Disponibile - Paolo Fasce
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Disponibile - Paolo Fasce
{REG-2-2803-45} Mon Mar 27 20:11:27 2006
LETTERE E RUBRICHE
28 marzo 2006, Martedì ● 39
LETTERE AL SECOLO XIX
PIAZZA PICCAPIETRA 21
16121 GENOVA
(MAX 1400 BATTUTE)
TRAVERSIE ITALIANE / 1
I METODI DI TELECOM
enza alcun preavviso, Telecom Italia ha staccato le linee
telefoniche alla mia azienda.
Dopo una telefonata alla società
telefonica il quadro abbastanza
sconcertante che è emerso è il
seguente: Telecom ha staccato
le linee ma, fatto ancor più grave, non ha mandato alcun avviso
in merito che evidenziasse una
problematicità con il pagamento
bancario automatizzato noto in
sigla come Rid.
Secondo quanto affermato
dall’addetto Telecom, sembra
che il sistema della società telefonica si aggiorni automaticamente in maniera periodica annullando le opzioni dei clienti
quali, a esempio, gli ordini di pagamento tramite Rid. Appare incredibile che, per disfunzioni
evidentemente imputabili alla
compagnia telefonica, gli utenti
vengano trattati più o meno
come banditi, staccando loro le
linee senza alcun preavviso. È
singolare come gli imprenditori
chiedano allo Stato servizi e infrastrutture, ma siano poi incapaci di gestire in maniera civile
i clienti, mentre sono pronti a
aumentare tariffe o spese di spedizione delle bollette, come recentemente avvenuto.
Chissà che un poco più di
competitività reale (non quella
sbandierata ai convegni di Confindustria) non ci faccia fruire di
quella straordinaria esperienza
di cui godono tutti i clienti del
mondo non solo anglosassone
che si chiama efficienza e customer care, quelle vera non fatta
a parole o a botte di pubblicità.
Giorgio Zambeletti
e-mail
DITELO A MAGGIANI
[email protected] - fax 010.57092.40
P.zza Piccapietra 21- 16121 Genova
S
TRAVERSIE ITALIANE / 2
SCRUTATORE PER FORZA
el lontano 1996, trovandomi senza lavoro, chiesi al
Comune di Genova di poter fare
lo scrutatore nelle elezioni politiche di quell’anno. Non fui mai
contattato fino alle politiche del
2001 quando ormai avevo un lavoro fisso.
A quel punto avrei lasciato
volentieri il mio posto ad altri
che avevano bisogno di guadagnare qualcosa. Qualche mese fa
il Comune mi ha scritto per
N
scordato che la famiglia non sarebbe arrivata, con i soldi, alla
fine del mese?
Luigi Fassone
Camogli
MAURIZIO MAGGIANI
VOTARE O NON VOTARE? I POLITICI SONO IL NOSTRO SPECCHIO
il faccia a faccia fra Prodi e Berlusconi. Prima di quel confronto facevo parte
degli indecisi. Ora ho deciso: non andrò a votare.
H odellavistocategoria
Enrico Debenedetti
Genova
* * * * *
aro Maggiani, mi deve aiutare: deve convincermi ad andare a votare. Superati i
cinquanta, mi trovo per la prima volta assolutamente deciso a disertare le elezioni
- proprio io che sono sempre stato presente a tutti i referendum, alle elezioni politiche,
alle regionali, le comunali, i consigli di circolo e di condominio. Ma, vede, il fastidio
che i due schieramenti mi provocano già da alcuni anni sta inesorabilmente trasformandosi in violenta repulsione per tutto ciò che anche lontanamente si ricolleghi a Prodi
o Berlusconi. So bene che il voto è un diritto-dovere, ma mi spieghi come posso votare
una coalizione che parte da Prodi e Mastella, passa per Bertinotti, Rizzo, Pecoraro
Scanio per arrivare ai centri sociali? Oppure per gli altri che da Berlusconi si spingono
sino agli squadristi di antica memoria, passando per i simpatici umoristi della Lega
come Calderoli? Da una parte mi sembra che il centrosinistra si sia aggregato solo
per sconfiggere Berlusconi, e quel che verrà dopo sarà tutto da inventare; dall’altra, il
centrodestra da tempo mi sembra la casa dei divorziati, costretti a convivere sotto lo
stesso tetto. E poi, con che coraggio si possono votare politici che passano il loro
tempo a insultarsi, a dire bianco solo perché gli altri dicono nero. Sembra un reality
show. Alla fine degli anni ’60, adolescente di belle speranze, e poi nel finire dei ’70,
convinto universitario di sinistra, avevo per antagonisti Andreotti, Zaccagnini, Rumor,
Forlani. Sono arrivato al punto di rimpiangerli. Per questo la prego di trovare parole
magiche che mi convincano ad andare a votare. E già che c’è, mi dica anche per chi,
magari come disse Montanelli, “turandomi il naso”.
