Diapositiva 1 - IC Pertini Ovada

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Diapositiva 1 - IC Pertini Ovada
SECONDARIA I° GRADO
“S PERTINI”
OVADA
LA GEOGRAFIA
MANGIATA…………..
MANGIATA…………
……..LA CLASSE I E PARTECIPA AL PROGETTO:
……..LA
ORIENTIAMOCI CON LA SCIENZA
ALESSIA GIACOBBE VI PRESENTA……..
CONIGLIO ALLE ERBE
Ingredienti:
Salvia, Rosmarino,Timo,Maggiorana,Olio,Coniglio.
Versare la salvia,il rosmarino,il timo e la maggiorana nel fondo di una pentola rotonda con un po’
d’olio,mettere i pezzi di coniglio uno vicino all’altro ( non deve passare aria ) coprire con il coperchio.
Cuocere a fuoco lento per più di un’ora .Ogni tanto guardare che non bruci aggiungendo dell’acqua.
ORIGINE DEL CONIGLIO ALLE ERBE
Due coniugi “Piero e Iose”” dopo aver creato le tagliatelle all’erbette, hanno sperimentato un’altra ricetta.
Pensando ai conigli delle cascine di Cremolino, hanno inventato questa ricetta, che ora insieme alle
tagliatelle all’erbette, si possono gustare in una delle sagre più rinomate nei dintorni.
“CREMOLINO”
E’ un comune italiano della provincia di Alessandria, situato nell’Alto Monferrato, in Piemonte. La zona e’
nota per il vino Dolcetto e possiamo trovare un castello del secolo XIV che domina il paese.
Meta di pellegrinaggi e’ il santuario della Bruceta appena fuori paese verso Ovada.
Stefano Rapetti vi invita ad assaggiare………
Tagliatelle all’ erbette
Ingredienti pasta:
farina, uova, vino bianco
Preparazione pasta:
Lavorare gli ingredienti per avere una pasta liscia ed elastica. Stendere la pasta e tagliarla a strisce. Far
bollire.
Ingredienti crema: basilico, timo, rosmarino, maggiorana, aglio, panna da cucina, olio, sale
Preparazione crema:
Tritare le erbe, unire olio, sale e panna. Amalgamare e condire la pasta.
Nota geografica: le Tagliatelle all’erbette, insieme al coniglio,, sono un piatto tipico cremolinese.
Questa ricetta nacque grazie a due coniugi che provarono a creare uno crema con diverse erbe. Questa,
molto piaciuta venne aggiunta alle tagliatelle all’uovo; questo esperimento diede vita al piatto. Le
tagliatelle all’erbette, infatti, hanno fatto nascere la sagra con l’omonimo nome; in questa le tagliatelle
sono le protagoniste ma anche il coniglio alla cremolinese è un piatto tipico.
Le tagliatelle all’erbette sono diventate dal 2015 DE. CO. ( denominazione comunale).
Cremolino il paese natale di questo piatto è situato su
una collina nell’Alto Monferrato in provincia di
Alessandria, è un paese di origine romana e il suo nome
probabilmente deriva da
“ Curtis- Maurina” anche se nei documenti ritroviamo
altri nomi.
La zona di Cremolino è molto rinomata per il vino
soprattutto il Dolcetto d’Ovada D.O.C.G. .
Il turismo è sempre attivo grazie al castello e al
santuario della Bruceta chiamato così perché durante
un incendio è stato l’unico a salvarsi.
La nostra …
geografia mangiata
La perbureira
Ricetta segreta ….. ,
ma i principali sono pasta, aglio e fagioli
Buon appetito a
tutti
da Anita Perfumo
La perbureira è un piatto tipico di Rocca
Grimalda (Piemonte). Il nome in dialetto è
quello di una pentola, quella in cui veniva
cucinata. Il piatto, fatto di pasta, aglio e fagioli
veniva distribuito ai mercanti nel passaggio
della Via del Sale, da Santa Limbania (che è
una chiesa di Rocca Grimalda). Era un piatto
povero che i contadini facevano per i mercanti
di sale al loro passaggio. A Rocca Grimalda
esiste proprio la “sagra della perbureira”, ogni
anno fine di Agosto richiama molte persone. Di
solito si utilizzano fino 100Kg di aglio.
