della Marca Trevigiana - Camera di Commercio di Treviso
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della Marca Trevigiana A N N O L X X X X V I X N . 4 - 2 0 1 2 - P U B B L I C A Z I O N E B I M E S T R A L E - A U T. T R I B U N A L E T R E V I S O N . 9 d e l 2 1 . 0 9 . 1 9 4 8 IL DESIGN È PATRIMONIO AZIENDALE Pubblichiamo l'intervento del Presidente Tognana all’ evento "AIAP Design Per", dedicato quest'anno al tema "Design e Scienza". S iamo notoriamente una realtà design oriented: ma, come ci stiamo ripetendo da anni, per puntare ad essere un “sistema design” di eccellenza, dobbiamo essere in grado di evolvere il nostro dominio sul design anche “oltre i prodotti” e, naturalmente, “oltre la pubblicità”. Così che la nostra capacità di rappresentare forme possa estendersi su nuovi campi disciplinari e semantici, in funzione di molteplici utilizzi. Nicola Tognana Presidente CCIAA di Treviso Ma capire come si costruisce graficamente un’identità aziendale significa imparare a riconoscere, e a rappresentare, la ricchezza semantica dei propri prodotti, e più in generale del proprio modello di business. Bene allora la possibilità, offerta nella settimana del design, di stare a stretto contatto con importanti esperti anche di semantica. Vedo davvero di buon occhio la diffusione di questi approcci nelle nostre aziende, e naturalmente nei nostri giovani studenti; Gli eventi programmati nella settimana del design mi pare siano andati proprio in tale direzione. Creando le premesse per un laboratorio sul design davvero a 360°. Non sono certo io titolato a definire cosa sia l’infographics e il ruolo del graphic designer; e come questa funzione possa essere cerniera tra scienza, tecnologia e comunicazione, ma da imprenditore, intuisco tre cose che mi sembra utile sottolineare: 1) La prima: l’infographics e il graphic designer devono risolvere complessità, tradurre strutture e funzioni complesse in immagini semplici ed immediatamente comprensibili. Può essere la mappa che rappresenta un’intera Pag. 3 Attività Camerali Visita in Aliplast Pag. 8 Attività Camerali Incontro informativo: la sicurezza ed etichettatura dei prodotti tessili e delle calzature Pag. 9 Innovazione Ict e aziende: report 2011 Pag. 27 Monitor Economia il commercio estero nei primi sei mesi del 2012 Pag. 40 Legislazione inquadramento assicurativo delle imprese artigiane per il mercato, ma che forse devono ancora essere percepite come tali nella nostra cultura manifatturiera del “fare”. rete metropolitana, le icone che identificano funzioni in una macchina, oppure grafici a supporto della divulgazione scientifica. Conta, di fondo, se non mi sbaglio, il saper guardare in un certo modo la complessità, saper coglierne l’essenza, da rappresentare poi in una forma che sia in grado di comunicare, di parlare alle persone, di supportare una loro azione o un’esigenza informativa. Ecco, da non addetto ai lavori, trovo fondamentale anche soltanto il confronto con quest’attitudine. Saper guardare la complessità (e semplificarla) la trovo un’ottima competenza trasversale per le nostre aziende, che ogni manager dovrebbe possedere; 2) La seconda sottolineatura che vorrei fare si collega al concetto di graphic designer come “cerniera”, come figura di collegamento. Il graphic designer non può permettersi di essere autoreferenziale come il design di grido (che pensa essenzialmente a stupire con le forme e i concept) o come il pubblicitario (che pensa il più delle volte a far clamore sullo spot, più che al prodotto). Il graphic designer è invece figura di collegamento: non solo tra cose e segni, ma anche tra strategie aziendali e identità. Costruisce identità attraverso il marchio, il sito web, il family feeling della gamma prodotti, le linee grafiche degli annual report. Cose molto importanti 3) Infine, la terza sottolineatura che voglio fare passa attraverso un gioco di parole: riguarda il ruolo crescente del visual design (inteso come progettazione di immagini, prodotti grafici e contenuti multimediali) a supporto del design stesso. Ovvero, a supporto della progettazione prodotto. Penso agli spazi di progettazione condivisa ormai possibili tramite il web 2.0; agli strumenti di visual mapping che permettono al gruppo dei progettisti di avere uno sguardo d’insieme sulle diverse componenti di prodotto che stanno sviluppando, e sulle molteplici interconnessioni tra funzioni, proprietà dei materiali, frontiere tecnologiche. Sono strumenti ormai imprescindibili per progettare, con la velocità richiesta dal mercato, prodotti desiderabili e al tempo stesso facilmente producibili. Prodotti non solo belli o funzionali, ma sorprendenti sul piano semantico, fatti propri già dai potenziali acquirenti prima dell’atto dell’acquisto. Di tutto ciò, e di molto altro ancora, se ne è parlato in un apposito workshop, giovedì 27 settembre, il cui titolo è stato molto evocativo: “La filiera del progetto tra 2.0 e produzione”. Un titolo che ci dà l’idea della posta in gioco di questi temi: creare un legame sempre più intenso, ma al tempo stesso a confini mobili, tra idee-prodotto, oggetti, rappresentazioni, significati e clienti. In un ordine mai prestabilito, continuamente mutevole, ma pur sempre, dentro l’azienda, da saper governare. Attività camerali 2 Open Day CSR partiti Antonio Biasi Tema di quest’anno l’innovazione e la responsabilità sociale d’impresa Anche nel 2012, lo Sportello CSR e Ambiente della Camera di Commercio di Treviso, ha organizzato l’OPEN DAY CSR, il quarto ciclo di incontri su CSR ed innovazione tecnologica, previsto nel periodo compreso tra Settembre e Novembre di quest’anno. Il quarto ciclo di incontri prevede delle visite “in loco” presso tre aziende ospitanti che illustreranno la loro organizzazione in tema di Innovazione e Responsabilità Sociale d’Impresa. Le visite saranno a numero chiuso (massimo 20 partecipanti per ogni incontro) e le iscrizioni dovranno pervenire tramite sito web della camera di commercio di Treviso (www.tv.camcom. it) entro il giorno precedente l’evento, a meno di raggiungimento del numero massimo di partecipanti. nella progettazione, industrializzazione e costruzione di strumenti per diagnosi e autodiagnosi nel settore dell’automotive. Texa si impegna quotidianamente per progettare, sviluppare e realizzare prodotti di elevata qualità e servire servizi innovativi in grado di rispondere alle necessità degli operatori dl settore automotive. L’azienda è attenta alle esigenze dei propri clienti e si impegna nel soddisfare e superare le loro stesse aspettative, investendo a livello industriale per offrire prodotti di alta qualità ad un costo equo. Ogni prodotto, sintesi di un concetto fatto di cura, dedizione, ergonomia e qualità, nasce dall’esigenza di razionalizzare e gestire in modo efficiente le risorse tecniche e renderle facilmente sfruttabili anche ad un pubblico di “non esperti”. TEXA ha rivoluzionato il settore introducendo la video assistenza e la telediagnosi. Nel 2009 è la prima azienda al mondo ad aver realizzato uno strumento di diagnosi multimarca per il settore agricolo e nautico. L’azienda si impegna affinché la sua attività non rechi danno all’ambiente e alla salute delle persone. Numerosi sono i premi e i riconoscimenti ottenuti negli anni dall’azienda, sia in ambito nazionale che internazionale. L’obiettivo di questi incontri è quello di evidenziare la rilevanza dell’innovazione come un fattore di fondamentale importanza per il cambiamento del business aziendale ed aprire le porte del successo imprenditoriale, tanto più se sviluppata secondo i principi e i valori della responsabilità sociale d’impresa. Tale assunto viene inoltre valorizzato da uno degli imperativi dell’innovazione secondo il quale “sono le persone, più delle regole, dei processi, delle procedure e delle tecniche, a fare la differenza”. Innovazione e CSR, due importanti aspetti che assieme a orientamento ai risultati, attenzione al cliente, leadership e coerenza negli obiettivi, gestione dei processi, coinvolgimento e sviluppo delle persone, sviluppo della partnership, fanno parte degli Otto Concetti Fondamentali (secondo il modello europeo EFQM) che possono condurre un’impresa verso l’Eccellenza, non solo per i principi etici e morali espressi, ma anche come “condicio sine qua non” affinché gli stakeholder (ed in senso più ampio la società) consentano alle imprese di sopravvivere nel lungo periodo, superando l’attuale periodo di congiuntura economica. Nel dettaglio, il primo incontro si è già tenuto, giovedì 20 settembre u.s., presso ALIPLAST Spa, azienda nata nel 1982 ed attiva nella lavorazione evoluta della plastica, raccolta, stoccaggio, movimentazione, differenziazione, rigenerazione e reimpiego (cfr. articolo a fianco). Toccherà poi a TEXA Spa, tenere il secondo incontro il prossimo giovedì 25 Ottobre. Questa azienda di Monastier è stata fondata nel 1992 ed è leader a livello europeo L’ultimo appuntamento (giovedì 15 Novembre) si svolgerà presso H-Farm incubatore d’azienda fondato nel 2005 da Riccardo Donadon e Maurizio Rossi (a Cà Tron). Opera a livello internazionale in ambito Web, Digital e New Media, favorendo lo sviluppo di startup basate su innovativi modelli di business ed è presente a livello internazionale con Progetto grafico: URP, STAMPA e COMUNICAZIONE SONO LE PERSONE PIù DELLE regole, dei processi, delle procedure e delle tecniche, a fare la differenza. uffici situati a Cà Tron (Italia), Seattle (USA), Londra (Regno Unito) e Mumbai (India). Si propone al mercato con il doppio ruolo di incubatore ed investitore: offre infatti alle imprese che nascono al suo interno l’opportunità di concentrarsi sul loro business e sulle relazioni con partner esterni senza preoccuparsi di aspetti amministrativi, finanziari e di marketing. L’esposizione internazionale, oltre a dare autorevolezza e credibilità alla strutture, consente di avere successo a mercati in grado di valorizzare maggiormente le iniziative e di guadagnare visibilità su un piano mediatico. H-Farm mira principalmente alla costituzione di iniziative che rendano l’utilizzo di internet più facile ed accessibile al pubblico. La piccola “Silicon Valley” veneta, immersa nel verde delle campagne trevigiane, collega l’idea della fattoria della tradizione contadina con le più avanzate tecnologie del web e dei nuovi media proiettando il contesto locale nel mondo della tecnologia e della conoscenza. Dopo la buona riuscita delle prime tre edizioni del ciclo di incontri (Open Day) anche questo 4° ciclo di incontri in azienda darà l’opportunità di poter conoscere dal vivo alcune esperienze imprenditoriali che possono essere considerate "best practice" in ambito di Innovazione e di Corporate Social Responsibility (CSR). Alla data odierna i due incontri in TEXA e H-Farm hanno raggiunto già il n. massimo di partecipanti previsti con la presenza anche di una lunga lista di attesa di possibili subentranti in caso di rinunce. Presentazione L’innovazione è considerata un fattore fondamentale per cambiare il business aziendale ed aprire le porte del successo imprenditoriale, tanto più se sviluppata secondo i principi e i valori della responsabilità sociale d’impresa. Tale assunto viene inoltre valorizzato da uno degli imperativi dell’innovazione secondo il quale “sono le persone, più delle regole, dei processi, delle procedure e delle tecniche, a fare la differenza”. Innovazione e CSR, due importanti aspetti che assieme a orientamento ai risultati, attenzione al cliente, leadership e coerenza negli obiettivi, gestione dei processi, coinvolgimento e sviluppo delle persone, sviluppo della partnership, fanno parte degli 8 Concetti Fondamentali (secondo il modello europeo EFQM) che possono condurre un’impresa verso l’Eccellenza, non solo per i principi etici e morali espressi, ma anche come “condicio sine qua non” affinché gli stakeholder (ed in senso più ampio la società) consentano alle imprese di sopravvivere nel lungo periodo, superando l’attuale periodo di congiuntura economica. Le visite sono a numero chiuso, per un massimo di 20 partecipanti per ogni incontro. Le iscrizioni devono essere effettuate tramite il sito web della Camera di Commercio www.tv.camcom.it, sezione “i prossimi eventi”. La partecipazione può avvenire per singolo evento o per tutto il ciclo di incontri programmati. Il termine per le iscrizioni avviene entro il giorno che precede l’evento o, in via anticipata, al raggiungimento del numero massimo di partecipanti. CSR e INNOVAZIONE TECNOLOGICA 4° Ciclo di incontri Open Day Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura Piazza Borsa 3/b 31100 Treviso Sportello CSR e Ambiente tel. 0422 - 595288 fax 0422 - 412625 [email protected] www.tv.camcom.it www.csrtreviso.it Si ringraziano fin d’ora le aziende ospitanti. settembre-novembre 2012 Attività camerali 3 Visita in Alipast s.p.a. Antonio Biasi Uno stabilimento all’avanguardia nell’innovazione tecnologica Il primo incontro del 4° Ciclo di Incontri Open Day si è svolto nel pomeriggio assolato di giovedì 20 settembre u.s., presso ALIPLAST Spa. Un’azienda nata nel 1982 ed attiva nella lavorazione evoluta della plastica: raccolta, stoccaggio, trattamento, differenziazione, rigenerazione e reimpiego. Il gruppo di circa 20 partecipanti si è ritrovato all’ingresso dello stabilimento e dopo un breve giro di presentazione è stato accolto dal Presidente della società, Roberto Alibardi che, in un’apposita area verde ben attrezzata, ha illustrato il business aziendale, da come si è sviluppato inizialmente e poi evoluto nei suoi 30 anni di attività. Aliplast Spa lavora con passione per studiare il modo migliore per offrire un servizio completo ed efficiente, tempestivo e vantaggioso sul piano economico ai suoi clienti, ma anche ai suoi fornitori. In un contesto economico volto alla sostenibilità ambientale, fornisce inoltre risposte tangibili capaci di riutilizzare concretamente e completamente i materiali plastici di scarto delle lavorazioni. Le caratteristiche tecniche dei manufatti, ottenuti dal recupero dei materiali plastici, sono qualitativamente comparabili a quelli dei materiali ottenuti dalle lavorazioni di polimeri utilizzati ex-novo e consentono un risparmio nell’utilizzo di materie prime vergini. L’esperienza maturata nel settore del riciclo consente di proporsi ai propri clienti con una gamma di prodotti quali: polimeri rigenerati in PE, PET, PP, imballaggi flessibili in PE e lastra in bobina PET per la termoformatura. Dal 15 luglio 2009, Aliplast ha inoltre ottenuto, da parte dell’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti, l’autorizzazione alla gestione autonoma dei propri rifiuti di imballaggio, tramite il Sistema PARI, un circuito integrato che permette di individuare in ingresso all’impianto di riciclo i rifiuti generati dai propri imballaggi immessi al consumo, monitorandone in questo modo la raccolta. L’innovazione ed il rispetto per il ciclo dei materiali si coniuga molto bene in Aliplast. Non sono mancate le domande e gli approfondimenti su alcuni dei temi trattati, in particolare sulle attuali criticità per tutto il settore industriale italiano, ed in particolare l’elevato costo dell’energia, oltre il 30% in più rispetto agli altri concorrenti europei, una legislazione nazionale eccessivamente burocratica ed onerosa per il mondo imprenditoriale, si pensi ad es. al SISTRI ed ai suoi continui avvii e rinvii, l’importanza di attribuire ai prodotti provenienti dal riciclo, pari dignità, con la corrispondente materia prima e forse anche un “surplus” derivante proprio dal riuso e dal riutilizzo, che diminuisce l’abnorme uso delle risorse naturali da parte dell’attuale società globalizzata e che invece non sono né infinite, né disponibili per l’intera popolazione mondiale, ecc.. Dopo un ampio dibattito il gruppo dei partecipanti ha iniziato il giro esplorativo dell’ampio stabilimento, che occupa In un contesto economico volto alla sostenibilità ambientale, Aliplast fornisce risposte tangibili capaci di riutilizzare concretamente e completamente i materiali plastici di scarto delle lavorazioni. Incontro presso Aliplast con presidente Roberto Alibardi L’esperienza maturata nel settore del riciclo consente di proporsi ai propri clienti con una gamma di prodotti quali: polimeri rigenerati in PE, PET, PP, imballaggi flessibili in PE e lastra in bobina PET per la termoformatura. Attività camerali complessivamente 80.000 metri quadri dove si svolgono tutte le operazioni di recupero, raccolta, smaltimento, controllo, rigenerazione e produzione di polimeri plastici, imballaggi in PE e lastre/bobine di film rigidi in PET. La Mission di Aliplast è quella di proporsi da sempre come un partner aziendale in grado di gestire in completa autonomia ed in modo sostenibile il ciclo integrato della plastica, offrendo prodotti e servizi altamente tecnologici, in grado di assicurare efficienza, qualità costante e convenienza economica. Attraverso i dati del 2011 è possibile quantificare i numeri sul mercato della società, oltre 30.000 tonnellate di materie plastiche raccolte per il riciclaggio di PET e ben 35.000 le tonnellate di materie plastiche raccolte per il riciclaggio di PE. Questi quantitativi hanno prodotto, sempre nel 2011, ben 22.000 tonnellate di film rigidi in PET, altre 22.000 tonnellate di polimeri rigenerati e 19.000 tonnellate di film flessibile in PE LD. Il materiale ritirato dai fornitori viene lavorato nello stabilimento di Ospedaletto di Istrana dove viene selezionato, lavato, macinato ed impiegato per la produzione di nuovi imballaggi e manufatti industriali chiudendo un circuito virtuoso di raccolta-riciclo-riuso della plastica. Il tutto viene fatto utilizzando impianti altamente tecnologici ad alte prestazioni che consentono di abbattere l’impatto ambientale ai minimi termini, dando nuova vita ai vecchi imballaggi. I processi di selezione, pulizia e lavaggio, rigranulazione ed estrusione della plastica sono svolti impiegando le tecnologie più avanzate. Aliplast attraverso una costante Ricerca e Sviluppo ed una continua innovazione tecnologica, mira a dare sempre maggiore sostenibilità al ciclo di vita della plastica, raccogliendola e riciclandola con processi a basso impatto ambientale per produrre quindi polimeri e materiali da imballaggio con elevati standard di soddisfazione del cliente. Aliplast vende ai suoi clienti film rigidi in PET per le esigenze di ogni industria, alimentare e non. La gestione con Sistema di qualità certificato dell’intera filiera produttiva ed i continui controlli eseguiti sull’intero processo consentono di avere un monitoraggio ed un controllo totale delle diverse fasi, permettendo di ottenere prodotti di elevata qualità. La caratteristica distintiva ed il valore aggiunto di Aliplast per l’ambiente è quella di produrre i propri film rigidi in PET con l’utilizzo di PET da essa stessa riciclato. Proprio per questa sua peculiare integrazione di attività di raccolta, riciclo e produzione di nuovi materiali da imballo, la società si propone alle aziende che mirano a migliorare le perfomance ambientali dei propri prodotti come partner unico qualificato per valorizzare in modo 4 Fase della lavorazione sostenibile e certificato il problema della raccolta di materiali ed imaballaggi plastici esausti, trasformando un costo nell’opportunità di ottenere in cambio dei nuovi imballaggi di qualità superiore, a basso impatto ambientale ed a prezzi concorrenziali. Proprio queste ultime peculiarità sono state molto apprezzate dai mercati esteri del Nord Europa con cui avvengono buone transazioni commerciali. RACCOLTA E RICICLO Aliplast attraverso una costante Ricerca e Sviluppo ed una continua Innovazione Tecnologica, mira a dare sempre maggiore sostenibilità al ciclo di vita della plastica. Altri prodotti della società sono i polimeri PET/LDPE/HDPE/ PP/PS e film flessibili in PE distinti in Bobine foglia, tubolari, soffiettate, monopiega e multipiega, termoretraibili e cappucci di protezione. Tutte resistenti agli agenti atmosferici e rispondenti perfettamente alle diverse necessità d’impiego come l’industria dell’imballaggio, nel settore edile ed in quello della copertura del legname, nonché per realizzare coperture e/o sottofondi per pavimentazioni in cemento ed in legno, garantendo ottime prestazioni e funzioni isolanti. Durante la visita ai diversi Reparti di produzione non sono mancate domande e spiegazioni delle diverse fasi di lavorazione della plastica, ai più sconosciute fino a quel momento ed alle quali, il Presidente, ha sempre risposto con esaurienti illustrazioni. Sono quasi le 19, il giro si è completato con un momento conviviale ed è stato per tutti i partecipanti molto interessante. Un grazie ad Aliplast s.p.a. che ci ha offerto questa prezioso momento di formazione sul ciclo di sostenibilità della plastica e dei suoi molteplici usi nella nostra vita quotidiana. Visita alla struttura Attività camerali 5 Sostenibilità ambientale Antonio Biasi Ecco i Vantaggi della certificazione UNI EN ISO 14001 Nel corso degli ultimi dieci anni è cresciuto il numero di aziende che, per gestire la crescente complessità e competitività del mondo industriale hanno adottato un Sistema di Gestione improntato su modelli normativi ad adesione volontaria. Questo perché le organizzazioni cercano di ottenere strumenti di autovalutazione che rispondono alle proprie esigenze specifiche ma che siano flessibili; i Sistemi di Gestione della Qualità che hanno avuto una grande diffusione in Europa con la definizione delle norme internazionali della famiglia ISO 9000. Nello stesso periodo di tempo e con un crescente interesse, sono stati applicati i Sistemi di Gestione Ambientale, il cui standard internazionale di riferimento è la UNI EN ISO 14001 che risale alla fine del 1996, anche se a livello europeo già nel 1993 era stato pubblicato il regolamento EMAS Eco- MAnagement and Audit Scheme. La ISO 14001 è uno standard di processo ufficialmente valido a livello internazionale, che fornisce un quadro di riferimento riguardo alla protezione dell’ambiente e alla prevenzione dell’inquinamento da parte dell’impresa, indipendentemente dalla tipologia e dalle sue dimensioni. Ciò premesso, si deve sottolineare come, nell'ambito della gestione ambientale d'impresa, la certificazione ambientale rappresenti un efficace strumento di comunicazione, per trasmettere chiaramente all'esterno un forte messaggio d'impegno per il rispetto dell'ambiente. risultati significativi sul fronte interno, a livello organizzativo e gestionale, ed esterno, dal punto di vista delle strategie ambientali e territoriali e di trasparenza verso la cittadinanza. I requisiti normativi riguardano l’applicazione di un Sistema di Gestione Ambientale che, per mezzo di un sistematico monitoraggio e il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali, consente all’impresa di minimizzare l’impatto ambientale esercitato dalla propria attività; il rispetto dei requisiti della norma è affidato alla verifica di un ente esterno che, in caso di esito positivo rilascia la certificazione. L’obiettivo è quello di incentivare il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali attraverso l’introduzione e l’attuazione di un Sistema di Gestione Ambientale, la valutazione periodica e sistematica per mezzo degli audit riguardo all’efficacia di tali sistemi; un ruolo importante è assunto dalle comunicazioni ambientali verso il pubblico e le parti interessate riguardo alle prestazioni dell’organizzazione. Le certificazioni ambientali vengono adottate sempre più anche dalle pubbliche amministrazioni e società di servizi. La scelta di certificarsi è strettamente legata alla natura dell’Ente, in relazione al ruolo istituzionale svolto nei confronti della collettività e all’esigenza di mantenere e gestire il necessario consenso da parte della collettività stessa (nel quadro delle relazioni con gli stakeholder territoriali). Gli Enti locali che decidono di certificarsi puntano ad ottenere Tra le principali barriere che tendono a ostacolare la diffusione dei Sistemi di Gestione Ambientale emergono la mancanza di tempo, risorse umane, competenze ed esperienza, vincoli di budget; la difficoltà di coinvolgimento e motivazione del personale e la difficoltà di comprensione del sistema; mancanza di impegno e supporto politico. I principali vantaggi della certificazione ambientale possono essere sintetizzati come segue: - maggiore controllo del processo produttivo; - risparmio sull’uso di risorse e di energia; - maggiore sensibilizzazione degli stakeholder; - adozione di strumenti per la massima soddisfazione degli stakeholder. È molto importante in sede di analisi ambientale iniziale, che vengano individuate tutte le prescrizioni di legge che devono essere rispettate dall’impresa sia come autorizzazione che come controllo. Dopo aver individuato gli aspetti ambientali legati alle proprie attività, deve essere valutata la significatività di tali impatti. Vantaggi strategici - propensione all’innovazione; - facilità di comunicazione; - nuove o migliori opportunità di mercato; - migliore immagine verso il pubblico e le parti interessate; - buona valutazione da parte di organi di controllo; - maggiore coinvolgimento dei dipendenti nel perseguimento degli obiettivi dell'azienda (l'accrescimento dell’attenzione ai risvolti ambientali delle attività, aumento del loro spirito di appartenenza all'organizzazione); - permette di cogliere e/o mantenere opportunità di business, soprattutto verso l’estero e gare d’appalto; - rappresenta un'opportunità di rapportarsi in modo trasparente con la P.A. (favorendo il dialogo e la collaborazione reciproca con le Istituzioni, in luogo dell'attuale "modello", basato sul concetto di "comando e controllo"). Vantaggi economici - riduzione dei costi (ad esempio premi assicurativi); - minore rischi di contenziosi; - agevolazioni nell’accesso a finanziamenti pubblici; - facilita l’accesso ai finanziamenti (in particolare a taluni finanziamenti agevolati a livello nazionale e comunitario); - minori costi di smaltimento rifiuti; - minore costo delle risorse legato ad un uso più razionale (le spese per il consumo d'acqua e di energia); - minori spese sostenute per il risanamento ambientale. Vantaggi specifici - riduzione degli impatti ambientali; - consente di analizzare ed eventualmente ristrutturare in modo sistematico i processi produttivi, evidenziando le aree in cui è possibile migliorare l’efficienza e gli interventi correttivi più efficaci e meno costosi, valutando i risultati ottenuti); - agevole gestione degli adempimenti legislativi in tema ambientale; Si definisce una politica ambientale che riassume i principi d’azione in campo ambientale scelti dall’organizzazione. Questa deve essere comunicata e compresa da tutto il personale; e si deve concretizzare nel programma ambientale, documento nel quale andranno specificate responsabilità e risorse per la realizzazione degli obiettivi. Il Sistema di Gestione Ambientale quindi è lo strumento per il miglioramento continuo, attraverso il quale vengono integrate nella routine aziendale le attività, come la raccolta dei dati, la loro gestione, la realizzazione di misure ambientali e vengono definite le responsabilità connesse. Il passo conclusivo è la redazione della Dichiarazione o Rapporto ambientale nel quale vengono riassunti tutti dati elaborati. In conclusione, la certificazione costituisce un ulteriore elemento qualificante che rende evidente anche all’esterno l’aumentata competitività aziendale, gli sforzi per raggiungere i risultati, l’impegno al miglioramento continuo e dimostra l’attenzione dell’organizzazione verso tutti gli stakeholder. Attività camerali 6 La Camera di commercio a presidio della sicurezza dei prodotti destinati ai consumatori e a tutela del mercato Silvana Manica Anche per quest'anno la Camera di Commercio di Treviso, attraverso l'Ufficio Attività a tutela del consumatore, ha progettato una serie di controlli presso gli operatori che operano in provincia, al fine di verificare il rispetto di svariate norme poste a protezione dei consumatori (e del mercato in genere). Le norme in questione sono dirette a garantire l'informazione degli acquirenti, per consentire scelte d'acquisto consapevoli, nonchè la sicurezza e la salute degli utilizzatori, affinchè dall'uso dei beni acquistati non derivino rischi o conseguenze dannose per persone, animali o cose. Da non trascurare che il rispetto delle norme poste a tutela del consumatore garantisce anche un mercato sano, in cui tutti gli operatori si assumono l'onere di garantire/ verificare la presenza dei requisiti di legge nei prodotti posti in commercio, accollandosene i relativi oneri. Tali oneri derivano tanto dalla necessità di conoscere in modo analitico la normativa, quanto dall'assunzione di misure adeguate, in termini di scelta accurata dei materiali, dei processi di produzione, dei fornitori, ecc.. Da ciò ne deriva che gli operatori che non rispettano tali regole, sostenendo costi aziendali notevolmente inferiori di quelli a carico degli operatori seri, possono praticare prezzi di vendita più competitivi e sottrarre pertanto a questi ultimi notevoli fette di mercato. Tale prassi si configura come una pratica sleale da scoraggiare e reprimere anche grazie ai controlli delle Autorità preposte, quali le Camere di Commercio. L'attività ispettiva camerale, avviata nel mese di giugno di quest'anno, è stata preceduta dalla scelta dei settori da sottoporre a verifica e dall'individuazione casuale degli operatori da controllare. Al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni è stata inoltre trasmessa idonea informativa agli altri soggetti preposti alle verifiche sul territorio, quali le Polizie municipali, la Guardia di Finanza, l'arma dei Carabinieri. Avviata la vera e propria attività di verifica, gli ispettori camerali hanno effettuato gli accessi, sottoponendo a controllo visivo in media 10 articoli presso ciascun operatore. Nel caso di prodotti non conformi hanno proceduto a sequestrarli, in quanto non idonei alla commercializzazione e, conseguentemente, da regolarizzare o da distruggere. Controllo visivo, controllo documentale ed analisi di laboratorio Controllo visivo Il controllo visivo permette di verificare la presenza delle informazioni e delle marcature obbligatorie (quali la marcatura CE) nonchè ad escludere anomalie sostanziali, che attestano che il prodotto non è sicuro. Le informazioni da ricercare sono diverse per ciascun tipo di prodotto. Tuttavia su tutti i prodotti controllati devono essere comunque presenti i dati identificativi del prodotto e del produttore (cioè del fabbricante o di altro soggetto che si presenta come fabbricante apponendo sul prodotto il proprio nome/marchio/altro segno distintivo, o del suo rappresentante nell’UE, o dell’importatore). Verifica documentale Può seguire la verifica documentale, diretta ad accertare la disponibilità presso i soggetti tenuti a conservarli ed esibirli, del fascicolo tecnico - da cui si evince il rispetto della normativa, attaverso l'illustrazione delle misure adottate e delle eventuali certificazioni acquisite – nonchè della dichiarazione di conformità obbligatoria. Poichè l'obbligo di conservare questa documentazione è a carico del fabbricante, (vedi sopra), va svolto l'oneroso lavoro di ricostruzione dell'intera filiera, attraverso l'acquisizione dei documenti commerciali relativi alle singole cessioni. Ogni distributore ha l'obbligo di collaborare fornendo la documentazione commerciale, che deve conservare e tenere a disposizione per almeno dieci anni. Analisi di laboratorio Se i funzionari ispettori ritengono che il prodotto vada testato per accertarne la sicurezza (può trattarsi di un giocattolo, di un prodotto elettico a bassa tensione, di un paio di occhiali da sole, ecc.), ovvero per analizzarne la composizione (nel caso, ad es. di un prodotto tessile), si procede al prelievo di un certo numero di campioni da inviare al laboratorio. Anche in questo caso è necessario individuare il responsabile dell'immissione in commercio, per le comunicazioni di rito, la richiesta dei documenti a corredo e le eventuali contestazioni. Attività camerali 7 Svolti gli accessi e acquisita la documentazione necessaria, i funzionari ispettori sono passati all'istruttoria vera e propria, al fine di individuare le violazioni di legge e contestarle ai trasgressori. Anche in questo caso le operazioni svolte sono state innumerevoli, in quanto, a parte gli operatori controllati, da sanzionare per aver commercializzato prodotti non a norma, sono stati individuati i grossisti, gli importatori e i produttori, a carico dei quali sussistono precisi obblighi e responsabilità. Da aggiungere che a loro carico sono previsti non solo obblighi e responsabilità in materia di sicurezza ed etichettatura, ma anche precisi doveri di collaborazione. In particolare, perchè sia sempre possibile risalire all'origine del prodotto, è necessario conservare ed esibire la documentazione commerciale relativa agli scambi realizzati negli ultimi dieci anni, con la conseguenza che è possibile incorrere in sanzioni amministrative se non viene fornita, quando richiesta, la documentazione stessa. I funzionari ispettori, come gli anni scorsi, al termine delle verifiche, effettuate le contestazioni e le comunicazioni di rito, comunicheranno al Ministero dello Sviluppo Economico gli esiti dei controlli, affinchè vengano adottati i dovuti provvedimenti su scala nazionale (provvedimenti di ritiro dal mercato, di divieto di commercializzazione, di regolarizzazione dell'etichettatura, ecc.). E' inoltre previsto che vengano inserite in un programma informatico dedicato (Vimer) tutte le verifiche effettuate, con i relativi risultati. I dati inseriti saranno visibili a livello nazionale, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalle Camere di Commercio e da altre istituzioni, con la conseguenza che le le informazioni relative ai controlli realizzati dalla Camera di Commercio di Treviso potranno circolare e non rimarranno rinchiuse negli uffici camerali, risultando sicuramente utili per altri attori del sistema dei controlli. L’effetto moltiplicatore dei controlli camerali L'attività ispettiva svolta inizialmente a Treviso, finisce per produrre i suoi effetti in tutta l'Italia, perchè i grossisti, gli importatori o i produttori degli articoli sottoposti a verifica nella "Marca", possono trovarsi a Padova come a Torino, a Roma come e Trapani. Questo modus operandi rappresente una caratteristica dei controlli camerali, che si differenziano da quelli svolti da altre istituzioni, altrettanto qualificate e attrezzate, per l'effetto a cascata, a monte o a valle dei soggetti controllati. Attività camerali 8 INCONTRO INFORMATIVO DEDICATO AL TEMA DELLA SICUREZZA ED ETICHETTATURA DEI PRODOTTI TESSILI E DELLE CALZATURE Silvana Manica Era viva l’esigenza di organizzare un momento da dedicare agli argomenti di cui si discuterà il prossimo 29 ottobre presso la Camera di Commercio di Treviso, ma altre attività istituzionali non meno significative per la tutela dei consumatori e del mercato in genere, hanno reso difficile finora, per l’ufficio preposto, concentrarsi sul tema dell’informazione relativa all’etichettatura e alla sicurezza dei prodotti tessili e delle calzature, di recente venuto alla ribalta tanto per effetto di notizie allarmistiche e prive di fondamento, relative all’obbligo di riportare il numero di partita iva sui prodotti, quanto per l’entrata in vigore, dal mese di maggio 2012, di nuove disposizioni relative ai prodotti tessili. TUTELA DEL CONSUMATORE La normativa sulla sicurezza e l'etichettatura dei prodotti tessili e delle calzature. I tessili e le calzature sono articoli con cui entriamo in contatto quotidianamente e che quasi rappresentano la nostra “seconda pelle”: spesso vengono acquistati in base alla moda, ai gusti, alle firme senza tenere in debita considerazione la qualità, il diritto di essere informati sul produttore, sull’origine, sui materiali di cui sono composti. Gli stessi professionisti dei settori interessati non sempre si preoccupano di rispettare le norme vigenti, di garantire la sicurezza dei consumatori e i loro diritto all’informazione. Purtroppo, soprattutto per articoli di basso livello, che pur attirano il consumatore in momenti di crisi profonda come quello attuale, e che normalmente circolano nei mercatini rionali o in negozi con un target medio-basso, si ritrovano prodotti pericolosi per la salute in quanto realizzati o trattati con materiali nocivi, oppure privi di etichette o accompagnati da etichette recanti diciture non in italiano o non a norma. Di qui, per un’istituzione come quella camerale, attenta alle esigenze del mercato, il bisogno di diffondere la cultura della sicurezza e del diritto all’informazione, ovvero del dovere di informare tra tutti gli attori del sistema, tutti ugualmente responsabili della qualità dei prodotti e degli scambi: i consumatori - che nell’acquistare prodotti non a norma e non sicuri permettono arricchimenti illeciti, alimentando, seppur inconsapevolmente, distorsioni del mercato –gli operatori economici, che nel produrre o distribuire tali prodotti, oltre ad esporsi al rischio di conseguenze sanzionatorie e di più ampio respiro, alimentano il fenomeno della concorrenza sleale che finisce per danneggiare i professionisti seri. Ma veniamo agli argomenti in programma e ai relatori: - ci sarà un’ampia trattazione delle nuove disposizioni in materia di etichettatura dei prodotti tessili - data la recente entrata in vigore del Regolamento UE 1007/2011 - con taglio anche tecnico, in quanto parteciperanno all’incontro esperti che appartengono a laboratori molto qualificati, nello specifico quelli del Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento S.p.A. di Busto Arsizio (denominato Centrocot) e di Treviso tecnologia, azienda speciale per l’innovazione della Camera di Commercio di Treviso; - sarà presente un funzionario dell’Agenzia delle Dogane di Venezia per informare sull’obbligo di riportare in etichetta l’origine dei prodotti o altre indicazioni sull’origine sufficienti ad eliminare qualsiasi fraintendimento sull’origine stessa; - si parlerà inoltre degli obblighi di sicurezza e di informazione - che derivano dal Codice del Consumo - legati all’esigenza di tutelare gli utilizzatori e rintracciare sia il prodotto sia il produttore: su di essi si soffermeranno le due funzionarie camerali che interverranno in rappresentanza, rispettivamente, della Camera di Commercio di Milano e di Treviso; - ci sarà spazio per l’esame delle prove chimiche che vengono effettuate sui tessuti per escludere la presenza di sostanze nocive; - seguirà, nel pomeriggio, per chi è interessato, la trattazione degli obblighi informativi in vigore nel settore c alzaturiero; - successivamente, da programma, un momento dedicato allo studio di casi pratici, per portare in aula alcuni esempi di prodotti a norma; - a finire il dibattito, con la possibilità di rivolgere ai relatori quesiti e richieste di chiarimenti. Chi è interessato a partecipare? Prevalentemente gli operatori dei settori coinvolti, per non perdere un’occasione di incontro e di confronto con le istituzioni e gli esperti della materia; a seguire i consulenti e le associazioni delle imprese, per gli stessi motivi; da ultimo, qualsiasi studioso di temi consumeristici, le associazioni dei consumatori, o i consumatori stessi, per ampliare le conoscenze in materia. Le iscrizioni sono possibili anche on-line, sul sito camerale. L’incontro è gratuito. Presentazione Tutela del Consumatore La normativa sulla sicurezza e l’etichettatura dei prodotti tessili e delle calzature La Camera di Commercio di Treviso, attenta alle esigenze degli operatori economici della “Marca” che si trovano in difficoltà nell’applicare correttamente le norme che regolano l’immissione in commercio dei prodotti destinati ai consumatori, ha in calendario, per il 29 ottobre 2012 una giornata informativa dedicata ai prodotti tessili e alle calzature, molto interessante alla luce delle recenti modifiche legislative (in tema di prodotti tessili) e finalizzata a rendere trasparenti i veri obblighi di legge. In particolare nel corso dell’incontro verranno fornite utilissime informazioni sulla sicurezza e sull’etichettatura dei prodotti tessili e delle calzature - che in base alle leggi vigenti vanno realizzati senza l’impiego di materiali nocivi per la salute dell’uomo, e vanno opportunamente etichettati in modo da fornire indicazioni sulle fibre e sui materiali usati - oltre ad importanti indicazioni relative all’origine. Il seminario è rivolto agli importatori, ai produttori, ai buyers della grande distribuzione, agli intermediari, ai grossisti, ai dettaglianti, e agli altri operatori degli ambiti individuati e vuole rappresentare uno strumento per fornire un supporto agli addetti ai lavori, per consentire di operare in tranquillità (guadagnando una solida immagine di serietà ed elevata affidabilità) e allontanare il rischio di sanzioni e altri provvedimenti di più ampio respiro. L’iniziativa rappresenta un’opportunità di crescita anche per gli operatori del sistema consumeristico, che potranno ampliare il proprio bagaglio di conoscenze in materia. (anche alla luce delle recenti modifiche introdotte dal Regolamento UE 1007/2011) Treviso, 29 ottobre 2012 Ufficio Tutela del Consumatore Piazza Borsa, 3/b - 31100 Treviso tel. 0422 595238-314 fax 0422 595666 [email protected] www.tv.camcom.it Sala Conferenze, Camera di Commercio di Treviso Innovazione 9 ICT E AZIENDE: REPORT 2011 Francesco Rossato Lo scorso 13 dicembre l’ISTAT - Istituto nazionale di Statistica - ha diffuso gli esiti di un’interessante indagine condotta in tema di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in relazione alla loro distribuzione nelle imprese italiane attive e con almeno 10 addetti. I dati sull’uso dell’ICT si riferiscono al gennaio 2011 mentre quelli sul commercio elettronico e l’utilizzo dei servizi on line della Pubblica Amministrazione sono aggiornati al 2010. In base alle risultanze accertate (consultabili in modo più diffuso sul sito www.istat.it), emerge che la stragrande