Giuseppe Menichetti
Genova
C
No che non glielo dico per chi votare, Giuseppe. In primis perché non sono né
il suo maestro né il suo confessore - né suo, né di nessun altro; poi, perché se
lei è un cittadino adulto, ha i mezzi intellettuali per scegliere da solo; infine, perché
la sua è una domanda retorica. Detto questo al signor Giuseppe, aggiungo qualcosa anche per il signor Enrico, a lui fraternamente legato dal vincolo della disillusione e dello scoramento. E del qualunquismo, come correttamente dal punto
di vista etimologico si qualifica chi sostiene che “questa o quella per me pari
sono”. Se resuscitasse il Partito dell’Uomo Qualunque, avreste finalmente per
chi votare? Se ridate un’occhiata alla storia recente del nostro Paese - e avete,
chiedermi se ho intenzione di rimanere inserito nelle liste degli
scrutatori, altrimenti sarei stato
cancellato definitivamente. Pensando ai disoccupati ho barrato
la casella relativa alla rinuncia e
ho rispedito tutto al mittente.
Sabato un vigile mi ha consegnato una notifica per presenziare obbligatoriamente ai seggi
elettorali come scrutatore, pena
una sanzione da 309 euro a 516
in base al Testo unico n. 361.
Mario Parodi
Genova
PROMESSE ELETTORALI
RIVALUTINO LE PENSIONI
politici non fanno altro che
snocciolare dati di sondaggi
Icontrastanti
fra loro. Poi promettono bonus per viaggi, per il cinema
e i teatri e così via. Viene spontaneo chiedersi dove vivono? Non
solo non tengono conto dei veri
problemi delle persone, ma sono
convinto che, propinandoci ogni
sorta di promesse, sottovalutino la
capacità di discernimento e di opinione dei cittadini. Un appello allo
schieramento che ci governerà
FAMIGLIE SENZA SOLDI?
DIPENDE PER CHE COSA
ueste frasi le ho sentite
mentre facevo la fila per
Q
prenotare un biglietto per la mia
nipotina allo spettacolo Peter
Pan suL ghiaccio al Mazda Palace di Genova: «Non si arriva alla
fine del mese», «Questo governo
è uno schifo» e altri lamenti del
genere.
Dato che la coda era abbastanza lunga, poco dopo ho sentito che tutte - proprio tutte le stesse persone che si lamentavano parlavano dello spettacolo
di Fiorello che si è recentemente
esibito allo stesso Mazda Palace
per 62 euro a biglietto. Mi sono
immediatamente ricordato la
telefonata fatta da un partecipante alla manifestazione con-
tro il governo e in favore di Prodi, a Roma, domenica 9 ottobre
2005. Un signore elegantemente
vestito, da uno scompartimento
di prima classe su un treno Intercity a prenotazione obbligatoria, cellulare ultima moda e
orologio d’oro di marca al polso
avvisava a casa del suo imminente arrivo alla stazione di Livorno: «Tutto bene, la manifestazione è stata una cannonata».
Forse questo signore, preso dall’euforia del successo della manifestazione, così come gli altri
in coda al Mazda Palace si erano
i GIOCHI
NON SEMPRE L’ATTENDISMO PAGA
PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI
SCONTO FISCALE PER L’ASSISTENZA
mi pare, gli anni giusti per ricordare anche senza ripassare - Giannini era l’uomo
giusto per incontrare il vostro scetticismo, la vostra voglia di mandare tutti a
quel paese. Ma se fate lavorare ancora un pochino la memoria, ricorderete pure
che fine fecero lui e il suo partito. Fu espressione di un Paese arretrato e debole
- intellettualmente e politicamente, economicamente e socialmente - e appena
il Paese si diede una mossa, provò a maturare e a migliorarsi, i Qualunquisti
sparirono nell’indifferenza e nel disprezzo; e quel partito è tuttora additato nella
storia repubblicana come il segno dell’arretratezza dei primi anni ’50. Siamo ritornati a quel punto? Ci siamo mangiati cinquant’anni di sviluppo? Lo chiedo a voi
e me lo chiedo io. Per quanto mi riguarda voterò, ma non voterei mai Giannini.
