Del maiale non si getta nulla - Settimanale della diocesi di Vittorio
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Del maiale non si getta nulla - Settimanale della diocesi di Vittorio
2 Primo Piano Primo Piano Il Veneto spreca ogni anno cibo per un valore di 1 milione di euro U na alla volta stanno esplodendo le molte contraddizioni annidate nella nostra società. Questa settimana parliamo dello spreco del cibo che raggiunge una cifra media annua di 560 euro per famiglia. E così, mentre diventa più acuto il lamento per l’aumento del prezzo dei generi alimentari (pa- 31 agosto 2008 MI RIFIUTO DI SPR Mentre quintali di alimenti ogni giorno finiscono nei cass ne e pasta in testa), mentre gli esperti ci ricordano a ogni telegiornale che sempre meno famiglie ce la fanno ad arrivare a fine mese, scopriamo che il Veneto in un anno spreca cibo per un miliardo di euro. Una cifra che grida vendetta dinanzi alla gravissima crisi alimentare che sta provocando la morte di migliaia di per- sone nei paesi più poveri del mondo. Lo sappiamo bene che riducendo gli sprechi personali non si risolvono i problemi di milioni di affamati che soffrono in ogni angolo del pianeta. Ma finire tutto il cibo che c’è nel piatto, non lasciare ammuffire il pane, non assecondare i “non mi piace” dei bambini, acquistare lo stretto ne- SI SPRECA PERCHÉ C’È TROPPO. UNA VOLTA... “Del maiale non si getta nulla” e nostre famiglie, oggi, sono L spesso spronate nella rincorsa ad avere il frigorifero pieno e la tavola abbondante da un atteggiamento egoistico, e fanno incetta di ogni bene, molto spesso non necessario o inutile. Ma c’è, nello stesso tempo, l’impossibilità materiale di utilizzare ciò che si acquista, o perché troppo presto saziati (e spesso viziati), o perché i beni scadono, o perché altre novità, più appetibili o, peggio, meglio pubblicizzate condizionano i nostri desideri. Ecco allora che, con colpevole disinvoltura, si vanno ad arricchire i sacchetti dei rifiuti. Se ripenso agli anni della mia infanzia nel dopoguerra, non posso non ricordare la razionalità con cui la mia famiglia utilizzava, senza sprecare nulla, i pochi beni che avevamo a di- sposizione: la farina di mais (per la polenta), i fagioli (e il radicchio), il latte e, soprattutto, il maiale. Quest’ultima era la vera miniera d’oro che ci dava da vivere, per la maggior parte dell’anno. Tutto, di questo generoso animale, contribuiva alla nostra mensa. Da quando, di solito verso fine anno, veniva macellato (sempre in famiglia, alla presenza vigile di mio padre), ogni parte dell’animale veniva accuratamente selezionata e destinata a uno specifico utilizzo. «No se buta via gnént» sentenziava imperioso. E allora, da subito, con il sangue se ne ricavava una torta (il sanguinaccio); e poi il fegato per le vere salsicce (i figadei); i polmoni per i salsiccioni (le luganeghe); e via via, in un crescendo di LO SPRECO MEDIO ANNUO NEL CIBO 560 euro nel cassonetto ei primi mesi dell’anno l’Adoc, N associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori, ha avviato un’indagine sui consumi alimentari delle famiglie, da cui emerge un allarmante dato sugli sprechi alimentari realizzati dagli italiani. Emerge che ogni anno vengono letteralmente buttati nel cassonetto, in media, 561 euro, pari al 10% della spesa totale effettuata. «I consumatori devono imparare ad essere più furbi e consapevoli – afferma il presidente Carlo Pile- ri –, oggi si spreca sia per comprare un prodotto richiesto dal figlio o dal nipote, magari attratto dal regalo allegato, che poi non mangia l’alimento, sia perché attirati dalle offerte promozionali, quali ad esempio il 3x2, che con l’illusione di risparmiare ci spingono all’acquisto di un quantitativo di prodotto superiore al necessario». Un altro aspetto cui bisogna prestare attenzione sono le confezioni, e all’opportunità (quando c’è) di scegliere le monoporzioni. Sin- Direttore responsabile GIAMPIERO MORET Redazione e amministrazione Via Stella, 8 - Vittorio Veneto tomatico è il fatto che i single spendono mediamente 300 euro al mese per l’alimentazione, contro la media di 187 per i singoli membri delle famiglie. Anche le feste incidono considerevolmente sugli sprechi di una famiglia. Natale, Capodanno, Pasqua e compleanni ci spingono ad imbandire la tavola spesso senza fare le debite considerazioni. «Se ognuno pensasse che con i soldi sprecati per questi appuntamenti, una famiglia potrebbe fare la spesa per circa 2 settimane, forse farebbe acquisti più ponderati». Secondo Adiconsum, 42 mila famiglie in Veneto e 20 mila in Friuli sono assistite dal Banco Alimentare, che raccoglie alimentari invenduti per darli ai bisognosi. “I dati forniti dai sottoscrittori degli abbonamenti vengono utilizzati esclusivamente nell’ambito della nostra attività e non vengono ceduti a terzi per alcun motivo in base a quanto predisposto dal D. Lgs n. 196 del 2003.” [email protected] - www.lazione.it (Iscritto al n. 11 del Registro stampa del Tribunale di Treviso il 21-91948 e al Reg. Naz. della Stampa con il n. 3382 vol. 34 f. 649 del 5-991 - Iscr. ROC n. 1730) qualità di carni, il cotechino, il salame, l’ossocollo, la soppressa. Ogni prodotto era destinato alla mensa in un determinato tempo dell’anno e si arrivava (per l’ossocollo) fino alla mietitura e Stampa: C.S.Edit. Grisignano (Vicenza) Tel. 0438 940249 Fax 0438 555437 Settimanale della diocesi di Vittorio Veneto Il rito del “far su ’l porzèl” ABBONAMENTI 2008: "L'Azione fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, 250". Annuale (50 numeri) euro 43 Semestrale euro 25 - Sostenitore e. 80 Per l’estero chiedere in amministrazione. Questo settimanale è iscritto alla FISC Federazione Italiana Settimanali Cattolici Conto corrente postale n. 130310 ed associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana Socio del CONSIS CONSORZIO NAZIONALE SETTIMANALI SOC. COOP. a r.l. - ROMA Chiuso in redazione il 27.8.2008 alle ore 15.00 cessario, sono piccoli segni di rispetto nei confronti di chi non ha neppure il necessario. E sono dei segni di rispetto nei confronti del creato e del Creatore. Nelle preghiere dei fedeli spesso chiediamo ai grandi della terra di condividere ed equamente distribuire i beni della terra. Anche noi, però, possiamo ogni giorno mettere in atto gesti concreti di sobrietà. E recuperiamo un’antica tradizione. Prima di sederci a tavola rivolgiamo un pensiero al Padre. Facciamo gustare ai bambini il pane come dono. Mai gettato, mai ammuffito. Sempre condiviso: solo così si fa vita sempre nuova. alla fienagione. Nello stesso tempo si insaccava, in genere nella vescica del maiale, il grasso (grass de porzhèl) che serviva per condire i cibi (era fondamentale per friggere, specie i dolci di carnevale; ma anche, spalmato sul petto, si diceva guarisse le costipazioni); e il costato e la schiena (le bafe), con la pelle si insaporiva la zuppa di fagioli e con il resto si condivano i cibi. E poi tutto il resto era catalogato con le sue modalità di cottura. Si finiva con le ossa che, scarnite, si depositavano in una tinozza sotto sale e da lì mia madre di tanto in tanto ne prelevava qualcuna che faceva cuocere nel minestrone (minestron de riso e peverel) che io avevo la fortuna di trovare già ben infissito, al mio ritorno da scuola e, finito il minestrone, si mangiava la carne che era rimasta abbondante attaccata alle ossa. E questo menù, povero ma gustoso, ci accompagnava in molte giornate, fin quasi a primavera. Il maiale, peraltro, era un soggetto che si allevava con costi ridottissimi, perché si nutriva spesso con tutti gli avanzi di ca- sa (le lavadure) mescolati con il siero del latte (scòlo) che le latterie distribuivano gratuitamente ogni giorno. Partecipava, perciò, a eliminare qualsiasi spreco. Era un tempo che insegnava a non sprecare nulla, perché quello che si aveva era davvero poco. Ora che l’offerta è abbondante, ci comportiamo da consumatori frenetici e ricercati. Del maiale e delle carni in genere ora si privilegiano le parti nobili e costose; del maiale, ad esempio, rifiutiamo perfino il grasso del prosciutto. Allora si beveva l’acqua di fonte e non c’erano le bottiglie di plastica e la miriade di acque e di bevande d’ogni specie; qualche bottiglia di vetro serviva o per il vino o per le poche once d’olio che qualche fortunato riusciva a comprare per le grandi occasioni. C’era qualche focaccia, a Natale o Pasqua: non la montagna di focaccine che invadono, i nostri supermercati. Ma nonostante questo, tutto quello che c’è non ci soddisfa più. Gino Zanette GLI SPRECHI ALIMENTARI COME SI COMPONE IL TOTALE DEGLI SPRECHI SU UNA SPESA ALIMENTARE A FAMIGLIA DI 480 EURO AL MESE (MEDIA NAZIONALE) Spreco annuale a famiglia (escluse grandi feste). . . . . . . . euro 432 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . (euro 36 al mese) Spreco alimentare a Natale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . euro 52 Spreco alimentare a Capodanno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . euro 21 Spreco alimentare a Pasqua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . euro 42 Feste generiche (compleanni, carnevale, ecc) . . . . . . . . . . . euro 14 TOTALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . euro 561 PERCENTUALE DI SPRECHI SULLE SINGOLE VOCI DI SPESA Prodotti freschi (latte, uova, carne, preparati, mozzarella, stracchino, yogurt, ecc) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39% Pane . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19% Frutta e verdura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17% Affettati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10% Prodotti in busta (insalata, ecc) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6% Pasta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4% Scatolame. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3% Surgelati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2% MOTIVI PER CUI SI SPRECA Eccesso di acquisto generico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39% Prodotti scaduti o andati a male . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24% Eccesso di acquisti per offerte speciali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21% Novità non gradite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9% Prodotti non necessari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7% (fonte Adoc) Primo Piano 31 agosto 2008 3 BRUTTI MA BUONI: I NUMERI RECARE dati del primo semestre del 2008 COOP di Brutti ma buoni F QUINTALI AL MESE Quasi ogni giorno il direttore della Caritas ritira alla Coop scatoloni e cassette di cibo brutto ma buono, che poi distribuisce a chi lo chiede GIORNATA PER LA SALVAGUARDIA DEL CREATO Una nuova sobrietà a Giornata per la salvaguarL dia del creato, voluta dai vescovi italiani, è giunta alla terza edizione. Si celebra il 1º settembre, ma si è invitati a fare un particolare riferimento ad essa durante la liturgia della prima domenica. Anzi, i vescovi raccomandano che in tutte le domeniche del mese ci sia questa attenzione ai problemi del creato. Il tema di quest’anno è “Una nuova sobrietà per abitare la terra”. Nel messaggio si rinnova la preoccupazione per questa casa comune, la terra, dono di Dio, “che è minacciata da un degrado ambientale di vasta portata”. Il testo insiste soprattutto sulla necessità di cambiare i nostri stili di vita: “Siamo consapevoli che tale situazione dipende da numerosi fattori storici e culturali; tuttavia, essa è indubbiamente collegata a comportamenti e stili di vita or- mai tipici dei paesi più industrializzati: è la cosiddetta ‘società dei consumi’, con un sistema economico che, più che a soddisfare bisogni vitali, mira a suscitare e incentivare il desiderio di beni diversi e sempre nuovi”. I credenti sono chiamati in modo particolare a questa “conversione ecologica”, proprio per la loro fede in Dio creatore per la quale il creato viene accolto come un dono da rispettare e di cui essere riconoscenti. In particolare “si apre qui uno spazio importante per l’impegno delle comunità ecclesiali: la dimensione educativa, che da sempre caratterizza la loro azione, oggi deve esprimersi anche nella capacità di formare a comportamenti sostenibili. Si tratta, in particolare, di ridurre quei consumi che non sono realmente necessari e di imparare a soddisfare in modo ragionevole i bisogni essenziali della vi- valore cibo donato 4714 4536 3272 euro 16164 euro 36883 euro 10534 di San Francesco” che fa capo al convento dei frati (da dicembre 2005), per l’Ipercoop di San Donà (da dicembre 2006) il Piccolo Rifugio di San Donà e l’associazione “La Casa Rossa”. Alla Coop di Sacile il progetto non è ancora stato attivato, in quella di Oderzo è in preparazione, ma Coop deve ancora individuare il destinatario dei prodotti. Il rapporto con Coop di chi partecipa a “Brutti ma buoni” è sancito da una convenzione, ogni giorno viene registrato cosa e quanto si dona, e chi riceve si impegna a utilizzare subito il cibo, e solo a beneficio delle realtà stabilite dalla convenzione. IL PROGETTO DI COOP E CARITAS PER RECUPERARE I PRODOTTI ALIMENTARI ALTRIMENTI GETTATI VIA Di cosa si riempirà, don Ferruccio lo scopre quando arriva. Possono essere pesche o banane, mele o pomodori, yogurt o mozzarella, omogeneizzati per bambini o cereali da mettere nel latte a colazione. O di tutto un po’. Tutto viene caricato e portato in sede Caritas, da dove si provvede alla distribuzione a Casa Provvidenza e Casa Speranza. Ma come si fa se un giorno arrivano, supponiamo, 20 cassette di patate? O 15 chili di pesche molto mature? Si ingozzano con una sciagurata dieta monoalimento le ospiti delle case di accoglienza? No, semplicemente ci si comporta come fa chi ha un orto o un frutteto. Quando di qualcosa ce n’è troppo, si congela. O si kg di cibo donati beneficiare del progetto “Brutti ma buoni” è per la Coop A di Vittorio la Caritas diocesana (progetto avviato nel febbraio 2006), per la Coop di Conegliano l’associazione “Amici sonetti della spazzatura... ossimo un becero giornale scandalistico, scriverei che le donne ospiti di Casa Speranza a Codognè e Casa Provvidenza a Vittorio Veneto da due anni e mezzo mangiano a sbafo. In realtà da febbraio 2006 sono semplicemente le beneficiarie di un progetto per ridurre gli sprechi. La Coop lo chiama “Brutti ma buoni”: protagonisti sono prodotti alimentari vicini alla data di scadenza o parzialmente danneggiati. Così brutti da non poter più stare sui banconi in vendita (la tutela del consumatore), ma così belli da poter essere regalati a chi ne ha bisogno. E dalla Coop di Vittorio Veneto ne sono