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QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867 Venerdì 22 febbraio 2013 1,00 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it PRIMO PIANO ESTERO IL DILEMMA DELL’ASINO DI BURIDANO Quasi nessuno crede alle promesse dei politici. Quindi andremo a votare al buio, consapevoli che - chiunque... Continua CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE ALLUVIONE A CATANIA: FIUMI D’ACQUA NELLE STRADE E GENTE SUI TETTI Una notte scaccia crisi a Wembley IBantams sono pronti. Domenica a Bradford, cittadina del Nord depresso, il tempo si fermerà per la finale... Continua TWITTER Catania allagata in un’ora da un nubifragio Continua “Nei casi di stupro pillola del giorno dopo” Svolta dei vescovi tedeschi: aprono sulla pillola del giorno dopo, ma solo nel caso di donne vittime di stupro... Continua L’ultimo comizio «Cari elettori, per un disguido tecnico nelle settimane scorse è andata in onda la campagna sbagliata: il cagnolino di Monti, il giaguaro di Bersani, la busta di Berlusconi travestita da rimborso delle tasse, il mago Zurlì che smentisce la partecipazione di Giannino allo Zecchino d’Oro. In realtà avremmo dovuto intrattenervi su una questione... Continua 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE INDICE PRINCIPALE Per leggere gli indici di sezione, cliccare sui titoli qui sotto. Per andare direttamente al primo articolo, cliccare qui. Primo piano L’ultimo comizio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41 Il dilemma dell’asino di buridano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42 Estero Dsk sedotto e svergognato la scrittrice: è un maiale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107 Mosca sfida kerry sugli orfani russi “uccisi” negli usa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 110 Cronaca Il papa pronto a togliere il segreto sul caso vatileaks . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 133 I vescovi tedeschi aprono alla pillola del giorno dopo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 136 Economia La reazione amara “sentenza estranea al nostro operato” . . . . . . . . . . . . . . . . . . 184 Condannati gabetti e grande stevens . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 186 Cultura Il dilemma dell’asino di buridano . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 217 La verità è richiesta a tutti a giannino come a chi lo lapida . . . . . . . . . . . . . . . . . 222 Sport Napoli-juve, chi arbitra? comunque vada, sarà discusso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 284 La spagna non vince più: in champions rischia l’estinzione . . . . . . . . . . . . . . . . . 287 Locale Un indagato, venticinque anni dopo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 328 «che emozione ormai non ci speravo quasi più» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 331 PRIMO PIANO Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE PRIMO PIANO L’ultimo comizio PRIMO PIANO Sommario «Cari elettori, per un disguido tecnico nelle settimane scorse è andata in onda la campagna sbagliata: il cagnolino di Monti, il giaguaro di Bersani, la busta di Berlusconi travestita da rimborso delle tasse, il mago Zurlì che smentisce la partecipazione di Giannino allo Zecchino... M ASSIMO G RAMELLINI IL DILEMMA DELL’ASINO DI BURIDANO Quasi nessuno crede alle promesse dei politici. Quindi andremo a votare al buio, consapevoli che - chiunque vinca - non farà quello che si è impegnato a fare. Il fatto che sia irrazionale, irragionevole o quantomeno ingenuo credere a quello che i politici ci raccontano in campagna... L UCA RICOLFI Una notte scaccia crisi a Wembley IBantams sono pronti. Domenica a Bradford, cittadina del Nord depresso, il tempo si fermerà per la finale della Coppa di Lega a Wembley dove la squadretta locale di quarta serie, i Galletti come li chiamano, affronta lo Swansea dell’ex juventino Laudrup che gioca nella Premier inglese.... CLAUDIO GALLOINVIATO A BRADFORD “Nei casi di stupro pillola del giorno dopo” Svolta dei vescovi tedeschi: aprono sulla pillola del giorno dopo, ma solo nel caso di donne vittime di stupro e a patto che il farmaco impedisca la fecondazione e non abbia effetti abortivi. A comunicarlo è stata la Cei tedesca, che precisa anche che la cura non deve causare la morte... Tornielli PRIMO PIANO Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE NEVICA, CI VUOLE FEDE PER ANDARE A VOTARE Ci si mette anche la neve, come se non ci fossero già abbastanza difficoltà ad andare a votare. Non si sa per chi, non si sa perché, per noi? per i figli? per il futuro? per l’Europa? FERDINANDO C AMON Elezioni, il giorno delle piazze Oggi Grillo chiude la campagna elettorale in piazza San Giovanni a Roma: saremo un milione. Berlusconi sarà in piazza Plebiscito a Napoli, Monti a Firenze. Ieri Bersani ha lanciato un appello ai delusi della destra: fateci governare. Bertini, Cerruti, Colonnello, Corbi, Geremicca, Malaguti, Magri, Mathis, Mercalli, Piepoli, Rampino e Ruotolo MALTEMPO, PER I PARTITI È EMERGENZA ANZIANI Avederla avanzare da lontano sembra la nuvola di Fantozzi. Quella che, in un impeto di iella, scaricava pioggia sul malcapitato ragioniere, mentre il resto del cielo era sereno. F ABIO MARTINI La Ue taglia le stime sull’Italia Il primo scudo anti-spread varato dalla Bce nel 2010 vale 218 miliardi: 103 miliardi sono in bond italiani Mastrobuoni e Zatterin Dsk, nuovo scandalo: sedotto e svergognato La scrittrice Iacub, diventata la sua amante, lo accusa: è un maiale. Lui: mi ha ingannato Alberto Mattioli PRIMO PIANO Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE GIANNINO LO ZECCHINO DI LATTA Come un impassibile pupazzetto fatto di mattoncini colorati, Oscar Giannino si va smontando pezzo per pezzo. ELENA LOEWENTHAL Pistorius, oggi il primo verdetto Dopo un clamoroso passo falso dell’accusa l’udienza di convalida può risolversi a favore dell’atleta Mastrolilli e Simoncelli Il Papa pronto a togliere il segreto La relazione dei commissari sarà consegnata ai cardinali Galeazzi E in piazza del Plebiscito il nemico numero uno è Grillo “Illude come i Gratta e Vinci” L’ incubo è Grillo. È lui, «il comico-Savonarola», «il populista», «il demagogo», «il mostro uscito dal web», il Grande Babau che tormenta i giorni e le notti dei ventimila militanti del Pd radunati in piazza del Plebiscito in attesa di Pier Luigi Bersani. Un’ossessione... ANDREA MALAGUTIINVIATO A NAPOLI L’affondo di Bersani a Napoli Appello ai delusi della destra Prima di chiudere la sua campagna a Napoli, epicentro di una regione ad alto rischio dove conta di vincere anche se per poco e dove per la prima volta tende la mano agli elettori del Pdl delusi, «non abbiamo bisogno di nemici, non divideremo il Paese», Pierluigi Bersani fissa due punti... CARLO BERTINIINVIATO A NAPOLI PRIMO PIANO Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Ultime promesse e ultime risse Finale di campagna dal sapore antico, tribune politiche in tivù come ai tempi del tubo catodico, comizi nelle piazze alla maniera del dopoguerra. Siamo sotto i riflettori, il mondo ci osserva, i mercati trattengono il fiato come si coglie dalle fibrillazioni dello spread (in salita verso... di UGO MAGRI Napolitano: non mi ricandido e sul mio successore ogni ipotesi è prematura Bloccare sul nascere il «toto-Quirinale», quel caleidoscopio di ipotesi che si sciorinano proprio mentre il Paese è alla vigilia del cruciale voto politico. È questo il senso della nota ufficiale con la quale ieri Giorgio Napolitano ha anzitutto ripetuto il proprio no davanti ai molti... ANTONELLA RAMPINO ROMA 2 Sono oltre tre anni che va avanti questa rubrica, e dovrebbe essere rassicurante. Alcuni lettori la stimano, altri la criticano, e vuol dire quantomeno che è letta. Riceviamo mail di commento. Qualche volta viene usata per sostenere che sono di destra, altre volte per sostenere che sono... MATTIA FELTRI Ha detto Il Paese è pieno di problemi, capisco la rabbia ma votare per Grillo non serve a risolvere i nostri guai Per il bene dell’Italia escludo un governissimo e anche un ritorno alle urne Se Oggi finisce la campagna elettorale, se siamo ancora vivi. PRIMO PIANO Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Gelo e neve sulle urne Una minaccia per Pd e Pdl In queste ore la perturbazione (vera) già presente su una porzione di Italia e che annuncia di incrudelirsi nei giorni delle elezioni assomiglia proprio alla nuvola di Fantozzi perché, sabato, a poche ore dall’apertura dei seggi, promette di scaricare neve copiosa su Emilia-Romagna,... FABIO MARTINIROMA PRIMA VOLTA PER UN’ELEZIONE IMBIANCATA Vento, pioggia e neve condizioneranno l’affluenza alle urne delle elezioni d’inverno? Forse non molto, visto che già Calvino, in «La giornata di uno scrutatore», racconto riferito al voto del 7 giugno 1953 in una Torino sotto la pioggia, afferma che «ancora si credeva che con il... LUCA MERCALLI Piùdi47milioni chiamatiaesprimersi Domenica 24 febbraio, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 25 febbraio, dalle ore 7 alle ore 15, si svolgeranno le operazioni di voto per il rinnovo del Senato e della Camera. Si voterà anche per tre regioni: Lombardia, Lazio e Molise. Lo scrutinio avrà inizio lunedì 25 febbraio, al... Rivoluzione in salita per la sfida di Ingroia Una strada tutta in salita. Secondo molti, addirittura una Via Crucis percorsa sotto il tiro incrociato di cecchini dalla casacca cangiante: da certi garantisti che «siamo tutti innocenti salvo prova contraria» fino alle truppe dei democratici accorse campo per difendere il «voto... FEDERICO GEREMICCA ROMA PRIMO PIANO Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE La certezza di Grillo: “Saremo un milione a San Giovanni” L’ immagine è suggestiva: Bersani, Berlusconi, Monti, Ingroia e compagnia che sventolano il fazzoletto bianco davanti al popolo grillino. «Arrendetevi», grida Grillo. E lo urlava anche ieri sera, dalla piazza di Rieti, la penultima tappa prima della marcia su Roma, il luogo fisico e... MARIA CORBI ROMA Boldrin: “Giannino è l’unico che paga per una bugia” Boldrin, lei insegna economia negli Usa ed è tra i fondatori di Fare. Dopo il caso Giannino che umore c’è nel vostro movimento? TONIA MASTROBUONI ROMA “Dimettermi? Non ci penso Anche i magistrati hanno diritto a tornare al loro vecchio lavoro” Grillo? «E’ una idrovora, risucchia tutto. Per la verità noi di meno. Ma Lega e Berlusconi si stanno prosciugando. Stringe le mani a Casapound, strizza gli occhi agli evasori, sbotta contro i magistrati». Campagna elettorale agli sgoccioli. Mancano poche ore alla chiusura e Antonio... GUIDO RUOTOLO ROMA A CHI VANNO I VOTI DI OSCAR? Le dimissioni da «Fare» del suo coordinatore/ fondatore Oscar Giannino hanno colpito l’opinione pubblica. Ho conosciuto Giannino come «mente suggeritrice» di sistemi potenti come la Confindustria e ho notato come in determinati ambienti sapesse trovare con un colpo d’occhio il... NICOLA PIEPOLI PRIMO PIANO Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Apertaun’inchiesta sullefirmediAlbertini Un’inchiesta che ipotizza il reato di falso in atto pubblico è stata aperta della Procura di Cremona in relazione a firme raccolte per le liste per le regionali dell’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini e per quelle per le politiche della lista Monti. Si tratterebbe di una... Crisi Lega in Veneto “Rischiamo la mazzata” Alle undici di sera, tra fan che vogliono la foto e tifoserie che affollano il buffet («È pronto il risotto!»), Flavio Tosi si ripara dietro una colonna del salone della Fiera. Ultime fatiche, ultimo appello al voto e qui c’erano i 2 mila della sua lista, la «Lista Tosi». Che non è... GIOVANNI CERRUTIINVIATO A VERONA “C’è più corruzione oggi che durante Tangentopoli” Peggio del Ghana, del Botswana, del Buthan e del Rwanda. Appena prima di Grecia e Bulgaria. Italia maglia nera della corruzione. Ma ciò che è peggio è che, nella civilissima e virtuosa Lombardia, ad un passo dalle elezioni, la «piaga della corruzione è ben più grave rispetto a 20... PAOLO COLONNELLO MILANO La Procura replica a Maroni “Indagini a Novara indifferibili” «I n relazione alle dichiarazioni e ricostruzioni - errate - di un autorevole esponente di rilievo nazionale del movimento politico Lega Nord, espresse nel corso di un’intervista alla trasmissione di Radio2, 28 minuti, condotta da Barbara Palombelli mercoledì, ritengo necessarie alcune... MASSIMO MATHISNOVARA PRIMO PIANO Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE L’Italia di sempre il vero timore che agita la vigilia elettorale La campagna elettorale che solo ufficialmente si chiude oggi, ma continuerà in pratica fino all’ultimo momento, ha determinato una speciale attenzione dei cosiddetti osservatori qualificati: ambasciatori, banchieri, gestori di fondi di investimento, corrispondenti dei maggiori giornali... MARCELLO SORGI Flop del detective, Pistorius spera Dopo tre giorni di rinvii oggi dovrebbe essere il giorno della verità per Oscar Pistorius. Il giudice Nair è chiamato a prendere una decisione se concedere o meno la libertà su cauzione all’atleta sudafricano accusato di omicidio premeditato della fidanzata Reeva Steenkamp. Dopo la... LORENZO SIMONCELLIPRETORIA Fuhrman, il poliziotto che inquinò le prove e salvò OJ Simpson Se potessi tornare indietro, non prenderei più la chiamata per quell’omicidio. Vorrei che la mia eredità storica fosse il nulla, e il mio nome dimenticato». Questo è quanto rimane di Mark Fuhrman, quasi vent’anni dopo il caso Simpson. Così ha parlato l’ex poliziotto di Los... PAOLO MASTROLILLIINVIATO A NEW YORK «OscarnonhacaseaGemona Stavasemprenellostessohotel» La casa di Oscar Pistorius a Gemona è l’Hotel Willy. Il vicesindaco del comune friulano è un amico di Pistorius, lo è diventato nelle estati di allenamento a Gemona, e non ha dubbi. «È assolutamente falso - dice Roberto Revelant – smentisco categoricamente, non ci sono fabbricati... ESTERO Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE ESTERO Dsk sedotto e svergognato La scrittrice: è un maiale ESTERO Sommario Dsk è «mezzo uomo e mezzo maiale». E la parte migliore è la seconda: «In Dominique Strauss-Kahn ciò che c’è di creativo, di artistico e di bello appartiene al maiale, non all’uomo. L’uomo è schifoso, il maiale è meraviglioso anche se è un maiale, cioè un essere... ALBERTO MATTIOLICORRISPONDENTE DA PARIGI Mosca sfida Kerry sugli orfani russi “uccisi” negli Usa Serghei Lavrov e John Kerry riescono finalmente a parlarsi dopo cinque giorni e concordano di vedersi martedì a Berlino ma l’amara sorpresa per il neosegretario di Stato è l’agenda dei colloqui: la priorità del Cremlino non è la guerra civile in Siria o il programma nucleare... MAURIZIO MOLINARICORRISPONDENTE DA NEW YORK La gaffe del principe Filippo “I filippini? Tutti infermieri” Novantun anni, ancora diritto come un palo nonostante il recente bypass, il principe Filippo, consorte della regina Elisabetta II da 65 anni, continua a dispensare le sue perle ad ogni pubblica occasione. CLAUDIO GALLOCORRISPONDENTE DA LONDRA Giochi di Rio Il Brasile si difenderà con armi russe Il Brasile ha scelto armi «made in Russia» per difendere da qualsiasi minaccia proveniente dall’alto la sua Rio de Janeiro, che ospiterà le Olimpiadi nel 2016. Dopo avere firmato un accordo col primo ministro russo Dmitry Medvedev, l’annuncio è stato dato dal capo di Stato Maggiore... PAOLO MANZOSAN PAOLO ESTERO Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE “Ho parlato in un Parlamento Che emozione!” Ho parlato davanti alla Camera dei deputati. Che emozione! Il dibattito è stato interessante. Abbiamo visto alcune sequenze del film di Dado Galvao (Connexion Cuba - Honduras), ha parlato il Senatore Eduardo Suplicy, mi hanno regalato una pianta con dei fiori stupendi. Mi chiedo soltanto:... Y OANI SÁNCHEZ LapoliziafermaduesostenitricidellePussyRiot Un anno fa, alla vigilia del voto presidenziale in Russia, alcune militanti del gruppo punk Pussy Riot si erano esibite nella cattedrale di Cristo Redentore di Mosca con una «preghiera punk» anti Putin. Un anno dopo, due delle tre ragazze incriminate e processate per «teppismo... Scivoloni celebri Il vostro Paese deve essere mezzo vuoto, siete tutti qui a lavorare per il servizio sanitario La posizione della Russia Questo tema delle adozioni di orfani russi da parte di genitori americani e in primis la morte di Maxim Kuzmin sarà uno degli argomenti chiave durante i colloqui della settimana prossima con John Kerry Vogliamo portare di fronte alla legge tutti i genitori statunitensi che hanno commesso... Una notte a Wembley per dimenticare la crisi Domenica I «Bantams», in quarta serie, sfideranno per la Coppa di Lega lo Swansea che milita in Premier Oltre lo sport Nella storica partita molti vedono ormai l’unica occasione di riscatto della città dello Yorkshire CLAUDIO GALLOINVIATO A BRADFORD ESTERO Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Bombe nel cuore di Damasco: 53 morti Mentre il caos dilaga nel non più quieto centro di Damasco, squarciato ieri da almeno tre autobombe che mirando alla sede del partito di governo Baath e a un palazzo dell’intelligence hanno lasciato sul terreno almeno 53 morti (in gran parte civili) e oltre 300 feriti, si moltiplicano i... FRANCESCA PACIROMA “Nucleare, in Iran 180 nuove centrifughe” L’Iran ha installato nell’impianto atomico di Natanz 180 centrifughe di ultima generazione, accelerando l’arricchimento dell’uranio con un passo che accresce i timori di una svolta militare del programma. A svelare la mossa di Teheran è l’Agenzia atomica dell’Onu (Aiea) con un... [M.MO.] Italiana violentata da duepoliziotti messicani Una italiana residente nella località turistica messicana di Playa del Carmen, vicino a Cancun, è stata violentata da due poliziotti, che sono stati arrestati. Lo hanno riferito i media messicani. I fatti risalgono al 12 febbraio scorso. I due poliziotti intervennero alle 4 del mattino... [E. ST.] BombaaHyderabad tornalapaurajihadista Almeno 12 persone sono state uccise e circa 78 ferite in una duplice esplosione in un’affollata area commerciale di Hyderabad. L’attacco è avvenuto intorno alle 19, un’ora di massimo affollamento nei pressi di due cinema e di una fermata dell’autobus a Dilsukh Nagar, dove sorgono... CRONACA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE CRONACA Il Papa pronto a togliere il segreto sul caso Vatileaks CRONACA Sommario Sul conclave incombe come una mannaia l’incognita della relazione cardinalizia sugli scandali sessuali e finanziari in Curia. Prima di lasciare il Vaticano, Benedetto XVI potrebbe togliere il segreto pontificio alla relazione dei tre saggi sul «Caso Vatileaks» in modo che i cardinali... GIACOMO GALEAZZICITTÀ DEL VATICANO I vescovi tedeschi aprono alla pillola del giorno dopo vescovi tedeschi aprono alla pillola del giorno dopo nel caso di donne vittime di stupro, a patto che il farmaco impedisca la fecondazione e non abbia effetti abortivi. È quanto ha comunicato la Conferenza episcopale tedesca riunita a Trier. Le pazienti che hanno subito violenze sessuali... [AN. TOR.] I cardinali non hanno fretta: “Più tempo per capire la crisi” La data d’inizio del conclave potrebbe essere anticipata dai cardinali, anche grazie all’annunciato motu proprio di Benedetto XVI, ma diversi dei porporati in arrivo a Roma per il saluto al Papa che abbandona il pontificato non sembrano avere alcuna fretta. ANDREA TORNIELLICITTÀ DEL VATICANO Abusi a Milwakee Interrogato Dolan A pochi giorni dal Conclave uno dei suoi protagonisti, il cardinale di New York Timothy Dolan, è stato interrogato mercoledì scorso per tre ore in relazione agli abusi sessuali commessi dai sacerdoti di Milwaukee, la diocesi dove era stato arcivescovo prima di trasferirsi a Manhattan. Il... PAOLO MASTROLILLIINVIATO A NEW YORK CRONACA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Lesuoreviolentate durantelaguerrainBosnia Nel 1993 suscitò orrore e scalpore l’uso dello stupro come strumento di guerra in Bosnia. Tra le donne violentate anche un imprecisato numero di suore, abusate nei conventi della zona e sulla scena delle battaglie. Allora la posizione del Vaticano fu intransigente. Alcune di esse... Le parole di padre Lombardi Non esiste una possibilità di dire in anticipo la data del Conclave prima della decisione della Congregazione generale dei cardinali Oggi nessuno può dire quando inizierà Non è da aspettare in questi giorni una definizione dei rapporti con i Lefebvriani Le decisioni saranno affidate... La nota dei vescovi La pillola del giorno dopo è lecita finché la cura abbia effetti preventivi e non meramente abortivi I metodi farmaceutici che causano la morte del feto non andrebbero comunque utilizzati Nubifragio su Catania In un’ora città allagata Un’ora di pioggia e grandine è bastata ieri pomeriggio per mettere in ginocchio Catania: la via Etnea, il salotto buono della città, si è trasformato in un enorme torrente in piena con l’acqua che ha travolto auto, moto, tavoli e sedie degli eleganti bar del centro storico,... FABIO ALBANESECATANIAM CRONACA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Habtamu, verso il suicidio a piedi nudi: “Come Bikila” In un cantuccio dell’aereo che nel 2009 dall’Etiopia lo portava in Italia forse viaggiava silenziosa con lui anche la tragedia del suo Paese. Habtamu, adottato con il fratellino Asmé, ha scelto e incontrato la morte a 14 anni fra i tronchi di un boschetto. Aveva patito la nostalgia... MARCO NEIROTTIPADERNO DUGNANO (MI) Playstation 4 tra novità e misteri Era nell’aria come la primavera. Le voci si sono moltiplicate, fino a ieri. Fino al Playstation Meeting di New York, dove, in una sala da ballo, la Hammerstein Ballroom, un entusiasta Andrew House, Presidente e Ceo di Sony Computer Entertainment, ha presentato la PlayStation 4. ALESSANDRA CONTIN NEW YORK Lafugadalcarcereèdafilm Se ne sono andati nella notte dal carcere di Varese, segando le sbarre e calandosi con le lenzuola. Uno dei tre romeni lo hanno preso vicino alla frontiera con la Svizzera. Ma la cosa incredibile è che uno dei tre, Mikea Victor Sorin, 30 anni, a giugno avrebbe finito di scontare una... FABIO POLETTIMILANO “Voci di Roma”, il nuovo sito che racconta la capitale Nei giorni in cui Roma è diventata il luogo simbolo delle grandi partite del Paese, dall’elezione di un nuovo governo fino a quella del nuovo Papa, «La Stampa» lancia un progetto per ampliare ancora di più la gamma dei luoghi e delle storie da raccontare. Con «Voci di Roma»,... FRANCESCA SFORZA CRONACA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE TUTTI SEMPRE DENTRO UN VIDEOGAME È chiaro che l’avvento della Ps4 non susciti in tutti fremiti di mistica attesa. Potrebbe essere anche un passo avanti verso la distruzione del fantastico tradizionalmente immaginato, ma solo per chi ancora pensa che i videogame siano ordigni detestabili che allontanano i ragazzi dalle... GIANLUCA NICOLETTI L’allarme In arrivo ulteriori forti piogge al Sud. Lo prevede la Protezione civile che ha diramato un allerta meteo. L’avviso prevede, dalle prime ore della giornata di oggi, precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale dapprima su Sardegna, in estensione a Lazio, Umbria, Campania,... Ansa,canalewebperlalegalità «Più scuola meno mafia»: con questo slogan il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ha sintetizzato ieri le iniziative per favorire la diffusione della cultura della legalità tra gli studenti. Una riguarda il canale dell’Ansa «Legalità» (www.ansa.it/legalita). «Sarà una... Romantica e ruvida l’anima è doppia Romantica e ruvida. Ricca e povera, associa i tessuti ricamati a quelli sportivi, mixa giorno e sera senza regole, con semplicità, quasi con rabbia. Mette i sandali oro con il carro armato, ma esce senza trucco, i capelli bagnati. ANTONELLA AMAPANEMILANO CRONACA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE I bozzetti futuristi e gli orli irregolari di Madame Vionnet Probabilmente Goga Ashkenazi, l’imprenditrice venuta dall’Est che ha deciso di rilanciare le fortune di Madeleine Vionnet - la sarta più celebre di Francia prima di Coco Chanel e come Coco nemica di busti, stecche e stringhe - non lo sa: ma la sua idea di esporre a Milano, al Museo... MARIA GIULIA MINETTIMILANO Stile un po’ samurai sognando Borges Mariuccia Mandelli alias Krizia non dà chiavi di lettura: «Basta che vi abbandoniate alle emozioni», dice dopo la sfilata. «Ci ho messo tutta la mia energia, e poi non è mai semplice riassumere la fatica di tanti mesi». EGLE SANTOLINIMILANO Dalleformeatrapezioalrasostretch Penelope Tree, la modella con i grandi occhi tristi adorata da David Bailey e da Diana Vreeland, e le teddygirl ribelli: c’è voglia di Anni 60 nella prima collezione donna di Bianchetti, presentata dopo l’esordio nella moda maschile. Piacerebbero a Penelope certe stampe dai colori... Apreilnuovoconceptstoreitaliano Dopo le aperture di Hong Kong, Beijing, Mumbai, Dubai, Macao e Parigi, Furla lancia il suo nuovo concept store anche in Italia. Prima tappa, la boutique monomarca di Milano Duomo. Uno spazio firmato dallo studio Hmkm di Londra fra tradizione e innovazione. Fonte d’ispirazione, i dettagli... CRONACA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Fashion & Food La notizia ha serpeggiato per tutto il giorno a bordo passerella, ma il marchio Prada risponde con un laconico «no comment». Secondo le voci l’azienda sarebbe alle fasi finali per l’acquisizione dell’80% dello storico bar-pasticceria Cova di via Montenapoleone (angolo... È l’ora dei giacinti Così belli, così rari Azzurri e profumati Protetti dalle loro foglie lasciate sul terreno, si esibiscono con l’orgoglio di raffinate selezioni I luoghi preferiti Rifiorivano puntuali tutti gli anni sui bordi delle stradine: la collina torinese era un habitat perfetto PAOLO PEJRONE La Bce ha comprato 103 miliardi di Btp Il primo scudo anti-spread, quello che fu inaugurato nel maggio del 2010 dall’allora presidente della Bce JeanClaude Trichet per proteggere Portogallo, Grecia e Irlanda dal fallimento e che fu esteso nell’estate del 2011 anche ad Italia e Spagna, vale 218 miliardi di euro. A tanto... TONIA MASTROBUONITORINO La Commissione Ue taglia le stime sull’Italia Pil a -0,8% nel 2013 Più pessimista di sé stessa pochi mesi fa, appena più ottimista delle grandi organizzazioni internazionali. Se i numeri della vigilia saranno confermati, la Commissione Ue ammetterà oggi che l’economia italiana va meno bene di quanto aveva previsto ai primi di novembre e annuncerà... MARCO ZATTERINCORRISPONDENTE DA BRUXELLES CRONACA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE La quercia del giocattolaio tra la Maremma e il West Ci sono alberi nati in natura dall’incrocio fra specie distinte e ci sono alberi immessi in natura e nati dall’incrocio in vivaio. Forme ibride per così dire «naturali», spontanee, appartengono alle querce, con nuove specie che si sono andate a costituire e a diffondere grazie ai... TIZIANO FRATUS ECONOMIA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE ECONOMIA La reazione amara “Sentenza estranea al nostro operato” ECONOMIA Sommario «M ortificato» per l’imputazione e poi colpito da una sentenza «inimmaginabile», si dice Franzo Grande Stevens. E Gianluigi Gabetti non commenta a caldo la decisione dei giudici, se non per affermare che «avrei sperato in un risultato diverso». Ma già prima, rendendo dichiarazioni... FRANCESCO MANACORDA MILANO Condannati Gabetti e Grande Stevens A tre giorni dalla prescrizione, Gianluigi Gabetti e l’avvocato Franzo Grande Stevens sono stati condannati per aggiotaggio informativo sul comunicato al mercato del 24 agosto 2005 dalla prima Corte d’appello torinese: un anno e quattro mesi ciascuno, 600 mila euro di multa,... ALBERTO GAINO Fiat Industrial Via libera alla fusione con Cnh Il consiglio d’amministrazione di Fiat Industrial, riunitosi ieri a Torino, ha dato il via libera ai progetti di fusione che porteranno alla nascita del terzo gruppo al mondo nei cosiddetti “capital goods”: ovvero la produzione e commercializzazione di macchine per le costruzioni e... TEODORO CHIARELLI Rinnovo, l’accordo è più vicino Oggi potrebbe essere finalmente la giornata decisiva per la firma del rinnovo del contratto collettivo di primo livello del gruppo Fiat. L’appuntamento è per le 10 di questa mattina all’Unione industriale torinese. La trattativa è ripresa dopo una sospensione di tre settimane, una... MARINA CASSI ECONOMIA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE LaProcura:archiviazione perMargheritaAgnelli La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per Margherita Agnelli e per gli avvocati Charles Poncet ed Emanuele Gamna, indagati nell’ambito di un capitolo della causa per l’eredità di Gianni Agnelli. Margherita Agnelli e Poncet erano accusati di tentata estorsione ai danni di... Finmeccanica, parte l’era Pansa Via gli indagati dai consigli e rinvio dell’approvazione del bilancio Rinvio dell’approvazione del bilancio 2012, riassetto dell’organizzazione interna di Finmeccanica, nuove nomine nelle controllate, via tutti gli indagati. Come era stato anticipato, il nuovo amministratore delegato Alessandro Pansa ha ridisegnato la struttura della holding pubblica,... ROBERTO GIOVANNINI ROMA Montepaschi, i Monti bond arrivano dopo le elezioni Via libera della Corte dei Conti al decreto per i Monti bond e al prestito da quasi quattro miliardi da parte del ministero del Tesoro. La decisione, attesa ma non scontata, chiude l’iter autorizzativo e dovrebbe consentire a Mps di emettere i titoli grazie ai quali ricevere i 3,9... ALESSANDRO BARBERA GIANLUCA PAOLUCCI L’ansia degli assicuratori europei pare esagerata L’ ansia che ha colpito le compagnie assicurative europee pare esagerata. Il 20 febbraio le azioni della britannica Rsa sono crollate del 14% dopo il taglio di un terzo dei dividendi deciso dalla società. Il 21 febbraio, Allianz, Axa e Swiss Re hanno rispettivamente mantenuto,... [GEORGE HAY] ECONOMIA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Serve una nuova crisi per far tornare l’oro un investimento sicuro L’ oro è sull’orlo di un precipizio spaventosamente ripido. La riluttanza di alcuni funzionari della U.S. Federal Reserve nelle manovre di alleggerimento quantitativo della banca è stata sufficiente a determinare un crollo del metallo prezioso. A partire dal 2000 il valore dell’oro... [IAN CAMPBELL] LE BANCHE AFFONDANO MILANO IN RIALZO PARMALAT E TI MEDIA Seduta pesante a Piazza Affari, maglia nera in Europa col Ftse Mib che chiude ai minimi (-3,13%). Il listino milanese risente del calo dei titoli degli istituti di credito, in linea con la ritrovata tendenza in crescita dello spread tra Btp e Bund che termina la seduta sopra la soglia dei... NADIA FERRIGO LEGENDA AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50... CULTURA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE CULTURA IL DILEMMA DELL’ASINO DI BURIDANO CULTURA Sommario Erinegoziando i vincoli europei (tradotto: lasciateci fare un po’ più di deficit), nella speranza che l’economia riparta. La diagnosi è chiara: abbiamo avuto troppo rigore, è giunta l’ora di varare qualche stimolo all’economia. Il che, nella mentalità della cultura di sinistra,... LUCA RICOLFI La verità è richiesta a tutti A Giannino come a chi lo lapida La vicenda Giannino ha dell’inverosimile. Se si approfondisce, 7 persone su 10 potrebbero trovarsi nelle condizioni di Oscar. Quanti esercitano professioni e dicono di aver titoli e poi non li hanno? Il barbuto pelato però ha le carte in regola perché lui predica la meritocrazia e... NEVICA, CI VUOLE FEDE PER ANDARE A VOTARE Quale interesse ho, io personalmente, ad andare a votare? Starò meglio? Aiuto a creare un posto per mio figlio? E tra chi posso scegliere? C’è un proverbio poco citato ma illuminante, che spiega come dobbiamo guardare le cose che ci premono da vicino: dobbiamo guardarle come se fossero... FERDINANDO CAMON GIANNINO LO ZECCHINO DI LATTA L’ ultima è che non solo gli mancano il master, due lauree e un concorso per entrare in magistratura, ma neanche allo Zecchino d’Oro ha mai cantato. Anche quella è una bugia pietosa, una mistificazione fine a se stessa, un modo bislacco per farci sognare o tornare bambini. Parola di... E LENA LOEWENTHAL CULTURA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Editrice La Stampa REDAZIONE AMMINISTRAZIONE TIPOGRAFIA 10126 Torino, via Lugaro 15, tel. 011.6568111, fax 011.655306; Roma, via Barberini 50, tel. 06.47661, fax 06.486039/06.484885; Milano, via Paleocapa 7, tel. 02.762181, fax 02.780049. Internet: www.lastampa.it. ABBONAMENTI 10126 Torino, via Lugaro 21,... SANATORIA CONTINUA Scrivo per esprimere il parere mio e di molti che, come me, stanno frequentando il Tfa. Tfa significa Tirocinio Formativo Attivo ed è il percorso per i docenti di domani: un esame di selezione, un corso universitario e un tirocinio nelle scuole per essere abilitati. Ora però, mentre il... MARTINA B ARTOLETTI Lavoro, problema non solo dei giovani Nel controllare tutti i programmi elettorali non riesco a trovare qualcuno che riesca a vedere il vero problema che riguarda il lavoro in Italia. Chi promette lavoro ai giovani, chi promette di togliere i contributi ai giovani, chi promette di abbattere l’irpef ai lavoratori... giovani. ROBERTO F. Specchietti per allodole in lista Anche in queste elezioni si verifica un fenomeno che mi indispone. Come già è avvenuto in passato, i leader politici, di ogni partito, si presentano come capilista in svariati collegi elettorali (nelle precedenti elezioni ne avevo contato fino a trenta e oltre) ben sapendo che, in caso... GIAN PAOLO ROVETTO CULTURA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Imu, gli scandalizzati ci rinunceranno? Non ho ancora avuto il piacere di ricevere la lettera di Silvio Berlusconi, sulle modalità di rimborso dell’Imu, ma non mi strapperò i capelli e non sentirò dolori sotto la cintola, nel riceverla, accetterò volentieri il rimborso. Mi chiedo, però, se tutti coloro che si... CHIAFFREDO MOTTURA Meglio difendere le pensioni Invece di un’eventuale restituzione dell’ Imu sulla prima casa, tassa il cui futuro è in dubbio e in ogni caso modificabile al ribasso, sarebbe necessario tutelare quei milioni di pensionati ai quali per due anni è stata bloccata la perequazione.Il rimanere di questa mancata... RENATO INVERNIZZI c. contatti LE LETTERE VANNO INVIATE A LA STAMPA VIA LUGARO 15, 10126 TORINO E-MAIL: [email protected] FAX: 011 6568924 Camus, straniero per sempre Assomigliava davvero a Humphrey Bogart, con il colletto del cappotto alzato, la sigaretta eternamente in bocca, lo sguardo grave e un mezzo sorriso alle labbra: avresti giurato di averlo già incontrato, sì, in qualche film in bianco e nero degli Anni 50, a fianco di Jeanne Moreau colla... DOMENICO QUIRICO CULTURA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Crispi, metà Andreotti e metà Berlusconi Metà Garibaldi, metà Mazzini. Ma anche, a guardarlo con occhi di oggi, metà Andreotti e metà Berlusconi. Questo era Crispi, l’ottocentesco primo presidente del Consiglio siciliano, entrato nella storia con una vita avventurosa, cosmopolita, in parte clandestina e in esilio. Ora che... MARCELLO SORGI Scrittori ben risarciti e matematici pertinenti La giallista rampante Megarisarcimento per Patricia Cornwell, la regina del thriller. Apprendiamo dai media internazionali che un tribunale di Boston ha imposto agli ex amministratori del suo patrimonio di rifonderla con oltre 50 milioni di dollari per le perdite che le avevano fatto... MARIO BAUDINO Oggi convegno a Mondovì A marzo kermesse a Parma In occasione del centenario della nascita di Camus si svolge oggi e domani a Mondovì (la scelta non è casuale perché lo scrittore era nato in un paese dell’Algeria che si chiama Mondovi) un convegno internazionale. Nelle sala Ghislieri oggi la prima sessione è dedicata al tema Camus,... La piramide di Khay, ministro di Ramesse II Sono stati scoperti a Luxor, l’antica Tebe, i resti della piramide di uno dei ministri del faraone Ramesse II, che regnò dal 1279 al 1213 avanti Cristo. Lo ha annunciato il ministro per le antichità egiziane Mohamed Ibrahim, spiegando che la piramide appartiene a Khay, che per quindici... CULTURA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Radiotre, l’economia come un romanzo A Radio3 parte domani una serie sull’economia, Come un romanzo , breve storia del denaro , condotta da Leonardo Martinelli, regia di Elisabetta Parisi, in onda il sabato e la domenica alle ore 10,50 nello spazio di Passioni . Dalla corsa agli sportelli della banca di Mary Poppins alla... Selfpublishing La riscossa dell’autore dilettante. I robot di Philip Dick. Manzini: il giallo della pista nera. McCullers, la ballata del profondo Sud. Il barone estone amico di Rilke pioniere dell’etologia. Orfeo: il dilemma vita/arte.Il sogno di Ratzinger. Diario di lettura: Mimmo Paladino tra... Argo sfida Lincoln negli Oscar dell’orgoglio Usa Il tutto è iniziato quando al festival di Toronto, ai primi di settembre, è stato presentato Argo , la storia della liberazione di sei diplomatici americani presi in ostaggio a Tehran nel 1979. Venne accolto molto bene, il film di Ben Affleck, e apparve subito come un probabile candidato... LORENZO SORIA LOS ANGELES Kasia Smutniak “Io, nuova povera” Il fatto è che Kasia Smutniak è sempre, invariabilmente bella. Con le acconciature Anni 60 della signora Modugno, nella fiction da record Volare appena andata in onda su Raiuno, e con i completi trasandati di una madre di famiglia che ha perso la casa nel film d’esordio di Rolando... FULVIA CAPRARAROMA CULTURA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Kevin Ayers pioniere psichedelico Kevin Ayers doveva proprio amare la vita fuorimano. La notizia della sua morte a 68 anni, il 18 scorso a Montolieu in Linguadoca, villaggio di neanche mille anime, ci ha messo qualche giorno a uscire dalle campagne francesi, e l’ha dovuta dare il sindaco perché Kevin viveva lì da 15... MARINELLA VENEGONI “Bloccato all’aeroporto come un terrorista” «Sono stato trattato come fossi spazzatura». È il commento indignato di Emad Burnat, il regista palestinese vittima di un’amara disavventura all'aeroporto di Los Angeles. L’artista, candidato all’Academy Award per il documentario 5 Broken Cameras , il racconto della resistenza non... FRANCESCO SEMPRINI NEW YORK Masterchef, a sorpresa vince l’avvocato Tiziana Tiziana Stefanelli, romana, avvocato di 41 anni è la vincitrice di Masterchef Italia n.2. Tignosa, sicura di sé al punto di litigare con lo chef Carlo Cracco quando questi osò mettere in dubbio la sua serietà professionale, Tiziana non fa la simpatica. Sul suo profilo twitter scrive:... LUCA DONDONIMILANO Più Allegri del solito Ha vinto lo scudetto al primo tentativo. Ma nei suoi quasi mille giorni sulla panchina del Milan, club dal forte accento internazionale, Massimiliano Allegri non aveva combinato granché in Europa. Ventiquattro partite e appena 7 vittorie, scalpi poco illustri come Auxerre, Plzen, Bate,... ROBERTO CONDIOTORINO CULTURA Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE «Meglio di noi Prestazione scioccante» Milan-Barcellona 4-0, finale di Champions 1994, da mercoledì sera ha una sorella minore: il 2-0 di San Siro nell’andata degli ottavi. Zvonimir Boban, lei ad Atene era in campo: dove si colloca la nuova impresa europea del Milan? Zvonimir Boban ex rossonero TV & TV Mentre il 19 febbraio si consumava lo strepitoso ascolto per la miniserie dedicata a Modugno con Beppe Fiorello, 11 milioni 400 mila spettatori, quasi il 40 per cento di share, su Sky Cinema Hd approdava «Il sogno dell’Alieno»: un esperimento, definito con brutta parola mockumentary... ALESSANDRA COMAZZI Le chiavi della svolta Il 24 ottobre, dopo il doppio ko in campionato (Lazio) e Champions (Malaga), il Milan s’era trovato terz’ultimo in serie A con 7 punti in 8 partite e a rischioeliminazione in Europa Ora è 3° e con i quarti di Champions nel mirino Che cos’è cambiato? SPORT Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE SPORT Napoli-Juve, chi arbitra? Comunque vada, sarà discusso SPORT Sommario Nel Paese delle moviole, ormai si fanno i commenti anche alle non designazioni arbitrali: «Rizzoli si riposa per NapoliJuve», un tweet e qualche secondo dopo le decisioni di Stefano Braschi, manager dei fischietti. Nicola Rizzoli sarà infatti giudice di porta in Palermo-Genoa,... MASSIMILIANO NEROZZITORINO La Spagna non vince più: in Champions rischia l’estinzione Quattro squadre, tre sconfitte, un 1-1 (in casa). Il calcio spagnolo esce a pezzi dalla notte europea: choccato, ferito e, soprattutto, a rischio di cancellazione. I gironi di Champions erano stati una formalità tanto per le titolate Barcellona e Real Madrid quanto per le outsider... STEFANO MANCINIINVIATO A BARCELLONA Inter e Lazio ok, ora Tottenham e Stoccarda Inter e Lazio brindano allo sbarco negli ottavi di finale di Europa League senza dover trattenere il fiato. I nerazzurri, dopo la vittoria per 2 a 0 di San Siro, passano anche in casa del Cluj grazie a una doppietta di Guarin e al primo gol con la maglia interista del baby centrocampista... [G. BUC.] «RispettoCavani&C.,maabbiamocertezze» A due giorni da Juve-Siena, l’interesse, e le domande, sono già puntate sulla sfida scudetto di Napoli: «Abbiamo grande rispetto per loro - ha detto ieri sera Gigi Buffon, ospite di “Porta a Porta” come testimonial di Mario Monti - e sono i nostri antagonisti numero uno». Rispetto... SPORT Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Accoltellati tre tifosi tedeschi a Roma Da cancellare il prologo di Lazio-Borussia M.: tre tifosi biancoverdi sono stati accoltellati, non in modo grave. L’Uefa aveva messo sotto diffida l’Olimpico dopo i cori razzisti delle altre gare, ma i fatti, essendo accaduti lontano dalla, non dovrebbero provocare effetti sul club. Gillet e il Bari dei sospetti: c’era uno strano clima Qualche voce, un po’ di rumore e stanchezza e il pullman che imbocca la strada del ritorno. Il Bari ha appena perso 3-2 a Salerno, sfida, secondo i pm della procura della Repubblica del capoluogo pugliese, taroccata così come quella del maggio dell’anno prima (stagione 2007/08) fra i... GUGLIELMO BUCCHERI ROMA Jonathas,7giornidistop ToccaaBianchieBarreto Si aggrappa a Bianchi e Barreto il Toro alle prese con l’emergenza attaccanti. Per la trasferta di domenica a Is Arenas, contro il Cagliari, Ventura dovrà fare a meno di Jonathas e difficilmente riuscirà a recuperare Meggiorini in tempo. La febbre, infatti, tiene ancora a letto... La Roma esce allo scoperto «Accordo con lo sceicco» La Roma all’americana è diventata anche un po’ araba. Altro che uno sconosciuto alla porta, James Pallotta ha aperto l’uscio di Trigoria, una volta fortino inattaccabile della romanità, a Adnan Adel Aref Qaddumi Al Shtewi, sceicco giordano ma da più di 25 anni trapiantato in... MATTEO DE SANTIS ROMA SPORT Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Un morto in Bolivia La morte di un giovane tifoso boliviano, durante la partita giocata a Oruro tra San José e Corinthians , e valida per la Copa Libertadores, potrebbe costare cara al club brasiliano campione del mondo. Per i giornali sudamericani, il «Timao» rischia ora l’eliminazione dall’attuale... Esordio per 7 azzurri Parte la stagione internazionale di tuffi. Da oggi a domenica il Gp di Rostock con 100 atleti di 22 nazioni. Sette gli azzurri: Benedetti, Bertocchi, Barp, Chiarabini, M. Marconi, Rinaldi e Verzotto. Castrogiovanni capitano Quattro novità nei convocati di Jacques Brunel per la sfida di domani all’Olimpico di Roma tra Italia e Galles nel 6 Nazioni. Dopo la squalifica di Parisse Castrogiovanni diventa capitano. Sfida Errani-Vinci Sara Errani e Roberta Vinci si ritrovano una contro l’altra in semifinale a Dubai. Errani ha superato Petrova (6-4 0-6 6-3) mentre Vinci ha battuto Stosur (6-2, 6-4). Siena, ko pesante Seconda pesantissima sconfitta per Siena nel girone di Top 16 di Eurolega. Nell’ottavo turno, la Mps è stata battuta 92-61 sul parquet del Maccabi Tel Aviv. Il Giro parte da Belfast Nel 2014 il Giro d’Italia partirà dall’Irlanda del Nord. Le prime tre tappe all’estero: 10 e 11 maggio a Belfast, 12 arrivo a Dublino (Eire). SPORT Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Novara a La Spezia Oggi, in serie Bwin, alle 19 Juve Stabia-Grosseto (Sky Calcio2), alle 21 Spezia-Novara (Sky Calcio 1). Kostner in testa all’Aia Carolina Kostner in testa alla Challenge Cup, dopo il corto con 72.81 punti. Specchio dei tempi «Mio suocero, in data “febbraio 2013” ha ricevuto una lettera a firma Silvio Berlusconi, avente per oggetto “Modalità e tempi per accedere nel 2013 al rimborso dell’Imu pagata nel 2012 sulla prima casa e su terreni e fabbricati agricoli”. Super Alonso, ma è rebus gomme Cielo grigio, nove gradi di temperatura, asfalto freddo: l’inverno spagnolo è mite, ma la Formula 1 avrebbe bisogno di ben altro tepore. Le gomme in queste condizioni induriscono e si sgretolano, formando biglie che diventano proiettili. «Sono stato investito da una raffica mentre ero... STEFANO MANCINIINVIATO A BARCELLONA Minacce davanti a casa al deputato pro-Tav Un documento di rivendicazione firmato «Brigata Popolare Valsusa Libera» e un sacco di plastica nero con resti di animali. Il foglio formato A4, scritto con un pc, è stato lasciato sul pianerottolo dell’appartamento di Torino dove l’esponente del pd, Stefano Esposito vive con la... MASSIMO NUMATORINO SPORT Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE L’Italia cerca una medaglia al volo Entrambi 23enne e altoatesini: Elena Runggaldier, vicecampionessa mondiale in carica di salto con gli sci, e Alessandro Pittin, medaglia di bronzo di Giochi 2010 nella combinata nordica, sono le più fresche medaglie dello sci nordico azzurro tra gli atleti ancora in attività. MAURIZIO DI GIANGIACOMOPREDAZZO TuttidietrolaRossa.OggigiraMassa Tanti, tanti giri e il miglior tempo di giornata a un soffio da quello assoluto fatto registrare ieri dalla McLaren di Perez. È andato via così l’ultimo turno di questa sessione di test a Barcellona per Fernando Alonso, che sul circuito di Montmelò ha messo tutti dietro alla sua... Ideò il sequestro della figlia di un imprenditore Torna libero oggi dopo sei anni di carcere Torna in libertà oggi Virgilio Giromini, 52 anni, in carcere da sei anni per il rapimento di Barbara Vergani. Giromini aveva progettato il sequestro della giovane, figlia di Carlo, imprenditore edile di Miasino. La ragazza fu rapita a Borgomanero, in via Rosmini, all'uscita dal negozio in... Bar di Alba organizza un seggio «parallelo» per proporre il primo exit poll delle politiche Un po’ per gioco, un po’ per passione, gli avventori del Caffè Teatro di Alba hanno creato un seggio elettorale tutto per loro. Una scatola da scarpe farà da urna. Da oggi a domani sera tutti potranno esprimere in anticipo il voto che pronunceranno ufficialmente domenica e lunedì.... SPORT Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Il ladro entra nella stanza di un bimbo che dorme ma la mamma sente i rumori e lo mette in fuga Spavento per una giovane mamma residente in uno stabile nel centro di Asti. La donna ha sentito rumori provenire dalla stanza dove dormiva il figlio piccolo. Si è subito precipitata a controllare, trovando uno sconosciuto che aveva appena forzato la portafinestra del balcone e stava... Anguille con diossina nel fiume Roja Nel tratto francese del fiume Roja (foto) è scattato l’allarme diossina. In alcune anguille è stata infatti trovata una percentuale superiore ai valori di legge delle pericolosa sostanza. Il grave episodio risale ai primi di gennaio ed è venuto alla luce solo ieri. La reazione della... Imprenditore accusato di frode fiscale E’ accusato di aver costituito un falso fondo patrimoniale, intestandolo a un avvocato savonese e alla moglie, per cercare di eludere una cartella esattoriale di Equitalia risalente ad alcuni anni fa dell’importo di circa un milione di euro. Con questa «donazione» Paolo Ambrosini, 54... Operaio muore sull’A7 mentre lavora Antonio Curcio, 57 anni, che abitava a Catanzaro, è morto schiacciato dal mezzo cingolato che stava usando per posizionare i guard rail sull’autostrada A7. L’infortunio mortale è accaduto sulla corsia Sud a Novi. Era un dipendente esperto della ditta A7 Barriere S.C.F.L.,... SPORT Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Bombardier mette in cassa 170 dipendenti Si aggrava la crisi di mercato dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure, dove sono passati da 140 a 170 i dipendenti in cassa integrazione. L’accordo è stato siglato ieri da azienda e sindacati e avrà validità dal primo marzo al primo giugno. Oltre ai 140 operai, la cassa è stata... Bjoergen,9°oro Al russo Kriukov l’oro mondiale nella sprint maschile tecnica classica. Argento al norvegese Northug, bronzo al canadese Harvey. Gli azzurri Pasini e Pellegrino fuori in semifinale. Marit Bjoergen è sempre più leggenda con la conquista del 9° oro (6° individuale) iridato della... Cover vende immobili per pagare i creditori Il gruppo Cover, con sede a Verbania, fa un nuovo passo verso il concordato preventivo, per evitare il fallimento: Cover Reality Holding, detentrice degli immobili, è riuscita a vendere alberghi e capannoni, mettendo in cassa i liquidi che serviranno a pagare i creditori. Il gruppo, che... Morto il bimbo di 5 anni colpito da encefalite Saranno celebrati domani alle 10 a Verrès i funerali di Alexis Costa, il bambino di 5 anni colpito da una grave encefalite. Il bambino era stato portato all'ospedale di Aosta martedì in gravi condizioni. A nulla era servito l'intervento di decompressione cranica. Già nel pomeriggio di... In aereo con l’hashish Arrestati due biellesi Sono stati fermati all’aeoporto di Orio al Serio mentre stavano passando la dogana. E il viaggio in Marocco, che una volta a casa doveva probabilmente trasformarsi in un business, è finito con l’arresto di una coppia biellese. I due, lei 33 anni, lui 39, avevano ingerito un... SPORT Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Ha detto A ogni modifica degli pneumatici la vettura ha reagito come mi aspettavo LOCALE Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE LOCALE Un indagato, venticinque anni dopo LOCALE Sommario Il professore oggi ha 55 anni e l’aria smarrita di un uomo che è stato svegliato dagli agenti della sezione Omicidi alle 6,30 di una mattina qualsiasi con un decreto di perquisizione. Ipotesi di reato, omicidio volontario. Lui insegna italiano in un istituto torinese, vive con la madre... MASSIMO NUMA «Che emozione Ormai non ci speravo quasi più» Roberto Padoan (negli anni 90 aveva messo una taglia di 200 milioni di lire per chi avesse dato notizie sull’assassino) ringrazia la polizia e anche il vicequestore Sergio Molino, ora capo della Dia, il primo a riaprire il fascicolo, due anni fa. Padoan ha 75 anni, vive fuori Torino. Roberto Padoan papà di Giorgia 11 febbraio ’88 Giorgia è stata uccisa il 9 febbraio 1988 e Stampa Sera e La Stampa dedicano pagine al delitto che sconvolge la città. La vittima è una ragazza di 21 anni, molto conosciuta per le sue attività di volontariato. Da subito si notano i segni sul collo dello strangolamento. 