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ENOGASTRONOMIA
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RUBRICHE
Rubrica Vintage
a cura di Cristiana DeGiglio
“Il Burlesque anche nel fitness … Fit Burlesque®”
Allenarsi, bruciare calorie, divertirsi ballando
coreografie diverse, tonificarsi con gli esercizi di riscaldamento e defaticarsi ballando; al
termine, uno stretching super sexy, ma efficace ascoltando la musica di Jessica Rabbit
o Fever! Cosa pretendete di più? Questo è lo
spirito del FitBurlesque®!
A oggi vari centri fitness propongono il
FitBurlesque® tra i propri corsi, avvalendosi di istruttrici certificate con la formazione
erogata a Milano dalla ideatrice del marchio
Ilona Restauri e, su richiesta, presso i centri
che lo desiderano. Gli stili di ballo collegati
al fitness oggi costituiscono l’ultima frontiera
del settore, in funzione del successo tributato dal pubblico, che ne apprezza il metodo
semplice e divertente, che stimola l’entusiasmo delle partecipanti e migliora efficienza
fisica, coordinamento e portamento.
Il FitBurlesque® offre un programma di burlesque in chiave fitness, con uno specifico metodo d’insegnamento e linee guida semplici
ed efficaci. Non si tratta della lezione di arte della seduzione vera e propria tipica del burlesque, ma piuttosto di un’attività motoria ad alto consumo energetico basata su mosse
e movimenti presi in prestito dagli stili di ballo e di danza presenti nel burlesque, partendo
dalla sua origine fino ai nostri giorni. La lezione inizia con il riscaldamento, cui segue la
spiegazione di una coreografia che viene provata prima lentamente e poi più velocemente. La spiegazione dei passi è efficace e chiara, in modo che le persone riescano a
capire, provare, assimilare i passi e poi scatenarsi nella coreografia. Infine viene eseguito
il defaticamento e lo stretching su musiche tipiche del burlesque. La scelta delle musiche
è una componente importante e contraddistingue questo tipo di corso, utilizzando e
selezionando musiche divertenti, ritmate, un po’ particolari e ricercate a partire dagli anni
70, 80, 90; per i pezzi finali anni 20 e 30, tipici delle atmosfere di Cabaret o di Chicago! E’
una disciplina che accede all’universo femminile con sensualità e raffinatezza ma senza
tradire quello che è l’obbiettivo principale: allenarsi divertendosi. Nel corso di una lezione
di Fit Burlesque® ogni partecipante si sente “unica”, attrice protagonista semplicemente
per piacere a se stessa, dove non contano né l’età né l’aspetto fisico, ma solo la voglia
di divertirsi, di ballare, di allenarsi, di bruciare calorie. Non vi resta che provare la magia e
l’allegria del Fit Burlesque…
Get the sensual moves! In Alessandria l’unica Istruttrice autorizzata è Cristiana De Giglio
che attualmente tiene i corsi presso Curves Alessandria, la palestra al femminile in via
Lumelli e Body & Mind in via Donizetti 17° ad Alessandria. Per info potete scrivere un
messaggio alla pagina Facebook Sweet Dolls Alessandria.
Lettere dal deserto
Nella Chiesa ci sono tanti santi e nessuno
è uguale all’altro.
Alcuni hanno lasciato una straordinaria
eredità spirituale senza fondare famiglie o
istituzioni religiose.
Uno di questi è il beato padre Charles de
Foucauld, talmente umile e discreto da
vivere nascosto e ignorato dal mondo.
Charles de Foucauld nacque a Strasburgo nel 1858.
Quest’anno stiamo vivendo l’anno centenario della sua morte, avvenuta nel giugno del 1916 nell’Africa Sahariana, a Tamanrasset ad opera di alcuni aggressori
sconosciuti. Cosa c’entra l’Africa Sahariana con padre Charles?
Egli, da giovane, dilapidò il ricco patrimonio familiare in viaggi e avventure galanti.
A 28 anni, in una chiesa parigina, capì di
dover cambiare la sua vita e qui decise,
dopo una confessione e comunione di
servire Gesù povero, da povero.
E non c’era ambiente più povero del deserto nordafricano. Quì non predica il vangelo, ma lo vive nel dialogo, nella condivisione, nella povertà. Il suo messaggio è
ancora molto attuale. A lui, che non fondò
nulla e non organizzò nulla, fanno riferimento dodici istituti di vita consacrata e
migliaia di seguaci.
Padre Charles è inimitabile e irripetibile,
eppure ha avuto tanti imitatori come Renè
Voillane, Arturo Paoli e Carlo Carretto.
Quest’ultimo è una gloria alessandrina (è
nato agli inizi del 1900 al Cristo, dove suo
padre era capostazione).
Carlo Carretto, dopo un’esperienza di
dirigente nazionale dei giovani di azione
cattolica (memorabile il suo discorso in
piazza San Pietro davanti a 500.000 giovani), si ritirò anche lui nel deserto dove
visse gli anni più fecondi della sua vita tra
meditazione e preghiera. Quì scrisse libri
di struggente attualità, come “Lettere dal
deserto”.
Uomini come Carlo Carretto fanno rifiorire
il deserto. Meriterebbero almeno la dedica
di una via della loro città.
Alessandria che ne pensa?
