dicembre 2016
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MARZO 2017 13 14 MARZO 2017 ENOGASTRONOMIA MARZO 2017 15 16 MARZO 2017 RUBRICHE Rubrica Vintage a cura di Cristiana DeGiglio “Il Burlesque anche nel fitness … Fit Burlesque®” Allenarsi, bruciare calorie, divertirsi ballando coreografie diverse, tonificarsi con gli esercizi di riscaldamento e defaticarsi ballando; al termine, uno stretching super sexy, ma efficace ascoltando la musica di Jessica Rabbit o Fever! Cosa pretendete di più? Questo è lo spirito del FitBurlesque®! A oggi vari centri fitness propongono il FitBurlesque® tra i propri corsi, avvalendosi di istruttrici certificate con la formazione erogata a Milano dalla ideatrice del marchio Ilona Restauri e, su richiesta, presso i centri che lo desiderano. Gli stili di ballo collegati al fitness oggi costituiscono l’ultima frontiera del settore, in funzione del successo tributato dal pubblico, che ne apprezza il metodo semplice e divertente, che stimola l’entusiasmo delle partecipanti e migliora efficienza fisica, coordinamento e portamento. Il FitBurlesque® offre un programma di burlesque in chiave fitness, con uno specifico metodo d’insegnamento e linee guida semplici ed efficaci. Non si tratta della lezione di arte della seduzione vera e propria tipica del burlesque, ma piuttosto di un’attività motoria ad alto consumo energetico basata su mosse e movimenti presi in prestito dagli stili di ballo e di danza presenti nel burlesque, partendo dalla sua origine fino ai nostri giorni. La lezione inizia con il riscaldamento, cui segue la spiegazione di una coreografia che viene provata prima lentamente e poi più velocemente. La spiegazione dei passi è efficace e chiara, in modo che le persone riescano a capire, provare, assimilare i passi e poi scatenarsi nella coreografia. Infine viene eseguito il defaticamento e lo stretching su musiche tipiche del burlesque. La scelta delle musiche è una componente importante e contraddistingue questo tipo di corso, utilizzando e selezionando musiche divertenti, ritmate, un po’ particolari e ricercate a partire dagli anni 70, 80, 90; per i pezzi finali anni 20 e 30, tipici delle atmosfere di Cabaret o di Chicago! E’ una disciplina che accede all’universo femminile con sensualità e raffinatezza ma senza tradire quello che è l’obbiettivo principale: allenarsi divertendosi. Nel corso di una lezione di Fit Burlesque® ogni partecipante si sente “unica”, attrice protagonista semplicemente per piacere a se stessa, dove non contano né l’età né l’aspetto fisico, ma solo la voglia di divertirsi, di ballare, di allenarsi, di bruciare calorie. Non vi resta che provare la magia e l’allegria del Fit Burlesque… Get the sensual moves! In Alessandria l’unica Istruttrice autorizzata è Cristiana De Giglio che attualmente tiene i corsi presso Curves Alessandria, la palestra al femminile in via Lumelli e Body & Mind in via Donizetti 17° ad Alessandria. Per info potete scrivere un messaggio alla pagina Facebook Sweet Dolls Alessandria. Lettere dal deserto Nella Chiesa ci sono tanti santi e nessuno è uguale all’altro. Alcuni hanno lasciato una straordinaria eredità spirituale senza fondare famiglie o istituzioni religiose. Uno di questi è il beato padre Charles de Foucauld, talmente umile e discreto da vivere nascosto e ignorato dal mondo. Charles de Foucauld nacque a Strasburgo nel 1858. Quest’anno stiamo vivendo l’anno centenario della sua morte, avvenuta nel giugno del 1916 nell’Africa Sahariana, a Tamanrasset ad opera di alcuni aggressori sconosciuti. Cosa c’entra l’Africa Sahariana con padre Charles? Egli, da giovane, dilapidò il ricco patrimonio familiare in viaggi e avventure galanti. A 28 anni, in una chiesa parigina, capì di dover cambiare la sua vita e qui decise, dopo una confessione e comunione di servire Gesù povero, da povero. E non c’era ambiente più povero del deserto nordafricano. Quì non predica il vangelo, ma lo vive nel dialogo, nella condivisione, nella povertà. Il suo messaggio è ancora molto attuale. A lui, che non fondò nulla e non organizzò nulla, fanno riferimento dodici istituti di vita consacrata e migliaia di seguaci. Padre Charles è inimitabile e irripetibile, eppure ha avuto tanti imitatori come Renè Voillane, Arturo Paoli e Carlo Carretto. Quest’ultimo è una gloria alessandrina (è nato agli inizi del 1900 al Cristo, dove suo padre era capostazione). Carlo Carretto, dopo un’esperienza di dirigente nazionale dei giovani di azione cattolica (memorabile il suo discorso in piazza San Pietro davanti a 500.000 giovani), si ritirò anche lui nel deserto dove visse gli anni più fecondi della sua vita tra meditazione e preghiera. Quì scrisse libri di struggente attualità, come “Lettere dal deserto”. Uomini come Carlo Carretto fanno rifiorire il deserto. Meriterebbero almeno la dedica di una via della loro città. Alessandria che ne pensa? Don Ivo “LA CHIACCHIERATA” A RADIO BBSI E’ ancora negli occhi e nelle orecchie di tutti la