna. Rispetto al tema del collegamento tangenziale, in particolar modo per le aree del Nord Milano, è necessario approfondire lo studio per una struttura di trasporto da realizzarsi a medio - lungo termine che possa raggiungere l’obiettivo di un collegamento veloce Est-Ovest e di interscambio soprattutto con quelle linee radiali che collegano a strutture quali ospedali, scuole e in genere servizi a livello sovracomunale. Il riferimento è a una linea, anche metropolitana, che possa collegare inizialmente la futura M3 Comasina alla M1 Sesto Marelli e prevedere successive estensioni sia ad Est (Cascina Gobba) che verso Ovest (Rho-Fiera). Risulta evidente che l’importanza, anche sotto l’aspetto delle dimensioni, di tale intervento presuppone una accurata co-progettazione in collaborazione con i Comuni interessati dal tracciato. Per la definizione del percorso di collegamento tangenziale Nord, può essere messa a punto una linea di servizio bus in grado, fin da subito, di dare risposta alle esigenze del territorio e monitorare il servizio, fornendo dati utili per la progettazione della linea futura. In ogni caso tale intervento dovrebbe essere inserito come obiettivo strategico a livello provinciale Le soluzioni devono mirare al ripristino del collegamento diretto con la Stazione Centrale, al completamento della Metrotranvia Nord, alla revisione dell’attuale sistema tariffario (ex SITAM) adeguandolo alla nuova realtà dei trasporti di “area urbana”, garantendo il mantenimento dei benefici già usufruiti dall’utenza dei comuni contermini e ad un uso più razionale ed efficiente delle risorse, così da favorire un servizio di trasporto pubblico elettrico bressese con bus navetta e un servizio di trasporto pubblico locale integrato tra i comuni del Nord Milano, i comuni capoluogo e le grandi infrastrutture 139 dell’area vasta della città regione: ferrovia, aeroporti, autostrade. Gli obiettivi quantitativi di Piano Capacità Insediativa di Piano L’art. 9, comma 2 della L.R. n°12/2005 stabilisce che la quantificazione dell’utenza dei servizi pubblici e privati d’interesse generale sia da determinare, distinguendo le seguenti categorie, articolate per tipologia dei servizi, anche in base alla distribuzione territoriale: Popolazione stabilmente presente nel comune censita dall’anagrafe comunale; Popolazione da insediare secondo le previsioni del Documento di Piano; Popolazione gravitante nel territorio, stimata in base agli occupati nel comune, agli studenti, agli utenti dei servizi di rilievo sovracomunale, nonché in base all’intensità dei flussi turistici. Complessivamente, la Capacità Insediativa complessiva residenziale del territorio comunale, assumendo per gli abitanti esistenti quelli residenti alla data convenzionale del 1.1.2007, risulta essere la seguente: SUPERFICIE COMUNALE 3.383.726 m2 100% TESSUTO URBANO CONSOLIDATO 1.107.818 m2 33% 87.727 m2 3% 1.448.629 m2 43% 610.178 m2 18% STARDARD PREVISTI (esterni al Parco Nord Milano) 49.994 m2 1% STRADE 79.380 m2 2% COMPARTI DI TRASFORMAZIONE PARCO NORD MILANO STARDARD ESISTENTI E FRUIBILI (esterni al Parco Nord Milano) ABITANTI RESIDENTI (CENSITI DALL’ANAGRAFE COMUNALE AL 1.1.2007) 140 26.478 ab. 3,38 km2 SUPERFICIE COMUNALE 7.825,10 ab,/km2 DENSITA' ABITATIVA L’utenza complessiva da servire, sia attraverso interventi