Don Ivo
“LA CHIACCHIERATA”
A RADIO BBSI
E’ ancora negli occhi e nelle orecchie di tutti la bellissima festa del
Carnevale Alessandrino organizzata da Radio BBSI e condotta dal
DJ Stefano Venneri, che ha riempito di pubblico Piazza Garibaldi in
ogni angolo. Oltre ai carri, alle maschere, ai costumi, ai coriandoli e
stelle filanti, c’è un’altra cosa che da cinque anni è tornata a caratterizzare l’appuntamento con la giornata più allegra dell’anno: la lettura della Businà. Si tratta di una poesia satirica che prende di mira
i potenti della città e narra gli eventi accaduti nell’anno precedente.
E’ una specie di rivincita virtuale del popolo sulla classe dirigente. Ha una durata considerevolmente lunga e non essendo possibile pubblicarla per intero, io ve la propongo in forma ridotta,
ma salace. Buona lettura!
POESIA SATIRICA DEL CARNEVALE
BUSINA’ CHERTA DEL
ALESSANDRINO 2017
CARVE’ LISANDRÈN 2017
Siam di nuovo qui con la poesia satiriA suma turna chì cun la Businà,
ca, ma io sono un po’ timoroso,
ma me a son an po’ genà,
perché bisogna che vi dica che i politipërché bsògna ch’av diga che i puliticònt
ci credono che noi alessandrini
i pensu che noi lisandrén a seju tücc gnurònt. siamo tutti un po’ ignoranti.
Ci dicono che loro sanno quel che deIm disu che lur i sòn se ch’j’òn da fé,
vono fare,
che an mej la nostra sità i voru cambié.
che in meglio la nostra città vogliono
cambiare.
Me a so nenta chì c’laba rašon,
Io non so chi abbia ragione
o chi ha più cognizione.
né ch’ c’l’à pȕ tònta cunissiòn.
Tutti vogliono prendere il posto della
Tȕcc i voru pié el post d’la Rita
Rita
ac’me se dussa la fisa la vita.
come se dolce fosse la vita.
Ónche le sa scherdiva chissàché
Anche lei credeva chissà che,
ma uramai, an Cumén, da cicié,
ma ormai, in Comune, da succhiare
non c’è rimasto granché.
u j’è armàs nenta grònché.
Lei va di qui e di là,
gira dappertutto e non sta mai a casa
Le la và da chì e da là,
e io le dico soltanto: “Vai pure avanti,
la gira dapartűt e la stà mai a cà
ma stai lontano dai Grigi,
e mej ai digh ammà: “Va pira anòn,
che loro in classifica, col pallone,
son sempre in prima posizione.
ma dai Grigi serca ‘d stè luntòn,
Ti chiedo scusa se mi permetto di dirche lur an clasifica cun el balòn
telo,
i son sempra an prima pusiśiòn.
ma tu in classifica non sei per niente
At ciam schisa s’am permet ad ditli,
messa bene:
ma te an clasifica t’ei pròpi bon’na uari:
sei prima soltanto…, se la leggi al
contrario!”
tej prima ammà…, se t’la leśi al cuntrati!”
E adesso, mia cara gente, una proposta vi faccio:
E adès, me cara gent, ‘na pruposta av la fas: mettiamo Di Masi al posto di Rattazzi!
Bituma Di Masi al post ‘d Ratas!
Grazie, Presidente!, per quello che
Grassie, President!, per ch’ul ch’al po’ fè,
può fare,
per farci vedere i Grigi in Serie A arper fem vighi i Grigi an Seria A rivè!
rivare!
Gianni Pasino
LA CLASSIFICA HIT DEL
MESE SU RADIO BBSI
1) Luis Fonsi – Despacito ft. Daddy Yankee
2) Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma
3) Ed Sheeran – Shape of You
4) Parov Stelar – All Night
5) Clean Bandit – Rockabye ft. Sean Paul & Anne-Marie
6) Tiziano Ferro – Il Conforto ft. Carmen Consoli
7) Enrique Iglesias – SUBEME LA RADIO ft. Descemer
Bueno, Zion & Lennox
8) Katy Perry – Chained To The Rhythm
9) The Chainsmokers & Coldplay – Something Just Like
This
10) ZAYN, Taylor Swift – I Don’t Wanna Live Forever
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INFO IN ROSA
Taglio a scodella: il BLOW CUT il taglio del 2017
La moda capelli della primavera estate 2017 riporta in auge il taglio a scodella, detto anche bowl cut. Proprio
così, tra le tendenze capelli top della
stagione si evince che il taglio corto
più cool sarà senza dubbio l’hairstyle
xxs dallo stile boyish, tanto in voga nei
famosi Sixties, rivisitato però in una
chiave urban chic per un look più femminile e glam.
Se pensate che il taglio a scodella sia
impossibile da portare, vi sbagliate di
grosso. Con delle piccole accortezze
infatti, potete sfoggiare al meglio questo trend capelli destinato a diventare
il vero must-have tra i tagli corti dell’estate 2017. E non dimenticate di prestare attenzione anche al colore di capelli più adatto al vostro bowl cut, così
da addolcirne lo styling geometrico e
mercato e valorizzarlo ancora di più.
