DOCUMENTO UFFICIALE PROPOSTA FORMAZIONE DANZA

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DOCUMENTO UFFICIALE PROPOSTA FORMAZIONE DANZA
DOCUMENTO
CHE RACCOGLIE LE ISTANZE
CIRCA LA FORMAZIONE NELLA DANZA CONTEMPORANEA IN ITALIA
E IL RICONOSCIMENTO DELLA FIGURA DELL’INSEGNANTE
DI DANZA CONTEMPORANEA (e non solo) IN ITALIA
Promotori:
NICOLETTA CABASSI
danzatrice, coreografa, insegnante danza contemporanea e classica (per danzatori contemporanei) direttrice
Compagnia Lubbert Das
SIMONA LISI
danzatrice, coreografa, insegnante danza contemporanea, Dottoressa in Filosofia, PG Degree Choreography
L.C.D.S. (London)
Firmatari (in ordine alfabetico) :
CHIARA ALBORINO
danzatrice, insegnante, coreografa, direttrice di Danza Flux
MARCO VALERIO AMICO
Danzatore, coreografo; diplomato alla Civica Scuola P. Grassi di Milano; direttore compagnia ‘Gruppo Nanou’
MARCO BALDAZZI
docente di danza e coreografo, dir. artistico Compagnia SismaTD – ‘Rimini in Danza’ - Arabesque Dance Center
ELISA BARUCCHIERI
Danzatrice, coreografa, direttrice Compagnia artistica ResExtensa, bachelor of Arts in Dance, Middlebury
College (USA)
STEFANIA BENEDETTI
Danzatrice, Coreografa, Insegnante di tecnica contemporanea e classica, diplomata alla Folkwang-Hochschule di
Essen-Werden (Germania)
GABRIELLA BORNI
Danzatrice, Diplomata presso A.N.D. di Roma, Coreografa/Regista, Docente presso il Centro Sperimentale di
Cinematografia e presso il Centro Internazionale la Cometa (Roma).
EMMA CIANCHI
Danzatrice, coreografa, insegnante danza contemporanea, direttrice artistica Artgarage e Borderline danza
FRANCESCA CINALLI
Danzatrice, coreografa, insegnante di danza contemporanea, attestato IAT-Gong Scuola Biennale di danza,
teatro e musica delle Culture e dei Popoli, membro della Compagnia Tecnologia Filosofica (Torino)
LIA COURRIER
Danzatrice, insegnante danza classica per danzatori contemporanei
CINZIA DE LORENZI
danzatrice, coreografa, insegnante di danza contemporanea e Danza Sensibile®, direttrice artistica Compagnia
Cinzia Delorenzi
LEONARDO DIANA
Danzatore e coreografo free-lance
ERIKA DI CRESCENZO
coreografa - danzatrice - autrice e regista Compagnia La Bagarre
MARCELLA FANZAGA
Danz’autrice, Performer, Coreografa, Insegnante di Danza Contemporanea, laureata presso S.N.D.O. di
Amsterdam
ROSSANA DAMIANI FILOMARINO
Danzatrice - diploma di laurea di II livello ‘Composizione coreografica’ presso A.N.D. - insegnante e direttrice
del C.S.D.M Centro Studi danza e Movimento (VT)
VALENTINA FRUZZETTI
Danzatrice e direttrice artistica MakTub Noir, compagnia di danzatori (Firenze)
CRISTINA GOLIN
tersi corea, insegnante danza contemporanea, docente per la formazione professionale al BTT, coreografa e ripetitrice presso
il BTT Balletto Teatro di Torino di Loredana Furno
FRANCESCA LA CAVA
Coreografa e Danzatrice; diploma di laurea di II livello in ‘Danza contemporanea’ presso A.N.D; diploma di
laurea al D.A.M.S di Bologna; borsa di studio alla L.C.D.S. (London, UK) - direttore artistico Compagnia
‘Gruppo E-motion’ (L'Aquila)
PAOLA LATTANZI
Danzatrice, coreografa, insegnante di danza; diplomata presso l'Amsterdamse Hogeschool voor de Kunsten
(Dipartimento di Coreografia) -
ROSITA MARIANI
Danzatrice, coreografa, insegnante danza contemporanea, direttrice artistica Lucylab Evoluzioni
MARINA SOLIGON
coreografa, insegnante danza contemporanea, direttrice Ass.ne Diff.ne Danza Gestuale, diplomata I.S.E.F.
