Dicembre 2014 - Banca d`Alba

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Dicembre 2014 - Banca d`Alba
Dicembre 2014
La rivista dei Soci di
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La rivista dei Soci
di Banca d’Alba
Anno VI - n. 13 - Dicembre 2014
8
Comitato editoriale:
Riccardo Corino, Pietro Ramunno,
Paolo Taricco
Hanno collaborato:
Bruno Gambarotta,
Sergio Miravalle, Gabriele Pieroni
5
8
Registrazione presso:
la Cancelleria
del Tribunale di Alba
n° 3/97 del 6 marzo 1997
Registro Periodici
Realizzazione grafica,
Dtp e Stampa:
L’Artigiana - Alba
La rivista viene stampata
in 48.000 copie e inviata omaggio
a tutti i Soci di Banca d’Alba
Cento Torri lascia agli Autori
la responsabilità delle opinioni
espresse negli articoli firmati
10
29
22
18
Questo numero è stato chiuso
in redazione il 18 novembre 2014
Stampata su carta prodotta
nel rispetto dell’ambiente
In copertina:
In copertina:
I Paesaggi Vitivinicoli
di Langhe-Roero e Monferrato
riconosciuti dall’Unesco
Patrimonio Mondiale
dell’Umanità
Pronti... Partenza... Via!
16
Noi ci siamo!
26
30
Vino:
la strada è l’export
19
Giovani Soci
a RuotaLibera
20
Aneurisma:
screening in piazza
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Un anno insieme
alla Fondazione
Banca del Canavese
La Collina degli Elfi,
il luogo dell’anima
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Soci & Territorio
10
18
Immagini di:
Alberto Peroli, Andrea Muti,
Claudio Mainini, Cristi Serban,
Ecomuseo della Pietra da Cantoni,
Enzo Massa, Francesco Bedini,
Giulio Morra, iStock Photo,
Mauro Rosso
Realizzazione editoriale:
Well Com - Alba
Un aiuto concreto
al nostro territorio
di Felice Cerruti
Direttore responsabile:
Roberto Fiori
Direzione, redazione, segreteria:
Banca d’Alba
Via Cavour, 4 - 12051 Alba (CN)
Tel. 0173 659.303
Fax 0173 659.333
[email protected]
Partire
e saper ripartire
23
In viaggio con l’Ufficio Soci
24
Pasqua in Medio Oriente
26
Nell’Olimpo del vino
29
Il taccuino di Sergio e Carla Naretto
Ricordi d’infanzia
seguendo il fiume Tanaro
di Bruno Gambarotta
30
Volevo fare il camionista,
ora guido il Piemonte
Intervista a Sergio Chiamparino
32
Soci & Cultura
34 Lettere & Commenti
Partire
e saper ripartire
E
ra il 5 e 6 novembre di 20 anni fa quando il territorio
del Sud Piemonte fu devastato dalla terribile alluvione.
Dopo tre giorni di nubifragio, il Tanaro crebbe a livelli
spaventosi e si creò una gigantesca onda di piena
che devastò decine di centri abitati da Ceva
ad Alessandria, portando via ponti, strade, caseggiati.
Contemporaneamente, anche il torrente Belbo e molti altri rii minori
esondavano. Un evento eccezionale con un bilancio gravissimo:
70 morti, 2226 sfollati e diversi milioni di euro di danni.
Ma ci fu la forza di reagire: centinaia di volontari provenienti
da tutte le regioni si misero insieme con gli alluvionati, spalla a spalla,
spalando acqua, fango e detriti. Straordinarie storie di solidarietà
e di coraggio che testimoniarono quei momenti così drammatici
e diedero l’impulso per una nuova ripartenza.
Ecco allora che diventa ancora più significativo, in questo numero
di Cento Torri, accostare il ricordo dell’alluvione del 1994 alla capacità
di creare nuove occasioni di crescita e sviluppo raccontando l’universo
delle startup, ovvero delle idee brillanti che cercano di diventare
imprese solide e redditizie. Perché anche (e soprattutto) in un momento
di crisi, c’è spazio per la creatività, lo spirito d’iniziativa e la volontà
di mettersi in gioco.
Ma ci sono anche altre ricorrenze che vengono ricordate nelle pagine
che sfoglierete: il traguardo di Patrimonio dell’Umanità ottenuto
dai paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e i primi
vent’anni di vita della Fondazione Banca d’Alba Onlus, diventata
un’istituzione preziosa per tutti i Soci e per il territorio di riferimento.
A questo compleanno abbiamo dedicato uno spazio speciale,
per raccontare la storia, il presente e il futuro di un’istituzione
in costante crescita.
Enzo Massa, l’alluvione del 1994 ad Alba
Buona lettura.
7
Un aiuto concreto
al nostro territorio
C
Giorgio Faletti, Bottiglia d’Artista, 2012
ari Soci,
il periodo natalizio
è da sempre
un momento particolare
per i significati
che porta con sé:
si rafforza lo spirito di coesione
della famiglia e idealmente anche quello
della nostra grande comunità dei Soci.
Natale significa anche fare il punto
di quanto raggiunto nell’anno
che sta per terminare e prepararsi
a un nuovo inizio.
È continuato ad aumentare il numero
di nuovi Soci (2.500 nuove entrate
nel 2014). I nostri Centri medici hanno
operato a pieno regime (116.000 visite
e terapie totali erogate nell’anno),
con l’opportunità da quest’anno
di usufruire anche di un secondo ciclo
per Voi e per i Vostri famigliari diretti.
Sempre molto attivo il nostro Ufficio
Soci, con l’organizzazione di gite
(oltre 2.000 partecipanti) e prenotazioni
in strutture sanitarie in caso
di particolari malattie gravi, oltre
che con l’organizzazione di soggiorni
di lavoro e studio in Inghilterra.
All’appuntamento di fine anno,
Banca d’Alba si presenta
con un esercizio in salute che ne attesta
e rafforza la solidità: gli oltre 8 miliardi
di euro di volumi e gli oltre 320 milioni
di patrimonio sono numeri che devono
trasmetterVi le necessarie garanzie
sul ruolo che la Vostra Banca sta
svolgendo e svolgerà per il territorio.
Oltre ad accantonamenti prudenziali
sui crediti, a tutela in primis di Voi
e di tutti i risparmiatori, Banca d’Alba
ha conseguito un utile nettamente
superiore allo scorso esercizio,
destinato a incrementare
il patrimonio e la solidità della Banca,
creando i giusti presupposti
per immettere sul mercato nuovi
finanziamenti. Infatti, in questo
momento particolarmente delicato
di Felice Cerruti
Presidente di Banca d’Alba
BANCA D’ALBA
SI PRESENTA
ALL’APPUNTAMENTO
DI FINE ANNO
CON UN ESERCIZIO
IN SALUTE
CHE NE ATTESTA
E RAFFORZA
LA SOLIDITÀ
per l’economia, il ruolo di una banca
locale e cooperativa come la nostra
è quello di anticipare le soluzioni
per supportare il territorio, senza
esimersi dal vivere questa difficile
situazione al fianco di Voi Soci,
delle Vostre famiglie e delle Vostre
aziende che da sempre ripongono
una grande fiducia in Banca d’Alba.
Questa proattività si traduce
nel metterVi nella condizione
di avere maggiore coraggio e fiducia
per investire nel futuro.
Il nostro territorio ha saputo reagire
e superare vent’anni fa il dramma
dell’alluvione, e sono certo che saprà
superare anche questo difficile
momento economico. La nostra Banca
sarà sempre al fianco delle imprese
e dei cittadini. Per le piccole e medie
imprese locali di tutto il territorio
in cui opera, Banca d’Alba sta facendo
appieno la sua parte e a settembre
ha deliberato un plafond di cento milioni
di euro di nuovi finanziamenti a tasso
agevolato per lo sviluppo dell’economia
reale. È un importo consistente, in buona
parte già erogato, che è stato messo
al servizio di tutte le aziende che vogliono
investire: piccole e medie imprese,
artigiani, commercianti, professionisti,
agricoltori; servono per l’acquisto
di nuovi macchinari, l’ammodernamento
di locali, l’ampliamento dell’attività,
il ripristino del magazzino.
E ci auguriamo che possano servire
anche per investimenti più qualificati,
come l’innovazione, la ricerca,
l’internazionalizzazione, elementi
che aiutano le aziende a emergere
in questa fase selettiva del mercato.
Per le famiglie, invece, Banca d’Alba
è intervenuta per supportare i progetti
di acquisto o ristrutturazione della casa,
oppure quelli di riqualificazione
energetica, con condizioni eccezionali
(addirittura migliorative rispetto
al passato) che si uniscono
alle agevolazioni fiscali previste
dalla legge.
Questo è il nostro modo di fare Banca:
servire con professionalità e passione
Voi Soci, ascoltando i Vostri progetti
per cercare il modo migliore
per supportarVi e continuare tutti insieme
a guardare positivamente al domani,
anche alla luce dei recenti segnali
positivi che il mercato sta fornendo.
Siamo a Natale e il mio pensiero, unito
a quello del Consiglio di Amministrazione
e di tutte le 460 risorse di Banca d’Alba,
va a tutti Voi, alle Vostre famiglie
e alle Vostre attività, nella speranza
che trascorriate serenamente le feste
e siate pronti insieme a noi a guardare
con fiducia al futuro.
SOCI&TERRITORIO
9
IVREA
SPORT
ALBA
LA CORSA
NEL DNA
Ha cominciato a correre
nel 1973, a 13 anni,
e non si è ancora fermato.
Nel senso che, a oggi,
ha ancora entusiasmo
ed energie per cimentarsi
sulla distanza, tanto
da vincere, lo scorso
2 novembre, a Macerata,
la mezza maratona
nel 40° Campionato italiano
interbancario e assicurativo.
“La corsa, così come lo spirito
competitivo, ce l’ho nel Dna –
racconta Pieraldo Scoffone,
Socio di Alba e dipendente
della filiale di Mussotto –:
mio padre, prima di me,
correva negli anni Trenta.
Andava a Torino a piedi,
per poi gareggiare! Quanto
a me, ricordo l’edizione
numero uno della Marcia
dell’Avis: 21 km, faticosissimi,
di corsa in collina, con tutta
l’inesperienza di un ragazzino.
Per due settimane ho avuto
le gambe come due pali!”.
Adesso, tesserato
per la Brancaleone di Asti,
ha all’attivo tre maratone,
con un record personale
di 2 ore e 35 minuti.
TORINO
A sinistra:
il busto di Cavour
realizzato da
Mastro Alfa
Le ceramiche di Mastro Alfa
S
e avete acquistato
una riproduzione d’arte
(non chiamateli souvenir!)
al Museo Egizio di Torino,
alla Venaria, a Stupinigi
o al Forte di Bard (solo
per fare qualche esempio
in zona), ci sono buone
probabilità che a realizzarla
sia stato Domenico Franco,
Socio di Ivrea. Da quasi
40 anni, infatti, dopo
il diploma presso l’Istituto
d’Arte “Felice Faccio”
di Castellamonte,
Mastro Alfa – questo
il nome d’arte con il quale
è conosciuto – ha cominciato
a lavorare la ceramica
e il vetro artistico, ottenendo
dalla Regione Piemonte
il riconoscimento
di eccellenza artigiana.
Le sue creazioni – frutto
del lavoro che svolge
nel suo laboratorio, Alfa
Design, in via IV Martiri 15,
a Ivrea – sono in vendita
presso gli shop di importanti
musei, italiani così come
internazionali.
L’opera che più gli ha dato
soddisfazione? “Un lavoro
di qualche anno fa,
per il Museo diocesano di Susa:
una riproduzione del Trittico
del Rocciamelone, che mi ha
impegnato per diversi mesi.
E anche un busto di Cavour,
con il quale ho vinto il primo
premio a un concorso
organizzato dalla
Confartigianato di Torino
in occasione dei 150 anni
dell’Unità d’Italia”.
Sotto:
Giovanni Bosio
sul Monte Rosa
A sinistra:
Pieraldo Scoffone
CANALE
Per altri occhi
A
32 anni è diventato
cieco a causa
di un malattia: sono passati
oltre 30 anni, ma oggi
Giovanni Bosio ha energie
da fare invidia a molti
giovani, e si è reso
protagonista di imprese
davvero eccezionali.
Imprenditore con i fratelli,
a Canale, in un’azienda
che vende materiali edili,
è presidente delle associazioni
Handarpermare, nata
nel 2004 a Imperia, per dare
la possibilità ai disabili
di veleggiare in autonomia,
e Canale Ecologia, che
si occupa di ambiente
e tutela del paesaggio.
Non è tutto. Giovanni è stato
anche uno dei dieci
protagonisti di Per altri occhi,
il film documentario
realizzato da Silvio Soldini
per raccontare l’universo
dei non vedenti. E, per
non farsi mancare nulla,
nel tempo libero – dopo
aver sperimentato lo sci –
si è dato alle scalate
in montagna, raggiungendo
la Capanna Margherita
a quota 4.554 metri sul
gruppo del Monte Rosa.