13 febbraio 1988 I primi rilievi nella casa del delitto, quella della madre perché i genitori vivevano separati, non fanno trovare segni di scasso. Giorgia conosceva chi l’ha uccisa: sul tavolo della cucina sono rimaste due tazzine da caffè, anche se per confondere gli inquirenti sono stati rubati... LOCALE Sommario 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 4 marzo1988 È passato quasi un mese dall’omicidio di Giorgia e fino ad allora si pensava che l’assassino avesse usato un altro mezzo per strangolarla. Solo il 4 marzo dall’esame dell’autopsia emerge che il delitto è stato un gesto d’impeto, tanto che per ucciderla l’assassino ha usato la... Da dove vengono i bambini adottati La tragica fine di Habtamu, il ragazzino etiope adottato da una famiglia italiana suicida a 14 anni, ha riportato d’attualità il tema delle adozioni dei bambini africani nel nostro Paese. È vero che aumentano? A CURA DI FLAVIA AMABILE ROMA 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA L’ultimo comizio ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE PRIMO PIANO M ASSIMO G RAMELLINI «Cari elettori, per un disguido tecnico nelle settimane scorse è andata in onda la campagna sbagliata: il cagnolino di Monti, il giaguaro di Bersani, la busta di Berlusconi travestita da rimborso delle tasse, il mago Zurlì che smentisce la partecipazione di Giannino allo Zecchino d’Oro. In realtà avremmo dovuto intrattenervi su una questione più pregnante e approfittiamo di quest’ultimo comizio per farlo tutti insieme. Noi politici di destra e di sinistra registriamo con preoccupazione l’allarme lanciato dal linguista Tullio De Mauro: «Più della metà degli italiani ha difficoltà a comprendere l’informazione scritta, con inevitabili conseguenze negative per la democrazia: molti sono spinti a votare più con la pancia che con la testa e non hanno gli strumenti culturali per controllare l’operato delle classi dirigenti». Questa splendida situazione non è soltanto merito nostro - dall’Unità a oggi vi hanno contribuito generazioni di politici, impegnate a garantire attraverso i media e la scuola uno scru- poloso rispetto degli standard di ignoranza e rincoglionimento collettivo ma tocca purtroppo a noi porvi termine. Fin qui eravamo sempre riusciti a conciliare il progresso economico con l’immobilismo culturale: quando i soldi girano nessuno si preoccupa se i cervelli rimangono in pausa, consentendo a chi li manipola di continuare a fare, indisturbato, i propri comodi. Ma per uscire dalla crisi attuale sembra non resti altra strada che investire nella ricerca, nella cultura e nella scuola. Riserveremo dunque a questi obiettivi quote più ingenti del Pil, finché non vi sarete trasformati da sudditi in cittadini. Ci scusiamo fin d’ora per i disagi». 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA IL DILEMMA DELL’ASINO DI BURIDANO SPORT LOCALE PRIMO PIANO L UCA RICOLFI Quasi nessuno crede alle promesse dei politici. Quindi andremo a votare al buio, consapevoli che - chiunque vinca - non farà quello che si è impegnato a fare. Il fatto che sia irrazionale, irragionevole o quantomeno ingenuo credere a quello che i politici ci raccontano in campagna elettorale, non impedisce però di fare delle previsioni sul loro comportamento futuro. L’elettore, infatti, ha almeno un vantaggio sui politici: ormai li conosce. E, conoscendoli, sa che cosa aspettarsi da ciascuno di essi. Può usare il loro passato per indovinare il futuro che ci potranno riservare. E’ questo l’esercizio di traduzione che vorrei proporre oggi, un esercizio personale ovviamente, ma che ognuno può ripetere in proprio prima di mettere la crocetta sul simbolo sbagliato. Per capire che cosa ci aspetta davvero, la prima domanda da farsi è la seguente: qual è la stella polare di Bersani, Berlusconi e Monti? (di Grillo non parlo, perché la sua stella polare è chiara: «mandarli a casa tutti»). Bene, secondo me la stella polare di Bersani è, come sempre per la sinistra, la spesa pubblica. Si tratta di trovare il modo di farla crescere, allentando il patto di stabilità interna (tradotto: lasciando che i Comuni che hanno soldi li spendano). Continua a pagina 217 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Una notte scaccia crisi a Wembley PRIMO PIANO CLAUDIO GALLOINVIATO A BRADFORD IBantams sono pronti. Domenica a Bradford, cittadina del Nord depresso, il tempo si fermerà per la finale della Coppa di Lega a Wembley dove la squadretta locale di quarta serie, i Galletti come li chiamano, affronta lo Swansea dell’ex juventino Laudrup che gioca nella Premier inglese. I Davide contro Golia si sprecano. Lungo i saliscendi delle vie del centro, punteggiate di bandiere giallorosse e banchetti di gadget, inutile cercare la tensione spasmodica delle vigilie fatali. La grande paura è passata nel ritorno della semifinale, allora sì che la gente tenne il fiato. Il Bradford perdeva 2-0 con l’Aston Villa, altro blasonato club di Premier. Continua a pagina 123 SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE “Nei casi di stupro pillola del giorno dopo” PRIMO PIANO La svolta dei vescovi tedeschi Tornielli Svolta dei vescovi tedeschi: aprono sulla pillola del giorno dopo, ma solo nel caso di donne vittime di stupro e a patto che il farmaco impedisca la fecondazione e non abbia effetti abortivi. A comunicarlo è stata la Cei tedesca, che precisa anche che la cura non deve causare la morte dell’embrione. PAG. 17 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA NEVICA, CI VUOLE FEDE PER ANDARE A VOTARE PRIMO PIANO FERDINANDO C AMON Ci si mette anche la neve, come se non ci fossero già abbastanza difficoltà ad andare a votare. Non si sa per chi, non si sa perché, per noi? per i figli? per il futuro? per l’Europa? Continua a pagina 225 SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Elezioni, il giorno delle piazze SPORT LOCALE PRIMO PIANO Appello di Bersani agli elettori di destra. Napolitano: niente bis al Colle Bertini, Cerruti, Colonnello, Corbi, Geremicca, Malaguti, Magri, Mathis, Mercalli, Piepoli, Rampino e Ruotolo Oggi Grillo chiude la campagna elettorale in piazza San Giovanni a Roma: saremo un milione. Berlusconi sarà in piazza Plebiscito a Napoli, Monti a Firenze. Ieri Bersani ha lanciato un appello ai delusi della destra: fateci governare. Maggiori informazioni a pag. 54 e 91 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA MALTEMPO, PER I PARTITI È EMERGENZA ANZIANI PRIMO PIANO F ABIO MARTINI Avederla avanzare da lontano sembra la nuvola di Fantozzi. Quella che, in un impeto di iella, scaricava pioggia sul malcapitato ragioniere, mentre il resto del cielo era sereno. Continua a pagina 69 SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA La Ue taglia le stime sull’Italia PRIMO PIANO Mastrobuoni e Zatterin Il primo scudo anti-spread varato dalla Bce nel 2010 vale 218 miliardi: 103 miliardi sono in bond italiani Continua a pagina 170 SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Dsk, nuovo scandalo: sedotto e svergognato PRIMO PIANO Alberto Mattioli La scrittrice Iacub, diventata la sua amante, lo accusa: è un maiale. Lui: mi ha ingannato Continua a pagina 107 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE GIANNINO LO ZECCHINO DI LATTA PRIMO PIANO ELENA LOEWENTHAL Come un impassibile pupazzetto fatto di mattoncini colorati, Oscar Giannino si va smontando pezzo per pezzo. Continua a pagina 227 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Pistorius, oggi il primo verdetto PRIMO PIANO Mastrolilli e Simoncelli Dopo un clamoroso passo falso dell’accusa l’udienza di convalida può risolversi a favore dell’atleta Continua a pagina 101 SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Il Papa pronto a togliere il segreto PRIMO PIANO Galeazzi La relazione dei commissari sarà consegnata ai cardinali Continua a pagina 133 SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE ALLUVIONE A CATANIA: FIUMI D’ACQUA NELLE STRADE E GENTE SUI TETTI PRIMO PIANO Albanese TWITTER Catania allagata in un’ora da un nubifragio Continua a pagina 145 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE E in piazza del Plebiscito il nemico numero uno è Grillo “Illude come i Gratta e Vinci” PRIMO PIANO Il popolo democratico: fa le stesse promesse di Berlusconi ANDREA MALAGUTIINVIATO A NAPOLI A Napoli La folla in piazza del Plebiscito per il comizio di Bersani divisa sulla possibile alleanza elettorale con Fini e Casini L’ incubo è Grillo. È lui, «il comico-Savonarola», «il populista», «il demagogo», «il mostro uscito dal web», il Grande Babau che tormenta i giorni e le notti dei ventimila militanti del Pd radunati in piazza del Plebiscito in attesa di Pier Luigi Bersani. Un’ossessione dolorosa, che invade i discorsi, li condiziona, li sposta, fino a diventare il parametro inevitabile di ogni riflessione. «Un miliardario che vuole costruire sulle macerie del Paese», dirà più tardi il leader piddino. De Magistris non esiste più. E dunque neppure Ingroia. La rivoluzione arancione ha esaurito la sua spinta primaverile. Non saranno loro a erodere consenso. Non è da lì che arriva il pericolo. Sono bastati poco meno di due anni di scelte discutibili - una pista ciclabile da un milione di euro, autobus a singhiozzo, buche e rifiuti - per riportare la squadra dell’ex magistrato dal mito alla cronaca. Oggi impallinarli è facile come sparare sull’orso del luna park. «Nun scassamm, accunciam», «Noi non scassiamo, aggiustiamo», recita beffardo lo striscione sventolato dalla sezione Pd del Mercato Pendino. Non era così che diceva De Magistris? Scassiamo tutto. Adesso è lui a sembrare scassato. Grillo no. Quello, se scassa, scassa davvero. «La gente lo ascolta perché è un comico. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA Ma non basta urlare per avere ragione», spiega Gaia Uliano, la ventiquattrenne che guida una delle sezioni giovanili del partito. Si mette in posa col segretario provinciale, Gino Cimmino, mentre le note di Elisa invadono il cielo pericolosamente nervoso di Napoli. Bellissime. Ma chi le sceglie le canzoni? «A un passo dal possibile, a un passo da te, paura di decidere...». Autoritratto di un partito eternamente in cerca d’identità? Cimmino, una specie di Lawrence d’Arabia senza deserto, finisce al centro di un capannello. Spiega che «Grillo e Berlusconi hanno sulle vecchiette di Napoli lo stesso effetto del gratta e vinci. Promettono di risolvere i problemi con un colpo di fortuna. Non è così che si organizza un Paese». Ha un viso buono, ma è impossibile non notare in lui una certa tendenza alle asserzioni solenni. «Governare con Fini e Casini? Quello che conta è governare bene». Troppo facile. Dibattito. Polemica. Il compagno Gianfranco Wurzburger, è così che si presenta, dissente. «Un’alleanza con Fini e Casini sarebbe ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE davvero difficile da digerire». «Da soli non ce la facciamo». Già. Sono le quattro e mezza del pomeriggio. Per Bersani c’è da aspettare ancora un’ora. La piazza si riempie lentamente di bandiere e di slogan classici «La cultura è un bene comune», «Rimetti l’Italia al lavoro» - quando anche Guglielmo Epifani si avvicina al colonnato della Basilica di San Francesco di Paola. Un signore di mezza età, commerciante salernitano, lo avvicina e gli mostra la lettera siglata Pdl. «Mi ridanno l’Imu, no?». Risata. Abbraccia l’ex segretario della Cgil, che in quella presa si sente perso, a disagio. È un momento goffo. «Berlusconi è un imbroglione», sussurra Epifani come per fare eco al suo bizzarro interlocutore. Il dj cambia cd. Via Elisa, tocca a Vasco Rossi. «Sally», l’inno inquieto di un popolo che canta senza nascondere le proprie perplessità. «Sono lontani quei momenti, quando uno sguardo provocava turbamenti (...) perché la vita è un brivido che vola via, è tutto un brivido sopra la follia, sopra la follia». Geniali. Il ventenne Antimo Longhi da Caserta presenta il suo gruppo 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA di giovani «Smacchiatori di giaguari». «Bel nome, no?». Bellissimo. Ma perché Bersani e non Grillo? «Lui disfa, noi costruiamo». Nel teatro da strada che va in scena davanti alla statua equestre di Carlo III di Borbone un pensionato di Giuliano suona una campana per mucche. Insulta Berlusconi davanti alle telecamere che lo inseguono voraci. «Io non ce l’ho la casa. Mo ho tre figli e ottocento euro di pensione. Che mi dai al posto dell’Imu?». Ha uno sguardo desolato, un volto anonimo. Ma la sofferenza gli dona. È l’unico siparietto dedicato al Pdl. «Sono loro i grandi assenti di questa campagna elettorale. A Napoli è come se non esistessero più», commenta un militante. Non fa in tempo a finire la frase, perché sotto il palco si scatena una rissa. La polizia circonda un gruppo di ragazzi dei centri sociali. Grida. Spinte. Poi i trenta contestatori vengono allontanati e trattenuti in Prefettura senza un motivo vero. Arriva Bersani. Sventolio di bandiere, la piazza canta «’O surdato nnamurato». Una signora anziana si commuove. «Io ci credo che quel signore lì ci ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE possa ridare una dignità». Le lacrime le fanno il solletico sul labbro superiore. Si passa la lingua e beve la sua nostalgia. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT L’affondo di Bersani a Napoli Appello ai delusi della destra LOCALE PRIMO PIANO Il segretario del Pd: “Metteteci in condizione di governare, lo faremo senza settarismi” CARLO BERTINIINVIATO A NAPOLI Segretario Pier Luigi Bersani ieri a Napoli Prima di chiudere la sua campagna a Napoli, epicentro di una regione ad alto rischio dove conta di vincere anche se per poco e dove per la prima volta tende la mano agli elettori del Pdl delusi, «non abbiamo bisogno di nemici, non divideremo il Paese», Pierluigi Bersani fissa due punti fermi. Quasi a esorcizzare gli scenari più catastrofici: niente grande coalizione e nessun ritorno alle urne. Certo lo dice innanzitutto «nell’interesse del Paese», ma si capisce che il timore di un esito incer- to è forte mezz’ora dopo lo sfoggio di sicurezza che va in scena a piazza Plebiscito davanti al suo popolo e alle sue bandiere. Quando arriva alla stazione per prendere il treno verso la capitale: volto teso, aria stanca di uno che non vede l’ora che finisca questa via crucis, voglia di rilassarsi un attimo e al massimo scambiare qualche battuta inoffensiva su Monti e la sua tendenza a colpire con durezza tutti senza una linea precisa. E le ultime uscite come quella sulla Merkel, «una gaffe del Professore», la definisce pubblicamente Bersani - «segno di grande debolezza», chiosano i suoi - non fanno che aumentare la preoccupazione. «Se Monti non ha un ultimo guizzo, di quelli buoni però, così non va...», scuote il capo uno dei pezzi grossi del Pd. Perché se alla vigilia del voto si parla ancora di grande coalizione è indice di massima incertezza sotto il so- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA le; e segno che qualcuno comincia a temere che i voti di Monti magari potrebbero non essere sufficienti a formare una maggioranza al Senato. Tra i vertici del Pd, però, la sensazione dominante è un’altra: e cioè che piuttosto che i numeri del Senato, il vero rischio è che la coalizione centrista non superi alla Camera la soglia del 10%. In quel caso - per dirla con un alto dirigente del Pd - verrebbero a mancare la metà dei seggi dei centristi, perché ad ogni lista servirebbe il 4% dei voti e non più il 2%: e quei seggi andrebbero distribuiti tra tutte le opposizioni: «Per fare le riforme che servono ci verrebbero a mancare voti delle forze con cui dialoghiamo di più». Ma questo è il film del lunedì, quello del week end è lo sprone alla lotta, gli ultimi messaggi urbi et orbi prima del silenzio. Bersani qui da Napoli vuole mandarne uno anche al popolo di centrodestra, a cui mai si era rivolto prima d’ora in questi termini, quasi amichevoli. «Mi rivolgo a quelli che hanno creduto alle favole e ai delusi del Pdl: noi vogliamo la governabilità, faremo le cose senza chiuderci, noi ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE non abbiamo bisogno di nemici e di dividere il Paese fino a renderlo cattivo, lui sì». E si gira anche verso coloro che magari prima votavano centrosinistra e adesso sono più arrabbiati, «o non votano, o votano Grillo. Attenzione, non ce l’abbiamo con chi va a sentire Grillo ma con lui. La capisco bene questa rabbia e il disamore. E’ uno stato d’animo prima che un atteggiamento politico. Ma il Paese è pieno di problemi e solo il miliardario campa sulle macerie, altri no! Per questo abbiamo bisogno della forza per governare il cambiamento». Un’altra modalità un po’ obliqua per appellarsi al voto utile senza dirlo esplicitamente. Come non torna sul caso Merkel se non per dire che «dobbiamo vincere perché l’Europa se lo aspetta e i progressisti se lo aspettano per correggere le politiche europee. Per fare più investimenti e più lavoro ci vuole la spinta dei popoli e ora tocca a noi dare quella spinta». Per questo Bersani è accorato nel suo grido «terremo le porte aperte, non governeremo senza il popolo, ma con, con il popolo e non ci saranno sorprese». 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA Un’altra botta implicita a Monti, più volte punzecchiato anche da questo palco, sulla sua tendenza più volte criticata l’anno scorso, di voler fare le riforme senza prestare ascolto al disagio sociale. «Ci andavo io a parlare con gli esodati e con i cassintegrati delle aziende in crisi, mica lui...». E proprio dal Sud, dove questo «disagio» brucia di più, il leader Pd lancia una promessa significativa: «Scuola, sanità e sicurezza non possono essere affidate al mercato, perché chi spara cifre sui tagli pensa a quello...». ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Ultime promesse e ultime risse SPORT LOCALE PRIMO PIANO Lite Bersani-Monti su Merkel e sinistra al governo. Berlusconi indisposto, a rischio il comizio di Napoli di UGO MAGRI Da Vespa con il loden Mario Monti a «Porta a Porta» ha indossato il «sobrio» loden. In collegamento c’era anche il portiere della Juve Buffon, che ha ribadito il suo sostegno al premier Finale di campagna dal sapore antico, tribune politiche in tivù come ai tempi del tubo catodico, comizi nelle piazze alla maniera del dopoguerra. Siamo sotto i riflettori, il mondo ci osserva, i mercati trattengono il fiato come si coglie dalle fibrillazioni dello spread (in salita verso quota 300) e dell’euro (che nel dubbio sui risultati si indebolisce rispetto al dollaro). Nelle cancellerie e alla Casa Bianca c’è allarme ingovernabilità, guai se lunedì sera non emergesse una chiara maggioranza stabile. All’estero davano per scontato che Monti e Bersani si sarebbero messi d’accordo, però nelle ultime ore s’impenna la tensione tra i due, vai a sapere se stringeranno alleanza. Il Pd spera di avere i numeri per fare senza «stampelle» tanto alla Camera (grazie al «Santo Porcellum») quanto al Senato: in questo caso facendo «scouting» tra i neo-eletti grillini e contando sulla dissoluzione degli altri poli... La lite con il Prof era nell’aria, ieri è esplosa pubblicamente. Bersani bolla come «una gaffe» l’uscita di Monti sulla Merkel, non ha digerito la teoria del premier secondo cui la Germania sarebbe contro la sinistra al governo in Italia. Berlino smentisce, lo stesso Monti aggiusta il tiro, ma il leader Pd non si accontenta. Mette i puntini sul- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA le «i». Definisce «impensabile» che la Merkel possa «venire meno a una tradizione di rispetto reciproco, indipendentemente dal colore politico dei governi». Non ci provassero loro, non si azzardi Monti. Vendola va oltre, equipara il premier a Berlusconi, lo qualifica come «un gaffeur internazionale», avverte che «mai staremo con chi vuole infliggere colpi alla dignità del lavoro». Ma lo stesso Bersani, ormai, bastona i centristi; prevede che da lunedì «si squaglieranno come neve al sole»; e se qualche senatore gli mancherà per raggiungere la maggioranza, ne troverà una fila davanti all’uscio. Il Prof scuote la testa, «un governo di sola sinistra non sarebbe all’altezza». Avverte in terza persona: «Falso dire che Monti collaborerà col Pd, perché Monti non lo ha affatto deciso». È tutta una finta, insiste la propaganda del Cavaliere. Ma quando mancano tre giorni al verdetto, nulla è chiaro e tutto si confonde. I report che dall’Italia partono per le clientele finanziarie di Wall Street, della City, raccontano uno spettro di possibilità talmente vasto da ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE richiedere una palla di vetro. Decisivi saranno gli ultimi appelli, le ultime mail, gli ultimi comizi. Grillo tenta alle 18 di riempire a Roma l’immenso sagrato di San Giovanni. Se ci riesce vuol dire che davvero può rompere tutti i giochi (sebbene lui già guardi avanti, «o si arrendono subito o lo faranno tra 6 mesi, al massimo un anno» con nuove elezioni). Bersani si è cimentato ieri in Piazza del Plebiscito a Napoli, intonando perfino «’O surdato ’nnammurato» con accento piacentino: oggi si esibirà nella Capitale al chiuso dell’Ambra Jovinelli. Per Monti, omaggiato ieri sera di un loden da Vespa, chiusura della campagna a Firenze, in una bomboniera (Teatro della Pergola: alle 12,15 con precisione svizzera si comincia, alle 13 tutti via). E Berlusconi? Ha la congiuntivite, se la trascina da sabato, nonostante tutti i luminari che si porta appresso è peggiorata al punto che la sua chiusura di stasera sotto il Vesuvio, alla Mostra d’Oltremare, è «sub judice». Intorno a lui insistono, lo spremono, vorrebbero cavarne l’ultimo sforzo, l’ultima promessa in grado di ribal- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA tare l’esito della battaglia. Brunetta gli ha messo in canna una proposta-choc sulle pensioni, chissà se il Cavaliere vorrà spararla. Bersani ha estratto dal cilindro l’abolizione del ticket per le visite specialistiche. Monti promette un ribasso dell’Irap nei primi cento giorni. E Grillo il reddito di cittadinanza, più soldi per tutti. Propositi ormai fuori tempo massimo perché dalle ore 24 scatta il coprifuoco. La parola passa al popolo sovrano. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Napolitano: non mi ricandido e sul mio successore ogni ipotesi è prematura LOCALE PRIMO PIANO ANTONELLA RAMPINO ROMA Bloccare sul nascere il «toto-Quirinale», quel caleidoscopio di ipotesi che si sciorinano proprio mentre il Paese è alla vigilia del cruciale voto politico. È questo il senso della nota ufficiale con la quale ieri Giorgio Napolitano ha anzitutto ripetuto il proprio no davanti ai molti - che pure «apprezza e ringrazia» - che ripropongono un raddoppio del settennato. Ricorda «le limpide e nette ragioni istituzionali e personali che non rendono ipotizzabile una ricandidatura». E tornano alla mente le parole che pronunciò, su domanda innocente di un fanciullo (tuttavia figlio di quirinalista), durante un documentario tv, ormai quasi un anno fa: «La stanchezza c’è, e nessuno è insostituibile. Ho lavorato molto, ho avuto molte soddisfazioni e responsabilità, ma sono una persona molto avanti negli anni. È necessario passare la mano, e che si facciano avanti altri anche per la carica di Presidente della Repubblica». 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA Ma oltre a ribadire quel che è notorio e che pure è stato costretto a ripetere molte volte, ricorda che eleggere il nuovo presidente «spetterà al Parlamento in seduta comune» e che - attenzione - «davanti a ciò ogni ipotesi appare prematura». Perché poi, anche in giorni recenti, a ogni domanda di giornalista sul futuro del Colle, tutti i leader politici prendono la figura dell’attuale inquilino come paradigma, chi in positivo chi in negativo. E a Napolitano, di finire in un improprio toto-nomine non va, dovendo oltretutto ancora far da garanzia per il Paese nei confronti della comunità internazionale, visto che Mario Monti con la sua scesa in campo ha visto evaporare l’autorevolezza che deriva da chi veste panni tecnici e super partes. Par poi di maniera che Monti a domanda sul futuro del Colle risponda, come un mantra, «io non mi candido, mi piacerebbe una donna, anche una delle mie ministre, ma il candidato migliore resta Napolitano». Quanto poi sia scivoloso il mettere in circolazione nomi, per una carica alla quale è notoriamente temerario ambi- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE re, tanto che un detto ormai popolarissimo recita che «al Quirinale si entra papa e si esce cardinale», lo racconta bene anche un episodio che riguarda Romano Prodi. L’improvvisa apparizione, giorni fa, del Professore a una manifestazione elettorale al fianco di Pier Luigi Bersani aveva immediatamente corroborato l’ipotesi di un ticket, l’uno a Palazzo Chigi avrebbe trascinato l’altro al Quirinale. Prodi, che pure su quel palco non s’era affacciato a caso, ieri da Mosca ha provato a prender le distanze, «io favorito nella corsa al Quirinale?» Roba da «bookmaker inglesi», che «sbagliano sempre...». Insomma, dei non pochi possibili candidati, titolati ad ambire alla carica, non ce n’è uno che non si sfili, che non preferisca tenersi defilato. I nomi sono poi sempre quelli. Emma Bonino, citata da Monti l’altro giorno, ma come seconda scelta dopo la fantomatica riconferma di Napolitano. Anna Finocchiaro, sempre in «quota rosa» e sempre che il Pd esca dalle elezioni con un risultato saldo. Romano Prodi, of course. Giuliano Amato, che avreb- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA be dalla propria anche un possibile voto bipartisan, come Massimo D’Alema del resto. La new entry Franco Marini, del quale si maligna ne abbia conversato con Berlusconi, settimane orsono, un’ipotesi che non trova alcuna conferma e che pure ben racconta il clima di voci incontrollabili in cui si combatterà attorno al Colle. E poi, naturalmente, un altro «dinosauro» che Berlusconi si riserva di estrarre «dal cilindro», sempre che non si tratti della solita autocandidatura. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 2 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA PRIMO PIANO MATTIA FELTRI Sono oltre tre anni che va avanti questa rubrica, e dovrebbe essere rassicurante. Alcuni lettori la stimano, altri la criticano, e vuol dire quantomeno che è letta. Riceviamo mail di commento. Qualche volta viene usata per sostenere che sono di destra, altre volte per sostenere che sono di sinistra. C’è chi dice che è di buon gusto, chi il contrario. Eppure non è per questi motivi che ogni giorno la scrivo con l’angoscia nel cuore. Il dilaniante dubbio è: la apprezzerà la Merkel? ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Ha detto PRIMO PIANO ESTERO CRONACA PRIMO PIANO Il Paese è pieno di problemi, capisco la rabbia ma votare per Grillo non serve a risolvere i nostri guai Per il bene dell’Italia escludo un governissimo e anche un ritorno alle urne ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 Se PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA PRIMO PIANO Oggi finisce la campagna elettorale, se siamo ancora vivi. [email protected] ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Gelo e neve sulle urne Una minaccia per Pd e Pdl PRIMO PIANO Il maltempo potrebbe sfavorire il voto per i partiti preferiti dagli anziani FABIO MARTINIROMA In queste ore la perturbazione (vera) già presente su una porzione di Italia e che annuncia di incrudelirsi nei giorni delle elezioni assomiglia proprio alla nuvola di Fantozzi perché, sabato, a poche ore dall’apertura dei seggi, promette di scaricare neve copiosa su Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche, quindi soltanto sulle proverbiali regioni rosse. Certo, la domenica mattina la perturbazione si annuncia più equanime, perché dovrebbe innevare anche Piemonte e Lombardia, due regioni di orientamenti politici un po’ diversi da quelle collocate sulla dorsale appenninica. Sono le prime elezioni politiche svolte d’inverno e qualche contrattempo si poteva preventivare, anche se - per capire se ci sarà per davvero un’effettoinverno sulle elezioni - bisognerà attendere, perché non sarebbe la prima volta che il circuito meteo-mediatico crea un allarmismo ingiustificato od eccessivo. Ma se per davvero un terzo del Paese avrà le strade innevate o lastricate di ghiaccio, almeno due «categorie» di elettori potrebbero risultare falcidiate: gli anziani e i demotivati. E i partiti che intercettano in percentuale maggiore il voto degli «over 65» 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA sono due: Pdl e Pd. Lo dimostra uno studio Itanes, che, all’indomani delle elezioni 2008, ha prodotto la ricerca più approfondita sulle caratteristiche sociodemografiche del voto ai principali partiti. Il Pdl (che aveva conquistato il 37,3% nazionale) nella fascia d’età sopra i 75 anni era addirittura al 54,2%: questo significa che un ultrasettentacinquenne su due aveva votato per Berlusconi. Stessa tendenza, ma attenuata nelle fascia 65-74: il 39,8% era per il Pdl, seguito dal Pd, che a fronte di una percentuale nazionale del 33,1% in questa fascia d’età risultava votato dal 38,2%. Tradotto in soldoni: nella fascia d’età tra i 65 e gli 85 anni, Pdl e Pd intercettavano alle ultime elezioni circa l’80% dei votanti. E se davvero il freddo tenesse a casa tanti anziani, oltre a ridursi l’affluenza, aumenterebbe il peso specifico dei giovani e dei trenta-cinquantenni. Sempre secondo lo studio Itanes, nel 2008 erano due i partiti che andavano forte nella fascia 18-24: la Sinistra Arcobaleno e l’Italia dei Valori, due formazioni che oggi si sono federate in Rivoluzione civile e che han- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE no sicuramente ceduto una parte del loro elettorato al Movimento Cinque Stelle. Dunque anche il freddo aiuterebbe Grillo? Meno anziani e più spazio ai motivati alzeranno la percentuale del Cinque Stelle? Ne è convinto Nicola Piepoli, uno dei sondaggisti più esperti: «L’elettorato movimentista è più giovane, il più disposto ad affrontare il maltempo». Il gelo che rischia di bloccare le regioni rosse naturalmente non lascia insensibile l’unico partito dotato di una rete nazionale, il Pd. Dice il responsabile Organizzazione Nico Stumpo: «È la prima volta che si vota in febbraio, è la prima volta che si prevede neve su una parte del territorio nazionale, una situazione senza precedenti sulla quale ovviamente faremo il possibile per garantire il diritto di voto». Nessun allarmismo, nessuna intenzione di far sfoggio di una «struttura parallela», ma sicuramente il Pd metterà in moto operazioni locali per aiutare chi avesse difficoltà. A Padova il partito ha preparato una sorta di «servizio taxi» per persone anziane o disabili e analoghe iniziative potrebbero partire nelle prossime ore. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA Contando sul ricordo della formidabile catena umana che si faceva negli Anni Sessanta: «Ogni ora - racconta il reggiano Pier Luigi Castagnetti, allora giovane Dc - i rappresentanti di lista informavano chi si era recato alle urne, un drappello di ragazzini correva nelle sezioni di partito ad aggiornare le liste e chi ritardava, veniva cercato a casa. C’era un vero e proprio servizio per portare alle urne anziani e ammalati». SEGUE DALLA PRIMA PAGINA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT PRIMA VOLTA PER UN’ELEZIONE IMBIANCATA LOCALE PRIMO PIANO LUCA MERCALLI Vento, pioggia e neve condizioneranno l’affluenza alle urne delle elezioni d’inverno? Forse non molto, visto che già Calvino, in «La giornata di uno scrutatore», racconto riferito al voto del 7 giugno 1953 in una Torino sotto la pioggia, afferma che «ancora si credeva che con il cattivo tempo, molti elettori dei democristiani [...] non avrebbero messo il naso fuori di casa, [ma] con tante elezioni che c’erano state, s’era visto che, pioggia o sole, l’organizzazione per far votare tutti funzionava sempre». Sta di fatto che allora era giugno e anche se su alcune regioni italiane pioveva, la temperatura diurna era comunque attorno a venti gradi. Quest’anno invece, sotto gelidi venti balcanici, l’appuntamento elettorale sarà ambientato in un’inedita atmosfera invernale, soprattutto al CentroNord, perfino ammantato di neve al N o r d Ovest. Già domani pioverà estesamente sulle regioni tirreniche, con temporali tra Maremma, Lazio e Campania, mentre un po’ di sole farà capolino al Settentrione e lungo le Alpi, nonché all’estremo Sud. Ma la sera riprenderà 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA a piovere in Liguria e sulle pianure venete, e a nevicare sul basso Piemonte, l’Emilia e le zone alpine e pedemontane del Nord-Est. Domenica vedrà nevicate fino in pianura al Nord, più persistenti tra Piemonte, Emilia e Lombardia occidentale, sostituite dalla pioggia nel corso della giornata sul resto della Valpadana e sul Triveneto. Le quantità di neve attese a bassa quota non sono tuttavia importanti: sulla pianura piemontese, tra le più interessate da fenomeno, circa 5 centimetri di neve bagnata non dovrebbero intralciare granché il traffico stradale. Grigiori e rovesci, nevosi da quota 500-800 metri, toccheranno a Toscana e Umbria, mentre più a Sud sarà in parte soleggiato tra addensamenti irregolari, ma qualche scroscio potrà attivarsi su Salento, Stretto di Messina e Sardegna settentrionale. La previsione per lunedì è ancora incerta, tuttavia le nevicate potrebbero proseguire fino al mattino al Nord-Ovest, tendenti a trasformarsi in pioggia in pianura. Ancora piovoso in Liguria, soprattutto a Ponente, ma in attenuazione tra pomeriggio ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE e sera, mentre al Nord-Est avanzeranno schiarite durante la giornata. Tempo ancora instabile sulle regioni tirreniche con piogge sparse in esaurimento, più soleggiato sul versante adriatico. Forti venti soffieranno soprattutto domenica, scirocco tra Ionio e Adriatico, maestrale sul Tirreno, tramontana in Liguria, bora su Trieste. E al Nord farà freddo, con temperature massime attorno a zero gradi domenica, mentre all’estremo Sud, sotto lo scirocco, si potranno superare i 15. Al seggio, oltre ai documenti, ricordarsi dunque di portare anche sciarpa, ombrello e stivali. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Piùdi47milioni chiamatiaesprimersi PRIMO PIANO Domenica 24 febbraio, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 25 febbraio, dalle ore 7 alle ore 15, si svolgeranno le operazioni di voto per il rinnovo del Senato e della Camera. Si voterà anche per tre regioni: Lombardia, Lazio e Molise. Lo scrutinio avrà inizio lunedì 25 febbraio, al termine delle operazioni di voto. Successivamente martedì 26 febbraio si svolgeranno gli scrutini per le elezioni regionali. Gli elettori sono, per la Camera, 47.011.309, di cui 22.569.269 maschi e 24.442.040 femmine, per il Senato 43.071.494, di cui 20.547.324 maschi e 22.524.170 femmine, che eleggeranno 618 deputati e 309 senatori. Gli elettori della circoscrizione estero sono per la Camera 3.438.670 e per il Senato 3.103.887 che eleggeranno 12 deputati e 6 senatori. SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA I picchi dell’affluenza PRIMO PIANO 80,5 % il 13 aprile 2008 Alle scorse politiche il tempo era molto variabile e piuttosto freddo in tutto il Nord L’affluenza registrata fu la più bassa dal 1948 in poi. Si recarono alle urne l’80,5 per cento degli aventi diritto ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Rivoluzione in salita per la sfida di Ingroia PRIMO PIANO L’ascesa di Grillo rischia di seppellire le attese del pm FEDERICO GEREMICCA ROMA Il pm ha sempre avuto accanto il sindaco di Napoli, anche lui magistrato, Luigi De Magistris Una strada tutta in salita. Secondo molti, addirittura una Via Crucis percorsa sotto il tiro incrociato di cecchini dalla casacca cangiante: da certi garantisti che «siamo tutti innocenti salvo prova contraria» fino alle truppe dei democratici accorse campo per difendere il «voto utile». Passando, naturalmente, per il nemico dei nemici, lo Sterminatore: quel Beppe Grillo che, con il suo tsunami, ha travolto e seppellito una Rivoluzione civile ancora in fasce. Si può trovare un modo gentile per dirlo, una maniera delicata che non offenda il lavoro delle centinaia di volontari impegnati in questi trenta giorni di battaglia impossibile contro tutto e contro tutti. Ma anche a dirlo con cortesia, la sostanza non cambia: Antonio Ingroia e i suoi “rivoluzionari” sono con l’acqua alla gola, bassi bassi nei sondaggi e con un piede fuori dal Parlamento. Lui - cioè Ingroia - Montecitorio e Palazzo Madama nemmeno li conosce: ma altri suoi compagni di avventura, sì. E anche loro - Di Pietro e Diliberto, Bonelli e Ferrero, per fare dei nomi - rischiano di esser travolti assieme al capo-cordata. Sandro Ruotolo, giornalista coraggioso e candidato con Ingroia sia alla Camera che alla presidenza della Regione Lazio, non nasconde le difficoltà ma le spiega: «Campagna troppo breve per una forza nuova come la nostra». O ancora: «I sondaggi stavolta 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA faranno fiasco: troppi soggetti in campo per la prima volta... Il nostro risultato sarà migliore di quel che profetizzano». E infine: «Possiamo chiudere al 5% ma anche al 2,5%... D’altra parte quando hai contro tutti - compreso il “partito di Repubblica” che ci ha letteralmente oscurati - la partita si fa impossibile...». Antonio Ingroia e le forze radunate sotto le insegne di “Rivoluzione civile” hanno atteso ancora ieri - e attenderanno fino all’ultimo - un appello al voto per loro da parte di Fausto Bertinotti. Quell’appello, però, non arriverà: e la circostanza non potrà che riaprire vecchie ferite in quel pezzo ampio di sinistra cosiddetta radicale accasatasi con il magistrato palermitano. Infatti, già fuori dal Parlamento per la scelta compiuta da Veltroni nel 2008, gli uomini di Rifondazione comunista e del Pdci rischiano seriamente di non farvi ritorno nemmeno stavolta: e addirittura clamorosa (anche se magari gradita a molti...) sarebbe la circostanza che a restar fuori possa essere anche Antonio Di Pietro. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Ogni polemica - con la relativa resa dei conti - è rinviata a data da destinarsi, naturalmente, perchè in elezioni così complesse tutto appare possibile fino all’ultimo istante. Ma sottovoce sono già molti i rilievi che vengono mossi ad Antonio Ingroia nella gestione di una campagna che per tanti versi non ha sfondato e non ha convinto. La micidiale imitazione di Maurizio Crozza - che lascia ai posteri il ritratto di un Ingroia annoiato e indolente - è stata solo la pietra tombale su una leadership che, secondo le obiezioni, avrebbe oscillato circa la linea da tenere. Troppe incertezze iniziali rispetto al rapporto col Pd (si è passati da una mezza offerta di discutere di una possibile desistenza al durissimo “chi vota Bersani vota Monti”); e anche troppe polemiche all’interno di uno schieramento - ma sarebbe meglio dire un mondo - che pareva graniticamente unito: dagli screzi con Salvatore Borsellino (poi in qualche modo ricomposti) fino al duro scontro con Ilda Bocassini e Maria Falcone intorno ad alcune citazioni di Ingroia circa il suo 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA rapporto con il magistrato assassinato dalla mafia nel maggio del 1992. Col sostegno di De Magistris - che ha molto spinto per la nascita della nuova formazione - i “rivoluzionari” erano convinti di riuscire a ottenere in Campania il quorum (8 per cento) per accedere al Senato: salvo miracoli non accadrà; e anche Palermo e la Sicilia scossi dal ciclone-Grillo - non sembrano voler premiare la scesa in campo di Ingoria. Il risultato finale rischia di essere assai al di sotto di tutte le attese: Rivoluzione Civile dovrebbe esser certamente fuori dal Senato ma - stando alle ultime e non pubblicabili rilevazioni - è fortemente in pericolo anche la soglia del 4% che permetterebbe l’ingresso alla Camera. Occorre attendere: ma forse mai, Ingroia e i suoi, avrebbero immaginato un’attesa legata ad una speranza di sopravvivenza e non al successo in cui tutti credevano... ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE La certezza di Grillo: “Saremo un milione a San Giovanni” PRIMO PIANO Il leader del Movimento 5 stelle conclude oggi a Roma lo “Tsunami tour” MARIA CORBI ROMA I preparativi per la chiusura della campagna elettorale di Beppe Grillo in piazza San Giovanni a Roma L’ immagine è suggestiva: Bersani, Berlusconi, Monti, Ingroia e compagnia che sventolano il fazzoletto bianco davanti al popolo grillino. «Arrendetevi», grida Grillo. E lo urlava anche ieri sera, dalla piazza di Rieti, la penultima tappa prima della marcia su Roma, il luogo fisico e simbolico del potere contro cui il Movimento Cinque stelle si batte: «Lo Stato non c’è più in questo paese. Hanno trasformato la democrazia in burocrazia». Urla Beppe in montgomery blu. «Andranno a casa, andranno a casa....», dice ai suoi. Giovani, anziani, uomini e donne delusi dalla politica, dai partiti. E lo ripeterà oggi il suo mantra - «andranno a casa» - a piazza San Giovanni, la storica piazza rossa che dopo il «meno male che Silvio c’è», nel 2006, è ormai temprata a tutto. Un milione in piazza, assicura Grillo. E anche se non sarà proprio così la città si prepara all’orda grillina. Ambulanze, presidi medici, forze dell’ordine, traffico deviato. Una città bloccata dal leader del Movimento cinque stelle che per evitare ulteriori disagi ha deciso di arrivare a Roma con il camper rinunciando al treno dei pendolari. «C’ero anch’io a San Giovanni, il giorno che cambiò l’Italia». Grillo invita 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA tutti a una data che assicura storica: «La storia è sempre passata da queste parti. E noi siamo ancora qui, ancora a Roma, per ricominciare ancora una volta. Per fare come ha detto Dario Fo un ribaltone, quello che non sono riusciti a fare i nostri padre nel 1945». Suggestioni che portano lontano che raccontano della presa del potere fascista ma anche della liberazione partigiana e della ricostruzione del paese. Ed ecco a voi lo «tsunami tour». In ogni piazza si scandiscono le regole della nuova Italia: «Un tetto di quattro milioni alle pensioni per aumentare quelle minime». Ma anche il ritorno dei 60 anni come limite per andare in pensione. Incentivi contributivi a chi assume giovani. E ancora: semplificazione degli adempimenti fiscali delle imprese, chiusura di Equitalia («i suoi compiti devono tornare ai Comuni»). Parla dell’Aquila «che sta ancora ad aspettare». Dei poliziotti che devono scortare a fare la spesa le mogli dei potenti. Dell’Imu sulla prima casa che è «incostituzionale» se non una tantum. Promette uno Stato «amico»: ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE «Gli italiani sono passati dalla disperazione alla paura. Ormai hanno timore a tornare a casa e aprire la cassetta delle lettere. Io voglio uno Stato che se sono in difficoltà mi aiuti, e non che mi butti in un angolo a farmi morire». Concetti che ripete anche ai giornalisti stranieri a cui concede interviste, anche la Cnn è qui. «Ci sono tutte le tv d’Europa perchè sanno che se le cose cambiano qui, cambieranno anche da loro».La piazza rossa delle folle comuniste, di Togliatti e Berlinguer, con la statua di San Francesco, cambia colore, diventa gialla come le stelle del Movimento. E chissà con quali sorprese Grillo consacrerà il taglio del traguardo nella capitale. Ci sarà Dario Fo. Ma Celentano? E se fosse l’occasione del ritorno di Mina? Le voci si rincorrono, tra i grillini che si sentono a un passo dalla meta l’ingresso in Parlamento di tanta gente comune: «Più della metà sono donne, e non quelle con i culi e le labbra di silicone, quelle vere che lavorano, hanno figli, si fanno un mazzo così....». Grillo , con il montgomery da salvatore della Patria:«Il rischio è il collasso greco. Siamo su quella china 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA li, ma abbiamo una cosa che loro non hanno, questo movimento, che non è violento. Riempiano un vuoto che in Grecia e in Francia riempiono i partiti di estrema destra, nazisti».