Graziella Zanone Milan - Accademia di architettura
Transcript
Graziella Zanone Milan - Accademia di architettura
Percorsi di ricerca 4/2012 Antonio Croci, Mendrisio 1823-1884 Architetto fra tradizione e cultura cosmopolita Graziella Zannone Milan Premessa Dopo anni dedicati allo studio monografico sull’architetto di Mendrisio Antonio Croci, è veramente difficile condensare in poche pagine quelli che sono stati i risultati raggiunti. Nel testo che segue si cercherà di spiegare quali erano i materiali dai quali si è sviluppata la ricerca. Si concluderà con una biografia completa, aggiornata e accertata delle uniche notizie sulla vita del nostro artista. «Dell’architetto Antonio Croci, uomo senza tanti eguali, non si sa come si vorrebbe» 1 La prima persona ad interrogarsi sull’architetto Antonio Croci è Florindo Bernasconi quando nel 1926 pubblica Le maestranze ticinesi nella storia dell’arte: «Il nome di questo architetto è quasi ignorato, e nessun testo lo ricorda, mentre l’opera sua, veramente grande, risplende di genialità e di freschezza»2. Nessun testo di storia dell’architettura dedica un solo passaggio ad Antonio Croci mentre i dizionari ne riportano la voce 3. In occasione di una esposizione d’arte dell’Ottocento al Castello di Trevano nel 1937 Ambrogio Croci, pronipote di Antonio, scrive al curatore Antonio Galli che potrebbe mettere a disposizione una decina di disegni appartenuti al prozio Antonio, autore della prestigiosa sede della mostra 4. Purtroppo di Antonio Croci non verrà esposto nulla e Ambrogio scoraggiato pubblica la biografia «romanzata» del prozio sul «Corriere del Ticino», che rimane una delle poche pagine consacrate alla vita dell’architetto di Mendrisio5. Se non fosse stato per il fortuito incontro, tra Fabio Reinhart e Giuseppe Martinola, in quel lontano 8 febbraio del 1970, al posto di Casa Croci troveremmo il nuovo istituto scolastico di Mendrisio; nessuno G. Martinola, I diletti figli di Mendrisio, Locarno, 1980, p. 85. F. Bernasconi, Le maestranze ticinesi nella storia dell’arte, Lugano, 1926, p. 190. In questa pubblicazione appare l’unico ritratto di Antonio Croci. 3 Di seguito vengono citati tutti i dizionari che riportano la voce «Antonio Croci»: J. Béha-Castagnola, in C. Brun (a cura di), Schweizerisches Künstler-Lexicon, Frauenfeld, 1905, B. 1, p. 329; U. Thieme, F. Becker, Allgemeines Lexicon der Bildenden Künstler, Leipzig, 1913, B. 8, p. 140; Dictionnaire historique et biographique de la Suisse, Neuchâtel, 1921-1934, T. 2, p. 610; M. Guidi, Dizionario degli artisti ticinesi, Roma, 1932, p. 100; G. L. Kannès, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, 1960, pp. 222-223; Dizionario enciclopedico di architettura e urbanistica, Roma, 1968-1969, p. 113; M. Agliati, in Schweizer Lexikon, Luzern, 1991, B. 2, p. 106; M. Pfister, Repertorium der Tessiner Künstler, Thalwil, 1994, s. p.; G. Zannone, Architektenlexikon der Schweiz 19./20. Jahrhundert, Basel, 1998, p. 136. 4 Biblioteca Cantonale di Lugano (BCLU), Fondo Libreria Patria, lettera di Ambrogio Croci ad Antonio Galli, con allegata la trascrizione di quella di Constantin Scala del 10 gennaio 1937, s. d.; lettera di Ambrogio Croci ad Antonio Galli, 2 giugno 1937; lettera di Ambrogio Croci ad Antonio Galli, Lugano, 2 settembre 1937. Catalogo dell’esposizione al Castello di Trevano: Mostra ticinese d’arte dell’800 e contemporanea, LuganoBellinzona, 1937. 