training tips
Transcript
training tips
TRAINING Proposte di allenamento Giugno 2010 ClimbingTraining Roberto Bagnoli TRAINING TIPS linee guida scaricabili direttamente dal sito per ben allenarsi sfruttando le potenzialità della palestra King Rock. Un quadro generale Quando un allenamento è efficace? L’efficacia dell’allenamento è data da diversi fattori: la costanza una buona pianificazione la scelta dei migliori esercizi per il proprio livello la variabilità dello stimolo L’inefficacia è data da: la discontinuità la mancanza di una pianificazione la scelta di esercizi sbagliati il ripetere sempre le stesse cose 1. Costanza VS incostanza La mancanza di uno stimolo frequente impedisce un ottimale consolidamento delle capacità acquisite; il miglioramento, se c’è, è “a singhiozzo”, con inevitabili cali di prestazione. La principale conseguenza è l’impossibilità di alzare veramente il proprio livello. Nutrire il proprio corpo con stimoli adeguati e congrui dando continuità all’allenamento porta ad un incremento delle proprie capacità ben visibile sul lungo periodo. Parallelamente è più difficile “perdere” quanto guadagnato. 2. Pianificare VS allenarsi a casaccio Pianificare significa molte cose insieme: allenarsi per degli obiettivi (gare, vie, blocchi, periodo migliore per realizzare ecc…); lavorare su certi deficit; ma anche rispettare le fisiologica risposta dell’organismo allo stimolo allenante, da cui la capacità di organizzare gli allenamenti (ciclo per ciclo, settimana per settimana) per ottenere il massimo senza rischiare di andare in over-training. Molti scalatori, di qualsiasi livello, non si sono mai posti troppo il problema e magari hanno migliorato ugualmente le loro prestazioni… è giusto ritenere che con un allenamento ben programmato e organizzato nel tempo si possa ottenere molto di più. 3. Esercizi congrui con il proprio livello e capacità VS esercizi non adeguati Rispetto al passato esistono oggigiorno molti mezzi su cui allenare le qualità fisiche dello scalatore. Ma! Occorre molta attenzione a non commettere banali errori. Ogni mezzo, ogni esercizio impegna il corpo in misura differente; l’impatto dell’esercizio può essere di 3 tipi: 1. insufficiente (troppo semplice o troppo poco intenso per avere una risposta che vada nella direzione del miglioramento) 2. sufficiente (tollerato dall’organismo che è pronto a ricevere un tale stress) 3. eccessivo (assolutamente inappropriato per la capacità dell’organismo di tollerarlo) E’ evidente che la conseguenza del punto 3 è l’infortunio. Tabella utilizzo mezzi di allenamento “a secco” e livello LIVELLO MUROBOULDER SYSTEM WALL TRAVE Principiante / basso livello Si. Mezzo fondamentale Si. Mezzo complementare Solo eventualmente per integrare. Livello intermedio Si. Mezzo fondamentale Si. Mezzo complementare Si. Mezzo complementare per integrare Livello esperto Si. Mezzo fondamentale Si. Mezzo complementare Si. Mezzo complementare per integrare PAN GULLICH No. Si e No. Dipende molto se il fisico è pronto e comunque solo certi esercizi. Si. Per migliorare certe qualità specifiche 4. Variare VS fare sempre le stesse cose (soprattutto dopo anni che ci si allena) Allo stesso modo in cui voi cercate di fregare il vostro corpo attraverso stimoli sempre più intensi, senza che ve ne accorgiate lui stesso cerca di fregarvi adattandosi alla tipologia di stimolo che gli somministrate. Conseguenza: lo stesso stimolo che prima vi dilaniava le braccia, ora non lo sentite nemmeno più. Questo oltre che essere un chiaro sintomo del miglioramento (perciò positivo) è anche sintomo di un’assuefazione che alla lunga conduce ad un vicolo cieco (dunque negativo). Cosa fare? Semplice, cercare di raggiungere lo stesso obiettivo attraverso strade differenti, in altre parole introducendo esercizi diversi che abbiano la stessa finalità. Con cosa? Avendo a disposizione più mezzi di allenamento saperli