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Gita in val Ridanna Giornalino della Scuola Primaria di Zivignago www.didapat.net/97 www.icpergine1.it Numero 1 dicembre 2011 Foto Giovedì 22 settembre siamo andati in Val Ridanna con tutti gli alunni della scuola per vedere la miniera di Monteneve. Passeggiando nel paese abbiamo visto tanti boschi e prati, le rocce e il torrente. Sulle montagne uscivano delle cascate e sulle vette c'era la neve. e il Abbiamo visto la miniera didattica, ci siamo messi il caschetto mantello. Dentro la miniera era molto buio, freddo e umido e c'erano dei passaggi molto stretti. La miniera di Monteneve é stata rifatta. (articolo pag. 6) Sommario: Mondo cooperativo pag. 2-3 Scienza pag. 4-9 Attualità pag. 10-15 Intercultura pag. 16-21 Varie pag. 22-29 Speciale Natale pag. 30-32 Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 1 MONDO COOPERATIVO Da alcuni anni presso la scuola di Zivignago è nata la Cooperativa del Cuore. Gli alunni hanno dato un euro per diventare soci. Fino allo scorso anno la quota era di 50 centesimi, ora l'assemblea ha deciso di alzarla. L'associazione è stata fondata per diffondere la conoscenza dei principi, della storia e della funzione sociale della Cooperativa fra i giovani e i ragazzi e per lavorare insieme e divertirsi. Tutti possono diventare soci. L' associazione è formata da soci ordinari e soci sostenitori: i soci ordinari sono gli alunni che hanno versato la quota necessaria e i soci sostenitori sono le altre persone che si sono iscritte versando di più. All'inizio dell'anno, durante l' assemblea i soci hanno scelto il Presidente e il Vice Presidente; sono state elette Irene di classe quinta e Maja di classe terza. Le altre cariche sociali elette sono: i consiglieri, i segretari, i cassieri e i documentaristi. Quest'anno in classe quinta abbiamo un'altra carica, cioè il tipografo, perchè stiamo realizzando un giornalino. Ogni anno gli alunni nell’assemblea decidono cosa fare. L' anno scorso abbiamo fatto la mostra degli antichi mestieri che comprendeva il calzolaio, il contadino, il fabbro e il falegname. Inoltre abbiamo fatto vedere gli oggetti antichi della scuola. In primavera poi abbiamo preso delle piantine che abbiamo coltivato nell'orto e dopo abbiamo venduto. In entrambe le occasioni abbiamo venduto tanti lavoretti che hanno fatto tutte le classi della scuola. Grazie all'aiuto delle maestre. Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 2 MONDO COOPERATIVO Quest'anno abbiamo deciso di piantare i bulbi di tulipani olandesi. In primavera speriamo di avere tanti fiori da vendere. Come tradizione lavoriamo per il mercatino, noi di classe quinta stiamo preparando dei lavoretti a punto croce. Mattia Mascher della Federazione Trentina delle Cooperative ci sta aiutando nel fare il giornalino, l'anno scorso ci aveva aiutato a rifondare la Cooperativa del Cuore . Con i soldi ricavati dal mercatino l'anno scorso abbiamo adottato dei bambini a distanza in Argentina, aiutato i nostri amici di Brezoi e i medici che lavorano con i bambini poveri dell'Africa. Per noi quella di fare la Cooperativa è un ottima scelta! Vi aspettiamo tutti al mercatino di Natale: genitori, parenti, nonni, amici, sorelle e fratelli! Volete aiutare la Cooperativa e le sue attività di beneficenza? Contattateci al numero 0461510477 o scrivete a [email protected] Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 3 SCIENZA UNA GIORNATA A VEZZANO Giovedì 6 ottobre la classe prima ha partecipato a due laboratori: “Dall'uva al vino” e “Dal chicco al pane”. Che divertimento, spremere e pigiare l'uva!!! Un'esperienza indimenticabile: toccare, impastare e mangiare. Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 4 SCIENZA La classe terza alla scoperta dei minerali. Martedì 4 ottobre la classe terza è andata a visitare il museo Pietra Viva, che è a S. Orsola per conoscere meglio i minerali. Mario Pallaoro, molto simpatico, esperto e curioso, ci ha fatto da guida. Il museo una volta era il comune della Valle dei Mocheni. Durante la visita abbiamo visto una copia della mummia di Otzi che è stata trovata tanto tanto tempo fa nel ghiaccio. Otzi era un cacciatore armato di un arco e di un' ascia di rame, che è un metallo. Proseguendo abbiamo imparato che i minerali sono il quarzo e la fluorite e che la selce non è una pietra qualsiasi, ma è un quarzo. Battendo la selce e la pirite su un fungo secco riusciamo ad accendere un fuoco. Mario poi ci ha