Dicembre - rivista Girotondo
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Dicembre - rivista Girotondo
ANNO 4 · N° 17 · DICEMBRE 2015 · DISTRIB. GRATUITA Comune di Zagarolo CITTÀ DI PALESTRINA Comune di San Cesareo Città di Cave Castenaso omune di < SEGUICI Comune di Ozzano dell’Emilia speciale Natale il regalo migliore? il tuo tempo prezioso! I N Q U E S T O N U M E R O UN PROGETTO A SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE PATROCINATO DA: WWW.RIVISTAGIROTONDO.IT diverse da chi? Alla scoperta degli infiniti modi di “fare famiglia” mio figlio è diversamente abile sarò all’altezza di quello che mi aspetta? cosa precede e cosa segue alla diagnosi di autismo? famiglie allargate, immigrate, diversamente abili... Buon Natale a tutti! 17-Girotondo Dic '15 SVIT-SGI.indd 1 19/11/15 15:18 la rivista dei bambini e GIROT in collaborazione con delle loro famiglie NDO InnerTeam percorsi di trasformazione dal 1993 ti invita a una serata speciale alla scoperta del bambino che è in te ... “perché il problema non è diventare adulti, ma dimenticare di essere stati bambini” Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry giovedì 3 dicembre ore 19,30 serata con cena interattiva Golf Club Siepelunga via Siepelunga, 56/4 - Bologna Ingresso serata con cena € 32,00 a persona. Prenotazione obbligatoria al 347.308.22.05 Ti piace la rivista Girotondo? Allora unisciti a noi! Cerchiamo volontari per il 2016 per diffondere questo progetto di sostegno alla genitorialità nato da mamme per altre mamme... contattaci! redazione Giorotondo: 347.308.22.05 17-Girotondo Dic '15 SVIT-SGI.indd 2 19/11/15 15:18 a cura dott.ssa Cristiana Chiapparelli giornalista, direttore responsabile Girotondo l' editoriale Scaricando sul vostro smartphone l’app QRReader e puntando sul codice sovrastante, vi collegate direttamente al sito di Girotondo: www.rivistagirotondo.it Registrazione presso il Tribunale di Tivoli n. 14 del 25.11.2011 famiglie allargate, immigrate, diversamente abili... Buon Natale a tutti! Era Dicembre di 4 anni fa quando il progetto sociale Girotondo prendeva vita a Palestrina (RM) e il primo numero della rivista per i bambini e le loro famiglie veniva regalato in allegato all’allora settimanale locale Il Nuovo Corriere. Finora abbiamo pubblicato 18 numeri, ogni volta nuovi, arricchiti da tante novità, tematiche diverse, dai molti sostenitori che ci permettono di continuare a distribuire gratuitamente la rivista, dai preziosissimi contributi dei professionisti dell’infanzia che di volta in volta hanno conferito valore aggiunto al progetto permettendoci di compiere la missione per cui Girotondo è nato: offrire sostegno alle famiglie colmando quel vuoto di informazione che persiste tutt’oggi nel sostegno genioriale. Lo abbiamo fatto e continuiamo a farlo ogni giorno con sempre più passione ed entusiasmo, per offrire condivisione, spunti di riflessione e creare una comunità nella quale aiutarsi e confrontarsi per crescere al meglio i nostri bambini. Da allora abbiamo percorso una strada lunga, mai uguale, sempre nuova, a volte in discesa spesso in salita. Abbiamo ottenuto il riconoscimento delle amministrazioni comunali proprio per le nostre finalità educative e di sostegno a tutta la Comunità, abbiamo avuto la collaborazione delle scuole arrivando direttamente al cuore del nostro lettore primario: la famiglia in senso più ampio e gli educatori. Ringraziamo i dirigenti scolastici, gli insegnanti e il personale parascolastico di tutti gli Istituti Comprensivi Statali che ci hanno aperto le loro porte per l’entusiasmo con cui accolgono, apprezzano e distribuiscono la rivista Girotondo ai bambini all’interno delle loro scuole. Questa strada, nell’ultimo anno, ha portato questo progetto sociale a Bologna e provincia grazie a un gruppo di professionisti e volontari che sono riusciti, con un ottimo lavoro di squadra, a portare Girotondo in 25 mila famiglie emiliane. Questa crescita ci fa essere ottimisti, alimenta la nostra voglia di esserci perché è un’affermazione della validità del progetto e ci conferma che quello che insieme abbiamo costruito è davvero un bene comune e di forte utilità per tutti i bambini e per le loro famiglie. A tutte voi, Famiglie, un sereno Natale e buon 2016! 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 3 Distribuzione gratuita nelle scuole primarie e dell’infanzia di Bologna e provincia Fondato da: Cristiana Chiapparelli e Silvia Schiano di Tunnariello de L’Isola che non C’è - L’asilo dei Bambini da 6 mesi a 6 anni - con la collaborazione di Ilaria Zamboni Direttore Responsabile: Cristiana Chiapparelli Responsabile Comitato Scientifico: Silvia Schiano di Tunnariello Hanno collaborato a questo numero: Annalisa Amadesi, Alessandra Augusti, M.Lavinia Bartolucci, Laura Biagioni, Sara Braghese, Claudio Buccheri, Anna Maria Casadei, Marina Ciampoli, Rossella Cinti, Manuela Crasta, Valentina De Matteis, Marzia Di Sessa, Franca Errani, Claudia Filidi, Michela Foti, Eldad Kazaz, Irene Giardini, Teresa Malacarne, Valdimaro Manneschi, Morena Manzini, Rita Mingolla, Giuseppe Monaco, Palma Loretta Montanaro, Samanta Murgia, Sara Ottonello, Lucia Paulazzo, Mariangela Pinci, Nada Raspanti, Loredana Raso, Stefano Rimondini, Paola Rubatta, Pamela Tinti, Camilla Targher, Patrizia Valenti, Valerio Valentini, Luisa Zoni, Lucia Zerbinati. Immagine, comunicazione, sito internet e progetto grafico: Ilaria Zamboni Stampa: Casma Tipolito, via Provaglia, 3 - 40138 Bologna Redazione: Associazione Culturale Girotondo, Via Prenestina Nuova, 30 - 00036 Palestrina (RM), tel. 347.308.22.05, [email protected]. Finito di stampare a NOVEMBRE 2015 Ogni collaborazione è a titolo gratuito. Tutti i materiali, le foto, i testi inviati alla redazione ai fini della pubblicazione non verranno restituiti, salvo diverso accordo, e tale invio fornisce automaticamente alla redazione la liberatoria, da parte del mittente, per l’uso delle immagini e del pensiero anche sul sito internet. La riproduzione anche parziale dei materiali e dei testi pubblicati è espressamente vietata. anno 4 • n° 17 • dicembre ‘15 girotondo la rivista dei bambini e delle loro famiglie 19/11/15 15:17 Salute 34 Salute in Movimento Corpo, giochi movimento... dei vaccini... e se non sapete, informatevi e fidatevi il trattamento delle agenesie dentarie: come, quando, perchè? Bimbi sereni dal dentista: come prevenire nei bambini paure e scarsa collaborazione comfort visivo quotidiano la fitoterapia per le malattie da raffreddamento 35 Pillole di Pediatra L’arma impareggiabile in TV 36 Approfondi Denti assenza di uno o più denti... in questo numero 40 A quattr’occhi Miglioriamo il nostro dossier 42 Pelle, capelli & Co. Una storia contagiosa... 44 in Erboristeria Scopriamo insieme 05 speciale Natale il regalo migliore? La trasmissione a sostegno dei genitori per il benessere dei loro bambini tutti i sabati mattina dalle 10 alle 11 in diretta su DI.TV canale 210 del Digitale Terrestre e su CIAO RADIO FM 90,1 e 91,2 Approfondiremo con gli specialisti dell’infanzia che risponderanno alle domande che arriveranno in diretta al 347.656.11.04 sms 340.854.38.17 Aspettiamo i vostri interventi: seguiteci numerosi! Il tuo tempo prezioso! dalla vita stessa! di Babbbo Natale la riflessologia plantare: una carezza di vita e tanta voglia di coccole Come possiamo riconoscere un caso di scoliosi nei nostri figli? 10 Apprendere tutta la vita... 14 Siamo pronti a cambiare? Per Natale nuovo look approfondimenti sviluppo Comportamento 15 Famiglia migrante famiglia in cammino 17 Oltre l’accoglienza... Da casa Mila al nido 48 bambini e Linguaggio Bambini e balbuzie... le Ali di Alice 18 Intorno al baobab... Quali fantasmi ci evocano 49 L’intervento dello Psicologo WI-FI emozionale: giocare con le parole emigrazione trasferimento? caos e opportunità delle separazioni la mente e le emozioni... si può! 50 la Relazione di Aiuto Genitori estroversi, 20 Diventare mamma in una terra straniera 21 I nuovi ruoli nella famiglia fra genitori introversi alimentazione 22 La realtà delle famiglie allargate a seguito 52 Nutriamoci bene Mangio bene... cresco bene! diamo maggiore attenzione al cibo per migliorare la salute della famiglia 24 E tu... di che famiglia sei? Quando sotto l’albero di Natale c’è il carbone... il diabete alimentare odontoiatrica come aiuto ai bambini diversamente abili natalizia di quinoa e golosi Babbi Natale di fragole diagnosi di autismo? diventare genitori figli diversamente abili un’opportunità di vita piena... 23 Diverse da chi? Alla scoperta degli infiniti modi di “fare famiglia” 55 Cosa Bolle in pentola? 26 Mio figlio è Casetta di pan di spezie diversamente abile: sarò all’altezza di ciò che mi aspetta? 56 Piccoli cuochi crescono 28 La sedazione Facciamo insieme la pizza 29 Cosa precede e cosa segue alla 30 Dinamiche ed equilibri nella famiglia con 32 Vi raccontiamo la “disgrazia” di una disabilità che è diventata 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 4 46 Fisioterapia e Corpo Scopriamo 12 Facciamo un “tuffo” nella casa 58 Dialogo di coppia Genitori “sexy”? 60 Filo diretto E il foglio si copre di emozioni: gli scarabocchi e i disegni dei nostri bambini ci parlano... 19/11/15 15:17 dossier pag a cura della Redazione in collaborazione con i propri esperti dell’infanzia .. e erchè? Prendiamo spunto da questa frase per riflettere sul significato dei regali ai giorni nostri. Ai tempi dei nostri nonni, i bambini aspettavano tutto l’anno il Natale per ricevere “IL” regalo. Era uno, e si faceva bastare tutto l’anno. Non c’era la TV, la playstation o il cellulare che suona, e la sera si stava tutti insieme a parlare o magari ad ascoltare il racconto di una bella fiaba prima di andare a dormire. Oggi non è più così, anzi sembra che la realtà si sia ribaltata: tanti, troppi regali e poco tempo da condividere con i nostri figli. Oramai siamo tutti “intrappolati” in una realtà dove il nostro tempo diventa il più prezioso dei doni... i one allora perchè non regalare proprio questo ai nostri figli? ogo con può! e! o oni: 5 il regalo migliore per Natale? il tuo tempo prezioso! i figli crescono troppo in fretta... Il dono del proprio tempo è un atto d’amore di grande beneficio per i nostri piccoli perché così cominciano ad espandere i loro orizzonti. Che splendido regalo da fare, anche da chi non si prende cura abitualmente di loro! Passate del tempo insieme: sedetevi a terra e fate giochi, oppure portateli al parco o in qualche altro posto speciale. Niente vale di più del tempo speso singolarmente con ciascuno di loro facendo ciò che più amano... è con questo spirito che pubblichiamo idee di mamme (e nonne) per fare “regali speciali” ai loro figli e nipoti. o... 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 5 19/11/15 15:17 per i bambini voi siete il miglior Vi farà piacere sapere che durante l’anno li ha usati tutti e con tanta gioia... E cercate di ignorare i commenti ironici quando i figli leggono quello che hanno ricevuto, la maggior parte di loro farà fruttare i propri buoni regalo, anche se nel riceverli hanno commentato “bell’affare” sarcasticamente.” Suggerimento: ricordate di scattare delle foto durante questi eventi, sarà un bellissimo modo di ricordare insieme il valore del dono ricevuto a Natale! idee per i più piccoli... regalo del mondo! “Sono ancora sotto shock per l’improvvisa scomparsa di mia suocera” scrive Francesca “ed ho deciso di chiedere a tutte le persone che sono vicine ai miei figli di scegliere un loro libro preferito e registrarsi mentre lo leggono. In casa non c’è bisogno di altri chili di plastica sotto forma di giocattoli. Credo che questo sarà un modo bellissimo di far conoscere alle mie figlie di 16 mesi e 4 anni tanti libri e potranno così ricordarsi sempre della zia lontana, di un padrino/madrina o di un nonno.” Suggerimento per i nonni, zii, ecc...: leggi a voce alta un libro per bambini che ti piace e registrati, poi dai la registrazione al bambino. A loro piacerà riascoltarle un sacco di volte! 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 6 ciare le I“ ncorni i un bam’arte d oglioopere d ntire così org delle sato fa se bino li e Laura “Ho u mprate da co iv si..” scr rnici da foto itagliato le r co piccole un euro e ho iciate alcune a n IKEA rte e incor ici grandi ’a n opere d con delle cor rande anche parete. Un g da !” effetto 19/11/15 15:17 e per i più grandicelli... “Un bellissimo regalo ricevuto da parte di un amico è stato “Un giorno a casa con il tuo amico ____________”. Includeva un’intera giornata per il mio bambino da trascorrere in casa da un suo amichetto - una mattinata di gioco, pranzo, film & pop corn e poi le famiglie si sarebbero riunite per una cena cucinata dai proprietari di casa. E’ stato un regalo davvero bello da ricevere ed è bellissima l’idea di pianificare qualcosa per un amico…” “I regali più graditi da mia figlia che oramai è adoelscente” scrive Ilaria “sono stati quelli preparati da me: realizzavo un calendario dell’avvento oppure creavo un blocchetto di “buoni regalo”... alcuni di questi li voglio condividere con voi: una visita allo zoo; noleggiare un video e preparare i popcorn trascorrendo una serata al cinema nel lettone; una domenica pomeriggio a fare gli omini di pan di zenzero; scegliere il ristorante in cui andrà la famiglia la prossima volta; truccarsi a vicenda nel fine settimana; scegliere il menù per il pranzo o la cena (con preavviso di 1 settimana); 2 ore di pittura con la mamma; 3 “buoni” per un’ora extra di televisione o di computer; 2 weekend in cui le amiche possono dormire da noi; un pomeriggio in cui facciamo un lavoretto a sua scelta; 1 ora in cui può usare la macchina da cucire senza commenti da parte degli adulti; 1 pomeriggio tutti insieme in un museo a sua scelta; 10 euro da spendere in qualsiasi momento ne avra bisogno; 1 pacchetto dei suoi biscotti preferiti (con preavviso di 1 giorno, per favore); 1 abbraccio da mamma riscuotibile in qualsiasi momento; 30 minuti in più sul coprifuoco del venerdì/sabato sera; 1 partita a Monopoli o Risiko tutti insieme; 20 euro per andare con un amico al cinema; 1 coupon “weekend senza faccende da sbrigare. 7 pag “Noi abbiamo 3 figli maschi” scrive Teresa “Regaliamo loro un appuntamento, tempo individuale con uno dei nostri figli. Mio marito ne porterà uno a giocare a calcio o qualche altra cosa per maschi di cui io non capisco niente. Io li porto a fare shopping per vestiti o per qualsiasi altra cosa di cui abbiano bisogno. Da soli, solo noi due. Andiamo a pranzo e parliamo. Ci concentriamo sui loro bisogni per quel giorno. Regalare a mio figlio un appuntamento con me, trovo che sia un regalo anche per me stessa.” “I genitori di mio marito ci hanno regalato un buono valido per un anno per tutta la famiglia per entrare allo zoo.” scrive Barbara “E’ conveniente, è educativo ed è un’occasione per fare del movimento. Che modo splendido di insegnare e mostrare ai bambini la varietà del creato di Dio! E’ un tipo di regalo che va bene per tutti: i parenti non devono lasciare casa e combattere nel caos dello shopping natalizio e voi riceverete un regalo che la famiglia potrà usare un sacco di volte!” Suggerimento: se non vivete vicino a uno zoo, potete fare lo stesso con musei della scienza, musei per bambini, acquari, parchi divertimento, ecc... La maggior parte di questi posti ha tutte le informazioni sui rispettivi siti web (ed anche i moduli per le richieste di abbonamento) e potete inviarle ai vostri parenti per semplificare il loro shopping Natalizio. “Ho una nipote di 11 anni che ha tutto... veramente!” scrive nonna Maria “Quindi non è divertente comprarle qualcosa perché stai solo aggiungendo altra roba alla sua collezione... Così l’anno scorso, sua madre ed io abbiamo unito le forze e le abbiamo regalato un giorno dall’estetista... ha fatto la manicure, pedicure, i capelli...lei è molto femminile e ama essere curata. Con questo regalo, stai facendo pure un regalo di tempo (perché sarò io che la accompagno dall’estetista e non darò a sua mamma un’altra cosa da fare) ed è un modo per dirle che volersi bene è un bene.” e per i più grandicelli... da le une ndi dossier “Abbiamo chiesto ai nonni se, per questo Natale, gli andava di regalare ai nipoti delle “esperienze” scrive Susanna “Poteva trattarsi di una cosa da fare insieme o magari un corso di pittura o ceramica da fare da soli (per i più grandicelli); lezioni di sport o anche portarli a un concerto o a un cinema insieme. Poteva anche trattarsi semplicemente di portarli a fare una passeggiata. Crediamo davvero che i bambini possano avere molto più beneficio dal tempo speso con loro che dal numero di giocattoli che ricevono. Suggerimento: questa idea funziona bene per tutte le età, soprattutto per chi ha già troppi giocattoli per casa... 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 7 Chiara scrive: “Mia madre ha avuto un’idea per la sua nipotina che è molto sensibile agli altri bambini che non hanno da mangiare e allora ha pensato di aiutare un bambino bisognoso a nome di sua nipote invece di accumulare altra roba a quello che già ha!” Suggerimento: adottare un bambino a distanza è senz’altro la testimonianza d’amore più importante che possiamo dare. Ricevere sue foto, notizie e sapere che sta meglio grazie al nostro piccolo contributo insegnerà ai nostri figli concretamente cosa possiamo fare nel nostro piccolo per migliorare il mondo... insegnamo loro che “goccia dopo goccia” l’acqua diventa oceano! 19/11/15 15:17 Non tutti realizzano che con l’anno nuovo inizia il secondo quadrimestre di scuola per i bambini” scrive Veronica “Un regalo intelligente è un rifornimento di cose per la scuola. A metà anno molti bambini ne hanno di nuovo bisogno. Per i miei nipoti (10 e 6 anni) vado al negozio “tutto a 99 cent” e compro matite, gomme, block notes ecc... e in più qualche oggetto in tema con la festività e li metto in una calza. Anche alcune associazioni NO PROFIT hanno bisogno di materiale scolastico. In passato ho comprato il doppio di tutto, ho scelto il nome di un bambino ed ho comprato uno o due oggetti che volevano da Babbo Natale ed ho aggiunto il materiale scolastico. E’ una benedizione per i bambini in affidamento con famiglie a basso reddito”. “Quest’anno Babbo Natale porterà alla nostra famiglia, con 3 bambini un viaggio di 2 giorni in un hotel a poche ore di distanza che ha un parco acquatico al coperto” scrive Elena “E’ un regalo speciale che il nostro bilancio non ci permetterebbe, ma è anche un modo fantastico di investire il nostro budget di Natale. Stare insieme in famiglia senza aggiungere niente alla pila di giocattoli!” “Buoni regalo!!! Ispirata dalla loro passione per i film, ho regalato ai miei figli, di 11 e 13 anni, dei buoni per 10 film a testa” scrive Franca “Confrontando le spese dello scorso anno con quelle di quest’anno, mi sono accorta di aver risparmiato del denaro per le loro attività ricreative, loro hanno visto tutti i film adatti alla loro età e si sono divertiti a invitare amici con loro al cinema, sapendo di “poterci” andare. Sono stati proprio loro a chiedermi di fare lo stesso quest’anno, dato che non gli ho dovuto dire di “no” a causa della mancanza di soldi quando volevano vedere un film con gli amici.” Suggerimento: ci sono un sacco di opzioni possibili quando si regalano i coupon e molti si possono usare più di una volta. A voi la scelta e... Buon Natale a tutti! idee regalo da zii creativi... Suggerimento: puoi anche donare materiale scolastico alla scuola e le maestre lo daranno agli alunni che ne avranno bisogno. “Io vi consiglio di regalare un abbonamento ad una rivista” scrive Giovanna “Mio figlio, 8 anni, ha ricevuto un abbonamento a “Focus Junior”. Invece di avere la gioia nell’aprire il regalo subito (e magari dimenticarlo dopo 2 giorni) ha la gioia di riceverlo tramite la posta ogni mese. Lo ama! Inoltre potrà donare le riviste “già lette” ai suoi amici e farne beneficiare qualcun altro!” 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 8 “Lo scorso Natale ho regalato ai miei 2 nipoti un buono con scritto che erano invitati a dormire a casa mia per un Safari party a gennaio” scrive zia Anna “Ho spiegato tutto ai genitori prima, dicendo che volevo evitare di fare regali materiali quest’anno. I bambini non erano sovreccitati quando hanno aperto i loro regali, ma hanno amato il party notturno! Abbiamo mangiato cibo da campeggio (hotdog, ecc...) e ognuno di loro aveva una lampadina tascabile per la nostra escursione nel buio, in cerca di animali. Guarda caso, ognuno di loro ha trovato un animaletto di peluche (li avevo nascosti prima). Abbiamo letto delle storie attorno al camino (il falò) e hanno dormito nel sacco a pelo sul tappeto. 