bellissima festa del Carnevale Alessandrino organizzata da Radio BBSI e condotta dal DJ Stefano Venneri, che ha riempito di pubblico Piazza Garibaldi in ogni angolo. Oltre ai carri, alle maschere, ai costumi, ai coriandoli e stelle filanti, c’è un’altra cosa che da cinque anni è tornata a caratterizzare l’appuntamento con la giornata più allegra dell’anno: la lettura della Businà. Si tratta di una poesia satirica che prende di mira i potenti della città e narra gli eventi accaduti nell’anno precedente. E’ una specie di rivincita virtuale del popolo sulla classe dirigente. Ha una durata considerevolmente lunga e non essendo possibile pubblicarla per intero, io ve la propongo in forma ridotta, ma salace. Buona lettura! POESIA SATIRICA DEL CARNEVALE BUSINA’ CHERTA DEL ALESSANDRINO 2017 CARVE’ LISANDRÈN 2017 Siam di nuovo qui con la poesia satiriA suma turna chì cun la Businà, ca, ma io sono un po’ timoroso, ma me a son an po’ genà, perché bisogna che vi dica che i politipërché bsògna ch’av diga che i puliticònt ci credono che noi alessandrini i pensu che noi lisandrén a seju tücc gnurònt. siamo tutti un po’ ignoranti. Ci dicono che loro sanno quel che deIm disu che lur i sòn se ch’j’òn da fé, vono fare, che an mej la nostra sità i voru cambié. che in meglio la nostra città vogliono cambiare. Me a so nenta chì c’laba rašon, Io non so chi abbia ragione o chi ha più cognizione. né ch’ c’l’à pȕ tònta cunissiòn. Tutti vogliono prendere il posto della Tȕcc i voru pié el post d’la Rita Rita ac’me se dussa la fisa la vita. come se dolce fosse la vita. Ónche le sa scherdiva chissàché Anche lei credeva chissà che, ma uramai, an Cumén, da cicié, ma ormai, in Comune, da succhiare non c’è rimasto granché. u j’è armàs nenta grònché. Lei va di qui e di là, gira dappertutto e non sta mai a casa Le la và da chì e da là, e io le dico soltanto: “Vai pure avanti, la gira dapartűt e la stà mai a cà ma stai lontano dai Grigi, e mej ai digh ammà: “Va pira anòn, che loro in classifica, col pallone, son sempre in prima posizione. ma dai Grigi serca ‘d stè luntòn, Ti chiedo scusa se mi permetto di dirche lur an clasifica cun el balòn telo, i son sempra an prima pusiśiòn. ma tu in classifica non sei per niente At ciam schisa s’am permet ad ditli, messa bene: ma te an clasifica t’ei pròpi bon’na uari: sei prima soltanto…, se la leggi al contrario!” tej prima ammà…, se t’la leśi al cuntrati!” E adesso, mia cara gente, una proposta vi faccio: E adès, me cara gent, ‘na pruposta av la fas: mettiamo Di Masi al posto di Rattazzi! Bituma Di Masi al post ‘d Ratas! Grazie, Presidente!, per quello che Grassie, President!, per ch’ul ch’al po’ fè, può fare, per farci vedere i Grigi in Serie A arper fem vighi i Grigi an Seria A rivè! rivare! Gianni Pasino LA CLASSIFICA HIT DEL MESE SU RADIO BBSI 1) Luis Fonsi – Despacito ft. Daddy Yankee 2) Francesco Gabbani – Occidentali’s Karma 3) Ed Sheeran – Shape of You 4) Parov Stelar – All Night 5) Clean Bandit – Rockabye ft. Sean Paul & Anne-Marie 6) Tiziano Ferro – Il Conforto ft. Carmen Consoli 7) Enrique Iglesias – SUBEME LA RADIO ft. Descemer Bueno, Zion & Lennox 8) Katy Perry – Chained To The Rhythm 9) The Chainsmokers & Coldplay – Something Just Like This 10) ZAYN, Taylor Swift – I Don’t Wanna Live Forever MARZO 2017 ! FAI ATTENZIONE A PUBBLICITÀ E TELEFONATE INGANNEVOLI! Di noi ti puoi fidare! Alegas #energiavicina Scegli la trasparenza di Alegas! Call center? Offerte poche chiare? Pubblicità ingannevoli? Con Alegas vai sul sicuro: affidabile, vicina, conveniente. Chiamaci o passa allo sportello. I nostri consulenti sono al tuo servizio. Via Damiano Chiesa, 18 - Alessandria 800.959.441 alegas.it 17 18 MARZO 2017 INFO IN ROSA Taglio a scodella: il BLOW CUT il taglio del 2017 La moda capelli della primavera estate 2017 riporta in auge il taglio a scodella, detto anche bowl cut. Proprio così, tra le tendenze capelli top della stagione si evince che il taglio corto più cool sarà senza dubbio l’hairstyle xxs dallo stile boyish, tanto in voga nei famosi Sixties, rivisitato però in una chiave urban chic per un look più femminile e glam. Se pensate che il taglio a scodella sia impossibile da portare, vi sbagliate di grosso. Con delle piccole accortezze infatti, potete sfoggiare al meglio questo trend capelli destinato a diventare il vero must-have tra i tagli corti dell’estate 2017. E non dimenticate di prestare attenzione anche al colore di capelli più adatto al vostro bowl cut, così da addolcirne lo styling geometrico e mercato e valorizzarlo ancora di più. Amanti dei pixie cut e dei tagli boyish, se volete essere di tendenza in questa estate 2017, sappiate che questa acconciatura originale e chic fa proprio al caso vostro. Per aiutarvi nella scelta, ecco qui alcune versioni di bowl cut più cool da cui prendere spunto per sfoggiare un taglio a scodella glam chic che lascerà tutti a bocca aperta! Come si usa il blush in crema Jeans di primavera Anche gli evergreen si adattano alle