Trade Consumer Electronic versione online
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Trade Consumer Electronic versione online
www.e-duesse.it
CONSUMER ELECTRONICS
APRILE 2015
PERCHÉ IL CANALE INDIRETTO
PIACE ANCORA
MAIOCCHI
RACCONTA
LA NUOVA
MONDADORI
COSA HA
INSEGNATO
EDITORIALE DUESSE - Anno XXII - n. 4 - Poste Italiane s.p.a.- Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n°46) art.1, comma 1, DCB Milano
IL MWC
HV E CANALE
QUALE PARTNERSHIP?
“BE
SPECIALIST”
LA NUOVA IMPRONTA DI SBS
TV DEBOLE
CONTRO
DOLLARO
FORTE
Le SFIDE del MONDO della CE per far tornare
i conti di una CATEGORIA TV sempre PIÙ POVERA
di profittabilità e intrappolata dai tagli prezzo,
sono sempre più importanti. Ma, ora c’è anche
L’APPREZZAMENTO della VALUTA AMERICANA.
Cosa succederà?
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di Trade Consumer Electronics
Editoriale
“IL PAGABANCOMAT
SI È INCEPPATO”
Q
Questa è l’espressione che ha usato un direttore acquisti qualche giorno fa. E non si riferiva al circuito di debito con il quale un titolare di
conto corrente può compiere acquisti di beni e servizi con addebito diretto sul suo conto corrente, ma al meccanismo con cui i retailer del
canale si ‘finanziano’ attraverso la raccolta di contributi, fee e altri extra dai vari brand. Quindi, dopo averlo detto per anni, ora sembra che
sia veramente arrivato il momento dei “no” da parte dell’industria soprattutto hi-tech; quella che oggi è indubbiamente più “povera” e quindi non è più nelle condizioni di erogare migliaia e migliaia di euro (per
l’appunto, tipo Bancomat) alla distribuzione. Questo significa che diverse aziende stanno iniziando a fare delle scelte d’investimento, anzi
delle selezioni nette. Questo è già un buon punto, ma speriamo che
una volta per tutte sarà una visione strategica e di medio-lungo periodo a guidare e non, come troppo spesso accade, logiche di mero volume o – ancor peggio – di miope tatticismo, fino ad assurdi personalismi. Perché, diciamolo, il canale eldom è oggi così – per cominciare
zoppicante e poco virtuoso – in grande parte per questi processi perversi. Molte risorse sono state probabilmente sperperate, certamente troppe sono state usate per alimentare sfide promozionali e quote di mercato di questa o quell’insegna, ma soprattutto per tenere in
vita player commerciali – piccoli e grandi - già con uno stato di salute
molto compromesso, se non addirittura ‘fosco’. Ma, non è tutto, perché anche il canale deve a questo punto fortemente rimettere a tema il
proprio modello di business. Se, non l’ha fatto per altre “enne” ragioni
che avrebbero già dovuto negli ultimi anni spingerlo in questa direzione, oggi ci sembra che non abbia (aggiungiamo anche in questo caso:
finalmente!) alternative. D’altronde come ha ben sintetizzato un category: “Avremo sempre più a che fare con brand alla EasyJet e sempre
meno alla AirFrance. O lo capiamo o sarà veramente dura per noi…”
Elena Reguzzoni
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 3
24 2
Sommario
MEGAPIXEL
22
CONTROLLO
TOUCHSCREEN
© palto/iStock/Thinkstock; © Gabylya/iStock/Thinkstock
39
COPERTINA
TV DEBOLE CONTRO
DOLLARO FORTE
Un business sotto pressione, che
oggi fa i conti anche con un cambio
quasi alla pari tra la moneta USA e l’euro
PUNTI AF
CONNETTIVITà
WI-FI
ATTUALITÀ
28 Tutti i pregi del canale indiretto
L’affiliazione e ridistribuzione assicurano una fetta
aggiuntiva di fatturato e maggiore presidio del territorio
PRODOTTI E MERCATI
36 Cosa ha insegnato il MWC 2015?
28
La conferma di un business forte con alta
competititvità e focalizzazione sulla fascia media
degli smartphone, un minore interesse per i tablet
e tanta attenzione e risorse per i wearable
i aM READY TO IMPRESS
47 L’alternativa possibile
Android Tv, Ambilight e produzione cinese sono
le armi che mette in campo TP Vision per contrastare
il dualismo coreano del mercato italiano
48 Eldom e major una relazione da rafforzare
Il mercato home video ha al suo interno trend positivi dati
da alcuni segmenti e dall’ecommerce. Tendenze su cui
è possibile intensificare la partnership tra insegne CE
e le società audiovisive
i aM NiKON d5500. Il fotografo Andrius Aleksandravičius utilizza
al massimo il suo talento artistico. Prova anche tu a dare libero
sfogo all’ispirazione e alla fantasia e sfrutta le numerose possibilità
offerte dalla Nikon D5500 per tradurre le tue idee in fotografie
incredibili. Questa fotocamera è dotata di un innovativo monitor
touchscreen ad angolazione variabile, della connessione Wi-Fi integrata*
e si caratterizza per un corpo maneggevole ed estremamente leggero.
Grazie al sensore da 24.2 MP, ai 39 punti di messa a fuoco e ad una
gamma ISO estendibile fino a 25.600, con la Nikon D5500 puoi
ottenere immagini di qualità superiore in qualsiasi condizione. Fatti
ispirare e porta la tua fotografia ad un livello superiore.
DISTRIBUZIONE
54 Non solo cultura
36
Mondadori Retail rivede i concept degli store,
introducendo altri mondi, in primis servizi technical e
ristorazione, ma con il libro sempre al centro del business
“Non ti servono tante idee, solo una nuova prospettiva.”
Foto realizzata da Andrius Aleksandravičius.
Scopri di più su nikonreflex.it
48
4 ANNI
GARANZIA
4 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
*
Nital Card assicura 4 anni di garanzia e assistenza più accurata con ricambi originali.
Infoline 199.124.172. Per estendere la garanzia a 4 anni è necessario registrare il prodotto via web alle
condizioni riportate all’interno della confezione o su www.nital.it
Per la condivisione di immagini è necessario un dispositivo smart con opzione Wi-Fi attivata.
Andrius Aleksandravičius
Sommario
RUBRICHE
8 News
20 Un caffè con
Roberto Rocchi, direttore commerciale di Toshiba Global Commerce Solutions (TGCS) Italia
34 Focus
Intervista a Luigi Viscomi e Marco Visconti, rispettivamente
direttore commerciale e category manager di SBS
45 Vis à Vis
Intervista a Michele Piemontese, amministratore delegato di Woox Innovations
52 Vis à Vis
Intervista a Lorenzo Ferrari Ardicini,
vicepresidente di CG Entertainment
74 Si parla di
ECCO GLI EXTRA
DELLA DIGITAL EDITION
■ LE SOLUZIONI OMINICANALE DI TGCS
■ I DATI GFK TV
■ PRODOTTI E SOLUZIONI
ESPOSITIVE DI SBS
■ I DATI GFK SUL MOBILE
■ PHOTOGALLERY
DELL’EVENTO DI TP VISION
C
M
Y
CM
MY
CY
CMY
34
K
45
Disponibile gratuitamente su App Store,
Windows Store e Google Play,
arricchita da contenuti extra.
52
6 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
News Poltrone
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Veronica Scandola
{Telefonia}
{CE&ged}
{CE&ged}
{Servizi}
FALIVENE
BUSINESS
DEVELOPMENT
MANAGER
DI CUSTOM
YANNICK FIERLING
NUOVO A.D. DI
HAIER EUROPE
NUOVO INGRESSO
IN HISENSE
CLAUDIO MAGNANI
IN REINVENTA
Il team di Hisense si amplia
con l’ingresso di Veronica
Scandola, che assume il
ruolo di national account
manager del canale consumer
per il bianco e il bruno. La
manager ha alle spalle diverse
esperienze professionali
maturate in multinazionali
come Philips, Sagem. Nel
2004 entra in Brother Italia
dove - fino al 2010 - occupa
il ruolo di sales manager
consumer channel. Scandola
proviene da Esprinet, realtà
in cui ha occupato la poltrona
di national key account
consumer.
Claudio Magnani dopo
numerosi anni di esperienza
nel retail eldom tradizionale
e un anno nella divisione
commerce del gruppo Banzai,
è approdato in Reinventa,
un network di professionisti
dedicati alla formazione e alla
consulenza. «Ci occupiamo
principalmente di risorse
umane, anche se preferisco
parlare di formazione e
di sviluppo delle persone
all’interno di organizzazioni
anche molto diverse, dalle
strutture gerarchizzate di
aziende molto strutturate, agli
staff dei pv», precisa Magnani:
«Oltre ai più classici interventi
di formazione, ci occupiamo di
coaching, in particolare corsi
di team coaching, di sviluppo
organizzativo – bilancio delle
competenze, valutazione delle
performance e del potenziale
-, fino all’analisi dei processi
di team. Ogni consulente è
focalizzato più su certi settori,
nel mio caso è maggiormente
il mondo retail». Reinventa
utilizza attraverso consulenti
senior i principali test
comportamentali, come l’MBTI,
il Success Insights e Insights
Discovery utilizzati anche in
aula come acceleratori dei vari
percorsi di apprendimento. «Mi
piace dire che reinventiamo
le competenze e valorizziamo
le caratteristiche dei singoli
come dei team per rispondere
alle sfide molto complesse alle
quali oggi qualsiasi impresa
deve fare fronte» conclude
Magnani.
Si è chiusa dopo pochi mesi
la collaborazione di Gianrio
Falivene con Aba Service, ma
il manager rimane nel mondo
mobile. Nel dettaglio Falivene
ha assunto la carica di business
development manager presso
Custom con il compito di
implementare una nuova BU
dedicata ai device mobile per
il mercato consumer. Custom
non è una società nota al
mondo technical, «ma si tratta
di una realtà di eccellenza
italiana: è infatti una società
di riferimento anche a livello
internazionale per lo sviluppo
e la commercializzazione di
periferiche B2B di stampa
e di altre periferiche per
l’automazione di determinati
processi, anche all’interno pv
con la BU mobile solution.
Parliamo di casse touch,
registratori di cassa, chioschi
digitali, stampanti per i biglietti
aerei, phablet per gli addetti
vendita» precisa il manager:
«Proprio grazie all’area mobile
solution Custom ha stretto
forti relazioni nel Far East con
produttori e soprattutto ha
sviluppato al proprio interno
un forte knowhow in termini
di controllo qualità e sviluppo
software. Una esperienza che
ora Custom vuole sfruttare
aprendo una BU dedicata ai
prodotti mobile consumer».
Haier Europe, attiva in 30 paesi
europei con 8 uffici nazionali:
in Francia, Italia, Germania,
Spagna, Regno Unito, Russia,
Benelux e Polonia, ha nominato
Yannick Fierling alla carica
di amministratore delegato.
Il manager succede a René
Aubertine e si vedrà affidata la
gestione complessiva di Haier
Europe, la guida europea di
Haier Group. Fierling approda
in Haier dopo quindici anni
passati in Whirlpool, dove
ha recentemente coperto le
cariche di General Manager
del dipartimento Fabric Care
e vice Presidente di Whirlpool
EMEA. In Whirlpool, Fierling ha
occupato posizioni di crescente
responsabilità sia in Europa
che in Nord America. Yannick
Fierling, ha cosi commentato la
sua nomina: «Sono entusiasta
dell’opportunità di guidare
Haier in una nuova ambiziosa
fase di sviluppo sul mercato
europeo. Haier è inimitabile
nella comprensione delle
esigenze dei clienti e nella
sua determinazione nel
creare prodotti innovativi che
semplificano e migliorano la
vita quotidiana. L’azienda è
ben posizionata nel mercato
e pronta a svolgere un ruolo
di primo piano nell’industria
europea degli apparecchi
elettrodomestici».
8 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
{Home Video}
CHIARA MOLOGNI
IN KOCH MEDIA
Chiara Mologni entra in Koch
Media Italia in qualità di Movie
Digital Manager & New Media,
assumendo la responsabilità
delle vendite digitali, delle
vendite edicola e delle vendite
speciali inerenti l’area HE
dell’azienda diventando, inoltre,
parte integrante del team
operante nell’ambito della
distribuzione dei diritti tv. Chiara
Mologni, 37 anni, vanta
un’esperienza in aziende come
RCS e Moviemax. Umberto
Bettini, Country Manager Koch
Media Italia, ha detto: «Chiara
vanta una lunga esperienza nella
gestione delle vendite digitali e
televisive e nell’implementazione
di attività speciali legate
all’Home Entertainment».
News Italia
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E DUESSE LANC
TORIAL
IA
I
D
E
{HQ}
ED Corporate,
distributore di prodotti
tecnologici come le
fotocamere Kodak o lo
storage di Philips ha
recentemente siglato
una partnership
per la distribuzione
esclusiva in Italia con
AEG Communication,
brand specializzato
nella produzione
di prodotti per la
comunicazione
wireless e della
telefonia domestica
e mobile con una
gamma che offre
apparecchi cordless
e corded di design,
ma anche cellulari e
smartphone anche
per un’utenza senior
oltre che a prodotti
innovativi come
cordless domestici
con interfaccia touch
e sistema operativo
Android. I device AEG
Communication sono
prodotti, distribuiti o
venduti da Binatone
Electronics Ltd.,
licenziatario ufficiale
per prodotti per la
comunicazione con il
marchio AEG. AEG è
un marchio registrato
usato sotto licenza di
Electrolux AB.
GFK SI TRASFERISCE
IN VIA TORTONA 33
Lo scorso 16
marzo GfK Retail
and Technology
ha inaugurato
la sua nuova
sede di Milano
in via Tortona,
33. L’azienda
sottolinea che
con “La nuova sede intende aprirsi alla città,
non solo ai Clienti. Via Tortona 33 diventerà
un luogo in cui gli attori che determinano il
cambiamento socio e psico-culturale potranno
trovare ospitalità, dal mondo delle imprese
alle università, al popolo dell’arte, dei media,
della comunicazione e dello spettacolo. GfK
quale sigla dell’eccellenza nella produzione
della conoscenza, non solo nella ricerca di
mercato. Quindi creatività, rottura degli schemi,
fertilizzazioni continue, alla ricerca di sempre
più inediti ‘portatori d’acqua’. Sede in cui gli
ambienti si aprono, accolgono, fanno sentire
comodi e benvenuti. Dal 16 Marzo le porte
metaforicamente spariranno. Veniteci a visitare,
ne saremo felici”. Il nuovo numero di telefono
sarà: 02 87.05.10.00 mentre gli indirizzi e-mail
rimarranno uguali a quelli attuali.
È
nato il programma per tutti quelli che
amano la nuova cultura popolare in
tutte le sue forme. Dieci minuti al giorno,
dal lunedì al venerdì, sul canale YouTube
dedicato. Con notizie, ospiti, interviste ad attori
e cast internazionali del cinema e dei serial,
sviluppatori del mondo dei videogame, esclusive
set visit, recensioni dei prodotti hi-tech, o
dell’ultimo gadget a cui non si può proprio
rinunciare. Non mancheranno tutti gli eventi
più importanti del mondo, seguiti in diretta con
inviati speciali, a partire dal prossimo Festival di
Cannes, passando per il mondo nerd del Lucca
Comics e del Comic Con di San Diego, fino al
CES di Las Vegas. BreaKing Pop, la tua dose
quotidiana di cultura pop.
FILM•SERIAL•VIDEOGAMES
COMICS•TECH
www.youtube.com/BreaKingPop
THIS IS NOT
A WATCH
689 calorie bruciate questa mattina
con 4.300 canzoni a mia disposizione.
5 selfie di gruppo alla festa
e 25 notifiche il giorno dopo.
{Strategie}
ASSURANT SOLUTIONS
ITALIA ENTRA
IN ENERGY@HOME
Assurant Solutions Italia è entrata a far parte
di Energy@home, associazione no profit
creata per studiare le tecnologie e le modalità
per creare nuovi mercati e per costituire un
ecosistema in ambito residenziale che miri
all’efficienza energetica. Energy@home nel
breve termine si è focalizzata sullo sviluppo di
un mercato di servizi a valore aggiunto postcontatore per il consumatore domestico e per
la smart home. «L’ingresso nell’associazione
è per noi fondamentale» ha commentato
Marco Prada, managing director di Assurant
Solutions Italia «Assurant Solutions sta
lavorando attraverso applicazioni, servizi e
prodotti assicurativi per
semplificare il modo
in cui i consumatori
acquistano programmi
di protezione a supporto
dei loro dispositivi, smart
device e smart appliance,
e le loro smart home».
Marco Prada
10 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
{Internet}
L’ITALIANO È SEMPRE
PIÙ MOBILE CONNECTED
Sono quasi 29 milioni gli italiani che si sono collegati
ad Internet via Pc e mobile almeno una volta nel
mese di gennaio, ovvero il 54% della popolazione
sopra i 2 anni e hanno trascorso e in Rete in media
48 ore e 50 min. Ciò emerge da Audiweb di Nielsen
per il digital audience. Il dato più interessante è che
gli italiani si connettono sempre più via smartphone
o tablet. Nel giorno medio coloro che si collegano
solo attraverso mobile device sono 9,4 milioni. In
generale sono stati 17,6 milioni gli italiani che hanno
utilizzato smartphone e tablet per connettersi,
ovvero il 40,5% degli italiani tra i 18 e i 74 anni.
Le immagini fotografiche sono intese a titolo esemplificativo.
SI AMPLIA
L’OFFERTA DI
ED CORPORATE
News Internazionali
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{Strategie}
LE MOSSE DI LG
PER SPINGERE L’OLED
Secondo quanto riportato dalla Reuters LG Electronics
avrebbe espresso l’intenzione di collaborare con
aziende cinesi e giapponesi nel tentativo di rendere
l’OLED la tecnologia principale nel mercato dei flat
Tv. LG Electronics non ha però specificato in cosa
consisterebbe questa partnership e con quali aziende
sarebbe entrata in contatto. La sua affiliata LG Display
Co Ltd è l’unico produttore di pannelli in grado di
produrre in massa pannelli OLED, ed entrambe le
società sono i maggiori sostenitori della tecnologia per
il mercato televisivo. Alcuni produttori di TV cinesi come
Skyworth Digital Holdings Ltd e Konka Group Co Ltd
utilizzano OLED, ma gli analisti dicono che la tecnologia
ha bisogno di essere più ampiamente utilizzata dai
produttori per poter decollare. Di contro Samsung ha
ribadito l’intenzione di non produrre televisori OLED
nell’immediato futuro perché la tecnologia non è ancora
pronta per il consumo di massa.
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e
di mobil
XIOAMI
ANNUNCIA
IL SUO
SMART-WATCH
E LE SMART
SHOES
Xioami ha rivelato due
dei progetti a cui sta
lavorando, entrambi
incentrati su prodotti
wearable. Il primo
uno smartwatch che
oltre a includere i soliti
sensori di movimento
e rilevatori cardio,
dovrebbe avere un
quadrante rotondo
ed essere in metallo
satinato. Inoltre
sembra che il team di
Xioami abbia trovato
una soluzione per
allungare la durata
della batteria, se
fosse così avrebbe
superato molti degli
altri produttori di
orologi intelligenti,
compresa Apple. Ma
l’azienda guidata e
fondata da Lei Jun
- che ad oggi è il
primo produttore
di smartphone nel
mercato cinese,
superando Samsung
- vuole ampliare il
suo raggio d’azione,
dopo i mobile device,
gli accessori high
tech e i Mi Band, ha
annunciato infatti
la realizzazione di
scarpe sportive smart.