19/11/15 15:17 9 pag 17-Girotondo Dic '15 ROMA.indd 9 19/11/15 15:16 Continuano alla Casa dei Bambini Il Girasole gli utilissimi incontri con il professore e ricercatore antroposofico Tiziano Bellucci dal titolo: “IL SANO SVILUPPO DELL’ESSERE UMANO SECONDO L’ANTROPOSOFIA DI RUDOLF STEINER" per adesioni telefonare al: 051.76.12.63 oppure scrivere a [email protected] apprendere tutta la vit dalla vita stessa! Cresce nelle scuole il numero dei bambini con difficoltà di apprendimento. C’è chi nasce mancino, chi miope, chi albino, chi dislessico; tutte condizioni che portano a sentirsi inadeguati rispetto alle richieste della società. Come aiutare questi bambini e come imparare ad approcciarsi alla vita? Il nostro insegnamento mira ad un’educazione organica del bambino e pertanto non adottiamo il rendimento come criterio distintivo. In linea di principio, bambini differentemente dotati nella sfera intellettuale, sociale, emozionale e motoria vengono istruiti nella stessa classe e non sono previsti rallentamenti nel percorso scolastico. Poiché i processi di attività ed apprendimento del bambino piccolo sono in gran parte inconsci, è essenziale che la giornata abbia un suo ritmo ben preciso, dove abitudine e ripetizione hanno un ruolo molto importante. A casa un regolare orario per andare a dormire, pasti condivisi insieme, momenti di riposo e divertenti passeggiate aiutano a mantenere pace ed armonia in tutta la famiglia. Ci sono poi ritmi più ampi, come quello della settimana, della stagione e dell’anno. Da noi il ritmo settimanale porta con sé il giorno in cui si fa il pane, quello dell’euritmia e quelli delle altre attività, cosicché ogni giorno acquista il suo proprio carattere. Il bambino si inserisce in questi ritmi e dalla ripetizione che ne scaturisce egli sviluppa senso di sicurezza, di fiducia e di protezione, oltre che ricevere un vero e proprio nutrimento per la sua interiorità. I ritmi della stagione sono strettamente collegati alla celebrazione delle feste stagionali, attorno alle quali si muove tutto l’anno d’asilo. I bambini lasciano la loro casa per entrare in un’altra casa, l’ambientamento quindi risulta molto naturale e facile. L’ambiente è accogliente e caloroso, fatto Gli insegnanti lavorano secondo un ideale di educazione: non hanno l’obiettivo di realizzare e formare il bambino perfetto, ma piuttosto quello di adattare continuamente la materia di insegnamento ad una più profonda comprensione dell’individualità dell’allievo. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 10 19/11/15 15:17 11 pag di colori e di materiali naturali (come legno, lane, sete ecc.), i bambini imparano a diventare grandi. Nei primi sette anni di vita il bambino deve sentirsi parte di un mondo buono, pieno di meraviglia e d’immaginazione. Imitando l’adulto, impara a svolgere semplici attività domestiche: preparare la merenda, lavare piattini e bicchieri, impastare un buon pane. Nel gioco libero poi sviluppa creatività e fantasia; nello sperimentare si percepisce come individuo e allo stesso tempo impara a socializzare e a condividere con gli altri. Particolare attenzione è data alle ricorrenze annuali che vengono vissute insieme ai bambini con canti, lavoretti, girotondi ecc. Le attività quali pittura, euritmia, disegno, modellaggio della cera, si svolgono durante la settimana con ritmo regolare. a vita... Ci si potrebbe chiedere: un approccio del genere non protegge troppo i futuri individui? Si, è certamente vero che i bambini vengono protetti nelle prime fasi evolutive, sicuramente è vero che noi impediamo con forza che il sottile e dolcissimo velo di seta trasparente che avvolge il bambino da zero a sei anni venga leso, ancor peggio strappato. Ogni strappo sarà un trauma per il futuro individuo che si rifletterà nelle sue successive fasi di vita. Non averlo guidato, non avergli concesso di giocare con giochi creati dalla sua fantasia ma solo con modelli preordinati, l’aver sollecitato suoi giudizi, l’avergli spiegato con concetti elaborati cose che non ha necessità di conoscere, i rumori e i colori forti, l’uso di mezzi multimediali, l’assenza di ritmi e l’assenza uno stile di vita familiare consono alla sua età, sono tutti possibili danni futuri.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 11 19/11/15 15:17 Cerchiamo qualcosa di insolito? Di diverso dalle solite proposte e attività Natalizie? Allora, il 13 dicembre, andiamo tutti ad una festa fuori dal comune!!! tutti insieme facciamo un gran bel “t nella casa di Babbo Na Una maxi lezione di ginnastica in acqua, balli di gruppo per giovani di ogni età, uno spazio bimbi con tanti educatori a nostra disposizione per intrattenere i nostri bambini mentre anche noi ci divertiamo. Giochi di ogni tipo e attività ludico ricreative per tutta la Famiglia e inoltre.. una bellissima esibizione di nuoto sincronizzato, stuzzicando insieme con le torte fatte in casa delle nostre nonne. Camps di Natale Se poi durante le festività Natalizie vogliamo far trascorrere ai nostri figli momenti o giornate all’insegna del divertimento e dell’attività fisica, senza trascurare i compiti scolastici, allora abbiamo a disposizione la giornata del 7 dicembre (alcune scuole sono chiuse per il ponte), le giornate dal 28 al 31 dicembre e dal 4 al 6 gennaio. Bambini e ragazzi da 3 a 15 anni si potranno cimentare in laboratori di disegno, cucina e attività manuali di vario genere; passeggiate dopo pranzo alla scoperta dei mercatini locali; divertimento con giochi di società, pingpong e bigliardino; attività sportive di ogni tipo per provare e sperimentare cose mai fatte. In punta di piedi… tra Ballo e Karate Se pensiamo che Acqua & Fitness sia solo acqua, allora ci sbagliamo di grosso!! Claudio, istruttore federale di altissimo livello, insegna ai nostri bambini ( a partire dai 5 anni) e ragazzi l’arte del Karate, non un semplice sport ma una vera e propria filosofia di vita, un impegno costante alla ricerca del proprio equilibrio, per modellare il nostro carattere, per renderci più forti e consapevoli delle difficoltà che incontreremo nella vita, per lavorare con determinazione e nel rispetto degli altri. Angela, professionista impeccabile, accompagna i nostri bimbi nel mondo della danza classica, iniziando con un corso propedeutico (Danzar-giocan- 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 12 19/11/15 15:17 13 pag do per bimbi da 3 a 6 anni) fino ad arrivare a ballare sulle punte. Karate, Danza Classica ma anche Danza Moderna, per tutti quei ragazzi che vogliono far emergere nel ballo la propria espressività e creatività. Associandosi a Acqua & Fitness è possibile partecipare a qualsiasi corso, perché tutte le attività sono organizzate per i soci mentre le feste sono aperte anche ai non soci. Il gioco che ci aiuta a crescere In un apposito spazio a loro dedicato e guidati dagli specialisti di Record Team, i bimbi da 3 a 6 anni imparano a muoversi giocando. Attraverso il gioco e le attività sportive connesse, essi sperimentano, si mettono alla prova, conoscono, imparano: in una parola crescono. I movimenti esercitano un ruolo importante nella formazione della mente, condizionano l’apprendimento e sono alla base del linguaggio. Il regolare movimento è importante, fin dall’età evolutiva, ai fini del corretto sviluppo psico-fisico, garantisce un fisiologico accrescimento e dona ai bambini molti benefici che conserveranno anche in età adulta. el “tuffo” bo Natale !!! Con la giusta attività motoria migliora anche lo sviluppo e l’attività del sistema nervoso e contestualmente migliorano l’attenzione e la concentrazione, fattori fondamentali per l’apprendimento. Fra le attività terrestri di Natale, ci sarà uno spazio bimbi a partire da 3 mesi, dove verranno anticipate diverse attività che partiranno all’inizio del prossimo anno, come il Massaggio Infantile, Ginseng e Giocomamma&bimbo• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 13 19/11/15 15:17 Abbiamo deciso come sarà il nostro nuovo look in previsione del Natale? Scegliere il giusto Stile per sentirci sempre alla moda, il miglior taglio e il colore più adatto… da dove iniziare? siamo pronti a cambiare? per Natale un nuovo lo tanta voglia di cocc ole Un vero e proprio nettare colorante che si attiva con burro fluido, composto da un mix di ingredienti biodinamici, biologici, di estrazione totalmente naturale. Un trattamento colore con ricostruzione del capello integrata, a base di Sambuco, Malva Biologica, Papamiel e Yerba Mate Etica, che sfrutta la capacità degli zuccheri presenti, di trattenere l’idratazione contrastando il processo di deterioramento del capello. Un trattamento colore che ristruttura il capello, assolutamente versatile per l’uomo e per la donna di tutte le età e per le cuti più sensibili; offre risultati cromatici completamente naturali; sublima la materia capillare e ne amplifica la lucentezza, migliorando notevolmente la fibra fin dalla prima applicazione. I capelli sono come rigenerati al tatto, più morbidi, profondamente nutriti e dalla luminosità sorprendente!! Il taglio giusto per l’uomo e la donna di domani L’equipe di Zenzero è costantemente attenta ai nuovi look stagionali sia maschili che femminili, anticipa le nuove tendenze proponendo sempre tagli alla moda, ricerca meticolosamente il dettaglio che fa la differen- 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 14 19/11/15 15:17 15 pag za e crea lo stile più adatto al viso e alla personalità di ognuno. Un apposito spazio è riservato al taglio e alla cura dei capelli per uomo e bambino, affinché si possano soddisfare le esigenze di tutta la famiglia. Dallo Stile alla Cura del nostro corpo Regaliamoci una carezza con la nuova tecnologia Epilaser Efficacia, Sicurezza, Confort , Risultati immediatamente visibili, sono solo alcuni dei punti di forza di Epilaser, che offre i migliori risultati in termini di efficacia e rapidità nel trattamento di foto-epilazione, per rimuovere il pelo in modo progressivamente definitivo. L’ampia dimensione del fascio laser e la velocità di esecuzione dell’impulso permettono un rapido trattamento di ogni parte del corpo. I tempi di esecuzione del trattamento sono veloci, efficaci e sicuri. Le sessioni di lavoro risultano piacevoli, grazie al sistema di raffreddamento a contatto che protegge l’epidermide prima, durante e dopo lo spot. A differenza dei soliti macchinari a luce pulsata, non ci sono rischi di bruciature. Epilaser, totalmente Made in Italy, agisce in profondità raggiungendo direttamente i follicoli piliferi senza danneggiare il tessuto adiacente. Grazie al suo sistema di raffreddamento, è capace di trattare differenti tipi di pelle salvaguardando il derma e riducendo la sensazione di calore. o look e... occ ole !!! Quale fototipo hai? Si possono trattare diverse zone di viso e corpo adattandosi alle specifiche di ogni persona e lavorare su ogni tipo di pelle. Fondamentale fare una Analisi approfondita della pelle, per decidere se e come intervenire partendo sempre da un check-up completo.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 15 19/11/15 15:17 Continuano le novità dell’apertura pomeridiana extra-large dell’Isola che non c’è con tante attività dedicata a grandi e piccini. scopri gli esclusivi pomeriggi all’isola: creatività e benessere in per grandi e piccini di Finite le vacanze inizia il nuovo anno scolastico. Un appuntamento che per i vostri bimbi significa l’inizio di una nuova, bella avventura, che li porterà alla realizzazione di uno straordinario obiettivo: la propria crescita personale. L’Isola che non c’è, è da sempre impegnata nell’offrire a voi genitori soluzioni sempre più in linea con le vostre richieste e desideri, e quest’anno ha deciso di integrare la sua offerta formativa con una ricca scelta di corsi pomeridiani, pensati per assecondare il gusto dei piccoli, ma anche per incontrare i vostri gusti e rispondere alle vostre esigenze. Con i nostri pomeriggi creativi ci rivolgiamo a tutta la famiglia, le attività che vi proponiamo sono state studiate appositamente seguendo una programmazione che accontenta gli interessi di tutti, permettendo anche ai genitori super indaffarati di ottimizzare i tempi, e dedicarsi con piacere a se stessi. Così ad esempio, mentre i bambini seguono il corso d’inglese, le mamme possono allenarsi con la personal trainer, oppure mentre i bambini fanno danza, le mamme possono seguire il corso d’inglese. Naturalmente, in linea con la nostra filosofia, abbiamo selezionato per i bambini una serie di corsi dedicati che tengano conto delle loro esigenze, delle loro attitudini, che li appassionino, li divertano, e allo stesso tempo siano propedeutici alla loro formazione fisica e mentale e migliorino le loro capacità cognitive. I nostri corsi non sono semplici metodi di intrattenimento, per far passare il tempo ai bambini, ma hanno tutti un grande potere educativo. Per informazioni, orari e prenotazioni dei corsi, seguiteci sulla nostra pagina FaceBook: Pomeriggi all’ISOLA. Ogni corso è seguito da insegnanti competenti nella loro materia, che hanno esperienza nella cura delle sensibilità personali dei bimbi, utilizzano metodi didattici in grado di sviluppare anche la loro intelligenza emotiva e li accompagneranno in questo appassionante percorso, rispettando la loro unicità e favorendo le loro potenzialità individuali. 17-Girotondo Dic '15 ROMA.indd 10 19/11/15 15:16 11 pag ECCO ALCUNI DEI CORSI IN PROGRAMMA: Inglese per bambini 3/6 anni, 7/11 anni, e per adulti con l’insegnante madrelingua Ona Mitkevicius. Danza classica e moderna per bambini a partire da 3 anni, Danza Dolce per mamme, danza orientale e tango argentino per adulti, con l’insegnante Daniela Orlacchio, diplomata all’Accademia di Danza di Roma. Danza popolare per bambini a partire da 6 anni e adulti con le insegnati dell’ass.culturale “Passo Antico”. Fotografia per bambini da 6/11 anni, ragazzi da 12/14 anni, e per adulti con le insegnanti: Silvia Mederi, diplomata IED ed Elena Sidler, fotografa professionista. Accompagnamento alla nascita di gruppo con l’ostetrica Francesca Moroni. Sostegno alla genitorialità con la pedagogista e counselor Silvia Schiano di Tunnariello. Family fitness: allenamento individuale e/o piccolo gruppo con Roberta Ludovici, Personal Trainer. Laboratori Montessoriani con l’insegnate e pedagogista Silvia Schiano di Tunnariello. L’ora del tè – Bricolage creativo per adulti con Silvia Mederi diplomata IED, specializzata in arti grafiche. Aiuto nei compiti e approfondimenti individuali e di gruppo, insegnante Martina Moroni, con pluriennale esperienza nell’assistenza scolastica. Laboratorio di Pittura metodo Stern per bambini da 0 a 100 anni condotto da Silvia Schiano di Tunnariello diplomata presso l’Istituto di Semiologia dell’Espressione di Arno Stern Apertura serale per bambini per dare “libera uscita ai genitori”. re in corso ini di tutte le età L’Isola che non C’è S C U O L A D I I S P I R A Z I O N E M O N T E S S O R I A N A CENTRO PER LA CRESCITA AFFETTIVA, EMOTIVA E RELAZIONALE PER I BAMBINI E I LORO GENITORI Per il percorso educativo di tuo figlio scegli una scuola di Eccellenza Novità apertura pomeridiana EXTRA-LARGE con tantissime attività per grandi e piccini Vieni a trovarci con il tuo bambino! Le iscrizioni per il nuovo anno scolastico sono aperte. Per informazioni, orari e prenotazioni dei corsi, seguici sulla pagina FaceBook: Pomeriggi all’ISOLA Asilo Nido 6-36 mesi Casa dei Bambini 3-6 anni Scuola Primaria Parentale 6-11 anni L’ISOLA CHE NON C’È • VIA DELLA COLOMBELLA, 109 • PALESTRINA • TEL. 06.953.53.35 17-Girotondo Dic '15 ROMA.indd 11 19/11/15 15:16 La scoliosi idiopatica e l’ipercifosi dorsale, sono vere e proprie patologie dello sviluppo osseo vertebrale spesso associabili ad errati atteggiamenti posturali, che colpiscono un numero elevato di ragazzi, con influenza a volte determinante sulla loro qualità di vita. scoliosi e prevenzione giochiamo d’anticipo! Generalmente si manifestano in età preadolescenziale, senza “sintomi” che ne annuncino la comparsa. Poichè il trattamento della scoliosi in età adulta non può che essere chirurgico, la valutazione e la diagnosi precoce delle malattie della colonna vertebrale in età evolutiva risultano essenziali per ridurre al minimo l’entità del potenziale problema. E’ anche per questo motivo che la terapia ortesica effettuata entro il 16° anno di età rientra tra le prestazioni rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale. ITOP SpA, attraverso l’attività di 3 Ingegneri biomedici, 41 Specialisti sanitari e con la Partnership di ISICO (Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale - www.isico.it) da diversi anni pone grande attenzione ai temi della prevenzione delle patologie vertebrali, effettuando accurati esami posturali e dell’appoggio plantare. Mentre negli atteggiamenti scoliotici ancora lievi può essere sufficiente l’utilizzo di plantari su misura (progettati sulla base di un esame baropodometrico computerizzato) negli squilibri più seri o a fronte di scoliosi conclamate, i nostri Tecnici possono suggerire una visita medica con i migliori specialisti. Migliorare il percorso assistenziale delle patologie ortopediche e deficit posturali dell’età evolutiva giovanile, intensificando le varie possibilità di screening, alcune volte pluridisciplinari, aumenta le possibilità di diagnosi precoce e riduce l’incidenza di trattamenti tardivi o ingiustificati con conseguente risparmio di spesa per il SSN. 17-Girotondo Dic '15 ROMA.indd 12 19/11/15 15:16 o! 13 pag 7 Consigli dall’esperto ai nostri bambini 1Porta sempre i libri in uno zaino adatto alla tua schiena e indossalo con tutti e due gli spallacci. 2Non stare curvo in avanti e cambia spesso posizione. 3Siediti completamente indietro, appoggiandoti allo schienale, così la colonna sta in posizione corretta. 4Quando ascolti le lezioni o scrivi, non “sdraiarti” sul banco! 5Non rimanere seduto troppo a lungo alla scrivania o davanti al computer o alla TV! 6Poggia sui gomiti per alleggerire il lavoro della tua schiena. 7A scuola, al cambio dell’ora, alzati e quando sei in piedi, allunga le braccia sopra la testa “stiracchiandoti” per bene!! Per aiutare il tuo corpo a crescere in modo armonico controlla la tua postura e fai qualsiasi attività fisica con costanza e se puoi corri o cammina di buon passo per almeno 30 minuti al giorno. Vieni a trovarci nella nuova sede presenta questo coupon e avrai diritto a UN ESAME POSTURALE COMPLETO GRATUITO per fissare l’appuntamento chiamaci allo 06.953.11.91 e comunica di voler usufruire della “PROMO PREVENZIONE GIROTONDO” via Prenestina Nuova, 307 (area industriale) tel. 06.953.11.91 • www.itop.it 17-Girotondo Dic '15 ROMA.indd 13 19/11/15 15:16 approfondimenti a cura dott.sa Patrizia Valenti psicologo, psicoterapeuta l' intervento dello psicologo La nostra famiglia è unica e in quanto tale è caratterizzata da precise regole interne che ne veicolano la comunicazione e ne orientano le condotte. E’ intrisa di valori, risorse e memorie intergenerazionali che vengono tramandate negli anni; è il luogo dove prendono forma aspettative rispetto a ciascun membro, tra cui l’aspettativa stessa di portare avanti tutto il bagaglio culturale e famigliare sopraindicato. Pensare alla ‘famiglia’ significa dare un significato alla propria esistenza nel qui ed ora, all’interno però di una dimensione spazio-temporale più ampia che ha origini lontanissime e che diventa un pensiero rassicurante perché garantisce continuità e stabilità. La famiglia è legame. E’ quel punto fermo, nonostante tutto. L’immigrazione rappresenta invece un punto di rottura in quella stessa linea che garantisce la sopravvivenza della propria famiglia. Immaginiamo una quercia ben piantata le cui radici affondano sicure nel terreno e improvvisamente viene sradicata, sospesa in aria in attesa di trovare un altro terreno. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 16 famiglia migrante, famiglia in cammino... Questa è la condizione che vive la famiglia migrante: l’essere sospesa in una dimensione che genera profonde ferite e rotture interne. La famiglia migrante si “colloca” tra la società di origine e quella di accoglienza. Ed è proprio questo tra che determina i cambiamenti sul normale susseguirsi delle fasi del ciclo di vita famigliare. L’incontro - scontro con una società di accoglienza può generare nel migrante un vissuto di grande smarrimento e paura, rendendo l’evento migratorio ancora più traumatico. I membri della famiglia migrante sentono da un lato il peso delle aspettative della società d’origine, tra cui il forte mandato di portare avanti le culture di appartenenza, ma dall’altro le aspettative della società ospitante che chiede di adeguarsi alle regole interne vigenti. Diventa allora difficile appartenere ad entrambe le società e impossibile sceglierne una. Questa confusione crea un profondo senso di inadeguatezza che, in particolare nei bambini, viene espresso attraverso sintomi quali balbuzie, difficoltà di concentrazione, scarso rendimento scolastico, problemi comportamentali e relazionali. Per questo motivo è indispensabile uscire dall’ottica dicotomica in cui prevalga o una società o l’altra, perché il rischio è quello di sviluppare un ragionamento limitante, polarizzante e dualista. E’ indispensabile invece creare delle situazioni in cui poter confrontarsi e parlare di entrambe le società (e\e), mantenendo un legame tra passato e presente e colmando quelle distanze attraverso la comprensione. • 19/11/15 15:17 17 a cura dott.ssa Samanta Murgia pag Coordinatore Infanzia Cooperativa sociale Società Dolce l' intervento dell' esperto Nell’ottobre 2014, quando aveva 15 mesi, Gold insieme alla sua mamma è approdato a Casa Mila, un centro di accoglienza straordinaria (CAS) di Bologna per donne richiedenti asilo. oltre l’accoglienza... da casa Mila al nido le ali di Alice Il suo arrivo ha dato vita ad un’opportunità preziosa: attuare un progetto innovativo per l’integrazione sfruttando le risorse interne di Società Dolce, per creare una sinergia tra diversi servizi gestiti dalla cooperativa. In un momento storico in cui si tende a parlare di immigrati come un “problema” e di chiusura delle frontiere, con questo progetto abbiamo voluto proporre uno sguardo diverso che vede l’accoglienza e l’integrazione come una sfida che ha come premio la crescita dell’intera comunità. Il Progetto nido si è avviato grazie alla collaborazione tra le equipe di Casa Mila e del nido d’infanzia Le Ali di Alice e si è concentrato non solo sulla crescita e il benessere del bambino, ma anche sul fondamentale sostegno al compito genitoriale. La tutela degli aspetti riguardanti la genitorialità e l’infanzia è un tassello fondamentale per la riuscita del percorso di avvicinamento all’integrazione e all’autonomia di queste donne. Particolare attenzione è stata dedicata a promuovere il radicamento del nucleo familiare nel territorio, favorendo le occasioni per l’utilizzo della lingua italiana e sviluppando una rete per l’utilizzo dei servizi presenti nel territorio, come ad esempio la ludoteca e le biblioteche comunali. Si è partiti così con un delicato percorso di inserimento al nido di Gold che permettesse una frequenza costante, pianificando un colloquio iniziale con la partecipazione della mediatrice e della coordinatrice pedagogica, per rendere da subito la madre protagonista del percorso. Si è strutturato un piano dell’inserimento in doppia lingua (italiano ed inglese) in modo che potesse essere chiaro e consultabile anche dalla mamma in autonomia. Il primo giorno di nido è stata una grande emozione per tutti, operatori, bambino e mamma: Gold è entrato in relazione con gli altri bambini, grazie soprattutto al sorprendente linguaggio dei bambini che elimina ogni barriera linguistica e culturale. Già dopo i primi mesi Gold ha mostrato segni di miglioramento nelle capacità di relazione, concentrazione e comunicazione. Questi cambiamenti hanno avuto una ricaduta positiva anche in ambito domestico all’interno di Casa Mila, dove il bambino ha cominciato a mangiare da solo, ad essere più attento al rispetto delle regole e a comprendere molte frasi della vita quotidiana in lingua italiana. L’integrazione e l’accoglienza non si risolvono in soluzioni contingenti, ma necessitano di pensieri e progetti in continua evoluzione, che vedano coinvolte diverse figure professionali e soprattutto diversi aspetti relazionali, linguistici e culturali.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 17 19/11/15 15:17 a cura di Lucia Paulazzo infermiera professionale, counselor e coach relazionale l' intervento dell' esperto Qualche tempo fa fui invitata a parlare sul tema dell’integrazione tra culture diverse nell’ambito di un progetto della Città di Bologna. Premetto che questa tematica mi è cara in quanto io stessa sono figlia di migranti da molte generazioni. intorno al Baobab... quali fantasmi ci evoca no emigrazione - trasf eri La platea era costituita da cittadini italiani, da africani provenienti da vari stati e da italiani che, per diverse ragioni avevano vissuto, chi come volontario (come nel mio caso) chi come scelta di vita o professione, in Africa. Nel mezzo della sala vi era un grande albero che rappresentava simbolicamente l’agorà africana. L’albero africano per eccellenza è il baobab che, con le sue enormi radici, crea sgabelli naturali su cui sedersi all’ombra. La tradizione africana lo chiama “l’arbredes sages et des savants” - l’albero dei saggi e dei sapienti poiché alla sua ombra gli anziani danno consigli di saggezza e regole di educazione. Portai sotto quest’albero alcune considerazioni rispetto a ciò che avviene quando culture diverse si incontrano, guardandole dalla prospettiva del Counseling. Quali fantasmi evocano in noi le parole emigrazione - trasferimento? Quale significato nel nostro immaginario collettivo? Se il termine emigrazione indica uno spostamento di dieci o più persone, spinte per necessità verso un altro paese, il trasferimento indica che, pur cambiando paese, una persona si muove in situazioni di minor difficoltà avendo dunque più scelta. Un passo importante verso la comprensione è farsi delle domande... Per chi arriva da un altro paese: quali dolori sono collegati a questa scelta? Quali desideri, speranze, sogni hanno accompagnato la fuga dal proprio paese d’origine? Che cosa mi aspetto dal nuovo paese? Generalmente chi arriva in un nuovo posto si trova in condizioni di grande vulnerabilità poiché cambia ruolo sociale, è solo e non in grado di raggiungere amici o familiari. La persona porta con sé comportamenti, convinzioni e modalità di agire che si sono strutturati in un contesto sociale/ culturale/familiare molto diverso e che nel nuovo contesto non è più funzionale. In questo modo la vulnerabilità aumenta. Cosa significa per noi integrazione? Si tratta di integrazione o di inclusione? L’integrazione è generalmente un canale univoco,ovvero,l’altro si adatta nei comportamenti alle regole del paese ospitante, come dire: “questa è la nostra realtà e se vuoi ti integri”. Per inclusione s’intende invece una reciproca permeabilità dei rapporti. Inclusione è un concetto che abbraccia lo scambio fra le culture ed è meno “etnocentrico” di integrazione. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 18 19/11/15 15:17 approfondimenti 19 pag Per chi riceve/accoglie: da dove proviene? Com’è arrivato? Quali fantasmi evoca il contatto con il diverso? Quali retaggi infantili (come la filastrocca: “ninna nanna, ninna–oquesta bimba a chi la do? La darò alla befana che la tiene una settimana, la darò all’uomo nero che la tiene un anno intero, la darò al l’uomo bianco che la tiene tanto tanto…”)? Sin da bambini, l’uomo nero veniva proposto come figura minacciosa per chi alla sera non voleva dormire. Che dimensione hanno assunto dentro di noi questi fantasmi? Il nostro sistema di credenze e valori, come reagisce di fronte a persone che portano valori che non riconosco? Quali vulnerabilità emergono? Quali elaborazioni collettive a difesa di un territorio /abitudini/consuetudini da difendere? Cosa giudico dell’altro? ca no le parole asf erimento? Ogni popolo porta con sé un proprio sistema di regole, valori, convinzioni, comportamenti e abitudini che possono essere opposte a quelle del paese ospitante e che,proprio per questo, spesso vengono giudicate. Il simbolo del baobab, visto come “centro” della consapevolezza, può aiutarmi nel riconoscere le risorse che l’altro, diverso da me, mi porta e aumentare in tal modo il rispetto e la comprensione di chi porta cose nuove.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 19 19/11/15 15:17 a cura dott.ssa Claudia Filidi ginecologo mondo donna In un tale cambiamento rivestono notevole interesse i fenomeni migratori. L’Italia è, nello scenario europeo, il paese che si è caratterizzato per il maggior dinamismo di nuovi ingressi di immigrati, trasformandosi quindi da tipico Paese di emigrazione a terra di immigrazione, con una prevalente “femminilizzazione” dei flussi migratori. Questo ha determinato una serie di problemi organizzativi da un punto di vista sociale e anche sanitario. In particolare si è registrato un aumento del tasso di natalità, che tra gli stranieri è circa il doppio del dato medio della popolazione italiana, con età al parto al di sotto dei 30 anni, decisamente inferiore dell’età media delle italiane. Il parto rappresenta, pertanto, la maggior causa di ricovero nei diversi gruppi etnici, ponendo gli ostetrici a dover affrontare le problematiche di questa tipologia di pazienti, anche abbastanza dif- Negli ultimi decenni in tutti i Paesi occidentali a economia avanzata si sono riscontrate delle considerevoli modificazioni della struttura demografica. diventare mamma in una terra straniera ficili da gestire, considerando che molte giungono all’attenzione dei sanitari senza avere a disposizione una chiara storia ostetrica, dal momento che nella loro cultura la gravidanza non è considerata una malattia, ma una situazione totalmente fisiologica tanto da non prevedere controlli medici. Le donne immigrate sono in effetti meno medicalizzate, anche se non sono del tutto infrequenti alcune patologie infettive (TBC, Lue, Epatiti), alle quali c’eravamo da tempo disabituati. Sono presenti, a volte, nelle donne extracomunitarie vari fattori che aumentano il rischio ostetrico: l’anemia di diversa origine (carenziale, sideropenica, da parassitosi, da emoglobinopatia), le infezioni dell’apparato genito-urinario, l’alimentazione in alcuni casi insufficiente (malnutrizione), in altre sproporzionata con eccesso di grassi e zuccheri, e un conseguente eccessivo aumento ponderale con possibile insorgenza di patologie ostetriche (diabete, ipertensione), le anomalie del canale del parto (bacino androide), dei genitali esterni e della vagina (per pregresse lacerazioni da parto o per gli esiti di pratiche, come l’infibulazione). Allo stesso tempo dobbiamo anche rilevare un diverso atteggiamento delle straniere nei confronti del parto rispetto alle nostre connazionali, con minore ansietà e aspettative, e maggiore capacità di tollerare e assecondare il dolore, con naturalità e fatalismo, tanto da giustificare il minor ricorso al taglio cesareo in certe etnie.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 20 19/11/15 15:17 a approfondimenti a cura dott.ssa Camilla Targher 21 pag formatrice, pedagogista e mediatrice familiare la parola al pedagogista In un periodo storico come il nostro, in cui i cambiamenti sono all’ordine del giorno, anche l’istituzione famiglia è in evoluzione: cosa si intende per famiglia, oggi? La cosiddetta “famiglia del Mulino Bianco” è ancora uno stereotipo attuale? Come sono le famiglie contemporanee? i nuovi ruoli nella famiglia fra caos e opportunità Oggi, più che mai, sarebbe più corretto parlare di famiglie al plurale, in quanto non esiste più un unico modello a cui tendere, ma molte variabili diverse: famiglie conviventi, sposate, separate, allargate, ricostituite, monoparentali, omoparentali, che vivono sotto lo stesso tetto o in posti lontani. Cosa definisce allora, oggi, l’essere famiglia? E, soprattutto, come organizzare al meglio le relazioni in un contesto tanto variegato e mutevole? A prescindere dal tipo di famiglia, per andare d’accordo e gestire al meglio il ménage familiare, a mio avviso sono fondamentali cinque elementi, indispensabili anche in caso di separazione e di divorzio, in seguito ai quali l’organizzazione familiare si complica (i genitori, infatti, rimangono tali pur non costituendo più una coppia): 1) Flessibilità: sostituire i ruoli tradizionali con dei ruoli funzionali alle proprie esigenze, ad esempio lei gestisce la contabilità e lui, cuoco provetto, prepara la cena; le aree di competenza non sono quelle classiche, ma vanno bene per quella determinata coppia/famiglia. 2) Attitudine al cambiamento, vissuto come arricchimento e opportunità: i figli crescono, le esigenze si modificano e le situazioni familiari mutano; un’apertura verso il nuovo e la capacità di affrontare le fasi di passaggio con flessibilità si rivela essenziale. 3) Dialogo e comunicazione: la disponibilità ad ascoltarsi con attenzione e curiosità, la volontà di capirsi, al di là delle recriminazioni e della diversità di opinioni, il coraggio di chiedere scusa e di ripartire da dove ci si era fermati. 4) Mediazione dei conflitti: uscire dal muro-contro-muro e dal dimostrare di aver ragione a tutti i costi e mediare fra le ragioni di ciascuno, perché ognuno ha le proprie (moglie, marito, ex-partner, figlio, fratello, sorella, ecc.). 5) Creatività: trovare soluzioni nuove a vecchi problemi; in questo i bimbi ci possono dare una grande mano: facciamo organizzare a loro un gioco qualsiasi, ci stupiranno per fantasia e capacità di coinvolgerci. I bambini sanno inventare ruoli nuovi ed è questa la formula più adeguata per le famiglie di oggi: buone capacità di dialogo e di organizzazione, unite ad un pizzico di fantasia. • 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 21 19/11/15 15:17 approfondimenti a cura dott.ssa Michela Foti avvocato, mediatore familiare mediazione e famiglia In un’era in cui la conquista rappresentata dal divorzio si è trasformata in un facile rimedio ai problemi di coppia, a cui si ricorre con disinvoltura, cerchiamo nella relazione di coppia la realizzazione massima di noi stessi, attribuendole nuove prerogative rispetto al passato. la realtà delle famiglie Conseguenza di tale ricerca di auto-realizzazione è l’estrema fragilità che caratterizza le attuali unioni e l’altissimo numero di separazioni (sia di fatto, che legali). Quella delle famiglie allargate è dunque una realtà con la quale siamo destinati ad entrare in contatto, o direttamente, o tramite i nostri figli, come esperienza caratterizzante il contesto scolastico in cui sono inseriti. Finisce una relazione e se ne inizia un’altra, che può portare ad una convivenza con chi ha già una separazione alle spalle e altri figli. Inutile dire che, in simili situazioni, il conflitto può celarsi dietro l’angolo: in quello stesso immobile inizialmente adibito a casa familiare (spesso intestato interamente al padre e poi assegnato alla madre a seguito della separazione), o nella compresenza, sotto lo stesso tetto, di più bambini con un solo genitore in comune. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 22 allargate a seguito delle separazioni Quale mediazione per queste famiglie? Occorre mantenere aperto il dialogo tra tutti i componenti della famiglia. I genitori dovranno concordare quando e come introdurre ai figli una nuova relazione e il genitore “acquisito” dovrà avvicinarsi ai figli del nuovo partner con una buona dose di umiltà, consapevole della differenza tra il proprio ruolo e quello del genitore naturale. Il genitore non convivente dovrà essere sempre informato di ciò che riguarda la vita dei propri figli per evitare un suo senso di esclusione rispetto al nuovo nucleo in formazione, ma anche che i figli sviluppino conflitti di lealtà rispetto a quest’ultimo con conseguenti atteggiamenti di chiusura nei confronti del genitore “acquisito”. La Mediazione Familiare aiuta i genitori a gestire al meglio le dinamiche che possono caratterizzare la famiglia allargata: dove, infatti, la situazione viene ben gestita troviamo bambini per i quali il genitore acquisito costituisce un’utile risorsa e un valido interlocutore. L’A.I.Me.F. (Associazione Italiana Mediatori Familiari), iscritta al M.I.S.E., conta, a livello nazionale, il maggior numero di Mediatori Familiari iscritti, garantendo il rispetto degli standards qualitativi e professionali imposti dall’Unione Europea, che ha da anni indicato i principi cui ogni Stato Membro dovrebbe ispirarsi nel fornire il Servizio. Per maggiori informazioni e trovare il proprio Mediatore Familiare di riferimento, consultare il sito www. aimef.it • 19/11/15 15:17 23 pag a cura dott.ssa Paola Rubatta psichiatra e psicoterapeuta sistemico-relazionale l' intervento dello psicoterapeuta del mondo e che noi, forse, abbiamo perso strada facendo? diverse da chi? Alla scoperta degli infiniti modi di “fare famiglia” Nell’arco di una, massimo due generazioni, siamo passati da famiglie rigorosamente nucleari alle attuali forme di “famiglie”: mono-genitoriali, con genitori separati, ricomposte, provenienti da altri paesi, fecondazioni assistite omo o eterologhe, genitorialità di coppie omosessuali.... insomma famiglie “diverse”... che si confrontano con molteplici modi di “fare famiglia” e di educare i figli …Ma diverse da cosa, da chi? Ogni famiglia è speciale a modo suo; affronta le giornate, litiga e fa pace, festeggia i compleanni, si divide i compiti e gli spazi a modo suo... La nostra famiglia e forse uguale a quella dei vicini di casa? O a quella di nostro fratello/sorella, o dei nostri amici? Spesso in queste situazioni poniamo l’attenzione su “cosa manca”: manca la madre o il padre, manca l’unione dei genitori, manca la conoscenza della nostra lingua e della nostra cultura… Proviamo a spostare lo sguardo su “cosa c’è”: conoscenza di un altro modo di vivere e di una lingua che a noi sono ignoti, conoscenza di strategie di sopravvivenza che noi non abbiamo mai esplorato, capacità di adattamento, maggiore creatività e apertura verso il nuovo... Aiutare i nostri figli ad osservare gli altri senza pregiudizi alla ricerca delle loro risorse, è un regalo prezioso per aiutarli a guardare la parte bella e luminosa del mondo in cui sono destinati a vivere.• Considerato il fatto che è assolutamente impossibile che due individui percepiscano la realtà in modo identico al 100%, ma è anche assolutamente impossibile che due individui non percepiscano nulla in modo simile (0 %), qual è la “percentuale” di differenza oltre la quale diciamo che una famiglia è irrimediabilmente “diversa da noi”? Per i bambini che nascono tutto è una scoperta, non esiste un’idea a priori di come il mondo dovrebbe essere, un’idea precostituita di “normalità”. Sono gli adulti che con le loro parole descrivono ciò che succede e danno un senso al mondo, con le loro azioni fanno da esempio e con le loro reazioni insegnano di cosa avere paura, cosa guardare con sospetto e cosa accogliere con tranquillità . Come sarebbe se nell’incontro con una famiglia “diversa” provassimo a sospendere i nostri metri di giudizio, le nostre invisibili ma potenti linee di distinzione tra “normalità” e “anormalità”, lasciassimo andare le generalizzazioni e provassimo a conoscere proprio quella specifica famiglia, attingendo anche noi alla curiosità che muove i nostri figli alla scoperta 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 23 19/11/15 15:17 a cura dott.ssa Silvia Schiano di Tunnariello pedagogista, counselor relazionale, coordinatrice asilo nido “L’Isola che non C’è” la parola al pedagogista “Ogni essere umano è unico rispettarne la diversità equivale a difendere la propria e l’altrui libertà”. Emanuela Breda e tu... di che famiglia se Quello della famiglia oggi è un tema parecchio caldo, se ne parla molto, si discute e ragiona su come sta cambiando. Per comprende cos’è la famiglia, basta guardare all’etimologia della parola famiglia, “… deriva dal latino familia cioè l’insieme dei famuli : moglie, figli, servi e schiavi del pater familias il capo della gens. Pertanto, famiglia in senso stretto ed originario, significa piccola comunità di persone che abitano nella stessa casa, in senso ampio l’insieme delle persone legate da vincoli di sangue, da rapporto di parentela o affinità o da vincoli religiosi e/o legali quali il matrimonio”. (www. etimoitaliano.it). Negli ultimi due secoli l’istituto familiare ha vissuto profonde trasformazioni. La transizione dalla famiglia patriarcale tradizionale alla famiglia nucleare moderna in Europa Occidentale è avvenuta a seguito della prima Rivoluzione Industriale e della conseguente urbanizzazione. La famiglia patriarcale si caratterizzava per la coabitazione di più nuclei familiari in un unico spazio, si trattava di famiglie molto numerose e ciò era motivo di vanto e prestigio. Nella famiglia patriarcale c’era unità di luogo: l’ambiente domestico nel quale si viveva e si lavorava tutti insieme; e unità di valori : la famiglia stessa. Per quanto riguarda la struttura era molto rigida e stratificata in senso verticale. Vigeva una forte divisione di ruoli e compiti. Ciascuno si impegnava per la buona riuscita dell’impresa familiare, ciò le conferiva una grande stabilità interna ed esterna. Con l’avvento della Modernizzazione vera e propria, tra gli anni ’50 e ’60, il centro del lavoro si sposta fuori casa, le donne fanno il loro ingresso nel mondo della produzione, decade l’autorità del padre, si diffondono sistemi politici di carattere costituzionale e democratico; tutto ciò apporta Proviamo a riflettere e comprendere insieme partendo dalla nostra famiglia... Prendi un foglio e pensando alla tua famiglia prova a darne una descrizione. Finito ciò, elenca tutti i tipi di famiglie conosci... Infine, quali sentimenti ti suscitano l’esistenza di famiglie diverse dalla tua, per composizione, provenienza, sesso e religione? 