stati dati alla Caritas 3272 kg nei primi 6 mesi del 2008, quasi 18 kg di cibo al giorno! Quasi ogni giorno il direttore della Caritas monsignor Ferruccio Sant si presenta nel retrobottega a ritirare scatoloni e cassette di cibo brutto ma buono. Quasi ogni giorno riempie il capiente bagagliaio della sua Golf e deve pure abbattere i sedili posteriori per fare spazio. dona a Conegliano ass. "Amici di San Francesco" San Donà Piccolo Rifugio, Casa Rossa Vittorio Veneto Caritas Diocesana DON SANT: “QUESTIONE DI SENSIBILITÀ” on è però solo oro quel N che luccica. Malgrado “Brutti ma buoni”, anche alla don Ferruccio Sant fa conserva, o marmellata. E anche i vasi vuoti in cui metterle arrivano dalla Coop: sono usati e lavati, li danno a monsignor Sant anziché alla spazzatura. Saper fare la salsa di pomodoro o sapere che se un pomodoro ha una punta marcia non è tutto da buttare è una questione di buon senso, ma anche di cultura. Quando il martedì alla sede diocesana della Caritas si distribuiscono alimenti, tra i beneficiari c’è chi storce il naso per frutta o verdura ammaccata. È questione di insegnare il da farsi come l’hanno insegnato a noi Tommaso Bisagno ta individuale e sociale. In questa direzione, sarà possibile valorizzare in forme nuove quella tradizione di essenzialità che caratterizza tante comunità religiose, facendola diventare pratica quotidiana per tutte le realtà cristiane. In generale, è fondamentale la cura per un uso efficiente dell’energia, come pure la valorizzazione di fonti energetiche rinnovabili e pulite”. Il messaggio si chiude con un forte appello per una gestione responsabile della gestione dei rifiuti che stanno diventando un’emergenza anche nel nostro Paese: “Quando i rifiuti sono prodotti, è pur vero che vanno smaltiti: è un dovere che incombe in primo luogo sulle aree da cui provengono, ma che deve essere gestito nel segno della solidarietà, soprattutto di fronte a situazioni di emergenza che chiedono iniziative eccezionali. D’altra parte, è necessario superare la logica dell’emergenza, progettando, per un futuro sostenibile, soluzioni efficaci sul lungo periodo. In questa prospettiva, merita senz’altro un’attenzione privilegiata la raccolta differenziata”. Coop c’è sempre una parte di cibo che viene buttata via. Forse è una necessità, è vero. Ma comunque sapere che succede non fa piacere... Figuriamoci allora cosa succede nei supermercati che non attuano iniziative come “Brutti ma buoni”. Appunto: perché non ce ne sono di più? Perché questo comportamento di buon senso (e morale) non diventa lo standard? “E dire che c’è anche una legge (la 155/03, legge “del buon Samaritano”) per favorire le donazioni. «È solo un problema di sensibilità – afferma monsignor Sant –. Addirittura, un ex dipendente mi ha raccontato che al supermercato in cui lavorava non solo buttavano un sacco di cibo nella spazzatura, ma per evitare che la gente andasse a recuperarlo ci gettavano sopra soda caustica». Proprio sulla sensibilità, e sulla sensibilizzazione, lavorano Ceis di Treviso e Caritas tarvisina. A fine 2008 concluderanno la loro sperimentazione biennale di “La quarta settimana” (informazioni 0422307438). Con il finanziamento del Centro di servizio per il volontariato hanno coinvolto nella raccolta di tutto quel che è ancora più che commestibile ma non più commerciabile molte aziende che a vario titolo operano in questo settore. I volontari raccolgono, Caritas o altre realtà del sociale distribuiscono. Ma, come racconta il settimanale diocesano di Treviso La vita del popolo, “i responsabili del progetto dichiarano che tutti i supermercati contattati, pur apprezzando l’idea progettuale, non hanno aderito perché le logiche commerciali li portano a tenere i prodotti sugli scaffali fino all’ultimo giorno, finendo poi per doverne buttare via in grandi quantità”. TB SPUNTI PER DOMENICA 7 SETTEMBRE Spunto per l’omelia della 3ª Giornata per la salvaguardia del creato La denuncia del male (1ª lettura) e la correzione fraterna (Vangelo) devono estendersi anche ai “peccati ecologici”. Dobbiamo aiutarci, come comunità cristiana, ad assumere comportamenti più responsabili in questo campo: vivere con maggiore sobrietà (evangelicamente: secondo la beatitudine della povertà); coltivare l’atteggiamento di contemplazione e di ringraziamento a Dio dei suoi doni; evitare nel nostro lavoro ogni comportamento che possa danneggiare il creato. Non amiamo abbastanza la terra. Ci lasciamo travolgere dal consumismo e dallo spreco. Inquiniamo e abusiamo delle risorse del mondo. Produciamo troppi rifiuti. In particolare nella 2ª lettura Paolo afferma che “pieno com- pimento della legge è l’amore”. Oggi il raggio dell’amore deve essere allargato non solo alle persone che ci stanno accanto, ma anche alle generazioni future, come pure alle realtà non umane: gli animali e le piante, l’aria e l’acqua, la terra intesa come dono di Dio e casa dell’umanità. Per la preghiera dei fedeli 1. Sostieni la Chiesa nell’annuncio del tuo amore verso ogni realtà creata, dandole capacità di lode e di ringraziamento per i tuoi doni. Preghiamo 2. Illumina coloro che guidano i popoli, perché operino per il bene comune della famiglia umana nella giustizia e nel rispetto verso ogni essere vivente e non vivente. Preghiamo 3. Dona a tutte le comunità cristiane uno stile di vita nuovo coerente con la beatitudine evangelica della povertà: semplice, giusto, cordiale, sobrio. Preghiamo 31 agosto 2008 Segue dalla prima lla fine più nessuno ci bada. Fa A ridere l’ordinanza del sindaco di Qualiano che proibisce di bere alcolici in pubblico dopo le 22, in quel contesto, dove vedi motociclisti che circolano indisturbati senza casco, dove non si rispettano i semafori e le regole di circolazione, senza parlare dei noti comportamenti criminali. L’attuale furore in fatto di ordinanze di divieto può essere perciò de- viante se non è usato con saggezza e moderazione. L’imposizione e la sanzione possono essere utili, ma è come il motorino di avviamento del motore: se il motore manca o è guasto, è inutile accanirsi con l’avviamento. Il motore, in questo caso, è dato dal senso civico dei cittadini, se manca nessuna legge può sostituirlo. Certi comportamenti nascono solamente da regole impresse nella coscienza della persona e questa scrittura interiore non avviene a suon di leggi e di sanzioni, ma è frutto dell’educazione. Prendiamo l’ordinanza del sindaco di Vicenza di cedere il posto ad anziani, disabili e donne incinte, è triste dover imporre questo comportamento con un’ordinanza. È indice di mancanza delle virtù civiche della cortesia e della gentilezza, che sono come il lubrificante dei rapporti di convivenza per farli funzionare senza attriti e intralci. I luoghi di nascita delle virtù non sono la stanza del sindaco o il ministero degli Interni. Sono la famiglia, la scuola, la comunità cristiana, le associa- LA KERMESSE SPORTIVA DI PECHINO, TRA VITTORIE E SCONFITTE NON SOLO PER GLI ATLETI Ricordi di un’Olimpiade U n soffio e a Pechino la fiamma olimpica si è spenta nello stadio a nido d’uccello, simbolo dei giochi della 29ª Olimpiade. Sedici giorni sono passati, ricchi di gioia, emozione, passione, sudore, trionfi, lacrime, vittorie e sconfitte. Abbiamo visto i colori delle bandiere di 87 paesi, sui 204 partecipanti ai Giochi, sventolare alte sui pennoni. Non importa, per lo spirito olimpico, se si è vinto l’oro, l’argento o il bronzo: anche se il nome che resterà nella storia come campione olimpico sarà solo quello del vincitore, sono stati i volti di tutti gli atleti partecipanti ad onorare Pechino 2008. Sono gli atleti che hanno onorato questa edizione, con le loro imprese e le loro delusioni, con la caparbietà di chi ha messo in ballo anni di allenamento per giungere all’appuntamento con la storia, barattando sacrifici, infortuni, famiglie e lavoro trascurati, miglioramenti impercettibili per raggiungere il traguardo: sì, anche solo per raggiungerlo, come per l’ultimo arrivato della 50 chilometri di marcia, o per il nuotatore eliminato al primo turno. L’hanno onorata dando il meglio per portare alto il nome del proprio paese, il colore della propria maglia, e perché no, anche del proprio sponsor. Resteranno i nomi e i volti di alcuni eroi più eroi degli altri, di quelli che nei giochi degli antichi Greci ad Olympia ricevevano la statua in loro onore. Sogneremo la grazia e la bellezza di Evgeniya Kanaeva, zarina russa della ginnastica ritmica, la leggenda della tre volte campionessa olimpica Valentina Vezzali, dea del fioretto, la felicità di Natalie Du Toit, sudafricana senza una gamba, tredicesima nella gara di fondo dieci chilometri di nuoto. Ricorderemo la potenza e l’eleganza di Usain Bolt, il giamaicano re della velocità nell’atletica, le otto medaglie d’oro del ragazzone statunitense Michael Phelps nel nuoto, la tecnica e la precisione dei pugni del poliziotto italiano Roberto Cammarelle nella boxe. Per ogni atleta che anche solo per un secondo avremo avuto l’onore di ammirare nel suo sforzo olimpico dovremo dire grazie. Si può obiettare tutto ciò che si vuole a questi giochi olimpici: le polemiche sui diritti umani e politici calpestati in Cina; le violenze in Tibet; la guerra in Georgia che ha violato la tregua olimpica; l’organizzazione maniacale, al limite della perfezione, dove anche il tifo era ritmato da volontari, ma un applauso non si negava a nessuno; i pannelli colorati di cartapesta per nascondere le facciate brutte delle case; i favori arbitrali in certe gare agli atleti di casa; la censura preventiva e quant’altro. Tutto vero, anzi verissimo. Ma sono stati i giochi di una generazione di atleti che per 4 anni hanno sognato Pechino: di questi molti saranno a Londra nel 2012 casomai per una rivincita o una conferma, OSSEZIA E ABKHAZIA Sulle orme del Kosovo on si è capito molto, in INtalia, della drammatica crisi che sta scuotendo il Caucaso in queste settimane. I nostri occhi, d’altronde, erano puntati quasi esclusivamente sulle vacanze e sulle Olimpiadi di Pechino. La notizia del conflitto caucasico ci ha lasciato un po’ tutti senza riferimenti geografici. Dove è la Georgia, ci siamo chiesti. Qualcuno forse, appassionato della settimana enigmistica, provava a chiedersi da che parte stessero Ossezia e Abkhazia. Credo – ahimè – che molti studenti delle superiori non sappiano nemmeno della sua esistenza. D’altronde oggi per muoversi e orientarsi basta un navigatore satellitare! La Georgia, situata nella parte centro-occidentale del Caucaso, confina a nord con la Russia, ad est con l’Azerbaigian, a sud con l’Armenia e la Turchia; ad ovest è bagnata dal Mar Nero. È uno stato situato tra Europa e Asia. Nel 2004 la Rivoluzione delle Rose ha portato al potere il presidente Mikheil Saakašvili e riconfermato lo scorso 21 maggio, provocando al contempo un ulteriore allontanamento politico da Mosca. L’Ossezia del Sud e l’Abkhazia sono rispettivamente un di- stretto amministrativo e una regione che da decenni hanno una loro autonomia ma che ne rivendicano la loro indipendenza. La Repubblica di Georgia da anni – come peraltro l’Ucraina – per smarcarsi da Mosca ha chiesto di aderire alla Nato. La Russia non condivide la “campagna acquisti” della Nato nella vecchia Unione Sovietica e secondo molti analisti quanto accaduto tra il 7 e l’8 agosto era prevedibile. La questione nazionalistica è riesplosa nel febbraio scorso con il riconoscimento del Kosovo da parte di molti paesi europei e degli Stati Uniti. Quasi contempo- zioni. Luoghi in cui non si impone con la forza, ma si forma con la persuasione, il buon esempio, la ragionevolezza. In questo senso anche chi ha il compito di provvedere all’ordine pubblico dovrebbe spesso preferire quella che gli inglesi chiamano la moral suasion, la persuasione, alla punizione. A volte è preferibile che il vigile, invece di presentarsi subito con il blocco delle multe in mano, faccia semplicemente notare il comportamento scorretto e inviti a cambiare. Quando è questione di educazione, la comunità cristiana deve sentirsi interpellata in prima persona. Essa può fare molto per sviluppare nelle persone quel senso civico di cui siamo troppo carenti. Anche perché questo non è altro che una manifestazione molto concreta di quella virtù che sta alla base di tutte le altre: l’amore per il prossimo. Un’educazione efficace all’amore deve avere la capacità di dare ad esso i mille nomi con cui si esprime: cortesia e gentilezza con tutti, attenzione ai più deboli, saluto frequente, cura delle cose comuni, pulizia, rispetto dell’ambiente. È da questa virtù primaria che nascono tutte le altre, compreso il senso civico. GpM ma per molti il tempo della gara terminava in Cina. Gli atleti hanno dato il loro volto a Pechino 2008: se qualche atleta ha ricordato il Tibet, il Dalai Lama, e ha donato chi i suoi guantoni, chi gli occhiali, chi la bici, per sensibilizzare su temi scottanti, altri, ricchi e famosi hanno fatto donazioni per i bambini cinesi restati senza scuole dopo il terremoto della scorsa primavera. E, magari bisognerà riflettere su come mai, sia durante la cerimonia inaugurale, che ancor di più in quella conclusiva, pro- prio gli atleti, così liberi, così potenzialmente comunicativi, così efficaci con la loro semplicità, non siano stati al centro della regia televisiva cinese, forse timorosa che da essi potessero giungere gesti o testimonianze che intaccassero la perfetta macchina organizzativa. Che se ha regalato al mondo delle impeccabili manifestazioni sportive in splendidi impianti ai limiti della fantascienza, non ha cancellato i problemi che la Grande Muraglia, per sedici giorni, ha solo nascosto. E pagheranno dazio tutti quei politici di tutto il mondo che volevano bloccare i giochi pechinesi, ma non gli affari che le aziende dei loro paesi fanno con la Cina. E valgano per tutti, con la loro forza epica tre gesti, che a larghi passi ci inviano verso il Tamigi, verso i giochi della trentesima Olimpiade di Londra 2012: l’abbraccio e il sorriso tra l’atleta russa e quella georgiana, dopo la gara di pistola; la corsa del nuotatore tunisino medaglia d’oro dei 1500 metri stile libero, per abbracciare la sua famiglia che lo ha accompagnato ai giochi; la gioia e le parole bellissime dei figli della canoista Josefa, il dito alto nel cielo di Alex Schwazer, medaglia d’oro della 50 km di marcia, alto verso quel cielo di Pechino che ha onorato gli dei di Olympia. Josefa Idem festeggia con i figli raneamente la tensione nelle relazioni tra Georgia e Russia è andata in forte crescendo da quando Mosca ha dichiarato di voler stabilire “relazioni legali” con