{Bilanci}
SONY: PROFIT
DI 3,7 MILIARDI DI EURO
ENTRO IL 2018
Sony Corp punta ad aumentare il suo utile
operativo di 25 volte nell’arco di tre anni, cioè
un target di utile operativo consolidato di oltre
500 miliardi di yen (3,7 miliardi di euro) per il
Gruppo Sony nel FY2017, concentrandosi
sui suoi settori più redditizi come i sensori di
immagine CMOS, i videogame (Playstation)
e sul business dell’intrattenimento (Pictures
and Music). Questo ha affermato il CEO
Kazuo Hirai delineando la strategia del
brand giapponese fino al 2018. L’azienda ha
sottolineato di voler “curare” con attenzione
il business di smartphone e Tv, ove Sony
metterà la massima priorità nel limitare i
rischi e garantire i profitti. Dopo lo spin off
del suo business Tv, dello scorso anno, Sony
indica il 1 Ottobre 2015 come data di inizio
della prossima fase di questo processo di
riorganizzazione, scorporando la business
unit Audio Video in una società controllata
interamente autonoma. Sony intende anche
prepararsi per lo spin off di altre divisioni
aziendali in futuro. Per le business unit che
sono già operanti come società, Sony si
muoverà per aumentare ulteriormente i loro
livelli di autonomia.
12 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
{IT}
L’AUDIO SUI DEVICE HP
SARÀ BANG & OLUFSEN
HP in questi anni ha sempre posto molta
attenzione alla parte audio dei propri device, in
particolare nei suoi prodotti top di gamma, così
dopo Beats, acquistata recentemente da Apple,
il colosso americano ha scelto un nuovo partner
tecnologico d’eccellenza in questa area, si tratta
della danese Bang & Olufsen che da ora in poi
curerà il comparto audio su alcuni dei device HP.
Così i prossimi PC, tablet e accessori Hewlett
Packard potranno contare sull’esperienza di Bang
& Olufsen e dell’altro marchio proprietario B&O
PLAY, fornendo il massimo dell’esperienza audio
possibile in queste categorie. “Siamo entusiasti di
lavorare con Bang & Olufsen per creare esperienze
audio eccezionali per i nostri clienti” ha detto Ron
Coughlin, Senior Vice President di HP Personal
Systems. I primi PC con sistemi Bang & Olufsen
e B&O PLAY arriveranno sul mercato nel corso di
questa primavera, le serie che ne beneficeranno
sono Spectre, OMEN, ENVY e Pavilion.
News Internazionali
APPLE
PRONTA
A SFIDARE
SPOTIFY
La musica è uno dei
settori che Apple
ha decisamente
rivoluzionato con
l’iPod e iTunes, ma
che oggi sembra
soffrire la concorrenza
dei servizi in
streaming e proprio
su questo fronte la
società guidata da
Tim Cook avrebbe
importanti novità.
Secondo quanto
riferisce il sito
9to5Mac, infatti, Apple
starebbe lavorando
- insieme alla
controllata Beats - ad
un aggiornamento di
BeatsMusic per offrire
un servizio di musica
in streaming in grado
di competere con
Spotify o simili, tanto
che dalle indiscrezioni
il servizio
dovrebbe essere
multipiattaforma,
quindi non solo
dedicato ai possessori
di dispositivi Apple,
ma dovrebbe essere
disponibile anche su
Andorid e Windows.
Il debutto dovrebbe
avvenire a settembre,
in concomitanza con
l’arrivo dell’iOS 9 e
del nuovo iPhone, e
dovrebbe avere un
costo di 7,99 dollari
al mese, contro i 9,99
dollari di Spotify. I
rumors lasciano però
diverse incognite.
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{Tendenze}
GFK, NEL 2015 SI VENDERANNO
51 MILIONI DI WEARABLE
I dati di GfK mostrano che lo scorso anno sono
stati venduti a livello globale 13,5 milioni di health
& fitness trackers e 4,1 milioni di smartwatch.
Con tutte le grandi aziende che intendono
entrare nel mercato quest’anno, GfK prevede
che il mercato dei wearable salirà a 51,2 milioni
di vendite nel 2015 - tre volte le dimensioni del
2014 - con entrambi i segmenti che avranno
uguale importanza. L’anno scorso, le vendite di
health & fitness trackers (HFT), con un peso del
77%, erano il doppio degli smartwatch. Questo è
da imputare, in parte, al prezzo medio di vendita
{Accordi}
L’AV DI PIONEER
PASSA AD ONKYO
Si è concluso lo scorso 2 marzo, il
passaggio di tutte le attività della BU
home entertainment di Pioneer ad Onkyo.
In particolare a livello europeo – come
riportato in una nota ufficiale - “i prodotti AV
per la casa e le cuffie nonché gli articoli ad
esse associati saranno distribuiti da Pioneer
& Onkyo Europe GmbH”.
14 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
significativamente per gli HFT, rendendo questi
dispositivi più accessibili rispetto agli smartwatch.
Un altro motivo della maggiore popolarità degli
HFT (secondo un sondaggio di GfK su 5.000
possessori di smartphone in China, Germania, Sud
Corea, UK e USA) è il fatto che la maggioranza
dei consumatori vede attualmente il monitoraggio
delle attività come la funzione più importante
di un indossabile, smartwatch compresi. GfK
prevede che il mercato smartwatch, in particolare,
continuerà a crescere in maniera massiccia,
sostenuto anche dalla crescita di dispositivi
indipendenti che includono una scheda SIM per
collegarsi direttamente alle reti cellulari - rendendo
questi più simili agli smartphone. L’indagine di GfK
ha rilevato che oltre la metà (56%) dei possessori
di smartphone intervistati nei cinque paesi
vedono questa come una capacità importante
che li renderebbe più propensi ad acquistare un
smartwatch, in quanto dà loro la libertà di lasciare
il proprio smartphone a casa. Inoltre la crescita
potrebbe essere guidata da dispositivi progettati
più alla moda (ad esempio con un form factor
simile agli orologi analogici) o con sensori inclusi in
prodotti di gioielleria, per renderli più interessanti
per il pubblico femminile, un segmento importante
che finora non è stato presidiato.
{Lanci}
WINDOWS 10
ARRIVA IN ESTATE
L’estate 2015 sarà segnata dall’arrivo di Windows 10, l’atteso aggiornamento del
sistema operativo di Microsoft, che come ricordiamo punta ad offrire un unico OS per
tutti i tipi di dispositivi, che siano PC, smartphone, tablet o Xbox. L’annuncio è arrivato
nel corso del WinHEC Summit a Shenzhen in Cina. Il colosso di Redmond ha reso
noto che Windows 10 arriverà in 190 paesi e sarà gratuito per chi ha Windows 7, 8.1
e Windows Phone 8.1. Si potrà fare l’aggiornamento anche da copie non originali.
Una scelta, questa, dettata dal fatto che Microsoft vuole sanare una volta per tutte
una situazione ben consolidata in molte parti del mondo, basti pensare che in Cina
sono “pirata” un quarto dei software per PC. Tra le novità – oltre al ritorno della barra
menu start, all’integrazione dell’assistente vocale Cortana e al pensionamento di
Explorer in favore di Project Spartan – arriverà Windows Hello un sistema di sicurezza
che dovrebbe sostituire la classica autenticazione via password, attraverso sistemi
biometrici, ovvero il riconoscimento di volto, iride o impronta digitale.
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News Distribuzione
{Associazioni}
AIRES FESTEGGIA 10 ANNI
Ottobre 2005: nasce l’Associazione Italiana
Retailer Elettrodomestici Specializzati (Aires)
grazie alla volontà e all’impegno delle principali
realtà distributive del canale technical, quali Elite,
Euronics, Expert, Gre, Mediamarket e Unieuro.
“10 anni di presenza significativa in un mercato
radicalmente cambiato, 10 anni di scelte importanti,
10 anni sempre in prima linea con nuove idee,
innovativi progetti e rinnovate alleanze, 10 anni
di servizi sempre più customer oriented, 10 anni
da protagonisti per rappresentare a gran voce
la volontà corale e le esigenze del comparto
dell’elettronica di consumo”, sintetizza una
nota ufficiale. Aires ricorda anche i numeri che
l’Associazione rappresenta: “un fatturato 2014 pari
a 9,7 miliardi, con circa 21.000 addetti, presenti
in oltre 1.600 punti vendita. Aires è la portavoce
della quasi totalità delle insegne di elettronica ed
elettrodomestici specializzati e dal 2013 aderisce
a Confcommercio Imprese per l’Italia. Tra i
principali obiettivi di Aires, certamente quello di
lavorare in modo concreto per la modernizzazione
e l’evoluzione del commercio, promuovendo
attivamente lo sviluppo tecnologico del Paese.
Supportare e sostenere l’innovazione in un
settore, quello della tecnologia, ad alto tasso di
cambiamento, è una sfida che Aires, attraverso i
propri associati, ha saputo cogliere con entusiasmo
e portare avanti, con tenacia, quotidianamente”, si
legge sempre nella nota.
{Consumi}
TIEPIDI SEGNALI POSITIVI
Tiepidi segnali positivi da Confcommercio. A
gennaio il dato della disoccupazione è stato
stabile e si è anche registrato un calo dei prezzi
dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto.
L’incremento più elevato c’è stato per i beni e
i servizi per la mobilità, per i beni e i servizi
ricreativi e per la casa. Le variazioni negative
più pesanti si sono avute per gli alimentari, per
bevande e tabacchi e per i beni e i servizi per la
cura della persona. I centro studi prevede inoltre
l’uscita dalla deflazione a marzo, “in tempi più
rapidi rispetto alle stime precedenti, però è da
attribuirsi agli effetti sui prezzi dei carburanti
derivanti dalla ripresa del prezzo del petrolio e
dal deprezzamento dell’euro”.
{Tendenze}
IL CONSUMATORE CHIEDE
PIÙ TECNOLOGIA IN NEGOZIO
GoAc ti v i ty
Uno studio promosso da Epson e con 5.000
interviste a un campione di donne e uomini
tra i 18 e gli oltre 50 anni, evidenzia che per il
56% degli intervistati la velocità dei pagamenti
e assenza di lunghe code alle casse sono tra i
principali fattori che hanno un impatto positivo
sull’immagine dell’insegna, preceduto soltanto
dalla competenza degli addetti alle vendite.
Nello specifico per il campione italiano vi sono
nell’ordine: postazioni self service per ricerche
e ordini, pagamenti rapidi senza coda e addetti
alle vendite competenti. Il 67% del campione che
afferma che il retail deve dotarsi di tecnologia
evoluta per migliorare l’esperienza d’acquisto.
{Dati}
NON È VERO CHE
AI GIOVANI NON PIACE
IL NEGOZIO FISICO
GfK ha realizzato una ricerca su oltre 5.000
giovani shopper selezionati in 10 paesi, per
analizzare le aspettative dei consumatori tra i 16
e i 20 anni sia nei confronti dei negozi fisici sia
online.Da qui emerge che non ci sono grandi
differenze fra quanti shopper adulti (22-65
anni) hanno intenzione nel futuro di continuare
ad acquistare nei tradizionali negozi e quanti
giovani clienti. In Italia questa percentuale
è particolarmente vicina, anzi praticamente
uguale: 67% per gli shopper adulti e 66% per
gli young. Un dato che sfata diversi luoghi
comuni, in primis quello che i negozi fisici non
hanno futuro. Ma, i retailer non devono limitarsi
a compiacersi di questa tendenza, perché non
solo l’acquisto online sta crescendo in particolare
fra questa generazione, ma in più essa dimostra
aspettative crescenti nei confronti dell’esperienza
di acquisto che già oggi viene vissuta in termini
assolutamente omnicanali.
NUOVO STORE
EURONICS A
CARMAGNOLA
(TO)
Lo scorso 19
marzo, ha aperto
a Carmagnola, in
provincia di Torino,
il 25° punto vendita
di Dimo Spa, socio
Euronics che opera
in Piemonte, Liguria,
Valle d’Aosta ed
Emilia Romagna. Il
nuovo store si trova
in Via Sommariva
nell’ampliamento del
Parco Commerciale
“Il Conte di
Carmagnola” che
verrà inaugurato
domani. Il nuovo
punto vendita ha una
superficie di 2.150
mq di cui oltre 1.700
mq dedicati alla
vendita e occupa
28 addetti. Questo
store “rappresenta
una ulteriore tappa
del programma
di sviluppo della
nostra azienda e
che arriva dopo le
aperture a Reggio
Emilia nel novembre
2014 e a Modena
nel dicembre 2014”
evidenzia Dimo Spa.
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 17
News Entertainment
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SO
POS MMENT
CO
{HE Digitale}
IL MERCATO
VIDEOLUDICO
HARDWARE
VALE
67 MILIARDI
DI DOLLARI
Secondo una ricerca
condotta da Jon
Peddie Research, il
mercato videoludico
mondiale hardware
è valso, nel 2014, 67
miliardi di dollari e la
fetta più importante
è rappresentata dal
formato PC con il
33%, seguito dagli
smartphone con il
23%, dalle console
che detengono il
16% e dai tablet
con l’11%. Citando
invece i dati di Open
Gaming Alliance,
pare che il mercato
software sia vicino ai
26 miliardi di dollari,
per un totale che
si avvicina ai 100
miliardi di dollari.
JPR inoltre prevede
per l’anno in corso
grossi margini di
crescita.
APPLE, TRA MUSICA IN
STREAMING E TV ONLINE
Rumors insistenti vedono Apple impegnata in
progetti riguardanti due aree fondamentali per il suo
business: la musica con un servizio di streaming
e i video con il lancio di una serie di canali Tv via
internet. La musica è uno dei settori che Apple ha
decisamente rivoluzionato con l’iPod e iTunes, ma
che oggi sembra soffrire la concorrenza dei servizi
in streaming e proprio su questo fronte la società
guidata da Tim Cook avrebbe importanti novità.
Secondo quanto riferisce il sito 9to5Mac, infatti,
Apple starebbe lavorando - insieme alla controllata
Beats - ad un aggiornamento di BeatsMusic
per offrire un servizio in grado di competere con
Spotify, l’annuncio dovrebbe essere fatto a giugno
in concomitanza con la presentazione dell’iOS 9
e del nuovo iPhone, e – secondo gli ultimi rumor il
costo dovrebbe allinearsi a quello di Spotify, ovvero
9,99 dollari mensili. Per quanto riguarda l’Apple
Tv, secondo quanto riporta il “Wall Street Journal”,
Apple sarebbe in trattative con vari network Usa
per lanciare il suo servizio di Tv online. L’offerta
sarebbe disponibile sui vari dispositivi Apple, tra cui
Apple Tv, e conterebbe 25 canali, come Abc e Cbs.
Il gruppo di Cupertino nel frattempo è diventato
partner di Hbo per Hbo, il servizio vod dedicato
ai non abbonati alla cable, il cui lancio è previsto
in aprile.
{HE Digitale}
SONY PRONTA A LANCIARE
PLAYSTATION VUE
IN NORD AMERICA
Sony alla fine di marzo ha lanciato in
Nord America il proprio servizio Vue, si
tratta in pratica di una piattaforma video
esclusiva per PlayStation, fruibile sia
attraverso PS3 sia via PS4, che consente
di accedere a 75 canali. L’obiettivo di
Sony è quello di distribuire il servizio nel
resto del mondo entro la fine del 2015,
per poi eventualmente esportarlo anche
su sistemi mobile terze parti.
18 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
{Game}
NINTENDO,
NOVITÀ IN ARRIVO
Nintendo ha annunciato ufficialmente di essere
al lavoro su un nuovo hardware. «Come prova
del fatto che Nintendo continui a mantenere
un fortissimo entusiasmo relativo agli hardware
dedicati al gaming, posso confermare che
l’azienda sta attualmente sviluppando un
sistema dedicato che abbraccerà un concept
completamente nuovo, al momento sotto
il nome in codice di NX», ha dichiarato il
presidente della multinazionale Satoru Iwata.
Ma, le novità non finiscono qua, presto Super
Mario & Co. arriveranno su mobile device, grazie
ad un accordo firmato con DeNA, un gigante
del mercato mobile. Nintendo ha commentato
ufficialmente: «L’alleanza è stata stretta con
l’obiettivo di completare il business dell’azienda
e allargare il bacino di utenza di Nintendo al
vastissimo mercato mondiale di smart device».
Al momento non ci saranno porting di titoli già
esistenti, ma software creati ex novo e l’accordo
include tutte le IP di Nintendo, che ha acquisito
il 10% di DeNA, mentre quest’ultima detiene ora
l’1,24% dell’azienda nipponica.
‘‘
142
In Usa i
d
milioni tori
a
consum o
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utilizza n lettore
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“NON CI SONO LIMITI PER CHI LI ACCETTA”
Un caffè con
(proverbio zen)
DIRETTORE COMMERCIALE DI TOSHIBA GLOBAL COMMERCE SOLUTIONS (TGCS) ITALIA
C
ome vede oggi la convivenza
tra rete fisica e canale
online?
La convivenza e integrazione tra rete
fisica e canale online la riteniamo
come uno degli elementi alla base
dell’approccio omnicanale di cui siamo
stati tra i primi promotori. Adottando
questo approccio si consente ai clienti
di passare impercettibilmente da un
canale all’altro (negozi, e-commerce,
call center ecc.) in un’unica esperienza
di acquisto. La tecnologia del retailer,
ad esempio, può permettere ai
clienti di iniziare l’acquisto online e
trasferire il carrello della spesa a una
transazione in negozio. In questo
senso, l’esperienza omnicanale può
essere intesa come “priva di canali”:
il cliente infatti non si rende conto
dell’esistenza di canali diversi, ma
percepisce semplicemente l’esperienza
di acquisto. Tutti i canali sono abilitati
da un insieme di servizi tecnologici
comuni, da un unico set di dati e da una
visibilità che va oltre il singolo retailer.
L’omnicanale utilizza dati centrali e
opera all’interno dell’infrastruttura
aziendale per agevolare l’integrazione
con applicazioni e punti di contatto
esistenti e futuri, senza replicare i dati
tra le applicazioni.
Come è possibile superare le
difficoltà che nascono da questa
convivenza?
Le difficoltà che nascono da questa
convivenza possono essere superate
passando da uno scenario multicanale
ad uno scenario omnicanale.
Nell’acquisto multicanale, i clienti
utilizzano diversi canali che funzionano
in modo indipendente l’uno dall’altro
(a livello operativo, tecnologico
ecc.); in questo modo la
creazione di un’esperienza
di shopping coerente risulta
difficile. Se la soluzione
non è ben integrata,
può porre problemi ai
processi di business quali l’acquisto
cross-channel, la consultazione delle
scorte di magazzino, l’evasione degli
ordini e i resi, irritando sia i clienti
che chiedono di più, sia il personale
che non dispone degli strumenti
per rispondere alle esigenze degli
acquirenti. Oltre ad apportare vantaggi
tecnici ed architetturali, l’omnicanale
migliora considerevolmente i processi
di business dello store.