RICETTA: 100 gr. amaretti tritati
1 tazza di caffè freddo
8 uova intere
1/2 litro di latte
150 gr. di zucchero
50 gr. di cacao amaro
100 gr. di zucchero a velo per il caramello
PREPARAZIONE: Sbattere le uova intere con lo zucchero, aggiungere al composto gli amaretti tritati,
il cacao in polvere, il caffè freddo e il latte.
Caramellare lo zucchero a velo e versare il caramello nello stampo e lasciarlo freddare prima di aggiungere il composto preparato.
Scaldare il forno a 180°.
Mettere a cuocere a bagnomaria lo stampo per circa 40-45 min.
Togliere da bagnomaria e far freddare per un'ora a temperatura ambiente e 1 ora
in frigo. Travasare il bonet e guarnirne l'esterno con qualche amaretto intero.
Servire freddo.
NOTA GEOGRAFICA: Il bonet ha origini antiche ed è il più tradizionale dolce piemontese delle
Langhe,una regione situata tra le province di Cuneo e Asti.
In piemontese il termine bonet significa cappello e nell'antichità rappresentava il berretto da notte. Tra le ipotesi sulle origini del nome le più valide
sono due. La prima collega il nome alla forma dello stampo in rame,
dentro il quale veniva preparato il dolce. La seconda, sostiene che il bonet,
sia stato chiamato così perchè servito al termine di ogni pasto, come " cappello" o chiusura.
Esistono due versioni di bonet: una tradizionale più antica e meno conosciuta
priva di cacao o cioccolato e una più recente con l'aggiunta di cacao e rhum.
Battipaglia Chiara
RICETTA ZEPPOLE:
Ingredienti per circa 8 zeppole
Uova 4,Burro 80 g,Acqua 200 ml,Sale 1 pizzico,Farina 120gr
Zucchero 1 cucchiaino
PER LA CREMA PASTICCERA
Latte 500 ml,Farina o maizena 50 gr,Uova 6, tuorli,Zucchero 150,g,Vaniglia 1
bacca (o 1 bustina di vanillina),Zucchero a velo q.b.,Ciliegie candite o
amarene sciroppate 8
Preparazione
Per realizzare le zeppole di San Giuseppe al forno, per prima cosa preparate la crema
pasticcera riscaldate il latte in un pentolino con la metà di una bacca di vaniglia e i suoi semi;
sbattete in una ciotola, con la frusta, il tuorlo e lo zucchero (1) quindi aggiungete la farina. Con
una pinza, eliminate la bacca e versate il latte riscaldato sul composto a filo (2), amalgamando
con la frusta. Riportate il composto sul fuoco e mescolate continuamente fino a che la crema
non si sarà addensata (3). Trasferite la crema pasticcera in una ciotola e fatela raffreddare
conservandola con un foglio di pellicola a contatto. e fatela raffreddare.
Preparate ora la pasta choux che sarà l'impasto base delle zeppole: in un pentolino dal fondo
spesso ponete il burro a pezzetti e versate l'acqua (4), unite il sale e un cucchiaino di zucchero
(5) e portate lentamente ad ebollizione, rimestando con un cucchiaio di legno. Non appena il
burro sarà sciolto e l’acqua bollirà, togliete il pentolino dal fuoco (6) e versate al suo interno la
farina setacciata (7); riportate il pentolino sul fuoco e amalgamate gli ingredienti con una
frusta all'inizio (8) e poi continuate a mescolare con un cucchiaio di legno per ottenere una
palla compatta (9). Girate il composto fino a quando vedrete formarsi una patina biancastra
sul fondo del pentolino (ci vorranno circa 10 minuti).
Versate l’impasto in una ciotola e lasciatelo intiepidire (10). Una volta tiepido, trasferite
l'impasto in una ciotola e unite le uova (11), una alla volta, aggiungendo la seguente solo
quando la precedente sarà stata completamente assorbita (oltre che con un mestolo di legno,
potete compiere questa operazione servendovi delle fruste di uno sbattitore o la foglia di una
planetaria). Alla fine dovrete ottenere un composto liscio e omogeneo che facendolo cadere
con una paletta o un mestolo, formerà una specie di "nastro" (12), come si dice in gergo.