5 Ambrogio Croci (Mendrisio 1882-Lugano 1942), figlio di Giuseppe Cesare e Luigia Faverio, a sua volta figlio di Ambrogio, fratello di Antonio, e Maria Baroffio. Ambrogio era giornalista e deputato al Gran Consiglio del Cantone Ticino dal 1918 al 1921, in Ibn. Index bio-bibliographicus notorum hominum, Osnabruck, 1988, p. 760; A. Croci, Arch. Antonio Croci Mendrisio, in «Corriere del Ticino», 12 ottobre 1937. 1 2 93 Percorsi di ricerca 4/2012 si sarebbe interessato al suo ideatore, probabilmente qualcuno avrebbe speso qualche parola per la Villa Argentina, solo perché oggi sede dell’Accademia di architettura. Il caso ha voluto che le cose andassero diversamente: dalla scoperta da parte di Fabio Reinhart del «mondo» di Antonio Croci tante cose sono successe, compresa questa ricerca. La finalità è stata, fin da principio, quella di «riscoprire» un’opera ed una vita originali sfatando molti miti, proponendo nuovi riferimenti e mettendo in risalto il contrasto che si viene a creare confrontando lo studio razionale e storiografico con l’ipotesi dell’«eccentricità» del personaggio. La figura di Antonio Croci è stata misconosciuta per molteplici ragioni; pur discostandosi da coevi esponenti ticinesi più noti, si tratta sicuramente di un bravo architetto che andava studiato. L’unico contributo dedicato a tutta l’opera di Antonio Croci è il saggio pubblicato nel 1972 in «I nostri monumenti storici» da Fabio Reinhart e Bruno Reichlin. Si tratta di uno scritto dotto e rigoroso che traccia la biografia e approfondisce ogni progetto noto fino a quel momento. Nel passato Antonio Croci è stato oggetto dell’attenzione di alcuni architetti e storici. Questo interesse era però focalizzato sulla casa dell’architetto, il Carlasch a Mendrisio, quando negli anni Settanta l’edificio correva il pericolo di venir abbattuto. Gli architetti Fabio Reinhart e Bruno Reichlin con lo storico ticinese Giuseppe Martinola, si prodigarono per salvare il capolavoro di Croci dalla distruzione, chiedendo ad un nutrito gruppo di studiosi come Otmar Birkner, Georg Germann, Francesco Gurrieri, Paul Hofer, Franco Rosso e Alfred A. Schmid di intervenire in suo favore, scrivendo lettere alla commissione dei monumenti storici oppure pubblicando saggi; sono tutt’ora questi i contributi più interessanti sull’opera 6. Per la residenza che l’architetto si costruisce a Mendrisio è stata compilata una cronologia, dall’acquisto del terreno nel 1875, all’inaugurazione quale sede museale nel 2008. Sono state pure raccolte e commentate l’insieme delle indagini svolte dagli specialisti che si sono occupati del restauro. Fig. 1: Il Carlasch visto dal primo piano del Municipio (foto Museo d’arte Mendrisio) Otmar Birkner, autore di Bauen+Wohnen in Der Schweiz 1850-1920, Zurich, 1975; Georg Germann, specialista dell’architettura europea dell’Ottocento; Francesco Gurrieri, docente di storia dell’architettura all’Università di Firenze e membro della Sovrintendenza toscana alle Belle Arti; Paul Hofer, docente di storia dell’urbanistica al Politecnico federale di Zurigo; Franco Rosso, docente al Politecnico di Torino e autore della monografia Alessandro Antonelli, 1798-1888, Milano, 1989; Alfred A. Schmid, docente di storia dell’arte all’Università di Friborgo e Presidente della Commissione federale dei monumenti storici. Il 3 novembre del 1970, dalla Televisione della Svizzera Italiana, viene trasmesso un documentario filmato da F. Bonetti e curato da B. Reichlin e F. Reinhart, seguito da un dibattito tra G. Martinola, G. Mezzanotte e F. Gurrieri. 