dicembre 2013 - Unindustria Bologna

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dicembre 2013 - Unindustria Bologna
Autorizzazione del Tribunale di Bologna n.6858 del 26.11.1998 - Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n° 46)art. 1, comma 1, DCB Bologna
n. 22 - dicembre 2013
I TANTI VOLTI
DELLA CRESCITA
Premio Mascagni 2013
QUELL’ITALIA CHE CORRE
DA SOLA E CHE VINCE
UN GRUPPO DI LAVORO
PER LE PICCOLE IMPRESE
NUOVE OPPORTUNITA’
OLTRE CONFINE
La prima edizione dell’Italian
World Class Manufacturing
Sono il motore dell’economia
ma il Governo le trascura
Cern e Banca Mondiale si presentano alle imprese bolognesi
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2 FARE
RIVISTA TRIMESTRALE DI UNINDUSTRIA BOLOGNA
numero 22 dicembre 2013
Direttore Responsabile
Elena Boromeo
05 FOCUS
Editore
FARE S.r.l.
via San Domenico, 4 - 40124 Bologna
tel. 0516317111 - fax 051356118
06 VITA INDUSTRIALE
Direzione e Redazione
UNINDUSTRIA BOLOGNA
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Art Director
Lorella Luccarini - Unindustria Bologna
Stampa
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Foto
Archivio Unindustria Bologna
Alberto Vacchi
Elena Boromeo - Francesca Aufiero - Marco Taddei
36 ICT, motore per l’innovazione
rubrica a cura di ReteICT
38 Premio Paolo Mascagni 2013
40 La forza di scommettere sul futuro
Francesca Aufiero
44 I protagonisti che sfidano la crisi. E crescono
50 Quell’Italia che corre da sole e che vince
Marco Taddei
56 Un gruppo di lavoro per la difesa della piccola impresa
EB
60 “Raccontiamo Bologna come nessuno ha mai fatto”
EB
62 NEWS UNINDUSTRIA
Elena Boromeo - Francesca Aufiero - Marco Taddei
Presidente
Alberto Vacchi
Direttore Generale
Tiziana Ferrari
Sedi
via San Domenico, 4 - 40124 Bologna
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Gli articoli presentati possono non rispecchiare le posizioni di Unindustria Bologna che comunque li ritiene un
contributo sul piano dell’informazione e dell’opinione
FARE 3
Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana
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FOCUS
Cari Lettori,
ci lasciamo alle spalle un altro anno durissimo sotto il profilo
economico ed occupazionale. Ma gli studi ci dicono che la
ripresa è all’orizzonte. Business Europe stima una crescita
dell’1,4% dell’Unione Europea nel 2014, mentre Banca d’Italia rileva chiari segnali di miglioramento nel quadro macroeconomico italiano, in particolare grazie alla tenuta delle esportazioni. Lo conferma anche il Centro Studi Confindustria,
secondo cui l’inversione di marcia è in atto, e il colpo di coda
della recessione che abbiamo registrato nel terzo trimestre
non intacca le prospettive di ripartenza.
Ma non possiamo accontentarci di una ripresa fragile e incerta. Nella migliore delle ipotesi, infatti, la crescita nel nuovo
anno si attesterà sullo 0,6%. Non basta: dobbiamo spingere
sull’acceleratore. E dobbiamo farlo a partire dai nostri punti di forza.
Per questo motivo ci siamo fatti portatori, nell’ultimo anno più che mai, della nostra industria manifatturiera
italiana che si è affermata nei mercati di tutto il mondo facendo leva solo sulle proprie competenze. Lo abbiamo fatto convocando gli interlocutori internazionali (Unione Europea, stampa estera, economisti e studiosi) e
facendo loro toccare con mano quelle eccellenze troppe volte trascurate dalle statistiche e dalle opinioni. In
quest’ottica abbiamo dato vita al primo forum sull’industria meccanica italiana, che abbiamo chiamato Italian
World Class Manufacturing. L’operazione di screditamento troppo spesso fatta dalla stampa estera ci penalizza non solo come Paese, ma come imprese, e questo è inaccettabile.
L’obiettivo è ambizioso, ma condivisibile da tutti coloro che conoscono da vicino il valore reale delle nostre
imprese: dare un’immagine del nostro Paese diversa da quella che i nostri competitor ci vogliono attribuire.
Trasformare a poco a poco la percezione che hanno di noi per far comprendere fuori dai confini nazionali che
c’è un’Italia che produce, che innova, e che taglia i traguardi da sola. E’ un’Italia che lavora in operoso silenzio
per guadagnare punti di marginalità nella quotidiana lotta nei mercati esteri.
E’ un’Italia che non veste gli abiti della grande impresa multinazionale. Nel nostro territorio, infatti, ci sono
centinaia e centinaia di piccole e medie imprese altamente qualificate che, nonostante il contesto sfavorevole,
continuano a crescere. Quest’anno ne abbiamo selezionate 39 e abbiamo raccontato le loro storie sulle pagine
del Resto del Carlino con il Premio Paolo Mascagni 2013. Sono aziende che hanno saputo tradurre in fatti ciò
che troppi politici e amministratori enunciano solo a parole: trasformare la crisi in un’opportunità, e investire
nel futuro con coraggio e fiducia. A loro e a tutti voi auguro un sereno Natale e un 2014 ricco di lavoro e
opportunità di crescita.
Alberto Vacchi
Presidente di Unindustria Bologna
© RIPRODUZIONE RISERVATA
FARE 5
ABAS BUSINESS SOLUTIONS ITALIA ALLARGA IL
SUO PARCO CLIENTI
vita
Un altro prestigioso cliente ha scelto le soluzioni di Abas Business Solutions Italia per affrontare le nuove
sfide del mercato. Si tratta di Papillon, azienda di corsetteria con sede a
Bagnatica (Bergamo) che commercializza i prodotti di uno dei marchi
storici del fashion sia in Italia, attraverso una capillare rete di agenti sul
territorio, sia all’estero attraverso una
catena di distributori.
industriale
Elena Boromeo
Francesca Aufiero
Marco Taddei
Invitiamo le aziende associate a segnalare notizie su attività, iniziative o avvenimenti che le
riguardino, dandone comunicazione all’Ufficio
Stampa di Unindustria Bologna (riferimento
Elena Boromeo,
[email protected]).
La scelta sarà poi compiuta dalla redazione di
FARE.
6 FARE
Papillon ha iniziato un percorso di
modernizzazione dei sistemi informativi e dei propri processi per sfruttare appieno tutte le potenzialità e le
opportunità messe a disposizione dalla tecnologia. Proprio in questa ottica
ha optato per la nuova Business Suite
di Abas, una piattaforma tecnologica avanzata e con una completezza
delle funzioni che permette di avere
aggiornamenti annuali a costo fisso e
predefinibile. “Aggiornamenti sicuri,
veloci e a costo fisso: niente sorprese”, è il motto di Abas Business Suite,
software all’avanguardia in materia di
manutenzione e aggiornamenti.
Dalla collaborazione tra Abas Italia
e Papillon e dall’unione delle rispettive competenze, è nata inoltre Abas
Business Suite - Fashion. Oggi Abas
Business Solutions Italia, società italiana partecipata dal gruppo tedesco
Abas Software Ag nata nel 2009 a
Bologna, è in grado di offrire a tutte
le aziende del settore che necessitino
di un prodotto tecnologicamente
all’avanguardia una piattaforma in
grado di supportarle nella gestione
del proprio business.
Abas Business Solutions Italia, protagonista nel mercato dei sistemi ERP
internazionali per le PMI, è costituita da un giovane e consolidato team
di professionisti, con competenze
tecnico-funzionali specifiche per garantire la massima soddisfazione dei
clienti Abas. L’obiettivo principale
della società è crescere e diffondere
l’utilizzo di Abas ERP anche in Italia, venendo incontro alle esigenze
di organizzazione ed efficienza delle
imprese nazionali. Un risultato raggiungibile grazie ad un parco di oltre
2.900 clienti nel mondo, alla particolare predisposizione di Abas per le
PMI e alla sua adattabilità a tutti i
settori industriali.
MORESCHINI ALLA GUIDA
DELL’ASSOCIAZIONE ARTI
GRAFICHE
“Sono convinto che, oggi più che
mai, essere soli non convenga”. A
parlare è Roberto Moreschini, proprietario dell’omonima cartotecnica
e, dallo scorso marzo, nuovo presidente dell’Associazione Arti Grafiche
di Bologna. “Credo che la forza che
possiedono le nostre aziende – conti-
nua – si possa moltiplicare all’infinito, se si comprende davvero quanta
energia, lavoro, profitto, si possono
produrre insieme”.
L’Associazione delle Arti Grafiche di
Bologna è una libera e apolitica associazione di imprese, che ha lo scopo di favorire il progresso nei settori
grafico, cartotecnico e nel packaging,
di sviluppare ricerche e studi, anche
in partnership con altri organismi, di
promuovere la sensibilizzazione dei
giovani verso le imprese del settore
allo scopo di formare nel migliore dei
modi nuove risorse. Organizza corsi di formazione, seminari e master
in discipline attinenti allo sviluppo,
l’occupazione e l’immagine del settore. Realizza inoltre accordi o jointventure con soggetti di interesse per
l’associazione, convegni, incontri,
work-shop, esposizioni e partecipa a
fiere nazionali e internazionali.
Moreschini ha accettato di guidare
l’associazione in un momento molto
difficile per le aziende: “Le difficoltà
– dice – ci sono e lamentarsi è, forse,
la prima cosa che viene spontanea,
ma credo non serva, perché la strada
più conveniente per noi è stare uniti
per dare valore a tutto il lavoro fatto e agli sforzi portati avanti fino ad
ora nelle nostre aziende. Anche per
Il nuovo presidente dell’Associazione Arti
Grafiche di Bologna, Roberto Moreschini
questa ragione esiste un’Associazione
come questa, che unisce informazioni, aggiornamenti, formazione,
valori, sapere, talenti, conoscenze,
entusiasmo e passione mai sopita,
nonostante i tempi che corrono. La
‘teoria dei frattali’ ci insegna che ‘se
una farfalla batte le ali in Giappone,
qualcosa succede dall’altra parte del
mondo’, a dirci che tutto è collegato,
che le nostre scelte e decisioni possono influire su persone vicine e lontane, quindi è più che mai importante
che, oggi, queste scelte siano avvedute, frutto di attente valutazioni e affrontate con fiducia e positività”.
Scopo dell’Associazione è, fra gli
altri, attrarre a sé le migliori espressioni del “fare” emiliano, le imprese
che realizzano il pensiero su carta,
trasformandolo in arte comunicatrice. “Credo fortemente – conclude
il presidente dell’Associazione – che
l’alleanza di conoscenze, esperienze
e persone possa fare la differenza per
le nostre aziende, che vogliamo continuare a vedere crescere e tornare a
prosperare”.
AUTEBO È LA PRIMA RETE
CERTIFICATA D’ITALIA
Autebo è la prima rete di imprese in
Italia ad ottenere la certificazione di
qualità. Lunedì 28 ottobre, infatti,
l’ente Certiquality ha consegnato alla
rete specializzata nella subfornitura
meccanica e meccatronica la certificazione di qualità in conformità alla
norma UNI EN ISO 9001:2008 per
le seguenti attività: “Rete d’Impresa
per ideazione, progettazione, industrializzazione, produzione, montaggio, collaudo e messa in servizio
di automazioni industriali e relativi
Gli imprenditori di Autebo, prima rete certificata d’Italia
componenti e/o particolari e/o gruppi nella subfornitura meccanica e
meccatronica”.
Autebo (Automation Technologies
Bologna) è nata nel maggio 2013 con
il sostegno di Unindustria Bologna,
da un’aggregazione di 11 aziende,
compatibili per filiera e per settore
di mercato, con un fatturato complessivo di circa 13 milioni di euro
e circa 80 dipendenti. La certificazione è stata consegnata nella sede
di Unindustria Bologna nell’ambito
del convegno “La Certificazione di
una Rete d’Imprese. Come e perché
farlo: il caso Autebo”, da Armando
Romaniello, Direttore Marketing di
Certiquality, a Ivano Corsini e Mirco
Baldoni, imprenditori della Rete.
Sono intervenuti il Direttore Generale di Unindustria Bologna, Tiziana
Ferrari, il Direttore di Retimpresa
Fulvio D’Alvia, gli imprenditori Ivano Corsini e Marco Baldoni della
Rete Autebo e Armando Romaniello,
Direttore Marketing di Certiquality.
“Abbiamo deciso di intraprendere il
FARE 7
NUOVA AREA RELAX NELLA MARCONI LOUNGE
DELL’AEROPORTO DI BOLOGNA
Un nuovo spazio, esclusivo e raffinato, dove trascorrere al
meglio l’attesa del proprio volo. È la nuova area relax realizzata dall’Aeroporto di Bologna all’interno della Marconi
Business Lounge, l’area dedicata ai passeggeri business e
frequent flyers, nell’ambito dei lavori di riqualifica ed ampliamento del Terminal passeggeri. “In considerazione
– spiega il direttore Business
Non Aviation Stefano Gardini – del trend in costante
aumento degli utilizzatori
della Lounge e per garantire il miglior comfort ai nostri
ospiti anche nei momenti di
maggior picco degli accessi, è stata creata una nuova
area relax di circa 100 metri
quadrati di superficie, che si
affianca a quella esistente
ed offre tre nuovi salottini d’attesa con 25 sedute”. Il concept estetico del nuovo spazio si differenzia notevolmente
da quello dell’area preesistente realizzata nel 2006. La nuova
sala relax infatti, illuminata da un grande lucernaio a cupola
e da un sistema di luci ad incasso nelle pareti, si caratterizza
per l’uso di boiserie lignea che ricopre alcune pareti e per
una tinteggiatura particolare che dà un effetto ‘setoso’ alle
pareti non rivestite. Divani in pelle, tappeti pregiati e tavolini bassi di cristallo ed acciaio completano l’arredamento di
grande eleganza. Con la conclusione dei lavori, è stato inoltre aperto il nuovo corridoio Fast Track, che consente a tutti
gli utilizzatori della MBL di accedere direttamente dall’area
processo di certificazione perché per
noi è importante mappare i processi
interni alla rete, e mettere a fattor comune le conoscenze e le competenze
dei singoli retisti.
Siamo consapevoli che questo non
è da considerarsi un punto di arrivo
ma di partenza”, commentano gli
imprenditori di Autebo. “La nostra
8 FARE
relax alla Sala Imbarchi attraverso un percorso differenziato
e con un varco di sicurezza riservato rispetto agli altri passeggeri. Tra i servizi offerti agli utenti della Lounge vanno
inoltre ricordati: il check-in del passeggero e del bagaglio a
mano, il collegamento free wi-fi, l’Internet Point con connessione a banda larga, l’utilizzo
dell’office area per i servizi
di stampa e fax, la dotazione
di TV satellitare, diffusione
sonora e caffetteria/bar con
consumazione gratuita. Su
richiesta, è inoltre possibile
attivare un servizio personalizzato di assistenza “a 360
gradi” denominato You First,
che permette al passeggero
di avere una corsia riservata
ed una semplificazione delle
procedure aeroportuali nelle fasi di imbarco e sbarco, per volare in tutta serenità, sia
in partenza che in arrivo. Tra i plus previsti: il facchinaggio
del bagaglio da stiva, l’imbarco prioritario al gate, il trasferimento dal Terminal all’aeromobile con mezzo riservato. Per
maggiori informazioni, si consiglia di consultare il sito dell’Aeroporto all’indirizzo www.bologna-airport.it o contattare direttamente la Lounge con e-mail [email protected] e telefono 051-6479616.
Da ottobre 2013 la rivista Fare è distribuita nella Business Lounge
dell’Aeroporto Marconi.
Associazione da sempre sostiene i
processi di aggregazione tra imprese
ed abbiamo raggiunto un altro importante traguardo supportando la
prima certificazione, che permette
alle imprese non solo di lavorare meglio tra loro, ma anche verso i potenziali clienti, rendendo più efficace il
proprio approccio sia produttivo, che
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commerciale”, aggiunge il Direttore
Generale di Unindustria Bologna,
Tiziana Ferrari.
Le aziende che fanno parte di Autebo sono: AZ.M, Baldoni Srl, Corsini
Srl, Faraoni Srl, Francia Srl, Funari
& Gentilini Snc, Mancini Mec-Service Snc, Meccanica2000 Snc, Mpc
Srl, Sbuzzo Sas e Sfem Srl.
FARE 9
BREDAMENARINIBUS
LANCIA I CITY TO CITY DAYS
Si è svolta il 26 e il 28 novembre a
Bologna la Preview dei City to City
Days di BredaMenarinibus, l’azienda
del gruppo Finmeccanica che da quasi un secolo progetta e produce mezzi
per il trasporto pubblico locale. Una
nuova gamma di autobus è stata presentata alla stampa e al pubblico in
via San Donato 190, all’interno degli
storici impianti produttivi dell’azienda, in un allestimento architettonico industriale di metà Novecento
di grande impatto e suggestione. Il
Presidente Giovanni Pontecorvo ha
sottolineato che si tratta di un investimento coraggioso, deciso in un
momento di forte crisi del trasporto
pubblico locale, che oggi, dopo anni
di assoluta carenza finanziaria, vede
una prospettiva interessante grazie
allo stanziamento annuale aggiuntivo
di 100 milioni di euro per il triennio 2014/2016, previsto dalla legge
di stabilità. L’evento è stato anche
l’occasione per ripercorrere la storia
dell’azienda e riscoprire i modelli
che hanno fatto la storia del TPL. A
partire dalla primavera 2014, i nuovi
10 FARE
autobus BredaMenarinibus saranno
protagonisti anche del Roadshow
City to City Days che toccherà da
Nord a Sud le principali città italiane: Milano, Padova, Genova, Firenze, Grosseto, Roma, Ancona, Napoli
e Bari. Durante il Roadshow le pubbliche amministrazioni, i clienti, la
stampa e il pubblico saranno coinvolti in seminari e workshop. La nuova
gamma di autobus punta su qualità,
innovazione e sostenibilità ambientale e comprende: una nuova piattaforma, Citymood, composta da veicoli
diesel e metano (CNG) da 10.5, 12
e 18 m Euro 6; la rivisitazione di un
modello di grande successo, il Vivacity, presentato nelle versioni 8 e 9.4 m
con le motorizzazioni Euro 6 diesel
e CNG, e per la prima volta in una
versione full electric da 8m denominata e-Vivacity; il minibus elettrico
Zeus in una versione più capiente e
dalle prestazioni
incrementate.I
nuovi autobus
sono concepiti
non più come
semplice mezzo di trasporto,
ma come un Sistema Autobus
che comprende
il mezzo e i servizi, in grado di
integrarsi con le
infrastrutture e la
gestione flotte delle aziende di TPL.
Grazie alla collaborazione con Selex
ES i veicoli possono essere equipaggiati con una suite di sistemi per la
localizzazione dei mezzi, la videosorveglianza a bordo, la bigliettazione
elettronica, il conteggio passeggeri,
l’intrattenimento e le comunicazioni al pubblico, la trasmissione dati e
voce tra veicolo e centrale operativa,
la diagnostica e l’analisi delle emissioni.
LUCA BERTOLINI È IL NUOVO
AMMINISTRATORE DELEGATO DI BVM
Cambio al vertice in casa dell’azienda bolognese BVM, proprietaria del
marchio Les Copains. Nel luglio
scorso, infatti, Luca Bertolini è stato
nominato Amministratore Delegato
dell’azienda fondata da Mario Bandiera cui fa capo la storica griffe di
moda nata alla fine degli anni ‘50.
Entrato in BVM da poco più di un
anno con la carica di Direttore Generale, Bertolini ha assunto questo
nuovo incarico a sostegno della crescita ed espansione del business, soprattutto sui mercati internazionali.
La nomina, che vede per la prima
volta un manager ricoprire la massima carica aziendale, è inserita nel
contesto del nuovo assetto BVM:
Mario Bandiera ha infatti dato inizio ad una incisiva riorganizzazione
manageriale con il preciso intento
Luca Bertolini, nuovo CEO di BVM
di gestire al meglio l’attuale scenario
di business, sempre più complesso e
globale.
Assi portanti nella strategia di sviluppo del brand Les Copains, uno dei
marchi produttori di prêt à porter
più accreditati e conosciuti in Italia
e nel mondo, sono stati gli investimenti su creatività, qualità e internazionalizzazione ai quali il mercato ha
reagito premiando l’azienda con un
incremento del turn over del 7-8%
nell’ultimo anno. Il marchio Les Copains, uno dei simboli della tradizione creativa del made in Italy, è oggi
presente sul mercato con boutique
dedicate e punti vendita in negozi
plurimarca nelle località più prestigiose del mondo.
Luca Bertolini, 50 anni, precedentemente alla sua esperienza in seno a
BVM vanta una lunga carriera nel
comparto moda, iniziata nel 1987
presso Maska in qualità di responsabile commerciale worldwide. Fondatore nel 1998 dell’azienda di licensing di lusso JAYA s.r.l. (Mila Schon,
Ungaro, Fuchsia), della quale ricopre
il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato, nel 2008 entra in
Mariella Burani Fashion Group con
la carica di Direttore Generale Apparel Division. Nel 2010, assieme a
Daniele Drago, fonda 2FF società di
consulenza strategico direzionale che
nel 2011 partecipa in Venture, società attiva nello sportswear di lusso.
“Sono onorato di ricoprire questo
incarico in BVM, azienda alla cui
crescita mi sono dedicato con entusiasmo”, dichiara Luca Bertolini.
“Sono anche felice di affrontare nuove stimolanti sfide e contribuire al
successo del marchio Les Copains”,
prosegue il nuovo Amministratore
Delegato.
“Luca Bertolini ha la mia piena fiducia, sono certo che insieme continueremo a garantire la crescita e lo
sviluppo di Les Copains”, afferma
Mario Bandiera, fondatore di BVM
e Presidente del Consiglio di Amministrazione.
“PARTIRE DALLA CARTA PER
ESPLORARE IL MULTIMEDIALE”: LA RICETTA DI CANTELLI
ROTOWEB
“Nell’era della multicanalità, la carta
resta sempre il punto di partenza: una
sorta di Virgilio che ci guida nell’esplorazione dei contenuti digitali”. A
spiegarlo è chi il mestiere della carta
ce l’ha nel sangue, Michela Cantelli,
Amministratore Delegato di Cantelli
Rotoweb, azienda attiva a Bologna
fin dal lontano 1935, quando il capostipite Marino Cantelli inaugurò
il primo stabilimento tipografico che
ancora oggi porta il nome di famiglia. Da allora l’azienda di strada ne
ha fatta molta: quasi 100 dipendenti
e un fatturato di oltre 20 milioni. Il
segreto è coniugare tradizione, passione e innovazione tecnologica.
