della seduta n. della seduta n. 139 del 18 settembre settembre
Transcript
della seduta n. della seduta n. 139 del 18 settembre settembre
66 della seduta n. 139 del 18 settembre 2007 2007 der 139. 139. Sitzung vom 18. 18. September 2007 2007 CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO SÜDTIROLER LANDTAG SEDUTA 139. SITZUNG 18.09.2007 INDICE INHALTSVERZEICHNIS Interrogazioni su temi di attualità. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag. 9 Aktuelle Fragestunde. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Seite 9 Mozione n. 412/06 del 12.10.2006, presentata dai consiglieri Urzì, Minniti e Sigismondi, riguardante “Estendere la Museum Card”. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag. 35 Beschlussantrag Nr. 412/06 vom 12.10.2006, eingebracht von den Abgeordneten Urzì, Minniti und Sigismondi, betreffend die Ausweitung der Museumcard auf alle Landesmuseen. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Seite 35 Mozione n. 414/06 del 12.10.2006, presentata dai consiglieri Urzì, Minniti e Sigismondi, riguardante le parrucche “terapeutiche”. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag. 38 Beschlussantrag Nr. 414/06 vom 12.10.2006, eingebracht von den Abgeordneten Urzì, Minniti und Sigismondi, betreffend die “therapeutischen” Perücken. . . . . . . . . . . . . . . . . . . Seite 38 Mozione n. 415/06 del 17.10.2006, presentata dai consiglieri Leitner e Mair, riguardante la votazione elettronica. . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 43 Beschlussantrag Nr. 415/06 vom 17.10.2996, eingebracht von den Abgeordneten Leitner und Mair, betreffend die elektronische Abstimmung. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Seite 43 Mozione n. 413/06, del 12.10.2006, presentata dai consiglieri Urzì, Minniti e Sigismondi, concernente il monitoraggio sulla qualità della lingua italiana in Alto Adige (continuazione). . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag. 48 Beschlussantrag Nr. 413/06, vom 12.10.2006, eingebracht von den Abgeordneten Urzì, Minniti und Sigismondi, betreffend die Überwachung der Qualität der italienischen Sprache in Südtirol (Fortsetzung). . . . . . . . . . . . . . . pag. 48 Mozione n. 416/06, del 23.10.2006, presentata dal consigliere Seppi, concernente “Gli inquilini incivili, maleducati e vandali assegnatari di alloggi sociali devono essere sfrattati dalle case popolari ‘senza se e senza ma’”. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag. 55 Beschlussantrag Nr. 416/06 vom 23.10.2006, eingebracht vom Abgeordneten Seppi, betreffend “Unzivilisierte und ungebildete Mieter und Vandalen, denen eine Sozialwohnung zugewiesen wurde, müssen von den Volkswohnbauten ‘ohne Wenn und Aber’ zwangsdelogiert werden”. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Seite 55 Disegno di legge provinciale n. 100/06: “Legge quadro provinciale sui trasporti”. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .pag. 62 Landesgesetzentwurf Nr. 100/06: “Landesverkehrsrahmengesetz. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Seite 62 Nr. 139 – 18.9.2007 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE: Dott. RICCARDO DELLO SBARBA VORSITZ DES PRÄSIDENTEN: ORE 10.10 UHR (Appello nominale - Namensaufruf) PRESIDENTE: La seduta è aperta. Prego dare lettura del processo verbale dell’ultima seduta. LADURNER (Sekretärin - SVP): (Legge il processo verbale – verliest das Sitzungsprotokoll) PRESIDENTE: Ci sono osservazioni al verbale? Nessuna. Il verbale è approvato. Le comunicazioni della Presidenza, coma da accordi presi con i capigruppo, vengono date per lette e vengono allegate al verbale. Prima di passare alla trattazione dell’ordine del giorno, do lettura delle interrogazioni, alle quali non è stata data risposta scritta entro il termine previsto di 60 giorni. Per la seduta odierna si è giustificata la consigliera Unterberger (matt.). Interrogazione n. 4404/07 (Minniti/Theiner): L’apertura di una banca autologa del cordone ombelicale a S. Marino rilancia anche in provincia di Bolzano la tematica da noi sollecitata da tempo. Dal 2000, infatti, proponiamo l’istituzione di una banca analoga a quelle già esistenti in tutta Italia ma non autologa. Anche in questa occasione si ripropone l’opportunità di istituire sul territorio altoatesino una banca di conservazione del cordone ombelicale al fine di favorire la cure di talune patologie leucemiche e tumorali. La scienza ha fatto passi da gigante in questo campo, basti pensare che un tempo il trapianto del midollo era l’unica speranza per un malato di leucemia ed oggi esso è pressoché l’ultima speranza. E con le cellule staminali ed i protocolli adottati, attualmente la possibilità di guarigione soprattutto per un bambino sono notevolmente aumentate. Ci piacerebbe, insomma, vedere raggiunto, prima della fine di questa Legislatura, un traguardo che comunque dia una speranza in più a tutti coloro, adulti e bambini, che sono affetti da malattie tumorali del sangue e dalle molteplici forme leucemiche. I costi richiesti per l’istituzione di questo servizio ammontano, a detta della stessa Provincia (cfr. risposta interrogazione 03/04) a 1.791.500 euro escluse le spese di ristrutturazione edilizia. Una somma, in definitiva, certamente sostenibile dalla nostra opulenta realtà geografica dove, per invero, a volte si ha la sensazione che alcune somme spese possano rappresentare uno sperpero. -4- C’è da dire che l’Assessorato alla Sanità, (cfr. risposta ad interroga zione 2793/06) riconoscendo l’importanza di tale donazione, ha promosso, una campagna di sensibilizzazione allo scopo di divulgare la donazione di sangue del cordone ombelicale e renderla possibile su tutto il territorio provinciale, coinvolgendo tutti i reparti di ostetricia e ginecologia delle aziende sanitarie, che collaborano con l’Ospedale di Bolzano. Come ha in passato affermato lo stesso ass. Theiner, proprio “quest’ultimo, poiché opera in questo campo già da tempo, ha il compito di fornire indicazioni in merito ad una buona ed efficiente organizzazione del servizio, per poter garantire le migliori modalità di raccolta del sangue placentare ed aumentare quindi le possibilità che il cordone possa essere correttamente stoccato nella banca del cordone.” Sono inoltre stati istituiti anche corsi di formazione delle ostetriche ed infermiere a cura della ADISCO – sezione Alto Adige o.n.l.u.s., al fine di perfezionare ulteriormente la comunicazione fra operatori e mamme in sala parto, con l’obiettivo di una maggiore umanizzazione del percorso nascita. Per l’ass. Theiner “con tali iniziative viene sicuramente incentivata e promossa la procedura di prelievo del sangue del cordone ombelicale e di conseguenza l’assessorato sarà in possesso di tutti gli elementi atti ad analizzare e valutare in tempi brevi l’opportunità di istituire sul territorio altoatesino una banca di conservazione del sangue placentare”. CIO' PREMESSO SI INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE E L'ASSESSORE COMPETENTE per sapere: a che punto stiano i buoni propositi della Giunta emersi dopo l’approvazione di una mozione di An nel 2003; quale risulti essere attualmente il punto della situazione in merito al prelievo ed alla donazione del sangue del cordone ombelicale presso tutti gli ospedali della provincia; quali i dati relativi ai casi di leucemia accertati negli anni 2002, 2003, 2004, 2005, e 2006 quanti risultino essere, per gli anni di cui sopra, i casi riscontrati in strutture ospedaliere extra-provinciali di altoatesini residenti in provincia di Bolzano colpiti da leucemia; per ogni anno 2002, 2003, 2004, 2005 e 2006 quante sono risultate le nascite presso ogni singolo ospedale provinciale ed in quanti casi sia avvenuta, da parte della partoriente, la donazione del cordone ombelicale. Interrogazione n. 4449/07 (Seppi/Widmann): Con riferimento alla delibera della Giunta Provinciale n° 1383 del 23/04/02/2007 SI INTERROGA LA GIUNTA PROVINCIALE e Si chiede, quali sono le associazioni e consorzi turistici destinatari di detti contributi? -5- Si chiede, quali sono i requisiti per l'accesso a detti contributi? Si chiede, quale è l'importo per singolo beneficiario? Interrogazione n. 4464/07 (Minniti/Mussner): Le scelte in materia di opere pubbliche che il Comune di Bolzano ha intenzione di mettere in cantiere, come ad esempio il ventilato tunnel sotto il monte Tondo ed il proseguimento, come auspicato dall'assessore provinciale ai lavori pubblici Florian Mussner della galleria di san Giacomo sino a ponte Virgolo, non può non preoccupare gli amministratori del denaro pubblico. Si tratta infatti di soluzioni che presentano altri costi che certamente non porteranno i benefici previsti alla circolazione. Il rischio che si sta avvertendo in tutta la provincia è quello di mettere in cantiere delle enormi opere pubbliche che alla fine vanno nella direzione di creare un qualcosa di già visto, vedi Merano, e che impegneranno nei prossimi anni delle grandi risorse finanziarie. I problemi della circolazione veicolare di Bolzano possono essere risolti adottando altre soluzioni che dal punto di vista economico sono sicuramente più vantaggiose. L'eccesso di gigantismo che piace anche all'amministrazione provinciale, infatti, rischia di far perdere di vista i problemi più impellenti a carattere sociale che investono la popolazione, indifferentemente dall'appartenenza a questo o a quel gruppo linguistico, che ogni giorno si deve confrontare con un disagio diffuso. Da alcuni anni è anche questa la strada intrapresa dalla giunta provinciale che, lungi dal cercare soluzioni compatibili, insegue la realizzazione di progetti che oltre a costare eccessivamente hanno una durata temporale altissima e che non aiuta a risolvere nell’immediato il problema. Un problema trattato anche nell'ultimo libro dello scrittore Gian Antonio Stella, il quale ha scritto chiaramente che la facilità con la quale sono destinati soldi per le opere pubbliche non risolve i problemi sociali che, pure, si trovavano in questa terra. CIO' PREMESSO SI INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE E L'ASSESSORE COMPETENTE per sapere a quanto risulta ammonterebbero i costi per realizzare un tunnel sotto il monte Tondo ed il proseguimento, come auspicato dall'assessore provinciale ai lavori pubblici Florian Mussner della galleria di san Giacomo sino a ponte Virgolo. Interrogazione n. 4500/07 (Minniti/Cigolla): Negli alloggi Ipes di Viale Europa 35-37 ed in altri siti, si è notata la presenza di numerosi insetti, “scarafaggi”, individuati in “Blattella Germanica”. Della cosa è stato informato l’Ipes che ha fatto un sopralluogo con l’Ufficio igiene del Comune di Bolzano. Nel frattempo, visto che il problema non veniva risolto, è stato richiesto l’intervento del Presidente Ipes, Albert Pürgstaller, tramite sottoscrizione di inquilini. È noto che, la “Blattella Germanica” si insedia negli appartamenti -6- a seguito di spostamenti di suppellettili, nonché in conseguenza di cambiamenti di temperatura e umidità. La “Blattella Germanica” è un insetto che si riproduce velocemente ed in numerosa quantità. La “Blattella Germanica” è anche vettore di numerosi organismi patogeni gravi quali colera, tubercolosi e salmonella. Ad una successiva riunione di inquilini veniva annunciata una disinfestazione che verrebbe eseguita a spese degli inquilini con un aggravio di circa € 102 ad alloggio. CIO' PREMESSO SI INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE E L'ASSESSORE COMPETENTE per sapere: come si intende intervenire per eliminare la presenza di tali insetti pericolosi e fastidiosi; visto che il veicolo di trasmissione od insediamento di tali insetti e dovuto generalmente allo spostamento di suppellettili ed in Viale Europa 35/37, negli ultimi periodi, si sono avuti numerose nuove assegnazioni di alloggi ed arrivi di nuove famiglie, come si intende intervenire affinché non vengano trasportate le Blattelle Germaniche od altre Blatte? se l’Istituto non intende assumersi la spesa della disinfestazione, invece che addebitarla agli inquilini, visto che la presenza delle Blatte non è dovuta a loro incuria e, in caso di risposta negativa, da cosa la medesima sarebbe giustificata. Interrogazione n. 4502/07 (Minniti/Mussner): Gara per l'inceneritore di Bolzano con base d'asta a 98 milioni di Euro: le tre cordate partecipanti vengono bocciate dalla commissione in quanto le proposte, stando alle dichiarazioni ufficiali dei responsabili provinciali "vengono ritenute tecnicamente insufficienti rispetto alle richieste". Prendiamo atto della incredibilità di una condizione tecnica di questa natura in quanto esiste un capitolato d'appalto per la realizzazione dell'inceneritore che deve essere stato obbligatoriamente rispettato dalle ditte concorrenti e quindi le offerte dei partecipanti alla gara o rispondono alle richieste dei progettisti, e quindi sono da ritenersi consone, o non sono in linea con le stesse e quindi vengono eliminate, ma certamente non possono essere ritenute "tecnicamente insufficienti". Il sospetto è che si voglia giungere alla trattativa privata, condizione già dichiarata dal Presidente della Giunta, per permettere alla Provincia di scegliere chi meglio crede senza sottostare ai dettami legislativi in essere per l'assegnazione di un appalto pubblico di questo rilevante importo. E, preso atto che fra le tre aziende partecipanti ne esiste una costituita da una cordata di imprese tutte locali che vantano grandi potenzialità ma, riteniamo, non contino sull'esperienza nella realizzazione di inceneritori, che invece è detenuta certamente da almeno una delle altre due concorrenti nazionali, la forma di assegnazione per trattativa privata costituirebbe l'unico modo per consentire alla Provincia di assegnare a "chi meglio crede" la fornitura. Siamo, lo ribadisco, nel campo delle pure e semplici supposizioni: nostra intenzione e nostro fondamentale compito istituzionale è quello di -7- sgombrare definitivamente il campo da ipotesi fuorvianti e, a questo scopo, SI INTERROGA LA GIUNTA PROVINCIALE Da chi è composta la commissione che avrebbe ritenute inadeguate le offerte pervenute per la realizzazione dell'inceneritore? Richiedesi copia del verbale della commissione. Chi ha realizzato il capitolato d'appalto a cui le ditte partecipanti avrebbero risposto con la loro offerta? Richiedesi copia del capitolato. "Le garanzie insufficienti sulle emissioni " come dichiarato dall'assessore ai lavori pubblici, prodotte dalle proposte di realizzazione delle ditte partecipanti alla gara in quale contesto sono definite? O meglio, se il capitolato prevedeva delle emissioni nocive massime risulterebbe che le ditte non avrebbero garantito questi limiti? O il capitolato non imponeva le massime emissioni nocive? Condizione questa davvero incredibile! "Le garanzie insufficienti sui materiali impiegati" come dichiarato dall'assessore ai lavori pubblici, come possono essere definite se i concorrenti hanno l'obbligo di impiegare i materiali previsti dal Capitolato? O il capitolato non li prevedeva? Altra condizione davvero incredibile! Su quale base legislativa la Provincia intenderebbe procedere, ammesso che addiverrà a questa decisione, con la trattativa privata per l'assegnazione dell'appalto, evidentemente consentita solo dopo che la gara ufficiale non avesse visto un vincitore, e soggetta comunque ad altri importanti dettami legislativi? Interrogazione n. 4566/07 (Leitner/Frick): Die Unterfertigten haben mit der Anfrage Nr. 19 zur aktuellen Fragestunde im April 2007 Informationen zum Gewerbepark in Vintl eingeholt. Aus der Antwort von Landesrat Frick ging unter anderem hervor, dass die Firma Huber Anton & Co OHG im Jahre 2000 für den Bau einer Immobilie einen Beitrag von 119.818,00 Euro erhalten hat. Die Firma hat von der Gemeinde Vintl eine Benutzungsgenehmigung für die Zwecksbestimmung Dienstleistung erhalten. Auf Nachfrage eines Gemeinderates von Vintl stellte der Bürgermeister ein Verzeichnis der Betriebe im Gewerbepark Pantex Bau GmbH zur Verfügung. Daraus geht hervor, dass die Firma Huber Anton & Co OHG den Betrieb nicht aufgenommen hat. Die Firma Leitner Hubert KG hat im Jahre 2002 einen Landesbeitrag von 243.000,00 Euro und die Benutzungsgenehmigung durch die Gemeinde Vintl erhalten. Laut Aussage der Gemeinde nutzt sie die geförderte Immobilie nur als Lager. An die Landesregierung werden folgende Fragen gerichtet: Für welche Zwecksbestimmung hat die Firma Huber Anton & Co OHG im Gewerbepark Pantex Bau GmbH einen Beitrag von 119.818,00 Euro erhalten? Innerhalb welchen Zeitrahmens hätte die Firma ihren Betrieb im gegenständlichen Gebäude aufnehmen müssen? Warum ist das bis heute noch nicht geschehen und welche Auswirkungen hat das auf den gewährten Beitrag? -8- Übt die Firma Leitner Hubert KG die Tätigkeit aus, für die ihr der Beitrag von 243.000,00 Euro gewährt wurde? Hat die Gemeinde Vintl die Landesregierung bzw. das zuständige Landesamt von diesen Situationen in Kenntnis gesetzt? Wenn nicht, welche Konsequenzen hat dies für die beiden Firmen und für die politisch Verantwortlichen der Gemeinde Vintl? Interrogazione n. 4578/07 (Klotz/Kasslatter Mur): Anlässlich des Gedenkjahres 2009 wird ein Ideenwettbewerb ausgeschrieben zur Gestaltung der Landesausstellung in der Franzensfeste. KünstlerInnen, ArchitektInnen, DesignerInnen usw. werden von Kulturlandesrätin Dr. Kasslatter Mur zu großer Beteiligung am Wettbewerb aufgerufen. In den Medien wird die Internet Adresse angegeben, unter welcher alle Auskünfte abzurufen sind: www.provinz.bz.it/bandi/cont_list_d.asp Ist es der Landesrätin für deutsche Kultur gar nicht aufgefallen, dass die Adresse unter „bandi" läuft oder hat sie das selbst veranlasst? Was bedeuten die übrigen Kürzel in der Internetadresse? Gibt es im Amt für deutsche Kultur niemanden mehr, der daran Anstoß nimmt, dass italienische Adressen eingerichtet werden, in diesem Fall besonders schwerwiegend, weil es sich um Vorhaben zum Gedenkjahr 2009 handelt? Interrogazione n. 4604/07 (Minniti/Cigolla): Nel tentativo di frenare la perdita di alloggi popolari da parte della Comunità altoatesina fa piacere che il Presidente della Giunta provinciale dott. Luis Durnwalder sposi una tesi sostenuta da AN da almeno un decennio, anche se temiamo che il problema delle domande IpES da parte degli stranieri non si risolva tanto con le graduatorie separate ma introducendo un criterio diverso nell’assegnazione del punteggio; un sistema che riconosca maggiormente non solo la residenza in Alto Adige ma anche il contributo di ognuno nello sviluppo di questa terra attraverso il proprio lavoro. Riteniamo infatti che sia opportuno se non doveroso che la Provincia tenga conto anche di un importante fattore quale il lavoro attraverso cui ogni altoatesino, per anni, ha promosso la crescita sociale ed economica di questa terra, e che quindi si riconosca pure un certo punteggio per periodi di lavoro svolti. Noi riteniamo, come forma di giustizia sociale, che gli alloggi popolari debbano essere principalmente riservati alle Comunità locali e non a quelle straniere. CIO' PREMESSO SI INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE E L'ASSESSORE COMPETENTE per sapere se il Governo provinciale intenda introdurre, come criterio per l’assegnazione di un alloggio IPES, un sistema che riconosca maggiormente non solo la residenza in Alto Adige ma anche il contributo di ognuno nello sviluppo di questa terra attraverso il proprio la- -9- voro, assegnando un punteggio per i periodi di lavoro svolti in Alto Adige e, in caso di risposta negativa, da cosa la medesima sarebbe giustificata. Chiedo ai rispettivi interrogati di fornire risposta entro i prossimi 8 giorni. Comunico ancora che l’odierna seduta pomeridiana terminerà anticipatamente alle ore 18.00 per consentire al gruppo SVP di riunirsi. Punto 1) dell’ordine del giorno: “Interrogazioni su temi di attualità”. Punkt 1 der Tagesordnung: “Aktuelle Fragestunde”. Interrogazione n. 1/09/07 del 3.7.2007, presentata dalla consigliera Klotz, riguardante carta d’identità per bambini – complicazioni – non si parla il tedesco in questura. Prego di dare lettura dell’interrogazione. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT – Freies Bündnis für Tirol): Für Kinder und Jugendliche unter 15 Jahren darf nicht die Gemeinde die sog. Kinderausweise ausstellen, sondern dies muss von der Quästur in Bozen erledigt werden. Das bedeutet längere Prozeduren und Umständlichkeiten. Zwar läuft das Ganze über die Gemeinde, welche die Anträge an die Quästur weiterleitet, aber dies alles ist mit Wartezeiten von zwei und mehr Wochen verbunden. Wer selbst in das Passamt der Quästur geht, um die Sache direkt zu erledigen, muss damit rechnen, dort einen älteren Beamten zu erwischen, welcher des Deutschen so wenig mächtig ist, dass es nicht einmal fürs Grüßen reicht. • Warum kann der Kinderausweis nicht direkt von der Gemeinde ausgestellt werden? • Wie ist es möglich, dass im Passamt der Bozner Quästur ein Beamter Dienst tut, welcher des Deutschen nicht im Geringsten mächtig ist, wodurch die Sprachbestimmungen verletzt werden? DURNWALDER (Landeshauptmann – SVP): Sehr verehrte Präsidentin, verehrte Damen und Herren! Nach Erhalt dieser Anfrage habe ich sofort mit den zuständigen Beamten der Quästur Kontakt aufgenommen. Ich wusste auch nicht, dass Ausweise für Kinder und Jugendliche unter 15 Jahren nicht von der Gemeinde ausgestellt werden dürfen, was mir sehr wohl logisch erscheinen würde. Die Sachlage wurde in einem Schreiben von der Quästur an mich ausführlich erklärt. Wegen der Länge des Schreibens kann ich dieses in der kurzen Zeit von drei Minuten nicht, die mir für die Antwort zur Verfügung steht, detailliert erläutern, bin aber gerne bereit, Ihnen eine Kopie dieses Schreibens auszuhändigen. - 10 - Zusammengefasst teilt die Quästur Folgendes mit: Aufgrund eines Rundschreibens des Außenministeriums und der EU-Richtlinien ist es notwendig, dass für Kinder unter 15 Jahren eben die von Ihnen beschriebene Prozedur eingehalten wird, das heißt auch, dass dieser Ausweis nur bedingt der normalen Kennkarte gleichzustellen ist. Zur Ausstellung dieses Ausweises benötigt es auch der Unterschriften beider Eltern. Diese Prozedur gilt nicht nur für unser Land Südtirol, sondern für ganz Italien. Frau Klotz, es ist nicht gerechtfertigt, dass Sie sagen, dass man in der Quästur wahrscheinlich einen älteren Beamten antreffen wird, der der deutschen Sprache kaum mächtig ist. Wenn man diese Aussage tätigt, muss das auch erprobt und überprüft haben. Diesbezüglich habe ich mich auch mit dem Quästor auseinandergesetzt. Dieser behauptet - bis zu einem Gegenbeweis muss ich das auch so hinnehmen -, dass alle Schalterbeamten der deutschen Sprache mächtig sind bzw. auf jeden Fall im Besitz des betreffenden Zweisprachigkeitsnachweises sind. Mehr kann ich dazu auch nicht sagen. Der Quästor behauptet, dass alle Mitarbeiter zweisprachig seien. Frau Klotz, ich händige Ihnen eine Kopie des Schreibens aus, damit Sie sehen, aufgrund welcher Bestimmungen dieser von Ihnen gemachte vernünftige Vorschlag nicht umsetzbar ist. Das könnte nur auf Staatsebene erfolgen. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT - Freies Bündnis für Tirol): Es handelt sich hier wieder einmal um einen Fall für den Spruch "Besser wäre, Südtirol gehörte nicht zu Italien". Herr Landeshauptmann, die ganzen Modalitäten ersehe ich aus den mir ausgehändigten Unterlagen. Was die Besetzung des Personals im Passamt anbelangt, muss ich sagen, dass ich die Probe bereits auf Exempel gemacht habe, weil ich für mich einen Pass beantragen musste. Die beiden Beamten, mit denen ich dabei zu tun hatte, waren beide des Deutschen mächtig. Das kann ich bestätigen. Aber die Meldung dieses älteren Beamten wurde mir von einem Familienvater gemacht, der mich bestimmt nicht angelogen hat. Ich habe nicht gesagt, dass man dort auf einen Beamten trifft, der … Ich habe gesagt, man muss damit rechnen, … Das ist ein Unterschied. Ich persönlich wurde in meiner Muttersprache bedient, andere offensichtlich nicht. Ich habe keinen Grund, diese Aussage in Zweifel zu ziehen. Wenn diese Anfrage dazu beiträgt, in der Quästur genauer nachzuschauen bzw. auch einmal diesem älteren Beamten über die Schulter zu schauen, wenn er mit Leuten zu tun hat, und, zu sehen, wie er Personen bedient, die vielleicht nicht Durnwalder oder Klotz heißen, dann ist das gut. Wenn Sie mir sagen, dass alle Bedienstete im Besitz des Zweisprachigkeitsnachweises sind, dann sollten sie ihrer Verpflichtung auch nachkommen. - 11 - VORSITZ DER VIZEPRÄSIDENTIN: ROSA THALER ZELGER PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE: PRÄSIDENTIN: Wir kommen zu Anfrage Nr. 2/09/07 vom 3.7.2007, eingebracht von der Abgeordneten Klotz, betreffend den mangelhaften Deutschunterricht an italienischen Schulen. Ich ersuche um Verlesung der Anfrage. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT - Freies Bündnis für Tirol): In letzter Zeit hört man immer wieder Klagen über angeblichen mangelhaften DeutschUnterricht an italienischen Schulen. Bereits in Vergangenheit war des Öfteren darauf verwiesen worden, dass ein nicht geringer Teil der Deutsch- Lehrer an italienischen Schulen Deutsch nicht als Muttersprache hat, sondern dass es sich um Italiener handelt, die sich bloß als der deutschen Sprachgruppe angehörig erklärt haben. • Sind die erwähnten Klagen gerechtfertigt? Wenn ja, woraus ergibt sich das und was gedenkt man zu unternehmen? • Gibt es neueste Angaben darüber, wie viele der Deutschlehrer an italienischen Schulen nicht deutscher Muttersprache sind? GNECCHI (Assessora alla scuola italiana, al lavoro, alla formazione professionale italiana nonchè all'innovazione, ricerca e cooperative - Insieme a Sinistra - Pace e diritti/Gemeinsam Links - Frieden und Gerechtigkeit): Ho sentito un "fast alles" nell'aula. Faccio finta di non averlo sentito, perché noi cerchiamo di avere tutti gli insegnanti di madrelingua tedesca. La dichiarazione di appartenenza alla madrelingua è comunque libera, per cui non può essere fatta nessuna verifica rispetto alla dichiarazione che viene fatta. Negli ultimi anni la situazione è migliorata. Nella scuola di lingua italiana in questi ultimi anni si è fatto di tutto per potenziare l'uso della seconda lingua, per rafforzare la presenza di insegnanti e persone di madrelingua tedesca, proprio perché siamo convinti che conoscere l'altro serva per conoscersi, rispettarsi, e per amare una lingua bisogna anche amare le persone che la parlano. Non possiamo quindi rispondere in modo preciso a questa interrogazione, perché noi possiamo attestarci alla dichiarazione che ogni insegnante effettua. Dico che sia nella scuola per l'infanzia che nelle elementari come nelle medie l'impegno che nella scuola italiana si sta facendo proprio per rafforzare ed aumentare al massimo possibile le ore in tedesco sono sforzi che stanno dando ottimi risultati, e su questo vogliamo andare avanti. - 12 - L'autonomia delle istituzioni scolastiche ha permesso di rafforzare questo utilizzo della seconda lingua, e siamo assolutamente convinti che la strada intrapresa sia quella giusta. Con il collega Saurer nello scorso anno scolastico abbiamo fatto un giro nelle scuole per vedere la seconda lingua sia nelle scuole italiane che in quelle tedesche. Ci sono punte di eccellenza e punte di difficoltà anche significativa. Credo però che continuare a lavorare nella direzione del potenziamento nell'uso della seconda lingua, con l'aiuto anche dell'introduzione dell'inglese, per cui anche un'altra lingua può diventare un'esperienza di confronto tra le diversità, anche culturali, che stanno dietro ad una modalità, ad una lingua ed anche ad una logica che ha portato ad una lingua un percorso, siano tutte situazioni che porteranno ad aumentare la conoscenza della seconda lingua. È ovvio che per noi, per vivere a proprio agio in questa provincia, conoscere la seconda lingua è fondamentale. Per me questo è stato l'impegno prioritario di queste due legislature che mi hanno visto assessora alla scuola in lingua italiana. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT - Freies Bündnis für Tirol): Aus der Antwort der Landesrätin Gnecchi hört man, dass es sich hierbei um ein brandheißes und aktuelles Thema handelt. Frau Landesrätin, alle Aufstockungen nützen aber nichts, wenn die Lehrer in einer Sprache nicht die absolute Sicherheit vermitteln! Deshalb ist es notwendig, dass ein Lehrer die Sprache, die er unterrichtet, zur Muttersprache hat. Nur so kann er die entsprechende Sicherheit auch den Schülern gegenüber vermitteln. Sie haben gesagt, dass Sie mit Ihrem Kollegen Landesrat Saurer einen Rundgang durch die Schulen gemacht haben. Das ergibt kein Bild, denn so viel wird jeder Lehrer können, dass er Ihnen den Eindruck vermitteln kann, als sei er dieser Sprache mächtig. Ich will niemandem etwas unterstellen! Es wäre aber sicher notwendig, bevor man über die Aufstockung der entsprechenden Sprachstunden nachdenkt, genauer zu erheben oder zu überlegen, wie man es erheben könnte, wie die Qualität des Unterrichts wirklich ist. Die Schüler selbst werden das vielleicht nicht wirklich beurteilen können, weil sie eben dieser Sprache noch weniger mächtig sind. Es wäre aber der allererste Schritt, bereits bei der Ausbildung der Lehrkräfte anzusetzen. Frau Landesrätin, Sie sprechen auch die deutsche Sprache an, aber Sie werden mir zustimmen, dass, wenn Schüler nach acht bis neun Pflichtschuljahren und nach vier Jahren Oberschule, also nach insgesamt 13 Jahren guten Schulunterricht in der Zweitsprache, diese Sprache immer noch nicht so weit beherrschen und sprechen, dass sie in den öffentlichen Diensten den Erfordernissen Genüge tun könnten, es einfach irgendwo fehlen muss. Dann muss es an der Ausbildung der Lehrer und Lehrerinnen fehlen, wenn die Schüler entsprechend - 13 - motiviert sind und den entsprechenden Willen zum Lernen mitbringen. Diese Klagen hören wir ja immer wieder aus der italienischen Schule und von Seiten von Eltern, die beklagen, dass ihre Kinder in Deutsch nicht genügend lernen. Dieses wird ein aktuelles Thema bleiben! PRÄSIDENTIN: Wir kommen zu Anfrage Nr. 3/09/07 vom 4.7.2007, eingebracht von der Abgeordneten Klotz, betreffend Gesundheitsdienst – Südtiroler Schulen in Nordtirol. Ich ersuche um Verlesung der Anfrage. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT - Freies Bündnis für Tirol): Die Meldung, wonach Italien für Behandlungen von Patienten aus seinem Staat an Gesundheitseinrichtungen im Bundesland Tirol einen Betrag von insgesamt 20 Millionen Euro schuldet, sorgt für Aufsehen und Beschämung. Seit 10 und noch mehr Jahren seien Rechnungen mit Italien offen, während die meisten anderen EU- Länder, auch jene Osteuropas, innerhalb von 3 Jahren zahlten. Seit 1997 sei nur ca. ein Drittel der angefallenen Rechnungen von Italien beglichen worden, und das Bundesland Tirol müsse das Geld zinsfrei vorstrecken. Daraus ergibt sich die Frage, wie viel von diesen Schulden Südtirol zu begleichen hat und innerhalb welcher Zeit sie zurückgezahlt werden. Nach welchen Regeln erfolgen die Abrechnungen des Südtiroler Gesundheitsdienstes mit jenem des Bundeslandes Tirol grundsätzlich? THEINER (Landesrat für Gesundheit und Sozialwesen – SVP): Geschätzte Kolleginnen und Kollegen! Bezüglich der Frage 1 kann ich ganz klar feststellen, dass die angesprochenen Außenstände Italiens mit Südtirol nichts zu tun haben, diese betreffen ausschließlich Patienten aus anderen italienischen Regionen, die über die internationale Mobilität abgerechnet werden müssen. Mit dem Land Südtirol hat das absolut nichts zu tun! Zu Frage 2. Die Behandlung und Abrechnung von Südtiroler Patienten im Bundesland Tirol erfolgt über eine eigene Konvention zwischen Südtirol und der TILAK. Diese TILAK beinhaltet folgende Gesundheitseinrichtungen im Bundesland Tirol: die Universitätsklinik Innsbruck, das Landeskrankenhaus Hochzirl für die Neurologische Reha, das Landesnervenkrankenhaus Hall in Tirol, das 'Haus am Seespitz' in Maurach und den Verein 'Kit' in Steinach, welcher sich mit der Behandlung von Drogenabhängigen beschäftigt, sowie das Landeskrankenhaus Natters. Die Konvention schreibt vor, dass die Primare der öffentlichen Krankenhäuser in Südtirol, deren Stellvertreter sowie einige wenige Fachärzte - 14 - Patienten nach Nordtirol überweisen dürfen, wenn die Behandlung in Südtirol nicht gleichwertig durchgeführt werden kann. Der Südtiroler Sanitätsbetrieb bzw. der jeweilige Gesundheitsbezirk übernimmt nach entsprechender Rechnungslegung aus Innsbruck direkt die Kosten für die Behandlung. Pro Jahr werden ungefähr 1500 Südtiroler/innen in Nordtirol behandelt. Im Jahr 2005 wurden hierfür rund 12,5 Millionen Euro nach Innsbruck überwiesen. Nicht enthalten sind in dieser Konvention natürlich Privatpatienten, die aus eigenem Entschluss nach Innsbruck gehen, um sich dort behandeln zu lassen. Diese müssen als Privatpatienten auch alle anderen Spesen selbst begleichen. Abschließend möchte ich nochmals erklären, dass das Land Südtirol bzw. die Südtiroler Sanitätseinheit garantiert keinen Cent Schulden gegenüber Innsbruck hat. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT - Freies Bündnis für Tirol): Herr Landesrat, danke für die klare Antwort. Ihre Antwort ist sicher sehr wichtig, um mögliche Missverständnisse auszuräumen. Diese Anfrage fußt auf einer Pressemeldung von Anfang Juli und hat für einigen Wirbel gesorgt. Ich bin sicher, dass Ihre Antwort von sehr vielen in Südtirol positiv aufgenommen wird, weil es uns alle beschämt hätte, wenn wir als relativ reiches Land, wie man immer wieder hört obwohl das nicht immer feststellbar ist -, Nordtirol in die Situation gebracht hätten, dass es für uns zinsfrei Gelder vorstrecken muss, damit unsere Patienten dort entsprechend behandelt werden können. Wir wünschen uns und sind überzeugt, dass es so ist, dass Südtirol dem Sanitätswesen in Nordtirol nichts schuldig bleibt. PRÄSIDENTIN: Die Behandlung der Anfrage Nr. 4/09/07 wird aufgrund der momentanen entschuldigten Abwesenheit von Landeshauptmann Durnwalder kurzfristig ausgesetzt. Dasselbe gilt für die Anfrage Nr. 5/09/07, da Landesrat Widmann momentan entschuldigt abwesend ist. Wir kommen also zu Anfrage Nr. 6/09/07 vom 23.7.2007, eingebracht vom Abgeordneten Pöder, betreffend Verwendung von Ortsnamen in Google Earth und Google Map. Ich ersuche um Verlesung der Anfrage. PÖDER (UFS): In Internet-Landkartendiensten oder geographischen 3DDiensten wie google.map oder google-earth findet man für Südtirol fast ausschließlich die tolomeischen Ortsnamen. • Kann die Landesregierung die entsprechenden Dienste auffordern, die historischen Ortsnamen zu verwenden? - 15 - • Welche Schritte unternimmt die Landesregierung, um die Verwendung der historischen Ortsnamen in derartigen Online-Diensten oder Routenplanern zu garantieren? LAIMER (Landesrat für Raumordnung, Natur und Landschaft, Umwelt, Wasser und Energie - SVP): Die Landesregierung kann natürlich politischen Einfluss ausüben, sie kann aber keinen rechtlichen Einfluss auf Anbieter von international ausgerichteten Kartendiensten wie Google Earth oder Google Map nehmen. Wir können diese Unternehmen zwar anschreiben und sie über unsere Situation informieren, aber wir können sie nicht zwingen, die entsprechenden Namen zu verwenden. Die Landesverwaltung verwendet natürlich in ihren eigenen Informationssystemen die allgemein verwendeten Namen für Gemeinden, Katastralgemeinden und Ortschaften. Eine systematische Erhebung dieser Namen wurde vom Landesamt für Statistik im Rahmen der letzten Volkszählung durchgeführt. Die entsprechenden Namen wurden so aufgearbeitet, dass sie in den elektronischen Informationssystemen, insbesondere im LandesGis und in den darauf beruhenden Webkartendiensten der Landesverwaltung angezeigt werden können. Dass im Internet bezüglich Landeskarten ausschließlich tolomeische Ortsnamen verwendet werden, stimmt zum Teil, aber nicht zur Gänze. Es gibt auch andere Anbieter von Navigationssystemen mit Kartendiensten, welche, je nach gewählter Benutzersprache, die Ortsnamen auch in deutscher Sprache anzeigen. Dieses Thema betrifft also nicht alle Anbieter gleichermaßen. Es gibt Informationssysteme, die auch die deutschen Ortsnamen entsprechend anzeigen. Wir werden versuchen, weiter Einfluss auszuüben, auch mit den entsprechenden Unterlagen und Karten, die wir liefern können, damit in dieser Richtung etwas geschieht, aber wir haben nicht die Möglichkeit, diesen Zwang auszuüben, der notwendig wäre, um hier ans Ziel zu kommen. PÖDER (UFS): Danke, Herr Landesrat. Es wird uns in diesem Zusammenhang immer wieder vor Augen geführt, wie die Situation ist und dass solche Dienste einfach teilweise gar nicht wissen, wie die Situation hier bei uns in Südtirol ist. Das ist mir schon klar. Diese Anbieter nehmen einfach die offiziell und amtlich gültigen Namen. Bei Diensten wie Google Earth, Google Map oder anderen Routenplanern oder natürlich auch bei Navigationssystemen, wie beispielsweise jenen von TOM TOM, werden überall die tolomeischen Ortsnamen verwendet, natürlich auch in Zusammenhang mit Straßen- und Fraktionsnamen. Man kann das hier in Südtirol auch mal austesten. Am Samstag habe ich zum Beispiel versucht, Oberragen in Bruneck zu finden. Dabei handelt es sich um eine Gegend, wobei die Straßennamen auch diesen Namen tragen. Gibt man im - 16 - Navigationssystem den Namen "Oberragen" ein, dann hat man keine Chance, die gewünschte Ortschaft zu finden. Da muss man schon ganz genau wissen, wie diese Ortschaft auf Italienisch heißt. Es gibt kein Ragen di Sopra, es gibt nur ein Ragen di Fuori. Es gibt hier sicherlich eine Reihe von Problematiken und es ist interessant, wie man immer wieder nach Übersetzungen suchen muss. Uns wird diese furchtbare Situation der zweisprachigen Namen immer wieder vor Augen geführt. Ich denke nicht, dass andere Länder, Bundesländer oder Regionen in Europa es sich gefallen lassen würden, dass Onlinedienste, Routenplaner oder Navigationsanbieter einfach irgendwelche Namen verwenden, die im eigenen Land in keinster Weise verwurzelt sind. Es handelt sich hierbei nämlich oft um Namen, die einfach erfunden wurden, und die wirklich historisch verwurzelten, geltenden und gültigen Namen werden nicht verwendet. PRÄSIDENTIN: Wir kommen zu Anfrage Nr. 7/09/07 vom 30.7.2007, eingebracht vom Abgeordneten Pöder, betreffend Verwendung des Dialektes – Aussagen der Ex-Regierungskommissarin Carla Scoz. Ich ersuche um Verlesung der Anfrage. PÖDER (UFS): Ex-Regierungskommissarin Carla Scoz hat am 23. Juli 2007 im Rahmen einer Pressekonferenz die Verwendung des Südtiroler Dialektes in der Öffentlichkeit bzw. im öffentlichen Leben kritisiert. Wie bewertet die Südtiroler Landesregierung die Aussagen der früheren Regierungskommissarin und jetzigen hohen Beamtin im Innenministerium? KASSLATTER MUR (Landesrätin für Denkmalpflege sowie Deutsche Kultur und Familie - SVP): Kollege Pöder, in Bezug auf Ihre Anfrage kann ich mich einzig und allein auf verschiedene Zeitungsartikel berufen. Ich habe die ehemalige Regierungskommissärin nicht persönlich reden hören und deshalb zitiere ich jetzt aus der Tageszeitung "Dolomiten". Sie sagt: "Vor allem die deutsche Sprache ist als Kommunikationsmittel viel wichtiger geworden und steht an erster Stelle." Am Ende dieses Artikels steht, dass sie damit auch völlig einverstanden sei, allerdings mit einer Einführung des Dialektes als Amtsprache nicht. Im Vorspann des betreffenden Artikels steht geschrieben, dass Frau Scoz Kritik daran übte, dass der Dialekt zunehmend auch bei öffentlichen Anlässen verwendet werde. Herr Pöder, ich bin der Meinung, dass Sprache der Kommunikation dienen soll, dass Sprache den Inhalten und auch den Reflexionsniveaus entsprechen und niemanden ausschließen sollte. Für mich ist es auch eine Frage der Höflichkeit, wie Menschen in diesem Land miteinander umgehen. Aus Sicht der Kultur- und Bildungspolitik der Landesregierung gilt festzuhalten, dass wir der Meinung sind, - 17 - dass die Standardsprache und der Dialekt als zwei gleichwertige Sprachregister gemeinsam die Summe unserer sprachlichen Identität sind und der Dialekt nicht als minderwertige Ausdrucksform zu sehen ist. Der Dialekt ist die Sprache der Nähe, die Sprache, in deren Wortschatz innerhalb der einzelnen Talschaften sich sozusagen Tradition und Vergangenheit spiegeln. Ziel unserer Sprachenpolitik ist es, die möglichst gute Beherrschung und selbstbewusste Sprecher/innen- und Sprecherhaltung innerhalb beider Register, Dialekt und Standard, zu finden, zu entwickeln und daran zu arbeiten. Ich glaube, dass wir gleichzeitig die Sensibilität von Sprechern und Sprecherinnen fördern sollten, welche sprachlichen Register Menschen in welchen Situationen einzusetzen haben. Die Situation, die Rahmenbedingungen, die Inhalte des Sprechens sollen immer mitbedacht werden. Dann ergibt sich daraus von selbst, dass der Dialekt, wenn er in der Kommunikation eingesetzt wird, nicht in hermetischer Weise einige der Kommunikationsteilnehmer ausschließen sollte. Ich habe die Regierungskommissärin so verstanden, dass sie diese Situation etwas angeprangert hat, und dass es ihr Wunsch sei, dass der Dialekt nicht als öffentliche Amtssprache verwendet werde, damit niemand ausgeschlossen wird. Insofern kann ich ihr, zumindest so wie sie in der Tageszeitung "Dolomiten" zitiert ist, schon zustimmen, mit den Rahmenbedingungen, die ich Ihnen eben genannt habe. PÖDER (UFS): Vielen Dank, Frau Landesrätin! Mich hat diese Aussage von Carla Scoz auch erstaunt, weil man von ihr solche Äußerungen nicht gewohnt war. Ich möchte ergänzen, dass es reichlich vermessen ist, wenn man in Südtirol den Gebrauch des Dialektes in irgendeiner Weise in der Öffentlichkeit fast als Amtsunterlassung brandmarkt - es wurde wirklich so gesagt, anwesende Journalisten konnten mir das bestätigen -, das heißt, den Umstand, dass ein Beamter nicht Hoch- bzw. Schriftdeutsch sondern Dialekt spricht. Natürlich ist es auch eine Frage der Höflichkeit, dass ich, wenn ich mit einem Italiener spreche, der mit mir Deutsch redet und wahrscheinlich Schwierigkeiten hat, den Dialekt zu verstehen, mit ihm in entsprechender Weise kommuniziere. Aber dass unter Umständen ein Passeirer Beamte mit einem Ahrntaler Bürger Hochdeutsch sprechen müsste - dies, wenn man der Logik von Ex-Regierungskommissärin Carla Scoz folgen würde - das wäre schon etwas skurril! Ich glaube, dass diese Aussage von Carla Scoz ziemlich unbedacht war. Im Innenministerium sollte man sich besser darum kümmern, dass die eigenen Beamtinnen und Beamten in Südtirol, die auf der Straße herumstehen müssen, um das eine und andere Auto anzuhalten oder eine Kontrolle durchzuführen, zumindest die - 18 - deutsche Sprache beherrschen, anstatt sich darüber Sorgen zu machen, ob wir den Dialekt verwenden oder die Schriftsprache sprechen. PRÄSIDENTIN: Die Behandlung der Anfrage Nr. 8/09/07 wird aufgrund der momentanen entschuldigten Abwesenheit von Landesrat Widmann kurzfristig ausgesetzt. Wir kommen also zu Anfrage Nr. 9/09/07 vom 30.7.2007, eingebracht vom Abgeordneten Pöder, betreffend Krankenhäuser – “Teppiche” für Sehbehinderte. Ich ersuche um Verlesung der Anfrage. PÖDER (UFS): Wurden in Südtirols Krankenhäusern so genannte “Teppiche” für Sehbehinderte verlegt, um ihnen die Orientierung zu erleichtern? Welche Kosten haben diese “Teppiche” verursacht? Ist es aufgrund der “Teppiche” zu Unfällen gekommen – wenn ja, wer kommt für evtl. Schäden auf? THEINER (Landesrat für Gesundheit und Sozialwesen – SVP): Geschätzte Kolleginnen und Kollegen! Bei den angesprochenen “Teppichen” für Sehbehinderte handelt es sich sicherlich um die Bodenmarkierung für Sehbehinderte, die ausschließlich im Krankenhaus Meran verlegt wurde. Ausgangspunkt für den Einbau dieser Bodenmarkierungen waren Aufforderungen und Einwände des Präsidenten der gesamtstaatlichen Vereinigung Sehbehinderter, Prof. Avv. Giulio Nardone, über ein fehlendes Blindenleitsystem im Krankenhaus Meran. Prof. Nardone hat ausdrücklich diese Art der Bodenmarkierung gefordert und bei Nichtrealisierung entsprechende Maßnahmen angekündigt. Solche Bodenmarkierungen wurden auch in anderen öffentlichen Strukturen, wie Bahnhöfe, verwendet. Das Amt für Sanitätsbauten vom Assessorat für Öffentliche Arbeiten hat sich daraufhin auch mit den hiesigen Behindertenverbänden in Verbindung gesetzt, wonach man letztendlich vorgeschlagen hat, diese Bodenmarkierungen zuerst in einem Krankenhaus zu experimentieren. Dafür wurde das Krankenhaus Meran ausgesucht. Ich muss Ihnen gestehen, dass ich persönlich alles andere als erfreut über dieses System bin. Nach zwei Jahren kann man feststellen, dass dieses Projekt nicht unbedingt vom Erfolg gekrönt ist. Es laufen Bemühungen aller Betroffenen, etwas Besseres zu finden, und zwar ein Leitsystem für Sehbehinderte zu errichten, aber nicht gerade dieses System, das in Meran versuchsweise installiert wurde. Ich weiß auch, dass dieses System zu Unannehmlichkeiten führt. Über damit zusammenhänge Unfälle wurde mir nichts berichtet. Ich bin relativ zuversichtlich, dass man diesem Zustand Abhilfe schaffen kann. - 19 - PÖDER (UFS): Ich verzichte auf die Replik. PRÄSIDENTIN: Die Behandlung der Anfragen Nr. 10/09/07, 11/09/07, 12/09/07 und 13/09/07 wird aufgrund der momentanen entschuldigten Abwesenheit von Landeshauptmann Durnwalder bzw. Landesrat Widmann kurzfristig ausgesetzt. Wir kommen also zu Anfrage Nr. 14/09/07 vom 7.8.2007, eingebracht von den Abgeordneten Heiss und Kury, betreffend “Hühnerspiel-Lift – Wann kommt der Abbau der stillgelegten Anlage?”. Ich ersuche um Verlesung der Anfrage. HEISS (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Der Betrieb des früheren Militärlifts am Hühnerspiel (Gde. Brenner) ist zwar seit 1991 eingestellt, dennoch „zieren“ die Liftständer auch nach über 15 Jahren die Landschaft und sämtliche Sessel hängen am inzwischen absturzgefährdeten Seil. Die verrottenden Metallteile bilden für Umgebung und Passanten eine ständige Zeitbombe, da sie Rost und andere Rückstände an das Einzugsgebiet und das Grundwasser abgeben und Wanderer Gefahr laufen, dass ihnen das Seil auf den Kopf fällt. Zudem sind Gipfel und Bergstation heruntergekommen, garniert von ausrangierten Motoren, Unrat und alten Ölfässern. Trotz mehrfacher Interventionen beim Verteidigungsministerium ist dieser Schandfleck noch nie entsorgt worden. Die aktuellen Verhandlungen mit dem Ministerium zur Übergabe von Militärliegenschaften wären der rechte Anlass, um endlich einen Schlusspunkt zu setzen. An die Südtiroler Landesregierung werden daher folgende Fragen gerichtet: • Wer ist dafür verantwortlich, dass die Anlagen des Hühnerspiel-Sessel-Liftes über 15 Jahre nach ihrer Stillegung nicht endlich sachgerecht entsorgt werden? • Wird die Landesregierung bzw. die Landschaftsschutzbehörden beim Verteidigungsministerium intervenieren? • Wird die Landesregierung notfalls auch von Amts wegen vorgehen, um das Ärgernis endlich zu beseitigen? LAIMER (Landesrat für Raumordnung, Natur und Landschaft, Umwelt, Wasser und Energie - SVP): Herr Heiss, Sie haben Recht. Was sich am "Hühnerspiel" bietet und zeigt, ist ein Schandfleck. Ich möchte Ihnen kurz die Vorgeschichte schildern. Der letzte öffentliche Betrieb des Sesselliftes war im Jahr 1991. Im Jahr 2002 wurde mit Dekret des damaligen Landesrates für das Transportwesen die Abbruchverfügung ausgestellt, und zwar an den Konzessionär - 20 - Bergbahnen Hühnerspiel Ladurns GmbH. Es gab dann ein Antwortschreiben des Konzessionärs, in dem festgehalten wird, dass die Anlage im Auftrag des Italienischen Heeres erbaut worden ist, um den strategischen Stützpunkt auf 2.700 m Meereshöhe zu erreichen. Besitzer und Eigentümer ist das Italienische Verteidigungsministerium, Abteilung Luftwaffe. Die Kurverwaltung und die Bergbahnen GmbH waren lediglich die Betreiber der Anlage. Einige Monate später wurde vom damaligen Landesrat Di Puppo die Militärbehörde aufgefordert, den Abbruch zu tätigen. Ein Jahr später erfolgte eine wiederholte Aufforderung zum Abbruch an die Militärbehörde mit fotografischer Beilage und dem Hinweis auf die Gefährlichkeit der Anlage, wiederum von Seiten des Landesrates Di Puppo. Im September 2005 erfolgte wieder eine schriftliche Anfrage an die Militärbehörde, um den Stand der Dinge zu erfahren, eingereicht vom damaligen Amtsdirektor Dr. Heinrich Brugger. Im Jahr 2006 gab es eine neuerliche Aufforderung an die Militärbehörde zum dringenden Abbruch, mit dem Hinweis auf die Gefahr und die Aufforderung, diese stillgelegten Teile abzutragen, unterzeichnet von Landesrat Widmann. Am 1. August 2006 schreibt die Militärbehörde, die Aeronautica Militare, an das Verteidigungsministerium, und gibt das sogenannte" nulla osta" für den Abbruch dieser Anlagen. Am 7. August dieses Jahres erfolgt eine schriftliche Anfrage zum Stand der Dinge und eine wiederholte Aufforderung zum Abbruch, unterzeichnet vom Landeshauptmann. Am 10. August d.J. hat dann Landeshauptmann Durnwalder persönlich dem Verteidigungsminister Parisi dieses Schreiben übermittelt und ihn ersucht, darauf einzuwirken, dass diese Anlagen endlich abgetragen werden. HEISS (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Danke, Herr Landesrat für die ausführliche Sachverhaltsdarstellung. Man kann der Landesregierung bzw. den zuständigen Ämtern attestieren, dass sie in dieser Hinsicht wirklich tätig geworden sind. Es wäre wesentlich, dass jetzt, im guten Klima des Einvernehmens zwischen dem Land Südtirol, der Regierung in Rom, der Landesregierung und dem Verteidigungsministerium diese Frage endlich geklärt würde. Es gibt jetzt die Möglichkeit, vielleicht zügig vorzugehen, und wir hoffen sehr, dass dies der Fall sein wird. Die Brennerregion ist ohnehin schon stark belastet, demnächst auch unterirdisch. Von daher sollte die oberirdische Belastung wesentlich reduziert werden. Wir hoffen, dass dies der Fall sein wird. Wir erlauben uns, in absehbarer Zeit auf diese Frage zurückzukommen und notfalls auch im - 21 - Amtswege den Abbruch einzuleiten. Das wäre eine Möglichkeit, die zu erwägen wäre. Danke für die gründliche Auskunft. PRÄSIDENTIN: Die Behandlung der Anfragen Nr. 15/09/07, 16/09/07, 17/09/07 und 18/09/07 wird aufgrund der momentanen entschuldigten Abwesenheit von Landeshauptmann Durnwalder bzw. Landesrat Saurer kurzfristig vertagt. Wir kommen zu Anfrage Nr. 19/09/07 vom 21.8.2007, eingebracht vom Abgeordneten Leitner, betreffend Methangastankstellen. Ich ersuche um Verlesung der Anfrage. LEITNER (Die Freiheitlichen): So begrüßenswert es ist, dass immer mehr Bürger auf energiefreundlichere Verkehrsmittel umsteigen, umso unverständlicher ist es, dass diesem Wunsch nicht ausreichend entsprochen wird. Ein spezifisches Problem ist jenes der Methangastankstellen. Obwohl die Besitzer von methangasbetriebenen Fahrzeugen steuerlich begünstigt und die entsprechenden Tankstellen