Passione scarpe, ad ognuna le sue!
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Passione scarpe, ad ognuna le sue!
CASAMONICA: SOLITE FINZIONI “PERBENISTE”, POI TUTTO COME PRIMA Ci risiamo. Ecco una nuova vicenda in cui va in scena il popolo che (per dirla con De Andrè) “si costerna, s’indigna, s’impegna, poi getta la spugna con gran dignità”. Tutti costernati per il funerale in pompa magna del boss che flirtava e faceva affari con tutti, destra e sinistra e che non ha avuto problemi a trovare le necessarie autorizzazioni e la scorta dei vigili per due chilometri (9 furgoni e 150 auto) oltre alla banda diretta da un carabiniere in pensione. Non si hanno notizie di funzionari che abbiano negato permessi o autorizzazioni o di agenti che si siano rifiutati di partecipare all’evento, in nome del rispetto delle istituzioni o di sacerdoti che siano astenuti dalla celebrazione di un rito che, certamente, ha poco di cristiano, con la sola eccezione del rispetto che si deve al defunto, in quanto tale, ma a condizione che il contorno non appaia oltraggioso nei confronti della stessa celebrazione. E adesso, dopo la sceneggiata che rivela la situazione di “potere” nelle nostre città, tutti appaiono costernati, fingendo imbarazzo e persino la sorpresa che la morte di una persona così discutibile potesse generare una partecipazione tanto appassionata e colorita. Ma è una costernazione “di seconda mano”, finzione autentica. Che va in scena tutte le volte che l’apparenza lo richieda. E’ provato e noto a tutti che il potere romano, senza distinzione di colore o appartenenza, per ragioni di “potere” (di fronte a cui non si conoscono limiti etici o morali) si intratteneva in costanti frequentazioni con la famiglia del defunto e che, la numerosa partecipazione di “popolo”, che adesso sembra scandalizzare, era proprio la condizione che consentiva lo “spostamento” si voti e assicurava il successo alle urne, in sostituzione dei cittadini demotivati che alla politica chiederebbero altri ideali e altri risultati. Casamonica ha assicurato e assicura orde di elettori, capacità di presenza nel territorio, collusione con gli apparati amministrativi, vasta partecipazione di popolo. Sono tutte “cose” che richiederebbero impegno se si dovessero conquistare nei modi corretti, con la partecipazione della gente, con l’utilizzo degli strumenti della democrazia, con il rispetto delle regole. Ma che si possono comprare a “buon mercato” e in modo semplice, stringendo accordi con la “famiglia”, assicurando ciò che chiede. Tutto ciò finché non accadrà il contrario: la “famiglia”, piuttosto che farsi sfruttare da politici senza midollo né ideali, penserà di fare da sé, grazie allo sdoganamento di metodi e politiche senza scrupoli. E lo farà allo stesso modo, magari manifestando di essere democratica, antifascista e contro ogni forma di corruzione, proprio come vogliono apparire i nostri politici attuali. E’ tutta una finzione che dura da diverso tempo. E non è affatto colpa dei Casamonica. E’ solo l’esito inevitabile della “furbizia idiota” di chi per avere un successo o un profitto immediato sacrifica i valori della convivenza civile e non ha scrupoli di usare la menzogna, il raggiro, la propaganda e persino gli accordi truffaldini. E la democrazia è bella che svenduta, in nome della stessa democrazia. Da troppo tempo questa “stupida furbizia” va in scena. Abbiamo visto, infatti, appassionati democratici sfilare contro la mafia e lasciare il comizio a politici collusi e indagati per fatti di corruzione; pomposi e tronfi amministratori intestare edifici comunali a Peppino Impastato in una città dove il vertice politico è coinvolto in affari di prostituzione minorile, affidamenti illegittimi, violazione di vincoli urbanistici a favore di privati; accordi