“Negli ultimi tempi la comunicazione ha aperto nuove strade. Adesso
si parla di multicanalità. Noi siamo
un’azienda rotolitografica, e ci siamo chiesti: cosa stiamo offrendo ai
nostri clienti? Tradizionalmente realizziamo qualunque tipo di stampato: dal volantino della grande distribuzione (Expert, Pam Panorama,
Gruppo Brico, ecc.) ai cataloghi per
le aziende, ai periodici dell’editoria.
Agiamo nel settore del b2b e della
pubblicità”, spiega Michela Cantelli.
“Ma oggi i canali della comunicazio-
ne pubblicitaria si sono moltiplicati.
Prima c’erano solo televisione e giornali. Poi è arrivato il Web. Adesso, le
App, i Social Network, gli strumenti Mobile offrono nuove possibilità.
Canali che potrebbero essere utilizzati con efficacia anche dalle aziende
per veicolare in modo più incisivo i
loro messaggi pubblicitari”.
Ed ecco dunque qual è la strategia di
Cantelli Rotoweb: “A fronte di questo aumento esponenziale dei canali
abbiamo scelto di offrire al mercato soluzioni integrate, garantendo
quella che chiamiamo ‘regia della comunicazione’. Non offriamo più solo
il servizio di stampa, ma anche servizi
di grafica multimediale, progettazione e sviluppo di siti web ed App per
Smartphone e Tablet, analisi dei dati
di ‘redemption’ delle campagne pubblicitarie nel mondo retail”.
Come si rapporta quindi il cartaceo
al digitale nella comunicazione integrata?
“La carta si fa intelligente. In altri
termini, nella nostra vision, la carta
resta comunque al centro della comunicazione pubblicitaria ma, utilizzando nuove tecniche quali la lettura
Michela Cantelli, amministratore delegato di
Cantelli Rotoweb
FARE 11
dei Qr-Code o la cosiddetta ‘realtà
aumentata’, si offre come ‘media’ capace di aggregare i diversi contenitori
digitali e instradarne in modo contestuale la consultazione”, aggiunge
l’Amministratore Delegato.
“E’ difficile, soprattutto per le aziende medio-piccole, districarsi nella
pluralità di queste nuove opzioni
comunicative. Da noi i clienti potranno trovare tutti i componenti
per legare i loro messaggi pubblicitari
dentro una stessa catena del valore”,
conclude Michela Cantelli.
CENTERGROSS, INTERPORTO E CAAB ALLA CONQUISTA
ECONOMICA DEL MAROCCO
Tangeri nuova Hong Kong degli anni
2000? E’ questa la promessa del direttore della zona franca di Tangeri,
Mehdi Tazi, ospite a Bologna insieme al direttore generale dell’Agenzia
Marocchina per lo Sviluppo e la Logistica Younès Tazi, per incontrare gli
imprenditori di Centergross, Interporto e CAAB interessati ad espandere la propria attività nei mercati
emergenti. La missione ha avuto una
sua prima giornata presso Interporto
e CAAB lunedì 28 ottobre, per poi
La presentazione della nuova piattaforma Tanger Med
12 FARE
continuare martedì 29 al Centergross tech.
dove il progetto è stato presentato Il progetto Marocco si inserisce
alle aziende interessate e alla stampa.
nell’ambito di una intesa che coinTanger Med è una grande area indu- volge, a fianco di Centergross, Interstriale, logistica e portuale collocata a porto e CAAB, anche Aeroporto di
nord del Marocco, a pochi chilometri Bologna e Bologna Fiere, e che ha
dallo Stretto di Gibilterra, la cui crea- come obiettivo lo sviluppo di attività
zione è stata fortemente sostenuta dal in sinergia per ottimizzare gli sforzi e
governo marocchino e che dal 2014 aumentare la competitività del terridiventerà anche piattaforma distri- torio bolognese.
butiva e commerciale. Alla posizione La missione a Bologna del governo
geografica strategica della free zone si marocchino rappresenta la prima
affiancano infrastrutture di qualità e presentazione mondiale della nuoun sistema di collegamento stradale va piattaforma commerciale, a tee ferroviario che il governo maroc- stimonianza dell’importanza che il
chino ha provveduto a implementare Paese (a partire dalla sua Casa Reanel giro di pochissimi anni. Il diret- le) affida all’Italia e in particolare a
tore della zona franca Mehdi Tazi ha Bologna nello sviluppo dell’attività
precisato quanto influisca positiva- commerciale e distributiva dell’area.
mente l’attuale condizione di stabili- Realtà come Centergross, Interportà politica e sociale di cui il Marocco to e CAAB vengono considerate dei
beneficia, unitamente ai numerosi modelli da replicare, grazie alla diretaccordi di libero interscambio com- ta partecipazione dei nostri imprenmerciale (con ben 58 paesi, dall’Eu- ditori.
ropa agli Stati Uniti, dal Canada al
Medio Oriente e all’Africa), fattori
che contribuiranno a rendere la zona NUOVA RELEASE PER VILfranca di Tangeri un punto nevralgi- LAPOGGIOLO.IT, SITO DEL
co per il commercio mondiale.
Centergross, Interporto e CAAB BRAND DI DALFIUME NOBILguardano con grande interesse a que- VINI
sta realtà, che può rappresentare per
molte aziende la porta d’ingresso per Dalfiume Nobilvini si reinventa sul
il mercato africano e un avamposto web. Entro il mese di dicembre incommerciale da cui
sollevare interesse per
il Made in Italy bolognese da parte degli
operatori internazionali. Moda, tessile,
calzature, accessori e
alimentare risultano
tra i settori più richiesti, insieme alle costruzioni, ai prodotti
per la casa e all’high La nuova home page del sito Villapoggiolo.it
AXEL TECHNOLOGY SI AFFERMA NEGLI USA
Axel Technology alla conquista degli USA. L’azienda di luppo e il successo di Axel sono stati la tecnologia e l’inAnzola Emilia (BO), leader in Italia nella produzione di so- novazione, unite alla straordinaria competenza di uno staff
luzioni hardware e software per il settore del broadcasting che conta più di 50 persone. Grazie alla consolidata espetelevisivo e radiofonico, ha infatti raggiunto un altro impor- rienza come system integrator, Axel Technology progetta
tante traguardo approdando sul mercato americano dei e realizza complesse soluzioni chiavi in mano dove le varie
tecnologie si interfacciano perfettamente le une alle altre.
“grandi nomi”.
La celebre emittente televisiva all-news CNN, ampliando Giuseppe Vaccari, CEO di Axel Technology, commenta il
risultato conseguito con parole
la propria offerta in lingua spagnoche denotano uno spirito imprenla sugli Stati Uniti con CNN Latino,
ditoriale dinamico e di moderna
si è affidata ad Axel Technology
concezione: “Il lavoro di squaper realizzare il sistema integrato
dra, sinergico tra i nostri uffici
di gestione contenuti e programmi
commerciali e il reparto sviluppo,
tv nel nuovo centro produzione di
è stato fondamentale per affacMiami Haialeah. Sei ingegneri, tre
ciarsi verso una realtà così imtecnici installatori e un formatore:
portante come CNN Latino. Axel
questi i numeri messi in campo da
Technology cresce ogni anno,
Axel Technology per configurare
in termini di fatturato, e questo è
il cuore tecnologico di CNN Latino
reso possibile da due fattori fonMiami che permette la realizzaziodamentali: la ricerca continua e
ne quotidiana di due programmi Giuseppe Vaccari, CEO di Axel Technology
l’avanzamento costante a piccoli
informativi di primo piano nel panorama americano, di cui uno condotto dalla vincitrice di passi in ogni ambito della nostra attività, dalla fidelizzazioben 5 Emmy Awards Maria Elvira Salazar. Fondata nel 1996 ne dei clienti e la promozione del brand in tutto il mondo,
a Bologna da Giuseppe Vaccari, forte di una trentennale agli investimenti tecnologici”.
esperienza nel settore, Axel Technology porta alto il nome L’ottimo rapporto qualità prezzo, l’ampia ed efficace rete
della tecnologia “made in Italy” in più di 120 Paesi nel mon- commerciale, oltre che i servizi di installazione e assistendo, fornendo soluzioni ad oltre 2.000 tra radio e televisioni, za, sono parte integrante del successo di questa azienda,
in modo trasversale sul mercato dell’emittenza locale, na- la cui costante attenzione alle esigenze del mercato non
zionale e di Stato (tra i clienti anche SKY, Rai, RaiNews 24). viene mai meno.
Sin dalle origini, i fattori chiave che hanno fondato lo svi© RIPRODUZIONE RISERVATA
FARE 13
CHEERFUTURELAND DI BONFIGLIOLI
“PER UN FUTURO MIGLIORE”
Non può esistere leadership senza la capacità di sentirsi
vicini al contesto sociale nel quale si opera. Il gruppo Bonfiglioli ne è stato sempre consapevole. Per questo ha scelto
di indirizzare le sue attività sociali al mondo dei giovani, focalizzando gli interventi nei Paesi dove ha forti radici, come
per esempio l’Italia, l’India e il Vietnam.
Presente in India dal 2000 con un importante insediamento
produttivo è dalla forte esigenza di realizzare azioni sociali
concrete per aiutare la popolazione locale che il progetto
“Cheerfutureland Bonfiglioli” prende vita.
Grazie ad un accordo fra Namastè, associazione italiana
I ragazzi della Boys Home finanziata da Bonfiglioliia Nardi Presidente
e Ezio Nardi fondatore di Rhein83
non-profit, e Prema Vasam, associazione indiana che accoglie bambini abbandonati per le vie di Chennai, Bonfiglioli ha
potuto realizzare l’iniziativa. La prima Boys Home, finanziata
interamente dalla Bonfiglioli, è stata inaugurata nel 2010. È
una casa che offre un ambiente familiare e confortevole,
diverso da un orfanotrofio, un luogo dove poter studiare, ricevere affetto, stimolare la cooperazione tra i ragazzi, il loro
sviluppo fisico, psicologico e morale, con vero interesse per
la loro formazione. Alcuni di loro frequentano già l’univer-
fatti, il sito dedicato al brand della
casa vitivinicola Villa Poggiolo avrà
una nuova release. Affiancherà infatti
il “fratello maggiore” Dalfiumenobilvini.it con una nuova struttura, un
nuovo concept grafico e più ampi
14 FARE
sità e nel luglio del 2013 Bonfiglioli India è stata orgogliosa
di poter assumere il primo laureato. Inizialmente progettata
per accogliere 30 ragazzi, grazie alla collaborazione ricevuta
dagli “Amici di Bonfiglioli”, dipendenti, clienti e fornitori, è
ora predisposta a ospitarne 45. Inoltre le donazioni ricevute vengono anche destinate ad aiutare la sede principale di
Prema Vasam, che ospita altri 180 bambini sia mentalmente
e fisicamente disabili che bambini senza famiglia o poveri,
per dare loro la possibilità di utilizzare e potenziare le loro
specifiche capacità a dispetto dei loro limiti. Oltre ad Anto
Selvyn Roy, psicoterapeuta fondatore della casa, lavorano
nella struttura educatori, fisioterapisti, terapisti occupazionali, insegnanti, istruttori di educazione fisica e badanti per
assicurare il benessere dei bambini fornendogli assistenza e
cure, provvedendo ai loro bisogni e all’istruzione, indipendentemente dalla casta, dal credo e dalla religione. Il prossimo
obiettivo di Bonfiglioli è di poter costruire, con gli stessi criteri
della Boys Home, una casa destinata ad accogliere un ugual
numero di ragazze provenienti dalla Prema Vasam, affinché
anch’esse abbiano l’opportunità di un futuro migliore.
e articolati contenuti. Entrambi gli
spazi virtuali, realizzati dall’agenzia
BuyWeb I.S. di Castel San Pietro
Terme, sono creati in perfetta sintonia con l’attuale strategia comunicativa che mira a raggiungere il proprio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
target nazionale e internazionale in
modo capillare. Sono previsti aggiornamenti di immagini e contenuti, perfettamente adattabili a ogni
schermo e compatibili con tutti gli
smartphone e tablet.
FARE 15
ELETTROSTAMPERIA POPPI: 50 ANNI SCRITTI NELL’ACCIAIO
“Il nostro è un mestiere particolare, che ha origini antichissime. Viene dalla fucina, dal ‘Dio Vulcano’. Quando ho iniziato io, si partiva da una billetta che veniva faticosamente
ridotta mediante rastrematura a caldo. Noi abbiamo fatto il
contrario: abbiamo imparato ad eseguire il pezzo (anche di
notevole dimensioni) partendo dal diametro piccolo. E forse è stata la chiave del nostro successo”. A raccontarlo è
Ugo Poppi, fondatore dell’elettrostamperia che porta il suo
nome. L’azienda è nata nel 1962 a Pieve di Cento da una
precedente esperienza che Ugo e il fratello Oliviero ebbero
nel campo dell’elettrostampaggio di bullonerie speciali. Il
4 marzo 1963 la società produsse il suo primo particolare
stampato a caldo.
Oggi l’azienda conta circa 60 dipendenti e 25 collaboratori,
con un fatturato di circa 20 milioni di euro. Una delle scelte vincenti, ancora una volta, è stata quella di farsi strada oltre i confini italiani. “Lavoriamo molto con l’estero:
esportiamo circa il 50-60% di ciò che produciamo. Il nostro
cliente principale è Caterpillar, ma ci sono anche diverse
multinazionali tedesche (Z.F. compresa)”, spiega Poppi.
Per quanto riguarda l’approvvigionamento di acciaio, invece, l’85% del fabbisogno viene acquistato in Italia, che
offre garanzie assolutamente appropriate alla costruzione
di ingranaggeria e pezzi meccanici in genere.
La costante crescita dell’azienda, che ha continuato ad
investire in nuovi impianti tecnologicamente avanzati puntando in particolare sulla robotizzazione e automazione, ha
portato nel 2000 alla realizzazione dello stabilimento di Castello D’Argile. In questa sede è stato possibile migliorare
in particolare l’aspetto ambientale grazie ad una struttura
accogliente completamente riscaldata a pavimento sfruttando l’acqua calda degli impianti con strutture e servizi
moderni e funzionali per i dipendenti.
“Sono un ingegnatore, non un ingegnere”, ci tiene a sottolineare Ugo Poppi, facendo riferimento a quella cultura
meccanica di cui le aziende manifatturiere emiliane, e in
particolare bolognesi, sono impregnate. Una capacità,
quella di ‘ingegnarsi’, che permette ancora oggi al patron
dell’Elettrostamperia di essere ottimista sul futuro. L’azienda infatti ha completato la maggior parte degli investimenti
che aveva pianificato (entro il febbraio 2014 verranno installati altri impianti per 1,2 milioni di euro) e avrà presto
la possibilità di offrire una gamma più completa di prodotti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I siti offriranno contenuti di interesse
per tutti i visitatori, sia professionisti
del settore che semplici appassionati,
e saranno un utile strumento di con-
16 FARE
tatto tra l’azienda, i buyer del mondo
della distribuzione e il canale commerciale delle bevande della ristorazione Horeca. Importante obiettivo
infatti è quello di avere un contatto
costante con ogni singolo cliente
ed offrire supporto e collaborazione
ai propri partners. Nello specifico,
Villapoggiolo.it offrirà una web experience completa del mondo Dalfiume raccontando a tutto tondo il
proprio brand e i propri vini. Inoltre,
lo spazio virtuale intende consolidare la presenza del marchio all’interno
delle comunità digitali, articolando
i contenuti in una molteplicità di
temi: dall’enogastronomia, attraverso
ricette curiose o della classica tradizione culinaria, alla letteratura, dedicando una sezione alla “letteratura
enologica” e non, fino alla presentazione dei migliori locali e delle più
interessanti iniziative del territorio.
Dalfiume sceglie infatti di valorizzare
sui propri siti news e curiosità dell’area Castellana, percorrendo la stessa
logica di rispetto e valorizzazione
utilizzata nella scelta di ridurre l’impatto energetico tramite un impianto
fotovoltaico da quasi 160 Kwh.
Le novità che l’azienda ha in cantiere sono molte e la prossima edizione
della fiera Vinitaly, ad aprile 2014,
sarà l’occasione perfetta per presentarle. Piccole anticipazioni saranno
comunque a disposizione, e molto
presto, su entrambi i siti. Testimonial
di questo impegno costante è, ancora
una volta, la famiglia, che fa delle parole del proprio amministratore Davide Dalfiume il proprio claim: “Da
tre generazioni, ciò che più ci piace,
è ciò che facciamo meglio… il nostro
vino”.
ELECTROSTUDIO: OLTRE 25
ANNI D’ESPERIENZA NELL’ELETTRONICA INDUSTRIALE
Protagonista da oltre venticinque
anni sul mercato, si conferma anche
oggi ai vertici nel campo dell’elettro-
nica industriale. Stiamo parlando di
Electrostudio, l’azienda con sede a
Cattolica (RN) nata nel 1986 come
distributore specializzato di sistemi
Parker per l’acquisizione di grandezze
fisiche legate al settore oleodinamico,
in particolare trasduttori di pressione, temperatura, portata, rpm e strumentazione per il service.
Grazie alla propria esperienza, Electrostudio è riuscita nel tempo a cogliere le diverse esigenze dei propri
clienti che dovevano controllare e
automatizzare il processo produttivo.
Nelle varie fasi del processo si riteneva fondamentale, per una migliore qualità, avere una rintracciabilità
del prodotto sia in produzione che
nel post vendita e il tecnico aveva
la necessità di produrre prove per
certificare i comportamenti dei vari
componenti e verificare l’usura nelle
condizioni d’uso estreme.
Per rispondere a queste esigenze, agli
inizi degli anni ’90 l’azienda ha progettato un sistema di acquisizione
dati e controllo composto da schede amplificazione segnali analogici,
schede uscite segnale analogico per
comando attuatori, schede acquisizione dati e sviluppo software su PC
standard su specifiche del cliente.
Dal 2005, poi, sono state aggiunte
schede di acquisizione dati con comunicazione USB 2.0.
Questi prodotti sono stati adottati in particolare dai costruttori di
componenti oleodinamici (valvole,
distributori, pompe, motori, cilindri,
riduttori e argani) e di macchine mobili (movimento terra, agricole, pavimentazione stradale, sollevamento).
Oltre ai sistemi da utilizzare su banchi prova, Electrostudio ha sviluppato anche acquisitori dati per utilizzo
mobile con batterie interne o ester-
La sede di Electrostudio
ne. Da esigenze di mercato è stato
progettato un modulo di acquisizione di grandezze elettriche con PC/
Windows integrato che permette il
controllo remoto dell’acquisizione
e, per i costruttori di macchine automatiche nel settore farmaceutico e
alimentare, apparecchiature per acquisire segnale da celle di carico con
bus di campo ad alta velocità.
L’ultimo servizio offerto dall’azienda
di Cattolica è un software per l’assistenza al montaggio con rintracciabilità. Il programma assiste l’operatore
nelle varie fasi di montaggio o collaudo e al termine memorizza in un
data-base l’esito delle operazioni e gli
eventuali valori acquisiti da strumenti di misure generando l’anagrafica
del componente finito.
Dal 2007 Electrostudio è certificata
ISO9001 con il Cermet per la progettazione e la produzione di apparati elettronici: una certificazione
richiesta dai clienti per offrire qualità
nei processi di progettazione, produzione e collaudo.
APRE IL CUSTOMER EXPERIENCE CENTER DI EMERSON NETWORK POWER
Una struttura unica in Europa: un
FARE 17
trollo della
struttura, dove
saranno
disponibili valutazioni e
reporting
in tempo
reale delle
prestazioni. Nella
Un’area del nuovo Customer Experience Center di Emerson Network Power
struttura è
inoltre preavanzatissimo Customer Experience
sente
l’ultima
generazione
di sistemi
Center per Emerson Network PoUPS
Trinergy™
Trinergy
Cube,
prower, divisione del colosso Emerson
gettata
sulla
base
degli
input
derivan(quotato alla Borsa di New York),
ha aperto le porte lo scorso novem- ti dagli stretti rapporti con i clienti
bre a Castel Guelfo. Il leader globale e sull’estrema attenzione dell’azienda
nell’ottimizzazione della disponibi- all’innovazione tecnologica.
lità, capacità ed efficienza dell’infra- “In tutta la regione EMEA – spiega
struttura critica, ha realizzato infatti Franco Costa, vice presidente e geneun centro per la pianificazione e la ral manager della divisione AC Power
verifica dell’infrastruttura del data di Emerson Network Power EMEA –
center. Le infrastrutture critiche sono Emerson Network Power si focalizza
quel complesso di reti e sistemi che, sulla massima collaborazione con i
operando in modo sinergico, produ- propri utenti per risolverne le difficono un flusso continuo di merci e coltà tecniche e settoriali. Il nostro
servizi essenziali per l’organizzazione, nuovo Customer Experience Center
la funzionalità e la stabilità econo- aggiunge valore a queste relazioni, ofmica di un Paese industrializzato; si frendo l’opportunità incomparabile
parla quindi di telecomunicazioni, di provare le più avanzate tecnologie
servizi bancari e finanziari o sistemi per il data center”. Il Centro fa parte
cloud. Grazie al nuovo Customer di un investimento più ampio dell’aExperience Center, i clienti avranno zienda nel nuovo polo logistico in
l’opportunità di lavorare insieme ad Italia, da cui sarà gestita anche tutta
Emerson Network Power per trovare la logistica EMEA. Per incrementare
la soluzione giusta per la loro azienda la qualità dell’impegno per i clienti,
e le loro specifiche esigenze tecniche. Emerson Network Power ha inoltre
Chi visiterà il Centro potrà assistere sviluppato e potenziato la sua Acaa dimostrazioni di preinstallazione demy, destinata alla formazione del
che illustrano le prestazioni tecniche, personale e dei distributori, attraverl’interoperabilità e l’efficienza dei si- so una serie di programmi gestiti dalstemi statici di continuità (UPS) in la sede centrale di Bologna e proposti
condizioni realistiche. Sarà possibile in tutta la regione EMEA. In questo
seguire questi test dalla sala di con- modo il team di Emerson continuerà
18 FARE
a offrire gli standard più elevati di eccellenza e assistenza tecnica ai propri
clienti.