sul patrimonio di servizi ed attrezzature pubbliche esistente mirati al miglioramento qualitativo dell’abitabilità che attraverso i nuovi interventi di completamento e trasformazione ammessi dal Documento di Piano, è e sarà dimensionata in termini volumetrici (mediante il Piano delle Regole) assumendo il rapporto convenzionale fra la cubatura residenziale e la quota pro-capite di volume pari a 150 mc/Abitante. ABITANTI DI PROSSIMO INSEDIAMENTO 366 (PREVISIONI INSEDIATIVE DA PIANI ATTUATIVI GIA’ IN CORSO DI REALIZZAZIONE) 4.470 m3 50425 m3 P.A. EX BUTTI P.I.I. ARIANNA ABITANTI INSEDIABILI PGT 30 ab. 336 ab. 1.065 (NUOVE PREVISIONI INSEDIATIVE DEL DOCUMENTO DI PIANO) sup. territoriale CNI1 11.964 CNI2 4.191 CPE - UU1 7.544 CPE - UU2 5.515 CPE - UU3 14.776 CRR_a 1.315 CRR_b 1.287 CRR_c 3.047 CRR_d 2.456 CRR1 2.033 CRR3 5.297 CRR5 1.851 CRR7 3.022 CRR10 757 CRR11 3.854 CRR12 2.396 CRR16 855 CRR18 1.553 CRR19 1.376 CTS 9.663 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m2 m3 residenza (it) 7.184 1.509 9.000 16.500 0 2.051 2.008 4.753 6.413 3.171 8.263 2.888 4.714 1.181 6.012 6.674 1.334 2.423 2.147 13.190 m3 residenza m3 residenza abitanti (perequazione) abitanti (incentivazione) abitanti 48 17.946 120 0 0 10 5.029 34 0 0 60 0 0 0 0 110 0 0 0 0 0 0 0 0 0 14 947 6 0 0 13 927 6 0 0 32 2.194 15 0 0 43 1.760 12 0 0 21 1.464 10 0 0 55 3.814 25 0 0 19 1.333 9 0 0 31 2.176 15 0 0 8 545 4 0 0 40 2.775 18 0 0 45 1.725 12 0 0 9 616 4 0 0 16 1.118 7 0 0 14 991 7 0 0 88 0 0 8.558 71 638 141 318 0 71 ERP DI VIA GALILEI (6.000 m3) ERP DI VIA XXV APRILE ERP DI VIA MANZONI 40 36 16 POPOLAZIONE GRAVITANTE 0 Assumendo la popolazione gravitante, intesa quali occupati, studenti, utenti dei servizi, pari alla popolazione in “uscita” dal territorio comunale per motivi di occupazione/studio, nonché nullo il flusso turistico, è possibile affermare che tale valore non incida nella capacità insediativa complessiva. Capacità Insediativa Complessiva PGT: 28.001 ab. Servizi Pubblici Esistenti Alla data convenzionale del 1.1.2007 risulta essere già insediata e disponibile la seguente dotazione di Standard e servizi pubblici, intesi quali aree destinate alle varie attrezzature di interesse pubblico e generale così come definite dalla previgente legislazione esplicitamente richiamati nel D.I. 1444/68 e nella LR 51/1975, o ad essi assimilabili: STANDARD ESISTENTI CODICE AMMIN_CEN_CIV_01 AMMIN_CEN_POL_COM_01 AMMIN_MUN_01 AMMIN_RES_COM_01 AMMIN_RES_COM_02 AMMIN_RES_COM_03 AMMIN_RES_COM_04 AMMIN_RES_COM_05 AMMIN_RES_COM_06 AMMIN_UFF_TEC_01 CULTU_SAP_RIC_01 CULTU_SAP_RIC_02 ECOLO_PIA_ECO_01 ECOLO_PIA_ECO_02 TIPOLOGIA AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE CULTURA CULTURA ECOLOGIA ECOLOGIA 142 SUPERFICIE mq 401 5.033 3.667 478 3.209 1.355 530 8.684 134 1.182 1.431 530 987 1.247 SANIT_ACC_ANZ_01 SANIT_COO_SOC_01 SANIT_PRO_INT_01 SANIT_RIC_DIS_01 SICUR_COM_CAR_01 SICUR_POL_LOC_01 ISTRU_ASI_NID_01 ISTRU_ASI_NID_02 ISTRU_SCU_ELE_01 ISTRU_SCU_ELE_02 ISTRU_SCU_ELE_03 ISTRU_SCU_ELE_04 ISTRU_SCU_MAT_01 ISTRU_SCU_MAT_02 ISTRU_SCU_MED_01 ISTRU_SCU_MED_02 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 SANITA' SANITA' SANITA' SANITA' SICUREZZA SICUREZZA totale attr. interesse comune 6.150 6.895 475 7.143 1.994 475 52.000 m2 ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE totale istruzione 3.180 2.237 4.528 14.920 7.567 5.900 5.237 5.541 4.729 11.487 PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO totale parcheggi 2.794 1.458 5.763 705 5.913 2.284 267 1.665 420 351 561 1.428 839 4.552 515 3.280 855 1.354 302 927 1.643 1.232 136 837 1.360 460 855 199 143 1.971 3.011 1.240 737 292 1.561 1.180 1.916 143 65.326 m2 55.006 m2 RELIG_CHI_01 RELIG_CHI_02 RELIG_CHI_03 RELIG_CHI_04 RELIG_CHI_05 RELIG_CIM_MUN_01 RELIG_ORA_01 SPORT_PAL_COM_01 SPORT_PIS_COM_01 SPORT_TEN_01 VERDE_ARR_URB_01 VERDE_ARR_URB_02 VERDE_ARR_URB_03 VERDE_GIA_PUB_01 VERDE_GIA_PUB_02 VERDE_GIA_PUB_03 VERDE_PAR_ATT_01 VERDE_PAR_ATT_02 VERDE_PAR_ATT_03 VERDE_PAR_ATT_04 VERDE_PAR_ATT_05 VERDE_PAR_ATT_06 VERDE_PAR_ATT_07 VERDE_PAR_ATT_08 VERDE_PAR_ATT_09 VERDE_PAR_ATT_10 VERDE_PAR_ATT_aa VERDE_PAR_QUA_01 VERDE_PAR_QUA_02 VERDE_PAR_QUA_03 VERDE_PAR_QUA_04 VERDE_PAR_QUA_05 VERDE_PAR_QUA_06 VERDE_PAR_QUA_07 VERDE_PAR_QUA_08 VERDE_PAR_QUA_09 VERDE_PAR_QUA_10 VERDE_PAR_QUA_11 VERDE_PAR_QUA_12 VERDE_PAR_URB_01 VERDE_PAR_URB_02 VERDE_PAR_URB_03 VERDE_IMP_SPO_01 RELIGIONE RELIGIONE RELIGIONE RELIGIONE RELIGIONE RELIGIONE RELIGIONE totale attrezz. religiose 954 13.486 68 5.845 925 9.638 11.156 SPORT SPORT SPORT VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE-SPORT totale verde e attr. sportive 2.896 9.230 1.579 402 256 3.006 927 900 461 994 7.069 70.642 43.997 15.231 30.001 2.482 1.040 12.438 12.310 2.271 6.460 1.442 1.894 2.262 1.274 3.851 1.429 5.252 1.913 1.560 9.728 3.036 50.780 27.735 11.583 69.187 TOTALE ATTR. PUBBLICHE 144 42.072 m2 417.518 m2 631.922 m2 VERIFICA DELLA DOTAZIONE DI STANDARD PER ABITANTE (residenti) VERIFICA DELLA DOTAZIONE DI STANDARD PER ABITANTE (residenti+insediabili) 23,9 m2/ab. 22,60 m2/ab. > 18 m2/ab. (minimo previsto dalla L.r. 12/2005) STANDARD ESISTENTI CONFERMATI DALLE PREVISIONI DI PIANO CODICE AMMIN_CEN_CIV_01 AMMIN_CEN_POL_COM_01 AMMIN_RES_COM_01 AMMIN_RES_COM_02 AMMIN_RES_COM_03 AMMIN_RES_COM_04 AMMIN_RES_COM_05 AMMIN_RES_COM_06 AMMIN_UFF_TEC_01 CULTU_SAP_RIC_01 SANIT_ACC_ANZ_01 SANIT_COO_SOC_01 SANIT_PRO_INT_01 SANIT_RIC_DIS_01 SICUR_COM_CAR_01 SICUR_POL_LOC_01 ISTRU_ASI_NID_01 ISTRU_ASI_NID_02 ISTRU_SCU_ELE_01 ISTRU_SCU_ELE_02 ISTRU_SCU_ELE_03 ISTRU_SCU_ELE_04 ISTRU_SCU_MAT_01 ISTRU_SCU_MAT_02 ISTRU_SCU_MED_01 ISTRU_SCU_MED_02 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 14 TIPOLOGIA AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE CULTURA SANITA' SANITA' SANITA' SANITA' SICUREZZA SICUREZZA totale attr. interesse comune ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE ISTRUZIONE totale istruzione PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO 145 SUPERFICIE mq 401 5.033 478 3.209 1.355 530 8.684 134 1.182 1.431 6.150 6.895 475 7.143 1.994 475 45.569 m2 3.180 2.237 4.528 14.920 7.567 5.900 5.237 5.541 4.729 11.487 65.326 m2 2.794 1.458 5.763 705 5.913 2.284 267 1.665 420 351 561 1.428 4.552 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 RELIG_CHI_01 RELIG_CHI_02 RELIG_CHI_03 RELIG_CHI_04 RELIG_CHI_05 RELIG_CIM_MUN_01 RELIG_ORA_01 SPORT_PAL_COM_01 SPORT_PIS_COM_01 SPORT_TEN_01 VERDE_ARR_URB_01 VERDE_ARR_URB_02 VERDE_ARR_URB_03 VERDE_GIA_PUB_01 VERDE_GIA_PUB_02 VERDE_GIA_PUB_03 VERDE_PAR_ATT_01 VERDE_PAR_ATT_02 VERDE_PAR_ATT_03 VERDE_PAR_ATT_04 VERDE_PAR_ATT_05 VERDE_PAR_ATT_06 