DOC 3 - Comune di Piacenza

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DOC 3 - Comune di Piacenza
COMUNE DI PIACENZA
PROVINCIA DI PIACENZA - REGIONE EMILIA ROMAGNA
COMANDO POLIZIA MUNICIPALE
UFFICIO PROTEZIONE CIVILE
Via Martiri della Resistenza, 8/a – 29122 PIACENZA
Tel.: 0523 492297 – 492298 – 492791 – 492329; Fax: 0523 754833
e-mail: [email protected]
PEC: [email protected]
www.comune.piacenza.it
PIANO COMUNALE
DI PROTEZIONE CIVILE
4° AGGIORNAMENTO — 2016
DOCUMENTO
TITOLO
3
ORGANIZZAZIONE DEL
SISTEMA DI PROTEZIONE CIVILE
IL DIRIGENTE
Stefano POMA
IL SINDACO
Paolo DOSI
L’UFFICIO PROTEZIONE CIVILE
Luigi BOTTESCHI
Concetta PALUDI
Roberto SANTACROCE
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
INDICE
ELENCO TAVOLE
SOGGETTI INFORMATI
PREMESSA
COMPETENZE
LINEAMENTI DELLA PIANIFICAZIONE COMUNALE
MODELLO DI INTERVENTO
SISTEMA DI ALLERTAMENTO
DESCRIZIONE DEL TERRITORIO
ANALISI DEI RISCHI IPOTIZZABILI SUL TERRITORIO COMUNALE
Rischio idrogeologico idraulico atmosferico
idrogeologico
Idraulico
Scenario Po
Scenario torrente Trebbia e Nure
Scenario reticolo minore rii e canali
Atmosferico
Trombe d'aria
Emergenza neve e gelo
Temporali-Vento
Rischio calore
Rischio sismico
Rischio industriale e interruzione di servizi pubblici
Rischio industriale
Black out elettrico
interruzione rifornimento idrico
Rischio incendi
Rischio trasporti
Rischio sanitario e sociale
Emergenze sanitarie
Ricerca persone scomparse
Emergenze legate alla vita
sociale dell'uomo
Rischio ambientale
Inquinamento
Emergenza nucleare
Ordigni bellici
Siccità
VOLONTARIATO
ELENCO TAVOLE
DOC. 3.1 – (tav. 7)
 Suddivisione del territorio comunale
DOC. 3.2 – (tav.8)
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Strutture pubbliche e private di ricettività
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
SOGGETTI INFORMATI
Copia del presente documento è stata consegnata alle persone sotto riportate
GABINETTO DEL SINDACO
SEGRETARIO GENERALE
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
COMPONENTI COMUNALI DEL C.O.C.
AGENZIA REGIONALE PROT. CIVILE
PREFETTURA
COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL
FUOCO
QUESTURA
COPIE NR.
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COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI
COMANDO PROVINCIALE GUARDIA DI
FINANZA
COMANDO SEZ. POLSTRADA PIACENZA
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1
CORPO FORESTALE
F.S.I. FERROVIE DELLO STATO
AZIENDA U.S.L. (Direttore Sanitario)
AZIENDA U.S.L. (118)
A.R.P.A.E. SEZIONE PROVINCIALE DI
PIACENZA
A.I.P.O.
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1
CONSORZIO DI BONIFICA
AGENZIA PER LA SICUREZZA TERRITORIALE
E LA PROTEZIONE CIVILE
SETA
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1
I.R.E.N.
A.N.P.A.S.
C.R.I.
CENTRO PADANE
SATAP – Tronco A21 TO-PC
AUTOSTRADE PER L’ITALIA – 2° Tronco
PIACENZA EXPO’ (FIERE)
COORDINAMENTO VOLONTARI DI
PROTEZIONE CIVILE: PIACENZA
PROVINCIA DI PIACENZA:
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Polizia Provinciale
Pianificazione Territoriale
Settore Viabilità, Edilizia e Infrastrutture
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FIRMA PER RICEVUTA
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
PREMESSA
Il Piano Comunale di Protezione Civile del Comune di Piacenza è stato approvato con atto di
Consiglio Comunale n°380 del 21.11.1988, aggiornato nel maggio 1997 con delibera di Giunta
Comunale nr. 1421 del 28.10.1997, In 2° aggiornamento con delibera di Giunta Comunale nr. 59 del
20.03.2012 ed In 3° aggiornamento con delibera di Giunta Comunale nr. 373 del 23.12.2014.
Le Leggi successive, lo sviluppo urbanistico, le modificazioni del territorio, le innovazioni
nell’approccio a questa materia, i cambiamenti nelle tecnologie, nell’evoluzione peggiorativa
degli eventi meteorologici e nelle risorse disponibili ne hanno reso necessario l'aggiornamento.
Il 4° aggiornamento del Piano é stato eseguito nel rispetto della più recente normativa vigente in
materia, che attribuisce essenzialmente agli Enti locali i compiti, in ambito comunale,
dell’attuazione di quanto indicato nei piani di previsione e prevenzione regionali e provinciali,
dell’adozione di tutti i provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi in caso di calamità,
nonché della predisposizione dei piani di emergenza.
Il presente piano, attraverso i suoi documenti costitutivi essenziali a livello procedurale – i modelli di
intervento e gli scenari di evento - intende perseguire i seguenti obiettivi:
 fornire le linee di comportamento da seguire sia in “tempo di pace” che in emergenza
 raccogliere in un elaborato organico e adeguatamente strutturato le informazioni relative
alle risorse e agli elementi esposti al rischio
 analizzare le cartografie di rischio sovrapponendole alle banche dati relative alle risorse e
agli elementi esposti
 essere chiaro e conciso nella descrizione di procedure, compiti e responsabilità
 essere opportunamente flessibile per meglio adattarsi a diverse circostanze
 prevedere il coinvolgimento di tutti i soggetti pubblici che possono contribuire e
partecipare alla gestione dell’emergenza
 essere predisposto per periodiche revisioni e aggiornamenti
 avere ampia diffusione fra gli Enti direttamente interessati e opportuna pubblicità nei
confronti della popolazione
 essere informatizzato al fine di una rapida ed efficace gestione delle informazioni
 costituire un valido e concreto strumento per la gestione dell’emergenza.
L’organizzazione - già in atto - di procedure accessorie (convenzioni con Associazioni di
Volontariato, ampliamento del servizio di reperibilità con annessa procedura allertamento
maltempo da Prefettura e C.O.R., protocollo d’intesa con radio e TV locali per la diramazione di
avvisi alla popolazione, ecc...) completano e potenziano il presente piano.
COMPETENZE
Alla luce dei suesposti riferimenti normativi, è possibile delineare un quadro sintetico delle
competenze riferite ai principali organismi che compongono il sistema della protezione civile.
STATO: attraverso il Presidente del Consiglio dei Ministri e le strutture che operano nell’ambito
della Presidenza del Consiglio (Dipartimento protezione civile, Commissione nazionale grandi rischi
e Comitato operativo protezione civile), detiene in capo le funzioni generali di indirizzo, promozione
e coordinamento di tutte le attività inerenti la protezione civile, con particolare riguardo alla
predisposizione ed attuazione dei programmi di previsione e prevenzione. Dispone l’organizzazione
dell’emergenza in caso di eventi di cui all’art.2 I comma, lettera c) della L.225/92 (calamità
naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con
mezzi e poteri straordinari); in tali circostanze, provvede alla deliberazione e/o alla revoca dello
stato di emergenza, nonché all’emanazione di specifiche ordinanze per attuare interventi in
emergenza.
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
esempio di carta nazionale del dissesto legato al rischio idrogeologico
REGIONE: Sono attribuite alla Regione le attività relative alla predisposizione dei programmi
regionali di previsione e prevenzione e le funzioni di indirizzo per i piani e programmi provinciali.
Predispone l’attuazione di piani di emergenza in caso di eventi calamitosi di cui all’art.2 I comma,
lettera b) della L.225/92 (eventi naturali o connessi con l’attività dell’uomo che, per loro natura ed
estensione, comportano l’intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via
ordinaria) ed i successivi interventi per favorire il ritorno alla normalità nei territori colpiti, oltre a
provvedere alla dichiarazione dell’esistenza di eccezionale calamità o avversità atmosferica.
AGENZIA PER LA SICUREZZA TERRITORIALE E LA PROTEZIONE CIVILE:
A seguito della riforma istituzionale e del governo regionale e locale attuata con la legge
L.13_2015 sezione civile fino al 31 12 2015 esercitate dalla Provincia di Piacenza sono esercitate
dalla nuova Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile dove sono confluite anche
le competenze del Servizio Tecnico di Bacino con le stesse tempistiche.
Sono quindi attribuite alla nuova Agenzia locale le funzioni precedentemente in carico alla
Provincia relative all’attuazione, nel proprio ambito, delle attività di previsione e degli interventi di
prevenzione dei rischi, oltre alla redazione del Piano Provinciale di emergenza. Seguono inoltre il
compito della vigilanza in merito alla predisposizione dei servizi urgenti da attivare in caso di eventi
calamitosi di cui al già citato art.2 I comma, lettera b) della L.225/92 e smi.
Si rammentano i compiti precedentemente attribuiti ai S.T.B. ora in carico alla nuova Agenzia:
 Progettano ed attuano gli interventi di difesa del suolo
 Progettano ed attuano gli interventi di difesa della costa
 Svolgono le funzioni di polizia idraulica
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
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Gestiscono il servizio di piena
Gestiscono i pronti interventi e gli interventi di somma urgenza
Curano l'esecuzione delle verifiche tecniche in caso di dissesti, eventi alluvionali e sismici
Gestiscono le aree demaniali mediante il rilascio delle concessioni
Gestiscono le risorse idriche mediante il rilascio delle concessioni
Svolgono le funzioni operative di protezione civile connesse ad eventi idraulici, idrogeologici e sismici
Curano il monitoraggio dei fenomeni di dissesto e collabora alla gestione della rete regionale di monitoraggio
idrometeopluviometrico
 Supportano i Comuni nello svolgimento dei controlli edilizi in zona sismica, fino al momento nel quale le
competenze tecniche saranno completamente affidate ai Comuni.
Estratto a scopo dimostrativo di una carta tecnica del Piano Provinciale di Protezione Civile (2006)
PREFETTURA: fa capo al Prefetto la direzione unitaria dei servizi di emergenza da attivare a livello
provinciale, coordinandoli con gli interventi delle Amministrazioni locali e adottando tutti i
provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi; di fatto, la Prefettura deve assicurare il
concorso dello Stato nelle situazioni di emergenza di cui alle predette lettere b) e c) dell’art.2 della
L.225/92 e smi, attivando tutti i mezzi e i poteri di competenza statale. Nella fase successiva alla
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
dichiarazione dello stato di emergenza, è l’unica autorità che ha il potere di derogare, quale
rappresentante dello Stato, al regime ordinario stabilito dal vigente ordinamento giuridico e quindi
di assumere iniziative di carattere straordinario, in attesa dell’emanazione di eventuali specifiche
ordinanze.
Per esercitare le proprie funzioni in emergenza, il Prefetto si avvale di tre distinte strutture (meglio
descritte in seguito): il Centro Coordinamento Soccorsi, la Sala Operativa ed il Centro Operativo
Misto.
Prefettura di Piacenza – struttura di Protezione Civile
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
COMUNE DI PIACENZA: sono attribuite all’Amministrazione comunale le funzioni relative
all’attuazione, nel proprio ambito, delle attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei
rischi, oltre alla redazione del Piano Comunale di emergenza. Predispone e adotta tutti i
provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi alla popolazione e gli interventi urgenti in
caso di eventi calamitosi di cui all’art.2 I comma, lettera a) della L.225/92 (eventi naturali o
connessi con l’attività dell’uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai
singoli enti o amministrazioni competenti in via ordinaria); provvede alla vigilanza sull’attuazione
dei servizi urgenti da parte delle strutture locali, oltre all’utilizzo del volontariato sulla base degli
indirizzi nazionali e regionali. Il Sindaco, per l’esercizio delle proprie funzioni in emergenza, si avvale
del supporto del proprio Centro Operativo Comunale (C.O.C.).
Veduta aerea della città storica
Veduta aerea di una porzione del Polo Logistico in prossimità dell’autostrada A1 (Piacenza Est)
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
LINEAMENTI DELLA PIANIFICAZIONE COMUNALE
I lineamenti della pianificazione sono gli obiettivi che il Sindaco, quale Autorità di protezione civile,
deve conseguire per garantire la prima risposta ordinata degli interventi a seguito di un’emergenza
di protezione civile.
Tali obiettivi si identificano fondamentalmente con i compiti istituzionali del Sindaco e
dell’Amministrazione comunale e sono qui sintetizzati entro categorie definite.
CENTRO OPERATIVO COMUNALE (C.O.C.)
Al verificarsi dell’evento calamitoso il Sindaco assume in ambito locale la direzione e il
coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza avvalendosi del supporto del Centro
Operativo Comunale (C.O.C.) precedentemente costituito. Nel contempo, informa il Prefetto, il
Presidente della Provincia ed il Presidente della Regione in merito all’evento, alle sue dimensioni,
alle necessità immediate, ad eventuali danni e/o pericoli incombenti, con successive relazioni
giornaliere di aggiornamento alla Prefettura.
Sede del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) – via Martiri della Resistenza, n.8/a (2° piano)
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO E DELLA POPOLAZIONE
La tutela del proprio territorio e la salvaguardia della popolazione sono doveri prioritari nell’ambito
dell’emergenza di protezione civile; le misure da adottare sono essenzialmente le seguenti:
o censimento della popolazione residente entro le aree a rischio, con particolare attenzione
alle fasce più deboli;
o soccorso e allontanamento della popolazione dalla zona di pericolo;
o predisposizione dei primi interventi di assistenza sanitaria;
o attivazione di idoneo sistema di trasporto per persone con ridotta autonomia (bambini,
anziani, disabili,…);
o attuazione dei piani particolareggiati di assistenza (aree di ricovero, effetti letterecci, vitto,
beni di prima necessità,…);
o predisposizione dei primi interventi tecnici urgenti (demolizioni, puntellamenti, sgomberi,
transennamenti,…);
o attivazione di idoneo servizio antisciacallaggio.
Impianto di sollevamento della Finarda in funzione durante un periodo di piena (nov 2011)
CONTINUITA’ AMMINISTRATIVA
Mantenere la continuità amministrativa del Comune e provvedere ad assicurare i necessari
collegamenti con Prefettura, Provincia, Regione, sono priorità da assicurare in caso di evento
calamitoso; pertanto, saranno predisposti i seguenti apprestamenti:
o allestimento di installazioni provvisorie per uffici pubblici (anagrafe, ufficio tecnico,…);
o allestimento di installazioni provvisorie per le necessità della giustizia e del culto;
o riassetto degli organi locali per preparare il ritorno alla normalità.
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
RIPRISTINO DELLA VIABILITA’ E DEI TRASPORTI
Già nelle prime fasi dell’emergenza, dovranno essere previsti interventi per il ripristino della viabilità
e la regolamentazione del traffico da e per le zone maggiormente interessate dall’evento, per
mezzo di:
o attuazione dei primi interventi sulle infrastrutture eventualmente danneggiate al fine della
riattivazione dei trasporti;
o organizzazione dei flussi di traffico lungo le vie d’esodo;
o regolamentazione dell’accesso a terzi alle aree colpite (apposizione divieti, cancelli di
transito, deviazione della circolazione,…), favorendo altresì l’afflusso dei mezzi di soccorso.
RIPRISTINO FUNZIONALITA’ DI TELECOMUNICAZIONI E SERVIZI ESSENZIALI
La riattivazione della funzionalità di tali servizi risulta di fondamentale importanza per tutte le attività
collegate all’emergenza e dovrà, quindi, essere prontamente garantita tramite:
o immediata attivazione delle comunicazioni radio con apertura della sala operativa
comunale;
o avvio dei collegamenti radio fra le unità operative esterne comunali per diramazione di
comunicati o segnalazioni;
o coordinamento degli enti fornitori dei principali servizi (Enel, Gas, Telecom, Iren,…) al fine di
prevedere l’impiego del personale addetto per effettuare interventi urgenti sulle linee di
erogazione e per il ripristino delle reti e delle utenze.
SALVAGUARDIA DEL SISTEMA PRODUTTIVO E DEI BENI CULTURALI
La difesa dei mezzi di produzione e dei relativi prodotti, oltre alla tutela dei beni culturali ubicati
nelle zone a rischio, sono di basilare importanza per la ripresa della vita civile ed economica
nell’area colpita, pertanto saranno organizzate le seguenti misure:
o censimento delle aziende produttive entro le aree a rischio;
o organizzazione delle procedure per il sollecito ripristino delle attività produttive e
commerciali eventualmente danneggiate;
o censimento dei beni artistici e culturali presenti entro le zone a rischio.
chiesa di Camposanto Vecchio – in corrispondenza all’argine maestro – estremo versante ovest
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
Dovere prioritario del Sindaco, quale autorità di protezione civile, è quello dell’informazione
alla popolazione, particolarmente in merito:
o ai rischi presenti nell’area di residenza;
o alle conseguenti disposizioni contemplate nel relativo piano di emergenza (aree sicure,
percorsi d’esodo dalle aree a rischio e/o colpite da calamità,…);
o alle norme di comportamento e di autoprotezione da tenersi prima, durante e dopo
l’evento;
o alle modalità di diffusione delle informazioni e di eventuali allarmi.
Opuscolo distribuito a tutte le scuole del Comune di Piacenza (anno 1990)
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
MODELLO DI INTERVENTO
Il modello di intervento definisce l’insieme delle fasi e dei protocolli operativi nei quali si articola
l’intervento di protezione civile, con l’individuazione di strutture e figure di riferimento che devono
essere progressivamente attivate in situazioni di crisi, stabilendone relazioni e compiti, finalizzati al
soccorso sino al superamento dell’emergenza.
Prevede, inoltre, le misure da adottare per limitare gli effetti dell’evento ipotizzato, nonché
l’organizzazione di provvedimenti a salvaguardia della popolazione (soccorso sanitario,
evacuazione, delimitazione e controllo delle zone colpite, ecc …).
La Legge n°225/92 distingue tre tipologie di eventi, dei quali per quello di tipo a) “Eventi naturali o
connessi con l’attività dell’uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai
singoli Enti e Amministrazioni competenti in via ordinaria” è prevista la responsabilità del
coordinamento in capo al Sindaco; quanto contenuto nel presente piano si riferisce ed organizza
operazioni nell’ambito di questo tipo di evento.
E’ evidente che i modelli descritti nel presente piano rappresentano una situazione tipica e dovrà
essere di volta in volta adattato al contesto ambientale ed alle caratteristiche dell’evento, sulla
base dell’esperienza e della valutazione delle circostanze determinatesi; per ogni scenario di
evento individuato è, comunque, prevista una definizione delle azioni da compiere, come previsto
dalle linee guida regionali di cui alla D.G.R. 1166 del 21/06/04 (e protocolli d’intesa Prefettura e
Amministrazione Provinciale)
Gli eventi inoltre possono essere:
• con preavviso, causato da fenomeni direttamente connessi con la situazione meteorologica
(fenomeni meteorologici, rischio idrogeologico e idraulico), la cui previsione consente l'attivazione
delle diverse fasi operative, funzionali ad una crescente criticità.
L’intervento di protezione civile si sviluppa per fasi successive, che servono a scandire
temporalmente l’evolversi del livello di allerta e, conseguentemente, l’incremento delle risorse da
impegnare;
• improvviso, che per mancato allarme o al verificarsi di un fenomeno non prevedibile o ad
evoluzione estremamente rapida, richiede l'attuazione delle misure per l'emergenza.
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
LE COMPETENZE DEL COMUNE
IL SINDACO, quale Autorità di protezione civile e ai sensi dell’art.15 della già citata L. n° 225/92 e
smi, deve assicurare nell’ambito del proprio territorio l’organizzazione, la direzione ed il
coordinamento dei servizi di soccorso ed assistenza alla popolazione e gli interventi necessari a
fronteggiare l’emergenza.