LABSERVICE
ANALYTICA
SCALA LA VETTA MONDIALE CON I PROFICIENCY TEST
PER LABORATORI
Il progetto è nato come nascono
tante idee buone: cioè precorrendo
i tempi e le normative. Così Labservice Analytica, azienda attiva fin dal
1984 nella strumentazione per laboratori chimici, ha messo in campo
uno dei primi circuiti mondiali di
controllo degli standard qualitativi
per chi compie le analisi. Si chiama
InterCinD, e vede la collaborazione
di un’azienda svedese. “Sette anni fa
ci siamo fatti promotori di uno dei
primi proficiency test per laboratori
per POPs (Persistent Organic Polluttants, Microinquinanti Organici
Persistenti). Per molto tempo lo abbiamo fatto come volontari e in que-
Ivano Battaglia, amministratore delegato di
Labservice Analytica
sto periodo hanno aderito centinaia
di laboratori mondiali. Poi il test è
diventato obbligatorio. Nel frattempo c’è stato un vero e proprio cambiamento culturale”, spiega Ivano
Battaglia, Amministratore Delegato
di Labservice. “Proponiamo delle
matrici naturali ai laboratori, che a
loro volta ci inviano i risultati che
vengono elaborati in maniera statistica. Il difficile è proprio creare delle
matrici omogenee. I risultati che ci
arrivano vengono inseriti nel quaderno di qualità di ciascun laboratorio.
Sulla diossina e altri microinquinanti
siamo gli unici al mondo a svolgere
questo servizio”, prosegue Battaglia,
che oltre ad essere un manager è prima di tutto un chimico industriale.
Labservice Analytica in Italia lavora
con società pubbliche e private, fornendo la strumentazione dedicata
per laboratori chimici in ambito analitico, ambientale e nella caratterizzazione di polimeri. Le esperienze più
importanti riguardano l’analisi dei
residui di fitofarmaci e microcontaminanti organici persistenti, come le
diossine. “Trovare un nanogrammo
di diossina in una mozzarella è come
cercare una castagna sull’emisfero
terrestre. È un processo molto complesso”, osserva Battaglia.
Ma Labservice è in campo anche su
versanti estremamente innovativi,
come il monitoraggio degli odori.
E’ il caso di OdorPrep, il sistema di
campionamento automatico remotizzato delle emissioni odorigene,
che può essere attivato con un sms.
Con l’Università di Bari, invece, Battaglia darà vita ad uno spin-off che
ha realizzato i progetti Controlodor
e Odortel. Il primo nasce dall’esigenza di aziende a rischio di impatto olfattivo per emissioni odorigene
prodotte durante attività lavorative,
al fine di attuare politiche integrate
per una migliore gestione del processo produttivo, mediante l’uso di “nasi
elettronici”. Odortel è un sistema di
comunicazione e ricezione telefonica
che attiva il servizio di allerta consentendo di registrare la “compliance” dei recettori sensibili e allo stesso
tempo rendendo il monitoraggio più
fruibile, e sostituendo il tradizionale questionario cartaceo. Odorprep
consente di campionare volumi reali
di aria a testimonianza della compliance ricevuta da Odortel.
L.A.E.: UNA NEW ENTRY NEL
PANORAMA
BOLOGNESE
PER FARE RETE
laggio dei nuclei, bobinatrici per realizzare gli avvolgimenti di alta e bassa
tensione, macchine per produrre le
casse mediante pannelli a pareti ondulate e rinforzate) prevalentemente
in Europa e nel Medio Oriente.
Dal 2011, sotto la Direzione di Alex
Bertuzzi, L.A.E. (che fa parte degli
Amici del Museo del Patrimonio
Industriale di Bologna) ha inoltre
intrapreso un profondo processo di
trasformazione atto a creare un’offerta innovativa nel proprio settore,
fino ad includere la progettazione e
la realizzazione di impianti chiavi in
mano. Lo ha fatto tramite un’alleanza
strategica, denominata “Trafogrid”,
formata da un gruppo di imprese
con grande esperienza nel campo dei
trasformatori. Grazie a tali specialisti,
provenienti da diversi segmento del
ramo, Trafogrid è in grado di apportare valore aggiunto per la consulenza, il confronto e la formazione. Un
servizio particolarmente utile per la
realizzazione di nuovi progetti chiavi
in mano o nei quali siano richieste
nuove implementazioni o un aumento della capacità di produzione.
Tra gli obiettivi di L.A.E. e dell’alleanza Trafogrid, che già dal 2012
partecipa a fiere internazionali come
CWIEME a Berlino e Middle East
Una nuova realtà si affaccia nel panorama bolognese per creare nuove
sinergie nel settore elettromeccanico.
Si tratta di L.A.E., Lughese Attrezzature per l’Elettromeccanica, che dal
1978 progetta e costruisce macchine
automatiche per la produzione di trasformatori elettrici per la distribuzione, in resina e di potenza.
L’azienda di Lugo (RA), con il continuo aggiornamento della propria tecnologia, è stata parte attiva
dell’evoluzione del mercato: testimonianza significativa di questo approccio
sono gli impianti e le attrezzature di progettazione e di costruzione L.A.E.
operanti presso costruttori
di trasformatori in tutto
il mondo. L.A.E. infatti,
esporta circa l’80% della
produzione (macchine per Lo staff di L.A.E.
il taglio lamiera e l’impi-
FARE 19
Electricity a Dubai, l’approccio al mercato cinese e a
quello americano, così come
il potenziamento dei servizi
post vendita, anche attraverso nuove sinergie.
L.A.E. e Trafogrid sono anche impegnate nello sviluppo di un business sostenibile
per una vita responsabile. Un momento del concorso Visioni Acquatiche dello
“Sempre più aziende vedono scorso anno
il business sostenibile come
al benessere attraverso diagnostica,
un andare al di là del ridurre al minimo l’impatto ambientale cure, medicina fisica e riabilitazione,
creato dalla loro attività”, spiega il medicina termale, fitness e wellness.
Direttore Generale di L.A.E. Alex Visioni Acquatiche è una sezione del
Bertuzzi. “Siamo convinti che la re- più ampio festival Visioni Italiane,
sponsabilità si estenda alla gestione un progetto nato nel 1994 per dare
dell’impatto sulle comunità che gli spazio a tutti quei lavori dal formato
sono partner, clienti e dipendenti, e “irregolare” che ogni anno vengono
che ogni singola persona, e a maggior realizzati da giovani autori sul terriragione ogni singola azienda, possa torio nazionale e che rimangono per
fare molto a questo riguardo”, con- lo più invisibili: cortometraggi, documentari, film sperimentali e opere
clude Bertuzzi.
d’esordio in cerca di una distribuzione. Diversi sono i registi passati
MARE TERMALE E CINETE- da Visioni Italiane e poi approdati
al lungometraggio, diventati noti a
CA INSIEME NELLE “VISIONI livello nazionale e internazionale. ViACQUATICHE”
sioni Acquatiche, che di questa kermesse fa parte dall’edizione del 2013,
L’acqua come fonte di vita, benessere, è un’occasione per mettere in mostra
salute e turismo. Ma anche elemento la creatività sfruttando le location dei
naturale attorno al quale si incrocia- centri termali emiliano-romagnoli
no esperienze, nascono personaggi, che da sempre interpretano l’acqua
si incontrano storie. È per questo in quest’ottica: dalla salute delle cure
che la Cineteca di Bologna ha indet- termali, al benessere in piscina, alla
to la seconda edizione del concorso ricchezza e varietà in termini di ofVisioni Acquatiche, in collabora- ferta turistica.
zione con Mare Termale Bolognese, Durante il festival saranno inoltre
consorzio di cinque centri presenti premiati corto e mediometraggi
a Bologna città e provincia che co- che affrontino tematiche legate alla
stituiscono il più grande complesso qualità dell’ambiente, per la sezione
italiano di terme, piscine termali, “Visioni Ambientali” sponsorizzata
palestre, poliambulatori e acquapark, dal Villaggio della Salute Più, legato
con servizi mirati alla prevenzione e anch’esso al consorzio del Mare Ter-
20 FARE
male Bolognese.
Fino al 15 novembre scorso gli autori
hanno potuto inviare le proprie opere. Queste saranno valutate da una
giuria appositamente designata che
in occasione del festival, dal 26 febbraio al 2 marzo prossimi, attribuirà
il premio Mare Termale Bolognese,
consistente in 500 euro, al miglior
film che tratti dell’acqua come “fonte
di vita, benessere, salute e turismo”
(per la sezione Visioni Acquatiche),
o della qualità dell’ambiente (per la
sezione Visioni Ambientali). Il secondo classificato riceverà un premio
di 300 euro e il terzo classificato un
premio di 200 euro.
MAYA BEAUTY ENGINEERING: LA BELLEZZA APPESA
A UN FILO
Ci sono nuovi trattamenti per la
biostimolazione non eccessivamente
invasivi, ma efficaci? La risposta di
Maya Beauty Engineering è sì.
L’azienda bolognese, leader nella
produzione di apparecchiature elettromedicali, tecnologie per l’estetica
Isabella Guillaume, titolare di Maya Beauty
Engineering
SI APRE IL SIPARIO SUL MAST: “UN PONTE FRA IMPRESA
E COMUNITÀ”
Costruire un ponte fra impresa e comunità per offrire nuovi
servizi e favorire lo sviluppo della creatività e dell’imprenditorialità tra le giovani generazioni. È questa la vocazione
del MAST (Manifattura di Arte, Sperimentazione e Tecnologia), il progetto fortemente voluto dalla Presidente di Coesia Isabella Seràgnoli, la
cui sede di Via Speranza a
Bologna è stata inaugurata il 4 ottobre scorso.
La cittadella sorge in un
innovativo complesso di
25 mila metri quadrati,
frutto della riqualificazione di un’area industriale
dismessa, adiacente alla
storica fabbrica di G.D.
e alla sede centrale del
Gruppo Coesia, azienda Una veduta del MAST
leader mondiale nel settore delle macchine automatiche avanzate e della meccanica di precisione. L’edificio è caratterizzato da due rampe
pedonali che simboleggiano un ponte metaforico tra l’impresa, l’area cittadina circostante e il parco adiacente.
Il centro polifunzionale ospita: l’Academy che si propone
come centro di elaborazione di una cultura tecnica rivolta
all’impresa e al territorio (scuole, imprese, comunità) per
realizzare progetti formativi, la Gallery, sede di speciali
esposizioni e dove è possibile immergersi in un percorso
di apprendimento sulla tecnologia, sull’imprenditorialità, la
meccanica e il mondo del lavoro attraverso immagini fotografiche, l’Auditorium, il Nido per l’infanzia, il Wellness, il
Ristorante aziendale e la Caffetteria. In collaborazione con
Les Rencontres d’Arles, inoltre, MAST organizza la Biennale di Foto/Industria per condividere nel centro storico e
e dispositivi medici, è divenuta infatti di recente distributore esclusivo
per il territorio italiano dei fili FTC
Lift (Fine Thread Contour), un nuovissimo trattamento per viso e corpo
nelle sedi istituzionali della cultura cittadina il dialogo con
collezioni private e pubbliche sulla fotografia industriale.
Centrato su tecnologia, arte e innovazione, MAST (albero
maestro delle navi in lingua inglese) è un progetto di innovazione sociale che, tramite l’omonima Fondazione non
profit, vuole offrire sia servizi di welfare aziendale, sia
sperimentare nuove forme di
interazione positiva tra l’impresa e la città e rivolgersi
anche alle nuove generazioni nella promozione di imprenditorialità e innovazione
per sostenere la crescita
economica e sociale.
La Presidente di Coesia crede fermamente nell’azienda
come sistema aperto al territorio e nella responsabilità
sociale dell’imprenditore: “Il MAST è un’iniziativa aperta
alla collettività, non solo ai collaboratori di Coesia”, spiega
Seràgnoli. “È come se il MAST volesse essere un esempio
concreto di quello che è il suo obiettivo per il futuro, vale
a dire favorire i progetti che fanno leva sull’identità, sviluppano idee nuove e creano nuove connessioni”, conclude
la Presidente di Coesia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
eseguibile in ambulatorio.
“Si tratta di sottilissimi fili di biostimolazione, messi a punto in Corea
dal Dr. Moon, un chirurgo plastico
molto noto e grande innovatore”,
spiega Isabella Guillaume, titolare di Maya Beauty Engineering. I
nuovissimi fili FTC Lift per la biostimolazione e il soft lifting stanno
riscuotendo notevole interesse da
FARE 21
parte del pubblico medico. “Efficaci
e semplici da utilizzare, sono dispositivi medici che impiegano microfili
in PDO (polidiossanone) riassorbili
che, introdotti nel tessuto attraverso una particolare tecnica, svolgono
una duplice funzione: da una parte
creano una intensa biostimolazione
dei tessuti e, dall’altra, forniscono
un delicato sostegno sulla struttura
ceduta, sia cutanea che connettivale
o muscolare”, continua Guillaume.
Indolore e non invasiva, la procedura
FTC Lift genera un ringiovanimento
della cute e dei tessuti con evidente
effetto di “soft lifting”. La particolare
tecnica messa a punto dal Dr. Moon,
basata su apposite manovre introduttive ed un protocollo molto specifico,
garantisce risultati veloci e duraturi.
“Il successo della tecnica risiede principalmente in due motivi: è indicata
per coloro che preferiscono approcci
più soft e naturali (il filo introdotto
stimolerà la naturale produzione di
collagene) ed è una tecnica dai costi
contenuti, una ottima alternativa al
lifting chirurgico”, conclude la titolare di Maya Beauty Engineering.
È possibile richiedere la tecnica nei
migliori studi medici. (Per informazioni: www.mbemedicale.it)
di locazione che di assistenza e commercializzazione.
Reduce dalla gara di MotoGP all’Autodromo Misano World Circuit Marco Simoncelli di Misano (RN)
e dalle Finali del Ferrari Challenge
all’Autodromo Internazionale del
Mugello a Scarperia (FI), nei quali MTCOM ha prestato assistenza
tecnica nella gestione dei sistemi di
comunicazione radio, l’azienda è
proiettata per il nuovo anno verso
una fitta pianificazione di eventi in
Italia e all’estero. Eventi per i quali
proporrà tra i propri servizi, oltre
ai sistemi radio, core business della
società, cuffie DPI intercomunicanti e passive, palmari, cerca persone,
accessori, sistemi wireless e, infine,
riprese audio e video in HD, tramite drone (U.A.V. Unmanned Aerial
Vehicle). Realtà giovane, ma con alle
spalle scelte mirate, dalla selezione
dei servizi MTCOM alla commercializzazione di prodotti di marchi terzi
di fama internazionale, che hanno
portato alla fidelizzazione di clienti,
italiani ed esteri, a riconferma dell’alto livello qualitativo che si è evoluto
UN 2014 PIENO DI NOVITÀ IN
CASA MTCOM
Servizi avanzati, innovative linee
di prodotto e un fitto calendario di
eventi in programma. Sono queste le
principali novità previste per il 2014
di MTCOM, l’azienda con sede a
San Lazzaro di Savena (BO) che si
occupa di network, in particolare
di sistemi di comunicazione radio
e prodotti correlati, sia sotto forma
22 FARE
negli anni. La sua forza consiste nella
capacità di innovare e innovarsi, nel
problem solving, nell’offrire un supporto sul campo preciso e puntuale; è
un’azienda virtuosa, dinamica e affidabile, che è leader nazionale nel suo
settore e che guarda sempre di più
oltre i confini nazionali.
A partire dal 1998 infatti, Mario
Tagliani, fondatore della società, ha
acquisito importanti esperienze sul
campo nell’ambito dello spettacolo,
del motor sport, nell’industria e terziario e nel settore pubblico tali da
permettere all’azienda bolognese di
offrire un servizio a 360°.
Ultima creazione dell’azienda è il
primo shelter mobile MTCOM, una
vera e propria centrale operativa di
controllo radio trasportabile, con cui
la società si propone di far conoscere alle aziende interessate, italiane ed
estere, i propri servizi e prodotti tramite un percorso itinerante che sarà
messo a calendario sul sito internet
per il 2014.
Come precisa Mario Tagliani, attuale
ceo di MTCOM: “Stiamo sviluppando diversi progetti per il 2014
non solo relativi ai servizi. Infatti
abbiamo in cantiere la progettazione
e produzione di linee di prodotto a
marchio MTCOM, ferme restando
le customizzazioni realizzate abitualmente dall’azienda su richiesta dei
clienti”.
NILMA ARREDAMENTI PROGETTA, PRODUCE, CONSEGNA. DA 50 ANNI
MTCOM a San Lazzaro di Savena
La storia di Nilma S.r.l. comincia 50
anni fa, con una piccola realtà artigiana. Era il 1963 e la giovane azien-
Massimo Magri, titolare di Nilma
da cercava di sfruttare al massimo le
possibilità locali producendo mobili
in serie. Per diversi anni l’attività
continuò a crescere poi, nel ‘77, un
incendio rase al suolo la falegnameria. L’audace titolare decise presto di
rialzarsi e di ripartire con una nuova
attività mirata alla realizzazione di arredi su misura per conto terzi.
Arriviamo all’inizio degli anni ’80,
quando un giovane ed ambizioso
imprenditore, Massimo Magri, rileva
l’impresa con l’obiettivo di dare un
tono nuovo alla società, affiancando
alla falegnameria uno staff tecnico
che potesse occuparsi della progettazione d’interni. Questa “rivoluzione” era destinata a diventare la carta
vincente dell’azienda, che non solo
realizza arredamenti su misura ma
si occupa dell’allestimento completo per unità commerciali, fornendo la ormai nota formula “chiavi in
mano”. La filiera di Nilma S.r.l. parte
mettendo su carta ciò che il cliente
ha in mente, prepara il progetto esecutivo con le più sofisticate tecniche
di simulazione in 3D, realizza direttamente i componenti d’arredo con
i materiali più idonei. Anche la fase
di consegna e installazione, con tutto
ciò che riguarda il coordinamento di
collaboratori e fornitori e l’assistenza post vendita per la manutenzione
degli arredi, è gestita direttamente
dall’azienda. Dispone di un ufficio
tecnico con personale qualificato che
vanta una lunga esperienza nel settore.
I laboratori produttivi ospitano le
attrezzature e i macchinari necessari per elaborare qualunque tipo di
richiesta proveniente dal mercato
di riferimento. “Oggi nessuno di
noi si ferma a guardare il calendario – spiega Massimo Magri, titolare
di Nilma S.r.l. – e non ci facciamo
forti degli anni trascorsi. Se ne sono
passati 50, lo dobbiamo alla passione tramandata per questa attività che
per funzionare richiede ogni giorno
impegno, costanza, sacrificio. La crisi
che investe il nostro Paese ci spinge
a puntare sul mercato internazionale,
che sembra volere dare ancora spazio
ed accogliere gli investitori italiani.
Puntiamo ancora più che un tempo
sulla qualità del servizio e sull’eccellenza della nostra mano d’opera. Per
questo i nostri clienti continuano a
rinnovarci la fiducia. Diversi sono i
marchi che in questi anni sono entrati a far parte del nostro portfolio e
confido di poterne annoverare altrettanti nei prossimi 50”.
cisare lui), aveva iniziato il mestiere
di operaio legatore già da un anno,
quando decise di mettersi in proprio,
con un amico che per vent’anni sarebbe stato suo socio, e di investire
le proprie conoscenze e il proprio
spirito imprenditoriale in un’impresa
che oggi festeggia il cinquantesimo
anniversario. Nacque così la Nuova
Editoriale: con pochi mezzi, spazi di
fortuna e lavoro scarso. Ma la voglia
di fare e il sogno di costruire qualcosa
di grande, col tempo, hanno avuto la
meglio.
Nel giro di 15 anni, infatti, l’azienda
passa dai sei garage in affitto in via
Lombardia a Bologna prima e dalla
porcilaia di San Lazzaro di Savena
poi, agli oltre 2.500 metri quadri dei
capannoni dell’attuale sede a Osteria
Grande, dove si trasferisce nel 1979.
Il parco macchine si arricchisce con
nuovi e sempre più efficienti sistemi, allo scopo di tener dietro ad una
mole di lavoro crescente. Si arrivano
a lavorare 300.000 fogli al giorno.
Alcune macchine sfornano fino a
6.000 copie in un’ora. Negli anni ’90
iniziano a prestare la propria attività
anche Andrea e Monica, figli del titolare e attuali amministratori delegati.
Col tempo la Nuova Editoriale è diventata una vera e propria azienda di
trasformazione, che quindi si occupa
NUOVA EDITORIALE RC:
UNA PASSIONE CHE
DURA DA 50 ANNI
L’avventura della Nuova Editoriale RC comincia mezzo
secolo fa. Era il 1963. Carlo
Rinaldi, classe ’44 (“Nato sotto
i bombardamenti”, tiene a pre-
Andrea e Carlo Rinaldi, amministratore delegato e
fondatore di Nuova Editoriale RC
FARE 23
APRE A BOLOGNA IL MACRON STORE
Dall’abbigliamento tecnico al leisurewear, dal merchandising ufficiale agli accessori dei Club sponsorizzati: si può
trovare tutto questo, e molto altro ancora, nel nuovo Macron
Store inaugurato il 7 novembre scorso nel nuovo ed esclusivo complesso commerciale Borgo Mascarella in via Stalingrado 71.
Lo Store, il primo monomarca a Bologna, sarà anche l’headquarters dell’azienda di Crespellano (BO), leader europeo
nella produzione di active sportswear. Il progetto Macron
Store, partito nel 2010, alla fine del 2013 conterà 71 negozi
monomarca di cui 24 in Italia e 47 nel resto del mondo, con
il network che si estende in Francia, Regno Unito, Spagna,
Olanda, Portogallo, Olanda, Finlandia, Norvegia, Grecia, Lituania, Libia, Turchia, Irlanda e Canada.
La serata inaugurale, alla quale hanno preso parte numerosi
campioni del mondo dello sport italiano, è stata una vera festa nella festa, dove tifosi, campioni e sportivi di ogni genere
hanno potuto vivere il mondo Macron a 360 gradi. Per l’occasione lo Store di via Stalingrado si è infatti trasformato in un
“centro sportivo” dove ogni appassionato o semplice curioso ha potuto incontrare i campioni del Bologna Calcio che,
guidati dal capitano Alessandro Diamanti, hanno animato
l’evento di apertura insieme alle stelle di Virtus Bologna, Fortitudo Baseball, Rugby Bologna e Modena Volley Punto Zero.
Lo Store è lo spazio pensato da Macron per la vendita di
abbigliamento tecnico-sportivo (teamwear, merchandising
e leisurewear) e accessori che si rivolge sia alle società
sportive (calcio, rugby, pallamano, pallavolo, basket, baseball e calcetto) che ai singoli atleti. Ogni Macron Store mira
a diventare il punto di riferimento per tutti gli appassionati
che ricercano qualità nel prodotto tecnico nel territorio e
vuole assicurare alle realtà sportive locali un “full service”
di tutte le fasi di lavorazione del libro:
da quando i fogli stampati dalle case
editrici entrano, distesi sui bancali, a
quando, freschi di brossura, vengono prima mandati su una “giostra”
trasportatrice di oltre 50 metri dove
la colla ha il tempo di asciugarsi, e
24 FARE
anche tramite la realizzazione in house delle personalizzazioni. All’interno, infatti, sono presenti un’area hospitality in
cui il cliente può confrontarsi sulle esigenze della squadra e
ampie showroom che permettono di visionare i campionari e
verificare l’offerta e la qualità dei prodotti Macron.