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 24 19/11/15 15:17 approfondimenti 25 pag profondi cambiamenti alla famiglia tradizionale quali il calo dei matrimoni e delle nascite, l’aumento delle convivenze e dei divorzi e dei nati fuori dal matrimonio. Il modello di famiglia tradizionale, dunque, è fortemente messo in discussione e a questo si contrappongono nuove forme familiari. Da un punto di vista strutturale si assiste ad una nuclearizzazione della famiglia: si riduce l’ampiezza del nucleo familiare che risulta essere composto dalla coppia coniugale con uno o più figli. Questo tipo di famiglia non gode di grande stabilità per effetto di separazioni e divorzi. A seguito di tali fenomeni vanno diffondendosi famiglie unipersonali, monogenitoriali e ricomposte. Mutata nella forma permangono le funzioni della famiglia: economiche, di assistenza e cura, di socializzazione. Se negli anni della Contestazione (’68) i movimenti di liberazione avevano fatto temere per la scomparsa della famiglia, quest’ultima è riuscita a sopravvivere assumendo forme più compatibili con le mutate esigenze personali, sociali, economiche e politiche. ia sei? Oggi è forte la consapevolezza della insostituibilità della cellula familiare, e nonostante la precarietà delle relazioni, si continua a mettere su famiglia. Pur essendo cambiata nella forma, ne è rimasta costate l’essenza: il bisogno profondo delle persone di stare insieme, condividere, creare, confrontarsi, camminare insieme. Certo rispetto alla famiglia patriarcale tradizionale comprendere la famiglia o meglio le famiglie di oggi può sembrare di primo acchito complesso; il mio obiettivo oggi non è dare lezioni, né tanto meno dire cosa è giusto o sbagliato, ma invitare tutti alla riflessione, prendendo spunto dalle parole di Pablo Picasso che io ho trovato davvero ispiranti: “Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, prendi l’occasione per comprendere”. • 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 25 19/11/15 15:17 a cura dott.sse Annalisa Amadesi, Irene Giardini, Sara Ottonello psicologhe, psicoterapeute l' intervento dello psicologo La nascita di un figlio è sempre un avvenimento speciale e positivo, capace però di alterare gli equilibri del neo-genitore e della coppia. mio figlio è diversamente abile: sarò all’altezza come ge di quello che mi as pe L’arrivo di un bambino con disabilità può disattendere fantasie e aspettative, tanto che la scelta di dare alla luce un figlio può diventare un fattore critico importante per la coppia e per la famiglia stessa. In questo scenario, in cui il vissuto cambia rispetto ad una genitorialità ideale, il modo di pensare, sentire e comportarsi può interferire nella gestione e nella cura dei nostri figli. La Schema Therapy (un nuovo sistema di psicoterapia ideato da J. Young) si focalizza sul concetto di schema (o trappola) definendolo come un tema formato da emozioni, ricordi, cognizioni e sensazioni fisiche relativi a se stessi e agli altri. Esistono delle situazioni, e/o delle relazioni, simili a quelle vissute in passato, che attivano le nostre “trappole” interiori e che quindi condizionano il nostro modo di agire, sentire e pensare... in questo senso gli schemi ci appaiono come vere e proprie “trappole di vita”. Gli schemi hanno origine nell’infanzia e nell’adolescenza per la frustrazione dei bisogni emotivi del bambino. Si tratta di bisogni universali come il bisogno di sicurezza, autonomia, autostima, espressione di sé, limiti realistici. In principio può essere difficoltoso accettare la diagnosi che ci viene comunicata dai medici; tale evento può andare a sollecitare, quelle che Young chiama la trappola “della vulnerabilità” e “dell’inadeguatezza”: ci sentiremo indifesi, poco capaci di gestire la situazione che ci si prospetta, insicuri. In questi casi è utile darsi tempo, lo sconforto è una reazione normale, abbiamo bisogno di sentire le emozioni che derivano da questa situazione, anche quelle negative, e di capire come adattarci alla situazione. In alcuni momenti la paura di sbagliare e la preoccupazione di dover gestire qualcosa in cui ci sentiamo gli unici responsabili non ci permette di osservare le risorse a disposizione, di considerare il proprio figlio dal punto di vista del “funzionamento individuale”, ma di sostituirci a lui in tutto. Proviamo a focalizzarci su ciò che può fare, organizziamo delle attività da I genitori di figli disabili possono trovarsi a dover affrontare delle difficoltà che suscitano domande del tipo “sarò all’altezza della situazione?”, “riuscirò a far sentire mio figlio amato e apprezzato come vorrei?”. In tal caso non disperiamo, possiamo superare con successo tali difficoltà. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 26 19/11/15 15:17 approfondimenti 27 pag condividere in famiglia, e lodiamolo condividendo la felicità con lui. Potrebbe anche accadere di sentirci soli, magari perchè siamo circondati da persone con figli privi di disabilità e ciò può farci cadere nella “trappola dell’esclusione sociale” spingendoci a pensare di essere diversi dagli altri, di fare cose diverse, di non sentirci parte del nostro contesto sociale. In tal caso invece sforziamoci di chiedere aiuto, e di accettarlo quando ci viene offerto. In altri momenti invece ci si sente così spaventati, sfiduciati e con un forte senso di colpa da reagire in modo opposto; ovvero non chiedendo mai aiuto o negando ogni problema come se dovessimo farci vedere sempre forti e capaci di reagire nel modo più funzionale in ogni situazione, come se fosse inaccettabile farsi vedere impreparati. Alla lunga però la “trappola della vergogna” impedisce di evolversi e costruire una rete personale di figure di aiuto familiari, amicali, professionali e di confronto. e genitore as petta? In una situazione già così difficile di per sé, i genitori sono spesso soli di fronte alle domande della quotidianità, diventa così importante poter accedere a un supporto psicologico ed educativo, un piano di sostegno alla famiglia che aiuti a sviluppare le risorse di auto-aiuto nella coppia e con la rete parentale e amicale, senza dimenticare i vissuti, le vulnerabilità e le emozioni del singolo.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 27 19/11/15 15:17 approfondimenti a cura dott. Stefano Rimondini ortognatodonzista approfondi denti Le visite periodiche dal dentista sono ormai un fondamento della nostra società avanzata. Anche per i bambini è importantissimo attenersi a questo salutare principio. la sedazione odontoiatrica Se poi ci sono delle cure da fare, occorre intervenire subito, anche sui denti decidui, da latte, che vanno assolutamente conservati, per il mantenimento dell’osso sottostante e dello spazio fra i denti. Ma se ci sono problemi o paure incontrollabili, come deve comportarsi un genitore? Lo spazzolino da denti deve essere uno dei giochi del bambino, da sempre. Almeno metterà in bocca qualcosa di utile per la sua vita futura, anziché macchinine, animaletti di gomma quando va bene o quant’altro. Tale gioco potrà essere fatto anche con lo spazzolino elettrico, e in compagnia dei genitori, che sono sempre la guida fondamentale nel comportamento. Farsi accompagnare dal bambino alle visite periodiche odontoiatriche (facendolo restare tranquillo naturalmente) lo porterà a familiarizzare sempre più con l’ambiente medico e l’esempio di un genitore che non ha paura sarà da guida per i successivi comportamenti nel resto della vita. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 28 come aiuto ai bambini diversamente abili Quando i bambini sono “diversi” o la paura del dentista è incontrollabile, allora può essere di grande aiuto la sedazione farmacologica. La più comune è la sedazione con protossido d’azoto, un gas, che può essere miscelato in diverse percentuali con l’ossigeno e inalato attraverso una mascherina. Oltre ad una leggera azione anestetica, il protossido d’azoto ha un’azione sedativa e ansiolitica. Il paziente, nel periodo d’inalazione, si trova in uno stato di totale rilassamento, permettendo all’operatore di lavorare in bocca senza problemi. Terminata la procedura, innalzando la percentuale di ossigeno nella miscela, si riporta il paziente alla condizione di normale attenzione. La sedazione con protossido d’azoto è una tecnica innocua e molto semplice in mano ad un operatore esperto. Può essere di grande aiuto nel vincere la prima paura di un bambino verso quel mondo odontoiatrico che dovrà comunque frequentare a lungo nella vita per mantenere in salute la sua bocca. Altro tipo di sedazione che può essere praticata in un ambulatorio odontoiatrico, è la sedazione cosciente endovenosa, con presenza di medico anestesista. Il paziente, tramite opportune iniezioni endovenose, ad uno stato di sedazione abbastanza profonda, pur restando ancora collaborante e parzialmente cosciente. Questa procedura, in uso soprattutto per gli interventi orali di implantologia, è ormai ampiamente sperimentata e di massima sicurezza e utilizzabile facilmente anche su bambini difficili. • 19/11/15 15:17 29 a cura dott. Claudio Buccheri pag psicomotricista, TNPEE, formatore, supervisore e tutor psicomotricita ' In un precedente articolo sull’autismo, la Dott.ssa Pinci ha fornito le linee generali d’intervento per la costruzione di un progetto terapeutico che guardi al bimbo e alla famiglia. cosa precede ni e cosa segue alla ili diagnosi di autismo? PRIMA… “qualcosa non va” anche se ancora non lo capisco, lo sento dalle differenze che leggo tra il mio bambino e gli altri, che confermano alcuni timori nati dalle difficoltà di interazione in casa; “non mi guarda quasi mai… mi sembra distante”. Molti sono gli interrogativi che in questa fase angosciano i genitori, che di solito, prima ancora di interpellare un Neuropsichiatra infantile, ricercano informazioni su internet. Non sempre questa ricerca facilita l’individuazione di soluzioni efficaci, proprio in una fase dove la precocità dell’intervento è fondamentale. Il nido e la scuola dell’infanzia rappresentano spesso lo scenario ove prendono corpo le difficoltà di relazione del bimbo e da cui prende il via l’iter diagnostico in ambito Neuropsichiatrico. Ricordando l’articolo sopra citato: L’intervento deve essere intensivo e curricolare Le esperienze quotidiane possono assumere una valenza terapeutica La rete di interventi coinvolge ogni ambito della vita del bambino DOPO… In questo quadro la psicomotricità costituisce un importante strumento per lavorare sugli aspetti relazionali attraverso: Giochi di attivazione sociale: sotto forma di giochi faccia a faccia nei quali sono implicati processi di regolazione, di attenzione e di scambi comunicativi; Giochi di esplorazione e uso sociale dell’oggetto: il gioco si organizza partendo dall’individuazione degli oggetti che attirano l’attenzione del bambino, in modo che possano costituire un ponte relazionale con l’adulto verso la condivisione dell’oggetto in un gioco condiviso; Gioco senso-motorio a valenza rappresentativa: molto spesso questi bambini hanno un’attività motoria frammentata, caotica e il cui senso ci sfugge; lo psicomotricista, ponendosi a fianco del bambino, non cerca di “insegnargli” qualcosa ma, partendo dalla valorizzazione dalle sue azioni spontanee, apre alla possibile scoperta di altre declinazioni motorie che possano portarlo a conquistare sempre maggiori abilità di movimento e il piacere ad esse collegato. Il gioco costituisce dunque lo spazio-tempo nel quale, seguendo le attitudini e gli interessi del bambino, ci si affianca a lui senza invaderlo con l’intento di co-costruire il progetto terapeutico. La psicomotricità rappresenta un valido strumento solo se inserito in un progetto multidisciplinare che faccia dei bisogni della famiglia e del bambino il perno sul quale strutturarsi.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 29 19/11/15 15:17 a cura dott.ssa Mariangela Pinci neuropsichiatra infantile neuropsichiatria e dintorni L’esperienza della disabilità in famiglia, la diversa sensibilità personale nonché il ruolo dei vari componenti che la costituiscono, rende il vissuto peculiare e unico. dinamiche ed equilibri nella famigli a diversamente abili Le interazioni tra disabilità e famiglia sono molteplici e riguardano diversi ambiti della vita familiare: dalle relazioni tra i diversi membri a quelle con la società, dall’aspetto affettivo ed emotivo a quello strettamente economico. La sofferenza della famiglia con disabilità inizia nel momento in cui avviene la comunicazione della diagnosi rispetto alla quale le reazioni sono molteplici: dallo sbigottimento e all’incredulità al rifiuto completo della realtà, alla tendenza all’isolamento. Nella maggior parte dei casi la famiglia reagisce e si attiva per trovare interventi terapeutici che possano “far guarire”, “curare” o “aiutare nella crescita il diversamente abile”. Inizia così la fase del trattamento che può essere farmacologico e/o abilitativo; quest’ultimo richiede un significativo impegno da parte della famiglia rispetto all’intensità dello stesso, sia in termini di frequenza che di durata, nonché talora per il relativo carico economico. Solitamente si parla dell’equipe riabilitativa, e non del terapista, che segue il diversamente abile poiché l’intervento terapeutico è globale e per questo include il coinvolgimento di diverse figure professionali che, sebbene operino in modo peculiare, si integrano e si confrontano costantemente. Il rapporto tra l’equipe ri-abilitativa e la famiglia è sempre molto delicato e talora può essere teso. Spesso si stabiliscono relazioni salde tra famiglie con disabilità per uno scambio di esperienze, di informazioni, per una condivisione di successi e insuccessi dei propri congiunti e quindi per un sostegno reciproco. L’aggravio economico che la disablità porta con sè causa diversi effetti sia sulla famiglia che sul genitore stesso: oltre alla riduzione del reddito ci sono da considerare le conseguenze psicologiche determinate dalla limitazione alla partecipazione della vita sociale di chi si occupa co- In una famiglia con disabilità, tra le varie problematiche che si presentano, il carico economico rappresenta un posto di rilievo. Talora il diversamente abile, soprattutto nei casi più gravi, richiede un impegno costante e assiduo per la gestione delle cure primarie tale per cui un genitore è costretto a lasciare il lavoro; spesso è la mamma che lo abbandona. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 30 19/11/15 15:17 approfondimenti 31 pag stantemente del diversamente abile, con il rischio di isolamento tra le pareti domestiche. Nella maggior parte dei casi il primo contatto sociale della famiglia con disabilità è rappresentato dai volontari che la sostengono sia mediante interventi concreti nella gestione della quotidianità del diversamente abile sia come sostegno emotivo. L’inclusione del diversamente abile in ambito scolastico rappresenta la principale condizione di integrazione all’interno della società; i bambini disabili devono essere integrati con tutti gli altri bambini non devono essere create condizioni di isolamento. Più difficile risulta l’integrazione nella società, dopo la conclusione del percorso scolastico, soprattutto per i casi più gravi; alcuni disabili meno gravi riescono anche a inserirsi nel mondo del lavoro. Va comunque ribadito che la famiglia con disabilità è una famiglia come le altre e i membri che la costituiscono sono coinvolti dalle stesse dinamiche che riguardano i componenti delle altre famiglie; sebbene abbiano un vissuto tracciato dall’esperienza della disabilità. Anche i rapporti con le altre famiglie dovrebbero essere normali, ma ciò nella quotidianità è più difficile che si realizzi poiché la disabilità può costituire un limite; pertanto sarebbe opportuno che si definisse una rete sociale che impedisca l’isolamento della famiglia con disabilità che purtroppo è una realtà abbastanza frequente.• gli a con figli ili 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 31 19/11/15 15:17 Testimonianza di Alessandro, Claudia e famiglia (RM) filo diretto La nostra famiglia ha una composizione abbastanza “variegata”: ci siamo noi genitori Claudia e Alessandro, sposati da 16 anni; le figlie naturali Daniela (15 anni), Alessia (13), Sara (9), una figlia adottata alla nascita, Manuela (4 anni) e una bambina di 12 anni in affidamento: Angelica. vi raccontiamo la “disgrazia” di una disabilità che è diventa ta un’opportunità di v ita Viviamo a Roma in una casa che, come si può capire dai nomi, è a forte prevalenza femminile: di certo non c’è molto tempo per annoiarsi, e soprattutto non mancano spazzole, bambole e scarpe da donna di ogni misura! Purtroppo (ora è il papà che scrive) cominciano ad aumentare a dismisura i vari tipi di trucco… Volentieri vi raccontiamo in queste righe la nostra esperienza legata proprio alla più piccola, Manuela: fu abbandonata alla nascita per via della sua malattia, la Leucomalacia Periventricolare Cistica. Si tratta di una patologia conseguente a emorragia prenatale che ha causato una paralisi cerebrale infantile con danni alla corteccia in varie parti, in particolare della sostanza bianca. Questo evento ha reso impossibile alla nascita una diagnosi precisa sugli esiti successivi in merito a capacità motorie e intellettive, proprio per la vasta e disordinata localizzazione dei danni: di fatto fino ai 2 anni i medici hanno potuto esprimere soltanto ipotesi e solo da poco possiamo avere un’idea più precisa sulla salute di Manuela. Gli esiti odierni consistono in una tetraparesi da ipertono con difficoltà motorie, soprattutto agli arti inferiori dove il controllo volontario è minimo; quelli superiori vanno un pochino meglio, mentre il controllo del busto e della posizione seduta sono ancora insufficienti. Risulta a oggi assai improbabile che possa in futuro camminare da sola, forse con 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 32 19/11/15 15:17 approfondimenti 33 pag l’aiuto di ausilii specifici qualcosa si potrà fare; dal punto di vista cognitivo invece il suo ritardo è molto più contenuto e i progressi sono all’ordine del giorno, “complici” le sorelle e l’entrata nel mondo scolastico. Cosa ha significato l’entrata di Manuela nella nostra vita? Tante cose, tutte sorprendenti: forse proprio perché i medici non potevano sbilanciarsi siamo partiti senza aspettarci nulla, prendendo ogni piccolo progresso come un Dono. Certamente la vita di famiglia, già abbastanza complicata con 3 figlie, ci è stata stravolta: ma in una forma molto più bella di prima! Molto impegnativa, soprattutto i primi 2 anni quando praticamente ogni mattina c’era una visita in un qualche ospedale del Lazio; eppure molto più piena di gioia, di “peso specifico”. Quello che più ci commuove da genitori è il vedere come davvero Mimmi (questo il soprannome datole dalle sorelle) sia fusa completamente nella nostra famiglia, sin dal primo giorno: ogni tanto qualcuno ci ricorda che l’abbiamo adottata, fosse per noi l’avremmo già dimenticato per quanto è naturale e preziosa la sua presenza, allegra e pur piena di senso della vita. ta ta per noi di v ita piena... Ecco, c’insegna tantissimo, ogni giorno: le nostre figlie stanno imparando quanto sia ricco il donarsi, che apparentemente sembra un DARE ma in realtà è RICEVERE, noi genitori veniamo continuamente ridimensionati nelle nostre frenesie (e fesserie) di ogni giorno; e chiunque viene in contatto con lei ci testimonia come già la sola sua presenza sia fonte di pace: inaspettatamente per via della sua condizione, in realtà proprio in forza della sua disabilità che testimonia