In caso di calamità, come già esposto in precedenza, provvede a dare immediata
comunicazione al Prefetto, al Presidente della Provincia ed al Presidente della Regione che
forniranno il necessario supporto nelle forme previste dalla Legge.
Per svolgere in maniera funzionale e coordinata tutte le funzioni assegnate, così diverse fra loro per
tipologia e procedure, il Sindaco si avvale del Centro Operativo Comunale (C.O.C./C.O.M.).
P
SEDE DEL C.O.C./C.O.M. - “Ufficio Protezione Civile – via Martiri della Resistenza n. 8/a (2° piano)”
P
Parcheggio Pubblico
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
UFFICIO
Planimetria dell’Ufficio Protezione Civile – via Martiri della Resistenza, n. 8/a (2° piano)
Planimetria del magazzino della Protezione Civile C.le – via Martiri della Resistenza, n. 8/a (piano interrato)
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
IL CENTRO OPERATIVO COMUNALE (C.O.C.)
La struttura del Centro Operativo del Comune di Piacenza è stata articolata secondo undici
funzioni di supporto, ciascuna con a capo un proprio responsabile, i cui compiti sono
l’aggiornamento dei dati e delle informazioni utili relativi alla propria funzione in “tempo di pace” e
la gestione delle operazioni di soccorso in fase di “emergenza”.
Tale figura potrà essere affiancata, se ritenuto necessario, da esperti o da rappresentanti di enti e
associazioni esterni all’Amministrazione, con ruoli attinenti alla funzione di riferimento.
Il C.O.C. costituito con D.G.C. nr. 186 del 10.9.2004, aggiornato con D.G.C. nr. 186 del 6.10.2009,
D.G.C. nr. 87 del 20.4.2010 e D.G.C. nr. 373 del 23.12.2014 con il 3° aggiornamento del Piano è così
composto:
Coordinatore del C.O.C. – Funzione tecnica scientifica e di programmazione,
pianificazione e monitoraggio: (coordinatore di tutta l’attività di protezione civile, dalla
previsione dei rischi alla programmazione degli interventi, al soccorso in caso di emergenza).
A tale Funzione sono demandate:
in tempo di pace:
o svolgere attività previsionale circa i rischi ipotizzabili sul territorio comunale,
o aggiornare il piano comunale di protezione civile;
o mantenere i collegamenti con il Coordinamento provinciale del volontariato;
o stabilire costanti contatti con l'ufficio di protezione civile della Prefettura e con le strutture
provinciali e regionali
o favorire la diffusione della cultura della sicurezza e della protezione civile;
o organizzare la sala operativa;
o gestire le risorse
o programmare e gestire esercitazioni di protezione civile;
o curare l'amalgama e l'aggiornamento del personale operante nell'ambito della protezione
civile;
in emergenza:
o coordinamento generale di tutte le operazioni di emergenza;
o attivazione del Centro Operativo Comunale;
o gestione della Sala Operativa;
o segnalazione al Prefetto al Presidente della Provincia ed al Presidente della Regione
l’evento, nonché i provvedimenti adottati e le eventuali richieste di soccorso già
inoltrate;
o coordinamento dei rapporti con le varie componenti scientifiche e tecniche per
l’interpretazione fisica del fenomeno e dei dati forniti dalle reti di monitoraggio
o attivazione del volontariato
o gestione e coordinamento dei dati e delle informazioni;
o supporto amministrativo al C.O.C. tramite la predisposizione di tutti gli atti amministrativi
che si rendessero necessari (delibere, determine, ordinanze, ecc …)
o tenuta del diario degli avvenimenti
Funzione rapporti con il volontariato e il sistema di protezione civile: (coordina i
volontari) A tale Funzione è demandato il compito di coordinare i volontari appartenenti al
Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza attivati in caso di emergenza
Dovrà:
In tempo di pace:
o classificare le organizzazioni di volontariato per localizzazione geografica e potenzialità di
intervento, completa dei dati di anagrafica delle associazioni e dei dati necessari alla
reperibilità dei referenti di ciascuna organizzazione.
o identificare mezzi, materiali e attrezzature, disponibili presso ogni organizzazione di
volontariato.
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
In emergenza:
o in relazione alla tipologia degli scenari di rischio, alla natura ed alle attività esplicate dalle
organizzazioni di volontariato ed ai mezzi a disposizione, essere a supporto del C.O.C.
o concorrere all’approntamento ed alla gestione degli insediamenti abitativi di emergenza e
delle aree di emergenza.
Funzione di vigilanza, sicurezza e viabilità – Corpo di Polizia Municipale: collabora
con le strutture operative locali (Servizi e Uffici Comunali, Vigili del Fuoco, AIPO, Consorzio di
Bonifica,Polizia,Carabinieri,Guardia di Finanza, Volontariato, ecc. assicurando il supporto tecnico
agli interventi di presidio del territorio e soccorso alla popolazione.
Tale funzione dovrà:
In tempo di pace:
o svolgere compiti operativi propri di propulsione per altri servizi comunali e di raccordo con
altri organismi operativi esterni al Comune
o svolgere le attività di Presidio del Territorio di competenza, segnalando agli
organi/servizi/uffici di riferimento situazioni di anomalia/criticità
o segnalare quelle situazioni di disagio o pericolo in cui le persone si possono trovare per
cause riconducibili ad interventi di protezione civile
o contribuire all’acquisizione dei dati relativi alle diverse tipologie di rischio
presenti/manifestate dal territorio, utili ai fini dell’aggiornamento continuo del piano di
protezione civile
In emergenza
o
o
o
o
contributo alla struttura operativa di Protezione Civile collaborando per gli aspetti di
competenza per l’esercizio delle funzioni di emergenza individuate nel piano
attivazione della Sala Radio in caso di inagibilità Sala Radio Protezione Civile
collabora per la gestione operativa degli interventi di soccorso nell’ambito del
coordinamento delle strutture operative locali, assicurando il coordinamento per le attività
di vigilanza e controllo del territorio (operazioni antisciacallaggio, evacuazione della
popolazione verso i punti di raccolta,sgombero coatto delle abitazioni, censimenti,ecc.)
Collabora con la funzione viabilità per la gestione della circolazione con limitazioni del
traffico nelle aree a rischio, per la regolamentazione degli afflussi dei soccorsi nelle zone
colpite e per la istituzione di cancelli di transito
Funzione infrastrutture, viabilità e segnaletica stradale: (coordina le attività delle strutture
locali preposte al controllo delle infrastrutture e della viabilità, ed alla scelta degli itinerari
d’evacuazione)
Tale Funzione dovrà:
in tempo di pace:
o approntare la segnaletica e tutto il materiale necessario per l’eventuale delimitazione di
aree, deviazione traffico ed istituzione di cancelli di transito
In emergenza:
o eventuale delimitazione dell’area interessata dall’evento e suo monitoraggio;
o posizionamento segnaletica per deviazione traffico e blocchi stradali;
o rilevazione viabilità inagibile ed opere stradali danneggiate;
o collaborazione con la Polizia Municipale per deviazioni del traffico e istituzione cancelli di
transito;
o emissione ordinanze per eventuale chiusura di strade;
o gestione rapporti con i detentori di mezzi di trasporto pubblico per il loro relativo
reperimento
o concorso alle operazioni di evacuazione della popolazione
o concorso alle operazioni anti sciacallaggio
Funzione assistenza alla popolazione: (coordina gli eventi e le attività relativi ai servizi di
assistenza alle persone: gestione punti informazione alla popolazione e centri prima accoglienza,
ricovero persone evacuate, sostegno psicologico alle persone)
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Tale Funzione si occuperà della gestione di tutte le seguenti operazioni legate al trasferimento degli
evacuati avvalendosi, per l’attuazione pratica, del Corpo di Polizia Municipale e delle Associazioni
di Volontariato quindi dovrà:
in tempo di pace:
o approntare l’elenco di tutte le strutture ricettive esistenti sul territorio comunale
In emergenza:
o individuazione del preciso numero di persone da trasferire, con indicazione di quelle non
autosufficienti e di quelle che necessitano di soccorso sanitario
o gestione rapporti con i proprietari delle strutture ricettive per assicurare il relativo accesso
ed approntamento;
o sistemazione e prima assistenza alla popolazione evacuata;
o rilevazione bisogno di generi di prima necessità in collaborazione con il Servizio Economato;
o distribuzione di viveri e materiali alla popolazione assistita
o organizzazione di un presidio con personale comunale o del volontariato all’interno di ogni
struttura ricettiva (se necessario, anche di tipo sanitario);
o contatti e gestione rapporti con unità di soccorso e servizio veterinario;
o contatti e gestione rapporti con le Associazioni di Volontariato nel campo
sanitario/assistenziale.
Funzione materiali, mezzi e fornitori: (attiva e coordina le risorse umane, i mezzi, i materiali e
le attrezzature esistenti sul territorio al fine di fronteggiare l’evento)
La Funzione preposta alla gestione dei rapporti con i fornitori di beni ed ai relativi acquisti e dovrà
concorrere all’approntamento delle aree di accoglienza e di ammassamento mediante:
in tempo di pace:
o predisporre l’elenco di tutti i fornitori di materiale lettereccio, effetti personali, generi
alimentari, produttori di pasti ecc…
in emergenza:
o reperimento di letti, materassi, coperte e quant’altro per allestimento strutture ricettive;
o reperimento generi di prima necessità quali indumenti, calzature, effetti personali o per
l’igiene;
o gestione rapporti con i fornitori del vitto e provvista di forniture, con le mense scolastiche
impegnate nella produzione pasti per il reperimento dei relativi generi alimentari e
quant’altro;
o pulizia dei locali occupati;
trasporto e predisposizione del materiale necessario all’approntamento delle strutture ricettive.
Funzione censimento danni a persone e cose: (organizza e coordina l’attività di
censimento danni a persone, edifici privati, servizi essenziali, infrastrutture pubbliche, impianti
industriali, ecc.)
Tale Funzione dovrà attivarsi al fine di
In tempo di pace:
o predisporre gli elenchi dei professionisti disponibili ad attività di censimento,
sopralluogo e perizia di danni susseguenti a calamità
o stipulare convenzioni per la fornitura di mezzi e materiali in emergenza
in emergenza
o rilevare le condizioni di agibilità di tutti gli edifici pubblici e privati
o emanare eventuali ordinanze di inagibilità e/o di sgombero
o svolgere una rilevazione dei danni subiti dalle attività industriali, artigianali e commerciali
del territorio.
o collaborare all’approntamento delle aree e dei locali prescelti per l’alloggiamento degli
evacuati;
o rilevare funzionalità impianti termici in edifici pubblici;
o individuare le esigenze di integrazione di materiali e mezzi
In caso di allestimento di tendopoli o baraccopoli, dovrà curare l’emissione degli opportuni atti per
l’occupazione temporanea delle aree o, eventualmente, l’esproprio delle stesse.
17
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Inoltre, per mezzo del Servizio Agricoltura Provinciale, dovrà attivarsi per effettuare il censimento
delle perdite di bestiame nelle aziende agricole comunali e private.
Per mezzo del Servizio Cultura dovrà occuparsi del censimento dei danni al patrimonio artistico ed
ai beni culturali.
Funzione erogazione dei servizi essenziali – rapporti con le aziende dei servizi di
pubblica utilità: (organizza squadre di tecnici per il ripristino delle strutture - coordina i
rappresentanti dei servizi essenziali (luce, gas, acqua, ecc.) al fine di provvedere agli interventi
urgenti per il ripristino delle reti compreso la predisposizione, in collaborazione anche con
l’Associazione Radioamatori, di una rete di comunicazione non vulnerabile - verifica la stabilità
strutturale delle strade)
Tale funzione dovrà:
In tempo di pace:
o predisporre una scheda operativa per la tempestiva reperibilità dei referenti delle aziende
erogatrici di servizi (luce, acqua, gas, telefonia, ecc) alla minaccia o al verificarsi di una
situazione di emergenza.
In emergenza
o curare la gestione dei rapporti con gli Enti erogatori di pubblici servizi per la gestione dei
servizi essenziali e delle telecomunicazioni incluso l’associazione radioamatori volontari
o coordinare le operazioni per la messa in sicurezza delle reti dei servizi coinvolte nell’evento
o censire i danni alle reti dei servizi ed attivare le strutture di intervento per il ripristino della
funzionalità delle reti e/o delle utenze, definendo una priorità degli interventi
o verificare la stabilità strutturale delle strade
Funzione attività scolastica: (attiva e coordina le attività relative ai servizi scolastici compreso
le ordinanze di apertura delle scuole quali centri di ricovero popolazione)
Questa Funzione dovrà predisporre ogni azione relativa alle fasi dell’evacuazione connesse alle
scuole, sia comunali sia provinciale e statali quindi dovrà:
in tempo di pace:
o reperire i recapiti di tutti i responsabili le scuole esistenti sul territorio comunale ed in
particolare quelle comunali individuate come centri di accoglienza evacuati
In emergenza:
o allertamento del proprio personale, o del referente presso scuole non comunali, in caso di
avvio della fase di evacuazione delle strutture;
o apertura e approntamento dei locali relativi a scuole comunali individuati come centri di
raccolta temporanea della popolazione e come strutture ricettive;
o attivazione delle scuole interessate per la relativa produzione di pasti
Funzione attività Amministrativa: (coordinano le attività all’interno dell’Ente per le attività
necessarie ad affrontare ogni tipo di emergenza)
Tale Funzione gestisce tutte le attività di tipo amministrativo al fine di:
in emergenza:
o coordinare gli interventi di somma urgenza avvalendosi anche delle eventuali deroghe
disposte dalle ordinanze sindacali e governative di protezione civile;
o garantire, con effetto immediato, il supporto amministrativo necessario all’Autorità C.le di
protezione civile affinché vengano assicurate tutte le funzioni necessarie agli organismi che
concorrono al superamento delle fasi di emergenza in atto;
o problematiche di vario ordine a carattere amministrativo.
Funzione mass-media ed informazione alla popolazione: (è il referente dei mass-media
locali e nazionali, informa e sensibilizza la popolazione, tiene costantemente aggiornata la
cittadinanza sull’evolversi degli eventi; veicolo principale cui far convergere tutte le informazioni. Si
interfaccia con i rispettivi uffici stampa degli Enti esterni)
18
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
in emergenza:
dovrà:
 gestire l’Ufficio Stampa allestito presso la Sala Operativa, punto di riferimento di tutti i massmedia
 progettare l’attività formativa elaborando i comunicati stampa e programmando le
modalità per l’inoltro delle informazioni ai rappresentati degli organi di stampa e delle
emittenti radiotelevisive
 gestire l’informazione alla popolazione sull’evolversi della situazione per mezzo delle radio e
TV locali o mediante l’ausilio di pattuglie della Polizia Municipale per mezzo di altoparlanti
mobili o distribuzione volantini
LA SALA OPERATIVA COMUNALE
Presso l’Ufficio Protezione Civile, che ha sede in V.le Martiri della Resistenza n°8/a - II° piano è
costituita la sala operativa comunale destinata al coordinamento dei soccorsi. Al piano
seminterrato è presente un doppio box con deposito annesso per il ricovero delle due auto e di
materiale emergenziale. In caso di inagibilità, una seconda sala operativa è predisposta presso la
sede comunale ex Comparto Ovest - Polizia Municipale - via Turati (loc. Besurica) – PIACENZA
Le attrezzature e le strumentazioni tecnico-informatiche presenti nella sala sono le seguenti:
- sala radio dotata di:
apparecchiature radio amatoriali con postazione digitale PACKET, PSK31, radiofax, APRS
(radiolocalizzazione), radio frequenze VHF analogiche regionali, radio frequenze VHF del C.O.C.,
canali di protezione civile.
Con Determina 393 del 01.04.2014 è stata stipulata una convenzione, rinnovabile, con il gruppo di
volontariato specializzato radioamatori (C.E.R.) per lo svolgimento di servizi inerenti la sala radio
della Protezione Civile del Comune di Piacenza. Lo scopo è quello di operare in sieme all’Ufficio di
Protezione Civile in tempo di pace e nella nella gestione delle comunicazioni in caso di
emergenza di grandi eventi, come quelli sismici, anche alla luce dei movimenti tellurici che hanno
colpito nel maggio 2012 l’area emiliano- romagnola, con particolare riguardo alle province di
Modena e Ferrara.
- strumenti di comunicazione consistenti in:
- n° 4 linee telefoniche attive in orario di ufficio (0523 492298 – 2297-2791-2329)
fax n. 0523 754833
- postazione internet e account di posta elettronica ([email protected])
- dotazioni varie quali TV, videoregistratore, ecc…
Tale sala costituisce anche la sede del C.O.M., qualora istituito.
L’attuale struttura ed organizzazione comunale prevede la presenza di alcune sedi operative
distaccate che consistono in depositi di mezzi, materiali ed attrezzature, nonché usuali sedi di
lavoro del personale operativo, gestite dai Dirigenti responsabili del Settore di appartenenza, quali:
- Servizio Manutenzione e Viabilità (via Millo) deposito segnaletica e strumentazione per
interventi di emergenza
- Polizia Municipale via Rogerio
- Ufficio Economato via Cornegliana (deposito attrezzature)
SERVIZIO DI PRONTA REPERIBILITA’
E’ istituito il servizio di pronta reperibilità mediante la turnazione di personale comunale che
assicura la presenza sul territorio comunale 24 H su 24 H ed attiva, se necessario, la struttura
comunale secondo la procedura prevista.
In particolare, il NUOVO SERVIZIO DI REPERIBILITA' DI PROTEZIONE CIVILE, potenziato ed a regime
dal 1 gennaio 2016 è così composto:
19
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA

N° 1 operatore reperibile di protezione civile H24 365 giorni all'anno

N° 5 reperibili della P.M. in fascia notturna (1 Ispettore e 4 agenti P.M.) dalle 19.15 alle 07.15
ed H24 la domenica e festivi
LA SALA OPERATIVA COMUNALE - Ufficio Protezione Civile – via Martiri della Resistenza, n. 8/a
PROCEDURE PER AFFRONTARE LE EMERGENZE
Al fine di fronteggiare emergenze che possono verificarsi sia durante che al di fuori del normale
orario d’ufficio, la procedura di allertamento da seguire è così descritta:
ogni informazione di emergenza (telefonate - fax - mail - telegrammi – lettere – sms – o
quant’altro) comunque ricevuta dagli Uffici Comunali, deve essere inoltrata con priorità
assoluta ed urgenza, occorrendo anche a mano, al tecnico di protezione civile in servizio di
pronta reperibilità ed al Responsabile di Protezione Civile;
20
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
il Responsabile di Protezione Civile e il tecnico di protezione civile in servizio di pronta
reperibilità esaminano l’informazione ricevuta, effettuano una valutazione del problema
creatosi, informandosi con gli altri Enti o soggetti del sistema di protezione civile, e se la
situazione lo richiede, informano il Sindaco o l’Assessore delegato o chi eventualmente lo
sostituisce in caso di sua assenza, attivano la Sala Operativa Comunale (e allarmano
telefonicamente o tramite pattuglia del Comando Polizia Municipale i Responsabili delle
Funzioni di Supporto afferenti al C.O.C. convocati.
il Sindaco comunica nel contempo al Prefetto ed al Presidente della Provincia e della
Regione lo stato di emergenza e attiva il C.O.C., anche in forma ridotta;
i Responsabili dei Settori allertati in funzione della tipologia dell’evento calamitoso e della
sua durata, ricevuto l’indirizzo e le modalità operative di intervento dal Responsabile di
Protezione Civile, agiranno in base alle rispettive organizzazioni di emergenza, già dagli
stessi pianificate, in costante contatto con la Sala Operativa in merito alla propria funzione
ed ai problemi riscontrati ed alle evoluzioni della situazione, al fine di consentire al Sindaco il
coordinamento e la direzione degli interventi ed una loro verifica in merito all’efficacia dei
soccorsi.

La
struttura operativa, nell’eventualità che l’evento calamitoso comprenda più Comuni,
più Province o più Regioni e quindi per le sue caratteristiche rientri nelle competenze del
Prefetto o della Regione o del Dipartimento Nazionale verrà direttamente coordinata
rispettivamente dalla Prefettura o dalla Regione o dal Dipartimento Nazionale della
Protezione Civile .
