della Marca Trevigiana - Camera di Commercio di Treviso

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della Marca Trevigiana - Camera di Commercio di Treviso
della Marca Trevigiana
A N N O L X X X X V I X N . 4 - 2 0 1 2 - P U B B L I C A Z I O N E B I M E S T R A L E - A U T. T R I B U N A L E T R E V I S O N . 9 d e l 2 1 . 0 9 . 1 9 4 8
IL DESIGN È PATRIMONIO AZIENDALE
Pubblichiamo l'intervento del Presidente Tognana all’ evento "AIAP Design Per",
dedicato quest'anno al tema "Design e Scienza".
S
iamo notoriamente una realtà design oriented: ma, come
ci stiamo ripetendo da anni, per puntare ad essere un
“sistema design” di eccellenza, dobbiamo essere in grado di
evolvere il nostro dominio sul design anche “oltre i prodotti”
e, naturalmente, “oltre la pubblicità”. Così che la nostra capacità di rappresentare forme possa estendersi su
nuovi campi disciplinari e semantici, in funzione di
molteplici utilizzi.
Nicola Tognana Presidente CCIAA di Treviso
Ma capire come si costruisce graficamente un’identità aziendale significa imparare a riconoscere, e a rappresentare, la
ricchezza semantica dei propri prodotti, e più in generale del proprio modello di business. Bene allora la possibilità, offerta nella settimana del design, di stare a stretto
contatto con importanti esperti anche di semantica. Vedo
davvero di buon occhio la diffusione di questi approcci nelle
nostre aziende, e naturalmente nei nostri giovani studenti;
Gli eventi programmati nella settimana del design mi pare
siano andati proprio in tale direzione. Creando le premesse
per un laboratorio sul design davvero a 360°.
Non sono certo io titolato a definire cosa sia l’infographics e
il ruolo del graphic designer; e come questa funzione possa essere cerniera tra scienza, tecnologia e comunicazione,
ma da imprenditore, intuisco tre cose che mi sembra utile
sottolineare:
1) La prima: l’infographics e il graphic designer devono risolvere complessità, tradurre strutture e funzioni
complesse in immagini semplici ed immediatamente comprensibili. Può essere la mappa che rappresenta un’intera
Pag. 3 Attività Camerali
Visita in Aliplast
Pag. 8 Attività Camerali
Incontro informativo: la
sicurezza ed etichettatura
dei prodotti tessili e delle
calzature
Pag. 9 Innovazione
Ict e aziende: report 2011
Pag. 27 Monitor Economia
il commercio estero
nei primi sei mesi del 2012
Pag. 40 Legislazione
inquadramento assicurativo
delle imprese artigiane
per il mercato, ma che forse devono ancora essere percepite
come tali nella nostra cultura manifatturiera del “fare”.
rete metropolitana, le icone che identificano funzioni in
una macchina, oppure grafici a supporto della divulgazione scientifica. Conta, di fondo, se non mi sbaglio, il
saper guardare in un certo modo la complessità,
saper coglierne l’essenza, da rappresentare poi in
una forma che sia in grado di comunicare, di parlare alle persone, di supportare una loro azione o un’esigenza informativa.
Ecco, da non addetto ai lavori, trovo fondamentale anche
soltanto il confronto con quest’attitudine. Saper guardare
la complessità (e semplificarla) la trovo un’ottima competenza trasversale per le nostre aziende, che ogni manager
dovrebbe possedere;
2) La seconda sottolineatura che vorrei fare si collega al
concetto di graphic designer come “cerniera”, come figura
di collegamento.
Il graphic designer non può permettersi di essere autoreferenziale come il design di grido (che pensa essenzialmente
a stupire con le forme e i concept) o come il pubblicitario
(che pensa il più delle volte a far clamore sullo spot, più
che al prodotto).
Il graphic designer è invece figura di collegamento: non solo tra cose e segni, ma anche tra strategie aziendali e identità. Costruisce identità attraverso il
marchio, il sito web, il family feeling della gamma prodotti,
le linee grafiche degli annual report. Cose molto importanti
3) Infine, la terza sottolineatura che voglio fare passa attraverso un gioco di parole: riguarda il ruolo crescente
del visual design (inteso come progettazione di immagini, prodotti grafici e contenuti multimediali)
a supporto del design stesso. Ovvero, a supporto della
progettazione prodotto. Penso agli spazi di progettazione
condivisa ormai possibili tramite il web 2.0; agli strumenti
di visual mapping che permettono al gruppo dei progettisti
di avere uno sguardo d’insieme sulle diverse componenti
di prodotto che stanno sviluppando, e sulle molteplici interconnessioni tra funzioni, proprietà dei materiali, frontiere
tecnologiche.
Sono strumenti ormai imprescindibili per progettare, con la velocità richiesta dal mercato, prodotti
desiderabili e al tempo stesso facilmente producibili. Prodotti non solo belli o funzionali, ma sorprendenti sul piano semantico, fatti propri già dai
potenziali acquirenti prima dell’atto dell’acquisto.
Di tutto ciò, e di molto altro ancora, se ne è parlato in un
apposito workshop, giovedì 27 settembre, il cui titolo è stato molto evocativo: “La filiera del progetto tra 2.0 e
produzione”.
Un titolo che ci dà l’idea della posta in gioco di questi temi:
creare un legame sempre più intenso, ma al tempo stesso a
confini mobili, tra idee-prodotto, oggetti, rappresentazioni,
significati e clienti. In un ordine mai prestabilito, continuamente mutevole, ma pur sempre, dentro l’azienda, da saper
governare.
Attività camerali
2
Open Day CSR partiti
Antonio Biasi
Tema di quest’anno l’innovazione e la responsabilità
sociale d’impresa
Anche nel 2012, lo Sportello CSR e Ambiente della Camera
di Commercio di Treviso, ha organizzato l’OPEN DAY CSR,
il quarto ciclo di incontri su CSR ed innovazione tecnologica, previsto nel periodo compreso tra Settembre e
Novembre di quest’anno.
Il quarto ciclo di incontri prevede delle visite “in loco” presso
tre aziende ospitanti che illustreranno la loro organizzazione
in tema di Innovazione e Responsabilità Sociale d’Impresa. Le
visite saranno a numero chiuso (massimo 20 partecipanti per
ogni incontro) e le iscrizioni dovranno pervenire tramite sito
web della camera di commercio di Treviso (www.tv.camcom.
it) entro il giorno precedente l’evento, a meno di raggiungimento del numero massimo di partecipanti.
nella progettazione, industrializzazione e costruzione di
strumenti per diagnosi e autodiagnosi nel settore dell’automotive. Texa si impegna quotidianamente per progettare, sviluppare e realizzare prodotti di elevata qualità e servire servizi innovativi in grado di rispondere alle necessità
degli operatori dl settore automotive. L’azienda è attenta
alle esigenze dei propri clienti e si impegna nel soddisfare
e superare le loro stesse aspettative, investendo a livello
industriale per offrire prodotti di alta qualità ad un costo
equo. Ogni prodotto, sintesi di un concetto fatto di cura,
dedizione, ergonomia e qualità, nasce dall’esigenza di razionalizzare e gestire in modo efficiente le risorse tecniche
e renderle facilmente sfruttabili anche ad un pubblico di
“non esperti”. TEXA ha rivoluzionato il settore introducendo
la video assistenza e la telediagnosi. Nel 2009 è la prima
azienda al mondo ad aver realizzato uno strumento di diagnosi multimarca per il settore agricolo e
nautico. L’azienda si impegna affinché la sua attività non
rechi danno all’ambiente e alla salute delle persone. Numerosi sono i premi e i riconoscimenti ottenuti negli anni
dall’azienda, sia in ambito nazionale che internazionale.
L’obiettivo di questi incontri è quello di evidenziare la rilevanza dell’innovazione come un fattore di
fondamentale importanza per il cambiamento del
business aziendale ed aprire le porte del successo
imprenditoriale, tanto più se sviluppata secondo i principi e i valori della responsabilità sociale
d’impresa. Tale assunto viene inoltre valorizzato da uno
degli imperativi dell’innovazione secondo il quale “sono
le persone, più delle regole, dei processi, delle procedure
e delle tecniche, a fare la differenza”. Innovazione e CSR,
due importanti aspetti che assieme a orientamento ai risultati, attenzione al cliente, leadership e coerenza negli
obiettivi, gestione dei processi, coinvolgimento e sviluppo
delle persone, sviluppo della partnership, fanno parte degli
Otto Concetti Fondamentali (secondo il modello europeo
EFQM) che possono condurre un’impresa verso l’Eccellenza, non solo per i principi etici e morali espressi, ma anche
come “condicio sine qua non” affinché gli stakeholder (ed in
senso più ampio la società) consentano alle imprese di sopravvivere nel lungo periodo, superando l’attuale periodo
di congiuntura economica.
Nel dettaglio, il primo incontro si è già tenuto, giovedì 20
settembre u.s., presso ALIPLAST Spa, azienda nata nel
1982 ed attiva nella lavorazione evoluta della plastica,
raccolta, stoccaggio, movimentazione, differenziazione,
rigenerazione e reimpiego (cfr. articolo a fianco).
Toccherà poi a TEXA Spa, tenere il secondo incontro
il prossimo giovedì 25 Ottobre. Questa azienda di Monastier è stata fondata nel 1992 ed è leader a livello europeo
L’ultimo appuntamento (giovedì 15 Novembre) si svolgerà
presso H-Farm incubatore d’azienda fondato nel 2005 da
Riccardo Donadon e Maurizio Rossi (a Cà Tron). Opera a livello internazionale in ambito Web, Digital e New Media,
favorendo lo sviluppo di startup basate su innovativi modelli di business ed è presente a livello internazionale con
Progetto grafico: URP, STAMPA e COMUNICAZIONE
SONO LE PERSONE PIù DELLE
regole, dei processi, delle procedure e delle
tecniche, a fare la differenza.
uffici situati a Cà Tron (Italia), Seattle (USA), Londra (Regno
Unito) e Mumbai (India). Si propone al mercato con il
doppio ruolo di incubatore ed investitore: offre infatti alle imprese che nascono al suo interno l’opportunità
di concentrarsi sul loro business e sulle relazioni con partner esterni senza preoccuparsi di aspetti amministrativi,
finanziari e di marketing. L’esposizione internazionale, oltre
a dare autorevolezza e credibilità alla strutture, consente di
avere successo a mercati in grado di valorizzare maggiormente le iniziative e di guadagnare visibilità su un piano
mediatico. H-Farm mira principalmente alla costituzione di
iniziative che rendano l’utilizzo di internet più facile ed accessibile al pubblico. La piccola “Silicon Valley” veneta, immersa nel verde delle campagne trevigiane, collega l’idea
della fattoria della tradizione contadina con le più avanzate
tecnologie del web e dei nuovi media proiettando il contesto locale nel mondo della tecnologia e della conoscenza.
Dopo la buona riuscita delle prime tre edizioni del ciclo
di incontri (Open Day) anche questo 4° ciclo di incontri in
azienda darà l’opportunità di poter conoscere dal vivo alcune esperienze imprenditoriali che possono essere considerate "best practice" in ambito di Innovazione e di Corporate
Social Responsibility (CSR). Alla data odierna i due
incontri in TEXA e H-Farm hanno raggiunto già il
n. massimo di partecipanti previsti con la presenza
anche di una lunga lista di attesa di possibili subentranti in caso di rinunce.
Presentazione
L’innovazione è considerata un fattore fondamentale
per cambiare il business aziendale ed aprire le porte
del successo imprenditoriale, tanto più se sviluppata
secondo i principi e i valori della responsabilità
sociale d’impresa. Tale assunto viene inoltre
valorizzato da uno degli imperativi dell’innovazione
secondo il quale “sono le persone, più delle regole,
dei processi, delle procedure e delle tecniche, a fare
la differenza”.
Innovazione e CSR, due importanti aspetti che
assieme a orientamento ai risultati, attenzione al
cliente, leadership e coerenza negli obiettivi,
gestione dei processi, coinvolgimento e sviluppo
delle persone, sviluppo della partnership, fanno parte
degli 8 Concetti Fondamentali (secondo il modello
europeo EFQM) che possono condurre un’impresa
verso l’Eccellenza, non solo per i principi etici e
morali espressi, ma anche come “condicio sine qua
non” affinché gli stakeholder (ed in senso più ampio
la società) consentano alle imprese di sopravvivere
nel lungo periodo, superando l’attuale periodo di
congiuntura economica.
Le visite sono a numero chiuso, per un massimo di 20
partecipanti per ogni incontro.
Le iscrizioni devono essere effettuate tramite il sito
web
della
Camera
di
Commercio
www.tv.camcom.it, sezione “i prossimi eventi”.
La partecipazione può avvenire per singolo evento o
per tutto il ciclo di incontri programmati.
Il termine per le iscrizioni avviene entro il giorno che
precede l’evento o, in via anticipata, al
raggiungimento del numero massimo di partecipanti.
CSR e INNOVAZIONE
TECNOLOGICA
4° Ciclo di incontri Open Day
Camera di Commercio
Industria Artigianato Agricoltura
Piazza Borsa 3/b 31100 Treviso
Sportello CSR e Ambiente
tel. 0422 - 595288
fax 0422 - 412625
[email protected]
www.tv.camcom.it
www.csrtreviso.it
Si ringraziano fin d’ora le aziende ospitanti.
settembre-novembre 2012
Attività camerali
3
Visita in Alipast s.p.a.
Antonio Biasi
Uno stabilimento all’avanguardia nell’innovazione
tecnologica
Il primo incontro del 4° Ciclo di Incontri Open Day si è svolto
nel pomeriggio assolato di giovedì 20 settembre u.s., presso
ALIPLAST Spa. Un’azienda nata nel 1982 ed attiva nella
lavorazione evoluta della plastica: raccolta, stoccaggio, trattamento, differenziazione, rigenerazione e reimpiego.
Il gruppo di circa 20 partecipanti si è ritrovato all’ingresso
dello stabilimento e dopo un breve giro di presentazione
è stato accolto dal Presidente della società, Roberto Alibardi che, in un’apposita area verde ben attrezzata, ha
illustrato il business aziendale, da come si è sviluppato inizialmente e poi evoluto nei suoi 30 anni di attività.
Aliplast Spa lavora con passione per studiare il modo migliore per offrire un servizio completo ed efficiente, tempestivo e vantaggioso sul piano economico ai suoi clienti,
ma anche ai suoi fornitori. In un contesto economico volto
alla sostenibilità ambientale, fornisce inoltre risposte tangibili capaci di riutilizzare concretamente e completamente i
materiali plastici di scarto delle lavorazioni. Le caratteristiche tecniche dei manufatti, ottenuti dal recupero dei materiali plastici, sono qualitativamente comparabili a quelli
dei materiali ottenuti dalle lavorazioni di polimeri utilizzati
ex-novo e consentono un risparmio nell’utilizzo di materie
prime vergini. L’esperienza maturata nel settore del riciclo
consente di proporsi ai propri clienti con una gamma di
prodotti quali: polimeri rigenerati in PE, PET, PP, imballaggi
flessibili in PE e lastra in bobina PET per la termoformatura.
Dal 15 luglio 2009, Aliplast ha inoltre ottenuto, da parte
dell’Osservatorio Nazionale sui Rifiuti, l’autorizzazione alla
gestione autonoma dei propri rifiuti di imballaggio, tramite
il Sistema PARI, un circuito integrato che permette di individuare in ingresso all’impianto di riciclo i rifiuti generati dai
propri imballaggi immessi al consumo, monitorandone in
questo modo la raccolta. L’innovazione ed il rispetto per il
ciclo dei materiali si coniuga molto bene in Aliplast.
Non sono mancate le domande e gli approfondimenti su
alcuni dei temi trattati, in particolare sulle attuali criticità
per tutto il settore industriale italiano, ed in particolare
l’elevato costo dell’energia, oltre il 30% in più rispetto
agli altri concorrenti europei, una legislazione nazionale eccessivamente burocratica ed onerosa per il mondo
imprenditoriale, si pensi ad es. al SISTRI ed ai suoi continui avvii e rinvii, l’importanza di attribuire ai prodotti
provenienti dal riciclo, pari dignità, con la corrispondente
materia prima e forse anche un “surplus” derivante proprio
dal riuso e dal riutilizzo, che diminuisce l’abnorme uso delle
risorse naturali da parte dell’attuale società globalizzata e
che invece non sono né infinite, né disponibili per l’intera
popolazione mondiale, ecc..
Dopo un ampio dibattito il gruppo dei partecipanti ha iniziato il giro esplorativo dell’ampio stabilimento, che occupa
In un contesto economico
volto alla sostenibilità ambientale, Aliplast fornisce
risposte tangibili capaci di riutilizzare concretamente e completamente i materiali plastici di scarto
delle lavorazioni.
Incontro presso Aliplast con presidente Roberto Alibardi
L’esperienza maturata nel
settore del riciclo consente di proporsi ai propri
clienti con una gamma di prodotti quali: polimeri
rigenerati in PE, PET, PP, imballaggi flessibili in PE
e lastra in bobina PET per la termoformatura.
Attività camerali
complessivamente 80.000 metri quadri dove si svolgono
tutte le operazioni di recupero, raccolta, smaltimento,
controllo, rigenerazione e produzione di polimeri plastici,
imballaggi in PE e lastre/bobine di film rigidi in PET. La
Mission di Aliplast è quella di proporsi da sempre
come un partner aziendale in grado di gestire in
completa autonomia ed in modo sostenibile il ciclo
integrato della plastica, offrendo prodotti e servizi
altamente tecnologici, in grado di assicurare efficienza, qualità costante e convenienza economica.
Attraverso i dati del 2011 è possibile quantificare i numeri
sul mercato della società, oltre 30.000 tonnellate di materie
plastiche raccolte per il riciclaggio di PET e ben 35.000 le
tonnellate di materie plastiche raccolte per il riciclaggio di
PE. Questi quantitativi hanno prodotto, sempre nel 2011,
ben 22.000 tonnellate di film rigidi in PET, altre 22.000
tonnellate di polimeri rigenerati e 19.000 tonnellate di film
flessibile in PE LD.
Il materiale ritirato dai fornitori viene lavorato nello stabilimento di Ospedaletto di Istrana dove viene selezionato,
lavato, macinato ed impiegato per la produzione di nuovi
imballaggi e manufatti industriali chiudendo un circuito
virtuoso di raccolta-riciclo-riuso della plastica. Il tutto viene
fatto utilizzando impianti altamente tecnologici ad alte prestazioni che consentono di abbattere l’impatto ambientale
ai minimi termini, dando nuova vita ai vecchi imballaggi. I
processi di selezione, pulizia e lavaggio, rigranulazione ed
estrusione della plastica sono svolti impiegando le tecnologie più avanzate. Aliplast attraverso una costante Ricerca e
Sviluppo ed una continua innovazione tecnologica, mira a
dare sempre maggiore sostenibilità al ciclo di vita della plastica, raccogliendola e riciclandola con processi a basso impatto ambientale per produrre quindi polimeri e materiali
da imballaggio con elevati standard di soddisfazione del
cliente. Aliplast vende ai suoi clienti film rigidi in PET per le
esigenze di ogni industria, alimentare e non. La gestione con
Sistema di qualità certificato dell’intera filiera produttiva ed
i continui controlli eseguiti sull’intero processo consentono
di avere un monitoraggio ed un controllo totale delle diverse fasi, permettendo di ottenere prodotti di elevata qualità.
La caratteristica distintiva ed il valore aggiunto di
Aliplast per l’ambiente è quella di produrre i propri
film rigidi in PET con l’utilizzo di PET da essa stessa
riciclato. Proprio per questa sua peculiare integrazione di
attività di raccolta, riciclo e produzione di nuovi materiali
da imballo, la società si propone alle aziende che mirano
a migliorare le perfomance ambientali dei propri prodotti come partner unico qualificato per valorizzare in modo
4
Fase della lavorazione
sostenibile e certificato il problema della raccolta di materiali ed imaballaggi plastici esausti, trasformando un costo
nell’opportunità di ottenere in cambio dei nuovi imballaggi
di qualità superiore, a basso impatto ambientale ed a prezzi
concorrenziali. Proprio queste ultime peculiarità sono state
molto apprezzate dai mercati esteri del Nord Europa con cui
avvengono buone transazioni commerciali.
RACCOLTA E RICICLO
Aliplast attraverso una costante Ricerca e Sviluppo ed una continua Innovazione Tecnologica,
mira a dare sempre maggiore sostenibilità al ciclo
di vita della plastica.
Altri prodotti della società sono i polimeri PET/LDPE/HDPE/
PP/PS e film flessibili in PE distinti in Bobine foglia, tubolari,
soffiettate, monopiega e multipiega, termoretraibili e cappucci di protezione. Tutte resistenti agli agenti atmosferici e
rispondenti perfettamente alle diverse necessità d’impiego
come l’industria dell’imballaggio, nel settore edile ed in
quello della copertura del legname, nonché per realizzare
coperture e/o sottofondi per pavimentazioni in cemento ed
in legno, garantendo ottime prestazioni e funzioni isolanti.
Durante la visita ai diversi Reparti di produzione non
sono mancate domande e spiegazioni delle diverse fasi di
lavorazione della plastica, ai più sconosciute fino a quel
momento ed alle quali, il Presidente, ha sempre risposto
con esaurienti illustrazioni.
Sono quasi le 19, il giro si è completato con un momento
conviviale ed è stato per tutti i partecipanti molto interessante. Un grazie ad Aliplast s.p.a. che ci ha offerto questa prezioso momento di formazione sul ciclo di sostenibilità della
plastica e dei suoi molteplici usi nella nostra vita quotidiana.
Visita alla struttura
Attività camerali
5
Sostenibilità ambientale
Antonio Biasi
Ecco i Vantaggi della certificazione UNI EN ISO 14001
Nel corso degli ultimi dieci anni è cresciuto il numero di
aziende che, per gestire la crescente complessità e competitività del mondo industriale hanno adottato un Sistema
di Gestione improntato su modelli normativi ad adesione
volontaria. Questo perché le organizzazioni cercano di ottenere strumenti di autovalutazione che rispondono alle
proprie esigenze specifiche ma che siano flessibili; i Sistemi
di Gestione della Qualità che hanno avuto una grande diffusione in Europa con la definizione delle norme internazionali della famiglia ISO 9000.
Nello stesso periodo di tempo e con un crescente interesse, sono stati applicati i Sistemi di Gestione Ambientale,
il cui standard internazionale di riferimento è la UNI EN
ISO 14001 che risale alla fine del 1996, anche se a livello
europeo già nel 1993 era stato pubblicato il regolamento
EMAS Eco- MAnagement and Audit Scheme. La ISO 14001
è uno standard di processo ufficialmente valido a livello internazionale, che fornisce un quadro di riferimento riguardo
alla protezione dell’ambiente e alla prevenzione dell’inquinamento da parte dell’impresa, indipendentemente dalla
tipologia e dalle sue dimensioni.
Ciò premesso, si deve sottolineare come, nell'ambito della
gestione ambientale d'impresa, la certificazione ambientale rappresenti un efficace strumento di comunicazione, per trasmettere chiaramente all'esterno
un forte messaggio d'impegno per il rispetto
dell'ambiente.
risultati significativi sul fronte interno, a livello organizzativo
e gestionale, ed esterno, dal punto di vista delle strategie
ambientali e territoriali e di trasparenza verso la cittadinanza.
I requisiti normativi riguardano l’applicazione di un Sistema
di Gestione Ambientale che, per mezzo di un sistematico
monitoraggio e il miglioramento continuo delle prestazioni
ambientali, consente all’impresa di minimizzare l’impatto
ambientale esercitato dalla propria attività; il rispetto dei
requisiti della norma è affidato alla verifica di un ente esterno che, in caso di esito positivo rilascia la certificazione.
L’obiettivo è quello di incentivare il miglioramento continuo
delle prestazioni ambientali attraverso l’introduzione e l’attuazione di un Sistema di Gestione Ambientale, la valutazione periodica e sistematica per mezzo degli audit riguardo all’efficacia di tali sistemi; un ruolo importante è assunto
dalle comunicazioni ambientali verso il pubblico e le parti
interessate riguardo alle prestazioni dell’organizzazione.
Le certificazioni ambientali vengono adottate sempre più
anche dalle pubbliche amministrazioni e società di servizi. La scelta di certificarsi è strettamente legata alla natura
dell’Ente, in relazione al ruolo istituzionale svolto nei confronti della collettività e all’esigenza di mantenere e gestire
il necessario consenso da parte della collettività stessa (nel
quadro delle relazioni con gli stakeholder territoriali). Gli
Enti locali che decidono di certificarsi puntano ad ottenere
Tra le principali barriere che tendono a ostacolare la diffusione dei Sistemi di Gestione Ambientale emergono la
mancanza di tempo, risorse umane, competenze ed esperienza, vincoli di budget; la difficoltà di coinvolgimento e
motivazione del personale e la difficoltà di comprensione
del sistema; mancanza di impegno e supporto politico.
I principali vantaggi della certificazione ambientale possono essere sintetizzati come segue:
- maggiore controllo del processo produttivo;
- risparmio sull’uso di risorse e di energia;
- maggiore sensibilizzazione degli stakeholder;
- adozione di strumenti per la massima soddisfazione degli
stakeholder.
È molto importante in sede di analisi ambientale iniziale, che vengano individuate tutte le prescrizioni di
legge che devono essere rispettate dall’impresa sia come
autorizzazione che come controllo. Dopo aver individuato
gli aspetti ambientali legati alle proprie attività, deve essere
valutata la significatività di tali impatti.
Vantaggi strategici
- propensione all’innovazione;
- facilità di comunicazione;
- nuove o migliori opportunità di mercato;
- migliore immagine verso il pubblico e le parti interessate;
- buona valutazione da parte di organi di controllo;
- maggiore coinvolgimento dei dipendenti nel perseguimento degli obiettivi dell'azienda (l'accrescimento dell’attenzione ai risvolti ambientali delle attività, aumento del
loro spirito di appartenenza all'organizzazione);
- permette di cogliere e/o mantenere opportunità di business, soprattutto verso l’estero e gare d’appalto;
- rappresenta un'opportunità di rapportarsi in modo trasparente con la P.A. (favorendo il dialogo e la collaborazione
reciproca con le Istituzioni, in luogo dell'attuale "modello",
basato sul concetto di "comando e controllo").
Vantaggi economici
- riduzione dei costi (ad esempio premi assicurativi);
- minore rischi di contenziosi;
- agevolazioni nell’accesso a finanziamenti pubblici;
- facilita l’accesso ai finanziamenti (in particolare a taluni
finanziamenti agevolati a livello nazionale e comunitario);
- minori costi di smaltimento rifiuti;
- minore costo delle risorse legato ad un uso più razionale
(le spese per il consumo d'acqua e di energia);
- minori spese sostenute per il risanamento ambientale.
Vantaggi specifici
- riduzione degli impatti ambientali;
- consente di analizzare ed eventualmente ristrutturare in
modo sistematico i processi produttivi, evidenziando le
aree in cui è possibile migliorare l’efficienza e gli interventi
correttivi più efficaci e meno costosi, valutando i risultati
ottenuti);
- agevole gestione degli adempimenti legislativi in tema
ambientale;
Si definisce una politica ambientale che riassume i
principi d’azione in campo ambientale scelti dall’organizzazione. Questa deve essere comunicata e compresa da
tutto il personale; e si deve concretizzare nel programma
ambientale, documento nel quale andranno specificate
responsabilità e risorse per la realizzazione degli obiettivi. Il
Sistema di Gestione Ambientale quindi è lo strumento
per il miglioramento continuo, attraverso il quale vengono
integrate nella routine aziendale le attività, come la raccolta dei dati, la loro gestione, la realizzazione di misure
ambientali e vengono definite le responsabilità connesse.
Il passo conclusivo è la redazione della Dichiarazione o
Rapporto ambientale nel quale vengono riassunti tutti
dati elaborati.
In conclusione, la certificazione costituisce un ulteriore
elemento qualificante che rende evidente anche all’esterno l’aumentata competitività aziendale, gli sforzi per raggiungere i risultati, l’impegno al miglioramento continuo
e dimostra l’attenzione dell’organizzazione verso tutti gli
stakeholder.
Attività camerali
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La Camera di commercio a presidio della sicurezza
dei prodotti destinati ai consumatori e a tutela
del mercato
Silvana Manica
Anche per quest'anno la Camera di Commercio di
Treviso, attraverso l'Ufficio Attività a tutela del
consumatore, ha progettato una serie di controlli
presso gli operatori che operano in provincia, al
fine di verificare il rispetto di svariate norme poste a protezione dei consumatori (e del mercato in
genere). Le norme in questione sono dirette a garantire
l'informazione degli acquirenti, per consentire scelte d'acquisto consapevoli, nonchè la sicurezza e la salute degli
utilizzatori, affinchè dall'uso dei beni acquistati non derivino rischi o conseguenze dannose per persone, animali o
cose. Da non trascurare che il rispetto delle norme poste a
tutela del consumatore garantisce anche un mercato sano,
in cui tutti gli operatori si assumono l'onere di garantire/
verificare la presenza dei requisiti di legge nei prodotti posti
in commercio, accollandosene i relativi oneri. Tali oneri derivano tanto dalla necessità di conoscere in modo analitico la
normativa, quanto dall'assunzione di misure adeguate, in
termini di scelta accurata dei materiali, dei processi di produzione, dei fornitori, ecc.. Da ciò ne deriva che gli operatori
che non rispettano tali regole, sostenendo costi aziendali
notevolmente inferiori di quelli a carico degli operatori seri,
possono praticare prezzi di vendita più competitivi e sottrarre pertanto a questi ultimi notevoli fette di mercato. Tale
prassi si configura come una pratica sleale da scoraggiare e
reprimere anche grazie ai controlli delle Autorità preposte,
quali le Camere di Commercio.
L'attività ispettiva camerale, avviata nel mese di giugno
di quest'anno, è stata preceduta dalla scelta dei settori da
sottoporre a verifica e dall'individuazione casuale degli
operatori da controllare. Al fine di evitare duplicazioni e
sovrapposizioni è stata inoltre trasmessa idonea informativa agli altri soggetti preposti alle verifiche sul territorio,
quali le Polizie municipali, la Guardia di Finanza, l'arma dei
Carabinieri.
Avviata la vera e propria attività di verifica, gli
ispettori camerali hanno effettuato gli accessi, sottoponendo a controllo visivo in media 10 articoli
presso ciascun operatore. Nel caso di prodotti non
conformi hanno proceduto a sequestrarli, in quanto non idonei alla commercializzazione e, conseguentemente, da regolarizzare o da distruggere.
Controllo visivo, controllo documentale ed analisi di laboratorio
Controllo visivo
Il controllo visivo permette di verificare la presenza delle informazioni e delle marcature obbligatorie (quali la marcatura CE) nonchè ad escludere anomalie
sostanziali, che attestano che il prodotto non è sicuro. Le informazioni da ricercare sono diverse per ciascun tipo di prodotto. Tuttavia su tutti i prodotti
controllati devono essere comunque presenti i dati identificativi del prodotto e del produttore (cioè del fabbricante o di altro soggetto che si presenta come
fabbricante apponendo sul prodotto il proprio nome/marchio/altro segno distintivo, o del suo rappresentante nell’UE, o dell’importatore).
Verifica documentale
Può seguire la verifica documentale, diretta ad accertare la disponibilità presso i soggetti tenuti a conservarli ed esibirli, del fascicolo tecnico - da cui si evince
il rispetto della normativa, attaverso l'illustrazione delle misure adottate e delle eventuali certificazioni acquisite – nonchè della dichiarazione di conformità obbligatoria. Poichè l'obbligo di conservare questa documentazione è a carico del fabbricante, (vedi sopra), va svolto l'oneroso lavoro di ricostruzione
dell'intera filiera, attraverso l'acquisizione dei documenti commerciali relativi alle singole cessioni. Ogni distributore ha l'obbligo di collaborare fornendo la
documentazione commerciale, che deve conservare e tenere a disposizione per almeno dieci anni.
Analisi di laboratorio
Se i funzionari ispettori ritengono che il prodotto vada testato per accertarne la sicurezza (può trattarsi di un giocattolo, di un prodotto elettico a bassa tensione, di un paio di occhiali da sole, ecc.), ovvero per analizzarne la composizione (nel caso, ad es. di un prodotto tessile), si procede al prelievo di un certo numero di campioni da inviare al laboratorio. Anche in questo caso è necessario individuare il responsabile dell'immissione in commercio, per le comunicazioni
di rito, la richiesta dei documenti a corredo e le eventuali contestazioni.
Attività camerali
7
Svolti gli accessi e acquisita la documentazione
necessaria, i funzionari ispettori sono passati
all'istruttoria vera e propria, al fine di individuare
le violazioni di legge e contestarle ai trasgressori.
Anche in questo caso le operazioni svolte sono
state innumerevoli, in quanto, a parte gli operatori controllati, da sanzionare per aver commercializzato prodotti non a norma, sono stati
individuati i grossisti, gli importatori e i produttori, a carico dei quali sussistono precisi obblighi
e responsabilità.
Da aggiungere che a loro carico sono previsti non solo
obblighi e responsabilità in materia di sicurezza ed
etichettatura, ma anche precisi doveri di collaborazione. In
particolare, perchè sia sempre possibile risalire all'origine
del prodotto, è necessario conservare ed esibire la documentazione commerciale relativa agli scambi realizzati
negli ultimi dieci anni, con la conseguenza che è possibile
incorrere in sanzioni amministrative se non viene fornita,
quando richiesta, la documentazione stessa.
I funzionari ispettori, come gli anni scorsi, al
termine delle verifiche, effettuate le contestazioni e le comunicazioni di rito, comunicheranno
al Ministero dello Sviluppo Economico gli esiti
dei controlli, affinchè vengano adottati i dovuti
provvedimenti su scala nazionale (provvedimenti
di ritiro dal mercato, di divieto di commercializzazione, di
regolarizzazione dell'etichettatura, ecc.).
E' inoltre previsto che vengano inserite in un
programma informatico dedicato (Vimer) tutte
le verifiche effettuate, con i relativi risultati. I dati
inseriti saranno visibili a livello nazionale, dal Ministero
dello Sviluppo Economico, dalle Camere di Commercio e da
altre istituzioni, con la conseguenza che le le informazioni
relative ai controlli realizzati dalla Camera di Commercio di
Treviso potranno circolare e non rimarranno rinchiuse negli
uffici camerali, risultando sicuramente utili per altri attori
del sistema dei controlli.
L’effetto moltiplicatore dei controlli camerali
L'attività ispettiva svolta inizialmente a Treviso, finisce per produrre i suoi effetti in tutta l'Italia, perchè i grossisti, gli importatori o i produttori degli articoli
sottoposti a verifica nella "Marca", possono trovarsi a Padova come a Torino, a Roma come e Trapani. Questo modus operandi rappresente una caratteristica
dei controlli camerali, che si differenziano da quelli svolti da altre istituzioni, altrettanto qualificate e attrezzate, per l'effetto a cascata, a monte o a valle dei
soggetti controllati.
Attività camerali
8
INCONTRO INFORMATIVO DEDICATO AL TEMA DELLA
SICUREZZA ED ETICHETTATURA DEI PRODOTTI TESSILI
E DELLE CALZATURE
Silvana Manica
Era viva l’esigenza di organizzare un momento da dedicare agli argomenti di cui si discuterà il prossimo 29 ottobre presso la Camera di Commercio di Treviso, ma altre
attività istituzionali non meno significative per la tutela
dei consumatori e del mercato in genere, hanno reso difficile finora, per l’ufficio preposto, concentrarsi sul tema
dell’informazione relativa all’etichettatura e alla
sicurezza dei prodotti tessili e delle calzature, di
recente venuto alla ribalta tanto per effetto di notizie allarmistiche e prive di fondamento, relative
all’obbligo di riportare il numero di partita iva sui
prodotti, quanto per l’entrata in vigore, dal mese
di maggio 2012, di nuove disposizioni relative ai
prodotti tessili.
TUTELA DEL CONSUMATORE
La normativa sulla sicurezza e l'etichettatura dei prodotti tessili e delle calzature.
I tessili e le calzature sono articoli con cui entriamo in contatto quotidianamente e che quasi rappresentano la nostra
“seconda pelle”: spesso vengono acquistati in base alla
moda, ai gusti, alle firme senza tenere in debita considerazione la qualità, il diritto di essere informati sul produttore,
sull’origine, sui materiali di cui sono composti.
Gli stessi professionisti dei settori interessati non sempre si
preoccupano di rispettare le norme vigenti, di garantire la
sicurezza dei consumatori e i loro diritto all’informazione.
Purtroppo, soprattutto per articoli di basso livello, che pur
attirano il consumatore in momenti di crisi profonda come
quello attuale, e che normalmente circolano nei mercatini
rionali o in negozi con un target medio-basso, si ritrovano prodotti pericolosi per la salute in quanto realizzati o
trattati con materiali nocivi, oppure privi di etichette o accompagnati da etichette recanti diciture non in italiano o
non a norma.
Di qui, per un’istituzione come quella camerale, attenta
alle esigenze del mercato, il bisogno di diffondere la cultura
della sicurezza e del diritto all’informazione, ovvero del dovere di informare tra tutti gli attori del sistema, tutti ugualmente responsabili della qualità dei prodotti e degli scambi: i consumatori - che nell’acquistare prodotti non a norma
e non sicuri permettono arricchimenti illeciti, alimentando,
seppur inconsapevolmente, distorsioni del mercato –gli
operatori economici, che nel produrre o distribuire tali
prodotti, oltre ad esporsi al rischio di conseguenze sanzionatorie e di più ampio respiro, alimentano il fenomeno
della concorrenza sleale che finisce per danneggiare i professionisti seri.
Ma veniamo agli argomenti in programma e ai
relatori:
- ci sarà un’ampia trattazione delle nuove disposizioni in
materia di etichettatura dei prodotti tessili - data la recente entrata in vigore del Regolamento UE 1007/2011 - con
taglio anche tecnico, in quanto parteciperanno all’incontro esperti che appartengono a laboratori molto qualificati,
nello specifico quelli del Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento S.p.A. di Busto Arsizio (denominato Centrocot)
e di Treviso tecnologia, azienda speciale per l’innovazione
della Camera di Commercio di Treviso;
- sarà presente un funzionario dell’Agenzia delle Dogane di
Venezia per informare sull’obbligo di riportare in etichetta
l’origine dei prodotti o altre indicazioni sull’origine sufficienti ad eliminare qualsiasi fraintendimento sull’origine
stessa;
- si parlerà inoltre degli obblighi di sicurezza e di informazione - che derivano dal Codice del Consumo - legati
all’esigenza di tutelare gli utilizzatori e rintracciare sia il
prodotto sia il produttore: su di essi si soffermeranno le due
funzionarie camerali che interverranno in rappresentanza,
rispettivamente, della Camera di Commercio di Milano e
di Treviso;
- ci sarà spazio per l’esame delle prove chimiche che vengono effettuate sui tessuti per escludere la presenza di
sostanze nocive;
- seguirà, nel pomeriggio, per chi è interessato, la trattazione degli obblighi informativi in vigore nel settore c
alzaturiero;
- successivamente, da programma, un momento dedicato
allo studio di casi pratici, per portare in aula alcuni esempi
di prodotti a norma;
- a finire il dibattito, con la possibilità di rivolgere ai relatori
quesiti e richieste di chiarimenti.
Chi è interessato a partecipare? Prevalentemente gli operatori dei settori coinvolti, per non perdere un’occasione
di incontro e di confronto con le istituzioni e gli esperti
della materia; a seguire i consulenti e le associazioni delle
imprese, per gli stessi motivi; da ultimo, qualsiasi studioso
di temi consumeristici, le associazioni dei consumatori, o i
consumatori stessi, per ampliare le conoscenze in materia.
Le iscrizioni sono possibili anche on-line, sul sito camerale.
L’incontro è gratuito.
Presentazione
Tutela del Consumatore
La normativa sulla sicurezza
e l’etichettatura dei prodotti
tessili e delle calzature
La Camera di Commercio di Treviso, attenta alle
esigenze degli operatori economici della
“Marca” che si trovano in difficoltà
nell’applicare correttamente le norme che
regolano l’immissione in commercio dei prodotti
destinati ai consumatori, ha in calendario, per il
29 ottobre 2012 una giornata informativa
dedicata ai prodotti tessili e alle calzature, molto
interessante alla luce delle recenti modifiche
legislative (in tema di prodotti tessili) e
finalizzata a rendere trasparenti i veri obblighi di
legge.
In particolare nel corso dell’incontro verranno
fornite utilissime informazioni sulla sicurezza e
sull’etichettatura dei prodotti tessili e delle
calzature - che in base alle leggi vigenti vanno
realizzati senza l’impiego di materiali nocivi per
la salute dell’uomo, e vanno opportunamente
etichettati in modo da fornire indicazioni sulle
fibre e sui materiali usati - oltre ad importanti
indicazioni relative all’origine.
Il seminario è rivolto agli importatori, ai
produttori, ai buyers della grande distribuzione,
agli intermediari, ai grossisti, ai dettaglianti, e
agli altri operatori degli ambiti individuati e vuole
rappresentare uno strumento per fornire un
supporto agli addetti ai lavori, per consentire di
operare in tranquillità (guadagnando una solida
immagine di serietà ed elevata affidabilità) e
allontanare il rischio di sanzioni e altri
provvedimenti di più ampio respiro.
L’iniziativa rappresenta un’opportunità di
crescita anche per gli operatori del sistema
consumeristico, che potranno ampliare il
proprio bagaglio di conoscenze in materia.
(anche alla luce delle recenti modifiche
introdotte dal Regolamento UE 1007/2011)
Treviso, 29 ottobre 2012
Ufficio Tutela del Consumatore
Piazza Borsa, 3/b - 31100 Treviso
tel. 0422 595238-314
fax 0422 595666
[email protected]
www.tv.camcom.it
Sala Conferenze,
Camera di Commercio di Treviso
Innovazione
9
ICT E AZIENDE: REPORT 2011
Francesco Rossato
Lo scorso 13 dicembre l’ISTAT - Istituto nazionale
di Statistica - ha diffuso gli esiti di un’interessante
indagine condotta in tema di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in relazione
alla loro distribuzione nelle imprese italiane attive e con almeno 10 addetti. I dati sull’uso dell’ICT si
riferiscono al gennaio 2011 mentre quelli sul commercio
elettronico e l’utilizzo dei servizi on line della Pubblica Amministrazione sono aggiornati al 2010.
In base alle risultanze accertate (consultabili in modo più
diffuso sul sito www.istat.it), emerge che la stragrande
maggioranza delle aziende in questione si avvale di tecnologie informatiche almeno di base: ben il 96% delle
imprese utilizzano il computer e il 94,3% ha dichiarato di
disporre di una connessione a Internet (93,7% nel 2010); in
molti settori economici si è prossimi al livello di saturazione. A onor del vero, un’analoga indagine, effettuata sempre
dall’ISTAT con riferimento a gennaio 2006, ha collocato
tale ultimo dato al 96,4% (vi è dunque una flessione pari
al 2,1%): al di là dell’interesse statistico legato al raffronto e dovendosi tenere in debito conto della generalizzata
contrazione di investimenti – dovuta agli effetti della crisi
economica, se ne ricava una percentuale totale comunque
di elevatissimo spessore.
Quanto alle modalità di collegamento, per l’88,3% delle
imprese ciò avviene mediante connessioni in banda larga
fissa o mobile, ma il 73,3% dispone ancora di velocità inferiori a 10 Mbit/s, con evidenti ripercussioni penalizzanti.
A gennaio del 2011, più di sei imprese su dieci (62,6% per
l’esattezza, in leggera crescita rispetto all’anno precedente)
hanno dichiarato di possedere un sito web aziendale: si arriva al 72% per quelle dell’industria (senza le costruzioni)
mentre di particolare interesse sono taluni dati più mirati, ad esempio settoriali, in specie quelli legati al turismo
(95,6% per i servizi d’alloggio e 93,4% per le agenzie di
viaggio, tour operator, ecc) e riferiti alle dimensioni d’azienda (60,1% tra le imprese minori e circa il 90% di quelle con
almeno 250 addetti).
Il 46,8% delle imprese offre sul proprio sito opportune
occasioni di interazione: in particolare, le home page aziendali presentano, nel 33,4% dei casi, la possibilità di consultare cataloghi e visionare i prezzi dei prodotti offerti mentre
sono certamente più scarse le opzioni legate alla progettazione di prodotti, all’effettuazione di ordini (solo il 13,5%) e
alle prenotazioni on line da parte dei clienti.
Alla luce dei dati ISTAT, l’espansione dell’E-commerce in Italia è limitata, oltre che in fase di (poco)
calante rispetto alla precedente rilevazione: nel
2010 le vendite on line hanno coinvolto il 5,4% delle imprese, per un valore complessivo pari al 5% del fatturato
totale; il 72,7% delle aziende vende in rete per una cifra
superiore all’1% del proprio fatturato mentre la percentuale di aziende che hanno realizzato un fatturato on-line
superiore o uguale all’1% del fatturato totale rappresenta
appena il 3,9% del totale imprese. Come è facile intuire,
è peculiare l’importanza del commercio elettronico per
alcune attività economiche e in particolare per le imprese
di telecomunicazioni, dell’editoria, dei servizi legati alle
agenzie di viaggio e prenotazioni, della produzione software e consulenza informatica e del settore audiovisivo della
produzione cinematografica, video, televisiva, registrazioni
musicali, programmazione e trasmissione.
Circa i rapporti con la Pubblica Amministrazione, oltre sette
imprese su dieci (ed esattamente il 75,8%) ha interagito on
line, nel corso del 2010, con la PA e il 70,8% lo ha fatto per
usufruire di servizi di tipo non esclusivamente informativo.
Più specificatamente, il 65,2% delle intervistate ha utilizzato servizi contenenti dati, notizie e avvisi, scaricando inoltre moduli utili all’attività, mentre, per quel che concerne
i servizi a maggiore contenuto interattivo, come l’inoltro
via internet di moduli compilati on line (opzione effettuata dal 39,3% delle aziende; tra queste, l’84,5% lo ha fatto
per almeno una delle dichiarazioni relative a contributi dei
dipendenti, al reddito dell’impresa, all’I.V.A. e alla dogana)
e lo svolgimento di procedure amministrative interamente
per via elettronica, risulta una più intensa fruizione in alcuni settori come quello della fornitura di energia e acqua
(51,7% e 42,2%), delle attività editoriali (60% e 53,4%)
e della fabbricazione di computer (53,7% e 38,3%). Permangono, a detta di un’impresa su due, alcuni ostacoli che
impediscono una più completa evoluzione del rapporto on
line con la PA e, in particolare, l’eccessiva difficoltà, il dispendio di tempo richiesto dalle procedure amministrative
in rete e la necessità di perfezionare le operazioni con un
invio anche cartaceo.
Infine, un cenno al tema delle tecnologie ‘verdi’
(green Ict), che viene affrontato da quasi un’ impresa su due attraverso l’adozione di iniziative
finalizzate a ridurre il consumo energetico delle
apparecchiature o l’utilizzo di applicazioni atte a
ridurre i consumi di energia dei processi aziendali.
IL 94,3% DELLE AZIENDE
CON PIÙ DI 10 ADDETTI
È CONNESSO A INTERNET
IL 75,8% HA INTERAGITO
ON LINE CON LA P.A.
PIÙ DI 6 SU 10 HANNO
UN SITO AZIENDALE;
IL 5,4% VENDE ON LINE
Innovazione
10
FAMIGLIE ITALIANE E TECNOLOGIE, TRA OPPORTUNITÀ
E DIGITAL DIVIDE
Francesco Rossato
Analogamente a quanto realizzato per le imprese (si veda
l’articolo pubblicato in questo stesso numero) e come
ormai da tradizione, l’ISTAT ha divulgato, a dicembre
dello scorso anno, gli esiti di un’indagine riguardante il
rapporto tra “cittadini e nuove tecnologie”, con
riferimento all’anno 2011.
In base alle conclusioni prodotte (consultabili in modo
più diffuso sul sito www.istat.it), emerge un quadro generale a tinte chiaro/scure.
La “fame” di tecnologie degli italiani non conosce sazietà,
se si considera che, nonostante la crisi e il calo generalizzato dei consumi, la spesa complessiva per pc, internet e
uso della rete nonché telefonini – si noti per inciso che il
91,6% dei connazionali possiede un cellulare! - e tablet
di (sempre più, verrebbe da dire) ultima generazione non
accenna a diminuire, anzi aumenta gradualmente. Altro
discorso è stabilire se si tratti di mode più o meno durature o presunte affermazioni di benessere piuttosto che
