VOCE pENTECOSTALE - Bethel
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VOCE pENTECOSTALE - Bethel
“ Voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su voi, e mi sarete testimoni “. “E come il giorno della pentecoste fu giunto... tutti furono ripieni dello spirito santo”. (Atti 1:8; 2:1-4) VOCE PENTECOSTALE Periodico trimestrale di edificazione ANNO XXXVI - N. 1-2 Spedizione in A.P. Art. 2 Comma 20/c Legge 662/96 - Filiale di Milano GENNAIO - GIUGNO 2016 La mia testimonianza personale Mi sono convertito all’età di sei anni, la mattina di Pasqua del 5 aprile 1942. Mentre ci preparavamo per andare in chiesa, dissi ai miei genitori che volevo essere cristiano. Se l’elemento della mattina di Pasqua abbia avuto o meno qualcosa a che fare con la mia richiesta, non lo saprei dire. Ricordo che mio padre si girò verso mia madre e disse: “Non serve aspettare di arrivare in chiesa. Possiamo pregare proprio qui”. Mi inginocchiai di fianco al letto dei miei genitori, confessai i miei peccati e chiesi al Signore di salvarmi. Quanto ai peccati nella mia vita, ricordo solo di essermi vergognato per il modo in cui rispondevo ai miei genitori. Mentre pregavo piansi e sentii che il Signore mi perdonava. Credo di essere stato salvato quella mattina. Diversi anni dopo, da adolescente, sentii di essere santificato e che questo costituiva una seconda opera della grazia, come mi insegnarono nella mia chiesa. Sono cresciuto nella Chiesa del Nazareno, una denominazione verso cui conservo un profondo rispetto. I miei genitori erano timorati di Dio. I miei primi ricordi di mio padre sono di lui inginocchiato accanto al letto per mezz’ora ogni mattina, prima di andare al lavoro. Era un laico, non un ministro, ma il sogno di un predicatore; era molto fedele alla nostra chiesa ad Ashland, nel Kentucky. Mia madre era l’organista della chiesa. I miei primi ricordi di lei sono vederla sulle ginocchia ogni giorno dopo che mio padre era andato al lavoro. Quando finiva di pregare alzava le braccia in alto, a volte con le guance rigate di lacrime. Pregava sempre per me prima che andassi a scuola. A volte i ragazzini che arrivavano venivano invitati in casa per ascoltarla mentre CULTI ONLINE www.livestream.com/chiesabethel SOMMARIO • La mia testimonianza personale (Dr. R.T. Kendall) pag. 1 • Testimonianze pag. 3 • Dalla Comunità di Milano pag. 4 • Dalla Comunità di Milano pag. 5 • Dalla Comunità di Como pag. 6 • Non venderemo l’olio (G. Caltagirone) pag.7 • Siate ripieni dello Spirito Santo (R. Cristallo) pag.9 • Conferenza PEF a Zagabria (G. P.) pag.11 • Ricette per vivere di Molly Bruno pag.11 • In ricordo del Pastore Giuseppe E. Laiso pag.12 Il nuovo libro edito da Publielim, da cui è tratta la testimonianza del Dr. RT Kendall. pregava per me, cosa che trovavo imbarazzante. Morì all’età di 43 anni, l’8 aprile 1953, quando io avevo 17 anni. Entrai nel Trevecca Nazarene College (oggi un’università) nell’autunno del 1953. Un anno dopo sentii la chiamata a predicare il vangelo. La mia chiesa di Ashland emise immediatamente una licenza di predicazione mentre ero ancora uno studente a Trevecca. Feci il primo sermone il primo mercoledì sera di un dicembre alla Calvary Church del Nazareno a Nashville - sulla ‘fedeltà di Dio’ - prendendo il mio testo da Lamentazioni 3:23. Tre mesi dopo mi fu offerto il pastorato di una piccola chiesa nelle montagne del Tennessee orientale, a Palmer, Tennessee. Mia nonna mi comprò una nuovissima Chevrolet del 1955 per i miei spostamenti da Nashville a Palmer (circa 185 chilometri per tratta) durante i fine settimana. In genere ci andavo il venerdì pomeriggio e tornavo la domenica sera. Dopo esserci rimasto per circa sei mesi, mantenendo i miei corsi liceali, entrai in un periodo di grande ansietà. Non conosco altro modo per descriverlo. Era un sentimento di solitudine, come se fossi tagliato fuori. Mi sentivo nuotare in acque sconosciute. Ricordo che andavo nella camera del dormitorio per pregare quando avevo un’ora libera tra le lezioni. Non dimenticherò mai il fine settimana del 29-30 ottobre, mentre trascorrevo del tempo da solo inginocchiato davanti all’altare della mia piccola chiesa - pregando soltanto. Non sapevo per cosa stavo pregando. Sentivo solo che trascorrere tanto tempo in preghiera non poteva essere sbagliato. Volevo una svolta nella mia relazione con Dio. Sentivo che qualcosa non andava. Volevo lasciarmi quest’ansia alle spalle. Volevo essere il più possibile vicino a Dio. L’incertezza mi gettava sulle ginocchia. Ciò che sto per raccontare è quello che mi è successo Alle sei e trenta di lunedì mattina del 31 ottobre 1955, mentre guidavo tornando a Nashville, decisi di trascorrere il viaggio pregando anziché ascoltando la musica della mia autoradio. Non avevo idea che la più grande esperienza della mia vita fosse sul punto di accadere. Potrei riportarti molto vicino al punto esatto della vecchia strada US 41 - ai piedi della montagna Monteagle – in cui, mentre pregavo, scese su di me un grande peso. L’ansietà tornò di nuovo, con rinnovata forza. Provai una grande sofferenza. Gridai al Signore: “Non sono santificato? Non sono nemmeno salvato?” Non percepivo affatto Dio. Due testi della Scrittura, però, mi vennero in mente. Il primo fu 1 Pietro 5:7: “Gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi”; il secondo Matteo 11:30: “Il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero”. Ma il mio giogo quella mattina era pesante. Troppo pesante. Ragionai fra me e me che se fossi riuscito a gettare in qualche modo la mia preoccupazione sul Signore, allora avrei potuto dire che il mio giogo era leggero. Improvvisamente, mentre guidavo, vidi alla mia destra Gesù Cristo che intercedeva per me alla destra del Padre. Fu reale come qualunque altra cosa avessi mai visto. Sentii che Lui era il mio fratello maggiore, che mi amava più di quanto io amassi me stesso, che si prendeva cura di me più di quanto io non facessi con me stesso. Ma non riuscii a capire cosa diceva. Per me era chiaro che Lui era alla destra del Padre e che stava mettendo in gioco tutta la Sua intera relazione col Padre - come a voler dire: “Vai in suo aiuto, o mi dimetto”. Non udii queste parole, (Continua a pag. 2) Dr. R. T. Kendall (Segue dalla prima pagina) ma quella fu l’impressione che ricevetti mentre il Signore Gesù intercedeva per me. Scoppiai in lacrime. Smisi di pregare e divenni uno spettatore. Lui prese il controllo. La cosa successiva che ricordo, circa un’ora dopo, mentre guidavo attraverso Smyrna, in Tennessee, è che sentii Gesù dire al Padre: “Lui lo vuole”. Il Padre rispose: “Può averlo”. In quel preciso istante, un flusso di fuoco sacro mi entrò nel petto. Fui purificato. Mi sentii letteralmente riscaldato, ricordando anche come John Wesley testimoniò di aver sentito il cuore “stranamente riscaldato” ad uno studio biblico ad Aldersgate Street, a Londra. Non avevo mai provato tanta pace in tutta la mia vita. Quella pace non era semplice assenza di paura - l’ansietà era scomparsa - ma la presenza del più meraviglioso riposo dell’anima. Continuai a guidare lungo la US 41 verso Trevecca, a quel punto solo a pochi minuti di distanza. Mentre guidavo, Gesù mi guardava. Vidi il Suo volto. Durò meno di un minuto. Parcheggiai l’auto accanto al mio dormitorio alla Tidwell Hall, mi rasai velocemente e andai alla mia prima lezione alle 8.00 del mattino, domandandomi che cosa mai mi fosse successo. La cosa più importante di quei primi momenti fu la percezione di quanto Dio sia reale e di quanto la Bibbia sia vera. Le dottrine elementari della fede furono confermate come se le avessi avute davanti ai miei occhi. Ad esempio, seppi senza ombra di dubbio che Gesù era letteralmente risorto dai morti. Riuscivo a capire come la chiesa primitiva fosse convinta dallo Spirito Santo che Gesù era vivo. Potei vedere che Gesù era davvero seduto alla destra di Dio, intercedendo per noi. Sapevo davvero che Gesù Cristo era venuto nella carne, che ha ancora un corpo, e che era un uomo in gloria. Non avevo mai avuto problemi con la deità di Gesù, ma ciò che divenne vero per me in modo sbalorditivo fu che Egli era veramente umano! La seconda venuta era ugualmente reale per me - non che fosse emersa una qualche prospettiva escatologica particolare, ma che Egli sarebbe davvero, letteralmente tornato! Mi fu data una sicurezza infallibile riguardo a queste cose - verità che mi erano state insegnate tutta la vita ma che ora, per la prima volta, percepivo per conto mio come completamente vere! Lo stesso giorno in cui avvenne questo, il mio amico Bill Kerns, che stava nella stanza accanto alla mia, disse di notare qualcosa di diverso in me. Mi chiese: “Che ti è successo?” Io risposi: “Sinceramente, non lo so. Ma mi è successo qualcosa”. Mi domandavo se avessi ricevuto una terza porzione di grazia. I nazareni insegnavano due opere della grazia: l’essere salvati e l’essere santificati. Io ritenevo di aver avuto entrambi. Ma ciò che era avvenuto quella mattina era qualcosa di totalmente diverso. Dissi a Bill: “Che sia o meno una terza opera della grazia non lo so; so soltanto che sono salvato”. E quella fu la cosa principale di cui mi resi conto in quelle prime ore del mattino: ero davvero salvato. Salvato eternamente. Giusto o sbagliato che fosse, lo dissi ai miei compagni di stanza e agli amici nel dormitorio. Dissi di sapere che ero salvato. Loro replicarono: “Certo che sei salvato. Perché dici questo?” Io dissi: “Perché so di essere eternamente salvato, che non posso perdermi”. Il giorno stesso in cui questo mi accadde, io ebbi la consapevolezza assoluta e infallibile di questo. Il mio errore (forse) fu quello di andarlo a dire ai