maggioranza delle aziende in questione si avvale di tecnologie informatiche almeno di base: ben il 96% delle imprese utilizzano il computer e il 94,3% ha dichiarato di disporre di una connessione a Internet (93,7% nel 2010); in molti settori economici si è prossimi al livello di saturazione. A onor del vero, un’analoga indagine, effettuata sempre dall’ISTAT con riferimento a gennaio 2006, ha collocato tale ultimo dato al 96,4% (vi è dunque una flessione pari al 2,1%): al di là dell’interesse statistico legato al raffronto e dovendosi tenere in debito conto della generalizzata contrazione di investimenti – dovuta agli effetti della crisi economica, se ne ricava una percentuale totale comunque di elevatissimo spessore. Quanto alle modalità di collegamento, per l’88,3% delle imprese ciò avviene mediante connessioni in banda larga fissa o mobile, ma il 73,3% dispone ancora di velocità inferiori a 10 Mbit/s, con evidenti ripercussioni penalizzanti. A gennaio del 2011, più di sei imprese su dieci (62,6% per l’esattezza, in leggera crescita rispetto all’anno precedente) hanno dichiarato di possedere un sito web aziendale: si arriva al 72% per quelle dell’industria (senza le costruzioni) mentre di particolare interesse sono taluni dati più mirati, ad esempio settoriali, in specie quelli legati al turismo (95,6% per i servizi d’alloggio e 93,4% per le agenzie di viaggio, tour operator, ecc) e riferiti alle dimensioni d’azienda (60,1% tra le imprese minori e circa il 90% di quelle con almeno 250 addetti). Il 46,8% delle imprese offre sul proprio sito opportune occasioni di interazione: in particolare, le home page aziendali presentano, nel 33,4% dei casi, la possibilità di consultare cataloghi e visionare i prezzi dei prodotti offerti mentre sono certamente più scarse le opzioni legate alla progettazione di prodotti, all’effettuazione di ordini (solo il 13,5%) e alle prenotazioni on line da parte dei clienti. Alla luce dei dati ISTAT, l’espansione dell’E-commerce in Italia è limitata, oltre che in fase di (poco) calante rispetto alla precedente rilevazione: nel 2010 le vendite on line hanno coinvolto il 5,4% delle imprese, per un valore complessivo pari al 5% del fatturato totale; il 72,7% delle aziende vende in rete per una cifra superiore all’1% del proprio fatturato mentre la percentuale di aziende che hanno realizzato un fatturato on-line superiore o uguale all’1% del fatturato totale rappresenta appena il 3,9% del totale imprese. Come è facile intuire, è peculiare l’importanza del commercio elettronico per alcune attività economiche e in particolare per le imprese di telecomunicazioni, dell’editoria, dei servizi legati alle agenzie di viaggio e prenotazioni, della produzione software e consulenza informatica e del settore audiovisivo della produzione cinematografica, video, televisiva, registrazioni musicali, programmazione e trasmissione. Circa i rapporti con la Pubblica Amministrazione, oltre sette imprese su dieci (ed esattamente il 75,8%) ha interagito on line, nel corso del 2010, con la PA e il 70,8% lo ha fatto per usufruire di servizi di tipo non esclusivamente informativo. Più specificatamente, il 65,2% delle intervistate ha utilizzato servizi contenenti dati, notizie e avvisi, scaricando inoltre moduli utili all’attività, mentre, per quel che concerne i servizi a maggiore contenuto interattivo, come l’inoltro via internet di moduli compilati on line (opzione effettuata dal 39,3% delle aziende; tra queste, l’84,5% lo ha fatto per almeno una delle dichiarazioni relative a contributi dei dipendenti, al reddito dell’impresa, all’I.V.A. e alla dogana) e lo svolgimento di procedure amministrative interamente per via elettronica, risulta una più intensa fruizione in alcuni settori come quello della fornitura di energia e acqua (51,7% e 42,2%), delle attività editoriali (60% e 53,4%) e della fabbricazione di computer (53,7% e 38,3%). Permangono, a detta di un’impresa su due, alcuni ostacoli che impediscono una più completa evoluzione del rapporto on line con la PA e, in particolare, l’eccessiva difficoltà, il dispendio di tempo richiesto dalle procedure amministrative in rete e la necessità di perfezionare le operazioni con un invio anche cartaceo. Infine, un cenno al tema delle tecnologie ‘verdi’ (green Ict), che viene affrontato da quasi un’ impresa su due attraverso l’adozione di iniziative finalizzate a ridurre il consumo energetico delle apparecchiature o l’utilizzo di applicazioni atte a ridurre i consumi di energia dei processi aziendali. IL 94,3% DELLE AZIENDE CON PIÙ DI 10 ADDETTI È CONNESSO A INTERNET IL 75,8% HA INTERAGITO ON LINE CON LA P.A. PIÙ DI 6 SU 10 HANNO UN SITO AZIENDALE; IL 5,4% VENDE ON LINE Innovazione 10 FAMIGLIE ITALIANE E TECNOLOGIE, TRA OPPORTUNITÀ E DIGITAL DIVIDE Francesco Rossato Analogamente a quanto realizzato per le imprese (si veda l’articolo pubblicato in questo stesso numero) e come ormai da tradizione, l’ISTAT ha divulgato, a dicembre dello scorso anno, gli esiti di un’indagine riguardante il rapporto tra “cittadini e nuove tecnologie”, con riferimento all’anno 2011. In base alle conclusioni prodotte (consultabili in modo più diffuso sul sito www.istat.it), emerge un quadro generale a tinte chiaro/scure. La “fame” di tecnologie degli italiani non conosce sazietà, se si considera che, nonostante la crisi e il calo generalizzato dei consumi, la spesa complessiva per pc, internet e uso della rete nonché telefonini – si noti per inciso che il 91,6% dei connazionali possiede un cellulare! - e tablet di (sempre più, verrebbe da dire) ultima generazione non accenna a diminuire, anzi aumenta gradualmente. Altro discorso è stabilire se si tratti di mode più o meno durature o presunte affermazioni di benessere piuttosto che di reale necessità di fruizione dei servizi abbinati a tali prodotti: probabilmente la risposta sta in un mix tra i vari elementi di valutazione in gioco, anche considerando la posizione piuttosto che la professione del singolo. Di certo, per limitarci a esempi comuni, inviare una mail (piuttosto che twittare) fa parte del comportamento quotidiano di molti, sia per svago che per lavoro, così come è ormai appannaggio di tanti fare parte di social network, leggere notizie, prenotare on line una vacanza, interagire via web – sempre più spesso obbligatoriamente - con la Pubblica Amministrazione. Non sorprendono quindi i dati secondo i quali, rispetto al 2010 e a conferma di un trend che cresce dal 2008, aumenta la percentuale di famiglie che nel 2011 hanno dichiarato di possedere un personal computer (dal 57,6% al 58,8%), di accedere a Internet (dal 52,4% al 54,5%), anche attraverso una connessione alla banda larga (dal IL 58,8% DELLE FAMIGLIE HA UN PC IL 26,3%% ACQUISTA O ORDINA TRAMITE L’E-COMMERCE 43,4% al 45,8%). Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche mentre all’estremo opposto si collocano i nuclei di soli anziani di 65 anni e più, che presentano livelli modesti di dotazioni tecnologiche. Quanto al commercio elettronico, il 26,3% degli individui con almeno 14 anni ha ordinato e/o comprato merci e servizi per uso privato, soprattutto per pernottamenti legati alla vacanza (41,7%), spese per viaggi e soggiorni (39,1%, biglietteria in specie), abiti e articoli sportivi (30,2%), libri, giornali e riviste (27,5%), ticket per spettacoli (22,8%), attrezzature elettroniche (21,5%), articoli per la casa (18,9%), film e musica (16,8%) nonché software per computer e/o loro aggiornamenti (16,1%, esclusi i videogiochi). Si tratta, a conti fatti, di quasi 7 milioni di persone, numero questo che - in costante aumento, anche grazie all’implementazione dei sistemi di sicurezza e al progressivo affermarsi di un più stabile quadro giuridico di tutele - può e deve orientare sempre maggiormente le strategie commerciali degli operatori dei mercati. Accanto a queste considerazioni se ne pongono altre, meno scintillanti, per così dire. L’Italia presenta ancora notevoli IL 54,5% ACCEDE A INTERNET ritardi cognitivi e tecnologici, più significativi nel Mezzogiorno, ed è ancora assai complesso disporre di omogenee connessioni alla banda larga. Secondo l’ISTAT, tra il 2010 e il 2011 il divario tecnologico relativo al territorio e alle differenze sociali rimane stabile: le famiglie del Centro-nord che dispongono di un accesso a Internet sono oltre il 56%, mentre circa il 49% possiedono una connessione a banda larga, a fronte di valori pari, rispettivamente, al 48,6% e al 37,5% nel Sud. Ancora in troppi dichiarano di non saper utilizzare Internet: il 41,7% delle famiglie asserisce di non averne le competenze mentre il 26,7% lo considera inutile e non interessante, il 12,7% non ha accesso a Internet da casa perché accede da un altro luogo, l’8,5% perché reputa costosi gli strumenti necessari per connettersi e il 9,2% perché ritiene eccessivo il costo del collegamento. Infine, va detto che in raffronto agli altri paesi europei la situazione è ancor meno lusinghiera: alla luce dei dati Eurostat l’Italia si colloca al 22° posto – su 27 paesi, al pari della Lituania – per la disponibilità di almeno un accesso a Internet per ciascuna casa. Innovazione 11 AIAP DESIGN PER Chiara Pagani - photocredits AIAP SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA GRAFICA Dopo Napoli, Cagliari e Bologna AIAP (Associazione italiana design della comunicazione visiva) ha scelto Treviso come sede per l’edizione 2012 dell’evento AIAP Design Per, dedicato quest'anno al tema "Design e Scienza". Quattro giorni intensi, dal 26 al 29 settembre, per questa Settimana internazionale della grafica durante la quale si sono concentrate 8 mostre, 7 incontri (5 conferenze e 2 focus specifici), 1 conferenza plenaria conclusiva, 2 premiazioni, 3 workshop e diverse iniziative collaterali organizzate in città. All’apertura ufficiale dei lavori, introdotta da Daniela Piscitelli - Presidente AIAP, hanno voluto portare il loro saluto Nicola Tognana - Presidente Camera di Commercio di Treviso, Ennio Bianco - Vice Presidente Unindustria Treviso, Medardo Chiapponi - Direttore del Dipartimento di Progettazione e Pianificazione in Ambienti Complessi dell’Università Iuav di Venezia, Maurizio Cecconi - Direttore di Candidatura di Venezia-NordEst Capitale Europea della Cultura, Michele Chiole - Presidente della Commissione Consiliare Terza, Renzo Di Renzo - Responsabile di Treviso Design. "AIAP da sempre ha tra le sue finalità quella di promuovere la cultura del design di comunicazione – spiega Daniela Piscitelli – sia in ambito nazionale che negli specifici territori attraverso iniziative culturali diversificate che mirano ad interconnettere progettisti, istituzioni, università, associazioni e aziende. Tutti quegli attori, cioè, che possono essere i protagonisti di piani di sviluppo e di innovazione. In quest’ottica si colloca l’iniziativa itinerante AIAP Design Per che ha riconosciuto in Treviso un luogo di intensa vivacità, inventiva, attenzione alla ricerca, sensibilità culturale, mobilità sociale e intensità di relazioni. Città ideale, quindi, per affrontare il tema “Design e Scienza” di grande complessità ma anche grimaldello per immaginare ambiti e processi di innovazione e sperimentazione in contesti, come quelli contemporanei, nei quali le discipline del design e quelle della scienza si avvicinano, si intersecano e si fertilizzano, proponendo nuovi scenari dell’abitare". "Il tema definito per questa edizione – afferma il prof. Chiapponi – è uno di quelli caratterizzanti la didattica e la ricerca di Design della nostra università Iuav. Per questo ci ha fatto particolarmente piacere contribuire all’ideazione e all’organizzazione di questo importante evento". "La scelta di Treviso – prosegue Ennio Bianco – è indicatore di un’accresciuta visibilità della città e del suo territorio quale riferimento per il design, grazie ai corsi universitari dello Iuav sostenuti dalle imprese attraverso la Camera di Commercio. Qui vi sono poi esperienze di design avanzato nelle imprese industriali di più settori merceologici, grazie anche all’impegno di Unindustria Treviso nella promozione, in collaborazione con Iuav e altri organismi, di un’avanzata cultura del design". I due punti nevralgici sono stati Palazzo Giacomelli, dove sono state allestite alcune delle mostre principali e dove si sono svolte tutte le conferenze oltre all’inaugurazione ufficiale e alla conferenza plenaria finale, e la sede del Corso di laurea in disegno industriale Iuav che ha ospitato i workshop aperti ai professionisti e tenuti da prestigiosi docenti/grafici internazionali: gli inglesi Max Whitby/Mark Irving che si sono occupati di editoria digitale, l’austriaco Martin Foessleitner che ha lavorato sul rapporto tra information design e complessità e il tedesco Michael Stoll che ha indagato quello tra information design e scienza. L’università ha inoltre colto l’occasione per presentare nell’esposizione ”Inside Cladis” i migliori progetti degli studenti nell’ambito della comunicazione, selezionati sia dai laboratori che dalle tesi di laurea. Tra le mostre, allestite nelle sale di Palazzo Giacomelli, segnaliamo “The History of Infographics”, incentrata sulla collezione privata di Michael Stoll, il cui patrimonio di libri fornisce una panoramica storica sul campo dell'infografica tra l'inizio del XX secolo e la fine degli anni Ottanta; “IIID Award Exhibition”, esposizione dei lavori selezionati nell’edizione 2011 del premio organizzato dall'International Institute for Information Design di Vienna; “La comunicazione medico-scientifica”, un percorso nella comunicazione per la scienza e l'ambito medico. A queste si sono aggiunte la monografica “Enzo Ragazzini. Foto-Grafiche Optical”, esposta nella galleria Bevacqua Panigai e la divertente “Sugar (Not) Free” ideata in collaborazione con Moak, produttore di caffè, presso il Lagostore per presentare il vincitore del concorso indetto da AIAP con l’azienda per la progettazione grafica di una piccola serie bustine da zucchero. Interessanti anche gli eventi OFF che alcuni professionisti hanno deciso di organizzare presso i loro studi o in altri spazi della città e che hanno contribuito a rendere più dinamica e multiforme la proposta culturale già ricca della settimana. Ottima la partecipazione complessiva, grazie a un pubblico di addetti ai lavori, studenti e persone interessate provenienti da tutta Italia: registrate a ogni conferenza una media di 100 presenze con un picco di 150 per quella plenaria , tutti esauriti i 70 posti previsti per i workshop e costante è stata anche l’affluenza alle diverse iniziative con circa 400 visitatori al giorno per le mostre. Peccato che il prossimo anno tocchi a un’altra città! Conferenza inaugurale a Palazzo Giacomelli Logo AIAP Design Per 20 0 ONDO D EL IL M L ’ A N A ER IECI AN D 2 NI 01 2 P 2- OMIA TREV ON I G I EC anche su www.trevisosystem-online.com Attualità 13 NUOVI STRUMENTI DI FINANZIAMENTO PER LE PMI Antonio Biasi D. L. 22.06.2012 N. 83 E CONVERSIONE IN LEGGE, N. 134 DEL 7.08.2012 “MISURE URGENTI PER LA CRESCITA DEL PAESE” Tra le misure urgenti per lo sviluppo economico previste nella legge di conversione 07.08.2012, n. 134, “Misure urgenti per la crescita del Paese”, l’articolo 32 è dedicato a nuovi strumenti di finanziamento delle imprese. Con questo articolo, composto da 26 commi, il legislatore ha inteso consentire alle società diverse da quelle quotate, di poter accedere a nuove fonti di finanziamento da parte di investitori istituzionali mediante emissioni di determinati strumenti finanziari, le cambiali finanziarie. Titoli di credito simili alle obbligazioni, secondo le norme contenute nell’ articolo 32, che vengono emesse in serie e hanno una scadenza minima e massima dalla data di emissione, in pratica una scadenza non inferiore a un mese e non superiore a trentasei mesi dalla data di emissione. 2) al 3 per cento del valore di emissione dei titoli eccedente 5 milioni di euro, fino a 10 milioni di euro, in aggiunta alla quota risultante dall'applicazione della percentuale di cui al numero 1); 3) al 2 per cento del valore di emissione dei titoli eccedente 10 milioni di euro, in aggiunta alla quota risultante dall'applicazione delle percentuali di cui ai numeri 1) e 2); c) l'ultimo bilancio deve essere certificato da un revisore contabile o da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili; d) le cambiali finanziarie devono essere emesse e girate esclusivamente in favore di investitori professionali che non siano, direttamente o indirettamente, soci della società emittente; il collocamento presso investitori professionali in rapporto di controllo con il soggetto che assume il ruolo di sponsor è disciplinato dalle norme vigenti in materia di conflitti di interesse. Lo sponsor deve segnalare, per ciascun emittente, se l'ammontare di cambiali finanziarie in circolazione è superiore al totale dell'attivo corrente, come rilevabile dall'ultimo bilancio approvato. Per attivo corrente si intende l'importo delle attività in bilancio con scadenza entro l'anno dalla data di riferimento del bilancio stesso. Nel caso in cui l'emittente sia tenuto alla redazione del bilancio consolidato o sia controllato da una società o da un ente a ciò tenuto, può essere considerato l'ammontare rilevabile dall'ultimo bilancio consolidato approvato. Lo sponsor classifica l'emittente al momento dell'emissione, distinguendo almeno cinque categorie di qualità creditizia dell'emittente, ottima, buona, soddisfacente, scarsa e negativa, da mettere in relazione, per le operazioni garantite, con i livelli di garanzia elevata, normale o bassa. Lo sponsor rende pubbliche le descrizioni della classificazione adottata”. Per l’emissione delle cambiali finanziarie, come abbiamo visto in precedenza occorre che ci siano degli sponsor che assistano le società; gli sponsor possono essere: banche, imprese di investimento, Sgr, società di gestione armonizzate, Sicav, intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del TU bancario, nonché banche autorizzate all’esercizio dei servizi di investimento anche aventi sede legale in uno Stato extracomunitario, purché autorizzate alla prestazione di servizi nel territorio della Repubblica. I compiti dello sponsor sono l’assistenza alla società nella procedura di emissione di titoli supportando l’emittente nella fase di emissione e di collocamento, l’assunzione con l’emittente di impegni volti Le cambiali finanziarie possono essere emesse da società di capitali nonché da società cooperative e mutue assicuratrici diverse dalle banche e dalle micro-imprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/ CE della Commissione, del 6.05.2003 Il nuovo art. 5-bis, inserisce dopo il comma 2 dell'art.1 della legge 13.01.1994, n. 43 i seguenti: commi “2-bis. Le cambiali finanziarie possono essere emesse da società di capitali nonché da società cooperative e mutue assicuratrici diverse dalle banche e dalle micro-imprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6.05.2003. Le società e gli enti non aventi titoli rappresentativi del capitale negoziati in mercati regolamentati o non regolamentati possono emettere cambiali finanziarie subordinatamente alla presenza dei seguenti requisiti: a) l'emissione deve essere assistita, in qualità di sponsor, da una banca o da un'impresa di investimento, da una società di gestione del risparmio (SGR), da una società di gestione armonizzata, da una società di investimento a capitale variabile (SICAV), purché con succursale costituita nel territorio della Repubblica, che assiste l'emittente nella procedura di emissione dei titoli e lo supporta nella fase di collocamento dei titoli stessi; b) lo sponsor mantiene nel proprio portafoglio, fino alla naturale scadenza, una quota dei titoli emessi non inferiore: 1) al 5 per cento del valore di emissione dei titoli, per le emissioni fino a 5 milioni di euro; ad assicurare la liquidabilità, almeno a intervalli predefiniti, dei titoli alla scadenza; il mantenimento nel proprio portafoglio, fino alla naturale scadenza, di una quota dei titoli emessi. Il nuovo art.1 bis della legge 13.01.1994, n. 43, così come modificato dalla legge n. 134/2012 è pertanto il seguente “Fermo restando quanto previsto dall'articolo 83-bis, comma 1, del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, le cambiali finanziarie possono essere emesse anche in forma dematerializzata; a tal fine l'emittente si avvale esclusivamente di una società autorizzata alla prestazione del servizio di gestione accentrata di strumenti finanziari. Per l'emissione di cambiali finanziarie in forma dematerializzata, l'emittente invia una richiesta alla società di gestione accentrata di strumenti finanziari, contenente la promessa incondizionata di pagare alla scadenza le somme dovute ai titolari delle cambiali finanziarie che risultano dalle scritture contabili degli intermediari depositari. Nella richiesta di cui sopra sono altresì specificati: a) l'ammontare totale dell'emissione; b) l'importo di ciascuna cambiale; c) il numero delle cambiali; d) l'importo dei proventi, totale e suddiviso per singola cambiale; e) la data di emissione; f) gli elementi specificati nell'articolo 100, primo comma, numeri da 3) a 7), del Regio Decreto 14.12.1933, n. 1669; g) le eventuali garanzie a supporto dell'emissione, con l'indicazione dell'identità del garante e l'ammontare della garanzia; h) l'ammontare del capitale sociale versato ed esistente alla data dell'emissione; i) la denominazione, l'oggetto e la sede dell'emittente; l) l'ufficio del Registro delle imprese al quale l'emittente è iscritto. Si applicano, ove compatibili, le disposizioni contenute nel capo II del titolo II della parte III del TU di cui al D. Lgs. 24.02.1998, n. 58, e successive modificazioni. Le cambiali emesse, sono esenti dall'imposta di bollo di cui al D.P.R. 26.10.1972, n. 642, ferma restando comunque l'esecutività del titolo. Le spese di emissione delle cambiali finanziarie sono deducibili nell'esercizio in cui sono sostenute, indipendentemente dal criterio di imputazione a bilancio. Attualità 14 APPROVATA DEFINITIVAMENTE LA “SPENDING REVIEW” Antonio Biasi I PRINCIPALI IMPATTI DEL PROVVEDIMENTO Nel Supplemento ordinario n. 173/L della Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14.08.2012, è stata pubblicata la legge 7 agosto 2012, n. 135 di conversione del Decreto Legge (D.L.) 6.07.2012, n. 95 sulla c.d. “spending review”. Per garantire il successo dei programmi di risanamento dell’economia e per stimolare la crescita e la competitività, l’attuale Governo ha avviato, sin dal suo insediamento con il precedente decreto legge Salva Italia, la revisione della spesa pubblica. Tale processo, meglio conosciuto come “spending review”, è uno dei pilastri del D.L. n. 95 del 06/07/2012 convertito con modificazioni L.135 del 07/08/2012. Lo stesso Governo evidenzia che ci sono “sprechi” nella produzione dei servizi quando “una macchina costosa e ad alto potenziale viene sistematicamente sottoutilizzata” o quando “si acquistano fattori produttivi pagando prezzi superiori al mercato”, in particolare la spending review ha lo scopo di: - eliminare sprechi e inefficienze, - garantire il controllo dei conti pubblici, - liberare risorse da utilizzare per interventi di sviluppo, - ridare efficienza al settore pubblico allo scopo di concentrare l’azione su chi ne ha bisogno. Il decreto che entra ora nella sua complessa fase attuativa era nato con l’obiettivo di scongiurare l’aumento delle due aliquote principali dell’Iva del 10 e 21% garantendo minori spese per i prossimi anni. A questo obiettivo si sono aggiunti altri interventi, quali la salvaguardia di una seconda platea di esodati, il riordino delle province e il riordino delle agenzie fiscali. Non sono poche le novità introdotte nei diversi settori, di seguito vengono riportati in estrema sintesi le principali: AGENZIE LOCALI ESODATI Regioni, Province e Comuni dovranno ridurre del 20% la spesa i gestione dei propri enti strumentali ed agenzie, pena la loro soppressione o accorpamento. Per le società pubbliche in house (quelle che erogano servizi per la PA), ci saranno soppressioni selettive e non automatiche. L’obbligo di essere alienate o sciolte entro la fine del 2013 non varrà per le società di interesse generale, anche aventi rilevanza economica, e quelle che svolgono prevalentemente compiti di centrali di committenza. Rimangono in essere anche tutte le società finanziarie regionali e quelle che gestiscono banche dati per ottenere fondi UE e per la tutela della privacy. Allo scopo di salvaguardare 55mila lavoratori saranno necessari 4,14miliardi. La maggiore spesa previdenziale sarà spalmata nel settennio 2014/2020. Via libera invece al pensionamento anticipato di circa 3.500 docenti dal 1° settembre 2013. FARMACI Spinta a prescrivere i meno costosi generici, anche se i medici potranno sempre indicare il farmaco di marca sulle ricette; con sconti più elevati a carico dei farmacisti e industrie a favore del SSN per il 2012. SANITÀ Possibilità di applicare una super addizionale Irpef che salirebbe dallo 0,5 all’1,1% nelle Regioni in piano di rientro dal deficit sanitario. Riduzione di almeno 15 mila posti letto negli ospedali, eliminazione di migliaia di reparti doppione. Revisione al ribasso dei contratti per beni e servizi fino alla loro disdetta, revisione delle tariffe per le case di cura e gli ambulatori privati accreditati col servizio pubblico. Il taglio al finanziamento al SSN sarà di 4,7miliardi fino al 2014. SOCIETÀ PARTECIPATE Tetto ai compensi per gli amministratori con deleghe delle società partecipate dal Ministero dell’economia e delle finanze. Il limite massimo non potrà superare i 300mila euro annui. ACQUISTI DI BENI E SERVIZI Attraverso il ricorso alla centrale di committenza nazionale, le amministrazioni pubbliche centrali possono avvalersi, sulla base di apposite convenzioni di Consip S.p.A., allo scopo di agevolare il processo di razionalizzazione della spesa e garantire gli obiettivi di risparmio; gli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale possono avvalersi di Consip per lo svolgimento di funzioni di centrale di committenza stipulando apposite convenzioni. Le amministrazioni pubbliche potranno effettuare i loro approvvigionamenti di gas, energia, carburanti, telefonia al di fuori delle convenzioni Consip, ma solo a condizione che siano previsti corrispettivi inferiori a quelli indicati in quest’ultime. TERREMOTO Finanziamenti agevolati fino a 6 miliardi di euro per i danni a case e imprese dei territori dell’Emilia Romagna colpiti dal terremoto. Vengono stanziati ulteriori 23 milioni per i comuni colpiti dal sisma del 2009 in Abruzzo. ENTI LOCALI Tutte le province delle regioni a statuto ordinario esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto sono oggetto di riordino sulla base di requisiti minimi (350mila abitanti e un territorio di 2.500 Km quadrati), da individuarsi nella dimensione territoriale e nella popolazione residente in ciascuna provincia. Il comparto delle autonomie locali, subirà una stretta sui vincoli del patto di stabilità pari a 2,3miliardi di euro nel 2012 e 5,2 miliardi l’anno prossimo. COMUNI È ridisegnata la rete delle competenze nei Comuni fino a 5mila abitanti per i quali è prevista la gestione associata di tutte le funzioni fondamentali entro il 2014 (organizzazione generale dell’amministrazione, gestione finanziaria e contabile, controlli, compiti in materia di servizi anagrafici, elettorali e statistici). AFFITTI PUBBLICI Vien posticipato dal 1° Gennaio 2013 al 1° Gennaio 2015 il taglio del 15% del canone di locazione pagato dalle PA per immobili ad uso istituzionale. La riduzione si inserisce direttamente nei contratti. Il rinnovo del rapporto di locazione è consentito solo in presenza di particolari condizioni, quali ad esempio la disponibilità delle risorse finanziarie necessarie per il pagamento dei canoni, oneri e costi d’uso per il periodo di durata del contratto di locazione. AGENZIE FISCALI I Monopoli dello Stato saranno incorporati nell’agenzia delle Dogane e l’agenzia del Territorio in quella delle Entrate entro il 1° Dicembre 2012, ma il ministero avrà tempo fino al 31 Dicembre per trasferire le risorse umane, strumentali e finanziarie. Viene introdotta la possibilità di prevedere posizioni non dirigenziali nelle agenzie fiscali, per assicurare la funzionalità nel dopo riordino, fino ad un massimo di 380 unità. UNIVERSITÀ Per gli studenti in regola con gli studi, con indicatore ISEE inferiore a 40mila euro, viene fissato il divieto dal 2013/2014, e per tre anni, di far crescere le tasse universitarie più dell’indice Istat dell’inflazione. Gli atenei potranno invece provvedere a super-tasse per gli studenti fuori corso. VIGILANZA Viene cancellata l’ISVAP (istituto che vigila sulle assicurazioni), le qui funzioni verranno trasferite ad un nuovo ente, l’IVASS, la cui governance rientrerà nell’ambito della Banca d’Italia. Rimane in essere la COVIP, la commissione di vigilanza sui fondi pensione. Attualità 15 Curia Mercatorum punta sulla formazione Giulia Poli Dopo un anno dedicato all’organizzazione di corsi di formazione volti a consentire ai propri mediatori di adeguarsi ai nuovi standard introdotti dalla riforma sulla mediazione, Curia Mercatorum ha ripreso nel 2012 le attività di promozione e divulgazione degli strumenti ADR che il Centro di Mediazione ed Arbitrato gestisce per conto delle Camere di Commercio di Treviso, Belluno, Pordenone e Gorizia. Nonostante siano trascorsi oramai due anni abbondanti dall’entrata in vigore del d.lgs. 28/2010 che, ricordiamo, ha disciplinato la mediazione introducendone una regolamentazione organica per tutte le controversie in materia civile e commerciale, si avverte ancora oggi una significativa carenza informativa, o troppo superficiale, sull’argomento. E considerata l’importanza attribuita dal legislatore all’istituto, avendolo previsto come passaggio obbligatorio, prima di adire il giudice, in una 1 2 Art. 5.1 d.lgs. 28/2010. Dal 20 marzo scorso, si ricorda, il tentativo di mediazione preventivo all’azione giudiziale è diventato d’obbligo sia per la responsabilità civile da circolazione di veicoli e natanti sia per la materia condominiale. Le iniziative del 2012 buona parte delle controversie che si riversano nei Tribunali (1), appare quanto mai doveroso riprendere l’impegno su questo fronte di attività. Prendendo le mosse dalla recente entrata a regime dell’obbligatorietà del tentativo di mediazione per le controversie legate al risarcimento del danno derivante da circolazione di veicoli e natanti (2), l’associazione ha organizzato, a fine maggio, il workshop dal titolo “La mediazione nelle controversie per danno da circolazione di veicoli e da responsabilità medica: trasformare un obbligo in opportunità”, al quale hanno preso parte, come relatori, l’avvocato Ana Uzqueda, Responsabile Scientifico, Direttrice del Centro Studi e socia fondatrice dell’Associazione Equilibrio & R.C. di Bologna; il dottor Luigi Mastroroberto, medico-chirurgo presso l’Università di Napoli, specializzato in Medicina Legale e delle Assicurazioni, nonché Vice Presidente dell’associazione “Melchiorre Gioia” di Bologna; l’avvocato Silvia Stefanelli, Responsabile di “MG Mediation”, Organismo di mediazione di Bologna specializzato in controversie relative al danno alla persona e contratti assicurativi; la dott.ssa Sabrina Diella, Funzionario dell’Area Regolazione del mercato di Unioncamere Nazionale. Anche in materia di medical malpractice sussiste, da oltre un anno, la necessità di tentare la strada conciliativa prima di accedere al processo giudiziale ordinario, e per questa tipologia di controversie, così come nel caso di risarcimento danni da circolazione, si riscontrano esigenze peculiari simili se considerate nella prospettiva della mediazione: da un lato, per la natura degli interessi sottostanti alle pretese che normalmente emergono (tutela della salute), dall’altro per il fatto che il mediatore si trova spesso a dover gestire un incontro complesso cui partecipano necessariamente più parti (cd. mediazione multiparte). MEDICAL MALPRACTICE Data la rilevanza della materia, il convegno ha trattato in modo particolare l’argomento della responsabilità medica, ambito nel quale si è assistito, nel corso degli anni, ad un profondo mutamento delle regole e ad una parimenti incisiva evoluzione del sistema assicurativo ad esso afferente, il tutto in un contesto di crescente conflittualità: nel decennio 1996-2006 le denunce sono cresciute del 148% (rilevazioni del Ministero della Salute risalenti al 2006, confermate nel loro trend dai più recenti dati dell’ANIA), così come sono aumentati in misura considerevole i premi assicurativi e si sono progressivamente dilatati i tempi di definizione dei sinistri. Anche il rapporto assicurativo ha subito cambiamenti rilevanti, ad esempio l’innalzamento delle franchigie; l’esercizio della rivalsa verso il medico da parte delle strutture sanitarie, queste ultime chiamate in causa dai pazienti sempre più frequentemente rispetto al passato (si registra, precisamente, un’inversione nella tendenza che vedeva, invece, negli anni scorsi, una propensione a denunciare i medici e non anche le strutture sanitarie); il passaggio dal regime assicurativo loss occurrence a quello dei claims made. I medici, dal canto loro, hanno cercato di tutelarsi da eventuali accuse di negligenza o imperizia prescrivendo esami diagnostici ben oltre il necessario (cd. medicina difensiva). In generale, dunque, il sistema di gestione delle liti in questo settore presenta una crescente criticità che sta portando, a livello aggregato, maggiori costi e maggiori rischi. Dalle numerose denunce sollevate da parte dei pazienti, si GRAFICO 1: mediazione camerale: dati mensili cumulati dei procedimenti depositati Fonte: Osservatorio Unioncamere sulla mediazione e la conciliazione Attualità osserva che se nel 27,5% dei casi la colpa del medico sussiste, ed in altrettanti casi sia, viceversa, da escludere, rimane un buon 45% di situazioni in cui il margine di incertezza rimane molto elevato. Tra le ragioni che si individuano a spiegazione dell’aumento della litigiosità fra paziente e medico vengono annoverati lo sviluppo scientifico, che, aumentando le possibilità di successo terapeutico, ha anche incrementato le aspettative in tal senso riducendo i margini di giustificazione dell’eventuale insuccesso; un’accresciuta tutela del diritto alla salute di cui i pazienti sono maggiormente consapevoli; un delicato dovere di informazione del medico che, se non chiaro ed esauriente, può costituire fonte di vizio nel consenso a sottoporsi alla terapia da parte del paziente. Portare al tavolo della mediazione questo tipo di controversie, significa innanzitutto invitare tutte le parti che possano giocare un ruolo diretto nella ricerca di una soluzione conciliativa: il paziente (o i suoi eredi), i professionisti sanitari e il rappresentante della struttura nella quale hanno operato, le compagnie assicurative che tutelano ciascuno dei soggetti coinvolti. E se poi l’azienda sanitaria è di natura pubblica, è importante capire chi può sedersi al tavolo della mediazione e con quali poteri può partecipare considerati gli aspetti di responsabilità erariale che potrebbero profilarsi. In questi casi, normalmente, ciascuna parte si farà assistere da un proprio legale, da un consulente di fiducia, e magari anche, nel caso del danneggiato, da qualche parente stretto. Presupposto fondamentale perché l’incontro possa avere luogo con qualche utilità, è che si ottenga la partecipazione di tutti i soggetti interessati. In particolare l’intervento delle compagnie di assicurazione appare indispensabile, specialmente quando il danno risarcibile sia di importo rilevante o comunque sopra franchigia; e tuttavia si prospettano difficoltà a portare in mediazione proprio le Assicurazioni, in quanto, si osserva, normalmente esse tendono ad avviare trattative sin dall’apertura del sinistro, per cui se in questo primo tentativo non riescono ad arrivare ad una soluzione negoziale, non reputando esserci ulteriori margini per intraprendere una nuova trattativa in sede di mediazione, preferiscono attendere direttamente la chiamata in giudizio. La struttura sanitaria e il medico, dovrebbero comunque poter intravedere nell’invito al tavolo della mediazione un’opportunità per riprendere il contatto con il paziente e cercare di giungere ad un chiarimento in un ambiente non avversariale. Il mediatore, dunque, deve saper gestire una comunicazione che si prospetta piuttosto complessa, con molteplici interessi coinvolti, e di diversa natura (conflitto policentrico), 16 nella quale la componente emotiva sarà probabilmente molto elevata considerato che la controversia verte sulla lesione di un bene primario qual è la salute. Inoltre, gli elementi che dovranno essere considerati nella ricerca di una soluzione riguarderanno sia i profili giuridici connessi alla responsabilità civile professionale, sia quelli tecnici peculiari della responsabilità medica: ciò non significa che il mediatore debba essere un esperto dell’attività medica di cui si tratta, ma piuttosto che dovrà avere le nozioni e gli strumenti che gli consentiranno di poter condurre la comunicazione fra le parti onde far emergere i fattori che determineranno, poi, le opzioni negoziali praticabili. In questi casi potrebbe trovare frequente applicazione il ricorso alla co-mediazione: nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l'organismo può nominare, infatti, uno o più mediatori ausiliari (artt. 8.1 d.lgs. 28/2010), ossia può individuare più di un mediatore in vista della prevedibile complessità dell’incontro che dovranno gestire. In generale la procedura di mediazione è caratterizzata da informalità: per la sua attivazione è sufficiente presentare all’Organismo una semplice domanda nella quale l’oggetto della controversia, tra gli elementi indispensabili, può limitarsi ad una succinta descrizione della questione. Per quanto non sia prescritta una produzione documentale è evidente, tuttavia, che nelle controversie di malpractice medica possa essere utile allegare alla domanda una documentazione sufficiente ed utile affinché il mediatore possa costruirsi un’idea complessiva della fattispecie, quindi degli interessi che potranno entrare in gioco durante l’incontro. Osservazione, questa, che consente di evidenziare subito un importante aspetto dell’attività del mediatore: questi non ha il compito di decidere la questione individuando dove stiano il torto e la ragione, non è un giudice e non è un arbitro. Il suo compito è di coadiuvare la comunicazione tra le parti per arrivare ad un chiarimento ed eventualmente, nella misura in cui sia possibile e desiderato dalle stesse parti, ristabilire un rapporto reciprocamente propizio che possa sfociare in un accordo di conciliazione. E’ indubbio che vi siano e vi saranno difficoltà nel riunire intorno al tavolo della mediazione tutti i soggetti che dovrebbero parteciparvi, e da più parti si sollevano perplessità circa l’utilità delle strumento nei casi più complessi, il che non ha favorito il successo della mediazione alla procedura in questa prima fase di applicazione della normativa. Tale atteggiamento appare però frutto di una carente conoscenza dell’istituto, piuttosto che delle sue effettive potenzialità: i vantaggi, infatti, che si possono prospettare dovrebbero indurre col tempo questa diffidenza ad una sua più aperta ed obiettiva considerazione. Per le aziende sanitarie, partecipare agli incontri di mediazione può significare migliorare la gestione del contenzioso giungendo ad una liquidazione del danno più veloce e con minori spese legali, evitando una cattiva pubblicità, recuperando la fiducia del paziente; per il medico, così come per il paziente, ritrovarsi al tavolo della mediazione può consentire di riprendere una comunicazione che spesso si è malamente condotta o interrotta, portando chiarimenti che permettano un recupero della fiducia e della serenità compromesse. Anche per le Compagnie di assicurazione, specie quelle specializzate nell’assicurazione della medical malpractice, possono prodursi GRAFICO 2: mediazione camerale: procedimenti depositati nel periodo luglio 2011 – maggio 2012, raggruppati per tipologia Fonte: Osservatorio Unioncamere sulla mediazione e la conciliazione Attualità 17 vantaggi dall’utilizzo della mediazione: il deflazionamento del contenzioso, infatti, costituisce un’esigenza anche per queste imprese, che da un lato vedono lievitare i costi legati alla gestione giudiziale delle liti e dall’altro allungarsi i tempi di liquidazione dei danni, con crescente dispendio di risorse ed energie da dedicare. QUALCHE DATO SULL’ANDAMENTO DELLA MEDIAZIONE Interessanti poi i dati, commentati dalla dott.ssa Diella, emersi dall’ultima rilevazione dell’Unione nazionale delle Camere di Commercio con riguardo ai procedimenti di mediazione gestiti, nel periodo GRAFICO 3: analisi per materia. Periodo 21 marzo 2011 – 31 marzo 2012 Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di statistica. GRAFICO 4: rilevazione statistica dei procedimenti iscritti nel periodo 21 marzo – 31 marzo 2012 con proiezione nazionale Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di statistica. marzo 2011 (data di entrata in vigore dell’obbligatorietà del tentativo, fatta eccezione per le liti condominiali e di risarcimento danni da circolazione) fine maggio 2012, dagli Organismi di mediazione accreditati istituiti da 94 Camere di commercio: 23.684 le domande complessivamente depositate al 31 maggio 2012 (grafico 1), di cui oltre un terzo abbondante volontarie (35%), il che dimostra che l’istituto è significativamente utilizzato anche quando non imposto dalla legge (grafico 2). Ovviamente la parte maggioritaria (i restanti 2/3) delle procedure è di natura obbligatoria, e, tra gli ambiti per i quali il tentativo è prescritto dal legislatore, le domande di attivazione più frequenti sono quelle in materia di diritti reali (ca 13%), seguite da locazione (10-11%), contratti bancari (8%) e assicurativi (6-7%), e danni da rc medica e rc auto (4-5% in entrambi i casi). Tale distribuzione (ma non le