elettorali farlocchi sostenuti da chi vorrebbe ergersi a paladino della legalità, ecc. E adesso va in scena l’indignazione. E’ facile indignarsi per fatti lontani, come se si trattasse di un romanzo lontano. Casamonica (che così lontano non è, anzi aspettiamo di apprendere quanto sia vicino), in fondo, non faceva niente di diverso da alcuni nostri politici locali. Interveniva negli affidamenti, condizionava gli appalti, decideva le assunzioni, speculava sull’utilizzo del territorio a favore di interessi privati, faceva accordi illeciti in cambio di voti, e così via dicendo. E se le cose stanno così, perché stanno così, ho il sospetto che, alla fine dei conti, ci abbia impensierito la pioggia di petali di rose lanciata dall’elicottero o la carrozza nera trainata da cavalli di razza. Tutto qui. Non mi sembra di avere assistito alla manifestazione di buoni propositi o alla consapevolezza di una responsabilità diffusa che richiede l’intervento di ciascuno di noi, prima che il fenomeno si impossessi in modo definitivo del sistema in cui viviamo. Non è sbagliato indignarsi, altrochè! Dovremmo farlo più spesso e con maggiore convinzione, ma non soltanto quando il fenomeno assume queste proporzioni nella tv di Stato. Ma già quando si manifesta nella nostra vita quotidiana. E non penseremo certo che i mafiosi “de noantri” si presentino in piazza con elicotteri e cavalli o con la banda! Quelli più vicini a noi non sono Rom, non hanno necessariamente cognomi “famosi” e non avvertono la necessità di ostentare (anche per ragioni di tirchieria) e portare in piazza la loro prepotenza. Sono meno capaci e preferiscono nascondersi, magari ostentano auto di lusso, ma non vogliono essere chiamati “soliti noti” oppure (i più patetici) per nascondersi viaggiano con una macchina vecchia, così da non destare sospetti, in modo da potere apparire “proletari, autorizzati, fuori dall’ottica del sistema”. E sono i peggiori perché svendono ogni cosa pubblica al primo offerente. Chi si è indignato, ma davvero, per il grave oltraggio alle istituzioni messo in atto con il funerale del boss, dovrebbe indignarsi allo stesso modo tutte le volte che abbia notizie, nella propria città, di appalti truccati, affidamenti farlocchi, speculazione edilizia, spese ingiustificate. E ancor di più se vengono effettuate nel silenzio o nel fastidio di doverne dare conto e con la complicità di “utili idioti” che non mancano mai che li sostengono, pur di avere un incarico o una delega e quando richiesto, assicurano il proprio voto. Santo Fabiano COME GESTIRE L’INSERIMENTO AL NIDO? L’ingresso all’interno dell’asilo nido, rappresenta un’esperienza significativa sia per il bambino che per i suoi genitori, perché considerato il primo vero momento di distacco e separazione. Negli ultimi anni, c’è stata una rapida diffusione di queste strutture, in risposta ad esigenze economiche diverse e ai cambiamenti dei ritmi lavorativi delle famiglie, dovendo, in molti casi, anticipare l’età dell’inserimento. È importante che i genitori siano consapevoli che, una separazione precoce durante il 1^ anno di vita, possa creare difficoltà, fatiche e ansie, che per essere “digerite” dal bambino, devono essere ben contenute e ben gestite, attraverso alcuni accorgimenti organizzativi e relazionali, all’interno della struttura scelta. Solitamente, in questa fase il bambino inizia il processo di separazione dai genitori, ma, ancora, non riesce a tollerare la loro assenza, soprattutto prolungata, perché ancora si nutre della loro presenza concreta e costante e lo sperimenta come un abbandono. I genitori, dal loro punto di vista, spesso rischiano di vivere questo momento con grandi difficoltà, ostacolando il processo di ambientamento del bambino nel nuovo contesto, facendo i conti con i