tendenze di stagione, cambiando taglio e stile. Ne sono un esempio i jeans che, da capo d’abbigliamento must per eccellenza, si prestano ad essere reinventati e trasformati per adattarsi a nuovi gusti. Dai boyfriend ai super skinny, passando per i regular, i baggy, gli scampanati e i “palazzo”, nell’arco degli anni abbiamo senza dubbio indossato i modelli più disparati. Ma cosa ci attende in primavera? Diamo un’occhiata alle 5 tendenze top della prossima stagione. CON RICAMI, TOPPE & PATCH Dopo un inverno all’insegna della sobrietà, i jeans tornano a tingersi di colori pop con patch e toppe di ispirazione girlish. Fiori ricamati compresi, che sbocciano sul denim accendendolo di sfumature. SFRANGIATO SOPRA LA CAVIGLIA & REGULAR Il taglio è regolare, come vogliono i modelli easy e urban. Ma c’è una sorpresa: l’orlo si ferma decisamente sopra la caviglia ed è sfrangiato. Per un look casual e di carattere. CON MAXI RISVOLTI Dopo un revival in pieno stile Eighties, che lo voleva basso e a più strati, il risvolto della prossima primavera è un solo ampio giro, che mette in mostra le cuciture interne del denim. Come se fossero un decoro. SKINNY VISSUTI Sono un mix delle ultime tendenze in voga: vita alta, taglio skinny e strappi. Per non farsi mancare nulla… MORBIDI E CON LA COULISSE IN VITA Si chiamano “baggy”, letteralmente “cascanti”, e sono destinati a soppiantare i jeans ultra aderenti. Almeno per la prossima stagione. E la ragione è semplice: non solo stanno a bene a tutte (mimetizzano le rotondità o l’eccessiva magrezza), ma si adattano sia a look informali sia mise ricercate e sexy. Basta indossare un paio di pumps. Capire come si usa il blush in crema è fondamentale se si sceglie di inserire questo prodotto nella routine make up, che sia quella quotidiana oppure quella per un’occasione speciale. Il blush in crema è, infatti, un’innovazione relativamente recente nel settore del trucco per il viso, tuttavia molto utile per varie ragione. Rispetto al classico fard in polvere, il blush in crema ha soprattutto due vantaggi, è perfetto per le pelli secche e regala un aspetto più naturale, come di gote colorite dal sole o dal classico leggero rossore di imbarazzo. Proprio la texture in crema, dunque, permette a questo blush di amalgamarsi al meglio con la pelle e anche di contribuire all’idratazione, di non aumentare la secchezza come è invece tipico di un prodotto in polvere. Il trucco naturale, poi, è una delle tendenze make up più in voga anche quest’anno. Proprio perché un prodotto abbastanza recente sul banco profumeria, però, non tutte sanno come si usa il blush in crema e in particolar modo come stenderlo per avere l’effetto migliore. Vediamo, allora, come si usa il blush in crema senza commettere errori. Preparare la base trucco. Dopo aver lavato viso e collo, iniziate stendendo una crema idratante adatta al vostro tipo di pelle. Utilizzate poi il correttore per le imperfezioni, occhiaie, bolle, macchie, scegliendo il colore in base a quello del difetto da correggere. Applicate poi il fondotinta preferito, il più simile possibile al colorito della pelle, su viso e collo, con le dita, con una spugna o con il pennello. Stendere il bronzer. Utilizzate un bronzer di una o al massimo due tonalità più scure rispetto al tono della pelle per dare un colorito sano e omogeneo. Applicatelo con un pennello su fronte, guance, mento e il collo. Saltate questo passaggio, però, se avete una pelle molto chiara. Scegliere il colore del blush. Scegliete il colore del blush in base al colore della pelle e anche all’effetto che desiderate ottenere. Per una pelle chiara con effetto naturale scegliete un rosa pallido, per un effetto drammatico il prugna; per una pelle media utilizzate l’albicocca se siete un fototipo adatto ai colori caldi, mentre il rosa per i capelli biondi e gli occhi chiari. Per un effetto drammatico puntate al malva. Se avete la carnagione olivastra, infine, scegliete un blush arancio-pesca per un effetto naturale, mentre per eccedere un po’ utilizzate il bronze. Dove applicare il blush. Se avete un volto ovale o squadrato e volete ingentilirlo, applicate il blush sul pomello; se volete al contrario mitigare una rotondità del viso applicatelo sugli zigomi, con una pennellata trasversale sulla guancia, ma senza mai andare troppo vicino all’occhio, perché si rischia di perdere l’effetto naturale. Come applicare il blush con il pennello. Prendete un po’ di prodotto con il pennello pulito, passandolo sul dorso della mano per eliminare quello in eccesso, e applicate il blush sulla zona desiderata. Eliminate l’eccesso con una beauty blender. Come applicare il blush con la spugna. Prendete un po’ di prodotto con la spugna, applicatelo e poi girate la spugna dal lato asciutto per completare la sfumaturaCome correggere un eccesso di blush. Applicate il blush un po’ per volta, perché è più facile aggiungere che correggere un eccesso di prodotto sul viso. Se, tuttavia, doveste esagerare