Amanti dei pixie cut e dei tagli boyish,
se volete essere di tendenza in questa
estate 2017, sappiate che questa acconciatura originale e chic fa proprio
al caso vostro. Per aiutarvi nella scelta, ecco qui alcune versioni di bowl
cut più cool da cui prendere spunto
per sfoggiare un taglio a scodella glam
chic che lascerà tutti a bocca aperta!
Come si usa il blush in crema
Jeans di primavera
Anche gli evergreen si adattano alle tendenze di stagione, cambiando
taglio e stile. Ne sono un esempio i jeans che, da capo d’abbigliamento must per eccellenza, si prestano ad essere reinventati e trasformati per adattarsi a nuovi gusti.
Dai boyfriend ai super skinny, passando per i regular, i baggy, gli
scampanati e i “palazzo”, nell’arco degli anni abbiamo senza dubbio
indossato i modelli più disparati. Ma cosa ci attende in primavera?
Diamo un’occhiata alle 5 tendenze top della prossima stagione.
CON RICAMI, TOPPE & PATCH
Dopo un inverno all’insegna della sobrietà, i jeans tornano a tingersi
di colori pop con patch e toppe di ispirazione girlish. Fiori ricamati
compresi, che sbocciano sul denim accendendolo di sfumature.
SFRANGIATO SOPRA LA CAVIGLIA & REGULAR
Il taglio è regolare, come vogliono i modelli easy e urban. Ma c’è una
sorpresa: l’orlo si ferma decisamente sopra la caviglia ed è sfrangiato. Per un look casual e di carattere.
CON MAXI RISVOLTI
Dopo un revival in pieno stile Eighties, che lo voleva basso e a più
strati, il risvolto della prossima primavera è un solo ampio giro, che
mette in mostra le cuciture interne del denim. Come se fossero un
decoro.
SKINNY VISSUTI
Sono un mix delle
ultime tendenze in
voga: vita alta, taglio
skinny e strappi. Per
non farsi mancare
nulla…
MORBIDI E CON LA
COULISSE IN VITA
Si chiamano “baggy”,
letteralmente
“cascanti”, e sono
destinati a soppiantare i jeans ultra aderenti. Almeno per la
prossima stagione.
E la ragione è semplice: non solo stanno a bene a tutte
(mimetizzano le rotondità o l’eccessiva magrezza), ma si
adattano sia a look
informali sia mise
ricercate e sexy.
Basta indossare un
paio di pumps.
Capire come si usa
il blush in crema è
fondamentale
se
si sceglie di inserire questo prodotto
nella routine make
up, che sia quella
quotidiana oppure
quella per un’occasione
speciale.
Il blush in crema è,
infatti,
un’innovazione relativamente
recente nel settore
del trucco per il viso,
tuttavia molto utile
per varie ragione.
Rispetto al classico fard in polvere, il
blush in crema ha soprattutto due vantaggi, è perfetto per le pelli secche e regala un aspetto più naturale, come di gote colorite dal sole o dal classico leggero rossore di imbarazzo. Proprio la texture in
crema, dunque, permette a questo blush di amalgamarsi al meglio con la pelle e anche di contribuire
all’idratazione, di non aumentare la secchezza come è invece tipico di un prodotto in polvere. Il trucco
naturale, poi, è una delle tendenze make up più in voga anche quest’anno. Proprio perché un prodotto
abbastanza recente sul banco profumeria, però, non tutte sanno come si usa il blush in crema e in
particolar modo come stenderlo per avere l’effetto migliore. Vediamo, allora, come si usa il blush in
crema senza commettere errori.
Preparare la base trucco. Dopo aver lavato viso e collo, iniziate stendendo una crema idratante
adatta al vostro tipo di pelle. Utilizzate poi il correttore per le imperfezioni, occhiaie, bolle, macchie,
scegliendo il colore in base a quello del difetto da correggere. Applicate poi il fondotinta preferito, il
più simile possibile al colorito della pelle, su viso e collo, con le dita, con una spugna o con il pennello.
Stendere il bronzer. Utilizzate un bronzer di una o al massimo due tonalità più scure rispetto al tono
della pelle per dare un colorito sano e omogeneo. Applicatelo con un pennello su fronte, guance,
mento e il collo. Saltate questo passaggio, però, se avete una pelle molto chiara.
Scegliere il colore del blush. Scegliete il colore del blush in base al colore della pelle e anche all’effetto che desiderate ottenere. Per una pelle chiara con effetto naturale scegliete un rosa pallido, per
un effetto drammatico il prugna; per una pelle media utilizzate l’albicocca se siete un fototipo adatto
ai colori caldi, mentre il rosa per i capelli biondi e gli occhi chiari. Per un effetto drammatico puntate al
malva. Se avete la carnagione olivastra, infine, scegliete un blush arancio-pesca per un effetto naturale, mentre per eccedere un po’ utilizzate il bronze.
Dove applicare il blush. Se avete un volto ovale o squadrato e volete ingentilirlo, applicate il blush
sul pomello; se volete al contrario mitigare una rotondità del viso applicatelo sugli zigomi, con una
pennellata trasversale sulla guancia, ma senza mai andare troppo vicino all’occhio, perché si rischia
di perdere l’effetto naturale.
Come applicare il blush con il pennello. Prendete un po’ di prodotto con il pennello pulito, passandolo sul dorso della mano per eliminare quello in eccesso, e applicate il blush sulla zona desiderata.