Trasferite il composto ottenuto in una sacca-poche con bocchetta stellata e spremetelo su
una leccarda foderata con carta da forno, formando dei cerchi del diametro di circa 8 cm
sui quali passerete due volte accavallando la pasta choux (13). Otterrete circa 8 zeppole: vi
serviranno due leccarde perchè le zeppole devono essere ben distanziate le une dalle
altre (14) in modo che, durante la cottura, gonfiandosi, non si attacchino una con l’altra.
Preriscaldate il forno ventilato a 190° e cuocete le zeppole per 25-30 minuti. Quando le
zeppole risulteranno belle dorate in superficie, bucatele alla base con uno stuzzicadenti e
rimettetele in forno spento socchiuso per 10 minuti. Trascorso questo tempo, estraete le
zeppole dal forno e lasciatele raffreddare su di una gratella (15).
Una volta fredde, tagliate le zeppole a metà in senso orizzontale (16-17) e farcitele
l'interno con un giro di crema pasticcera, che avrete trasferito in una sac-à-poche con
bocchetta stellata (18).
Richiudete le zeppole farcite (19) e guarnitele al centro con un ciuffo di crema, al centro
della quale porrete un’amarena sciroppata (20). A piacere cospargete con zucchero a velo
ed ecco pronte le vostre zeppole di San Giuseppe al forno (21)!
Conservazione
Conservate le zeppole in frigorifero, coperte, per 2-3 giorni.
Potete conservare le zeppole non farcite per 3-4 giorni in una scatola di latta, dopo averle
fatte asciugare bene, oppure potete congelarle e scongelarle poi in frigorifero e farcirle
all'occorrenza.
Le Zeppole si mangiano nelle feste specialmente a San Giuseppe e quella del Papà ma
anche nei giorni normali
Ricetta Insalata Russa:
1 kg. Carote,1 kg. Patate,1 kg. Piselli fini
250 ml. Mais,6 uova,250 ml. Maionese,3 cucchiaini di senape
sale e pepe (
Fare bollire patate,carote,piselli e uova ( tutto insieme) fin che
non sono cotte ma non troppo, poi sbucciare tutto e tagliare in
cubetti piccoli, mischiando insieme alla maionese e la senape in
un contenitore abbastanza grande, mettendo un po di sale e
pepe per dare gusto, la sciare riposare in frigo piu o meno 2 ore
e poi e pronta per mangiare.
STORIA GEOGRAFICA:
Questo piatto viene dalla Polonia, non da una città precisa, si fa
nelle feste ma si può anche mangiare nei giorni normali è un
piatto occidentale.
Aguillar Edoardo
pupusas
con carne di maiale
Salvador
mozzarelle
farina di mais
farina di riso
per la insalata: cavolo, origano,carota,limone e sale
Procedimento:
prima mettere a cuocere l’arrosto in forno per circa una ora a 140 g poi tagliare a pezzetti la carne e
tritarla ..mescolare la carne con le mozzarelle...
procedimento per impasto:
si mescolano 3 etti di farina di riso e 3 etti de farina de mais
si scioglie con acqua quanto basta e si mette un pò di sale
poi si formano dei dischetti come una focaccina con del ripieno dentro di carne dentro e si fanno
cuocere in padella con un goccino di olio solo per non farle attaccare girandole de tanto in tanto per
circa 5 minuti ...
Sigismondi Alessia
La Bagna Càuda
La Ricetta depositata presso un notaio a Castiglione d'Asti prevede l'utilizzo di una testa d'aglio a
persona, mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva a persona,50g di acciughe rosse di Spagna e
un eventuale pezzetto di burro da aggiungere a fine cottura.