quanto la vita sia molto più preziosa di quel che i parametri di “benessere” proposti oggi dalla nostra società vorrebbero indicarci come “vita che vale la pena di essere vissuta oppure no. E benedetta sia la donna che, per motivi che solo Dio conosce, ha comunque resistito al “ragionevole” suggerimento (che qualcuno le avrà probabilmente dato) di abortire: ha dato alla bambina la cosa più preziosa che poteva, la vita! Molti, ogni giorno, ci chiedono: “Ma come vi è venuto in mente di prendere in adozione una bimba diversamente abile?”, tra ammirazione e sguardo del tipo “QUESTI-SONO-FUORI-DI-TESTA”. Sveliamo un piccolo segreto: non siamo stati né bravi né buoni; semplicemente… FURBI! Abbiamo infatti creduto all’intuizione di quel momento quando è comparsa nella nostra vita, non cercata, la sua storia: che in questa bimba cioè ci fossero nascoste per noi tutti tante Grazie di Dio. A pensarci oggi anzi dobbiamo ammettere di aver sbagliato la previsione, ma in difetto: infatti molto di più di quanto osassimo sognare all’inizio ci è stato Donato, ed ogni giorno ci è sempre più evidente come questa vita terrena acquisti il suo vero senso spendendosi. E oggi non possiamo tacere sul fatto che la “disgrazia” (il termine più usato in questi casi) di una disabilità può diventare un’opportunità di Vita Piena, non comprensibile per chi la vive dal di fuori; impossibile a dirsi per noi solo qualche anno fa. Nostra figlia è una diversamente abile, lo sarà per tutta la vita: eppure non abbiamo mai conosciuto una persona più piena di allegria, di pace, di serenità di lei. Nessuna più seducente, perché attrae verso Dio e non verso se stessa: non conosciamo un uso migliore del proprio corpo in questa vita, quante donne dovrebbero scoprirlo! • 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 33 19/11/15 15:17 Il percorso si orienta verso obiettivi di crescita personale, sociale ed educativa per sviluppare un’esperienza globale dell’essere attraverso il movimento, i giochi , i racconti e l’immaginazione. Educazione globale significa sensibilizzare un processo di apprendimento con la finalità di coltivare nel bambino un percorso di scoperta del proprio mondo interiore, interagendo con esso a livello corporeo, creativo e immaginativo. Le attività sperimentate nei movimenti, nei giochi, nelle narrazioni e in qualsiasi espressione artistica, diventano percorsi vissuti per migliorare l’integrazione delle varie parti di sé; ottime opportunità dove riconoscersi ed essere testimone del proprio percorso di crescita. A tal proposito laboratori di Yoga e Danza con alla base il gioco, educano al movimento espressivo, narrativo, immaginativo e permettono di recuperare i codici intuitivi per comunicare spontaneamente con il proprio mondo interiore, con tutto ciò che si tiene nel Il percorso di educazione alla realtà “globale” corpo, giochi e movimento propone varie attività ludicoespressive rivolte a bambini e ragazzi. corpo, giochi, movimento... cuore, ma anche con gli altri. I temi fantastici, immaginari, sonori, introducono l’incontro del bambino con l’esperienza conoscitiva dove poter mettere in gioco le varie capacità sensoriali, riconoscendone le sensibilità o i blocchi per poi rinforzarle e amplificarle, diventando regista dell’opera creativa. I bambini attraverso il movimento (capriole, camminate, salti, ecc), sperimentano la capacità senso-motoria e riconoscono le diverse qualità di movimento. Muoversi giocando permette loro di muoversi con più scioltezza e l’interazione coinvolge tutti indistintamente accogliendo la diversità di ognuno come risorsa personale e di gruppo. Il gioco getta un ponte tra fantasia e realtà, sopravvivenza e arte di vivere, di immaginare la propria storia e trasformarla, mettendo assieme capacità, possibilità personali, fattibilità ambientali e desideri. Durante la realizzazione dell’attività è importante inserire lo stimolo musicale, che favorisce lo sviluppo di funzioni emozionali, quali l’affettività, utili per potersi collegare con il proprio mondo sensibile. Si sa che la musica ha un effetto attivante universale che coinvolge il corpo emozionale permettendo di far emergere le memorie e i ricordi stimolando la conoscenza consapevole vissuta. Fondamentale diviene cercare di inventare il gioco del movimento per sviluppare concentrazione, dinamicità e rilassamento, ma soprattutto per auto educarsi, apprendere ed inserirsi piacevolmente senza eccessi performativi nel percorso di crescita. Le proposte Laboratoriali del Gioco Yoga e Gioco Danza vengono condotte presso l’associazione PGM Via Santa Rita 4/a Bologna.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 34 19/11/15 15:17 salute a cura dott.ssa Marina Ciampoli 35 pag ex responsabile unità pediatrica-nido Ospedale Palestrina (RM) pillole di pediatra Vestivamo ancora alla marinara e noi bambini avevamo sul braccio due piccoli marchi segni della vaccinazione anti vaiolo che all’epoca, sembra un’eternità fa, era l’unica obbligatoria. l’arma impareggiabile dei vaccini... e se non sapete informatevi e fidatevi Era anche il periodo però della ricerca e si parlava del vaccino antipolio di un tal Sabin che avrebbe cambiato il mondo e anche di vaccini per la difterite e il tetano ma a mia madre, che chiedeva consigli al Pediatra (Primario dell’Ospedale dei bambini di Bari), veniva risposto: “decida lei, io i miei figli non li vaccino”. E così accadde che la mia migliore amica e compagna di banco di II° elementare, Lia, morisse di difterite dopo pochi giorni di ricovero e dopo aver contagiato me che guarii in breve ma non senza aver contagiato la mia sorellina di 6 mesi che invece rimase in coma per 40 giorni svegliandosi poi con un grande pianto all’ennesima dolorosissima iniezione di siero antidifterico che ci riempì di gioia e ci fece smettere di pregare. Credo che allora decisi di fare il medico e di specializzarmi per prima cosa in Malattie Infettive. Non dimentico le parole di un grande professore di allora che disse: “l’uomo scomparirà, la terra come noi la conosciamo non esisterà più ma sopravviveranno solo virus e batteri, gli unici in grado di mutare in fretta per adattarsi a vivere in ambienti ostili”. Ecco perché quando parlo di vaccini sono estremamente decisa nel dire che sono un’arma impareggiabile, l’unica cura in grado di far scomparire per sempre germi resistentissimi e tenaci come quello del vaiolo, della polio, della difterite, del tetano e molti ancora, a patto però che il 95% della popolazione infantile sia vaccinato. Quindi considero molto pericolose e fuorvianti le campagne denigratorie sull’uso dei vaccini che periodicamente ricompaiono dettate da ignoranti meccanismi di obiezione di coscienza che purtroppo danneggiano i nostri figli e le generazioni future. Né possiamo dare la colpa, della ricomparsa nel nostro Paese di malattie di cui da tempo non sentivamo parlare, agli stranieri che sempre più numerosi e bisognosi arrivano da noi in cerca di una speranza per loro e i loro figli, in quanto noi stessi, viaggiando per il mondo o incontrando amici di altre nazioni, se non siamo immuni, saremo contagiati facilmente. Quindi il mio consiglio è il seguente: informatevi bene da fonti di sicura impronta scientifica, chiedete spiegazioni al vostro Pediatra e fidatevi di lui (i Pediatri di oggi sanno cosa rispondervi!!), la battaglia contro questi protervi patogeni è ancora lunga e ben lontana dalla vittoria, ma possiamo ancora fare sì che il catastrofico seppur realistico scenario del mio Professore di Infettivologia non debba presentarsi. • 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 35 19/11/15 15:17 a cura dott. M.Lavinia Bartolucci DDS, Ms specialista in Ortodonzia, Professore a.c. Università di Bologna approfondi denti Quando si parla di agenesie dentarie si intende l’assenza di uno o più denti, che può interessare sia la dentizione decidua (denti da latte) sia, con maggior frequenza, la dentizione permanente. assenza di uno o più denti... il trattamento delle ag dentarie: come, qua nd Si tratta di un argomento di largo interesse per i problemi di occlusione dentale che ne possono scaturire ma soprattutto perché richiede un’attenta valutazione diagnostica al fine di scegliere il percorso terapeutico più giusto in base all’età, alla struttura scheletrica, alle esigenze estetiche e alle richieste del paziente. Qualsiasi elemento dentale può essere assente ma i casi più frequenti riguardano i denti del giudizio (terzi molari), i secondi premolari inferiori, gli incisivi laterali superiori e i secondi premolari superiori. La diagnosi di conferma si ottiene attraverso una comune indagine radiologica (ortopantomografia) che non occorre programmare prima degli 8-9 anni salvo esigenze odontoiatriche specifiche particolari. La terapia delle agenesie deve coinvolgere diversi specialisti al fine di individuare il piano di trattamento più corretto per il singolo paziente: la mancanza di un incisivo laterale superiore può creare un disagio estetico importante, cionondimeno la mancanza di un premolare o molare può creare disagi soprattutto a livello funzionale se non trattati adeguatamente. Lo specialista in ortodonzia gioca sicuramente un ruolo fondamentale poiché deve valutare una serie di parametri scheletrici, estetici e funzionali come il tipo di malocclusione, la tendenza di crescita, la quantità di spazio disponibile, la qualità dei tessuti parodontali di supporto, il profilo dei tessuti molli, che guideranno verso la scelta terapeutica più opportuna. Le possibilità di trattamento sono fondamentalmente di due tipi: 1. Chiusura degli spazi attraverso un trattamento ortodontico di tipo fisso, che ha la finalità di evitare una riabilitazione protesica soprattutto in pazienti molto giovani. 2. Inserimento di una protesi dopo aver fatto un trattamento ortodontico di tipo fisso finalizzato all’apertura dello spazio adeguato. Le agenesie nei denti da latte sono generalmente seguite da agenesie nella dentatura permanente corrispondente. Fattori genetici, patologie sistemiche e fattori ambientali come l’esposizione ad agenti inquinanti, hanno un ruolo dominante nell’origine di queste anomalie. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 36 19/11/15 15:17 salute 37 pag Nel caso in cui il piano di trattamento richieda una soluzione protesica, sono disponibili tre alternative: 1. protesi di tipo adesivo; 2. protesi supportate da impianti; 3. protesi tradizionali (fisse o mobili). C’è una tendenza generale a non realizzare spesso protesi fisse tradizionali, ad eccezione di casi particolari, mentre le protesi mobili sono consigliate in pazienti di giovane età che presentano agenesie multiple, al fine di migliorare la qualità della vita sociale del paziente. e agenesie qua ndo e perchè? prima dopo Le protesi adesive conservano numerose indicazioni e costi biologici bassi e possono essere utilizzate come soluzioni interlocutorie prima di realizzare protesi definitive in età più avanzata, per garantirne una durata maggiore. La terapia implantare ha assunto un ruolo di primo piano negli ultimi anni: si tratta di una soluzione valida se affidata a mani esperte ma dati significativi suggeriscono di rimandare tale trattamento a dopo la seconda decade di vita, per aspettare la crescita definitiva dell’osso basale dei mascellari ed ottenere risultati estetici più soddisfacenti.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 37 19/11/15 15:17 a cura dott.ri P.L. Montanaro, R.Cinti, T.Malacarne, R.Mingolla, G.Monaco Ortodoiatria e implantologia “Ambulatorio Arno” Bologna approfondimenti Il DENTISTA PEDIATRICO è un professionista che ha conseguito una formazione specifica in ambito di cure odontoiatriche del bambino non solo per quanto riguarda le tecniche migliori per la cura dei denti da latte e la prevenzione, ma anche sul corretto approccio al piccolo paziente. bimbi sereni dal dentista: come prevenire nei b am paure e scarsa colla bo Come orientarsi nella scelta? Sicuramente cercando studi che presentino nell’organico degli operatori specialisti di odontoiatria pediatrica. Lo studio odontoiatrico dovrà avere un ambiente adatto ai giovani pazienti per esempio con una sala d’attesa dedicata ai bimbi, con colori, disegni e magari anche giochi e libri. Il bambino si sentirà così subito a proprio agio, distogliendo l’attenzione dall’evento “visita odontoiatrica” a lui sconosciuto! L’odontoiatra pediatrico saprà approcciare gradualmente il bimbo sin dalla sala d’attesa accogliendolo direttamente con un sorriso e discorsi che lo coinvolgano mettendolo a proprio agio fin dal primo incontro. Anche l’ambulatorio in cui opera il dentista deve essere a dimensione di bimbo e, compatibilmente con le norme igieniche da rispettare, deve avere disegni sulle pareti, foto di bimbi sorridenti e se possibile anche la tv, ottimo mezzo di distrazione. È importante che il genitore eviti di menzionare esperienze personali negative o focalizzi troppo l’attenzione del bambino sul possibile “dolore” o “paura” collegate alla figura del dentista della propria infanzia. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 38 19/11/15 15:17 salute 39 pag Quello che però non deve essere trascurato è il coinvolgimento del bambino che è il fulcro delle attenzioni del dentista. Tutte le procedure che verranno eseguite in bocca devono essere preventivamente illustrate al bimbo prima della seduta di cure (tecnica del dire-mostrare-fare) con termini adeguati alla sua età e che non generino ansie. Non devono mai essere pronunciate le parole “trapano”, “puntura” o “male”, non solo durante la seduta e da parte del dottore, ma anche a casa quando un genitore prepara il bimbo all’evento cura o prima visita. b ambini Potrebbero volerci più sedute di approccio in un bambino particolarmente ansioso prima di arrivare all’esecuzione tecnica delle cure. Ciò che conta nella gestione di un piccolo paziente è la completa fiducia del bimbo nel curante, che ha il dovere di non tradirla mai, dandogli inoltre la possibilità dello stop, ad esempio alzando la manina, durante la terapia, ma lasciando ben inteso che la cura deve essere sempre completata nella seduta. lla borazione È assolutamente indicato portare il bimbo dal dentista solo per una visita già a partire dai 3-4 anni, senza che abbia già lamentato male o vi siate accorti, voi o il pediatra, della presenza di carie conclamate. Molto spesso può essere indicato dai 6 anni di età in avanti far entrare il bimbo da solo nell’ambulatorio aspettando in sala d’attesa, dandogli la percezione che l’evento sia una cosa normale, come andare a scuola tutti i giorni. La serenità del bimbo dal dentista dipende perciò da diversi fattori, indispensabile però affidarsi a professionisti competenti in un ambiente giusto e condividere gli obiettivi da raggiungere come una squadra forte e indissolubile in cui il dentista è il capitano che però senza l’aiuto della squadra genitori-figli non può vincere la competizione contro le carie e la paura!• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 39 19/11/15 15:17 a cura dott.ssa Federica Casilli odontoiatra, specialista in Ortodonzia e Gnatologia approfondi denti Un tempo c’era un detto: ogni figlio, un dente in meno. Ma era l’epoca in cui le cure dentarie erano scarse e inadeguate... falsi miti... curare i denti in gravi da si può !!! Molte mamme in attesa poi, non potevano contare su un’alimentazione sufficientemente ricca di proteine e minerali che assicurassero il benessere dei denti. Oggi, per fortuna, le cose sono cambiate e sono molte le donne con uno o più figli che possono contare su una dentatura sana e su un bellissimo sorriso. Però, è vero, nove mesi sono lunghi e può sempre capitare una piccola carie o un dente del giudizio che comincia a farsi sentire proprio in quel periodo. La gravidanza è un periodo abbastanza a rischio per i problemi a carico di denti e gengive. Negli ultimi anni è stata rilevata una maggiore incidenza di parti prematuri in donne che soffrono di problemi gengivali durante la gravidanza. Secondo gli esperti, a causa di disturbi gengivali acuti vengono rilasciate in circolo elevate concentrazioni di prostaglandine, sostanze con attività biologica pro-infiammatoria, le quali tra l’altro favoriscono anche il travaglio. Per queste ragioni risulta fondamentale per la gestante curare con maggiore attenzione la propria igiene orale. In particolare la gengivite può rendere lo spazzolamento dei denti fastidioso e scoraggiare la paziente a effettuare correttamente le manovre di igiene orale. Il maggiore accumulo di placca crea un circolo vizioso a danno della salute gengivale. Qualora non sia stato possibile o sufficiente agire precocemente, il manifestarsi di un’urgenza durante la gravidanza rende assolutamente necessario l’intervento del dentista. Uno stato doloroso acuto o uno stato infettivo del cavo orale, se trascurati, rappresentano un pericolo maggiore per la salute della donna e del 17-Girotondo Dic '15 ROMA.indd 36 19/11/15 15:16 salute 37 pag nascituro: se non trattata, l’infezione presente nel cavo orale può diffondersi attraverso la circolazione ematica, raggiungendo l’apparato genitourinario e intaccando successivamente la membrana amniotica, con conseguenti rischi per il feto. L’adozione di alcune precauzioni nell’applicare le terapie, minimizza ulteriormente i rischi nel bambino: • se possibile, effettuare le cure a partire dal secondo trimestre della gravidanza, evitando il periodo più delicato per la formazione del feto. avi danza? • evitare le radiografie durante il primo trimestre: eventuali devitalizzazioni possono essere effettuate con l’uso di rilevatori apicali, in assenza di radiazioni. • evitare l’utilizzo di vasocostrittori, spesso associati ad alcuni anestetici, perché potenzialmente dannosi per il feto. Per quanto riguarda l’impiego di medicinali, è preferibile evitarne la somministrazione nelle prime 12 settimane. Tra gli analgesici, meglio indicato è l’uso del paracetamolo. In conclusione, in assenza di reali controindicazioni da parte del ginecologo curante, il quale deve essere preventivamente informato rispetto a qualunque intenzione terapeutica, affrontare in sicurezza le cure odontoiatriche durante la gravidanza, non solo è possibile, ma si rende necessario per tutelare salute (orale e complessiva) della mamma e del bambino.• STUDIO ODONTOIATRICO Dott.ssa Federica Casilli Odontoiatra • Specialista in Ortodonzia e Gnatologia Dottore di Ricerca in Malattie Odontostomatologiche ODONTOIATRIA PER ADULTO: Conservativa estetica Protesi fissa e su impianti Implantologia Endodonzia Protesi fissa metal free Ortodonzia invisibile Chirurgia orale ODONTOIATRIA PER IL BAMBINO: Prevenzione e profilassi della patologia cariosa con sigillature e fluoro Ortodonzia intercettiva delle malocclusioni Ortodonzia fissa e rimovibile Terapia miofunzionale PRIMA VISITA E PREVENTIVO GRATUITI Via della Colombella, 2 Palestrina tel. 06.95.27.10.19 - 393.960.90.94 Aperti: Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato dalle 10.00 alle 20.00 Si riceve per appuntamento 17-Girotondo Dic '15 ROMA.indd 37 19/11/15 15:16 a cura di Eldad Kazaz optometrista a quattr' occhi Lo sapevi che? Anche quando si è rilassati davanti agli schermi, gli occhi non smettono di lavorare. I muscoli oculari sono a riposo solo quando osservano oggetti distanti più di 6 metri. Durante una giornata lavorativa i nostri occhi impegnano la quantità di energia necessaria per percorrere 50 chilometri. miglioriamo il nostro comfort visivo quotidi an L’optometrista Eldad Kazaz ci ha ampiamente spiegato nei precedenti articoli, perché i bambini rischiano di diventare miopi all’età di 7/8 anni e come una cattiva postura può nascondere un problema visivo. Nel corso degli anni le nostre abitudini visive sono cambiate, sollecitiamo meno la nostra vista da lontano ma sottoponiamo i nostri occhi ad un vero e proprio stress visivo da vicino. Le nuove tecnologie rappresentano le principali cause di questo stress... sia noi che i nostri figli trascorriamo sempre più tempo davanti a dispositivi digitali quali pc, smartphone, tablet, televisione e spesso tendiamo ad usarli contemporaneamente. Quali sono i primi sintomi che si manifestano? Mal di testa, bruciore agli occhi, calo di attenzione fino ad un peggioramento graduale della vista da lontano (miopizzazione dell’occhio). Una non efficienza visiva ci induce ad inclinare e ruotare la testa in modo improprio, a sforzare il collo, le spalle e la schiena, senza renderci conto che così facendo amplifichiamo il nostro problema visivo e compromettiamo la nostra postura. Come ovviare a tutto questo? La prima domanda che dovremmo porci è: sono realmente consapevole di quanto è efficiente il mio sistema visivo da vicino e quello del mio bambino? Se pur apparentemente pensiamo di vedere bene o crediamo che la vista dei nostri figli sia perfetta, conviene sottoporci ad una indagine visiva dettagliata che stabilisca se e in che modo agire. Un occhiale con una lente a progressione ridotta, anche detta “a profondità di campo”, è oggi la soluzione tecnologica più all’avanguardia per ovviare allo stress visivo da vicino a cui sottoponiamo i nostri occhi nell’uso quotidiano e rende la nostra vista più confortevole. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 40 19/11/15 15:17 salute 41 pag Questo tipo di lente agisce contemporaneamente nel migliorare la visione da vicino, facilitare la lettura, contrastare l’affaticamento visivo nelle attività ripetute e prolungate, aiutare la messa a fuoco, oltre a permetterci di mantenere una postura naturale della testa e degli occhi. Qual è il rischio di utilizzare una lente non progressiva? Se abbiamo un problema visivo da vicino, è opportuno essere consapevoli che è molto diverso leggere qualcosa che si trova sulla scrivania (35/40 cm.) rispetto alla visualizzazione di un computer (60/70 cm.). Se ci sono state consigliate delle lenti per ovviare ad una forma più o meno forte di presbiopia, rischiamo che le stesse lenti ci danneggino nelle vista intermedia. Una lente troppo forte per la messa a fuoco di un monitor (i 60/70 cm. di prima), crea indebolimento dell’occhio (cristallino) e accelera i tempi del peggioramento della messa a fuoco da vicino (35/40 cm.). Se invece abbiamo un problema visivo sia da vicino che da lontano, allora la lente ottimale non è a progressione ridotta ma multifocale. Una lente di questo tipo, di alta qualità, riduce l’effetto ondeggiamento, non altera in nessun modo linee e forme, riduce imprecisioni e distorsioni garantendo la massima stabilità delle immagini. di ano Possiamo mettere sempre a fuoco perfettamente qualsiasi cosa, ovunque ci troviamo, provando quella meravigliosa sensazione di avere un paio di occhiali senza accorgercene!!!• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 41 19/11/15 15:17 a cura dott. Valdimaro Manneschi dermatologo pelle, capelli e co. Con questa storia cercherò di trasmettere notizie su una noiosa ma curabile malattia cutanea virale, che richiede attenzione, pazienza e “care” per i nostri figli... oltre a intelligenti azioni di igiene preventiva. Perchè siamo noi i loro primi medici. una storia contagiosa ... Questa storia inizia in un ambulatorio pediatrico: una mattina Marta, mamma di Irene porta la sua piccola dal pediatria perchè ha notato delle strane lesioni sulla sua faccia... Mamma: “Mi sono un po’ preoccupata perché la mia piccola Irene di 6 anni, dopo poco che ha cominciato ad andare in piscina, ha presentato una piccola lesione al mento e col passare delle settimane da una sono diventate due…da due quattro…da quattro a otto…!!! Sono verruche?” Pediatra Luca:“Le lesioni non sono verruche! “Si chiamano molluschi…” Mamma: “Ma non siamo andati al mare questa estate, non mangiamo né cozze né vongole?” Pediatra Luca:“Nooo…signora! Questa è una definizione medica per identificare delle lesioni causate da un tipo di virus che contagia solo la pelle…” Mamma: “Ma si può curare…?” Pediatra Luca: “Certo! Ma le lesioni si moltiplicano… sulla sua pelle delicata Irene toccandosi e grattandosi autoinocula il virus che ricrea lesioni… ha presente quando si fa la sfoglia e si ammucchia la farina con al centro l’incavo in cui si aprono le uova…ecco, la stessa forma!” Le prescrivo la cura: si tratta di una soluzione liquida che contiene potassio idrossido al 5% da applicare due volte al dì per due settimane sulle lesioni. Questa malattia si chiama propriamente mollusco contagioso, quindi non deve più grattarsi. Nello spogliatoio o in doccia è possibile un contagio. Dopo la piscina e la doccia le consiglio di ungere la pelle di Irene con una crema idratante. Mamma:“Grazie dottore delle sue informazioni…” Dopo quattro giorni nell’ambulatorio pediatrico Mamma: “Dottore, ma guardi qui il volto di Irene…è tutto rosso e caldo!!! “A dire il vero…volevo far guarire più in fretta Irene. Ho dato il liquido per tre 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 42 19/11/15 15:17 salute 43 pag volte al giorno, forse quattro!” Pediatra Luca: “Capisco…ha desiderio che guarisca più rapidamente! Allora metta questa pasta a base di ossido di zinco al 8% sulle zone rosse del mento. Ecco le consiglio di recarsi da questo specialista dermatologo. Il suo nome è Waldemar… Mamma: “Grazie mille! Capisco di essere un po’ ansiosa.” Pediatra Luca: “Tranquilla! Effettivamente il mollusco e’ contagioso… ma è sufficiente un po’ di attenzione con gli asciugamani e accappatoi. Sono misure di igiene semplici ma efficaci… inoltre poiché le lesioni non danno fastidio, se compaiono in parti del corpo un po’ nascoste posso essere decine!” Mamma: “Ancora grazie!” sa ... Marta si allontana ed il giorno dopo, preso appuntamento, si presenta dal dermatologo. Dermatologo Waldemar: “Buon giorno signora Marta… si accomodi! Il Dr. Luca ha ritenuto opportuno avvisarmi… per me è più raro vedere bimbi affetti da mollusco contagioso!” Mamma: “Perché? Cosa vuole dire?” Dermatologo Waldemar: “Il suo pediatra è molto scrupoloso. Ma c’è una differenza. Ecco… il mollusco contagioso non è causato da un solo virus ma un gruppo di virus detti Molluscipoxvirus che hanno pochissime differenze. In questo caso si parla di tipi diversi. Si è osservato che il tipo di virus che contagia i bambini è un sierotipo diverso da quello che contagia gli adulti. ” Mamma: “Che differenza c’è… è più cattiva la malattia per la mia piccola Irene?” Dermatologo Waldemar: “Nooo signora…stia serena! Alla vista non c’è differenza alcuna, le lesioni sono uguali: piccole papule ombelicate senza sintomi ma…negli adulti e’ il contatto intimo-sessuale. Mamma: “Tornando alla mia Irene, come vuole curarla?” Dermatologo Waldemar: “Guardi…era necessario che ci vedessimo per confermare la diagnosi e proporle domani una seduta con il laser. Domani due ore prima di tornare copra con questa crema con anestetico lidocaina e prilocaina le lesioni. Quando arriverà in studio le lesioni saranno anestetizzate e in un attimo con il laser le rimuovo.” Mamma: “Grazie dottore delle sue spiegazioni: a domani”. La storia continua, ma noi la abbandoniamo alla nostra immaginazione… nella seduta successiva le lesioni saranno vaporizzate con laser CO2 e medicate con crema antibiotica le piccole ferite fino alla rimarginazione. • 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 43 19/11/15 15:17 a cura dott.sse Loredana Raso e Nada Raspanti erboriste floripratiche in erboristeria Con l’arrivo dell’autunno puntualmente ecco ripresentarsi nei nostri bimbi le fastidiose malattie da raffreddamento che vanno dalla rinite alla faringite, dall’otite all’influenza vera e propria. scopriamo insieme la fitoterapia per le m di stagione da raffr ed Per fortuna la fitoterapia ci viene in aiuto con molte piante officinali sia in termini di immunostimolazione (aumento delle difese immunitarie) sia in termini di sollievo della sintomatologia. La pianta cardine dell’ inverno è la Rosa Canina: I frutti sono conosciuti per la ricchezza di vitamina C molto più biodisponibile di quella di sintesi. Ciò la rende un valido e apprezzato aiuto nella prevenzione e nel trattamento delle affezioni invernali a carico dell’apparato respiratorio. Se la somministrazione avviene in autunno aiuterà ad affrontare meglio la stagione invernale, se avviene in concomitanza o post antibioticoterapia contribuirà ad evitare le ricadute dopo tale trattamento! L’Echinacea è la pianta per la quale, relativamente all’attività stimolante, vi sono più studi scientifici pubblicati. Le sue radici costituiscono un fortissimo rimedio vegetale contro l’influenza. Oltre alla proprietà immunostimolante l’Echinacea ha proprietà antiinfiammatoria, antivirale e antibatterica (olio essenziale). Alleati in questo ambito sono anche gli olii essenziali, due fra tutti, l’olio essenziale di Timo e l’olio essenziale di Eucalipto. Il Timo ha dimostrato azione spasmolitica e antitussiva, il timolo ed il carvacrolo presenti nel suo olio hanno infatti effetto rilassante della trachea e sull’ileo. Ha dimostrato inoltre una spiccata attività antibatterica anche su ceppi di origine clinica di Staphylococcus aureus. L’olio essenziale di timo, per via inalatoria, è indicato quindi in caso di rinofaringite, sinusite, bronchite asmatiforme, raffreddore, influenza, tosse, mal di gola. L’olio essenziale di Eucalipto può essere utilizzato nelle inalazioni o nei suffamigi, in massaggi localizzati al torace (sopra i 6 anni di età) e, in maniera più ridotta nei bagni (4-5 gocce ma solo nel breve termine), per raffreddori con congestione e catarro, tosse, bronchite cronica, faringite, congestione 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 44 19/11/15 15:17 salute 45 pag nasale e sinusite. Può essere anche mescolato con altri oli essenziali balsamici. Un aiuto importante che viene utilizzato in fitoterapia anche se non è propriamente un fitoterapico è la Propoli, questo prezioso prodotto apistico è un materiale resinoso, profumato, ottenuto per raccolta ed elaborazione enzimatica da parte delle api di materiale vegetale prelevato dai fiori. Le api utilizzano la propoli come sostanza cementante la struttura dell’arnia e del favo, mentre gli artigiani di un tempo la utilizzavano per verniciare strumenti musicali. Oggi invece è diffusamente impiegata come rimedio di prima scelta nell’automedicazione per le alte vie respiratorie. Sperimentalmente a carico dalla propoli sono state dimostrate attività antiflogistica, attività antivirale, attività batteriostatica e attività antiradicali liberi. e malattie fr eddamento La fitoterapia in questi e tanti altri casi può esserci di aiuto ma ricordiamo di affidarci sempre a persone competenti nel settore.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 45 19/11/15 15:17 salute a cura dott.ssa Laura Biagioni riflessologa fisioterapia e corpo Tra tutti gli organi la pelle è uno tra i primi a formarsi e, oltre ad essere il più importante sistema di protezione, è il primo strumento di comunicazione con l’esterno e insieme al cervello il più importante degli apparati. scopriamo la La pelle ed il sistema nervoso si formano nello stesso foglietto embrionale. Il tatto è il senso della pelle e si forma all’inizio della vita embrionale. Il primo completo ed importante massaggio che il bambino riceve è quello del passaggio nel canale del parto. Tale stimolazione attiva importanti funzioni vitali. La pelle viene sollecitata a molte nuove reazioni per adattarsi ad un ambiente più complesso di quello endouterino. La stimolazione cutanea nella prima infanzia esercita un’influenza positiva sul sistema immunitario. Continuare a massaggiare il proprio bambino è una pratica salutare e rassicurante, grazie alle sensazioni che solo il tatto può dare. Appena nato il piccolo si trova all’improvviso in un “mondo nuovo” dove la pelle e quindi il tatto fanno da ponte tra sensazioni conosciute e altre totalmente nuove. Il contatto 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 46 riflessologia plantare: una carezza di vita fisico elimina le distanze e quello stabilito dalla madre occupa un posto speciale nella vita di ognuno. La carezza è sostanza vitale e diventa indispensabile come qualunque altro elemento nutritivo che rassicura e guarisce. I neonati ed i bambini in genere amano essere massaggiati ed apprezzano, forse più degli adulti, la Riflessologia Plantare. Questa pratica è uno strumento privilegiato per stabilire un legame tra il bambino e l’adulto. Infatti chi ha ricevuto questo massaggio da piccolo lo ricorda da grande, anche dopo molti anni! Ha effetti rassicuranti e rilassanti, dà la possibilità di esprimere il proprio affetto ed inoltre attiva i riflessi alleviando piccoli fastidi ( irrequietezza, difficoltà ad addormentarsi, colichette gassose, e altri piccoli malesseri). La riflessologia non sostituisce certo la diagnosi di un bravo pediatra, ma può essere di grande supporto dopo il parere del medico. Ormai molti asili ed ospedali pediatrici praticano la riflessologia plantare per alleviare la fatica della nascita e tutti i sintomi di adattamento che i piccoli accusano nel loro primo periodo di vita. La riflessologia è un momento di coccola, di complicità tra madre e figlio in quello che può diventare un piccolo rito prima di addormentarsi. E’ un’esperienza piacevole non soltanto per i bambini ma anche per gli adulti che intendono praticarla, è un massaggio adatto ad ogni età e particolarmente utile durante la gravidanza.• 19/11/15 15:17 47 a cura dott.ssa Sara Braghese pag fisioterapista, posturologa fisioterapia e corpo Il fisico dei vostri figli può mostrarvi alcuni indizi, come per esempio le spalle a diversa altezza, il bacino sbilanciato e una o entrambe le scapole prominenti, l’anca sollevata, l’inclinazione della postura da un lato. come possiamo riconoscere e: un caso di scoliosi ta nei nostri figli? In presenza dei casi sopracitati è opportuno consultare uno specialista. Il medico esaminerà il paziente in tre posizioni: in piedi, piegato in avanti e disteso sul lettino in posizione supina. Osservando il bambino in piedi, si nota l’eventuale asimmetria del livello orizzontale delle spalle, dei fianchi e dei triangoli della taglia e la presenza di eventuali deformazioni del torace e del bacino. Importante è la posizione delle scapole che sono alte o alate per la pressione dell’eventuale gibbo costale. Un occhio esperto evidenzia la sede della curva, il verso e l’eventuale presenza di emicurve di compenso. Quando il bambino si flette in avanti, risulta facile valutare l’incurvamento dei processi spinosi e soprattutto l’entità del gibbo costale, che tra l’altro può essere misurata con una scala graduata. Quando il bambino è adagiato sul lettino si può misurare la lunghezza degli arti inferiori, valutando la conformazione globale della colonna vertebrale e il trofismo della muscolatura paravertebrale. Il medico in questi casi, valuterà anche l’elasticità o il grado di correggibilità della curva, facendo compiere al paziente movimenti del capo e del tronco. La posizione seduta è una nostra compagna quotidiana, ma è anche tra le posizioni più impegnative per la colonna. Restare seduti a lungo e in modo non corretto è tra le attività più dannose, per la nostra spina dorsale. Come prevenire la scoliosi??? Mantenere una postura adeguata anche nei più semplici comportamenti giornalieri permette di mantenere il corpo sano… Soprattutto muovetevi spesso e non restate a lungo nella stessa posizione. Imparare a restare in piedi senza grossi sforzi è importante soprattutto per chi adotta questa posizione a lungo nel corso della giornata. E’ quindi utile allargare la base di appoggio distanziando i piedi o posando i piedi su un appoggio, cambiando spesso il piede di sostegno. Se si svolge qualche compito particolare (per esempio stirare o disegnare) è importante mantenere alla giusta altezza il piano di lavoro. Sollevare dei pesi può provocare sforzi enormi sulla colonna. Un carico di 10 kg se sollevato in modo scorretto, può raggiungere un peso pari a oltre 500 kg all’interno del disco intervertebrale. Il modo corretto per sollevare un peso è quello adottato dagli atleti che lo fanno per professione: piegare le gambe, mantenere la schiena dritta e mantenere il peso il più possibile vicino al corpo... buona postura a tutti !!! 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 47 19/11/15 15:17 sviluppo a cura dott.ssa Morena Manzini logopedista, counselor relazionale bambini e linguaggio La balbuzie è un disordine nel ritmo della parola, nel quale il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo, a causa di involontari arresti, ripetizioni o prolungamenti del suono. Nella balbuzie agiscono diversi fattori: genetici, psicolinguistici e psicologici. Genetici, perché si è visto che se entrambi i genitori sono balbuzienti il figlio ha una probabilità del 70% di esserlo. Psicolinguistici, perché nei soggetti che presentano balbuzie spesso si riscontrano ritardi o difficoltà nelle varie componenti del linguaggio (fonetica-fonologiasintassi ecc.). Psicologici, perché l’ansia può accentuarne la sintomatologia. L’età media d’insorgenza del disturbo è tra i 2 e i 5 anni e si può manifestare in vari modi. In forma tonica, caratterizzata in modo prevalente da blocchi udibili o non udibili; in forma clonica con ripetizioni di fonemi e parole; o in forma mista. Elemento comune alle diverse forme è l’alterazione del ritmo della respirazione; l’inspirazione si presenta troppo rapida e l’espirazione è irregolare, a scatti e con apnee. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 48 bambini e balbuzie... Potremmo paragonare la Balbuzie ad un Iceberg, con una parte visibile e una parte invisibile. Il disordine di linguaggio è la punta dell’iceberg mentre la parte sottostante è relativa a problemi della sfera emotivo-relazionale, generati da atteggiamenti vissuti che si ripercuotono sul linguaggio e sulla strutturazione della personalità. Un insieme di paure, disagi e sensi di colpa legati alla propria incapacità di parlare in modo fluente. La balbuzie è quindi un disturbo che condiziona negativamente la comunicazione e con essa la relazione e l’intero sviluppo di chi ne è affetto. Nell’80% dei casi si registra nel tempo una remissione spontanea del sintomo entro l’età dei 5 anni nel restante 20% il disturbo si struttura. E’ estremamente importante non interrompere il bambino mentre parla, né anticiparlo o sostituirsi a lui nel completamento della parola o della frase; ricorrere a domande aperte che permettono al bambino di esprimersi maggiormente rispetto alla domanda a risposta chiusa; non chiedere al bambino d’impegnarsi maggiormente nel parlare o respirare profondamente, in quanto sta già parlando al meglio delle sue possibilità. Sollecitarlo non fa altro che alimentare una tensione sulle sue difficoltà. Il bambino impara attraverso l’osservazione di modelli. Se desidero che parli più lentamente, invece di dirgli ”parla lentamente, devo iniziare a parale lentamente con pause, fornendogli così un modello corretto di comunicazione da imitare.• 19/11/15 15:17 e... comportamento 49 pag a cura dott. Valerio Valentini Psicologo, specializzato in Neuropsicologia dello sviluppo l' intervento dello psicologo I nostri stati mentali sono strettamente associati con il nostro universo emotivo, così a volte ci sentiamo tesi, nervosi, sotto pressione, agitati o facciamo fatica a concentrarci. WI-FI emozionale giocare con la mente e le emozioni... si può! Tutto questo lo impariamo da bambini nel primo momento in cui avviene l’incontro con le emozioni e, per ognuno di noi, questo incontro è stato unico e particolarissimo, diverso da tutti gli altri. Il modo in cui vivevamo la paura di non essere bravi, il timore di deludere qualcuno d’importante o semplicemente l’esperienza dell’esser soli, erano spesso accompagnati da stati di agitazione, paure, o anche solo da difficoltà nello stare attenti. Ancora oggi da adulti, alcune persone fanno fatica a gestire interiormente certi vissuti emotivi. Non c’è una scuola per questo. E come si fa? Lo si impara nelle relazioni significative, in particolare con mamma e papà. Ma lo si impara anche giocando, perché il gioco è la palestra dei bambini ed è il loro modo per rappresentare ed esprimere il proprio mondo interiore. relativi alla capacità di concentrazione e di rilassamento, che verranno letti e trasmessi in WI-FI al computer. Può essere molto utile per imparare a rilassarsi e auto-regolarsi nei momenti di agitazione o semplicemente per migliorare le proprie capacità d’attenzione e di concentrazione. Nelle attività ludiche e ricreative si tenterà poi di trasferire le competenze di auto-regolazione apprese nel WI-FI emozionale, generalizzando così il percorso psico-educativo. Ci piace pensare che imparare a vivere e convivere con le emozioni di un gioco sia il primo passo per un pieno sviluppo emozionale, così lungo e complesso ma così importante per poter un domani cogliere e apprezzare anche i colori della vita adulta.