con l’applicazione, correggete l’errore aggiungendo un po’ di cipria chiara o di fondotinta. MARZO 2017 SOLO ARTICOLI DI QUALITÀ PER LA CASA: CASALINGHI, PIATTI, TAZZE, BICCHIERI, POSATE, COLTELLERIA, PENTOLE OGGETTISTICA: CORNICI IN ARGENTO E ARTICOLI REGALO ARTICOLI FOPPAPEDRETTI I N R O I G I ULTIM IE EMP S E I N U C L A RTE OFFE E R T L A E TANT SCONTI IN CORSO GRANDE NOVITÀ SCONTO 30% ARTICOLI TESSILI ACCAPPATOI DA 8,90€ ACCAPPATOI ASCIUGAMANI LENZUOLA TRAPUNTE E TRAPUNTINE ANCHE SCATOLE CAMBIO ARMADIO PENTOLE ANTIADERENTI TRAPUNTINE DA 17,90€ TUTTO SCONTATISSIMO 19 20 MARZO 2017 INFO MAMMA Bonus baby sitter di 600 euro riconfermato dalla legge di Stabilità 2017. Come farne richiesta? Per aiutare l’occupazione femminile e sostenere i servizi di prima infanzia, già piuttosto carenti nel nostro Paese, le neomamme lavoratrici possono richiedere il bonus baby sitter, ossia dei voucher di 600 euro al mese per 6 mesi, per pagare le spese di una baby sitter o di un asilo nido. Vediamo come farne richiesta, i requisiti per usufruirne, come possono essere spesi e le ultime novità introdotte dalla Manovra. Chi può richiedere il Bonus baby sitter di 600 euro? Possono presentare domanda le lavoratrici dipendenti sia del settore pubblico che privato. Lavoratrici autonome non parasubordinate (non iscritte alla gestione separata INPS) e alle imprenditrici. Per queste figure, il periodo fruibile dei voucher è ridotto della metà, per cui per 3 mesi per un totale do 1800 euro. Al momento della domanda devono essere ancora negli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio. Sono ammesse alla presentazione della domanda anche le lavoratrici che abbiano già usufruito in parte del congedo parentale. In tal caso, il contributo potrà essere richiesto per un numero di mesi pari ai mesi di congedo parentale non ancora usufruiti, con conseguente riduzione di altrettante mensilità di congedo parentale; non è possibile richiedere il contributo per frazioni di mese. In caso di lavoro part time l’mporto viene ridotto in misura proporzionale all’orario. In caso di più figli, è possibile presentare una Il regalo migliore per i bambini è il tempo che passiamo con loro Vale per tutti i bambini che conosciamo sia che siamo genitori, nonni, zii cugini o amici. Quando saranno adulti i bambini ricorderanno soprattutto il tempo che i genitori e le persone care hanno trascorso con loro. Lo ricorderanno meglio di qualsiasi dono o giocattolo ricevuto in regalo e purtroppo ricorderanno anche i momenti tristi in cui sono stati lasciati soli quando invece avrebbero voluto compagnia e vicinanza. I bambini devono sapere che possiamo essere al loro fianco quando hanno bisogno di noi, fosse semplicemente per augurare loro la buonanotte, per giocare un po’ o per leggere insieme una fiaba. Solo attraverso il tempo che passiamo insieme a loro i bambini possono capire quanto sia forte e importante la magia dell’affetto e dell’amore. Perché la magia avvenga c’è bisogno di tempo e di vicinanza. L’incantesimo dell’amore e dell’affetto non avviene quando diamo ai bambini il nostro cellulare o il tablet come distrazione o quando siamo noi stessi a ritrovarci incollati agli schermi senza un motivo ben preciso, mentre invece potremmo trascorrere quegli attimi preziosi a giocare o a parlare con i bambini, a coccolarli e a regalare loro un sorriso. Se i bambini avessero la possibilità di comprare del tempo da trascorrere insieme a noi lo farebbero senza esitazione. Educazione è sinonimo di condivisione e di momenti da passare insieme. Una delle maggiori responsabilità dei genitori è quella di aiutare i bambini ad evolversi e a vivere nella società senza uno stress eccessivo e i rapporti con gli altri si costruiscono proprio a partire dalla famiglia. Regalare tempo ai bambini significa avere la possibilità di dare spiegazioni e risposte alle loro numerose domande senza fretta. A nostra volta possiamo fare ai bambini delle domande e attendere con curiosità le loro risposte. E’ importante riuscire a creare dei momenti da trascorrere in tranquillità insieme ai bambini in un ambiente confortevole e, soprattutto, è fondamentale dimostrare il nostro interesse verso di loro e verso le loro richieste. Solo grazie al tempo che dedichiamo ai bambini possiamo costruire con loro una relazione vera e profonda che non sia basata soltanto su rari attimi ritagliati dalla nostra vita quotidiana. I bambini riusciranno ad avere fiducia in noi e inizieranno a confidarci i loro segreti, le loro preoccupazioni, le richieste e le aspettative. L’infanzia è un periodo magico che non esisterà più quando i bambini saranno ormai cresciuti. Il regalo migliore da condividere con i bambini è allora davvero il bene più prezioso che esiste ora nella nostra vita e che non potrà mai ritornare indietro a questo momento, cioè il tempo che abbiamo a disposizione proprio ora. Dunque non sprechiamolo e cerchiamo di sfruttarlo per rendere felici i bambini che