“Era un sogno che avevo fin
da ragazzo. Ramponi ai piedi,
camminando sul ghiaccio…
non nascondo che è stato
faticoso, ma ne è valsa
la pena: arrivati in cima,
sembrava
di essere in un
sogno”.
Abitare nel Terzo Millennio
N
el cuore di Mirafiori Sud, a Torino,
sta sorgendo “CasaZero”, un edificio
con caratteristiche da primato
per innovazione progettuale e tecnologica:
sarà il condominio più efficiente, sicuro,
ecologico e intelligente di tutta la città.
Il nome ne riassume le caratteristiche: zero
sprechi di energia, zero emissioni nocive,
zero rumori molesti, zero spese inutili, zero
barriere architettoniche, zero rischi.
“È un’idea abitativa che cambia il modo
di vivere la casa – spiegano i titolari
della Gipa, Socia di Magliano Alfieri,
gli imprenditori che stanno dietro
In più produce corrente
elettrica e conserva l’acqua
piovana per innaffiare
il giardino.
A destra:
Il rendering di CasaZero
A sinistra:
Simona Calabrò all’opera
Sotto:
Alberto Francone in gara
SAN DAMIANO D’ASTI
NEIVE
Creatività a 360°
Il chimico di ferro
L’
I
ultima frontiera sono le bomboniere.
Prima sono arrivati i piccoli lavori
di restauro, la creazione di librerie partendo
dalle cassette della frutta e di lanterne usando
burnie, l’oggettistica in stoffa, il cake design.
Prima ancora, le creazioni con la pasta di fimo.
Proprio da qui comincia, una decina d’anni fa,
l’attività di Simona Calabrò, 32 anni, Socia
di San Damiano d’Asti. Laureata in Scienze
Politiche, prossima al secondo titolo in Scienze
Infermieristiche, in attesa di trovare
un impiego in ambito sanitario, insieme
ALASSIO
IL DIAVOLO IN CUCINA
La popolarità è arrivata con la celebre
trasmissione televisiva Hell’s Kitchen,
cui ha partecipato questa primavera
(classificandosi seconda), ma la passione
per i fornelli ha radici ben più profonde.
Sybil Carbone, 34enne Socia di Alassio,
ha aperto “Papei da Turta” quasi quattro
anni fa, in via Volta 32.
“Per far funzionare un ristorante servono
impegno e passione. Noi abbiamo
cominciato con una friggitoria, offrendo
anche una piccola selezione
di vini del territorio: col tempo è diventata
praticamente un’ossessione… Pochi mesi
fa abbiamo rifatto completamente il locale,
sia a livello di struttura che nella cucina
proposta, più creativa, contemporanea
al progetto –. Tutto è stato
pensato e realizzato
per il benessere delle persone
e dell’ambiente”.
Qualche esempio? CasaZero
è in classe A+ ed è dotata
di un sistema di riscaldamento
e raffrescamento autonomo
con filtraggio dell’aria.
Non usa il gas metano
(quindi non ci sono pericoli
di esplosioni) ed è progettata
secondo criteri antisismici
all’avanguardia.
e concettuale”. Come la rivisitazione
del suo piatto preferito, il classico coniglio
alla ligure. “Mi ricorda l’infanzia, mio nonno
in particolare, quando si cucinava insieme.
Ho reinventato il piatto, e da secondo
è diventato un primo”. Progetti futuri?
Dopo il riconoscimento della Guida
de L’Espresso, il sogno è la Stella Michelin.
all’amica Maria Luigia
Ramundo ha dato vita
alla pagina Facebook
“Creando idee”, dove
è possibile ammirare
le loro produzioni.
“È nato tutto per caso,
curiosando su eBay
alla ricerca di orecchini
particolari, a forma di dolce –
commenta Simona –.
Li ho acquistati, ma visti
i prezzi elevati, ho poi pensato
di potermi cimentare in prima
persona. Ho cominciato così,
e ancora oggi è un hobby,
limitato ad amici
e conoscenti, che però
ci sta regalando davvero
un sacco di soddisfazioni:
a Natale saremo ad Asti,
per i mercatini”.
mmaginate di nuotare
per 1,9 km, quindi
inforcare la bici e pedalare
per altri 90 km, infine
correre per ulteriori
21,1 km, la distanza
di una mezza maratona:
decisamente un’impresa
per uomini di ferro.
Fra di loro c’è anche Alberto
Francone, neivese di 33 anni,
di professione chimico,
per passione triatleta.
Alberto è stato protagonista
dell’impresa nel settembre
di quest’anno a Lanzarote,
nell’Iron Man 70.3 disputatosi
alle Isole Canarie.
“Ho cominciato tre anni fa,
per uno scherzo di alcuni
amici spagnoli che ero
andato a trovare a Madrid.
A sorpresa, mi avevano
iscritto a una gara…
Da lì è nata la passione
per il triathlon. Ora mi alleno
tutti i giorni, almeno
per un’oretta, lasciando
al weekend i ‘lunghi’.
Ho scoperto che
non è un semplice sport,
ma uno stile di vita,
che richiede tanto sacrificio,
ma regala grandi
soddisfazioni”.
Il momento più bello?
“Sarà quello in cui riuscirò
a tagliare il traguardo
di un Iron Man completo:
l’obiettivo è Klagenfurt,
in Austria, a giugno
del prossimo anno”.
Pronti...
Partenza...
Via!
AVVIARE UN’IMPRESA,
OGGI, È PIÙ SEMPLICE
CHE IN PASSATO.
VIAGGIO NELL’UNIVERSO
DELLE STARTUP
P
er quanto sembri
impossibile, la Nutella
non esiste in natura:
prima che divenisse
un’icona a livello
mondiale, esistevano
distese di nocciole e semplice
cacao. E la prima sede della Apple,
colosso che ha rivoluzionato
il nostro rapporto quotidiano
con la tecnologia, era in un garage
californiano dove parcheggiavano
l’auto i genitori di un visionario
che avrebbe cambiato il corso
della storia. Michele Ferrero e Steve
Jobs, per fare due nomi, sono la prova
che trasformare un’idea brillante
in business è un’operazione tutt’altro
che impossibile. Non vuol dire
che sia facile: nell’universo
delle startup (questo il nome
con il quale si identifica la fase
iniziale per l’avvio di una nuova
impresa) c’è il rischio di perdersi:
per convertire l’intuizione iniziale
in realtà di mercato, infatti, sono
diversi i passi da muovere, ed è bene
compierli nel giusto ordine.
Innanzitutto, serve un’idea. Una buona
idea. Creatività, spirito di iniziativa
e volontà di mettersi in gioco
sono caratteristiche fondamentali
per chi sceglie di avviare un’attività.
Ma non bastano.
Prima di partire con una startup,
il futuro imprenditore deve valutare
attentamente la validità e l’attuabilità
del suo progetto attraverso
un dettagliato piano strategico
d’impresa, il cosiddetto business plan,
che deve tener conto del mercato
e della concorrenza.
Quindi occorre trovare i giusti
finanziamenti, investitori privati
o pubblici che credano nell’idea,
andando a scandagliare
le opportunità fornite dai finanziamenti
dell’Unione Europea, particolarmente
attenti all’innovazione.
A questo punto, si è pronti
per partire. E non esistono solo
le startup innovative.
Che si tratti di una ditta individuale,
di una società di persone e di capitali
o di una cooperativa, che si tratti
di un’impresa del tutto nuova
o di un’azienda che sta affrontando
un passaggio generazionale,
sono diverse le formule
che rientrano nella dicitura di startup.
Di seguito vi raccontiamo le storie
di sei giovani Soci di Banca d’Alba.
E a chi, come loro, volesse lanciarsi
nel mondo dell’imprenditoria, Banca
d’Alba ha dedicato il servizio
BuonaImpresa!, il cui compito
è proprio quello di supportare
le giovani aziende, seguendole
nella fase di avvio.
ECONOMIA&TERRITORIO
D
ici “startup”
e subito pensi
all’elettronica.
Non solo.
Ne è la prova
l’azienda agricola
di Andrea Amerio, 31enne
Socio albenganese,
maturità classica,
che a marzo
di quest’anno
ha avviato una ditta
individuale dando
continuità all’azienda
agricola di famiglia,
dedita alla coltivazione
di frutti oleosi e di piante
aromatiche da taglio.
Da allora ha ripristinato quasi
2 ettari di uliveto, iniziato
i lavori per una vasca
di raccolta dell’acqua piovana
e la canalizzazione
della stessa, realizzato
un impianto di irrigazione
a goccia, impiantato e messo
a dimora piante aromatiche
destinate al taglio,
in particolare rosmarino.
Con un sogno nel cassetto:
realizzare un frantoio
e un laboratorio
A
Torino, in via Baretti
28/c, dallo scorso
luglio ha aperto
un’attività il cui nome
è tutto un programma:
“Teste di Rapa”.
“Nella nostra gastronomia serviamo
cucina vegana 100% vegetale:
offriamo un cibo diverso, artigianale
e salutare poiché privo di grassi
animali e conservanti, cercando
di unire l’innovazione della cucina
vegana alla scelta di prodotti locali
e di stagione”, raccontano Federico
Alessandria, classe 1984, di Alba,
ed Emanuele Novo, classe 1981,
di San Rocco di Montà, Soci di Banca
d’Alba. Emanuele è perito
elettrotecnico, Federico ha in tasca
un diploma di scuola alberghiera.
13
ALBENGA
Agricoltura eroica
di confezionamento e vendita
di prodotti tipici nella zona di Balestrino
e nell’entroterra di Albenga.
“Il mercato del lavoro, oggi molto incerto,
non offre alcuna sicurezza, in alcuni casi
nemmeno prospettive. L’idea di startup
nasce in un contesto creativo dove
chi si mette in gioco raccoglie le energie
e le condizioni per essere datore
di lavoro di se stesso.
Mi sono guardato intorno e ho visto
un territorio ferito, di cui prendermi cura,
ma capace ancora di dare prodotti
eccellenti e opportunità di guadagno,
per me e non solo! Tornare a lavorare
zone impervie, fatte di saliscendi,
terrazzamenti realizzati con fatiche
immense nel corso dei secoli, significa
voler ripartire. È un ritorno alla terra,
la stessa terra che ha prodotto e offerto
ricchezza e sviluppo alle generazioni
precedenti”.
Con rinnovate prospettive, però.
“L’idea di base della mia impresa
è quella di dar vita a un’attività
lavorativa che, nel solco della continuità
TORINO
Teste di rapa
Oggi che il mercato del lavoro vive
momenti di grande incertezza,
e il mito del “posto fisso” non esiste più,
chi vuole emergere deve percorrere
strade alternative. Per questo,
dopo diverse esperienze nel passato
lavorativo, entrambi sono andati
all’estero, per vedere altre realtà.
Lì hanno incrociato il mondo vegan.
“Il business dell’alimentazione
consapevole è in crescita, e questo
è certamente un bene. L’impresa, però,
è nata seguendo la nostra filosofia
di vita: abbiamo notato che per noi
A lato:
Federico Alessandria
ed Emanuele Novo
familiare e delle tradizioni contadine locali,
possa coniugare l’esigenza di produrre
reddito con quella di salvaguardare
un territorio fragile e da troppi trascurato.
Sono tristemente attuali le vicende
di dissesto idrogeologico che non solo
deturpano il territorio, ma fanno vittime
e azzerano intere realtà imprenditoriali”.
Queste ultime, tuttavia, necessitano
di tecnologia e investimenti.
“Perché un giovane possa avviare
un’attività è essenziale il ruolo degli istituti
di credito, meglio ancora se a stretto
contatto con le realtà territoriali. Banca
d’Alba ha sostenuto il mio progetto
consentendomi – insieme ai contributi
dell’Unione Europea, attraverso il premio
di insediamento di giovani agricoltori
contenuto nel PSR, il Piano di Sviluppo
Rurale – di acquistare nuove attrezzature
e macchinari e di dare concretezza
al mio progetto”.
A lato:
Andrea Amerio
S
tudiare, lavorare,
investire. Si può
riassumere con queste
tre semplici parole
la filosofia alla base
della startup di Luigi
Minasso, Socio di Alba, residente
a Govone. Trent’anni, laureato summa
cum laude in Economia presso
l’Università degli Studi di Torino
(ottenendo anche il premio
allo studio “Optime” da parte
dell’Unione Industriale di Torino),
è iscritto all’Ordine dei Dottori
Commercialisti ed Esperti Contabili,
nonché all’Albo dei Revisori Legali.
A gennaio dello scorso anno ha dato
vita a una società a responsabilità
limitata semplificata, sotto la ragione
sociale C.E.E.D. S.r.l.s., acronimo
di Centro Elaborazione ed Estimazione
Dati, con sede ad Alba, in via Cerrato 1.
L’ambito di attività è quello dei servizi
nel campo della consulenza fiscale,
societaria, commerciale
e amministrativa, per realtà
imprenditoriali di ogni dimensione.