VERDE_PAR_ATT_07 VERDE_PAR_ATT_08 VERDE_PAR_ATT_09 VERDE_PAR_ATT_10 VERDE_PAR_ATT_aa VERDE_PAR_QUA_01 VERDE_PAR_QUA_02 VERDE_PAR_QUA_03 VERDE_PAR_QUA_04 PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO totale parcheggi 515 3.280 855 1.354 302 927 1.643 1.232 136 837 1.360 460 855 199 143 1.971 3.011 1.240 737 292 1.561 1.180 1.916 54.167 m2 RELIGIONE RELIGIONE RELIGIONE RELIGIONE RELIGIONE RELIGIONE RELIGIONE totale attrezz. religiose 954 13.486 68 5.845 925 9.638 11.156 SPORT SPORT SPORT VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE 2.896 9.230 1.579 402 256 3.006 927 900 461 994 7.069 70.642 43.997 15.231 30.001 2.482 1.040 12.438 12.310 2.271 6.460 1.442 1.894 2.262 146 42.072 m2 VERDE_PAR_QUA_05 VERDE_PAR_QUA_06 VERDE_PAR_QUA_07 VERDE_PAR_QUA_08 VERDE_PAR_QUA_09 VERDE_PAR_QUA_10 VERDE_PAR_QUA_11 VERDE_PAR_QUA_12 VERDE_PAR_URB_01 VERDE_PAR_URB_02 VERDE_PAR_URB_03 VERDE_IMP_SPO_01 TOTALE ATTR. PUBBLICHE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE-SPORT totale verde e attr. sportive 624.652 m2 98,8% 1.274 3.851 1.429 5.252 1.913 1.560 9.728 3.036 50.780 27.735 11.583 69.187 417.518 m2 delle attrezzature pubbliche esistenti ATTREZZATURE PREVISTE CODICE AMMIN_RES_COM_07 AMMIN_RES_COM_08 AMMIN_UFF_TEC_02 SANIT_ACC_ANZ_02 CULTU_SAP_RIC_03 CULTU_SAP_RIC_04 38 39 40 VERDE_ARR_URB_04 VERDE_ARR_URB_05 VERDE_ARR_URB_06 VERDE_ARR_URB_07 VERDE_ARR_URB_08 VERDE_GIA_PUB_04 VERDE_GIA_PUB_05 VERDE_PAR_ATT_11 VERDE_PAR_ATT_12 VERDE_PAR_ATT_13 VERDE_PAR_ATT_14 VERDE_PAR_ATT_15 VERDE_PAR_ATT_16 VERDE_PAR_QUA_13 VERDE_PAR_QUA_14 VERDE_PAR_QUA_15 TIPOLOGIA mq AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE AMMINISTRAZIONE COMUNALE SANITA' CULTURA CULTURA totale attr. interesse comune PARCHEGGIO PARCHEGGIO PARCHEGGIO totale parcheggi VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE VERDE totale verde e attr. sportive TOTALE ATTR. PUBBLICHE TOTALE ATTREZZATURE PUBBLICHE (confermate + previste PGT) 147 1.624 2.397 1.247 7.138 1.089 22.024 35.519 m2 842 1.269 515 2.626 m2 1.841 163 399 481 1.018 834 377 17.413 170.086 23.509 45.815 987 24.665 2.521 2.098 2.117 294.324 m2 332.469 m2 957.121 m2 VERIFICA DELLA DOTAZIONE DI STANDARD (confermato + previsto) PER ABITANTE (residenti+insediabili) 34,18 m2/ab. ATTREZZATURE PUBBLICHE ESISTENTI RIEPILOGO ATTREZZATURE PUBBLICHE (confermate + previste PGT) attr. interesse comune (confermate + previste PGT) istruzione (confermate) Parcheggi (confermati + previsti) attrezz. religiose (confermate) verde e attr. Sportive (confermate + previste PGT) Per opportuna conoscenza dimensionamento del PRG vigente m2 m2 m2 m2 m2 > = > = > allega il 81.088 65.326 56.793 42.072 711.842 si ABITANTI RESIDENTI 27.465 (CENSITI DALL’ANAGRAFE COMUNALE AL 31.12.2001) ABITANTI INSEDIABILI - LOTTI LIBERI 114 ABITANTI INSEDIABILI NEI P.A.A. 479 ABITANTI INSEDIABILI (bonus) 209 ABITANTI INSEDIABILI (lotti non saturi) 200 ABITANTI INSEDIABILI ZONE R.R. 339 ABITANTI INSEDIABILI ZONE DI N.I. 37 ABITANTI INSEDIABILI ZONE R.U.M. 179 ABITANTI INSEDIABILI PARCO NORD 10 TOTALE 29.032 VERIFICA DELLA DOTAZIONE DI STANDARD PRG (STANDARD RESIDENZIALI ESISTENTI E PREVISTI DAL PRG) esistenti e confermati dal P.R.G. (di cui a verde mq 80.197) 148 mq 276.584 52.000 65.326 55.006 42.072 417.518 m2 m2 m2 m2 m2 aggiuntivi previsti dal P.R.G. mq 126.482 