misure percentuali) si ritrova similmente a livello nazionale (grafico 3), salvo per i casi di rc auto che, nel dato aggregato, appaiono invece meno consistenti, superati di buona misura dalle controversie nelle materie di divisione, successione, contratti finanziari e comodato. Curia Mercatorum si allinea, per questo aspetto, al dato nazionale piuttosto che a quello camerale, non riscontrando quel picco di domande che ci si sarebbe attesi con l’obbligatorietà del tentativo anche per la materia rc auto (oltreché quella condominiale) efficace da marzo di quest’anno. Confrontando ancora i dati dell’Unione con quelli complessivamente rilevati dal Ministero della Giustizia a fine marzo, si può osservare come gli Organismi del sistema camerale, che rappresentano, a quella data, l’11% del totale degli enti iscritti nel Registro ministeriale, abbiano gestito il 21% circa del volume di procedure attivate a livello nazionale (cfr. dati grafici 1 e 4). Tralasciando, poi, i numeri relativi a valori di lite, durata delle procedure, distribuzione geografica degli organismi e dei procedimenti, categorie di mediazione, un dato su tutti è sempre molto atteso e seguito dai supporter della mediazione, siano questi il legislatore, che l’ha fortemente voluta per alleggerire i Tribunali; gli Organismi che offrono il servizio e devono farlo secondo criteri di efficienza e di efficacia; i mediatori, la cui capacità è sotto l’occhio critico di chi sta aspettando gli esiti di una riforma che ha suscitato diverse critiche, se non addirittura aperta avversione; gli enti di formazione accreditati, cui soli è delegata la preparazione dei mediatori; i cittadini tutti, o almeno quelli che, privi di pregiudizi dettati dalla non conoscenza dell’istituto, sperano in qualche positivo sbocco per trovare una risposta tempestiva Attualità alle loro istanze di giustizia. Ci riferiamo all’esito delle mediazioni, il prodotto finale della procedura, che, solo quando porta all’accordo fra le parti, ossia alla conciliazione, soddisfa tutte insieme le aspettative sopra elencate. Il dato riportato dall’Unione delle Camere di Commercio, così come dal Ministero della Giustizia, ci dice che quando le parti si siedono al tavolo della mediazione, nel 48% dei casi raggiungono un accordo (grafico 5): tale risultato appare piuttosto inferiore, rispetto a quello ben più favorevole (90%) noto al sistema camerale prima che entrasse in vigore la riforma sulla mediazione: ma facile è osservare che, ovviamente, quando la mediazione è volontaria e non obbligatoria, quanto meno la buona volontà, per così dire, di cooperare e trovare una soluzione in via amichevole deve sussistere. Cosa che non si riscontra, purtroppo, in regime di obbligatorietà del tentativo: in altri termini, se nella mediazione volontaria l’impegno maggiore per gli addetti ai lavori è di trasferire alle parti la conoscenza dell’istituto dando le informazioni necessarie in modo semplice ed immediato, al contrario nella mediazione obbligatoria il timore maggiore è che vi sia una “controinformazione” sulla bontà dell’istituto, specialmente da parte dei legali delle parti che, molto spesso, come noto, manifestandone un’aperta misconoscenza, pongono di fatto le premesse per un incontro poco proficuo, seppur inevitabile. Probabilmente frutto di questo atteggiamento di avversione, anche l’altro dato interessante, relativo alla comparizione delle parti invitate alla mediazione, ossia all’incontro: nel 65% dei casi non c’è adesione alla procedura, il che significa che la mediazione si concluderà con un semplice verbale di mancata comparizione dell’aderente (grafico 6). Ed il tentativo si trasforma, inevitabilmente, in un mero adempimento di un’ulteriore formalità procedurale per poter accedere al giudizio. Il dato, tuttavia, rispetto al 70% registrato qualche mese addietro, è migliorato, probabilmente anche grazie ad un più severo trattamento riservato dalla normativa ad un tale atteggiamento quando non sia giustificatamente motivato. Il legislatore, infatti, ha previsto in più momenti della procedura alcuni accorgimenti “incentivanti” un comportamento collaborativo delle parti, quanto meno nel prendere in seria considerazione il tentativo di mediazione e non ridurlo a mera incombenza preliminare alla fase giudiziale. Tale obiettivo ha ispirato anche l’ultimo ritocco alla normativa, introdotto a settembre dello scorso anno, proprio a rimedio della mancata partecipazione della parte invitata all’incontro: in caso di mediazione obbligatoria, infatti, se la parte costituita non partecipa al procedimento senza 18 GRAFICO 5: comparizione ed esito della mediazione Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di statistica GRAFICO 6: trend di comparizione dell’aderente Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di statistica giustificato motivo, il giudice dovrà condannarla a versare una somma pari al contributo unificato dovuto per il giudizio (3). Sotto questo profilo, poi, appare molto interessante rilevare come nella stragrande maggioranza degli incontri, sia la parte istante (84%) sia quella invitata (86%) abbiano partecipato avvalendosi dell’assistenza di un legale di fiducia (grafico 7). Soprattutto quando la mediazione è obbligatoria, e viene attivata in quanto condizione di procedibilità, è molto probabile che le parti, avendo già intrapreso le vie legali, siano assistite dall’avvocato anche nella fase della mediazione. Per questo motivo, è evidente come la propensione a sfruttare l’incontro quale opportunità per risolvere la lite piuttosto che come “perdita di tempo e di denaro” dipenda molto dal favor mediationis ispirato dai legali delle parti. Nell’ultima relazione di Unioncamere sulla mediazione delle Camere di Commercio, del maggio scorso, si segnala come, a fronte di un costo della causa 1 Art. 8.5, d.lgs. 28/2010, come modificato dal’art. 2, comma 35-sexies, del dl 138/2011, convertito con modificazioni dalla l. 148/2011 (in G.U. 16/09/2011, n. 216). Attualità 19 GRAFICO 7: assistenza legale Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di statistica GRAFICO 8: durata delle procedure e confronto con la giustizia ordinaria [21 marzo 2011 – 31 marzo 2012] Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di statistica giudiziale stimato, in Italia, in misura pari a circa il 29,9% del valore di lite, quello di una mediazione si aggiri intorno al 3%. Unendo questo dato a quello relativo alla durata media di un processo (circa 3 anni, nel 2010) raffrontato a quello di una procedura di mediazione (2-3 mesi: grafico 8), ben si capisce quale buona opportunità si getti via a non voler ponderare con maggior obiettività l’utilizzo dello strumento di ADR (senza considerare, poi, gli ulteriori vantaggi che tale strumento offre: la possibilità di non rovinare irrimediabilmente il rapporto tra i contendenti, ad esempio, o la semplicità e la riservatezza della procedura). LA FORMAZIONE CONTINUA DEI MEDIATORI Sul fronte prettamente formativo, per concludere, Curia ha organizzato quest’anno i primi corsi di aggiornamento per mediatori utili ad assolvere all’obbligo di formazione continua previsto dalla normativa. Il dm 180/2010 stabilisce, infatti, che i mediatori iscritti negli elenchi degli Organismi di mediazione accreditati possano mantenere l’iscrizione a condizione di accrescere la propria preparazione teorica seguendo appositi corsi per un monte ore complessivo di almeno 18 ore nell’ar- co di ciascun biennio dal conseguimento dell’iscrizione. Ciascuna sede operativa di Curia Mercatorum si è adoperata al fine di programmare almeno un appuntamento formativo da proporre, prioritariamente, ai propri mediatori: la sede di Treviso ha realizzato un primo corso con l’ente di formazione Omologhia srl di Padova (26 giugno e 13 luglio), ed un secondo con l’Associazione Equilibrio & R.C. di Bologna, per l’inizio dell’autunno (25 settembre e 12 ottobre). Presso le altre Camere di Commercio associate sono stati realizzati, nei mesi di settembre e ottobre, altrettanti corsi: Gorizia e Belluno con Associazione Equilibrio, Pordenone con Omologhia. Per il prossimo anno è intenzione dell’Organismo di organizzare ulteriori appuntamenti onde favorire l’adempimento dell’obbligo formativo dei mediatori per i quali il biennio giunga a scadenza nel 2013. E come sempre sarà premura dell’Associazione dare adeguata informazione ai propri mediatori ed a tutti coloro che, interessati alle iniziative formative-informative in materia di mediazione e arbitrato, si siano iscritti alla nostra Newsletter (www.curiamercatorum.com). Attualità 20 NUOVE NORME PER LA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO DELLE PICCOLE IMPRESE Andrea Manganiello Con la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 22 dicembre 2011, del D.L. 22 dicembre 2011, n. 212, recante "Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile", è stata introdotta nell`ordinamento giuridico nazionale una nuova procedura volta alla composizione di tali situazioni di difficoltà destinata ai soggetti privati (consumatori) ed alle imprese non assoggettate alla disciplina del fallimento ed alle altre procedure concorsuali. La nuova prassi consente di predisporre un accordo di adempimento delle obbligazioni senza alcuna efficacia obbligatoria nei confronti dei soggetti che non partecipino all’accordo ed è stata successivamente confermata, con specifico riferimento agli operatori economici “non soggetti né assoggettabili alle vigenti procedure concorsuali”, dalla Legge 27 gennaio 2012 , n. 3 (Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento), pubblicata in G.U. 30 gennaio 2012 n. 24 ed in vigore dal 1.3.2012. Per «sovraindebitamento» si intende una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni. La procedura presenta diverse analogie con il c.d. “accordo di ristrutturazione del debito” ex art. 182 bis della legge fallimentare e si avvale di appositi organismi di composizione della crisi, che dovranno essere istituiti dagli Enti pubblici ed essere iscritti in un apposito registro tenuto presso il Ministero della Giustizia. PRESUPPOSTI DI AMMISSIBILITÀ Il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo stesso, compreso l’integrale pagamento dei titolari dei crediti privilegiati ai quali gli stessi non abbiano rinunciato anche parzialmente. Il piano prevede i termini e le modalità di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti, le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni. La proposta è ammissibile a condizione che il debitore: a) non sia assoggettabile a procedure concorsuali; b) non abbia fatto ricorso, nei precedenti tre anni, alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento. CONTENUTO DELL’ACCORDO La proposta di accordo prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei crediti futuri. Nei casi in cui i beni o i redditi del debitore non siano sufficienti a garantire la fattibilità del piano, la proposta deve essere sottoscritta da uno o più terzi che consentono il conferimento, anche in garanzia, di redditi o beni sufficienti per l’attuabilità dell’accordo. Nella proposta di accordo sono indicate eventuali limitazioni all’accesso al mercato del credito al consumo, all’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronico a credito e alla sottoscrizione di strumenti creditizi e finanziari. Il piano può prevedere una moratoria fino ad un anno per il pagamento dei creditori estranei quando ricorrono cumulativamente le seguenti condizioni: a) il piano risulti idoneo ad assicurare il pagamento alla scadenza del nuovo termine; b) l’esecuzione del piano sia affidata ad un liquidatore nominato dal giudice su proposta dell’organismo di composizione della crisi; c) la moratoria non riguardi il pagamento dei titolari di crediti impignorabili. DEPOSITO DELLA PROPOSTA DI ACCORDO Una volta predisposta, la proposta di accordo deve essere depositata presso il tribunale competente in relazione alla residenza del debitore o del luogo in cui lo stesso ha la sede principale, allegando la seguente documentazione: - l’elenco di tutti i creditori, con l’indicazione delle somme dovute; - l’elenco dei beni e degli eventuali atti di disposizione compiuti negli ultimi cinque anni, correlati delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni; - l’attestazione sulla fattibilità del piano; - l’elenco delle spese correnti necessarie al sostentamento del debitore e della sua famiglia, con indicazione della composizione del nucleo familiare corredata dallo stato di famiglia. - le scritture contabili relative agli ultimi tre esercizi. PROCEDIMENTO Una volta depositata presso il Tribunale, la proposta di accordo viene esaminata dal giudice, il quale, dopo aver valutato la presenza dei requisiti richiesti, fissa con decreto l’udienza, quindi dispone la comunicazione ai creditori sia della proposta dell’accordo che del decreto contenente i provvedimenti che può adottare presso la loro residenza o la sede legale. Il giudice dispone idonea forma di pubblicità della proposta e del decreto, oltre, nel caso in cui il proponente svolga attività d’impresa, alla pubblicazione degli stessi in apposita sezione del Registro delle imprese. Effettuate tali comunicazioni, in udienza, il giudice dispone che per un massimo di 90 giorni non possono essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali, né disposti sequestri conservativi né acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di accordo, da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore. Tale sospensione non opera, tuttavia, nei confronti dei titolari di crediti impignorabili. RAGGIUNGIMENTO DELL’ACCORDO Successivamente alla comunicazione ricevuta in ordine alla proposta di accordo, i creditori fanno pervenire all’organismo di composizione della crisi la dichiarazione sottoscritta del loro consenso alla proposta stessa. Si ha l’omologazione dell’accordo solo se allo stesso aderisce almeno il 70% dei creditori. L’accordo, tuttavia, non pregiudica i diritti dei creditori nei confronti dei coobbligati, fideiussori e obbligati in via di regresso. Lo stesso è revocato se il debitore non esegue integralmente entro 90 giorni dalle scadenze previste, i pagamenti dovuti alle Agenzie fiscali e agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie. OMOLOGAZIONE DELL’ACCORDO Al raggiungimento dell’accordo, l’organismo di composizione della crisi trasmette ai creditori una relazione relativa ai consensi espressi e sul raggiungimento della percentuale minima richiesta per lo stesso (70%), allegando anche il testo dell’accordo. Nei dieci giorni successivi al ricevimento di tale relazione, i creditori possono sollevare eventuali contestazioni; decorso detto termine, l’organismo di composizione della crisi invia al giudice la relazione, allegando le contestazioni ricevute, nonché un’attestazione definitiva sulla fattibilità del piano. ORGANISMO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI Possono assumere la qualifica di organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento gli Enti pubblici, con adeguate garanzie di indipendenza e professionalità. Essi sono iscritti in un apposito registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, da istituire con specifico regolamento entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. Possono rivestire tale carica, tra gli altri, anche gli organismi di mediazione istituiti presso le Camere di commercio, gli ordini professionali degli avvocati, dei commercialisti ed esperti contabili e dei notai, i quali sono iscritti di diritto nel predetto registro. L’organismo è chiamato ad assumere ogni iniziativa funzionale alla predisposizione del piano di ristrutturazione dei debiti, al raggiungimento dell’accordo ed all’esecuzione dello stesso; esegue la pubblicità della proposta e dell’accordo, ed effettua le comunicazioni disposte dal giudice nell’ambito del procedimento. 21 Monitor Economia LA SITUAZIONE CONGIUNTURALE PER L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA TREVIGIANA AL II TRIMESTRE 2012 Michela Bianchin e Elena Plancher Anche il manifatturiero trevigiano ha risentito, nel 2° trimestre 2012, dell’aggravamento della situazione economica europea nonché del rallentamento dell’economia mondiale nel suo complesso: rispetto allo stesso trimestre di un anno fa si registra un calo della produzione, un’ulteriore contrazione del fatturato interno e un fatturato estero stabile. Tuttavia, nel breve periodo, gli stessi indicatori non peggiorano ulteriormente: la produzione rimane stabile e il fatturato recupera, in parte, la flessione del trimestre precedente, grazie alle vendite all’estero. Tengono anche i nuovi ordinativi dall’estero, ma continua ristagnare la raccolta ordini dal mercato interno. La tenuta congiunturale non migliora il sentiment degli imprenditori trevigiani, probabilmente influenzato anche dalla pausa estiva che caratterizza il 3° trimestre dell’anno. Più di un terzo degli intervistati rimane polarizzato su giudizi di stabilità, ma sono sempre di meno gli imprenditori che esprimono giudizi positivi. L’ANALISI IN DETTAGLIO Il monitoraggio congiunturale del comparto manifatturiero condotto da Unioncamere del Veneto, ha coinvolto in questo trimestre del 2012 circa 680 imprese della provincia di Treviso, di cui quasi 500 con dieci addetti e più. A queste ultime si riferiscono i dati analitici di seguito commentati. Produzione Il prolungarsi della nuova ondata recessiva si traduce per le imprese manifatturiere trevigiane in una flessione della produzione del -4,9% su base tendenziale. Questo calo, che accomuna quasi tutti i settori (l’unica voce fuori dal coro è l’alimentare con un +2,6%), è sicuramente influenzato dal termine stesso di confronto: nel secondo trimestre dello scorso anno le spinte al recupero non si erano ancora esaurite. Nel breve periodo, invece, la produzione appare in sostanzialmente stabilità (+0,4% rispetto a marzo) anche se questo risultato è frutto, per la maggior parte dei settori, di una compensazione fra gli incrementi realizzati dalle imprese con 50 addetti e più (+2,4%) e le ulteriori flessioni delle piccole imprese (-1,1%). Continua a scendere, invece, l’orizzonte temporale di produzione assicurata degli ordini acquisiti che si attesta in media a poco più di un mese, toccando un minimo di 24 giorni nel legno arredo, e arrivando al massimo a 66 giorni nei macchinari. INDUSTRIA MANIFATTURIERA TREVIGIANA: PRODUZIONE PER SETTORI DI ATTIVITÀ Variazioni congiunturali. 2° trim. 2011 - 2° trim. 2012 Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto Fatturato Per il fatturato, che pur si posiziona 6,3 punti sotto i livelli di un anno fa, si registra un lieve recupero congiunturale (+2,9%), cui hanno maggiormente contribuito le vendite all’estero (+5,9%). Questo vale in particolare per il legno arredo, il cui fatturato estero cresce su base trimestrale del +9,5% a fronte di un incremento di quello complessivo del +4,3%, ma anche per il settore della carpenteria metallica che, rispetto a tre mesi fa aumenta le vendite all’estero del +18,1% (si tenga presente che sull’entità di questa variazione probabilmente influisce l’andamento altalenante delle commesse). In frenata l’industria dei macchinari che, sul fronte estero, realizza una variazione congiunturale sotto la media (+2,9%). Questo settore particolarmente vocato all’export, con molta probabilità, risente direttamente del rallentamento della crescita globale. Ordinativi interni ed esteri Non riparte la raccolta ordini nel suo complesso, anche perché le prospettive di vendita sul mercato estero non sono sufficienti a compensare il perdurare della stagnazione della domanda interna. A livello complessivo, infatti, i nuovi ordini dal mercato estero crescono appena del +2,1% rispetto al trimestre precedente contro una raccolta ordini sul mercato interno del -0,8%. Guardando ai singoli settori economici,vale la Monitor Economia 22 ANDAMENTO DEL FATTURATO TOTALE E DEL FATTURATO ESTERO Variazioni trimestrali congiunturali. Serie storica 2007-2012 ANDAMENTO DEGLI ORDINATIVI DAL MERCATO INTERNO ED ESTERO. Variazioni trimestrali congiunturali. Serie storica 2007-2012 Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto pena evidenziare la flessione del -1,7% sulla raccolta degli ordini esteri per i macchinari, settore che, come già sopra sottolineato, appare maggiormente sensibile alle dinamiche congiunturali internazionali. LE PREVISIONI PER IL TERZO TRIMESTRE 2012 Le previsioni degli imprenditori trevigiani sul terzo trimestre del 2012 continuano ad essere sbilanciate in negativo per tutti gli indicatori analizzati. Su questo trimestre tuttavia, alla fase economica recessiva, probabilmente si aggiunge la pausa estiva. I saldi fra giudizi positivi e negativi tornano a peggiorare, anche se la quota di coloro che prevedono stazionarietà non scende oltre il 36%. In particolare nonostante più di un terzo degli imprenditori intervistati propenda per la stazionarietà di produzione e fatturato, sale al 50% la percentuale di coloro che ne prevedono invece una diminuzione. Di conseguenza peggiora il saldo fra giudizi positivi e negativi, facendo registrare il valore più basso da un anno a questa parte: -40 per la produzione e -38 per il fatturato. Si discostano dal dato medio, anche se il risultato è comunque negativo, il settore alimentare, il cui saldo si attesta a -18 nella produzione e a -7 nel fatturato, e quello dei macchinari (rispettivamente -14 e -8). Scende ulteriormente la domanda interna: più della metà degli imprenditori propende per una diminuzione nella raccolta di nuovi ordinativi portando il saldo fra giudizi positivi e negativi a sfiorare -46, anche qui il valore è il più basso dal giugno 2011. Sul fronte della domanda estera continua l’andamento altalenante che ha caratterizzato gli ultimi monitoraggi: anche se rimane attorno alla metà la quota degli intervistati che propende per la stabilità, si amplificano le oscillazioni fra giudizi positivi e negativi con un saldo che in questo trimestre segna un -17. Unica eccezione il settore alimentare il cui saldo, per contro, è positivo (+14), mentre più propense alla stabilità risultano l’industria dei macchinari (-1) e quella della gomma plastica (-5). Infine scende al 72% la percentuale di coloro che prevedono stabilità nei livelli di occupazione, mentre aumenta dal 17% al 24% la quota di coloro che temono una contrazione degli organici. Continua di conseguenza a decrescere il saldo fra giudizi positivi e negativi che passa da un -6 di giugno dello scorso anno a -20 di questo trimestre. Le previsioni degli imprenditori per il trimestre successivo. Saldi tra i giudizi positivi e negativi. L’Approfondimento completo, a cura dell’Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale, fa parte della collana Congiuntura & Approfondimenti è consultabile sul sito camerale all’indirizzo: http://www.tv.camcom.it/docs/studi/ monitor_economia.htm_cvt.htm Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto Monitor Economia 23 Principali indicatori congiunturali dell'industria manifatturiera trevigiana (VARIAZIONI TRIMESTRALI E SU BASE ANNUA) 2008 2009 II II III IV II II III IV trim. trim. trim. trim. trim. trim. trim. trim. PRINCIPALI INDICATORI PRODUZIONE var. volume fisico rispetto al: -0,6 1,5 -10,2 -0,7 trimestre precedente -0,2 -1,3 -3,5 -7,2 stesso trim. anno preced. OCCUPAZIONE variazioni rispetto al: 0,0 -0,5 -0,8 -2,0 trimestre precedente -0,3 -0,8 -0,2 -2,0 stesso trim. anno preced. CAPACITÀ PRODUTTIVA 76,4 75,5 72,1 71,9 grado di utilizzo impianti: FATTURATO variazioni rispetto al: -0,1 3,4 -6,9 1,1 trimestre precedente 1,4 0,6 1,6 -6,1 stesso trim. anno preced. FATTURATO ESTERO variazioni rispetto al: 2,6 3,3 -5,8 4,4 trimestre precedente 0,4 5,8 8,8 -5,9 stesso trim. anno preced. 35,8 35,0 34,1 30,5 % di fatturato venduto all'estero: NUOVI ORDINATIVI var. rispetto al trim. prec.: -1,4 0,2 -6,5 -1,9 dal mercato interno 2,0 2,2 -4,5 -2,3 dal mercato estero var. rispetto stesso trim. anno prec.: -0,8 -4,0 -5,2 -8,9 dal mercato interno 2,0 1,7 -2,4 -7,3 dal mercato estero Fonte: Veneto Congiuntura - Unioncamere del Veneto - CCIAA Treviso 2010 I II III IV trim. trim. trim. trim. 2011 I II III IV trim. trim. trim. trim. 2012 I II trim. trim. -8,4 -2,1 -5,5 5,8 -3,9 3,8 -1,2 8,2 0,4 5,0 -3,8 0,5 -4,4 0,4 -13,9 -17,3 -14,8 -7,0 1,7 6,9 6,9 9,7 2,7 2,5 0,2 -2,0 -4,8 -4,9 0,5 -0,4 -0,4 -0,1 -0,9 0,2 0,1 -0,4 0,5 -2,6 -0,2 1,4 0,4 -1,5 -2,3 -4,6 -5,8 -4,9 -3,6 -1,9 -1,4 -0,6 -0,4 -0,4 -0,4 -0,8 -0,4 -1,9 64,2 63,2 62,4 64,4 67,0 68,6 65,6 70,9 72,2 75,5 72,9 72,9 70,5 69,8 -9,7 -0,5 -5,7 3,3 -4,2 4,9 -2,9 11,3 -2,0 7,5 -2,1 3,2 -4,7 2,9 -14,0 -16,2 -13,0 -9,0 2,1 8,3 10,0 11,4 5,9 3,6 1,4 -0,8 -3,3 -6,3 5,9 -14,9 0,9 -3,4 5,8 -7,9 2,5 4,5 7,4 -2,7 11,4 1,4 7,1 -0,4 -15,8 -15,4 -15,6 -10,6 2,4 1,5 15,5 9,8 7,4 7,1 3,3 1,5 2,9 0,2 26,0 31,8 28,6 29,9 29,2 31,2 26,1 25,8 27,1 29,9 37,2 32,6 25,2 28,4 -8,8 -4,1 -6,8 2,5 -1,3 1,5 -3,9 5,6 1,2 4,4 -4,7 -0,4 -4,7 -0,8 -10,1 -0,8 -5,4 5,6 -3,3 2,0 -1,8 15,0 2,8 5,6 -2,4 1,4 3,0 2,1 -14,2 -18,1 -13,9 -6,5 0,6 3,5 3,3 5,2 2,3 1,5 -0,8 -2,0 -7,8 -8,5 -15,2 -18,5 -14,1 -2,5 7,5 8,0 12,6 8,8 6,0 4,1 0,4 2,1 5,2 0,0 Previsioni degli imprenditori al 30.06.2012 (% di giudizi degli imprenditori per il prossimo trimestre e confronto con i trimestri precedenti) INDICATORI PRODUZIONE in aumento lieve aumento stazionaria lieve diminuzione in diminuzione DOMANDA INTERNA in aumento lieve aumento stazionaria lieve diminuzione in diminuzione DOMANDA ESTERA in aumento lieve aumento stazionaria lieve diminuzione in diminuzione FATTURATO in aumento lieve aumento stazionaria lieve diminuzione OCCUPAZIONE in aumento lieve aumento stazionari lieve diminuzione in diminuzione Fonte: Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto GIUGNO 2011 SETTEMBRE 2011 DICEMBRE 2011 MARZO 2012 GIUGNO 2012 9 15 43 15 18 7 13 43 17 20 9 13 48 14 16 9 17 38 17 1 5 82 6 6 9 13 40 18 20 7 10 43 19 21 9 17 47 13 14 10 12 41 17 1 5 81 8 5 5 12 38 15 30 4 11 34 19 32 8 14 43 16 19 4 14 36 17 1 4 78 11 6 6 14 41 14 25 4 13 40 16 27 8 20 44 9 19 8 16 36 15 1 3 79 7 10 4 7 38 17 34 1 8 36 19 36 6 11 49 13 21 5 7 38 16 1 3 72 14 10 Monitor Economia 24 LA CONGIUNTURA NEL COMMERCIO AL DETTAGLIO IN PROVINCIA DI TREVISO NEL SECONDO TRIMESTRE 2012 Michela Bianchin Unioncamere del Veneto ha recentemente diffuso i risultati della consueta indagine cogiunturale sul commercio al dettaglio relativi al secondo trimestre 2012. A livello regionale l’indagine ha coinvolto un campione di oltre 1000 imprese con oltre 40.100 addetti, di queste afferiscono alla provincia di Treviso circa 160 imprese e 1.400 addetti. Circa un quarto delle aziende del campione provinciale appartiene al settore alimentare, mentre le restanti imprese appartengono al settore non alimentare. Quanto al canale distributivo, il 20% delle aziende del campione rientrano nella grande distribuzione organizzata, mentre l’80% sono piccoli e medi distributori. Nel secondo trimestre del 2012 per le aziende del campione provinciale non si registra un ulteriore peggioramen- to del fatturato rispetto ai primi tre mesi dell’anno (+0,9%), per quanto esso risulti del 7,3% inferiore allo stesso periodo del 2011. Per contro, a livello regionale il fatturato cala non solo su base annua (-8,3%), ma anche nel breve periodo (-1,9% la variazione congiunturale in Veneto). L’analisi per settore merceologico evidenzia per il settore alimentare un andamento positivo sia rispetto ai primi tre CONGIUNTURA COMMERCIO AL DETTAGLIO IN PROVINCIA DI TREVISO E IN VENETO: FATTURATO Variazioni percentuali trimestrali. Serie storica 2009-2012 VAR. TRIM. CONGIUNTURALI VAR. TRIM. TENDENZIALI Fonte: Elaborazione Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto CONGIUNTURA COMMERCIO AL DETTAGLIO IN PROVINCIA DI TREVISO E IN VENETO: ORDINI AI FORNITORI Variazioni percentuali trimestrali. Serie storica 2009-2012 VAR. TRIM. CONGIUNTURALI Fonte: Elaborazione Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto VAR. TRIM. TENDENZIALI Monitor Economia 25 in Veneto). L’analisi per settore merceologico evidenzia per il settore alimentare un andamento positivo sia rispetto ai primi tre mesi dell’anno (+5,9%) che su base tendenziale (+1,9%). Al contrario le imprese del settore non alimentare registrano nel breve periodo una flessione del – 1,2% che porta la contrazione su base annua del fatturato al -10,7%. Quanto ai canali di vendita tiene rispetto ai primi tre mesi dell’anno il fatturato della grande distribuzione organizzata (0,0%) e migliora quello dei distributori medi e piccoli (+2,5%), ma per entrambi i canali permane una flessione del -7,3% su base annua. Ulteriori indicazioni vengono dagli ordini ai fornitori che, in linea con il dato regionale, registrano in provincia una variazione negativa sia rispetto allo scorso trimestre (-2,1%) che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-4,5%). Entrando nel dettaglio del settore merceologico e dei canali di vendita si rilevano andamenti analoghi a quanto visto per il fatturato: nel settore alimentare gli ordini ai fornitori crescono sia su base trimestrale (+2,1%) che annua (+1,9%), mentre nel settore non alimentare diminuiscono del 4,1% rispetto Unioncamere del Veneto ha recentemente diffuso i risultati della consueta indagine cogiunturale sul commercio al dettaglio relativi al secondo trimestre 2012. A livello regionale l’indagine ha coinvolto un campione di oltre 1000 imprese con oltre 40.100 addetti, di queste afferiscono alla provincia di Treviso circa 160 imprese e 1.400 addetti. Circa un quarto delle aziende del campione provinciale appartiene al settore alimentare, mentre le restanti imprese appartengono al settore non alimentare. Quanto al canale distributivo, il 20% delle aziende del campione rientrano nella grande distribuzione organizzata, mentre l’80% sono piccoli e medi distributori. Nel secondo trimestre del 2012 per le aziende del campione provinciale non si registra un ulteriore peggioramento del fatturato rispetto ai primi tre mesi dell’anno (+0,9%), per quanto esso risulti del 7,3% inferiore allo stesso periodo del 2011. Per contro, a livello regionale il fatturato cala non solo su base annua (-8,3%), ma anche nel breve periodo (-1,9% la variazione congiunturale ai primi tre mesi dell’anno e del 7,3% rispetto allo stesso periodo del 2011. Quanto ai canali distributivi, la grande distribuzione organizzata registra una flessione del -1,5% rispetto al primo trimestre 2012 e del -3,6% su base annua, mentre per i distributori medi e piccoli il calo degli ordinativi è quasi doppio sia nel breve periodo (-3,4%) che rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (-6,0%). Il clima di fiducia delle imprese del commercio al dettaglio provinciali rimane anche per il secondo trimestre del 2012 negativo. Per quanto riguarda le prospettive di fatturato, oltre il 60% degli intervistati esprime giudizi di flessione e anche sul fronte degli ordinativi i giudizi negativi sono in maggioranza (53,4%), con saldi che rispettivamente si attestano a -56,8 per le previsioni di fatturato e -50,1 per quelle sugli ordini. Quanto ai prezzi le stime al rialzo scendono ulteriormente al 15%, mentre oltre i due terzi degli intervistati propendono per la stazionarietà (71%) o il ribasso (14%). In merito all’occupazione diminuisce dal 3% all’1% la percentuale degli intervistati che prevede un aumento degli occupati a favore della stabilità (85% dei giudizi). SETTORE COMMERCIO AL DETTAGLIO - Indicatori congiunturali per territorio Serie storica 2° trim. 2009 – 2° trim. 2012 (VARIAZIONI CONGIUNTURALI E TENDENZIALI) PRINCIPALI INDICATORI 2009 II trim. III trim. IV trim. I trim. 2010 II trim. III trim. IV trim. I trim. 2011 II trim. III trim. IV trim. 2012 I trim. II trim. TREVISO PRODUZIONE Var. volume fisico rispetto al: trimestre precedente 3,3 0,2 -6,3 -7,8 -3,4 -1,4 -1,8 -1,6 -2,5 -9,8 -1,3 -15,7 0,9 -0,8 -1,3 -2,1 -2,2 -3,0 -1,9 0,1 -7,7 -2,0 -7,2 -2,4 0,0 -7,3 trimestre precedente 2,2 2,6 7,3 -9,0 -4,7 -1,2 -0,2 -3,3 -6,5 -6,4 -2,3 -2,6 -2,1 stesso trim. anno preced. -4,5 -2,8 -4,9 -2,0 -7,5 -1,9 -0,5 -3,3 -6,3 -6,5 -4,5 -1,2 -4,5 0,7 -0,5 -0,3 -0,5 -3,7 -0,5 0,8 2,9 3,5 3,9 1,3 0,8 1,6 stesso trim. anno preced. OCCUPAZIONE Variazione rispetto al: FATTURATO Variazione rispetto al: trimestre precedente VENETO PRODUZIONE Var. volume fisico rispetto al: trimestre precedente 1,4 -1,6 2,9 -10,0 0,6 5,5 5,6 -2,9 -0,2 -1,1 9,7 -12,0 -1,9 -6,5 -4,5 -3,3 -0,5 2,3 0,2 2,7 -0,7 -2,6 -3,4 -4,2 -1,5 -8,7 trimestre precedente -2,5 -3,3 0,7 -5,4 -0,7 -0,5 2,5 -3,2 -3,0 -1,0 5,1 -5,9 -2,3 stesso trim. anno preced. -6,5 -8,3 -4,9 -1,2 2,4 -0,8 2,2 0,6 -3,8 -3,0 -5,5 -3,3 -6,8 -0,3 -2,2 -0,9 0,4 -0,9 0,0 1,4 4,1 2,0 1,2 1,9 1,0 0,5 stesso trim. anno preced. OCCUPAZIONE Variazione rispetto al: FATTURATO Variazione rispetto al: trimestre precedente Fonte: Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto - CCIAA Treviso Monitor Economia 26 SETTORE COMMERCIO AL DETTAGLIO - % di giudizi di previsione sui principali indicatori per i prossimi 3 mesi Treviso e Veneto. Serie storica trimestrale 2° trim. 2009- 2° trim. 2012 PRINCIPALI INDICATORI 2009 II trim. III trim. IV trim. 2010 I trim. II trim. III trim. IV trim. TREVISO I trim. 2011* II trim.* III trim. IV trim. 2012 I trim. II trim. VENDITE in aumento stazionario in diminuzione 19,2 23,4 20,4 15,5 21,8 14,8 17,7 32,9 12,8 20,0 0,0 9,3 4,2 41,4 44,3 43,4 49,6 31,2 61,4 52,7 37,3 47,7 40,0 31,8 37,8 32,9 39,4 32,2 36,2 34,9 46,9 23,9 29,6 29,8 39,5 40,0 68,2 52,9 62,8 ORDINI AI FORNITORI in aumento stazionario in diminuzione 4,7 14,6 14,6 14,0 15,4 12,7 16,8 17,4 7,4 10,8 3,1 2,8 3,3 57,1 54,4 47,8 55,9 48,3 61,4 54,9 51,7 61,6 47,0 29,5 42,5 42,7 38,2 31,0 37,6 30,1 36,3 25,9 28,3 30,9 31,0 42,2 67,4 54,7 53,9 PREZZI DI VENDITA in aumento stazionario in diminuzione 6,4 17,4 10,8 7,9 22,1 16,2 40,5 28,6 23,4 29,8 37,4 23,0 15,6 72,0 55,4 61,9 74,6 65,2 76,0 52,7 58,7 63,5 66,9 53,4 61,7 70,8 21,6 27,2 27,4 17,5 12,6 7,8 6,8 12,7 13,1 3,3 9,2 15,3 13,6 OCCUPAZIONE in aumento stazionario in diminuzione 2,7 7,3 4,0 4,5 8,3 1,8 0,0 6,6 0,5 0,0 0,0 8,1 0,0 83,6 79,6 79,8 82,6 86,2 88,7 85,0 83,9 90,8 91,7 86,6 81,2 88,2 13,7 13,1 16,3 12,9 5,5 9,5 15,0 9,5 8,7 8,3 13,4 10,7 11,8 VENETO VENDITE in aumento stazionario in diminuzione 21,5 19,4 13,0 21,4 25,1 23,8 17,3 26,1 15,5 26,2 9,8 16,6 11,2 37,8 39,3 40,6 43,3 41,4 49,1 54,0 46,7 46,2 37,0 31,6 31,1 29,4 40,7 41,2 46,4 35,2 33,5 27,0 28,7 27,2 38,2 36,8 58,6 52,3 59,4 11,8 11,1 10,5 14,6 18,9 12,0 11,1 16,4 9,4 13,8 7,1 10,8 7,7 49,0 47,7 45,1 54,8 50,3 64,8 64,2 57,4 60,6 52,1 39,4 41,2 38,8 39,2 41,2 44,4 30,6 30,7 23,1 24,7 26,1 30,0 34,1 53,5 48,0 53,4 10,1 12,9 12,6 12,6 19,7 23,0 30,0 36,9 22,8 25,3 32,4 24,3 19,4 74,9 69,0 69,5 75,2 71,4 69,4 62,0 56,6 67,7 66,1 54,7 63,8 65,7 15,0 18,1 17,9 12,2 8,9 7,6 7,9 6,5 9,4 8,6 12,9 11,9 14,9 6,1 2,2 4,6 6,7 4,0 1,8 3,6 3,5 0,7 2,9 2,0 3,1 1,3 74,8 82,1 81,7 81,5 87,5 88,0 83,1 86,4 92,9 86,3 79,5 82,6 84,8 19,1 15,7 13,7 11,8 8,5 10,2 13,3 10,1 6,4 10,7 18,5 14,3 13,9 ORDINI AI FORNITORI in aumento stazionario in diminuzione PREZZI DI VENDITA in aumento stazionario in diminuzione OCCUPAZIONE in aumento stazionario in diminuzione (*) dal secondo trimestre 2011 l'orizzonte temporale della domanda è stato modificato da 6 a 3 mesi Fonte: Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto - CCIAA Treviso L’Approfondimento completo, a cura dell’Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale, fa parte della collana Congiuntura & Approfondimenti è consultabile sul sito camerale all’indirizzo: http://www.tv.camcom.it/docs/studi/monitor_economia.htm_cvt.htm 27 Monitor Economia IL COMMERCIO ESTERO NEI PRIMI SEI MESI DEL 2012 Michela Bianchin Principali risultati della provincia di Treviso Nel recente comunicato di metà settembre l’Istat ha reso noto che le esportazioni italiane nei primi sei mesi del 2012 hanno registrato un incremento su base annua del +4,2%, continuando una dinamica tendenziale positiva, ma in progressiva decelerazione. La ripartizione Nord Est realizza una crescita nel semestre al di sotto della media nazionale (+1,7%) ed in particolare le esportazioni della regione Veneto rimangono sostanzialmente ai livelli del primo semestre 2011 (+0,7%). Contribuiscono in negativo al dato medio regionale le esportazioni delle province di Treviso e Belluno che registrano flessioni tendenziali rispettivamente del -8,3% e del -22,8%. Senz’altro anche la provincia di Treviso, e forse più di altre, ha risentito del generale rallentamento della domanda globale da più fonti registrato. Secondo i più recenti dati diffusi dal WTO le esportazioni mondiali sono calate nel secondo trimestre del 2012 del -1,3%, ed in particolare in Europa il calo si è attestato al -7,5%. Ma, oltre a questo, va ripetuto quanto osservato con riferimento ai risultati del primo trimestre: il calo su base annua registrato dalla nostra provincia risulta amplificato dal confronto con un periodo particolarmente favorevole. Nel primo semestre dello scorso anno l’export trevigiano cresceva del +17%. Senza dubbio sul calo complessivo dell'export manifatturiero provinciale nel primo semestre 2012 incide la performance negativa dell’industria dei macchinari, primo settore per valore delle esportazioni in provincia con un peso del 17,4% sul totale dell’export provinciale del semestre. Ma più che mai per questo settore vale quanto osservato in premessa. Le vendite di macchinari registrano nei primi sei mesi di quest’anno una flessione del 33% rispetto allo stesso periodo del 2011, effetto combinato di una contrazione delle vendite del -6,9% in area UE e del -46,7% nei mercati extra UE (nel solo mercato cinese le esportazioni calano del -88%). Va ricordato, però, che nei primi sei mesi dello scorso anno l’export di macchinari conosceva un incremento del +61,2% proprio grazie ad una crescita a tre cifre nei mercati extra Unione, in primis in Cina (+204%). Quanto ai mercati europei, penalizzano il risultato complessivo del semestre le flessioni delle vendite in Regno Unito (-22,9%) e in Spagna (-28,7%), mentre si registra una sostanziale tenuta nei primi due mercati di riferimento europei: Francia (-1,5%) e Germania (+1,1%). Oltre ai macchinari, contribuisce al calo complessivo del semestre anche il settore delle calzature (terzo settore in provincia per valore delle esportazioni) le cui vendite all’estero diminuiscono su base annua del -8,7%, flessione peraltro tutta imputabile all’andamento delle vendite in area Ue (-11,9%) ed in particolare nei mercati tedesco (-13%) e spagnolo (-17%), senza contare il calo dei flussi in conto lavorazione verso il mercato rumeno (-23%) e quello ungherese (-36%). Cresce, al contrario, l’export fuori Unione (+4,5%), specie verso gli Stati Uniti (+20,4%). Il calo su base annua registrato dalla nostra provincia risulta amplificato dal confronto con un periodo particolarmente favorevole. Nel primo semestre dello scorso anno l’export trevigiano cresceva del +17%. Anche gli altri settori del comparto Sistema Moda realizzano nel semestre risultati negativi: le vendite di prodotti tessili, abbigliamento e maglieria calano complessivamente del -6,6% rispetto allo stesso periodo del 2011. Va però ancora una volta ricordata la difficoltà di cogliere le reali dinamiche export di questo aggregato sulla base delle sole statistiche nazionali a cui sfuggono i flussi di prodotti non più passanti per l’Italia in quanto realizzati all’estero e destinati direttamente ai mercati esteri. Anche per il settore della gomma-plastica si registra un calo delle vendite all’estero rispetto al primo semestre dello scorso anno (-2,8%). Va, tuttavia, segnalata la crescita del +9,9% delle esportazioni verso la Germania, primo mercato di riferimento per questo settore. Inoltre, tale flessione, non compromette il pieno recupero realizzato dal settore le cui vendite all’estero rimangono oltre il 19% superiori allo stesso periodo del 2010. Tra i settori che realizzano nel semestre un risultato positivo, si segnala innanzitutto l’industria del mobile, in quanto secondo settore per valore delle esportazioni provinciali. Le vendite all’estero di mobili crescono nel semestre del +3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A questa crescita contribuisce soprattutto l’aumento dell’export nei mercati extra UE (+14,9%) ed in particolare verso la Russia (+10,4%) e gli Stati Uniti (+22,2%). Il peso delle vendite fuori unione cresce di oltre due punti percentuali rispetto a prima della crisi attestandosi al 31,6% (era del 29,2% nel primo semestre 2009) contro il 68,4% delle vendite intra UE (era del 70,8% nello stesso periodo del 2009), ad indicare uno sforzo di diversificazione dei mercati innescato dalla crisi che ha colpito più di altri questo settore. Più che positiva anche la performance della carpenteria metallica il cui export cresce complessivamente del +15,5% rispetto al primo semestre 2011. L’aumento si registra tanto in area UE (+16,4%) che extra UE (+12,5%). In ambito UE sono da segnalare soprattutto la crescita delle esportazioni verso il Regno Unito (+66,7%) e la Romania (+26,4%), oltre che l’aumento del +5,3% delle vendite verso la Germania che, per quanto al di sotto del dato medio, conferma la tenuta del primo mercato di riferimento per il settore. In crescita, su base annua, anche l’export complessivo di elettrodomestici (4,9%). Il dato complessivo è frutto di una sostanziale tenuta delle vendite nei mercati intra unione (-1%) che pesano per il 64,3% sul totale delle esportazioni del semestre (era del 77% il peso nel primo semestre del 2009), e di un considerevole incremento nei mercati extra UE (+17,6%), il cui peso passa dal 23% del primo semestre 2009 a quasi il 36%. Infine, si segnala che continua la dinamica positiva dell’export di prodotti alimentari (+10,4%) e di bevande (+8,8%) anche se con un trend più contenuto dello stesso periodo dell’anno scorso. Per entrambe i settori, in termini relativi, crescono maggiormente le esportazioni verso i mercati extra europei (rispettivamente +13,6% e +14,7%). In particolare è da segnalare che il peso dell’export extra Ue per l’industria delle bevande passa, dal 2009 ad oggi, dal 26,3% al 31,6%. Sul fronte importazioni la flessione provinciale è più consistente: nel corso del secondo trimestre 2012 l’import di Treviso è calato del -13,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La flessione risulta al di sopra della media regionale (-10,7%), e ancor più di quella nazionale (-5,8%). Il calo più che proporzionale dell’import rispetto all’export mantiene il saldo commerciale su valori positivi sia a livello provinciale che regionale (rispettivamente pari a 2.005 e 6.387 milioni di euro) e superiori a quelli registrati nello stesso periodo del 2011. Monitor Economia 28 TREVISO: commercio estero per voce merceologica. Secondo trimestre 2012 (dati provvisori) Confronto con i corrispondenti periodi del 2010 e 2011. Dati in migliaia di euro EXPORT Cod. Voce merceologica A Agricoltura e pesca B Prodotti delle miniere e delle cave C Prodotti petroliferi raffinati 2011 (rett.) 2012 (provv.) Var.