Dicembre 2014 - Banca d`Alba
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Dicembre 2014 - Banca d`Alba
Dicembre 2014 La rivista dei Soci di 5 7 La rivista dei Soci di Banca d’Alba Anno VI - n. 13 - Dicembre 2014 8 Comitato editoriale: Riccardo Corino, Pietro Ramunno, Paolo Taricco Hanno collaborato: Bruno Gambarotta, Sergio Miravalle, Gabriele Pieroni 5 8 Registrazione presso: la Cancelleria del Tribunale di Alba n° 3/97 del 6 marzo 1997 Registro Periodici Realizzazione grafica, Dtp e Stampa: L’Artigiana - Alba La rivista viene stampata in 48.000 copie e inviata omaggio a tutti i Soci di Banca d’Alba Cento Torri lascia agli Autori la responsabilità delle opinioni espresse negli articoli firmati 10 29 22 18 Questo numero è stato chiuso in redazione il 18 novembre 2014 Stampata su carta prodotta nel rispetto dell’ambiente In copertina: In copertina: I Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato riconosciuti dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità Pronti... Partenza... Via! 16 Noi ci siamo! 26 30 Vino: la strada è l’export 19 Giovani Soci a RuotaLibera 20 Aneurisma: screening in piazza 21 Un anno insieme alla Fondazione Banca del Canavese La Collina degli Elfi, il luogo dell’anima 22 24 Soci & Territorio 10 18 Immagini di: Alberto Peroli, Andrea Muti, Claudio Mainini, Cristi Serban, Ecomuseo della Pietra da Cantoni, Enzo Massa, Francesco Bedini, Giulio Morra, iStock Photo, Mauro Rosso Realizzazione editoriale: Well Com - Alba Un aiuto concreto al nostro territorio di Felice Cerruti Direttore responsabile: Roberto Fiori Direzione, redazione, segreteria: Banca d’Alba Via Cavour, 4 - 12051 Alba (CN) Tel. 0173 659.303 Fax 0173 659.333 [email protected] Partire e saper ripartire 23 In viaggio con l’Ufficio Soci 24 Pasqua in Medio Oriente 26 Nell’Olimpo del vino 29 Il taccuino di Sergio e Carla Naretto Ricordi d’infanzia seguendo il fiume Tanaro di Bruno Gambarotta 30 Volevo fare il camionista, ora guido il Piemonte Intervista a Sergio Chiamparino 32 Soci & Cultura 34 Lettere & Commenti Partire e saper ripartire E ra il 5 e 6 novembre di 20 anni fa quando il territorio del Sud Piemonte fu devastato dalla terribile alluvione. Dopo tre giorni di nubifragio, il Tanaro crebbe a livelli spaventosi e si creò una gigantesca onda di piena che devastò decine di centri abitati da Ceva ad Alessandria, portando via ponti, strade, caseggiati. Contemporaneamente, anche il torrente Belbo e molti altri rii minori esondavano. Un evento eccezionale con un bilancio gravissimo: 70 morti, 2226 sfollati e diversi milioni di euro di danni. Ma ci fu la forza di reagire: centinaia di volontari provenienti da tutte le regioni si misero insieme con gli alluvionati, spalla a spalla, spalando acqua, fango e detriti. Straordinarie storie di solidarietà e di coraggio che testimoniarono quei momenti così drammatici e diedero l’impulso per una nuova ripartenza. Ecco allora che diventa ancora più significativo, in questo numero di Cento Torri, accostare il ricordo dell’alluvione del 1994 alla capacità di creare nuove occasioni di crescita e sviluppo raccontando l’universo delle startup, ovvero delle idee brillanti che cercano di diventare imprese solide e redditizie. Perché anche (e soprattutto) in un momento di crisi, c’è spazio per la creatività, lo spirito d’iniziativa e la volontà di mettersi in gioco. Ma ci sono anche altre ricorrenze che vengono ricordate nelle pagine che sfoglierete: il traguardo di Patrimonio dell’Umanità ottenuto dai paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e i primi vent’anni di vita della Fondazione Banca d’Alba Onlus, diventata un’istituzione preziosa per tutti i Soci e per il territorio di riferimento. A questo compleanno abbiamo dedicato uno spazio speciale, per raccontare la storia, il presente e il futuro di un’istituzione in costante crescita. Enzo Massa, l’alluvione del 1994 ad Alba Buona lettura. 7 Un aiuto concreto al nostro territorio C Giorgio Faletti, Bottiglia d’Artista, 2012 ari Soci, il periodo natalizio è da sempre un momento particolare per i significati che porta con sé: si rafforza lo spirito di coesione della famiglia e idealmente anche quello della nostra grande comunità dei Soci. Natale significa anche fare il punto di quanto raggiunto nell’anno che sta per terminare e prepararsi a un nuovo inizio. È continuato ad aumentare il numero di nuovi Soci (2.500 nuove entrate nel 2014). I nostri Centri medici hanno operato a pieno regime (116.000 visite e terapie totali erogate nell’anno), con l’opportunità da quest’anno di usufruire anche di un secondo ciclo per Voi e per i Vostri famigliari diretti. Sempre molto attivo il nostro Ufficio Soci, con l’organizzazione di gite (oltre 2.000 partecipanti) e prenotazioni in strutture sanitarie in caso di particolari malattie gravi, oltre che con l’organizzazione di soggiorni di lavoro e studio in Inghilterra. All’appuntamento di fine anno, Banca d’Alba si presenta con un esercizio in salute che ne attesta e rafforza la solidità: gli oltre 8 miliardi di euro di volumi e gli oltre 320 milioni di patrimonio sono numeri che devono trasmetterVi le necessarie garanzie sul ruolo che la Vostra Banca sta svolgendo e svolgerà per il territorio. Oltre ad accantonamenti prudenziali sui crediti, a tutela in primis di Voi e di tutti i risparmiatori, Banca d’Alba ha conseguito un utile nettamente superiore allo scorso esercizio, destinato a incrementare il patrimonio e la solidità della Banca, creando i giusti presupposti per immettere sul mercato nuovi finanziamenti. Infatti, in questo momento particolarmente delicato di Felice Cerruti Presidente di Banca d’Alba BANCA D’ALBA SI PRESENTA ALL’APPUNTAMENTO DI FINE ANNO CON UN ESERCIZIO IN SALUTE CHE NE ATTESTA E RAFFORZA LA SOLIDITÀ per l’economia, il ruolo di una banca locale e cooperativa come la nostra è quello di anticipare le soluzioni per supportare il territorio, senza esimersi dal vivere questa difficile situazione al fianco di Voi Soci, delle Vostre famiglie e delle Vostre aziende che da sempre ripongono una grande fiducia in Banca d’Alba. Questa proattività si traduce nel metterVi nella condizione di avere maggiore coraggio e fiducia per investire nel futuro. Il nostro territorio ha saputo reagire e superare vent’anni fa il dramma dell’alluvione, e sono certo che saprà superare anche questo difficile momento economico. La nostra Banca sarà sempre al fianco delle imprese e dei cittadini. Per le piccole e medie imprese locali di tutto il territorio in cui opera, Banca d’Alba sta facendo appieno la sua parte e a settembre ha deliberato un plafond di cento milioni di euro di nuovi finanziamenti a tasso agevolato per lo sviluppo dell’economia reale. È un importo consistente, in buona parte già erogato, che è stato messo al servizio di tutte le aziende che vogliono investire: piccole e medie imprese, artigiani, commercianti, professionisti, agricoltori; servono per l’acquisto di nuovi macchinari, l’ammodernamento di locali, l’ampliamento dell’attività, il ripristino del magazzino. E ci auguriamo che possano servire anche per investimenti più qualificati, come l’innovazione, la ricerca, l’internazionalizzazione, elementi che aiutano le aziende a emergere in questa fase selettiva del mercato. Per le famiglie, invece, Banca d’Alba è intervenuta per supportare i progetti di acquisto o ristrutturazione della casa, oppure quelli di riqualificazione energetica, con condizioni eccezionali (addirittura migliorative rispetto al passato) che si uniscono alle agevolazioni fiscali previste dalla legge. Questo è il nostro modo di fare Banca: servire con professionalità e passione Voi Soci, ascoltando i Vostri progetti per cercare il modo migliore per supportarVi e continuare tutti insieme a guardare positivamente al domani, anche alla luce dei recenti segnali positivi che il mercato sta fornendo. Siamo a Natale e il mio pensiero, unito a quello del Consiglio di Amministrazione e di tutte le 460 risorse di Banca d’Alba, va a tutti Voi, alle Vostre famiglie e alle Vostre attività, nella speranza che trascorriate serenamente le feste e siate pronti insieme a noi a guardare con fiducia al futuro. SOCI&TERRITORIO 9 IVREA SPORT ALBA LA CORSA NEL DNA Ha cominciato a correre nel 1973, a 13 anni, e non si è ancora fermato. Nel senso che, a oggi, ha ancora entusiasmo ed energie per cimentarsi sulla distanza, tanto da vincere, lo scorso 2 novembre, a Macerata, la mezza maratona nel 40° Campionato italiano interbancario e assicurativo. “La corsa, così come lo spirito competitivo, ce l’ho nel Dna – racconta Pieraldo Scoffone, Socio di Alba e dipendente della filiale di Mussotto –: mio padre, prima di me, correva negli anni Trenta. Andava a Torino a piedi, per poi gareggiare! Quanto a me, ricordo l’edizione numero uno della Marcia dell’Avis: 21 km, faticosissimi, di corsa in collina, con tutta l’inesperienza di un ragazzino. Per due settimane ho avuto le gambe come due pali!”. Adesso, tesserato per la Brancaleone di Asti, ha all’attivo tre maratone, con un record personale di 2 ore e 35 minuti. TORINO A sinistra: il busto di Cavour realizzato da Mastro Alfa Le ceramiche di Mastro Alfa S e avete acquistato una riproduzione d’arte (non chiamateli souvenir!) al Museo Egizio di Torino, alla Venaria, a Stupinigi o al Forte di Bard (solo per fare qualche esempio in zona), ci sono buone probabilità che a realizzarla sia stato Domenico Franco, Socio di Ivrea. Da quasi 40 anni, infatti, dopo il diploma presso l’Istituto d’Arte “Felice Faccio” di Castellamonte, Mastro Alfa – questo il nome d’arte con il quale è conosciuto – ha cominciato a lavorare la ceramica e il vetro artistico, ottenendo dalla Regione Piemonte il riconoscimento di eccellenza artigiana. Le sue creazioni – frutto del lavoro che svolge nel suo laboratorio, Alfa Design, in via IV Martiri 15, a Ivrea – sono in vendita presso gli shop di importanti musei, italiani così come internazionali. L’opera che più gli ha dato soddisfazione? “Un lavoro di qualche anno fa, per il Museo diocesano di Susa: una riproduzione del Trittico del Rocciamelone, che mi ha impegnato per diversi mesi. E anche un busto di Cavour, con il quale ho vinto il primo premio a un concorso organizzato dalla Confartigianato di Torino in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia”. Sotto: Giovanni Bosio sul Monte Rosa A sinistra: Pieraldo Scoffone CANALE Per altri occhi A 32 anni è diventato cieco a causa di un malattia: sono passati oltre 30 anni, ma oggi Giovanni Bosio ha energie da fare invidia a molti giovani, e si è reso protagonista di imprese davvero eccezionali. Imprenditore con i fratelli, a Canale, in un’azienda che vende materiali edili, è presidente delle associazioni Handarpermare, nata nel 2004 a Imperia, per dare la possibilità ai disabili di veleggiare in autonomia, e Canale Ecologia, che si occupa di ambiente e tutela del paesaggio. Non è tutto. Giovanni è stato anche uno dei dieci protagonisti di Per altri occhi, il film documentario realizzato da Silvio Soldini per raccontare l’universo dei non vedenti. E, per non farsi mancare nulla, nel tempo libero – dopo aver sperimentato lo sci – si è dato alle scalate in montagna, raggiungendo la Capanna Margherita a quota 4.554 metri sul gruppo del Monte Rosa. “Era un sogno che avevo fin da ragazzo. Ramponi ai piedi, camminando sul ghiaccio… non nascondo che è stato faticoso, ma ne è valsa la pena: arrivati in cima, sembrava di essere in un sogno”. Abitare nel Terzo Millennio N el cuore di Mirafiori Sud, a Torino, sta sorgendo “CasaZero”, un edificio con caratteristiche da primato per innovazione progettuale e tecnologica: sarà il condominio più efficiente, sicuro, ecologico e intelligente di tutta la città. Il nome ne riassume le caratteristiche: zero sprechi di energia, zero emissioni nocive, zero rumori molesti, zero spese inutili, zero barriere architettoniche, zero rischi. “È un’idea abitativa che cambia il modo di vivere la casa – spiegano i titolari della Gipa, Socia di Magliano Alfieri, gli imprenditori che stanno dietro In più produce corrente elettrica e conserva l’acqua piovana per innaffiare il giardino. A destra: Il rendering di CasaZero A sinistra: Simona Calabrò all’opera Sotto: Alberto Francone in gara SAN DAMIANO D’ASTI NEIVE Creatività a 360° Il chimico di ferro L’ I ultima frontiera sono le bomboniere. Prima sono arrivati i piccoli lavori di restauro, la creazione di librerie partendo dalle cassette della frutta e di lanterne usando burnie, l’oggettistica in stoffa, il cake design. Prima ancora, le creazioni con la pasta di fimo. Proprio da qui comincia, una decina d’anni fa, l’attività di Simona Calabrò, 32 anni, Socia di San Damiano d’Asti. Laureata in Scienze Politiche, prossima al secondo titolo in Scienze Infermieristiche, in attesa di trovare un impiego in ambito sanitario, insieme ALASSIO IL DIAVOLO IN CUCINA La popolarità è arrivata con la celebre trasmissione televisiva Hell’s Kitchen, cui ha partecipato questa primavera (classificandosi seconda), ma la passione per i fornelli ha radici ben più profonde. Sybil Carbone, 34enne Socia di Alassio, ha aperto “Papei da Turta” quasi quattro anni fa, in via Volta 32. “Per far funzionare un ristorante servono impegno e passione. Noi abbiamo cominciato con una friggitoria, offrendo anche una piccola selezione di vini del territorio: col tempo è diventata praticamente un’ossessione… Pochi mesi fa abbiamo rifatto completamente il locale, sia a livello di struttura che nella cucina proposta, più creativa, contemporanea al progetto –. Tutto è stato pensato e realizzato per il benessere delle persone e dell’ambiente”. Qualche esempio? CasaZero è in classe A+ ed è dotata di un sistema di riscaldamento e raffrescamento autonomo con filtraggio dell’aria. Non usa il gas metano (quindi non ci sono pericoli di esplosioni) ed è progettata secondo criteri antisismici all’avanguardia. e concettuale”. Come la rivisitazione del suo piatto preferito, il classico coniglio alla ligure. “Mi ricorda l’infanzia, mio nonno in particolare, quando si cucinava insieme. Ho reinventato il piatto, e da secondo è diventato un primo”. Progetti futuri? Dopo il riconoscimento della Guida de L’Espresso, il sogno è la Stella Michelin. all’amica Maria Luigia Ramundo ha dato vita alla pagina Facebook “Creando idee”, dove è possibile ammirare le loro produzioni. “È nato tutto per caso, curiosando su eBay alla ricerca di orecchini particolari, a forma di dolce – commenta Simona –. Li ho acquistati, ma visti i prezzi elevati, ho poi pensato di potermi cimentare in prima persona. Ho cominciato così, e ancora oggi è un hobby, limitato ad amici e conoscenti, che però ci sta regalando davvero un sacco di soddisfazioni: a Natale saremo ad Asti, per i mercatini”. mmaginate di nuotare per 1,9 km, quindi inforcare la bici e pedalare per altri 90 km, infine correre per ulteriori 21,1 km, la distanza di una mezza maratona: decisamente un’impresa per uomini di ferro. Fra di loro c’è anche Alberto Francone, neivese di 33 anni, di professione chimico, per passione triatleta. Alberto è stato protagonista dell’impresa nel settembre di quest’anno a Lanzarote, nell’Iron Man 70.3 disputatosi alle Isole Canarie. “Ho cominciato tre anni fa, per uno scherzo di alcuni amici spagnoli che ero andato a trovare a Madrid. A sorpresa, mi avevano iscritto a una gara… Da lì è nata la passione per il triathlon. Ora mi alleno tutti i giorni, almeno per un’oretta, lasciando al weekend i ‘lunghi’. Ho scoperto che non è un semplice sport, ma uno stile di vita, che richiede tanto sacrificio, ma regala grandi soddisfazioni”. Il momento più bello? “Sarà quello in cui riuscirò a tagliare il traguardo di un Iron Man completo: l’obiettivo è Klagenfurt, in Austria, a giugno del prossimo anno”. Pronti... Partenza... Via! AVVIARE UN’IMPRESA, OGGI, È PIÙ SEMPLICE CHE IN PASSATO. VIAGGIO NELL’UNIVERSO DELLE STARTUP P er quanto sembri impossibile, la Nutella non esiste in natura: prima che divenisse un’icona a livello mondiale, esistevano distese di nocciole e semplice cacao. E la prima sede della Apple, colosso che ha rivoluzionato il nostro rapporto quotidiano con la tecnologia, era in un garage californiano dove parcheggiavano l’auto i genitori di un visionario che avrebbe cambiato il corso della storia. Michele Ferrero e Steve Jobs, per fare due nomi, sono la prova che trasformare un’idea brillante in business è un’operazione tutt’altro che impossibile. Non vuol dire che sia facile: nell’universo delle startup (questo il nome con il quale si identifica la fase iniziale per l’avvio di una nuova impresa) c’è il rischio di perdersi: per convertire l’intuizione iniziale in realtà di mercato, infatti, sono diversi i passi da muovere, ed è bene compierli nel giusto ordine. Innanzitutto, serve un’idea. Una buona idea. Creatività, spirito di iniziativa e volontà di mettersi in gioco sono caratteristiche fondamentali per chi sceglie di avviare un’attività. Ma non bastano. Prima di partire con una startup, il futuro imprenditore deve valutare attentamente la validità e l’attuabilità del suo progetto attraverso un dettagliato piano strategico d’impresa, il cosiddetto business plan, che deve tener conto del mercato e della concorrenza. Quindi occorre trovare i giusti finanziamenti, investitori privati o pubblici che credano nell’idea, andando a scandagliare le opportunità fornite dai finanziamenti dell’Unione Europea, particolarmente attenti all’innovazione. A questo punto, si è pronti per partire. E non esistono solo le startup innovative. Che si tratti di una ditta individuale, di una società di persone e di capitali o di una cooperativa, che si tratti di un’impresa del tutto nuova o di un’azienda che sta affrontando un passaggio generazionale, sono diverse le formule che rientrano nella dicitura di startup. Di seguito vi raccontiamo le storie di sei giovani Soci di Banca d’Alba. E a chi, come loro, volesse lanciarsi nel mondo dell’imprenditoria, Banca d’Alba ha dedicato il servizio BuonaImpresa!, il cui compito è proprio quello di supportare le giovani aziende, seguendole nella fase di avvio. ECONOMIA&TERRITORIO D ici “startup” e subito pensi all’elettronica. Non solo. Ne è la prova l’azienda agricola di Andrea Amerio, 31enne Socio albenganese, maturità classica, che a marzo di quest’anno ha avviato una ditta individuale dando continuità all’azienda agricola di famiglia, dedita alla coltivazione di frutti oleosi e di piante aromatiche da taglio. Da allora ha ripristinato quasi 2 ettari di uliveto, iniziato i lavori per una vasca di raccolta dell’acqua piovana e la canalizzazione della stessa, realizzato un impianto di irrigazione a goccia, impiantato e messo a dimora piante aromatiche destinate al taglio, in particolare rosmarino. Con un sogno nel cassetto: realizzare un frantoio e un laboratorio A Torino, in via Baretti 28/c, dallo scorso luglio ha aperto un’attività il cui nome è tutto un programma: “Teste di Rapa”. “Nella nostra gastronomia serviamo cucina vegana 100% vegetale: offriamo un cibo diverso, artigianale e salutare poiché privo di grassi animali e conservanti, cercando di unire l’innovazione della cucina vegana alla scelta di prodotti locali e di stagione”, raccontano Federico Alessandria, classe 1984, di Alba, ed Emanuele Novo, classe 1981, di San Rocco di Montà, Soci di Banca d’Alba. Emanuele è perito elettrotecnico, Federico ha in tasca un diploma di scuola alberghiera. 13 ALBENGA Agricoltura eroica di confezionamento e vendita di prodotti tipici nella zona di Balestrino e nell’entroterra di Albenga. “Il mercato del lavoro, oggi molto incerto, non offre alcuna sicurezza, in alcuni casi nemmeno prospettive. L’idea di startup nasce in un contesto creativo dove chi si mette in gioco raccoglie le energie e le condizioni per essere datore di lavoro di se stesso. Mi sono guardato intorno e ho visto un territorio ferito, di cui prendermi cura, ma capace ancora di dare prodotti eccellenti e opportunità di guadagno, per me e non solo! Tornare a lavorare zone impervie, fatte di saliscendi, terrazzamenti realizzati con fatiche immense nel corso dei secoli, significa voler ripartire. È un ritorno alla terra, la stessa terra che ha prodotto e offerto ricchezza e sviluppo alle generazioni precedenti”. Con rinnovate prospettive, però. “L’idea di base della mia impresa è quella di dar vita a un’attività lavorativa che, nel solco della continuità TORINO Teste di rapa Oggi che il mercato del lavoro vive momenti di grande incertezza, e il mito del “posto fisso” non esiste più, chi vuole emergere deve percorrere strade alternative. Per questo, dopo diverse esperienze nel passato lavorativo, entrambi sono andati all’estero, per vedere altre realtà. Lì hanno incrociato il mondo vegan. “Il business dell’alimentazione consapevole è in crescita, e questo è certamente un bene. L’impresa, però, è nata seguendo la nostra filosofia di vita: abbiamo notato che per noi A lato: Federico Alessandria ed Emanuele Novo familiare e delle tradizioni contadine locali, possa coniugare l’esigenza di produrre reddito con quella di salvaguardare un territorio fragile e da troppi trascurato. Sono tristemente attuali le vicende di dissesto idrogeologico che non solo deturpano il territorio, ma fanno vittime e azzerano intere realtà imprenditoriali”. Queste ultime, tuttavia, necessitano di tecnologia e investimenti. “Perché un giovane possa avviare un’attività è essenziale il ruolo degli istituti di credito, meglio ancora se a stretto contatto con le realtà territoriali. Banca d’Alba ha sostenuto il mio progetto consentendomi – insieme ai contributi dell’Unione Europea, attraverso il premio di insediamento di giovani agricoltori contenuto nel PSR, il Piano di Sviluppo Rurale – di acquistare nuove attrezzature e macchinari e di dare concretezza al mio progetto”. A lato: Andrea Amerio S tudiare, lavorare, investire. Si può riassumere con queste tre semplici parole la filosofia alla base della startup di Luigi Minasso, Socio di Alba, residente a Govone. Trent’anni, laureato summa cum laude in Economia presso l’Università degli Studi di Torino (ottenendo anche il premio allo studio “Optime” da parte dell’Unione Industriale di Torino), è iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nonché all’Albo dei Revisori Legali. A gennaio dello scorso anno ha dato vita a una società a responsabilità limitata semplificata, sotto la ragione sociale C.E.E.D. S.r.l.s., acronimo di Centro Elaborazione ed Estimazione Dati, con sede ad Alba, in via Cerrato 1. L’ambito di attività è quello dei servizi nel campo della consulenza fiscale, societaria, commerciale e amministrativa, per realtà imprenditoriali di ogni dimensione. “La mia startup nasce dall’esigenza di mettere alla prova tutte le capacità che penso di aver acquisito negli anni di studio, lavoro e