l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud, regioni secessioniste all’interno della Georgia. L’Europa è stata a guardare nonostante da tempo da quell’area provenissero segnali di guerra, non volendo assumere lo stesso registro proKosovo. Mosca è comprensibilmente di diverso avviso vista l’importanza geo-politica di queste regioni confinanti. Pur essendo dalla parte della Serbia, sul Kosovo è finora stata all’angolo; per l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia non poteva fare altrettanto. Ritornando alle cronache. Ritirati i carri armati, l’artiglieria pesante e centinaia di soldati dal cuore della Georgia, la Russia continua a mantenere il controllo della città di Poti, porto strategico georgiano sul Mar Nero, e un posto di controllo a circa 10 chilometri dalla città di Gori, a 90 km dalla capitale Tbilisi, luogo strategico per il traffico ferroviario e stradale nell’intero paese. Stati Uniti ed Europa temono che la presenza russa in Georgia rafforzi le divisioni etniche nel Paese e metta a repentaglio il governo filo-occidentale del presidente Mikheil Saakašvili. Intanto in Georgia permane la legge marziale e sono oltre 100 mila i profughi che si sono riversati nella capitale georgiana Tbilisi a seguito del conflitto scoppiato lo scorso 8 agosto. Il conflitto in Ossezia del Sud sta facendo tornare indietro di anni le lancette dell’orologio nelle relazioni tra la Nato e il Cremino. Lo stesso Pontefice nell’Angelus di domenica scorsa ha espresso viva preoccupazione per la situazione internazionale che “registra in questi giorni un crescendo di tensione”. Enrico Vendrame Attualità 31 agosto 2008 LA NUOVA LEGGE CHE VUOLE PROTEGGERE I CITTADINI Sicurezza, luci e ombre 5 SANZIONARE NON BASTA Il rigorismo delle sanzioni senza le corrispondenti modifiche dell’ordinamento penitenziario e senza altri interventi alternativi alla pena detentiva rischia di essere vanificato o comunque di non conseguire gli obiettivi prefigurati Rodolfo Piccin I l cosiddetto pacchetto sicurezza, e cioè il decreto legge 23 maggio 2008, numero 92 (pubblicato in Gazzetta ufficiale del 26 maggio 2008, numero 122), è stato convertito nella legge 24 luglio 2008 numero 125 (pubblicata in Gazzetta ufficiale del 25 luglio 2008, numero 173). Si tratta di una legge assai articolata, legata dal filo conduttore della ricerca di misure idonee a incrementare il livello di protezione dei cittadini in diverse aree, fra le quali – per citarne solo alcune –: immigrazione (articoli 1, 5 e 9), sicurezza stradale (articolo 4 e parte dell’articolo 1), delega ai sindaci per compiti di ordine pubblico (articolo 6), impiego delle forze armate nel controllo del territorio (articolo 7 bis). A quanti si occupano della sua applicazione pratica, il complesso delle norme varate appare pieno di luci – che pure ci sono – e ombre, che non mancano: prima di tutto perché prevale l’idea di fondo che la sicurezza si esaurisca nell’ordine pubblico, mentre al contrario i tribunali registrano che nella società civile è crescente il senso di insicurezza del presente, in senso lato soprattutto economico: sono in netto aumento non solo i fallimenti delle medio-piccole industrie e i decreti ingiuntivi, altresì nei confronti dei privati impegnati nei pagamenti dei mutui; ma anche le richieste di tutela rivolte al giudice del lavoro da numerosi precari; si stanno rarefacendo, inoltre, gli interventi di natura assistenziale erogati dagli enti locali, con conseguente aumento del contenzioso da parte di chi pensa di avervi diritto. In secondo luogo, la tecnica legislativa adottata è, per così dire, da manovra economica: perché il pacchetto si ispira a quella teoria per la quale le norme penali possono essere uno strumento di governo della società, così come le norme fiscali lo sono per l’economia: al contrario, l’inasprimento delle sanzioni penali, senza uno sforzo educativo diretto ad aumentare la coscienza della corresponsabilità sociale, raramente si è dimostrato efficace a regolare i fenomeni che percorrono la comunità civile. In terzo luogo, i passi della riforma relativi all’accelerazione dei procedimenti penali, previsti dall’articolo 2), si scontrano con la cronica scarsità di risorse, sicché criteri di priorità e sospensione dei processi scontano il rapporto con un apparato da anni impoverito in mezzi e uomini. In quarto luogo, il rigorismo sanzionatorio senza le corrispondenti modifiche dell’ordinamento penitenziario e, soprattutto, senza altri interventi alternativi alla pena detentiva – dimostratisi i più efficaci – rischia di essere vanificato o comunque di non conseguire gli obiettivi prefigurati. Immigrazione In tema di immigrazione, la legge prevede che il cittadino extracomunitario clandestino che commetta un qualsiasi reato subisca, per il solo suo stato di irregolarità nel territorio nazionale, un aggravamento di pena sino ad un terzo in più. Si tratta di una misura che abbassa la soglia di intervento penale fino a ricomprendere, in modo indiretto, fra i delitti mere forme di irregolarità amministrativa, e che finisce per punire una condizione sociale, come lo è la povertà, etichettando automaticamente con un’eccedenza di pericolosità sociale ogni straniero privo di permesso di soggiorno, circostanza non avallata dalla realtà dei fatti né dai dati disponibili: migrare, infatti, non è di per sé un indice di maggiore criminalità. Inoltre l’esperienza sul campo non depone a favore della capacità dissuasiva di un simile intervento penale: i fattori di spinta delle migrazioni non verrebbero scoraggiati, mentre invece si ingolferebbe il sistema giudiziario e carcerario, a discapito di questioni di maggior rilievo. Non va poi dimenticato che l’immigrato irregolare è a sua volta spesso vittima di comportamenti ben più gravi di quello che può indirettamente conseguire dall’avere varcato una frontiera senza permesso: riflettiamo su quanti si servono della situazione di debolezza e di bisogno degli immigrati irregolari, ad esempio su coloro che ne sfruttano la forza lavoro, assunti in nero e senza norme di sicurezza; su chi approfitta della debolezza delle donne immigrate costringendole alla prostituzione in condizioni vicine alla schiavitù; su chi brucia i campi nomadi, abitati anche da donne e bambini; su chi affitta (sempre in nero e a prezzi elevati) immobili fatiscenti a frotte di immigrati. A tale proposito, opportunamente il pacchetto sicurezza prevede che tali locatori siano colpiti, oltre che con la reclusione, anche con la confisca dell’immobile. Funzioni del sindaco Il governo ha potenziato le funzioni del sindaco, attribuendogli il potere non solo di emanare provvedimenti urgenti diretti a eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, ma anche di segnalare alle competenti autorità amministrative o giudiziarie la condizione irregolare dello straniero: non nascondendoci il pericolo che tanti poteri siano utilizzati esclusivamente in funzione antimmigrato, contrastandone anche le manifestazioni della cultura, è senz’altro positivo il coinvolgimento delle autorità e, per la loro rappresentanza, delle comunità locali nell’individuazione e nella condivisione di strumenti idonei a superare le criticità che connotano alcuni ambiti territoriali – non solo emergenza rifiuti, ma anche contrasto allo sfruttamento del lavoro nero e della prostituzione, al gioco d’azzardo, allo spaccio di sostanze stupefacenti –: i sindaci, pertanto, dispongono da oggi di un importante strumento di inclusione sociale. Forze armate per controllare il territorio Per quanto concerne l’uso delle forze armate per compiti di pubblica sicurezza, le nuove disposizioni offrono risposta esclusivamente alla domanda di percezione di sicurezza: l’ordinario bisogno dei cittadini, assai enfatizzato dalla più parte dei mezzi di comunicazione sociale, di sentirsi protetti in città o aree particolarmente esposte al rischio della microcriminalità – ancorché i dati in possesso del ministero della Giustizia ne registrino il significativo calo già dall’anno 2007 –, trova risposta con l’impiego di mezzi straordinari e, a lungo andare, dalla scarsa efficacia dissuasiva; il controllo effettivo del territorio urbano va, infatti, potenziato attraverso l’aumento dei fondi di bilancio a disposizione delle forze di pubblica sicurezza – Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, Polizia penitenziaria, Corpo forestale regionale, Polizia locale –, le uniche che vengono espressamente valutate, reclutate e preparate per scopi tanto delicati, non certo ricorrendo a soluzioni tampone. Circolazione stradale Un intervento molto incisivo è stato adottato in materia di circolazione stradale: l’automobilista e proprietario dell’autoveicolo che guidi in stato di ebbrezza alcolica, con un tasso alcolemico superiore a 1,5 mg/l, incorrerà non solo nelle più severe pene dell’arresto da tre mesi ad un anno e nell’ammenda da 1.500 a 6.000 euro, ma anche nella sospensione della patente di guida da uno a due anni e nella confisca obbligatoria dell’autovettura: il veicolo, cioè, verrà venduto all’asta dallo Stato. I casi di recente applicazione di quest’ultima disposizione confermano che le misure di sicurezza patrimoniali, qual è la confisca, hanno un potere dissuasivo ben più sentito della sanzione penale: ciò sta conducendo ad un auspicato mutamento del costume – l’incontro conviviale tra amici impone che almeno uno di essi si astenga dal bere alcolici, per poi potersi mettere alla guida e riaccompagnare a casa i commensali –, e opportunamente riapre la strada, da tempo indicata dagli operatori del diritto, ad una strategia politica che non inasprisce le pene, spesso destinate ad essere sospese, ma confida nella funzione educativa e per ciò preventiva di sanzioni alternative – l’obbligo di prestare un lavoro socialmente utile, ad esempio –, maggiormente capaci di fare maturare il singolo e la comunità sul disvalore del fatto commesso. Rodolfo Piccin giudice in Pordenone 6 Attualità L’ape di Alessandro Toffoli Vendemmia: i voucher che non attraggono vendemmia in corso, in atA tesa del tradizionale appuntamento con le previsioni 31 agosto 2008 della vendemmia del Nord-Est (lunedì 1 settembre nella sede di Veneto Agricoltura) dove scopriremo se alla disperazione post maltempo corrisponderà o meno un calo di produzione, si tirano i primi bilanci sui “voucher” introdotti per regolarizzare la vendemmia. Stando ai numeri pubblicati dai giornali, un flop. Pochi i blocchetti richiesti all’Inps e agli uffici postali provvisti, a fronte di centinaia di aziende agricole. Le cause? La complicazione della pratica comunicazioneacquisto-incasso, il taglio (dieci euro lordi, che non possono essere né orari né giornalieri), i destinatari (solo pensionati e studenti maggiorenni). E magari pure la convenienza: quel 25% di tasse, meglio spartirselo, senza pastoie burocratiche e “pronta cassa”, no? Ad essere sinceri, tutte condizioni che gli addetti ai lavori, e non solo loro, avevano ampiamente previsto. PROTOCOLLO TRA PROVINCIA, VENETO AGRICOLTURA E ASCO PIAVE PER PROMUOVERNE L’UTILIZZO Scommessa biomasse S oddisfano circa il 15% degli usi energetici primari nel mondo, con una produzione annuale che corrisponde a circa 1.200 milioni di tonnellate di petrolio. Le biomasse però – termine con il quale si intendono i materiali di scarto di origine biologica (alberi, coltivazioni, alghe, residui forestali e agricoli, reflui, scarichi domestici, fanghi, eccetera) – sono maggiormente usate dai paesi in via di sviluppo (40-90% del loro fabbisogno) mentre nei paesi industrializzati d’Europa, per esempio, si va dal 18% di Svezia e Finlandia al 2% dell’Italia. Eppure, se usate in modo appropriato e corretto, le biomasse potrebbero garantire all’Europa un potenziale energetico pari al 10% del totale. Una strada dunque da percorrere, a cominciare da comunità locali come la Marca trevigiana dove, il 24 luglio scorso, la Provincia di Treviso, Veneto Agricoltura e Asco Piave hanno firmato insieme un protocollo d’intesa per la produzione di energia tramite biomasse, ottenute dai sottoprodotti agricoli. Ma anche una scelta obbligata, vista la crisi energetica da combustibili fossili ormai alle porte, che non potranno essere rimpiazzati a lungo dall’energia nucleare basata, a sua volta, su di una fonte energetica esauribile: infatti, secondo gli esperti, rimanendo ai livelli attuali di consumo, l’uranio esaurirà le riserve recuperabili a minor costo entro il 2035 e quelle più costose, estraibili almeno a 130 dollari/kg U, entro il 2070. Come a dire, si sposta il problema ma senza risolverlo per le generazioni future. «La nostra dipendenza energetica dall’estero – ha affermato Gildo Salton, presidente Asco Piave durante la firma del protocollo di Treviso – è attualmente pari all’84%, ma nel 2020 salirà al 95%. È per questo che è opportuno incoraggiare strategie per reperire for- DOPO LA TROMBA D’ARIA DEL 2006. CON IL 20% DELL’IRPEF I COMUNI DAREBBERO DI PIÙ Rimborsi del 4% l 29 giugno 2006 una violenIcomuni ta tromba d’aria devastò 70 del Veneto, tra le province di Treviso, Vicenza e Verona con particolare violenza nella zona tra Fonte e Montebelluna, nel Trevigiano. I danni furono calcolati in oltre 15 milioni di euro. Per puro caso non si registrarono vittime. A distanza di due anni, la Regione Veneto ha deliberato i rimborsi spettanti ai privati cittadini e attività produttive che avevano subito danni a cose, fabbricati, immobili. Il fondo messo a disposizione dalla Regione per questa avversità atmosferica è stato di 518 mila 358 euro. Privati cittadini e attività produttive hanno così la possibilità di attivare una complicata procedura per ottenere appena il 4,22 per cento del danno su- bito. Molti sindaci hanno commentato: «È una beffa». «Con il federalismo fiscale che i sindaci propongono non sarebbe mai potuto accadere – commenta Antonio Guadagnini, vicesindaco del Comune di Crespano del Grappa e leader della proposta del 20% dell’Irpef che ha coinvolto oltre 400 primi cittadini del Veneto –. Semplicemente, i fondi avrebbero potuto essere attinti dalla compartecipazione a questo tributo. E ogni sindaco avrebbe potuto ristorare nella misura ritenuta più equa i suoi cittadini e i suoi imprenditori. Senza aspettare due anni e soprattutto senza fare tanta burocrazia per ottenere un ristoro assolutamente modesto, che non paga nemmeno le carte che bisogna produrre. È venuto il momen- Gildo Salton me di energie alternative, soprattutto quelle rinnovabili, naturalmente con un occhio alla salvaguardia dell’ambiente». «Dopo il protocollo – ha aggiunto l’amministratore