VOCE pENTECOSTALE - Bethel

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VOCE pENTECOSTALE - Bethel
“ Voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo
verrà su voi, e mi sarete testimoni “.
“E come il giorno della pentecoste fu giunto...
tutti furono ripieni dello spirito santo”.
(Atti 1:8; 2:1-4)
VOCE PENTECOSTALE
Periodico trimestrale di edificazione
ANNO XXXVI - N. 1-2
Spedizione in A.P. Art. 2 Comma 20/c
Legge 662/96 - Filiale di Milano
GENNAIO - GIUGNO 2016
La mia testimonianza personale
Mi sono convertito all’età di sei anni, la
mattina di Pasqua del 5 aprile 1942. Mentre
ci preparavamo per andare in chiesa, dissi
ai miei genitori che volevo essere cristiano.
Se l’elemento della mattina di Pasqua abbia
avuto o meno qualcosa a che fare con la mia
richiesta, non lo saprei dire. Ricordo che mio
padre si girò verso mia madre e disse: “Non
serve aspettare di arrivare in chiesa. Possiamo
pregare proprio qui”. Mi inginocchiai di fianco
al letto dei miei genitori, confessai i miei peccati e chiesi al Signore di salvarmi. Quanto ai
peccati nella mia vita, ricordo solo di essermi
vergognato per il modo in cui rispondevo ai
miei genitori. Mentre pregavo piansi e sentii
che il Signore mi perdonava. Credo di essere
stato salvato quella mattina. Diversi anni dopo,
da adolescente, sentii di essere santificato e
che questo costituiva una seconda opera della
grazia, come mi insegnarono nella mia chiesa.
Sono cresciuto nella Chiesa del Nazareno,
una denominazione verso cui conservo un
profondo rispetto. I miei genitori erano timorati
di Dio. I miei primi ricordi di mio padre sono di
lui inginocchiato accanto al letto per mezz’ora
ogni mattina, prima di andare al lavoro. Era
un laico, non un ministro, ma il sogno di un
predicatore; era molto fedele alla nostra chiesa ad Ashland, nel Kentucky. Mia madre era
l’organista della chiesa. I miei primi ricordi di
lei sono vederla sulle ginocchia ogni giorno
dopo che mio padre era andato al lavoro.
Quando finiva di pregare alzava le braccia in
alto, a volte con le guance rigate di lacrime.
Pregava sempre per me prima che andassi
a scuola. A volte i ragazzini che arrivavano
venivano invitati in casa per ascoltarla mentre
CULTI ONLINE
www.livestream.com/chiesabethel
SOMMARIO
• La mia testimonianza personale (Dr. R.T. Kendall) pag. 1
• Testimonianze pag. 3
• Dalla Comunità di Milano
pag. 4
• Dalla Comunità di Milano
pag. 5
• Dalla Comunità di Como
pag. 6
• Non venderemo l’olio (G. Caltagirone)
pag.7
• Siate ripieni dello Spirito Santo (R. Cristallo) pag.9
• Conferenza PEF a Zagabria (G. P.) pag.11
• Ricette per vivere di Molly Bruno pag.11
• In ricordo del Pastore Giuseppe E. Laiso
pag.12
Il nuovo libro edito da Publielim, da cui è tratta
la testimonianza del Dr. RT Kendall.
pregava per me, cosa che trovavo imbarazzante.
Morì all’età di 43 anni, l’8 aprile 1953, quando io
avevo 17 anni.
Entrai nel Trevecca Nazarene College (oggi
un’università) nell’autunno del 1953. Un anno
dopo sentii la chiamata a predicare il vangelo.
La mia chiesa di Ashland emise immediatamente
una licenza di predicazione mentre ero ancora
uno studente a Trevecca. Feci il primo sermone il
primo mercoledì sera di un dicembre alla Calvary
Church del Nazareno a Nashville - sulla ‘fedeltà
di Dio’ - prendendo il mio testo da Lamentazioni
3:23. Tre mesi dopo mi fu offerto il pastorato di
una piccola chiesa nelle montagne del Tennessee
orientale, a Palmer, Tennessee. Mia nonna mi
comprò una nuovissima Chevrolet del 1955 per i
miei spostamenti da Nashville a Palmer (circa 185
chilometri per tratta) durante i fine settimana. In
genere ci andavo il venerdì pomeriggio e tornavo
la domenica sera.
Dopo esserci rimasto per circa sei mesi, mantenendo i miei corsi liceali, entrai in un periodo
di grande ansietà. Non conosco altro modo per
descriverlo. Era un sentimento di solitudine, come
se fossi tagliato fuori. Mi sentivo nuotare in acque
sconosciute. Ricordo che andavo nella camera
del dormitorio per pregare quando avevo un’ora
libera tra le lezioni. Non dimenticherò mai il fine
settimana del 29-30 ottobre, mentre trascorrevo del
tempo da solo inginocchiato davanti all’altare della
mia piccola chiesa - pregando soltanto.
Non sapevo per cosa stavo pregando.
Sentivo solo che trascorrere tanto tempo
in preghiera non poteva essere sbagliato.
Volevo una svolta nella mia relazione con
Dio. Sentivo che qualcosa non andava.
Volevo lasciarmi quest’ansia alle spalle.
Volevo essere il più possibile vicino a Dio.
L’incertezza mi gettava sulle ginocchia.
Ciò che sto per raccontare è quello che mi è successo
Alle sei e trenta di lunedì mattina del 31
ottobre 1955, mentre guidavo tornando
a Nashville, decisi di trascorrere il viaggio
pregando anziché ascoltando la musica
della mia autoradio. Non avevo idea
che la più grande esperienza della mia
vita fosse sul punto di accadere. Potrei
riportarti molto vicino al punto esatto
della vecchia strada US 41 - ai piedi della
montagna Monteagle – in cui, mentre
pregavo, scese su di me un grande peso.
L’ansietà tornò di nuovo, con rinnovata
forza. Provai una grande sofferenza.
Gridai al Signore: “Non sono santificato? Non sono nemmeno salvato?” Non
percepivo affatto Dio. Due testi della
Scrittura, però, mi vennero in mente. Il
primo fu 1 Pietro 5:7: “Gettando su di lui
ogni vostra preoccupazione, perché egli
ha cura di voi”; il secondo Matteo 11:30:
“Il mio giogo è dolce e il mio carico è
leggero”. Ma il mio giogo quella mattina
era pesante. Troppo pesante. Ragionai
fra me e me che se fossi riuscito a gettare
in qualche modo la mia preoccupazione
sul Signore, allora avrei potuto dire che
il mio giogo era leggero.
Improvvisamente, mentre guidavo, vidi
alla mia destra Gesù Cristo che intercedeva per me alla destra del Padre. Fu
reale come qualunque altra cosa avessi
mai visto. Sentii che Lui era il mio fratello
maggiore, che mi amava più di quanto io
amassi me stesso, che si prendeva cura
di me più di quanto io non facessi con
me stesso. Ma non riuscii a capire cosa
diceva. Per me era chiaro che Lui era alla
destra del Padre e che stava mettendo in
gioco tutta la Sua intera relazione col Padre - come a voler dire: “Vai in suo aiuto,
o mi dimetto”. Non udii queste parole,
(Continua a pag. 2)
Dr. R. T. Kendall
(Segue dalla prima pagina)
ma quella fu l’impressione che ricevetti
mentre il Signore Gesù intercedeva per me.
Scoppiai in lacrime. Smisi di pregare e divenni uno spettatore. Lui prese il controllo.
La cosa successiva che ricordo, circa un’ora
dopo, mentre guidavo attraverso Smyrna, in
Tennessee, è che sentii Gesù dire al Padre:
“Lui lo vuole”. Il Padre rispose: “Può averlo”.
In quel preciso istante, un flusso di fuoco sacro
mi entrò nel petto. Fui purificato. Mi sentii
letteralmente riscaldato, ricordando anche
come John Wesley testimoniò di aver sentito
il cuore “stranamente riscaldato” ad uno
studio biblico ad Aldersgate Street, a Londra.
Non avevo mai provato tanta pace in tutta
la mia vita. Quella pace non era semplice
assenza di paura - l’ansietà era scomparsa
- ma la presenza del più meraviglioso riposo
dell’anima. Continuai a guidare lungo la US
41 verso Trevecca, a quel punto solo a pochi
minuti di distanza. Mentre guidavo, Gesù mi
guardava. Vidi il Suo volto. Durò meno di
un minuto. Parcheggiai l’auto accanto al mio
dormitorio alla Tidwell Hall, mi rasai velocemente e andai alla mia prima lezione alle 8.00
del mattino, domandandomi che cosa mai mi
fosse successo.
La cosa più importante di quei primi momenti fu la percezione di quanto Dio sia reale
e di quanto la Bibbia sia vera. Le dottrine
elementari della fede furono confermate come
se le avessi avute davanti ai miei occhi. Ad
esempio, seppi senza ombra di dubbio che
Gesù era letteralmente risorto dai morti. Riuscivo a capire come la chiesa primitiva fosse
convinta dallo Spirito Santo che Gesù era vivo.
Potei vedere che Gesù era davvero seduto alla
destra di Dio, intercedendo per noi. Sapevo
davvero che Gesù Cristo era venuto nella
carne, che ha ancora un corpo, e che era un
uomo in gloria. Non avevo mai avuto problemi con la deità di Gesù, ma ciò che divenne
vero per me in modo sbalorditivo fu che Egli
era veramente umano! La seconda venuta
era ugualmente reale per me - non che fosse
emersa una qualche prospettiva escatologica
particolare, ma che Egli sarebbe davvero,
letteralmente tornato! Mi fu data una sicurezza
infallibile riguardo a queste cose - verità che
mi erano state insegnate tutta la vita ma che
ora, per la prima volta, percepivo per conto
mio come completamente vere!
Lo stesso giorno in cui avvenne questo, il
mio amico Bill Kerns, che stava nella stanza
accanto alla mia, disse di notare qualcosa di
diverso in me. Mi chiese: “Che ti è successo?”
Io risposi: “Sinceramente, non lo so. Ma
mi è successo qualcosa”. Mi domandavo se
avessi ricevuto una terza porzione di grazia. I
nazareni insegnavano due opere della grazia:
l’essere salvati e l’essere santificati. Io ritenevo
di aver avuto entrambi. Ma ciò che era avvenuto quella mattina era qualcosa di totalmente
diverso. Dissi a Bill: “Che sia o meno una terza
opera della grazia non lo so; so soltanto che
sono salvato”.
E quella fu la cosa principale di cui mi resi
conto in quelle prime ore del mattino: ero
davvero salvato. Salvato eternamente. Giusto
o sbagliato che fosse, lo dissi ai miei compagni
di stanza e agli amici nel dormitorio. Dissi
di sapere che ero salvato. Loro replicarono:
“Certo che sei salvato. Perché dici questo?”
Io dissi: “Perché so di essere eternamente
salvato, che non posso perdermi”. Il giorno
stesso in cui questo mi accadde, io ebbi la
consapevolezza assoluta e infallibile di questo.