Infine. I due schieramenti pari sono e pari nei non perdonabili difetti? Allora cosa
chiedereste ai vostri candidati per convincervi ad alzarvi da letto e andarli a votare? Lo sapete, avete le idee chiare in proposito? Vi siete a suo tempo sentiti
rappresentati da altri schieramenti, da altri uomini? Quali? Sono sinceramente
curioso. Ci sono state alleanze in altri tempi che andavano dai liberali ai socialisti
non meno conflittuali delle attuali. Certo, erano altri uomini, anche se non necessariamente sempre migliori, mediamente più dignitosi e coscienti di servire interessi che ritenevano generali. Ma gli uomini che oggi chiedono il nostro voto
non provengono da Marte: sono cittadini italiani a cui abbiamo consentito di
essere dove sono, con il nostro assenso o con il nostro silenzio. Sono il nostro
specchio, sono i nostri alter ego. Chi si sente schifato dall’evenienza di doverli
votare, cosa ha fatto perché ci fossero uomini migliori a cui dare fiducia? In che
modo vi siete opposti, Giuseppe ed Enrico, alla degenerazione della vita pubblica?
Era vostro dovere farlo, dovere di ogni cittadino salvaguardare i valori repubblicani, garantire una degna rappresentanza ai bisogni del Paese. Cosa ho fatto io?
Basta scrivere a un giornale quello che pensi e quello che senti per sentirsi a
posto con la coscienza politica e l’etica? Non lo so, sinceramente. E un’ultima
cosa sugli insulti. Va bene. Ma è forse utile chiederci come è cominciata questa
storia e chi l’ha cominciata. Chi ha inaugurato e perché questo idiota sistema
di non dibattito, di non verità, di disonestà intellettuale. Chiunque sia stato, non
era di nazionalità marziana, né venusiana. Ditemi un po’: direste alle galline del
vostro pollaio di abbassare i toni quando sentono arrivare la volpe e cominciano
a berciare? Lo direste di gesticolare educatamente e chiedere aiuto sottovoce
a una ragazza assalita in una strada? E c’è chi, me compreso, che in questi
anni, e non in perfetta coincidenza con il mandato di questo governo, si è sentito
derubato, violato nella propria coscienza e nelle proprie tasche. Che avrei dovuto
fare? Comprendere il risentimento delle volpi e dei violatori per i toni troppo
concitati della mia protesta?
dopo il 9 aprile: credo che sia più
serio rivalutare le pensioni per farci vivere più dignitosamente. A cinema, teatri e viaggi, eventualmente ci penseremo noi, se ne
avremo voglia.
Franco Giacobbe
Genova
tax SARA ARMELLA / FRANCESCA BALZANI il BRIDGE
CORNER
LICITAZIONI INTERDITTIVE
SUDOKU PER TUTTI I GUSTI
C’È ANCHE QUELLO A CILINDRO
mo il pattinaggio artistico e
A
in questi giorni di campionati mondiali l’altra sera ho visto con piacere sia sul Secolo XIX
sia una rivista specializzata che
alle 21 sarebbe andata in onda
l’esibizione libera femminile.
Così mi sono organizzata per assistere allo spettacolo su Raidue.
Mi sintonizzo e aspetto che terminino i cartoni animati. Passano le 21, arrivano le 21,30 e il
programma non inizia. Resto sul
canale. Terminati i cartoni, una
signorina annuncia un telefilm
che, «per le particolari situazioni
trattate», era consigliato a un
pubblico adulto. Una domanda:
visto che il telefilm effettivamente presentava scene e situazioni molto particolari, era il
caso di trasmetterlo il sabato
sera alle 21,30 (in fascia protetta) e subito dopo un programma
di cartoni animati che gli faceva
da traino?
Rita Porrega
e-mail
TRE ANNI DI GUERRA IN IRAQ
UNA LEZIONE PER L’IRAN
appena passato il terzo anÈ
niversario della guerra in
Iraq, Stato padre di tutti i mali
almeno nelle premesse, guerra
giusta (vocaboli incompatibili)
contro un regime sanguinario in
possesso di armi di distruzione
di massa mai trovate. A tre anni
da quel giorno che doveva inaugurare una guerra lampo, l’Iraq
è ancora invaso e soprattutto
sull’orlo di una guerra civile.