Eliminate l’eccesso con una beauty blender.
Come applicare il blush con la spugna. Prendete un po’ di prodotto con la spugna, applicatelo e poi
girate la spugna dal lato asciutto per completare la sfumaturaCome correggere un eccesso di blush. Applicate il blush un po’ per volta, perché è più facile aggiungere che correggere un eccesso di prodotto sul viso. Se, tuttavia, doveste esagerare con l’applicazione, correggete l’errore aggiungendo un po’ di cipria chiara o di fondotinta.
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INFO MAMMA
Bonus baby sitter di 600 euro riconfermato dalla
legge di Stabilità 2017. Come farne richiesta?
Per aiutare l’occupazione femminile e
sostenere i servizi di prima infanzia, già
piuttosto carenti nel nostro Paese, le
neomamme lavoratrici possono richiedere il bonus baby sitter, ossia dei voucher di 600 euro al mese per 6 mesi,
per pagare le spese di una baby sitter
o di un asilo nido. Vediamo come farne richiesta, i requisiti per usufruirne,
come possono essere spesi e le ultime
novità introdotte dalla Manovra.
Chi può richiedere il Bonus baby sitter di 600 euro? Possono presentare
domanda le lavoratrici dipendenti sia
del settore pubblico che privato. Lavoratrici autonome non parasubordinate (non iscritte alla gestione separata
INPS) e alle imprenditrici. Per queste
figure, il periodo fruibile dei voucher è
ridotto della metà, per cui per 3 mesi
per un totale do 1800 euro. Al momento della domanda devono essere
ancora negli undici mesi successivi al
termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio. Sono ammesse
alla presentazione della domanda anche le lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale.
In tal caso, il contributo potrà essere
richiesto per un numero di mesi pari ai
mesi di congedo parentale non ancora
usufruiti, con conseguente riduzione di
altrettante mensilità di congedo parentale; non è possibile richiedere il contributo per frazioni di mese. In caso di lavoro part time l’mporto viene ridotto in
misura proporzionale all’orario. In caso
di più figli, è possibile presentare una
Il regalo migliore per i
bambini è il tempo che
passiamo con loro
Vale per tutti i bambini che conosciamo sia che siamo genitori, nonni, zii
cugini o amici.
Quando saranno adulti i bambini ricorderanno soprattutto il tempo che
i genitori e le persone care hanno
trascorso con loro. Lo ricorderanno
meglio di qualsiasi dono o giocattolo ricevuto in regalo e purtroppo
ricorderanno anche i momenti tristi
in cui sono stati lasciati soli quando
invece avrebbero voluto compagnia
e vicinanza. I bambini devono sapere
che possiamo essere al loro fianco
quando hanno bisogno di noi, fosse semplicemente per augurare loro
la buonanotte, per giocare un po’ o
per leggere insieme una fiaba. Solo
attraverso il tempo che passiamo insieme a loro i bambini possono capire quanto sia forte e importante la
magia dell’affetto e dell’amore. Perché la magia avvenga c’è bisogno di
tempo e di vicinanza. L’incantesimo
dell’amore e dell’affetto non avviene
quando diamo ai bambini il nostro
cellulare o il tablet come distrazione
o quando siamo noi stessi a ritrovarci
incollati agli schermi senza un motivo
ben preciso, mentre invece potremmo trascorrere quegli attimi preziosi
a giocare o a parlare con i bambini, a
coccolarli e a regalare loro un sorriso.
Se i bambini avessero la possibilità
di comprare del tempo da trascorrere insieme a noi lo farebbero senza
esitazione. Educazione è sinonimo
di condivisione e di momenti da
passare insieme. Una delle maggiori responsabilità dei genitori è quella
di aiutare i bambini ad evolversi e a
vivere nella società senza uno stress
eccessivo e i rapporti con gli altri si
costruiscono proprio a partire dalla
famiglia. Regalare tempo ai bambini
significa avere la possibilità di dare
spiegazioni e risposte alle loro numerose domande senza fretta. A nostra
volta possiamo fare ai bambini delle
domande e attendere con curiosità le
loro risposte. E’ importante riuscire a
creare dei momenti da trascorrere in
tranquillità insieme ai bambini in un
ambiente confortevole e, soprattutto,
è fondamentale dimostrare il nostro
interesse verso di loro e verso le loro
richieste. Solo grazie al tempo che
dedichiamo ai bambini possiamo costruire con loro una relazione vera e
profonda che non sia basata soltanto su rari attimi ritagliati dalla nostra
vita quotidiana. I bambini riusciranno
ad avere fiducia in noi e inizieranno
a confidarci i loro segreti, le loro preoccupazioni, le richieste e le aspettative. L’infanzia è un periodo magico
che non esisterà più quando i bambini saranno ormai cresciuti. Il regalo
migliore da condividere con i bambini
è allora davvero il bene più prezioso che esiste ora nella nostra vita e
che non potrà mai ritornare indietro
a questo momento, cioè il tempo che
abbiamo a disposizione proprio ora.
Dunque non sprechiamolo e cerchiamo di sfruttarlo per rendere felici i
bambini che conosciamo.
domanda per tutti.
Per quanti mesi è possibile richiederlo? E’ possibile usufruire del voucher baby sitting o asilo nido per un
totale di sei mesi, mentre tre mesi per
le lavoratrici iscritte alla gestione separata.