finanziell unterstützt werden, gab es lange Zeit eine einzige Tankstelle in Bozen. Nach dem Druck aus der Bevölkerung wurden in den vergangenen Jahren mehrere Tankstellen mit Zapfsäulen für Methangas versorgt. Vor einem Jahr waren es insgesamt fünf im ganzen Land. Bei den Betroffenen regt sich Unmut darüber, dass sie mit enormen Schwierigkeiten zu kämpfen haben. So gibt es bei der Tankstelle in St. Lorenzen nur einen Zapfhahn und Nutzer müssen teilweise über eine Stunde Wartezeit in Kauf nehmen. Vor allem während der Hauptreisezeiten ist es für Einheimische fastunmöglich, Methangas zu tanken. An die Landesregierung werden folgende Fragen gerichtet: • Wie viele Tankstellen bieten derzeit in Südtirol Methangas an? • Welche Förderbeiträge haben die einzelnen Tankstellen für diesen Dienst erhalten? • Wie soll die Zeit für das Betanken mit Methangas verkürzt werden? • Wie viele Autos sind in Südtirol für diese Art von Brennstoff zugelassen? • Wie soll die Anzahl gesteigert werden, wenn das Angebot der Tankstellen mit der Nachfrage der Bürger nicht Schritt hält? FRICK (Landesrat für Handwerk, Industrie, Handel sowie Finanzen und Haushalt - SVP): In Südtirol gibt es zur Zeit 7 Methangas-Tankstellen, und zwar: Alpengas Bozen, Q 8 Bozen/Schnellstraße Mebo, Shell Meran – Sinich/Staatsstraße, Shell Naturns – Hauptstraße, ÖMV Algund, ESSO TerlanVilpian/Schnellstraße und Shell in St. Lorenzen. Eine weitere Genehmigung ist im Bereich der Gemeinde St. Ulrich erteilt worden, und zwar für eine AGIP-Tankstelle. - 22 - Es gibt einen Antrag für den Raum Brixen/Eisacktal, den wir positiv sehen, wo allerdings noch einige technische Lösungen gefunden werden müssen. Zur Frage der Reduzierung der Zeit für den Betankungsvorgang ist zu sagen, dass diese mit der technischen Voraussetzung der Kompressoren zusammenhängt. Wir haben als erste Region Italiens im Frühjahr 2007 eine neue technische Richtlinie erlassen, wobei festgestellt wird, innerhalb welchen Zeitraumes ein Betankungsvorgang abgeschlossen werden muss. Das Grundproblem liegt in der Frage 4. Wir haben trotz aller Förderungsmaßnahmen in Südtirol immer noch nur 650 Fahrzeuge, die mit Methangas fahren. Das ist eine typische Situation, in der sich die Katze in den Schwanz beißt. Man sagt sich: “Ich kaufe mir kein MethangasAuto, weil es ja auch keine Methangas-Tankstelle gibt.” Der Tankstellenbetreiber müsste 200.000 bis 250.000 Euro investieren und sagt sich: “Es gibt nur so wenige Methangas-Autos und deshalb rentiert sich das nicht.” Wir müssen also versuchen, aus diesem Teufelskreis herauszukommen. Ich gehe davon aus, dass wir mit diesen Sonderförderungsmaßnahmen zwei Ziele kurzfristig erreichen werden, nämlich einerseits den Versorgungsengpass im Eisacktal, der eindeutig vorhanden ist, zu überwinden, und andererseits den technischen Standard der Zapfsäulen so zu erhöhen, dass ein Auto in maximal sechs Minuten betankt wird. Natürlich sind nicht wir die Investoren, und deshalb müssen wir schauen, dass die Rahmenbedingungen so geschaffen werden, dass die Investoren das Nötige tun. LEITNER (Die Freiheitlichen): Danke, Herr Landesrat! Die Problematik ist also auch von der Landesregierung erkannt worden. Die Sache geht sehr zaghaft voran, und die Zahlen sind nicht gerade ermutigend. Auf der einen Seite fördert man eine umweltfreundliche Antriebsart der Fahrzeuge, auf der anderen Seite hält das Angebot dann nicht Schritt. Mir hat ein Bürger erklärt, dass es oft schier unmöglich ist, an die Zapfsäulen zu kommen, da man oft eine Stunde und mehr warten muss. Das kann man den Bürgern nicht zumuten. Ich hoffe, dass das, was der Landesrat gesagt hat, so schnell wie möglich umgesetzt werden sind, denn 650 MethangasFahrzeuge sind nicht gerade weltbewegend, wenn man weiß, welche Anstrengungen hier gemacht worden sind. Der Bürger hört von den Tankstellenbetreibern immer wieder, dass sie mit dieser Angelegenheit nichts verdienen würden. Das wird eher als Last empfunden und nicht als Bereicherung. Diese Diskrepanz müsste man so weit wie möglich schließen. Hinzu kommt der Umstand, dass die Preise für Methangas in Südtirol am höchsten sind. Man fordert die Bürger auf, etwas zu tun, aber in der Praxis fehlt das Angebot oder man wird bis zum Schluss auch noch gepiesackt. - 23 - PRÄSIDENTIN: Wir kommen zu Anfrage Nr. 16/09/07 vom 16.8.2007, eingebracht von der Abgeordneten Klotz, betreffend Medizinstudium-Ausbildungsplätze. Ich ersuche um Verlesung der Anfrage. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT – Freies Bündnis für Tirol): Man spricht von der Gefahr eines künftigen "Notstandes" im Bereich der medizinischen Betreuung in Südtirol in Zusammenhang mit der hohen Durchfallquote Südtiroler Studenten bei Aufnahmetests an österreichischen Universitäten. Es bestehe die Notwendigkeit, an der Uni Bozen eine eigene medizinische Fakultät zu gründen, hört man letzthin sogar. • Hat sich die Landesregierung Gedanken darüber gemacht, wie man das Problem der verminderten Ausbildungsplätze für Medizinstudenten lösen könnte, wenn ja, mit welchem Ergebnis? • Hat man je überlegt, sich durch finanzielle Unterstützung der medizinischen Fakultät beispielsweise der Uni Innsbruck die nötige Anzahl von Ausbildungsplätzen zu sichern, was sicherlich nur einen Bruchteil dessen kosten würde, was die Errichtung einer eigenen Fakultät an der Uni Bozen verschlänge? SAURER (Landesrat für deutsche Schule, deutsche und ladinische Berufsbildung sowie Bildungsförderung - SVP): Frau Präsidentin, Kolleginnen und Kollegen! Die hohe Durchfallquote von Südtiroler Studenten bei den Aufnahmetests an den medizinischen Universitäten von Innsbruck und Wien stellt sicher eine ernste Angelegenheit dar, aber ich glaube, das ist noch kein Grund für die Ausrufung des Notstandes hinsichtlich der zukünftigen medizinischen Betreuung in Südtirol. In den Jahren vor Einführung der Aufnahmetests lag die Anzahl der Südtiroler Medizinstudenten in Österreich bei 70 bis 80 pro Jahr. Heuer gibt es nur mehr 28 Zulassungen, wobei sich diese Zahl im Zuge des Nachrückverfahrens sicher noch erhöhen wird. Auch im vorigen Jahr ist Ähnliches eingetreten, und wir gehen davon aus, dass wir auf 45 bis 50 Zulassungen kommen werden. Des Weiteren ist auf den Sachverhalt zu verweisen, dass ungefähr 30 Südtiroler pro Jahr die Aufnahmeprüfung an einer italienischen Medizin-Fakultät bestehen, den Studienplatz bekommen und in den meisten Fällen das Studium erfolgreich abzuschließen. Dies vorausgesetzt bin ich ganz Ihrer Meinung, dass Südtiroler Studierende in Zukunft bei den EMSAufnahmetests in Österreich besser abschneiden sollen. Dieses Ziel kann man vermutlich mit der Errichtung von gezielten Vorbereitungskursen erreichen, obwohl laut Experten gerade bei den Eignungstests, wie im Falle des EMS-Tests, eine Vorbereitung nur im Sinne von Training und nicht im Sinne der Vermittlung von Inhalten möglich ist. - 24 - Die Abteilung 40 hat die am Medizinstudium Interessierten im Laufe des Sommers auf einer kostenlosen Internetseite auf ein gezieltes Training hingewiesen. Für das Jahr 2008/2009 wird überlegt, ob die Landesverwaltung eventuell eine größere Hilfestellung, auch durch die Organisation von Vorbereitungskursen, gewährleisten kann. Dies wird in Absprache mit den medizinischen Universitäten in Österreich erfolgen. Laut EU-Richtlinie bezüglich des Rechts auf Studium ist in EU-Ländern jegliche Form von Bevorzugung streng verboten. Es ist also undenkbar bzw. wäre sogar rechtswidrig, wenn die Landesregierung durch finanzielle Unterstützung einer österreichischen medizinischen Universität die entsprechende Anzahl von Studienplätzen für unsere Studenten sichern würde. Sollte man den Ausweg in Richtung einer hiesigen medizinischen Universität gehen, dann würden dieselben Normen gelten. Im Sinne des Minderheitenschutzes laut Pariser Vertrag zählen Südtiroler Anwärter mit deutscher und ladinischer Matura bei den EMS-Aufnahmetests zur österreichischen Quote und nicht zur allgemeinen EU-Quote. Das bedeutet konkret, dass die Südtiroler Maturanten in das Kontingent von 75 Prozent der für die in Österreich Studierenden vorgesehenen Plätze fallen und nicht um das Kontingent der knappen 20 Prozent an Studienplätzen der EU-Quote kämpfen müssen. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT – Freies Bündnis für Tirol): Ich danke dem Herrn Landesrat für diese ausführliche Antwort. Es ist sehr wichtig, dass hier noch einmal präzisiert wurde, dass die Südtiroler Studierenden unter das österreichische Kontingent fallen. Deshalb können sie durchaus einen Vorteil daraus ziehen. Wichtig ist auch der Hinweis auf das Vorhaben für das kommende Studienjahr 2008/2009, die Hilfestellung hinsichtlich eines gezielten Trainings verbessern zu wollen. Man sollte sich auch überlegen, wie man verhindern kann, dass Studenten an Aufnahmeprüfungen nicht teilnehmen können bzw. es zeitlich nicht schaffen, sich rechtzeitig anzumelden, weil sie die nötigen Voraussetzungen aufgrund der Benotung der Matura nicht mitbringen. PRESIDENZA DEL PRESIDENTE: Dott. RICCARDO DELLO SBARBA VORSITZ DES PRÄSIDENTEN: PRESIDENTE: Passiamo all’interrogazione n. 21/09/07. Consigliera Kury, prego. - 25 - KURY (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Herr Präsident, der Kollege Heiss ist gerade bei einer Schulklasse. Deshalb ersuche ich Sie, die Behandlung dieser Anfrage auf später zu verschieben. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT – Freies Bündnis für Tirol): Vielleicht ist es uns entgangen, aber Landeshauptmann Durnwalder und Landesrat Berger sind nicht entschuldigt. Dasselbe gilt für Landesrat Widmann. Warum sind sie nicht hier? PRESIDENTE: Tra le giustificazioni è quella del Presidente Durnwalder e anche quella dell’assessore Widmann. Passiamo all’interrogazione n. 22/09/07 del 27.8.2007, presentata dai consiglieri Heiss, Kury e Dello Sbarba, riguardante “Nelle ultime settimane altri due incidenti mortali sul lavoro: quando si assumeranno finalmente ulteriori ispettori del lavoro?”. Prego di dare lettura dell’interrogazione. KURY (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Bereits im Juni/Juli haben die Grünen in Anfragen und Änderungsanträgen dringend darum ersucht, die Zahl der Arbeitsinspektoren zu erhöhen. Nach Auskunft der Abteilung Arbeit sind im Land ca. 1600 Neubaustellen, 1000 Wiedergewinnungsarbeiten und 1400 öffentliche Arbeiten in Betrieb bzw. im Gange. Die geringe Zahl von fünf (5) Arbeitsinspektoren für den Bau-Bereich erklärt auch der Leiter der Abteilung Arbeit für „nicht ausreichend“, trotzdem hält die Landesregierung daran fest, dass eine Aufstockung der Stellen nicht vereinbar mit dem Stabilitätspakt wäre. Im Juli/August haben dann zwei tödliche Arbeitsunfälle die Öffentlichkeit aufgeschreckt, sodass nun die Landesregierung trotz ihrer Vorbehalte handeln muss. Daher folgende Fragen an die Südtiroler Landesregierung: • Wird nun die Zahl der Arbeitsinspektoren erhöht? • Gibt es einen entsprechenden Einsatzplan zur Kontrolle von Baustellen? • Wird eine Abstimmung der Kontrollaufgaben mit den Gewerkschaften angestrebt? GNECCHI (Assessora alla scuola italiana, al lavoro, alla formazione professionale italiana nonchè all'innovazione, ricerca e cooperative - Insieme a Sinistra - Pace e diritti/Gemeinsam Links - Frieden und Gerechtigkeit): Ringrazio i colleghi Verdi perché mi offrono l’occasione di spiegare la differenza fra sicurezza sul lavoro e ispettori tecnici sul lavoro, quindi tutta quella che può essere la prevenzione legata agli infortuni e gli ispettori dei quali normalmente si è detto che la - 26 - Provincia autonoma di Bolzano è carente per quanto riguarda il controllo sul lavoro nero. Sulla sicurezza sul lavoro in questi anni abbiamo fatto di tutto nel senso che abbiamo intensificato tutta la formazione legata ai responsabili della sicurezza, ai due casi mortali a cui si fa riferimento e che ovviamente esistono. Bisogna anche tener conto che erano tre anni che riuscivamo a non avere morti per cadute dall’alto. Sicuramente tutto quello che si sta facendo per la sicurezza sul lavoro sta dando ottimi risultati. Abbiamo visto che il ragazzo che purtroppo è deceduto non avrebbe dovuto essere nel posto in cui era, questo è un dato oggettivo. Ogni infortunio sul lavoro e ogni lutto sul lavoro è un lutto per tutta la società. È fuori dubbio che dobbiamo sentirci responsabili tutti, chi ha compiti istituzionali e chi è all’interno di un’azienda o di un cantiere ha la responsabilità del controllo del dove le persone debbano essere. Per quanto riguarda quindi l’attenzione rispetto alla sicurezza, devo dire che abbiamo un numero di ore obbligatorie legate alla formazione sulla sicurezza, che è più alto rispetto a tutte le altre regioni, con una forte collaborazione su questo anche da parte delle associazioni dei datori di lavoro. A Laives abbiamo una struttura creata ad hoc finanziata anche dal collega Frick sulla sicurezza e anche quello è un percorso che stiamo sostenendo in modo significativo proprio per questo. È evidente che i controlli possono essere una forma utile rispetto al disincentivare quello che può essere il lavoro nero, la mancanza di sicurezza, però va veramente distinta la situazione rispetto agli ispettori e al lavoro nero per cui i nostri ispettori lavorano in collaborazione con l’Inps e l’Inail. Nelle altre regioni d’Italia quel settore è comunque coordinato e fa capo normalmente a quelle che sono le direzioni provinciali del lavoro, mentre la sicurezza in Italia fa normalmente capo agli Assessorati alla sanità; e quindi un altro ambiente totalmente separato rispetto a quello che noi abbiamo fatto come scelta. Per quanto riguarda gli ispettori tecnici, abbiamo aumentato la loro presenza e il loro lavoro di collaborazione forte con i carabinieri che, essendo presenti in tutto il territorio con pattuglie costanti, permettono anche di avere un monitoraggio nei cantieri, in particolare rispetto alle impalcature e tutta la struttura esterna che permette di poter effettuare un intervento mirato e veloce. KURY (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Es ist immer äußerst unangenehm, Anfragen aufgrund irgendwelcher Unfälle einbringen zu müssen. Allerdings konnten wir nicht umhin, in regelmäßigen Abständen darauf hinzuweisen, dass die Anzahl der Arbeitsinspektoren einfach zu gering ist. Das wissen Sie natürlich selbst, denn die Zahlen hat uns Herr Dr. Engelbert Schaller in einer Antwort auf eine Anfrage mitgeteilt. Es ist notwendig, dass man hier etwas tut. Kontrollen verstärken bedeutet natürlich auch, dass das Personal, das kontrolliert, - 27 - verstärkt werden muss. Ich bedanke mich für Ihre Ausführungen bezüglich der Ausbildung, aber es bleibt die Frage einer dringenden Erhöhung der Anzahl der Arbeitsinspektoren. Ich weiß natürlich, dass Sie auf unserer Seite sind, aber es geht darum, dass sich die Landesregierung endlich dazu durchringt, die notwendige Personalaufstockung vorzunehmen. Das ist eine Frage, die Verantwortungsbewusstsein befiehlt, und deshalb ersuche ich die Damen und Herren der Landesregierung, sich endlich mit dieser Thematik auseinanderzusetzen und der Gesellschaft, die diese Forderung stellt, entgegenzukommen. Die Leute verstehe nicht, warum genau in diesem Bereich geknausert wird. Auch wir verstehen das nicht, und deshalb werden wir diese Frage auch weiterhin aufs Tapet bringen. PRESIDENTE: Passiamo all’interrogazione n. 4/09/07 del 5.7.2007, presentata dal consigliere Pöder, riguardante l’Agenzia delle entrate – bilinguismo. Prego di dare lettura dell’interrogazione. PÖDER (UFS): Einem Bürger aus Sterzing wurde von der Agentur für Einnahmen ein Strafmandat zugestellt. Das Schreiben war vorwiegend in italienischer Sprache abgefasst, der Empfänger tat sich schwer den Inhalt zu verstehen. Auf Anfrage teilte die Agentur für Einnahmen inoffiziell mit, dass ein Bürger auf schriftliche Anforderung hin den Bescheid in deutscher Sprache erhalten könne. • Müssen sich die Agenturen für Einnahmen nicht an die Zweisprachigkeitsbestimmungen halten? • Müssen die Agenturen für Einnahmen nicht automatisch das Recht auf den Gebrauch der Muttersprache respektieren und entsprechende Schreiben verfassen und übermitteln? DURNWALDER (Landeshauptmann – SVP): Sehr verehrter Herr Präsident, verehrte Damen und Herren! Meiner Meinung nach besteht überhaupt kein Zweifel, dass auch die Agentur für Einnahmen die Zweisprachigkeit garantieren muss. Wenn die Agentur für Einnahmen ein Schreiben verschickt, so ist es so, dass man den Schriftverkehr in deutscher oder italienischer Sprache aufgrund einer auf dem Zunamen beruhenden Vermutung beginnt. Aufgrund der geltenden Bestimmungen hat jeder die Möglichkeit, dagegen Einspruch einzulegen. Der Einspruch macht den Akt nichtig und derselbe muss dann in der Muttersprache vorgelegt werden. Der Einspruch ist formlos, das heißt es braucht keine Rechtsvertretung und auch kein Stempelpapier. Aufgrund der vielseitigen Namen bei uns ist es oft sehr schwierig, von vorneherein zu wissen, ob eine Person dieser oder jener Sprachgruppe angehört. Wenn aber jemand ein Schriftstück vorlegt, dann hat - 28 - er natürlich das Recht, die Antwort in der angeforderten Sprache zu erhalten. Im konkreten Fall ist der Schriftverkehr aber von Amts wegen erfolgt, und deshalb war nicht von vorneherein erkennbar, in welcher Sprache der Schriftverkehr zu erfolgen hat. PÖDER (UFS): Ich verzichte auf die Replik. PRESIDENTE: Passiamo all’interrogazione n. 10/09/07 del 6.8.2007, presentata dal consigliere Pöder, riguardante “Selezione di un numero telefonico: rispondono i carabinieri”. Prego di dare lettura dell’interrogazione. PÖDER (UFS): Ein skurriler, auch von mehreren Personen und Technikern verifizierter Fall von umgeleiteten Telefonanrufen hat sich in den vergangenen Monaten im Passeiertal ereignet: In einem Betrieb wollten sich die Betriebsinhaber mittels der über Jahre verwendeten Einwählnummer eines Internetproviders wie gewohnt ins Internet einwählen. Wie jedoch aus dem Telefonmodem/Computerlautsprecher zu hören war, wurde keine Verbindung mit dem Internetprovider, sondern mit einer Carabinieridienststelle hergestellt (welche Dienststelle konnte nicht festgestellt werden). Ein herbeigerufener Computerfachmann probierte alle möglichen Konfigurationen des Einwählprogrammes aus – mit dem Ergebnis, dass immer wieder die Verbindung zu den Carabinieri hergestellt wurde bzw. Carabinieri antworteten. Den betroffenen Unternehmern konnte diesbezüglich niemand Auskunft erteilen. Der Fall ist von verschiedenen Personen verizifiert worden und somit nicht Gegenstand des Berichts der einzigen Person. Auch bei der fälschlichen Eingabe der eigenen Telefonnummer auf dem Funktelefon des Unternehmers wurde plötzlich eine Verbindung zu den Carabinieri hergestellt. Wie sind diese Phänomene zu erklären? Wie kommen derartige Telefonverbindungen zustande? DURNWALDER (Landeshauptmann – SVP): Sehr verehrter Herr Präsident, verehrte Damen und Herren! Um herauszufinden, wie sich die Dinge tatsächlich zugetragen haben, benötigt die Telecom eine schriftliche Ermächtigung und eine genaue Angabe des Zeitpunktes der Fehlleitungen seitens des betroffenen Bürgers. Eine Klärung ist aber nur dann möglich, wenn der Vorfall nicht mehr als sechs Monate zurückliegt. Auf jeden Fall könnte es möglich sein, dass der Betreffende vor der Handy-Nummer die Ziffern 0471 und dann 331 gewählt hat. Wenn dem so wäre, dann wäre es zu einer direkten Verbindung mit der Carabinieri- - 29 - Station von Bozen gekommen. Wenn man die Sache genauer klären möchte, dann könnte man dies machen, aber nur unter der Voraussetzung, dass der Zeitpunkt bekannt ist und nicht mehr als sechs Monate vergangen sind. PÖDER (UFS): Ich verzichte auf die Replik. PRESIDENTE: Passiamo all’interrogazione n. 15/09/07 del 13.8.2007, presentata dalla consigliera Klotz, riguardante Poste – bollettini per i versamenti nella sola lingua italiana. Prego di dare lettura dell’interrogazione. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT – Freies Bündnis für Tirol): Der Herr Landeshauptmann hatte auf entsprechende Anfragen hin mehrmals geantwortet, die Postdirektion habe versprochen, dafür zu sorgen, dass alle Formulare und Vordrucke in den Postämtern auch in deutscher Sprache verfügbar sind. Am 10. August 2007 war aber beispielsweise im Hauptpostamt von Bozen der beiliegende Einzahlungsschein, der für sehr viele Überweisungen benötigt wird, nur in italienischer Sprache verfügbar. Gibt es diese Vordrucke in allen Postämtern nur noch in italienischer Sprache, wenn ja, warum wird das nicht sofort geändert, wenn nein, warum verfügt dann ausgerechnet das Hauptpostamt in Bozen nur noch über diese rein italienischen und wann sind die deutschen Formulare dort ausgegangen? DURNWALDER (Landeshauptmann – SVP): Sehr verehrter Herr Präsident, verehrte Damen und Herren! Ich gebe das wieder, was man mir gesagt hat. Die Beamten erinnern sich an die Kollegin Klotz und sie wissen auch, was sie mitgenommen hat. Sie haben auch bestätigt, dass die Abgeordnete Klotz sehr wohl in deutscher Sprache bedient worden sei. Es gibt ein Rundschreiben von Dr. Unterkircher, das an alle Postämter Südtirols geschickt wurde und in welchem steht, dass alle Unterlagen zweisprachig aufliegen müssen. Es wurde mir bestätigt, dass dies auch jederzeit der Fall war. Auch als Sie in der Post waren, waren die Unterlagen sowohl in deutscher als auch italienischer Sprache vorhanden. Sie haben gesagt, dass es sich beim beanstandeten Vordruck um einen Vordruck handle, der für eine Vielzahl von Anwendungen Verwendung finden würde. Man hat mir gesagt, dass Sie sich besagten Vordruck in jenem Bereich geholt haben, der eigentlich für den Briefverkehr gedacht ist. Im Bereich des Geldverkehrs lagen die Vordrucke auch am besagten Tag in beiden Sprachen auf. Also handelt es sich, wenn schon, wirklich nur um ein technisches Versehen. Relata refero! - 30 - KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT – Freies Bündnis für Tirol): Jetzt sage ich Ihnen, wie es gewesen ist! Es geht nicht darum, welchen Vordruck ich gebraucht habe - wer bin ich schon? -, sondern es geht darum, was ich hier frage. Es stimmt, dass ich zuerst in eine Halle gegangen bin und dort einen Zahlungsschein gesehen habe, der nur in italienischer Sprache auflag, weshalb ich nachgefragt habe, ob es diesen nicht auch in Deutsch geben würde. Die Beamten haben mir geantwortet, dass ich für Einzahlungen betreffend Reisepass in eine andere Abteilung gehen müsse. Ich habe dann den entsprechenden Einzahlungsschein in deutscher Sprache gefunden und diesen auch verwendet, aber den Erlagschein, den ich der Anfrage beigelegt habe, habe ich nur auf Italienisch vorgefunden, und zwar in beiden Hallen. So gut sehe ich schon noch! Der Schein, den ich ursprünglich mitgenommen habe und von dem ich ausgegangen war, dass er für die Reisepass-Einzahlung verwendet werden müsste, lag nur in italienischer Sprache auf. Herr Landeshautpmann, Sie haben ja gesehen, auf welchen Einzahlungsschein ich mich bezogen habe! Ähnliches wird Ihnen immer wieder mitgeteilt. Es stimme nicht, dass dieser oder jener Schein nicht aufgelegen habe. Sie erinnern sich vielleicht noch an meine schriftliche Anfrage betreffend das Postamt in Bruneck, wo man gesagt hat, dass das nicht stimme, da die Scheine immer zweisprachig aufliegen würden. Da hat man Sie einfach angelogen! DURNWALDER (SVP): (unterbricht) KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT – Freies Bündnis für Tirol): Ich kann es bezeugen, weil ich selber dort war, und glauben Sie mir, ich schaue gründlich nach, bevor ich eine Klage erhebe! Hier wird schon geschummelt, Herr Landeshauptmann! PRESIDENTE: Passiamo all’interrogazione n. 17/09/07 del 20.8.2007, presentata dalla consigliera Klotz, riguardante controlli stradali – invece del tedesco dispetti. Congiuntamente trattiamo anche l’interrogazione n. 18/09/07 del 21.8.2007, presentata dal consigliere Leitner, riguardante controlli stradali a Vandoies – mancato rispetto del diritto all’uso della madrelingua da parte dei carabinieri e l’interrogazione n. 29/09/07 del 28.8.2007, presentata dal consigliere Pöder, riguardante bilinguismo in occasione dei controlli dei Carabinieri. Prego di dare lettura delle interrogazioni. Interrogazione n. 17/09/07 KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT – Freies Bündnis für Tirol): Der Vorfall bei einer Verkehrskontrolle, welcher dem Schützenbund gemeldet und in der - 31 - "Zett" vom 19. 