Preparazione
Iniziate con il preparare l’aglio: dopo aver tolto il germoglio tagliate ogni spicchio a fettine molto sottili e
dopo averlo asciugato, mettetelo in un tegame con il burro e fatelo andare a fuoco molto basso fino
a che non si sarà sciolto. Dopo che l’aglio si sarà sciolto aggiungete l’olio in cui avrete amalgamato
le acciughe tagliate a pezzetti. Continuate la cottura sempre a fuoco basso, fino ad ottenere una
salsina omogenea di colore marrone chiaro. Le verdure che si utilizzano con la Bagna Càuda sono
essenzialmente crude. E’ questo il caso di cardi, peperoni (che possono essere anche arrostiti o
conservati in aceto), cavoli, scarola, indivia, porri, cipollotti lunghi (che si è soliti incidere nella base
a croce e immergere nel vino locale), rape bianche e mele. Utilizzate anche barbabietole rosse cotte
al forno, cavolfiori lessi, cuori di cavolo lessi, cipolle al forno, patate bianche, zucca e polenta
arrosto o fritte. Per terminare la salsa si è soliti strapazzare, all’interno del pentolino,delle uova.
Era un piatto che veniva preparato
per ricompensare i vendemmiatori per il lavoro fatto
RISO CON KEBAB (CARNE)
di Dario Al Duhni
Salve! Oggi parleremo di un
piatto dell’oriente, il riso con kebab! (carne!)
Il riso e morbido e squisito, mentre il kebab
e un cibo arabo croccante! E come la carne
che si prepara fino ad oggi!
Se l’avete mangiate tutte, vi direi che è buono!
Spero che vi piaccia e tutti e buon appetito a tutti!
LA PIZZA NAPOLETANA di Luigi Coppola
INGREDIENTI: Acqua, olio, farina OO, lievito di birra e sale.
PROCEDIMENTO: Mettere nell’impastatrice tutti gli ingredienti ed impastare fino
ad ottenere l’impasto liscio ed omogeneo. Dopodiché formare delle palline che
poi si lasciano lievitare. Dopo lievitata, stendere con le mani la pallina, finché a
formare un disco rotondo e viene condita con pomodoro, mozzarella e basilico.
Dopo condita la pizza, cuocere in forno caldo per 5 minuti.
.
Mi è piaciuta la geografia mangiata perché è interessante ed è gustosa!
W LA PIZZA!
Dosi:
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250 gr. Nocciole
180 gr. Burro
1 pizzico di sale
200 gr. Cioccolato fondente
250 gr. Farina
150 gr. zucchero
Preparazione:
1. Tritare e polverizzare le nocciole
2. Unire tutti gli ingredienti, zucchero, farina burro
e sale.
3. Dividere in due il composto e stenderlo in due
dischi.
4. Prendere una teglia rotonda, mettere il primo
disco, cospargerlo di cioccolato fuso.
5. Coprirlo con il secondo disco.
6. Cuocere in forno a 160 gradi per 30 minuti.
Origine:
• La torta bacio è una ricetta che nasce dalla base dei
baci di dama. I baci di dama nacquero a Tortona
nell'ottocento ed erano originariamente prodotti con le
nocciole piemontesi, più facili da reperire e meno
costose delle mandorle. Sarà infatti il cavaliere Stefano
Vercesi sul finire del 1810 a modificare la ricetta
sostituendo le nocciole con le mandorle e brevettando
“ i baci dorati”. Presentati alla fiera internazionale di
Milano nel 1906 vincono la medaglia d'oro, massimo
riconoscimento di pasticceria del tempo.
Ricetta:Orecchiette con cime di rape.
Ingredienti
-orecchiette
-cima di rapa
-olio
-aglio
-pepe
Procedimento
Per prima cosa far bollire l’acqua mettere il sale e poi versare le orecchiette e le cime di rape, solo i fiori e
le foglie più tenere delle cime di rapa.
Intanto in una padella antiaderente fare insaporire l’ aglio con olio extra vergine di oliva e filetti di
acciughe sott’olio. Far cuocere le orecchiette con le rape per circa dieci minuti , scolarle e versarle nella
padella con l’ olio, mescolare il tutto e servire con un filo di “olio santo “ un olio aromatizzato al
peperoncino fresco.