pratica. Sentivo il bisogno di intraprendere una nuova ALBA Ceed ha i numeri giusti strada, creando qualcosa di mio: sicuramente un percorso più impervio e difficile, ma in grado di regalare enormi soddisfazioni. Devo ringraziare Banca d’Alba, che grazie alla lungimiranza della direttrice che ad oggi mi assiste, mi ha concesso le finanze necessaria per aprire l’attività, dall’arredamento fino ai computer”. Come sta andando l’avventura? “I primi mesi non sono stati semplici: il peso della responsabilità, sia lavorativa, sia nei confronti di chi mi ha sostenuto, ha messo a dura prova la mia decisione. Ma la crescita e la qualità del lavoro, che giorno dopo giorno aumentavano, mi hanno permesso di affermare la fiducia in me stesso e restare sul mercato. Ho avuto lungimiranza nell’assumere una giovane collaboratrice che giorno dopo giorno mi sostiene e aiuta; ora stiamo valutando di assumere nuove risorse. La mia figura rimane essenziale, in quanto svolgo ancora gran parte del lavoro, dal momento che credo fermamente che l’imprenditore debba essere in prima linea e lavorare duramente, sia per dare l’esempio, sia per ridurre i costi fissi”. Qualche numero? “Il numero che più conta in ogni azienda è solo uno: quello delle ore di lavoro. Se uno ha voglia di lavorare e produrre, non effettua spese che non producono reddito e ha una bassa propensione all’indebitamento, inevitabilmente i numeri dell’azienda saranno buoni e gli utili prodotti andranno ad autofinanziare l’attività”. vegani mangiare fuori casa non è affatto semplice! L’amore per gli animali e la passione per la cucina ci hanno spinto fin qui. Diciamo pure che il lavoro ce lo siamo creato noi, anche se non è stato facilissimo: di sicuro, dobbiamo un grazie di cuore ai nostri genitori!”. Cosa li ha spinti ad avventurarsi in questo progetto? “Ci piacerebbe diffondere il messaggio di un’alimentazione più consapevole, cercare di ridurre l’impatto ambientale e far sapere che un’alternativa esiste. Abbiamo eliminato la plastica e le nostre stoviglie sono compostabili e biodegradabili. Offriamo acqua microfiltrata, gratuitamente. Cerchiamo di proporre ogni giorno una scelta equilibrata per un pasto completo. Si può comporre un piatto con diverse combinazioni di assaggi, anche take away”. Le loro specialità? “I centrifugati di frutta e verdura sorprendono positivamente, poi ci vengono richieste le lasagne in ogni variante. Piacciono molto anche il seitan con mandorle e salsa di soia, le polpette di verdure e le torte salate. Vanno a ruba i dolci e fra tutti il crumble ai frutti di bosco e la torta di nocciole con la nostra tonda gentile”. E per il futuro? “Prossimamente estenderemo l’orario di apertura e aggiungeremo in vendita gadget in materiali eco e personalizzati, in vista del Natale. Ci piacerebbe anche organizzare degli eventi con lo scopo di raccogliere fondi a favore degli animali e dei loro diritti”. Sopra: Luigi Minasso ECONOMIA&TERRITORIO T agesmutter. Non è una parolaccia: in tedesco significa, letteralmente, “mamma di giorno”. È una persona, adeguatamente formata, che offre educazione e cura a piccoli gruppi di bambini, principalmente nella fascia d’età dagli 0 ai 3 anni, di solito presso il proprio domicilio. Rientra nella categoria, pur con significative differenze, che lo rendono più interessante, “Il Bosco Incantato”, la startup costituita a gennaio 2014 da Tatiana Vezzoli, 30enne Socia di Canelli, laureata in Scienze dell’Educazione. Non è ancora mamma, ma sa come prendersi cura dei più piccoli. “Il mio nido familiare nasce in un contesto di tipo abitativo, ma non nella casa in cui vivo. Questo mi ha permesso di realizzare un vero asilo nido in miniatura, all’interno del quale mi è possibile garantire un elevato livello di sicurezza e allestire spazi adeguati per i miei piccoli ospiti. Il clima è quello di una grande famiglia; il numero ridotto di bambini mi permette di seguirli in modo attento e di concedere a ognuno di loro le dovute attenzioni, cosa che in un tradizionale asilo nido, per motivi di rapporti numerici 15 CANELLI Il bosco incantato tra educatori e bambini, non sarebbe possibile”. A chi si rivolge il servizio? “A chi cerca una soluzione alternativa Sotto: Tatiana Vezzoli rispetto al nido tradizionale. Non soltanto a mamme lavoratrici, ma anche a mamme che pur avendo la possibilità di occuparsi dei propri figli desiderano che questi ultimi vivano dei momenti di socializzazione e crescita in uno spazio raccolto e protetto come quello che solo un nido in famiglia può offrire. L’esiguo numero di ospiti fa sì che si riduca il rischio di contagio in caso di malattie e permette a me e di rendere il servizio offerto qualitativamente molto elevato: la cucina fresca ogni giorno, la scelta di non utilizzare cibi preconfezionati, l’utilizzo di prodotti per l’igiene delicati e privi di solfati, l’utilizzo di pannolini in ovatta di cellulosa privi di petrolio e derivati, giocattoli quasi tutti in legno”. Altre particolarità? “Cerco di venire incontro nel modo più flessibile alle diverse esigenze dei genitori: si può scegliere di frequentare l’asilo nido anche solo pochi giorni, o poche ore al giorno. E, sempre pensando alle mamme e ai papà, offro loro la possibilità di concedersi qualche ora di svago come coppia attraverso il servizio ‘Stasera soli’: i genitori possono lasciare i bambini dalle 18,30 alle ore 23 presso l’asilo”. U n messaggio chiaro, deciso, inequivocabile. Una frase che esprime un atteggiamento verso la realtà, un modo di vivere l’esistenza e di affrontare il cammino, a volte tortuoso, della vita: “Niente Paura”. È il nome di un’impresa filantropica che mira a rendere più umano il capitalismo. Che sin dalla sua genesi, e senza la certezza dei capitali che può avere un’azienda già affermata, decide di destinare parte dell’utile netto per il bene comune. Dietro al progetto ci sono tre soci: Luca Zafarana, 22enne Socio di Banca d’Alba di Alessandria, Manuel Giannini e Barbara Benedettelli. Luca ricopre il ruolo di amministratore, Manuel si occupa dello sviluppo commerciale, mentre a Barbara spettano comunicazione e finalità sociale. Completano il team di lavoro un direttore commerciale (a capo di una rete vendita di 50 collaboratori su tutto il territorio nazionale), un responsabile tecnico e una responsabile amministrativa. “Dopo soli 5 mesi, oggi siamo presenti sul mercato con il bracciale ‘Tatù’ in 6 diverse collezioni – spiega Luca –. Abbiamo 800 clienti su tutto il territorio ALESSANDRIA Niente paura nazionale, tra negozi di gioielleria e abbigliamento, una rete vendita che conta 50 collaboratori in tutta Italia e un fatturato di 350.000 euro”. Ma come è cominciato tutto? “L’idea nasce dalla voglia di creare un’impresa di moda che unisca design e creatività Made in Italy alla sensibilizzazione culturale e sociale. Formalmente, la nostra SRL si è costituita il 21 maggio di quest’anno, a Cascinagrossa, nell’Alessandrino, anche se la scintilla che ha dato vita al tutto risale al 1999, quando il padre di Manuel perse la sua azienda orafa. La famiglia si strinse intorno a lui, che con coraggio e dignità li rassicurò dicendo: ‘Niente paura, ce la faremo’. Da quella frase e dall’insegnamento di suo padre è cominciato tutto”. Nel 2013 l’incontro tra Manuel e Luca, a una cena tra amici, e a stretto giro arriva il tassello mancante per completare il puzzle, con l’ingresso di Barbara. Tre storie, tre anime, una visione del mondo, che fa di “Niente Paura” una splendida realtà imprenditoriale, che non è solo un’impresa commerciale. Grande attenzione, infatti, è riservata alla solidarietà. “Essere un’impresa filantropica significa voler fare qualcosa di concreto per cambiare. Significa devolvere, nel nostro caso, il 10% dell’utile netto dell’esercizio a un Fondo di Destinazione Sociale, da cui attingere per versare successivamente un contributo alle Associazioni che si occupano di aiutare le vittime della violenza”. A destra: Luca Zafarana IVREA La birra col g’ddo L a data di costituzione ufficiale è quella del 19 aprile 2012, ma erano anni che Davide Cardini, Emiliano Andreatta e Daniele Bovo accarezzavano il pensiero di produrre una birra artigianale tutta loro. Oggi sono i titolari di “Rabèl – Birrificio del Canavese”: non hanno un locale di tendenza, ma hanno invece deciso di investire sul territorio e sulle sue risorse, fornendo ad attività già esistenti un’ottima birra artigianale. Nel 2014, fatturato (in crescita) di 110.000 euro, 4 referenze (e altre 5 pronte per una graduale immissione sul mercato), 240 ettolitri di produzione, 150 locali serviti, dislocati su tutto il Canavese e su parte del Torinese. Numeri notevoli, che però non dicono tutto. Partiamo dal nome: perché “Rabèl”? “È un termine dialettale che significa ‘chiasso’, ‘baccano’, con accezione legata anche al divertimento. E, a proposito di dialetto, la nostra è ‘La birra con il g’ddo’. Il ‘Ghëddo’ è un termine meraviglioso, di quelli che non si possono tradurre. Per questo spunta sempre fuori, persino nei discorsi più colti. Qualcuno ha provato a definirlo ‘carattere’, ‘mordente’ oppure ‘entusiasmo’, riuscendo solo ad afferrare qualche sfaccettatura dell’espressione. Perché il g’ddo è qualcosa di più: è quel certo ‘non so che’, quel tocco misterioso che non si riesce a spiegare, ma che quando c’è fa la differenza. In meglio”. Come avete cominciato? “Rabèl è l’evoluzione spontanea del nostro hobby di produrre birra per il puro piacere personale. Abbiamo iniziato per scherzo a costruire un piccolo impianto, poi abbiamo cominciato a sperimentare ricette che incontrassero sempre più il nostro gusto. Il bouquet offerto da tutti gli ingredienti e le variabili legate al processo produttivo sono stati la tavolozza sulla quale abbiamo passato interi sabati per almeno 5 anni, alla ricerca del ghëddo”. Con un occhio di riguardo agli investimenti nell’ambito della comunicazione, per velocizzare la conoscenza del prodotto, la loro politica è in stretta correlazione con il territorio, cercando di legare le ricette a prodotti autoctoni per offrire una birra adesa al tessuto culturale canavesano. “Da sempre la nostra sfida è quella di creare buoni prodotti con un prezzo al consumatore competitivo. Ci piacerebbe che la nostra birra diventasse un volano per far ripartire la consapevolezza di un territorio ricco di tradizioni, cultura e potenziale turistico”. A sinistra: Davide Cardini, Daniele Bovo, ed Emiliano Andreatta BANCA&TERRITORIO Cogliere la voglia dei GIOVANI di mettersi in gioco è un seme che va coltivato con cura e risorse. Il nostro scopo è aiutarli a trasformare una nuova impresa in BUONAIMPRESA! BUONAIMPRESA! è un servizio che accompagna le giovani aziende nella fase di avvio dell’attività. Ad oggi sono 41 le startup che quest’anno hanno intrapreso questo percorso con Banca d’Alba, in collaborazione con le principali associazioni di categoria. Comprare casa è il sogno di ogni FAMIGLIA. Quest’anno abbiamo ulteriormente migliorato le condizioni economiche per consentire ai nostri Soci e clienti di avverare questo sogno. Banca d’Alba ha esteso il finanziamento della spesa per l’acquisto della casa sino al 95% e propone condizioni eccezionali per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica, che si aggiungono alle agevolazioni fiscali previste dalla legge. Siamo nati e cresciuti come Cassa Rurale: al SETTORE AGRICOLO dedichiamo tutto il nostro impegno per interpretare le nuove esigenze e offrire gli strumenti adeguati. Per sostenere le tradizionali e le nuove aziende agricole nel loro percorso di crescita. Banca d’Alba è da sempre vicina alle aziende agricole perché ha radici comuni: ne conosce le esigenze e sa offrire soluzioni semplici, tempestive e vantaggiose. Per questo ha riservato i fondi BCE anche per il settore agricolo, garantendo condizioni eccezionali per l’acquisto di attrezzature, terreni o fabbricati, per la ristrutturazione o riconversione dei vigneti, per l’anticipo delle spese annuali dell’azienda. 