raccontato che tanto tempo fa il mare si è alzato fino a Bolzano e così i ricercatori sono riusciti a trovare: pesci, conchiglie, denti di squalo e ammoniti fossilizzati nelle rocce del Trentino. A Rovereto invece hanno trovato delle buche non molto profonde che inizialmente pensavano fossero state causate dalle bombe della guerra, ma dopo hanno scoperto che erano delle impronte di dinosauro. Dentro il museo c' è anche un corvo con una pepita d' oro nel becco e sotto la zampa un pezzo di selce. Siamo usciti dal museo per fare merenda e poi abbiamo cercato oro, pirite, ametista e giada aiutandoci con il setaccio. Dopo abbiamo dipinto con ocra, zolfo, azzurrite e malachite. Grattugiando la pirite si ottiene una polverina di nome sugarina da cui ha preso il nome la nostra valle: la Valsugana. Rompendo la selce con un pezzo di quarzo Mario otteneva delle schegge che potevano diventare o una punta di freccia o di lancia. Abbiamo visto una pietra vulcanica che galleggiava sull'acqua: la pietra pomice. Al pomeriggio siamo saliti in una stanza dove abbiamo visto un filmato che raccontava la vita dei minatori, come lavoravano nelle miniere e come veniva raccolta l' ocra. Prima di tornare a casa abbiamo raccolto altri minerali e ognuno ha riempito il suo sacchettino. Questa visita per noi è stata meravigliosa. Avventure scolastiche - n.1 5 dicembre 2011 SCIENZA Gita in val Ridanna Giovedì 22 settembre tutti gli alunni della scuola di Zivignago sono andati in val Ridanna per vedere le miniere di Monteneve. Intorno a loro c'erano boschi, fiumi, cascate, rocce, prati e neve sulle vette. Dalle montagne uscivano delle cascate. All'inizio hanno visto la miniera didattica; per entrare si sono messi il caschetto e hanno indossato il mantello. Sono entrati nella miniera: dentro era buia, un po' fredda e era un po' umida e c'erano passaggi stretti, solo i bambini più magri e piccoli riuscivano a passare. Hanno usato la mazzetta e la picozza che servivano per spaccare la roccia e prendere i minerali; hanno anche provato il batticulo che serviva per scendere da uno scivolo di legno per prendere i minerali. Hanno visto un film che mostrava i minatori al lavoro in miniera e come usavano i macchinari e la dinamite, che rumore! Rosamunde, la loro guida, ha fatto loro vedere che mettendo l'acqua assieme al carburo si faceva uscire una fiamma. Questo sistema veniva utilizzato per illuminare la buia miniera e quando si spegneva i minatori sapevano che dovevano scappare velocemente perché non c'era più ossigeno. Usciti dalla miniera sono arrivati al museo e hanno visto la riproduzione della gigantessa che viveva nel paese dei minatori e si chiamava Maria. 6 Successivamente Caren, la guida della classe seconda, ha fatto loro vedere delle pietre: argento, zinco e piombo e ha detto che si potevano trovare, assieme ad altre, alla caccia al tesoro che proponeva di fare. Quindi sono andati a prendere gli stivali e si sono recati in un posto dove c'era un laghetto e con i setacci hanno cercato e trovato varie pietre belle e colorate: pirite, quarzo rosa, ametista, ... A pranzo hanno mangiato e giocato in un bel posto verde e boscoso vicino al rio Ridanna; c'era anche una cascata. Durante il pomeriggio, dopo aver visitato il museo, hanno camminato e corso lungo il rio Ridanna, in mezzo ai prati verdi e lunghi e sono arrivati al paese più vicino dove c'era un bellissimo parco e lì si sono rilassati e hanno giocato divertendosi parecchio. Alla fine è arrivato il pullman e li ha riportati a scuola e lì i genitori li stavano aspettando. Questa gita per loro è stata istruttiva perché hanno imparato a riconoscere alcuni minerali e hanno capito come era la vita dei minatori nelle miniere di val Ridanna. Si sono anche divertiti con i giochi del parco. La prossima volta sarebbe bello poter visitare un castello. Gli alunni di terza 7 SCIENZA Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 8 SCIENZA UNA BUONA RACCOLTA DIFFERENZIATA PER... Nel mondo c'è molto inquinamento del suolo a causa dei rifiuti. Molte città contribuiscono particolarmente, come Napoli. Bisogna fare una buona raccolta differenziata perchè un solo pezzo di plastica nel bidone sbagliato (per esempio in quello della carta) può causare danni al riciclo. Solo una pila buttata nel suolo inquina fino a 1 km. Se si usassero prodotti naturali per i campi agricoli mangeremo cibo molto più sano e inquineremo di meno. A Trento è stata fatta una mostra sul riciclaggio in cui è