miei amici nazareni, che non avevano alcun concetto di certezza della salvezza. Dissi perfino (forse in modo avventato): “Quando morirò andrò in paradiso, indipendentemente da ciò che farò da qui ad allora”. Loro risposero: “John Wesley una volta lo pensava. Cambiò idea. Anche tu lo farai”. Posso soltanto dire che allora sapevo che non avrei mai cambiato idea. Era incredibilmente reale per me. La verità è che da quel giorno in poi non ho mai dubitato della mia salvezza. Sapevo che non avrei mai cambiato idea, e non l’ho mai cambiata. Tuttavia, meditavo seriamente su una cosa. “Dove posso trovare nella Bibbia una base scritturale per quello che mi è successo? Ho ricevuto qualcosa di nuovo? Si tratta davvero della terza opera della grazia? Sarà successo a John Wesley?” Gongolavo per la gioia e la pace. Godevo di un senso di Dio che non credevo una persona potesse gustare in questa vita. Prima del tramonto di quel giorno cominciai a comprendere che quello che mi era successo era un’opera dello Spirito Santo. Io non avrei potuto farlo accadere. Solo io so quanto, a quel tempo, bramassi di camminare più vicino a Dio. Dio mi aveva impartito un desiderio di avere di più di Lui. E mi aveva risposto. Semplice. Il seme embrionale della teologia riformata era stato piantato fermamente e iniziò a crescere piuttosto in fretta. Ero assistente del decano di teologia, il Dr. William Greathouse (che in seguito divenne presidente di Trevecca e sovrintendente generale della Chiesa del Nazareno). Mi ammonì, dicendo che stavo iniziando ad assorbire insegnamenti in cui “la nostra chiesa non crede”. Io risposi: “Allora la nostra chiesa ha torto”. Non avevo letto una sola frase di Sant’Agostino (354-430), Martin Lutero (1483-1546), Giovanni Calvino o Jonathan Edwards se non stralci del suo sermone “Peccatori nelle mani di un Dio adirato”. Mi domandavo se non avessi scoperto qualcosa di nuovo, cosa che mi preoccupava. Nei mesi che seguirono iniziai ad avere delle visioni. Non mi era mai successo prima. Vedevo chiaramente che il mio futuro non sarebbe stato nella mia vecchia denominazione. Non solo questo, ma vedevo anche che un giorno avrei avuto un ministero su scala mondiale, cosa che ad un nazareno di provincia appariva straordinaria. Ma c’è di più. Circa quattro mesi dopo, nel febbraio del 1956, sempre mentre guidavo, sentii un impulso nel mio essere interiore. Sembrava allo stomaco, come un pozzo che voleva traboccare. L’unico modo che avevo per farlo uscire era pronunciare quelli che posso solo definire dei suoni incomprensibili. Questa volta, c’erano altre persone nell’auto. Sono sicuro che mi abbiano sentito. Ero imbarazzato. Ricordo (per qualche motivo) di aver abbassato il finestrino. Non dissi niente, perché sapevo di aver parlato in lingue - una cosa che i nazareni non facevano. Erano energicamente contrari alle lingue, forse più ancora di quanto non lo fossero i calvinisti. Non ne parlai con nessuno. Nessuno. Tenni la cosa prevalentemente per me per anni. Una delle prime persone a cui lo raccontai fu il Dr. Martyn Lloyd-Jones, qualcosa come vent’anni dopo. Nello stesso momento in cui parlai in lingue, accadde qualcos’altro. Mi fu chiaramente chiesto di presentare le mie dimissioni dalla mia chiesa a Palmer a partire dal successivo 6 maggio, con il 20 maggio assegnato come mia ultima domenica. Quando tornai nella mia stanza a Trevecca, controllai il calendario per assicurarmi che entrambe le date fossero domeniche. Alcune settimane dopo le mie dimissioni, sempre al volante della stessa auto, guardai il cruscotto. Era completamente diverso. Ricevetti una visione del cruscotto di una Chevrolet del 1953. Il motivo per cui lo so è che il mio compagno di stanza Ralph Lee aveva una Chevrolet del 1953. Questo accadde a giugno del 1956. Con quella visione sentii che avrei in qualche modo perso la mia auto. Dopo aver fatto ritorno ad Ashland, nel Kentucky, due settimane dopo, mia nonna si riprese l’auto, spinta dal sentore che non sarei stato un nazareno ancora per molto. La diede a mio padre, che la permutò con una nuova Chrysler. Mio padre si sentiva come se avessi fatto cadere in disgrazia lui e la mia vecchia chiesa. Mi accusò di aver “rotto con Dio”. Pretese poi che pagassi l’affitto se volevo restare a casa. Quello stesso giorno mi fu offerto un lavoro dalla Creamens Quality Cleaners sulla 29a strada di Ashland, e mi fu anche dato un furgone Chevrolet per andare a ritirare gli abiti dei clienti da lavare a secco. Era una Chevrolet del 1953. Mi misi al volante ed eccolo lì - il cruscotto di una Chevrolet del 1953 - esattamente lo stesso della visione. Capii con certezza che mi trovavo saldamente nella volontà di Dio. Ascoltavo già da diverso tempo il Rev. Henry Mahan alla radio. Era il pastore della Chiesa Battista sulla 13a Strada di Ashland. Le cose che lo sentivo predicare alla radio mi affascinavano. Trovai il suo indirizzo di casa e andai a trovarlo. Quando rispose alla porta mi assalì improvvisamente il nervosismo. Gli domandai se aveva degli abiti da far pulire. Sì. Mi portò un abito. Poi io dissi: “In realtà non sono venuto a vedere se aveva qualcosa da lavare a secco. L’ascolto alla radio. Penso di credere in quello che predica”. Quando gli dissi che ero un nazareno, lui ne fu sorpreso. Dopo avermi fatto diverse domande e aver affermato ciò in cui credeva, fu scioccato di scoprire che io credevo quelle stesse verità, ma che le avevo trovate nella Bibbia e in nessun altro libro. Quel giorno ebbe inizio un’amicizia. Anni dopo, la sua chiesa mi ordinò al ministero. Sia mio padre che mia nonna vennero alla mia cerimonia di ordinazione con spirito di grazia. Dev’essere stato molto difficile per quei fedeli nazareni entrare in una chiesa battista calvinista per assistere all’ordinazione del loro figlio/nipote. Nel 1956 feci del mio meglio per convincere mio padre, che amava Dio, del fatto che non ero al di fuori della volontà di Dio ma, anzi, completamente dentro di essa. Gli raccontai alcune delle mie visioni - cosa che fu probabilmente un errore - nella speranza che lo avrebbero colpito. Non funzionò. Io sapevo che un giorno avrei avuto un ministero internazionale. Lui mi fece una domanda: “Quando?” Io risposi: “Fra un anno”. Lui mi chiese di scriverlo su un pezzo di carta. Io lo feci. Quello fu un altro errore, nel tentativo disperato di conquistare mio padre. L’anno dopo non ero nemmeno nel ministero in senso generale. (Continua a pag. 8) Dr. R. T. Kendall 2 TESTIMONIANZE Nell’estate 2012 affrontavo un brutto periodo della mia vita per mie varie vicessitudini familiari. Essendo sempre stata una donna religiosa, andavo in chiesa e pregavo sempre alla ricerca di un segnale da parte del nostro Signore Gesù Cristo, e malgrado ciò, Lo sentivo molto distante. Non avvertivo mai la Sua presenza ed ero disperata. Un giorno, dopo aver fatto la spesa alla Esselunga, sono tornata a casa e, scaricando la spesa dall’auto, ho visto sul sedile posteriore un volantino su cui era evidenziata la frase: “Nell’anno del nostro Signore”. Essendo certa che quel volantino non fosse stato messo né da me né da nessuno della mia famiglia, lo presi come un segnale e pensai che il Signore, essendo stato cercato a lungo da me, finalmente si fosse presentato. In quel volantino c’era scritto l’indirizzo della nostra chiesa Bethel di Via Biella. Così il mercoledì sera mi presentai lì e da quel momento conobbi veramente il Signore Gesù vivente. Adesso sono passati quattro anni, mi sono battezzata e sono felice di appartenere a questa comunità e di sentire sempre il Signore vicino a me che non mi abbandona mai. Angela Teresi di strada, stanco delle uscite di sera che non mi lasciavano altro che vuoto nel mio letto. Così cominciai a pregare, con le lacrime agli occhi, affinché Dio mostrasse la Sua potenza su di me, affinché mi si rivelasse e mi cambiasse la vita. Nulla. Mi trovai in uno stato neutro, niente Dio, niente amici. Dio però continuava a intervenire sulla mia vita attraverso piccoli segnali. Mi resi conto poi di quanto Egli mi era rimasto a fianco e di quante piccole benedizioni mi dava. Grazie a Lui, ho superato la maturità senza problemi, sono entrato in università e ora faccio parte anche del team Youth Alive. Così, come Dio sta facendo piccoli passi verso di me, secondo la Sua volontà e non la mia, io li sto facendo verso di Lui. Ecco perché ho deciso di fare il battesimo. Kevin Antonio Fabian Esposito Alvaro Fernandez Garcia Il 13 agosto 2013 Dio mi ha parlato mentre leggevo la Sua Parola in Deuteronomio 30:1120 e mi hanno colpita queste parole: “Vedi, io metto oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io ti comando oggi di amare il Signore il tuo Dio e camminare nelle sue vie...” Queste parole sono entrate nel mio cuore e mi hanno spinta a fare la Sua volontà e di ubbidire all’ordinamento del battesimo. Da quel giono sono rinata in Gesù Cristo e la mia vita è cambiata. Nancy Yolanda Martinez Lazala Sono cresciuto in una famiglia cristiana e da sempre sono stato guidato sulle vie del Signore. Arrivato a una certa età, però, decisi di prendermi un po’ più di libertà. Dopo i 18 anni, con il conseguimento della patente, mi sentivo il padrone del mondo; la maggiore età mi aveva dato alla testa e cominciai a frequentare altri gruppi di persone, allontanandomi dal Signore. Questa vita, però, non mi “riempiva”, ma pur di mantenere le nuove amicizie create continuai per questa strada. Andai avanti così per due anni. Ero una comparsa dentro la chiesa, alle riunioni non andavo più, mi limitavo solo alla frequenza domenicale. Un anziano della chiesa, Antonio De Gaetani, mi invitò a seguire il corso preparatorio al battesimo