17 ci s iamo! Noi I l Presidente Felice Cerruti, nel suo saluto a pagina 7, sottolinea l’importanza del ruolo di una banca locale e cooperativa a supporto del territorio nel quale opera, soprattutto in questo momento particolarmente delicato per l’economia. In queste pagine Riccardo Corino e Mario Musso, Direttore e Vice Direttore Generale di Banca d’Alba, evidenziano le principali linee operative adottate per sostenere l’economia locale. Sono sette punti che si integrano e completano tra di loro: finanziamenti alle famiglie e ai giovani, interventi a sostegno delle imprese (con un focus particolare sul settore agricolo e sul mercato estero), costante aggiornamento innovativo e tecnologico, e infine l’obiettivo di incrementare i risultati economici della Banca, finalizzati a rafforzarne la solidità. Sotto, da sinistra: il Direttore Generale Riccardo Corino e il Vice Direttore Generale Mario Musso L’economia del territorio è fondamentalmente sana. Per rilanciare le attività servono sostegno e assistenza: la Banca è il partner di riferimento affidabile per accompagnare le IMPRESE in questo percorso di crescita. Banca d’Alba ha stanziato a settembre un plafond di 100 milioni di euro destinato alle piccole e medie imprese locali, dando un segnale concreto e immediato al mercato: possono usufruirne artigiani, commercianti, professionisti, agricoltori per investimenti per migliorare e rilanciare la propria attività. Le aziende che esportano sono favorite in questa fase molto selettiva del mercato. Il nostro ruolo è mettere la nostra conoscenza e professionalità al loro servizio nelle sfide sul mercato ESTERO. Banca d’Alba ha maturato negli ultimi 15 anni una grande esperienza nel comparto estero, che viene messa quotidianamente a disposizione delle aziende locali per superare i rischi di natura politica, finanziaria e commerciale. Banca d’Alba, collaborando con una rete di oltre 2.400 controparti in 144 paesi, assiste le aziende locali in tutta la filiera con uno staff dedicato e competente. Il rapporto personale con i Soci e clienti, tradizionale per una Banca del territorio, si integra con i nuovi CANALI MULTIMEDIALI, fornendo molte strade di accesso alla Banca in qualunque momento della giornata, garantendo comodità ed efficienza. Banca d’Alba mette a disposizione di privati ed imprese del territorio le più moderne soluzioni a livello bancario internazionale: dalla firma elettronica avanzata con il tablet, alla nuova APP Banca d’Alba Mobile all’internet banking sempre più evoluto, sino alle carte di pagamento con tecnologia contactless RFID e POS virtuali per l’e-commerce. Non ultimo il nuovo sito internet lanciato quest’anno per un approccio molto più dinamico e interattivo con i Soci e la clientela. Nel 2014 la Banca ha ulteriormente rafforzato la presenza sul mercato ed incrementato il proprio patrimonio. Tutti gli indicatori economici sono in aumento: volumi complessivi, raccolta, redditività e solidità. Questi valori forniscono le giuste garanzie per continuare il nostro operato a favore del TERRITORIO. Banca d’Alba chiude l’esercizio in corso con oltre 320 milioni di patrimonio, oltre 8 miliardi di volumi e un utile in netta crescita. Gli impieghi, dopo anni di flessione, hanno iniziato ad aumentare nel secondo semestre del 2014 e questo è un chiaro segnale di ripresa e di voglia di investire nel futuro. R U O TA L I B E R A BANCA&TERRITORIO Vino: la strada è N on è un caso che il simbolo di Banca d’Alba sia un grappolo d’uva, testimonianza di un saldo legame con un territorio caratterizzato da una radicata vocazione vinicola; la tradizione contadina si intreccia con la storia stessa dell’istituto di credito, nato come cassa rurale e artigiana oltre un secolo fa. Ma il vino non rappresenta solo il passato, anzi: l’attenzione al settore è oggi più viva che mai. Prova ne è il fatto che sono due, negli ultimi mesi, i convegni ospitati da Banca d’Alba nella propria sede dedicati all’argomento, negli scorsi mesi di settembre e novembre, organizzati in collaborazione con il consorzio “I vini del Piemonte”. Il primo, intitolato “Come affrontare i mercati esteri con successo”, ha visto oltre un centinaio di produttori gremire la sala di Palazzo Banca d’Alba per il seminario condotto da Michèle Shah, giornalista e critica specializzata nella promozione dei vini italiani sui mercati esteri. “Per avere successo – sostiene la Shah – occorre studiare attentamente ogni singolo mercato che si vuole affrontare, gli usi e costumi dei suoi abitanti, le leggi e le possibilità economiche. IN BANCA D’ALBA, DUE CONVEGNI DEDICATI AI PRODUTTORI VINICOLI E poi non limitarsi a investimenti sporadici: per aprire una nuova frontiera ci vogliono almeno tre anni”. Un esempio? I mercati del Nord Europa, che rappresentano una miniera di opportunità, purché ci si presenti con un’immagine coerente, forti di una buona strategia di marketing e comunicazione, essendo in grado di trasmettere l’identità di questa terra e dei suoi prodotti di eccellenza. Un’altra frontiera è quella dei Paesi asiatici, avendo nel Giappone uno sbocco commerciale già maturo: il focus sulle opportunità di esportare nella terra del Sol Levante ha visto come protagonista il giornalista Isao Miyajima, uno dei massimi conoscitori del mercato nipponico. “Per promuovere i nostri prodotti all’estero è fondamentale la capacità di fare sistema – spiega il presidente del consorzio “I vini del Piemonte”, Andrea Faccio –. Il gioco di squadra rappresenta la filosofia che ispira tutta la nostra attività di promozione sui mercati esteri”. Giovani Soci a RuotaLibera Disegna la tua Expo l’export Dall’alto: Michèle Shah e Isao Miyajima “NUTRIRE IL PIANETA, ENERGIA PER LA VITA”: UN CONCORSO PER LE SCUOLE U n bando di concorso per la selezione di un’immagine capace di raccontare il territorio di Langhe e Roero: Banca d’Alba, in collaborazione con il Comune di Alba, l’Ente Turismo e il Centro Studi “Beppe Fenoglio”, promuove l’iniziativa rivolta alle scuole di primo e di secondo grado del territorio di Alba, Bra, Langhe e Roero. Tema del concorso, lanciato in occasione dell’Expo 2015 di Milano, e a esso collegato, è: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Due le sezioni previste (Elementari e Medie insieme, a parte le Scuole Superiori), con il termine ultimo di consegna delle opere fissato al 22 dicembre. Alla proposta vincitrice sarà conferito un premio in materiale didattico del valore di 500 euro, mentre tutte le opere pervenute (visibili anche on-line in una galleria virtuale dedicata sul sito del Comune e dell’Ente del Turismo) saranno protagoniste di una mostra che si terrà presso Palazzo Banca d’Alba durante il periodo dell’Esposizione Universale di Milano. Per informazioni: www.centrostudibeppefenoglio.it. 19 UN RICCO CALENDARIO DI ATTIVITÀ LUDICHE E FORMATIVE PER GLI UNDER 30 DI BANCA D’ALBA S ono ben 7.903 i Soci di Banca d’Alba che, rientrando nella fascia di età compresa tra i 18 e i 30 anni, fanno parte di diritto di RuotaLibera, l’associazione lanciata da Banca d’Alba nel corso dell’Assemblea 2012 allo scopo di offrire alla componente giovanile della compagine sociale la possibilità di partecipare ad attività ludiche e formative. Corsi di formazione, partecipazione a convegni, concerti, gite, cene, eventi, attività sportive: spaziano in molteplici ambiti (e sono davvero numerose) le proposte che, ogni anno, RuotaLibera elabora per offrire ai Giovani Soci opportunità di incontro e confronto, in un percorso di crescita all’interno della comunità di Banca d’Alba. Dopo la gita al Parco delle Cascate, nei pressi di Molina, nel Veronese, lo scorso aprile, numerosi volontari appartenenti all’associazione si sono occupati dell’allestimento dello stand che, in occasione dell’Assemblea dello scorso maggio, era preposto alla presentazione delle proprie attività. Quindi, archiviata la partecipazione al IV Forum Nazionale dei Giovani Soci delle Banche di Credito Cooperativo, svoltosi dall’11 al 13 luglio in Trentino, sempre nel mese di luglio RuotaLibera ha partecipato con un proprio stand al festival letterario-musicale Collisioni, a Barolo, nella splendida cornice delle colline delle Langhe. Richiamando il tema dell’inserimento nella Lista Unesco, è stato lanciato un concorso per premiare la fantasia dei partecipanti, invitati a scrivere una frase declinando l’incipit “l’unione è…”: le sei frasi più creative, sulle oltre 500 cartoline pervenute, sono state ricompensate con altrettanti biglietti per il concerto di Ligabue del 9 settembre a Torino. Anche quest’anno, quindi, un nutrito gruppo ha preso parte all’appuntamento con “Corri sotto le torri”, corsa non competitiva organizzata nella città di Alba il 21 settembre scorso, regalando ai 25 partecipanti iscritti con il gruppo di Ruotalibera una maglietta dell’associazione. Infine, in attesa della consueta Cena di Natale, nel corso della quale verranno pianificate le principali attività da organizzare nel 2015, prima fra tutte la gettonatissima gita in montagna, nel corso dell’autunno partiranno i corsi formativi – cofinanziati dalla Provincia di Cuneo, per un costo a carico degli iscritti pari ad appena il 20% del totale – organizzati dall’Associazione Commercianti di Alba: diverse le proposte di RuotaLibera, dalla ristorazione (con le tecniche di cucina base e le tecniche di bar) alla lingua inglese (livello principiante e pre-intermedio) e tedesca (livello elementare), fino agli elementi di degustazione dei vini e abbinamenti enogastronomici. Per maggiori informazioni e per partecipare alle attività organizzate da RuotaLibera basta un click su Facebook o un’e-mail a [email protected]. 