8. beschrieben wurde, zeigt nicht nur, mit welcher Arroganz das Gesetz betreffend Gleichstellung der deutschen mit der ital. Sprache immer wieder gebrochen wird, sondern auch dass die Gesetzesbrecher offensichtlich keine Rüge erwarten, wenn sie unsere Leute obendrein regelrecht schikanieren. Sonst würden sie solchen Amtsmissbrauch niemals begehen. Ist der Landeshauptmann nicht auch der Meinung, dass damit radikal Schluss sein muss, nachdem in der Vergangenheit immer wieder solche Vorfälle gemeldet worden sind, und dass endlich ein Exempel zu statuieren ist? Was wird er tun, damit der Rechtsbrecher und Schikaneur, dessen Identität aufgrund genauer Zeit- und Ortsangaben und des mit Ton aufgezeichneten Streites leicht zu ermitteln sein müsste, zumindest ein Disziplinarverfahren bekommt? Interrogazione n. 18/09/07 LEITNER (Die Freiheitlichen): Unlängst wurde in den Medien über einen Vorfall berichtet, der das Recht der Südtiroler auf Gebrauch der deutschen Muttersprache wieder einmal stark in Frage stellt. Aufgrund einer Tonbandaufzeichnung ist die Rekonstruktion einer Verkehrskontrolle nachprüfbar, bei der Beamte der Carabnieri zwei unbescholtene Südtiroler schikaniert, verbal angegriffen und eingeschüchtert haben. Das D.P.R. Nr. 574 vom 15. Juli 1988, veröffentlicht am 8. Mai 1989, sieht die Gleichstellung der deutschen Sprache bzw. das Recht des Gebrauches der Muttersprache vor und verpflichtet auch die Sicherheitsorgane zur Wahrung dieses Rechtes. Um so schwer wiegender ist der Umstand, dass bei gegenständlicher Verkehrskontrolle ein Major der Carabinieri den Einsatz leitete uns sich auf übelste Art und Weise den geltenden Bestimmungen widersetzt haben soll. Disziplinarmaßnahmen gegenüber den Einsatzkräften scheinen unausweichlich. An die Landesregierung werden folgende Fragen gestellt: • Ist die Landesregierung von diesem Vorfall in Kenntnis gesetzt worden? • Wenn ja, was hat sie bereits unternommen bzw. was gedenkt sie zu unternehmen, damit die diensttuenden Beamten zur Verantwortung gezogen werden? • Welche Schritte gedenkt die Landesregierung zu unternehmen, damit die Südtiroler immer und überall das Recht auf Gebrauch der Muttersprache in Anspruch nehmen können, ohne eingeschüchtert, schikaniert oder beleidigt zu werden? Interrogazione n. 29/09/07 - 32 - PÖDER (UFS): Die von einem Südtiroler Autofahrer im Zuge einer Verkehrskontrolle mitgeschnittenen Aussagen der Carabinieri-Beamten sind als beleidigend zu werten und müssen Konsequenzen nach sich ziehen. Derartige Vorkommnisse dürfen nicht toleriert werden, die Landesregierung muss mit Nachdruck darauf drängen, dass die betreffenden Beamten bestraft werden und gleichzeitig müssen endlich konkrete Schritte gesetzt werden, um den Südtirolern den Gebrauch ihrer Muttersprache in jeder Hinsicht problemlos zu ermöglichen. • Was wird die Landesregierung unternehmen, um eine Bestrafung der betreffenden Beamten zu erreichen? • Welche Schritte werden gesetzt, um die Südtiroler künftig vor derartigen Beleidigungen und Übergriffen zu schützen, wenn sie ihr Recht auf Gebrauch der Muttersprache ausüben? DURNWALDER (Landeshauptmann – SVP): Sehr verehrter Herr Präsident, verehrte Damen und Herren! Es ist wirklich so, dass es mit der Zweisprachigkeit gewisser Polizeidienste nicht zum Besten steht. Sie wissen, dass diese Angelegenheit mit Durchführungsbestimmung geregelt worden ist. Der Artikel 37 des D.P.R. Nr. 574 vom 15. Juli 1988 sieht vor, dass die Nicht-Befolgung der Bestimmungen dieses Dekretes eine disziplinär zu verfolgende Verletzung der Amtspflicht darstellt, und zwar unbeschadet der Anwendung des Artikels 328 des Strafgesetzbuches, falls die Voraussetzungen dafür vorliegen. Jeder könnte eine entsprechende Anzeige erstatten, und dann müsste das Gericht wirklich einmal sagen, ob das zutrifft oder nicht. Natürlich ist es schwierig, dass das Land den Prozess stellvertretend für den einzelnen Bürger führt. Das muss schon derjenige machen, der nicht entsprechend behandelt worden ist. Ich habe das Problem auch dem Regierungskommissar mitgeteilt, und dieser hat mir vor kurzem schriftlich mitgeteilt, dass er die gesamte Problematik mit mir besprechen möchte. Wir werden gemeinsam versuchen zu erörtern, was getan werden kann, damit diese Situation endlich verbessert werden kann. Jedes Mal einen Prozess zu führen oder einen Beamten anzuzeigen, hätte keinen Sinn. Sie wissen ja selber, dass das immer eine bestimmte Zeit lang dauert und letzten Endes auch nicht zu dem führt, was man gerne möchte. Man bräuchte natürlich nur eine Eingabe beim Staatsanwalt machen, der dann die entsprechenden Untersuchungen einleiten müsste. Aufgrund dieses Vorfalles habe ich einen Brief an Innenminister Amato geschrieben, in welchem ich diesen darauf aufmerksam gemacht habe, dass es in Südtirol aufgrund der neuen Vorschriften Schwierigkeiten in Bezug auf die Zweisprachigkeit der Ordnungskräfte gibt. Sie wissen ja, dass nicht jede Ordnungskraft zweisprachig sein muss. Der Dienst muss aber zweisprachig gewährt werden. Ich habe den Innenminister auch darauf aufmerksam gemacht, dass es - 33 - Schwierigkeiten gibt, weil diejenigen, die der Polizei beitreten wollen, zuerst den Militärdienst als Berufssoldaten ableisten müssen. Wer geht schon zuerst zum italienischen Berufsheer, damit er nachher den Beruf des Polizisten ausüben kann? Hier gibt es die Schwierigkeiten! Erst vor einigen Tagen wurde mir im Rahmen einer Sprechstunde ein solcher Fall geschildert. Ich war vor einiger Zeit auch persönlich beim Innenminister, und bei dieser Gelegenheit hat er gesagt, dass er einsehe, dass hier etwas gemacht werden muss. Ich habe ihm dann die Abhaltung einen eigenen Wettbewerb angeraten, an dem nur jene Leute antreten können sollten, die im Besitz des Zweisprachigkeitsnachweises sind. Ich bin davon überzeugt, dass wir sicher Leute finden würden, die bereit wären, diesen Dienst zu übernehmen. Ich bin der Überzeugung, dass wir nur so eine Verbesserung der Situation erreichen können. Der Quästor hat mir mitgeteilt, dass er verstärkt entsprechende Sprachkurse anbieten wolle, damit die Zweisprachigkeit generell verbessert werden kann. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT – Freies Bündnis für Tirol): Ja, und man sieht auch die ersten Folgen, nämlich, dass das das einzige war, was genützt und endlich einmal auch eingeschlagen hat: Zwei junge Leute waren so hell und haben das geführte Gespräch aufgezeichnet und den ganzen Vorfall gemeldet. Sie haben darauf bestanden, in ihrer Muttersprache bedient zu werden, wurden dann aber schikaniert. Wie sonst ist es möglich, dass derjenige, der darauf besteht, dass die Beamten ihre Pflicht tun, vom Auto aussteigen und den Kofferraum öffnen muss, dass alles genau durchsucht wird, und dass er sich dann auch noch x-mal beleidigen lassen muss? Wie gesagt, ich danke diesen beiden Burschen, die die Schneid gehabt haben, hier einmal Nägel mit Köpfen zu machen! Herr Landeshauptmann, wenn Sie hier auch noch eine Verteidigungsrede halten und sagen, dass nur der Dienst zweisprachig gewährleistet sein müsse, dann muss ich Ihnen sagen, dass Sie der Erste sind, der sagen müsste: “Wenn ein Bediensteter der Finanzwache, der Straßenpolizei oder der Carabinieri einen Autofahrer anhält und von ihm Autobüchlein und Führerschein verlangt, dann muss dieser zweisprachig sein.” Das steht auch alles in meiner gelben Karte! Wenn der Autofahrer zu erkennen gibt, welcher Muttersprache er ist, dann muss der Beamte in der Lage sein, alles in dieser Sprache abzuwickeln! Es ist höchste Zeit, dass man sich hier einmal überlegt, wie man es erreichen kann, dass es in solchen Fällen zu einem Disziplinarverfahren kommt. Die Gesetzesbrecher sind diejenigen, die darüber wachen müssen, dass die Gesetze eingehalten werden! Man muss sie auf die maßgeblichen Gesetzesbestimmungen aufmerksam machen, und dann bestreiten sie das noch, indem sie sagen: “Ma lei capisce l’italiano?” Hier geht es wirklich um einen exemplarischen Fall, der weiterverfolgt werden sollte! Sind Sie so gut, Herr - 34 - Landeshauptmann, und unterstützen diese beiden Burschen, damit sie beim Prozess eine Chance haben! LEITNER (Die Freiheitlichen): Eigentlich ist schon alles gesagt worden. Entscheidend ist das Recht der Bürger, und wenn jemand schikaniert wird, nur weil er sein Recht einfordert, dann hört es sich wirklich auf. Jeder hat Verständnis dafür, wenn ein Carabinieri-Beamter, der aus Süditalien kommt, nicht einwandfrei Deutsch kann, sich aber bemüht. So viele Fragen gibt es ja nicht, die sie uns stellen können, wenn sie uns als Autofahrer anhalten. Die könnten sie schon lernen! Wir werden auf jeden Fall noch ein großes Problem bekommen, und zwar jenes, dass immer weniger Südtiroler zu den Carabinieri gehen. Dann kommen immer mehr Leute von auswärts, sind für kurze Zeit da und haben kein großes Interesse, weiß Gott wie gut Deutsch zu lernen. Wir haben das Recht, in unserer Muttersprache behandelt zu werden, und wie man dieses Problem lösen will, weiß ich auch nicht. Da werden wir immer wieder Schwierigkeiten bekommen, aber wenn es von beiden Seiten Bemühungen gibt, dann ist dieser Anlassfall auch ein Schritt, der dazu beitragen kann, die ganze Situation zu verbessern. Uns geht es vor allem um die Art und Weise, wie die Menschen behandelt werden. Das, was derzeit in Südtirol bei Verkehrskontrollen abläuft, passt wirklich auf keine Kuhhaut mehr! Kontrollen zur Straßenverkehrssicherheit sind in Ordnung, aber Schikanen sind nicht in Ordnung! Wenn man Carabinieri dabei ertappt, dass sie zuwider handeln, dann muss es Sanktionen geben, und zwar ohne dass man große Prozesse führen muss! Wo kommen wir denn hin, wenn jeder den entsprechenden Carabinieri-Beamten anzeigen muss? Hier müsste schon von Amts wegen eingeschritten werden. PÖDER (UFS): Es ist kein Einzelfall, aber es ist Gott sei Dank ein Fall, der dokumentiert wurde. Das Schönste war ja dann, als man den Geohrfeigten zum Provokateur machen wollte. Das wird ja wohl nicht gehen! Es gibt ganz klare Regeln, die nicht eingehalten worden sind. In den letzten Tagen haben wir ja gehört, dass es mancherorts – beispielsweise in Gröden – zu Spannungen zwischen den Ordnungskräften und der Bevölkerung gekommen ist. Das ist kein Zufall, denn in den letzten Jahren hat sich die ganze Sache wirklich so entwickelt, dass immer mehr schikaniert wird. Natürlich ist es immer auch ein subjektives Empfinden, wenn jemand kommt und sagt, dass er von den Carabinieri angehalten und schikaniert worden sei. In besagtem Fall ist es aber ein subjektives Empfinden, das auch objektiv dokumentiert ist, und zwar mit Aufnahmen, und das kann nicht geleugnet werden. Wenn die Carabinieri Dienst leisten, dann müssen sie den Dienst zweisprachig gewährleisten bzw. zweisprachig sein, wenn sie in Kontakt mit den Bürgern treten. Dann ist das keine Frage des Wollens, sondern eine Frage des - 35 - Müssens! Der Landeshauptmann hat im Zuge der Diskussion von einer eigenen Landespolizei gesprochen, aber mit Reden allein ist es nicht getan, denn den Aussagen müssten auch Taten folgen. Eine Landespolizei wäre natürlich schon interessant. Im Veneto hat man diesbezüglich ja schon vor Jahren entsprechende Schritte gesetzt und im Friaul gibt es auch eine Art Landespolizei, die von dem dortigen Präfekten mit sicherheitstechnischen Maßnahmen betraut wurde. Das wäre auch bei uns interessant! PRESIDENTE: A questo punto sono scaduti i 90 minuti previsto per l’esame delle interrogazioni su temi di attualità. Alle interrogazioni non trattate verrà fornita risposta scritta entro i prossimi 5 giorni. Proseguiamo nella trattazione dell’ordine del giorno e siamo al punto 11), mozione n. 288/05. Prego, consigliere Leitner. LEITNER (Die Freiheitlichen): Herr Präsident, in der Fraktionssprechersitzung war keine Zeit mehr, die Frage aufzuwerfen, und nachdem der Fraktionssprecher der Südtiroler Volkspartei vor der Sommerpause angekündigt hatte, uns zu sagen, inwieweit sich seine Fraktion diesbezüglich eine Meinung gebildet hat, möchte ich das jetzt schon in Erfahrung bringen. Wenn mir der Fraktionssprecher der SVP sagt, dass man die Behandlung der Angelegenheit noch für einen Monat aufschieben will, dann ist das eines, aber ich möchte den Beschlussantrag schon irgendwann behandeln. BAUMGARTNER (SVP): (unterbricht) LEITNER (Die Freiheitlichen): Gut, dann ersuche ich darum, die Behandlung dieses Beschlussantrages noch einmal zu vertagen. PRESIDENTE: Va bene. Punto 57) dell’ordine del giorno: “Mozione n. 412/06 del 12.10.2006, presentata dai consiglieri Urzì, Minniti e Sigismondi, riguardante ‘Estendere la Museum Card’”. Punkt 57 der Tagesordnung: “Beschlussantrag Nr. 412/06 vom 12.10.2006, eingebracht von den Abgeordneten Urzì, Minniti und Sigismondi, betreffend die Ausweitung der Museumcard auf alle Landesmuseen”. - 36 - Estendere la MuseumCard Da qualche tempo è attivata la possibilità per i visitatori di diversi musei di Bolzano di accedere agli stessi godendo di uno sconto praticato per quanti abbiano acquistato una MuseumCard. L'iniziativa, sia pur limitata, si è dimostrata utile e interessante. Il problema è piuttosto quello di estendere questa possibilità anche per l'accesso a diverse altre strutture museali nell'ambito dell'intera provincia, al di fuori del capoluogo. Si tratta di una lacuna che ha la necessità di essere colmata. Tutto ciò premesso, IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO impegna la Giunta provinciale a estendere un medesimo modello di offerta a tutte le strutture museali provinciali altoatesine. ---------Ausweitung der Museumcard auf alle Landesmuseen Seit einiger Zeit besteht für die Besucher verschiedener Museen in Bozen die Möglichkeit, mit dem Kauf der Museumcard ermäßigte Eintrittskarten zu erhalten. Diese wenn auch beschränkte Initiative hat sich als nützlich und interessant erwiesen. Sie sollte jedoch nicht nur für die Landeshauptstadt gelten, sondern auf verschiedene andere Museen im gesamten Landesgebiet ausgedehnt werden. Es handelt sich um eine Lücke, die geschlossen werden muss. All dies vorausgeschickt, verpflichtet DER SÜDTIROLER LANDTAG die Landesregierung, ein ebensolches Angebot auf sämtliche Landesmuseen in Südtirol auszudehnen. La parola al consigliere Urzì per l’illustrazione della mozione. URZÌ (AN): Ricordo con chiarezza come di questo argomento si sia già discusso in Consiglio provinciale arrivando a delle conclusioni che erano bivalenti. Da una parte c’era un impegno positivo e avevamo raccolto questa enunciazione da parte della Giunta provinciale, in modo particolare da parte dell’assessore Kasslatter Mur, a favorire un processo nella direzione indicata da questa mozione, dall’altra parte però questo processo non si è sviluppato come ci si poteva attendere. La questione è evidente, si tratta di offrire una più ampia possibilità alle strutture museali da parte del pubblico, sia residente che non residente in provincia di Bolzano, attraverso delle vere e proprie agevolazioni. Mi sorprende un po’ che non sia stata data ampia pubblicità a quello che la Giunta provinciale ha inteso sino a questo momento realizzare in questo campo, perché se delle offerte vengono - 37 - prodotte, queste offerte devono essere anche adeguatamente pubblicizzate, e di questo deve essere informata la più ampia parte di opinione pubblica. La mozione vuole avere un valore di testimonianza, per riportare come tema di dibattito in Consiglio provinciale la questione, e verificare lo stato di attuazione degli impegni assunti. Questo ci piacerebbe che potesse avvenire oggi, in modo da poter porre, speriamo definitivamente, la parola fine ad un dibattito che si è svolto positivamente coinvolgendo tutti i livelli interessati, in primo luogo l’assessorato competente. Auspico che si tenga in debita considerazione la connessione fra le strutture museali private o comunali rispetto alle strutture museali provinciali. È necessario ricordarlo, perché se è vero come è vero che i musei provinciali sono fra i più significativi in provincia di Bolzano, è vero anche che ne esistono tanti altri, alcuni estremamente significativi, di altro ordine, non provinciale. Penso al riguardo al museo civico di Bolzano eccellente per la produzione della proposta di stimoli culturali, penso anche a qualche museo minore privato o di proprietà di enti terzi. Creare la connessione in una rete museale di tutte queste strutture sarebbe l’obiettivo massimo e finale di un percorso che spero possa essere stato avviato dalla Giunta provinciale. In questo senso auspico anche delle chiarificazioni utili poi al voto finale. KASSLATTER MUR (Landesrätin für Denkmalpflege sowie deutsche Kultur und Familie - SVP): Kollege Urzì, Ihr Beschlussantrag ist überholt, und ich denke, dass Sie ihn zurückziehen werden. Ich gestehe Ihnen allerdings zu, dass auch Sie immer wieder den Wunsch nach einer Museumcard für alle Landesmuseen geäußert haben. Auf jeden Fall darf ich Ihnen mitteilen, dass die Landesmuseen seit dem Frühsommer eine sogenannte Museumcard verteilen, die begünstigte Eintritte ermöglicht. Deshalb sind wir Ihrem Wunsch also nachgekommen. Sie haben darauf hingewiesen, dass es auch darum geht, die gesamte Museumslandschaft Südtirols in ein gemeinsames Netzwerk einzubinden, aber daran arbeiten wir noch. Es gibt Landesmuseen, die allein vom Land geführt werden, und da gibt es zwei verschiedene Körperschaften, nämlich Schloss Tirol und die Körperschaft für Landesmuseen. Des Weiteren gibt es auch einige Gemeindemuseen, die öffentliche Einrichtungen sind und mit Gemeindepersonal und Zuschüssen des Landes geführt werden. Dann gibt es auch noch unzählige mit viel ehrenamtlichem Engagement und Motivation geführte kleinere Museen. Die Geldgeber sind also völlig unterschiedlich. Wenn wir die Zusammenarbeit also ausdehnen wollen, so wird das eine gewisse Zeit in Anspruch nehmen, da noch viele Gespräche geführt werden müssen. Sie wissen, dass es seit Beginn dieser Legislatur eine Museums-Servicestelle gibt, die sich sprachgruppenübergreifend auch um die ehrenamtlich geführten und nicht - 38 - landeseigenen Einrichtungen musealer Art kümmert. Auf diesem Weg wollen wir unsere Museumslandschaft vernetzen. Ich bin also froh, Ihnen mitteilen zu können, dass Ihr Wunsch jetzt zum Teil in Erfüllung gegangen ist. URZÌ (AN): Per noi é sempre motivo di soddisfazione quando da una sollecitazione presentata anche in termini formali quale può essere una mozione piuttosto che un’interrogazione, nasce poi un interessamento da parte dell’amministrazione a cui ci si rivolge. È sempre motivo di soddisfazione sapere che un processo viene avviato. Sta poi a tutti i soggetti coinvolti il poter verificare nella pratica attuazione la capacità di esaudire la richiesta originale. In questo caso la strada è stata imboccata nel senso da noi auspicato. Quando c’è da rallegrarsi lo facciamo. In questo caso ritengo che la mozione possa essere ritirata, essendo stata accolta nel suo spirito. PRESIDENTE: La mozione è ritirata. Punto 58) dell’ordine del giorno: “Mozione n. 414/06 del 12.10.2006, presentata dai consiglieri Urzì, Minniti e Sigismondi, riguardante le parrucche ‘terapeutiche’”. Punkt 58 der Tagesordnung: “Beschlussantrag Nr. 414/06 vom 12.10.2006, eingebracht von den Abgeordneten Urzì, Minniti und Sigismondi, betreffend die ‘therapeutischen’ Perücken”. Le parrucche "terapeutiche" La si potrebbe definire una terapia destinata a fare bene allo spirito, al senso di autostima, al mantenimento di quella sicurezza di sé necessaria ad affrontare le dure prove della vita quando questa d'improvviso ci getta in faccia una terribile malattia e per affrontarla abbiamo il bisogno di sottoporci a severe terapie farmacologiche come la chemioterapia che aiutano il corpo a difendersi ma gettano l'anima nello sconforto. Una delle prime conseguenze di un certo tipo di terapia è quello della perdita dei capelli che provoca un profondo disagio emotivo e la perdita della sicurezza sulle proprie risorse e capacità di reagire. Pur essendo la perdita della capigliatura già in molti casi prevista essa piomba sulla coscienza del malato con durezza. La prima risposta può essere data dall'acquisto di una parrucca che serva a nascondere agli altri ciò che si vorrebbe nascondere a se stessi. Si tratta di raffinate acconciature che oggi come oggi si fa fatica a qualificare come "posticce". Insomma una vera e propria terapia per lo spirito, che aiuti a superare più facilmente l'ansia della perdita dei capelli. - 39 - Il problema nasce quando ci si rivolge ai negozi specializzati per gli acquisti delle parrucche: i prezzi sono il più delle volte inaccessibili (nonostante il bisogno in questi casi non sia dettato della vanità il commercio non fa sconti) e poco conta che si tratti quasi di strumenti per una più rapida e serena guarigione. Tutto ciò premesso, si impegna la Giunta provinciale affinché sia allestita una riserva di parrucche destinate al prestito ai pazienti in cura, quali autentici ausilii terapeutici, da rigenerare in termini sanitari alla conclusione del prestito prima di nuova concessione in uso. ---------Die "therapeutischen" Perücken Man könnte sie als Therapie definieren, die der Seele gut tun soll, dem Selbstwertgefühl, der Bewahrung jener Selbstsicherheit, die es braucht, um die schweren Prüfungen des Lebens zu bestehen, wenn dieses uns ganz plötzlich mit einer schrecklichen Krankheit konfrontiert; wenn wir uns - im Kampf gegen dieselbe - aggressiven pharmakologischen Therapien wie einer Chemotherapie unterziehen müssen, die dem Körper zwar helfen sich zu verteidigen, jedoch die Seele in Verzweiflung stürzen. Eine der ersten Folgen einer gewissen Art von Therapie ist der Haarausfall, der ein starkes emotionales Unbehagen sowie den Verlust der Sicherheit bezüglich der eigenen Kräfte und Reaktionsfähigkeiten mit sich bringt. Obwohl mit dem Verlust der Haare meistens gerechnet werden muss, so trifft er den Kranken dennoch mit aller Härte. Ein erster Schritt könnte im Kauf einer Perücke bestehen, die dazu dienen soll, vor den anderen das zu verbergen, was man vor sich selbst verstecken möchte. Es handelt sich um raffinierte Frisuren, die man heute kaum mehr als Toupets erkennen kann. Also eine richtiggehende Therapie für die Seele, die dem Patienten dabei hilft, die mit dem Haarausfall verbundenen Ängste leichter zu überwinden. Das Problem beginnt, sobald man sich an ein Perückenfachgeschäft wendet: die Preise sind meist unbezahlbar (auch wenn in solchen Fällen nicht die Eitelkeit die Antriebsfeder ist, gewährt der Handel keinen Preisnachlass) und es tut wenig zur Sache, dass es sich in diesem Fall um ein Hilfsmittel für eine raschere und unbeschwertere Genesung handelt. All dies vorausgeschickt, wird die Landesregierung verpflichtet, einen Vorrat an Perücken anlegen zu lassen, die an Patienten als therapeutische Hilfsmittel verliehen werden und die nach Ablauf der Leihzeit fachgerecht zu reinigen sind, bevor sie erneut behandelt werden, bevor eine neue Benützungsgenehmigung ausgestellt wird. URZÌ (AN): Non saprei onestamente cos’altro aggiungere a quello che è già stato elencato e chiarito nella parte delle premesse e nella parte impegnativa. - 40 - Ricordo che, anche a seguito di alcune interrogazioni, ci fu uno scambio di valutazioni fra il nostro gruppo consiliare e l’assessorato competente. Si discusse anche in Consiglio di questo argomento in altra occasione, e una delle argomentazioni sicuramente più pesanti era quella relativa ad un problema di costi effettivi di una azione da parte della struttura provinciale dell’azienda sanitaria in questo campo, perché le parrucche, come abbiamo chiaramente detto nelle premesse - non abbiamo quantificato ma chi ha avuto magari delle prove di questo tipo può confermarlo costano molto, soprattutto se poi la finalità deve essere quella di venire in soccorso dello spirito della persona e quindi si richiede una adeguata parrucca utile a trasmettere un senso di naturalezza. Se la questione è di costi, riteniamo debba essere affrontata organicamente, perché è anche vero che una “scorta” adeguata a soddisfare le diverse esigenze comunque va considerata rigenerabile, perché questo è possibile, ad un costo che può essere nel tempo ritenuto sopportabile. Di ausili terapeutici ne esistono diversi e questi ausili vengono ampiamente utilizzati da chi ne ha bisogno, dai materassi antidecubito piuttosto che ad un certo tipo di sedie a rotelle o a sostegni per la mobilità, ecc. tanta offerta che ovviamente è soggetta anche in questo caso ad una naturale usura. Si è provveduto nei diversi campi, esiste ancora una lacuna che deve essere completamente colmata in questo campo. Ricordiamo perché è giusto, e vorrei anticipare alcune considerazioni che vorrà svolgere il collega Theiner, che attualmente effettivamente è possibile, potrà confermacelo o smentircelo, ma credo che ce lo confermerà, adire a contributi per l’acquisto della parrucca, ma non si è in grado di poter venire incontro all’esigenza della maggior parte dei cittadini, anche perché peraltro si tratta, fortunatamente, di ausili terapeutici destinati a durare solamente un breve lasso di tempo fortunatamente, nel senso che si utilizzano nel momento del bisogno ma poi possono essere riconsegnati. Quindi sopportare una spesa significativa in un momento di disgrazia viene avvertito come la beffa che si aggiunge al danno. Per questo chiediamo una sorta di “banca delle parrucche”, di magazzino per la concessione in uso di questo tipo di ausilio terapeutico, con la verifica ai destinatari, perché siano destinatari con titolo a questo tipo di utilizzo, ma anche con la consapevolezza di poter offrire un servizio straordinario, più di quanto si possa anche pensare al malato grave che si trova ad affrontare un momento della propria vita con i migliori auguri affinché questo momento grave possa essere comunque superato. LEITNER (Die Freiheitlichen): Wir haben schon einmal einen ähnlichen Beschlussantrag behandelt, und wenn ich richtig liege, so hat sich der beschließende Teil des Beschlussantrages geändert, und zwar in dem Sinn, dass nicht mehr Beiträge - 41 - vergeben werden sollen, sondern dass die öffentliche Hand eine bestimmte Anzahl an Perücken ankaufen soll. Das ist meiner Meinung nach nicht gescheit. Das Anliegen ist mehr als verständlich, aber ich wage zu bezweifeln, ob man damit der allgemeinen Problematik dienlich sein kann. Es ist eine Tatsache, dass Tumore nach Herzerkrankungen