Diario di Viaggio in Svezia

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Diario di Viaggio in Svezia
Diario di Viaggio in Svezia - Stoccolma e dintorni
Nella “Venezia del Nord”, la “Regina del Lago Malaren”
Nella nostra memoria ritroviamo
talvolta, tutto ad un tratto, un
vecchio ricordo dimenticato che
ci fa rivivere, in un secondo, un
intero periodo della nostra
esistenza
ed
allora
ecco
comparire le immagini un po’
sopite, immagini di qualche luogo
visitato .. esse tornano vive ,
pressanti e ci spingono a
raccontare…
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Nella “Venezia del Nord”, la “Regina del Lago Malaren”
L’arrivo a Stoccolma, la “Venezia del Nord”, la città che “nuota sull’acqua”, come l’ha definita
Nils Holgersson, è sempre un’emozione unica. Essa è appoggiata da settecento anni, su
quattordici isole rocciose facenti parte di un arcipelago che ne conta quasi 24.000!
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Nella “Venezia del Nord”, la “Regina del Lago Malaren”
Ha un aspetto composito, vivace e, al di là dei vari intrecci dei pittoreschi ponti, dei cavalcavia
che superano le acque del lago Malaren e del Mar Baltico, che attraversano i canali della città,
si prova sempre un’inattesa sensazione di spazio, di libertà.
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Il cuore della città è certamente Gamla
Stan il vecchio nucleo medioevale della
“Regina del Lago Malaren”.. ricordo che,
durante il mio primo soggiorno in quella
città, ho voluto passeggiare in lungo ed in
largo per quell’isoletta, spinta dalla
curiosità, senza mai stancarmi, trovando,
ad ogni angolo, scorci ed immagini
suggestive.
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Il centro vero e proprio era costituito dalla piccola piazza di Stortorget, la più antica
di Stoccolma dove si trovava l’edificio della Borsa, del 1773.
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Dallo Stortorget si dipartiva una serie di
viuzze graziose e quasi magiche, sulle
quali si affacciavano le antiche dimore
costruite su cantine a volta abitate, per lo
più, da artisti. Il modo migliore per
apprezzare tutto quel paesaggio era
proprio quello di vagare a zonzo, senza
fretta, per l’acciottolato della città
vecchia..
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...come nella via medioevale Kopmangata, una delle più antiche della città. Lo sguardo si poteva
posare liberamente sui palazzi del XVI e XVII secolo e arrivava anche alla chiesa barocca
tedesca dedicata a Santa Gertrude, con il suo campanile alto e slanciato che affiancava quello
della Cattedrale più basso e tozzo.
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E proprio la Cattedrale, dedicata a San Nicola, edificata fra il 1250 e il 1260, ha meritato una
visita anche se nel settecento l’edificio è stato molto rimaneggiato.
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Nel suo interno, di una bellezza mistica, anche se sontuosa e regale, ho apprezzato una serie di
oggetti unici nel loro genere.. la grande scultura lignea medioevale di “San Giorgio, il drago, la
principessa e l’agnello” offerta alla chiesa dal reggente Sten Sture il vecchio, come
ringraziamento per la vittoria sui Danesi nel 1489..
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E poi l’altare, caratterizzato da un
trittico in argento scintillante, avorio
ed ebano, provenienti da Amburgo, i
seggi reali, il pulpito… addirittura un
enorme dipinto ad olio che incuteva un
sacro timore, rappresentante il
giudizio universale..
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...infine, in un angolo, ho scoperto un piccolo quadro con la leggendaria Vadersoltavlan, la più
antica veduta di Stoccolma, che riprendeva l’affascinante fenomeno atmosferico, definito dagli
svedesi, miracoloso, un fenomeno meteorologico, di puntini luminosi, simili a stelle, accaduto nel
cielo sopra la città, nel lontano 1535!
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Sempre a Gamla Stan accanto al Riksdag, l’edificio che ospitava il Parlamento, mi è apparso
imponente il Kungliga Slottet, il Castello Reale, costruito quasi interamente nel ‘700 in stile
barocco italiano. Quel palazzo, residenza ufficiale dei reali di Svezia e scenario per tutte le
importanti funzioni monarchiche, sorgeva nel punto in cui nel 1697 era stato distrutto da un
incendio l’antico castello chiamato “Le Tre Corone”.