integrare tra loro in maniera razionale. Banalmente: dando la priorità ai mezzi “fondamentali” e introdurre di volta in volta o in base alle vostre necessità gli esercizi sui mezzi complementari. Riepilogo: Uno stimolo sempre uguale porta alla lunga ad uno stallo dei risultati. Uno stimolo sapientemente variato porta, attraverso uno stress sempre diverso, ad un miglioramento dei risultati. Linee guida per variare le sedute di allenamento al King Rock 1. Vertical training tips Suggerimenti di allenamento per la sala vertical LIVELLO PRINCIPIANTE Chi ha terminato il corso base; chi arrampica su gradi bassi e ha poca esperienza di allenamento per l’arrampicata. Aspetti generali Date la priorità alla qualità della scalata cercando di darvi un recupero accettabile tra i tentativi, tale da consentirvi di ripartire mai troppo affaticati dalla via precedente. L’aspetto tecnico della salita (= salire senza commettere errori di posizionamento e di valutazione) è prioritario rispetto al risultato legato al “grado” nudo e crudo. I tempi di recupero sono soggettivi e dipendono molto da quante energie avete speso nella salita e dal tempo che siete stati su. Considerata l’altezza delle vie, 15’ è un buon compromesso. Possibilità di allenamento 1. Vie sul vostro limite: lavorate al massimo 2-3 vie differenti per ciascuna seduta. La difficoltà delle vie deve essere sul vostro limite. Una volta che riuscite a chiuderle, passate a lavorare altre vie di difficoltà uguale o leggermente superiore. 2. Vie sotto al vostro limite: costruitevi un circuito da 5-7 vie un paio di gradi sotto il vostro massimo (dunque vie che riuscite a chiudere), da fare una di seguito all’altra recuperando il tempo di salita del compagno. L’obiettivo è molteplice: a) consolidare gli automatismi; b) ricercare la “pulizia del movimento”; c) acquisire sempre maggiore consapevolezza e sicurezza in voi stessi. Questa può essere definita una “seduta tecnica”. Se vi allenate in vertical 3 giorni a settimana: fate 2 sedute del “tipo 1” e 1 seduta del “tipo 2” per ogni settimana. Se vi allenate in vertical 2 volte a settimana: fate una seduta di “tipo 2” dopo ogni 3 sedute di “tipo 1”. LIVELLO SUPERIORE Per chi ha già esperienza di allenamento per l’arrampicata. Aspetti generali Come è stato detto la variabilità in allenamento è un elemento essenziale per progredire. Si dovranno perciò indirizzare le sedute verso differenti obiettivi. Possibilità di allenamento Potete lavorare in due distinte direzioni: Lavoro di qualità: lavorate vie sul vostro limite e leggermente oltre; dandovi recuperi molto ampi (20-40’ dipende dal vostro tempo a disposizione e dalla lunghezza della via scelta). Lavoro di quantità: occorre prendere a riferimento vie un po’ sotto il vostro limite; in questo modo sarà possibile fare molti tiri con recuperi non completi. Modalità 1: tot tiri sotto il vostro limite (recupero tra vie: 10-15’). Modalità 2: alternare un tiro sotto il vostro limite ad un tiro facile (recupero tra vie: 7-8’). Modalità 3 (con molto tempo a disposizione): prendete 2-3 vie diverse sul vostro limite e fate 3 tentativi a via con un recupero non completo (15’); dopodiché concedetevi un riposo lungo (30-45’) e passate alla via successiva. Esempio: VIA 1 (1°tentativo) – rec 15’ – VIA 1 (2° tentativo) – rec 15’ – VIA 1 (3° tentativo) – rec 30’ – VIA 2 (1° t) – rec 15’ – VIA 2 (2° t) – rec 15’ – VIA 2 (3° t)…eventualmente… – rec 30’ – VIA 3 (1° t) – rec 15’ – VIA 3 (2° t) – rec 15’ – VIA 3 (3° t). Ulteriori varianti Dita o braccia? Sfruttando le differenti pareti potete indirizzare la seduta di allenamento verso un lavoro di resistenza sulle dita (pareti verticali e leggermente strapiombanti) e resistenza sui grandi muscoli (vie nello strapiombo). Seduta dita: si lavorano vie su pareti verticali o leggermente strapiombanti. Seduta braccia: si lavorano le vie nello strapiombo. Seduta