Il mio errore (forse) fu quello di andarlo a
dire ai miei amici nazareni, che non avevano
alcun concetto di certezza della salvezza. Dissi
perfino (forse in modo avventato): “Quando
morirò andrò in paradiso, indipendentemente
da ciò che farò da qui ad allora”.
Loro risposero: “John Wesley una volta lo
pensava. Cambiò idea. Anche tu lo farai”.
Posso soltanto dire che allora sapevo che non
avrei mai cambiato idea. Era incredibilmente
reale per me. La verità è che da quel giorno
in poi non ho mai dubitato della mia salvezza.
Sapevo che non avrei mai cambiato idea, e
non l’ho mai cambiata.
Tuttavia, meditavo seriamente su una cosa.
“Dove posso trovare nella Bibbia una base
scritturale per quello che mi è successo? Ho
ricevuto qualcosa di nuovo? Si tratta davvero
della terza opera della grazia? Sarà successo
a John Wesley?”
Gongolavo per la gioia e la pace. Godevo di
un senso di Dio che non credevo una persona
potesse gustare in questa vita.
Prima del tramonto di quel giorno cominciai
a comprendere che quello che mi era successo
era un’opera dello Spirito Santo. Io non avrei
potuto farlo accadere. Solo io so quanto, a
quel tempo, bramassi di camminare più vicino
a Dio. Dio mi aveva impartito un desiderio
di avere di più di Lui. E mi aveva risposto.
Semplice. Il seme embrionale della teologia
riformata era stato piantato fermamente e
iniziò a crescere piuttosto in fretta.
Ero assistente del decano di teologia, il Dr.
William Greathouse (che in seguito divenne
presidente di Trevecca e sovrintendente generale della Chiesa del Nazareno). Mi ammonì,
dicendo che stavo iniziando ad assorbire insegnamenti in cui “la nostra chiesa non crede”.
Io risposi: “Allora la nostra chiesa ha torto”.
Non avevo letto una sola frase di Sant’Agostino (354-430), Martin Lutero (1483-1546),
Giovanni Calvino o Jonathan Edwards se non
stralci del suo sermone “Peccatori nelle mani
di un Dio adirato”. Mi domandavo se non
avessi scoperto qualcosa di nuovo, cosa che
mi preoccupava.
Nei mesi che seguirono iniziai ad avere delle
visioni. Non mi era mai successo prima. Vedevo chiaramente che il mio futuro non sarebbe
stato nella mia vecchia denominazione. Non
solo questo, ma vedevo anche che un giorno
avrei avuto un ministero su scala mondiale,
cosa che ad un nazareno di provincia appariva
straordinaria.
Ma c’è di più. Circa quattro mesi dopo, nel
febbraio del 1956, sempre mentre guidavo,
sentii un impulso nel mio essere interiore.
Sembrava allo stomaco, come un pozzo che
voleva traboccare. L’unico modo che avevo
per farlo uscire era pronunciare quelli che
posso solo definire dei suoni incomprensibili.
Questa volta, c’erano altre persone nell’auto.
Sono sicuro che mi abbiano sentito. Ero imbarazzato. Ricordo (per qualche motivo) di
aver abbassato il finestrino. Non dissi niente,
perché sapevo di aver parlato in lingue - una
cosa che i nazareni non facevano. Erano
energicamente contrari alle lingue, forse più
ancora di quanto non lo fossero i calvinisti.
Non ne parlai con nessuno. Nessuno. Tenni
la cosa prevalentemente per me per anni.
Una delle prime persone a cui lo raccontai
fu il Dr. Martyn Lloyd-Jones, qualcosa come
vent’anni dopo.
Nello stesso momento in cui parlai in lingue,
accadde qualcos’altro. Mi fu chiaramente
chiesto di presentare le mie dimissioni dalla
mia chiesa a Palmer a partire dal successivo
6 maggio, con il 20 maggio assegnato come
mia ultima domenica. Quando tornai nella
mia stanza a Trevecca, controllai il calendario
per assicurarmi che entrambe le date fossero
domeniche.
Alcune settimane dopo le mie dimissioni,
sempre al volante della stessa auto, guardai il
cruscotto. Era completamente diverso. Ricevetti una visione del cruscotto di una Chevrolet
del 1953. Il motivo per cui lo so è che il mio
compagno di stanza Ralph Lee aveva una
Chevrolet del 1953. Questo accadde a giugno
del 1956. Con quella visione sentii che avrei in
qualche modo perso la mia auto. Dopo aver
fatto ritorno ad Ashland, nel Kentucky, due
settimane dopo, mia nonna si riprese l’auto,
spinta dal sentore che non sarei stato un nazareno ancora per molto. La diede a mio padre,
che la permutò con una nuova Chrysler. Mio
padre si sentiva come se avessi fatto cadere in
disgrazia lui e la mia vecchia chiesa. Mi accusò
di aver “rotto con Dio”. Pretese poi che pagassi
l’affitto se volevo restare a casa. Quello stesso
giorno mi fu offerto un lavoro dalla Creamens
Quality Cleaners sulla 29a strada di Ashland,
e mi fu anche dato un furgone Chevrolet per
andare a ritirare gli abiti dei clienti da lavare a
secco. Era una Chevrolet del 1953. Mi misi al
volante ed eccolo lì - il cruscotto di una Chevrolet del 1953 - esattamente lo stesso della
visione. Capii con certezza che mi trovavo
saldamente nella volontà di Dio.
Ascoltavo già da diverso tempo il Rev.
Henry Mahan alla radio. Era il pastore della
Chiesa Battista sulla 13a Strada di Ashland.
Le cose che lo sentivo predicare alla radio mi
affascinavano. Trovai il suo indirizzo di casa
e andai a trovarlo. Quando rispose alla porta
mi assalì improvvisamente il nervosismo. Gli
domandai se aveva degli abiti da far pulire.
Sì. Mi portò un abito. Poi io dissi: “In realtà
non sono venuto a vedere se aveva qualcosa
da lavare a secco. L’ascolto alla radio. Penso
di credere in quello che predica”. Quando gli
dissi che ero un nazareno, lui ne fu sorpreso.
Dopo avermi fatto diverse domande e aver
affermato ciò in cui credeva, fu scioccato di
scoprire che io credevo quelle stesse verità, ma
che le avevo trovate nella Bibbia e in nessun
altro libro. Quel giorno ebbe inizio un’amicizia.
Anni dopo, la sua chiesa mi ordinò al ministero. Sia mio padre che mia nonna vennero
alla mia cerimonia di ordinazione con spirito
di grazia. Dev’essere stato molto difficile per
quei fedeli nazareni entrare in una chiesa
battista calvinista per assistere all’ordinazione
del loro figlio/nipote.
Nel 1956 feci del mio meglio per convincere
mio padre, che amava Dio, del fatto che non
ero al di fuori della volontà di Dio ma, anzi,
completamente dentro di essa. Gli raccontai
alcune delle mie visioni - cosa che fu probabilmente un errore - nella speranza che lo avrebbero colpito. Non funzionò. Io sapevo che un
giorno avrei avuto un ministero internazionale.
Lui mi fece una domanda: “Quando?”
Io risposi: “Fra un anno”. Lui mi chiese di
scriverlo su un pezzo di carta. Io lo feci. Quello
fu un altro errore, nel tentativo disperato di
conquistare mio padre. L’anno dopo non ero
nemmeno nel ministero in senso generale.
(Continua a pag. 8)
Dr. R. T. Kendall
2
TESTIMONIANZE
Nell’estate 2012 affrontavo un brutto periodo della mia vita per mie varie vicessitudini
familiari. Essendo sempre stata una donna
religiosa, andavo in chiesa e pregavo sempre
alla ricerca di un segnale da parte del nostro
Signore Gesù Cristo, e malgrado ciò, Lo
sentivo molto distante. Non avvertivo mai la
Sua presenza ed ero disperata.
Un giorno, dopo aver fatto la spesa alla
Esselunga, sono tornata a casa e, scaricando
la spesa dall’auto, ho visto sul sedile posteriore
un volantino su cui era evidenziata la frase:
“Nell’anno del nostro Signore”.
Essendo certa che quel volantino non fosse
stato messo né da me né da nessuno della mia
famiglia, lo presi come un segnale e pensai
che il Signore, essendo stato cercato a lungo
da me, finalmente si fosse presentato. In quel
volantino c’era scritto l’indirizzo della nostra
chiesa Bethel di Via Biella. Così il mercoledì
sera mi presentai lì e da quel momento conobbi veramente il Signore Gesù vivente. Adesso
sono passati quattro anni, mi sono battezzata
e sono felice di appartenere a questa comunità
e di sentire sempre il Signore vicino a me che
non mi abbandona mai.
Angela Teresi
di strada, stanco delle uscite di sera che non mi
lasciavano altro che vuoto nel mio letto. Così
cominciai a pregare, con le lacrime agli occhi,
affinché Dio mostrasse la Sua potenza su di
me, affinché mi si rivelasse e mi cambiasse la
vita. Nulla.
Mi trovai in uno stato neutro, niente Dio,
niente amici. Dio però continuava a intervenire
sulla mia vita attraverso piccoli segnali. Mi resi
conto poi di quanto Egli mi era rimasto a fianco
e di quante piccole benedizioni mi dava. Grazie
a Lui, ho superato la maturità senza problemi,
sono entrato in università e ora faccio parte
anche del team Youth Alive.
Così, come Dio sta facendo piccoli passi
verso di me, secondo la Sua volontà e non la
mia, io li sto facendo verso di Lui. Ecco perché
ho deciso di fare il battesimo.
Kevin Antonio Fabian Esposito
Alvaro Fernandez Garcia
Il 13 agosto 2013 Dio mi ha parlato mentre
leggevo la Sua Parola in Deuteronomio 30:1120 e mi hanno colpita queste parole: “Vedi,
io metto oggi davanti a te la vita e il bene, la
morte e il male; poiché io ti comando oggi di
amare il Signore il tuo Dio e camminare nelle
sue vie...” Queste parole sono entrate nel mio
cuore e mi hanno spinta a fare la Sua volontà
e di ubbidire all’ordinamento del battesimo.
Da quel giono sono rinata in Gesù Cristo e
la mia vita è cambiata.
Nancy Yolanda Martinez Lazala
Sono cresciuto in una famiglia cristiana e
da sempre sono stato guidato sulle vie del
Signore. Arrivato a una certa età, però, decisi
di prendermi un po’ più di libertà. Dopo i 18
anni, con il conseguimento della patente, mi
sentivo il padrone del mondo; la maggiore età
mi aveva dato alla testa e cominciai a frequentare altri gruppi di persone, allontanandomi
dal Signore.
Questa vita, però, non mi “riempiva”, ma
pur di mantenere le nuove amicizie create continuai per questa strada. Andai avanti così per
due anni. Ero una comparsa dentro la chiesa,
alle riunioni non andavo più, mi limitavo solo
alla frequenza domenicale.
Un anziano della chiesa, Antonio De Gaetani, mi invitò a seguire il corso preparatorio
al battesimo senza nessun impegno finale,
bastava solo la mia presenza.