propri limiti e preoccupazioni: – paura di perdere momenti importanti della quotidianità del proprio figlio; – sensi di colpa per lasciarlo da solo molte ore al giorno; – la rivalità e il confronto continuo nei riguardi delle educatrici; – atteggiamento di delega nei confronti di chi si prende cura del proprio figlio; – iperprotezione nei confronti del figlio e difficoltà a separarsi da lui; – apparente indifferenza e disinteresse per tutto ciò che concerne le attività svolte nel nido. La maggior parte dei dubbi e delle insicurezze genitoriali, solitamente, si risolve in modo piuttosto spontaneo, durante la prima fase dell’inserimento, dopo un’iniziale resistenza manifestata dal bambino, come risposta del tutto naturale e fisiologica, ad una situazione per lui sconosciuta. Qualche piccolo accorgimento può aiutare il genitore a vivere con maggior serenità e consapevolezza questa nuova esperienza: – Avvicinarsi alla nuova realtà, raccontando e anticipando al proprio figlio che presto andrà al nido insieme ad altri bambini, familiarizzando direttamente con il nuovo ambiente, effettuando alcune visite, ad esempio durante l’iscrizione e il colloquio con le maestre. – Uno dei due genitori dovrebbe affiancare il bambino durante le prime settimane, in modo tale che il passaggio non avvenga in modo brusco ma graduale e il bambino possa esplorare il nuovo ambiente con tranquillità. La condivisione affettiva di queste prime esperienze insieme, lo aiuterà ad accettare serenamente questo importante cambiamento. – Avere fiducia nella struttura e nell’educatrice prevalente che si prenderà cura dei bisogni principali di vostro figlio e con cui instaurerà un rapporto privilegiato. Infatti, è fondamentale costruire una relazione, basata sul dialogo, in un clima di collaborazione per dare una maggiore continuità casanido. – Evitare di creargli un ulteriore confusione come ad esempio “sballottandolo” dall’asilo a una casa all’altra (es. nonni, altri parenti o vicini di casa). – Sarebbe opportuno, rimandare l’inserimento, di qualche settimana, durante l’acquisizione di particolari tappe di sviluppo, come ad esempio, la dentizione, lo svezzamento, la paura dell’estraneo (8/9 mesi), l’iniziare a camminare, la fase di opposizione (intorno ai 18 mesi), per non iperstimolare il bambino e sovraccaricarlo a livello emotivo. – Mai essere frettolosi! Soprattutto all’inizio è importante essere pazienti e rispettare i tempi del bambino. – Rassicurare e contenere con tono rilassato il bambino nei momenti di sconforto e disperazione e tollerare eventuali momenti di crisi che possono coinvolgere ad esempio, la sfera del sonno, dell’alimentazione, del movimento etc. In questo modo, percependo il vostro stato emotivo, il bambino si tranquillizzerà e ne verrà influenzato positivamente. – I rituali, ovvero ripetere ogni mattina le stesse azioni e abitudini prima di accompagnare il bambino al nido, sono fondamentali, perché lo aiutano ad abbassare l’ansia, dandogli sicurezza, prevedibilità e una cornice stabile. – Non eliminare o far sparire improvvisamente il suo oggetto transizionale, ovvero il suo inseparabile gioco, perché gli può essere d’aiuto nel vivere più serenamente le nuove routine del nido e ad elaborare la separazione dai genitori. – Non appesantire il bambino con ulteriori cambiamenti come ad esempio, togliere il ciuccio, il pannolino, cambio di abitudini etc. – Il confronto sulle proprie insicurezze con gli altri genitori, con le maestre del nido, oppure, in alcuni casi, con i professionisti della salute, può aiutare a non sentirsi soli e a trovare le risorse necessarie per affrontare ed elaborare questa delicata esperienza. Chiara Antonini, Psicologa www.adolescienza.it LA SATIRA DEL CAMERIERE DELLA CITTÀ NELLE FARMACIE COMUNALI CHECKUP