• Interagendo via wireless con un computer, attraverso la modulazione dei diversi stati mentali di attenzione/concentrazione o rilassamento, è possibile fare giochi interattivi e allo stesso tempo migliorare il controllo dei propri stati interni, attraverso un processo di auto-regolazione emotiva. In realtà questo rappresenta la sfida che ognuno di noi deve vincere per diventare grande e convivere con le proprie frustrazioni e le proprie ansie; vivere con se stessi e sopportare ciò che è necessario sopportare. A volte occorre un’intera vita! E’ possibile cominciare a familiarizzare con questo arduo compito, indossando un semplice “cerchietto” (neurosensore) che permette di interagire con software ludici e ricreativi. Il gioco sarà possibile attraverso la modulazione dei propri stati mentali, 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 49 19/11/15 15:17 a cura dott.ssa Franca Errani counselor relazionale, direttrice scuola counseling “InnerTeam”- Bologna la relazione di aiuto La scarsa attenzione al tema “estroversione/introversione” è alla base di molte dinamiche relazionali negative, e molto del disagio che a volte le persone provano verso se stesse. genitori estroversi, genitori introversi... Premesso che tutti abbiamo aspetti introversi e aspetti estroversi, vi è in genere una predilezione naturale per uno di questi due mondi, che riguardano il modo di avere e mantenere un buon livello di energia. La domanda chiave è: che cosa mi rigenera? Da dove traggo l’energia per la mia giornata, la mia vita? Punti facili Un genitore estroverso riceverà energia dalle persone, dalla capacità di azione, dalla varietà. Una madre estroversa sarà felice di accompagnare i bambini al parco a incontrare altri bambini, mentre lei chiacchiera con le altre mamme, si muove, è in contatto con gli altri. Un padre estroverso sarà il “motore” di progetti e azioni vivaci, sarà in relazione con tutti durante le grandi riunioni di famiglia, si occuperà di più cose alla volta. I genitori introversi si ricaricano nella solitudine, nella natura, con pochi e selezionati intimi (e troveranno spossanti le azioni descritte sopra!). Una madre introversa ama parlare con un figlio alla volta, si preoccupa se i figli si disperdono in troppe attività (e forse i figli… sono estroversi!), si avvicina con delicatezza al bambino che resta fuori dal gruppo dei più “scatenati”. Un padre introverso osserva i figli giocare senza voler imporre scelte o ritmi, piuttosto restando a distanza; la sua presenza è silenziosa, calma (non è detto che interiormente lo sia, non ama mostrare le sue emozioni). 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 50 19/11/15 15:17 si... comportamento 51 pag Punti difficili Un genitore estroverso si preoccuperà se i suoi figli non hanno abbastanza amici o attività. Una madre estroversa farà fatica a restare in casa sola con il bambino piccolo e si irriterà se deve rinunciare a inviti o iniziative comunitarie; un padre estroverso può far fatica a lasciar parlare il figlio, tenderà a parlare lui, invadendolo senza rendersene conto. Un’altra fatica, per i genitori estroversi, è riconoscere il bisogno del figlio introverso di stare ogni tanto da solo e rispettare la sua intimità. Un genitore introverso sarà stremato dalle riunioni della famiglia allargata e dall’occuparsi di molti bambini chiassosi. Una madre introversa potrà sentirsi sopraffatta dalle tante attività - i bambini, la casa e le cose fuori di casa; quando i bambini fanno domande incalzanti, potrà sentirsi invasa e non riuscire a pensare bene e a dare una risposta giusta. Un padre introverso può sembrare distaccato, anche se vorrebbe rispondere alle aspettative di chi ama. Un’altra fatica, per questi genitori, è rapportarsi a un figlio estroverso, che ha bisogno di muoversi, vedere un sacco di amici, parlare a voce alta… Suggerimenti Per il genitore estroverso: non imponetevi di restare chiusi in casa, specie quando arriva il primo figlio – questo aspetto tocca più la madre, che è bene resti in contatto con gli amici o che possa avere una giornata per sé. E’ utile rendersi conto che ci sono dei limiti, imparare a darsi delle priorità. Non irritarsi se e quando il partner o i figli (introversi) non rispondono con altrettanto entusiasmo alle sue proposte di attività, ma imparare a fare certe cose da soli, lasciando a casa gli amati introversi in compagnia di un parente, un amico, una baby-sitter… Imparate a riconoscere i diversi bisogni di un figlio introverso, e non sentitevi preoccupati per il suo futuro! E’ quando si è ricaricato nella sua solitudine che l’introverso dà il meglio di sé quando poi si trova con altri. Infine, imparate a rallentare… insomma, inglobate un “briciolo” d’introversione! Ciò non danneggerà la vostra amata vitalità, ma vi aiuterà a scoprire nuove qualità in voi stessi e nelle relazioni. Per il genitore introverso: concedetevi una mezz’ora o meglio un’ora di solitudine ogni giorno –tema difficile - il tempo per se stessi sembra un tempo “sprecato”, un lusso possibile solo senza una famiglia con le sue esigenze… Ma pensate che, se non vi ricaricate nel modo giusto, poi sarete spossati, irritabili e frustrati. Se il vostro bambino estroverso richiede più contatti e giochi di gruppo, organizzatevi con altri genitori più estroversi, o con associazioni e gruppi, o con… un nonno estroverso! Se vostro figlio vi assale con domande incalzanti, riconoscete che il vostro bisogno di pensare non è sbagliato, ditegli che gli risponderete più tardi, perché dovete rifletterci (o altra risposta da avere “pronta” all’uso). Valorizzate le risorse dell’introversione: la sensibilità, la capacità di essere in contatto con il mondo interiore; smettete di confrontarvi con le capacità di attività e di movimento dei genitori estroversi. • 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 51 19/11/15 15:17 a cura dott.ssa Luisa Zoni specialista in scienza dell’alimentazione - AUSL di Bologna nutriamoci bene Pur essendo il nostro un paese completamente “immerso” nel Mediterraneo, le abitudini alimentari italiane non sono sempre aderenti ai suggerimenti della “dieta mediterranea”. mangio bene... cresco bene! diamo maggiore atten zio per migliorare la salut e d Eppure questo stile alimentare, adottato fin da piccoli, si è dimostrato in grado di ridurre l’incidenza delle malattie non trasmissibili (cioè non infettive o non a trasmissione per contatto tra individui) a volte molto gravi e delle loro conseguenze: obesità, diabete mellito, ipertensione arteriosa, dislipidemie, cancro, infarto miocardico ed ictus. Cosa si intende per dieta mediterranea? Una alimentazione ricca di vegetali freschi (verdure e frutta), di cereali non raffinati, di fonti proteiche per lo più vegetali e di derivazione dal pesce, di grassi di derivazione vegetale. Tradotto in parole povere: • tante verdure e frutta fresche (come fonte di sostanze antiossidanti, vitamine e minerali), • pane e pasta integrali naturali (come fonte di fibra per regolare l’intestino e ridurre l’indice glicemico), • molti legumi (ricchi di fibre ed a basso indice glicemico e con quota proteica ma scarsa), • molto pesce (ricco di proteine e di grassi omega 3 antiinfiammatori) come fonti proteiche, • olio extravergine di oliva (meno a rischio di indurire le arterie ed in grado di aumentare il colesterolo “buono” HDL) o altri oli vegetali monoseme oltre alla frutta secca a guscio che è ricca di grassi vegetali • bevande naturali (acqua, infusi naturali non zuccherati) Queste regole fondamentali, tipiche di molte regioni del Mar Mediterraneo, nel nostro paese sono spesso “addomesticate” e/o poco usuali: i nostri bambini di solito non mangiano cibi integrali e non consumano verdura e frutta, le merende sono spesso confezionate ed ipercaloriche, saltano la colazione, bevono bibite zuccherine e succhi di frutta in abbondanza. Occorre seguire le “REGOLE DEL 5”: 5 pasti al giorno (colazione, pranzo, cena e 2 merende) e 5 porzioni tra frutta e verdura di 5 colori diversi. Per i più piccoli saranno i genitori ad impostare le varietà, ma per i più grandicelli si possono organizzare “giochi della spesa e del menù” per inserire prodotti diversi nella giornata nei vari pasti e merende. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 52 19/11/15 15:17 alimentazione 53 pag Abitudini familiari degli ultimi 50 anni e pressioni pubblicitarie ed ambientali ne sono la causa. Come fare per cambiare le cose e, attraverso una maggiore attenzione all’alimentazione dei bambini, migliorare anche la salute dell’intera famiglia? Le modifiche delle regole del 5 andranno inserite in maniera progressiva ma costante, migliorando la qualità dell’alimentazione dell’intera famiglia (l’esempio vale più dio tanti discorsi! Se il papà non mangia la verdura difficilmente lo farà il bambino; se la nonna gli propone salamini a merenda no gradirà poi un frutto a casa sua). en zione al cibo L’incontro con altre culture, attraverso la scuola, può aiutare a conoscere anche cibi nuovi che possono incuriosire ed invogliare all’uso regolare. Nel sito della Società Italiana di Pediatria (http://sip.it/in-evidenza/piramide-alimentare-per-leta-pediatrica-ora-e-transculturale) sono riportati, in apposita scheda, i tipi di alimenti “transculturali” ormai facilmente reperibili anche in molti supermercati e negozi etnici o di cibi naturali. E la Piramide Alimentare Transculturale dell’infanzia può e deve diventare un punto di riferimento anche per gli adulti, in modo da rendere usuale il consumo di cibi che aiutano tutti a crescere in salute o mantenersi in salute.• lut e della famiglia 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 53 19/11/15 15:17 alimentazione a cura dott.ssa Valentina De Matteis nutrizionista - Palestrina (RM) nutriamoci bene Il diabete mellito di tipo 2 o più comunemente diabete alimentare è una patologia ahimè con un’incidenza alta ed è la conseguenza di un fenomeno biochimico soprannominato iperglicemia, ovvero di elevate quantità di glucosio nel sangue. quando sotto l’albero di Natale c’è il carbone... il diabete alimentare Multifattoriale, determinato quasi sempre da una predisposizione genetica o familiare e dall’azione di fattori ambientali (soprattutto di tipo addominale) e da un’alimentazione sbilanciata, ricca di grassi saturi e zuccheri semplici. L’aumento di zuccheri nel sanghe può essere senza sintomi o manifestarsi con sintomi non specifici (come sete persistente o aumento del senso di fame associato a calo ponderale). La diagnosi viene effettuata tramite l’esecuzione di esami ematici. E’ molto importante diagnosticare e trattare il diabete nel migliore dei modi, perché col tempo la malattia può provocare complicanze anche molto gravi, soprattutto a livello della retina, del rene e del cuore. Spesso, il diabete si associa ad altre malattie metaboliche, come l’ipertensione arteriosa e le dislipidemie; in questi casi si parla di sindrome metabolica. Il diabete di tipo 2 deve essere curato dal diabetologo con una farmacoterapia appropriata. Un regime alimentare appropriato è quasi sempre la chiave di volta; l’aiuto di uno specialista come il nutrizionista o il dietologo sono indispensabili se non per la risoluzione almeno per la stabilità della patologia. Il buon senso purtroppo non sempre è sufficiente… ci sono prodotti come frutta ritenuti sani nel pensiero comune... ma biochimicamente sono zuccheri e quindi possono risultare dannosi in individui che soffrono di diabete alimentare. Il regime alimentare proposto prevede spesso: 1. il raggiungimento e/o mantenimento di un peso corporeo desiderabile, 2. la prevenzione dell’iper o ipoglicemia, 3. la riduzione del rischio per la retina o per l’insufficienza cardiaca. Il nutrizionista quasi sempre consiglia: • Ridurre il consumo di zuccheri semplici, • Ridurre il consumo di grassi saturi, • Incrementare il consumo di fibre. Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all’interno di uno schema alimentare personalizzato. L’alimentazione della giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l’energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma allo stesso tempo per evitare la malnutrizione.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 54 19/11/15 15:17 ... re 55 pag a cura di Ilaria Zamboni counselor reoalzionale Cosa bolle in pentola? Ingredienti per la glassa Coloranti alimentari in gel Albumi 100 gr (circa 3 albumi) Zucchero al velo 600 gr Ingredienti per decorare Caramelline d’argento piccole q.b. Tutto quello che vi suggerisce la fantasia Ingredienti per il pan di spezie Spezie in polvere: Anice stellato 3 gr Cacao amaro 20 gr Cannella 8 gr Cardamomo 3 gr Chiodi di garofano 4 gr Noce moscata 3 gr Zenzero 8 gr Un pizzico di sale Farina di segale (o “00”) 1 kg Lievito per dolci 1 bustina Miele 500 gr Burro 250 gr Uova 2 + 1 tuorlo Zucchero 250 gr casetta di pan di spezie Ponete burro, zucchero, miele e tutte le spezie in un tegame e fate sciogliere lentamente a fuoco dolce mescolando. Fate raffreddare e unite le uova, la farina, il lievito, il sale e impastate fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio che avvolgerete nella pellicola trasparente e porrete in frigo per 3-4 ore (potete prepararlo anche la sera prima e lasciarlo in frigorifero tutta la notte). Preparate le sagome in cartoncino: disegnate per la facciata e il retro della casetta una sagoma che abbia base di cm 20, altezza laterale di cm 15, altezza al centro (dalla base alla punta del tetto) di cm 23, e lunghezza traversale (dal centro del tetto al lato della facciata) di cm 13; per le 2 pareti laterali, disegnate un rettangolo di cm 24 di base per cm 15 di altezza; per il tetto (formato da due sagome indentiche), disegnate un rettangolo di cm 24 di base per cm 14 di altezza. Disegnate anche le finestre e la porta. Accendete il forno a 180°. Stendete l’impasto su di una spianatoia infarinata dello spessore di 1/2 cm: poggiateci sopra le varie sagome e ritagliate con precisione (tranne la porta e le finestre che ritaglierete dalle sagome già cot- 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 55 te) servendovi di un coltellino dalla lama liscia e sottile, e adagiate sulla teglia foderata con carta forno e infornatele per 15 minuti. Se durante la cottura le sagome non hanno mantenuto le loro proporzioni, appena tiepide, potete rifilarle con un coltello e riportarle alle dimensioni originali; ritagliate con delicatezza finchè tiepido anche la porta e le finestre. Con un tagliapasta a forma di cuore tagliate la finestra in alto sulla facciata della casetta che più tardi decorerete con la glassa colorata e lascuate raffreddare tutto. Preparate la glassa con uno sbattitore elettrico, montando a neve fermissima gli albumi insieme a un pizzico di sale, incorporando lo zucchero al velo un cucchiaio raso alla volta. Dovrete ottenere una crema densa, liscia ma scorrevole, che dividerete in piccoli contenitori proporzionalmente ai colori che userete di più, e colorate con i coloranti alimentari a seconda dei vostri gusti. Mettete nei sac-apoche e usate la glassa per unire fra loro le parti della casetta e decorarla a vostro piacimento. Buon divertimento!• 19/11/15 15:17 alimentazione a cura del Ristorante Montoni ricetta dello chef Pasqualino Montoni cosa bolle in pentola? Ingredienti per la pasta: 4 tuorli, 1/2 bicchiere d’acqua, 150 gr di zucchero, 30 gr di zucchero a velo, 4 albumi, 70 gr di margarina, 70 gr di farina, 1 bustina di vanillina, 1 bustina di lievito, aroma alla mandorla Ingredienti per la crema: 100 gr di mandorle, 200 gr di zucchero a velo, 200 ml di panna, 4 albumi, 200 gr di mascarpone, 200 ml di crema pasticcera Ingredienti per la copertura: 100 gr di mandorle a lamelle, 100 gr di marmellata, zucchero a velo q.b. stella di natale crema, mandorle e... polvere magica! Preparazione: Montare a neve gli albumi con 50 gr di zucchero ed aggiungere la vanillina. Montare a schiuma i tuorli con l’acqua calda ed aggiungere gradualmente l’aroma alle mandorle, lo zucchero semolato, lo zucchero a velo. Mescolare insieme la farina con l’amido di frumento ed unire anche il lievito per dolci. Setacciare il composto di polveri sulla crema di tuorli ed amalgamare bene senza che si formino grumi. Unire per ultimi i tuorli montati a neve e versare il composto in uno stampo a stella precedentemente imburrato e infarinato e cuocere in forno a 175° per 30 min. Quando la torta è pronta sfornarla e farla raffreddare. Nel frattempo preparare la farcitura. Montare lievemente le chiare ed unirvi lo zucchero a velo e le mandorle precedentemente mescolati tra loro, mescolare bene il tutto, quindi unire la panna liquida e la crema pasticcera setacciata. Setacciare anche il mascarpone ed unirlo alla crema. Tagliare la torta in tre stati, farcire il primo strato con metà della crema e ricoprirlo con l’altro strato, quindi farcire anch’esso con l’altra metà della crema e ricoprirlo con l’ultimo strato torta. Ricomporre il dolce e ricoprirlo interamente con la marmellata setacciata e riscaldata e decorare con mandorle a lamelle a piacere e zucchero a velo. • 17-Girotondo Dic '15 ROMA.indd 56 19/11/15 15:16 .. scuola a cura di Francesca Cristofari 57 pag insegnante scuola primaria bambini d' europa L’immagine dell’albero (specialmente sempreverde) come simbolo del rinnovarsi della vita è un tradizionale tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale e, probabilmente, in seguito assimilato dal Cristianesimo. il rinnovarsi della vita: la vera storia dell’albero di Natale La derivazione dell’uso moderno da queste tradizioni, tuttavia, non è stato provato con certezza. Sicuramente esso risale almeno alla Germania del XVI secolo. Ingeborg Weber-Keller (professore di etnologia a Marburgo) ha identificato, fra i primi riferimenti storici alla tradizione, una cronaca di Brema del 1570, secondo cui un albero veniva decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. La città di Riga è fra quelle che si proclamano sedi del primo albero di Natale della storia (vi si trova una targa scritta in otto lingue, secondo cui il “primo albero di capodanno” fu addobbato nella città nel 1510). Precedentemente a questa prima apparizione “ufficiale” dell’albero di natale si può però trovare anche un gioco religioso medioevale celebrato proprio in Germania il 24 dicembre, il “gioco di Adamo e di Eva” (Adam und Eva Spiele), in cui venivano riempite le piazze e le chiese di alberi di frutta e simboli dell’abbondanza per ricreare l’immagine del Paradiso. Successivamente gli alberi da frutto vennero sostituiti da abeti poiché questi ultimi avevano una profonda valenza “magica” per il popolo. Avevano specialmente il dono di essere sempreverdi, dono che secondo la tradizione gli venne dato proprio dallo stesso Gesù come ringraziamento per averlo protetto mentre era inseguito da nemici. Non a caso, sempre in Germania, l’abete era anche il posto in cui venivano posati i bambini portati dalla cicogna! Natale apparve nel 1816, per volere della principessa Henrietta von Nassau-Weilburg, e in Francia nel 1840, introdotto dalla duchessa di Orléans. A tutt’oggi, la tradizione dell’albero di Natale, così come molte altre tradizioni natalizie correlate, è sentita in modo particolare nell’Europa di lingua tedesca (si veda per esempio l’usanza dei mercatini di Natale), sebbene sia ormai universalmente accettata anche nel mondo cattolico (che spesso lo affianca al tradizionale presepe). A riprova di questo sta anche la tradizione, introdotta durante il pontificato di Giovanni Paolo II, di allestire un grande albero di Natale nel luogo cuore del cattolicesimo mondiale, piazza san Pietro a Roma.