“La mia startup nasce dall’esigenza
di mettere alla prova tutte le capacità
che penso di aver acquisito negli anni
di studio, lavoro e pratica. Sentivo
il bisogno di intraprendere una nuova
ALBA
Ceed ha i numeri giusti
strada, creando qualcosa di mio:
sicuramente un percorso più impervio
e difficile, ma in grado di regalare enormi
soddisfazioni. Devo ringraziare Banca
d’Alba, che grazie alla lungimiranza
della direttrice che ad oggi mi assiste,
mi ha concesso le finanze necessaria
per aprire l’attività, dall’arredamento
fino ai computer”.
Come sta andando l’avventura?
“I primi mesi non sono stati semplici:
il peso della responsabilità,
sia lavorativa, sia nei confronti di chi
mi ha sostenuto, ha messo a dura prova
la mia decisione. Ma la crescita
e la qualità del lavoro, che giorno dopo
giorno aumentavano, mi hanno
permesso di affermare la fiducia in me
stesso e restare sul mercato. Ho avuto
lungimiranza nell’assumere una giovane
collaboratrice che giorno dopo giorno
mi sostiene e aiuta; ora stiamo
valutando di assumere nuove risorse.
La mia figura rimane essenziale,
in quanto svolgo ancora gran parte
del lavoro, dal momento che credo
fermamente che l’imprenditore
debba essere in prima linea e lavorare
duramente, sia per dare l’esempio,
sia per ridurre i costi fissi”.
Qualche numero?
“Il numero che più conta in ogni
azienda è solo uno: quello delle ore
di lavoro. Se uno ha voglia di lavorare
e produrre, non effettua spese
che non producono reddito
e ha una bassa propensione
all’indebitamento, inevitabilmente
i numeri dell’azienda saranno buoni
e gli utili prodotti andranno
ad autofinanziare l’attività”.
vegani mangiare fuori casa
non è affatto semplice! L’amore
per gli animali e la passione
per la cucina ci hanno spinto fin qui.
Diciamo pure che il lavoro ce lo siamo
creato noi, anche se non è stato
facilissimo: di sicuro, dobbiamo
un grazie di cuore ai nostri genitori!”.
Cosa li ha spinti ad avventurarsi
in questo progetto?
“Ci piacerebbe diffondere il messaggio
di un’alimentazione più consapevole,
cercare di ridurre l’impatto ambientale
e far sapere che un’alternativa esiste.
Abbiamo eliminato la plastica
e le nostre stoviglie sono compostabili
e biodegradabili. Offriamo acqua
microfiltrata, gratuitamente.
Cerchiamo di proporre ogni giorno
una scelta equilibrata per un pasto
completo. Si può comporre un piatto
con diverse combinazioni di assaggi,
anche take away”. Le loro specialità?
“I centrifugati di frutta e verdura
sorprendono positivamente,
poi ci vengono richieste le lasagne
in ogni variante. Piacciono molto
anche il seitan con mandorle e salsa
di soia, le polpette di verdure e le torte
salate. Vanno a ruba i dolci e fra tutti
il crumble ai frutti di bosco e la torta
di nocciole con la nostra tonda gentile”.
E per il futuro?
“Prossimamente estenderemo l’orario
di apertura e aggiungeremo in vendita
gadget in materiali eco e personalizzati,
in vista del Natale. Ci piacerebbe
anche organizzare degli eventi
con lo scopo di raccogliere fondi
a favore degli animali e dei loro diritti”.
Sopra:
Luigi Minasso
ECONOMIA&TERRITORIO
T
agesmutter. Non è
una parolaccia: in tedesco
significa, letteralmente,
“mamma di giorno”.
È una persona,
adeguatamente formata,
che offre educazione e cura a piccoli
gruppi di bambini, principalmente
nella fascia d’età dagli 0 ai 3 anni,
di solito presso il proprio domicilio.
Rientra nella categoria,
pur con significative differenze,
che lo rendono più interessante,
“Il Bosco Incantato”, la startup costituita
a gennaio 2014 da Tatiana Vezzoli,
30enne Socia di Canelli, laureata
in Scienze dell’Educazione.
Non è ancora mamma, ma sa come
prendersi cura dei più piccoli.
“Il mio nido familiare nasce
in un contesto di tipo abitativo,
ma non nella casa in cui vivo.
Questo mi ha permesso di realizzare
un vero asilo nido in miniatura,
all’interno del quale mi è possibile
garantire un elevato livello di sicurezza
e allestire spazi adeguati per i miei piccoli
ospiti. Il clima è quello di una grande
famiglia; il numero ridotto di bambini
mi permette di seguirli in modo attento
e di concedere a ognuno di loro le dovute
attenzioni, cosa che in un tradizionale
asilo nido, per motivi di rapporti numerici
15
CANELLI
Il bosco incantato
tra educatori e bambini, non sarebbe
possibile”.
A chi si rivolge il servizio?
“A chi cerca una soluzione alternativa
Sotto:
Tatiana
Vezzoli
rispetto al nido tradizionale.
Non soltanto a mamme lavoratrici, ma anche
a mamme che pur avendo la possibilità
di occuparsi dei propri figli desiderano
che questi ultimi vivano dei momenti
di socializzazione e crescita in uno spazio
raccolto e protetto come quello che solo un nido
in famiglia può offrire. L’esiguo numero di ospiti
fa sì che si riduca il rischio di contagio in caso
di malattie e permette a me e di rendere
il servizio offerto qualitativamente molto
elevato: la cucina fresca ogni giorno, la scelta
di non utilizzare cibi preconfezionati, l’utilizzo
di prodotti per l’igiene delicati e privi di solfati,
l’utilizzo di pannolini in ovatta di cellulosa privi
di petrolio e derivati, giocattoli quasi tutti
in legno”.
Altre particolarità?
“Cerco di venire incontro nel modo più flessibile
alle diverse esigenze dei genitori: si può scegliere
di frequentare l’asilo nido anche solo pochi
giorni, o poche ore al giorno. E, sempre
pensando alle mamme e ai papà, offro loro
la possibilità di concedersi qualche ora di svago
come coppia attraverso il servizio ‘Stasera soli’:
i genitori possono lasciare i bambini dalle 18,30
alle ore 23 presso l’asilo”.
U
n messaggio chiaro,
deciso, inequivocabile.
Una frase che esprime
un atteggiamento
verso la realtà, un modo
di vivere l’esistenza
e di affrontare il cammino, a volte
tortuoso, della vita: “Niente Paura”.
È il nome di un’impresa filantropica
che mira a rendere più umano
il capitalismo. Che sin dalla sua genesi,
e senza la certezza dei capitali
che può avere un’azienda
già affermata, decide di destinare
parte dell’utile netto per il bene
comune. Dietro al progetto ci sono
tre soci: Luca Zafarana, 22enne Socio
di Banca d’Alba di Alessandria,
Manuel Giannini e Barbara Benedettelli.
Luca ricopre il ruolo di amministratore,
Manuel si occupa dello sviluppo
commerciale, mentre a Barbara
spettano comunicazione e finalità
sociale. Completano il team di lavoro
un direttore commerciale (a capo
di una rete vendita di 50 collaboratori
su tutto il territorio nazionale),
un responsabile tecnico
e una responsabile amministrativa.
“Dopo soli 5 mesi, oggi siamo presenti
sul mercato con il bracciale ‘Tatù’
in 6 diverse collezioni – spiega Luca –.
Abbiamo 800 clienti su tutto il territorio
ALESSANDRIA
Niente paura
nazionale, tra negozi di gioielleria
e abbigliamento, una rete vendita
che conta 50 collaboratori in tutta
Italia e un fatturato di 350.000 euro”.
Ma come è cominciato tutto?
“L’idea nasce dalla voglia di creare
un’impresa di moda che unisca
design e creatività Made in Italy
alla sensibilizzazione culturale e sociale.
Formalmente, la nostra SRL
si è costituita il 21 maggio di quest’anno,
a Cascinagrossa, nell’Alessandrino,
anche se la scintilla che ha dato vita
al tutto risale al 1999, quando il padre
di Manuel perse la sua azienda orafa.
La famiglia si strinse intorno a lui,
che con coraggio e dignità li rassicurò
dicendo: ‘Niente paura, ce la faremo’.
Da quella frase e dall’insegnamento
di suo padre è cominciato tutto”.
Nel 2013 l’incontro tra Manuel
e Luca, a una cena tra amici,
e a stretto giro arriva il tassello
mancante per completare il puzzle,
con l’ingresso di Barbara. Tre storie,
tre anime, una visione del mondo,
che fa di “Niente Paura” una splendida
realtà imprenditoriale,
che non è solo un’impresa
commerciale. Grande attenzione,
infatti, è riservata alla solidarietà.
“Essere un’impresa filantropica
significa voler fare qualcosa
di concreto per cambiare.
Significa devolvere, nel nostro
caso, il 10% dell’utile netto
dell’esercizio a un Fondo
di Destinazione Sociale,
da cui attingere per versare
successivamente
un contributo
alle Associazioni
che si occupano
di aiutare le vittime
della violenza”.
A destra:
Luca
Zafarana
IVREA
La birra col g’ddo
L
a data di costituzione
ufficiale è quella
del 19 aprile 2012,
ma erano anni
che Davide Cardini,
Emiliano Andreatta
e Daniele Bovo accarezzavano
il pensiero di produrre una birra
artigianale tutta loro. Oggi sono
i titolari di “Rabèl – Birrificio
del Canavese”: non hanno un locale
di tendenza, ma hanno invece deciso
di investire sul territorio
e sulle sue risorse, fornendo
ad attività già esistenti un’ottima
birra artigianale.
Nel 2014, fatturato (in crescita)
di 110.000 euro, 4 referenze
(e altre 5 pronte per una graduale
immissione sul mercato), 240 ettolitri
di produzione, 150 locali serviti,
dislocati su tutto il Canavese
e su parte del Torinese. Numeri
notevoli, che però non dicono tutto.
Partiamo dal nome: perché “Rabèl”?
“È un termine dialettale che significa
‘chiasso’, ‘baccano’, con accezione
legata anche al divertimento.
E, a proposito di dialetto, la nostra
è ‘La birra con il g’ddo’. Il ‘Ghëddo’
è un termine meraviglioso,
di quelli che non si possono tradurre.
Per questo spunta sempre fuori,
persino nei discorsi più colti. Qualcuno
ha provato a definirlo ‘carattere’,
‘mordente’ oppure ‘entusiasmo’,
riuscendo solo ad afferrare
qualche sfaccettatura
dell’espressione. Perché il g’ddo
è qualcosa di più: è quel certo
‘non so che’, quel tocco
misterioso che non si riesce
a spiegare, ma che quando
c’è fa la differenza. In meglio”.
Come avete cominciato?
“Rabèl è l’evoluzione spontanea
del nostro hobby di produrre
birra per il puro piacere
personale. Abbiamo iniziato
per scherzo a costruire un piccolo
impianto, poi abbiamo
cominciato a sperimentare
ricette che incontrassero
sempre più il nostro gusto.
Il bouquet offerto da tutti gli ingredienti
e le variabili legate al processo produttivo
sono stati la tavolozza sulla quale abbiamo
passato interi sabati per almeno 5 anni,
alla ricerca del ghëddo”.
Con un occhio di riguardo agli investimenti
nell’ambito della comunicazione,
per velocizzare la conoscenza del prodotto,
la loro politica è in stretta correlazione
con il territorio, cercando di legare le ricette
a prodotti autoctoni per offrire una birra
adesa al tessuto culturale canavesano.
“Da sempre la nostra sfida è quella di creare
buoni prodotti con un prezzo al consumatore
competitivo. Ci piacerebbe che la nostra birra
diventasse un volano per far ripartire
la consapevolezza di un territorio ricco
di tradizioni, cultura e potenziale turistico”.
A sinistra:
Davide Cardini,
Daniele Bovo,
ed Emiliano
Andreatta
BANCA&TERRITORIO
Cogliere la voglia dei GIOVANI
di mettersi in gioco è un seme
che va coltivato con cura e risorse.
Il nostro scopo è aiutarli a trasformare
una nuova impresa in BUONAIMPRESA!
BUONAIMPRESA! è un servizio che accompagna
le giovani aziende nella fase di avvio dell’attività.
Ad oggi sono 41 le startup che quest’anno
hanno intrapreso questo percorso con Banca d’Alba,
in collaborazione con le principali associazioni
di categoria.
Comprare casa è il sogno
di ogni FAMIGLIA. Quest’anno abbiamo
ulteriormente migliorato le condizioni
economiche per consentire ai nostri
Soci e clienti di avverare questo sogno.
Banca d’Alba ha esteso il finanziamento
della spesa per l’acquisto della casa sino al 95%
e propone condizioni eccezionali per la ristrutturazione
e la riqualificazione energetica, che si aggiungono
alle agevolazioni fiscali previste dalla legge.
Siamo nati e cresciuti come
Cassa Rurale: al SETTORE AGRICOLO
dedichiamo tutto il nostro impegno
per interpretare le nuove esigenze e offrire
gli strumenti adeguati. Per sostenere
le tradizionali e le nuove aziende agricole
nel loro percorso di crescita.