conosciamo. domanda per tutti. Per quanti mesi è possibile richiederlo? E’ possibile usufruire del voucher baby sitting o asilo nido per un totale di sei mesi, mentre tre mesi per le lavoratrici iscritte alla gestione separata. Fino a quando è possibile presentare la domanda? Le domande di voucher baby sitting o asilo nido possono esse- re presentate fino al 31 dicembre 2018 o comunque fino all’esaurimento fondi a disposizione. Come presentare la domanda. Per richiedere il bonus è necessario collegarsi al sito internet dell’Inps con codice di identificazione personale, o con il supporto dei patronati. Il servizio d’invio delle domande è disponibile attraverso il seguente percorso: www. inps.it > Servizi per il cittadino > Autenticazione con PIN > Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito > Voucher o contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia. Il PIN con cui viene effettuata l’autenticazione al servizio deve essere di tipo “dispositivo”. Le domande pervenute mediante canali telematici di trasmissione diversi da quelli sopra indicati, non saranno prese in considerazione. Occorre presentare prima e in tempo utile all’INPS la dichiarazione ISEE (qualora non sia presente nelle banche dati dell’INPS una dichiarazione ISEE valida). Sul sito INPS di recente sono state inseriti gli aggiornamenti e tutte le informazioni necessarie per presentare la richiesta. Fratellino sì o no? Uno dei fenomeni sociali più evidenti dell’ultimo secolo è certamente il passaggio dalla famiglia estesa, con struttura patriarcale, alla famiglia nucleare. Il numero dei figli per famiglia si è notevolmente ridotto e oggi sono sempre di più le coppie che decidono di avere un solo figlio, con il proposito di potergli dedicare più attenzioni e di poter provvedere meglio a tutti i suoi bisogni. In realtà non si può avere un punto di vista oggettivo ed assoluto riguardo ai minori o maggiori vantaggi dell’essere figli unici o del non esserlo, per due ordini di motivi: in primo luogo coloro che vivono la condizione di figli unici non possono sapere cosa significa avere dei fratelli, così come chi li ha non può comprendere fino in fondo come ci si senta ad essere figlio unico. In secondo luogo entrambe queste condizioni hanno i propri pro e i propri contro, a seconda dell’età di riferimento. Decidere di mettere in cantiere un altro bambino richiede sempre un pizzico di spregiudicatezza. Eppure a volte ci sono segnali che ci danno all’improvviso l’input che aspettavamo. Eccone alcuni: - il primogenito che ce lo chiede: il nostro primo figlio inizia a chiedere di frequente se gli “facciamo” un fratellino o una sorellina, con tanto di audaci proposte circa il nome; - guardiamo con mestizia i vecchi vestitini: nel fare ordine tra body e tutine del nostro primo che ora ci sembra già grande - anche se ha tre anni - la mancanza di un neonato inizia a farsi sentire; - iniziamo a portare in cantina vari oggetti: come la vaschetta, il seggiolone o il fasciatoio, che giacciono inutilizzati da un anno o più. E l’idea di disfarcene non ci entusiasma affatto; - cambiamo casa: ci trasferiamo dalla vecchia casa da coppietta, le cui stanze erano ormai in pieno stile “Sepolti in casa”, ad una più grande. Forse troppo grande, per sole tre persone; - il neopadre si sente pronto: un uomo??? Pronto??? Un tale e anomalo afflato decisionistico non può che riverberarsi anche su di noi. - non pensiamo ad altro: magari raccontandoci che sarebbe immorale nell’ottica della sovrappopolazione globale, ma di fatto, i nostri pensieri tornano sempre lì. In fondo lo vogliamo, tanto vale ammetterlo; - le nostre amiche hanno già fatto il bis: magari tutte le mamme che abbiamo conosciuto in occasione della prima gravidanza hanno già prodotto una seconda versione; - osserviamo il nostro primogenito che si diverte a fare il babysitter ai piccolini e pensiamo: perché no? Ma cosa ne pensa la psicologa? Fratellino sì o no? Meglio avere un solo figlio o allargare la famiglia? La dott.ssa Emmanuella Ameruoso ci parla, nello specifico, dei miti da sfatare dui figli unici. Ad esempio non è vero che avere un solo bambino può comportare il rischio di viziarlo; è compito dei genitori essere attenti e capaci di rendere il proprio figlio pago senza viziarlo. Secondo alcuni pedagogisti non bisogna generalizzare. Essere figli unici ha dei vantaggi, ma anche lati negativi. Il figlio unico non deve dividere i suoi spazi e l’affetto dei genitori, quindi è più concentrato su se stesso. Lo svantaggio però è che un bambino che cresce da solo, non impara a misurarsi con le diversità, e con la sofferenza psicologica che ne può conseguire. Inoltre il figlio unico catalizza tutte le attenzioni, ma anche le ansie e le aspettative dei genitori, e questo potrebbe limitare la sua libertà, la sua individualità e il suo spirito creativo. MARZO 2017 21 22 MARZO 2017 SALUTE & BENESSERE Sigarette elettroniche, per i giovani un rischio imprevisto Le sigarette elettroniche