LE ATTIVAZIONI IN EMERGENZA
Le prime immediate predisposizioni che devono essere attivate dal Sindaco a seguito
dell’accertamento di una situazione di emergenza, si configurano come segue:
1. Convocazione del C.O.C., anche in forma ridotta: il C.O.C. si riunisce presso la Sala Operativa
costituita presso l’Ufficio Protezione Civile – via M. della Resistenza, 8/a – 2° piano o, in alternativa,
presso la sede comunale di via Turati (loc. Besurica) – PIACENZA. I Responsabili delle funzioni
convocati (ed i loro eventuali sostituti o collaboratori) saranno rintracciabili tramite numeri
telefonici di reperibilità, precedentemente indicati, e si recheranno nel luogo convenuto entro i
tempi di volta in volta stabiliti.
2. Delimitazione delle aree a rischio: le aree oggetto dell’evento devono essere opportunamente
delimitate e circoscritte, compatibilmente con l’estensione dell’evento stesso. Verranno istituiti posti
di blocco (cancelli) e deviazioni del traffico su percorsi alternativi sulla rete viaria interessata al fine
di regolamentare l’entrata e l’uscita nell’area a rischio.
3. Area di Ammassamento Soccorritori: dovranno essere apportate tutte le predisposizioni
necessarie all’accoglimento di eventuali soccorritori o ammassamento di risorse presso l’area,
preventivamente individuata in prossimità del “Pattinodromo” di Corso Europa.
4. Aree di ricovero della popolazione: tali aree, preventivamente individuate e distinte in due livelli
(strutture di 1° impianto ovvero insediamenti abitativi a medio termine: tendopoli e 2° impianto
ovvero insediamenti abitativi a lungo termine: baraccopoli) e dettagliate nell’apposita sezione del
presente piano dovranno essere approntate nel caso si dovesse procedere all’evacuazione delle
persone.
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Area di Ammassamento – Impianto sportivo Pattinodromo/Ciclodromo di Corso Europa
Particolare dell’Area di Ammassamento – spazio destinato all’elisoccorso per il 118
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
SISTEMA DI ALLERTAMENTO
Attualmente I documenti che informano i Comuni e gli altri Enti e strutture del sistema regionale di
Protezione civile sul livello di criticità meteo idrogeologica e idraulica previsto o in atto sul
territorio tramite le fasi di ATTIVAZIONE FASE DI ATTENZIONE livelli 1e 2, PREALLARME E ALLARME
sono:
· Bollettino di vigilanza o Allerta meteo idrogeologica idraulica
· Bollettino di monitoraggio
I Documenti sono emessi dagli Enti istituzionali preposti e pubblicati a orari prestabiliti sui
rispettivi siti internet (ARPA-SIMC, Agenzia regionale di Protezione Civile, Dipartimento nazionale
protezione civile, AIPo) e costituiscono il riferimento fondamentale per le decisioni relative alle
attivazioni delle fasi operative.
Il giorno 10 febbraio 2016 sono state firmate dalla Protezione Civile Nazionale le indicazioni per
l’omogeneizzazione dei messaggi di allertamento e fasi operative per rischio meteo-idrogeologico
e idraulico.
Lo scopo: creare i migliori presupposti per l’omogeneizzazione dei metodi, la semplificazione delle
procedure e una migliore efficacia e efficienza complessiva del sistema di protezione civile.
Il PRIMO risultato che si vuole ottenere è la creazione di una corrispondenza biunivoca tra i
livelli di CRITICITA' e i livelli di ALLERTA, così da “tradurre” l’informazione tecnico-scientifica in
un’informazione più immediata e capibile soprattutto per i CITTADINI: non si parlerà più, a
breve, di ATTIVAZIONE FASE DI ATTENZIONE 1e 2, PREALLARME E ALLARME, ma di allerta
“GIALLA”, “ARANCIONE” o “ROSSA”.
Il SECONDO risultato che si vuole ottenere è quello di denominare in modo chiaro e uniforme
anche le fasi operative che ai diversi livelli – da quello regionale al provinciale al comunale – i
vari soggetti dichiareranno: “ATTENZIONE”, “PREALLARME”, “ALLARME”.
Infatti, sulla base delle allerte “gialla” o “arancione” o “rossa”, le autorità competenti
individueranno, a ciascun livello territoriale, la fase operativa più adeguata per affrontare la
situazione, senza però che vi sia un automatismo tra livelli di allerta e fasi operative, poiché la
decisione di “mettersi” in attenzione piuttosto che in preallarme è strettamente connessa sia
alla capacità di risposta della struttura e alla vulnerabilità del territorio sia alle informazioni
provenienti non solo dalle attività previsionali ma anche dalle quelle di monitoraggio e
sorveglianza a livello locale.
Vengono rimarcati i vincoli che sono solo due: attivare almeno la fase di attenzione per
un’allerta gialla e arancione e almeno la fase di preallarme per un’allerta rossa.
A livello regionale è in fase di approvazione il nuovo Sistema di Allertamento di Protezione Civile.
Oltre a recepire le allerte mediante i codici colore sono previsti: lo spazio web “allerte” ,
l'aggiornamento del P,G,R,A, il nuovo Piano di gestione sedimenti, il potenziamento della rete
idrometeorologica e l'implementazione del Presidio Territoriale idraulico ed idrogeologico.
Segue una descrizione in linea generale delle fasi da attuare in base ai livelli di allerta:
LIVELLO DI ATTENZIONE
costante valutazione dei bollettini previsionali, scambio di informazione tra le funzioni operative
comunali di protezione civile e verifica della reperibilità dei propri funzionari da far confluire nel
C.O.C., anche in forma ridotta.
LIVELLO DI PREALLARME
attivazione del C.O.C., anche in forma ridotta, avvio dei collegamenti con le Autorità preposte
alla gestione delle acque, il volontariato e gli altri Enti di protezione civile, sorveglianza e presidio
del territorio e dei suoi punti critici.
LIVELLO DI ALLARME
definizione e delimitazione dei limiti delle aree coinvolte nell'evento, verifica dell'entità dei danni e
dei fabbisogni più immediati, la diramazione dell'allarme ai residenti nelle possibili zone minacciate
dall'evento e delle misure di autoprotezione da attuare. L'invio di uomini e mezzi per il trasporto
presso le aree di ricovero o i centri di accoglienza della popolazione, se necessari.
POST ALLARME Tutte le operazioni per riportare alla normalità le criticità derivanti dall'evento
calamitoso.
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
DESCRIZIONE DEL TERRITORIO
Cenni Topografici
Il territorio del Comune di Piacenza è ubicato a sud del fiume Po nella pianura che si estende tra il
fiume e l’Appennino; la popolazione residente al 30.09.2015 è di n° 102.173 abitanti.
La città che è sorta a ridosso del fiume, si è espansa principalmente in direzione sud – sud/est ed
occupa una superficie di Kmq 118.46.
IL TERRITORIO
L’area urbana è suddivisa in tre zone: la prima è il centro storico, che oggi è delimitata dalle
antiche mura Farnesiane (XVI secolo), dove sono presenti i più importanti monumenti e le
costruzioni di maggiore valore storico; la seconda è quella costituita dall’area periferica, che
comprende gli insediamenti e le costruzioni sorte nel periodo postbellico del boom economico,
fino ad inglobare anche i nuclei un tempo frazionali: Borgotrebbia, S.Antonio, S.Lazzaro, Montale,
Anselma, Capitolo; la terza zona è il forense ovvero quella parte del territorio comunale esclusa
dall’aggregato urbano, di cui fanno parte i centri abitati di: Pittolo, Vallera, Quarto, La Verza,
S.Bonico, Mucinasso, Ivaccari, Borghetto, Roncaglia, Gerbido, Mortizza oltre alle case ed
insediamenti produttivi sparsi sul territorio.
schema planimetrico della distribuzione territoriale relativa agli aggregati urbani (anno 1990)
VIABILITA’
Piacenza è un nodo viario di rilevanza nazionale data la presenza ed il transito di arterie vitali,
quali:
SS n°9 (MIlano-Bologna)
SS n°45 (Genova-Piacenza)
SP (ex SS) 10 (Torino-Piacenza-Brescia)
SP 28 (Piacenza-Gossolengo)
SP (ex SS) 654 (Piacenza-Bettola)
SP 6 (Piacenza-Carpaneto)
SP (ex SS) 587 (Piacenza-Cortemaggiore)
TAV Milano-Roma
ferrovia Torino - Bologna
ferrovia Milano - Bologna
ferrovia Piacenza - Cremona
autostrada A1
autostrada A21
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
schema della rete stradale provinciale interessante il territorio c.le
RETE IDRICA
L’approvvigionamento idrico della città è assicurato dalla utilizzazione di acqua di falda ed in
misura minore da acqua di superficie.
L’acqua di falda viene attinta mediante pozzi dislocati nell’area urbana e nelle aree di espansione
quali: Barriera Torino, Veggioletta, Besurica, Galleana, Farnesiana, zona industriale di Via Caorsana
nonché nelle frazioni di Mortizza, Roncaglia, Borghetto, Gerbido, La Verza, Mucinasso, Ponte sul
Nure, I Vaccari, Vallera.
L’ubicazione degli impianti di attingimento risulta specificata nell’elenco di seguito riportato.
L’acqua di superficie viene captata dal torrente Nure in località S.Rocco di Podenzano,
opportunamente trattata, raccolta in un serbatoio della capacità di 3.150 mc in località “Villa del
Vescovo” sempre in comune di Podenzano e quindi convogliata alla rete di distribuzione cittadina.
RISORSE IDRICHE – elenco pozzi idropotabili situati all’interno del comune
POZZO
Pozzo via Einaudi (Veggioletta 2)
Pozzo via XXIV Maggio, 53 (Barriera Torino 3)
Pozzo via XXIV Maggio, 53 (Barriera Torino 2)
Pozzo via XXIV Maggio (Barriera Torino 4)
Pozzo via De Longe (Besurica
Pozzo via Zambelli (Vallera)
Pozzo via Degani
Pozzo via Repetti (La Verza)
Pozzo via Foresti
Pozzo via Forlini (I Vaccai)
Pozzo via Labò (Galleana)
Pozzo via Diani (Mucinasso)
Pozzo via E. Parmense (Ponte sul Nure)
Pozzo via Farnesiana (Farnesiana 1)
Pozzo via Marinai d’Italia (Farnesiana PEEP)
Pozzo Borghetto
Pozzo via Conti (Caorsana)
Pozzo Gerbido
Pozzo Mortizza
Pozzo Roncaglia nuovo
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
OROIDROGRAFIA
Il territorio del comune di Piacenza è ubicato nell’estremo limite settentrionale della Regione Emilia
Romagna ed è delimitato dal fiume Trebbia ad ovest, dal fiume Po a nord, dal torrente Nure ad est
e dai comuni di Gossolengo, Podenzano a sud.
Lo sviluppo di tale confine risulta per circa 2/3 costituito da corsi d’acqua e pertanto tale situazione
determina di fatto il maggior rischio (idraulico) presente sul territorio comunale.
La sua estensione territoriale raggiunge una superficie di 118.46 Kmq e si sviluppa essenzialmente
nella bassa pianura a sud del fiume Po, con quote altimetriche comprese tra mt 42.00 e mt 88.00
s.l.m..
Il Comune di Piacenza è strutturato in prevalenza da zone di pianura costituitesi a seguito di
depressioni geologiche; a prova di questo risultano le leggerissime ondulazioni corrispondenti gli
interfluvi. Alla situazione naturale riguardante le aste fluviali riferite particolarmente al fiume Po,
Trebbia e torrente Nure si sono sommate, da dopoguerra ad oggi, modificazioni dell’alveo
(riscontrabili dal lento abbassamento del livello di base) anche a seguito di una costante attività
estrattiva esercitata sia nell’alveo attivo, che sui terrazzi recenti, che hanno determinato un
considerevole assolcamento dell’alveo normale di piena ed un aumento della sezione di deflusso.
All’interno del territorio comunale di Piacenza, oltre ai corsi d’acqua sopra citati, si sviluppa una
rete di canali di bonifica, in gestione al Consorzio di Bonifica di Piacenza, di lunghezza complessiva
di circa 260 km, per la maggior parte a cielo aperto e pressoché interamente su sedime
demaniale.
L’intero reticolo ha funzione sostanzialmente promiscua, di scolo e di irrigazione ed è costituito da
rivi secondari che hanno origine dal torrente Trebbia e dal torrente Nure. La funzione irrigua si
sostanzia nella distribuzione di risorsa derivata dai torrenti sopra citati. La funzione scolante del
reticolo di bonifica a servizio del territorio di Piacenza si esplicita nella regolamentazione dei deflussi
superficiali associati agli eventi meteorici e nell'allontanamento degli scarichi di troppo pieno
effluenti dalle reti fognarie esistenti in corrispondenza dei centri urbani. In particolare si segnala il
fondamentale compito svolto dai canali diversivi nell'isolare idraulicamente il territorio urbano ad
essi sotteso, regimando in tal modo l'afflusso delle acque esterne provenienti da monte. Tale
compito si traduce nella adduzione, per gravità, di considerevoli portate di acque di pioggia verso
il torrente Trebbia (Diversivo di Ovest – portata massima 52 mc/sec) ed il torrente Nure (Diversivo di
Est – portata massima 27 mc/sec).
Strettamente connessi e complementari al funzionamento della rete di bonifica sono gli impianti
idrovori della Finarda (portata massima 25 mc/sec) a servizio dell’area urbana e di Armalunga
(portata massima 15 mc/sec) a servizio del comprensorio di Mortizza, i quali hanno il compito di
sollevare le acque di sgrondo qualora la quota di piena del Fiume Po sovrasti il piano campagna,
e la cassa di espansione Farnesiana. (invaso totale 98.050 mc) che raccoglie e lamina le acque di
sgrondo provenienti da alcuni dei territori posti a monte del Capoluogo di Provincia (inclusi
Podenzano e Vigolzone), prima del loro ingresso nel quartiere Farnesiana.
Si riporta di seguito l'elenco dei canali consortili e degli impianti
CANALE 37
RIO CHIAPPONE
CANALE 38
RIO COMUNE DI DESTRA
CANALE 39
RIO DEGLI OSSI
CANALE 43
COLATORE DIVERSIVO DI EST
CANALE 47
COLATORE DIVERSIVO DI OVEST
CANALE 58
CANALE DOSSI DI ARMALUNGA
CANALE 59
RIO FORBICINO
CANALE 61
RIO GALLO
CANALE 114
RIO GATTO CASTELLARO
CANALE 125
COLATORE GEMELLI
CANALE 129
COLATORE GIAROLA
CANALE 130
COLATORE GIAROLA VECCHIA
26
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
CANALE 135
RIO GOSA
CANALE 140
RIO LAZZARO
CANALE 142
RIO MANDELLI
CANALE 143
COLATORE MEZZANO
CANALE 144
RIO MILANA
CANALE 147
COLATORE MORTIZZA
CANALE 152
RIO NUOVO DI QUARTO
CANALE 153
RIO PALMANO
CANALE 155
CANALE PARATORIA COSTA
CANALE 157
RIO PARENTE
CANALE 159
RIO PICCININO
CANALE 160
RIO PICCININO - S. VITTORIA
CANALE 161
RIO PORRO
CANALE 199
RIO PUSTERLA
CANALE 201
RIO QUINDICINAZZA
CANALE 202
RAMO QUINDICINAZZA
CANALE 204
RAMO S. ANTONIO
CANALE 206
COLATORE RIELLO
CANALE 207
COLATORE RIFIUTINO
RIO ALTINO
COLATORE RIFIUTO
COLATORE ARMALUNGA
RIO S. ANTONIO
COLATORE ARSENALE
RIO S. LAZZARO
RIO BERTONE
RIO S. VITTORIA
RIO BORGHETTO
RIO SCOTTO
CANALE BUCO MADONNA
COLATORE SETTENTRIONALE
RIO CERESA
COLATORE VALLI
IMPIANTO IDROVORO FINARDA
IMPIANTO IDROVORO ARMALUNGA
27
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Carta d’identità del territorio comunale
Superficie comunale
118, 46 kmq.
Altitudine media s.l.m.
61 mt.
Longitudine
9° 42’ 1”
Latitudine
45° 2’ 51”
Popolazione residente
ab. 102.173 (al 30.09.2015)
Densità abitativa
865 ab. / kmq.
Area urbanizzata
34 kmq. (28,8%)
Circoscrizioni:
nr. 4
Comuni limitrofi: Podenzano – Gossolengo – Gragnano Trebbiense –
Rottofreno - Calendasco – Caorso – Pontenure – San Rocco al Porto –
Caselle Landi – Corno Giovine – Santo Stefano Lodigiano
Strade principali: autostrade A1 (autostrada del sole) – A21 (TO-PC-BS);
SS 10 – SS 9 – SS 45; SP 6 – SP 654; tangenziale sud
Sottopassi: via delle Novate – via Farnesiana (tangenziale) – corso Europa
(tangenziale) – strada Agazzana (tangenziale) – via Bertucci –
via XXI Aprile – ingresso IPERCOOP – strada alla Magnana – Borghetto (AV+
autostrada) – Borghetto (ferrovia MI-BO)
Stazione ferroviaria: FS – piazzale Marconi
Corsi d’acqua principali: fiume Po – fiume Trebbia – torrente Nure
ANALISI DEI RISCHI
IPOTIZZABILI SUL TERRITORIO COMUNALE
SCENARI DI EVENTO
 CENSIMENTO DEGLI ELEMENTI ESPOSTI AL RISCHIO

Per una puntuale ed efficace pianificazione dell’emergenza è necessario procedere alla
definizione degli scenari di evento attesi nel territorio comunale rispetto ai quali delineare i modelli
d’intervento.
Gli eventi attesi si dividono in eventi prevedibili (alluvioni, frane, eventi meteorici pericolosi,, incendi
boschivi limitatamente alla fase d’attenzione) e non prevedibili (terremoto, incendi boschivi,
incidente industriale, trasporti, sanitario e sociale, nucleare, d’interruzione di sevizi).
La Regione Emilia Romagna d’intesa con le Province ritiene che i rischi Idrogeologico, sismico ed
incendio boschivo abbiano carattere prioritario per le caratteristiche intrinseche del territorio
regionale.
Qualora in una porzione di territorio comunale si riscontrino eventi prevedibili in un determinato
arco temporale risulta fondamentale programmare e predisporre una risposta del sistema
comunale di protezione civile.
Il Sindaco, avvalendosi del proprio Centro Operativo Comunale (C.O.C.), ha il compito di
organizzare la prima risposta operativa di protezione civile, mantenendo un costante
collegamento con tutti gli enti preposti al monitoraggio degli eventi attesi.
Di seguito sono riportati i rischi ipotizzabili sul territorio comunale.
28
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
RISCHIO IDROGEOLOGICO
IDRAULICO & ATMOSFERICO
RISCHIO IDROGEOLOGICO
Le condizioni atmosferiche, in tutti i loro aspetti, influenzano profondamente le attività
umane; in alcuni casi i fenomeni atmosferici assumono carattere di particolare intensità e sono in
grado di costituire un pericolo, cui si associa il rischio di danni anche gravi a cose o persone. Si
parla allora, genericamente, di “condizioni meteorologiche avverse”. È importante distinguere i
rischi dovuti direttamente ai fenomeni meteorologici da quelli derivanti, invece, dall’interazione
degli eventi atmosferici con altri aspetti che caratterizzano il territorio o le attività umane.
A titolo esemplificativo piogge molto forti o abbondanti, combinandosi con le particolari condizioni
che caratterizzano un territorio, possono contribuire a provocare una frana o un’alluvione. In
questo caso si parla di rischio idrogeologico.
L’idrogeologia è la disciplina delle scienze geologiche che studia le acque sotterranee, anche in
rapporto alle acque superficiali. Nell’accezione comune, il termine dissesto idrogeologico viene
invece usato per definire i fenomeni e i danni reali o potenziali causati dalle acque in generale,
siano esse superficiali, in forma liquida o solida, o sotterranee. Le manifestazioni più tipiche di
fenomeni idrogeologici sono frane, alluvioni, erosioni costiere, subsidenze e valanghe.