unico dell’azienda regionale Veneto Agricoltura, Corrado Callegari – partirà un tavolo tecnico per approntare delle soluzioni per Treviso. Ricordo che nel Veneto ci sono 7 milioni di tonnellate di biomasse disponibito di andarci a prendere i soldi delle nostre tasse e far restare sul territorio e all’ente più vicino ai cittadini, il comune, le tasse che paghiamo. La nostra proposta va esattamente in questa direzione: basta con il meccanismo della spesa storica, basato su dati di bilancio di quarant’anni fa. Cominciamo a ragionare per il nostro territorio e per i nostri cittadini. Una parte dell’Irpef che noi paghiamo deve restare al comune». Il movimento dei sindaci del Veneto è nel pieno della propria attività: il 15 settembre incontrerà i parlamentari eletti in Veneto e il 1º ottobre scenderà a Roma con il “treno del federalismo”. In questi giorni sono in corso le prenotazioni on-line di tutti i primi cittadini per l’Eurostar che li porterà nella capitale, dove hanno chiesto di essere ricevuti dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nei giorni scorsi, una riunione a Padova ha messo a punto la macchina organizzativa in vista degli appuntamenti d’autunno. CONTRIBUTI A CHI ESTIRPA VIGNETI dall’Agricoltura LuIchecal ministro Zaia ha firmato il decreto prevede premi ai produttori che chiedono l’estirpazione dei vigneti, come previsto dal Regolamento Ocm dell’Unione europea. I viticoltori devono presentare domanda entro il 15 settembre di ogni anno agli organismi pagatori per ottenere i premi, decrescenti nel corso degli anni, calcolati sulla base della resa storica del vigneto. li da animali e scarti agricoli e che dei 28 impianti esistenti solo 12 operano con scarti agricoli». Nel Trevigiano ci sono già alcuni impianti in via di sperimentazione, come per esempio a Fregona presso la scuola elementare, le medie e la palestra, e nella Castellana per fluenti zootecnici. Anche la nuova sede provinciale al S. Artemio è stata progettata per ricavare energia dalle biomasse, insieme a 6 mila metri quadrati di pannelli solari, impianti fotovoltaici e geotermia che la renderanno del tutto autosufficiente: «Nella Marca – ha spiegato l’assessore provinciale all’Agricoltura, Marco Prosdocimo – ci sono 24 mila ettari, pari a un terzo del Veneto, che producono due tonnellate di sarmenti con umidità per ettaro. Potremmo ricavare energia pari a 21 milioni di litri di gasolio, che possono scaldare 10 mila appartamenti di 100 metri quadri l’uno. Non solo: risolveremmo anche i problemi degli agricoltori stretti tra il divieto di non bruciare i tralci e l’obbligo di stoccarli». L’accordo si propone, in particolare, di fare il quadro della situazione dello sviluppo delle biomasse legnose nel territorio, individuando quali siano le fonti, quali le quantità e quali impianti da costruire. Paola Fantin Per l’Italia il plafond stabilito per il triennio 2009-2001 è di 58 mila 435 ettari (su di un totale di 730 mila 439, 72 mila dei quali Luca Zaia in Veneto). Ogni singola regione non potrà estirpare oltre il 10 per cento della superficie a vigneto coltivata nel proprio territorio. È MORTO L’EX MINISTRO GAVA enerdì 8 V agosto è mancato a 78 anni, dopo una lunga malattia, l’ex ministro Antonio Gava. Anche se la sua figura è legata al nome di Napoli, Gava, e il padre Silvio (13 volte ministro tra gli anni Cinquanta e Sessanta), erano nati a Vittorio Veneto. In particolare, Antonio Gava, anche da ministro, saliva nella sua casa di famiglia, nei pressi di Meschio, per qualche ora di riposo. La sua presenza, in quelle occasioni, era segnalata dalla pattuglia dei carabinieri sotto casa. Sette volte ministro (dai Rapporti col Parlamento, alle Poste e Telecomunicazioni, dalle Finanze agli Interni), apparteneva alla corrente dorotea della Democrazia cristiana, e fu ispiratore del patto tra Craxi, Andreotti e Forlani che fece nascere il cosiddetto “Caf ” negli ultimi anni della prima Repubblica. Nel 1993 su di lui si abbatte l’accusa di collusione con la camorra per le dichiarazioni di un pentito. Fece tre giorni di carcere, e fu agli arresti domiciliari per 6 mesi. Dopo tredici anni arrivò per lui la definitiva assoluzione. RICORDANDO HIROSHIMA E NAGASAKI abato 9 agosto, “Beati i coSd’accoglienza struttori di pace” e il “Centro E. Balducci” di Zuliano (Ud) si sono raccolti davanti alla base Usaf di Aviano nel 63º anniversario dello scoppio delle prime due atomi- che in Giappone (il 6 agosto 1945 ad Hiroshima e il successivo 9 a Nagasaki). «L’arma atomica è il nemico più diabolico della vita» hanno sottolineato “Beati i costruttori di pace”, ricordando inoltre che la base di Aviano contiene «ben 50 testate atomiche che, se colpite da un nemico munito di altrettanta forza, potrebbero procurare nei primi dieci minuti di conflitto un milione e mezzo di morti nel Friuli e nel Veneto orientale». MS Economia 31 agosto 2008 APERTO A CISON DI VALMARINO Un canile per l’Ulss 7 stato inaugurato il primo riÈ fugio per cani abbandonati a servizio dei 28 comuni dell’Ulss 7. La struttura è stata realizzata in Cal della Pila a Cison di Valmarino grazie a un finanziamento congiunto di Ulss (a carico del bilancio parte sociale) e Regione. Il canile ha lo scopo di accogliere e tutelare gli ani- mali d’affezione al fine di prevenire il randagismo. La gestione del canile consortile è stata affidata, per 15 anni, a Michela Barel la quale gestisce, accanto al canile, una pensione per cani. Il canile, la cui realizzazione è stata seguita dal Comune di Cison in qualità di comune capofila, è costituito da 12 box. La convenzione che regola il funzionamento della struttura prevede che l’onere del mantenimento dei cani, dal momento della consegna fino all’affido, o alla morte dell’animale, è a carico dei comuni alle seguenti tariffe giornaliere: per i cani di taglia medio-piccola (peso fino a 15 chili) 3 euro al giorno; per i I DATI EXCELSIOR PER LA PROVINCIA DI TREVISO INDICANO UN CAMBIAMENTO DI ROTTA Servono laureati U nioncamere ha reso noti i nuovi dati Excelsior e l’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Treviso ha elaborato i dati di previsione sull’occupazione per la nostra provincia, dove è previsto un saldo positivo di 1.570 nuove assunzioni. Più precisamente: 14.700 entrate, stagionali inclusi, a fronte di 13.130 uscite. Settore d’impiego Il maggior aumento di posti è nel settore dei servizi, soprattutto dal credito e dai servizi alle imprese, (2.750 entrate e 2.080 uscite); nell’industria (costruzioni incluse) c’è un aumento di 520 posti, in maggioranza nell’industria meccanica e nel legno-arredo. Dimensioni dell’impresa Sono le medie imprese (50 dipendenti e più) a prevedere il maggior numero di entrate (quasi 7.000 su 14.700): oltre l’85% di esse prevede di effettuare delle assunzioni per il 2008. Tipo di contratto Se nel 2007 si registrava ancora una prevalenza delle assunzioni TESSARI: “UN BUON SEGNALE” l dato più rassicurante che emerge dall’indagine – afferma Fe«le imprese Iderico Tessari, presidente della Camera di Commercio – è che trevigiane hanno voglia di crescere e sono convinte che, per competere sui mercati globali, occorrono risorse umane più preparate e più competenti. Per la prima volta, infatti, la domanda delle imprese di laureati e diplomati costituisce la maggioranza fra le assunzioni previste. Un cambio di rotta che conferma la determinazione competitiva delle imprese trevigiane. Inoltre le imprese sono pronte a scommettere sui giovani di valore anche se offrono in prevalenza rapporti di lavoro a tempo determinato. Il 29% di questi, finalizzato alla prova di nuovo personale, quasi sempre si trasforma in un contratto a tempo indeterminato. Le imprese, in particolare quelle medie e piccole che esprimono l’intenzione di assumere, cercano la qualità non la precarietà. Resta piuttosto da colmare il gap fra i fabbisogni di capitale umano di qualità espressi dalle imprese e il sistema della formazione». a tempo indeterminato (45,7% sul totale assunzioni), nel 2008 la situazione si ribalta: nelle imprese diventa maggioritario, almeno nelle intenzioni, l’orientamento ad assumere a termine: il 46,4% contro il 42,6% di assunzioni a tempo indeterminato. A quota 8,7% si arresta il contratto di apprendistato (nel 2007 era al 10%). Figure professionali Aumenta il peso delle “profes- sioni tecniche e ad elevata specializzazione”: tecnici dell’amministrazione e dell’organizzazione, i tecnici dei rapporti con i mercati e gli specialisti e tecnici delle scienze ingegneristiche e matematiche. Stabile il gruppo dei “lavori impiegatizi” ma diminuisce vistosamente la domanda di personale di segreteria mentre aumenta, in particolare, il personale addetto a funzioni logisti- NUOVO PROTOCOLLO CON BANCHE E NOTAI Mutui, aiuto dalla Provincia venti di crisi finanziaria che Inegli spirano dal di là dell’Oceano, Usa, preoccupano il mondo intero e anche Treviso che, proprio per questo, ha deciso di introdurre nuove agevolazioni per chi accenda un mutuo sulla prima casa. Meno burocrazia e costi notarili calmierati, dunque, per chi effettua la surroga di un mutuo da una banca all’altra. Questo in sintesi il contenuto del Protocollo d’intesa firmato qualche giorno fa tra la Provincia di Treviso, alcune delle banche operanti in Provincia di Treviso e il Consiglio notarile della Marca, rappresentato dal suo presidente Paolo Mammucari. L’iniziativa segue il protocollo già firmato dalla Provincia e le banche stesse il 7 dicembre scorso che di fatto anticipava, a livello nazionale, il decreto Bersani e garantiva al cittadino numerose possibilità, come passare da un tasso variabile ad uno fisso o ridurre lo spread sul tasso variabile, oppure allungare la durata del mutuo o avviare tutte quelle azioni che il singolo cittadino ritiene necessarie per riuscire a pagare le rate del mutuo e non perdere la casa ipotecata e altre ancora. Ora vi saranno due nuovi vantaggi per i cittadini: minor burocrazia, perché per facilitare il passaggio da una banca ad un’altra ritenuta più conveniente dal cittadino e anche per stabilire una modalità applicativa uniforme, si realizzerà un unico atto sottoscritto a tre (banca cedente, banca subentrante e cittadino), nel quale si riepilogano tutti gli adempi- menti per la rapida conclusione dell’operazione di surroga/portabilità; inoltre tariffe notarili ridotte ai minimi nazionali con costi a totale carico delle banche. Questo intervento però, come sottolineato dall’assessore al Bilancio Noemi Zanette, «non dev’essere confuso con la manovra del ministro Tremonti, che tende a garantire la costanza dell’importo della rata, definendolo sulla base della media delle rate 2006, lasciando però il sottostante tasso passivo variabile oscillare in aumento o in diminuzione. Il che va bene se i tassi diminuiscono, ma in caso di aumenti il cittadino corre il rischio di trovarsi con un altro indebitamento per chissà quanti anni. Con la nostra iniziativa, invece, gli permettiamo cani di taglia medio-grande (peso superiore a 15 chili): 5 euro al giorno per i primi 4 mesi di custodia, 4 euro al dì per i successivi 4 mesi, 3 euro a partire dal nono mese. Il canile è aperto per le visite dal lunedì al sabato con i seguenti orari: 9-11.30 e 16-18. Le foto dei cani ospitati nella struttura sono riportate anche nel sito http://blog.libero.it/enpatreviso/. Fino ad agosto 2008 nel territorio dell’Ulss 7 sono stati recuperati 399 cani, la maggior parche. In lieve aumento il gruppo delle “professioni correlate alle attività commerciali e dei servizi”: gli addetti alle vendite al minuto e gli addetti ai pubblici esercizi. Le professioni più richieste sono: addetti alle rifiniture nelle costruzioni, meccanici montatori; ebanisti, falegnami, addetti trattamento legno; operai specializzati nelle lavorazioni alimentari, conduttori di catene di montaggio automatizzate e di robot industriali, operai addetti ai macchinari dell’industria tessile e dell’abbigliamento, addetti macchine per lavorazioni metalliche, conduttori di veicoli a motore. In calo il gruppo delle professioni non qualificate. Titoli di studio Aumenta la domanda di laureati, dal 6,4% del 2007 al 10,8%. Ma è l’intera domanda di lavoro trevigiana che conosce uno slittamento verso l’alto in termini di titoli di studio richiesti. Anche l’incidenza dei diplomati, infatti, passa dal 39,4% al 42,1%. Dunque, per il 53% delle assunzioni previste le imprese guardano alla fascia alta dell’istruzione. In leggero aumento anche la domanda di personale con qualifica professionale regionale (dal 6,8% al 8,5%), apprezzata probabilmente per la formazione pratica che essa dovrebbe garantire ai neo-assunti. In calo, invece, la formazione professionale di Stato, titolo la cui incidenza passa dal 10,2% al 7%. 