mq 35.476 mq 441.834 (di cui a verde mq 90.476) previsti dai P.A. (di cui a verde mq 21.801) all’interno del Parco Nord (di cui a verde mq 439.964) TOTALE STANDARD mq 880.376 DI CUI A VERDE MQ 632.438 (71 %>50%) TOTALE ABITANTI 28.467 DOTAZIONE PER ABITANTE mq/ab. 30,90 Dal confronto dei dati è possibile osservare: che la dotazione pro capite di fatto esistente è pari a 23,9 mq./abitante. che la dotazione pro capite prevista dalle previsioni di Piano è pari a 34,18 mq./abitante. Tale dotazione è di larga superiore a quella prefigurata dalle previsioni di PRG (30,90 mq./ab.), di quelle previste dallo standard richiesto dalla L.R. 51/1975 di 26,50 mq./ab. e, comunque, risulta essere di parecchio superiore alla dotazione minima prescritta dalla L.R. n°12/2005 per i 28.001 abitanti previsti dal PGT (pari a 18,0 mq/Ab.) Gli abitanti teorici insediabili dall’attuazione dei comparti di trasformazione e di nuovo impianto trovano comunque soddisfatta (considerando la dotazione di standard esistente) la quota minima di standard richiesto dalla Legge regionale 12/2005 (631.922/28.001=22,57 > 18,0 mq/Ab.). Pertanto l’attuazione di tali comparti (prevedendo uno standard aggiuntivo di 26,5 mq/ab) comporterà un significativo incremento della dotazione di attrezzature pubbliche complessive. 149 Questa previsione da un lato conforta e conferma che l’azione dell’Amministrazione Comunale è stata, nel corso degli ultimi anni, costantemente attenta alle aspettative della popolazione e scrupolosa nell’attuazione dei programmi di sviluppo e potenziamento dei Servizi pubblici, pur nelle difficoltà di volta in volta contingenti e dipendenti, in parte dalla peculiarità del territorio di Bresso (di modesta estensione territoriale e pesantemente compromesso dall’edificazione selvaggia degli anni ’70) ed in parte dalle limitate risorse economiche o dalle difficoltà a reperirle. 150 Il “Patto per il Nord Milano” ed il “Piano d’Area per il Nord Milano” Il 14 luglio 2005 la Provincia di Milano ed i Comuni del Nord Milano (Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano e Sesto San Giovanni) hanno siglato un protocollo d’intesa per la realizzazione del Progetto strategico e del Piano d’Area del Nord Milano. In data 7 novembre 2005 è stato sottoscritto tra i 7 comuni il “Patto per il Nord Milano”. Attraverso tale istituto i 7 Comuni si sono impegnati ad affrontare in modo unitario e condiviso le tematiche di sviluppo del contesto territoriale ed in particolare a: Elaborare un Quadro Strategico sul ruolo dei grandi servizi e delle grandi funzioni pubbliche come assi portanti del modello di sviluppo e dell'identità territoriale del Nord Milano 151 (un'attenzione prioritaria è dedicata ai servizi sociosanitari) Elaborare un Documento Strategico per il Piano D'Area del Nord Milano (Piano tra il PTCP e PGT) che contribuisca a definire gli orientamenti del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, con particolare riferimento al sistema delle eccellenze, al sistema della mobilità e dei trasporti (nodi e reti), all'assetto territoriale dei servizi pubblici di rilevanza sovracomunale (Piano dei Servizi Sovracomunale) e alla gestione degli spazi aperti non urbanizzati (aree agricole e aree protette). Le linee strategiche tracciate dal Piano strategico Nord Milano sono: La