DIETA MEDITERRANEA, UNESCO: PRESENTATO IL LIBRO BIANCO

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DIETA MEDITERRANEA, UNESCO: PRESENTATO IL LIBRO BIANCO
DIETA MEDITERRANEA, UNESCO: PRESENTATO
IL LIBRO BIANCO
A cura dell’Ufficio Stampa
Codice abbonamento:
131364
Quotidiano
Il Ministero
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131364
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06-05-2016
40
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Il Ministro
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131364
Quotidiano
Il Ministero
Dieta mediterranea, Crea presenta a Napoli 'Libro
Bianco'
Parlato, politiche di sviluppo per moltiplicarne
valore
Scommette su un futuro di sviluppo, all'insegna della sostenibilità e dell'innovazione, la Dieta
mediterranea, il modello alimentare che più di ogni altro rispecchia cultura e tradizione
gastronomica italiana. E' l'obiettivo con cui il Crea, ente italiano di ricerca agroalimentare, ha
supportato il Ministero per le Politiche Agricole nell'elaborazione del Libro Bianco presentato oggi a
Napoli. I ricercatori del Centro di Politiche e Bioeconomia del Crea hanno ripercorso il cammino di
uno dei regime alimentari più sani riconosciuti dalla comunità scientifica. Per massimizzare
questo patrimonio, secondo il Libro Bianco del Crea, occorre fare però ancora più sistema,
mettendo in rete pubblico e privato, azioni e risorse anche in ambiti diversi per intensificare lo
sforzo di promozione e valorizzazione.
''Dalla ricerca emerge un nuovo slancio per lo sfruttamento e la tutela di un patrimonio come la
dieta mediterranea – afferma il commissario straordinario Crea, Salvatore Parlato - indicazioni utili
per impostare politiche di sviluppo e attività di ricerca in grado di moltiplicare il valore sociale ed
economico che la dieta mediterranea può generare all'interno del nostro settore agroalimentare''.
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DIETA MEDITERRANEA: PRESIDENZA UNESCO PASSA DA ITALIA A PORTOGALLO
NAPOLI (ITALPRESS) - "La Dieta Mediterranea non e' solo alimentazione, ma un insieme di valori anche sociali, uno
stile di vita che accomuna tutti i paesi del Mediterraneo. Abbiamo raccolto i contributi per la valorizzazione di questo
importante patrimonio culturale nel Libro bianco delle Dieta Mediterranea che presentiamo oggi, per continuare a
preservare, in collaborazione con gli altri Paesi partner i nostri valori culturali". Ad affermarlo e' Emilio Gatto, direttore
generale del ministero delle Politiche Agricole, a margine del convegno organizzato dal Mipaaf, in collaborazione con
l'ente di ricerca Crea, nella sala del Capitolo del convento di San Domenico Maggiore a Napoli. Tra i relatori, Pasquale
Giuditta, Dirigente MiPAAF e Coordinatore del Gruppo intergovernativo delle Rete dei Paesi della Dieta Mediterranea,
Carla Abitabile, ricercatrice Crea, Francesco Caruso, Consigliere del Presidente della Regione Campania per i Rapporti
internazionali e l'Unesco, l'assessore comunale al Commercio Enrico Panini, la docente di Antropologia Culturale
dell'Università Suor Orsola Benincasa, Elisabetta Moro, e i rappresentanti dei 7 Paesi della Rete della Dieta
Mediterranea dell'Unesco e delle Comunità Emblematiche.
DIETA MEDITERRANEA: PRESIDENZA UNESCO PASSA DA ITALIA A PORTOGALLO
2"Il ministero delle Politiche Agricole - prosegue Gatto - con gli altri Paesi partner del Mediterraneo sta portando avanti dal
2010 - anno di inserimento nel registro dell'Unesco della dieta mediterranea - una serie di attivita' che hanno avuto
un'espressione importantissima lo scorso settembre nell'ambito dell'Expo. Quello che continueremo a fare e' preservare i
valori cultuirali delle diete mediterranee. In questi giorni scade l'anno di presidenza italiano. Nel corso del convegno
passeremo il testimone al Portogallo con il quale collaboreremo l'anno prossimo per continuare a diffondere nel mondo
la cultura della dieta mediterranea e l'importanza per la vita dei cittadini europei e di tutto il mondo di preservare questi
valori. Perche' si e' scelto Napoli? E' una delle citta' culla del Mediterraneo per importanza e tradizioni, nonche' per la
bellezza del luogo e per la disponibilita' dell'amministrazione regionale e comunale". "Il Mezzogiorno d'Italia - spiega
Carla Abitabile, ricercatrice Crea (Consiglio ricerche agricoltura) Bioeconomia - e' uno dei luoghi della dieta
mediterranea. Quali sono i suoi caratteri? La prevalenza degli alimenti vegetali sull'animale, e in generale frugalita',
sobrieta' nelle quantita', ma anche uno stile di vita che prevede attivita' fisica, riposo adeguato, poco stress. I prodotti di
eccellenza tipici sono tanti, si va dalla pasta per l'Italia, al cous cous per i paesi del Sud". (SEGUE).
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DIETA MEDITERRANEA: PRESIDENZA UNESCO PASSA DA ITALIA A PORTOGALLO
3Il Crea è tra i più' importanti enti di ricerca dell'agroalimentare, dalla genetica, alla nutrizione, all'ambiente, e fa capo al
ministero delle Politiche Agricole. In Campania vanta due centri studi a Caserta e a Pontecagnano. "Domani - conclude
Abitabile - saremo a Pollica, per un incontro tra le comunità emblematiche individuate dall'Unesco come rappresentative
della dieta mediterranea. Tra queste, appunto, quella di Pollica-Cilento. Si discuterà di quali azioni avviare per
salvaguardare la dieta mediterranea". (ITALPRESS).
DIETA MEDITERRANEA: CARUSO "PORTEREMO QUESTI VALORI A PARIGI"
NAPOLI (ITALPRESS) - Porteremo la dieta mediterranea anche a Parigi. Il prossimo 31 maggio saremo all'Unesco per
illustrare gli sforzi che stiamo facendo in favore del Mediterraneo. Al Parlamento Europeo, inoltre, porteremo la richiesta
della difesa della dieta mediterranea. Difendere i prodotti significa difendere i consumi e un sistema di vita comune al
Mediterraneo". Ad affermarlo e' Francesco Caruso, ambasciatore e consigliere del Presidente della Regione Campania
Vincenzo De Luca per i Rapporti internazionali e l'Unesco, intervenuto al convegno organizzato a Napoli dal ministero
delle Politiche Agricole, in collaborazione con l'ente Crea per la presentazione del Libro Bianco della Dieta Mediterranea.
"La Campania sta rafforzando questa strategia - prosegue Caruso - come dimostra la presenza della regione, con un
suo stand, ad Expo 2015. Cosa prevede? Prendere questa perla del nostro territorio che e' la dieta mediterranea, fatta di
valori nutrizionali, antropologici, di sviluppo sostenibile, convivialita' e altri aspetti economici e sociali, riconosciuti
dall'Unesco, e difenderla, consolidarla e riconoscerla. Questa operazione inter-mediterranea - conclude - riguarda oggi 7
Paesi, altri 2 sono in lista di attesa, e puo' essere una risposta alle tensioni mediterranee, alle quali contrapporre le
nostre tradizioni comuni di pace e unione". (SEGUE).
AGROALIMENTARE: DA MIPAAF E CREA LIBRO BIANCO SU DIETA MEDITERRANEA
NAPOLI (ITALPRESS) - Il modello alimentare che più di ogni altro rispecchia la cultura e la tradizione gastronomica
italiane, riconosciuto dall'Unesco come patrimonio immateriale dell'umanita', scommette su un futuro di sviluppo,
all'insegna della sostenibilità e dell'innovazione. Questo l'obiettivo con cui il CREA - il principale ente italiano di ricerca
agroalimentare - ha supportato il ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nell'elaborazione del Libro
Bianco sulla Dieta Mediterranea. La pubblicazione e' stata presentata oggi a Napoli, in occasione della due giorni che
chiude l'anno italiano di presidenza della rete dei 7 Paesi della Dieta Mediterranea. I ricercatori del Centro di Politiche e
Bioeconomia del CREA, hanno studiato il cammino percorso fin qui dalla miriade di soggetti (Istituzioni, Comunità
emblematiche, studiosi) che hanno sostenuto e promosso quello che, secondo le evidenze scientifiche, e' uno dei regimi
alimentari piu' sani. Ne e' emerso un modello vincente sul fronte nutrizionale e socioculturale, in grado di giocare un
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ruolo essenziale nella crescita sul territorio di una economia sostenibile: da un'agricoltura attenta alla biodiversita',
all'ambiente e alla stagionalita' a un'innovazione tecnologica che garantisca ai consumatori qualita', salubrita' e
disponibilita' dei prodotti, ad un turismo che valorizzi i paesaggi, i saperi e i sapori legati alla dieta mediterranea. (SEGUE).