GRATUITI PER LA PREVENZIONE DELL’INVECCHIAME NTO MENTALE L’associazione nazionale Assomensana promuove ogni anno la settimana di prevenzione dell’invecchiamento mentale” (S.P.I.M.) realizzata da una rete di specialisti che si mettono a disposizione Gratuitamente per un check-up delle funzioni cognitive attraverso un colloquio e la somministrazione di test psicometrici. Il 21 settembre è una ricorrenza particolare: è la giornata mondiale dell’Alzheimer. In quest’ottica La S.P.I.M. si configura l’obiettivo di prevenire e scoprire tempestivamente l’insorgere di patologie come demenza senile, Alzheimer, etc. Durante questa settimana la Dott.ssa Miriam Del Vecchio, psicologa specialista del settore, sarà presente nelle farmacie comunali per somministrare, dopo un colloquio anamnestico, alcuni test psicometrici e standardizzati per la popolazione italiana. Gli incontri si terranno nei giorni del 21/22/23 settembre presso la farmacia di Via del mare; e nei giorni 24/25/26 nella farmacia di via Virgilio. La consulenza e’ gratuita e viene fornita nell’ambito dei progetti dell’Associazione “Le mamme di Pomezia”. E’ possibile prenotare per il test contattando direttamente la Dott.ssa Miriam Del Vecchio al numero di telefono (3402659840) CIAK SI STUDIA! A CINECITTA’ WORLD LA PRESENTAZIONE DEI PERCORSI DIDATTICI CINECITTÀ WORLD, IL PARCO DEL CINEMA DI ROMA, OSPITA GLI INSEGNANTI PER OFFRIRE LORO UNA GIORNATA DI SVAGO DA TRASCORRERE CON LE FAMIGLIE E PER CONOSCERE IL PROGETTO CIAK SI STUDIA! L’appuntamento è per sabato 26 settembre: saranno presentate le offerte didattiche 2016, rinnovate e ampliate rispetto allo scorso anno per soddisfare sempre di più le esigenze dei docenti e degli studenti. I tutor accoglieranno docenti e professori in un ambiente tematizzato in cui saranno ricreati i set dei percorsi didattici che saranno proposti ai ragazzi. All’iniziativa possono partecipare insegnanti della scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado. Per prenotarsi basta scrivere all’indirizzo [email protected]. Diverse le attività proposte suddivise in tre macro aree, fisica e matematica, storia, cinema. Ce ne è davvero per tutti i gusti e le esigenze. Novità per il 2016 Un fantastico viaggio nel mondo del cinema, un percorso che si svolge in due momenti della stessa giornata: la mattina presso gli Studios di Cinecittà, in via Tuscolana, e il pomeriggio a Cinecittà World. Sabato 26 settembre la presentazione dei progetti didattici Ciak si studia! si terrà la mattina nel set esclusivo del Palazzo di Erode. Al termine i docenti potranno godere delle attrazioni e respirare la magica atmosfera del Parco. Gli insegnanti entrano gratis, mentre gli accompagnatori, fino a un massimo di tre, pagano il biglietto ridotto a 15 euro. Sarà anche l’occasione per presentare il progetto di AssoAmka, quest’anno supportato da Cinecittà World. Si tratta di una vendita speciale di quaderni, la cui raccolta fondi permetterà di garantire parte del funzionamento delle aule scolastiche attive nelle scuole elementari di Kanyaka e Mose, villaggi a sud di Lubumbashi nella Repubblica Democratica del Congo. Grazie a questa campagna di Back to school di Amka e Cinecittà World si potranno garantire le attività e il materiale didattico a 1000 ragazzi africani. SOSTA SELVAGGIA AL SELVA DEI PINI IL SINDACO INAUGURA LA NUOVA SCUOLA MEDIA DI S.PALOMBA VENEZIA 72 ECCO I VINCITORI! (n.d.r : Grazie a Martina Farci per la sapienza, l’entusiasmo e la competenza che ha regalato a Pomezia un piccolo palco al Lido. Sperando sia questo l’inizio di una collaborazione assidua. M.V.) Con l’assegnazione del Leone d’Oro a Desde Allá di Lorenzo Vigas è ufficialmente calato il sipario sulla 72.