costruzione di una nuova identità d’area e di una nuova immagine del Nord Milano ; La promozione di una nuova missione economica e produttiva centrata sull’innovazione tecnologica e sul sostegno al sistema delle imprese; Il rafforzamento e la qualificazione delle risorse umane per promuovere lo sviluppo, l’inclusione sociale e le pari opportunità; Lo sviluppo di un sistema integrato di infrastrutture al servizio della mobilità sostenibile e del capitale territoriale; Il governo delle grandi e piccoli trasformazioni urbane e della riconversione insediative attraverso la progettazione di nuove centralità; L’avvio di un percorso di risarcimento ambientale che orienti verso la sostenibilità lo sviluppo economico e territoriale e miri alla qualità urbana e del paesaggio; La promozione della cooperazione istituzionale per rafforzare l’efficacia dei processi di sviluppo del Nord Milano. 152 Con riferimento alla L.R. 12/2005, un tema di particolare importanza per l’ambito Nord Milano è quello dei servizi, intesi come insieme di “nodi e reti” in grado di strutturare e far crescere qualitativamente il territorio; in tal senso, anche il sistema delle aree non edificate, delle aree agricole ed in generale il sistema paesistico - ambientale, deve essere interpretato come elemento strutturante al servizio del governo delle trasformazioni territoriali. Ai sensi dell’art. 2 del “Protocollo d’Intesa per la realizzazione del Progetto Strategico e del Piano d’Area del Nord Milano” sottoscritto in data 14/07/2005, gli Enti sottoscrittori hanno costituito per il coordinamento del Progetto la “Cabina di Regia” di indirizzo istituzionale; A tale “Cabina di Regia” partecipano Sindaci dei Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Sesto San Giovanni e gli Assessori Provinciali alla Politica del territorio e parchi, Agenda 21, Mobilità ciclabile, al Piano strategico dell’area metropolitana e politiche per l’abitabilità e ed alla Viabilità, Opere pubbliche stradali, Mobilità e trasporti. Il Piano d’area, quale strumento strategico di governo del territorio per l’area del Nord Milano, in particolare: Integra e aggiorna, anche in funzione di quanto previsto dalla L.R. n. 12/2005, i contenuti del PTCP alla scala comunale e in relazione alle identità locali; Verifica le previsioni di trasformazione alla scala locale e le coordina a livello sovracomunale, in quanto esito della cooperazione dei partecipanti al tavolo; Verifica le previsioni territoriali intercomunali e supporta la redazione dei PGT comunali ricostruendo un quadro di riferimento strategico e conoscitivo. 153 I Comuni del Nord Milano, hanno un estensione territoriale pari al 2,9 % dell’intera superficie territoriale della Provincia di Milano. Il Piano d’Area del Nord Milano si pone l’obiettivo di analizzare lo stato di fatto relativo al sistema insediativo e territoriale del Nord Milano e di indirizzare le azioni e le politiche di sviluppo urbanistico comunali verso l’implementazione di uno scenario di riferimento strategico comune e condiviso, ponendo particolare attenzione a: il sistema degli usi del suolo attuali nonché delle trasformazioni previste con particolare attenzione al tessuto residenziale; il sistema dei servizi pubblici o di interesse pubblico e generale di rilevanza sovralocale; il sistema delle aree