sono di gran lunga meno dannose delle sigarette tradizionali ma…. c’è un “ma” che sta preoccupando i medici specialisti nelle patologie del polmone e della respirazione che richiede studi ed approfondimenti ulteriori. Di che si tratta? Prima di rispondere alla domanda principale, è opportuno fare chiarezza intanto sul perimetro dei danni dell’una (la sigaretta tradizionale) e dell’altra (quella elettronica). Le ricerche condotte finora hanno accertato senza ombra di dubbio che la sigaretta fatta di carta, catrame, nicotina e tabacco altera il funzionamento di 123 geni del corpo umano e stimola l’infiammazione. I vapori delle sigarette elettroniche, invece, modificano l’espressione di 2 soli geni. Il match dunque si chiude con la vittoria delle sigarette elettroniche per 2 a 123. Il fatto che la scoperta sia stata fatta dai ricercatori del British American Tobacco R&D usando il modello di polmone in 3D ed una innovativa tecnica di biologia molecolare, la dice lunga sull’affidabilità dei risultati. Ma gli effetti delle sigarette elettroniche non si misurano solo dalle altera- zioni dei geni perché, come noto, la correlazione con enfisemi polmonari e tumori sono accertate.Ed infatti a confermarlo è il Centro anti fumo del’Istituto Tumori di Milano. Secondo Roberto Boffi, lo pneumologo responsabile del Centro, “ le sigarette elettroniche sono meno genotossiche delle normali sigarette ma non per questo senza altri rischi. Il suo centro infatti ha raccolto alcuni dati che confermano la presenza nelle sigarette elettroniche di metalli pesanti come nichel, piombo e cromo a volte anche in quantità superiori a quelle contenute nelle sigarette normali. Le altre altre conseguenze. Il risultato è un effetto irritante sulle vie aeree che può rendere pià gravi le condizioni per esempio di chi già soffre d’asma, bronchite cronica o di enfisema polmonare. La circostanza che getta una luce nuova sul consumo di sigarette elettroniche è la motivazione con cui vengono fumate. E’ certo che aiutino alcuni grandi fumatori a ridurre il consumo di sigarette normali e li aiutino a smettere, ammesso che ci sia la forte volontà del fumatore. Ma le statistiche censite in questi primi anni di consumo di fumo elettronico dimostrano che chi fuma sigarette elettroniche , Il 70% delle persone, non lo fa tanto per smettere quanto per fumare nei luoghi pubblici in cui sarebbe vietato; per cui fumano sigarette normali all’aria aperta e swappano altrove. Mentre l’11%, soprattutto adolescenti che fumano sigarette elettroniche non ha mai fumato prima e dunque la sigaretta elettronica potrebbe essere il primo passo per diventare fumatori di sigarette tradizionali. E se così fosse sarebbe un vero guaio. I buoni propositi giornalieri che fanno bene alla salute Vuoi ricaricarti di benessere? Al bando noiose liste a lungo termine, concentrati su piccoli cambiamenti quotidiani. Se ti prefiggi obiettivi troppo ambiziosi, come frequentare la palestra 7 giorni su 7 consapevole di essere pigro e avere poco tempo a disposizione, finirai per non rispettarli ritrovandoti con il muso lungo e la pancia gonfia. Come rimediare? No al caffè, sì al tè verde Lo sapevi che il tè verde riduce l’assorbimento dei grassi, accelera il metabolismo, ha proprietà drenanti e diuretiche? Se la risposta è no, rimedia subito. Prova a rimpiazzare il caffè che bevi ogni giorno con una squisita tazza di tè: il benessere è assicurato. Sorridi, fa buon sangue Hai mai sentito parlare di ginnastica facciale? Sono esercizi, tra cui smorfie e sorrisi, che allenano i muscoli del viso, tonificano la pelle e la ringiovaniscono. Se alla cute ci tieni, e anche al buonumore, esercitati ogni giorno davanti allo specchio con qualche smorfia ma soprattutto sorridi! Sorridi alla vita e alle persone per strada, anche agli sconosciuti, o a quelli che ti fanno arrabbiare. Passeggia per almeno mezz’ora ogni giorno Una mezz’oretta di camminata al giorno, oltre che fare bene alla salute, è un esercizio non impossibile da fare ma che può comunque servire ad allenare la costanza ballerina! Portare a termine questo progetto è sempli- ce, basta andare a piedi a lavoro o a fare la spesa o all’asilo a prendere i bambini, o in qualunque altro posto. Hai preso nota? Abbraccia tutti Quante volte abbracci i tuoi amici? E i tuoi cari? D’ora in avanti dedicati all’arte dell’abbraccio quotidianamente. I benefici sono innumerevoli: lo sapevi, per esempio, che questo gesto favorisce l’ossigenazione del sangue facendo ringiovanire il corpo e la mente? Provare per credere! Elimina il “quanto basta” nei condimenti Lo facciamo tutti, è vero, ma il condire gli alimenti “ad occhio” non è un alleato del benessere e nemmeno della linea. Basta usare un cucchiaio come unità di misura: due cucchiai di olio al giorno sono decisamente più salutari di una quantità approssimativa che, per colpa o per destino, tende all’eccesso. Il buongiorno con acqua e limone Acqua e limone ogni mattina, appena