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di ATTENZIONE,
con previsione di avvicinamento a condizioni di criticità provvede alla:
o allertamento dell'operatore reperibile di protezione civile H24;
o allertamento e scambio di informazioni tra le funzioni operative del Servizio comunale di
Protezione civile e del C.O.C. in forma ridotta;
o costante valutazione dei bollettini previsionali con il P.T.I., l'Autorità preposta alla gestione
delle acque (AIPO, Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Consorzio di
Bonifica;)
o verifica degli scenari di rischio in relazione all'evento potenziale;
o verifica della reperibilità dei propri funzionari da far confluire nel C.O.C, anche in forma
ridotta.
29
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Livello di Preallarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di PREALLARME
dispone:
o attivazione del C.O.C., anche in forma ridotta;
o partecipa all’attività del C.O.M., se convocato;
o Intensifica i collegamenti con il P.T.I., l'Autorità preposta alla gestione delle acque (AIPO,
Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Consorzio di Bonifica;)
o attua ogni misura di sorveglianza e vigilanza del territorio;
o il presidio ed il monitoraggio dei punti critici evidenziati nell'ambito degli scenari di evento
attuando le diverse operazioni da effettuare nei relativi protocolli;
o allerta il Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza;
o prende contatto con i gestori dei servizi essenziali, Enti ed istituzioni presenti sul territorio
comunale che possono essere interessati all'evento;
o informa la Regione tramite la S.P.C. ed il C.O.R su eventuali problemi insorti sul territorio.
Livello di Allarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di ALLARME,
dispone attraverso il l C.O.C.:
 la definizione dei limiti delle aree coinvolte nell'evento, l'entità dei danni e i fabbisogni più
immediati;
 la delimitazione ed eventuale chiusura al trasporto veicolare e, se necessario pedonale ,
delle aree coinvolte nell'evento;
 partecipa all’attività del C.O.M., se convocato;
 il monitoraggio continuo delle aree a rischio;
 la diramazione dell'allarme ai residenti nelle possibili zone minacciate da inondazioni e
dissesti e di informarli sui comportamenti da tenere e sulle modalità di evacuazione e/o di
autoprotezione;
 di inviare le squadre a presidio delle vie di deflusso della popolazione;
 di inviare i volontari nelle aree di attesa;
 di inviare uomini e mezzi per il trasporto presso le aree di ricovero o i centri di accoglienza
della popolazione, se predisposti;
 di garantire il flusso continuo, dalle prime manifestazioni dell’evento, di informazioni verso la
S.P.C., il C.C.S. e la cittadinanza.;
 di approntare uomini e mezzi per la comunicazione alla popolazione del cessato allarme;
 la collaborazione, con l'Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile all'attività
per il censimento dei danni, in corso d’evento e nella fase post evento.
Si può passare dalla fase di attenzione a allarme o direttamente alla fae di
allarme, a seconda dell’evento calamitoso
30
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
RISCHIO IDRAULICO
Per rischio idraulico si intende il rischio da inondazione derivante da eventi meteorologici di forte
intensità e breve durata o di lunga durata; tale rischio comprende gli eventi connessi al movimento
incontrollato di masse d’acqua sul territorio, causato da precipitazioni abbondanti o dal rilascio di
grandi quantitativi d’acqua da bacini di ritenuta. Rischio idrogeologico è derivante anche da
eventi meteorologici particolari quali nevicate, trombe d’aria, ecc…
I corsi d’acqua principali che solcano il territorio comunale sono: il Po che segna il confine con la
Provincia di Piacenza e la Provincia di Lodi; il fiume Trebbia che si immette nel fiume Po a nord
/ovest della città ed il torrente Nure che delimita il confine con i comuni di Pontenure e Caorso e si
immette nel fiume Po a nord/est della città.
Nell’ambito dei corsi d’acqua del reticolato secondario sono da annoverare i canali ed i Rii gestiti
dal Servizio Tecnico dei Bacini degli Affluenti del Po e dal Consorzio di Bonifica di Piacenza:
Nella vasta area tra il fiume Trebbia ed il torrente Nure assumono particolare importanza, per la
lunghezza dell’alveo principale e per l’estensione del bacino (in questo settore della pianura,
procedendo da sud ovest verso nord est) il rio Chiappone, il canale Diversivo Ovest, il colatore
Fodesta, il colatore Rifiutino (o Stradazza), il torrente Rifiuto (o rio Trebbiolo), il Riazza di Podenzano,
il colatore Riello, il rio Ballerino, il colatore Riazza Croce Grossa, che prendono sviluppo a monte di
Piacenza. Il complesso assetto della rete idrografica naturale ed artificiale, la consistenza e la
distribuzione degli insediamenti, delle infrastrutture e delle attività produttive sono i fattori che
concorrono a determinare le condizioni di rischio idraulico cui e esposto il territorio comunale.
Inoltre, esiste un reticolo minore privato non meno importante. La pianura del territorio piacentino
è infatti fittamente solcata da canali e da corsi d’acqua incanalati, frutto di una secolare opera di
bonifica artificiale da parte dell’uomo.
Nella definizione di un evento calamitoso di tipo idraulico sono diverse le variabili condizionanti
che entrano in gioco, quali:
 entità, durata, estensione delle precipitazioni;
 grado di assorbimento del terreno;
 pendenza del terreno;
 estensione del bacino idrografico;
 sezioni dei corsi d’acqua;
 presenza di manufatti che riducono la sezione utile del corso d’acqua;
 stato di manutenzione del corso d’acqua.
Nella definizione della perimetrazione delle aree a rischio ci si è avvalsi dei Piani territoriali specifici:
- della tavola A1.2 Tutela ambientale, paesaggistica e storico culturale contenuta nel Piano
Territoriale di Coordinamento Provinciale approvato con atto del C.P. del 02.07.2010. Nella
suddetta planimetria vengono riportate le fasce fluviali A (di deflusso), B (di esondazione), e C (di
inondazione per piena catastrofica) suddivisa in zona C1 (protetta da argini) e C2 (non protetta
da argini).
- della “Direttiva Alluvioni” dove vengono riportate le mappe della pericolosità e del rischio, così
come prescritto dal Decreto n.122/2014 del 20.06.2014 del l’Autorità di Bacino del fiume Po, art.2
comma 2.
Viene tenuto conto anche della documentazione storico-fotografica tratta da alcuni testi, tra cui il
libro di Carlo Francou “Il grande fiume”, promosso dal Consorzio di Bonifica insieme a Comune di
Piacenza e Provincia di Piacenza.
31
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Evoluzione degli eventi meteorologici
Bisogna considerare oltre ai dati analitici e ai fattori condizionanti sopradescritti anche
l’imponderabilità degli eventi naturali, anche alla luce dell’evoluzione degli eventi meterorologici
eccezionali che negli ultimi anni si manifestano con maggior frequenza.
Il termine “bomba d'acqua” molto in voga nei mass media ultimamente non è un termine
tecnico usato negli ambienti della meteorologia ma, andando più sul tecnico, si tratta di celle
temporalesche, sistemi convettivi singoli o multipli, anche di breve durata ovvero da mezz'ora a 2-3
ore, che però possono far precipitare sul nostro territorio quantitativi di pioggia o grandine
considerevoli fino anche a 70-90 mm/h. Eventi eccezionali, che normalmente hanno tempi di
ritorno di diversi anni, cumulano anche 200 mm di pioggia in 3-6 ore. E’ il caso delle piogge intense
che interessano il nostro bacino idrografico (comprensivo delle dighe) che gravano sul reticolo
secondario e sugli affluenti Trebbia e Nure.
Ma i danni anche ingenti talvolta non sono necessariamente collegati ad un evento
eccezionale, poiché magari 40 mm di pioggia su un territorio già saturo, con fiumi prossimi
all'esondazione, possono avere effetti anche gravissimi. Si tratta del caso specifico in cui si
sommano criticità del reticolo principale PO (in piena a seguito di precipitazioni insistenti nell’arco
di una settimana già avvenute nel bacino idrico della pianura padana) e degli affluenti Trebbia e
Nure in piena a seguito di precipitazioni più recenti interessanti il nostro bacino idrografico locale.
Nella valutazione dei fenomeni idrogeologici possono anche quei fenomeni puntuali che si
possono verificare in corrispondenza a fenomeni meteorologici di bassa o scarsa intensità o
comunque di breve durata che legano l’evento oltre che in termini di localizzazione per fattori
riconducibili alla particolare conformazione del territorio. Pertanto nei punti maggiormente a rischio
individuati in prossimità di corsi d’acqua oggetto già in passato di esondazioni circostanziate sono
coinvolte in massima parte porzioni di territorio agricolo di cintura non urbanizzato (limitando la
potenzialità del danno effettivo alle colture in atto).
Un ulteriore fattore di rischio, connesso alla urbanizzazione intensiva, è da ricondurre
all’impermeabilizzazione di estese porzioni di territorio, dovuta agli intensi processi di urbanizzazione
degli ultimi cinquant’anni, con la conseguente riduzione dei tempi di coltivazione e della capacità
dei terreni di trattenere le acque. Non é poi da trascurare l’effetto delle ormai riconosciute
modificazioni climatiche che, nella tendenza alla tropicalizzazione del clima, manifestano un
aumento degli eventi estremi, con forti piogge in tempi brevi che sollecitano in maniera severa la
rete idrografica naturale ed artificiale.
Lo scenario di rischio idraulico comprende anche la valutazione preventiva del probabile
danno a persone e cose che si avrebbe al verificarsi dell’evento atteso; per effettuare tale
valutazione, occorre procedere al censimento degli elementi esposti a rischio entro le aree
individuate.
Tali fenomeni, sommati all’abbandono o incuria dei canali artificiali o naturali anche da parte
dei privati, sia a monte che a valle, alla cementificazione, alla mancanza di fondi mettono TUTTI
INSIEME ancora di più in crisi il reticolo idrografico piacentino.
EVENTO ECCEZIONALE DEL 13 e14 SETTEMBRE 2015 FIUME TREBBIA E TORRENTE NURE
La formazione di un vasto sistema convettivo ha determinato, nella notte fra domenica 13
settembre e lunedì 14 settembre, precipitazioni estese e molto intense, mai registrate, su tutto il
settore appenninico occidentale. Le piogge di elevata intensità concentrate (anche 300 mm/3h)
in poche ore, ha generato piene impulsive sui bacini del Nure, del Trebbia e del suo affluente
Aveto, con livelli idrometrici che hanno superato abbondantemente in tutte le sezioni la soglia 3 ed
i massimi valori conosciuti dall’inizio della serie in telemisura ed oltre. Le curve di probabilità
pluviometrica, stimate per le stazioni di Aveto e Trebbia, mostrano tempi di ritorno ben superiori a
500 anni per molte stazioni.
Esondazioni ed alluvioni
32
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Le esondazioni si verificano quando un corso d'acqua, che presenta una portata superiore
a quella normalmente contenuta in alveo, supera o provoca la rottura degli argini e invade il
territorio circostante, arrecando danni alle infrastrutture presenti, quali edifici, insediamenti
industriali, vie di comunicazione, o alle zone agricole.
Le alluvioni sono eventi di accumulo di materiale fluviale causati da avverse condizioni
atmosferiche (piogge torrenziali persistenti).
L'evento di domenica 13 settembre e lunedì 14 settembre, ha causato gravi danni in tutto
il territorio provinciale e per il territorio comunale di Piacenza l'esondazione per deviazione di parte
del torrente Nure in prossimità della spalla del ponte per Cortemaggiore causando l'allagamento
di buona parte della frazione di Roncaglia, I Dossi e case sparse, laminando in diverse aree da
Borghetto sino alla zona golenale del Po. Relativamente al fiume Trebbia è stata allagata l'area
artigianale di via Foppiani appena a monte del ponte di San Antonio e una residenza adiacente.
Vengono in seguito definiti tre scenari relativi al
concatenati e con possibili eventi di criticità congiunti.
RISCHIO IDRAULICO,
comunque
SCENARIO FIUME PO
SCENARIO TORRENTE TREBBIA E NURE
SCENARIO RETICOLO MINORE RIVI E CANALI DEMANIALI, CONSORTILI E PRIVATI
MINORI
Su di essi ci si è focalizzati nella valutazione preventiva del probabile danno a persone e
cose che si avrebbe al verificarsi dell’evento atteso ed al continuo monitoraggio con gli altri Enti
competenti per la predisposizione di lavori preventivi di manutenzione-miglioria con gli stessi.
(Seguono i protocolli operativi specifici)
SCENARIO FIUME PO
33
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Il sistema di difesa idraulica arginale che cinge la Città di Piacenza pressoché lungo il confine
NORD OVEST – NORD – NORD EST (in pratica dalla località “Camposanto Vecchio” fino alla
località “Roncaglia”) è costituito da un’arginatura maestra che si estende per circa km. 19,30, ma
con soluzione di continuità in quei luoghi ove la viabilità ordinaria comunale interseca l’arginatura
medesima, nonché in quei luoghi ove sono esistenti accessi verso aree golenali in uso a terzi (per le
attività loro consentite). Il servizio di rilevamento dei livelli idrometrici del Po e dei suoi affluenti
Trebbia e Nure, ai fini delle valutazioni afferenti l’attivazione del Servizio di Piena previsto dal
vigente Regolamento approvato con R.D. n. 2669 del 9.12.1937, compete all’ AGENZIA
INTERREGIONALE PER IL FIUME PO (A.I.P.O.) - Ufficio Periferico di Piacenza.
Di seguito vengono descritte le aree con probabilità di allagamento o esondazione:
Fascia in corrispondenza dell’argine maestro del fiume
Po: da S. Antonio a Trebbia alla Stanga in prossimità delle foci del
fiume Trebbia e torrente Nure
Zona in prossimità dell’argine maestro del fiume Po, del fiume Trebbia e torrente Nure oggetto già
in passato di allagamenti dovuti all’innalzamento del livello dei fiumi a seguito di prolungate ed
incessanti piogge
FONTE DEL RISCHIO
allagamento zona in prossimità argine maestro fiume Po, fiume
Trebbia e torrente Nure
ALTEZZA MASSIMA ACQUA
10 - 20 cm.
PRECEDENTI STORICI (anni)
1994 - 2000
SUP. ALLUVIONABILE (Kmq)
17
S. Antonio a Trebbia – insediamenti posti in area golenale
34
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Loc. Roncaglia – individuazione delle aree a rischio allagamenti
ELEMENTI ESPOSTI
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Nr.
974
---1
---4
Strutture religiose e cimiteri
2
Beni storici e culturali
1
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività
produttive
Allevamenti zootecnici
Altro (Scalo Pontieri)
1
20
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 434
Materna di Mortizza
Soc. “V. da Feltre” – soc. “N. Bixio” – soc.
“Ippica della Trebbia” – discoteca “CHIKOS”
Santuario della Beata Vergine del Suffragio dei
Poveri e chiesa di Bosco dei Santi
Santuario della Beata Vergine del Suffragio dei
Poveri
Edipower
5
1
TOTALE ANIMALI INTERESSATI ALL’EVACUAZIONE:
bovini
equini
ovini
suini
animali da cortile
nr.
711
nr.
4
nr.
7
nr. 1.005
nr. 320
35
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Zona Borgotrebbia
Si ipotizza la rottura dell’argine maestro del fiume Po, in zona “Foce Trebbia”, a quota 54 m.s.l.m.
con conseguente rapido allagamento dei centri abitati siti in prossimità dell’argine medesimo:
Borgotrebbia, Campo Santo Vecchio, Case sparse.
Il collettore fognario presente nelle zone allagate, sollecitato in più punti, può provocare
l’allagamento delle aree depresse della città (Vie: Cantarana, S.Bartolomeo, Borghetto, S.Sisto,
Maculani, S.Sepolcro, Rocchino etc.).
FONTE DEL RISCHIO
ALTEZZA MASSIMA ACQUA
PRECEDENTI STORICI (anni)
SUP. ALLUVIONBILE (Kmq)
Rottura argine del Po in zona “Foce Trebbia”
80 - 150 cm.
1907
3.6
Loc. Borgotrebbia – aree in prossimità dell’argine maestro
ELEMENTI ESPOSTI
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Nr.
Denominazione
Nuclei
familiari
nr.
1135
2487
3
2
-----4
Strutture religiose e cimiteri
2
Beni storici e culturali
1
118 – Arpa – Centrale tec. ospedale
Scuola materna ed element. Borgotrebbia
Tennis club Borgotrebbia – Maneggio – campo
Golf - soc. “V. da Feltre”
Santuario della Beata Vergine Maria del Suffragio
dei Poveri – chiesa Borgotrebbia
Santuario della Beata Vergine Maria del Suffragio
36
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
dei Poveri
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività
produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
----726
2
1
Scalo Pontieri
Loc. Borgotrebbia – nuovo sviluppo urbano in prossimità del casello autostradale
Zona Mortizza
Si ipotizza la rottura dell’argine maestro a quota 52 m.s.l.m. con conseguente rapido allagamento
dei centri abitati di: Mortizza, Bosco dei Santi, Gerbido, Roncaglia, zona industriale nord della città
(Le Mose, Capitolo) ed un vasto bacino comprendente abitazioni ed aziende produttive sparse.
FONTE DEL RISCHIO
ALTEZZA MASSIMA ACQUA
PRECEDENTI STORICI (anni)
SUP. ALLUVIONABILE (Kmq)
Rottura argine in loc. Mortizza
100 - 200 cm
1926
24
Loc. Mortizza – aree in prossimità dell’argine maestro
37
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
DENOMINAZIONE
605
--2
1
5
Nuclei familiari nr. 267
Scuole materne di Mortizza e Gerbido
Sede TEMPI
Impianti sportivi di Capitolo, Mortizza e Gerbido –
soc. “N. Bixio” - Palabanca
Chiese del Capitolo, Bosco dei Santi, Roncaglia
e Le Mose – Cimitero Urbano
Chiesa dei Templari
Astra – Edipower – Safta – IREN
5
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività
produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
1
4
714
10
2
(Stazione Ferroviaria - Piacenza Expo
MODELLO ORGANIZZATIVO D’INTERVENTO SPECIFICO
PER RISCHIO IDRAULICO FIUME PO
(Piano Provinciale di Protezione Civile, linee guida regionali e protocollo di intervento stabilito
dagli Enti interessati all’emergenza: A.I.P.O./Piacenza – VIGILI DEL FUOCO – COMUNE di PIACENZA –
PROVINCIA – GENIO PONTIERI)
Le fasi di piena del fiume Po, riferite ai livelli idrometrici prefissati che progressivamente vengono
raggiunti dalle acque incrementanti all’IDROMETRO STORICO – REGOLATORE DI PIACENZA
(struttura posta nei pressi del parametro di monte del ponte della linea ferroviaria MI - PC- BO),
sono:
GUARDIA DI SOSPETTO si attiva a + mt. 5,00
CHIUSURA DI VIA NINO BIXIO + mt. 5,85
GUARDIA DI 1° STADIO si attiva a + mt. 6,00
GUARDIA DI 2° STADIO si attiva a + mt. 7,50
CHIUSURA DEI VARCHI ARGINALI + mt. 8,00
GUARDIA DI 3° STADIO si attiva a + mt. 8,50
Al livello di GUARDIA DI SOSPETTO + mt. 5,00 con previsione di ulteriore aumento: vigilanza da
parte dell’A.I.P.O./Piacenza , avviso alla Prefettura, alla Provincia, ai Vigili del Fuoco ed ai Comuni
interessati. Attenzione operativa per l’emanazione dell’avviso di chiusura al traffico della VIA NINO
BIXIO in corrispondenza dell’attraversamento della ferrovia Mi-PC-BO (quota chiusura + 5,85, a cui
corrisponde l’inizio dell’allagamento della carreggiata sotto il ponte ferroviario).