stata esposta la scultura di Antonio Pellicer che rappresenta un cavallo fatto solamente di bottiglie di plastica che sarebbero state buttate via. RICICLIAMO INSIEME PER SALVARE IL NOSTRO PIANETA!!! Noi della scuola primaria di Zivignago vogliamo rispettare l’ambiente! Ci siamo accorti che i rifiuti sono così tanti che non si sa più dove metterli. Quindi ci stiamo impegnando per fare una buona raccolta differenziata. Abbiamo anche aggiunto alcuni bidoni che mancano (tipo quello del tetrapak). Il tetrapak viene riciclato su una isola in cui riescono a separare l'alluminio dalla carta e la carta dalla plastica. Da oggi nei negozi Coop, per la frutta e la verdura, c’ è una nuova borsa fatta integralmente di cotone anziché di nailon o plastica. Perchè, anche se la plastica è riciclabile, non sempre questo è possibile vista la sua grande quantità. Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 9 SCIENZA L'esperimento dei bachi da seta Il giorno 13 settembre 2011, le maestre di classe quinta della scuola primaria di Zivignago ci hanno dato una notizia: hanno chiesto “all‘Istituto dei bachi da seta di Padova” se ci potevano regalare 400 uova di baco da seta. Volevano provare a fare un esperimento di allevamento . Noi della classe quinta eravamo curiosi di vederli, ma la maestra ci ha avvertito che ci saremo dovuti prendere cura di loro. I bachi sono molto sensibili a tante cose: la corrente d'aria, il freddo, mangiare foglie di gelso bagnate … Ai piccoli bisogna dare foglie di gelso tagliate a piccoli pezzettini. Tutte le classi si sono documentate sulla loro vita. La farfalla (falena) prima di deporre le uova cerca un posto riparato dai rami di gelso. Depone massimo 300/400 uova biancastre e, per essere sicura che non cadano, le appiccica a dei tronchi con una sostanza prodotta da lei stessa. Quando nascono i bachi sono lunghi 2/3 mm. Appena nati si attaccano alle foglie di gelso per nutrirsi. Dopo circa sei settimane diventano abbastanza grandi da “vivere da soli”. Incominciano a farsi il bozzolo nel quale avverrà la trasformazione da baco a farfalla. Per fare il bozzolo emettono dalla bocca una specie di saliva molto viscosa che a contatto con l'aria diventa dura, formando un filo di seta che servirà a racchiudere il baco per iniziare la metamorfosi. Dopo un paio di settimane la farfalla (falena) romperà il bozzolo e darà vita a nuove uova. Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 10 SCIENZA Per ricavare il filo di seta bisogna seguire queste indicazioni: quando il baco è ancora nel bozzolo lo si prende e lo si mette nell'acqua bollente a una temperatura di circa 80° per uccidere la larva. Poi si pulisce il bozzolo dalla larva morta e si incomincia il procedimento per fare la seta. L'esperimento del 13 settembre è fallito perché i bachi sono morti; non sappiamo il perchè, ma pensiamo che sia stato per via delle correnti d'aria. Il giorno 21 novembre il Museo di Scienze Naturali di Trento ci ha dato 4 bozzoli e 3 bachi già adulti (1 non del tutto). Adesso 2 di loro hanno fatto il bozzolo e noi abbiamo osservato come veniva fatto. Stiamo aspettando che il baco rimasto (il più piccolo) faccia anche lui il bozzolo. Il 6 dicembre 2011 è uscita dal bozzolo la prima farfalla: è bianca e piccola, ha gli occhi piccoli e neri che sporgono. Con il passare dei giorni sono uscite anche le altre. Tra il 10 e l'11 dicembre una delle farfalle ha deposto circa 400 uova. Le uova devono stare al freddo, altrimenti si schiudono e questo non è il periodo giusto per trovare le foglie di gelso. Fonti: siti internet e il diario dei bachi fatto dalla classe quinta Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 11 Le uova Nascono i bachi I primi giorni mangiano solo foglie sminuzzate Bachi adulti Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 Il primo bozzolo 12 ATTUALITÀ LA TRADIZIONALE CASTAGNATA Come tutti gli anni, anche quest'anno nella scuola di Zivignago si è svolta la castagnata organizzata dai genitori. Per questa occasione ogni alunno ha versato € 2,00 con i quali si sono potute comprare tante buone e grosse castagne accompagnate da molte bibite. Insieme alle castagne, i bambini e i partecipanti hanno potuto gustare dolci di tutti i tipi: crostate, trecce mochene, torte al cioccolato, alle mele, alla crema, alle carote.focacce, biscotti, ma anche patatinee pop-corn. Generalmente la castagnata viene svolta nel cortile della scuola, ma quest'anno per problemi di maltempo, è stata