senza nessun impegno finale, bastava solo la mia presenza. Andai con mille dubbi e incertezze ai fini di dimostrare che non ero pronto per il battesimo, e forse ce ne sarebbero voluti di anni prima che lo fossi. Arrivai al punto di stufarmi anche della vita e un motivo in più. A Dio va tutta la gloria! Mi chiamo Kevin e ho 21 anni , sono nato in una famiglia cristiana. Sono sempre stato bloccato a fare il passo del battessimo, perché non mi sentivo a posto con Dio. Ma grazie agli insegnamenti della chiesa, della famiglia e delle persone che mi sono state vicine, è arrivato il giorno in cui ho sentito fortemente nel cuore di fare il battesimo, nonostante i miei errori. Sono stato indeciso a fare questo passo fino all’ultimo giorno perché aspettavo una risposta da parte di Dio e penso che la telefonata del pastore Giuseppe Piccolo è stata una risposta Le mie scarse capacita di raccontare una situazione di dimensioni così grandi ed importanti mi ha portato a rimandare a scrivere questa testimonianza finché non ho trovato le parole giuste. Credo in questi casi che le parole “giuste“ non sono semplici da trovare e ordinare in frasi dal suono melodico. Il mio percorso di capire ed accettare la fede inizia ancora dal lontano 2003 - e non è stato un salto immediato dall’ateismo alla fede vera e propria. Vorrei sottolineare che la mia infanzia e adolescenza è trascorsa in una famiglia con convinzioni comuniste, dove il sistema ben conosciuto non permetteva la fede, e dove non ci sono stati insegnamenti a scuola, né domeniche di preghiere. Dalla completa non conoscenza della Bibbia sono passata ad ascoltare diverse testimonianze di “miracoli” di persone credenti. Un ruolo in questo passaggio lo ha avuto una mia amica evangelica, la quale con molta pazienza mi ha “scortata” nel passaggio di spiegazione del significato di fede e la differenza di vivere nel mondo e nella fede. Ancora non convinta e con i dubbi, il Signore ha cominciato a compiere i miracoli in quel periodo di ricerca di me stessa e di una spiegazione filosofica del senso della vita Il Signore è buono, paziente e conosce i Suoi figli e i loro bisogni, ma fino ad allora per me erano parole prive di significato. Ora, però, posso confermare nel mio grande cambiamento interiore cosa significhi ricevere un dono prezioso dal Signore, stare sotto le Sue ale protettive, pregare e sapere che Lui ti ascolta in silenzio e avvertire il Suo immenso amore che avvolge il corpo e l’anima nei momenti di bisogno e anche di grande gioia. Vorrei condividere anche sotto forma di elenco (forse poco poetico), ma credo esplicito, i doni che Dio mi ha fatti. Noi sappiamo che Lui conosce il nostro cuore e i nostri desideri e mette alla prova la nostra fede. Dio nella Bibbia ci dice di non avere dubbi perché applicando la Sua Parola in ogni atto della nostra vita alla fine il risultato arriva. Il Signore in primis ha agito nella mia vita esaudendo il mio desiderio di studio universitario. Voi direte: “Cosa c’è di strano?” Invece, nella situazione in cui mi sono trovata, aveva Emilia Markova 3 DALLA COMUNITÀ DI MILANO BATTESIMI NELLA CHIESA BETHEL A MILANO Il 6 marzo scorso è stato celebrato un servizio battesimale nella Chiesa “Bethel” nel corso del quale 5 persone hanno confessato Gesù Cristo quale loo personale Salvatore. Questi sono i loro nomi: Kevin Antonio Fabian Esposito, Alvaro Fernandez, Emilia Markova, Nancy Yolanda Martinez Lazala e Angela Teresi. Come avviene sempre in tali circostanze, la riunione è stata particolarmente caratterizzata dalla gioia e dalla gratitudine a Dio per la decisione presa dai due giovani fratelli e dalle tre sorelle di riconoscere pubblicamente il Signore Gesù Cristo come loro Signore e Salvatore. Le loro testimonianze, riassunte in queste stesse pagine del giornale, sono state di grande edificazione e ispirazione per tutta la chiesa e per le molte persone che per l’occasione sono state invitate a partecipare a questa lieta cerimonia. La nostra preghiera si eleva a Dio non solo in favore delle sorelle e dei fratelli battezzati, perché continuino a crescere nelle vie del Signore, ma anche per tutti coloro che hanno udito il messaggio della salvezza e per quanti ancora non hanno arreso la loro vita al Signore. G. P. (Segue da pag. 3) un grande senso per me per cambiarmi e farmi pensare profondamente che la fede è viva! Il Signore ha fatto sì che in quell’anno in cui avrei dovuto iniziare gli studi io potessi vedere la Sua grande opera. Non mi ero classificata tra i primi 20 (per via del numero chiuso del corso universitario) e il corso iniziava a ottobre 2002, quindi per me non c’era alcuna possibilità. Niente studi, ricerca di un lavoro qualsiasi, senza orientamento e con grande amarezza nel cuore di non poter realizzare il mio progetto. All’inizio del secondo semestre, febbraio 2003, una telefonata inaspettata dalla segretaria dell’Università mi chiedeva di presentarmi allo sportello perché durante il primo semestre di studio si erano liberati dei posti (con precisione 4). Quattro persone avevano rinunciato al corso ed erano rimasti 4 posti vacanti al numero chiuso di 20. Ero davanti allo sportello quando ho pronunciato: “Sì, accetto” e 10 minuti dopo avevo una matricola e il piano di studi per il corso che avevo scelto! Tutta questa euforia dell’evento miracoloso mi ha spinta a fare tante chiamate per annunciare quello che mi era capitato, e forse solo il giorno dopo avevo realizzato il vero miracolo che era accaduto. Il Signore apre le porte lì dove le porte sono chiuse, ed ecco che inizia il mio vero percorso di sfida con me stessa, con la mia razionalità e fede. Alla domanda: “La preghiera aiuta?”, ho avuto una serie di risposte sotto forma di miracoli. Ed ecco di nuovo la bontà, la pazienza del Signore; Egli ha agito nella mia vita oltre che nel settore dello studio, anche in quello della salute. Nel 2006 una diagnosi di displasia della cervice con l’unica soluzione di un intervento chirurgico per eliminare le cellule sospette ed evitare la trasformazione in una massa neo- Foto di gruppo dei 5 fratelli battezzati nella Chiesa Bethel il 6 marzo 2016. l’ULTIMA PREDICA “Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio!” (2 Corinzi 5:20). Quando il Titanic si inabissò nell’Atlantico, plastica. Ma ecco ancora il miracolo: una preghiera intensa, da parte di un incontro casuale con un pastore ospite a Bologna proveniente dall’Eritrea, mi ha portata a insistere davanti al mio medico curante per un’ulteriore visita medica per accertare la “presenza” o assenza delle cellule displastiche. Le parole del medico erano per me la più grande rivincita e approvazione che il Signore è onnipotente: “Sono rari i casi in cui si ha autoassorbimento e ritiro di una patologia displastica verso la normalità”. Gloria al nostro Padre! Vorrei scrivere ancora tanto, ma prometto che questa sarà la mia ultima testimonianza di guarigione accaduta proprio qui in chiesa Bethel. Nel 2013-2014 soffrivo di attacchi di emicrania terribili con sofferenze di circa 8 ore in pieno buio, a digiuno, con conati di vomito e cefalea atroce. Il Signore mi ha dato un altro dono prezioso, guarigione dell’emicrania, una delle malattie del secolo, dove finora non sono state trovate cure efficaci. Esistono centri di cura e ricerca per dominare questa patologia, ma purtroppo nessuna cura efficace che possa debellare l’emicrania. Il mio battesimo avvenuto il 6 marzo scorso è stato un piccolo gesto di ringraziamento verso il Signore per tutta la Sua bontà e misericordia verso di me. Sia lodato in eterno il nostro Padre celeste! Io vi ringrazio per la vostra pazienza nel leggere la mia testimonianza, ho cercato di usare poche parole, ma l’entusiasmo di condividere è stato troppo forte. Un ringraziamento di cuore al pastore Piccolo e a sua moglie per avermi accolta nella chiesa e per la loro attenzione per me. Che Dio benedica tutti voi! Emilia Markova nell’aprile del 1912, a bordo si trovava un giovane cristiano, John Harper, che si preparava a partire come missionario. Quando il transatlantico cominciò ad affondare, Harper aiutò i passeggeri a salire sulle scialuppe di salvataggio, ma si rifiutò di salirci: “Donne e bambini prima - diceva - e poi i credenti”. All’ultimo momento diede a un ragazzo anche la sua cintura di salvataggio. E il Titanic s’inabissò. Un passeggero scozzese che si trovava tra i superstiti raccontò quanto segue: «Stavo galleggiando in quelle gelide acque aggrappato a un pezzo di legno quando un’ondata portò vicino a me John Harper, anche lui aggrappato a qualcosa che galleggiava. Mi gridò: “Sei un credente?” “No”, gli risposi. Allora continuò ad alta voce: “Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato!” Le onde lo allontanarono; poi lo riavvicinarono a me e mi ripeté la stessa domanda: “Sei un credente, sei un salvato?” Purtroppo dovetti rispondergli di no, che non ero salvato. Allora di nuovo giunsero alle mie orecchie, in mezzo alle grida e al frastuono delle onde, quelle stesse parole: “Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato!” Furono le ultime parole di John Harper. Un istante dopo scomparve tra i flutti. Allora, in pieno oceano, nelle ore tragiche che seguirono, mi rivolsi al Salvatore e misi la mia vita nelle Sue mani. Fui l’ultimo uomo condotto a Dio per mezzo della predicazione di John Harper». (Dal calendario “Il buon seme”. Edizioni il messaggero cristiano. Per gentile concessione). *** “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”. Giovanni 3:14-16) 4 DALLA COMUNITÀ DI MILANO 121° VIAGGIO UMANITARIO IN CROAZIA Ho avuto il piacere, nonché l’onore di accompagnare Raffaele Coppola nel suo 121° viaggio