NOTA GEOGRAFICA: Le orecchiette con le cime di rape è un primo piatto della cucina pugliese, in
particolare della provincia di Bari. I periodi in cui si coltivano le cime di rapa sono gennaio, febbraio,
marzo, ottobre, novembre e dicembre. Le orecchiette sono un tipo di pasta fatta in casa con semola di
grano duro a forma concava tipo cappellino, infatti si chiamano anche “cappelletti”. La loro dimensione è
di circa ¾ di un dito pollice perché vengono realizzate trascinando i rotolini di pasta sul tavoliere in legno
con il pollice dandogli la forma concava. Le orecchiette hanno avuto origine tra il XII e il XIII sec. a
Sannicandro di Bari durante la dominazione svevo-normanna.
Ingredienti per la pasta sfoglia :
farina tipo 00 : 150 g
semola fine :50g
acqua fresca : 3 l
sale :un cucchiaio (da minestra)
Nota geografica :
i fogli di pasta brik sono una specialità tunisina
e nordafricana,si può anche chiamare
Malsouka,molto simile alla pasta fillo, è una
sfoglia leggerissima,utilizzata nella cucina
araba,nordafricana,libanese.
La sfoglia brik viene utilizzata sia per le ricette
salate,(farcite con carne,tonno o verdure)sia
per le ricette dolci.
Nel mese di Ramadan si mangia il brik tutte le
sere,in tutte le case,è una tradizione seguita
fino ad oggi,ma nel resto dell’anno si mangia
solo quando uno ne ha voglia.
procedimento per la sfoglia brik:
1 mescolare gli ingredienti senza formare i grumi
2 prendere una piastra liscia
3 spennellare la piastra con un po’ di olio
4mettere la piastra sul fuoco (basso) e aspettare che la pasta diventi
quasi trasparente,quindi sollevare i bordi per staccarla e riporla su un
tovagliolo pulito
5 continuare così fino a quando non si ottengono i fogli necessari.
Ingredienti per il ripieno :
olio:3 cucchiai (da minestra)
cipolla: 1
carne,pollo o tonno: 300 g
patate: 3
Procedimento per il ripieno del brik :
uova:6
1 fare arrotolare le cipolle, la carne,le patate a pezzettini in un po’ d’olio,
prezzemolo: ½ mazzo
poi si aggiunge l’acqua quanto basta per cuocere il tutto,aggiungi il prezzemolo tagliato
formaggio gratuggiato: 150 g
a pezzettini quando tutto è cotto l’acqua si asciuga del tutto , spegni il fuoco.
sale: ½ cucchiaio ( da minestra)
2 aggiungi il formaggio e le uova
pepe: un cucchiaino
3 mescolali molto bene
curcuma: 1 cucchiaino
4 prendi la sfoglia brik,piega i bordi all’interno formando un quadrato o un rettangolo .
olio per friggere: quanto basta
5 versa 3 o 4 cucchiai di ripieno nel mezzo della sfoglia e piegala formando un triangolo
per riempire la piastra.
6 in una padella con l’olio caldo,si frigge il brik , quando è bello dorato e croccante si toglie
dalla padella . prima di mangiare si spreme una goccia di limone sopra.
LA RICETTA DELLO STRUDEL
di Maria Vitale
Ingredienti per l’impasto
125gr farina 00 - 1 uovo - 1 cucchiaio di olio - un pizzico di sale - acqua
tiepida
Ingredienti per il ripieno
750gr di mele renette - 50gr di zucchero - 1 cucchiaino di cannella - 25gr di
pinoli - 50gr di uvetta
Impastare la farina, l’uovo, il sale, l’olio con l’acqua tiepida e poi stendere con
un mattarello facendo un rettangolo di pasta sottile.
Riporre sull’impasto le mele tagliate a fettine i pinoli l’uvetta e cospargere
tutto di zucchero e cannella. Per
Arrotolare lo strudel, metterlo in forno a 180° per 45/60 minuti. Quando la
pasta prende il colore del pane lo strudel è pronto.
LA STORIA DELLO STRUDEL
E’ il dolce più importante del Trentino Alto Adige, ma non è nato li.
Secondo alcune ricerche storiche sembra che lo strudel sia una
trasformazione di un dolce turco chiamato baclava.
Nel 1526 il Sultano Solimano aveva sconfitto gli Ungheresi e aveva portato in
Europa l’impero Ottomano che durò quasi 200 anni.