AGROALIMENTARE: DA MIPAAF E CREA LIBRO BIANCO SU DIETA MEDITERRANEA-2Per massimizzare questo patrimonio, occorre - secondo il Libro Bianco del CREA - fare pero' ancora piu' sistema,
mettendo in rete pubblico e privato, azioni e risorse anche in ambiti diversi per intensificare lo sforzo di promozione e
valorizzazione. "Dalla ricerca del CREA emerge un nuovo slancio per lo sfruttamento e la tutela di un patrimonio come la
dieta mediterranea - afferma soddisfatto il commissario straordinario CREA Salvatore Parlato - Indicazioni utili per
impostare politiche di sviluppo e attivita' di ricerca in grado di moltiplicare il valore sociale ed economico che la dieta
mediterranea puo' generare all'interno del nostro settore agroalimentare". (ITALPRESS).
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Agroalimentare: Crea presenta Libro bianco sulla dieta mediterranea
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Roma, 05 mag - Il modello
alimentare che piu' di ogni altro rispecchia la nostra
cultura e la nostra tradizione gastronomica, riconosciuto
dall'Unesco come patrimonio immateriale dell'umanita',
scommette su un futuro di sviluppo, all'insegna della
sostenibilita' e dell'innovazione. Questo l'obiettivo con cui
il Crea, principale ente italiano di ricerca agroalimentare,
ha supportato il ministero delle Politiche agricole
nell'elaborazione del Libro Bianco sulla Dieta mediterranea,
presentato oggi a Napoli. "Dalla ricerca del Crea - ha
commentato il commissario straordinario dell'ente, Salvatore
Parlato - emerge un nuovo slancio per lo sfruttamento e la
tutela di un patrimonio come la Dieta mediterranea.
Indicazioni utili per impostare politiche di sviluppo e
attivita' di ricerca in grado di moltiplicare il valore
sociale ed economico che la dieta mediterranea puo' generare
all'interno del nostro settore agroalimentare".
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06/05/2016
Dieta Mediterranea, Unesco: presentato il Libro Bianco
Il modello alimentare che più di ogni altro rispecchia la nostra cultura
e la nostra tradizione gastronomica, riconosciuto dall'Unesco come
patrimonio immateriale dell'umanità, scommette su un futuro di
sviluppo, all'insegna della sostenibilità e dell'innovazione. Questo
l'obiettivo con cui il CREA - il principale ente italiano di ricerca
agroalimentare - ha supportato il Ministero per le Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali nell'elaborazione del Libro Bianco sulla Dieta
Mediterranea.
La pubblicazione è stata presentata ieri, 5 maggio 2016, a Napoli, in occasione della due giorni che
chiude l'anno italiano di presidenza della rete dei 7 Paesi della Dieta Mediterranea. I ricercatori del
Centro di Politiche e Bioeconomia del CREA, hanno studiato il cammino percorso fin qui dalla miriade
di soggetti (Istituzioni, Comunità emblematiche, studiosi) che hanno sostenuto e promosso quello che,
secondo le evidenze scientifiche, è uno dei regimi alimentari più sani.
Ne è emerso un modello vincente sul fronte nutrizionale e socioculturale, in grado di giocare un ruolo
essenziale nella crescita sul territorio di una economia sostenibile: da un'agricoltura attenta alla
biodiversità, all'ambiente e alla stagionalità a un'innovazione tecnologica che garantisca ai consumatori
qualità, salubrità e disponibilità dei prodotti, a un turismo che valorizzi i paesaggi, i saperi e i sapori
legati alla dieta mediterranea.
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Per massimizzare questo patrimonio, occorre - secondo il Libro Bianco del CREA - fare però ancora più
sistema, mettendo in rete pubblico e privato, azioni e risorse anche in ambiti diversi per intensificare lo
sforzo di promozione e valorizzazione.
"Dalla ricerca del CREA emerge un nuovo slancio per lo sfruttamento e la tutela di un patrimonio come
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la dieta mediterranea - afferma soddisfatto il commissario straordinario CREA Salvatore Parlato Indicazioni utili per impostare politiche di sviluppo e attività di ricerca in grado di moltiplicare il valore
sociale ed economico che la dieta mediterranea può generare all’interno del nostro settore
agroalimentare".
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Venerdì 6 Maggio 2016
Dieta mediterranea, Mipaaf e Crea firmano il
Libro Bianco
Il modello alimentare che più di ogni altro rispecchia la nostra cultura e la nostra tradizione
gastronomica, riconosciuto dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità, scommette su un
futuro di sviluppo, all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione. Questo l’obiettivo con cui il Crea - il
principale ente italiano di ricerca agroalimentare - ha supportato il Ministero per le Politiche agricole
nell’elaborazione del Libro Bianco sulla Dieta mediterranea.
La pubblicazione è stata presentata ieri a Napoli, in occasione della due-giorni che chiude l’anno
italiano di presidenza della rete dei sette Paesi della Dieta mediterranea. I ricercatori del Centro di
politiche e bioeconomia del Crea hanno studiato il cammino percorso fin qui dalla miriade di soggetti
(Istituzioni, Comunità emblematiche, studiosi) che hanno sostenuto e promosso quello che, secondo le
evidenze scientifiche, è uno dei regimi alimentari più sani.
Ne è emerso un modello vincente sul fronte nutrizionale e socioculturale, in grado di giocare un ruolo
essenziale nella crescita sul territorio di una economia sostenibile: da un’agricoltura attenta alla
biodiversità, all’ambiente e alla stagionalità a un’innovazione tecnologica che garantisca ai consumatori
qualità, salubrità e disponibilità dei prodotti, a un turismo che valorizzi i paesaggi, i saperi e i sapori
legati alla dieta mediterranea.
Per massimizzare questo patrimonio, secondo il Libro Bianco del Crea occorre fare però ancora più
"sistema", mettendo in rete pubblico e privato, azioni e risorse anche in ambiti diversi per intensificare lo
sforzo di promozione e valorizzazione.
“Dalla ricerca del Crea emerge un nuovo slancio per lo sfruttamento e la tutela di un patrimonio come
la dieta mediterranea – afferma il commissario straordinario Salvatore Parlato – Indicazioni utili per
impostare politiche di sviluppo e attività di ricerca in grado di moltiplicare il valore sociale ed economico
che la dieta mediterranea può generare all’interno del nostro settore agroalimentare”.
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Dieta mediterranea, presidenza Unesco
passa da Italia a Portogallo
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Giovedì, 5 maggio 2016
"La Dieta Mediterranea non è solo alimentazione, ma un insieme di valori anche sociali,
uno stile di vita che accomuna tutti i paesi del Mediterraneo. Abbiamo raccolto i contributi
per la valorizzazione di questo importante patrimonio culturale nel Libro bianco delle Dieta
Mediterranea che presentiamo oggi, per continuare a preservare, in collaborazione con gli
altri Paesi partner i nostri valori culturali". Ad affermarlo è Emilio Gatto, direttore generale
del ministero delle Politiche Agricole, a margine del convegno organizzato dal Mipaaf, in
collaborazione con l'ente di ricerca Crea, nella sala del Capitolo del convento di San
Domenico Maggiore a Napoli. Tra i relatori, Pasquale Giuditta, Dirigente MiPAAF e
Coordinatore del Gruppo intergovernativo delle Rete dei Paesi della Dieta
Mediterranea, Carla Abitabile, ricercatrice Crea, Francesco Caruso, Consigliere del
Presidente della Regione Campania per i Rapporti internazionali e l'Unesco, l'assessore
comunale al Commercio Enrico Panini, la docente di Antropologia Culturale
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dell'Università Suor Orsola Benincasa, Elisabetta Moro, e i rappresentanti dei 7 Paesi
della Rete della Dieta Mediterranea dell'Unesco e delle Comunità Emblematiche.
"Il ministero delle Politiche Agricole - prosegue Gatto - con gli altri Paesi partner del
Mediterraneo sta portando avanti dal 2010 - anno di inserimento nel registro dell'Unesco
della dieta mediterranea - una serie di attività che hanno avuto un'espressione
importantissima lo scorso settembre nell'ambito dell'Expo. Quello che continueremo a fare
è preservare i valori culturali delle diete mediterranee".