allestita nello spazio della palestra. La presenza di tante persone ha contribuito a far capire l'importanza di questa festa come un momento di aggregazione tra genitori, parenti, alunni e insegnanti. Alla festa sono intervenuti il “nonno vigile” e la Dirigente scolastica Lucia Predelli. La castagnata è una tradizione presente in tutto il territorio perginese proprio per la sua grande produzione nei boschi di Vignola-Falesina, Roncogno, Valle dei Mocheni. Con questa festa la popolazione può pubblicizzare il frutto della propria economia, può offrire un momento di serenità, di scambio di amicizia, ma anche un'occasione per raccogliere una somma di denaro da devolvere alle associazioni bisognose. Al termine della castagnata, genitori, alunni e insegnanti della scuola di Zivignago sono ritornati a casa molto soddisfatti. E' auspicabile che tale tradizione rimanga sempre nel tempo. Classe quarta Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 13 ATTUALITÀ AUTOBUS e PEDIBUS Da un paio d'anni il comune di Pergine ha istituito un servizio pubblico di autobus per collegare le frazioni al centro. Le fermate sono sparse in buona parte di Pergine. Gli autobus, anche se con qualche ritardo, sono abbastanza puntuali. Questo mezzo è comodo per chi non ha un veicolo proprio o non vuol cercare parcheggio. Non dimentichiamoci però che pur essendo comodi questi mezzi sono anche inquinanti, ma incentivare il loro uso significa diminuire il numero delle auto in circolazione. L'autobus urbano però purtroppo viene usato poco e si sta pensando di abolire questo servizio pubblico. Anche il Pedibus è un mezzo alternativo ai veicoli inquinanti. I bambini delle Don Milani possono andare a scuola a piedi anziché in auto. Il tragitto è sicuro e segnato, i bambini vengono accompagnati da adulti volontari. Questo è un modo per camminare e conoscere altri bambini della scuola. I bambini possono lasciar andare a lavorare tranquillamente i propri genitori, che senza Pedibus dovrebbero invece prima accompagnare i bambini a scuola. classe quinta Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 14 ATTUALITÀ GIOCHIAMO A VOLLEY Lunedì 10 ottobre la classe quarta di Zivignago ha iniziato il corso di volley che terminerà il 28 novembre. Il volley è uno sport in cui è utilizzato un pallone che viene lanciato solo con le mani. Giocano due squadre in un campo rettangolare e diviso da una rete. Gli alunni si trovano nella palestra della scuola per cinque incontri dalle 11 alle 12.20 con il maestro Franco, che viene da Trento, dall'Associazione Trentino Volley. Le insegnanti hanno deciso di farci fare questo corso per farci imparare un nuovo sport e perchè è una disciplina che ci fa muovere tutte le parti del corpo. Durante le lezioni facciamo vari tipi di esercizi come palleggi,schiacciate e bagher. Noi bambini aspettiamo con ansia il lunedì per fare volley, perché ci divertiamo e possiamo giocare tutti insieme anche se a volte facciamo confusione. Per questo, a volte, l'istruttore è severo, ma dobbiamo anche dire che è molto paziente: se diventeremo campioni di volley, sarà anche per merito suo! Classe quarta Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 15 ATTUALITÀ Una giornata speciale al lago di Erdemolo Mercoledì 11 ottobre, noi alunni della classe terza, siamo partiti per recarci al lago di Erdemolo. Prima di partire Angelo ci ha fatto vedere la cartina e sulla mappa ci ha fatto notare che c'erano delle righe strette e larghe chiamate curve di livello: le più strette indicano tratti di strada in salita e le più larghe tratti più pianeggianti. Per arrivare al lago di Erdemolo abbiamo fatto (500) metri di dislivello. Per essere sicuri di essere sulla strada giusta dovevamo seguire il sentiero numero 325 (rosso e bianco). Attorno a noi c'era un bosco di larici e abeti rossi, i larici sono alberi che perdono gli aghi e invece gli abeti rossi sono alberi sempreverdi. Ci siamo rimessi in cammino e abbiamo visto partorire una pecora, ci siamo avvicinati e abbiamo scattato una foto con l'agnellino vicino alla sua mamma. Poco più avanti c'era una fontanella appena fatta e abbiamo bevuto. Cammina cammina siamo arrivati in un punto dove si vedevano delle montagne e Angelo ci ha detto il loro nome: erano il monte Rujoch alto 2415 metri, il monte Hoamonder, la cima del Lago e più avanti il Sasso Rotto. Molto più lontano si vedeva la grande catena montuosa delle Alpi e proprio il Similaum dove hanno trovato Otzi. Il monte più alto delle Alpi che vedevamo era il Cevedale e lì abbiamo visto un falco in picchiata. Finalmente dopo una lunga camminata siamo arrivati al lago di Erdemolo. Alcuni di noi erano sfiniti, ma altri no. Lì abbiamo osservato il panorama, abbiamo mangiato, giocato e Angelo ci ha insegnato a scalare. Verso le tre era ora di ripartire per tornare dalle nostre mamme che ci aspettavano al parcheggio. Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 16 ATTUALITÀ ALLUVIONE A GENOVA Il 4 novembre 2011 a Genova sono caduti 550 mm di pioggia in poche ore, che hanno seminato il panico tra la popolazione. Il torrente Bisagno e il fiume Fereggiano sono usciti dal loro letto seminando morte e terrore in tutta la città. Molte persone si sono rifugiate sui tetti delle loro case per sfuggire alla morte. Il sindaco Vincenzi ha difeso la scelta di aver tenuto aperte le scuole perchè non poteva prevedere la tragedia. I cittadini dovrebbero cominciare a farsi un esame di coscienza e a chiedersi se esiste davvero una consapevolezza dei cambiamenti climatici in atto. La città è stata trasformata in fanghiglia, le auto che cadevano sul porto insieme alla pioggia e ai morti. Una frana si è staccata lungo la statale 226 tra il ponte Savignone e Cesella (provincia di Genova) tagliando in due la Valle Scrivia. Sorprese in mezzo alla strada, alcune persone (comprese 2 bambine) hanno trovato una morte orribile dentro l'androne della casa in cui si erano rifugiate. I cittadini dovrebbero cominciare a farsi un esame di coscienza e a chiedersi se esioste davvero una consapevolezza dei cambiamenti climatici in atto. Le notizie sono state tratte da siti sull’alluvione di Genova, da Wikipedia e dal quotidiano l’Adige classe quinta ATTUALITÀ E' TEMPO DI CASTAGNE Come da tradizione,ogni anno noi bambini della scuola elementare di Zivignago facciamo una castagnata in compagnia di insegnanti e genitori. Quest'anno si è svolta il 4 novembre nella nostra palestra, perché fuori pioveva. Ci siamo recati lì alla ricreazione e abbiamo iniziato a mangiare le castagne che avevano cotto alcuni dei nostri genitori. Oltre alle castagne, alla festa c'era un ricco banchetto di gustosissimi dolci fatti in casa. C'erano i muffins, la torta al cioccolato, la torta alle carote,la crostata,diversi tipi di biscotti e alcuni dolci senza glutine per i bambini celiaci. Durante la festa abbiamo giocato e chiacchierato con i nostri amici. E' stato proprio un bel momento perché non abbiamo fatto lezione,ma ci siamo divertiti tutti insieme rincorrendoci per la palestra. Peccato, però che eravamo in uno spazio ristretto e per questo c'era tanta confusione. Ci auguriamo che la castagnata si faccia anche il prossimo anno magari in giardino! Classe quarta Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 18 INTERCULTURA LA VITA IN KOSOVO La provincia prende il proprio nome dalla località di Kosovo Polje, 8km a sud-ovest di Pristina. Il Kosovo confina con la Serbia a nord e a est, con il Montenegro a nordovest, con l’Albania a sud-ovest e la Macedonia a sud. I fiumi principali sono il Drin Bianco che scorre in direzione sud verso il Mar Adriatico, la Sitnica, la Morava a est nel Golak e l’Ibar, che si getta nella Morava. Le lingue principali sono il serbo e l'albanese. Il clima del Kossovo è prevalentemente continentale e l'estate è molto calda. La principale religione diffusa in Kosovo è quella islamica di rito sunnita. Gli abitanti sono 1.804.838. Nell'attuale panorama il turismo è una voce quasi inesistente, nonostante le ricchezze naturali ed artistiche. Il Kosovo è servito dell'aeroporto internazionale di Pristina. In Kosovo viene ancora usato il denaro serbo. La guerra e gli odi razziali hanno provocato danni, distrutto case, scuole e fabbriche. I bambini sono stati i primi a pagare: le scuole abbattute non hanno permesso di fare lezione e di incontrare i compagni. I bambini, presi dalla paura,vivevano chiusi in casa. Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 19 INTERCULTURA Il paese era in guerra, le case bombardate, incendiate, le strade sconnesse, con buche sempre più profonde. Tutto si stava disfacendo e era in rovina. Nel 2004, in collaborazione con il Masci, è stata realizzata una piccola centrale idrica per l'acqua potabile nel paese di Malishev. I bambini orfani furono ospitati in una casa con il giardino grande e con tre entrate. La scuola materna poteva ospitare 60 bambini, ed era a Klina. Nella scuola avevano dei banchi e tanti cassetti, vicino alla scuola avevano anche una stalla con mucche e vitelli. Nella torre civica di Mestre hanno fatto una mostra che raccontava del Kosovo. Fonti: Wikipedia e persone originarie del Kosovo. . Classe quinta Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 20 INTERCULTURA Intervista a nonno Mario nato a Ranzo nel 1933 Abitavo a Ranzo un piccolo paesino di 500 anime nella Valle dei Laghi. La mia casa era vecchia e piccola perchè eravamo poveri. Non c'era l'acqua corrente, andavamo a prenderla con i secchi ad una sorgente. L'unico riscaldamento della casa era la stufa a legna in cucina, le altre stanze non avevano riscaldamento, ma nonostante tutto nella mia stanza non ho mai patito il freddo perché dormivo assieme ai miei 12 fratelli. La luce c'era perché a Ranzo è arrivata nel 1921; solo che la lampadina era da 5 watt e illuminava poco, lo stretto indispensabile per non inciampare in un ostacolo. Il telefono non c' era, comunicavamo con la posta, ma per spedirla dovevamo andare alle Sarche che era il paese che stava a 500 metri di quota sotto il nostro. Non dimenticherò mai quella volta che sono sceso con mia sorella e il mio asinello per spedire una lettera e dalle montagne sono sbucati due cacciabombardieri che hanno cominciato a mitragliare nella valle. Io e mia sorella spaventati ci siamo nascosti sotto un ponte, mentre il nostro asino ragliava forte di terrore. Avevo 10 anni e non l' ho mai dimenticato. Avevamo pochi mobili e anche il tavolo di cucina era piccolo per così tante persone, quindi io andavo sempre a mangiare sulle scale di casa anche per evitare che i miei fratelli più grandi mangiassero anche il mio. Non avevo giocattoli ma mi divertivo a giocare ai “Piti” che è un gioco di abilità che si fa con i sassi o i bottoni. Avevo un solo paio di pantaloni rotti e ricuciti mille volte, non avevo scarpe. Ricordo che per la mia prima comunione la mia zia Agata mi ha prestato le scarpe; erano così lunghe e con le punte girate all'insù che più che un paio di scarpe sembravano degli sci. 25 ottobre 2011 a cura della classe terza Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 21 INTERCULTURA Intervista a nonna Anna nata a Viarago nel 1937 Quando eri bambina dove abitavi? Quando ero bambina abitavo a Viarago. Com'era la tua casa? La mia casa era fatta di sasso. C'era l'acqua corrente? Nella mia casa c'era l'acqua fredda e non calda. Come ti riscaldavi? Mi riscaldavo con la stufa a legna. C'era la luce elettrica? Sì, c'era la luce elettrica. Usavi il telefono per comunicare con altre persone? No, non usavo il telefono perché al mio paese non c'era. Quali mobili c'erano? Nelle camere c'erano i letti in legno con sopra i materassi fatti con foglie di granoturco. In cucina c'erano una vetrinetta, un lavandino di pietra, la stufa a legna con vicino una cassetta per la legna, un tavolo in legno e le sedie in paglia. Avevi dei giocattoli? Com'erano? Avevo una bambola di stoffa fatta dalla mia zia. Che cosa indossavi normalmente? Di solito indossavo un semplice vestito e delle maglie di lana fatte a mano, nei piedi calzavo delle scarpe di legno costruite da mio papà, si chiamavano dalmedre. E nelle occasioni speciali? Nelle occasioni speciali i vestiti non cambiavano. a cura della classe terza Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 22 22 INTERCULTURA LA SERBIA La Serbia è uno stato Europeo, ed è situata nei Balcani. Confina con: Macedonia, Montenegro, Bosnia, Croazia (gli Stati che fino agli anni 90 facevano parte della ex-Jugoslavia), Ungheria, Romania e Bulgaria. Ha circa 12 milioni di abitanti e c’è un clima continentale. I Serbi appartengono alle popolazioni Slave. La religione è il Cristianesimo Ortodosso con minoranze Musulmane, Cattoliche e Ebraiche. La lingua è stata creata dal filologo Vuc S. K che ha trasformato la lingua volgare in un idioma Nazionale. L'inglese è parlato dalla gran parte della popolazione, come anche il tedesco il francese e l’italiano. La bandiera è tricolore . Ha tre fasce orizzontali: rosso, blu e bianco, con in mezzo uno stemma. Le grandi città universitarie sono Belgrado, Novisad e Nis. In Serbia ci sono famose località di montagna e importanti centri termali, soprattutto verso sud . Inoltre ci sono attrattive archeologiche come Gamzigrad, un vecchio insediamento romano. I veri amanti della natura possono incontrare le specie animali e vegetali da tempo scomparse in altre zone d‘Europa. Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 23 INTERCULTURA La Serbia è ricca di fiumi e laghi, i più importanti sono Srebrno Jezero (“Lago d’argento”) oppure il fiume Drina, lungo 346 km. Le attrazioni più grandi sono sicuramente quelle dedicate alle tradizioni, agli usi e ai costumi popolari. Nella Serbia meridionale sono famosi i tappeti fatti nelle case con i telai. La musica e la danza si basano su una forte tradizione folcloristica. È famosissimo il festival di Gucevo di musica popolare per fiati e ottoni; questo festival dura diversi giorni. La Pasqua si festeggia sempre dopo la prima luna piena di primavera e per questo non corrisponde a quella Cattolica. Belgrado Belgrado è una città che ha 1 milione di abitanti. É una tra le città più antiche di tutta l'Europa. Fu fondata nel IV secolo avanti Cristo. Da visitare c'è la fortezza Kalemegdan. Belgrado ha un bel centro storico, parchi naturali, zoo e molto altro. Classe quinta Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 24 VARIE La classe prima presenta….. Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 25 Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 26 Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 Continua …. 27 VARIE Le mie impressioni sull'autunno. Le foglie diventano gialle, rosse, marroni e arancioni. Gli animali spesso vanno in letargo, ad esempio il ghiro, lo scoiattolo, l' orso... Il bosco diventa più colorato. La mattina spesso o piove o c' è la nebbia.I contadini raccolgono il mais, le noci, le castagne, le mele, le nespole, i fichi, le pere... I cacciatori riempiono le mangiatoie e iniziano la caccia. Sulle montagne iniziano a scendere i fiocchi di neve. Nel bosco si sente il vento che soffia e fa cadere le foglie colorate. In autunno le foglie diventano gialle, rosse, marroni e arancioni. Gli animali spesso vanno in letargo, ad esempio il ghiro, lo scoiattolo, l' orso... Il bosco diventa più colorato. La mattina spesso o piove o c' è la nebbia. I contadini raccolgono il mais, le noci, le castagne, le mele, le nespole, i fichi, le pere... I cacciatori riempiono le mangiatoie e iniziano la caccia. Sulle montagne iniziano a scendere fiocchi di neve. Nel bosco si sente vento che soffia e fa cadere le foglie colorate. In autunno si fa la vendemmia. I prati sono pieni di brina ghiacciata. L'erba diventa giallina. Si fa la castagnata. Ci si veste più pesanti, le piste da sci vengono aperte e iniziano molti sport. L'acqua dei fiumi e dei laghi diventa fredda e ogni tanto si ghiaccia. Le zucche maturano e la temperatura si abbassa. I giorni si accorciano. L'alba e il tramonto sono più grigi. Anche le nonne spesso preferiscono restare in casa a fare la maglia. Le rondini non sono più qui al freddo. Le piante delle pannocchie sono tutte fresche. L' autunno è la stagione più bella e colorata di tutte le altre. classe terza Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 28 VARIE Mattina d'incanto In una mattina di gelida brina, nel bosco incantato passeggia Martina. Veloce saltella tenendo una cesta mentre nel bosco i colori fan festa. Ma ecco che scorge nel tappeto dorato, una pietra preziosa, smeraldo pregiato! Ricoperta è di spine e sorride alla bambina che nel coglierla in fretta si punge la manina. “Ahi, Mi son fatta male!”, or la piccola si lagna, lei la guarda, fa un inchino: “Mi presento, son la castagna”. Ho un viso rotondetto le guance son marroni son preziosa in molto modi e piaccio ai bimbi buoni. Classe IV Zivignago Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 29 VARIE Cercando le fontane di Zivignago... Ne abbiamo trovate 5. Sono molte, in un territorio così piccolo, ma ci fanno capire che nella zona di Zivignago c'è e c'era tanta acqua! Le fontane servivano per: 1) far bere gli animali (buoi , mucche , capre , asini); 2) lavare i panni; 3)coltivare i campi; 4)portare l' acqua nelle case. La fontana della piazza È di pietra, grande e colorata, è situata proprio al centro di un crucivia perchè tutti la potessero vedere. L' acqua a flusso continuo proviene dall'acquedotto del Busnek. La fontana in via alla Ciomba Questa fontana si compone di due vasche delle quali una ristrutturata nel 1997 da Severino Gadler (nb: testimonianza di un anziano che abita lì vicino). Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 30 La fontana dietro la Chiesa Si trova in una posizione strategica. Infatti, tanti anni fa la chiesa era un importante luogo di ritrovo, ma non solo per pregare, anche per comunicare. Nella piazza si svolgevano anche i mercati. La gente in quell' occasione riempiva i propri secchi di legno o i bidoni di latta prima di ritornare a casa. La fontana in via alla Cargadora La fontana è del 1920, ma è stata completamente rifatta nel 2006. È in marmo rosso Trento, con la presenza di una grande ammonite sul lato centrale. La località “cargadora” prende il nome dal dialetto”cargar”che sinifica caricare. Nella zona di Zivignago era presente, un' importante segheria che dava lavoro a tante persone. L'acqua della fontana esce da due condotti: uno pubblico e uno privato. Il luogo è molto panoramico, si vedono i monti:Argentario, Celva, la Marzola, la Paganella e di lontano la Vigolana. La fontana de l' Oton E' l'ultima delle fontane visitate e si trova tra la via dei Molini e la via de l'Oton. È in pietra, è piccola, antica, l'acqua è potabile, corrente e fresca. La fontana è situata nei pressi di un'antica segheria. Classi III e IV Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 31 VARIE Giorgio Napolitano Giorgio Napolitano é nato il 29 giugno 1925 a Napoli. Dal 1938 al 1941 è stato studente al Liceo Classico Umberto I di Napoli; nel 1941 si trasferì con la famiglia a Padova e li si diplomò presso il liceo Tito Livio. Continuò poi gli studi fino alla laurea in giurisprudenza nel 1947, a Napoli. Dall'autunno 1946 alla primavera del 1948 fece parte della segreteria del Centro Economico Italiano per il mezzogiorno presieduto dal senatore Paratore. Po,i nel 1953, venne eletto alla Camera dei Deputati. Negli anni 70 svolse tante attività all' estero: negli istituti di politica internazionale in Gran Bretagna e in Germania e presso numerose Università degli Stati Uniti. Negli anni 80 si impegnò sui problemi della politica internazionale ed europea nella Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati. Dal 1989 al 1992 fece parte del Parlamento Europeo. Dal giugno 1999 al giugno 2004 fu presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento Europeo. Il 23 settembre 2005 fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il 10 maggio 2006, con 543 voti, diventò Presidente della Repubblica Italiana. Classe quinta Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 32 SPECIALE NATALE IL PRESEPE DELLA CLASSE SECONDA Verso la metà di novembre, noi bambini della classe seconda, abbiamo deciso di partecipare alla Mostra dei Presepi che sarà allestita in Via Maier, a Pergine. Su un grande cartellone abbiamo dipinto con le tempere un paesaggio notturno per lo sfondo: nel blu cupo del cielo abbiamo fissato la cometa e tante stelline dorate di carta stagnola. Con la pasta salata naturale abbiamo modellato un bel gregge di pecorelle, tre cammelli, colombe, anatre, cani e gatti. Per realizzare i personaggi abbiamo usato come supporto dei flaconcini vuoti e legnetti che abbiamo rivestito con sfoglie colorate di pasta salata. Maria, Giuseppe, Gesù Bambino, i Re Magi, gli angeli ed i pastori hanno gli occhi formati da chiodi di garofano che profumano tutto il presepe. Dei rami ricurvi, ai quali abbiamo appeso angioletti dorati di pasta alimentare, sostituiscono la capanna. Il castello di Erode posto in un angolo è stato realizzato rivestendo con pasta salata una sagoma di polistirolo. Palme di pasta salata, muschio e trucioli completano il paesaggio. Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 33 SPECIALE NATALE VERTICALI: 2 Si ricopre di addobbi di Natale 3 Figlio di Maria 4 Porta i doni 6 E' nella scatola 11 C'è il signore sulla ....... con la barba e i regali ORIZZONTALI: 1 Sul calendario il 25 dicembre 5 Conduce i 3 Re Magi 7 Si trovano accanto all'albero, per i bambini 8 In questo periodo decorano le porte 9 Alleva le capre 10 Capanna dalla Sacra Famiglia di Gesù circondata di pastori 12 A Natale si festeggiano le tradizionali...... 13 Madre di Gesù Gh’è n’aria de festa en tuta la val, en tute le case i speta el Nadal, gh’è luci che sluse su ogni balcon, presepi viventi en ogni canton, ma el santo Nadal no l’è sol na festa, l’è anca pensar a tuti i poreti che i è senza magnar e i g’ha i denti streti C’è aria di festa in tutta la valle, in tutte le case aspettano il Natale, ci sono luci su ogni balcone, presepi viventi in ogni angolo, ma il santo Natale non è solo una festa è anche pensare a tutti i poveri che sono senza mangiare e hanno i denti Avventure scolastiche - n.1 stretti. dicembre 2011 SERGIO XAUSA -genitore 34 SPECIALE NATALE Avventure scolastiche - n.1 dicembre 2011 35