7.903 Giovani Soci iscritti a RuotaLibera 28 Iniziative proposte dalla sua nascita a oggi 30 Mesi di attività dell’associazione 557 Cartoline raccolte allo stand presso Collisioni F O N D A Z I O N E B A N C A D E L C A N AV E S E F O N D A Z I O N E B A N C A D ’A L B A Aneurisma: screening in piazza con il Cardiovan medico D opo il successo del 2011, si è replicata anche quest’anno la campagna di prevenzione dell’aneurisma dell’aorta ascendente, patologia che colpisce maggiormente la fascia di età compresa tra i 55 e i 75 anni. Proprio a loro si è rivolta l’iniziativa – organizzata dalla Fondazione Banca d’Alba Onlus in collaborazione con la Cardioteam Foundation Onlus, oltre che con l’Asl CN2 (in particolare con il reparto di Cardiologia, diretto dal dottor Antonio Dellavalle), la Cooperativa Sociale Cento Torri e la Città di Alba – che, dal 22 settembre al 4 ottobre scorsi, ha visto ben 350 persone sottoporsi allo screening gratuito all’interno del “Cardiovan medico” attrezzato in piazza Savona, nella capitale delle Langhe, di fronte alla filiale di Banca d’Alba. L’esame ecocardiografico effettuato dal team presieduto dal dottor Marco Diena, cardiochirurgo di fama internazionale, ha permesso Diabete: obiettivo prevenzione Per il terzo anno consecutivo, la Fondazione Banca d’Alba aderisce alla Giornata Mondiale del Diabete, collaborando con il Servizio di Diabetologia dell’Asl CN2 e la Cooperativa Sociale Cento Torri all’organizzazione di un’attività di controllo gratuito della glicemia. Sabato 15 novembre, presso Palazzo Banca d’Alba, in via Cavour, decine di persone si sono sottoposte allo screening per valutare il rischio di individuare dieci soggetti affetti da una patologia importante, con indicazione chirurgica urgente: dieci persone che, grazie ai 20 minuti richiesti dall’ecocardiogramma, hanno avuta salva la vita. “La prima mission della nostra fondazione, nata nel 2008 a Torino, è la prevenzione di infarto e ictus – spiega il dottor Diena –. In secondo luogo, ci occupiamo della formazione internazionale di specialisti cardiologi, cardiochirurghi e anestesisti, effettuando inoltre missioni operatorie nei Paesi più disagiati. Infine, lavoriamo allo sviluppo della ricerca contro l’infarto e l’ictus, che mietono più vittime dei tumori”. Commenta infine il Presidente della Fondazione Banca d’Alba, Tino Cornaglia: “Banca d’Alba e la sua Fondazione sono da sempre attenti al tema della prevenzione. Abbiamo quindi aderito subito con convinzione a questo progetto, mettendo a disposizione della popolazione la segreteria organizzativa per ricevere le prenotazioni per le visite gratuite”. A testimoniare l’ottima riuscita dell’iniziativa, il fatto che altre 400 persone abbiano richiesto di sottoporsi all’esame, venendo inserite in lista d’attesa: nei prossimi mesi, grazie al supporto della Fondazione, l’Asl CN2 effettuerà lo screening anche su di loro. di sviluppare il diabete. “Il diabete mellito di tipo 2 – afferma la dottoressa Annamaria Nuzzi, responsabile del Servizio di Diabetologia e Malattie Metaboliche dell’Asl CN2 – è ormai un’epidemia dai risvolti socio economici sempre più pesanti, soprattutto per quel che riguarda le sue complicanze. Fra i fattori di rischio rientrano età maggiore di 45 anni, familiarità per diabete e malattie cardiovascolari (infarto o ictus), sovrappeso, sedentarietà, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, aver avuto o essere stato un neonato di peso superiore ai 4 kg, aver avuto il diabete gestazionale. Una diagnosi precoce e una cura efficace e tempestiva riducono l’incidenza e la gravità di questi eventi”. A sinistra: Antonio Dellavalle, Marco Diena, Francesco Morabito, Tino Cornaglia, Maria Cristina Frigeri davanti al Cardiovan medico Sotto: la locandina della Giornata Mondiale del Diabete 2014 21 Un anno insieme alla Fondazione Banca del Canavese È stato un anno davvero ricco di iniziative, quello che va concludendosi, per la Fondazione Banca del Canavese. Impegno per la promozione turistica (con un occhio di riguardo al comparto vitivinicolo), attenzione al mondo della scuola e del lavoro, prevenzione in ambito sanitario: queste le tre direttrici lungo le quali si è sviluppata l’attività dell’istituzione presieduta da Gianni Cucco. Tra le attività da segnalare riferite al primo ambito, una menzione speciale merita il progetto “Terre dell’Erbaluce”, che unisce lo sport indoor all’ambiente, al turismo e all’enogastronomia, e che fra aprile e settembre ha dato vita a un caleidoscopio di sport indoor, passeggiate naturalistiche lungo la rete sentieristica delle pietre bianche, degustazioni e voli in mongolfiera. Altro appuntamento di notevole successo è stato “Erbaluce: un vino di territorio in cammino verso Expo 2015”, degustazione conviviale che, lo scorso 26 giugno, ha visto il grande vino di Caluso protagonista di una serata a Milano, organizzata da HonestCooking.it in collaborazione con la Fondazione Banca del Canavese e la Credenza Vinicola di Caluso. Trait d’union tra i tre obiettivi prefissati, il progetto che ha portato gli alunni della classe I della Scuola Elementare di Caluso a diventare vignaioli per un giorno. I piccoli studenti – nell’ambito del progetto “Il gusto della salute” – hanno portato a termine una parte del progetto dedicato alla conoscenza dei sapori, imbottigliando il vino realizzato con le uve vendemmiate da loro nei mesi precedenti. Sempre nell’ambito dello stesso progetto, con l’obiettivo di stimolare nelle giovani generazioni le buone prassi verso l’ecologia, gli allievi della scuola primaria di Caluso, Mazzè e Vische si sono cimentati in laboratori in cui hanno imparato a “leggere” il proprio territorio: ecco come è nata l’attivazione dell’orto didattico nel cortile della scuola. Grazie a Mariangela Susigan, del ristorante Gardenia di Caluso, è stato emozionante e divertente vedere 19 piccoli cuochi della V elementare di Mazzè all’opera in cucina, indaffarati a seguire i consigli e gli insegnamenti di uno chef stellato. Ancora, gli alunni della I elementare di Caluso sono stati protagonisti di una serie di lezioni su frutta e verdura tenute da Marco e Barbara Malvino, titolari del negozio di alimenti freschi nel comune patria dell’Erbaluce. Per i ragazzi delle III medie, invece, particolarmente preziose sono state le due giornate di incontri di orientamento per genitori e studenti organizzati dall’Associazione Levi-Montalcini Centro di Orientamento di Caluso. Ultimo appuntamento in ordine temporale, il 19 ottobre, la Festa del Vignolant di Caluso, istituita e organizzata dal Consiglio Grande della Credenza Vinicola di Caluso e del Canavese presieduta dal Console Gian Francesco Orsolani, in collaborazione con la Fondazione Banca del Canavese: un bel momento per premiare l’operato di chi, nella vigna, lavora costantemente con impegno e determinazione, ma anche un invito caloroso a impegnarsi per migliorare il contesto ambientale in cui ogni singola vigna è inserita. Per maggiori informazioni sull’attività della Fondazione Banca del Canavese, è possibile visitare il sito web www.fbcanavese.it. A sinistra e sotto: alcuni momenti significativi fra le attività organizzate nel 2014 dalla Fondazione Banca del Canavese UFFICIO SOCI C uba e la Grecia, oltre alle proposte dei soggiorni invernali e delle gite del weekend: c’è tanto turismo (senza dimenticare l’organizzazione di vacanze studio e il prezioso supporto ai Soci in ambito sanitario, con la definizione di convenzioni a tutela della salute) nell’attività dell’Ufficio Soci, attivo ad Alba e a Torino. Di seguito presentiamo dunque una rapida carrellata delle opzioni di viaggio, alcune delle quali Collina La degli Elfi , il luogo dell’anima 23 In viaggio con l’Ufficio Soci ancora in fase di definizione. Per costi e dettagli, rivolgersi direttamente all’Ufficio Soci (tel. 0173/659399, mail [email protected]) DAL MAR DEI CARAIBI AL MEDITERRANEO, PASSANDO PER I SOGGIORNI INVERNALI E LE GITE PRIMAVERILI BANCA D’ALBA CONTINUA A SOSTENERE IL PROGETTO CHE ACCOGLIE I BAMBINI ONCOLOGICI IN REMISSIONE DI MALATTIA U n’anima generosa e festante, quella della Collina degli Elfi, l’associazione di volontariato con sede a Govone che accoglie i bambini malati di cancro e le loro famiglie in una struttura dedicata, il ristrutturato convento di Craviano, per un periodo di svago e recupero. “I bambini, in remissione di malattia, vengono accompagnati nel difficile passaggio tra l’ospedale, le terapie e il rientro nella vita di tutti i giorni – spiega Luisella Canale, psicoterapeuta e presidente dell’associazione –. La Collina non si occupa di curare chi sta male, ma cerca di circondare i propri ospiti in un clima di magia, gioia e condivisione che favorisce il recupero dalla malattia”. Dal 2012 a oggi, grazie all’aiuto di 150 volontari formati attraverso corsi professionali, la Collina degli Elfi ha assistito più di 80 famiglie, per un totale di oltre 350 persone, di cui la metà sono bambini tra i 7 e i 14 anni. Ogni anno, a fine luglio, per finanziare le proprie attività la Collina organizza un grande evento musicale, invitando la comunità a festeggiare e conoscere l’associazione. L’ultima edizione di “Elfi in festa”, partecipata da oltre 5 mila persone, ha visto salire sul palco nomi eccezionali: Bob Geldof, Modena City Ramblers, Goran Bregovic e Giorgia. Il suo pensiero, fra quello di tutti, per raccontare il progetto: “A volte usiamo troppo le parole. Dovremmo imparare ad ascoltare l’anima. Ho conosciuto la Collina degli Elfi e posso dire che il loro progetto opera, senza troppe parole, a sostegno del dolore dei piccoli e delle loro famiglie provate dalla malattia: la Collina degli Elfi è il luogo dell’anima”. Accanto alla musica, la Collina ha ospitato “La più grande magia per gli Elfi”, spettacolo di illusionismo a cura di Masters of Magic, con la partecipazione di Raul Cremona, Samuel il Ventriloquo, Walter Rolfo e il Mago Sales. “Sono state serate di grande emozione grazie alla presenza di un pubblico sensibile, artisti di fama internazionale attenti ai temi sociali e un cielo clemente, che ha permesso di vivere appieno la bellezza del luogo. Ringraziamo gli enti pubblici e le aziende che ci hanno sostenuto – continua Luisella Canale – e siamo grati in modo particolare alla Banca d’Alba, il cui sostegno, per il terzo anno consecutivo, permette alla Collina di continuare nella sua opera di accoglienza delle famiglie”. Banca d’Alba, infatti, ha scelto di donare alla Collina degli Elfi la somma che avrebbe destinato all’acquisto di un omaggio natalizio per Soci e dipendenti. A “Elfi in Festa”, infine, è stato presentato il progetto “La sciarpa lunga un sogno”, il capo di lana cucito da 300 volontari, lungo 5 chilometri e composto con più di 700 kg di lana che, diviso in 3.400 pezzi, viene venduto per finanziare le attività dell’associazione. “Se siete alla ricerca di un regalo bello e che fa del bene – conclude Luisella Canale – potete acquistare la sciarpa presso la sede di Craviano o prenotarla da Elide Lazzari (al numero di telefono 333/6215685), madrina del progetto. Ogni 200 pezzi venduti, la Collina potrà garantire l’accoglienza di un’intera famiglia”. Per chi non avesse ancora pensato alle strenne natalizie, un bel modo per farsi gli auguri di Natale. 