umanitario in Croazia. Il termine umanitario credo sia profondamente appropriato, perché di questo si tratta, mostrare amore, compassione, interesse, verso persone che probabilmente non versano più in una disperata situazione economico politica, ma che, grazie a Dio, credo stiano lentamente provando e forse riuscendo a tornare al passo con la sempre più veloce Europa. La mia prospettiva è cambiata nel corso del viaggio, non sapendo che realtà avrei trovato. Arrivati nelle varie destinazioni, ho conosciuto e visitato famiglie di pastori e di credenti che hanno saputo benedirci, con quanto di meglio aves- Raffaele Coppola con Maria Grazia Valentino in Croazia nel 121° viaggio umanitario. sero. Traspariva tutto l’affetto e la gratitudine per il fratello Coppola e la chiesa Bethel, per l’instancabile e assiduo lavoro portato avanti negli anni. Non ho visto o toccato situazioni di reale povertà, ma situazioni che sono oggi dignitose grazie a tutto quello che è stato fatto nel tempo. Persone che ancora contano ed hanno bisogno degli aiuti che arrivano dall’Italia, per riuscire a loro volta ad essere di aiuto a chi ancora é nel bisogno. Per questo credo valga ancora la pena e lo sforzo di andare avanti con questo progetto. Pregando e sperando che Dio susciti altre persone, che possano, con lo stesso entusiasmo, affiancare Raffaele Coppola, in questo lavoro per il regno di Dio! Dio vi benedica! Maria Grazia Valentino Riunione di fine anno L’obiettivo di questa riunione è stato quello di trascorrere in compagnia dei fratelli della chiesa Bethel le ultime ore del 2015 e le prime del 2016, rigraziare Dio e scambiarci gli auguri di un anno nuovo in presenza del past. Piccolo Giuseppe e di sua moglie Antonietta. Devo dire che non era fra i miei progetti recarmi in chiesa per questo incontro, ma il Signore ha cambiato i miei pensieri. E, gloria a Dio, sono stata felice di esserci andata. Tramite la sorella Agnese ho conosciuto due persone nuove: la signora Olga e sua sorella Dina, che hanno condiviso con me le loro esperienze, e così ho potuto incoraggiarle a confidare sempre nel Signore. Ho gradito la loro compagnia, come loro la nostra. Abbiamo ascoltato anche alcune testimonianze, e quella che mi ha colpita di più è stata quella del fratello Israel Fernandez che, arrivato in Italia dalla Bolivia, alla dogana gli fu chiesto il motivo del suo viaggio. Avendo prima pregato, con estrema tranquillità e in tutta sincerità rispose: “Per lavorare”. L’agente di polizia addetto al controllo dei Alcune foto dell’incontro di fine anno. passaporti, rivolgendosi al collega disse con aria sorpresa: “Almeno quest’uomo dice la verità”. Così, il fratello poté entrare in Italia in modo onesto e successivamente riuscì a portare a Milano anche la moglie e i figli, garantendo loro per la grazia di Dio un futuro migliore. Com’è grande il nostro Padre celeste! Carol Argueta LAUREA La Dr.ssa Valentina Delle Donne. LUTTO NELLA CHIESA BETHEL Dopo una breve malattia, il 22 dicembre 2015 è andata prematuramente col Signore la nostra cara sorella Rachele D’Amato vedova Anzivino. Al funerale, celebrato nella Chiesa Bethel la mattina del 24 dicembre, hanno partecipato diversi fratelli, alcuni provenienti anche da altre comunità. Preghiamo perché Dio consoli i figli, Lucia ed Enzo Anzivino. La Redazione di “Voce Pentecostale” è lieta di annunciare che il giorno 8 marzo 2016 è stata conferita a Valentina Delle Donne la laurea in Scienze Giuridiche presso l’Università di Roma. Ci rallegriamo per l’ambito riconoscimento ottenuto e formuliamo alla neo Dottoressa gli auguri sinceri di una brillante carriera! 5 DALLA COMUNITÀ DI COMO BATTESIMI NELLA CHIESA “EMMANUEL” DI COMO Durante il culto di domenica 1° maggio, in una chiesa festante ed esultante, 4 fratelli e 8 sorelle hanno dato pubblica testimonianza della loro fede scendendo nelle acque battesimali e dichiarando la loro fiducia nel Salvatore Gesù Cristo. Da molti anni a questa parte, i battesimi sono un momento di gioia e di aggregazione, dato che i fratelli che fanno questo passo provengono da diversi popoli e nazioni. A prendere questa importante decisione per la loro vita sono stati: Daniele Visciano, Naomi Cardas, Iulia Cardas, Asante Oheneba Ofosu, Luca Bertan, Robert Adomakoh, Rebecca Mensah, Morià Freitas, Laura Galbiati, Emanuela Colangelo, Monica Napoli e Aremis Mateo Delos Santos. La chiesa intera ha partecipato festosa ed ha accolto i nuovi membri nella famiglia Il fratelli battezzati nella Chiesa “Emmanuel” di Como posano col pastore Gianni Di Giandomenico. spirituale unita in Cristo Gesù. Sperando nel nostro Creatore che sempre più persone possano fare la scelta di accogliere Cristo nei propri cuori, abbracciamo con affetto i nuovi appartenenti alla famiglia del Signore. La gloria sia sempre al nostro Padre celeste! Guido Moretti (Anziano Chiesa Emmanuel di Como) COL SIGNORE «Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi”. Giovanni 14:1-3. Il 4 gennaio 2016 la sorella Vittoria Schembri ved. Correnti ci ha lasciati, sazia di giorni, per raggiungere l’amato Padre celeste, che aveva servito fin dalla sua giovinezza. Moglie e madre esemplare, fedele al patto con Cristo per mezzo del battesimo, il suo cammino con Gesù, fatto di grande semplicità e attaccamento alla parola di Dio, ne hanno fatto una valida testimone della grazia e dell’amore di Dio. Il 4 marzo 2016 anche la sorella Caterina Bertuccio in Zappalà ci ha lasciati per andare a stare col Signore. Donna di grande fedeltà al Signore, al quale aveva promesso ubbidienza con il battesimo sul finire degli anni ’70, non mancava mai alle riunioni. Malgrado lunghi tempi di malattia avessero segnato la sua vita, era sempre con il sorriso sulle labbra e aveva parole di speranza tipo: “Fin qui l’Eterno ci ha soccorsi”. Saggia moglie e madre, ha lasciato un grande vuoto nel cuore del marito, nella famiglia e nella comunità. Il suo esempio di fedeltà e umiltà rimarrà sempre nei nostri cuori. Guido Moretti (Anziano Chiesa “Emmanuel” di Como) Il fratello Matteo Oliverio, con la moglie Vittoria in una foto di alcuni mesi prima della morte. Anche se sono trascorsi quasi due anni, desideriamo pubblicare ora la notizia della dipartita del fratello Matteo Oliverio, avvenuta il 28 luglio 2014, quando aveva 82 anni. Ci scusiamo vivamente con la famiglia Oliverio se a suo tempo non ne era stata data notizia su “Voce Pentecostale” a causa di un’involontaria svista da parte della Redazione. Il fratello Oliverio è stato per molti anni un attivo e fedele membro della Chiesa di Como, amato e rispettato da tutti noi. Lo ricordiamo con affetto per la sua generosità e per il notevole contributo dato al tempo della ristrutturazione dell’attuale locale di culto. Voglia Dio consolare i cuori di tutte le famiglie colpite da lutti! G. P. 6 NON VENDEREMO L’OLIO! “Perché ...”, dice Giuda dopo che Maria compì un’azione straordinaria, “perché si è fatto tutto questo?” (leggere Giovanni 12:1-11). Le parole di Giuda risultano essere in realtà l’esatto pensiero e sentimento di molti cristiani oggi: “Perché non si è venduto l’olio?” Sono le parole di chi dell’olio non vuole farsene niente, non ne hanno più bisogno, piuttosto servono e sono più importanti i trecento danari. L’olio nella Bibbia è figura dello Spirito Santo e i trecento danari in questo passo della Scrittura sono figura della potenza umana, di ciò che è materiale. Oggi in molti ambienti cosiddetti cristiani sono più importanti i trecento denari che l’olio. Dichiariamo che “noi l’olio non lo venderemo!” Il desiderio di avere più denaro può diventare una dipendenza, come l’alcol, la droga e per alcune persone diventa un laccio. Per alcune chiese, per alcune comunità locali, per alcuni credenti il fattore trainante nella loro vita è il denaro che li porta a guardare ogni cosa alla luce del suo contesto monetario: “Sì, facciamo questo, ma ci guadagniamo? Facciamo quest’altro, ma c’è un tornaconto personale?” Noi vogliamo conservare ancora l’olio dello Spirito Santo. Si è passati: • dalla rigenerazione alla religione; • dalla santità alla simulazione; • dall’ottimismo della fede al trionfalismo del successo; • dall’effusione dello Spirito Santo all’emozione soltanto; • dalla potenza di Dio nel risolvere ogni problema alla sociologia; • dalle manifestazioni carismatiche alle manipolazioni umane. • Non abbiamo bisogno di più soldi in questa chiesa, ma di più olio. • Non abbiamo bisogno di ministri ricchi, ma unti dallo Spirito di Dio. • Non abbiamo bisogno di famiglie benestanti, ma di case dove riposa lo Spirito di Dio. gere” (Giovanni 10:10). Ho l’impressione che in questi ultimi tempi, sia a livello personale che comunitario, stiamo commettendo lo stesso errore del re Ezechia (Isaia 40). La superficialità di Ezechia, il suo aprirsi al mondo, la sua debolezza, alla fine gli costarono cari. Il past. Gioacchino Caltagirone. • Non abbiamo bisogno di sofisticati programmi di crescita, ma di potenza per annunciare il Vangelo della grazia di Cristo. • Non abbiamo bisogno soltanto di giovani preparati, ma di giovani pentecostali potenziati dall’alto! Fratelli, ho un timore! “Non temo che il popolo di Dio cessi di esistere, ma temo che esista come una chiesa morta che abbia le forme della pietà senza la potenza” (2 Timoteo 3:5). Dio ci aiuti a non vendere l’olio ricordandoci che “non è né per forza, né per potenza, ma per lo Spirito mio, dice il Signore” (Zaccaria4:6). Gesù disse: “Rimanete in questa città, finché siate rivestiti di potenza dall’alto! (Luca 24:49). Giuda era un ladro, egli avrebbe tanto voluto rubare quel vasetto di grande valore. Il nostro avversario è un ladro. “Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distrug- 1) Non vendere l’olio che ci è stato dato da Dio. Il testo non ci dice la provenienza di questa libbra di olio profumato, di nardo puro. • Forse era il frutto del suo lavoro? • Forse l’aveva ricevuto in eredità? • Forse l’aveva ricevuto in regalo? Ad ogni modo, qualsiasi sia la provenienza, era sicuramente qualcosa che proveniva dalla provvidenza divina. Non vendere l’olio! Perché tutto quello che viene da Dio è buono. “Se voi dunque che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono?” (Luca 11:13). E ogni “cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall’alto, discendono dal Padre degli astri luminosi” (Giacomo 1:17). 