Fu così che in Europa venne introdotta la baclava turca, ma gli ingredienti a
poco a poco cambiarono perché la zona dell’Ungheria era ricca di mele che
invece in Turchia non c’erano. Così poco per volta la baclava si trasformò in
strudel
Quando l’Austria nel 1699 conquistò l’Ungheria il dolce fece il suo ingresso
alla corte dell’Imperatore a Vienna e poi si diffuse nella zona italiana delle Tre
Venezie ed oggi è il dolce tipico del Trentino Alto Adige.
Il suo nome in tedesco significa vortice perchè è tutto avvoltolato su se
stesso. Secondo la tradizione popolare la sfoglia doveva essere così sottile da
far vedere una lettera d’amore.
Ana Kostadinova
dalla Macedonia
INGREDIENTI:
1chilo di farina
2 uova (1 tuorlo da parte);
1 lievito di birra;
2 cucchiaini di sale;
1 cucchiaio di zucchero;
100gr di olio;
mezzo litro di latte;
un po' di burro;
(semi di sesamo).
RICETTA:
Si fa un impasto con tutti gli ingredienti e si lascia lievitare per due ore. L' impasto si divide in delle palline rotonde che
poi, vengono stese con il mattarello sopra il tavolo d'impasto a forma di una striscia larga 6/7cm. Su di esse, nel
fondo della striscia, si fanno delle righette con il coltello.
Si prende il lato opposto della striscia e si arrotola ( formando una ''sigaretta''). Sopra ognuno di questi ''salatini'' si
spalma il tuorlo messo da parte. Poi si setaccia un po' di sale, si mette sopra un piccolo cubetto di burro e,
volendo, si possono mettere vari semi: semi di sesamo, semi di papavero ecc.
Infine si mette nel forno preriscaldato a 220 gradi.
Fritto misto alla piemontese
di Maria Gastaldo
Ingredienti:1 kg tra fegato di vitello, cervella scottata, schienali
scottati, fettine di vitello e costolettine di vitello, 6 rocchetti di salsiccia,
6 rombi di semolino dolce, 6 amaretti piemontesi,farina,4 uova,
pangrattato, olio per friggere,sale
-limone e prezzemolo per guarnire(facoltativi)
Procedimento:
Tagliate il fegato ed il vitello a fettine piccole; dividete la cervella e gli schienali a
pezzetti; battete leggermente le costolettine di agnello. Infarinate gli amaretti,
quindi passateli insieme con i rombi di semolino nelle uova sbattute e poi nel pan
grattato. Passate anche tutte le carni nella farina, poi nelle uova ed infine nel
pangrattato.Versate in una padella abbondante olio e quando sarà ben caldo
friggete i pezzetti di carne a più riprese nel seguente ordine : prima le costolette di
agnello, poi le fettine di vitello; quelle di fegato, la cervella e gli schienali. A mano a
mano che sono pronti scolateli con il mestolo forato, passateli su carta assorbente
da cucina.Versate l'olio in un'altra padella e friggete gli amaretti e i rombi di
semolino ; scolateli, fategli perdere l'unto in eccesso su carta assorbente. In un
tegame cuocete pezzettin di salsiccia. Distribuite i vari fritti nei piatti salate e
servite immediatamente, decorando a piacere con spicchi di limone e foglioline di
prezzemolo.
Origini del fritto misto:
Il fritto misto è il “re “ della cucina piemontese. Non si compone
di ingredienti fissi, ma di una varietà di gusti e sapori che
cambiano a seconda della stagione. Pochi ingredienti sono
obbligatori per esempio il semolino, gli amaretti di Mombaruzzo,
le animelle, la cervella.
E' un piatto molto antico della tradizione popolare che si
cucinava nel nostro territorio dopo la macellazione degli animali
nelle cascine. Per non sprecare nulla venivano cucinate le
frattaglie (gli scarti), in passato veniva considerato un piatto
povero.
Il Piemonte: la mia Regione
E' una regione dell'Italia nord occidentale. E' chiamata terra delle montagne: è infatti circondata su tre lati dalla
catena alpina.
Il piu' bel monte è il Monte Rosa, offre paesaggi meravigliosi. Numerosi sono i comprensori sciistici tra cui la via
Lattea e il Sestriere. Sullo sfondo delle Alpi ci sono pittoresche vallate tra cui val di Susa, val Sesia e val Dossola.