• L’usanza, originariamente intesa come legata alla vita pubblica, entrò nelle case nel XVII secolo e agli inizi del secolo successivo era già pratica comune in tutte le città della Renania. L’uso di candele per addobbare i rami dell’albero è attestato già nel XVIII secolo. Per molto tempo, la tradizione dell’albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord del Reno. I cattolici la consideravano un uso protestante. Furono gli ufficiali prussiani, dopo il Congresso di Vienna, a contribuire alla sua diffusione negli anni successivi. A Vienna l’albero di 17-Girotondo Dic '15 ROMA.indd 57 19/11/15 15:16 a cura dott.ssa Alessandra Augusti biologa, nutrizionista piccoli cuochi crescono Cari piccoli cuochi, manca pochissimo a Natale, perciò ho pensato di proporvi una ricetta tutta speciale, con cui potrete fare un regalo goloso per augurare Buone Feste a tutta la famiglia, portando a tavola un originale antipasto preparato da voi... la Pizzetta Natalizia! facciamo insieme la pizza natalizia di q ui golosi Babbi Natale di Non si tratta però di una semplice pizza.. E’ semplicissima da preparare e l’ingrediente principale è davvero molto particolare.. Siete curiosi di scoprire qual è? Allora... OCCHIO ALL’INGREDIENTE! La quinoa è una pianta appartenente alla stessa famiglia degli spinaci e delle barbabietole, ma spesso è scambiata per un cereale per via dei suoi chicchi. Arriva dalle Ande del Perù e dalla Bolivia ed è un alimento molto antico, anche se ancora poco conosciuto.. Pensate bimbi, risale ad oltre 5000 anni fa ed era soprannominata ‘’ ‘Mamma’ di tutti i semi’’. Quando viene messa nell’acqua, dopo la cottura, lascia fuoriuscire un piccolo ‘’ricciolo’’ bianco, il germe del seme, che la rende molto simpatica! Ha tantissime proprietà nutritive: ottima fonte di proteine vegetali, contiene tutti i 9 aminoacidi essenziali, necessari al corretto funzionamento dell’organismo, che da solo non è in grado di produrre. E’ un’importante fonte di vitamina B2, fondamentale per i processi metabolici delle cellule dei muscoli e del sistema nervoso. Tra le altre vitamine, troviamo anche la vitamina C e la vitamina E, importante antiossidante, protettiva nei 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 56 19/11/15 15:17 alimentazione 57 pag confronti dell’apparato circolatorio e dei tessuti corporei. E’ ricca di minerali come potassio, fosforo e magnesio, ma anche di calcio, ferro e di fibre. Inoltre, non contiene glutine e può essere consumata con tranquillità in caso di intolleranza. E’ ricca di tante proprietà quindi, che la rendono un alimento adatto sia per gli adulti che per i bambini. q uinoa e ale di fragole Ed ora, piccoli pizzaioli, pronti, mani in pasta e via! Ecco gli ingredienti: 250 g di quinoa, 150 ml di acqua, 2 bocconcini di mozzarella, passata di pomodoro, spinacini cotti, peperoni gialli e rossi, olive e pomodorini, sale e olio extravergine d’oliva qb. Preparazione: Sciacquiamo la quinoa e la mettiamo a bagno in acqua per almeno otto ore (magari prima di andare a dormire ;)). Passato questo tempo, la scoliamo e la sciacquiamo nuovamente. Con l’aiuto di mamma e papà, la frulliamo con 150 ml di acqua e qualche pizzico di sale. Versiamo il composto (che risulterà molto liquido) in un testo rivestito da carta da forno e unto con un po’ d’olio. Facciamo cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 25 minuti. Successivamente, passiamo al condimento con passata di pomodoro, mozzarella a pezzetti e gli spinacini cotti per il colore verde. Facciamo cuocere altri 10 minuti ed una volta cotta, la dividiamo in tanti spicchi a cui andiamo a dare la forma di un alberello di Natale. Infine, lo ‘’addobbiamo’’ con le ‘’palline’’ di olive e pomodorini pachino e le stelline di peperoni, che avremo creato prima con le formine. Volete un’idea semplicissima e carina per portare a tavola la frutta durante il pranzo e il cenone di Natale? Allora dovete assolutamente fare i babbi natale di fragola e panna che renderanno il pranzo più allegro e sicuramente riceveranno molti consensi. Solo 3 ingredienti semplicissimi: Fragole fresche (3-4 a persona), una busta di zucchero a velo e mezzo litro di panna fresca (mettetela in frigo una mezza giornata prima di montarla). Preparazione: montiamo la panna con un po di zucchero a velo e mettiamola in frigo. Laviamo per bene le fragole, tagliamo le estremità verdi con un taglio orizzontale, facendo in modo che la punta della fragola in altezza, sia la metà della parte restante del frutto. Mettiamo le fragole in “piedi” sul piatto. Prendiamo la panna e mettiamola in un sac-a-poche senza beccuccio. Tagliamo l’estremità del sac-a-poche e poniamo un ciuffo di panna tra le due estremità di ogni fragola e poi un piccolo ciuffo sulla punta come pon pon. E buon Natale!• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 57 19/11/15 15:17 a cura dott.ssa Franca Errani counselor relazionale, direttrice scuola counseling “InnerTeam”- Bologna dialogo di coppia Spesso la nascita dei figli porta un tracollo della vita erotica della coppia: i partner quasi dimenticano che prima sono stati amanti, si sono dati appuntamenti a ore strane, hanno scombinato la loro vita per ritagliare momenti insieme - tutto quel carico di eros e fascino che ha creato le basi per l’arrivo del pargoletto. genitori “sexy”? L’allontanamento dalla sessualità può essere graduale o abbastanza brusco. La lista delle priorità spinge in basso la dimensione “coppiache-fa-sesso”; prima c’è il bambino con i suoi bisogni, giochini, pannolini, biberon da sterilizzare. Poi i figlioli crescono e c’è l’asilo, la scuola e le merende; senza dimenticare il lavoro e le bollette… insomma tutto congiura per l’annullamento non tanto del matrimonio quanto dall’erotismo. Di tale tracollo, in genere se ne accorge per primo il padre, perché la compagna, ora mamma piena di amore e vitalità verso la creaturina, non sente alcuna mancanza: infatti, la sua energia erotica ruota verso il bimbo/a. Il piacere fisico che dà il contatto con un bimbo piccolo è meraviglioso! Intendiamoci: la differenza tra sessualità adulta e la sensualità che si prova nella cura dei bambini è ben chiara, la madre ne è perfettamente consapevole; tuttavia questo contatto nutre un erotismo sottile e diffuso, fatto di odori teneri e di suoni amati, un mondo che la riempie e non le fa sentire quel bisogno che il padre invece percepisce. Il potenziale erotico dell’uomo resta molto più saldamente legato alla compagna. Per molte coppie il calo del desiderio sessuale non genera conflitti: avviene in entrambi, è ammorbidito dal tepore di una relazione che negli altri campi funziona bene; ci si conosce, si ride insieme, ci si diverte con i bambini. Insomma non necessariamente una coppia deve includere sesso bollente per sentirsi appagata e innamorata. Vi sono anche coppie che, dopo la nascita dei figli, si scoprono sessualmente attratte come e più di prima e, pur facendo miracoli per trovarsi di nuovo insieme, vivono la nuova dimensione con stupore e Nella maggior parte dei casi la situazione è impari: la mamma si culla nelle deliziose coccole con i bimbi, e forse sente che la rinuncia a certi piaceri fa parte della devozione materna cui si è votata; lui, marito e padre, resta l’unico “custode” della fiamma della relazione erotica. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 58 19/11/15 15:17 diventare genitori 59 pag desiderio. L’invito che i mariti fanno alle mogli (magari non sempre con parole o gesti giusti) è che loro vogliono ritrovare la “donna dentro la madre”. In che modo? Una via è recuperare degli spazi di piacere personale, non necessariamente legati al sesso: fare qualcosa di diverso, concedersi una passeggiata o un acquisto personale, uscire insieme per un aperitivo lasciando i figli a nonna o tata, un weekend da soli (ci sono coppie che per anni non si concedono di stare lontani dai figli neppure per un giorno). Espandere questo territorio, si scoprirà, fa bene anche ai figli: quando il nutrimento emozionale, affettivo, e per certi versi anche sensuale arriva dai figli, li stiamo caricando di un peso troppo grande. Una resistenza che tali proposte generano è legata alla convinzione che il sesso debba essere “spontaneo” e che la pianificazione, indispensabile nel quadro famigliare, sembra artificiale. Si tratta invece di capire che la pianificazione manifesta un’intenzione attiva a voler stare insieme per riaffermare la propria realtà di amanti. Insomma, genitori sexy si può diventare: saper chiudere a chiave la porta della camera da letto, vestirvi in modo da piacervi tra voi quando decidete di uscire, affermare con sicurezza il vostro reciproco desiderio, non soccombere agli assedi della vita famigliare tutta dedita a prole e lavoro. Il mio augurio è che impariate a conciliare vita familiare e mondo erotico: è un atto coraggioso, ne vale la pena.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 59 19/11/15 15:17 a cura dott.ssa Anna Maria Casadei esperta di psicologia del disegno infantile e dello scarabocchio filo diretto Inviate lo scarabocchio o il disegno del vostro bambino (in JPEG, max 4 disegni) indicando il nome e l’età dell’autore e... se l’età lo permette chiedete al vostro piccolo artista di dare un titolo al suo disegno! Li aspetto per spiegare cosa significano su: [email protected]. (1) (2) e il foglio si copre di emozioni: gli scarabocchi e i dis eg nostri bambini ci p arl Catturare l’essenza creativa del bambino sin dalla giovane età, è dare la possibilità ai genitori di “capire in maniera approfondita il proprio bambino”. Il bambino nello scarabocchiare esprime il concetto del proprio “sé” per comunicarlo ai grandi, disegna e crea la sua essenzialità emotiva. Egli sa molto bene che ogni persona identifica nel suo scarabocchio l’affetto che li lega a loro. E così uno scarabocchio è il tutto di ogni persona che ama. Potete capire meglio di cosa sto parlando dalla breve interpretazione dei disegni arrivati in redazione... 1) Francesco, 4 anni e 9 mesi “la mia scuola”: a sinistra l’albero è l’autore del disegno, ben modellato e ben piantato a terra, indica personalità prorompente e chiara. La ciminiera forse è un punto dolente, inquina e se ne parla negativamente. La casa è trasparente e chi vi abita, quattro persone, sono socievoli, si amano ma ogni tanto qualcuno si sottrae all’ambiente. L’autore è un acuto osservatore. Da notare il nome “Francesco” in alto a destra che l’autore ha scritto “a specchio”. Anche se la scrittura a specchio non si manifesta in tutti i bambini e neppure in maniera sistematica, si può affermare che si tratta di una fase normale per la quale passano alcuni bambini quando apprendono a scrivere. (3) (4) 2) Francesco 5 anni e 3 mesi “La casa con le ruote”: una casa viaggiante con 4 persone a bordo... l’andamento ondulatorio del fumo del comignolo indica affetto e armonia. Anche qui a destra c’è la presenza dell’albero (l’autore del disegno), ben modellato e ben piantato a terra, indica personalità prorompente e chiara. 3) Francesco 6 anni e 4 mesi “Il drago sputafuoco”: la sua fantasia è espressa allegramente... il corpo del drago diventa un percorso stradale e la testa piatta, diventa una casa su cui il particolare comignolo, fa uscire un fumo arricciato (affetto e coccole a profusione). L’insieme è molto creativo e la personalità cerca con armonia di capire un nuovo ambiente (forse quello della prima elementare...). 4) Maria, 4 anni circa: questa esecuzione è molto affettiva. L’idea del cuore prima colorato (cementato) poi alleggerito da una linea infinita di contorno, sottolinea affetto, simpatia, creatività e senso estetico elevato. 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 60 19/11/15 15:17 diventare genitori 61 pag 5) Maria, 6 anni e 5 mesi: Nel disegno l’autore identifica la sua origine orientale, ma la testa è collocata su di un albero, il suo Io pensa al passato (curiosa l’esecuzione). Personalità estrosa educata in maniera austera. 6) Chiara 4 anni e 9 mesi: L’elaborato di Chiara è essenziale: le coccinelle alla base (carattere deciso), ogni singola coccinella esprime giocosità (allegria). L’entusiasmo nel disegnare è espresso al massimo grado. (5) 7) Chiara anni 5 e 6 mesi: L’autrice esprime in modo esemplare il suo entusiasmo. Notare come le mani sono fiori. dis egni dei p arlano... (6) 8) Sara 4 anni e 8 mesi: La bimba rappresenta la famiglia ideale: braccia aperte (accoglienza), è il periodo in cui le mani o sono dei fiori o un accenno di palla, giusto a questa età. Forse viene rammentata una giornata in cui si è mangiato all’aperto. 9) Sara 5 anni e 8 mesi: nel disegno c’è la conquista dello spazio. Sara esprime con dovizia di particolari (maturità) l’idea del giorno e della notte. Particolare creativo: la casa si regge (animata) su basi e le braccia hanno una funzione prensile. (7) (8) (9) 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 61 19/11/15 15:17 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 63 19/11/15 15:17 bambini a cura dott.ssa Manuela Crasta Medico veterinario, specialista nella cura cuccioli e co. Le persone hanno un rapporto profondo e complesso con gli animali, che provoca diverse reazioni emotive. Che si tratti di un cane, un gatto, un coniglio o addirittura un elefante poco importa! pet terapy: curiamoci con i nostri amici animali La cura di alcune malattie tramite un animale da compagnia è una tecnica coterapica che si sta sviluppando sempre più e che affianca le cure tradizionali. Chi ne può beneficiare? La pet therapy si rivolge a bambini con particolari problemi di disabilità fisica o psichica, ad alcune categorie di malati ed agli anziani. Lo scopo delle terapie con gli animali è quello di soddisfare certi bisogni come l’affetto, la sicurezza e l’interazione con gli altri. Avere accanto un animale non solo tira su di morale, ma può avere benefici anche a livello fisico. Infatti diversi studi hanno dimostrato che accarezzare un animale riduce la pressione arteriosa e contribuisce a regolarizzare la frequenza cardiaca per chi soffre di problemi di cuore e di pressione alta. Insomma una buona prevenzione per l’infarto! L’ippoterapia. La riabilitazione equestre è usata nel trattamento di diverse patologie, ma soprattutto nelle malattie invalidanti e nelle psicosi infantili. La particolare andatura del cavallo rinforza l’apparato muscolare per chi non può camminare. La postura in sella migliora l’apparato scheletrico e l’equilibrio mentre la conduzione del cavallo costringe il disabile a rimanere attento e concentrarsi sui movimenti imprevedibili dell’animale. I miglioramenti non sono solamente a livello fisico, infatti, il piccolo paziente scopre delle nuove doti di se stesso migliorando la propria autostima. La cura del cavallo è parte integrante della terapia, il rapporto tra animale e bambino si rafforza e quest’ultimo si riappropria del proprio schema corporeo. La delfino terapia è indicata per quei pazienti con problemi di apprendimento e di linguaggio e viene usata soprattutto con i bambini affetti da sindrome di Down e autistici. La capacità cognitiva dei delfini è molto simile a quella umana, inoltre hanno una capacità di apprendimento velocissima, tali da renderli un supporto terapeutico insostituibile. La delfino terapia si è dimostrata così efficace anche grazie all’ambiente in cui è svolta. L’acqua riduce lo stress e la tensione, stimolando la voglia di apprendere Allora perchè non accogliere un cucciolo di cane nella nostra famiglia? Tra le caratteristiche dei cani, che rendono questi animali così utili per la realizzazione di una terapia, troviamo la loro socievolezza, la loro capacità di dare amore incondizionatamente, la disponibilità ad essere accarezzati, toccati; proprio attraverso il contatto corporeo, sono in grado di infondere calma e sicurezza, favorendo una buona gestione dell’ansia.• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 62 19/11/15 15:17 a cura di Pamela Tinti organizzatrice eventi per bambini filo diretto Età di gioco consigliata: da 4 anni in su Numero di giocatori: da 3 in su Tempo di gioco: Variabile giochi da fare al chiuso: il pacco di Natale Molte volte dei semplici materiali di recupero possono diventare dei veri e propri giochi da fare in famiglia o a scuola... Come si realizza? Prendete una scatola di cartone riempitela di caramelle e un regalino. Cercate tra i giornali e/o riviste varie immagini di animali e varie immagini natalizie, ritagliatele e incollatele sulla scatola chiusa con scotch. Avvolgete la scatola con carta da giornale come per fare un pacco da regalo e incolalteci sopra un immagine di animale (o natalizia). Avvolgete di nuovo la scatola con carta da giornale e incollare un immagine di animale (o natalizia), uno diverso ogni volta. Fare circa 12/13 strati di carta. Avvolgere l’ultimo strato con carta da giornale e decorare con immagini natalizie incollate sopra. Come si gioca? Preparata la scatola (pacco di Natale), i bambini si siedono per terra in cerchio e a gambe incrociate. Al via (l’inizio di una canzone, semmai natalizia) i bambini si passano tra le mani il pacco di Natale seguendo l’ordine in cui sono seduti... quando la musica viene interrotta dall’animatore, il bambino che ha in mano il pacco deve cominciare a scartarlo: se trova l’immagine di un animale deve imitare il verso dell’animale raffigurato, se trova l’immagine natalizia invece deve passare il pacco al bambino alla sua destra. Quando riparte la musica il bambino che ha in mano il pacco deve passarlo di nuovo agli altri bambini. Si continua così finchè il pacco non è stato scartato tutto. A quel punto il bambino che ha tolto l’ultimo foglio di carta prende per sé il regalino e distribuisce le caramelle agli amichetti. Cosa ti occorre? Scatola cartone carta da pacco anche riciclata carta da giornale scotch caramelle regalino varie immagini di cagnolini o animali varie immagini natalizie colla vinilica Variante del gioco: Si può fare con immagini diverse a seconda del momento e/o della festa (esempio Carnevale, Pasqua e altre ricorrenze)• 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 65 19/11/15 15:17 a cura dott.ssa Marzia Di Sessa giornalista l' angolo delle fiabe Roberta è una bambina simpatica e allegra ma da quando ha cominciato ad andare a scuola ha solo voglia di piangere. Simone, è un bimbo carino e gentile, ma anche lui non sopporta l’idea di andare a scuola. A Simone non piace stare Seduto! il termometro... delle emozioni !!! Roberta e Simone si sono conosciuti a scuola e non si stanno simpatici! Ne Roberta ne Simone, sanno però che stanno per vivere un’avventura fantastica assieme. Era uno dei tanti giorni di scuola e Roberta piangeva davanti alla classe, mentre dall’altra parte del corridoio Simone correva e non voleva entrare. La dada Ornella andò incontro ai due bambini, li prese per mano e li condusse in classe, ma appena entrati si resero subito conto tutti e tre che qualcosa non andava! Erano tutti arrabbiati e litigavano fra loro, senza un motivo! Anche la dada Ornella fu subito contagiata dalla rabbia! Roberta e Simone si guardarono in faccia, si trovavano proprio nel mezzo di un bel pasticcio e loro sembravano essere gli unici a non esserne coinvolti! Roberta cominciò a Piangere forte, anzi fortissimo! “Roberta non è il momento di piangere, perché piangi?” - disse Simone “Non so perché... Forse ho paura!” “Paura? Ma che cos’è la paura?” Simone non lo sapeva. “Simone, hai presente la paura? Quella del lupo cattivo, la sera quando devi andare a letto, o la paura di andare in altissimo perché sai che non sai volare...” spiega Roberta. “La paura, si la conosco anch’io non ci avevo mai pensato! E’ quella che mi viene quando devo stare fermo seduto, lontano dalla mia famiglia. Sai Roberta? Anch’io ho paura!” Roberta e Simone cominciarono a ridere perché in quel momento capirono di non essere tanto diversi. Era la prima volta che i due bimbi si raccontavano ed ora erano pronti per cominciare una nuova lunga amicizia assieme! Smisero di ridere e si ricordarono che avevano problemino da risolvere. A Simone venne un’idea, chiamare la maestra Marcella: Lei saprà come risolvere questa situazione!” 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 64 19/11/15 15:17 bambini La maestra Marcella, corse nella classe di Roberta e Simone e vide che la situazione è davvero allarmante. Tirò fuori il suo termometro delle emozioni e cominciò a misurare la temperatura delle emozioni e… din! tutto sul rosso! Era proprio collera quella che c’era nell’aria! La maestra aveva la soluzione e andò a prendere il libro delle ricette magiche, lo sfogliò velocemente fino a quando trovò la scritta “ scacciare il virus della Rabbia violenta” “Servono risate, gioia, amore lacrime e anche un po’ di tristezza... vado a prendere il mio acchiappa emozioni!” disse Marcella. Ecco la ricetta: un pizzico di tristezza... che è una grande schifezza 4 tazze di risate... ridacchiate e mescolate di dolcezza 7 cucchiai... e non te ne pentirai tanta tanta bontà... e la pozione eccola qua! Pian piano i visi dei bambini cominciarono a cambiare espressione da arrabbiati a tristi a felici fino a ridere. Risero così forte che le loro risate finirono con il contagiare tutta la scuola ed anche la dada Ornella rideva a crepapelle. La Maestra prese nuovamente il termometro per misurare le emozioni e vide che, erano tutti guariti! Da quel giorno un termometro delle emozioni fu posizionato in classe così che ogni mattina, quando i bambini arrivavano a scuola potevano dire come si sentivano e se si andava sul rosso, la maestra avrebbe saputo subito come intervenire!• SGI 17-Girotondo Dic '15 SVIT-SGI.indd 68 19/11/15 15:18 17-Girotondo Dic '15 SVIT-SGI.indd 67 19/11/15 15:18 17-Girotondo Dic '15 CEN+FBO.indd 66 19/11/15 15:17