Credo che neppure il più pessimista degli strateghi della Casa
Bianca si sarebbe aspettato un
terzo anniversario del genere.
Viene spontaneo pensare a un
grossolano errore di valutazione.
Spero che ci si pensi qualora si
volesse fare lo stesso con l’Iran.
Giacomo Cabella
Genova
RICCARDO GROZIO
galassia
SOLIDARIETÀ
LA GENEROSITA’ DEI GENOVESI
PER I BIMBI DEL MADAGASCAR
PAOLO FASCE
GIOVANNI DELFINO
TELEFILM PER ADULTI
INVECE DEL PATTINAGGIO
o letto recentemente sul Secolo XIX che è possibile
adagascar, un’isola dimenticata in un continente dimentil primo campionato del mondo di Sudoku che si è disputato M cato da tutti. Con una recente guerra civile passata pratiegli Stati Uniti c’è stata a fine 2005 una squadra di
H
una deduzione fiscale per le spese sostenute dalla
famiglia in relazione alle badanti che curano gli anziani. N bridge che si è imposta alla grande vincendo in due I a Lucca nel secondo weekend di marzo è stato caratterizza- camente inosservata. E tanti innocenti vittime di assurde vioto dalla ricchezza delle varianti sulle quali si sono scontrati i lenze e di una disperata indigenza. Per fortuna alcuni volenteVorrei conoscere quali sono le condizioni previste dalla
legge per beneficiare di questa agevolazione.
Lettera firmata
Genova
La possibilità di dedurre i costi sostenuti per gli addetti
all’assistenza personale di persone non autosufficienti è
stata introdotta con la legge finanziaria dello scorso anno
a partire dal 1° gennaio 2005. In base alla nuova disciplina è possibile dedurre dal proprio reddito tassabile, e
quindi sottrarre dall’applicazione dell’Irpef (l’imposta regionale sulle persone fisiche), le spese sostenute per l’assistenza di persone non perfettamente autonome fino al
tetto massimo di 1.820 euro per ciascun anno.
In particolare, la deduzione spetta al contribuente che
sostenga tali costi per sé stesso o per il coniuge, il figlio,
i genitori, i nonni, il genero o la nuora, i suoceri, oppure
per il fratello o lo sorella.
Per poter fruire dello sconto fiscale in relazione alle spese
di assistenza per un congiunto non è assolutamente necessario che il contribuente conviva con il familiare bisognoso di assistenza o che quest’ultimo sia considerato
fiscalmente a suo carico, ma è sufficiente che l’esborso
sia stato effettivamente sostenuto dal soggetto che intende fruire del beneficio fiscale.
Per quanto riguarda la nozione di “persona non autosufficiente”, ossia bisognosa di un’assistenza particolare che
determina il diritto allo sconto, l’amministrazione finanziaria ha precisato che rientrano in questa categoria coloro
che non sono in grado di compiere autonomamente gli
atti della vita quotidiana, come, per esempio, nutrirsi,
provvedere all’igiene personale, vestirsi, camminare. Ma
sono “non autosufficienti” anche le persone che, pur essendo in grado di svolgere le attività quotidiane, tuttavia
devono essere costantemente sorvegliate per evitare che
possano recare danno a se stesse o ad altri (in particolare, si veda pronuncia dell’Agenzia delle Entrate, 3 gennaio
2005, n. 2).
Per poter fruire della deduzione è necessario che le spese
siano documentate. Ciò significa che la persona addetta
all’assistenza dovrà rilasciare al contribuente una ricevuta. In particolare, secondo l’amministrazione delle Finanze, la ricevuta dovrà contenere gli estremi anagrafici e il
codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e
di quello che presta l’assistenza.
Per quanto riguarda l’ammontare della deduzione, invece,
è opportuno sottolineare che l’importo di euro 1.820 è il
limite massimo puramente teorico.
Per misurare lo sconto di cui il cittadino può concretamente godere, infatti, è necessario un calcolo abbastanza
complesso. In linea di principio, la deduzione spetta per
la parte che corrisponde al rapporto fra l’ammontare di
78 mila euro aumentato della somma che si vuole dedurre
e diminuito del reddito effettivo del contribuente e l’importo
di 78 mila euro. Se tale rapporto è pari a zero, o addirittura
inferiore, la deduzione non compete in nessuna misura.