di reale necessità di fruizione dei servizi abbinati a tali
prodotti: probabilmente la risposta sta in un mix tra i vari
elementi di valutazione in gioco, anche considerando la
posizione piuttosto che la professione del singolo. Di certo, per limitarci a esempi comuni, inviare una mail (piuttosto che twittare) fa parte del comportamento quotidiano di molti, sia per svago che per lavoro, così come è
ormai appannaggio di tanti fare parte di social network,
leggere notizie, prenotare on line una vacanza, interagire
via web – sempre più spesso obbligatoriamente - con la
Pubblica Amministrazione.
Non sorprendono quindi i dati secondo i quali, rispetto
al 2010 e a conferma di un trend che cresce dal 2008,
aumenta la percentuale di famiglie che nel 2011 hanno
dichiarato di possedere un personal computer (dal 57,6%
al 58,8%), di accedere a Internet (dal 52,4% al 54,5%),
anche attraverso una connessione alla banda larga (dal
IL 58,8% DELLE
FAMIGLIE HA UN PC
IL 26,3%% ACQUISTA
O ORDINA TRAMITE
L’E-COMMERCE
43,4% al 45,8%). Le famiglie con almeno un minorenne sono le più tecnologiche mentre all’estremo opposto
si collocano i nuclei di soli anziani di 65 anni e più, che
presentano livelli modesti di dotazioni tecnologiche.
Quanto al commercio elettronico, il 26,3% degli individui con almeno 14 anni ha ordinato e/o comprato merci
e servizi per uso privato, soprattutto per pernottamenti
legati alla vacanza (41,7%), spese per viaggi e soggiorni (39,1%, biglietteria in specie), abiti e articoli sportivi
(30,2%), libri, giornali e riviste (27,5%), ticket per spettacoli (22,8%), attrezzature elettroniche (21,5%), articoli per
la casa (18,9%), film e musica (16,8%) nonché software
per computer e/o loro aggiornamenti (16,1%, esclusi
i videogiochi). Si tratta, a conti fatti, di quasi 7 milioni di
persone, numero questo che - in costante aumento, anche
grazie all’implementazione dei sistemi di sicurezza e al
progressivo affermarsi di un più stabile quadro giuridico
di tutele - può e deve orientare sempre maggiormente le
strategie commerciali degli operatori dei mercati.
Accanto a queste considerazioni se ne pongono altre, meno
scintillanti, per così dire. L’Italia presenta ancora notevoli
IL 54,5% ACCEDE A
INTERNET
ritardi cognitivi e tecnologici, più significativi nel Mezzogiorno, ed è ancora assai complesso disporre di omogenee
connessioni alla banda larga. Secondo l’ISTAT, tra il 2010 e
il 2011 il divario tecnologico relativo al territorio e alle differenze sociali rimane stabile: le famiglie del Centro-nord
che dispongono di un accesso a Internet sono oltre il 56%,
mentre circa il 49% possiedono una connessione a banda
larga, a fronte di valori pari, rispettivamente, al 48,6% e al
37,5% nel Sud. Ancora in troppi dichiarano di non saper
utilizzare Internet: il 41,7% delle famiglie asserisce di non
averne le competenze mentre il 26,7% lo considera inutile
e non interessante, il 12,7% non ha accesso a Internet da
casa perché accede da un altro luogo, l’8,5% perché reputa
costosi gli strumenti necessari per connettersi e il 9,2% perché ritiene eccessivo il costo del collegamento.
Infine, va detto che in raffronto agli altri paesi
europei la situazione è ancor meno lusinghiera:
alla luce dei dati Eurostat l’Italia si colloca al 22°
posto – su 27 paesi, al pari della Lituania – per la
disponibilità di almeno un accesso a Internet per
ciascuna casa.
Innovazione
11
AIAP DESIGN PER
Chiara Pagani - photocredits AIAP
SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA GRAFICA
Dopo Napoli, Cagliari e Bologna AIAP (Associazione italiana
design della comunicazione visiva) ha scelto Treviso come
sede per l’edizione 2012 dell’evento AIAP Design Per,
dedicato quest'anno al tema "Design e Scienza".
Quattro giorni intensi, dal 26 al 29 settembre, per questa
Settimana internazionale della grafica durante la quale si
sono concentrate 8 mostre, 7 incontri (5 conferenze e 2
focus specifici), 1 conferenza plenaria conclusiva, 2 premiazioni, 3 workshop e diverse iniziative collaterali organizzate
in città.
All’apertura ufficiale dei lavori, introdotta da Daniela Piscitelli - Presidente AIAP, hanno voluto portare il loro
saluto Nicola Tognana - Presidente Camera di Commercio di Treviso, Ennio Bianco - Vice Presidente
Unindustria Treviso, Medardo Chiapponi - Direttore
del Dipartimento di Progettazione e Pianificazione
in Ambienti Complessi dell’Università Iuav di Venezia, Maurizio Cecconi - Direttore di Candidatura di
Venezia-NordEst Capitale Europea della Cultura,
Michele Chiole - Presidente della Commissione
Consiliare Terza, Renzo Di Renzo - Responsabile di
Treviso Design.
"AIAP da sempre ha tra le sue finalità quella di promuovere
la cultura del design di comunicazione – spiega Daniela
Piscitelli – sia in ambito nazionale che negli specifici
territori attraverso iniziative culturali diversificate che mirano ad interconnettere progettisti, istituzioni, università,
associazioni e aziende. Tutti quegli attori, cioè, che possono
essere i protagonisti di piani di sviluppo e di innovazione. In
quest’ottica si colloca l’iniziativa itinerante AIAP Design Per
che ha riconosciuto in Treviso un luogo di intensa vivacità,
inventiva, attenzione alla ricerca, sensibilità culturale, mobilità sociale e intensità di relazioni. Città ideale, quindi, per
affrontare il tema “Design e Scienza” di grande complessità
ma anche grimaldello per immaginare ambiti e processi
di innovazione e sperimentazione in contesti, come quelli
contemporanei, nei quali le discipline del design e quelle
della scienza si avvicinano, si intersecano e si fertilizzano,
proponendo nuovi scenari dell’abitare".
"Il tema definito per questa edizione – afferma il prof.
Chiapponi – è uno di quelli caratterizzanti la didattica e
la ricerca di Design della nostra università Iuav. Per questo ci
ha fatto particolarmente piacere contribuire all’ideazione e
all’organizzazione di questo importante evento".
"La scelta di Treviso – prosegue Ennio Bianco – è indicatore di un’accresciuta visibilità della città e del suo territorio
quale riferimento per il design, grazie ai corsi universitari
dello Iuav sostenuti dalle imprese attraverso la Camera di
Commercio. Qui vi sono poi esperienze di design avanzato
nelle imprese industriali di più settori merceologici, grazie
anche all’impegno di Unindustria Treviso nella promozione,
in collaborazione con Iuav e altri organismi, di un’avanzata
cultura del design".
I due punti nevralgici sono stati Palazzo Giacomelli, dove
sono state allestite alcune delle mostre principali e dove
si sono svolte tutte le conferenze oltre all’inaugurazione
ufficiale e alla conferenza plenaria finale, e la sede del
Corso di laurea in disegno industriale Iuav che ha ospitato i
workshop aperti ai professionisti e tenuti da prestigiosi docenti/grafici internazionali: gli inglesi Max Whitby/Mark
Irving che si sono occupati di editoria digitale, l’austriaco
Martin Foessleitner che ha lavorato sul rapporto tra information design e complessità e il tedesco Michael Stoll
che ha indagato quello tra information design e scienza.
L’università ha inoltre colto l’occasione per presentare
nell’esposizione ”Inside Cladis” i migliori progetti degli
studenti nell’ambito della comunicazione, selezionati sia
dai laboratori che dalle tesi di laurea.
Tra le mostre, allestite nelle sale di Palazzo Giacomelli, segnaliamo “The History of Infographics”, incentrata sulla
collezione privata di Michael Stoll, il cui patrimonio di libri
fornisce una panoramica storica sul campo dell'infografica tra l'inizio del XX secolo e la fine degli anni Ottanta;
“IIID Award Exhibition”, esposizione dei lavori selezionati
nell’edizione 2011 del premio organizzato dall'International Institute for Information Design di Vienna; “La comunicazione medico-scientifica”, un percorso nella comunicazione per la scienza e l'ambito medico.
A queste si sono aggiunte la monografica “Enzo Ragazzini. Foto-Grafiche Optical”, esposta nella galleria
Bevacqua Panigai e la divertente “Sugar (Not) Free” ideata in collaborazione con Moak, produttore di caffè, presso
il Lagostore per presentare il vincitore del concorso indetto
da AIAP con l’azienda per la progettazione grafica di una
piccola serie bustine da zucchero.
Interessanti anche gli eventi OFF che alcuni professionisti
hanno deciso di organizzare presso i loro studi o in altri spazi della città e che hanno contribuito a rendere più dinamica
e multiforme la proposta culturale già ricca della settimana.
Ottima la partecipazione complessiva, grazie a un pubblico
di addetti ai lavori, studenti e persone interessate provenienti da tutta Italia: registrate a ogni conferenza una media
di 100 presenze con un picco di 150 per quella plenaria ,
tutti esauriti i 70 posti previsti per i workshop e costante è
stata anche l’affluenza alle diverse iniziative con circa 400
visitatori al giorno per le mostre.
Peccato che il prossimo anno tocchi a un’altra città!
Conferenza inaugurale a Palazzo Giacomelli
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Attualità
13
NUOVI STRUMENTI DI FINANZIAMENTO PER LE PMI
Antonio Biasi
D. L. 22.06.2012 N. 83 E CONVERSIONE IN LEGGE, N. 134 DEL 7.08.2012
“MISURE URGENTI PER LA CRESCITA DEL PAESE”
Tra le misure urgenti per lo sviluppo economico previste
nella legge di conversione 07.08.2012, n. 134, “Misure
urgenti per la crescita del Paese”, l’articolo 32 è dedicato a
nuovi strumenti di finanziamento delle imprese.
Con questo articolo, composto da 26 commi, il legislatore
ha inteso consentire alle società diverse da quelle quotate,
di poter accedere a nuove fonti di finanziamento da parte di
investitori istituzionali mediante emissioni di determinati strumenti finanziari, le cambiali finanziarie.
Titoli di credito simili alle obbligazioni, secondo le norme
contenute nell’ articolo 32, che vengono emesse in serie
e hanno una scadenza minima e massima dalla data di
emissione, in pratica una scadenza non inferiore a un
mese e non superiore a trentasei mesi dalla data
di emissione.
2) al 3 per cento del valore di emissione dei titoli eccedente 5 milioni di euro, fino a 10 milioni di euro, in
aggiunta alla quota risultante dall'applicazione della
percentuale di cui al numero 1);
3) al 2 per cento del valore di emissione dei titoli
eccedente 10 milioni di euro, in aggiunta alla quota
risultante dall'applicazione delle percentuali di cui ai
numeri 1) e 2);
c) l'ultimo bilancio deve essere certificato da un revisore contabile o da una società di revisione iscritta nel
registro dei revisori contabili;
d) le cambiali finanziarie devono essere emesse e girate
esclusivamente in favore di investitori professionali che
non siano, direttamente o indirettamente, soci
della società emittente; il collocamento presso investitori professionali in rapporto di controllo con il soggetto
che assume il ruolo di sponsor è disciplinato dalle norme
vigenti in materia di conflitti di interesse.
Lo sponsor deve segnalare, per ciascun emittente, se l'ammontare di cambiali finanziarie in circolazione è superiore
al totale dell'attivo corrente, come rilevabile dall'ultimo
bilancio approvato. Per attivo corrente si intende
l'importo delle attività in bilancio con scadenza
entro l'anno dalla data di riferimento del bilancio
stesso. Nel caso in cui l'emittente sia tenuto alla redazione
del bilancio consolidato o sia controllato da una società o
da un ente a ciò tenuto, può essere considerato l'ammontare rilevabile dall'ultimo bilancio consolidato approvato.
Lo sponsor classifica l'emittente al momento dell'emissione, distinguendo almeno cinque categorie di qualità creditizia dell'emittente, ottima, buona, soddisfacente, scarsa
e negativa, da mettere in relazione, per le operazioni garantite, con i livelli di garanzia elevata, normale o bassa. Lo
sponsor rende pubbliche le descrizioni della classificazione
adottata”.
Per l’emissione delle cambiali finanziarie, come abbiamo
visto in precedenza occorre che ci siano degli sponsor che
assistano le società; gli sponsor possono essere: banche, imprese di investimento, Sgr, società di gestione armonizzate, Sicav, intermediari finanziari
iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del TU
bancario, nonché banche autorizzate all’esercizio
dei servizi di investimento anche aventi sede legale in uno Stato extracomunitario, purché autorizzate
alla prestazione di servizi nel territorio della Repubblica.
I compiti dello sponsor sono l’assistenza alla società
nella procedura di emissione di titoli supportando l’emittente nella fase di emissione e di collocamento, l’assunzione con l’emittente di impegni volti
Le cambiali finanziarie
possono essere emesse da società di capitali nonché da società cooperative e
mutue assicuratrici diverse dalle banche e dalle micro-imprese, come definite dalla raccomandazione 2003/361/
CE della Commissione, del 6.05.2003
Il nuovo art. 5-bis, inserisce dopo il comma 2 dell'art.1
della legge 13.01.1994, n. 43 i seguenti: commi “2-bis. Le
cambiali finanziarie possono essere emesse da società di
capitali nonché da società cooperative e mutue assicuratrici
diverse dalle banche e dalle micro-imprese, come definite
dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione,
del 6.05.2003. Le società e gli enti non aventi titoli rappresentativi del capitale negoziati in mercati regolamentati o
non regolamentati possono emettere cambiali finanziarie
subordinatamente alla presenza dei seguenti requisiti:
a) l'emissione deve essere assistita, in qualità di sponsor,
da una banca o da un'impresa di investimento, da una
società di gestione del risparmio (SGR), da una società di
gestione armonizzata, da una società di investimento a
capitale variabile (SICAV), purché con succursale costituita
nel territorio della Repubblica, che assiste l'emittente nella
procedura di emissione dei titoli e lo supporta nella fase di
collocamento dei titoli stessi;
b) lo sponsor mantiene nel proprio portafoglio, fino alla
naturale scadenza, una quota dei titoli emessi non inferiore:
1) al 5 per cento del valore di emissione dei titoli, per
le emissioni fino a 5 milioni di euro;
ad assicurare la liquidabilità, almeno a intervalli
predefiniti, dei titoli alla scadenza; il mantenimento nel
proprio portafoglio, fino alla naturale scadenza, di una
quota dei titoli emessi.
Il nuovo art.1 bis della legge 13.01.1994, n. 43, così come
modificato dalla legge n. 134/2012 è pertanto il seguente “Fermo restando quanto previsto dall'articolo 83-bis,
comma 1, del testo unico delle disposizioni in materia
di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni,
le cambiali finanziarie possono essere emesse anche in
forma dematerializzata; a tal fine l'emittente si avvale
esclusivamente di una società autorizzata alla prestazione
del servizio di gestione accentrata di strumenti finanziari.
Per l'emissione di cambiali finanziarie in forma dematerializzata, l'emittente invia una richiesta alla società di
gestione accentrata di strumenti finanziari, contenente la
promessa incondizionata di pagare alla scadenza le somme
dovute ai titolari delle cambiali finanziarie che risultano
dalle scritture contabili degli intermediari depositari. Nella
richiesta di cui sopra sono altresì specificati:
a) l'ammontare totale dell'emissione;
b) l'importo di ciascuna cambiale;
c) il numero delle cambiali;
d) l'importo dei proventi, totale e suddiviso per singola
cambiale;
e) la data di emissione;
f) gli elementi specificati nell'articolo 100, primo comma,
numeri da 3) a 7), del Regio Decreto 14.12.1933, n. 1669;
g) le eventuali garanzie a supporto dell'emissione, con
l'indicazione dell'identità del garante e l'ammontare della
garanzia;
h) l'ammontare del capitale sociale versato ed esistente
alla data dell'emissione;
i) la denominazione, l'oggetto e la sede dell'emittente;
l) l'ufficio del Registro delle imprese al quale l'emittente
è iscritto.
Si applicano, ove compatibili, le disposizioni contenute nel
capo II del titolo II della parte III del TU di cui al D. Lgs.
24.02.1998, n. 58, e successive modificazioni.
Le cambiali emesse, sono esenti dall'imposta di bollo di
cui al D.P.R. 26.10.1972, n. 642, ferma restando comunque
l'esecutività del titolo.
Le spese di emissione delle cambiali finanziarie
sono deducibili nell'esercizio in cui sono sostenute, indipendentemente dal criterio di imputazione a bilancio.
Attualità
14
APPROVATA DEFINITIVAMENTE LA “SPENDING REVIEW”
Antonio Biasi
I PRINCIPALI IMPATTI DEL PROVVEDIMENTO
Nel Supplemento ordinario n. 173/L della Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14.08.2012, è stata pubblicata la legge 7
agosto 2012, n. 135 di conversione del Decreto Legge (D.L.)
6.07.2012, n. 95 sulla c.d. “spending review”.
Per garantire il successo dei programmi di risanamento dell’economia e per stimolare la crescita e la
competitività, l’attuale Governo ha avviato, sin dal
suo insediamento con il precedente decreto legge
Salva Italia, la revisione della spesa pubblica. Tale
processo, meglio conosciuto come “spending review”, è uno
dei pilastri del D.L. n. 95 del 06/07/2012 convertito con
modificazioni L.135 del 07/08/2012.
Lo stesso Governo evidenzia che ci sono “sprechi” nella produzione dei servizi quando “una macchina costosa e ad alto
potenziale viene sistematicamente sottoutilizzata” o quando “si acquistano fattori produttivi pagando prezzi superiori
al mercato”, in particolare la spending review ha lo scopo di:
- eliminare sprechi e inefficienze,
- garantire il controllo dei conti pubblici,
- liberare risorse da utilizzare per interventi di sviluppo,
- ridare efficienza al settore pubblico allo scopo di concentrare l’azione su chi ne ha bisogno.
Il decreto che entra ora nella sua complessa fase attuativa
era nato con l’obiettivo di scongiurare l’aumento delle due
aliquote principali dell’Iva del 10 e 21% garantendo minori
spese per i prossimi anni. A questo obiettivo si sono aggiunti altri interventi, quali la salvaguardia di una seconda
platea di esodati, il riordino delle province e il riordino delle
agenzie fiscali.
Non sono poche le novità introdotte nei diversi settori, di
seguito vengono riportati in estrema sintesi le principali:
AGENZIE LOCALI
ESODATI
Regioni, Province e Comuni dovranno ridurre del 20% la
spesa i gestione dei propri enti strumentali ed agenzie,
pena la loro soppressione o accorpamento. Per le società
pubbliche in house (quelle che erogano servizi per
la PA), ci saranno soppressioni selettive e non automatiche. L’obbligo di essere alienate o sciolte entro la
fine del 2013 non varrà per le società di interesse generale,
anche aventi rilevanza economica, e quelle che svolgono
prevalentemente compiti di centrali di committenza. Rimangono in essere anche tutte le società finanziarie regionali e quelle che gestiscono banche dati per ottenere fondi
UE e per la tutela della privacy.
Allo scopo di salvaguardare 55mila lavoratori saranno
necessari 4,14miliardi. La maggiore spesa previdenziale
sarà spalmata nel settennio 2014/2020. Via libera invece
al pensionamento anticipato di circa 3.500 docenti dal 1°
settembre 2013.
FARMACI
Spinta a prescrivere i meno costosi generici, anche
se i medici potranno sempre indicare il farmaco di marca
sulle ricette; con sconti più elevati a carico dei farmacisti e
industrie a favore del SSN per il 2012.
SANITÀ
Possibilità di applicare una super addizionale Irpef che salirebbe dallo 0,5 all’1,1% nelle Regioni in piano di rientro
dal deficit sanitario. Riduzione di almeno 15 mila posti letto
negli ospedali, eliminazione di migliaia di reparti doppione.
Revisione al ribasso dei contratti per beni e servizi
fino alla loro disdetta, revisione delle tariffe per le
case di cura e gli ambulatori privati accreditati col
servizio pubblico. Il taglio al finanziamento al SSN sarà
di 4,7miliardi fino al 2014.
SOCIETÀ PARTECIPATE
Tetto ai compensi per gli amministratori con deleghe delle
società partecipate dal Ministero dell’economia e delle finanze. Il limite massimo non potrà superare i 300mila euro
annui.
ACQUISTI DI BENI E SERVIZI
Attraverso il ricorso alla centrale di committenza nazionale,
le amministrazioni pubbliche centrali possono avvalersi,
sulla base di apposite convenzioni di Consip S.p.A., allo scopo di agevolare il processo di razionalizzazione della spesa
e garantire gli obiettivi di risparmio; gli enti nazionali di
previdenza e assistenza sociale possono avvalersi di Consip
per lo svolgimento di funzioni di centrale di committenza
stipulando apposite convenzioni. Le amministrazioni pubbliche potranno effettuare i loro approvvigionamenti di gas,
energia, carburanti, telefonia al di fuori delle convenzioni
Consip, ma solo a condizione che siano previsti corrispettivi
inferiori a quelli indicati in quest’ultime.
TERREMOTO
Finanziamenti agevolati fino a 6 miliardi di euro per i danni
a case e imprese dei territori dell’Emilia Romagna colpiti
dal terremoto. Vengono stanziati ulteriori 23 milioni per i
comuni colpiti dal sisma del 2009 in Abruzzo.
ENTI LOCALI
Tutte le province delle regioni a statuto ordinario esistenti
alla data di entrata in vigore del presente decreto sono oggetto di riordino sulla base di requisiti minimi (350mila abitanti e un territorio di 2.500 Km quadrati), da individuarsi
nella dimensione territoriale e nella popolazione residente
in ciascuna provincia. Il comparto delle autonomie locali,
subirà una stretta sui vincoli del patto di stabilità pari a
2,3miliardi di euro nel 2012 e 5,2 miliardi l’anno prossimo.
COMUNI
È ridisegnata la rete delle competenze nei Comuni
fino a 5mila abitanti per i quali è prevista la gestione associata di tutte le funzioni fondamentali
entro il 2014 (organizzazione generale dell’amministrazione, gestione finanziaria e contabile, controlli, compiti in
materia di servizi anagrafici, elettorali e statistici).
AFFITTI PUBBLICI
Vien posticipato dal 1° Gennaio 2013 al 1° Gennaio 2015
il taglio del 15% del canone di locazione pagato dalle PA
per immobili ad uso istituzionale. La riduzione si inserisce
direttamente nei contratti. Il rinnovo del rapporto di
locazione è consentito solo in presenza di particolari condizioni, quali ad esempio la disponibilità delle
risorse finanziarie necessarie per il pagamento dei canoni,
oneri e costi d’uso per il periodo di durata del contratto di
locazione.
AGENZIE FISCALI
I Monopoli dello Stato saranno incorporati nell’agenzia delle
Dogane e l’agenzia del Territorio in quella delle Entrate entro
il 1° Dicembre 2012, ma il ministero avrà tempo fino al 31
Dicembre per trasferire le risorse umane, strumentali e finanziarie. Viene introdotta la possibilità di prevedere posizioni
non dirigenziali nelle agenzie fiscali, per assicurare la funzionalità nel dopo riordino, fino ad un massimo di 380 unità.
UNIVERSITÀ
Per gli studenti in regola con gli studi, con indicatore
ISEE inferiore a 40mila euro, viene fissato il divieto dal
2013/2014, e per tre anni, di far crescere le tasse universitarie più dell’indice Istat dell’inflazione. Gli atenei
potranno invece provvedere a super-tasse per gli
studenti fuori corso.
VIGILANZA
Viene cancellata l’ISVAP (istituto che vigila sulle assicurazioni), le qui funzioni verranno trasferite ad un nuovo ente,
l’IVASS, la cui governance rientrerà nell’ambito della Banca
d’Italia. Rimane in essere la COVIP, la commissione di vigilanza sui fondi pensione.
Attualità
15
Curia Mercatorum punta sulla formazione
Giulia Poli
Dopo un anno dedicato all’organizzazione di corsi di formazione volti a consentire ai propri mediatori di adeguarsi ai
nuovi standard introdotti dalla riforma sulla mediazione,
Curia Mercatorum ha ripreso nel 2012 le attività
di promozione e divulgazione degli strumenti ADR
che il Centro di Mediazione ed Arbitrato gestisce
per conto delle Camere di Commercio di Treviso,
Belluno, Pordenone e Gorizia. Nonostante siano trascorsi oramai due anni abbondanti dall’entrata in vigore del
d.lgs. 28/2010 che, ricordiamo, ha disciplinato la mediazione introducendone una regolamentazione organica per tutte le controversie in materia civile e commerciale, si avverte
ancora oggi una significativa carenza informativa, o troppo
superficiale, sull’argomento. E considerata l’importanza
attribuita dal legislatore all’istituto, avendolo previsto come
passaggio obbligatorio, prima di adire il giudice, in una
1
2
Art. 5.1 d.lgs. 28/2010.
Dal 20 marzo scorso, si ricorda, il tentativo di mediazione preventivo all’azione giudiziale è diventato d’obbligo sia per la responsabilità civile da circolazione di veicoli e natanti sia per la materia
condominiale.
Le iniziative del 2012
buona parte delle controversie che si riversano nei Tribunali
(1), appare quanto mai doveroso riprendere l’impegno su
questo fronte di attività.
Prendendo le mosse dalla recente entrata a regime dell’obbligatorietà del tentativo di mediazione per le controversie
legate al risarcimento del danno derivante da circolazione
di veicoli e natanti (2), l’associazione ha organizzato, a fine
maggio, il workshop dal titolo “La mediazione nelle
controversie per danno da circolazione di veicoli e
da responsabilità medica: trasformare un obbligo
in opportunità”, al quale hanno preso parte, come relatori, l’avvocato Ana Uzqueda, Responsabile Scientifico, Direttrice del Centro Studi e socia fondatrice dell’Associazione
Equilibrio & R.C. di Bologna; il dottor Luigi Mastroroberto, medico-chirurgo presso l’Università di Napoli, specializzato in Medicina Legale e delle Assicurazioni, nonché Vice
Presidente dell’associazione “Melchiorre Gioia” di Bologna;
l’avvocato Silvia Stefanelli, Responsabile di “MG Mediation”, Organismo di mediazione di Bologna specializzato in
controversie relative al danno alla persona e contratti assicurativi; la dott.ssa Sabrina Diella, Funzionario dell’Area
Regolazione del mercato di Unioncamere Nazionale.
Anche in materia di medical malpractice sussiste, da oltre
un anno, la necessità di tentare la strada conciliativa prima
di accedere al processo giudiziale ordinario, e per questa tipologia di controversie, così come nel caso di risarcimento
danni da circolazione, si riscontrano esigenze peculiari simili se considerate nella prospettiva della mediazione: da
un lato, per la natura degli interessi sottostanti alle pretese
che normalmente emergono (tutela della salute), dall’altro
per il fatto che il mediatore si trova spesso a dover gestire un
incontro complesso cui partecipano necessariamente più
parti (cd. mediazione multiparte).
MEDICAL MALPRACTICE
Data la rilevanza della materia, il convegno ha trattato in
modo particolare l’argomento della responsabilità medica,
ambito nel quale si è assistito, nel corso degli anni, ad un
profondo mutamento delle regole e ad una parimenti incisiva evoluzione del sistema assicurativo ad esso afferente, il
tutto in un contesto di crescente conflittualità: nel decennio
1996-2006 le denunce sono cresciute del 148% (rilevazioni
del Ministero della Salute risalenti al 2006, confermate nel
loro trend dai più recenti dati dell’ANIA), così come sono
aumentati in misura considerevole i premi assicurativi e si
sono progressivamente dilatati i tempi di definizione dei sinistri. Anche il rapporto assicurativo ha subito cambiamenti
rilevanti, ad esempio l’innalzamento delle franchigie; l’esercizio della rivalsa verso il medico da parte delle strutture sanitarie, queste ultime chiamate in causa dai pazienti sempre
più frequentemente rispetto al passato (si registra, precisamente, un’inversione nella tendenza che vedeva, invece,
negli anni scorsi, una propensione a denunciare i medici e
non anche le strutture sanitarie); il passaggio dal regime assicurativo loss occurrence a quello dei claims made. I medici,
dal canto loro, hanno cercato di tutelarsi da eventuali accuse
di negligenza o imperizia prescrivendo esami diagnostici
ben oltre il necessario (cd. medicina difensiva).
In generale, dunque, il sistema di gestione delle liti in questo settore presenta una crescente criticità che sta portando,
a livello aggregato, maggiori costi e maggiori rischi.
Dalle numerose denunce sollevate da parte dei pazienti, si
GRAFICO 1: mediazione camerale: dati mensili cumulati dei procedimenti depositati
Fonte: Osservatorio Unioncamere sulla mediazione e la conciliazione
Attualità
osserva che se nel 27,5% dei casi la colpa del medico sussiste, ed in altrettanti casi sia, viceversa, da escludere, rimane
un buon 45% di situazioni in cui il margine di incertezza
rimane molto elevato. Tra le ragioni che si individuano a
spiegazione dell’aumento della litigiosità fra paziente e
medico vengono annoverati lo sviluppo scientifico, che,
aumentando le possibilità di successo terapeutico, ha anche
incrementato le aspettative in tal senso riducendo i margini
di giustificazione dell’eventuale insuccesso; un’accresciuta
tutela del diritto alla salute di cui i pazienti sono maggiormente consapevoli; un delicato dovere di informazione del
medico che, se non chiaro ed esauriente, può costituire fonte di vizio nel consenso a sottoporsi alla terapia da parte
del paziente.
Portare al tavolo della mediazione questo tipo di controversie, significa innanzitutto invitare tutte le parti che possano
giocare un ruolo diretto nella ricerca di una soluzione conciliativa: il paziente (o i suoi eredi), i professionisti sanitari e il
rappresentante della struttura nella quale hanno operato, le
compagnie assicurative che tutelano ciascuno dei soggetti
coinvolti. E se poi l’azienda sanitaria è di natura pubblica, è
importante capire chi può sedersi al tavolo della mediazione e con quali poteri può partecipare considerati gli aspetti
di responsabilità erariale che potrebbero profilarsi. In questi
casi, normalmente, ciascuna parte si farà assistere da un
proprio legale, da un consulente di fiducia, e magari anche,
nel caso del danneggiato, da qualche parente stretto.
Presupposto fondamentale perché l’incontro possa avere
luogo con qualche utilità, è che si ottenga la partecipazione
di tutti i soggetti interessati. In particolare l’intervento delle
compagnie di assicurazione appare indispensabile, specialmente quando il danno risarcibile sia di importo rilevante o
comunque sopra franchigia; e tuttavia si prospettano difficoltà a portare in mediazione proprio le Assicurazioni, in
quanto, si osserva, normalmente esse tendono ad avviare
trattative sin dall’apertura del sinistro, per cui se in questo
primo tentativo non riescono ad arrivare ad una soluzione negoziale, non reputando esserci ulteriori margini per
intraprendere una nuova trattativa in sede di mediazione,
preferiscono attendere direttamente la chiamata in giudizio.
La struttura sanitaria e il medico, dovrebbero
comunque poter intravedere nell’invito al tavolo
della mediazione un’opportunità per riprendere il
contatto con il paziente e cercare di giungere ad
un chiarimento in un ambiente non avversariale.
Il mediatore, dunque, deve saper gestire una comunicazione che si prospetta piuttosto complessa, con molteplici interessi coinvolti, e di diversa natura (conflitto policentrico),
16
nella quale la componente emotiva sarà probabilmente
molto elevata considerato che la controversia verte sulla
lesione di un bene primario qual è la salute. Inoltre, gli
elementi che dovranno essere considerati nella ricerca di
una soluzione riguarderanno sia i profili giuridici connessi
alla responsabilità civile professionale, sia quelli tecnici
peculiari della responsabilità medica: ciò non significa che
il mediatore debba essere un esperto dell’attività medica
di cui si tratta, ma piuttosto che dovrà avere le nozioni e
gli strumenti che gli consentiranno di poter condurre la
comunicazione fra le parti onde far emergere i fattori che
determineranno, poi, le opzioni negoziali praticabili.
In questi casi potrebbe trovare frequente applicazione il ricorso alla co-mediazione: nelle controversie che richiedono specifiche competenze
tecniche, l'organismo può nominare, infatti, uno o più
mediatori ausiliari (artt. 8.1 d.lgs. 28/2010), ossia può
individuare più di un mediatore in vista della prevedibile
complessità dell’incontro che dovranno gestire. In generale
la procedura di mediazione è caratterizzata da informalità:
per la sua attivazione è sufficiente presentare all’Organismo una semplice domanda nella quale l’oggetto della
controversia, tra gli elementi indispensabili, può limitarsi
ad una succinta descrizione della questione. Per quanto
non sia prescritta una produzione documentale è evidente,
tuttavia, che nelle controversie di malpractice medica possa
essere utile allegare alla domanda una documentazione
sufficiente ed utile affinché il mediatore possa costruirsi
un’idea complessiva della fattispecie, quindi degli interessi
che potranno entrare in gioco durante l’incontro. Osservazione, questa, che consente di evidenziare subito un
importante aspetto dell’attività del mediatore: questi non
ha il compito di decidere la questione individuando dove
stiano il torto e la ragione, non è un giudice e non è un
arbitro. Il suo compito è di coadiuvare la comunicazione tra
le parti per arrivare ad un chiarimento ed eventualmente,
nella misura in cui sia possibile e desiderato dalle stesse
parti, ristabilire un rapporto reciprocamente propizio che
possa sfociare in un accordo di conciliazione.
E’ indubbio che vi siano e vi saranno difficoltà nel riunire
intorno al tavolo della mediazione tutti i soggetti che dovrebbero parteciparvi, e da più parti si sollevano perplessità
circa l’utilità delle strumento nei casi più complessi, il che
non ha favorito il successo della mediazione alla procedura in questa prima fase di applicazione della normativa.
Tale atteggiamento appare però frutto di una carente
conoscenza dell’istituto, piuttosto che delle sue effettive
potenzialità: i vantaggi, infatti, che si possono prospettare
dovrebbero indurre col tempo questa diffidenza ad una sua
più aperta ed obiettiva considerazione. Per le aziende
sanitarie, partecipare agli incontri di mediazione
può significare migliorare la gestione del contenzioso giungendo ad una liquidazione del danno
più veloce e con minori spese legali, evitando una
cattiva pubblicità, recuperando la fiducia del paziente;
per il medico, così come per il paziente, ritrovarsi al tavolo
della mediazione può consentire di riprendere una comunicazione che spesso si è malamente condotta o interrotta,
portando chiarimenti che permettano un recupero della
fiducia e della serenità compromesse. Anche per le Compagnie di assicurazione, specie quelle specializzate nell’assicurazione della medical malpractice, possono prodursi
GRAFICO 2: mediazione camerale: procedimenti depositati nel periodo luglio 2011
– maggio 2012, raggruppati per tipologia
Fonte: Osservatorio Unioncamere sulla mediazione e la conciliazione
Attualità
17
vantaggi dall’utilizzo della mediazione: il deflazionamento
del contenzioso, infatti, costituisce un’esigenza anche per
queste imprese, che da un lato vedono lievitare i costi
legati alla gestione giudiziale delle liti e dall’altro allungarsi
i tempi di liquidazione dei danni, con crescente dispendio
di risorse ed energie da dedicare.
QUALCHE DATO SULL’ANDAMENTO DELLA
MEDIAZIONE
Interessanti poi i dati, commentati dalla dott.ssa
Diella, emersi dall’ultima rilevazione dell’Unione
nazionale delle Camere di Commercio con riguardo
ai procedimenti di mediazione gestiti, nel periodo
GRAFICO 3: analisi per materia. Periodo 21 marzo 2011 – 31 marzo 2012
Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di statistica.
GRAFICO 4: rilevazione statistica dei procedimenti iscritti nel periodo 21 marzo – 31
marzo 2012 con proiezione nazionale
Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di statistica.
marzo 2011 (data di entrata in vigore dell’obbligatorietà
del tentativo, fatta eccezione per le liti condominiali e di risarcimento danni da circolazione) fine maggio 2012, dagli
Organismi di mediazione accreditati istituiti da 94 Camere
di commercio: 23.684 le domande complessivamente depositate al 31 maggio 2012 (grafico 1), di cui oltre un terzo
abbondante volontarie (35%), il che dimostra che l’istituto
è significativamente utilizzato anche quando non imposto
dalla legge (grafico 2).
Ovviamente la parte maggioritaria (i restanti 2/3) delle
procedure è di natura obbligatoria, e, tra gli ambiti per i
quali il tentativo è prescritto dal legislatore, le domande
di attivazione più frequenti sono quelle in materia di diritti
reali (ca 13%), seguite da locazione (10-11%), contratti
bancari (8%) e assicurativi (6-7%), e danni da rc medica
e rc auto (4-5% in entrambi i casi).
Tale distribuzione (ma non le misure percentuali) si ritrova similmente a livello nazionale (grafico 3), salvo
per i casi di rc auto che, nel dato aggregato, appaiono invece meno consistenti, superati di buona
misura dalle controversie nelle materie di divisione, successione, contratti finanziari e comodato.
Curia Mercatorum si allinea, per questo aspetto,
al dato nazionale piuttosto che a quello camerale, non
riscontrando quel picco di domande che ci si sarebbe attesi
con l’obbligatorietà del tentativo anche per la materia rc
auto (oltreché quella condominiale) efficace da marzo di
quest’anno.
Confrontando ancora i dati dell’Unione con quelli complessivamente rilevati dal Ministero della Giustizia a fine marzo,
si può osservare come gli Organismi del sistema camerale,
che rappresentano, a quella data, l’11% del totale degli enti
iscritti nel Registro ministeriale, abbiano gestito il 21% circa
del volume di procedure attivate a livello nazionale (cfr. dati
grafici 1 e 4).
Tralasciando, poi, i numeri relativi a valori di lite, durata
delle procedure, distribuzione geografica degli organismi e
dei procedimenti, categorie di mediazione, un dato su tutti
è sempre molto atteso e seguito dai supporter della mediazione, siano questi il legislatore, che l’ha fortemente voluta
per alleggerire i Tribunali; gli Organismi che offrono il servizio e devono farlo secondo criteri di efficienza e di efficacia;
i mediatori, la cui capacità è sotto l’occhio critico di chi sta
aspettando gli esiti di una riforma che ha suscitato diverse
critiche, se non addirittura aperta avversione; gli enti di formazione accreditati, cui soli è delegata la preparazione dei
mediatori; i cittadini tutti, o almeno quelli che, privi di pregiudizi dettati dalla non conoscenza dell’istituto, sperano in
qualche positivo sbocco per trovare una risposta tempestiva
Attualità
alle loro istanze di giustizia. Ci riferiamo all’esito delle
mediazioni, il prodotto finale della procedura, che,
solo quando porta all’accordo fra le parti, ossia alla
conciliazione, soddisfa tutte insieme le aspettative
sopra elencate. Il dato riportato dall’Unione delle Camere di Commercio, così come dal Ministero della Giustizia, ci
dice che quando le parti si siedono al tavolo della mediazione, nel 48% dei casi raggiungono un accordo (grafico
5): tale risultato appare piuttosto inferiore, rispetto a quello
ben più favorevole (90%) noto al sistema camerale prima
che entrasse in vigore la riforma sulla mediazione: ma facile
è osservare che, ovviamente, quando la mediazione è volontaria e non obbligatoria, quanto meno la buona volontà,
per così dire, di cooperare e trovare una soluzione in via
amichevole deve sussistere. Cosa che non si riscontra, purtroppo, in regime di obbligatorietà del tentativo: in altri termini, se nella mediazione volontaria l’impegno maggiore
per gli addetti ai lavori è di trasferire alle parti la conoscenza
dell’istituto dando le informazioni necessarie in modo semplice ed immediato, al contrario nella mediazione obbligatoria il timore maggiore è che vi sia una “controinformazione” sulla bontà dell’istituto, specialmente da parte dei legali
delle parti che, molto spesso, come noto, manifestandone
un’aperta misconoscenza, pongono di fatto le premesse per
un incontro poco proficuo, seppur inevitabile.
Probabilmente frutto di questo atteggiamento
di avversione, anche l’altro dato interessante,
relativo alla comparizione delle parti invitate alla
mediazione, ossia all’incontro: nel 65% dei casi
non c’è adesione alla procedura, il che significa
che la mediazione si concluderà con un semplice
verbale di mancata comparizione dell’aderente
(grafico 6). Ed il tentativo si trasforma, inevitabilmente, in un mero adempimento di un’ulteriore formalità
procedurale per poter accedere al giudizio. Il dato, tuttavia, rispetto al 70% registrato qualche mese addietro, è
migliorato, probabilmente anche grazie ad un più severo
trattamento riservato dalla normativa ad un tale atteggiamento quando non sia giustificatamente motivato. Il legislatore, infatti, ha previsto in più momenti della procedura
alcuni accorgimenti “incentivanti” un comportamento collaborativo delle parti, quanto meno nel prendere in seria
considerazione il tentativo di mediazione e non ridurlo
a mera incombenza preliminare alla fase giudiziale. Tale
obiettivo ha ispirato anche l’ultimo ritocco alla normativa, introdotto a settembre dello scorso anno, proprio a
rimedio della mancata partecipazione della parte invitata
all’incontro: in caso di mediazione obbligatoria, infatti, se
la parte costituita non partecipa al procedimento senza
18
GRAFICO 5: comparizione ed esito della mediazione
Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di statistica
GRAFICO 6: trend di comparizione dell’aderente
Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di statistica
giustificato motivo, il giudice dovrà condannarla a versare una somma pari al contributo unificato dovuto per il
giudizio (3).
Sotto questo profilo, poi, appare molto interessante rilevare come nella stragrande maggioranza degli incontri,
sia la parte istante (84%) sia quella invitata (86%) abbiano partecipato avvalendosi dell’assistenza di un legale
di fiducia (grafico 7). Soprattutto quando la mediazione
è obbligatoria, e viene attivata in quanto condizione di
procedibilità, è molto probabile che le parti, avendo già
intrapreso le vie legali, siano assistite dall’avvocato anche
nella fase della mediazione. Per questo motivo, è evidente come la propensione a sfruttare l’incontro
quale opportunità per risolvere la lite piuttosto
che come “perdita di tempo e di denaro” dipenda molto dal favor mediationis ispirato dai legali
delle parti. Nell’ultima relazione di Unioncamere sulla mediazione delle Camere di Commercio, del maggio
scorso, si segnala come, a fronte di un costo della causa
1
Art. 8.5, d.lgs. 28/2010, come modificato dal’art. 2, comma 35-sexies, del dl 138/2011, convertito con modificazioni dalla l. 148/2011
(in G.U. 16/09/2011, n. 216).
Attualità
19
GRAFICO 7: assistenza legale
Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di statistica
GRAFICO 8: durata delle procedure e confronto con la giustizia ordinaria
[21 marzo 2011 – 31 marzo 2012]
Fonte: Ministero della Giustizia, Direzione Generale di statistica
giudiziale stimato, in Italia, in misura pari a circa il 29,9%
del valore di lite, quello di una mediazione si aggiri intorno al 3%. Unendo questo dato a quello relativo alla durata
media di un processo (circa 3 anni, nel 2010) raffrontato
a quello di una procedura di mediazione (2-3 mesi: grafico 8), ben si capisce quale buona opportunità si getti via
a non voler ponderare con maggior obiettività l’utilizzo
dello strumento di ADR (senza considerare, poi, gli ulteriori
vantaggi che tale strumento offre: la possibilità di non rovinare irrimediabilmente il rapporto tra i contendenti, ad
esempio, o la semplicità e la riservatezza della procedura).
LA FORMAZIONE CONTINUA
DEI MEDIATORI
Sul fronte prettamente formativo, per concludere, Curia
ha organizzato quest’anno i primi corsi di aggiornamento
per mediatori utili ad assolvere all’obbligo di formazione
continua previsto dalla normativa.
Il dm 180/2010 stabilisce, infatti, che i mediatori iscritti
negli elenchi degli Organismi di mediazione accreditati
possano mantenere l’iscrizione a condizione di accrescere
la propria preparazione teorica seguendo appositi corsi
per un monte ore complessivo di almeno 18 ore nell’ar-
co di ciascun biennio dal conseguimento dell’iscrizione.
Ciascuna sede operativa di Curia Mercatorum si è
adoperata al fine di programmare almeno un appuntamento formativo da proporre, prioritariamente, ai propri mediatori: la sede di Treviso ha
realizzato un primo corso con l’ente di formazione
Omologhia srl di Padova (26 giugno e 13 luglio),
ed un secondo con l’Associazione Equilibrio & R.C.
di Bologna, per l’inizio dell’autunno (25 settembre e 12 ottobre).
Presso le altre Camere di Commercio associate sono stati
realizzati, nei mesi di settembre e ottobre, altrettanti corsi:
Gorizia e Belluno con Associazione Equilibrio, Pordenone
con Omologhia.
Per il prossimo anno è intenzione dell’Organismo di organizzare ulteriori appuntamenti onde favorire l’adempimento dell’obbligo formativo dei mediatori per i quali il
biennio giunga a scadenza nel 2013. E come sempre sarà
premura dell’Associazione dare adeguata informazione
ai propri mediatori ed a tutti coloro che, interessati alle
iniziative formative-informative in materia di mediazione e arbitrato, si siano iscritti alla nostra Newsletter
(www.curiamercatorum.com).
Attualità
20
NUOVE NORME PER LA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO
DELLE PICCOLE IMPRESE
Andrea Manganiello
Con la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 22
dicembre 2011, del D.L. 22 dicembre 2011, n. 212, recante
"Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da
sovraindebitamento e disciplina del processo civile", è stata
introdotta nell`ordinamento giuridico nazionale una nuova
procedura volta alla composizione di tali situazioni di difficoltà destinata ai soggetti privati (consumatori) ed alle
imprese non assoggettate alla disciplina del fallimento ed
alle altre procedure concorsuali.
La nuova prassi consente di predisporre un accordo di
adempimento delle obbligazioni senza alcuna efficacia
obbligatoria nei confronti dei soggetti che non partecipino
all’accordo ed è stata successivamente confermata, con
specifico riferimento agli operatori economici “non soggetti né assoggettabili alle vigenti procedure concorsuali”,
dalla Legge 27 gennaio 2012 , n. 3 (Disposizioni in materia
di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento), pubblicata in G.U. 30 gennaio
2012 n. 24 ed in vigore dal 1.3.2012.
Per «sovraindebitamento» si intende una situazione di
perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonché
la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni. La procedura presenta
diverse analogie con il c.d. “accordo di ristrutturazione del
debito” ex art. 182 bis della legge fallimentare e si avvale
di appositi organismi di composizione della crisi, che
dovranno essere istituiti dagli Enti pubblici ed essere iscritti in un apposito registro tenuto presso il Ministero
della Giustizia.
PRESUPPOSTI DI AMMISSIBILITÀ
Il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre
ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione
della crisi, un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla
base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei
creditori estranei all’accordo stesso, compreso l’integrale
pagamento dei titolari dei crediti privilegiati ai quali gli
stessi non abbiano rinunciato anche parzialmente. Il piano
prevede i termini e le modalità di pagamento dei creditori,
anche se suddivisi in classi, le eventuali garanzie rilasciate
per l’adempimento dei debiti, le modalità per l’eventuale
liquidazione dei beni. La proposta è ammissibile a condizione che il debitore:
a) non sia assoggettabile a procedure concorsuali;
b) non abbia fatto ricorso, nei precedenti tre anni, alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento.
CONTENUTO DELL’ACCORDO
La proposta di accordo prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma,
anche mediante cessione dei crediti futuri. Nei casi in cui i
beni o i redditi del debitore non siano sufficienti a garantire
la fattibilità del piano, la proposta deve essere sottoscritta