6 94 Percorsi di ricerca 4/2012 Fig. 2: Spaccato assonometrico (disegno di Lorenza Boschetti e Olivia Genni) La storia della famiglia Bernasconi e della Villa che Antonio Croci realizzerà per loro a Mendrisio, era stata affrontata da Mercedes Daguerre nel testo La costruzione di un mito: Ticinesi d’Argentina, committenza e architettura, 1850-1940, e ripresa da Letizia Tedeschi in occasione della pubblicazione Archivi e architetture: presenze nel Cantone Ticino. Per questo edificio, oltre a descrivere le tappe più significative della storia, si è approfondito il tema del tipo architettonico, proponendo nuovi riferimenti. Fig. 3: Villa Argentina e il suo parco Oltre ai due edifici citati, che sono i più rappresentativi della sua opera, Croci ha realizzato, o solo disegnato, altri progetti per i quali è stato necessario un lungo lavoro di analisi e 95 Percorsi di ricerca 4/2012 verifica. Alcuni storici hanno riportato spesso notizie inesatte, mai verificate, dando origine ad una serie di ripetuti errori, come nel caso della formazione alla Scuola di disegno di Mendrisio, mai frequentata da Croci; oppure circa la sua partecipazione al progetto del castello di Trevano, che da più fonti gli viene attribuito, ma nel quale ha avuto un ruolo marginale. Anche riguardo alla vicenda dei concorsi per la nuova chiesa parrocchiale è stato necessario elencare in successione gli estratti dai registri Parrocchiale e Municipale, integrando altri documenti, per smentire le precedenti ricostruzioni. Riguardo ai progetti dell’alto Vallese esistevano i notevoli contributi dello storico dell’arte Walter Ruppen, attento conoscitore della storia delle chiese del cantone alpino, che aveva condotto un’analisi approfondita dei disegni per la «neogotizzazione» della parrocchiale di Ernen ed operato un attento confronto tra il progetto e l’esecuzione della chiesa di Lax. A questi studi è stata aggiunta la ricerca iconografica sulle due chiese, la quale ha permesso di chiarire gli aspetti architettonici dei diversi interventi. Le indagini svolte in Costa Azzurra, per analizzare il periodo trascorso alle dipendenze del barone von Derwies, hanno permesso di attribuire ad Antonio Croci alcune parti della nobile residenza. Nell’archivio di Nizza sono stati censiti una ventina di disegni di mano di Antonio Croci. La biografia che Ambrogio Croci, pronipote di Antonio, compila nel 1937, riferendo ingenuamente la «leggenda dello stravagante parente», ha reso ancor più complicata la verifica delle opere ascritte, come ad esempio la sinagoga e la moschea di Smirne. Una delle scoperte più interessanti è stata la presenza di Croci a Iaşi, in Romania. Eravamo in possesso di un disegno di torre campanaria con la sola indicazione «Clocher de San Spiridon». Con un’accurata ricerca è stato possibile localizzare la chiesa e, dopo indagini in loco, si è ricostruita la storia del manufatto. La collaborazione al disegno del mausoleo Brunswick a Ginevra con Vincenzo Vela era stata più volte indagata, studiando i documenti conservati dallo scultore, da Giuseppe Piffaretti e Nancy J. Scott; più recentemente nel mémoire di licenza di Michèle Andrey. L’insieme di questi scritti ha come