Al livello di GUARDIA 1° STADIO + 6,00 con previsione di ulteriore aumento: il Prefetto dichiara lo
STATO DI ATTENZIONE. In questa fase il Sindaco collabora nell’istituzione di un servizio di vigilanza
diretta degli argini coordinata dall’A.I.P.O./Piacenza con la collaborazione della Prefettura, Vigili
del Fuoco e Volontari; verifica la reperibilità dei funzionari da far confluire al COC ed effettua una
costante valutazione dei bollettini revisionali.
38
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Al livello di GUARDIA 2° STADIO + mt. 7,50 con previsione di ulteriore aumento: il Prefetto dichiara
lo STATO DI PREALLARME. In questa fase il Sindaco convoca il C.O.C., che si costituisce in seduta
permanente e fino a cessata esigenza. Il Comune deve verificare la presenza di persone o animali
in aree golenali esondabili, verificare la disponibilità dei centri di accoglienza individuati nel Piano
Comunale di Protezione Civile, avvertire le persone interessate dell’eventuale possibilità di
sgombero delle abitazioni e dei ricoveri per gli animali ove le condizioni meteorologiche dovessero
peggiorare, attivare i volontari. Si rinforza la vigilanza degli argini da parte dell’A.I.P.O./Piacenza
con l’ausilio di personale tecnico di altre Amministrazioni (Comune, Provincia) e dei Volontari e se
del caso la chiusura al transito degli stessi argini.
Al raggiungimento della quota di mt. 8,00 ed allorché in base alle previsioni si reputa che l’evento
di piena possa evolvere verso più alti livelli, l’Ufficio A.I.P.O./Piacenza provvede alla
compattazione dell’arginatura maestra, operando direttamente e/o per il tramite del Comune di
Piacenza, dei Vigili del Fuoco e del Genio Pontieri, per la chiusura dei varchi arginali mediante la
posa in opera provvisionale di paratoie formate da elementi sbarranti insiemati a “doppia barriera”
e con interno volume di riempimento costituito da sacchi di tela opportunamente ed utilmente
riempiti con sabbia. La fornitura dei sacchetti di sabbia è a cura dell’AIPO con la collaborazione
per la preparazione del Comune di Piacenza e dei Volontari.
Procedendo da monte verso valle e con specifico riferimento alla cartografica allegata, qui di
seguito si elencano i varchi arginali - tratto di ml. 1.500 compreso tra lo “SCALO PO” ed il sito
“laboratorio CESI” :
VARCO N°1 A GOLENA: PASSO CARRAIO PER ACCESSO ALLO “SCALO PO”
COMPRENSORIO MILITARE IN USO AL 2° REGGIMENTO GENIO PONTIERI. >>GENIO
VARCO N°2 A CAMPAGNA: INTERSEZ. CON LA STRADA COMUNALE “VIA NINO BIXIO” PRESSO CAVALCAFERROVIA DELLA LINEA FERROVIARIA TO-AL-PC; >>GENIO
VARCO N° 3 A CAMPAGNA: INTERSEZIONE CON LA STRADA COMUNALE “VIA DIETE
DI RONCAGLIA” >>VVFF
VARCO N° 4 VARCO TRASVERSALE SULLA STRADA DI SOMMITA’ ARGINALE
DENOMINATA “VIA NINO BIXIO”, TRA IL VARCO N° 3 E L’INGRESSO PEDONALE ALLA
SEDE DELLA SOCIETA’ CANNOTIERI “NINO BIXIO 1883 A.S.D.”; >>VVFF
VARCO N° 5 A GOLENA: INGRESSO PEDONALE ALLA SEDE DELLA SOCIETA’
CANOTTIERI “NINO BIXIO 1883 A.S.D.”; COMUNE DI PIACENZA>>VOLONTARI
VARCO N° 6 A GOLENA: PASSO CARRAIO PER ACCESSO A PARC. CICLI-MOTOCICLI
DELLA “CENTRALE TERMOELETTRICA PIACENZA – EDIPOWER”; COMUNE DI
PIACENZA>>VOLONTARI
VARCO N° 7 A GOLENA: ACCESSO A SCALETTA DI SERVIZIO PER COLLEGAMENTO
AL PARCHEGGIO AUTOVETTURE A SERVIZIO DELLA “CENTRALE TERMOELETTRICA
PIACENZA – EDIPOWER”; COMUNE DI PIACENZA>>VOLONTARI
VARCO N° 8 A GOLENA: A SCALETTA DI SERVIZIO PER COLLEGAMENTO AL
PARCHEGGIO AUTOVETTURE A SERVIZIO DELLA “CENTRALE TERMOELETTRICA
PIACENZA –EDIPOWER”; COMUNE DI PIACENZA>>VOLONTARI
VARCO N° 9 A GOLENA: ACCESSO A PASSERELLA DI SERVIZIO PER COLLEGAMENTO
CON IMPIANTI/OPERA DI PRESA IDRICA DELLA “CENTRALE TERMOELETTICA
PIACENZA – EDIPOWER”; >>VOLONTARI
VARCO N° 10 A GOLENA: INTERSEZIONE CON RAMPA CARRABILE DI
COLLEGAMENTO AL PARCHEGGIO AUTOVETTURE DELLA “CENTRALE
TERMOELETTRICA PIACENZA – EDIPOWER”; >>VOLONTARI
VARCO N° 11 A GOLENA: ACCESSO A SCALETTA DI SERVIZIO PER COLLEGAMENTO
AL PARCHEGGIO AUTOVETTURE A SERVIZIO DEL “CESI”. >>VOLONTARI
39
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Al livello di GUARDIA 3° STADIO + mt. 8,50 con previsione di ulteriore aumento il Prefetto dichiara lo
STATO DI ALLARME. L’A.I.P.O./Piacenza predispone un ulteriore rinforzo della guardia degli argini. Il
Comune dispone di concerto con la Prefettura e gli Enti preposti l’eventuale evacuazione delle
persone residenti in zone a rischio di esondazione adottando attraverso il C.O.C. tutti i
provvedimenti contingibili ed urgenti per l’assistenza alla popolazione (coordina tutte le operazioni
di soccorso utilizzando anche il volontariato, dispone l’immediata utilizzazione dei Centri di Prima
Accoglienza, predispone uomini e mezzi per l’informazione alla popolazione, assume tutte le
iniziative atte alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità, presidia i luoghi sinistrati,
ecc….).

Planimetria con l’indicazione delle chiusure dei varchi esistenti nell’argine maestro
Tutti i materiali predetti, elementi occorrenti per i varchi arginali dal n° 3 al n° 8, sono in
giacenza/deposito presso l’area scoperta a servizio del CONSORZIO DI BONIFICA DI PIACENZA –
IMPIANTO IDROVORO “FINARDA” (Via della Finarda n° 30 , Piacenza).
I varchi arginali dal n° 9 al n° 11, sono in giacenza presso il deposito del Coordinamento di
Volontariato in via Pennazzi n°22, Piacenza.
Il giorno 13 settembre 2015 si è svolta l'esercitazione di chiusura dei varchi arginali ad
opera degli Enti interessati all’emergenza: A.I.P.O.– VIGILI DEL FUOCO – COMUNE di PIACENZA –
PROVINCIA – GENIO PONTIERI-COORDINAMENTO DEL VOLONTARIATO.
40
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
ATTENZIONE, con previsione di avvicinamento a condizioni di criticità provvede alla:
 allertamento dell'operatore reperibile di protezione civile H24;
 allertamento e scambio di informazioni tra le funzioni operative del Servizio comunale di
Protezione civile e del C.O.C. in forma ridotta;
 costante valutazione dei bollettini previsionali con il P.T.I., l'Autorità preposta alla gestione
delle acque (AIPO, Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Consorzio di
Bonifica);
 verifica degli scenari di rischio in relazione all'evento potenziale;
 verifica della reperibilità dei propri funzionari da far confluire nel C.O.C, anche in forma
ridotta.
Livello di Preallarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
PREALLARME dispone:
 attivazione del C.O.C., anche in forma ridotta;
 partecipa all’attività del C.O.M. se convocato;
 intensifica i collegamenti con il P.T.I., l'Autorità preposta alla gestione delle acque (AIPO,
Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Consorzio di Bonifica)
 attua ogni misura di sorveglianza e vigilanza del territorio
 il presidio ed il monitoraggio dei punti critici evidenziati nell'ambito degli scenari di evento
attuando le diverse operazioni da effettuare nei relativi protocolli;
 allerta il Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza;
 prende contatto con i gestori dei servizi essenziali, Enti ed istituzioni presenti sul territorio
comunale che possono essere interessati all'evento;
 informa la Regione tramite la S.P.C. ed il C.O.R su eventuali problemi insorti sul territorio.
Livello di Allarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di ALLARME,
dispone, attraverso il l C.O.C.:
 la definizione dei limiti delle aree coinvolte nell'evento, l'entità dei danni e i fabbisogni più
immediati;
 la delimitazione ed eventuale chiusura al trasporto veicolare e, se necessario pedonale ,
delle aree coinvolte nell'evento;
 partecipa all’attività del C.O.M., se convocato;
 il monitoraggio continuo delle aree a rischio;
 la diramazione dell'allarme ai residenti nelle possibili zone minacciate da inondazioni e
dissesti e di informarli sui comportamenti da tenere e sulle modalità di evacuazione e/o di
autoprotezione;
 di inviare le squadre a presidio delle vie di deflusso della popolazione;
 di inviare i volontari nelle aree di attesa;
 di inviare uomini e mezzi per il trasporto presso le aree di ricovero o i centri di accoglienza
della popolazione, se predisposti;
 di garantire il flusso continuo, dalle prime manifestazioni dell’evento, di informazioni verso la
S.P.C., il C.C.S. e la cittadinanza;
 di approntare uomini e mezzi per la comunicazione alla popolazione del cessato allarme;
 la collaborazione, con l'Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile all'attività
per il censimento dei danni, in corso d’evento e nella fase post evento.
Si può passare dalla fase di attenzione a allarme o direttamente alla fase di
allarme, a seconda dell’evento calamitoso
41
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
PROTOCOLLO
CHIUSURE STRADALI PROGRAMMATE IN CASO DI
EMERGENZA IDRAULICA TREBBIA-PO-NURE
Il documento, ad uso della protezione civile comunale, riallacciandosi alle allerte
dei livelli di Guardia del fiume Po, definisce le operazioni da effettuare per mettere
in sicurezza ed interdire i varchi e le chiusure stradali di propria competenza.
42
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
CENSIMENTO DEGLI INSEDIAMENTI A RISCHIO
ESONDAZIONE IN CASO DI EMERGENZA
IDRAULICA DEL FIUME PO
Documento storico ad utilizzo dell'Ufficio dove sono riportati i dati, aggiornati
annualmente, dei principali insediamenti-case-aziende a rischio esondazione
ubicati nelle aree golenali o prossime alla cintura arginale del fiume Po (da
Camposanto Vecchio a Roncaglia-Boschi Celati).
.
43
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
SCENARIO TORRENTE TREBBIA E NURE
La formazione di un vasto sistema convettivo organizzato ha determinato, nella notte fra
domenica 13 settembre e lunedì 14 settembre, precipitazioni estese e molto intense su tutto il
settore appenninico occidentale. Le curve di probabilità pluviometrica, stimate per le stazioni
di Aveto e Trebbia, hanno mostrato tempi di ritorno superiori a 500 anni per molte stazioni.
Tale evento, mai verificatosi, rende necessario aggiornare il Piano di Protezione Civile definendo
inoltre uno specifico Protocollo operativo comunale, il più possibile efficiente ed efficace per
affrontare nel caso si replicasse un così tale evento eccezionale in termini di potenza e brevità
nei tempi di corrivazione.
Innanzitutto sono state censite le aree di laminazione del Trebbia e Nure nei giorni successivi
all'evento alluvionale che rappresentano quindi le aree a maggior rischio. Aree che superano
di fatto la pianificazione vigente, dal P.T.C.P. alla recente Direttiva Alluvioni.
Si veda la TAVOLA 6 che rappresenta il censimento delle aree esondate per l'evento in specifico.
Bisogna considerare che un futuro evento di piena così eccezionale, a causa di molteplici varianti
pluviometriche, del bacino idrografico ricevente ed idrogeologiche, non è detto che andrà a
gravare con le stesse criticità o laminare o deviare in parte il corso d'acqua nelle identiche
aree di esondazione rilevate lo scorso 14 settembre.
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
ATTENZIONE, con previsione di avvicinamento a condizioni di criticità provvede alla:
 allertamento dell'operatore reperibile di protezione civile H24;
 allertamento e scambio di informazioni tra le funzioni operative del Servizio comunale di
Protezione civile e del C.O.C. in forma ridotta;
 costante valutazione dei bollettini previsionali con il P.T.I., l'Autorità preposta alla gestione
delle acque (AIPO, Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Consorzio di
Bonifica);
 verifica degli scenari di rischio in relazione all'evento potenziale;
 verifica della reperibilità dei propri funzionari da far confluire nel C.O.C, anche in forma
ridotta.
Livello di Preallarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
PREALLARME dispone:
 attivazione del C.O.C., anche in forma ridotta;
 partecipa all’attività del C.O.M. se convocato;
 intensifica i collegamenti con il P.T.I., l'Autorità preposta alla gestione delle acque (AIPO,
Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Consorzio di Bonifica)
 attua ogni misura di sorveglianza e vigilanza del territorio
 il presidio ed il monitoraggio dei punti critici evidenziati nell'ambito degli scenari di evento
attuando le diverse operazioni da effettuare nei relativi protocolli;
 allerta il Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza;
 prende contatto con i gestori dei servizi essenziali, Enti ed istituzioni presenti sul territorio
comunale che possono essere interessati all'evento;
 informa la Regione tramite la S.P.C. ed il C.O.R su eventuali problemi insorti sul territorio.
44
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Livello di Allarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di ALLARME,
dispone, attraverso il l C.O.C.:
 la definizione dei limiti delle aree coinvolte nell'evento, l'entità dei danni e i fabbisogni più
immediati;
 la delimitazione ed eventuale chiusura al trasporto veicolare e, se necessario pedonale ,
delle aree coinvolte nell'evento;
 partecipa all’attività del C.O.M., se convocato;
 il monitoraggio continuo delle aree a rischio;
 la diramazione dell'allarme ai residenti nelle possibili zone minacciate da inondazioni e
dissesti e di informarli sui comportamenti da tenere e sulle modalità di evacuazione e/o di
autoprotezione;
 di inviare le squadre a presidio delle vie di deflusso della popolazione;
 di inviare i volontari nelle aree di attesa;
 di inviare uomini e mezzi per il trasporto presso le aree di ricovero o i centri di accoglienza
della popolazione, se predisposti;
 di garantire il flusso continuo, dalle prime manifestazioni dell’evento, di informazioni verso la
S.P.C., il C.C.S. e la cittadinanza;
 di approntare uomini e mezzi per la comunicazione alla popolazione del cessato allarme;
 la collaborazione, con l'Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile all'attività
per il censimento dei danni, in corso d’evento e nella fase post evento.
Si può passare dalla fase di attenzione a allarme o direttamente alla fae di
allarme, a seconda dell’evento calamitoso
45
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
PROTOCOLLO RISCHIO ESONDAZIONE torrente
NURE & fiume TREBBIA
SISTEMI DI ALLERTAMENTO PER LE POSSIBILI AREE DI ESONDAZIONE
CORRISPONDENTI AGLI EVENTI CALAMITOSI DEL 14 SETTEMBRE 2015
Il seguente strumento operativo protocolla in caso di attuazione un adeguato
strumento di immediata attivazione che regola la tempistica delle varie fasi
operative e la disponibilità, potenziata, del personale reperibile comunale di
primo intervento e dei relativi mezzi a disposizione per il pronto allertamento
alla popolazione.
E' inoltre in fase di attivazione un sistema di allertamento automatico e tempestivo
alla popolazione.
46
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
SCENARIO RETICOLO MINORE RIVI E CANALI
DEMANIALI, CONSORTILI E PRIVATI MINORI
Il presente scenario si riconduce a seguito di intensi fenomeni meteorologici che mandano
in criticità il reticolo idrografico minore dei rii e canali a seguito di fattori riconducibili alla
particolare geomorfologia del Territorio sommati eventualmente alla incuria dei manufatti idrici o
alla pulizia dei canali.
Fasce della pianura centuriata, in cui sono presenti
numerosi scoli minori, che possono risentire di
fenomeni meteorologici anche molto localizzati che
contribuiscono a mettere in crisi il territorio.
1 – CHIAVICA RIFIUTINO
Determinata da una criticità dovuta allo sgrondo delle acque durante le piene del fiume Po –
situazione gestita da AIPo
Possibile soluzione: realizzazione dio un impianto di sollevamento a beneficio delle zone agricole
47
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
2 - ZONA SARDEGNA
Determinata dalla presenza di una zona particolarmente bassa, in parte trasformata in area
umida in corrispondenza di una chiavica dimessa di scarico nel fiume Po. La zona è inoltre
caratterizzata da fontanazzi che si formano in occasione delle piene del fiume. Possibile
soluzione: realizzazione di piccolo impianto di sollevamento
48
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
3 - RIO S. LAZZARO – ZONA UNIVERSITÀ
Determinata dalla presenza di canali tombinali lungo lo sviluppo della via Emilia (zona università
Cattolica) che possono raggiungere situazioni di criticità in quanto raccolgono le acque di
sgrondo della campagna posta a monte del nastro stradale compreso tra la tangenziale e la
suddetta via
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
1
---1
---------------10
---1
49
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 1
Università Cattolica
Residenze universitarie
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
4 - ZONA MAFALDA DI SAVOIA: QUARTIERE LA GIARONA
(PRESSO MOTEL K2)
Risulta elevata la possibilità che si verifichino allagamenti sul tratto di via Mafalda di Savoia
causati dall’interconnessione della rete fognaria con le canalizzazioni esistenti
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
331
---------------------23
-------
50
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 149
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
5 - DIVERSIVO DI EST - IMMISSIONE NEL TORRENTE NURE
Rischio di esondazioni per rigurgito delle acque del torrente Nure e/o del fiume Po in
corrispondenza allo sbocco del canale diversivo est con il torrente Nure per diversa altezza delle
arginature del canale rispetto alle arginature del torrente recentemente eseguite da AIPO.
A seguito deglim eventi del 13 14 settembre 2015 sono in fase di aggiudicazione dei lavori il
rialzo dell'arginatura del torrente Nure, lato Piacenza loc. Roncaglia e del Canale Diversivo Est sino a
Croce Grossa, ad opera di AIPO e Consorzio di Bonifica.
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
63
---------------------4
-------
51
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 35
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
6 - ZONA MIRANDOLINA DI MONTALE (SUD VIA EMILIA)
Determinata, con buona probabilità, dalla presenza della nuova lottizzazione artigianale che
ha sensibilmente aumentato il rischio di allagamenti delle aree limitrofe per la riduzione sensibile
dei tempi di corrivazione delle acque meteoriche, generato anche dalla mancanza di un
adeguato bacino di laminazione.
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
17
---------------------26
-------
52
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 7
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
7 - RIO BALLERINO
Si tratta di un canale demaniale ma non inserito nel reticolo regionale né in quello consortile
con carenze di gestione e manutenzione.
Soluzione: Il Consorzio ha eseguito un progetto di intervento finanziato dalla Regione EmiliaRomagna che è consistito nella risezionatura del canale e nel rifacimento del ponticello;
Attualmente il canale è inserito nel reticolo consortile soggetto a ordinaria gestione e
manutenzione.
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
49
---------------------26
-------
53
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 19
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
8 - ZONA NOVATE
Il rischio idraulico è determinato dalla insufficienza della rete di scolo e dalle interferenze non
adeguatamente risolte in seguito alla realizzazione della tangenziale. La situazione è stata
parzialmente migliorata dopo gli eventi del novembre 2010 convogliando verso le casse di
espansione consortili delle Novate alcuni canali di scolo. Il canale viene monitorato e pulito su
sollecitazione della Protezione Civile dal Consorzio di Bonifica. E' stata predisposta una nuova grata
da parte di Iren, come era stato segnalato, per il miglioramento per il deflusso delle acque.