% 12/11 -5,6 Peso% 12/10 -15,6 2010 0,3 2012 15.291 13.667 12.903 3.293 2.913 3.197 9,7 -2,9 0,1 0,1 270 202 102 -49,3 -62,1 0,0 0,0 Prodotti alimentari (incl.tabacco) 172.117 198.523 219.234 10,4 27,4 3,7 4,4 Bevande 127.631 156.021 169.728 8,8 33,0 2,7 3,4 Filati e tessuti 191.748 214.962 185.816 -13,6 -3,1 4,1 3,7 Abbigliamento 306.992 316.836 306.475 -3,3 -0,2 6,6 6,1 Maglieria 54.740 50.327 51.268 1,9 -6,3 1,2 1,0 Concia e lavorazioni pelli 58.054 63.026 42.896 -31,9 -26,1 1,2 0,9 439.437 468.102 427.415 -8,7 -2,7 9,4 8,6 Gioielli 77.082 74.330 76.504 2,9 -0,7 1,7 1,5 Occhialeria 32.534 36.046 35.640 -1,1 9,5 0,7 0,7 Calzature 0,3 Mobili 640.575 683.507 703.955 3,0 9,9 13,8 14,1 Legno 56.828 65.137 58.914 -9,6 3,7 1,2 1,2 Carta e stampa 79.207 86.380 88.866 2,9 12,2 1,7 1,8 Prodotti chimici, farmaceutici, fibre sintetiche 71.074 76.877 85.682 11,5 20,6 1,5 1,7 Prodotti in gomma o plastica 170.941 209.665 203.873 -2,8 19,3 3,7 4,1 Vetro e prodotti in vetro 28.834 32.537 27.799 -14,6 -3,6 0,6 0,6 Pietre tagliate, modellate e finite 6.626 4.921 6.145 24,9 -7,2 0,1 0,1 83.579 106.168 119.069 12,2 42,5 1,8 2,4 261.288 286.258 330.631 15,5 26,5 5,6 6,6 86.306 76.147 62.993 -17,3 -27,0 1,9 1,3 Elettrodomestici 328.569 327.682 343.889 4,9 4,7 7,1 6,9 Altre apparecchiature elettriche 213.665 231.166 219.213 -5,2 2,6 4,6 4,4 Macchinari 814.389 1.312.391 868.533 -33,8 6,6 17,5 17,4 Metallurgia Carpenteria metallica Elettronica, app. medicali e di misuraz. (escl. occhialeria) D-V 2010 Mezzi di trasporto e componentistica 146.223 140.276 137.424 -2,0 -6,0 3,1 2,8 Altri prodotti dell'industria manifatturiera 160.803 175.531 174.307 -0,7 8,4 3,5 3,5 Altri servizi Totale Complessivo Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT 26.170 33.463 29.317 -12,4 12,0 0,6 0,6 4.654.262 5.443.060 4.991.788 -8,3 7,3 100,0 100,0 Monitor Economia 29 TREVISO: commercio estero per voce merceologica. Secondo trimestre 2012 (dati provvisori) Confronto con i corrispondenti periodi del 2010 e 2011. Dati in migliaia di euro IMPORT Cod. Voce merceologica A Agricoltura e pesca B Prodotti delle miniere e delle cave C Prodotti petroliferi raffinati 2011 (rett.) 93.201 104.252 2012 (provv.) Var.% 12/11 106.966 2,6 Peso% 12/10 14,8 2010 3,2 2012 3,6 4.895 6.133 5.872 -4,2 20,0 0,2 0,2 566 1.048 1.089 3,8 92,3 0,0 0,0 123.964 147.292 136.370 -7,4 10,0 4,2 4,6 8.351 8.484 8.871 4,6 6,2 0,3 0,3 Filati e tessuti 117.788 181.628 136.672 -24,8 16,0 4,0 4,6 Abbigliamento 396.111 449.929 412.324 -8,4 4,1 13,5 13,8 Maglieria 120.411 122.763 122.136 -0,5 1,4 4,1 4,1 20.920 30.222 22.301 -26,2 6,6 0,7 0,7 336.459 391.232 336.655 -13,9 0,1 11,5 11,3 Prodotti alimentari (incl.tabacco) Bevande Concia e lavorazioni pelli Calzature Gioielli Occhialeria 1.974 2.366 1.860 -21,4 -5,8 0,1 0,1 16.445 17.935 15.887 -11,4 -3,4 0,6 0,5 Mobili 33.987 35.980 32.787 -8,9 -3,5 1,2 1,1 Legno 145.810 151.091 137.365 -9,1 -5,8 5,0 4,6 Carta e stampa 68.064 82.896 74.051 -10,7 8,8 2,3 2,5 Prodotti chimici, farmaceutici, fibre sintetiche 205.155 257.743 231.286 -10,3 12,7 7,0 7,7 Prodotti in gomma o plastica 123.254 141.644 129.706 -8,4 5,2 4,2 4,3 Vetro e prodotti in vetro 29.392 30.937 25.454 -17,7 -13,4 1,0 0,9 Pietre tagliate, modellate e finite Metallurgia Carpenteria metallica 658 787 562 -28,6 -14,7 0,0 0,0 192.313 238.891 208.698 -12,6 8,5 6,6 7,0 97.692 107.045 117.881 10,1 20,7 3,3 3,9 Elettronica, app. medicali e di misuraz. (escl. occhialeria) 107.216 155.934 84.919 -45,5 -20,8 3,7 2,8 Elettrodomestici 175.598 147.562 169.627 15,0 -3,4 6,0 5,7 88.839 105.659 75.188 -28,8 -15,4 3,0 2,5 199.371 301.562 200.191 -33,6 0,4 6,8 6,7 Altre apparecchiature elettriche Macchinari Mezzi di trasporto e componentistica Altri prodotti dell'industria manifatturiera D-V 2010 Altri servizi Totale Complessivo Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT 90.554 62.048 58.249 -6,1 -35,7 3,1 2,0 100.212 110.428 94.251 -14,6 -5,9 3,4 3,2 34.365 45.626 39.124 -14,2 13,8 1,2 1,3 2.933.566 3.439.117 2.986.344 -13,2 1,8 100,0 100,0 Monitor Economia 30 LA DEMOGRAFIA D’IMPRESA IN PROVINCIA DI TREVISO Ilenia Beghin e Michela Bianchin Recentemente Infocamere ha reso disponibili i dati relativi alla consistenza delle imprese provinciali al 30 giugno 2012 ricavati dal Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Treviso secondo la classificazione delle attività economiche Ateco 2007. Nel secondo trimestre del 2012 il complesso delle imprese registrate provinciali (92.844) ed il sottoinsieme di quelle attive (84.414) crescono su base trimestrale rispettivamente di 437 unità (364 al netto dell’agricoltura, pari allo 0,5 %) e di 454 unità (378 prescindendo dal settore agricolo, pari allo 0,6%). Questa crescita congiunturale, tipica nel secondo trimestre dell’anno, è stata alimentata da un saldo iscrittecessate positivo che, se si esclude l’agricoltura, ammonta a 368 unità. Lo scorso anno, tuttavia, lo stesso saldo era di entità quasi doppia (633). Questo ridimensionamento del bilancio attivo fra natalità e mortalità d’impresa ha determinato un incremento degli stock d’imprese sia registrate che attive di entità più contenuta rispetto a quanto registrato lo stesso trimestre di un anno fa e non sufficiente a compensare il calo registrato nei primi tre mesi del 2012. In particolare la consistenza delle imprese attive resta sotto di 329 unità rispetto a fine 2011 (252 sedi attive in meno al netto dell’agricoltura) e su base annua la flessione sale 302 sedi attive (sempre al netto dell’agricoltura). Entrando nel dettaglio dei settori di attività, si osserva che la crescita congiunturale è imputabile soprattutto alle attività del terziario, mentre si rileva una sostanziale stabilità delle Costruzioni (+40 unità) e del Manifatturiero (-6 sedi attive). All’interno del manifatturiero, tuttavia, continua a calare lo stock d’imprese del comparto metalmeccanico (-29 unità nel secondo trimestre), a causa soprattutto della continua erosione nel settore della Carpenteria metallica (altre 16 imprese attive in meno negli ultimi tre mesi). Non aggiungono, invece, ulteriori perdite nel trimestre Sistema Moda e Legno arredo. Aggiornamento al secondo trimestre 2012 Flussi trimestrali di iscrizioni e cessazioni in provincia di Treviso. 1° trim. 2009- 2° trim. 2012 Totale settori economici (escluso Agricoltura, Silvicoltura e Pesca) Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere Sedi d'impresa attive in provincia di Treviso - Totale settori Ateco 2007 (escl. agricoltura, silvicoltura e pesca). Serie storica valori assoluti 1° trim. 2009 - 2° trim. 2012 Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere Sedi d'impresa attive in provincia di Treviso: Manifatturiero, Costruzioni e Servizi. Analisi per numeri indice. Base 1° trim. 2009=100. 1° trim. 2009 - 2° trim. 2012 Nell’ambito dei servizi crescono soprattutto: - le imprese del commercio: 119 unità in più negli ultimi tre mesi, di cui 96 della tipologia all’ingrosso; - le imprese attive nei servizi alle imprese (al netto delle attività immobiliari): +118 sedi attive nel trimestre. Più contenuta la crescita delle imprese attive nei servizi di alloggio e ristorazione (+47 unità) e in quelle dei servizi alle persone (+42). Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere Monitor Economia 31 Sedi d'impresa attive in provincia di Treviso: Commercio e Alloggio e ristorazione Analisi per numeri indice Base 1° trim. 2009=100. 1° trim. 2009 - 2° trim. 2012 Sedi d'impresa attive in provincia di Treviso: Trasporti e magazzinaggio, Altri servizi alle imprese (escl. Att. Immobiliari) e Servizi alle persone Analisi per numeri indice - Base 1° trim. 2009=100. 1° trim. 2009 - 2° trim. 2012 Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere Le imprese artigiane attive Anche per le imprese iscritte all’Albo artigiani nel secondo trimestre del 2012 si registra un incremento assai più contenuto di quello rilevato nello stesso periodo del 2011: lo stock al 30 giugno 2012 si attesta a 25.132 unità, appena 62 imprese artigiane attive in più in un trimestre (+0,2%), e ben 445 unità sotto la consistenza di un anno fa (-1,7%). Come ben evidenziato dal grafico sottostante, negli ultimi trimestri l’intensità della flessione dello stock d’imprese artigiane ha ripreso un ritmo prossimo al 2009, quando eravamo nel pieno della crisi economica. Osservando i settori si rileva una variazione congiunturale negativa nel Manifatturiero (-16 unità) ed in particolare nel settore della Carpenteria metallica (-20 imprese artigiane), mentre risultano stabili le Costruzioni (+15 unità, +0,1%). Crescite più consistenti si registrano all’interno del terziario che, fatta eccezione per il settore dei Trasporti e Magazzinaggio (-6 artigiane attive), riesce a recuperare la flessione registrata lo scorso trimestre: - le imprese artigiane dell’alloggio e ristorazione aumentano in tre mesi di 15 unità; Imprese artigiane attive in provincia di Treviso Serie storica valori assoluti 1° trim. 2009 - 2° trim. 2012 Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere Imprese artigiane attive al 2° trimestre 2012 Variazioni assolute tendenziali e congiunturali per macrosettori economici (ordinamento crescente per variazioni congiunturali) - altre 20 imprese artigiane si aggiungono nell’aggregato del Noleggio, ag. di viaggio, servizi di supporto alle imprese del comparto dei Servizi alle imprese; - nei servizi alle persone, il settore predominante delle “altre attività di servizi” registra una crescita di 19 unità. L’Approfondimento completo, a cura dell’Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale, fa parte della collana Congiuntura & Approfondimenti è consultabile sul sito camerale all’indirizzo: http://www.tv.camcom.it/docs/studi/ monitor_economia.htm_cvt.htm Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere Monitor Economia 32 CONSISTENZA IMPRESE ATTIVE PER SETTORI ECONOMICI IN PROVINCIA DI TREVISO DATI AL 1° TRIMESTRE 2012 E CONFRONTO CON I TRIMESTRI PRECEDENTI. Valori assoluti SETTORI 2° trim. 2012 2° trim. 2011 2° trim. 2010 2° trim. 2009 2° trim. 2008 A Agricoltura, silvicoltura e pesca B Estrazione di minerali C Attività manifatturiere di cui: C10 Industrie alimentari C11 Industria delle bevande C13 Industrie tessili C14 Confez.articoli vestiario, pelle e pelliccia C15 Fabbricazione di articoli in pelle e simili C16 Ind. del legno (escl. mobili); fabbricaz.in paglia C17 Fabbricazione di carta e di prodotti di carta C18 Stampa e riproduzione di supporti registrati C19 Fabbr. coke e derivati raffinazione petrolio C20 Fabbricazione di prodotti chimici C21 Fabbr. prodotti e preparati farmaceutici C22 Fabbr. articoli in gomma e materie plastiche C23 Fabbric.prodotti lavoraz.min.non metallif. C24 Metallurgia C25 Fabbr. prod. in metallo (escl. macch./attrezz.) C26 Fabbr. comput., appar. elettromed.,dimisuraz.e orol. C27 Fabbr. appar. elettriche e per uso dom. non elettr. C28 Fabbr. di macchinari ed apparecchiature nca C29 Fabbr. autoveicoli, rimorchi e semirimorchi C30 Fabbricazione di altri mezzi di trasporto C31 Fabbricazione di mobili C32 Altre industrie manifatturiere C33 Rip., manutenz., installaz. macchine ed appar. D Fornitura di en. elettr., gas, vapore e aria condiz. E Fornitura di acqua; reti fognarie; gest. rifiuti e risanamento F Costruzioni G Comm.ingr.e dett.; riparazione di veicoli e motocicli di cui: Comm. all'ingr. e al dett. e rip.di autov. e motoc. Commercio all'ingrosso Commercio al dettaglio H Trasporti e magazzinaggio I Alberghi e ristoranti J Servizi di informazione e comunicazione K Attività finanziarie e assicurative L Attività immobiliari M Attività professionali, scientifiche e tecniche N Noleggio, ag. di viaggio, serv. di supporto alle imprese P Istruzione Q Sanita' e assistenza sociale R Att. artistiche, sportive, di intrattenim. e divertim. S Altre attività di servizi X Imprese non classificate TOTALE TOTALE (ESCL. AGRIC., SILVICOLTURA E PESCA) 15.565 32 11.311 633 149 335 1.157 415 1.000 129 328 3 105 2 349 436 52 2.342 175 455 756 80 77 1.216 673 444 72 115 13.312 18.544 2.080 8.159 8.305 2.203 4.288 1.512 1.827 6.080 3.046 1.577 255 302 680 3.257 80 84.058 68.493 15.719 34 11.535 646 144 343 1.169 420 1.031 124 329 3 112 2 351 448 59 2.399 183 472 777 82 78 1.251 706 406 38 114 13.624 18.543 2.077 8.276 8.190 2.261 4.239 1.500 1.780 6.059 3.016 1.509 252 295 677 3.256 63 84.514 68.795 16.011 37 11.626 639 150 356 1.159 421 1.050 124 333 3 109 2 352 458 55 2.473 193 465 779 84 84 1.266 703 368 24 109 13.661 18.377 2.060 8.284 8.033 2.305 4.098 1.465 1.744 5.951 2.889 1.466 240 286 649 3.199 49 84.186 68.175 16.482 39 11.913 636 150 380 1.180 444 1.076 130 336 3 107 2 351 464 60 2.585 197 477 799 89 82 1.334 712 319 22 112 13.926 18.409 2.056 8.337 8.016 2.377 4.026 1.434 1.738 5.873 2.823 1.404 230 271 625 3.134 44 84.882 68.400 17.022 39 12.135 636 149 396 1.197 448 1.124 136 341 2 105 3 363 466 61 2.680 204 484 829 91 82 1.344 720 274 18 112 14.137 18.300 2.043 8.260 7.997 2.473 3.986 1.392 1.693 5.771 2.751 1.375 226 260 609 3.111 56 85.466 68.444 Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere 2° trim. '12 / 2° trim. '11 ass. perc. -154 -2 -224 -13 5 -8 -12 -5 -31 5 -1 0 -7 0 -2 -12 -7 -57 -8 -17 -21 -2 -1 -35 -33 38 34 1 -312 1 3 -117 115 -58 49 12 47 21 30 68 3 7 3 1 17 -456 -302 -1,0 -5,9 -1,9 -2,0 3,5 -2,3 -1,0 -1,2 -3,0 4,0 -0,3 0,0 -6,3 0,0 -0,6 -2,7 -11,9 -2,4 -4,4 -3,6 -2,7 -2,4 -1,3 -2,8 -4,7 9,4 89,5 0,9 -2,3 0,0 0,1 -1,4 1,4 -2,6 1,2 0,8 2,6 0,3 1,0 4,5 1,2 2,4 0,4 0,0 27,0 -0,5 -0,4 Variazioni 2° trim. '11 / 2° trim. '10 ass. perc. -292 -3 -91 7 -6 -13 10 -1 -19 0 -4 0 3 0 -1 -10 4 -74 -10 7 -2 -2 -6 -15 3 38 14 5 -37 166 17 -8 157 -44 141 35 36 108 127 43 12 9 28 57 14 328 620 -1,8 -8,1 -0,8 1,1 -4,0 -3,7 0,9 -0,2 -1,8 0,0 -1,2 0,0 2,8 0,0 -0,3 -2,2 7,3 -3,0 -5,2 1,5 -0,3 -2,4 -7,1 -1,2 0,4 10,3 58,3 4,6 -0,3 0,9 0,8 -0,1 2,0 -1,9 3,4 2,4 2,1 1,8 4,4 2,9 5,0 3,1 4,3 1,8 28,6 0,4 0,9 2° trim. '12 / 2° trim. '08 ass. perc. -1.457 -7 -824 -3 0 -61 -40 -33 -124 -7 -13 1 0 -1 -14 -30 -9 -338 -29 -29 -73 -11 -5 -128 -47 170 54 3 -825 244 37 -101 308 -270 302 120 134 309 295 202 29 42 71 146 24 -1.408 49 -8,6 -17,9 -6,8 -0,5 0,0 -15,4 -3,3 -7,4 -11,0 -5,1 -3,8 50,0 0,0 -33,3 -3,9 -6,4 -14,8 -12,6 -14,2 -6,0 -8,8 -12,1 -6,1 -9,5 -6,5 62,0 300,0 2,7 -5,8 1,3 1,8 -1,2 3,9 -10,9 7,6 8,6 7,9 5,4 10,7 14,7 12,8 16,2 11,7 4,7 42,9 -1,6 0,1 Treviso Glocal: Via Roma 4/D Palazzo Cristallo - Lancenigo di Villorba ITALY Tel. +39 0422 911417 Fax +39 0422 911855 e-mail: [email protected] Partita IVA: 03676710266 Treviso Glocal, società consortile a responsabilità limitata, che ha nella Camera di Commercio il socio di maggioranza, è la società di promozione dell’internazionalizzazione di Treviso. è stata fondata nel 2001 con la è una società consortile partecipata missione di presidiare i mercati favorevoli al made in dalla Camera di Commercio di Treviso I.A.A., Unicredito Treviso e di portarvi tutti i prodotti e tutte le imprese che Italiano, Veneto Banca, Confartigianato della Marca possono trarne vantaggi, comprese le pmi che da sole Trevigiana, U.n.a.s.c.o.m., C.n.a. Treviso, Coldiretti Treviso. non reggono un sistema continuo di relazioni su estero. è oggi supporto professionale per le realizza economie di scala: sul piano aziende che sono in uscita verso il mercato, ma anche professionale ha assemblato le migliori competenze prima l'antenna capace di intercettare i segnali di sistema o di disperse e ha aggiunto la forza di un obiettivo comune a singoli operatori che provengono dall'estero. tutti i settori merceologici e a tutti i tipi di aziende, grandi, piccole, medie, artigiane, del turismo o del commercio, della produzione agricola o della trasformazione area consulenza gratuita area promozione contrattualistica internazionale note generali e settoriali sui mercati internazionali informazioni su appuntamenti fieristici e promozionali agroindustriale. area prima informazione informazioni sulla situazione e il quadro congiunturale di un Paese estero informazioni circa le strutture di assistenza presenti sul territorio estero pagamenti internazionali trasporti internazionali marketing internazionale opportunità e rischio Paese leggi di finanziamento per azioni commerciali agevolazioni internazionali progetti di sviluppo consorzi e raggruppamenti ricerche fornitori o partners esteri supporto commerciale per ricerca informazioni su normativa doganale traduzioni professionali e interpretariato partecipazioni espositive visite a fiere internazionali missioni economiche e incontri B2B workshop con operatori esteri area consulenza a pagamento Mercati Esteri 34 GUIDA AI MERCATI ESTERI: LA MALESIA Daniela Bruniera one geografica La Malesia: posizi La Malesia è uno stato dell’Asia sudorientale, costituito dalla Malesia Occidentale o Peninsulare, che comprende gli Stati di Johor, Malacca, Negeri, Sembilan, Selangor, Pahang, Terengganu, Kelantan, Perak, Penang, Kedah, Perlis e il territorio federale di Kuala Lumpur, e dalla Malesia Orientale, che comprende gli Stati di Sabah e di Sarawak. L’isola di Labuan, presso le coste del Brunei, è considerata territorio federale. La Malesia Occidentale confina a nord con la Thailandia e a sud con Singapore, la parte Orientale confina a sud con l’Indonesia e circonda il Brunei. La Malesia è considerata dalla World Bank come un Paese dal reddito medio-alto. La Malesia Occidentale presenta nella parte centrale una struttura costituita da formazioni montuose e tabulari discontinue, allungate nella direzione da nord-ovest a sudest, che si collegano alla catena indocinese e hanno la loro origine nel complesso himalaiano. L’altitudine media varia dai 1.000 ai 2.000 metri; la vetta più alta si trova a nord, dove il Monte Gunong Tahan raggiunge i 2.190 metri. La fascia ovest-sud è fiancheggiata da vaste pianure sedimentarie, mentre a est spesso i rilievi arrivano fino alla costa. Generalmente le coste sono basse e uniformi, a volte sabbiose e paludose e fronteggiate da una serie di isole, isolotti e banchi corallini. Il territorio è ricco di fiumi, i più importanti sono il Kelantan, il Pahang, il Belum e il Muar. Il territorio della Malesia Orientale si affaccia a ovest sul mar Cinese, a nord-est sul Mar di Sulu e a est sul Mar di Celebes. In Malesia il clima è sempre caldo e umido, le temperature notturne raramente scendono al di sotto dei 20°C e quasi tutti i giorni le massime superano i 30°C. Le precipitazioni sono variabili e presenti tutto l’anno, dando vita a temporali monsonici soprattutto nella parte del Borneo. Le piogge sono più frequenti nel tardo pomeriggio e alla sera, i mesi meno piovosi sono in genere giugno e luglio. In media, l’umidità relativa annuale è superiore all’80%, fino a raggiungere picchi del 95%. Situata tra le antiche civiltà asiatiche della Cina e dell’India, la Malesia è stata profondamente influenzata dai traffici marittimi di questi due potenti imperi. Dal II secolo d.C. i mercanti indiani, presenti nel Paese come cercatori di materie prime, esercitarono una forte influenza sull’organizzazione sociale, sulle credenze e sulla cultura malese. Tuttavia, solo dall’inizio del 1400, grazie al supporto cinese, il potere di Malacca si estese fino ad includere quasi tutta la penisola. Allo stesso periodo risale la rapida diffusione della religione islamica. La ricchezza di Malacca attirò su di sé le attenzioni delle potenze europee: portoghesi, olandesi e inglesi colonizzarono l’interno della penisola man mano che venivano scoperte nuove miniere di stagno. La storia del Borneo è strettamente collegata a James Brooke, avventuriero inglese che nel 1835, in cambio del suo aiuto per sedare le ribellioni degli indigeni, ottenne parte del Sarawak. La sua dinastia ristabilì la pace in una terra in cui la pirateria e i violenti scontri tribali erano all’ordine del giorno. L’estendersi dell’influenza britannica nel Sabah avvenne, invece, in modo più incisivo, tuttavia portò profondi miglioramenti economici e sociali: gli inglesi introdussero strade, infrastrutture, un sistema amministrativo di stampo coloniale e una suddivisione del lavoro su base etnica. Con la Seconda Guerra Mondiale, il Paese piombò nel caos più totale. Gli inglesi approntarono un piano per formare l’Unione Malese (che poi si sarebbe trasformata in federazione) sotto la sovranità britannica ma, a causa delle forti tensioni interne, la Gran Bretagna cedette alla completa autonomia della Malesia. La proclamazione dell’indipendenza avvenne il 31 agosto 1957. Nel 1963 gli stati del Sabah, del Sarawak e Singapore si unirono alla penisola per formare la Malesia, confederazione da cui Singapore si ritirò due anni dopo. La Malesia è uno Stato federale, ossia è una federazione di monarchie costituzionali il cui capo, che assume il titolo di “Re della Malesia” viene eletto, con un mandato di cinque anni, tra i sovrani ereditari di nove dei tredici stati che compongono la Federazione. Gli viene riconosciuto il titolo di Yang Di Pertuan Agong (Capo Supremo) e ha il potere esecutivo e quello legislativo, esercitati insieme al governo e al parlamento. Il Re sceglie il primo ministro, che è il leader del maggior partito della Camera dei rappresentanti. Ogni azione di grande impatto, come il cambiamento dei confini del Paese o l’estensione alla Federazione della legge islamica, deve essere sottoposta all’approvazione della Conferenza dei Regnanti formata dai nove sovrani ereditari e da quattro capi di stato elettivi. Il Parlamento è composto da due Camere: la Camera dei rappresentanti (Dewan Rakyat, 219 membri) e il Senato (Dewan Negara, 69 membri). La prima è il principale organo legislativo; il secondo ha solo il potere di sospendere la legislatura. I senatori vengono nominati con un mandato di sei anni dal Re della Federazione e dai Parlamenti dei singoli stati. È in vigore la pena di morte. Ogni stato è dotato di organi esecutivi propri (Gabinetto ministeriale e Consiglio dei ministri) e di un organismo legislativo unicamerale, la cui composizione può variare. I membri del Parlamento degli stati sono tutti eletti a suffragio diretto con un mandato di cinque anni, (tranne quelli del Sabah). A livello locale l’amministrazione è affidata alle singole municipalità e ai consigli comunali. Bandiera della M alesia La bandiera della Malesia venne adottata il 16 settembre 1963. Essa è simile a quella statunitense, in quanto ha un campo blu e le strisce rosse-bianche alternate. Sulla bandiera ci sono 14 strisce che rappresentano i 14 stati della Malesia, similarmente, la stella ha 14 punte per lo stesso motivo. Il campo blu rappresenta l’unione del popolo malese e il giallo della luna crescente e della stella è il colore della famiglia reale. La luna e la stella rappresentano anche il simbolo tradizionale dell’Islam. Quella malese è una società storicamente multirazziale dove popoli provenienti da diverse culture hanno saputo convivere in armonia, nel rispetto delle reciproche tradizioni. I malesi rappresentano Mercati Esteri 35 Dati di base1 Valori Superficie 329.733 kmq Popolazione 26.640.000 ca Densità della popolazione 80,7 ab./kmq Lingua ufficiale Malese (ufficiale), cinese, inglese (commerciale), tamal Religione Musulmani (53%), Buddisti (17%), Induisti (7%), Cristiani (6,4%) Unità monetaria Ringgit (MYR) 2 Forma istituzionale Federazione di monarchie costituzionali Capitale Kuala Lumpur Clima Equatoriale Fuso orario +6 ore rispetto all’Italia Organizzazioni di appartenenza Apec, Asean, Commonwealth, Oci, Onu Le Petronas Towers 1 Dove non diversamente specificato, le fonti informative dei dati qui esposti sono: www.globus.camcom.it, www.ice.gov.it e www.worldbank.org 2 Il tasso di cambio al 24/09/2012 è il seguente: 1€ = 3,965 MYR e 1 MYR = 0,252 €; 1 USD = 3.073 MYR e 1 MYR = 0.325 USD. il 57% della popolazione; i cinesi sono la seconda comunità, seguiti dagli indiani. Il resto è costituito da minoranze etniche. Gli abitanti originari della Penisola, in lingua locale orang asli, vivono nella foresta pluviale, conservando le abitudini nomadi e praticando un’economia di sussistenza legata al baratto dei prodotti della giungla. La maggior parte della popolazione vive nella parte peninsulare, in particolare sulla costa occidentale. La capitale, Kuala Lumpur, ospita 1.500.000 abitanti e mostra uno scenario formato da scintillanti grattacieli, mezzi di trasporto avveniristici e una vita notturna vivace e dinamica. Le sue origini risalgono alla fine del 1800, quando un piccolo gruppo di minatori si insediò in questa zona a seguito della scoperta di un filone di stagno alla confluenza dei fiumi Kelang e Gombak. Kuala Lumpur, infatti, in lingua malese significa proprio “la città sul fiume fangoso”. Tuttavia, in questa corsa alla modernità, la capitale è riuscita a conservare nel tempo il suo antico fascino ed è proprio il sorprendente incontro tra passato e futuro a renderla unica nel panorama delle altre città asiatiche. Accanto agli edifici dalle architetture avveniristiche si possono trovare le cupole ramate che risalgono a tempi lontani e, passeggiando nel trafficato centro cittadino, è possibile visitare i luoghi di maggior interesse storicoculturale. L’attrazione principale della capitale è data dalle Petronas Twin Towers: con i loro 452 m di altezza sono attualmente le torri libere più alte del mondo e rappresentano a livello mondiale il cuore moderno della nazione. L’architettura di questa struttura si ispira ai 5 Pilastri dell’Islam e conta 88 piani di acciaio con vetrate schermate per una vista mozzafiato sull’intera città. Il pubblico può accedere sino allo Skybridge che si trova al 41° piano: il ponte sospeso collega le due torri a 170 metri di altezza e vi si accede per mezzo di un futuristico ascensore a due piani controllato da un sistema computerizzato. Ma un’altra fonte di attrazione del Paese è data dalla sua ricchissima flora e fauna: 2.000 diversi tipi di alberi; 5.500 specie vegetali; migliaia di esemplari di felci e orchidee (1.400 solo nel La rafflesia: il fiore più grande del mondo Principali indicatori socio-politici Valori Tasso di crescita della popolazione (in %) 1,58 Popolazione urbana (in % della popolazione totale) 57 Tasso di natalità (in ‰) 21,08 Tasso di mortalità generale (in ‰) 4,93 Tasso di mortalità infantile (per 1000 bambini nati vivi) 15,20 Speranza di vita alla nascita (in anni) 74 Tasso di alfabetizzazione 96 Tasso di disoccupazione 3,1 Tasso di povertà 3,8 Borneo); 1.200 specie di uccelli; 10 diverse varietà di scimmie, eccetera. Questa varietà da record deriva dal fatto che quasi il 60% del territorio è ricoperto dalla foresta pluviale più antica del mondo, risalente a 130 milioni di anni fa. Grazie al clima tropicale e alle abbondanti precipitazioni, in Malesia si trova una vegetazione ricchissima, con una rara varietà di alberi, piante e fiori, comprese molte specie endemiche come la rafflesia, il fiore più grande del mondo, che può raggiungere fino a 1 metro di diametro. In questo paradiso tropicale trova ospitalità una miriade Mercati Esteri di mammiferi, uccelli, rettili e insetti. In questa straordinaria mescolanza di popoli e culture, la lingua nazionale è il Malese, l’inglese però è largamente diffuso sia come lingua commerciale, ma anche nelle zone rurali e lontane dai percorsi turistici. La religione ufficiale è l’Islam, ma, nel rispetto delle diverse razze che vivono nel Paese, è garantita a tutti la libertà di culto: buddismo, cristianesimo e induismo sono tra i culti maggiormente professati mentre l’animismo è ancora molto diffuso soprattutto fra gli indigeni del Borneo. In Malesia l’istruzione non è obbligatoria ed è gratuita dai 6 ai 19 anni di età. Il primo ciclo di studi dura sei anni e l’insegnamento viene impartito nelle quattro lingue principali del Paese (malese, cinese, tamil, iban), con l’inglese, come seconda lingua obbligatoria. I corsi di istruzione primaria sono frequentati da circa il 90% dei ragazzi, mentre nella scuola secondaria il tasso di abbandono scolastico è elevato. Nel 2012 il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è del 96%. Oltre all’Università nazionale di Bangi, fondata nel 1970, esistono altri atenei: l’Università tecnologica di Malesia a Kuala Lumpur, l’Università dell’agricoltura a Serdang, l’Università delle scienze a George Town, l’Università di Malaya, l’Università internazionale islamica a Petaling Jaya e l’Università settentrionale della Malesia ad Alor Setar. L’economia della Malesia vanta due primati mondiali assoluti e ben consolidati: quello della produzione di caucciù, il cui volume annuo si avvicina alla metà del volume complessivo mondiale, e quello della produzione di stagno, anch’esso quasi la metà del totale mondiale. Lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi del Sarawak e del Sabah ha consentito l’autosufficienza energetica del Paese. I principali giacimenti di stagno si trovano nel Perak, nel Johor, nel Pahangh e presso Kuala Lumpur. Altre risorse minerarie sono; ferro, oro, bauxite, manganese e tungsteno. Nel quadro generale dell’economia malese rimane l’arretratezza di fondo che si trascina dall’epoca coloniale e che poggia sull’assenza di un vero settore industriale e sul controllo che i capitali stranieri esercitano sui settori principali della produzione e del commercio. Tra le attività più produttive ricordiamo la coltura, soprattutto quella del riso, seguono poi la manioca, il mais, le patate e le patate dolci, i frutti tropicali, soprattutto l’ananas, caffè, cacao, arachidi, palme da cocco, palme da olio, pepe e altre spezie. Lo sfruttamento dei boschi riguarda soprattutto l’albero del caucciù, ma anche il legname. La pesca, molto attiva in tutta la Malesia, costituisce sia un ricco apporto proteico per la dieta locale, 36 Principali indicatori economici Valori PIL nominale (bn US$) 267,27 PIL pro capite in US$ 9.146,98 Variazione % PIL reale 3,70 Tasso di inflazione 3,20 Debito pubblico (% PIL) 55,92 Riserve internazionali (mln US$) 133.633,06 Export merci (mln US$) 226.508,50 Import merci (mln US$) 178.657,84 Rischio Paese SACE Rischio medio (M1) categoria OCSE 2/7 sia una voce non trascurabile delle esportazioni. Modesto è, invece, l’allevamento, che si basa principalmente sul bestiame suino. Negli ultimi trent’anni la Malesia ha conosciuto un fortissimo sviluppo economico, trasformandosi da PVS ad uno dei paesi più ricchi del sud-est asiatico, non più dipendente soltanto dalla produzione ed esportazione di materie prime. In generale, con la Nuova Politica Economica (NPE), la Malesia è divenuta leader mondiale nella produzione di componenti elettronici e primo paese del Sud-Est asiatico per l’assemblaggio e l’esportazione di autoveicoli. Anche i settori dei servizi, del turismo e della finanza hanno tratto notevoli vantaggi. Ma, nonostante la NPE abbia reso possibili grandi sviluppi, persiste la questione della disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza e molti contadini della Malesia peninsulare, così come gli indigeni di Sabah e Sarawak, dipendono ancora da un’agricoltura di sussistenza. Per risolvere questo grave problema sono stati presi provvedimenti dalla NPE, i cui obbiettivi sono la crescita economica, lo sradicamento della povertà e, soprattutto, la trasformazione della Malesia in una nazione altamente industrializzata entro il 2020. Dopo la recessione del 2009, l’economia della Malesia ha dato chiari segnali di ripresa e di solidità economica, tanto da registrare un vero e proprio boom economico nel 2010 (+7,2%) seguito da una crescita più costante nel 2011. A trainare l’economia è stata la consistente espansione della domanda interna (+10,5% nel secondo semestre 2011), sostenuta da consumi e investimenti sia privati sia pubblici, unita alla ripresa delle esportazioni. In tale periodo i consumi privati sono cresciuti del 8,2% grazie alle favorevoli condizioni del mercato del lavoro, inoltre il tasso di disoc- cupazione è sceso e si è attestato attorno al 3,1% della forza-lavoro (3,2% nel 2010). Un altro fattore di crescita economica è stato la ripresa della spesa privata per investimenti, cresciuta di oltre il 10%. Cresce continuamente, poi, il reddito medio pro-capite che ha superato nel 2011 la soglia dei 9.000 dollari americani (28.000 ringgit), facendo registrare un aumento del 7,2% rispetto al 2010. Le autorità locali stimano per il 2020un incremento del reddito medio pro capite a 15.000 dollari americani. Da segnalare la crescita del numero di aziende create in Malaysia: negli ultimi cinque anni la media annuale è stata del 3,7%, vale a dire 38.000 nuove aziende, crescita proporzionale molto superiore rispetto ai principali paesi industrializzati (G8) e ai BRICS. Nel 2011 sono sorte 44.000 aziende, mentre per il 2012 si prevede di superare le 48.000 aziende. Per quanto concerne la bilancia commerciale, il primo semestre del 2011 ha visto una crescita del 8%, il secondo semestre ha migliorato tale risultato positivo, tanto che a fine anno le esportazioni malesi hanno fatto registrare una crescita del 8,7%, pari a circa 170 miliardi di Euro, a fronte di un aumento delle importazioni del 8,6%, per un valore di oltre 140 miliardi di Euro. Il saldo commerciale positivo è cresciuto del 9,4% raggiungendo i 30 miliardi. Le esportazioni malesi sono state sostenute soprattutto dal settore manifatturiero (86%), grazie al rilevante recupero delle commodities di cui la Malesia è importante produttore mondiale (petrolio, gas naturale, gomma, legno e olio di palma), ma anche al comparto dei prodotti elettrici ed elettronici, tradizionale punto di forza dell’export del Paese (che rappresentano circa il 40% del totale esportazioni). L’interscambio commerciale Malesia-Mondo ha visto un crescita delle esportazioni del al 8,7% rispetto al 2010, che sono passate da 150,1 miliardi di Euro a 163,2 miliardi. I comparti principali sono: prodotti elettrici e elettronici (34,1% dell’export totale), olio di palma e i suoi prodotti derivati (12,0%), gas naturale liquido (7,2%), prodotti petroliferi (4,8%), petrolio greggio (4,6%) e legno e prodotti di legno (2,9%). Sono cresciute anche le importazioni (+8,6%) da 124,3 a 134,9 miliardi di Euro. I settori maggiormente rilevanti sono stati: macchine ed apparecchi elettrici (22,2% dell’import totale), petrolio e prodotti petroliferi (10,0%), chimici e prodotti chimici (9,4%), prodotti alimentari (6,0%), metalli non ferrosi (4,1%), ferro e acciaio (3,7%). Il surplus della bilancia commerciale è aumentato del 9,4% passando da 25,9 a 28,3 miliardi di Euro. 37 Principali Paesi Clienti Per quanto riguarda i rapporti commerciali Italia-Malesia, i dati Istat mostrano come nel 2011 le esportazioni italiane verso la Malaysia hanno registrato un aumento del 4,0%, passando da 810,6 a 843,3 milioni di Euro. I maggiori incrementi si devono a: macchinari e apparecchi, mezzi di trasporto, prodotti chimici, prodotti metallici, prodotti alimentari e bevande, mobili, abbigliamento e accessori. Dall’altro lato, le importazioni italiane dalla Malaysia sono crescite del 7,6%, passando da 829,2 a 892,2 milioni di Euro. I principali prodotti importati sono: elettrici e elettronici, oli e grassi vegetali, abbigliamenti, calzature e borse, prodotti metallici, macchinari e apparecchi. Nel complesso, l’interscambio commerciale Italia-Malesia è cresciuto del 5,8%, raggiungendo 1.735,5 milioni di Euro, con un saldo negativo di 48,9 milioni. Tra i principali paesi esportatori l’Italia si colloca al quarto posto tra i paesi dell’UE con una quota del 8,4% dopo Germania (36.6%), Francia (17,7%) e Regno Unito (10,2%). Tra i paesi UE destinatari delle esportazioni malesi l’Italia si colloca al quinto posto con una quota del 5%, dopo Olanda (26,8%), Germania (25,6%), Francia (11,2%) e Regno Unito (9,9%). La Malesia rimane sempre uno dei paesi più attrattivi per gli investimenti esteri, infatti si posiziona al 18° posto tra i paesi dove è più facile fare business, secondo gli studi della Banca Mondiale del 2012. Con questo risultato il Paese avanza di cinque posizioni rispetto l’anno precedente, superando la Germania. Al primo posto troviamo sempre Singapore, seguito da Hong Kong e Nuova Zelanda. Il risultato malese deriva da una molteplicità di fattori, quali: le ottime infrastrutture e un efficiente Mercati Esteri Principali Paesi Fornitori network di servizi, un ambiente macroeconomico stabile, un mercato interno in forte crescita, un efficiente sistema bancario e una disponibilità di manodopera specializzata a prezzi concorrenziali. Il 2011 ha visto un flusso record di investimenti esteri pari a 15,6 miliardi di Euro, con una crescita del 49% rispetto al 2010. I principali paesi investitori sono, in ordine di importanza: Giappone, Corea del Sud, USA, Singapore e Arabia Saudita. Tali IDE si rivolgono soprattutto al settore manifatturiero (industria elettronica, industria chimica e petrolchimica), ai servizi (finanza, assicurazioni, trasporti e comunicazioni), e all’industria estrattiva (combustibili fossili e gassosi). Data l’importanza vitale degli Ide per questo Paese, il Governo ha annunciato la realizzazione di 19 nuovi progetti infrastrutturali di sviluppo che vedranno la compartecipazione straniera per investimenti pari a 23 miliardi di dollari americani e creeranno oltre 88.000 posti di lavoro. I principali progetti sono nel settore petrolchimico e prevedono la realizzazione di impianti petroliferi. Gli altri progetti riguardano il settore industriale (lavorazione gomma e produzione di olio di palma), il settore ospedaliero (servizi diagnostici di teleradiologia), il settore turistico (costruzione porti turistici e commerciali) e il settore elettronico (componenti elettronici e chips). Inoltre, esso prevede la liberalizzazione di 17 settori di attività. Gli operatori esteri potranno detenere il 100% della proprietà di società di servizi che operano nei seguenti settori: telecomunicazioni, corrieri postali, scuole, università e istituti di formazione professionale, cliniche e ospedali, consulenza del lavoro. Malgrado questo, il Paese mantiene ancora una serie di barriere per la protezione del mercato interno che ostacolano ancora la completa liberalizzazione degli scambi commerciali. Per questo, nell’ottobre 2010 l’UE ha avviato con la Malesia i negoziati per un accordo di libero scambio (FTA) ad ampio raggio per promuovere gli scambi commerciali e di servizi, gli investimenti produttivi e creare un’area di libero scambio con l’abolizione di ogni barriera tariffaria; tali negoziati sono ancora in corso. Per quanto riguarda gli IDE italiani in Malesia, nel periodo 1999- 2011 sono stati approvati dalle autorità malesi 47 progetti con investimenti italiani, per un importo totale di 170,7 milioni di Euro. Gli investimenti principali si sono direzionati verso la produzione di gomma e prodotti derivati (7 progetti per un valore totale di 55,3 milioni di Euro), i macchinari (11 progetti per un valore di 32,6 milioni) e i prodotti chimici (6 progetti per un valore di 25,7 milioni). Nel 2011 sono stati approvati quattro progetti con partecipazione azionaria italiana: il principale è relativo al settore di prodotti di metallici, con un capitale italiano pari a Euro 18.340.281, due sono relativi al settore di prodotti di plastica, con il capitale italiano pari a Euro 686.466 e l’ultimo è per il settore di mobili e accessori, con un capitale italiano di 297.121 Euro. La Malesia, dunque, offre rilevanti opportunità per le nostre imprese. Trovandosi al centro della regione del sud est asiatico, il Paese presenta, infatti, un vantaggioso sistema d’incentivi agli investimenti, una diffusa conoscenza della lingua inglese, un buon livello di infrastrutture, una manodopera generalmente qualificata e dai costi contenuti, tutti elementi che possono garantire alle imprese italiane una costante e solida presenza nell’intera regione. Legislazione 38 PUBBLICATO IL DECRETO INTEGRATIVO E CORRETTIVO DEL D.LGS. N. 59/2010 Andrea Manganiello È stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 202 del 30 agosto 2012 (Supplemento Ordinario n. 177), il D. Lgs. 6 agosto 2012, n. 147, recante ”Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, recante attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno”. Il provvedimento, che è entrato in vigore il 14 settembre 2012, sulla base della prima esperienza applicativa della c.d. “Direttiva servizi” e di un approfondimento per i singoli settori economici, oltre a rettificare alcuni refusi ed errori materiali contenuti nel testo originario del decreto legislativo n. 59/2010, introduce ulteriori interventi di semplificazione o parziale Iiberalizzazione dell'esercizio di alcune attività economiche, derivante da una più completa e corretta applicazione alle stesse delle disposizioni della direttiva e dei criteri di delega per il suo recepimento. Come evidenziato nella Relazione illustrativa del Decreto, pur non introducendo innovazioni di impatto particolarmente rilevante, e limitandosi anzi per molti aspetti ad un'attività di coordinamento ed aggiornamento legislativo utile a chiarire il quadro normativo vigente, la nuova normativa va inquadrata nella più recente azione del Governo in tema di liberalizzazioni e