Banca d’Alba è da sempre vicina alle aziende
agricole perché ha radici comuni: ne conosce
le esigenze e sa offrire soluzioni semplici, tempestive
e vantaggiose. Per questo ha riservato i fondi BCE
anche per il settore agricolo, garantendo condizioni
eccezionali per l’acquisto di attrezzature, terreni
o fabbricati, per la ristrutturazione o riconversione
dei vigneti, per l’anticipo delle spese annuali
dell’azienda.
17
ci s iamo!
Noi
I
l Presidente Felice Cerruti,
nel suo saluto a pagina 7,
sottolinea l’importanza
del ruolo di una banca locale
e cooperativa a supporto
del territorio nel quale opera,
soprattutto in questo momento
particolarmente delicato
per l’economia.
In queste pagine Riccardo Corino
e Mario Musso, Direttore e Vice
Direttore Generale di Banca d’Alba,
evidenziano le principali linee
operative adottate per sostenere
l’economia locale.
Sono sette punti che si integrano
e completano tra di loro:
finanziamenti alle famiglie
e ai giovani, interventi a sostegno
delle imprese (con un focus
particolare sul settore agricolo
e sul mercato estero), costante
aggiornamento innovativo
e tecnologico, e infine l’obiettivo
di incrementare i risultati
economici della Banca, finalizzati
a rafforzarne la solidità.
Sotto, da sinistra:
il Direttore Generale
Riccardo Corino
e il Vice Direttore Generale
Mario Musso
L’economia del territorio è fondamentalmente sana. Per rilanciare le attività
servono sostegno e assistenza: la Banca è il partner di riferimento affidabile
per accompagnare le IMPRESE in questo percorso di crescita.
Banca d’Alba ha stanziato a settembre un plafond di 100 milioni di euro destinato
alle piccole e medie imprese locali, dando un segnale concreto e immediato al mercato: possono usufruirne
artigiani, commercianti, professionisti, agricoltori per investimenti per migliorare e rilanciare la propria attività.
Le aziende che esportano sono favorite in questa fase
molto selettiva del mercato. Il nostro ruolo è mettere la nostra conoscenza
e professionalità al loro servizio nelle sfide sul mercato ESTERO.
Banca d’Alba ha maturato negli ultimi 15 anni una grande esperienza nel comparto estero,
che viene messa quotidianamente a disposizione delle aziende locali per superare i rischi di natura
politica, finanziaria e commerciale. Banca d’Alba, collaborando con una rete di oltre 2.400 controparti
in 144 paesi, assiste le aziende locali in tutta la filiera con uno staff dedicato e competente.
Il rapporto personale con i Soci e clienti, tradizionale per una Banca
del territorio, si integra con i nuovi CANALI MULTIMEDIALI,
fornendo molte strade di accesso alla Banca in qualunque momento
della giornata, garantendo comodità ed efficienza.
Banca d’Alba mette a disposizione di privati ed imprese del territorio
le più moderne soluzioni a livello bancario internazionale: dalla firma elettronica avanzata con il tablet,
alla nuova APP Banca d’Alba Mobile all’internet banking sempre più evoluto, sino alle carte di pagamento
con tecnologia contactless RFID e POS virtuali per l’e-commerce. Non ultimo il nuovo sito internet lanciato
quest’anno per un approccio molto più dinamico e interattivo con i Soci e la clientela.
Nel 2014 la Banca ha ulteriormente rafforzato la presenza sul mercato
ed incrementato il proprio patrimonio. Tutti gli indicatori economici sono
in aumento: volumi complessivi, raccolta, redditività e solidità.
Questi valori forniscono le giuste garanzie per continuare il nostro
operato a favore del TERRITORIO.
Banca d’Alba chiude l’esercizio in corso
con oltre 320 milioni di patrimonio, oltre 8 miliardi di volumi e un utile in netta crescita.
Gli impieghi, dopo anni di flessione, hanno iniziato ad aumentare nel secondo semestre del 2014
e questo è un chiaro segnale di ripresa e di voglia di investire nel futuro.
R U O TA L I B E R A
BANCA&TERRITORIO
Vino:
la strada è
N
on è un caso
che il simbolo
di Banca d’Alba
sia un grappolo
d’uva, testimonianza
di un saldo legame
con un territorio caratterizzato
da una radicata vocazione vinicola;
la tradizione contadina si intreccia
con la storia stessa dell’istituto
di credito, nato come cassa rurale
e artigiana oltre un secolo fa.
Ma il vino non rappresenta solo
il passato, anzi: l’attenzione al settore
è oggi più viva che mai.
Prova ne è il fatto che sono due,
negli ultimi mesi, i convegni ospitati
da Banca d’Alba nella propria sede
dedicati all’argomento, negli scorsi
mesi di settembre e novembre,
organizzati in collaborazione
con il consorzio “I vini del Piemonte”.
Il primo, intitolato “Come affrontare
i mercati esteri con successo”,
ha visto oltre un centinaio
di produttori gremire la sala
di Palazzo Banca d’Alba
per il seminario condotto
da Michèle Shah, giornalista e critica
specializzata nella promozione
dei vini italiani sui mercati esteri.
“Per avere successo – sostiene la Shah
– occorre studiare attentamente
ogni singolo mercato che si vuole
affrontare, gli usi e costumi
dei suoi abitanti, le leggi
e le possibilità economiche.
IN BANCA D’ALBA, DUE CONVEGNI
DEDICATI AI PRODUTTORI VINICOLI
E poi non limitarsi
a investimenti sporadici:
per aprire una nuova
frontiera ci vogliono
almeno tre anni”.
Un esempio? I mercati
del Nord Europa,
che rappresentano
una miniera di opportunità,
purché ci si presenti
con un’immagine coerente,
forti di una buona strategia
di marketing
e comunicazione, essendo
in grado di trasmettere l’identità
di questa terra e dei suoi prodotti
di eccellenza.
Un’altra frontiera è quella dei Paesi
asiatici, avendo nel Giappone
uno sbocco commerciale già maturo:
il focus sulle opportunità di esportare
nella terra del Sol Levante ha visto
come protagonista il giornalista
Isao Miyajima, uno dei massimi
conoscitori del mercato nipponico.
“Per promuovere i nostri prodotti
all’estero è fondamentale la capacità
di fare sistema – spiega il presidente
del consorzio “I vini del Piemonte”,
Andrea Faccio –. Il gioco di squadra
rappresenta la filosofia che ispira
tutta la nostra attività di promozione
sui mercati esteri”.
Giovani Soci
a RuotaLibera
Disegna
la tua Expo
l’export
Dall’alto:
Michèle Shah
e Isao Miyajima
“NUTRIRE IL PIANETA,
ENERGIA PER LA VITA”:
UN CONCORSO
PER LE SCUOLE
U
n bando di concorso
per la selezione
di un’immagine
capace di raccontare
il territorio
di Langhe e Roero:
Banca d’Alba, in collaborazione
con il Comune di Alba, l’Ente
Turismo e il Centro Studi “Beppe
Fenoglio”, promuove l’iniziativa
rivolta alle scuole di primo
e di secondo grado del territorio
di Alba, Bra, Langhe e Roero. Tema
del concorso, lanciato in occasione
dell’Expo 2015 di Milano, e a esso
collegato, è: “Nutrire il pianeta,
energia per la vita”.
Due le sezioni previste (Elementari
e Medie insieme, a parte le Scuole
Superiori), con il termine ultimo
di consegna delle opere fissato
al 22 dicembre. Alla proposta
vincitrice sarà conferito un premio
in materiale didattico del valore
di 500 euro, mentre tutte le opere
pervenute (visibili anche on-line
in una galleria virtuale dedicata
sul sito del Comune e dell’Ente
del Turismo) saranno protagoniste
di una mostra che si terrà presso
Palazzo Banca d’Alba durante
il periodo dell’Esposizione
Universale di Milano.
Per informazioni:
www.centrostudibeppefenoglio.it.
19
UN RICCO CALENDARIO DI ATTIVITÀ LUDICHE
E FORMATIVE PER GLI UNDER 30 DI BANCA D’ALBA
S
ono ben 7.903 i Soci
di Banca d’Alba che,
rientrando nella fascia
di età compresa tra i 18
e i 30 anni, fanno parte
di diritto di RuotaLibera,
l’associazione lanciata da Banca
d’Alba nel corso dell’Assemblea 2012
allo scopo di offrire alla componente
giovanile della compagine sociale
la possibilità di partecipare
ad attività ludiche e formative.
Corsi di formazione, partecipazione
a convegni, concerti, gite, cene,
eventi, attività sportive: spaziano
in molteplici ambiti (e sono davvero
numerose) le proposte che, ogni
anno, RuotaLibera elabora per offrire
ai Giovani Soci opportunità
di incontro e confronto,
in un percorso di crescita all’interno
della comunità di Banca d’Alba.
Dopo la gita al Parco delle Cascate,
nei pressi di Molina, nel Veronese,
lo scorso aprile, numerosi volontari
appartenenti all’associazione si sono
occupati dell’allestimento
dello stand che, in occasione
dell’Assemblea dello scorso maggio,
era preposto alla presentazione
delle proprie attività.
Quindi, archiviata la partecipazione
al IV Forum Nazionale dei Giovani
Soci delle Banche di Credito
Cooperativo, svoltosi
dall’11 al 13 luglio in Trentino,
sempre nel mese di luglio RuotaLibera
ha partecipato con un proprio stand
al festival letterario-musicale
Collisioni, a Barolo, nella splendida
cornice delle colline delle Langhe.
Richiamando il tema
dell’inserimento nella Lista
Unesco, è stato lanciato un concorso
per premiare la fantasia dei
partecipanti, invitati a scrivere una
frase declinando l’incipit “l’unione
è…”: le sei frasi più creative,
sulle oltre 500 cartoline pervenute,
sono state ricompensate
con altrettanti biglietti per il concerto
di Ligabue del 9 settembre a Torino.
Anche quest’anno, quindi,
un nutrito gruppo ha preso parte
all’appuntamento con “Corri sotto
le torri”, corsa non competitiva
organizzata nella città di Alba
il 21 settembre scorso, regalando
ai 25 partecipanti iscritti
con il gruppo di Ruotalibera
una maglietta dell’associazione.
Infine, in attesa della consueta Cena
di Natale, nel corso della quale
verranno pianificate le principali
attività da organizzare nel 2015,
prima fra tutte la gettonatissima gita
in montagna, nel corso dell’autunno
partiranno i corsi formativi –
cofinanziati dalla Provincia di Cuneo,
per un costo a carico degli iscritti
pari ad appena il 20% del totale –
organizzati dall’Associazione
Commercianti di Alba: diverse
le proposte di RuotaLibera,
dalla ristorazione (con le tecniche
di cucina base e le tecniche di bar)
alla lingua inglese (livello
principiante e pre-intermedio)
e tedesca (livello elementare), fino
agli elementi di degustazione dei vini
e abbinamenti enogastronomici.
Per maggiori informazioni
e per partecipare alle attività
organizzate da RuotaLibera basta
un click su Facebook o un’e-mail
a [email protected].
7.903
Giovani Soci iscritti
a RuotaLibera
28
Iniziative proposte
dalla sua nascita a oggi
30
Mesi di attività
dell’associazione
557
Cartoline raccolte
allo stand presso Collisioni
F O N D A Z I O N E B A N C A D E L C A N AV E S E
F O N D A Z I O N E B A N C A D ’A L B A
Aneurisma:
screening in piazza
con il Cardiovan medico
D
opo il successo
del 2011, si è replicata
anche quest’anno
la campagna
di prevenzione
dell’aneurisma
dell’aorta ascendente, patologia
che colpisce maggiormente la fascia
di età compresa tra i 55 e i 75 anni.
Proprio a loro si è rivolta l’iniziativa –
organizzata dalla Fondazione Banca
d’Alba Onlus in collaborazione
con la Cardioteam Foundation Onlus,
oltre che con l’Asl CN2 (in particolare
con il reparto di Cardiologia, diretto
dal dottor Antonio Dellavalle),
la Cooperativa Sociale Cento Torri
e la Città di Alba – che, dal 22 settembre
al 4 ottobre scorsi, ha visto ben 350
persone sottoporsi allo screening
gratuito all’interno del “Cardiovan
medico” attrezzato in piazza Savona,
nella capitale delle Langhe,
di fronte alla filiale di Banca d’Alba.
L’esame ecocardiografico effettuato
dal team presieduto dal dottor Marco
Diena, cardiochirurgo di fama
internazionale, ha permesso
Diabete:
obiettivo
prevenzione
Per il terzo anno consecutivo,
la Fondazione Banca d’Alba aderisce
alla Giornata Mondiale del Diabete,
collaborando con il Servizio
di Diabetologia dell’Asl CN2
e la Cooperativa Sociale Cento Torri
all’organizzazione di un’attività
di controllo gratuito della glicemia.
Sabato 15 novembre, presso Palazzo
Banca d’Alba, in via Cavour, decine
di persone si sono sottoposte
allo screening per valutare il rischio
di individuare dieci soggetti affetti
da una patologia importante,
con indicazione chirurgica urgente:
dieci persone che, grazie ai 20 minuti
richiesti dall’ecocardiogramma, hanno
avuta salva la vita.