Fino a quando è possibile presentare
la domanda? Le domande di voucher
baby sitting o asilo nido possono esse-
re presentate fino al 31 dicembre 2018
o comunque fino all’esaurimento fondi
a disposizione.
Come presentare la domanda. Per
richiedere il bonus è necessario collegarsi al sito internet dell’Inps con
codice di identificazione personale, o
con il supporto dei patronati. Il servizio d’invio delle domande è disponibile
attraverso il seguente percorso: www.
inps.it > Servizi per il cittadino > Autenticazione con PIN > Invio domande
di prestazioni a sostegno del reddito
> Voucher o contributo per l’acquisto
dei servizi per l’infanzia. Il PIN con cui
viene effettuata l’autenticazione al servizio deve essere di tipo “dispositivo”.
Le domande pervenute mediante canali telematici di trasmissione diversi
da quelli sopra indicati, non saranno
prese in considerazione. Occorre presentare prima e in tempo utile all’INPS
la dichiarazione ISEE (qualora non sia
presente nelle banche dati dell’INPS
una dichiarazione ISEE valida). Sul sito
INPS di recente sono state inseriti gli
aggiornamenti e tutte le informazioni
necessarie per presentare la richiesta.
Fratellino sì o no?
Uno dei fenomeni sociali più evidenti dell’ultimo secolo è certamente il passaggio dalla famiglia
estesa, con struttura patriarcale,
alla famiglia nucleare. Il numero dei
figli per famiglia si è notevolmente
ridotto e oggi sono sempre di più
le coppie che decidono di avere un
solo figlio, con il proposito di potergli dedicare più attenzioni e di poter provvedere meglio a tutti i suoi
bisogni. In realtà non si può avere
un punto di vista oggettivo ed assoluto riguardo ai minori o maggiori vantaggi dell’essere figli unici o
del non esserlo, per due ordini di
motivi: in primo luogo coloro che
vivono la condizione di figli unici
non possono sapere cosa significa avere dei fratelli, così come chi
li ha non può comprendere fino in
fondo come ci si senta ad essere
figlio unico.
In secondo luogo entrambe queste condizioni hanno i propri pro e i
propri contro, a seconda dell’età di
riferimento. Decidere di mettere in
cantiere un altro bambino richiede
sempre un pizzico di spregiudicatezza. Eppure a volte ci sono segnali che ci danno all’improvviso
l’input che aspettavamo. Eccone
alcuni:
- il primogenito che ce lo chiede:
il nostro primo figlio inizia a chiedere di frequente se gli “facciamo” un
fratellino o una sorellina, con tanto
di audaci proposte circa il nome;
- guardiamo con mestizia i vecchi vestitini: nel fare ordine tra
body e tutine del nostro primo che
ora ci sembra già grande - anche
se ha tre anni - la mancanza di un
neonato inizia a farsi sentire;
- iniziamo a portare in cantina
vari oggetti: come la vaschetta, il
seggiolone o il fasciatoio, che giacciono inutilizzati da un anno o più.
E l’idea di disfarcene non ci entusiasma affatto;
- cambiamo casa: ci trasferiamo
dalla vecchia casa da coppietta,
le cui stanze erano ormai in pieno
stile “Sepolti in casa”, ad una più
grande. Forse troppo grande, per
sole tre persone;
- il neopadre si sente pronto: un
uomo??? Pronto??? Un tale e anomalo afflato decisionistico non può
che riverberarsi anche su di noi.
- non pensiamo ad altro: magari
raccontandoci che sarebbe immorale nell’ottica della sovrappopolazione globale, ma di fatto, i nostri
pensieri tornano sempre lì. In fondo
lo vogliamo, tanto vale ammetterlo;
- le nostre amiche hanno già fatto il bis: magari tutte le mamme
che abbiamo conosciuto in occasione della prima gravidanza hanno
già prodotto una seconda versione;
- osserviamo il nostro primogenito che si diverte a fare il babysitter ai piccolini e pensiamo: perché
no?
Ma cosa ne pensa la psicologa?
Fratellino sì o no? Meglio avere un
solo figlio o allargare la famiglia?
La dott.ssa Emmanuella Ameruoso
ci parla, nello specifico, dei miti da
sfatare dui figli unici. Ad esempio
non è vero che avere un solo bambino può comportare il rischio di viziarlo; è compito dei genitori essere
attenti e capaci di rendere il proprio
figlio pago senza viziarlo. Secondo
alcuni pedagogisti non bisogna generalizzare. Essere figli unici ha dei
vantaggi, ma anche lati negativi. Il
figlio unico non deve dividere i suoi
spazi e l’affetto dei genitori, quindi
è più concentrato su se stesso. Lo
svantaggio però è che un bambino
che cresce da solo, non impara a
misurarsi con le diversità, e con la
sofferenza psicologica che ne può
conseguire. Inoltre il figlio unico catalizza tutte le attenzioni, ma anche
le ansie e le aspettative dei genitori, e questo potrebbe limitare la sua
libertà, la sua individualità e il suo
spirito creativo.
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SALUTE & BENESSERE
Sigarette elettroniche, per i giovani un rischio
imprevisto
Le sigarette elettroniche sono di
gran lunga meno dannose delle
sigarette tradizionali ma…. c’è un
“ma” che sta preoccupando i medici specialisti nelle patologie del
polmone e della respirazione che
richiede studi ed approfondimenti
ulteriori.