die häufigste Todesursache sind. Es kommt also auch darauf an, wie wir als Gesellschaft mit diesem Phänomen umgehen. Heute ist es leider so, dass viele Familien einen solchen Krankheitsfall haben. In den Prämissen steht, dass man damit verbergen will, was man vor sich selbst verstecken möchte. Das kann man nicht gut verstecken! Wenn man von Therapie spricht, so geht es darum, die betroffenen Menschen in die Diskussion miteinzubauen, denn damit ist mehr getan. Kollege Urzì, ich frage mich, wie Sie Ihren Vorschlag, dass das Land Perücken ankaufen soll, in der Praxis umsetzen wollen. Ich glaube nicht, dass jemand eine Perücke tragen möchte, die schon jemand anderes getragen hat. Ich kann Ihnen nur Folgendes sagen: Wir haben für unsere Tochter eine Perücke gekauft, weil sie sich am Anfang eine solche gewünscht hat, aber sie hat sie nicht einziges Mal aufgesetzt. Sie hat lieber eine Mütze getragen. Wie gesagt, die Aufklärung und Integration der Betroffenen in Gespräch wird wahrscheinlich zielführender sein. Mit einer Perücke kann man nicht eine Krankheit vertuschen, die das Umfeld sowieso kennt. Die Leute tun sich leichter, wenn sie dazu stehen können und man sie in diese Richtung therapiert. PRESIDENTE: Visto che devono replicare sia l’assessore che il presentatore, propongo di interrompere la seduta per la pausa pranzo e proseguire alle ore 15. La seduta è sospesa. ORE 12.55 UHR ----------ORE 15.05 UHR (Appello nominale – Namesaufruf) PRESIDENTE: Riprendiamo la seduta. Ich möchte die Gruppe aus Paderborn herzlich begrüßen, die unsere Arbeit von der Tribüne aus mitverfolgt. Danke für Ihre Aufmerksamkeit. Proseguiamo con la trattazione della mozione n. 414/06, presentata dai consiglieri del gruppo di Alleanza Nazionale, iniziata stamattina. La parola all’assessore Theiner per la replica. - 42 - THEINER (Landesrat für Gesundheit und Sozialwesen – SVP): Sehr geehrter Herr Präsident, geschätzte Kolleginnen und Kollegen! Wie Sie wissen, wird auf staatlicher Ebene genau festgelegt, was der öffentliche Gesundheitsdienst anbieten muss. Zur Zeit sind diese Standards in Überarbeitung. Es gibt schon seit einigen Monaten Gespräche zwischen den einzelnen Regionen und dem Gesundheitsministerium, aber die Liste ist noch nicht vollständig. Wir haben auch vereinbart, dass wir in der Zwischenzeit, unabhängig von diesem Punkt, keine neuen Leistungen in diese Liste aufnehmen werden. Ich möchte darauf hinweisen, dass keine einzige Region auch nur annähernd das anbietet, was Südtirol anbietet. Wir haben mehr zusätzliche Leistungen zu den “livelli essenziali di assistenza” als alle anderen Regionen zusammen. URZÌ (AN): Mi pare che si faccia un passo indietro rispetto anche alle originarie assicurazioni di un impegno nella direzione auspicata dalla mozione. Il sostenere che il LEA non preveda attualmente questo tipo di prestazione, ignorando il fatto che la Provincia autonoma di Bolzano può in questa materia autonomamente intervenire con propri interventi laddove ritenuti necessari - lo ha riconosciuto lo stesso assessore sostenendo che si fa anche di più di quello che in altre parti del Paese accade, quindi evidentemente si potrebbe fare di più anche in questo caso – e di non intervenire in questo caso è una scelta di ordine politico. In tutta onestà faccio difficoltà a seguire il ragionamento. Avrei avuto piacere di una giustificazione di merito rispetto a questa indisponibilità della Giunta provinciale ad intervenire, lo ricordiamo perché siamo alla ripresa dei lavori dopo la pausa di pranzo, sull’allestimento di una riserva di parrucche destinate al prestito ai pazienti in cura, sottoposti a terapie pesanti non solo per il fisico ma anche per lo spirito legate a forme tumorali, quindi a chemioterapia che determina la perdita dei capelli, a non prevedere la destinazione di queste parrucche ai pazienti in cura quali autentici ausili terapeutici, un po’ come oggi avviene già per altri ausili terapeutici, pensiamo ai materassi antidecubito, alle sedie a rotelle o agli ausili utili per la deambulazione dei pazienti ecc. Si era specificata la necessità, e lo dico in relazione alle dichiarazioni del collega Leitner che ringrazio per le sue preziose testimonianze, si prevedeva la rigenerazione poi di questi ausili terapeutici in termini sanitari, in modo che, concluso un prestito, potessero essere destinate ad uno successivo. Ciò è possibile sul piano pratico. Riteniamo che l’attesa della rielaborazione degli standard non garantisca una risposta soddisfacente a coloro, e sono tantissimi, che sono in una condizione di difficoltà oggi e che non possono attendere oltre. Ricordiamo come l’acquisto di parrucche terapeutiche è estremamente oneroso, quindi pesante e insopportabile, per - 43 - la maggior parte dei pazienti in cura, che quindi si trovano a dover subire non solo la sofferenza legata al proprio male e alla terapia ma anche la mortificazione di non vedere in questo caso l’ente pubblico soccorrerli in un’esigenza temporanea a cui pure si potrebbe far fronte con la creazione di questa banca delle parrucche che noi abbiamo definito terapeutiche, perché terapeutiche lo sarebbero in senso autentico del termine, non per quanto attiene il benessere fisico ma per quanto attiene il benessere psicologico dei pazienti, che ritengo sia un profilo da non sottovalutare in alcun modo. Auspico che nella rielaborazione degli standard si possa comunque tenere conto di questo e auspico che attraverso l’approvazione di questo documento si possa comunque fare una scelta impegnativa e vincolante dell’amministrazione provinciale nel senso indicato. PRESIDENTE: Metto in votazione la mozione n. 414/06: respinta con 6 voti favorevoli, 2 astensioni e i restanti voti contrari. Punto 59) dell’ordine del giorno: “Mozione n. 415/06 del 17.10.2006, presentata dai consiglieri Leitner e Mair, riguardante la votazione elettronica”. Punkt 59 der Tagesordnung: “Beschlussantrag Nr. 415/06 vom 17.10.2996, eingebracht von den Abgeordneten Leitner und Mair, betreffend die elektronische Abstimmung”. Premesso che durante le sedute del Consiglio provinciale la presenza dei consiglieri/delle consigliere in aula dovrebbe essere cosa ovvia; posto che il calendario delle sedute del Consiglio provinciale viene definito per tutto l'anno e che pertanto tutti i consiglieri/tutte le consigliere ne sono a conoscenza; constatato inoltre che durante le sedute consiliari accade spesso che molti consiglieri/molte consigliere si trovino fuori dell'aula; constatato altresì che prima delle votazioni il presidente ovvero la vicepresidente sono costretti a far rientrare in aula i consiglieri/le consigliere chiamandoli mediante il campanello elettrico; premesso che in occasione delle votazioni per alzata di mano spesso si verificano degli equivoci poiché i consiglieri/le consigliere non si trovano al loro banco; in considerazione del fatto che l'aula consiliare dispone di un sistema di votazione elettronico; per garantire il rispetto e la buona immagine del Consiglio provinciale IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO incarica il proprio ufficio di presidenza a presentare quanto prima una regolamentazione che preveda 1. ll'abolizione ovvero la disattivazione del campanello elettrico, - 44 - 2. l'attivazione del sistema di votazione elettronico. ---------Vorausgesetzt, dass die Anwesenheit der Abgeordneten zum Südtiroler Landtag anlässlich der Landtagssitzungen eine Selbstverständlichkeit sein sollte; festgestellt, dass der Sitzungskalender des Südtiroler Landtages für ein ganzes Jahr festgelegt wird und somit allen Abgeordneten bekannt ist; weiters festgestellt, dass sich anlässlich der Landtagssitzungen häufig viele Abgeordnete außerhalb des Sitzungssaales aufhalten; festgestellt auch, dass der Präsident bzw. die Vizepräsidentin vor Abstimmungen mittels Betätigen der elektrischen Glocke die Abgeordneten in den Sitzungssaal rufen muss; vorausgeschickt, dass es bei Abstimmungen immer wieder zu Missverständnissen bei der freien Stimmabgabe kommt, da sich Abgeordnete nicht auf ihrem Platz befinden; in Anbetracht der Tatsache, dass im Südtiroler Landtag ein elektronisches Abstimmungssystem eingebaut ist; im Sinne der Achtung und eines guten Erscheinungsbildes des Südtiroler Landtages beauftragt DER SÜDTIROLER LANDTAG das Landtagspräsidium, ehestens eine Regelung zur Abstimmung vorzulegen, die folgende Maßnahmen umfasst: 1. Die Abschaffung bzw. Außerbetriebnahme der elektrischen Glocke; 2. die Inbetriebnahme des elektronischen Abstimmungssystems. La parola al consigliere Leitner per l’illustrazione. LEITNER (Die Freiheitlichen): Diese Materie ist nicht neu, und ich habe mir erlaubt, den Vorschlag erneut einzubringen. In einer Zeit, in der der Gemeinderat von Meran beispielsweise imstande ist, die elektronische Abstimmung vorzunehmen, sollten auch wir das tun. Die Anlage ist ja schon installiert, und wir haben eine Menge an Knöpfen, die wir nicht gebrauchen, weil die Anlage nicht in Funktion ist. Der Landtag wird sich sicher etwas dabei gedacht haben, als er diese Investition getätigt hat. Aus der Erfahrung der letzten 14 Jahre weiß ich, dass im Landtag teilweise große Unruhe herrscht, wie auch derzeit, denn es finden mehr Zwiegespräche statt als dass es Leute gibt, die zuhören. Mit der elektronischen Abstimmung wäre zumindest auch für mehr Ordnung gesorgt. Wir erleben es immer wieder, dass sich die Kolleginnen und Kollegen Abgeordneten vor der Tür draußen aufhalten und irgendwelche Sprechstunden abhalten, dann zu einer Abstimmung herbeieilen müssen, nicht wissend, über was eigentlich abgestimmt wird, und nur darauf schauend, ob der Daumen des Fraktionssprechers Baumgartner nach oben - 45 - oder nach unten zeigt. Wir sollten uns selber ernster nehmen und etwas einführen, was in allen Parlamenten dieser Welt gang und gäbe ist. Auch die elektrische Klingel sollte abgeschafft werden, denn es kann ja nicht sein, dass die Leute immer in den Saal gerufen werden müssen, wenn es zu Abstimmungen kommt. Wie gesagt, diese ganzen Knöpfe sind ja nicht dazu da, damit die Kinder, die den Landtag besuchen, damit spielen können. SIGISMONDI (AN): Sono d’accordo con questa mozione. È vero che non è un tema nuovo. Forse anche il consigliere Pasquali ricorderà che da 4-5 anni il sistema elettronico di votazione è in vigore non solo a Merano ma anche al Comune di Bolzano. Ho trovato una grossa differenza fra la votazione con il sistema elettronico del Consiglio comunale e la votazione in Consiglio provinciale. Quando il collega Leitner dice: “Premesso che in occasione delle votazioni per alzata di mano spesso si verificano equivoci”, è vero. Io non metto malafede, ma quando si vota più volte ho constatato che i 22 consiglieri a favore in realtà non erano 22. Oppure nel momento in cui è aperta la votazione chi entra può comunque votare. Ho visto diverse volte una certa “leggerezza “ nel sistema di votazione, per cui si parte con la votazione, il campanello continua a suonare, chi è fuori rientra velocemente e partecipa alla votazione. Con il sistema elettronico questo problema non ci sarebbe più. È chiaro che deve essere riconsiderato anche tutto il sistema, così era successo in Consiglio comunale. Con la votazione elettronica è valido il voto nel momento in cui riesco a rimanere nel periodo di votazione, quindi non vale più il momento in cui é aperta la votazione, da quel momento chi non è in aula non vota. È una mozione d’ordine che serve a dare una soluzione di continuità, un sistema più ordinato all’interno di un consesso molto importante come il Consiglio provinciale. SEPPI (Unitalia - Movimento Iniziativa Sociale): Chi ebbe l’onore di precederLa su quello scranno del Consiglio provinciale nella scorsa legislatura cercò di fare ordine in una situazione durante le votazioni che andava sicuramente regolamentata. Devo constatare che questa regolamentazione veniva in qualche modo applicata, per lo meno non si lasciava più entrare nessuno nel momento in cui si cominciava ad alzare le mani, c’erano due uscieri che impedivano l’entrata. La Sua collega di partito Zendron fece questo tipo di regolamentazione che venne rispettata per qualche semestre, dopodiché le cose continuarono a scorrere nella più grande anarchia come oggi siamo abituati a vedere e a subire. Capisco che i colleghi della maggioranza non hanno da esprimere nessun parere in merito alle questioni che stanno sul tappeto in Consiglio provinciale. Sarà - 46 - anche cura, e spero che qualcuno condivida la mia idea, nel dare alla stampa, prima delle elezioni della prossima legislatura, documentazione su quanti interventi sono stati fatti in aula da tutti i consiglieri provinciali per ogni discussione che c’è stata, e lì si vedrà che magari qualcuno non ha mai aperto bocca per una legislatura intera. È chiaro quindi che dando uno sguardo del capogruppo della SVP, che è come l’imperatore romano che quando c’erano i gladiatori alzava il dito verso l’alto o verso il basso e stabiliva se doveva morire o vivere colui che in quel momento stava sotto la daga del gladiatore più forte, nello stesso identico modo, senza nemmeno sapere di cosa si sta parlando, i colleghi del gruppo più grande della maggioranza esprimono il loro voto, magari entrando dalla porta quando la votazione è già in atto. Ritengo che sia un uso del tutto fuori luogo. Quindi il fatto che questa aula sia dotata di un sistema di votazione elettronica, e visto che è stato realizzato con i soldi del contribuente, sarebbe il caso, visto questa giusta campagna di riduzione delle spese, fare anche una campagna di uso di ciò che è stato realizzato, quando ha uno scopo ben preciso ed ha una sua ragione d’essere. È giusto quindi ciò che chiedono i colleghi dei Freiheitlichen. Abolire la disattivazione del campanello elettrico può essere una cosa difficile, ma attivare il sistema di votazione elettronica è una cosa obbligatoria e doverosa. Con la regolamentazione fatta dalla ex presidente Zendron le cose andarono bene qualche mese, non so se la prosegue Lei, presidente, forse va bene qualche settimana, già la tensione è alta all’interno della maggioranza, quindi obiettivamente forse Le conviene votare contro, ma ritengo che sia obbligatorio prenderne atto perché lo stato di totale disordine nel quale grava quest’aula, e Lei ne è garante al momento di ogni votazione, è molto deleterio anche per l’immagine esterna che stiamo dando. PRESIDENTE: Se non ci sono altre richieste di intervento, tocca a me la replica in qualità di presidente del Consiglio. Sono d’accordo con la mozione per vari argomenti che i colleghi hanno presentato. Il sistema elettronico ce l’abbiamo, dovremo comprare il software, ma se questo mandato ci viene dato, si compra in poco tempo. La votazione elettronica la fanno già nei consigli comunali di Bolzano, di Merano, in Parlamento e vedo che funziona bene, e io sono soprattutto d’accordo per l’esperienza che ho fatto in questo anno. Sono un “pivellino” di questo ufficio, è la prima volta che faccio il Presidente, ma dico che effettivamente il sistema per alzata di mano è un sistema che dipende dalla collocazione fisica di un consigliere. Non potendo costringere il consigliere o la consigliera di avere una collocazione fisica precisa, basta essere presenti in aula, e sappiamo quali sono le situazioni che si vengono a creare. Anche noi come Presidenza ci troviamo spesso di fronte a dei momenti di incertezza. Chiedo scusa ai - 47 - colleghi per questi momenti. Abbiamo dovuto qualche volta ripetere le votazioni e chiedo anche di aiutarci e semmai chiedere la ripetizione della votazione se ci sono delle cose che non tornano, perché effettivamente con il sistema per alzata di mano è molto facile sbagliarsi, anche perché vota anche la Giunta provinciale. Sono quindi d’accordo, però c’è un problema che sta nel dettaglio, nel senso che se la mozione viene approvata, collega Leitner, cambia poco, perché in realtà il regolamento interno all’art. 75 dice che è possibile usare l’impianto elettronico, ma solo come alternativa al voto segreto. Questo viene ribadito anche nell’art. 80, comma 1, quindi sostanzialmente cambierebbe poco, perché la votazione per scheda è quella che ci pone meno problemi. Anche nella parte introduttiva Lei ribadisce che la votazione più problematica è quella per alzata di mano, che è difficile da gestire. La parte impegnativa mi pare che non esaurisca gli intendimenti della premessa, perché ci vorrebbe che la Presidenza avesse un mandato per proporre all’aula il cambiamento del regolamento interno in maniera da sostituire tutte le votazioni con il sistema di votazione elettronico. Solo allora ci sarebbe una coerenza tra la parte impegnativa e la premessa. Io sono favorevole alla mozione, anche se in questo momento sostituirebbe solo la votazione segreta. La parola al consigliere Leitner per la replica. LEITNER (Die Freiheitlichen): Danke, Herr Präsident! Das, was Sie gesagt haben, ist vollkommen richtig. Ich habe in der Geschäftsordnungskommission entsprechende Abänderungsanträge eingebracht. Das hier ist auch mehr eine Absichtserklärung, in die Richtung zu gehen, dass man dem bei der Überarbeitung der Geschäftsordnungskommission Rechnung trägt. Derzeit würde sich natürlich nicht viel ändern, aber es wäre immerhin ein politisches Signal nach außen. Deshalb möchte ich, dass über den Beschlussantrag abgestimmt wird. KURY (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Zum Fortgang der Arbeiten. Ich ersuche Sie, die Sitzung kurz zu unterbrechen, um uns mit dem Kollegen Leitner in Bezug auf einen Abänderungsantrag, den wir einbringen möchten, absprechen zu können. PRESIDENTE: Accolgo la richiesta e sospendo brevemente la seduta. ORE 15.30 UHR ----------ORE 15.42 UHR - 48 - PRESIDENTE: Riprendiamo la seduta. I consiglieri Leitner e Kury hanno presentato un emendamento alla mozione n. 415, che però deve essere tradotto. Sospendo quindi al momento la trattazione della stessa. Punto 20) dell’ordine del giorno: “Mozione n. 413/06, del 12.10.2006, presentata dai consiglieri Urzì, Minniti e Sigismondi, concernente il monitoraggio sulla qualità della lingua italiana in Alto Adige” (continuazione). Punkt 20 der Tagesordnung: “Beschlussantrag Nr. 413/06, vom 12.10.2006, eingebracht von den Abgeordneten Urzì, Minniti und Sigismondi, betreffend die Überwachung der Qualität der italienischen Sprache in Südtirol“. (Fortsetzung). Ricordo che l’esame della mozione è stato sospeso nella seduta del 26 giugno scorso dopo la presa di posizione dell’assessore Cigolla su richiesta del primo firmatario Urzì che annunciava la presentazione di un emendamento. Do lettura dello stesso: “Il testo della parte impegnativa dalle parole "a studiare" a "Consiglio superiore della lingua italiana" è così sostituita: "a studiare sin d'ora forme di collaborazione con la Libera Università di Bolzano (Facoltà delle Scienze della comunicazione), l'Istituto pedagogico in lingua italiana e istituzioni scientifiche o accademiche o filologiche”. Im verpflichtenden Teil wird der Wortlaut von "sich bereits jetzt" bis „Gedanken zu machen“ durch folgenden Wortlaut ersetzt: "sich bereits jetzt über Möglichkeiten einer organischen Zusammenarbeit mit der Freien Universität Bozen (Fakultät Kommunikationswissenschaften), dem Pädagogischen Institut in italienischer Sprache und akademischen oder philologischen wissenschaftlichen Institutionen Gedanken zu machen". La parola al consigliere Urzì per l’illustrazione dell’emendamento. URZÌ (AN): Abbiamo inteso accogliere alcune osservazioni emerse nel corso del dibattito e proposte dall’assessore Cigolla. I dibattiti servono proprio per questo, per affinare i ragionamenti e definire delle linee guida da condividere. Le osservazioni proposte erano sicuramente pertinenti, perché invitavano i proponenti la mozione a definire con una maggiore precisione rispetto al testo originario gli enti indicati come quegli enti chiamati a garantire l’avvio di un monitoraggio, di una valutazione dei livelli qualitativi della lingua italiana usata nel territorio altoatesino, - 49 - al fine di proporre ausili opportuni al mantenimento dei migliori standard qualitativi della stessa lingua italiana. Riteniamo che l’indicazione chiara della Libera Università di Bolzano e in particolar modo della Facoltà delle Scienze della Comunicazione, dell’Istituto Pedagogico in lingua italiana, delle istituzioni scientifiche e accademiche o filologiche, quindi specificando bene il campo di competenza delle stesse, sia adeguata a dare una risposta a quella che è l’esigenza che abbiamo espresso, cioè quella di verificare attraverso questo monitoraggio sulla qualità della lingua italiana in Alto Adige quelle che sono le naturali evoluzioni della lingua parlata in provincia di Bolzano, considerata la particolare realtà sul piano demografico, culturale e linguistico del nostro territorio. Si presta moltissimo questo tema ad essere oggetto di valutazione scientifica ma anche ad essere oggetto di attenzione da parte del mondo politico, perché è opportuno, così come si è fatto peraltro per la lingua tedesca, pensiamo agli studi che recentemente hanno avuto l’onore delle cronache, verificare lo standard attuale ed eventuali interventi correttivi della forma linguistica atta a garantirne una omogeneità rispetto al suo ceppo naturale. Credo che le considerazioni che abbiamo svolto nella premessa - ad esempio si citavano a titolo esemplificativo alcuni episodi anche simpatici che fanno un po’ sorridere ma propongono delle riflessioni, l’uso ormai evoluto in alcune zone della nostra provincia di alcune parole, “placati” dal tedesco “Plakat” per manifesti, piuttosto che, come avviene in Svizzera, la parola “azione” al posto di “promozione” - inducano delle belle riflessioni che attengano in primo luogo il piano scientifico, uno studio che non c’è ancora e che avrebbe la necessità di essere proposto e promosso. Nell’ambito del dibattito l’assessore Cigolla ha autorevolmente proposto alcune riflessioni, ha avanzato anche delle chiarissime proposte di interventi di modifica della parte impegnativa della mozione, che erano poi quelle raccolte, di indicare con chiarezza i soggetti, Libera Università di Bolzano, Istituto Pedagogico ecc. Così abbiamo inteso recepire queste osservazioni, ritenendo con questo di avere soddisfatto l’esigenza proposta dalla Giunta provinciale. Credo che la mozione possa essere senz’altro accolta e permettere un passo importante nella direzione che si è indicata. SIGISMONDI (AN): Ricordo all’assessore Cigolla che circa tre mesi fa ci fu un convegno in quest’aula che trattava della terminologia giuridica. Se non ricordo male erano presenti anche gli assessori Gnecchi e Frick. Da questo convegno risultò questo problema. Ricordo per queste possibilità di travisare i contenuti dei termini, per esempio “piano di studi richiesto in lingua italiana” tradotto magari metteva in difficoltà gli studenti austriaci ma anche coloro che trattavano la materia giuridica, perché veniva tradotto letteralmente in altro modo. Questo per dire che la lingua - 50 - italiana, così come quella tedesca e ladina, utilizzata in ambiti specifici vuoi nel settore della produzione, vuoi in quello della cultura, vuoi all’interno del Consiglio provinciale stesso, a volte può essere anche fraintesa. Ecco lo scopo della parte impegnativa, con la modifica che è stata fatta, che ci vede d’accordo. URZÌ (AN): Sull’ordine dei lavori, presidente. Rileggendo il testo dell’emendamento rilevo un errore formale ma che diventa poi sostanziale e che ha necessità di essere corretto. Non so se derivi da un’errata trascrizione o da un’errata presentazione del testo, ma si intendeva “Facoltà delle Scienze della formazione”, non “Facoltà della Scienza della comunicazione”. Prego di prenderne atto. PRESIDENTE: Ho qui l’originale e c’è scritto “comunicazione”, ma evidentemente è stato un lapsus. Prendo atto della modifica in “Facoltà delle Scienze della formazione”. La parola all’assessore Cigolla, ne ha facoltà. CIGOLLA (Assessore al patrimonio, alla cultura italiana e all'edilizia abitativa - Il Centro): La Giunta provinciale offre un segno tangibile del fatto che intende sempre collaborare con buona volontà. URZÌ (AN): Ringrazio per l’offerta tangibile di collaborazione offerta dall’assessore che credo e spero debba essere interpretata come una volontà favorevole al testo della mozione, che peraltro raccoglie anche indicazioni venute dalla Giunta provinciale, altrimenti non ci sarebbe stata necessità dell’intervento a leggera modifica dell’impianto originario. Rinnovo quindi l’auspicio già espresso in precedenza. PRESIDENTE: Metto in votazione la mozione n. 413/06 così emendata: approvata con 3 astensioni e i restanti voti favorevoli. Ritorniamo alla trattazione nella mozione n. 415/06 che avevamo sospeso prima in attesa dell’emendamento. Leggo l’emendamento a firma Leitner e Kury che dice: “Nella parte impegnativa è aggiunto il seguente punto 3: "3. 