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Sorpresa? Fino ad un certo punto, perché la giuria presieduta da Alfonso Cuarón ha saputo calibrare bene i premi tra i film che più hanno meravigliato, riuscendo a dare quel qualcosa in più. Dasde Allá, infatti, primo film venezuelano in concorso, affronta temi ancora oggi presenti in Sud America, come la violenza, l’omosessualità e l’omofobia, e lo fa raccontando la storia di Armando, un cinquantenne che ha difficoltà a relazionarsi con gli altri e adesca ragazzi per accompagnarlo a casa. L’incontro con uno di loro, Elder, cambierà per sempre le loro vite. Lorenzo Vigas firma un’opera prima imponente che non lascia indifferenti, complice anche la sceneggiatura firmata da Guillermo Arriaga e la bravura dei due interpreti, Alfredo Castro e Luis Silva. Il Leone d’Argento per la miglior regia è invece andato a Pablo Trapero per El Clan, che insieme ad Anomalisa di Charlie Kaufman e Duke Johnson, aggiudicatosi il Gran Premio della Giuria, era tra i film che più hanno convinto sia critica che pubblico. Abluka di Emin Alper si è aggiudicato Gran Premio Speciale della Giuria, mentre L’Hermine di Christian Vincent si è portato a casa ben due premi, quello per la miglior sceneggiatura e quello per l’interpretazione maschile, andato a Fabrice Luchini. L’Italia si consola con la Coppa Volpi vinta da Valeria Golino, che in Per amor vostro di Giuseppe M. Gaudino sfoggia una delle sue migliori performance. Rimangono a mani vuote alcuni dei favoriti, tra i quali Francofonia di Aleksander Sokurov, 11 Minutes di Jerzy Skolimowski, Remember di Atom Egoyan e The Danish Girl di Tom Hooper, che probabilmente si rifarà nella notte degli Oscar. Delle sezioni collaterali da segnalare il doppio trionfo di Brady Corbet e il suo The Childhood of a Leader, premiato per la miglior regia nella sezione Orizzonti (il miglior film è andato a Free in Deed di Jake Mahaffy) e per la miglior opera prima, e unico film girato in 35 mm dell’intero festival; Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini si è aggiudicato il Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato, Tanna di Bentley Dean e Martin Butler il Premio del pubblico alla Settimana Internazionale della Critica e a Early Winter di Michael Rowe per le Giornate degli Autori. Questi i principali premiati della 72.a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in un’edizione che verrà ricordata principalmente per la visione di tanti bei film, ma in assenza del capolavoro assoluto in grado di mettere tutti d’accordo tutti. Non è mancato, però, neanche il glamour e il delirio da red carpet, affidato quest’anno principalmente all’imprescindibile Johnny Depp e ad una Kristen Stewart – in compagnia di Nicholas Hoult – sempre sulla cresta dell’onda e disponibilissima con i suoi fan, tanto da regalare a qualcuno di loro i biglietti per la proiezione ufficiale del film. Accanto a loro hanno sorpreso, e conquistato, Matthias Schoenaerts e Alicia Vikander, vere rivelazioni di questo festival, in tutti i sensi. Ora, finito il sogno ad occhi aperti, si torna alla realtà, con la consapevolezza di aver passato dieci giorni nel mondo del cinema, dove tutto sembra ed è possibile. L’autografo di Eddie Redmayne me lo testimonia. Grazie a chi ha condiviso tutto questo con me e a voi che pazientemente mi avete letto. Alla prossima! Martina Farci EUROPA LEAGUE, LA LAZIO RICOMINCIA DAL DNIPRO La compagine biancoceleste incontrerà la squadra ucraina del Dnipro giovedì 17 settembre nella prima partita della competizione europea. Il match si giocherà a porte chiuse, per una sanzione contro il club ucraino relativa alla scorsa edizione della competizione Esordio in Europa League per la Lazio di mister Pioli giovedì 17 settembre alle ore 21,05, dopo l’eliminazione dalla Champions League da parte del Bayer Leverkusen. I biancocelesti