“Siamo molto contenti di poter dare vita ad un nuovo Macron
Store, ma soprattutto siamo felicissimi di aprire uno dei nostri negozi nella città in cui abbiamo sede, ovvero Bologna.
Dopo il grande successo ottenuto a settembre scorso con
l’apertura dello Store di Monza, finalmente anche Bologna
avrà il suo Macron Store e quale miglior modo di inaugurare la nuova location se non coinvolgendo molti dei nostri
campioni che ogni week-end difendono i colori della città,
regalandoci sempre emozioni uniche”, commenta Gianluca
Pavanello, Amministratore Delegato di Macron.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I giocatori del Bologna Calcio all’inaugurazione del Macron Store
poi spediti. Le fasi di pareggiatura
dei fogli, di piega, raccolta e cucitura
devono essere seguite con attenzione
scrupolosa dagli operai, e tutto, dalla
successione numerica all’applicazione del bollino Siae, viene controllato
prima che i libri finiscano tra i ban-
chi di scuola, nelle mani dei giudici
più severi: gli studenti.
“Certo – racconta Rinaldi – negli
ultimi dieci anni il lavoro è molto
cambiato. La digitalizzazione dei testi scolastici, dei cataloghi e di molti
riviste, unita alla difficile situazione
economica generale, ha provocato un
forte calo nella richiesta dei servizi di
chi, come noi, lavora questo materiale ormai prezioso: la carta”. Eppure
la Nuova Editoriale RC porta con sé
una storia di successi e soddisfazioni,
oltre che di sacrifici e difficoltà. I traguardi raggiunti e la fiducia di clienti
importanti, tra cui Zanichelli o Pearson, testimoniano che la passione e la
competenza, soprattutto se maturate
in un percorso tanto lungo, sono più
forti di qualunque crisi.
OL3 SOLUTIONS: L’INNOVAZIONE CHE GUARDA AL FUTURO
“OL3, ovvero innovare per andare
oltre, ecco quello che facciamo”. È
questa la visione di OL3 Solutions,
giovane start-up bolognese che opera
nel mondo della consulenza direzionale e della progettazione e distribuzione di sistemi software dedicati
all’industria. Pur facendo parte delle
cosiddette “start-up innovative”, la
sua idea di innovazione non è tanto
legata al concetto di “invenzione”
quanto a quello di “evoluzione”.
Innovare infatti non vuol dire fare
qualcosa di diverso a tutti i costi; è,
Lo staff di OL3 Solutions
piuttosto, ascoltare il mondo che ci
circonda ed adattarsi ai suoi cambiamenti. OL3 ha imparato sul campo a
capire ciò che realmente interessa alle
aziende: risolvere i problemi e farlo al
giusto costo, in tempi certi e con dei
fornitori che siano affidabili, competenti e con un solido sistema di valori. Guidata da questo obiettivo, cerca
quotidianamente di distribuire la
migliore integrazione tra tecnologie
software e know-how specialistico.
I servizi di consulenza direzionale
per esempio sono focalizzati su organizzazione e riduzione costi principalmente nell’area operations (produzione, supply chain, logistica). In
questo modo i clienti sperimentano
sui propri bilanci i benefici economici che derivano da tecniche e modelli
gestionali finalizzati alla razionalizzazione dei costi. La linea di business
centrata sugli applicativi software
nasce per mettere a disposizione dei
clienti contenuti e strumenti specialistici in maniera veloce, semplice e
flessibile. Nel mondo del software,
spesso, vi è grande distanza tra la
prospettiva dell’ideatore/sviluppatore
di applicazioni tecniche e le esigenze
dell’utilizzatore. Tale distanza ricade
sull’utente finale sia in termini economici (alti costi di investimento iniziale) che in termini di livelli di servizio (tempi-uomo
che vengono assorbiti da sistemi che
“non fanno ciò che
dovrebbero”). Sfruttando le moderne
tecnologie web ed
il cloud, OL3 Solutions riesce a fornire
un servizio, non un
prodotto. Questa
prospettiva ridefi-
nisce radicalmente il concetto stesso
di fornitura IT e consente ai clienti
di ottenere ciò di cui hanno bisogno:
bassi costi di investimento iniziale,
tempestività di risposta nell’erogazione del servizio, affidabilità e flessibilità di utilizzo. OL3 lavora con grandi
gruppi sia italiani che multinazionali
per i quali ha realizzato sistemi di
supervisione e rendicontazione della
produzione, sistemi di gestione dei
controlli di qualità, sistemi di analisi
dei tempi e dei metodi.
APRE A BOLOGNA “POSTE BIMBI”, L’ASILO NIDO
AZIENDALE DI POSTE ITALIANE
Un asilo nido alle Poste, aperto fino
alle 18.30 per venire incontro alle esigenze del personale. È “Poste Bimbi”,
il nuovo progetto aziendale di Poste
Italiane inaugurato il 28 novembre
scorso nella sede di Via Zanardi a Bologna. La struttura, che ha aperto il 2
dicembre, è in grado di ospitare fino
a 69 bambini di età compresa tra i 3 e
i 36 mesi ed è destinata ai figli dei dipendenti di Poste Italiane che operano a Bologna e provincia, ma anche
ai residenti del Quartiere con una
quota riservata a bimbi provenienti
dalle liste comunali. L’iniziativa, in
continuità con la positiva esperienza
di Roma dove nel dicembre 2007 è
stato inaugurato il primo asilo nido
di Poste Italiane, si inserisce nell’ambito delle politiche di welfare interno
a sostegno delle famiglie e delle loro
esigenze di conciliazione. La gestione
di “Poste Bimbi” sarà infatti improntata ad un servizio flessibile e di qualità, inserito nei ritmi di lavoro delle
FARE 25
famiglie, e prevede, grazie anche al
contributo aziendale, condizioni economiche di accesso agevolate. L’area
dedicata alla nuova struttura, per la
cui realizzazione Poste Italiane ha beneficiato di un finanziamento da parte della Provincia di Bologna, è inserita nel complesso immobiliare di
Poste Italiane di via Zanardi. L’asilo
copre un’area dedicata di 1.074 mq e
comprende tre sezioni, spazi comuni
per i bambini e spazi per gli operatori e i genitori. La superficie netta
è di 728,19 mq, cui si aggiungono
1.786 mq di area verde e 153 mq di
parcheggio dedicato. L’inaugurazione del 28 novembre scorso è stata
anche l’occasione per commemorare
il piccolo Tommaso Onofri, figlio
di due dipendenti di Poste Italiane
scomparso tragicamente nel marzo
2006, al cui ricordo sarà dedicato
l’asilo nido di Bologna. “Con questa
iniziativa Poste Italiane – afferma il
responsabile delle Risorse Umane
Centro Nord, Giorgio Tovoli, che
ha sostenuto il progetto fino alla sua
realizzazione – continua a porre attenzione ai propri dipendenti e alle
loro famiglie, secondo la logica che
una grande azienda, parte integrante
del Sistema Paese, deve guardare an-
26 FARE
che al futuro della comunità locale,
prendendosi cura delle esigenze dei
più piccoli”.
RITARDI NEGLI INCASSI:
MONITORAGGI PIÙ AFFIDABILI CON REPORTING SYSTEM
Il problema dei ritardi negli incassi e
dell’aumento degli insoluti è sempre
più ricorrente per le aziende attive sul
mercato italiano. Le vendite con pagamento dilazionato sono a tutti gli
effetti un finanziamento del mercato
e sino al momento dell’incasso, considerando la natura chirografaria dei
crediti, rappresentano esclusivamente un costo e una importante uscita finanziaria. Un mancato incasso
produce un effetto negativo da non
sottovalutare in quanto incide negativamente sulla liquidità e costringe
le aziende a ricorrere maggiormente
agli affidamenti bancari aumentando
così l’incidenza degli oneri finanziari a discapito della marginalità.
Uno dei presupposti principali per
gestire e migliorare gli incassi della
propria azienda è quello di utilizzare
strumenti innovativi, qual
è ad esempio
il monitoraggio di clienti
strategici. Una
importante
azienda, grazie al servizio
di monitoraggio esclusivo
proposto da
Reporting System ha potu-
Gianni Lamanna, amministratore unico di
Reporting System
to effettuare una efficace selezione
della propria clientela ottenendo su
di essa informazioni affidabili riguardo al reale stato di solvibilità: questo
ha permesso di valutare oggettivamente il livello di affidabilità e rischiosità delle esposizioni potenziando le vendite con la parte di clientela
più solvibile.
Lo strumento del monitoraggio ha
consentito di gestire con efficacia
gli affidamenti dei clienti storici e di
prendere in esame nuove forniture
consentendo di ottenere fidi più elevati dalle assicurazioni del credito,
servire in extrafido posizioni coperte
solo parzialmente (o non coperte),
ridurre i tempi di incasso e abbattere
il numero dei casi di insolvenza con
le relative spese legali dovute al recupero crediti. Reporting System ha
ideato inoltre un servizio di informazione relativo alla norma contenuta
nell’ art. 13-ter del D.L. 22 giungo
2012 (responsabilità del committente, dell’appaltatore e del sub-appaltatore in materia fiscale): esso consente
di adempiere alle indicazioni previste
dalla circolare ministeriale nr. 40/E
dell’ 8 ottobre 2012 e permette al
INAUGURATO IL NUOVO STABILIMENTO MARCHESINI GROUP
È stato inaugurato lo scorso 26 ottobre a Pianoro
(BO) il nuovo stabilimento Marchesini Group. Hanno assistito al taglio del nastro 2.500 persone tra cui
clienti, amici, i dipendenti e le loro famiglie. All’intervento di Maurizio Marchesini, CEO di Marchesini Group e neo Cavaliere del Lavoro, sono seguiti
quelli degli ospiti istituzionali invitati per l’occasione: il Vice Presidente della Commissione Europea
Antonio Tajani, il Presidente della Regione Emilia
Romagna Vasco Errani, Massimo Scaccabarozzi,
numero uno di Farmindustria, il Sindaco di Pianoro Gabriele Minghetti oltre a S.E. Mons. Ernesto
Vecchi. Un’ora in tutto, in cui si è parlato della difficile situazione in cui versano le aziende italiane
e delle soluzioni per aiutarle a trovare la via d’uIl taglio del nastro nel nuovo stabilimento Marchesini Group a Pianoro
scita da questo momento di crisi, attraverso una
riscoperta di maggiore fiducia reciproca, che spesso manca blaggio delle linee complete per il confezionamento dei proai nostri imprenditori, e una ricerca di maggiore coraggio dotti della farmaceutica e della cosmetica, il core business
verso il futuro. Coraggio che tutti gli ospiti istituzionali hanno di Marchesini Group - è una risposta tutta emiliana alla crisi
riconosciuto a economica, che suona anche come una sfida: continuare a
Maurizio Mar- investire nonostante le gravissime difficoltà che affliggono
chesini,
per ogni giorno l’industria italiana in generale e quella manufataver investito turiera in particolare.
e creato nuovi Il senso di questa scommessa si è letto proprio in alcuni
posti di lavoro passaggi del discorso pronunciato da Maurizio Marchesini:
in un periodo “La nuova struttura aziendale non è solo un bene strumenin cui la disoc- tale, ma la testimonianza di una fiducia verso il futuro che
cupazione, so- da sempre ci appartiene”. Fiducia e futuro: due parole che
prattutto quella di questi tempi si ha quasi paura di pronunciare, ma che
giovanile, sta sono alla base della filosofia imprenditoriale di Marchesini
toccando cifre Group. L’obiettivo dell’azienda di Pianoro, nata quarant’anni
record. Il nuo- fa in un garage e diventata punta di diamante della packavo stabilimento ging valley emiliana con un fatturato 2012 di 204 milioni di
- uno spazio di euro, è proprio quello di guardare oltre questo momento di
5.400 mq co- crisi. Impresa non facile, ma possibile. L’apertura del nuovo
stato 7,5 milioni stabilimento è un segnale di fiducia per tutti gli imprenditoMaurizio Marchesini nominato Cavaliere del di euro e desti- ri: per uscire insieme dal tunnel in cui ci troviamo servono
nato all’assem- buone idee e coraggio per realizzarle.
Lavoro
© RIPRODUZIONE RISERVATA
FARE 27
committente dell’appalto di ottemperare alla funzione di controllo prevista dalla legge ed evitare possibili
rilevanti sanzioni. Reporting System
è una società di rating e analisi eco-
nomiche che implementa il processo di gestione del credito grazie ad
analisi aggiornate, approfondite ed
oggettive sulla situazione reddituale,
patrimoniale e societaria delle azien-
de monitorate, ottenuta attraverso la
raccolta di informazioni significative. Questo tipo di analisi permette
di poter contare su una valutazione
esterna all’azienda e non influenzata
PAOLO CASTELLI CONQUISTA PALAZZO BRICHERASIO
A TORINO
Un luogo ricco di storia e fascino è stato teatro dell’ultima
sfida della Paolo Castelli S.p.a., l’azienda nota per il suo
design sofisticato e originale. Questa volta, l’azienda bolognese si è misurata con un prestigioso edificio storico nel
cuore di Torino: Palazzo Bricherasio, edificio seicentesco
destinato a diventare sede di rappresentanza della Banca
Patrimoni Sella & C*.
Il progetto è stato condotto dallo studio aMDL, guidato
dall’architetto Angelo Micheli, ed ha previsto il restauro
completo del Palazzo. All’azienda Paolo
Castelli è stata affidata la realizzazione
di prestigiosi pezzi d’arredo. Come un
originale sistema di scrivanie e banchi
cassa, con elevate prestazioni in termini
funzionali ed estetici. I tavoli, progettati
sia per il personale operativo che per
gli uffici direzionali, sono stati realizzati
in laminato con bordatura e struttura in
rovere massello naturale.
All’interno della nuova sede di Banca
Sella, Paolo Castelli ha firmato anche la
reception, una guardiola e due box cassa oltre ad un grande tavolo riunione. Il
tutto realizzato in rovere naturale, materiale che ben si armonizza in un palazzo
antico con corridoi lunghi e stretti e una
successione di stanze di piccole dimensioni. A Palazzo Bricherasio la sfida dell’azienda bolognese è stata riuscire a
trasformare spazi ricchi di storia e di fascino in un luogo luminoso, accogliente, piacevole e con ottime prestazioni di
comfort. La superficie di intervento di 800 metri quadri distribuiti su quattro livelli è stata completamente ripensata per
poter ospitare un totale di 160 posti di lavoro completi di 160
armadi, strutture in acciaio verniciato legni laminati e rovere
28 FARE
naturale. Il dialogo tra gli affreschi delle pareti e del soffitto
e i nuovi spazi e volumi dedicati al lavoro rappresentano
un punto d’incontro e di equilibrio tra storia e contemporaneità, antico e moderno. Il contributo di Paolo Castelli è
frutto di un sapiente equilibrio tra esperienza e innovazione.
Esperienza che fa capo alla storica tradizione della famiglia
bolognese Castelli, la cui attività imprenditoriale nel campo
dell’ebanisteria artigianale prima e dell’arredo per l’ufficio
dopo, affonda le sue radici all’inizio del secolo scorso. Inno*Sede centrale Banca Patrimoni Sella & C.,
Palazzo Bricherasio, Torino
Progetto Michele De Lucchi
team di progetto Angelo Micheli (capo progetto), Laura Cunico, Agnieszka Drews, Silvia Figini, Andrea Pasquali
coordinamento in fase di progettazione
carpano/chiorino architetti
project management Intertecno (Michele Abbatemarco)
direzione lavori Intertecno (Alberto Romeo)
coordinamento direzioni operative Intertecno
(Francesco Bermond Des Ambrois)
progettazioni specialistiche Intertecno
coordinamento della sicurezza Intertecno
grafica ambientale e segnaletica Tassinari/Vetta
(Paolo Tassinari con Lucia Pasqualin e Anny Comello)
modello Francesco Faccin
impresa DE-GA
arredi su disegno di Michele De Lucchi Paolo Castelli,
Barth Innenausbau
illuminazione iGuzzini
committente Banca Patrimoni Sella & C.
fotografie Paolo Riolzi
dati dimensionali 2500 mq superficie complessiva
vazione che fa affidamento su un eccellente team di architetti, ingegneri, tecnici e grafici. Tra i lavori di più recente
realizzazione Paolo Castelli annovera la Lounge Dolce Vita
di Alitalia nell’aeroporto Fiumicino di Roma, il Parc Hotel Bilià e Grand Hotel Bilià di Saint Vincent, Le Gallerie d’Italia di
Milano, la biblioteca Manica Lunga della Fondazione Giorgio Cini Onlus di Venezia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
da rapporti interpersonali o precedenti esperienze commerciali.
CON RES NOVA IL FACILITY
MANAGEMENT È A TUTTO
CAMPO
È sempre più articolato il Facility
Management di Res Nova, l’azienda di Rivoli (TO) specializzata nella
gestione di tutti i servizi necessari al
buon funzionamento delle aziende di
ogni settore: dalla manutenzione impianti all’organizzazione degli spazi
di lavoro e delle aree verdi, ai servizi
di pulizia e a tutto ciò che contribuisce a rendere gli ambienti sempre
più puliti, efficienti e sicuri. Grazie
ad una trentennale esperienza, Res
Nova si integra perfettamente nei
processi produttivi e nel core business dei propri clienti progettando in
partnership soluzioni su misura innovative e di qualità. Il ventaglio dei
servizi offerti dall’azienda da settembre scorso, si è arricchito di nuove soluzioni nel campo delle manutenzioni impiantistiche, proprio nell’ottica
di fornire un Facility Management a
360 gradi. In particolare, Res Nova
offre la manutenzione microbiologica degli impianti di climatizzazione
(apparecchi di aria condizionata, di
ventilazione e distribuzione aria) mirata alla sanificazione, la realizzazione
e successiva gestione e manutenzione
di impianti di produzione di energia
elettrica mediante l’impiego di pannelli fotovoltaici integrati e semiintegrati ed infine la realizzazione di
nuovi impianti di illuminazione a
led in sostituzione di quelli esistenti
(corpi illuminanti contenenti gas),
con notevoli vantaggi in termini di
risparmio energetico e recupero degli
investimenti iniziali. Il Codice Etico
aziendale sancisce un comportamento responsabile e attento e impone la
massima trasparenza, contribuendo
all’erogazione di un servizio efficiente
ed affidabile. Res Nova investe moltissimo nella specializzazione e nella
ricerca costante di tecniche e prodotti di nuova concezione e a basso impatto ambientale grazie al contributo
determinante di personale qualificato
e al supporto tecnico di aziende leader nella produzione di materiali e
macchinari appositamente progettati
per il settore. L’impegno dell’azienda
in tal senso è rafforzato dall’adesione
alla “Carta dei Principi per la Sostenibilità Ambientale di Confindustria”, che costituisce uno strumento
di indirizzo per le imprese aderenti.
(Per informazioni: www.resnovaspa.
com)
ta’ potenziale dell’appalto, che vale
complessivamente circa 2 miliardi
di yuan e riguarda una superficie di
10.000.000 metri quadri tra Llhasa,
NaQu e ShanNan, è attorno al 30%,
per 600 milioni di yuan pari (al cambio attuale) a 75 milioni di euro nei
prossimi cinque anni. Lo ha annunciato il presidente Valerio Gruppioni,
illustrando i risultati della semestrale
al 30 settembre. Risultati che parlano di ricavi che sfiorano i 60 milioni
(+22%). Il gruppo conta di chiudere
l’anno a 82, e di toccare quota 100
nel 2014. Risultati dietro cui c’è una
ricetta che potrebbe servire a molte
aziende italiane che cercano di alzare
la testa dalle pastoie della crisi. Dalla
fine degli anni ‘90 Sira ha una forte
vocazione internazionale e, pur non
lasciando l’Italia, ha aperto anche
due stabilimenti in Cina. Dal 2010
nella sua compagine c’è il Fondo italiano di investimento, che versando
12 milioni di euro ha acquisito il
40% della società. “Internazionalizzare, avere un partner forte, e optare
per una politica di acquisizioni dei
competitor interni per aggregarci
anche in una strategia di marketing
comune” è quindi, per Gruppioni,
la strada maestra per avere le spalle
robuste per competere all’estero. Tal-
SIRA INDUSTRIE SCALA IL
TIBET
Sira Industrie, Gruppo leader nei
radiatori per riscaldamento, è stato
inserito dal Governo cinese - unico produttore straniero - nella lista delle sei aziende che forniranno
termosifoni per un mega progetto
di edilizia in Tibet. Per Sira la ‘fet-
Valerio Gruppioni, Presidente di Sira Industrie
FARE 29
DA SHANGAI A BOLOGNA PER PRODURRE BICI ELETTRICHE:
LA SCOMMESSA GREEN DI WAYEL
Rilocalizzare la produzione dalla Cina all’Italia, investendo al
contempo nell’innovazione tecnologica e nelle fonti d’energia rinnovabili. A mettere a segno il ‘colpo da maestro’ è la
società Wayel del gruppo Termal, guidata dall’imprenditore
Giorgio Giatti. Lo scorso 31 ottobre, infatti, in occasione di
una conferenza stampa che si è tenuta nella sede di Unindustria Bologna, Wayel ha annunciato la rilocalizzazione in
Italia dell’attuale produzione che oggi avviene a Shangai di
bici e ciclomotori elettrici.
Il nuovo stabilimento, che sorgerà a Bologna, sarà il primo
in Italia energeticamente autosufficiente. Qui verrà prodotto
“Solingo”, il primo ciclomotore ad energia solare, sviluppato in collaborazione con Rinnova scrl, società di ricerca
partecipata dall’Università di Bologna. “Dovendo realizzare un motociclo ci sembrava normale produrne le parti più
importanti e assemblarlo in Emilia, che i motori ce li ha nel
Dna”, spiega Giatti. La produzione verrà affidata alla startup innovativa FIVE (Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici), che
acquisisce l’esperienza di Wayel e avvia la costruzione
dello stabilimento industriale di Bologna con una superficie
di 7.100 mq. Un edificio ZEB (Zero Energy Building) ed antisismico, il primo progetto in grado di coniugare efficienza
energetica, produzione industriale e sostenibilità ambientale. Come spiega lo staff di Wayell, FIVE sarà un edificio energeticamente pulsante. Il doppio impianto fotovoltaico con
tecnologia film sottile sul tetto è in grado di produrre 257.000
kWh all’anno, energia sufficiente non soltanto per garantire
l’illuminazione e il comfort abitativo, ma anche per la propria
produzione industriale.
E’ previsto addirittura un surplus di 17.000 kWh all’anno che,
in attesa di futuri utilizzi, verrà immesso in rete. Gli obiettivi
mente robuste che Sira da quest’anno
in Cina non vende solo prodotti fatti
in Cina, ma ha iniziato a vendere alla
classe media abbiente (che sempre
più chiede Made in Italy) il suo top
di gamma, studiato e prodotto rigorosamente nella casa madre a Rastignano.