da uno o più terzi che consentono il conferimento, anche
in garanzia, di redditi o beni sufficienti per l’attuabilità dell’accordo. Nella proposta di accordo sono indicate
eventuali limitazioni all’accesso al mercato del credito al
consumo, all’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronico a credito e alla sottoscrizione di strumenti creditizi
e finanziari.
Il piano può prevedere una moratoria fino ad un anno per
il pagamento dei creditori estranei quando ricorrono cumulativamente le seguenti condizioni:
a) il piano risulti idoneo ad assicurare il pagamento
alla scadenza del nuovo termine;
b) l’esecuzione del piano sia affidata ad un liquidatore nominato dal giudice su proposta dell’organismo di composizione della crisi;
c) la moratoria non riguardi il pagamento dei titolari di
crediti impignorabili.
DEPOSITO DELLA PROPOSTA DI ACCORDO
Una volta predisposta, la proposta di accordo deve essere
depositata presso il tribunale competente in relazione alla
residenza del debitore o del luogo in cui lo stesso ha la sede
principale, allegando la seguente documentazione:
- l’elenco di tutti i creditori, con l’indicazione delle somme
dovute;
- l’elenco dei beni e degli eventuali atti di disposizione
compiuti negli ultimi cinque anni, correlati delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni;
- l’attestazione sulla fattibilità del piano;
- l’elenco delle spese correnti necessarie al sostentamento del debitore e della sua famiglia, con indicazione della
composizione del nucleo familiare corredata dallo stato di
famiglia.
- le scritture contabili relative agli ultimi tre esercizi.
PROCEDIMENTO
Una volta depositata presso il Tribunale, la proposta di
accordo viene esaminata dal giudice, il quale, dopo aver
valutato la presenza dei requisiti richiesti, fissa con decreto
l’udienza, quindi dispone la comunicazione ai creditori sia
della proposta dell’accordo che del decreto contenente i
provvedimenti che può adottare presso la loro residenza
o la sede legale. Il giudice dispone idonea forma di pubblicità della proposta e del decreto, oltre, nel caso in cui
il proponente svolga attività d’impresa, alla pubblicazione
degli stessi in apposita sezione del Registro delle imprese.
Effettuate tali comunicazioni, in udienza, il giudice dispone che per un massimo di 90 giorni non possono essere
iniziate o proseguite azioni esecutive individuali, né disposti sequestri conservativi né acquistati diritti di prelazione
sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta
di accordo, da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore. Tale sospensione non opera, tuttavia, nei confronti
dei titolari di crediti impignorabili.
RAGGIUNGIMENTO DELL’ACCORDO
Successivamente alla comunicazione ricevuta in ordine alla
proposta di accordo, i creditori fanno pervenire all’organismo di composizione della crisi la dichiarazione sottoscritta
del loro consenso alla proposta stessa. Si ha l’omologazione dell’accordo solo se allo stesso aderisce almeno il 70%
dei creditori. L’accordo, tuttavia, non pregiudica i diritti dei
creditori nei confronti dei coobbligati, fideiussori e obbligati in via di regresso. Lo stesso è revocato se il debitore
non esegue integralmente entro 90 giorni dalle scadenze
previste, i pagamenti dovuti alle Agenzie fiscali e agli enti
gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie.
OMOLOGAZIONE DELL’ACCORDO
Al raggiungimento dell’accordo, l’organismo di composizione della crisi trasmette ai creditori una relazione relativa
ai consensi espressi e sul raggiungimento della percentuale
minima richiesta per lo stesso (70%), allegando anche il
testo dell’accordo. Nei dieci giorni successivi al ricevimento di tale relazione, i creditori possono sollevare eventuali
contestazioni; decorso detto termine, l’organismo di composizione della crisi invia al giudice la relazione, allegando
le contestazioni ricevute, nonché un’attestazione definitiva
sulla fattibilità del piano.
ORGANISMO DI COMPOSIZIONE
DELLA CRISI
Possono assumere la qualifica di organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento gli Enti pubblici, con
adeguate garanzie di indipendenza e professionalità. Essi
sono iscritti in un apposito registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, da istituire con specifico regolamento
entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. Possono
rivestire tale carica, tra gli altri, anche gli organismi di mediazione istituiti presso le Camere di commercio, gli ordini
professionali degli avvocati, dei commercialisti ed esperti
contabili e dei notai, i quali sono iscritti di diritto nel predetto registro.
L’organismo è chiamato ad assumere ogni iniziativa funzionale alla predisposizione del piano di ristrutturazione
dei debiti, al raggiungimento dell’accordo ed all’esecuzione dello stesso; esegue la pubblicità della proposta e
dell’accordo, ed effettua le comunicazioni disposte dal
giudice nell’ambito del procedimento.
21
Monitor Economia
LA SITUAZIONE CONGIUNTURALE PER L’INDUSTRIA
MANIFATTURIERA TREVIGIANA AL II TRIMESTRE 2012
Michela Bianchin e Elena Plancher
Anche il manifatturiero trevigiano ha risentito, nel 2°
trimestre 2012, dell’aggravamento della situazione economica europea nonché del rallentamento dell’economia
mondiale nel suo complesso: rispetto allo stesso trimestre di un anno fa si registra un calo della produzione,
un’ulteriore contrazione del fatturato interno e un fatturato estero stabile.
Tuttavia, nel breve periodo, gli stessi indicatori non peggiorano ulteriormente: la produzione rimane stabile e
il fatturato recupera, in parte, la flessione del trimestre
precedente, grazie alle vendite all’estero. Tengono anche
i nuovi ordinativi dall’estero, ma continua ristagnare la
raccolta ordini dal mercato interno.
La tenuta congiunturale non migliora il sentiment degli
imprenditori trevigiani, probabilmente influenzato anche
dalla pausa estiva che caratterizza il 3° trimestre dell’anno.
Più di un terzo degli intervistati rimane polarizzato su giudizi di stabilità, ma sono sempre di meno gli imprenditori che
esprimono giudizi positivi.
L’ANALISI IN DETTAGLIO
Il monitoraggio congiunturale del comparto manifatturiero
condotto da Unioncamere del Veneto, ha coinvolto in questo trimestre del 2012 circa 680 imprese della provincia di
Treviso, di cui quasi 500 con dieci addetti e più. A queste
ultime si riferiscono i dati analitici di seguito commentati.
Produzione
Il prolungarsi della nuova ondata recessiva si traduce per
le imprese manifatturiere trevigiane in una flessione della
produzione del -4,9% su base tendenziale. Questo calo, che
accomuna quasi tutti i settori (l’unica voce fuori dal coro è
l’alimentare con un +2,6%), è sicuramente influenzato dal
termine stesso di confronto: nel secondo trimestre dello scorso anno le spinte al recupero non si erano ancora
esaurite.
Nel breve periodo, invece, la produzione appare in sostanzialmente stabilità (+0,4% rispetto a marzo) anche se
questo risultato è frutto, per la maggior parte dei settori, di
una compensazione fra gli incrementi realizzati dalle imprese con 50 addetti e più (+2,4%) e le ulteriori flessioni
delle piccole imprese (-1,1%).
Continua a scendere, invece, l’orizzonte temporale di produzione assicurata degli ordini acquisiti che si attesta in
media a poco più di un mese, toccando un minimo di 24
giorni nel legno arredo, e arrivando al massimo a 66 giorni
nei macchinari.
INDUSTRIA MANIFATTURIERA TREVIGIANA: PRODUZIONE PER SETTORI DI ATTIVITÀ
Variazioni congiunturali. 2° trim. 2011 - 2° trim. 2012
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto
Fatturato
Per il fatturato, che pur si posiziona 6,3 punti sotto i livelli
di un anno fa, si registra un lieve recupero congiunturale
(+2,9%), cui hanno maggiormente contribuito le vendite
all’estero (+5,9%).
Questo vale in particolare per il legno arredo, il cui fatturato
estero cresce su base trimestrale del +9,5% a fronte di un
incremento di quello complessivo del +4,3%, ma anche
per il settore della carpenteria metallica che, rispetto a tre
mesi fa aumenta le vendite all’estero del +18,1% (si tenga
presente che sull’entità di questa variazione probabilmente
influisce l’andamento altalenante delle commesse).
In frenata l’industria dei macchinari che, sul fronte estero, realizza una variazione congiunturale sotto la media
(+2,9%). Questo settore particolarmente vocato all’export,
con molta probabilità, risente direttamente del rallentamento della crescita globale.
Ordinativi interni ed esteri
Non riparte la raccolta ordini nel suo complesso, anche perché le prospettive di vendita sul mercato estero non sono
sufficienti a compensare il perdurare della stagnazione
della domanda interna.
A livello complessivo, infatti, i nuovi ordini dal mercato
estero crescono appena del +2,1% rispetto al trimestre
precedente contro una raccolta ordini sul mercato interno
del -0,8%. Guardando ai singoli settori economici,vale la
Monitor Economia
22
ANDAMENTO DEL FATTURATO TOTALE E DEL FATTURATO ESTERO
Variazioni trimestrali congiunturali. Serie storica 2007-2012
ANDAMENTO DEGLI ORDINATIVI DAL MERCATO INTERNO ED ESTERO.
Variazioni trimestrali congiunturali. Serie storica 2007-2012
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto
pena evidenziare la flessione del -1,7% sulla raccolta degli
ordini esteri per i macchinari, settore che, come già sopra
sottolineato, appare maggiormente sensibile alle dinamiche congiunturali internazionali.
LE PREVISIONI
PER IL TERZO TRIMESTRE 2012
Le previsioni degli imprenditori trevigiani sul terzo trimestre
del 2012 continuano ad essere sbilanciate in negativo per
tutti gli indicatori analizzati. Su questo trimestre tuttavia,
alla fase economica recessiva, probabilmente si aggiunge
la pausa estiva.
I saldi fra giudizi positivi e negativi tornano a peggiorare,
anche se la quota di coloro che prevedono stazionarietà non
scende oltre il 36%.
In particolare nonostante più di un terzo degli imprenditori
intervistati propenda per la stazionarietà di produzione e
fatturato, sale al 50% la percentuale di coloro che ne prevedono invece una diminuzione. Di conseguenza peggiora
il saldo fra giudizi positivi e negativi, facendo registrare il
valore più basso da un anno a questa parte: -40 per la produzione e -38 per il fatturato.
Si discostano dal dato medio, anche se il risultato è
comunque negativo, il settore alimentare, il cui saldo si attesta a -18 nella produzione e a -7 nel fatturato, e quello dei
macchinari (rispettivamente -14 e -8).
Scende ulteriormente la domanda interna: più della
metà degli imprenditori propende per una diminuzione
nella raccolta di nuovi ordinativi portando il saldo fra giudizi positivi e negativi a sfiorare -46, anche qui il valore è il
più basso dal giugno 2011.
Sul fronte della domanda estera continua l’andamento
altalenante che ha caratterizzato gli ultimi monitoraggi:
anche se rimane attorno alla metà la quota degli intervistati che propende per la stabilità, si amplificano le oscillazioni fra giudizi positivi e negativi con un saldo che in
questo trimestre segna un -17. Unica eccezione il settore
alimentare il cui saldo, per contro, è positivo (+14), mentre
più propense alla stabilità risultano l’industria dei macchinari (-1) e quella della gomma plastica (-5).
Infine scende al 72% la percentuale di coloro che prevedono stabilità nei livelli di occupazione, mentre aumenta
dal 17% al 24% la quota di coloro che temono una contrazione degli organici.
Continua di conseguenza a decrescere il saldo fra giudizi
positivi e negativi che passa da un -6 di giugno dello scorso
anno a -20 di questo trimestre.
Le previsioni degli imprenditori per il trimestre successivo.
Saldi tra i giudizi positivi e negativi.
L’Approfondimento completo, a cura dell’Area
Studi e Sviluppo Economico Territoriale, fa parte
della collana Congiuntura & Approfondimenti
è consultabile sul sito camerale all’indirizzo:
http://www.tv.camcom.it/docs/studi/
monitor_economia.htm_cvt.htm
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto
Monitor Economia
23
Principali indicatori congiunturali dell'industria manifatturiera trevigiana
(VARIAZIONI TRIMESTRALI E SU BASE ANNUA)
2008
2009
II
II
III
IV
II
II
III
IV
trim. trim. trim. trim. trim. trim. trim. trim.
PRINCIPALI INDICATORI
PRODUZIONE
var. volume fisico rispetto al:
-0,6
1,5 -10,2
-0,7
trimestre precedente
-0,2
-1,3
-3,5
-7,2
stesso trim. anno preced.
OCCUPAZIONE
variazioni rispetto al:
0,0
-0,5
-0,8
-2,0
trimestre precedente
-0,3
-0,8
-0,2
-2,0
stesso trim. anno preced.
CAPACITÀ PRODUTTIVA
76,4
75,5
72,1
71,9
grado di utilizzo impianti:
FATTURATO
variazioni rispetto al:
-0,1
3,4
-6,9
1,1
trimestre precedente
1,4
0,6
1,6
-6,1
stesso trim. anno preced.
FATTURATO ESTERO
variazioni rispetto al:
2,6
3,3
-5,8
4,4
trimestre precedente
0,4
5,8
8,8
-5,9
stesso trim. anno preced.
35,8
35,0
34,1
30,5
% di fatturato venduto all'estero:
NUOVI ORDINATIVI
var. rispetto al trim. prec.:
-1,4
0,2
-6,5
-1,9
dal mercato interno
2,0
2,2
-4,5
-2,3
dal mercato estero
var. rispetto stesso trim. anno prec.:
-0,8
-4,0
-5,2
-8,9
dal mercato interno
2,0
1,7
-2,4
-7,3
dal mercato estero
Fonte: Veneto Congiuntura - Unioncamere del Veneto - CCIAA Treviso
2010
I
II
III
IV
trim. trim. trim. trim.
2011
I
II
III
IV
trim. trim. trim. trim.
2012
I
II
trim. trim.
-8,4
-2,1
-5,5
5,8
-3,9
3,8
-1,2
8,2
0,4
5,0
-3,8
0,5
-4,4
0,4
-13,9
-17,3
-14,8
-7,0
1,7
6,9
6,9
9,7
2,7
2,5
0,2
-2,0
-4,8
-4,9
0,5
-0,4
-0,4
-0,1
-0,9
0,2
0,1
-0,4
0,5
-2,6
-0,2
1,4
0,4
-1,5
-2,3
-4,6
-5,8
-4,9
-3,6
-1,9
-1,4
-0,6
-0,4
-0,4
-0,4
-0,8
-0,4
-1,9
64,2
63,2
62,4
64,4
67,0
68,6
65,6
70,9
72,2
75,5
72,9
72,9
70,5
69,8
-9,7
-0,5
-5,7
3,3
-4,2
4,9
-2,9
11,3
-2,0
7,5
-2,1
3,2
-4,7
2,9
-14,0
-16,2
-13,0
-9,0
2,1
8,3
10,0
11,4
5,9
3,6
1,4
-0,8
-3,3
-6,3
5,9
-14,9
0,9
-3,4
5,8
-7,9
2,5
4,5
7,4
-2,7
11,4
1,4
7,1
-0,4
-15,8
-15,4
-15,6
-10,6
2,4
1,5
15,5
9,8
7,4
7,1
3,3
1,5
2,9
0,2
26,0
31,8
28,6
29,9
29,2
31,2
26,1
25,8
27,1
29,9
37,2
32,6
25,2
28,4
-8,8
-4,1
-6,8
2,5
-1,3
1,5
-3,9
5,6
1,2
4,4
-4,7
-0,4
-4,7
-0,8
-10,1
-0,8
-5,4
5,6
-3,3
2,0
-1,8
15,0
2,8
5,6
-2,4
1,4
3,0
2,1
-14,2
-18,1
-13,9
-6,5
0,6
3,5
3,3
5,2
2,3
1,5
-0,8
-2,0
-7,8
-8,5
-15,2
-18,5
-14,1
-2,5
7,5
8,0
12,6
8,8
6,0
4,1
0,4
2,1
5,2
0,0
Previsioni degli imprenditori al 30.06.2012
(% di giudizi degli imprenditori per il prossimo trimestre e confronto con i trimestri precedenti)
INDICATORI
PRODUZIONE
in aumento
lieve aumento
stazionaria
lieve diminuzione
in diminuzione
DOMANDA INTERNA
in aumento
lieve aumento
stazionaria
lieve diminuzione
in diminuzione
DOMANDA ESTERA
in aumento
lieve aumento
stazionaria
lieve diminuzione
in diminuzione
FATTURATO
in aumento
lieve aumento
stazionaria
lieve diminuzione
OCCUPAZIONE
in aumento
lieve aumento
stazionari
lieve diminuzione
in diminuzione
Fonte: Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto
GIUGNO 2011
SETTEMBRE 2011
DICEMBRE 2011
MARZO 2012
GIUGNO 2012
9
15
43
15
18
7
13
43
17
20
9
13
48
14
16
9
17
38
17
1
5
82
6
6
9
13
40
18
20
7
10
43
19
21
9
17
47
13
14
10
12
41
17
1
5
81
8
5
5
12
38
15
30
4
11
34
19
32
8
14
43
16
19
4
14
36
17
1
4
78
11
6
6
14
41
14
25
4
13
40
16
27
8
20
44
9
19
8
16
36
15
1
3
79
7
10
4
7
38
17
34
1
8
36
19
36
6
11
49
13
21
5
7
38
16
1
3
72
14
10
Monitor Economia
24
LA CONGIUNTURA NEL COMMERCIO AL DETTAGLIO
IN PROVINCIA DI TREVISO NEL SECONDO TRIMESTRE 2012
Michela Bianchin
Unioncamere del Veneto ha recentemente diffuso i risultati della consueta indagine cogiunturale sul commercio al
dettaglio relativi al secondo trimestre 2012.
A livello regionale l’indagine ha coinvolto un campione
di oltre 1000 imprese con oltre 40.100 addetti, di queste afferiscono alla provincia di Treviso circa 160 imprese
e 1.400 addetti.
Circa un quarto delle aziende del campione provinciale
appartiene al settore alimentare, mentre le restanti imprese appartengono al settore non alimentare. Quanto
al canale distributivo, il 20% delle aziende del campione
rientrano nella grande distribuzione organizzata, mentre
l’80% sono piccoli e medi distributori.
Nel secondo trimestre del 2012 per le aziende del campione provinciale non si registra un ulteriore peggioramen-
to del fatturato rispetto ai primi tre mesi dell’anno
(+0,9%), per quanto esso risulti del 7,3% inferiore allo
stesso periodo del 2011. Per contro, a livello regionale il
fatturato cala non solo su base annua (-8,3%), ma anche nel breve periodo (-1,9% la variazione congiunturale
in Veneto).
L’analisi per settore merceologico evidenzia per il settore
alimentare un andamento positivo sia rispetto ai primi tre
CONGIUNTURA COMMERCIO AL DETTAGLIO IN PROVINCIA DI TREVISO E IN VENETO: FATTURATO
Variazioni percentuali trimestrali. Serie storica 2009-2012
VAR. TRIM. CONGIUNTURALI
VAR. TRIM. TENDENZIALI
Fonte: Elaborazione Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto
CONGIUNTURA COMMERCIO AL DETTAGLIO IN PROVINCIA DI TREVISO E IN VENETO: ORDINI AI FORNITORI
Variazioni percentuali trimestrali. Serie storica 2009-2012
VAR. TRIM. CONGIUNTURALI
Fonte: Elaborazione Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto
VAR. TRIM. TENDENZIALI
Monitor Economia
25
in Veneto).
L’analisi per settore merceologico evidenzia per il settore
alimentare un andamento positivo sia rispetto ai primi tre
mesi dell’anno (+5,9%) che su base tendenziale (+1,9%). Al
contrario le imprese del settore non alimentare registrano nel
breve periodo una flessione del – 1,2% che porta la contrazione su base annua del fatturato al -10,7%. Quanto ai canali
di vendita tiene rispetto ai primi tre mesi dell’anno il fatturato
della grande distribuzione organizzata (0,0%) e migliora quello dei distributori medi e piccoli (+2,5%), ma per entrambi i
canali permane una flessione del -7,3% su base annua.
Ulteriori indicazioni vengono dagli ordini ai fornitori
che, in linea con il dato regionale, registrano in provincia
una variazione negativa sia rispetto allo scorso trimestre (-2,1%) che rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno (-4,5%).
Entrando nel dettaglio del settore merceologico e dei canali
di vendita si rilevano andamenti analoghi a quanto visto per il
fatturato: nel settore alimentare gli ordini ai fornitori crescono
sia su base trimestrale (+2,1%) che annua (+1,9%), mentre
nel settore non alimentare diminuiscono del 4,1% rispetto
Unioncamere del Veneto ha recentemente diffuso i risultati
della consueta indagine cogiunturale sul commercio al dettaglio relativi al secondo trimestre 2012.
A livello regionale l’indagine ha coinvolto un campione
di oltre 1000 imprese con oltre 40.100 addetti, di queste afferiscono alla provincia di Treviso circa 160 imprese
e 1.400 addetti.
Circa un quarto delle aziende del campione provinciale
appartiene al settore alimentare, mentre le restanti imprese
appartengono al settore non alimentare. Quanto al canale distributivo, il 20% delle aziende del campione rientrano nella
grande distribuzione organizzata, mentre l’80% sono piccoli
e medi distributori.
Nel secondo trimestre del 2012 per le aziende del campione provinciale non si registra un ulteriore peggioramento del fatturato rispetto ai primi tre mesi dell’anno
(+0,9%), per quanto esso risulti del 7,3% inferiore allo
stesso periodo del 2011. Per contro, a livello regionale il
fatturato cala non solo su base annua (-8,3%), ma anche nel breve periodo (-1,9% la variazione congiunturale
ai primi tre mesi dell’anno e del 7,3% rispetto allo stesso
periodo del 2011. Quanto ai canali distributivi, la grande
distribuzione organizzata registra una flessione del -1,5%
rispetto al primo trimestre 2012 e del -3,6% su base annua,
mentre per i distributori medi e piccoli il calo degli ordinativi
è quasi doppio sia nel breve periodo (-3,4%) che rispetto
allo stesso trimestre dello scorso anno (-6,0%).
Il clima di fiducia delle imprese del commercio al dettaglio provinciali rimane anche per il secondo trimestre
del 2012 negativo. Per quanto riguarda le prospettive di
fatturato, oltre il 60% degli intervistati esprime giudizi
di flessione e anche sul fronte degli ordinativi i giudizi
negativi sono in maggioranza (53,4%), con saldi che rispettivamente si attestano a -56,8 per le previsioni di fatturato e
-50,1 per quelle sugli ordini.
Quanto ai prezzi le stime al rialzo scendono ulteriormente
al 15%, mentre oltre i due terzi degli intervistati propendono per la stazionarietà (71%) o il ribasso (14%).
In merito all’occupazione diminuisce dal 3% all’1% la
percentuale degli intervistati che prevede un aumento degli
occupati a favore della stabilità (85% dei giudizi).
SETTORE COMMERCIO AL DETTAGLIO - Indicatori congiunturali per territorio
Serie storica 2° trim. 2009 – 2° trim. 2012 (VARIAZIONI CONGIUNTURALI E TENDENZIALI)
PRINCIPALI INDICATORI
2009
II trim. III trim. IV trim.
I trim.
2010
II trim. III trim. IV trim.
I trim.
2011
II trim. III trim. IV trim.
2012
I trim. II trim.
TREVISO
PRODUZIONE
Var. volume fisico rispetto al:
trimestre precedente
3,3
0,2
-6,3
-7,8
-3,4
-1,4
-1,8
-1,6
-2,5
-9,8
-1,3
-15,7
0,9
-0,8
-1,3
-2,1
-2,2
-3,0
-1,9
0,1
-7,7
-2,0
-7,2
-2,4
0,0
-7,3
trimestre precedente
2,2
2,6
7,3
-9,0
-4,7
-1,2
-0,2
-3,3
-6,5
-6,4
-2,3
-2,6
-2,1
stesso trim. anno preced.
-4,5
-2,8
-4,9
-2,0
-7,5
-1,9
-0,5
-3,3
-6,3
-6,5
-4,5
-1,2
-4,5
0,7
-0,5
-0,3
-0,5
-3,7
-0,5
0,8
2,9
3,5
3,9
1,3
0,8
1,6
stesso trim. anno preced.
OCCUPAZIONE
Variazione rispetto al:
FATTURATO
Variazione rispetto al:
trimestre precedente
VENETO
PRODUZIONE
Var. volume fisico rispetto al:
trimestre precedente
1,4
-1,6
2,9
-10,0
0,6
5,5
5,6
-2,9
-0,2
-1,1
9,7
-12,0
-1,9
-6,5
-4,5
-3,3
-0,5
2,3
0,2
2,7
-0,7
-2,6
-3,4
-4,2
-1,5
-8,7
trimestre precedente
-2,5
-3,3
0,7
-5,4
-0,7
-0,5
2,5
-3,2
-3,0
-1,0
5,1
-5,9
-2,3
stesso trim. anno preced.
-6,5
-8,3
-4,9
-1,2
2,4
-0,8
2,2
0,6
-3,8
-3,0
-5,5
-3,3
-6,8
-0,3
-2,2
-0,9
0,4
-0,9
0,0
1,4
4,1
2,0
1,2
1,9
1,0
0,5
stesso trim. anno preced.
OCCUPAZIONE
Variazione rispetto al:
FATTURATO
Variazione rispetto al:
trimestre precedente
Fonte: Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto - CCIAA Treviso
Monitor Economia
26
SETTORE COMMERCIO AL DETTAGLIO - % di giudizi di previsione sui principali indicatori per i prossimi 3 mesi
Treviso e Veneto. Serie storica trimestrale 2° trim. 2009- 2° trim. 2012
PRINCIPALI INDICATORI
2009
II trim. III trim. IV trim.
2010
I trim. II trim. III trim. IV trim.
TREVISO
I trim.
2011*
II trim.* III trim. IV trim.
2012
I trim. II trim.
VENDITE
in aumento
stazionario
in diminuzione
19,2
23,4
20,4
15,5
21,8
14,8
17,7
32,9
12,8
20,0
0,0
9,3
4,2
41,4
44,3
43,4
49,6
31,2
61,4
52,7
37,3
47,7
40,0
31,8
37,8
32,9
39,4
32,2
36,2
34,9
46,9
23,9
29,6
29,8
39,5
40,0
68,2
52,9
62,8
ORDINI AI FORNITORI
in aumento
stazionario
in diminuzione
4,7
14,6
14,6
14,0
15,4
12,7
16,8
17,4
7,4
10,8
3,1
2,8
3,3
57,1
54,4
47,8
55,9
48,3
61,4
54,9
51,7
61,6
47,0
29,5
42,5
42,7
38,2
31,0
37,6
30,1
36,3
25,9
28,3
30,9
31,0
42,2
67,4
54,7
53,9
PREZZI DI VENDITA
in aumento
stazionario
in diminuzione
6,4
17,4
10,8
7,9
22,1
16,2
40,5
28,6
23,4
29,8
37,4
23,0
15,6
72,0
55,4
61,9
74,6
65,2
76,0
52,7
58,7
63,5
66,9
53,4
61,7
70,8
21,6
27,2
27,4
17,5
12,6
7,8
6,8
12,7
13,1
3,3
9,2
15,3
13,6
OCCUPAZIONE
in aumento
stazionario
in diminuzione
2,7
7,3
4,0
4,5
8,3
1,8
0,0
6,6
0,5
0,0
0,0
8,1
0,0
83,6
79,6
79,8
82,6
86,2
88,7
85,0
83,9
90,8
91,7
86,6
81,2
88,2
13,7
13,1
16,3
12,9
5,5
9,5
15,0
9,5
8,7
8,3
13,4
10,7
11,8
VENETO
VENDITE
in aumento
stazionario
in diminuzione
21,5
19,4
13,0
21,4
25,1
23,8
17,3
26,1
15,5
26,2
9,8
16,6
11,2
37,8
39,3
40,6
43,3
41,4
49,1
54,0
46,7
46,2
37,0
31,6
31,1
29,4
40,7
41,2
46,4
35,2
33,5
27,0
28,7
27,2
38,2
36,8
58,6
52,3
59,4
11,8
11,1
10,5
14,6
18,9
12,0
11,1
16,4
9,4
13,8
7,1
10,8
7,7
49,0
47,7
45,1
54,8
50,3
64,8
64,2
57,4
60,6
52,1
39,4
41,2
38,8
39,2
41,2
44,4
30,6
30,7
23,1
24,7
26,1
30,0
34,1
53,5
48,0
53,4
10,1
12,9
12,6
12,6
19,7
23,0
30,0
36,9
22,8
25,3
32,4
24,3
19,4
74,9
69,0
69,5
75,2
71,4
69,4
62,0
56,6
67,7
66,1
54,7
63,8
65,7
15,0
18,1
17,9
12,2
8,9
7,6
7,9
6,5
9,4
8,6
12,9
11,9
14,9
6,1
2,2
4,6
6,7
4,0
1,8
3,6
3,5
0,7
2,9
2,0
3,1
1,3
74,8
82,1
81,7
81,5
87,5
88,0
83,1
86,4
92,9
86,3
79,5
82,6
84,8
19,1
15,7
13,7
11,8
8,5
10,2
13,3
10,1
6,4
10,7
18,5
14,3
13,9
ORDINI AI FORNITORI
in aumento
stazionario
in diminuzione
PREZZI DI VENDITA
in aumento
stazionario
in diminuzione
OCCUPAZIONE
in aumento
stazionario
in diminuzione
(*) dal secondo trimestre 2011 l'orizzonte temporale della domanda è stato modificato da 6 a 3 mesi
Fonte: Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto - CCIAA Treviso
L’Approfondimento completo, a cura dell’Area Studi e Sviluppo Economico Territoriale, fa parte della collana Congiuntura & Approfondimenti è consultabile sul
sito camerale all’indirizzo: http://www.tv.camcom.it/docs/studi/monitor_economia.htm_cvt.htm
27
Monitor Economia
IL COMMERCIO ESTERO NEI PRIMI SEI MESI DEL 2012
Michela Bianchin
Principali risultati della provincia di Treviso
Nel recente comunicato di metà settembre l’Istat ha reso
noto che le esportazioni italiane nei primi sei mesi del
2012 hanno registrato un incremento su base annua del
+4,2%, continuando una dinamica tendenziale positiva,
ma in progressiva decelerazione. La ripartizione Nord Est
realizza una crescita nel semestre al di sotto della media
nazionale (+1,7%) ed in particolare le esportazioni della
regione Veneto rimangono sostanzialmente ai livelli del
primo semestre 2011 (+0,7%). Contribuiscono in negativo al dato medio regionale le esportazioni delle province
di Treviso e Belluno che registrano flessioni tendenziali
rispettivamente del -8,3% e del -22,8%.
Senz’altro anche la provincia di Treviso, e forse più di altre,
ha risentito del generale rallentamento della domanda
globale da più fonti registrato. Secondo i più recenti dati
diffusi dal WTO le esportazioni mondiali sono calate nel
secondo trimestre del 2012 del -1,3%, ed in particolare in
Europa il calo si è attestato al -7,5%. Ma, oltre a questo,
va ripetuto quanto osservato con riferimento ai risultati
del primo trimestre: il calo su base annua registrato dalla
nostra provincia risulta amplificato dal confronto con un
periodo particolarmente favorevole. Nel primo semestre
dello scorso anno l’export trevigiano cresceva del +17%.
Senza dubbio sul calo complessivo dell'export manifatturiero provinciale nel primo semestre 2012 incide la performance negativa dell’industria dei macchinari, primo settore per valore delle esportazioni in provincia con un peso
del 17,4% sul totale dell’export provinciale del semestre.
Ma più che mai per questo settore vale quanto osservato
in premessa. Le vendite di macchinari registrano nei primi
sei mesi di quest’anno una flessione del 33% rispetto allo
stesso periodo del 2011, effetto combinato di una contrazione delle vendite del -6,9% in area UE e del -46,7% nei
mercati extra UE (nel solo mercato cinese le esportazioni
calano del -88%). Va ricordato, però, che nei primi sei mesi
dello scorso anno l’export di macchinari conosceva un incremento del +61,2% proprio grazie ad una crescita a tre
cifre nei mercati extra Unione, in primis in Cina (+204%).
Quanto ai mercati europei, penalizzano il risultato complessivo del semestre le flessioni delle vendite in Regno
Unito (-22,9%) e in Spagna (-28,7%), mentre si registra
una sostanziale tenuta nei primi due mercati di riferimento
europei: Francia (-1,5%) e Germania (+1,1%).
Oltre ai macchinari, contribuisce al calo complessivo del
semestre anche il settore delle calzature (terzo settore in provincia per valore delle esportazioni) le cui vendite all’estero diminuiscono su base annua del -8,7%,
flessione peraltro tutta imputabile all’andamento delle
vendite in area Ue (-11,9%) ed in particolare nei mercati
tedesco (-13%) e spagnolo (-17%), senza contare il calo
dei flussi in conto lavorazione verso il mercato rumeno
(-23%) e quello ungherese (-36%). Cresce, al contrario,
l’export fuori Unione (+4,5%), specie verso gli Stati Uniti
(+20,4%).
Il calo su base annua registrato dalla nostra provincia risulta amplificato dal
confronto con un periodo
particolarmente favorevole.
Nel primo semestre dello
scorso anno l’export trevigiano cresceva del +17%.
Anche gli altri settori del comparto Sistema Moda realizzano nel semestre risultati negativi: le vendite di
prodotti tessili, abbigliamento e maglieria calano
complessivamente del -6,6% rispetto allo stesso periodo
del 2011. Va però ancora una volta ricordata la difficoltà
di cogliere le reali dinamiche export di questo aggregato
sulla base delle sole statistiche nazionali a cui sfuggono
i flussi di prodotti non più passanti per l’Italia in quanto
realizzati all’estero e destinati direttamente ai mercati
esteri.
Anche per il settore della gomma-plastica si registra
un calo delle vendite all’estero rispetto al primo semestre
dello scorso anno (-2,8%). Va, tuttavia, segnalata la crescita del +9,9% delle esportazioni verso la Germania, primo mercato di riferimento per questo settore. Inoltre, tale
flessione, non compromette il pieno recupero realizzato
dal settore le cui vendite all’estero rimangono oltre il 19%
superiori allo stesso periodo del 2010.
Tra i settori che realizzano nel semestre un risultato positivo, si segnala innanzitutto l’industria del mobile,
in quanto secondo settore per valore delle esportazioni
provinciali. Le vendite all’estero di mobili crescono nel
semestre del +3% rispetto allo stesso periodo dello
scorso anno. A questa crescita contribuisce soprattutto
l’aumento dell’export nei mercati extra UE (+14,9%) ed
in particolare verso la Russia (+10,4%) e gli Stati Uniti
(+22,2%). Il peso delle vendite fuori unione cresce di oltre
due punti percentuali rispetto a prima della crisi attestandosi al 31,6% (era del 29,2% nel primo semestre 2009)
contro il 68,4% delle vendite intra UE (era del 70,8% nello
stesso periodo del 2009), ad indicare uno sforzo di diversificazione dei mercati innescato dalla crisi che ha colpito
più di altri questo settore.
Più che positiva anche la performance della carpenteria metallica il cui export cresce complessivamente del
+15,5% rispetto al primo semestre 2011. L’aumento si registra tanto in area UE (+16,4%) che extra UE (+12,5%).
In ambito UE sono da segnalare soprattutto la crescita
delle esportazioni verso il Regno Unito (+66,7%) e la
Romania (+26,4%), oltre che l’aumento del +5,3% delle
vendite verso la Germania che, per quanto al di sotto del
dato medio, conferma la tenuta del primo mercato di riferimento per il settore.
In crescita, su base annua, anche l’export complessivo di
elettrodomestici (4,9%). Il dato complessivo è frutto
di una sostanziale tenuta delle vendite nei mercati intra
unione (-1%) che pesano per il 64,3% sul totale delle
esportazioni del semestre (era del 77% il peso nel primo
semestre del 2009), e di un considerevole incremento nei
mercati extra UE (+17,6%), il cui peso passa dal 23% del
primo semestre 2009 a quasi il 36%.
Infine, si segnala che continua la dinamica positiva
dell’export di prodotti alimentari (+10,4%) e di bevande (+8,8%) anche se con un trend più contenuto
dello stesso periodo dell’anno scorso. Per entrambe i
settori, in termini relativi, crescono maggiormente le
esportazioni verso i mercati extra europei (rispettivamente +13,6% e +14,7%). In particolare è da segnalare che
il peso dell’export extra Ue per l’industria delle bevande
passa, dal 2009 ad oggi, dal 26,3% al 31,6%.
Sul fronte importazioni la flessione provinciale è più
consistente: nel corso del secondo trimestre 2012 l’import
di Treviso è calato del -13,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La flessione risulta al di sopra della
media regionale (-10,7%), e ancor più di quella nazionale
(-5,8%).
Il calo più che proporzionale dell’import rispetto all’export mantiene il saldo commerciale su valori positivi
sia a livello provinciale che regionale (rispettivamente
pari a 2.005 e 6.387 milioni di euro) e superiori a quelli
registrati nello stesso periodo del 2011.
Monitor Economia
28
TREVISO: commercio estero per voce merceologica. Secondo trimestre 2012 (dati provvisori)
Confronto con i corrispondenti periodi del 2010 e 2011. Dati in migliaia di euro
EXPORT
Cod.
Voce merceologica
A
Agricoltura e pesca
B
Prodotti delle miniere e delle cave
C
Prodotti petroliferi raffinati
2011 (rett.)
2012 (provv.)
Var.%
12/11
-5,6
Peso%
12/10
-15,6
2010
0,3
2012
15.291
13.667
12.903
3.293
2.913
3.197
9,7
-2,9
0,1
0,1
270
202
102
-49,3
-62,1
0,0
0,0
Prodotti alimentari (incl.tabacco)
172.117
198.523
219.234
10,4
27,4
3,7
4,4
Bevande
127.631
156.021
169.728
8,8
33,0
2,7
3,4
Filati e tessuti
191.748
214.962
185.816
-13,6
-3,1
4,1
3,7
Abbigliamento
306.992
316.836
306.475
-3,3
-0,2
6,6
6,1
Maglieria
54.740
50.327
51.268
1,9
-6,3
1,2
1,0
Concia e lavorazioni pelli
58.054
63.026
42.896
-31,9
-26,1
1,2
0,9
439.437
468.102
427.415
-8,7
-2,7
9,4
8,6
Gioielli
77.082
74.330
76.504
2,9
-0,7
1,7
1,5
Occhialeria
32.534
36.046
35.640
-1,1
9,5
0,7
0,7
Calzature
0,3
Mobili
640.575
683.507
703.955
3,0
9,9
13,8
14,1
Legno
56.828
65.137
58.914
-9,6
3,7
1,2
1,2
Carta e stampa
79.207
86.380
88.866
2,9
12,2
1,7
1,8
Prodotti chimici, farmaceutici, fibre sintetiche
71.074
76.877
85.682
11,5
20,6
1,5
1,7
Prodotti in gomma o plastica
170.941
209.665
203.873
-2,8
19,3
3,7
4,1
Vetro e prodotti in vetro
28.834
32.537
27.799
-14,6
-3,6
0,6
0,6
Pietre tagliate, modellate e finite
6.626
4.921
6.145
24,9
-7,2
0,1
0,1
83.579
106.168
119.069
12,2
42,5
1,8
2,4
261.288
286.258
330.631
15,5
26,5
5,6
6,6
86.306
76.147
62.993
-17,3
-27,0
1,9
1,3
Elettrodomestici
328.569
327.682
343.889
4,9
4,7
7,1
6,9
Altre apparecchiature elettriche
213.665
231.166
219.213
-5,2
2,6
4,6
4,4
Macchinari
814.389
1.312.391
868.533
-33,8
6,6
17,5
17,4
Metallurgia
Carpenteria metallica
Elettronica, app. medicali e di misuraz. (escl. occhialeria)
D-V
2010
Mezzi di trasporto e componentistica
146.223
140.276
137.424
-2,0
-6,0
3,1
2,8
Altri prodotti dell'industria manifatturiera
160.803
175.531
174.307
-0,7
8,4
3,5
3,5
Altri servizi
Totale Complessivo
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT
26.170
33.463
29.317
-12,4
12,0
0,6
0,6
4.654.262
5.443.060
4.991.788
-8,3
7,3
100,0
100,0
Monitor Economia
29
TREVISO: commercio estero per voce merceologica. Secondo trimestre 2012 (dati provvisori)
Confronto con i corrispondenti periodi del 2010 e 2011. Dati in migliaia di euro
IMPORT
Cod.
Voce merceologica
A
Agricoltura e pesca
B
Prodotti delle miniere e delle cave
C
Prodotti petroliferi raffinati
2011 (rett.)
93.201
104.252
2012 (provv.)
Var.%
12/11
106.966
2,6
Peso%
12/10
14,8
2010
3,2
2012
3,6
4.895
6.133
5.872
-4,2
20,0
0,2
0,2
566
1.048
1.089
3,8
92,3
0,0
0,0
123.964
147.292
136.370
-7,4
10,0
4,2
4,6
8.351
8.484
8.871
4,6
6,2
0,3
0,3
Filati e tessuti
117.788
181.628
136.672
-24,8
16,0
4,0
4,6
Abbigliamento
396.111
449.929
412.324
-8,4
4,1
13,5
13,8
Maglieria
120.411
122.763
122.136
-0,5
1,4
4,1
4,1
20.920
30.222
22.301
-26,2
6,6
0,7
0,7
336.459
391.232
336.655
-13,9
0,1
11,5
11,3
Prodotti alimentari (incl.tabacco)
Bevande
Concia e lavorazioni pelli
Calzature
Gioielli
Occhialeria
1.974
2.366
1.860
-21,4
-5,8
0,1
0,1
16.445
17.935
15.887
-11,4
-3,4
0,6
0,5
Mobili
33.987
35.980
32.787
-8,9
-3,5
1,2
1,1
Legno
145.810
151.091
137.365
-9,1
-5,8
5,0
4,6
Carta e stampa
68.064
82.896
74.051
-10,7
8,8
2,3
2,5
Prodotti chimici, farmaceutici, fibre sintetiche
205.155
257.743
231.286
-10,3
12,7
7,0
7,7
Prodotti in gomma o plastica
123.254
141.644
129.706
-8,4
5,2
4,2
4,3
Vetro e prodotti in vetro
29.392
30.937
25.454
-17,7
-13,4
1,0
0,9
Pietre tagliate, modellate e finite
Metallurgia
Carpenteria metallica
658
787
562
-28,6
-14,7
0,0
0,0
192.313
238.891
208.698
-12,6
8,5
6,6
7,0
97.692
107.045
117.881
10,1
20,7
3,3
3,9
Elettronica, app. medicali e di misuraz. (escl. occhialeria)
107.216
155.934
84.919
-45,5
-20,8
3,7
2,8
Elettrodomestici
175.598
147.562
169.627
15,0
-3,4
6,0
5,7
88.839
105.659
75.188
-28,8
-15,4
3,0
2,5
199.371
301.562
200.191
-33,6
0,4
6,8
6,7
Altre apparecchiature elettriche
Macchinari
Mezzi di trasporto e componentistica
Altri prodotti dell'industria manifatturiera
D-V
2010
Altri servizi
Totale Complessivo
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati ISTAT
90.554
62.048
58.249
-6,1
-35,7
3,1
2,0
100.212
110.428
94.251
-14,6
-5,9
3,4
3,2
34.365
45.626
39.124
-14,2
13,8
1,2
1,3
2.933.566
3.439.117
2.986.344
-13,2
1,8
100,0
100,0
Monitor Economia
30
LA DEMOGRAFIA D’IMPRESA IN PROVINCIA DI TREVISO
Ilenia Beghin e Michela Bianchin
Recentemente Infocamere ha reso disponibili i dati
relativi alla consistenza delle imprese provinciali al 30
giugno 2012 ricavati dal Registro delle Imprese della
Camera di Commercio di Treviso secondo la classificazione delle attività economiche Ateco 2007.
Nel secondo trimestre del 2012 il complesso delle imprese registrate provinciali (92.844) ed il sottoinsieme
di quelle attive (84.414) crescono su base trimestrale
rispettivamente di 437 unità (364 al netto dell’agricoltura, pari allo 0,5 %) e di 454 unità (378 prescindendo
dal settore agricolo, pari allo 0,6%).
Questa crescita congiunturale, tipica nel secondo trimestre dell’anno, è stata alimentata da un saldo iscrittecessate positivo che, se si esclude l’agricoltura, ammonta a 368 unità. Lo scorso anno, tuttavia, lo stesso saldo
era di entità quasi doppia (633).
Questo ridimensionamento del bilancio attivo fra natalità e mortalità d’impresa ha determinato un incremento
degli stock d’imprese sia registrate che attive di entità
più contenuta rispetto a quanto registrato lo stesso trimestre di un anno fa e non sufficiente a compensare il
calo registrato nei primi tre mesi del 2012. In particolare
la consistenza delle imprese attive resta sotto di 329
unità rispetto a fine 2011 (252 sedi attive in meno al
netto dell’agricoltura) e su base annua la flessione sale
302 sedi attive (sempre al netto dell’agricoltura).
Entrando nel dettaglio dei settori di attività, si osserva
che la crescita congiunturale è imputabile soprattutto
alle attività del terziario, mentre si rileva una sostanziale
stabilità delle Costruzioni (+40 unità) e del Manifatturiero (-6 sedi attive).
All’interno del manifatturiero, tuttavia, continua a calare lo stock d’imprese del comparto metalmeccanico
(-29 unità nel secondo trimestre), a causa soprattutto
della continua erosione nel settore della Carpenteria
metallica (altre 16 imprese attive in meno negli ultimi
tre mesi). Non aggiungono, invece, ulteriori perdite nel
trimestre Sistema Moda e Legno arredo.
Aggiornamento al secondo trimestre 2012
Flussi trimestrali di iscrizioni e cessazioni in provincia di Treviso.
1° trim. 2009- 2° trim. 2012
Totale settori economici (escluso Agricoltura, Silvicoltura e Pesca)
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere
Sedi d'impresa attive in provincia di Treviso - Totale settori Ateco 2007 (escl.
agricoltura, silvicoltura e pesca). Serie storica valori assoluti 1° trim. 2009 - 2° trim. 2012
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere
Sedi d'impresa attive in provincia di Treviso: Manifatturiero, Costruzioni
e Servizi. Analisi per numeri indice.
Base 1° trim. 2009=100. 1° trim. 2009 - 2° trim. 2012
Nell’ambito dei servizi crescono soprattutto:
- le imprese del commercio: 119 unità in più negli ultimi
tre mesi, di cui 96 della tipologia all’ingrosso;
- le imprese attive nei servizi alle imprese (al netto delle
attività immobiliari): +118 sedi attive nel trimestre.
Più contenuta la crescita delle imprese attive nei servizi di
alloggio e ristorazione (+47 unità) e in quelle dei servizi alle persone (+42).
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere
Monitor Economia
31
Sedi d'impresa attive in provincia di Treviso:
Commercio e Alloggio e ristorazione
Analisi per numeri indice
Base 1° trim. 2009=100. 1° trim. 2009 - 2° trim. 2012
Sedi d'impresa attive in provincia di Treviso:
Trasporti e magazzinaggio, Altri servizi alle imprese
(escl. Att. Immobiliari) e Servizi alle persone
Analisi per numeri indice - Base 1° trim. 2009=100. 1° trim.
2009 - 2° trim. 2012
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere
Le imprese artigiane attive
Anche per le imprese iscritte all’Albo artigiani nel secondo trimestre del 2012 si registra un incremento assai
più contenuto di quello rilevato nello stesso periodo del
2011: lo stock al 30 giugno 2012 si attesta a 25.132 unità,
appena 62 imprese artigiane attive in più in un trimestre
(+0,2%), e ben 445 unità sotto la consistenza di un anno
fa (-1,7%). Come ben evidenziato dal grafico sottostante,
negli ultimi trimestri l’intensità della flessione dello stock
d’imprese artigiane ha ripreso un ritmo prossimo al 2009,
quando eravamo nel pieno della crisi economica.
Osservando i settori si rileva una variazione congiunturale
negativa nel Manifatturiero (-16 unità) ed in particolare nel settore della Carpenteria metallica (-20 imprese
artigiane), mentre risultano stabili le Costruzioni (+15
unità, +0,1%).
Crescite più consistenti si registrano all’interno del terziario che, fatta eccezione per il settore dei Trasporti e Magazzinaggio (-6 artigiane attive), riesce a recuperare la
flessione registrata lo scorso trimestre:
- le imprese artigiane dell’alloggio e ristorazione aumentano in tre mesi di 15 unità;
Imprese artigiane attive in provincia di Treviso
Serie storica valori assoluti 1° trim. 2009 - 2° trim. 2012
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere
Imprese artigiane attive al 2° trimestre 2012
Variazioni assolute tendenziali e congiunturali per macrosettori economici
(ordinamento crescente per variazioni congiunturali)
- altre 20 imprese artigiane si aggiungono nell’aggregato
del Noleggio, ag. di viaggio, servizi di supporto
alle imprese del comparto dei Servizi alle imprese;
- nei servizi alle persone, il settore predominante
delle “altre attività di servizi” registra una crescita di
19 unità.
L’Approfondimento completo, a cura dell’Area
Studi e Sviluppo Economico Territoriale, fa parte
della collana Congiuntura & Approfondimenti
è consultabile sul sito camerale all’indirizzo:
http://www.tv.camcom.it/docs/studi/
monitor_economia.htm_cvt.htm
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere
Monitor Economia
32
CONSISTENZA IMPRESE ATTIVE PER SETTORI ECONOMICI IN PROVINCIA DI TREVISO
DATI AL 1° TRIMESTRE 2012 E CONFRONTO CON I TRIMESTRI PRECEDENTI.
Valori assoluti
SETTORI
2° trim.
2012
2° trim.
2011
2° trim.
2010
2° trim.
2009
2° trim.
2008
A Agricoltura, silvicoltura e pesca
B Estrazione di minerali
C Attività manifatturiere
di cui: C10 Industrie alimentari
C11 Industria delle bevande
C13 Industrie tessili
C14 Confez.articoli vestiario, pelle e pelliccia
C15 Fabbricazione di articoli in pelle e simili
C16 Ind. del legno (escl. mobili); fabbricaz.in paglia
C17 Fabbricazione di carta e di prodotti di carta
C18 Stampa e riproduzione di supporti registrati
C19 Fabbr. coke e derivati raffinazione petrolio
C20 Fabbricazione di prodotti chimici
C21 Fabbr. prodotti e preparati farmaceutici
C22 Fabbr. articoli in gomma e materie plastiche
C23 Fabbric.prodotti lavoraz.min.non metallif.
C24 Metallurgia
C25 Fabbr. prod. in metallo (escl. macch./attrezz.)
C26 Fabbr. comput., appar. elettromed.,dimisuraz.e orol.
C27 Fabbr. appar. elettriche e per uso dom. non elettr.
C28 Fabbr. di macchinari ed apparecchiature nca
C29 Fabbr. autoveicoli, rimorchi e semirimorchi
C30 Fabbricazione di altri mezzi di trasporto
C31 Fabbricazione di mobili
C32 Altre industrie manifatturiere
C33 Rip., manutenz., installaz. macchine ed appar.
D Fornitura di en. elettr., gas, vapore e aria condiz.
E Fornitura di acqua; reti fognarie; gest. rifiuti e risanamento
F Costruzioni
G Comm.ingr.e dett.; riparazione di veicoli e motocicli
di cui: Comm. all'ingr. e al dett. e rip.di autov. e motoc.
Commercio all'ingrosso
Commercio al dettaglio
H Trasporti e magazzinaggio
I Alberghi e ristoranti
J Servizi di informazione e comunicazione
K Attività finanziarie e assicurative
L Attività immobiliari
M Attività professionali, scientifiche e tecniche
N Noleggio, ag. di viaggio, serv. di supporto alle imprese
P Istruzione
Q Sanita' e assistenza sociale
R Att. artistiche, sportive, di intrattenim. e divertim.
S Altre attività di servizi
X Imprese non classificate
TOTALE
TOTALE (ESCL. AGRIC., SILVICOLTURA E PESCA)
15.565
32
11.311
633
149
335
1.157
415
1.000
129
328
3
105
2
349
436
52
2.342
175
455
756
80
77
1.216
673
444
72
115
13.312
18.544
2.080
8.159
8.305
2.203
4.288
1.512
1.827
6.080
3.046
1.577
255
302
680
3.257
80
84.058
68.493
15.719
34
11.535
646
144
343
1.169
420
1.031
124
329
3
112
2
351
448
59
2.399
183
472
777
82
78
1.251
706
406
38
114
13.624
18.543
2.077
8.276
8.190
2.261
4.239
1.500
1.780
6.059
3.016
1.509
252
295
677
3.256
63
84.514
68.795
16.011
37
11.626
639
150
356
1.159
421
1.050
124
333
3
109
2
352
458
55
2.473
193
465
779
84
84
1.266
703
368
24
109
13.661
18.377
2.060
8.284
8.033
2.305
4.098
1.465
1.744
5.951
2.889
1.466
240
286
649
3.199
49
84.186
68.175
16.482
39
11.913
636
150
380
1.180
444
1.076
130
336
3
107
2
351
464
60
2.585
197
477
799
89
82
1.334
712
319
22
112
13.926
18.409
2.056
8.337
8.016
2.377
4.026
1.434
1.738
5.873
2.823
1.404
230
271
625
3.134
44
84.882
68.400
17.022
39
12.135
636
149
396
1.197
448
1.124
136
341
2
105
3
363
466
61
2.680
204
484
829
91
82
1.344
720
274
18
112
14.137
18.300
2.043
8.260
7.997
2.473
3.986
1.392
1.693
5.771
2.751
1.375
226
260
609
3.111
56
85.466
68.444
Fonte: Elab. Ufficio Studi e Statistica CCIAA Treviso su dati Infocamere
2° trim. '12 /
2° trim. '11
ass.
perc.
-154
-2
-224
-13
5
-8
-12
-5
-31
5
-1
0
-7
0
-2
-12
-7
-57
-8
-17
-21
-2
-1
-35
-33
38
34
1
-312
1
3
-117
115
-58
49
12
47
21
30
68
3
7
3
1
17
-456
-302
-1,0
-5,9
-1,9
-2,0
3,5
-2,3
-1,0
-1,2
-3,0
4,0
-0,3
0,0
-6,3
0,0
-0,6
-2,7
-11,9
-2,4
-4,4
-3,6
-2,7
-2,4
-1,3
-2,8
-4,7
9,4
89,5
0,9
-2,3
0,0
0,1
-1,4
1,4
-2,6
1,2
0,8
2,6
0,3
1,0
4,5
1,2
2,4
0,4
0,0
27,0
-0,5
-0,4
Variazioni
2° trim. '11 /
2° trim. '10
ass.
perc.
-292
-3
-91
7
-6
-13
10
-1
-19
0
-4
0
3
0
-1
-10
4
-74
-10
7
-2
-2
-6
-15
3
38
14
5
-37
166
17
-8
157
-44
141
35
36
108
127
43
12
9
28
57
14
328
620
-1,8
-8,1
-0,8
1,1
-4,0
-3,7
0,9
-0,2
-1,8
0,0
-1,2
0,0
2,8
0,0
-0,3
-2,2
7,3
-3,0
-5,2
1,5
-0,3
-2,4
-7,1
-1,2
0,4
10,3
58,3
4,6
-0,3
0,9
0,8
-0,1
2,0
-1,9
3,4
2,4
2,1
1,8
4,4
2,9
5,0
3,1
4,3
1,8
28,6
0,4
0,9
2° trim. '12 /
2° trim. '08
ass.
perc.
-1.457
-7
-824
-3
0
-61
-40
-33
-124
-7
-13
1
0
-1
-14
-30
-9
-338
-29
-29
-73
-11
-5
-128
-47
170
54
3
-825
244
37
-101
308
-270
302
120
134
309
295
202
29
42
71
146
24
-1.408
49
-8,6
-17,9
-6,8
-0,5
0,0
-15,4
-3,3
-7,4
-11,0
-5,1
-3,8
50,0
0,0
-33,3
-3,9
-6,4
-14,8
-12,6
-14,2
-6,0
-8,8
-12,1
-6,1
-9,5
-6,5
62,0
300,0
2,7
-5,8
1,3
1,8
-1,2
3,9
-10,9
7,6
8,6
7,9
5,4
10,7
14,7
12,8
16,2
11,7
4,7
42,9
-1,6
0,1
Treviso Glocal: Via Roma 4/D Palazzo Cristallo - Lancenigo di Villorba ITALY
Tel. +39 0422 911417 Fax +39 0422 911855 e-mail: [email protected]
Partita IVA: 03676710266
Treviso Glocal, società consortile a responsabilità
limitata, che ha nella Camera di Commercio il
socio di maggioranza, è la società di promozione
dell’internazionalizzazione di Treviso.
è stata fondata nel 2001 con la
è una società consortile partecipata
missione di presidiare i mercati favorevoli al made in
dalla Camera di Commercio di Treviso I.A.A., Unicredito
Treviso e di portarvi tutti i prodotti e tutte le imprese che
Italiano, Veneto Banca, Confartigianato della Marca
possono trarne vantaggi, comprese le pmi che da sole
Trevigiana, U.n.a.s.c.o.m., C.n.a. Treviso, Coldiretti Treviso.
non reggono un sistema continuo di relazioni su estero.
è oggi supporto professionale per le
realizza economie di scala: sul piano
aziende che sono in uscita verso il mercato, ma anche
professionale ha assemblato le migliori competenze prima
l'antenna capace di intercettare i segnali di sistema o di
disperse e ha aggiunto la forza di un obiettivo comune a
singoli operatori che provengono dall'estero.
tutti i settori merceologici e a tutti i tipi di aziende, grandi,
piccole, medie, artigiane, del turismo o del commercio,
della produzione agricola o della trasformazione
area
consulenza
gratuita
area
promozione