3. che la commissione per il regolamento interno presenti una modifica del regolamento interno per stabilire che in qualsiasi momento è possibile votare elettronicamente”. Folgender Punkt 3 wird im beschließenden Teil hinzugefügt: - 51 - "3. der Geschäftsordnungskommission eine Änderung der Geschäftsordnung vorzulegen, mit der festgelegt wird, dass jederzeit elektronisch abgestimmt werden kann." Ha chiesto la parola il consigliere Seppi sull’ordine dei lavori. SEPPI (Unitalia - Movimento Iniziativa Sociale): Vorrei che i colleghi che hanno presentato questo emendamento lo leggessero. “3. che la commissione per il regolamento interno presenti una modifica del regolamento interno per stabilire che in qualsiasi momento è possibile votare elettronicamente”. Cosa vuol dire “in qualsiasi momento?” Si dovrebbe dire che in qualsiasi tipo di votazione, sia essa a scrutinio segreto, sia essa a voto palese, sia possibile la votazione elettronica, non “in qualsiasi momento”. Chiedo scusa ai presentatori, ma dovrebbero essere più chiari, perché non si vota in qualsiasi momento, si vota alla fine di una discussione di qualcosa, e in diversi modi, per alzata di mano, a scrutinio segreto o per appello nominale. Chiedo al presidente di volersi fare portavoce di questa mia istanza con i presentatori, perché “in qualsiasi momento” non è giusto. PRESIDENTE: Do la parola al consigliere Leitner chiedendogli se vuole tener conto dell’osservazione del consigliere Seppi, che mi pare fondata. LEITNER (Die Freiheitlichen): Wenn es notwendig ist, dann sollte man das einfügen, aber man muss den Abänderungsantrag in Zusammenhang mit dem ganzen Beschlussantrag sehen. Dort ist klar geschrieben, um welche Abstimmungen es geht. Nun zum Abänderungsantrag. Es ist richtig, dass jeder Abgeordnete in der Geschäftsordnungskommission Abänderungsanträge einbringen kann. Wenn allerdings das Präsidium eine Abänderung beantragt, dann hat sie ein anderes Gewicht, und das ist der Sinn dieses Abänderungsantrages. Im dritten Punkt des beschließenden Teiles soll folgender Satz hinzugefügt werden: “Der Geschäftsordnungskommission wird eine Änderung der Geschäftsordnung vorgelegt, mit der festgelegt wird, dass jederzeit elektronisch abgestimmt werden kann.” Natürlich meint man hiermit die Abstimmung, aber wenn man dem Einwand des Kollegen Seppi Rechnung tragen will, so habe ich nichts dagegen. BAUMGARTNER (SVP): Zum Fortgang der Arbeiten. Soweit mir bekannt ist, sieht die Geschäftsordnung des Landtages vor, dass für Beschlussanträge nur einmal eine Abänderung gemacht werden kann. Wenn Sie in Europa unterwegs sind und andere Parlamente und Landtage anschauen, dann werden Sie feststellen, dass alle Abstimmungen in einer geordneten Art und Weise ablaufen. Das geht sogar - 52 - soweit, dass beispielsweise im Europäischen Parlament oder im Deutschen Bundestag gesagt wird, dass die Themen, über die man im Laufe des Tages diskutiert hat, zu einem gewissen Zeitpunkt zur Abstimmung gebracht werden. So wissen die einzelnen Abgeordneten genau, wann abgestimmt wird. Wieso ist das so? Man weiß, dass die parlamentarische Arbeit nicht nur darin besteht, dem zuzuhören, was in einem Parlament oder Landtag gesagt wird. Die Themen bedürfen auch einer entsprechenden Vorbereitung und jeder weiß, um was es geht. So sollte es auch im Südtiroler Landtag sein! Nachdem wir in Südtirol nach jedem Beschlussantrag oder Gesetz oder was auch immer abstimmen, wird nicht elektronisch abgestimmt, sondern man gibt den Abgeordneten die Möglichkeit, immer direkt nach erfolgter Behandlung des jeweiligen Themas abzustimmen. Wenn es also nur darum geht, irgendjemandem das Füßchen zu stellen, so ist das nicht das Niveau, auf das sich der Landtag stellen sollte. Wenn es nur darum geht, die elektronische Abstimmung einzuführen, um eventuell irgendwann einmal die Mehrheit zu Fall zu bringen, dann sind wir hier am falschen Ort! Wir sollten also mit dem bisherigen System weiterfahren. LEITNER (Die Freiheitlichen): In persönlicher Angelegenheit! Ich verwehre mich gegen den hier vorgebrachten Vorwurf, dass wir mit Tricks arbeiten würden. Kollege Baumgartner, hier geht es um mehr Transparenz und bei einer Abstimmung gibt es nun einmal nichts Klareres als Zahlen! Nachdem es bei der derzeitigen Form, die Du so vehement verteidigst, immer wieder vorkommt, dass man nicht genau weiß, wer die Hand aufgehalten hat und wer nicht, weil Leute im letzten Moment herbeigerufen werden müssen, … Wenn man sich den Beschlussantrag durchliest, dann ist er klar, wie er klarer nicht sein könnte! Als man diese Anlage eingebaut hat, hat man sich sicher irgendetwas dabei gedacht, und deshalb verstehe ich nicht, warum man sich dagegen so vehement zur Wehr setzt. Wenn schon, dann kann ich Euch den Vorwurf machen, dass Ihr hier etwas verteidigt, damit man weiterhin hudeln kann! Es geht darum, die Würde des Hauses, aber auch die Rolle der Abgeordneten zu stärken. Wie gesagt, das ist keine Erfindung der Freiheitlichen, sondern das wird auch anderswo so gemacht. Kollege Baumgartner, wenn Sie auf andere Parlamente verweisen, dann müssen Sie schon alles sagen. Wir haben aufgrund unserer Geschäftsordnung eine andere Art zu arbeiten. Deshalb sollte man diese bestmöglich anwenden, das Antragsrecht der Abgeordneten schützen und zu klaren Abstimmungsergebnissen kommen. Wir haben ja erlebt, dass jemand zwei Stimmzettel in die Urne wirft, damit die Abstimmung ungültig ist usw. weiter. Solche Dinge würden bei der elektronischen Abstimmung ausbleiben. - 53 - URZÌ (AN): Noi tutti abbiamo presente alcune votazioni che si sono svolte in quest’aula e che sono state di stimolo per la proposta di cui i colleghi si sono fatti carico, che prevede una chiarificazione rispetto ai numeri dei partecipanti ad una votazione e l’esito finale. Sono numerosi i casi in cui queste votazioni sono state ripetute, perché non era chiara la presenza in quel momento in aula e non era chiaro nemmeno chi esattamente in quel momento si fosse espresso in un modo piuttosto che in un altro. D’altronde la stessa aula anche in momento mi pare stia a dimostrare quella che è una situazione standard rispetto alla quale si propone di intervenire con uno strumento di supporto, la votazione elettronica che non può essere considerato l’unico, ma è già un passo significativo in direzione della chiarezza e della trasparenza. Quando ci sarà lo squillo del campanello quest’aula tornerà ad affollarsi di consiglieri della maggioranza che in questo momento sono la minoranza in aula e, come per miracolo, spesso in una selva di braccia levate che non si comprende bene se stiano votando a favore, astenute o stiano seguendo qualche indicazione di qualche collega, esprimeranno una votazione sull’argomento, talvolta senza nemmeno conoscerne i termini. Nel momento in cui si propone una situazione di chiarezza, non credo ci sia di che scandalizzarsi, e in tutta onestà non comprendo la reazione anche un po’ stizzita del capogruppo della SVP, quasi che fosse un “lesa maestà” il proporre una votazione chiara e inequivocabile qual è quella che può essere effettuata attraverso il voto elettronico, quasi fosse lesa maestà sostenere che bisogna contare bene per essere certi dell’esito di un voto. Comprendo come talvolta in quello che qualcuno ha definito – i colleghi perdoneranno sicuramente l’espressione un po’ forte – un delirio di onnipotenza della maggioranza, si ritengano le votazioni quasi una incombenza scomoda e fastidiosa, un duro fardello imposto dalla democrazia. Invece le votazioni in una sede consiliare sono il più alto e nobile atto di espressione del diritto democratico alla partecipazione degli eletti alla vita democratica legislativa o di iniziativa consiliare. Il momento del voto è il momento in cui si raccoglie la volontà che nell’aula si è venuta a determinare, talvolta per condizioni precostituite determinate dagli schieramenti politici, talvolta per condizioni libere determinate dal libero pensiero dei singoli consiglieri. Allora che c’è di strano? Qual è lo scandalo nel proporre chiarezza al momento del voto? La democrazia impone anche il fastidio talvolta a dedicare cinque secondi in più ad una operazione tecnica quale quella della votazione. Se lo strumento tecnologico o informatico permette la garanzia dell’assoluta certezza del voto non si comprende il motivo di tanta insofferenza e tanto fastidio rispetto a questo esercizio della democrazia. Capisco che in Alto Adige si stia arrivando anche a questo, però forse è bene anche da parte nostra richiamare invece il dovere da parte di chi siede in quest’aula di rispettare i passaggi democratici che si sostanziano anche - 54 - attraverso il voto quali passaggi fondamentali di democrazia. E l’atteggiamento che ho percepito in aula quest’oggi stava a dimostrare un atteggiamento opposto. PASQUALI (Forza Italia): Stiamo discutendo con una certa animosità su un problema che non è fondamentale per i lavori del Consiglio provinciale ma la cui soluzione aiuterà sicuramente un corretto svolgimento delle operazioni di voto di questa assemblea. Non ho compreso l’atteggiamento un po’ irato del capogruppo della SVP Baumgartner di fronte a questa “novità” portata dal voto elettronico. Si è sempre piuttosto sbigottiti di fronte alle novità tecnologiche, ma il progresso tecnico ci impone di prendere atto di questi cambiamenti. Se abbiamo una certezza, in base al voto elettronico, della correttezza del voto stesso, accettiamo questa novità. Il collega Leitner ha corretto anche l’emendamento, non si parla più di “qualsiasi momento” ma di “qualsiasi situazione di voto”, quindi ben venga questa novità che non c’è solo nel Parlamento italiano ma anche presso il Consiglio comunale di Bolzano e di Merano. Voterò a favore della mozione. KLOTZ (SÜD-TIROLER FREIHEIT – Freies Bündnis für Tirol): Hier sind verschiedene Gründe aufgezählt worden, die es verhindern, dass dieses Anliegen umgesetzt werden kann. Was das angebliche Hindernis der Geschäftsordnungskommission anbelangt, möchte ich Folgendes sagen: Ich bin Mitglied der Geschäftsordnungskommission und wäre bereit, auch außertourlich einen einzigen Punkt, nämlich diesen, sofort zu behandeln. Wenn die übrigen Mitglieder der Geschäftsordnungskommission damit einverstanden sind, dann könnte man auch schon sehr bald eine Sitzung einberufen. Wie gesagt, ich spreche hier für meine Person, denn ich sehe da keine großen Schwierigkeiten. Im Übrigen ist es natürlich schon so, dass es gut wäre, wenn die Geschäftsordnung dahingehend abgeändert würde, wenngleich man sagen könnte, dass dieser Punkt aufgrund der technischen Möglichkeiten überholt ist. Auf jeden Fall bin ich davon überzeugt, dass man das, wenn gewillt ist, relativ schnell und unkompliziert machen kann. STIRNER BRANTSCH (SVP): Mich persönlich hat diese ganze Diskussion über die elektronische Abstimmung schon von Anfang an verwundert. Ich komme aus dem Gemeinderat von Meran und habe eigentlich immer nur die elektronische Abstimmung gekannt. Das ist eine transparente, klare und moderne Methode der Abstimmung, die nur selten dazu führt, dass Abstimmungen wiederholt werden müssen. Ich wüsste keinen Grund, der gegen eine Einführung der elektronischen Abstimmung im Südtiroler Landtag sprechen würde. - 55 - PRESIDENTE: Ci sono altre richieste di intervento? Nessuna. La consigliera Kury ha chiesto la votazione per parti separate. Metto in votazione le premesse e il punto 1 della parte impegnativa: respinti con 8 voti favorevoli, 1 astensione e 13 voti contrari. Metto in votazione il punto n. 2: respinto con 9 voti favorevoli e 13 voti contrari. Metto in votazione il punto n. 3: respinto con 7 voti favorevoli, 12 voti contrari e 2 astensioni. La mozione è così respinta. Punto 60) dell’ordine del giorno: “Mozione n. 416/06, del 23.10.2006, presentata dal consigliere Seppi, concernente ‘Gli inquilini incivili, maleducati e vandali assegnatari di alloggi sociali devono essere sfrattati dalle case popolari “senza se e senza ma’”. Punkt 60 der Tagesordnung: “Beschlussantrag Nr. 416/06 vom 23.10.2006, eingebracht vom Abgeordneten Seppi, betreffend ‘Unzivilisierte und ungebildete Mieter und Vandalen, denen eine Sozialwohnung zugewiesen wurde, müssen von den Volkswohnbauten ‘ohne Wenn und Aber’ zwangsdelogiert werden’”. Siamo consci degli enormi sacrifici che i responsabili dell'Ipes stanno facendo da anni per risolvere il problema della convivenza all'interno delle case popolari dove alcune famiglie assegnatarie riescono a minare la pace e la tranquillità all'interno di interi condomini; siamo altrettanto consapevoli che i risultati ottenuti dall'Ipes in questa direzione sono assolutamente inconsistenti! La problematica è infatti sempre più grave e sentita e non può più essere ne sottovalutata ne sottaciuta in quanto aumenta in modo esponenziale giorno dopo giorno nella totale incapacità dell'Ipes nel risolvere e nell'arginare fenomeni di assegnatari di case popolari totalmente disabituati all'educazione, al vivere civile e al rispetto per il prossimo. Quello che in questa situazione risulta inaccettabile è che l'Ipes ritenga doveroso che gli inquilini educati e civili degli stabili popolari, normalmente facenti parte di famiglie di operai e pensionati, avrebbero l'onere di educare i maleducati, rendere civili gli incivili, convertire all'onestà i ladri ed i danneggiatori di parti comuni e magari …. di ridare la vista ai ciechi! Sciocchezze di questa natura e sparate di questa spavalderia che si ricavano da lettere inviate dall'Ipes agli inquilini che protestano giustamente, nascondono, oltre al totale fallimento di ogni azione deterrente nei confronti degli incivili, anche gli obblighi, sanciti dal codice civile, a carico dell'Ipes che in qualità di proprietaria degli appartamenti dati in affitto deve garantire il pieno godimento del bene (alloggio) e, di conseguenza, farsi carico della qualità della vita all'interno delle case popolari isolando e, se serve sfrattando, eventuali famiglie di incivili. Del resto ciò - 56 - è ampliamente previsto anche dai regolamenti condominiali e dalle leggi in vigore. Venendo meno a questo obbligo l'Ipes si potrebbe porre nella condizione di non rispettare le clausole contrattuali e quindi gli inquilini "civili, onesti ed educati" avrebbero la facoltà, quando i fatti contestati fossero dimostrabili, di non pagare, in tutto o in parte, l'affitto a loro spettante perché non tutelati proprio dal proprietario dello stabile nel pieno godimento del loro appartamento. Ora, siccome noi siamo consapevoli che gli alloggi popolari realizzati con i sacrifici di tutti i cittadini sono da considerarsi di pubblica proprietà e pretendiamo assolutamente che gli inquilini paghino l'affitto dell'alloggio che occupano è ovvio che se gli stessi ritenessero di bloccare pagamenti futuri sulla base di violazioni ai loro diritti e quindi risultassero nella possibilità legale di farlo, la responsabilità per eventuali introiti mancanti sarà solo ed esclusivamente da addebitarsi all'Ipes. È ora che i responsabili dell'Istituto inizino a riflettere seriamente sulla questione esposta e a prendere atto che sfrattare famiglie di maleducati, incivili e vandali dalle case popolari è un loro preciso dovere, sancito dalla legge e dai regolamenti in vigore. Si impegna la Giunta provinciale ad applicare in modo rigido e intransigente tutte le norme legislative e regolamentari che regolano la vita all'interno delle case IPES quando esse risultassero violate e assumendo nei confronti di tutti gli assegnatari che non le rispettassero tutti i provvedimenti previsti giungendo senza remore anche allo sfratto nei casi in cui le violazioni lo prevedano. -----------Wir wissen um die beachtlichen Anstrengungen, die die Verantwortlichen des Wohnbauinstituts seit Jahren unternehmen, um dem Problem des Zusammenlebens innerhalb der Volkswohnbauten Herr zu werden, wenn einige Familien, denen eine Wohnung zugewiesen wurde, den Frieden und die Ruhe ganzer Kondominien gefährden; es ist uns gleichermaßen bewusst, dass die vom Wohnbauinstitut diesbezüglich erzielten Ergebnisse absolut unbedeutend sind! Das Problem spitzt sich immer mehr zu, wird immer stärker wahrgenommen und kann auch nicht mehr unterbewertet oder verschwiegen werden; es wird täglich schlimmer, weil die Verantwortlichen des Wohnbauinstituts völlig außer Stande sind, der ausufernden Situation Herr zu werden, die sich durch das Verhalten von ungezogenen, unzivilisierten und rücksichtslosen Mietern ergibt. Unannehmbar ist in dieser Situation, dass das Wohnbauinstitut der Ansicht ist, dass die wohlerzogenen und anständigen Mitbewohner der Volkswohnbauten - es handelt sich meist um Arbeiterfamilien und Rentner - die Pflicht und die Aufgabe hätten, die ungezogenen Bewohner zu erziehen, die Unzivilisierten zu zivilisieren, die Diebe zur Ehrlichkeit zu bekehren, diejenigen, die Gemeinschaftsräume beschädigen, zurechtzuweisen und .... womöglich die Blinden sehend zu machen! Dummheiten dieser Art und Zumutungen dieser Tragweite, wie sie in den Briefen nachzulesen sind, die das Wohnbauinstitut an die berechtigterweise empörten Mieter verschickt, bestätigen das völlige Fehlschlagen jeder abschre- - 57 - ckenden Maßnahme gegenüber den ungezogenen Mietern; außerdem werden damit die vom bürgerlichen Gesetzbuch vorgesehenen Pflichten zu Lasten des Wohnbauinstituts mit Füßen getreten, zumal dieses als Eigentümer der zur Vermietung freigegebenen Wohnungen sicherstellen muss, dass das Gut (die Wohnung) uneingeschränkt genutzt werden kann; folglich hat das Wohnbauinstitut die Pflicht, die Lebensqualität innerhalb der Sozialwohnungen zu gewährleisten, indem unzivilisierte Familien eventuell isoliert und, sofern notwendig, zwangsdelogiert werden. Schließlich ist dies auch in den Kondominiumsordnungen und in den geltenden Gesetzen vorgesehen. Sollte das Wohnbauinstitut dieser Pflicht nicht nachkommen, so wäre es vertragsbrüchig und demzufolge hätten die "anständigen, ehrlichen und wohlerzogenen" Bewohner das Recht, sofern die angeprangerten Tatsachen nachgewiesen werden, ihre Miete nicht oder nur teilweise zu bezahlen, weil der Gebäudeinhaber ihnen eine uneingeschränkte Nutzung ihrer Wohnung nicht gewährleistet. Nachdem uns bewusst ist, dass die mit den Opfern aller Bürger verwirklichten Volkswohnbauten als öffentliches Gut anzusehen sind und wir unbedingt darauf bestehen, dass die Mieter die Miete für die von ihnen bewohnten Wohnungen bezahlen, ist wohl klar, dass wenn selbige beschließen sollten, aufgrund obgenannter Rechtsverletzungen in Zukunft ihre Mieten nicht mehr zu bezahlen und sie laut Gesetz das Recht dazu hätten, die Verantwortung für eventuelle Fehlbeträge ausschließlich beim Wohnbauinstitut läge. Es ist an der Zeit, dass die Verantwortlichen des Wohnbauinstituts ernsthaft das oben beschriebene Problem überdenken und sich bewusst machen, dass die Zwangsräumung von unzivilisierten und ungebildeten Familien und Vandalen aus den Volkswohnbauten zu ihren vom Gesetz und von den geltenden Bestimmungen vorgesehenen Pflichten gehört. Die Landesregierung wird verpflichtet, dafür Sorge zu tragen, dass alle das Leben innerhalb der Mietgebäude des Wohnbauinstituts regelnden Gesetzesbestimmungen und Verordnungen genauestens und lückenlos angewandt werden, wobei gegenüber den Mietern, die selbige verletzen, ohne zu zögern alle vorgesehenen Maßnahmen ergriffen werden sollen, die bis zur Zwangsräumung gehen, sofern es sich um Übertretungen handelt, für die eine solche vorgesehen ist. La parola al consigliere Seppi per l’illustrazione. SEPPI (Unitalia - Movimento Iniziativa Sociale): Penso che la lettura di questo documento sia sufficiente per spiegare in maniera esauriente di cosa si sta parlando e di quali problemi si sono presi in considerazione. Il problema che hanno i responsabili dell’Ipes è davvero difficile e su questo sono d’accordo con l’assessore Cigolla quando dice che cercano tutti di fare il più possibile, ma la situazione è molto delicata e difficile e trovare delle risposte è davvero un compito arduo. Il problema però è che non possiamo continuare in determinati condomini a proseguire con un - 58 - lassismo e un permessivismo che mina il quieto vivere dell’inquino onesto, civile e in grado di saper gestire una vita assieme agli altri condomini, mina la sua qualità della vita, mina il suo diritto di stare in un appartamento pagando giustamente l’affitto che deve pagare, perché questa situazione è disturbata a volte pesantemente da parte di altre famiglie. E non mi riferisco esclusivamente a famiglie di zingari o extracomunitari, ci sono anche tante famiglie “nostre” che hanno questa consuetudine. Ritengo che l’Ipes abbia il dovere e noi, consapevoli di questo, abbiamo da sollecitare politicamente chi gestisce il patrimonio immobiliare pubblico a prendere atto di questa situazione e a non cercare delle vie d’uscita. A volte le capisco ma faccio fatica a comprenderle. Quando parlo del fatto che si pretenderebbe che gli inquilini civili dell’Ipes possano dare educazione agli inquilini incivili, mi riferisco ad una risposta che ricevetti ad una mia presa di posizione in cui denunciai fatti specifici in determinati condomini. Mi scrisse l’assessore che anche gli inquilini civili ed educati dovrebbero essere in grado di dare dei segnali di educazione a chi non ce li ha. Ritengo che abitare in una casa popolare sia un diritto verso il quale una persona, una volta pagato l’affitto, abbia assolto ai suoi compiti. Il suo compito non è sicuramente quello di educare i maleducati e nemmeno quello di cercare civiltà da parte di chi civiltà non vuole dimostrare. Risposte di questa natura non sono assolutamente accettabili e non lo è nemmeno la situazione nella quale si fa di tutto. Anche posti davanti ad evidenti atti di vandalismo da parte di qualche inquilino non si arriva mai a procedere con lo sfratto o raramente per tante ragioni sociali che non stiamo qua a discutere. Assessore, se le ragioni sociali di chi abita nella casa Ipes non le capisce, se le ragioni di civiltà non le capisce chi sta in una casa Ipes, che è di proprietà comune, ritengo che ad un certo punto sia il caso di imporre a questa gente di capirle, altrimenti si mandino via dalla casa popolare, perché non è accettabile che si possa arrivare al punto che inquilini onesti e civili abbiano ragione di chiedere il non pagamento dell’affitto, perché il loro diritto di vivere in tranquillità, in pace e di vivere una vita serena è posto dimostratamente in discussione da parte di altri inquilini. Se si dovesse procedere in un determinato modo, non saremo certo noi a sollecitarlo, perché davanti ad una proprietà pubblica è giusto che si paghi l’affitto, ma se io fossi in una casa Ipes circondato da vandalismo e inciviltà come succede a qualcuno, francamente le dico, assessore, che o Lei mi garantisce una vita tranquilla o io, non riconoscendo questo tipo di tranquillità all’interno di una casa popolare, l’affitto non glielo pago. Se si dovesse arrivare ad una situazione di questo tipo sarebbe difficile, dal punto di vista giuridico, dare torto a queste persone. Se devono esserci delle vittime, queste non possono essere le persone civili, quindi le vittime devono essere le persone incivili. Quando si arriva a delle fratture all’interno del condominio per queste ragioni, l’Ipes deve procedere davvero - 59 - non applicando cose che mi invento io o situazioni che voglio creare con un disegno di legge. Le regole esistono, basta farle rispettare. Io chiedo solo che i regolamenti vadano fatti rispettare e che dove è previsto lo sfratto che questo avvenga. Non si tenti - non lettere, condizioni sociali ecc. - di tentennare davanti a violazioni che comportano davvero lo sfratto. I regolamenti ci sono e vanno applicati! L’Ipes purtroppo, anche pressata da altri enti, associazioni ecc., non è in grado a volte di farlo. Chiediamo che venga fatto, perché le persone civili hanno diritto di vivere in maniera civile, e le persone incivili se non sono in grado di vivere in maniera civile, devono essere allontanate. URZÌ (AN): Il problema che è stato posto con questa mozione è quello della parità di diritti ma anche della parità di doveri da parte di tutti e, nel caso specifico, degli inquilini degli alloggi sociali. È un principio al quale noi ci adeguiamo in tutti gli ambiti della vita civile e vorremmo ci si adeguasse anche per quanto attiene la gestione del patrimonio Ipes e conseguenti diritti e doveri per gli inquini nonché per l’ente proprietario l’Istituto per l’edilizia abitativa agevolata. Quando si sostiene che le norme, le regole, i regolamenti hanno la necessità di essere rispettati, si dice una cosa ovvia, ma evidentemente non è così ovvia e questo fatto è stato richiamato all’attenzione della più ampia opinione pubblica senza che questo intervento sanzionatorio si debba determinare. A scanso di equivoci partiamo da una premessa. Evidentemente per quanto ci riguarda, ma sono certo nella maniera più assoluta, anche per quanto riguarda il proponente la mozione, si riconosce un principio che è quello dell’adeguamento dei canoni sociali alle effettive possibilità dei titolari la concessione dell’appartamento. Non voglio introdurre qui l’argomento relativo all’ammontare dei canoni sociali in provincia di Bolzano in relazione al costo della vita più complessivo della nostra realtà, perché ci porterebbe molto lontano, ma partiamo dal principio di carattere generale. Il canone sociale, quindi calcolato sulla base delle effettive possibilità del nucleo familiare, è calcolato su una scala di possibilità rispetto al quale l’Istituto fa riferimento per poter commisurare esattamente il quanto è riconosciuto e dovuto agli inquilini del titolare la concessione dell’appartamento. Ebbene, questa condizione determina un eguale diritto proporzionato alle possibilità economiche da parte di tutti coloro che poi possono vantare il diritto all’uso di un appartamento sociale. Questo è un