limite quello di occuparsi della vicenda dal punto di vista artistico dell’opera dello scultore, tralasciando un’analisi sull’architettura. I disegni fin’ora inediti appartenenti al Fondo Croci dell’Archivio di Stato del Cantone Ticino (Bellinzona), completano la serie custodita al Museo Vincenzo Vela di Ligornetto. La ricostruzione della collaborazione con Vincenzo Vela è stata possibile consultando l’archivio dello scultore. Nella scarsa bibliografia dedicata all’opera di Antonio Croci, prevalgono scritti che non fanno riferimento alle tecniche costruttive, non parlano del concetto di spazio e tralasciano l’«analisi architettonica», limitando le considerazioni alla decorazione o agli elementi più familiari agli autori. Abbiamo cercato di completare le ricerche storiche esaminando anche questi aspetti. Tra gli appunti di una conferenza tenuta da Fabio Reinhart leggiamo: «Ogni vita è un romanzo/la vita di un creatore è un romanzo non concluso/questa è la prima difficoltà di chi vuole parlare di Antonio Croci/ma non è l’unica né la minore/perché parlare di un romanzo si può in molti modi:/riassumere/citare i passi salienti/parlare della sua struttura/ma il fatto che il romanzo di Antonio Croci non sia ancora interamente scritto è certo la/difficoltà minore/la vita di Antonio Croci è un romanzo che nessuno ha ancora letto/rimangono poche pagine/molte perdute, certo alcune le ritroveremo/rimangono frammenti [...]» 7 A quasi quarant’anni di distanza dal primo saggio monografico dedicato all’architetto, si sono volute scrivere alcune delle pagine smarrite, completando le ricerche intraprese dagli «scopritori» di Antonio Croci e raccogliendo l’insieme delle indagini condotte sugli edifici durante gli interventi di restauro. 7 F. Reinhart, Appunti per una conferenza su Antonio Croci, 22 aprile 1989, dattiloscritto, archivio Reinhart. 96 Percorsi di ricerca 1823 7 aprile, Antonio Croci nasce a Mendrisio da Giovanni e Maria nata Zolla. Ultimo di quattro fratelli: Ambrogio (1812-1879), Giuseppe (1814-1891) e Luigi (1820-1896). 4/2012 Archivio Parrocchiale di Mendrisio (APM), Status animarum, nr. 46; APM, Ruolo della popolazione di Mendrisio compilato a tutto ottobre 1845, nr. 95; cronologia della famiglia Croci a cura di Luigi Soldati, dattiloscritto La famiglia discende da Pietro Croci giunto a Mendrisio dal Varesotto, di mestiere macellaio. Le famiglie Croci a Mendrisio all’epoca sono tre, quella di Antonio viene detta «Croci macellaro», un’altra è «dei Zan». 1837 2 marzo, fa domanda alla Commissione Aulica di ammissione alla Imperial Regia Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Archivio Storico dell’Accademia di Brera (ASAB), G IV 21, nr. 108 2 dicembre, si iscrive alla Scuola di Ornamenti, in seguito passerà a quella di Architettura. ASAB, Scuole, Ornato, 2.20; Scuole, Architettura, 2.1 20 novembre, fa dono alla Scuola di disegno di Mendrisio di una tavola di architettura. Archivio Storico del Comune di Mendrisio (ASCM), Sedute municipio 1841-1843, p. 23 23 novembre, il Municipio gli scrive ringraziandolo e lodandolo per i rapidi progressi fatti negli studi di disegno. ASCM, Copia lettere della Municipalità dal 13 agosto 1841 1842 Si iscrive alla Scuola di Estetica. ASAB, Scuole, 2.149 1843 Vince il primo premio al Concorso di II Classe per l’architettura ASAB, Atti dell’I. R. Accademia di Belle Arti in Milano, Milano 1843, p. 39 11 novembre, viene ammesso alla Scuola di Prospettiva per attestazione del Professor Carlo Amati. ASAB, Scuole, 2.145 1844 Espone due disegni alla mostra biennale che presenta i lavori degli studenti di Brera: «Prospetto dell’atrio anteriore della basilica di Sant’Ambrogio» e «Il Ponte di Rialto progettato da Palladio». Esposizione delle opere degli artisti e dei dilettanti nelle gallerie dell’I. R. Accademia di Belle Arti per l’anno 1844, Milano, 1844, p. 7 e p. 58. 