contrattualistica internazionale

note generali e settoriali sui mercati
internazionali

informazioni su appuntamenti
fieristici e promozionali
agroindustriale.
area
prima
informazione

informazioni sulla situazione e il
quadro congiunturale di un
Paese estero

informazioni circa le strutture di
assistenza presenti sul
territorio estero

pagamenti internazionali

trasporti internazionali

marketing internazionale

opportunità e rischio Paese

leggi di finanziamento per azioni
commerciali

agevolazioni internazionali

progetti di sviluppo consorzi e
raggruppamenti

ricerche fornitori o partners esteri

supporto commerciale per ricerca

informazioni su normativa doganale

traduzioni professionali e interpretariato

partecipazioni espositive

visite a fiere internazionali

missioni economiche e incontri B2B

workshop con operatori esteri
area
consulenza
a
pagamento
Mercati Esteri
34
GUIDA AI MERCATI ESTERI: LA MALESIA
Daniela Bruniera
one geografica
La Malesia: posizi
La Malesia è uno stato dell’Asia sudorientale, costituito
dalla Malesia Occidentale o Peninsulare, che comprende
gli Stati di Johor, Malacca, Negeri, Sembilan, Selangor,
Pahang, Terengganu, Kelantan, Perak, Penang, Kedah, Perlis e il territorio federale di Kuala Lumpur, e dalla Malesia
Orientale, che comprende gli Stati di Sabah e di Sarawak.
L’isola di Labuan, presso le coste del Brunei, è considerata
territorio federale. La Malesia Occidentale confina a nord
con la Thailandia e a sud con Singapore, la parte Orientale confina a sud con l’Indonesia e circonda il Brunei. La
Malesia è considerata dalla World Bank come un Paese dal
reddito medio-alto.
La Malesia Occidentale presenta nella parte centrale una
struttura costituita da formazioni montuose e tabulari discontinue, allungate nella direzione da nord-ovest a sudest, che si collegano alla catena indocinese e hanno la loro
origine nel complesso himalaiano. L’altitudine media varia
dai 1.000 ai 2.000 metri; la vetta più alta si trova a nord,
dove il Monte Gunong Tahan raggiunge i 2.190 metri. La
fascia ovest-sud è fiancheggiata da vaste pianure sedimentarie, mentre a est spesso i rilievi arrivano fino alla
costa. Generalmente le coste sono basse e uniformi, a volte
sabbiose e paludose e fronteggiate da una serie di isole,
isolotti e banchi corallini. Il territorio è ricco di fiumi, i più
importanti sono il Kelantan, il Pahang, il Belum e il Muar. Il
territorio della Malesia Orientale si affaccia a ovest sul mar
Cinese, a nord-est sul Mar di Sulu e a est sul Mar di Celebes.
In Malesia il clima è sempre caldo e umido, le temperature
notturne raramente scendono al di sotto dei 20°C e quasi
tutti i giorni le massime superano i 30°C. Le precipitazioni
sono variabili e presenti tutto l’anno, dando vita a temporali monsonici soprattutto nella parte del Borneo. Le
piogge sono più frequenti nel tardo pomeriggio e alla sera,
i mesi meno piovosi sono in genere giugno e luglio. In media, l’umidità relativa annuale è superiore all’80%, fino a
raggiungere picchi del 95%.
Situata tra le antiche civiltà asiatiche della Cina e dell’India,
la Malesia è stata profondamente influenzata dai traffici
marittimi di questi due potenti imperi. Dal II secolo d.C.
i mercanti indiani, presenti nel Paese come cercatori di
materie prime, esercitarono una forte influenza sull’organizzazione sociale, sulle credenze e sulla cultura malese.
Tuttavia, solo dall’inizio del 1400, grazie al supporto cinese,
il potere di Malacca si estese fino ad includere quasi tutta
la penisola. Allo stesso periodo risale la rapida diffusione
della religione islamica. La ricchezza di Malacca attirò su di
sé le attenzioni delle potenze europee: portoghesi, olandesi
e inglesi colonizzarono l’interno della penisola man mano
che venivano scoperte nuove miniere di stagno. La storia
del Borneo è strettamente collegata a James Brooke, avventuriero inglese che nel 1835, in cambio del suo aiuto per sedare le ribellioni degli indigeni, ottenne parte del Sarawak.
La sua dinastia ristabilì la pace in una terra in cui la pirateria
e i violenti scontri tribali erano all’ordine del giorno. L’estendersi dell’influenza britannica nel Sabah avvenne, invece,
in modo più incisivo, tuttavia portò profondi miglioramenti
economici e sociali: gli inglesi introdussero strade, infrastrutture, un sistema amministrativo di stampo coloniale e
una suddivisione del lavoro su base etnica. Con la Seconda
Guerra Mondiale, il Paese piombò nel caos più totale. Gli
inglesi approntarono un piano per formare l’Unione Malese
(che poi si sarebbe trasformata in federazione) sotto la sovranità britannica ma, a causa delle forti tensioni interne,
la Gran Bretagna cedette alla completa autonomia della
Malesia. La proclamazione dell’indipendenza avvenne il 31
agosto 1957. Nel 1963 gli stati del Sabah, del Sarawak e
Singapore si unirono alla penisola per formare la Malesia,
confederazione da cui Singapore si ritirò due anni dopo.
La Malesia è uno Stato federale, ossia è una federazione di monarchie costituzionali il cui capo,
che assume il titolo di “Re della Malesia” viene eletto, con
un mandato di cinque anni, tra i sovrani ereditari di nove
dei tredici stati che compongono la Federazione. Gli viene
riconosciuto il titolo di Yang Di Pertuan Agong (Capo Supremo) e ha il potere esecutivo e quello legislativo, esercitati
insieme al governo e al parlamento. Il Re sceglie il primo
ministro, che è il leader del maggior partito della Camera
dei rappresentanti. Ogni azione di grande impatto, come
il cambiamento dei confini del Paese o l’estensione alla
Federazione della legge islamica, deve essere sottoposta
all’approvazione della Conferenza dei Regnanti formata
dai nove sovrani ereditari e da quattro capi di stato elettivi. Il Parlamento è composto da due Camere: la Camera
dei rappresentanti (Dewan Rakyat, 219 membri) e il Senato
(Dewan Negara, 69 membri). La prima è il principale organo legislativo; il secondo ha solo il potere di sospendere la
legislatura. I senatori vengono nominati con un mandato di
sei anni dal Re della Federazione e dai Parlamenti dei singoli stati. È in vigore la pena di morte. Ogni stato è dotato
di organi esecutivi propri (Gabinetto ministeriale e Consiglio
dei ministri) e di un organismo legislativo unicamerale, la
cui composizione può variare. I membri del Parlamento degli stati sono tutti eletti a suffragio diretto con un mandato
di cinque anni, (tranne quelli del Sabah). A livello locale
l’amministrazione è affidata alle singole municipalità e ai
consigli comunali.
Bandiera della M
alesia
La bandiera della Malesia venne adottata il 16 settembre
1963. Essa è simile a quella statunitense, in quanto ha un
campo blu e le strisce rosse-bianche alternate. Sulla bandiera ci sono 14 strisce che rappresentano i 14 stati della
Malesia, similarmente, la stella ha 14 punte per lo stesso
motivo. Il campo blu rappresenta l’unione del popolo malese e il giallo della luna crescente e della stella è il colore
della famiglia reale. La luna e la stella rappresentano anche
il simbolo tradizionale dell’Islam.
Quella malese è una società storicamente multirazziale dove popoli provenienti da diverse culture
hanno saputo convivere in armonia, nel rispetto
delle reciproche tradizioni. I malesi rappresentano
Mercati Esteri
35
Dati di base1
Valori
Superficie
329.733 kmq
Popolazione
26.640.000 ca
Densità della popolazione
80,7 ab./kmq
Lingua ufficiale
Malese (ufficiale), cinese,
inglese (commerciale), tamal
Religione
Musulmani (53%),
Buddisti (17%),
Induisti (7%), Cristiani (6,4%)
Unità monetaria
Ringgit (MYR) 2
Forma istituzionale
Federazione di monarchie
costituzionali
Capitale
Kuala Lumpur
Clima
Equatoriale
Fuso orario
+6 ore rispetto all’Italia
Organizzazioni di
appartenenza
Apec, Asean, Commonwealth,
Oci, Onu
Le Petronas Towers
1
Dove non diversamente specificato, le fonti informative dei
dati qui esposti sono: www.globus.camcom.it, www.ice.gov.it
e www.worldbank.org
2
Il tasso di cambio al 24/09/2012 è il seguente:
1€ = 3,965 MYR e 1 MYR = 0,252 €; 1 USD = 3.073
MYR e 1 MYR = 0.325 USD.
il 57% della popolazione; i cinesi sono la seconda comunità, seguiti dagli indiani. Il resto è costituito da minoranze
etniche. Gli abitanti originari della Penisola, in lingua locale
orang asli, vivono nella foresta pluviale, conservando le
abitudini nomadi e praticando un’economia di sussistenza
legata al baratto dei prodotti della giungla. La maggior parte della popolazione vive nella parte peninsulare, in particolare sulla costa occidentale. La capitale, Kuala Lumpur,
ospita 1.500.000 abitanti e mostra uno scenario formato da
scintillanti grattacieli, mezzi di trasporto avveniristici e una
vita notturna vivace e dinamica. Le sue origini risalgono
alla fine del 1800, quando un piccolo gruppo di minatori si
insediò in questa zona a seguito della scoperta di un filone
di stagno alla confluenza dei fiumi Kelang e Gombak. Kuala
Lumpur, infatti, in lingua malese significa proprio “la città
sul fiume fangoso”. Tuttavia, in questa corsa alla modernità,
la capitale è riuscita a conservare nel tempo il suo antico
fascino ed è proprio il sorprendente incontro tra passato e
futuro a renderla unica nel panorama delle altre città asiatiche. Accanto agli edifici dalle architetture avveniristiche
si possono trovare le cupole ramate che risalgono a tempi
lontani e, passeggiando nel trafficato centro cittadino, è
possibile visitare i luoghi di maggior interesse storicoculturale. L’attrazione principale della capitale è data dalle Petronas Twin Towers: con i loro 452 m di altezza sono
attualmente le torri libere più alte del mondo e rappresentano a livello mondiale il cuore moderno della nazione.
L’architettura di questa struttura si ispira ai 5 Pilastri
dell’Islam e conta 88 piani di acciaio con vetrate schermate per una vista mozzafiato sull’intera città. Il pubblico
può accedere sino allo Skybridge che si trova al 41° piano:
il ponte sospeso collega le due torri a 170 metri di altezza
e vi si accede per mezzo di un futuristico ascensore a due
piani controllato da un sistema computerizzato. Ma un’altra
fonte di attrazione del Paese è data dalla sua ricchissima
flora e fauna: 2.000 diversi tipi di alberi; 5.500 specie vegetali; migliaia di esemplari di felci e orchidee (1.400 solo nel
La rafflesia: il fiore più grande del
mondo
Principali indicatori socio-politici
Valori
Tasso di crescita della popolazione (in %)
1,58
Popolazione urbana (in % della popolazione totale)
57
Tasso di natalità (in ‰)
21,08
Tasso di mortalità generale (in ‰)
4,93
Tasso di mortalità infantile (per 1000 bambini nati
vivi)
15,20
Speranza di vita alla nascita (in anni)
74
Tasso di alfabetizzazione
96
Tasso di disoccupazione
3,1
Tasso di povertà
3,8
Borneo); 1.200 specie di uccelli; 10 diverse varietà di scimmie, eccetera. Questa varietà da record deriva dal fatto che
quasi il 60% del territorio è ricoperto dalla foresta pluviale
più antica del mondo, risalente a 130 milioni di anni fa.
Grazie al clima tropicale e alle abbondanti precipitazioni,
in Malesia si trova una vegetazione ricchissima, con una
rara varietà di alberi, piante e fiori, comprese molte specie endemiche come la rafflesia, il fiore più grande del
mondo, che può raggiungere fino a 1 metro di diametro.
In questo paradiso tropicale trova ospitalità una miriade
Mercati Esteri
di mammiferi, uccelli, rettili e insetti.
In questa straordinaria mescolanza di popoli e culture, la
lingua nazionale è il Malese, l’inglese però è largamente
diffuso sia come lingua commerciale, ma anche nelle zone
rurali e lontane dai percorsi turistici. La religione ufficiale
è l’Islam, ma, nel rispetto delle diverse razze che vivono
nel Paese, è garantita a tutti la libertà di culto: buddismo,
cristianesimo e induismo sono tra i culti maggiormente
professati mentre l’animismo è ancora molto diffuso soprattutto fra gli indigeni del Borneo.
In Malesia l’istruzione non è obbligatoria ed è gratuita dai
6 ai 19 anni di età. Il primo ciclo di studi dura sei anni e
l’insegnamento viene impartito nelle quattro lingue principali del Paese (malese, cinese, tamil, iban), con l’inglese,
come seconda lingua obbligatoria. I corsi di istruzione primaria sono frequentati da circa il 90% dei ragazzi, mentre
nella scuola secondaria il tasso di abbandono scolastico è
elevato. Nel 2012 il tasso di alfabetizzazione della
popolazione adulta è del 96%. Oltre all’Università
nazionale di Bangi, fondata nel 1970, esistono altri atenei:
l’Università tecnologica di Malesia a Kuala Lumpur, l’Università dell’agricoltura a Serdang, l’Università delle scienze
a George Town, l’Università di Malaya, l’Università internazionale islamica a Petaling Jaya e l’Università settentrionale
della Malesia ad Alor Setar.
L’economia della Malesia vanta due primati
mondiali assoluti e ben consolidati: quello della
produzione di caucciù, il cui volume annuo si avvicina alla metà del volume complessivo mondiale, e quello della produzione di stagno, anch’esso
quasi la metà del totale mondiale. Lo sfruttamento
dei giacimenti petroliferi del Sarawak e del Sabah ha consentito l’autosufficienza energetica del Paese. I principali
giacimenti di stagno si trovano nel Perak, nel Johor, nel
Pahangh e presso Kuala Lumpur. Altre risorse minerarie
sono; ferro, oro, bauxite, manganese e tungsteno. Nel quadro generale dell’economia malese rimane l’arretratezza
di fondo che si trascina dall’epoca coloniale e che poggia
sull’assenza di un vero settore industriale e sul controllo
che i capitali stranieri esercitano sui settori principali della
produzione e del commercio. Tra le attività più produttive
ricordiamo la coltura, soprattutto quella del riso, seguono
poi la manioca, il mais, le patate e le patate dolci, i frutti
tropicali, soprattutto l’ananas, caffè, cacao, arachidi, palme
da cocco, palme da olio, pepe e altre spezie. Lo sfruttamento dei boschi riguarda soprattutto l’albero del caucciù, ma
anche il legname. La pesca, molto attiva in tutta la Malesia,
costituisce sia un ricco apporto proteico per la dieta locale,
36
Principali indicatori economici
Valori
PIL nominale (bn US$)
267,27
PIL pro capite in US$
9.146,98
Variazione % PIL reale
3,70
Tasso di inflazione
3,20
Debito pubblico (% PIL)
55,92
Riserve internazionali (mln US$)
133.633,06
Export merci (mln US$)
226.508,50
Import merci (mln US$)
178.657,84
Rischio Paese SACE
Rischio
medio (M1)
categoria
OCSE 2/7
sia una voce non trascurabile delle esportazioni. Modesto
è, invece, l’allevamento, che si basa principalmente sul bestiame suino.
Negli ultimi trent’anni la Malesia ha conosciuto un
fortissimo sviluppo economico, trasformandosi da
PVS ad uno dei paesi più ricchi del sud-est asiatico,
non più dipendente soltanto dalla produzione ed esportazione di materie prime. In generale, con la Nuova Politica
Economica (NPE), la Malesia è divenuta leader mondiale
nella produzione di componenti elettronici e primo paese
del Sud-Est asiatico per l’assemblaggio e l’esportazione di
autoveicoli. Anche i settori dei servizi, del turismo e della
finanza hanno tratto notevoli vantaggi. Ma, nonostante la
NPE abbia reso possibili grandi sviluppi, persiste la questione della disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza
e molti contadini della Malesia peninsulare, così come gli
indigeni di Sabah e Sarawak, dipendono ancora da un’agricoltura di sussistenza. Per risolvere questo grave problema
sono stati presi provvedimenti dalla NPE, i cui obbiettivi
sono la crescita economica, lo sradicamento della povertà
e, soprattutto, la trasformazione della Malesia in una nazione altamente industrializzata entro il 2020.
Dopo la recessione del 2009, l’economia della Malesia ha
dato chiari segnali di ripresa e di solidità economica, tanto
da registrare un vero e proprio boom economico nel 2010
(+7,2%) seguito da una crescita più costante nel 2011. A
trainare l’economia è stata la consistente espansione della
domanda interna (+10,5% nel secondo semestre 2011),
sostenuta da consumi e investimenti sia privati sia pubblici,
unita alla ripresa delle esportazioni. In tale periodo i consumi privati sono cresciuti del 8,2% grazie alle favorevoli
condizioni del mercato del lavoro, inoltre il tasso di disoc-
cupazione è sceso e si è attestato attorno al 3,1% della
forza-lavoro (3,2% nel 2010). Un altro fattore di crescita
economica è stato la ripresa della spesa privata per investimenti, cresciuta di oltre il 10%. Cresce continuamente,
poi, il reddito medio pro-capite che ha superato nel 2011 la
soglia dei 9.000 dollari americani (28.000 ringgit), facendo
registrare un aumento del 7,2% rispetto al 2010. Le autorità
locali stimano per il 2020un incremento del reddito medio
pro capite a 15.000 dollari americani. Da segnalare la
crescita del numero di aziende create in Malaysia:
negli ultimi cinque anni la media annuale è stata
del 3,7%, vale a dire 38.000 nuove aziende, crescita proporzionale molto superiore rispetto ai principali
paesi industrializzati (G8) e ai BRICS. Nel 2011 sono sorte
44.000 aziende, mentre per il 2012 si prevede di superare
le 48.000 aziende.
Per quanto concerne la bilancia commerciale, il
primo semestre del 2011 ha visto una crescita
del 8%, il secondo semestre ha migliorato tale
risultato positivo, tanto che a fine anno le esportazioni malesi hanno fatto registrare una crescita
del 8,7%, pari a circa 170 miliardi di Euro, a fronte di un aumento delle importazioni del 8,6%,
per un valore di oltre 140 miliardi di Euro. Il saldo
commerciale positivo è cresciuto del 9,4% raggiungendo
i 30 miliardi. Le esportazioni malesi sono state sostenute
soprattutto dal settore manifatturiero (86%), grazie al
rilevante recupero delle commodities di cui la Malesia è
importante produttore mondiale (petrolio, gas naturale,
gomma, legno e olio di palma), ma anche al comparto dei
prodotti elettrici ed elettronici, tradizionale punto di forza
dell’export del Paese (che rappresentano circa il 40% del
totale esportazioni).
L’interscambio commerciale Malesia-Mondo ha visto un
crescita delle esportazioni del al 8,7% rispetto al 2010, che
sono passate da 150,1 miliardi di Euro a 163,2 miliardi. I
comparti principali sono: prodotti elettrici e elettronici
(34,1% dell’export totale), olio di palma e i suoi prodotti
derivati (12,0%), gas naturale liquido (7,2%), prodotti
petroliferi (4,8%), petrolio greggio (4,6%) e legno e prodotti di legno (2,9%). Sono cresciute anche le importazioni
(+8,6%) da 124,3 a 134,9 miliardi di Euro. I settori maggiormente rilevanti sono stati: macchine ed apparecchi
elettrici (22,2% dell’import totale), petrolio e prodotti
petroliferi (10,0%), chimici e prodotti chimici (9,4%), prodotti alimentari (6,0%), metalli non ferrosi (4,1%), ferro e
acciaio (3,7%). Il surplus della bilancia commerciale è aumentato del 9,4% passando da 25,9 a 28,3 miliardi di Euro.
37
Principali Paesi Clienti
Per quanto riguarda i rapporti commerciali Italia-Malesia, i
dati Istat mostrano come nel 2011 le esportazioni italiane
verso la Malaysia hanno registrato un aumento del 4,0%,
passando da 810,6 a 843,3 milioni di Euro. I maggiori incrementi si devono a: macchinari e apparecchi, mezzi di trasporto, prodotti chimici, prodotti metallici, prodotti alimentari e bevande, mobili, abbigliamento e accessori. Dall’altro
lato, le importazioni italiane dalla Malaysia sono crescite
del 7,6%, passando da 829,2 a 892,2 milioni di Euro. I
principali prodotti importati sono: elettrici e elettronici, oli
e grassi vegetali, abbigliamenti, calzature e borse, prodotti
metallici, macchinari e apparecchi. Nel complesso, l’interscambio commerciale Italia-Malesia è cresciuto
del 5,8%, raggiungendo 1.735,5 milioni di Euro,
con un saldo negativo di 48,9 milioni. Tra i principali paesi esportatori l’Italia si colloca al quarto posto tra i paesi dell’UE con una quota del 8,4% dopo
Germania (36.6%), Francia (17,7%) e Regno Unito
(10,2%). Tra i paesi UE destinatari delle esportazioni malesi l’Italia si colloca al quinto posto con
una quota del 5%, dopo Olanda (26,8%), Germania
(25,6%), Francia (11,2%) e Regno Unito (9,9%).
La Malesia rimane sempre uno dei paesi più attrattivi per gli investimenti esteri, infatti si posiziona al
18° posto tra i paesi dove è più facile fare business,
secondo gli studi della Banca Mondiale del 2012.
Con questo risultato il Paese avanza di cinque posizioni rispetto l’anno precedente, superando la Germania. Al primo
posto troviamo sempre Singapore, seguito da Hong Kong e
Nuova Zelanda. Il risultato malese deriva da una molteplicità
di fattori, quali: le ottime infrastrutture e un efficiente
Mercati Esteri
Principali Paesi Fornitori
network di servizi, un ambiente macroeconomico stabile,
un mercato interno in forte crescita, un efficiente sistema
bancario e una disponibilità di manodopera specializzata
a prezzi concorrenziali. Il 2011 ha visto un flusso record
di investimenti esteri pari a 15,6 miliardi di Euro, con una
crescita del 49% rispetto al 2010. I principali paesi investitori sono, in ordine di importanza: Giappone, Corea del
Sud, USA, Singapore e Arabia Saudita. Tali IDE si rivolgono
soprattutto al settore manifatturiero (industria elettronica, industria chimica e petrolchimica), ai servizi (finanza,
assicurazioni, trasporti e comunicazioni), e all’industria
estrattiva (combustibili fossili e gassosi). Data l’importanza
vitale degli Ide per questo Paese, il Governo ha annunciato la realizzazione di 19 nuovi progetti infrastrutturali
di sviluppo che vedranno la compartecipazione straniera
per investimenti pari a 23 miliardi di dollari americani e
creeranno oltre 88.000 posti di lavoro. I principali progetti
sono nel settore petrolchimico e prevedono la realizzazione
di impianti petroliferi. Gli altri progetti riguardano il settore industriale (lavorazione gomma e produzione di olio di
palma), il settore ospedaliero (servizi diagnostici di teleradiologia), il settore turistico (costruzione porti turistici e
commerciali) e il settore elettronico (componenti elettronici e chips). Inoltre, esso prevede la liberalizzazione di 17
settori di attività. Gli operatori esteri potranno detenere il
100% della proprietà di società di servizi che operano nei
seguenti settori: telecomunicazioni, corrieri postali, scuole,
università e istituti di formazione professionale, cliniche e
ospedali, consulenza del lavoro. Malgrado questo, il Paese mantiene ancora una serie di barriere per la protezione
del mercato interno che ostacolano ancora la completa
liberalizzazione degli scambi commerciali. Per questo,
nell’ottobre 2010 l’UE ha avviato con la Malesia i negoziati
per un accordo di libero scambio (FTA) ad ampio raggio
per promuovere gli scambi commerciali e di servizi, gli
investimenti produttivi e creare un’area di libero scambio
con l’abolizione di ogni barriera tariffaria; tali negoziati
sono ancora in corso.
Per quanto riguarda gli IDE italiani in Malesia,
nel periodo 1999- 2011 sono stati approvati dalle autorità malesi 47 progetti con investimenti
italiani, per un importo totale di 170,7 milioni di
Euro. Gli investimenti principali si sono direzionati verso
la produzione di gomma e prodotti derivati (7 progetti per
un valore totale di 55,3 milioni di Euro), i macchinari (11
progetti per un valore di 32,6 milioni) e i prodotti chimici
(6 progetti per un valore di 25,7 milioni). Nel 2011 sono
stati approvati quattro progetti con partecipazione azionaria italiana: il principale è relativo al settore di prodotti di
metallici, con un capitale italiano pari a Euro 18.340.281,
due sono relativi al settore di prodotti di plastica, con
il capitale italiano pari a Euro 686.466 e l’ultimo è per
il settore di mobili e accessori, con un capitale italiano
di 297.121 Euro.
La Malesia, dunque, offre rilevanti opportunità per le nostre imprese. Trovandosi al centro della regione del sud est
asiatico, il Paese presenta, infatti, un vantaggioso sistema
d’incentivi agli investimenti, una diffusa conoscenza della
lingua inglese, un buon livello di infrastrutture, una manodopera generalmente qualificata e dai costi contenuti, tutti
elementi che possono garantire alle imprese italiane una
costante e solida presenza nell’intera regione.
Legislazione
38
PUBBLICATO IL DECRETO INTEGRATIVO E CORRETTIVO
DEL D.LGS. N. 59/2010
Andrea Manganiello
È stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 202 del 30
agosto 2012 (Supplemento Ordinario n. 177), il D. Lgs. 6
agosto 2012, n. 147, recante ”Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, recante
attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi
nel mercato interno”.
Il provvedimento, che è entrato in vigore il 14 settembre
2012, sulla base della prima esperienza applicativa della
c.d. “Direttiva servizi” e di un approfondimento per i singoli settori economici, oltre a rettificare alcuni refusi ed
errori materiali contenuti nel testo originario del decreto
legislativo n. 59/2010, introduce ulteriori interventi di semplificazione o parziale Iiberalizzazione
dell'esercizio di alcune attività economiche, derivante da una più completa e corretta applicazione alle stesse delle disposizioni della direttiva e
dei criteri di delega per il suo recepimento. Come
evidenziato nella Relazione illustrativa del Decreto, pur
non introducendo innovazioni di impatto particolarmente
rilevante, e limitandosi anzi per molti aspetti ad un'attività di coordinamento ed aggiornamento legislativo utile a
chiarire il quadro normativo vigente, la nuova normativa va
inquadrata nella più recente azione del Governo in tema di
liberalizzazioni e semplificazioni e, traducendone i principi
generali in una prima serie di ulteriori interventi definiti e
di immediata applicazione, può offrire un contributo significativo alla più complessiva sburocratizzazione indispensabile per favorire il necessario recupero di competitività
dell'economia nazionale.
La “Direttiva servizi" è infatti una delle misure più
rilevanti per la crescita economica e occupazionale
e lo sviluppo della competitività dell'Unione europea, in quanto consente di superare gli ostacoli
di natura giuridica che si frappongono in concreto
alla libertà di stabilimento dei prestatori e alla
libera circolazione dei servizi negli Stati membri.
Poiché i servizi rappresentano un settore chiave per la
competitività a livello mondiale e la crescita occupazionale dell'UE, la direttiva ed i suoi provvedimenti nazionali
di attuazione, quale quello qui in esame, contribuiscono
in maniera determinante al processo di liberalizzazione e
semplificazione del mercato dei servizi.
Il Decreto si propone in primo luogo di introdurre gli aggiornamenti necessari per tener conto delle modifiche
intervenute nella formulazione dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, con
l'introduzione della segnalazione certificata di inizio attività
(SCIA) al posto della dichiarazione di inizio attività (DIA),
sia immediata che differita, nonché al posto delle autorizzazioni di attività non soggette a programmazione, ma solo
a verifica dei requisiti. Viene pertanto esteso l'uso della SCIA
a tutti i casi in cui il D.Lgs. 59/2010 non abbia mantenuto
regimi autorizzatori e, nel contempo, precisando che a tali
regimi si applica in ogni caso l'istituto del silenzio assenso
di cui all'articolo 20 della legge 241/1990.
Sono stati pertanto inseriti gli aggiornamenti all'introduzione della SCIA al posto della dichiarazione di inizio
attività per le attività di: commercio al minuto in esercizi
di vicinato, spacci interni, commercio al minuto a mezzo di
apparecchi automatici, vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione, vendite al dettaglio
presso il domicilio dei consumatori, intermediazione commerciale e di affari, agente e rappresentante di commercio,
mediatore marittimo, spedizioniere, acconciatore, estetista,
tintolavanderia.
mazione delle aperture degli esercizi medesimi, ferma restando l'esigenza di garantire sia l'interesse della collettività
inteso come fruizione di un servizio adeguato sia quello
dell'imprenditore al libero esercizio dell'attività. Nei restanti
casi è sufficiente la presentazione della segnalazione certificata di inizio di attività da presentare allo sportello unico
per le attività produttive (SUAP) del Comune competente
per territorio, con facoltà di avvio immediato dell’attività. In
ogni caso è inoltre soggetta alla sola SCIA il trasferimento
della gestione o della titolarità (subingresso) dei pubblici
esercizi.
La relazione illustrativa ricorda peraltro che con l'articolo
41 del decreto legge n. 5 del 2012 si era già provveduto
a semplificare lo svolgimento dell’attività temporanea di
somministrazione di alimenti e bevande in occasione di sagre, fiere o eventi locali straordinari, spesso svolta anche da
associazioni di promozione locale, chiarendo che anche in
tal caso è sufficiente la SCIA e non è richiesta autorizzazione
espressa, né sono richiesti i requisiti normalmente previsti
a carico del titolare o del preposto ai fini dell'esercizio normale professionale a tempo indeterminato o stagionale di
tale attività.
- attività molitoria: per l’impianto di un nuovo molino,
trasferimento o trasformazione di molini esistenti, fino ad
ora soggetto a rilascio di licenza della Camera di commercio
con applicazione del silenzio-assenso, è ora richiesta la Segnalazione Certificata di Inizio di Attività (SCIA) al Registro
Imprese che la trasmette al SUAP del Comune competente
per territorio; conseguentemente viene abrogata la disciplina contenuta nella legge n. 857 del 1949 e il relativo regolamento contenuto nel D.P.R. n. 386 del 1994.
Quanto invece alle attività in precedenza soggette al rilascio
di autorizzazione o licenza, si segnalano le seguenti semplificazioni:
- somministrazione di alimenti e bevande: l'apertura o il trasferimento di sede degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico,
comprese quelle alcooliche di qualsiasi gradazione, rimangono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal Comune competente per territorio solo nelle
“zone soggette a tutela” (ad es. zone di pregio
artistico, storico, architettonico e ambientale) per
le quali devono essere adottati provvedimenti di program-
- magazzini generali: la disciplina di base, molto risalente nel tempo (norme legislative e regolamentari del 1926 e
del 1927), viene riformata sostituendo con la SCIA il precedente sistema autorizzatorio, caratterizzato da controlli ex
ante. In sostanza, le imprese che vogliono istituire
ed esercitare un magazzino generale devono ora
presentare al Ministero dello Sviluppo economico, per il tramite del Registro delle Imprese che la
trasmette anche allo sportello unico per le attività produttive, la segnalazione certificata di inizio
dell'attività corredata dalla documentazione e
dalle dichiarazioni sostitutive previste. Vengono,
altresì, inserite alcune disposizioni che semplificano l'applicazione delle discipline inerenti le cauzioni e le fidejussioni.
Legislazione
39
NOVITÀ IN MATERIA DI ESERCIZIO DI ATTIVITÀ COMMERCIALI
E DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE
Andrea Manganiello
L'articolo 8 del D.Lgs. 147/2012 modifica parzialmente i requisiti d'accesso e di esercizio delle attività commerciali e di somministrazione al pubblico
di alimenti e bevande, nonché gli articoli 22 e 26
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 sulla
disciplina del commercio.
Con riferimento ai requisiti morali, sono state introdotte
alcune integrazioni e modificazioni per meglio chiarire il
contenuto delle disposizioni, al fine di evitare possibili interpretazioni non corrette. In particolare:
- sono state eliminate le parole "non detentive" in caso di
misure di sicurezza (peraltro non contenute nel soppresso
articolo 5 del d.lgs. 114 del 1998), in quanto, in tal modo
si rendono impeditive solo le misure di sicurezza personali
(detentive e non).
- sono state soppresse dalle cause ostative all'esercizio
dell'attività di somministrazione, ovvero tra le cause del venir meno dei requisiti di onorabilità, le infrazioni alle norme
sui giochi; ciò in quanto, non caratterizzandosi come reato in
senso proprio, le stesse possono determinare la revoca della
licenza di P.S. esclusivamente in caso di reiterazione dell'illecito (art. 110 del TULPS). Di conseguenza se si riconoscesse
rilievo a tali illeciti, sorgerebbero due tipi di difficoltà: a carico dell'Ente autorizzatore, quella di individuare l'esistenza
di queste infrazioni, dato che non esiste una banca dati che
le raccolga (diversamente dalle sentenze passate in giudicato per i reati che sono ascritte nel certificato del casellario
giudiziario), e a carico del cittadino, quella della perdita del
requisito morale per l'esercizio della somministrazione a
causa di un semplice illecito amministrativo.
- il comma 3 dell’art. 71 della Direttiva se rvizi è sostituito
come segue: “Il divieto di esercizio dell’attività, a seguito
dell’accertamenti dei reati ostativi, permane per la durata
di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il
termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in
giudicato della sentenza, salvo riabilitazione”.
La relazione governativa esplica anche la ratio della scelta
di suddividere in due diversi commi i reati ostativi per ambedue le attività in questione, da quelli riferibili alla sola
attività di somministrazione riportati al comma 2 (Non
possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti
e bevande coloro che si trovano nelle condizioni di cui al
comma 1, o hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il
buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza
o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concer-
nenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti
o psicotrope).
Detta scelta è connessa non alla diversa gravità dei reati
(che potrebbe al limite giustificare una diversa durata nel
tempo degli effetti ostativi), bensì esclusivamente alla specificità dei reati di cui al comma 2 rispetto alle problematiche proprie dell'attività di somministrazione. Risulterebbe,
comunque, non rispondente a criteri di equità applicare
la previsione di cui al comma 3 soltanto al verificarsi delle
condizioni ostative elencate al comma l. In tal caso, infatti, si
determinerebbe una disparità di trattamento non giustificabile tra i soggetti aspiranti all'esercizio dell'attività di vendita e quelli aspiranti alla somministrazione. Considerato, poi,
che le condizioni ostative di cui al comma 2 dell'art. 71 sono
aggiuntive rispetto alle fattispecie elencate al comma l,
considerarle a carattere permanente non risponderebbe alla
ratio della disposizione nel suo complesso, né ai criteri della
delega esercitata con il predetto decreto legislativo, che non
avrebbero consentito di aggravare in tal modo i requisiti di
accesso all'attività di somministrazione, rispetto a quelli
precedentemente vigenti.
Con riferimento ai requisiti professionali sono state
inserite una serie di modifiche volte a facilitare il conseguimento e la dimostrazione di tali requisiti per i nuovi soggetti
che intendono esercitare le attività d'impresa interessate.
È stata quindi eliminata l'estensione dei requisiti professionali alle attività esercitate nei confronti di una cerchia ristretta di persone, per le quali possono essere individuate altre
garanzie di professionalità dalle stesse persone interessate,
e si è chiarito che la necessità del possesso di tali requisiti è
riferita alle sole attività finalizzate all'alimentazione umana: non sono quindi richiesti, ad esempio, per la vendita di
mangimi per animali e per la commercializzazione di animali vivi, come peraltro già sostenuto dal Ministero dello
sviluppo economico con risoluzione 155938 del 18 agosto
2011 “purché, ovviamente, sia evidente ed esclusa, nelle
forme di presentazione e di vendita dei prodotti in questione, ogni, pur possibile, destinazione alternativa all’alimentazione umana e siano rispettati tutti gli altri vincoli
derivanti dalla legislazione sanitaria.”
Con ulteriore modifica si è anche disposto di restringere
la prescrizione dei requisiti professionali per il commercio
dei prodotti alimentari alla sola vendita al dettaglio;
la vendita all'ingrosso di prodotti alimentari è quindi ora
soggetta al solo possesso dei requisiti di onorabilità, che
viene effettuato in sede di iscrizione al Registro Imprese. È
stato inoltre aggiunto il riconoscimento dei requisiti professionali anche in capo all'esercente in proprio, riferimento già
presente nel decreto legislativo n. 114 del 1998, al fine di
rendere esplicito che al titolare o rappresentante legale di
impresa del settore alimentare che voglia riattivare la propria attività o attivarne una nuova sia riconosciuto il requisito professionale a pari condizioni con il proprio dipendente
qualificato.
La novità in assoluto più rilevante è quella che consente anche al titolare dell’impresa individuale la
possibilità, da sempre concessa in caso di società,
associazioni od organismi collettivi, di indicare un
soggetto delegato o preposto all’attività di commercio al minuto di prodotti alimentari e/o di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande
che è tenuto a possedere i requisiti professionali.
Nel caso in cui l’impresa individuale ricorra ad altra persona
preposta all’attività commerciale, i requisiti morali devono
essere posseduti sia dal titolare, sia dal preposto.
La modificazione del D.Lgs. 59/2010 ora in vigore sancisce
anche l’eliminazione del divieto di esercizio congiunto nello
stesso locale dell'attività di vendita all'ingrosso e al dettaglio, che appare misura di limitazione della libertà di organizzazione dell'impresa commerciale sproporzionata al suo
stesso scopo, sostituendola con la mera previsione secondo
cui in tal caso si applicano all'intera superficie dei locali utilizzati in modo promiscuo le discipline previste per le due
attività, con la conseguenza che risultano applicabili le disposizioni più restrittive fra quelle vigenti per le due attività
in questione. In tal modo l'attività congiunta è sempre consentita, ma si evita che attraverso essa, dichiarando, senza
adeguate separazioni, che parte della superficie dei locali
interessati sia dedicata all'attività all'ingrosso, siano elusi i
maggiori vincoli per le grandi superfici di vendita al dettaglio connessi alle esigenze di programmazione urbanistica.
Legislazione
40
INQUADRAMENTO ASSICURATIVO DELLE IMPRESE ARTIGIANE
Andrea Manganiello
Una recente circolare dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, n. 38 del 2 agosto
2012, chiarisce le istruzioni operative per l’inquadramento
delle imprese artigiane successivamente all’entrata in vigore del Decreto sviluppo approvato con Decreto-legge 13
maggio 2011 , n. 70 e convertito in Legge 106/2011.