semplificazioni e, traducendone i principi generali in una prima serie di ulteriori interventi definiti e di immediata applicazione, può offrire un contributo significativo alla più complessiva sburocratizzazione indispensabile per favorire il necessario recupero di competitività dell'economia nazionale. La “Direttiva servizi" è infatti una delle misure più rilevanti per la crescita economica e occupazionale e lo sviluppo della competitività dell'Unione europea, in quanto consente di superare gli ostacoli di natura giuridica che si frappongono in concreto alla libertà di stabilimento dei prestatori e alla libera circolazione dei servizi negli Stati membri. Poiché i servizi rappresentano un settore chiave per la competitività a livello mondiale e la crescita occupazionale dell'UE, la direttiva ed i suoi provvedimenti nazionali di attuazione, quale quello qui in esame, contribuiscono in maniera determinante al processo di liberalizzazione e semplificazione del mercato dei servizi. Il Decreto si propone in primo luogo di introdurre gli aggiornamenti necessari per tener conto delle modifiche intervenute nella formulazione dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, con l'introduzione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al posto della dichiarazione di inizio attività (DIA), sia immediata che differita, nonché al posto delle autorizzazioni di attività non soggette a programmazione, ma solo a verifica dei requisiti. Viene pertanto esteso l'uso della SCIA a tutti i casi in cui il D.Lgs. 59/2010 non abbia mantenuto regimi autorizzatori e, nel contempo, precisando che a tali regimi si applica in ogni caso l'istituto del silenzio assenso di cui all'articolo 20 della legge 241/1990. Sono stati pertanto inseriti gli aggiornamenti all'introduzione della SCIA al posto della dichiarazione di inizio attività per le attività di: commercio al minuto in esercizi di vicinato, spacci interni, commercio al minuto a mezzo di apparecchi automatici, vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione, vendite al dettaglio presso il domicilio dei consumatori, intermediazione commerciale e di affari, agente e rappresentante di commercio, mediatore marittimo, spedizioniere, acconciatore, estetista, tintolavanderia. mazione delle aperture degli esercizi medesimi, ferma restando l'esigenza di garantire sia l'interesse della collettività inteso come fruizione di un servizio adeguato sia quello dell'imprenditore al libero esercizio dell'attività. Nei restanti casi è sufficiente la presentazione della segnalazione certificata di inizio di attività da presentare allo sportello unico per le attività produttive (SUAP) del Comune competente per territorio, con facoltà di avvio immediato dell’attività. In ogni caso è inoltre soggetta alla sola SCIA il trasferimento della gestione o della titolarità (subingresso) dei pubblici esercizi. La relazione illustrativa ricorda peraltro che con l'articolo 41 del decreto legge n. 5 del 2012 si era già provveduto a semplificare lo svolgimento dell’attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di sagre, fiere o eventi locali straordinari, spesso svolta anche da associazioni di promozione locale, chiarendo che anche in tal caso è sufficiente la SCIA e non è richiesta autorizzazione espressa, né sono richiesti i requisiti normalmente previsti a carico del titolare o del preposto ai fini dell'esercizio normale professionale a tempo indeterminato o stagionale di tale attività. - attività molitoria: per l’impianto di un nuovo molino, trasferimento o trasformazione di molini esistenti, fino ad ora soggetto a rilascio di licenza della Camera di commercio con applicazione del silenzio-assenso, è ora richiesta la Segnalazione Certificata di Inizio di Attività (SCIA) al Registro Imprese che la trasmette al SUAP del Comune competente per territorio; conseguentemente viene abrogata la disciplina contenuta nella legge n. 857 del 1949 e il relativo regolamento contenuto nel D.P.R. n. 386 del 1994. Quanto invece alle attività in precedenza soggette al rilascio di autorizzazione o licenza, si segnalano le seguenti semplificazioni: - somministrazione di alimenti e bevande: l'apertura o il trasferimento di sede degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, comprese quelle alcooliche di qualsiasi gradazione, rimangono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal Comune competente per territorio solo nelle “zone soggette a tutela” (ad es. zone di pregio artistico, storico, architettonico e ambientale) per le quali devono essere adottati provvedimenti di program- - magazzini generali: la disciplina di base, molto risalente nel tempo (norme legislative e regolamentari del 1926 e del 1927), viene riformata sostituendo con la SCIA il precedente sistema autorizzatorio, caratterizzato da controlli ex ante. In sostanza, le imprese che vogliono istituire ed esercitare un magazzino generale devono ora presentare al Ministero dello Sviluppo economico, per il tramite del Registro delle Imprese che la trasmette anche allo sportello unico per le attività produttive, la segnalazione certificata di inizio dell'attività corredata dalla documentazione e dalle dichiarazioni sostitutive previste. Vengono, altresì, inserite alcune disposizioni che semplificano l'applicazione delle discipline inerenti le cauzioni e le fidejussioni. Legislazione 39 NOVITÀ IN MATERIA DI ESERCIZIO DI ATTIVITÀ COMMERCIALI E DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE Andrea Manganiello L'articolo 8 del D.Lgs. 147/2012 modifica parzialmente i requisiti d'accesso e di esercizio delle attività commerciali e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, nonché gli articoli 22 e 26 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 sulla disciplina del commercio. Con riferimento ai requisiti morali, sono state introdotte alcune integrazioni e modificazioni per meglio chiarire il contenuto delle disposizioni, al fine di evitare possibili interpretazioni non corrette. In particolare: - sono state eliminate le parole "non detentive" in caso di misure di sicurezza (peraltro non contenute nel soppresso articolo 5 del d.lgs. 114 del 1998), in quanto, in tal modo si rendono impeditive solo le misure di sicurezza personali (detentive e non). - sono state soppresse dalle cause ostative all'esercizio dell'attività di somministrazione, ovvero tra le cause del venir meno dei requisiti di onorabilità, le infrazioni alle norme sui giochi; ciò in quanto, non caratterizzandosi come reato in senso proprio, le stesse possono determinare la revoca della licenza di P.S. esclusivamente in caso di reiterazione dell'illecito (art. 110 del TULPS). Di conseguenza se si riconoscesse rilievo a tali illeciti, sorgerebbero due tipi di difficoltà: a carico dell'Ente autorizzatore, quella di individuare l'esistenza di queste infrazioni, dato che non esiste una banca dati che le raccolga (diversamente dalle sentenze passate in giudicato per i reati che sono ascritte nel certificato del casellario giudiziario), e a carico del cittadino, quella della perdita del requisito morale per l'esercizio della somministrazione a causa di un semplice illecito amministrativo. - il comma 3 dell’art. 71 della Direttiva se rvizi è sostituito come segue: “Il divieto di esercizio dell’attività, a seguito dell’accertamenti dei reati ostativi, permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione”. La relazione governativa esplica anche la ratio della scelta di suddividere in due diversi commi i reati ostativi per ambedue le attività in questione, da quelli riferibili alla sola attività di somministrazione riportati al comma 2 (Non possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concer- nenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope). Detta scelta è connessa non alla diversa gravità dei reati (che potrebbe al limite giustificare una diversa durata nel tempo degli effetti ostativi), bensì esclusivamente alla specificità dei reati di cui al comma 2 rispetto alle problematiche proprie dell'attività di somministrazione. Risulterebbe, comunque, non rispondente a criteri di equità applicare la previsione di cui al comma 3 soltanto al verificarsi delle condizioni ostative elencate al comma l. In tal caso, infatti, si determinerebbe una disparità di trattamento non giustificabile tra i soggetti aspiranti all'esercizio dell'attività di vendita e quelli aspiranti alla somministrazione. Considerato, poi, che le condizioni ostative di cui al comma 2 dell'art. 71 sono aggiuntive rispetto alle fattispecie elencate al comma l, considerarle a carattere permanente non risponderebbe alla ratio della disposizione nel suo complesso, né ai criteri della delega esercitata con il predetto decreto legislativo, che non avrebbero consentito di aggravare in tal modo i requisiti di accesso all'attività di somministrazione, rispetto a quelli precedentemente vigenti. Con riferimento ai requisiti professionali sono state inserite una serie di modifiche volte a facilitare il conseguimento e la dimostrazione di tali requisiti per i nuovi soggetti che intendono esercitare le attività d'impresa interessate. È stata quindi eliminata l'estensione dei requisiti professionali alle attività esercitate nei confronti di una cerchia ristretta di persone, per le quali possono essere individuate altre garanzie di professionalità dalle stesse persone interessate, e si è chiarito che la necessità del possesso di tali requisiti è riferita alle sole attività finalizzate all'alimentazione umana: non sono quindi richiesti, ad esempio, per la vendita di mangimi per animali e per la commercializzazione di animali vivi, come peraltro già sostenuto dal Ministero dello sviluppo economico con risoluzione 155938 del 18 agosto 2011 “purché, ovviamente, sia evidente ed esclusa, nelle forme di presentazione e di vendita dei prodotti in questione, ogni, pur possibile, destinazione alternativa all’alimentazione umana e siano rispettati tutti gli altri vincoli derivanti dalla legislazione sanitaria.” Con ulteriore modifica si è anche disposto di restringere la prescrizione dei requisiti professionali per il commercio dei prodotti alimentari alla sola vendita al dettaglio; la vendita all'ingrosso di prodotti alimentari è quindi ora soggetta al solo possesso dei requisiti di onorabilità, che viene effettuato in sede di iscrizione al Registro Imprese. È stato inoltre aggiunto il riconoscimento dei requisiti professionali anche in capo all'esercente in proprio, riferimento già presente nel decreto legislativo n. 114 del 1998, al fine di rendere esplicito che al titolare o rappresentante legale di impresa del settore alimentare che voglia riattivare la propria attività o attivarne una nuova sia riconosciuto il requisito professionale a pari condizioni con il proprio dipendente qualificato. La novità in assoluto più rilevante è quella che consente anche al titolare dell’impresa individuale la possibilità, da sempre concessa in caso di società, associazioni od organismi collettivi, di indicare un soggetto delegato o preposto all’attività di commercio al minuto di prodotti alimentari e/o di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande che è tenuto a possedere i requisiti professionali. Nel caso in cui l’impresa individuale ricorra ad altra persona preposta all’attività commerciale, i requisiti morali devono essere posseduti sia dal titolare, sia dal preposto. La modificazione del D.Lgs. 59/2010 ora in vigore sancisce anche l’eliminazione del divieto di esercizio congiunto nello stesso locale dell'attività di vendita all'ingrosso e al dettaglio, che appare misura di limitazione della libertà di organizzazione dell'impresa commerciale sproporzionata al suo stesso scopo, sostituendola con la mera previsione secondo cui in tal caso si applicano all'intera superficie dei locali utilizzati in modo promiscuo le discipline previste per le due attività, con la conseguenza che risultano applicabili le disposizioni più restrittive fra quelle vigenti per le due attività in questione. In tal modo l'attività congiunta è sempre consentita, ma si evita che attraverso essa, dichiarando, senza adeguate separazioni, che parte della superficie dei locali interessati sia dedicata all'attività all'ingrosso, siano elusi i maggiori vincoli per le grandi superfici di vendita al dettaglio connessi alle esigenze di programmazione urbanistica. Legislazione 40 INQUADRAMENTO ASSICURATIVO DELLE IMPRESE ARTIGIANE Andrea Manganiello Una recente circolare dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, n. 38 del 2 agosto 2012, chiarisce le istruzioni operative per l’inquadramento delle imprese artigiane successivamente all’entrata in vigore del Decreto sviluppo approvato con Decreto-legge 13 maggio 2011 , n. 70 e convertito in Legge 106/2011. Detto Decreto interviene in materia di iscrizione presso l'Albo provinciale delle imprese artigiane e ribadisce che l'assoggettamento all'obbligazione contributiva previdenziale del lavoratore artigiano è connesso con l'effettivo svolgimento della specifica attività. Sull'argomento, l’INAIL ha ritenuto opportuno richiamare preliminarmente l'evoluzione interpretativa adottata a seguito dell’emanazione della legge quadro sull’artigianato n. 443/1985. Dapprima, con la circolare 11/1986 l'Istituto ha ritenuto che l'iscrizione al predetto Albo assumesse valore obbligatorio e costitutivo e rappresentasse requisito indispensabile per istituire il rapporto assicurativo con il titolare artigiano. Con circolare 43/1987, a seguito di una diversa interpretazione dell’art. 5 della citata Legge n. 443/1985, si affermava invece che l'iscrizione all'Albo non era più considerato requisito indispensabile ai fini assicurativi. Per la configurabilità della natura artigianale dell'attività si deve fare riferimento ai requisiti sostanziali stabiliti dagli articoli 2, 3 e 4 della citata legge, concernenti la definizione dell'imprenditore e dell'impresa artigiana. Con circolare 21/2002 l'INAIL precisava che l'eventuale inquadramento provvisorio nella Gestione Tariffaria Artigianato può essere effettuato soltanto nei casi in cui il Datore di lavoro abbia già presentato domanda d'iscrizione alla Commissione Provinciale per l'Artigianato, e la domanda non sia stata ancora definita dalla Commissione stessa; ovvero nei casi in cui la natura artigiana dell'impresa sia dichiarata dal Datore di Lavoro ovvero accertata in seguito a verifica ispettiva, ove sussistenti i requisiti di qualifica artigiana previsti dalla Legge n. 443/1985. In tali ultime ipotesi, la sede Inail provvede: - ad accordare l'inquadramento provvisorio nel settore artigianato; - a segnalare la fattispecie alla Commissione provinciale per l'Artigianato, per l'eventuale iscrizione d'ufficio, all'Albo; - a segnalare la fattispecie all'INPS per gli aspetti di sua competenza. Qualora la classificazione aziendale successivamente disposta dall'INPS risulti diversa dall'inquadramento provvisoriamente disposto dall'INAIL, dovrà procedersi alle necessarie rettifiche con decorrenza dalla data d'inizio dell'attività. Infine, con circolare 80/2004, è stato ribadito che, ferma restando l'impossibilità dell'Istituto di effettuare inquadramenti discordanti con la classificazione aziendale disposta dall'INPS, l’INAIL può effettuare proprie, autonome valutazioni finalizzate alla corretta applicazione delle disposizioni vigenti in materia di assicurazione antinfortunistica, valutando l'attività concretamente svolta dall'artigiano di fatto, in quanto tale, e non come titolare d'impresa. In base alle più recenti interpretazioni, in mancanza dell'iscrizione all'Albo, l'obbligo assicurativo dell'artigiano può essere affermato quando, di fatto, sia accertata la ricorrenza: - dei requisiti generali di assicurazione; - dei requisiti sostanziali previsti dalla normativa vigente in tema di imprenditore artigiano e di impresa artigiana. Nell'evoluzione interpretativa sopra delineata, si inserisce la previsione dell'art. 6, lettera f-sexies del Decreto sviluppo, che integra la disciplina in materia di iscrizione all'Albo provinciale delle imprese artigiane mediante comunicazione unica al Registro delle imprese e prevede che per avviare l'attività di impresa in conformità ai requisiti di qualifica artigiana, l'interessato presenta una dichiarazione attestante il possesso di tali requisiti, mediante la Comunicazione Unica per la nascita dell'impresa, valida anche ai fini INAIL. Ciò determina l'iscrizione all'Albo delle imprese artigiane, con effetto dalla data di inizio dell'attività dichiarata dal richiedente e l'annotazione nella sezione speciale del Registro delle imprese. Se, a seguito di accertamento o verifica ispettiva, emergono elementi che attestano l'iscrizione nella Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani, l'Ente accertatore comunica all'Ufficio del Registro delle imprese gli elementi utili per Per la configurabilità della natura artigianale dell'attività si deve quindi fare riferimento ai requisiti sostanziali stabiliti dagli articoli 2, 3 e 4 della citata legge, concernenti la definizione dell'imprenditore e dell'impresa artigiana. l'iscrizione all'Albo provinciale delle imprese artigiane, con decorrenza dalla data di comunicazione. I provvedimenti di variazione o di cancellazione adottati per mancanza dei requisiti tecnico-professionali, non pregiudicano l'obbligo contributivo per il periodo di esercizio effettivo dell'attività. Le modifiche introdotte dal Decreto sviluppo in tema d’iscrizione all'Albo provinciale delle imprese artigiane si riferiscono non solo all'obbligo di iscrizione alla gestione previdenziale artigiani INPS, ma richiamano anche la responsabilità delle strutture dell'INAIL in relazione agli accertamenti e alle verifiche ispettive condotte dall’entrata in vigore della Legge 106/2011. Ne discende che il personale dell'INAIL che rilevi la natura artigiana di un'impresa a seguito di accertamenti o verifiche ispettive, deve comunicare all'Ufficio del Registro delle imprese gli elementi utili per l'iscrizione d'ufficio del soggetto all'Albo provinciale delle imprese artigiane, come già definito con Circolare 21/2002. Sul piano operativo, quindi, viene ribadita la prassi finora seguita, in base alla quale l'inquadramento provvisorio può essere effettuato dall'INAIL soltanto nei casi in cui il datore di lavoro abbia già presentato domanda d'iscrizione mediante ComUnica e la domanda non sia stata ancora definita, ovvero la natura artigiana dell'impresa sia dichiarata dal datore di lavoro o accertata in seguito a verifica ispettiva, in presenza dei requisiti di qualifica artigiana previsti dalla normativa in materia. A settembre, su iniziativa dell’Istituto assicurativo, verrà aperto un tavolo tecnico con Unioncamere/Infocamere per definire le modalità di comunicazione al Registro delle imprese, in base al quale seguiranno le relative istruzioni tecnico-operative. Per avviare l'attività di impresa in conformità ai requisiti di qualifica artigiana, l'interessato presenta una dichiarazione attestante il possesso di tali requisiti, mediante la Comunicazione Unica per la nascita dell'impresa, valida anche ai fini INAIL. Legislazione 41 ISCRIZIONE NEL REGISTRO IMPRESE DEL TRASFERIMENTO DI SEDE LEGALE IN ALTRA PROVINCIA Andrea Manganiello Ai sensi del Codice civile tutte le società commerciali (di persone: art. 2295; di capitali: artt. 2328 e 2463; società cooperative, art. 2521) sono tenute ad indicare nel proprio atto costitutivo la sede legale, ovvero il luogo in cui risiedono gli organi amministrativi e nel quale si esercita l’attività di direzione e di gestione dell’impresa. La sede legale può differire dalla cosiddetta sede effettiva quando il luogo dove in concreto si svolge l’attività economica è diverso da quello indicato nell’atto costitutivo. La sede legale può differire dalla cosiddetta sede effettiva quando il luogo dove in concreto si svolge l’attività economica, è diverso da quello indicato nell’atto costitutivo. In seguito alla riforma delle società di capitali introdotta nel 2004, è stata limitata l’indicazione nell’atto costitutivo al sole Comune “ove è posta la sede della società”; l’art. 111 ter delle disposizioni di attuazione del Codice dispone in particolare che “chi richiede l’iscrizione presso il Registro delle imprese dell’atto costitutivo di una società deve indicare nella domanda l’indirizzo, comprensivo della via e del numero civico, ove è posta la sua sede. In caso di successiva modificazione di tale indirizzo gli amministratori ne depositano apposita dichiarazione presso il Registro delle imprese”. In buona sostanza, è stata disposta la semplificazione che sottrae la variazione dell’indirizzo della sede legale nell’ambito del medesimo Comune al procedimento modificativo dell’atto costitutivo, evitando irelativi oneri organizzativi ed economici. Con la sentenza n. 3959 del 13 marzo 2012, emessa dalla Corte di Cassazione, III Sezione Civile, è stato stabilito un interessante principio di diritto secondo il quale non è opponibile ai terzi l'avvenuto trasferimento della sede legale di una società da una provincia all'altra se prima non interviene la cancellazione dell'iscrizione dal Registro delle imprese della sede di provenienza. In tal senso, fintanto che la Camera di commercio competente per la nuova sede non comunica l'avvenuto trasferimento agli uffici della sede di provenienza, va considerata valida la notifica degli atti presso la sede originaria della società. Nel caso di specie la società ricorrente, tra i motivi di ricorso, aveva denunciato la nullità della notificazione della citazione introduttiva del giudizio di primo grado, nel quale era rimasta contumace, per essere stata essa effettuata in un luogo che era quello della precedente sede, secondo quanto risultava da una visura camerale prodotta in appello in base alla quale si evinceva che la ricorrente aveva trasferito la propria sede in diversa provincia in data precedente alla citata notificazione e che "il trasferimento della sede sociale fu reso pubblico nel Registro di iscrizione della società in data non antecedente alla domanda di cancellazione presentata il 24.8.2001, divenendo opponibile ai terzi solo da tale data". La Suprema Corte ha ritenuto la censura non fondata, ricostruendo il contesto normativo nel quale si inserì la vicenda del trasferimento della sede della ricorrente sotto il profilo della disciplina della pubblicità delle vicende societarie che ebbe a regolarla. L'efficacia verso i terzi della deliberazione di trasferimento della sede, che necessariamente la società ricorrente dovette adottare in ossequio alle citate norme, era soggetta alla sola forma di pubblicità prevista dall'art. 2411 c.c., il quale imponeva al notaio verbalizzante la deliberazione assembleare modificativa dell'atto costitutivo di richiedere entro trenta giorni l'iscrizione al Registro delle imprese che, se rilevava la regolarità formale della documentazione prodotta, provvedeva all'iscrizione. All'epoca delle vicenda del trasferimento di cui si discute, peraltro, era già in vigore un'ulteriore fonte normativa che espressamente disciplinava il trasferimento della sede del soggetto iscritto nel Registro delle imprese da una provincia ad all'altra e, quindi, da una Camera di commercio ad un'altra. Si tratta dell’ art. 3, comma 3, del D.P.R. 14 dicembre 1999, n. 558, secondo la quale "I soggetti che trasferiscono la propria sede in altra provincia presentano la relativa domanda all'ufficio del Registro delle imprese della Camera di commercio della circoscrizione ove si trasferiscono, la quale ne da comunicazione all'ufficio di provenienza ai fini della cancellazione". La norma si propone la semplificazione dell'assolvimento degli obblighi pubblicitari presso il Registro delle imprese, nel senso che, nel caso in cui il trasferimento della sede della società avvenga in un Comune di altra provincia, viene richiesta la sola presentazione della domanda di iscrizione della società all'ufficio del Registro delle imprese della provincia di destinazione, il quale provvederà a darne comunicazione all'ufficio della provincia di provenienza (presso la quale non è più previsto alcun adempimento) ai fini della cancellazione. La norma evidenzia che il fatto del trasferimento e, quindi, la nuova sede, diventa fatto iscritto ai fini della pubblicità che il Registro assicura, in quanto venga rimossa la situazione di iscrizione della sede pregressa, onde evitare che nel sistema del Registro delle imprese si verifichino due distinte risultanze non già soltanto cronologiche, ma meramente locali, con la conseguenza che i terzi si verrebbero a trovare in una situazione di incertezza e confusione. In sostanza, "nel regime di attuazione del Registro delle imprese (e per i soggetti societari persone giuridiche successivamente all'abrogazione dell'art. 2457 ter C.C., richiamato dall'art. 2497 bis C.C.) l'iscrizione del trasferimento della sede del soggetto iscritto, quando tale trasferimento comporti che la sede sia trasferita in altra provincia e, quindi, che l'iscrizione passi da una Camera di commercio ad altra, si ha per perfezionata a tutti gli effetti che ne derivano soltanto una volta avvenuta la cancellazione dell'iscrizione di provenienza". La notificazione venne, dunque, effettuata presso quella che ancora i terzi avevano diritto di considerare sede della società. non è opponibile ai terzi l'avvenuto trasferimento della sede legale di una società da una provincia all'altra se prima non interviene la cancellazione dell'iscrizione dal Registro delle imprese della sede di provenienza. Si rammenta che a norma dell’art. 2250 C.C. le società soggette all’obbligo d’iscrizione nel Registro delle imprese devono obbligatoriamente indicare nei propri atti e nella corrispondenza la sede della società e l’Ufficio del Registro presso il quale queste sono iscritte ed il numero di iscrizione, che coincide con il codice fiscale dell’impresa. Legislazione 42 MODIFICA DEI MODELLI DI CERTIFICATI-TIPO DEL REGISTRO IMPRESE Andrea Manganiello La normativa istitutiva del Registro imprese (art. 8 L. 580/1993, art. 24 del D.P.R. 581/1995) prevede che la predisposizione, la tenuta, la conservazione e la gestione, secondo tecniche informatiche, del Registro ed il funzionamento dell'Ufficio sono realizzati in modo da assicurare completezza ed organicità di pubblicità per tutte le imprese soggette ad iscrizione, garantendo la tempestività dell'informazione su tutto il territorio nazionale; i certificati sono rilasciati sulla base di modelli approvati con decreto del Ministro dello Sviluppo economico. Con il Decreto del Ministero dello Sviluppo economico 13 luglio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 181 del 4.8.2012, sono stati approvati i nuovi certificati tipo del Registro delle imprese e del Repertorio economico amministrativo (R.E.A.) ed il modello della ricevuta di accettazione della comunicazione unica per la nascita dell’impresa con riferimento alla disciplina concernente lo Sportello unico delle attività produttive (SUAP). La revisione e l’adeguamento dei modelli dei certificati si è resa necessaria a seguito dell’emanazione di varie disposizioni normative introdotte per favorire la tutela del sistema delle imprese e lo sviluppo delle attività economiche, e che hanno previsto nuovi obblighi di comunicazione al Registro delle imprese. I modelli dei certificati tipo sostituiscono quelli approvati con il D.M. 13 luglio 2004, successivamente modificato ed integrato dal D.M. 25 febbraio 2005 e dal D.M. 28 marzo 2010. Lo stesso Ministero ha successivamente emanato la circolare n. 3654/C del 17 luglio 2012 con la quale ha fornito indicazioni operative sul contenuto del Decreto in argomento. In particolare, la modifica dei modelli di certificato tipo, inerenti il Registro imprese, si è resa necessaria al fine di adeguare gli stessi alle seguenti disposizioni: a) dall’articolo 42, commi 2-bis e 2-ter del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che dettano norme in materia di contratti di rete. Detti contratti sono soggetti ad iscrizione nella sezione del Registro delle imprese presso cui è iscritto ciascun partecipante e l’efficacia del contratto inizia a decorrere da quando è stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte a carico di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari. Si è quindi provveduto ad inserire una voce aggiuntiva attraverso la creazione del "CERTIFICATO DEL CONTRATTO DI RETE" dal quale risultano i dati identificativi del contratto e l'elenco delle imprese partecipanti. è stato inoltre predisposto un modello di "CERTIFICATO STORICO DEL CONTRATTO DI RETE"; b) dall'articolo 29,comma 6, del citato D.L. n. 78/2010 che prevede a carico del curatore, in caso di fallimento, specifica comunicazione al Registro delle imprese dei dati necessari ai fini dell’eventuale insinuazione al passivo della procedura concorsuale. In attuazione di tale disposizione è stato inserito un apposito campo denominato "COMUNICAZIONI DEL CURATORE"; c) dall'articolo 1, comma 4 del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, che prevede l'obbligo delle comunicazione, attraverso ComUnica, delle deliberazioni di modifica degli atti costitutivi per trasferimento all'estero della sede sociale e di tutte le comunicazioni relative ad altre operazioni straordinarie. È stato quindi aggiunta nella voce “INFORMAZIONI SUL TRASFERIMENTO DELLA SEDE IN ALTRA PROVINCIA” la frase “O ALL’ESTERO”; d) dagli articoli 76, comma 2, e 107 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, regolamento di attuazione del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, dove si prevede che debba essere riportata nel certificato rilasciato dal Registro delle imprese l'attestazione SOA ai fini della qualificazione per la partecipazione a bandi di gara; si è quindi inserito nel campo “ATTIVITÀ” la voce “ATTESTAZIONE DI QUALIFICAZIONE ALL’ESECUZIONE DI LAVORI PUBBLICI”; e) dall'art. 80 del D.Lgs. n. 59/2010 e dai decreti ministeriali datati 26 ottobre 2011, che disciplinano le procedure di iscrizione nel Registro delle imprese dei seguenti ausiliari del commercio: agenti di affari in mediazione, agenti e rappresentanti di commercio, mediatori marittimi e spedizionieri. Tali decreti hanno tra l'altro pre- secondo tecniche informatiche, del Registro ed il funzionamento dell'Ufficio sono realizzati in modo da assicurare completezza ed organicità di pubblicità per tutte le imprese soggette ad iscrizione, garantendo la tempestività dell'informazione su tutto il territorio nazionale visto l'iscrizione in apposita sezione di soggetti persone fisiche che, a condizione di possedere i requisiti di legge per l’esercizio dell’attività economica, si iscrivono, in quanto tali, nel Repertorio R.E.A. Ciò costituisce un'innovazione che ha comportato l'introduzione del nuovo specifico certificato di iscrizione nel R.E.A.: "DATI IDENTIFICATIVI DELLA PERSONA". qualora la certificazione venga richiesta per utilizzazione in sede comunitaria va quindi apposta la dicitura “ai sensi dell’art. 40 del D.P.R. 445/2000 il presente certificato è rilasciato solo per l’estero. Quanto alle recenti misure di de-certificazione introdotte con legge n. 183/2011, che stabilisce l’utilizzo delle certificazioni solo fra soggetti privati e l’apposizione, a pena di nullità, della dicitura: "Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”, il Ministero rammenta che la predetta disposizione si applica solamente nei confronti delle Pubbliche amministrazioni in Italia; qualora la certificazione venga richiesta per utilizzazione in sede comunitaria va quindi apposta la dicitura “ai sensi dell’art. 40 del D.P.R. 445/2000 il presente certificato è rilasciato solo per l’estero”. Inoltre la circolare del Ministro per la P.A. e la semplificazione n. 5/2012 ha precisato che è sempre consentita l’utilizzazione in sede giurisdizionale dei certificati. Sono state, infine, apportate alcune modifiche al modello di "RICEVUTA DI ACCETTAZIONE DI COMUNICAZIONE UNICA PER LA NASCITA DELL’IMPRESA", adottato con il D.M. 28 marzo 2010 a seguito dell’avvio obbligatorio della Comunicazione Unica e prevista dal comma 3 dell’articolo 9 del D.L. n. 7/2007, come modificato dalla legge di conversione n. 40/2007, evidenziando i riferimenti normativi relativi allo Sportello unico-SUAP. Nel campo denominato “OGGETTO DELLA COMUNICAZIONE” sono state individuate due voci delle gestioni previdenziali prima non previste: la voce “INPS-IMPRESE DEL COMMERCIO E DEI SERVIZI” e la voce “INPS-COLTIVATORI DIRETTI/IMPRENDITORI AGRICOLI PROFESSIONALI” che sostituisce la precedente generica indicazione ad “Inps-imprese agricole” che corrisponde a diverse gestioni nell’Istituto a seconda della natura dell’impresa (con dipendenti o meno). È stato, inoltre, previsto un capo apposito per l’indicazione del Comune di riferimento del SUAP. Legislazione 43 NORME REGIONALI IN MATERIA DI AGRITURISMO, ITTITURISMO E PESCATURISMO Andrea Manganiello La Regione Veneto ha emanato la nuova disciplina dell’agriturismo, ittiturismo e pescaturismo. La novella normativa n. 28/2012, pubblicata nel B.U.R. n. 67 del 17 agosto 2012, abroga la precedente legge regionale n. 9/1997 e si propone di rendere operativa l’equiparazione dell’imprenditore ittico a quello agricolo, già da tempo riconosciuta a livello nazionale. L’attività agrituristica rappresenta uno degli strumenti principali per favorire la diversificazione delle attività agricole, al fine di agevolare la crescita, l’occupazione e lo sviluppo sostenibile delle zone rurali ed extraurbane, sia per ciò che riguarda la ricettività, sia per quanto concerne il circuito delle produzioni agroalimentari tipiche e tradizionali, dell’enogastronomia e della cucina locale. Secondo i dati ISTAT aggiornati al 2010, l’offerta agrituristica regionale, con oltre 1300 imprese autorizzate, rappresenta il 6,5 per cento di quella nazionale e si colloca al terzo posto tra le Regioni italiane alle spalle di Toscana e Trentino-Alto Adige; la Marca Trevigiana occupa il secondo posto nella graduatoria delle province venete con una quota del 22,6%. Ora la Regione Veneto, allo scopo di collocare in un quadro di coerenza e naturale integrazione l’offerta turistica delle imprese del settore primario, ha inteso fornire una disciplina organica anche alle attività turistiche svolte dagli imprenditori ittici del settore della pesca e dell’acquacoltura, riposizionando il pescaturismo, in precedenza collocato nella disciplina del turismo ex L.R. 33/2002, e introducendo in ambito regionale l’attività dell’ittiturismo. La legge fornisce le definizioni delle attività agrituristiche e delle altre attività turistiche svolte dalle aziende del settore dell’agricoltura e della pesca, come segue: a) agriturismo: l’attività di ospitalità e di somministrazione esercitata da imprenditori agricoli singoli o associati, anche in forma di società agricole di persone e di capitali, di cui all’articolo 2135 del codice civile, connessa e non prevalente rispetto a quella principale di coltivazione, selvicoltura e allevamento del bestiame. Detta attività consiste nel: 1) dare ospitalità in alloggi posti in appositi locali aziendali a ciò adibiti; 2) dare ospitalità in spazi aziendali aperti; 3) somministrare pasti e bevande; 4) somministrare spuntini e bevande, secondo determinate percentuali. b) ittiturismo: l’attività di ospitalità e di somministrazione esercitata da imprenditori ittici singoli o associati, connessa e non prevalente rispetto a quella principale di pe- sca o acquacoltura, svolta attraverso l’utilizzo della propria abitazione o di strutture nella disponibilità dell’imprenditore. Possono svolgere l’attività ittituristica gli imprenditori ittici che: 1) utilizzano la propria abitazione o le proprie strutture aziendali in connessione con l’attività di pesca o acquacoltura; 2) assicurano la prevalenza dell’attività di pesca o acquacoltura rispetto a quella ittituristica; 3) hanno superato il corso iniziale di formazione professionale per l’avvio dell’esercizio di attività ittituristica organizzato e gestito da organismi di formazione accreditati ai sensi dalla Regione. La Segnalazione certificata d’inizio attività di pescaturismo va presentata al Comune nel cui territorio è ubicata la sede operativa. c) pescaturismo: l’attività di imbarco di persone non facenti parte dell’equipaggio su imbarcazioni da pesca a scopo turistico-ricreativo, esercitata da pescatori di professione singoli o associati, connessa e non prevalente rispetto a quella principale di pesca professionale o acquacoltura. L’attività di pescaturismo è svolta a favore di persone imbarcate nella nave adibita alla pesca professionale diverse dall’equipaggio e deve intendersi come attività connessa e non prevalente rispetto a quella di pesca professionale. Ai sensi della nuova legge, il pescaturismo consiste nella: 1) pesca mediante l’impiego dei sistemi consentiti dalle norme vigenti; 2) ristorazione effettuata a bordo, mediante l’impiego delle relative attrezzature e cucina, utilizzando i prodotti provenienti dalla propria attività di pesca e acquacoltura. Possono esercitare l’attività di pescaturismo i pescatori di professione che hanno superato il corso iniziale di formazione professionale per l’avvio dell’esercizio di attività di pescaturismo, organizzato e gestito dagli organismi di formazione accreditati dalla Regione. La Segnalazione certificata d’inizio attività di pescaturismo va presentata alla Provincia ove il pescatore di professione svolge in via prevalente l’attività di pescaturismo. AGRITURISMO I requisiti soggettivi e oggettivi che gli imprenditori agricoli devono avere per poter svolgere l’agriturismo sono i seguenti: 1) svolgere attività agricola da almeno un biennio; il requisito non è richiesto nel caso di parenti e affini, fino al terzo grado, che subentrano nella titolarità dell’azienda, anche in forma societaria; 2) aver superato il corso iniziale di formazione professionale per l’avvio dell’esercizio di attività agrituristica, organizzato e gestito da organismi di formazione accreditati dalla Regione, o sono in possesso di laurea in agraria o possesso di titoli equipollenti; 3) utilizzare la propria azienda agrituristica in rapporto di connessione con l’azienda agricola; 4) assicurare la prevalenza delle attività agricole rispetto a quelle agrituristiche. Il rispetto dei requisiti di legge deve essere autocertificato all’interno della Segnalazione certificata d’inizio attività (SCIA) che l’imprenditore è tenuto a presentare al Comune nel cui territorio è ubicata la sede operativa. La legge stabilisce che non possono esercitare attività turistiche connesse al settore primario coloro che versano, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione, nelle condizioni di cui all’articolo 71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e pertanto si prevede il possesso dei medesimi requisiti di onorabilità stabiliti per la disciplina del commercio e della somministrazione al pubblico di alimenti e bevande. Quale criterio per misurare la prevalenza dell’attività principale rispetto a quella connessa viene prevista per il titolare la possibilità di scegliere tra due parametri alternativi: il tempo di lavoro o il valore della produzione lorda vendibile. Onde tutelare l’esigenza della pluriattività e dell’integrazione del reddito, viene introdotta una deroga al requisito della prevalenza per gli agriturismi che ospitano non più di dieci turisti o per quelli che, situati nelle aree montane e per il medesimo numero massimo di ospiti, svolgono anche attività di somministrazione. Quanto alle modalità di esercizio, per quanto riguarda l’ospitalità e la somministrazione di pasti e bevande vengono confermati i previgenti limiti rispettivamente di trenta ospiti e di 60 o 80 posti a sedere a seconda dei periodi di apertura annuale o stagionale, mentre per quanto riguarda l’utilizzo di prodotto proprio dell’azienda agricola la percentuale viene portata al 50%. Viene inoltre introdotta la disposizione che prevede, per un altro 40%, l’utilizzazione di prodotti realizzati da aziende agricole o imprese alimentari artigianali della zona. In questo modo si cerca di qualificare l’agriturismo non più solo come valorizzazione dei prodotti propri o ricavati da materie prime dell’azienda e lavorati da terzi, ma come un’impresa che si fa strumento di promozione anche di prodotti a caratterizzazione locale o regionale. Nelle cantine vinicole la somministrazione, nel rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza degli alimenti, finalizzata esclusivamente alla promozione e alla vendita del vino prodotto dalla cantina o in regione Veneto, può essere accompagnata dalla somministrazione, a carattere non prevalente, di prodotti di gastronomia fredda legati al territorio e non è soggetta alla presentazione di segnalazione certificata di inizio attività. Legislazione 44 ALTRE MISURE DI SEMPLIFICAZIONE PER SPECIFICHE ATTIVITÀ Andrea Manganiello COMMERCIO ALL’INGROSSO CON DEPOSITO E PRODUZIONE DI MARGARINA E GRASSI IDROGENATI Il nuovo art. 71-bis della “Direttiva servizi” dispone la liberalizzazione dell'attività di commercio all'ingrosso con deposito e produzione di margarina e grassi idrogenati alimentari, mediante la soppressione della disciplina specifica in materia, riconducendo tale attività nell'ambito della generale disciplina sulla produzione alimentare. Infatti la ratio che a suo tempo ha giustificato la necessità di una disciplina specifica nel caso dei soggetti esercenti l'attività in questione, ossia la finalità di tutela della salute dei consumatori, stante l'attuale vigenza di numerose e stringenti norme generali di tutela con le medesime finalità, non ha più ragione d'essere. Vengono quindi abrogate la legge n. 1316/1951, il D.P.R. n. 131/1954 e il D.P.R. n. 519/1997, che in precedenza recavano la disciplina della produzione e del commercio della margarina e dei grassi idrogenati alimentari, mentre l'esercizio dell'attività relativa alla fabbricazione e alla gestione di depositi all'ingrosso di margarina e di grassi alimentari idrogenati "non è subordinato ad alcuna specifica segnalazione