«Faremo tornare di moda l’onestà», assicura. «Non siamo un partito, siamo un movimento di idee e le idee non sono né di sinistra né di destra». L’appello finale agli elettorali di Bersani e Berlusconi. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Boldrin: “Giannino è l’unico che paga per una bugia” PRIMO PIANO Il cofondatore: Zingales agì dopo l’inchiesta di un cronista TONIA MASTROBUONI ROMA Oscar Giannino Boldrin, lei insegna economia negli Usa ed è tra i fondatori di Fare. Dopo il caso Giannino che umore c’è nel vostro movimento? «Ho incontrato molti sostenitori a Milano e Pavia, sono rimasto molto impressionato dal loro umore. Sono avviliti, ma camminano a testa alta. Sono tristi perché Oscar ha dovuto lasciare, ma fieri della trasparenza e motivati dal fatto che il movimento va avanti. Anzi, speriamo tutti che riesca nei prossimi mesi a trasformarsi finalmente in un partito». Qualcuno dice che le dimissioni sono una farsa perché resta candidato premier. «Non c’è nessuna farsa, mi risulta che abbia rimesso il suo mandato parlamentare. Ed è il Porcellum che ci costringe a mantenere in piedi la candidatura: se la cancellassimo decadrebbero anche le liste. Se vincessimo le elezioni, gli chiederemmo di fare un passo indietro, ovviamente. Comunque, a me dispiace che la stampa si in- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA teressi di noi solo per queste questioni» E’ vero, come La Stampa ha scritto ieri, che la storia delle lauree finte stava per uscire su un giornale e Zingales ha agito di testa sua? «Non so se stesse uscendo sui giornali. Tra giovedi e venerdi han cominciato a girare voci su un giornalista italiano che indagava sul master di Giannino. Ne abbiamo parlato tra di noi e abbiamo subito chiesto a Giannino chiarimenti. Ma io ho anche espresso la mia personalissima opinione, tra venerdì e sabato : bisognava dare a Oscar il tempo adeguato per una riflessione e per eventuali chiarimenti pubblici. Sono convinto che la questione andasse chiarita, discussa e risolta al nostro interno prima di essere resa pubblica. Questa discussione l’abbiamo iniziata tra sabato e domenica; Luigi ha deciso di fare il suo post subito, lunedì. Qualche giorno per capire come stiano le cose mi sembrava fisiologico anche in un movimento così trasparente come il nostro». ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Perché non avete chiesto prima a Giannino delle strane storie che circolavano sul suo conto dal 2011, stando a Wikipedia? «Non siamo ridicoli! Non chiedo a nessuno il curriculum se non devo assumerlo... In ogni caso dal momento della decisione di Zingales alle dimissioni di Giannino sono passati due giorni. Du-e g-i-o-r-n-i! Un fatto mai accaduto nella storia! Ha sentito Giannino? È arrabbiato con lui? «Non l’ho sentito ma no, non sono arrabbiato, solo dispiaciuto sia per lui che per noi tutti. Comunque sta pagando un prezzo altissimo, in termini umani, anche eccessivo. Anzi, diciamo che è l’unico politico italiano che abbia mai pagato per una bugia» E Zingales, l’ha sentito? Approva il suo gesto? «Le azioni vanno discusse e condivise quando si è parte di un movimento ed esistono procedure che vanno seguite; la giustizia è fatta anche di procedure e garantismo. Ogni “accusato” deve aver tempo adeguato per dare la propria versione, sempre. Comunque, 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA non l’ho sentito. Francamente, ora do priorità alla campagna elettorale». In Lombardia ci ancora sono margini per dare fastidio a Berlusconi? «Io spero in un numero vicino al 10 per cento». ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT “Dimettermi? Non ci penso Anche i magistrati hanno diritto a tornare al loro vecchio lavoro” LOCALE PRIMO PIANO Il pm: “Il leader di 5Stelle? Un’idrovora risucchia tutto” GUIDO RUOTOLO ROMA Rivoluzione civile Il magistrato in aspettativa rivendica la scelta di tornare in magistratura quando finirà l’esperienza politica Grillo? «E’ una idrovora, risucchia tutto. Per la verità noi di meno. Ma Lega e Berlusconi si stanno prosciugando. Stringe le mani a Casapound, strizza gli occhi agli evasori, sbotta contro i magistrati». Campagna elettorale agli sgoccioli. Mancano poche ore alla chiusura e Antonio Ingroia, il candidato premier di «Rivoluzione Civile», nel suo quartier generale di via dei Gracchi si prepara alle ultime 24 ore di comizi, manifestazioni e interviste. Dottor Ingroia , in ogni caso per lei è finita l’esperienza di magistrato? «Non mi sono dimesso né credo che mi debba dimettere.dalla magistratura Come un avvocato, un medico, un giornalista che dopo l’esperienza parlamentare tornano a fare il loro mestiere, così un magistrato deve poter rientrare in servizio, ma non nella Procura dove ha svolto indagini delicate. Teorizzo che occorrono professionisti prestati alla politica e oggi è ipocrita negare che ognuno abbia delle proprie idee. Il punto è che svolga il proprio mestiere senza essere fazioso, senza avere pregiudizi. O peggio». Torniamo all’idrovora Grillo. All’inizio della campagna eletto- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA rale sembrava che la sua “Rivoluzione civile” stesse intercettando la base elettorale di Sel. Poi, è entrato in campo Beppe Grillo e oggi tutti temono il suo exploit... «È un fenomeno interessante, il Ms5 intercetta la stanchezza verso la politica. E per farlo usa l’arma della politica spettacolo. La platea degli elettori sono spettatori che non pagano il biglietto e che votano un uomo di spettacolo che, unico tra i suoi, non metterà piede in Parlamento. Il successo di Grillo rappresenta il fallimento della democrazia. Più che un programma recita un copione. La sua è una operazione di marketing fra mondo dello spettacolo e politica». Da magistrato che mastica la sua materia ha avuto difficoltà a confrontarsi con i temi del governo di un Paese? «Mi sono dovuto concedere una full immersion iniziale con i nostri esperti. Me la cavo nello studio, apprendo velocemente e oggi conosco la materia: dalla vivisezione ai pensionati, ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE dall’agricoltura al lavoro, dai temi economici a quelli della fiscalità....». Dall’inizio, si è presentato rivendicando la sua solitudine, attaccando tutti e tutto. Il tema dell’alleanza se lo pone? «Intanto le cose sono andate diversamente. Mi hanno sbattuto le porte in faccia. Ho scritto una lettera a Bersani e Grillo che non ha avuto risposte. Non hanno pensato al Paese ma solo al loro orticello». Ha sbagliato qualcosa in questa campagna elettorale? «Non credo. L’unica recriminazione che posso fare è che è stata troppo breve, che abbiamo avuto poco tempo». Rivoluzione civile è tutto e il contrario di tutto. Comunisti, giustizialisti, garantisti, ambientalisti.... «La nostra è una scommessa, aggiungo riuscita. Non credo alla politica tradizionale ma neanche alla “purezza apolitica” della società civile. Non voglio rappresentare l’antipolitica ma una politica nuova e la buona politica. E’ vero, all’interno di Rivoluzione civi- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA le sono presenti anime diverse ma tutte sono vincolate dal programma». ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT A CHI VANNO I VOTI DI OSCAR? LOCALE PRIMO PIANO NICOLA PIEPOLI Le dimissioni da «Fare» del suo coordinatore/ fondatore Oscar Giannino hanno colpito l’opinione pubblica. Ho conosciuto Giannino come «mente suggeritrice» di sistemi potenti come la Confindustria e ho notato come in determinati ambienti sapesse trovare con un colpo d’occhio il bandolo delle più aggrovigliate matasse. Avevo inoltre notato in Oscar Giannino una capacità di aggregare persone intorno ad una sua personale «via della gloria». Una tendenza in Giannino ad entrare in politica l’avevo notata più volte nell’autunno del 2012. Aveva cominciato con «Fermare il Declino» per passare poi ad un termine più vigoroso e pieno di aspettative «Fare». Intorno a «Fare» si sono radunati personaggi di tutto rilievo nel mondo della cultura, delle scienze, dell’economia e dell’imprenditorialità, una specie di società composta da persone che tendono ad autodefinirsi leader nel loro campo e talvolta in molti campi. Tutto questo fervore che si è materializzato in una raccolta di persone in genere valorose, sembra essersi sfracellato su un episodio di scarsa rilevanza: un titolo non conseguito da Oscar Giannino presso un’Università degli Stati Uniti. Immediatamente dopo l’episodio, infatti, il partito «Fare per Fermare il Declino» è come se avesse urtato uno scoglio: tenderebbe ad affondare. Così dicono le nostre mappe: il movimento sembrerebbe aver perso metà degli aderenti nel corso degli ultimi giorni. A questo punto potrebbero essere fatte due considerazioni: Giannino è in ogni caso un coraggioso che ha voluto muovere le acque stagnanti della politica, specie presso le classi alte della popolazione (uno che si batte con convinzione per delle idee di rinnovamento di solito è premiato, non punito); ammesso che alcuni frammenti di «Fare» stiano ricadendo sul mercato, è molto probabile che vengano catturati da partiti del rinnovamento che in un certo senso costituiscono lo stato nascente dell’attuale contingenza politica, alludo in particolare al mo- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA vimento di Grillo e al movimento di Ingroia. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Apertaun’inchiesta sullefirmediAlbertini LOCALE PRIMO PIANO Un’inchiesta che ipotizza il reato di falso in atto pubblico è stata aperta della Procura di Cremona in relazione a firme raccolte per le liste per le regionali dell’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini e per quelle per le politiche della lista Monti. Si tratterebbe di una trentina di firme «copiate» da una lista all’altra. - A quanto si è saputo, nell’ inchiesta condotta dal procuratore di Cremona, Roberto di Martino, vi sarebbe un solo indagato, il certificatore delle liste. In sostanza, persone che avevano apposto la propria firma alla Lista «Scelta civica» di Mario Monti se la sarebbero trovata senza saperlo anche su quella per il candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Gabriele Albertini. Gli agenti della Digos della Questura di Cremona hanno sequestrato le liste. È «sinceramente sbigottito», il candidato alla regione Lombardia, Gabriele Albertini, di fronte alle notizie dell’apertura di un’inchiesta sulla raccolta firme per le sue liste. Albertini afferma che «qualora dovessero ravvisarsi responsabilità di ogni tipo, saremo inflessibili con tutti coloro che dovessero essere coinvolti in questa vicenda». 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Crisi Lega in Veneto “Rischiamo la mazzata” SPORT LOCALE PRIMO PIANO Indigesta l’alleanza con Berlusconi, Grillo fa razzia di delusi GIOVANNI CERRUTIINVIATO A VERONA Il Carroccio preoccupato dei segnali dal Veneto, paura sul ritorno delle correnti Alle undici di sera, tra fan che vogliono la foto e tifoserie che affollano il buffet («È pronto il risotto!»), Flavio Tosi si ripara dietro una colonna del salone della Fiera. Ultime fatiche, ultimo ap- pello al voto e qui c’erano i 2 mila della sua lista, la «Lista Tosi». Che non è Lega, che forse non tutta voterà Lega. Se la domanda è cosa accadrà da lunedì, quando si capirà come sta davvero la Lega, quale sarà il futuro, ecco che il sindaco e segretario della Liga Veneta alza il braccio e indica la coda per il risotto: «Eccolo lì, il futuro. Una Lega libera dal populismo e dalla demagogia, con un progetto che dia fiducia e speranza. Come il «Modello Verona», che può allargarsi in tutta Italia...». A Tosi piace parlare al futuro, anche perché il presente non sembra carico di buone notizie. O buoni sondaggi. Nella Lega Nord, finora, la Liga si era conquistata il titolo di azionista di maggioranza, con percentuali da record in cassaforte, l’ultima il 35% delle regionali del 2010, quando Luca Zaia diventò governatore. Ora, lunedì pomeriggio, si potrebbe scoprire che la cassaforte è più vuota che piena, che il bottino se l’è preso Beppe Grillo, 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA che slogan come «Prima il Nord», la «Macroregione europea», «Il 75% delle tasse resti in Regione», da queste parti hanno poco appeal, poco successo. Flavio Tosi lo sa, eccome se lo sa. «Non arriveremo più a certe percentuali». Prepararsi alla sconfitta, insomma. Tra i leghisti veneti, adesso convertiti ad un preoccupato mutismo, c’è chi prevede «una débâcle», chi «una mazzata pronta ad arrivarci addosso», chi «un’imminente resa dei conti in casa nostra». Rivalità, vecchi rancori, magari conflitti tra trevigiani e veronesi e vicentini. Sa anche questo, il sindaco Tosi. «Roberto Maroni, che vinca o perda in Lombardia, deve rimanere segretario federale della Lega Nord - spiega Tosi - Gliel’ho detto: un nuovo congresso porterebbe a galla le tensioni, se resti garantisci continuità». Chissà se Maroni lo ascolta, questa volta. Perché l’ultima volta, sull’accordo con Berlusconi, non l’ha seguito. E proprio questo, a sentire Tosi e i leghisti veneti, sarà il primo colpevole della (assai temuta) disfatta. Tosi lo ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE anticipa: «Con quell’alleanza, lo capisco, Maroni e la sua credibilità possono vincere in Lombardia. Ma altrove, come qui in Veneto, la metà dei nostri elettori non l’hanno mandata giù, si fa fatica a farla passare». Avrebbe dovuto insistere, Maroni; andare da solo, spaccare il Pdl come avvenuto a Verona, creare la sua «Lista civica». Che a ben guardare in Lombardia ci sarebbe anche, peccato che se ne accorgano in pochi, «non ha avuto il tempo di crescere», di certo non riempirebbe l’Auditorium della Fiera di Verona. Affari loro, di Maroni e dei lombardi. «Ma per guardare agli affari nostri dice Massimo Bitonci, capolista al Senato, già sindaco di Cittadella, due volte deputato, rivale di Tosi nel congresso della Liga Veneta dove si è fermato al 43% - ora siamo qui a domandarci come si comporteranno gli elettori che avevano deciso di votare per la lista di Oscar Giannino, uno che sostiene parecchie cause giuste». Nella cassaforte dei voti leghisti temono non solo l’incursione di Grillo, pure quella di Giannino. «Lo davano tra il 3 e il 4%», racconta Bitonci. E Grillo di più, 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA molto di più, il doppio della Liga. Percentuali dal 20% in su. Tosi è segretario della Liga Veneta dall’estate scorsa, potrà sempre dire che non ha avuto tempo. Ma le liste elettorali le ha volute lui, la campagna elettorale l’ha diretta lui. Ed ecco che i leghisti mormorano, annotano, sussurrano. C’è chi racconta che nemmeno hanno attaccato i manifesti mandati da Milano. Chi prevede baruffa già lunedì, al momento dei risultati. I più cauti dicono da lunedì, ma cambia poco. Luca Zaia, il governatore, se ne sta in disparte e preferisce aspettare. Nella sua Treviso c’è chi rimanda a una sua unica dichiarazione, quando aveva conosciuto i nomi dei candidati dai giornali: «Ne riparliamo dopo il voto...». Tutti segnali di maltempo in arrivo, per la Liga Veneta, ben peggio delle tormente di neve di queste ore. «Chi aveva votato Lega - dice Tosi, tra una foto e il risotto della Fiera - o non la rivota o non va a votare. Più facilmente potrebbe votare Grillo, e se c’è Grillo è colpa di chi in politica ha sbagliato». Lega compresa, se ne deduce. E forse ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE è per questo che il sindaco di Verona (e segretario della Liga Veneta) sceglie di parlare al futuro. «Le vere elezioni non sono queste, saranno le prossime». Quando, almeno nelle intenzioni di Tosi, la Lega sarà come nella sua Verona. «Aperta alla società e al territorio, per vincere». Ma queste sono le intenzioni di Tosi, e non è detto siano le stesse della Liga. Dove fanno notare che proprio Verona dimostrerebbe quel che Tosi medita: «Qui ha vinto bene, ma ha vinto lui e non la Liga. Su 28 consiglieri di maggioranza ne abbiamo solo 3!». 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT “C’è più corruzione oggi che durante Tangentopoli” LOCALE PRIMO PIANO L’allarme della Corte dei Conti: “In Lombardia distorto l’intero sistema” PAOLO COLONNELLO MILANO 1,7 milioni di euro Il danno provocato dalla corruzione nel 2012 in Lombardia Peggio del Ghana, del Botswana, del Buthan e del Rwanda. Appena prima di Grecia e Bulgaria. Italia maglia nera della corruzione. Ma ciò che è peggio è che, nella civilissima e virtuosa Lombardia, ad un passo dalle elezioni, la «piaga della corruzione è ben più grave rispetto a 20 anni fa». Peggio insomma di quando c’era Tangentopoli. È un quadro disastroso quello che il procuratore regionale della Corte dei conti Antonio Caruso dipinge in apertura dell’anno giudiziario contabile, sottolineando l’esiguità delle sue forze: «Appena sei magistrati per una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti». Al punto che, nell’incontro con la stampa, si spinge ad auspicare l’uscita dei magistrati contabili dal palazzo «per parlare di etica pubblica nelle scuole». Un fenomeno culturale ancor prima che economico, la corruzione in Lombardia sembra aver ripreso forza, come se le inchieste degli ultimi due decenni fossero passate invano. «La corruzione si è ormai annidata nel profondo del tessuto sociale e costituisce un’intollerabile distorsione del sistema, contribuendo alla disaffezione del cittadino nei confronti delle istituzioni». Solo quest’anno, e solo per la regione più popolosa e ricca d’Italia, il costo accertato della corruzione ammonta a un milione e 700 mila euro. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA Cifra apparentemente modesta e che non tiene conto degli ultimi scandali, rimborsi elettorali e Fondazione Maugeri, su cui la Corte dei conti sta ancora indagando. Ma il problema, sottolinea il procuratore, è che si tratta di un fenomeno in espansione «che desta viva preoccupazione soprattutto per la sempre più marcata propensione alla mercificazione del bene pubblico, per l’arricchimento personale, attraverso l’uso disinvolto del denaro pubblico e per gli sprechi non più tollerabili nel sistema generale». Servono «nuovi modelli operativi e organizzativi interforze» e un incremento di modelli tecnologici di condivisione tra le varie procure. Singolare il commento del presidente uscente della Regione Roberto Formigoni, per altro indagato a sua volta per corruzione per aver ricevuto soldi e «utilità» pari a 8 milioni di euro dal sistema sanità: «C’è preoccupazione vivissima per la corruzione in Italia che attiene soprattutto le banche, come si è visto per Mps». Poi ha aggiunto: «Bisogna distinguere tra ipotesi e ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE certezze. Abbiamo visto molto spesso - ha precisato Formigoni - che indagini in corso approdano a sentenze assolutorie. Pensate a quanto è costata l’inchiesta che mi riguarda e che probabilmente finirà in nulla». Ecco dunque, a proposito di sprechi, quanto è costata l’idea del sindaco leghista del Comune di Adro di trasformare la scuola pubblica del paese in un avanposto del Carroccio: 26.136 euro, danno quantificato dalla procura a seguito della condanna in sede civile per comportamento discriminatorio della giunta leghista. Sotto la voce «enti locali, incarichi professionali e consulenze, opere pubbliche e debiti fuori bilancio» si trova un po’ di tutto. Dalla consulenza d’oro del professor Guido Rossi prestata al Comune di centro sinistra di Sesto San Giovanni a fronte di «nessun elaborato scritto ad avvalorare l’utilità del contributo consulenziale ed ancora di più la sua necessità»: danno calcolato in 180 mila euro. Mentre per aver sforato il patto di stabilità, con l’assunzione di 32 persone a tempo indeterminato, la giunta di centrodestra di Cremona si è vista 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA contestare un danno di 1 milione e 772 mila euro. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT La Procura replica a Maroni “Indagini a Novara indifferibili” LOCALE PRIMO PIANO MASSIMO MATHISNOVARA Il politico RobertoMaroni leaderdellaLega Nord,haminimizzato l’indagine di Novara: «Indagini risalenti al 2006, ma le perquisizioni le hanno fatte oggi» «I n relazione alle dichiarazioni e ricostruzioni - errate - di un autorevole esponente di rilievo nazionale del movimento politico Lega Nord, espresse nel corso di un’intervista alla trasmissione di Radio2, 28 minuti, condotta da Barbara Palombelli mercoledì, ritengo necessarie alcune precisazioni». Il tono è ministeriale ma suona secca come una smentita la nota diffusa ieri dal procuratore di Novara Francesco Saluzzo sull’inchiesta per corruzione, concussione e abuso d’ufficio nella quale è indagato, fra gli altri, l’assessore leghista della Regione Piemonte Massimo Giordano. Destinatario della bacchettata il segretario della Lega e candidato al Pirellone Roberto Maroni, che il giorno dopo le perquisizioni a casa del compagno di partito aveva sminuito la portata dell’inchiesta: «Riguarda fatti non relativi all’azione della Regione Piemonte (Giunta Cota, ndr), ma di quando 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA era sindaco e risalgono al 2006. Dopo sette anni di indagine fanno la perquisizione in casa e l’avviso di garanzia quattro giorni prima delle elezioni». Una ricostruzione confutata dalla Procura: «La vicenda che risale agli anni 2006-2009 e relativa al bar del teatro Coccia di Novara è da tempo istruita e, anzi, parte di quei fatti sono già oggetto di un giudizio dibattimentale in corso. Anche le indagini su quelle vicende sono iniziate nel 2010, con riferimento alla posizione di Giordano, cioè quando sono emersi gli elementi relativi al suo possibile coinvolgimento in condotte illecite e di reato. Dopo accurate indagini, sono emersi altri e svariati episodi, parte riferiti al periodo nel quale era sindaco di Novara e parte a quello successivo nel quale è stato assessore in Regione». È il motivo per cui martedì sono scattate le perquisizioni tra Novara, Torino, Orta e Buscate (Milano). La procura ipotizza una sorta di «sistema» con scambio di favori tra politica e imprenditoria. Sull’accelerata proprio alla vigilia del voto, il procuratore taglia corto: «Se avessimo potuto eseguire le perquisi- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE zioni in un altro momento lo avremo fatto. Le ho disposte quando si è valutato che non avrebbero potuto essere rinviate neppure di un giorno». Ma la Lega insiste. «Manca solo un sondaggio che dica che la Lega e al 2% poi hanno detto di tutto. Una volta la magistratura aveva una consuetudine di stile o se vogliamo di eleganza e certe cose in campagna elettorale non le faceva» ha replicato in serata il sindaco di Verona, Flavio Tosi, a Torino per un incontro con Cota. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE L’Italia di sempre il vero timore che agita la vigilia elettorale PRIMO PIANO MARCELLO SORGI La campagna elettorale che solo ufficialmente si chiude oggi, ma continuerà in pratica fino all’ultimo momento, ha determinato una speciale attenzione dei cosiddetti osservatori qualificati: ambasciatori, banchieri, gestori di fondi di investimento, corrispondenti dei maggiori giornali del mondo. Non è solo l’avanzata apparentemente implacabile di Grillo e del Movimento 5 Stelle a motivare e far salire la pressione sulla vigilia. Negli ultimi venti anni mai come adesso la curiosità di capire come potrebbe andare a finire, prima di conoscere i risultati, tradisce due timori e un desiderio inconfessabile, che si manifestano con varie sfumature ma con una inaspettabile condivisione. Il primo timore, inutile dirlo, è che vinca Berlusconi e l’Italia si ritrovi in una situazione di isolamento internazionale come quella che accompagnò nel 2011 gli ultimi mesi del suo governo. La battuta di Monti sulla Merkel, mercoledì, sarà stata pure infelice, ha anche provocato una reazione risentita dell’ambasciatore tedesco, ma conteneva un fondo di verità. Inoltre la vittoria del centrodestra è una prospettiva improbabile, checché ne dica il Cavaliere, ma non si può escludere del tutto. Il secondo timore, meno prevedibile, è che vinca Bersani. Vinca bene e da solo, s’intende, conquistando una piena maggioranza anche al Senato. È meno improbabile, e da quando s’è capito 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA che le cose, elettoralmente parlando, non vanno tanto bene per Monti, soprattutto negli ambienti finanziari viene messa in conto e se ne parla molto: l’incubo di un programma economico vincolato all’appoggio di Camusso e Cgil è più presente. Vendola che entrerebbe al governo con un ruolo di primo piano basta e avanza a procurare notti insonni. Per non dire dei segnali di fumo lanciati negli ultimi giorni da vari esponenti del Pd ai grillini che stanno per approdare in Parlamento. Quanto al desiderio inconfessabile, che ha preso corpo man mano grazie allo svolgimento nevrotico della campagna elettorale, è che l’Italia, per quanto possibile, resti com’è stata fino ad ora o addirittura torni ad essere più simile a com’era nel passato. La fine della rivoluzione. Un’Italia italiana, sempre in bilico, con i suoi governi che non governano, l’instabilità fisiologica legata al malfunzionamento del Parlamento, lo spread che magari scenda, ma non più di tanto, i titoli di Stato che mantengano interessi alti. Il che dà l’idea del livello di preoccupa- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE zione - e di confusione - che accompagna i nostri osservatori quando si accostano al pasticcio italiano. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Flop del detective, Pistorius spera SPORT LOCALE PRIMO PIANO Oggi il verdetto sulla scarcerazione, mentre si scopre che l’agente Botha è indagato per omicidio di 7 persone LORENZO SIMONCELLIPRETORIA Tensione Oggi Oscar Pistorius dovrebbe affrontare l’ultimo giorno del processo che stabilirà se potrà tornare in libertà o rimanere in carcere con accusa di omicidio Dopo tre giorni di rinvii oggi dovrebbe essere il giorno della verità per Oscar Pistorius. Il giudice Nair è chiamato a prendere una decisione se concedere o meno la libertà su cauzione all’atleta sudafricano accusato di omicidio premeditato della fidanzata Reeva Steenkamp. Dopo la tragicomica udienza di due giorni fa, in cui l’accusa ha chiamato a testimoniare in aula il detective Botha, responsabile delle indagini sul caso Pistorius, l’udienza di ieri si è chiusa con un sostanziale pareggio tra accusa e difesa. Al termine della seduta, infatti, sia il pm Gerie Nel, che il suo collega e rivale Barrie Roux, si sono detti «soddisfatti» di come siano andate le cose. In mattinata l’udienza si era aperta con un clamoroso colpo di scena, quando il giudice Nair aveva fatto richiamare in aula il detective Botha per una seconda testimonianza. Nella sua prima deposizione, infatti, la difesa, con un’incalzante arringa, era riuscita a smontare le testimonianze del detective, secondo cui Pistorius avrebbe ucciso volontariamente la fidanzata. L’assenza del terzo bossolo sul luogo del delitto, il non aver usato copriscarpe sulla scena del crimine e gli errori sull’esatta distanza della casa dei vicini, avevano fatto capitolare la cre- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA dibilità del poliziotto, tanto da accusarlo di aver inquinato le prove. Ma ad aggravare la situazione per l’accusa, nelle prime ore della mattina di ieri, è emerso che Botha risulta essere indagato per l’omicidio di sette persone nel 2011. Secondo una ricostruzione dei fatti, mentre stava cercando di fermare un sospetto sarebbe stato accostato da un minibus che avrebbe cercato di mandarlo fuori strada, per questa ragione Botha sparò uccidendo i passeggeri del mezzo. «Non lo sapevamo» ha detto il pm Nel. Troppo debole come giustificazione per un avvocato della sua esperienza, che con questo clamoroso autogol rischia seriamente di compromettere il successo finale. L’episodio, infatti, risale al 2011, era stato archiviato, ma poi la Procura nazionale aveva riaperto il caso e confermato l’accusa il 4 febbraio 2013, solo dieci giorni prima l’omicidio di Reeva. Entrato in aula, Botha è stato subissato dai flash dei fotografi togliendo quasi la scena a Pistorius. Incalzato dal giudice non ha potuto che confermare le testimonianze del giorno precedente, sostenendo ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE però di avere le prove sul fatto che Pistorius avesse sbattuto la porta in faccia alla sua ex-fidanzata Samantha Taylor, e che avrebbe esploso un colpo di pistola volontariamente in un noto ristorante di Johannesburg. Poi, un altro scivolone, se necessario, alla richiesta del giudice Nair di argomentare le registrazioni telefoniche effettuate sul cellulare della vittima, ha risposto: «Non ne sono in possesso», nello sconforto generale dell’accusa. Così, nel tardo pomeriggio, i vertici della polizia sudafricana hanno deciso di togliergli le indagini per affidarle al detective Moonoo , considerato uno dei migliori. Una svolta decisive nella vicenda Pistorius, anche perché il nuovo team di inquirenti, a udienza di convalida chiusa, dovrà iniziare nuovamente le indagini. Il resto dell’udienza è continuata con l’accusa che ha definito «improbabile» il fatto che, una volta svegliato dai presunti rumori, Pistorius non avrebbe avvisato la fidanzata e sarebbe andato direttamente in bagno. La difesa ha controbattuto dicendo che se l’avesse voluta uccidere lo poteva fa- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA re ovunque, perché proprio nel bagno? Ricordando ancora una volta come la loro «era una storia d’amore», dimostrata dall’estremo tentativo del campione di salvarla. Poi si è tornati sul pericolo di fuga, in particolare in Italia, dopo che il pm ha portato in aula un magazine femminile sudafricano, «Sarie», in cui Pistorius, in un’intervista del 2010, aveva detto di avere una casa a Gemona. Affermazione poi verificata e smentita. Manca ormai poco al verdetto finale di un’udienza che si è trasformata prima in processo e poi in commedia e che potrebbe essere risolta da un clamoroso autogol dell’accusa, che spalancherebbe le porte della libertà, almeno provvisoria, ad Oscar Pistorius. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Fuhrman, il poliziotto che inquinò le prove e salvò OJ Simpson PRIMO PIANO PAOLO MASTROLILLIINVIATO A NEW YORK L'ex campione di football OJ Simpson Se potessi tornare indietro, non prenderei più la chiamata per quell’omicidio. Vorrei che la mia eredità storica fosse il nulla, e il mio nome dimenticato». Questo è quanto rimane di Mark Fuhrman, quasi vent’anni dopo il caso Simpson. Così ha parlato l’ex poliziotto di Los Angels alla conduttrice televisiva Oprah Winfrey, immaginando il titolo che i giornali fa- ranno al suo necrologio: «Il detective caduto in disgrazia è morto». La «disgrazia» di Fuhrman è aver compromesso il «processo del secolo», mentendo e forse costruendo le prove. Pochi dubitano che a uccidere Nicole Brown e Ronald Goldman, il 12 giugno del 1994, fu l’ex campione di football, che in sede civile è stato condannato a pagare i danni. In sede penale, però, niente. Il nero O.J. venne assolto da una giuria a maggioranza nera, dopo che il suo avvocato nero Johnnie Cochran aveva accusato il detective bianco Fuhrman di aver imbrogliato l’inchiesta per odio razziale. Mark era un ex Marine, che dopo aver combattuto in Vietnam era entrato nel Dipartimento di Polizia di Los Angeles col grado di detective. Fuhrman era stato il primo ad andare a casa di Simpson la notte del delitto, per interrogarlo. Nessuno aveva risposto al citofono e quindi aveva scavalcato il cancello, trovando un guanto di pelle nera insanguinato, che conteneva il 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA dna delle due vittime e di O.J. Poteva essere la prova decisiva e quindi la difesa, il famoso «dream team» composto da Cochran, Shapiro, Dershowitz e Bailey, si era impegnata per distruggerla. La strategia adottata si basava sull’accusa che Fuhrman era un razzista, e quindi aveva manomesso le prove per far condannare il nero Simpson. La difesa gli chiese se aveva mai pronunciato la parola «negro» negli ultimi dieci anni, e il giudice Lance Ito non si oppose. Mark rispose di no, ma poco dopo gli avvocati di O.J. presentarono nastri registrati nel 1986, in cui parlando con la sceneggiatrice Laura McKinny che preparava un documentario sulle gang, Fuhrman usava quella parola 41 volte e descriveva violazioni commesse contro i neri sul lavoro: «Li pestavamo al punto che ci pregavano di smettere, e giuravano che avrebbero abbandonato la gang». La reputazione del detective era stata distrutta, e in più aveva commesso il reato di spergiuro. Quindi la difesa lo aveva attaccato sul piano legale, chiedendo se aveva manomesso ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE le prove. Mark aveva usato il Quinto emendamento della Costituzione, cioè il diritto di non auto-incriminarsi, per non rispondere. Quindi era stato formalmente accusato e aveva accettato il patteggiamento a tre anni di condizionale, diventando l’unica persona condannata nel caso Simpson. Ora sostiene che fu uno stupido a fare quelle dichiarazioni razziste, ma al processo accettò il patteggiamento solo perché non aveva i soldi per difendersi. Le prove secondo lui erano vere, e Simpson è l’assassino. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO PRIMO PIANO ESTERO CRONACA ECONOMIA «OscarnonhacaseaGemona Stavasemprenellostessohotel» PRIMO PIANO La casa di Oscar Pistorius a Gemona è l’Hotel Willy. Il vicesindaco del comune friulano è un amico di Pistorius, lo è diventato nelle estati di allenamento a Gemona, e non ha dubbi. «È assolutamente falso - dice Roberto Revelant – smentisco categoricamente, non ci sono fabbricati di sua proprietà. Alloggiava sempre all’Hotel Willy». Dove la titolare Luisella Goi ricorda che «Oscar era uno di famiglia, andava in cucina e si preparava da mangiare da solo, non era più solo un cliente». La piccola comunità gemonese è sorpresa, combattuta tra la voglia di difendere quella che a tutti era parsa «una grande persona» e quella di allontanare il nome della cittadina dall’accusato di omicidio. Un murales dedicato a Pistorius è stato imbrattato e il Comune ha sospeso il legame di sponsorizzazione con l’atleta. CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Dsk sedotto e svergognato La scrittrice: è un maiale ESTERO Un libro rilancia lo scandalo. Strauss-Kahn: violata la mia privacy ALBERTO MATTIOLICORRISPONDENTE DA PARIGI Scambio di accuse La giornalista argentina trapiantata in Francia, Marcela Iacub, 49 anni, è stata per sette mesi amante di Dominique Strauss-Kahn (a sinistra) e ha raccontato i piccanti dettagli nel suo ultimo libro Dsk è «mezzo uomo e mezzo maiale». E la parte migliore è la seconda: «In Dominique Strauss-Kahn ciò che c’è di creativo, di artistico e di bello appartiene al maiale, non all’uomo. L’uomo è schifoso, il maiale è meraviglioso anche se è un maiale, cioè un essere intrattabile. È un artista delle fogne, un poeta dell’abiezione e della sporcizia». Nella storia infinita della caduta di Dsk la realtà supera sempre la fantasia. E quest’ultimo capitolo lo conferma. Chi parla è Marcela Iacub, argentina trapiantata in Francia, 49 anni, giurista specializzata in filosofia del diritto, scrittrice e columnist a «Libération». E, per inciso, vegetariana da quando ha letto come vengono macellati i maiali: decisamente, un tema ricorrente. Iacub ha fatto arrabbiare le femministe francesi pubblicando nel gennaio dell’anno scorso un 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA saggio, «Una società di stupratori?», in cui criticava chi criticava Dsk dopo l’affaire del Sofitel. Poi per lui ha fatto di più: dal gennaio all’agosto scorso, è diventata la sua amante. E infine ha raccontato la relazione in un libro, «Belle et Bête», che uscirà il 27. Ma è già un caso perché le pagine più esplosive sono state anticipate dal «Nouvel Observateur» con il corredo di un’intervista non meno dirompente all’autrice. E da ieri mattina la Francia non spettegola d’altro. Naturalmente Iacub, da brava «intellos», non si limita a raccontare tutto come se fosse una fiction: ci ragiona anche sopra. Il risultato è sconcertante ma affascinante. Tutto comincia una domenica: i due hanno appuntamento alle 16 a casa di lei. Alle 11, lui le manda un sms: «Tu che ami scrivere, dimmi cosa vuoi che ti faccia». Ed è subito amore. L’uomo «che avrebbe trasformato l’Eliseo in una gigantesco locale per scambisti» vive nell’immediato. Non è cattivo, ma talmente murato nel suo egoismo da prendere stupidamente tutti per stupidi. E da restare quin- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE di fregato, com’è puntualmente successo. Iacub non crede nemmeno allo stupro nella famigerata suite: «Solo un maiale può trovare normale che una miserabile immigrata africana gli faccia un beeep! senza alcuna contropartita, solo per fargli piacere, solo per rendere un umile omaggio al suo potere. La poveretta è tornata nella stanza per vedere se tu gli avessi lasciato qualche mancia ma non c’era niente. Nemmeno una parola, nemmeno un fiore». Da qui la vendetta a mezzo scandalo. L’ipotesi, in effetti, è suggestiva. Iacub ha anche incontrato Anna Sinclair, all’epoca non ancora ex moglie di Dsk che, scrive l’autrice, era «il suo barboncino». E Sinclair le ha spiegato che «non c’è niente di male» nel favorire delle prestazioni della cameriera. Commento dell’autrice: «Per lei, il mondo è diviso fra padroni e servi. Lo trova normale. Come se vivessimo nell’Ancien régime». E così via per 122 pagine. Naturalmente Dsk e Sinclair non ci stanno. E, con la perfetta sincronia di quando erano ancora marito e moglie, 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA scrivono lettere e minacciano querele. Strauss-Kahn si dice «doppiamente disgustato». Prima per «il comportamento di una donna che seduce per scrivere un libro, valendosi dei sentimenti per sfruttarli finanziariamente», e poi perché «al di là del carattere inesatto del racconto, è uno spregevole attentato alla mia vita privata e alla dignità umana» (come se avesse ancora una vita privata). Morale: «Un’operazione che dà la nausea». Sinclair denuncia «un resoconto ingannevole e astioso dell’intervista» e «un’interpretazione diffamatoria e delirante del suo pensiero. Come, per ragioni mercantili, il Nouvel Observateur ha potuto scendere così in basso?». Insomma, finirà tutto in tribunale. Peccato: a giudicare da questa croccante anteprima, madame Iacub avrà pure una passione per i maiali, ma scrive benissimo. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Mosca sfida Kerry sugli orfani russi “uccisi” negli Usa ESTERO Il ministro Lavrov: ci vedremo e chiederemo chiarezza MAURIZIO MOLINARICORRISPONDENTE DA NEW YORK A San Pietroburgo si sfila contro il divieto di adozione per gli americani Serghei Lavrov e John Kerry riescono finalmente a parlarsi dopo cinque giorni e concordano di vedersi martedì a Berlino ma l’amara sorpresa per il neosegretario di Stato è l’agenda dei colloqui: la priorità del Cremlino non è la guerra civile in Siria o il programma nucleare iraniano, bensì la morte di Maxim Kuzmin. Maxim è un bambino russo di 3 anni, adottato dai texani Alan e Laura Shatto, la cui morte è stata registrata lo scorso 21 gennaio dall’obitorio dell’Ector County. Pavel Astakhov, l’alto funzionario russo responsabile della difesa dei diritti dei bambini, afferma che «Maxim Kuzmin aveva molte ferite alla testa e alle gambe così come danni agli organi interni e alle cavità addominali». Da qui la sua accusa ai genitori adottivi: «Il bambino, secondo gli investigatori, è stato picchiato dalla madre adottiva che in precedenza gli aveva fatto ingerire psicofarmaci per un lungo periodo, causando- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA gli malattie della psiche». La richiesta di Astakhov alle autorità americane è di «consultare tutto il materiale disponibile sul decesso e essere ammessi come parte civile nei confronti dei genitori adottivi» trasformando questo caso nella più recente conferma di quanto affermato dal presidente Vladimir Putin in dicembre sul fatto che «19 bambini russi adottati in America sono morti negli ultimi dieci anni», con la conseguente decisione di bloccare da subito nuove adozioni da parte di famiglie degli Stati Uniti. È in tale cornice che si spiega la decisione del ministro degli Esteri russo di chiedere a Kerry di discutere di Maxim. Ad anticipare le intenzioni di Mosca è Konstantin Dolgov, rappresentante del governo russo per i diritti umani: «Chiederemo la pena più severa per i genitori adottivi se sarà dimostrato che Maxim è morto a causa delle percosse che gli hanno inferto». Non si tratta di un caso isolato ma dell’inizio di un’offensiva diplomatica tesa a mettere sulla difensiva gli Stati Uniti su un tema come i diritti dei bambini, nell’evidente inten- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE to del Cremlino di bilanciare le accuse di Washington sulla violazione dei diritti umani e la carenza di libertà di opposizione, rilanciate dalla decisione del Congresso Usa di varare sanzioni contro i responsabili della morte dell’avvocato Serghei Magnitsky, deceduto in carcere. Alexander Bastrykin, capo della commissione di indagini sulla morte dei piccoli adottati in America, dice di «voler portare di fronte alla legge tutti i genitori statunitensi che hanno commesso reati contro i nostri piccoli, cittadini russi». Sono già 11 le indagini criminali formalmente aperte dalle autorità russe e la magistratura di Mosca ha chiesto a quella americana di «perseguire i delitti commessi contro i nostri connazionali». Lo scorso 8 febbraio il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha dato «piena disponibilità» a cooperare per «appurare quanto avvenuto» ma tali assicurazioni sono state considerate non sufficienti dal Parlamento russo che il 22 febbraio ha iniziato a redigere un «appello al Congresso di Washington» al fine di varare «leggi immediate per preveni- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA re violazioni dei diritti» delle migliaia di bambini russi adottati negli Stati Uniti dall’indomani della dissoluzione dell’Urss. L’accusa della commissione del Parlamento russo sulla Famiglia e l’infanzia è rivolta al Dipartimento di Stato che negli ultimi anni avrebbe più volte «mancato nella necessaria collaborazione». «Per verificare la salute dei bambini adottati ci siamo rivolti ai Paesi dove si registrano i numeri alti ha detto Astakhov - ma mentre Italia, Francia e Spagna hanno risposto alle richieste, gli Stati Uniti sono da sempre quelli che esitano maggiormente». ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT La gaffe del principe Filippo “I filippini? Tutti infermieri” LOCALE ESTERO A 91 anni il consorte della regina continua a scandalizzare CLAUDIO GALLOCORRISPONDENTE DA LONDRA Il principe Filippo d’Edimburgo ha 91 anni Novantun anni, ancora diritto come un palo nonostante il recente bypass, il principe Filippo, consorte della regi- na Elisabetta II da 65 anni, continua a dispensare le sue perle ad ogni pubblica occasione. L’ultima gaffe è dell’altro giorno, durante la visita all’ospedale di Luton and Dunstable per inaugurare il nuovo centro cardiologico d’avanguardia. A un’infermiera filippina ha sibilato: «Il suo Paese dev’essere mezzo vuoto: siete tutte qui a lavorare per il servizio sanitario». Il duca di Edimburgo non delude mai i suoi fan, è una girandola di battute surreali, politicamente scorrette, crudeli. La scorsa settimana deve aver sparato qualcosa di esilarante al poliziotto che ha incrociato sulla strada della chiesa, l’omone tutto impettito è scoppiato in una intrattenibile risata, subito digitalizzata da un fotografo. Filippo, alla prima uscita dopo la pausa natalizia, ha ammesso di essere allegro, «a tagliare i nastri sono diventato il più esperto al mondo». Poi ha chiesto ai dirigenti dell’ospedale 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA se metteranno una piattaforma per elicotteri per risparmiargli il viaggio in auto. Quando gli fu applicato lo stent nel 2011, fu trasportato in elicottero dalla tenuta di Sandringham all’ospedale di Papworth. Il personale gli ha donato uno stent d’oro. Lui lo ha preso dicendo: «Finalmente dei ricambi». L’incorreggibile gaffeur che incarna il più impietoso humor britannico, in realtà (come d’altra parte gli stessi Windsor) viene da un’antico casato dalle radici tedesche, e in seguito danesi e greche. L’aspetto meno elegante delle sue boutade è che sono rivolte sovente a persone umili che non hanno nessuna chance di replicare. Come l’infermiera filippina che ha sorriso alla battuta. Le sue freddure sono diventate antologie sui tabloid. Nel 1987 in Kenya una indigena gli regalò una figurina, lui la guardò e disse: «Lei è una donna, non è vero?». Nel 1997, incontrando il direttore dell’«Independent» Simon Kelner, noto repubblicano, gli disse: «Che ci fa lei qui?». «Sono stato in- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE vitato», rispose l’altro. «Bene, allora non doveva venire». Nel 1999 disse a Lord Taylor di Warwick, politico nero: «Da quale parte esotica del mondo spunta lei?». Nel 2000 a un gruppo di ragazzi sordi accanto a una band che suonava le percussioni metalliche dei Caraibi: «Se state lì capisco perché siete sordi». Lo stesso anno, visitando una fabbrica a Edimburgo, trovò una scatola di fusibili fuori posto. «Sembra che l’abbia messa in ordine un indiano», disse. Stavolta si scusò: «Volevo dire un cowboy». Parlando con il leader aborigeno William Brin, nel Queensland australiano, se ne uscì: «Ma voi vi tirate sempre le lance uno con l’altro?» Nel 2003, fissando il vestito tradizionale del presidente nigeriano Obasanjo, malignò: «Lei sembra vestito per andare a dormire». L’elenco è così lungo che lo scorso anno le sue frecciate sono state raccolte in un libro inglese: «Il principe Filippo, sagge parole e gaffe dorate». Meglio non sapere che cosa pensa lui dei suoi lettori. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Giochi di Rio Il Brasile si difenderà con armi russe LOCALE ESTERO PAOLO MANZOSAN PAOLO Dilma Rousseff Il Brasile ha scelto armi «made in Russia» per difendere da qualsiasi minaccia proveniente dall’alto la sua Rio de Janeiro, che ospiterà le Olimpiadi nel 2016. Dopo avere firmato un accordo col primo ministro russo Dmitry Medvedev, l’annuncio è stato dato dal capo di Stato Maggiore delle Forze Armate in persona, il generale José Carlos De Nardi. L’alto ufficiale di origini italiane si è detto entusiasta dell’intesa che, oltre all’acquisto di almeno 5 batterie antiaeree russe di ultima generazione, prevede il trasferimento della tecnologia antiaerea di Mosca nel Paese del samba. La clausola del trasferimento tecnologico, conditio sine qua non per la presidente Dilma Rousseff e per il ministro della Difesa Celso Amorim, è stata accettata da Medvedev, in visita ufficiale a Brasilia proprio per rafforzare la cooperazione, militare ma anche economica, tra due Paesi, a suo dire, «giganti e per molti aspetti complementari». Intervistato dalla tv Globo, il primo ministro russo ha anche chiarito che «è normale trasferire tecnologia in cambio di denaro», mentre i brasiliani hanno specificato che per ora l’acquisto si limiterà a tre Pantsir-S1 a medio raggio più due batterie di missili portatili Igla di ultima generazione. «L’Olimpiade è una sfida più complicata in termini di difesa rispetto al- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA la Coppa del Mondo di calcio perché si realizza in punti differenti e contemporanei nella stessa città», ha aggiunto il generale De Nardi, spiegando così perché il sistema antiaereo russo non sarà già disponibile il prossimo anno, quando il Brasile ospiterà il Mondiale Fifa. Inizialmente la produzione delle armi sarà fatta solo in Russia, mentre un gruppo di aziende coordinate dalla multinazionale verde-oro Odebrecht dovrebbe iniziare a breve la fabbricazione nel «gigante» sudamericano. Nessun commento da Washington, anche perché, caduto il muro di Berlino e finita la Guerra Fredda, è terminata la fase del Sudamerica «giardino di casa» degli Stati Uniti. Insomma, il Brasile si sta semplicemente attrezzando al meglio per il nuovo mondo multipolare di oggi. E allora ecco che se come consulente per la sicurezza delle Olimpiadi Rio ha scelto l’ex sindaco di New York, il repubblicano Rudolph Giuliani, per i sottomarini nucleari l’accordo – anch’esso con trasferimento tecnologico al 100% - è stato ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE siglato con i francesi. Adesso è semplicemente arrivato il turno dei russi. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA “Ho parlato in un Parlamento Che emozione!” SPORT LOCALE ESTERO La blogger cubana ospite a Brasilia Y OANI SÁNCHEZ Il Brasile è la prima tappa del viaggio che porterà la blogger cubana in 15 Paesi (tra cui l’Italia, in aprile) Sulla «Stampa» il suo diario di viaggio Ho parlato davanti alla Camera dei deputati. Che emozione! Il dibattito è stato interessante. Abbiamo visto alcune sequenze del film di Dado Galvao (Connexion Cuba - Honduras), ha parlato il Senatore Eduardo Suplicy, mi hanno regalato una pianta con dei fio- ri stupendi. Mi chiedo soltanto: come potrò portarla con me? I senatori mi hanno rivolto alcune domande che mi hanno permesso di rispondere a tante campagne di diffamazione nei miei riguardi. Quando sono uscita dalla riunione mi attendeva una buona notizia: Berta Soler, leader delle Damas de Blanco, è stata autorizzata ad andare in Spagna, il prossimo 11 marzo. È pronto anche il mio visto per l’Argentina, così potrò includere anche questo Paese nel mio tour. Che giorno interminabile! Quante cose sono accadute! Brasilia è una grande città, si nota ovunque il genio di Niemeyer. Grandi spazi, costruzioni monumentali e tanto dinamismo sono le cose che ho potuto percepire durante la mia breve permanenza. Mi sarebbe piaciuto trattenermi di più, ma mi attende San Paolo, dove presenterò il mio libro: «De Cuba con cariño». Con mia grande sorpresa ho visto titoli sulla stampa cubana dell’esilio dove scri- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA vono che avrei chiesto la liberazione delle 5 spie cubane recluse negli Usa. Evidentemente non si è percepita la grande dose di ironia contenuta nella mia frase. Meglio chiarire la mia posizione. Non credo che siano innocenti. Tutt’altro. Sono soltanto contraria al dispendio di risorse che lo Stato cubano impiega in una campagna propagandistica per la loro liberazione. Credo di aver fatto chiarezza. Adesso vado a dormire, perché è stata una giornata con troppi eventi e sento sul mio corpo gli effetti del cambio di orario. Domani sarà un altro giorno molto intenso. Ringrazio tutti i brasiliani che mi hanno mostrato il loro affetto per strada e negli aeroporti. Grazie anche a coloro che hanno cominciato a seguirmi su Twitter da quando sono in Brasile. Traduzione di Gordiano Lupi www.infol.it/ lupi ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE LapoliziafermaduesostenitricidellePussyRiot ESTERO Elena e Irina fermate dalla polizia Un anno fa, alla vigilia del voto presidenziale in Russia, alcune militanti del gruppo punk Pussy Riot si erano esibite nella cattedrale di Cristo Redentore di Mosca con una «preghiera punk» anti Putin. Un anno dopo, due delle tre ragazze incriminate e processate per «teppismo religioso» stanno scontando una condanna a due anni. Il gesto delle Pussy Riot è stato ricordato ieri da due attiviste dell’opposizione russa, Irina Karatsuba e Elena Volkova, docenti all’università di Mosca, che hanno indossato il passamontagna colorato diventato simbolo della band femminile e hanno cercato di deporre dei tulipani sull’iconostasi della cattedrale. Le due donne, che volevano commemorare l’anniversario di un «avvenimento che ha cambiato il nostro Paese», sono state fermate e portare in un commissariato di Polizia. Entrambe sono state rilasciate dopo un breve interrogatorio. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO Scivoloni celebri CRONACA ESTERO Il vostro Paese deve essere mezzo vuoto, siete tutti qui a lavorare per il servizio sanitario Il principe Filippo a un’infermiera filippina Ma come è vestito lei? Da quello che indossa sembra pronto per andare a dormire Il principe Filippo al presidente nigeriano Se state accanto a quella band di percussionisti dei Caraibi capisco perché siete sordi Il principe Filippo a un gruppo di non udenti Che ci fa lei qui, visto che è repubblicano? È stato invitato? Bene, non doveva venire Il principe Filippo all’editor di Independent ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA La posizione della Russia ESTERO Questo tema delle adozioni di orfani russi da parte di genitori americani e in primis la morte di Maxim Kuzmin sarà uno degli argomenti chiave durante i colloqui della settimana prossima con John Kerry Vogliamo portare di fronte alla legge tutti i genitori statunitensi che hanno commesso reati nei confronti dei nostri piccoli cittadini russi Ci costituiamo parte civile contro il padre e la madre di Maxim CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA Una scia di denunce e veleni ESTERO 3 MAGGIO 2012 LA RETE DI SQUILLO Indagato per un giro di prostitute a Lille CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Una notte a Wembley per dimenticare la crisi LOCALE ESTERO Fabbriche chiuse e conflitti sociali, a Bradford il miracolo arriva dal calcio CLAUDIO GALLOINVIATO A BRADFORD Domenica I «Bantams», in quarta serie, sfideranno per la Coppa di Lega lo Swansea che milita in Premier Oltre lo sport Nella storica partita molti vedono ormai l’unica occasione di riscatto della città dello Yorkshire Tradizione Bradford, nello Yorkshire, è una città di 300 mila abitanti Ha avuto un boom all'epoca della Rivoluzione industriale e ha toccato la prosperità massima a metà del 900 Poi con l’inizio della crisi dell’industria tessile il lento declino. Oggi molte fabbriche sono in disuso Il clamoroso 3-1 dell’andata gettato via. Poi il centravanti spilungone James Handon infila una cornata su calcio d’angolo: il passaporto per Wembley. Così la città, poco meno di 300 mila abitanti, vive estatica il suo sogno, convinta che Wembley per un club di «League Two» sia già un trionfo, mentre il favorito Swansea è costretto a vincere per non perdere la faccia. Rispetto alla nostra, la geografia inglese è rovesciata, il Sud più ricco, il Nord più povero: questa parte dello Yorkshire non fa eccezione. Partita in quarta all’epoca della rivoluzione industriale, Bradford è arrivata sull’onda della prosperità fino alla metà del secolo scorso. Nella Terra Desolata T.S.Eliot, che qui dev’essere poco amato, fa del «milionario di Bra- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA dford» il simbolo del parvenu. Le filande attirarono fiumane di immigrati dall’India, molti dei quali dopo la Partizione del 1947 diventarono pachistani. Poi ci fu l’ondata dei polacchi, la seconda lingua cittadina è ancora la loro. Arrivando da Leeds, la prima cosa che spunta all’uscita della stazione ferroviaria è la grande moschea sufi di Westgate. Svetta sulla collina di fronte con i suoi esili minareti, tra file di casette inglesi di mattoni scuri. Due passi e c’è il centro, o perlomeno uno dei tanti. Bradford è cresciuta a cavallo della collina, mangiandosi diversi villaggi più piccoli e adesso ogni quartiere pretende di esserne l’ombelico. Sullo sfondo spunta desolato il grattacielo livido del centro commerciale Westfield, mai terminato per mancanza di soldi, monumento triste alla crisi nera. Poco oltre l’abitato, si aprono primordiali i paesaggi di arenaria scura delle Pennines, le colline dei romanzi delle sorelle Bronte. Salendo verso Manningham Lane, lo stradone che porta allo stadio di Valley Parade, i ragazzi avvolti nelle sciarpe giallorosse si diradano, altri suo- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE ni al posto dell’inglese: punjabi, urdu, polacco. Ecco barbe, zuccotti, pijamas, hijab, niqab con la fessura per gli occhi scuri. Accanto al market Polandia un Southern Chicken con lo stemma del Hmc, l’associazione che controlla il cibo islamico, subito dopo la vetrina di Potraviny Danko, alimentari Danko. Minestra d’ingredienti che non si combinano. Di fronte all’insegna verde del Job Center Plus, agenzia di collocamento, c’è una fila di persone senza speranza. «Le cose non vanno certo bene – dice la direttrice Saorsa-Amaltheia Tweedale, alta e dritta come un corazziere – vanno male ovunque d’altra parte». L’unica cosa buona in giro sembra proprio il miracolo che ha portato i Bantams sulla strada di Wembley. Lo dice anche il professor David Lewis, storico dell’Università di Bradford: «Abbiamo avuto anni difficili, così questa storia della Coppa ha portato un po’ di allegria. Eravamo un ricco centro di commercio tessile ma siamo diventati una tipica città post-industriale del Nord, destinata a un rapido declino dopo la chiusura dei ma- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA glifici. C’è lo stesso tragico tasso di disoccupazione di Leeds e la gente fa le valigie anche qui». Tirato a lucido, lo stadio si affaccia su una stretta vallata. Accanto all’ingresso c’è la lapide in memoria dei 56 tifosi morti nell’incendio del 1985. «Noi viviamo già in paradiso – dice Simon Parker, 44 anni, giornalista sportivo del Telegraph and Argus –. Mi chiamano dai giornali di mezzo mondo, tutti sanno del miracolo di Bradford. Una volta non sapevano nemmeno che esistessimo. Ci voleva per il morale della nostra comunità». Ian Ormondroid, 48 anni, dirigente del club, a Wembley con la maglia giallorossa c’è già stato, per la finale dei play off della seconda divisione della Football League, nel 1996. Allora batterono il Notts County 2-0 e passarono in prima divisione. «Stavolta – dice – è molto più importante anche se non mi faccio illusioni. Il nostro orgoglio è alle stelle, è tutto quel che conta». L’uomo dietro al miracolo si chiama Phil Parkinson, 45 anni, da due stagioni allenatore. Lui che guadagna mille sterline alla settimana ha straccia- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE to colleghi celebri e strapagati. Alla fine della stagione gli scade il contratto, stelle di prima lega si sarebbero già fatte avanti, ma il «Mail» dice che il Bradford ha rilanciato con un contratto a lungo termine. Sistemato in ogni caso. In campionato lo Swansea ha appena incassato cinque goal dal Liverpool ma lui che era ad Anfield a godersi lo spettacolo, non si monta la testa: «Non ci ho capito molto – dice – perché hanno fatto troppi cambi. Si sono presi una batosta, ma non credo che influirà sulla finale». I gioielli del City sono Nahki Wells, 22 anni, delle Bermuda, centrocampista e punta, piccolo e scattante, e James Hanson, 25 anni, ariete di Bradford. A impersonare più di tutti il sogno giallorosso è però Hanson. Bocciato dall’Haddersfield a 15 anni perché troppo patito – «non ero così smilzo», ha protestato con il «Mail» – è rimasto tra i dilettanti finché non è stato scoperto proprio dalla squadra della sua città. Il problema è che doveva scappare prima della fine degli allenamenti per andare a fare il commesso al supermercato «The Cooperative Food». Andrà a Wembley 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA «con papà, mamma e la mia compagna» senza spocchia, «anche se non si sa mai». Poi, vittoria o sconfitta, subito a casa perché la figlioletta di tre mesi aspetta nella culla con una maglietta dei Bantams col numero 9 del padre. Questo è ancora lo spirito immacolato del Bradford a cui si è affezionato anche il Dalai Lama quando venne alla Business Conference a Leeds. Ora ha mandato una lettera con la benedizione per la finale. Con l’aiuto dei Bodhisattva potrebbe essere un altro miracolo. SEGUE DALLA PRIMA PAGINA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Bombe nel cuore di Damasco: 53 morti LOCALE ESTERO Il regime accusa i “terroristi”, i ribelli sospettano i fedelissimi di Assad FRANCESCA PACIROMA La scena di una delle esplosioni avvenute ieri a Damasco Mentre il caos dilaga nel non più quieto centro di Damasco, squarciato ieri da almeno tre autobombe che mirando alla sede del partito di governo Baath e a un palazzo dell’intelligence hanno lasciato sul terreno almeno 53 morti (in gran parte civili) e oltre 300 feriti, si moltiplicano i fronti del conflitto a tutto campo in cui sta precipitando la Siria. La rivolta contro gli Assad, iniziata pacificamente due anni fa sull’onda dell’esperienza egiziana e tunisina, ha virato verso una guerra civile da 70 mila vittime e 800 mila profughi. Negli ultimi mesi però, lo scontro originario tra regime e opposizione si è riprodotto in un gioco di specchi (sciiti contro sunniti, qaedisti contro musulmani moderati, islamisti contro cristiani, alawiti contro tutti) che, nei peggiori incubi degli analisti, ridurrà il Paese una «no man’s land» in balia di bande criminali avversarie. Come consuetudine, la responsabilità degli attentati di ieri è rimbalzata tra Damasco, che accusa «i terroristi», e i ribelli (Coalizione delle forze di opposizione e Libero esercito siriano), che rifiutano l’omicidio di civili e puntano l’indice sul regime. Mentre Damasco dà fuoco alle polveri e i 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA suoi avversari riuniti al Cairo ribadiscono la disponibilità a negoziare ma senza Assad, la Siria – è la copertina dell’«Economist» – muore. Ignorando la volontà di Londra, l’Europa ha rinnovato di tre mesi l’embargo sulle munizioni, sollevando le proteste del Consiglio nazionale siriano (Cns) ma soprattutto rilanciando il dubbio amletico che attanaglia anche Washington: armare o no i ribelli? Sebbene in autunno più di 100 nazioni abbiano riconosciuto nella Coalizione Nazionale l’unica vera opposizione, prevale la prudenza, col risultato che tanto il delegittimato Assad quanto gli invisi Fratelli Musulmani e i temutissimi jihadisti sono tuttora i soli a poter sparare (il primo grazie ai rifornimenti iraniani e russi, gli altri via Qatar e Arabia Saudita). Si dice che Obama stia ripensando la sua posizione realista, ma per ora tutto tace. Almeno ufficialmente. In realtà in Siria le armi aumentano in proporzione ai combattenti. I tristemente noti qaedisti di al-Nusra ne hanno a volontà e controllano il NordEst, compresa la città petrolifera Ha- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE saka. Il regime sta dando fondo agli arsenali bombardando a raffica il Sud (da cui si approvvigionano i ribelli) e non risparmiando neppure più Damasco, dove una settimana fa ha ingaggiato un combattimento vicino alla città vecchia. Il Libero esercito siriano inizia a sfoggiare un equipaggiamento migliore, forse grazie al contributo discreto di chi vuole evitare che soccomba agli jihadisti. I cristiani fuggono verso l’Armenia, ma chi resta gira solo con la fondina (come gli alawiti). Infine c’è Hezbollah che con la scusa di proteggere i villaggi sciiti sul confine siro-libanese da aggressioni sunnite preme sempre più spesso il grilletto. L’annuncio che l’inviato di Onu e Lega Araba Brahimi prolungherà di sei mesi la missione rimbomba nel vuoto come l’Sos delle agenzie umanitarie per la sorte di 4 milioni di persone in stato di bisogno. A udirsi in Siria oggi sono solo le esplosioni. twitter @frapac71 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE “Nucleare, in Iran 180 nuove centrifughe” ESTERO [M.MO.] Tecnologia Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad durante una visita all’impianto per la produzione di uranio di Natanz DAL CORRISPONDENTE DA NEW YORK L’Iran ha installato nell’impianto atomico di Natanz 180 centrifughe di ultima generazione, accelerando l’arricchimento dell’uranio con un passo che accresce i timori di una svolta militare del programma. A svelare la mossa di Teheran è l’Agenzia atomica dell’Onu (Aiea) con un rapporto consegnato alle 35 nazioni del suo consiglio direttivo, redatto a conclu- sione della missione svolta dagli ispettori internazionali proprio a Natanz lo scorso 6 febbraio. Le centrifughe che gli ispettori hanno visto all’opera sono di tipo «IR 2m» e consentono di arricchire l’uranio ad una velocità superiore 3 o 5 volte a quella precedente. Sono tutte «installate o in via di installazione» e per le nazioni che temono la corsa dell’Iran all’atomica ciò significa che sarà più facile per Teheran ottenere il materiale necessario per confezionare il primo ordigno nucleare. Le autorità di Teheran ribattono affermando che il «nostro programma nucleare ha una natura pacifica» e «non abbiamo alcune intenzione di dotarci di un’arma atomica» ma il rapporto dell’Aiea appare destinato a complicare i colloqui multilaterali, la prossima settimana in Kazakhstan, dei rappresentanti di Usa, Russia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Cina con gli inviati iraniani. Se la comunità internazionale chiede a Teheran di bloccare l’arricchimento dell’uranio e liberarsi delle quantità già arricchite, l’Iran dimostra di voler andare nella direzione 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA opposta. Forse proprio tale accelerazione era stata il motivo dell’apertura dell’amministrazione Obama che, con il vicepresidente Joe Biden, aveva offerto da Monaco ad Alì Khamenei, Leader Supremo , un dialogo diretto che è stato però, una volta ancora, rifiutato. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Italiana violentata da duepoliziotti messicani SPORT LOCALE ESTERO [E. ST.] CITTÀ DEL MESSICO Una italiana residente nella località turistica messicana di Playa del Carmen, vicino a Cancun, è stata violentata da due poliziotti, che sono stati arrestati. Lo hanno riferito i media messicani. I fatti risalgono al 12 febbraio scorso. I due poliziotti intervennero alle 4 del mattino nei pressi della discoteca Cocomaya, dopo aver sorpreso il compagno della donna, anch’egli italiano, a urinare per strada e chiesero alla coppia 3 mila pesos (circa 178 euro) per lasciarli andare. Davanti al rifiuto della coppia di consegnare il denaro, i due poliziotti, Mardonio Guzman Gomez e José Manuel Henriquez Hernandez, abusarono dell’italiana dopo aver immobilizzato il suo compagno. I due agenti sono stati arrestati sabato. Secondo i media locali un comandante della polizia, Ramon Balainas Xicotencati, è coinvolto nella vicenda ed è attualmente ricercato. Anche il compa- gno della vittima è residente nella località caraibica. L’ambasciata italiana sta cercando di «avere più informazioni possibili su questa situazione» ed è in contatto sia con la Farnesina che con le autorità messicane. Inoltre, il console onorario italiano a Playa del Carmen è stato incaricato di seguire il caso e raccogliere tutte le informazioni possibili. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ESTERO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE BombaaHyderabad tornalapaurajihadista ESTERO bero indicare la pista dei gruppi jihadisti come Lashkar-e-Toiba (LeT) pachistano. Due settimane fa era scattata un’allerta dopo l’impiccagione, avvenuta in segreto alla porta della sua cella, del militante kashmiro Afzal Guru. Almeno 12 persone sono state uccise e circa 78 ferite in una duplice esplosione in un’affollata area commerciale di Hyderabad. L’attacco è avvenuto intorno alle 19, un’ora di massimo affollamento nei pressi di due cinema e di una fermata dell’autobus a Dilsukh Nagar, dove sorgono i principali mercati e luoghi di divertimento cittadini. Nessuno ha per il momento rivendicato le azioni, ma la dinamica e la scelta del luogo sembrereb- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Il Papa pronto a togliere il segreto sul caso Vatileaks CRONACA I documenti potrebbero aiutare il conclave a scegliere il successore di Benedetto XVI GIACOMO GALEAZZICITTÀ DEL VATICANO Data incerta Ancora non è deciso quando potrà iniziare il Conclave Con ogni probabilità sarà prima della metà di marzo Sul conclave incombe come una mannaia l’incognita della relazione cardinalizia sugli scandali sessuali e finanziari in Curia. Prima di lasciare il Vaticano, Benedetto XVI potrebbe togliere il segreto pontificio alla relazione dei tre saggi sul «Caso Vatileaks» in modo che i cardinali elettori ne prendano visione alle Congregazioni Generali che inizieranno il 1° marzo, con la Sede Vacante. I tre «commissari» (cioè i porporati ultraottantenni Julian Herranz, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi) saranno ricevuti dal Papa prima di giovedì 28, come ha lasciato intendere ieri mattina il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. La loro relazione certifica quella «sporcizia» che Joseph Ratzinger aveva denunciato nella famosa meditazione del Venerdì Santo del 2005, che non è riuscito a rimuovere del tutto e che si annida anche nella Curia Romana, come dimostra il furto delle carte 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA private nell’appartamento papale. «È una questione di cui abbiamo riferito al Papa esclusivamente», ha assicurato il cardinale Herranz a Radio 24 soffermandosi sull’ipotesi che proprio la relazione dei saggi abbia innescato nel Pontefice la volontà di dimettersi. «Certo - ha ammesso il cardinale - si è parlato anche di questa ipotesi dietro alle dimissioni del Papa, ma io credo che occorra rispettare la coscienza delle persone. La coscienza delle persone è il posto sacro di ogni uomo, sono decisioni che si prendono nel profondo della coscienza». È all’inizio della prossima settimana che Benedetto XVI potrebbe incontrare i tre cardinali. Il Papa li ringrazierà del lavoro svolto per il bene della Chiesa e intende togliere il segreto pontificio alla loro relazione in modo che i conclavisti ne prendano visione. Nonostante i sospetti, la Santa Sede per ora nega che ci sia Vatileaks all’origine della rinuncia papale. «La determinazione del Pontefice non è stata in alcun modo influenzata dalla vicenda Vatileaks - chiarisce l’Osservatore Romano - L’episodio in- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE fatti non ha sconvolto il Papa né gli ha fatto sentire il carico del suo ministero, anche se per Benedetto XVI si tratta di un atto incomprensibile. Nella risoluzione del caso per il Pontefice è comunque importante che in Vaticano vi sia stata l’indipendenza della giustizia e che non si sia verificato l’intervento di un monarca». Ieri Padre Lombardi ha evidenziato che la commissione cardinalizia su Vatileaks «ha fatto il suo lavoro, ha fatto il suo rapporto, lo ha consegnato nelle mani del Santo Padre». E ha aggiunto: «Non stiamo a correre dietro a tutte le illazioni, fantasie, opinioni che vengono espresse su questo, non aspettatevi commenti, conferme, smentite su punti particolari». Nel frattempo fervono i preparativi per il conclave e si cominciano a delineare le alleanze tra i cardinali chiamati all’elezione del successore di Benedetto XVI. «La data di inizio del conclave la stabiliranno i cardinali riuniti in congregazione generale - chiarisce il portavoce vaticano padre Federico Lombardi -. Fino al 1° marzo è impossibile indicare la data. Un even- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA tuale “Motu Proprio” toccherebbe solo punti di precisazione, non sostanziali». Di certezze ce ne sono poche. Forse solo una: che non esiste, al contrario di quanto accadde nel 2005, un candidato che spicca. Non c’è, insomma, un Ratzinger. Candidature solide si stanno delineando. La situazione inedita creata dal Papa con l’annunciochoc della rinuncia al Soglio petrino rende friabile ogni prospettiva e non esclude sorprese, colpi di scena, alleanze impreviste. Un ruolo centrale verrà svolto dagli statunitensi. Sono tra i primi ad aver affrontato lo scandalo della pedofilia, sono all’avanguardia in questionichiave della Chiesa cattolica nella società secolarizzata, e, più prosaicamente, rappresentano il maggior contributore delle casse della Santa Sede. Difficile che la Chiesa sia pronta per un Pontefice africano o asiatico, continenti numericamente esigui in conclave. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT I vescovi tedeschi aprono alla pillola del giorno dopo LOCALE CRONACA Può essere utilizzata nei casi di stupro, a patto che non abbia effetto meramente abortivo [AN. TOR.] La decisione dei vescovi del clero dopo un caso di obiezione ICITTÀ DEL VATICANO vescovi tedeschi aprono alla pillola del giorno dopo nel caso di donne vittime di stupro, a patto che il farmaco impedisca la fecondazione e non abbia effetti abortivi. È quanto ha comunicato la Conferenza episcopale tedesca riunita a Trier. Le pazienti che hanno subito violenze sessuali riceveranno negli ospedali cattolici della Germania «cure umane, mediche, psicologiche e pastorali». «La somministrazione della pillola del giorno dopo - si legge nella nota dei vescovi - rientra in questi compiti, fintantoché la cura abbia effetti preventivi e non meramente abortivi». Viene inoltre specificato che «i metodi farmaceutici e medici che causano la morte dell’embrione non dovrebbero comunque essere adottati». Su questo tema, tre settimane fa era intervenuto il cardinale di Colonia Joachim Meisner, il porporato tedesco più vicino a Benedetto XVI. Dopo le polemiche suscitate dal caso di una ragazza vittima stupro alla quale due ospedali cattolici di Colonia si erano rifiutati di somministrare la pillola del giorno dopo, Meisner aveva aperto alla possibilità di fornirla. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA Il cardinale aveva spiegato: «Se dopo uno stupro viene impiegato un preparato, il cui principio attivo è l’impedimento di un concepimento, con l’intenzione di impedire la fecondazione, si tratta a mio avviso di un atto giustificabile». Ma se invece un farmaco «il cui principio attivo è l’impedimento dell’annidamento, viene usato con l’intenzione di impedire l’annidamento dell’ovulo già fecondato, questo continua a non essere giustificabile, perché in tal modo all’ovulo fecondato, cui spetta la protezione dovuta alla dignità di essere umano, viene attivamente tolto il fondamento vitale». Meisner aveva citato nuove evidenze medico-scientifiche sulla possibilità di scindere i due effetti - antifecondativo e antiannidatorio - che solitamente si trovano uniti nello stesso preparato. Negli anni passati più di un documento prodotto dagli uffici della Santa Sede aveva considerato illecita la pillola del giorno dopo, proprio per questo suo secondo effetto che impedisce l’annidamento. Va ricordato che nel 1961 l’apertura di un dibattito interno alla Chiesa catto- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE lica sull’uso della pillola anticoncezionale avvenne proprio in relazione ad alcuni casi di stupro che vedeva come vittime delle suore. Venne presa in considerazione la possibilità di somministrarla preventivamente alle religiose in Congo, per prevenire gli effetti delle violenze alle quali venivano sottoposte. Si parlò allora di «pillola congolese». Negli anni successivi, il teologo Pietro Palazzini, poi cardinale, diede un parere favorevole all’uso del contraccettivo per quella circostanza specifica. Nel 1996 era stato il teologo spagnolo Gonzalo Miranda (oggi decano della facoltà di bioetica del Pontificio ateneo Regina Apostolorum) a proporre la pillola per le donne affette da gravi handicap mentali: era fresco di cronaca il caso della donna americana in coma irreversibile che aveva partorito un figlio dopo la violenza subita da un infermiere. Padre Miranda, riferendosi anche alle suore che avevano subito violenza in Bosnia, osservava: «Qualora vi sia un rischio grave e imminente di violenza è lecito somministrare la pillola alle donne con handicap mentali, così 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA come è lecito che la prendano le suore che si trovano in zone a rischio». In tutti questi casi, però, si trattava della pillola contraccettiva, da usare come prevenzione per donne che rischiavano di essere stuprate e non dopo che la violenza era avvenuta. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE I cardinali non hanno fretta: “Più tempo per capire la crisi” CRONACA Chi arriva dall’estero vuole informarsi sugli scandali ANDREA TORNIELLICITTÀ DEL VATICANO L’influente cardinal Sodano ancora in grado di orientare il voto La data d’inizio del conclave potrebbe essere anticipata dai cardinali, anche grazie all’annunciato motu proprio di Benedetto XVI, ma diversi dei porporati in arrivo a Roma per il saluto al Papa che abbandona il pontificato non sembrano avere alcuna fretta. Vogliono prendersi il tempo necessario per discutere approfonditamente sulle principali necessità della Chiesa, vagliare le varie opzioni. Vogliono soprattutto conoscersi e conoscere me- glio la reale situazione in cui versa la Curia romana. Nessuno al momento ipotizza una replica dell’elezione-lampo di otto anni fa, conclusasi con l’ascesa al Soglio di Joseph Ratzinger dopo sole quattro votazioni e meno di un giorno di conclave. Non c’è il candidato forte con un’autorità universalmente riconosciuta come allora. Molti dei «grandi elettori» del 2005, che pure cercheranno di influenzare il voto con la loro esperienza saranno esclusi dalla Sistina per motivi d’età. Quando vennero a Roma per il concistoro del febbraio 2012, con la bufera dei vatileaks appena iniziata, alcuni autorevoli cardinali stranieri si erano interrogati sullo stato della Curia romana e sull’immagine che emergeva dalle carte riservate che l’aiutante di camera di Papa Ratzinger aveva fatto filtrare. L’idea che si erano fatti, negli scambi di opinione e negli incontri all’ombra del Cupolone, era che Vati- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA leaks fosse una vicenda molto italiana oltre che molto curiale. Nonostante il borsino sui «papabili» contenga sempre i nomi di diversi porporati del Bel Paese, in questo momento le candidature italiane non appaiono così forti e sicure. Gli incidenti che hanno caratterizzato il pontificato di Benedetto non sono certo tutti imputabili agli attacchi dai «nemici esterni della Chiesa», come amano invece s o t t o l i n e a r e quei collaboratori del Papa sempre propensi ad attribuire le responsabilità ai media o alle lobby anticattoliche e mai ai loro errori. C’è un malessere evidente e diffuso Oltretevere, c’è mancanza di coordinamento, e più volte il Papa si è trovato esposto e solo in prima linea. Certo, la realtà Curia romana non corrisponde all’immagine che la rappresenta come dilaniata dalle lotte di potere. Ma appare altrettanto risibile anche la «leggenda rosa» che molti in Vaticano vorrebbero accreditare sui media. I cardinali vogliono avere il tempo di discutere quanto è accaduto negli ul- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE timi anni. Non sarà facile far loro accettare scorciatoie, candidature precostituite, «ticket» con l’abbinata Papa e Segretario di Stato studiati da chi spera nel perpetuare il proprio potere e la propria influenza. Una riforma della Curia, progetto che molti si attendevano da Benedetto XVI, è considerata non più procrastinabile. Non è un caso che in queste ore «grandi elettori» come l’ex Segretario di StatoAngelo Sodano o l’ex presidente della CEI Camillo Ruini - entrambi esclusi dal conclave ma ancora in grado di orientare dei voti - stiano riconsiderando le ipotesi italiana e guardino con maggiore attenzione a candidature straniere come in Brasile o negli Stati Uniti. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Abusi a Milwakee Interrogato Dolan LOCALE CRONACA PAOLO MASTROLILLIINVIATO A NEW YORK A pochi giorni dal Conclave uno dei suoi protagonisti, il cardinale di New York Timothy Dolan, è stato interrogato mercoledì scorso per tre ore in relazione agli abusi sessuali commessi dai sacerdoti di Milwaukee, la diocesi dove era stato arcivescovo prima di trasferirsi a Manhattan. Il suo portavoce, Joseph Zwilling, ha detto che Dolan «ha avuto l’occasione attesa da tempo per spiegare la decisione presa nove anni fa di pubblicizzare i nomi dei preti coinvolti, e come aveva risposto alla tragedia degli abusi sessuali contro i minori commessi dal clero». A Milwaukee sono 575 le vittime che hanno fatto causa. Il successore di Dolan, Jerome Listecki, aveva dichiarato bancarotta per trovare un accordo con le vittime e compensarle. Il negoziato però è fallito, quando i difensori di Listecki hanno sostenuto che in molti casi i termini erano scaduti, parecchi querelanti avevano già ricevuto soldi, e diversi responsabili non lavoravano per la Chiesa. Jeff Anderson, uno degli avvocati delle vittime che ha interro- gato il cardinale di New York, ha accusato l’arcidiocesi di Milwaukee di aver nascosto i casi nel tempo, proprio per fare in modo che scadessero i termini legali entro cui i colpevoli potevano essere processati. Quindi sta raccogliendo le deposizioni per dimostrare che c’era un piano di lungo termine per la segretezza. Dolan ha risposto di aver fatto tutto il possibile per fermare gli abusi e denunciare i responsabili. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Lesuoreviolentate durantelaguerrainBosnia CRONACA Nel 1993 suscitò orrore e scalpore l’uso dello stupro come strumento di guerra in Bosnia. Tra le donne violentate anche un imprecisato numero di suore, abusate nei conventi della zona e sulla scena delle battaglie. Allora la posizione del Vaticano fu intransigente. Alcune di esse rimasero incinte dei loro stupratori e Papa Giovanni Paolo II rivolse loro (e a tutte le donne stuprate durante la guerra) l’invito a non abortire. Migliaia di donne furono violentate in quello che venne definito vittime uno stupro programmato per far «pulizia etnica». In alcuni casi anche precedenti al 1993, era stata comunque fornita la pillola anticoncezionale alle suore che si recavano in zone di guerra visto l’alto rischio di violenze sessuali, come avvenuto in molti casi testimoniati in Africa. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA Le parole di padre Lombardi CRONACA Non esiste una possibilità di dire in anticipo la data del Conclave prima della decisione della Congregazione generale dei cardinali Oggi nessuno può dire quando inizierà Non è da aspettare in questi giorni una definizione dei rapporti con i Lefebvriani Le decisioni saranno affidate dal Santo Padre al prossimo Papa CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA La nota dei vescovi CRONACA La pillola del giorno dopo è lecita finché la cura abbia effetti preventivi e non meramente abortivi I metodi farmaceutici che causano la morte del feto non andrebbero comunque utilizzati ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Nubifragio su Catania In un’ora città allagata LOCALE CRONACA Strade trasformate in torrenti, falso allarme per un disperso FABIO ALBANESECATANIAM Molta paura nel centro della città completamente allagato Un’ora di pioggia e grandine è bastata ieri pomeriggio per mettere in ginocchio Catania: la via Etnea, il salotto buono della città, si è trasformato in un enorme torrente in piena con l’acqua che ha travolto auto, moto, tavoli e sedie degli eleganti bar del centro storico, accatastando tutto ai piedi della cattedrale, in piazza Duomo, allagata fino a sera, così come il piano terra di palazzo degli Elefanti, il mu- nicipio e, dal lato opposto, palazzo dei Chierici. Un falso allarme ha costretto fino a sera i vigili del fuoco a cercare un possibile disperso nella zona di villa Pacini, un piccolo parco pubblico tra piazza Duomo e le banchine del porto, mentre alla zona industriale, parte sud della città, un operaio è caduto da un’altezza di otto metri ed è ora ricoverato in ospedale con numerose fratture. Centinaia le chiamate a 113 e 115 con richieste di soccorso e gente che, nella parte nord ovest della città, è salita ai piani alti delle case. È stato un drammatico pomeriggio e le scene raccontate da chi si trovava in centro tra le 16,15 e le 17,30 di ieri sono davvero spaventose: «Ero in moto, il cielo si è oscurato, d’un tratto è arrivata l’acqua e non ho fatto nemmeno in tempo a ripararmi, la moto l’ho recuperata duecento metri più avanti, mezza distrutta», ha raccontato un giovane ancora scosso. I camerieri dei bar vicini piazza Università dicono di 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA aver visto arrivare dalla parte alta di via Etnea auto senza controllo, trascinate dall’acqua, che hanno travolto i tavoli dei dehors e arrestando la loro corsa tra la cattedrale e porta Uzeda, mentre l’acqua, cento millimetri ne è caduta in un’ora, allagava completamente proprio la villetta Pacini dove, peraltro, si trova uno dei pochi punti nei quali scorre all’aperto il misterioso fiume Amenano che attraversa nel sottosuolo il centro di Catania. Proprio per questo, e per il ritrovamento di uno stivale e di una borsa con dentro un tesserino di codice fiscale all’ingresso del parco, sono subito scattate le ricerche per un possibile disperso. I sommozzatori dei vigili del fuoco fino a sera hanno controllato l’alveo dell’Amenano, anche nella parte che, in piazza Duomo, alimenta l’omonima fontana. Poi i carabinieri hanno scoperto che il tesserino appartiene a un pastore della provincia che lo aveva smarrito mesi fa; l’uomo è stato rintracciato, non era nemmeno a Catania. Allagamenti e disagi anche alla Plaja e nel villaggio Santa Maria Goretti, nei ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE pressi dell’aeroporto. Lo scalo è stato chiuso per un’ora ma quattro voli, due da Roma e altrettamti da Linate, inizialmente dirottati a Palermo, sono poi riusciti ad atterrare. Automobilisti intrappolati nelle auto, soprattutto sulla tangenziale. Oggi le scuole resteranno chiuse; il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, che ha firmato l’ordinanza, attraverso l’ufficio stampa fa sapere che alla Protezione civile comunale non era giunto alcun allerta meteo che facesse pensare ad una situazione di pericolo. Il problema è che la parte alta della città non è ancora protetta da una cintura di canali di scolo, in costruzione da decenni, e strade come via Etnea, che tagliano la città dalla montagna al mare, raccolgono come un enorme fiume le acque piovane che arrivano dai paesi dell’hinterland dove la cementificazione, a partire dagli anni ’60, è cresciuta senza sosta. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Habtamu, verso il suicidio a piedi nudi: “Come Bikila” LOCALE CRONACA MARCO NEIROTTIPADERNO DUGNANO (MI) L’impegno Habtamu Scacchi frequentava gli Scout ed era appassionato di atletica, che praticava con ottimi risultati In un cantuccio dell’aereo che nel 2009 dall’Etiopia lo portava in Italia forse viaggiava silenziosa con lui anche la tragedia del suo Paese. Habtamu, adottato con il fratellino Asmé, ha scelto e incontrato la morte a 14 anni fra i tronchi di un boschetto. Aveva patito la nostalgia per le origini, sentito la lacerazione tra il presente e il prima, un terzo della sua vita, vissuto al ritmo della fame, dell’abbandono, dell’ orfanotrofio. Aveva cercato di ricomporre lo strappo nel gennaio 2012, con una fuga verso l’Africa, interrotta a Napoli. Tornato a casa commosso, con l’amore e il sostegno dei genitori, Marco e Giulia Scacchi, aveva intrapreso un altro cammino, quello psicologico, per rinforzare il ponte tra passato e futuro. Introverso ma sorridente, non scontava l’apatia del rimpianto, anzi si radicava nella realtà del suo oggi con lo studio, lo sport, l’attività di scout. Sapeva, per promessa di padre e madre, che presto sarebbero andati insieme in Etiopia, a incontrare e assorbire i ricordi : «Due fratelli più grandi portarono me e Asné all’istituto, eravamo orfani e loro non riuscivano a badare a noi». Marco e Giulia Scacchi erano una delle tante coppie con la pratica d’adozione firmata dal Tribunale per i Minorenni, una delle tante coppie (348 nel 2009) che avevano scelto l’Etiopia per ave- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA re e dare famiglia. Tornarono con i due piccoli, che qui si scoprì essere più grandicelli - avevano 10 e 8 anni - di quanto era stato detto là. Quella differenza non fu un problema, tanto che, grazie all’ impegno nel far suo l’italiano, Habtamu passò subito dalle elementari alla scuola media. Adesso, con lo stessa semplicità con cui ne parlarono un anno fa, in occasione della breve fuga, alla Scuola Media di Paderno ripetono: «Attento, voglioso d’imparare, tenace». Così all’oratorio, dove serietà e impegno sportivi già ne facevano un sorridente campioncino dell’atletica: «Piccole gare che affrontava con serietà quasi adulta». Ora i genitori chiedono di non essere strattonati nel dolore. Giovanni Giuranna, amico di famiglia che si attivò nei giorni della scomparsa dalla casa dei nonni a Pettenasco, sul lago d’Orta, esprime lo stupore nella sofferenza: «Nessun cenno d’inquietudine, una consapevolezza acquisita di passato e futuro, un rapporto armonioso in casa». E in casa è rimasto un foglio, scritto quando non si sa, pensieri esi- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE stenziali di un adolescente. Non si parla di morte, non di Africa. È stato un sabato normale il 16 febbraio. Ma nella notte Habtamu è uscito. Da Paderno Dugnano ha camminato scalzo («come Abebe Bikila», diceva) per una dozzina di chilometri fino al bosco fuori Biassono. Domenica mattina un ciclista ha notato il corpo. Lunedì il quotidiano «Il Cittadino» scriveva: «Un uomo, forse un clandestino, senza alcun documento d’identità, di pelle scura, capelli crespi corti, alto circa 1 metro e 70, di corporatura esile, un paio di occhiali da vista, felpa nera, pantalone della tuta blu. Impossibile risalire all’identità». Mercoledì l’«uomo» ha riavuto la sua identità di ragazzo, un ragazzo con dedizione accompagnato sulla strada accidentata del riscatto dall’invisibile, misterioso bagaglio che l’aveva seguito in aereo. IN ULTIMA Domande & risposte 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Playstation 4 tra novità e misteri SPORT LOCALE CRONACA La console sempre più “social” sfida la crisi: prezzo e design ancora ignoti ALESSANDRA CONTIN NEW YORK Andrew House, presidente e Ceo di Sony, sul palco della presentazione di New York Era nell’aria come la primavera. Le voci si sono moltiplicate, fino a ieri. Fino al Playstation Meeting di New York, dove, in una sala da ballo, la Hammerstein Ballroom, un entusiasta Andrew House, Presidente e Ceo di Sony Computer Entertainment, ha presentato la PlayStation 4. PlayStation 4 debutterà sul mercato nella stagione natalizia del 2013: si presenta come un sistema di gioco e intrattenimento di nuova generazione integrato e personalizzabile. Partendo dal controller DualShock, che ora ha linee più tonde ed ergonomiche, si arriva a un touchpad centrale che darà la possibilità di avere controlli tattili e a una «lightbar» che si collega al sistema di telecamere della console. La novità più interessate del nuovo controller è il tasto «Share», che permette ai giocatori di condividere non solo brevi filmati di gameplay, ma foto e video con i propri amici sui principali social network, compreso Facebook. Condivisione e integrazione riguardano anche smartphone e tablet: grazie all’applicazione «PlayStation App», si trasformeranno in schermi complementari per PlayStation 4, consentendo di continuare le partite iniziate su console anche da lontano. Si temevano problemi di compatibilità con il catalogo giochi di 3 mila titoli usciti per PlayStation 3, ma l’acquisizione da parte di Sony della Gaikai, costata al colosso nipponi- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA co 380 milioni, ha dato il primo frutto. Grazie all’interazione tra PlayStation Network e la tecnologia «cloud» di Gaikai la libreria di giochi di PS3 sarà disponibile anche su PlayStation 4. PlayStation 4 si rivela dunque come una macchina potente che guarda al futuro, ma con un design che per ora resta un mistero. Non un’immagine dell’intera console è stata mostrata all’Hammerstein Ballroom, così come segreto rimane il suo prezzo. Meno misteriosa è la squadra di sviluppatori che ne ha subito il fascino e che sta lavorando sui videogiochi. Per avere, al lancio, una serie di nuovi prodotti accattivante e di alto livello, la Sony si è affidata ai talentuosi Guerrilla Studios, che hanno presentato lo spettacolare «Killzone Shadowfall», nuovo capitolo dello sparatutto chiamato «Killzone». I ragazzi di Evolution Studios, già responsabili di «Motorstorm», puntano sul simulatore di guida «Drive Club». Tra i titoli più attesi, puntualmente annunciato, non poteva mancare un classico: un nuovo capitolo della saga «Final Fantasy». ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Ma gli applausi sono stati tutti per lui, per Yves Guillemot, capo di Ubisoft, che ha dichiarato che il particolarissimo «Watch Dogs», videogioco d’azione-avventura, arriverà su PlayStation 4, facendo così salire la febbre dell’attesa. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA Lafugadalcarcereèdafilm CULTURA SPORT LOCALE CRONACA In tre segano le sbarre e si calano con le lenzuola Ma uno è ripreso FABIO POLETTIMILANO Il carcere di Varese Se ne sono andati nella notte dal carcere di Varese, segando le sbarre e calandosi con le lenzuola. Uno dei tre romeni lo hanno preso vicino alla frontiera con la Svizzera. Ma la cosa incredibile è che uno dei tre, Mikea Victor Sorin, 30 anni, a giugno avrebbe finito di scontare una condanna a due anni di carcere per sfruttamento della prostituzione. Gli altri due evasi sono invece ancora in attesa di giudizio per reati lievissimi, uno per furto l’altro per tentato furto. Il 2 febbraio dal carcere di Parma erano evasi due detenuti albanesi finiti chissà dove. Nel carcere emiliano ieri era in visita il ministro della Giustizia Paola Severino: «Il problema è sempre quello, quanto più c’è sovraffollamento tanto meno c’è sicurezza». Che le carceri scoppino non è nemmeno più una notizia. I detenuti sono oltre 66 mila, 21 mila in più della capienza prevista. Due settimane fa l’allarme del presidente Giorgio Napolitano. Ie- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ri quello del commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa Nils Mulznieks: «La soluzione non sono altre carceri. Si devono sviluppare misure alternative». Anche il dibattito su questo tema non è nuovo. Va avanti da vent’anni tra tentativi di apertura e immotivati allarmismi sociali. Le evasioni sono infinitesimali: nel 2011 sono state 14, nel 2012 poco di più 22, quest’anno sono state 7. Altri numeri dal pianeta carcere dovrebbero destare allarme. Nel 2012 ci sono stati 64 suicidi, 1137 tentativi di suicidio, 5703 atti di autolesionismo e 6626 scioperi della fame. Se i detenuti stanno male, gli agenti di polizia penitenziaria non stanno meglio. Eugenio Sarno, segretario della Uilpa Penitenziari ripete le cose di sempre: «Queste evasioni sono il frutto della politica dei tagli sulla sicurezza. Bisogna deflazionare il sovrappopolamento carcerario». Il carcere di Varese è aperto dal 1886. Potrebbe ospitare 53 detenuti ma nelle celle ci sono 126 persone. Come se non bastasse dal 2001 il ministero lo ha definito «strutturalmente non idoneo alla funzione». A Varese è volato Luigi ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Pagano il vicecapo del Dap, il Dipartimento amministrazione penitenziaria del ministero: «Le evasioni rispetto al numero dei detenuti sono rarissime. Undicimila di loro devono scontare meno di un anno di carcere. Davvero non ci sono alternative? Decongestionare le carceri garantirebbe più sicurezza ma anche miglior condizioni per i detenuti». Una preoccupazione condivisa da Franco Corleone, coordinatore nazionale dei Garanti dei detenuti che lancia pure una provocazione: «Se il Presidente Napolitano dice che il carcere viola la Costituzione, i detenuti avrebbero pure il diritto di non voler partecipare a quel reato». 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE “Voci di Roma”, il nuovo sito che racconta la capitale CRONACA FRANCESCA SFORZA I ragazzi della scuola di giornalismo della Luiss che lavorano al sito Nei giorni in cui Roma è diventata il luogo simbolo delle grandi partite del Paese, dall’elezione di un nuovo governo fino a quella del nuovo Papa, «La Stampa» lancia un progetto per ampliare ancora di più la gamma dei luoghi e delle storie da raccontare. Con «Voci di Roma», realizzato con la Scuola di Giornalismo «Massimo Baldini» della Luiss, parte oggi un sito interamente costruito da giovani giornalisti, che all’indirizzo www.vocidiroma.it presenteranno il loro modo di guardare alle vicende della capitale. Tendenze, impressioni, angoli poco esplorati saranno messi a fuoco con gli strumenti dell’era digitale, non solo per raccontare aspetti inediti della città, ma anche per mostrare come i video, gli audio, l’infografica e l’intreccio con i social network siano diventati la nuova dimensione dell’impugnare penna e taccuino. «Credo molto alle scuole di giornalismo – dice a questo proposito il direttore della scuola di giornalismo della Luiss Roberto Cotroneo -. I ragazzi delle scuole di giornalismo si confrontano con la modernità e con il futuro di un mestiere che in 10 anni è cambiato in un modo radicale. C’è ancora molta strada da fare – continua Cotroneo - e l’informazione ha davanti a sé dei nodi da risolvere, ma questi ragazzi interpretano il lavoro in modo serio, moderno, competente e soprattutto duttile. Saranno una risorsa per i giornali del futuro e per i lettori futuri. Che sia- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA no lettori cartacei o lettori di web poco importa». L’idea della Stampa.it di intercettare energie nuove per la comunicazione del futuro, già sperimentata con successo in Voci di Milano (www.vocidimilano.it), nasce dalla voglia di diventare sempre di più una piattaforma aperta, capace di far convergere realtà locali nel melting pot della comunicazione digitale. I dati sembrano confermare la correttezza della strada intrapresa: nel solo mese di febbraio è stata superata la quota di 11 milioni di visitatori. «Per i ragazzi della scuola di giornalismo l’opportunità di affacciare le loro proposte su LaStampa.it rappresenta un’occasione straordinaria – dice Emiliano Condò, coordinatore di Reporter Nuovo, la pubblicazione curata dai 30 ragazzi della scuola di giornalismo romana –. In questi giorni di preparazione del lancio il problema semmai è stato contenere il loro entusiasmo e vagliare cumuli di proposte». Oltre a dare visibilità al lavoro della redazione della scuola, «La Stampa» metterà a disposizione borse di studio ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE per contribuire alla formazione delle nuove generazioni di giornalisti. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA TUTTI SEMPRE DENTRO UN VIDEOGAME SPORT LOCALE CRONACA GIANLUCA NICOLETTI È chiaro che l’avvento della Ps4 non susciti in tutti fremiti di mistica attesa. Potrebbe essere anche un passo avanti verso la distruzione del fantastico tradizionalmente immaginato, ma solo per chi ancora pensa che i videogame siano ordigni detestabili che allontanano i ragazzi dalle buone letture e dallo studio solerte. Sarà accentuata la possibilità di sentirsi «ovunque» mentre ci si immerge nell’avventura video; la cultura digitale passerà così attraverso strumenti pensati per far tracimare il tempo epico nel tempo quotidiano. I giocatori si sentiranno sempre più una comunità allargata a chiunque abbia una protesi per entrare in Rete, tutto sarà giocabile da tutti se collegati a una nuvola, una specie di limbo fatato dove galleggerà un perenne scenario di mondi irreali, o al contrario, iperrealistiche possibilità di transitare in riproduzioni di luoghi conosciuti. Non ci sono più limiti generazionali; almeno quattro decenni, con una moltitudine di oggetti carichi di nostalgia, ci separano dal ping pong che si giocava sulla tv dei primi Anni 70, al game centre che permetterà a ogni giocatore di condividere le proprie avventure. Il videogame non si spegnerà mai, avremo creato un universo con scenari aperti e riproducibili, in cui i nostri amici potranno continuare a giocare, persino nei rari momenti in cui a noi toccherà lavorare. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO L’allarme CRONACA ESTERO CRONACA CRONACA Violenti rovesci sul Sud In arrivo ulteriori forti piogge al Sud. Lo prevede la Protezione civile che ha diramato un allerta meteo. L’avviso prevede, dalle prime ore della giornata di oggi, precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale dapprima su Sardegna, in estensione a Lazio, Umbria, Campania, Basilicata e Calabria settentrionale. Ci potranno essere rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Nevicate sull’Umbria al di sopra dei 300-500 metri con apporti al suolo da deboli a localmente moderati. Al Nord per tutto il fine settimana sono previste condizioni instabili con precipitazioni nevose a bassa quota. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA Ansa,canalewebperlalegalità CRONACA «Più scuola meno mafia»: con questo slogan il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ha sintetizzato ieri le iniziative per favorire la diffusione della cultura della legalità tra gli studenti. Una riguarda il canale dell’Ansa «Legalità» (www.ansa.it/legalita). «Sarà una piattaforma ideale per la diffusione attraverso il web di tutti i progetti che il ministero porta avanti - ha spiegato Profumo -. Con strumenti come questo sarà possibile avviare un processo all’interno della scuola e tracciare un percorso di formazione “attraente” per i giovani». CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Il Lotto CRONACA CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Romantica e ruvida l’anima è doppia LOCALE CRONACA La donna di Prada mixa giorno e sera senza regole sposa tessuti ricamati e sportivi con tagli Anni 50 ANTONELLA AMAPANEMILANO Mandala Just Cavalli «riscrive» le stampe Mandala e sostituisce i simboli religiosi con i suoi motivi animalier Romantica e ruvida. Ricca e povera, associa i tessuti ricamati a quelli sportivi, mixa giorno e sera senza regole, con semplicità, quasi con rabbia. Mette i sandali oro con il carro armato, ma esce senza trucco, i capelli bagnati. Sceglie tailleur con gonne a ruota di sapore Anni Cinquanta, ma asimmetriche. Sfoggia corpetti con la scollatura allentata in modo scomposto, un po’ post agguato, da spy story hitchcockiana. Si concede coccodrillo e pelli preziose, però corrose, grattate. La donna di Prada ha due anime, gioca sui contrasti, nel guardaroba come nella vita. L’allestimento cinematografico riflette ombre femminili che si aggiustano i capelli con gesti sensuali, sullo sfondo una città, la sagoma di un gatto, costruzioni industriali, a voler interrom- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA pere ogni sdolcinatura per riportarci alla realtà. Anche la pelliccia di zibellino, strepitosa, con grandi manicotti, frammento di un sogno che si è avverato, si scontra poi con capi che non hanno la compostezza leccata dell’eleganza classica. «Una moda umana, raw (cruda) che riflette quanto siamo bloccate nelle scelte. Non è più tempo di eccessi, il tutto romantico non esiste, la vita ormai è un insieme di mediazioni. Le stesse cose sono recepite in modo diverso a seconda delle etnie e delle religioni. Bisogna tenerne conto, per questo mi sono censurata assemblando cose dissonanti», spiega la stilista che traduce in pura moda privazioni e limiti. E perfino la durezza diventa un elemento di imprescindibile eleganza contemporanea. Mai più senza pelliccia. Da Fendi è un’overdose. Stravolta con metamorfosi e lavorazioni tecnologiche fusion. I visoni intarsiati hanno venature in tinte acide, danno vita a mutazioni genetiche. La pelle tagliuzzata a micro frange imita il piumaggio, si sposa al ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE tessuto, per creature post punk in bilico fra futuro e echi tribali con lunghe trecce e creste irochesi di volpi sfumate. Le nuove borse Selleria della maison portano i nomi femminili della famiglia Fendi. «La prima è un bauletto omaggio a nonna Adele con 1328 punti dati a mano, mentre l’impellicciato secchiello Anna è dedicato a mia madre. Ogni modello è corredato da pendagli giocattolo pelosi, come bamboline e civette», racconta Silvia Venturini Fendi che insieme con Karl Lagerfeld ha disegnato questa collezione ricca di effetti tridimensionali, trompe l’oeil e tagli geometrici. La moda sfugge l’omologazione ispirandosi sempre di più all’arte. Lo dimostra Max Mara nei suoi capi spalla costruiti con un’ottica modernista, molto Bauhaus. Tante le stratificazioni paltò- giacca- casacca, in tutte le sfumature del cammello e in super alpaca, esaltata da volumi over come quelli degli accappatoi. Le parole d’ordine sono scioltezza e funzionalità chic. Accentuate da sneakers che sbu- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA cano anche la sera sotto pigiami palazzo blu marine. I materiali rigidi escono di scena. Con la maglia tessuto trattata in maniera sartoriale Alessandro Dell’Acqua per Les Copains crea cappotti e giacconi che seguono i movimenti. Ma sono ispirati al glamour dell’inarrivabile Lee Radziwill, l’elegantissima sorella di Jackie. Maculati in lana mohair e lavorati a punto pelliccia. È bravo lo stilista napoletano a mescolare mondi diversi. La formula funziona anche nella sua linea N° 21, dove le camicie in tartan accostate a gonne incrostate di pietre diventano originali passepartout da sera. Mescolare con cultura è l’obiettivo di Marras, che spia il guardaroba del circolo di Bloomsbury, trasformando gli hobby delle intellettuali - come il restauro dei paraventi il recupero di vecchie coperte, - in dettagli ricercati. Ogni pezzo è diverso, racconta una storia. Ispirazione colta anche per Luisa Beccaria, che ha guardato alle donne dell’alta società Anni ’30-40 dipinte da Federico Beltrán Masses: cappotti e ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE abiti lunghi anche per il giorno, e per la sera un trionfo di bagliori d’oro e pizzi metallizzati che si stagliano sul blu. Pure il pianeta giovane si è stufato di guardare solo la strada. Gli spunti per i teen ager arrivano da lontano. Dsquared2 affonda a piene mani nell’età del jazz, nel maschile al femminile, dove tutto è dilatato, ironizzato, rielaborato. Dall’abito gessato al panciotto, dal papillon alla cravatta , fino ai gemelli macro. Mentre Roberto Cavalli per la Just fa un viaggio spirituale nel Bhutan - dove è stato ospite dei reali - e si è innamorato dei mandala. «Li ho stampati su tuniche e mini abiti, ma ho sostituito i simboli religiosi con quelli floreali del mio mondo». Fioccano gli applausi per la ventenne Georgia Jagger (identica a mammà Jerry Hall) arruolata per l’ultima uscita in rosso carminio. E pazienza se c’è un’incursione animalista in passerella (una delle poche, le pellicce quasi latitano) prontamente interrotta dal servizio d’ordine. Tartan e maculato è il connubio vincente di Blugirl, sedotta dallo charme british, fatto di indumenti college 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA che si fondono con guizzi irriverenti. Il tic di sfoggiare sottovesti Anni Venti bianche e oro sveltite da scarponcini massicci. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT I bozzetti futuristi e gli orli irregolari di Madame Vionnet LOCALE CRONACA Al Poldi Pezzoli i disegni d’artista per la famosa sarta del primo ’900 MARIA GIULIA MINETTIMILANO Firmato Thayaht Uno dei disegni in mostra Probabilmente Goga Ashkenazi, l’imprenditrice venuta dall’Est che ha deciso di rilanciare le fortune di Madeleine Vionnet - la sarta più celebre di Francia prima di Coco Chanel e come Coco nemica di busti, stecche e stringhe - non lo sa: ma la sua idea di esporre a Milano, al Museo Poldi Pezzoli (fino a lunedì prossimo) 61 «gouache» di Thayaht che illustrano altrettanti modelli della celebre sarta ha anche un sapore celebrativo locale. Proprio a Milano, infatti, nel 1975, la Galleria Daverio inaugurava la prima mostra postbellica dell’artista, morto nel 1959, preparando la strada a un rilancio culminato, nel 2005, con la rassegna «Thayaht futurista irregolare» al Mart di Rovereto. Futurista irregolarissimo, indisciplinato e girovago, come dimostrano questi disegni - esposti per la prima 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA volta - un po’ «à-la-Leon Bakst», abiti sontuosi pieni di nappe e nappine e tagli sbiechi fluidi (lo sbieco fu la conquista che Vionnet portò alla moda), orli irregolari, a volte più tendaggi che vestiti, coi colori degli smalti orientali, ornati anche di piumaggi, oltre a tessuti d’oro e un abito col corpetto dipinto come un paesaggio toscano (Thayat, pseudonimo di Ernesto Michahelles, era nato a Firenze nel 1893). Basta riflettere su questi abiti per capire come la collaborazione fra i due, l’artista del pennello e l’artista della forbice, fosse fatta di reciproci suggerimenti. Perché se è vero, come racconta la presentazione della mostra, che Thayaht per Madame Vionnet faceva solo l’illustratore - la signora non disegnava ma creava direttamente su manichini alti meno di un metro, miniaturizzati per ridurre fatica e spreco, come si usava d’altronde nel Settecento e pure in Cina, durante la Dinastia Tang - è altrettanto certo che avrà detto la sua e nel corso degli anni suggerì ornamenti, colori, stampe. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE D’altronde, a modo suo, Thayaht fa parte anche lui della storia della moda, essendo l’inventore della tuta. Vi chiederete se questi abiti siano poi diventati vestiti autentici, ma non è possibile rispondere. Non ci sono indicazioni. Alcuni - fanno sapere i nuovi interpreti del marchio - potrebbero essere prodotti ora, perché no? Ma bisognerà valutare quali. Vionnet era famosa per tagli tanto complicati che la maggior parte delle sarte rinunciava a riprodurli. Figuriamoci il prêt-à-porter. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Stile un po’ samurai sognando Borges LOCALE CRONACA EGLE SANTOLINIMILANO Mariuccia Mandelli alias Krizia non dà chiavi di lettura: «Basta che vi abban- doniate alle emozioni», dice dopo la sfilata. «Ci ho messo tutta la mia energia, e poi non è mai semplice riassumere la fatica di tanti mesi». Pare comunque che c’entrino Jorge Luis Borges e i beneamati (da Borges e da Krizia) animali fantastici: stavolta soprattutto le pantere, anche disegnate sull’outfit di uno dei due maschi che hanno sfilato a sorpresa con le ragazze. È una collezione dark e grintosa, per una donna combattiva e un po’ samurai che guarda al mondo senza paura. Jumpsuit, giacche tuxedo, pelle, armature alla Mazinga: un richiamo al mondo maschile, però con fragilità muliebri e voglia di sedurre, e la corazza diventa un bustino e il gessato si fa morbido come il mare. Grande enfasi sulle spalle, racchiuse in strutture a forma di pagoda. Per la sera abiti scenografici e plissettati, anche in arancione fluo e nel colore più visto finora a Milano, e cioè quel borgogna spento che tende un po’ al rosa ma mai allo zuccheroso; e poi il velluto dévoré, il goffrato, i toni cipriati. E molto platino. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Dalleformeatrapezioalrasostretch SPORT LOCALE CRONACA palette fatta di colori freddi, dal nero al grigio perla, al viola, con incursioni nel verde sottobosco e nell’arancio bruciato. E poi la grande sera, in capi sontuosi da red carpet realizzati in crêpe di seta e raso stretch, perché anche la ragazza più androgina e metropolitana vuole la favola. Penelope Tree, la modella con i grandi occhi tristi adorata da David Bailey e da Diana Vreeland, e le teddygirl ribelli: c’è voglia di Anni 60 nella prima collezione donna di Bianchetti, presentata dopo l’esordio nella moda maschile. Piacerebbero a Penelope certe stampe dai colori acidi, gli abiti corti a trapezio, neri e bianchi con qualche tocco di rosso, le minigonne audaci, una 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Apreilnuovoconceptstoreitaliano SPORT LOCALE CRONACA ve la storia si fonde con il design contemporaneo. L’occasione giusta per presentare anche la nuova it-bag Furla: una borsa da portare a mano e a tracolla, con sovrapposizioni di materiali con il pannello di morbida pelle, in colori accesi, cucita su cuoio spazzolato extra -black. Dopo le aperture di Hong Kong, Beijing, Mumbai, Dubai, Macao e Parigi, Furla lancia il suo nuovo concept store anche in Italia. Prima tappa, la boutique monomarca di Milano Duomo. Uno spazio firmato dallo studio Hmkm di Londra fra tradizione e innovazione. Fonte d’ispirazione, i dettagli architettonici della grande villa bolognese del XVIII secolo, quartier generale del brand, do- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO Fashion & Food CRONACA CRONACA La notizia ha serpeggiato per tutto il giorno a bordo passerella, ma il marchio Prada risponde con un laconico «no comment». Secondo le voci l’azienda sarebbe alle fasi finali per l’acquisizione dell’80% dello storico bar-pasticceria Cova di via Montenapoleone (angolo Sant’Andrea) proprio a fianco della boutique donna della griffe. Il restante 20% dovrebbe rimanere in mano a Paola Faccioli, figlia del fondatore Mario Faccioli. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Accessori CRONACA ESTERO CRONACA CRONACA In ufficio La décolleté di Santoni con tacco rimpicciolito in cavallino. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT È l’ora dei giacinti Così belli, così rari LOCALE CRONACA Fino a non molti anni fa erano onnipresenti Ma ora sono stati soppiantati dai bulbi «nordici» PAOLO PEJRONE Azzurri e profumati Protetti dalle loro foglie lasciate sul terreno, si esibiscono con l’orgoglio di raffinate selezioni I luoghi preferiti Rifiorivano puntuali tutti gli anni sui bordi delle stradine: la collina torinese era un habitat perfetto Complici alcuni giorni di sole, i giacinti stanno cominciando a spuntare fuori dal terreno: escono robusti e vigorosi dalle foglie appositamente lasciate sul terreno a proteggerli. Sono i giacinti orientali «Delft Blue», gli azzurri e profumati epigoni di anni e anni di attente selezioni. Ricordano con il loro delicato azzurro i vecchi, nostrani e rimpianti «giacinti romani»: non erano costosi né rari. Venivano chiamati, appunto, giacinti romani e venivano venduti a centinaia dai fiorai e nei negozi di semi. Erano i giacinti selvatici e nella loro essenziale semplicità rappresentavano un trionfo di profumi e bellezza. Erano soprattutto dei bulbi che, se appagati nelle loro esigenze e e felici del «loro posto», rifiorivano puntuali tutti gli anni. Gli stradini ed i vialetti delle piccole «vigne» della collina torinese spesso ne avevano i bordi ricoperti: bianchi, azzurri e rosa, erano il simbolo di un modo «vecchio» e gentile di far giardinaggio. Insieme con i garofanini bianchi e rosa e uno o due grandi ciuffi di peonie chiudevano spesso il cerchio della bellezza. La pergola di vite americana e le fragoline, spesso insieme, 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA chiudevano poi spesso quello del gusto. Cavoretto, Moncalieri, San Mauro, Chieri: erano questi i posti preferiti per quelle profumate «performance». I giacinti romani vi crescevano felicissimi, soprattutto se non venivano molestati da giardinieri troppo premurosi: un po’ come gli ellebori oppure le peonie. Più erano lasciati tranquilli, più erano appagati. Da alcuni decenni, però, i giacinti romani sono diventati una vera rarità: uccisi dal disinteresse e soprattutto da forme nuove e nevrotiche di giardinaggio, dove il fare può causare più danni del non fare. Il colpo di grazia, i poveri giacinti romani lo subirono dalla invadente e prevaricante cultura olandese del bulbo: i meravigliosamente fotografati giacintoni, rossi, rosa, blu, azzurri, gialli, bianchi e crema, forti delle loro spigone profumate, irruenti nella loro quantità, hanno avuto buon gioco con i «nostri» più poveri e modesti. Una vera e autentica calata di barbari colorati, supponenti (e purtroppo efficienti) li ha sostituiti. Sempre più ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE rari sono i cataloghi (o i negozi) con l’offerta dei nostri sfortunati giacinti. Fino a trent’anni fa c’era un ottimo vivaio di bulbi che ne vendeva nella Lucchesia, ormai scomparso. Che io sappia ce n’è uno nel Sud della Francia (Bulb’Argence, a Fourques e su Internet www.bulbargence.com). In pochi decenni il giacinto romano è diventato quindi una rarità e con il nome di Bellavalia fa raramente capolino qua e là, quasi fosse stata la vittima di una congiura anti-italiana. Tutti gli anni a metà marzo ne fiorisce un piccolo cespo al bordo di un piccolo orto, lungo la strada che unisce Garessio ad Albenga, tra Piemonte e Liguria: quando posso, accosto con la mia auto in un minuscolo spiazzo, e vado ad annusare: il profumo di quei giacinti è tenue, attraente e prezioso. Fa parte dei ricordi. Meno invasivo di quello dei giacinti orientali (quelli comuni, tanto per intenderci), mi rimanda - chissà perché - a tempi molto lontani ed a certi prati fioriti, simili a quelli dipinti su tavole gotiche o ai fiori che occhieggiano con i frutti di bosco tra i piedi de- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA gli Eroi e delle Eroine del ciclo di affreschi quattrocenteschi nel salone baronale del Castello di Manta. Tutto questo sembra ormai lontanissimo, parte di una storia scomparsa, ma che ho avuto il privilegio d’aver visto ancora da vicino. Mai si sarebbe potuto pensare che il giacinto romano diventasse così prezioso e raro. In autunno i bulbi piccoli e squamosi tra il bianco, tra il viola e il mordorè erano offerti dall’eclettico Agostino Valerio a Torino in piazza Paleocapa o da Ingegnoli a Milano o dal grande e generoso Sgaravatti in quel di Roma. Nulla prevedeva la débâcle. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT La Bce ha comprato 103 miliardi di Btp LOCALE CRONACA Borse giù, pesa la fiducia delle imprese e le divisioni nella Fed. Milano cede oltre il 3% TONIA MASTROBUONITORINO Il primo scudo anti-spread, quello che fu inaugurato nel maggio del 2010 dall’allora presidente della Bce JeanClaude Trichet per proteggere Portogallo, Grecia e Irlanda dal fallimento e che fu esteso nell’estate del 2011 anche ad Italia e Spagna, vale 218 miliardi di euro. A tanto ammonta il valore dei titoli di Stato che sono stati comprati dalla banca centrale per proteggere i paesi periferici, i cosiddetti “Piigs”, aggrediti dall’onda di sfiducia dei mercati, da tassi di interesse stellari, secondo il bilancio Bce. E la parte da leone - quasi la metà - è costituita dai bond italiani: 102,8 miliardi (valore nominale, 99 al valore di libro), con una scadenza media di quattro anni e mezzo. In altre parole, nell’agosto drammatico del 2011 che vide i nostri rendimenti sui titoli di Stato schizzare verso la soglia di allarme del 7%, la Bce ha cominciato a comprare bond nell’ambito del programma “Smp” lanciato da Trichet un anno prima e che non era legato ad alcuna condizionalità, contrariamente all’Omt approvato a settembre del 2012 da Mario Draghi, che lega invece l’acquisto dei titoli per raffreddare gli spread a un piano di risanamento. L’unica premessa fu la famosa lettera che poneva condizioni all’Italia e che rimase praticamente lettera morta. Dai bilanci di ieri emerge anche che per aiutare la Spagna l’Eurotower ha comprato 44,3 miliardi, per la Grecia 33,9 miliardi, per il Portogallo 22,8 e per l’Irlanda 14,2 miliardi. Tuttavia gli occhi degli investitori e degli operatori sono stati catturati ieri da altre notizie che hanno depres- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA so i titoli di tutti i principali listini: Londra ha chiuso in rosso dell’1,62% a 6.291,54 punti, Parigi del 2,29% a 3.624,80 punti, Francoforte ha archiviato la seduta in ribasso dell’1,88% a 7.583,57 punti. E a Milano il Ftse Mib è crollato del 3,13%. Lo spread tra rendimenti dei decennali italiani e tedeschi, fra l’altro, è salito a 290 punti. Il giovedì nero delle Borse è stato turbato da due notizie. La prima è quella della banca centrale americana, la Fed, che è emersa spaccata dalla pubblicazione delle minute sull’ultima riunione: alcuni banchieri centrali vorrebbero cominciare a delineare una strategia di uscita dall’emergenza. L’altra notizia che ha depresso gli umori sui listini è l’indice delle Pmi dell’Eurozona Markit che ha messo a segno a febbraio un risultato più brutto delle attese (47,3 punti contro le stime di 49) e in calo da gennaio (48,6 punti). Tornando allo scudo antispread della Bce, dal bilancio risulta anche che il guadagno derivante dai titoli in portafoglio è stato di 1,1 miliardi, di cui 555 ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE milioni grazie ai soli interessi percepiti sui titoli di Stato greci. Il surplus è così risultato in aumento a 2,164 miliardi nel 2012 (contro gli 1,894 miliardi del 2011). L’utile netto (dopo aver messo 1,166 miliardi a riserva per coprirsi dai rischi) di 998 milioni, sarà distribuito fra le banche centrali nazionali dell’Eurozona. Dal bilancio si evince anche che lo stipendio percepito da Draghi, nel suo primo anno da presidente della Bce è di 374.124 euro, più dei 309.290 di Trichet del 2011. Quasi il doppio rispetto al presidente della Fed Bernanke, ma meno dei 750.000 euro che guadagnava da governatore della Banca d’Italia. Ieri sono arrivati dall’estero anche due giudizi allarmati sull’Italia: il presidente del fondo salva-Stati Esm Klaus Regling ha detto che «con le elezioni l’Italia potrebbe diventare una fonte di incertezza , se le riforme non dovessero essere confermate». E il Wall Street Journal ha sentenziato che «Berlino non si intromette ma Roma potrebbe bruciare». 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA La Commissione Ue taglia le stime sull’Italia Pil a -0,8% nel 2013 SPORT LOCALE CRONACA Oggi la pubblicazione delle previsioni MARCO ZATTERINCORRISPONDENTE DA BRUXELLES Più pessimista di sé stessa pochi mesi fa, appena più ottimista delle grandi organizzazioni internazionali. Se i numeri della vigilia saranno confermati, la Commissione Ue ammetterà oggi che l’economia italiana va meno bene di quanto aveva previsto ai primi di novembre e annuncerà un altro anno in rosso. La stima per la caduta del pil nel 2013 è attesa in evoluzione dallo 0,5% autunnale sino allo 0,8, cioè due decimi meno rispetto a quanto calcolato da Fmi e Ocse. Segnali di ripresa sono ancora intuiti per l’ultimo trimestre, mentre grave resta il contesto occupazionale. Consola che la finanza pubblica non appare fonte di stress immediati: Bruxelles ritiene che, se Roma rispetterà gli impegni, il deficit resterà nel breve sotto il 3% del pil. Non ci sono sorprese, e del resto a Palazzo Berlaymont hanno fatto parec- chio perché non ve ne fossero, ben consapevoli di uscire con l’esercizio previsionale a 48 ore da un voto aperto e cruciale per il Bel Paese. La situazione congiunturale del continente resta fragile e il 2013 sarà un esercizio di crescita piatta per l’Eurozona, fortunatamente senza pressioni per l’inflazione vista sotto il 2%. Appena un po’ meglio dovrebbero andare i Ventisette dell’Ue nel complesso. L’Italia svela nel contesto una fisionomia resa particolare dalla sua tradizionale disabilità ad una crescita degna di nota. La domanda langue e con lei gli investimenti. Il migliorato clima di fiducia, segnalatosi anche con la discesa di tassi sul debito, tarda a riflettersi su impieghi e consumi. L’effetto restrittivo dell’azione correttiva sulla finanza pubblica ha contribuito a indebolire la spina dorsale dell’economia. E’ stato l’insieme di questi fattori a consigliare a Bruxelles di alzare la misura dell’anno recessivo appena comin- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ciato. Il 2012, invece, le risulta essere andato meno peggio di quanto pensava. Si è chiuso, a suo avviso, con un pil negativo del 2,1%, in linea col dato del Fmi. L’Istat dice - 2,2. Non c’è aria della ripartenza significativa che vedremo in altri Paesi. E i segnali di un miglioramento del clima, come pure ha indicato Mario Draghi, non avranno effetto sull’occupazione. Bruxelles sta valutando di ritoccare lievemente al rialzo la previsione di autunno per i senza impiego(era all’11,5% per il 2013), così come per il 2014. Vuol dire che possiamo attenderci buone notizie. Per i prossimi due anni saremo a un soffio dal 12%, oltre i tre milioni di disoccupati. La crescita serve a correggere la disfatta del lavoro. Proprio come il rispetto dei conti pubblici serve per evitare nuove, e pesanti, manovre. L’Italia è in “procedura di deficit eccessivo” dal 2009 che si è impegnata a uscirne in tre anni. L’obiettivo, non semplicissimo, è a portata di mano. In termini strutturali, cioè al netto del ciclo, la Commissione dovrebbe rivelare oggi un deficit inferiore al 3% del pil di ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE qui al 2014, a condizione di una piena adozione del piano di rientro, giudicato «ambizioso». Bruxelles si preoccupa della stabilità a medio termine e del rispetto dell’avanzo primario. Nella sua analisi farà il possibile per non offrire appigli per pericolose polemiche politiche. Però anche solo dai numeri si capisce che la strada del prossimo governo è scritta e non si potrà deviare dalla posizione di equilibrio. A meno di non essere disposti a interventi correttivi. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE La quercia del giocattolaio tra la Maremma e il West CRONACA TIZIANO FRATUS Livornese La Quercus crenata (foto a destra), detta rovere verde o cerrosughera, è un albero persistente e sempreverde Si trova nelle campagne di Sassetta (a sinistra, la cartina), ricche di agriturismi e allevamenti di cavalli Ci sono alberi nati in natura dall’incrocio fra specie distinte e ci sono alberi immessi in natura e na- ti dall’incrocio in vivaio. Forme ibride per così dire «naturali», spontanee, appartengono alle querce, con nuove specie che si sono andate a costituire e a diffondere grazie ai cambiamenti climatici e alla volontà dell’uomo di avere sottocasa il maggior numero possibile di specie viventi. Una delle querce ibride più diffuse è la Quercus crenata, detta rovere verde o meglio ancora cerrosughera. Trattasi di albero persistente, sempreverde, come altre querce mediterranee (e penso in prima battuta al leccio sulle cui fronde salì Cosimo Piovasco di Rondò, il Barone rampante di Italo Calvino), con foglie dal margine appuntito e corteccia spugnosa. Un territorio ricco di compresenze, che mischia i boschi di latifoglie mediterranee e ambienti da entroterra appenninico è la Maremma livornese, storicamente nota come Maremma Pisana poiché parte dei possedimenti della fu Repubblica marinara. In quelle terre ho «alberografato» con 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO CRONACA non poche soddisfazioni; ho tratteggiato un itinerario per cercatori di alberi nei boschi del comune di Sassetta, dove ancora si mischia il futuro e il passato, dove si respirano i ricordi del mondo dei carbonai di cui scriveva Carlo Cassola nel suo indimenticabile «Il taglio del bosco», e si toccano, o meglio assaggiano i gusti e i profumi della nuova Maremma, una terra di vini, di uliveti, di carni, di accoglienza turistica. Anche l’entroterra respira l’aria di mare che il vento trascina per chilometri all’interno, in questo pezzo di mondo compreso fra Livorno e il Golfo di Baratti. Proprio nelle campagne di Sassetta, ricche di agriturismi, allevamenti di maiali da cinta e di splendidi cavalli, spunta una delle maggiori cerrosughere d’Italia, là dove sono diffuse le specie Quercus cerris (il cerro) e Quercus suber (la sughera). Una strada sterrata muove verso un’abitazione nota come la «Casa del giocattolaio» (sul cancello compare la scritta Woodentoys, in inglese «giocattoli in legno»), uno scozzese che da anni vive in Toscana e costruisce, con ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE l’aiuto del figlio, giocattoli in legno ingegnosi e molto belli, venduti in proprio. Non è raro fargli visita e trovarlo al lavoro. Accanto al laboratorio cresce uno splendido esemplare di cerrosughera, un poderoso tronco di 465 cm di circonferenza che a due metri fiorisce in sette branche che si diramano in una chioma molto ampia, tale da ricoprire l’intero sentiero che scorre accanto alla proprietà. Un albero tutto da gustare! 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Oro CRONACA CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CRONACA ESTERO Euro-Dollaro CRONACA CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO All’estero CRONACA CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO In Italia CRONACA CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Petrolio CRONACA CRONACA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT La reazione amara “Sentenza estranea al nostro operato” LOCALE ECONOMIA Il manager: non posso accettare questa onta FRANCESCO MANACORDA MILANO «M ortificato» per l’imputazione e poi colpito da una sentenza «inimmaginabile», si dice Franzo Grande Stevens. E Gianluigi Gabetti non commenta a caldo la decisione dei giudici, se non per affermare che «avrei sperato in un risultato diverso». Ma già prima, rendendo dichiarazioni spontanee di fronte alla Corte d’Appello di Torino, il presidente d’onore di Exor aveva chiarito che cosa significasse per lui il secondo grado del processo tutto incentrato sul quel comunicato del 24 agosto 2005: «Non posso accettare di concludere la mia esistenza sotto l’onta di una condanna tanto estranea al mio operato». È una botta dura, per i due più stretti collaboratori dell’Avvocato Agnelli, quella che arriva ieri dalla Corte d’Appello. È vero, il reato andrà in prescrizione tra una manciata di ore, ma i due professionisti più che ottantenni sono assai amareggiati da una mac- chia - considerata del tutto immotivata - che sporca per la prima volta due carriere lunghissime e lineari. E lo fa riferendosi a un momento particolarmente delicato per il gruppo Fiat, che all’epoca rischiava di finire in mano alle banche per effetto del prestito «convertendo». Un momento nel quale, disse già tempo fa Gabetti, «abbiamo fatto quanto dovevamo fare con scrupolo per la legge». C’è prima di tutto lo sconcerto perché la linea difensiva che entrambi hanno ribadito in mattinata davanti ai giudici non è passata. A loro Gabetti dice ancora una volta che il comunicato all’origine dei guai giudiziari, conteneva «un chiaro riferimento alla determinazione di Ifil di rimanere azionista di riferimento Fiat» e quindi, lungi dal poter generare false convinzioni negli investitori, «mi sembrò che informazione più eloquente al mercato non potesse essere data». «Non so veramente che altro avrei potuto fare o 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA dire sulla base delle informazioni da me disponibili», conclude. Per Grande Stevens, oltre al fatto che «il proposito di conservare la quota di riferimento era ben chiaro nel comunicato», c’è una questione fondamentale legata proprio al suo ruolo nel pareri dati nella vicenda: «Ritengo - dice - che l’avvocato sia libero, indipendente, autonomo nell’esprimere un parere giuridico, così come lo è il giudice nell’emanare una sentenza. Si può non condividere un parere o una sentenza, ma non per questo il parere o la sentenza possono costituire reato». Queste sono le questioni di merito sulle quali si applicheranno i legali per il ricorso in Cassazione. Ma l’ombra che ieri investe il manager e l’avvocato è più ampia: la condanna è una voce che incide in negativo - in un modo che ritengono del tutto inaspettato e ingiusto - sul loro bilancio non solo professionale, ma in qualche modo esistenziale. Gabetti sceglie il silenzio dopo la sentenza, ma quel che doveva dire l’ha già detto prima, spiegando ai giudici che va in scena «la conclusione di una vicenda che ha tormentato gli ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE ultimi anni di un iter iniziato 65 anni or sono», dalla Comit, all’Olivetti, al gruppo Agnelli. «Anni mai colpiti da qualsivoglia condanna» e nei quali «ho educato al rispetto della legge i miei figli, nonché un gran numero di giovani dirigenti». «Sono sconcertato e amareggiato - dice anche Grande Stevens - per quanto accade alla mia età, dopo sessant’anni di professione e dopo aver dimostrato per tutta la vita di essere un avvocato per bene». Una lunghissima carriera, la sua, di cui ricorda la presidenza dell’Ordine degli Avvocati e della Cassa nazionale forense, ma anche la difesa d’ufficio dei brigatisti assunta, nonostante le loro minacce, nel 1976 «assieme a pochi altri legali e a Fulvio Croce», il presidente dell’Ordine torinese che proprio per questo fu assassinato dalle stesse Brigate rosse. Un impegno professionale, ma anche civile, che oggi sente in qualche modo colpito proprio dalla sentenza avversa. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Condannati Gabetti e Grande Stevens LOCALE ECONOMIA Capovolto il giudizio di primo grado: ai due professionisti un anno e 4 mesi con la condizionale ALBERTO GAINO Sono mortificato perché sono imputato alla fine della mia carriera per un’attività professionale Franzo Grande Stevens A tre giorni dalla prescrizione, Gianluigi Gabetti e l’avvocato Franzo Grande Stevens sono stati condannati per aggiotaggio informativo sul comunicato al mercato del 24 agosto 2005 dalla prima Corte d’appello torinese: un anno e quattro mesi ciascuno, 600 mila euro di multa, interdizione dagli uffici direttivi per 12 mesi e in particolare il legale anche dalla professione (sempre per lo stesso arco di tempo) che non esercita più da tempo. «E’ il minimo della pena» commenta un difensore, ma non interessa ai due grandi vecchi di tante operazioni finanziarie per conto e nell’interesse di Fiat. Entrambi avevano consegnato ai giudici che si stavano per ritirare in camera di consiglio, ieri, il medesimo messaggio: «Ora che sono giunto al “passo estremo” della mia vita professiona- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA le», Gabetti, che poi ha parlato di «onta» in caso di condanna; «Sono mortificato perché alla fine della mia vita e della mia carriera professionale sono imputato per un’attività professionale», Grande Stevens. Brucerà ancor di più loro che alla fine del dibattimento – 4 udienze condotte senza alcun ostruzionismo dei difensori in vista della prescrizione – la sentenza possa aver assunto un carattere simbolico: minimo della pena (appunto) rispetto alle maggiori richieste del procuratore generale Giancarlo Avenati Bassi, attenuanti, sospensione condizionale, beneficio della non menzione. Puntavano all’assoluzione. Come avvenne in primo grado. I giudici hanno invece assolto - «il fatto non sussiste» - Ifil e la Giovanni e Agnelli e C., le due società (difese dall’avvocato Guglielmo Giordanengo) per conto delle quali era stato emesso il comunicato al mercato che è stato l’oggetto dei due processi conclusisi in modo opposto. Ancora ieri l’avvocato Grande Stevens ha ricordato come la nota fosse stata avallata da Consob: «Il dottor Salini, dirigente ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE della Divisione finanze e mercati, definì il testo del comunicato minimalista e si preoccupò che contenesse il riferimento alla volontà di Ifil di rimanere azionista di controllo di Fiat. Come avrei potuto pensare che non fosse corretto?». I giudici devono averne preso atto: la richiesta di risarcimento di Consob, costituitasi parte civile, è stata da loro «rigettata». Così come quelle di due piccoli azionisti. Il presidente ed estensore della sentenza, Roberto Pallini, depositerà le motivazioni in 15 giorni, a partire dai quali i difensori ne avranno trenta per ricorrere per Cassazione. L’aria che tira è che vogliano puntare ad un’assoluzione nel merito, a meno che la Suprema Corte non decida salomonicamente di prender atto dell’avvenuta prescrizione dell’aggiotaggio informativo e chiuda in questo modo il caso del comunicato e dell’equity swap con Merrill Lynch che l’accusa ha individuato come strettamente connesso con il processo. «Non aver informato il mercato già il 24 agosto che vi era allo studio quel- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA la soluzione per mantenere il controllo di Fiat senza sottoscrivere aumenti di capitale» è stato il cavallo di battaglia di Avenati Bassi. «Non potevamo parlarne prima che Consob desse una risposta al quesito presentato a titolo professionale dall’avvocato Grande Stevens sull’obbligo di Opa», ha sempre ribadito la difesa. In fondo resta la coda giuridica del «ne bis in idem» sollevato a Strasburgo e rispetto a cui il governo italiano deve fornire entro maggio i chiarimenti ai dubbi della Corte europea dei Diritti dell’Uomo: si possono giudicare due volte - in sede amministrativa e penale - gli stessi imputati per lo stesso fatto? ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Fiat Industrial Via libera alla fusione con Cnh LOCALE ECONOMIA Il cda approva il bilancio consolidato del 2012 TEODORO CHIARELLI In Borsa Mezzi Cnh di fronte alla Borsa di Milano nel dicembre del 2011, per la quotazione di Fiat Industrial Il consiglio d’amministrazione di Fiat Industrial, riunitosi ieri a Torino, ha dato il via libera ai progetti di fusione che porteranno alla nascita del terzo gruppo al mondo nei cosiddetti “capital goods”: ovvero la produzione e commercializzazione di macchine per le costruzioni e l’agricoltura (marchio Cnh), veicoli industriali e commerciali, autobus e veicoli speciali (Iveco), oltre ai relativi motori e trasmissioni e a motori per applicazioni marine (Fpt Industrial). Un colosso da 67 mila addetti e 25 miliardi di euro di ricavi. Approvato, nella stessa riunione, anche il bilancio consolidato 2012, che conferma l’utile della gestione ordinaria di 2.079 milioni di euro e l’utile netto consolidato di 921 milioni di euro. Fiat Industrial ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 129 milioni di euro. Il cda ha proposto per gli azionisti un dividendo di 0,225 euro per azione ordinaria. L’assemblea, convocata per l’8 aprile, dovrà inoltre provvedere alla nomina del collegio sindacale. Per arrivare al nuovo gruppo sono necessari alcuni passaggi non semplicissimi. Nello specifico, il cda di Fiat Industrial ha approvato il progetto di fusione di Fiat Netherlands Holding 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA (Fnh) in Fiat Industrial (definita Fusione Fnh) e quello relativo alla fusione di Fiat Industrial in una Newco di diritto olandese (la Fusione Fi). In particolare, la Fusione Fi è stata approvata dal consiglio di amministrazione che ha anche esaminato la fusione di Cnh Global (Cnh) in un’altra Newco (la Fusione Cnh) che è parte dell’operazione complessiva. I termini e le condizioni dei progetti relativi alla Fusione Fnh, Fusione Fi e Fusione Cnh, recita un comunicato, «sono del tutto in linea con quelli previsti dall’accordo relativo alla fusione sottoscritto il 25 novembre 2012». Il principale obiettivo della Fusione Fi, unitamente alla Fusione Cnh, spiega ancora la nota, «è quello di semplificare la struttura societaria del gruppo e di permettere la completa integrazione dei business di Fiat Industrial che, a operazione completata, risulterà, a livello mondiale, il terzo gruppo nel settore dei capital goods». Per quanto riguarda la Fusione Fi, il cda ha deliberato di proporre un rapporto di cambio di una azione Newco per ciascuna azione ordinaria di ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Fiat Industrial. A conclusione della Fusione Fi, pertanto, gli azionisti di Fiat Industrial riceveranno azioni ordinarie di nuova emissione della società incorporante sulla base del suddetto rapporto di cambio. L’efficacia della Fusione Fi (e della Fusione Cnh) sarà condizionata all’avverarsi di una serie di condizioni sospensive, tra cui l’approvazione della Fusione Fi e della Fusione Cnh da parte dei rispettivi azionisti, l’ottenimento di tutte le richieste autorizzazioni per l’ammissione alla quotazione del titolo della Newco presso il New York Stock Exchange. Il comunicato precisa che l’esercizio dei diritti di recesso degli azionisti di Fiat Industrial e di opposizione da parte dei suoi creditori non dovrà comportare un esborso superiore all’ammontare di 325 milioni di euro. È previsto, infine, che la quotazione delle azioni della Newco sul mercato azionario telematico avvenga dopo l’inizio delle contrattazioni del medesimo titolo alla Borsa di New York. Ovviamente la Fusione Fi sarà soggetta all’approvazione dell’assemblea 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA straordinaria degli azionisti di Fiat Industrial che verrà convocata prossimamente. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Rinnovo, l’accordo è più vicino SPORT LOCALE ECONOMIA MARINA CASSI Oggi potrebbe essere finalmente la giornata decisiva per la firma del rinnovo del contratto collettivo di primo livello del gruppo Fiat. L’appuntamento è per le 10 di questa mattina all’Unione industriale torinese. La trattativa è ripresa dopo una sospensione di tre settimane, una pausa che potrebbe aver portato consiglio. Ieri per tutto il giorno si sono susseguite riunioni in ristretta tra le delegazioni di Fim, Uilm, Fismic, Ugl, Associazione quadri e azienda. Di certo - come certe sono le cose durante le contrattazioni - ci sono 40 euro lordi di aumento sul minimo contrattuale. Anche se il vero nodo della trattativa non è mai stato questo, ma i 103 euro del premio di produzione. Nelle riunioni delle scorse settimane si era a lungo dibattuto su come poter garantire agli 80mila lavoratori del gruppo la stessa cifra che hanno percepito fino allo scorso anno. Impossibile per il sindacato accordarsi su una cifra minore, che avrebbe di fatto comportato una diminuzione in busta paga. Anzi, lo sforzo è proprio riuscire ad aumentare la cifra. La questione era se renderla variabile. Ma in quel caso per il sindacato la cifra deve aumentare senza se e senza ma. Ieri è stato deciso che sarà variabile, ma rimane da capire fino a dove si possono spingere le parti per trovare l’accordo. Le trattative non hanno mai conosciuto momenti di vera tensione: azienda e sindacati discutono per trovare criteri condivisibili. Il nodo principale resta la distribuzione tra la parte fissa e la parte variabile dell’incremento retributivo. E ovviamente la quantità. Ma oggi potrebbe arrivare la svolta decisiva. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA LaProcura:archiviazione perMargheritaAgnelli CULTURA SPORT LOCALE ECONOMIA La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per Margherita Agnelli e per gli avvocati Charles Poncet ed Emanuele Gamna, indagati nell’ambito di un capitolo della causa per l’eredità di Gianni Agnelli. Margherita Agnelli e Poncet erano accusati di tentata estorsione ai danni di Gamna accusato, a sua volta, di falso in scrittura privata. Stando ad una prima ricostruzione della Procura, Margherita Agnelli e Poncet avrebbero fatto pressioni indebite sull’avvocato Gamna minacciandolo anche di una denuncia per evasione fiscale. Lo scopo di quelle pressioni sarebbe stato quello di fargli firmare un documento in cui l’avvocato riconosceva di aver lavorato non per lei (nonostante il mandato ricevuto), ma a favore di Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens per fare in modo di “pilotare” i fondi dell’eredità Agnelli a vantaggio del figlio maggiore di Margherita, John Elkann. Ancora ieri il legale svizzero ha voluto respingere l’accusa. «L’avvocato Gamna respinge con sdegno la tesi secondo la quale avrebbe fatto un accordo per marginalizzare Margherita Agnelli dall’eredità paterna», ha infatti spiegato l’avvocato Mauro Anetrini, in questa vicenda giudiziaria difensore di Emanuele Gamna. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Finmeccanica, parte l’era Pansa Via gli indagati dai consigli e rinvio dell’approvazione del bilancio SPORT LOCALE ECONOMIA ROBERTO GIOVANNINI ROMA Alessandro Pansa, nuovo ad di Finmeccanica Rinvio dell’approvazione del bilancio 2012, riassetto dell’organizzazione interna di Finmeccanica, nuove nomine nelle controllate, via tutti gli indagati. Come era stato anticipato, il nuovo amministratore delegato Alessandro Pansa ha ridisegnato la struttura della holding pubblica, squassata da una serie di arresti. Approfittando- ne per ridimensionare (se non allontanare) le persone più direttamente legate al suo predecessore, attualmente in prigione, Giuseppe Orsi. Il messaggio che Pansa intende lanciare è abbastanza esplicito: via tutti i dirigenti chiacchierati o indagati o arrestati, più trasparenza e vigilanza sulle aree (mediazioni, broker assicurativi, informatica eccetera) dove si sono moltiplicati problemi giudiziari, sprechi e affari «grigi» se non sospetti. E così, ieri il Cda - guidato dal vicepresidente Guido Venturoni, come noto un presidente al momento non c’è - ha nominato tre nuovi amministratori delegati per AgustaWestland, Telespazio e Wass. Al posto di Bruno Spagnolini (agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta di Busto Arsizio), la società elicotteristica sarà guidata da Daniele Romiti. A gestire Telespazio, al posto di Carlo Gualdaroni (in carcere a Napoli nell’ambito dell’inchiesta della Procura parteno- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA pea sugli appalti per il Cen della Polizia) arriva Luigi Pasquali, finora ad della joint venture spaziale italo-francese Thales Alenia Space. Infine, Alessandro Franzoni (fino a due anni fa amministratore delegato di Superjet International) sarà l’ad della società della difesa WASS, in sostituzione di Renzo Lunardi (indagato sempre per l’ affaire indiano). Altri cambiamenti riguardano l’Organismo di Vigilanza, con un allargamento dei componenti e l’allontanamento di Giuseppe Grechi e Manuela Romei Pasetti; la centralizzazione delle attività di Internal Audit di gruppo, per avere un controllo più diretto; una «nuova struttura organizzativa semplificata» proposta da Pansa; la centralizzazione degli acquisti indiretti di Gruppo, tra cui quelli relativi all’ICT e ai piani assicurativi, per i quali ultimi sarà avviata una procedura competitiva; infine, l’annuncio di altre misure di risparmio sui processi produttivi in alcune controllate. Resta però ovviamente grande l’incertezza, come mostra il rinvio dell’approvazione del bilancio 2012. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Un rinvio obbligato, visto che non si sa come andrà a finire la partita dell’affare da 750 milioni di euro degli elicotteri AW 101 venduti all’India. Se ne riparlerà entro maggio-giugno. E c’è poi il capitolo delle dismissioni delle attività «non strategiche». Un progetto ideato da Orsi, che ieri formalmente Pansa e il Cda hanno ancora una volta difeso e sostenuto, spiegando che il «deconsolidamento» serve per concentrare risorse e ridurre l’indebitamento. Ieri il Cda ha preso atto delle offerte dei tedeschi di Siemens e dei coreani di Doosan per Ansaldo Energia. Ma come noto tra i partiti (specie nel Pd) prevalgono i contrari, e non si può certo chiudere la cessione prima delle elezioni. In buona sostanza il dossier dismissioni per adesso è «congelato». Dopo il voto e la nascita del nuovo governo si saprà che indicazioni arriveranno da parte dell’azionista pubblico. Sulle strategie, ma anche sulla composizione del gruppo dirigente della holding. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Montepaschi, i Monti bond arrivano dopo le elezioni ECONOMIA Il decreto diventa esecutivo, alla banca 3,9 miliardi ALESSANDRO BARBERA GIANLUCA PAOLUCCI Via libera della Corte dei Conti al decreto per i Monti bond e al prestito da quasi quattro miliardi da parte del ministero del Tesoro. La decisione, attesa ma non scontata, chiude l’iter autorizzativo e dovrebbe consentire a Mps di emettere i titoli grazie ai quali ricevere i 3,9 miliardi di euro dello Stato. Secondo quanto si apprende la banca toscana dovrà però aspettare ancora qualche giorno: la linea del governo è di evitare nuove polemiche alla vigilia del voto. L’emissione e l’incasso avverranno da martedì in avanti, comunque in pochi giorni, il tempo di sbrigare le formalità procedurali. La registrazione del decreto sui Monti bond è stata disposta «in ragione delle deroghe alle norme di contabilità disposte con il decreto 95/2012 e giustificate dalle eccezionali circostanze riconosciute anche in sede europea», scrive la Corte in una nota. La Sezio- ne «controllo preventivo di legittimità» ha detto sì nonostante il precedente no di un’altra sezione. Nella relazione della Corte al Parlamento per il secondo quadrimestre 2012, le sezioni riunite avevano dichiarato illegittimi i mezzi di copertura dei bond. Ieri Di Pietro ha chiesto nuovamente a Monti di «rendere pubblici immediatamente» tutti gli atti. In effetti la mancata pubblicazione fu un’anomalia, giustificata - si apprende ora - dal timore che avuta notizia della bocciatura delle Sezioni riunite, si facesse strada la convinzione che i bond non sarebbero mai stati emessi. Il problema nasceva da un dettaglio non secondario: se fosse legittimo «coprire» finanziariamente i titoli con altri titoli, quelli che verranno emessi a sua volta dal Tesoro per finanziare il prestito. Il vecchio articolo 81 lo consente, quello nuovo previsto dal fiscal compact europeo no. Ma la legge Costituzionale approvata nei mesi scorsi fa entrare in 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA vigore il nuovo articolo 81 solo il 1 gennaio 2014. Ora - spiegano fonti bene informate - risolto il rebus giuridico ci sarà anche la pubblicazione della relazione finora secretata. Nel frattempo i vertici di Mps hanno incassato il rinnovato appoggio di Axa, azionista della banca con il 3,72%. La joint-venture assicurativa sta andando bene, ha detto il numero uno francese Henri de Castries, che conferma «totale fiducia» nel duo Alessandro Profumo-Fabrizio Viola. Secondo Axa saranno capaci di «mettersi questi problemi, di cui non sono responsabili, alle spalle». Ieri è stato interrogato in carcere a San Vittore l’ex capo dell’area finanza Gianluca Baldassarri che ha ribadito la propria versione, ovvero che i vertici della banca erano a conoscenza delle operazioni contestate. Twitter @alexbarbera @giapao ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT L’ansia degli assicuratori europei pare esagerata LOCALE ECONOMIA [GEORGE HAY] L’ ansia che ha colpito le compagnie assicurative europee pare esagerata. Il 20 febbraio le azioni della britannica Rsa sono crollate del 14% dopo il taglio di un terzo dei dividendi deciso dalla società. Il 21 febbraio, Allianz, Axa e Swiss Re hanno rispettivamente mantenuto, leggermente aumentato e incrementato i pagamenti dei dividendi. Ma è l’andamento di Swiss Re il punto in questione. Rsa ha sostenuto che la ragione dei tagli effettuati sia la comune preoccupazione delle compagnie assicurative europee: tutte le società sono alle prese con bassi rendimenti dei bond, un’eredità della corsa agli asset rifugio causata dalla crisi della zona euro. Per Rsa questo ha significato un calo dell’11% delle entrate derivanti dagli investimenti. Tuttavia, gli investitori dovrebbero fermarsi un attimo, prima di farsi prendere dal panico. Rsa è una compagnia di assicurazione generale e le sue rendite da investimenti soffrono per gli asset, in larga misura a breve termine e a basso rendimento a differenza di quelli detenuti da Axa e Allianz, che possiedono divisioni operanti nel settore delle assicurazioni sulla vita di dimensioni di gran lunga maggiori e a lungo termine. E la decisione di Rsa di non tagliare i dividendi durante la crisi finanziaria ha portato il suo tasso di pagamento dei dividendi a quasi l’80%, una cifra troppo elevata. Il grande punto interrogativo resta Aviva, che presenterà la propria relazione solamente il 7 marzo. Il nuovo ceo, Mark Wilson, potrebbe decidere che è arrivato il momento di effettuare qualche taglio: l’attuale rendimento del dividendo del 7% di Aviva è pericolosamente vicino al 9-10% di rendimento del flusso di cassa disponibile. Tuttavia, secondo Citi, a seguito dell’annuncio di un importante piano di ristrutturazione, nel 2014 la compagnia assicurativa britannica potrebbe anche avere una forte posizione 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA in quanto a capitale e un pagamento dei dividendi coperto di ben due volte dal flusso di cassa disponibile. Ora che Axa e Allianz hanno alleggerito la pressione, Aviva potrebbe anche preferire attendere. Per approfondimenti: http:// www.breakingviews.com/ ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Serve una nuova crisi per far tornare l’oro un investimento sicuro ECONOMIA [IAN CAMPBELL] L’ oro è sull’orlo di un precipizio spaventosamente ripido. La riluttanza di alcuni funzionari della U.S. Federal Reserve nelle manovre di alleggerimento quantitativo della banca è stata sufficiente a determinare un crollo del metallo prezioso. A partire dal 2000 il valore dell’oro è aumentato di cinque volte: è stato un rifugio sicuro contro le possibili svalutazioni della moneta da parte delle banche centrali e dell’inflazione, nonché l’alternativa a un euro che avrebbe potuto dissolversi nel nulla in qualunque momento. Questo rifugio sicuro è stato anche il campo di battaglia per un entusiasmante gioco speculativo che ha permesso enormi guadagni. Tuttavia, a partire dall’anno scorso, gli investitori hanno cominciato a sentirne meno il bisogno. La zona euro per ora resiste, la Cina ha evitato un atterraggio duro e l’economia americana sembra sulla via della ripresa. Ma con il recupero degli Stati Uniti la possibilità che il rubinetto dell’iniezione di liquidità venga chiuso è aumentata. Una manovra a sostegno del dollaro, ma nello stesso tempo una minaccia per il metallo prezioso. Nel 2012, il volume della domanda di oro dell’industria e del settore dei gioielli è calato. La Russia sta diversificando le sue riserve e potrebbe continuare in questa direzione. Nel 2011, l’acquisto complessivo da parte delle banche centrali è stato insolitamente elevato, così è meno probabile che in futuro avranno ancora una funzione cuscinetto contro la caduta dell’oro. Alcuni investitori accorti hanno già iniziato a vendere. Nel terzo trimestre del 2012 la società di gestione fondi capeggiata dal milionario George Soros ha pressoché dimezzato le sue partecipazioni in un fondo negoziato in borsa. L’oro dovrà affrontare il precipizio. Per poter tornare di nuovo a galla il metallo prezioso ha biso- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA gno di una forte crisi nella zona euro o, ancora meglio, di un rallentamento dell’economia statunitense e mondiale che spinga la Fed a intraprendere le ennesime manovre di alleggerimento quantitativo. In assenza di tali circostanze disastrose, è l’oro a non sembrare più sicuro. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE LE BANCHE AFFONDANO MILANO IN RIALZO PARMALAT E TI MEDIA ECONOMIA NADIA FERRIGO Seduta pesante a Piazza Affari, maglia nera in Europa col Ftse Mib che chiude ai minimi (-3,13%). Il listino milanese risente del calo dei titoli degli istituti di credito, in linea con la ritrovata tendenza in crescita dello spread tra Btp e Bund che termina la seduta sopra la soglia dei 290 punti. Brutta giornata dunque per i bancari con Unicredit (-4,3%), Ubi (-5,15%), Bper (-4,89%) e Mps (-4,3%) in attesa della pronuncia di Tar e Corte dei conti sui Monti bond, arrivata a mercati chiusi. L’incertezza sul risultato delle prossime elezioni penalizza tutti i settori, tanto che nel paniere principale l’unica in rialzo è Parmalat (+2,24%). Qualche resistenza nell’energia per Saipem (-0,68%), tiene Impregilo (-0,45%) e Ansaldo (-0,66%), nel lusso Tod’s cede lo 0,67%. Nel settore delle comunicazioni in forte calo Mediaset (-5,71%) e Rcs (-5,12%). Riprende a correre Ti Media con un +7,08%, merito delle indiscrezioni sulle condizioni di vendita di La7, che potrebbero aumentare il valore della controllata. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO LEGENDA CRONACA ECONOMIA AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente. OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende; denaro quello di chi acquista. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA Fondi su LaStampa.it ECONOMIA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA RENDIMENTI ESTERI ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Il Mercato Azionario del 21-02-2013 ECONOMIA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ORO CHIUSURE ECONOMIA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA QUOTAZIONI BOT ECONOMIA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA CAMBI VALUTE ECONOMIA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA FUTURES SU FTSE MIB ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA ECONOMIA OBBLIGAZIONI 21-02-2013 ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA BORSE ESTERE ECONOMIA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA INDICE BORSA ECONOMIA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO EURIBOR ECONOMIA CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO ECONOMIA ESTERO CRONACA MONETE AUREE ECONOMIA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA IL DILEMMA DELL’ASINO DI BURIDANO CULTURA LUCA RICOLFI SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA Illustrazione di Dariush Radpour Erinegoziando i vincoli europei (tradotto: lasciateci fare un po’ più di deficit), nella speranza che l’economia riparta. La diagnosi è chiara: abbiamo avuto troppo rigore, è giunta l’ora di varare qualche stimolo all’economia. Il che, nella mentalità della cultura di sinistra, significa sempre «trovare» le risorse, piuttosto che liberarle, nell’illusione che il Pil cresca perché lo Stato spende di più, e non perché lascia più soldi nelle tasche dei produttori. Quanto alle tasse, una patrimoniale sui ceti medio-alti non è esclusa (specie se ci fosse necessità di una manovra aggiuntiva), mentre è esclusa una significativa riduzione della pressione fiscale. Si potrebbe pensare che la mia sia una lettura maliziosa del programma del Pd, ma in realtà è la conseguenza aritmetica di una cosa che a sinistra è stata ripetuta fino alla noia: le tasse diminuiranno nella misura in cui riusciremo a farle pagare agli evasori. E’ strano che nessuno lo faccia notare, ma diminuire le aliquote prenden- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE do i soldi dagli evasori significa una cosa soltanto: che la pressione fiscale resta costante, e quel che cambia è solo la sua ripartizione fra economia sommersa ed economia emersa. Un fatto senz’altro positivo, ma che si fonda sull’idea (secondo me erronea) che l’Italia possa tornare a crescere con una pressione fiscale elevata come quella attuale. Passiamo al centro-destra. Qui le stelle polari sono due. C’è la stella polare personale di Berlusconi, che è salvare sé stesso dai processi e le sue aziende dalle possibili conseguenze di leggi «contra personam» minacciate dalla sinistra, ad esempio in materia di conflitto di interessi e concessioni pubbliche. E poi c’è la stella polare dei governi guidati da Berlusconi, che è sempre stata la riduzione delle tasse, senza però ridurre la spesa, e dunque creando deficit pubblico. Con l’aggravante che oggi i mercati ci punirebbero senza pietà, mettendo a rischio la stabilità finanziaria dell’Italia e quindi i nostri risparmi. Naturalmente so benissimo che esiste anche il «vasto programma» di Brunetta: tagliare in cin- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA que anni 80 miliardi di spesa pubblica e restituirli ai cittadini sotto forma di minori tasse. Ma non lo prendo in considerazione perché la sua attuazione richiederebbe un vero governo di unità nazionale, tipo quello con cui Merkel e Schröder salvarono la Germania dal declino cui fino a pochissimi anni fa sembrava avviata (molti si sono scordati che, fino al 2007, era la Germania «the sick man of Europe», ovvero l’economia europea più in difficoltà). Resterebbe Monti, di cui per fortuna abbiamo un ricordo sufficientemente fresco da spegnere ogni illusione. Monti è stato l’unico leader che la possibilità di fare quel che ora promette - un governo che tagli le ali estreme e faccia le riforme - l’ha avuta sul serio. Quando venne chiamato a «salvare l’Italia» avrebbe potuto fare cose impensabili per i suoi predecessori e, temo, anche per i suoi successori. Ha sciupato quasi del tutto quell’opportunità, muovendosi con una prudenza eccessiva, un rimprovero questo che in questi mesi gli è stato ripetutamente rivolto dai suoi ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE stessi allievi bocconiani. Nemmeno sull’abolizione del valore legale del titolo di studio, tipico cavallo di battaglia della cultura liberale, il suo governo ha avuto il coraggio di prendere una posizione, preferendo nascondersi dietro una consultazione pubblica destinata a finire nel nulla. Ora ci racconta che quel che di buono ha fatto è stato nonostante i partiti, e quel che non è riuscito a fare è a causa delle loro resistenze. Può darsi (anzi sicuramente è), ma come può pensare che la forza che i partiti non gli hanno dato ieri, quando erano terrorizzati e intimiditi, gliela possano dare oggi, che sono tornati ringalluzziti e protervi più che mai? Che cosa potremmo dunque aspettarci, realisticamente, da un governo Monti, o da un governo molto condizionato da Monti? La stella polare di Monti è il rigore, ossia l’equilibrio dei conti pubblici imposto dall’Europa. I comportamenti passati del suo governo fanno pensare che Monti sia convinto che la via maestra per fermare la crescita del rapporto debito-pil sia azzera- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA re il deficit, o meglio azzerare il deficit «corretto per il ciclo», il che in buona sostanza significa chiedere all’Europa di poter sforare un po’. Questa visione e la linea di condotta che ne deriva hanno alcune conseguenze positive e altre negative. La conseguenza positiva più importante è che, con il rigore sui conti pubblici, diventa meno probabile un collasso finanziario immediato, che finirebbe per provocare una forte riduzione della ricchezza delle famiglie. Quel rischio è invece molto forte in caso di ritorno al governo di Berlusconi, e non è assente nel caso Bersani si trovasse a ripetere la triste commedia dell’ultimo governo Prodi, paralizzato - come l’asino di Buridano - dalle «diverse sensibilità» dei suoi ministri (per inciso: un governo Bersani-Monti-Vendola ci regalerebbe l’asino di Buridano perfetto). Ma non mancano, purtroppo, anche le conseguenze negative. L’ossessione del deficit fa indubbiamente i conti con l’Europa (o meglio con la visione economica della signora Merkel) ma non fa i conti né con i mercati né con gli interessi di lungo periodo ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE dell’Italia. Non fa i conti con i mercati perché sottovaluta due elementi cruciali. Primo, lo spread dipende più dal deficit nominale che da quello «corretto per il ciclo»: ai creditori dello Stato italiano interessa il deficit pubblico effettivo, non «quello che sarebbe stato se non fossimo in recessione» (è questo, in buona sostanza, il senso della «correzione per il ciclo»). Secondo, lo spread è fortemente influenzato dalle attese di crescita del Pil, come si è visto la primavera scorsa, in pieno «governo dei tecnici», quando le previsioni di crescita dell’Italia sono state drammaticamente riviste al ribasso e lo spread è ricominciato a salire pericolosamente. Ma l’ossessione per il deficit non fa i conti, soprattutto, con gli interessi futuri dell’Italia. I quali sono di aumentare stabilmente la torta da ridistribuire, più che accontentarsi di suddividere «in modo più equo» una torta che continua a restringersi di anno in anno. Un obiettivo, quello di far ripartire il Pil, che realisticamente si può raggiungere solo con riforme coraggiose, e tenendo i conti in ordine dal lato del- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA la spesa, anziché dal lato delle tasse come Monti e Bersani hanno mostrato finora di preferire. Ed eccoci al paradosso finale. A mio parere la politica economica che meglio tutela gli interessi futuri dell’Italia è una versione più realistica, o meno talebana, della rivoluzione liberale annunciata da Renato Brunetta o da Oscar Giannino (la cui lista e le cui idee restano in campo, a dispetto delle dimissioni del fondatore). Ad essi mi sento di fare un solo vero appunto, quello di dimenticare che il nostro Stato sociale, oltre che inefficiente e sprecone, è anche largamente incompleto, visto che mancano asili nido, ammortizzatori sociali universali, politiche per gli anziani e le persone non autosufficienti: ridurre la spesa pubblica si può e si deve, ma non nella misura in cui i liberisti puri pretenderebbero. Purtroppo, però, non vi è alcuna possibilità che una seria e realistica rivoluzione liberale venga attuata da un governo di centro-destra, perché quel genere di politica richiederebbe due ingredienti che ad esso mancano del tutto: la credibilità davanti all’Europa e ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE ai mercati (cha ha solo Monti) e la credibilità davanti alle forze sociali (che ha solo Bersani). Sembra un ossimoro, ma quello di cui a mio avviso l’Italia avrebbe oggi bisogno è una politica di destra fatta dalla sinistra. O, per essere più precisi, di una politica liberale, e perciò automaticamente e superficialmente bollata come «di destra», attuata e garantita dall’assai meno screditato personale politico di centro-sinistra. Una politica che ridia un po’ di ossigeno a chi produce ricchezza e al tempo stesso sia capace di incidere profondamente sulla spesa pubblica, non già per smantellare lo Stato sociale bensì per completarlo, perché di un welfare che funziona c’è oggi più bisogno che mai. Quel che invece avremo, verosimilmente, sarà un governo che dirà di battersi per «un paese più giusto», ma finirà per restituirci un paese forse anche più giusto, ma sicuramente più povero. Come direbbe Bartleby lo scrivano, «avrei preferenza di no». SEGUE DALLA PRIMA PAGINA 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE La verità è richiesta a tutti A Giannino come a chi lo lapida CULTURA MARIO CALABRESI La vicenda Giannino ha dell’inverosimile. Se si approfondisce, 7 persone su 10 potrebbero trovarsi nelle condizioni di Oscar. Quanti esercitano professioni e dicono di aver titoli e poi non li hanno? Il barbuto pelato però ha le carte in regola perché lui predica la meritocrazia e l’abolizione legale del titolo di studio. Il movimento di Fare per primo sta esercitando su se stesso il rigore metodologico divulgato nelle campagne elettorali. Altro che l’Oscar delle balle: con le dimissioni è l’Oscar dell’onestà intellettuale! SERGIO BENETTI La vicenda che ha visto coinvolto in questi ultimi giorni Oscar Giannino ha rappresentato per me il colpo di grazia. Quella notizia che non ti aspettavi né immaginavi minimamente. Una campagna elettorale molto strana e ingarbugliata. A tutto sembra sei pronto, ma non a una bugia così grossa. Il mondo va davvero da un’altra parte. Non è possibile che una persona che si dichiara il nuovo, che vuole cambiare, pur comprendendo le difficoltà del caso, è il primo che non dà il buon esempio. Per me non bastano le sue dimissioni, nonostante siamo in un Paese che di menzogne e di deficienze individuali ne sfoggia a iosa, tutti i giorni. Il punto sta nel fatto che ha deluso tantissimi giovani che spesso hanno visto in lui una persona integerrima, che era la loro voce in quelle occasioni ufficiali, convegni e seminari, dove si parlava delle difficoltà e delle prospettive delle nuove generazioni. Non ne faccio assolutamente motivo 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA attinente la scelta politica, cui, da qui a qualche giorno, sono chiamato a fare. Il giornalista entrato in politica ha sostenuto di aver conseguito un master in economia a Chicago, dopo una laurea in giurisprudenza. Entrambe le cose sono risultate false. Cosa gli è passato per la mente? Che cosa ha pensato che gli avrebbe dato in più, scrivere dell’ulteriore falsa qualifica? Stavolta, compiendo un atto in proprio, sinonimo di tanta superficialità, ha fatto adirare tanti. La conseguenza? E’ che non c’è da credere più a nessuno nella società in cui viviamo, che continua a imbarbarirsi all’inverosimile tutti i giorni. NICOLA CAMPOLI Ricordo che non troppo tempo fa aveva esortato noi, suoi lettori – me compreso, a non lasciarci andare al pessimismo. Non è questa la soluzione. Non è così che ci si risolleva, diceva. Allora, e lo giuro, ci ho provato. Mille volte e in mille modi. Sarò ottimista, mi sono detto. Ci proverò. Non ci riesco. Con la lettera di Berlusconi in buca, un Pd annacquato, un Ingroia desolante, un Monti braccato da Casini e ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Fini, non ci riesco. Avrei potuto votare Giannino, se avesse capito che l’umiltà oggi è un pregio e non un difetto. Avrei potuto votare Grillo, se il suo grido venisse anche un po’ dalla testa e non soltanto dallo stomaco. Avrei semplicemente voluto qualcosa di meglio per il nostro Paese. Ci dica qualcosa Direttore. Perché io, i miei amici all’estero che non possono votare e i miei amici in Italia che non vogliono votare, siamo confusi e spaesati. Spaesato: di persona che, trovandosi fuori del proprio Paese o in un ambiente diverso da quello abituale, prova un senso di disorientamento e disagio. M.S. Mi chiedo, francamente, perché Oscar Giannino abbia sentito il bisogno di dichiarare il conseguimento di un master negli Stati Uniti, indipendentemente dal fatto che lo abbia conseguito o meno. Purtroppo, questo scandalismo elettorale dipende dal fatto che si parla troppo delle persone, e troppo poco delle proposte, soprattutto riguardo alla loro fattibilità, e le conseguenze innescate dalla loro eventuale attuazione. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA GIUSEPPE MARCHISIO Non posso negare che sono cadute le braccia anche a me, non solo per la bugia ma anche per quanto è inutile e gratuita. Perché forse le idee di Giannino avrebbero avuto meno valore senza un master americano? Non credo proprio, anzi penso che la freschezza e la grinta che stavano conquistando pezzi di elettorato dinamico, specie al Nord, non avessero bisogno di titoli accademici per camminare. Bugie dalle gambe corte (la laurea, il master e perfino la partecipazione allo Zecchino d’oro) in un tempo in cui tutto si può controllare su Internet in pochissimo tempo. Bugie inutili ma non innocue perché gettano un’ombra pesante in un tempo in cui si chiede finalmente verità e trasparenza. Doti che però non sono neppure di molti che in queste ore si sono alzati per lapidare Giannino, ma che hanno gli armadi pieni di ben altri scheletri. www.lastampa.it/lettere ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA NEVICA, CI VUOLE FEDE PER ANDARE A VOTARE SPORT LOCALE CULTURA FERDINANDO CAMON Quale interesse ho, io personalmente, ad andare a votare? Starò meglio? Aiuto a creare un posto per mio figlio? E tra chi posso scegliere? C’è un proverbio poco citato ma illuminante, che spiega come dobbiamo guardare le cose che ci premono da vicino: dobbiamo guardarle come se fossero lontane, come se noi fossimo stranieri, perché se le osserviamo da stranieri non sentiamo più la carica di passione e di strazio che ci disturbano. Il proverbio dice: «Occhio di straniero / vede meglio di sparviero». Per applicare questo proverbio c’è una via rapida e semplice: osservare come vedono i nostri problemi gli stranieri. Ho davanti a me un sito, che riporta il giudizio di un editorialista straniero, Wolfgang Munchau, che di solito scrive sul «Financial Times» ma stavolta si esprime sullo «Spiegel» on-line, in intervista, e dice suppergiù così: «Tra quali candidati possono scegliere gli italiani? C’è un clown. Poi un mi- liardario condannato in primo grado per evasione fiscale. Poi un rappresentante dell’apparato politico della sinistra che non capisce di economia. Poi un professore di economia che non capisce di politica». Sul clown avevo dei dubbi, perché potrebb’essere più d’uno. Il fondatore di «Fare per evitare il declino» è stato chiamato, in Internet, per la mise che indossa, «domatore di pulci». Ma non è lui. Il nostro opinionista straniero lo chiarisce: è Grillo. E qui lo sparviero vede male, perché da lontano i contorni svaniscono. Se nevica, per recarsi a votare occorre una certa «passione», come quella, per intenderci, che muoveva i piciisti di un tempo. Oggi questa passione non batte da nessuna parte, tranne forse proprio tra i fanatici del «clown». La neve che scende nel giorno delle votazioni è un imprevisto che scompagina le previsioni e i sondaggi. Occorre «fede» per votare con questo tempaccio. Come quella che hanno i grillini. Che sono trascinati fuori 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA casa, fuori dal tepore, nel freddo e gelo, dai gridi di battaglia: «Li mandiamo a casa!», «Sarà un bagno di sangue!», «Per tutti!». Come metti il naso fuori dalla porta, il tuo corpo passa dai 21 gradi ai 3-4, va sotto sforzo, il fiato si gela davanti alla bocca, ogni passo spreca energie, non fai questa faticaccia per lo spread, per la Borsa, per la Magistratura, per il conflitto d’interessi, per Draghi, Monti, la Merkel, la Meloni e Crosetto… La neve è un problema tuo, e puoi affrontarlo se hai una passione tua che ti trascina. Le passioni qui sono due. Una: «Via tutti!», l’altra «Ridatemi l’Imu!». Quelli che sono andati nelle piazze con questo tempaccio, a sentire il clown-vendicatore, hanno fatto una cosa a cui non eravamo abituati: hanno mostrato la prevalenza del palco sulla tv, della piazza sul salotto. Una vittoria del dopoguerra sul duemila. Sono allenati a uscire, per votare usciranno anche se c’è neve e tira vento. Quelli che sono andati ai sindacati di Genova e Milano eccetera, a chiedere di ritorno i soldi dell’Imu, sono andati invano, ma sperano che se vanno a votare e vota- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE no in un certo modo, forse potranno riaverli. Dunque andranno. La neve è la variante impazzita che cambia tutto. Non le abbiamo, le previsioni «in caso di neve». Credevamo che il voto fosse una questione di tecnica, elettronica, tv, Internet. Nient’altro. Eravamo pronti. Avevamo fretta. Ed ecco, imprevista, inattesa, inarrestabile, la neve fiocca lenta, lenta, lenta. SEGUE DALLA PRIMA PAGINA [email protected] 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE GIANNINO LO ZECCHINO DI LATTA CULTURA E LENA LOEWENTHAL L’ ultima è che non solo gli mancano il master, due lauree e un concorso per entrare in magistratura, ma neanche allo Zecchino d’Oro ha mai cantato. Anche quella è una bugia pietosa, una mistificazione fine a se stessa, un modo bislacco per farci sognare o tornare bambini. Parola di Mago Zurlì, che si è portato con sé anche gli archivi del concorso canoro, oltre che un pezzo della nostra infanzia. Peccato, più per il povero Giannino che per noi. In questo strabiliante catalogo di menzogne paradossalmente accompagnate da una non meno stupefacente dose di candore - come diavolo ha fatto a pensare di farla franca in questo presente dove regna l’informazione globale, dove quasi ogni dato è disponibile? -, vi è una cosa che stupisce forse ancor di più. Sbugiardato così platealmente, Giannino ha in fondo dimostrato di essere stato un dritto. Diciamo un furbastro. Comunque, uno che di strada ne ha fatta, senza tanti (autentici) titoli in tasca. S’è formato una cultura economi- ca, ha imparato a scrivere e a parlare sul palco, qualche rudimento di pubbliche relazioni non può non averlo. Visto così, senza il disvalore aggiunto della frode e senza il corredo fosforescente di un abbigliamento un po’ sopra le righe, sembra (è?) un tipo in gamba. Anche se non ha studiato. Per l’appunto. In fondo, avrebbe potuto rappresentare un modello ben più convincente, senza tutti quei titoli falsi e quei colori fin troppo veri addosso: il tipo self made man che in tempi di crisi come questi avrebbe avuto il suo notevole appeal. Non dimentichiamo il dato rilevante pubblicato quest’anno alla chiusura delle immatricolazioni universitarie: decine di migliaia di giovani in meno iscritti nelle università. Per sfiducia, per mancanza di quattrini, per un diverso orientamento sul mondo del lavoro. Perché Giannino non ha detto a quelle migliaia di giovani e a chissà quanti altri, più o meno giovani: guardate me, che non sono neanche laureato! Guardate che cosa succede, quando ci si rimbocca le maniche 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA (magari un po’ meno sgargianti e broccate) e si prende la vita a testa bassa, per andare lontano. Che occasione sprecata, la sua, per offrire un modello e garantirsi una credibilità inossidabile, anche originale. Certo, in questa kermesse elettorale ben altri rivendicano una imprenditorialità fin troppo di successo, venuta su dal nulla. Ma nel caso di Giannino sarebbe stata un’impresa di se stesso individualista, nuova, pregnante e facile da comunicare, nella sua freschezza. Invece lui ha scelto l’accidentata (ma neanche tanto, visto che da anni va avanti così) via della mistificazione, del costruirsi un’identità tutta artificiale e artificiosa, inevitabilmente destinata a crollare, prima o poi, sotto i colpi di diplomi inesistenti, ridicole contraddizioni, assurde giustificazioni. «Colpe gravi ma inoffensive», ha detto di sé quando ormai era troppo tardi, quando ormai il placcatore del declino si era trasformato in una macchietta. Non sono affatto inoffensive, quelle colpe: offendono tanto chi ha sudato sui libri per guadagnarsi anche ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE solo una laurea e non le due che millantava lui, quanto chi la laurea non ce l’ha e mai l’avrà e avrebbe potuto riconoscersi in lui, nella sua intraprendenza, nel suo talento, nel consenso che avrebbe potuto guadagnare restando quello che era. SEGUE DALLA PRIMA PAGINA [email protected] 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA Editrice La Stampa ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE CULTURA REDAZIONE AMMINISTRAZIONE TIPOGRAFIA 10126 Torino, via Lugaro 15, tel. 011.6568111, fax 011.655306; Roma, via Barberini 50, tel. 06.47661, fax 06.486039/06.484885; Milano, via Paleocapa 7, tel. 02.762181, fax 02.780049. Internet: www.lastampa.it. ABBONAMENTI 10126 Torino, via Lugaro 21, tel 011.56381, fax 011.5627958. Italia 6 numeri (c.c.p. 950105) consegna dec. posta anno 308; Estero: 746. Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata. Usa La Stampa (Usps 684-930) published daily in Turin Italy, $ Usa 745 yearly. Periodicals postage paid at L.I.C. New York and address mailing offices. Send address changes to La Stampa c/o speedimpex Usa inc.- 3502 48th avenue - L.I.C. NY 11101-2421. SERVIZIO ABBONATI Abbonamento postale annuale 6 giorni: 308. 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Ora però, mentre il nostro Tfa si sta concludendo, il ministro ha proposto un Tfa speciale: senza esame di ammissione, senza tirocinio e senza limitazioni numeriche, per quei precari con almeno tre anni di servizio presso scuole statali o paritarie, che si sono rifiutati di partecipare o non hanno superato la selezione del Tfa ordinario. Senza ombra di dubbio questa sanatoria renderebbe inutile il duro percorso sostenuto da noi ordinari, che ci troveremmo con un titolo uguale ad altri cinquantamila, ma pagato e sudato molto di più. Non chiediamo che siano cancellati sacrifici e anni di supplenze a questi precari, ma vogliamo vedere applicata la linea emersa il 6 febbraio scorso dalla riunione della VII Commissione Cultura della Camera: evitare che il principio del merito venga calpestato dal principio di anzianità di servizio. Abbiamo superato una selezione e questo deve avere un valore. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA Vorremmo evitare di creare uno scontro con altri precari e ci limitiamo ad una riflessione più semplice e banale per chiunque insegni: se l’esempio istruisce più di ogni altra cosa, come potranno gli insegnanti del futuro, che dovranno trasmettere l’importanza della valutazione scolastica, della sua correttezza e imparzialità, spiegare ai loro studenti che le stesse regole non devono valere oggi anche per loro? Io e i miei compagni speriamo che in questa occasione la politica non si mostri miope e meschina verso chi il merito ha voluto affrontarlo e dimostrarlo. laureata in Lettere moderne, Bologna ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Lavoro, problema non solo dei giovani LOCALE CULTURA ROBERTO F. Nel controllare tutti i programmi elettorali non riesco a trovare qualcuno che riesca a vedere il vero problema che riguarda il lavoro in Italia. Chi promette lavoro ai giovani, chi promette di togliere i contributi ai giovani, chi promette di abbattere l’irpef ai lavoratori... giovani. Nessun partito riesce a fare le considerazioni che seguono: molte persone che si suicidano hanno superato i 35 anni e sono disperati. Esistono già leggi che favoriscono il lavoro ai giovani e questo riduce drasticamente le probabilità di trovarlo superati determinati limiti d’età. I ministeri sulle pari opportunità degli ultimi anni continuano a vedere i «giovani» come l’unica parte svantaggiata che non riesce a trovare qualcosa, ma non si pensa che ogni vantaggio dato a un ragazzo di vent’anni anni che cerca lavoro impedisce a un over 35 con famiglia di trovare qualcosa. Nessun partito prende in considerazione i conseguenti problemi sociali che vengono a crearsi con una situazione del genere Nessun partito propone il lavoro di per sé... l’economia che funziona e che porta il lavoro senza bisogno di proporre agevolazioni, perché se tutti lavorano tutti possono spendere, e se tutti acquistano le aziende guadagnano. A destra e a sinistra continuo a sentire «promettiamo di dare lavoro... soprattutto ai giovani» . 