30 FARE
sono di produrre ad un basso tasso energetico, ma ad un
alto tasso ambientale. La fabbrica avrà una capacità produttiva a pieno regime di 35.000 veicoli elettrici all’anno, pari al
3,5% del mercato europeo, e garantirà lavoro complessivamente a 39 persone.
Alla conferenza stampa hanno partecipato Tiziana Ferrari,
Direttore Generale Unindustria Bologna; Giorgio Giatti, Presidente del Gruppo Termal; Enrico Sangiorgi, Amministratore Delegato Rinnova s.c.r.l. e Direttore del Dipartimento
Guglielmo Marconi, Università di Bologna; Luca Destro, Vice
Presidente di Wayel Factory s.r.l.; Michela Andreoli, No Gap
Progetti s.r.l.; Gabriele Raffellini, Studio Raffellini; Federico
Giovannini, Studio Giovannini Pro e Matteo Lepore, Assessore Coordinamento Giunta del Comune di Bologna.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Solingo, il primo ciclomotore ad energia solare
CONTROLLO DI GESTIONE E
TESORERIA CON LA SUITE
VELA PROPOSTA DA SOGEA
In uno scenario economico complicato, caratterizzato da una riduzione
dei margini e un accrescimento del-
le esigenze di clienti e partner, l’informatica si dimostra un elemento
chiave per la gestione di tutte le dinamiche, interne ed esterne, che caratterizzano le relazioni aziendali con gli
stakeholder. In questo contesto Sogea, la società bolognese che dal 1987
offre gestionali innovativi, si propone
come partner ideale per le aziende
nel processo di crescita e sviluppo del
loro sistema informativo, garantendo
prodotti e servizi sicuri, affidabili e
tecnologicamente avanzati. La soluzione offerta in ambito Finance e
Controllo di Gestione è Vela Finance & Controlling, una applicazione
multi-piattaforma, multi-aziendale e
multi-database totalmente integrata in grado di soddisfare contemporaneamente le tre figure chiave di
questo importante settore aziendale:
il direttore amministrativo, il direttore finanziario e il controller. “Vela
Finance & Controlling consente la
fruizione di funzionalità applicative
assolutamente integrate senza dover
ricorrere a costose soluzioni internazionali che ingessano l’azienda
costringendola all’acquisto di ‘add
on’ applicativi per risolvere le tipiche
norme civilistico-fiscali italiane quali
quelle relative alle provvigioni agenti, ai cespiti e numerose altre”, spiega
Giuseppe Marini, Amministratore
Delegato di Sogea. “Il gestionale –
prosegue l’AD – è costantemente aggiornato per rispondere alle frequenti
variazioni normative, (vedasi il recente spesometro), ed è multilingua:
francese ed inglese sono già disponibili, altre lingue sono integrabili su
richiesta”. Vela Finance & Controlling è un modulo della suite Vela che
si completa anche con la gestione del
ciclo passivo, del ciclo attivo e della
produzione particolarmente adatti
ad alcuni specifici settori: Vela Care
per il mondo chimico, farmaceutico e del benessere, Vela Food per il
mondo del settore agroalimentare,
ittico e delle bevande, Vela Manufacturing per il settore manifatturiero
della meccanica/elettromeccanica nel
quale sono richieste specifiche esigenze di configurabilità del prodotto,
pianificazione dei materiali e schedulazione della produzione. “La suite
Vela, in quanto soluzione completa
ed integrata, rende disponibili anche
strumenti di Business Intelligence
e Corporate Performance Management necessari per migliorare efficienza ed efficacia dell’intera Supply
Chain, dall’eliminazione degli sprechi alla riduzione dei costi globali,
e rispondere così nel modo migliore
possibile alle esigenze del cliente finale’’, conclude Marini.
ne 2013/2014 del Teatro delle Celebrazioni, che nel corso degli anni si è
caratterizzato per essere un teatro innovativo e moderno, senza mai perdere il contatto con il pubblico che
si vuole sempre più informare e coinvolgere. L’impegno è quello di offrire
una stagione di qualità, con grande
varietà di spettacoli, nell’ottica di un
“Teatro a portata di mano”, aperto,
accessibile, anche dal punto di vista
economico grazie a promozioni per
i giovani e pacchetti per le famiglie,
e con una forte attenzione al territorio e all’offerta culturale della città.
Un percorso che il Teatro delle Celebrazioni ha già iniziato con la produzione della rassegna estiva “Quelli
che...l’estate in città”, fortemente voluta dalla direzione e andata in scena,
con grande successo, a luglio e agosto
scorsi nel giardino di Villa delle Rose
in via Saragozza a Bologna. Del ricco
programma 2013/2014 fanno parte
alcune esclusive regionali, produzioni straniere e produzioni del Teatro
delle Celebrazioni che compongono
un cartellone suddiviso in quattro
rassegne a tema: “Parole e Musica”,
STAGIONE 2013/14 CELEBRAZIONI: IL TEATRO A
PORTATA DI MANO
Un ricco cartellone suddiviso in
quattro rassegne a tema, per 20
spettacoli complessivi oltre a molti
appuntamenti fuori abbonamento.
È questo il programma della stagio-
FARE 31
“Comix e Comix”, “Teatrodanza”
e “Musical Theatre”. A chiudere la
rassegna Comix e Comix, ad aprile
2014, sarà una nuova produzione
dello spettacolo che ha fatto la storia
della comicità bolognese, “Celebrazioni Comic Show!”, parodia rivista e
aggiornata dell’intramontabile opera
rock di Richard O’Brien con Malandrino e Veronica, Vito e tanti altri.
Il teatro, però, è anche solidarietà.
Per la stagione teatrale 2013/2014,
infatti, il Celebrazioni devolverà al
Comitato per il restauro del Portico
di San Luca un euro per ogni biglietto acquistato in prevendita. (Per info
sulla stagione teatrale www.teatrocelebrazioni.it)
IL TEATRO SU MISURA: LA
“COLLEZIONE 2013/14” DI EUROPAUDITORIUM
“La trentottesima stagione del Teatro
EuropAuditorium rappresenta un
risultato importante, sia in termini
temporali che qualitativi, della proposta artistica che negli anni ha consolidato la presenza della nostra realtà
nei primi dieci teatri a livello italiano”.
Così Filippo Vernassa, direttore del
Teatro EuropAuditorium, definisce
la linea artistica di quello che si può
considerare il più grande teatro di Bologna e dell’Emilia Romagna, con le
sue 1.350 poltrone che per 50 serate
ospiteranno il pubblico anche nella
stagione 2013/14.
“Siamo riusciti in questi anni a dare
valore alle idee e a strutturare un cartellone riconoscibile per il pubblico
e per gli addetti ai lavori: musical,
grandi nomi del panorama teatrale e
musicale italiano e compagnie di dan-
32 FARE
za internazionali sono i pilastri su cui,
dal 1975, poggia il Teatro EuropAuditorium che - continua Vernassa - da
un sogno, concepito da mio padre
ispirandosi al modello del Teatro Sistina di Roma, oggi è diventato una
realtà imprenditoriale interamente
privata che basa i propri risultati su
criteri di efficienza dei servizi e qualità
dei contenuti”. Il claim della nuova
stagione del Teatro EuropAuditorium
è “Il Teatro su Misura”, perché ritagliato seguendo i contorni dei desideri
del pubblico e cucito con i fili colorati
della tradizione artistica che caratterizza da 38 anni il suo cartellone.
Ventotto sono i titoli che compongono la “Collezione 2013/14”, un vero e
proprio défilé di prestigiosi show, musical e commedie musicali, spettacoli
comici e varietà con celebri interpreti,
spettacoli di danza classica e contemporanea.
Numerosi gli spettacoli novità dell’anno in esclusiva regionale, a conferma
dell’importanza sul territorio di una
delle stagioni teatrali più ampie e variegate.
L’attesissimo musical “Priscilla la
Regina del Deserto”, finalmente in
tournée in Italia, la nuova produzione
della Compagnia della Rancia “Cercasi Cenerentola”, l’emozionante Modugno di Giuseppe Fiorello in “Penso
che un sogno così”.
Spettacolo di grande importanza, sia
per le tematiche sia per le protagoniste, è “Ferite a Morte”, il progetto
teatrale di Serena Dandini in scena
nella Giornata Internazionale contro
la violenza sulle donne, in contemporanea con la replica presso la sede
ONU di New York, che ha l’obiettivo
di sensibilizzare le istituzioni sul tema
del femminicidio: sul palco Lella Costa, Giorgia Cardaci, Orsetta De Rossi e Rita Pelusio. Gradito il ritorno di
Christian De Sica con “Cinecittà”,
nuovo show sull’età d’oro del Cinema Italiano, Massimo Ghini e Elena
Santarelli ricordano Marilyn Monroe
in “Quando la moglie è in vacanza” e
Gaetano Triggiano, re degli illusionisti
italiani, propone “Real Illusion” con la
direzione artistica di Arturo Brachetti.
Imperdibili gli appuntamenti con
i comici Alessandro Siani, Antonio
Albanese, Maurizio Battista, Giuseppe Giacobazzi, Vincenzo Salemme,
Sabrina Ferilli e Maurizio Micheli in
“Signori...le patè de la maison” al Teatro Duse.
La danza classica e internazionale
con “Lo Schiaccianoci” del Balletto
di Mosca La Classique, “Alchemy”
nuova produzione di Moses Pendleton per i Momix e “Open” di Daniel
Ezralow. E non ultimi i concerti di
Max Gazzè, Mario Biondi, Ludovico
Einaudi, Massimo Ranieri, che torna
a grande richiesta, Cristiano De Andrè, Steven Wilson e Giovanni Allevi
organizzati dal Teatro EuropAuditorium presso il Teatro Duse. (per info
www.teatroeuropa.it)
TELECOM ITALIA LANCIA UN
NUOVO STORAGE CLOUD
PER LE PMI
Telecom Italia lancia Nuvola It Data
Space Easy, il nuovo servizio di sto-
rage in cloud disponibile per le piccole e medie imprese che consente
di acquistare lo spazio necessario per
archiviare i propri dati scegliendo di
pagare solo quanto effettivamente
utilizzato (pay as you go) oppure una
tariffa flat, con la possibilità di varia-
re la quantità di spazio disponibile
secondo le esigenze.
La soluzione, che va ad arricchire
l’offerta di servizi cloud ‘’Nuvola
Italiana’’ nell’ambito del portafoglio Impresa Semplice di Telecom
Italia, si caratterizza per flessibilità
CON UN FILO D’ACCIAIO DANNO FORMA ALLE IDEE:
I 40 ANNI DI ZARRI
“Dal filo d’acciaio diamo forma alle tue idee”. Con questa
filosofia, 40 anni fa, nasceva la Zarri s.n.c., prima azienda
italiana a produrre un articolo dal nome un po’ strano: il cavallotto, un fissaggio che ricorda un ferro di cavallo e che
viene usato molto nell’edilizia, nell’impiantistica e nella meccanica per fissare tubi e travi a sezione tonda e quadrata.
Il suo inventore, Giorgio Zarri, era riuscito, agli esordi della
propria carriera, partendo dal motore di una lavatrice e da
qualche componente di ferro, a costruire una macchina in
grado di piegare l’acciaio. Furono i suoi figli, Angelo e Franca, a fondare, nel
1973,
l’azienda
di famiglia che
quest’anno
festeggia il quarantesimo anniversario. Angelo era
l’intraprendente
ingegnere
che
portò avanti con
grande energia
e coraggio l’idea
imprenditoriale
fino alla sua prematura scomparsa. Franca, inizialmente addetta a rispondere al telefono, tremava a ogni
squillo: eppure oggi la troviamo a capo di un grande ufficio
commerciale tutto al femminile, amministratrice delegata
alle redini di un’azienda ben affermata e solida, sia in Italia
che all’estero, leader del mercato e sempre pronta a nuo-
ve sfide. Le scelte ben oculate di ogni suo collaboratore le
hanno permesso di rispondere in maniera ottimistica e costruttiva alle difficoltà della crisi, con un forte orientamento
verso l’estero e verso nuovi mercati promettenti.
In Zarri s.r.l., oggi operano attivamente non solo Franca,
ma anche il marito Angelo Cocchi, la figlia Chiara e i nipoti
Sara e Simone. Dai primi passi con il cavallotto l’azienda è
arrivata a produrre migliaia di articoli diversi, forme in filo
metallico dalle più svariate fattezze e dimensioni, in diverse
tipologie di acciaio. Negli ultimi anni, grazie a macchine a
controllo numerico ad altissimo livello tecnologico, Zarri si
sta espandendo a nuovi settori, come quello dell’arredamento, che stimola l’azienda a inventare continuamente
nuove tecniche produttive. Alcuni esempi sono le strutture
delle sedie più sofisticate di un famoso marchio di divani; e,
ancora, gli appendiabiti delle divise dei pompieri tedeschi o
le rastrelliere porta-bicicletta.
Ogni cosa, insomma, può prendere forma dal filo metallico.
Una forma bella e duratura, oltretutto, capace di resistere 40 anni. Come i
sogni, che in Zarri
“hanno un disegno
tecnico e sono fatti
di una materia simile all’acciaio”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
FARE 33
e scalabilità, permettendo così alle
imprese di ottimizzare i propri investimenti in IT. Nuvola It Data Space
Easy consente infatti alle imprese di
conservare i propri dati in massima
sicurezza senza doversi dotare di risorse IT, spazi e know-how dedicati.
Il servizio è erogato in modalità IaaS
(Infrastructure as a Service) attraverso i Data Center di Telecom Italia,
tutti localizzati sul territorio italiano
e conformi alle stringenti normative
in vigore in termini di privacy. Il
servizio Nuvola It Data Space Easy
di Telecom Italia è basato sulla piattaforma di cloud storage di EMC
denominata Atmos sulla quale viene
integrato in maniera nativa il client
multidevice di CTERA. Il client abilita l’accesso ai propri dati da qualsiasi dispositivo fisso (sono supportati i
più comuni sistemi operativi) o mobile dotato di connettività a banda
larga, attraverso specifiche app per
Android e IoS. Tramite il client multidevice la soluzione prevede inoltre
funzionalità avanzate per il backup
automatico delle postazioni di lavoro
e dei server connessi alla piattaforma
cloud e la sincronizzazione e condivisione dei file. Un portale web dedicato, inoltre, consente la creazione
e l’assegnazione di quote di storage
differenziate per ciascun utente, la
verifica dello spazio complessivo utilizzato, degli utenti attivi e la gestione delle relative configurazioni.
CRESCITA AZIENDALE E ATTENZIONE AL SOCIALE IN
CASA VARVEL
Tra nuovi prodotti, ricerche all’avanguardia e una costante attenzione per
34 FARE
il sociale Varvel, storica azienda di e sull’istruzione”. Un’affermazione che
Crespellano (BO) specializzata nella trova conferma nelle frequenti azioni di
progettazione, realizzazione e commer- formazione del personale, ma non solo.
cializzazione di motoriduttori, ridut- Da sempre, infatti, l’azienda collabora
tori e variatori meccanici di velocità, con centri di ricerca, università e scuosi conferma estremamente reattiva e le di formazione come la Fondazione
prosegue lo slancio verso il mercato Aldini Valeriani, supportando borse di
globale, senza distogliere lo sguardo studio a livello individuale e associatidall’impegno etico che da sempre la vo. Un’attenzione, quella per il sociale,
caratterizza come azienda virtuosa. Il che si concretizza fin dal 2004 con un
dinamismo di Varvel si è tradotto negli contributo di 0,02 euro per ogni proultimi mesi in diverse azioni. Ad am- dotto venduto ad ANT, Medici Senza
pliare la gamma dei prodotti è arrivato Frontiere e Unicef, oltre a partecipail nuovissimo riduttore ad assi paralleli zioni straordinarie come il concerto in
RB13, altamente performante e piena- occasione dei 35 anni della Fondaziomente rispondente alle più recenti ne- ne ANT dello scorso ottobre. “Siamo
cessità del mercato mondiale. Grande un’impresa socialmente responsabile
fermento sta interessando anche l’area – afferma Mauro Cominoli, Direttore
ricerca e sviluppo con procedure inno- Generale di Varvel - che pur sviluppanvative nel campo dei grassi e dei lubri- do un forte processo di internazionaficanti e sistemi all’avanguardia nell’a- lizzazione che ci vede presenti in 60
nalisi vibracustica, nella misurazione paesi e partner di una importante joint
del livello della pressione sonora e un venture in India, è strettamente legata
progetto condiviso con il
Ministero dell’Istruzione
che consentono a Varvel
di implementare il proprio sistema di controllo
qualità. L’azienda ha inoltre presentato, nell’ambito
dell’ottimizzazione della
supply chain, l’esclusivo
VPS, Varvel Production Varvel tra i protagonisti del convegno organizzato da FabSystem, un sistema che brica Futuro sulla supply chain
permette di bilanciare
tutte le operazioni industriali sulla vera domanda di mercato, al territorio, sostenendo numerose inielevando così ulteriormente il valore ziative locali e riducendo fortemente
aggiunto che la contraddistingue non l’impatto ambientale dell’azienda”.
solo in termini di prodotto ma anche
© RIPRODUZIONE RISERVATA
di servizio. “Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti – sostiene Francesco
Berselli, Presidente di Varvel – frutto
dell’impegno di tutta l’impresa, che
testimoniano al tempo stesso quanto
sia importante investire sulle persone
un partner per il rinnovamento e lo sviluppo
dal 1966...
47 anni di creazione di valore
per le imprese in Italia e in Europa
dal 1983...
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anni di radici a Bologna
e in Emilia Romagna
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FARE 35
Un decalogo di practicies per le PMI
che vogliono crescere anche
grazie all’Information Technology
Secondo recenti ricerche, solo un numero molto ridotto di
organizzazioni che intendono incrementare efficienza ed effi-
piccole e medie imprese riesce a crescere in maniera così
cacia dei propri processi.
significativa da generare nuovi posti di lavoro e influire sul mi-
L’ampia piattaforma di applicazioni IT disponibili attualmente
glioramento complessivo del tessuto economico.
sul mercato è infatti in grado di supportare tutte le fasi dell’o-
Ci sono naturalmente un ampio numero di fattori che concor-
peratività aziendale, garantendo una maggiore velocità di rea-
rono alla crescita di un’organizzazione che vanno dalle spe-
zione alla volatilità dei mercati e ampliando esponenzialmente
cifiche attitudini a cogliere le opportunità imprenditoriali alle
la possibilità di dialogo con la propria comunità di business
condizioni di supporto esterne di natura infrastrutturale e di
composta da dipendenti, clienti, partner, fornitori.
servizio.
Potrebbe dunque essere uno stimolo utile per intraprendere
3. Coltivare il senso di “intimità” con dipendenti e clienti
un percorso di crescita concreto, fare riferimento a un de-
Il valore differenziante nel creare un rapporto fiduciario con
calogo di practicies, sviluppato prendendo spunto dal report
dipendenti e clienti è spesso la chiave del successo di una
“Entrepreneurial Spirit: Driving Growth”.
PMI. In particolare, è importante cercare il coinvolgimento
I dieci suggerimenti seguenti, se applicati, consentono di
proattivo di tutte le risorse interne per la generazione di idee,
orientare l’impresa verso un corretto approccio alle attuali
anche attraverso processi bottom-up, utili a individuare nuove
sfide dei mercati. Vediamoli nel dettaglio:
opportunità di business. Per far ciò ci si può avvalere delle
piattaforme social, come, per esempio, quelle integrate nelle
1. Generare profitto anche per la comunità
soluzioni HR di moderna concezione.
La ricerca evidenzia come gli imprenditori che riescono ad
avere successo ed esprimere una leadership sono quelli spinti
4. Proteggere l’integrità del brand
dalla ferma volontà di generare vantaggi non solo per la loro
Una PMI di successo non compromette mai l’integrità del
organizzazione ma per l’intera comunità all’interno della quale
proprio brand, costruito e posizionato spesso con fatica sia
operano. Queste figure hanno un’attitudine a creare empatia
all’interno che all’esterno dell’organizzazione. È necessario
con l’ambiente circostante e riescono ad operare in maniera
dunque fare attenzione che tutte le proprie scelte, anche in
innovativa coinvolgendo anche i propri collaboratori.
termini di collaborazioni e partnership, consolidino l’immagine
del marchio e ne confermino costantemente i valori percepiti.
2. Amplificare la portata della propria azione
Considerando la fisiologica carenza di budget a disposizione
5. Utilizzare l’esperienza per incrementare la flessibilità
delle PMI, gli imprenditori illuminati sono coloro che riescono
Le PMI che vogliono puntare a crescere devono essere in
ad amplificare l’efficacia delle loro attività utilizzando strategi-
grado di trasformare il patrimonio di conoscenza che deriva
camente tutti gli strumenti a disposizione come il networking
dai dipendenti e dai clienti in una base informativa e culturale
relazionale interno ed esterno all’organizzazione, la creazione
di fondamentale importanza per riuscire a “leggere” rapida-
di alleanze e l’utilizzo avanzato dei social network.
mente i contesti e consentire quindi il perseguimento dei nuovi
In particolare, è evidente che l’utilizzo virtuoso delle Informa-
trend e delle nuove opportunità che si determinano nel mer-
tion & Communication Technology è oggi essenziale per le
cato. Ancora una volta l’utilizzo di soluzioni IT - per esempio
36 FARE
ICT, motore per l’innovazione
rubrica a cura di ReteICT
di CRM e Business Intelligence - possono giocare un ruolo
fondamentale in questa direzione.
6. Lavorare a stretto contatto con i clienti
Un ulteriore modo per costruire le basi di un’impresa leader è
operare in maniera sinergica con i propri clienti. Coinvolgerli
fin dalla fase iniziale di costruzione strategica e ascoltare le
loro opinioni – attraverso focus group, eventi, test di prodotto
– è un’attività che rafforza in maniera significativa la fedeltà al
brand aziendale.
idee e spunti innovativi che possono valorizzare i processi interni ed esterni dell’azienda.
10. Concepire il fallimento con una tappa per la crescita
La paura del fallimento, o il fallimento stesso, non deve essere un ostacolo per le organizzazioni che puntano al successo.
Approcciare le situazioni in modo innovativo contiene in sé il
rischio di sbagliare. Tuttavia, bisogna essere consci che gli errori sono un elemento essenziale in tutti i processi di apprendimento e quindi, il primo passo per comprendere come rendere
più efficace il conseguimento dei propri obiettivi.
7. Considerare i dipendenti come individui
Le organizzazioni di successo approcciano le relazioni con i
propri dipendenti non in maniera indistinta ma considerando i
Cezanne HR
http://cezannehr.com/it/
singoli valori e punti di forza che ciascuno può esprimere. La
spinta imprenditoriale a crescere e migliorarsi deve dunque
coinvolgere anche ogni singolo collaboratore che deve essere
messo nella condizione di confrontarsi e mettere alla prova le
proprie qualità in un contesto di continuo scambio e relazione.