1845 Ottiene il 2° Accessit al Concorso di II Classe per il rilievo di ornamenti. ASAB, Atti dell’I. R. Accademia di Belle Arti in Milano, Milano, 1845, p. 48 1847 24 ottobre, si trova a Costantinopoli. ASCM, SE2, Militari 1857 Partecipa alla prima Esposizione Svizzera di Belle arti di Berna con due acquerelli: «Progetto di un ponte da erigersi in Venezia» e «L’interno della Basilica di S. Ambrogio in Milano». BSSI, Anno XXV, 1903, p. 89; Verzeichnis der Kunstgegenstände auf der Schweizerischen Kunstausstellung zu Bern, Bern 1857, p. 14 1858 dicembre, colloquio con il Direttore delle pubbliche costruzioni e diversi membri del Consiglio di Stato a Locarno per presentare il progetto di ferrovia. Der Bund, 13.12.1858 16 dicembre, si pubblica in Ticino un articolo sulla sua proposta per un nuovo sistema di ferrovia. La Democrazia, 16.12.1858 14 dicembre, l’ingegner Leemann di Bienne scrive all’ingegner Sebastiano Beroldingen di Mendrisio per chiedere informazioni sul progetto di Croci, la cui descrizione è apparsa su «Der Bund». Archivio di Stato del Canton Ticino (ASTi), Diversi 1143 18 dicembre, articolo su invenzione ferrovia. Gazzetta Ticinese, 18.12.1858 1841 97 Percorsi di ricerca 4/2012 23 dicembre, Sebastiano Beroldingen risponde a Leemann, spiegandogli che Croci è disposto a sottomettergli il progetto e collaborare, sente il bisogno di confrontarsi con un esperto. ASTi, Diversi 1143 1861 Partecipa al Concorso per l’edificazione della Nuova Chiesa Parrocchiale di Mendrisio, che lo vedrà coinvolto fino al 1864. Archivio parrocchiale di Mendrisio (APM) e ASCM 1862 25 febbraio, riceve 200 franchi dal parroco Mengis per «... i disegni del ristauro ed aggionta alla Parrocchia di Ernen». Pfarrarchiv Ernen (PAE), D 219 5 gennaio, viene scartato provvisoriamente dal servizio militare. ASCM, Protocollo dei Coscritti e delle Reclute appartenenti al Comune di Mendrisio, 1862-1863, nr. 97, 5 gennaio 16 luglio, la Congregazione dei Confratelli di S. Maria di Mendrisio gli corrisponde la cifra di 75 franchi per il disegno della controporta della chiesa e per l’elaborazione, ancora in corso, dello stendardo. ASCM, Confraternita del S. Sacramento del Rosario, SRI/2 6 agosto, firma il disegno della Cappella Franchini a Mendrisio. Collezione privata Riccardo Bergossi 3 febbraio, «a saldo d’ogni suo avere» la Cassa della chiesa nuova gli versa la somma di 900 franchi. M. Medici, La Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, Mendrisio, 1980, p. 139, n. 10 22 febbraio, riceve 12 franchi in pagamento del disegno per l’armadio che deve contenere lo stendardo. ASCM, Confraternita del S. Sacramento del Rosario, SRI/2 1866 16 luglio, la Municipalità lo informa che il Dipartimento Militare gli ha ridotto, dopo sua istanza, la tassa d’imposta militare. ASCM, Copia lettere della Municipalità, 1858-1867, 16 luglio 1866, nr. 693 1869 7 febbraio, il censimento