Andai con mille dubbi e incertezze ai fini di
dimostrare che non ero pronto per il battesimo,
e forse ce ne sarebbero voluti di anni prima
che lo fossi.
Arrivai al punto di stufarmi anche della vita
e un motivo in più. A Dio va tutta la gloria!
Mi chiamo Kevin e ho 21 anni , sono nato in
una famiglia cristiana.
Sono sempre stato bloccato a fare il passo
del battessimo, perché non mi sentivo a posto
con Dio.
Ma grazie agli insegnamenti della chiesa,
della famiglia e delle persone che mi sono state
vicine, è arrivato il giorno in cui ho sentito fortemente nel cuore di fare il battesimo, nonostante
i miei errori.
Sono stato indeciso a fare questo passo fino
all’ultimo giorno perché aspettavo una risposta
da parte di Dio e penso che la telefonata del
pastore Giuseppe Piccolo è stata una risposta
Le mie scarse capacita di raccontare una
situazione di dimensioni così grandi ed importanti mi ha portato a rimandare a scrivere
questa testimonianza finché non ho trovato
le parole giuste.
Credo in questi casi che le parole “giuste“
non sono semplici da trovare e ordinare in
frasi dal suono melodico.
Il mio percorso di capire ed accettare la
fede inizia ancora dal lontano 2003 - e non
è stato un salto immediato dall’ateismo alla
fede vera e propria.
Vorrei sottolineare che la mia infanzia e
adolescenza è trascorsa in una famiglia con
convinzioni comuniste, dove il sistema ben
conosciuto non permetteva la fede, e dove
non ci sono stati insegnamenti a scuola, né
domeniche di preghiere. Dalla completa non
conoscenza della Bibbia sono passata ad
ascoltare diverse testimonianze di “miracoli”
di persone credenti. Un ruolo in questo passaggio lo ha avuto una mia amica evangelica,
la quale con molta pazienza mi ha “scortata”
nel passaggio di spiegazione del significato di
fede e la differenza di vivere nel mondo e nella fede. Ancora non convinta e con i dubbi, il
Signore ha cominciato a compiere i miracoli
in quel periodo di ricerca di me stessa e di
una spiegazione filosofica del senso della vita
Il Signore è buono, paziente e conosce i
Suoi figli e i loro bisogni, ma fino ad allora
per me erano parole prive di significato.
Ora, però, posso confermare nel mio grande
cambiamento interiore cosa significhi ricevere
un dono prezioso dal Signore, stare sotto le
Sue ale protettive, pregare e sapere che Lui ti
ascolta in silenzio e avvertire il Suo immenso
amore che avvolge il corpo e l’anima nei
momenti di bisogno e anche di grande gioia.
Vorrei condividere anche sotto forma di
elenco (forse poco poetico), ma credo esplicito, i doni che Dio mi ha fatti.
Noi sappiamo che Lui conosce il nostro
cuore e i nostri desideri e mette alla prova
la nostra fede. Dio nella Bibbia ci dice di
non avere dubbi perché applicando la Sua
Parola in ogni atto della nostra vita alla fine
il risultato arriva.
Il Signore in primis ha agito nella mia vita
esaudendo il mio desiderio di studio universitario. Voi direte: “Cosa c’è di strano?” Invece,
nella situazione in cui mi sono trovata, aveva
Emilia Markova
3
DALLA COMUNITÀ DI MILANO
BATTESIMI NELLA CHIESA
BETHEL A MILANO
Il 6 marzo scorso è stato celebrato un servizio battesimale nella Chiesa “Bethel” nel
corso del quale 5 persone hanno confessato
Gesù Cristo quale loo personale Salvatore.
Questi sono i loro nomi: Kevin Antonio
Fabian Esposito, Alvaro Fernandez, Emilia
Markova, Nancy Yolanda Martinez Lazala e
Angela Teresi.
Come avviene sempre in tali circostanze,
la riunione è stata particolarmente caratterizzata dalla gioia e dalla gratitudine a Dio per
la decisione presa dai due giovani fratelli e
dalle tre sorelle di riconoscere pubblicamente
il Signore Gesù Cristo come loro Signore e
Salvatore. Le loro testimonianze, riassunte
in queste stesse pagine del giornale, sono
state di grande edificazione e ispirazione per
tutta la chiesa e per le molte persone che per
l’occasione sono state invitate a partecipare
a questa lieta cerimonia.
La nostra preghiera si eleva a Dio non
solo in favore delle sorelle e dei fratelli battezzati, perché continuino a crescere nelle vie
del Signore, ma anche per tutti coloro che
hanno udito il messaggio della salvezza e per
quanti ancora non hanno arreso la loro vita
al Signore.
G. P.
(Segue da pag. 3)
un grande senso per me per cambiarmi
e farmi pensare profondamente che la fede
è viva!
Il Signore ha fatto sì che in quell’anno in cui
avrei dovuto iniziare gli studi io potessi vedere
la Sua grande opera. Non mi ero classificata
tra i primi 20 (per via del numero chiuso del
corso universitario) e il corso iniziava a ottobre 2002, quindi per me non c’era alcuna
possibilità. Niente studi, ricerca di un lavoro
qualsiasi, senza orientamento e con grande
amarezza nel cuore di non poter realizzare il
mio progetto. All’inizio del secondo semestre,
febbraio 2003, una telefonata inaspettata
dalla segretaria dell’Università mi chiedeva
di presentarmi allo sportello perché durante
il primo semestre di studio si erano liberati
dei posti (con precisione 4). Quattro persone
avevano rinunciato al corso ed erano rimasti
4 posti vacanti al numero chiuso di 20. Ero
davanti allo sportello quando ho pronunciato:
“Sì, accetto” e 10 minuti dopo avevo una
matricola e il piano di studi per il corso che
avevo scelto! Tutta questa euforia dell’evento
miracoloso mi ha spinta a fare tante chiamate
per annunciare quello che mi era capitato, e
forse solo il giorno dopo avevo realizzato il
vero miracolo che era accaduto. Il Signore
apre le porte lì dove le porte sono chiuse, ed
ecco che inizia il mio vero percorso di sfida con
me stessa, con la mia razionalità e fede. Alla
domanda: “La preghiera aiuta?”, ho avuto
una serie di risposte sotto forma di miracoli.
Ed ecco di nuovo la bontà, la pazienza del
Signore; Egli ha agito nella mia vita oltre che
nel settore dello studio, anche in quello della
salute.
Nel 2006 una diagnosi di displasia della
cervice con l’unica soluzione di un intervento
chirurgico per eliminare le cellule sospette ed
evitare la trasformazione in una massa neo-
Foto di gruppo dei 5 fratelli battezzati nella Chiesa Bethel il 6 marzo 2016.
l’ULTIMA PREDICA
“Noi dunque facciamo da ambasciatori per
Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate
riconciliati con Dio!” (2 Corinzi 5:20).
Quando il Titanic si inabissò nell’Atlantico,
plastica. Ma ecco ancora il miracolo: una preghiera intensa, da parte di un incontro casuale
con un pastore ospite a Bologna proveniente
dall’Eritrea, mi ha portata a insistere davanti
al mio medico curante per un’ulteriore visita
medica per accertare la “presenza” o assenza
delle cellule displastiche. Le parole del medico
erano per me la più grande rivincita e approvazione che il Signore è onnipotente: “Sono rari
i casi in cui si ha autoassorbimento e ritiro di
una patologia displastica verso la normalità”.
Gloria al nostro Padre!
Vorrei scrivere ancora tanto, ma prometto
che questa sarà la mia ultima testimonianza
di guarigione accaduta proprio qui in chiesa
Bethel. Nel 2013-2014 soffrivo di attacchi di
emicrania terribili con sofferenze di circa 8 ore
in pieno buio, a digiuno, con conati di vomito
e cefalea atroce. Il Signore mi ha dato un altro
dono prezioso, guarigione dell’emicrania, una
delle malattie del secolo, dove finora non sono
state trovate cure efficaci. Esistono centri di
cura e ricerca per dominare questa patologia,
ma purtroppo nessuna cura efficace che possa
debellare l’emicrania.
Il mio battesimo avvenuto il 6 marzo scorso
è stato un piccolo gesto di ringraziamento
verso il Signore per tutta la Sua bontà e misericordia verso di me. Sia lodato in eterno il
nostro Padre celeste!
Io vi ringrazio per la vostra pazienza nel leggere la mia testimonianza, ho cercato di usare
poche parole, ma l’entusiasmo di condividere
è stato troppo forte.
Un ringraziamento di cuore al pastore Piccolo e a sua moglie per avermi accolta nella
chiesa e per la loro attenzione per me.
Che Dio benedica tutti voi!
Emilia Markova
nell’aprile del 1912, a bordo si trovava un
giovane cristiano, John Harper, che si preparava a partire come missionario. Quando il
transatlantico cominciò ad affondare, Harper
aiutò i passeggeri a salire sulle scialuppe di
salvataggio, ma si rifiutò di salirci: “Donne e
bambini prima - diceva - e poi i credenti”. All’ultimo momento diede a un ragazzo anche la sua
cintura di salvataggio. E il Titanic s’inabissò.
Un passeggero scozzese che si trovava tra i
superstiti raccontò quanto segue: «Stavo galleggiando in quelle gelide acque aggrappato
a un pezzo di legno quando un’ondata portò
vicino a me John Harper, anche lui aggrappato a qualcosa che galleggiava. Mi gridò: “Sei
un credente?” “No”, gli risposi. Allora continuò ad alta voce: “Credi nel Signore Gesù, e
sarai salvato!” Le onde lo allontanarono; poi
lo riavvicinarono a me e mi ripeté la stessa
domanda: “Sei un credente, sei un salvato?”
Purtroppo dovetti rispondergli di no, che non
ero salvato. Allora di nuovo giunsero alle mie
orecchie, in mezzo alle grida e al frastuono
delle onde, quelle stesse parole: “Credi nel
Signore Gesù, e sarai salvato!”
Furono le ultime parole di John Harper. Un
istante dopo scomparve tra i flutti.
Allora, in pieno oceano, nelle ore tragiche
che seguirono, mi rivolsi al Salvatore e misi
la mia vita nelle Sue mani. Fui l’ultimo uomo
condotto a Dio per mezzo della predicazione
di John Harper».
(Dal calendario “Il buon seme”. Edizioni il
messaggero cristiano. Per gentile concessione).
***
“E come Mosè innalzò il serpente
nel deserto, così bisogna che il Figlio
dell’uomo sia innalzato, affinché
chiunque crede in lui abbia vita
eterna. Perché Dio ha tanto amato il
mondo, che ha dato il suo unigenito
Figlio, affinché chiunque crede in lui
non perisca, ma abbia vita eterna”.