GIOVANNA SUMMO
Danzatrice, coreografa, insegnante danza contemporanea, diplomata AND
STEFANIA TRIVELLIN
diplomata alla S.P.I.D. (Scuola Professionale Italiana Danza), danzatrice, coreografa e insegnante di danza
contemporanea
MARIA PIA URSO
danzatrice, coreografa, insegnante danza contemporanea, direttrice Morphè DanzaTeatro (compagnia e scuola)
ELENA VALENTE
Danzatrice, attrice, insegnante di danza classica presso il Teatro Nuovo Torino, attestato di “Specialista in
discipline coreutiche” riconosciuto dall'UE. Membro della compagnia Tecnologia Filosofica
FABRIZIO VARRIALE
danzatore, insegnante, coreografo, direttore di Danza Flux (Napoli)
ROMINA ZANGIROLAMI
danzatrice e insegnante di danza contemporanea, coreografa e direttrice artistica dell'Ass. Cantieri Culturali
Creativi
ROBERTA ZERBINI
formatrice, educatrice, pedagoga della danza contemporanea, danzatrice e coreografa di EkoDanza
In seguito alle consultazioni intercorse tra professionisti italiani (insegnanti e danzatori) in merito al
problema della Formazione Contemporanea in Italia (problema legato alla “questione Danza” su tutto il
territorio italiano) sono state raccolte le seguenti istanze dopo accurata analisi della nostra situazione e in
rapporto alla situazione europea.
Premesso che:
1) è inaccettabile che il percorso formativo contemporaneo sia ancora a tutt’oggi inteso come ciò che è ‘nonclassico’ e dunque venga inteso come settore parallelo e in qualche modo “inferiore” o comunque integrante
al balletto;
2) relativamente al punto 1, una autentica formazione contemporanea necessita di un pensiero filosofico
contemporaneo che regoli il percorso stesso e le discipline che vengono insegnate come curricula di studi;
3) che relativamente ai punti 1 e 2, in Italia è impossibile ricevere una completa formazione contemporanea
su modello europeo ed internazionale. Di fatto la maggior parte degli operatori coreutici contemporanei
(insegnanti, danzatori e coreografi) sono costretti ad andare all’estero per ricevere una formazione adeguata
allo standard europeo e quando tornano in Italia non vedono riconosciuto il loro percorso formativo e
lavorativo seppure importante; inoltre non trovano modo di inserirsi in un contesto adeguato per divulgare e
diffondere le conoscenze acquisite poiché le strutture non sono ricettive ed aperte verso tali linguaggi;
4) in Italia esiste un solo Ente preposto al rilascio di un Diploma riconosciuto dallo Stato, ovvero
l’Accademia Nazionale Danza di Roma, ed è l’unica Istituzione in Italia che dà accesso al lavoro
regolamentato, in riferimento alla scuola pubblica, per quella privata vedi punto 6)
5) in Italia manca un referente istituzionale con cui rapportarsi in materia coreutica;
6) la formazione privata nelle scuole di danza, dove spesso i danzatori trovano una possibilità di lavoro
(precarissimo, selvaggio, e non riconosciuto sul piano fiscale), non ha un Ente di riferimento a sua
regolamentazione, lasciando all’iniziativa personale la decisione di affiliarsi a questo o a quell’Ente, e di
assumere personale non preparato e non titolato con un confusione spesso pericolosa per la stessa utenza;
7) La Danza Contemporanea (e la Danza tout court) non è uno sport e non è assimilabile alle discipline
sportive.
8) siamo consapevoli che l’art. 33 della Costituzione Italiana recita che “l’arte e la scienza sono libere e
libero ne è l’insegnamento” tuttavia per quanto concerne la pedagogia della danza esiste il problema della
tutela della salute e della incolumità fisica, specialmente dei minori;
Premessi questi punti crediamo, come professionisti del settore operanti da più di venti anni nel
territorio nazionale ed internazionale, che non sia più sostenibile operare professionalmente con questi
presupposti in Italia e che sia giunto il momento che il nostro paese si adegui agli standard formativi
europei in materia di danza contemporanea e danza in generale.
In tal senso SI PROPONE quanto segue:
A) Avviare un processo di riconoscimento istituzionale per la figura professionale del formatore in ambito
coreutico, con le specifiche distinzioni (danza contemporanea, moderna, classica, modern/jazz, etc ),
regolamentando tale figura con il rilascio di diplomi di Stato per l’insegnamento da parte di una
Commissione di professionisti riconosciuti del settore a livello europeo (rinominati a rotazione ogni tot di
anni), sul modello francese, che possa valutare i candidati secondo un insieme di requisiti e regole chiare e
condivise dalla comunita’ nazionale ed internazionale della danza (nel sistema francese i cinque settori su cui
i candidati sono valutati sono: 1) tecnica 2) musica 3) anatomia 4) storia della danza 5) pedagogia.
Attraverso questa regolamentazione e questi criteri dovrebbero essere valutati anche i titoli ‘in essere’ e la
professionalità acquisita dal candidato.