Passaggio di testimone con il Portogallo
In questi giorni scade l'anno di presidenza italiano. Nel corso del convegno è stato passato
il testimone al Portogallo con il quale l'Italia collaborerà l'anno prossimo per continuare a
diffondere nel mondo la cultura della dieta mediterranea e l'importanza per la vita dei
cittadini europei e di tutto il mondo di preservare questi valori.
"Il Mezzogiorno d'Italia - spiega Carla Abitabile, ricercatrice Crea (Consiglio ricerche
agricoltura) Bioeconomia - è uno dei luoghi della dieta mediterranea. Quali sono i suoi
caratteri? La prevalenza degli alimenti vegetali sull'animale, e in generale frugalità,
sobrietà nelle quantità, ma anche uno stile di vita che prevede attività fisica, riposo
adeguato, poco stress. I prodotti di eccellenza tipici sono tanti, si va dalla pasta per l'Italia,
al cous cous per i paesi del Sud".
Il Crea è tra i più importanti enti di ricerca dell'agroalimentare, dalla genetica, alla
nutrizione, all'ambiente, e fa capo al ministero delle Politiche Agricole. In Campania vanta
due centri studi a Caserta e a Pontecagnano. "Domani - conclude Abitabile - saremo a
Pollica, per un incontro tra le comunità emblematiche individuate dall'Unesco come
rappresentative della dieta mediterranea. Tra queste, appunto, quella di Pollica-Cilento. Si
discuterà di quali azioni avviare per salvaguardare la dieta mediterranea".
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OSSERVATORIO FLEGREO QUOTIDIANO E TELEVIONE ON
LINE
Riflettori sulla Dieta Mediterranea. I
rappresentanti dei 7 Paesi del Dossier UNESCO a
confronto
Mag 5th, 2016 | Di cc | Categoria: Cronaca Regionale
Napoli-Pollica, in due incontri sulla Dieta Mediterranea si confrontano i 7 Paesi del Dossier Unesco. Presentato il “Libro
bianco” ed un documentario sul sano regime alimentare che è stile di vita
di Armando Giuseppe Mandile
Occorre fare sistema in maniera meglio organizzata, grazie ad una sinergia in rete tra pubblico e privato; promuovere
azioni e valorizzare le risorse negli svariati ambiti, in modo da intensificare lo sforzo di promozione e valorizzazione. Si è
parlato delle linee da seguire in materia di Dieta Mediterranea al primo dei due eventi ad essa dedicati, che i è svolto
oggi a Napoli nei saloni del Complesso di San Domenico Maggiore. Domani si continua a Pollica. Il ci regno in due parti
chiude l’anno italiano di presidenza della rete dei 7 Paesi nel Dossier UNESCO della Dieta.
Un importante confronto che si svolge Campania, patria della Dieta Mediterranea al quale partecipano appunto i
rappresentanti dei sette Paesi mediterranei che fanno parte del dossier UNESCO, dedicato alla Dieta Mediterranea,
patrimonio culturale immateriale dell’Umanità: le Comunità emblematiche di Agros (Cipro), Hvar (Croazia), Chefchaouen
(Marocco), Koroni (Grecia), Pollica-Cilento (Italia), Soria (Spagna), Tavira (Portogallo).
Riflettori sull’importanza dello stile di vita, quella del marchio e della tracciabilità, della lotta alla contraffazione; ancora,
dell’esportazione in tempo reale, del brand Dieta Mediterranea che la Campania deve utilizzare. È stato pure anticipato il
progetto di un parco a tema da realizzare in Cilento ed inoltre, in un’area vicina alla zona cilentana, di una città del cibo e
della produzione della Dieta Mediterranea con vendita dei prodotti, anche alla luce della diffusione in tutta l’area
mediterranea. Grande sviluppo nel prossimo futuro per la Dieta a Mediterranea stile di vita che testimonia più di ogni
altro la nostra cultura e la nostra tradizione gastronomica.
Nel corso di questo evento partenopeo, è stato presentato il “Libro Bianco sulla Dieta Mediterranea” che è parte di un
progetto realizzato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; ha partecipato il CREA, principale ente
italiano di ricerca agroalimentare.I ricercatori del Centro di Politiche e Bioeconomia del CREA, hanno studiato il cammino
seguito dai vari soggetti (studiosi, Istituzioni, Comunità emblematiche) il particolare regime alimentare, tra i più sani,
modello vincente in campo nutrizionale e socioculturale, in grado di giocare un ruolo essenziale nella crescita sul
territorio di una economia sostenibile.
Partendo da un modello di agricoltura attenta fino alla biodiversità, all’ambiente e alla stagionalità ed a un’innovazione
tecnologica in grado di fornire ai consumatori garanzie concrete di qualità e salubrità dei prodotti ed ancora, di
disponibilità. Per giungere ad un turismo all’insegna della salute alimentare, che valorizzi il patrimonio costituito dalla
Dieta Mediterranea, promuovendo i paesaggi, i saperi e i sapori legati di una zona unica.
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Tra le iniziative in tema, la proiezione del documentario “Mediterranea Diet Example to the world”, per la regia di
Francesco Gagliardi, prodotto da Stefania Capobianco della FG Pictures; coautori Daniela Di Bartolomeo e Sabrina
Palumbo.
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Napoli: presentato il Libro Bianco
sulla Dieta Mediterranea
Presentato a Napoli, in occasione della due giorni che chiude l’anno italiano di presidenza della rete dei 7 Paesi
della Dieta Mediterranea, il Libro Bianco sulla Dieta Mediterranea. La pubblicazione, è stata realizzata dal
Consiglio per la ricerca in agricoltura (Crea) e dal ministero per le Politiche Agricole, alimentari e forestali
(Mipaaf).
I ricercatori del Centro di Politiche e Bioeconomia del Crea, hanno studiato, nell’elaborare il Libro Bianco, il
cammino percorso fin qui dalla miriade di soggetti (Istituzioni, Comunità emblematiche, studiosi) che hanno
sostenuto- si legge in una nota- e promosso quello che, secondo le evidenze scientifiche, è uno dei regimi
alimentari più sani. Ne è emerso un modello vincente sul fronte nutrizionale e socioculturale, in grado di giocare
un ruolo essenziale nella crescita sul territorio di una economia sostenibile: da un’agricoltura attenta alla
biodiversità, all’ambiente e alla stagionalità a un’innovazione tecnologica che garantisca ai consumatori qualità,
salubrità e disponibilità dei prodotti, ad un turismo che valorizzi i paesaggi, i saperi e i sapori legati alla dieta
mediterranea.
in data:05/05/2016
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you_wine
Il Blog di Alberto Grasso
giovedì 5 maggio 2016
A Napoli presentato il Libro Bianco Dieta Mediterranea
DIETA MEDITERRANEA, UNESCO:
PRESENTATO IL LIBRO BIANCO
Il modello alimentare che più di ogni altro rispecchia la nostra cultura e la nostra tradizione
gastronomica.
La Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’Unesco come
patrimonio immateriale dell’umanità, scommette su un
futuro di sviluppo, all’insegna della sostenibilità e
dell’innovazione. Questo l’obiettivo con cui il CREA - il
principale ente italiano di ricerca agroalimentare - ha
supportato il Ministero per le Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali nell’elaborazione del Libro Bianco
sulla Dieta Mediterranea.
La pubblicazione è stata presentata oggi a Napoli, in occasione della due giorni che chiude l’anno italiano di
presidenza della rete dei 7 Paesi della Dieta Mediterranea. I ricercatori del Centro di Politiche e Bioeconomia
del CREA, hanno studiato il cammino percorso fin qui dalla miriade di soggetti (Istituzioni, Comunità
emblematiche, studiosi) che hanno sostenuto e promosso quello che, secondo le evidenze scientifiche, è
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uno dei regimi alimentari più sani. Ne è emerso un modello vincente sul fronte nutrizionale e socioculturale,
in grado di giocare un ruolo essenziale nella crescita sul territorio di una economia sostenibile: da
un’agricoltura attenta alla biodiversità, all’ambiente e alla stagionalità a un’innovazione tecnologica che
garantisca ai consumatori qualità, salubrità e disponibilità dei prodotti, ad un turismo che valorizzi i paesaggi,
i saperi e i sapori legati alla dieta mediterranea.