principio fondamentale che non può lasciare margini alle interpretazioni né permettere deroghe se non nei casi speciali ampiamente motivati ai quali si dovrebbe far fronte con strumenti correttivi opportuni, nel senso che una famiglia che si viene a trovare in una situazione eccezionale di un certo tipo, grave e che non può nemmeno più sopportare il canone sociale più contenuto che le è stato indicato, - 60 - avrebbe il diritto e la necessità di poter contare su un particolare intervento di supporto in caso di altrettanto particolare difficoltà. Ma il riferimento della mozione è a situazioni diverse, quasi croniche, di atteggiamenti di non rispetto delle regole fondamentali della convivenza, che presuppongono anche l’accettazione dei regolamenti, delle norme che stabiliscono in che forma gli alloggi sociali debbono essere riconosciuti e possono essere poi usufruiti. C’è poi il secondo comparto, che è quello che attiene ai comportamenti, ma ci riferiamo alle considerazioni sopra esposte. I comportamenti laddove violano, superano le regole e i regolamenti che sono previsti per la civile convivenza degli inquilini degli alloggi sociali, hanno la necessità semplicemente di esser rispettati, pena le più estreme conseguenze, così come la mozione propone. Quindi sicuramente nello spirito ma anche nella forma e in modo particolare nella parte impegnativa della mozione il testo va condiviso e sostenuto, perché è bene che i diritti siano uguali per tutti, ma lo ricordiamo che anche e soprattutto i doveri devono essere uguali per tutti. CIGOLLA (Assessore al patrimonio, alla cultura italiana e all'edilizia abitativa - Il Centro): Non è per lodare la deontologia comportamentale dell’Istituto, ma è noto a tutti con quale sollecitudine, almeno nelle intenzioni, i funzionari dell’Istituto intervengono ogni qual volta ci sono delle segnalazioni di scorrettezza e di maleducazione. Gradirei nomi e cognomi di famiglie di persone, come ho già detto in altre occasioni, che io segnalerò naturalmente all’Istituto, perché posso confermare l’assoluta deontologia e ogni buona volontà di intervento da parte dell’Ipes per garantire che ci sia almeno quel minimo di dignità per l’occupazione e il godimento dell’unità abitativa che ad ogni inquilino è stato assegnato con un contratto di locazione. Ripeto, se qualcuno ha nomi e cognomi di persone me li faccia sapere. Interverrò personalmente per chiedere che vengano, se del caso, applicate le regole che già esistono, ammonizioni, e dopo tre la revoca dell’alloggio se non ci fosse, da parte dell’interessato, qualche segnale nella direzione del mettersi in ordine con il comportamento nei confronti dei terzi del condominio in questione. SEPPI (Unitalia - Movimento Iniziativa Sociale): Assessore, questa mozione nasce ad integrazione di una serie di interrogazioni da me presentate all’Ipes di cui Lei sicuramente avrà avuto copia, nelle quali si sono fatti nomi, cognomi e indirizzi. In questa sede non posso darglieli perché non li ho con me, però sono stati fatti i nomi. Da parte nostra le denunce non sono mai vaghe, sono specifiche, hanno nome, cognome, indirizzo. - 61 - Di fatto nella prima parte della mozione quando dico “quello che in questa situazione risulta inaccettabile è che l’Ipes ritenga doveroso che gli inquilini educati e civili degli stabili popolari normalmente facenti parte di famiglie di operai e pensionati avrebbero l’onere di educare i maleducati, rendere civili gli incivili, convertire all’onestà i ladri e i danneggiatori di parti comuni e magari di ridare la vista ai ciechi” ….Assessore, mi scusi, il problema è che io ho un’abitudine, forse perché sono nato a Bolzano e ho una mia convinzione, mi piace guardare in faccia le persone quando parlo, ma ognuno ha le sue abitudini. Questo riferimento è ad una risposta precisa datami dall’Ipes che mi ha detto, di fronte ad atti di inciviltà segnalati con tanto di nome, cognome e indirizzo, che riconoscevano quanto io dicevo, riconoscevano anche che gli inquilini hanno protestato denunciando questi fatti, però che bisognerebbe anche che gli inquilini educati dessero un po’ di educazione ai maleducati. E questo non lo accetto! L’Ipes non può rispondermi in questo modo, non può pretendere che se io pago l’affitto in un alloggio Ipes e mi comporto da persona civile, ho anche l’obbligo di andare ad educare gli incivili, perché gli incivili sono incivili punto e basta. Capisco quanti sforzi stanno facendo i funzionari in questa direzione, però non si possono dare agli inquilini e al sottoscritto risposte di questo tipo. Non è compito degli inquilini, non è compito della popolazione, dare lezioni alla popolazione di civiltà a chi non ce l’ha. Questa è una situazione che non accetto, ma ribadisco che capisco la problematica che ci sta dietro, la capisco talmente bene che con questa mozione - e voglio vedere se si può votare contro – chiedo solo che “vengano applicate le norme legislative regolamentari che regolano la vita all’interno delle case Ipes quando esse risultassero violate, assumendo nei confronti di tutti gli assegnatari che non le rispettassero tutti i provvedimenti previsti, giungendo senza remore anche allo sfratto, previsto dopo tre ammonimenti, nel caso in cui le violazioni lo prevedano”. Non chiediamo nulla di particolare, chiediamo solo che i funzionari dell’Ipes siano posti nelle condizioni da parte dell’Assessorato di muoversi senza problemi nell’applicare ciò che il regolamento prevede, perché tutti hanno diritto all’interno delle case Ipes di avere una vita civile, di avere un determinato stile di vita, di avere una determinata qualità della vita. Quando questa qualità della vita è minata da vandalismi e inciviltà, ebbene, gli incivili devono essere posti nelle condizioni di non nuocere, altrimenti gli inquilini stessi, civili ed educati avrebbero il sacrosanto diritto, dal punto di vista legale, di non pagare l’affitto in tutto o in parte, in quanto non posti nelle condizioni di godere di un diritto che a fronte del pagamento di un canone di locazione hanno tutte le basi legislative per ottenere. Se io pago l’affitto di un alloggio ho diritto di avere l’alloggio e anche una qualità della vita che possa essere commensurata all’alloggi in cui risiedo. Non posso essere aggredito ogni giorno sulle scale da quattro maleducati o abitare al nono piano - 62 - e trovare l’ascensore bloccato ogni giorno perché ci sono i vandali che lo bloccano. La mia qualità della vita è posta in discussione da inquilini incivili? Allora l’affitto non lo pago più, perché il mio diritto di avere una qualità della vita sufficientemente valido a fronte del quale comunque pago un affitto non è garantito. Di conseguenza di fronte alla violazione di questa garanzia mi sento nelle condizioni di non pagare l’affitto. Non si vuole arrivare a questo, ma si vuole arrivare a dei segnali chiari, precisi, si vuole arrivare a far capire a determinate persone che se la civiltà non ce l’hanno, tornino a vivere nelle roulotte, nelle capanne o dove vogliono, ma non vadano a rompere le scatole a persone che lavorano da sempre, che hanno diritto di vivere in un alloggio popolare. Questo è il concetto al quale non siamo disposti a derogare! PRESIDENTE: Metto in votazione la mozione n. 416/06: respinta a maggioranza con 4 voti favorevoli, 2 astensioni e i restanti voti contrari. Punto 56) dell’ordine del giorno: Disegno di legge provinciale n. 100/06: “Legge quadro provinciale sui trasporti”. Punkt 56 der Tagesordnung: Landesgesetzentwurf Nr. 100/06: “Landesverkehrsrahmengesetz”. La parola alla consigliera Kury per la lettura della relazione accompagnatoria. KURY (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Dass die Verkehrsproblematik in unserem Lande eine höchst akute und von der Bevölkerung stark gefühlte ist, bedarf keiner längeren Erläuterung. Neben den konkreten Maßnahmen, die äußerst dringlich sind, um (weitere) ökologische, sicherheitstechnische und gesundheitliche Belastungen, Risiken und Schäden von der Bevölkerung und der Umwelt abzuhalten, braucht es auch perspektivische Leitlinien, Strategien und Konzepte für eine zukunftsfähige Verkehrspolitik, und das nicht nur für uns, sondern für das gesamte Alpengebiet, das durch besonders empfindliche Ökosysteme und Landschaften, durch geografische und topografische Verhältnisse, welche die Schadstoff- und Lärmbelastung verstärken, und durch einzigartige Naturressourcen und einzigartiges Kulturerbe gekennzeichnet ist. Zum besonderen Schutz der Alpen ist die Alpenkonvention ausgearbeitet und abgeschlossen worden, gegenwärtig weltweit der einzige völkerrechtlich Vertrag, der sich ausschließlich dem bereichsübergreifenden Schutz und der nachhaltigen Entwicklung und Erhaltung einer Gebirgsregion als sensibles Ökosystem zum Ziel gesetzt hat. - 63 - Die Rahmenkonvention wurde von Italien 1991 unterzeichnet, 1999 ratifiziert und ist am 27. März 2000 in Kraft getreten. Zur Durchführung der Alpenkonvention sind bislang acht Protokolle erarbeitet worden, darunter auch ein Verkehrsprotokoll. Obwohl es sich auf den ersten Blick bei den Protokollen der Alpenkonvention um Einzelheiten anordnende Durchführungsbestimmungen handelt, stehen sie auf der gleichen rechtlichen Ebene wie die Rahmenkonvention und sind als selbständige völkerrechtliche Verträge mit dem gleichen innerstaatlichen Verfahren zu genehmigen, d.h. die Protokolle sind per Gesetz zu ratifizieren. Die Gesetzestexte wurden von der italienischen Abgeordnetenkammer in ungekürztem Wortlaut verabschiedet. Der italienische Senat hingegen verabschiedete Ende 2003 die Gesetzestexte unter Herausnahme des Verkehrsprotokolls, d.h. das wichtige Verkehrsprotokoll ist von Italien nicht ratifiziert worden, während es in den Nachbarländern Italiens (Frankreich, Österreich und Slovenien), aber auch in Deutschland und Liechtenstein schon seit langem in Kraft ist. Dass das Verkehrsprotokoll von Italien nicht ratifiziert worden ist, ist für Südtirol ein ziemlicher Rückschlag und ist bei uns auch von den Mehrheitspolitikern bedauert worden, zumal das Verkehrsprotokoll gewissermaßen das Herzstück der gesamten Alpenkonvention darstellt, da sich der Verkehr auch auf die anderen Bereiche auswirkt: Die Reduzierung des Verkehrsaufkommens und eine umweltschonende Weise der Verkehrsabwicklung sind ein entscheidender Beitrag zur nachhaltigen Entwicklung sowie zu einer Verbesserung der Lebensqualität. In der Überzeugung, dass die ansässige Bevölkerung in der Lage sein muss, ihre Vorstellungen von der gesellschaftlichen, kulturellen und wirtschaftlichen Entwicklung selbst zu definieren und an deren Umsetzung mitzuwirken, setzt das Verkehrsprotokoll der Alpenkonvention stark auf die Beteiligung der Gebietskörperschaften, um die Vorbereitung und Umsetzung dieser Politiken und Maßnahmen zu fördern und zu gewährleisten. Dies alles vorausgeschickt, erscheint es angebracht und zielführend, dass das Land Südtirol die Grundsätze, Strategien, Konzepte und Maßnahmen des Verkehrsprotokolls der Alpenkonvention in einem eigenen Landesgesetz rezipiert und damit in seine Rechtsordnung übernimmt, soweit sie die Landeskompetenz betreffen. Mit dem vorliegenden Gesetzentwurf soll dies erreicht werden. -----------Il problema del traffico nella nostra provincia è così grave, e come tale percepito dalla popolazione, che sarebbe superfluo dilungarsi in una sua descrizione particolareggiata. Oltre a provvedimenti concreti, peraltro assolutamente urgenti per proteggere persone e ambiente da (ulteriori) carichi, rischi e danni a livello ambientale e in termini di sicurezza e salute, sono necessari anche orientamenti, strategie e programmi a sostegno di una politica dei trasporti lungimirante, non solo per noi, ma per l’intero territorio alpino, caratterizzato da paesaggi ed ecosistemi altamente sensibili, da una conformazione geografica e topografica che potenzia - 64 - l’inquinamento atmosferico e acustico e da un patrimonio naturale e culturale unico nel suo genere. Per tutelare le Alpi è stata stipulata la Convenzione delle Alpi, attualmente l’unico atto di diritto internazionale che si ponga come esclusivo obiettivo la tutela organica nonché lo sviluppo sostenibile e la conservazione di un’area montana in quanto ecosistema sensibile. La convenzione quadro è stata firmata dall’Italia nel 1991, ratificata nel 1999 ed è entrata in vigore il 27 marzo 2000. Ai fini dell’attuazione della Convenzione delle Alpi sono stati elaborati finora otto protocolli, tra i quali uno per il settore dei trasporti. Se a prima vista tali protocolli possono sembrare una serie di norme di attuazione per la regolamentazione dei dettagli, in realtà da un punto di vista giuridico sono equiparati alla Convenzione stessa e dunque sono accordi di diritto internazionale a se stanti, che in quanto tali richiedono la stessa procedura di approvazione a livello statale, in altre parole vanno ratificati con una legge. I testi legislativi sono stati approvati dalla Camera dei deputati nella versione integrale, mentre il Senato alla fine del 2003 ha approvato i suddetti testi senza il protocollo sui trasporti, il che significa che l’Italia non ha ratificato questo importante protocollo, che invece è già entrato in vigore da molto nei Paesi viciniori dell'Italia (Francia, Austria e Slovenia), ma anche in Germania e nel Liechtenstein. Il fatto che il protocollo sui trasporti non sia stato ratificato dall’Italia costituisce per l’Alto Adige una sorta di passo indietro, come ha riconosciuto la stessa maggioranza politica a livello provinciale, in quanto il protocollo sui trasporti rappresenta in un certo qual modo il nucleo centrale dell’intera Convenzione delle Alpi, visto che il traffico ha ripercussioni anche sugli altri settori: la riduzione del volume di traffico e una gestione più ecologica dei trasporti sono determinanti ai fini di uno sviluppo sostenibile e del miglioramento della qualità della vita. Nella convinzione che la popolazione residente abbia il diritto di definire il modello di sviluppo sociale, culturale ed economico che ritiene più appropriato e di partecipare alla sua attuazione, il protocollo sui trasporti punta sul coinvolgimento degli enti territoriali per promuovere e garantire l’elaborazione e l’applicazione di queste politiche e misure. Tutto ciò premesso, si ritiene opportuno che la Provincia autonoma di Bolzano, limitatamente alle proprie competenze, recepisca con legge provinciale e includa nel proprio ordinamento giuridico i principi, le strategie, i programmi e i provvedimenti del protocollo sui trasporti della Convenzione delle Alpi. Questo è dunque l’obiettivo che si prefigge il presente disegno di legge. PRESIDENTE: Leggo la relazione della quarta commissione legislativa, perché la collega Ladurner è al momento assente. I lavori in commissione Nella seduta del 12 ottobre 2006 la IV commissione legislativa ha esaminato il disegno di legge provinciale n. 100/06 “Legge quadro provinciale sui trasporti”. Alla seduta ha partecipato anche il direttore della ripartizione traffico e trasporti, dott. ing. Roberto Rubbo. - 65 - Il dott. Günther Januth, delegato dal presidente del Consiglio dei comuni a esporre la posizione di tale organo in occasione dell’esame del presente disegno di legge da parte della commissione legislativa, non ha purtroppo potuto partecipare alla seduta a causa di altri impegni. La presidente dott.ssa Martina Ladurner ha dunque dato lettura della presa di posizione scritta inviata dal Consiglio dei comuni in merito al succitato disegno di legge. La cons. Kury ha dichiarato che se si vuole garantire lo sviluppo sostenibile e la tutela della regione alpina ma anche affrontare efficacemente i problemi del traffico occorre adottare urgentemente misure organiche che coprano tutti i settori, da quello del trasporto locale a quello del turismo. Ella ha sottolineato che il disegno di legge si propone come obiettivo il coordinamento, la pianificazione e il collegamento dei singoli provvedimenti già in vigore. Oggi infatti i problemi legati al traffico vengono semplicemente spostati da un luogo all’altro anziché essere eliminati a livello strutturale. La consigliera ha ricordato l’importanza della Convenzione delle Alpi a tutela della regione alpina, la quale si pone come obiettivo la tutela organica nonché lo sviluppo sostenibile e la conservazione di un’area montana che costituisce un ecosistema sensibile. Il protocollo per il settore dei trasporti in quanto parte della Convenzione delle Alpi, deve essere ratificato con una legge, così come la convenzione stessa. L’Italia non ha ratificato questo importante protocollo, che invece è in vigore già da molto tempo nei Paesi viciniori. È dunque opportuno che la Provincia autonoma di Bolzano, limitatamente alle proprie competenze, recepisca con legge provinciale i principi, le strategie e i provvedimenti del protocollo sui trasporti. In questo modo risulterebbe molto più semplice collaborare e coordinare i provvedimenti soprattutto con le regioni vicine, al punto che potrebbe nascere una stretta cooperazione transfrontaliera tra i diversi enti locali, come del resto prevede lo stesso protocollo sui trasporti. In conclusione la consigliera ha rimandato ad alcuni aspetti specifici del disegno di legge, tra cui l’obbligo di valutare le misure e l’efficacia delle disposizioni, la definizione di indicatori per il rilevamento delle problematiche, l’elaborazione di obiettivi di qualità ambientale e la definizione di standard uniformi a tale riguardo. Il dott. ing. Roberto Rubbo, direttore della ripartizione traffico e trasporti, ha spiegato che i contenuti del disegno di legge sono già stati ripresi nel piano trasporti provinciale. In secondo luogo poi il dott. Rubbo ha sottolineato che gli strumenti legislativi per risolvere i problemi derivanti dal traffico e che contrastano i conseguenti impatti negativi sull’ambiente, ci sono e secondo la sua opinione di tecnico sono anche sufficienti: basti pensare per esempio alle leggi provinciali n. 16/1985 e n. 7/1998, le quali danno strumenti utili in questo senso. Secondo lui quindi non servirebbero altre leggi, ma semmai ulteriori mezzi per attuare gli strumenti già esistenti. Proseguendo ha sottolineato che le città che superano i 30 mila abitanti, come Bolzano e Merano, devono fare uno specifico piano del traffico. Ha inoltre precisato che l’assessorato si sta adoperando per potenziare il servizio ferroviaro in tutta la provincia al fine di garantire dei collegamenti con una cadenza di 30 minuti nelle ore di punta. In più in futuro, tra Malles e - 66 - Bolzano, ci sarà una linea diretta. Il dott. Rubbo ha affermato poi che l’assessorato alla Mobilità sta lavorando anche in stretto contatto con l’assessorato all’Ambiente, il quale per favorire il miglioramento dell’aria sta provendendo alla sostituzione dei vecchi autobus urbani con quelli alimentati a metano e alla dotazione di filtri antiparticolato per gli autobus extraurbani. Inoltre si sta investendo in mezzi di trasporto con le migliori caratterstiche tecnologiche anche al fine di garantire il miglior comfort ai passeggeri. Vengono effettuati anche periodici incontri con i comuni per portare avanti la costruzione di corsie preferenziali per i mezzi di trasporto pubblico, al fine di migliorare la vivibilità anche in zone sensibili al traffico e al turismo di massa. Nella sua replica la cons. Kury ha ribattuto che i provvedimenti elencati dal dott. Rubbo costituiscono solo misure isolate, mentre il disegno di legge presentato dal suo gruppo punta proprio al collegamento e al coordinamento di tutte queste misure. La consigliera ha poi sottolineato che nella prefazione al citato piano provinciale dei trasporti si legge che con l’attuazione di tale piano non è possibile garantire il rispetto del protocollo di Kyoto. Per quanto riguarda l’osservazione contenuta nella presa di posizione del Consiglio dei comuni, secondo cui il disegno di legge si pone solo obiettivi politici di carattere generale, la consigliera ha fatto notare che oltre alle formulazioni generali, il disegno di legge contiene sicuramente provvedimenti attuativi concreti. Il passaggio dalla discussione generale alla discussione articolata del disegno di legge n. 100/06 è stato respinto con 1 voto favorevole (cons. Kury) e 3 voti contrari (presidente Ladurner, cons. Pardeller e cons. Unterberger). Dopo la votazione, la presidente della commissione ha trasmesso il disegno di legge al presidente del Consiglio provinciale ai sensi dell’articolo 42, comma 4 del regolamento interno. ----------Die Arbeiten der Kommission In ihrer Sitzung vom 12. Oktober 2006 befasste sich die 4. Gesetzgebungskommission mit dem Landesgesetzentwurf Nr. 100/06 „Landesverkehrsrahmengesetz“. An der Sitzung der Kommission nahm auch der Direktor der Abteilung Verkehr und Transportwesen, Dr. Ing. Roberto Rubbo, teil. Dr. Günther Januth, der vom Präsidenten des Rates der Gemeinden bevollmächtigt worden war, anlässlich der Behandlung des gegenständlichen Gesetzentwurfes in der Gesetzgebungskommission, die Position des Rates der Gemeinden darzulegen, konnte aus Termingründen leider nicht an der Sitzung teilnehmen. Die Vorsitzende Dr. Martina Ladurner verlas also die bereits schriftlich eingelangte Stellungnahme des Rates der Gemeinden zum genannten Gesetzentwurf. In ihren Erläuterungen wies die Abgeordnete Kury darauf hin, dass für die nachhaltige Entwicklung und Erhaltung der Alpenregion und zur Bewältigung der Verkehrsprobleme dringend die Vernetzung konkreter Maßnahmen unter Einbindung aller Bereiche - vom Nahverkehr bis zum Tourismus -, erforderlich sei und betonte, dass der Gesetzentwurf auf die Koordinierung, Planung und Vernetzung schon bestehen- - 67 - der Einzelmassnahmen abziele. Heute werden die Verkehrsprobleme nämlich nur von einem Ort zum anderen verlagert, anstatt strukturell beseitigt zu werden. Die Abgeordnete verwies auf die besondere Bedeutung der Alpenkonvention zum Schutz der Alpenregion hin, welche sich den bereichsübergreifenden Schutz und die nachhaltige Entwicklung und Erhaltung einer Gebirgsregion als sensibles Ökosystem zum Ziel gesetzt hat. Das Verkehrsprotokoll, als Teil der Alpenkonvention, müsse wie die Konvention selbst, mittels Gesetz ratifiziert werden. Italien habe dieses wichtige Protokoll aber leider nicht ratifiziert, während es in den Nachbarländer schon längst in Kraft sei. Deshalb sei es angebracht, dass das Land Südtirol die Grundsätze, Strategien und Maßnahmen des Verkehrsprotokolls, soweit diese in die Zuständigkeiten des Landes fallen, in einem eigenen Landesgesetz rezipiert. Auf diese Weise wäre die Zusammenarbeit und die Koordinierung der Maßnahmen vor allem mit den Nachbarregionen sehr viel einfacher, sodass sich eine enge grenzübergreifende Zusammenarbeit der veschiedenen Lokalinstitutionen entwickeln könnte, wie es auch vom Verkehrprotokoll der Alpenkonvention vorgesehen ist. Schließlich verwies sie auf einige spezifische im Gesetzentwurf enhaltenen Aspekte, wie die Verpflichtung zur Evaluierung der Maßnahmen und die Bewertung der Wirksamkeit der Bestimmungen, die Festlegung von Indikatoren zur Erfassung der Problematiken, die Erarbeitung von Umweltqualitätszielen und die Festlegung diesbezüglicher einheitlicher Standards. Dr. Ing. Roberto Rubbo, Direktor der Abteilung Verkehr und Transportwesen, erklärte, dass die Inhalte des Gesetzentwurfs vom Landesverkehrsplan bereits übernommen wurden. Er unterstrich weiters, dass die legislativen Mittel zur Lösung der Verkehrsprobleme und zur Beseitigung der diesbezüglichen Umweltschäden vorhanden sind. Als Techniker ist er der Meinung, dass solche Mittel auch ausreichen: Man denke nur an die Landesgesetze Nr. 16/1985 und Nr. 7/1998, die in dieser Hinsicht nützliche Bestimmungen enthalten. Er meinte, es seien keine weiteren Gesetze notwendig, sondern wennschon zusätzliche Mittel, um die bestehenden Maßnahmen umzusetzen. Er betonte, dass die Städte mit über 30.000 Einwohnern, wie z.B. Bozen und Meran, einen eigenen Verkehrsplan ausarbeiten müssen und fügte hinzu, dass das Assessorat dabei ist, die Bahndienste im ganzen Land auszubauen, damit in den Hauptverkehrszeiten halbstündliche Zugverbindungen gewährleistet werden können. Es ist auch eine direkte Zugverbindung zwischen Mals und Bozen geplant. Dr. Rubbo erklärte, dass das Mobilitätsassessorat mit dem Umweltassessorat eng zusammenarbeitet. Mit dem Ziel, die Luftqualität zu verbessern, hat das Umweltassessorat begonnen, die alten Stadtbusse mit Methanbussen zu ersetzen und die außerstädtischen Busse mit Partikelfiltern zu versehen. Es werden auch hochtechnologische Transportmittel angekauft, die für die Fahrgäste sehr komfortabel sind. Zudem sind regelmäßige Treffen mit den Gemeinden geplant, um die Einführung von reservierten Fahrspuren für die Busse voranzutreiben, damit die Lebensqualität auch in den Ortschaften, die vom Verkehr und vom Massentourismus sehr belastet sind, verbessert werden kann. - 68 - In ihrer Replik entgegnete die Abgeordnete Kury, dass die von Dr. Rubbo aufgezählten Maßnahmen eben nur Einzelmaßnahmen darstellen, während der von ihrer Fraktion eingebrachte Gesetzentwurf ja gerade auf die Vernetzung und Koordinierung all dieser Einzelmaßnahmen abziele. Außerdem betonte die Abgeordnete, dass im Vorspann des zitierten Landesverkehrsplanes zu lesen ist, dass mit der Umsetzung dieses Planes nicht die Einhaltung des Kyoto-Protokolles erreicht werden kann. In Bezug auf die in