■ Indirizzare i quesiti a:
Tax corner, c/o Il Secolo XIX,
piazza Piccapietra 21, 16121 Genova
fax: 010.5956060
e-mail: [email protected]
mesi la Spingold e i Team Trials: è la squadra Ekeblad,
con le tre coppie Ekeblad-Rubin, Greco-Hampson e
Gitelman-Moss.
Proprio quest’ultima coppia, quella formata da Fred Gitelman e Brad Moss, è sembrata essere la forza trascinatrice
che ha condotto la squadra alla vittoria. Una coppia che
gioca un sistema molto naturale e standard, ma che ha
dimostrato di essere molto preparata sulle situazioni competitive, come per esempio in questa mano dalla finale dei
Trials:
NORD
OVEST
1075
QJ94
AJ10
1083
SUD
43
53
KQ8752
A42
KQJ82
76
93
K976
EST
A96
AK1082
64
QJ5
Dich. EST, Tutti in II
Est in sala chiusa era Michael Rosenberg, che è passato
di mano. Nord-Sud erano Greco-Hampson, che dichiarando
indisturbati si sono fermati a 3 Quadri + 1. Non sembrava
un buon board per la squadra Ekeblad, perché 3 SA è
imbattibile in Nord-Sud, vista la favorevole posizione delle
Quadri.
Invece in sala aperta Brad Moss in Est ha iniziato con 2
Picche, sottoapertura anche con il colore solo quinto, una
convenzione che ha notevoli vantaggi nel mettere pressione
sugli avversari.
Bjorn Fallenius in Sud ha deciso di passare, usando un
metodo attendista in seconda posizione che piace a molti
esperti, ma che in questo caso si sarebbe rivelato disastroso. Infatti Gitelman in Ovest ha appoggiato a 3 Picche, dichiarazione competitiva che rappresenta in modo eccellente
la tattica di portare subito la licita il più in alto possibile.
Dopo due passi la palla è tornata a Fallenius, il quale ha
ora immaginato il singleton di picche in mano al compagno
e ha perciò deciso di tentare 4 Cuori.
Non era il momento giusto per questa tattica e Gitelman
era pronto per sfruttare al meglio la situazione. Infatti ha
contrato, forte del suo QJ94 di atout, e quando tutti sono
passati ha attaccato di 10 di Picche. Il dichiarante era costretto a lisciare e allora Fiori da Ovest, assicurando quindi
alla difesa una presa per colore e due in atout: due down,
500 a Est-Ovest e 12 punti alla squadra Ekeblad in una
mano che sembrava negativa.
cervelloni del pianeta. L’organizzazione, sotto la cui egida e
supervisione è nato l’evento, ispirato e realizzato da Nonzero
EdIZIONI, è stata curata da World Puzzle Federation
(www.worldpuzzle.org) che ha influenzato lo stile orientando
la competizione sul fronte dei rompicapo. La parola puzzle,
nella nostra lingua, è ormai assorbita e utilizzata per descrivere il gioco di pazienza costituito da un mosaico di tesserine
cartonate che si incastrano tra loro. Per identificare la stessa
cosa gli anglofili dicono jigsaw puzzle, mentre puzzle, da solo,
in inglese ha un vasto significato che comprende anche le
parole crociate e il sudoku. Molte delle varianti
proposte al mondiale si
basavano su piccole modifiche, altre erano elaborazioni più fantasiose.
Nel diagramma in figura
abbiamo un sudoku toroidale, somministrato
nella fase finale del torneo. Le regole del gioco
sono le solite, per quel
che riguarda i vincoli sulle righe e sulle colonne,
ma i nove quadrati, in
questo caso, hanno subito delle trasformazioni
geometriche che non ci
consentono di riconoscerli come tali e, quindi, li chiameremo settori. Questo principio è sufficiente per produrre la variante detta a incastro. L’aggettivo “toroidale” aggiunge una complicazione. I settori possono essere comunicanti tra loro anche dal basso verso l’alto
e da destra verso sinistra. In pratica potremmo avvolgere il
diagramma in orizzontale (ottenendo un cilindro) e poi chiuderlo come un anello mettendo in contatto la parte destra
del diagramma con quella sinistra e giocare con questa particolare configurazione che i matematici chiamano “toro”. Il lettore provi ad affrontare questo problema, ma non si scoraggi
se, anche dopo lungo pensare, riuscirà a inserire un solo numero. È successa la stessa cosa a ben tre dei quattro concorrenti che, in quel momento, si trovavano a competere per
l’accesso alla finalissima per il titolo iridato. Tra questi, anche
quella che poi sarebbe risultata la vincitrice del torneo, passata quindi al turno successivo per un cavillo regolamentare.