Per massimizzare questo patrimonio, occorre – secondo il Libro Bianco del CREA – fare però ancora più
sistema, mettendo in rete pubblico e privato, azioni e risorse anche in ambiti diversi per intensificare lo sforzo
di promozione e valorizzazione.
“Dalla ricerca del CREA emerge un nuovo slancio per lo sfruttamento e la tutela di un patrimonio come la
dieta mediterranea – afferma soddisfatto il commissario straordinario CREA Salvatore Parlato – Indicazioni
utili per impostare politiche di sviluppo e attività di ricerca in grado di moltiplicare il valore sociale ed
economico che la dieta mediterranea può generare all’interno del nostro settore agroalimentare”.
La Dieta Mediterranea è, come suggerisce l'etimologia della parola (dal greco diaita), uno stile di vita, un
modus vivendi, un elemento relazionale e culturale che rafforza il senso di appartenenza e di condivisione
tra i popoli che vivono nel bacino del Mediterraneo. Perché il "mangiare insieme", tipico della Dieta
Mediterranea, non significa semplicemente consumare un pasto ma vuol dire rafforzare il fondamento delle
relazioni interpersonali, promuovere il dialogo e la creatività, tramandare l'identità e i valori delle comunità.
Pane, pasta, verdure, legumi, frutta fresca e secca, ma anche carni bianche, pesce, latticini, uova, olio
d'oliva e vino sono gli alimenti alla base della Dieta Mediterranea. Un modello alimentare sano ed equilibrato
fondato prevalentemente su cibi di origine vegetale e sul loro consumo diversificato e bilanciato, che viene
tramandato di generazione in generazione in sette diversi Paesi affacciati sul "Mare Nostrum". Numerosi
studi scientifici hanno dimostrato inoltre che la Dieta Mediterranea è
una dieta salubre che aiuta a prevenire le principali malattie croniche come patologie cardiovascolari,
diabete, bulimia e obesità e, grazie al potere al potere antiossidante dell'olio d'oliva unito al consumo di
verdure, un mezzo importante nella prevenzione dei tumori.
Highlights Libro Bianco Dieta Mediterranea
1. DIETA MEDITERRANEA E SOSTENIBILITÀ
La dieta mediterranea è considerata di per sé un modello alimentare sostenibile perché ha garantito nel
tempo la salvaguardia di intere comunità e dei relativi territori. D’altronde, nell’ampio dibattito sugli attuali
modelli di consumo, il ruolo positivo che la dieta mediterranea può svolgere a favore della tutela della salute
umana è ampiamente discusso in letteratura. Meno numerosi sono gli studi che testimoniano un impatto
positivo della dieta mediterranea (DM) a favore dell’ambiente. In questo caso, tuttavia, viene riconosciuta
una sua valenza positiva grazie al maggiore orientamento vegetale e alle caratteristiche di sobrietà e, inoltre,
perché essa “si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità” (da definizione UNESCO, vedi più avanti).
Il riconoscimento dell'UNESCO della DM come patrimonio culturale immateriale ha poi messo in evidenza
altri elementi culturali e sociali, molto rilevanti, ma di cui, andrà misurata e monitorata la portata in relazione
ai cambiamenti degli stili di vita e di consumo. Il dibattito sulla DM che si sta allargando grazie alle molte
iniziative in tema contribuirà comunque a chiarire le questioni aperte anche in relazione alla sostenibilità
della DM e al suo ruolo quale volano di sostenibilità sia nel sistema produttivo che nei modelli di consumo
alimentare.
2. DIETA MEDITERRANEA E INNOVAZIONE
Le connessioni tra DM e innovazione sono potenzialmente molte e a tutti i livelli, considerando la
complessità della DM e le sue numerose componenti. Secondo la definizione UNESCO, “La Dieta
Mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal
paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la
preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello
nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta
fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il
tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità. Tuttavia, la Dieta
Mediterranea (dal greco diaita, o stile di vita) è molto più che un semplice alimento. Essa promuove
l'interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da
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una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e
leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo
sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all'agricoltura nelle comunità del
Mediterraneo come nelle zone della Soria in Spagna, Koroni in Grecia, Cilento in Italia e Chefchaouen in
Marocco. Le donne svolgono un ruolo indispensabile nella trasmissione delle competenze, così come della
conoscenza di riti, gesti tradizionali e celebrazioni, e nella salvaguardia delle tecniche.”
Questo modello è tuttavia a rischio di sopravvivenza a causa dei cambiamenti sociali e demografici e degli
stessi modelli di consumo degli ultimi anni. L’innovazione può contribuire a restituire al modello DM il ruolo
centrale nelle preferenze e nelle scelte dei consumatori e degli operatori. L’approccio innovativo da
considerare dovrà essere di tipo sistemico, dovrà cioè incorporare sia
innovazione tecnologica - che interessa più da vicino gli operatori - che la sua dimensione sociale ed
ambientale - che riguarda anche consumatori e cittadini, comunità rurali, istituzioni, settori di trasformazione
e commercializzazione, ecc. Tale approccio, consentendo lo scambio e l’interazione tra i soggetti con la
possibilità di condivisione della conoscenza, riconduce l’innovazione a livello del territorio e della comunità.
Su quali elementi innovare per sostenere un maggiore orientamento a modelli alimentari sostenibili, il
riferimento è ai caratteri della DM: tradizione, naturalità, territorio, innanzitutto. ‘Accompagnare’ e veicolare
questi caratteri, mediante una comunicazione efficace (etichettatura, tracciabilità, rintracciabilità) è uno degli
elementi su cui concentrare lo sforzo innovativo per offrire le adeguate garanzie ai consumatori le cui
esigenze in termini di qualità stanno aumentando. Un servizio informativo più ampio, quindi, da affiancare ad
altri servizi a livello della trasformazione e distribuzione, coniugando la naturalità con altri elementi, come la
funzionalità (per rispondere a specifiche esigenze, es. celiaci). Ma ai nostri fini non sono utili solo innovazioni
nella comunicazione. Innovazioni di prodotto e di processo possono essere considerate nel contesto della
DM per andare incontro alle esigenze di un consumatore che cambia pur restando nell’alveo dei suoi
caratteri.
3. DIETA MEDITERRANEA E SVILUPPO RURALE
I caratteri della DM, il suo stretto legame con il territorio, il potenziale identitario di cui è portatrice, nonché il
profilo di modello alimentare e produttivo sostenibile evidenziano i possibili elementi di convergenza con gli
obiettivi della politica di sviluppo rurale. D’altra parte, la politica di sviluppo rurale presenta gli strumenti più
adatti per interventi a sostegno di quelle componenti (produzione agricola, filiera corta, conservazione dei
suoli, biodiversità agricola e naturale, paesaggio, vitalità delle aree rurali, patrimonio storico culturale), la cui
assenza costituirebbe presupposto per il deterioramento ulteriore della DM. Infatti, la valorizzazione
economica del prodotto agroalimentare tradizionale interessa sì gli aspetti produttivi (prodotti di qualità,
trasformazione in azienda, filiera corta, ecc.), ma passa anche per la valorizzazione del paesaggio, delle
tradizioni e della cultura locale, del turismo, ecc..
Attraverso gli strumenti di governance propri della politica di sviluppo rurale si possono inoltre favorire la
nascita di iniziative dove si valorizzi sia il legame tra prodotti agroalimentari e territorio che la differenziazione
dell’offerta. L’iniziativa comunitaria LEADER è esemplificativa al riguardo e costituisce un modello di
riferimento anche per la DM. In tale ambito, infatti, i Gruppi di Azione Locale definiscono la propria strategia
di sviluppo intorno alla valorizzazione dei prodotti tradizionali del territorio di riferimento e, di recente, molti
GAL di ambedue le sponde nord e sud dell’area mediterranea hanno già realizzato progetti di cooperazione
transnazionale per promuovere la DM come stile di vita. Le principali azioni sono state rivolte alla
comunicazione, ma anche al supporto alle imprese locali, anche con la creazione di nuovi spazi di mercato e
la formalizzazione di accordi fra aree di produzione, il tutto finalizzato alla produzione e promozione di
prodotti tipici dell’area mediterranea.
La politica di sviluppo rurale costituisce un buon esempio di integrazione delle politiche e delle azioni da
ricercare per la salvaguardia e la valorizzazione della DM che, in sintesi, richiederebbe un ‘piano’ di
interventi a tutto campo, individuando le possibili sinergie e complementarietà con altre iniziative
potenzialmente utili.