Giovanni 3:14-16)
4
DALLA COMUNITÀ DI MILANO
121° VIAGGIO UMANITARIO
IN CROAZIA
Ho avuto il piacere, nonché l’onore di accompagnare Raffaele Coppola nel suo 121°
viaggio umanitario in Croazia. Il termine
umanitario credo sia profondamente appropriato, perché di questo si tratta, mostrare
amore, compassione, interesse, verso persone
che probabilmente non versano più in una
disperata situazione economico politica, ma
che, grazie a Dio, credo stiano lentamente
provando e forse riuscendo a tornare al passo con la sempre più veloce Europa. La mia
prospettiva è cambiata nel corso del viaggio,
non sapendo che realtà avrei trovato. Arrivati
nelle varie destinazioni, ho conosciuto e visitato famiglie di pastori e di credenti che hanno
saputo benedirci, con quanto di meglio aves-
Raffaele Coppola con Maria Grazia Valentino in Croazia nel 121° viaggio umanitario.
sero. Traspariva tutto l’affetto e la gratitudine
per il fratello Coppola e la chiesa Bethel, per
l’instancabile e assiduo lavoro portato avanti
negli anni. Non ho visto o toccato situazioni
di reale povertà, ma situazioni che sono oggi
dignitose grazie a tutto quello che è stato
fatto nel tempo. Persone che ancora contano
ed hanno bisogno degli aiuti che arrivano
dall’Italia, per riuscire a loro volta ad essere
di aiuto a chi ancora é nel bisogno. Per questo credo valga ancora la pena e lo sforzo di
andare avanti con questo progetto. Pregando
e sperando che Dio susciti altre persone, che
possano, con lo stesso entusiasmo, affiancare
Raffaele Coppola, in questo lavoro per il
regno di Dio!
Dio vi benedica!
Maria Grazia Valentino
Riunione di fine anno
L’obiettivo di questa riunione è stato quello
di trascorrere in compagnia dei fratelli della
chiesa Bethel le ultime ore del 2015 e le prime
del 2016, rigraziare Dio e scambiarci gli auguri
di un anno nuovo in presenza del past. Piccolo
Giuseppe e di sua moglie Antonietta.
Devo dire che non era fra i miei progetti
recarmi in chiesa per questo incontro, ma il
Signore ha cambiato i miei pensieri. E, gloria
a Dio, sono stata felice di esserci andata.
Tramite la sorella Agnese ho conosciuto due
persone nuove: la signora Olga e sua sorella
Dina, che hanno condiviso con me le loro
esperienze, e così ho potuto incoraggiarle a
confidare sempre nel Signore. Ho gradito la
loro compagnia, come loro la nostra.
Abbiamo ascoltato anche alcune testimonianze, e quella che mi ha colpita di più è
stata quella del fratello Israel Fernandez che,
arrivato in Italia dalla Bolivia, alla dogana gli
fu chiesto il motivo del suo viaggio. Avendo
prima pregato, con estrema tranquillità e in
tutta sincerità rispose: “Per lavorare”.
L’agente di polizia addetto al controllo dei
Alcune foto dell’incontro di fine anno.
passaporti, rivolgendosi al collega disse con
aria sorpresa: “Almeno quest’uomo dice la
verità”.
Così, il fratello poté entrare in Italia in modo
onesto e successivamente riuscì a portare a
Milano anche la moglie e i figli, garantendo
loro per la grazia di Dio un futuro migliore.
Com’è grande il nostro Padre celeste!
Carol Argueta
LAUREA
La Dr.ssa Valentina Delle Donne.
LUTTO NELLA CHIESA
BETHEL
Dopo una breve malattia, il 22 dicembre
2015 è andata prematuramente col Signore la
nostra cara sorella Rachele D’Amato vedova
Anzivino.
Al funerale, celebrato nella Chiesa Bethel la
mattina del 24 dicembre, hanno partecipato
diversi fratelli, alcuni provenienti anche da
altre comunità.
Preghiamo perché Dio consoli i figli, Lucia
ed Enzo Anzivino.
La Redazione di “Voce Pentecostale” è
lieta di annunciare che il giorno 8 marzo
2016 è stata conferita a Valentina Delle
Donne la laurea in Scienze Giuridiche
presso l’Università di Roma.
Ci rallegriamo per l’ambito riconoscimento ottenuto e formuliamo alla neo
Dottoressa gli auguri sinceri di una brillante carriera!
5
DALLA COMUNITÀ DI COMO
BATTESIMI NELLA CHIESA “EMMANUEL” DI COMO
Durante il culto di domenica 1° maggio, in una chiesa festante ed esultante,
4 fratelli e 8 sorelle hanno dato pubblica
testimonianza della loro fede scendendo
nelle acque battesimali e dichiarando la
loro fiducia nel Salvatore Gesù Cristo.
Da molti anni a questa parte, i battesimi
sono un momento di gioia e di aggregazione, dato che i fratelli che fanno questo
passo provengono da diversi popoli e
nazioni. A prendere questa importante
decisione per la loro vita sono stati:
Daniele Visciano, Naomi Cardas, Iulia
Cardas, Asante Oheneba Ofosu, Luca
Bertan, Robert Adomakoh, Rebecca
Mensah, Morià Freitas, Laura Galbiati,
Emanuela Colangelo, Monica Napoli e
Aremis Mateo Delos Santos.
La chiesa intera ha partecipato festosa
ed ha accolto i nuovi membri nella famiglia
Il fratelli battezzati nella Chiesa “Emmanuel” di Como posano col pastore Gianni Di Giandomenico.
spirituale unita in Cristo Gesù. Sperando
nel nostro Creatore che sempre più persone possano fare la scelta di accogliere
Cristo nei propri cuori, abbracciamo con
affetto i nuovi appartenenti alla famiglia
del Signore.
La gloria sia sempre al nostro Padre
celeste!
Guido Moretti
(Anziano Chiesa Emmanuel di Como)
COL SIGNORE
«Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate
fede anche in me! Nella casa del
Padre mio ci sono molte dimore;
se no, vi avrei detto forse che
io vado a prepararvi un luogo?
Quando sarò andato e vi avrò
preparato un luogo, tornerò e vi
accoglierò presso di me, affinché
dove sono io, siate anche voi”.
Giovanni 14:1-3.
Il 4 gennaio 2016 la sorella Vittoria
Schembri ved. Correnti ci ha lasciati,
sazia di giorni, per raggiungere l’amato
Padre celeste, che aveva servito fin dalla
sua giovinezza.
Moglie e madre esemplare, fedele al
patto con Cristo per mezzo del battesimo,
il suo cammino con Gesù, fatto di grande
semplicità e attaccamento alla parola di
Dio, ne hanno fatto una valida testimone
della grazia e dell’amore di Dio.
Il 4 marzo 2016 anche la sorella Caterina Bertuccio in Zappalà ci ha lasciati
per andare a stare col Signore.
Donna di grande fedeltà al Signore,
al quale aveva promesso ubbidienza
con il battesimo sul finire degli anni ’70,
non mancava mai alle riunioni. Malgrado lunghi tempi di malattia avessero
segnato la sua vita, era sempre con il
sorriso sulle labbra e aveva parole di
speranza tipo: “Fin qui l’Eterno ci ha
soccorsi”. Saggia moglie e madre, ha
lasciato un grande vuoto nel cuore del
marito, nella famiglia e nella comunità.
Il suo esempio di fedeltà e umiltà
rimarrà sempre nei nostri cuori.
Guido Moretti
(Anziano Chiesa “Emmanuel” di Como)
Il fratello Matteo Oliverio, con la moglie
Vittoria in una foto di alcuni mesi prima
della morte.
Anche se sono trascorsi quasi due anni,
desideriamo pubblicare ora la notizia
della dipartita del fratello Matteo Oliverio,
avvenuta il 28 luglio 2014, quando aveva
82 anni.
Ci scusiamo vivamente con la famiglia
Oliverio se a suo tempo non ne era stata
data notizia su “Voce Pentecostale” a
causa di un’involontaria svista da parte
della Redazione.
Il fratello Oliverio è stato per molti anni
un attivo e fedele membro della Chiesa
di Como, amato e rispettato da tutti noi.
Lo ricordiamo con affetto per la sua generosità e per il notevole contributo dato
al tempo della ristrutturazione dell’attuale
locale di culto.
Voglia Dio consolare i cuori di tutte le
famiglie colpite da lutti!
G. P.
6
NON VENDEREMO L’OLIO!
“Perché ...”, dice Giuda dopo che Maria
compì un’azione straordinaria, “perché si è fatto tutto questo?” (leggere Giovanni 12:1-11).
Le parole di Giuda risultano essere in realtà
l’esatto pensiero e sentimento di molti cristiani
oggi: “Perché non si è venduto l’olio?” Sono le
parole di chi dell’olio non vuole farsene niente,
non ne hanno più bisogno, piuttosto servono
e sono più importanti i trecento danari. L’olio
nella Bibbia è figura dello Spirito Santo e i
trecento danari in questo passo della Scrittura
sono figura della potenza umana, di ciò che
è materiale.
Oggi in molti ambienti cosiddetti cristiani
sono più importanti i trecento denari che l’olio.
Dichiariamo che “noi l’olio non lo venderemo!”
Il desiderio di avere più denaro può diventare una dipendenza, come l’alcol, la droga
e per alcune persone diventa un laccio. Per
alcune chiese, per alcune comunità locali,
per alcuni credenti il fattore trainante nella
loro vita è il denaro che li porta a guardare
ogni cosa alla luce del suo contesto monetario:
“Sì, facciamo questo, ma ci guadagniamo?
Facciamo quest’altro, ma c’è un tornaconto
personale?” Noi vogliamo conservare ancora
l’olio dello Spirito Santo.
Si è passati:
• dalla rigenerazione alla religione;
• dalla santità alla simulazione;
• dall’ottimismo della fede al trionfalismo
del successo;
• dall’effusione dello Spirito Santo all’emozione soltanto;
• dalla potenza di Dio nel risolvere ogni
problema alla sociologia;
• dalle manifestazioni carismatiche alle
manipolazioni umane.
• Non abbiamo bisogno di più soldi in
questa chiesa, ma di più olio.
• Non abbiamo bisogno di ministri ricchi,
ma unti dallo Spirito di Dio.
• Non abbiamo bisogno di famiglie benestanti, ma di case dove riposa lo Spirito
di Dio.
gere” (Giovanni 10:10).
Ho l’impressione che in questi ultimi tempi,
sia a livello personale che comunitario, stiamo
commettendo lo stesso errore del re Ezechia
(Isaia 40). La superficialità di Ezechia, il suo
aprirsi al mondo, la sua debolezza, alla fine
gli costarono cari.
Il past. Gioacchino Caltagirone.
• Non abbiamo bisogno di sofisticati programmi di crescita, ma di potenza per annunciare il Vangelo della grazia di Cristo.
• Non abbiamo bisogno soltanto di giovani
preparati, ma di giovani pentecostali
potenziati dall’alto!
Fratelli, ho un timore! “Non temo che il popolo di Dio cessi di esistere, ma temo che esista
come una chiesa morta che abbia le forme
della pietà senza la potenza” (2 Timoteo 3:5).
Dio ci aiuti a non vendere l’olio ricordandoci
che “non è né per forza, né per potenza, ma
per lo Spirito mio, dice il Signore” (Zaccaria4:6).
Gesù disse: “Rimanete in questa città, finché
siate rivestiti di potenza dall’alto! (Luca 24:49).