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
148
---------------------9
2
----
54
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 63
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
9 - FRAZIONE MUCINASSO
Si verifica il rischio di allagamento in corrispondenza di canali privati che scorrono in prossimità al
Colatore Riello e Rio Ballerino e dei relativi tombini di attraversamento delle strade comunali e
provinciali.
Dal lavoro di costante pulizia dei canali privati da parte del Consorzio di Bonifica (non
competerebbe a loro) non si sono verificate, dal 2010 ad oggi, particolari criticità.
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
289
---1
------1
------10
-------
55
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 125
Chiesa Parrocchiale
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
10 - ZONA CANILE MUNICIPALE: SGRONDO RIO S. LAZZARO NEL
RIELLO
Il rischio idraulico è determinato dalla insufficienza della rete di scolo e dalle interferenze non
adeguatamente risolte in seguito alla realizzazione della tangenziale. E’ in corso la verifica
riguardante la possibilità di sgrondare le acque, a monte della tangenziale sud della città, nella
cassa d’espansione esistente al fine di salvaguardare da allagamenti il sottopasso della
medesima.
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
6
---------------------1
1
1
56
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 2
+ Canile Municipale
Cooperativa agricola sociale “La Magnana”
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
11 - DIVERSIVO DI OVEST: VASCA DI LAMINAZIONE GALLEANA
(già inserita nel PSC)
A fronte dello sviluppo urbanistico, avvenuto negli ultimi trent’anni, è stato riscontrato l’aumento
della portata in corrispondenza al canale diversivo ovest, portando il carico al limite della
capacità di deflusso consentita dallo stesso
Possibile soluzione: in alternativa all’aumento della sezione (che risulterebbe molto più onerosa
sia sotto l’aspetto economico che territoriale) il Consorzio di Bonifica ha proposto la
realizzazione di una nuova cassa d’espansione in prossimità del Parco della Galleana al fine di
riequilibrare l’assetto idraulico delle portate sul canale
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
8228
1
3
---2
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività
produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
2
------634
-------
57
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 3762
Casa di ricovero Maruffi di via Lanza
Asilo Vaiarini - Scuole Italo Calvino e Don Minzoni
Centro sportivo S. Corrado – Centro sportivo di via
Gianelli
Chiesa di S. Corrado – Ass. Testimoni di Geova
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
12 - AREE IN PROSSIMITÀ DELLE ACQUE PUBBLICHE: RIELLO,
RIFIUTO, STRADAZZA
Il rischio idraulico è dovuto allo sviluppo urbanistico del territorio e alla conseguente insufficiente
officiosità idraulica di tali corsi d’acqua, acque pubbliche di competenza regionale
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
870
---------------------1
1
1
58
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 381
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
13 - BORGO S. FRANCA
A seguito della urbanizzazione denominata “S. Franca” si è evidenziata la necessità di
procedere ad una verifica delle condizioni di sgrondo delle acque meteoriche, in quanto il
passaggio delle stesse da una situazione a cielo aperto (canali esistenti) a tombinatura (reti
fognarie) ha generato situazioni di criticità. Sono al vaglio soluzioni per direzionare le acque del
campo direttamente nel canale ad est.
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
164
---------------------4
-------
59
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 61
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
14 - FRAZ. S. ANTONIO
Situazioni di sofferenza idraulica in prossimità alla via Emilia Pavese dovuta allo sviluppo
urbanistico, e alle interferenze con la rete fognaria esistente.
Possibile soluzione: studio di fattibilità per la realizzazione di un nuovo canale da realizzarsi in
adiacenza a via Einaudi al fine di consentire lo scarico delle acque provenienti da sud
direttamente nel fiume Trebbia. E’ al vaglio la realizzazione di un canale parallelo a via Einaudi
di raccolta acque per regimare le acque dei campi e direzionarle verso via Foppiani e in Trebbia.
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
360
---------------------8
-------
60
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 152
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
15 - FRAZ. VEGGIOLETTA
Situazioni di insofferenza idraulica in prossimità all’espansione urbanistica dell’intero quartiere
della Veggioletta.
Possibile soluzione: studio di fattibilità finalizzato alla realizzazione di un’opera idraulica per la
raccolta delle acque meteoriche da scaricare direttamente nel canale diversivo ovest
(evitando pertanto il percorso di deflusso delle acque nelle aree urbanizzate)
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
10
---------------------29
-------
61
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 3
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
16 – VIA SCALABRINI
Situazioni di insofferenza idraulica si sono verificate a ottobre 2014 in prossimità del tratto finale di
via Scalabrini in direzione “La Lupa” per un evento temporalesco definibile come “bomba
acqua” che ha imperversato in una giornata. Concausa il forte vento che ha fatto cadere una
quantità maggiore di fogliame dagli alberi circostanti, il quale hanno determinato l’intasamento
di diversi tombini riducendo drasticamente il potere ricettivo delle acque meeteoriche.
Il tratto in questione si è allagato lambendo (in alcuni casi superando) le soglie dei
negozi/abitazioni. Manifestazioni simili si sono verificate in altre aree della Città.
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per il trasporto pubblico
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Industrie a rischio
Principali stabilimenti industriali e attività produttive
Allevamenti zootecnici
Altro
865
---------------------29
-------
62
DENOMINAZIONE
Nuclei familiari nr. 440
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
17 – CASSA DI ESPANSIONE
Situazioni di insofferenza idraulica si sono verificate a novembre 2014 quando a seguito di
abbondanti piogge la cassa d’espansione ha progressivamente ricevuto ingenti quantità
d’acqua arrivando in prossimità della massima capacità d’invaso della stessa (circa 100.000
mc) che hanno salvaguardato la città dal rischio di esondazione dando però origine a perdite
mediante fenomeni di ruscellamento alla base del terrapieno, determinando la necessità di
chiudere la viabilità in corrispondenza ad un tratto della tangenziale sud. Sono previste da parte
del Consorzio opere di consolidamento del terrapieno.
vista prospettica della vasca di laminazione della Farnesiana
63
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Individuazione delle aree interessate da possibili criticità idrogeologiche
1
64
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Loc Mucinasso – allagamenti del 1° novembre 2010
cassa d’espansione in località Farnesiana – allagamento del 13 novembre 2014
65
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
ATTENZIONE, con previsione di avvicinamento a condizioni di criticità provvede alla:
 allertamento dell'operatore reperibile di protezione civile H24;
 allertamento e scambio di informazioni tra le funzioni operative del Servizio comunale di
Protezione civile e del C.O.C. in forma ridotta;
 costante valutazione dei bollettini previsionali con con il P.T.I., l'Autorità preposta alla
gestione delle acque (AIPO, Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile,
Consorzio di Bonifica);
 verifica degli scenari di rischio in relazione all'evento potenziale;
 verifica della reperibilità dei propri funzionari da far confluire nel C.O.C, anche in forma
ridotta.
Livello di Preallarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
PREALLARME dispone:
 attivazione del C.O.C., anche in forma ridotta;
 partecipa all’attività del C.O.M. se convocato;
 intensifica i collegamenti con il P.T.I., l'Autorità preposta alla gestione delle acque (AIPO,
Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Consorzio di Bonifica)
 attua ogni misura di sorveglianza e vigilanza del territorio
 il presidio ed il monitoraggio dei punti critici evidenziati nell'ambito degli scenari di evento
attuando le diverse operazioni da effettuare nei relativi protocolli;
 allerta il Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza;
 prende contatto con i gestori dei servizi essenziali, Enti ed istituzioni presenti sul territorio
comunale che possono essere interessati all'evento;
 informa la Regione tramite la S.P.C. ed il C.O.R su eventuali problemi insorti sul territorio.
Livello di Allarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di ALLARME,
dispone, attraverso il l C.O.C.:
 la definizione dei limiti delle aree coinvolte nell'evento, l'entità dei danni e i fabbisogni più
immediati;
 la delimitazione ed eventuale chiusura al trasporto veicolare e, se necessario pedonale ,
delle aree coinvolte nell'evento;
 partecipa all’attività del C.O.M., se convocato;
 il monitoraggio continuo delle aree a rischio;
 la diramazione dell'allarme ai residenti nelle possibili zone minacciate da inondazioni e
dissesti e di informarli sui comportamenti da tenere e sulle modalità di evacuazione e/o di
autoprotezione;
 di inviare le squadre a presidio delle vie di deflusso della popolazione;
 di inviare i volontari nelle aree di attesa;
 di inviare uomini e mezzi per il trasporto presso le aree di ricovero o i centri di accoglienza
della popolazione, se predisposti;
 di garantire il flusso continuo, dalle prime manifestazioni dell’evento, di informazioni verso la
S.P.C. e il C.C.S.e la cittadinanza;
 di approntare uomini e mezzi per la comunicazione alla popolazione del cessato allarme;
 la collaborazione, con l'Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile all'attività
per il censimento dei danni, in corso d’evento e nella fase post evento.
Si può passare dalla fase di attenzione a allarme o direttamente alla fae di
allarme, a seconda dell’evento calamitoso
66
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
RISCHIO ATMOSFERICO
Il caldo e il freddo, il vento, il cielo sereno e le nuvole, la pioggia, la grandine, la neve e i temporali
si manifestano nella parte più bassa dell'atmosfera e denunciano l'incessante attività
dell'atmosfera. Sono fenomeni collegati tra loro e per capire come nascono e come si sviluppano
è necessario considerarne la causa prima, cioè l'energia che il Sole trasmette alla superficie
terrestre, agli oceani e all'atmosfera. E' la differenza di temperatura dell'aria che provoca i
movimenti atmosferici.
Trombe d’aria
Le trombe d’aria, per definizione, sono fenomeni meteorologici osservabili nell’atmosfera che
traggono origine dalla modificazione del vapore acqueo che si trasforma in un insieme di
particelle d’acqua, liquide o solide, in sospensione o in caduta.
Data la rapidità con cui si verificano tali fenomeni meteorologici, violenti e di dimensioni
circoscritte, la loro prevedibilità a volte non è possibile o non lo è con un congruo anticipo.
Qualora l’evento dovesse manifestarsi sul territorio questo evento improvviso con caratteristiche di
calamità ed effetti rovinosi per le strutture e per la sicurezza della popolazione, si attuano le misure
per l’emergenza, con l’avvio immediato delle operazioni di soccorso.
Bisogna tenere conto che recentemente tali fenomeni, come le forti precipitazioni o bombe
d’acqua, si sono verificate con maggior frequenza (province di Modena, riviera ligure).
MODELLO DI INTERVENTO
L'azione di soccorso per questo evento improvviso consiste nell’acquisizione di maggior dati
inerenti l’evento, la valutazione dello stesso e l’adozione dei provvedimenti necessari per il
superamento dell’emergenza.
Livello di Attenzione
 non previsto
Livello di Preallarme
 non previsto
Livello di Allarme
IL SINDACO quindi:
 convoca il C.O.C. (anche in forma ridotta) per una valutazione della situazione in atto;
 attiva le procedure per la quantificazione dei danni a persone, edifici, infrastrutture
 procede all'evacuazione delle aree abitate a rischio;
 informa la popolazione dei comportamenti da adottare;
 dispone la delimitazione ed eventuale chiusura al trasporto veicolare e, se necessario
pedonale , delle aree coinvolte nell'evento;
 allestisce le aree di accoglienza e definisce le strutture di ricettività della popolazione
evacuata, se necessario;
 assicura il trasporto, l'assistenza ai nuclei familiari evacuati (supporto tecnico, socioassistenziale, psicologico, logistico, sanitario), se necessario;
 richiede la messa in sicurezza della rete dei servizi e i necessari interventi dei V.V.F.;
 segnala al Presidente della Provincia, al Presidente della Giunta Regionale e al Prefetto la
situazione in atto e i provvedimenti adottati.
 coordina l’impiego dei volontari di protezione civile per il supporto operativo alle diverse
attività.
67
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Il Capitolo – effetti di una tromba d’aria
Emergenza neve e gelo
Rischio derivante da eccezionali nevicate che non consentono interventi di sgombero con i
normali mezzi a disposizione degli Enti preposti.
La natura prevedibile dell’evento di carattere nevoso impone in particolare, di dedicare la
massima attenzione alle previsioni meteorologiche che precedono l’evento.
Qualora lo stesso dovesse assumere le caratteristiche di calamità si provvederà ad assumere tutti i
provvedimenti come di seguito elencati.
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
ATTENZIONE, con previsione di avvicinamento a condizioni di criticità provvede alla:
 allertamento dell'operatore reperibile di protezione civile H24;
 allertamento e scambio di informazioni tra le funzioni operative del Servizio comunale di
Protezione civile e del C.O.C. in forma ridotta;
 costante valutazione dei bollettini previsionali con le Autorità preposte;
 verifica degli scenari di rischio in relazione all'evento potenziale;
 verifica della reperibilità dei propri funzionari da far confluire nel C.O.C, anche in forma
ridotta.
68
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Livello di Preallarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
PREALLARME dispone:
 attivazione del C.O.C., in forma ridotta, qualora necessario;
 partecipa all’attività del C.O.M. se convocato;
 collegamenti con le Autorità preposte alla gestione delle strade;
 attiva l'ufficio mobilità e lavori pubblici del Comune per il monitoraggio e predispone gli
eventuali interventi per garantire la percorribilità delle strade e l'accesso dei propri edifici di
propietà comunale, anche scolastici;
 tramite la polizia municipale attua il presidio ed il monitoraggio dei punti critici evidenziati
nell'ambito degli scenari di evento attuando le diverse operazioni da effettuare nei relativi
protocolli;
 allerta il Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza;
 prende contatto con i gestori dei servizi essenziali, Enti ed istituzioni presenti sul territorio
comunale che possono essere interessati all'evento;
 informa la Regione tramite la S.P.C. il C.O.R e il C.O.V. coordinato dalla Prefettura su
eventuali problemi insorti sul territorio.
Livello di Allarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di ALLARME,
dispone, attraverso il l C.O.C.:
 l’attivazione del C.O.C (anche in forma ristretta)
 il censimento delle situazioni di criticità nel territorio comunale;
 il coordinamento degli interventi per l'assistenza alle famiglie rimaste isolate;
 il ripristino dei servizi essenziali;
 la valutazione dell'opportunità di chiusura delle scuole e informazione alla popolazione;
 il controllo del traffico veicolare nei punti critici della viabilità in attuazione del Piano
Operativo per la gestione delle emergenze di viabilità determinate da incidenti rilevanti o
da criticità atmosferiche sulle tratte autostradali della A1 A21. (piano neve autostrade)
della Prefettura;
 il concorso di personale volontario per situazioni particolarmente critiche nelle strutture
sanitarie e socio-assistenziali.
Si può passare dalla fase di attenzione a allarme o direttamente alla fae di allarme,
a seconda dell’evento calamitoso
PIANO NEVE AUTOSTRADE
Il piano Neve Autostrade consiste in un protocollo redatto dalla Prefettura che regolamenta gli
interventi da intraprendere per prevenire disagi alla circolazione in autostrada determinati da
precipitazioni nevose intense ed assistere gli utenti eventualmente in difficoltà. Tale protocollo, tra
l’altro, predispone ed attiva, in caso di blocco temporaneo della circolazione dei mezzi pesanti, il
piano di dirottamento degli stessi, presso i parcheggi di stazionamento appositamente individuati e
l’organizzazione di servizi di assistenza nei confronti degli utenti dell’autostrada che si trovano in
condizioni di disagio dovute alla impossibilità di proseguire regolarmente il viaggio.
L’area di accumulo mezzi pesanti sul territorio comunale è il parcheggio di Piacenza Expo.
IL SINDACO in tale occasione su richiesta della Prefettura dispone:
 l’attivazione dell’azienda IREN per lo sgombero dalla neve del parcheggio da adibire ad
area di accumulo e l’apertura da parte della Direzione di Piacenza Expo di sale riscaldate
e servizi igienici;
 la distribuzione di generi di conforto ed interventi di assistenza ai conducenti dei mezzi
pesanti presenti nel parcheggio.
 il coordinamento e l’impiego dei volontari di protezione civile per il supporto operativo alle
diverse attività;
 l’impegno della Polizia municipale per le chiusure e le attività di vigilanza previste nel Piano
Neve Autosdtrade.
69
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Temporali & Vento
Il temporale è un fenomeno atmosferico accompagnato spesso da fulmini, vento e precipitazioni,
frequentemente sotto forma di rovescio. Spesso il fenomeno si verifica in condizioni di marcata
instabilità atmosferica. Le criticità riscontrabili sono allagamenti ai sottopassi, caduta piante o
infrastrutture leggere.
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
ATTENZIONE, con previsione di avvicinamento a condizioni di criticità provvede:
 allertamento dell'operatore reperibile di protezione civile H24;
 allertamento e scambio di informazioni tra le funzioni operative del Servizio comunale di
Protezione civile e del C.O.C. in forma ridotta;
 costante valutazione dei bollettini previsionali con il P.T.I., l'Autorità preposta alla gestione
delle acque (AIPO, Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Consorzio di
Bonifica);
 verifica degli scenari di rischio in relazione all'evento potenziale;
 verifica della reperibilità dei propri funzionari da far confluire nel C.O.C, anche in forma
ridotta.
Livello di Preallarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
PREALLARME dispone:
 attivazione del C.O.C., in forma ridotta, se necessario;
 partecipa all’attività del C.O.M. se convocato;
 intensifica i collegamenti con il P.T.I., l'Autorità preposta alla gestione delle acque (AIPO,
Agenzia per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, Consorzio di Bonifica)
 attua ogni misura di sorveglianza e vigilanza del territorio
 il presidio ed il monitoraggio dei punti critici evidenziati nell'ambito degli scenari di evento
attuando le diverse operazioni da effettuare nei relativi protocolli;
 allerta il Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza;
 prende contatto con i gestori dei servizi essenziali, Enti ed istituzioni presenti sul territorio
comunale che possono essere interessati all'evento;
 informa la Regione tramite la S.P.C. ed il C.O.R su eventuali problemi insorti sul territorio.
Livello di Allarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di ALLARME,
dispone, attraverso il l C.O.C.:
 attivazione del C.O.C., in forma ridotta;
 partecipa all’attività del C.O.M. se convocato;
 individuazione dei percorsi alternativi e informazione alla cittadinanza;
 il monitoraggio continuo delle aree a rischio;
 attività previste nel relativo protocollo sottopassi;
 assistenza alla popolazione isolata;
 la delimitazione ed eventuale chiusura al trasporto veicolare e, se necessario pedonale,
delle aree coinvolte nell'evento;
Si può passare dalla fase di attenzione a allarme o direttamente alla fase di
allarme, a seconda dell’evento calamitoso
70
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
PROTOCOLLO
CENSIMENTO DEI SOTTOPASSI & CAVALCAVIA
PRESENTI SUL TERRITORIO COMUNALE DI PIACENZA
SOGGETTI A RISCHIO IDRAULICO
In occasione di avvenimenti di rilevanza estrema si possono verificare episodi riguardanti
allagamenti di tratti stradali, con particolare rischio per le situazioni in corrispondenza dei
sottopassi. La finalità di questo documento, oltre a completare il quadro conoscitivo del Piano
Comunale di Protezione Civile sui rischi presenti sul territorio, offre la possibilità di conoscere nel
dettaglio i sottopassi e cavalcavia presenti, ed il censimento degli impianti in dotazione
presenti e la cartellonistica. La gestione ordinaria ed in fase di emergenza h24 è ad opera di
IREN .
71
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Rischio calore
Il caldo causa problemi alla salute nel momento in cui altera il sistema di regolazione della
temperatura corporea. Normalmente il corpo si raffredda sudando, ma in certe condizioni
ambientali questo meccanismo non è sufficiente. Se, ad esempio, il tasso di umidità è molto alto, il
sudore evapora lentamente e quindi il corpo non si raffredda in maniera efficiente e la
temperatura corporea può aumentare fino a valori così elevati da danneggiare organi vitali. La
capacità di termoregolazione di una persona è condizionata da fattori come l'età, le condizioni di
salute, l'assunzione di farmaci.
I soggetti a rischio, durante i giorni in cui sono previste ondate di calore per 24 o 36 ore sono: le
persone anziane o non autosufficienti, le persone che assumono regolarmente farmaci, i neonati e
i bambini piccoli, chi fa esercizio fisico o svolge un lavoro intenso all'aria aperta.