“La prima mission della nostra
fondazione, nata nel 2008 a Torino,
è la prevenzione di infarto e ictus
– spiega il dottor Diena –. In secondo
luogo, ci occupiamo della formazione
internazionale di specialisti cardiologi,
cardiochirurghi e anestesisti, effettuando
inoltre missioni operatorie nei Paesi
più disagiati. Infine, lavoriamo
allo sviluppo della ricerca contro l’infarto
e l’ictus, che mietono
più vittime dei tumori”.
Commenta infine il Presidente
della Fondazione Banca d’Alba,
Tino Cornaglia: “Banca d’Alba
e la sua Fondazione sono da sempre
attenti al tema della prevenzione.
Abbiamo quindi aderito subito
con convinzione a questo progetto,
mettendo a disposizione
della popolazione la segreteria
organizzativa per ricevere
le prenotazioni per le visite gratuite”.
A testimoniare l’ottima riuscita
dell’iniziativa, il fatto che altre
400 persone abbiano richiesto
di sottoporsi all’esame, venendo
inserite in lista d’attesa: nei prossimi
mesi, grazie al supporto
della Fondazione, l’Asl CN2 effettuerà
lo screening anche su di loro.
di sviluppare il diabete.
“Il diabete mellito di tipo 2 – afferma
la dottoressa Annamaria Nuzzi,
responsabile del Servizio
di Diabetologia e Malattie Metaboliche
dell’Asl CN2 – è ormai un’epidemia
dai risvolti socio economici sempre più
pesanti, soprattutto per quel che riguarda
le sue complicanze. Fra i fattori di rischio
rientrano età maggiore di 45 anni,
familiarità per diabete e malattie
cardiovascolari (infarto o ictus),
sovrappeso, sedentarietà, ipertensione
arteriosa, ipercolesterolemia, aver avuto
o essere stato un neonato di peso
superiore ai 4 kg, aver avuto il diabete
gestazionale. Una diagnosi precoce
e una cura efficace e tempestiva riducono
l’incidenza e la gravità di questi eventi”.
A sinistra:
Antonio Dellavalle,
Marco Diena,
Francesco Morabito,
Tino Cornaglia,
Maria Cristina Frigeri
davanti al Cardiovan
medico
Sotto:
la locandina
della Giornata
Mondiale
del Diabete 2014
21
Un anno insieme alla
Fondazione Banca del Canavese
È
stato un anno davvero
ricco di iniziative, quello
che va concludendosi,
per la Fondazione Banca
del Canavese. Impegno
per la promozione
turistica (con un occhio di riguardo
al comparto vitivinicolo), attenzione
al mondo della scuola e del lavoro,
prevenzione in ambito sanitario:
queste le tre direttrici lungo le quali
si è sviluppata l’attività dell’istituzione
presieduta da Gianni Cucco.
Tra le attività da segnalare riferite
al primo ambito, una menzione
speciale merita il progetto “Terre
dell’Erbaluce”, che unisce lo sport
indoor all’ambiente, al turismo
e all’enogastronomia, e che fra aprile
e settembre ha dato vita
a un caleidoscopio di sport indoor,
passeggiate naturalistiche lungo la rete
sentieristica delle pietre bianche,
degustazioni e voli in mongolfiera.
Altro appuntamento di notevole
successo è stato “Erbaluce: un vino
di territorio in cammino verso Expo 2015”,
degustazione conviviale che, lo scorso
26 giugno, ha visto il grande vino
di Caluso protagonista di una serata
a Milano, organizzata
da HonestCooking.it in collaborazione
con la Fondazione Banca del Canavese
e la Credenza Vinicola di Caluso.
Trait d’union tra i tre obiettivi prefissati,
il progetto che ha portato gli alunni
della classe I della Scuola Elementare
di Caluso a diventare vignaioli
per un giorno. I piccoli studenti –
nell’ambito del progetto “Il gusto
della salute” – hanno portato a termine
una parte del progetto dedicato
alla conoscenza dei sapori,
imbottigliando il vino realizzato
con le uve vendemmiate da loro
nei mesi precedenti. Sempre nell’ambito
dello stesso progetto, con l’obiettivo
di stimolare nelle giovani generazioni
le buone prassi verso l’ecologia,
gli allievi della scuola primaria di Caluso,
Mazzè e Vische si sono cimentati
in laboratori in cui hanno imparato
a “leggere” il proprio territorio: ecco
come è nata l’attivazione dell’orto
didattico nel cortile della scuola.
Grazie a Mariangela Susigan,
del ristorante Gardenia di Caluso,
è stato emozionante e divertente
vedere 19 piccoli cuochi
della V elementare di Mazzè all’opera
in cucina, indaffarati a seguire
i consigli e gli insegnamenti
di uno chef stellato.
Ancora, gli alunni della I elementare
di Caluso sono stati protagonisti
di una serie di lezioni su frutta
e verdura tenute da Marco e Barbara
Malvino, titolari del negozio di alimenti
freschi nel comune patria dell’Erbaluce.
Per i ragazzi delle III medie, invece,
particolarmente preziose sono state
le due giornate di incontri
di orientamento per genitori e studenti
organizzati dall’Associazione
Levi-Montalcini Centro
di Orientamento di Caluso.
Ultimo appuntamento in ordine
temporale, il 19 ottobre, la Festa
del Vignolant di Caluso, istituita
e organizzata dal Consiglio Grande
della Credenza Vinicola di Caluso
e del Canavese presieduta dal Console
Gian Francesco Orsolani,
in collaborazione con la Fondazione
Banca del Canavese: un bel momento
per premiare l’operato di chi,
nella vigna, lavora costantemente
con impegno e determinazione,
ma anche un invito caloroso
a impegnarsi per migliorare il contesto
ambientale in cui ogni singola vigna
è inserita.
Per maggiori informazioni sull’attività
della Fondazione Banca del Canavese,
è possibile visitare il sito web
www.fbcanavese.it.
A sinistra e sotto:
alcuni momenti
significativi
fra le attività
organizzate nel 2014
dalla Fondazione
Banca del Canavese
UFFICIO SOCI
C
uba e la Grecia,
oltre alle proposte
dei soggiorni
invernali e delle gite
del weekend:
c’è tanto turismo
(senza dimenticare l’organizzazione
di vacanze studio e il prezioso
supporto ai Soci in ambito
sanitario, con la definizione
di convenzioni a tutela della salute)
nell’attività dell’Ufficio Soci, attivo
ad Alba e a Torino.
Di seguito presentiamo dunque
una rapida carrellata delle opzioni
di viaggio, alcune delle quali
Collina
La
degli Elfi , il luogo
dell’anima
23
In viaggio
con l’Ufficio Soci
ancora in fase di definizione.
Per costi e dettagli, rivolgersi
direttamente all’Ufficio Soci
(tel. 0173/659399, mail
[email protected])
DAL MAR DEI CARAIBI
AL MEDITERRANEO,
PASSANDO PER I SOGGIORNI
INVERNALI E LE GITE PRIMAVERILI
BANCA D’ALBA CONTINUA A SOSTENERE IL PROGETTO
CHE ACCOGLIE I BAMBINI ONCOLOGICI IN REMISSIONE DI MALATTIA
U
n’anima generosa
e festante, quella
della Collina degli Elfi,
l’associazione
di volontariato
con sede a Govone
che accoglie i bambini malati
di cancro e le loro famiglie
in una struttura dedicata,
il ristrutturato convento di Craviano,
per un periodo di svago e recupero.
“I bambini, in remissione di malattia,
vengono accompagnati nel difficile
passaggio tra l’ospedale, le terapie
e il rientro nella vita di tutti i giorni
– spiega Luisella Canale,
psicoterapeuta e presidente
dell’associazione –. La Collina
non si occupa di curare chi sta male,
ma cerca di circondare i propri ospiti
in un clima di magia, gioia
e condivisione che favorisce il recupero
dalla malattia”.
Dal 2012 a oggi, grazie all’aiuto
di 150 volontari formati attraverso
corsi professionali, la Collina degli Elfi
ha assistito più di 80 famiglie,
per un totale di oltre 350 persone,
di cui la metà sono bambini
tra i 7 e i 14 anni.
Ogni anno, a fine luglio,
per finanziare le proprie attività
la Collina organizza un grande
evento musicale, invitando
la comunità a festeggiare
e conoscere l’associazione.
L’ultima edizione di “Elfi in festa”,
partecipata da oltre 5 mila persone,
ha visto salire sul palco nomi
eccezionali: Bob Geldof, Modena City
Ramblers, Goran Bregovic e Giorgia.
Il suo pensiero, fra quello di tutti,
per raccontare il progetto:
“A volte usiamo troppo
le parole. Dovremmo
imparare ad ascoltare
l’anima. Ho conosciuto
la Collina degli Elfi
e posso dire che il loro
progetto opera, senza
troppe parole, a sostegno
del dolore dei piccoli e delle
loro famiglie provate dalla malattia:
la Collina degli Elfi è il luogo dell’anima”.
Accanto alla musica, la Collina
ha ospitato “La più grande magia
per gli Elfi”, spettacolo di illusionismo
a cura di Masters of Magic,
con la partecipazione di Raul Cremona,
Samuel il Ventriloquo, Walter Rolfo
e il Mago Sales.
“Sono state serate di grande emozione
grazie alla presenza di un pubblico
sensibile, artisti di fama internazionale
attenti ai temi sociali e un cielo
clemente, che ha permesso di vivere
appieno la bellezza del luogo.
Ringraziamo gli enti pubblici
e le aziende che ci hanno sostenuto –
continua Luisella Canale – e siamo
grati in modo particolare alla Banca
d’Alba, il cui sostegno, per il terzo anno
consecutivo, permette alla Collina
di continuare nella sua opera
di accoglienza delle famiglie”.
Banca d’Alba, infatti, ha scelto
di donare alla Collina
degli Elfi la somma
che avrebbe destinato
all’acquisto
di un omaggio
natalizio per Soci
e dipendenti.
A “Elfi in Festa”,
infine, è stato
presentato il progetto
“La sciarpa lunga un sogno”,
il capo di lana cucito
da 300 volontari, lungo 5 chilometri
e composto con più di 700 kg di lana
che, diviso in 3.400 pezzi, viene
venduto per finanziare le attività
dell’associazione.
“Se siete alla ricerca di un regalo bello
e che fa del bene – conclude Luisella
Canale – potete acquistare la sciarpa
presso la sede di Craviano o prenotarla
da Elide Lazzari (al numero di telefono
333/6215685), madrina del progetto.
Ogni 200 pezzi venduti, la Collina
potrà garantire l’accoglienza
di un’intera famiglia”.
Per chi non avesse ancora pensato
alle strenne natalizie, un bel modo
per farsi gli auguri di Natale.
1-16
febbraio
Sopra:
il lancio
della mongolfiera
durante il festival
“Elfi in Festa”
2-7
aprile
CUBA
GRECIA
Sulle orme
di Hemingway
L’altra sponda
dello Ionio
Mare, terme
o monti?
Il weekend
con l’Ufficio Soci
Non è certamente
un’isola come le altre:
mix entusiasmante di storia
e musica, poesia e passione,
avventura e cultura. Clima
perfetto. Acque incontaminate.
Paesaggi mozzafiato.
Architettura maestosa. Piante
e animali esotici. Un’intensa
vita notturna. E una processione
impressionante di auto vintage.
Questa è Cuba! Da La Habana
a Viñales, lungo la “Rotta
Hemingway” e a Trinidad,
infine a Santiago de Cuba,
prima di godersi gli ultimi
giorni nella località marittima
di Playa Pesquero.
Il tour è in programma
dal 1° al 16 febbraio,
al costo di 2.470 euro per i Soci
(2.540 per i non Soci).
La terra degli eroi omerici
sarà la meta del viaggio
organizzato per Pasqua,
dal 2 al 7 aprile, per il tour
della penisola greca.
Arricchendo il soggiorno
sull’altra sponda dello Ionio,
dopo il soggiorno ad Atene,
alla scoperta della cultura
classica, nel cuore della cultura
ellenica, il tour proseguirà
con un’escursione alle Meteore,
immersi in un paesaggio quasi
metafisico, nel verde
della Tessaglia, in visita
ai monaci ortodossi che hanno
scelto queste vertiginose
pareti calcaree come luogo
di vita ed elezione spirituale.
I costi e i dettagli
del soggiorno sono ancora
in fase di definizione.
Sharm el-Sheikh, Alassio
o Montegrotto? C’è solo
l’imbarazzo della scelta,
per chi volesse partecipare
alle proposte di soggiorni
invernali organizzati dall’Ufficio
Soci. Per svernare, le opzioni
spaziano tra il mare in Egitto
dal 15 al 22 febbraio, la Riviera
ligure dal 1° al 15 marzo
o, dal 15 al 29 marzo, le terme
vicino a Padova: diverse
le opzioni per chi, nell’inverno,
volesse rilassarsi godendo
di un clima più temperato.