non edificate, delle aree agricole e delle aree naturali protette (Parchi Regionali e PLIS); il sistema delle infrastrutture, della mobilità e dei trasporti intercomunali; Il sistema della mobilità ciclabile sovracomunale con funzione di accessibilità ai 154 grandi servizi, ai poli ed ai luoghi di qualità per la fruizione; il sistema delle attività economiche e produttive: analisi della caratterizzazione produttiva del Nord Milano; le nuove centralità e i grandi poli di trasformazione urbana: analisi degli effetti sulle relazioni territoriali d’Area; la progettazione delle aree di frangia urbana e delle aree di confine poste a cavallo tra i Comuni del Nord Milano. Il lavoro oggetto dell’accordo è articolato in 2 fasi differenti: La prima fase del lavoro prevede lo svolgimento di attività di carattere analitico finalizzate alla ricostruzione del Quadro Conoscitivo di riferimento del Piano d’Area e si concluderà entro e non oltre il 31 Dicembre 2007. La seconda fase del lavoro prevede lo svolgimento di attività di carattere interpretativo - progettuale e di confronto interistituzionale finalizzate all’elaborazione di indirizzi condivisi per la pianificazione territoriale del Nord Milano e si concluderà entro e non oltre il 30 Aprile 2008. In riferimento al significato dell’iniziativa e al suo valore strategico è emerso come il livello di cogenza delle risultanze analitico - progettuali del Piano d’Area e quindi il potenziale livello di efficacia dei suoi contenuti dipendano essenzialmente, oltre che dalla sua condivisione da parte di tutti i Comuni, anche dalla capacità del lavoro di allinearsi e di rispettare le tempistiche di redazione, adozione e approvazione già definite per gli strumenti urbanistici comunali (Piani di Governo del Territorio). Tutti i Comuni hanno confermato il proprio interesse affinché i risultati del Piano d’Area, una volta condivisi e 155 approvati, possano essere recepiti urbanistici e supportarne l’elaborazione. dagli strumenti E’ possibile evidenziare come il lavoro sul Piano d’Area permetterà ai Comuni del Nord Milano di collezionare e condividere un insieme di informazioni e conoscenze esistenti ed estremamente utili ai fini della definizione delle strategie di intervento future. I Comuni del Nord Milano riconoscono nel Piano d’Area un utile strumento di coordinamento delle attività di pianificazione e programmazione delle trasformazioni urbanistiche e territoriali elaborate a livello comunale e provinciale. Il Piano d’Area del Nord Milano si pone in particolare gli obiettivi di: • Approfondire, integrare e aggiornare i contenuti del PTCP alla scala comunale; • condividere a livello sovracomunale le scelte di trasformazione operate alla scala locale; • condividere indirizzi e previsioni territoriale operate a livello provinciale; di sviluppo • supportare la redazione dei PGT comunali ricostruendo un quadro di riferimento conoscitivo e strategico comune e condiviso; • progettare e implementare interventi di breve periodo per la risoluzione di problematiche urbanisticoterritoriali comuni. In particolare i temi di interesse per i Comuni riguardano: 1) il sistema dei servizi pubblici o di interesse pubblico e generale di rilevanza sovralocale; 2) il sistema residenziale pubblico e il sistema residenziale privato: analisi delle