7 te sprovvisti del microchip obbligatorio per legge. In particolare nel 2007 a Conegliano sono stati recuperati 69 cani, e 63 a Vittorio; quelli recuperati a Miane, Pieve di Soligo e Codognè erano tutti senza microchip. Ogni anno si stimano circa 3 mila microchippature nel territorio dell’Ulss 7 a fronte di un numero molto superiore di animali presenti nel territorio. Gli abbandoni nell’Ulss 7 sono passati da 51 nel 1993 a 391 nel 2007, con un aumento quindi di 7 volte. FUNGHI Controlli a Pieve e Conegliano gni anno, in autunno, auOmentano i casi di intossi- cazione da funghi, spesso legati al consumo di funghi raccolti personalmente, confidando in conoscenze non sempre approfondite o nella buona sorte. Il Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione del Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 7 svolge da sempre un servizio di controllo micologico con tecnici qualificati. Anche quest’anno per favorire la sensibilizzazione della popolazione sul tema viene svolto un servizio di controllo funghi ai privati, nelle sedi di Conegliano e Pieve di Soligo: a Conegliano in via Maset 1, dal lunedì al venerdì indicativamente dalle 8 alle 9.30 (per concordare altri orari 0438663940, 663947); a Pieve in via Lubin dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 9.30 (orari diversi allo 0438-664342, 664431). Si ricorda che per raccogliere i funghi è necessario munirsi di apposito permesso (rilasciato da comuni e Comunità montana, a seconda), e che i funghi vanno trasportati in contenitori rigidi e aerati: i funghi presentati in borsette di nylon verranno distrutti. RINEGOZIAZIONE DEI MUTUI, LE DATE er chi invece il mutuo lo ha già contratto, la situazione è P diversa, relativamente alla rinegoziazione dei mutui per l’acquisto, la costruzione, la ristrutturazione dell’abitazione principale. Il 29 agosto 2008 è scaduto il termine entro cui banche e intermediari dovevano formulare ai clienti interessati la proposta di rinegoziazione, ovvero tre mesi dopo l’entrata in vigore del decreto legge 93 del 2008 che, all’articolo 3, ha introdotto la rinegoziazione dei mutui. A partire dal 1º gennaio 2009, l’importo delle rate da versare sarà più basso per chi ha rinegoziato il mutuo, portandolo ad un tasso come quello medio del 2006, aumentando la durata del mutuo per un numero di rate sufficienti a pagare la differenza creatasi con l’abbassamento della rata. È giusto ricordare che può essere conveniente spostare il mutuo da una banca all’altra, e questo spostamento (la cosiddetta surrogazione) – per legge – deve essere concesso gratuitamente. di ridurre per davvero il costo di indebitamento se a tasso variabile e, in più, lo tuteliamo di fronte all’eventuale ulteriore innalzamento improvviso e indefinito, nel tempo, dei tassi di interesse, mettendogli a disposizione anche l’alternativa del tasso fisso e, sempre, a condizioni vantaggiose contrattate dalla Provincia con le banche di giorno in giorno». Per saperne di più, rivolgersi telefonicamente all’Ufficio mutui prima casa (telefono 0422656418), presso il quale è ora disponibile al giovedì mattina anche un servizio di consulenza gratuita notarile. Paola Fantin 31 agosto 2008 UNA ELEZIO Trent’anni fa il conclave che ele A ALDO TOFFOLI RICORDA LE SUE PRIME IMPRESSIONI Era lui, era sempre lui! uando, quella sera del 26 aQ gosto 1978, si diffuse per Vittorio Veneto la notizia che era stato eletto papa mons. Albino Luciani, la città fu come percorsa da una scossa elettrica: la gente uscì per le strade, si formarono dovunque capannelli vocianti, le campane si misero a suonare a distesa. I discorsi di tutti esprimevano insieme stupore, gioia, entusiasmo: e cominciò subito la gara a citare episodi e parole del “nostro” vescovo, di cui non c’era nessuno che non fosse stato a suo tempo testimone. Ma non erano pochi coloro che, a Vittorio, sentirono dentro in quel momento anche, come dire?, un filo di apprensione. Erano soprattutto quelli che avevano assistito, il 10 gennaio 1959 (c’ero anch’io), all’ingresso di monsignor Luciani in diocesi di Vittorio Veneto come nuovo vescovo. Lì constatammo, perfino con una certa angoscia, che forse non avevano torto coloro che avevano sollevato qualche obiezione alla nomina di monsignor Albino Luciani a vescovo, a mo- tivo della sua voce esilissima, quasi impercettibile. Di fatto, della sua prima omelia nella Cattedrale di Vittorio Veneto, in pochi riuscimmo a intendere qualcosa di quello che disse. Anche perché i microfoni e gli altoparlanti della chiesa, nell’occasione, dettero una prova penosa. All’uscita, ci scambiammo un po’ tutti impressioni fatte di sgomento e di perplessità. E non bastarono del tutto a compensarle la gentilezza, il garbo, il sorriso accattivante del nuovo Pastore, e la naturale simpatia che suscitavano. Nei giorni seguenti fu tutto un agitarsi di elettricisti e tecnici per mettere gli impianti di amplificazione del Duomo all’altezza della prova. E, a seguire, in tutte le chiese della diocesi si provvide con sollecitudine al riguardo. È da pensare che, i tecnici, abbiano lavorato bene. Perché di lì in avanti i discorsi di mons. Luciani riuscimmo ad ascoltarli senza particolari difficoltà. Tanto che, col tempo, finimmo col dimenticare il suo “difetto”. Tanto che l’impressione comu- ne era che la sua voce si fosse rinsaldata (l’aria della Sinistra Piave – disse qualche buontempone fanatico di qui – fa bene alle corde vocali). Ma, la mattina della domenica 27 agosto, il giorno dopo l’elezione, nel momento in cui il nuovo papa comparve sulla loggia di San Pietro per l’Angelus, in molti di noi il ricordo di quell’episodio riemerse, e l’attesa delle sue parole ci tenne col fiato sospeso. Eravamo tutti là, davanti al televisore (credo che a Vittorio e in tutta la diocesi ben pochi badassero ad altro, in quei momenti): e non valse certo a… rassicurarci l’inquadratura iniziale con cui il papa ci fu presentato: un punticino bianco, quasi sperduto entro la cornice gigantesca della facciata della Basilica vaticana. Ma poi fu subito “primo piano”, e lo rivedemmo con i suoi soliti occhiali, e il ciuffo ribelle, e il suo sorriso, naturale e gioioso. E suonò la sua voce, proprio quella che conoscevamo, garbata, morbida, dolce, quella che nel tempo ci aveva fatto perfi- lle 19.19 del 26 agosto 1978 il cardinale Pericle Felici annunciò, dalla loggia della Benedizione della basilica di San Pietro, l’elezione a papa di Albino Luciani. A tempo di record i 111 cardinali avevano scelto il successore di Paolo VI, mancato il 6 agosto: dall’“extra omnes” alla fumata bianca passarono solo 25 ore e 48 minuti. Solo 4 votazioni per trovare l’accordo. La candidatura di Luciani, che aveva 65 anni ed era patriarca di Venezia, si impose quando divenne evidente che la maggioranza dei cardinali voleva un papa dallo stile completamente nuovo, senza relazioni con l’ambiente curiale; dopo l’elezione lo stato d’animo che no dimenticare il ruolo degli altoparlanti. E le prime, indimenticabili parole, che stupirono il mondo, per la loro disarmante semplicità: «Ieri mattina io sono andato alla Sistina a votare tranquillamente. Mai avrei immaginato quello che stava per succedere...». Un tono dimesso, colloquiale. Aveva davanti decine di migliaia di persone, radio e televisione lo mettevano in contatto con altri milioni e milioni, ed egli parlava come se ne avesse davanti due o tre e si confidasse con loro. Era lui! Era sempre lui! Quella voce, quel tono, perfino certe espressioni di quel suo breve discorso, ci suonavano familiari. La realtà del grande evento di quelle ore, che ancora ci rendeva confusi e increduli, ci si rivelò in quei momenti con estrema nitidezza: il nostro Vescovo era diventato Papa! Aldo Toffoli GIAN MARIA VIAN MOSTRATO PIUTTOSTO CHE DATO n un editoriale il direttore delIl’Osservatore Romano Gian Maria Vian ha ricordato Luciani paragonandolo a un altro pontificato altrettanto breve e promettente, quello di Leone XI, il discepolo di Filippo Neri che nell’aprile del 1605 fu papa per meno di un mese: “ostensus magis quam datus”, secondo la lapide collocata sul sepolcro nella basilica vaticana, espressione poi applicata anche da Giovanni Paolo II al suo predecessore nel primo anniversario della morte. «Sì – scrive Vian –, anche Giovanni Paolo I fu “mostrato piuttosto che dato” alla Chiesa e al mondo. Secondo una definizione che sintetizza il suo pontificato dal punto di vista storico, ma che più ancora lo inserisce nel misterioso e provvidenziale disegno di Dio». È MANCATO IMPROVVISAMENTE A 68 ANNI DAL 1986 ERA VESCOVO DI BOLZANO-BRESSANONE Mons. Egger, vescovo del dialogo o scorso 16 agosto, alle L 19.20, un infarto ha interrotto la vita del vescovo di Bolzano-Bressanone, monsignor Wilhelm Egger. Dal momento che il vescovo Egger non arrivava per cena, la sua perpetua è andata a cercarlo e lo ha trovato senza sensi. La perpetua ha subito avvisato il pronto soc- corso. Il medico è arrivato immediatamente ma ormai non c’era più nulla da fare. Monsignor Egger era nato a Innsbruck il 14 maggio 1940. Nel 1944 suo padre morì in guerra e lui, con la madre e il fratello gemello Kurt, si trasferì a Vipiteno. Assieme al fratello frequentarono il seminario Vinzentinum a Bressanone. Entrato nell’Ordine Cappuccino venne ordinato sacerdote a Bressanone il 29 giugno 1965 insieme al fratello gemello. La nomina a vescovo di Bolzano-Bressanone arrivò il 29 luglio 1986. Era delegato per l’ecumenismo nella Conferenza episcopale triveneta e presidente della Commissione per la revisione della Bibbia cattolica tedesca. La scomparsa di monsignor Egger lascia anche un grande vuoto nell’Assemblea sinodale del prossimo ottobre: era un esperto e appassionato biblista e proprio per questa sua preparazione il Papa gli aveva affidato il ruolo chiave di segretario Chiesa 31 agosto 2008 ONE INATTESA esse Albino Luciani al soglio pontificio prevalse fra gli elettori fu una gioia incontenibile. Pochi minuti dopo l’“Habemus Papam”, il nuovo papa si affacciò dalla loggia di San Pietro per salutare e dare la benedizione ai 25 mila presenti e al mondo collegato via tivù. Scelse il nome di Giovanni Paolo forse per combinare le qualità progressiste e quelle tradizionali di Giovanni XXIII e di Paolo VI. Qualche anno fa, l’allora cardinal Ratzinger disse alla rivista “30 Giorni” che il nome di Luciani era affiorato in un incontro fra cardinali di lingua tedesca e brasiliana (Schröffer, Koenig, Hoeffner, Bengsch, Arns e Lorscheider): «Non volevamo decidere niente, ma so- RITA TONEL ALL’UDIENZA “Mi dica il suo nome, non me lo ricordo” uando l’allora cardinale Q di Venezia Albino Luciani è stato eletto papa, la nostra diocesi aveva organizzato un grande pellegrinaggio a Roma per partecipare alla solenne celebrazione. Aveva costituito anche una piccola delegazione, con la rappresentanza di varie categorie di persone: monsignori, preti, autorità, laici; fra questi c’ero anch’io. Al mattino, prima della cerimonia, il nuovo papa ha accolto in aule distinte i pellegrini di Venezia, Belluno e Vittorio Veneto. Nell’aula riservata a noi ero stata invitata a prendere posto sul lato destro della prima fila, vicino alla porta da dove sarebbe entrato il papa. Mi è passato di fronte, ho incontrato il suo sguardo, l’ho visto da vicino! Quando alla fine della breve udienza le autorità si sono alzate per andare di persona a salutarlo, io, che mi trovavo poco distante da monsignor Ghizzo, gli ho chiesto: «Posso venire anch’io?». «Certo!», mi ha risposto. Ho provato una gioia incontenibile per quella meravigliosa e unica opportunità che mi si offriva, ma nello stesso tempo una trepidazione altrettanto incontenibile per non sapere come presentarmi e cosa dirgli quando mi sarei trovata di fronte. Forse, accortosi del mio imbarazzo, mi ha accolto con un sorriso disarmante, dicendomi: «Mi dica il suo nome, io non me lo ricordo!». Non poteva certo ricordarselo. Da quando era partito da Vittorio Veneto non avevo avuto mai occasione di rivederlo. Fattami speciale del Sinodo dei vescovi sulla Parola di Dio. Con «profonda emozione» il Papa, grande amico del presule, lo ha ricordato in occasione dell’Angelus del 17 agosto. «Era pieno di vita: dopo aver ricevuto il dono del soggiorno di papa Benedetto comunicava a tutti la sua gioia incontenibile come quella di un bambino – ha ricordato il patriarca di Venezia Angelo Scola nell’omelia del funerale celebrato il 21 agosto –. Abbracciandolo, dopo l’Angelus di domenica 10, ho visto nel suo sguardo intenso riflettersi i sentimenti di tutti voi, del popolo di questa splendida terra. Vi ho letto dignità e ma- gnanimità, frutti del vigore di una storia ricca, anche se non di rado travagliata, capace di fondere in unità popoli, tradizioni e culture diversi». I 22 anni di servizio episcopale a Bolzano-Bressanone sono stati caratterizzati dall’impegno per l’unità e la riconciliazione (sul suo pastorale era iscritto il vocabolo Syn, in italiano “Insieme”) e dal dono della Parola di Dio: monsignor Egger l’aveva studiata a lungo e in profondità all’Istituto biblico di Roma e l’ha poi profusa come maestro in tante occasioni e specialmente nella scuola della Parola che ha caratterizzato i primi anni di episcopato. lo parlare un po’. Mi sono lasciato guidare dalla Provvidenza ascoltando i nomi e vedendo come si è formato un consenso sul patriarca di Venezia. Ne fui molto felice. Avere come pastore della Chiesa universale un uomo con quella bontà e con quella fede luminosa era la garanzia che le cose andavano bene». coraggio, più che il mio nome, gli ho detto: “Sono una delle signorine di Casa diocesana, I.S. Ufd, Eccellenza!» (la parola Santità non mi era familiare). «Adesso mi ricordo! – mi rispose –. Me le saluti tutte quando torna a casa». «Eccellenza – ripresi –, ci aveva promesso che sarebbe venuto in settembre in Casa Cardinal Urbani a celebrare per noi…!». «Ah, è vero! Dica alle signorine che non vengo non perché non voglio, ma perché non posso!». Abbiamo sorriso tutti e due. Rita Tonel 9 IN GENNAIO IL 50° DELL’INGRESSO IN DIOCESI i stanno intensificando in Sperquesti giorni le celebrazioni il 30º anniversario dell’elezione a papa di Albino Luciani e della sua improvvisa morte, ma è prossimo anche un altro anniversario che interessa particolarmente la nostra diocesi: il 50º del suo arrivo a Vittorio Veneto come vescovo, avvenuto l’11 gennaio 1959. L’avvenimento sarà ricordato il prossimo gennaio con una serie di celebrazioni. Venerdì 16 gennaio festa di San Tiziano, patrono della diocesi, il vescovo Corrado farà una speciale commemorazione del suo predecessore monsignor Albino Luciani, durante il tradizionale pontificale. Il giorno seguente, sabato 17 il pomeriggio si terrà un convegno sul tema “Mons. Albino Luciani, vescovo del Concilio”. Parlerà il professor Marco Vegottini, della Facoltà teologica IERI MATTINA SONO ANDATO ALLA SISTINA A VOTARE... l giorno successivo l’elezione Ipapa Luciani guidò, per la pri- ma volta, la preghiera dell’Angelus. Questo il suo memorabile intervento. «Ieri mattina io sono andato alla Sistina a votare tranquillamente. Mai avrei immaginato quello che stava per succedere. Appena è cominciato il pericolo per me, i due colleghi che mi erano vicini mi hanno sussurrato parole di coraggio. Uno ha detto: “Coraggio! Se il Signore dà un peso, dà anche l’aiuto per portarlo”. E l’altro collega: “Non abbia paura, in tutto il mondo c’è tanta gente che prega per il papa nuovo”. Venuto il momento, ho accettato. Dopo si è trattato del nome, perché domandano anche che nome si vuol prendere e io ci avevo pensato poco. Ho fatto questo ragionamento: papa Giovanni ha voluto consacrarmi con le sue mani, qui nella Basilica di San Pietro, poi, benché indegnamente, a Venezia gli sono succeduto sulla Cattedra di San Marco, in quella Venezia che ancora di Milano, cui seguirà un ricordo da parte di monsignor Francesco Taffarel, già segretario personale del vescovo Luciani, e il giornalista Nicola Scopelliti. Domenica 18 ci sarà il pomeriggio una celebrazione eucaristica in Cattedrale presieduta dal cardinale Giovanni Battista Re (nella foto), prefetto della Congregazione per i vescovi. è tutta piena di papa Giovanni. Lo ricordano i gondolieri, le suore, tutti. Poi papa Paolo non solo mi ha fatto cardinale, ma alcuni mesi prima, sulle passerelle di piazza San Marco, m’ha fatto diventare tutto rosso davanti a 20 mila persone, perché s’è levata la stola e me l’ha messa sulle spalle, Io non ho né la