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La Dieta Mediterranea, oltre un regime
alimentare: è un modus vivendi
La Dieta Mediterranea è un modello vincente sul fronte nutrizionale e socioculturale, in
grado di giocare un ruolo essenziale nella crescita sul territorio di una economia
sostenibile. Il Crea pubblica un Libro bianco per scommettere sul futuro
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La Dieta Mediterranea è, come suggerisce l'etimologia della parola (dal greco diaita), uno stile di vita,
un modus vivendi, un elemento relazionale e culturale che rafforza il senso di appartenenza e di
condivisione tra i popoli che vivono nel bacino del Mediterraneo. Perché il "mangiare insieme", tipico
della Dieta Mediterranea, non significa semplicemente consumare un pasto ma vuol dire rafforzare il
fondamento delle relazioni interpersonali, promuovere il dialogo e la creatività, tramandare l'identità e i
valori delle comunità.
Pane, pasta, verdure, legumi, frutta fresca e secca, ma anche carni bianche, pesce, latticini, uova, olio
d'oliva e vino sono gli alimenti alla base della Dieta Mediterranea. Un modello alimentare sano ed
equilibrato fondato prevalentemente su cibi di origine vegetale e sul loro consumo diversificato e
bilanciato, che viene tramandato di generazione in generazione in sette diversi Paesi affacciati sul "Mare
Nostrum". Numerosi studi scientifici hanno dimostrato inoltre che la Dieta Mediterranea è una dieta
salubre che aiuta a prevenire le principali malattie croniche come patologie cardiovascolari, diabete,
bulimia e obesità e, grazie al potere al potere antiossidante dell'olio d'oliva unito al consumo di verdure,
un mezzo importante nella prevenzione dei tumori.
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Il modello alimentare che più di ogni altro rispecchia la nostra cultura e la nostra tradizione
gastronomica, riconosciuto dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità, scommette su un
futuro di sviluppo, all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione. Questo l’obiettivo con cui il Crea - il
principale ente italiano di ricerca agroalimentare - ha supportato il Ministero per le Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali nell’elaborazione del Libro Bianco sulla Dieta Mediterranea.
La pubblicazione è stata presentata a Napoli, in occasione della due giorni che chiude l’anno italiano di
presidenza della rete dei 7 Paesi della Dieta Mediterranea. I ricercatori del Centro di Politiche e
Bioeconomia del Crea, hanno studiato il cammino percorso fin qui dalla miriade di soggetti (Istituzioni,
Comunità emblematiche, studiosi) che hanno sostenuto e promosso quello che, secondo le evidenze
scientifiche, è uno dei regimi alimentari più sani. Ne è emerso un modello vincente sul fronte
nutrizionale e socioculturale, in grado di giocare un ruolo essenziale nella crescita sul territorio di una
economia sostenibile: da un’agricoltura attenta alla biodiversità, all’ambiente e alla stagionalità a
un’innovazione tecnologica che garantisca ai consumatori qualità, salubrità e disponibilità dei prodotti,
ad un turismo che valorizzi i paesaggi, i saperi e i sapori legati alla dieta mediterranea.
Per massimizzare questo patrimonio, occorre – secondo il Libro Bianco del Crea – fare però ancora più
sistema, mettendo in rete pubblico e privato, azioni e risorse anche in ambiti diversi per intensificare lo
sforzo di promozione e valorizzazione.
“Dalla ricerca del Crea emerge un nuovo slancio per lo sfruttamento e la tutela di un patrimonio come la
dieta mediterranea – afferma soddisfatto il commissario straordinario Crea Salvatore Parlato –
Indicazioni utili per impostare politiche di sviluppo e attività di ricerca in grado di moltiplicare il valore
sociale ed economico che la dieta mediterranea può generare all’interno del nostro settore
agroalimentare”.
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Libro Bianco della Dieta Mediterranea giovedì 5 a San
Domenico Maggiore a Napoli.
maggio 03
Due parole magiche che ogni giorno tornano su giornali, in tv, alla radio, nei discorsi della gente per sottolineare
l’importanza di un’alimentazione corretta e basata sui prodotti tipici della fascia mediterranea, dall’olio extravergine di
oliva alla pasta, dalla frutta agli ortaggi e la carne e le verdure.
Eccellenze delle quali i paesi del Mediterraneo sono ricche ma che, spesso, vengono trascurate a vantaggio di prodotti
provenienti da altri luoghi che, forse, hanno un appeal di esoticità .
Quando nel 2010, l’Unesco iscrisse la Dieta Mediterranea nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale
Immateriale dell’Umanità, a pochi fu chiaro che l’atto era il riconoscimento del valore culturale e sociale della Dieta
Mediterranea e ancor meno chiaro fu che alla dieta si riconosceva il profilo di modello alimentare sostenibile che fosse
trasmesso anche e soprattutto al di fuori dei paesi delle sponde mediterranee. E l’impegno chiesto dall’Unesco ai paesi
proponenti il riconoscimento (Italia, Spagna,Grecia,Portogallo, Cipro, Croazia e Marocco) fu proprio quello di attivare
specifiche iniziative volte a salvaguardare i valori della Dieta Mediterranea.
Sei anni dopo, a termine del periodo di presidenza italiana del gruppo di paesi mediterranei coinvolti e al momento del
passaggio di consegne al periodo di presidenza portoghese, arriva il momento di tracciare un bilancio delle attività e dei
passi compiuti.
L’occasione arriva GIOVEDI’ 5 MAGGIO, a Napoli –Convento San Domenico Maggiore – con la presentazione del Libro
Bianco sulla Dieta Mediterranea, evento patrocinato dal Mipaaf ( Ministero per le politiche agricole , alimentari e
forestali), dal Crea ( Consiglio per la ricerca in agricoltura).
La giornata si articolerà su una sessione mattutina di presentazione del Libro Bianco con interventi del Sindaco di Napoli
e di esperti del settore e su una sessione pomeridiana dedicata al dibattito. Nel mezzo i “pizzaiuoli napoletani” offriranno
un momento di degustazione della pizza, naturalmente, che nella sua semplicità può essere indicata come simbolo delle
dieta mediterranea.
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Particolarmente atteso l’intervento di Pasquale Giuditta, Sindaco di Summonte, che alla presentazione del Libro Bianco
sarà presente in veste di Dirigente del Ministero per le politiche agricole e, soprattutto, quale Coordinatore del Gruppo
intergovernativo della rete dei Paesi della Dieta Mediterranea che della valorizzazione del territorio, della produzione,
della salvaguardia e della valorizzazione dei prodotti locali ha fatto un cavallo di battaglia della sua attività politica.
Ed è quanto ci ribadisce nel presentare l’evento del 5 maggio “ Ho sempre creduto e lavorato per portare avanti questa
battaglia; dieta mediterranea non deve essere uno slogan, deve, invece, significare attenzione alla valorizzazione di quei
prodotti che da secoli sono sulle nostre tavole, che sono riconosciuti come indispensabili ad una corretta e sana
alimentazione e che, fatto non certo trascurabile, assicurano anche un valore aggiunto alla bilancia economica e
finanziaria del nostro paese”.
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Il “Libro bianco sulla dieta mediterranea”
La tradizione a tavola dalla A alla Z
Un valore non solo nutrizionale, quanto sociale, economico e culturale sta alla base
della dieta mediterranea, patrimonio Unesco: questo l'argomento centrale nel libro
realizzato dal Mipaaf in collaborazione con Crea
Il modello alimentare che più di ogni altro rispecchia la nostra cultura e la nostra tradizione
gastronomica, riconosciuto dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità, scommette
su un futuro di sviluppo, all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione. Questo l’obiettivo con cui
il Crea - Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, il principale ente
italiano di ricerca agroalimentare, ha supportato il ministero per le Politiche agricole, alimentari e
forestali nell’elaborazione del “Libro bianco sulla dieta mediterranea”.
I ricercatori del centro di Politiche e bioeconomia del Crea hanno studiato il cammino percorso fin
qui dalla miriade di soggetti (istituzioni, comunità emblematiche e studiosi) che hanno sostenuto e
promosso quello che, secondo le evidenze scientifiche, è uno dei regimi alimentari più sani. Ne è
emerso un modello vincente sul fronte nutrizionale e socioculturale, in grado di giocare un ruolo
essenziale nella crescita sul territorio di un'economia sostenibile: da un’agricoltura attenta alla
biodiversità, all’ambiente e alla stagionalità a un’innovazione tecnologica che garantisca ai
consumatori qualità, salubrità e disponibilità dei prodotti, fino a un turismo che valorizzi i paesaggi,
i saperi e i sapori legati alla dieta mediterranea.