Per chi all’acqua preferisse
la neve, l’opzione è invece
quella della settimana bianca
in Austria, a Bad Kleinkirchheim,
o sulle nostre Alpi a fine
gennaio o inizio febbraio
del prossimo anno.
Un fine settimana dedicato
alla pesca alla trota, un altro
agli itinerari della Grande
Guerra: sono due i weekend
programmati per i primi mesi
del 2015. Il primo,
verso la fine del mese
di aprile, è stato pensato
per tutta la famiglia e avrà
come destinazione il lago
San Biagio, alle porte di Alba,
lungo il fiume Tanaro.
La seconda gita,
dal 30 maggio al 2 giugno,
ripercorrerà i passi
dei combattenti della Prima
Guerra Mondiale, in Friuli
Venezia Giulia e in Veneto,
con visite a Monte San
Michele e alle città di Trieste,
Fogliano Redipuglia, Gorizia
e Bassano del Grappa.
UFFICIO SOCI
25
sepolta per secoli sotto
la sabbia prima di essere
scoperta e restaurata.
Il tempo incalza,
e ci avviamo in direzione
del Mar Morto,
la più grande depressione
naturale della Terra.
Ciò che interessa di più
è l’entusiasmo nel provare
la famosa sensazione
di poter galleggiare senza
fatica: indossati i costumi
da bagno si scende sulla riva,
si entra in acqua e si lotta
subito con la spinta
dell’acqua che porta verso
l’alto. Dopo aver provato
a spalmarci sul corpo
il fango benefico
per la pelle, la splendida
giornata volge al termine.
Ci aspetta l’escursione
nel deserto del Wadi Rum:
non per visitarlo,
ma per viverlo.
È un momento atteso,
TA C C U I N O D I V I A G G I O D I S E R G I O E C A R L A N A R E T TO
Pasqua in Medio Oriente
IL FASCINO
DEL DESERTO,
PETRA
E IL MAR MORTO,
RACCONTATI
DALLE PAROLE
DEI SOCI SERGIO
E CARLA
NARETTO,
CON LE FOTO
DEL SOCIO
CLAUDIO MAININI
e sensazioni
e le emozioni
che ci ha
trasmesso
questo
viaggio
in Giordania
sono state
così coinvolgenti e vibranti
che sminuirle in un semplice
reportage sarebbe riduttivo.
Il racconto spazierà
tra i nostri ricordi, cercando
di raccontare quello
che è stato un percorso
nella storia e nel passato
della Giordania, con flash
di odierna quotidianità.
L’arrivo in Giordania passa
attraverso lo scalo
di Istanbul, dove il gruppo
dei vacanzieri inizia
a guardarsi intorno
cercando di dialogare e fare
conoscenza. Qui arriva
la prima sorpresa:
per ingannare l’attesa
ci viene messo a disposizione
L
un pullman che ci farà fare
una veloce visita guidata
della città.
Partiamo quindi per Amman,
capitale giordana, dove
arriviamo a notte fonda
e conosciamo la guida
che ci accompagnerà
per tutto il viaggio, Soufiane.
Il mattino ci sveglia
con il canto dei müezzin
lanciato dagli altoparlanti.
La città è caotica, disposta
su sette colli: facile
l’abbinamento a Roma,
ma qui tutto è diverso,
dalle persone che vi abitano
al territorio.
Lasciamo Amman
e iniziamo l’avventura
in terra giordana.
Ci aspettavamo un territorio
pianeggiante e bruciato
dal sole, invece scopriamo
una terra piena
di montagne e vallate,
brulla e rocciosa.
In un percorso di continui
saliscendi arriviamo
al Monte Nebo, un luogo
ricco di significato,
dove Mosè vide la terra
promessa. Proseguiamo
per Mabada, la città
dei mosaici, dove visitiamo
la chiesa di San Giorgio,
in cui è conservato
sul pavimento un mosaico
bizantino del VI secolo
composto da circa 5 milioni
di tessere in pietra colorata.
Il viaggio nella storia
prosegue e arriviamo
a Gadara, l’attuale Umm
Qais. Il sito archeologico,
un mix romano-ottomano,
non è impressionante
e risulta essere mal
conservato; in compenso,
la sosta consente di vedere
le alture del Golan e il lago
di Tiberiade. Ci dirigiamo
quindi in pullman verso
Gerasa, splendida località
Piccola Petra
GADARA
che incuriosisce: la vastità
del paesaggio tra sabbia
e montagne rocciose
dai colori smaglianti,
la natura diversa
e straordinaria, il tramonto
del sole in un ambiente
isolato dalla caoticità
del mondo, ci creano nuove
sensazioni. La serata ci trova
seduti intorno a un fuoco
acceso, che intiepidisce
l’aria frizzante, ad ascoltare
la musica locale suonata
da un musicista cieco
e a ballare con i beduini.
La notte ci attende
nelle tende beduine:
qualche folata di vento
freddo, un branco di cani
che ulula in lontananza,
l’incommensurabile bellezza
del cielo stellato. Dopo aver
ammirato l’alba nel deserto
iniziamo la parte
più avventurosa: arrivano
le jeep che ci porteranno
a correre tra le dune
e i canyon, prima di avviarci
Mar Morto
verso la città
incantata
dichiarata
dall’Unesco
patrimonio
dell’umanità, Petra,
che deve il suo fascino
alla collocazione particolare,
nelle profondità di una gola
stretta nel deserto.
Si cammina attraverso
le pareti rocciose
che si elevano
fino a 80 metri, passando
in stanze scavate
nelle spirali d’arenaria.
Osservando non solo
i monumenti, ma anche
la particolare presenza
di tutto questo mondo
variegato di persone
che ti ruota intorno, siamo
rimasti colpiti dagli occhi
della gente: bellissimi, scuri,
profondi e penetranti.
Ormai il viaggio
è al termine: ci aspetta
ancora la visita del castello
di Karak, di origini romane,
prima di dirigerci
all’aeroporto di Amman,
dove finisce l’avventura
in questa splendida
terra.
26
TRADIZIONI&TERRITORIO
27
Nell’Olimpo del vino
P
UNESCO
oiché le guerre
hanno origine
nello spirito
degli uomini,
è nello spirito
degli uomini
che si debbono innalzare
le difese della pace.
Comincia con queste parole
il preambolo
della Costituzione dell’Unesco,
l’Organizzazione
delle Nazioni Unite
per l’Educazione, la Scienza
e la Cultura creata a Parigi
il 4 novembre 1946,
la cui mission consiste
nell’identificazione,
nella protezione, nella tutela
e nella trasmissione
alle generazioni future
dei patrimoni culturali
e naturali di tutto il mondo.
A oggi sono 1007 i siti
riconosciuti, in 161 Paesi,
con l’Italia a guidare questa
classifica forte dei suoi
50 gioielli: ultimo in ordine
cronologico, i “Paesaggi
Vitivinicoli di Langhe-Roero
e Monferrato”.
Cinque aree vinicole distinte
– e un castello – i cui nomi
evocano un’esperienza
Grazie al riconoscimento dell’Unesco,
i “Paesaggi Vitivinicoli
di Langhe-Roero e Monferrato”
sono ora Patrimonio dell’Umanità
profonda e antica
nel rapporto tra l’uomo
e il suo ambiente,
che riflettono un’associazione
lentamente sviluppatasi
tra una vasta gamma
di suoli, vitigni spesso
autoctoni e sapienti processi
di vinificazione. 10.789 ettari,
più altri 76mila conteggiando
la buffer zone, che racchiude
le sei componenti
e coinvolge oltre 100 territori
comunali, per valorizzare
il ciclo del vino.
Distese di colline
attentamente coltivate
a vigneto, punteggiate
da edifici che donano
al panorama caratteristiche
esclusive: piccoli borghi,
castelli medioevali, chiese
romaniche, ciabot e cantine,
che fanno delle nostre terre
un territorio unico, frutto
di secoli di fatiche contadine
e tradizioni popolari
tramandate di generazione
in generazione.
Un equilibrio perfetto
di qualità paesaggistiche
ed elementi storici
e architettonici che risponde
a severi criteri di integrità
e autenticità.
Un riconoscimento
che, certo, costituisce motivo
di grande orgoglio,
ma anche un impegno
preciso a un’accurata tutela
delle peculiarità
delle terre di Langhe, Roero
e Monferrato,
che – in aggiunta – godranno
di un significativo impulso
allo sviluppo turistico in virtù
dell’inserimento nella lista
del Patrimonio Mondiale
Unesco.
Presentiamo, quindi,
in altrettante cartoline,
le sei zone individuate.
1. LA LANGA DEL BAROLO
Forma e sostanza. Lavoro
e meditazione. Bellezza
materiale e vocazione
spirituale. Le colline del Barolo
sono la sintesi di un percorso
verso la perfezione,
dove uomo e natura hanno
contribuito a creare
un equilibrio in armonia,
valorizzando il terroir originale
ed elevandolo a eccellenza
della produzione vitivinicola
mondiale. I colli paiono
giardini pettinati, i borghi
gioielli di mattone e pietra
incastonati tra cielo e terra,
le cantine – ultramoderne
o tradizionali – monumenti
al vino e alla sua storia.
A oggi sono 1007
i siti riconosciuti
dall’Unesco,
in 161 Paesi,
con l’Italia a guidare
questa classifica forte
dei suoi 50 gioielli
La Langa del Barolo deve
la sua fortuna al vitigno
nebbiolo, cui sono destinati
i terreni migliori e le esposizioni
più soleggiate. La core zone
del Barolo
non tutela solo
i vigneti, ma lo
straordinario
patrimonio
storico dell’area
rappresentato
dai castelli
di Barolo,
Serralunga
e Castiglione
Falletto,
nonché
le antiche
cantine di Fontanafredda,
appartenute alla casa Reale
dei Savoia, e le proprietà
della nobile Famiglia Falletti.
2. IL CASTELLO
DI GRINZANE
È la sintesi perfetta
di un “paesaggio vitivinicolo”:
un intreccio inestricabile
di storia, cultura, lavoro,
rapporto con la natura, ricerca
e ingegno umano. Il castello
di Grinzane Cavour, gioiello
di architettura medievale,
nella prima metà del XIX
secolo fu dimora di Camillo
Benso Conte di Cavour,
divenendo protagonista
della storia del Barolo.
Fu Cavour che, in accordo
con i Marchesi Falletti, chiamò
in Piemonte l’enologo Louis
Oudart perché, sull’esempio
dei vini di Borgogna,
trasformasse il Barolo
da bevanda popolare a “vino
dei Re”. Oggi è dimora
della prima Enoteca regionale
del Piemonte e possiede
uno dei più completi musei
etnografici di tradizione
vitivinicola della regione.
I vigneti all’ombra
delle sue mura sono diventati
un importante centro
di ricerca e sperimentazione
sul patrimonio viticolo
piemontese e, tra i filari,
è stata piantata
una delle collezioni di vitigni
più ampie a livello europeo.
3. LE COLLINE
DEL BARBARESCO
Pochi luoghi possono
vantare la posizione,
il microclima e la grazia
di queste colline,
che si estendono a Nord-Est
della città di Alba,
sulle sponde del fiume
Tanaro, a ridosso del quale
creano imponenti rocche
e anse sinuose. Coltivate
principalmente a nebbiolo,
danno origine al cugino
nobile del Barolo,
altro grande rosso
da invecchiamento:
il Barbaresco Docg.
La zona inserita nella World
Heritage List comprende
i borghi di Neive e Barbaresco.
Il primo, cittadina di origini
antichissime, fu sede
di importanti famiglie
nobiliari il cui lascito è ancora
oggi ammirabile
negli splendidi palazzi
barocchi del centro storico.
La storia di Barbaresco
– con la sua torre medievale
a strapiombo sul Tanaro –
si lega invece alle vicende
che hanno portato
A sinistra:
uno scorcio
delle Langhe
Sopra:
il Castello di
Grinzane Cavour
Sotto:
vigneti
a Barbaresco
28
TRADIZIONI&TERRITORIO
alla nascita
dell’omonimo
vino attraverso
la secolare
tradizione
di realtà come
le cantine Gaja
e dei Produttori
di Barbaresco.
Dall’alto:
panorama
di Castelnuovo Calcea;
la “Cattedrale
Sotterranea”
della Cantina Coppo
a Canelli;
un infernot
a Cella Monte
4. NIZZA MONFERRATO
E IL BARBERA
Un mare di dolci colline
accecate dal sole, le cui creste
si susseguono fino a sfumare
all’orizzonte. Le vigne
punteggiate da cascine,
i boschi cupi e, a valle, i tetti
rossi della città di Nizza. Siamo
nel cuore del Monferrato, terra
d’elezione della Barbera d’Asti
Docg. Qui la “Signora in Rosso”
è regina delle botti e tutto
parla di barbera, vitigno
che in quest’area vide
la sua prima diffusione.
Numerosi sono i luoghi
del vino che rappresentano
la filiera produttiva di questo
vitigno, per tradizione legato
al sistema della cooperazione
e delle cantine sociali, come
i Viticoltori Associati di Vinchio
e Vaglio Serra o la Cantina
di Nizza. Ma sono molte,
e prestigiose, le realtà private
che hanno contribuito
al perfezionamento
delle tecniche di vinificazione.