8. Conservare il senso del “divertimento”
Trovare le modalità affinché la componente ludica entri e si
preservi nel contesto lavorativo è un fattore che può essere
vincente nel traghettare un’azienda verso il successo. Il “piacere” di stare sul luogo di lavoro e di “giocare” con i colleghi è
in grado di accrescere la componente creativa dei dipendenti e, dunque, i contributi e gli stimoli finalizzati a una crescita
complessiva dell’impresa.
9. Prevedere tempi e spazi per favorire l’innovazione
Nonostante i carichi di lavoro spesso pesanti, le organizzazioni che puntano al successo si sforzano di prevedere momenti
e spazi dedicati al confronto tra i dipendenti. La creazione di
momenti di “pausa” rispetto alla routine professionale, magari
in ambienti appositamente creati, favorisce la generazione di
FARE 37
38 FARE
PREMIO “PAOLO MASCAGNI”- IMPRESE CHE CRESCONO
1
Premio Mascagni
I tanti volti
della crescita
FARE 39
Le immagini di queste pagine sono di
Francesca Aufiero e Gianni Schicchi
La forza di scommettere
sul futuro
di Francesca Aufiero
Alla seconda edizione del Premio Paolo Mascagni hanno partecipato 39 aziende. Da
gennaio a ottobre 2013, ogni martedì sulle pagine del Resto del Carlino sono state
pubblicate le interviste agli imprenditori. Lo scorso 13 novembre, nella sala Marco
Biagi della sede del quotidiano, davanti a una platea di oltre 160 persone, è avvenuta
la cerimonia di premiazione che ha visto Nutraceutica aggiudicarsi il titolo 2013.
Sono intervenuti il Presidente di Unindustria Bologna, Alberto Vacchi, il Direttore
del Resto del Carlino e di QN, Giovanni Morandi, e il Sindaco di Bologna, Virginio
Merola.
Quando parlano della propria azienda raccontano se stessi. Storie di momenti bui e scelte difficili. O di salti
nel vuoto e scommesse azzardate.
Storie di vittorie, grandi e piccole, di
traguardi raggiunti e superati. Storie
di uomini e donne, innanzitutto,
naviganti nel mare in tempesta della
crisi; del loro coraggio e della voglia
40 FARE
di farcela nonostante tutto. Sono gli
imprenditori delle 39 aziende che
hanno partecipato alla seconda edizione del Premio Paolo Mascagni,
l’iniziativa promossa da Unindustria
Bologna in collaborazione con Il
Resto del Carlino e dedicata alle imprese che crescono. La Nutraceutica
di Monterenzio, fondata nel 2002
da Andrea Poli insieme a sua figlia
Francesca, si è aggiudicata il titolo di
vincitore dell’edizione 2013, grazie
alle eccezionali percentuali di crescita degli ultimi anni. La cerimonia di
premiazione è avvenuta lo scorso 13
novembre nella sede del Resto del
Carlino.
Diverse tra loro, eppure accomunate
Il ricordo di Andrea Acquaderni e Marco Cammelli
“Paolone, perché per gli amici era Paolone e basta, è stato mio compagno di liceo e di Università”. Il fuori programma
della serata della premiazione è un vecchio ritaglio di giornale con una foto ingiallita dal tempo, e il racconto commosso di un amico. Andrea Acquaderni, imprenditore bolognese, titolare della SIT,
Società Italiana Tecnospazzole, parla di un pezzo della propria giovinezza, legata
a doppio filo con quella di Paolo Mascagni. Era l’agosto del 1979. “Avevamo molta
voglia di divertirci, poca di studiare, giusta di lavorare”. Era appena nato un gioco
chiamato windsurf, e Paolo lanciò l’idea di fare la traversata Pola- Cervia. 90 miglia
nautiche in 29 ore: i due amici ce la fanno. Avevano
19 anni. Poi, per i casi della vita, si sono ritrovati vicini di casa a Mongardino e vicini anche di fabbrica.
“Ancora oggi - racconta col sorriso Acquaderni porto Paolone nel cuore, mi è sempre di stimolo. E’
bello che questo premio porti il suo nome”.
A ricordare l’imprenditore scomparso nel 2011 è Marco Cammelli
intervenuto anche il Presidente della Fondazione Del Monte, Marco Cammelli,
riportando un gesto di “virtù personale e civica” da parte di Paolo Mascagni in
occasione della sua nomina alla Presidenza della Fondazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
da una caratteristica vincente: sono
imprese che crescono. Legate al territorio, spesso distanti dalle luci della ribalta ma eroine di un impegno
silenzioso e quotidiano che le rende
tutte, nessuna esclusa, degne di merito. E se pure la
giuria, composta
da Unindustria
Bologna, il Resto del Carlino,
l’Università di
Bologna e l’Architetto
Elena
Zacchiroli Alberto Vacchi
Mascagni ha eletto tra di loro una
vincitrice, vincitrici lo sono tutte,
già premiate dal giudice più severo
e imparziale: il mercato. Il contesto
economico in cui operano continua
ad essere crudele: stando ai dati ela-
borati dalla Banca d’Italia, nel primo semestre di quest’anno, quasi
2.000 aziende produttive, in Emilia
Romagna, hanno dovuto chiudere i
battenti. Al loro posto, ne sono nate
meno di 1.300. La produzione è in
calo di oltre il
25% rispetto
al 2008 con
il mercato interno che per
crescere deve
tentare strade coraggiose.
Non è un caso Giovanni Morandi
che le 39 imprese del Premio vantino delle quote di export elevatissime, indipendentemente dalla loro
dimensione, o che investano moltissimo in ricerca e innovazione, contro
il fisco asfissiante, la burocrazia lenta,
il sistema di regole che riduce i margini di manovra e lo Stato che non
le tutela quanto dovrebbe. Eppure,
appassionate e infaticabili come l’amico e collega Paolo cui il premio è
dedicato, queste imprese ce la fanno.
“Chi ha deciso
fortemente
di
investire in ricerca e in grande innovazione - spiega il Presidente
Alberto Vacchi
- certamente riesce a selezionare Virginio Merola
spazi di mercato che le altre aziende
non sono riuscite a trovare, e questo
è un dato di grande conforto per chi
vuole continuare a crescere in quella
direzione”. “In casi come questi – ha
aggiunto il Direttore di QN e de Il
FARE 41
Nutraceutica: “Così miglioriamo
la salute dell’umanità”
Un’azienda naturale, nel posto più naturale del mondo. Nutraceutica è immersa nel verde di Monterenzio e all’apparenza potrebbe essere una casa di campagna, tra fiori, frutta
di stagione, quadri, sculture e fotografie.
“Questo premio assegnato a noi è una vittoria per tutti gli
operatori del nostro settore. È questa la nostra più grande
gratificazione”. Parla così Andrea Poli, fondatore insieme a
sua figlia Francesca, nel 2002, dell’azienda che ha
ricevuto il Premio Paolo Mascagni 2013. La nutraceutica è una disciplina scientifica che riguarda
le sostanze benefiche per la salute e che si assimilano attraverso il cibo o determinati integratori.
La piccola azienda di Monterenzio opera come
società di distribuzione di principi attivi naturali,
estratti di piante officinali, vitamine, alghe, amminoacidi, proteine, prebiotici e probiotici. Seleziona, controlla e propone al mercato materie prime
innovative e di altissimo profilo qualitativo. Un’azienda naturale, nel posto più naturale del mondo.
“Quello che ci è stato assegnato è un premio
importante - continua Poli - perché ha premiato
42 FARE
gli sforzi e le attività che in tanti anni abbiamo portato avanti nel nostro settore che, a
dispetto della crisi, sta crescendo e che ha
ancora tante possibilità di sviluppo, perché
serve migliorare la salute dell’umanità. Mangiare bene, con gli integratori giusti e una
buona attività fisica significa allungare la vita
e prevenire le malattie”.
Quindici addetti, tra personale di magazzino,
impiegati e tecnici laureati. “Qui nessuno
timbra il cartellino - racconta con soddisfazione Poli - perché ciascuno possa organizzare il proprio lavoro come meglio crede, in
serenità e senza l’assillo degli orari”. Punti
di forza di Nutraceutica, insieme all’indissolubile binomio qualità/cultura, intesa come
ricerca e condivisione del sapere, sono la valorizzazione del
patrimonio delle competenze umane e lo spirito di squadra.
Non a caso Poli parla di “grande famiglia”.
E la formula è senz’altro vincente, viste le eccellenti performance di crescita: +48% di fatturato in due anni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Resto del Carlino, Giovanni Morandi – il termine impresa coincide con
la sua etimologia di azione eroica e
ardimentosa. Sono aziende che meritano la nostra ammirazione. Esempi
di incoraggiamento per tutti noi”.
Imprenditori che hanno a cuore l’Italia e il proprio territorio. Che decidono di restare, di essere il valore aggiunto del paese che amano perché,
come spiegano gli stessi imprenditori
“la nostra America è l’Emilia” e “le
imprese italiane devono tornare ad
essere importanti”. “Gli effetti della
crisi economica sull’occupazione e
sulla crescita sono ancora, purtroppo, molto evidenti, anche sul nostro
territorio – ha commentato il Sindaco di Bologna, Virginio Merola – le
imprese che hanno partecipato al
Premio Paolo Mascagni sono però
la dimostrazione che da questa crisi
si può uscire meglio di come ci si è
entrati. Per raggiungere questo obiettivo serve il coraggio di innovare ed
investire in ricerca, coraggio che questi imprenditori hanno dimostrato,
e che ci dà speranza per guardare al
futuro con occhi nuovi”.
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FARE 43
PREMIO “PAOLO MASCAGNI”- IMPRESE CHE CRESCONO
I protagonisti che
sfidano la crisi.
E crescono.
ADHR
19,4 milioni di euro
È il fatturato della società nel 2012
42 per cento
È l’aumento del fatturato rispetto
al 2011
97 per cento
Leonardo Nieri
AMEDEA SERVIZI
APPENNINO FOOD
2006 anno di nascita
5 milioni di euro
9 città
50 per cento
4,2 milioni di euro
+ 15 per cento
Il primo lavoro fu il servizio mensa per
un’azienda metalmeccanica
È il fatturato annuo realizzato principalmente all’estero
Bologna, Ravenna, Piacenza, Reggio,
Modena, Ferrara, Bari, Roma, Milano
Viero Negri e Luca Dermidoff
È il fatturato 2012, cresciuto del 9,8%
rispetto a quello dell’anno precedente
Quanto pesa sul totale il mercato
statunitense
Luigi e Angelo Dattilo
ARETE’
50.000 metri quadrati 1,8 milioni di euro
3.000 dipendenti
21 + 2 persone
327 milioni di euro
+ 40 per cento
È il fatturato complessivo, dei quali 1,4
milioni derivano da Areté
Due sono i soci, 21 i dipendenti, con
un’età media di trent’anni
In tutto il mondo. Di cui 130 nel solo
stabilimento di Castel San Pietro
È il fatturato del 2012. 55 milioni
quelli generati a Castel San Pietro
È la crescita registrata sul 2011.
Il 30% del fatturato viene dall’estero
Enrica Gentile
ASSOTECH
AUTEBO
4,2 milioni di euro 7 imprese
18 dipendenti 13 milioni di euro 4 per cento 80 dipendenti È il fatturato del 2012, in cui l’export
incide per il 4%
Sulle undici totali, sono le imprese
bolognesi
Lavorano nello stabilimento di
Rastignano
Antonio Benincasa
44 FARE
L’aumento di fatturato nella prima
metà del 2013
ARCESE TRASPORTI
È il magazzino di Castel San Pietro. I metri
quadrati totali sono 500 mila
Mauro Audisio
È l’aumento del fatturato rispetto al 2010
La quota di export in Germania, Francia,
Belgio, Spagna e Tunisia
È il fatturato complessivo delle undici
imprese
Ennio Francia
Che lavorano per tutte le aziende
coinvolte nella rete
2
BERGAMI FRATELLI
BEST UNION
1950 l’inizio 352 milioni
45 dipendenti 2.000 clienti
5 milioni di euro
30 squadre
L’azienda nacque per produrre attrezzi
e accessori per l’agricoltura
È il numero di biglietti annui emessi
dai sistemi di Best Union
Distribuiti in 26 paesi, permettono
la gestione di 5.000 eventi
È il numero di addetti presenti oggi in
fabbrica
Damiano Bergami
Utili dimezzati per colpa della crisi.
Ma la liquidità è salva
Luca Montebugnoli
CARPIGIANI
5,5 milioni di euro
120 milioni di euro
2.500
500 dipendenti L’ultimo fatturato, con una crescita
annua che oscilla dal 3% all’8%
È il numero di clienti all’estero
Duecentoventi ad Anzola, gli altri
in 11 sedi sparse nel mondo
8 per cento
È l’investimento in ricerca e sviluppo
rispetto al fatturato
Francesco Virlinzi
e Mario Paoluzi
10 mila Andrea Cocchi
I macchinari per il gelato prodotti
in un anno
DALFIUME NOBILVINI
DEDANEXT
2,9 milioni di euro
15,5 milioni di euro
60 per cento di produzione
38 dipendenti
2 milioni di litri
2 aziende Il fatturato registrato nel bilancio
del 2012
È la parte del fatturato prodotta
a Bologna su 115 milioni in totale
In gran parte ingegneri, informatici
e commerciali
La quantità di vino che finisce nei fusti
distribuiti entro un raggio di 350 km
La produzione annuale; il 15%
porta l’etichetta “Villa Poggiolo”
Maurizio Lenzi
Dedanext nasce nel 2010 dalla fusione
di Dexer e Infolab
DISMECO
EFFE-GI IMPIANTI
3,2 milioni di euro
55 dipendenti È il fatturato dell’azienda nel 2012
Divisi tra la sede principale e il magazzino
di Zola Predosa
28 per cento 5,2 milioni di euro L’aumento del fatturato
rispetto al 2011
È il fatturato 2012, cresciuto del 4%
rispetto a quello dell’anno precedente
10 per cento
22 mila euro
L’investimento annuo in ricerca
e sviluppo rispetto al fatturato
Claudio Tedeschi
Tra calcio, volley e basket hanno
adottato i sistemi di Best Union
BIERREBI
È il fatturato del 2012. Oltre il 97%
arriva dal mercato estero
Silvia Dalfiume
Premio Mascagni
Franco Vitali
È la quota di fatturato proveniente
dall’estero
FARE 45
PREMIO “PAOLO MASCAGNI”- IMPRESE CHE CRESCONO
EMMECIPI STUDIO
GIMAT
7,3 milioni di euro
1,3 milioni di euro 55 per cento
45 per cento 20 addetti
11 + 4 dipendenti È il fatturato del 2012, in crescita costante dal 2009
Il fatturato 2012 dell’azienda, in crescita
nei confronti del 2011
È la quota di fatturato che viene dalle
vendite all’estero
Andrea Paladini
Sono gli impiegati nello stabilimento
bolognese dell’azienda
È il fatturato realizzato dalla Gimat
all’estero
Claudio e Marco Magri
HETTABRETZ
IM.TECH
8,8 milioni di euro
30 dipendenti 50 dipendenti 2 milioni di euro
La maggior parte ingegneri, divisi tra
Bologna e Imola
È il fatturato del 2012, in crescita
dell’11% sul 2011
È il fatturato dell’azienda nel 2012
È lo staff interno a cui si aggiungono 150
persone nell’indotto
200 clienti 6 per cento Paolo Bertuzzi
Gli investimenti dell’azienda in ricerca e
sviluppo
Le aziende che utilizzano i servizi di
Im.Tech
Giuseppe Sermasi
ITALCHIM
LAVOROPIU’
43 anni 55 milioni di euro
2.000 prodotti 6 regioni 6 milioni di euro
170 dipendenti È il fatturato dell’azienda raggiunto nel
2012
Era il 1970 quando i giovani coniugi
Cassanelli crearono l’ltalchim
In cui opera la società: in Emilia è leader
del suo mercato
Vengono commercializzati ogni anno
dall’impresa
Anna Guidotti
È il fatturato annuo dell’azienda, che in
anni di crisi non ha mai perso
Tomaso Freddi
METAL ACCIAI CASTELLO
45 dipendenti
21,3 milioni di euro
48 per cento 59 dipendenti 2,8 milioni di euro
25 dipendenti
Il fatturato del 2012 della Metal Acciai e
della Sabe
È l’aumento del fatturato nel 2012 rispetto all’anno precedente
46 FARE
Sono i rapporti a tempo indeterminato
dentro Lavoropiù
MECHINNO
Sono divisi tra la Mechinno e la consociata Inndaco
Fabio Di Martino
Oltre ai 4 membri della famiglia Magri in
azienda lavorano 11 addetti
È il fatturato del 2012. Il 10% va alla
ricerca
Sono dati dalla somma di quelli di Metal
Acciai e Sabe
Di Adriatica Osimo
Cristian Marchetti
MILPASS
NUOVA STAR
1980 la fondazione 23,7 milioni di euro La direttiva Cee sulla sicurezza delle
macchine è di 26 anni dopo
È il fatturato del 2012. 20,1 vengono
dalle vendite all’estero
10 milioni di euro 20 brevetti 7,4 per cento
89 dipendenti Sono quelli attivi nel 2013. L’azienda
spende il 5% del fatturato in ricerca
È l’ultimo fatturato dell’azienda, che
conta oggi 54 dipendenti
Christian Passuti
È la crescita rispetto al 2011, +23,6% il
rapporto con l’anno precedente
Marco Vanini
NUTRACEUTICA
OFF. MECC. MARCHETTI
9 milioni di euro + 13 per cento di fatturato 15 dipendenti 17 dipendenti 48 per cento 5% per la ricerca Il 2012 si è chiuso con un fatturato
globale di 2,5 milioni di euro
È il fatturato del 2012, in crescita del 10
per cento
Una decina lavora nella produzione:
ogni anno arrivano anche gli studenti
Lavorano in sede a Monterenzio, a cui si
aggiungono i collaboratori
Andrea Poli
È l’aumento del fatturato rispetto al 2010
Dante Marchetti
OLEOBI
1962 la fondazione 20,8 milioni di euro 91 distributori 10 mila
15,9 milioni di euro 65 dipendenti Il fatturato nel 2012: ‘core business’ è la
progettazione
Gli articoli presenti nell’enorme magazzino
Grazie a una solida organizzazione la Ofm
è presente in tutto il mondo
È l’ultimo fatturato. Il 90% è realizzato
all’estero. Italiana la produzione
Almo Lorenzini
L’azienda è stata fondata nel 1980 da
cinque soci
OVAKO
PAOLO CASTELLI
16 milioni di euro 12 milioni di euro
42 dipendenti
26 per cento 15 stabilimenti 40 dipendenti Il fatturato nel 2012. Più della metà
dipende dai mercati esteri.
È il fatturato del 2012, quasi raddoppiato
rispetto al 2010
È la crescita del fatturato registrata nell’ultimo anno
Sono gli impiegati nello stabilimento di
14 mila metri quadrati di Molinella
Luciano Pirazzoli
La quota del fatturato riservata
all’innovazione
OFM TOP LINE
La Ofm Top Line ha festeggiato 50 anni.
Oggi ci lavorano in 73
Massimiliano Mosca
Nello stabilimento di Zola Predosa,
12 dei quali addetti a ricerca e sviluppo
Sono le unità produttive nel mondo
del gruppo Ovako
Paolo Castelli
Lavorano in azienda. Quattordici sono
architetti
FARE 47
PREMIO “PAOLO MASCAGNI”- IMPRESE CHE CRESCONO
SIARE
SIMEX
40 anni 19 milioni di euro 9,2 milioni di euro
5 per cento del fatturato 30 + 70 persone
60 dipendenti Il fatturato 2012. L’80% viene realizzato
all’estero
È il tempo dal quale la Siare è sul mercato
mondiale
È la percentuale che l’azienda
sta destinando alla ricerca
È il fatturato realizzato nel 2012 dall’azienda
Giuseppe Preziosa
I dipendenti diretti sono 30, età media 43
anni. L’indotto conta 70 persone
Mirco Risi
SIPLA
SMART
2 le sedi 1995 la fondazione 108 i dipendenti 19 i dipendenti L’azienda nacque dall’incontro tra
un commerciale e un giornalista
Lo stabilimento di Crespellano e la ‘filiale’
in Serbia
Tra i quali sette sono informatici
e sei comunicatori
Settantatré nella ‘casa madre’ e 35 al di là
dell’Adriatico
8,2 per cento
14 milioni di euro Daniele Nanetti
Il fatturato 2012, con un aumento del
16,5% rispetto al 2011
È la crescita di fatturato registrata nel 2012.
La cifra nominale è 985 mila euro
Andrea De Pasquale e Enzo Bisotti
SOLAIR
TELEIMPIANTI
2,4 milioni di euro 7 milioni di euro 32 dipendenti 38 dipendenti 40 per cento 4,5 per cento È il fatturato del 2012, in crescita del
9,6%
È il fatturato del 2012: il 40% viene dai
mercati esteri
Sono divisi tra le sedi di Bologna, Modena e Milano
Lavorano a Zola Predosa, in Giappone e
in India
Tom Davis
È l’investimento in ricerca e sviluppo
rispetto al fatturato
Giulia Barcelloni-Corte
ZARRI
9 milioni di euro 4,9 milioni di euro 80 per cento 1.300 tonnellate 30 dipendenti 800 clienti
Il fatturato realizzato dall’azienda nel
2012
È il prodotto che finisce all’estero. Nel
75% va alla casa madre Bauer
È il quantitativo di ferro lavorato in un
anno di produzione
Molto basso il turnover
48 FARE
È l’investimento in ricerca e sviluppo
rispetto al fatturato
TRACMEC
L’ultimo fatturato. Nel 2008 era 17,5
milioni, nel 2005 soltanto 4 milioni
Maurizio Venara
Di questi, sei lavorano a tempo
pieno per l’innovazione
Franca Zarri
Il 25% dei prodotti è venduto all’estero
grazie a Internet e fiere
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Quell’Italia
che corre da sola
e che vince
di Marco Taddei
50 FARE
1
Al via la prima edizione dell’“Italian World
Class Manufacturing”,
il forum sulla meccanica avanzata italiana organizzato da Unindustria Bologna per far
conoscere alla stampa
internazionale le eccellenze troppo spesso
dimenticate.
C’è un’Italia produttiva che ogni
giorno corre da sola, continua a
crescere, cerca nuove strade ed è leader sui mercati mondiali. È quella
dell’industria meccanica altamente
innovativa, di cui il nostro territorio, uno dei principali distretti economici del Paese con il suo tessuto
di imprese altamente specializzate,
rappresenta un esempio. Un’Italia
vincente, ma che troppo spesso viene dimenticata e ai cui successi non
corrisponde un’adeguata percezione
sullo scenario internazionale.