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Visitare gli splendidi interni mi ha incantato:
c’erano le sale dei ricevimenti interamente
arredate, quelle dei troni ricche di argento e
oro delle varie regine, le sale della Cavalleria
e poi l’armeria reale.. insomma una serie di
opere d’arte in stile settecentesco ed
ottocentesco! Le pareti delle varie stanze
erano poi ricoperte di arazzi che rievocavano
i fasti di un passato remoto purtroppo poco
conosciuto, stanze belle, ma non sempre
spettacolari..
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...ho invece apprezzato gli appartamenti del
generale Bernadotte e il bellissimo ritratto
della moglie Desirée, amata anche da
Napoleone, nel lungo salone da ballo chiamato
“Vita Havet” o “mare bianco”, per il colore
cangiante delle pareti e degli specchi.
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All’esterno nel grande cortile d’ingresso una volta al giorno, si svolgeva la pittoresca cerimonia
del cambio della guardia che durava circa 40 minuti, il tutto era sempre accompagnato anche
dalla Banda Militare.
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Il giorno dopo su una punta dell’isola di Kunggsholmen, durante un’altra delle tante, belle
passeggiate, il mio sguardo è stato subito attirato da una costruzione sobria, massiccia,
colorata ed elegante che sembrava galleggiare sull’acqua in modo un po’ irreale, era lo
Stadshuset, sede del Municipio.
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L’edificio, squadrato, in mattoni rossi, con una
torre anch’essa quadrata, che spuntava da
ogni prospettiva panoramica, aveva un aspetto
un po’ rinascimentale, anche se, in effetti, era
stata costruita ai primi anni del 1900 ed era il
luogo più conosciuto, un po’ il simbolo della
città..
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La visita all’interno era d’obbligo ed anche un
po’ emozionante.. sono salita per l’enorme
scalinata della famosa “sala blu”, il Stockolm
Concert Hall, dove si svolgevano, il 10
Dicembre, anniversario della morte del
fondatore, le celebrazioni legate alla
consegna del premio Nobel, e sono arrivata ad
una balconata.
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Mi sono quindi immessa nella fastosa “sala
d’oro”, chiamata così per i 18 milioni di tasselli
di mosaici in oro, dove campeggiava
l'immagine della Regina del lago Malaren.
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Tutto in quelle stanze era fastoso, quasi
pomposo, con arazzi che occupavano
pareti intere, ma l’importanza del luogo
era legata ad immagini storiche che si
ripetevano ogni anno e che continuavo,
ogni volta, ad ammirare in televisione.
La sera della consegna era un momento
magico.. c’era la cena di gala e poi le
danze per più di mille persone, che
concludevano con sfarzo una settimana
stressante di discorsi, conferenze e
ricevimenti.
Guardandomi
attorno
immaginavo
l’emozione dei premiati, ma anche del
pubblico presente quando entrava la
famiglia reale.. Tutt’intorno era un
tripudio di fiori, di bandiere svedesi ed
ovviamente al centro della sala spiccava
il busto di Alfred Nobel!
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Mi è piaciuto anche salire sulla massiccia torre quadrata che si ergeva sul corpo centrale… da
lontano era simile ad un gigantesco faro, ma sulla sua cima brillavano le tre Kronor, il simbolo
più autentico della città.
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La salita per gli stretti pertugi è stata
anche divertente.. su, sempre più su, alla
ricerca del cielo, e quando sono arrivata il
vento era molto forte, e mi sbatacchiava
di qua e di là, ma la vista sulla città, una
delle capitali più belle del mondo, era
fantastica, unica e spettacolare.
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Stoccolma da sempre è stata
etichettata “rompicapo e paradiso
degli urbanisti” ed in effetti ha
subito, alla fine degli anno sessanta,
grandi trasformazioni.
Approfittando di una bella giornata
di sole che donava un piacevole
tepore al corpo ed alla mente, sono
salita, con una pittoresca funicolare,
nell’isola-giardino di Diijungarden
alla collina dello Skansen… a pochi
minuti dal centro ho ammirato una
specie di “concentrato” di tutta la
Svezia.