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
ATTENZIONE, con previsione di avvicinamento a condizioni di criticità provvede alla:
 allertamento dell'operatore reperibile di protezione civile H24;
 allertamento e scambio di informazioni tra le funzioni operative del Servizio comunale di
Protezione civile e del C.O.C. in forma ridotta;
 costante valutazione dei bollettini previsionali;
 informazione alla popolazione sui rischi derivanti.
Livello di Preallarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
PREALLARME dispone:
 attivazione del C.O.C., in forma ridotta, se necessario;
 partecipa all’attività del C.O.M. se convocato;
 se necessario prende contatti con il Servizio sanitario;
 allerta il Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza;
 prende contatto con i gestori dei servizi essenziali, Enti ed istituzioni presenti sul territorio
comunale che possono essere interessati all'evento;
 informa la Regione tramite la S.P.C. ed il C.O.R su eventuali problemi insorti sul territorio;
 informazione alla popolazione sui rischi derivanti.
Livello di Allarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di ALLARME,
dispone:
 attivazione del C.O.C., in forma ridotta, se necessario;
 partecipa all’attività del C.O.M. se convocato;
 il monitoraggio della situazione del territorio comunale attraverso le pattuglie della polizia
municipale;
 se necessario prende contatti con il Servizio sanitario;
 se necessario attiva il Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza;
 informazione alla popolazione sui rischi derivanti.
Si può passare dalla fase di attenzione a allarme o direttamente alla fae di
allarme, a seconda dell’evento calamitoso
72
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
RISCHIO SISMICO
Il rischio sismico è determinato da una combinazione della pericolosità, della vulnerabilità e
dell’esposizione ed è la misura dei danni che, in base al tipo di sismicità, di resistenza delle
costruzioni e di antropizzazione (natura, qualità e quantità dei beni esposti), ci si può attendere in
un dato intervallo di tempo.
La cartografia relativa al rischio sismico (riportata nel Q.C\. sui Rischi) evidenzia la classificazione
sismica di tutto il territorio comunale in zona 4 e pertanto tutta la popolazione residente è
potenzialmente esposta a un basso rischio sismico.
Tale evento sui manifesta improvvisamente per cui si passa direttamente nella fase di emergenza.
Classificazione sismica al 2010
Il terremoto, rientrando tra gli eventi imprevedibili, esalta soprattutto, l'attività di soccorso, mentre
non consente di individuare alcuna misura di prevenzione se non di carattere strutturale e
informativo.
73
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
 non previsto
Livello di Preallarme
 non previsto
Livello di Allarme
Il SINDACO assicura:
la prima assistenza alla popolazione colpita, anche ricorrendo al Coordinamento Volontariato
Protezione Civile Piacenza. In particolare dispone, attraverso il C.O.C. o il C.O.M., in relazione alla
gravità dell'evento ed ai risultati dei censimenti di agibilità degli edifici:
 la ricognizione dell’area colpita,
 la delimitazione ed eventuale chiusura al trasporto veicolare e, se necessario pedonale,
delle aree coinvolte nell'evento;
 definisce le situazioni più critiche e coordina tutte le operazioni di soccorso utilizzando
anche i VV.F. ed il Coordinamento Volontariato Protezione Civile
 Informa il Prefetto, il Presidente della Provincia e il Presidente della Regione la situazione in
atto (danni subiti, esigenze ecc….)
 assume tutte le iniziative atte alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità.
 assicura un flusso continuo di informazioni verso la S.P.C. – C.C.S. e C.O.R.
 assicura per il tramite della D.O. Riqualificazione e Sviluppo del Territorio il supporto
all’attività di censimento e verifiche di agibilità
 allestisce le aree di accoglienza e definisce le strutture di ricettività della popolazione
evacuata, se necessario;
 assicura il trasporto e l'assistenza ai nuclei familiari evacuati (supporto tecnico, socioassistenziale, psicologico, logistico, sanitario), se necessario;
 coordina l’impiego dei volontari di protezione civile per il supporto operativo alle diverse
attività
Caso di Sisma lieve:
MODELLO DI INTERVENTO




Livello di Attenzione
non previsto
Livello di Preallarme
non previsto
 Livello di Allarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di ALLARME,
dispone:
 allertamento dell'operatore reperibile di protezione civile H24;
 allertamento e scambio di informazioni tra le funzioni operative del Servizio comunale di
Protezione civile e del C.O.C. in forma ridotta;
 attivazione del C.O.C., in forma ridotta, se necessario;
 partecipa all’attività del C.O.M. se convocato;
 sopralluoghi negli edifici comunali e coordina i V.V.F. per ispezioni degli edifici e
infrastrutture di particolare interesse pubblico;
 in particolare, applica quanto stabilito dal protocollo operativo per l'emergenza sismica
negli istituti scolastici;
 assicura un flusso continuo di informazioni verso la cittadinanza e la S.P.C. C.C.S. e C.O.R.
74
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Alla luce dei movimenti tellurici che hanno colpito nel maggio 2012 l’area emiliano-romagnola,
con particolare riguardo alle province di Modena e Ferrara, nonostante tale fenomeno abbia
interessato il territorio comunale e provinciale piacentino in modo estremamente lieve, come
dimostrato dal fatto che il sisma non è stato avvertito in tutte le strutture pubbliche, ha comunque
messo in evidenza alcune criticità e contraddizioni nella “gestione dell’emergenza scolastica”.
PROTOCOLLO
Linee Guida per la “Gestione dell’Emergenza Sismica”
negli Istituti Scolastici insediati nel Comune di
Piacenza
La Protezione Civile del Comune di Piacenza assieme all’Assessorato alle Politiche Scolastiche, in
collaborazione con l’Assessorato alla Protezione Civile della Provincia di Piacenza, ha costituito
dopo tale evento un tavolo istituzionale cui hanno preso parte rappresentanti del Collegio dei
Dirigenti Scolastici, del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Piacenza, della Polizia Municipale,
del Servizio Infrastrutture del Comune e del Servizio Edilizia Progettazione Infrastrutture e Grandi
Opere della Provincia di Piacenza, al fine di redigere in modo condiviso le Linee Guida per la
“Gestione dell’Emergenza Sismica” negli Istituti Scolastici insediati nel Comune di Piacenza.
Protocollo siglato il 10.06.2014.
Contestualmente si è provveduto ad una attenta verifica-aggiornamento della sala radio del
C.O.M. per garantire efficacemente e tempestivamente le comunicazioni di soccorso nella
possibile fase di emergenza sismica. Il Comune di Piacenza si è adoperato pr siglare una
convenzione con l’associazione Corpo Emergenza Radioamatori (C.E.R.), Determina 393 del
01.04.2014, allo scopo di usufruire in caso di evento sismico della loro opera nel settore specifico
delle gestione di reti e maglie radio ed i contatti con l’Agenzia di Protezione Civile della Regione
e gli altri Enti di pronto intervento e soccorso.
75
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
RISCHIO INDUSTRIALE E
INTERRUZIONE DI SERVIZI PUBBLICI
RISCHIO INDUSTRIALE
Per rischio industriale si intende il rischio connesso ad un evento, quale un’emissione, un incendio o
un’esplosione di grandi entità, dovuto a sviluppi incontrollati che si verificano durante l’attività di
uno stabilimento e che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana
o per l’ambiente, all’interno o all’esterno dello stabilimento e in cui intervengano una o più
sostanze pericolose.
Nel comune di Piacenza non esistono attualmente stabilimenti industriali a rischio di incidente
rilevante come definito dal D. Lgs. 334/99 e smi; tuttavia sono presenti sette stabilimenti industriali
definiti, dalle Linee Guida Regionali, a potenziale rischio industriale:
1) AGRITERMO S.p.A. – via Mazzocchi, 32 – PIACENZA – deposito carburante (ex art. 6)
ELEMENTI ESPOSTI
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Principali stab. industriali e att. produtt.
Allevamenti zootecnici
Nr.
Abitanti nr. 680 - nuclei familiari nr. 278
Centro di Osservazione e Diagnosi dell’Azienda U.S.L.
------------35
----
AGRITERMO
76
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
2) ANFIL s.r.l. – via Leopardi, 30 – PIACENZA – depositi fitofarmaci – prodotti sanitari
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Principali stab. industriali e att. produtt.
Allevamenti zootecnici
Abitanti nr. 241 - nuclei familiari nr. 105
---------------95
----
A.N.F.I.L.
3) ASTRA S.p.A. – via Caorsana, 79 – PIACENZA – stoccaggio e/o trattamento rifiuti
pericolosi (D.Lgs. 22/97)
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Principali stab. industriali e att. produtt.
Allevamenti zootecnici
Abitanti nr. 11 - nuclei familiari nr. 5
---------------64
----
4) FIORANI & C. S.p.A. – via Coppalati, 52 – PIACENZA – impiego gas tossici
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Principali stab. industriali e att. produtt.
Allevamenti zootecnici
Abitanti nr. 50 - nuclei familiari nr. 4
---------------11
---77
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
ASTRA
FIORANI & C.
5) EDIPOWER S.p.A. – via N. Bixio, 27 – PIACENZA – stoccaggio e/o trattamento rifiuti
pericolosi (D.Lgs. 22/97)
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Principali stab. industriali e att. produtt.
Allevamenti zootecnici
Altro
Abitanti nr. 22 - nuclei familiari nr. 12
------1
------14
---Stazione Ferroviaria
6) SAFTA S.p.A. – via Arda, 11 – PIACENZA – attività soggetta a CPI limitatamente ai settori
gomma/plastica e produzione/stoccaggio gas
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Principali stab. industriali e att. produtt.
Allevamenti zootecnici
Altro
Abitanti nr. 17 - nuclei familiari nr. 5
---------------10
---Stazione Ferroviaria
78
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
EDIPOWER
SAFTA
7) I.R.E.N. S.p.A. – loc. Borgoforte, 22 – PIACENZA - stoccaggio e/o trattamento rifiuti
pericolosi (D.Lgs. 22/97)
ELEMENTI ESPOSTI
Nr.
Popolazione
Strutture sanitarie
Strutture scolastiche
Strutture per turismo, sport, spettacolo …
Strutture religiose e cimiteri
Beni storici e culturali
Principali stab. industriali e att. produtt.
Allevamenti zootecnici
Abitanti nr. 12 - nuclei familiari nr. 5
---------------3
----
I.R.E.N.
79
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
 non previsto
Livello di Preallarme
 non previsto
Livello di Allarme
In caso di incidente industriale
IL SINDACO
 convoca il C.O.C. (anche in forma ridotta)
 impartisce la delimitazione ed eventuale chiusura al trasporto veicolare e, se necessario
pedonale, delle aree coinvolte nell'evento;
 assume il coordinamento delle azioni di soccorso e di assistenza alla popolazione
adottando tutti i provvedimenti necessari ad assicurare la pubblica incolumità;
 cura la diramazione dell’allarme e provvede affinché vengano impartite alla popolazione
coinvolta le necessarie istruzioni di comportamento e di autoprotezione;
 ove necessario per l’assistenza alla popolazione o il trasporto richiede l’intervento del
Volontariato di Protezione Civile.
 allestisce le aree di accoglienza e definisce le strutture di ricettività della popolazione
evacuata, se necessario;
 assicura l'assistenza ai nuclei familiari evacuati (supporto tecnico, socio-assistenziale,
psicologico, logistico, sanitario), se necessario.
INTERRUZIONE DI SERVIZI
Black out elettrico
Per rischio di interruzione di energia elettrica si intende la mancata fornitura di energia elettrica su
aree del territorio comunale che, potendo provocare interruzioni nell’erogazione di servizi essenziali
alla collettività, può assimilarsi a calamità e con effetti tali da non poter essere fronteggiato con le
predisposizioni per gli interventi ordinari che competono ad Enti ed Aziende che gestiscono tale
servizio.
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
 non previsto
Livello di Preallarme
 non previsto
Livello di Allarme
IL SINDACO in tal caso:
 convoca il C.O.C. (anche in forma ridotta), se necessario;
 localizza i punti e aree di vulnerabilità (ospedali; strutture socio-assistenziali; scuole
dell'infanzia; uffici pubblici; aree mercato; pazienti in terapia con impiego ad alti flussi di
ossigeno che necessitano di apparecchiature elettromedicali; pazienti in terapia
domiciliare; ecc.);
80
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA



reperisce le risorse necessarie per l'alimentazione elettrica della aree di particolare
vulnerabilità;
controlla il traffico veicolare sulle strade dotate di impianto semaforico;
coordina l’eventuale impiego dei volontari di protezione civile per il supporto operativo alle
diverse attività.
Interruzione rifornimento idrico
Per rischio interruzione rifornimento idrico si intende allorquando il fenomeno assume dimensione,
estensione ed effetti tali da non poter essere fronteggiato con le predisposizioni per gli interventi
ordinari che competono agli enti e aziende che gestiscono tale servizio
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
 non previsto
Livello di Preallarme
 non previsto
Livello di Allarme
IL SINDACO in tal caso:
 convoca il C.O.C. (anche in forma ridotta), se se necessario;
 localizza i punti e le aree di vulnerabilità (ospedali, strutture socio-assistenziali; scuole
dell'infanzia; uffici pubblici; aree mercatali; ecc.)
 avvia controlli della potabilità dell'acqua
 reperisce le risorse necessarie per l'alimentazione idrica della popolazione;
 comunica alla popolazione i provvedimenti cautelativi da adottare nell’utilizzo dell’acqua
 coordina l’eventuale impiego dei volontari di protezione civile per il supporto operativo alle
diverse attività.
81
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
RISCHIO INCENDI
Si intende per rischio incendio boschivo la probabilità di subire conseguenze dannose, alle
persone, agli edifici ed alle attività economiche, a seguito di un incendio generatosi su aree
boscate, cespugliate o erborate. Sebbene il Comune di Piacenza non abbia aree boschive tali da
essere individuato come Comune a rischio d’incendio, si è voluto comunque esaminare tale
aspetto in quanto dall’esame delle carte dei rischi predisposte dall’ufficio Protezione Civile
dell’Amministrazione Provinciale si può osservare che è comunque presente; pertanto, chiunque
(popolazione, personale comunale, volontari, ecc.) avvista personalmente o riceva segnalazione
di un incendio boschivo ne dà immediata comunicazione al Corpo Forestale dello Stato
chiamando il 1515 oppure ai Vigili del Fuoco, componendo il 115.
MODELLO DI INTERVENTO
L’Amministrazione Provinciale di Piacenza, di concerto con la Prefettura di Piacenza, il Comando
Provinciale Vigili del Fuoco di Piacenza ed il Coordinamento Provinciale del Corpo Forestale dello
Stato, ha redatto nell’anno 2001 e approvato il Piano di emergenza provinciale antincendi
boschivi, fissando le procedure operative e le competenze cui gli Enti e le organizzazioni
concorrenti alla lotta gli incendi boschivi si dovranno attenere. Questo protocollo nasce in
conformità al quadro normativo attualmente vigente, agli atti amministrativi nonché agli indirizzi
emanati dalla Regione Emilia-Romagna.
Gli interventi di lotta contro gli incendi boschivi si distinguono:
 un periodo ordinario (durante il quale la pericolosità di incendi è limitata o inesistente)
 un periodo di intervento (durante il quale la pericolosità di incendi boschivi è elevata o
comunque maggiore)
Nel periodo di intervento si attivano fasi di operatività crescente, proporzionata agli aspetti
revisionali, articolate nell’ambito delle seguenti fasi:
 fase di attenzione (indicativamente da febbraio ad aprile e da giugno a settembre)
 fase di preallarme (dichiarazione di stato di grave pericolosità)
 fase di allarme (segnalazione di avvistamento incendio)
 fase di spegnimento e bonifica (estinzione dell’incendio)
Fase di attenzione e preallarme
Il SINDACO:
 ricevuta la comunicazione dell’attivazione della fase di attenzione e di preallarme dispone
opportune misure di prevenzione e salvaguardia di competenza informandone l'Agenzia
per la sicurezza territoriale e la protezione civile.
Fase di allarme e spegnimento
Il SINDACO:
 fornisce alle forze impegnate nello spegnimento e successiva bonifica ogni possibile
supporto
82
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
 sulla base delle indicazioni del coordinatore delle operazioni di spegnimento, se necessario,
ordina e coordina le operazioni di evacuazione della popolazione e dispone le misure di
prima assistenza,
 impartisce la delimitazione ed eventuale chiusura al trasporto veicolare e, se necessario
pedonale, delle aree coinvolte nell'evento.
Legenda – Piano di Emergenza Provinciale di Protezione Civile
Estratto dalla carta del modello d’intervento – RISCHIO INCENDI BOSCHIVI
Quadro d’unione
83
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Piano di Emergenza Provinciale di Protezione Civile
Estratto dalla carta del modello d’intervento – RISCHIO INCENDI BOSCHIVI
1
84
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Piano di Emergenza Provinciale di Protezione Civile
Estratto dalla carta del modello d’intervento – RISCHIO INCENDI BOSCHIVI
85
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
RISCHIO TRASPORTI
In questa casistica rientrano gravi incidenti stradali, ferroviari, aerei o altro che rendono
completamente inutilizzabili grandi arterie di traffico, comprendendo anche la possibilità del rischio
derivante dal coinvolgimento di autobotti con fughe di G.P.L. od altri gas esplosivi, infiammabili,
inquinanti, tossici o da fughe di sostanze radioattive.
Per tali eventi, tipologia e procedure d’intervento ed esigenze di soccorso sono definite e
coordinate dagli organi competenti (Vigili del Fuoco, Centrale Operativa Sanitaria 118)
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
 non previsto
Livello di Preallarme
 non previsto
Livello di Allarme
IL SINDACO deve:
 convocare il C.O.C. (anche in forma ridotta)
 attivare un piano di viabilità alternativa;
 delimitare l’area destinata alle attività di soccorso, l’interdizione e controllo degli accessi
all’area in concorso con le Forze dell'ordine;
 informare la popolazione sull’evento,
sulle misure da adottare e sulle norme di
comportamento da seguire;
 dare assistenza alla popolazione ed ai parenti di eventuali vittime;
 organizzare un eventuale ricovero alternativo,
 collaborare con gli enti di soccorso e pronto intervento;
 coordinare l’impiego dei volontari di protezione civile per il supporto operativo alle diverse
attività.
86
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
Grave incidente sul tracciato autostradale in prossimità alla città
Crollo del ponte stradale sul fiume Po a Piacenza (2009)
87
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
RISCHIO SANITARIO
E SOCIALE
EMERGENZE SANITARIE
Possono essere considerate emergenze sanitarie quelle situazioni determinate dall’insorgere di
epidemie, inquinamento di acqua, cibo, aria, ecc…; eventi catastrofici con gran numero di
vittime che coinvolgono sia gli esseri umani sia gli animali.
Tali emergenze richiedono prevalentemente interventi di competenza delle Autorità Sanitarie che li
esplicano attraverso la normativa in vigore relativa ai singoli protocolli.
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
 non previsto
Livello di Preallarme
 non previsto
Livello di Allarme
IL SINDACO deve:
 adottare i provvedimenti amministrativi d'obbligo del Sindaco, in caso di emergenze
sanitarie e i provvedimenti richiesti dal Servizio Sanitario;
 collaborare con l’Azienda Sanitaria per l’avvio delle misure finalizzate al sostegno delle
persone a rischio;
 avvisare la popolazione in merito alla misure cautelative da adottare;
 allertare se necessario il Volontariato di protezione civile.
88
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
RICERCA PERSONE SCOMPARSE
A livello nazionale è stato istituito L'Ufficio del Commissario straordinario del Governo per le persone
scomparse composto da dipendenti civili del ministero dell'Interno e della Polizia di Stato. L'ufficio,
istituito nel 2007, coadiuva il commissario nelle attività di monitoraggio, raccordo con gli organismi
internazionali, studio comparato e analisi dei dati/informazioni sulle persone scomparse e i
cadaveri non identificati acquisiti da soggetti pubblici e privati.