L’area racchiude importanti
testimonianze della cultura
enoica, tra cui il Museo
Bersano, che ospita
un’ampissima collezione
di testimonianze del “saper
fare” contadino.
i grandi vini della zona
a una temperatura costante,
fungendo da refrigeratore
naturale.
5. CANELLI
E L’ASTI SPUMANTE
Colline impervie e valloni
ombreggiati. Strade di terra
bianca e rivi gorgoglianti,
accolti nel mistero di umidi
boschi. Le colline di Canelli
e dell’Asti Spumante, vitate
principalmente a moscato
bianco e destinate alla
produzione di Moscato d’Asti
e Asti Docg, sono le più
pittoresche e selvagge
delle Langhe.
Ma accanto alle bellezza
delle vigne, l’Unesco
ha riconosciuto il valore
enologico dell’area,
rappresentato da Canelli
e dalla sua fiorente industria
legata al mondo del vino.
Capitale dello spumante
italiano, che qui vide la luce
verso la metà dell’800 a opera
di Carlo Gancia, Canelli
si dotò delle spettacolari
cantine celebrate oggi
con il nome di “Cattedrali
Sotterranee”. Costruite
a partire dal XIX secolo,
si sviluppano per chilometri
nel sottosuolo disegnando
tunnel, passaggi e crutin.
Scavate a mano nel tufo
e rivestite di mattoni in cotto,
permettevano di conservare
6. IL MONFERRATO
DEGLI INFERNOT
L’acquamarina del cielo,
il bianco antico della pietra
da cantoni, lo smeraldo
delle vigne e l’oro dei campi
di grano. Nel Monferrato
degli infernot, compreso
tra Rosignano e Vignale
Monferrato, si alternano
vigneti, boschi e campi:
qui, più che altrove,
la biodiversità del paesaggio
è un bene da preservare
con la massima attenzione.
Sui colli svettano i borghi
costruiti nella bianca pietra
da cantoni, compatta
e brillante, che veniva
estratta dalle cave di calcare
e arenaria, lascito di un mare
ormai scomparso.
Territorio d’elezione
della Barbera del Monferrato
Docg, l’intero territorio
è punteggiato dagli infernot,
cantine sotterranee
picconate a mano
per la conservazione dei vini
di pregio, presenti a centinaia
sotto le case della zona: sono
opere d’arte di architettura
popolare, espressione
di un legame con il vino
che affonda nella storia
e nella terra del Monferrato.
29
Ricordi
d’infanzia
seguendo il fiume Tanaro
H
o volato
in elicottero
per più
di un’ora sopra
le Langhe,
il Roero
e il Monferrato. Visti dall’alto,
nella luce calda del tramonto,
i luoghi conosciuti a memoria,
i cari profili di colline,
torri e castelli, sono quasi
irriconoscibili. La bellezza
del paesaggio è tale
da togliere il fiato. Le vigne
dopo la vendemmia
sorridono con la dolcezza
esausta di una donna
che abbia appena partorito.
L’immagine delle aie, dei corsi
d’acqua, dei boschi
non svanirà più dalla memoria.
Questa fetta del Piemonte
vive un meritato
Rinascimento, sancito
dal riconoscimento
dell’Unesco, frutto del lavoro
di generazioni che hanno
costruito una rete di vigne,
di castelli, di enoteche,
di ristoranti, di sagre,
di cantine, modellando
un paesaggio dove non c’è
un solo metro di terreno
che non rechi traccia
della mano dell’uomo.
Visti dall’alto certi paesi
sembrano far parte di uno
di quei presepi dipinti
dai grandi artisti del passato.
Ho chiesto al pilota di puntare
verso il castello di Costigliole
d’Asti e poi di scendere
a lambire le acque del Tanaro,
il fiume della mia infanzia.
Mentre seguivo con lo sguardo
il corso del fiume verso Alba
di Bruno Gambarotta
UN VIAGGIO
NELLA MEMORIA
CONTADINA
mi sono ricordato di quando,
molti anni fa, ho scoperto
la campagna d’inverno.
Mia madre mi aveva mandato
in treno da Asti alla Motta
di Costigliole per portare
un documento ai miei nonni.
L’aria tremava sotto il peso
di un cielo grigio, uniforme
e compatto venato da riflessi
giallastri che annunciavano
una nevicata imminente.
Erano le prime ore
del pomeriggio,
ma il crepuscolo già colmava
di buio l’unica strada
dai solchi di fango ghiacciati
sulla quale mi sono
incamminato per andare
dai nonni. Li ho trovati
in cucina, attorno alla stufa,
seduti su sedie piccole e basse.
In silenzio. C’erano i due vecchi,
uno zio ancora scapolo
e una cugina grande
che viveva con loro
e che si sforzava, alla poca luce
filtrata da una finestrina,
di leggere un vecchio numero
della Domenica del Corriere.
Sulla stufa una pentola piena
di acqua e dei pezzi di acacia
verde che espellevano
sfrigolando la linfa sulla ghisa
rovente. Sul tavolo di legno
i bicchieri e i bottiglioni di vino
avevano lasciato cerchi
rossastri, le cartoline spedite
dai figli lontani erano infilzate
nella vetrinetta del buffet,
sul davanzale della finestra
i centrini ricamati
raccoglievano la polvere,
la mano di mia nonna frugava
in una scatola di latta
che decenni prima aveva
contenuto dei biscotti
e ora era piena di gomitoli
e di rocchetti di filo di tutti
i colori. Mio nonno raddrizzava
con un martello i chiodi estratti
dal legno delle cassette
da frutta che bruciavano
nella stufa. Mio zio disfaceva
delle cicche per recuperare
il tabacco e farsi a mano
delle sigarette. Dalle pareti
ci guardavano i ritratti dei morti
fatti ingrandire e ritoccare
dal fotografo del paese.
In quegli anni i contadini
giovani vendevano i vigneti
per andare in città a fare
gli operai; il governo aveva
dichiarato le Langhe “area
depressa” perché i residenti
potessero usufruir dei vantaggi
promessi dalla Cassa
del Mezzogiorno. Sessanta
anni ci separano da quel
tempo, ma non sono trascorsi
invano. Grazie alla tenacia
e ai sacrifici dei nostri vecchi
noi ora possiamo assaporare
la dolcezza del vivere in questi
luoghi unici al mondo.
31
Due parole con...
Intervista di:
Sergio Miravalle,
astigiano,
giornalista,
per oltre 30 anni
a La Stampa.
È consigliere
dell’Ordine dei
Giornalisti del
Piemonte.
Ha un blog:
Giro di vite
suLa Stampa.it
Volevo
fare il
camionista,
ora
guido
il PIEMONTE
I
l piccolo Sergio “da grande” avrebbe voluto guidare
i camion, con papà Primo che conduceva
autocisterne, trainate dai possenti Fiat 682,
sui tornanti dei Giovi, da Torino a Genova e ritorno.
Dal 26 maggio 2014 Chiamparino ha il compito
di guidare il Piemonte, alla guida di una coalizione
di centrosinistra. Una vittoria netta e una prova di fiducia
dei piemontesi verso il politico che ha già guidato Torino
da sindaco per dieci anni, dal 2001 al 2011.
Presidente, come si sta al volante della Regione Piemonte?
“Non è un posto di guida facile e neppure troppo comodo.
A volte mi arrabbio per gli ostacoli, perché il percorso
è accidentato o si fatica ad andare nella direzione giusta,
ma in generale trovo che sia molto stimolante e spero
che questo nostro viaggio risulti utile ai cittadini piemontesi”.
A proposito, che cos’é per lei la “piemontesità”?
“Come amministratore pubblico potrei rispondere, forse un po’
banalmente, che è avere il senso dello Stato, prendere e fare
le cose seriamente. Preferisco prendere a prestito la poetica
visione che ci cuce addosso l’astigiano Paolo Conte, quando
in Genova per noi ci descrive un po’ sorpresi e timorosi davanti
all’immensità del mare, a quell’infinito in movimento anche
di notte e quella voglia che abbiamo di tornare ai nostri
temporali… siamo così, ci spaventa un po’ l’ignoto, vogliamo
stare con i piedi per terra”.
Quindi tra mare e montagna non ha dubbi.
“Sono decisamente un ‘montagnino’ e non solo perché ho fatto
il militare negli Alpini. Mi piace l’ambiente, il paesaggio
e la cultura delle genti di montagna.
Mi considero anche un discreto scalatore… Quest’anno dovevo
fare il Monviso con un gruppo di amici, ma è arrivata la nomina
a presidente della conferenza delle Regioni e sono dovuto
andare a Roma proprio in quel giorno. Mi sono consolato,
sempre quest’estate, salendo su cima Nasta,
nel gruppo dell’Argentera in alta valle Gesso: una vetta
da 3.108 di roccia, una bella sfida alla mia età”.
IL RUOLO DELLE ECCELLENZE
INDUSTRIALI, IL RICONOSCIMENTO
UNESCO PER LANGHE, ROERO
E MONFERRATO E LA SFIDA
ALLA BORGOGNA
DA PRESIDENTE
DELLA REGIONE
VEDO GRANDI
POTENZIALITÀ
DEI NOSTRI TERRITORI,
CHE SONO
STRAORDINARI
DEPOSITI
DI COMPETENZE
Oggi di sfide ne dobbiamo vincere
tutti. Quali vede di fronte
al Piemonte?
“La nostra regione è un vasto
e variegato deposito di competenze.
Una volta era più facile individuarle.
Qui quasi tutto ruotava attorno
al polo torinese della Fiat. La crisi
ha picchiato duro, ma non siamo
e non dobbiamo considerarci
una regione deindustrializzata.
Esistono distretti con eccellenze
produttive riconosciute e competitive
in tutto il mondo: penso, solo per fare
qualche esempio, ai casalinghi
del Cusio, all’enomeccanica
del Canellese, alla capacità progettuale
e produttiva del comparto automotive
torinese e alle enormi potenzialità
espresse dall’agroindustria nella
provincia Granda, e non solo”.
Lei in campagna elettorale
ha usato un esempio vitivinicolo
stimolante: “Voglio che il Piemonte
diventi come la Borgogna”
e ha aggiunto: “Credo nelle
belle teste e nelle buona terra”.
“Conosco il mondo del vino. Sono nato
nel 1948 e ho fatto in tempo a vedere
da vicino l’evoluzione e anche la crisi
post bellica del comparto agricolo.
Mia mamma Elena arrivava
da Portacomaro d’Asti e facevo
le vendemmie del grignolino.
Da studente portavo la brenta
per diecimila lire al giorno e avevo
imparato a versare i grappoli nell’arbi
senza rovesciarli e, soprattutto,
senza finirci dentro.
Lessona, il paese di origine di mia
moglie Anna, è una delle piccole patrie
dei nebbioli del Nord Piemonte
e poi non ho mai smesso, neppure
in questa vendemmia, di andare
ad aiutare la famiglia del mio amico
Bartolo Mascarello, a Barolo.
La figlia Maria Teresa, ora che Bartolo
non c’è più, mi convoca ogni anno
con un sms, mandandomi la foto
dei grappoli e io mi prendo
un weekend per andare ad aiutarli,
ma senza farlo sapere troppo in giro.
Non mi piacciono le vendemmie
dei presunti vip fatte solo per finire
sui giornali.
Io preferisco il lavoro manuale vero.
E dopo aver raccolto i grappoli
e aiutato in cantina, mi ripagano
con un pranzo a base di frittatine,
insalata russa e tajarin”.
Torniamo alla sfida
Piemonte-Borgogna.
“Il riconoscimento dell’Unesco
che ha inserito i Paesaggi Vitivinicoli
di Langhe, Roero e Monferrato
nella lista dei siti Patrimonio
dell’Umanità ci impone di volare alto,
superare i campanilismi e misurarci
con i più famosi distretti vitivinicoli
mondiali. La Borgogna è un esempio,
ma non è il solo.
Alla “Douja d’Or” ad Asti ho anche
detto che il Piemonte può diventare
sede e centro di manifestazioni
internazionali e non dobbiamo
dare per scontato che rassegne
come il Vinitaly possano vivere
solo a Verona. Il Salone del Gusto
è un esempio positivo della capacità
piemontese di saper creare grandi
eventi supportati da un progetto
e da un ideale culturale”.
È stato così anche per le Olimpiadi
di Torino?
“Ricordo che nel 2006, a poche
settimane dall’apertura, c’erano ancora
parecchi dubbi. Ad esempio,
i tassisti di Torino vennero
in delegazione, erano preoccupati
più dei disagi e non vedevano
le opportunità. Hanno dovuto
ricredersi. In fondo è lo stesso clima
che si sta vivendo attorno all’Expo
di Milano. Deve crescere la tensione
creativa dell’intero Paese Italia,
la voglia di esserci.
È una questione di umore collettivo
che si forma sommando le singole
fiducie in se stessi”.
Parole che ai giovani senza lavoro
e senza prospettive possono
non bastare…
“In questi anni di crisi
i giovani sono stati sostenuti
soprattutto dalle loro famiglie
che hanno attinto
dalle risorse e dai risparmi,
ma tutti si rendono conto
che il fieno in cascina
si sta assottigliando.