Detto Decreto interviene in materia di iscrizione presso
l'Albo provinciale delle imprese artigiane e ribadisce che
l'assoggettamento all'obbligazione contributiva previdenziale del lavoratore artigiano è connesso con l'effettivo
svolgimento della specifica attività.
Sull'argomento, l’INAIL ha ritenuto opportuno richiamare
preliminarmente l'evoluzione interpretativa adottata a seguito dell’emanazione della legge quadro sull’artigianato
n. 443/1985.
Dapprima, con la circolare 11/1986 l'Istituto ha ritenuto
che l'iscrizione al predetto Albo assumesse valore obbligatorio e costitutivo e rappresentasse requisito indispensabile
per
istituire il rapporto assicurativo con il titolare artigiano.
Con circolare 43/1987, a seguito di una diversa interpretazione dell’art. 5 della citata Legge n. 443/1985, si affermava invece che l'iscrizione all'Albo non era più considerato
requisito indispensabile ai fini assicurativi. Per la configurabilità della natura artigianale dell'attività si deve fare
riferimento ai requisiti sostanziali stabiliti dagli articoli 2,
3 e 4 della citata legge, concernenti la definizione dell'imprenditore e dell'impresa artigiana.
Con circolare 21/2002 l'INAIL precisava che l'eventuale inquadramento provvisorio nella Gestione Tariffaria Artigianato può essere effettuato soltanto nei casi in cui il Datore
di lavoro abbia già presentato domanda d'iscrizione alla
Commissione Provinciale per l'Artigianato, e la domanda
non sia stata ancora definita dalla Commissione stessa;
ovvero nei casi in cui la natura artigiana dell'impresa sia
dichiarata dal Datore di Lavoro ovvero accertata in seguito a verifica ispettiva, ove sussistenti i requisiti di qualifica
artigiana previsti dalla Legge n. 443/1985. In tali ultime
ipotesi, la sede Inail provvede:
- ad accordare l'inquadramento provvisorio nel settore artigianato;
- a segnalare la fattispecie alla Commissione provinciale per
l'Artigianato, per l'eventuale iscrizione d'ufficio, all'Albo;
- a segnalare la fattispecie all'INPS per gli aspetti di sua
competenza.
Qualora la classificazione aziendale successivamente disposta dall'INPS risulti diversa dall'inquadramento provvisoriamente disposto dall'INAIL, dovrà procedersi alle
necessarie rettifiche con decorrenza dalla data d'inizio
dell'attività.
Infine, con circolare 80/2004, è stato ribadito che, ferma
restando l'impossibilità dell'Istituto di effettuare inquadramenti discordanti con la classificazione aziendale disposta
dall'INPS, l’INAIL può effettuare proprie, autonome valutazioni finalizzate alla corretta applicazione delle disposizioni
vigenti in materia di assicurazione antinfortunistica, valutando l'attività concretamente svolta dall'artigiano di fatto,
in quanto tale, e non come titolare d'impresa.
In base alle più recenti interpretazioni, in mancanza
dell'iscrizione all'Albo, l'obbligo assicurativo dell'artigiano
può essere affermato quando, di fatto, sia accertata la ricorrenza:
- dei requisiti generali di assicurazione;
- dei requisiti sostanziali previsti dalla normativa vigente in
tema di imprenditore artigiano e di impresa artigiana.
Nell'evoluzione interpretativa sopra delineata, si inserisce la previsione dell'art. 6, lettera f-sexies del Decreto
sviluppo, che integra la disciplina in materia di iscrizione
all'Albo provinciale delle imprese artigiane mediante comunicazione unica al Registro delle imprese e prevede che
per avviare l'attività di impresa in conformità ai requisiti di
qualifica artigiana, l'interessato presenta una dichiarazione
attestante il possesso di tali requisiti, mediante la Comunicazione Unica per la nascita dell'impresa, valida anche ai
fini INAIL. Ciò determina l'iscrizione all'Albo delle imprese
artigiane, con effetto dalla data di inizio dell'attività dichiarata dal richiedente e l'annotazione nella sezione speciale
del Registro delle imprese. Se, a seguito di accertamento
o verifica ispettiva, emergono elementi che attestano
l'iscrizione nella Gestione dei contributi e delle prestazioni
previdenziali degli artigiani, l'Ente accertatore comunica
all'Ufficio del Registro delle imprese gli elementi utili per
Per la configurabilità della
natura artigianale dell'attività si deve quindi fare
riferimento ai requisiti sostanziali stabiliti dagli articoli 2, 3 e 4 della citata
legge, concernenti la definizione dell'imprenditore
e dell'impresa artigiana.
l'iscrizione all'Albo provinciale delle imprese artigiane, con
decorrenza dalla data di comunicazione. I provvedimenti
di variazione o di cancellazione adottati per mancanza dei
requisiti tecnico-professionali, non pregiudicano l'obbligo
contributivo per il periodo di esercizio effettivo dell'attività.
Le modifiche introdotte dal Decreto sviluppo in tema
d’iscrizione all'Albo provinciale delle imprese artigiane si
riferiscono non solo all'obbligo di iscrizione alla gestione
previdenziale artigiani INPS, ma richiamano anche la responsabilità delle strutture dell'INAIL in relazione agli accertamenti e alle verifiche ispettive condotte dall’entrata in
vigore della Legge 106/2011.
Ne discende che il personale dell'INAIL che rilevi
la natura artigiana di un'impresa a seguito di accertamenti o verifiche ispettive, deve comunicare
all'Ufficio del Registro delle imprese gli elementi
utili per l'iscrizione d'ufficio del soggetto all'Albo
provinciale delle imprese artigiane, come già definito con Circolare 21/2002.
Sul piano operativo, quindi, viene ribadita la prassi finora
seguita, in base alla quale l'inquadramento provvisorio può
essere effettuato dall'INAIL soltanto nei casi in cui il datore
di lavoro abbia già presentato domanda d'iscrizione mediante ComUnica e la domanda non sia stata ancora definita, ovvero la natura artigiana dell'impresa sia dichiarata dal
datore di lavoro o accertata in seguito a verifica ispettiva,
in presenza dei requisiti di qualifica artigiana previsti dalla
normativa in materia.
A settembre, su iniziativa dell’Istituto assicurativo, verrà
aperto un tavolo tecnico con Unioncamere/Infocamere
per definire le modalità di comunicazione al Registro delle
imprese, in base al quale seguiranno le relative istruzioni
tecnico-operative.
Per avviare l'attività di
impresa in conformità ai
requisiti di qualifica artigiana, l'interessato presenta una dichiarazione
attestante il possesso di
tali requisiti, mediante la
Comunicazione Unica per
la nascita dell'impresa,
valida anche ai fini INAIL.
Legislazione
41
ISCRIZIONE NEL REGISTRO IMPRESE DEL TRASFERIMENTO
DI SEDE LEGALE IN ALTRA PROVINCIA
Andrea Manganiello
Ai sensi del Codice civile tutte le società commerciali (di
persone: art. 2295; di capitali: artt. 2328 e 2463; società
cooperative, art. 2521) sono tenute ad indicare nel proprio
atto costitutivo la sede legale, ovvero il luogo in cui risiedono gli organi amministrativi e nel quale si esercita l’attività
di direzione e di gestione dell’impresa. La sede legale può
differire dalla cosiddetta sede effettiva quando il luogo
dove in concreto si svolge l’attività economica è diverso da
quello indicato nell’atto costitutivo.
La sede legale può differire dalla
cosiddetta sede effettiva quando il luogo dove
in concreto si svolge l’attività economica, è
diverso da quello indicato nell’atto costitutivo.
In seguito alla riforma delle società di capitali introdotta
nel 2004, è stata limitata l’indicazione nell’atto costitutivo
al sole Comune “ove è posta la sede della società”; l’art. 111
ter delle disposizioni di attuazione del Codice dispone in
particolare che “chi richiede l’iscrizione presso il Registro
delle imprese dell’atto costitutivo di una società deve indicare nella domanda l’indirizzo, comprensivo della via e
del numero civico, ove è posta la sua sede. In caso di successiva modificazione di tale indirizzo gli amministratori ne
depositano apposita dichiarazione presso il Registro delle
imprese”. In buona sostanza, è stata disposta la semplificazione che sottrae la variazione dell’indirizzo della sede
legale nell’ambito del medesimo Comune al procedimento
modificativo dell’atto costitutivo, evitando irelativi oneri
organizzativi ed economici.
Con la sentenza n. 3959 del 13 marzo 2012, emessa dalla
Corte di Cassazione, III Sezione Civile, è stato stabilito un
interessante principio di diritto secondo il quale non è opponibile ai terzi l'avvenuto trasferimento della sede legale
di una società da una provincia all'altra se prima non interviene la cancellazione dell'iscrizione dal Registro delle imprese della sede di provenienza. In tal senso, fintanto che la
Camera di commercio competente per la nuova sede non
comunica l'avvenuto trasferimento agli uffici della sede
di provenienza, va considerata valida la notifica degli atti
presso la sede originaria della società.
Nel caso di specie la società ricorrente, tra i motivi di ricorso, aveva denunciato la nullità della notificazione della
citazione introduttiva del giudizio di primo grado, nel
quale era rimasta contumace, per essere stata essa effettuata in un luogo che era quello della precedente sede,
secondo quanto risultava da una visura camerale prodotta
in appello in base alla quale si evinceva che la ricorrente
aveva trasferito la propria sede in diversa provincia in data
precedente alla citata notificazione e che "il trasferimento
della sede sociale fu reso pubblico nel Registro di iscrizione
della società in data non antecedente alla domanda di cancellazione presentata il 24.8.2001, divenendo opponibile ai
terzi solo da tale data".
La Suprema Corte ha ritenuto la censura non fondata, ricostruendo il contesto normativo nel quale si inserì la vicenda
del trasferimento della sede della ricorrente sotto il profilo
della disciplina della pubblicità delle vicende societarie che
ebbe a regolarla.
L'efficacia verso i terzi della deliberazione di trasferimento della sede, che necessariamente la società
ricorrente dovette adottare in ossequio alle citate norme,
era soggetta alla sola forma di pubblicità prevista dall'art.
2411 c.c., il quale imponeva al notaio verbalizzante la deliberazione assembleare modificativa dell'atto costitutivo di
richiedere entro trenta giorni l'iscrizione al Registro delle
imprese che, se rilevava la regolarità formale della documentazione prodotta, provvedeva all'iscrizione.
All'epoca delle vicenda del trasferimento di cui si discute,
peraltro, era già in vigore un'ulteriore fonte normativa che
espressamente disciplinava il trasferimento della sede del
soggetto iscritto nel Registro delle imprese da una provincia ad all'altra e, quindi, da una Camera di commercio ad
un'altra.
Si tratta dell’ art. 3, comma 3, del D.P.R. 14 dicembre 1999,
n. 558, secondo la quale "I soggetti che trasferiscono la
propria sede in altra provincia presentano la relativa domanda all'ufficio del Registro delle imprese della Camera di
commercio della circoscrizione ove si trasferiscono, la quale
ne da comunicazione all'ufficio di provenienza ai fini della
cancellazione". La norma si propone la semplificazione
dell'assolvimento degli obblighi pubblicitari presso il
Registro delle imprese, nel senso che, nel caso in cui il trasferimento della sede della società avvenga in un Comune
di altra provincia, viene richiesta la sola presentazione della
domanda di iscrizione della società all'ufficio del Registro
delle imprese della provincia di destinazione, il quale provvederà a darne comunicazione all'ufficio della provincia
di provenienza (presso la quale non è più previsto alcun
adempimento) ai fini della cancellazione.
La norma evidenzia che il fatto del trasferimento e, quindi,
la nuova sede, diventa fatto iscritto ai fini della pubblicità
che il Registro assicura, in quanto venga rimossa la situazione di iscrizione della sede pregressa, onde evitare che
nel sistema del Registro delle imprese si verifichino due
distinte risultanze non già soltanto cronologiche, ma meramente locali, con la conseguenza che i terzi si verrebbero
a trovare in una situazione di incertezza e confusione.
In sostanza, "nel regime di attuazione del Registro delle
imprese (e per i soggetti societari persone giuridiche successivamente all'abrogazione dell'art. 2457 ter C.C., richiamato dall'art. 2497 bis C.C.) l'iscrizione del trasferimento
della sede del soggetto iscritto, quando tale trasferimento
comporti che la sede sia trasferita in altra provincia e, quindi, che l'iscrizione passi da una Camera di commercio ad altra, si ha per perfezionata a tutti gli effetti che ne derivano
soltanto una volta avvenuta la cancellazione dell'iscrizione
di provenienza". La notificazione venne, dunque, effettuata
presso quella che ancora i terzi avevano diritto di considerare sede della società.
non è opponibile ai terzi
l'avvenuto trasferimento della sede legale di una
società da una provincia all'altra se prima non
interviene la cancellazione dell'iscrizione dal
Registro delle imprese della sede di provenienza.
Si rammenta che a norma dell’art. 2250 C.C. le società
soggette all’obbligo d’iscrizione nel Registro delle imprese
devono obbligatoriamente indicare nei propri atti e nella
corrispondenza la sede della società e l’Ufficio del Registro
presso il quale queste sono iscritte ed il numero di iscrizione, che coincide con il codice fiscale dell’impresa.
Legislazione
42
MODIFICA DEI MODELLI DI CERTIFICATI-TIPO
DEL REGISTRO IMPRESE
Andrea Manganiello
La normativa istitutiva del Registro imprese (art. 8 L.
580/1993, art. 24 del D.P.R. 581/1995) prevede che la
predisposizione, la tenuta, la conservazione e la gestione,
secondo tecniche informatiche, del Registro ed il funzionamento dell'Ufficio sono realizzati in modo da assicurare
completezza ed organicità di pubblicità per tutte le imprese
soggette ad iscrizione, garantendo la tempestività dell'informazione su tutto il territorio nazionale; i certificati sono
rilasciati sulla base di modelli approvati con decreto del
Ministro dello Sviluppo economico.
Con il Decreto del Ministero dello Sviluppo economico 13
luglio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 181 del
4.8.2012, sono stati approvati i nuovi certificati tipo del Registro delle imprese e del Repertorio economico amministrativo (R.E.A.) ed il modello della ricevuta di accettazione
della comunicazione unica per la nascita dell’impresa con
riferimento alla disciplina concernente lo Sportello unico
delle attività produttive (SUAP).
La revisione e l’adeguamento dei modelli dei certificati si è
resa necessaria a seguito dell’emanazione di varie disposizioni normative introdotte per favorire la tutela del sistema
delle imprese e lo sviluppo delle attività economiche, e che
hanno previsto nuovi obblighi di comunicazione al Registro
delle imprese.
I modelli dei certificati tipo sostituiscono quelli approvati
con il D.M. 13 luglio 2004, successivamente modificato ed
integrato dal D.M. 25 febbraio 2005 e dal D.M. 28 marzo
2010.
Lo stesso Ministero ha successivamente emanato la circolare n. 3654/C del 17 luglio 2012 con la quale ha fornito indicazioni operative sul contenuto del Decreto in argomento.
In particolare, la modifica dei modelli di certificato tipo,
inerenti il Registro imprese, si è resa necessaria al fine di
adeguare gli stessi alle seguenti disposizioni:
a) dall’articolo 42, commi 2-bis e 2-ter del D.L. 31
maggio 2010, n. 78, convertito in legge con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, che dettano norme in materia di contratti di rete.
Detti contratti sono soggetti ad iscrizione nella sezione del
Registro delle imprese presso cui è iscritto ciascun partecipante e l’efficacia del contratto inizia a decorrere da quando
è stata eseguita l’ultima delle iscrizioni prescritte a carico
di tutti coloro che ne sono stati sottoscrittori originari. Si
è quindi provveduto ad inserire una voce aggiuntiva attraverso la creazione del "CERTIFICATO DEL CONTRATTO DI
RETE" dal quale risultano i dati identificativi del contratto e
l'elenco delle imprese partecipanti. è stato inoltre predisposto un modello di "CERTIFICATO STORICO DEL CONTRATTO
DI RETE";
b) dall'articolo 29,comma 6, del citato D.L.
n. 78/2010 che prevede a carico del curatore, in caso di
fallimento, specifica comunicazione al Registro delle imprese dei dati necessari ai fini dell’eventuale insinuazione
al passivo della procedura concorsuale. In attuazione di tale
disposizione è stato inserito un apposito campo denominato "COMUNICAZIONI DEL CURATORE";
c) dall'articolo 1, comma 4 del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito dalla legge 22 maggio
2010, n. 73, che prevede l'obbligo delle comunicazione,
attraverso ComUnica, delle deliberazioni di modifica degli
atti costitutivi per trasferimento all'estero della sede sociale
e di tutte le comunicazioni relative ad altre operazioni straordinarie. È stato quindi aggiunta nella voce “INFORMAZIONI SUL TRASFERIMENTO DELLA SEDE IN ALTRA PROVINCIA”
la frase “O ALL’ESTERO”;
d) dagli articoli 76, comma 2, e 107 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, regolamento di attuazione del Codice
dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture,
dove si prevede che debba essere riportata nel certificato
rilasciato dal Registro delle imprese l'attestazione SOA ai
fini della qualificazione per la partecipazione a bandi di
gara; si è quindi inserito nel campo “ATTIVITÀ” la voce “ATTESTAZIONE DI QUALIFICAZIONE ALL’ESECUZIONE DI LAVORI
PUBBLICI”;
e) dall'art. 80 del D.Lgs. n. 59/2010 e dai decreti
ministeriali datati 26 ottobre 2011, che disciplinano
le procedure di iscrizione nel Registro delle imprese dei
seguenti ausiliari del commercio: agenti di affari in mediazione, agenti e rappresentanti di commercio, mediatori
marittimi e spedizionieri. Tali decreti hanno tra l'altro pre-
secondo tecniche informatiche, del Registro ed il funzionamento dell'Ufficio sono realizzati in modo
da assicurare completezza ed organicità di
pubblicità per tutte le imprese soggette ad
iscrizione, garantendo la tempestività dell'informazione su tutto il territorio nazionale
visto l'iscrizione in apposita sezione di soggetti persone
fisiche che, a condizione di possedere i requisiti di legge
per l’esercizio dell’attività economica, si iscrivono, in quanto
tali, nel Repertorio R.E.A. Ciò costituisce un'innovazione
che ha comportato l'introduzione del nuovo specifico certificato di iscrizione nel R.E.A.: "DATI IDENTIFICATIVI DELLA
PERSONA".
qualora la certificazione
venga richiesta per utilizzazione in sede comunitaria va quindi apposta la dicitura “ai
sensi dell’art. 40 del D.P.R. 445/2000 il presente certificato è rilasciato solo per l’estero.
Quanto alle recenti misure di de-certificazione introdotte
con legge n. 183/2011, che stabilisce l’utilizzo delle certificazioni solo fra soggetti privati e l’apposizione, a pena di
nullità, della dicitura: "Il presente certificato non può essere
prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai
privati gestori di pubblici servizi”, il Ministero rammenta
che la predetta disposizione si applica solamente nei confronti delle Pubbliche amministrazioni in Italia; qualora la
certificazione venga richiesta per utilizzazione in sede comunitaria va quindi apposta la dicitura “ai sensi dell’art. 40
del D.P.R. 445/2000 il presente certificato è rilasciato solo
per l’estero”. Inoltre la circolare del Ministro per la P.A. e la
semplificazione n. 5/2012 ha precisato che è sempre consentita l’utilizzazione in sede giurisdizionale dei certificati.
Sono state, infine, apportate alcune modifiche al modello
di "RICEVUTA DI ACCETTAZIONE DI COMUNICAZIONE UNICA PER LA NASCITA DELL’IMPRESA", adottato con il D.M.
28 marzo 2010 a seguito dell’avvio obbligatorio della Comunicazione Unica e prevista dal comma 3 dell’articolo 9
del D.L. n. 7/2007, come modificato dalla legge di conversione n. 40/2007, evidenziando i riferimenti normativi
relativi allo Sportello unico-SUAP. Nel campo denominato
“OGGETTO DELLA COMUNICAZIONE” sono state individuate
due voci delle gestioni previdenziali prima non previste: la
voce “INPS-IMPRESE DEL COMMERCIO E DEI SERVIZI” e la
voce “INPS-COLTIVATORI DIRETTI/IMPRENDITORI AGRICOLI
PROFESSIONALI” che sostituisce la precedente generica
indicazione ad “Inps-imprese agricole” che corrisponde a
diverse gestioni nell’Istituto a seconda della natura dell’impresa (con dipendenti o meno). È stato, inoltre, previsto un
capo apposito per l’indicazione del Comune di riferimento
del SUAP.
Legislazione
43
NORME REGIONALI IN MATERIA DI AGRITURISMO,
ITTITURISMO E PESCATURISMO
Andrea Manganiello
La Regione Veneto ha emanato la nuova disciplina
dell’agriturismo, ittiturismo e pescaturismo. La novella
normativa n. 28/2012, pubblicata nel B.U.R. n. 67 del
17 agosto 2012, abroga la precedente legge regionale n.
9/1997 e si propone di rendere operativa l’equiparazione
dell’imprenditore ittico a quello agricolo, già da tempo
riconosciuta a livello nazionale.
L’attività agrituristica rappresenta uno degli strumenti principali per favorire la diversificazione
delle attività agricole, al fine di agevolare la crescita, l’occupazione e lo sviluppo sostenibile delle
zone rurali ed extraurbane, sia per ciò che riguarda la ricettività, sia per quanto concerne il circuito
delle produzioni agroalimentari tipiche e tradizionali, dell’enogastronomia e della cucina locale.
Secondo i dati ISTAT aggiornati al 2010, l’offerta agrituristica regionale, con oltre 1300 imprese autorizzate, rappresenta il 6,5 per cento di quella nazionale e si colloca al
terzo posto tra le Regioni italiane alle spalle di Toscana e
Trentino-Alto Adige; la Marca Trevigiana occupa il secondo posto nella graduatoria delle province venete con una
quota del 22,6%.
Ora la Regione Veneto, allo scopo di collocare in un quadro
di coerenza e naturale integrazione l’offerta turistica delle
imprese del settore primario, ha inteso fornire una disciplina organica anche alle attività turistiche svolte dagli imprenditori ittici del settore della pesca e dell’acquacoltura,
riposizionando il pescaturismo, in precedenza collocato
nella disciplina del turismo ex L.R. 33/2002, e introducendo in ambito regionale l’attività dell’ittiturismo.
La legge fornisce le definizioni delle attività agrituristiche e
delle altre attività turistiche svolte dalle aziende del settore
dell’agricoltura e della pesca, come segue:
a) agriturismo: l’attività di ospitalità e di somministrazione esercitata da imprenditori agricoli singoli o associati,
anche in forma di società agricole di persone e di capitali, di
cui all’articolo 2135 del codice civile, connessa e non prevalente rispetto a quella principale di coltivazione, selvicoltura
e allevamento del bestiame. Detta attività consiste nel:
1) dare ospitalità in alloggi posti in appositi locali aziendali a ciò adibiti;
2) dare ospitalità in spazi aziendali aperti;
3) somministrare pasti e bevande;
4) somministrare spuntini e bevande, secondo determinate percentuali.
b) ittiturismo: l’attività di ospitalità e di somministrazione esercitata da imprenditori ittici singoli o associati, connessa e non prevalente rispetto a quella principale di pe-
sca o acquacoltura, svolta attraverso l’utilizzo della propria
abitazione o di strutture nella disponibilità dell’imprenditore. Possono svolgere l’attività ittituristica gli imprenditori ittici che:
1) utilizzano la propria abitazione o le proprie strutture
aziendali in connessione con l’attività di pesca o acquacoltura;
2) assicurano la prevalenza dell’attività di pesca o acquacoltura rispetto a quella ittituristica;
3) hanno superato il corso iniziale di formazione professionale per l’avvio dell’esercizio di attività ittituristica
organizzato e gestito da organismi di formazione accreditati ai sensi dalla Regione.
La Segnalazione certificata d’inizio attività di pescaturismo va presentata al Comune nel cui territorio è ubicata
la sede operativa.
c) pescaturismo: l’attività di imbarco di persone non
facenti parte dell’equipaggio su imbarcazioni da pesca a
scopo turistico-ricreativo, esercitata da pescatori di professione singoli o associati, connessa e non prevalente rispetto
a quella principale di pesca professionale o acquacoltura.
L’attività di pescaturismo è svolta a favore di persone imbarcate nella nave adibita alla pesca professionale diverse
dall’equipaggio e deve intendersi come attività connessa e
non prevalente rispetto a quella di pesca professionale. Ai
sensi della nuova legge, il pescaturismo consiste nella:
1) pesca mediante l’impiego dei sistemi consentiti dalle
norme vigenti;
2) ristorazione effettuata a bordo, mediante l’impiego
delle relative attrezzature e cucina, utilizzando i prodotti
provenienti dalla propria attività di pesca e acquacoltura.
Possono esercitare l’attività di pescaturismo i pescatori di
professione che hanno superato il corso iniziale di formazione professionale per l’avvio dell’esercizio di attività di pescaturismo, organizzato e gestito dagli organismi di formazione accreditati dalla Regione. La Segnalazione certificata
d’inizio attività di pescaturismo va presentata alla Provincia
ove il pescatore di professione svolge in via prevalente l’attività di pescaturismo.
AGRITURISMO
I requisiti soggettivi e oggettivi che gli imprenditori agricoli
devono avere per poter svolgere l’agriturismo sono i seguenti:
1) svolgere attività agricola da almeno un biennio; il requisito non è richiesto nel caso di parenti e affini, fino al terzo
grado, che subentrano nella titolarità dell’azienda, anche
in forma societaria;
2) aver superato il corso iniziale di formazione professionale per l’avvio dell’esercizio di attività agrituristica,
organizzato e gestito da organismi di formazione accreditati dalla Regione, o sono in possesso di laurea in agraria o
possesso di titoli equipollenti;
3) utilizzare la propria azienda agrituristica in rapporto di
connessione con l’azienda agricola;
4) assicurare la prevalenza delle attività agricole rispetto a
quelle agrituristiche.
Il rispetto dei requisiti di legge deve essere autocertificato
all’interno della Segnalazione certificata d’inizio attività
(SCIA) che l’imprenditore è tenuto a presentare al Comune
nel cui territorio è ubicata la sede operativa. La legge stabilisce che non possono esercitare attività turistiche connesse
al settore primario coloro che versano, salvo che abbiano
ottenuto la riabilitazione, nelle condizioni di cui all’articolo
71 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e pertanto
si prevede il possesso dei medesimi requisiti di onorabilità
stabiliti per la disciplina del commercio e della somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.
Quale criterio per misurare la prevalenza dell’attività principale rispetto a quella connessa viene prevista per il titolare
la possibilità di scegliere tra due parametri alternativi: il
tempo di lavoro o il valore della produzione lorda vendibile.
Onde tutelare l’esigenza della pluriattività e dell’integrazione del reddito, viene introdotta una deroga al requisito
della prevalenza per gli agriturismi che ospitano non più
di dieci turisti o per quelli che, situati nelle aree montane e
per il medesimo numero massimo di ospiti, svolgono anche
attività di somministrazione.
Quanto alle modalità di esercizio, per quanto riguarda
l’ospitalità e la somministrazione di pasti e bevande vengono confermati i previgenti limiti rispettivamente di trenta
ospiti e di 60 o 80 posti a sedere a seconda dei periodi di
apertura annuale o stagionale, mentre per quanto riguarda
l’utilizzo di prodotto proprio dell’azienda agricola la percentuale viene portata al 50%. Viene inoltre introdotta la disposizione che prevede, per un altro 40%, l’utilizzazione di
prodotti realizzati da aziende agricole o imprese alimentari
artigianali della zona. In questo modo si cerca di qualificare
l’agriturismo non più solo come valorizzazione dei prodotti
propri o ricavati da materie prime dell’azienda e lavorati da
terzi, ma come un’impresa che si fa strumento di promozione anche di prodotti a caratterizzazione locale o regionale.
Nelle cantine vinicole la somministrazione, nel rispetto
delle norme in materia di igiene e sicurezza degli alimenti,
finalizzata esclusivamente alla promozione e alla vendita
del vino prodotto dalla cantina o in regione Veneto, può
essere accompagnata dalla somministrazione, a carattere
non prevalente, di prodotti di gastronomia fredda legati al
territorio e non è soggetta alla presentazione di segnalazione certificata di inizio attività.
Legislazione
44
ALTRE MISURE DI SEMPLIFICAZIONE PER SPECIFICHE ATTIVITÀ
Andrea Manganiello
COMMERCIO ALL’INGROSSO CON DEPOSITO E PRODUZIONE DI MARGARINA E GRASSI IDROGENATI
Il nuovo art. 71-bis della “Direttiva servizi” dispone la liberalizzazione dell'attività di commercio all'ingrosso con
deposito e produzione di margarina e grassi idrogenati alimentari, mediante la soppressione della disciplina specifica in materia, riconducendo tale attività nell'ambito della
generale disciplina sulla produzione alimentare. Infatti la
ratio che a suo tempo ha giustificato la necessità di una
disciplina specifica nel caso dei soggetti esercenti l'attività
in questione, ossia la finalità di tutela della salute dei consumatori, stante l'attuale vigenza di numerose e stringenti
norme generali di tutela con le medesime finalità, non ha
più ragione d'essere. Vengono quindi abrogate la legge n.
1316/1951, il D.P.R. n. 131/1954 e il D.P.R. n. 519/1997, che
in precedenza recavano la disciplina della produzione e del
commercio della margarina e dei grassi idrogenati alimentari, mentre l'esercizio dell'attività relativa alla fabbricazione e alla gestione di depositi all'ingrosso di margarina e di
grassi alimentari idrogenati "non è subordinato ad alcuna
specifica segnalazione certificata di inizio attività, fatto
salvo quanto previsto dal regolamento 852/2004/CE".
COMMISSIONARI MANDATARI ED ASTATORI
Con l'aggiunta dell'art. 71-ter del D.Lgs. 59/2010 dispone
la soppressione dell’Albo dei commissionari, mandatari ed
astatori dei prodotti ortofrutticoli, carnei ed ittici, originariamente tenuto dalle Camere di commercio . La verifica
del possesso dei requisiti da parte dei soggetti iscritti per
tali attività nel Registro delle imprese passa ora ai Comuni.
FACCHINAGGIO
Relativamente all’attività di facchinaggio svolta in forma
imprenditoriale, viene prevista un’ulteriore semplificazione che si aggiunge alle misure a suo tempo introdotte con
D.L. 7/2007, convertito, con modificazioni, dalla legge 2
aprile 2007, n. 40 con le quali sono stati eliminati requisiti
professionali, culturali e di esperienza professionale. Con la
recente modificazione normativa si eliminano ora anche
i requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnicoorganizzativa precedentemente stabiliti dalla disciplina di
settore. Per l’esercizio di tale attività è pertanto richiesto il
solo possesso del requisito di onorabilità.
INTERMEDIAZIONE COMMERCIALE E DI AFFARI
Con l’articolo 11 viene soppresso il comma 7 dell'art. 73 dove
si prevedeva che "le competenze già attribuite alle Commissioni per la tenuta del ruolo, soppresso ai sensi del comma 1,
sono svolte dagli uffici delle Camere di commercio".
SPEDIZIONIERE
Con l’articolo 14 vengono apportate modifiche all'articolo
76 del D.Lgs. 59/2010 e alla legge n. 1442/1941.
Viene soppressa la disposizione che prevedeva l’iscrizione
“per i soggetti diversi dalle imprese” in una apposita sezione del REA, nella considerazione che l'accesso all'attività
è riservata solo alle imprese, come testualmente afferma
l'articolo 4 della legge 1442 del 1941. Non ha pertanto
senso la previsione dell'esercizio dell'attività, da parte di
soggetti diversi dalle imprese.
Viene inoltre soppressa la Commissione centrale, le cui
funzioni vengono assicurate dal Ministero dello Sviluppo
Economico.
Con la modifica dell’articolo 6, comma 3, della L. n.
1442/1941, l'impresa deve essere in possesso dei requisiti
di adeguata capacità finanziaria, comprovati da un capitale
sociale sottoscritto e versato di almeno 100.000 euro; nel
caso di SRL, SAS e SNC occorre accertare, attraverso l'esame dell'atto costitutivo e delle eventuali modificazioni,
l'ammontare del capitale sociale realmente sottoscritto
e versato.
Le società cooperative vengono invece equiparate alle
imprese individuali, per le quali l’adeguata capacità finanziaria è comprovata o dal possesso di immobili o da un
deposito vincolato in denaro o titoli, nonché mediante le
suddette garanzie fidejussorie e in ogni caso, per importo
globale non inferiore alla cifra più volte richiamata.
ACCONCIATORE ED ESTETISTA
Gli artt. 15 e 16 del D.Lgs. 147/2012 prevedono la modifica
della legge n. 174/2005 (disciplina dell’acconciatore) e della legge n. 1/1990 (disciplina dell’estetista) e delle relative
norme di riferimento contenute nella Direttiva servizi.
In entrambi i casi è previsto l'obbligo di iscrizione nel REA
del responsabile tecnico, contestualmente alla trasmissione della SCIA.
TINTOLAVANDERIE SELF-SERVICE
L’art. 17 del Decreto intende ovviare al vuoto legislativo
riguardante l'esercizio di attività di lavanderia self-service,
tipicamente costituite da appositi spazi allestiti con lavatrici professionali ad acqua ed essiccatoi, che la clientela
utilizza direttamente previo acquisto di appositi gettoni,
ed eventualmente di prodotti detergenti fomiti da distributori automatici in loco. Presso le lavanderie self service
non vengono effettuati lavaggi a secco, o trattamenti
di smacchiatura, stireria ecc. per i quali è normalmente
necessario ricorrere a personale appartenente all'impresa. L'assenza di trattamento di lavaggio a secco fa sì
che tale attività non comporta la presenza di emissioni
in atmosfera né rischio di scarichi particolarmente inquinanti. Conseguentemente si ritiene non necessaria la
presenza di un responsabile tecnico presso ciascuna sede
dell'impresa. Tuttavia, per evitare rischi di elusione disciplina dell'attività di tinto lavanderia, si introduce la previsione
di una S.C.I.A. al Comune competente.
STIMATORI E PESATORI PUBBLICI - MEDIATORI PER
LE UNITA’ DA DIPORTO – PERITI ED ESPERTI
Con l’articolo 18, il D.Lgs. 147/2012 inserisce articoli aggiuntivi dopo l’articolo 80 della Direttiva servizi recanti
semplificazioni ed altre soppressioni di ruoli.
In primo luogo, si dispone l'abrogazione del ruolo degli
stimatori e pesatori pubblici che risulta del tutto obsoleto,
considerato che la disciplina vigente non prevede requisiti
specifici per ottenere l'iscrizione nel ruolo e che tale previsione risulta quindi un inutile appesantimento burocratico
per un'attività “già sostanzialmente libera” e che, peraltro,
la presenza del pesatore risulta sostanzialmente inutile nel
caso di pese pubbliche, considerato che oggi la strumentazione è automatica ed oggetto di validi controlli metrologici.
La seconda disposizione aggiuntiva proposta elimina il
ruolo dei mediatori per le unità da diporto previsto dal codice della nautica da diporto che attualmente sul territorio
nazionale comprende un numero irrisorio di soggetti e che,
nonostante il tempo trascorso dall'adozione del predetto
codice, manca tuttora di adeguata disciplina attuativa. Ne
consegue che ai mediatori per le unità da diporto tornano
ad applicarsi, per quanto compatibile, le norme nazionali
relative ai mediatori marittimi e si supera l'ingiustificato
rinvio a norme regionali per la definizione dei requisiti d
un'attività da svolgersi secondo modalità di accesso uniformi a livello nazionale.
Infine, si stabilisce di semplificare la gestione del ruolo dei
periti e degli esperti, le cui competenze sono assolte dalla
Camera di commercio in forma semplificata. L’iscrizione
in tale ruolo, infatti, è disposta dalla Camera di commercio che verifica il possesso dei requisiti e valuta i titoli e i
documenti comprovanti l'idoneità all'esercizio di perito
o di esperto nelle categorie e sub categorie per le quali
l'aspirante chiede l'iscrizione. Conseguentemente vengono abrogate o modificate tutte le disposizioni del D.M. 29
dicembre 1979, recante il regolamento-tipo per la formazione del ruolo dei periti e degli esperti presso le Camere di
commercio, che prevedono o richiamano la Commissione,
nominata dalla Giunta della Camera, alla quale in precedenza era affidato il compito di proporre l'iscrizione nel
ruolo ora soppresso.
Il Ruolo dei periti e degli esperti verrà pubblicato sul sito
istituto delle Camere di Commercio provinciali.
Legislazione
45
NOVITÀ LEGISLATIVE IN MATERIA DI VENDITA DIRETTA
DI PRODOTTI AGRICOLI
Andrea Manganiello
Ai sensi del decreto legislativo n. 228 del 18 maggio 2001,
di riforma dell’ordinamento in materia di imprenditori
agricoli, deve considerarsi comunque agricola la commercializzazione dei propri prodotti, effettuata sia direttamente
al consumatore sia a commercianti od altri utilizzatori professionali, in quanto realizza il collegamento con il mercato.
Ai fini della qualificazione dell’attività di commercializzazione come “agricola” è richiesto in primo luogo un collegamento “soggettivo”: l’attività deve essere svolta dallo stesso
soggetto già qualificabile come imprenditore agricolo in
quanto svolge in forma di impresa l’attività principale di
coltivazione del fondo, di allevamento di animali o di silvicoltura. Inoltre si richiede un collegamento di carattere
oggettivo, individuato, per le attività di manipolazione,
conservazione, trasformazione, commercializzazione e
valorizzazione, nella circostanza che i prodotti provengano
prevalentemente dalla attività agricola principale. Per
effetto di questa disposizione, si consente all’imprenditore
agricolo di poter alienare i propri prodotti affiancando alla
sua produzione aziendale anche prodotti agricoli acquistati,
in forma non prevalente, sul mercato.
Quanto alla disciplina dell’attività di vendita diretta dei
prodotti agricoli, l’articolo 4 del citato Decreto ha previsto regole innovative in ordine agli aspetti procedurali ed
all’ambito applicativo della disciplina di detta attività.
In sintesi, le principali innovazioni possono così riassumersi:
1) possibilità per “gli imprenditori agricoli, singoli o associati” di esercitare la vendita diretta dei “prodotti provenienti in
misura prevalente dalle rispettive aziende”.
2) diritto di esercitare la vendita diretta “in tutto il territorio
della Repubblica” “previa comunicazione” al Comune, “decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione”.
3) possibilità di esercitare la vendita dei prodotti agricoli
anche attraverso la modalità del “commercio elettronico”.
4) estensione della disciplina prevista dall’articolo 4 anche
alla “vendita di prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli
e zootecnici”.
5) conferma della specialità della normativa in materia di
vendita diretta, cui “continuano a non applicarsi le disposizioni di cui al d.lgs. 31 marzo 1998, n. 114” sul commercio,