verranno ospitati dalla squadra ucraina del Dnipro, finalista nella scorsa edizione della competizione europea, presso lo stadio Dnipro Arena a Dnipropetrovsk. Le squadre si incontrano per la prima volta in partite Uefa e giocheranno a porte chiuse in quanto nella scorsa edizione della competizione, giocata contro il Napoli, i tifosi della squadra ucraina avevano invaso il terreno di gioco, cantato cori razzisti e usato fuochi d’artificio, e per questo il club sarà punito con un turno ‘a porte chiuse’. Tra i convocati del tecnico laziale non ci saranno gli infortunati Biglia, de Vrij e Klose, ma troveranno spazio molti giocatori che la scorsa domenica, contro l’Udinese, erano in panchina. La sfida con il Dnipro sarà arbitrata da Arnold Hunter, dell’Irlanda del Nord, con gli assistenti Richard Storey e Andrew Neeson, quarto uomo Stephen Bell, e giudici di porta Raymond Crangle e Mervyn Smyth. DESIDERI TERRENI ALLA SCOPERTA DELL’ARTE CONTEMPORANEA Il 25 settembre all’interno del parco Selva dei Pini si terrà la premiazione e l’evento artistico “Desideri Terreni”, promosso dall’associazione culturale “alModo” in collaborazione con il comune di Pomezia. Ventisei artisti partecipano al progetto realizzando un’opera grafica che si ispira all’idea del desiderio terreno, ricercando e esplorando nella propria interiorità. L’opera di ciascun artista è stata riprodotta su una t-shirt per un totale di 130 magliette, le quali saranno disponibili durante l’evento del 25 settembre insieme al tesseramento dell’associazione. Grazie alla pagina facebook dell’associazione medesima sarà possibile esprimere direttamente la propria preferenza per l’opera di uno dei partecipanti, designando così un vincitore il cui nome verrà svelato il giorno della premiazione presso il complesso Selva dei Pini. Lo scopo dell’evento è quello di rivoluzionare il concetto comune di “desiderio terreno”, ormai visto come una distrazione negativa per l’uomo, promuovendo la ricerca dello spazio interiore e del territorio. In questo modo si cerca di far riemergere la giusta visione di esso, favorendo così non solo la riflessione individuale e la riscoperta di se stessi ma anche quella collettiva, grazie alla trasmissione delle emozioni che le opere suscitano nel pubblico. Al termine della manifestazione l’associazione culturale alModo realizzerà un’installazione con parte delle magliette stampate e, contemporaneamente, si occuperà di realizzare un ulteriore progetto artistico riferita sempre ai “Desideri Terreni” nell’edificio a carattere tecnologico-industriale nel parco Selva dei Pini, attualmente in disuso. Di varia provenienza ed estrazione, ecco i nomi degli artisti che concorrono: Benny Recchioni, Bianca Maria Centaroli, Claudia Sabellico, Domenico Pizzimenti, Eugenio Monti, Federico Cozzucoli, Giorgio Messina, Gloria Manzini, Marcello Fraietta, Marco Casolino, marco Pettinari, Marco Santini, Marco Sgammotta, Matteo Giovannone, Matteo Seghezza, Nazzareno Flenghi, Paolo Garau, Renato Flenghi, Riccardo Rossi, Rinaldo Capaldi, Rita De Giorgio, Rosa Maria, Sara Rotondi, Silvia Faieta, Stefania Carrano e Stefano Trappolini. Tale evento non solo permette la diffusione e la maggior conoscenza dell’arte contemporanea, attualmente poco incoraggiata, ma anche la sua integrazione con quella più storica, già presente a Pomezia anche se non ancora adeguatamente valorizzata. In questo modo si creano le basi per poter costruire un nucleo iniziale da cui partire per dare spazio all’arte contemporanea, portando alla costruzione di un percorso artistico sempre più completo e ricco a disposizione dei cittadini. La promozione di questo tipo di eventi rappresenta una grande opportunità per poter riscoprire questo magnifico mondo, che è stato per troppo tempo impolverato