E' diverso il panorama delle Langhe e Monferrato: sono presenti colline coltivate a vigneti
punteggiate di borghi e castelli. Ci sono grandi laghi: il Lago d'Orta e il Lago Maggiore; ai piedi del Monte
Monviso nasce il Po, il principale fiume del Piemonte.
Torino, capoluogo del Piemonte, è stata capitale italiana dell' auto: la Fiat. Era l'antica capitale dell'Italia sede di
importantissimi avvenimenti che hanno dettato la storia della nostra nazione.
Ci sono inoltre reperti storici romani (Acqui Terme e Vinadio).
Le altre città principali e capoluoghi di provincia sono: Alessandria, Asti, Cuneo, Novara e Vercelli.
L'agricoltura piemontese è molto varia: le zone pianeggianti sono coltivate a grano, mais, avena e foraggi e
alimentano l'allevamento del bestiame, specialmente bovino; Vercelli e Novara producono ottime qualità di
riso mentre nell'Astigiano e nell'Alessandrino è sviluppata la viticoltura.
Le principali industrie sono quelle siderurgiche, metallurgiche e meccaniche ma sono presenti anche industrie
tessili, dell'abbigliamento e alimentari.
Attivo è anche il turismo, in tutte le stagioni, richiamato dalle bellezze naturali ma anche dai suoi prodotti
enogastronomici di cui ricordiamo vini “importanti “come Barolo, Nebbiolo, Barbaresco e Barbera e i
pregiatissimi funghi porcini ed il tartufo bianco,il tubero “re della cucina”.
Ricetta del Mazzamurru
di Ugas Viola:
Ingredienti
4-5 fette di pane Carasau (fogli di pane indurito, detti anche “carta da
musica”),brodo,formaggio pecorino,salsa di pomodoro,cipolla,olio,
sale
Procedura
Bagnare uno strato di pane con il brodo, metterlo in una teglia, io, con la mia
famiglia, per bagnare il pane usiamo un pennello grosso!|
Ricoprire il primo strato con pomodoro e formaggio, metterci sopra un' altro
strato bagnato di pane carasau
Ripetere per altre 2-3 volte
Infornare a 180° per venti minuti.
Tagliare a fette e servire.... caldo o freddo.
VOILA', IL MAZZAMURRU.
La storia....
Ho deciso di darvi la ricetta di uno dei piatti che hanno fatto la storia della
cucina sarda. Questo piatto è ciò che una famiglia poteva mangiare con una
spesa minima senza sprecare nulla: un piatto originario dei periodi più poveri!
Questo significa che a volte le ricette più semplici hanno un qualcosa di
particolare che ti fa capire davvero cosa voglia dire essere povero ed allo
stesso tempo esser felice di avere qualcosa da mangiare per te ed i tuoi figli. Il
piatto è stato creato al fine di poter utilizzare l’inutilizzabile: il pane indurito
che si era comprato con tanto sacrificio!
Con sopra pomodoro dei campi e pecorino, formaggio tipico sardo.
Oltre ad essere un piatto assai buono è molto divertente da cucinare!!!
I baci di dama con le nocciole
Di Angelica Murchio
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(I Baci Di Dama)
Ricetta di mia cugina Ida
Baci di dama alle nocciole
Ingredienti:
400 g farina
200 g zucchero
300 g burro
300 g nocciole
150 g cioccolato fondente
Preparazione:
Tostare le nocciole, tritarle con lo zucchero, unire poi la farina ed il burro ammorbidito ed
impastare bene con le mani.
Lasciare riposare l'impasto in frigorifero per almeno mezz'ora.
Formare delle piccole palline con questo impasto e disporle su una placca rivestita di carta
forno.
Accendere forno a 180 gradi.
Cuocere per circa 15 minuti
Lasciare raffreddare. Sciogliere il cioccolato nel microonde.
Unire i biscotti a coppie farcendoli con il cioccolato e lasciare rapprendere.