salvo che “l’ammontare dei ricavi derivanti dalla vendita dei
prodotti non provenienti dalla rispettive aziende nell’anno solare precedente sia superiore a 160.000 euro per gli
imprenditori individuali ovvero a 4 milioni di euro per le
società”.
La norma prevede specificamente che i soggetti ammessi ad esercitare la vendita diretta sono gli imprenditori
agricoli, singoli o associati, iscritti nel Registro delle imprese.
Con successiva disposizione, introdotta dal decreto legge n.
2 del 2006, convertito nella legge n. 81 del 2006, è stata
ulteriormente semplificato l’adempimento amministrativo relativamente alla vendita al dettaglio esercitata su
superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola o di
altre aree private di cui gli imprenditori agricoli abbiano la
disponibilità, per il cui esercizio non viene più richiesta la
comunicazione di inizio attività.
L’articolo 4 in commento dispone che per la vendita “non
in forma itinerante su aree pubbliche o in locali aperti al
pubblico” la comunicazione debba indirizzarsi al Comune
in cui si intende esercitare la vendita, così come nel caso
di vendita diretta su “aree pubbliche mediante l’utilizzo di
un posteggio”.
In tale ultima ipotesi, tuttavia, la comunicazione deve contenere la richiesta di assegnazione del posteggio, secondo
la disciplina dettata dalle singole Regioni in base all’articolo
28 del d.lgs. n. 114 del 1998.
Il recente Decreto semplificazione e sviluppo (decretolegge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito dalla legge n. 35
del 2012), ha apportato modifiche alla disciplina dei citati
adempimenti da espletare per l’esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli.
Rispetto al testo previgente, viene ora consentito l’immediato inizio dell’esercizio dell’attività in oggetto a seguito
della presentazione della comunicazione al Comune competente per territorio in considerazione dell’ubicazione
dell’azienda di produzione, eliminando quindi il termine di
trenta giorni. Con recente nota interpretativa del 10.7.2012
trasmessa ai Comuni, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni italiani), sulla base dell’attuale testo della norma in
esame, ha ritenuto che la disciplina sopra riportata si applichi anche alle altre modalità di vendita diretta diverse da
quella in forma itinerante e per le quali è richiesto l’inoltro
al Comune della predetta comunicazione.
In sintesi, alla luce della novità legislativa sopra esaminata,
la vendita diretta di prodotti agricoli da parte degli imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese presso
la Camera di Commercio, ferma restando l’osservanza delle
specifiche norme in materia igienico-sanitaria ed in materia
di circolazione stradale, può essere esercitata:
1) su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola
o di altre aree private di cui gli imprenditori abbiano la disponibilità: in tal caso non occorre alcuna comunicazione
all’Amministrazione comunale;
2) in forma itinerante: in tal caso l’attività può essere iniziata contestualmente all’invio della comunicazione al Comune del luogo ove ha sede l’azienda di produzione;
3) in forma non itinerante su aree pubbliche: in tal caso l’attività può essere iniziata, previo invio della comunicazione
al Comune in cui si intende esercitare la vendita, contestualmente alla concessione da parte del Comune dell’area su
cui esercitare l’attività;
4) in locali aperti al pubblico: (ivi compresi i locali facenti
parte dell’azienda agricola): in tal caso l’attività può essere
iniziata contestualmente all’invio della comunicazione al
Comune nel cui territorio è ubicato il locale;
5) su aree pubbliche mediante l’utilizzo di un posteggio: in
tal caso l’attività può essere iniziata previa comunicazione
al Comune in cui si intende esercitare la vendita, cui allegare la richiesta di assegnazione del posteggio, e contestualmente all’assegnazione del predetto posteggio;
6) con le modalità tipiche del commercio elettronico: in tal
caso l’attività può essere iniziata contestualmente all’invio
della comunicazione al Comune ove ha sede l’azienda di
produzione.
Biblioteca
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SELEZIONE ARTICOLI: MAGISTRATURA
Gli articoli, individuati effettuando lo spoglio di riviste specializzate, sono disponibili nel testo integrale presso la biblioteca camerale.
Titolo
Autore/i
Periodico, fascicolo, pagg.
Edizione
Crisi della giustizia: responsabilità della magistratura e della classe politica
Ronco, Mauro
Giurisprudenza italiana, 5/2002, 1116-1119
Torino : Utet
Garanzie della giurisdizione e politicizzazione della magistratura
Azzariti, Gaetano
Il foro italiano, 10/2011, V, 244-247
Giustizia amministrativa e magistratura onoraria
Argano, Armando
Giustizia amministrativa, 3/2003, 886-889
Bologna :
Zanichelli
Roma : IPZS
Governo e Magistratura nei conflitti tra poteri e nei conflitti Stato-Regioni
Saitta, Antonio ; Basile, Rosa
Giurisprudenza italiana, 4/2004, 899-908
Torino : Utet
Idee per l'istituzione di una scuola della magistratura
Civinini, Maria Giuliana ;
Leo, Guglielmo ; Morosini,
Piergiorgio ; Profiti, Pasquale ;
Sabato, Raffaele
Romboli, Roberto
Il foro italiano, 10/2005, V, 212-216
Bologna :
Zanichelli
Il foro italiano, 2/2009, V, 110-114
Rossi, Emanuele
Il foro italiano, 3/2008, V, 96-99
Sabatelli, Pietro Paolo
Il foro italiano, 3/2008, V, 125-128
La "riforma della riforma" dell'ordinamento giudiziario. L'accesso alla magistratura
Giovannetti, Tommaso
Il foro italiano, 3/2008, V, 90-91
La composizione dei Consigli superiori della magistratura
Volpi, Mauro
Il foro italiano, 10/2011, V, 269-273
La legge di riforma dell'ordinamento giudiziario: il Consiglio superiore della magistratura
Costantino, Giorgio
Il foro italiano, 1/2006, V, 31-33
La legge di riforma dell'ordinamento giudiziario: l'accesso alla magistratura
Giovannetti, Tommaso
Il foro italiano, 1/2006, V, 11-14
La magistratura in un sistema bipolare (ricordando Vittorio Denti a un anno dalla morte)
Verde, Giovanni
Il foro italiano, 6/2002, V, 173-178
La magistratura nel sistema costituzionale secondo il d.d.l. n. 4275
Sicardi, Stefano
Il foro italiano, 10/2011, V, 248-252
La magistratura onoraria
Nisticò, Michele
Il foro italiano, 10/2011, V, 300-302
La nuova organizzazione e i compiti degli organi di autogoverno: consigli giudiziari, consiglio
direttivo della Corte di cassazione e Consiglio superiore della Magistratura
La scuola della magistratura
Giangiacomo, Bruno
Il foro italiano, 3/2010, V, 77-83
Carluccio, Pina
Giornale di diritto amministrativo, 6/2008, 601-609
Bologna :
Zanichelli
Bologna :
Zanichelli
Bologna :
Zanichelli
Bologna :
Zanichelli
Bologna :
Zanichelli
Bologna :
Zanichelli
Bologna :
Zanichelli
Bologna :
Zanichelli
Bologna :
Zanichelli
Bologna :
Zanichelli
Bologna :
Zanichelli
Milano : Ipsoa
La scuola superiore della magistratura
Rordorf, Renato
Il foro italiano, 10/2008, V, 268-271
L'autonomia e l'indipendenza della magistratura ordinaria in Italia e in Francia
Pietropolli, Marco
Diritto e società, 1/2008, 65-98
Bologna :
Zanichelli
Padova : Cedam
L'Avogaria di Comun come magistratura media d'appello
Setti, Cristina
Il diritto della regione, 1/2009, 143-174
Padova : Cleup
Le donne in magistratura: conquista e prospettive, con particolare riferimento alla presenza delle
donne nella magistratura contabile
Le funzioni dei Consigli superiori della magistratura
Rosati, Emma
Rivista della Corte dei conti, 3/2006, 426-429
Roma : IPZS
Giangiacomo, Bruno
Il foro italiano, 10/2011, V, 274-278
Le pari opportunità nella magistratura italiana: qualche proposta
Amato, Fabrizio
Il foro italiano, 10/2010, V, 285-290
L'indipendenza della magistratura e la riforma dell'ordinamento giudiziario in Serbia
Rosi, Elisabetta
Il foro italiano, 10/2010, V, 295-300
Magistratura e politica
Melidoro, Carmine
Il CONSIGLIO di Stato, 1/2001, II, 99-109
Bologna :
Zanichelli
Bologna :
Zanichelli
Bologna :
Zanichelli
Roma : Italedi
Prefetti e magistratura nella rivolta di Palermo del 1866
Faraci, Elena Gaetana
Amministrare, Annali 19/2011, 67-122
Bologna : Il mulino
Giurisprudenza italiana, 6/2002, 1339-1340
Torino : Utet
Il foro italiano, 3/2012, V, 105-106
Bologna :
Zanichelli
Il giudice precostituito per legge fra diritto del cittadino e tutela dell'indipendenza interna della
magistratura
La "riforma della riforma" dell'ordinamento giudiziario. La formazione e la scuola della
magistratura
La "riforma della riforma" dell'ordinamento giudiziario. La magistratura onoraria
Progetti di riforma della magistratura per i minorenni. La novità sta nel tornare a tanti anni
Vercellone, Paolo
indietro
Sulla formazione giudiziaria in ambito internazionale: l'attività svolta dal Consiglio Superiore della Grasso, Gianluca
Magistratura
Anna Morandin
Biblioteca
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SELEZIONE ARTICOLI: MERCATI IMMOBILIARI
Gli articoli, individuati effettuando lo spoglio di riviste specializzate, sono disponibili nel testo integrale presso la biblioteca camerale.
Titolo
Autore/i
Periodico, fascicolo, pagg.
Edizione
Affrontare la crisi finanziaria ripensando i mercati immobiliari: regole appropriate per conseguire
benefici sociali ed economici
Scelba, Lucilla
QEI Quaderni di economia immobiliare, 11/2009,
10-37
Roma :
Tecnoborsa
Esenzioni Iva e contrasto all'evasione: l'overshooting 2006-2007 sul mercato immobiliare
Borselli, Fabrizio ; Chiri,
Salvatore
Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze,
3/2008, 324-387
Milano : Giuffrè
Il mercato immobiliare in Italia e nel mondo
Costagli, Simona
Rivista bancaria, 3/2008, 45-58
Milano : Minerva
bancaria
Indagine conoscitiva sul mercato immobiliare
VIII Commissione della
Camera dei Deputati
QEI Quaderni di economia immobiliare, 15/2011,
10-57
Roma :
Tecnoborsa
Indici edonici nel mercato immobiliare: il caso di Torino
Pavese, Piermassimo
Rivista di politica economica, 11-12/2007, 119-162
Roma : Sipi
La manutenzione urbana come volano per lo sviluppo in qualità del mercato immobiliare
Curcio, Silvano
QEI Quaderni di economia immobiliare, 14/2010,
68-79
Roma :
Retecamere
La stima del valore del paesaggio nei modelli edonici spaziali: un'applicazione nel mercato
immobiliare di Massa Lubrense
Tagliafierro, Carolina
Rivista di economia agraria, 3/2005, 577-602
Napoli : Edizioni
scientifiche
italiane
Le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città. Intermediazione e valutazione
Ciani, Alice
QEI Quaderni di economia immobiliare, 16/2012,
56-66
Roma :
Tecnoborsa
L'indagine Tecnoborsa 2006: le famiglie italiane e il mercato immobiliare - intermediazione e
valutazione
Ciani, Alice
QEI Quaderni di economia immobiliare, 7/2007,
70-87
Roma :
Tecnoborsa
L'indagine Tecnoborsa 2006: le famiglie italiane e il mercato immobiliare - Ristrutturazioni
Ciani, Alice ; Scelba,
Lucilla
QEI Quaderni di economia immobiliare, 6/2006,
25-34
Roma :
Tecnoborsa
L'indagine Tecnoborsa 2006: le famiglie italiane e il mercato immobiliare transazioni e mutui
Ciani, Alice
QEI Quaderni di economia immobiliare, 7/2007,
54-69
Roma :
Tecnoborsa
L'indagine Tecnoborsa 2007: le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città :
transazioni e mutui
Ciani, Alice
QEI Quaderni di economia immobiliare, 8/2007,
34-49
Roma :
Tecnoborsa
L'indagine Tecnoborsa 2008: le famiglie italiane e il mercato immobiliare - Transazioni effettuate e
mutui
Ciani, Alice
QEI Quaderni di economia immobiliare, 9/2008,
10-25
Roma :
Tecnoborsa
L'indagine Tecnoborsa 2008: le famiglie italiane e il mercato immobiliare - Transazioni previste
Ciani, Alice
QEI Quaderni di economia immobiliare, 9/2008,
26-33
Roma :
Tecnoborsa
L'indagine Tecnoborsa 2009: le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città Transazioni e mutui
Ciani, Alice
QEI Quaderni di economia immobiliare, 11/2009,
38-57
Roma :
Tecnoborsa
L'indagine Tecnoborsa 2010: le famiglie italiane e il mercato immobiliare - mutui
Ciani, Alice ; Scelba,
Lucilla
QEI Quaderni di economia immobiliare, 14/2010,
58-67
Roma :
Tecnoborsa
L'indagine Tecnoborsa 2010: le famiglie italiane e il mercato immobiliare - Transazioni effettuate e
previste
Ciani, Alice
QEI Quaderni di economia immobiliare, 13/2010,
10-25
Roma :
Tecnoborsa
L'indagine Tecnoborsa 2011: le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città. Mutui
Ciani, Alice ; Scelba,
Lucilla
QEI Quaderni di economia immobiliare, 15/2011,
98-105
Roma :
Tecnoborsa
L'indagine Tecnoborsa 2011: le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città.
Transazioni effettuate e previste
Ciani, Alice
QEI Quaderni di economia immobiliare, 15/2011,
84-97
Roma :
Tecnoborsa
Linee guida strutturali per mercati immobiliari sostenibili
Bambagioni, Giampiero
QEI Quaderni di economia immobiliare, 13/2010,
80-103
Roma :
Tecnoborsa
Mercati immobiliari, famiglie e strumenti finanziari. Un confronto internazionale
Gobbi, Giorgio
QEI Quaderni di economia immobiliare, 5/2005,
73-85
Roma :
Tecnoborsa
Mercato immobiliare e imprese italiane
Alisi, Gino ; Ciani, Alice ;
Mercurelli Salari, Filippo
QEI Quaderni di economia immobiliare, 16/2012,
10-55
Roma :
Tecnoborsa
Mutui e ciclo del mercato immobiliare: che cosa è cambiato dagli anni novanta?
Gobbi, Giorgio
QEI Quaderni di economia immobiliare, 9/2008,
50-65
Roma :
Tecnoborsa
Anna Morandin
Brevetti
BREVETTI
PER INVENZIONI
INDUSTRIALI
DEPOSITATI NEL MESE
DI GIUGNO 2012
NICE SPA – Oderzo (TV) – Azionamento elettromeccanico per
portone di garage.
CLIVET SPA – Feltre (BL) – Unità per il condizionamento ambientale per uso residenziale
SMC TECHNOLOGY SRL – Treviso – Un sistema e metodo per
il controllo del processo di condizionamento di cibo in vaschette
preconfezionate in un'unità a tunnel di condizionamento.
HAVLICEK MARIANO – S. Vendemiano (TV) – Cinematismo
trapezio cilindrico.
TECHMEK SRL – Montebelluna (TV) – Apparato per eseguire
il trasferimento di vegetali da una struttura di prelievo ad una
struttura di ricezione.
CAMEROTTO EDY - SCHIAVON MAURO – Paese (TV) - Maserada sul Piave (TV) – Piastrella per il rivestimento di strutture
murarie.
CALZATURIFICIO S.C.A.R.P.A. SPA – Asolo (TV) – Scarpone
da sci.
BOSCARATO FRANCESCO – S. Vendemiano (TV) – Contenitore
dispenser modulare per l'erogazione e la conservazione di liquidi
alimentari.
MECCATRONICA DBD SRL – Casier (TV) – Attuatore elettromeccanico a scomparsa totale con vite a ricircolo di sfere per il
sollevamento di serramenti alzanti scorrevoli.
TONCELLI DARIO – Bassano del Grappa (VI) – Apparato per la
movimentazione di lastre e magazzino con tale apparato.
BARS DENIS – Roncade (TV) – Macchina miscelatrice
PESSOTTORETI SAS – Gaiarine (TV) – Letto sollevabile
PERFIM SRL – Brugnera (PN) – Pannello di mobile.
DALLA NORA & C. SRL – Mansuè (TV) – Mobile migliorato.
RAIPLAST SRL – San Polo di Piave (TV) – Scaglia di raccolta
acini installabile in una macchina vendemmiatrice.
BRETON SPA – Castello di Godego (TV) – Metodo, sistema e
apparato per la lavorazione di ruote dentate.
PIVATO SRL – Resana (TV) – Dispositivo di ancoraggio, particolarmente per porte.
ALPINESTARS RESEARCH SRL – Maser (TV) – Dispositivo di
protezione gonfiabile montato su fodera e assieme d'abbigliamento protettivo.
BREVETTI PER MODELLI
DI UTILITÀ DEPOSITATI
NEL MESE DI GIUGNO 2012
MONDEOX SPA – Casella d'Asolo (TV) – Serie di modelli di to-
48
maie di calzature da trekking e outdoor.
PESSOTTO LISA – Codogne' (TV) – Serie di specchi.
ENNEVI SNC DI VIDOR M. & C. – Pieve di Soligo (TV) – Serie di
modelli di cornici avente carattere individuale.
AR-FER ARTE FERRO SRL – Giavera del Montello (TV) – Serie
di manufatti in metallo per arredi interni ed esterni.
CIABATTI ELIO – Quinto di Treviso (TV) – Serie di 8 modelli di
pannelli da costruzione.
DISEGNI E MODELLI
DEPOSITATI NEL MESE
DI GIUGNO 2012
C.F. CENEDESE SRL – Susegana (TV) – Dispositivo di supporto
da tavolo, rotante e bloccabile, per contenitori di bevande con
rubinetto laterale.
PAGOTTO TULLIO – Moriago della Battaglia (TV) – Soletta per
calzature e metodo per la rilevazione della postura globale di una
persona.
MANARIN SRL – Mogliano Veneto (TV) – Bottiglia monodose
con dispositivo di stappatura manuale.
MARCHI DI IMPRESA
DEPOSITATI NEL MESE DI
GIUGNO 2012
AZIENDA AGRICOLA CESCO RITA – Valdobbiadene (TV) – Il
marchio consiste nella dicitura "TERRE DI SANTO STEFANO".
SARZETTO ELENA – Treviso – Dicitura "F. JWY & CO."
MOTIVI CAFE' DI ANTONELLO FABIO – Piombino Dese (PD)
– "CONFIDENCE"
MOTIVI CAFE' DI ANTONELLO FABIO – Piombino Dese (PD)
– Il marchio consiste nella dicitura "CONFIDENCE" stilizzata e in
caratteri di fantasia, in cui le lettere "o" e "d" con spazio centrale
pieno e le lettere "n", "f" ed "e" sono speculari, le lettere "e" essendo ulteriormente inclinate.
RHX STUDIO SNC DI GRAVA MIRKO E ALESSANDRO DE ZORZI – Pieve di Soligo (TV) – Parola "RHX" scritta in corsivo con
taglio bianco centrale.
CALZATURIFIO SABENA SNC DI STOCCO DIEGO & STEFANO
– S. Biagio di Callalta (TV) – Il marchio costituisce la parola "CRONO" in caratteri di fantasia, lettera "c" in nero con triangolo rosso,
caratteri "r-o-n" in nero, ultimo carattere "o" stilizzato formato da
un contorno verde con ciondolo interno rosso.
CHIES EFREM & CANCIAN LORETTA SNC – Conegliano (TV) –
Il marchio consiste nella dicitura "E-SIG MIA" posto su due righe
diverse. La parola "mia" è più grande di "e-sig" e sopra la lettera
"i", al posto del puntino, è raffigurato un simbolo raffigurante del
fumo. La lettera "a" è rappresentata da un arco che riprende una
delle gambe della lettera "m" e ha all'interno una goccia stilizzata
con la punta verso l'alto. Sopra la lettera "a" della parola "mia" c'è
la scritta "e-sig" in caratteri speciali.
THERMOSHOE DI BALDIN E C. SNC – Vigonza (PD) – Il marchio consiste in un'impronta raffigurante la dicitura "SANIWAY" di
fantasia, in caratteri di fantasia.
CHEIL INDUSTRIES INC. – Corea del Sud – "EPITAPH"
LA CASEARIA CARPENEDO SRL – Povegliano (TV) – Il marchio
consiste nella dicitura "TOMATTO".
ZAGHIS SPA – Ponte di Piave (TV) – Il marchio consiste nella
denominazione "SAN MARCO" in qualsiasi carattere.
ONESERVICE COMUNICAZIONI SRL – Montebelluna (TV) –
Unica parola "ONESERVICE" con la lettera "s" che si prolunga fino
alla lettera "o" nella parte inferiore. La parola "one" si distingue
dalla parola "service" per il diverso carattere di scrittura.
HOME SRL – Cison di Valmarino (TV) – Dicitura "HOME" associata alla parola "CUCINE" sottolineata, ed integrata in un disegno
geometrico che incorpora a sua volta un triangolo sovrastante
detta dicitura.
NOVA ROTORS SRL – Villaga (VI) – Marchio comprendente la
dicitura "DIAMOND SERIE PUMP" in caratteri stilizzati.
FOOD REPUBLIC SRL – S. Zenone degli Ezzelini (TV) – Il
marchio consiste in una stella stilizzata al centro di un fumetto,
quest'ultimo a sua volta racchiuso in un quadrato con gli angoli
smussati; sotto la denominazione "FOODREPUBLIC".
BROTTO DISTILLERIE SRL – Cornuda (TV) – Il marchio è costituito dalla dicitura "EREMIT L'AMARO DI ERBE".
ECOR-NATURASI' SPA – Verona – Il marchio è costituito da
un quadrato contenente un'impronta stilizzata di un cuore posta
superiormente alla dicitura "ECOR", di fantasia, scritta in caratteri
minuscoli di fantasia.
CASA VINICOLA BOSCO MALERA SRL – Salgareda (TV) – Marchio comprendente le diciture "BOSCO" e "BOSCO VITICULTORI"
centralmente ricomprese nell'ambito di un'impronta di contrasto
quadrata di colore verde pantone 349 in cui la dicitura "bosco viticultori" è in carattere stilizzato essendo la parola "bosco" di colore
bianco di dimensioni maggiori della sottostante parola "viticultori" di colore oro pantone 875. La quale dicitura è affiancata e
preceduta da un disegno di fantasia comprendente la stilizzazione
di una foglia colore oro pantone 875 sulla quale è impressa la lettera "b" e al di sotto della quale foglia è una linea circonvoluta di
colore oro pantone 875 nella quale sono ricomprese le lettere "o",
"s", "c", "o" di colore bianco, nel loro assieme tutte le dette lettere
formando la dicitura "bosco".
RM MUSIC SRL – Ravenna (RA) – Il marchio consiste in un
quadrato racchiuso da una cornice interna, con in alto e al centro
la scritta "RMM" in carattere impact regular posta sopra la scritta
"RICCARDO MUTI MUSIC" in carattere futura condensed extrabold.
Sotto la scritta viene riportata l'immagine a mezzo busto del sig.
Muti Riccardo con la mano sinistra aperta e con una bacchetta
nella mano destra.
RM MUSIC SRL – Ravenna (RA) – Il marchio consiste nella dicitura "RMM" in carattere impact regular. La lettera "m" in alto
a destra è sormontata parzialmente dall'immagine del sig. Muti
Riccardo a mezzo busto con la mano sinistra aperta la quale sormonta parzialmente anche la seconda lettera al centro assieme
alla bacchetta. In basso viene riportata la dicitura "RICCARDO
MUTI MUSIC" in carattere futura condensed extrabold.
RM MUSIC SRL – Ravenna (RA) – Il marchio consiste in un rettangolo con cornice interna con al centro la dicitura "RMM" in carattere impact regular e sotto viene riportata la scritta "RICCARDO
MUTI MUSIC" in carattere futura condensed extrabold.
RM MUSIC SRL – Ravenna (RA) – Il marchio consiste in un
rettangolo con cornice interna con al centro la dicitura "RMM" in
carattere impact regular .
Brevetti
49
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"SELF RISTORO" in caratteri speciali.
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"HAPPY BAR" in caratteri speciali.
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"CENTRO STORICO" in caratteri speciali.
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"PREZZO UNICO" in caratteri speciali.
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"STUDIO 81".
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"SCARPAPIÙ " in caratteri speciali.
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"LA PELLE " in caratteri speciali.
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione "DONI DELLA NATURA AZIENDA AGRICOLA S. LORENZO " in
caratteri speciali.
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"DRIVE CASA TUTTO PER LA CASA " in caratteri speciali.
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"AL CENTRO CENTRO COMMERCIALE " in caratteri speciali.
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"RIEN DE VRAI 100%".
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"RIEN DE VRET 100%".
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"RIEN DE VRET 100%" con la lettera "t" capovolta.
MAGAZZINI ZANCHETTA DI E. ZANCHETTA & C. SNC. –
Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste nella denominazione
"RIEN DE VRET 100%" con le lettere "v" e "t" capovolte.
MARCOLIN LUCA – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste
nella dicitura "THE FAMILY BUSINESS UNIT" in qualsiasi carattere
di stampa, dimensioni e colori.
MARCOLIN LUCA – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste in
un'impronta quadrata inclinata a sinistra di colore verde senape
(codice hex cede52, rgb(206,222,82)) contenente al suo interno
un'ulteriore impronta quadrata di colore verde turchese (codice
hex 2ea7b2, rgb (46,167,178)) al cui interno si trova la dicitura
"THE FAMILY BUSINESS UNIT" con carattere di colore bianco (codice hex ffffff, rgb (255,255,255)) disposto su quattro livelli.
SIME SRL A SOCIO unico – San Vendemiano (TV) – Il marchio
consiste nella denominazione "SIME".
SIME SRL A SOCIO unico – San Vendemiano (TV) – Il marchio
consiste nella denominazione "SIMEPHOTO".
FAVERO ELECTRONIC DESIGN DI FAVERO GINO – Arcade
(TV) – Il marchio consiste in un'immagine grafica che rappresenta una testa di cavallo girata verso destra che sormonta tre segni
semicircolari con andamento ad onda. Sulla destra insiste la scritta "FAVERO realizzata con una variante del carattere pump triline.
Detta scritta sormonta la dicitura "ELECTRONIC DESIGN".
CANTINA COLLI DEL SOLIGO SOC. AGR. COOP. – Pieve di Soligo (TV) – Scritta "ARCADE'S" e sotto il disegno di una villa veneta.
SHIKARA DI ZORZI DOLORES – Treviso – Il marchio si compone
di una figura posta a sinistra composta da due sfere che si intersecano, quella di sinistra ha un motivo floreale, mentre quella di destra ha riportata all'interno la scritta "SHIKARA" con la lettera "k"
che è di maggiori dimensioni. Sopra queste due sfere si trova una
goccia scura. Alla destra dell'immagine c'è la scritta "SHIKARA
BIMBI", la scritta shikara ha carattere più grande ed è in carattere
speciale, mentre la scritta bimbi ha dimensioni più piccole ed è
posta sotto le lettere "ara".
BORTOLOMIL SPA – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste
in un'impronta raffigurante la dicitura "SYM PHO NIAE", in caratteri di fantasia, inscritta in un quadrato ed in cui le lettere "sym,
pho e niae" sono disposte su piani diversi.
COMUNE DI ISTRANA – Istrana (TV) – Il marchio è costituito
dalla dicitura "FIATICORTI".
COMUNE DI ISTRANA – Istrana (TV) – Il marchio è costituito dalla denominazione "FIATICORTI": la parola fiati è scritta in
carattere grassetto e corti in carattere normale; la lettera "c" è
unita alla lettera "o" da una linea a simboleggiare la pellicola
cinematografica. Sopra la "c" e la "o" è raffigurato un pellicano
con il becco superiore tratteggiato e simboleggia il ciak dei registi
cinematografici.
AZIENDA AGRICOLA CASA BACCICHETTO S.S. DI BACCICHETTO FRANCO E ANDREA – Ponte di Piave (TV) – Il marchio
consiste nella dicitura "BACIO ROSSO" in qualsiasi carattere di
stampa, dimensione e colore.
D'AMICO SAMUELE – Treviso – Il marchio consiste nella dicitura
"ORIGAMI" sulla prima riga e "fusion" sulla seconda riga a partire
dalla elttera "a". Sopra la scritta "origami" è presente un simbolo
grafico di un uccello stilizzato.
DAMO UMBERTO – Mansuè (TV) – Il marchio figurativo fa uso
del font denominato "crillee" e consiste in un acronimo formato
da "FCS" con la "c" abbassata di mezzo carattere seguito da uno
spazio seguito da un trattino seguito da uno spazio e seguito dalla
scritta "FEDERAZIONE CITTADINI SOVRANI".
PASTICCERIA DELICE DI TRENTO STEFANO – Asolo (TV)
– Il marchio è composto dalla scritta "DELICE" racchiusa tra un
disegno araldico di fantasia nella parte superiore e dalla scritta
"PASTICCERIA CAFFETTERIA" incisa su un nastro curvo nella parte
inferiore.
GEFIN SRL – Fontaniva (PD) – il marchio consiste in un'impronta
raffigurante la dicitura "LOGGIA CONTARINI", disposta su due righe
sotto la rappresentazione grafica di fantasia di un edificio a forma
di loggia, il tutto all'interno di un'impronta rettangolare.
NEGOZI PELLIZZARI SRL UNIPERSONALE – Vedelago (TV) –
Marchio verbale dicitura "VIRGINIA D." comunque scritto.
NEGOZI PELLIZZARI SRL UNIPERSONALE – Vedelago (TV) –
Marchio verbale dicitura "PELLIZZARI" comunque scritto.
NEGOZI PELLIZZARI SRL UNIPERSONALE – Vedelago (TV) – Marchio verbale dicitura "VIKTORIA" comunque scritta.
PEDERIVA EMANUEL – Farra di Soligo (TV) – Il marchio è costituito dalla denominazione "SOTTOCRODA".
I-CARE ONLUS – Treviso – Il marchio è composto a sinistra da
un elefante stilizzato reggente con la proboscide il simbolo di una
lampadina accesa e nella parte destra dalla scritta realizzata con
caratteri maiuscoli e stilizzati "ICARE" (mi sta a cuore). Alla base
dell'elefante è presente anche la scritta realizzata sempre in caratteri maiuscoli e stilizzati "IDEE CON L'AFRICA-ONLUS".
AZIENDA AGRICOLA CASA BACCICHETTO S.S. DI BACCICHETTO FRANCO E ANDREA – Ponte di Piave (TV) – Il marchio
consiste nella dicitura "SURLI' " con accento sulla lettera "i" in
qualsiasi carattere, dimensione e colore.
AZIENDA AGRICOLA CASA BACCICHETTO S.S. DI BACCICHETTO FRANCO E ANDREA – Ponte di Piave (TV) – Il marchio
consiste nella dicitura "1 VENDEMMIA" in cui la lettera "a" è posta
in alto rispetto al numero "1" e ruotata rispetto a "vendemmia",
stilizzata.
IWEAR GROUP SRL UNIPERSONALE – Castelfranco Veneto
(TV) – Lettera "W" stilizzata, con segmento sinistro più lungo e
terminante con un cerchio vuoto.
IWEAR GROUP SRL UNIPERSONALE – Castelfranco Veneto
(TV) – Lettera "W" stilizzata, con segmento sinistro più lungo e
terminante con un cerchio vuoto, posta centralmente nella parte
superiore del marchio, e sovrastante la scritta IWEAR, scritta che
ha come unica particolarità la lettera "e" con il trattino superiore
più corto degli altri due.
COLORIFICIO SAN MARCO SPA – Marcon (VE) – Marchio figurativo comprendente la dicitura "ABC PITTURE E RIVESTIMENTI
PER EDILIZIA" di colore bianco, il tutto su un'impronta di contrasto
rettangolare di colore rosso pantone 485c, ed in cui la dicitura
"ABC" è campeggiante al centro della detta impronta di contrasto
essendo di dimensioni rilevantemente maggiori della sottostante
dicitura "PITTURE E RIVESTIMENTI PER EDILIZIA".
LORENZON ANGELO ESPEDITO SS – Ormelle (TV) – Il marchio
consiste nella denominazione "DELCRE' " in qualsiasi carattere,
con accento grave sulla seconda lettera "e".
BASSO MAURIZIO – Possagno (TV) – Il marchio consiste nellas
critta "PROSECCO CANOVA"
VAL D'OCA SRL – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste nella
dicitura "MINU' " di fantasia, in qualsiasi carattere e dimensione.
VAL D'OCA SRL – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste
nella dicitura "COLFONDO" di fantasia, in qualsiasi carattere e
dimensione.
VAL D'OCA SRL – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste nella
dicitura "COL FONDO", in qualsiasi carattere e dimensione.
LORENZETTO SRL – S. Vendemiano (TV) – Il marchio consiste
nella denominazione "MILLENNIUM" in caratteri speciali.
LORENZETTO SRL – S. Vendemiano (TV) – Il marchio consiste
nella denominazione "POLI-FIT" .
FINIMPREX SRL UNIPERSONALE – S. Pietro di Feletto (TV) –
Il marchio consiste nella dicitura "JOLLYCUT" intesa in qualsiasi
dimensione, e colore. Il marchio è scritto in carattere di fantasia.
CA' SAN VITO DI VENTORUZZO DANILO – Montebelluna (TV)
– Il marchio è composto dal nome della ditta "CA' SAN VITO" scritto con il carattere arno-pro con le iniziali maiuscole, di cui "ca'"
sulla prima riga e "san vito" sulla seconda riga. Alla sinistra della
parola "ca' c'è un grappolo stilizzato.
Brevetti
MARAFFATO SARA – Casale sul Sile (TV) – Il marchio consiste
nella parola "TSUYAYAKA"
R.I. GROUP SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consite nella
dnominazione "TEOBROMIDE"
R.I. GROUP SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella
denominazione "MADANIA"
DENTONE SRL – S. Maria Di Sala (VE) – Il marchio è costituito
dalla dicitura "DENTIAMO".
JIANG ZHI – Paese (TV) – Il marchio è costituito dalla denominazione "SANATECH" in carattere speciale .
MARANGON PAOLO - BARALDO SIMONE – TREVISO – TGAME
FAVERO HEALTH PROJECTS SPA – Montebelluna (TV) – Marchio figurativo comprendente la dicitura "FAVERO INTERNATIONAL" in caratteri stilizzati ed in cui la parola "FAVERO" di colore
nero, precede ed è allineata alla parola "international" di colore
blu pantone 293.
COL VETORAZ SPUMANTI SRL – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste nella dicitura "DODICI LUNE" in qualsisi carattere e
dimensione.
50
S.G.M. SAS DI SCUDELLER & SARI – Cimadolmo (TV) – rubinetto ad otturatore per liquidi alimentari, smontabile ed igienizzabile.
PET ENGINEERING S.R.L. – S.Vendemiano (TV) – preforma per
bottiglie in materiale polimerico.
CORVAGLIA ROBERTO – Ceggia (VE) – sistema solare integrato
multifunzionale per la produzione di energia.
ISIS S.R.L. – Paese (TV) – metodo per il controllo e l'attivazione
di una interfaccia utente e dispositivo e impianto con tale metodo
e interfaccia.
GABRIELLI DANIELA; GRASSO RACHELE – Istrana (TV); Paese
(TV) – elemento grafico avente carattere individuale.
X REGIO DI SCATTOLIN GIANLUCA – Quarto d'Altino (VE) –
motivo grafico avente caratteristiche individuali.
ISTITUTO FILOSOFICO ERMETICO ACCADEMIA DARIO SALAS – Villorba (TV) – serie di disegni figurativi aventi caratteristiche individuali.
OFFICINE MECCANICHE ZOPPELLETTO S.P.A. – Monticello
Conte Otto (VI) – dispositivo di aggancio per il sollevamento di
bobine.
DE MARCHI ERNESTO – Volpago del Montello (TV) – sedia
polivalente che diventa asse da stiro.
ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE STUDIO TECNICO MANDETTA DELL'ING. SAVERIO MANDETTA E DELL'ARCH. GIULIA MANDETTA; HOLZBAU SPA – Roma; Bressanone (BZ) –
tribuna modulare.
CLOTHING COMPANY S.P.A. – Mogliano Veneto (TV) – metodo
per il trattamento della pelle o di capi di abbigliamento in pelle,
particolarmente di pelli animali del tipo nabuk.
CADAMURO ANGELO – Cimadolmo (TV) – canalina a fessura.
PIANTA REMO; ROSSATO LAURA – Martellago (VE) – motore
endotermico rotativo.
HAUSBRANDT TRIESTE 1892 SPA – Nervesa della Battaglia
(TV) – capsula per la preparazione di bevande.
HAUSBRANDT TRIESTE 1892 SPA – Nervesa della Battaglia
(TV) – capsula per la preparazione di bevande.
GASPARINI INDUSTRIES S.R.L. – Istrana (TV) – dispositivo per
la bombatura in presse piegatrici.
DECO MED S.R.L. – Mogliano Veneto (TV) – struttura di protesi
mammaria.
TEXA S.P.A.; BIOKONTEST S.R.L. – Monastier di Treviso (TV);
S.Stino di Livenza (VE) – sistema e metodo di controllo dell'iniezione di una miscela di gas in una tana sotterranea occupata da
animali roditori infestanti.
L.A.S.I S.R.L – Meolo (VE) – fermentatore migliorato.
CAMEROTTO EDY; SCHIAVON MAURO – Paese (TV); Maserada
sul Piave (TV) – piastrella per il rivestimento di strutture murarie e
relativo metodo di produzione.
ADAPTICA S.R.L. – Padova – apparato per la rilevazione di difetti visivi.
TOP GRES SRL – Paese (TV) – materiale ceramico gres per la
produzione di strumenti di cottura.
CANUTO ALMERINO – Casale sul Sile (TV) – dispositivo di compensazione del disassamento in sistemi di bloccaggio automatici.
BREVETTI PER MODELLI
DI UTILITÀ DEPOSITATI
NEL MESE DI LUGLIO 2012
I'M SPA – Milano – cassa di dispositivo da polso di interconnessione e comunicazione multimediale che integra un'antenna.
TIRON IOAN – Vittorio Veneto (TV) – impianto per la produzione
di energia elettrica.
DI.E.GI. SRL – Castel d'Ario (MN) – fondello per pantaloni da
ciclista, per attivita' "sopra sella", attivita' sportive ed usi diversi,
caratterizzato da una struttura interna a cuscino d'aria.
SILCART SPA – Carbonera (TV) – struttura di sottotegola bituminoso per coperture discontinue.
LACOPLAST.IT SRL – S.Fior (TV) – struttura di rinforzo.
DISEGNI E MODELLI
DEPOSITATI NEL MESE
DI LUGLIO 2012
ISIS S.R.L. – Paese (TV) – metodo per il controllo e l'attivazione
di una interfaccia utente contestuale e dispositivo e impianto con
tale metodo e interfaccia.
SPF LOGICA S.R.L. – Montebelluna (TV) – migliorato materiale
in cui realizzare circuiti conduttori.
BREVETTI
PER INVENZIONI
INDUSTRIALI
DEPOSITATI NEL MESE
DI LUGLIO 2012
di pavimenti.
MARCHI DI IMPRESA
DEPOSITATI NEL MESE DI
LUGLIO 2012
RISTORANTE DA GIGETTO – Miane (TV) – COCOFUNGO.
MARIN ROBERTO – Portobuffolè (TV) – Il marchio consiste nella dicitura stilizzata UOMA.
MARANGON PAOLO, BARALDO SIMONE – Treviso – Dicitura
2-BE BY PAUL MAJETTA.
TONELLO CLAUDIO, TONELLO RENZO – Montebelluna (TV)
– Il marchio è costituito da un rettangolo contenente la dicitura
TONELLO, scritta in stampatello maiuscolo, posta in prossimità
dell'angolo inferiore destro.
SILTER S.R.L. – Vigonza (PD) – Denominazione SILTER stilizzata
avente un carattere visibilmente tridimensionale, associata ad un
simbolo di fantasia costituito dall'accoppiamento speculare di due
sagome che per effetto della conformazione negativa lasciano
intravedere la lettera S.
DA RE S.P.A. – Godega di S.Urbano (TV) – Denominazione GLI
ALLEGRI BIBANESI stilizzata riprodotta in carattere visibilmente
infantile.
D.M.C. S.R.L. – S.Vendemiano (TV) – Denominazione MANUEL
CAFFE' stilizzata ove le lettere M ed L appaiono sovradimensionate
rispetto alle altre, ed in cui sopra detta denominazione è riportato
un simbolo costituito da un ovale all'interno del quale è raffigurata una pianta del caffé stilizzata con una tazzina ed un cappello
a falda larga.
DISEC S.R.L. – Susegana (TV) – Il marchio consiste nella dicitura
SFERIK, in qualsiasi carattere e dimensione.
MAYER BRAUN DEUTSCHLAND S.R.L. – Carbonera (TV) – Il
marchio è costituito dalla dicitura ZANZARA MAYER di fantasia, in
qualsiasi carattere e dimensione.
IDEAL SRL – Quero (BL) – cerniera a molla per occhiali.
DE ZORDI DAVIDE – Montebelluna (TV) – sedia con asse da
stiro.
COOPERATIVA AGRICOLA SPAZIO SOC. COOP. A R.L. – Trevignano (TV) – Il marchio consiste in un quadrato con scritta in
alto a sx RICERCA e sotto un sole raggiato - al centro & - in basso
a dx la scritta NATURA sopra la quale vi è un paesaggio prativo
con piccolo bovino, casa stilizzata ed albero. sulla destra, fra due
segmenti di ellisse la scritta COOPERATIVE ZOOTECNICHE, le OO in
parte sovrapposte.
OMA S.R.L. – Villafranca di Verona (VR) – metodo e macchina
per l'incartonamento di bottiglie in posizione coricata.
BARBIERO LIVIO – Mareno di Piave (TV) – elemento parquet in
legno stratificato con inserti di irrigidimento per la realizzazione
COOPERATIVA AGRICOLA SPAZIO SOC. COOP. A R.L. – Trevignano (TV) – Il marchio consiste nella dicitura GRUPPO e di
PESSOTTORETI S.A.S. – Gaiarine (TV) – meccanismo di sollevamento.
BARBIERO LIVIO – Mareno di Piave (TV) – blocco modulare in
materiale ligneo per la costruzione di edifici.
Brevetti
51
pari grandezza, al di sotto, due segmenti di ellisse a concavita'
contrapposte che includono la dicitura SPAZIO e sotto ancora in
corsivo la dicitura ... AI VANTAGGI DELLA COOPERAZIONE.
LA FATTORIA DI CATTUZZO ENRICO & C. SAS – Vedelago (TV)
– Il marchio consiste in un settore circolare contenente la lettera F
con carattere speciale (gotico particolare), al di sotto della quale si
trova la dicitura curvilinea: L'ARTESINO, in stampatello e grassetto;
al di sotto di questa dicitura vi è scritto: FORMAGGIO A LATTE CRUDO con caratteri in stampatello di dimensioni minori.
FRONZONI FULVIO – Treviso – Il marchio consiste nella dicitura
ACQUA SIGNORILE da usufruire con tutti i caratteri e in tutti i colori.
DERSUT CAFFE' S.P.A. – Conegliano (TV) – Il marchio consiste
nella dicitura DECALIGHT, in qualsiasi carattere e dimensione.
DERSUT CAFFE' S.P.A. – Conegliano (TV) – Il marchio consiste
nella dicitura CAFFE' STRONG, in cui la seconda lettera E presenta
un apostrofo, in qualsiasi carattere e dimensione.
ISOSYSTEM S.R.L. – Ponte di Piave (TV) – Il marchio consiste
nella dicitura ISOSYSTEM dove la lettera S è stilizzata; il tutto racchiuso in un rettangolo con angoli arrotondati.
ALI SRL – Vazzola (TV) – Il marchio consiste nella denominazione ORGANIC WEAR (abbigliamento organico).
BORTOLUZZI SISTEMI S.P.A. – Belluno – Il marchio consiste
in una impronta raffigurante la dicitura BORTOLUZZI SISTEMI, in
caratteri di fantasia, essendo la dicitura sistemi posta al di sotto e
nella parte superiore di una impronta quadrilatera.