Oggi l’e-commerce non è più solo
web ma è anche “mobile” come
può il canale tradizionale presidiare
anche questa area?
Nel mondo del retail l’influenza
dei dispositivi mobili va oltre il
mobile commerce. Entro il 2016, la
tecnologia mobile influenzerà oltre il
20% delle vendite al dettaglio totali,
indipendentemente dal fatto che i clienti
acquistino effettivamente i prodotti.
I retailer devono pertanto fornire
un’esperienza del marchio coerente
e omogenea. Devono seguire una
serie di best practice e implementare
tecnologie che consentano di superare
i miti comuni riguardanti il mobile
commerce. In questo modo sarà
possibile costruire rapporti con i
consumatori più profondi, duraturi, leali
e basati sulla fiducia.
La tecnologia mobile rappresenta il
vero punto di connessione del retail
omnicanale. Anche se il negozio
rimane il luogo principale in cui
scoprire, confrontare e acquistare i
prodotti, i clienti chiedono livelli di
personalizzazione, comodità e controllo
sempre maggiori. La tecnologia
mobile rende possibile questo tipo di
partecipazione dei clienti nel processo
di acquisto e consente ai retailer di
mantenere con essi un collegamento
durevole, ovunque essi si trovino, così il
trade potrà concentrare gli investimenti
su soluzioni mobili che offrano la
migliore esperienza per i consumatori e
il maggior ritorno economico.
IL TRADE NON DEVE
PUNTARE SU UNA STRATEGIA
MULTICHANNEL MA SU UN
APPROCCIO OMNICHANNEL
20 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
Qual è il punto vendita 3.0 che il
consumatore oggi vorrebbe?
Il punto vendita 3.0 che il consumatore
oggi vorrebbe è quello che consente allo
shopper una esperienza fluida.
Oggi molti clienti passano da un canale
all’altro con estrema naturalezza,
spesso andando avanti e indietro senza
nemmeno pensarci. Si parla di shopping
“cross-channel” proprio quando
questo passaggio avviene nel corso
di un’unica esperienza di acquisto. I
clienti chiedono ai retailer un’esperienza
coerente, indipendentemente dal luogo
o dal canale; si aspettano di usufruire
di funzionalità cross-channel, ma
non sono preoccupati né tantomeno
consapevoli del fatto che un retailer sia
o meno omnicanale. I retailer, da parte
loro, hanno l’esigenza di trattare tutti
i canali allo stesso modo, adottando
tecnologie che non siano specifiche
per un canale o un punto di contatto.
È questa la potenzialità offerta da un
vero approccio omnicanale, il futuro del
retail. L’omnicanale rivoluziona il retail,
trasformandolo da un Point of Sale
transazionale a un Point of Commerce.
Il futuro del retail risiede in un vero
approccio omnicanale. Consente ai
retailer di adottare nuove tecnologie
e canali di pari passo all’evoluzione
delle aspettative di acquisto dei clienti,
offrendo interazioni efficienti e la
capacità costante di eseguire transazioni
indipendentemente dal canale.
La vostra offerta come si colloca in
questo scenario?
A livello globale forniamo Applicazioni
per le nostre soluzioni omnichannel
che chiamiamo TCx Gravity Link, che
fornisce un modo naturale per progredire
verso uno stato finale omnichannel. Tra
le soluzioni che derivano dall’approccio
omnichannel, segnalerei check out
evoluto, couponing, mobile proximity
marketing. Si tratta di una soluzione
omnichannel, nell’ambito delle store
operation, e che permette l’ingaggio
del cliente ancor prima che acceda in
negozio. Quindi il mobile uno dei primi
punti di contatto che accompagna
lo shopper lungo tutto il percorso da
prima dell’accesso in store al post
acquisto. (a.c.)
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Cover story
TV DEBOLE CONTRO
europea era forte era un vantaggio (anche importante)
e assicurava alle sedi europee una sorta di buffer di
redditività, mentre al contrario oggi l’apprezzamento
della valuta statunitense ha degli impatti negativi diretti
sulla catena del valore di molte sedi locali, Italia inclusa.
Una sfida che rischia di rendere ancora più debole
quest’area di business, ma anche il modello commerciale
ed economico su cui si è basata negli ultimi 20 anni. Ma,
andiamo per gradi.
DOLLARO
FORTE
SELL OUT
A DIVERSE VELOCITÀ
UN’AREA DI BUSINESS SOTTO FORTE PRESSIONE, PER IL CALO
DEI VOLUMI DI FATTURATO E PER UN’EROSIONE SEMPRE
PIÙ FORTE DELLE REDDITIVITÀ A LIVELLO SIA INDUSTRIALE
SIA COMMERCIALE. MOLTI BRAND O ABBANDONANO IL PRESIDIO
DI QUESTA CATEGORIA O NE RIVEDONO IL MODELLO DISTRIBUTIVO.
MA, NON È TUTTO PERCHÈ ORA LA CATEGORIA DEVE ANCHE FAR
TORNARE I CONTI CON UN CRESCENTE GAP DI CAMBIO CHE SEMBRA
ANTICIPATORE DI RIALZI DI LISTINI, MA SARÀ COSÌ?
di Elena Reguzzoni
È
vero il tv non è più
la prima categoria
per giro d’affari
del mondo hi-tech,
sorpassata da tempo
dagli smartphone (che
oggi generano quasi il
doppio delle vendite del ‘re’
del salotto), ma rappresenta
modo particolare ora che non solo l’industria
Tv si scontra con un’erosione sempre più
evidente dei margini - e ciò per un numero
crescente di brand non è più giustificabile
e soprattutto sostenibile - e con situazioni
d’incertezza crescente sul fronte dell’andamento sia della domanda finale
(soprattutto in certi mercati) sia degli approvvigionamenti (in primis di
pannelli), ma deve anche fare i conti con un dollaro sempre più forte e
un euro in lento, ma costante deprezzamento. Non va dimenticato che le
multinazionali del mondo CE (come, peraltro, la grande maggioranza dei
brand del mondo technical) acquistano i componenti e spesso i prodotti
finiti in dollari, ma poi vendono nelle varie parti del mondo i prodotti nella
valuta locale, nel nostro caso euro. È quindi ovvio che quando la moneta
22 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
© palto/iStock/Thinkstock; © Gabylya/iStock/Thinkstock
tuttora indubbiamente uno dei
prodotti core del canale e su
cui non a caso continuano a
convergere molte attenzioni. In
Iniziamo con il dire che almeno a livello mondiale,
dopo un 2013 di debole crescita, lo scorso anno il
mercato Tv è ritornato a vedere tassi di incremento
più vivaci. Va però detto che questa inversione di
tendenza è stata guidata dalle vendite riportate
in grande parte in due aree: Nord America e
l’area dell’Asia Pacific. Mercati in cui il sell out
è stato trainato a sua volta soprattutto da un
cambio generazionale, negli USA e in Canada
dei flat Tv di prima generazione e nei paesi
dell’area del Pacifico – India in testa – dei
vecchi CRT. Ciò, assieme alla crescita del
peso dei grandi formati e all’accelerazione
nell’affermazione dei modelli ultra HD (6,4
milioni di pezzi nel 2014), anche se con
tassi diversi nei differenti mercati, porta
a stime ‘ottimistiche’ sull’anno in corso.
DisplaySearch ha proiettato per esempio
un mercato Tv anche nel 2015 in rialzo,
precisamente a 239 milioni di pezzi, in crescita
quindi del 7% sul 2014 con i modelli 4K che
dovrebbero raggiungere quota 32 milioni di unità.
Un recupero che ha toccato e toccherà però – come
detto - soprattutto alcuni mercati, in cui non rientrano
il Vecchio Continente, nè l’Italia, dal momento che lo
scorso anno il nostro mercato ha riportato un’ennesima
contrazione del giro d’affari della vendita di Tv, anche
se a un solo digit (-2,7% per la precisione) a fronte di
un sell out a pezzi praticamente stabile (+0,6%). Tutto
ciò però non deve trarre in inganno, visto che è solo
frutto della graduale normalizzazione dei volumi che nel
2013 con il terzo calo importante dopo il picco del 2010
hanno portato questo mercato a livelli via via vicini a
una domanda fisiologica, per quanto lo scorso anno le
iniezioni di promozioni anche molto aggressive non sono
certo mancate. «Probabilmente lo scorso anno siamo
arrivati a dei livelli più fisiologici di volume di vendite da
cui crediamo non ci discosteremo molto anche nel 2015,
ma va detto che in questi ultimi cinque anni abbiamo
assistito a una evidente e preoccupante erosione del
prezzo medio, dai 403 euro del 2010 ai 356 euro del
2014» osserva Alessandro De Fazio, account manager
presso GfK. Un calo di oltre l’11% che pesa già da solo,
ma ancora di più perché è stato ottenuto con un mix
di vendita via via più ‘alto’, anche se – va detto –
→
VENDITE
A VALORE
TV 2010:
2.934
MLD DI EURO
VENDITE
A VALORE
TV 2014:
1.727
MLD DI EURO
Fonte: Gfk
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 23
Cover story
L’IMPATTO DEL DOLLARO VISTO DA…
il 32” rimane tuttora (un altro dato non
certo positivo) il formato più venduto nel
mercato italiano con un prezzo medio
di circa 250 euro. A parte ciò, nel 2010
i Tv pari o superiori ai 40” pesavano il
12,7% a unità, lo scorso anno quasi
il 35%. Anche i modelli HD ready che
coprivano oltre il 57% dei volumi venduti,
nel 2014 sono scesi al 40%, compressi
dalle referenze Full HD salite a una share
del 58%, ma anche dai primi passi di
quelle Ultra Definite (2%). Se mai si
aveva un dubbio, ora «possiamo dire
definitivamente che pur di mantenere
certi volumi si è sacrificato il valore»
conferma De Fazio. E questo anche
perché nonostante la forte contrazione
di questa categoria – in cinque anni
il valore delle vendite di Tv è passato
da 2,9 miliardi di euro a 1,7 miliardi –
la distribuzione continua a riconoscere
a questa categoria un ruolo magari non
più di assoluto primato, ma sempre
e comunque centrale in termini sia di
traffico sia di fatturato. Una rilevanza
all’interno del mondo technical che
sembra essere ora sotto osservazione
Fonte: Gfk
non solo per il calo delle vendite di
questa categoria, ma ancora di più per la
compressione costante delle marginalità. Questo è oggi il
vero “nemico” del business Tv. Un dinamica avversa che
tra l’altro ora tocca in pieno l’industria, incidendo così di
molto sui termini della questione.
abbandono di questo business da parte
di brand anche di primo piano. Sony
è certamente il primo esempio con l’
“impacchettamento” lo scorso autunno
dell’area Tv in una società separata
per una più facile vendita. Ma, prima ci
sono state le decisioni di Grundig, JVC,
Thomson, Pioneer, Hitachi, Philips e di
molti brand locali – pensiamo a Mivar
in Italia - e più recentemente quelle di
Sharp e di Toshiba, a cui si aggiungono
le voci ricorrenti (anche se smentite) su
un medesimo ripensamento di presidio
o quanto meno di modello distributivo
della categoria Tv da parte anche di
Panasonic. Il panorama dei marchi che
presidiano questo mercato è quindi
profondamente cambiato, concentrandosi
certamente intorno ai due colossi coreani,
ma vendendo anche via via l’addio
dei marchi giapponesi ed europei a
fronte – per ora – di un passaggio solo
parziale di testimone ai player cinesi.
Una dinamica, quest’ultima, non certo
di poco conto. D’altronde l’industria sui
Tv si trova alle prese con un’erosione
sempre più evidente dei margini a
seguito di un confronto competitivo
estremamente aggressivo e sempre
più difficile a causa di un panorama fluttuante e incerto
sia sul fronte della domanda finale (soprattutto in certi
mercati) sia dell’offerta di componenti, pannelli in testa.
Un elemento quest’ultimo, assolutamente determinante
dal momento che da solo il display rappresenta il 7080% del costo finale di cessione di un Tv. Negli ultimi
anni tra l’altro la complessità della mappa e delle politiche
dei produttori di pannelli ha reso ancora più instabile la
gestione di questa linea di costo e quindi le marginalità
dei Tv. Questo spiega perché oggi i brand che hanno
fabbriche dirette di pannelli – i due leader coreani in
testa - sono in una situazione favorevole rispetto a quelli
PREZZO
MEDIO TV
2010:
403
EURO
PREZZO
MEDIO TV
2014:
356
EURO
UN BUSINESS SEMPRE
MENO APPETIBILE
Come abbiamo quindi detto il quadro generale che
l’industria del mondo principale della CE, il Tv, si trova ad
affrontare è decisamente complesso. Non c’è nulla che
renda più evidente questa situazione come il graduale
PESO A PEZZI
< =20” 2010:
23,4
%
PESO A PEZZI
<=20” 2014:
4,9
%
PESO A PEZZI
>28”=32” 2010:
28,4
%
PESO A PEZZI
>28”=32” 2014:
34,1
%
che devono ricorrere a forniture in OEM. Inoltre negli
anni i volumi sono diventati la prima forza negoziale
nei confronti dei produttori di pannelli, quindi tanto più
un’azienda è grande tanto più ottiene prezzi vantaggiosi
e quindi può contare su maggiori margini. Questo vuol
dire che i due big coreani non sono solo favoriti dal
fatto di avere fabbriche di pannelli dirette, ma anche da
questo meccanismo di scala. Le disponibilità di pannelli
e i relativi costi sono, pertanto, indubbiamente due
elementi in grado di condizionare le quote di mercato, ma
stanno diventando soprattutto il fattore più importante
nel determinare la profittabilità dei brand dei Tv. Non a
caso DisplaySearch indica nell’impennata del costo dei
display la causa primaria dell’erosione degli utili degli
ultimi due anni dell’industria dei Tv, anche dei due colossi
di Seul che però si sono potuti rifare con la crescita delle
redditività intascate dalle ‘sorelle’ Samsung Display e LG
Display. D’altronde la dinamica è a dondolo: quando i
prezzi dei pannelli sono alti soffrono i produttori di Tv, ma
salgono i profit delle aziende di display, e viceversa. Ma al
di là di questa dinamica, la necessità dell’industria dei Tv
di recuperare valore è sotto gli occhi di tutti, anche fra gli
A brand, la cui volontà di sostenere margini più sani li sta
spingendo a togliere il piede dall’acceleratore delle fasce
entry per focalizzarsi ancora di più su quelle medio alte o
premium. I grandi marchi sono anche in testa nel continuo
lancio di nuove feature, nuovi formati ed elementi di
distintività anche estetica per sostenere il valore della
loro offerta e quindi la profittabilità. Questo però significa
investimenti, un’attività che manco a dirlo ha bisogno
buone redditività per essere alimentata…
Nel business Tv quindi i profitti fanno sempre più fatica
ad arrivare. Ma, non è tutto perché, ciliegina sulla torta,
ora l’industria deve fare anche i conti con un dollaro
sempre più forte rispetto all’euro. Come abbiamo già
ricordato i brand Tv acquistano i pannelli e i componenti
nella valuta americana, ma poi vendono alle varie
subsidiary il prodotto finito nella valuta locale,
→
12,7
%
PESO A PEZZI
>38” 2014:
34,7
%
Fonte: Gfk
24 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
“Abbiamo visto comportamenti un po’ più moderati, ma bisogna
vedere cosa succederà da aprile in poi. Perché tutti noi sappiamo
che o rieduchiamo prima noi stessi e poi il consumatore al valore
e alla qualità del prodotto Tv per giustificare un prezzo più alto per
compensare almeno la svalutazione dell’euro sul dollaro, oppure saremo
veramente in seria difficoltà, ma non perché non venderemo, ma perché
perderemo troppo. Dico ciò, ma sappiamo già che non c’è nessuna vera e
reale volontà di cambiare. Anche se siamo consapevoli che l’industria come
era 5-6 anni fa non c’è più: sono meno, hanno meno risorse e oggi con il
dollaro vicino alla parità ne avranno ancor meno, e in più hanno sempre meno
voglia di investire risorse in un mercato dove l’80% dei Tv è venduto sotto i
499 euro. Ma, incoscientemente continuiamo a pensare di poter adottare il
medesimo modello commerciale del 2010. Mi chiedo, quante Sharp devono
lasciare il mercato per farci ragionare?”.
ANDREA MUSELLA,
HEAD OF SALES DI TCL MULTIMEDIA
“15-18 punti di gap di cambio su un mercato che già perde non
sono assorbibili da nessuno, neanche da brand con altri business;
quindi il rialzo dei prezzi sembra essere l’unica strada. Poi questo
è il mercato dell’assurdo e quindi tutto può essere, ma al di là di
quello che succederà, la cosa che va capita è che siamo di fronte a
un cambio epocale di cui dobbiamo farci carico, noi dell’industria, ma anche
il trade che invece pensa solo a strumentalizzare qualsiasi cosa per portare
a casa prezzi più bassi e condizioni più alte. Oggi non ci sono più risorse per
dire sì a certe richieste, ma certi category e buyer sembrano rimasti al 2010
e sembra che non si rendano conto che quando una Sony si dice pronta a
uscire dai Tv, qualcosa vorrà ben dire”.
LUCIANO TISIOTTO,
DIRETTORE COMMERCIALE DI IRES-SME
IL PESO DEL DOLLARO
PESO A PEZZI
>38” 2010:
ANDREA DELLA BELLA,
CATEGORY MANAGER DI EXPERT ITALY
“Il deprezzamento dell’euro è una sorta di spada di Damocle sul
mercato Tv. La strada più ovvia sembra quella del rialzo dei prezzi
perché un assorbimento da parte di industria e della distribuzione
è improponibile in una categoria che ha marginalità già molto
basse. Ma, questo significa che andremo a proporre Tv a prezzi
più alti e che quindi caleranno le vendite. La questione è quindi se
il mercato ce la farà a vedere contrarsi i volumi puntando ad avvicinarsi ai
medesimi livelli di valore del 2014 vendendo più caro oppure come sempre si
faranno scelte incoscienti. Cosa succederà in questi mesi prossimi è difficile
da prevedere. Di certo le scelte che verranno fatte dai due leader saranno
assolutamente condizionanti, in questo caso però in maniera diretta della
futura sostenibilità di questo business”.
MICHELE USLENGHI,
SALES DIRECTOR DI TP VISION
“Tutti comprendiamo che ci dovranno essere dei nuovi
posizionamenti, ma rimane una grande punto di domanda:
Quanto l’aumento dei prezzi impatterà sulle vendite? Credo che
se riusciremo a tenere questa contrazione entro certi livelli perché
saremo capaci di legittimare finalmente agli occhi dei consumatori il
valore dei prodotti che proponiamo e di non farci troppo condizionare
dalle contro-cifre della scorsa primavera, il mercato possa riuscire a non
cedere alle solite derive e a tornare a logiche anche più sane di business,
oppure ricadrà nella solita trappola mortale”.
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 25
Cover story
PERCHÉ IL DOLLARO FORTE?