svegli, sono un vero toccasana per la salute. Il limone regolarizza il metabolismo, tonifica l’organismo, aiuta la digestione, rallenta i processi degenerativi della articolazioni, rimineralizza i tessuti… ti basta? Ripensa alla palestra Anche se è difficile, non abbandonare del tutto l’idea di andare in palestra! L’esercizio fisico costante, e magari un po’ duro, dona beneficio al corpo, allo spirito e a tutto l’ organismo. Purifica, brucia i grassi, migliora la pressione. MARZO 2017 23 24 MARZO 2017 SALUTE & BENESSERE La frutta: meglio fuori pasto! Da sempre noi italiani siamo abituati a mangiare la frutta e il dolce a fine pasto, per sentirci sazi ed avere qualcosa di dolce. Non solo è difficile cambiare questa abitudine, ma spesso chi cerca in modo ossessivo qualcosa di dolce a fine pasto, ha problemi intestinali di cui non si rende conto. Facciamo un passo indietro per spiegare: la frutta, ottimo alimento, ricco di vitamine, enzimi, minerali, non deve subire trasformazioni in bocca e nello stomaco, per la sua digestione, e passa velocemente nell’intestino. Questo però accade solo se lo stomaco è vuoto e non contiene altri alimenti, altrimenti deve per forza seguire “il destino” della digestione degli altri cibi consumati durante il pasto. Ci sono delle regole da seguire, perché le scorrette combinazioni alimentari creano dei problemi. Se la frutta viene mangiata con dei carboidrati, inizia una fermentazione degli amidi, che crea fastidioso gonfiore. Se la frutta viene consumata con un pasto a base di proteine, (carne, pesce), la digestione viene rallentata perché rallenta la produzione di acido cloridrico, e la frutta acida, come gli agrumi, inibisce la pepsina, che è l’enzima che scinde le proteine. Se consideriamo che, normalmente, il pasto tipico italiano è composto da primo piatto e secondo, contorno, frutta, non è difficile immaginare che si verificano una digestione difficile e una scorretta utilizzazione dei nutrienti dei cibi. Si avrà così quella che in Naturopatia viene chiamata disbiosi mista, con fermentazione degli zuccheri e putrefazione delle proteine. Insomma, una digestione malsana produce sostanze per lo più tossiche, il cui assorbimento può provocare una diminuzione dell’energia vitale, infiammazione e indebolimento del sistema immunitario, che è l’anticamera delle malattie. Consumando la frutta da sola, il fruttosio viene velocemente assorbito dai villi intestinali, entra nel sangue e arriva al fegato, dove può essere trasformato in glucosio ed utilizzato per produrre energia, oppure essere trasformato in acidi grassi, in modo molto più rapido rispetto al glucosio derivato dagli alimenti contenenti carboidrati (legumi, patate, pane, riso, pasta, cereali, etc..). Il processo di trasformazione del fruttosio in acidi grassi nel fegato si chiama lipogenesi. Un eccesso di acidi grassi nel fegato, derivati da zuccheri non metabolizzati, si chiama steatosi epatica (il cosiddetto fegato grasso). La steatosi epatica fa funzionare il fegato al 30% delle sue potenzialità ed è una condizione che Lenti a contatto al mare e in piscina Le lenti a contatto al mare e in piscina possono rappresentare un problema, se non si seguono le giuste istruzioni. In estate molti amano fare un tuffo in acqua, ma alcuni non rinuncerebbero mai alle loro lentine. Eppure ricordiamoci che durante l’estate coloro che utilizzano le lenti a contatto sono anche i più predisposti a contrarre infezioni o a incorrere in lesioni alla cornea, per la cattiva abitudine di non togliersi le lenti a contatto quando è il momento di fare il bagno. E allora che cosa fare concretamente? Gli esperti raccomandano che, se proprio non si vuole rinunciare alle lenti a contatto in acqua, sarebbe meglio almeno indossare gli occhialini, in modo che si eviti il contatto diretto fra la lente e l’acqua. Questo contatto, in effetti, potrebbe determinare delle alterazioni nell’idratazione della lente: il pericolo è quello di un’irritazione agli occhi, che facilmente può aprire le porte alla congiuntivite. Inoltre non bisogna dimenticare che alcune sostanze chimiche disciolte nell’acqua, come, ad esempio, il cloro, possono causare differenti problemi: occhi rossi, lacrimazione, ipersensibilità alla luce. Tra l’altro anche l’eccessiva esposizione al sole potrebbe essere fonte di disturbi. Ecco perché è fondamentale, una volta usciti dall’acqua, indossare degli occhiali da sole con filtro uv. Qualche problema può essere determinato anche dalla sabbia. Può capitare che qualche granello vada dentro gli occhi, situandosi fra l’occhio e la lente. In casi come questi non bisogna strofinare, perché altrimenti si aumenta il rischio di escoriazioni, visto che la sabbia potrebbe ferire la cornea. E’ importante, invece, lasciare che il nostro corpo metta in atto i propri meccanismi di difesa, in maniera naturale: sarà la lacrimazione a far uscire il corpo estraneo. Al limite è necessario togliere la lente a contatto e mettere l’occhio