CONFRATERNITA DEL FAGIOLO BORLOTTO NANO LEVADA
– Pederobba (TV) – Il marchio consiste in un'immagine incorniciata in un doppio ovale dove sono mostrati: un corso d'acqua
che sbocca da una valle delimitata da due monti che si incrociano
lasciando vedere una porzione di cielo; un greto del fiume sufficientemente ampio per accogliere delle piante sistemate su una
riva secondo una pluralita' di filari che seguono il corso del fiume;
l'immagine di tre baccelli di fagiolo che si sovrappone parzialmente a quell'ovale; sopra l'ovale la scritta FAGIOLO BORLOTTO
NANO e al di sotto dell'ovale stesso la scritta LEVADA.
ROTOLPIAVE S.R.L. – Sernaglia della Battaglia (TV) – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura ROTOLPIAVE,
in caratteri di fantasia.
TECNOSYSTEMI S.P.A. – Vittorio Veneto (TV) – Il marchio consiste in una impronta raffigurante un naso di cane stilizzato a cui è
associata la parola FIDO.
FAVARETTO MARCO – Mirano (VE) – Scritta SIOUXIE carattere
simile a pennellate/pennarello.
BETTIO GROUP SAS DI BETTIO DENIS & C. – Marcon (VE)
– Marchio figurativo comprendente la dicitura BETTIO ZANZARIERE FLYSCREENS, in caratteri stilizzati in cui la detta dicitura è
preceduta da un disegno di fantasia, come da rappresentazione
grafica, ed in cui la dicitura bettio è di dimensioni maggiori e precede le diciture ZANZARIERE FLYSCREENS di dimensioni inferiori
e sovrapposte.
A.M.M. 53 SRL – Villorba (TV) – A.M.M. 53 SRL (A.M.M. suddiviso dai puntini), un sole che fa l'occhiolino con la bocca aperta e
con il berretto da cuoco. sotto il solec'è una fascia con la scritta IL
SOLE IN TAVOLA e sotto una tovaglietta a quadretti.
MIONETTO S.P.A. – Valdobbiadene (TV) – Dicitura di fantasia
AMISTANI GUARDA VENEGAZZU' in qualsiasi carattere.
PARCHETTIFICIO GARBELOTTO SRL – Cappella Maggiore (TV)
– Dicitura CREATOR.
MIONETTO S.P.A. – Valdobbiadene (TV) – Dicitura di fantasia
COLDEROVE in qualsiasi carattere.
ECO3 ENGINEERING S.R.L. – Villorba (TV) – Il marchio ECO3
ENGINEERING è riprodotto con un carattere di fantasia a colori blu
e rosso, ed è attraversato da una figura semi circolare puntinata
di colore azzurro.
SPAZIOCASA SERVIZI IMMOBILIARI DI ARNOLDO MONICA
– Salgareda (TV) – Il marchio consiste nella combinazione tra un
logo rappresentato da un prospetto stilizzato di una casa e la scritta SPAZIOCASA SERVIZI IMMOBILIARI.
GELMO FRANCO – Sernaglia della Battaglia (TV) – ANTICO FILO'.
GELMO FRANCO – Sernaglia della Battaglia (TV) – Il marchio
è composto da un'immagine che raffigura una signora seduta
all'arcolaio intenta a filare la lana. sotto l'immagine è posta la
scritta ANTICO FILO' in carattere corsivo. un ovale accennato contorna il marchio.
DI.E.GI. SRL – Castel d'Ario (MN) – Il marchio consiste nella dicitura ENERGY PAD in qualsiasi carattere di stampa e dimensione
e colore (traduzione: fondello per ciclista/attivita' soprasella che
incrementa il vigore e l'energia di chi lo indossa).
UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DELLA PROVINCIA DI TREVISO
- PIÙ BREVEMENTE DENOMINATA ANCHE UNINDUSTRIA
TREVISO – Treviso – Il marchio consiste nella dicitura UNINDUSTRIA C'E' in qualsiasi forma, carattere, dimensione e colore.
UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DELLA PROVINCIA DI TREVISO - PIÙ BREVEMENTE DENOMINATA ANCHE UNINDUSTRIA TREVISO – Treviso – Il marchio consiste nella dicitura
UNINDUSTRIA C'E' raffigurata in grassetto. in primo piano si nota
la parola UNINDUSTRIA in colore nero, mentre in secondo piano
è rappresentata la parola C'E' in colore arancione di maggiori dimensioni.
UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DELLA PROVINCIA DI TREVISO - PIÙ BREVEMENTE DENOMINATA ANCHE UNINDUSTRIA TREVISO – Treviso – Il marchio consiste nella dicitura
UNINDUSTRIA C'E' raffigurata in grassetto. la parola UNINDUSTRIA
in colore nero, è inserita nella parola C'E' in colore arancione di
maggiori dimensioni.
ISTITUTO DI VIGILANZA TERGESTE SRL – Trieste – Marchio figurativo comprendente la dicitura ISTITUTO DI VIGILANZA TERGESTE in caratteri stilizzati di colore grigio pantone 424 in cui la parola TERGESTE è in caratteri di dimensioni maggiori relativamente
alle sottostanti parole ISTITUTO DI VIGILANZA, il tutto preceduto
da un disegno di fantasia idealmente raffigurante uno scudo di colore rosso, il quale al proprio interno ha una porzione superiore di
colore bianco, sulla quale è un disegno idealmente rappresentante
una balestra di colore rosso, ed in cui in corrispondenza della metà
inferiore dello scudo è una raffigurazione idealmente rappresentante un elmetto di colore bianco.
PROGETTI DIVINI SRL – Treviso – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura CANTINA PROGETTODIVINI, in caratteri di fantasia, essendo la dicitura CANTINA posta tra la dicitura
PROGETTODIVINI i ed una impronta costituita da otto impronte
circolari, di cui una posta centralmente, da cui dipartono dei raggi
di diversa lunghezza e le altre sei impronte circolari essendo posizionate tutte intorno mentre una è posta inferiormente.
VERACONF SRL – Resana (TV) – Scritta FARFALLA con sopra 4
rombi stilizzati di cui due più grandi sopra col contorno e l'interno
vuoto e altri due più piccoli, sotto, tutti pieni.
EMME PI LIGHT - MASIERO S.R.L. – Casale sul Sile (TV) – Il
marchio consiste nella dicitura MASIERO, in qualsiasi carattere e
dimensione.
SENOBLE ITALIA SPA – Borso del Grappa (TV) – Il marchio consiste nella dicitura YALOS.
SPORT PERFORMER SRL – Spresiano (TV) – Il marchio SOLDA'
è costituito dalla dicitura SOLDA', scritta in caratteri di fantasia.
SENOBLE ITALIA SPA – Borso del Grappa (TV) – Il marchio consiste nella dicitura ATHOS.
ISTITUTO FILOSOFICO ERMETICO ACCADEMIA DARIO SALAS – Villorba (TV) – Il marchio consiste in un cerchio al cui interno sono inscritti un triangolo, un cerchio più piccolo all'interno
del triangolo stesso, una spada con l'elsa e la punta al vertice del
triangolo a comporre una croce egizia stilizzata.
TOGNANA PORCELLANE S.P.A. – Casier (TV) – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura IL BIANCO IN TAVOLA,
disposta ad arco, con sottostante la figura stilizzata di tre piattini
e la dicitura TOGNANA.
GABRIELLI DANIELA; GRASSO RACHELE – Istrana (TV); Paese
(TV) – Il logo è composto nella parte superiore da un ovale (testa)
che puo' ricordare uno "0" con una piccola appendice al centro
sulla sommita', simile ad un picciolo. ha due occhietti formati
da due ovali uno esterno più grande (iride) ed uno più piccolo
all'interno (pupilla). guardandolo di fronte, l'occhio sinistro è più
grande del destro. la parte inferiore (corpo) ricorda una S stilizzata
con una piccola codina all'interno.
FISIATRIK SAS DI FAVARO CHIARA & C. – Mogliano Veneto
(TV) – Dicitura FISIATRIK.
ESTETICA VITA PIÙ DI PINZAN ROMANO E C. SAS – Cappella
Maggiore (TV) – Il marchio è costituito dalle diciture ESTETICA
sulla prima riga, PIÙ sulla seconda riga spostato a destra, VITA
sulla terza riga, scritte in carattere di fantasia, il tutto all'interno di
due figure umane stilizzate simmetriche viste di profilo che inarcano l'intero corpo all'indietro formando due linee curve. sottostante c'è la dicitura, in carattere di fantasia, L'ESTETICA DIVERSA.
DI.E.GI. SRL – Castel d'Ario (MN) – Il marchio consiste nella dicitura AIR DRY PAD in qualsiasi carattere di stampa e dimensione
e colore (traduzione: fondello per ciclista/attivita' soprasella caratterizzato da grande quantita' di aria e da che rimane asciutto).
ASOLO SPA – Nervesa della Battaglia (TV) – ASOLO CROSSWALK.
MODO LUCE SRL – Vazzola (TV) – Il marchio consiste nella
dicitura MODO in carattere a bastone avenir black minuscolo e
spaziato. la dicitura MODO è contenuta all'interno di un rettangolo
visibile, il cui bordo ha lo stesso spessore delle lettere.
MODO LUCE SRL – Vazzola (TV) – il marchio consiste nella
dicitura MODO in carattere a bastone avenir black minuscolo e
spaziato. la dicitura MODO è contenuta all'interno di un rettangolo
visibile, il cui bordo ha lo stesso spessore delle lettere. il marchio è
sempre accompagnato dalla dicitura LUCE con tutte le lettere maiuscole, posizionata in basso e centrata sotto il rettangolo, senza
variarne le proporzioni.
MORATTO S.R.L. – Breda di Piave (TV) – Il marchio consiste nella dicitura ELMOR di fantasia, in qualsiasi carattere e dimensione.
ROSSI MARCO – Occhiobello (RO) – Cerchio con all'interno la
scritta SPORT e sotto LINE in stampatello.
MASOTTINA SPA – Conegliano (TV) – Il marchio consiste nella
dicitura MASOTTINA.
MASOTTINA SPA – Conegliano (TV) – dicitura LA MASOTTINA.
Brevetti
52
SOLIDEA S.R.L. – S.Vendemiano (TV) – Il marchio consiste in
una impronta raffigurante la dicitura SALVADOR, di fantasia, in caratteri di fantasia, posta lateralmente ad una impronta raffigurante
la lettera S stilizzata.
LA MAISON DI CARNIEL MANUEL – Oderzo (TV) – marchio
con scritta WILDTHING stilizzata accompagnato da due triangoli
con la punta rivolta verso il basso e la sigla WT sul lato superiore
di uno di essi.
SYEN S.R.L. – Castelfranco Veneto (TV) – Il marchio consiste in
una impronta raffigurante la dicitura ZEUS, in caratteri di fantasia
fortemente stilizzati, essendo la fascia centrale della lettera E costituita da una impronta di un lampo stilizzato.
DECO MED S.R.L. – Mogliano Veneto (TV) – il marchio consiste
in una impronta raffigurante la dicitura EXPECTO di fantasia, in
caratteri di fantasia, essendo la prima lettera E racchiusa entro una
impronta circolare.
AZIENDA AGRICOLA CONTRADA SESSANA PICCOLA SS –
Treviso – Il marchio di forma ovoidale consiste nella rappresentazione di un trullo antico tra due alberi di olivi, il tutto di colore
verde. sulla parte superiore presenta un riquadro rettangolare
raffigurante un braccio che si protrae verso un ramo verde carico di
olive nere con sullo sfondo, ed in contrasto con il cielo azzurro con
nubi bianche e la terra rossa ruggine, due alberi secolari di olivi in
marrone e verde sfumati in bianco e giallo e di cui uno contenuto
da muretto a secco grigio.
LA TI ESSE - S.R.L. – Cimadolmo (TV) – il marchio consiste in
una impronta raffigurante la dicitura PELLY di fantasia, in caratteri
di fantasia e fortemente stilizzati.
CANTINA COLLI DEL SOLIGO SOC. AGR. COOP. – Pieve di
Soligo (TV) – il marchio è costituito dalla riproduzione di due
vignaioli che sorreggono un grappolo d'uva, contornati da tralci
di vite annodati, portanti inferiormente una cartella con iscritto
SOLICUM, associata nella parte sottostante alla dicitura SOLIGO in
grafia di fantasia associata a sua volta a DAL 1957.
CANTINA COLLI DEL SOLIGO SOC. AGR. COOP. – Pieve di
Soligo (TV) – Il marchio è costituito dalla riproduzione di due
vignaioli che sorreggono un grappolo d'uva, contornati da tralci
di vite annodati, portanti inferiormente una cartella con iscritto
SOLICUM, associata nella parte sottostante alla dicitura SOLIGO
in grafia di fantasia associata a sua volta a SPUMANTI DAL 1957.
CASA DELLE EMOZIONI S.R.L. – Mogliano Veneto (TV) – il
marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura MAGAZZINI DEL SALE, in caratteri di fantasia, posta al di sotto di una
impronta evocante una farfalla.
DIANA SRL – Motta di Livenza (TV) – la scritta DIANA ha caratteri di fantasia di colore rosso bordata di nero, la lettera D ha forma
di ampolla con la goccia sopra la lettera I al posto del punto, il tutto
racchiuso da due virgole di colore blu sfumato.
La scritta PRODOTTI E SOLUZIONI PER L'INDUSTRIA si trova sotto il
marchio ed è di colore blu.
DECO MED S.R.L. – Mogliano Veneto (TV) – il marchio consiste
nella dicitura BIODYNAMIC TISSUE (in traduzione tessuto biodinamico), in qualsiasi carattere e dimensione.
DIKEMA SRL – Motta di Livenza (TV) – il logo DIKEMA ha caratteri di fantasia, le lettere D, K,A sono scritte con caratteri più grandi
rispetto al resto della scritta. Il logo è di colore nero con la lettera
K di colore verde. La scritta CHEMICAL di colore nero, ADVANCED
colore verde, TECHNOLOGIES colore nero, il tutto posizionato sopra
il marchio tra la lettera K e la lettera A scritto in un'unica parola.
GRUPPO BASSO S.P.A. – Treviso – il marchio consiste nella dicitura LEFIM, in qualsiasi carattere e dimensione.
UNIAMO-GOLDIN IMPRESA SOCIALE – Venezia – figura stilizzata di cucchiaio arrotolato su se stesso che si prolunga e termina
in forchetta, sovrastante una scritta in stampatello minuscolo
stilizzato FANTASIA con F in corsivo minuscolo e la seconda A in
corsivo minuscolo ed accento grave.
ONGETTA FRANCESCO – Treviso – consiste nella dicitura
ME.DEA rappresentata con la M maiuscola, la E minuscola, il punto, la D maiuscola, la E minuscola e la A minuscola.
Il tutto contornato da un disegno grafico raffigurato da delle parentesi graffe girate in varie posizioni che raccolgono il nome.
ONGETTA FRANCESCO – Treviso – consiste nella dicitura
ME.DEA rappresentata in ogni sua dimensione, colore, carattere.
VIDALI IMPIANTI2 SRL – Chiarano (TV) – un'ala stilizzata che
si inserisce in un rettangolo che simboleggia una finestra.
Alla destra compare la dicitura stilizzata VIDALI FINISHING di cui
alla traduzione: vidali finitura contornata da una elisse che parte
dalla lettera V e si ricongiunge alla lettera V.
Sotto compare la dicitura stilizzata CUSTOMIZED PAINTING
PLANTS di cui alla traduzione impianti di verniciatura personalizzati. Il tutto di colore blu.
BEL CRU DI RICCI CECILIA – Susegana (TV) – BEL CRU.
LABOMAR SRL – Istrana (TV) – FATSELECT.
LABOMAR SRL – Istrana (TV) – SINEFAT.
LABOMAR SRL – Istrana (TV) – CARBOSELECT.
LABOMAR SRL – Istrana (TV) – SINECARB.
LABOMAR SRL – Istrana (TV) – PROFULL.
LABOMAR SRL – Istrana (TV) – SATIEMED.
RO.NI MARMI DI MOROSIN ROBERTO E MOROSIN DARIO
SNC – Crespano del Grappa (TV) – il marchio consiste nella denominazione OFFICINA DELLA PIETRA con immagine di superficie
di pietra.
Report
53
PREZZI ALL’INGROSSO
SULLA PIAZZA DI TREVISO
INDICAZIONE DELLA MERCE
MEDIE MENSILI GIUGNO 2012
GIU. 2011
GIU. 2012
380,10
-
seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza VE GM
“
seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza RA GM
“
378,50
-
seme tostato partenza stabilimento (um. 13%)
“
401,50
469,88
t
387,50
347,50
PRODOTTI DELLA MOLITORIA
INDICAZIONE DELLA MERCE
GIU. 2011
GIU. 2012
(alla tonnellata, IVA esclusa)
FARINE DI GRANO TENERO
CEREALI E SEMI OLEOSI (alla tonnellata, IVA esclusa, merce
f.co veicolo, partenza magazzino venditore)
CARATT. DI LEGGE – rinfusa partenza
FRUMENTO TENERO
CARATTERISTICHE DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio)
NAZIONALE
tipo 00 - cen. 0,5 - glut. 7
“
480,00
475,00
N. 1 SUPERFINO (p.s. min. 80, imp. 1%, umidità 14%,
W min. 280, P/L max 0,8, glutine min. 33%, prot. 13%)
tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 9
“
472,50
467,50
t
-
-
N. 2 FINO (p.s. min. 79, imp. 1%, umid. 14%, W min. 180,
P/L max 0,8, glutine min. 26%, i.c. 280, prot. 12%)
“
-
-
tipo 00 - cen. 0,45 - glut. 12-13
“
580,00
580,00
tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 11-12
“
507,50
507,50
PER PASTICCERIA
“
600,00
600,00
“
432,50
414,38
Farina bianca nostrana
“
486,00
485,00
Farina bianca granita
“
506,00
505,00
Farina gialla nostrana nazionale
“
473,00
416,25
Farina gialla granita nazionale
“
493,00
436,25
Spezzato degerminato tenero
“
339,50
280,00
N. 3 BUONO MERCANTILE (p.s. min. 78, imp. 1%, umid. 14%,
i.c. 250 min.)
“
243,17
226,00
N. 4 MERCANTILE (p.s. inferiore a 74, imp. 1%, umid. 14%)
“
225,50
-
FRUMENTI ESTERI
(Nazionalizzati, rinfusa f.co veicolo partenza VE)
GLUTINE SUP. AL MINIMO DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio)
PRODOTTI DEL GRANO DURO (f.co pastificio - um. 14,5% - rinfusa)
Semola - cen. 0,70-0,90
Francese (p.s. 76/77)
“
-
-
Northern Spring n. 2 (prot. 15%)
“
-
-
Manitoba n. 1
“
339,75
310,63
Grano Australiano prime hard
“
-
-
Estero (p.s. 74/75) (franco arrivo)
“
-
-
Tedesco (franco arrivo)
“
-
-
Austriaco (franco arrivo)
“
-
-
GRANONI Rinfusa, partenza magazzino venditore,
franco veicolo, essiccato, 14% umidità (caratteristiche a norma di legge)
PRODOTTI DEL GRANOTURCO (f.co partenza - imb. compreso)
SOTTOPRODOTTI DEL FRUMENTO (f.co arrivo provincia)
CRUSCA E CRUSCHELLO
in sacco
“
192,90
205,63
NAZIONALI
rinfusa
“
150,90
157,50
IBRIDO GIALLO
rinf. in pellets di grano tenero
“
149,70
155,00
rinf. in pellets di grano duro
“
149,70
155,00
Semivitreo
“
-
-
Uso zootecnico Treviso - Venezia
“
257,20
188,25
TRITELLO
Uso zootecnico Friuli
“
254,30
185,38
in sacco
“
197,90
210.63
Uso alimentare Treviso - Venezia
“
-
-
rinfusa
“
163,50
170,00
Uso alimentare Friuli
“
-
-
FARINACCIO
A stagione da essiccare (base 25% um.)
“
-
-
in sacco
“
260,30
245,63
rinfusa
“
230,30
215,00
IBRIDO BIANCO
Uso zootecnico
“
257,20
-
Uso alimentare
“
-
240,00
Ibrido bianco semivitreo
“
334,00
-
ESTERI
Farinetta
“
233,80
181,75
Germe (base 20% grassi)
“
287,50
295,00
PRODOTTI ALIMENTAZIONE BESTIAME
(alla tonnellata, rinfusa arrivo, IVA esclusa)
Franco arrivo TV-VE umidità 14%
Giallo comunitario
SOTTOPRODOTTI DEL GRANOTURCO (rinfusa – f.co partenza)
“
-
-
FARINE DI ORIGINE VEGETALE
ALTRI CEREALI
Farina di erba med. disid.pr. 17/18% stq - fibra 24 betacarotene 150-180
t
-
227,50
ORZO
Farina erba med. disid. pr. 16/17% stq - fibra 26 betacarotene 120-150
“
202,50
217,50
Nazionale
Farina di estr. di soia nazionale e/o USA pr. 44% stq GM
“
314,90
444,75
p.s. inferiore a 62 - umidità 14% - imp. 2%
“
211,50
180,00
Farina di estr. di soia naz. pr. 48% stq GM
“
324,90
452,75
p.s. superiore a 62 - umidità 14% - imp. 2%
“
207,00
186,25
Farina di estr. di soia estera pr. 48% stq GM
“
324,30
452,75
Farina di estr. di soia nazionale pr. 44% stq
“
340,50
452,75
Comunitario p.s. 64/65 (partenza VE)
“
-
-
Farina di estr. di soia bras./arg. in pellets pr.44% stq GM
“
-
-
p.s. 64/65 (franco arrivo)
“
221,83
233,50
Farina estr. girasole non sgusciato estero
“
-
-
SORGO Estero p.s. 64/65 - franco arrivo
"
-
-
Farina estr. girasole sgusciato proteico estero
“
201,90
233,50
AVENA ESTERA Bianca p.s. 50/55 (franco arrivo)
“
250,50
252,50
Farina estr. girasole nazionale pr. 28-29% stq
“
189,90
213,75
Farina estr. colza nazionale prot. 37% stq
“
241,10
302,50
Farina di estr. di germe di mais prot. 19-20% stq
“
-
-
Estero
SEMI OLEOSI:
seme di soia nazionale um. 14% imp. 2% partenza TV-VE
“
386,10
-
Report
54
INDICAZIONE DELLA MERCE
GIU. 2011
GIU. 2012
INDICAZIONE DELLA MERCE
DOC Venezia (al litro)
FARINE DI ORIGINE ANIMALE
GIU. 2011
GIU. 2012
-
-
5,35
6,40
Farina di aringhe danesi "999"pr. 72% stq in sacco
“
1.456,50
1.555,00
Chardonnay IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5
Farina di pesce Perù/Cile pr. 65% stq
“
1.234,00
1.322,50
Chardonnay DOC Piave
-
-
Chardonnay DOC Venezia
-
-
SFARINATI, PANNELLI, ALTRI
Erba med. disid. pellets pr. 15-16% stq fibra 28
“
187,50
207,50
Incrocio Manzoni 6.0.13 IGT Marca Trevigiana gr. 11-12,5
5,25
6,40
Sfarinato di fieno pr. 7-8% stq fibra 35-40
“
135,00
148,75
Sauvignon IGT Marca Trevigiana gr. 10-12
5,30
6,40
Glera IGT Marca Trevigiana gr. 9-10 (al litro)
0,48
0,51
0,51
0,57
DOC (al litro)
-
1,68
v.n.f. (atto a Prosecco DOC) gr. 9-10 (al litro)
-
-
DOCG Conegliano-Valdobbiadene (al litro)
-
2,13
PASTE ALIMENTARI (f.co dettagliante) IVA escl.
DOCG Superiore di Cartizze (al litro)
-
7,30
in confezioni da kg 5
1,20
DOCG Asolo (al litro)
-
1,95
-
-
-
-
-
-
3,40
4,30
Pannello/Expeller di lino estero pr. 34% stq
“
-
-
Glutine di granoturco pr. 55-58% stq
“
650,00
650,00
Glera IGT Colli Trevigiani gr. 9-10 (al litro)
Semola glutinata di mais pr. 17-18% stq
“
211,50
205,88
PROSECCO
“
-
-
POLPE ESSICCATE
di bietole in fettuccie
di bietole in pellets
“
kg
223,20
1,00
207,50
in confezioni da kg 1
“
1,10
1,14
PINOT E CHARDONNAY (atti al taglio con DOCG) (al litro)
in confezioni da kg 0,500
“
1,20
1,22
VINO Novello rosso gradi 12 circa (al litro)
MOSTI CONC. (grado feheling in peso x 0,6 per 100 kg)
RISO (f.co mag. grossista - in confezioni da 1 kg)
Originario
kg
0,92
0,75
concentrato rosso
Padano
“
1,04
0,80
concentrato rettificato nazionale
Vialone nano
“
1,34
1,15
ACETI E SPIRITI (f.co magazzino grossista)
Ribe (R.B.)
“
1,20
1,05
Aceto di vino (6% acid. acetica tot. decolorato)
al litro
1,40
1,40
al litro
1,36
1,36
Alcool puro a non meno di 95° da melasso
gr/100
litri
887,51
887,51
Alcool puro a non meno di 95° da cereali
gr/100
litri
895,68
894,68
Vinaccioli secchi (partenza distilleria)
100 kg
-
15,00
Grappa Veneta di vinaccia 75-80°
gr/100
litri
981,89
998,89
Acquavite di vino invecchiata oltre 3 anni
gr/100
litri
997,01
1.172,51
S. Andrea
“
1,20
1,05
Aceto di vino (6% acid. acetica tot. bianco/rosso)
Arborio
“
1,45
1,15
SPIRITI (da produttore, merce nuda, f.co partenza su
autocisterna, imp. cons. - accisa compresa)
VINI (IVA esclusa, al grado/100 lt)
ROSSI
3,60
4,55
Merlot del Veneto gr. 11,0-12,0
-
-
Merlot DOC Venezia
-
5,15
Merlot DOC Piave
4,75
5,35
Merlot DOC Montello e Colli Asolani (al litro)
0,73
0,73
Cabernet IGT Marca Trevigiana gr. 11-13
3,75
4,70
Merlot IGT Marca Trevigiana gr. 10-12
-
5,25
UOVA FRESCHE DI GALLINA CAT. “A” ( f.co centro di imballaggio,
colorate) IVA esclusa
Cabernet DOC Piave
4,75
5,75
XL grandissime + di 73 grammi
100 pz
11,40
15,80
Cabernet DOC Montello e Colli Asolani (al litro)
0,78
0,78
L grandi da 63 a 73 grammi
“
9,90
13,60
Pinot nero IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 (al litro)
0,73
0,85
M medie da 53 a 63 grammi
“
9,40
13,10
Raboso IGT rosso Marca Trevigiana gr. 9-11
4,60
5,25
S piccole meno di 53 grammi
“
8,00
12,00
Raboso IGT rosato Marca Trevigiana gr. 9,5-11
A PESO IN NATURA (al kg, IVA esclusa)
Cabernet DOC Venezia (Sauvignon/Franc)
4,60
5,75
Raboso DOC Venezia rosato
-
-
fino a 53 grammi
kg
0,74
1,27
Raboso DOC Piave
-
-
da 54 a 63 grammi
“
0,77
1,36
oltre 63 grammi
“
0,81
1,36
acidità massima 2%
lt
3,75
3,15
extra vergine acidità massima 1%
“
4,15
3,50
vari
“
1,76
1,78
di girasole
“
1,39
1,44
di mais
“
1,30
1,40
di arachide
“
1,35
1,97
BIANCHI
IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12
DOC Venezia bianco
TAI (Tocai Friulano) IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12,5
DOC Piave
Verduzzo IGT Marca Trevigiana gr. 10-12
Verduzzo DOC Piave
3,65
4,75
-
-
3,85
4,75
-
-
5,85
5,95
OLI DI OLIVA f.co mag. grossista (in confezioni da 1 a 5 lt)
OLI DI SEMI f.co mag. grossista (in latte da 1 a 25 lt)
-
-
5,85
6,70
-
-
Pinot grigio IGT Marca Trevigiana gr. 12-12,5 (al litro)
0,82
1,08
Pinot grigio del Piave DOC (al litro)
0,93
-
Prosciutto crudo di S. Daniele con osso
kg
11,30
11,40
-
-
Prosciutto crudo di S. Daniele disossato s.v.
“
13,55
13,65
Pinot bianco IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5
Pinot bianco DOC Piave
v.n.f. (atto a IGT M.T.) gr. 10,5-11(al litro)
SALUMI (f.co magazzino grossista)
Report
55
INDICAZIONE DELLA MERCE
GIU. 2011
GIU. 2012
INDICAZIONE DELLA MERCE
GIU. 2011
GIU. 2012
Prosciutto crudo di Parma con osso
“
10,10
10,30
Trifoglio violetto nazionale selezionato (certificato ENSE)
“
-
-
Prosciutto crudo di Parma disossato s.v.
“
12,50
12,70
Trifoglio estero selezionato (certif. ENSE) iscritto
“
3,44
4,95
Prosciutto cotto di alta qualità
“
7,95
8,15
Trifoglio ladino gigante italiano selez. (certificato ENSE)
“
-
-
Prosciutto cotto scelto
“
6,50
6,70
Trifoglio ladino estero (certificato ENSE) iscritto
“
5,50
5,60
Prosciutto cotto
“
5,65
5,85
Ginestrino (veriolo nero) selezionato (certificato ENSE)
“
10,25
14,00
Speck IGP
“
9,30
9,50
Veccia nera vellutata (certificato ENSE)
“
2,45
2,38
Speck non IGP
“
7,40
7,60
Veccia nera sativa (certificato ENSE)
“
0,93
0,85
Mortadella puro suino IGP
“
5,45
5,65
Lojetto perenne estero
“
2,35
2,40
Mortadella puro suino non IGP
“
4,10
4,30
Lojetto italico di produzione estera
“
1,83
1,85
Sopressa nostrana Trevigiana/Trevisana
“
9,25
9,35
Sorgo zuccherino per erbaio
“
1,30
1,95
Sopressa nostrana casalinga
“
7,95
8,15
AVENA
Sopressa nostrana industriale
“
6,65
6,85
di 1a moltiplicazione
“
-
-
Salame nostrano casalingo
“
7,15
7,35
di 2a moltiplicazione
“
-
-
Salame nostrano industriale
“
6,45
6,65
ORZO
Ossocollo stagionato
“
8,68
8,78
di 1a moltiplicazione
“
-
-
Ossocollo semistagionato
“
7,75
7,85
di 2a moltiplicazione
“
-
-
Pancetta supercoppata
“
6,95
7,15
Segale certif.
“
-
-
Pancetta arrotolata coppata
“
5,90
6,10
FRUMENTI TENERI
Pancetta arrotolata scotennata
“
5,23
5,43
di 1a riproduzione
“
-
-
Pancetta stufata
“
5,30
5,50
di 2a riproduzione
“
-
-
Salsiccia trevigiana
“
5,20
5,40
FRUMENTI DURI
Cotechino trevigiano
“
4,45
4,65
di 1a riproduzione
“
-
-
Porchetta Trevigiana/Trevisana
“
5,75
5,75
di 2a riproduzione
“
-
-
Solfato ammonico al 20%
t
355,00
355,00
Nitrato ammonico al 26%
“
375,00
390,00
Nitrato di calcio al 15%
“
445,00
465,00
Concimi potassici solfato 50% gran.
“
647,50
685,00
Urea agricola 46% prilled
“
512,50
600,00
CASEARI (franco distribuzione organizzata)
CONCIMI CHIMICI (merce resa imballata in sacchi di plastica da kg
50, su mezzo di trasporto del consumatore, f.co mag. del rivenditore)
BURRO
Centrifugato impacchettato
kg
4,05
3,15
DA CONDIMENTO
Parmigiano reggiano stagionatura minimo 24 mesi
“
12,10
11,90
Grana Padano stagionatura da 12 a 15 mesi
“
9,43
9,63
Grana Padano stagionatura oltre 15 mesi
“
9,80
10,00
Perfosfato minerale 19% granulare
“
282,50
305,00
“
5,15
5,45
Triplo 46% granulare
“
570,00
615,00
“
520,00
540,00
“
600,00
605,00
Solfato di rame 98/99% - naz. (conf. 25 kg)
conf.
86,00
108,50
Zolfo ventilato 99% fino a 85% (conf. 25 kg)
“
15,00
14,50
kg
1,15
1,20
leggeri
“
1,11
1,20
pesanti
“
1,13
1,20
medie
“
0,17
0,29
pesanti
“
0,36
0,41
leggere
“
0,17
0,27
medie
“
0,20
0,29
femmine
“
2,04
2,02
maschi
“
2,09
2,07
DA TAVOLA
Asiago pressato in forme, al naturale
Asiago d'allevo mezzano in forme, da 4 a 6 mesi
“
6,50
6,50
Complessi ternari 15-15-15
Emmenthal in forme o parti di forma (escl.Emmenthaler
Switzerland)
“
5,40
5,60
8-24-24 complesso
Provolone 30 gg dolce
“
5,72
5,72
Provolone 90 gg stagionato
“
5,88
5,88
Stracchino
“
5,30
5,50
Latteria pronto consumo
“
4,75
4,65
Tipo latteria d’importazione
“
4,30
4,30
Montasio 60 gg
“
5,70
5,70
Montasio allevo 90 gg
“
6,30
6,20
Gorgonzola tipico
“
6,08
6,08
Caciotta trevigiana
“
5,50
5,70
Mozzarella di mucca (bocconcini da 100 a 250 gr)
“
5,60
5,80
Mozzarella di mucca (filoni da 1 kg)
“
5,18
5,38
Taleggio tipico nazionale
“
5,60
5,60
Formaggella trevigiana
“
5,15
5,35
SEMENTI DA PRATO (merce f.co vagone o autocarro, partenza,
tela provv. ed IVA escluse, con garanzia di legge, conf. 50 kg da
addebitare a parte - tra rivenditori)
Erba medica locale varietà selez. (certificato ENSE)
kg
3,40
3,33
Erba medica locale varietà in natura - secondo resa
alla selezione dell’annata (certicato ENSE)
“
2,20
-
ANTICRITTOGAMICI (f.co mag. rivenditore – a confezione)
PRODOTTI AVICUNICOLI (alla produzione - franco azienda) IVA esclusa
POLLI ALLEV. INTENSIVO A TERRA
A PIGMENTAZIONE BIANCA pesanti
A PIGMENTAZIONE GIALLA:
GALLINE DI ALLEVAMENTO INTENSIVO A TERRA
GALLINE DI ALLEV. INTENSIVO IN BATTERIA
ANATRE MUTE
Report
56
INDICAZIONE DELLA MERCE
GIU. 2011
GIU. 2012
FARAONE
allevamento tradizionale intensivo
“
2,24
2,18
TACCHINI PESANTI
INDICAZIONE DELLA MERCE
“
5,23
4,82
coscie
“
2,23
2,23
ali
“
1,45
1,65
“
2,37
2,14
fesa
“
5,27
4,82
coscie
“
2,18
2,13
ali
“
1,45
1,65
“
1,27
1,22
TACCHINI a busto
maschi
“
1,43
1,32
PARTI DI TACCHINO
da kg 3,2 a kg 3,8
“
-
-
TACCHINI MEDI
GIU. 2012
fesa
femmine
TACCHINI MINI
GIU. 2011
“
-
-
tradizionali
“
3,50
3,53
da carne femmine
“
0,29
0,35
a busto
“
4,40
4,45
da carne maschi
“
0,45
0,51
CONIGLI MACELLATI freschi nazionali
“
3,74
4,12
femmine per uova da consumo
“
0,66
0,71
OCHE nazionali
“
-
-
POLLASTRE 112 giorni
“
3,51
4,05
CAPPONI freschi
“
-
-
POLLI a collo nudo
kg
2,12
1,95
BESTIAME SUINO (prezzi corrisposti agli agricoltori f.co allev. peso vivo) IVA esclusa
da kg 4,5 a kg 5,5
PULCINI
GALLETTI
ANATRE FEMMINE
GRASSI
golden
kg
2,58
2,13
da 90 a 115 kg
kg
1,42
1,46
livornesi
“
2,78
2,53
da 115 a 130 kg
“
1,27
1,25
da 130 a 145 kg
“
1,28
1,26
allevamento intensivo
“
-
-
da 145 a 160 kg
“
1,31
1,29
allevamento all'aperto tradizionale
“
-
-
da 160 a 180 kg
“
1,36
1,35
OCHE allevamento intensivo
“
-
-
oltre 180 kg
“
1,31
1,32
CAPPONI
CONIGLI
MAGRONI
fino a kg 2,500
“
1,44
1,70
da 40 kg
“
2,13
2,50
oltre kg 2,500
“
1,50
1,76
da 50 kg
“
1,81
2,21
da 65 kg
“
1,57
1,82
da 80 kg
“
1,37
1,60
POLLAME MACELLATO NAZ. FRESCO "classe A"
POLLI TRADIZIONALI
leggeri e medi
kg
1,93
2,03
LATTONZOLI
pesanti
“
1,93
2,03
da 15 kg
“
3,48
3,75
da 25 kg
“
2,54
3,01
“
2,41
2,86
1a qualità
“
0,61
0,73
“
0,51
0,63
kg
1,80
2,09
Bruno Alpina 1a qualità
kg
0,95
1,11
A BUSTO
leggeri
“
2,17
2,36
da 30 kg
pesanti
“
2,17
2,33
SCROFE
PARTI DI POLLO
petti con forcella
“
4,91
4,83
2a qualità
cosciotti
“
2,11
2,18
ali non separate
“
1,45
1,65
PREZZI DEL BESTIAME E DEI FORAGGI SUL MERCATO DI
ODERZO (Rilevazioni effettuate dal Comune)
a collo nudo
“
3,38
2,95
golden comet
“
3,79
3,15
livornesi
“
3,91
3,48
“
1,22
1,83
“
1,37
1,68
leggere
“
1,50
2,02
pesanti
“
1,67
1,82
GALLI TRADIZIONALI
GALLINE TRADIZIONALI
medie
pesanti
A BUSTO
FARAONE
allevamento tradizionale intensivo
“
3,33
3,33
PARTI DI TACCHINA
“
2,15
VITELLONI FEMMINE DA MACELLO
Simmenthal 1a categoria
VACCHE DA MACELLO
Razza Simmenthal 1a qualità
“
1,15
1,29
Razza Simmenthal 2a qualità
“
0,90
1,11
Pezzata nera 1a qualità
“
0,95
1,21
Pezzata nera 2a qualità
“
0,50
0,99
100 kg
12,00
13,75
“
14,50
15,25
“
12,80
11,00
FORAGGI (f.co domicilio compratore, imballati) IVA esclusa
Fieno maggengo di prato naturale
Erba medica
Paglia di frumento pressata
TACCHINE
a busto
BESTIAME (prezzi al foro boario - peso vivo) IVA esclusa
2,03
I prezzi indicati nel presente listino si intendono (salva espressa indicazione in contrario) al
netto dell'IVA, pagamento in contanti.
Report
57
PREZZI ALL’INGROSSO
SULLA PIAZZA DI TREVISO
INDICAZIONE DELLA MERCE
MEDIE MENSILI LUGLIO 2012
INDICAZIONE DELLA MERCE
LUG. 2011
LUG. 2012
LUG. 2011
LUG. 2012
386,13
-
seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza VE GM
“
seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza RA GM
“
374,00
-
seme tostato partenza stabilimento (um. 13%)
“
406,50
524,13
t
382,50
360,00
PRODOTTI DELLA MOLITORIA
(alla tonnellata, IVA esclusa)
FARINE DI GRANO TENERO
CEREALI E SEMI OLEOSI (alla tonnellata, IVA esclusa, merce
f.co veicolo, partenza magazzino venditore)
CARATT. DI LEGGE – rinfusa partenza
CARATTERISTICHE DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio)
FRUMENTO TENERO
tipo 00 - cen. 0,5 - glut. 7
“
480,00
487,50
tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 9
“
472,50
480,00
tipo 00 - cen. 0,45 - glut. 12-13
“
580,00
596,25
tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 11-12
“
507,50
523,75
PER PASTICCERIA
“
600,00
616,25
“
460,00
412,50
Farina bianca nostrana
“
490,00
485,00
Farina bianca granita
“
510,00
505,00
Farina gialla nostrana nazionale
“
470,00
447,50
Farina gialla granita nazionale
“
490,00
467,50
Spezzato degerminato tenero
“
343,50
312,25
in sacco
“
187,00
203,75
NAZIONALI
rinfusa
“
145,00
153,75
IBRIDO GIALLO
rinf. in pellets di grano tenero
“
150,00
155,00
Semivitreo
“
-
-
rinf. in pellets di grano duro
“
150,00
155,00
Uso zootecnico Treviso - Venezia
“
255,13
224,50
TRITELLO
Uso zootecnico Friuli
“
251,25
222,25
in sacco
“
192,00
208,75
“
157,00
166,25
NAZIONALE
N. 1 SUPERFINO (p.s. min. 80, imp. 1%, umidità 14%,
W min. 280, P/L max 0,8, glutine min. 33%, prot. 13%)
t
-
-
N. 2 FINO (p.s. min. 79, imp. 1%, umid. 14%, W min. 180,
P/L max 0,8, glutine min. 26%, i.c. 280, prot. 12%)
“
-
240,00
N. 3 BUONO MERCANTILE (p.s. min. 78, imp. 1%, umid. 14%,
i.c. 250 min.)
“
221,00
231,25
N. 4 MERCANTILE (p.s. inferiore a 74, imp. 1%, umid. 14%)
“
-
-
GLUTINE SUP. AL MINIMO DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio)
PRODOTTI DEL GRANO DURO (f.co pastificio - um. 14,5% - rinfusa)
Semola - cen. 0,70-0,90
FRUMENTI ESTERI
(Nazionalizzati, rinfusa f.co veicolo partenza VE)
Francese (p.s. 76/77)
“
-
-
Northern Spring n. 2 (prot. 15%)
“
-
-
Manitoba n. 1
“
318,25
362,50
Grano Australiano prime hard
“
-
-
Estero (p.s. 74/75) (franco arrivo)
“
-
-
Tedesco (franco arrivo)
“
-
-
Austriaco (franco arrivo)
“
-
-
GRANONI Rinfusa, partenza magazzino venditore,
franco veicolo, essiccato, 14% umidità (caratteristiche a norma di legge)
PRODOTTI DEL GRANOTURCO (f.co partenza - imb. compreso)
SOTTOPRODOTTI DEL FRUMENTO (f.co arrivo provincia)
CRUSCA E CRUSCHELLO
Uso alimentare Treviso - Venezia
“
-
-
rinfusa
Uso alimentare Friuli
“
-
-
FARINACCIO
A stagione da essiccare (base 25% um.)
“
-
-
in sacco
“
248,00
248,50
rinfusa
“
218,00
216,00
IBRIDO BIANCO
Uso zootecnico
“
-
-
SOTTOPRODOTTI DEL GRANOTURCO (rinfusa – f.co partenza)
Uso alimentare
“
-
-
Farinetta
“
229,25
210,50
-
Germe (base 20% grassi)
“
-
305,00
Ibrido bianco semivitreo
“
334,00
ESTERI
PRODOTTI ALIMENTAZIONE BESTIAME
(alla tonnellata, rinfusa arrivo, IVA esclusa)
Franco arrivo TV-VE umidità 14%
Giallo comunitario
“
-
-
FARINE DI ORIGINE VEGETALE
ALTRI CEREALI
Farina di erba med. disid.pr. 17/18% stq - fibra 24 betacarotene 150-180
t
-
234,75
ORZO
Farina erba med. disid. pr. 16/17% stq - fibra 26 betacarotene 120-150
“
202,50
224,75
Nazionale
Farina di estr. di soia nazionale e/o USA pr. 44% stq GM
“
314,75
510,25
Farina di estr. di soia naz. pr. 48% stq GM
“
324,75
522,00
Farina di estr. di soia estera pr. 48% stq GM
“
321,75
522,00
Farina di estr. di soia nazionale pr. 44% stq
“
336,75
522,00
Farina di estr. di soia bras./arg. in pellets pr.44% stq GM
“
-
-
Farina estr. girasole non sgusciato estero
“
-
-
p.s. inferiore a 62 - umidità 14% - imp. 2%
“
-
-
p.s. superiore a 62 - umidità 14% - imp. 2%
“
204,38
213,00
Comunitario p.s. 64/65 (partenza VE)
“
-
-
p.s. 64/65 (franco arrivo)
“
211,88
236,17
SORGO Estero p.s. 64/65 - franco arrivo
"
-
-
Farina estr. girasole sgusciato proteico estero
“
196,25
285,50
AVENA ESTERA Bianca p.s. 50/55 (franco arrivo)
“
247,50
260,83
Farina estr. girasole nazionale pr. 28-29% stq
“
183,00
243,50
Farina estr. colza nazionale prot. 37% stq
“
235,00
325,00
Farina di estr. di germe di mais prot. 19-20% stq
“
-
-
Estero
SEMI OLEOSI:
seme di soia nazionale um. 14% imp. 2% partenza TV-VE
“
386,38
-
Report
58
INDICAZIONE DELLA MERCE
LUG. 2011
LUG. 2012
INDICAZIONE DELLA MERCE
DOC Venezia (al litro)
FARINE DI ORIGINE ANIMALE
LUG. 2011
LUG. 2012
-
-
5,35
6,34
Farina di aringhe danesi "999"pr. 72% stq in sacco
“
1.416,25
1.606,25
Chardonnay IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5
Farina di pesce Perù/Cile pr. 65% stq
“
1.201,25
1.441,25
Chardonnay DOC Piave
-
-
Chardonnay DOC Venezia
-
-
SFARINATI, PANNELLI, ALTRI
Erba med. disid. pellets pr. 15-16% stq fibra 28
“
187,50
214,75
Incrocio Manzoni 6.0.13 IGT Marca Trevigiana gr. 11-12,5
5,25
6,40
Sfarinato di fieno pr. 7-8% stq fibra 35-40
“
137,25
158,25
Sauvignon IGT Marca Trevigiana gr. 10-12
5,30
6,40
Glera IGT Marca Trevigiana gr. 9-10 (al litro)
0,48
0,51
0,51
0,57
-
1,60
Pannello/Expeller di lino estero pr. 34% stq
“
-
-
Glutine di granoturco pr. 55-58% stq
“
650,00
669,38
Glera IGT Colli Trevigiani gr. 9-10 (al litro)
Semola glutinata di mais pr. 17-18% stq
“
211,50
224,13
PROSECCO
DOC (al litro)
POLPE ESSICCATE
1,35
-
DOCG Conegliano-Valdobbiadene (al litro)
-
2,13
DOCG Superiore di Cartizze (al litro)
-
7,30
1,20
DOCG Asolo (al litro)
-
1,95
1,14
PINOT E CHARDONNAY (atti al taglio con DOCG) (al litro)
-
-
1,22
VINO Novello rosso gradi 12 circa (al litro)
-
-
di bietole in fettuccie
“
-
-
di bietole in pellets
“
232,50
207,50
PASTE ALIMENTARI (f.co dettagliante) IVA escl.
in confezioni da kg 5
in confezioni da kg 1
in confezioni da kg 0,500
kg
“
“
1,20
1,14
1,22
MOSTI CONC. (grado feheling in peso x 0,6 per 100 kg)
RISO (f.co mag. grossista - in confezioni da 1 kg)
Originario
v.n.f. (atto a Prosecco DOC) gr. 9-10 (al litro)
kg
0,88
0,75
concentrato rosso
-
-
3,40
4,36
Padano
“
1,00
0,80
concentrato rettificato nazionale
Vialone nano
“
1,33
1,15
ACETI E SPIRITI (f.co magazzino grossista)
Ribe (R.B.)
“
1,13
1,05
Aceto di vino (6% acid. acetica tot. decolorato)
al litro
1,40
1,40
al litro
1,36
1,36
Alcool puro a non meno di 95° da melasso
gr/100
litri
887,51
886,51
Alcool puro a non meno di 95° da cereali
gr/100
litri
895,68
893,68
Vinaccioli secchi (partenza distilleria)
100 kg
-
-
Grappa Veneta di vinaccia 75-80°
gr/100
litri
983,89
998,89
Acquavite di vino invecchiata oltre 3 anni
gr/100
litri
1.007,51
1.172,51
S. Andrea
“
1,13
1,05
Aceto di vino (6% acid. acetica tot. bianco/rosso)
Arborio
“
1,38
1,10
SPIRITI (da produttore, merce nuda, f.co partenza su
autocisterna, imp. cons. - accisa compresa)
VINI (alla produzione - IVA esclusa - al grado/100lt)
ROSSI
3,60
4,43
Merlot del Veneto gr. 11,0-12,0
-
-
Merlot DOC Venezia
-
5,15
Merlot DOC Piave
4,75
5,35
Merlot DOC Montello e Colli Asolani (al litro)
0,73
0,73
Cabernet IGT Marca Trevigiana gr. 11-13
3,75
4,61
-
5,25
UOVA FRESCHE DI GALLINA CAT. “A” ( f.co centro di imballaggio,
colorate) IVA esclusa
Cabernet DOC Piave
4,75
5,75
XL grandissime + di 73 grammi
100 pz
11,48
15,80
Cabernet DOC Montello e Colli Asolani (al litro)
0,78
0,78
L grandi da 63 a 73 grammi
“
9,98
13,60
Pinot nero IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 (al litro)
0,73
0,85
M medie da 53 a 63 grammi
“
9,45
13,10
Raboso IGT rosso Marca Trevigiana gr. 9-11
4,60
5,25
S piccole meno di 53 grammi
“
8,05
12,00
Raboso IGT rosato Marca Trevigiana gr. 9,5-11
4,60
5,75
A PESO IN NATURA (al kg, IVA esclusa)
Raboso DOC Venezia rosato
-
-
fino a 53 grammi
kg
0,76
1,23
Raboso DOC Piave
-
-
da 54 a 63 grammi
“
0,85
1,32
oltre 63 grammi
“
0,85
1,34
Merlot IGT Marca Trevigiana gr. 10-12
Cabernet DOC Venezia (Sauvignon/Franc)
BIANCHI
IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12
DOC Venezia bianco
TAI (Tocai Friulano) IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12,5
DOC Piave
Verduzzo IGT Marca Trevigiana gr. 10-12
Verduzzo DOC Piave
3,65
4,75
-
-
3,85
4,75
-
-
5,85
5,68
OLI DI OLIVA f.co mag. grossista (in confezioni da 1 a 5 lt)
acidità massima 2%
lt
3,75
3,15
extra vergine acidità massima 1%
“
4,15
3,50
vari
“
1,79
1,82
di girasole
“
1,41
1,45
di mais
“
1,31
1,39
di arachide
“
1,42
1,99
OLI DI SEMI f.co mag. grossista (in latte da 1 a 25 lt)
-
-
5,85
6,55
-
-
Pinot grigio IGT Marca Trevigiana gr. 12-12,5 (al litro)
0,85
1,10
Pinot grigio del Piave DOC (al litro)
0,93
-
Prosciutto crudo di S. Daniele con osso
kg
11,30
11,40
v.n.f. (atto a IGT M.T.) gr. 10,5-11(al litro)
0,75
-
Prosciutto crudo di S. Daniele disossato s.v.
“
13,55
13,65
Pinot bianco IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5
Pinot bianco DOC Piave
SALUMI (f.co magazzino grossista)
Report
59
INDICAZIONE DELLA MERCE
LUG. 2011
LUG. 2012
INDICAZIONE DELLA MERCE
LUG. 2011
LUG. 2012
Prosciutto crudo di Parma con osso
“
10,10
10,30
Trifoglio violetto nazionale selezionato (certificato ENSE)
“
-
-
Prosciutto crudo di Parma disossato s.v.