dalla municipalità certifica che si trova in Francia. ASCM, Scatola PO0, Cartella 5 EMIGRAZIONE 1870 20 agosto, il fratello Luigi scrive alla Famiglia Barberini a Buenos Aires: «Sento che avete veduto mio fratello Antonio...» ASCM, PP1 1873 4 marzo, firma il disegno del prospetto principale di Villa Argentina. ASTi, Fondo Antonio Croci 5 dicembre, Vincenzo Vela accetta la commissione del monumento al duca Carlo II di Brunswick, sceglie Antonio Croci per assisterlo. Scultore e architetto partono alla volta di Verona per studiare le tombe Scaligere, quindi si recano a Ginevra per un sopralluogo al sito destinato al progetto. Archivio Federale di Berna (AFB,) A-N 3, Bd. 53, doc. 2. 24 gennaio, Vela in una lettera a Cherbuliez, uno degli esecutori testamentari del duca, scrive che Antonio Croci partirà per Ginevra con nuovi disegni e potrà fare lui stesso i cambiamenti che si riterranno opportuni. G. Piffaretti, Il grande rifiuto ovvero la storia del monumento a Ginevra che Vincenzo Vela non poté realizzare, Mendrisio, 1990, p. 41 26 gennaio, Cherbuliez risponde a Vela di non mandare Croci a Ginevra, ma che sarà l’architetto Franel a venire a Ligornetto, per un incontro a tre. Da questo momento Croci verrà estromesso dalla vicenda della costruzione del mausoleo. Ibid., p. 42 1863 1864 1875 98 Percorsi di ricerca 4/2012 Acquista dalle sorelle Piotti, Rachele e Carolina, e da Antonio Mantegazza tre terreni, definiti orti, in contrada Caslaccio, per la somma totale di 549 lire di Milano e 32 soldi. ASCM, Estimo censuario del Comune di Mendrisio, I, 1-291; Catasto delle partite patriziali dei possidenti di Mendrisio, II, 218-456 1880 30 dicembre, paga la «Tassa d’inscrizione» di 10 franchi relativa al 1879. ASCM, copia lettere della Municipalità, 30 dicembre 1880, nr. 705 1884 2 gennaio, ricorre tardivamente contro le variazioni introdotte alla propria partita d’imposta dall’Ufficio di revisione, perché è da lungo tempo malato. ASCM, copia lettere della Municipalità, 2 gennaio 1884, nr. 78 25 settembre, in risposta alla sua richiesta di sussidio, il Municipio gli risponde: «... i vostri fratelli Sig. Luigi e Giuseppe Croci sono sempre disposti a sovvenirvi quanto vi può essere necessario per campare la vita, purché ne facciate loro domanda...». ASCM, copia lettere della Municipalità 25 settembre 1884, nr. 424 2 dicembre, a mezzogiorno muore di tisi bronchiale. Nel registro dei morti di Mendrisio si scrive: «...Architetctus Egregius, animan suam Deo reddidit in propria domo ab ipso designata (parva sed apta sibi)....». ASCM, Fondo Comune, Registro dei decessi, nr. 94; APM, 5° Liber Mortorum 1869-1886, nr. 56 I parenti afflitti annunciano la morte del loro amatissimo Architetto ANTONIO CROCI avvenuta in oggi, dopo lunga malattia sostenuta colla massima rassegnazione e confidenza in Dio. I funerali avranno luogo, in Mendrisio, il giorno di giovedì 4 dicembre, alle ore 9 1/2. Il presente annuncio serva per coloro che desiderassero accompagnare la salma all’ultima dimora. La Libertà, 3.12.84; Il Credente Cattolico, 4.12.1884; Gazzetta Ticinese, 4.12.1884 I parenti del compianto Architetto ANTONIO CROCI presentano vive grazie ai numerosi amici, che ne onorarono i funerali, ed in special modo all’egregio sig. avv. Antonio Cattaneo per le affettuose parole pronunciate sulla sua tomba. La Libertà, 6.12.1884; Gazzetta Ticinese, 6.12.1884 99