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Oltre ad uno zoo, a un parco dei divertimenti,
ad un centro per congressi e spettacolo, c’era
il Vasamuseet, un museo all’aperto creato nel
1981. Qui era possibile trovare raggruppate
case e botteghe, dove donne in costume
svolgevano funzioni domestiche, fattorie,
manieri, chiese ed antichi laboratori
provenienti da tutte le regioni della Svezia.
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E poi l’attrazione più visitata, la curiosità più
particolare, era legata all’enorme vascello
reale Vasa, lungo 59 metri e largo 12, una
nave da guerra colata a picco il 10 Agosto
1628, proprio il giorno della sua prima uscita
in mare, per cause rimaste ancora
sconosciute.
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Un tempo era ricoperta di lamine d’oro, in corrispondenza della poppa e
della prua, ma quello che colpiva l’occhio del turista riguardava le
sculture, quasi eccessive e pesanti.. infatti qualcuno ha ipotizzato che il
vascello era di gran lunga troppo pesante, troppo solido con tutto quel
prezioso legno di quercia, per poter navigare e mantenere una stabilità.
Perciò è bastata una forte raffica di vento a decretare il suo infausto
destino… l’acqua ha iniziato ad entrare dai portelli, si è insinuata nelle
bocche dei cannoni e la possente nave è sprofondata, in men che non si
dica, nel mare!
A quell’epoca furono recuperati solo i cannoni, ma in seguito, dopo la
bellezza di trecento anni, il cimelio fu riportato a galla e questo
recupero ha permesso agli storici di ricostruire la vita all’interno di una
nave del XVII secolo.
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Ma a Stoccolma, non mi stanco di
ripetere, ho soprattutto apprezzato
la bellezza di poter passeggiare in
solitaria comunione con tutta la zona
più antica..
...per esempio, un mattino, quando la
città era illuminata da un cielo
azzurro e il sole riscaldava, con i suoi
raggi, l’aria intorno, ho vagato
spensierata e libera da vincoli di
tempo nell’Isola dei Cavalieri, austera
ed aristocratica, avvertendo tutta la
ricchezza di un passato che non
conoscevo, ma che ha lasciato la sua
impronta nei palazzi, nelle piazzette
romantiche, nelle strette vie che
parevano invitarmi a dimenticare il
caotico fluire del resto della città..
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Ma era anche bello ogni tanto potersi
spostare nei dintorni… allora, imboccata la
modernissima autostrada si avvertiva subito
un’atmosfera completamente diversa.. il
verde paesaggio di conifere con le loro
chiome fruscianti che ondeggiavano quasi
languide come se facessero parte di un
ballo collettivo, sembravano propormi una
danza di benvenuto…
Sono così arrivata, al Castello di Gripsholm,
uno dei più famosi della Svezia, imponente,
solido e raffinato, con quattro torrioni che
si protendevano su un promontorio del lago
Malaren, vicino alla pittoresca cittadina di
Mariefred.
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Visitare l’interno è stato molto
interessante
perché
ho
potuto
ammirare la collezione di mobili e di
opere d’arte appartenenti a secoli
diversi. Mi ha colpito poi la raffinatezza
del teatro del 1700, un gioiello tra i
meglio conservati in Europa.
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Guardando la raccolta incredibile di
ritratti raffiguranti reali o personaggi
illustri legati sempre alla storia della
Svezia, ho cercato di immaginare,
volando di fantasia, tutta la massa di
cortigiani che assistevano alle varie
rappresentazioni nel ricco teatro, che
tramavano intrighi nelle stanze del
castello, che iniziavano o finivano amori
infrattandosi negli angoli più remoti…
tutti avvenimenti che erano racchiusi in
quel mondo di aristocratici, lontano dal
resto della città e forse anche dal
mondo reale del popolo…
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Lasciato il castello con i suoi cimeli storici è stato rilassante curiosare per la tranquilla,
accogliente e pittoresca cittadina di Mariefred, adagiata in una insenatura del lago, brulicante,
nel centro storico, di piccoli negozi, bar e ristoranti all’aperto… deliziosi e direi anche idilliaci!