der Stellungnahme des Rates der Gemeinden enthaltene Bemerkung, der Gesetzentwurf enthalte lediglich allgemeine politische Zielsetzungen, unterstrich sie, dass der Gesetzentwurf neben allgemeinen Formulierungen, sehr wohl auch konkrete Umsetzungsmaßnahmen enthält. In der Abstimmung über den Übergang zur Artikeldebatte wird der Gesetzentwurf Nr. 100/06 mit 1 Jastimme (Abg. Kury) und 3 Gegenstimmen (Vorsitzende Ladurner, Abg. Pardeller und Unterberger) abgelehnt. Nach der Abstimmung leitete die Vorsitzende laut Artikel 42 Absatz 4 der Geschäftsordnung den Gesetzentwurf an den Präsidenten des Landtages weiter. Dichiaro aperta la discussione generale, e do la parola alla consigliera Kury. KURY (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Danke, Herr Präsident! Ich erinnere mich noch genau an den Tag, als dieser Gesetzentwurf in der Gesetzgebungskommission behandelt und, wie könnte es auch anders sein, abgelehnt worden ist. An diesem Tag hat nämlich die EU die Sachprotokolle der Alpenkonvention ratifiziert. Ich habe meinen Ohren nicht getraut, als ich von der Kommissionssitzung nach Hause gegangen bin, das Radio angedreht habe und mir die freudige Stimme von Landesrat Widmann entgegen geschallt ist, der in der Kommission gesagt hat, dass es dieses Gesetz nicht brauche. Landesrat Widmann hat gesagt, dass man sehr glücklich sei, dass auf europäischer Ebene endlich etwas weitergehe und man hoffe, dass Italien endlich tätig werde usw. Anhand der Geschichte der Alpenkonvention und vor allem des Verkehrsprotokolls könnte man tatsächlich nachweisen, wie unterschiedlich sich die SVP, je nach Publikum und Gesprächspartner, verhält. Ich sage das nur als Einleitung, hoffend, dass inzwischen alles anders geworden ist. Nun zum Gesetzentwurf. Unser Werk nennt sich “Verkehrsrahmengesetz” und ist im Grunde genommen nichts anderes als die Übernahme des Verkehrsprotokolls der Alpenkonvention in all jenen Teilen, die das Land Südtirol betreffen. Im Begleitbericht ist ja genau angegeben, wie es momentan um die Alpenkonvention steht. Es gibt die Konvention, also das übergreifende Dokument, das von allen Alpenländern ratifiziert worden ist. Dann gibt es noch die Protokolle, die nichts - 69 - anderes sind als die Umsetzung der allgemeinen Prinzipien der Konvention. In Bezug auf diese Protokolle sind die Alpenländer unterschiedlich tätig. Es gibt einige Alpenländer, die alles schon ratifiziert haben, beispielsweise Österreich. Es gibt Alpenländern, die ein bisschen bocken, vor allem bezüglich des Verkehrsprotokolls. Ich beziehe mich da beispielsweise auf die Schweiz. Wie schaut es in Italien aus? Die Konvention ist schon lange ratifiziert und es hat auch verschiedene Anläufe gegeben, die Protokolle zu ratifizieren. Unter der Regierung Berlusconi hat zwar die zuständige Gesetzgebungskommission darüber diskutiert, wobei aber das Verkehrsprotokoll aus dem Gesamtpaket der Protokolle gestrichen worden ist. Wir wissen, dass die Regierung Prodi, auch auf unsere Intervention und auf jene der SVP hin, versprochen hat, die Ratifizierung des Verkehrsprotokolls voranzutreiben. Wir wissen auch, dass in der Kammer Gesetzentwürfe vorliegen. Ich zitiere aus dem Mai-Protokoll der Kammer, als der Erstunterzeichner des Gesetzentwurfes Marco Boato mit den Zweitunterzeichnern Zeller und Brugger eine Ratifizierung vorgeschlagen hat. Die Kammer hat dann begonnen, über diesen Gesetzentwurf zu diskutieren, wobei aber von Seiten der Regierung signalisiert wurde, dass man den Gesetzentwurf nicht annehmen könne, weil die Regierung selber einen Gesetzentwurf vorbereitet habe. Umweltminister Pecoraro Scanio hat einen entsprechenden Gesetzentwurf vorgelegt, dessen abschließender Iter aber noch aussteht. Wir wissen aber nicht, wie lange das noch dauern wird, und wir wissen auch nicht, wie lange es die Prodi-Regierung noch geben wird. Vor allem aber wissen wir nicht, wie die Maßnahmen für unser Land ausschauen werden. Deshalb sollten wir als autonomes Land nicht davor zurückschrecken, alle diese guten Ansätze, die im Verkehrsprotokoll enthalten sind, zu übernehmen. Ich möchte vorausschicken, dass die Übernahme des Verkehrsprotokolls in ein Landesgesetz auch insofern Sinn machen würde, als wir dann eine gemeinsame rechtliche Basis des Agierens mit Tirol hätten. Die Österreicher haben das Verkehrsprotokoll schon längst rezipiert, was den Tirolern auch eine bestimmte rechtliche Grundlage gibt, auf dieser Ebene weiterzuarbeiten. Als wir diesen Gesetzentwurf eingereicht haben, haben unsere Trentiner Kollegen einen ähnlichen Gesetzentwurf eingebracht, wobei man in der Regierungsmehrheit auch darüber verhandelt, wie und unter welchen Voraussetzungen man diesem Gesetzentwurf im Trentino zur Umsetzung verhelfen könnte. Würde dieser Gesetzentwurf also angenommen, dann wäre das eine wunderbare rechtliche Grundlage, um gemeinsam mit den Tirolern eine gemeinsame Verkehrspolitik durchzuziehen. In der heutigen Ausgabe der Tageszeitung “Alto Adige” wird der sehr besonnene Chef der Umweltagentur, Luigi Minach, zitiert, der sich darüber beklagt, dass die Politik nicht handelt. Das bedeutet, dass hier offensichtlich nichts weitergeht. Aus der Presse erfährt man auch, dass die Trentiner Schuld seien, dass wir unsere Vorschläge nicht umsetzen können. Allerdings, ver- - 70 - ehrte Herren der SVP, wenn ich das lese, dann muss ich schon ein bisschen schmunzeln, denn es ist schon komisch, dass man sich plötzlich vom Trentino hinsichtlich der Verkehrspolitik etwas vorschreiben lässt. Ich habe noch irgendwo ein “Los von Trient“ von Seiten der SVP im Ohr, aber diesbezüglich sind die Trentiner immer noch gut genug, um ihnen den schwarzen Peter zuzuschieben, wenn auf Südtiroler Seite nichts passiert! Diesbezüglich kann ich wirklich nicht umhin, Landesrat Widmann, an den Beschluss des Dreier-Landtages in Innsbruck erinnern, mit welchem Südtirol, Tirol und das Trentino die Zustimmung dazu gegeben haben, zügig Maßnahmen zu setzen, die zur Reduzierung und Verlagerung des Verkehrs beitragen, und sich an jenem Land zu orientieren, das die effizientesten Maßnahmen hat. Diesbezüglich ist so gut wie nichts passiert! Auch bezüglich der Beschlüsse der Landesregierung anlässlich der Akzeptierung des Brennerbasistunnels ist nicht einer umgesetzt worden. Die europäischen Richtwerte zum Schutz der Gesundheit werden stets überschritten und die Landesregierung überlegt sich, ob sie neben dem Fahrverbot der Lkw’s der Kategorie Euro 0 auch ein solches für die Lkw’s der Kategorie Euro 1 erlassen soll. Es ist wirklich unverantwortlich, die Gesundheit der Menschen aufs Spiel zu setzen und parallel so zu tun, als ob man dabei wäre, Maßnahmen zu setzen. Herr Landesrat, Sie wissen besser, dass es auch Vorschläge gibt, das Lkw-Fahrverbot auf die Kategorie Euro 2 auszudehnen. Das wäre die Voraussetzung dafür, dass die Grenzwerte einigermaßen eingehalten werden können. Aber diese Vorschläge sind sofort blockiert worden. Dann ist der Vorschlag gekommen, zumindest ein Nachtfahrverbot für Lkw’s der Kategorie Euro 2 einzuführen, aber auch da hat man sofort abgeblockt. Die Gesundheit der Bevölkerung müsste eigentlich schon mehr wert sein als die Freiheit des Warenverkehrs! Ich hoffe, dass wir nicht gezwungen werden, die Europäische Kommission darüber zu informieren, dass die europäischen Richtwerte Tag für Tag fast um das Doppelte überschritten werden! Ich hoffe auch, dass wir nicht gezwungen werden, die Europäische Kommission darauf hinzuweisen, dass die Lärm-Immissionen nicht kontinuierlich gemessen werden, wie es eigentlich vorgeschrieben wäre. Warum braucht es ein Verkehrsrahmengesetz? Ich habe bereits darauf hingewiesen, dass es mit dem Verkehrsprotokoll nicht weitergeht. Wir brauchen rechtliche Maßnahmen, die eine Vernetzung von Maßnahmen im Alpenbereich ermöglichen. Das Verkehrsprotokoll beinhaltet eine Reihe von Maßnahmen, die verschiedene Felder der Politik umfasst. Es sind auch der Tourismus und die Raumordnung miteinbezogen, weil Verkehr natürlich eine Folge von Maßnahmen in den verschiedensten Bereichen ist. Deshalb braucht es diesen ganzheitlichen Zugang zum Verkehr. Man muss in allen Bereichen darauf achten, dass nicht unnötiger Verkehr entsteht, und deshalb braucht es diese Vernetzung von Maßnahmen. - 71 - Was auch vom Prinzip her sehr lobenswert ist, ist, dass das Verkehrsprotokoll nicht von oben herab aufoktroyiert, was zu tun ist, sondern dass die Verkehrspolitik ein Ergebnis der Zusammenarbeit der lokalen Institutionen sein soll. Hier sollte von unten herauf eine Vernetzung von Maßnahmen erfolgen, die dann auf die Landesebene und von dort auf die Staats-Ebene kommen und dann auch länderübergreifend den gesamten Alpenraum umfassen sollte. Das ist ein Zugang, der wirklich überzeugt, weil er die verschiedensten Verantwortungsträger herauslockt. Was ist das Ziel des Verkehrsprotokolls? Das Verkehrsprotokoll ist von der Zielrichtung her mit dem Weißbuch der Europäischen Union für die Verkehrsentwicklung vergleichbar. Es geht darum, die Belastungen und Risiken des Verkehrs auf ein Minimum zu senken, damit das Leben für Menschen und Tiere im Alpenraum erträglich ist. Parallel dazu muss eine bestimmte Entwicklung natürlich auch zugelassen werden. Nun noch ganz kurz zu den einzelnen Kapiteln, die im Gesetzentwurf aufgelistet sind. Der erste Teil übernimmt die Zielsetzung des Verkehrsprotokolls. Der zweite Teil übernimmt die Zielsetzungen bezüglich des nachhaltigen Verkehrs und der Mobilität. Der Ressourcenverbrauch soll auf ein Maß gesenkt werden, das sich innerhalb der natürlichen Reproduktionsfähigkeit bewegt. Trotzdem soll die Erreichbarkeit von Menschen, Arbeitsplätzen, Gütern und Dienstleistungen gesichert werden, allerdings auf umweltschonende, energieschonende, raumsparende und effiziente Art und Weise. Da sind wir noch im Bereich der allgemeinen Zielsetzungen. Im Artikel 3 ist das Prinzip verankert, dass in allen Bereichen – Raumordnung, Tourismus, Sport usw. -, die Strategien und Konzepte vorausschauend und zurückblickend überprüft werden sollen. Nachdem der Rat der Gemeinden in seiner Stellungnahme darauf hinweist, dass der Gesetzentwurf nur allgemeine Formulierungen enthalten würde, möchte ich sagen, dass die Zielsetzungen sehr wohl allgemein formuliert sind, aber in den nachfolgenden Artikeln sind sie sehr wohl auch konkretisiert. Nun noch ein paar Worte zur Beteiligung der Gebietskörperschaften, die hinsichtlich der Umsetzung des Verkehrsprotokolls eine tragende Rolle spielen: Verstärkung des öffentlichen Verkehrs, Verstärkung des Bahnverkehrs, die wichtige Frage des Straßenverkehrs, nämlich das Verbot eines neuerlichen oder weiteren Baus von hochrangigen Straßenprojekten für den inneralpinen Verkehr. Wir müssen klarstellen, dass wir keine neuen Autobahnen oder Schnellstraßen durch die Alpen wollen. Damit sprechen wir uns natürlich auch gegen die Alemagna und gegen die vom Herrn Baumgartner in der letzten FF propagierte Mailand-Ulm aus. Auch die vom Chef der FERCAM, Herrn Baumgarnter, angesprochene Schnellstraße von Bozen nach Bruneck wäre damit vom Tisch. Über alle diese Verkehrsverbindungen - 72 - bräuchte man nicht mehr diskutieren, weil sie vom Verkehrsprotokoll nicht vorgesehen sind. Ein für Südtirol interessanter Artikel ist auch jener, der dem Verkehrsprotokoll entnommen wurde und in dem Folgendes steht: “Die Mitgliedsstaaten verpflichten sich, die Umweltbelastungen des Flugverkehrs, einschließlich des Fluglärms, soweit wie möglich zu senken. Unter Beachtung der Ziele dieses Gesetzes bemüht sich die Provinz Bozen, das Absetzen aus Luftfahrzeugen außerhalb von Flugplätzen einzuschränken und sie setzt sich dafür ein, das öffentliche Verkehrssystem zu Nachbarflughäfen auszubauen, um eigene Neubauten und Ausbauten von Flughäfen nicht nötig zu machen.” Das ist also ein Artikel, der in Südtirol spätestens seit dem letzten Halbjahr brandaktuell ist. In Artikel 11 steht Folgendes: “Weitere Erschließungen mit touristischen Anlagen sind immer unter der Berücksichtigung des neu entstehenden Verkehrs zu beschließen.” Auch das ist brandaktuell! Die Kostenwahrheit soll per Gesetz eingeführt werden und soll sich nicht auf die Ankündigung in Sonntagsreden beschränken. Wo wird das konkretisiert? Hier werden Umweltqualitätsziele und Standards definiert. Jeder Mitgliedsstaat der Alpenkonvention definiert seine eigenen Ziele. Insofern legt auch die autonome Provinz Bozen im Rahmen ihres Zuständigkeitsbereiches und möglichst in Absprache mit den abgrenzenden Ländern die Umweltqualitätsziele fest, indem sie Standards vereinheitlicht. Wir reden manchmal von völlig unterschiedlichen Dingen, weil die Umweltstandards nicht dieselben sind. Dann muss regelmäßig überprüft werden, ob diese allgemeinen Umweltziele umgesetzt worden sind. Außerdem muss ein jährlicher Bericht verfasst werden, und, sollten Defizite auftreten, müssen sofort entsprechende Maßnahmen erlassen werden. Wir verpflichten uns dazu, europäische Normen zu respektieren. Sollten diese beim momentanen Verkehrsaufkommen nicht einzuhalten sein, wie wir ja seit Jahren wissen, dann gilt es, verkehrsreduzierende Maßnahmen zu ergreifen. Ich versichere Ihnen, verehrte Kolleginnen und Kollegen, dass die Bevölkerung sehr wohl versteht, dass die Gesundheit vor den Bedürfnissen der Frächter steht. Für die Gesundheit sind Einschränkungen im Warenverkehr hinzunehmen, vor allem dann, wenn man sagt, dass man Löcher durch die Alpen bohren wolle, weil man den Verkehr von der Straße auf die Schiene verlagern möchte. Parallel dazu will man aber keine einzige Maßnahme setzen, die diese Verlagerung auch nur im Geringsten forcieren würde. Ich denke an die ROLA, die weiterhin leer durch Südtirol und das Trentino fährt, obwohl sie bis zum Brenner voll beladen fährt. Ich denke an die immer noch freie Kapazität auf der Eisenbahnlinie, die wir offensichtlich nicht ausnützen wollen. Ich denke an mangelnde Kontrollstellen, obwohl wir genau wissen, dass die Lkw’s im Unterinntal die ROLA wählen, um die Kontrollstellen zu umgehen. Auch diesbezüglich tut sich in Südtirol nichts! Ich sage nicht, dass sich - 73 - Landesrat Widmann nicht für die Potenzierung des öffentlichen Nahverkehrs einsetzen würde. Unser Problem ist die Gesundheitsbelastung der Menschen durch den Lkw-Transit, und hier gilt es endlich Maßnahmen zu setzen. Das Verkehrsprotokoll wäre eine perfekte Basis, um das zu tun, was man ständig sagt, nämlich an einem gemeinsamen Strang zu ziehen, den Umwegverkehr zu vermeiden und den notwendigen Verkehr, wenn möglich, auf die Schiene zu verlagern. Ich komme zum Schluss. Der Vorsitzende des AVS hat einen Brief verschickt, der, wie ich glaube, auch an die Mitglieder der Landesregierung ergangen ist. In diesem ersucht er die Landesregierung und den Landtag, das Verkehrsprotokoll in die Landesgesetzgebung zu übernehmen, und zwar als politisches Signal und als Verhinderung von neuen Transversalen. Es hilft nichts, wenn sich Frau Rosa Thaler täglich gegen die dritte Autobahnspur ausspricht. Wenn wir diesen Gesetzentwurf genehmigen, dann wird es keine dritte Autobahnspur geben! Ich würde mir wünschen, dass man im Rahmen der Diskussion über diesen Gesetzentwurf auch einmal organisch über die Verkehrspolitik sprechen könnte. Ich ersuche alle Abgeordneten, sich dessen bewusst zu sein, dass es kaltschnäuzig und zynisch ist, wenn wir die Gesundheit der Bevölkerung so fahrlässig aufs Spiel setzen. Reden Sie einmal mit den Menschen, die längs der Autobahn wohnen, und sagen Sie ihnen, was Herr Gramm im “Morgentelefon” gesagt hat. Warum kommt ein Nachtfahrverbot nicht in Frage? Ein Nachtfahrverbot ist zwingend notwendig, und zwar vor allem wegen der Lärmbelästigung! HEISS (Grüne Fraktion – Gruppo Verde – Grupa Vërda): Herr Präsident, Kolleginnen und Kollegen! Frau Kollegin Kury hat die grundsätzliche Ausrichtung dieses Gesetzentwurfes bereits ausführlich erläutert und in den Zusammenhang mit dem Verkehrsprotokoll der Alpen gestellt. Sie hat Ihnen klar gemacht, dass es sich hier nicht um ein inhaltsleeres Gesetzeswerk, um eine Art von Weihnachtsversprechen der Politik handelt, sondern um etwas anderes. Dieses etwas Andere darf ich noch von anderer Seite her vertiefend anführen. Meine sehr geehrte Damen und Herren, heuer war ein wesentliches Jahr, in dem die Klimaproblematik in den Mittelpunkt gerückt ist. Es wurde immer wieder auf die Ernsthaftigkeit der Klimaentwicklung und auf das Bedrohungspotential hingewiesen, aber nach einer kurzen Besinnungspause findet seit dem Frühjahr wieder der Versuch statt, zur Tagesordnung überzugehen und das Ganze wieder aus dem Bewusstsein zu verdrängen. Im kommenden Herbst stehen wieder Verhandlungen zur Klimafrage auf Bali an. Es wird gearbeitet und um eine Neufassung des KyotoProtokolls gekämpft. Die Frage des Klimas wird nicht mehr so leicht vom Tisch zu wischen sein. Die deutsche Bundeskanzlerin Merkel, die weiß Gott innenpolitisch sehr vieles zu löten hätte, kämpft mit großer Entschiedenheit europa- und weltweit in - 74 - dieser Frage, und es ist ein gutes Signal, dass eine Frau, die einer konservativen Partei angehört, in dieser Hinsicht vorwärts marschiert. Im Bereich des Klimas hat der Verkehr eine einschneidende Rolle. In diesen Tagen findet in Frankfurt wieder die internationale Autoausstellung statt. Die Konzernherren sind bemüht, Ruhe zu streuen und zu sagen, dass das Ganze nicht so schlimm sein würde. Der Autoverkehr sei nicht dafür verantwortlich, da man die Hausaufgaben gemacht habe. Wir müssen uns der Tatsache stellen, dass der Verkehr hinsichtlich des Klimawandels eine wesentliche Rolle einnimmt. Wir in Südtirol haben auch die Aufgabe, uns dieser Herausforderung zu stellen. In ein bis zwei Jahren wird sehr deutlich werden, dass der Handlungsrahmen immer enger und sich der Handlungsbedarf im Bereich des Verkehrs immer massiver einschnüren wird. Wir erkennen gerne an, dass die Landesregierung bemüht ist, den öffentlichen Verkehr flott zu machen und auf dynamische Lösungen zu setzen, aber es ist auch notwendig, diese Maßnahmen in einen größeren Zusammenhang zu stellen. Verkehr ist ein System, in dem die unterschiedlichen Träger zusammenwirken müssen. Der vorliegende Gesetzentwurf stellt mit aller Nachdrücklichkeit den Zusammenhang mit dem Verkehrsprotokoll her. Er versucht zu verdeutlichen, dass Verkehr ein vernetztes System ist, ein System, das weit mehr als von Transport und Fortbewegung handelt. Wir denken, dass es wichtiges Signal wäre, dieses Gesetz in dieser Phase zu verabschieden. Einerseits geht es darum, mit aller Schärfe zur Kenntnis zu nehmen, dass das Bedrohungspotential des Schwerverkehrs massiv voranschreitet. Die Grenze von zwei Millionen Lkw’s pro Jahr wird scheinbar als unabwendbares Schicksal hingenommen und die Bürgerinnen und Bürger akzeptieren diese Verkehrslawine resignierend und achselzuckend. Dasselbe gilt für Entscheidungen des Vizepräsidenten der Brennerautobahn, Benedikt Gramm. Dieses Gesetz bietet die Möglichkeit und Handhabe, Stützen einzuziehen und Maßnahmen zu setzen, die diese Entwicklung nicht als naturnotwendig hinnehmen. Dieses Gesetz würde die Möglichkeit bieten zu sagen, dass es Prioritäten gibt. Erste Priorität ist nicht das Prinzip des freien Warenverkehrs, sondern im alpinen Raum gilt eine andere Priorität, nämlich die Gesundheit der Bürgerinnen und Bürger. Verkehr beeinträchtigt die Gesundheit der Menschen massiv, wenn er nicht kontrolliert gesteuert wird. Das sagen nicht die Grünen, sondern das sagen Ärzte, darunter auch der bekannt Arzt Dr. Raimund Margreiter, der sich nicht scheut zu sagen, dass die Luftschadstoff-Werte inzwischen so sind, dass dringend etwas zu tun ist. Die Zielsetzungen für die Zukunft sind also jene, den Verkehr als Lebens- und Wirtschaftskonzept zu bejahen, ihn aber in eine Modalität umzupolen, die Umwelt und Gesundheit auf neue tragfähige Grundlagen stellt. Das ist auch die Zielsetzung des Verkehrsrahmengesetzes. Wir im Alpenraum haben die Aufgabe und die Verpflichtung, ein Stück weit auch Vorreiter für gesamteuropäische Entwicklung zu - 75 - sein. Wir können nicht, wie in der Ebene in der Bundesrepublik Deutschland oder in großen Teilen Frankreichs und Italiens, über den Verkehr hinwegsehen und feststellen, dass sich das Ganze selber regeln wird. Wir müssen Tag für Tag mehr feststellen, dass der Verkehr einer gesetzlichen Regelung bedarf. Wir haben die Aufgabe, den Verkehr straff zu regeln und ihm Zügel anzulegen. Auf der anderen Seite haben wir aber auch die Aufgabe, innovative Lösungen zu erarbeiten, die auch in diesem Gesetzeswerk vorgegeben sind. Die Innovation besteht darin, dass man den Individualverkehr anerkennt, ihm aber Nachrangigkeit gegenüber dem öffentlichen Verkehr einräumt. Dieses Gesetz sieht vor, dass der Individualverkehr nicht durch neue alpenquerende Verkehrsstränge erschlossen wird. Es sieht vor, dass die Schiene konkurrenztüchtig gemacht wird und in der Lage ist, neue Aufgaben wahrzunehmen. In einer Schiene 3.0 – analog dem Internet – liegt die Zukunft. Es braucht eine Schiene, die intelligent betrieben wird. Die Schiene hat ein enormes Wachstums- und Aufholpotential, wenn sie adäquat betrieben wird. Darauf sollten wir achten, und dieses Verkehrsrahmengesetz würde dies der Öffentlichkeit auch verdeutlichen. Neben der Schiene steht natürlich auch die Bedeutung der Einschränkung eines ungeregelten Luftverkehrs. Der Luftverkehr trägt wesentlich dazu bei, das Klima zu verschlechtern. Zwar hat er die Globalisierung ermöglicht, aber gerade im alpinen Raum bedarf er einer strikten und stringenten Kontrolle. In diesem Gesetzentwurf sind die entsprechenden Kontrollinstrumente und Bewertungsverfahren festgelegt. Wenn man dieses Gesetz genehmigen würde, dann wäre es nicht möglich, den Brennerbasistunnel ohne eine strategische Umweltprüfung bzw. ohne die Prüfung entsprechender Alternativen zu errichten. Das ist die entscheidende Differenz, die diese Gesetzesmaßnahme vorsieht. Hier ist vorgesehen, dass Alternativen intelligent geprüft werden sollen und damit Kosten gesenkt werden. Es könnte eine Technologie zur Anwendung kommen, die vorausweist. Im Gesetz wird auch der Bereich des Tourismus angesprochen. Der Tourismus ist jener Bereich, der mit dem Verkehr ursächlich und wesentlich zusammenhängt. In der Schweiz und in Österreich gibt es Fremdenverkehrsregionen, die die Herausforderung Verkehr in ein Plus umgewandelt haben und in einer sanften Mobilität die Zukunft entwickelt haben. Dies ist hier mit Nachdruck angesprochen. Als oberstes Prinzip steht die Kostenwahrheit, die es heute nicht gibt. Die fehlende Kostenwahrheit ermöglicht dem Lkw-Verkehr, einen großen Teil seiner Kosten den Steuerzahlern, die an den Straßen leben, anzulasten. Würde die Kostenwahrheit angewandt und als Prinzip eingeführt, dann wäre ein wesentlicher Teil der Verkehrsprobleme gelöst und vielleicht auch ein neues Wirtschaften möglich. Deshalb ist dieses Verkehrsrahmengesetz kein Papiertiger, wie der Rat der Gemeinden angibt, sondern ein deutlicher Rahmen, der viele Beschlussanträge, die - 76 - wir immer wieder durchzubringen versuchen, obsolet machen würde. Wir debattieren hier immer wieder in einzelnen Beschlussanträgen über das Thema Verkehr und isolieren damit die Zusammenhänge, die der Verkehr herstellt. Verkehr ist ein vernetztes System, und wenn wir ständig Einzelmaßnahmen postulieren, so verlieren wir das Ganze aus dem Blick. Dieses Ganze ist in diesem Verkehrsrahmengesetz sichtbar. Nachdem Südtirol so stolz auf seine Energieeffizienz im Bereich Klimahaus und im Bereich der erneuerbaren Energie ist, nachdem Landesrat Laimer hier großtönend und zum Teil berechtigt auf diese Errungenschaften hinweist, wäre es an der Zeit, dass Südtirol auch im Bereich des Verkehrs zu einem Mobilitätszentrum der Serie A würde. Aber dieser Bereich wird aktuell noch nach wie vor wesentlich dem Wildwuchs überlassen. Während im Bereich der Energie versucht wird, Vorreiter zu sein, wird hier das laissez faire weitgehend zugelassen. Die Lobbies, die in diesem Bereich tätig sind, steigen massiv durch und jene guten Maßnahmen, die seitens der Landesregierung gesetzt werden, verrinnen in einem Umfeld, das wirklich ein Verkehrsdschungel ist. Dieses SichSelbst-Überlassen würde durch die Annahme eines Verkehrsrahmengesetzes auf eine neue Grundlage gestellt, und dies in einem Jahr, in dem diese Entscheidung wesentlich wäre. Es ist kein Entwurf der Opposition, sondern ein Entwurf, der in den Alpenländern längst schon angenommen worden ist und in vielerlei Hinsicht auch schon erste Folgen gezeitigt hat. Wir sollten uns ganz selbstverständlich anschließen, und wir Grünen würden darüber sicher nicht in ein Triumphgeheule ausbrechen, sondern einfach sagen: “Die Vernunft hat gewonnen!” PRESIDENTE: Come concordato nell’odierna seduta del collegio dei capigruppo chiudo la seduta anticipatamente. La seduta è tolta. ORE 18.00 UHR SEDUTA 139. SITZUNG 18.9.2007 Sono intervenuti i seguenti consiglieri: Es haben folgende Abgeordnete gesprochen: BAUMGARTNER (49) CIGOLLA (47, 57) DURNWALDER (9, 26, 27, 28, 30) FRICK (21) GNECCHI (11, 24) HEISS (18, 19, 69) KASSLATTER MUR (16, 35) KLOTZ (9, 10, 11, 12, 13, 14, 22, 23, 24, 27, 28, 29, 31, 51) KURY (23, 24, 25, 45, 65) LAIMER (14, 19) LEITNER (20, 21, 29, 32, 33, 38, 42, 45, 48, 49) PASQUALI (51) PÖDER (14, 15, 16, 17, 26, 27, 30, 32) PRESIDENTE (44) SAURER (22) SEPPI (43, 48, 54, 57) SIGISMONDI (42, 47) STIRNER BRANTSCH (51) THEINER (13, 17, 39) URZÌ (34, 36, 38, 40, 46, 47, 50, 56)