2) Non vendere l’olio di gran valore. Il grande valore di quest’olio ci parla dell’efficace opera dello Spirito Santo che è per noi di gran valore: • Nei momenti difficili (Isaia 61:1-3); • Nei momenti di cura (Salmo 23); • Nei momenti di cecità (Apoc. 3:18); • Nei momenti di solitudine (Salmo 133). 3) Non vendere l’olio che ti permette di avvcinarti a Dio. Gioacchino Caltagirone Pastore della Chiesa ADI di Sant’Agata di M. (Estratto di una predicazione pubblicata su YouTube in “Dichiarazioni incrollabili”. Per gentile concessione). NOZZE NEL COMUNE DI VASTO In un suggestivo scenario abruzzese, per l’esattezza presso il Plaza Happening Center nel Comune di Vasto (CH), il 3 giugno scorso, Ludovica Tessitore, per diversi anni membro della Chiesa Bethel di Milano, e Giampaolo Natale, hanno pronunciato il fatidico sì davanti a Giuseppe Piccolo, ministro di culto evangelico. La cerimonia nuziale è stata presieduta con molta vivacità dal Dr. Giovanni Greco, pastore della locale comunità di Vasto, mentre la predicazione è stata affidata al pastore Lucio Stanisci di Roma. Sono intervenuti anche Gianluca Pollutri per la preghiera iniziale, e l’ex calciatore Ilyas Zeytulaev per la preghiera finale. Le letture bibliche sono state fatte da Donatello ed Emanuela Natale, e da Paolo e Maria Pia Tessitore. La parte musicale è stata svolta principalmente dalla cantante professionista Sefora De Canistris, mentre Shawn Green ha eseguito un canto solista. Una cerimonia ad altissimo livello con una grande varietà di cibi! G. P. Un momento della celebrazione del matrimonio. Dopo la cerimonia nuziale, Ludovica e Giampaolo posano coi coniugi Piccolo. 7 (Segue da pagina 2) Cinque anni dopo lavoravo come venditore porta a porta di aspirapolveri. A giugno del 1958 sposai Louise Wallis di Sterling, Illinois. La più grande, singola prova del fatto che in quegli anni difficili godetti del favore di Dio fu Louise. Quanto fu buono e misericordioso Dio a donarmi questa moglie bella, intelligente e fedele. Mio padre sembrò accettare lei più di quanto non accettasse me! La nostra prima casa fu a Springfield, in Illinois. Ci trasferimmo a Fort Lauderdale, in Florida, a novembre del 1958. Lavorai per oltre due anni come venditore di assicurazioni per la compagnia assicurativa Life and Casualty Insurance Company, poi iniziai a vendere aspirapolveri. A luglio del 1962 accettai la chiamata di pastore alla Fairview Church of God, una piccola chiesa di Carlisle, in Ohio. Mio padre mi telefonò per dirmi che sarebbe venuto a sentirmi predicare la domenica successiva. Io dissi a Louise: “Papà indosserà un completo verde chiaro. Ad un certo punto durante il culto camminerà lungo la corsia centrale, si girerà a destra e poi tornerà indietro”. Nel 1956 avevo avuto una visione di mio padre con addosso quel completo verde chiaro. Quando lui e sua moglie Abbie, la mia matrigna, vennero ad ascoltarmi, potete star certi che indossava quel completo. Dopo la predica del mattino camminò senza indugi lungo la corsia centrale, svoltò a destra e poi tornò indietro. Era esattamente quello che avevo visto. Magari ti starai chiedendo: “E allora?” La mia risposta: “Ebbi la certezza di essere fermamente nella volontà di Dio”. Fu anche per me la prova assoluta del fatto che Dio conosce perfettamente il futuro, dato che quella visione mi era arrivata nel 1956. Il pastorato in Ohio durò per diciotto mesi e si concluse con un fallimento. Il mio approccio piuttosto intellettuale alle Scritture (insieme all’interpretazione calvinista) era più di quanto le persone potessero sopportare. I membri della piccola chiesa fecero una petizione e votarono per mandarmi via. Erano a corto di un voto ma noi ce ne andammo, tornando a Fort Lauderdale a gennaio del 1964. Tornai a vendere aspirapolveri. Durante i miei giorni di vendita nacque nostro figlio Robert Tillman II (noi lo chiamiamo TR). Mi fu anche offerto un invito a predicare nelle chiese presbiteriane intorno a Fort Lauderdale. Il Dr. D. James Kennedy della chiesa presbiteriana Coral Ridge mi chiese di unirmi al suo gruppo di lavoro e guidare un programma di evangelizzazione che lui stava iniziando. In seguito divenne noto come ‘Evangeli-smo Esplosivo’. Io non avevo pace all’idea di farlo, ma Jim ed io restammo buoni amici. All’inizio del 1968 diventai pastore della Lauderdale Manors Baptist Church. Ad agosto del 1970 nacque nostra figlia Melissa Louise. Nell’autunno del 1970 tornai a Trevecca e mi laureai il dicembre successivo. A gennaio del 1971 entrai al Southern Baptist Theological Seminary di Louisville. Diventai anche pastore della Blue River Baptist Church di Salem, in Indiana, facendo ogni giorno il pendolare (un tragitto di 35 minuti). A dicembre del 1972 fui il primo studente ad aver mai completato il MDiv (un corso di tre anni) in due anni, riportando anche il più alto punteggio accademico della loro storia. Mi raccomandarono per Oxford. Il 1 settembre del 1973 la nostra famiglia atterrò all’aeroporto londinese di Heathrow Il Dr. R. T. Kendall. prendendo residenza a Headington, Oxford. Il mio supervisore, il Dr. B.R. White del Regent’s Park College, Oxford, accettò di farmi fare una ricerca sul puritanesimo inglese. Mi raccomandò anche come pastore della Calvary Southern Baptist Church a Lower Heyford, nell’Oxfordshire, composta prevalentemente da militari statunitensi e dalle loro famiglie. Durante quei tre anni, il Dr. e la signora Martyn Lloyd-Jones divennero come una famiglia per me e Louise, anche se nessuno di noi avesse la benché remota idea del fatto che un giorno sarei approdato alla Cappella Westminster. In attesa di discutere la mia tesi di laurea in filosofia (DPhil), fui invitato a parlare alla Cappella Westminster per la seconda volta. I diaconi mi chiesero di restare per sei mesi, senza alcun obbligo di prolungare quel periodo. Il Dr. e la signora Lloyd-Jones vennero a trovarci qualche giorno dopo, esponendo a me e a Louise le motivazioni per cui saremmo dovuti rimanere. “Non avete niente da perdere. Devi tornare coi piedi per terra dopo Oxford. Farà bene a te; farà bene a loro”. Ci trasferimmo a Londra e cominciammo il nostro ministero il 1 febbraio del 1977, fino al nostro ritiro il 1 febbraio del 2002. Quanto a quei 25 anni alla Cappella Westminster, essi furono “il periodo migliore; il periodo peggiore”. Le nostre più grandi gioie, amicizie e successi furono a Londra. Le nostre più grandi prove, ferite e delusioni furono a Londra. Nel 1978, mentre eravamo su un treno che da Edinburgo, in Scozia, ci portava a King’s Cross a Londra, mio padre - che era venuto a trovarci ora che ero ministro della Cappella Westminster - mi disse, mentre entravamo in stazione: “Figliolo, sono fiero di te. Tu avevi ragione, io avevo torto”. Questo fu naturalmente una cosa profondamente rassicurante da sentire, ma erano occorsi 22 anni dal giorno in cui gli avevo raccontato quelle visioni, nel lontano 1956. Nel periodo di anni fra il 1956 e il 1977 mi trovai a volte in mezzo a un deserto ecclesiastico. Conoscevo la mia posizione teologica, ma non avevo la minima idea di dove stessi andando in termini di ministero. Cominciai a pregare per i battisti, i presbiteriani ortodossi, i presbiteriani del sud, i cristiani riformati, la Chiesa Riformata d’America e altri. Sviluppai una comprensione generale delle diverse culture di chiesa, domandandomi in quei giorni dove sarei finito. Tutto questo però mi formò per quello che avrei trovato lungo la strada. Ancora oggi, spesso vengo presentato come qualcuno che parla per conto di diverse correnti teologiche, vale a dire battisti, riformati, evangelici conservatori, pentecostali e carismatici. L’unico motivo per cui ho raccontato il modo in cui lo Spirito Santo mi insegnò la teologia riformata è che, se per caso hai una convinzione riformata, tu possa percepirmi come un vero amico e non ti senta minacciato da ciò che insegno sullo Spirito Santo. Comprendo che molti riformati aderiscono alla teologia cessazionista, e forse pensi che le dottrine della grazia e della testimonianza immediata dello Spirito siano tra loro incompatibili. Credimi, non esiste alcuna incongruità nel sostenere entrambe queste visioni. Non sono poli opposti, bensì totalmente complementari. Anzi, non soltanto aderiscono esse perfettamente, ma si difendono e si chiariscono l’un l’altra. Nella primavera del 1994, in un periodo in cui Louise era molto malata, mi ritrovai a gridare a Dio in preda alla disperazione. Seduto da solo nell’appartamento di uno dei miei più cari amici, cominciai a parlare in lingue. Era la prima volta che lo facevo dal 1956. Da allora in poi, l’ho sempre fatto. Sono personalmente convinto che questo sia ciò che Paolo descrive in Romani 8:26-27, quando lo Spirito intercede per noi secondo la volontà di Dio “con sospiri ineffabili”. Si collega perfettamente a 1 Corinzi 14:2, quando qualcuno prega in una lingua che nessuno comprende, “in Spirito dice cose misteriose”. Quando prego in questo modo, una cosa