sapientia cordis di papa Giovanni, né la preparazione e la cultura di papa Paolo, però sono al loro posto, devo cercare di servire la Chiesa io non son mai diventato così rosso! D’altra parte in 15 anni di pontificato questo papa non solo a me, ma a tutto il mondo ha mostrato come si ama, come si serve e come si lavora e si patisce per la Chiesa di Cristo. Per questo ho detto: “Mi chiamerò Giovanni Paolo”. Io non ho né la sapientia cordis di papa Giovanni, né la preparazione e la cultura di papa Paolo, però sono al loro posto, devo cercare di servire la Chiesa. Spero che mi aiuterete con le vostre preghiere». L’incontro di Rita Tonel con Giovanni Paolo I IL RICORDO DI PAPA BENEDETTO “UN PASTORE AMABILE E PIO” uesta la lettera di cordoQ glio scritta da papa Benedetto: “Non solo la diocesi di Bolzano-Bressanone, ma anche l’intera Chiesa ha perso con il vescovo Wilhelm Egger, un Pastore tanto erudito quanto amabile e pio, che instancabilmente ha portato alla gente la Buona Novella di Cristo, a lui affidata in modo particolare nell’ordinazione sacerdotale ed episcopale. Ripetutamente ho incontrato il vescovo Egger durante le mie permanenze estive negli anni passati e in molte altre occasioni. Egli si è assai prodigato per far sì che potessi passare quest’anno le mie vacanze nello stupendo Alto Adi- ge. Il vescovo Egger aveva un rapporto profondo con la Sacra Scrittura, che ha totalmente pervaso e plasmato la sua vita. So pure che per lui la celebrazione dell’Eucaristia costituiva il momento centrale della vita spirituale e che egli curava con profondo senso pastorale la messa domenicale con i fedeli della diocesi. L’amore per la Parola di Dio e la santificazione della domenica rappresentano ora il testamento particolare del vescovo Egger, che ogni singolo fedele e le comunità parrocchiali serberanno, così che l’incontro con il Dio d’amore della Rivelazione costituisca il centro della loro vita. Il suo esempio è un invito a ciascuno di noi ad aprirsi all’amore di Dio e a ricambiarlo con impegno coerente per realizzare nella propria vita un’autentica sequela nell’amore”. Mons. Egger era un esperto sciatore 10 Chiesa 31 agosto 2008 IL PAPA SULL’AMMINISTRAZIONE DEI SACRAMENTI VIOLENZE PER MANO DEGLI INDÙ “Da giovane ero più severo” Cristiani arsi vivi a Kandhamal (India) N el corso della suo soggiorno a Bressanone papa Benedetto ha incontrato i sacerdoti di quella diocesi. Come ormai tradizione il Papa ha risposto, a braccio, ad alcune domande. Particolarmente interessante quella rivolta da don Paolo Rizzi sull’amministrazione dei sacramenti. «Quando ero più giovane ero piuttosto severo – ha risposto il Papa –. Dicevo: i sacramenti sono i sacramenti della fede, e quindi dove la fede non c’è, dove non c’è prassi di fede, anche il sacramento non può essere conferito. E poi ho sempre discusso quando ero arcivescovo di Monaco con i miei parroci: anche qui vi erano due fazioni, una severa e una larga. E anch’io nel corso dei tempi ho capito che dobbiamo seguire piuttosto l’esempio del Signore, che era molto aperto anche con le persone ai margini dell’Israele di quel tempo, era un Signore della misericordia, troppo aperto – secondo molte autorità ufficiali – con i peccatori, accogliendoli o lasciandosi accogliere da loro nelle loro cene, attraendoli a sé nella sua comunione. Quindi io direi sostanzialmen- te che i sacramenti sono naturalmente sacramenti della fede: dove non ci fosse nessun elemento di fede, dove la prima comunione fosse soltanto una festa con un grande pranzo, bei vestiti, bei doni, allora non sarebbe più un sacramento della fede. Ma, dall’altra parte, se possiamo vedere ancora una piccola fiamma di desiderio della comunione nella Chiesa, un desiderio anche di questi bambini che vogliono entrare in comunione con Gesù, mi sembra che sia giusto essere piuttosto larghi. Naturalmente, certo, deve essere un aspetto della nostra catechesi far capire che la comunione, la prima comunione, non è un fatto “puntuale”, ma esige una continuità di amicizia con Gesù, un cammino con Gesù. Io so che i bambini spesso avrebbero intenzione e desiderio di andare la domenica a messa, ma i genitori non rendono possibile questo desiderio. Se vediamo che i bambini lo vogliono, che hanno il desiderio di andare, mi sembra sia quasi un sacramento di desiderio, il “voto” di una partecipazione alla messa domenicale... Direi quindi che, nel contesto della catechesi dei bambini, sempre il lavoro con i genitori è molto importante. E proprio questa è una delle occasioni di incontrarsi con i genitori, rendendo presente la vita della fede anche agli adulti, perché dai bambini – mi sembra – possono reimparare loro stessi la fede e capire che questa grande solennità ha senso soltanto, ed è vera ed autentica soltanto, se si realizza nel contesto di un cammino con Gesù, nel contesto di una vita di fede». el momento in cui andiaN mo in stampa sono cinque le vittime della violenza contro i cristiani nel distretto di Kandhamal in India. Il 25 agosto sono morti la missionaria laica Rajani Majhi di 21 anni, arsa viva mentre cercava di salvare gli ospiti di un orfanotrofio della missione di Bargarh, e un uomo, anch’egli bruciato vivo, a Kandhamal. Il 26 tre persone sono morte per asfissia, mentre le loro case venivano bruciate da gruppi di radicali indù. I cronisti parlano di chiese cattoliche e protestanti distrutte e incendiate, case razziate e bruciate, villaggi assediati, scuole assalite. Molte persone sono fuggite nella foresta e non hanno cibo né riparo. La persecuzione ha preso il via dopo la morte del leader del Vhp (Vishwa hindu parishad), Swami Laxanananda Saraswati. Per il suo assassinio la polizia sospetta dei guerriglieri maoisti, ma i gruppi radicali indù – in particolare un membro della Vhp, la signora Nivedita Miyar Cuttak – hanno accusato i cristiani. In seguito a ciò, alcuni leader hanno cominciato ad arringare folle di fanatici gridando slogan del tipo: «Uccidete i cristiani e distruggete le istituzioni dei cristiani». «Ciò che colpisce è che tale e- SI ATTENDONO LE DECISIONI DELLA CORTE COSTITUZIONALE E DELLA CORTE DI CASSAZIONE Eluana Englaro è ancora viva ggi è il 20 agosto 2008. O Quando questo scritto sarà letto Eluana, forse (siamo in moltissimi a sperarlo), sarà ancora in vita. Perché dico questo? Perché una cosa è ormai certa: tutto è stato detto sul suo caso. Tutto e il contrario di tutto; ora la sua vita, il suo futuro, sono appesi a due sentenze in itinere: la prima, quella della Corte Costituzionale, presso cui Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, contro la sentenza della Corte d’Appello di Milano, hanno sollevato conflitto di attribuzione, accusandola, in poche parole, di essersi attribuita, con la sua sentenza del 9 luglio scorso, il potere di legiferare senza una legge di riferimento. In poche parole il padre di Eluana, Beppino Englaro, tutore della figlia, essendo stato autorizzato dalla Corte d’Appello a sospendere l’idratazione e l’alimentazione, avrebbe ora il diritto di vita e di morte su di lei. Questo, per quanto riguarda la prima Privarla della idratazione e della alimentazione, sarebbe assoggettarla alla eutanasia passiva: una morte atroce non voluta, ma subita. È questo che vogliamo? sentenza. Non sono un giurista, ma penso proprio, e me lo auguro, che la Corte costituzionale non avrà dubbi ad accogliere le istanze del Parlamento tutto. Relativamente alla seconda sentenza, essa ha come oggetto il ricorso che il procuratore generale di Milano, Maria Antonietta Pezza, ha inoltrato alla Cassazione, sempre contro la sentenza della Corte d’Appello di Milano, sollevando il dubbio fondato che Eluana potrebbe essere cosciente. Se Eluana fosse cosciente? Chi può negarlo? Ecco, in presenza di un tal dubbio, mentre la figlia è ancora in vita, sarebbe ancora lecito autorizzare il padre di Eluana a ucciderla? Il dubbio del Procuratore generale di Milano non è certamente di poco conto e penso che la Corte di Cassazione non avrà remore a condividerlo, specialmente dopo che recenti studi medici, come quello del luminare britannico Adrian M. Owen, hanno dimostrato che l’utilizzo della risonanza magnetica è in grado di percepire coscienza consapevole e residui processi emozionali in pazienti in stato vegetativo. A questo proposito è bene precisare un concetto: non esiste lo stato vegetativo permanente. Dal punto di vista logico è impossibile e illogico affermarlo a priori. Perché un risveglio è sempre possibile; perché un risveglio non può essere escluso. Lo stato vegetativo non è il coma irreversibile. È un’altra cosa. Non lo dico io, che non so- Eluana Englaro no un medico: lo dicono i medici che sanno bene qual è la differenza tra il coma e lo stato vegetativo! Per questo si parla di stato vegetativo (svp) dove quel p, non significa permanente, ma persistente. È interessante leggere su Zadig quanto la Multi-Society Task Force americana afferma: «Si può parlare di “stato vegetativo persistente” dopo un mese dall’incidente, e di “stato vegetativo permanente” a 12 mesi dall’incidente». Staremmo freschi se questi termini, fissati chissà quando, fossero oggi imposti. Su Avvenire di sabato 2 agosto 2008 si dà notizia di un risveglio “incredibile” avvenuto dopo vent’anni di buio. Per i medici che lo avevano in cura, Terry Wallis (il risvegliato) aveva una possibilità su 300 milioni, di uscire dallo stato vegetativo persistente splosione di violenza sembrerebbe essere stata in qualche modo già preparata. La reazione è stata, infatti, così metodica, quasi pianificata in anticipo, pronta a scattare alla minima scusa. Non comprendiamo come si possa usare il nome di Dio per giustificare e praticare la violenza» sottolinea monsignor Pedro Lopez Quintana, nunzio apostolico in India, «Qui – aggiunge monsignor Raphael Cheenath, arcivescovo di Cuttack-Bubaneshwar (Orissa) – la maggioranza vorrebbe eliminare la croce, ma essa ha ormai radici molto profonde in Orissa e il cancro del nazionalismo non prevarrà. La Chiesa sarà luce per molte generazioni a venire». Un appello “per porre fine ad ogni sopraffazione” è stato lanciato dalla Santa Sede. (svp). Oggi il suo caso deve far rivedere gli antichi dogmi sulle persone che si trovano in condizioni simili alle sue. Un’altra cosa dev’essere detta: Eluana Englaro non è tenuta in vita da macchine, né da terapie speciali o da marchingegni strani. Se così fosse, saremmo veramente all’accanimento terapeutico. No, essa è tenuta in vita dall’acqua e dal cibo: ovvero dall’idratazione e dall’alimentazione... e dalla sollecitudine materna di quattro suore (oltre che dal personale infermieristico) che la amano come una figlia. Tutti – suore, medici e infermieri – l’amano come una figlia (fuorché suo padre, che la vuole morta). Un’ultima cosa. Senza la velleità di avviare un sondaggio ho tuttavia l’impressione che molti, moltissimi cattolici pensino che Eluana sia soggetta a un accanimento terapeutico incredibile, per cui condividono il pensiero del padre. Ebbene niente di tutto questo. Al contrario, privarla della idratazione e della alimentazione, sarebbe assoggettarla alla eutanasia passiva: una morte atroce non voluta, ma subita. Un delitto autorizzato da una sentenza illegittima. È questo che vogliamo? Aldo Cappellotto Oderzo Chiesa 31 agosto 2008 11 SABATO 20 SETTEMBRE LE PRIME LEZIONI A TREVISO ANCORA POSTI PER L’ESPERIENZA DI VOLONTARIATO A SARMEOLA Scienze religiose apre il “nostro” istituto Azione Cattolica e il Seminario propongono un’esperienza di L ’ volontariato presso l’Opera della Provvidenza di Sarmeola, da lunedì 8 (pomeriggio) fino a do- S i apre sabato 20 settembre mattina, alle 8.30, per le prime lezioni, presso il seminario di Treviso (piazzetta Benedetto XI, 2) il nuovo Istituto superiore di scienze religiose che le diocesi sorelle di Treviso e Vittorio Veneto hanno concordamente organizzato e che la Congregazione per l’educazione cattolica ha ufficialmente eretto nel gennaio scorso. Come è noto si tratta di un istituto a livello universitario che offre, in particolare ai fedeli laici, l’occasione preziosa di un corso di studi teologici serio e approfondito al termine del quale è possibile ottenere i titoli accademici, laurea breve e laurea magistrale, che, tra l’altro, abilitano anche all’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica. Quanti sentono l’esigenza di una preparazione completa e di una conoscenza precisa e approfondita dei contenuti del credo cristiano, possono trovare nell’istituto il luogo adatto dove trovare ciò che cercano. L’istituto è rivolto in particolare a operatori pastorali che intendano offrire un servizio competente alla Chiesa nei vari ambiti loro richiesti, ma è aperto a chiunque abbia tempo e passione per lo studio accademico della teologia. Questi istituti, distribuiti a rete nel territorio di Veneto, Friuli e Tren- ASPIRANTE NEL CONVENTO FRANCESCANO DI BARBARANO La “marcia” di Walter a Marcia francescana, parL tita da Vittorio Veneto, è diventata occasione per rincontrare, nella sua città, Walter Casagrande. C’era anche lui tra i 68 giovani di Veneto e Friuli Venezia Giulia che si sono messi in cammino per attraversare le strade delle diocesi di Vittorio Veneto e di Treviso prima di raggiungere Assisi, il 2 agosto, insieme ai coetanei di tutta Italia. Walter oggi ha 43 anni, è stato ragioniere, operaio, com- merciante, volontario della Croce Rossa, barelliere dell’Unitalsi, socio del Cai. Ora sta percorrendo il cammino come aspirante con i Frati Minori presso il Convento di Barbarano Vicentino. «Come appartenente al Cai – afferma Walter – di chilometri ne ho percorsi tanti. Ma ora cammino per un altro scopo. Da tre anni ho una luce dentro e desidero condividerla e trasmetterla agli altri. Partire da Vittorio Veneto, la mia menica 14 settembre (dopo il pranzo). La proposta è per giovani (18 anni in poi). Sono a disposizione ancora alcuni posti. Per informazioni, rivolgersi quanto prima a don Alessio Magoga (340.8563341). UNITALSI: IN AUTUNNO PELLEGRINAGGI A LOURDES, FATIMA E TERRA SANTA tino, fanno tutti capo alla Facoltà teologica del Triveneto con sede a Padova e raccolgono centinaia di iscritti nella stragrande maggioranza laici. Vi si accede come studenti ordinari avendo un diploma di scuola superiore, ma è possibile partecipare anche nella forma di uditori ai corsi che più interessano. Per ogni informazione è possibile consultare il sito della scuola (www.diocesitv.it/istitutosuperiore), telefonare (0422-324835), scrivere ([email protected]) o rivolgersi in Seminario a Vittorio Veneto (chiedere di don Alberto Sartori, [email protected]). e