1-16 febbraio Sopra: il lancio della mongolfiera durante il festival “Elfi in Festa” 2-7 aprile CUBA GRECIA Sulle orme di Hemingway L’altra sponda dello Ionio Mare, terme o monti? Il weekend con l’Ufficio Soci Non è certamente un’isola come le altre: mix entusiasmante di storia e musica, poesia e passione, avventura e cultura. Clima perfetto. Acque incontaminate. Paesaggi mozzafiato. Architettura maestosa. Piante e animali esotici. Un’intensa vita notturna. E una processione impressionante di auto vintage. Questa è Cuba! Da La Habana a Viñales, lungo la “Rotta Hemingway” e a Trinidad, infine a Santiago de Cuba, prima di godersi gli ultimi giorni nella località marittima di Playa Pesquero. Il tour è in programma dal 1° al 16 febbraio, al costo di 2.470 euro per i Soci (2.540 per i non Soci). La terra degli eroi omerici sarà la meta del viaggio organizzato per Pasqua, dal 2 al 7 aprile, per il tour della penisola greca. Arricchendo il soggiorno sull’altra sponda dello Ionio, dopo il soggiorno ad Atene, alla scoperta della cultura classica, nel cuore della cultura ellenica, il tour proseguirà con un’escursione alle Meteore, immersi in un paesaggio quasi metafisico, nel verde della Tessaglia, in visita ai monaci ortodossi che hanno scelto queste vertiginose pareti calcaree come luogo di vita ed elezione spirituale. I costi e i dettagli del soggiorno sono ancora in fase di definizione. Sharm el-Sheikh, Alassio o Montegrotto? C’è solo l’imbarazzo della scelta, per chi volesse partecipare alle proposte di soggiorni invernali organizzati dall’Ufficio Soci. Per svernare, le opzioni spaziano tra il mare in Egitto dal 15 al 22 febbraio, la Riviera ligure dal 1° al 15 marzo o, dal 15 al 29 marzo, le terme vicino a Padova: diverse le opzioni per chi, nell’inverno, volesse rilassarsi godendo di un clima più temperato. Per chi all’acqua preferisse la neve, l’opzione è invece quella della settimana bianca in Austria, a Bad Kleinkirchheim, o sulle nostre Alpi a fine gennaio o inizio febbraio del prossimo anno. Un fine settimana dedicato alla pesca alla trota, un altro agli itinerari della Grande Guerra: sono due i weekend programmati per i primi mesi del 2015. Il primo, verso la fine del mese di aprile, è stato pensato per tutta la famiglia e avrà come destinazione il lago San Biagio, alle porte di Alba, lungo il fiume Tanaro. La seconda gita, dal 30 maggio al 2 giugno, ripercorrerà i passi dei combattenti della Prima Guerra Mondiale, in Friuli Venezia Giulia e in Veneto, con visite a Monte San Michele e alle città di Trieste, Fogliano Redipuglia, Gorizia e Bassano del Grappa. UFFICIO SOCI 25 sepolta per secoli sotto la sabbia prima di essere scoperta e restaurata. Il tempo incalza, e ci avviamo in direzione del Mar Morto, la più grande depressione naturale della Terra. Ciò che interessa di più è l’entusiasmo nel provare la famosa sensazione di poter galleggiare senza fatica: indossati i costumi da bagno si scende sulla riva, si entra in acqua e si lotta subito con la spinta dell’acqua che porta verso l’alto. Dopo aver provato a spalmarci sul corpo il fango benefico per la pelle, la splendida giornata volge al termine. Ci aspetta l’escursione nel deserto del Wadi Rum: non per visitarlo, ma per viverlo. È un momento atteso, TA C C U I N O D I V I A G G I O D I S E R G I O E C A R L A N A R E T TO Pasqua in Medio Oriente IL FASCINO DEL DESERTO, PETRA E IL MAR MORTO, RACCONTATI DALLE PAROLE DEI SOCI SERGIO E CARLA NARETTO, CON LE FOTO DEL SOCIO CLAUDIO MAININI e sensazioni e le emozioni che ci ha trasmesso questo viaggio in Giordania sono state così coinvolgenti e vibranti che sminuirle in un semplice reportage sarebbe riduttivo. Il racconto spazierà tra i nostri ricordi, cercando di raccontare quello che è stato un percorso nella storia e nel passato della Giordania, con flash di odierna quotidianità. L’arrivo in Giordania passa attraverso lo scalo di Istanbul, dove il gruppo dei vacanzieri inizia a guardarsi intorno cercando di dialogare e fare conoscenza. Qui arriva la prima sorpresa: per ingannare l’attesa ci viene messo a disposizione L un pullman che ci farà fare una veloce visita guidata della città. Partiamo quindi per Amman, capitale giordana, dove arriviamo a notte fonda e conosciamo la guida che ci accompagnerà per tutto il viaggio, Soufiane. Il mattino ci sveglia con il canto dei müezzin lanciato dagli altoparlanti. La città è caotica, disposta su sette colli: facile l’abbinamento a Roma, ma qui tutto è diverso, dalle persone che vi abitano al territorio. Lasciamo Amman e iniziamo l’avventura in terra giordana. Ci aspettavamo un territorio pianeggiante e bruciato dal sole, invece scopriamo una terra piena di montagne e vallate, brulla e rocciosa. In un percorso di continui saliscendi arriviamo al Monte Nebo, un luogo ricco di significato, dove Mosè vide la terra promessa. Proseguiamo per Mabada, la città dei mosaici, dove visitiamo la chiesa di San Giorgio, in cui è conservato sul pavimento un mosaico bizantino del VI secolo composto da circa 5 milioni di tessere in pietra colorata. Il viaggio nella storia prosegue e arriviamo a Gadara, l’attuale Umm Qais. Il sito archeologico, un mix romano-ottomano, non è impressionante e risulta essere mal conservato; in compenso, la sosta consente di vedere le alture del Golan e il lago di Tiberiade. Ci dirigiamo quindi in pullman verso Gerasa, splendida località Piccola Petra GADARA che incuriosisce: la vastità del paesaggio tra sabbia e montagne rocciose dai colori smaglianti, la natura diversa e straordinaria, il tramonto del sole in un ambiente isolato dalla caoticità del mondo, ci creano nuove sensazioni. La serata ci trova seduti intorno a un fuoco acceso, che intiepidisce l’aria frizzante, ad ascoltare la musica locale suonata da un musicista cieco e a ballare con i beduini. La notte ci attende nelle tende beduine: qualche folata di vento freddo, un branco di cani che ulula in lontananza, l’incommensurabile bellezza del cielo stellato. Dopo aver ammirato l’alba nel deserto iniziamo la parte più avventurosa: arrivano le jeep che ci porteranno a correre tra le dune e i canyon, prima di avviarci Mar Morto verso la città incantata dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, Petra, che deve il suo fascino alla collocazione particolare, nelle profondità di una gola stretta nel deserto. Si cammina attraverso le pareti rocciose che si elevano fino a 80 metri, passando in stanze scavate nelle spirali d’arenaria. Osservando non solo i monumenti, ma anche la particolare presenza di tutto questo mondo variegato di persone che ti ruota intorno, siamo rimasti colpiti dagli occhi della gente: bellissimi, scuri, profondi e penetranti. Ormai il viaggio è al termine: ci aspetta ancora la visita del castello di Karak, di origini romane, prima di dirigerci all’aeroporto di Amman, dove finisce l’avventura in questa splendida terra. 26 TRADIZIONI&TERRITORIO 27 Nell’Olimpo del vino P UNESCO oiché le guerre hanno origine nello spirito degli uomini, è nello spirito degli uomini che si debbono innalzare le difese della pace. Comincia con queste parole il preambolo della Costituzione dell’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura creata a Parigi il 4 novembre 1946, la cui mission consiste nell’identificazione, nella protezione, nella tutela e nella trasmissione alle generazioni future dei patrimoni culturali e naturali di tutto il mondo. A oggi sono 1007 i siti riconosciuti, in 161 Paesi, con l’Italia a guidare questa classifica forte dei suoi 50 gioielli: ultimo in ordine cronologico, i “Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato”. Cinque aree vinicole distinte – e un castello – i cui nomi evocano un’esperienza Grazie al riconoscimento dell’Unesco, i “Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato” sono ora Patrimonio dell’Umanità profonda e antica nel rapporto tra l’uomo e il suo ambiente, che riflettono un’associazione lentamente sviluppatasi tra una vasta gamma di suoli, vitigni spesso autoctoni e sapienti processi di vinificazione. 10.789 ettari, più altri 76mila conteggiando la buffer zone, che racchiude le sei componenti e coinvolge oltre 100 territori comunali, per valorizzare il ciclo del vino. Distese di colline attentamente coltivate a vigneto, punteggiate da edifici che donano al panorama caratteristiche esclusive: piccoli borghi, castelli medioevali, chiese romaniche, ciabot e cantine, che fanno delle nostre terre un territorio unico, frutto di secoli di fatiche contadine e tradizioni popolari tramandate di generazione in generazione. Un equilibrio perfetto di qualità paesaggistiche ed elementi storici e architettonici che risponde a severi criteri di integrità e autenticità. Un riconoscimento che, certo, costituisce motivo di grande orgoglio, ma anche un impegno preciso a un’accurata tutela delle peculiarità delle terre di Langhe, Roero e Monferrato, che – in aggiunta – godranno di un significativo impulso allo sviluppo turistico in virtù dell’inserimento nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Presentiamo, quindi, in altrettante cartoline, le sei zone individuate. 1. LA LANGA DEL BAROLO Forma e sostanza. Lavoro e meditazione. Bellezza materiale e vocazione spirituale. Le colline del Barolo sono la sintesi di un percorso verso la perfezione, dove uomo e natura hanno contribuito a creare un equilibrio in armonia, valorizzando il terroir originale ed elevandolo a eccellenza della produzione vitivinicola mondiale. I colli paiono giardini pettinati, i borghi gioielli di mattone e pietra incastonati tra cielo e terra, le cantine – ultramoderne o tradizionali – monumenti al vino e alla sua storia. A oggi sono 1007 i siti riconosciuti dall’Unesco, in 161 Paesi, con l’Italia a guidare questa classifica forte dei suoi 50 gioielli La Langa del Barolo deve la sua fortuna al vitigno nebbiolo, cui sono destinati i terreni migliori e le esposizioni più soleggiate. La core zone del Barolo non tutela solo i vigneti, ma lo straordinario patrimonio storico dell’area rappresentato dai castelli di Barolo, Serralunga e Castiglione Falletto, nonché le antiche cantine di Fontanafredda, appartenute alla casa Reale dei Savoia, e le proprietà della nobile Famiglia Falletti. 2. IL CASTELLO DI GRINZANE È la sintesi perfetta di un “paesaggio vitivinicolo”: un intreccio inestricabile di storia, cultura, lavoro, rapporto con la natura, ricerca e ingegno umano. Il castello di Grinzane Cavour, gioiello di architettura medievale, nella prima metà del XIX secolo fu dimora di Camillo Benso Conte di Cavour, divenendo protagonista della storia del Barolo. Fu Cavour che, in accordo con i Marchesi Falletti, chiamò in Piemonte l’enologo Louis Oudart perché, sull’esempio dei vini di Borgogna, trasformasse il Barolo da bevanda popolare a “vino dei Re”. Oggi è dimora della prima Enoteca regionale del Piemonte e possiede uno dei più completi musei etnografici di tradizione vitivinicola della regione. I vigneti all’ombra delle sue mura sono diventati un importante centro di ricerca e sperimentazione sul patrimonio viticolo piemontese e, tra i filari, è stata piantata una delle collezioni di vitigni più ampie a livello europeo. 3. LE COLLINE DEL BARBARESCO Pochi luoghi possono vantare la posizione, il microclima e la grazia di queste colline, che si estendono a Nord-Est della città di Alba, sulle sponde del fiume Tanaro, a ridosso del quale creano imponenti rocche e anse sinuose. Coltivate principalmente a nebbiolo, danno origine al cugino nobile del Barolo, altro grande rosso da invecchiamento: il Barbaresco Docg. La zona inserita nella World Heritage List comprende i borghi di Neive e Barbaresco. Il primo, cittadina di origini antichissime, fu sede di importanti famiglie nobiliari il cui lascito è ancora oggi ammirabile negli splendidi palazzi barocchi del centro storico. La storia di Barbaresco – con la sua torre medievale a strapiombo sul Tanaro – si lega invece alle vicende che hanno portato A sinistra: uno scorcio delle Langhe Sopra: il Castello di Grinzane Cavour Sotto: vigneti a Barbaresco 28 TRADIZIONI&TERRITORIO alla nascita dell’omonimo vino attraverso la secolare tradizione di realtà come le cantine Gaja e dei Produttori di Barbaresco. Dall’alto: panorama di Castelnuovo Calcea; la “Cattedrale Sotterranea” della Cantina Coppo a Canelli; un infernot a Cella Monte 4. NIZZA MONFERRATO E IL BARBERA Un mare di dolci colline accecate dal sole, le cui creste si susseguono fino a sfumare all’orizzonte. Le vigne punteggiate da cascine, i boschi cupi e, a valle, i tetti rossi della città di Nizza. Siamo nel cuore del Monferrato, terra d’elezione della Barbera d’Asti Docg. Qui la “Signora in Rosso” è regina delle botti e tutto parla di barbera, vitigno che in quest’area vide la sua prima diffusione. Numerosi sono i luoghi del vino che rappresentano la filiera produttiva di questo vitigno, per tradizione legato al sistema della cooperazione e delle cantine sociali, come i Viticoltori Associati di Vinchio e Vaglio Serra o la Cantina di Nizza. Ma sono molte, e prestigiose, le realtà private che hanno contribuito al perfezionamento delle tecniche di vinificazione. L’area racchiude importanti testimonianze della cultura enoica, tra cui il Museo Bersano, che ospita un’ampissima collezione di testimonianze del “saper fare” contadino. i grandi vini della zona a una temperatura costante, fungendo da refrigeratore naturale. 