Non possiamo pensare
a una società che si basa
sulle pensioni e non sul lavoro.
Per creare nuovi posti
di lavoro non dobbiamo
aspettare il cavaliere bianco
con il mantello e la bacchetta
magica. Gli investimenti
si attraggono con regole certe,
serie e facili da applicare,
altrimenti i soldi, che ci sono,
finiscono altrove”.
In questo, le banche giocano
un ruolo fondamentale.
“Le banche devono fare
le banche, ricordando sempre
che i soldi che hanno
in custodia non sono loro
e che il denaro non deve
ristagnare nelle casseforti.
Il sistema bancario deve restare
di supporto all’economia reale
senza inseguire facili guadagni
e miti finanziari. E questo vale
ancor più per banche legate
fortemente ai loro territori.
Lei ha dichiarato
che considera la presidenza
della Regione Piemonte
il suo ultimo mandato
politico-amministrativo.
“Mi impegnerò al massimo
per condurre la Regione
per questi cinque anni.
Dobbiamo ottimizzare
le spese, ma non tagliare
i servizi essenziali ai cittadini
e da Roma non possono
toglierci risorse indispensabili.
Saranno anni intensi.
Ho calcolato che nel 2019
avrò 71 anni e i miei nipoti
Olivia e Bruno andranno
alle elementari: voglio
godermeli al massimo,
magari portandoli allo stadio
a veder giocare il Torino.
Pensa che bello se,
prima o poi, tornassimo
a festeggiare lo scudetto”.
CHI È
Nato a Moncalieri
il 1° settembre 1948,
laureato in Scienze Politiche,
resta in Università come
ricercatore fino al 1975,
anno in cui viene eletto
in Consiglio comunale
a Moncalieri nella lista
del Pci. Dopo l’ingresso
nella Cgil, di cui diventa
segretario regionale,
dal 1991 al 1995
è segretario provinciale
del Pds. Nel 1996
è eletto deputato
per la circoscrizione
Torino Sud. Nel marzo 2001
viene chiamato a sostituire
il candidato a sindaco
di Torino Domenico
Carpanini, morto
improvvisamente: vince
al ballottaggio e, cinque
anni dopo, è riconfermato
sindaco di Torino.
La sua amministrazione
comunale è caratterizzata
dalla preparazione
e gestione dei XX Giochi
Olimpici Invernali. È stato
nel governo ombra del Pd
per le riforme e presidente
nazionale dell’Anci.
Ex presidente della
Compagnia di San Paolo,
viene eletto Presidente
della Regione il 26 maggio
2014 con quasi
il 47% dei voti. È co-autore
di numerosi libri-intervista
sulla sua attività
amministrativa. Ha scritto
Cordata con sindaco
in cui racconta
della sua passione per la
montagna e l’alpinismo.
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S O C I & C U LT U R A
LE OPERE
DEL MAESTRO
NOVARESE
SARANNO VISITABILI
FINO AL 1° FEBBRAIO
PRESSO
LA FONDAZIONE
FERRERO DI ALBA
Libri
IL FANTASY DI GIULIA
Dopo l’esordio, nel 2011,
con Un antico peccato.
Il risveglio del potere, Giulia
Marengo, talentuosa Socia di Alba,
torna in libreria con l’atteso
seguito del suo romanzo fantasy.
Alba Infuocata (Reverdito Editore,
2014, 254 pagine) riannoda i fili
delle storie tratteggiate nel primo
libro della trilogia, fornendo
le risposte agli interrogativi lasciati
in sospeso.
Continua l’epopea della giovane Jayce
Reel, prigioniera su un pianeta
sconosciuto, con al suo fianco i fratelli
Andrel e Rayne Morgan. Un turbine
di emozioni e scene al cardiopalma
attendono la protagonista
e i suoi compagni di viaggio, alle prese
con segreti e misteri sempre più fitti.
Una corsa contro il tempo, per dipanare
i fili annodati della trama che hanno
come bandolo due sole domande:
chi è davvero Jayce Reel, e cosa vuole
Verenith da lei?
PARTIGIANI, PARTE SECONDA
Un apparato iconografico di oltre
200 fotografie, ad arricchire
il racconto della lotta partigiana
tra il 1943 e il 1945: Vento
di Guerra sulle Langhe è il libro
che narra la nascita della II Divisione
Langhe. Adriano Balbo (braccio
destro di Piero Balbo – nome
di battaglia "Poli" –, il comandante
"Nord" de Il Partigiano Johnny
di Fenoglio), Renato Grimaldi,
Socio di Asti, e Antonella Saracco
raccontano la Resistenza.
“In questo libro – scrive nella prefazione
Giovanni De Luna – è la voglia di vivere
che segna in modo inconfondibile
la lotta partigiana. Una dimensione
esistenziale in cui la civiltà contadina
si mette alla prova e lascia emergere
tutte le sue risorse, le sue astuzie,
la sua forza”.
Ma non solo: nelle 260 pagine del libro
edito da ArabaFenice c’è spazio anche
per il gioco e per i sogni dei protagonisti.
Una “mostra museo” per
Felice Casorati
S
essantacinque dipinti,
quaranta dei quali
dalle collezioni di musei
e istituzioni nazionali
e internazionali, cento
giorni di calendario,
per un pubblico atteso di migliaia
di visitatori: sono i numeri
di “Collezioni e mostre tra Europa
e Americhe”, l’antologica dedicata
a Felice Casorati, cui viene reso
omaggio presso la Fondazione
Ferrero di Alba.
Dal 25 ottobre 2014 al 1° febbraio
2015, l’artista novarese viene
celebrato nella personale – curata
Sopra:
Bambina
che gioca
su un tappeto
rosso,
1912,
Felice Casorati
da Giorgina Bertolino, coautrice
del Catalogo Generale dei dipinti
dell’artista – dedicata alla ricerca,
alla storia pubblica e alla ricezione
internazionale della pittura
casoratiana, dagli anni Dieci agli anni
Cinquanta del Novecento. Le opere
sono state individuate tra quelle
che Casorati stesso, durante
la sua lunga carriera artistica (iniziata
nel 1907 e conclusa con la scomparsa
nel 1963), scelse di presentare
nei contesti espositivi internazionali,
assumendo le Biennali veneziane
come punto privilegiato
d’osservazione.
Celebrato come uno dei maestri
dell’arte italiana del Novecento,
Felice Casorati fu protagonista
di quel rinnovamento del linguaggio
artistico che ebbe nelle Biennali
di Venezia e nelle sedi del circuito
espositivo europeo e americano
uno spazio di scambio e di confronto.
La mostra – fondata su un’approfondita
UN FIUME DI RICORDI
A PALAZZO BANCA D’ALBA UNA MOSTRA
CON LE FOTO DI 20 ANNI FA,
PER NON DIMENTICARE L’ALLUVIONE DEL 1994
L’alluvione, 20 anni dopo.
E ancora oggi, per chiunque abbia
vissuto sulla sua pelle i tragici fatti
del 4, 5 e 6 novembre 1994,
è impossibile non tornare
con la memoria a quei giorni,
quelle notti, ogni volta che i Tg
danno notizia di un nuovo disastro
idrogeologico, ovunque esso capiti.
“A vent’anni di distanza fare memoria
significa ricordare le decine di vittime
in tutto il Piemonte – afferma
il sindaco di Alba, Maurizio Marello –.
Noi abbiamo un debito eterno
nei confronti di quelle persone
che non ci sono più e verso quelle
che sono state costrette a ricostruire
la propria vita su quelle macerie.
Ricorderemo attraverso le mostre
fotografiche, che riportano
alla tragicità di quei giorni,
ringraziando i volontari venuti
da altre parti d’Italia per aiutarci,
e ricostruendo la memoria,
attraverso il racconto di ciò che è accaduto alle nuove
generazioni, che non hanno visto l’alluvione”.
Nell’ambito delle iniziative organizzate per ricordare
la piena del Tanaro, Banca d’Alba ha ospitato – presso
la sede di via Cavour, ad Alba – la mostra fotografica
“Un fiume di ricordi. L’alluvione del 4-5-6 novembre ‘94
ricerca iniziata nella primavera
del 2013, i cui esiti confluiranno
nel catalogo curato da Giorgina
Bertolino ed edito da Silvana
Editoriale – offre, con ingresso
gratuito, un’occasione unica
per ammirare, una accanto all’altra,
opere straordinarie normalmente
distanti. Tra i suoi destinatari,
sia gli studiosi, sia il grande pubblico,
accolti negli spazi della Fondazione
Ferrero da un articolato programma
di visite, incontri e approfondimenti,
dalla proiezione di un documentario
prodotto ad hoc e dalle attività
educative destinate alle scuole,
progettate dalla Fondazione
in collaborazione
con il Dipartimento Educazione
della GAM di Torino.
LA MOSTRA È VISITABILE
DAL 25 OTTOBRE 2014
AL 1° FEBBRAIO 2015
- Da lunedì a venerdì: 15.00-19.00
- Sabato, domenica
e festivi: 10.00-19.00
- Chiuso il martedì
- Chiuso il 24, 25, 31 dicembre,
1° gennaio
- INGRESSO GRATUITO
nelle foto di allora” realizzata
dal Consiglio regionale
del Piemonte.
Allestita a Palazzo Lascaris, a Torino,
a inizio novembre,
dopo il passaggio albese
si è trasferita ad Asti, Alessandria,
Castagnole delle Lanze, Farigliano,
Pino d’Asti, Ceva, Lisio.
In esposizione, 174 immagini
di Nicola Blundo, Giuseppe
Bongiovanni, Antonio Buccolo,
Gianfranco Bulgarelli, Massimo
Ferrero, Severino Marcato, Enzo
Massa, Enrico Necade, Paolo Siccardi
e Pierangelo Vacchetto, con le foto
di quei giorni divise per luoghi,
persone, fiumi, territorio, strade,
solidarietà, soccorsi.
Per non dimenticare.
Arte
UNA BOTTIGLIA
D’ARTISTA
“L’uomo è uno e nessuno”: è l’incipit del suo
romanzo thriller d’esordio, un best-seller
da oltre 4 milioni di copie vendute. Scrittore,
attore, compositore, cantante, comico.
Da Io uccido a La notte prima degli esami,
dai testi per le canzoni di Mina e Branduardi
a Signor tenente, tornando indietro fino
al Vito Catozzo di Drive In: Giorgio Faletti
è stato un artista poliedrico, capace
di cambiare pelle più volte nella sua carriera.
Molti talenti in una sola persona: astigiano,
laureato in Giurisprudenza, Faletti
se n’è andato il 4 luglio di quest’anno, all’età
di 63 anni. Abbiamo scelto di rendergli
omaggio presentando il suo lato forse meno
conosciuto, quello legato alle arti figurative,
attraverso l’opera realizzata per il progetto
Bottiglie d’Artista – di cui è stato
uno dei maggiori sostenitori –, lanciato
dalle Cre[at]ive di cui fa parte anche
la moglie, Roberta Bellesini. L’iniziativa
fa incontrare il mondo vinicolo con quello
dell’arte, realizzando una mostra
comprendente una serie di bottiglie
in vetroresina alte 2,5 metri, personalizzate
da diversi artisti. Il suo “magnum” fuori
misura – acquistato dall’Azienda Agricola
Laura Valditerra – è una bottiglia ironica
(come era lui), raffigurante una moto
che corre su un tracciato a spirale.
“C’è una curva, nel circuito motociclistico
di Laguna Seca, che si chiama ‘cavatappi’.
Da appassionato di vino e motori, ho unito
questo simbolo di coraggio (la motocicletta)
con il simbolo del coraggio
dei nostri vinificatori (il vino), diventati punti
di riferimento per tutto il mondo”.
LET TERE&COMMENTI
C
M
Y
CM
MY
CY
CMY
K
Uno strappo
alla regola
Abbiamo fatto un'eccezione: invece
di ospitare, come abitualmente
facciamo in questa pagina, le vostre
lettere alla redazione della rivista,
abbiamo deciso di rendere omaggio
ai vent’anni di attività
della Fondazione Banca d’Alba Onlus.
Come? Andando a riprendere alcune
lettere che voi Soci avete inviato
negli anni ai giornali locali
o alla Banca stessa, per ringraziare
dei servizi usufruiti presso i Centri
medici fisioterapici.
Una testimonianza di affetto
che ci inorgoglisce e che ci spinge
a continuare con professionalità
e passione a prenderci cura
della vostra salute.
Per celebrare degnamente
il traguardo dei vent’anni di attività,
in allegato alla rivista trovate anche
un numero speciale interamente
dedicato al passato, al presente
e al futuro della Fondazione Banca
d’Alba Onlus e dei Centri medici
fisioterapici.
POTETE SCRIVERE:
per posta: Banca d’Alba - Redazione Cento Torri
Via Cavour 4, 12051 Alba (CN)
per e-mail: [email protected]
La redazione si riserva di ridurre la lunghezza
delle lettere per esigenze di spazio