Uno dei quattro giocatori coinvolti, tuttavia è riuscito a risolvere
il diagramma nei quindici minuti di tempo a disposizione. Si
tratta di Thomas Snyder, l’americano che durante tutto il torneo ha dimostrato di essere il migliore in campo. Chi riuscisse
a risolverlo è invitato a spedire la propria soluzione allo scrivente al fine di confrontare quelle di diversi lettori.
La rivista che promuove le migliori varianti del Sudoku, ma
anche tanti Sudoku classici, è Sudoku Mix, edita da Nonzero
Ed. che, oltre a fornire diagrammi al Secolo XIX, da qualche
mese collabora efficacemente con Focus Giochi proponendo
rompicapo giapponesi. Intanto la moda del Sudoku dilaga anche nel mondo dei giochi in scatola. Dal Negro, dopo avere
proposto un gioco di carte, ne commercializza uno di società,
elaborato da studiogiochi di Venezia. “Sudoku game” è un
gioco venduto in una confezione da viaggio che permette sfide
interessanti anche tra più giocatori.
[email protected]
rosi - sempre troppo pochi - si prodigano per portare un po’
di sollievo a questi poveri bimbi stremati dalla fame e dalla
miseria. Fra questi l’associazione “Amici della Vita” di Milano,
fondata nel 1998 da Vittorio Bianchi Bosisio, un terziario francescano che ha dedicato tutta la propria esistenza ad aiutare
gli altri.
Venuto a conoscenza, agli inizi degli anni Novanta, tramite
una suora laica missionaria in Madagascar, della gravissima
situazione in cui vivono, o meglio sopravvivono, fra stenti e
sofferenze, i bambini in quell’isola lontana, Bosisio inizia a
impegnarsi nelle adozioni a distanza. La grande generosità
di amici e conoscenti, che si mobilitano in massa, lo induce
a costituire l’associazione per gestire più efficacemente gli
aiuti. In breve tempo i bimbi adottati sono oltre duecento, mentre “Amici della Vita” comincia anche a occuparsi di altre emergenze. Un’esigenza maturata da Bosisio nel corso dei suoi
numerosi viaggi nel Madagascar. Durante uno di questi, complice una sosta forzata all’aeroporto di Roma, conosce una
giovane genovese che insieme con la famiglia, sta per partire
per le vacanze in Africa. A tavola gli appassionati e toccanti
racconti di Bosisio conquistano la giovane, Patrizia Baldizzone, che da quel momento inizia ad impegnarsi per l’associazione, dando vita alla sezione genovese.
Intanto, dopo la guerra civile, che purtroppo causa la scomparsa di moltissimi bambini, alcuni morti e altri dispersi nelle zone
più inaccessibili e selvagge dell’interno, “Amici della Vita” si
dedica alla costruzione di dispensari, pozzi e aule scolastiche,
infrastrutture elementari necessarie per garantire, in questa
terra dove manca tutto, standard minimali di vita.
Nel frattempo a Genova Patrizia Baldizzone inizia a organizzare un ricco calendario di eventi finalizzati alla raccolta di
fondi: rappresentazioni teatrali, conferenze, serate musicali,
promosse in collaborazione con diverse istituzioni ed enti culturali cittadini che si mostrano sempre assai sensibili e collaborativi. Tutte occasioni alle quali Genova partecipa con entusiasmo e altruismo. In particolare, negli ultimi due anni, la
generosità dei genovesi ha ridato speranza a due ragazzi
veramente sfortunati.
Così il piccolo Hoby ha potuto finalmente vedere grazie al
trapianto delle cornee e il piccolo Imani, che aveva perso le
gambe a causa di una mina (di fabbricazione italiana), con
due nuove protesi al titanio, può nuovamente camminare. Il
terziario Bianchi Bosisio, commosso, ringrazia: «La mia gratitudine va ai genovesi che hanno aiutato questi due ragazzi
a ritrovare il sorriso e che con la loro grande generosità sostengono in modo determinante la realizzazione dei nostri progetti in Madagascar».
■ Amici della Vita
Sede ligure: via Pisa 24, 16146 Genova
tel. e fax: 010.8602728