Unitalsi triveneta e nazionale organizzano pellegrinaggi a L Lourdes, Fatima e in Terra Santa. Chi lo desidera può partecipare all’esperienza giubilare a Lourdes con il pellegrinaggio nazio- città dove c’è la mia prima famiglia, la mia prima casa, ha un significato speciale. Qui c’è il convento dei Frati Minori che frequento da quattro anni. Attendo con trepidazione l’arrivo ad Assisi, il convergere di tutte le marce, l’incontro con migliaia di persone». Una vocazione, quella di Walter, nata a Lourdes, passata attraverso il volontariato nella Croce Rossa e le parole di un’amica che stava facendo servizio con lui in ambulanza. «Al ritorno dal mio primo pellegrinaggio Lourdes con l’Unitalsi – racconta – è cresciuto in me qualcosa di nuovo che mi ha portato a fare la scelta di lasciare, un po’ come il pellegrino che parte sapendo a che cosa rinuncia e si incammina verso una meta più grande. Avevo confidato ciò che prova- vo a una mia amica della Croce Rossa che un giorno mi ha detto: “io conosco chi può aiutarti” e mi ha portato qui al Convento di San Francesco. Non mi manca la vita di prima – spiega –. Si tratta di vivere la libertà da tutto, dagli affetti, dalla sicurezza economica... Ora capisco che cosa significa ancorare la propria vita sulla roccia che è il Signore». Quello di Walter è un po’ il messaggio che il padre provinciale, frate Bruno Miele, ha affidato ai giovani: «Vi auguro che questo cammino vi faccia capire che è decisivo per ogni discepolo scoprire che Gesù è il Signore della sua vita e che ciascuno di noi è chiamato a portare la novità del Vangelo nel mondo». Alla partenza c’era poi un altro giovane vittoriese, Andrea Tonon. Lui i chilometri della Marcia Francescana li ha percorsi nel 2005 ed è stato naturale unirsi per un po’ agli altri e augurare loro “buon cammino”. Gerda De Nardi cattolici ed ebrei, martiri della libertà e della fede. Significativa pure la visita alla città di Monaco con i suoi monumenti e l’ultima tappa al Castello delle fiabe di Ludwig a Neuschwanstein e dopo la celebrazione nella piccola e meravigliosa chiesetta di San Gior- gio di Schwangau. Siamo tornati arricchiti delle testimonianze di fede e di arte di quest’angolo meraviglioso d’Europa con le sue radici cristiane facendo nostre le tappe del viaggio apostolico di Benedetto XVI nel 2006 e aiutati da Walter Arzaretti sulla figura e l’opera del beato padre Marco d’Aviano apostolo dell’atto di dolore perfetto e taumaturgo in questa terra tedesca, seguito nei suoi viaggi missionari da folle immense e richiesto più volte come consigliere dei prìncipi di Baviera. Don Brunone De Toffol nale. Il treno partirà il 28 settembre per rientrare in Italia il 4 ottobre. Chi invece sceglierà l’aereo viaggerà dal 29 settembre al 3 ottobre. Due le possibilità di scelta anche per il pellegrinaggio a Fatima organizzato dall’Unitalsi triveneta. Partendo in aereo da Venezia l’esperienza si compirà dal 18 al 22 ottobre. A Fatima verrà effettuata la visita al santuario delle apparizioni, al museo e la partecipazione a liturgie e celebrazioni eucaristiche. Un’intera giornata sarà invece dedicata alla visita di Lisbona, oppure di Bathala, Alcobaca e Nazarè oppure, a scelta, di Coimbra. Il treno partirà invece il 15 ottobre e ritornerà a casa il 23 ottobre. Due giorni saranno dedicati alla sosta a Lourdes per compiere il cammino giubilare. Sempre l’Unitalsi triveneta organizza infine tre pellegrinaggi in Terra Santa, con partenza in aereo da Verona. Le date scelte sono: dal 6 al 13 novembre, dal 13 al 20 novembre e dal 20 al 27 novembre. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi all’Unitalsi di Vittorio Veneto (telefono 0438-940383) oppure ai referenti di zona. Walter Casagrande PELLEGRINAGGIO DIOCESANO IN BAVIERA al 18 al 20 agosto 48 pelD legrini delle diocesi di Vittorio Veneto, Belluno-Feltre e Concordia-Pordenone hanno pregato nel cuore della Baviera, terra di papa Ratzinger. La prima sosta al Santuario della Madonna Nera di Altotting, uno dei cinque santuari più frequentati d’Europa, dove accorrono i fedeli di tutta la Germania del sud e il piccolo Joseph andava spesso in pellegrinaggio con i genitori, il fratello e la sorella, vi andava poi spesso come vescovo di Monaco e Frisinga con i fedeli e tantissimi devoti. È un luogo straordinario di silenzio, dove accorrono tanti giovani. Lo frequentano più di un milione di pellegrini all’anno per chiedere aiuto e protezione alla Madonna delle Grazie. Ab- biamo fatto sosta alla casa natale del Papa a Marktl am Inn e pregato nella chiesa dove è stato battezzato il 16 aprile 1927. Nella Cattedrale di San Pietro a Ratisbona (Resensburg), città stupenda e ben conservata con i suoi palazzi e le sue torri, abbiamo potuto celebrare la messa. Qui l’allora arcivescovo e cardinale Ratzinger ha insegnato all’Università e ne è stato vicerettore. Al campo di concentramento di Dachau abbiamo riflettuto sulla barbarie nazista e pregato per la pace in Europa e nel mondo. Uno dei pellegrini ha potuto avere alcuni dati sul suo giovane zio Mariano Costacurta morto in questo luogo di sterminio assieme a tanti altri uomini, donne e bambini, sacerdoti 12 Chiesa 31 agosto 2008 QUATTRO GIOVANI CON DON BELLOTTO IN COLOMBIA DIACONI: RITIRO ESTIVO DEDICATO ALLA PREGHIERA EUCARISTICA IV Le ferie trascorse con padre Dino al 7 al 10 agosto i diaconi D vittoriesi insieme con i candidati si sono riuniti al Cen- I l desiderio di comprendere e “vivere” da vicino un progetto nato e sviluppatosi in un quartiere disagiato di Bogotà con l’unico intento di dare aiuto a persone malate e speranza a giovani e bisognosi e la voglia di conoscerne il fondatore padre Dino De Zan, la curiosità nei confronti di una realtà diversa e per alcuni aspetti diametralmente opposta rispetto alla nostra, il voler condividere momenti delle giornate con la gente del posto e la certezza che questo viaggio avrebbe rappresentato un’avventura unica, costruttiva e significativa per le nostre vite: queste le principali motivazioni che ci hanno spinti ad aderire alla proposta del Centro missionario diocesano con gli incontri di “Estate con…” di partecipare ad un’esperienza di condivisione al Centro San Camilo a Juan Rey, periferia di Bogotà in Colombia. Precedentemente il gruppo, formato da Eleonora e Michele di Godega, Elsie di Conegliano, Lisa da Col San Martino e don Adriano, ha incontrato padre Dino De Zan e Ezio Tonon, suo amico e collaboratore nel centro per alcuni anni, che ci hanno introdotto l’organizzazione e l’operato del centro e il contesto sociale nel quale è inserito. Giovedì 31 luglio, arrivati all’aeroporto di Bogotà, siamo stati accolti da padre Dino e Fabiola, suo braccio destro, che ci hanno accompagnati al Centro San Camilo situato a circa quarantacinque minuti dal centro città. Sin da subito abbiamo percepito un clima familiare di serenità e affetto: abbiamo incontrato parte del personale del centro medico e di formazione che ci hanno accolti gioiosamente e abbiamo ricevuto un caldo benvenuto dai ragazzi frequentanti i corsi. Nel corso delle nostre giornate abbiamo vissuto e conosciuto diverse situazioni e persone. Partecipando allo svolgersi di alcune lezioni proposte dal Centro di formazione ci è stato possibile scambiare parole e sorrisi con ragazzi e insegnanti e condividendo i momenti di preghiera comunitari abbiamo abbracciato la gente del posto e incrociato sguardi disorientati ma comunque fiduciosi. Ricordiamo con particolare commozione la visita ad un asilo, organizzato in un’abitazione privata di una signora, e le poche ore trascorse distribuendo pasti nella mensa comunitaria. Dob- UN MANUALE DI CARNELOS SULL’USO DELLA PEDALIERA Solo pedale l titolo può sorprendere e anIsoleche incuriosire il lettore: due parole che fanno pensare subito a qualche cosa di puramente tecnico-funzionale. Ma in realtà non è così. Infatti si vuole attirare l’attenzione su una caratteristica propria dell’organo, giustamente definito il “principe degli strumenti musicali”. È noto che una delle sue prerogative è anche quella di offrire la possibilità all’organista di sprigionare una varietà di suoni non solo con il tocco delle dita sulla tastiera/e, ma pure con i piedi che premono abilmente su un’apposita pedaliera: struttura già in uso fin dal XIV secolo, per merito del fiammingo L. Van Verbecke che ne sarebbe l’inventore. Poiché le vicende dell’arte in genere sono sempre mobili, ecco che pure nel campo dell’organaria ha avuto origine un secolare cammino di tradizione, tecnologia, metodologia, didattica, eccetera, che non si possono ignorare. L’uso degli strumenti musicali di qualsiasi genere richiede sempre particolari doti di natura, lunga preparazione e un continuo esercizio. Ciò soprattutto, direi, in riferimento all’organo, date le numerose prestazioni che offre per poter eseguire quel vastissimo patrimonio di sublimi composizioni ad esso esclusi- biamo un ringraziamento sentito a padre Dino e Fabiola che ci hanno fatto vivere la loro quotidianità permettendoci di sentirci particolarmente vicini alla gente. Prima di partire, ci era difficile ipotizzare come sarebbe stata la nostra permanenza presso il centro... Avevamo solo una gran voglia di scoprire una nuova realtà. Nei pochi giorni trascorsi a Juan Rey abbiamo incontrato persone semplici e generose, conosciuto il loro desiderio di riscatto, incrociato sguardi profondi e curiosi di bambini, visitato cittadine tipiche e meravigliose, apprezzato la generosità, l’umiltà e la perseveranza di padre Dino e gli splendidi risultati del suo lavoro. Ed è per questo che ora siamo certi che ogni aspettativa sarebbe comunque risultata inferiore rispetto alla grandezza di quanto abbiamo vissuto e provato, all’accoglienza e all’affetto ricevuti. Eleonora per il gruppo di quarant’anni fa, è un altro monumento speculare al primo, proprio per la sua costrutro di spiritualità “Papa Luciazione e profonda spiritualità. ni” in località Santa Giustina Riportare ora tutto quello che Bellunese, per celebrare, sotto don Adriano ci ha detto e illula direzione del loro assistente strato su questa preghiera non don Adriano Dall’Asta, il loro è possibile, tanta è la dovizia di annuale ritiro spirituale. Era aspetti, di immagini, di forme, presente anche monsignor di suggerimenti che da essa Giacinto Padoin, nella sua vepromanano. Ripeto: una preste di direttore del Centro di ghiera recente, ma architettoformazione al diaconato pernicamente ben impiantata, la manente. cui struttura riposa su solidisL’intervento e la partecipaziosime basi bibliche. Prima di ne del vescovo Corrado ha imleggerla va meditata, pregata, presso a questo ritiro una noanalizzata con cura; solo così ta di autenticità per le parole da essa diventa parlante. lui pronunciate sia durante il Qualcuno, giustamente, potrà convegno, sia alla celebraziopensare: «Ma di cosa si preocne della messa prefestiva. La cupa un diacono, se questa sua partecipazione alla frugapreghiera egli mai la dirà?». le nostra cena comunitaria ha Giustissimo, ma come il Caconcluso la sua visita. Il tema none Romano, quando lo sensu cui abbiamo a lungo riflettiamo leggere dal celebrante, ci rapisce, ci COSÌ INIZIA LA PREGHIERA EUCARISTICA IV: sequestra, ci impediNoi ti lodiamo, Padre santo, sce di diper la tua grandezza: strarci altu hai fatto ogni cosa con sapienza e amore. trettanto A tua immagine hai formato l’uomo, questa IV alle sue mani operose hai affidato l’universo preghiera perché nell’obbedienza a te, suo creatore, eucaristiesercitasse il dominio su tutto il creato. ca. E quando, per la sua disobbedienza, Don Al’uomo perse la tua amicizia, driano ce tu non l’hai abbandonato in potere della morte, l’ha illuma nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro, strata, seperché coloro che ti cercano ti possano trovare. zionata, miniata e tuto durante questo ritiro, “La ora anche noi che non celepreghiera eucaristica IV”, mabriamo, e i laici che pur essi gistralmente sviluppato da don non celebrano, tutti noi, uomiAdriano, condiviso da monsini e donne, possiamo ascoltargnor Padoin, è stato molto apla come una magnifica storia prezzato anche dal Vescovo. attualizzata della Redenzione. Due parole su questo tema. Sì, il sapore antico è conservaMentre le altre preghiere euto, ma sa di oggi. Se il Canone caristiche, specie la prima, Romano ci rinvia alle fondaconsiderata un monumento menta della Chiesa, questa IV per la sua antichità e il suo conpreghiera eucaristica ci spinge tenuto, e la seconda e la terza, invece al futuro escatologico antiche e ricche pur esse di presente nell’oggi dilatato al grande spiritualità, la IV, pur domani. Il diaconato vittoriese essendo stata prodotta meno vamente finalizzate. Gli allievi della scuola d’organo nei conservatori o altri istituti musicali dispongono di vari metodi didattici per imparare l’uso corretto della pedaliera dello strumento. Ne ricordo, per esempio, due fra i più usati: quello del maestro F. Germani e l’altro del maestro G. Centemeri. Ma il problema rimaneva irrisolto a causa del diverso indirizzo tecnico-artistico usato in epoche successive da varie e importanti scuole di musica sviluppatisi in Europa nel secondo millennio. Di tale problema s’è fatto carico – direi con coraggio – il maestro Sandro Carnelos (nella foto) con una recente pubblicazione, frutto di lunga esperienza. Essa, nel suo genere, risulta persino una novità utile, in primo luogo agli allievi organisti impegnati ad acquisire una tecnica aggiornata, a servizio di un linguaggio filologico da usare interpretando i vari repertori di musica ereditati dal passato. Consultando i due capitoli della pubblicazione: Bibliografia musicale - Essenziale… teoria e pratica, un organista coscienzioso è tentato di scoraggiarsi, per il grado di professionalità che gli viene prospettato e richiesto. Con riferimento al nuovo manuale composto dal maestro Sandro Carnelos, ben opportunamente Massimo Nosetti ricorda un vecchio saggio detto che recita “Il più comprende il meno”: un principio di filosofia pratica che richiede di essere compreso ed attuato il più possibile da un professionista serio. In tutti i campi dell’umana attività, compresa l’arte in generale, non c’è niente di più deleterio della mancanza di metodo: cioè della superficialità, faciloneria, presunzione, dilettantismo, eccetera. Il maestro Sandro Carnelos si preoccupa di creare nei giovani organisti questa coscienza, spronandoli a studiare seriamente, al fine di acquisire una solida preparazione di base, in- dispensabile per suonare decorosamente l’organo: anche senza prefiggersi di diventare concertisti di