Proprio per valorizzare l’eccellenza
di questa Italia e indurre il mondo dell’informazione straniera ad
Forum
una lettura più attenta e realistica
del valore della nostra manifattura,
Unindustria Bologna ha lanciato
un’operazione di comunicazione internazionale che ha preso il via con
l’Italian World Class Manufacturing,
la prima edizione del forum sull’industria meccanica avanzata italiana
che si è tenuto il 18 ottobre scorso
nella sede dell’Associazione in Via
San Domenico. All’evento hanno
partecipato esperti, economisti ed
imprenditori che hanno fatto toccare con mano ai rappresentanti della
stampa internazionale l’eccellenza
della meccanica italiana specializzata,
evidenziando al tempo stesso il gap
Vacchi: “Un forum per far conoscere nel mondo
un punto d’eccellenza italiano”
“Normalmente l’Italia viene relegata agli ultimi posti
delle classifiche internazionali, anche a causa dell’utilizzo di alcuni parametri che forse non sono proprio del
tutto corretti, e siamo
abituati a vivere in un
Paese che certamente
non pecca di autoreferenza, anzi. Con questa
iniziativa vogliamo invece sottolineare l’esistenza di alcuni settori
manifatturieri che vivono situazioni di eccellenze mondiali molto
rilevanti e devono pertanto essere considerati
in maniera diversa”.
È questa l’ambizione espressa dal Presidente di Unindustria Bologna, Alberto Vacchi, in apertura dei lavori
di Italian World Class Manufacturing. “Segmenti come
quello della meccanica altamente specializzata, protagonista di questo forum, giocano un ruolo fondamentale
e devono essere posti
al centro dell’attenzione
tramite un messaggio
che deve uscire dai nostri confini - spiega Vacchi - perché nei mercati
internazionali
questo
divario di percezione
rappresenta un gap
in termini di capacità
competitiva e anche di
prezzo assolutamente
rilevante per le nostre
imprese”. (M.T.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
FARE 51
di reputazione che deve scontare a
causa della percezione del nostro Paese all’estero.
L’obiettivo, ha spiegato il Presidente di Unindustria Bologna, Alberto
Vacchi, è quello di istituire “un momento annuale di confronto, una
sorta di ‘Cernobbio’ della meccanica,
per far conoscere alla stampa estera
e alle istituzioni un’Italia particolarmente innovativa che riesce a stare
al passo delle grandi potenze internazionali, soprattutto in alcuni segmenti manifatturieri”. La forza e le
peculiarità dell’industria meccanica
italiana sono state illustrate, dati alla
mano, dal Prof. Marco Fortis, Vice
Presidente della Fondazione Edison,
il quale ha delineato i tratti distintivi del “nuovo” made in Italy metalmeccanico che colleziona numerosi
primati nei mercati mondiali. Simon
Anholt, esperto di brand reputation
e ideatore del Nation Brands Index
che misura l’immagine di una nazione, nel suo intervento è passato “dai
fatti alle percezioni”, proponendo
una nuova lettura dell’identità competitiva del nostro Paese e del ‘brand
Italia’. Il Prof. Romano Prodi, ex Presidente della Commissione Europea
e Inviato Speciale del Segretario Generale dell’ONU in Sahel, ha portato
ulteriori elementi di riflessione analizzando a tutto tondo la situazione
e la struttura economico-finanziaria
dell’Italia, mentre le conclusioni della tavola rotonda sono state affidate
al Presidente della Commissione per
l’industria, la ricerca e l’energia del
Parlamento Europeo, Amalia Sartori, che ha descritto le strategie e gli
interventi in tema di politica industriale a livello europeo.
Per ‘dare un volto’ all’eccellenza di
quest’Italia che vince nel mondo
sono stati coinvolti nel forum alcuni
imprenditori testimonial dei diversi
settori produttivi che hanno fatto
sentire la voce diretta delle aziende
(Arvedi, Cimberio, Datalogic, Epta
Refrigeration, Fantini Rubinetti, Gruppo Industriale Maccaferri,
IMA, Marchesini Group, Marposs,
Pavan Group, Perini Navi, Pietro
Carnaghi, Prima Industrie e System
Group) presentando le proprie realtà
produttive e le storie di quell’Italia
che, ogni giorno, corre da sola e taglia il traguardo per prima.
Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sul progetto Italian World
Class Manufacturing sono consultabili sul sito www.globol.it
I rappresentanti della stampa italiana ed estera che hanno partecipato
all’Italian World Class Manufacturing
NAZIONE
TESTATA
GIORNALISTA
BOLIVIA
BOLPRESS
Rodolfo Faggioni
CINA
QUOTIDIANO DEL POPOLO
Shi Kedong
CINA
XINHUA
Song Jiang
FRANCIA
LES ECHOS
Pierre de Gasquet
GERMANIA
BÖRSEN ZEITUNG
Thesy Kness Bastaroli
GERMANIA
DEUTSCHE PRESSE-AGENTUR
Alvise Armellini
ITALIA
REPUBBLICA - AFFARI&FINANZA
Alessandra Carini
ITALIA
CORRIERE DELLA SERA
Dario Di Vico
ITALIA
IL SOLE 24 ORE
Roberto Iotti
REGNO UNITO
FINANCIAL TIMES
Rachel Sanderson
REGNO UNITO
THE ECONOMIST
David Lane
RUSSIA
RIA NOVOSTI
Sergey Startsev
SVIZZERA
LE TEMPS
Valère Gogniat
@dariodivico
Iniziativa lungimirante di Unindustria Bologna: far incontrare alla stampa estera
gli imprenditori della meccanica specializzata
Inquadra il QR Code
e accedi al video
© RIPRODUZIONE RISERVATA
52 FARE
Fortis: “La nuova faccia del made in Italy
è l’industria meccanica altamente specializzata”
“Il sistema industriale italiano negli ultimi anni si è profondamente modificato e non è più quello che viene ancora oggi
immaginato all’estero, ma persino nel nostro Paese. Oggi c’è
un ‘nuovo’ made in Italy: quello dell’industria meccanica, che si sta sempre
più affermando grazie ad un tessuto
di migliaia di imprese altamente specializzate, ad esempio in ambiti come
le macchine per il packaging e l’industria alimentare, che sono leader su
tanti mercati diversi. Un made in Italy
emergente, ma non ancora conosciuto, a differenza del ‘vecchio’ made in
Italy, rappresentato dai settori tradizionali come arredamento, moda e alimentare, già da anni
percepito come un sistema di successo”.
È questa la sintesi dell’analisi presentata da Marco Fortis,
Vice Presidente della Fondazione Edison, che rimarca i numeri vincenti di questa Italia manifatturiera: “Nel 2012 l’Italia
è diventata uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere una bilancia
commerciale con l’estero per i prodotti manufatti non alimentari
superiore ai 100 miliardi di dollari, con un attivo di 113 miliardi di
dollari”.
Ottimi risultati che si evidenziano anche
nel rapporto con il principale competitor
europeo, la Germania. “Nel 2011, su circa 4.000 prodotti manifatturieri scambiati
internazionalmente, in 2.134 la Cina ha
avuto una bilancia commerciale più forte
di quella tedesca, ma l’Italia è subito alle
sue spalle con 1.215 prodotti nei quali ha
‘battuto’ la Germania. Un risultato dovuto
alle tante nicchie d’eccellenza del nostro
Paese, che non sono poi così piccole visto che questi prodotti
nel 2011 hanno assicurato all’Italia 150 miliardi di dollari di surplus con l’estero, cioè circa il 7% del PIL”, conclude Fortis. (M.T.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Source: compiled by Fondazione Edison on data from United Nations Comtrade
FARE 53
Prodi: “Analizzare il passato
per risolvere i problemi del futuro”
La mancanza di grandi imprese in Italia, i temi del retail e dell’immagine Paese, la questione della continuità delle aziende familiari. “Tutti vecchi argomenti che
abbiamo discusso molte volte, ma che restano ancora
fondamentali e oggi incidono in maniera diversa perché
siamo in una differente fase dello sviluppo”, spiega Romano Prodi, ex Presidente della Commissione europea.
“È necessaria un’analisi seria delle debolezze e dei
punti di forza del nostro sistema per risolvere i problemi
del futuro. Abbiamo perduto quasi tutte le grande imprese: bisogna interrogarsi sul perché al di sopra di una
determinata dimensione non riusciamo a sostenerle”,
prosegue il Professore.
Dopo aver messo in evidenza la straordinaria importanza delle filiere e delle scuole tecniche per lo sviluppo
della nostra economia, Prodi risponde con una battuta
a una domanda della stampa estera sul capitalismo familiare: “Una volta mi hanno chiesto cosa fosse possibile fare per permettere alle imprese familiari italiane
di proseguire e risolvere il problema del passaggio di generazione. La mia risposta è stata: sposate donne intelligenti. Allora non c’era nessuno strumento nella società
italiana che le aiutasse nella loro continuità, ma il quadro
è uguale anche oggi perché in Italia sono assenti le strutture di appoggio che ci sono ovunque per le imprese, in
particolare quelle finanziarie”. (M.T.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sartori: “Horizon 2020 e partenariato con gli USA,
ecco i prossimi passi dell’UE”
Come si sta muovendo l’Europa su tematiche fondamentali come ricerca e sviluppo, formazione, energia,
politica commerciale, ‘made
in’, standard ambientali? Lo
spiega Amalia Sartori, Presidente della Commissione
per l’industria, la ricerca e
l’energia del Parlamento Europeo. “Il bilancio pluriennale
2014-2020 dell’Unione Europea - puntualizza - ha in dotazione solamente l’1% del PIL europeo annuo: risorse estremamente modeste che permettono di attivare solo alcune
politiche, ma c’è comunque modo di incidere di più tramite
54 FARE
regolamenti e direttive”.
Dopo aver osservato che “l’Italia nel 2012 è stato il primo
Paese dell’UE per numero di pernottamenti di turisti provenienti da paesi extra-UE e il secondo dopo la Germania
per attivo manifatturiero non alimentare coi paesi extraUE”, Sartori ricorda che “nel 2014 partirà Horizon 2020, il
più grande programma per la ricerca e l’innovazione mai
promosso dall’Europa che metterà a disposizione, per i
prossimi 7 anni, 70,2 miliardi di euro e che è iniziato il percorso che porterà a chiudere un accordo commerciale tra
Unione Europea e USA consentendo di mettere insieme
un mercato di oltre 800 milioni di persone che rappresenta
l’80% della ricchezza globale”. (M.T.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Anholt: “Cambiare il brand Italia è possibile”
“Il guaio dell’Italia è essere amata senza essere rispettata,
e non è una bella situazione”. Parte da quest’affermazione tranchant Simon Anholt nell’illustrare la reputazione
del nostro Paese. Il policy advisor inglese spiega che “nel
mondo globalizzato l’immagine di un Paese diventa più importante dei fatti”, con ricadute importanti sull’export, sul
flusso di investimenti esteri, sulla capacità di attrarre turisti
ed eventi.
“L’Italia - chiarisce Anholt - viene percepita nel mondo
come una nazione più decorativa che utile, di cui vengono
apprezzati i fattori ‘soft’ come cultura, bellezze naturali e
accoglienza. La conseguenza è che i settori che possono
beneficiare di questi elementi (abbigliamento, arredamento, food) vendono sopra la media di mercato, mentre tutti
gli altri devono farlo sottoprezzo, con un commercio severamente squilibrato e una competitività compromessa”.
Il creatore del Nation Brands Index ha poi mostrato come
la reputazione dell’Italia, nonostante conservi il quarto
posto nel ranking, stia andando in una direzione sbagliata
scendendo, di poco, ma in maniera continua negli scores.
Cambiare l’immagine nazionale, tuttavia, è possibile, in
particolare per il nostro Paese: “Lo spazio che separa la
tradizionale immagine di Belpaese, inutile e decorativo, da
un’immagine più giusta, vera e moderna di un’Italia utile
e all’altezza è strettissimo. Ci sono già queste due ‘Italie’
nella mentalità della popolazione globale, bisogna solo
cercare di unirle, costruendo un ponte fra le due visioni”,
precisa Simon Anholt. (M.T.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
FARE 55
Un gruppo al lavoro
per la difesa
della piccola impresa
di EB
Le piccole imprese sono il motore dell’economia italiana.
Da sempre trascurate, sono costrette a cercare al loro interno le risorse per
fronteggiare i mercati che cambiano.
“La crisi economica ha trasformato
profondamente il contesto in cui viviamo. E’ ormai chiaro a tutti che il
modello economico antecedente non
è più recuperabile e che quella a cui
56 FARE
le piccole imprese si devono abituare
è una nuova ‘normalità’. Siamo chiamati a mettere in campo tutte quelle risorse, quelle possibilità, e quelle
idee che possono aiutare gli impren-
ditori a trovare la strada affinché tutti
insieme possiamo uscire da questa
secca”. Parole di Massimo Cavazza,
Rappresentante della Piccola Industria di Unindustria Bologna, che da
1
mesi raccoglie instancabilmente le
istanze dei colleghi imprenditori per
farsene portavoce ai tavoli di Roma e
Bruxelles.
Il 2013 è stato un anno particolarmente complesso. La Piccola Industria di Bologna ha messo in campo una serie di iniziative, a partire
dall’incontro del marzo scorso, intitolato significativamente “Uomini soli al loro futuro”. E’ un percorso lungo, ma avete già portato a
casa i primi risultati.
Sì, anzitutto voglio ricordare che a
giugno abbiamo raccolto le istanze
dalla viva voce degli imprenditori,
istituendo un vero e proprio referendum per stabilire le priorità da
presentare a Roma. Siamo stati una
delle prime Associazioni in Italia ad
adottare questo metodo. Possiamo
dire che non a caso, la richiesta più
gettonata dai nostri imprenditori,
cioè la riduzione del cuneo fiscale, è
all’ordine del giorno nell’agenda di
Governo, ma questo non basta: le
risorse messe in campo sono assolutamente irrisorie, noi continueremo
ad inoltrare le nostre istanze perché
siamo molto lontani da quanto i nostri associati ci chiedono. La piccola
goccia che abbiamo portato a Roma
ha avuto un suo effetto, ma Confindustria che ci ha messo la faccia, presentando un documento che contiene molte proposte avanzate proprio
dalla Piccola Industria, non può accettare proposte così ridotte.
Talvolta si ha la percezione che la
politica dimentichi il ruolo strategico che le piccole e medie imprese
hanno all’interno del sistema produttivo di questo Paese. E’ così?
Purtroppo sì. Il Governo a volte
sembra dimenticare l’importanza
delle piccole imprese. Eppure sono
una componente fondamentale del
motore della nostra economia. Basti
pensare che in termini di occupazione le Pmi rappresentano il 50%.
Inoltre, senza le piccole imprese non
esisterebbero neanche le filiere, che
invece sono una grande ricchezza per
il nostro Paese. Senza le piccole, anche le grandi aziende non sarebbero
le stesse. L’Italia è la nazione al mondo con la più grande percentuale di
piccola imprenditoria, ciò significa
che è una componente della nostra
stessa identità. Il Governo non può
non tenerne conto. Inoltre io credo
che se nei prossimi anni si vuole risolvere il problema della disoccupazione, si deve risolvere anche il problema delle piccole imprese. Non
attraverso promesse, ma fatti, per
questo motivo continueremo instancabilmente a fare pressione affinché
le nostre proposte vengano ascoltate,
e se ciò non dovesse accadere allora si
renderanno davvero necessarie azioni
forti per difendere la nostra sopravvivenza.
L’Associazione, dal canto suo, ha
messo in cantiere diversi progetti
per dare sempre nuova linfa al sistema delle piccole imprese. Quali
sono i più significativi?
La Piccola Industria di Unindustria
Bologna ha avviato un percorso di
confronto costante ed elaborazione
delle proposte con gli Associati. L’ultima tappa è stata l’incontro “Le strade della Piccola industria dalla crisi
alla normalità” del 6 dicembre, convocato con l’obiettivo preciso di mettere in campo tutte le opportunità, le
idee e le risorse per aiutare le piccole
imprese a trovare la nuova ‘normalità’
in cui viviamo. Ma voglio ricordare
anche l’azione della Piccola Industria
di Confindustria a Bruxelles, a cui ho
Piccola Industria
contribuito in prima persona per reperire tutte le informazioni utili alle
Pmi in vista di Horizon 2020.
Lo scorso 28 novembre ha lasciato
il suo mandato da Vice Presidente
nazionale della Piccola Industria.
Che bilancio trae da questi anni di
attività?
Sono stati quattro anni entusiasmanti. Ho lavorato con una bellissima
squadra, con persone preparate e con
tanta voglia di fare. È stata un’esperienza straordinaria. Ma ora il mio
impegno continua: io i ‘piccoli’ li respiro ogni giorno, con tutte le loro
difficoltà. A loro dico: l’Associazione
è una casa aperta, non siete soli.
Che messaggio vorrebbe dare ai
suoi colleghi per affrontare al meglio la nuova ‘normalità’?
Ai miei colleghi dico che oggi l’imprenditore deve stare più fuori che in
azienda, perché il mondo e le opportunità sono fuori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
FARE 57
Il gruppo di Piccoli Imprenditori che ha accompagnato Massimo Cavazza nelle molte
attività intraprese in questi anni, ognuno collaborando con competenza e disponibilità.
Ivano Corsini (Corsini srl) “Il talento ti
fa vincere una partita. L’intelligenza e
il lavoro di squadra ti fanno vincere un
campionato”
Daniele Salati Chiodini (Omega Group
srl) “Lavorare insieme per contribuire a
fare crescere tutte le piccole aziende”
Federico Ponti (Tebo spa) “Ho aderito con
entusiasmo al gruppo di lavoro della Piccola perché credo da sempre che l’Associazione la facciamo noi imprenditori,
e non i funzionari, seppur capaci, perché
lo spirito che anima le nostre iniziative quotidiane possa
contagiare il mondo che ci circonda, e sia di sprone a
tutti i colleghi”
Giuseppe Endemini (Elford2 srl) “In parva
Stefano Sarti (Meccanica Sarti srl) “La
et media industria stat virtus”
Loris Mantovani (Studioemme sas) “L’espressione che rappresenta la proposta
del nostro gruppo di lavoro per i soci della Piccola Industria è 1 + 1 + 1 + 1 = 5“
subfornitura sta morendo nell’assoluto
disinteresse della politica”
Antonio Benincasa (Assotech srl) “Fare un
unico progetto politico-industriale per superare qualsiasi ostacolo nel futuro”
Arnaldo Tragni (Altra confezioni maglierie srl) “L’impegno di tutti noi del gruppo per valorizzare la forza e la capacità
delle piccole imprese per fare ripartire
l’economia”
Rodolfo Albini (Air-tech System srl) “Fare
le stesse cose porta sempre gli stessi risultati, noi vogliamo risultati diversi e perciò cerchiamo nuove soluzioni da condividere con tutti gli associati”
Le tappe del percorso della Piccola Industria di Unindustria Bologna
4 aprile 2013
9 luglio 2013
6 dicembre 2013
Piccoli imprenditori:
uomini soli al loro futuro
Una testa un voto per definire le priorità della nostra
piccola industria
Le strade della piccola industria: dalla crisi alla normalità
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58 FARE
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FARE 59
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“Raccontiamo Bologna
come nessuno ha mai fatto”
di EB
Fabio Roversi Monaco, Presidente Genus Bononiae-Musei nella Città di
Bologna, spiega: “Così attrarremo più stranieri”. E da febbraio 2014 a
Palazzo Fava esporrà il noto dipinto “La ragazza con l’orecchino di perla”
di Vermeer.
Genus Bononiae ha fatto un grande
sforzo per recuperare e valorizzare
il patrimonio culturale della città.
Qual è l’unicità e la straordinarietà
del percorso che avete progettato?
Genus Bononiae-Musei nella città non punta soltanto a recuperare
un patrimonio artistico, linguistico e documentario di inestimabile
e sorprendente valore, ma intende
soprattutto individuare la vocazione
profonda di Bologna quale luogo di
creazione e diffusione di idee, di linguaggi, di immagini e di conoscenza.
Genus Bononiae si basa su un criterio
nuovo di proporre la città, un modo
di esporre e di raccontare dinamico
ed innovativo, così che nessun visitatore possa dire “ho già visto, non ci
tornerò più”, in quanto si tratta di un
percorso in divenire che si rinnova e
si arricchisce continuamente.
Questo è senza dubbio uno dei punti
di forza principali della progettualità
di Genus Bononiae e costituisce la
premessa per raggiungere l’obiettivo
di cui tanto si parla di questi tempi:
avere a Bologna, come essa merita,
una maggiore presenza di visitatori
60 FARE
stranieri, ipotesi questa che è confortata dal fatto che ultimamente il numero di turisti europei è in crescita.
Cosa potrebbero fare gli altri attori
della città (istituzioni, forze economiche) per sostenere il progetto
Genus Bononiae?
Genus Bononiae è un’operazione di
interesse pubblico, realizzata in accordo con le Istituzioni e le Sovrintendenze che ci hanno dato, nel tempo, un sostegno molto significativo
ed estremamente apprezzato. Oggi,
ad attività pienamente avviata, diverse sono le sinergie in atto e le collaborazioni avviate con i principali
attori, pubblici e privati, del mondo
culturale, sociale ed imprenditoriale della nostra città. E la capacità di
“fare rete” è certamente l’altro punto
di forza della nostra istituzione. E’
evidente che ogni Istituzione e ogni
futuro interlocutore opererà nell’ambito delle proprie competenze e secondo gli indirizzi che si vorrà dare.
L’importante è che le iniziative siano
ideate e svolte in modo coordinato
e che gli obiettivi di fondo vengano
condivisi. Da questo punto di vista
è ben evidente che una attività di
indirizzo e coordinamento nella individuazione di tali obiettivi e nel
processo del loro raggiungimento
deve essere svolta dai competenti Assessorati.
L’idea che la cultura possa rappresentare un volano per l’economia si
sta radicando sempre di più anche
nelle mentalità imprenditoriali.
1
Quale può essere il ruolo della cultura in un territorio come quello di
Bologna?