“
12,50
12,70
Trifoglio estero selezionato (certif. ENSE) iscritto
“
3,49
4,99
Prosciutto cotto di alta qualità
“
7,95
8,15
Trifoglio ladino gigante italiano selez. (certificato ENSE)
“
-
-
Prosciutto cotto scelto
“
6,50
6,70
Trifoglio ladino estero (certificato ENSE) iscritto
“
5,58
5,64
Prosciutto cotto
“
5,65
5,85
Ginestrino (veriolo nero) selezionato (certificato ENSE)
“
10,44
14,00
Speck IGP
“
9,30
9,50
Veccia nera vellutata (certificato ENSE)
“
2,45
2,38
Speck non IGP
“
7,40
7,60
Veccia nera sativa (certificato ENSE)
“
0,93
0,89
Mortadella puro suino IGP
“
5,45
5,65
Lojetto perenne estero
“
2,40
2,36
Mortadella puro suino non IGP
“
4,10
4,30
Lojetto italico di produzione estera
“
1,85
1,85
Sopressa nostrana Trevigiana/Trevisana
“
9,25
9,46
Sorgo zuccherino per erbaio
“
1,41
1,95
Sopressa nostrana casalinga
“
7,95
8,15
AVENA
Sopressa nostrana industriale
“
6,65
6,85
di 1a moltiplicazione
“
-
-
Salame nostrano casalingo
“
7,15
7,35
di 2a moltiplicazione
“
-
-
Salame nostrano industriale
“
6,45
6,65
ORZO
Ossocollo stagionato
“
8,68
8,78
di 1a moltiplicazione
“
-
-
Ossocollo semistagionato
“
7,75
7,85
di 2a moltiplicazione
“
-
-
Pancetta supercoppata
“
6,95
7,15
Segale certif.
“
-
-
Pancetta arrotolata coppata
“
5,90
6,10
FRUMENTI TENERI
Pancetta arrotolata scotennata
“
5,23
5,43
di 1a riproduzione
“
-
-
Pancetta stufata
“
5,30
5,50
di 2a riproduzione
“
-
-
Salsiccia trevigiana
“
5,20
5,40
FRUMENTI DURI
Cotechino trevigiano
“
4,45
4,65
di 1a riproduzione
“
-
-
Porchetta Trevigiana/Trevisana
“
5,75
5,75
di 2a riproduzione
“
-
-
Solfato ammonico al 20%
t
355,00
345,00
Nitrato ammonico al 26%
“
382,50
375,00
Nitrato di calcio al 15%
“
452,50
465,00
Concimi potassici solfato 50% gran.
“
672,50
685,00
Urea agricola 46% prilled
“
547,50
585,00
CASEARI (franco distribuzione organizzata)
CONCIMI CHIMICI (merce resa imballata in sacchi di plastica da kg
50, su mezzo di trasporto del consumatore, f.co mag. del rivenditore)
BURRO
Centrifugato impacchettato
kg
4,05
3,15
DA CONDIMENTO
Parmigiano reggiano stagionatura minimo 24 mesi
“
12,10
11,90
Grana Padano stagionatura da 12 a 15 mesi
“
9,43
9,63
Grana Padano stagionatura oltre 15 mesi
“
9,80
10,00
Perfosfato minerale 19% granulare
“
307,50
305,00
Asiago pressato in forme, al naturale
“
5,15
5,41
Triplo 46% granulare
“
612,50
615,00
Asiago d'allevo mezzano in forme, da 4 a 6 mesi
“
6,50
6,50
Complessi ternari 15-15-15
“
540,00
535,00
Emmenthal in forme o parti di forma (escl.Emmenthaler
Switzerland)
“
5,40
5,60
8-24-24 complesso
“
620,00
-
Provolone 30 gg dolce
“
5,72
5,72
Provolone 90 gg stagionato
“
5,88
5,88
Solfato di rame 98/99% - naz. (conf. 25 kg)
conf.
86,00
108,50
Stracchino
“
5,30
5,50
Zolfo ventilato 99% fino a 85% (conf. 25 kg)
“
15,00
14,50
kg
1,08
1,23
leggeri
“
1,08
1,22
pesanti
“
1,07
1,22
medie
“
0,26
0,28
pesanti
“
0,36
0,38
leggere
“
0,26
0,27
medie
“
0,30
0,29
femmine
“
2,02
2,02
maschi
“
2,05
2,07
DA TAVOLA
Latteria pronto consumo
“
4,75
4,65
Tipo latteria d’importazione
“
4,30
4,30
Montasio 60 gg
“
5,70
5,70
Montasio allevo 90 gg
“
6,30
6,20
Gorgonzola tipico
“
6,08
6,08
Caciotta trevigiana
“
5,50
5,70
Mozzarella di mucca (bocconcini da 100 a 250 gr)
“
5,60
5,80
Mozzarella di mucca (filoni da 1 kg)
“
5,18
5,38
Taleggio tipico nazionale
“
5,60
5,60
Formaggella trevigiana
“
5,15
5,35
SEMENTI DA PRATO (merce f.co vagone o autocarro, partenza,
tela provv. ed IVA escluse, con garanzia di legge, conf. 50 kg da
addebitare a parte - tra rivenditori)
Erba medica locale varietà selez. (certificato ENSE)
Erba medica locale varietà in natura - secondo resa
alla selezione dell’annata (certicato ENSE)
kg
“
3,40
2,20
3,35
-
ANTICRITTOGAMICI (f.co mag. rivenditore – a confezione)
PRODOTTI AVICUNICOLI (alla produzione - franco azienda) IVA esclusa
POLLI ALLEV. INTENSIVO A TERRA
A PIGMENTAZIONE BIANCA pesanti
A PIGMENTAZIONE GIALLA:
GALLINE DI ALLEVAMENTO INTENSIVO A TERRA
GALLINE DI ALLEV. INTENSIVO IN BATTERIA
ANATRE MUTE
Report
60
INDICAZIONE DELLA MERCE
LUG. 2011
LUG. 2012
FARAONE
allevamento tradizionale intensivo
“
1,94
2,22
INDICAZIONE DELLA MERCE
LUG. 2011
LUG. 2012
fesa
“
5,30
4,90
coscie
“
2,23
2,24
TACCHINI PESANTI
ali
“
1,45
1,65
femmine
“
1,27
1,22
TACCHINI a busto
“
2,36
2,12
maschi
“
1,43
1,32
PARTI DI TACCHINO
fesa
“
5,40
4,88
coscie
“
2,18
2,13
ali
“
1,45
1,65
TACCHINI MINI
da kg 3,2 a kg 3,8
“
-
-
TACCHINI MEDI
da kg 4,5 a kg 5,5
da carne femmine
ANATRE FEMMINE
“
-
-
tradizionali
“
3,45
3,53
“
0,26
0,35
a busto
“
4,35
4,45
PULCINI
da carne maschi
“
0,41
0,51
CONIGLI MACELLATI freschi nazionali
“
3,75
3,77
femmine per uova da consumo
“
0,66
0,71
OCHE nazionali
“
-
-
POLLASTRE 112 giorni
“
3,60
4,05
CAPPONI freschi
“
-
-
POLLI a collo nudo
kg
2,05
1,98
BESTIAME SUINO (prezzi corrisposti agli agricoltori f.co allev. peso vivo) IVA esclusa
GALLETTI
GRASSI
golden
kg
2,14
2,13
da 90 a 115 kg
kg
1,47
1,60
livornesi
“
2,32
2,53
da 115 a 130 kg
“
1,32
1,38
da 130 a 145 kg
“
1,33
1,39
allevamento intensivo
“
-
-
da 145 a 160 kg
“
1,36
1,43
allevamento all'aperto tradizionale
“
-
-
da 160 a 180 kg
“
1,41
1,48
OCHE allevamento intensivo
“
-
-
oltre 180 kg
“
1,36
1,45
CAPPONI
CONIGLI
MAGRONI
fino a kg 2,500
“
1,50
1,50
da 40 kg
“
2,08
2,35
oltre kg 2,500
“
1,56
1,56
da 50 kg
“
1,79
2,12
POLLAME MACELLATO NAZ. FRESCO "classe A"
da 65 kg
“
1,57
1,82
POLLI TRADIZIONALI
da 80 kg
“
1,38
1,65
leggeri e medi
kg
1,85
2,04
LATTONZOLI
pesanti
“
1,85
2,04
da 15 kg
“
3,28
3,52
da 25 kg
“
2,40
2,78
“
2,28
2,61
1a qualità
“
0,62
0,78
“
0,52
0,68
kg
1,80
2,05
Bruno Alpina 1a qualità
kg
0,95
1,08
1,80
Razza Simmenthal 1a qualità
“
1,15
1,25
1,68
Razza Simmenthal 2a qualità
“
0,90
1,08
Pezzata nera 1a qualità
“
0,95
1,17
Pezzata nera 2a qualità
“
0,50
0,95
A BUSTO
leggeri
“
2,21
2,37
da 30 kg
pesanti
“
2,21
2,33
SCROFE
PARTI DI POLLO
petti con forcella
“
4,91
5,00
2a qualità
cosciotti
“
1,90
2,18
ali non separate
“
1,45
1,65
PREZZI DEL BESTIAME E DEI FORAGGI SUL MERCATO DI
ODERZO (Rilevazioni effettuate dal Comune)
BESTIAME (prezzi al foro boario - peso vivo) IVA esclusa
GALLI TRADIZIONALI
a collo nudo
“
2,98
3,08
golden comet
“
3,20
3,23
livornesi
“
3,40
3,48
GALLINE TRADIZIONALI
medie
pesanti
“
“
1,44
1,40
A BUSTO
leggere
pesanti
“
“
1,69
1,68
1,95
1,85
VITELLONI FEMMINE DA MACELLO
Simmenthal 1a categoria
VACCHE DA MACELLO
FORAGGI (f.co domicilio compratore, imballati) IVA esclusa
FARAONE
Fieno maggengo di prato naturale
100 kg
12,00
12,50
allevamento tradizionale intensivo
Erba medica
“
14,50
14,50
TACCHINE
Paglia di frumento pressata
“
10,00
8,50
a busto
I prezzi indicati nel presente listino si intendono (salva espressa indicazione in contrario) al
netto dell'IVA, pagamento in contanti.
PARTI DI TACCHINA
“
“
2,95
2,15
3,38
1,99
Report
61
PREZZI ALL’INGROSSO
SULLA PIAZZA DI TREVISO
INDICAZIONE DELLA MERCE
MEDIE MENSILI AGOSTO 2012
AGO. 2011
AGO. 2012
387,75
-
seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza VE GM
“
seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza RA GM
“
386,67
-
seme tostato partenza stabilimento (um. 13%)
“
405,50
588,33
t
382,50
370,83
PRODOTTI DELLA MOLITORIA
INDICAZIONE DELLA MERCE
AGO. 2011
AGO. 2012
(alla tonnellata, IVA esclusa)
FARINE DI GRANO TENERO
CEREALI E SEMI OLEOSI (alla tonnellata, IVA esclusa, merce
f.co veicolo, partenza magazzino venditore)
CARATT. DI LEGGE – rinfusa partenza
FRUMENTO TENERO
CARATTERISTICHE DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio)
NAZIONALE
tipo 00 - cen. 0,5 - glut. 7
“
480,00
495,00
N. 1 SUPERFINO (p.s. min. 80, imp. 1%, umidità 14%,
W min. 280, P/L max 0,8, glutine min. 33%, prot. 13%)
tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 9
“
472,50
487,50
t
-
-
N. 2 FINO (p.s. min. 79, imp. 1%, umid. 14%, W min. 180,
P/L max 0,8, glutine min. 26%, i.c. 280, prot. 12%)
“
-
261,17
tipo 00 - cen. 0,45 - glut. 12-13
“
580,00
605,00
tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 11-12
“
507,50
532,50
PER PASTICCERIA
“
600,00
625,00
“
475,00
435,83
Farina bianca nostrana
“
490,00
491,67
Farina bianca granita
“
510,00
511,67
Farina gialla nostrana nazionale
“
452,50
475,00
Farina gialla granita nazionale
“
472,50
495,00
Spezzato degerminato tenero
“
322,50
349,17
N. 3 BUONO MERCANTILE (p.s. min. 78, imp. 1%, umid. 14%,
i.c. 250 min.)
“
221,00
253,00
N. 4 MERCANTILE (p.s. inferiore a 74, imp. 1%, umid. 14%)
“
-
-
FRUMENTI ESTERI
(Nazionalizzati, rinfusa f.co veicolo partenza VE)
GLUTINE SUP. AL MINIMO DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio)
PRODOTTI DEL GRANO DURO (f.co pastificio - um. 14,5% - rinfusa)
Semola - cen. 0,70-0,90
Francese (p.s. 76/77)
“
-
-
Northern Spring n. 2 (prot. 15%)
“
-
-
Manitoba n. 1
“
327,50
382,50
Grano Australiano prime hard
“
-
-
Estero (p.s. 74/75) (franco arrivo)
“
212,50
-
Tedesco (franco arrivo)
“
-
-
Austriaco (franco arrivo)
“
-
-
GRANONI Rinfusa, partenza magazzino venditore,
franco veicolo, essiccato, 14% umidità (caratteristiche a norma di legge)
PRODOTTI DEL GRANOTURCO (f.co partenza - imb. compreso)
SOTTOPRODOTTI DEL FRUMENTO (f.co arrivo provincia)
CRUSCA E CRUSCHELLO
in sacco
“
205,25
229,17
NAZIONALI
rinfusa
“
164,38
179,17
IBRIDO GIALLO
rinf. in pellets di grano tenero
“
166,75
181,67
rinf. in pellets di grano duro
“
166,75
181,67
Semivitreo
“
-
-
Uso zootecnico Treviso - Venezia
“
230,25
261,83
TRITELLO
Uso zootecnico Friuli
“
226,88
259,50
in sacco
“
210,25
234,17
Uso alimentare Treviso - Venezia
“
-
-
rinfusa
“
175,75
190,00
Uso alimentare Friuli
“
-
-
FARINACCIO
A stagione da essiccare (base 25% um.)
“
-
-
in sacco
“
258,50
274,17
rinfusa
“
228,50
240,00
IBRIDO BIANCO
Uso zootecnico
“
-
-
SOTTOPRODOTTI DEL GRANOTURCO (rinfusa – f.co partenza)
Uso alimentare
“
-
-
Farinetta
“
207,88
244,67
Ibrido bianco semivitreo
“
334,00
-
Germe (base 20% grassi)
“
286,00
320,83
ESTERI
PRODOTTI ALIMENTAZIONE BESTIAME
(alla tonnellata, rinfusa arrivo, IVA esclusa)
Franco arrivo TV-VE umidità 14%
Giallo comunitario
“
-
-
FARINE DI ORIGINE VEGETALE
ALTRI CEREALI
Farina di erba med. disid.pr. 17/18% stq - fibra 24 betacarotene 150-180
t
-
249,17
ORZO
Farina erba med. disid. pr. 16/17% stq - fibra 26 betacarotene 120-150
“
204,50
239,17
Nazionale
Farina di estr. di soia nazionale e/o USA pr. 44% stq GM
“
317,50
560,17
Farina di estr. di soia naz. pr. 48% stq GM
“
326,75
569,17
Farina di estr. di soia estera pr. 48% stq GM
“
322,75
569,17
Farina di estr. di soia nazionale pr. 44% stq
“
338,50
569,17
Farina di estr. di soia bras./arg. in pellets pr.44% stq GM
“
-
-
Farina estr. girasole non sgusciato estero
“
-
-
p.s. inferiore a 62 - umidità 14% - imp. 2%
“
-
-
p.s. superiore a 62 - umidità 14% - imp. 2%
“
214,25
236,33
Comunitario p.s. 64/65 (partenza VE)
“
-
-
p.s. 64/65 (franco arrivo)
“
223,50
251,67
SORGO Estero p.s. 64/65 - franco arrivo
"
-
-
Farina estr. girasole sgusciato proteico estero
“
191,13
330,83
AVENA ESTERA Bianca p.s. 50/55 (franco arrivo)
“
240,00
-
Farina estr. girasole nazionale pr. 28-29% stq
“
168,00
282,50
Farina estr. colza nazionale prot. 37% stq
“
217,50
325,00
Farina di estr. di germe di mais prot. 19-20% stq
“
-
-
Estero
SEMI OLEOSI:
seme di soia nazionale um. 14% imp. 2% partenza TV-VE
“
386,75
-
Report
62
INDICAZIONE DELLA MERCE
AGO. 2011
AGO. 2012
INDICAZIONE DELLA MERCE
DOC Venezia (al litro)
FARINE DI ORIGINE ANIMALE
AGO. 2011
AGO. 2012
-
-
5,50
6,30
Farina di aringhe danesi "999"pr. 72% stq in sacco
“
1.407,50
1.640,00
Chardonnay IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5
Farina di pesce Perù/Cile pr. 65% stq
“
1.200,00
1.515,00
Chardonnay DOC Piave
-
-
Chardonnay DOC Venezia
-
-
SFARINATI, PANNELLI, ALTRI
Erba med. disid. pellets pr. 15-16% stq fibra 28
“
189,50
229,17
Incrocio Manzoni 6.0.13 IGT Marca Trevigiana gr. 11-12,5
5,50
6,40
Sfarinato di fieno pr. 7-8% stq fibra 35-40
“
139,50
167,50
Sauvignon IGT Marca Trevigiana gr. 10-12
5,45
6,40
Glera IGT Marca Trevigiana gr. 9-10 (al litro)
0,48
0,51
0,51
0,57
1,48
-
Pannello/Expeller di lino estero pr. 34% stq
“
-
-
Glutine di granoturco pr. 55-58% stq
“
650,00
730,83
Glera IGT Colli Trevigiani gr. 9-10 (al litro)
Semola glutinata di mais pr. 17-18% stq
“
209,50
252,50
PROSECCO
DOC (al litro)
POLPE ESSICCATE
di bietole in fettuccie
di bietole in pellets
“
“
-
232,00
-
224,17
v.n.f. (atto a Prosecco DOC) gr. 9-10 (al litro)
1,40
-
DOCG Conegliano-Valdobbiadene (al litro)
1,88
-
PASTE ALIMENTARI (f.co dettagliante) IVA escl.
DOCG Superiore di Cartizze (al litro)
-
-
in confezioni da kg 5
1,20
DOCG Asolo (al litro)
1,85
-
1,35
-
-
-
-
-
3,48
4,40
kg
1,20
in confezioni da kg 1
“
1,14
1,14
PINOT E CHARDONNAY (atti al taglio con DOCG) (al litro)
in confezioni da kg 0,500
“
1,22
1,22
VINO Novello rosso gradi 12 circa (al litro)
MOSTI CONC. (grado feheling in peso x 0,6 per 100 kg)
RISO (f.co mag. grossista - in confezioni da 1 kg)
Originario
kg
0,88
0,75
concentrato rosso
Padano
“
0,98
0,80
concentrato rettificato nazionale
Vialone nano
“
1,30
1,15
ACETI E SPIRITI (f.co magazzino grossista)
Ribe (R.B.)
“
1,05
1,05
Aceto di vino (6% acid. acetica tot. decolorato)
al litro
1,40
1,40
S. Andrea
“
1,05
1,05
Aceto di vino (6% acid. acetica tot. bianco/rosso)
al litro
1,36
1,36
1,10
SPIRITI (da produttore, merce nuda, f.co partenza su
autocisterna, imp. cons. - accisa compresa)
Alcool puro a non meno di 95° da melasso
gr/100
litri
887,51
885,51
Alcool puro a non meno di 95° da cereali
gr/100
litri
895,68
892,68
Vinaccioli secchi (partenza distilleria)
100 kg
-
-
Grappa Veneta di vinaccia 75-80°
gr/100
litri
983,89
998,89
Acquavite di vino invecchiata oltre 3 anni
gr/100
litri
1.007,51
1.182,51
Arborio
“
1,30
VINI (IVA esclusa, al grado/100 lt)
ROSSI
3,65
4,35
Merlot del Veneto gr. 11,0-12,0
-
-
Merlot DOC Venezia
-
5,15
Merlot DOC Piave
4,75
5,35
Merlot DOC Montello e Colli Asolani (al litro)
0,73
0,73
Cabernet IGT Marca Trevigiana gr. 11-13
3,83
4,55
Merlot IGT Marca Trevigiana gr. 10-12
-
5,25
UOVA FRESCHE DI GALLINA CAT. “A” ( f.co centro di imballaggio,
colorate) IVA esclusa
Cabernet DOC Piave
4,75
5,75
XL grandissime + di 73 grammi
100 pz
11,95
16,20
Cabernet DOC Montello e Colli Asolani (al litro)
0,78
0,78
L grandi da 63 a 73 grammi
“
10,45
14,17
Pinot nero IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 (al litro)
0,77
0,85
M medie da 53 a 63 grammi
“
9,75
13,60
Raboso IGT rosso Marca Trevigiana gr. 9-11
4,60
5,25
S piccole meno di 53 grammi
“
8,35
12,33
Raboso IGT rosato Marca Trevigiana gr. 9,5-11
4,60
5,75
A PESO IN NATURA (al kg, IVA esclusa)
Raboso DOC Venezia rosato
-
-
fino a 53 grammi
kg
0,79
1,29
Raboso DOC Piave
-
-
da 54 a 63 grammi
“
0,90
1,40
oltre 63 grammi
“
0,93
1,45
Cabernet DOC Venezia (Sauvignon/Franc)
BIANCHI
IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12
DOC Venezia bianco
TAI (Tocai Friulano) IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12,5
DOC Piave
Verduzzo IGT Marca Trevigiana gr. 10-12
Verduzzo DOC Piave
3,72
4,75
-
-
3,98
4,75
-
-
5,90
5,60
-
-
5,93
6,55
-
-
Pinot grigio IGT Marca Trevigiana gr. 12-12,5 (al litro)
0,93
1,20
Pinot grigio del Piave DOC (al litro)
0,93
-
v.n.f. (atto a IGT M.T.) gr. 10,5-11(al litro)
0,83
1,08
Pinot bianco IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5
Pinot bianco DOC Piave
OLI DI OLIVA f.co mag. grossista (in confezioni da 1 a 5 lt)
acidità massima 2%
lt
3,75
3,15
extra vergine acidità massima 1%
“
4,15
3,50
vari
“
1,81
1,82
di girasole
“
1,43
1,48
di mais
“
1,33
1,40
di arachide
“
1,47
2,01
Prosciutto crudo di S. Daniele con osso
kg
11,33
11,40
Prosciutto crudo di S. Daniele disossato s.v.
“
13,58
13,65
OLI DI SEMI f.co mag. grossista (in latte da 1 a 25 lt)
SALUMI (f.co magazzino grossista)
Report
63
INDICAZIONE DELLA MERCE
AGO. 2011
AGO. 2012
INDICAZIONE DELLA MERCE
AGO. 2011
AGO. 2012
Prosciutto crudo di Parma con osso
“
10,23
10,30
Trifoglio violetto nazionale selezionato (certificato ENSE)
“
-
-
Prosciutto crudo di Parma disossato s.v.
“
12,63
12,70
Trifoglio estero selezionato (certif. ENSE) iscritto
“
3,50
5,00
Prosciutto cotto di alta qualità
“
7,95
8,15
Trifoglio ladino gigante italiano selez. (certificato ENSE)
“
-
-
Prosciutto cotto scelto
“
6,50
6,70
Trifoglio ladino estero (certificato ENSE) iscritto
“
5,66
5,65
Prosciutto cotto
“
5,65
5,85
Ginestrino (veriolo nero) selezionato (certificato ENSE)
“
10,50
14,00
Speck IGP
“
9,30
9,50
Veccia nera vellutata (certificato ENSE)
“
2,29
2,38
Speck non IGP
“
7,40
7,60
Veccia nera sativa (certificato ENSE)
“
0,93
0,90
Mortadella puro suino IGP
“
5,45
5,65
Lojetto perenne estero
“
2,40
2,35
Mortadella puro suino non IGP
“
4,10
4,30
Lojetto italico di produzione estera
“
1,85
1,85
Sopressa nostrana Trevigiana/Trevisana
“
9,30
9,50
Sorgo zuccherino per erbaio
“
1,45
1,95
Sopressa nostrana casalinga
“
7,95
8,15
AVENA
Sopressa nostrana industriale
“
6,65
6,85
di 1a moltiplicazione
“
-
-
Salame nostrano casalingo
“
7,15
7,35
di 2a moltiplicazione
“
-
-
Salame nostrano industriale
“
6,45
6,65
ORZO
Ossocollo stagionato
“
8,68
8,78
di 1a moltiplicazione
“
-
-
Ossocollo semistagionato
“
7,75
7,85
di 2a moltiplicazione
“
-
-
Pancetta supercoppata
“
6,95
7,15
Segale certif.
“
-
-
Pancetta arrotolata coppata
“
5,90
6,10
FRUMENTI TENERI
Pancetta arrotolata scotennata
“
5,23
5,43
di 1a riproduzione
“
-
-
Pancetta stufata
“
5,30
5,50
di 2a riproduzione
“
-
-
Salsiccia trevigiana
“
5,20
5,40
FRUMENTI DURI
Cotechino trevigiano
“
4,45
4,65
di 1a riproduzione
“
-
-
Porchetta Trevigiana/Trevisana
“
5,75
5,75
di 2a riproduzione
“
-
-
Solfato ammonico al 20%
t
355,00
345,00
DA CONDIMENTO
Nitrato ammonico al 26%
“
385,00
375,00
Parmigiano reggiano stagionatura minimo 24 mesi
“
12,10
11,90
Nitrato di calcio al 15%
“
455,00
465,00
Grana Padano stagionatura da 12 a 15 mesi
“
9,43
9,63
Concimi potassici solfato 50% gran.
“
675,00
685,00
Urea agricola 46% prilled
“
560,00
585,00
Perfosfato minerale 19% granulare
“
312,50
305,00
CASEARI (franco distribuzione organizzata)
CONCIMI CHIMICI (merce resa imballata in sacchi di plastica da kg
50, su mezzo di trasporto del consumatore, f.co mag. del rivenditore)
BURRO
Centrifugato impacchettato
Grana Padano stagionatura oltre 15 mesi
kg
“
4,03
9,80
3,18
10,00
DA TAVOLA
Asiago pressato in forme, al naturale
“
5,25
5,40
Triplo 46% granulare
“
632,50
615,00
Asiago d'allevo mezzano in forme, da 4 a 6 mesi
“
6,53
6,50
Complessi ternari 15-15-15
“
540,00
535,00
8-24-24 complesso
“
620,00
-
Solfato di rame 98/99% - naz. (conf. 25 kg)
conf.
86,00
108,50
Zolfo ventilato 99% fino a 85% (conf. 25 kg)
“
15,00
14,50
kg
1,16
1,26
leggeri
“
1,16
1,24
pesanti
“
1,16
1,25
medie
“
0,55
0,28
pesanti
“
0,52
0,39
leggere
“
0,54
0,28
medie
“
0,56
0,30
femmine
“
2,06
2,02
maschi
“
2,12
2,07
Emmenthal in forme o parti di forma (escl.Emmenthaler
Switzerland)
“
5,40
5,60
Provolone 30 gg dolce
“
5,72
5,72
Provolone 90 gg stagionato
“
5,88
5,88
Stracchino
“
5,43
5,50
ANTICRITTOGAMICI (f.co mag. rivenditore – a confezione)
Latteria pronto consumo
“
4,75
4,65
Tipo latteria d’importazione
“
4,30
4,30
Montasio 60 gg
“
5,73
5,70
Montasio allevo 90 gg
“
6,30
6,20
Gorgonzola tipico
“
6,08
6,08
Caciotta trevigiana
“
5,63
5,70
Mozzarella di mucca (bocconcini da 100 a 250 gr)
“
5,73
5,80
Mozzarella di mucca (filoni da 1 kg)
“
5,30
5,38
Taleggio tipico nazionale
“
5,60
5,60
Formaggella trevigiana
“
5,28
5,35
SEMENTI DA PRATO (merce f.co vagone o autocarro, partenza,
tela provv. ed IVA escluse, con garanzia di legge, conf. 50 kg da
addebitare a parte - tra rivenditori)
Erba medica locale varietà selez. (certificato ENSE)
Erba medica locale varietà in natura - secondo resa
alla selezione dell’annata (certicato ENSE)
kg
“
3,24
1,61
3,37
1,65
PRODOTTI AVICUNICOLI (alla produzione - franco azienda) IVA esclusa
POLLI ALLEV. INTENSIVO A TERRA
A PIGMENTAZIONE BIANCA pesanti
A PIGMENTAZIONE GIALLA:
GALLINE DI ALLEVAMENTO INTENSIVO A TERRA
GALLINE DI ALLEV. INTENSIVO IN BATTERIA
ANATRE MUTE
Report
64
INDICAZIONE DELLA MERCE
AGO. 2011
AGO. 2012
FARAONE
allevamento tradizionale intensivo
“
2,02
2,32
TACCHINI PESANTI
INDICAZIONE DELLA MERCE
“
5,30
5,05
coscie
“
2,23
2,28
ali
“
1,45
1,65
“
2,35
2,15
fesa
“
5,40
5,05
coscie
“
2,18
2,13
ali
“
1,45
1,65
“
1,27
1,23
TACCHINI a busto
maschi
“
1,43
1,33
PARTI DI TACCHINO
da kg 3,2 a kg 3,8
“
-
-
TACCHINI MEDI
AGO. 2012
fesa
femmine
TACCHINI MINI
AGO. 2011
“
-
-
tradizionali
“
3,49
3,55
da carne femmine
“
0,30
0,35
a busto
“
4,39
4,45
da carne maschi
“
0,45
0,51
CONIGLI MACELLATI freschi nazionali
“
4,06
3,70
femmine per uova da consumo
“
0,66
0,71
OCHE nazionali
“
-
-
POLLASTRE 112 giorni
“
3,55
4,05
CAPPONI freschi
“
-
-
POLLI a collo nudo
kg
2,09
2,05
BESTIAME SUINO (prezzi corrisposti agli agricoltori f.co allev. peso vivo) IVA esclusa
da kg 4,5 a kg 5,5
PULCINI
GALLETTI
ANATRE FEMMINE
GRASSI
golden
kg
2,21
2,23
da 90 a 115 kg
kg
1,55
1,77
livornesi
“
2,41
2,53
da 115 a 130 kg
“
1,40
1,57
da 130 a 145 kg
“
1,41
1,58
allevamento intensivo
“
-
-
da 145 a 160 kg
“
1,44
1,62
allevamento all'aperto tradizionale
“
-
-
da 160 a 180 kg
“
1,49
1,67
OCHE allevamento intensivo
“
-
-
oltre 180 kg
“
1,44
1,64
CAPPONI
CONIGLI
MAGRONI
fino a kg 2,500
“
1,64
1,49
da 40 kg
“
1,95
2,17
oltre kg 2,500
“
1,70
1,55
da 50 kg
“
1,74
1,95
da 65 kg
“
1,58
1,81
da 80 kg
“
1,43
1,70
POLLAME MACELLATO NAZ. FRESCO "classe A"
POLLI TRADIZIONALI
leggeri e medi
kg
1,94
2,08
LATTONZOLI
pesanti
“
1,94
2,08
da 15 kg
“
3,14
3,39
da 25 kg
“
2,28
2,64
“
2,14
2,41
1a qualità
“
0,65
0,86
“
0,55
0,76
kg
1,84
2,05
Bruno Alpina 1a qualità
kg
0,99
1,08
A BUSTO
leggeri
“
2,41
2,50
da 30 kg
pesanti
“
2,41
2,35
SCROFE
PARTI DI POLLO
petti con forcella
“
5,19
5,20
2a qualità
cosciotti
“
1,95
2,18
ali non separate
“
1,45
1,65
PREZZI DEL BESTIAME E DEI FORAGGI SUL MERCATO DI
ODERZO (Rilevazioni effettuate dal Comune)
a collo nudo
“
3,03
3,35
golden comet
“
3,34
3,45
livornesi
“
3,55
3,55
“
1,78
1,80
“
1,68
1,75
leggere
“
1,98
1,95
pesanti
“
1,93
2,05
GALLI TRADIZIONALI
GALLINE TRADIZIONALI
medie
pesanti
A BUSTO
FARAONE
allevamento tradizionale intensivo
“
3,06
3,50
PARTI DI TACCHINA
“
2,15
VITELLONI FEMMINE DA MACELLO
Simmenthal 1a categoria
VACCHE DA MACELLO
Razza Simmenthal 1a qualità
“
1,19
1,25
Razza Simmenthal 2a qualità
“
0,94
1,08
Pezzata nera 1a qualità
“
0,99
1,17
Pezzata nera 2a qualità
“
0,54
0,95
100 kg
12,00
14,10
“
14,50
16,50
“
10,60
8,50
FORAGGI (f.co domicilio compratore, imballati) IVA esclusa
Fieno maggengo di prato naturale
Erba medica
Paglia di frumento pressata
TACCHINE
a busto
BESTIAME (prezzi al foro boario - peso vivo) IVA esclusa
2,03
I prezzi indicati nel presente listino si intendono (salva espressa indicazione in contrario) al
netto dell'IVA, pagamento in contanti.
Report
65
PREZZI ALL’INGROSSO
SULLA PIAZZA DI TREVISO
INDICAZIONE DELLA MERCE
MEDIE MENSILI SETTEMBRE 2012
SETT. 2011 SETT. 2012
seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza VE GM
“
391,00
526,50
seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza RA GM
“
391,00
526,50
seme tostato partenza stabilimento (um. 13%)
“
397,50
586,25
t
382,50
387,50
PRODOTTI DELLA MOLITORIA
INDICAZIONE DELLA MERCE
SETT. 2011 SETT. 2012
(alla tonnellata, IVA esclusa)
FARINE DI GRANO TENERO
CEREALI E SEMI OLEOSI (alla tonnellata, IVA esclusa, merce
f.co veicolo, partenza magazzino venditore)
CARATT. DI LEGGE – rinfusa partenza
FRUMENTO TENERO
CARATTERISTICHE DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio)
NAZIONALE
tipo 00 - cen. 0,5 - glut. 7
“
480,00
500,00
N. 1 SUPERFINO (p.s. min. 80, imp. 1%, umidità 14%,
W min. 280, P/L max 0,8, glutine min. 33%, prot. 13%)
tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 9
“
472,50
492,50
t
-
-
N. 2 FINO (p.s. min. 79, imp. 1%, umid. 14%, W min. 180,
P/L max 0,8, glutine min. 26%, i.c. 280, prot. 12%)
“
-
264,75
tipo 00 - cen. 0,45 - glut. 12-13
“
580,00
605,00
tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 11-12
“
507,50
532,50
PER PASTICCERIA
“
600,00
625,00
“
468,75
452,50
Farina bianca nostrana
“
490,00
535,00
Farina bianca granita
“
510,00
555,00
Farina gialla nostrana nazionale
“
426,25
485,00
Farina gialla granita nazionale
“
446,25
505,00
Spezzato degerminato tenero
“
291,25
352,00
N. 3 BUONO MERCANTILE (p.s. min. 78, imp. 1%, umid. 14%,
i.c. 250 min.)
“
221,88
259,00
N. 4 MERCANTILE (p.s. inferiore a 74, imp. 1%, umid. 14%)
“
-
-
FRUMENTI ESTERI
(Nazionalizzati, rinfusa f.co veicolo partenza VE)
GLUTINE SUP. AL MINIMO DI LEGGE (sacco carta-f.co panificio)
PRODOTTI DEL GRANO DURO (f.co pastificio - um. 14,5% - rinfusa)
Semola - cen. 0,70-0,90
Francese (p.s. 76/77)
“
-
-
Northern Spring n. 2 (prot. 15%)
“
-
-
Manitoba n. 1
“
333,75
-
Grano Australiano prime hard
“
-
-
Estero (p.s. 74/75) (franco arrivo)
“
211,63
-
Tedesco (franco arrivo)
“
-
-
Austriaco (franco arrivo)
“
-
-
GRANONI Rinfusa, partenza magazzino venditore,
franco veicolo, essiccato, 14% umidità (caratteristiche a norma di legge)
PRODOTTI DEL GRANOTURCO (f.co partenza - imb. compreso)
SOTTOPRODOTTI DEL FRUMENTO (f.co arrivo provincia)
CRUSCA E CRUSCHELLO
in sacco
“
177,50
231,25
NAZIONALI
rinfusa
“
132,50
183,13
IBRIDO GIALLO
rinf. in pellets di grano tenero
“
138,50
183,75
rinf. in pellets di grano duro
“
138,50
183,75
Semivitreo
“
-
-
Uso zootecnico Treviso - Venezia
“
198,25
260,00
TRITELLO
Uso zootecnico Friuli
“
195,38
256,38
in sacco
“
182,50
236,25
Uso alimentare Treviso - Venezia
“
-
-
rinfusa
“
142,50
191,25
Uso alimentare Friuli
“
-
-
FARINACCIO
A stagione da essiccare (base 25% um.)
“
-
-
in sacco
“
238,25
280,00
rinfusa
“
208,25
245,00
IBRIDO BIANCO
Uso zootecnico
“
195,33
-
SOTTOPRODOTTI DEL GRANOTURCO (rinfusa – f.co partenza)
Uso alimentare
“
-
-
Farinetta
“
179,00
243,50
Ibrido bianco semivitreo
“
334,00
-
Germe (base 20% grassi)
“
279,25
331,75
ESTERI
PRODOTTI ALIMENTAZIONE BESTIAME
(alla tonnellata, rinfusa arrivo, IVA esclusa)
Franco arrivo TV-VE umidità 14%
Giallo comunitario
“
-
-
FARINE DI ORIGINE VEGETALE
ALTRI CEREALI
Farina di erba med. disid.pr. 17/18% stq - fibra 24 betacarotene 150-180
t
-
266,25
ORZO
Farina erba med. disid. pr. 16/17% stq - fibra 26 betacarotene 120-150
“
211,75
256,25
Nazionale
Farina di estr. di soia nazionale e/o USA pr. 44% stq GM
“
318,00
521,50
Farina di estr. di soia naz. pr. 48% stq GM
“
323,50
532,00
Farina di estr. di soia estera pr. 48% stq GM
“
319,00
532,00
Farina di estr. di soia nazionale pr. 44% stq
“
338,25
535,00
Farina di estr. di soia bras./arg. in pellets pr.44% stq GM
“
-
-
Farina estr. girasole non sgusciato estero
“
-
-
p.s. inferiore a 62 - umidità 14% - imp. 2%
“
-
-
p.s. superiore a 62 - umidità 14% - imp. 2%
“
215,00
247,50
Comunitario p.s. 64/65 (partenza VE)
“
-
-
p.s. 64/65 (franco arrivo)
“
222,50
258,00
SORGO Estero p.s. 64/65 - franco arrivo
"
-
-
Farina estr. girasole sgusciato proteico estero
“
198,50
333,75
AVENA ESTERA Bianca p.s. 50/55 (franco arrivo)
“
240,00
260,00
Farina estr. girasole nazionale pr. 28-29% stq
“
149,00
266,25
Farina estr. colza nazionale prot. 37% stq
“
212,50
319,38
Farina di estr. di germe di mais prot. 19-20% stq
“
-
-
Estero
SEMI OLEOSI:
seme di soia nazionale um. 14% imp. 2% partenza TV-VE
“
359,00
525,00
Report
66
INDICAZIONE DELLA MERCE
SETT. 2011 SETT. 2012
INDICAZIONE DELLA MERCE
SETT. 2011 SETT. 2012
DOC Venezia (al litro)
FARINE DI ORIGINE ANIMALE
1,95
2,00
-
5,25
Farina di aringhe danesi "999"pr. 72% stq in sacco
“
1.405,00
1.627,50
Chardonnay IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5
Farina di pesce Perù/Cile pr. 65% stq
“
1.197,50
1.497,50
Chardonnay DOC Piave
1,85
1,85
Chardonnay DOC Venezia
1,38
1,64
0,60
0,80
-
-
3,55
4,73
DOC (al litro)
1,40
1,40
v.n.f. (atto a Prosecco DOC) gr. 9-10 (al litro)
1,36
1,36
DOCG Conegliano-Valdobbiadene (al litro)
1,88
-
SFARINATI, PANNELLI, ALTRI
Erba med. disid. pellets pr. 15-16% stq fibra 28
“
196,75
246,25
Incrocio Manzoni 6.0.13 IGT Marca Trevigiana gr. 11-12,5
Sfarinato di fieno pr. 7-8% stq fibra 35-40
“
144,50
181,25
Sauvignon IGT Marca Trevigiana gr. 10-12
Pannello/Expeller di lino estero pr. 34% stq
“
-
-
Glutine di granoturco pr. 55-58% stq
“
650,00
791,88
Glera IGT Colli Trevigiani gr. 9-10 (al litro)
Semola glutinata di mais pr. 17-18% stq
“
199,63
261,25
PROSECCO
“
-
-
POLPE ESSICCATE
di bietole in fettuccie
di bietole in pellets
“
216,88
241,00
Glera IGT Marca Trevigiana gr. 9-10 (al litro)
PASTE ALIMENTARI (f.co dettagliante) IVA escl.
DOCG Superiore di Cartizze (al litro)
-
-
in confezioni da kg 5
1,20
DOCG Asolo (al litro)
1,85
-
1,35
-
-
-
-
-
3,48
4,40
kg
1,20
in confezioni da kg 1
“
1,14
1,14
PINOT E CHARDONNAY (atti al taglio con DOCG) (al litro)
in confezioni da kg 0,500
“
1,22
1,22
VINO Novello rosso gradi 12 circa (al litro)
MOSTI CONC. (grado feheling in peso x 0,6 per 100 kg)
RISO (f.co mag. grossista - in confezioni da 1 kg)
Originario
kg
0,83
0,75
concentrato rosso
Padano
“
0,90
0,80
concentrato rettificato nazionale
Vialone nano
“
1,23
1,18
ACETI E SPIRITI (f.co magazzino grossista)
Ribe (R.B.)
“
1,05
1,05
Aceto di vino (6% acid. acetica tot. decolorato)
al litro
1,40
1,40
al litro
1,36
1,36
Alcool puro a non meno di 95° da melasso
gr/100
litri
887,51
884,51
Alcool puro a non meno di 95° da cereali
gr/100
litri
895,68
891,68
Vinaccioli secchi (partenza distilleria)
100 kg
-
-
Grappa Veneta di vinaccia 75-80°
gr/100
litri
983,89
998,89
Acquavite di vino invecchiata oltre 3 anni
gr/100
litri
1.007,51
1.182,51
S. Andrea
“
1,05
1,05
Aceto di vino (6% acid. acetica tot. bianco/rosso)
Arborio
“
1,29
1,13
SPIRITI (da produttore, merce nuda, f.co partenza su
autocisterna, imp. cons. - accisa compresa)
VINI (IVA esclusa, al grado/100 lt)
ROSSI
4,06
5,12
Merlot del Veneto gr. 11,0-12,0
-
-
Merlot DOC Venezia
-
-
Merlot DOC Piave
-
-
Merlot DOC Montello e Colli Asolani (al litro)
0,73
-
Cabernet IGT Marca Trevigiana gr. 11-13
4,33
5,27
Cabernet DOC Venezia (Sauvignon/Franc)
-
-
UOVA FRESCHE DI GALLINA CAT. “A” ( f.co centro di imballaggio,
colorate) IVA esclusa
Cabernet DOC Piave
-
-
XL grandissime + di 73 grammi
100 pz
12,95
16,98
Cabernet DOC Montello e Colli Asolani (al litro)
0,78
-
L grandi da 63 a 73 grammi
“
11,33
15,00
Pinot nero IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 (al litro)
0,84
1,00
M medie da 53 a 63 grammi
“
10,35
14,05
-
-
S piccole meno di 53 grammi
“
9,28
12,70
Merlot IGT Marca Trevigiana gr. 10-12
Raboso IGT rosso Marca Trevigiana gr. 9-11
4,75
-
A PESO IN NATURA (al kg, IVA esclusa)
Raboso DOC Venezia rosato
-
-
fino a 53 grammi
kg
0,86
1,34
Raboso DOC Piave
-
-
da 54 a 63 grammi
“
0,99
1,53
oltre 63 grammi
“
1,01
1,57
acidità massima 2%
lt
3,60
3,78
extra vergine acidità massima 1%
“
4,05
3,93
vari
“
1,84
1,82
di girasole
“
1,42
1,48
di mais
“
1,35
1,40
di arachide
“
1,54
2,02
Raboso IGT rosato Marca Trevigiana gr. 9,5-11
BIANCHI
IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12
DOC Venezia bianco
TAI (Tocai Friulano) IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12,5
DOC Piave
Verduzzo IGT Marca Trevigiana gr. 10-12
Verduzzo DOC Piave
4,25
5,73
-
-
4,56
5,98
-
-
6,11
6,68
OLI DI OLIVA f.co mag. grossista (in confezioni da 1 a 5 lt)
OLI DI SEMI f.co mag. grossista (in latte da 1 a 25 lt)
-
-
6,33
7,00
-
-
Pinot grigio IGT Marca Trevigiana gr. 12-12,5 (al litro)
1,00
1,25
SALUMI (f.co magazzino grossista)
Pinot grigio del Piave DOC (al litro)
0,88
1,15
Prosciutto crudo di S. Daniele con osso
kg
11,40
11,40
-
-
Prosciutto crudo di S. Daniele disossato s.v.
“
13,65
13,65
Pinot bianco IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5
Pinot bianco DOC Piave
v.n.f. (atto a IGT M.T.) gr. 10,5-11(al litro)
Report
67
INDICAZIONE DELLA MERCE
SETT. 2011 SETT. 2012
INDICAZIONE DELLA MERCE
SETT. 2011 SETT. 2012
Prosciutto crudo di Parma con osso
“
10,30
10,30
Trifoglio violetto nazionale selezionato (certificato ENSE)
“
-
-
Prosciutto crudo di Parma disossato s.v.
“
12,70
12,70
Trifoglio estero selezionato (certif. ENSE) iscritto
“
3,50
5,00
Prosciutto cotto di alta qualità
“
7,95
8,45
Trifoglio ladino gigante italiano selez. (certificato ENSE)
“
-
-
Prosciutto cotto scelto
“
6,50
6,96
Trifoglio ladino estero (certificato ENSE) iscritto
“
5,55
5,65
Prosciutto cotto
“
5,65
6,08
Ginestrino (veriolo nero) selezionato (certificato ENSE)
“
10,50
14,00
Speck IGP
“
9,30
9,50
Veccia nera vellutata (certificato ENSE)
“
2,10
2,40
Speck non IGP
“
7,40
7,88
Veccia nera sativa (certificato ENSE)
“
0,93
0,89
Mortadella puro suino IGP
“
5,45
6,08
Lojetto perenne estero
“
2,40
2,30
Mortadella puro suino non IGP
“
4,10
4,62
Lojetto italico di produzione estera
“
1,85
1,85
Sopressa nostrana Trevigiana/Trevisana
“
9,35
9,75
Sorgo zuccherino per erbaio
“
-
-
Sopressa nostrana casalinga
“
7,95
8,53
AVENA
Sopressa nostrana industriale
“
6,65
7,23
di 1a moltiplicazione
“
-
0,60
Salame nostrano casalingo
“
7,15
7,63
di 2a moltiplicazione
“
0,56
-
Salame nostrano industriale
“
6,45
6,89
ORZO
Ossocollo stagionato
“
8,68
9,43
di 1a moltiplicazione
“
0,53
0,52
Ossocollo semistagionato
“
7,75
8,43
di 2a moltiplicazione
“
-
0,50
Pancetta supercoppata
“
6,95
7,68
Segale certif.
“
0,58
0,62
Pancetta arrotolata coppata
“
5,90
6,55
FRUMENTI TENERI
Pancetta arrotolata scotennata
“
5,23
5,84
di 1a riproduzione
“
0,53
0,52
Pancetta stufata
“
5,30
5,91
di 2a riproduzione
“
-
0,50
Salsiccia trevigiana
“
5,20
5,61
FRUMENTI DURI
Cotechino trevigiano
“
4,45
4,84
di 1a riproduzione
“
-
-
Porchetta Trevigiana/Trevisana
“
5,75
5,75
di 2a riproduzione
“
-
-
Solfato ammonico al 20%
t
360,00
343,75
Nitrato ammonico al 26%
“
395,00
366,25
Nitrato di calcio al 15%
“
467,50
461,25
Concimi potassici solfato 50% gran.
“
655,00
670,00
Urea agricola 46% prilled
“
567,50
561,88
CASEARI (franco distribuzione organizzata)
CONCIMI CHIMICI (merce resa imballata in sacchi di plastica da kg
50, su mezzo di trasporto del consumatore, f.co mag. del rivenditore)
BURRO
Centrifugato impacchettato
kg
3,95
3,30
DA CONDIMENTO
Parmigiano reggiano stagionatura minimo 24 mesi
“
12,18
11,90
Grana Padano stagionatura da 12 a 15 mesi
“
9,50
9,63
Grana Padano stagionatura oltre 15 mesi
“
9,88
10,00
Perfosfato minerale 19% granulare
“
312,50
305,00
Asiago pressato in forme, al naturale
“
5,44
5,40
Triplo 46% granulare
“
632,50
600,00
Asiago d'allevo mezzano in forme, da 4 a 6 mesi
“
6,60
6,50
Complessi ternari 15-15-15
“
555,00
531,25
Emmenthal in forme o parti di forma (escl.Emmenthaler
Switzerland)
“
5,50
5,60
8-24-24 complesso
“
622,50
-
Provolone 30 gg dolce
“
5,72
5,72
Provolone 90 gg stagionato
“
5,88
5,88
Solfato di rame 98/99% - naz. (conf. 25 kg)
conf.
86,00
108,50
Stracchino
“
5,50
5,50
Zolfo ventilato 99% fino a 85% (conf. 25 kg)
“
15,00
14,50
kg
1,18
1,28
leggeri
“
1,18
1,28
pesanti
“
1,18
1,28
medie
“
0,54
0,46
pesanti
“
0,47
0,44
leggere
“
0,53
0,44
medie
“
0,55
0,48
femmine
“
2,13
2,07
maschi
“
2,18
2,12
DA TAVOLA
Latteria pronto consumo
“
4,75
4,65
Tipo latteria d’importazione
“
4,30
4,30
Montasio 60 gg
“
5,80
5,70
Montasio allevo 90 gg
“
6,30
6,20
Gorgonzola tipico
“
6,08
6,08
Caciotta trevigiana
“
5,70
5,70
Mozzarella di mucca (bocconcini da 100 a 250 gr)
“
5,80
5,80
Mozzarella di mucca (filoni da 1 kg)
“
5,38
5,38
Taleggio tipico nazionale
“
5,60
5,60
Formaggella trevigiana
“
5,35
5,35
SEMENTI DA PRATO (merce f.co vagone o autocarro, partenza,
tela provv. ed IVA escluse, con garanzia di legge, conf. 50 kg da
addebitare a parte - tra rivenditori)
Erba medica locale varietà selez. (certificato ENSE)
Erba medica locale varietà in natura - secondo resa
alla selezione dell’annata (certicato ENSE)
kg
“
2,93
1,57
3,58
1,73
ANTICRITTOGAMICI (f.co mag. rivenditore – a confezione)
PRODOTTI AVICUNICOLI (alla produzione - franco azienda) IVA esclusa
POLLI ALLEV. INTENSIVO A TERRA
A PIGMENTAZIONE BIANCA pesanti
A PIGMENTAZIONE GIALLA:
GALLINE DI ALLEVAMENTO INTENSIVO A TERRA
GALLINE DI ALLEV. INTENSIVO IN BATTERIA
ANATRE MUTE
Report
68
INDICAZIONE DELLA MERCE
SETT. 2011 SETT. 2012
FARAONE
allevamento tradizionale intensivo
“
2,19
2,40
TACCHINI PESANTI
INDICAZIONE DELLA MERCE
fesa
“
5,35
5,08
coscie
“
2,25
2,28
ali
“
1,50
1,65
“
2,38
2,18
fesa
“
5,45
5,09
coscie
“
2,20
2,16
ali
“
1,50
1,65
femmine
“
1,28
1,25
TACCHINI a busto
maschi
“
1,45
1,36
PARTI DI TACCHINO
TACCHINI MINI
da kg 3,2 a kg 3,8
“
-
-
TACCHINI MEDI
SETT. 2011 SETT. 2012
“
-
-
tradizionali
“
3,56
3,66
da carne femmine
“
0,31
0,39
a busto
“
4,46
4,58
da carne maschi
“
0,46
0,55
CONIGLI MACELLATI freschi nazionali
“
4,28
4,16
femmine per uova da consumo
“
0,66
0,75
OCHE nazionali
“
-
6,40
POLLASTRE 112 giorni
“
3,55
4,19
CAPPONI freschi
“
-
-
POLLI a collo nudo
kg
2,11
2,21
BESTIAME SUINO (prezzi corrisposti agli agricoltori f.co allev. peso vivo) IVA esclusa
da kg 4,5 a kg 5,5
PULCINI
GALLETTI
ANATRE FEMMINE
GRASSI
golden
kg
2,33
2,38
da 90 a 115 kg
kg
1,60
1,84
livornesi
“
2,52
2,66
da 115 a 130 kg
“
1,45
1,64
da 130 a 145 kg
“
1,46
1,66
allevamento intensivo
“
-
-
da 145 a 160 kg
“
1,49
1,70
allevamento all'aperto tradizionale
“
-
-
da 160 a 180 kg
“
1,54
1,75
OCHE allevamento intensivo
“
-
4,10
oltre 180 kg
“
1,49
1,72
CAPPONI
CONIGLI
MAGRONI
fino a kg 2,500
“
1,68
1,78
da 40 kg
“
1,86
2,13
oltre kg 2,500
“
1,74
1,84
da 50 kg
“
1,69
1,92
da 65 kg
“
1,58
1,81
da 80 kg
“
1,49
1,75
POLLAME MACELLATO NAZ. FRESCO "classe A"
POLLI TRADIZIONALI
leggeri e medi
kg
1,98
2,11
LATTONZOLI
pesanti
“
1,98
2,11
da 15 kg
“
3,12
3,39
da 25 kg
“
2,26
2,63
“
2,07
2,39
1a qualità
“
0,67
0,90
“
0,57
0,80
kg
1,84
2,05
Bruno Alpina 1a qualità
kg
0,99
1,08
A BUSTO
leggeri
“
2,44
2,54
da 30 kg
pesanti
“
2,44
2,39
SCROFE
PARTI DI POLLO
petti con forcella
“
5,20
5,20
2a qualità
cosciotti
“
2,00
2,21
ali non separate
“
1,48
1,65
PREZZI DEL BESTIAME E DEI FORAGGI SUL MERCATO DI
ODERZO (Rilevazioni effettuate dal Comune)
a collo nudo
“
3,08
3,39
golden comet
“
3,55
3,64
livornesi
“
3,75
3,69
“
1,75
1,90
“
1,65
1,81
leggere
“
1,95
2,05
pesanti
“
1,90
2,09
GALLI TRADIZIONALI
GALLINE TRADIZIONALI
medie
pesanti
A BUSTO
FARAONE
allevamento tradizionale intensivo
“
3,35
3,55
PARTI DI TACCHINA
“
2,18
VITELLONI FEMMINE DA MACELLO
Simmenthal 1a categoria
VACCHE DA MACELLO
Razza Simmenthal 1a qualità
“
1,19
1,25
Razza Simmenthal 2a qualità
“
0,94
1,08
Pezzata nera 1a qualità
“
0,99
1,17
Pezzata nera 2a qualità
“
0,54
0,95
100 kg
12,00
14,10
“
14,50
16,50
“
10,60
8,50
FORAGGI (f.co domicilio compratore, imballati) IVA esclusa
Fieno maggengo di prato naturale
Erba medica
Paglia di frumento pressata
TACCHINE
a busto
BESTIAME (prezzi al foro boario - peso vivo) IVA esclusa
2,07
I prezzi indicati nel presente listino si intendono (salva espressa indicazione in contrario) al
netto dell'IVA, pagamento in contanti.
della Marca Trevigiana
L'economia della marca trevigiana
Bimestrale della Camera di Commercio di Treviso
Aut. Tribunale Treviso n° 9 del 21.09.1948
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In redazione: Silvia Trevisan
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e non impegnano la Direzione del periodico nè l'Ente camerale.
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