mista: metà seduta “dita” + metà seduta “braccia”. Oltre il limite E’ un tipo di seduta molto dispendiosa da fare una volta ogni tanto quando si ha molto tempo a disposizione. L’obiettivo è dare un grosso stimolo sia fisico che “mentale”. Si prova una via oltre il proprio limite lavorato (1 grado sopra) con l’obiettivo di fare il minor numero di resting possibile. Il tempo complessivo di scalata (compresi i dovuti recuperi tra le sezioni, che comunque non devono essere “biblici!”) non deve superare i 10-12 minuti. Dopodiché ci si cala. Il recupero è di 20-40’ (dipende dalla lunghezza della via scelta). 2. Bouldering training tips Suggerimenti di allenamento per la sala boulder LIVELLO PRINCIPIANTE Chi ha terminato il corso base; chi arrampica su gradi bassi e ha poca esperienza di allenamento per l’arrampicata. Aspetti generali I blocchi sono il vostro “pane” per migliorare forza e tecnica. Utile è anche il system wall, per consolidare le tecniche di progressione di base contemporaneamente ad un impegno fisico massimale. Possibilità di allenamento Seduta blocchi: prendete 3-4 blocchi al massimo e lavorateli per 20-30’ ciascuno. Recuperi tra tentativi: dipende dall’impegno fisico del blocco, dalla lunghezza e dalla presa dove cadete. Mediamente riposate sui 3’ tra un tentativo e l’altro. Fate una pausa più lunga (610’) quando passate al blocco successivo (ciò dipende anche da quanto tempo avete per svolgere la seduta). Seduta system wall + blocchi: in questo caso dedicate una prima parte della seduta agli esercizi sul system wall. La seconda parte della seduta è invece dedicata ai blocchi. Esempio: 3-4 esercizi al SW per tot serie ciascuno – pausa 10’ – lavorate 2-3 blocchi per 15-20’ ciascuno. Tipologia blocchi Nell’ambito della “seduta blocchi” scegliete blocchi aventi differenti caratteristiche; esempio: Blocco 1: leggero strapiombo Blocco 2: diedro tecnico Blocco 3: strapiombo accentuato Blocco 4: verticale LIVELLO SUPERIORE Per chi ha già esperienza di allenamento per l’arrampicata. Aspetti generali L’allenamento va concepito sul lungo periodo; nell’ambito di questo lasso di tempo (ad esempio una stagione invernale) si dovranno miscelare tra loro i mezzi a disposizione e relativi esercizi. Possibilità di allenamento Vengono presentate in maniera molto sintetica alcune possibilità di organizzare le sedute: Tipo seduta Forza pura Solo blocchi Forza blocchi Forza pura System wall + blocchi Forza lunga Trave + blocchi Forza pura Forza pura PG + blocchi Forza lunga Tipo esercizi Da 1 a 3 movimenti: si prendono alcuni blocchi oltre il proprio livello e si prova a risolvere un “singolo” (può essere la partenza ma può anche essere una parte del blocco a libera scelta). Esempio: se chiudete gli “strong” provate i singoli dei “very strong” o “extreme”. Si scelgono blocchi sul proprio limite e si prova a risolverli. SW: per ogni esercizio scelto, si fanno 2-3 movimenti massimali per serie e per lato. BLOCCHI: ci si mantiene sulla forza massimale attraverso la risoluzione di “singoli” da 3-4 movimenti al massimo. SW: per ogni esercizio scelto si fanno 3-5 ripetute consecutive per serie e per lato. BLOCCHI: risolvere blocchi tracciati abbastanza lunghi. TRAVE: esercizi di forza massimale (sospensioni su varie prensioni; trazioni). BLOCCHI: di pochi movimenti. PG: un tot di serie di esercizi massimali brevi per lato. BLOCCHI: di pochi movimenti. PG: alcune ripetizioni consecutive per ogni serie. BLOCCHI: risolvere blocchi tracciati abbastanza lunghi. Seduta solo blocchi Una seduta completa vi vedrà impegnati su differenti tipologie di problema, in maniera analoga a quanto scritto per il livello principiante; procedete in questo modo differenziando lo stimolo nell’ambito della stessa seduta. 