Di che si tratta? Prima di rispondere alla domanda principale, è
opportuno fare chiarezza intanto
sul perimetro dei danni dell’una (la
sigaretta tradizionale) e dell’altra
(quella elettronica). Le ricerche condotte finora hanno accertato senza
ombra di dubbio che la sigaretta
fatta di carta, catrame, nicotina e
tabacco altera il funzionamento di
123 geni del corpo umano e stimola
l’infiammazione.
I vapori delle sigarette elettroniche,
invece, modificano l’espressione
di 2 soli geni. Il match dunque si
chiude con la vittoria delle sigarette
elettroniche per 2 a 123. Il fatto che
la scoperta sia stata fatta dai ricercatori del British American Tobacco
R&D usando il modello di polmone
in 3D ed una innovativa tecnica di
biologia molecolare, la dice lunga
sull’affidabilità dei risultati. Ma gli
effetti delle sigarette elettroniche
non si misurano solo dalle altera-
zioni dei geni perché, come noto, la
correlazione con enfisemi polmonari e tumori sono accertate.Ed infatti
a confermarlo è il Centro anti fumo
del’Istituto Tumori di Milano.
Secondo Roberto Boffi, lo pneumologo responsabile del Centro, “
le sigarette elettroniche sono meno
genotossiche delle normali sigarette ma non per questo senza altri rischi. Il suo centro infatti ha raccolto
alcuni dati che confermano la presenza nelle sigarette elettroniche di
metalli pesanti come nichel, piombo e cromo a volte anche in quantità superiori a quelle contenute nelle
sigarette normali.
Le altre altre conseguenze. Il risultato è un effetto irritante sulle vie
aeree che può rendere pià gravi le
condizioni per esempio di chi già
soffre d’asma, bronchite cronica o
di enfisema polmonare. La circostanza che getta una luce nuova sul
consumo di sigarette elettroniche è
la motivazione con cui vengono fumate.
E’ certo che aiutino alcuni grandi fumatori a ridurre il consumo di sigarette normali e li aiutino a smettere,
ammesso che ci sia la forte volontà
del fumatore. Ma le statistiche censite in questi primi anni di consumo
di fumo elettronico dimostrano che
chi fuma sigarette elettroniche , Il
70% delle persone, non lo fa tanto
per smettere quanto per fumare nei
luoghi pubblici in cui sarebbe vietato; per cui fumano sigarette normali
all’aria aperta e swappano altrove.
Mentre l’11%, soprattutto adolescenti che fumano sigarette elettroniche non ha mai fumato prima
e dunque la sigaretta elettronica
potrebbe essere il primo passo per
diventare fumatori di sigarette tradizionali. E se così fosse sarebbe
un vero guaio.
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piccoli cambiamenti quotidiani. Se ti prefiggi
obiettivi troppo ambiziosi, come frequentare la palestra 7 giorni su 7 consapevole di
essere pigro e avere poco tempo a disposizione, finirai per non rispettarli ritrovandoti
con il muso lungo e la pancia gonfia. Come
rimediare?
No al caffè, sì al tè verde
Lo sapevi che il tè verde riduce l’assorbimento dei grassi, accelera il metabolismo, ha
proprietà drenanti e diuretiche? Se la risposta è no, rimedia subito. Prova a rimpiazzare
il caffè che bevi ogni giorno con una squisita
tazza di tè: il benessere è assicurato.
Sorridi, fa buon sangue
Hai mai sentito parlare di ginnastica facciale?
Sono esercizi, tra cui smorfie e sorrisi, che
allenano i muscoli del viso, tonificano la pelle
e la ringiovaniscono. Se alla cute ci tieni, e
anche al buonumore, esercitati ogni giorno
davanti allo specchio con qualche smorfia
ma soprattutto sorridi! Sorridi alla vita e alle
persone per strada, anche agli sconosciuti,
o a quelli che ti fanno arrabbiare.
Passeggia per almeno mezz’ora ogni
giorno
Una mezz’oretta di camminata al giorno, oltre che fare bene alla salute, è un esercizio
non impossibile da fare ma che può comunque servire ad allenare la costanza ballerina!
Portare a termine questo progetto è sempli-
ce, basta andare a piedi a lavoro o a fare la
spesa o all’asilo a prendere i bambini, o in
qualunque altro posto. Hai preso nota?
Abbraccia tutti
Quante volte abbracci i tuoi amici? E i tuoi
cari? D’ora in avanti dedicati all’arte dell’abbraccio quotidianamente. I benefici sono
innumerevoli: lo sapevi, per esempio, che
questo gesto favorisce l’ossigenazione del
sangue facendo ringiovanire il corpo e la
mente? Provare per credere!
Elimina il “quanto basta” nei condimenti
Lo facciamo tutti, è vero, ma il condire gli
alimenti “ad occhio” non è un alleato del benessere e nemmeno della linea. Basta usare
un cucchiaio come unità di misura: due cucchiai di olio al giorno sono decisamente più
salutari di una quantità approssimativa che,
per colpa o per destino, tende all’eccesso.