È semplice, la BCE ha deciso di stampare sessanta miliardi
di euro ogni mese da marzo 2015 a settembre 2016, per un
totale di oltre 1.100 miliardi di euro, con cui acquistare titoli di
Stato pubblici. In altre parole è stato applicato nell’Eurozona
il famoso Quantitative easing (Qe), ovvero quel meccanismo
che prevede la creazione di un flusso di denaro per produrre
una dose massiccia di liquidità allo scopo di combattere la
deflazione e promuovere la crescita. Questo meccanismo
porta infatti l’euro a deprezzarsi – ovvero ci vogliono meno
dollari e meno yen per comprare un euro – e ciò rende le
mete/i mercati europei più economici e i prodotti/le aziende
made in Italy più competitivi e attrattivi. Già quindi di per sé
questo meccanismo porta a un rafforzamento della valuta
americana vs quella europea, ma in più la Federal Reserve
sta lavorando da tempo per alzare i tassi americani – quindi in
direzione opposta a quella della BCE – e anche questa scelta
monetaria rafforza il dollaro rispetto all’euro.
nel nostro caso euro. È ovvio che quando la nostra
valuta è stata forte nei confronti di quella americana i
conti delle country italiane ne hanno avuto un beneficio
(anche importante) permettendo, per iniziare, ai vari
brand di avere le risorse per finanziare promozioni pazze
e le richieste crescenti di extra da parte del trade. Al
contrario oggi l’apprezzamento crescente del dollaro
– che sembra essere, tra l’altro a continuare per una
precisa e deliberata politica monetaria della BCE (vedi
box) – sta creando (non poche) nuove preoccupazioni.
La svalutazione dell’euro a fronte dell’apprezzamento del
dollaro ha in questa prima fase spinto quasi tutti i brand
a farsi carico del gap valutario grazie alla presenza nelle
varie società di sistemi di protezione delle fluttuazioni
delle varie monete che hanno però un arco temporale.
PESO
HD READY 2010:
57,2
%
PESO
FULL HD 2010:
42,3
%
Cattura l’azione,
passa ad Extreme
Pertanto è difficile che questa sarà la strada che
l’industria potrà permettersi di continuare a percorrere,
tanto che l’opzione di un rialzo dei listini sembra essere
l’“unica” soluzione possibile per un’industria che ha
già a che fare con un business debole; e infatti è quella
già preannunciata da alcuni player e presentata come
una via (forzata) per invertire una tendenza ormai
diventata ingestibile per tutti, ritornando a focalizzare
altre leve oltre al prezzo, a cominciare dal prodotto e
dal servizio. Come sempre la posizione del leader e la
sua coerenza nel tempo avranno in questo mercato un
peso assolutamente determinante. Le mosse dell’avvio
d’anno sembrano essere indici di una politica del
colosso coreano attenta al profit vs market share. Ma,
nello stesso tempo non si può sottovalutare che un
rialzo dei listini con le nuove gamme avrà degli impatti
sulle vendite: da anni si sta educando la domanda a
prezzi decrescenti a parità di prestazioni (ma, pure con
feature superiori) e le risorse dei brand e delle insegne
sono state praticamente travasate solo sul prezzo e
molto poco sull’argomentazione di quelle qualità che
giustificano scale di prezzo differenti. In altre parole,
come ha detto qualcuno: “Ora il re Tv è nudo con tutte
le sue debolezze”. Detto ciò un rialzo dei listini e dei
prezzi è una strada difficile perché va presa all’interno
di un panorama competitivo estremamente aggressivo
e affamato di fatturati. Ma, soprattutto presenta un
grande punto di domanda, perché davanti a un calo
molto probabile del sell out e al pericolo di un ulteriore
abbassamento del mix di vendita questo mercato ha
troppo spesso insegnato che la reazione è quella di
cercare di vendere a tutti i costi tagliando i prezzi anche
quando non ha le risorse per poterselo permettere. E
sappiamo tutti non solo che questa è un‘eventualità
purtroppo drammaticamente probabile (le previsioni dei
volumi fatte da alcuni brand vicine alla parità sul 2014 già
sono un bel campanello d’allarme!), ma anche che basta
un player a spezzare la fragile catena virtuosa che questo
mercato può decidere di attivare. I prossimi mesi diranno
quale politica vincerà, ma soprattutto se industria e retail
hanno compreso quale posta è veramente in gioco… ■
PESO
HD READY 2014:
39,6
%
PESO
FULL HD 2014:
Registra video 4K Ultra HD1 sulla tua
action camera con le schede di memoria
microSDHC™/microSDXC™ SanDisk Extreme®.
58,1
%
Fonte: Gfk
© 2015 SanDisk Corporation. Tutti i diritti riservati. SanDisk e SanDisk Extreme sono marchi
commerciali di SanDisk Corporation, registrati negli Stati Uniti e in altri Paesi. I marchi e i loghi
microSD, microSDHC e microSDXC sono marchi commerciali di SD-3C, LLC.
Richiesto dispositivo compatibile. Il supporto per video in Full HD (1.920 x 1.080) e 4K Ultra HD
(3.840 x 2.160) può variare in base al dispositivo host utilizzato, alle caratteristiche dei file e ad
altri fattori. Fare riferimento al sito web: www.sandisk.com/HD. La classe di velocità UHS 3
indica una prestazione concepita per supportare la ripresa di video in tempo reale con
dispositivi host abilitati all'UHS.
1
26 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
RACCONTA STORIE
Affida i tuoi ricordi a
DI VITA CON LE
SCHEDE DI MEMORIA
Sotto la lente
TUTTI I PREGI DEL
CANALE INDIRETTO
IN UN PERIODO DI “VACCHE MAGRE” QUESTA AREA DI BUSINESS VIVE
UNA SECONDA PRIMAVERA. D’ALTRONDE ASSICURA UNA FETTA AGGIUNTIVA
DI FATTURATO, CONSENTE UN PIÙ CAPILLARE PRESIDIO DEL TERRITORIO
SENZA ECCESSIVE ESPOSIZIONI FINANZIARIE E CREA MASSA CRITICA,
ANCHE SE QUEST’ULTIMA NON PUÒ ESSERNE IL SOLO O PRINCIPALE MOTORE
di Aldo Cattaneo
C
he lo scenario
distributivo italiano
stia subendo una
profonda metamorfosi
è un dato di fatto
e la mappa della
distribuzione allegata
al numero di marzo
di Trade Consumer
Electronics ci parla di
un numero di insegne
presente nel nostro
Paese sempre più
ridotto: nel 2014 si contavano 8 insegne, mentre nel 2010
erano ben 15. E il 2015 si è aperto con la migrazione
della compagine del consorzio Elite all’interno del
gruppo Expert, fatto che ha ridotto ulteriormente i gruppi
del canale eldom. In tutto questo scenario però il numero
di punti vendita non si è ridotto così drasticamente
come si potrebbe pensare, anche perché oggi come
oggi chiudere un punto vendita costa e significa perdere
fatturato, per quanto poco. Così abbiamo visto un
travaso di negozi da una ragione sociale all’altra il tutto
a volte in nome di una non meglio precisata “massa
L’AFFILIAZIONE
E LA RIDISTRIBUZIONE SONO UN’AREA
CHE CONTINUA A RITAGLIARSI FETTE
DI FATTURATO IN QUALCHE MODO STABILI,
E QUINDI FORSE ANCHE SOLIDE
critica” indispensabile per sostenere il business. Un
business che comunque è passato da un giro d’affari
di 10 miliardi di euro nel 2010 agli 8,4 miliardi del 2014.
La volontà di contrastare la contrazione dei fatturati e
l’esigenza di vantare una numerica che in qualche modo
riesca a generare volumi e un giro d’affari, in grado
di mettere sul tavolo in fase di acquisto un peso il più
possibile corposo è uno dei primi motori che permettono
28 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
all’affiliazione e alla ridistribuzione di
essere due aree di business che non hanno
perso interesse, nonostante in molti affermino
che l’intermediazione è in crisi. «L’affiliazione» afferma
Luigi Fusco COO di SGM Distribuzione «è per noi
un aspetto assolutamente strategico perché vogliamo
essere quanto più presenti sul territorio nazionale sia
con i negozi diretti che con i nostri partner. L’Italia è un
paese articolato da un punto di vista geografico con tanti
centri di medio/piccole dimensioni che vanno presidiati
per essere vicini al consumatore finale anche in un’ottica
di multicanalità, in modo da essere il più vicino possibile
al cliente creando opportunità di sviluppo per i nostri
partner». Non a caso, con il passaggio dell’insegna
Unieuro alla socità forlinese il canale indiretto ha subito
una forte accellerazione con il lancio di quella che alcuni
player hanno definito una vera campagna acquisti. Anche
Gianni Malerba, area manager responsabile franchising
di Siem socio Euronics conferma la strategicità di
questa area di business: «La ridistribuzione, ed in
particolare l’affiliazione, ha sempre svolto un ruolo
importante e strategico nella nostra azienda. Infatti fin
dai primi anni ’80 Matteo La Torre, presidente della Siem
S.p.A., ha sempre creduto in questo business. Prova
ne è che l’affiliazione riveste un ruolo fondamentale.
Grazie agli oltre 80 affiliati, suddivisi fra Puglia, Basilicata,
parte della Campania, Abruzzo e Molise, abbiamo una
copertura territoriale che con la sola rete di punti vendita
diretti non potremmo mai avere. Nel nostro giro d’affari la
ridistribuzione copre circa il 18% del fatturato totale, con
una quota di affiliazione che supera il 90%».
LE DINAMICHE TRAINANTI
In questi tempi grigi una voce sembra oggi rappresentare
una fonte virtuosa per diversi retail è quella
dell’affiliazione e ridistribuzione, un’area che continua
a ritagliarsi fette di fatturato in qualche modo stabili,
e quindi forse anche solide. «Quello dell’affiliazione e
della redistribuzione» spiega Enzo Motta, responsabile
distribuzione di Galimberti socio Euronics «è un
business strategico e non tattico, dove la finalità è la
diffusione di un brand come Euronics oltre che essere
un supporto per l’incremento e lo sviluppo del fatturato
della società, per questo non può essere una cosa
sporadica, improvvisata. Inoltre l’affiliazione è un’attività
storica del nostro gruppo, attività che si è ulteriormente
ampliata e rafforzata con l’acquisizione di Derta. Questo
canale oggi pesa circa il 20/25% del giro d’affari». L’altra
faccia della medaglia dell’affiliazione è rappresentato da
tutto un panorama di realtà medio piccole che in questa
contingenza economica non riescono a permettersi di
affrontare il mercato senza le spalle coperte. Questa
dinamica alimenta la crescente richiesta di stipulare
contratti di affiliazione o di cambiarli per ottenere
condizioni migliori, dal momento che il mondo delle reti
indirette è sempre in movimento e aperta a campagne
acquisti. Inoltre come spiega Antonio Mammola,
titolare di Dical socio GRE «Il mercato è sempre più
competitivo e la concorrenza sempre più spietata, le
insegne nazionali cercano di coprire gli spazi rimasti sia
direttamente che tramite il canale d’affiliazione. Per chi
ha già una propria rete l’affiliazione può rappresentare
comunque un’opportunità per incrementare i fatturati, ma
l’affiliazione non può avere successo se non è sostenuta
da un sistema di gestione moderno e con un livello di
attenzione pari a quello dedicato agli store diretti».
→
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 29
Sotto la lente
GIANNI MALERBA
LA PAROLA
AGLI
LUIGI FUSCO
AREA MANAGER
RESPONSABILE FRANCHISING
DI SIEM, SOCIO EURONICS
AFFILIANTI
«Grazie all’esperienza ultraventennale nella
gestione della ridistribuzione, la Siem ha
raggiunto un livello tale di attenzione verso la
sua rete di affiliati che non vi sono differenze
sostanziali; questo è reso possibile anche grazie
ad una fortissima squadra di agenti (6 e un Area
Manager) costantemente aggiornata dai nostri
category e dai fornitori. Le regole e tutte le
indicazioni commerciali sulla gestione del punto
vendita vengono trasferite agli affiliati con lo
stesso metodo usato per la nostra rete. Il cliente
che entra in un punto vendita Affiliato Euronics
non troverà nessuna differenza con un punto
vendita Euronics diretto. L’unica eccezione è
data dalla profondità di gamma (punti vendita di
proprietà più grandi), ma l’affiliato può richiedere
tutti i prodotti che gli verranno consegnati entro
24 ore grazie al sistema informatico on-line».
COO DI SGM DISTRIBUZIONE
ANTONIO MAMMOLA
TITOLARE DICAL, SOCIO GRE
«La Dical non ha una tradizione di gestione
diretta di punti vendita, ma nasce come
piattaforma di ridistribuzione che negli anni
è cresciuta e si è specializzata nello studio e
nella realizzazione di progetti di affiliazione.
Sicuramente è fondamentale conoscere i
sistemi di conduzione dei punti vendita diretti,
anche perché i risultati della gestione di questi
incidono sui risultati della Dical, ma il nostro
obiettivo principale è sempre stato quello di
diventare specialisti nella ridistribuzione, perciò
abbiamo concentrato le risorse nello sviluppo
delle tecniche di gestione di quest’ultima».
«Un partner Unieuro può accedere alle nostre
promozioni, alle nostre attività di formazione,
può diventare un punto di ritiro delle nostre
vendite online, riceve i benefici delle nostre
attività di comunicazione che sono ormai
costanti su tutto il territorio. Inoltre è affiancato
da una rete di agenti e di sales man che li
supportano con attività di consulenza e analisi
di mercato, il tutto in sinergia con la nostra
rete di punti vendita diretti. In realtà sui partner
c’è un’attenzione particolare proprio perché
vogliamo che anche in questi punti vendita
si preservi il valore dell’insegna Unieuro ed
è importante che il partner si proponga al
consumatore sposando la nostra filosofia».
richiedere tutti i prodotti che gli verranno consegnati
entro 24 ore grazie al sistema informatico on-line». Allo
stesso tempo l’affiliante oggi è molto più consapevole
di avere a che fare in molti casi con realtà radicate sul
territorio con una storicità importante e una conoscenza
approfondita del bacino d’utenza, tutti aspetti che
rappresentano un reale valore aggiunto al di là del mero
fatturato. «Le politiche che cerchiamo di realizzare con
i partner» spiega Fusco di SGM «sono le stesse dei
punti vendita diretti. La soddisfazione del partner si
concretizza nela possibilità di stare sul mercato con gli
stessi benefici di chi appartiene a una grande insegna
nazionale. Noi non proponiamo una formula magica,
ma garantiamo un affiancamento concreto, mettendo
a disposizione il nostro know how e tutta la nostra
capacità di comunicazione e marketing. Naturalmente
anche l’imprenditore deve fare la sua parte nella cura
della sua clientela, perché è il consumatore finale che
decide se una scelta è vincente o meno».
PRESIDIO DEL TERRITORIO
«Non dimentichiamo che una delle funzioni della rete
di affiliati è quella di presidiare quelle aree che sarebbe
complesso coprire con punti vendita diretti anche perché
la Sardegna vede molti paesi medio-piccoli che in molti
casi per noi è più conveniente presidiare con un affiliato:
dove non c’è un Trony, c’è un Sinergy» in questo modo
Fanni sintetizza uno dei ruoli che gli affiliati svolgono per
OCCORRE METTERE IN CAMPO
UNA SERIE DI STRUMENTI DI PRESIDIO
E DI AFFIANCAMENTO DEGLI AFFILIATI
PER ACCOMPAGNARE LE VARIE REALTÀ
TRASPARENZA E SERIETÀ
In questa ricerca di nuove opportunità da entrambi le
parti si innesca un processo delicato che deve avere
nella convergenza degli obiettivi e nella trasparenza
i principali motori. «La differenza sostanziale rispetto
alla nostra rete Trony» sottolinea Salvatore Fanni
amministratore delegato di Jumbo spa socio GRE «è
la complessità nella gestione dei singoli imprenditori
che sono i nostri affiliati perché non sempre sono
sintonizzati sulla strategia dell’insegna. Questo ci
costringe a moltiplicare l’attenzione e il focus su queste
realtà. Anche il cambio generazionale a cui stanno
andando incontro i nostri affiliati ci sta creando qualche
grattacapo. Le nuove generazioni spesso sono convinte
che offrendo solo alcune categorie di prodotto, ad
esempio telefonia o IT, si riesca a sostenere il business,
mentre l’esperienza ci dice che non ci si può sbilanciare
troppo su queste famiglie, dimenticando magari il
bianco, perché si perdono redditività e marginalità molto
preziose di questi tempi e quando non si colgono certe
30 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
SU UN PERCORSO VIRTUOSO CHE PRESERVI
TRA L’ALTRO ANCHE IL VALORE DELL’INSEGNA
dinamiche si creano problemi». Di certo l’attività di
affiliazione, e spesso anche di ridistribuzione, non può
fermarsi semplicemente alla consegna della merce nelle
quantità e nei tempi stabiliti, come conferma Mammola
«Noi stabiliamo sin dall’inizio con i nostri affiliati un
rapporto di piena fiducia, sostenendoli a 360 gradi in
tutte le fasi dell’attività commerciale. Non ci poniamo
come semplice piattaforma che fornisce un prodotto, ma
garantiamo loro il know-how completo, dal commerciale
al marketing, necessario per intraprendere questo lavoro.
Ciò comporta una serie di direttive che loro sono tenuti a
seguire, oltre al vincolo d’acquisto del 100% dei prodotti
in assortimento».
NESSUNA DIFFERENZA
Una cosa che emerge da tutte le realtà interpellate è
che il programma di affiliazione non è molto diverso
dall’attività tradizionale dei negozi di proprietà, perché
negli anni (quasi) tutti hanno cercato di operare una
scelta qualitativa sia dei negozi diretti che di quelli in
franchising. Dove a tutti viene garantito un supporto
nella logistica, nel marketing, nella costruzione della
griglia e nella formazione del personale coinvolgendo
l’imprenditore e la sua organizzazione nella crescita
professionale all’interno di una realtà più grande.
«Grazie all’esperienza ultraventennale nella gestione
della ridistribuzione, Siem ha raggiunto un livello tale
di attenzione verso la sua rete di affiliati che non vi
sono differenze sostanziali» precisa Malerba di Siem
«questo è reso possibile anche grazie ad una fortissima
squadra di agenti (6 e un area manager) costantemente
aggiornata dai nostri category e dai fornitori. Le regole e
tutte le indicazioni commerciali sulla gestione del punto
vendita vengono trasferite agli affiliati con lo stesso
metodo usato per la nostra rete. Il cliente che entra in
un punto vendita affiliato Euronics non troverà nessuna
differenza con un punto vendita Euronics diretto.
L’unica eccezione è data dalla profondità di gamma
(punti vendita di proprietà più grandi), ma l’affiliato può
la società affiliante e cioè il presidio del territorio, ma
questo avviene anche con un occhio all’efficienza della
propria logistica, perché un’espansione non ragionata
potrebbe portare più problemi che vantaggi come
conferma Motta di Galimberti: «Se la rete di proprietà e
quella degli affiliati è ben equilibrata si riesce a presidiare
il territorio senza eccessive criticità operative e logistiche.
Per questo anche l’espansione deve tenere conto di
questi aspetti». Inolte i partner locali «permettono di
creare un contatto, in un modo o in un altro, tra l’insegna
e il consumatore finale» sottolinea Fusco di SGM.