5. CANELLI E L’ASTI SPUMANTE Colline impervie e valloni ombreggiati. Strade di terra bianca e rivi gorgoglianti, accolti nel mistero di umidi boschi. Le colline di Canelli e dell’Asti Spumante, vitate principalmente a moscato bianco e destinate alla produzione di Moscato d’Asti e Asti Docg, sono le più pittoresche e selvagge delle Langhe. Ma accanto alle bellezza delle vigne, l’Unesco ha riconosciuto il valore enologico dell’area, rappresentato da Canelli e dalla sua fiorente industria legata al mondo del vino. Capitale dello spumante italiano, che qui vide la luce verso la metà dell’800 a opera di Carlo Gancia, Canelli si dotò delle spettacolari cantine celebrate oggi con il nome di “Cattedrali Sotterranee”. Costruite a partire dal XIX secolo, si sviluppano per chilometri nel sottosuolo disegnando tunnel, passaggi e crutin. Scavate a mano nel tufo e rivestite di mattoni in cotto, permettevano di conservare 6. IL MONFERRATO DEGLI INFERNOT L’acquamarina del cielo, il bianco antico della pietra da cantoni, lo smeraldo delle vigne e l’oro dei campi di grano. Nel Monferrato degli infernot, compreso tra Rosignano e Vignale Monferrato, si alternano vigneti, boschi e campi: qui, più che altrove, la biodiversità del paesaggio è un bene da preservare con la massima attenzione. Sui colli svettano i borghi costruiti nella bianca pietra da cantoni, compatta e brillante, che veniva estratta dalle cave di calcare e arenaria, lascito di un mare ormai scomparso. Territorio d’elezione della Barbera del Monferrato Docg, l’intero territorio è punteggiato dagli infernot, cantine sotterranee picconate a mano per la conservazione dei vini di pregio, presenti a centinaia sotto le case della zona: sono opere d’arte di architettura popolare, espressione di un legame con il vino che affonda nella storia e nella terra del Monferrato. 29 Ricordi d’infanzia seguendo il fiume Tanaro H o volato in elicottero per più di un’ora sopra le Langhe, il Roero e il Monferrato. Visti dall’alto, nella luce calda del tramonto, i luoghi conosciuti a memoria, i cari profili di colline, torri e castelli, sono quasi irriconoscibili. La bellezza del paesaggio è tale da togliere il fiato. Le vigne dopo la vendemmia sorridono con la dolcezza esausta di una donna che abbia appena partorito. L’immagine delle aie, dei corsi d’acqua, dei boschi non svanirà più dalla memoria. Questa fetta del Piemonte vive un meritato Rinascimento, sancito dal riconoscimento dell’Unesco, frutto del lavoro di generazioni che hanno costruito una rete di vigne, di castelli, di enoteche, di ristoranti, di sagre, di cantine, modellando un paesaggio dove non c’è un solo metro di terreno che non rechi traccia della mano dell’uomo. Visti dall’alto certi paesi sembrano far parte di uno di quei presepi dipinti dai grandi artisti del passato. Ho chiesto al pilota di puntare verso il castello di Costigliole d’Asti e poi di scendere a lambire le acque del Tanaro, il fiume della mia infanzia. Mentre seguivo con lo sguardo il corso del fiume verso Alba di Bruno Gambarotta UN VIAGGIO NELLA MEMORIA CONTADINA mi sono ricordato di quando, molti anni fa, ho scoperto la campagna d’inverno. Mia madre mi aveva mandato in treno da Asti alla Motta di Costigliole per portare un documento ai miei nonni. L’aria tremava sotto il peso di un cielo grigio, uniforme e compatto venato da riflessi giallastri che annunciavano una nevicata imminente. Erano le prime ore del pomeriggio, ma il crepuscolo già colmava di buio l’unica strada dai solchi di fango ghiacciati sulla quale mi sono incamminato per andare dai nonni. Li ho trovati in cucina, attorno alla stufa, seduti su sedie piccole e basse. In silenzio. C’erano i due vecchi, uno zio ancora scapolo e una cugina grande che viveva con loro e che si sforzava, alla poca luce filtrata da una finestrina, di leggere un vecchio numero della Domenica del Corriere. Sulla stufa una pentola piena di acqua e dei pezzi di acacia verde che espellevano sfrigolando la linfa sulla ghisa rovente. Sul tavolo di legno i bicchieri e i bottiglioni di vino avevano lasciato cerchi rossastri, le cartoline spedite dai figli lontani erano infilzate nella vetrinetta del buffet, sul davanzale della finestra i centrini ricamati raccoglievano la polvere, la mano di mia nonna frugava in una scatola di latta che decenni prima aveva contenuto dei biscotti e ora era piena di gomitoli e di rocchetti di filo di tutti i colori. Mio nonno raddrizzava con un martello i chiodi estratti dal legno delle cassette da frutta che bruciavano nella stufa. Mio zio disfaceva delle cicche per recuperare il tabacco e farsi a mano delle sigarette. Dalle pareti ci guardavano i ritratti dei morti fatti ingrandire e ritoccare dal fotografo del paese. In quegli anni i contadini giovani vendevano i vigneti per andare in città a fare gli operai; il governo aveva dichiarato le Langhe “area depressa” perché i residenti potessero usufruir dei vantaggi promessi dalla Cassa del Mezzogiorno. Sessanta anni ci separano da quel tempo, ma non sono trascorsi invano. Grazie alla tenacia e ai sacrifici dei nostri vecchi noi ora possiamo assaporare la dolcezza del vivere in questi luoghi unici al mondo. 31 Due parole con... Intervista di: Sergio Miravalle, astigiano, giornalista, per oltre 30 anni a La Stampa. È consigliere dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Ha un blog: Giro di vite suLa Stampa.it Volevo fare il camionista, ora guido il PIEMONTE I l piccolo Sergio “da grande” avrebbe voluto guidare i camion, con papà Primo che conduceva autocisterne, trainate dai possenti Fiat 682, sui tornanti dei Giovi, da Torino a Genova e ritorno. Dal 26 maggio 2014 Chiamparino ha il compito di guidare il Piemonte, alla guida di una coalizione di centrosinistra. Una vittoria netta e una prova di fiducia dei piemontesi verso il politico che ha già guidato Torino da sindaco per dieci anni, dal 2001 al 2011. Presidente, come si sta al volante della Regione Piemonte? “Non è un posto di guida facile e neppure troppo comodo. A volte mi arrabbio per gli ostacoli, perché il percorso è accidentato o si fatica ad andare nella direzione giusta, ma in generale trovo che sia molto stimolante e spero che questo nostro viaggio risulti utile ai cittadini piemontesi”. A proposito, che cos’é per lei la “piemontesità”? “Come amministratore pubblico potrei rispondere, forse un po’ banalmente, che è avere il senso dello Stato, prendere e fare le cose seriamente. Preferisco prendere a prestito la poetica visione che ci cuce addosso l’astigiano Paolo Conte, quando in Genova per noi ci descrive un po’ sorpresi e timorosi davanti all’immensità del mare, a quell’infinito in movimento anche di notte e quella voglia che abbiamo di tornare ai nostri temporali… siamo così, ci spaventa un po’ l’ignoto, vogliamo stare con i piedi per terra”. Quindi tra mare e montagna non ha dubbi. “Sono decisamente un ‘montagnino’ e non solo perché ho fatto il militare negli Alpini. Mi piace l’ambiente, il paesaggio e la cultura delle genti di montagna. Mi considero anche un discreto scalatore… Quest’anno dovevo fare il Monviso con un gruppo di amici, ma è arrivata la nomina a presidente della conferenza delle Regioni e sono dovuto andare a Roma proprio in quel giorno. Mi sono consolato, sempre quest’estate, salendo su cima Nasta, nel gruppo dell’Argentera in alta valle Gesso: una vetta da 3.108 di roccia, una bella sfida alla mia età”. IL RUOLO DELLE ECCELLENZE INDUSTRIALI, IL RICONOSCIMENTO UNESCO PER LANGHE, ROERO E MONFERRATO E LA SFIDA ALLA BORGOGNA DA PRESIDENTE DELLA REGIONE VEDO GRANDI POTENZIALITÀ DEI NOSTRI TERRITORI, CHE SONO STRAORDINARI DEPOSITI DI COMPETENZE Oggi di sfide ne dobbiamo vincere tutti. Quali vede di fronte al Piemonte? “La nostra regione è un vasto e variegato deposito di competenze. Una volta era più facile individuarle. Qui quasi tutto ruotava attorno al polo torinese della Fiat. La crisi ha picchiato duro, ma non siamo e non dobbiamo considerarci una regione deindustrializzata. Esistono distretti con eccellenze produttive riconosciute e competitive in tutto il mondo: penso, solo per fare qualche esempio, ai casalinghi del Cusio, all’enomeccanica del Canellese, alla capacità progettuale e produttiva del comparto automotive torinese e alle enormi potenzialità espresse dall’agroindustria nella provincia Granda, e non solo”. Lei in campagna elettorale ha usato un esempio vitivinicolo stimolante: “Voglio che il Piemonte diventi come la Borgogna” e ha aggiunto: “Credo nelle belle teste e nelle buona terra”. “Conosco il mondo del vino. Sono nato nel 1948 e ho fatto in tempo a vedere da vicino l’evoluzione e anche la crisi post bellica del comparto agricolo. Mia mamma Elena arrivava da Portacomaro d’Asti e facevo le vendemmie del grignolino. Da studente portavo la brenta per diecimila lire al giorno e avevo imparato a versare i grappoli nell’arbi senza rovesciarli e, soprattutto, senza finirci dentro. Lessona, il paese di origine di mia moglie Anna, è una delle piccole patrie dei nebbioli del Nord Piemonte e poi non ho mai smesso, neppure in questa vendemmia, di andare ad aiutare la famiglia del mio amico Bartolo Mascarello, a Barolo. La figlia Maria Teresa, ora che Bartolo non c’è più, mi convoca ogni anno con un sms, mandandomi la foto dei grappoli e io mi prendo un weekend per andare ad aiutarli, ma senza farlo sapere troppo in giro. Non mi piacciono le vendemmie dei presunti vip fatte solo per finire sui giornali. Io preferisco il lavoro manuale vero. E dopo aver raccolto i grappoli e aiutato in cantina, mi ripagano con un pranzo a base di frittatine, insalata russa e tajarin”. Torniamo alla sfida Piemonte-Borgogna. “Il riconoscimento dell’Unesco che ha inserito i Paesaggi Vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità ci impone di volare alto, superare i campanilismi e misurarci con i più famosi distretti vitivinicoli mondiali. La Borgogna è un esempio, ma non è il solo. Alla “Douja d’Or” ad Asti ho anche detto che il Piemonte può diventare sede e centro di manifestazioni internazionali e non dobbiamo dare per scontato che rassegne come il Vinitaly possano vivere solo a Verona. Il Salone del Gusto è un esempio positivo della capacità piemontese di saper creare grandi eventi supportati da un progetto e da un ideale culturale”. È stato così anche per le Olimpiadi di Torino? “Ricordo che nel 2006, a poche settimane dall’apertura, c’erano ancora parecchi dubbi. Ad esempio, i tassisti di Torino vennero in delegazione, erano preoccupati più dei disagi e non vedevano le opportunità. Hanno dovuto ricredersi. In fondo è lo stesso clima che si sta vivendo attorno all’Expo di Milano. Deve crescere la tensione creativa dell’intero Paese Italia, la voglia di esserci. È