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Per massimizzare questo patrimonio, occorre - secondo il Libro bianco del Crea - fare però ancora
più sistema, mettendo in rete pubblico e privato, azioni e risorse anche in ambiti diversi per
intensificare lo sforzo di promozione e valorizzazione. «Dalla ricerca del Crea - afferma soddisfatto
il commissario straordinario Crea Salvatore Parlato - emerge un nuovo slancio per lo sfruttamento
e la tutela di un patrimonio come la dieta mediterranea. Indicazioni utili per impostare politiche di
sviluppo e attività di ricerca in grado di moltiplicare il valore sociale ed economico che la dieta
mediterranea può generare all’interno del nostro settore agroalimentare».
Gli highlights del "Libro bianco sulla dieta mediterranea"
Dieta mediterranea e sostenibilità
La dieta mediterranea è considerata di per sé un modello alimentare sostenibile perché ha
garantito nel tempo la salvaguardia di intere comunità e dei relativi territori. D’altronde, nell’ampio
dibattito sugli attuali modelli di consumo, il ruolo positivo che la dieta mediterranea può svolgere a
favore della tutela della salute umana è ampiamente discusso in letteratura. Per l'impatto
ambientale, invece, le viene riconosciuta una valenza positiva grazie al maggiore orientamento
vegetale e alle caratteristiche di sobrietà e, inoltre, perché essa “si fonda nel rispetto per il territorio
e la biodiversità”, da definizione Unesco.
Dieta mediterranea e innovazioni
Le connessioni tra dieta mediterranea e innovazione sono potenzialmente molte e a tutti i livelli,
considerando la complessità della dieta mediterranea e le sue numerose componenti. Secondo la
definizione Unesco, «la dieta mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze,
pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la
pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo. La
dieta mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello
spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una
moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da
vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità».
«La dieta mediterranea (dal greco diaita, o stile di vita) promuove l'interazione sociale - continua
così la definizione Unesco - poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle
festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze,
canzoni, massime, racconti e leggende. La dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la
biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri
collegati alla pesca e all'agricoltura nelle comunità del Mediterraneo».
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Questo modello è tuttavia a rischio di sopravvivenza a causa dei cambiamenti sociali e demografici
e degli stessi modelli di consumo degli ultimi anni. L’innovazione può contribuire a restituire al
modello dieta mediterranea il ruolo centrale nelle preferenze e nelle scelte dei consumatori e degli
operatori. Su quali elementi innovare per sostenere un maggiore orientamento a modelli alimentari
sostenibili, il riferimento è ai caratteri della dieta mediterranea: tradizione, naturalità, territorio,
innanzitutto.
“Accompagnare” e veicolare questi caratteri, mediante una comunicazione efficace (etichettatura,
tracciabilità, rintracciabilità) è uno degli elementi su cui concentrare lo sforzo innovativo per offrire
le adeguate garanzie ai consumatori le cui esigenze in termini di qualità stanno aumentando. Un
servizio informativo più ampio, quindi, da affiancare ad altri servizi a livello della trasformazione e
distribuzione, coniugando la naturalità con altri elementi, come la funzionalità (per rispondere a
specifiche esigenze). Ma ai nostri fini non sono utili solo innovazioni nella comunicazione.
Innovazioni di prodotto e di processo possono essere considerate nel contesto della dieta
mediterranea per andare incontro alle esigenze di un consumatore che cambia pur restando
nell’alveo dei suoi caratteri.
Dieta mediterranea e sviluppo rurale
I caratteri della dieta mediterranea, il suo stretto legame con il territorio, il potenziale identitario di
cui è portatrice, nonché il profilo di modello alimentare e produttivo sostenibile evidenziano i
possibili elementi di convergenza con gli obiettivi della politica di sviluppo rurale. D’altra parte, la
politica di sviluppo rurale presenta gli strumenti più adatti per interventi a sostegno di quelle
componenti (produzione agricola, filiera corta, conservazione dei suoli, biodiversità agricola e
naturale, paesaggio, vitalità delle aree rurali, patrimonio storico culturale), la cui assenza
costituirebbe presupposto per il deterioramento ulteriore della dieta mediterranea.
Infatti, la valorizzazione economica del prodotto agroalimentare tradizionale interessa sì gli aspetti
produttivi (prodotti di qualità, trasformazione in azienda, filiera corta, ecc.), ma passa anche per la
valorizzazione del paesaggio, delle tradizioni e della cultura locale, del turismo. Attraverso gli
strumenti di governance propri della politica di sviluppo rurale si possono inoltre favorire la nascita
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di iniziative dove si valorizzi sia il legame tra prodotti agroalimentari e territorio che la
differenziazione dell’offerta.
Le principali azioni finora proposte sono state rivolte alla comunicazione, ma anche al supporto alle
imprese locali, anche con la creazione di nuovi spazi di mercato e la formalizzazione di accordi fra
aree di produzione, il tutto finalizzato alla produzione e promozione di prodotti tipici dell’area
mediterranea. La politica di sviluppo rurale costituisce un buon esempio di integrazione delle
politiche e delle azioni da ricercare per la salvaguardia e la valorizzazione della dieta mediterranea
che, in sintesi, richiederebbe un “piano” di interventi a tutto campo, individuando le possibili
sinergie e complementarietà con altre iniziative potenzialmente utili.
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Dieta Mediterranea: una due giorni tra Napoli
e il Cilento
Una due giorni dedicata alla Dieta Mediterranea inserita nella Lista del patrimonio culturale
immateriale dell’Umanità. Giovedì prossimo a Napoli, a San Domenico Maggiore, e venerdì a
Pollica, nel Cilento, si terranno due eventi con protagonisti, in Campania, i sette Paesi mediterranei
coinvolti nel dossier UNESCO: le Comunità emblematiche di Agros (Cipro), e Hvar (Croazia),
Chefchaouen (Marocco), Koroni (Grecia), Pollica-Cilento (Italia), Soria (Spagna), Tavira
(Portogallo). Al centro degli eventi la presentazione del “Libro Bianco sulla Dieta mediterranea”.
Tra le iniziative la proiezione del documentario “Mediterranea Diet Example to the world”, per la
regia di Francesco Gagliardi, prodotto da Stefania Capobianco della “FG Pictures”.
Giovedì 5 maggio:
Ore 11.00 Presentazione del Libro Bianco della Dieta Mediterranea UNESCO
Saluti: Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli
Rosa D’Amelio, Presidente del Consiglio regionale della Campania
Introduzione: Emilio Gatto, Direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare e
dell’ippica, MiPAAF
Interventi: Pasquale Giuditta, Dirigente MiPAAF e Coordinatore Gruppo intergovernativo delle Rete
dei Paesi della Dieta Mediterranea
Carla Abitabile, Ricercatore CREA – Centro politiche e bioeconomia
Elisabetta Moro, Professore di Antropologia Culturale, Università degli Studi “Suor Orsola
Benincasa” di Napoli
I rappresentanti dei 7 Paesi della Rete della Dieta Mediterranea dell’Unesco e delle Comunità
Emblematiche
Francesco Caruso, Consigliere del Presidente della Regione Campania (Rapporti internazionali e
Unesco)
Ore 14.00 DEGUSTAZIONE – Chiostro del Convento
Le associazioni dei pizzaiuoli napoletani e “L’arte dei pizzaiuoli napoletani candidata all’Unesco
come patrimonio culturale immateriale
dell’Umanità”
16.00 –18.00 Tavola rotonda “Dieta Mediterranea tra salvaguardia e valorizzazione: quali
prospettive?”