IL VALORE DELL’INSEGNA
Uno degli aspetti più interessanti per quanto riguarda
l’affiliato è quello di poter esporre un marchio noto
e riconosciuto dal consumatore grazie anche alle
continue campagne di comunicazione nazionali che
le varie insegne non si fanno mancare. Da parte
→
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 31
Sotto la lente
pub italie colorline 2015.pdf
SALVATORE FANNI
A.D. DI JUMBO SOCIO GRE
LA PAROLA
AGLI
AFFILIANTI
«Negli anni il rapporto con i nostri affiliati è
maturato soprattutto in termini di chiarezza
nel senso che noi abbiamo sempre garantito
quello che promettevamo, riducendo al minimo
errori e inefficienze ad esempio sulla logistica
e questo ci ha fatto preferire rispetto ad altre
realtà che fanno affiliazione. La chiarezza e
la trasparenza sono i nostri punti di forza.
Il rapporto è consolidato negli anni visto
che la nostra attività è iniziata proprio con
la ridistribuzione che poi si è trasformata in
affiliazione. Non è che andiamo a caccia di
nuovi affiliati perché il fatturato per il fatturato
non ci interessa vogliamo realtà serie che
sposino la nostra filosofia».
ENZO MOTTA
RESPONSABILE DISTRIBUZIONE
DI GALIMBERTI, SOCIO
EURONICS
«Occorre che ci sia serietà consapevolezza
di un ruolo che è cambiato in questi anni sia
per quanto riguarda l’affiliato sia per l’affiliante.
Oggi il successo commerciale di un’insegna
è la somma di diversi fattori di cui l’affiliazione
e la redistribuzione rappresentano una parte
importante sia per il fatturato generato sia per
la diffusione di un brand anche in aree che non
si riuscirebbero a presidiare con una propria
rete, per gestire questa attività occorre una
strategia e non ci si può improvvisare occorre
professionalità e vocazione al servizio».
C
M
J
C
CM
M
MJ
J
CJ
CM
CMJ
MJ
N
CJ
CMJ
N
I VANTAGGI
DEL CANALE INDIRETTO
Fatturato aggiuntivo
Presidio capillare del territorio
Diffusione dell’insegna
Maggiore massa critica
dell’affiliante questo però può rappresentare un fattore
critico e sul quale rivolgere una particolare attenzione,
perché il valore di un’insegna, magari costruita con fatica
negli anni, venga svilito da un affiliato “superficiale”.
Per questo motivo, oltre a tutto il processo di selezione
all’origine, vengono messi in campo tutta una serie di
strumenti di presidio e di affiancamento degli affiliati per
accompagnare le varie realtà su un percorso virtuoso che
preservi tra l’altro anche il valore dell’insegna. Quindi i
32 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
punti di forza dell’affiliazione oggi sono diversi a partire
banalmente dal fatto che assicuri una fetta aggiuntiva
di fatturato e che questa sia in qualche modo stabile, a
questo va certamente aggiunto un più efficace presidio
del territorio senza un’eccessiva esposizione finanziaria
e con una conseguente diffusione dell’insegna. Inoltre
l’ingresso di alcune realtà nella propria compagine
permette agli affilianti i arricchirsi con retailer radicati sul
territorio con una storicità importante e una conoscenza
approfondita del bacino d’utenza. Come ultimo
aspetto abbiamo tenuto la possibilità per un’insegna
di aumentare la propria massa critica, ma bisogna fare
attenzione che questo non sia l’unico o il principale
motore della propria attività di affiliazione come sintetizza
bene Gianni Malerba di Siem: «non c’è un ritorno di
fiamma del canale indiretto, ma un tentativo di trovare
nuove risorse da parte di alcuni operatori. L’attività di
ridistribuzione e principalmente quella di affiliazione,
non si inventa dalla sera alla mattina, ma richiede enormi
sacrifici, professionalità, dedizione al cliente. Solo chi ha
svolto da sempre questo business può continuare a farlo
con risultati positivi». ■
1
10/03/2015
16:06
Focus
UN APPROCCIO
DA SPECIALISTA
SBS CAMBIA PELLE PER PRESIDIARE IN MODO DIVERSO IL GRANDE MONDO
DEGLI ACCESSORI “MOBILE”, SIA ABBRACCIANDO NUOVE CATEGORIE E
DI FORTE APPEAL, SIA CON UNA STRATEGIA VOTATA AL CATEGORY
MANAGEMENT “PER PORTARE VALORE E REDDITIVITÀ”
di Aldo Cattaneo ed Elena Reguzzoni
l mercato smartphone cresce e continuerà a farlo
e così farà anche i settore degli accessori ad esso
legato. Ma il rischio è di sfruttare solo la scia,
concentrandosi sulla sola domanda spontanea e
conquistando così il consumatore con il prezzo
e una scelta di puro impulso. Questa è una tentazione già evidente sia nel trade sia tra i vendor, da cui però
SBS vuole smarcarsi imprimendo alla propria strategia un deciso cambio di rotta. Ce lo raccontano Luigi Viscomi e Marco Visconti, rispettivamente direttore commerciale e category manager dell’azienda piemontese.
In cosa consiste il cambio di pelle di SBS?
L. V. «Nell’adozione di un approccio da specialisti. Credo che
oggi le realtà che distribuiscono accessori mobile abbiano un
approccio alla categoria parziale e poco differenziato, lasciando ad altri player interi segmenti. Infatti all’interno della categoria c’è sempre qualcuno di “esterno” che copre singole cluster
di offerta, ad esempio l’audio o lo sport, mentre le aziende che
hanno negli accessori mobile il proprio core business si concentrano solo sui prodotti che ruotano di più, vedi cover. Come
SBS abbiamo ritenuto fosse arrivato il momento di affrontare
il mondo degli accessori in modo più efficace e più distintivo e
considerando tutto ciò che oggi significa mobility, attraverso un
approccio da specialista sia sui prodotti più core sia sui segmenti contigui al mondo degli accessori mobile».
Potete farci qualche esempio?
M. V. «Ad esempio abbiamo deciso di lanciare una gamma di
SIAMO STATI I PRIMI A LANCIARE
UNA GAMMA DI ACCESSORI DEDICATI
ALLO SPORT, UN’OFFERTA COMPLETA
SIA DI PRODOTTI SIA DI APP DEDICATE
accessori dedicata allo sport - la gamma GoFit -, di presentarci con un’offerta completa sia in termini di segmenti, di prodotti
sia di app dedicate. GoFit abbraccia categorie diverse, dai “più
classici” prodotti wearable, che sono la novità del momento,
fino ad articoli estremamente focalizzati su certe attività o discipline sportive in grado di interfacciarsi con lo smart-phone, ma
anche indipendenti da esso. Mi riferisco alle fasce cardio, alle
cuffie wireless o a quelle wired, agli speaker sport, e altri prodotti molto tecnici. Una gamma che è stata costruita per coprire fasce d’offerta e quindi di bisogno diverso e non solo l’entry level come comunemente si tende a fare. Il target dei runner
34 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
••••
LUIGI VISCOMI
direttore commerciale
di SBS Spa
è stato quello che abbiamo focalizzato per primo dal momento che è tra quelli più numerosamente importanti, per poi allargarci al mondo bike, un altro sport sempre più praticato anche in Italia. Abbiamo lanciato anche delle action cam che per
noi rappresentano il completamento della nostra offerta sport
in questo caso con un taglio meno tecnico, ma più fun. Si parte da un top di gamma che si interfaccia con lo smartphone
con tanto di app dedicate e si arriva a modelli più entry per chi
vuole iniziare a prendere confidenza con questi prodotti. Sempre nel mondo sport, l’offerta verrà ampliata con prodotti safety
per esempio set di luci per i runner. Stiamo ovviamente lavorando per ampliare la gamma anche agli sport invernali come
sci e snowboard e per potenziare le linee già lanciate».
La vostra anima specialista toccherà altri mondi?
M.V. «Certo lanceremo a breve una gamma di accessori photo, pensata per permettere al consumatore di sfruttare al meglio lo smartphone come device con cui fotografare e fare clip:
dalle ottiche aggiuntive alle aste per il selfie per cominciare, seguendo lo stesso approccio che abbiamo avuto con la linea
sport. Voglio però sottolineare che la stessa profondità di costruzione della categoria ci sarà anche nei segmenti più telefonici. Per esempio con i power bank abbiamo tenuto la stessa impronta non solo con l’intento di sfruttare l’accessorio del
momento, ma di proporci con un’offerta completa in grado di
rispondere alle diverse necessità dell’utente finale in termini di
ricarica esterna. Non penso di dire nulla di eccessivo nel ricordare che oggi troppi consumatori comprano un power bank
che non è in grado di caricare l’apparecchio che si possiede».
L’approccio specialistico sarà solo sinonimo di gamma?
M. V. «Le costruzioni delle singole categorie sono assolutamente centrali, ma acquistano ancora più una connotazione
da specialist per come abbiamo deciso di proporle all’interno
del negozio. Infatti il nostro concetto di specializzazione non si
concentra solo sulla completezza e profondità di gamma, ma
tocca anche la comunicazione all’interno del pv. A livello espositivo abbiamo scelto una soluzione con dei display che siano in grado di spiegare in modo semplice, ma efficace i diversi
mondi e, a scendere, le caratteristiche delle diverse fasce d’offerta, dalla referenza entry al top di gamma. Un lavoro attento focalizzato per aiutare il consumatore a scegliere il prodotto
giusto. Ad esempio abbiamo realizzato un progetto di category
per fare trade up sui power bank, ma anche sugli auto charger, spiegando meglio al consumatore cosa acquistare per le
sue esigenze, non lasciandolo nelle mani del solo primo prezzo. Troppo spesso questi prodotti vengono banalizzati e alla
fine si scontenta il consumatore con una battuta di scontrino
che poi fa felice poco anche noi e il rivenditore. Oltre allo studio
dei planogrammi e degli espositori un ruolo centrale è andato
alla definizione dei pack. Tre elementi che insieme danno vita a
un display impattante, ma soprattutto efficace che nella soluzione completa con tutti mondi può arrivare fino a 10/12 metri
di lineare. Abbiamo lavorato per portare l’acquisto nelle fasce
più alte, partendo da un approccio specializzato nel modo di
pensare il prodotto e poi la singola categoria, per arrivare a una
proposizione e una comunicazione in store in grado di sopperire quelle che oggi sono alcune problematiche o lacune del trade: in questo momento di mercato non possiamo certo pensare possa dedicare un addetto a ogni singolo comparto».
Un gran lavoro di category, quindi…
L. V. «Infatti, solo dando uno sguardo al display affiora il grande
lavoro fatto sulle categorie e lo sforzo a non fermarci ai soli prodotti alto rotanti, che sono centrali certo in un corretto approccio commerciale, ma non fanno il 100% del valore e della profittabilità soprattutto di un retailer non generalista come quello
eldom. Il nostro obiettivo, lo ribadisco, è quello di essere sinonimo di offerta strutturata, votata al servizio e dedicata al grande mondo del mobile, che non è non solo smartphone. Oggi è
vero una delle poche categorie che crescono a doppia cifra è
••••
MARCO VISCONTI
category manager
di SBS Spa
quella degli smartphone e degli accessori, ma ci siamo chiesti
cosa fare per non limitarci ad offrire semplicemente dei prodotti seguendo l’onda e puntando in grande parte solo sul prezzo, come fanno molti, ma abbracciando un modello di sviluppo
dei fatturati e delle marginalità. Quando su una categoria si ragiona solo sul prezzo vuol dire che questa categoria non ha più
nulla da dire, e questo non possiamo credere ch valga già oggi
per il “mobile”. Tutto questo però tenendo conto delle dinamiche della domanda, quindi presidiando sì il primo prezzo, ma
comunicando che si può avere di meglio o che quello che se
si vuole quello che si cerca si deve spendere 20-30 euro in più.
Ribadisco, sia noi sia il trade non abbia certo bisogno di banalizzare una categoria che ha ancora molte potenzialità».
Gestire un’esposizione di 10-12 metri può essere però
un problema…
L. V. «È un lineare importante, ma allo stesso tempo è modulare e diviso per mondi. Questo può permettere di costruire
un’offerta cucita sulle esigenze del singolo rivenditore e del suo
bacino d’utenza, magari anche andando a posizionare il singolo modulo nell’area di interesse all’interno del punto vendita. I
riscontri dei primi allestimenti è estremamente positivo».
Se dovesse sintetizzare i vantaggi per il trade di avere
una vostra esposizione?
L.V. «Il plus per il trade è che con la nostra proposta si può migliorare il livello di servizio e la redditività. Ogni prodotto che inseriamo nella nostra griglia è pensato per la funzione che dovrà
prestare, ma anche per il ruolo che avrà in negozio a come verrà proposto al consumatore. La nostra soluzione espositiva è
un cruscotto per il consumatore perchè fornisce chiari criteri di
scelta e così aiuta l’up selling».
Quindi essere specialisti per SBS significa…
M.V. «Vuol dire dare e proporre un prodotto adatto ai diversi utenti, da quello più basic a un articolo più tecnico per un
consumatore esigente ed evoluto. Massimizzare le vendite e le
redditività di una categoria vuole d’altronde dire questo.
Per finire, cosa chiede ai rivenditori?
L.V. «È semplice: ascolto, fiducia e coraggio, ma anche una
maggiore competenza. Perché non credo sia più possibile andare avanti con approcci e politiche vecchie senza la volontà di
capire o semplicemente di ascoltare. Le hit di vendita e o i kpi
sono importanti, ma per cogliere le opportunità bisogna anche
guardare oltre...». ■
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 35
Mobile
I
l boom dei telefoni
cellulari non è finito.
Gli smartphone
pesano a livello
mondiale quasi un
terzo nelle spese
tecnologiche dei
consumatori e
nel 2015 se ne
venderanno oltre 1,5
miliardi di unità, con un lusinghiero
+19% rispetto all’anno appena
chiuso. A livello italiano lo scorso anno
ne sono stati venduti quasi 15,5 milioni per
un giro d’affari di oltre 3,5 miliardi di euro.
Tutto il mercato retail ha cubato 13,3 miliardi di euro,
quindi una share di assoluto rispetto. Il cellulare è di fatto
la categoria di prodotti che ha aiutato l’intera industria a
resistere ai venti di tempesta dovuti alla crisi economica.
Non è un caso che questa edizione del Mobile World
Congress, la fiera più importante dedicata al mondo
della telefonia mobile, abbia messo in mostra per prima
cosa molte novità proprio tra gli smartphone. La
COSA HA INSEGNATO
IL MWC 2015?
ANCHE SENZA GRANDI ANNUNCI “WOW”, LA VITALITÀ DEI PRODOTTI MOBILE,
SMARTPHONE IN TESTA, E DEI BRAND CHE LI PROPONGONO È STATA CONFERMATA
A BARCELLONA, DOVE TRA GLI STAND SONO EMERSE ANCHE LE TENDENZE
DI UN MERCATO CHE CONTINUA E CONTINUERÀ A CRESCERE, MA SI FA SEMPRE
PIÙ MATURO E AFFOLLATO. ALCUNE CONFERME? PRESIDIO DELLA FASCIA ALTA
E PREMIUM PIÙ DIFFICILE, INVESTIMENTI SUI MODELLI MEDIUM, AUMENTO
DELLA COMPETITION IN TUTTE LE FASCE D’OFFERTA, RAFFREDDAMENTO
D’INTERESSE SUI TABLET E DI CONTRO TANTA ENERGIA E RISORSE SUI WEARABLE,
ORA PERÒ ARRIVATI ALLA PROVA DEI FATTI
di Mark Perna
36 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
REPORTAGE
→
# Doro
Interessante
Liberto 820 Mini,
smartphone
compatto per i
senior. Annunciato
anche il servizio
Connect & Care
per risolvere il
problema della
solitudine degli
utenti e la serenità
dei parenti che
vivono lontani.
# Alcatel
Si conferma uno dei brand meglio
posizionati nella pancia del
mercato. Il nuovo OneTouch Idol
3 offre il meglio della tecnologia
con un prezzo inferiore ai 300
euro, disponibile anche in versione
phablet da 5,5 pollici.
# Cellular Italia
Gamma sempre più ricca che mette a
disposizione degli utenti accessori per ogni
necessità. Tre le macro aree coperte: energia,
sport e complementi per le vacanze al mare. Un
esempio: la batteria ausiliaria FreePower Voyger
reistente a spruzzi e sabbia.
Mobile
LA VISION DI GFK
kermesse che ha chiuso i battenti ai primi di marzo a
Barcellona è stata infatti scelta da molte aziende per
lanciare alcuni dei prodotti più attesi del mercato, in
modo particolare gli ultimi Galaxy S6 e S6 Edge di
Samsung e l’ammiraglia di HTC, il One M9. Un evidente
sforzo – soprattutto da parte del colosso coreano - di
presidiare la fascia alta del mercato cercando da un lato
e di contenere l’impennata registrata da Apple nell’ultimo
trimestre 2014 con i suoi iPhone dall’altra. Secondo cifre
societarie riportate sulla stampa, l’azienda di Cupertino
ha venduto 568 iPhone al minuto nel 2014, portando una
liquidità di cassa a 178 miliardi di dollari, pari al Pil del
Kuwait. Dall’altro di compensare in termini di redditività
la crescita costante delle fasce entry e medium.
Ma, vediamo quali indicazioni e trend sono emersi a
quest’ultimo appuntamento catalano.
SMARTPHONE, SEMPRE
PIÙ DIFFICILE IL MERCATO
DEI TOP DI GAMMA
REPORTAGE
Come già detto: la marginalità è sempre più importante
e le redditività in calo o in negativo dell’ultimo anno
lo ricordano a diversi brand che erano a Barcellona.
38 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
Tutte le aziende hanno quindi l’obiettivo di spingere
sui prodotti top di gamma, ma il mercato, nell’ultimo
trimestre ha premiato soprattutto – se non solo - Apple.
Samsung con i suoi nuovi S6 annunciati a Barcellona
e in arrivo in Italia a partire dal 10 aprile, proverà a
difendere la sua quota di mercato in questa fascia,
puntando (questa volta) su prodotti belli e raffinati.
«Abbiamo ascoltato i consumatori che ci chiedevano
di unire alle innovazioni tecnologiche anche un design
unico» ci dice Carlo Barlocco, vice presidente di
Samsung Electronic Italia. «Nei nuovi Galaxy S6
abbiamo utilizzato materiali come il metallo e il vetro per
realizzare un telefono che rispondesse alle esigenze non
solo di oggi, ma anche quelle future e siamo sicuri che
con questi dispositivi riusciremo ad aumentare il gap
con i nostri concorrenti». Mantenere quote di mercato
nella fascia alta, se non addirittura premium, è anche il
tentativo di HTC che proverà a convincere i consumatori
con il nuovo One M9. Una sfida non facile soprattutto
sul mercato italiano. Le aspettative intorno a questo
prodotto erano molto elevate, ma il look praticamente
identico al modello precedente ha un po’ spento gli
entusiasmi della vigilia. Il capo del design dell’azienda
taiwanese Claude Zellweger in una recente intervista a
# Haier
Il produttore
cinese ha
presentato
alcuni dispositivi
indossabili per
la sicurezza e la
sorveglianza di
bambini, anziani
e persino animali:
2 orologi e un
collare gps.