certificata di inizio attività, fatto salvo quanto previsto dal regolamento 852/2004/CE". COMMISSIONARI MANDATARI ED ASTATORI Con l'aggiunta dell'art. 71-ter del D.Lgs. 59/2010 dispone la soppressione dell’Albo dei commissionari, mandatari ed astatori dei prodotti ortofrutticoli, carnei ed ittici, originariamente tenuto dalle Camere di commercio . La verifica del possesso dei requisiti da parte dei soggetti iscritti per tali attività nel Registro delle imprese passa ora ai Comuni. FACCHINAGGIO Relativamente all’attività di facchinaggio svolta in forma imprenditoriale, viene prevista un’ulteriore semplificazione che si aggiunge alle misure a suo tempo introdotte con D.L. 7/2007, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40 con le quali sono stati eliminati requisiti professionali, culturali e di esperienza professionale. Con la recente modificazione normativa si eliminano ora anche i requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnicoorganizzativa precedentemente stabiliti dalla disciplina di settore. Per l’esercizio di tale attività è pertanto richiesto il solo possesso del requisito di onorabilità. INTERMEDIAZIONE COMMERCIALE E DI AFFARI Con l’articolo 11 viene soppresso il comma 7 dell'art. 73 dove si prevedeva che "le competenze già attribuite alle Commissioni per la tenuta del ruolo, soppresso ai sensi del comma 1, sono svolte dagli uffici delle Camere di commercio". SPEDIZIONIERE Con l’articolo 14 vengono apportate modifiche all'articolo 76 del D.Lgs. 59/2010 e alla legge n. 1442/1941. Viene soppressa la disposizione che prevedeva l’iscrizione “per i soggetti diversi dalle imprese” in una apposita sezione del REA, nella considerazione che l'accesso all'attività è riservata solo alle imprese, come testualmente afferma l'articolo 4 della legge 1442 del 1941. Non ha pertanto senso la previsione dell'esercizio dell'attività, da parte di soggetti diversi dalle imprese. Viene inoltre soppressa la Commissione centrale, le cui funzioni vengono assicurate dal Ministero dello Sviluppo Economico. Con la modifica dell’articolo 6, comma 3, della L. n. 1442/1941, l'impresa deve essere in possesso dei requisiti di adeguata capacità finanziaria, comprovati da un capitale sociale sottoscritto e versato di almeno 100.000 euro; nel caso di SRL, SAS e SNC occorre accertare, attraverso l'esame dell'atto costitutivo e delle eventuali modificazioni, l'ammontare del capitale sociale realmente sottoscritto e versato. Le società cooperative vengono invece equiparate alle imprese individuali, per le quali l’adeguata capacità finanziaria è comprovata o dal possesso di immobili o da un deposito vincolato in denaro o titoli, nonché mediante le suddette garanzie fidejussorie e in ogni caso, per importo globale non inferiore alla cifra più volte richiamata. ACCONCIATORE ED ESTETISTA Gli artt. 15 e 16 del D.Lgs. 147/2012 prevedono la modifica della legge n. 174/2005 (disciplina dell’acconciatore) e della legge n. 1/1990 (disciplina dell’estetista) e delle relative norme di riferimento contenute nella Direttiva servizi. In entrambi i casi è previsto l'obbligo di iscrizione nel REA del responsabile tecnico, contestualmente alla trasmissione della SCIA. TINTOLAVANDERIE SELF-SERVICE L’art. 17 del Decreto intende ovviare al vuoto legislativo riguardante l'esercizio di attività di lavanderia self-service, tipicamente costituite da appositi spazi allestiti con lavatrici professionali ad acqua ed essiccatoi, che la clientela utilizza direttamente previo acquisto di appositi gettoni, ed eventualmente di prodotti detergenti fomiti da distributori automatici in loco. Presso le lavanderie self service non vengono effettuati lavaggi a secco, o trattamenti di smacchiatura, stireria ecc. per i quali è normalmente necessario ricorrere a personale appartenente all'impresa. L'assenza di trattamento di lavaggio a secco fa sì che tale attività non comporta la presenza di emissioni in atmosfera né rischio di scarichi particolarmente inquinanti. Conseguentemente si ritiene non necessaria la presenza di un responsabile tecnico presso ciascuna sede dell'impresa. Tuttavia, per evitare rischi di elusione disciplina dell'attività di tinto lavanderia, si introduce la previsione di una S.C.I.A. al Comune competente. STIMATORI E PESATORI PUBBLICI - MEDIATORI PER LE UNITA’ DA DIPORTO – PERITI ED ESPERTI Con l’articolo 18, il D.Lgs. 147/2012 inserisce articoli aggiuntivi dopo l’articolo 80 della Direttiva servizi recanti semplificazioni ed altre soppressioni di ruoli. In primo luogo, si dispone l'abrogazione del ruolo degli stimatori e pesatori pubblici che risulta del tutto obsoleto, considerato che la disciplina vigente non prevede requisiti specifici per ottenere l'iscrizione nel ruolo e che tale previsione risulta quindi un inutile appesantimento burocratico per un'attività “già sostanzialmente libera” e che, peraltro, la presenza del pesatore risulta sostanzialmente inutile nel caso di pese pubbliche, considerato che oggi la strumentazione è automatica ed oggetto di validi controlli metrologici. La seconda disposizione aggiuntiva proposta elimina il ruolo dei mediatori per le unità da diporto previsto dal codice della nautica da diporto che attualmente sul territorio nazionale comprende un numero irrisorio di soggetti e che, nonostante il tempo trascorso dall'adozione del predetto codice, manca tuttora di adeguata disciplina attuativa. Ne consegue che ai mediatori per le unità da diporto tornano ad applicarsi, per quanto compatibile, le norme nazionali relative ai mediatori marittimi e si supera l'ingiustificato rinvio a norme regionali per la definizione dei requisiti d un'attività da svolgersi secondo modalità di accesso uniformi a livello nazionale. Infine, si stabilisce di semplificare la gestione del ruolo dei periti e degli esperti, le cui competenze sono assolte dalla Camera di commercio in forma semplificata. L’iscrizione in tale ruolo, infatti, è disposta dalla Camera di commercio che verifica il possesso dei requisiti e valuta i titoli e i documenti comprovanti l'idoneità all'esercizio di perito o di esperto nelle categorie e sub categorie per le quali l'aspirante chiede l'iscrizione. Conseguentemente vengono abrogate o modificate tutte le disposizioni del D.M. 29 dicembre 1979, recante il regolamento-tipo per la formazione del ruolo dei periti e degli esperti presso le Camere di commercio, che prevedono o richiamano la Commissione, nominata dalla Giunta della Camera, alla quale in precedenza era affidato il compito di proporre l'iscrizione nel ruolo ora soppresso. Il Ruolo dei periti e degli esperti verrà pubblicato sul sito istituto delle Camere di Commercio provinciali. Legislazione 45 NOVITÀ LEGISLATIVE IN MATERIA DI VENDITA DIRETTA DI PRODOTTI AGRICOLI Andrea Manganiello Ai sensi del decreto legislativo n. 228 del 18 maggio 2001, di riforma dell’ordinamento in materia di imprenditori agricoli, deve considerarsi comunque agricola la commercializzazione dei propri prodotti, effettuata sia direttamente al consumatore sia a commercianti od altri utilizzatori professionali, in quanto realizza il collegamento con il mercato. Ai fini della qualificazione dell’attività di commercializzazione come “agricola” è richiesto in primo luogo un collegamento “soggettivo”: l’attività deve essere svolta dallo stesso soggetto già qualificabile come imprenditore agricolo in quanto svolge in forma di impresa l’attività principale di coltivazione del fondo, di allevamento di animali o di silvicoltura. Inoltre si richiede un collegamento di carattere oggettivo, individuato, per le attività di manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione, nella circostanza che i prodotti provengano prevalentemente dalla attività agricola principale. Per effetto di questa disposizione, si consente all’imprenditore agricolo di poter alienare i propri prodotti affiancando alla sua produzione aziendale anche prodotti agricoli acquistati, in forma non prevalente, sul mercato. Quanto alla disciplina dell’attività di vendita diretta dei prodotti agricoli, l’articolo 4 del citato Decreto ha previsto regole innovative in ordine agli aspetti procedurali ed all’ambito applicativo della disciplina di detta attività. In sintesi, le principali innovazioni possono così riassumersi: 1) possibilità per “gli imprenditori agricoli, singoli o associati” di esercitare la vendita diretta dei “prodotti provenienti in misura prevalente dalle rispettive aziende”. 2) diritto di esercitare la vendita diretta “in tutto il territorio della Repubblica” “previa comunicazione” al Comune, “decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione”. 3) possibilità di esercitare la vendita dei prodotti agricoli anche attraverso la modalità del “commercio elettronico”. 4) estensione della disciplina prevista dall’articolo 4 anche alla “vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici”. 5) conferma della specialità della normativa in materia di vendita diretta, cui “continuano a non applicarsi le disposizioni di cui al d.lgs. 31 marzo 1998, n. 114” sul commercio, salvo che “l’ammontare dei ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti non provenienti dalla rispettive aziende nell’anno solare precedente sia superiore a 160.000 euro per gli imprenditori individuali ovvero a 4 milioni di euro per le società”. La norma prevede specificamente che i soggetti ammessi ad esercitare la vendita diretta sono gli imprenditori agricoli, singoli o associati, iscritti nel Registro delle imprese. Con successiva disposizione, introdotta dal decreto legge n. 2 del 2006, convertito nella legge n. 81 del 2006, è stata ulteriormente semplificato l’adempimento amministrativo relativamente alla vendita al dettaglio esercitata su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola o di altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la disponibilità, per il cui esercizio non viene più richiesta la comunicazione di inizio attività. L’articolo 4 in commento dispone che per la vendita “non in forma itinerante su aree pubbliche o in locali aperti al pubblico” la comunicazione debba indirizzarsi al Comune in cui si intende esercitare la vendita, così come nel caso di vendita diretta su “aree pubbliche mediante l’utilizzo di un posteggio”. In tale ultima ipotesi, tuttavia, la comunicazione deve contenere la richiesta di assegnazione del posteggio, secondo la disciplina dettata dalle singole Regioni in base all’articolo 28 del d.lgs. n. 114 del 1998. Il recente Decreto semplificazione e sviluppo (decretolegge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito dalla legge n. 35 del 2012), ha apportato modifiche alla disciplina dei citati adempimenti da espletare per l’esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli. Rispetto al testo previgente, viene ora consentito l’immediato inizio dell’esercizio dell’attività in oggetto a seguito della presentazione della comunicazione al Comune competente per territorio in considerazione dell’ubicazione dell’azienda di produzione, eliminando quindi il termine di trenta giorni. Con recente nota interpretativa del 10.7.2012 trasmessa ai Comuni, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni italiani), sulla base dell’attuale testo della norma in esame, ha ritenuto che la disciplina sopra riportata si applichi anche alle altre modalità di vendita diretta diverse da quella in forma itinerante e per le quali è richiesto l’inoltro al Comune della predetta comunicazione. In sintesi, alla luce della novità legislativa sopra esaminata, la vendita diretta di prodotti agricoli da parte degli imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese presso la Camera di Commercio, ferma restando l’osservanza delle specifiche norme in materia igienico-sanitaria ed in materia di circolazione stradale, può essere esercitata: 1) su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola o di altre aree private di cui gli imprenditori abbiano la disponibilità: in tal caso non occorre alcuna comunicazione all’Amministrazione comunale; 2) in forma itinerante: in tal caso l’attività può essere iniziata contestualmente all’invio della comunicazione al Comune del luogo ove ha sede l’azienda di produzione; 3) in forma non itinerante su aree pubbliche: in tal caso l’attività può essere iniziata, previo invio della comunicazione al Comune in cui si intende esercitare la vendita, contestualmente alla concessione da parte del Comune dell’area su cui esercitare l’attività; 4) in locali aperti al pubblico: (ivi compresi i locali facenti parte dell’azienda agricola): in tal caso l’attività può essere iniziata contestualmente all’invio della comunicazione al Comune nel cui territorio è ubicato il locale; 5) su aree pubbliche mediante l’utilizzo di un posteggio: in tal caso l’attività può essere iniziata previa comunicazione al Comune in cui si intende esercitare la vendita, cui allegare la richiesta di assegnazione del posteggio, e contestualmente all’assegnazione del predetto posteggio; 6) con le modalità tipiche del commercio elettronico: in tal caso l’attività può essere iniziata contestualmente all’invio della comunicazione al Comune ove ha sede l’azienda di produzione. Biblioteca 46 SELEZIONE ARTICOLI: MAGISTRATURA Gli articoli, individuati effettuando lo spoglio di riviste specializzate, sono disponibili nel testo integrale presso la biblioteca camerale. Titolo Autore/i Periodico, fascicolo, pagg. Edizione Crisi della giustizia: responsabilità della magistratura e della classe politica Ronco, Mauro Giurisprudenza italiana, 5/2002, 1116-1119 Torino : Utet Garanzie della giurisdizione e politicizzazione della magistratura Azzariti, Gaetano Il foro italiano, 10/2011, V, 244-247 Giustizia amministrativa e magistratura onoraria Argano, Armando Giustizia amministrativa, 3/2003, 886-889 Bologna : Zanichelli Roma : IPZS Governo e Magistratura nei conflitti tra poteri e nei conflitti Stato-Regioni Saitta, Antonio ; Basile, Rosa Giurisprudenza italiana, 4/2004, 899-908 Torino : Utet Idee per l'istituzione di una scuola della magistratura Civinini, Maria Giuliana ; Leo, Guglielmo ; Morosini, Piergiorgio ; Profiti, Pasquale ; Sabato, Raffaele Romboli, Roberto Il foro italiano, 10/2005, V, 212-216 Bologna : Zanichelli Il foro italiano, 2/2009, V, 110-114 Rossi, Emanuele Il foro italiano, 3/2008, V, 96-99 Sabatelli, Pietro Paolo Il foro italiano, 3/2008, V, 125-128 La "riforma della riforma" dell'ordinamento giudiziario. L'accesso alla magistratura Giovannetti, Tommaso Il foro italiano, 3/2008, V, 90-91 La composizione dei Consigli superiori della magistratura Volpi, Mauro Il foro italiano, 10/2011, V, 269-273 La legge di riforma dell'ordinamento giudiziario: il Consiglio superiore della magistratura Costantino, Giorgio Il foro italiano, 1/2006, V, 31-33 La legge di riforma dell'ordinamento giudiziario: l'accesso alla magistratura Giovannetti, Tommaso Il foro italiano, 1/2006, V, 11-14 La magistratura in un sistema bipolare (ricordando Vittorio Denti a un anno dalla morte) Verde, Giovanni Il foro italiano, 6/2002, V, 173-178 La magistratura nel sistema costituzionale secondo il d.d.l. n. 4275 Sicardi, Stefano Il foro italiano, 10/2011, V, 248-252 La magistratura onoraria Nisticò, Michele Il foro italiano, 10/2011, V, 300-302 La nuova organizzazione e i compiti degli organi di autogoverno: consigli giudiziari, consiglio direttivo della Corte di cassazione e Consiglio superiore della Magistratura La scuola della magistratura Giangiacomo, Bruno Il foro italiano, 3/2010, V, 77-83 Carluccio, Pina Giornale di diritto amministrativo, 6/2008, 601-609 Bologna : Zanichelli Bologna : Zanichelli Bologna : Zanichelli Bologna : Zanichelli Bologna : Zanichelli Bologna : Zanichelli Bologna : Zanichelli Bologna : Zanichelli Bologna : Zanichelli Bologna : Zanichelli Bologna : Zanichelli Milano : Ipsoa La scuola superiore della magistratura Rordorf, Renato Il foro italiano, 10/2008, V, 268-271 L'autonomia e l'indipendenza della magistratura ordinaria in Italia e in Francia Pietropolli, Marco Diritto e società, 1/2008, 65-98 Bologna : Zanichelli Padova : Cedam L'Avogaria di Comun come magistratura media d'appello Setti, Cristina Il diritto della regione, 1/2009, 143-174 Padova : Cleup Le donne in magistratura: conquista e prospettive, con particolare riferimento alla presenza delle donne nella magistratura contabile Le funzioni dei Consigli superiori della magistratura Rosati, Emma Rivista della Corte dei conti, 3/2006, 426-429 Roma : IPZS Giangiacomo, Bruno Il foro italiano, 10/2011, V, 274-278 Le pari opportunità nella magistratura italiana: qualche proposta Amato, Fabrizio Il foro italiano, 10/2010, V, 285-290 L'indipendenza della magistratura e la riforma dell'ordinamento giudiziario in Serbia Rosi, Elisabetta Il foro italiano, 10/2010, V, 295-300 Magistratura e politica Melidoro, Carmine Il CONSIGLIO di Stato, 1/2001, II, 99-109 Bologna : Zanichelli Bologna : Zanichelli Bologna : Zanichelli Roma : Italedi Prefetti e magistratura nella rivolta di Palermo del 1866 Faraci, Elena Gaetana Amministrare, Annali 19/2011, 67-122 Bologna : Il mulino Giurisprudenza italiana, 6/2002, 1339-1340 Torino : Utet Il foro italiano, 3/2012, V, 105-106 Bologna : Zanichelli Il giudice precostituito per legge fra diritto del cittadino e tutela dell'indipendenza interna della magistratura La "riforma della riforma" dell'ordinamento giudiziario. La formazione e la scuola della magistratura La "riforma della riforma" dell'ordinamento giudiziario. La magistratura onoraria Progetti di riforma della magistratura per i minorenni. La novità sta nel tornare a tanti anni Vercellone, Paolo indietro Sulla formazione giudiziaria in ambito internazionale: l'attività svolta dal Consiglio Superiore della Grasso, Gianluca Magistratura Anna Morandin Biblioteca 47 SELEZIONE ARTICOLI: MERCATI IMMOBILIARI Gli articoli, individuati effettuando lo spoglio di riviste specializzate, sono disponibili nel testo integrale presso la biblioteca camerale. Titolo Autore/i Periodico, fascicolo, pagg. Edizione Affrontare la crisi finanziaria ripensando i mercati immobiliari: regole appropriate per conseguire benefici sociali ed economici Scelba, Lucilla QEI Quaderni di economia immobiliare, 11/2009, 10-37 Roma : Tecnoborsa Esenzioni Iva e contrasto all'evasione: l'overshooting 2006-2007 sul mercato immobiliare Borselli, Fabrizio ; Chiri, Salvatore Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze, 3/2008, 324-387 Milano : Giuffrè Il mercato immobiliare in Italia e nel mondo Costagli, Simona Rivista bancaria, 3/2008, 45-58 Milano : Minerva bancaria Indagine conoscitiva sul mercato immobiliare VIII Commissione della Camera dei Deputati QEI Quaderni di economia immobiliare, 15/2011, 10-57 Roma : Tecnoborsa Indici edonici nel mercato immobiliare: il caso di Torino Pavese, Piermassimo Rivista di politica economica, 11-12/2007, 119-162 Roma : Sipi La manutenzione urbana come volano per lo sviluppo in qualità del mercato immobiliare Curcio, Silvano QEI Quaderni di economia immobiliare, 14/2010, 68-79 Roma : Retecamere La stima del valore del paesaggio nei modelli edonici spaziali: un'applicazione nel mercato immobiliare di Massa Lubrense Tagliafierro, Carolina Rivista di economia agraria, 3/2005, 577-602 Napoli : Edizioni scientifiche italiane Le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città. Intermediazione e valutazione Ciani, Alice QEI Quaderni di economia immobiliare, 16/2012, 56-66 Roma : Tecnoborsa L'indagine Tecnoborsa 2006: le famiglie italiane e il mercato immobiliare - intermediazione e valutazione Ciani, Alice QEI Quaderni di economia immobiliare, 7/2007, 70-87 Roma : Tecnoborsa L'indagine Tecnoborsa 2006: le famiglie italiane e il mercato immobiliare - Ristrutturazioni Ciani, Alice ; Scelba, Lucilla QEI Quaderni di economia immobiliare, 6/2006, 25-34 Roma : Tecnoborsa L'indagine Tecnoborsa 2006: le famiglie italiane e il mercato immobiliare transazioni e mutui Ciani, Alice QEI Quaderni di economia immobiliare, 7/2007, 54-69 Roma : Tecnoborsa L'indagine Tecnoborsa 2007: le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città : transazioni e mutui Ciani, Alice QEI Quaderni di economia immobiliare, 8/2007, 34-49 Roma : Tecnoborsa L'indagine Tecnoborsa 2008: le famiglie italiane e il mercato immobiliare - Transazioni effettuate e mutui Ciani, Alice QEI Quaderni di economia immobiliare, 9/2008, 10-25 Roma : Tecnoborsa L'indagine Tecnoborsa 2008: le famiglie italiane e il mercato immobiliare - Transazioni previste Ciani, Alice QEI Quaderni di economia immobiliare, 9/2008, 26-33 Roma : Tecnoborsa L'indagine Tecnoborsa 2009: le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città Transazioni e mutui Ciani, Alice QEI Quaderni di economia immobiliare, 11/2009, 38-57 Roma : Tecnoborsa L'indagine Tecnoborsa 2010: le famiglie italiane e il mercato immobiliare - mutui Ciani, Alice ; Scelba, Lucilla QEI Quaderni di economia immobiliare, 14/2010, 58-67 Roma : Tecnoborsa L'indagine Tecnoborsa 2010: le famiglie italiane e il mercato immobiliare - Transazioni effettuate e previste Ciani, Alice QEI Quaderni di economia immobiliare, 13/2010, 10-25 Roma : Tecnoborsa L'indagine Tecnoborsa 2011: le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città. Mutui Ciani, Alice ; Scelba, Lucilla QEI Quaderni di economia immobiliare, 15/2011, 98-105 Roma : Tecnoborsa L'indagine Tecnoborsa 2011: le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città. Transazioni effettuate e previste Ciani, Alice QEI Quaderni di economia immobiliare, 15/2011, 84-97 Roma : Tecnoborsa Linee guida strutturali per mercati immobiliari sostenibili Bambagioni, Giampiero QEI Quaderni di economia immobiliare, 13/2010, 80-103 Roma : Tecnoborsa Mercati immobiliari, famiglie e strumenti finanziari. Un confronto internazionale Gobbi, Giorgio QEI Quaderni di economia immobiliare, 5/2005, 73-85 Roma : Tecnoborsa Mercato immobiliare e imprese italiane Alisi, Gino ; Ciani, Alice ; Mercurelli Salari, Filippo QEI Quaderni di economia immobiliare, 16/2012, 10-55 Roma : Tecnoborsa Mutui e ciclo del mercato immobiliare: che cosa è cambiato dagli anni novanta? Gobbi, Giorgio QEI Quaderni di economia immobiliare, 9/2008, 50-65 Roma : Tecnoborsa Anna Morandin Brevetti BREVETTI PER INVENZIONI INDUSTRIALI DEPOSITATI NEL MESE DI GIUGNO 2012 NICE SPA – Oderzo (TV) – Azionamento elettromeccanico per portone di garage. CLIVET SPA – Feltre (BL) – Unità per il condizionamento ambientale per uso residenziale SMC TECHNOLOGY SRL – Treviso – Un sistema e metodo per il controllo del processo di condizionamento di cibo in vaschette preconfezionate in un'unità a tunnel di condizionamento. HAVLICEK MARIANO – S. Vendemiano (TV) – Cinematismo trapezio cilindrico. TECHMEK SRL – Montebelluna (TV) – Apparato per eseguire il trasferimento di vegetali da una struttura di prelievo ad una struttura di ricezione. CAMEROTTO EDY - SCHIAVON MAURO – Paese (TV) - Maserada sul Piave (TV) – Piastrella per il rivestimento di strutture murarie. CALZATURIFICIO S.C.A.R.P.A. SPA – Asolo (TV) – Scarpone da sci. BOSCARATO FRANCESCO – S. Vendemiano (TV) – Contenitore dispenser modulare per l'erogazione e la conservazione di liquidi alimentari. MECCATRONICA DBD SRL – Casier (TV) – Attuatore elettromeccanico a scomparsa totale con vite a ricircolo di sfere per il sollevamento di serramenti alzanti scorrevoli. TONCELLI DARIO – Bassano del Grappa (VI) – Apparato per la movimentazione di lastre e magazzino con tale apparato. BARS DENIS – Roncade (TV) – Macchina miscelatrice PESSOTTORETI SAS – Gaiarine (TV) – Letto sollevabile PERFIM SRL – Brugnera (PN) – Pannello di mobile. DALLA NORA & C. SRL – Mansuè (TV) – Mobile migliorato. RAIPLAST SRL – San Polo di Piave (TV) – Scaglia di raccolta acini installabile in una macchina vendemmiatrice. BRETON SPA – Castello di Godego (TV) – Metodo, sistema e apparato per la lavorazione di ruote dentate. PIVATO SRL – Resana (TV) – Dispositivo di ancoraggio, particolarmente per porte. ALPINESTARS RESEARCH SRL – Maser (TV) – Dispositivo di protezione gonfiabile montato su fodera e assieme d'abbigliamento protettivo. BREVETTI PER MODELLI DI UTILITÀ DEPOSITATI NEL MESE DI GIUGNO 2012 MONDEOX SPA – Casella d'Asolo (TV) – Serie di modelli di to- 48 maie di calzature da trekking e outdoor. PESSOTTO LISA – Codogne' (TV) – Serie di specchi. ENNEVI SNC DI VIDOR M. & C. – Pieve di Soligo (TV) – Serie di modelli di cornici avente carattere individuale. AR-FER ARTE FERRO SRL – Giavera del Montello (TV) – Serie di manufatti in metallo per arredi interni ed esterni. CIABATTI ELIO – Quinto di Treviso (TV) – Serie di 8 modelli di pannelli da costruzione. DISEGNI E MODELLI DEPOSITATI NEL MESE DI GIUGNO 2012 C.F. CENEDESE SRL – Susegana (TV) – Dispositivo di supporto da tavolo, rotante e bloccabile, per contenitori di bevande con rubinetto laterale. PAGOTTO TULLIO – Moriago della Battaglia (TV) – Soletta per calzature e metodo per la rilevazione della postura globale di una persona. MANARIN SRL – Mogliano Veneto (TV) – Bottiglia monodose con dispositivo di stappatura manuale. MARCHI DI IMPRESA DEPOSITATI NEL MESE DI GIUGNO 2012 AZIENDA AGRICOLA CESCO RITA – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "TERRE DI SANTO STEFANO". SARZETTO ELENA – Treviso – Dicitura "F. JWY & CO." MOTIVI CAFE' DI ANTONELLO FABIO – Piombino Dese (PD) – "CONFIDENCE" MOTIVI CAFE' DI ANTONELLO FABIO – Piombino Dese (PD) – Il marchio consiste nella dicitura "CONFIDENCE" stilizzata e in caratteri di fantasia, in cui le lettere "o" e "d" con spazio centrale pieno e le lettere "n", "f" ed "e" sono speculari, le lettere "e" essendo ulteriormente inclinate. RHX STUDIO SNC DI GRAVA MIRKO E ALESSANDRO DE ZORZI – Pieve di Soligo (TV) – Parola "RHX" scritta in corsivo con taglio bianco centrale. CALZATURIFIO SABENA SNC DI STOCCO DIEGO & STEFANO – S. Biagio di Callalta (TV) – Il marchio costituisce la parola "CRONO" in caratteri di fantasia, lettera "c" in nero con triangolo rosso, caratteri "r-o-n" in nero, ultimo carattere "o" stilizzato formato da un contorno verde con ciondolo interno rosso. CHIES EFREM & CANCIAN LORETTA SNC – Conegliano (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "E-SIG MIA" posto su due righe diverse. La parola "mia" è più grande di "e-sig" e sopra la lettera "i", al posto del puntino, è raffigurato un simbolo raffigurante del fumo. La lettera "a" è rappresentata da un arco che riprende una delle gambe della lettera "m" e ha all'interno una goccia stilizzata con la punta verso l'alto. Sopra la lettera "a" della parola "mia" c'è la scritta "e-sig" in caratteri speciali. THERMOSHOE DI BALDIN E C. SNC – Vigonza (PD) – Il marchio consiste in un'impronta raffigurante la dicitura "SANIWAY" di fantasia, in caratteri di fantasia. CHEIL INDUSTRIES INC. – Corea del Sud – "EPITAPH" LA CASEARIA CARPENEDO SRL – Povegliano (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "TOMATTO". ZAGHIS SPA – Ponte di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "SAN MARCO" in qualsiasi carattere. ONESERVICE COMUNICAZIONI SRL – Montebelluna (TV) – Unica parola "ONESERVICE" con la lettera "s" che si prolunga fino alla lettera "o" nella parte inferiore. La parola "one" si distingue dalla parola "service" per il diverso carattere di scrittura. HOME SRL – Cison di Valmarino (TV) – Dicitura "HOME" associata alla parola "CUCINE" sottolineata, ed integrata in un disegno geometrico che incorpora a sua volta un triangolo sovrastante detta dicitura. NOVA ROTORS SRL – Villaga (VI) – Marchio comprendente la dicitura "DIAMOND SERIE PUMP" in caratteri stilizzati. FOOD REPUBLIC SRL – S. Zenone degli Ezzelini (TV) – Il marchio consiste in una stella stilizzata al centro di un fumetto, quest'ultimo a sua volta racchiuso in un quadrato con gli angoli smussati; sotto la denominazione "FOODREPUBLIC". BROTTO DISTILLERIE SRL – Cornuda (TV) – Il marchio è costituito dalla dicitura "EREMIT L'AMARO DI ERBE". ECOR-NATURASI' SPA – Verona – Il marchio è costituito da un quadrato contenente un'impronta stilizzata di un cuore posta superiormente alla dicitura "ECOR", di fantasia, scritta in caratteri minuscoli di fantasia. CASA VINICOLA BOSCO MALERA SRL – Salgareda (TV) – Marchio comprendente le diciture "BOSCO" e "BOSCO VITICULTORI" centralmente ricomprese nell'ambito di un'impronta di contrasto quadrata di colore verde pantone 349 in cui la dicitura "bosco viticultori" è in carattere stilizzato essendo la parola "bosco" di colore bianco di dimensioni maggiori della sottostante parola "viticultori" di colore oro pantone 875. La quale dicitura è affiancata e preceduta da un disegno di fantasia comprendente la stilizzazione di una foglia colore oro pantone 875 sulla quale è impressa la lettera "b" e al di sotto della quale foglia è una linea circonvoluta di colore oro pantone 875 nella quale sono ricomprese le lettere "o", "s", "c", "o" di colore bianco, nel loro assieme tutte le dette lettere formando la dicitura "bosco". RM MUSIC SRL – Ravenna (RA) – Il marchio consiste in un quadrato racchiuso da una cornice interna, con in alto e al centro la scritta "RMM" in carattere impact regular posta sopra la scritta "RICCARDO MUTI MUSIC" in carattere futura condensed extrabold. Sotto la scritta viene riportata l'immagine a mezzo busto del sig. Muti Riccardo con la mano sinistra aperta e con una bacchetta nella mano destra. RM MUSIC SRL – Ravenna (RA) – Il marchio consiste nella dicitura "RMM" in carattere impact regular. La lettera "m" in alto a destra è sormontata parzialmente dall'immagine del sig. Muti Riccardo a mezzo busto con la mano sinistra aperta la quale sormonta parzialmente anche la seconda lettera al centro assieme alla bacchetta. In basso viene riportata la dicitura "RICCARDO MUTI MUSIC" in carattere futura condensed extrabold. RM MUSIC SRL – Ravenna (RA) – Il marchio consiste in un rettangolo con cornice interna con al centro la dicitura "RMM" in carattere impact regular e sotto viene riportata la scritta "RICCARDO MUTI MUSIC" in carattere futura condensed extrabold. RM MUSIC SRL – Ravenna (RA) – Il marchio consiste in un rettangolo con cornice interna con al centro la dicitura "RMM" in carattere impact regular . Brevetti 49 MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "SELF RISTORO" in caratteri speciali. MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "HAPPY BAR" in caratteri speciali. MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "CENTRO STORICO" in caratteri speciali. MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "PREZZO UNICO" in caratteri speciali. MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "STUDIO 81". MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "SCARPAPIÙ " in caratteri speciali. MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "LA PELLE " in caratteri speciali. MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "DONI DELLA NATURA AZIENDA AGRICOLA S. LORENZO " in caratteri speciali. MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "DRIVE CASA TUTTO PER LA CASA " in caratteri speciali. MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "AL CENTRO CENTRO COMMERCIALE " in caratteri speciali. MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "RIEN DE VRAI 100%". MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "RIEN DE VRET 100%". MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "RIEN DE VRET 100%" con la lettera "t" capovolta. MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "RIEN DE VRET 100%" con le lettere "v" e "t" capovolte. MARCOLIN LUCA – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "THE FAMILY BUSINESS UNIT" in qualsiasi carattere di stampa, dimensioni e colori. MARCOLIN LUCA – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste in un'impronta quadrata inclinata a sinistra di colore verde senape (codice hex cede52, rgb(206,222,82)) contenente al suo interno un'ulteriore impronta quadrata di colore verde turchese (codice hex 2ea7b2, rgb (46,167,178)) al cui interno si trova la dicitura "THE FAMILY BUSINESS UNIT" con carattere di colore bianco (codice hex ffffff, rgb (255,255,255)) disposto su quattro livelli. SIME SRL A SOCIO unico – San Vendemiano (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "SIME". SIME SRL A SOCIO unico – San Vendemiano (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "SIMEPHOTO". FAVERO ELECTRONIC DESIGN DI FAVERO GINO – Arcade (TV) – Il marchio consiste in un'immagine grafica che rappresenta una testa di cavallo girata verso destra che sormonta tre segni semicircolari con andamento ad onda. Sulla destra insiste la scritta "FAVERO realizzata con una variante del carattere pump triline. Detta scritta sormonta la dicitura "ELECTRONIC DESIGN". CANTINA COLLI DEL SOLIGO SOC. AGR. COOP. – Pieve di Soligo (TV) – Scritta "ARCADE'S" e sotto il disegno di una villa veneta. SHIKARA DI ZORZI DOLORES – Treviso – Il marchio si compone di una figura posta a sinistra composta da due sfere che si intersecano, quella di sinistra ha un motivo floreale, mentre quella di destra ha riportata all'interno la scritta "SHIKARA" con la lettera "k" che è di maggiori dimensioni. Sopra queste due sfere si trova una goccia scura. Alla destra dell'immagine c'è la scritta "SHIKARA BIMBI", la scritta shikara ha carattere più grande ed è in carattere speciale, mentre la scritta bimbi ha dimensioni più piccole ed è posta sotto le lettere "ara". BORTOLOMIL SPA – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste in un'impronta raffigurante la dicitura "SYM PHO NIAE", in caratteri di fantasia, inscritta in un quadrato ed in cui le lettere "sym, pho e niae" sono disposte su piani diversi. COMUNE DI ISTRANA – Istrana (TV) – Il marchio è costituito dalla dicitura "FIATICORTI". COMUNE DI ISTRANA – Istrana (TV) – Il marchio è costituito dalla denominazione "FIATICORTI": la parola fiati è scritta in carattere grassetto e corti in carattere normale; la lettera "c" è unita alla lettera "o" da una linea a simboleggiare la pellicola cinematografica. Sopra la "c" e la "o" è raffigurato un pellicano con il becco superiore tratteggiato e simboleggia il ciak dei registi cinematografici. AZIENDA AGRICOLA CASA BACCICHETTO S.S. DI BACCICHETTO FRANCO E ANDREA – Ponte di Piave (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "BACIO ROSSO" in qualsiasi carattere di stampa, dimensione e colore. D'AMICO SAMUELE – Treviso – Il marchio consiste nella dicitura "ORIGAMI" sulla prima riga e "fusion" sulla seconda riga a partire dalla elttera "a". Sopra la scritta "origami" è presente un simbolo grafico di un uccello stilizzato. DAMO UMBERTO – Mansuè (TV) – Il marchio figurativo fa uso del font denominato "crillee" e consiste in un acronimo formato da "FCS" con la "c" abbassata di mezzo carattere seguito da uno spazio seguito da un trattino seguito da uno spazio e seguito dalla scritta "FEDERAZIONE CITTADINI SOVRANI". PASTICCERIA DELICE DI TRENTO STEFANO – Asolo (TV) – Il marchio è composto dalla scritta "DELICE" racchiusa tra un disegno araldico di fantasia nella parte superiore e dalla scritta "PASTICCERIA CAFFETTERIA" incisa su un nastro curvo nella parte inferiore. GEFIN SRL – Fontaniva (PD) – il marchio consiste in un'impronta raffigurante la dicitura "LOGGIA CONTARINI", disposta su due righe sotto la rappresentazione grafica di fantasia di un edificio a forma di loggia, il tutto all'interno di un'impronta rettangolare. NEGOZI PELLIZZARI SRL UNIPERSONALE – Vedelago (TV) – Marchio verbale dicitura "VIRGINIA D." comunque scritto. NEGOZI PELLIZZARI SRL UNIPERSONALE – Vedelago (TV) – Marchio verbale dicitura "PELLIZZARI" comunque scritto. NEGOZI PELLIZZARI SRL UNIPERSONALE – Vedelago (TV) – Marchio verbale dicitura "VIKTORIA" comunque scritta. PEDERIVA EMANUEL – Farra di Soligo (TV) – Il marchio è costituito dalla denominazione "SOTTOCRODA". I-CARE ONLUS – Treviso – Il marchio è composto a sinistra da un elefante stilizzato reggente con la proboscide il simbolo di una lampadina accesa e nella parte destra dalla scritta realizzata con caratteri maiuscoli e stilizzati "ICARE" (mi sta a cuore). Alla base dell'elefante è presente anche la scritta realizzata sempre in caratteri maiuscoli e stilizzati "IDEE CON L'AFRICA-ONLUS". AZIENDA AGRICOLA CASA BACCICHETTO S.S. DI BACCICHETTO FRANCO E ANDREA – Ponte di Piave (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "SURLI' " con accento sulla lettera "i" in qualsiasi carattere, dimensione e colore. AZIENDA AGRICOLA CASA BACCICHETTO S.S. DI BACCICHETTO FRANCO E ANDREA – Ponte di Piave (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "1 VENDEMMIA" in cui la lettera "a" è posta in alto rispetto al numero "1" e ruotata rispetto a "vendemmia", stilizzata. IWEAR GROUP SRL UNIPERSONALE – Castelfranco Veneto (TV) – Lettera "W" stilizzata, con segmento sinistro più lungo e terminante con un cerchio vuoto. IWEAR GROUP SRL UNIPERSONALE – Castelfranco Veneto (TV) – Lettera "W" stilizzata, con segmento sinistro più lungo e terminante con un cerchio vuoto, posta centralmente nella parte superiore del marchio, e sovrastante la scritta IWEAR, scritta che ha come unica particolarità la lettera "e" con il trattino superiore più corto degli altri due. COLORIFICIO SAN MARCO SPA – Marcon (VE) – Marchio figurativo comprendente la dicitura "ABC PITTURE E RIVESTIMENTI PER EDILIZIA" di colore bianco, il tutto su un'impronta di contrasto rettangolare di colore rosso pantone 485c, ed in cui la dicitura "ABC" è campeggiante al centro della detta impronta di contrasto essendo di dimensioni rilevantemente maggiori della sottostante dicitura "PITTURE E RIVESTIMENTI PER EDILIZIA". LORENZON ANGELO ESPEDITO SS – Ormelle (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "DELCRE' " in qualsiasi carattere, con accento grave sulla seconda lettera "e". BASSO MAURIZIO – Possagno (TV) – Il marchio consiste nellas critta "PROSECCO CANOVA" VAL D'OCA SRL – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "MINU' " di fantasia, in qualsiasi carattere e dimensione. VAL D'OCA SRL – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "COLFONDO" di fantasia, in qualsiasi carattere e dimensione. VAL D'OCA SRL – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "COL FONDO", in qualsiasi carattere e dimensione. LORENZETTO SRL – S. Vendemiano (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "MILLENNIUM" in caratteri speciali. LORENZETTO SRL – S. Vendemiano (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "POLI-FIT" . FINIMPREX SRL UNIPERSONALE – S. Pietro di Feletto (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "JOLLYCUT" intesa in qualsiasi dimensione, e colore. Il marchio è scritto in carattere di fantasia. CA' SAN VITO DI VENTORUZZO DANILO – Montebelluna (TV) – Il marchio è composto dal nome della ditta "CA' SAN VITO" scritto con il carattere arno-pro con le iniziali maiuscole, di cui "ca'" sulla prima riga e "san vito" sulla seconda riga. Alla sinistra della parola "ca' c'è un grappolo stilizzato. Brevetti MARAFFATO SARA – Casale sul Sile (TV) – Il marchio consiste nella parola "TSUYAYAKA" R.I. GROUP SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consite nella dnominazione "TEOBROMIDE" R.I. GROUP SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "MADANIA" DENTONE SRL – S. Maria Di Sala (VE) – Il marchio è costituito dalla dicitura "DENTIAMO". JIANG ZHI – Paese (TV) – Il marchio è costituito dalla denominazione "SANATECH" in carattere speciale . MARANGON PAOLO - BARALDO SIMONE – TREVISO – TGAME FAVERO HEALTH PROJECTS SPA – Montebelluna (TV) – Marchio figurativo comprendente la dicitura "FAVERO INTERNATIONAL" in caratteri stilizzati ed in cui la parola "FAVERO" di colore nero, precede ed è allineata alla parola "international" di colore blu pantone 293. COL VETORAZ SPUMANTI SRL – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "DODICI LUNE" in qualsisi carattere e dimensione. 50 S.G.M. SAS DI SCUDELLER & SARI – Cimadolmo (TV) – rubinetto ad otturatore per liquidi alimentari, smontabile ed igienizzabile. PET ENGINEERING S.R.L. – S.Vendemiano (TV) – preforma per bottiglie in materiale polimerico. CORVAGLIA ROBERTO – Ceggia (VE) – sistema solare integrato multifunzionale per la produzione di energia. ISIS S.R.L. – Paese (TV) – metodo per il controllo e l'attivazione di una interfaccia utente e dispositivo e impianto con tale metodo e interfaccia. GABRIELLI DANIELA; GRASSO RACHELE – Istrana (TV); Paese (TV) – elemento grafico avente carattere individuale. X REGIO DI SCATTOLIN GIANLUCA – Quarto d'Altino (VE) – motivo grafico avente caratteristiche individuali. ISTITUTO FILOSOFICO ERMETICO ACCADEMIA DARIO SALAS – Villorba (TV) – serie di disegni figurativi aventi caratteristiche individuali. OFFICINE MECCANICHE ZOPPELLETTO S.P.A. – Monticello Conte Otto (VI) – dispositivo di aggancio per il sollevamento di bobine. DE MARCHI ERNESTO – Volpago del Montello (TV) – sedia polivalente che diventa asse da stiro. ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE STUDIO TECNICO MANDETTA DELL'ING. SAVERIO MANDETTA E DELL'ARCH. GIULIA MANDETTA; HOLZBAU SPA – Roma; Bressanone (BZ) – tribuna modulare. CLOTHING COMPANY S.P.A. – Mogliano Veneto (TV) – metodo per il trattamento della pelle o di capi di abbigliamento in pelle, particolarmente di pelli animali del tipo nabuk. CADAMURO ANGELO – Cimadolmo (TV) – canalina a fessura. PIANTA REMO; ROSSATO LAURA – Martellago (VE) – motore endotermico rotativo. HAUSBRANDT TRIESTE 1892 SPA – Nervesa della Battaglia (TV) – capsula per la preparazione di bevande. HAUSBRANDT TRIESTE 1892 SPA – Nervesa della Battaglia (TV) – capsula per la preparazione di bevande. GASPARINI INDUSTRIES S.R.L. – Istrana (TV) – dispositivo per la bombatura in presse piegatrici. DECO MED S.R.L. – Mogliano Veneto (TV) – struttura di protesi mammaria. TEXA S.P.A.; BIOKONTEST S.R.L. – Monastier di Treviso (TV); S.Stino di Livenza (VE) – sistema e metodo di controllo dell'iniezione di una miscela di gas in una tana sotterranea occupata da animali roditori infestanti. L.A.S.I S.R.L – Meolo (VE) – fermentatore migliorato. CAMEROTTO EDY; SCHIAVON MAURO – Paese (TV); Maserada sul Piave (TV) – piastrella per il rivestimento di strutture murarie e relativo metodo di produzione. ADAPTICA S.R.L. – Padova – apparato per la rilevazione di difetti visivi. TOP GRES SRL – Paese (TV) – materiale ceramico gres per la produzione di strumenti di cottura. CANUTO ALMERINO – Casale sul Sile (TV) – dispositivo di compensazione del disassamento in sistemi di bloccaggio automatici. BREVETTI PER MODELLI DI UTILITÀ DEPOSITATI NEL MESE DI LUGLIO 2012 I'M SPA – Milano – cassa di dispositivo da polso di interconnessione e comunicazione multimediale che integra un'antenna. TIRON IOAN – Vittorio Veneto (TV) – impianto per la produzione di energia elettrica. DI.E.GI. SRL – Castel d'Ario (MN) – fondello per pantaloni da ciclista, per attivita' "sopra sella", attivita' sportive ed usi diversi, caratterizzato da una struttura interna a cuscino d'aria. SILCART SPA – Carbonera (TV) – struttura di sottotegola bituminoso per coperture discontinue. LACOPLAST.IT SRL – S.Fior (TV) – struttura di rinforzo. DISEGNI E MODELLI DEPOSITATI NEL MESE DI LUGLIO 2012 ISIS S.R.L. – Paese (TV) – metodo per il controllo e l'attivazione di una interfaccia utente contestuale e dispositivo e impianto con tale metodo e interfaccia. SPF LOGICA S.R.L. – Montebelluna (TV) – migliorato materiale in cui realizzare circuiti conduttori. BREVETTI PER INVENZIONI INDUSTRIALI DEPOSITATI NEL MESE DI LUGLIO 2012 di pavimenti. MARCHI DI IMPRESA DEPOSITATI NEL MESE DI LUGLIO 2012 RISTORANTE DA GIGETTO – Miane (TV) – COCOFUNGO. MARIN ROBERTO – Portobuffolè (TV) – Il marchio consiste nella dicitura stilizzata UOMA. MARANGON PAOLO, BARALDO SIMONE – Treviso – Dicitura 2-BE BY PAUL MAJETTA. TONELLO CLAUDIO, TONELLO RENZO – Montebelluna (TV) – Il marchio è costituito da un rettangolo contenente la dicitura TONELLO, scritta in stampatello maiuscolo, posta in prossimità dell'angolo inferiore destro. SILTER S.R.L. – Vigonza (PD) – Denominazione SILTER stilizzata avente un carattere visibilmente tridimensionale, associata ad un simbolo di fantasia costituito dall'accoppiamento speculare di due sagome che per effetto della conformazione negativa lasciano intravedere la lettera S. DA RE S.P.A. – Godega di S.Urbano (TV) – Denominazione GLI ALLEGRI BIBANESI stilizzata riprodotta in carattere visibilmente infantile. D.M.C. S.R.L. – S.Vendemiano (TV) – Denominazione MANUEL CAFFE' stilizzata ove le lettere M ed L appaiono sovradimensionate rispetto alle altre, ed in cui sopra detta denominazione è riportato un simbolo costituito da un ovale all'interno del quale è raffigurata una pianta del caffé stilizzata con una tazzina ed un cappello a falda larga. DISEC S.R.L. – Susegana (TV) – Il marchio consiste nella dicitura SFERIK, in qualsiasi carattere e dimensione. MAYER BRAUN DEUTSCHLAND S.R.L. – Carbonera (TV) – Il marchio è costituito dalla dicitura ZANZARA MAYER di fantasia, in qualsiasi carattere e dimensione. IDEAL SRL – Quero (BL) – cerniera a molla per occhiali. DE ZORDI DAVIDE – Montebelluna (TV) – sedia con asse da stiro. COOPERATIVA AGRICOLA SPAZIO SOC. COOP. A R.L. – Trevignano (TV) – Il marchio consiste in un quadrato con scritta in alto a sx RICERCA e sotto un sole raggiato - al centro & - in basso a dx la scritta NATURA sopra la quale vi è un paesaggio prativo con piccolo bovino, casa stilizzata ed albero. sulla destra, fra due segmenti di ellisse la scritta COOPERATIVE ZOOTECNICHE, le OO in parte sovrapposte. OMA S.R.L. – Villafranca di Verona (VR) – metodo e macchina per l'incartonamento di bottiglie in posizione coricata. BARBIERO LIVIO – Mareno di Piave (TV) – elemento parquet in legno stratificato con inserti di irrigidimento per la realizzazione COOPERATIVA AGRICOLA SPAZIO SOC. COOP. A R.L. – Trevignano (TV) – Il marchio consiste nella dicitura GRUPPO e di PESSOTTORETI S.A.S. – Gaiarine (TV) – meccanismo di sollevamento. BARBIERO LIVIO – Mareno di Piave (TV) – blocco modulare in materiale ligneo per la costruzione di edifici. Brevetti 51 pari grandezza, al di sotto, due segmenti di ellisse a concavita' contrapposte che includono la dicitura SPAZIO e sotto ancora in corsivo la dicitura ... AI VANTAGGI DELLA COOPERAZIONE. LA FATTORIA DI CATTUZZO ENRICO & C. SAS – Vedelago (TV) – Il marchio consiste in un settore circolare contenente la lettera F con carattere speciale (gotico particolare), al di sotto della quale si trova la dicitura curvilinea: L'ARTESINO, in stampatello e grassetto; al di sotto di questa dicitura vi è scritto: FORMAGGIO A LATTE CRUDO con caratteri in stampatello di dimensioni minori. FRONZONI FULVIO – Treviso – Il marchio consiste nella dicitura ACQUA SIGNORILE da usufruire con tutti i caratteri e in tutti i colori. DERSUT CAFFE' S.P.A. – Conegliano (TV) – Il marchio consiste nella dicitura DECALIGHT, in qualsiasi carattere e dimensione. DERSUT CAFFE' S.P.A. – Conegliano (TV) – Il marchio consiste nella dicitura CAFFE' STRONG, in cui la seconda lettera E presenta un apostrofo, in qualsiasi carattere e dimensione. ISOSYSTEM S.R.L. – Ponte di Piave (TV) – Il marchio consiste nella dicitura ISOSYSTEM dove la lettera S è stilizzata; il tutto racchiuso in un rettangolo con angoli arrotondati. ALI SRL – Vazzola (TV) – Il marchio consiste nella denominazione ORGANIC WEAR (abbigliamento organico). BORTOLUZZI SISTEMI S.P.A. – Belluno – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura BORTOLUZZI SISTEMI, in caratteri di fantasia, essendo la dicitura sistemi posta al di sotto e nella parte superiore di una impronta quadrilatera. CONFRATERNITA DEL FAGIOLO BORLOTTO NANO LEVADA – Pederobba (TV) – Il marchio consiste in un'immagine incorniciata in un doppio ovale dove sono mostrati: un corso d'acqua che sbocca da una valle delimitata da due monti che si incrociano lasciando vedere una porzione di cielo; un greto del fiume sufficientemente ampio per accogliere delle piante sistemate su una riva secondo una pluralita' di filari che seguono il corso del fiume; l'immagine di tre baccelli di fagiolo che si sovrappone parzialmente a quell'ovale; sopra l'ovale la scritta FAGIOLO BORLOTTO NANO e al di sotto dell'ovale stesso la scritta LEVADA. ROTOLPIAVE S.R.L. – Sernaglia della Battaglia (TV) – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura ROTOLPIAVE, in caratteri di fantasia. TECNOSYSTEMI S.P.A. – Vittorio Veneto (TV) – Il marchio consiste in una impronta raffigurante un naso di cane stilizzato a cui è associata la parola FIDO. FAVARETTO MARCO – Mirano (VE) – Scritta SIOUXIE carattere simile a pennellate/pennarello. BETTIO GROUP SAS DI BETTIO DENIS & C. – Marcon (VE) – Marchio figurativo comprendente la dicitura BETTIO ZANZARIERE FLYSCREENS, in caratteri stilizzati in cui la detta dicitura è preceduta da un disegno di fantasia, come da rappresentazione grafica, ed in cui la dicitura bettio è di dimensioni maggiori e precede le diciture ZANZARIERE FLYSCREENS di dimensioni inferiori e sovrapposte. A.M.M. 53 SRL – Villorba (TV) – A.M.M. 53 SRL (A.M.M. suddiviso dai puntini), un sole che fa l'occhiolino con la bocca aperta e con il berretto da cuoco. sotto il solec'è una fascia con la scritta IL SOLE IN TAVOLA e sotto una tovaglietta a quadretti. MIONETTO S.P.A. – Valdobbiadene (TV) – Dicitura di fantasia AMISTANI GUARDA VENEGAZZU' in qualsiasi carattere. PARCHETTIFICIO GARBELOTTO SRL – Cappella Maggiore (TV) – Dicitura CREATOR. MIONETTO S.P.A. – Valdobbiadene (TV) – Dicitura di fantasia COLDEROVE in qualsiasi carattere. ECO3 ENGINEERING S.R.L. – Villorba (TV) – Il marchio ECO3 ENGINEERING è riprodotto con un carattere di fantasia a colori blu e rosso, ed è attraversato da una figura semi circolare puntinata di colore azzurro. SPAZIOCASA SERVIZI IMMOBILIARI DI ARNOLDO MONICA – Salgareda (TV) – Il marchio consiste nella combinazione tra un logo rappresentato da un prospetto stilizzato di una casa e la scritta SPAZIOCASA SERVIZI IMMOBILIARI. GELMO FRANCO – Sernaglia della Battaglia (TV) – ANTICO FILO'. GELMO FRANCO – Sernaglia della Battaglia (TV) – Il marchio è composto da un'immagine che raffigura una signora seduta all'arcolaio intenta a filare la lana. sotto l'immagine è posta la scritta ANTICO FILO' in carattere corsivo. un ovale accennato contorna il marchio. DI.E.GI. SRL – Castel d'Ario (MN) – Il marchio consiste nella dicitura ENERGY PAD in qualsiasi carattere di stampa e dimensione e colore (traduzione: fondello per ciclista/attivita' soprasella che incrementa il vigore e l'energia di chi lo indossa). UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DELLA PROVINCIA DI TREVISO - PIÙ BREVEMENTE DENOMINATA ANCHE UNINDUSTRIA TREVISO – Treviso – Il marchio consiste nella dicitura UNINDUSTRIA C'E' in qualsiasi forma, carattere, dimensione e colore. UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DELLA PROVINCIA DI TREVISO - PIÙ BREVEMENTE DENOMINATA ANCHE UNINDUSTRIA TREVISO – Treviso – Il marchio consiste nella dicitura UNINDUSTRIA C'E' raffigurata in grassetto. in primo piano si nota la parola UNINDUSTRIA in colore nero, mentre in secondo piano è rappresentata la parola C'E' in colore arancione di maggiori dimensioni. UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DELLA PROVINCIA DI TREVISO - PIÙ BREVEMENTE DENOMINATA ANCHE UNINDUSTRIA TREVISO – Treviso – Il marchio consiste nella dicitura UNINDUSTRIA C'E' raffigurata in grassetto. la parola UNINDUSTRIA in colore nero, è inserita nella parola C'E' in colore arancione di maggiori dimensioni. ISTITUTO DI VIGILANZA TERGESTE SRL – Trieste – Marchio figurativo comprendente la dicitura ISTITUTO DI VIGILANZA TERGESTE in caratteri stilizzati di colore grigio pantone 424 in cui la parola TERGESTE è in caratteri di dimensioni maggiori relativamente alle sottostanti parole ISTITUTO DI VIGILANZA, il tutto preceduto da un disegno di fantasia idealmente raffigurante uno scudo di colore rosso, il quale al proprio interno ha una porzione superiore di colore bianco, sulla quale è un disegno idealmente rappresentante una balestra di colore rosso, ed in cui in corrispondenza della metà inferiore dello scudo è una raffigurazione idealmente rappresentante un elmetto di colore bianco. PROGETTI DIVINI SRL – Treviso – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura CANTINA PROGETTODIVINI, in caratteri di fantasia, essendo la dicitura CANTINA posta tra la dicitura PROGETTODIVINI i ed una impronta costituita da otto impronte circolari, di cui una posta centralmente, da cui dipartono dei raggi di diversa lunghezza e le altre sei impronte circolari essendo posizionate tutte intorno mentre una è posta inferiormente. VERACONF SRL – Resana (TV) – Scritta FARFALLA con sopra 4 rombi stilizzati di cui due più grandi sopra col contorno e l'interno vuoto e altri due più piccoli, sotto, tutti pieni. EMME PI LIGHT - MASIERO S.R.L. – Casale sul Sile (TV) – Il marchio consiste nella dicitura MASIERO, in qualsiasi carattere e dimensione. SENOBLE ITALIA SPA – Borso del Grappa (TV) – Il marchio consiste nella dicitura YALOS. SPORT PERFORMER SRL – Spresiano (TV) – Il marchio SOLDA' è costituito dalla dicitura SOLDA', scritta in caratteri di fantasia. SENOBLE ITALIA SPA – Borso del Grappa (TV) – Il marchio consiste nella dicitura ATHOS. ISTITUTO FILOSOFICO ERMETICO ACCADEMIA DARIO SALAS – Villorba (TV) – Il marchio consiste in un cerchio al cui interno sono inscritti un triangolo, un cerchio più piccolo all'interno del triangolo stesso, una spada con l'elsa e la punta al vertice del triangolo a comporre una croce egizia stilizzata. TOGNANA PORCELLANE S.P.A. – Casier (TV) – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura IL BIANCO IN TAVOLA, disposta ad arco, con sottostante la figura stilizzata di tre piattini e la dicitura TOGNANA. GABRIELLI DANIELA; GRASSO RACHELE – Istrana (TV); Paese (TV) – Il logo è composto nella parte superiore da un ovale (testa) che puo' ricordare uno "0" con una piccola appendice al centro sulla sommita', simile ad un picciolo. ha due occhietti formati da due ovali uno esterno più grande (iride) ed uno più piccolo all'interno (pupilla). guardandolo di fronte, l'occhio sinistro è più grande del destro. la parte inferiore (corpo) ricorda una S stilizzata con una piccola codina all'interno. FISIATRIK SAS DI FAVARO CHIARA & C. – Mogliano Veneto (TV) – Dicitura FISIATRIK. ESTETICA VITA PIÙ DI PINZAN ROMANO E C. SAS – Cappella Maggiore (TV) – Il marchio è costituito dalle diciture ESTETICA sulla prima riga, PIÙ sulla seconda riga spostato a destra, VITA sulla terza riga, scritte in carattere di fantasia, il tutto all'interno di due figure umane stilizzate simmetriche viste di profilo che inarcano l'intero corpo all'indietro formando due linee curve. sottostante c'è la dicitura, in carattere di fantasia, L'ESTETICA DIVERSA. DI.E.GI. SRL – Castel d'Ario (MN) – Il marchio consiste nella dicitura AIR DRY PAD in qualsiasi carattere di stampa e dimensione e colore (traduzione: fondello per ciclista/attivita' soprasella caratterizzato da grande quantita' di aria e da che rimane asciutto). ASOLO SPA – Nervesa della Battaglia (TV) – ASOLO CROSSWALK. MODO LUCE SRL – Vazzola (TV) – Il marchio consiste nella dicitura MODO in carattere a bastone avenir black minuscolo e spaziato. la dicitura MODO è contenuta all'interno di un rettangolo visibile, il cui bordo ha lo stesso spessore delle lettere. MODO LUCE SRL – Vazzola (TV) – il marchio consiste nella dicitura MODO in carattere a bastone avenir black minuscolo e spaziato. la dicitura MODO è contenuta all'interno di un rettangolo visibile, il cui bordo ha lo stesso spessore delle lettere. il marchio è sempre accompagnato dalla dicitura LUCE con tutte le lettere maiuscole, posizionata in basso e centrata sotto il rettangolo, senza variarne le proporzioni. MORATTO S.R.L. – Breda di Piave (TV) – Il marchio consiste nella dicitura ELMOR di fantasia, in qualsiasi carattere e dimensione. ROSSI MARCO – Occhiobello (RO) – Cerchio con all'interno la scritta SPORT e sotto LINE in stampatello. MASOTTINA SPA – Conegliano (TV) – Il marchio consiste nella dicitura MASOTTINA. MASOTTINA SPA – Conegliano (TV) – dicitura LA MASOTTINA. Brevetti 52 SOLIDEA S.R.L. – S.Vendemiano (TV) – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura SALVADOR, di fantasia, in caratteri di fantasia, posta lateralmente ad una impronta raffigurante la lettera S stilizzata. LA MAISON DI CARNIEL MANUEL – Oderzo (TV) – marchio con scritta WILDTHING stilizzata accompagnato da due triangoli con la punta rivolta verso il basso e la sigla WT sul lato superiore di uno di essi. SYEN S.R.L. – Castelfranco Veneto (TV) – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura ZEUS, in caratteri di fantasia fortemente stilizzati, essendo la fascia centrale della lettera E costituita da una impronta di un lampo stilizzato. DECO MED S.R.L. – Mogliano Veneto (TV) – il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura EXPECTO di fantasia, in caratteri di fantasia, essendo la prima lettera E racchiusa entro una impronta circolare. AZIENDA AGRICOLA CONTRADA SESSANA PICCOLA SS – Treviso – Il marchio di forma ovoidale consiste nella rappresentazione di un trullo antico tra due alberi di olivi, il tutto di colore verde. sulla parte superiore presenta un riquadro rettangolare raffigurante un braccio che si protrae verso un ramo verde carico di olive nere con sullo sfondo, ed in contrasto con il cielo azzurro con nubi bianche e la terra rossa ruggine, due alberi secolari di olivi in marrone e verde sfumati in bianco e giallo e di cui uno contenuto da muretto a secco grigio. LA TI ESSE - S.R.L. – Cimadolmo (TV) – il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura PELLY di fantasia, in caratteri di fantasia e fortemente stilizzati. CANTINA COLLI DEL SOLIGO SOC. AGR. COOP. – Pieve di Soligo (TV) – il marchio è costituito dalla riproduzione di due vignaioli che sorreggono un grappolo d'uva, contornati da tralci di vite annodati, portanti inferiormente una cartella con iscritto SOLICUM, associata nella parte sottostante alla dicitura SOLIGO in grafia di fantasia associata a sua volta a DAL 1957. CANTINA COLLI DEL SOLIGO SOC. AGR. COOP. – Pieve di Soligo (TV) – Il marchio è costituito dalla riproduzione di due vignaioli che sorreggono un grappolo d'uva, contornati da tralci di vite annodati, portanti inferiormente una cartella con iscritto SOLICUM, associata nella parte sottostante alla dicitura SOLIGO in grafia di fantasia associata a sua volta a SPUMANTI DAL 1957. CASA DELLE EMOZIONI S.R.L. – Mogliano Veneto (TV) – il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura MAGAZZINI DEL SALE, in caratteri di fantasia, posta al di sotto di una impronta evocante una farfalla. DIANA SRL – Motta di Livenza (TV) – la scritta DIANA ha caratteri di fantasia di colore rosso bordata di nero, la lettera D ha forma di ampolla con la goccia sopra la lettera I al posto del punto, il tutto racchiuso da due virgole di colore blu sfumato. La scritta PRODOTTI E SOLUZIONI PER L'INDUSTRIA si trova sotto il marchio ed è di colore blu. DECO MED S.R.L. – Mogliano Veneto (TV) – il marchio consiste nella dicitura BIODYNAMIC TISSUE (in traduzione tessuto biodinamico), in qualsiasi carattere e dimensione. DIKEMA SRL – Motta di Livenza (TV) – il logo DIKEMA ha caratteri di fantasia, le lettere D, K,A sono scritte con caratteri più grandi rispetto al resto della scritta. Il logo è di colore nero con la lettera K di colore verde. La scritta CHEMICAL di colore nero, ADVANCED colore verde, TECHNOLOGIES colore nero, il tutto posizionato sopra il marchio tra la lettera K e la lettera A scritto in un'unica parola. GRUPPO BASSO S.P.A. – Treviso – il marchio consiste nella dicitura LEFIM, in qualsiasi carattere e dimensione. UNIAMO-GOLDIN IMPRESA SOCIALE – Venezia – figura stilizzata di cucchiaio arrotolato su se stesso che si prolunga e termina in forchetta, sovrastante una scritta in stampatello minuscolo stilizzato FANTASIA con F in corsivo minuscolo e la seconda A in corsivo minuscolo ed accento grave. ONGETTA FRANCESCO – Treviso – consiste nella dicitura ME.DEA rappresentata con la M maiuscola, la E minuscola, il punto, la D maiuscola, la E minuscola e la A minuscola. Il tutto contornato da un disegno grafico raffigurato da delle parentesi graffe girate in varie posizioni che raccolgono il nome. ONGETTA FRANCESCO – Treviso – consiste nella dicitura ME.DEA rappresentata in ogni sua dimensione, colore, carattere. VIDALI IMPIANTI2 SRL – Chiarano (TV) – un'ala stilizzata che si inserisce in un rettangolo che simboleggia una finestra. Alla destra compare la dicitura stilizzata VIDALI FINISHING di cui alla traduzione: vidali finitura contornata da una elisse che parte dalla lettera V e si ricongiunge alla lettera V. Sotto compare la dicitura stilizzata CUSTOMIZED PAINTING PLANTS di cui alla traduzione impianti di verniciatura personalizzati. Il tutto di colore blu. BEL CRU DI RICCI CECILIA – Susegana (TV) – BEL CRU. LABOMAR SRL – Istrana (TV) – FATSELECT. LABOMAR SRL – Istrana (TV) – SINEFAT. LABOMAR SRL – Istrana (TV) – CARBOSELECT. LABOMAR SRL – Istrana (TV) – SINECARB. LABOMAR SRL – Istrana (TV) – PROFULL. LABOMAR SRL – Istrana (TV) – SATIEMED. RO.NI MARMI DI MOROSIN ROBERTO E MOROSIN DARIO SNC – Crespano del Grappa (TV) – il marchio consiste nella denominazione OFFICINA DELLA PIETRA con immagine di superficie di pietra. Report 53 PREZZI ALL’INGROSSO SULLA PIAZZA DI TREVISO INDICAZIONE DELLA MERCE MEDIE MENSILI GIUGNO 2012 GIU. 2011 GIU. 2012 380,10 - seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza VE GM “ seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza RA GM “ 378,50 - seme tostato partenza stabilimento (um. 13%) “ 401,50 469,88 t 387,50 347,50 PRODOTTI DELLA MOLITORIA INDICAZIONE DELLA MERCE GIU. 2011 GIU. 2012 (alla tonnellata, IVA esclusa) FARINE DI GRANO TENERO CEREALI E SEMI OLEOSI (alla tonnellata, IVA esclusa, merce f.co veicolo, partenza magazzino venditore) CARATT. DI LEGGE – rinfusa partenza FRUMENTO TENERO CARATTERISTICHE DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio) NAZIONALE tipo 00 - cen. 0,5 - glut. 7 “ 480,00 475,00 N. 1 SUPERFINO (p.s. min. 80, imp. 1%, umidità 14%, W min. 280, P/L max 0,8, glutine min. 33%, prot. 13%) tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 9 “ 472,50 467,50 t - - N. 2 FINO (p.s. min. 79, imp. 1%, umid. 14%, W min. 180, P/L max 0,8, glutine min. 26%, i.c. 280, prot. 12%) “ - - tipo 00 - cen. 0,45 - glut. 12-13 “ 580,00 580,00 tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 11-12 “ 507,50 507,50 PER PASTICCERIA “ 600,00 600,00 “ 432,50 414,38 Farina bianca nostrana “ 486,00 485,00 Farina bianca granita “ 506,00 505,00 Farina gialla nostrana nazionale “ 473,00 416,25 Farina gialla granita nazionale “ 493,00 436,25 Spezzato degerminato tenero “ 339,50 280,00 N. 3 BUONO MERCANTILE (p.s. min. 78, imp. 1%, umid. 14%, i.c. 250 min.) “ 243,17 226,00 N. 4 MERCANTILE (p.s. inferiore a 74, imp. 1%, umid. 14%) “ 225,50 - FRUMENTI ESTERI (Nazionalizzati, rinfusa f.co veicolo partenza VE) GLUTINE SUP. AL MINIMO DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio) PRODOTTI DEL GRANO DURO (f.co pastificio - um. 14,5% - rinfusa) Semola - cen. 0,70-0,90 Francese (p.s. 76/77) “ - - Northern Spring n. 2 (prot. 15%) “ - - Manitoba n. 1 “ 339,75 310,63 Grano Australiano prime hard “ - - Estero (p.s. 74/75) (franco arrivo) “ - - Tedesco (franco arrivo) “ - - Austriaco (franco arrivo) “ - - GRANONI Rinfusa, partenza magazzino venditore, franco veicolo, essiccato, 14% umidità (caratteristiche a norma di legge) PRODOTTI DEL GRANOTURCO (f.co partenza - imb. compreso) SOTTOPRODOTTI DEL FRUMENTO (f.co arrivo provincia) CRUSCA E CRUSCHELLO in sacco “ 192,90 205,63 NAZIONALI rinfusa “ 150,90 157,50 IBRIDO GIALLO rinf. in pellets di grano tenero “ 149,70 155,00 rinf. in pellets di grano duro “ 149,70 155,00 Semivitreo “ - - Uso zootecnico Treviso - Venezia “ 257,20 188,25 TRITELLO Uso zootecnico Friuli “ 254,30 185,38 in sacco “ 197,90 210.63 Uso alimentare Treviso - Venezia “ - - rinfusa “ 163,50 170,00 Uso alimentare Friuli “ - - FARINACCIO A stagione da essiccare (base 25% um.) “ - - in sacco “ 260,30 245,63 rinfusa “ 230,30 215,00 IBRIDO BIANCO Uso zootecnico “ 257,20 - Uso alimentare “ - 240,00 Ibrido bianco semivitreo “ 334,00 - ESTERI Farinetta “ 233,80 181,75 Germe (base 20% grassi) “ 287,50 295,00 PRODOTTI ALIMENTAZIONE BESTIAME (alla tonnellata, rinfusa arrivo, IVA esclusa) Franco arrivo TV-VE umidità 14% Giallo comunitario SOTTOPRODOTTI DEL GRANOTURCO (rinfusa – f.co partenza) “ - - FARINE DI ORIGINE VEGETALE ALTRI CEREALI Farina di erba med. disid.pr. 17/18% stq - fibra 24 betacarotene 150-180 t - 227,50 ORZO Farina erba med. disid. pr. 16/17% stq - fibra 26 betacarotene 120-150 “ 202,50 217,50 Nazionale Farina di estr. di soia nazionale e/o USA pr. 44% stq GM “ 314,90 444,75 p.s. inferiore a 62 - umidità 14% - imp. 2% “ 211,50 180,00 Farina di estr. di soia naz. pr. 48% stq GM “ 324,90 452,75 p.s. superiore a 62 - umidità 14% - imp. 2% “ 207,00 186,25 Farina di estr. di soia estera pr. 48% stq GM “ 324,30 452,75 Farina di estr. di soia nazionale pr. 44% stq “ 340,50 452,75 Comunitario p.s. 64/65 (partenza VE) “ - - Farina di estr. di soia bras./arg. in pellets pr.44% stq GM “ - - p.s. 64/65 (franco arrivo) “ 221,83 233,50 Farina estr. girasole non sgusciato estero “ - - SORGO Estero p.s. 64/65 - franco arrivo " - - Farina estr. girasole sgusciato proteico estero “ 201,90 233,50 AVENA ESTERA Bianca p.s. 50/55 (franco arrivo) “ 250,50 252,50 Farina estr. girasole nazionale pr. 28-29% stq “ 189,90 213,75 Farina estr. colza nazionale prot. 37% stq “ 241,10 302,50 Farina di estr. di germe di mais prot. 19-20% stq “ - - Estero SEMI OLEOSI: seme di soia nazionale um. 14% imp. 2% partenza TV-VE “ 386,10 - Report 54 INDICAZIONE DELLA MERCE GIU. 2011 GIU. 2012 INDICAZIONE DELLA MERCE DOC Venezia (al litro) FARINE DI ORIGINE ANIMALE GIU. 2011 GIU. 2012 - - 5,35 6,40 Farina di aringhe danesi "999"pr. 72% stq in sacco “ 1.456,50 1.555,00 Chardonnay IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5 Farina di pesce Perù/Cile pr. 65% stq “ 1.234,00 1.322,50 Chardonnay DOC Piave - - Chardonnay DOC Venezia - - SFARINATI, PANNELLI, ALTRI Erba med. disid. pellets pr. 15-16% stq fibra 28 “ 187,50 207,50 Incrocio Manzoni 6.0.13 IGT Marca Trevigiana gr. 11-12,5 5,25 6,40 Sfarinato di fieno pr. 7-8% stq fibra 35-40 “ 135,00 148,75 Sauvignon IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 5,30 6,40 Glera IGT Marca Trevigiana gr. 9-10 (al litro) 0,48 0,51 0,51 0,57 DOC (al litro) - 1,68 v.n.f. (atto a Prosecco DOC) gr. 9-10 (al litro) - - DOCG Conegliano-Valdobbiadene (al litro) - 2,13 PASTE ALIMENTARI (f.co dettagliante) IVA escl. DOCG Superiore di Cartizze (al litro) - 7,30 in confezioni da kg 5 1,20 DOCG Asolo (al litro) - 1,95 - - - - - - 3,40 4,30 Pannello/Expeller di lino estero pr. 34% stq “ - - Glutine di granoturco pr. 55-58% stq “ 650,00 650,00 Glera IGT Colli Trevigiani gr. 9-10 (al litro) Semola glutinata di mais pr. 17-18% stq “ 211,50 205,88 PROSECCO “ - - POLPE ESSICCATE di bietole in fettuccie di bietole in pellets “ kg 223,20 1,00 207,50 in confezioni da kg 1 “ 1,10 1,14 PINOT E CHARDONNAY (atti al taglio con DOCG) (al litro) in confezioni da kg 0,500 “ 1,20 1,22 VINO Novello rosso gradi 12 circa (al litro) MOSTI CONC. (grado feheling in peso x 0,6 per 100 kg) RISO (f.co mag. grossista - in confezioni da 1 kg) Originario kg 0,92 0,75 concentrato rosso Padano “ 1,04 0,80 concentrato rettificato nazionale Vialone nano “ 1,34 1,15 ACETI E SPIRITI (f.co magazzino grossista) Ribe (R.B.) “ 1,20 1,05 Aceto di vino (6% acid. acetica tot. decolorato) al litro 1,40 1,40 al litro 1,36 1,36 Alcool puro a non meno di 95° da melasso gr/100 litri 887,51 887,51 Alcool puro a non meno di 95° da cereali gr/100 litri 895,68 894,68 Vinaccioli secchi (partenza distilleria) 100 kg - 15,00 Grappa Veneta di vinaccia 75-80° gr/100 litri 981,89 998,89 Acquavite di vino invecchiata oltre 3 anni gr/100 litri 997,01 1.172,51 S. Andrea “ 1,20 1,05 Aceto di vino (6% acid. acetica tot. bianco/rosso) Arborio “ 1,45 1,15 SPIRITI (da produttore, merce nuda, f.co partenza su autocisterna, imp. cons. - accisa compresa) VINI (IVA esclusa, al grado/100 lt) ROSSI 3,60 4,55 Merlot del Veneto gr. 11,0-12,0 - - Merlot DOC Venezia - 5,15 Merlot DOC Piave 4,75 5,35 Merlot DOC Montello e Colli Asolani (al litro) 0,73 0,73 Cabernet IGT Marca Trevigiana gr. 11-13 3,75 4,70 Merlot IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 - 5,25 UOVA FRESCHE DI GALLINA CAT. “A” ( f.co centro di imballaggio, colorate) IVA esclusa Cabernet DOC Piave 4,75 5,75 XL grandissime + di 73 grammi 100 pz 11,40 15,80 Cabernet DOC Montello e Colli Asolani (al litro) 0,78 0,78 L grandi da 63 a 73 grammi “ 9,90 13,60 Pinot nero IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 (al litro) 0,73 0,85 M medie da 53 a 63 grammi “ 9,40 13,10 Raboso IGT rosso Marca Trevigiana gr. 9-11 4,60 5,25 S piccole meno di 53 grammi “ 8,00 12,00 Raboso IGT rosato Marca Trevigiana gr. 9,5-11 A PESO IN NATURA (al kg, IVA esclusa) Cabernet DOC Venezia (Sauvignon/Franc) 4,60 5,75 Raboso DOC Venezia rosato - - fino a 53 grammi kg 0,74 1,27 Raboso DOC Piave - - da 54 a 63 grammi “ 0,77 1,36 oltre 63 grammi “ 0,81 1,36 acidità massima 2% lt 3,75 3,15 extra vergine acidità massima 1% “ 4,15 3,50 vari “ 1,76 1,78 di girasole “ 1,39 1,44 di mais “ 1,30 1,40 di arachide “ 1,35 1,97 BIANCHI IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 DOC Venezia bianco TAI (Tocai Friulano) IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12,5 DOC Piave Verduzzo IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 Verduzzo DOC Piave 3,65 4,75 - - 3,85 4,75 - - 5,85 5,95 OLI DI OLIVA f.co mag. grossista (in confezioni da 1 a 5 lt) OLI DI SEMI f.co mag. grossista (in latte da 1 a 25 lt) - - 5,85 6,70 - - Pinot grigio IGT Marca Trevigiana gr. 12-12,5 (al litro) 0,82 1,08 Pinot grigio del Piave DOC (al litro) 0,93 - Prosciutto crudo di S. Daniele con osso kg 11,30 11,40 - - Prosciutto crudo di S. Daniele disossato s.v. “ 13,55 13,65 Pinot bianco IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5 Pinot bianco DOC Piave v.n.f. (atto a IGT M.T.) gr. 10,5-11(al litro) SALUMI (f.co magazzino grossista) Report 55 INDICAZIONE DELLA MERCE GIU. 2011 GIU. 2012 INDICAZIONE DELLA MERCE GIU. 2011 GIU. 2012 Prosciutto crudo di Parma con osso “ 10,10 10,30 Trifoglio violetto nazionale selezionato (certificato ENSE) “ - - Prosciutto crudo di Parma disossato s.v. “ 12,50 12,70 Trifoglio estero selezionato (certif. ENSE) iscritto “ 3,44 4,95 Prosciutto cotto di alta qualità “ 7,95 8,15 Trifoglio ladino gigante italiano selez. (certificato ENSE) “ - - Prosciutto cotto scelto “ 6,50 6,70 Trifoglio ladino estero (certificato ENSE) iscritto “ 5,50 5,60 Prosciutto cotto “ 5,65 5,85 Ginestrino (veriolo nero) selezionato (certificato ENSE) “ 10,25 14,00 Speck IGP “ 9,30 9,50 Veccia nera vellutata (certificato ENSE) “ 2,45 2,38 Speck non IGP “ 7,40 7,60 Veccia nera sativa (certificato ENSE) “ 0,93 0,85 Mortadella puro suino IGP “ 5,45 5,65 Lojetto perenne estero “ 2,35 2,40 Mortadella puro suino non IGP “ 4,10 4,30 Lojetto italico di produzione estera “ 1,83 1,85 Sopressa nostrana Trevigiana/Trevisana “ 9,25 9,35 Sorgo zuccherino per erbaio “ 1,30 1,95 Sopressa nostrana casalinga “ 7,95 8,15 AVENA Sopressa nostrana industriale “ 6,65 6,85 di 1a moltiplicazione “ - - Salame nostrano casalingo “ 7,15 7,35 di 2a moltiplicazione “ - - Salame nostrano industriale “ 6,45 6,65 ORZO Ossocollo stagionato “ 8,68 8,78 di 1a moltiplicazione “ - - Ossocollo semistagionato “ 7,75 7,85 di 2a moltiplicazione “ - - Pancetta supercoppata “ 6,95 7,15 Segale certif. “ - - Pancetta arrotolata coppata “ 5,90 6,10 FRUMENTI TENERI Pancetta arrotolata scotennata “ 5,23 5,43 di 1a riproduzione “ - - Pancetta stufata “ 5,30 5,50 di 2a riproduzione “ - - Salsiccia trevigiana “ 5,20 5,40 FRUMENTI DURI Cotechino trevigiano “ 4,45 4,65 di 1a riproduzione “ - - Porchetta Trevigiana/Trevisana “ 5,75 5,75 di 2a riproduzione “ - - Solfato ammonico al 20% t 355,00 355,00 Nitrato ammonico al 26% “ 375,00 390,00 Nitrato di calcio al 15% “ 445,00 465,00 Concimi potassici solfato 50% gran. “ 647,50 685,00 Urea agricola 46% prilled “ 512,50 600,00 CASEARI (franco distribuzione organizzata) CONCIMI CHIMICI (merce resa imballata in sacchi di plastica da kg 50, su mezzo di trasporto del consumatore, f.co mag. del rivenditore) BURRO Centrifugato impacchettato kg 4,05 3,15 DA CONDIMENTO Parmigiano reggiano stagionatura minimo 24 mesi “ 12,10 11,90 Grana Padano stagionatura da 12 a 15 mesi “ 9,43 9,63 Grana Padano stagionatura oltre 15 mesi “ 9,80 10,00 Perfosfato minerale 19% granulare “ 282,50 305,00 “ 5,15 5,45 Triplo 46% granulare “ 570,00 615,00 “ 520,00 540,00 “ 600,00 605,00 Solfato di rame 98/99% - naz. (conf. 25 kg) conf. 86,00 108,50 Zolfo ventilato 99% fino a 85% (conf. 25 kg) “ 15,00 14,50 kg 1,15 1,20 leggeri “ 1,11 1,20 pesanti “ 1,13 1,20 medie “ 0,17 0,29 pesanti “ 0,36 0,41 leggere “ 0,17 0,27 medie “ 0,20 0,29 femmine “ 2,04 2,02 maschi “ 2,09 2,07 DA TAVOLA Asiago pressato in forme, al naturale Asiago d'allevo mezzano in forme, da 4 a 6 mesi “ 6,50 6,50 Complessi ternari 15-15-15 Emmenthal in forme o parti di forma (escl.Emmenthaler Switzerland) “ 5,40 5,60 8-24-24 complesso Provolone 30 gg dolce “ 5,72 5,72 Provolone 90 gg stagionato “ 5,88 5,88 Stracchino “ 5,30 5,50 Latteria pronto consumo “ 4,75 4,65 Tipo latteria d’importazione “ 4,30 4,30 Montasio 60 gg “ 5,70 5,70 Montasio allevo 90 gg “ 6,30 6,20 Gorgonzola tipico “ 6,08 6,08 Caciotta trevigiana “ 5,50 5,70 Mozzarella di mucca (bocconcini da 100 a 250 gr) “ 5,60 5,80 Mozzarella di mucca (filoni da 1 kg) “ 5,18 5,38 Taleggio tipico nazionale “ 5,60 5,60 Formaggella trevigiana “ 5,15 5,35 SEMENTI DA PRATO (merce f.co vagone o autocarro, partenza, tela provv. ed IVA escluse, con garanzia di legge, conf. 50 kg da addebitare a parte - tra rivenditori) Erba medica locale varietà selez. (certificato ENSE) kg 3,40 3,33 Erba medica locale varietà in natura - secondo resa alla selezione dell’annata (certicato ENSE) “ 2,20 - ANTICRITTOGAMICI (f.co mag. rivenditore – a confezione) PRODOTTI AVICUNICOLI (alla produzione - franco azienda) IVA esclusa POLLI ALLEV. INTENSIVO A TERRA A PIGMENTAZIONE BIANCA pesanti A PIGMENTAZIONE GIALLA: GALLINE DI ALLEVAMENTO INTENSIVO A TERRA GALLINE DI ALLEV. INTENSIVO IN BATTERIA ANATRE MUTE Report 56 INDICAZIONE DELLA MERCE GIU. 2011 GIU. 2012 FARAONE allevamento tradizionale intensivo “ 2,24 2,18 TACCHINI PESANTI INDICAZIONE DELLA MERCE “ 5,23 4,82 coscie “ 2,23 2,23 ali “ 1,45 1,65 “ 2,37 2,14 fesa “ 5,27 4,82 coscie “ 2,18 2,13 ali “ 1,45 1,65 “ 1,27 1,22 TACCHINI a busto maschi “ 1,43 1,32 PARTI DI TACCHINO da kg 3,2 a kg 3,8 “ - - TACCHINI MEDI GIU. 2012 fesa femmine TACCHINI MINI GIU. 2011 “ - - tradizionali “ 3,50 3,53 da carne femmine “ 0,29 0,35 a busto “ 4,40 4,45 da carne maschi “ 0,45 0,51 CONIGLI MACELLATI freschi nazionali “ 3,74 4,12 femmine per uova da consumo “ 0,66 0,71 OCHE nazionali “ - - POLLASTRE 112 giorni “ 3,51 4,05 CAPPONI freschi “ - - POLLI a collo nudo kg 2,12 1,95 BESTIAME SUINO (prezzi corrisposti agli agricoltori f.co allev. peso vivo) IVA esclusa da kg 4,5 a kg 5,5 PULCINI GALLETTI ANATRE FEMMINE GRASSI golden kg 2,58 2,13 da 90 a 115 kg kg 1,42 1,46 livornesi “ 2,78 2,53 da 115 a 130 kg “ 1,27 1,25 da 130 a 145 kg “ 1,28 1,26 allevamento intensivo “ - - da 145 a 160 kg “ 1,31 1,29 allevamento all'aperto tradizionale “ - - da 160 a 180 kg “ 1,36 1,35 OCHE allevamento intensivo “ - - oltre 180 kg “ 1,31 1,32 CAPPONI CONIGLI MAGRONI fino a kg 2,500 “ 1,44 1,70 da 40 kg “ 2,13 2,50 oltre kg 2,500 “ 1,50 1,76 da 50 kg “ 1,81 2,21 da 65 kg “ 1,57 1,82 da 80 kg “ 1,37 1,60 POLLAME MACELLATO NAZ. FRESCO "classe A" POLLI TRADIZIONALI leggeri e medi kg 1,93 2,03 LATTONZOLI pesanti “ 1,93 2,03 da 15 kg “ 3,48 3,75 da 25 kg “ 2,54 3,01 “ 2,41 2,86 1a qualità “ 0,61 0,73 “ 0,51 0,63 kg 1,80 2,09 Bruno Alpina 1a qualità kg 0,95 1,11 A BUSTO leggeri “ 2,17 2,36 da 30 kg pesanti “ 2,17 2,33 SCROFE PARTI DI POLLO petti con forcella “ 4,91 4,83 2a qualità cosciotti “ 2,11 2,18 ali non separate “ 1,45 1,65 PREZZI DEL BESTIAME E DEI FORAGGI SUL MERCATO DI ODERZO (Rilevazioni effettuate dal Comune) a collo nudo “ 3,38 2,95 golden comet “ 3,79 3,15 livornesi “ 3,91 3,48 “ 1,22 1,83 “ 1,37 1,68 leggere “ 1,50 2,02 pesanti “ 1,67 1,82 GALLI TRADIZIONALI GALLINE TRADIZIONALI medie pesanti A BUSTO FARAONE allevamento tradizionale intensivo “ 3,33 3,33 PARTI DI TACCHINA “ 2,15 VITELLONI FEMMINE DA MACELLO Simmenthal 1a categoria VACCHE DA MACELLO Razza Simmenthal 1a qualità “ 1,15 1,29 Razza Simmenthal 2a qualità “ 0,90 1,11 Pezzata nera 1a qualità “ 0,95 1,21 Pezzata nera 2a qualità “ 0,50 0,99 100 kg 12,00 13,75 “ 14,50 15,25 “ 12,80 11,00 FORAGGI (f.co domicilio compratore, imballati) IVA esclusa Fieno maggengo di prato naturale Erba medica Paglia di frumento pressata TACCHINE a busto BESTIAME (prezzi al foro boario - peso vivo) IVA esclusa 2,03 I prezzi indicati nel presente listino si intendono (salva espressa indicazione in contrario) al netto dell'IVA, pagamento in contanti. Report 57 PREZZI ALL’INGROSSO SULLA PIAZZA DI TREVISO INDICAZIONE DELLA MERCE MEDIE MENSILI LUGLIO 2012 INDICAZIONE DELLA MERCE LUG. 2011 LUG. 2012 LUG. 2011 LUG. 2012 386,13 - seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza VE GM “ seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza RA GM “ 374,00 - seme tostato partenza stabilimento (um. 13%) “ 406,50 524,13 t 382,50 360,00 PRODOTTI DELLA MOLITORIA (alla tonnellata, IVA esclusa) FARINE DI GRANO TENERO CEREALI E SEMI OLEOSI (alla tonnellata, IVA esclusa, merce f.co veicolo, partenza magazzino venditore) CARATT. DI LEGGE – rinfusa partenza CARATTERISTICHE DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio) FRUMENTO TENERO tipo 00 - cen. 0,5 - glut. 7 “ 480,00 487,50 tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 9 “ 472,50 480,00 tipo 00 - cen. 0,45 - glut. 12-13 “ 580,00 596,25 tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 11-12 “ 507,50 523,75 PER PASTICCERIA “ 600,00 616,25 “ 460,00 412,50 Farina bianca nostrana “ 490,00 485,00 Farina bianca granita “ 510,00 505,00 Farina gialla nostrana nazionale “ 470,00 447,50 Farina gialla granita nazionale “ 490,00 467,50 Spezzato degerminato tenero “ 343,50 312,25 in sacco “ 187,00 203,75 NAZIONALI rinfusa “ 145,00 153,75 IBRIDO GIALLO rinf. in pellets di grano tenero “ 150,00 155,00 Semivitreo “ - - rinf. in pellets di grano duro “ 150,00 155,00 Uso zootecnico Treviso - Venezia “ 255,13 224,50 TRITELLO Uso zootecnico Friuli “ 251,25 222,25 in sacco “ 192,00 208,75 “ 157,00 166,25 NAZIONALE N. 1 SUPERFINO (p.s. min. 80, imp. 1%, umidità 14%, W min. 280, P/L max 0,8, glutine min. 33%, prot. 13%) t - - N. 2 FINO (p.s. min. 79, imp. 1%, umid. 14%, W min. 180, P/L max 0,8, glutine min. 26%, i.c. 280, prot. 12%) “ - 240,00 N. 3 BUONO MERCANTILE (p.s. min. 78, imp. 1%, umid. 14%, i.c. 250 min.) “ 221,00 231,25 N. 4 MERCANTILE (p.s. inferiore a 74, imp. 1%, umid. 14%) “ - - GLUTINE SUP. AL MINIMO DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio) PRODOTTI DEL GRANO DURO (f.co pastificio - um. 14,5% - rinfusa) Semola - cen. 0,70-0,90 FRUMENTI ESTERI (Nazionalizzati, rinfusa f.co veicolo partenza VE) Francese (p.s. 76/77) “ - - Northern Spring n. 2 (prot. 15%) “ - - Manitoba n. 1 “ 318,25 362,50 Grano Australiano prime hard “ - - Estero (p.s. 74/75) (franco arrivo) “ - - Tedesco (franco arrivo) “ - - Austriaco (franco arrivo) “ - - GRANONI Rinfusa, partenza magazzino venditore, franco veicolo, essiccato, 14% umidità (caratteristiche a norma di legge) PRODOTTI DEL GRANOTURCO (f.co partenza - imb. compreso) SOTTOPRODOTTI DEL FRUMENTO (f.co arrivo provincia) CRUSCA E CRUSCHELLO Uso alimentare Treviso - Venezia “ - - rinfusa Uso alimentare Friuli “ - - FARINACCIO A stagione da essiccare (base 25% um.) “ - - in sacco “ 248,00 248,50 rinfusa “ 218,00 216,00 IBRIDO BIANCO Uso zootecnico “ - - SOTTOPRODOTTI DEL GRANOTURCO (rinfusa – f.co partenza) Uso alimentare “ - - Farinetta “ 229,25 210,50 - Germe (base 20% grassi) “ - 305,00 Ibrido bianco semivitreo “ 334,00 ESTERI PRODOTTI ALIMENTAZIONE BESTIAME (alla tonnellata, rinfusa arrivo, IVA esclusa) Franco arrivo TV-VE umidità 14% Giallo comunitario “ - - FARINE DI ORIGINE VEGETALE ALTRI CEREALI Farina di erba med. disid.pr. 17/18% stq - fibra 24 betacarotene 150-180 t - 234,75 ORZO Farina erba med. disid. pr. 16/17% stq - fibra 26 betacarotene 120-150 “ 202,50 224,75 Nazionale Farina di estr. di soia nazionale e/o USA pr. 44% stq GM “ 314,75 510,25 Farina di estr. di soia naz. pr. 48% stq GM “ 324,75 522,00 Farina di estr. di soia estera pr. 48% stq GM “ 321,75 522,00 Farina di estr. di soia nazionale pr. 44% stq “ 336,75 522,00 Farina di estr. di soia bras./arg. in pellets pr.44% stq GM “ - - Farina estr. girasole non sgusciato estero “ - - p.s. inferiore a 62 - umidità 14% - imp. 2% “ - - p.s. superiore a 62 - umidità 14% - imp. 2% “ 204,38 213,00 Comunitario p.s. 64/65 (partenza VE) “ - - p.s. 64/65 (franco arrivo) “ 211,88 236,17 SORGO Estero p.s. 64/65 - franco arrivo " - - Farina estr. girasole sgusciato proteico estero “ 196,25 285,50 AVENA ESTERA Bianca p.s. 50/55 (franco arrivo) “ 247,50 260,83 Farina estr. girasole nazionale pr. 28-29% stq “ 183,00 243,50 Farina estr. colza nazionale prot. 37% stq “ 235,00 325,00 Farina di estr. di germe di mais prot. 19-20% stq “ - - Estero SEMI OLEOSI: seme di soia nazionale um. 14% imp. 2% partenza TV-VE “ 386,38 - Report 58 INDICAZIONE DELLA MERCE LUG. 2011 LUG. 2012 INDICAZIONE DELLA MERCE DOC Venezia (al litro) FARINE DI ORIGINE ANIMALE LUG. 2011 LUG. 2012 - - 5,35 6,34 Farina di aringhe danesi "999"pr. 72% stq in sacco “ 1.416,25 1.606,25 Chardonnay IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5 Farina di pesce Perù/Cile pr. 65% stq “ 1.201,25 1.441,25 Chardonnay DOC Piave - - Chardonnay DOC Venezia - - SFARINATI, PANNELLI, ALTRI Erba med. disid. pellets pr. 15-16% stq fibra 28 “ 187,50 214,75 Incrocio Manzoni 6.0.13 IGT Marca Trevigiana gr. 11-12,5 5,25 6,40 Sfarinato di fieno pr. 7-8% stq fibra 35-40 “ 137,25 158,25 Sauvignon IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 5,30 6,40 Glera IGT Marca Trevigiana gr. 9-10 (al litro) 0,48 0,51 0,51 0,57 - 1,60 Pannello/Expeller di lino estero pr. 34% stq “ - - Glutine di granoturco pr. 55-58% stq “ 650,00 669,38 Glera IGT Colli Trevigiani gr. 9-10 (al litro) Semola glutinata di mais pr. 17-18% stq “ 211,50 224,13 PROSECCO DOC (al litro) POLPE ESSICCATE 1,35 - DOCG Conegliano-Valdobbiadene (al litro) - 2,13 DOCG Superiore di Cartizze (al litro) - 7,30 1,20 DOCG Asolo (al litro) - 1,95 1,14 PINOT E CHARDONNAY (atti al taglio con DOCG) (al litro) - - 1,22 VINO Novello rosso gradi 12 circa (al litro) - - di bietole in fettuccie “ - - di bietole in pellets “ 232,50 207,50 PASTE ALIMENTARI (f.co dettagliante) IVA escl. in confezioni da kg 5 in confezioni da kg 1 in confezioni da kg 0,500 kg “ “ 1,20 1,14 1,22 MOSTI CONC. (grado feheling in peso x 0,6 per 100 kg) RISO (f.co mag. grossista - in confezioni da 1 kg) Originario v.n.f. (atto a Prosecco DOC) gr. 9-10 (al litro) kg 0,88 0,75 concentrato rosso - - 3,40 4,36 Padano “ 1,00 0,80 concentrato rettificato nazionale Vialone nano “ 1,33 1,15 ACETI E SPIRITI (f.co magazzino grossista) Ribe (R.B.) “ 1,13 1,05 Aceto di vino (6% acid. acetica tot. decolorato) al litro 1,40 1,40 al litro 1,36 1,36 Alcool puro a non meno di 95° da melasso gr/100 litri 887,51 886,51 Alcool puro a non meno di 95° da cereali gr/100 litri 895,68 893,68 Vinaccioli secchi (partenza distilleria) 100 kg - - Grappa Veneta di vinaccia 75-80° gr/100 litri 983,89 998,89 Acquavite di vino invecchiata oltre 3 anni gr/100 litri 1.007,51 1.172,51 S. Andrea “ 1,13 1,05 Aceto di vino (6% acid. acetica tot. bianco/rosso) Arborio “ 1,38 1,10 SPIRITI (da produttore, merce nuda, f.co partenza su autocisterna, imp. cons. - accisa compresa) VINI (alla produzione - IVA esclusa - al grado/100lt) ROSSI 3,60 4,43 Merlot del Veneto gr. 11,0-12,0 - - Merlot DOC Venezia - 5,15 Merlot DOC Piave 4,75 5,35 Merlot DOC Montello e Colli Asolani (al litro) 0,73 0,73 Cabernet IGT Marca Trevigiana gr. 11-13 3,75 4,61 - 5,25 UOVA FRESCHE DI GALLINA CAT. “A” ( f.co centro di imballaggio, colorate) IVA esclusa Cabernet DOC Piave 4,75 