so con certezza: sto pregando secondo la volontà di Dio. Il nostro ministero alla Cappella Westmin-ster fu buono. Ma il risveglio in cui speravo non giunse mai. Sarebbe uno sbaglio sottovalutare i periodi di rigenerazione che ci furono, il numero di persone salvate, guarite o benedette in vari modi. Tuttavia, non scrivo questo libro come a voler portare un esempio di grande successo. Se sei nel ministero, lo scrivo nella speranza che tu possa vedere nel corso della tua vita ciò che io non ho visto. Verso la fine di quel periodo decisi che venticinque anni erano abbastanza. Fu naturalmente bello quando i diaconi mi chiesero di rimanere per altri cinque anni. Io però ricordai il mio eroe, Joe Di Maggio, il grande giocatore di baseball dei New York Yankees. Abbandonò quando era ancora forte, così pensai di dovermi ritirare proprio perché loro volevano che restassi! Poi però mi domandai: “Che farò adesso? In America nessuno mi conosce”. In quel momento ebbi la chiara percezione: “Il tuo ministero in America sarà presso i carismatici”. “Oh no,” pensai. “Se devo avere un ministero nel mio paese natale, che sia tra le chiese riformate o gli evangelici conservatori. Ho le credenziali. Sono uno di loro. So come ragionano. Perché non posso avere un ministero con loro?” Ma niente, dovevano essere i carismatici. In gran parte infatti è stato così. La maggior parte degli inviti sono giunti da chiese carismatiche o pentecostali. Il nostro ritiro dalla Cappella Westminster ebbe inizio il 1 febbraio del 2002, esattamente 25 anni dal giorno in cui cominciammo. Ci trasferimmo a Key Largo, in Florida. Assunsi un ministero insieme a Jack Taylor e Charles (Continua a pag. 9) Dr. R. T. Kendall 8 SIATE RIPIENI DELLO SPIRITO SANTO! Siate ripieni dello Spirito Santo! Cercherò di esprimermi in modo semplice e chiaro in questo ammaestramento biblico, fondato sulla Parola di Dio. Ho voluto riprendere questi insegnamenti fatti già in precedenza, svariati anni fa, poiché sento una sofferenza nel vedere che la carità di tanti è venuta meno, così come la Bibbia ci avverte per gli ultimi tempi, sapendo che siamo nelle ultime ore degli ultimi giorni della pazienza di Dio. Noi aspettiamo una “nuova pentecoste”, sapendo che il Signore ci rende vincitori in ogni battaglia che affrontiamo nella nostra vita. Lo Spirito Santo: il nome «Spirito» traduce il termine ebraico “ruah” che, nel suo senso primario significa “soffio”, “aria”, “vento”, “respiro”. “E l’Eterno Iddio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito vitale, e l’uomo divenne un’anima vivente” (Genesi 2:7). Questa è la distinzione che conosciamo per mezzo della Bibbia: che soltanto l’uomo possiede un’anima ed uno spirito. L’anima dell’uomo non è un’anima mortale, bensì immortale, e questo lo differenzia da tutte le altre creature. Lo spirito è quella parte speciale che testifica come Dio ci abbia fatti a Sua immagine e somiglianza. Questo soffio che Dio ci ha donato non è un qualcosa di astratto ma è nella realtà trinitaria. Non faremo uno studio approfondito sulla Persona dello Spirito Santo perché credo che tale insegnamento sia ben conosciuto e praticato dai fedeli delle nostre chiese, per cui tratteremo principalmente il significato di questa affermazione “Siate ripieni dello Spirito Santo”. Il verso iniziale per questo insegnamento o chiacchierata spirituale è il seguente: “E non v’inebriate di vino; esso porta alla dissolutezza; La copertina del libretto da cui è stato tratto il presente articolo. ma siate ripieni dello Spirito” (Efesini 5:18). Oggi potremmo aggiungere al non inebriarsi di vino la droga, o il non inebriarsi di sesso ed altre cose. Diciamo subito che “l’essere ripieni di Spirito Santo” non dipende solo da Dio, ma in parte dipende anche da noi, dal nostro desiderio e dalla nostra volontà. Ho preferito utilizzare il termine “ripieni” al più moderno “ricolmi” attenendomi alla versione biblica a cui ho fatto riferimento nel succitato versetto di Efesi 5:18. Il termine ripieno praticamente significa: molto pieno, ben pieno. Ciò ci fa comprendere che il “ripieno” è una misura traboccante, sovrabbondante; non basta essere soltanto pieni, ma ben pieni! (Segue da pagina 8) Carrin, tenendo conferenze di Parola, Spirito e Potenza in tutti gli Stati Uniti. A luglio del 2002 fui invitato da Canon Andrew White ad incontrare il defunto Yasser Arafat. Sorprendente-mente, ebbe inizio un’amicizia con il presidente Arafat. Gli feci visita per cinque volte, cenai con lui e risi con lui, pregando sempre per lui ed ungendolo spesso con olio. Piansi quando lui morì. Andrew White mi portò anche in Iraq, dove predicai nell’allora sala del palazzo di Saddam Hussein ed anche nella chiesa anglicana di San Giorgio a Bagdad. In quel periodo presi parte all’Alexan-dria Peace Process guidato da Lord Carey, arcivescovo di Canterbury. Capitò così che strinsi un’amicizia con il rabbino David Rosen. David ed io abbiamo scritto un libro insieme: The Christian and the Pharisee [Il cristiano e il fariseo] - che fu presentato all’Abbazia di Westminster. Il mio ministero di scrittore si è ampliato e mi ha aperto le porte in tutta l’America e in molte parti del mondo. Sono nel ministero da quasi sessant’anni. Io e Louise siamo sposati da 55 anni. Abbiamo due figli meravigliosi e due nipoti. Louise ha viaggiato con me nella maggior parte di questi posti, e così anche nostro figlio TR, che ha viaggiato con me in lungo e in largo. Continuo a viaggiare, predicare e scrivere libri. Dio è stato estremamente buono con me. Ho scritto questo capitolo su richiesta del mio editore, che mi ha chiesto espressamente di condividere la mia testimonianza. Il mio più ardente desiderio è che questo libro sia stato una benedizione per te fino ad ora. Prego che infonda un fuoco nel tuo cuore, una brama fervente per un cammino sempre più vicino a Dio. Quando i due uomini sulla via di Emmaus videro il Signore risorto, ma non Lo riconobbero all’inizio, rifletterono su come il loro cuore era infuocato dalle Sue parole. Il fuoco sacro brucia. Il mio obiettivo con questo libro è guidarti a sperimentare Lui per tuo conto, in modo immediato e diretto. Con il mio passato appena svelato, concentriamoci ora sull’importante argomento del prossimo capitolo: il cessazionismo. Dr. R. T. Kendall Traduzione di Emanuela Crespi (Tratto dal libro Fuoco sacro, pagine 312, € 20,00, Publielim, 2016. Per gentile concessione). *** “Voi investigate le Scritture, perché pensate d’aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; eppure non volete venire a me per aver la vita!” Giovanni 5:39-40 “Date, e vi sarà dato: vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura onde misurate, sarà rimisurato a voi” (Luca 6:38). È un po’ come le benedizioni che chiediamo al Signore: piogge abbondanti di Spirito Santo. Così come quando piove a dirotto, se ci troviamo senza ombrello, ci bagniamo completamente, ma umanamente, questo non è molto piacevole; in senso spirituale, invece, noi abbisogniamo di una pioggia torrenziale di Spirito Santo, oggi più che mai, di una pienezza continua della presenza e della potenza di Dio nella nostra vita e questo, spiritualmente, è molto piacevole. Ovviamente, dunque, bisogna prima essere pieni e poi possiamo chiedere a Dio di essere ripieni. Se siamo vuoti non possiamo essere subito “ripieni”. Grazie a Dio oggi possiamo parlare di benedizioni; quando non eravamo ancora salvati, purtroppo, conoscevamo, invece, le maledizioni. Parliamo al plurale, “le benedizioni”, perché la benedizione di Dio poi si manifesta in diversi aspetti: riguarda la nostra vita spirituale, l’economia, la famiglia. La scrittura dice che la benedizione del Signore è quella che ci rende ricchi, ricchi della presenza di Dio, questa è la vera ricchezza. Qualcuno potrà chiedersi:” Lo Spirito Santo in noi si consuma, evapora?”. No, lo Spirito Santo è Dio; noi abbiamo bisogno di avere la certezza che ogni angolo della nostra vita spirituale sia totalmente occupata e riempita da Lui. La promessa dello Spirito Santo è stata annunciata nell’Antico Testamento, ed è stata manifestata poi principalmente nel Nuovo Testamento. Il brano per eccellenza è quello del libro profetico di Gioele al capitolo 2, versetti 28 e 29, il quale si riferisce a tale promessa pur non essendo l’unico che annunziava ciò. Notoriamente, nell’Antico Testamento lo Spirito Santo non era sparso sopra ogni carne, e vedremo anche, nei casi in cui fu sparso, in che maniera lo fosse. Dopo la vittoria di Gesù sulla croce, lo Spirito Santo fu donato a tutti i credenti, ma coloro che non sono stati battezzati con lo Spirito Santo, debbono ancora averne piena consapevolezza. (Continua a pag. 10) Remo Cristallo 9 (Segue da pag. 9) Questo nostro ammaestramento può definirsi, sì, “pentecostale”, ma non perché distintivo di una denominazione, bensì perché si riferisce a qualcosa che la Scrittura ci comunica. La chiesa neotestamentaria divenne realmente tale sull’alto solaio di Gerusalemme, dal momento in cui scese e si manifestò la potenza dello Spirito Santo sui (circa) 120 fra i discepoli, discepole e credenti ubbidienti al comando del Cristo risorto che avvenne secondo la Sua promessa, in quell’anno della festa della pentecoste ebraica, come rileviamo nel libro degli Atti o Fatti degli Apostoli al capitolo 2. Ciò diede inizio e vita alla chiesa cristiana che inizialmente prese il nome di “Quelli della nuova via”, cioè coloro che ebbero il coraggio e la forza per combattere, per presentarsi al mondo, per testimoniare l’evangelo, per manifestare la potenza di Dio predicando la Parola accompagnata dai segni, miracoli e prodigi. Essi iniziarono a farlo e questo continuerà “fino all’estremità della terra” mediante l’opera e la guida del vero Vicario di Cristo: lo Spirito Santo. Ciò è iniziato con quella chiesa, ma continua ancora oggi, finché si chiuderà la porta della grazia. Così come avvenne allora, avviene anche oggi e dovrà avvenire con “l’ultima pioggia dell’ultima stagione” (che io chiamo la Nuova Pentecoste) ricordando che il nostro Dio, nella persona di Gesù Cristo, è lo stesso di ieri, oggi e in eterno! “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno” (Ebrei 13:8). Anche nell’Antico Testamento operava lo Spirito Santo, poiché Egli era ed è Dio! Dio è trino, ed ogni persona della trinità ha una mansione specifica: Il Padre è l’autorità suprema, il creatore; Egli è il Padre spirituale di tutti coloro che hanno accettato la salvezza in Cristo Gesù, non per meriti, ma per grazia. Gesù, invece, definito nell’Antico Testamento come “l’Angelo dell’Eterno” e nel Nuovo “la Parola”, è il mediatore, il Signore, l’Unigenito figlio di Dio e grazie al Padre e allo Spirito Santo noi possiamo proclamare che Gesù Cristo (l’Unto per eccellenza) è il Signore e che tutti i credenti “nati di nuovo” di acqua e di Spirito sono divenuti, da creature di Dio, figli (adottivi) di Dio. Lo Spirito di Dio è ed è sempre stato menzionato al momento della creazione del mondo. Egli ha avuto sempre un ruolo creativo, esecutivo; è l’esecutore reale, Colui che ha reso e rende evidente l’opera del Padre e del Figlio. Nell’Antico patto lo Spirito Santo ha agito comunque; ha preparato il cammino per la venuta del Cristo, ha agito nel popolo d’Israele soprattutto attraverso i profeti, i quali rappresentavano la voce di Dio essendo guidati dallo stesso Spirito Santo. “E l’Eterno disse a Mosè: ‘Radunami settanta uomini degli anziani d’Israele, conosciuti da te come anziani del popolo e come aventi autorità sovr’esso; conducili alla tenda di convegno e vi si presentino con te. Io scenderò e parlerò quivi teco; prenderò dello Spirito che è su te e lo metterò su loro, perché portino con te il carico del popolo, e tu non lo porti più da solo” (Numeri 11:16,17). “E l’Eterno scese nella nuvola e gli parlò; prese dello Spirito ch’era su lui, e lo mise sui settanta anziani; e avvenne che, quando lo Spirito si fu posato su loro, quelli profetizzarono, ma non continuarono. Intanto, due uomini, l’uno chiamato Eldad e l’altro Medad, erano rimasti nel campo, e lo Spirito si posò su loro; erano fra gl’iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda; e profetizzarono nel campo. Un giovane corse a riferire la cosa a Mosè, e disse: ‘Eldad e Medad profetizzano nel campo’. Allora Giosuè, figliuolo di Nun, servo di Mosè dalla sua giovinezza, prese a dire: ‘Mosè, signor mio, non glielo permettere!’ Ma Mosè gli rispose: ‘Sei tu geloso per me? Oh! fossero pur tutti profeti nel popolo dell’Eterno, e volesse l’Eterno metter su loro lo Spirito suo!” (Numeri 11:25-29). Uomini di Dio della levatura di Mosè, conduttore di quel popolo, che non avrebbe potuto fare determinate cose se Dio non l’avesse guidato attraverso lo Spirito Santo. Abbiamo letto: lo stesso Spirito che era su Mosè si posò su di loro. Lo Spirito (Santo) era su Mosè, e lo stesso accadde a quegli uomini: lo Spirito si posò su di loro. Questo ci fa comprendere che all’epoca lo Spirito Santo non veniva dato in maniera permanente. Egli scendeva su quegli uomini solo quando Dio stabiliva che dovessero compiere determinate cose. Per esempio, di notte, quando Mosè dormiva, lo Spirito Santo non era su di lui; quindi si “posava” su di lui quando Dio decideva che fosse necessario, come si posa per un tempo una colomba che poi torna a volare e si posa di nuovo. Il momento in cui la colomba si posa corrisponde al momento in cui l’opera del Signore veniva compiuta, sotto la guida dello Spirito Santo, da coloro che Dio aveva scelto. Nell’Antico Testamento, quindi, lo Spirito era donato per un tempo e ciò valeva anche per i profeti. Ma da quando Gesù, Dio fatto uomo, è venuto sulla terra ciò è cambiato. “E lo spirito mi levò in alto, e io udii…” (Ezechiele 3:12). “E lo spirito mi levò in alto, e mi portò via” (Ezechiele 3:14). “Egli stese una forma di mano, e mi prese per una ciocca de’ miei capelli; e lo spirito mi sollevò fra terra e cielo, e mi trasportò in visioni divine a Gerusalemme” (Ezechiele 8:3). Lo Spirito lo prende, lo innalza, lo conduce; queste sono attitudini dello Spirito Santo nell’Antico Testamento. “E io darò loro un medesimo cuore, metterò dentro di loro un nuovo spirito, torrò via dalla loro carne il cuore di pietra, e darò loro un cuor di carne” (Ezechiele 11:19). “E, dopo questo, avverrà che io spanderò il mio spirito sopra ogni carne, e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profetizzeranno, i vostri vecchi avranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni. E anche sui servi e sulle serve, spanderò in quei giorni il mio spirito” (Giolele 2:28,29). Spandere significa: coprire tutto intorno, diffondere. Probabilmente nell’Antico Testamento non avranno compreso la misura di tale riempimento, avendo come esempio gli uomini unti di allora. Nel Nuovo Testamento ci sono esempi di persone riempite di Spirito Santo prima della pentecoste: Elisabetta, la cugina di Maria, madre di Gesù; Zaccaria, il papà di Giovanni battista; lo stesso Giovanni battista, fino a Gesù. “E avvenne che come Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le balzò nel seno ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo” (Luca 1:41). “E Zaccaria, suo padre, fu ripieno dello Spirito Santo, e profetò” (Luca 1:67). “Poiché sarà grande nel cospetto del Signore; non berrà né vino né cervogia, e sarà ripieno dello Spirito Santo fin dal seno di sua madre” (Luca 1:15). Qui si parla di persone ripiene, ed esse rimarranno ripiene se saranno sempre col Signore! Se il tuo contenitore è stato riempito, sta a te farlo rimanere tale; tu devi volerlo, desiderarlo! È scritto: “Allargate le vostre viscere”; si parla di qualcosa che abbiamo dentro e non più fuori! Gesù disse che Giovanni il battista fu il più grande dei profeti; fu paragonato anche ad Elia, come potenza spirituale. Perché questo? Se i profeti dell’Antico Testamento hanno operato con una potenza maggiore del battista, allora perché lui è più grande degli altri? In che cosa consiste questa grandezza? Proprio nel fatto che Giovanni il battista fu il primo profeta già ripieno di Spirito Santo fin dalla nascita! Questo è un mio pensiero, ma non saprei dare un’altra spiegazione. Sua madre, Elisabetta, era ripiena di Spirito Santo quando lo portava in grembo, e lo Spirito Santo era già presente al momento del concepimento del bambino, perché Elisabetta non avrebbe potuto avere figli alla sua età. Quindi lo Spirito Santo non era solo sopra di loro (come nell’Antico Testamento) ma dentro di loro. Come vorrei che tutti fossimo ripieni di Spirito Santo, come dice la Parola: “Siate ripieni di Spirito Santo”. “Or Gesù, ripieno dello Spirito Santo, se ne ritornò dal Giordano” (Luca 4:1). Come avrebbe potuto Gesù, vero uomo, affrontare il ministero se non fosse stato già ripieno di Spirito Santo? La stessa Sua santità è connessa a questa unzione. È pur vero che Gesù, leggendo i rotoli del profeta Isaia afferma: “Lo Spirito del Signore è sopra me; per questo egli mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato a bandir liberazione ai prigionieri, ed ai ciechi ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi” (Luca 4:18). Ma non dice che era venuto su di Lui in quel momento, perché era già dentro di Lui; Gesù vuole che gli Ebrei comprendano quale fosse la Sua missione e per questo usa un linguaggio che potesse essere compreso da loro. La presenza di Dio è indispensabile perché si manifesti la Sua potenza; due parole che iniziano con la “P” in successione: presenza, potenza. Lo Spirito di Dio che abbiamo in noi può usarci per manifestare le opere che appartengono a Dio. Senza la Sua presenza non può esserci la Sua potenza! La stessa Maria sarà ripiena insieme ai 120 sull’alto solaio. Lo Spirito era su di lei, ma fu riempita solo dopo la resurrezione del figlio. Questi sono esempi di persone ripiene di Spirito Santo prima della Pentecoste, ora ne vedremo altri dopo la Pentecoste. Stiamo prendendo in considerazione tre diversi momenti nei quali si è manifestata l’opera dello Spirito Santo. (Continua al prossimo numero) Remo Cristallo Tratto dal libro Alla scuola del Divin Maestro. Per gentile concessione). «Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra». Atti 1:8 10 CONFERENZA PEF A ZAGABRIA Dal 2 al 4 marzo 2016 si è tenuta presso il Panorama Hotel di Zagabria, in Croazia, la riunione del Presidium della PEF (Pentecostal European Conference). Nel pomeriggio del giorno 3 si è anche tenuta l’Assemblea Generale, a cui hanno partecipato più di 150 leader provenienti da 30 nazioni europee. Il tema della Conferenza è stato “Fondare chiese nell’Europa di oggi”. Il messaggio di benvenuto è stato dato dal pastore Damir Spoljaric, Presidente del Movimento Pentecostale ospitante. Gli altri oratori sono stati il Dr. Peter Kuzmic (Croazia), il Dr. John Wagenveld (USA) e il Rev. Paul Trementozzi (USA). Quest’anno segna il 50° Anniversario della PEF e il Rev. Daniel Costanza, Direttore Esecutivo della stessa, ne ha tracciato la storia in un libretto che è stato distribuito a tutti i partecipanti, “Da Roma a Zagabria”. Si è proceduto al rinnovo delle cariche ed è stato eletto come nuovo Presidente Pelle Hörnmark, Sovrintendente del Movimento Pentecostale Svedese, succeduto al Dr. Arto Hämäläinen (Finlandia), mentre come Vice-Presidente è stato eletto Marek Kaminski, Sovrintendente