The Verge, ha dichiarato che l’immediata riconoscibilità
del prodotto è voluta e finalizzata a creare una vera
icona. Sarà, peccato che però questo genere di abilità
riescano solo a Apple. Di sicuro dovranno puntare a
puntellare le proprie quote di mercato anche Sony ed
LG, che lanceranno però solo nei prossimi mesi le loro
ammiraglie Xperia Z4 e G4. Da indiscrezioni raccolte in
fiera, questi due prodotti si annunciano particolarmente
innovativi. Anche le ambizioni di Huawei fanno
pensare che anche il brand cinese non farà mancare un
flagship product. Rimane però tutto da vedere quanto
i consumatori saranno disposti a spendere una cifra
elevata per questi prodotti premium, soprattutto non
firmati da due big Apple e Samsung.
LA GUERRA
DELLA FASCIA MEDIA
Lo scetticismo sulla vivacità della fascia alta non è solo
legato all’onda lunga della crisi, ma anche da precisi
indicatori di mercato. Secondo i dati IDC nel 2014
oltre il 60% dei terminali Android e Windows Phone
venduti hanno avuto un prezzo inferiore ai 200 euro, il
20% quelli in fascia media (200/400 dollari). È qui
→
LA CRESCITA, ANCHE PREMIUM, NON È FINITA
FABRIZIO MARAZZI, GROUP ACCOUNT MANAGER - TECHNOLOGY
«Le fasce medie e entry continueranno quest’anno il loro sviluppo, ma crediamo che
questa dinamica sarà bilanciata dai modelli alto di gamma che venderanno più del
2014 e questo fermerà - o quanto meno limiterà - la decrescita del prezzo medio.
Diciamo ciò perché il mercato smartphone è tuttora un mercato estremamente
innovativo e veloce; l’innovazione perciò non è certo finita, anzi il lancio continuo di
device sempre più performanti sia in termini di processore, di fotocamera, di display
e con altre feature (anche estetiche) sosterranno ancora il mercato. Ripeto, è vero,
l’innovazione in questo mercato è iniziata da tempo, ma c’è ancora spazio per ulteriori
evoluzioni, ad esempio sul fronte dei processori: a gennaio i modelli quad core erano
‘solo’ il 50% del mercato a volume. Nello stesso tempo la fascia alta continua a
essere presidiata da pochi brand che grazie a grandi risorse per la comunicazione e il
marketing hanno conquistato quote difficili da scalfire, ma sostengono così anche una
fascia importante del valore di questo mercato. Parlando più in generale di previsioni
2015 crediamo che continuerà la crescita e ancora a due digit sia a valore sia a
volume anche se in misura minore rispetto al 2014 in quanto iniziamo a parlare di un
mercato di sostituzione. Si venderanno ancora più phablet cioè device con schermo
da 5,5” a 6,5”, che già nel 2014 sono cresciuti del 220%, ma i brand continueranno a
proporre prodotti con schermi più grandi (che oggi è il principale motivo di scelta di uno
smartphone) con processori più potenti. Questo ovviamente impatterà in termini erosivi
sulle vendite di tablet. Per finire i feature phone subiranno un’ulteriore frenata per la
concorrenza degli smartphone entry che oggi vengono comprati - visto il punto prezzo
raggiunto - anche da chi vuole un ‘vecchio’ telefonino».
# HTC
HTC ha sorpreso il pubblico di
Barcellona non tanto per l’atteso
lancio del One M9, quanto per
l’annuncio del dispositivo di
realtà virtuale Vive realizzato con
Valve, uno dei dispositivi più
sorprendenti del MWC.
# Huawei
Lanciati tre nuovi
wearable. L’oggetto più
commentato è stato
ovviamente il suo primo
Watch, dal design
raffinato e con un prezzo
inferiore ai 200 euro.
Novità anche i TalkBand
B2 e il TalkBand B1
dedicati soprattutto agli
sportivi.
# Hisense
Due gli smartphone interessanti.
L’H910 Dual sim è il nuovo top di
gamma con il supporto LTE e il display
full HD. HiSense H610 è, invece,
un dispositivo pensato per ogni
occasione perché resistente all’acqua
e a urti, graffi e polvere.
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 39
Mobile
che si gioca la partita. Meno margini, più guadagni e
quote di mercato. «Il consolidamento nella fascia alta
di mercato che abbiamo registrato nell’ultimo anno non
ha modificato la nostra strategia di essere aggressivi su
tutte le fasce di prezzo» ci dice Omar Laruccia, marketing
director & Mobile Communication Business Unit leader
di LG Electronics Italia. Non a caso a Barcellona LG
ha presentato ufficialmente ben quattro nuovi terminali
IL MERCATO DELLA FASCIA
MEDIA SI ALIMENTA ANCHE GRAZIE
AI MODELLI TOP CHE SI DEPREZZANO
PER INVECCHIAMENTO, PUR RIMANENDO APPETIBILI
comprendo però intenzioni di spesa medio basse,
chiamati Magna, Spirit, Leon e Joy. Gli ha fatto eco Sony
con l’annuncio del suo Xperia M4 Aqua. «Si tratta di
un terminale sotto i 300 euro che ha tutto quello che di
meglio può chiedere il mercato, dalla fotocamera a 13
megapixel alla batteria a lunga durata, senza dimenticare
la nostra tipica impermeabilità» sottolinea Orazio
Corva, product marketing manager di Sony Mobile. A
giudicare da questo modello e da molti altri presentati
REPORTAGE
# Lenovo
Impegnata a sviluppare dispositivi che
si adattano ai diversi usi che le persone
fanno della tecnologia, presenta tre tablet
consumer: due modelli Android A Series,
Lenovo TAB 2 A8 e A10-70, e un modello
Windows, Ideapad MIIX 300. Tra gli
smartphone il Moto E.
40 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
# LG
al MWC come l’Idol 3 di Alcatel, ormai in fascia media i
consumatori possono acquistare modelli di tutto rispetto
e che in taluni casi hanno poco da invidiare ai prodotti
flagship. Lo ha capito da tempo Microsoft, che dopo
l’acquisto di Nokia ha abbracciato una strategia molto
chiara: offrire prodotti di qualità a prezzi accessibili.
«La democratizzazione dello smartphone è per noi
un principio fondamentale e con il lancio dei nuovi
prodotti Lumia 640 e 640 XL, lo abbiamo voluto ribadire
anche a Barcellona» conferma Tiziana Pollio senior
communications manager Western Europe di Microsoft.
Un mercato quello della fascia media, media/bassa che si
alimenta anche dei numerosi prodotti che si deprezzano
per l’invecchiamento. Il successo ottenuto dal Samsung
Galaxy S3 e del LG G2, a due anni dal lancio è stato
strepitoso, segno anche di un’utenza più matura, sempre
più attenta e selettiva. In questa arena si affollano anche
le aspettative di tutti i brand follower come gli informatici
Asus e Acer, ma anche Wiko e new entry come Kazam.
Un ‘affollamento’ che rende la competizione davvero
dura. «Il 2014 è stato l’anno di lancio sul mercato. Wiko
è ora una realtà, un brand che sta ottenendo ottimi
risultati sul canale» spiega Petra Ventura, Communication
and Marketing Director, Italy & Switzerland di Wiko
Ampia gamma di novità: dallo smartphone
curvo LG G Flex2 agli indossabili hi end LG
Watch Urbane e LG Watch Urbane LTE,
passando per una nuova serie di smartphone
di fascia media con ben 4 nuovi modelli dai
prezzi piuttosto aggressivi.
«L’obiettivo è aumentare oltremodo la numerica e la
ponderata della nostra distribuzione, la visibilità del brand
sullo scaffale con un immagine premium e diversa, non da
ultimo collaborare con gli operatori».
FEATURE PHONE
E TABLET IN FLESSIONE
Tra le tendenze emerse al Mobile World Congress merita
attenzione l’andamento dei feature phone. I telefoni di
“vecchia generazione”, semplici, senza fronzoli, continuano
a macinare numeri importanti in molti paesi del mondo,
soprattutto quelli emergenti. Solo nell’ultimo trimetre del
2014 i cellulari venduti a marchio Nokia sono stati ben 39,7
milioni e l’intero mercato cuberà il 20% di tutti i telefoni
venduti nel 2015. È un mercato comunque fisiologicamente
in calo (i feature phone venduti nel 2014 sono stati il 25%),
ma capace di tenere in vita operatori di nicchia come i
produttori di cellulari per il mercato senior. Addirittura in
Giappone si sta registrando un ritorno “vintage” verso i
modelli a conchiglia. Dopo sette anni le vendite dei flip
phone sono tornate a crescere, tanto che anche LG ha
mostrato a Barcellona un modello, il Wine, caratterizzato
proprio dalla chiusura a conchiglia con prestazioni a metà
tra un telefonino tradizionale e uno smartphone. C’è da
dire che di contro il prezzo medio raggiunto da alcuni
modelli entry di smartphone rende il gap con il vecchi
telefonini sempre più sottile. Una categoria che non sorride
invece è il mercato dei tablet, soprattutto i modelli Android
che a livello globale, ma anche in Italia, hanno chiuso
a segno meno, tra l’altro più a valore che a volume. La
scarsa vitalità del comparto si è percepita anche tra gli
stand della fiera catalana, poche le notizie. A parte
→
# Microsoft
Il colosso di Redmond si conferma un player
importante nel mondo della telefonia mobile con
una proposizione unica in grado di catalizzare una
quota di mercato importante, grazie a prodotti con
un eccellente rapporto prezzo/prestazioni come i
due nuovi Lumia 640 e Lumia 640 XL.
# Kazam
L’azienda inglese
si presenta con
prodotti aggressivi.
Come il nuovo
Tornado 552L, un
LTE e Dual sim con
processore octacore, fotocamera da
13 mp e spessore di
appena 5,5 mm.
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 41
Mobile
qualche novità registrata in casa Sony, Huawei e Asus la
sensazione è che le aziende stiano presidiando il mercato
ma senza slanci soprattutto in termini di risorse. Il gap
nell’esperienza d’uso con gli iPad è ancora troppo grande,
nonostante il mercato Android metta a disposizione dei
consumatori tavolette a matrice ‘entertainment’ con soglie
d’ingresso ormai veramente basse.
È ORA DEGLI SMARTWATCH
REPORTAGE
A sprizzare energia positiva è il mercato degli smartwatch
e in generale dei wearable. Giusto qualche giorno prima
dell’annuncio ufficiale dell’Apple Watch avvenuto il 9
marzo, a Barcellona LG ha sfruttato la piazza spagnola
per annunciare i suoi nuovi orologi Urbane e Urbane LTE.
A colpire è stato soprattutto quest’ultimo: un orologio
da polso con funzionalità telefoniche integrate che ha
convinto pubblico e addetti ai lavori. Per il momento
non si conoscono tempi e prezzi di commercializzazione
di questo prodotto, certo invece è l’arrivo del Huawei
Watch che è stato uno dei prodotti che ha più sorpreso
a Barcellona. Caratterizzato da una grande cassa in
acciaio da 42 millimetri, vetro zaffiro, avrà anche un
prezzo aggressivo che dovrebbe essere intorno ai 200
42 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
A PROPOSITO DI PREZZI
L’analisi delle fasce di prezzo per quanto riguarda
gli smartphone nel mercato italiano ci da indicazioni
interessanti su come si sta muovendo il settore
a livello di proposizione e di posizionamento dei
prodotti e quindi in qualche modo delle strategie
commerciali dei vari brand e della maturazione di
questo mercato. Il dato più rilevante è la crescita
impressionate delle fasce al di sotto dei 200 euro
che nel giro di 12 mesi si sono accaparrate circa
i due terzi del mercato a volume. Quota che un
anno prima non arrivava al 50%. Questa dinamica
spiega l’interesse del mercato sia dei big player
che dei follower per la fascia media e conferma
definitivamente che non basta il flagship per fare il
mercato ma serve una gamma completa. L’effetto
iPhone 6 è riscontrabile in modo incontrovertibile dal
forte balzo in avanti della fascia over 600 nei mesi
del suo lancio in Italia. fascia che in questi mesi è
arrivata a rappresentare nel nostro Paese ben un
quarto del mercato smartphone a volume. Evidente
anche la spinta del modello premium di Samsung,
ma con tassi più contenuti.
# Samsung
I suoi nuovi Galaxy
S6 e S6 Edge sono
stati accolti da un
sincero applauso. Il
metallo e il vetro usati
per le due nuove
ammiraglie hanno
convinto gli addetti ai
lavori, ora bisognerà
aspettare la conferma
da parte del pubblico.
euro. «Vogliamo entrare in questa maniera con il nostro
solito stile, prodotti di qualità e design, ma con un prezzo
appetibile», conferma Daniele De Grandis, direttore
esecutivo di Huawei Device Italia. Secondo GfK si
venderanno nel 2015 ben 51 milioni di wearable device,
triplicando così il volume registrato lo scorso anno. Tutti
ovviamente confidano nell’effetto volano che dovrebbe
avere l’orologio della Apple, ma almeno gli analisti sono
tutti convinti del boom. Staremo a vedere, di certo il 2015
sarà l’anno in cui a questi device verrà chiesto di iniziare
a esprimere una certa vivacità e consistenza di vendite e
quindi di fatturato.
NON SOLO DEVICE,
GLI ALTRI TREND DEL MWC
I padiglioni del Mobile World Congress non erano pieni
solo di dispositivi mobili e wearable. Un’intera sezione
era infatti dedicata all’auto connessa, un trend ai blocchi
di partenza con un potenziale enorme. La GSMA stima
in 39 miliardi di dollari il valore di questo comparto
nel 2018. Solo quest’anno stando all’associazione
che raggruppa i principali operatori nel settore delle
telecomunicazioni, il 20% delle auto immatricolate
avranno un sistema di connettività integrato ed entro il
2025 tutte le auto vendute saranno connesse. L’interesse
per il segmento è dunque elevato, sia per le Telco, sia
per i produttori di accessori, che intendono sfruttare
questo mercato in rampa di lancio con una pletora di
dispositivi. Un simile entusiasmo si è percepito intorno al
tema dei pagamenti elettronici. Anche qui si intuiscono
le potenzialità se, stando alle previsioni di Gartner, il
mercato sfonderà quota 617 miliardi di dollari nel 2016.
A spartirsi questa gigantesca torta non ci saranno solo i
player storicamente accreditati come Visa, Mastercard
e gli operatori mobili, ma anche Google, Apple,
Samsung, PayPal, Mozilla e molti altri. Quasi tutti i big
hanno mostrato a Barcellona soluzioni convincenti per i
pagamenti elettronici, meno chiare, al momento, sono le
strategie per la fidelizzazione dei clienti che al momento
rischiano di perdersi in una gran confusione. Questo
MWC verrà ricordato anche per il promettente sodalizio
tra Google e Facebook per portare internet a tutti. Sia
Mark Zuckerberg che Sundar Pichai, vice presidente del
colosso di Mountain View, sono infatti saliti sul palco del
MWC per ribadire l’intenzione di annullare il digital divide,
senza escludere possibili collaborazioni. Crederci è già
un ottimo punto di partenza.
■
# SanDisk
# Tucano
Annunciata la prima
MicroSD con una
capacità di ben 200
GB. La nuova Ultra
microSDXC UHSI Premium Edition è
la MicroSD dalla più
alta capacità mai
realizzata sino ad
oggi.
L’azienda era pronta
per le novità di
Barcellona, infatti ha
mostrato le custodie
Libro ed Elektro per il
Galaxy S6.
# SBS
Stand all’insegna
delle novità legate
al fitness con la
nuova gamma
Sport Go Fit. Nuova
strategia anche per
una comunicazione
in-store più efficace.
# Sony
Aggressiva anche nella fascia
media, è il messaggio di Sony.
Così ha presentato l’Xperia M4
Aqua, smartphone con feature
premium sotto i 300 euro.
# Wiko
Ecco Highway Star
4G e Pure 4G. Un
top di gamma octacore. E un device
spesso solo 5,1 mm
e 91g di peso.
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 43
Vis à Vis
STRATEGIA
MULTIBRAND
Avrete anche Onkyo?
«Certo, grazie ad un accordo di
licenza (così come è accaduto
per Philips), lanceremo, sempre
nel segmento cuffie e speaker
Bluetooth, anche prodotti a marchio
Onkyo. Il posizionamento di
questi prodotti sarà leggermente
sopra la gamma Fidelio di Philips
quindi su una fascia hi-end. Le
gamme Onkyo, come quelle
Fidelio, verranno distribuite
prevalentemente nel canale eldom
dove però andremo a selezionare i
migliori pv che possano assicurarci
un’esposizione qualitativa e un
supporto adeguato».
Quali sono gli altri due brand?
«Trainer by Gibson con cui entriamo
nel segmento delle cuffie per runner
e sportivi, al momento con un unico
prodotto: una cuffia creata con
tecnologie e soluzioni per questo
tipo di target, ma per il futuro non si
esclude un ampliamento di gamma.
Il prestigioso testimonial di Trainer
sarà Usain Bolt. Anche questo
brand verrà distribuito da partner
selezionati tra i migliori pv delle
varie insegne mentre online faremo
una selezione che ci garantisca di
preservare il valore del prodotto.
Inoltre approcceremo catene in
target (Puma, che ha Usain Bolt
come testimonial, è un esempio)».
E infine…
«Il top di gamma sarà rappresentato
dal brand Gibson, sempre nel
segmento cuffie e speaker
Bluetooth, che si colloca nella fascia
luxury e che noi abbiamo identificato
come “5° Quartile”. Questi prodotti,
assolutamente esclusivi, saranno
distribuiti in particolare nel canale
musicale partner di Gibson e nel
mondo fashion-luxury».
Quindi non solo nuovi brand, ma
un nuovo approccio
«Assolutamente sì, tutto questo
rientra nella strategia che prevede
una politica commerciale ad
hoc per ogni brand per evitare
sovrapposizioni sia di prodotti
che di canali, ma anche di target
di consumatori e quindi evitare
inefficienze. Sicuramente l’obiettivo
è quello di concentrarci sul volume,
ma spingere verso il valore».
Risultati e obiettivi?
«Il 2014 è stato chiuso con un
fatturato in linea con le previsioni
e con un risultato di profittabilità
migliore delle attese: questo a
riconferma della bontà delle nostre
strategie. Per il 2015 il nostro motto
è: from optimize to maximize. Già
questo rende l’idea di un budget
in crescita, a sostenere la qualità
e il valore che queste categorie
e i nostri marchi sono in grado di
esprimere». (a.c.)
MICHELE PIEMONTESE
L
o scorso 30 giugno Gibson
Brands Inc. ha completato
il processo di acquisizione
di WOOX Innovations, il business
audio, video, multimedia e accessori
di Royal Philips. Dal prossimo
primo maggio la transizione verrà
completata e Woox Innovations
diventerà Gibson Innovations.
Abbiamo incontrato Michele
Piemontese, a.d. di Woox Innovations
in Italia che ci ha spiegato quali
novità arriveranno nel 2015.