Il buongiorno con acqua e limone
Acqua e limone ogni mattina, appena svegli,
sono un vero toccasana per la salute. Il limone regolarizza il metabolismo, tonifica l’organismo, aiuta la digestione, rallenta i processi
degenerativi della articolazioni, rimineralizza
i tessuti… ti basta?
Ripensa alla palestra
Anche se è difficile, non abbandonare del
tutto l’idea di andare in palestra! L’esercizio
fisico costante, e magari un po’ duro, dona
beneficio al corpo, allo spirito e a tutto l’ organismo. Purifica, brucia i grassi, migliora la
pressione.
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SALUTE & BENESSERE
La frutta: meglio fuori pasto!
Da sempre noi italiani siamo abituati a mangiare la frutta
e il dolce a fine pasto, per sentirci sazi ed avere qualcosa
di dolce. Non solo è difficile cambiare questa abitudine,
ma spesso chi cerca in modo ossessivo qualcosa di dolce
a fine pasto, ha problemi intestinali di cui non si rende
conto. Facciamo un passo indietro per spiegare: la frutta,
ottimo alimento, ricco di vitamine, enzimi, minerali, non
deve subire trasformazioni in bocca e nello stomaco, per
la sua digestione, e passa velocemente nell’intestino. Questo però accade solo se lo stomaco è vuoto e non contiene
altri alimenti, altrimenti deve per forza seguire “il destino” della digestione degli altri cibi consumati durante il
pasto. Ci sono delle regole da seguire, perché le scorrette
combinazioni alimentari creano dei problemi. Se la frutta
viene mangiata con dei carboidrati, inizia una fermentazione degli amidi, che crea fastidioso gonfiore. Se la frutta
viene consumata con un pasto a base di proteine, (carne, pesce), la digestione viene rallentata perché rallenta
la produzione di acido cloridrico, e la frutta acida, come
gli agrumi, inibisce la pepsina, che è l’enzima che scinde
le proteine. Se consideriamo che, normalmente, il pasto
tipico italiano è composto da primo piatto e secondo, contorno, frutta, non è difficile immaginare che si verificano
una digestione difficile e una scorretta utilizzazione dei
nutrienti dei cibi. Si avrà così quella che in Naturopatia
viene chiamata disbiosi mista, con fermentazione degli
zuccheri e putrefazione delle proteine.
Insomma, una digestione malsana produce sostanze per
lo più tossiche, il cui assorbimento può provocare una diminuzione dell’energia vitale, infiammazione e indebolimento del sistema immunitario, che è l’anticamera delle
malattie.
Consumando la frutta da sola, il fruttosio viene velocemente assorbito dai villi intestinali, entra nel sangue e
arriva al fegato, dove può essere trasformato in glucosio
ed utilizzato per produrre energia, oppure essere trasformato in acidi grassi, in modo molto più rapido rispetto
al glucosio derivato dagli alimenti contenenti carboidrati
(legumi, patate, pane, riso, pasta, cereali, etc..).
Il processo di trasformazione del fruttosio in acidi grassi
nel fegato si chiama lipogenesi.
Un eccesso di acidi grassi nel fegato, derivati da zuccheri
non metabolizzati, si chiama steatosi epatica (il cosiddetto fegato grasso). La steatosi epatica fa funzionare il fegato al 30% delle sue potenzialità ed è una condizione che
Lenti a contatto al mare
e in piscina
Le lenti a contatto al
mare e in piscina possono rappresentare un
problema, se non si seguono le giuste istruzioni. In estate molti amano
fare un tuffo in acqua,
ma alcuni non rinuncerebbero mai alle loro
lentine. Eppure ricordiamoci che durante l’estate coloro che utilizzano
le lenti a contatto sono
anche i più predisposti a contrarre infezioni
o a incorrere in lesioni
alla cornea, per la cattiva abitudine di non togliersi le lenti a contatto
quando è il momento
di fare il bagno. E allora che cosa fare concretamente? Gli esperti
raccomandano che, se
proprio non si vuole rinunciare alle lenti a contatto in acqua, sarebbe
meglio almeno indossare gli occhialini, in modo
che si eviti il contatto
diretto fra la lente e l’acqua. Questo contatto, in
effetti, potrebbe determinare delle alterazioni
nell’idratazione
della
lente: il pericolo è quello
di un’irritazione agli occhi, che facilmente può
aprire le porte alla congiuntivite.
Inoltre non bisogna
dimenticare che alcune sostanze chimiche
disciolte
nell’acqua,
come, ad esempio, il
cloro, possono causare
differenti problemi: occhi rossi, lacrimazione,
ipersensibilità alla luce.
Tra l’altro anche l’eccessiva esposizione al
sole potrebbe essere
fonte di disturbi. Ecco
perché è fondamentale,
una volta usciti dall’acqua, indossare degli occhiali da sole con filtro
uv.
Qualche problema può
essere determinato anche dalla sabbia. Può
capitare che qualche
granello vada dentro
gli occhi, situandosi fra
l’occhio e la lente. In
casi come questi non bisogna strofinare, perché
altrimenti si aumenta il
rischio di escoriazioni,
visto che la sabbia potrebbe ferire la cornea.
E’ importante, invece,
lasciare che il nostro
corpo metta in atto i
propri meccanismi di
difesa, in maniera naturale: sarà la lacrimazione a far uscire il corpo
estraneo. Al limite è necessario togliere la lente a contatto e mettere
l’occhio sotto un getto
di acqua corrente, sempre senza strofinare.