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Sempre costeggiando il lago Malaren
sono
arrivata
al
castello
di
Sundbyholm, che godeva di una vista
panoramica unica… era stato adibito
ad albergo di lusso, e guardarlo, anche
da lontano, inserito in un bosco di
faggi, in riva al lago con quella bella
spiaggia
di
sabbia…
era
uno
spettacolo!
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Nelle vicinanze del castello, a Ramsund, mi sono
concessa una breve passeggiata per veder le
antichissime incisioni runiche su pietre la più
famosa delle quali era la Sigurdstone o pietra di
Sigdrido-Sigurd.
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La leggenda voleva che attorno all'anno 1000 durante l'era vichinga una donna
svedese di nome Sigrid facesse scolpire sulla roccia la saga di Sigfrido uccisore di
draghi.
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Bisogna dire che la Svezia è un paese di sogni e fantasticherie… si viaggia nel tempo e nello
spazio.. il mare invita a viaggiare, il verde dei prati, dei boschi di conifere, invitano a viaggiare
e a scoprire angoli pittoreschi che conquistano, penetrano nell’animo dando un senso di pace e
serenità. Ricordo, in una mia escursione, la bellezza delle piccole case in legno colorato che
spuntavano nel verde e vivacizzavano la natura con una nota pittoresca di colore.
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Ricordo anche la breve sosta alla
chiesetta di Jader, un sito medioevale
(del XII secolo) ricostruito poi nel
1640. Davanti alla chiesa era sparso un
piccolo cimitero… l’interno della chiesa
era spoglio, e i grandi banchi chiusi
ermeticamente quasi ad imprigionare i
fedeli davano al luogo un tono di
religiosità austera e profonda.
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Riprendendo il viaggio verso la capitale mi sono imbattuta in un incantevole borgo, Strangnas,
dominato da una cattedrale gotica che situata su una piccola altura, pareva la padrona
incontrastata di tutta la baia del lago Malaren, una chiesa ricca, al suo interno, di cappelle con
preziosi dipinti murali.
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La cittadina di Strangnas ha segnato la
storia della Svezia in quanto è stata uno
dei centri principali di diffusione del
luteranesimo… la via principale era
fiancheggiata da pittoresche, basse
case in legno, risalenti al 1600 che
davano
appunto
accesso
alla
cattedrale… interessante anche il
labirinto di viuzze medioevali, rimasto
intatto nel tempo!
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A ovest di Stoccolma non potevo tralasciare di visitare la fastosa residenza reale di
Drottningholm, la Versailles svedese, progettata dall’architetto francese Nicodemus Tessin il
Vecchio su incarico della regina Edvige Eleonora.
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A questo castello dimora della famiglia
reale sono arrivata a bordo di un
battello
e
subito
sono
rimasta
affascinata dalla suggestione e dalla
bellezza della imponente costruzione
che mi appariva da lontano.
Un tiepido sole che a volte riusciva ad
affacciarsi tra le nubi esaltava ancora
di
più
l'atmosfera
romantica
dell'insieme.
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Il nome del palazzo, che significava letteralmente “isolotto della regina”, proveniva
dall’edificio originario, in stile rinascimentale, devastato poi da un incendio, fatto
ricostruire da Johan III e dedicato alla moglie Katarina.
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Visitare l’odierno palazzo-castello è stata una continua scoperta… ecco l’esotico padiglione
cinese, un gioiello immerso nel verde, di grande effetto scenico, dove i cortigiani di
Gustavo III erano soliti svagarsi con giochi e rappresentazioni di commedie.
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All’interno le varie sale dai diversi
colori.. azzurro, rosso, giallo, verde..
creavano un’atmosfera di vivacità
tale da invitare a restare.
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L’immenso, raffinato parco barocco “alla francese”, ricco di fontane con suggestivi giochi
d’acqua e statue di famosi scultori del rinascimento nordeuropeo, era altrettanto
invitante.. un luogo che non poteva che trasmettere piacere ed allegria.
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Poi ricordo la raffinatezza della cappella
reale, i molti saloni arredati e il teatro
settecentesco… seduta in platea, dietro
le poltrone reali, al buio, illuminata solo
da
piccole
candele
alle
pareti,
circondata dai palchi vuoti, ho ascoltato,
con stupore, i favolosi effetti scenici di
tuoni e vento, frutto dei macchinari più
sofisticati ed originali.