Quindi a maggio nasce Gibson
Innovations…
«Woox Innovations ormai ha esaurito
il suo mandato nel processo di spin
off della divisione audio-video da
Philips, in seguito all’acquisto da
parte di Gibson Brands. Gibson
Innovations sarà, la divisione del
gruppo americano che si occuperà di
CE. La mission è quella di diventare i
numeri uno nel mercato della musica
e del lifestyle, un perimetro che
abbracci quindi gli strumenti musicali
e i prodotti CE audio».
Come vi proporrete al mercato?
Con più marchi?
«Già nel Q4, inizieremo la gestione di
un’offerta multibrand anche in Italia.
Questo si concretizzerà con il lancio
di una serie di brand focalizzati su
target diversi».
Quali brand nel dettaglio? E
cosa rappresenterà Philips?
«Philips/Fidelio continuerà per forza
di marchio e di catalogo ad essere
il nostro core brand. Introdurremo
invece GoGear che sarà il marchio
entry con un’offerta concentrata su
cuffie e speaker Bluetooth molto
colorati, in particolare rivolti ad un
target giovane che può accedere a
prodotti anche più specificati, ma
con un prezzo contenuto».
amministratore delegato di Woox Innovations
DAL PROSSIMO 1° MAGGIO WOOX INNOVATIONS DIVENTA GIBSON INNOVATIONS
ED È PRONTA A LANCIARE QUATTRO NUOVI MARCHI – OLTRE AL CORE BRAND PHILIPS –
PER COLPIRE TARGET E CANALI DIVERSI, ANCHE ATTRAVERSO UN’ACCORTA
DISTRIBUZIONE SELETTIVA
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 45
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REGGIO EMILIA: Via Ferravilla, 19/D; Tel. 0522 930387; [email protected] • ROMA Ciampino: Via Bianchi Bandinelli 130 c/o Centro
Palacavicchi; Tel. 06 72672041; [email protected] • ROMA Salaria: Via Salaria 719; Tel. 06 99170709; [email protected] • TORINO: Via
Feroggio, 14; Tel. 011 4074250; [email protected] • TORINO Settimo Torinese: Via Torino, 118; c/o Centro Comm.le Piemonte, Pal. F.; Tel.
011 8957626; [email protected] • TREVISO Mogliano Veneto: Via Tintoretto, 23; Tel. 041 5972801; [email protected] • UDINE Buttrio: via
Malignani 4/C; tel. 0432 683120; [email protected] • VARESE Gallarate: Via Bergamo, 6; Tel. 0331 245579; [email protected] • VERONA:
Via del Perlar, 26; Tel. 045 8200438; [email protected] • VICENZA: Via Zamenhof, 424/428; Tel. 0444 913 340; [email protected]
CASH&CARRY COMETA SPA: BARI Modugno: via delle Orchidee, 25 Zona Industriale; tel. 080 5312506; [email protected] • CATANIA:
via Acquicella Porto, 11; tel. 095 7234584; [email protected] • COSENZA Rende: via Pigafetta s.n. Contrada Concio Stocchi; tel. 0984
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Puglie Km. 35,800; tel. 081 5222885; [email protected] • PALERMO: via F. S. Di Liberto, 21; tel. 091 300203; [email protected] •
SALERNO: Via Per Sardone, sn (Lotti 5 - 6) Pontecagnano Faiano; tel. 089 386556, Fax. 089 3854784 • TRAPANI: via Culcasi, 17;
tel. 0923 557744; [email protected]
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PROFESSIONAL COMPUTERS
ANDROID TV, AMBILIGHT E PRODUZIONE
CINESE SONO LE ARMI CHE TP VISION
METTE IN CAMPO PER CONTRASTARE
IL DUALISMO COREANO DEL MERCATO
ITALIANO. DIEGO CAVALLARI, BUSINESS
& MARKETING DIRECTOR DELL’AZIENDA
SPIEGA I PROGRAMMI PER IL 2015
L
o scorso marzo TP Vision
ha tolto i veli alla prima parte
della gamma TV 2015 durante
la convention europea di Barcellona.
Protagonista della presentazione è stato
Android Tv, una feature presente su
tutti i modelli dalla serie 5500 in avanti
e che assieme al nuovo Ambilight,
punta ad offrire caratteristiche di grande
appeal. In totale sono stati presentati
12 serie, di cui 5 con schermo Ultra
HD. Abbiamo chiesto a Diego Cavallari,
business & marketing director Italy &
Iberia qual è il nuovo volto di TP Vision
Italia dopo la recente ristrutturazione.
«TP Vision è cambiata tanto perché
a partire dal 2014 è diventata l’owner
al 100% del brand Philips per quanto
riguarda il comparto Tv, quindi è stata
libera di ristrutturare l’azienda secondo
un’organizzazione razionale e vincente.
Abbiamo concentrato a Praga tutto
l’Order desk e la parte del credito;
inoltre avere le fabbriche in Europa
con i magazzini, in particolare quella in
Polonia che spedisce direttamente ai
nostri clienti, ha permesso di alleggerire
le strutture locali e ridurre i costi. Non
è un segreto, siamo un’azienda che
quest’anno fatturerà circa 100 milioni
di euro, che significa indicativamente
il 10% della share, e in azienda ci
sono meno di 10 dipendenti a cui si
aggiungono gli account e gli agenti, ma
che anche con questi, non si superano
le 15 persone. Rispetto ad altre realtà
presenti in Italia siamo un’azienda molto
più “snella”. Ci siamo strutturati per
rimanere competitivi sul mercato».
Quali le armi tecnologhe...
«Abbiamo una tecnologia unica che
è Ambilight e si affianca ora anche
Android e infine l’Ultra HD.
La line-up presentata a Barcellona sarà
tutta disponibile, ma stiamo cercando di
fare un “vestito su misura” per il retailer
italiano, proprio perché oggi noi siamo in
una condizione unica, siamo piccoli, ma
veloci e abbiamo una potenza produttiva
enorme e possiamo customizzare un
determinato prodotto sulle esigenze di
un singolo retailer. Non abbiamo nessun
vincolo in questo senso».
Quali i limiti del trade italiano e
quali invece i vantaggi che offre a una
realtà come la vostra?
«Direi che uno dei limiti maggiori del
trade italiano è quello di banalizzare
subito le nuove tecnologie. I vantaggi
per noi invece è che siamo il quarto,
o il terzo brand più famoso in Europa.
Siamo un’azienda piccola e giovane e
abbiamo alle spalle un colosso cinese
che ha una produzione immensa. La
nostra prerogativa è che l’headquarter
è rimasto ad Amsterdam, e questo è un
vantaggio enorme poiché si possono
condividere idee e problematiche del
mercato che sono già conosciute. Per il
trade siamo interessanti perché avere un
mercato bipolare è sempre rischioso e il
nostro brand ha la forza per entrare nella
competizione, a questo si aggiunge la
forza produttiva, il cui connubio ci rende
una reale e interessante alternativa»
Su cosa puntate nel 2015?
«Avremo un approccio al mercato più
razionale, meno codici, lavoreremo
in store con display per comunicare
direttamente al consumatore finale
quelle che sono le nostre prerogative,
saremo molto più vicini agli addetti alle
vendite, faremo formazione e offriremo
line-up e pacchetti “tailor made” per
ogni retailer, saremo sempre più vicini
alle esigenze del trade».
I prodotti che faranno la differenza
nel corso del 2015 per TP Vision?
«Sicuramente la serie 5500, perché è
il primo prodotto entry level Android e
la serie 7000 su cui abbiamo fatto un
eccellente lavoro per l’audio, uno degli
aspetti storicamente critici per i flat Tv».
Quale mercato Tv nel 2015?
«Il mercato Tv sta tornando a valori pre
switchoff, quindi oltre 4 milioni di pezzi.
Quest’anno però è particolare perché in
oltre 20 anni di attività, non ho mai visto
una situazione comparabile a questa.
Inoltre abbiamo anche il dollaro che è
arrivato sulla soglia del 1:1 con l’euro
e come conseguenza, noi produttori
dovremo alzare i prezzi. Ora bisogna
vedere come la gente reagirà ai nuovi
listini che ci saranno sugli scaffali; ci
sarà con molta probabilità un leggero
calo dei consumi, già apprezzabile da
fine aprile/maggio e mi aspetto che la
fascia medio alta sia meno penalizzata,
soprattutto perché ci sono margini
di lavoro diversi. Quindi mi
aspetto che il mercato fletterà
leggermente, ma soprattutto
nella fascia bassa e ciò
porterà come conseguenza
diretta a un’ulteriore
razionalizzazione nel numero
dei brand dei Tv».
(v.p.)
AVREMO UN APPROCCIO
AL MERCATO PIÙ RAZIONALE
CON MENO CODICI E LAVOREREMO
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Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 47
Entertainment
ELDOM E MAJOR,
UNA RELAZIONE DA RAFFORZARE
IL MERCATO HOME VIDEO È UNA FASE IN CUI ALCUNI TREND POSITIVI DA UNA PARTE
– BLU-RAY E SERIE TV IN PRIMIS – E L’ECOMMERCE DALL’ALTRA, STANNO INIETTANDO POSITIVITÀ
ALLA CATEGORIA. TENDENZE DI CUI LE INSEGNE C.E. – CHE RIMANGONO IL CANALE
DI RIFERIMENTO – NON POSSONO NON TENER CONTO, RAFFORZANDO LA PARTNERSHIP
CON LE MAJOR PER LA GESTIONE DI QUESTO BUSINESS ANCHE ONLINE
di Gianfranco Caccamo
I
l 2014 per l’home video
è stato un anno di
sostanziale tenuta, con
lievi flessioni nei trend
generali, e con segnali
nettamente positivi
su alcune categorie e
nell’ecommerce. È il quadro che
emerge dalle rilevazioni, ancora non
elaborare e certificate da GfK, che ha
anticipato a gennaio Univideo. In questo
scenario generale i canali tradizionali continuano a soffrire,
compresi i technical superstore, che però rafforzano il
loro peso. Un peso maggiore, quello dell’eldom, che
però «deriva principalmente dalla riduzione generalizzata
48 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
dell’offerta negli altri canali retail: qualcosa di molto
simile era accaduto qualche anno fa nella musica, con
una polarizzazione ancora più evidente verso i principali
retailer» evidenza Gianfranco Iuculano, sales director di
20th Century Fox H.E. Italia. Dello stesso avviso Mauro
Pezzali, direttore divisione Home Video di 01 Distribution/
Rai Cinema, il quale aggiunge che la crescita a doppia cifra
del Blu-ray «ha favorito il settore eldom il quale ha sempre
creduto in questo formato». Ciò nonostante, in primo piano
rimangono ombre, una sofferenza, che come sintetizza
Umberto Bettini, country manager di Koch Media Italia,
è per lo più «causata dalla scarsa offerta sugli scaffali». Un
tema che già si è più volte toccato: la razionalizzazione ha
portato una riduzione dei metri lineari e di conseguenza a
una estrema (e non sempre efficace) selezione dei prodotti
home video trattati dalle insegne consumer electronics.
E più volte le major hanno sottolineato che “si può fare di
più”, nel senso che le tendenze positive di certi segmenti
e di un canale come l’ecommerce – che come sottolinea
Bettini «cresce essenzialmente per la larga disponibilità di
prodotto» – dimostrano che la domanda di prodotti home
video c’è e in certi segmenti è alta, «secondo i dati in nostro
possesso» afferma Pezzali «i consumatori continuano a dare
molta importanza al supporto fisico dato che rappresenta
oltre il 90% delle vendite». Un interesse e una propensione
all’acquisto che però non sono del tutto soddisfatti dai retail
fisici. Va detto che, sembra che già l’anno scorso ci sia
stato un parziale cambio di rotta da
parte di certe insegne eldom «Dopo
un avvio contrassegnato da una certa
disattenzione» evidenzia Iuculano
«nella seconda parte dell’anno l’home
video è tornato a far parte con piena
dignità dell’offerta del canale: i nuovi
scenari competitivi da una parte e
dall’altra la line up delle novità – sul
quale il canale si è espresso in termini
di eccellenza arrivando a pesare
quasi il 55% del totale consumi – e quello del rigenerato
segmento Tv sono stati fattori determinanti per il successo
del canale». Questo è buon punto di partenza per rafforzare
la partnership tra major e trade per far tornare a rendere
remunerativo un mercato come quello dell’home video. Sul
piatto ci sono alcuni temi da affrontare, dall’assortimento –
che deve includere anche il catalogo e non solo novità e
promozioni - alla gestione degli stock e al fattore prezzo,
fino all’ecommerce, che molto spesso viene visto come
un fattore esterno da contrastare, mentre invece potrebbe
essere un’arma a proprio favore, per un nuovo sviluppo
della categoria, soprattutto per le tante insegne eldom
multicanale.
UN RAPPORTO DIFFICILE,
MA SALUTARE
Che il mercato home video abbia vissuto anni difficili è
indubbio, come sono evidenti gli effetti negli store, ovvero
una «radicalizzazione dell’offerta» come la definisce il
manager di 20th Century Fox, che
se da una parte a portato a scelte
comprensibili «riduzione generalizzata
delle categorie a basso valore
assoluto e ad alta complessità»
come evidenzia Iuculano. Dall’altro
«la gestione dei livelli di stock è
diventata il volano principale delle
scelte dei retailer, tanto da renderli
“insensibili” alle esigenze e alle
opportunità del mercato». Tutto ciò
non ha certo aiutato l’home video e non ha facilitato il
rapporto tra industria e trade, che spesso «compie scelte
ed azioni contrarie alle logiche gestionali di una categoria
come l’home video» aggiunge il manager. Ovviamente a
“rimetterci” è soprattutto il catalogo e di conseguenza il
consumatore che cerca titoli particolari, e non solo novità
o promozioni, per le quali però lo spazio negli store
LE MAJOR
AUSPICANO UN
RIPENSAMENTO
DELLA GESTIONE
DELL’HV CHE PASSI,
ANCHE, ATTRAVERSO
SCELTE LOCALIZZATE
→
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 49
Entertainment
si trova sempre e anzi in talunti casi è stato ampliato.
Le ragioni sono comprensibili ed è pur vero che non è
pensabile poter offrire negli store fisici l’intera library. Ma
è anche vero che tra il poco e il tanto c’è sempre una via
di mezzo ed è su questo punto che l’industria e il canale
dovrebbero riflettere e trovare soluzioni comuni «Il catalogo
rappresenta sicuramente l’elemento di recupero di una
relazione virtuosa tra industria e distribuzione» arriva a dire
Iuculano «rinunciando alla tentazione pur comprensibile
di ridurre i costi di stock e spazi e di recuperare sul
secondo livello, nel contempo riducendo ed estremizzando
l’offerta promozionale. Questo atteggiamento è risultato
evidente nella prima parte del 2014, mentre nella parte
finale sono spiccati diversi elementi che portano a ben
sperare per il prossimo futuro». Non c’è dubbio quindi
che le major auspicano un ripensamento della gestione
della categoria, che passi in taluni casi anche attraverso il
tornare a rendere decisionale la periferia, ovvero gli store.
Oggi, infatti, si tende a prendere decisioni centralmente,
scelte che non sempre tengono conto delle specificità
locali. Per cominciare ci possono essere store in cui è
più richiesta una profondità di offerta, in altri magari è
invece più producente un mix di promo e novità, altri
ancora avranno altre esigenze e non è escluso che in altri
ancora non ha senso avere questa categoria. Sarebbe
quindi molto proficuo far dialogare le figure di field delle
major e del trade, proprio per trovare le specificità. Inoltre,
come suggerisce Iuculano «sarebbe importante lavorare
sull’efficienza gestionale e con un chiaro focus commerciale
individuando il corretto ciclo di vita espositivo dei
prodotti, nei punti vendita; tracciando il miglior scenario di
performance di titoli e promozioni, per minimizzare i costi di
gestione e massimizzare i risultati, nel lavoro di pianificazione,
monitoraggio e misurazione dell’efficacia delle azioni, a livello
centrale». In sostanza si deve affrontare questo mercato
ognuno con le proprie competenze, nei luoghi dove il
business ha la sua massima espressione: i punti vendita.
PARTNERSHIP È...
OFFERTA SU MISURA
La riduzione dei lineari dedicati all’home video è anche
legata al fatto che mediamente le superfici degli store si
sono ridotte. Oggi è più comune un punto vendita da 1.200
mq, inoltre crescono anche gli store “urbani” più piccoli.
Obiettivamente non è più possibile avere un’ampia gamma
di prodotti e quindi devono essere fatte delle scelte «rispetto
ai punti vendita ad alta metratura, che possiamo riassumere
in tre elementi» analizza il manager di 20th Century Fox
«per cicli promozionali, facendo rientrare i punti vendita solo
nelle promozioni ad altissima resa; offerta in-out di novità top;
offerta promozionale continuativa, su strutture dedicate a
basso ingombro». Occorre quindi una selezione più accurata
dei prodotti, ma non solo in termini di categorie, ma nel caso
di store medio piccoli, è importante
puntare su edizioni pregiate, dalle
special edition ai metal box, ne è
convinto il mangar di Koch Media che
fa notare che «con il restringimento
fisiologico del mercato home video
l’utente che preferisce la versione
fisica di un film pretende la massima
cura sull’edizione. Quest’ultimo
punto credo sia imprescindibile».
Ma non solo, superfici ridotte favoriscono un ritorno a una
maggiore attenzione verso il cliente, con addetti vendita
esperti del settore «in grado di poter accompagnare il cliente
verso l’acquisto fidelizzandolo» sottolinea il manager di 01
Distribution/Rai Cinema «grazie alla professionalità e non
per convenienza di prezzo». Tutti punti che devono però
passare attraverso un lavoro congiunto industria-trade di
analisi e sviluppo degli obiettivi per singolo store o gruppo
di store dalle caratteristiche simili, che tengono quindi conto
della domanda di chi entra in quei punti vendita. Perciò non
un’offerta indiscriminata, ma cucita ad hoc.
rilevanti e anche nell’home entertainment, in particolare
nell’home video, raggiunge in alcuni siti share al di sopra
della media. Non si può quindi ignorare un canale che non
è più di nicchia e non si può di certo continuare a pensare
che sia “solo” un rivale. «La CE deve anzitutto risolvere
l’enigma della propria identità multicanale» afferma Iuculano
di 20th Century Fox. «Questo di fatto influenzerà tutto
e determinerà il futuro – anche - della nostra categoria.
Ogni scelta sull’online avrà infatti un riverbero anche sulla
vita dei prodotti nei negozi, sui loro spazi e sulle modalità
di gestione. L’online può diventare una prosecuzione ed
un’estensione dell’offerta dell’home video nell’eldom» Lo
store virtuale per certe categorie, come l’home video, può
quindi diventare un’opportunità per estendere il business,
anche perché «Il negozio virtuale
non avrà mai la problematica o la
criticità del punto vendita tradizionale
relativamente agli spazi da dedicare
nell’esporre i prodotti» sottolinea
Pezzali di 01 Distribution/Rai
Cinema. Ma, ancora una volta
occorre stendere un progetto
attento e mirato, non basta rendere
disponibili intere library online. Come
per i punti vendita fisici occorre capire a chi ci si rivolge,
cosa chiede il cliente e le dinamiche che ne seguono. In
generale è noto che l’eshopper si aspetta servizi affidabili,
buon rapporto qualità/prezzo e un’ampia scelta, ma
come il consumatore “tradizionale” ha le sue esigenze.