In particolare:
 cura il coordinamento con le prefetture, responsabili a livello locale delle ricerche, le Forze
dell'ordine e l'autorità giudiziaria;
 monitora e compara i dati del Sistema informativo interforze e delle prefetture;
 tiene e aggiorna il Registro nazionale dei cadaveri non identificati;
 coopera, attraverso la stipula di intese, con enti locali e organismi nazionali su vari fronti
della materia per favorire il riconoscimento dei corpi senza identità, la geolocalizzazione dei
soggetti 'deboli' (anziani), il contrasto a reati come lo sfruttamento o la tratta di esseri umani
(in particolare minori stranieri);
 cura il raccordo con le istituzioni internazionali per le attività di studio comparato in materia
di ricerca di scomparsi e riconoscimento di cadaveri;
 cura il collegamento con le organizzazioni di volontariato e del terzo settore coinvolte, sotto
diversi aspetti, nella materia, e con le associazioni dei familiari;
 cura il rapporto con gli organi di informazione per una divulgazione corretta delle
informazioni e per sensibilizzare l'opinione pubblica sul fenomeno.
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
 non previsto
Livello di Preallarme
 non previsto
Livello di Allarme (per segnalazione di persona scomparsa)
IL SINDACO, ricevuta l'informazione dalla Prefettura della persona scomparsa:




attiva la propria Polizia municipale per le ricerche;
convoca il C.O.C. (anche in forma ridotta), se necessario, ovvero su espressa richiesta della
Prefettura;
si raccorda con la Prefettura, le forze dell'ordine, i V.V.F. e l'autorità giudiziaria;
coordina l’eventuale impiego dei volontari di protezione civile per il supporto operativo alle
diverse attività di ricerca.
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
EMERGENZE LEGATE ALLA
VITA SOCIALE DELL’UOMO
Per tale tipologia di eventi occorre che siano predisposti i piani di emergenza interna, da parte dei
responsabili della sicurezza; generalmente per ogni struttura e spazio in cui si può verificare
l'assembramento di persone in determinate fasce orarie (scuole, uffici pubblici, mercati,
supermercati, locali di spettacolo, stadi, discoteche ecc.) o per periodi più o meno lunghi (strutture
alberghiere, case di cura, ospedali, strutture socio-assistenziali, ecc.).
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
 non previsto
Livello di Preallarme
 non previsto
Livello di Allarme
IL SINDACO per questo tipo di emergenza deve:
 attivare un’attività di controllo dell’area
 fornire il supporto nel caso si adotti un provvedimento di evacuazione
schema estratto da: Psicologia dell’Emergenza e dell’assistenza umanitari
90
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
RISCHIO AMBIENTALE
Il rischio ambientale è legato alla produzione, alla gestione e alla distribuzione di beni, servizi o
prodotti di processi industriali, derivanti sia dai settori primario e secondario (agricoltura e industria),
sia dal settore terziario (cosiddetto “dei servizi”), che possono costituire una causa di incidenti con
ricadute nel breve periodo sulla salute della popolazione.
INQUINAMENTO
Le diverse tipologie di inquinamento diventano di interesse per la protezione civile quando il rischio
ambientale è connesso alla probabilità che si verifichi un evento provocato da un’alterazione
repentina dei parametri fisico-chimici caratterizzanti le matrici ambientali acqua, aria e suolo, con
ricadute immediate o a breve termine sulla salute della popolazione residente in una data area e
tale da comportare l’adozione di misure emergenziali straordinarie.
Inquinamento dell'aria
All'origine dell'inquinamento dell'aria c'è l'attività dell'uomo che con le industrie, il riscaldamento e
le automobili causa l'immissione nell'aria di gas nocivi quali: ossido di carbonio, anidride solforosa,
ossidi di azoto, benzene, ozono e polveri sottili. L’inquinamento dell’aria è un problema globale
che riguarda però principalmente l’Europa e gli altri paesi industrializzati, quelli emergenti e gli altri
in via di sviluppo.
I danni possono avere conseguenze su due fronti: quello ambientale e quello che riguarda la
salute dell'uomo.
Nel caso specifico di evento calamitoso l'inquinamento ambientale è anche derivante da
incidenti industriali, dei trasporti, da perdite di sostanze nocive nell'aria.
Inquinamento delle acque
Inquinare l'acqua significa proprio modificarne le caratteristiche in modo tale da renderla inadatta
allo scopo a cui è destinata.
Ci sono diversi tipi di inquinamento dell’acqua:
o civile: deriva dagli scarichi delle città quando l'acqua si riversa senza alcun trattamento di
depurazione nei fiumi o direttamente nel mare;
o industriale: formato da sostanze diverse che dipendono dalla produzione industriale;
o agricolo: legato all'uso eccessivo e scorretto di fertilizzanti e pesticidi, che essendo
generalmente idrosolubili, penetrano nel terreno e contaminano le falde acquifere.
Alcune sostanze chimiche presenti nell'acqua sono particolarmente pericolose per la salute
dell'uomo e per la sopravvivenza di numerose specie viventi, come ad esempio alcuni metalli
(cromo, mercurio) o composti quali i solventi clorurati.
Inquinamento del suolo
L'inquinamento del suolo e del sottosuolo è un fenomeno di alterazione della composizione
chimica naturale del suolo causato dall'attività umana.
Fra le sue cause principali si contano:
91
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
o
o
o
o
o
o
o
o
rifiuti non biodegradabili
acque di scarico
prodotti fitosanitari
fertilizzanti
idrocarburi
diossine
metalli pesanti
solventi organici
Questo tipo di inquinamento porta all'alterazione dell'equilibrio chimico-fisico e biologico del suolo,
lo predispone all'erosione e agli smottamenti e può comportare l'ingresso di sostanze dannose nella
catena alimentare fino all'uomo.
Le sostanze che raggiungono le falde acquifere sotterranee, inoltre, possono danneggiare il loro
delicato equilibrio. Le interferenze con queste ultime possono manifestarsi e, di conseguenza,
causare alterazioni pericolose nelle acque potabili, e quindi in quelle utilizzabili dall'uomo.
Emergenza sversamento idrocarburi fiumi Lambro e Po derivante da industria a rischio di incidente rilevante Sbarramento c/o la foce del fiume Lambro
febbraio/marzo 2010
Emergenza sversamento idrocarburi fiumi Lambro e Po - Immagini di repertorio
92
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
ATTENZIONE, con previsione di avvicinamento a condizioni di criticità provvede alla:
 allertamento dell'operatore reperibile di protezione civile H24;
 allertamento e scambio di informazioni tra le funzioni operative del Servizio comunale di
Protezione civile e del C.O.C. in forma ridotta;
 costante valutazione delle informazioni con la Prefettura, i V.V.F., l'Azienda Sanitaria Locale
A.U.S.L. e l'Agenzia Regionale per la Prevenzione, l'Ambiente e l'Energia A.R.P.A.E.;
 verifica degli scenari di rischio in relazione all'evento potenziale;
 verifica della reperibilità dei propri funzionari da far confluire nel C.O.C, anche in forma
ridotta.
Livello di Preallarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
PREALLARME dispone:
 attivazione del C.O.C., in forma ridotta, se necessario;
 partecipa all’attività del C.O.M. se convocato;
 prosegue i collegamenti con la Prefettura, i V.V.F., l'Azienda Sanitaria Locale A.U.S.L. e
l'Agenzia Regionale per la Prevenzione, l'Ambiente e l'Energia A.R.P.A.E.;
 attua ogni misura di sorveglianza e vigilanza del territorio
 allerta il Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza;
 prende contatto con i gestori dei servizi essenziali, Enti ed istituzioni presenti sul territorio
comunale che possono essere interessati all'evento;
 informazione alla Popolazione qualora necessario;
 informa la Regione tramite la S.P.C. ed il C.O.R su eventuali problemi insorti sul territorio.
Livello di Allarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di ALLARME,
dispone, attraverso il l C.O.C.:
 adottare i provvedimenti amministrativi d'obbligo del Sindaco, in caso di emergenze
ambientali e i provvedimenti richiesti da A.U.S.L. e A.R.P.A.E.;
 collaborare con l’Azienda Sanitaria per l’avvio delle misure finalizzate al sostegno delle
persone a rischio;
 la diramazione dell'allarme ai residenti nelle possibili zone interessate e di informarli sui
comportamenti da tenere e sulle modalità di evacuazione e/o di autoprotezione;
 la definizione dei limiti delle aree coinvolte nell'evento, l'entità dei danni e i fabbisogni più
immediati;
 la delimitazione ed eventuale chiusura al trasporto veicolare e, se necessario pedonale ,
delle aree coinvolte nell'evento;
 partecipa all’attività del C.O.M., se convocato;
 il monitoraggio continuo delle aree a rischio;
 di inviare le squadre a presidio delle vie di deflusso della popolazione;
 allestisce le aree di accoglienza e definisce le strutture di ricettività della popolazione
evacuata, se necessario;
 assicura l'assistenza ai nuclei familiari evacuati (supporto tecnico, socio-assistenziale,
psicologico, logistico, sanitario), se necessario.
 di garantire il flusso continuo, dalle prime manifestazioni dell’evento, di informazioni verso
l'azienda sanitaria locale e l'agenzia regionale per la prevenzione, l'ambiente e l'energia; la
S.P.C., il C.C.S. e la cittadinanza;
 di approntare uomini e mezzi per la comunicazione alla popolazione del cessato allarme;
 la collaborazione, con l'Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile all'attività
per il censimento dei danni, in corso d’evento e nella fase post evento.
Si può passare dalla fase di attenzione a allarme o direttamente alla fae di
allarme, a seconda dell’evento calamitoso
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
EMERGENZA NUCLEARE
Le possibili sorgenti di rischio radiologico e nucleare in Italia sono connesse agli utilizzi delle materie
radioattive artificiali. Gli usi più significati della radioattività nel nostro Paese, sono legati a:
 applicazioni mediche per terapia e per diagnostica;
 applicazioni industriali (sorgenti radioattive di media intensità e lunga vita media);
 ricerche scientifiche (Impianti nucleari di potenza zero, acceleratori di particelle, sorgenti di
taratura);
 trasporto sul territorio italiano di materie radioattive per le applicazioni elencate;
 sosta in alcuni porti predeterminati e appositamente attrezzati di naviglio militare a
propulsione nucleare;
 produzione di energia elettrica (ferma per la moratoria decisa da Governo e Parlamento);
 rifiuti radioattivi derivanti dalle applicazioni precedenti.
IL rischio, localizzato nella centrale dismessa di Caorso può derivare quindi da zone anche fuori
Provincia.
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
 non previsto
Livello di Preallarme
 non previsto
Livello di Allarme
IL SINDACO deve:
 adottare i provvedimenti amministrativi d'obbligo del Sindaco, in caso di emergenze
sanitarie e i provvedimenti richiesti dal Servizio Sanitario
 collaborare con l'Azienda Sanitaria Locale A.U.S.L. e l'Agenzia Regionale per la
Prevenzione, l'Ambiente e l'Energia A.R.P.A.E per l’avvio delle misure finalizzate al sostegno
delle persone a rischio

informazione tempestiva alla popolazione interessata, o potenzialmente interessata da un
evento, su comportamenti da adottare per ridurre l’esposizione alle radiazioni ionizzanti.


attiva se necessario il Volontariato di protezione civile;
predispone la delimitazione ed eventuale chiusura al trasporto veicolare e, se necessario
pedonale , delle aree coinvolte nell'evento.
94
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
ORDIGNI BELLICI
Il Ministero della Difesa ha la competenza in materia di bonifiche di ordigni esplosivi residuali bellici
e rimettono al Prefetto l'adozione di ogni provvedimento volto a garantire la tutela della pubblica
incolumità in conseguenza delle operazioni di bonifica.
A seconda dell'importanza dell'ordigno la bonifica viene fronteggiato dagli Enti ed amministrazioni
competenti locali o, se di evidenza superiore per intensità ed estensione con eventuale
evacuazione della popolazione, con l'attivazione del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile
ed il volontariato.
La Prefettura, ricevuta la segnalazione di ritrovamento ordigno bellico ordina agli uffici di
Piacenza del Ministero della Difesa l'utilizzo di personale artificiere per la rimozione dell'ordigno e di
prendere contatto con la C.R.I. locale per l'assistenza sul luogo.
Livello di Attenzione
 non previsto
Livello di Preallarme
 non previsto
Livello di Allarme (segnalazione ritrovamento ordigno bellico)
IL SINDACO deve:
 convocare il C.O.C. (anche in forma ridotta ), se necessario;
 delimitare l’area destinata alle attività di soccorso, l’interdizione e controllo degli accessi
all’area in concorso con le Forze dell'ordine, se necessario;
 attivare un piano di viabilità alternativa, se necessario;
 informare la popolazione sull’evento, sulle misure da adottare e sulle norme di
comportamento da seguire, se necessario;
 dare assistenza alla popolazione, se necessario;
 organizzare un eventuale trasporto e ricovero alternativo, se necessario;
 coordinare l’impiego dei volontari di protezione civile per il supporto operativo alle diverse
attività, se necessario.
SICCITA'
In seguito al lungo periodo di siccità la Protezione Civile si deve operare per mitigare la crisi idrica
in atto, concentrandosi in particolare sull'approvvigionamento dell'acqua potabile.
Cosa fare durante i periodi di siccità
In questa sezione vengono riportate le indicazioni fornite dal Dipartimento Nazionale di Protezione
Civile sul comportamento che devono tenere i cittadini delle aree investite da fenomeni da siccità
Per risparmiare acqua
 munisci i rubinetti di frangigetti in modo da ridurre l'uscita dell'acqua;
 verifica che non ci siano perdite. Se, con tutti i rubinetti chiusi, il contatore gira, chiama una
ditta specializzata che sia in grado di controllare eventuali guasti o perdite nella tubatura e
nei sanitari;
95
PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
 non lasciar scorrere inutilmente l'acqua del rubinetto, ma aprilo solo quando è necessario,
ad esempio mentre si lavano i denti o durante la rasatura della barba;
 non utilizzare l'acqua corrente per lavare frutta e verdura: è sufficiente lasciarle a bagno
con un pizzico di bicarbonato;
 dove possibile, riutilizza l'acqua usata: l'acqua di cottura della pasta, ad esempio, per
sgrassare le stoviglie,
 quella utilizzata per lavare frutta e verdura per innaffiare piante e fiori;
 utilizza lavatrici o lavastoviglie, possibilmente nelle ore notturne, solo a pieno carico, e
ricordati di inserire il programma economizzatore se la biancheria o le stoviglie da lavare
sono poche;
 utilizza i serbatoi a due portate, nei servizi igienici; consente di risparmiare circa il 60%
dell'acqua attualmente usata con serbatoi a volumi fissi ed elevati;
 preferisci la doccia al bagno: è più veloce e riduce di un terzo i consumi;
 quando vai in ferie o ti assenti per lunghi periodi da casa, chiudi il rubinetto centrale
dell'acqua;
 non utilizzare acqua potabile per lavare automobili.
In caso di sospensione dell'erogazione dell'acqua
 prima della sospensione, fai una scorta minima di acqua per bagno e cucina e rifornisciti di
piatti, posate, bicchieri di plastica, ovatta e alcol denaturato;
 spegni lo scaldabagno elettrico e riattivalo dopo che è tornata l'erogazione per evitare
danni alle resistenze di riscaldamento;
 al momento del ripristino dell'erogazione dell'acqua, evita di usare lavatrice, lavastoviglie e
scaldabagno fino al ritorno della normalità, perchè potrebbero verificarsi fenomeni di
acqua scura.
MODELLO DI INTERVENTO
Livello di Attenzione
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
ATTENZIONE, con previsione di avvicinamento a condizioni di criticità provvede alla:
 allertamento dell'operatore reperibile di protezione civile H24;
 allertamento e scambio di informazioni tra le funzioni operative del Servizio comunale di
Protezione civile e del C.O.C. in forma ridotta;
 costante valutazione dei bollettini previsionali;
 informazione alla popolazione sui rischi derivanti.
Livello di Preallarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di
PREALLARME dispone:
 attivazione del C.O.C., in forma ridotta, se necessario;
 partecipa all’attività del C.O.M. se convocato;
 se necessario prende contatti con il Servizio sanitario;
 allerta il Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza;
 prende contatto con i gestori dei servizi essenziali, Enti ed istituzioni presenti sul territorio
comunale che possono essere interessati all'evento;
 informa la Regione tramite la S.P.C. ed il C.O.R su eventuali problemi insorti sul territorio;
 informazione alla popolazione sui rischi derivanti.
Livello di Allarme
IL SINDACO ricevuta dal Prefetto, dalla Struttura Regionale di Protezione Civile o da altro soggetto
del sistema di protezione civile l'informazione dell'avvenuta attivazione della fase di ALLARME,
dispone:
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA



attivazione del C.O.C., in forma ridotta, se necessario;
partecipa all’attività del C.O.M. se convocato;
il monitoraggio della situazione del territorio comunale attraverso le pattuglie della polizia
municipale;
 se necessario prende contatti con il Servizio sanitario;
 localizza i punti e le aree di vulnerabilità (ospedali, strutture socio-assistenziali; scuole
dell'infanzia; uffici pubblici; aree mercatali; ecc.);
 avvia controlli della potabilità dell'acqua;
 reperisce le risorse necessarie per l'alimentazione idrica della popolazione;
 comunica alla popolazione i provvedimenti cautelativi da adottare nell’utilizzo dell’acqua;
 coordina l’eventuale impiego dei volontari di protezione civile per il supporto operativo alle
diverse attività.
Si può passare dalla fase di attenzione a allarme o direttamente alla fae di
allarme, a seconda dell’evento calamitoso
IL VOLONTARIATO
In materia di Protezione Civile merita particolare attenzione l’apporto generoso e cospicuo del
volontariato, che assume valenza non solo di qualificato contributo operativo in caso di
emergenza, ma anche di strumento efficace per formare una nuova educazione di protezione
civile nella fase di previsione e prevenzione.
Il volontariato di Protezione Civile in Emilia-Romagna è considerato da sempre una risorsa preziosa
in continua espansione ed evoluzione: da attività occasionale e lasciata alla libera volontà di
singoli è divenuta organizzata, periodica e qualificata riuscendo, oggi, a garantire una risposta
sempre più specializzata in caso di necessità.
L’attività svolta dai volontari è costituita da una serie di forme di intervento che si concretizzano in
più fasi – previsione, prevenzione, soccorso, superamento dell’emergenza, esercitazione – ed in più
forme che si diversificano per specializzazione e caratteristiche operative delle singole associazioni;
questa eterogeneità di intervento, nel momento del bisogno rimane strettamente correlata alle
azioni dell’intero sistema di Protezione Civile, costituendone a sua volta una componente
indispensabile.
Il Volontariato è normato dalla Legge 11 agosto 1991 n. 266 “Legge quadro sul volontariato” dalla
L.R. 1/2005 “Nuove norme in materia di protezione civile e volontariato. Istituzione dell’Agenzia
Regionale di Protezione Civile”
Terremoto in Irpinia (1980) - Campo base organizzato dal Comune di Piacenza
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PIANO DI PROTEZIONE CIVILE DEL COMUNE DI PIACENZA
L'attuale organizzazione regionale del volontariato di protezione civile prevede la costituzione dei
Coordinamenti provinciali che assicurano la disponibilità nell'ambito del territorio comunale.
La realtà locale è rappresentata dal Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza, che
raggruppa diverse associazioni di volontariato in grado di fornire al manifestarsi di una calamità
uomini , mezzi ed attrezzature che si integrano con la struttura pubblica preposta all’emergenza.
L’Ufficio Protezione Civile provvede, nell’ambito della propria attività, a stipulare con il
Coordinamento Volontariato Protezione Civile Piacenza apposita convenzione al fine di garantire
la disponibilità ad attivare i propri volontari, nell’ambito del territorio del comune di Piacenza, in
caso di eventi calamitosi.
Terremoto in Irpinia (1980) - Campo base organizzato dal Comune di Piacenza
Intervento ad opera di un gruppo di Volontari sul fiume Po
Mezzi in dotazione ai volontari di protezione civile
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