B) Ripensamento delle strutture atte alla formazione qualificata di insegnanti e danzatori di danza
contemporanea (e non solo) con la proposta di riformare l’Alta Formazione della Danza Italiana, attivando
una distribuzione geografica ragionata su tutto il territorio nazionale delle sedi formative, con relativo
rilascio di diploma o certificazione analoga riconosciuta dallo Stato Italiano.
C) Regolarizzazione delle normative per l’insegnamento coreutico, sia in campo privato che pubblico (sia
amatoriale che professionale) su modello europeo. In particolare è necessario risolvere il problema in cui si
trovano quelle Associazioni o Enti privati che vogliano aprire una scuola di danza senza doversi
necessariamente affiliare al Coni per evidenti vantaggi fiscali. In questo senso vogliamo dare piena dignità
all’arte della danza che non è assimilabile ad uno sport e chiediamo che le stesse agevolazioni fiscali (di cui
godono le Ass. Sportive Dilettantistiche) siano date anche alle Associazioni Culturali.
Su questi tre principi fondamentali vorremmo instaurare un dialogo con le Istituzioni presenti a questo
convegno (e non solo) per presentare bozze di proposte di Legge ragionate e condivise che tengano conto dei
tanti fattori intercorrenti nel campo della formazione coreutica artistica, in un continuo confronto con i
professionisti che operano nel settore. Se l’arte della danza non viene insegnata con le metodologie
appropriate, tutto il mondo che ruota attorno a quest’arte ne viene danneggiato e questo non è possibile in un
paese europeo come il nostro, dove tanti professionisti seri sono costretti o a lasciare il Paese o a lavorare in
condizioni inaccettabili, al di sotto della sopravvivenza, e con tutele giuridiche inesistenti, con entrate
economiche che non permettono a questi professionisti di vivere con dignità della propria arte, come ogni
paese CHE SI DICA CIVILE dovrebbe invece permettere.
Il Ministero della Cultura francese nella “Charte de l’enseignement artistique spécialisé en danse, musique,
et théâtre”, un testo a dimensione politica e filosofica che riafferma la fondamentale importanza della
formazione artistica, esprime queste parole che vorremmo fossero prese ad esempio dalle istituzioni del
nostro Paese ma da cui ci sembra di essere molto lontani:
« La formation artistique est le premier vecteur de la démocratisation culturelle » qui « permet de former le
sens esthétique et de développer la sensibilité et l’éveil à travers la rencontre de l’imprévu, le plaisir de
l’expérimentation, la connaissance d’oeuvres de référence. La formation artistique est reconnue
aujourd’hui comme constitutive de l’éducation des enfants et des jeunes. Elle participe à la formation de leur
personnalité, développe leur culture personnelle et leur capacité de concentration etde mémoire.
Elle prépare ainsi les jeunes à tenir un rôle actif dans un espace de vie en constante mutation en confortant
l’intuition de l’échange et la réalité de la pratique collective ».
Approfondimenti relativi ai punti da 1 a 8 e A – B - C:
A:
A a) A tutt’oggi non esiste uno sbarramento oggettivo che impedisca a chi non è professionista di insegnare;
CHIUNQUE può aprire una struttura e insegnarvi all’interno e CHIUNQUE può collaborare con Centri di
Danza. In assenza di una Legge che regoli l’insegnamento vale l’autovalutazione o la valutazione soggettiva
del singolo ente, che NON può essere, ovviamente, un criterio oggettivo.
Da non trascurare il fatto importantissimo che, trattandosi di insegnamento coreutico (sia esso danza
contemporanea o altro), abbiamo a che fare con la tutela dei minori e la tutela della loro salute. A maggior
ragione che in altre discipline artistiche, serve dunque una normativa che impedisca a chiunque di poter
operare malamente sulla crescita dei ragazzi.
Per chi già lavora nel settore da anni, sarebbe da operare una sanatoria che preveda un esame o analisi della
documentazione dell’attività svolta fino ad ora, valutazione che dovrebbe essere effettuata da parte della
suddetta Commissione.
Ipotesi: si potrebbe forse costituire un Albo Professionale di insegnanti con o senza diploma a cui attingere
per qualsiasi tipologia di insegnamento, pubblico o privato, basilare o di perfezionamento; tale Albo
ovviamente dovrebbe essere sotto il vaglio di suddetta commissione neo-costituita (si veda sopra) che
stabilirebbe i requisiti su base curricolare. In tal senso si avrebbe: 1) riconoscimento del docente 2)
riconoscimento della qualità dei percorsi formativi ed artistici 3) automatico e conseguente riconoscimento
delle strutture operanti.