delle Assemblee di Dio della Foto di gruppo dei partecipanti alla Conferenza PEF a Zagabria dal 2 al 4 marzo 2016. Polonia. L’assemblea ha ratificato i 12 rappresentanti regionali per i prossimi tre anni di mandato. Per l’Italia ha partecipato Giuseppe Piccolo in rappresentanza della FCP (Federazione Chiese Pentecostali), a cui è stato consegnato un certificato di riconoscimento per i sei anni di servizio in seno alla PEF. Al suo posto subentrerà il Prof. Paolo Mauriello. La prossima Conferenza PEF si terrà congiuntamente alla PEM dal 7 al 10 marzo 2017 presso la Filadelfia Church di Stoccolma, in Svezia. G. P. RICETTE PER VIVERE DI MOLLY BRUNO (Ispiratrice del film “WAR ROOM”) Siamo felici di annunciare che la Casa Editrice Publielim sta per pubblicare il libro “Come fare una polpetta - Ricette per vivere insegnatemi da mia madre” di Marie Armenia. Il libro contiene la biografia della madre, Molly Bruno, la donna che ha ispirato i fratelli Kendricks a produrre il film WAR ROOM (titolo italiano Le armi del cruore). Ecco le impressioni delle due traduttrici del libro, apparse sulla loro pagina Face Book: “Presto uscirà il libro, con tantissime esperienze di vita di Molly Bruno, la donna speciale che ha ispirato “War Room”, nei racconti di Marie Armenia, l’amata figlia di Molly, cresciuta ammirando il rapporto vivo e straordinario di sua madre con Dio” (Paola Raia). “Ecco a voi il video dell’intervista a Molly Bruno, poco prima che andasse col Signore. I fratelli Kendricks entrano a casa sua e le mostrano le scene del personaggio che l’avrebbe interpretata in “War Room”. Molly si commuove e poi racconta ai registi alcuni dettagli della sua avventurosa, ma soprattutto intensa vita di preghiera, messa poi per iscritto dalla figlia di Molly, Marie Armenia nel libro “How to Make a Meatball”. Nel libro, troverete anche la storia di come questi registi sono venuti a conoscenza di Molly Bruno, trovando pertanto ispirazione per la trama del loro film, nonché per la figura di Miss Clara (Annarita Bruni). Trascriviamo un estratto del libro: “La polpetta di Molly Lezione # 15. I vostri bambini impareranno a pregare con le preghiere che sentono a casa più che con le preghiere che sentono in chiesa. L’importunità di una preghiera insistente. La vita con mia madre mi ricorda il giorno in cui i discepoli chiesero a Gesù: “Signore, insegnaci a pregare”. Essi si avvicinarono a Gesù perché lo avevano osservato pregare. “Gesù Copertina del libro di prossima publicazione con la biografia di Molly Bruno. era stato in disparte a pregare” (Luca 11:1). Mia madre non mi ha insegnato come pregare; l’ho vista pregare. Una mamma che prega davanti ai propri figli si ritroverà dei figli volenterosi di imparare a pregare. I discepoli videro Gesù pregare, ed è per questo che volevano imparare a pregare. Ho visto mia madre pregare, ed è per questo che ho voluto imparare a pregare. In risposta alla loro domanda, Gesù ci ha lasciato quella che viene chiamata “La preghiera del Signore” (Luca 11:2-4) come un esempio di preghiera, sviluppandone il significato nei versi immediatamente successivi (Luca 11:5-8). Egli raccontò ai discepoli una storia di cui erano i protagonisti, chiedendo loro di immaginare di dover bussare alla porta di un vicino a mezzanotte per prendere in prestito del pane per sfamare un amico che era giunto senza alcun preavviso. Gesù spiegò: “Io vi dico che se anche non si alzasse a darglieli perché gli è amico, tuttavia, per la sua importunità, si alzerà e gli darà tutti i pani che gli occorrono”. Importunità, insistenza, perseveranza. Queste parole mi ricordano l’approccio di mia madre alla preghiera. Lei non ha timore di far dispiacere Dio o che Lui possa rimproverarla per il fatto di chiedere cose impossibili. Lei non ha bisogno di (ri)modulare il suo cuore al cospetto di Colui che ama. Lei sa che Lui conosce il suo cuore. Stabilito questo tra lei e Dio, lei chiede. E richiede. Come Gesù ha insegnato nella stessa sessione con i discepoli: “Io altresì vi dico: chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto” (Luca 11: 9-10). E proprio come quella persona nella parabola di Gesù, le sue preghiere non sono in genere per se stessa, ma per i bisogni degli altri. Lei chiede al suo Amico di aiutare i suoi amici. Quindi l’affare si mantiene tra amici – Quello in Cielo e quello sulla terra. Crescendo negli anni, ho potuto notare come quando qualcuno ha telefonato per chiederle preghiera o quando qualcuno l’ha presa in disparte dopo il culto per parlarle, lei non ha mai divulgato ciò per cui stava pregando. Mi piace che la mamma non mi abbia mai fatto sapere alcunché sulle persone per cui pregava. Sapevo soltanto che stava pregando per qualcosa di urgente”. Marie Armenia Traduzione di Paola Raia e Annarita Bruni (Tratto dal libro “Come fare una polpetta Ricette per vivere insegnatemi da mia madre” di prossima pubblicazione da PUBLIELIM. Per gentile concessione). 11 IN RICODO DEL PASTORE GIUSEPPE E. LAISO Che cosa si può dire di un amico col quale hai trascorso più di 53 anni di intima amicizia quando vieni improvvsamente a sapere che nel giro di qualche settimana si è aggravato e non è più in vita? Sono molti i ricordi che affiorano alla mente e iniziano a proiettarsi e a scorrere come in una sequenza cinematografica! Ho conosciuto per corrispondenza il fratello Giuseppe Laiso nel lontano 1957-1958, quando collaborava col fratello Hermann Parli a Radio Risveglio. Qualche anno dopo, nel 1963, andai a lavorare con l’associazione “Uomini Nuovi” a Marchirolo. Fu lì che mi insegnò a fare i pacchi e a spedire i libri ed anche a cucinare! Infatti, mi faceva interrompere il lavoro prima di mezzogiorno e mi mandava in cucina a mettere su la pentola per la minestrina o a riscaldare l’acqua per gli spaghetti! Rimasi a Marchirolo per oltre 6 mesi fino al giorno del mio matrimonio avvenuto nell’ottobre del 1963. Ma la nostra amicizia continuò anche dopo, perché con mia moglie ci recavamo spesso nei giorni di sabato a Marchirolo e lo aiutavamo nel disbrigo della corrispondenza, soprattutto nei contatti con le case editrici di lingua inglese. Il primo libro di successo fu “La croce e il pugnale”, che gli suggerii di pubblicare nel 1966. Ricordo che ci recammo insieme nel centro di Milano presso la sede della Evelyn Singer Agency per firmare il contratto circa i diritti d’autore. Da allora è stato un susseguirsi di pubblicazioni di best seller che di tanto in tanto gli segnalavo. Il 20 febbraio 1970 il pastore Laiso mi propose di subentrare nella cura pastorale della chiesa di Como, che lui aveva curato per diversi anni. Oggi la chiesa di Como lo ripaga offrendo i suoi servigi come sede della Shepherd University. È stato un grande innovatore in diversi campi: nell’editoria, nell’istruzione biblica, nella libertà religiosa, nelle attività missionarie, soprattutto per quanto riguarda la Chiesa perseguitata. Con la caduta del monopolio statale sulla radiodiffusione, il fratello Laiso è stato un valido sostenitore delle radio evangeliche e sotto la sua spinta nel 1978 abbiamo fondato Radioevangelo Milano e Radioevangelo Il pastore Giuseppe Laiso in primo piano nella Chiesa di Como, in occasione del 50° Anniversario della nascita della comunità avvenuto il 25 ottobre 2014. Il pastore Laiso mentre parla nell’Aula Magna della Facoltà di Scienze Religiose di Aversa il 18.10.2008. Como, che hanno continuato a trasmettere l’Evangelo per oltre una decina di anni, avendo come risultato l’edificazione di molti credenti e la salvezza di diverse anime. Il pastore Giuseppe Laiso, insieme ai pastori Roberto Bracco e Filippo Wiles, sono stati quelli che hanno maggiormente influenzato la mia vita e il mio ministero. Sarò sempre grato al Signore di avermi fatto conoscere uomini di tale portata e di tale va- Buon compleanno, nonna Antonietta! Aversa, 18.10.2008. Da sinistra: Alessandro Iovino, il Prof. Massimo Introvigne, Giuseppe Piccolo, Giuseppe Laiso, Gabriella Attilio e il Preside della Facoltà, Carmine Napolitano. lore e prego che Dio aiuti anche noi ad imitare il loro esempio, in modo da fornire dei validi punti di riferimento alle nuove generazioni! Giuseppe Piccolo In conformità al D. Lgs. 196/2003 sulla tutela dei dati personali, la Redazione di Voce Pentecostale garantisce l’assoluta riservatezza dei dati di cui è in possesso. Inoltre, assicura i lettori che i loro dati personali sono custoditi in un archivio elettronico presso la sede del giornale e verranno utilizzati soltanto per inviare la corrispondenza relativa a Voce Pentecostale. In ogni momento, sarà possibile essere rimossi dall’elenco dei destinatari scrivendo a: Voce Pentecostale Via Biella, 17 - 20143 Milano. Voce Pentecostale ll 4 marzo 2016, Antonietta Iozzo Piccolo, circondata dall’affetto del marito, dei 3 figli, Silvia, Valeria e Marco, dei generi Pasquale e Dante e dalla nuora Eliana, oltre che dei 4 nipoti, è stata calorosamente festeggiata con un bel pranzo in occasione dei suoi non dimostrati 80 anni! Dio continui a benedirti e a preservarti, bellissima nonna Antonietta! Il marito Trimestrale di edificazione dell’Assemblea Cristiana Evangelica Via Biella, 17 - 20143 Milano Tel. 02 - 810 366 - Fax 02 - 810 233 E-mail: [email protected] Web: www.bethel-milano.org Distribuzione gratuita ai membri di chiesa e simpatizzanti. Offerte e contributi volontari possono essere inviati sul c.c.p. n. 16366205 intestato a Voce Pentecostale - Milano. Direttore responsabile: Dr. Giuseppe Piccolo Antonietta Iozzo Piccolo è stata anche festeggiata in chiesa due giorni dopo il suo 80° compleanno! Stampa: INGRAF-Industria Grafica S.r.l.- Milano Aut. Trib. di Milano n. 136 del 4/4/1981