Giuda era un ladro, egli avrebbe tanto
voluto rubare quel vasetto di grande valore.
Il nostro avversario è un ladro. “Il ladro non
viene se non per rubare, ammazzare e distrug-
1) Non vendere l’olio che ci è stato
dato da Dio.
Il testo non ci dice la provenienza di questa
libbra di olio profumato, di nardo puro.
• Forse era il frutto del suo lavoro?
• Forse l’aveva ricevuto in eredità?
• Forse l’aveva ricevuto in regalo?
Ad ogni modo, qualsiasi sia la provenienza,
era sicuramente qualcosa che proveniva dalla
provvidenza divina.
Non vendere l’olio! Perché tutto quello che
viene da Dio è buono.
“Se voi dunque che siete malvagi, sapete
dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il
Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro
che glielo chiedono?” (Luca 11:13). E ogni
“cosa buona e ogni dono perfetto vengono
dall’alto, discendono dal Padre degli astri
luminosi” (Giacomo 1:17).
2) Non vendere l’olio di gran valore.
Il grande valore di quest’olio ci parla dell’efficace opera dello Spirito Santo che è per noi
di gran valore:
• Nei momenti difficili (Isaia 61:1-3);
• Nei momenti di cura (Salmo 23);
• Nei momenti di cecità (Apoc. 3:18);
• Nei momenti di solitudine (Salmo 133).
3) Non vendere l’olio che ti permette
di avvcinarti a Dio.
Gioacchino Caltagirone
Pastore della Chiesa ADI di Sant’Agata di M.
(Estratto di una predicazione pubblicata su
YouTube in “Dichiarazioni incrollabili”. Per
gentile concessione).
NOZZE NEL COMUNE DI VASTO
In un suggestivo scenario abruzzese, per
l’esattezza presso il Plaza Happening Center
nel Comune di Vasto (CH), il 3 giugno scorso, Ludovica Tessitore, per diversi anni
membro della Chiesa Bethel di Milano, e
Giampaolo Natale, hanno pronunciato il
fatidico sì davanti a Giuseppe Piccolo, ministro
di culto evangelico.
La cerimonia nuziale è stata presieduta
con molta vivacità dal Dr. Giovanni Greco,
pastore della locale comunità di Vasto, mentre
la predicazione è stata affidata al pastore Lucio
Stanisci di Roma.
Sono intervenuti anche Gianluca Pollutri
per la preghiera iniziale, e l’ex calciatore Ilyas
Zeytulaev per la preghiera finale. Le letture
bibliche sono state fatte da Donatello ed Emanuela Natale, e da Paolo e Maria Pia Tessitore.
La parte musicale è stata svolta principalmente dalla cantante professionista Sefora De
Canistris, mentre Shawn Green ha eseguito
un canto solista. Una cerimonia ad altissimo
livello con una grande varietà di cibi!
G. P.
Un momento della celebrazione del
matrimonio.
Dopo la cerimonia nuziale, Ludovica e
Giampaolo posano coi coniugi Piccolo.
7
(Segue da pagina 2)
Cinque anni dopo lavoravo come venditore
porta a porta di aspirapolveri.
A giugno del 1958 sposai Louise Wallis di
Sterling, Illinois. La più grande, singola prova
del fatto che in quegli anni difficili godetti del
favore di Dio fu Louise. Quanto fu buono e
misericordioso Dio a donarmi questa moglie
bella, intelligente e fedele. Mio padre sembrò
accettare lei più di quanto non accettasse
me! La nostra prima casa fu a Springfield, in
Illinois. Ci trasferimmo a Fort Lauderdale, in
Florida, a novembre del 1958. Lavorai per
oltre due anni come venditore di assicurazioni
per la compagnia assicurativa Life and Casualty Insurance Company, poi iniziai a vendere
aspirapolveri.
A luglio del 1962 accettai la chiamata di
pastore alla Fairview Church of God, una
piccola chiesa di Carlisle, in Ohio. Mio padre
mi telefonò per dirmi che sarebbe venuto a
sentirmi predicare la domenica successiva. Io
dissi a Louise: “Papà indosserà un completo
verde chiaro. Ad un certo punto durante il
culto camminerà lungo la corsia centrale, si
girerà a destra e poi tornerà indietro”. Nel
1956 avevo avuto una visione di mio padre
con addosso quel completo verde chiaro.
Quando lui e sua moglie Abbie, la mia matrigna, vennero ad ascoltarmi, potete star certi
che indossava quel completo. Dopo la predica
del mattino camminò senza indugi lungo la
corsia centrale, svoltò a destra e poi tornò
indietro. Era esattamente quello che avevo
visto. Magari ti starai chiedendo: “E allora?”
La mia risposta: “Ebbi la certezza di essere
fermamente nella volontà di Dio”. Fu anche
per me la prova assoluta del fatto che Dio conosce perfettamente il futuro, dato che quella
visione mi era arrivata nel 1956.
Il pastorato in Ohio durò per diciotto mesi e
si concluse con un fallimento. Il mio approccio
piuttosto intellettuale alle Scritture (insieme
all’interpretazione calvinista) era più di quanto
le persone potessero sopportare. I membri
della piccola chiesa fecero una petizione e
votarono per mandarmi via. Erano a corto di
un voto ma noi ce ne andammo, tornando a
Fort Lauderdale a gennaio del 1964. Tornai
a vendere aspirapolveri. Durante i miei giorni
di vendita nacque nostro figlio Robert Tillman
II (noi lo chiamiamo TR). Mi fu anche offerto
un invito a predicare nelle chiese presbiteriane
intorno a Fort Lauderdale.
Il Dr. D. James Kennedy della chiesa presbiteriana Coral Ridge mi chiese di unirmi al
suo gruppo di lavoro e guidare un programma
di evangelizzazione che lui stava iniziando. In
seguito divenne noto come ‘Evangeli-smo
Esplosivo’. Io non avevo pace all’idea di farlo,
ma Jim ed io restammo buoni amici. All’inizio
del 1968 diventai pastore della Lauderdale
Manors Baptist Church. Ad agosto del 1970
nacque nostra figlia Melissa Louise. Nell’autunno del 1970 tornai a Trevecca e mi laureai
il dicembre successivo. A gennaio del 1971 entrai al Southern Baptist Theological Seminary
di Louisville. Diventai anche pastore della Blue
River Baptist Church di Salem, in Indiana,
facendo ogni giorno il pendolare (un tragitto
di 35 minuti). A dicembre del 1972 fui il primo studente ad aver mai completato il MDiv
(un corso di tre anni) in due anni, riportando
anche il più alto punteggio accademico della
loro storia. Mi raccomandarono per Oxford.
Il 1 settembre del 1973 la nostra famiglia
atterrò all’aeroporto londinese di Heathrow
Il Dr. R. T. Kendall.
prendendo residenza a Headington, Oxford. Il
mio supervisore, il Dr. B.R. White del Regent’s
Park College, Oxford, accettò di farmi fare
una ricerca sul puritanesimo inglese. Mi raccomandò anche come pastore della Calvary
Southern Baptist Church a Lower Heyford,
nell’Oxfordshire, composta prevalentemente
da militari statunitensi e dalle loro famiglie.
Durante quei tre anni, il Dr. e la signora Martyn
Lloyd-Jones divennero come una famiglia per
me e Louise, anche se nessuno di noi avesse
la benché remota idea del fatto che un giorno
sarei approdato alla Cappella Westminster. In
attesa di discutere la mia tesi di laurea in filosofia (DPhil), fui invitato a parlare alla Cappella
Westminster per la seconda volta. I diaconi mi
chiesero di restare per sei mesi, senza alcun
obbligo di prolungare quel periodo. Il Dr. e
la signora Lloyd-Jones vennero a trovarci
qualche giorno dopo, esponendo a me e a
Louise le motivazioni per cui saremmo dovuti
rimanere. “Non avete niente da perdere. Devi
tornare coi piedi per terra dopo Oxford. Farà
bene a te; farà bene a loro”. Ci trasferimmo
a Londra e cominciammo il nostro ministero
il 1 febbraio del 1977, fino al nostro ritiro il 1
febbraio del 2002.
Quanto a quei 25 anni alla Cappella Westminster, essi furono “il periodo migliore; il
periodo peggiore”. Le nostre più grandi gioie,
amicizie e successi furono a Londra. Le nostre
più grandi prove, ferite e delusioni furono a
Londra.
Nel 1978, mentre eravamo su un treno che
da Edinburgo, in Scozia, ci portava a King’s
Cross a Londra, mio padre - che era venuto
a trovarci ora che ero ministro della Cappella
Westminster - mi disse, mentre entravamo in
stazione: “Figliolo, sono fiero di te. Tu avevi
ragione, io avevo torto”. Questo fu naturalmente una cosa profondamente rassicurante
da sentire, ma erano occorsi 22 anni dal giorno in cui gli avevo raccontato quelle visioni,
nel lontano 1956.
Nel periodo di anni fra il 1956 e il 1977 mi
trovai a volte in mezzo a un deserto ecclesiastico. Conoscevo la mia posizione teologica,
ma non avevo la minima idea di dove stessi
andando in termini di ministero. Cominciai a
pregare per i battisti, i presbiteriani ortodossi,
i presbiteriani del sud, i cristiani riformati, la
Chiesa Riformata d’America e altri. Sviluppai
una comprensione generale delle diverse
culture di chiesa, domandandomi in quei
giorni dove sarei finito. Tutto questo però mi
formò per quello che avrei trovato lungo la
strada. Ancora oggi, spesso vengo presentato
come qualcuno che parla per conto di diverse
correnti teologiche, vale a dire battisti, riformati, evangelici conservatori, pentecostali e
carismatici.
L’unico motivo per cui ho raccontato il modo
in cui lo Spirito Santo mi insegnò la teologia
riformata è che, se per caso hai una convinzione riformata, tu possa percepirmi come un
vero amico e non ti senta minacciato da ciò
che insegno sullo Spirito Santo. Comprendo
che molti riformati aderiscono alla teologia
cessazionista, e forse pensi che le dottrine della
grazia e della testimonianza immediata dello
Spirito siano tra loro incompatibili. Credimi,
non esiste alcuna incongruità nel sostenere
entrambe queste visioni. Non sono poli opposti, bensì totalmente complementari. Anzi,
non soltanto aderiscono esse perfettamente,
ma si difendono e si chiariscono l’un l’altra.
Nella primavera del 1994, in un periodo in
cui Louise era molto malata, mi ritrovai a gridare a Dio in preda alla disperazione. Seduto
da solo nell’appartamento di uno dei miei più
cari amici, cominciai a parlare in lingue. Era la
prima volta che lo facevo dal 1956. Da allora
in poi, l’ho sempre fatto. Sono personalmente
convinto che questo sia ciò che Paolo descrive
in Romani 8:26-27, quando lo Spirito intercede per noi secondo la volontà di Dio “con
sospiri ineffabili”. Si collega perfettamente a 1
Corinzi 14:2, quando qualcuno prega in una
lingua che nessuno comprende, “in Spirito
dice cose misteriose”. Quando prego in questo
modo, una cosa so con certezza: sto pregando
secondo la volontà di Dio.