A b) relativamente al problema del riconoscimento (sotto ogni punto di vista) della figura del docente di
danza (sia esso contemporaneo oppure no): Il MIBAC può occuparsi solo del perfezionamento professionale.
Il MIUR non può essere referente poiché le scuole private on mirano ad una parificazione. E anche questo è
uno dei motivi per cui i docenti di danza non hanno alcun tipo di contratto nazionale di riferimento.
B:
B a) trattasi di Diritto allo Studio, principio democratico tutelato anche dalla Costituzione Italiana e pari
opportunità – se invece lo Stato autorizza un monopolio nel settore ed obbliga a dover andare e stare per
diversi anni a Roma per conseguire un Diploma, viene meno il suddetto diritto e il suddetto principio. Ecco
perché riteniamo giusto e necessario (e appunto democratico) l’attuazione di una distribuzione geografica
ragionata di analoghi organismi autorizzati a preparare per rilasciare Diplomi di Stato. E’ di fatto
impensabile che un’unica sede e un unico modello possano bastare alla richiesta di una intera nazione.
Infine, problema strettamente connesso al punto precedente, come è possibile chiedere a tutti professionisti,
magari dopo 20 o 30 anni di lavoro, che facciano 3 anni di abilitazione all'insegnamento fuor sede ?
B b) Una formazione coreutica (come insegnante, come danzatore e come coreografo) deve avere la stessa
dignità e le stesse opportunità di un altro corso di Laurea e come per gli atri indirizzi e Facoltà deve essere
possibile formarsi in più luoghi preposti sul territorio nazionale.
Devono essere insegnate, oltre alle materie tradizionali, pedagogia, fisiologia, anatomia, tecniche somatiche
come Body Mind Centering, Feldenkreis, o altre discipline come Alexander Technique, ContactImprovisation, Floor-work ormai inserite a pieno titolo, al pari delle altre tecniche coreutiche, come piano
formativo nelle maggiori università europee ed internazionali e nei maggiori Centri di Formazione
Professionali di Danza Contemporanea.
C:
C a)Tutte le scuole di danza private si stanno trasformando in A.S.D., ovvero Associazioni Sportive
Dilettantistiche, facendo dunque capo al CONI e agli Enti di promozione sportiva che da anni hanno ormai
attivato dei famigerati corsi per “istruttori di danza”, anche classica e contemporanea, e che successivamente
promuovono la danza sportiva in Italia. Questa prassi è altamente offensiva per chi si è formato seriamente
come danzatore ed è un serio professionista, è offensiva nell’assimilare l’arte allo sport, e infine offensiva
per l’utenza che ha il diritto sacrosanto di poter distinguere tra arte e sport e il diritto di avere dei docenti
preparati e non improvvisati.
Tutto questo in conseguenza del fatto che un’associazione sportiva (regolata dagli articoli 36 - e seguenti del Codice Civile) è il tipico strumento utilizzato per svolgere attività sportiva dilettantistica. Le ragioni di
questa scelta sono essenzialmente di due tipi: maggiore semplicità ed economicità nelle fasi di costituzione e
gestione e significativi vantaggi fiscali. Con riferimento a quest’ultimo punto, è da sottolineare come, fino
all’emanazione della legge 289/2002, la possibilità di usufruire del regime fiscale agevolato previsto dalla
legge 398/1991 fosse riservato alle associazioni. In seguito all’emanazione della legge sopra citata, invece,
l’agevolazione è stata estesa anche alle cooperative e alle società di capitali costituite per svolgere attività
sportive dilettantistiche senza scopo di lucro. La figura associativa costituisce però ancora oggi il riferimento
assolutamente prevalente nel mondo sportivo dilettantistico. In merito a questo il Coni invita le associazioni
no profit a diventare ASD per i fini sopra elencati, cosa che assolutamente fa rientrare erroneamente la
DANZA nella definizione di PRATICA SPORTIVA DILETTANTISTICA e il termine ‘dilettantistico’ è di
per sé deleterio se pensiamo di fare valere il concetto di danza come PROFESSIONE !!
Inoltre si stanno legittimando erroneamente numerosi Enti sportivi ad occuparsi della suddetta ‘formazione
per insegnanti di danza’: cosa gravissima. I vari comitati sportivi si arrogano, di fatto, il diritto di rilasciare
attestati riconosciuti dal Coni in brevi seminari. In realtà le scuole affiliate al Coni e costituite in ASD ma
che non esercitano “danza sportiva” sarebbero fuori legge. Ora come controllare ogni singola attività? Come
conciliare quelle Ass. costituite in ASD che poi invece emanano, come presunte Compagnie professionali,
agibilità Enpals?
Infine non tutti gli allievi devono per forza diventare dei futuri danzatori ma tutti gli allievi hanno uguale
diritto ad avere insegnanti preparati e NON dal Coni.