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Tornata a Stoccolma ho concluso la
serata il un altro luogo molto
scenografico… un ristorante, di cui
non ricordo il nome, posto su una
specie di torre, al quale si accedeva
attraverso un ascensore.
Dall’alto il panorama era stupendo,
avevo la città ai miei piedi ed inoltre
il sole si era mantenuto alto per
quasi tutta la serata ed ha iniziato
poi a tingere il cielo di sfumature
rosate solo verso le 10,30… ne ho
seguito il percorso, affascinata,
mentre le luci delle vie della città
prendevano vita, più o meno intense,
sembravano ammiccare, riempiendo
la sera di cerchi color ambra.
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Il mattino successivo ho fatto la “svedese” nell’area pedonale in piazza Sergels Torget, nel cuore
della moderna Stoccolma, sedendomi, insieme ad altre persone locali, davanti alla onnipresente
fontana con l’obelisco di vetro, il Kristallvertikalaccent, alto ben 37 metri, ho così goduto del
caldo emanato dai raggi del sole… qualche nuvola ogni tanto rovinava il tepore, ma scompariva in
fretta, quasi scusandosi per aver dato fastidio.
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Poi ad un’ora stabilita mi sono diretta all’isoletta di Skeppsholmen, sul lago Saltsion, per
vedere la famosa “Chapman”, la nave da guerra della marina svedese, ancorata nelle acque
dell’isola e trasformata in un bell'ostello della gioventù.
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Mi è piaciuto guardare quella nave, prima
dall’esterno e poi salire a bordo… era
incredibile sia per le dimensioni sia per le
storie legate alle imprese militari di re
Carlo XII che riusciva a farmi
immaginare.
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Mi sono seduta a poppa ed ho ammirato le
case in legno che si riflettevano
occhieggiando, nell’acqua dei canali, che
scintillava come cristallo al di là delle
case, le isole dell’arcipelago che non
davano l’idea di essere isole dato che i
ponti che le univano erano infiniti,
collegati gli uni agli altri… provavo
emozione e piacere, una specie di
gratitudine per la bellezza che mi
circondava.
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I giorni passavano veloci ed io stavo
accumulando
un
mare
di
belle
esperienze, tra queste ricordo con
piacere, in una mattinata all'inizio
caratterizzata da un freddo polare, la
crociera
attraverso
il
fantastico
paesaggio delle isole ed isolette attorno
alla città.
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Ora che tutto è trascorso e mi trovo a
raccontare…
mi
è
quasi
difficile
esprimere le varie sensazioni provate
durante quella navigazione.. sono passata
dallo stupore alla gioia, dall’emozione alla
curiosità, all’entusiasmo, al piacere
epidermico di sentire l’aria frizzante che
mi accarezzava mista al calore di qualche
sparuto raggio di sole che faceva capolino,
timido, tra le nuvole.
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Procedendo verso il Baltico gli isolotti aumentavano immersi nel verde della rigogliosa
vegetazione.. spezzati ogni tanto dalle colorate casette-cottage che spuntavano qua e
là… erano piccole e solitarie, allegre e colorate, avevano tutte una darsena dove erano
attraccate le barche.
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Immaginavo chi potesse abitare in un luogo così sperduto.. certamente persone amanti
della natura, anime sensibili e un po’ solitarie…
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...ogni tanto incontravo velieri, navi da crociera come la mia, motoscafi che correvano
velocemente lasciando nell’acqua una lunga bianca scia, barcarozzi da pesca… tutti si
muovevano in totale libertà in quel mondo di verde sperduto, dove però non ci si sentiva
soli, perché la natura avvolgeva ogni cosa.. cullava e teneva compagnia!
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La memoria delle parole si perde, ma non le emozioni vissute che rimangono impresse più a lungo.
Stoccolma è una città unica, straordinaria, che emoziona sempre, è una delle capitale europee
che più amo e che non mi stancherei mai di visitare.. si respira un’aria romantica, anche quando il
freddo pungente e la neve offuscano i contorni, ma quando poi il sole splende alto nel cielo la città
diventa un sogno, illuminata dalle luci e dai colori di un paesaggio di straordinaria intensità…