possibili sinergie in risposta all’emergenza abitativa; 156 3) il sistema delle aree non edificate, delle aree agricole e delle aree naturali protette (Parchi Regionali e PLIS); 4) il sistema delle infrastrutture e della mobilità con una particolare attenzione al tema della mobilità sostenibile; 5) il sistema delle attività economiche e produttive: analisi della caratterizzazione produttiva del Nord Milano; 6) Le nuove centralità e i grandi poli di trasformazione urbana: analisi degli effetti sulle relazioni territoriali d’area; 7) La progettazione delle aree di frangia urbana e delle aree di confine poste a cavallo tra i Comuni del Nord Milano. 157 Rapporto PGT con strumenti e Piani di Settore Gli strumenti della pianificazione comunale, per l'attuazione degli interventi previsti, si avvalgono e fanno riferimento anche a tutti i piani di settore, che alla data di approvazione del PGT, continuano a rimanere vigenti, tra cui: il Piano di Zonizzazione Acustica approvato in via definitiva con delibera di C.C. n° 20 del 28/03/2007; il Piano del Verde approvato in via definitiva con la delibera di C.C. di approvazione della Variante Generale del Piano Regolatore Generale, quale allegato al Piano dei Servizi; il Piano Generale del Traffico Urbano e della Mobilità delle persone, approvato con deliberazione di c.c. n. 28 del 8.04.2003; il Piano Urbanistico Commerciale, approvato con deliberazione di c.c. n. 18 del 18.03.2003; il Programma Urbano dei Parcheggi, approvato con deliberazione di c.c. n. 76 del 18.12.2006; Criteri di prevalenza In caso di incompatibilità le disposizioni legislative statali e regionali prevalgono su quelle del PGT; sono altresì prevalenti su quelle del PGT le prescrizioni, ovunque contenute, in attuazione di disposizioni di leggi statali o regionali. Tutte le normative sopravvenute si intenderanno automaticamente recepite negli strumenti di PGT e nei piani 158 di Settore, senza comportare varianti urbanistiche agli strumenti sopra definiti. Per quanto non esplicitamente previsto dalle presenti norme si rinvia, in ragione di principi della semplificazione e della economicità dell'attività amministrativa, alle disposizioni statali e regionali e, in quanto compatibili, alla regolamentazione comunale in materia edilizia, dei lavori pubblici ed ambientale. Per il superamento delle barriere architettoniche si rinvia alla legislazione vigente. In caso di difformità tra gli elaborati grafici di PGT e le norme, prevalgono queste ultime. In caso di difformità tra previsioni aventi diversa cogenza, prevale quella avente valore cogente maggiore. In caso di difformità tra previsioni di eguale cogenza contenute in elaborati appartenenti a documenti diversi del PGT prevale la previsione contenuta nel Piano dei Servizi nel caso di contrasto con ciascuno degli altri due documenti o con entrambi, stante il carattere di pubblica utilità delle previsioni in esso contenute; prevale la previsione del Piano delle Regole in caso di contrasto tra questo ed il Documento di Piano, stante il valore conformativo delle previsioni in esso contenute. In caso di difformità tra previsioni del PGT e quelle di eguale cogenza contenute in Piani di Settore, per determinarne la prevalenza, deve applicarsi il principio di specialità (“Lex specialis derogat generali legi”). 159