Il nostro ministero alla Cappella Westmin-ster fu buono. Ma il risveglio in cui speravo non giunse mai. Sarebbe uno sbaglio
sottovalutare i periodi di rigenerazione che ci
furono, il numero di persone salvate, guarite
o benedette in vari modi. Tuttavia, non scrivo
questo libro come a voler portare un esempio
di grande successo. Se sei nel ministero, lo scrivo nella speranza che tu possa vedere nel corso della tua vita ciò che io non ho visto. Verso
la fine di quel periodo decisi che venticinque
anni erano abbastanza. Fu naturalmente bello
quando i diaconi mi chiesero di rimanere per
altri cinque anni. Io però ricordai il mio eroe,
Joe Di Maggio, il grande giocatore di baseball
dei New York Yankees. Abbandonò quando
era ancora forte, così pensai di dovermi ritirare
proprio perché loro volevano che restassi!
Poi però mi domandai: “Che farò adesso? In
America nessuno mi conosce”.
In quel momento ebbi la chiara percezione:
“Il tuo ministero in America sarà presso i carismatici”. “Oh no,” pensai. “Se devo avere un
ministero nel mio paese natale, che sia tra le
chiese riformate o gli evangelici conservatori.
Ho le credenziali. Sono uno di loro. So come
ragionano. Perché non posso avere un ministero con loro?” Ma niente, dovevano essere
i carismatici. In gran parte infatti è stato così.
La maggior parte degli inviti sono giunti da
chiese carismatiche o pentecostali.
Il nostro ritiro dalla Cappella Westminster
ebbe inizio il 1 febbraio del 2002, esattamente
25 anni dal giorno in cui cominciammo. Ci
trasferimmo a Key Largo, in Florida. Assunsi
un ministero insieme a Jack Taylor e Charles
(Continua a pag. 9)
Dr. R. T. Kendall
8
SIATE RIPIENI DELLO SPIRITO SANTO!
Siate ripieni dello Spirito Santo!
Cercherò di esprimermi in modo semplice
e chiaro in questo ammaestramento biblico,
fondato sulla Parola di Dio.
Ho voluto riprendere questi insegnamenti
fatti già in precedenza, svariati anni fa, poiché
sento una sofferenza nel vedere che la carità
di tanti è venuta meno, così come la Bibbia ci
avverte per gli ultimi tempi, sapendo che siamo
nelle ultime ore degli ultimi giorni della pazienza
di Dio. Noi aspettiamo una “nuova pentecoste”,
sapendo che il Signore ci rende vincitori in ogni
battaglia che affrontiamo nella nostra vita.
Lo Spirito Santo: il nome «Spirito» traduce
il termine ebraico “ruah” che, nel suo senso
primario significa “soffio”, “aria”, “vento”,
“respiro”. “E l’Eterno Iddio formò l’uomo dalla
polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito
vitale, e l’uomo divenne un’anima vivente”
(Genesi 2:7).
Questa è la distinzione che conosciamo per
mezzo della Bibbia: che soltanto l’uomo possiede un’anima ed uno spirito. L’anima dell’uomo
non è un’anima mortale, bensì immortale, e
questo lo differenzia da tutte le altre creature. Lo
spirito è quella parte speciale che testifica come
Dio ci abbia fatti a Sua immagine e somiglianza.
Questo soffio che Dio ci ha donato non è un
qualcosa di astratto ma è nella realtà trinitaria.
Non faremo uno studio approfondito sulla
Persona dello Spirito Santo perché credo che
tale insegnamento sia ben conosciuto e praticato dai fedeli delle nostre chiese, per cui tratteremo principalmente il significato di questa
affermazione “Siate ripieni dello Spirito Santo”.
Il verso iniziale per questo insegnamento o
chiacchierata spirituale è il seguente: “E non
v’inebriate di vino; esso porta alla dissolutezza;
La copertina del libretto da cui è stato tratto il presente articolo.
ma siate ripieni dello Spirito” (Efesini 5:18).
Oggi potremmo aggiungere al non inebriarsi
di vino la droga, o il non inebriarsi di sesso ed
altre cose. Diciamo subito che “l’essere ripieni
di Spirito Santo” non dipende solo da Dio,
ma in parte dipende anche da noi, dal nostro
desiderio e dalla nostra volontà.
Ho preferito utilizzare il termine “ripieni”
al più moderno “ricolmi” attenendomi alla
versione biblica a cui ho fatto riferimento nel
succitato versetto di Efesi 5:18.
Il termine ripieno praticamente significa:
molto pieno, ben pieno. Ciò ci fa comprendere
che il “ripieno” è una misura traboccante,
sovrabbondante; non basta essere soltanto
pieni, ma ben pieni!
(Segue da pagina 8)
Carrin, tenendo conferenze di Parola, Spirito
e Potenza in tutti gli Stati Uniti. A luglio del
2002 fui invitato da Canon Andrew White ad
incontrare il defunto Yasser Arafat. Sorprendente-mente, ebbe inizio un’amicizia con il
presidente Arafat. Gli feci visita per cinque
volte, cenai con lui e risi con lui, pregando
sempre per lui ed ungendolo spesso con olio.
Piansi quando lui morì. Andrew White mi portò
anche in Iraq, dove predicai nell’allora sala del
palazzo di Saddam Hussein ed anche nella
chiesa anglicana di San Giorgio a Bagdad. In
quel periodo presi parte all’Alexan-dria Peace
Process guidato da Lord Carey, arcivescovo di
Canterbury. Capitò così che strinsi un’amicizia
con il rabbino David Rosen. David ed io abbiamo scritto un libro insieme: The Christian
and the Pharisee [Il cristiano e il fariseo] - che
fu presentato all’Abbazia di Westminster. Il
mio ministero di scrittore si è ampliato e mi
ha aperto le porte in tutta l’America e in molte
parti del mondo.
Sono nel ministero da quasi sessant’anni. Io
e Louise siamo sposati da 55 anni. Abbiamo
due figli meravigliosi e due nipoti. Louise ha
viaggiato con me nella maggior parte di questi
posti, e così anche nostro figlio TR, che ha
viaggiato con me in lungo e in largo. Continuo
a viaggiare, predicare e scrivere libri. Dio è stato
estremamente buono con me.
Ho scritto questo capitolo su richiesta del
mio editore, che mi ha chiesto espressamente
di condividere la mia testimonianza. Il mio più
ardente desiderio è che questo libro sia stato
una benedizione per te fino ad ora. Prego
che infonda un fuoco nel tuo cuore, una
brama fervente per un cammino sempre più
vicino a Dio. Quando i due uomini sulla via
di Emmaus videro il Signore risorto, ma non
Lo riconobbero all’inizio, rifletterono su come
il loro cuore era infuocato dalle Sue parole. Il
fuoco sacro brucia. Il mio obiettivo con questo
libro è guidarti a sperimentare Lui per tuo
conto, in modo immediato e diretto. Con il
mio passato appena svelato, concentriamoci
ora sull’importante argomento del prossimo
capitolo: il cessazionismo.
Dr. R. T. Kendall
Traduzione di Emanuela Crespi
(Tratto dal libro Fuoco sacro, pagine
312, € 20,00, Publielim, 2016. Per gentile
concessione).
***
“Voi investigate le Scritture, perché pensate d’aver per
mezzo di esse vita eterna, ed
esse sono quelle che rendono
testimonianza di me; eppure
non volete venire a me per aver
la vita!”
Giovanni 5:39-40
“Date, e vi sarà dato: vi sarà versata in seno
buona misura, pigiata, scossa, traboccante;
perché con la misura onde misurate, sarà
rimisurato a voi” (Luca 6:38).
È un po’ come le benedizioni che chiediamo al Signore: piogge abbondanti di Spirito
Santo. Così come quando piove a dirotto,
se ci troviamo senza ombrello, ci bagniamo
completamente, ma umanamente, questo
non è molto piacevole; in senso spirituale,
invece, noi abbisogniamo di una pioggia
torrenziale di Spirito Santo, oggi più che mai,
di una pienezza continua della presenza e
della potenza di Dio nella nostra vita e questo,
spiritualmente, è molto piacevole.
Ovviamente, dunque, bisogna prima essere
pieni e poi possiamo chiedere a Dio di essere
ripieni. Se siamo vuoti non possiamo essere
subito “ripieni”. Grazie a Dio oggi possiamo
parlare di benedizioni; quando non eravamo
ancora salvati, purtroppo, conoscevamo, invece, le maledizioni. Parliamo al plurale, “le
benedizioni”, perché la benedizione di Dio poi
si manifesta in diversi aspetti: riguarda la nostra vita spirituale, l’economia, la famiglia. La
scrittura dice che la benedizione del Signore è
quella che ci rende ricchi, ricchi della presenza
di Dio, questa è la vera ricchezza.
Qualcuno potrà chiedersi:” Lo Spirito
Santo in noi si consuma, evapora?”. No, lo
Spirito Santo è Dio; noi abbiamo bisogno
di avere la certezza che ogni angolo della
nostra vita spirituale sia totalmente occupata
e riempita da Lui.
La promessa dello Spirito Santo è stata
annunciata nell’Antico Testamento, ed è stata
manifestata poi principalmente nel Nuovo Testamento. Il brano per eccellenza è quello del
libro profetico di Gioele al capitolo 2, versetti
28 e 29, il quale si riferisce a tale promessa
pur non essendo l’unico che annunziava ciò.
Notoriamente, nell’Antico Testamento lo
Spirito Santo non era sparso sopra ogni carne,
e vedremo anche, nei casi in cui fu sparso, in
che maniera lo fosse. Dopo la vittoria di Gesù
sulla croce, lo Spirito Santo fu donato a tutti
i credenti, ma coloro che non sono stati battezzati con lo Spirito Santo, debbono ancora
averne piena consapevolezza.
(Continua a pag. 10)
Remo Cristallo
9
(Segue da pag. 9)
Questo nostro ammaestramento può definirsi, sì, “pentecostale”, ma non perché distintivo
di una denominazione, bensì perché si riferisce
a qualcosa che la Scrittura ci comunica.
La chiesa neotestamentaria divenne realmente tale sull’alto solaio di Gerusalemme, dal
momento in cui scese e si manifestò la potenza
dello Spirito Santo sui (circa) 120 fra i discepoli, discepole e credenti ubbidienti al comando
del Cristo risorto che avvenne secondo la Sua
promessa, in quell’anno della festa della pentecoste ebraica, come rileviamo nel libro degli
Atti o Fatti degli Apostoli al capitolo 2.
Ciò diede inizio e vita alla chiesa cristiana
che inizialmente prese il nome di “Quelli della
nuova via”, cioè coloro che ebbero il coraggio e la forza per combattere, per presentarsi
al mondo, per testimoniare l’evangelo, per
manifestare la potenza di Dio predicando la
Parola accompagnata dai segni, miracoli e
prodigi. Essi iniziarono a farlo e questo continuerà “fino all’estremità della terra” mediante
l’opera e la guida del vero Vicario di Cristo: lo
Spirito Santo. Ciò è iniziato con quella chiesa,
ma continua ancora oggi, finché si chiuderà la
porta della grazia.