La risposta sta nel concetto di “marketing territoriale”. Impossibile una
disamina accurata in poche righe,
ma è ormai assodato che una oculata
gestione e una adeguata promozione
del patrimonio artistico-culturale
italiano è un fattore potenzialmente
determinante nell’economia. Funzionale a ciò è la sinergia di istituzioni
pubbliche e private, economiche e
non, che tengano conto - nello sviluppare le proprie linee progettuali
- delle esigenze del territorio di riferimento in funzione della loro sod-
disfazione, anche in termini di investimenti produttivi. Ad esempio, la
mostra che Palazzo Fava ospiterà a
partire dal mese di febbraio 2014 e
che esporrà al pubblico, unica sede
europea, il famoso dipinto de “La ragazza con l’orecchino” e altre opere
di Vermeer e Rembrandt, fra gli altri,
è un’opportunità che la città di Bologna sta cogliendo nella giusta prospettiva, attraverso la realizzazione di
azioni di valorizzazione del territorio
e di proposte culturali collaterali e
complementari all’evento principale
che, a mio avviso, convergono verso
il comune obiettivo di fare rientrare
la nostra città all’interno dei flussi tu-
Genus Bononiae
ristici che attraversano la penisola e
dai quali Bologna, sino ad oggi, è stata solamente lambita. La Fondazione
Carisbo aveva immaginato e compreso questo scenario sin dai primi
contatti che hanno poi portato alla
effettiva realizzazione della mostra.
C’è un messaggio che vorrebbe rivolgere agli imprenditori?
Il messaggio è quello di “fare sistema”. E all’interno del sistema così
istituito, è quello di procedere a selettivi, ma significativi, co-finanziamenti.
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Genus Bononiae, Musei nella città: il percorso.
Un percorso culturale, artistico e museale articolato in edifici
nel centro storico di Bologna, restaurati e recuperati all’uso
pubblico dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. Otto
i luoghi che lo compongono: Palazzo Pepoli, museo innovativo dedicato alla storia della città; Palazzo Fava, affrescato dai
Carracci e centro interamente destinato ad eventi ed esposizioni; Casa Saraceni, sede della Fondazione Carisbo; Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale, con un ricco
patrimonio librario a partire dal 1500; San Colombano, con la
collezione degli strumenti musicali antichi del Maestro Luigi
Ferdinando Tagliavini; Chiesa di Santa Cristina, sede di con-
certi; Santa Maria della Vita, ove è collocato il Compianto
sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca; San Michele in Bosco,
grande belvedere affacciato su Bologna, ricco di opere d’arte.
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FARE 61
LO SAPEVATE CHE... la
newsletter del servizio
Internazionalizzazione
NEWS
unindustria
Elena Boromeo
Francesca Aufiero
Marco Taddei
62 FARE
L’area Internazionalizzazione di
Unindustria Bologna nel 2013 ha
introdotto una nuova newsletter dal
titolo “Lo sapevate che…”. Questa si affianca agli altri strumenti di
comunicazione – circolari tecniche,
inviti, circolari riepilogative, ecc. – e
contiene informazioni in pillole su
esperienze di aziende associate che
si ritiene di condividere con gli altri
soci per contenuti particolarmente
interessanti, oppure su tematiche di
carattere generale molto sentite tra le
associate. Nel 2013 sono usciti due
numeri della newsletter. Nel 2014
diventerà quadrimestrale, con tre
numeri in uscita a marzo, luglio e
novembre.
Nel 2013 abbiamo parlato di:
IRAN: LE REGOLE PER L’ESPORTAZIONE: le restrizioni nate
dalle sanzioni verso il Paese hanno
reso quasi impossibile qualsiasi trasferimento di valuta e incassare i
corrispettivi dell’export è diventato
sempre più difficile.
TRUFFE ON LINE COME RICONOSCERLE: una delle ultime
truffe segnalate proviene dalla Costa
d’Avorio, attraverso contatti via mail
da potenziali clienti che all’atto del
bonifico per pagare le forniture chiedono il pagamento di una tassa locale tramite Money Transfer o Western
Union, metodi che rendono impossibile risalire a chi ha incassato i soldi.
Ovviamente dopo avere incassato la
tassa spariscono.
ALTRI CASI DI TRUFFA DA PAESI ARABI E/O AFRICANI: aziende
ci hanno segnalato un altro tentativo
di truffa, effettuato nel momento del
pagamento di una fornitura. I truffatori pagano con assegni (falsi o rubati) o bonifici (mai arrivati in conto)
e sostengono di avere pagato di più,
chiedendo la restituzione della differenza.
ARGENTINA: NUOVI OSTACOLI TARIFFARI E NON TARIFFARI ALLE IMPORTAZIONI: negli
ultimi anni il Governo argentino ha
sviluppato una politica generale di
restrizione alle importazioni attraverso vari meccanismi protezionistici,
introducendo normative tecniche e
procedure burocratiche, divieti di
pagamento all’estero, ecc.
L’ETICHETTA “MADE IN” POTREBBE DIVENTARE OBBLIGATORIA PER TUTTI I PAESI
DELL’UNIONE EUROPEA. SIETE PRONTI?: proposta di regolamento della Commissione Europea
che se sarà approvata introdurrà
l’obbligo del “made in” per i prodotti destinati ai consumatori. Ma
in un mondo globalizzato, dove i
prodotti sono costruiti a partire da
componenti di origine spesso ignota,
la conoscenza delle regole per l’attribuzione del “made in” non è affatto
scontata.
SIAC - NUOVO STRUMENTO
PER LA LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE: la piattaforma
siac.gdf.it è uno strumento che permette alla GdF (Guardia di Finanza)
di condividere e gestire informazioni
sui marchi al fine di agire a tutela dei
diritti dei titolari.
TRUFFE SU MARCHI E BREVETTI: RICHIESTE DI DENARO INGANNEVOLI: dopo circa
un mese dall’avere richiesto il deposito di marchi sono state ricevute
richieste di pagamento di importi
Unindustria Bologna: non solo servizi... la nostra voce sui quotidiani
QUALE DIALOGO CON LE IMPRESE E GLI IMPRENDITORI?
Legge sui reati tributari
Decreto legislativo 10.03.2000 n° 74
ART 10/bis Dlgs 74/2000
Omesso versamento di ritenute certificate (1)
1. E’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non versa entro il termine previsto per la presentazione della
dichiarazione annuale di sostituto di imposta ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti, per un ammontare
superiore a cinquantamila euro per ciascun periodo d’imposta.
(1) Articolo aggiunto dal comma 414 dell’art. 1, L. 30 dicembre 2004, n. 311.
Premetto che sono l’amministratore di una piccola società di San
Giovanni in Persiceto (Molpass srl,) che da oltre un ventennio si
occupa di distribuire ed installare “impianti speciali” di scenotecnica nei teatri e negli studi della televisione.
Nel corso di un ventennio, con la mia piccola struttura, abbiamo
realizzato interventi con le tecnologie della luce, dell’audio, del
video e della meccanica scenica nei principali plessi teatrali italiani e studi delle televisioni definendo, ovunque, soluzioni che ne
ammodernassero il loro funzionamento: nostri sono gli impianti
e i cablaggi del Gran Teatro la Fenice di Venezia, nostre sono le
soluzioni tecniche con cui si sono ultimati i lavori al teatro Eliseo
di Nuoro; ancora nostre sono le forniture di proiettori di luce a
led per la sala stampa del Quirinale e di innumerevoli altre realtà
televisive.
Scrivo, non senza averci pensato un po’, da cittadino figlio di un
ferroviere della stazione di Bolognina di Crevalcore, nato negli
alloggi del palazzo attiguo, con entrambi i due nonni Ferrovieri,
educato dalla mia famiglia con i valori della onestà, del decoro e
del fare le cose per bene.
Scrivo da ingegnere, padre di due figli e compagno di una insegnante comunale con cui condivido una vita fatta di molto lavoro
e qualche soddisfazione prima della crisi, pochissime nell’ultimo
triennio.
Scrivo anche e soprattutto da imprenditore con 20 dipendenti che
una mattina ha ricevuto una telefonata da un avvocato d’ufficio
nominato dal Tribunale di Bologna, il quale mi comunicava che
ero stato appena condannato, in base a quanto previsto dall’art. 10/
bis D.Lgs 74/2000, alla pena di tre mesi di reclusione, ovvero alla
pena pecuniaria di 22.500 € di multa, per non aver pagato nei tempi previsti circa 61.000 € relativi ai sostituti d’imposta per l’anno
2011 che l’azienda, da me amministrata, doveva allo Stato.
I fatti sono noti ai più, compreso ai funzionari dell’Agenzia delle
Entrate di Bologna con i quali nei primi mesi del 2013 è stata concordata una dilazione di pagamento aggravata da oltre 9.000,00 €
di interessi.
Inutile sottolineare che il motivo del mancato pagamento stia nella
assenza di liquidità causata dalle scadenze andate insolute per lavori e forniture effettuate a enti pubblici e fondazioni teatrali. Tra
questi i casi più gravi riguardano il Comune di Fauglia, la Fondazione Campania dei Festival, il Comune di Milano per il restauro dell’ex teatro di Strehler, il Piccolo Teatro di via Rovello. Altri
crediti minori (ma comunque importanti) degli anni 2011-2012
riguardano la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma; la Fondazione Pomeriggi Musicali Milano - Teatro Dal Verme e Teatro Degli
Arcimboldi; la Fondazione Pontedera Teatro - Teatro Era (PI),
Fondazione Teatro Lirico Cagliari.
Inutile aggiungere “la beffa” che insiste con il mancato pagamento
delle forniture da parte di enti pubblici, ovvero quella che alle imprese risulta praticamente impossibile addebitare interessi passivi
di Legge, pena la perdita di rapporti mercantili pregiudicandone la
loro continuazione.
Tornando alla questione lamentata vorrei segnalare che l’intervenuta dilazione, intervenuta ad aprile 2013, non ha prodotto alcuna
efficacia nei confronti di quanto previsto nel disposto legislativo e
che, quindi non ha riconosciuto nulla a chi in buona fede (senza
dolo) dichiara l’esistenza di tasse nei confronti dell’Agenzia e si predispone a voler produrre un pagamento dilazionato sobbarcandosi
anche gli interessi.
Detto ciò ritengo che, ad ogni buon fine, sarebbe importante tenere conto della singola situazione di ogni entità; un’azienda che,
come la mia, ha regolarmente versato il dovuto da 20 anni e che
ora, a causa della crisi, del terremoto in Emilia e degli altri fattori
qui esposti, si trova in difficoltà, non dovrebbe essere punita, bensì
supportata.
Naturalmente farò ricorso e mi difenderò nei modi previsti dalla Legge (ovviamente pagando il conto degli avvocati chiamati
d’urgenza senza, in caso di vittoria, aver diritto al riconoscimento
delle spese, come la prassi vuole), vi sono innumerevoli sentenze
di assoluzione per casi simili se non identici al mio; fatto sta che
in questi tempi sapere che la “giustizia” spende montagne di denaro per istruire processi inutili, umilianti e costosi per il cittadino,
demoralizzando la posizione dei piccoli imprenditori che coraggiosamente tentano di stare al loro posto in continuità con i propri
dipendenti, si rivela una offesa alla civiltà e una grossa vergogna
per tutti; senza considerare che in questo stato d’animo alcuni colleghi hanno compiuto atti estremi suicidandosi.
Ing. Giorgio Molinari, amministratore unico Molpass srl
Sottoscrivono, con piena solidarietà i dipendenti e collaboratori
di Molpass srl
BARBIERI Marco, resp. installazioni, BARBIERI Luca, resp. uff.
tecnico, CALA’ Riccardo, Ricercatore esterno, BRUNO Luigi, magazziniere, CASTELLAZZI Marco, resp. Reparto Controllo Luce e
Video, CAMPAGNOLI Gabriele, operaio, DACCO’ Alba Laura, segreteria commerciale, DALLA Barbara, resp. uff. finanza e amministrazione, DALLATURCA Luca, collaboratore tecnico commerciale
esterno, DI NELLA Angelo, Brand Manager apparati controllo luci,
GAVIOLI Riccardo, Brand Manager video sistemi, GOLLINI Livio,
resp. settore formazione, GRENZI Lorena, operaia, HASSOUNE
Said, magazziniere, LANZARINI Gianni, settore audio, LUPPI Donatella, segreteria commerciale, LOBEFARO Massimo, resp. settore
TV, PAVANELLI Paolo, servizi manutenzioni, PRETI Francesca,
uff. contabilità fornitori,VACCARI Valeria, uff. contabilità clienti,
ZANNI Michele, resp. logistica
FARE 63
tra 1.500-2.000 euro, da società che
utilizzano ragioni sociali volutamente ambigue (ossia confondibili con
i nomi ufficiali degli Uffici Centrali
effettivamente preposti), quali ad
esempio WIPT World Patents Trademarks, oppure WDPT Worldwide
Database of Patents and Trademarks.
TARES, L’APPELLO DI UNINDUSTRIA BOLOGNA AI SINDACI
In vista della definizione da parte dei
Comuni delle aliquote sul nuovo tributo annuale in vigore nel 2013 (TARES), Unindustria Bologna si appella ai Sindaci affinché tengano conto
degli effetti sulle imprese e valutino
il ritorno al sistema di prelievo del
2012 (TARSU o TIA). L’Associazione, pur comprendendo la situazione
di difficoltà degli Enti Locali, rimarca
la penalizzazione che la TARES produce sulle utenze extra-domestiche,
e quindi sulle imprese, che oltre ai
consueti aumenti del costo del servizio ed alla quota RES di 0,30 euro/
mq di superficie detenuta, sono
costrette a subire anche l’ulteriore
aumento del 10% a causa dell’indeducibilità dell’IVA. Tenuto conto degli aumenti di costo rilevanti che le
imprese registrano nei vari Comuni
rispetto al 2012, in un momento di
crisi senza precedenti, Unindustria
Bologna si fa portavoce della richiesta
che arriva dal mondo imprenditoriale
di ripristinare il sistema di tassazione preesistente (TARSU o T.I.A.) e
di definire nei termini di Legge gli
adempimenti specifici (delibere comunali). Le modifiche introdotte in
sede di conversione del Decreto Leg-
64 FARE
ge D.L.102/2013 che ha normato il
passaggio da TIA-TARSU a TARES
consentono alle amministrazioni locali di ripristinare le tariffe relative al
prelievo esistente al 2012, quale esso
fosse. In sintesi, i Comuni hanno la
possibilità di mantenere anche per il
2013, la TARSU o la TIA. “Per gli
Amministratori locali questa è l’occasione di dimostrare coi fatti la loro
vicinanza e il loro impegno a sostegno del sistema produttivo locale. Le
imprese sono già messe a dura prova
da un sistema fiscale pesantissimo.
Chiediamo ai Sindaci di non gravare
ulteriormente su questo carico con
altri aumenti sulla tassazione dei rifiuti. A maggior ragione se, come in
questo caso, ci sono gli strumenti per
evitarlo”, dichiara Roberto Kerkoc,
Vice Presidente Vicario di Unindustria Bologna con delega all’Ambiente e al Territorio. Per quanto riguarda
la tassazione del 2014, in previsione
del nuovo quadro legislativo che prevede l’entrata in scena della nuova
TARI, Unindustria Bologna chiede
di avviare dei tavoli di confronto
nell’ottica di evitare nuove penalizzazioni. In una prospettiva di lungo
termine, l’Associazione auspica l’introduzione di una TARIP (Tariffa
Rifiuti Puntuale) per ristabilire condizioni di equità tariffaria, dove gli
utenti possano pagare in proporzione
all’effettiva quantità di rifiuti speciali
assimilati, smaltiti tramite il servizio
pubblico.
Unindustria
Bologna
Grande Amica di Ant per
la prevenzione
Unindustria Bologna entra a far
parte dei Grandi Amici della Fondazione Ant, con una menzione per
il sostegno ai progetti di prevenzione oncologica offerta ai dipendenti.
Il riconoscimento è stato conferito
lo scorso 22 novembre durante una
cerimonia che si è svolta a Milano,
presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo. Nata a Bologna nel 1978
per iniziativa dell’oncologo Franco
Pannuti, la Fondazione ANT Italia
Onlus opera in nome dell’Eubiosia
(dal greco antico, eu/bene-bios/vita)
intesa come insieme di qualità che
conferiscono dignità alla vita, dal primo all’ultimo respiro. Dal 1985 ad
oggi ANT ha assistito, in modo completamente gratuito, oltre 96.000
Sofferenti oncologici.
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La Banca Mondiale E IL CERN si presentaNO
alle imprese bolognesi
Un seminario formativo sulle gare finanziate dalla Banca “In Emilia-Romagna, come peraltro in tutta Italia, ci sono
Mondiale e un incontro con il CERN, l’Organizzazione Eu- tantissime imprese di grande qualità, ma con potenziaropea per la Ricerca Nucleare: sono i due appuntamenti lità inespresse, per una serie di motivi strutturali e per il
organizzati da Unindustria Bologna nei mesi scorsi per mancato accesso alle opportunità internazionali. La Banca
Mondiale, con i suoi progetti che mette in cantiere ogni
illustrare alle imprese assoanno, rappresenta una grandisciate importanti opportunità
sima opportunità per lo sviluppo
di sviluppo.
delle nostre imprese”, dichiara
Il Gruppo Banca Mondiale
Angelos Papadimitriou, Consiogni anno finanzia numerogliere Delegato all’Internazionasi progetti riguardanti beni
lizzazione e Vice Presidente di
e servizi destinati allo sviUnindustria Bologna.
luppo locale dei governi na“Uno dei settori più interessanti
zionali e delle popolazioni di
è quello della fornitura di beni.
tutto il mondo. Sono circa
Cito soltanto un dato: nel 2012
80.000 i contratti sottoscritti
l’Italia ha ottenuto aggiudicazioni
in media ogni anno in diverper circa 280 milioni di dollari. Ci
si settori (educazione, agrisono margini per crescere ancocoltura, industria, ecc.)
ra di più negli anni a venire. Il
per un valore complessivo Angelos Papadimitriou, Consigliere Delegato all’Internazionanostro obiettivo è far sì che non
di 15-20 miliardi di dollari. lizzazione e Vice Presidente di Unindustria Bologna
Per colmare questo gap, Unindustria Bologna, in collabo- siano più soltanto i grandi gruppi industriali ad aggiudicarrazione con i Sistemi Formativi di Confindustria e con l’uf- si pochi appalti di grandi dimensioni, ma che scendano in
ficio del Direttore Esecutivo per l’Italia nel Board dei Diret- campo anche imprese più piccole, ma comunque altamentori delle Banca Mondiale, Piero Cipollone, ha organizzato te specializzate, che possiedono competenze e standard
il 29 novembre scorso un seminario formativo per la par- qualitativi tali da misurarsi nelle competizioni globali”, agtecipazione alle gare nella sede di via San Domenico 4. Il giunge.
seminario si è rivolto in particolare alle imprese bolognesi Ad illustrare il progetto nei dettagli è stato Donato Di
del settore metalmeccanico. Nel 2012, l’Italia ha ottenuto il Gaetano, Coordinatore della commissione cooperazio3,9% del totale delle aggiudicazioni per Paese, piazzandosi ne internazionale, Area Europa e Internazionalizzazione
all’ottavo posto dopo il 13,72% della Cina, l’11,15% dell’In- di Confindustria, mentre Shaun Moss, Special Adviser,
dia, il 5,57% della Germania, il 5,65% della Spagna, il 4,77% Procurement, Latin America and Caribbean Region della
World Bank, ha spiegato concretamente, attraverso delle
del Vietnam, il 4,6% della Turchia e il 4,03% della Russia.
Sempre nel 2012, il valore complessivo dei contratti as- case history, come si preparano offerte vincenti per le gare
segnati all’Italia è stato di 638.835.028 dollari (sommando di fornitura beni.
servizi, fornitura beni ed edilizia). A trainare questa cifra
sono tre grandi opere finanziate in Egitto (due riguardanti il Il 3 ottobre scorso, sempre in via San Domenico 4, si è teprogetto Giza North Power Project) e Bielorussia (progetto nuto invece un incontro organizzato da Unindustria BoloRoad Upgrade).
gna con la Rappresentanza Permanente d’Italia presso le
FARE 65
Contributi e Ritorni Industriali Italia
Elaborazione CERN
Nazioni Unite a Ginevra, in cui il CERN, cioè il principale laboratorio mondiale di fisica delle particelle, si è presentato
per la prima volta alle imprese bolognesi nella prospettiva
di attivare nuovi rapporti. Ogni anno, il CERN assegna forniture industriali per diverse decine di milioni di euro alle
imprese degli Stati membri (nel 2012 all’Italia sono stati
erogati circa 30 milioni di euro), selezionandole attraverso l’Albo dei fornitori accreditati. Ad oggi, sono circa 1.500
le imprese italiane che fanno parte dell’Albo fornitori del
CERN, di cui 128 con sede in Emilia-Romagna, e 30 nella
provincia di Bologna. L’Italia contribuisce per l’11% (100
Un momento dell’incontro tra CERN e Imprese nella sede di Via
San Domenico
66 FARE
milioni di euro circa) al budget complessivo che ogni anno il CERN riceve dagli
Stati membri (un miliardo di euro complessivamente), al quarto posto dopo
Germania (20% circa), Francia (15,5%)
e Regno Unito (13,5%). Dal 1 gennaio del
2011 ad oggi hanno ricevuto un ordine
dal CERN 187 ditte italiane. I ritorni per
forniture industriali verso le aziende del
nostro Paese nel 2010 sono stati di 11,7
milioni di euro circa, nel 2011 di 15,5
milioni, e nel 2012 di 28,8 milioni. “Il numero di aziende della nostra provincia,
e in generale del territorio italiano, che
hanno rapporti col CERN è ancora troppo
basso. Sappiamo che l’Italia, in qualità di
Stato membro dell’Organizzazione europea per la ricerca
nucleare, ottiene molto meno in termini di forniture industriali e di servizi, rispetto ai finanziamenti che eroga.
Cosa che invece non accade per altri Stati membri, che
ottengono ritorni anche triplicati. È arrivato il momento
di cogliere questa opportunità. E il tessuto produttivo
bolognese ha tutte le carte per giocare questa partita”,
dichiara il Presidente di Unindustria Bologna, Alberto
Vacchi. “Come Associazione abbiamo voluto fortemente
questo incontro perché crediamo sia arrivato il momento
che le nostre imprese, altamente tecnologiche e specializzate, avviino un percorso di accreditamento nell’Albo
dei fornitori”, prosegue il Presidente di Unindustria Bologna. “Riuscire a consolidare partnership con il principale laboratorio mondiale di fisica delle particelle per le
nostre imprese rappresenta non soltanto un’opportunità
dal punto di vista economico, ma anche un’importante
occasione di crescita perché significa migliorare ulteriormente il proprio metodo di lavoro all’insegna dei più
alti standard”, aggiunge. Dopo il saluto introduttivo di
Alberto Vacchi, Presidente di Unindustria Bologna, sono
intervenuti il Dott. Ing. Francesco Bertinelli, a capo del
gruppo di ingegneria meccanica del CERN, e il Professor
Maurizio Biasini, addetto scientifico alla Rappresentanza
Permanente presso le Organizzazioni Internazionali di Ginevra. Nel pomeriggio i rappresentanti del CERN hanno
incontrato direttamente le singole imprese in sessioni di
incontri b2b.
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FARE 67