una questione di umore collettivo che si forma sommando le singole fiducie in se stessi”. Parole che ai giovani senza lavoro e senza prospettive possono non bastare… “In questi anni di crisi i giovani sono stati sostenuti soprattutto dalle loro famiglie che hanno attinto dalle risorse e dai risparmi, ma tutti si rendono conto che il fieno in cascina si sta assottigliando. Non possiamo pensare a una società che si basa sulle pensioni e non sul lavoro. Per creare nuovi posti di lavoro non dobbiamo aspettare il cavaliere bianco con il mantello e la bacchetta magica. Gli investimenti si attraggono con regole certe, serie e facili da applicare, altrimenti i soldi, che ci sono, finiscono altrove”. In questo, le banche giocano un ruolo fondamentale. “Le banche devono fare le banche, ricordando sempre che i soldi che hanno in custodia non sono loro e che il denaro non deve ristagnare nelle casseforti. Il sistema bancario deve restare di supporto all’economia reale senza inseguire facili guadagni e miti finanziari. E questo vale ancor più per banche legate fortemente ai loro territori. Lei ha dichiarato che considera la presidenza della Regione Piemonte il suo ultimo mandato politico-amministrativo. “Mi impegnerò al massimo per condurre la Regione per questi cinque anni. Dobbiamo ottimizzare le spese, ma non tagliare i servizi essenziali ai cittadini e da Roma non possono toglierci risorse indispensabili. Saranno anni intensi. Ho calcolato che nel 2019 avrò 71 anni e i miei nipoti Olivia e Bruno andranno alle elementari: voglio godermeli al massimo, magari portandoli allo stadio a veder giocare il Torino. Pensa che bello se, prima o poi, tornassimo a festeggiare lo scudetto”. CHI È Nato a Moncalieri il 1° settembre 1948, laureato in Scienze Politiche, resta in Università come ricercatore fino al 1975, anno in cui viene eletto in Consiglio comunale a Moncalieri nella lista del Pci. Dopo l’ingresso nella Cgil, di cui diventa segretario regionale, dal 1991 al 1995 è segretario provinciale del Pds. Nel 1996 è eletto deputato per la circoscrizione Torino Sud. Nel marzo 2001 viene chiamato a sostituire il candidato a sindaco di Torino Domenico Carpanini, morto improvvisamente: vince al ballottaggio e, cinque anni dopo, è riconfermato sindaco di Torino. La sua amministrazione comunale è caratterizzata dalla preparazione e gestione dei XX Giochi Olimpici Invernali. È stato nel governo ombra del Pd per le riforme e presidente nazionale dell’Anci. Ex presidente della Compagnia di San Paolo, viene eletto Presidente della Regione il 26 maggio 2014 con quasi il 47% dei voti. È co-autore di numerosi libri-intervista sulla sua attività amministrativa. Ha scritto Cordata con sindaco in cui racconta della sua passione per la montagna e l’alpinismo. 33 S O C I & C U LT U R A LE OPERE DEL MAESTRO NOVARESE SARANNO VISITABILI FINO AL 1° FEBBRAIO PRESSO LA FONDAZIONE FERRERO DI ALBA Libri IL FANTASY DI GIULIA Dopo l’esordio, nel 2011, con Un antico peccato. Il risveglio del potere, Giulia Marengo, talentuosa Socia di Alba, torna in libreria con l’atteso seguito del suo romanzo fantasy. Alba Infuocata (Reverdito Editore, 2014, 254 pagine) riannoda i fili delle storie tratteggiate nel primo libro della trilogia, fornendo le risposte agli interrogativi lasciati in sospeso. Continua l’epopea della giovane Jayce Reel, prigioniera su un pianeta sconosciuto, con al suo fianco i fratelli Andrel e Rayne Morgan. Un turbine di emozioni e scene al cardiopalma attendono la protagonista e i suoi compagni di viaggio, alle prese con segreti e misteri sempre più fitti. Una corsa contro il tempo, per dipanare i fili annodati della trama che hanno come bandolo due sole domande: chi è davvero Jayce Reel, e cosa vuole Verenith da lei? PARTIGIANI, PARTE SECONDA Un apparato iconografico di oltre 200 fotografie, ad arricchire il racconto della lotta partigiana tra il 1943 e il 1945: Vento di Guerra sulle Langhe è il libro che narra la nascita della II Divisione Langhe. Adriano Balbo (braccio destro di Piero Balbo – nome di battaglia "Poli" –, il comandante "Nord" de Il Partigiano Johnny di Fenoglio), Renato Grimaldi, Socio di Asti, e Antonella Saracco raccontano la Resistenza. “In questo libro – scrive nella prefazione Giovanni De Luna – è la voglia di vivere che segna in modo inconfondibile la lotta partigiana. Una dimensione esistenziale in cui la civiltà contadina si mette alla prova e lascia emergere tutte le sue risorse, le sue astuzie, la sua forza”. Ma non solo: nelle 260 pagine del libro edito da ArabaFenice c’è spazio anche per il gioco e per i sogni dei protagonisti. Una “mostra museo” per Felice Casorati S essantacinque dipinti, quaranta dei quali dalle collezioni di musei e istituzioni nazionali e internazionali, cento giorni di calendario, per un pubblico atteso di migliaia di visitatori: sono i numeri di “Collezioni e mostre tra Europa e Americhe”, l’antologica dedicata a Felice Casorati, cui viene reso omaggio presso la Fondazione Ferrero di Alba. Dal 25 ottobre 2014 al 1° febbraio 2015, l’artista novarese viene celebrato nella personale – curata Sopra: Bambina che gioca su un tappeto rosso, 1912, Felice Casorati da Giorgina Bertolino, coautrice del Catalogo Generale dei dipinti dell’artista – dedicata alla ricerca, alla storia pubblica e alla ricezione internazionale della pittura casoratiana, dagli anni Dieci agli anni Cinquanta del Novecento. Le opere sono state individuate tra quelle che Casorati stesso, durante la sua lunga carriera artistica (iniziata nel 1907 e conclusa con la scomparsa nel 1963), scelse di presentare nei contesti espositivi internazionali, assumendo le Biennali veneziane come punto privilegiato d’osservazione. Celebrato come uno dei maestri dell’arte italiana del Novecento, Felice Casorati fu protagonista di quel rinnovamento del linguaggio artistico che ebbe nelle Biennali di Venezia e nelle sedi del circuito espositivo europeo e americano uno spazio di scambio e di confronto. La mostra – fondata su un’approfondita UN FIUME DI RICORDI A PALAZZO BANCA D’ALBA UNA MOSTRA CON LE FOTO DI 20 ANNI FA, PER NON DIMENTICARE L’ALLUVIONE DEL 1994 L’alluvione, 20 anni dopo. E ancora oggi, per chiunque abbia vissuto sulla sua pelle i tragici fatti del 4, 5 e 6 novembre 1994, è impossibile non tornare con la memoria a quei giorni, quelle notti, ogni volta che i Tg danno notizia di un nuovo disastro idrogeologico, ovunque esso capiti. “A vent’anni di distanza fare memoria significa ricordare le decine di vittime in tutto il Piemonte – afferma il sindaco di Alba, Maurizio Marello –. Noi abbiamo un debito eterno nei confronti di quelle persone che non ci sono più e verso quelle che sono state costrette a ricostruire la propria vita su quelle macerie. Ricorderemo attraverso le mostre fotografiche, che riportano alla tragicità di quei giorni, ringraziando i volontari venuti da altre parti d’Italia per aiutarci, e ricostruendo la memoria, attraverso il racconto di ciò che è accaduto alle nuove generazioni, che non hanno visto l’alluvione”. Nell’ambito delle iniziative organizzate per ricordare la piena del Tanaro, Banca d’Alba ha ospitato – presso la sede di via Cavour, ad Alba – la mostra fotografica “Un fiume di ricordi. L’alluvione del 4-5-6 novembre ‘94 ricerca iniziata nella primavera del 2013, i cui esiti confluiranno nel catalogo curato da Giorgina Bertolino ed edito da Silvana Editoriale – offre, con ingresso gratuito, un’occasione unica per ammirare, una accanto all’altra, opere straordinarie normalmente distanti. Tra i suoi destinatari, sia gli studiosi, sia il grande pubblico, accolti negli spazi della Fondazione Ferrero da un articolato programma di visite, incontri e approfondimenti, dalla proiezione di un documentario prodotto ad hoc e dalle attività educative destinate alle scuole, progettate dalla Fondazione in collaborazione con il Dipartimento Educazione della GAM di Torino. LA MOSTRA È VISITABILE DAL 25 OTTOBRE 2014 AL 1° FEBBRAIO 2015 - Da lunedì a venerdì: 15.00-19.00 - Sabato, domenica e festivi: 10.00-19.00 - Chiuso il martedì - Chiuso il 24, 25, 31 dicembre, 1° gennaio - INGRESSO GRATUITO nelle foto di allora” realizzata dal Consiglio regionale del Piemonte. Allestita a Palazzo Lascaris, a Torino, a inizio novembre, dopo il passaggio albese si è trasferita ad Asti, Alessandria, Castagnole delle Lanze, Farigliano, Pino d’Asti, Ceva, Lisio. In esposizione, 174 immagini di Nicola Blundo, Giuseppe Bongiovanni, Antonio Buccolo, Gianfranco Bulgarelli, Massimo Ferrero, Severino Marcato, Enzo Massa, Enrico Necade, Paolo Siccardi e Pierangelo Vacchetto, con le foto di quei giorni divise per luoghi, persone, fiumi, territorio, strade, solidarietà, soccorsi. Per non dimenticare. Arte UNA BOTTIGLIA D’ARTISTA “L’uomo è uno e nessuno”: è l’incipit del suo romanzo thriller d’esordio, un best-seller da oltre 4 milioni di copie vendute. Scrittore, attore, compositore, cantante, comico. Da Io uccido a La notte prima degli esami, dai testi per le canzoni di Mina e Branduardi a Signor tenente, tornando indietro fino al Vito Catozzo di Drive In: Giorgio Faletti è stato un artista poliedrico, capace di cambiare pelle più volte nella sua carriera. Molti talenti in una sola persona: astigiano, laureato in Giurisprudenza, Faletti se n’è andato il 4 luglio di quest’anno, all’età di 63 anni. Abbiamo scelto di rendergli omaggio presentando il suo lato forse meno conosciuto, quello legato alle arti figurative, attraverso l’opera realizzata per il progetto Bottiglie d’Artista – di cui è stato uno dei maggiori sostenitori –, lanciato dalle Cre[at]ive di cui fa parte anche la moglie, Roberta Bellesini. L’iniziativa fa incontrare il mondo vinicolo con quello dell’arte, realizzando una mostra comprendente una serie di bottiglie in vetroresina alte 2,5 metri, personalizzate da diversi artisti. Il suo “magnum” fuori misura – acquistato dall’Azienda Agricola Laura Valditerra – è una bottiglia ironica (come era lui), raffigurante una moto che corre su un tracciato a spirale. “C’è una curva, nel circuito motociclistico di Laguna Seca, che si chiama ‘cavatappi’. Da appassionato di vino e motori, ho unito questo simbolo di coraggio (la motocicletta) con il simbolo del coraggio dei nostri vinificatori (il vino), diventati punti di riferimento per tutto il mondo”. LET TERE&COMMENTI C M Y CM MY CY CMY K Uno strappo alla regola Abbiamo fatto un'eccezione: invece di ospitare, come abitualmente facciamo in questa pagina, le vostre lettere alla redazione della rivista, abbiamo deciso di rendere omaggio ai vent’anni di attività della Fondazione Banca d’Alba Onlus. Come? Andando a riprendere alcune lettere che voi Soci avete inviato negli anni ai giornali locali o alla Banca stessa, per ringraziare dei servizi usufruiti presso i Centri medici fisioterapici. Una testimonianza di affetto che ci inorgoglisce e che ci spinge a continuare con professionalità e passione a prenderci cura della vostra salute. Per celebrare degnamente il traguardo dei vent’anni di attività, in allegato alla rivista trovate anche un numero speciale interamente dedicato al passato, al presente e al futuro della Fondazione Banca d’Alba Onlus e dei Centri medici fisioterapici. POTETE SCRIVERE: per posta: Banca d’Alba - Redazione Cento Torri Via Cavour 4, 12051 Alba (CN) per e-mail: [email protected] La redazione si riserva di ridurre la lunghezza delle lettere per esigenze di spazio