Così come avvenne allora, avviene anche
oggi e dovrà avvenire con “l’ultima pioggia
dell’ultima stagione” (che io chiamo la Nuova
Pentecoste) ricordando che il nostro Dio, nella
persona di Gesù Cristo, è lo stesso di ieri, oggi
e in eterno! “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi
e in eterno” (Ebrei 13:8).
Anche nell’Antico Testamento operava lo
Spirito Santo, poiché Egli era ed è Dio! Dio è
trino, ed ogni persona della trinità ha una mansione specifica: Il Padre è l’autorità suprema, il
creatore; Egli è il Padre spirituale di tutti coloro
che hanno accettato la salvezza in Cristo Gesù,
non per meriti, ma per grazia.
Gesù, invece, definito nell’Antico Testamento come “l’Angelo dell’Eterno” e nel Nuovo “la
Parola”, è il mediatore, il Signore, l’Unigenito
figlio di Dio e grazie al Padre e allo Spirito
Santo noi possiamo proclamare che Gesù
Cristo (l’Unto per eccellenza) è il Signore e
che tutti i credenti “nati di nuovo” di acqua
e di Spirito sono divenuti, da creature di Dio,
figli (adottivi) di Dio.
Lo Spirito di Dio è ed è sempre stato menzionato al momento della creazione del mondo.
Egli ha avuto sempre un ruolo creativo, esecutivo; è l’esecutore reale, Colui che ha reso e rende
evidente l’opera del Padre e del Figlio.
Nell’Antico patto lo Spirito Santo ha agito
comunque; ha preparato il cammino per la
venuta del Cristo, ha agito nel popolo d’Israele
soprattutto attraverso i profeti, i quali rappresentavano la voce di Dio essendo guidati dallo
stesso Spirito Santo. “E l’Eterno disse a Mosè:
‘Radunami settanta uomini degli anziani d’Israele, conosciuti da te come anziani del popolo
e come aventi autorità sovr’esso; conducili alla
tenda di convegno e vi si presentino con te. Io
scenderò e parlerò quivi teco; prenderò dello
Spirito che è su te e lo metterò su loro, perché
portino con te il carico del popolo, e tu non lo
porti più da solo” (Numeri 11:16,17).
“E l’Eterno scese nella nuvola e gli parlò;
prese dello Spirito ch’era su lui, e lo mise
sui settanta anziani; e avvenne che, quando
lo Spirito si fu posato su loro, quelli profetizzarono, ma non continuarono. Intanto, due
uomini, l’uno chiamato Eldad e l’altro Medad,
erano rimasti nel campo, e lo Spirito si posò su
loro; erano fra gl’iscritti, ma non erano usciti
per andare alla tenda; e profetizzarono nel
campo. Un giovane corse a riferire la cosa a
Mosè, e disse: ‘Eldad e Medad profetizzano
nel campo’. Allora Giosuè, figliuolo di Nun,
servo di Mosè dalla sua giovinezza, prese a
dire: ‘Mosè, signor mio, non glielo permettere!’ Ma Mosè gli rispose: ‘Sei tu geloso per
me? Oh! fossero pur tutti profeti nel popolo
dell’Eterno, e volesse l’Eterno metter su loro
lo Spirito suo!” (Numeri 11:25-29).
Uomini di Dio della levatura di Mosè, conduttore di quel popolo, che non avrebbe potuto fare determinate cose se Dio non l’avesse
guidato attraverso lo Spirito Santo. Abbiamo
letto: lo stesso Spirito che era su Mosè si posò
su di loro. Lo Spirito (Santo) era su Mosè, e
lo stesso accadde a quegli uomini: lo Spirito
si posò su di loro. Questo ci fa comprendere
che all’epoca lo Spirito Santo non veniva
dato in maniera permanente. Egli scendeva
su quegli uomini solo quando Dio stabiliva
che dovessero compiere determinate cose.
Per esempio, di notte, quando Mosè
dormiva, lo Spirito Santo non era su di lui;
quindi si “posava” su di lui quando Dio
decideva che fosse necessario, come si posa
per un tempo una colomba che poi torna a
volare e si posa di nuovo. Il momento in cui
la colomba si posa corrisponde al momento
in cui l’opera del Signore veniva compiuta,
sotto la guida dello Spirito Santo, da coloro
che Dio aveva scelto. Nell’Antico Testamento,
quindi, lo Spirito era donato per un tempo e
ciò valeva anche per i profeti. Ma da quando
Gesù, Dio fatto uomo, è venuto sulla terra ciò
è cambiato. “E lo spirito mi levò in alto, e io
udii…” (Ezechiele 3:12). “E lo spirito mi levò
in alto, e mi portò via” (Ezechiele 3:14). “Egli
stese una forma di mano, e mi prese per una
ciocca de’ miei capelli; e lo spirito mi sollevò
fra terra e cielo, e mi trasportò in visioni divine
a Gerusalemme” (Ezechiele 8:3).
Lo Spirito lo prende, lo innalza, lo conduce; queste sono attitudini dello Spirito Santo
nell’Antico Testamento. “E io darò loro un
medesimo cuore, metterò dentro di loro un
nuovo spirito, torrò via dalla loro carne il
cuore di pietra, e darò loro un cuor di carne”
(Ezechiele 11:19).
“E, dopo questo, avverrà che io spanderò il
mio spirito sopra ogni carne, e i vostri figliuoli
e le vostre figliuole profetizzeranno, i vostri
vecchi avranno dei sogni, i vostri giovani
avranno delle visioni. E anche sui servi e sulle
serve, spanderò in quei giorni il mio spirito”
(Giolele 2:28,29).
Spandere significa: coprire tutto intorno,
diffondere. Probabilmente nell’Antico Testamento non avranno compreso la misura di
tale riempimento, avendo come esempio gli
uomini unti di allora.
Nel Nuovo Testamento ci sono esempi di
persone riempite di Spirito Santo prima della
pentecoste: Elisabetta, la cugina di Maria,
madre di Gesù; Zaccaria, il papà di Giovanni
battista; lo stesso Giovanni battista, fino a
Gesù. “E avvenne che come Elisabetta ebbe
udito il saluto di Maria, il bambino le balzò nel
seno ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo”
(Luca 1:41). “E Zaccaria, suo padre, fu ripieno
dello Spirito Santo, e profetò” (Luca 1:67).
“Poiché sarà grande nel cospetto del Signore;
non berrà né vino né cervogia, e sarà ripieno
dello Spirito Santo fin dal seno di sua madre”
(Luca 1:15). Qui si parla di persone ripiene,
ed esse rimarranno ripiene se saranno sempre
col Signore!
Se il tuo contenitore è stato riempito, sta a
te farlo rimanere tale; tu devi volerlo, desiderarlo! È scritto: “Allargate le vostre viscere”; si
parla di qualcosa che abbiamo dentro e non
più fuori!
Gesù disse che Giovanni il battista fu il più
grande dei profeti; fu paragonato anche ad
Elia, come potenza spirituale. Perché questo?
Se i profeti dell’Antico Testamento hanno operato con una potenza maggiore del battista,
allora perché lui è più grande degli altri? In che
cosa consiste questa grandezza? Proprio nel
fatto che Giovanni il battista fu il primo profeta
già ripieno di Spirito Santo fin dalla nascita!
Questo è un mio pensiero, ma non saprei
dare un’altra spiegazione. Sua madre, Elisabetta, era ripiena di Spirito Santo quando
lo portava in grembo, e lo Spirito Santo era
già presente al momento del concepimento
del bambino, perché Elisabetta non avrebbe
potuto avere figli alla sua età. Quindi lo Spirito Santo non era solo sopra di loro (come
nell’Antico Testamento) ma dentro di loro.
Come vorrei che tutti fossimo ripieni di Spirito
Santo, come dice la Parola: “Siate ripieni di
Spirito Santo”.
“Or Gesù, ripieno dello Spirito Santo, se
ne ritornò dal Giordano” (Luca 4:1). Come
avrebbe potuto Gesù, vero uomo, affrontare
il ministero se non fosse stato già ripieno di
Spirito Santo? La stessa Sua santità è connessa
a questa unzione. È pur vero che Gesù, leggendo i rotoli del profeta Isaia afferma: “Lo
Spirito del Signore è sopra me; per questo egli
mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha
mandato a bandir liberazione ai prigionieri,
ed ai ciechi ricupero della vista; a rimettere in
libertà gli oppressi” (Luca 4:18). Ma non dice
che era venuto su di Lui in quel momento,
perché era già dentro di Lui; Gesù vuole che
gli Ebrei comprendano quale fosse la Sua
missione e per questo usa un linguaggio che
potesse essere compreso da loro.
La presenza di Dio è indispensabile perché
si manifesti la Sua potenza; due parole che
iniziano con la “P” in successione: presenza,
potenza.
Lo Spirito di Dio che abbiamo in noi può
usarci per manifestare le opere che appartengono a Dio. Senza la Sua presenza non
può esserci la Sua potenza! La stessa Maria
sarà ripiena insieme ai 120 sull’alto solaio.
Lo Spirito era su di lei, ma fu riempita solo
dopo la resurrezione del figlio. Questi sono
esempi di persone ripiene di Spirito Santo
prima della Pentecoste, ora ne vedremo altri
dopo la Pentecoste.
Stiamo prendendo in considerazione tre
diversi momenti nei quali si è manifestata
l’opera dello Spirito Santo.
(Continua al prossimo numero)
Remo Cristallo
Tratto dal libro Alla scuola del Divin
Maestro. Per gentile concessione).
«Ma riceverete potenza quando lo
Spirito Santo verrà su di voi, e mi
sarete testimoni in Gerusalemme,
e in tutta la Giudea e Samaria, e
fino all’estremità della terra».
Atti 1:8
10
CONFERENZA PEF A ZAGABRIA
Dal 2 al 4 marzo 2016 si è tenuta presso il
Panorama Hotel di Zagabria, in Croazia, la
riunione del Presidium della PEF (Pentecostal European Conference). Nel pomeriggio
del giorno 3 si è anche tenuta l’Assemblea
Generale, a cui hanno partecipato più di 150
leader provenienti da 30 nazioni europee.
Il tema della Conferenza è stato “Fondare
chiese nell’Europa di oggi”.
Il messaggio di benvenuto è stato dato
dal pastore Damir Spoljaric, Presidente del
Movimento Pentecostale ospitante. Gli altri
oratori sono stati il Dr. Peter Kuzmic (Croazia),
il Dr. John Wagenveld (USA) e il Rev. Paul
Trementozzi (USA).
Quest’anno segna il 50° Anniversario della
PEF e il Rev. Daniel Costanza, Direttore Esecutivo della stessa, ne ha tracciato la storia
in un libretto che è stato distribuito a tutti i
partecipanti, “Da Roma a Zagabria”.