3. Endurance training tips Suggerimenti di allenamento per migliorare la capacità di resistenza a secco Aspetti generali Questi suggerimenti sono per un livello esperto. Le vie sono un ottimo sistema per migliorare la resistenza specifica; i blocchi e tutti gli altri esercizi di “forza” perfetti per incrementare la capacità di stringere le prese e trazionare il corpo verso l’alto. Esiste comunque un sistema per migliorare la resistenza che si inserisce perfettamente tra queste due tipologie di esercizi. Vediamo quale. RESISTENZA ALLA FORZA Come? Dovete prendere 6 blocchi abbastanza lunghi come movimenti su pareti strapiombanti. I blocchi vanno provati in successione, praticamente riposando giusto il tempo di scendere / cadere dal precedente, prendere magnesite e ripartire sul successivo. Per tale ragione i blocchi devono essere vicini tra loro. Intensità? Potete procedere in 2 modi: Prendere tutti blocchi di intensità omogenea, comunque sotto il vostro massimo, in questo modo potete arrivare a chiudere sicuramente il primo, forse il secondo, forse anche il terzo ma dovreste cadere comunque sugli ultimi. Se li fate tutti non avete lavorato al vostro massimo e dovete sceglierne di più duri. Esempio: se chiudete i “very strong”; lavorate sugli “strong”. Prendete blocchi a decrescere come intensità: partendo da un blocco duro, che comunque chiudete, fino a scendere via via di livello. Arriverete così sugli ultimi molto affaticati. Esempio (se il vostro livello è “extreme”): Blocco 1: extreme Blocco 2: extreme Blocco 3: very strong Blocco 4: very strong Blocco 5: very strong Blocco 6: strong Serie? Una singola serie equivale all’intero circuito: 6 blocchi Conviene dedicare una singola seduta interamente a questo esercizio; il numero di serie totale dipende dal vostro grado di allenamento, dal tempo a disposizione e soprattutto dalla frequenza di allenamento. 4 serie sono mediamente sufficienti. Recuperi? 15’ tra una serie e l’altra, ma anche 20’ se avete più tempo. Maggiore è il recupero, migliore è la qualità di ciascuna serie. Se sulla seconda serie fate molta fatica, significa che il tempo di recupero è stato insufficiente e dovete aumentarlo. Conclusioni importanti Queste appena esposte non sono che delle linee guida; per ottenere il massimo, ogni esercizio, come ogni tipo di seduta, deve essere concepito nell’ambito di un piano di allenamento organizzato. Variare è importantissimo, soprattutto per chi si allena da anni facendo sempre le stesse cose. Già questi brevi appunti sono sufficienti per avere un buon ricambio di esercizi. Non basta però fare un po’ di questo e un po’ di quello, ma occorre pianificare bene il tutto in maniera razionale. Gli esercizi e i metodi di allenamento, così come i mezzi sono tanti; non tutti vanno bene per tutti. Dipende molto dall’esperienza, dalle capacità fisiche di base, dal livello. Anche in questo caso occorre un minimo di criterio e buon senso soprattutto per evitare spiacevoli infortuni a causa delle conseguenze di esercizi sbagliati e inadeguati. Quando introducete un esercizio nuovo fate in modo di non esagerare nelle serie, soprattutto la prima volta. La “novità” lascia il segno già con un volume molto più basso di quello che il corpo sopporta nella normale routine. Questo per evitare di avere dolori per giorni, che vi impedirebbero di allenarvi. L’allenamento deve essere la via per il miglioramento e non la via per l’infortunio. E’ del tutto normale che più si spinge il fisico verso i propri limiti, maggiore è la possibilità di incappare in un infortunio. Possibilità, non certezza! Questa possibilità si riduce molto imparando a: fare esercizi adeguati al proprio livello e possibilità fisiche organizzare l’allenamento inserendo periodi di recupero non esagerare nel volume di allenamento nella seduta rispettare i tempi di recupero nell’ambito degli esercizi sapersi fermare al primo “campanello di allarme” farsi vedere da personale specializzato per evitare che un eventuale danno possa andare a peggiorare anziché a migliorare.