sotto un getto di acqua corrente, sempre senza strofinare. Nel momento in cui ci si rimette la lente, bisogna lavarla per bene, mentre è utile assolutamente non scambiarsi gli asciugamani, per evitare diffusioni di infezioni. Per proteggere gli occhi, è infatti essenziale l’igiene, in particolare quella che riguarda le lenti, a meno che non usiamo quelle usa e getta. Prima di pulire le lenti a contatto le mani devono essere lavate. Le lentine devono essere sempre inserite negli appositi contenitori e bagnate con le soluzioni adatte. Naturalmente non bisogna commettere l’errore di non rispettare le scadenze: le lenti vanno sostituite alla data indicata, anche se le abbiamo utilizzate poche volte. rende difficile anche perdere peso. Se si consuma molta frutta, (o se si utilizza come dolcificante al posto dello zucchero) si introduce moltissimo fruttosio, che andrà a formare trigliceridi; questi verranno stoccati nel fegato, oppure potranno essere trasferiti ai depositi adiposi, tramite le lipoproteine VLDL. In questo modo si accumula grasso corporeo, soprattutto addominale, che aumenta il rischio di avere problematiche cardiovascolari; anche il profilo lipidico sarà alterato e gli esami del sangue mostreranno il valore dei trigliceridi aumentato. E’ evidente che la frutta conviene mangiarla da sola, a stomaco vuoto, a colazione oppure come spuntino a metà mattina e pomeriggio, meglio ancora se prepariamo colorati e divertenti estratti a base di verdura per l’80% e 20% frutta. Tirando le somme, tra frutta e dolciumi, caramelle, e simili, eccedere giornalmente con il fruttosio è un rischio reale e concreto, ogni giorno! Per recuperare il peso forma, per avere una salute ottimale senza più steatosi epatica, per eliminare il grasso corporeo in eccesso, occorre limitare la dose giornaliera di fruttosio e non mangiare frutta a fine pasto, soprattutto quella dolce, come banane, cachi, fichi; occorre eliminare anche marmellate e miele come conclusione di pranzo e cena. Attenzione anche alle salse, il ketchup contiene oltre il 40% di fruttosio, su 100 grammi di prodotto. Rosanna Pilia Naturopatia Integrata, Iridologia e Micoterapia Pressione alta: i cibi da evitare Parlando di pressione alta, sono molti i consigli degli specialisti che ci dicono cosa fare per evitare dei problemi di salute. In caso di pressione alta, cosa fare? Sicuramente l’alimentazione è un fattore che deve essere tenuto costantemente in considerazione da parte di chi presenta i sintomi della pressione alta. Sono diversi i cibi nemici dell’ipertensione e per questo motivo, per fare un po’ di chiarezza, l’American Heart Association ha deciso di stilare una vera e propria classifica che riguarda il rapporto fra pressione alta e dieta, indicando nello specifico i sei cibi da evitare in caso di pressione alta. Si tratta ovviamente in tutti i casi di cibi salati, visto che il sale è il primo nemico. Uno dei rimedi contro la pressione alta è proprio questo: evitare di mangiare alimenti salati. 1. Il pane. Tra i cibi contro la pressione alta c’è quindi innanzi tutto il pane, che può contenere in una sola fetta ben 230 milligrammi di sodio, una quantità che rappresenta il 15% del totale da assumere durante la giornata. Naturalmente un buon modo per evitare problemi di pressione minima alta è quello di consumare pane senza sale o pane integrale. 2. Carne lavorata. Al secondo posto della classifica troviamo la carne lavorata. Si tratta principalmente dei salumi, che, come è noto, contengono sodio. I salumi infatti, sia cotti che crudi, non possono fare a meno del sale, che viene utilizzato per garantire la conservabilità dei prodotti e per il rispetto delle norme sanitarie durante la produzione. 3. Carne bianca. Per quanto riguarda la carne bianca, bisogna considerare che quest’ultima ha meno grassi. Ricordiamo però che, specialmente la carne bianca preconfezionata, potrebbe avere più sodio, anche fino a 1000 milligrammi per porzione, una percentuale senza dubbio molto elevata alla quale dovremmo prestare molta attenzione. 4. Pollo. Spesso, se compriamo il pollo in rosticceria, viene condito con erbe aromatiche e sale. In questo caso si potrebbe fare a meno del sale come condimento, aggiungendo solo le erbe per dare un sapore più intenso. Aggiungendo il condimento preparato in casa si potrebbe evitare un consumo eccessivo di sodio. 5. Zuppe e minestroni. In quinta posizione ci sono zuppe e minestroni. Potrebbe sembrare strano, ma bisogna ricordare che le zuppe che acquistiamo già pronte possono contenere del sale di troppo. Per questo motivo, anche in questo caso, sarebbe meglio preparare tutto in casa, per dosare al meglio il condimento. 6. Pizza. Infine troviamo la pizza. In questo caso il problema principale non è rappresentato solo, come si potrebbe pensare, dal condimento (anche se questo influisce notevolmente), ma anche dalla pasta, che potrebbe avere (per soli due tranci) una quantità di più di 700 milligrammi di sodio.