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Specchietti per allodole in lista CULTURA GIAN PAOLO ROVETTO Anche in queste elezioni si verifica un fenomeno che mi indispone. Come già è avvenuto in passato, i leader politici, di ogni partito, si presentano come capilista in svariati collegi elettorali (nelle precedenti elezioni ne avevo contato fino a trenta e oltre) ben sapendo che, in caso di elezione in più collegi, potranno occupare un solo posto in parlamento rinunciando per gli altri a favore dei nominativi che lo seguono in lista. Ma gli elettori, attratti dai grandi nomi, si rendono conto che si tratta solo di specchietti per allodole e che risulterà eletto non il nome da loro prescelto ma il secondo o il terzo di cui forse non hanno neppure letto il nome? Non basterebbe limitare la loro candidatura ad un ragionevole, e ridotto, numero di collegi? Se mai si farà una riforma della legge elettorale auspico che sia affrontato anche questo tema. SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Imu, gli scandalizzati ci rinunceranno? CULTURA CHIAFFREDO MOTTURA Non ho ancora avuto il piacere di ricevere la lettera di Silvio Berlusconi, sulle modalità di rimborso dell’Imu, ma non mi strapperò i capelli e non sentirò dolori sotto la cintola, nel riceverla, accetterò volentieri il rimborso. Mi chiedo, però, se tutti coloro che si scandalizzano avranno il coraggio di rinunciare al rimborso o saranno tanto ipocriti da mettersi in coda, come temo, tra i primi. LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA Meglio difendere le pensioni CULTURA RENATO INVERNIZZI Invece di un’eventuale restituzione dell’ Imu sulla prima casa, tassa il cui futuro è in dubbio e in ogni caso modificabile al ribasso, sarebbe necessario tutelare quei milioni di pensionati ai quali per due anni è stata bloccata la perequazione.Il rimanere di questa mancata integrazione comporta una tassa permanente, gravosa per il ceto medio/mediobasso. CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO c. contatti CULTURA ESTERO CRONACA CULTURA LE LETTERE VANNO INVIATE A LA STAMPA VIA LUGARO 15, 10126 TORINO E-MAIL: [email protected] FAX: 011 6568924 ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA Camus, straniero per sempre CULTURA SPORT LOCALE CULTURA Cent’anni fa nasceva l’autore della Peste . Ha riflettuto sulla condizione umana nei momenti più bui del ’900: i totalitarismi, la guerra, i sussulti finali del colonialismo DOMENICO QUIRICO Un’immagine di Albert Camus negli Anni 40. Lo scrittore nacque a Mondovi in Algeria il 7 novembre del 1913. Morì in un incidente d’auto il 4 gennaio del 1960. Nel 1957 vinse il Nobel per la Letteratura Assomigliava davvero a Humphrey Bogart, con il colletto del cappotto alzato, la sigaretta eternamente in boc- ca, lo sguardo grave e un mezzo sorriso alle labbra: avresti giurato di averlo già incontrato, sì, in qualche film in bianco e nero degli Anni 50, a fianco di Jeanne Moreau colla stanchezza dell’anima negli occhi. Ha fatto impersonare Caligola da Gérard Philippe, e mandato in scena Maria Casarés abbigliata da pasionaria del terrorismo rivoluzionario, ha fatto gridare al miracolo con Lo straniero , e afferrato la gloria con La peste . Eppure non era questo che voleva: «La volgarità delle intelligenze, le vigliaccherie compiacenti» , il marchio di fabbrica della Parigi letteraria, gli davano «la nausea». Appunto. Camus. Questo frutto spinoso nato cento anni fa nella terra arida, stenta, dura d’Algeria («il piccolo erg - la povertà estrema ed asciutta - le tende nere dei nomadi, sulla terra secca e dura – ed io – che non posseggo nulla e non potrò mai possedere nulla, simile a loro…») nella Parigi del dopoguer- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ra era il maschio avvolto di femmine e di successo: «Leccare la vita come zucchero d’orzo…». Sartre e la sua banda potevano ben pispolare la notte nelle cantine di Saint-Germain e imporre, di giorno, la polizia del loro pensiero unico allo sberrettante quartier generale del café Flore; neppure loro avevano potuto impedire a Camus di imporsi come un maestro. E oggi? Già, già: Camus è «universale», tradotto e letto ovunque, persino Bush una volta lo ha citato. Ecco: è comodo, alla mano: pigiati dentro un solo Grande da Plèiade il sentimento tragico della vita, la necessità di forgiare la propria morale, la mistica del Mediterraneo e dell’Oriente, rivolta e accettazione, rovescio e diritto. Il giovane uomo nietzscheano che attraverso l’assurdo e la rivolta (merce sempre di buona domanda anche nei cataloghi editoriali) si arrampica fino a una filosofia della misura, apparentata alla antica nemesi greca. Scrittore perfetto per i garbi dei dettati, filosofo da liceali che non vogliono correre rischi al Bac, filosofo discount, moralista della Croce rossa. E ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE ancora: nell’intimo democratico molle, sentimentale, perfino uno sgonnellatore di femmine. Nell’omaggio apparentemente universale quante spine acute, in Francia, mezzo secolo dopo quel 4 gennaio 1960 in cui morì in un incidente d’auto, da folgorante James Dean della letteratura. Bisogna sveltamente aspirare l’ossigeno della saggezza di Finkielkraut per non dubitare: «Camus è consacrato da un’epoca che gli volta le spalle, il nostro tempo non ama che se stesso ed è se stesso che celebra quando crede di commemorare i grandi uomini». Meno male! C’è un antidoto a questa melassa che gli hanno steso sopra. Chi considera un merito non attirare rischi di attizzare l’ira e lo scandalo: su pena di morte, colonizzazione (lo accusarono essere traditore e colonialista, contemporaneamente!) stalinismo, Camus, sempre inclassificabile in famiglie ghenghe e parrocchie, un uomo in rivolta, eroismo che piace, ma anche ferito, umile, il che piace ancor di più perché innesca la compassione. Prendiamo, ad esempio, l ’a n t i c o l o n i a l i - smo: il suo umanesimo sten- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA de un velo consensuale perfino sulla guerra di Algeria, un pied-noir che diventa figura di conciliazione, utilissimo. In quei deserti, dall’altra parte del mare, che nella sua penna si animava di colline odorose fiorite di tamerici e di assenzio, con le antiche colonne in rovina «colore dei pini», oggi infuriano profeti ben più spietati e letali che i nazionalisti di Ben Bella. Sì, gli anniversari sono sempre un guaio con Camus. Quest’anno una mostra a Aix, sotto il bel sole di Provenza che tanto amava, è già avvolta di polemiche tignose, dimissioni, licenziamenti. Nell’anniversario, tre anni fa, della morte fu Sarkozy, allora presidente, nel suo furore di assimilare epoche storie e grandi a suo uso e consumo, che cercò, con gran fracasso, di panteonizzarlo, sì, di tumularlo in questo santuario laico, labirinto oscuro e umido, da sempre teatro di inquietanti vai e vieni cimiteriali. Dove la Francia si dà battaglia, e si ricompone talvolta, a colpi di ossa cadaveri e tombe. Mossa forse definitiva per farne un edulcorato pascolo per citazioni, di marmorizzarlo: ah! il gusto insaziato e insaziabi- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE le della Francia per i funerali degli illustrissimi presi, in se stessi, come opere d’arte, da Napoleone a Hugo. Manovra fallita per il provvidenziale no di un figlio del marmorizzabile. E anche allora, nel fiume dei turiferari da anniversario gocciolarono rivoli di sodo veleno. A instillarlo è l’eterna Algeria, circonlocuzione complessa (dopo mezzo secolo!) di una Storia poco condivisa; e i rancori gauchistes, dei salottini apparecchiati per l’anatema. Non hanno ancora perdonato, allo scrittore, il rifiuto «di mettere tra la vita e l’uomo un volume del Capitale». Che eresia! E se Camus fosse lì, appunto per ricordarci, instancabilmente e fastidiosamente, che più gli uomini cedono ai dogmatismi e più diventa loto necessario il distacco, il disinteresse di qualcuno? È ammirevole che abbia riflettuto sull’uomo e sulla sua condizione nei momenti più bui del secolo: i totalitarismi, la guerra, i sanguinosi sussulti finali del colonialismo. In fondo, come accadde a Montaigne, nelle guerre di religione. L’orrore e il sangue lo fortificavano nella sua missione di osservatore e di testimone. Era 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA uno dei pochi attenti, in una Francia in preda al dubbio e alla follia. Senza pretendere niente altro che rappresentare e descrivere è proprio lui che ci forma, proponendoci una immagine esatta di noi. Anche grazie a lui siamo passati attraverso le maglie della rete che in tutte le epoche gettano su di noi i Piani, i Sistemi, le Rivoluzioni. A questi cacciatori pericolosi l’uomo qual è, l’uomo dello Straniero , l’uomo di Camus resterà sempre sconosciuto e straniero. «Ogni sforzo umano – disse - è relativo, noi crediamo appunto alle rivoluzioni relative». E può bastare questo per dar colore a un anniversario. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Crispi, metà Andreotti e metà Berlusconi LOCALE CULTURA Ambiguo, abile nelle manovre parlamentari e nel superare anche gli scandali sessuali: una biografia dello statista ottocentesco MARCELLO SORGI Metà Garibaldi, metà Mazzini. Ma anche, a guardarlo con occhi di oggi, metà Andreotti e metà Berlusconi. Questo era Crispi, l’ottocentesco primo presidente del Consiglio siciliano, en- trato nella storia con una vita avventurosa, cosmopolita, in parte clandestina e in esilio. Ora che l’approfondita biografia di un giovane storico, Giorgio Scichilone, ce lo ripropone, nella bella collana «Siciliani» dell’editore Flaccovio ( Francesco Crispi , pp. 218, € 16), sembra incredibile che, per quanto straordinario, un leader politico vissuto ben due secoli fa possa essere riuscito in tante imprese, dai moti siciliani del ’48 alla spedizione dei Mille del ’60, e soprattutto alle molte rivoluzioni parlamentari del primo ventennio dello Stato unitario neonato: contro Depretis e contro Giolitti (e prima ancora contro Cavour), in un instancabile gioco di tessiture politiche che lo porteranno alla presidenza della Camera, e di lì al ministero dell’Interno, fino alla presidenza del Consiglio. Nato da una famiglia di origini albanesi, anticlericale malgrado l’educazione ricevuta in seminario da uno zio ve- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA scovo, espulso da Cavour dopo i moti milanesi del ’53, si presenta da Giuseppe Mazzini a Londra, in esilio, nel ’55, e ne diventa il più stretto collaboratore. Di qui è a Parigi, e poi di nuovo in Italia per la partenza, dallo scoglio di Quarto, della spedizione dei Mille, da lui fortemente voluta e organizzata insieme con Garibaldi. Ma quando gli chiedono se si senta più vicino al padre dell’idea repubblicana o al comandante delle camicie rosse, risponde sprezzante: «Io sono Crispi!». È il tratto emergente, che diverrà ricorrente nella sua lunga vita, della caratteristica presunzione siciliana, che in Crispi si accompagnerà a un’inguaribile ambiguità e alla disinvoltura che gli consentirà di mollare Mazzini dopo l’unità d’Italia, in nome dell’affermazione che «la Monarchia unisce e la Repubblica divide», di essere anticlericale al punto da far erigere, tra le proteste della Curia, a Roma, la statua di Giordano Bruno in Campo de’ Fiori, e nel contempo trattare sottobanco con il Vaticano, e ancora di continuare a dichiararsi repub- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE blicano accettando tuttavia il Collare dell’Annunziata, la prestigiosa onorificenza monarchica che faceva diventare cugini del Re, e di predicare con largo anticipo la «questione morale» pur restando invischiato in una serie di scandali dai quali, comunque, risorgerà. La perizia nella manovra parlamentare, che fa di Crispi un antesignano di Andreotti, in un Parlamento che per molti versi anticipa l’instabilità e i vizi della Prima Repubblica, lo porterà a non soccombere mai a tutte le sconfitte impostegli dai suoi avversari, si tratti di Cavour che lo costringe all’espatrio, del leader della Sinistra storica Depretis che lo esclude dal governo, o di Giolitti che approfitta della sua prima caduta. Ma un’abilità ancora più grande - diversamente da Berlusconi nell’ «affaire» del bunga-bunga - Crispi sarà in grado di dimostrare nel superare tutti gli scandali che lo investono, anche nella vita privata: da quello, clamoroso, della bigamia, quando accanto alla moglie dell’epoca rivoluzionaria Rosalie Montmasson si scopre la giovane 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA amante - e madre della figlia Giuseppina - Lina Barbagallo, e l’averle sposate entrambe, seppure in Paesi diversi, lo costringerà a dimettersi da ministro dell’Interno; a quello, di dimensioni enormi, della Banca Romana nell’89, che provoca la caduta del suo primo governo e porta allo scoperto una serie di lettere intime molto imbarazzanti di Lina ai suoi amanti. Basta uno di questi bigliettini a rivelare il tenore delle relazioni che la first lady intratteneva: «Prendimi, rompimi il c..., ma fammi godere». Eppure risorgerà. Ultrasettantenne, un’età che al suo tempo contrassegnava la vecchiaia, riprenderà la guida del governo in un momento molto difficile, si lancerà nelle imprese coloniali, ma gli saranno fatali la sconfitta di Adua nel 1896 e la repressione durissima dei Fasci siciliani. La seconda, forse, più della prima: a riprova che un siciliano a cui tutto, o quasi, era stato concesso - grazie al carattere e alla forza di volontà eccezionali - non avrebbe mai dovuto commettere l’errore di prendersela con i suoi conterranei. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Scrittori ben risarciti e matematici pertinenti CULTURA MARIO BAUDINO La giallista rampante Megarisarcimento per Patricia Cornwell, la regina del thriller. Apprendiamo dai media internazionali che un tribunale di Boston ha imposto agli ex amministratori del suo patrimonio di rifonderla con oltre 50 milioni di dollari per le perdite che le avevano fatto subire. Esemplare sanzione per pescecani della finanza. C’è però anche un risarcimento supplementare, sembra di capire, di 15 e rotti milioni perché le perdite e i grandi litigi che devono averle accompagnate avrebbero turbato la sua se- renità: non consentendole di portare a termine e consegnare all’editore per la scadenza fissata un nuovo romanzo, immaginiamo con la detective Scarpetta alle prese con trucibaldi affettatori di cittadini inermi; in altre parole, per averle fatto perdere la concentrazione e forse l’ispirazione, riducendola addirittura a «non sapere più di che cosa parlasse il suo libro». Un bel guaio davvero. Anche perché, a pensarci, non è che parlano un po’ tutti delle stesse cose, i suoi libri? La poliziotta riluttante E poi, quanto vale l’ispirazione? In Joseph Anton , l’autobiografia dedicata da Salman Rushdie ai suoi lunghi anni con la fatwa - ma è molto più di un «memoir», è la storia del rapporto fra cultura e politica in Occidente, dall’89 a oggi -, c’è un passo dove lo scrittore chiede a una funzionaria della polizia di Londra il motivo delle ricorrenti polemiche per i costi della protezione a lui accordata. La domanda è: accade lo stesso per gli altri (politici, industriali, persone in vista) che vivono sotto scorta? Ma la risposta è no. Per- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ché quelli «hanno fatto o stanno facendo qualcosa per la Nazione». Uno scrittore perseguitato è invece più che altro una seccatura. Colto sul Fatto Il principio può tuttavia essere rovesciato, almeno nel nostro fantasioso Paese, dove pure uno scrittore che vive alla Rushdie c’è, ed è Roberto Saviano. Qui non si tratta di lui, ma di una scoperta di Gianni Vattimo. L’ha illustrata sul Fatto quotidiano , e l’implacabile Guido Vitiello l’ha rilanciata su Facebook. Un’ipotesi suggestiva: «E se avessero vinto davvero Flores e Odifreddi, e i tanti scientisti dogmatici come loro, determinando nel povero papa Benedetto XVI una crisi di fede tale da indurlo a dimettersi?». Ora sì che il matematico è pertinente. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Oggi convegno a Mondovì A marzo kermesse a Parma SPORT LOCALE CULTURA In occasione del centenario della nascita di Camus si svolge oggi e domani a Mondovì (la scelta non è casuale perché lo scrittore era nato in un paese dell’Algeria che si chiama Mondovi) un convegno internazionale. Nelle sala Ghislieri oggi la prima sessione è dedicata al tema Camus, prigioniero della storia. Domani si parlerà di Camus: poesia e amore, unica via per la comprensione del mondo e di Camus e Mondovì . Intervengono tra gli altri Yvonne Fracassetti, Michele Brondino, Bruno Audisio, Armand Corbic. Per l’occasione è stata anche allestita una mostra su Camus a cura dell’Alliance Française di Cuneo Camus si era autodefinito «solitaire et solidaire» (solitario e solidale): così la Fondazione Teatro Due di Parma ha voluto chiamare la rassegna, che dedica a marzo al centenario della nascita di Albert Camus. Il pensiero politico di Camus sarà affrontato il 7 marzo da Paolo Flores D’Arcais, direttore di MicroMega, quello filo- sofico da due docenti dell’Università di Parma, Samantha Novello e Rita Messori il 22 marzo. Il 7 marzo debutta Lo Straniero in prima nazionale, adattamento teatrale di Robert Azencott e traduzione di Enzo Siciliano, con la regia di Franco Però. Ancora il teatro con un incontro di approfondimento l’11 marzo (Marta Marchetti, docente di scritture sceniche alla Sapienza di Roma) e con La Caduta letta da Massimiliano Sbarsi il 14 e La Peste affidata a Graziano Piazza e Paolo Serra il 23 (incontri curati da Julie Barnard?. Spazio al cinema poi con Il primo uomo (2011) di Gianni Amelio. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE La piramide di Khay, ministro di Ramesse II CULTURA Sono stati scoperti a Luxor, l’antica Tebe, i resti della piramide di uno dei ministri del faraone Ramesse II, che regnò dal 1279 al 1213 avanti Cristo. Lo ha annunciato il ministro per le antichità egiziane Mohamed Ibrahim, spiegando che la piramide appartiene a Khay, che per quindici anni fu ministro del sovrano ed era un personaggio conosciuto per essere stato il responsabile della manovalanza nella Valle dei Re e delle Regine. La piramide, ha spiegato Ibrahim, era alta quindici metri per una larghezza di dodici ed è stata rinvenuta da una missione belga. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Radiotre, l’economia come un romanzo CULTURA A Radio3 parte domani una serie sull’economia, Come un romanzo , breve storia del denaro , condotta da Leonardo Martinelli, regia di Elisabetta Parisi, in onda il sabato e la domenica alle ore 10,50 nello spazio di Passioni . Dalla corsa agli sportelli della banca di Mary Poppins alla borsa nera nei campi di concentramento, dai nomadi lavoratori delle centrali nucleari in Francia al mondo dei trader di Wall Street: la letteratura e i film ci aiutano ad approfondire i temi economici con un orizzonte vasto nel tempo e nello spazio. LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO Selfpublishing CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE CULTURA Mimmo Paladino tra Joyce e i filosofi-viandanti. La riscossa dell’autore dilettante. I robot di Philip Dick. Manzini: il giallo della pista nera. McCullers, la ballata del profondo Sud. Il barone estone amico di Rilke pioniere dell’etologia. Orfeo: il dilemma vita/arte.Il sogno di Ratzinger. Diario di lettura: 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Argo sfida Lincoln negli Oscar dell’orgoglio Usa CULTURA Il favorito è Spielberg ma Affleck permette a Hollywood di essere fiera di se stessa LORENZO SORIA LOS ANGELES 12 nomination Il tutto è iniziato quando al festival di Toronto, ai primi di settembre, è stato presentato Argo , la storia della liberazione di sei diplomatici americani presi in ostaggio a Tehran nel 1979. Venne accolto molto bene, il film di Ben Affleck, e apparve subito come un probabile candidato nella corsa all’Oscar. Ma in quei giorni nessuno aveva anco- ra visto i film più attesi dell’anno. Vita di Pi , per esempio, l’adattamento di Ang Lee dell’omonimo e molto spirituale best seller di Yann Martel. O Zero Dark Thirty , il film di Kathryn Bigelow sulla caccia a Osama Bin Laden. O Les Miserables , con Hugh Jackman, Russell Crowe e Anne Hathaway che narrano cantando il capolavoro di Victor Hugo. C’era anche Tarantino, con il suo Django , e poi c’era da fare soprattutto i conti con Lincoln , il film di Steven Spielberg con Daniel DayLewis nella parte del presidente americano che abolì la schiavitù. Lincoln era il film da battere. La campagna promozionale Sono passati quasi sei mesi da quella proiezione a Toronto, un periodo interminabile nel corso del quale Hollywood è stata ancora una volta consumata dal rito annuale della campagna per gli Oscar. Una campagna molto costosa e cattiva, fatta di feste e di tappeti rossi e an- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA che di voci e sussurri per screditare i film avversari. Ma adesso le altre premiazioni, che sono poi delle prove per arrivare allo show-down finale, si sono esaurite, i 6 mila membri votanti della Academy hanno deposto le loro schede. E a due giorni da quando domenica al Kodak Theater verrà celebrata l’85a edizione degli Oscar l’opinione generale è che alla fine a spuntarla sarà proprio Argo . Come con The Artist l’anno scorso, è un film che permette ad Hollywood di compiacersi di se stessa e del suo ruolo nel mondo. Ben Affleck si è rivelato un candidato molto affabile e sempre pronto all’autoironia. Ha dietro la macchina potentissima della Warner Brothers. E da quando a sorpresa prima è stato escluso dalla Academy nella categoria della miglior regia e poi pochi giorni dopo si è preso il Golden Globe, Argo ha vinto tutto. La premiazione degli attori, poi quella dei produttori, quindi il Bafta, gli Oscar britannici. «Ci sono stati dei momenti in cui avrei desiderato che questo fosse stato un anno meno incredibile per il cinema», si è lasciato scappare Spielberg quando Affleck ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE gli ha portato via anche la premiazione dei registi. La carica delle donne Domenica, nella categoria di «best director», non avrà l’ombra di Affleck ma sulla sua strada Spielberg potrebbe ritrovare Ang Lee. O Michael Haneke, il regista di Amour . E doversi accontentare, alla fine, solo dell’Oscar praticamente garantito per Daniel DayLewis: dopo le statuette già conquistate con Il mio piede sinistro eIl petroliere sarebbe il primo attore nella storia ad arrivare a quota tre. Tra le attrici, la corsa è invece considerata molto aperta. Sino a poche settimane fa il consenso era tutto su Jessica Chastain, che nel film della Bigelow è la donna che con tenacia e ossessione scopre il nascondiglio di Bin Laden. Ma c’è una forte corrente di simpatia per Emmanuelle Riva, formidabile in Amour e che, a 85 anni, sarebbe l’attrice più anziana ad avere mai ricevuto l’ambita statuetta. E soprattutto c’è Jennifer Lawrence, protagonista al fianco di Bradley Cooper de Il lato positivo . Un film che potrebbe regalare un Oscar anche a uno dei suoi non pro- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA tagonisti, Robert De Niro, che - sembra difficile da credere - non vince una statuetta dai tempi di Toro Scatenato , nel lontano 1980. Tra le non protagoniste, viene data per scontata la vittoria di Anne Hathaway, la Fantine emaciata di Les Miserables che in questi ultimi mesi ha vinto tutto quello che c’era da vincere. L’unica sorpresa, qui, è se domenica farà la parte, un’altra volta, di quella sorpresa e sotto shock. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Kasia Smutniak “Io, nuova povera” SPORT LOCALE CULTURA L’attrice in “Tutti contro tutti”, storia di periferia FULVIA CAPRARAROMA Kasia Smutniak è sempre bella. Con le acconciature Anni 60 della signora Modugno, nella fiction da record Volare appena vista su Raiuno, e con i completi trasandati di una madre di famiglia nel film d’esordio di Rolando Ravello Tutti contro tutti Il fatto è che Kasia Smutniak è sempre, invariabilmente bella. Con le acconciature Anni 60 della signora Modugno, nella fiction da record Volare appena andata in onda su Raiuno, e con i completi trasandati di una madre di famiglia che ha perso la casa nel film d’esordio di Rolando Ravello Tutti contro tutti . Polacca, figlia di un generale dell’aeronautica militare (particolare che spiegherebbe, lo dice spesso lei stessa, una certa attitudine alla disciplina), Smutniak è un po’ diva e un po’ ragazza della porta accanto, un po’ solare e un po’ ombrosa, un po’ gentile e un po’ insofferente: «Non me ne importa niente dei ruoli glamour, quando devo decidere se fare o meno un film, scelgo sempre di capire se la storia ne vale la pena». Ma la cosa più importante è un’altra: «Cerco personaggi il più possibile lontani da me, dalla mia vita, dal mio modo di essere. Dove trovo una difficoltà mi fermo, quando invece vedo che la parte mi assomiglia, tendo a mollare» Con la compagna di Modugno, quindi, dovrebbe avere poco in comune, eppure il pubblico ha apprezzato eccome (11milioni di spettatori): «Ho visto solo la prima puntata con Beppe - minimizza lei - e mi è piaciuta». 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA Insomma, pochi fronzoli, e modi spicci, perchè si vede che, del mestiere d’attrice, la parte rapporti con la stampa non dev’essere quella che Smutniak preferisce: «Mi chiedono spesso perchè ho interpretato un certo ruolo. Ma io non so rispondere, faccio un film e basta, poi, nella fase della promozione, mi ritrovo a dovermi chiedere il perchè». Domande da giornalisti. Come quella, classica, sul sogno nel cassetto: «Io non ce l’ho, oppure ne ho tanti, tutti i ruoli che non sono stati ancora fatti. Preferisco inventare». Di Anna, che in Tutti contro tutti è la moglie innamorata di Agostino, improvvisamente senza tetto dopo che il suo appartamento è stato occupato da una famiglia di sconosciuti, dice che è «un personaggio simile a tante donne e mamme che si trovano, all’improvviso, davanti alla necessità di prendere decisioni inattese. L’ho interpretata perchè ho letto la sceneggiatura e l’ho trovata molto divertente. Mi è piaciuta questa visione quasi fiabesca di un fatto che appartiene alla nostra cronaca». ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Case occupate abusivamente, contratti di locazione inesistenti, campi rom dati alle fiamme, strozzini sempre in agguato, pronti a gettarsi sulle spoglie di chi non riesce a sbarcare il lunario. In effetti Tutti contro tutti (da giovedì in 250 sale distribuito da Warner) è un affresco tragicomico sull’universo dei nuovi poveri e dei poverissimi, un racconto, al limite del surreale, su come siamo ridotti: «Agostino e la sua famiglia - dice Ravello - sono dei piccoli eroi, le persone che ci incrociano per strada e che ormai non guardiamo più. Siamo noi, lasciati a combattere in solitudine la battaglia quotidiana per una vita dignitosa...». Nel cast, svetta, tra gli altri, Nonno Rocco, interpretato da Stefano Altieri, scoperta cinematografica con lunga esperienza teatrale alle spalle. Il suo sguardo partecipe, ma insieme sarcastico e profondamente concreto sui fatti, è una delle cose migliori del film: «Mi è piaciuto talmente tanto - dice Smutniak -, posso dire di aver fatto il film perchè c’era lui». 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Kevin Ayers pioniere psichedelico SPORT LOCALE CULTURA MARINELLA VENEGONI Kevin Ayers doveva proprio amare la vita fuorimano. La notizia della sua morte a 68 anni, il 18 scorso a Montolieu in Linguadoca, villaggio di neanche mille anime, ci ha messo qualche giorno a uscire dalle campagne francesi, e l’ha dovuta dare il sindaco perché Kevin viveva lì da 15 anni da solo, in modo anche misterioso e precario, ed evidentemente le sue tre figlie lo cercavano poco. Gli abitanti se lo ricordano perché spesso suonava la chitarra al caffé, così per sport. Accanto al letto hanno trovato, dice già la leggenda, un foglio con su scritto «You can’t shine if You don’t burn», non puoi brillare se non bruci. Kevin, polistrumentista e compositore, membro fondatore dei leggendari Soft Machine, aveva molto brillato, e molto si era bruciato nei modi più appropriati alla distruzione, in quella generazione di fenomeni che ha prodotto grandissimi musicisti e moltissime morti premature. Amava la vita fuorimano, Ayers. Era stato a casa sua, nel 1973, durante un party ad Aylesbury nelle natia Inghilterra, che il socio co-fondatore e amicone Robert Wyatt era caduto giù dalla finestra (o si era buttato, secondo altre versioni), fatto come un’acciuga al sale, rimediando una paralisi permanente agli arti inferiori. I Soft Machine si erano chiamati così ispirandosi a un libro di Williams Borroughs, che aveva pure concesso l’uso del nome. Si rivelarono subito una band seminale della psichedelia nella cosiddetta scena di Canterbury. Sbarcarono a Londra nei tardi ‘60 e fecero faville: si metta su da You Tube una 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA qualunque «Dim Dam Dom» del ‘67 o un live dell’Ufo Club dove stazionarono a lungo, per avere una piccola, immediata idea di cosa si parla. Pop, jazz, rumoristica, improvvisazione ribalda. Nella Swinging London dell’epoca, Ayers stringe amicizia con Syd Barrett e con Jimi Hendrix che lo convince a comporre, e sarà con lui che i Soft faranno la prima tournée Usa, dove registreranno il primo album. Ma Ayers non ama la caccia alla fama e al denato, abbandona subito e inizia una carriera solista all’insegna dell’eclettismo, incidendo 17 album a partire dal fulminante «Joy of a Toy». La stima nei suoi confronti è alta, collaborerà con Brian Eno, Phil Manzanera e naturalmente Nico dei Velvet. In mezzo, pause e disperazioni con droghe pesantissime, e un’irrequietezza che lo porta poi da Ibiza a Montolieu. L’ultimo album è del 2007, «The Unfairground», con la collaborazione di gente della nuova scena musicale, dai Teenage Fanclub ai Neutral Milk Hotel. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE “Bloccato all’aeroporto come un terrorista” CULTURA Il regista palestinese Burnat: umiliato FRANCESCO SEMPRINI NEW YORK «5 Broken Cameras» Burnat, documentarista «Sono stato trattato come fossi spazzatura». È il commento indignato di Emad Burnat, il regista palestinese vittima di un’amara disavventura all'aeroporto di Los Angeles. L’artista, candidato all’Academy Award per il documentario 5 Broken Cameras , il racconto della resistenza non violenta di Bil’in, un villaggio della Cisgiordania, e così chiamato perché durante le riprese sono state rotte cinque telecamere, era giunto in California per partecipare alla serata delle premiazioni. Ma una volta atterrato allo scalo di L. A. è stato preso in custodia dalle guardie dell’immigrazione, privato del cellulare, e tenuto in stato di fermo per un’ora e mezza, sottoposto a una serie di «interrogatori poco riguardosi». A sbloccare la situazione sembra siastato il collega e amico Michael Moore che, avvertito da un messaggio sul cellulare, ha minacciato di sollevare un «putiferio» nel caso Burnat non 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA fosse stato immediatamente rilasciato. Secondo quanto riferito dallo stesso regista al sito Tmz, gli agenti della «Us Costums and Border Protection» gli avrebbero riservato il trattamento previsto a chi è sospettato di essere un pericolo per la sicurezza nazionale. «Quando gli ho detto che ero un regista con una nomination non mi hanno creduto - racconta l'uomo -, come se un palestinese non possa essere candidato agli Oscar». Così, lui e la sua famiglia sono stati portati in una stanza isolata e minacciati di essere rispediti con la forza a casa loro. «Ho provato a mostrar loro l’invito che avevo ricevuto dall’Academy, oltre alla prenotazione in albergo, - prosegue - ma non ne hanno voluto sapere». Anzi, subito è stato costretto a spegnere il telefonino, ma non prima di aver mandato un messaggio al suo amico Michael Moore. In pochi minuti è partita l'offensiva del regista di Fahrenheit 9/11 , alfiere ultraliberal noto per il carattere cambattivo, che ha avvertito gli organizzatori dell’Academy Award i quali hanno a loro volta allertato i loro avvocati. L'azione si è rivela- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE ta risolutiva, il rischio era che montasse una rumorosa protesta amplificata dalle grancasse mediatiche e quindi troppo ingombrante. Le autorità doganali, tuttavia, spiegano che Burnat ha ingigantito la storia e che è stato solo portato in un’altra stanza per accertamenti durati 25 minuti. Episodi spesso dettati dall’irrigidimento talvolta fobico delle procedure in seguito agli attacchi dell’11 settembre 2001. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Masterchef, a sorpresa vince l’avvocato Tiziana LOCALE CULTURA LUCA DONDONIMILANO Finale L’avvocato Tiziana Stefanelli, 41 anni, ha battuto nella finale di Masterchef ieri su Skyuno l’informatico Andrea Marconetti e il pittore Maurizio Rosazza Prin Tiziana Stefanelli, romana, avvocato di 41 anni è la vincitrice di Masterchef Italia n.2. Tignosa, sicura di sé al punto di litigare con lo chef Carlo Cracco quando questi osò mettere in dubbio la sua serietà professionale, Tiziana non fa la simpatica. Sul suo profilo twitter scrive: «Concorrente Masterchef, una vita alla ricerca dell’equilibrio perfetto fra toga e toque (il cappello indossato dal giudice)». Proprio l’ego sconfinato mai nascosto ha fatto della Tizi il nemico da abbattere per molti telespettatori che sui social network, ogni giovedì sera, l’hanno massacrata di battute al vetriolo. Nel corso di queste 24 puntate gli avversari l’hanno messa in difficoltà, l’hanno criticata, ne hanno messo in dubbio le capacità culinarie ma lei, dritta e concentrata è passata sopra ogni ostacolo con la forza di un caterpillar. Nella sfida a tre della penultima puntata la donna che ha coniato il detto: «Chi vede l’invisibile può fare l’impossibile», ha gestito al meglio la strategia per mettere fuori gioco Andrea Marconetti (simpatico e bonaccione) e contenere l’esuberanza del vincitore annunciato Maurizio Rosazza Prin (determinato, geniale e creativo). Una volta partita la sfida a due Tiziana ha tirato fuori le armi della pa- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA zienza e dell’esperienza. «Cucino da quando ho sette anni – dice – e i fornelli sono molto più che una passione. Quando cucino ci metto la testa e molta anima». Caratteristiche che hanno convinto Barbieri, Bastianich e Cracco. Non è stato facile. Più volte l’avvocato è sembrata sull’orlo del burrone. In particolare a inizio stagione era stata beccata ad aggiungere un filo d’olio quando tutti avevano le mani alzate. I tre giudici la perdonarono, non così i tifosi di Maurizio o Andrea visto che è lei a portarsi a casa i centomila euro e la pubblicazione di un libro di ricette. Eppure ha un coté romantico: «Il mio sogno nel cassetto? Comprare il ristorante dove mio marito mi ha dato il primo bacio». ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA Più Allegri del solito ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE CULTURA Il capolavoro con il Barça è la prima vera consacrazione europea del tecnico a lungo in discussione. Ora il Milan sogna in grande ROBERTO CONDIOTORINO Terza stagione Max Allegri, 45 anni, è al Milan dal luglio 2010 Ha vinto subito lo scudetto Ha vinto lo scudetto al primo tentativo. Ma nei suoi quasi mille giorni sulla panchina del Milan, club dal forte accento internazionale, Massimiliano Allegri non aveva combinato granché in Europa. Ventiquattro partite e appena 7 vittorie, scalpi poco illustri come Auxerre, Plzen, Bate, Zenit e Anderlecht, con l’eccezione del 4-0 di un anno fa all’Arsenal, in versione però assai dimessa. Un allenatore di punta solo a casa nostra, insomma. Da mercoledì sera non è più così. Tutto il mondo del pallone parla di Allegri. Di come sia stato capace di battere con merito e con un portiere disoccupato il fenomenale Barcellona. Di come, nell’occasione più complicata, abbia mandato fuori giri il centrocampo più oliato del globo e portato alla ribalta il suo Milan dei peones o quasi, gente che, ad eccezione di Abbiati e Am- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA brosini, non ha allori europei da vantare. «Nemmeno il più inguaribile degli ottimisti rossoneri poteva pensare a una partita del genere», ha confessato Adriano Galliani, l’ad che segue il Milan da una vita. Nell’era Berlusconi aveva visto e vinto di tutto. Altre partite perfette, come quella dell’altro ieri. Nessuna, però, così proibitiva alla vigilia e, poi, intascata così legittimamente. Tredici giocatori che hanno recitato alla perfezione la loro parte, un allenatore che ha scritto con intelligenza il copione di un film mai visto: «Come rendere inoffensivo il Barça di Messi». Mai, nell’era della Pulce, i blaugrana avevano perso un’eurosfida con due gol di scarto e senza segnare. L’Inter di Mourinho, nell’anno del Triplete, li aveva eliminati in semifinale, battendoli 3-1 a S. Siro, ma col vantaggio non da poco di incrociarli senza Iniesta. Questo Barcellona, invece, in campo era al gran completo. Come sempre ha tenuto in mano il gioco (65% di possesso-palla), ha tramato fitto (832 passaggi) ma non è quasi mai entrato in area, certificando il ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE trionfo tattico di Allegri. «È stato molto ma molto bravo - ufficializza Galliani -. S’è verificato tutto quello che aveva previsto a tavolino». Evidentemente, per prendere le misure, sono serviti a qualcosa i 4 scontri diretti della scorsa stagione. Il Barça segnò 8 volte e fece in media 7 tiri in porta a partita. Mercoledì s’è fermato a due, nemmeno insidiosi. Ha imparato la lezione, il Milan. E i bookmakers si adeguano: hanno tagliato da 100 a 20 la quota per una Champions rossonera. Sarebbe un miracolo, pensando alla crisi di 4 mesi fa che portò Berlusconi a un passo dal cacciare il sempre punzecchiato Allegri, oggi un mago anche per il patron: «Abbiamo battuto senza neanche troppa fatica, con una prova superba, la squadra più forte del mondo». Resta un dettaglio non da poco: completare l’impresa il 12 marzo. Per il Diavolo restituito agli onori d’Europa giocano anche due rilievi statistici. Il primo dice che dal 1970, in 572 doppi confronti di coppa, soltanto nel 19% dei casi ha passato il turno chi ha per- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA so 2-0 l’andata in trasferta. Il secondo pesa ancora di più, anche per Xavi, asso blaugrana: «Abbiamo vinto di tutto ma nella storia di questa generazione manca una rimonta storica». Corretto: il superBarça delle ultime 8 stagioni ha perso solo 4 volte un’andata e ha rimediato unicamente contro l’Arsenal nel 2011 (1-2 e poi 3-1). Nemmeno troppo difficile, onestamente. Sarebbe stata «remuntada» più vera quella dall’1-3 con l’Inter di tre anni fa. Niente da fare, invece. Tra 18 giorni i catalani ci riproveranno con l’altra sponda di Milano. Dopo aver incrociato due volte il Real, tra Copa del Rey e Liga: non un vantaggio. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT «Meglio di noi Prestazione scioccante» LOCALE CULTURA domande a 5 Zvonimir Boban ex rossonero Zvonimir Boban, 44 anni Milan-Barcellona 4-0, finale di Champions 1994, da mercoledì sera ha una sorella minore: il 2-0 di San Siro nell’andata degli ottavi. Zvonimir Boban, lei ad Atene era in campo: dove si colloca la nuova impresa europea del Milan? «La nostra era una squadra più forte e la partita più importante, ma considerando la differenza di valori in campo forse questo Milan ha fatto un’impresa ancora superiore». Quali sono state le chiavi della vittoria? «Grande agonismo, personalità, coraggio. Il Milan di mercoledì è stato scioccante, i giocatori fantastici. Nessuno poteva aspettarsi un risultato così». Eliminare la squadra più forte del mondo cambierebbe le prospettive europee dei rossoneri? «Questa partita ha fatto sognare, ma c’è ancora il ritorno. In Italia si fa presto a creare fenomeni e a gridare al miracolo, ma ci vuole pazienza. Il Milan deve ancora confrontarsi con il Camp Nou e in coppa lo vedo sempre nettamente dietro rispetto alle altre grandi. Ma ha il vantaggio di non avere troppe pressioni». Però rispetto a qualche mese fa è un altro Milan: quali sono i meriti di Allegri? «Ha fatto un buon lavoro, superando il disorientamento di inizio stagione. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA Anche il suo. Non è facile ripartire dopo la cessione di giocatori importanti. Ha trovato il modulo giusto, 4-3-3 che può diventare 4-2-3-1, ha fatto ottime scelte sui terzini, con Abate o De Sciglio e Constant, e capito che in mezzo deve giocare un centrocampista con i piedi buoni, come Montolivo. È sulla buona strada, ma ripeto: ora bisogna confermarsi con un finale di stagione all’altezza». E la Juve: può arrivare fino in fondo? «I bianconeri sono una squadra vera, che dà garanzie: se sta bene fa sempre la sua partita. Non sarà facile battere le altre, ma per chiunque sarà difficilissimo battere la Juve». [J. D’O.] ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO TV & TV CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE CULTURA ALESSANDRA COMAZZI Mentre il 19 febbraio si consumava lo strepitoso ascolto per la miniserie dedicata a Modugno con Beppe Fiorello, 11 milioni 400 mila spettatori, quasi il 40 per cento di share, su Sky Cinema Hd approdava «Il sogno dell’Alieno»: un esperimento, definito con brutta parola mockumentary (mock, fare il verso, e documentary). La parodia di un’inchiesta, autore Alberto D’Onofrio, protagonisti Andrea Amaducci, Matteo Camozzi, Paola Roberti, Maria Ziosi. Lavoro-performance durato oltre un anno. Un gruppo di giovani artisti di strada si mette in mutande al meeting di CL a Rimini, o alla mostra del cinema di Venezia, gigantesche mutante inalberano e sulle medesime costruiscono slogan, «L’Italia affonda come Venezia, mettiamola in vendita». «Siamo rimasti in mutande e in mutande cresceremo». «Fate l’amore non fate lo spread», assurdo ma efficace. Quando il cosiddetto «circo dei media» li commenta, non è che non capisca che sono artisti: solo li dà per scontati, non entra nel meri- to. Nessuno, né politico, né giornalista entra nel merito, chiede di approfondire, di capire che cosa c’è dietro una provocazione. Basta l’efficacia. Ecco, questo fa paura: la velocità, la frequenza della comunicazione tolgono la comunicazione vera, il piacere di farla e di riceverla. Siamo alieni chiusi nei bozzoli di web, twit, facebook, blog, e la parola vera ci fa paura. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA Le chiavi della svolta CULTURA Il 24 ottobre, dopo il doppio ko in campionato (Lazio) e Champions (Malaga), il Milan s’era trovato terz’ultimo in serie A con 7 punti in 8 partite e a rischioeliminazione in Europa Ora è 3° e con i quarti di Champions nel mirino Che cos’è cambiato? 1 La fiducia al tecnico In un club che ha cambiato allenatore in corsa 3 sole volte in 26 stagioni, Allegri è stato confermato nel momento più buio e ha potuto continuare il lavoro impostato in estate col nuovo gruppo. Che ora dà frutti copiosi 2 Uomini rivitalizzati Allegri s’è inventato Constant terzino e ha finalmente ritrovato al top Abate, Muntari e Zapata. Contro il Barça, poi, sono tornati al loro miglior livello anche Ambrosini e Boateng 3 L’effetto Balotelli Dopo troppe cessioni illustri, l’ingaggio di SuperMario è stato un segnale di riscossa dato all’ambiente, non solo un colpo mediatico. E sul campo ha sgravato El Shaarawy di tante responsabilità ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA LE PERLE DI CHAMPIONS DEI ROSSONERI CULTURA Milan-Real Madrid 5-0 19 aprile 1989 Il Milan torna in finale dopo 20 anni schiantando il Real che a Madrid aveva tenuto l’1-1 È il trionfo di Sacchi SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA digitale terrestre CULTURA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO REAL TIME CULTURA CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA VERO TV can. 55 CULTURA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO TV2000 CULTURA CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO DMAX CULTURA CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO CRONACA film / intrattenimento CULTURA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO La 7 CULTURA CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Rete 4 CULTURA CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Italia 1 CULTURA CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Canale 5 CULTURA CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Rai 3 CULTURA CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Rai 2 CULTURA CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Rai 1 CULTURA CULTURA ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO CULTURA ESTERO Oggi in Tv CULTURA CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Napoli-Juve, chi arbitra? Comunque vada, sarà discusso SPORT Tra 7 giorni il big match: sul web i dossier sui papabili. E chi salta questo turno... MASSIMILIANO NEROZZITORINO Paolo Silvio Mazzoleni nella Supercoppa a Pechino, espelle Zuniga: aveva concesso un rigore alla Juve, poi butterà fuori anche Pandev Nel Paese delle moviole, ormai si fanno i commenti anche alle non designazioni arbitrali: «Rizzoli si riposa per NapoliJuve», un tweet e qualche secondo dopo le decisioni di Stefano Braschi, manager dei fischietti. Nicola Rizzoli sarà infatti giudice di porta in Palermo-Genoa, consegnata a Daniele Orsato, che scende così nelle quote per dirigere la grande sfida. Per il giro che precede il gran giorno, questo turno spalmato tra domani e lunedì, si va con il pilota automatico: Juve-Siena a Celi, Udinese-Napoli a Damato, che all’andata diresse Conte e Mazzarri. Spunta un indizio per un terzo candidato al duello scudetto, Paolo Tagliavento, a bordo campo pure lui: giudice di porta in Samp-Chievo. Dunque, ecco la tripla dei bookmaker, per Napoli-Juve: Rizzoli, Tagliavento, Orsato. C’è un problema: per chiunque avrà la missione, si apriranno gli archivi dell’intelligence moviolista, torti o favori, che le opposte tribù già spolverano sui siti internet. Critica preventiva del tifoso e, spesso, dei club. Mica è malafede, abolita, al massimo «serenità del direttore di gara». Con l’unica certezza, figurarsi, che a pensar male ci si azzecca. Fosse vero, per Napoli-Juve non andrebbe bene uno dei dieci internazionali. Pren- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA dete Rizzoli, il numero uno, e favorito. A Napoli e dintorni andrebbe bene per la smorfia: da giudice di porta a Pechino, Supercoppa, segnalò (regalò, nel dizionario azzurro) il rigore di Fernandez su Vucinic. Con lo stesso mestiere finì nel pasticcio di Catania-Juve, cancellando il gol buono di Bergessio: la sera in cui il calcio morì (epitaffio del presidente Antonino Pulvirenti). Avrebbero dei fotogrammi compromettenti anche i bianconeri: il rigore inesistente affibbiato a Isla (MilanJuve). Con giudice di porta De Marco: ecco eliminato un altro internazionale. Ci sarebbe Tagliavento, che però, tradito dal guardalinee, da un anno si porta dietro l’etichetta del gol di Muntari. Pensare che quest’anno lo raccontano come filo napoletano, per quel rigore ai (larghi) bordi dell’area dato contro la Samp, (Gastaldello su Hamsik). Andrà bene Orsato. Macché: non ha fischiato due rigori contro il Napoli (a Palermo, Maggio su Cetto, e a casa Lazio, Zuniga su Candreva). Eppure il popolo juventino è convinto che lui ce l’abbia proprio con i bianconeri, da quando durante JuveInter gli tira- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE rono 15 palle di cartone: le più costose della storia, 50.000 euro (di multa). Vogliamo parlare degli altri internazionali? Luca Banti in Lazio-Juve, semifinale di Coppa Italia, innescò la trance ironica di Conte: «Vucinic s’è buttato, Giovinco è svenuto per calo di zuccheri». E Banti neppure una bustina di zucchero gli aveva allungato. Depennate Bergonzi, che al San Paolo fu accusato di donare cadeau (due rigori e un mare di polemiche, anno 2007) e Rocchi: dopo un pessimo Udinese-Napoli, era andato a chiedere la maglia di Cavani, spifferarono gli sconfitti. Anche se poi, la scorsa stagione, proprio dai tifosi partenopei fu offeso in treno, dopo uno scabroso Milan-Napoli. Tra i decorati resterebbe Paolo Valeri. Vogliamo scherzare? Spalancò il 4-1 della Juve a Udine (rosso a Brkic su Giovinco), anche se poi negò un evidente rigore alla stessa Juve, nel ko con la Samp (Palombo su Matri). Forse una soluzione c’era: farsi spedire un arbitro indiano, sull’aereo che aveva riportato a casa Rizzoli, richiesto per arbitrare East Bengal-Mohun Bagan, 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA derby di Calcutta. Pare che laggiù non avesse precedenti. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT La Spagna non vince più: in Champions rischia l’estinzione LOCALE SPORT Barça, Valencia e Malaga ko, Real in difficoltà. Europa league, Atletico eliminato STEFANO MANCINIINVIATO A BARCELLONA Esterrefatto Lionel Messi, 25 anni, sul campo di San Siro dopo la disfatta contro il Milan Quattro squadre, tre sconfitte, un 1-1 (in casa). Il calcio spagnolo esce a pezzi dalla notte europea: choccato, ferito e, soprattutto, a rischio di cancellazione. I gironi di Champions erano stati una formalità tanto per le titolate Barcellona e Real Madrid quanto per le outsider Valencia e Malaga. Gli ottavi di finale rischiano di cancellare la nazione campione del Mondo e d’Europa dalla più importante vetrina per club e il detentore dell’Europa League è uscito ieri battuto dal Rubin Kazan. Il ko del Barcellona è la botta più difficile da digerire. Nessuno lo prevedeva, ecco l’errore madornale: da una nobile, per quanto decaduta, devi sempre aspettarti la prova d’orgoglio, in particolare nelle occasioni che contano. La strategia di Allegri fa scuola. «Affronterò il Real Madrid come lui ha fatto con il Barcellona - promette l’allenatore del Deportivo Fernando Vazquez -. Giocare a viso aperto contro certe squadre è l’errore da evitare». Il popolo della rete la pensa diversamente. Gli aficionados blaugrana se la prendono con il catenaccio e sul sito del quotidiano As il commentatore Santi Gimenez cavalca l’onda: «Non si capisce come il Barça si sia fatto fregare da un Milan mediocre. Se il Barça gioca male, non succede nulla. Se il Milan gioca male, vince». La risposta, semplice e asciutta, è nell’articolo 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA del Pais a firma Ramon Besa: «Nessuno ha mai vinto una partita senza tirare una sola volta in porta». I sondaggi trasudano pessimismo: il Barcellona sarà eliminato secondo il 55 per cento degli interpellati, mentre nel caso del Real la quota sale al 57 per cento. L’1-1 del Bernabeu contro il Manchester United non scandalizza nessuno, ma ciò non toglie che sia altrettanto difficile da rimediare. Crisi di risultati, di gioco e di concentrazione. «Nel secondo tempo i blaugrana erano più attenti alla carta d’imbarco per tornare a casa che al pallone. Davano per scontato lo 0-0, al contrario dei rossoneri», scrive ancora Gimenez. Intorno al Malaga c’erano meno aspettative, però l’1 a 0 rimediato a Oporto indigna per come è maturato: all’attivo della squadra spagnola c’è un solo tiro in porta nell’arco dei 90 minuti. «Sempre meglio del Barça», ironizza Juan Miguel su un forum di calciofili arrabbiati. «Irriconoscibili» accusa Marinha. La quarta sconfitta spagnola è quella casalinga del Valencia con il Psg: 1-2, giocata il 12 febbra- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE io, speranze di rimediare ridotte al minimo. La statistica condanna il Barcellona. «Questa generazione non ha mai fatto una rimonta storica - ha sottolineato Xavi -. È ora di riuscirci». Due le occasioni recenti, entrambe fallite: nel 2010 l’Inter in semifinale difese il 3-1 dell’andata, passò il turno e andò a giocare (e vincere) la finale al Bernabeu. «Siamo in debito» si scusò quella volta Guardiola, e l’anno successivo il Barcellona conquistò la Champions. Nel 2012 l’altra delusione: 1-0 per il Chelsea a Londra, 2-2 al Camp Nou, con il Barcellona che si fa recuperare due gol e Messi che sbaglia un rigore. Una notte da incubo, tipo quella di San Siro. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Inter e Lazio ok, ora Tottenham e Stoccarda SPORT [G. BUC.] Mattatore Fredy Guarin, 26 anni, è stato il grande protagonista della trasferta romena dell’Inter: suoi i primi due gol nerazzurri ROMA Inter e Lazio brindano allo sbarco negli ottavi di finale di Europa League senza dover trattenere il fiato. I nerazzurri, dopo la vittoria per 2 a 0 di San Siro, passano anche in casa del Cluj grazie a una doppietta di Guarin e al primo gol con la maglia interista del baby centrocampista Benas- si: Andrea Stramaccioni ha mandato in campo la miglior formazione possibile, senza fare calcoli in vista del derby di domenica e ora, negli ottavi, affronterà il Tottenham. Incrocio pericoloso già visto in Champions. Un solo problema per i nerazzurri: distorsione al ginocchio destro per Ranocchia, che rischia di non esserci per la sfida al Milan. All’Olimpico, la Lazio chiude in fretta la pratica Borussia Moenchengladbach con le reti di Candreva e Gonzalez dopo il pirotecnico 3 a 3 dell’andata, in Germania. I biancocelesti conquistano così un traguardo che mancava da ben dieci anni e, adesso, si preparano a un’altra sfida con una avversario tedesco, lo Stoccarda che ha vinto 2-0 a Genk. La squadra tedesca è dodicesima in Bundesliga, a 29 punti dal Bayern Monaco. Il Napoli lascia invece l’Europa con un’altra sconfitta, dopo l’umiliante 0-3 del San Paolo. A Plzen finisce 2-0 per i cechi, nonostante Walter Mazzarri avesse optato per un turnover tutt’altro che totale: nella ripresa nulla è servito buttare dentro 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA anche Inler e Cavani. L’avventura azzurra finisce qui. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE «RispettoCavani&C.,maabbiamocertezze» SPORT A due giorni da Juve-Siena, l’interesse, e le domande, sono già puntate sulla sfida scudetto di Napoli: «Abbiamo grande rispetto per loro - ha detto ieri sera Gigi Buffon, ospite di “Porta a Porta” come testimonial di Mario Monti - e sono i nostri antagonisti numero uno». Rispetto non significa timore: «Noi abbiamo le nostre certezze», ha chiuso il numero uno bianconero. Che in mattinata s’era allenato a Vinovo insieme ai compagni, lì sì pensando al Siena. Quello è il primo bersaglio, ha sottolineato Alessandro Matri: «Ripartiamo con la voglia di vincere come abbiamo sempre avuto - ha spiegato l’attaccante - dopo aver analizzato la partita di Roma. Ma è già da due giorni che pensiamo alla partita con il Siena, che adesso come adesso è quella più importante per noi». Lui l’affronterà da diffidato, sempre che giochi, visto che davanti s’annuncia ballottaggio. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Accoltellati tre tifosi tedeschi a Roma SPORT Da cancellare il prologo di Lazio-Borussia M.: tre tifosi biancoverdi sono stati accoltellati, non in modo grave. L’Uefa aveva messo sotto diffida l’Olimpico dopo i cori razzisti delle altre gare, ma i fatti, essendo accaduti lontano dalla, non dovrebbero provocare effetti sul club. LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Favoriti SPORT ESTERO CRONACA SPORT Nicola Rizzoli È il favorito per il big match: con i bianconeri ha 8 vittorie, 9 pareggi e 5 sconfitte ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Gillet e il Bari dei sospetti: c’era uno strano clima SPORT Il portiere del Toro ai pm sportivi: “Mai partecipato a combine” GUGLIELMO BUCCHERI ROMA Jean François Gillet, 33 anni, al Bari dal 2004 al 2011. Ora al Toro Qualche voce, un po’ di rumore e stanchezza e il pullman che imbocca la strada del ritorno. Il Bari ha appena perso 3-2 a Salerno, sfida, secondo i pm della procura della Repubblica del capoluogo pugliese, taroccata così come quella del maggio dell’anno prima (stagione 2007/08) fra i pugliesi e il Treviso: è in questo momento che Jean François Gillet si sarebbe accorto che qualcosa nell’impegno dei compagni di squadra non era andato come sempre. Il portiere granata, ieri, ha ribadito davanti ai tre sostituti procuratori federali che lo hanno interrogato nel nuovo palazzo di giustizia della Federcalcio come «non abbia mai preso parte ad alcun incontro o riunione per alterare i risultati delle due sfide incriminate», tantomeno di «aver preso soldi...». Unica nota stonata proprio questa strana sensazione, o meglio atmosfera, vissuta dal capitano di quel Bari nell’immediato dopo gara di Salerno. Gillet non viene mai accusato direttamente dagli ex compagni rei confessi di aver partecipato alle spartizioni di denaro prima o dopo Bari-Treviso o Salernitana-Bari. Qualcuno ipotizza un coinvolgimento del portiere granata in quanto volto simbolo e più anziano di quella comitiva nelle stagioni 2007/08 e 2008/09. Non 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA poteva non sapere: potrebbe essere, comunque, questo il teorema accusatorio della procura della Federcalcio. Un’ipotesi investigativa che, se confermata negli attesi deferimenti per il mese di aprile, potrebbe comportare per Gillet il rischio di una doppia omessa denuncia che terrebbe conto dell’atteggiamento collaborativo del portiere del Toro. Nelle due ore di audizione negli uffici federali nel cuore di Roma, a Gillet gli investigatori hanno più volte chiesto chiarimenti sul possibile ruolo o coinvolgimento di Antonio Conte nella vicenda. Conte, all’epoca dei fatti, era l’allenatore del Bari e il pool del pm del pallone Palazzi potrebbe decidere di ascoltare l’attuale tecnico della Juve, mai indagato dalla procura della Repubblica pugliese, per acquisire nuovi particolari sul clima che si respirava nello spogliatoio della squadra sotto accusa. «Conte è sempre stato estraneo a tutto...», in sintesi quello che Gillet ha confermato agli uomini della procura federale. Il portiere del Toro già in sede di inchiesta penale, prima di Natale, aveva inviato una nota ai ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE pm baresi non per cambiare la propria versione, ma semplicemente per ribadire proprio l’estraneità a ogni possibile coinvolgimento del tecnico bianconero. «Anzi, Conte, come al solito, ci chiese di impegnarci al massimo...», il pensiero di Gillet, ribadito ieri ai tre sostituti procuratori di Palazzi. Le audizioni federali per il cosiddetto filone d’inchiesta Bari-bis andranno avanti, per ora, fino al prossimo giovedì. Fra gli altri, verranno ascoltati l’ex difensore biancorosso Stellini, il centrocampista granata Gazzi e Lanzafame. Il lavoro degli investigatori della Figc andrà avanti per tutto marzo, poi Palazzi trarrà le sue conclusioni: il processo sportivo di primo grado non prenderà il via se non alla vigilia dell’estate. Due sono le sfide in esame, due gare del Bari di Antonio Conte di cinque e quattro anni fa. La procura della Repubblica del capoluogo pugliese non ha dubbi: queste due partite sono state combinate dai giocatori con giro di soldi. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA Jonathas,7giornidistop ToccaaBianchieBarreto CULTURA SPORT LOCALE SPORT Si aggrappa a Bianchi e Barreto il Toro alle prese con l’emergenza attaccanti. Per la trasferta di domenica a Is Arenas, contro il Cagliari, Ventura dovrà fare a meno di Jonathas e difficilmente riuscirà a recuperare Meggiorini in tempo. La febbre, infatti, tiene ancora a letto l’autore della doppietta a San Siro contro l’Inter, mentre la punta brasiliana si deve fermare almeno una settimana per un piccolo stiramento del muscolo semimembranoso della coscia sinistra. Così il rientro urgente del giovane attaccante senegalese Diop dal Torneo di Viareggio, dove ieri la Primavera granata senza di lui è stata eliminata 4-3 ai rigori dall’Anderlecht nei quarti di finale, è stato un sacrificio tanto pesante quanto inevitabile. Diop tornerà utile in Sardegna, ma nel Toro è scattato l’allarme per gli infortuni che stanno decimando la rosa. Do- po il ko di Santana (distorsione tibiotarsica, martedì dovrebbe rientrare in gruppo) si aggiunge il fresco ko del centrocampista Bakic. Alla fine dell’allenamento di ieri pomeriggio, il montenegrino ha riportato un trauma distorsivo alla caviglia sinistra (già vittima di altre distorsioni) con interessamento dei legamenti. Oggi le analisi chiariranno l’entità dell’infortunio, ma si parla di un mese di stop. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE La Roma esce allo scoperto «Accordo con lo sceicco» SPORT MATTEO DE SANTIS ROMA La Roma all’americana è diventata anche un po’ araba. Altro che uno sconosciuto alla porta, James Pallotta ha aperto l’uscio di Trigoria, una volta fortino inattaccabile della romanità, a Adnan Adel Aref Qaddumi Al Shtewi, sceicco giordano ma da più di 25 anni trapiantato in Italia tra Roma e Perugia. Non lo dicono solo parole o bisbigli, ma un fatto ben preciso: l’accordo preliminare con il nuovo socio «per il suo ingresso, diretto o indiretto, nella compagine societaria» è già stato siglato. «L’efficacia di tale accordo – ha precisato ieri sera una nota redatta dalla Roma su richiesta della Consob - è subordinata all’avveramento di determinate condizioni». Dettagli, comunque. Perché il più, per lo storico varo della nuova alleanza arabo-americana, è stato fatto. Lo sceicco, infatti, entrerà in società dalla porta principale dell’As Roma Spv Llc, il consorzio Usa composto da Pallotta, DiBenedetto, Ruane e D’Amore che detiene il 60% di Neep Roma Holding Spa. Con una quota, però, che non intaccherà la leadership di Pallotta. La vera novità è che a Trigoria, dopo il dialetto romano e quello bostoniano, si parlerà anche in arabo. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA Un morto in Bolivia SPORT La morte di un giovane tifoso boliviano, durante la partita giocata a Oruro tra San José e Corinthians , e valida per la Copa Libertadores, potrebbe costare cara al club brasiliano campione del mondo. Per i giornali sudamericani, il «Timao» rischia ora l’eliminazione dall’attuale edizione del torneo. Il 14enne Kevin Beltran è rimasto ucciso dopo essere stato colpito da un fuoco d’artificio lanciato da ultras del Corinthians. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA Esordio per 7 azzurri SPORT Parte la stagione internazionale di tuffi. Da oggi a domenica il Gp di Rostock con 100 atleti di 22 nazioni. Sette gli azzurri: Benedetti, Bertocchi, Barp, Chiarabini, M. Marconi, Rinaldi e Verzotto. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA Castrogiovanni capitano SPORT Quattro novità nei convocati di Jacques Brunel per la sfida di domani all’Olimpico di Roma tra Italia e Galles nel 6 Nazioni. Dopo la squalifica di Parisse Castrogiovanni diventa capitano. CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA Sfida Errani-Vinci SPORT Sara Errani e Roberta Vinci si ritrovano una contro l’altra in semifinale a Dubai. Errani ha superato Petrova (6-4 0-6 6-3) mentre Vinci ha battuto Stosur (6-2, 6-4). ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA Siena, ko pesante SPORT Seconda pesantissima sconfitta per Siena nel girone di Top 16 di Eurolega. Nell’ottavo turno, la Mps è stata battuta 92-61 sul parquet del Maccabi Tel Aviv. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA Il Giro parte da Belfast SPORT Nel 2014 il Giro d’Italia partirà dall’Irlanda del Nord. Le prime tre tappe all’estero: 10 e 11 maggio a Belfast, 12 arrivo a Dublino (Eire). ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA Novara a La Spezia SPORT Oggi, in serie Bwin, alle 19 Juve Stabia-Grosseto (Sky Calcio2), alle 21 Spezia-Novara (Sky Calcio 1). ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA Kostner in testa all’Aia SPORT Carolina Kostner in testa alla Challenge Cup, dopo il corto con 72.81 punti. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA Specchio dei tempi ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE SPORT Un lettore scrive: «Mio suocero, in data “febbraio 2013” ha ricevuto una lettera a firma Silvio Berlusconi, avente per oggetto “Modalità e tempi per accedere nel 2013 al rimborso dell’Imu pagata nel 2012 sulla prima casa e su terreni e fabbricati agricoli”. «Essendo mio suocero impossibilitato a rispondere, mi permetto di farlo io in sua vece, attraverso di Te, caro Specchio, perché sulla lettera manca l’indirizzo del mittente. Orbene, caro Silvio, nella lettera tu chiedi di scegliere tra le modalità di restituzione o un bonifico sul conto corrente o gli sportelli delle Poste. Ti comunico che l’attuale domicilio di mio suocero non consente l’accredito di somme su conto corrente e, dalle informazioni in mio possesso, non ha, nemmeno nelle vicinanze, uffici postali. Infatti mio suocero è deceduto il 28 marzo 2003, e non ha nemmeno mai, beato lui, pagato l’Imu ...». PAOLO GISLIMBERTI Un lettore scrive: «Da un po’ di tempo sto assistendo a un fenomeno in espansione che riguarda i grandi mezzi di comunicazione. Sembra, infatti, che esista una corsa sfrenata all’uso di locuzioni anglofone più per una strana moda che per reale necessità. Parole come “start up”, “hangout”, “flash mob” stanno riempiendo le pagine dei quotidiani quasi come se, chi le utilizza, provasse un intimo piacere nel farlo. Chi vi scrive, per lavoro, si trova a fare i conti con la lingua inglese quotidianamente e, per questo motivo, ritiene una assoluta priorità che l’inglese diventi, come in altri Paesi, una sorta di seconda madre lingua. Mio padre mi diceva sempre: “chi conosce due lingue vale doppio”. Non trovo giusto, però, l’uso inflazionistico di parole “modaiole” anche da parte di politici che farebbero meglio a curare maggiormente la lingua italiana. Senza arrivare all’esasperazione transalpina che arriva a “francesizzare” qualunque vocabolo, trovo che l’uso della lingua inglese andrebbe fatto con maggior ocu- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA latezza incominciando dai programmi scolastici che, alle elementari, prevedono le stesse ore di lingua straniera e di religione o, magari, attraverso un canale televisivo di stato che trasmettesse in lingua inglese. Per il resto, scriviamo in italiano». P.T. Un lettore scrive: «Vorrei replicare alla lettera inviata da Gtt, in merito al disservizio riscontrato sulle scale mobili delle stazioni della metropolitana, segnalato da alcuni lettori. In esso, con abbondanza di dati, viene portato a giustificazione del precario funzionamento delle stesse, il fatto che buona parte di esse siano a cielo libero. Ma chi ha deciso di realizzare le stazioni di accesso senza idonee pensiline, in grado quindi di proteggere le scale mobili ed anche le stesse scale di accesso ormai divenute ricettacolo di sporcizia di ogni genere? «Chiedo poi a Gtt se non è forse possibile prevedere un programma, scalato negli anni, di interventi finalizzati alla copertura delle stesse. Come si può, inoltre, nella lettera sostenere che esse funzionano per venti ore al giorno? ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE «Questo significherebbe che la metropolitana funziona per venti ore al giorno? Bugia!!! Viene da ultimo citato lo stress cui esse sono sottoposte. Posso, in proposito, citare i tapis roulant posizionati a circa tremila metri di altitudine atti al trasporto di sciatori che, in termini di funzionamento in condizioni di utilizzo e di stress estremo, sono di gran lunga più affidabili. «Ma forse le prescrizioni a capitolato per tali impianti sono state ben più stringenti e rigorose di quanto non siano state quelle delle scale mobili per la metropolitana di Torino». CLAUDIO SANDRETTI Un lettore scrive: «Vivo a Orbassano e recentemente alcuni appartamenti sono stati presi di mira da rom per i loro furti in casa, colpiti in serie uno dietro l’altro. Non sono razzista ma davvero non si possono più tollerare queste situazioni di totale delinquenza dalla maggioranza di queste persone! «La vita in Orbassano sta diventando difficile, si ha paura ad andare al mercato in quanto questi personaggi importunano signore che fanno la spesa, 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA rubando dove possibile ed ormai sembra non si possa star tranquilli nemmeno in casa! «Ripeto, non venga tirato in ballo il razzismo perché non si parla di questo ma di un problema ben noto alle nostre istituzioni e per cui mi auguro che l’amministrazione di Orbassano faccia qualcosa al più presto prima che succeda il peggio. Abbiamo il diritto di vivere tranquilli in casa nostra!» FRANCO [email protected] via Lugaro 15, 10126 Torino Forum lettere su www.lastampa.it/specchiotempi ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Super Alonso, ma è rebus gomme SPORT LOCALE SPORT F1, test a Montmelò: i team in tilt con gli pneumatici. Button ammette: “Non ci capiamo nulla” STEFANO MANCINIINVIATO A BARCELLONA Cielo grigio, nove gradi di temperatura, asfalto freddo: l’inverno spagnolo è mite, ma la Formula 1 avrebbe bisogno di ben altro tepore. Le gomme in queste condizioni induriscono e si sgretolano, formando biglie che diventano proiettili. «Sono stato investito da una raffica mentre ero in scia a un’altra macchina», racconta Daniel Ricciardo, l’australiano della Toro Rosso, dopo la sessione di test. Ma c’è chi ha ben altre preoccupazioni. Sergio Perez ridimensiona il suo exploit di mercoledì: «È vero, sono andato forte, ma per finire un Gran premio a quella velocità avrei dovuto fare una decina di pit stop». Una decina? Già, perché pare (anzi, è stato perfidamente misurato da un team rivale) che la McLaren percorra il primo giro in 1’21’’, che è un record, ma poi diventa lenta come una Marussia. «Non ci capiamo nulla - ha confessato ieri uno sconsolato Jenson Button -. Se gli pneumatici si degradano così in fretta non riesci a sviluppare la macchina, perché la guidi in condizioni sempre differenti». «È un problema loro - replica Mario Isola, responsabile in pista della Pirelli -. Ci sono squadre che hanno simulato un Gran premio con tre sole soste». Nelle difficoltà generali la Ferrari sembra cavarsela meglio. Ieri Fernando Alonso ha pareggiato il tempo di Perez, ma non ha fatto drammi né evocato scenari surreali. «Abbiamo confrontato le mescole iniziando con le soft (quelle che gli hanno consentito di staccare la miglior prestazione del giorno, ndr) per poi passare alle hard nel pomeriggio - è il suo messaggio via comunicato stampa -. Per la prima volta abbiamo cambiato gli assetti per capire come sfruttare al meglio gli pneumatici». Alla fine il verdetto: «A ogni modifica la vettura ha reagito nella maniera in cui mi aspettavo». 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA Non significa ancora «siamo in grado di vincere», ma è un passo incoraggiante nella direzione giusta. Oggi toccherà a Felipe Massa concludere la sessione di test al Montmelò. La prossima settimana, sullo stesso circuito, i top team proveranno finalmente in versione campionato, senza tanta pretattica. «E lì capiremo a che punto siamo noi e dove sono arrivati i nostri avversari - dicono in Ferrari -. Sappiamo di aver migliorato la monoposto del 2012 e speriamo di aver ridotto lo svantaggio delle ultime gare». Le gomme, come si è intuito, saranno un elemento cruciale della stagione. «C’è chi trova la soluzione aerodinamica giusta e capisce come far durare gli pneumatici - insiste Isola -. Ci hanno chiesto un tipo di mescola che costringesse le squadre a fare tre soste a Gran premio, per rendere la competizione interessante. E così ci siamo regolati. Quando le temperature si alzeranno, saranno tutti più tranquilli». Ma è giusto che la competizione diventi una «guerra di gomme»? Paul Hembery, dt della Pirelli, sostiene il contra- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE rio: «Gli pneumatici sono uguali per tutti. La sfida è imparare a usarli». www.lastampa.it/mancini 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Minacce davanti a casa al deputato pro-Tav SPORT Una lettera e un pacco di carne marcia a Esposito (Pd) MASSIMO NUMATORINO Firmato: Brigata Popolare Valsusa Nel mirino di lettere minatorie e attentati incendiari, in atto da mesi, oltre ad Esposito, anche imprenditori e amministratori Un documento di rivendicazione firmato «Brigata Popolare Valsusa Libera» e un sacco di plastica nero con resti di animali. Il foglio formato A4, scritto con un pc, è stato lasciato sul pia- nerottolo dell’appartamento di Torino dove l’esponente del pd, Stefano Esposito vive con la famiglia. Segue un attacco alla Procura «rea» di organizzare «processi farsa», pur di dimostrare che «esistono gruppi violenti». Minacciato da attivisti No Tav, anche Agostino Ghiglia di «Fratelli d’Italia». L’autore, o gli autori, del gesto intimidatorio hanno agito in piena notte, riuscendo a entrare nel portone del palazzo, tra la mezzanotte di mercoledì e la mattina di ieri. Tra le frasi contenute nel documento, anche una minaccia precisa: «Siamo in grado di colpirti in qualsiasi momento e in qualunque luogo». Lo stesso tono e le stesse parole, più o meno, usate nelle lettere inviate al sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard, al sindaco di Susa, Gemma Amprino, a due imprenditori della Val Susa e altre persone, in qualche modo collegate alla realizzazione della Torino-Lione, come il sindaco di Sant’Antonino, Antonio Ferrentino. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA Esposito giudica l’episodio di cui è stato vittima come una conseguenza del clima di tensione in atto da tempo in Val Susa, «alimentato dalle frange violente del movimento No Tav». Indaga la Digos. Il tipo di «avvertimento» (rifiuti e resti di animali) ricorda altri episodi analoghi, ai danni di testate giornalistiche ritenute ostili o di aziende collegate ai lavori del Tav, tutti riconducibili all’area antagonista. Le reazioni. Sui siti del movimento No Tav prevale la tesi di un «falso» o dell’azione di «un provocatore». Lo stesso atteggiamento derisorio e negazionista già adottato per tutti gli episodi di violenza o di intimidazioni ai danni di persone o aziende. L’elenco, intanto, si allunga: in pochi mesi tre attentati incendiari ai danni dell’Italcoge di Susa, colpevole di avere lavorato nel cantiere. Distrutti camion, impianti ed escavatori. Poi è stata la volta della «Martina», usando come inneschi sostanze a lenta combustione. Danneggiate più volte le auto di servizio di Ltf, centrate da pietre durante i recenti sondaggi nell’autoporto di Susa; le cen- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE traline di rilevamento dell’aria; attaccata a sprangate un’auto della Stradale; incendiato il portone di un ufficio, a Chiomonte, di proprietà del sindaco Pinard e danneggiate anche le sue vigne; distrutti i citofoni di un’impresa di Bussoleno; tagliati i pneumatici dei mezzi di una ditta «collaborazionista». Frantumati i vetri della casa di un cittadino di Chiomonte, colpevole di avere criticato le iniziative di lotta contro il Tav. Ancora: minacciati i dipendenti delle imprese di Chiomonte, con promesse di morte. Nel 2011 fu aggredito e picchiato un imprenditore da un gruppo di attivisti. Ultimo episodio, l’8 febbraio, quando fu incendiata - con la stessa tecnica degli attentati alla Italcoge - una centralina elettrica all’interno del cantiere di Chiomonte, poco prima di un attacco notturno di black bloc in stile paramilitare. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA L’Italia cerca una medaglia al volo SPORT LOCALE SPORT Pittin in combinata e la Runggaldier nel salto: coetanei dai destini incrociati MAURIZIO DI GIANGIACOMOPREDAZZO Elena Runggaldier, 22 anni, argento ai Mondiali 2011 Entrambi 23enne e altoatesini: Elena Runggaldier, vicecampionessa mondiale in carica di salto con gli sci, e Alessandro Pittin, medaglia di bronzo di Giochi 2010 nella combinata nordica, sono le più fresche medaglie dello sci nordico azzurro tra gli atleti ancora in attività. Con la Nazionale di fondo di Silvio Fauner – ieri protagonista di un piccolo incidente stradale - alle prese con un faticosissimo ricambio generazionale, questi due ragazzi sono le vere speran- ze di medaglia ai Mondiali della Val di Fiemme. E oggi è la loro giornata. Destini incrociati, anzi, paralleli, quelli di Elena ed Alessandro. Lei ha toccato il cielo con un dito due anni fa a Oslo, conquistando la medaglia d’argento nella rassegna iridata, davanti a migliaia di spettatori del mitico stadio di Holmenkollen, ma in questi anni – anche a causa di un cambio di allenatore, non è più stata in grado di rivivere quel momento magico. Lui dalle Olimpiadi invernali canadesi del 2010 ha portato a casa una medaglia insperata e assolutamente inedita nella storia della combinata nordica, battendo poi un triplo colpo in Coppa del Mondo all’inizio del 2012, ma poi anche per lui la luce si è spenta, complici due cadute: la prima proprio a Predazzo, l’ultima nello scorso mese di dicembre. In questi giorni in Val di Fiemme Elena ha ritrovato misure più che accettabili e soprattutto una certa costan- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA za, stimolata anche dall’ottimo rendimento della compagna Evelyn Insam. «Sto saltando bene – dice la Runggaldier – sono convinta che per noi italiane sarà un bel Mondiale». Alessandro non sembra essere riuscito a recuperare la sua naturale potenza nella frazione di fondo, ma dal trampolino piccolo sta saltando bene. «Il mio favorito è il tedesco Frenzel – spiega Pittin – io sarei da posizione di rincalzo, ma il Mondiale è una gara secca, può succedere di tutto». E chissà che Elena e Alessandro non ritrovino il loro tocco magico. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA TuttidietrolaRossa.OggigiraMassa SPORT LOCALE SPORT Jenson Button, McLaren Tanti, tanti giri e il miglior tempo di giornata a un soffio da quello assoluto fatto registrare ieri dalla McLaren di Perez. È andato via così l’ultimo turno di questa sessione di test a Barcellona per Fernando Alonso, che sul circuito di Montmelò ha messo tutti dietro alla sua Ferrari F138 con un 1’21’’875. Tutti in fila dietro allo spagnolo a partire dalla Sauber di Nico Hulkenberg secondo (1’22’’160) davanti alla Lotus di Romain Gro- sjean (1’22’’188) e alla Mercedes di Nico Rosberg (1’22’’611). Solo settima la McLaren guidata da Jenson Button (1’22’’840). Nona, la Red Bull di Mark Webber (1’23’’024) che però era in simulazione di gara. Oggi stesso programma di test per la Ferrari, gira Massa ed è prevista pioggia. L’ultima sessione di test è in programma dal 28 febbraio al 3 marzo sempre a Barcellona, i piloti proveranno l’assetto per il Gran premio d’Australia, inizio della stagione in calendario il 17 marzo. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Ideò il sequestro della figlia di un imprenditore Torna libero oggi dopo sei anni di carcere SPORT Torna in libertà oggi Virgilio Giromini, 52 anni, in carcere da sei anni per il rapimento di Barbara Vergani. Giromini aveva progettato il sequestro della giovane, figlia di Carlo, imprenditore edile di Miasino. La ragazza fu rapita a Borgomanero, in via Rosmini, all'uscita dal negozio in cui lavorava. Erano le 20 di sabato 31 marzo 2007. Poco dopo al padre la richiesta di riscatto: 4 milioni di euro. La giovane fu liberata 26 ore dopo dalla banda dei sequestratori, messa alle strette dalle indagini delle forze dell’ordine. Nel processo di primo grado Giromini era stato condannato in primo grado a tredici anni, pena che venne poi ridotta a sei anni e quattro mesi. LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Bar di Alba organizza un seggio «parallelo» per proporre il primo exit poll delle politiche SPORT Un po’ per gioco, un po’ per passione, gli avventori del Caffè Teatro di Alba hanno creato un seggio elettorale tutto per loro. Una scatola da scarpe farà da urna. Da oggi a domani sera tutti potranno esprimere in anticipo il voto che pronunceranno ufficialmente domenica e lunedì. «Chiunque può parlare liberamente - spiegano i promotori -, ma evitando i comizi». Lo spoglio inizierà con l’apertura delle urne ufficiali, per essere i primi in Italia a dare il risultato come exit poll. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Il ladro entra nella stanza di un bimbo che dorme ma la mamma sente i rumori e lo mette in fuga SPORT Spavento per una giovane mamma residente in uno stabile nel centro di Asti. La donna ha sentito rumori provenire dalla stanza dove dormiva il figlio piccolo. Si è subito precipitata a controllare, trovando uno sconosciuto che aveva appena forzato la portafinestra del balcone e stava entrando in casa. La donna si è messa a gridare. A quel punto il ladro è fuggito passando dal ponteggio edile installato nella palazzina, dove sono in corso lavori di ristrutturazione. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Anguille con diossina nel fiume Roja LOCALE SPORT una percentuale superiore ai valori di legge delle pericolosa sostanza. Il grave episodio risale ai primi di gennaio ed è venuto alla luce solo ieri. La reazione della Provincia di Imperia, anche se non ci sono motivi per pensare a una situazione di pericolo per la pubblica incolumità, è stata immediata. Nel tratto francese del fiume Roja (foto) è scattato l’allarme diossina. In alcune anguille è stata infatti trovata 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Imprenditore accusato di frode fiscale SPORT E’ accusato di aver costituito un falso fondo patrimoniale, intestandolo a un avvocato savonese e alla moglie, per cercare di eludere una cartella esattoriale di Equitalia risalente ad alcuni anni fa dell’importo di circa un milione di euro. Con questa «donazione» Paolo Ambrosini, 54 anni, vercellese, a processo per frode fiscale a Savona, sperava di rendere inattaccabile un patrimonio immobiliare di circa 600 mila euro. LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT Operaio muore sull’A7 mentre lavora SPORT Antonio Curcio, 57 anni, che abitava a Catanzaro, è morto schiacciato dal mezzo cingolato che stava usando per posizionare i guard rail sull’autostrada A7. L’infortunio mortale è accaduto sulla corsia Sud a Novi. Era un dipendente esperto della ditta A7 Barriere S.C.F.L., probabilmente un attimo di disattenzione, gli è stato fatale. Stava spostando il mezzo che lo ha travolto. LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Bombardier mette in cassa 170 dipendenti SPORT Si aggrava la crisi di mercato dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure, dove sono passati da 140 a 170 i dipendenti in cassa integrazione. L’accordo è stato siglato ieri da azienda e sindacati e avrà validità dal primo marzo al primo giugno. Oltre ai 140 operai, la cassa è stata estesa a 30 impiegati per mancanza di commesse. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO Bjoergen,9°oro CRONACA SPORT Al russo Kriukov l’oro mondiale nella sprint maschile tecnica classica. Argento al norvegese Northug, bronzo al canadese Harvey. Gli azzurri Pasini e Pellegrino fuori in semifinale. Marit Bjoergen è sempre più leggenda con la conquista del 9° oro (6° individuale) iridato della carriera. Vince la prova sprint femminile davanti alla svedese Ingemarsdotter e alla connazionale Falla. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Cover vende immobili per pagare i creditori SPORT Il gruppo Cover, con sede a Verbania, fa un nuovo passo verso il concordato preventivo, per evitare il fallimento: Cover Reality Holding, detentrice degli immobili, è riuscita a vendere alberghi e capannoni, mettendo in cassa i liquidi che serviranno a pagare i creditori. Il gruppo, che opera nel settore metalmeccanico, occupa circa 200 dipendenti. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Morto il bimbo di 5 anni colpito da encefalite SPORT Saranno celebrati domani alle 10 a Verrès i funerali di Alexis Costa, il bambino di 5 anni colpito da una grave encefalite. Il bambino era stato portato all'ospedale di Aosta martedì in gravi condizioni. A nulla era servito l'intervento di decompressione cranica. Già nel pomeriggio di mercoledì era stata dichiarata la morte cerebrale. SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SPORT ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE In aereo con l’hashish Arrestati due biellesi SPORT Sono stati fermati all’aeoporto di Orio al Serio mentre stavano passando la dogana. E il viaggio in Marocco, che una volta a casa doveva probabilmente trasformarsi in un business, è finito con l’arresto di una coppia biellese. I due, lei 33 anni, lui 39, avevano ingerito un chilogrammo di hashish in ovuli. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Ha detto SPORT ESTERO CRONACA SPORT Miglior tempo A ogni modifica degli pneumatici la vettura ha reagito come mi aspettavo Fernando Alonso ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO LOCALE ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Un indagato, venticinque anni dopo SPORT LOCALE LOCALE Riparte l’inchiesta per la morte di Giorgia Padoan, strangolata sul divano di casa nel 1988 MASSIMO NUMA Un «cold case» Giorgia Padoan era descritta dalle amiche e dai conoscenti come una ragazza allegra e solare, con molti impegni oltre la scuola, e molto disponibile verso gli altri, impegnata nel volontariato Il professore oggi ha 55 anni e l’aria smarrita di un uomo che è stato svegliato dagli agenti della sezione Omi- cidi alle 6,30 di una mattina qualsiasi con un decreto di perquisizione. Ipotesi di reato, omicidio volontario. Lui insegna italiano in un istituto torinese, vive con la madre e la sorella. La vittima si chiamava Giorgia Padoan, 20 anni, studentessa universitaria strangolata con una catena d’acciaio usata per tenere le chiavi, e trovata morta nella casa di via Gottardo 207 dove viveva con la madre Ivana. La Omicidi della squadra mobile, con la collaborazione dello Sco di Roma, stava lavorando da un paio d’anni su questo caso che aveva angosciato la città. Gli accertamenti Il capo della mobile, Luigi Silipo, taglia corto: «Stiamo effettuando alcuni accertamenti, resi possibili dalle nuove tecnologie, sulle tracce raccolte allora sulla scena del delitto». Essere indagati non vuol dire essere colpevoli». E spiega il capo della Omicidi, Luigi Mitola: «L’indagato è stato sentito qui in questura, in at- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO LOCALE ESTERO CRONACA tesa dell’interrogatorio davanti al pm. Altro non si può dire». Sarà dunque il pm Enrica Gabetta, in base agli elementi racconti, a condurre il confronto con il professore, assistito da un legale di fiducia. La scena del delitto È la mattina del 9 febbraio 1988, un martedì. La mamma di Giorgia è andata a lavorare, lei è sola in casa. Tra le 9,30 e le 10 qualcuno suona al citofono; lei indossa ancora una tuta-pigiama, si mette le lenti a contatto e corre ad aprire. Prepara il caffè al suo ospite, verranno poi trovate due tazzine, lavate, in cucina. Giorgia è un tipo allegro ma non apre la porta a nessuno, nemmeno al postino. Così le hanno detto di fare i genitori. Dunque conosce bene la persona che è ora di fronte a lei, un compagno di studi o forse un giovane docente. Tra loro accade qualcosa, una discussione, un rifiuto a un abbraccio o a un bacio. Il ragazzo perde la testa, l’aggredisce e la strangola con la corta e sottile catena d’acciaio; tenta una maldestra messinscena, per simulare una rapina, una violenza sessuale e un tentativo di suicidio. Mette a soqquadro la casa, spo- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE glia la sua vittima (ma non risultano segni di violenza) e, prima di uscire, apre il rubinetto del gas, forse per provocare un’esplosione. E ’ la madre (alle 14,40) a scoprire il corpo senza vita e a dare l’allarme: «La porta era chiusa con il mezzo scatto, sono entrata e c’era odore di gas, mia figlia era morta, distesa sul divano». L’allora capo della mobile, Aldo Faraoni, avvia le prime indagini. Viene sentito il fidanzatino di Giorgia, subito risultato estraneo poichè in possesso di un alibi, e una trentina di amici, ragazzi e ragazze. Indizi sempre sfumati Sembra vicina a una svolta ma tutti gli indizi sfumano. Uno dietro l’altro. Non mancano gli sciacalli. Un ex collega del papà di Giorgia, impiegato alle Poste, scrive alla mobile una lettera anonima indicando il nome dell’assassino, il marito della sua ex capo-ufficio che lo aveva fatto trasferire. Viene condannato per calunnia ma il feroce omicidio viene archiviato. Gli inquirenti non rivelano qual è l’indizio «letto» in base alle nuove tecnologie a disposizione nei laborato- 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO LOCALE ESTERO CRONACA ri dello Sco di Roma, dopo 25 anni di attesa. Ieri mattina il professore ha reagito con un comprensibile stato d’ansia senza tuttavia precipitare nel panico. Ad attenderlo fuori dalla questura, la mamma e la sorella, entrambe provate e sotto choc. Dopo la perquisizione i poliziotti l’hanno accompagnato in questura, in corso Vinzaglio, per le procedure di rito, identificazione, registrazione delle impronte digitali. Il confronto è finito attorno alle 15. Pochi metri percorsi rapidamente, prima di salire sulla sua auto. Senza dire una parola. Lo sguardo sgomento. Preoccupato. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO LOCALE ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE «Che emozione Ormai non ci speravo quasi più» LOCALE domande a 3 Roberto Padoan papà di Giorgia Roberto Padoan (negli anni 90 aveva messo una taglia di 200 milioni di lire per chi avesse dato notizie sull’assassino) ringrazia la polizia e anche il vicequestore Sergio Molino, ora capo della Dia, il primo a riaprire il fascicolo, due anni fa. Padoan ha 75 anni, vive fuori Torino. Quando ha saputo dell’avvio delle nuove indagini sulla morte di sua figlia? «Tempo fa ero stato informato da Molino che stava finalmente emergendo qualcosa di importante, nuovi elementi da valutare con attenzione». Sa quali sono i nuovi indizi emersi dopo più di 25 anni? «Adesso non voglio dire nulla, attendo gli sviluppi, sono troppo emozionato. La polizia s’è messa in contatto con me solo nelle ultime ore, non conosco ancora i dettagli della nuova indagine». Come si sente ora? «Emozionato e in ansiosa attesa degli sviluppi. No ci speravo quasi più. Ma adesso voglio stare tranquillo, mi hanno detto di non parlare ancora, di non dire nulla. E non voglio illudermi troppo sugli esiti definitivi della nuova inchiesta, preferisco essere cauto. È troppo importante per me sapere finalmente la verità». [M.NU.] 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO LOCALE ESTERO 11 febbraio ’88 CRONACA LOCALE A poche ore dalla morte Giorgia è stata uccisa il 9 febbraio 1988 e Stampa Sera e La Stampa dedicano pagine al delitto che sconvolge la città. La vittima è una ragazza di 21 anni, molto conosciuta per le sue attività di volontariato. Da subito si notano i segni sul collo dello strangolamento. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO LOCALE ESTERO 4 marzo1988 CRONACA LOCALE L’arma del delitto È passato quasi un mese dall’omicidio di Giorgia e fino ad allora si pensava che l’assassino avesse usato un altro mezzo per strangolarla. Solo il 4 marzo dall’esame dell’autopsia emerge che il delitto è stato un gesto d’impeto, tanto che per ucciderla l’assassino ha usato la catenella delle chiavi. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO LOCALE ESTERO 13 febbraio 1988 CRONACA LOCALE Conosceva il suo assassino I primi rilievi nella casa del delitto, quella della madre perché i genitori vivevano separati, non fanno trovare segni di scasso. Giorgia conosceva chi l’ha uccisa: sul tavolo della cucina sono rimaste due tazzine da caffè, anche se per confondere gli inquirenti sono stati rubati alcuni oggetti d’oro. ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SCONOSCIUTO ESTERO CRONACA ECONOMIA Venerdì Bollettino della neve SCONOSCIUTO CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SCONOSCIUTO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE Tempo e temperature previsti nel mondo e in Europa SCONOSCIUTO 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SCONOSCIUTO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Vigilanza meteo di oggi e domani SCONOSCIUTO SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SCONOSCIUTO ESTERO CRONACA DOPODOMANI SCONOSCIUTO ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SCONOSCIUTO ESTERO CRONACA ECONOMIA Le precipitazioni attese oggi SCONOSCIUTO CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO DOMANI SCONOSCIUTO SCONOSCIUTO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO La Luna SCONOSCIUTO SCONOSCIUTO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO Il Sole SCONOSCIUTO SCONOSCIUTO ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SCONOSCIUTO ESTERO IN EUROPA SCONOSCIUTO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO SCONOSCIUTO ESTERO CRONACA ECONOMIA LE PREVISIONI DI OGGI SCONOSCIUTO CULTURA SPORT LOCALE 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO LOCALE ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA Da dove vengono i bambini adottati SPORT LOCALE LOCALE A CURA DI FLAVIA AMABILE ROMA La tragica fine di Habtamu, il ragazzino etiope adottato da una famiglia italiana suicida a 14 anni, ha riportato d’attualità il tema delle adozioni dei bambini africani nel nostro Paese. È vero che aumentano? Negli ultimi otto anni le adozioni dei bambini africani sono aumentate del 300 per cento, il che vuol dire che circa 41 mila bambini hanno trovato una nuova famiglia all’estero. Sono cifre riferite alle adozioni nel mondo, ma il fenomeno riguarda anche l’Italia, dove si è passati dal 10,7 al 13,1 dei bambini adottati. Il motivo di quest’aumento è legato alla sospensione o alla limitazione delle adozioni internazionali da Cina, Russia, Guatemala, Corea del Sud, Vietnam, Romania, tradizionali nazioni di provenienza di molte adozioni. A livello mondiale, nel 2010 l’Etiopia è diventata addirittura il secondo Paese d’origine nelle adozioni internazionali dopo la Cina, fornendo due terzi del totale dei bambini adottati dal 2003 al 2010 (con picchi di 4-5.000 unità negli ultimi due anni). Oltre all’Etiopia, le altre nove nazioni africane in cima alla classifica nel 2009 e nel 2010 erano Burkina Faso, Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Mali, Marocco, Nigeria, Sudafrica e Uganda. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO LOCALE ESTERO CRONACA Quanti di questi bambini arrivano in Italia? Molti. Gli Stati Uniti, con oltre 11 mila casi nel 2010, restano il principale Paese ospitante di bambini adottati da altre nazioni, ma l’Italia è al secondo posto con 4.130 adozioni nello stesso anno. Seguono Francia, Spagna, Canada, Svezia, Paesi Bassi, Germania, Danimarca, Belgio e Svizzera. Le adozioni internazionali sono calate nel 2011 in tutto il mondo, e soltanto in Italia c’è stato un incremento del 21%. Nel 2010 veniva dall’Africa un bambino adottato su dieci. Da che cosa dipende quest’aumento? Sotto accusa c’è il business delle adozioni. In un rapporto dell’Acpf, il Forum Africano per le Politiche sull’Infanzia (Acpf) si sottolinea che molti orfanotrofi in Africa sono stati istituiti per generare profitti, ricevendo fino a 30 mila dollari per ogni bambino adottato dai futuri genitori. Mentre anche la Convenzione dell’Aia del 1993 afferma che l’adozione interstatale dovrebbe essere l’ultima risorsa; solo 13 Stati africani sono parte della convenzione e, a parte il Sudafrica, ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE non includono cinque tra le principali provenienze di bambini adottati nel continente (Etiopia, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo e Mali). «I soldi determinano non solo il modo in cui le adozioni vengono intraprese, ma anche i motivi per cui molte di queste vengono avviate. I soldi sono un fattore chiave, che deve essere affrontato se si vuole proteggere in maniera efficace i diritti umani dei bambini africani per quanto riguarda le adozioni interstatali», afferma l’Acpf. Come vanno invece le adozioni di bambini provenienti da altre regioni del mondo? Dopo anni di aumento costante sono in calo: nel 2012 si sono registrati 3.106 bambini in meno (- 22,8%) rispetto al 2011. In calo del 21,7% anche le coppie adottive. I dati sono della commissione governativa per le adozioni internazionali. La Federazione russa, tra i Paesi di provenienza, resta in testa, ma le cose presto potrebbero cambiare. Tra molte proteste, il Cremlino ha vietato per legge le adozioni di orfani russi da parte di cittadini Usa. È una battuta d’arresto in un 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO LOCALE ESTERO CRONACA mondo che in Italia non ha mai conosciuto freni. Nel 1982 le adozioni di bambini stranieri pronunciate dai tribunali per i minorenni erano meno di 300. Nello stesso anno venivano registrate più di mille adozioni nazionali. Nel 1991 sono entrati in Italia a scopo di adozione più di 2.700 minori stranieri, mentre i bambini italiani dichiarati adottabili erano meno di mille. Da che cosa dipende? All’estero il calo si è già verificato negli anni scorsi. È una questione culturale, altrove si fa ricorso soprattutto all’adozione indipendente e quindi si tende ad adottare soprattutto bambini piccoli. In Italia, invece, da 12 anni l’adozione viene seguita dagli enti e quindi si è creata maggiore consapevolezza del fatto che ci sono bambini che hanno bisogno di adozione anche se hanno più di tre anni. E queste possono essere adozioni positive. Chi può adottare un bambino non italiano? Per adottare bisogna essere in due, essere coniugati al momento della presentazione della dichiarazione di disponibilità, provare con documenti uf- ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE ficiali o per testimonianza diretta - se il matrimonio sia stato contratto da meno di tre anni - la continua, stabile, perdurante convivenza antecedentemente alla celebrazione del matrimonio per un periodo almeno pari a tre anni. Non bisogna inoltre avere in corso nessun procedimento di separazione, nemmeno di fatto. Infine, gli aspiranti genitori adottivi devono essere ritenuti idonei dal giudice a educare e istruire, e in grado di mantenere (sotto il profilo morale e materiale) i minori che intendono adottare. 22 febbraio 2013 PRIMO PIANO LOCALE ESTERO CRONACA ECONOMIA CULTURA SPORT LOCALE