Coordina Luciano Pignataro, Giornalista
Intervengono: Salvatore Parlato, Commissario straordinario CREA
Marino Niola, Direttore del MedEatResearch (Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea),
Univ. Suor Orsola Benincasa di Napoli
Pier Luigi Petrillo, Ordinario Università di Roma Unitelma Sapienza e Consigliere del Ministro delle
Politiche agricole, alimentari e
forestali per l’UNESCO
Amedeo Lepore, Assessore Regione Campania (Attività produttive)
Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti
Sabrina Capozzolo, Deputata al Parlamento italiano
Francesco Alfieri, Consigliere del Presidente della Regione Campania (Agricoltura e pesca)
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Luca Bianchi, Capo Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e
della pesca, MiPAAF
Venerdì 6 maggio:
ORE 11.00 – Arrivo a Pollica presso il Palazzo Principi Capano sede del Centro studi “Angelo
Vassallo”
Saluti istituzionali
Introduce
Pasquale Giuditta, Dirigente Mipaa f, Coordinatore Gruppo Intergovernativo della rete dei Paesi
della Dieta Mediterranea – ITALIA
“L’implementazione di un modello di governance sulla Dieta Mediterranea, guidato dalle Comunità
emblematiche attraverso la Carta dei Valori”
Intervengono:
Stefano Pisani, Sindaco di Pollica, Comunità emblematica di Pollica-Cilento – ITALIA
Tommaso Pellegrino, Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni,
Comunità emblematica di Pollica-Cilento – ITALIA
Niki Kafkalia, Comunità emblematica di Agros – CIPRO
Silvija Pavičić, Comunità emblematica di Brač e Hvar – CROAZIA
Vicky Inglezou, Direttore della Fondazione Maniatakeion, Comunità emblematica di Koroni –
GRECIA
El Harras Dalila, Direttore della Agenzia di Sviluppo Municipale, Comunità emblematica di
Chefchaouen – MAROCCO
Jorge Queiroz, Capo Divisione Cultura, Patrimonio e Musei, Comunità emblematica di Tavira –
PORTOGALLO
Juan Manuel Ruiz Liso, Comunità emblematica di Soria – SPAGNA
Concludono:
Emilio Gatto, Direttore Generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica,
Mipaa f
Franco Alfieri, Consigliere Delegato all’Agricoltura, Regione Campania
ORE 13.30 – Palazzo Principi Capano Centro studi “Angelo Vassallo”
Colazione con degustazione delle ricette della Dieta Mediterranea
ORE 16.00 – Località Pioppi di Pollica, Palazzo Vinciprova
“Inaugurazione della statua dedicata ad Ancel Keys presso il Museo della Dieta Mediterranea”
Illustre fisiologo Americano che nel 1954 per la prima volta descrisse “La dieta mediterranea”
Sottoscrizione del Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale GECT Dieta Med
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A Napoli la presentazione del Libro Bianco
sulla Dieta Mediterranea
Nel convegno promosso dal Mipaaf in programma il 5 maggio si parlerà di strategie da condividere
con le Istituzioni degli altri Paesi coinvolti nel dossier UNESCO, finalizzate allo sviluppo e alla
valorizzazione della Dieta Mediterranea
Un Libro Bianco sulla Dieta Mediterranea. E’ il punto di approdo di un percorso che sarà
presentato nel convegno promosso dal Mipaaf (Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali) che si terrà giovedì 5 maggio a Napoli presso il Convento San Domenico Maggiore (Sala
del Capitolo - Vicolo San Domenico Maggiore, 18). In continuità con le varie iniziative in tema già
realizzate lo scorso anno e culminate con Expo 2015, il convegno è l’occasione per presentare la
prima tappa del percorso nato per definire una strategia finalizzata allo sviluppo e alla
valorizzazione della Dieta Mediterranea da condividere con le Istituzioni degli altri Paesi coinvolti
nel dossier UNESCO. Sei anni fa, nel 2010, l’UNESCO, ha infatti, iscritto la Dieta Mediterranea
nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, conferendole così
un valore culturale e sociale quale modello alimentare sostenibile. Tale riconoscimento ha
parallelamente richiesto un preciso impegno da parte dei proponenti (Cipro, Croazia, Grecia, Italia,
Marocco, Portogallo e Spagna) volto alla messa a punto di specifiche misure per la sua
salvaguardia. In quest’ottica, il documento che sarà presentato a Napoli pone le basi per un Libro
Bianco sulla Dieta Mediterranea dove si traccerà il quadro di riferimento per le azioni da
intraprendere. In particolare, il documento preliminare intende proporre alcuni spunti di riflessione
su cui avviare il dibattito dei soggetti e delle istituzioni interessate, concentrando l’attenzione sul
carattere immateriale della dieta mediterranea e sul rapporto tra Dieta Mediterranea e territorio
rurale. L’evento di giovedì 5 maggio, si colloca alla chiusura dell’anno di Presidenza italiano del
gruppo di Paesi mediterranei coinvolti e al ‘passaggio delle consegne’ alla Presidenza portoghese.
La giornata è articolata in una sessione in cui si illustrano percorso e contenuti del Libro Bianco e,
dopo una presentazione con degustazione a cura delle Associazioni Pizzaiuoli Napoletani, in una
tavola rotonda tra soggetti istituzionali.
PROGRAMMA
Ore 11.00 Presentazione del Libro Bianco della Dieta Mediterranea UNESCO
Saluti: Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli
Introduzione: Emilio Gatto, Direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare e
dell’ippica, MiPAAF
Interventi di: Pasquale Giuditta, Dirigente MiPAAF e Coordinatore Gruppo intergovernativo delle
Rete dei Paesi della Dieta Mediterranea
Carla Abitabile, Ricercatore CREA - Centro politiche e bioeconomia
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Elisabetta Moro, Professore di Antropologia Culturale, Università degli Studi “Suor Orsola
Benincasa” di Napoli
I rappresentanti dei 7 Paesi della Rete della Dieta Mediterranea dell’Unesco e delle Comunità
Emblematiche
Francesco Caruso, Consigliere del Presidente della Regione Campania (Rapporti internazionali e
Unesco)
Ore 14.00 DEGUSTAZIONE – Chiostro del Convento
Le associazioni dei pizzaiuoli napoletani e “L’arte dei pizzaiuoli napoletani candidata all’Unesco
come patrimonio immateriale dell’Umanità”
16.00 –18.00 Tavola rotonda “Dieta Mediterranea tra salvaguardia e valorizzazione: quali
prospettive?”
Coordina Luciano Pignataro (giornalista)
Intervengono: Salvatore Parlato, Commissario straordinario CREA
Marino Niola, Direttore del MedEatResearch (Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea),
Univ. Suor Orsola Benincasa di Napoli Luigi Petrillo, Ordinario Università di Roma Unitelma
Sapienza e Consigliere del MiPAAF per l’UNESCO
Amedeo Lepore, Assessore Regione Campania (Attività produttive)
Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti
Sabrina Capuozzolo, Deputata al Parlamento italiano
Francesco Alfieri, Consigliere del Presidente della Regione Campania (Agricoltura e pesca)
Luca Bianchi, Capo Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e
della pesca, MiPAAF
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Napoli, oggi Presentazione del Libro Bianco
della Dieta Mediterranea UNESCO
Presentazione del Libro Bianco della
Dieta Mediterranea UNESCO
giovedì 5 maggio 2016
CONVENTO SAN DOMENICO MAGGIORE – Sala del Capitolo, Vicolo San Domenico
Maggiore, 18 – Napoli
Ore 11.00
Saluti: Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli
Rosa D’Amelio, Presidente del Consiglio regionale della Campania
Introduzione: Emilio Gatto, Direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare e
dell’ippica, MiPAAF
Interventi: Pasquale Giuditta, Dirigente MiPAAF e Coordinatore Gruppo intergovernativo delle
Rete dei Paesi della Dieta Mediterranea
Carla Abitabile, Ricercatore CREA – Centro politiche e bioeconomia
Elisabetta Moro, Professore di Antropologia Culturale, Università degli Studi “Suor Orsola
Benincasa” di Napoli
I rappresentanti dei 7 Paesi della Rete della Dieta Mediterranea dell’Unesco e delle Comunità
Emblematiche
Francesco Caruso, Consigliere del Presidente della Regione Campania (Rapporti internazionali e
Unesco)
Ore 14.00 DEGUSTAZIONE – Chiostro del Convento
Le associazioni dei pizzaiuoli napoletani e “L’arte dei pizzaiuoli napoletani candidata all’Unesco
come patrimonio culturale immateriale
dell’Umanità”
16.00 –18.00 Tavola rotonda “Dieta Mediterranea tra salvaguardia e valorizzazione: quali
prospettive?”
Coordina Luciano Pignataro, Giornalista
Intervengono: Salvatore Parlato, Commissario straordinario CREA
Marino Niola, Direttore del MedEatResearch (Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta
Mediterranea), Univ. Suor Orsola Benincasa di Napoli
Pier Luigi Petrillo, Ordinario Università di Roma Unitelma Sapienza e Consigliere del Ministro
delle Politiche agricole, alimentari e forestali per l’UNESCO
Amedeo Lepore, Assessore Regione Campania (Attività produttive)
Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti
Sabrina Capozzolo, Deputata al Parlamento italiano
Francesco Alfieri, Consigliere del Presidente della Regione Campania (Agricoltura e pesca)
Luca Bianchi, Capo Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche
e della pesca, MiPAAF
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Il 5 e 6 maggio in Campania la due giorni
dedicata alla Dieta Mediterranea
E’ tutto pronto per la due giorni dedicata alla Dieta Mediterranea. Il 5 maggio appuntamento a
Napoli dove si sarà presentato il Libro Bianco. Il 6 maggio sarà Pollica, cittadina del Cilento, ad
ospitare le Comunità Emblematiche della Dieta Mediterranea. Un evento reso possibile grazie
all’impegno del Dirigente del Mipaaf, dr. Pasquale Giuditta, Coordinatore del Gruppo
Intergovernativo della rete dei Paesi della Dieta Mediterranea.