Si è proceduto al rinnovo delle cariche ed
è stato eletto come nuovo Presidente Pelle
Hörnmark, Sovrintendente del Movimento
Pentecostale Svedese, succeduto al Dr. Arto
Hämäläinen (Finlandia), mentre come Vice-Presidente è stato eletto Marek Kaminski,
Sovrintendente delle Assemblee di Dio della
Foto di gruppo dei partecipanti alla Conferenza PEF a Zagabria dal 2 al 4 marzo 2016.
Polonia. L’assemblea ha ratificato i 12 rappresentanti regionali per i prossimi tre anni
di mandato.
Per l’Italia ha partecipato Giuseppe Piccolo
in rappresentanza della FCP (Federazione
Chiese Pentecostali), a cui è stato consegnato
un certificato di riconoscimento per i sei anni
di servizio in seno alla PEF. Al suo posto subentrerà il Prof. Paolo Mauriello.
La prossima Conferenza PEF si terrà congiuntamente alla PEM dal 7 al 10 marzo 2017
presso la Filadelfia Church di Stoccolma, in
Svezia.
G. P.
RICETTE PER VIVERE DI MOLLY BRUNO
(Ispiratrice del film “WAR ROOM”)
Siamo felici di annunciare che la Casa
Editrice Publielim sta per pubblicare il libro
“Come fare una polpetta - Ricette per
vivere insegnatemi da mia madre” di Marie Armenia. Il libro contiene la biografia della
madre, Molly Bruno, la donna che ha ispirato
i fratelli Kendricks a produrre il film WAR
ROOM (titolo italiano Le armi del cruore).
Ecco le impressioni delle due traduttrici del
libro, apparse sulla loro pagina Face Book:
“Presto uscirà il libro, con tantissime esperienze di vita di Molly Bruno, la donna speciale
che ha ispirato “War Room”, nei racconti di
Marie Armenia, l’amata figlia di Molly, cresciuta ammirando il rapporto vivo e straordinario
di sua madre con Dio” (Paola Raia).
“Ecco a voi il video dell’intervista a Molly
Bruno, poco prima che andasse col Signore. I
fratelli Kendricks entrano a casa sua e le mostrano le scene del personaggio che l’avrebbe
interpretata in “War Room”. Molly si commuove e poi racconta ai registi alcuni dettagli della
sua avventurosa, ma soprattutto intensa vita di
preghiera, messa poi per iscritto dalla figlia di
Molly, Marie Armenia nel libro “How to Make
a Meatball”. Nel libro, troverete anche la storia
di come questi registi sono venuti a conoscenza
di Molly Bruno, trovando pertanto ispirazione
per la trama del loro film, nonché per la figura
di Miss Clara (Annarita Bruni).
Trascriviamo un estratto del libro:
“La polpetta di Molly Lezione # 15.
I vostri bambini impareranno a pregare con
le preghiere che sentono a casa più che con
le preghiere che sentono in chiesa.
L’importunità di una preghiera insistente.
La vita con mia madre mi ricorda il giorno in
cui i discepoli chiesero a Gesù: “Signore, insegnaci a pregare”. Essi si avvicinarono a Gesù
perché lo avevano osservato pregare. “Gesù
Copertina del libro di prossima publicazione con la biografia di Molly Bruno.
era stato in disparte a pregare” (Luca 11:1).
Mia madre non mi ha insegnato come
pregare; l’ho vista pregare. Una mamma che
prega davanti ai propri figli si ritroverà dei figli
volenterosi di imparare a pregare.
I discepoli videro Gesù pregare, ed è per
questo che volevano imparare a pregare. Ho
visto mia madre pregare, ed è per questo che
ho voluto imparare a pregare. In risposta alla
loro domanda, Gesù ci ha lasciato quella che
viene chiamata “La preghiera del Signore”
(Luca 11:2-4) come un esempio di preghiera,
sviluppandone il significato nei versi immediatamente successivi (Luca 11:5-8). Egli
raccontò ai discepoli una storia di cui erano
i protagonisti, chiedendo loro di immaginare
di dover bussare alla porta di un vicino a
mezzanotte per prendere in prestito del pane
per sfamare un amico che era giunto senza
alcun preavviso. Gesù spiegò: “Io vi dico che
se anche non si alzasse a darglieli perché gli
è amico, tuttavia, per la sua importunità, si
alzerà e gli darà tutti i pani che gli occorrono”.
Importunità, insistenza, perseveranza.
Queste parole mi ricordano l’approccio di mia
madre alla preghiera. Lei non ha timore di far
dispiacere Dio o che Lui possa rimproverarla
per il fatto di chiedere cose impossibili. Lei
non ha bisogno di (ri)modulare il suo cuore
al cospetto di Colui che ama. Lei sa che Lui
conosce il suo cuore. Stabilito questo tra lei
e Dio, lei chiede. E richiede. Come Gesù ha
insegnato nella stessa sessione con i discepoli:
“Io altresì vi dico: chiedete con perseveranza,
e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto”
(Luca 11: 9-10).
E proprio come quella persona nella parabola di Gesù, le sue preghiere non sono in
genere per se stessa, ma per i bisogni degli
altri. Lei chiede al suo Amico di aiutare i
suoi amici. Quindi l’affare si mantiene tra
amici – Quello in Cielo e quello sulla terra.
Crescendo negli anni, ho potuto notare come
quando qualcuno ha telefonato per chiederle
preghiera o quando qualcuno l’ha presa in
disparte dopo il culto per parlarle, lei non ha
mai divulgato ciò per cui stava pregando. Mi
piace che la mamma non mi abbia mai fatto
sapere alcunché sulle persone per cui pregava. Sapevo soltanto che stava pregando per
qualcosa di urgente”.
Marie Armenia
Traduzione di Paola Raia e Annarita Bruni
(Tratto dal libro “Come fare una polpetta Ricette per vivere insegnatemi da mia madre”
di prossima pubblicazione da PUBLIELIM. Per
gentile concessione).
11
IN RICODO DEL PASTORE GIUSEPPE E. LAISO
Che cosa si può dire di un amico col quale
hai trascorso più di 53 anni di intima amicizia
quando vieni improvvsamente a sapere che nel
giro di qualche settimana si è aggravato e non
è più in vita? Sono molti i ricordi che affiorano
alla mente e iniziano a proiettarsi e a scorrere
come in una sequenza cinematografica!
Ho conosciuto per corrispondenza il fratello Giuseppe Laiso nel lontano 1957-1958,
quando collaborava col fratello Hermann
Parli a Radio Risveglio. Qualche anno dopo,
nel 1963, andai a lavorare con l’associazione
“Uomini Nuovi” a Marchirolo. Fu lì che mi
insegnò a fare i pacchi e a spedire i libri ed
anche a cucinare! Infatti, mi faceva interrompere il lavoro prima di mezzogiorno e mi
mandava in cucina a mettere su la pentola
per la minestrina o a riscaldare l’acqua per gli
spaghetti! Rimasi a Marchirolo per oltre 6 mesi
fino al giorno del mio matrimonio avvenuto
nell’ottobre del 1963.
Ma la nostra amicizia continuò anche dopo,
perché con mia moglie ci recavamo spesso nei
giorni di sabato a Marchirolo e lo aiutavamo
nel disbrigo della corrispondenza, soprattutto
nei contatti con le case editrici di lingua inglese. Il primo libro di successo fu “La croce e
il pugnale”, che gli suggerii di pubblicare nel
1966. Ricordo che ci recammo insieme nel
centro di Milano presso la sede della Evelyn
Singer Agency per firmare il contratto circa i
diritti d’autore. Da allora è stato un susseguirsi
di pubblicazioni di best seller che di tanto in
tanto gli segnalavo.
Il 20 febbraio 1970 il pastore Laiso mi
propose di subentrare nella cura pastorale
della chiesa di Como, che lui aveva curato per
diversi anni. Oggi la chiesa di Como lo ripaga
offrendo i suoi servigi come sede della Shepherd University. È stato un grande innovatore
in diversi campi: nell’editoria, nell’istruzione
biblica, nella libertà religiosa, nelle attività
missionarie, soprattutto per quanto riguarda
la Chiesa perseguitata.
Con la caduta del monopolio statale sulla
radiodiffusione, il fratello Laiso è stato un
valido sostenitore delle radio evangeliche e
sotto la sua spinta nel 1978 abbiamo fondato Radioevangelo Milano e Radioevangelo
Il pastore Giuseppe Laiso in primo piano nella Chiesa di Como, in occasione del 50° Anniversario della nascita della comunità avvenuto il 25 ottobre 2014.
Il pastore Laiso mentre parla nell’Aula Magna
della Facoltà di Scienze Religiose di Aversa il
18.10.2008.
Como, che hanno continuato a trasmettere
l’Evangelo per oltre una decina di anni,
avendo come risultato l’edificazione di molti
credenti e la salvezza di diverse anime.
Il pastore Giuseppe Laiso, insieme ai pastori
Roberto Bracco e Filippo Wiles, sono stati
quelli che hanno maggiormente influenzato
la mia vita e il mio ministero.
Sarò sempre grato al Signore di avermi fatto
conoscere uomini di tale portata e di tale va-
Buon compleanno, nonna Antonietta!
Aversa, 18.10.2008. Da sinistra: Alessandro
Iovino, il Prof. Massimo Introvigne, Giuseppe
Piccolo, Giuseppe Laiso, Gabriella Attilio e
il Preside della Facoltà, Carmine Napolitano.
lore e prego che Dio aiuti anche noi ad imitare
il loro esempio, in modo da fornire dei validi
punti di riferimento alle nuove generazioni!
Giuseppe Piccolo
In conformità al D. Lgs. 196/2003 sulla
tutela dei dati personali, la Redazione di Voce
Pentecostale garantisce l’assoluta riservatezza
dei dati di cui è in possesso. Inoltre, assicura i
lettori che i loro dati personali sono custoditi in
un archivio elettronico presso la sede del giornale e verranno utilizzati soltanto per inviare la
corrispondenza relativa a Voce Pentecostale.
In ogni momento, sarà possibile essere rimossi
dall’elenco dei destinatari scrivendo a: Voce
Pentecostale Via Biella, 17 - 20143 Milano.
Voce Pentecostale
ll 4 marzo 2016, Antonietta Iozzo Piccolo,
circondata dall’affetto del marito, dei 3 figli,
Silvia, Valeria e Marco, dei generi Pasquale
e Dante e dalla nuora Eliana, oltre che dei
4 nipoti, è stata calorosamente festeggiata
con un bel pranzo in occasione dei suoi non
dimostrati 80 anni!
Dio continui a benedirti e a preservarti,
bellissima nonna Antonietta!
Il marito
Trimestrale di edificazione dell’Assemblea
Cristiana Evangelica Via Biella, 17 - 20143
Milano
Tel. 02 - 810 366 - Fax 02 - 810 233
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Distribuzione gratuita ai membri di chiesa e simpatizzanti. Offerte e contributi volontari possono
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Voce Pentecostale - Milano.
Direttore responsabile: Dr. Giuseppe Piccolo
Antonietta Iozzo Piccolo è stata anche festeggiata in chiesa due giorni dopo il suo 80°
compleanno!
Stampa: INGRAF-Industria Grafica S.r.l.- Milano
Aut. Trib. di Milano n. 136 del 4/4/1981