Nota geografica
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Il BACIO di DAMA è chiamato così per il suo aspetto,
che richiama all’idea di un paio di labbra intente a baciare
Consiste principalmente in due metà di pasta che racchiudono un morbido ripieno a base di
cioccolato
I Baci di Dama nacquero a Tortona nell'Ottocento ed erano originariamente prodotti con le nocciole
piemontesi, più facili da reperire e meno costose delle mandorle. Sarà infatti il Cavalier Stefano
Vercesi sul finire del 1810 a modificare la ricetta sostituendo le nocciole con le mandorle e
brevettando i "baci dorati".Presentati alla fiera internazionale di Milano nel 1906 vincono la
medaglia d’oro, massimo riconoscimento di pasticceria del tempo.
Oggi giorno diverse sono le varianti di questa celebre ricetta. La più nota è senza dubbio quella di
Alassio, chiamati appunto i Baci di Alassio, in cui si aggiunge cacao e miele ai biscotti. Questa
vairante ebbe un tale successo che fu brevettata nel 1919 dal suo creatore Pasquale Balzola. Ancora
oggi sono prodotti secondo l’antica ricetta originale di Balzola e di suo figlio Rinaldo (divenuto
pasticcere personale di S.M. Vittorio Emanuele III, Re d’Italia dal 1932 al 1938) e giungendo ai giorni
nostri.
Una leggenda, molto più romantica, vuole che i Baci di dama siano nati dalla fantasia di un cuoco di
casa Savoia nell’autunno del 1852 dietro richiesta di Vittorio Emanuele II di assaggiare un nuovo
dolce. Il prodotto incontrò l’approvazione e da allora venne servito sulle tavole reali d’Italia e
d’Europa.
Una mia impressione
Le nocciole che ho usato per fare i baci di dama sono
quelle di casa mia !!! .
Sono state raccolte da mio nonno e mia nonna con
amore e gioia .
A casa, ho più di 150 alberi solo nella parte superiore
dei campi, e , ogni anno producono sacchi interi di
nocciole che vanno spartiti tra la fabbrica di dolciumi
”Tre rossi”,a mia zia che ne fa dei baci di dama
buonissimi e ne danno un po' anche a me in mode
che mia mamma possa farmi la torta alle nocciole
che mi piace molto.
Il couscous alle verdure
di Feddaoui Yassine
NORD AFRICA
Ricetta:crostini Toscani di Daniela Mauriello
Ingredienti:
300 gr di fegatini di pollo
100 gr di milza di pollo,1 noce di burro,1 cipolla ,1 mazzetto di prezzemolo
½ gambo di sedano,½ carota,1 manciata di capperi sotto sale ,Pane Toscano
Olio extravergine d’oliva,Sale e pepe
Procedimento:
preparare un soffritto facendo cuocere la cipolla e il sedano
tritati insieme alla carota in olio caldo. Unire quindi i fegatini
e le milze tagliate a pezzi non troppo grandi e fare insaporire
bene tutto mescolando di tanto in tanto. Salare e pepare
quindi cuocere per circa 15 minuti. Se necessario unire poco
brodo di pollo per evitare che il composto si secchi. A questo
punto tritare i fegatini insieme ai capperi dissalati e al prezzemolo
ed aggiungere anche il burro. Infine spalmarlo sulle fette di pane
Toscano.
L’antenato del crostino ebbe origine ai
tempi degli antichi romani. Carne e
pesce erano serviti
su vassoi dai quali ciascun commensale
poteva attingere liberamente, mentre per
raccogliere oli, sughetti
e pezzetti di carne si utilizzavano fette di
pane.
Nel Medioevo il cibo cominciò ad essere
servito in piatti individuali, ma in Toscana
l’abitudine del
“crostino” non smise mai di esistere, anzi
diventò un altro modo per poter consumare
fino all’ultima
briciola il pane; risorsa primaria per le
famiglie meno agiate. Veniva abbrustolito,
bagnato nel brodo
o nel vino e ricoperto con un trito delle parti
più povere degli animali. Anche i nobili
adoravano i crostini
e il loro consumo dette vita ad un’altra
tradizione culinaria: l’antipasto, che si
diffuse ben presto nelle altre corti europee.
La torta di verdure
di Alessia Lucanto
EMPANADAS
DI GIANLUCA GACHON
Argentina