5,75 XL grandissime + di 73 grammi 100 pz 11,48 15,80 Cabernet DOC Montello e Colli Asolani (al litro) 0,78 0,78 L grandi da 63 a 73 grammi “ 9,98 13,60 Pinot nero IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 (al litro) 0,73 0,85 M medie da 53 a 63 grammi “ 9,45 13,10 Raboso IGT rosso Marca Trevigiana gr. 9-11 4,60 5,25 S piccole meno di 53 grammi “ 8,05 12,00 Raboso IGT rosato Marca Trevigiana gr. 9,5-11 4,60 5,75 A PESO IN NATURA (al kg, IVA esclusa) Raboso DOC Venezia rosato - - fino a 53 grammi kg 0,76 1,23 Raboso DOC Piave - - da 54 a 63 grammi “ 0,85 1,32 oltre 63 grammi “ 0,85 1,34 Merlot IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 Cabernet DOC Venezia (Sauvignon/Franc) BIANCHI IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 DOC Venezia bianco TAI (Tocai Friulano) IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12,5 DOC Piave Verduzzo IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 Verduzzo DOC Piave 3,65 4,75 - - 3,85 4,75 - - 5,85 5,68 OLI DI OLIVA f.co mag. grossista (in confezioni da 1 a 5 lt) acidità massima 2% lt 3,75 3,15 extra vergine acidità massima 1% “ 4,15 3,50 vari “ 1,79 1,82 di girasole “ 1,41 1,45 di mais “ 1,31 1,39 di arachide “ 1,42 1,99 OLI DI SEMI f.co mag. grossista (in latte da 1 a 25 lt) - - 5,85 6,55 - - Pinot grigio IGT Marca Trevigiana gr. 12-12,5 (al litro) 0,85 1,10 Pinot grigio del Piave DOC (al litro) 0,93 - Prosciutto crudo di S. Daniele con osso kg 11,30 11,40 v.n.f. (atto a IGT M.T.) gr. 10,5-11(al litro) 0,75 - Prosciutto crudo di S. Daniele disossato s.v. “ 13,55 13,65 Pinot bianco IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5 Pinot bianco DOC Piave SALUMI (f.co magazzino grossista) Report 59 INDICAZIONE DELLA MERCE LUG. 2011 LUG. 2012 INDICAZIONE DELLA MERCE LUG. 2011 LUG. 2012 Prosciutto crudo di Parma con osso “ 10,10 10,30 Trifoglio violetto nazionale selezionato (certificato ENSE) “ - - Prosciutto crudo di Parma disossato s.v. “ 12,50 12,70 Trifoglio estero selezionato (certif. ENSE) iscritto “ 3,49 4,99 Prosciutto cotto di alta qualità “ 7,95 8,15 Trifoglio ladino gigante italiano selez. (certificato ENSE) “ - - Prosciutto cotto scelto “ 6,50 6,70 Trifoglio ladino estero (certificato ENSE) iscritto “ 5,58 5,64 Prosciutto cotto “ 5,65 5,85 Ginestrino (veriolo nero) selezionato (certificato ENSE) “ 10,44 14,00 Speck IGP “ 9,30 9,50 Veccia nera vellutata (certificato ENSE) “ 2,45 2,38 Speck non IGP “ 7,40 7,60 Veccia nera sativa (certificato ENSE) “ 0,93 0,89 Mortadella puro suino IGP “ 5,45 5,65 Lojetto perenne estero “ 2,40 2,36 Mortadella puro suino non IGP “ 4,10 4,30 Lojetto italico di produzione estera “ 1,85 1,85 Sopressa nostrana Trevigiana/Trevisana “ 9,25 9,46 Sorgo zuccherino per erbaio “ 1,41 1,95 Sopressa nostrana casalinga “ 7,95 8,15 AVENA Sopressa nostrana industriale “ 6,65 6,85 di 1a moltiplicazione “ - - Salame nostrano casalingo “ 7,15 7,35 di 2a moltiplicazione “ - - Salame nostrano industriale “ 6,45 6,65 ORZO Ossocollo stagionato “ 8,68 8,78 di 1a moltiplicazione “ - - Ossocollo semistagionato “ 7,75 7,85 di 2a moltiplicazione “ - - Pancetta supercoppata “ 6,95 7,15 Segale certif. “ - - Pancetta arrotolata coppata “ 5,90 6,10 FRUMENTI TENERI Pancetta arrotolata scotennata “ 5,23 5,43 di 1a riproduzione “ - - Pancetta stufata “ 5,30 5,50 di 2a riproduzione “ - - Salsiccia trevigiana “ 5,20 5,40 FRUMENTI DURI Cotechino trevigiano “ 4,45 4,65 di 1a riproduzione “ - - Porchetta Trevigiana/Trevisana “ 5,75 5,75 di 2a riproduzione “ - - Solfato ammonico al 20% t 355,00 345,00 Nitrato ammonico al 26% “ 382,50 375,00 Nitrato di calcio al 15% “ 452,50 465,00 Concimi potassici solfato 50% gran. “ 672,50 685,00 Urea agricola 46% prilled “ 547,50 585,00 CASEARI (franco distribuzione organizzata) CONCIMI CHIMICI (merce resa imballata in sacchi di plastica da kg 50, su mezzo di trasporto del consumatore, f.co mag. del rivenditore) BURRO Centrifugato impacchettato kg 4,05 3,15 DA CONDIMENTO Parmigiano reggiano stagionatura minimo 24 mesi “ 12,10 11,90 Grana Padano stagionatura da 12 a 15 mesi “ 9,43 9,63 Grana Padano stagionatura oltre 15 mesi “ 9,80 10,00 Perfosfato minerale 19% granulare “ 307,50 305,00 Asiago pressato in forme, al naturale “ 5,15 5,41 Triplo 46% granulare “ 612,50 615,00 Asiago d'allevo mezzano in forme, da 4 a 6 mesi “ 6,50 6,50 Complessi ternari 15-15-15 “ 540,00 535,00 Emmenthal in forme o parti di forma (escl.Emmenthaler Switzerland) “ 5,40 5,60 8-24-24 complesso “ 620,00 - Provolone 30 gg dolce “ 5,72 5,72 Provolone 90 gg stagionato “ 5,88 5,88 Solfato di rame 98/99% - naz. (conf. 25 kg) conf. 86,00 108,50 Stracchino “ 5,30 5,50 Zolfo ventilato 99% fino a 85% (conf. 25 kg) “ 15,00 14,50 kg 1,08 1,23 leggeri “ 1,08 1,22 pesanti “ 1,07 1,22 medie “ 0,26 0,28 pesanti “ 0,36 0,38 leggere “ 0,26 0,27 medie “ 0,30 0,29 femmine “ 2,02 2,02 maschi “ 2,05 2,07 DA TAVOLA Latteria pronto consumo “ 4,75 4,65 Tipo latteria d’importazione “ 4,30 4,30 Montasio 60 gg “ 5,70 5,70 Montasio allevo 90 gg “ 6,30 6,20 Gorgonzola tipico “ 6,08 6,08 Caciotta trevigiana “ 5,50 5,70 Mozzarella di mucca (bocconcini da 100 a 250 gr) “ 5,60 5,80 Mozzarella di mucca (filoni da 1 kg) “ 5,18 5,38 Taleggio tipico nazionale “ 5,60 5,60 Formaggella trevigiana “ 5,15 5,35 SEMENTI DA PRATO (merce f.co vagone o autocarro, partenza, tela provv. ed IVA escluse, con garanzia di legge, conf. 50 kg da addebitare a parte - tra rivenditori) Erba medica locale varietà selez. (certificato ENSE) Erba medica locale varietà in natura - secondo resa alla selezione dell’annata (certicato ENSE) kg “ 3,40 2,20 3,35 - ANTICRITTOGAMICI (f.co mag. rivenditore – a confezione) PRODOTTI AVICUNICOLI (alla produzione - franco azienda) IVA esclusa POLLI ALLEV. INTENSIVO A TERRA A PIGMENTAZIONE BIANCA pesanti A PIGMENTAZIONE GIALLA: GALLINE DI ALLEVAMENTO INTENSIVO A TERRA GALLINE DI ALLEV. INTENSIVO IN BATTERIA ANATRE MUTE Report 60 INDICAZIONE DELLA MERCE LUG. 2011 LUG. 2012 FARAONE allevamento tradizionale intensivo “ 1,94 2,22 INDICAZIONE DELLA MERCE LUG. 2011 LUG. 2012 fesa “ 5,30 4,90 coscie “ 2,23 2,24 TACCHINI PESANTI ali “ 1,45 1,65 femmine “ 1,27 1,22 TACCHINI a busto “ 2,36 2,12 maschi “ 1,43 1,32 PARTI DI TACCHINO fesa “ 5,40 4,88 coscie “ 2,18 2,13 ali “ 1,45 1,65 TACCHINI MINI da kg 3,2 a kg 3,8 “ - - TACCHINI MEDI da kg 4,5 a kg 5,5 da carne femmine ANATRE FEMMINE “ - - tradizionali “ 3,45 3,53 “ 0,26 0,35 a busto “ 4,35 4,45 PULCINI da carne maschi “ 0,41 0,51 CONIGLI MACELLATI freschi nazionali “ 3,75 3,77 femmine per uova da consumo “ 0,66 0,71 OCHE nazionali “ - - POLLASTRE 112 giorni “ 3,60 4,05 CAPPONI freschi “ - - POLLI a collo nudo kg 2,05 1,98 BESTIAME SUINO (prezzi corrisposti agli agricoltori f.co allev. peso vivo) IVA esclusa GALLETTI GRASSI golden kg 2,14 2,13 da 90 a 115 kg kg 1,47 1,60 livornesi “ 2,32 2,53 da 115 a 130 kg “ 1,32 1,38 da 130 a 145 kg “ 1,33 1,39 allevamento intensivo “ - - da 145 a 160 kg “ 1,36 1,43 allevamento all'aperto tradizionale “ - - da 160 a 180 kg “ 1,41 1,48 OCHE allevamento intensivo “ - - oltre 180 kg “ 1,36 1,45 CAPPONI CONIGLI MAGRONI fino a kg 2,500 “ 1,50 1,50 da 40 kg “ 2,08 2,35 oltre kg 2,500 “ 1,56 1,56 da 50 kg “ 1,79 2,12 POLLAME MACELLATO NAZ. FRESCO "classe A" da 65 kg “ 1,57 1,82 POLLI TRADIZIONALI da 80 kg “ 1,38 1,65 leggeri e medi kg 1,85 2,04 LATTONZOLI pesanti “ 1,85 2,04 da 15 kg “ 3,28 3,52 da 25 kg “ 2,40 2,78 “ 2,28 2,61 1a qualità “ 0,62 0,78 “ 0,52 0,68 kg 1,80 2,05 Bruno Alpina 1a qualità kg 0,95 1,08 1,80 Razza Simmenthal 1a qualità “ 1,15 1,25 1,68 Razza Simmenthal 2a qualità “ 0,90 1,08 Pezzata nera 1a qualità “ 0,95 1,17 Pezzata nera 2a qualità “ 0,50 0,95 A BUSTO leggeri “ 2,21 2,37 da 30 kg pesanti “ 2,21 2,33 SCROFE PARTI DI POLLO petti con forcella “ 4,91 5,00 2a qualità cosciotti “ 1,90 2,18 ali non separate “ 1,45 1,65 PREZZI DEL BESTIAME E DEI FORAGGI SUL MERCATO DI ODERZO (Rilevazioni effettuate dal Comune) BESTIAME (prezzi al foro boario - peso vivo) IVA esclusa GALLI TRADIZIONALI a collo nudo “ 2,98 3,08 golden comet “ 3,20 3,23 livornesi “ 3,40 3,48 GALLINE TRADIZIONALI medie pesanti “ “ 1,44 1,40 A BUSTO leggere pesanti “ “ 1,69 1,68 1,95 1,85 VITELLONI FEMMINE DA MACELLO Simmenthal 1a categoria VACCHE DA MACELLO FORAGGI (f.co domicilio compratore, imballati) IVA esclusa FARAONE Fieno maggengo di prato naturale 100 kg 12,00 12,50 allevamento tradizionale intensivo Erba medica “ 14,50 14,50 TACCHINE Paglia di frumento pressata “ 10,00 8,50 a busto I prezzi indicati nel presente listino si intendono (salva espressa indicazione in contrario) al netto dell'IVA, pagamento in contanti. PARTI DI TACCHINA “ “ 2,95 2,15 3,38 1,99 Report 61 PREZZI ALL’INGROSSO SULLA PIAZZA DI TREVISO INDICAZIONE DELLA MERCE MEDIE MENSILI AGOSTO 2012 AGO. 2011 AGO. 2012 387,75 - seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza VE GM “ seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza RA GM “ 386,67 - seme tostato partenza stabilimento (um. 13%) “ 405,50 588,33 t 382,50 370,83 PRODOTTI DELLA MOLITORIA INDICAZIONE DELLA MERCE AGO. 2011 AGO. 2012 (alla tonnellata, IVA esclusa) FARINE DI GRANO TENERO CEREALI E SEMI OLEOSI (alla tonnellata, IVA esclusa, merce f.co veicolo, partenza magazzino venditore) CARATT. DI LEGGE – rinfusa partenza FRUMENTO TENERO CARATTERISTICHE DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio) NAZIONALE tipo 00 - cen. 0,5 - glut. 7 “ 480,00 495,00 N. 1 SUPERFINO (p.s. min. 80, imp. 1%, umidità 14%, W min. 280, P/L max 0,8, glutine min. 33%, prot. 13%) tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 9 “ 472,50 487,50 t - - N. 2 FINO (p.s. min. 79, imp. 1%, umid. 14%, W min. 180, P/L max 0,8, glutine min. 26%, i.c. 280, prot. 12%) “ - 261,17 tipo 00 - cen. 0,45 - glut. 12-13 “ 580,00 605,00 tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 11-12 “ 507,50 532,50 PER PASTICCERIA “ 600,00 625,00 “ 475,00 435,83 Farina bianca nostrana “ 490,00 491,67 Farina bianca granita “ 510,00 511,67 Farina gialla nostrana nazionale “ 452,50 475,00 Farina gialla granita nazionale “ 472,50 495,00 Spezzato degerminato tenero “ 322,50 349,17 N. 3 BUONO MERCANTILE (p.s. min. 78, imp. 1%, umid. 14%, i.c. 250 min.) “ 221,00 253,00 N. 4 MERCANTILE (p.s. inferiore a 74, imp. 1%, umid. 14%) “ - - FRUMENTI ESTERI (Nazionalizzati, rinfusa f.co veicolo partenza VE) GLUTINE SUP. AL MINIMO DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio) PRODOTTI DEL GRANO DURO (f.co pastificio - um. 14,5% - rinfusa) Semola - cen. 0,70-0,90 Francese (p.s. 76/77) “ - - Northern Spring n. 2 (prot. 15%) “ - - Manitoba n. 1 “ 327,50 382,50 Grano Australiano prime hard “ - - Estero (p.s. 74/75) (franco arrivo) “ 212,50 - Tedesco (franco arrivo) “ - - Austriaco (franco arrivo) “ - - GRANONI Rinfusa, partenza magazzino venditore, franco veicolo, essiccato, 14% umidità (caratteristiche a norma di legge) PRODOTTI DEL GRANOTURCO (f.co partenza - imb. compreso) SOTTOPRODOTTI DEL FRUMENTO (f.co arrivo provincia) CRUSCA E CRUSCHELLO in sacco “ 205,25 229,17 NAZIONALI rinfusa “ 164,38 179,17 IBRIDO GIALLO rinf. in pellets di grano tenero “ 166,75 181,67 rinf. in pellets di grano duro “ 166,75 181,67 Semivitreo “ - - Uso zootecnico Treviso - Venezia “ 230,25 261,83 TRITELLO Uso zootecnico Friuli “ 226,88 259,50 in sacco “ 210,25 234,17 Uso alimentare Treviso - Venezia “ - - rinfusa “ 175,75 190,00 Uso alimentare Friuli “ - - FARINACCIO A stagione da essiccare (base 25% um.) “ - - in sacco “ 258,50 274,17 rinfusa “ 228,50 240,00 IBRIDO BIANCO Uso zootecnico “ - - SOTTOPRODOTTI DEL GRANOTURCO (rinfusa – f.co partenza) Uso alimentare “ - - Farinetta “ 207,88 244,67 Ibrido bianco semivitreo “ 334,00 - Germe (base 20% grassi) “ 286,00 320,83 ESTERI PRODOTTI ALIMENTAZIONE BESTIAME (alla tonnellata, rinfusa arrivo, IVA esclusa) Franco arrivo TV-VE umidità 14% Giallo comunitario “ - - FARINE DI ORIGINE VEGETALE ALTRI CEREALI Farina di erba med. disid.pr. 17/18% stq - fibra 24 betacarotene 150-180 t - 249,17 ORZO Farina erba med. disid. pr. 16/17% stq - fibra 26 betacarotene 120-150 “ 204,50 239,17 Nazionale Farina di estr. di soia nazionale e/o USA pr. 44% stq GM “ 317,50 560,17 Farina di estr. di soia naz. pr. 48% stq GM “ 326,75 569,17 Farina di estr. di soia estera pr. 48% stq GM “ 322,75 569,17 Farina di estr. di soia nazionale pr. 44% stq “ 338,50 569,17 Farina di estr. di soia bras./arg. in pellets pr.44% stq GM “ - - Farina estr. girasole non sgusciato estero “ - - p.s. inferiore a 62 - umidità 14% - imp. 2% “ - - p.s. superiore a 62 - umidità 14% - imp. 2% “ 214,25 236,33 Comunitario p.s. 64/65 (partenza VE) “ - - p.s. 64/65 (franco arrivo) “ 223,50 251,67 SORGO Estero p.s. 64/65 - franco arrivo " - - Farina estr. girasole sgusciato proteico estero “ 191,13 330,83 AVENA ESTERA Bianca p.s. 50/55 (franco arrivo) “ 240,00 - Farina estr. girasole nazionale pr. 28-29% stq “ 168,00 282,50 Farina estr. colza nazionale prot. 37% stq “ 217,50 325,00 Farina di estr. di germe di mais prot. 19-20% stq “ - - Estero SEMI OLEOSI: seme di soia nazionale um. 14% imp. 2% partenza TV-VE “ 386,75 - Report 62 INDICAZIONE DELLA MERCE AGO. 2011 AGO. 2012 INDICAZIONE DELLA MERCE DOC Venezia (al litro) FARINE DI ORIGINE ANIMALE AGO. 2011 AGO. 2012 - - 5,50 6,30 Farina di aringhe danesi "999"pr. 72% stq in sacco “ 1.407,50 1.640,00 Chardonnay IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5 Farina di pesce Perù/Cile pr. 65% stq “ 1.200,00 1.515,00 Chardonnay DOC Piave - - Chardonnay DOC Venezia - - SFARINATI, PANNELLI, ALTRI Erba med. disid. pellets pr. 15-16% stq fibra 28 “ 189,50 229,17 Incrocio Manzoni 6.0.13 IGT Marca Trevigiana gr. 11-12,5 5,50 6,40 Sfarinato di fieno pr. 7-8% stq fibra 35-40 “ 139,50 167,50 Sauvignon IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 5,45 6,40 Glera IGT Marca Trevigiana gr. 9-10 (al litro) 0,48 0,51 0,51 0,57 1,48 - Pannello/Expeller di lino estero pr. 34% stq “ - - Glutine di granoturco pr. 55-58% stq “ 650,00 730,83 Glera IGT Colli Trevigiani gr. 9-10 (al litro) Semola glutinata di mais pr. 17-18% stq “ 209,50 252,50 PROSECCO DOC (al litro) POLPE ESSICCATE di bietole in fettuccie di bietole in pellets “ “ - 232,00 - 224,17 v.n.f. (atto a Prosecco DOC) gr. 9-10 (al litro) 1,40 - DOCG Conegliano-Valdobbiadene (al litro) 1,88 - PASTE ALIMENTARI (f.co dettagliante) IVA escl. DOCG Superiore di Cartizze (al litro) - - in confezioni da kg 5 1,20 DOCG Asolo (al litro) 1,85 - 1,35 - - - - - 3,48 4,40 kg 1,20 in confezioni da kg 1 “ 1,14 1,14 PINOT E CHARDONNAY (atti al taglio con DOCG) (al litro) in confezioni da kg 0,500 “ 1,22 1,22 VINO Novello rosso gradi 12 circa (al litro) MOSTI CONC. (grado feheling in peso x 0,6 per 100 kg) RISO (f.co mag. grossista - in confezioni da 1 kg) Originario kg 0,88 0,75 concentrato rosso Padano “ 0,98 0,80 concentrato rettificato nazionale Vialone nano “ 1,30 1,15 ACETI E SPIRITI (f.co magazzino grossista) Ribe (R.B.) “ 1,05 1,05 Aceto di vino (6% acid. acetica tot. decolorato) al litro 1,40 1,40 S. Andrea “ 1,05 1,05 Aceto di vino (6% acid. acetica tot. bianco/rosso) al litro 1,36 1,36 1,10 SPIRITI (da produttore, merce nuda, f.co partenza su autocisterna, imp. cons. - accisa compresa) Alcool puro a non meno di 95° da melasso gr/100 litri 887,51 885,51 Alcool puro a non meno di 95° da cereali gr/100 litri 895,68 892,68 Vinaccioli secchi (partenza distilleria) 100 kg - - Grappa Veneta di vinaccia 75-80° gr/100 litri 983,89 998,89 Acquavite di vino invecchiata oltre 3 anni gr/100 litri 1.007,51 1.182,51 Arborio “ 1,30 VINI (IVA esclusa, al grado/100 lt) ROSSI 3,65 4,35 Merlot del Veneto gr. 11,0-12,0 - - Merlot DOC Venezia - 5,15 Merlot DOC Piave 4,75 5,35 Merlot DOC Montello e Colli Asolani (al litro) 0,73 0,73 Cabernet IGT Marca Trevigiana gr. 11-13 3,83 4,55 Merlot IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 - 5,25 UOVA FRESCHE DI GALLINA CAT. “A” ( f.co centro di imballaggio, colorate) IVA esclusa Cabernet DOC Piave 4,75 5,75 XL grandissime + di 73 grammi 100 pz 11,95 16,20 Cabernet DOC Montello e Colli Asolani (al litro) 0,78 0,78 L grandi da 63 a 73 grammi “ 10,45 14,17 Pinot nero IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 (al litro) 0,77 0,85 M medie da 53 a 63 grammi “ 9,75 13,60 Raboso IGT rosso Marca Trevigiana gr. 9-11 4,60 5,25 S piccole meno di 53 grammi “ 8,35 12,33 Raboso IGT rosato Marca Trevigiana gr. 9,5-11 4,60 5,75 A PESO IN NATURA (al kg, IVA esclusa) Raboso DOC Venezia rosato - - fino a 53 grammi kg 0,79 1,29 Raboso DOC Piave - - da 54 a 63 grammi “ 0,90 1,40 oltre 63 grammi “ 0,93 1,45 Cabernet DOC Venezia (Sauvignon/Franc) BIANCHI IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 DOC Venezia bianco TAI (Tocai Friulano) IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12,5 DOC Piave Verduzzo IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 Verduzzo DOC Piave 3,72 4,75 - - 3,98 4,75 - - 5,90 5,60 - - 5,93 6,55 - - Pinot grigio IGT Marca Trevigiana gr. 12-12,5 (al litro) 0,93 1,20 Pinot grigio del Piave DOC (al litro) 0,93 - v.n.f. (atto a IGT M.T.) gr. 10,5-11(al litro) 0,83 1,08 Pinot bianco IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5 Pinot bianco DOC Piave OLI DI OLIVA f.co mag. grossista (in confezioni da 1 a 5 lt) acidità massima 2% lt 3,75 3,15 extra vergine acidità massima 1% “ 4,15 3,50 vari “ 1,81 1,82 di girasole “ 1,43 1,48 di mais “ 1,33 1,40 di arachide “ 1,47 2,01 Prosciutto crudo di S. Daniele con osso kg 11,33 11,40 Prosciutto crudo di S. Daniele disossato s.v. “ 13,58 13,65 OLI DI SEMI f.co mag. grossista (in latte da 1 a 25 lt) SALUMI (f.co magazzino grossista) Report 63 INDICAZIONE DELLA MERCE AGO. 2011 AGO. 2012 INDICAZIONE DELLA MERCE AGO. 2011 AGO. 2012 Prosciutto crudo di Parma con osso “ 10,23 10,30 Trifoglio violetto nazionale selezionato (certificato ENSE) “ - - Prosciutto crudo di Parma disossato s.v. “ 12,63 12,70 Trifoglio estero selezionato (certif. ENSE) iscritto “ 3,50 5,00 Prosciutto cotto di alta qualità “ 7,95 8,15 Trifoglio ladino gigante italiano selez. (certificato ENSE) “ - - Prosciutto cotto scelto “ 6,50 6,70 Trifoglio ladino estero (certificato ENSE) iscritto “ 5,66 5,65 Prosciutto cotto “ 5,65 5,85 Ginestrino (veriolo nero) selezionato (certificato ENSE) “ 10,50 14,00 Speck IGP “ 9,30 9,50 Veccia nera vellutata (certificato ENSE) “ 2,29 2,38 Speck non IGP “ 7,40 7,60 Veccia nera sativa (certificato ENSE) “ 0,93 0,90 Mortadella puro suino IGP “ 5,45 5,65 Lojetto perenne estero “ 2,40 2,35 Mortadella puro suino non IGP “ 4,10 4,30 Lojetto italico di produzione estera “ 1,85 1,85 Sopressa nostrana Trevigiana/Trevisana “ 9,30 9,50 Sorgo zuccherino per erbaio “ 1,45 1,95 Sopressa nostrana casalinga “ 7,95 8,15 AVENA Sopressa nostrana industriale “ 6,65 6,85 di 1a moltiplicazione “ - - Salame nostrano casalingo “ 7,15 7,35 di 2a moltiplicazione “ - - Salame nostrano industriale “ 6,45 6,65 ORZO Ossocollo stagionato “ 8,68 8,78 di 1a moltiplicazione “ - - Ossocollo semistagionato “ 7,75 7,85 di 2a moltiplicazione “ - - Pancetta supercoppata “ 6,95 7,15 Segale certif. “ - - Pancetta arrotolata coppata “ 5,90 6,10 FRUMENTI TENERI Pancetta arrotolata scotennata “ 5,23 5,43 di 1a riproduzione “ - - Pancetta stufata “ 5,30 5,50 di 2a riproduzione “ - - Salsiccia trevigiana “ 5,20 5,40 FRUMENTI DURI Cotechino trevigiano “ 4,45 4,65 di 1a riproduzione “ - - Porchetta Trevigiana/Trevisana “ 5,75 5,75 di 2a riproduzione “ - - Solfato ammonico al 20% t 355,00 345,00 DA CONDIMENTO Nitrato ammonico al 26% “ 385,00 375,00 Parmigiano reggiano stagionatura minimo 24 mesi “ 12,10 11,90 Nitrato di calcio al 15% “ 455,00 465,00 Grana Padano stagionatura da 12 a 15 mesi “ 9,43 9,63 Concimi potassici solfato 50% gran. “ 675,00 685,00 Urea agricola 46% prilled “ 560,00 585,00 Perfosfato minerale 19% granulare “ 312,50 305,00 CASEARI (franco distribuzione organizzata) CONCIMI CHIMICI (merce resa imballata in sacchi di plastica da kg 50, su mezzo di trasporto del consumatore, f.co mag. del rivenditore) BURRO Centrifugato impacchettato Grana Padano stagionatura oltre 15 mesi kg “ 4,03 9,80 3,18 10,00 DA TAVOLA Asiago pressato in forme, al naturale “ 5,25 5,40 Triplo 46% granulare “ 632,50 615,00 Asiago d'allevo mezzano in forme, da 4 a 6 mesi “ 6,53 6,50 Complessi ternari 15-15-15 “ 540,00 535,00 8-24-24 complesso “ 620,00 - Solfato di rame 98/99% - naz. (conf. 25 kg) conf. 86,00 108,50 Zolfo ventilato 99% fino a 85% (conf. 25 kg) “ 15,00 14,50 kg 1,16 1,26 leggeri “ 1,16 1,24 pesanti “ 1,16 1,25 medie “ 0,55 0,28 pesanti “ 0,52 0,39 leggere “ 0,54 0,28 medie “ 0,56 0,30 femmine “ 2,06 2,02 maschi “ 2,12 2,07 Emmenthal in forme o parti di forma (escl.Emmenthaler Switzerland) “ 5,40 5,60 Provolone 30 gg dolce “ 5,72 5,72 Provolone 90 gg stagionato “ 5,88 5,88 Stracchino “ 5,43 5,50 ANTICRITTOGAMICI (f.co mag. rivenditore – a confezione) Latteria pronto consumo “ 4,75 4,65 Tipo latteria d’importazione “ 4,30 4,30 Montasio 60 gg “ 5,73 5,70 Montasio allevo 90 gg “ 6,30 6,20 Gorgonzola tipico “ 6,08 6,08 Caciotta trevigiana “ 5,63 5,70 Mozzarella di mucca (bocconcini da 100 a 250 gr) “ 5,73 5,80 Mozzarella di mucca (filoni da 1 kg) “ 5,30 5,38 Taleggio tipico nazionale “ 5,60 5,60 Formaggella trevigiana “ 5,28 5,35 SEMENTI DA PRATO (merce f.co vagone o autocarro, partenza, tela provv. ed IVA escluse, con garanzia di legge, conf. 50 kg da addebitare a parte - tra rivenditori) Erba medica locale varietà selez. (certificato ENSE) Erba medica locale varietà in natura - secondo resa alla selezione dell’annata (certicato ENSE) kg “ 3,24 1,61 3,37 1,65 PRODOTTI AVICUNICOLI (alla produzione - franco azienda) IVA esclusa POLLI ALLEV. INTENSIVO A TERRA A PIGMENTAZIONE BIANCA pesanti A PIGMENTAZIONE GIALLA: GALLINE DI ALLEVAMENTO INTENSIVO A TERRA GALLINE DI ALLEV. INTENSIVO IN BATTERIA ANATRE MUTE Report 64 INDICAZIONE DELLA MERCE AGO. 2011 AGO. 2012 FARAONE allevamento tradizionale intensivo “ 2,02 2,32 TACCHINI PESANTI INDICAZIONE DELLA MERCE “ 5,30 5,05 coscie “ 2,23 2,28 ali “ 1,45 1,65 “ 2,35 2,15 fesa “ 5,40 5,05 coscie “ 2,18 2,13 ali “ 1,45 1,65 “ 1,27 1,23 TACCHINI a busto maschi “ 1,43 1,33 PARTI DI TACCHINO da kg 3,2 a kg 3,8 “ - - TACCHINI MEDI AGO. 2012 fesa femmine TACCHINI MINI AGO. 2011 “ - - tradizionali “ 3,49 3,55 da carne femmine “ 0,30 0,35 a busto “ 4,39 4,45 da carne maschi “ 0,45 0,51 CONIGLI MACELLATI freschi nazionali “ 4,06 3,70 femmine per uova da consumo “ 0,66 0,71 OCHE nazionali “ - - POLLASTRE 112 giorni “ 3,55 4,05 CAPPONI freschi “ - - POLLI a collo nudo kg 2,09 2,05 BESTIAME SUINO (prezzi corrisposti agli agricoltori f.co allev. peso vivo) IVA esclusa da kg 4,5 a kg 5,5 PULCINI GALLETTI ANATRE FEMMINE GRASSI golden kg 2,21 2,23 da 90 a 115 kg kg 1,55 1,77 livornesi “ 2,41 2,53 da 115 a 130 kg “ 1,40 1,57 da 130 a 145 kg “ 1,41 1,58 allevamento intensivo “ - - da 145 a 160 kg “ 1,44 1,62 allevamento all'aperto tradizionale “ - - da 160 a 180 kg “ 1,49 1,67 OCHE allevamento intensivo “ - - oltre 180 kg “ 1,44 1,64 CAPPONI CONIGLI MAGRONI fino a kg 2,500 “ 1,64 1,49 da 40 kg “ 1,95 2,17 oltre kg 2,500 “ 1,70 1,55 da 50 kg “ 1,74 1,95 da 65 kg “ 1,58 1,81 da 80 kg “ 1,43 1,70 POLLAME MACELLATO NAZ. FRESCO "classe A" POLLI TRADIZIONALI leggeri e medi kg 1,94 2,08 LATTONZOLI pesanti “ 1,94 2,08 da 15 kg “ 3,14 3,39 da 25 kg “ 2,28 2,64 “ 2,14 2,41 1a qualità “ 0,65 0,86 “ 0,55 0,76 kg 1,84 2,05 Bruno Alpina 1a qualità kg 0,99 1,08 A BUSTO leggeri “ 2,41 2,50 da 30 kg pesanti “ 2,41 2,35 SCROFE PARTI DI POLLO petti con forcella “ 5,19 5,20 2a qualità cosciotti “ 1,95 2,18 ali non separate “ 1,45 1,65 PREZZI DEL BESTIAME E DEI FORAGGI SUL MERCATO DI ODERZO (Rilevazioni effettuate dal Comune) a collo nudo “ 3,03 3,35 golden comet “ 3,34 3,45 livornesi “ 3,55 3,55 “ 1,78 1,80 “ 1,68 1,75 leggere “ 1,98 1,95 pesanti “ 1,93 2,05 GALLI TRADIZIONALI GALLINE TRADIZIONALI medie pesanti A BUSTO FARAONE allevamento tradizionale intensivo “ 3,06 3,50 PARTI DI TACCHINA “ 2,15 VITELLONI FEMMINE DA MACELLO Simmenthal 1a categoria VACCHE DA MACELLO Razza Simmenthal 1a qualità “ 1,19 1,25 Razza Simmenthal 2a qualità “ 0,94 1,08 Pezzata nera 1a qualità “ 0,99 1,17 Pezzata nera 2a qualità “ 0,54 0,95 100 kg 12,00 14,10 “ 14,50 16,50 “ 10,60 8,50 FORAGGI (f.co domicilio compratore, imballati) IVA esclusa Fieno maggengo di prato naturale Erba medica Paglia di frumento pressata TACCHINE a busto BESTIAME (prezzi al foro boario - peso vivo) IVA esclusa 2,03 I prezzi indicati nel presente listino si intendono (salva espressa indicazione in contrario) al netto dell'IVA, pagamento in contanti. Report 65 PREZZI ALL’INGROSSO SULLA PIAZZA DI TREVISO INDICAZIONE DELLA MERCE MEDIE MENSILI SETTEMBRE 2012 SETT. 2011 SETT. 2012 seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza VE GM “ 391,00 526,50 seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza RA GM “ 391,00 526,50 seme tostato partenza stabilimento (um. 13%) “ 397,50 586,25 t 382,50 387,50 PRODOTTI DELLA MOLITORIA INDICAZIONE DELLA MERCE SETT. 2011 SETT. 2012 (alla tonnellata, IVA esclusa) FARINE DI GRANO TENERO CEREALI E SEMI OLEOSI (alla tonnellata, IVA esclusa, merce f.co veicolo, partenza magazzino venditore) CARATT. DI LEGGE – rinfusa partenza FRUMENTO TENERO CARATTERISTICHE DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio) NAZIONALE tipo 00 - cen. 0,5 - glut. 7 “ 480,00 500,00 N. 1 SUPERFINO (p.s. min. 80, imp. 1%, umidità 14%, W min. 280, P/L max 0,8, glutine min. 33%, prot. 13%) tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 9 “ 472,50 492,50 t - - N. 2 FINO (p.s. min. 79, imp. 1%, umid. 14%, W min. 180, P/L max 0,8, glutine min. 26%, i.c. 280, prot. 12%) “ - 264,75 tipo 00 - cen. 0,45 - glut. 12-13 “ 580,00 605,00 tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 11-12 “ 507,50 532,50 PER PASTICCERIA “ 600,00 625,00 “ 468,75 452,50 Farina bianca nostrana “ 490,00 535,00 Farina bianca granita “ 510,00 555,00 Farina gialla nostrana nazionale “ 426,25 485,00 Farina gialla granita nazionale “ 446,25 505,00 Spezzato degerminato tenero “ 291,25 352,00 N. 3 BUONO MERCANTILE (p.s. min. 78, imp. 1%, umid. 14%, i.c. 250 min.) “ 221,88 259,00 N. 4 MERCANTILE (p.s. inferiore a 74, imp. 1%, umid. 14%) “ - - FRUMENTI ESTERI (Nazionalizzati, rinfusa f.co veicolo partenza VE) GLUTINE SUP. AL MINIMO DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio) PRODOTTI DEL GRANO DURO (f.co pastificio - um. 14,5% - rinfusa) Semola - cen. 0,70-0,90 Francese (p.s. 76/77) “ - - Northern Spring n. 2 (prot. 15%) “ - - Manitoba n. 1 “ 333,75 - Grano Australiano prime hard “ - - Estero (p.s. 74/75) (franco arrivo) “ 211,63 - Tedesco (franco arrivo) “ - - Austriaco (franco arrivo) “ - - GRANONI Rinfusa, partenza magazzino venditore, franco veicolo, essiccato, 14% umidità (caratteristiche a norma di legge) PRODOTTI DEL GRANOTURCO (f.co partenza - imb. compreso) SOTTOPRODOTTI DEL FRUMENTO (f.co arrivo provincia) CRUSCA E CRUSCHELLO in sacco “ 177,50 231,25 NAZIONALI rinfusa “ 132,50 183,13 IBRIDO GIALLO rinf. in pellets di grano tenero “ 138,50 183,75 rinf. in pellets di grano duro “ 138,50 183,75 Semivitreo “ - - Uso zootecnico Treviso - Venezia “ 198,25 260,00 TRITELLO Uso zootecnico Friuli “ 195,38 256,38 in sacco “ 182,50 236,25 Uso alimentare Treviso - Venezia “ - - rinfusa “ 142,50 191,25 Uso alimentare Friuli “ - - FARINACCIO A stagione da essiccare (base 25% um.) “ - - in sacco “ 238,25 280,00 rinfusa “ 208,25 245,00 IBRIDO BIANCO Uso zootecnico “ 195,33 - SOTTOPRODOTTI DEL GRANOTURCO (rinfusa – f.co partenza) Uso alimentare “ - - Farinetta “ 179,00 243,50 Ibrido bianco semivitreo “ 334,00 - Germe (base 20% grassi) “ 279,25 331,75 ESTERI PRODOTTI ALIMENTAZIONE BESTIAME (alla tonnellata, rinfusa arrivo, IVA esclusa) Franco arrivo TV-VE umidità 14% Giallo comunitario “ - - FARINE DI ORIGINE VEGETALE ALTRI CEREALI Farina di erba med. disid.pr. 17/18% stq - fibra 24 betacarotene 150-180 t - 266,25 ORZO Farina erba med. disid. pr. 16/17% stq - fibra 26 betacarotene 120-150 “ 211,75 256,25 Nazionale Farina di estr. di soia nazionale e/o USA pr. 44% stq GM “ 318,00 521,50 Farina di estr. di soia naz. pr. 48% stq GM “ 323,50 532,00 Farina di estr. di soia estera pr. 48% stq GM “ 319,00 532,00 Farina di estr. di soia nazionale pr. 44% stq “ 338,25 535,00 Farina di estr. di soia bras./arg. in pellets pr.44% stq GM “ - - Farina estr. girasole non sgusciato estero “ - - p.s. inferiore a 62 - umidità 14% - imp. 2% “ - - p.s. superiore a 62 - umidità 14% - imp. 2% “ 215,00 247,50 Comunitario p.s. 64/65 (partenza VE) “ - - p.s. 64/65 (franco arrivo) “ 222,50 258,00 SORGO Estero p.s. 64/65 - franco arrivo " - - Farina estr. girasole sgusciato proteico estero “ 198,50 333,75 AVENA ESTERA Bianca p.s. 50/55 (franco arrivo) “ 240,00 260,00 Farina estr. girasole nazionale pr. 28-29% stq “ 149,00 266,25 Farina estr. colza nazionale prot. 37% stq “ 212,50 319,38 Farina di estr. di germe di mais prot. 19-20% stq “ - - Estero SEMI OLEOSI: seme di soia nazionale um. 14% imp. 2% partenza TV-VE “ 359,00 525,00 Report 66 INDICAZIONE DELLA MERCE SETT. 2011 SETT. 2012 INDICAZIONE DELLA MERCE SETT. 2011 SETT. 2012 DOC Venezia (al litro) FARINE DI ORIGINE ANIMALE 1,95 2,00 - 5,25 Farina di aringhe danesi "999"pr. 72% stq in sacco “ 1.405,00 1.627,50 Chardonnay IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5 Farina di pesce Perù/Cile pr. 65% stq “ 1.197,50 1.497,50 Chardonnay DOC Piave 1,85 1,85 Chardonnay DOC Venezia 1,38 1,64 0,60 0,80 - - 3,55 4,73 DOC (al litro) 1,40 1,40 v.n.f. (atto a Prosecco DOC) gr. 9-10 (al litro) 1,36 1,36 DOCG Conegliano-Valdobbiadene (al litro) 1,88 - SFARINATI, PANNELLI, ALTRI Erba med. disid. pellets pr. 15-16% stq fibra 28 “ 196,75 246,25 Incrocio Manzoni 6.0.13 IGT Marca Trevigiana gr. 11-12,5 Sfarinato di fieno pr. 7-8% stq fibra 35-40 “ 144,50 181,25 Sauvignon IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 Pannello/Expeller di lino estero pr. 34% stq “ - - Glutine di granoturco pr. 55-58% stq “ 650,00 791,88 Glera IGT Colli Trevigiani gr. 9-10 (al litro) Semola glutinata di mais pr. 17-18% stq “ 199,63 261,25 PROSECCO “ - - POLPE ESSICCATE di bietole in fettuccie di bietole in pellets “ 216,88 241,00 Glera IGT Marca Trevigiana gr. 9-10 (al litro) PASTE ALIMENTARI (f.co dettagliante) IVA escl. DOCG Superiore di Cartizze (al litro) - - in confezioni da kg 5 1,20 DOCG Asolo (al litro) 1,85 - 1,35 - - - - - 3,48 4,40 kg 1,20 in confezioni da kg 1 “ 1,14 1,14 PINOT E CHARDONNAY (atti al taglio con DOCG) (al litro) in confezioni da kg 0,500 “ 1,22 1,22 VINO Novello rosso gradi 12 circa (al litro) MOSTI CONC. (grado feheling in peso x 0,6 per 100 kg) RISO (f.co mag. grossista - in confezioni da 1 kg) Originario kg 0,83 0,75 concentrato rosso Padano “ 0,90 0,80 concentrato rettificato nazionale Vialone nano “ 1,23 1,18 ACETI E SPIRITI (f.co magazzino grossista) Ribe (R.B.) “ 1,05 1,05 Aceto di vino (6% acid. acetica tot. decolorato) al litro 1,40 1,40 al litro 1,36 1,36 Alcool puro a non meno di 95° da melasso gr/100 litri 887,51 884,51 Alcool puro a non meno di 95° da cereali gr/100 litri 895,68 891,68 Vinaccioli secchi (partenza distilleria) 100 kg - - Grappa Veneta di vinaccia 75-80° gr/100 litri 983,89 998,89 Acquavite di vino invecchiata oltre 3 anni gr/100 litri 1.007,51 1.182,51 S. Andrea “ 1,05 1,05 Aceto di vino (6% acid. acetica tot. bianco/rosso) Arborio “ 1,29 1,13 SPIRITI (da produttore, merce nuda, f.co partenza su autocisterna, imp. cons. - accisa compresa) VINI (IVA esclusa, al grado/100 lt) ROSSI 4,06 5,12 Merlot del Veneto gr. 11,0-12,0 - - Merlot DOC Venezia - - Merlot DOC Piave - - Merlot DOC Montello e Colli Asolani (al litro) 0,73 - Cabernet IGT Marca Trevigiana gr. 11-13 4,33 5,27 Cabernet DOC Venezia (Sauvignon/Franc) - - UOVA FRESCHE DI GALLINA CAT. “A” ( f.co centro di imballaggio, colorate) IVA esclusa Cabernet DOC Piave - - XL grandissime + di 73 grammi 100 pz 12,95 16,98 Cabernet DOC Montello e Colli Asolani (al litro) 0,78 - L grandi da 63 a 73 grammi “ 11,33 15,00 Pinot nero IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 (al litro) 0,84 1,00 M medie da 53 a 63 grammi “ 10,35 14,05 - - S piccole meno di 53 grammi “ 9,28 12,70 Merlot IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 Raboso IGT rosso Marca Trevigiana gr. 9-11 4,75 - A PESO IN NATURA (al kg, IVA esclusa) Raboso DOC Venezia rosato - - fino a 53 grammi kg 0,86 1,34 Raboso DOC Piave - - da 54 a 63 grammi “ 0,99 1,53 oltre 63 grammi “ 1,01 1,57 acidità massima 2% lt 3,60 3,78 extra vergine acidità massima 1% “ 4,05 3,93 vari “ 1,84 1,82 di girasole “ 1,42 1,48 di mais “ 1,35 1,40 di arachide “ 1,54 2,02 Raboso IGT rosato Marca Trevigiana gr. 9,5-11 BIANCHI IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 DOC Venezia bianco TAI (Tocai Friulano) IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12,5 DOC Piave Verduzzo IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 Verduzzo DOC Piave 4,25 5,73 - - 4,56 5,98 - - 6,11 6,68 OLI DI OLIVA f.co mag. grossista (in confezioni da 1 a 5 lt) OLI DI SEMI f.co mag. grossista (in latte da 1 a 25 lt) - - 6,33 7,00 - - Pinot grigio IGT Marca Trevigiana gr. 12-12,5 (al litro) 1,00 1,25 SALUMI (f.co magazzino grossista) Pinot grigio del Piave DOC (al litro) 0,88 1,15 Prosciutto crudo di S. Daniele con osso kg 11,40 11,40 - - Prosciutto crudo di S. Daniele disossato s.v. “ 13,65 13,65 Pinot bianco IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5 Pinot bianco DOC Piave v.n.f. (atto a IGT M.T.) gr. 10,5-11(al litro) Report 67 INDICAZIONE DELLA MERCE SETT. 2011 SETT. 2012 INDICAZIONE DELLA MERCE SETT. 2011 SETT. 2012 Prosciutto crudo di Parma con osso “ 10,30 10,30 Trifoglio violetto nazionale selezionato (certificato ENSE) “ - - Prosciutto crudo di Parma disossato s.v. “ 12,70 12,70 Trifoglio estero selezionato (certif. ENSE) iscritto “ 3,50 5,00 Prosciutto cotto di alta qualità “ 7,95 8,45 Trifoglio ladino gigante italiano selez. (certificato ENSE) “ - - Prosciutto cotto scelto “ 6,50 6,96 Trifoglio ladino estero (certificato ENSE) iscritto “ 5,55 5,65 Prosciutto cotto “ 5,65 6,08 Ginestrino (veriolo nero) selezionato (certificato ENSE) “ 10,50 14,00 Speck IGP “ 9,30 9,50 Veccia nera vellutata (certificato ENSE) “ 2,10 2,40 Speck non IGP “ 7,40 7,88 Veccia nera sativa (certificato ENSE) “ 0,93 0,89 Mortadella puro suino IGP “ 5,45 6,08 Lojetto perenne estero “ 2,40 2,30 Mortadella puro suino non IGP “ 4,10 4,62 Lojetto italico di produzione estera “ 1,85 1,85 Sopressa nostrana Trevigiana/Trevisana “ 9,35 9,75 Sorgo zuccherino per erbaio “ - - Sopressa nostrana casalinga “ 7,95 8,53 AVENA Sopressa nostrana industriale “ 6,65 7,23 di 1a moltiplicazione “ - 0,60 Salame nostrano casalingo “ 7,15 7,63 di 2a moltiplicazione “ 0,56 - Salame nostrano industriale “ 6,45 6,89 ORZO Ossocollo stagionato “ 8,68 9,43 di 1a moltiplicazione “ 0,53 0,52 Ossocollo semistagionato “ 7,75 8,43 di 2a moltiplicazione “ - 0,50 Pancetta supercoppata “ 6,95 7,68 Segale certif. “ 0,58 0,62 Pancetta arrotolata coppata “ 5,90 6,55 FRUMENTI TENERI Pancetta arrotolata scotennata “ 5,23 5,84 di 1a riproduzione “ 0,53 0,52 Pancetta stufata “ 5,30 5,91 di 2a riproduzione “ - 0,50 Salsiccia trevigiana “ 5,20 5,61 FRUMENTI DURI Cotechino trevigiano “ 4,45 4,84 di 1a riproduzione “ - - Porchetta Trevigiana/Trevisana “ 5,75 5,75 di 2a riproduzione “ - - Solfato ammonico al 20% t 360,00 343,75 Nitrato ammonico al 26% “ 395,00 366,25 Nitrato di calcio al 15% “ 467,50 461,25 Concimi potassici solfato 50% gran. “ 655,00 670,00 Urea agricola 46% prilled “ 567,50 561,88 CASEARI (franco distribuzione organizzata) CONCIMI CHIMICI (merce resa imballata in sacchi di plastica da kg 50, su mezzo di trasporto del consumatore, f.co mag. del rivenditore) BURRO Centrifugato impacchettato kg 3,95 3,30 DA CONDIMENTO Parmigiano reggiano stagionatura minimo 24 mesi “ 12,18 11,90 Grana Padano stagionatura da 12 a 15 mesi “ 9,50 9,63 Grana Padano stagionatura oltre 15 mesi “ 9,88 10,00 Perfosfato minerale 19% granulare “ 312,50 305,00 Asiago pressato in forme, al naturale “ 5,44 5,40 Triplo 46% granulare “ 632,50 600,00 Asiago d'allevo mezzano in forme, da 4 a 6 mesi “ 6,60 6,50 Complessi ternari 15-15-15 “ 555,00 531,25 Emmenthal in forme o parti di forma (escl.Emmenthaler Switzerland) “ 5,50 5,60 8-24-24 complesso “ 622,50 - Provolone 30 gg dolce “ 5,72 5,72 Provolone 90 gg stagionato “ 5,88 5,88 Solfato di rame 98/99% - naz. (conf. 25 kg) conf. 86,00 108,50 Stracchino “ 5,50 5,50 Zolfo ventilato 99% fino a 85% (conf. 25 kg) “ 15,00 14,50 kg 1,18 1,28 leggeri “ 1,18 1,28 pesanti “ 1,18 1,28 medie “ 0,54 0,46 pesanti “ 0,47 0,44 leggere “ 0,53 0,44 medie “ 0,55 0,48 femmine “ 2,13 2,07 maschi “ 2,18 2,12 DA TAVOLA Latteria pronto consumo “ 4,75 4,65 Tipo latteria d’importazione “ 4,30 4,30 Montasio 60 gg “ 5,80 5,70 Montasio allevo 90 gg “ 6,30 6,20 Gorgonzola tipico “ 6,08 6,08 Caciotta trevigiana “ 5,70 5,70 Mozzarella di mucca (bocconcini da 100 a 250 gr) “ 5,80 5,80 Mozzarella di mucca (filoni da 1 kg) “ 5,38 5,38 Taleggio tipico nazionale “ 5,60 5,60 Formaggella trevigiana “ 5,35 5,35 SEMENTI DA PRATO (merce f.co vagone o autocarro, partenza, tela provv. ed IVA escluse, con garanzia di legge, conf. 50 kg da addebitare a parte - tra rivenditori) Erba medica locale varietà selez. (certificato ENSE) Erba medica locale varietà in natura - secondo resa alla selezione dell’annata (certicato ENSE) kg “ 2,93 1,57 3,58 1,73 ANTICRITTOGAMICI (f.co mag. rivenditore – a confezione) PRODOTTI AVICUNICOLI (alla produzione - franco azienda) IVA esclusa POLLI ALLEV. INTENSIVO A TERRA A PIGMENTAZIONE BIANCA pesanti A PIGMENTAZIONE GIALLA: GALLINE DI ALLEVAMENTO INTENSIVO A TERRA GALLINE DI ALLEV. INTENSIVO IN BATTERIA ANATRE MUTE Report 68 INDICAZIONE DELLA MERCE SETT. 2011 SETT. 2012 FARAONE allevamento tradizionale intensivo “ 2,19 2,40 TACCHINI PESANTI INDICAZIONE DELLA MERCE fesa “ 5,35 5,08 coscie “ 2,25 2,28 ali “ 1,50 1,65 “ 2,38 2,18 fesa “ 5,45 5,09 coscie “ 2,20 2,16 ali “ 1,50 1,65 femmine “ 1,28 1,25 TACCHINI a busto maschi “ 1,45 1,36 PARTI DI TACCHINO TACCHINI MINI da kg 3,2 a kg 3,8 “ - - TACCHINI MEDI SETT. 2011 SETT. 2012 “ - - tradizionali “ 3,56 3,66 da carne femmine “ 0,31 0,39 a busto “ 4,46 4,58 da carne maschi “ 0,46 0,55 CONIGLI MACELLATI freschi nazionali “ 4,28 4,16 femmine per uova da consumo “ 0,66 0,75 OCHE nazionali “ - 6,40 POLLASTRE 112 giorni “ 3,55 4,19 CAPPONI freschi “ - - POLLI a collo nudo kg 2,11 2,21 BESTIAME SUINO (prezzi corrisposti agli agricoltori f.co allev. peso vivo) IVA esclusa da kg 4,5 a kg 5,5 PULCINI GALLETTI ANATRE FEMMINE GRASSI golden kg 2,33 2,38 da 90 a 115 kg kg 1,60 1,84 livornesi “ 2,52 2,66 da 115 a 130 kg “ 1,45 1,64 da 130 a 145 kg “ 1,46 1,66 allevamento intensivo “ - - da 145 a 160 kg “ 1,49 1,70 allevamento all'aperto tradizionale “ - - da 160 a 180 kg “ 1,54 1,75 OCHE allevamento intensivo “ - 4,10 oltre 180 kg “ 1,49 1,72 CAPPONI CONIGLI MAGRONI fino a kg 2,500 “ 1,68 1,78 da 40 kg “ 1,86 2,13 oltre kg 2,500 “ 1,74 1,84 da 50 kg “ 1,69 1,92 da 65 kg “ 1,58 1,81 da 80 kg “ 1,49 1,75 POLLAME MACELLATO NAZ. FRESCO "classe A" POLLI TRADIZIONALI leggeri e medi kg 1,98 2,11 LATTONZOLI pesanti “ 1,98 2,11 da 15 kg “ 3,12 3,39 da 25 kg “ 2,26 2,63 “ 2,07 2,39 1a qualità “ 0,67 0,90 “ 0,57 0,80 kg 1,84 2,05 Bruno Alpina 1a qualità kg 0,99 1,08 A BUSTO leggeri “ 2,44 2,54 da 30 kg pesanti “ 2,44 2,39 SCROFE PARTI DI POLLO petti con forcella “ 5,20 5,20 2a qualità cosciotti “ 2,00 2,21 ali non separate “ 1,48 1,65 PREZZI DEL BESTIAME E DEI FORAGGI SUL MERCATO DI ODERZO (Rilevazioni effettuate dal Comune) a collo nudo “ 3,08 3,39 golden comet “ 3,55 3,64 livornesi “ 3,75 3,69 “ 1,75 1,90 “ 1,65 1,81 leggere “ 1,95 2,05 pesanti “ 1,90 2,09 GALLI TRADIZIONALI GALLINE TRADIZIONALI medie pesanti A BUSTO FARAONE allevamento tradizionale intensivo “ 3,35 3,55 PARTI DI TACCHINA “ 2,18 VITELLONI FEMMINE DA MACELLO Simmenthal 1a categoria VACCHE DA MACELLO Razza Simmenthal 1a qualità “ 1,19 1,25 Razza Simmenthal 2a qualità “ 0,94 1,08 Pezzata nera 1a qualità “ 0,99 1,17 Pezzata nera 2a qualità “ 0,54 0,95 100 kg 12,00 14,10 “ 14,50 16,50 “ 10,60 8,50 FORAGGI (f.co domicilio compratore, imballati) IVA esclusa Fieno maggengo di prato naturale Erba medica Paglia di frumento pressata TACCHINE a busto BESTIAME (prezzi al foro boario - peso vivo) IVA esclusa 2,07 I prezzi indicati nel presente listino si intendono (salva espressa indicazione in contrario) al netto dell'IVA, pagamento in contanti. della Marca Trevigiana L'economia della marca trevigiana Bimestrale della Camera di Commercio di Treviso Aut. Tribunale Treviso n° 9 del 21.09.1948 Redazione e amministrazione Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura Tel 0422 5951 - Fax 0422 595462 [email protected] - www.tv.comcom.it Direttore responsabile: Marco D'Eredità In redazione: Silvia Trevisan Impaginazione e grafica Gruppo Santa Fe - via Terraglio 263/a 31022 Preganziol (TV) Gli articoli firmati su L'Economia della Marca Trevigiana rispecchiano soltanto le opinioni degli autori e non impegnano la Direzione del periodico nè l'Ente camerale. Gli articolisti DI QUESTO NUMERO Ilenia Beghin CCIAA - Ufficio Statistica Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale Michela Bianchin CCIAA - Ufficio Statistica Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale Antonio Biasi CCIAA - Capo Ufficio Qualità Programmazione e Controllo di Gestione Progetti speciali - Sportello CSR e Ambiente Daniela Lucchi CCIAA - Ufficio Prezzi Protesti Katia Pellizzon CCIAA - Ufficio brevetti Andrea Manganiello CCIAA - Responsabile Ufficio Registro imprese Sezione speciale e R.E.A. Albo imprese artigiane - Segretario C.P.A. Giulia Poli CURIA MERCATORUM Responsabile Formazione Comunicazione Commissione Contratti Silvana Manica CCIAA - Responsabile Ufficio Attività a Tutela del consumatore. Elena Plancher CCIAA - Ufficio Statistica e Brokeraggio Informativo Daniela Brugnera Collaboratrice esterna economia internazionale Anna Morandin CCIAA - Ufficio Biblioteca Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale Francesco Rossato CCIAA - Dirigente Settore Sviluppo Imprese Meri Dalla Libera CCIAA - Ufficio Statistica e Brokeraggio Informativo Chiara Pagani Università IUAV Patrizia Rossetto CCIAA – Ufficio brevetti