Nel momento in cui ci si
rimette la lente, bisogna
lavarla per bene, mentre è utile assolutamente non scambiarsi gli
asciugamani, per evitare diffusioni di infezioni.
Per proteggere gli occhi, è infatti essenziale
l’igiene, in particolare
quella che riguarda le
lenti, a meno che non
usiamo quelle usa e
getta.
Prima di pulire le lenti a
contatto le mani devono
essere lavate. Le lentine
devono essere sempre
inserite negli appositi
contenitori e bagnate
con le soluzioni adatte.
Naturalmente non bisogna commettere l’errore
di non rispettare le scadenze: le lenti vanno sostituite alla data indicata, anche se le abbiamo
utilizzate poche volte.
rende difficile anche perdere peso.
Se si consuma molta frutta, (o se si utilizza come dolcificante al posto dello zucchero) si introduce moltissimo
fruttosio, che andrà a formare trigliceridi; questi verranno stoccati nel fegato, oppure potranno essere trasferiti ai
depositi adiposi, tramite le lipoproteine VLDL. In questo
modo si accumula grasso corporeo, soprattutto addominale, che aumenta il rischio di avere problematiche cardiovascolari; anche il profilo lipidico sarà alterato e gli
esami del sangue mostreranno il valore dei trigliceridi
aumentato.
E’ evidente che la frutta conviene mangiarla da sola, a
stomaco vuoto, a colazione oppure come spuntino a metà
mattina e pomeriggio, meglio ancora se prepariamo colorati e divertenti estratti a base di verdura per l’80% e
20% frutta.
Tirando le somme, tra frutta e dolciumi, caramelle, e simili, eccedere giornalmente con il fruttosio è un rischio
reale e concreto, ogni giorno!
Per recuperare il peso forma, per avere una salute ottimale senza più steatosi epatica, per eliminare il grasso corporeo in eccesso, occorre limitare la dose giornaliera di
fruttosio e non mangiare frutta a fine pasto, soprattutto
quella dolce, come banane, cachi, fichi; occorre eliminare
anche marmellate e miele come conclusione di pranzo e
cena. Attenzione anche alle salse, il ketchup contiene oltre il 40% di fruttosio, su 100 grammi di prodotto.
Rosanna Pilia
Naturopatia Integrata, Iridologia e Micoterapia
Pressione alta: i cibi
da evitare
Parlando di pressione
alta, sono molti i consigli
degli specialisti che ci dicono cosa fare per evitare dei problemi di salute.
In caso di pressione alta,
cosa fare? Sicuramente
l’alimentazione è un fattore che deve essere tenuto
costantemente in considerazione da parte di chi
presenta i sintomi della
pressione alta. Sono diversi
i cibi nemici dell’ipertensione e per questo motivo, per fare un po’ di chiarezza,
l’American Heart Association ha deciso di stilare una vera e propria classifica
che riguarda il rapporto fra pressione alta e dieta, indicando nello specifico i sei
cibi da evitare in caso di pressione alta. Si tratta ovviamente in tutti i casi di cibi
salati, visto che il sale è il primo nemico. Uno dei rimedi contro la pressione alta
è proprio questo: evitare di mangiare alimenti salati.
1. Il pane. Tra i cibi contro la pressione alta c’è quindi innanzi tutto il pane, che
può contenere in una sola fetta ben 230 milligrammi di sodio, una quantità che
rappresenta il 15% del totale da assumere durante la giornata. Naturalmente un
buon modo per evitare problemi di pressione minima alta è quello di consumare
pane senza sale o pane integrale.
2. Carne lavorata. Al secondo posto della classifica troviamo la carne lavorata. Si tratta principalmente dei salumi, che, come è noto, contengono sodio. I
salumi infatti, sia cotti che crudi, non possono fare a meno del sale, che viene
utilizzato per garantire la conservabilità dei prodotti e per il rispetto delle norme
sanitarie durante la produzione.
3. Carne bianca. Per quanto riguarda la carne bianca, bisogna considerare che
quest’ultima ha meno grassi. Ricordiamo però che, specialmente la carne bianca preconfezionata, potrebbe avere più sodio, anche fino a 1000 milligrammi
per porzione, una percentuale senza dubbio molto elevata alla quale dovremmo
prestare molta attenzione.
4. Pollo. Spesso, se compriamo il pollo in rosticceria, viene condito con erbe
aromatiche e sale. In questo caso si potrebbe fare a meno del sale come condimento, aggiungendo solo le erbe per dare un sapore più intenso. Aggiungendo
il condimento preparato in casa si potrebbe evitare un consumo eccessivo di
sodio.
5. Zuppe e minestroni. In quinta posizione ci sono zuppe e minestroni. Potrebbe sembrare strano, ma bisogna ricordare che le zuppe che acquistiamo
già pronte possono contenere del sale di troppo. Per questo motivo, anche in
questo caso, sarebbe meglio preparare tutto in casa, per dosare al meglio il
condimento.
6. Pizza. Infine troviamo la pizza. In questo caso il problema principale non è
rappresentato solo, come si potrebbe pensare, dal condimento (anche se questo influisce notevolmente), ma anche dalla pasta, che potrebbe avere (per soli
due tranci) una quantità di più di 700 milligrammi di sodio.