“In continuità con le varie iniziative in tema già realizzate lo scorso anno e culminate in occasione
di Expo 2015, – ha spiegato l’irpino Pasquale Giuditta, Dirigente Mipaf – il convegno è l’occasione
per presentare la prima tappa di tale percorso: un documento che pone le basi per un Libro Bianco
sulla Dieta Mediterranea dove si tracci il quadro di riferimento per le azioni da intraprendere. In
particolare, il documento preliminare che si presenta oggi intende proporre alcuni spunti di
riflessione su cui avviare il dibattito dei soggetti e delle istituzioni interessate, concentrando
l’attenzione sul carattere immateriale della dieta mediterranea e sul rapporto tra Dieta
Mediterranea e territorio rurale. L’evento si colloca alla chiusura dell’anno di Presidenza italiano del
gruppo di Paesi mediterranei coinvolti e al ‘passaggio delle consegne’ alla Presidenza
portoghese”.
GIOVEDI’ 5 maggio 2016 CONVENTO SAN DOMENICO MAGGIORE
Sala del Capitolo, Vicolo San Domenico Maggiore, 18 – Napoli
L’UNESCO, nel 2010, ha iscritto la Dieta Mediterranea nella Lista Rappresentativa del Patrimonio
Culturale Immateriale dell’Umanità. Tale atto ha riconosciuto il valore culturale e sociale della Dieta
Mediterranea nonché il suo profilo di modello alimentare sostenibile e ha parallelamente richiesto
un preciso impegno da parte dei proponenti (Cipro, Croazia, Grecia, Italia, Marocco, Portogallo e
Spagna) volto alla messa a punto di specifiche misure per la sua salvaguardia. Il Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali ha pertanto avviato un percorso per definire una strategia
finalizzata allo sviluppo e alla valorizzazione della Dieta Mediterranea da condividere con le
Istituzioni degli altri Paesi coinvolti nel dossier UNESCO. La giornata è articolata in una sessione in
cui si illustrano percorso e contenuti del Libro Bianco e, dopo una presentazione con degustazione
a cura delle Associazioni Pizzaiuoli Napoletani, in una tavola rotonda tra soggetti istituzionali.
PROGRAMMA 5 maggio CONVENTO SAN DOMENICO MAGGIORE – Sala del Capitolo, Vicolo
San Domenico Maggiore, 18 – Napoli
Ore 11.00 Presentazione del Libro Bianco della Dieta Mediterranea UNESCO
Saluti: Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli
Rosa D’Amelio, Presidente del Consiglio regionale della Campania
Introduzione: Emilio Gatto, Direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare e
dell’ippica, MiPAAF
Interventi: Pasquale Giuditta, Dirigente MiPAAF e Coordinatore Gruppo intergovernativo delle Rete
dei Paesi della Dieta Mediterranea, Carla Abitabile, Ricercatore CREA – Centro politiche e
bioeconomia Elisabetta Moro, Professore di Antropologia Culturale, Università degli Studi “Suor
Orsola Benincasa” di Napoli
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I rappresentanti dei 7 Paesi della Rete della Dieta Mediterranea dell’Unesco e delle Comunità
Emblematiche
Francesco Caruso, Consigliere del Presidente della Regione Campania (Rapporti internazionali e
Unesco)
Ore 14.00 DEGUSTAZIONE – Chiostro del Convento
Le associazioni dei pizzaiuoli napoletani e “L’arte dei pizzaiuoli napoletani candidata all’Unesco
come patrimonio culturale immateriale
dell’Umanità”
16.00 –18.00 Tavola rotonda “Dieta Mediterranea tra salvaguardia e valorizzazione: quali
prospettive?”
Coordina Luciano Pignataro, Giornalista
Intervengono: Salvatore Parlato, Commissario straordinario CREA
Marino Niola, Direttore del MedEatResearch (Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea),
Univ. Suor Orsola Benincasa di Napoli
Pier Luigi Petrillo, Ordinario Università di Roma Unitelma Sapienza e Consigliere del Ministro delle
Politiche agricole, alimentari e
forestali per l’UNESCO
Amedeo Lepore, Assessore Regione Campania (Attività produttive)
Roberto Moncalvo, Presidente Coldiretti
Sabrina Capozzolo, Deputata al Parlamento italiano
Francesco Alfieri, Consigliere del Presidente della Regione Campania (Agricoltura e pesca)
Luca Bianchi, Capo Dipartimento delle politiche competitive, della qualità agroalimentare, ippiche e
della pesca, MiPAAF
VENERDì 6 maggio 2016 – inizio ore 11.00
POLLICA (SA), PALAZZO PRINCIPI CAPANO Centro studi “ANGELO VASSALLO”
Le Comunità emblematiche della rete della Dieta Mediterranea: esperienze a confronto
Nell’ambito dell’iscrizione della Dieta Mediterranea nella Lista rappresentativa del Patrimonio
Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO, sono stati individuati, quali luoghi rappresentativi
dell’elemento, le Comunità emblematiche, che svolgono un ruolo essenziale ai fini della sua
salvaguardia e valorizzazione. A conclusione dell’anno di presidenza italiana della rete dei sette
Paesi mediterranei coinvolti nel dossier UNESCO, le Comunità emblematiche di Agros (Cipro),
Brac e Hvar (Croazia), Chefchaouen (Marocco), Koroni (Grecia), Pollica-Cilento (Italia), Soria
(Spagna), Tavira (Portogallo) si incontrano a Pollica per un confronto sul modello di governance da
adottare per un’attuazione efficace delle misure di salvaguardia e valorizzazione della Dieta
Mediterranea. A chiusura dell’incontro, seguirà una degustazione di prodotti locali e alle ore 16.00 i
convenuti assisteranno all’inaugurazione di una statua dedicata ad Ancel Keys in località Pioppi.
PROGRAMMA 6 MAGGIO 2016 Palazzo Principi Capano sede del Centro studi “Angelo Vassallo”
ORE 11.00 – Arrivo a Pollica presso il Palazzo Principi Capano sede del Centro studi “Angelo
Vassallo”
Saluti istituzionali
Introduce
DR. Pasquale Giuditta, Dirigente Mipaaf, Coordinatore Gruppo Intergovernativo della rete dei
Paesi della Dieta Mediterranea – ITALIA
“L’implementazione di un modello di governance sulla Dieta Mediterranea, guidato dalle Comunità
emblematiche attraverso la Carta dei Valori”
Intervengono:
Stefano Pisani, Sindaco di Pollica, Comunità emblematica di Pollica-Cilento – ITALIA
Tommaso Pellegrino, Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni,
Comunità emblematica di Pollica-Cilento – ITALIA
Niki Kafkalia, Comunità emblematica di Agros – CIPRO
Silvija Pavičić, Comunità emblematica di Stari Grad – Hvar – CROAZIA
Vicky Inglezou, Direttore della Fondazione Maniatakeion, Comunità emblematica di Koroni –
GRECIA
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Dalila El Harras, Direttore della Agenzia di Sviluppo Municipale, Comunità emblematica di
Chefchaouen – MAROCCO
Jorge Botelho, Municipalità di Tavira, Comunità emblematica di Tavira – PORTOGALLO
Juan Manuel Ruiz Liso, Comunità emblematica di Soria – SPAGNA
Concludono:
Emilio Gatto, Direttore Generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell’ippica,
Mipaa f
Franco Alfieri, Consigliere Delegato all’Agricoltura, Regione Campania
ORE 13.30 – Palazzo Principi Capano Centro studi “Angelo Vassallo”
Colazione con degustazione delle ricette della Dieta Mediterranea
ORE 16.00 – Località Pioppi di Pollica, Palazzo Vinciprova
“Inaugurazione della statua dedicata ad Ancel Keys presso il Museo della Dieta Mediterranea”
Illustre fisiologo Americano che nel 1954 per la prima volta descrisse “La dieta mediterranea”
Sottoscrizione del Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale GECT Dieta Med.
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