E anche qui l’industria può fare la sua parte «aiutando le
insegne nell’ampliare la loro specializzazione differenziando
l’edizione ed evitando inutili battaglie di prezzo sulle versioni
mass market» sottolinea Bettini di Kock Media. Quindi
le major sono pronte ad affiancare il trade per migliorare
il business anche online, con dinamiche online/offline,
ma Iuculano pone l’accento su una prerogativa «questo
supporto potrà avere degli esiti solo a seguito di un passo
chiaro da parte dei nostri clienti, in termini strutturali e di
approccio, verso l’online».
■
L’ECOMMERCE
NON È “SOLO”
UN RIVALE. PUÒ
ESSERE, INVECE,
PARTE INTEGRANTE
DELLA STRATEGIA
MULTICANALE
La relazione si fonda su attività
costanti fra vendor e cliente,
relative al layout dei punti
vendita, alla promozionalità e
all’attenzione degli operatori
dei Techinal Superstore. Un
largo assortimento e promozioni
accattivanti sono la semplice
regola del successo.
••••
UMBERTO BETTINI
country manager
di Koch Media Italia
50 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
Industria e retailer devono
partire da una visione comune
in termini di dignità (e di limiti)
assortimentale e di modalità di
ingaggio. L’eldom deve tornare
ad investire coerentemente con
le performance e gli indicatori
evidentemente molto incoraggianti
e deve pretendere la massima
efficienza ed il massimo supporto
gestionale da parte delle Major.
••••
GIANFRANCO IUCULANO
sales director di 20th Century
Fox H.E. Italia
Per quanto ci riguarda lavorare
e collaborare in modo proficuo
con il canale eldom proponendo
loro periodicamente operazioni
dedicate che permettano sia
al canale che a noi di offrire
ai consumatori tutta la nostra
library.
••••
MAURO PEZZALI
direttore divisione
Home Video di 01 Distribution/
Rai Cinema
IL FUTURO PASSA DALLA RETE
Un altro tassello risulta centrale: l’ecommerce oggi è una
realtà forte, in molte categorie hi-tech ha pesi più che
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 51
Vis à Vis
IL CINEMA NEL CUORE
PER CG ENTERTAINMENT IL FUTURO DELL’HOME VIDEO PASSA
DA UN’OFFERTA AD HOC NEI DIVERSI CANALI. UN MERCATO
CHE PUÒ DARE ANCORA MOLTO AGLI STORE FISICI,
MA SOLO SE SI TIENE CONTO DEI DESIDERI DEI CLIENTI FINALI
vicepresidente di CG Entertainment
LORENZO FERRARI ARDICINI
CG
Entertainment è una
società di distribuzione
italiana dalla lunga
storia, che raccoglie attorno a sé
produzioni indipendenti e allo stesso
tempo “accoglie” grandi produzioni
italiane ed internazionali. Una library
variegata per target diversi, questa è
la forza di questa storica realtà che
ha nel cuore il cinema. «Abbiamo
una library con circa cinquemila
referenze in continuo aumento»
evidenzia Lorenzo Ferrari Ardicini,
vicepresidente dell’azienda fiorentina
«Ogni mese in media distribuiamo
sei/otto novità cinematografiche e
circa 30/40 titoli di library, riedizioni
o titoli editati per la prima volta sul
mercato. Diciamo che rispetto ad altri
operatori manteniamo sempre molto
alta l’attenzione sul catalogo,
tenendolo sempre in
primo piano».
Oggi sembra che negli store
fisici si privilegi più le novità
che il catalogo. Qual è la vostra
strategia?
È fondamentale rendere disponibili i
film non solo nel periodo del lancio,
ma “per tutta la vita”. Diminuire
lo sforzo distributivo e lo spazio
dedicato al catalogo a favore delle
novità, magari è produttivo nel breve
periodo, però nel medio e lungo
termine rischia di impoverire l’offerta
degli store e rende il consumatore
psicologicamente più incline alla
pirateria. La nostra strategia è quella
di diversificare l’offerta, avere sia
una library di classici e di produzioni
indipendenti di qualità, sia new
release rilevanti, come ad esempio
i recenti Sin City - Una donna per
cui uccidere (Lucky Red/Mustang)
e I dieci Comandamenti di Roberto
Benigni (Melampo/GVR).
L’ecommerce cresce, gli store fisici
soffrono. Si va verso un mercato
liquido?
È vero l’online cresce, anche perché
i pv fisici hanno raggiunto la loro
maturità, ma non si può parlare di
“passaggio” dalla vendita tradizionale
all’online. Sicuramente c’è stata una
riduzione di spazi negli store fisici,
ma allo stesso tempo la capacità di
alcuni di essi di mantenere posizioni
nell’home video in un momento
di crisi economica, dimostra che
UN ANNO DI GRANDI NEW RELEASE
Duran Duran: Unstaged (QMI) • Maraviglioso Boccaccio (Teodora) • La Scelta (Mustang Ent./Lucky
Red) • Infinitely Polar Bear (Good Films) • Tempo instabile con probabili schiarite (Good Films) •
Franny (Mustang Ent./Lucky Red) • Parole Povere (Tucker) • Un piccione seduto su un ramo riflette
sull’esistenza (Mustang Ent./Lucky Red) • Non escludo il ritorno (Poker Entertainment) • Dior and I
(Wanted/MYmovies) • Io sono Mateusz (Draka/Mustang Ent.)
• Nomi e Cognomi (Draka/Mustang Ent) • Mio papà (Bea Production/Mustang Ent.)
I lungometraggi animation:
Pokemon - Diancie e il Bozzolo della Distruzione (Mustang Ent./Lucky Red) • Lupin Vs Dective
Conan (Mustang Ent./Lucky Red) • Naruto - La via dei ninja (Mustang Ent/Lucky Red)
52 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
la domanda per il supporto è
comunque ancora molto forte, non
solo nell’online, ma anche nel canale
fisico, che riesce ancora a registrare
buoni risultati.
Cosa può fare il canale CE per
l’home video?
Le insegne eldom nel 2014 hanno
accresciuto il loro peso, non tanto
grazie agli spazi che in generale
sono rimasti invariati rispetto al
2013, ma grazie ad alcuni retailer
che sono diventati più attenti nel
promuovere attività ad hoc, ad
esempio selezionando prodotti adatti
al pubblico locale, rispondendo
quindi alle richieste e ai gusti del
proprio target di riferimento. Non
nascondo però che continuiamo a
lottare per mantenere i nostri spazi,
poiché siamo convinti e ne abbiamo
avuto conferma che chi sceglie
di dare spazio a un’offerta più
diversificata, e non solo a prodotti
mass market, riesce a fidelizzare i
clienti e ad ottenere buoni risultati.
Una strada quindi che per noi va
percorsa.
Come sarà il 2015 per CG?
Un anno molto forte. A livello di
numeri, già i primi mesi hanno
registrato tendenze molto positive.
Abbiamo in programma il lancio di
titoli rilevanti nel corso di tutto l’anno.
In particolare avremo Still Alice (Good
Films) con Julianne Moore, che ha
vinto l’Oscar e il Golden Globe 2015
come migliore attrice protagonista,
Super Fast & Super Furious (Mustang
Ent./Lucky Red) e, ancora per Good
Films, Romeo & Juliet, con Hailee
Stefield, e Black or White, con Kevin
Costner, per citare solo alcuni dei titoli
principali, ma potrei continuare ad
elencare a lungo le tante new release
e novità library che dimostrano il
nostro operare a 360 gradi. Inoltre
non ci fermiamo, continuiamo a
lavorare per ulteriori acquisizioni,
come da nostro DNA.(g.c.)
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NON SOLO
di Elena Reguzzoni
L
’
arrivo in Mondadori Direct di Mario Maiocchi nell’estate del 2013 in qualità di a.d. è
coinciso con il lancio di un piano di ristrutturazione della BU retail del colosso di Segrate a seguito di economics ormai palesemente negativi, che ha portato anche a una nuova organizzazione delle insegne e più recentemente alla conferma dell’imminente lancio di un nuovo concept. “Parlerei, infatti, più di un
piano di rilancio, che di un mero intervento di ritrutturazione”
precisa subito il manager: “Infatti, l’obiettivo era, da una parte,
alleggerire le strutture dei costi e, dall’altra, riorganizzare una
rete di punti vendita toccata, come molte, dalla crisi, ma anche
54 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
da un cambiamento di abitudini e comportamenti nei confronti del prodotto libro che è sempre stato e rimane il nostro business centrale”. Il piano di rilancio ha quindi visto in primo luogo
una profonda revisione organizzativa e funzionale: “Mondadori
Direct, fino al mio ingresso in azienda” prosegue Maiocchi: “era
l’espressione della fusione - più virtuale che reale - di quattro
società diverse che avevano di fatto continuato a operare separatamente, nonostante fossero state raggruppate in un’unica azienda. Non si sfruttavano possibili sinergie o economie di
scala e nello stesso tempo l’organizzazione non risultava veloce e sincronizzata. In sintesi era una struttura che appesantiva molto i costi e, in più, era lontana dal mercato. Il primo passo è stato quindi quello di dare vita a una sola e unica organizzazione - Mondadori Retail - a cui fa capo tutta la rete che, dalla scorsa estate, è stata suddivisa in tre cluster di punti vendita: i Mondadori Megastore, caratterizzati dall’ampiezza dell’offerta e da grandi superfici; le librerie con il marchio Mondadori Bookstore, a cui si aggiungono i Mondadori Point, punti vendita presenti anche nelle più piccole realtà cittadine in grado di
diversificare l’offerta con prodotti edicola e cartoleria – e ovviamente il sito on line Mondadoristore.it e i Club.
Questa riorganizzazione ha comportato un cambio di
management?
Solo in parte, nella maggioranza dei casi abbiamo sfruttato il
profondo know how che quest’azienda ha consolidato in molti
anni su questo mercato, dandogli però un’organizzazione nuova. L’ingresso in azienda di manager non provenienti dal set-
MARIO MAIOCCHI
DOPO AVER ALLEGGERITO LA STRUTTURA DEI COSTI,
RIVISTO E ‘AMALGAMATO’ L’ORGANIZZAZIONE,
LA BU RETAIL DI MONDADORI SI PREPARA ALLA SFIDA
PIÙ COMPLESSA, QUELLA DI RIVEDERE IL CONCEPT
IN RELAZIONE “AI CAMBIAMENTI DI ABITUDINI
E COMPORTAMENTI NEI CONFRONTI DEL PRODOTTO
LIBRO CHE È SEMPRE STATO E RIMARRÀ IL NOSTRO
BUSINESS CENTRALE”, INTEGRANDO PERÒ ANCHE ALTRI
MONDI, SERVIZI TECHNICAL E RISTORAZIONE INCLUSI.
PAROLA DI MARIO MAIOCCHI
amminstratore delegato di Mondadori Direct
CULTURA
tore del ‘libro’, a partire dal sottoscritto, ha portato un maggiore stimolo a voler capire e ad approfondire: sono state lanciate infatti numerose survey sui nostri clienti e su quelli potenziali
e, più in generale, sui lettori: chi sono, come comprano e dove.
Questo si collega al secondo pilastro del nostro piano di rilancio: il cliente, un tassello che avrei in realtà dovuto citare per
primo. È da una sua attenta analisi che è nata la nuova strategia marketing e commerciale, ma anche la definizione di una
nuova retail execution.
Su cosa vi siete maggiormente focalizzati?
Sul fronte marketing, ci siamo focalizzati sul branding e su un
nuovo calendario promozionale. Commercialmente, abbiamo
lavorato soprattutto sulla costruzione di una griglia che sviluppasse la cosiddetta “coda lunga”: il tipo di assortimento che
è in grado di qualificarci come specialisti e nello stesso tempo
di aumentare il numero di clienti e di libri per clienti. Parlo di libri perché è la nostra area principale di business: copre circa
il 78% del nostro fatturato. Nella retail execution siamo invece
intervenuti su tre aree: customer focus, sviluppo delle risorse
umane e consolidamento dello store network.
Avete però chiuso il flagship di Vittorio Emanuele a
Milano…
Una scelta dolorosa, ma necessaria, a cui rispondiamo tuttavia con un nuovo store che vedrà la luce prima dell’estate in via
San Pietro all’Orto, quindi in una traversa di Vittorio Emanuele. Un nuovo negozio che non rappresenterà tanto un secondo
punto vendita in questa importante area commerciale di Milano, dove siamo già presenti con il Megastore di Piazza Duomo,
quanto la prima location realizzata un nuovo concept.
Quali sono i cardini di questo nuovo concept? Esplorare
nuovi territori d’ingaggio?
Non proprio, la nostra mission non cambia: essere destination per gli acquisti dell’area cultura, ma anche intrattenimento.
Questo vuol dire che il libro rimarrà il cuore di questi nuovi pv
che però si allargheranno maggiormente ad alcuni mondi complementari: musica, viaggi, film e arte. Allo stesso tempo verrà
integrata anche un’offerta più ricca e profonda di acces-
→
MEGASTORE
DIRETTI
8
FRANCHISING
526
LOCATION
CITTADINE
362
SHOPPING
CENTER
95
TRAVEL
SHOP
15
TURISTICO
STAGIONALE
54
DIRETTI
28
LOCATION
CITTADINE
12
CENTRO
COMMERCIALE
16
Sono esclusi i 56 Club,
42 in franchising e 14 diretti
Aprile 2015 TRADE CONSUMER ELECTRONICS 55
Distribuzione
Il Mondadori
Multicenter
di via Marghera
a Milano che a breve
vedrà il restyling
dell’insegna, così
come gli altri store
diretti della catena
sori, accompagnata da nuovi servizi technical (assistenza per
pc, tablet, smartphone) che faremo vivere nel corner ‘Help!’.
Vogliamo che queste due aree siano un punto di fidelizzazione
importante, che arricchiscano la shopping experience facendo
diventare questi negozi un luogo dove acquistare, ma anche
passare piacevolmente del tempo. L’inserimento di un’offerta
ristorazione sarà il fulcro di questa nuova dimensione.
Qualche altra insegna ha già abbracciato la strada della contaminazione con la ristorazione per sostenere traffico e vendite…
In realtà ritengo che la sfida da vincere sia quella di arrivare non
a una contaminazione, bensì a una vera e piena integrazione
fra i due mondi, sia in termini ambientali sia d’offerta. Il rischio
è proprio quello che vivano e siano vissuti come due proposizioni e due esperienze separate, con uno che magari prevarica
IL CANALE ELDOM APPLICA
UN MODELLO DISALLINEATO RISPETTO
ALL’ATTUALE REALTÀ DELLA DOMANDA
DELLE VENDITE. È SCHIAVO DI SE STESSO
l’altro, ma come un tutt’uno, com’è la nostra ambizione.
Quanti negozi con il nuovo concept aprirete quest’anno?
Due/tre e così nei prossimi anni. Parliamo di punti vendita da
800, massimo 1.200 mq ubicati in “contenitori” ad alto traffico,
quindi centri commerciali e aree urbane ad alta intensità commerciale. Difficilmente apriremo direttamente sulle high street;
oggi i costi di queste location sono diventati non sostenibili per
certi settori del retail, anche a fronte di una grande visibilità.
Qual è il ruolo e il peso in generale dei prodotti technical
nell’offerta di Mondadori?
Vengono trattati come dei facilitatori di cultura e intrattenimento. Tra l’altro rappresentano la seconda categoria, dopo i libri,
56 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
con una quota del 12%; seguono poi tutti i cosiddetti prodotti d’impulso che vanno dai dvd ai giocattoli, dai gadget alla cartoleria. Questa è la share dei “technical goods” a livello globale: nei soli Mondadori Megastore è ovviamente più alta.
Il piano prevedeva di raggiungere nel 2014 una positività dell’EbitDA con una crescita delle vendite e nell’anno in
corso un Ebit positivo. Una tabella di marcia confermata?
Nonostante il perdurare della crisi e le difficoltà di percorso
posso dire che il piano è stato ampiamente confermato.
Oltre 500 dei vostri 600 pv sono in franchising: perché
questa formula ha per voi un peso così forte, mentre in altri
settori del retail come l’eldom non attecchisce?
È la tipologia di business a renderlo più facile, perché da una
parte ci muoviamo con una formula, quella dei bookstore, che
prevede metrature anche piccole, 200-300 mq. Dall’altra possiamo rivolgerci anche a 3.600 librerie indipendenti che nella maggioranza dei casi lavorano molto bene, ma in ogni caso
soffrono. La nostra formula permette a queste realtà di attingere agli acquisti, alla logistica, alle attività marketing e di CRM,
all’on-line di una grande realtà come Mondadori, mantenendo
però la loro imprenditorialità e professionalità. Una formula vincente per entrambi.
Il numero dei franchisee sta quindi crescendo?
Lo scorso anno abbiamo accolto oltre 50 nuovi affiliati. Ci sono
state anche delle chiusure di attività, ma oggi in tutti i settori del retail è in atto una forte selezione per effetto della perdurante crisi e stretta sul credito. Su quest’ultimo fronte, va sottolineato che tra l’altro i nostri franchisee ricevono la merce
in conto deposito quindi hanno un grandissimo vantaggio sul
fronte del capitale circolante e dell’obsolescenza degli stock.
Quali sono i progetti nel cassetto per il 2015, oltre al lancio del nuovo concept?
Il lancio di un piano di formazione che vedrà anche l’inaugurazione di un Master in book retailing presso l’Università di Parma che quest’anno coinvolgerà i manager della sede e gli store
manager dei nostri negozi diretti, più alcuni franchisee. Il piano
è di allargare il prossimo anno i corsi agli staff e a tutti gli affiliati. Come dicevamo prima, la volontà è arricchire la shopping
experience firmata Mondadori Store per renderla premiante.
Diversamente l’online vincerà con molta facilità sul fisico. Oltre alla formazione, vogliamo attualizzare e rilanciare la formula del Club degli Editori facendolo diventare 2.0 e testando un
servizio innovativo, o meglio un’innovazione di canale: il book
on demand: ovvero la possibilità di farsi stampare in soli 10 minuti un libro selezionato all’interno di una library che andremo
via via ad arricchire. Una formula come l’ebook, ma fisica che
crediamo possa avere grandi potenzialità ed esprimere importanti vantaggi gestionali, per cominciare quello di stampare ciò
che si è già venduto.
Per diversi anni ha guidato la catena Unieuro. Oggi guardando da fuori questo canale che fotografia ne scatta?
In sintesi, la fotografia di un mercato che applica un modello disallineato rispetto all’attuale realtà della domanda e delle
vendite. E lo fa pur rendendosi conto di non poter più permetterselo: in altri termini è vittima del suo stesso ingranaggio. Se
aggiungiamo che il mercato technical ha anche educato il consumatore a cavarsela da solo e a un profondo “opportunismo”,
dico a malincuore che è una fotografia poco lusinghiera, ma si
può sempre cambiare.
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Anno XXII - n. 4 Aprile 2015
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Contributi redazionali di: Antonio Allocati, Maristella Bler, Matteo Bonassi,
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58 TRADE CONSUMER ELECTRONICS Aprile 2015
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