fama. Sinceramente mi auguro che la pubblicazione dell’amico maestro Sandro Carnelos trovi molti lettori desiderosi di accedere al mondo misterioso delle sonorità dell’organo. Questa macchina di alta perfezione tecnica – come si esprime Corrado Moretti – che l’uomo si costruì perché stimolata da impulsi intelligenti, trasformasse l’energia acustica in voce musicale e in creazione artistica. Rino Bechevolo Chiesa 31 agosto 2008 Cristiani convinti o simpatizzanti? Domenica 31 agosto - XXII del tempo ordinario - anno A Ger 20, 7-9; Sal 62; Rm 12, 12; Mt 16, 21-27 Ha sete di te, Signore, l’anima mia Seconda settimana del Salterio G esù – lo possiamo facilmente intuire! – aveva al suo seguito molte persone: molti si dicevano discepoli di quel maestro che predicava bene tanto da avere folle che lo ascoltavano, di quell’uomo che sapeva fare miracoli, oggi diremmo... di quella celebrità che egli rappresentava. Nel Vangelo di questa do- menica (Mt 16, 21-27), però, Gesù sembra compiere una scrematura di tutti quelli che gli andavano dietro e lo fa, come ci dice il Vangelo al versetto 21, dopo aver ricevuto la confessione da parte di Pietro che lo aveva indicato come il Cristo, il Figlio del Dio vivente (Mt 16, 16). Il Cristo doveva soffrire e venire messo a morte. In una parola: doveva subire una fine ingloriosa con un esito che non era degno di un Maestro come Lui. Pietro, uomo dal carattere probabilmente impulsivo, lo rimprovera, dicendogli: “Dio te ne guardi, Signore!” (Mt 16, 22). Noi, se fossimo stati al posto di quel discepolo, probabilmente... avremmo avuto la stessa reazione! La croce che è riservata al Maestro e che è la condizione per ogni uomo che voglia essere suo discepolo (Mt 16, 24) ci spinge a verificare la nostra fede e a chiederci se siamo cristiani convinti o più semplicemente... simpatizzanti. Gesù tante volte rischia di diventare un idolo: tanto grande quando fa i miracoli quanto fastidioso quando ci invita a prendere la nostra croce, tanto esaltante nelle grandi celebrazioni, quanto avvilente nei momenti in cui lo preghiamo soli nella nostra stanza o nelle nostre solitudini. Quando non ero ancora prete vedevo il sacerdozio come un sogno, appena ordinato vedevo il mio essere prete come qualcosa di esaltante, ora, dopo quattro anni, il sacerdozio mi appare soprattutto come fedeltà, costanza a prendere la croce ogni giorno e ad andare dietro al Maestro. Diciamoci la verità, essere cristiani non è sempre bello, esaltante: per andare dietro al Cristo bisogna saper perdere, saperci giocare con una sottile, ma grande convinzione... che la vittoria è assicurata! Don Federico De Bianchi 13 Domenica 31 agosto: Celebra la messa al Bosco delle Penne Mozze di Cison (ore 10). Celebra messa con processione mariana a Vazzola (ore 20). Lunedì 1 settembre: A Treviso partecipa al convegno della Fism. Celebra la messa a Santa Lucia di Piave (ore 20). Mercoledì 3 settembre: Celebra la messa a Parè (ore 20.30). Domenica 7 settembre: Celebra messa e cresime a San Fior di Sotto (ore 9) e ad Albina (ore 11). NOMINE Corrado ha disposto le seguenti nomine: IDonl vescovo Luigi Cescon, già in servizio pastorale fra gli emigranti italiani in Germania, è nominato Arciprete di Ogliano Mons. Antonio Pianca, già missionario “fidei donum” in Brasilediocesi di Caetité, è nominato Parroco di Fratta di Caneva Don Pierluigi Cesca, già padre spirituale del Seminario vescovile e della Comunità vocazionale, nonché già Assistente diocesano dell’Azione cattolica-settore Giovani, è nominato Parroco di Bagnolo Mons. Romano Nardin, già Arciprete del Duomo di Conegliano e Parroco di Costa di Conegliano, è nominato Parroco di Ghirano e Villanova di Prata di Pordenone Don Gianpietro Zago, in cura d’anime a Rolle di Cison di Valmarino, è nominato Amministratore parrocchiale di Valmareno Don Alberto Dalla Cort, già Vicario parrocchiale del Duomo di Pieve di Soligo, è nominato Mansionario-Vicario parrocchiale della Cattedrale di Vittorio Veneto DIALOGO DI LUCIANI CON UN CHIERICHETTO La grande virtù dell’umiltà obbiamo sentirci pic“Quando Dcoli davanti a Dio. io dico: Signore io credo; non mi vergogno di sentirmi come un bambino davanti alla mamma; si crede alla mamma; io credo al Signore, a quello che Egli mi ha rivelato. I comandamenti sono un po’ più difficili, qualche volta tanto difficili da osservare; ma Dio ce li ha dati non per capriccio, non per suo interesse, bensì unicamente per interesse nostro. Uno, una volta, è andato a comperare un’automobile dal concessionario. Questi gli ha fatto un discorso: guardi che la macchina ha buone prestazioni, la tratti bene, sa? Benzina super nel serbatoio, e, per i giunti, olio, di quello fino. L’altro invece: Oh, no, per sua norma, io neanche l’odore della benzina posso sopportare, e neanche l’olio; nel serbatoio metterò spumante, che mi piace tanto e i giunti li ungerò con la marmellata. Faccia come crede; però non venga a lamentarsi, se finirà in un fosso, con la sua macchina! Il Signore ha fatto qual- cosa di simile con noi: ci ha dato questo corpo, animato da un’anima intelligente, una buona volontà. Ha detto: questa macchina vale, ma trattala bene. Ecco i comandamenti. Onora il Padre e la Madre, non uccidere, non arrabbiarti, sii delicato, non dire bugie, non rubare... Se fossimo capaci di osservare i comandamenti, andremmo meglio noi e andrebbe meglio anche il mondo. Poi c’è il prossimo... ma il prossimo è a tre livelli: alcuni sono sopra di noi, alcuni sono al nostro livello, altri sono sotto. Sopra ci sono i nostri genitori. Il catechismo diceva: rispettarli, amarli, obbedirli. Il Papa deve inculcare rispetto ed obbedienza dei figli per i genitori. Mi dicono che qua ci sono i chierichetti di Malta. Venga uno, per favore... I chierichetti di Malta, che, per un mese, hanno fatto servizio in San Pietro. Allora, tu come ti chiami? - James! James. E, senti, sei mai stato ammalato, tu? - No. - Ah, mai? - No. - Mai stato ammalato? No. - Neanche una febbre? No. - Oh, che fortunato! Ma, quando un bambino è ammalato, chi è che gli porta un po’ di brodo, un po’ di medicina? Non è la mamma? Ecco. Dopo tu diventi grande, e la mamma diventa vecchia, e tu diventi un gran signore, e la mamma poverina sarà a letto ammalata. Ecco. E allora chi è che porterà alla mamma un po’ di latte e la medicina? Chi è? - Io e i miei fratelli. - Bravo! Lui e i suoi fratelli, ha detto. E questo mi piace. Hai capito? Mercoledì 6 settembre 1978 Papa Luciani tenne una memorabile udienza. Ne riportiamo un ampio brano. Papa Luciani dialoga con il chierichetto James Don Luca Martorel, già Vicario parrocchiale del Duomo di Motta di Livenza, è nominato Educatore presso il Collegio vescovile “Balbi-Valier” di Pieve di Soligo e Vicario parrocchiale del Duomo di Pieve di Soligo Don Alberto Botteon, è nominato Vicario parrocchiale del Duomo di Pieve di Soligo Don Yuri Boz, è nominato Vicario parrocchiale del Duomo di Motta di Livenza BREVI CHIESA Assemblea di avvio dell’Anno pastorale Venerdì 12 settembre alle 20.30 nell’aula magna del Seminario di Vittorio Veneto il vescovo Corrado presiede l’assemblea di avvio dell’Anno pastorale. Verrà presentato il tema del Piano pastorale: “Chiamati a riscoprire e vivere la dignità battesimale: figli nel Figlio e fratelli nella Chiesa. Esercizi spirituali all’Oasi Santa Chiara Dalle 17 di martedì 2 al pranzo di venerdì 5 settembre all’Oasi Santa Chiara in Conegliano don Roberto Battistin guida un corso di esercizi spirituali sul tema “Vivere da risorti”. Informazioni e iscrizioni allo 0438-23687. La Caritas per la Georgia Anche la Caritas della diocesi di Vittorio Veneto si mette in moto per l’aiuto agli oltre 70 mila profughi in Ossezia del Nord (Russia) e a Tbilisi capitale della Georgia, prime vittime del conflitto di agosto. Costretti a fuggire dalle loro case, si sono rifugiati nei campi profughi. Dove già ricevono l’assistenza di Caritas internationalis. «I profughi sono fuggiti dalle case senza portare nulla con sé. Hanno bisogno di tutto, dal cibo alle medicine, ai vestiti», raccontano a Caritas italiana don Alexander Pietrzyk, direttore di Caritas Russia, e Sergey Basiev, direttore della Caritas diocesana di Vladikavkaz, in Ossezia del Nord. Le offerte con causale “a favore dei profughi del Caucaso” si possono versare alla nostra Caritas (che le trasmetterà a Caritas italiana) sul conto corrente postale 10255313 o sui conti presso la Banca della Marca di San Giacomo (Iban: IT 22 W070 8462 190C CO12 1320 740) o la Unicredit di Vittorio Veneto (Iban: IT 41X 02008 62195 000004167988). 14 31 agosto 2008 CONCERTI IN ALTAMARCA Recital pianistico di Enrique Batiz ltimi appuntamenti estivi U per il festival internazionale Concerti in Altamarca. Al Castello di San Martino a Vittorio Veneto venerdì 29 agosto ascolteremo un recital pianistico di grande spessore interpretato da un direttore d’orchestra tornato al suo primo amore, il pianoforte, come prima di lui Liszt, Brahms, Fischer: Enrique Batiz. Messicano, dopo una brillante carriera pianistica si era dedicato alla direzione d’orchestra, incidendo per la Bbc di Londra con la Royal Philarmonic Orchestra e diventando direttore stabile dell’Orchestra Sinfonica di Stato del Messico. Come concertista ha vinto diversi premi nei maggiori concorsi pianistici europei ed è tornato al piano con l’esperienza musicale data dalla sua più che trentennale carriera direttoriale e con la capacità di ricreare al pianoforte la policromia della tavolozza sonora orchestrale. Il programma è di grande livello: dalla sonata MOSTRA E LIBRO SUI PELLEGRINI A TEMPIO Via Turonensis “D io è una parola, il rame dei Cieli è una parola… la divinità pura che non ha mai avuto né forma né figura. Oltre la parola non ci resta che il simbolo per definire la presenza di Dio”. Con queste parole il teologo e filosofo tedesco Meister Eckhart definiva l’importanza del valore simbolico nell’epoca medievale. In fondo in questo periodo viene dato corpo a concetti teologici in modo che i popoli e i viandanti possano trarne una lezione. Ogni uomo, guardando questi simboli dell’arte cattolica, trovava esplicate nozioni non comprensibili nel linguaggio scritto. Questo si manifestava nei grandi cicli d’affreschi, ma anche nella maestosa architettura e negli ornamenti. Spesso questi luoghi erano siti lungo le grandi vie di pellegrinaggio e accompagnavano un procedere fisico e spirituale. A tali tematiche è dedicato il libro Via Turonensis. Aspetti simbolici nell’iconografia roma- Gli aspetti simbolici nell’arte medievale, le chiese di pellegrinaggio, i luoghi di miracoli, le magioni templari rivivono grazie agli interventi di Luigi Marson, Gino Ronchese e Simone Menegaldo nica lungo vie di pellegrinaggio, a cura di Luigi Marson. Il volume verrà presentato in occasione dell’omonima mostra che aprirà nella chiesa parrocchiale di Tempio di Ormelle sabato 6 settembre alle 21. In quell’occasione interverranno Luigi Marson, Gino Ronchese, Simone Menegaldo e gli accompagnatori-guida alla chiesa dei Templari. La peculiare mostra fotografica rimarrà aperta ai visitatori fino al 5 ottobre, dando l’opportunità di ammirare la bellezza di luoghi che sono stati testimoni di lontani pellegrinaggi che continuano tuttora. Cultura e riflessione PARTITA “SALAM SHALOM” “Il velo della differenza” per un messaggio di pace evi concentrarti sugli stra“reD nieri che incontri e cercadi comprenderli. Più riesci a capire uno straniero, maggiore è la tua conoscenza di te stessa”. Sono queste parole di Fatema Mernissi, famosa scrittrice marocchina, ad ispirare l’edizione 2008 di “Salam Shalom” che da sette anni unisce undici comuni del Friuli occidentale, che collaborano, coordinati dal Comune di Sacile, nell’organizzazione di eventi di vario genere, tutti improntati però all’idea di una pace possibile fra culture anche molte diverse e apparentemente inconci- liabili. “Salam” e “Shalom” significano, infatti, “pace” rispettivamente in arabo e in ebraico. Le occasioni di dialogo interculturale si svolgono fra agosto e dicembre e sono già iniziate fuori diocesi domenica 10 agosto a Tramonti di Sotto. Il prossimo appuntamento sarà sabato 30 alle 21 a Montereale Valcellina con il concerto di Amit Arieli & The New Old Klezmer Ensemble. Prima di sbarcare a Sacile il 16 settembre per l’incontro con il patriarca di Gerusalemme Michel Sabbah, “Salam Shalom” passerà per Fanna il 12 per dialogare di sicurezza e pace con don Pierluigi Di Piazza, e per Meduno il 13 e il 14, danzando il tango argentino e presentando una cooperativa boliviana produttrice di quinoa. Fra linguaggi espressivi diversi, dal teatro alla cucina alla musica, e testimoni importanti, tra i quali anche Giuliana Sgrena e Paolo Ruffini, si snoda il tema del 2008, anno europeo del dialogo interculturale: “Il velo della differenza”. Maria Pia Arpioni Uno di questi luoghi era la via Turonense, da Tours e Roncisvalle, che raccoglieva i pellegrini che arrivavano dall’Inghilterra, dai Paesi Bassi e dalla Germania del Nord lungo la Niederstrasse verso San Giacomo di Compostela, uno dei tre grandi luoghi di transito insieme a Roma e Gerusalemme. Dopo l’anno Mille, a seguito della “Reconquista”, che strappò la penisola iberica ai musulmani, infatti, ripresero in modo continuo i pellegrinaggi. Il più grande medievalista vivente, il francese Jacques Le Goff nel suo celebre “Il cielo sceso in terra. Le radici medievali dell’Europa” sfata tanti miti sul periodo medievale. In particolare sottolinea come “all’immagine, costruita dalla storiografia tradizionale, di un Medioevo immobile in cui il contadino è attaccato alla terra e la maggior parte degli uomini e delle donne non si muove dalla propria piccola patria (…) la storiografia più recente ha sostitui- Festival del pensiero DAL 12 AL 14 SETTEMBRE A VITTORIO VENETO “Comoda_mente ” tenta il bis con un pieno di ospiti illustri orna per la seconda ediT zione il festival “Comoda_mente”, quest’anno più ricco che mai di dibattiti e ospiti illustri. Dall’ex ministro Luigi Berlinguer a Giancarlo Galan, passando per i giornalisti Giorgio Dell’Arti, Valerio Pellizzari e Massimo Fini e i critici Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio e Francesco Bonami, senza dimenticare i filosofi Giulio Giorello, Luigi Perissinotto e Elio Matassi, il fotografo Oliviero Toscani e tanti altri personaggi dell’attualità, della scienza e della letteratu- ra. Il connubio di menti già l’anno scorso ha attratto oltre settemila visitatori. Quest’anno avrà luogo il 12 settembre a Serravalle, il 13 in centro e il 14 a Ceneda. In occasione del 90º anniversario della fine della Grande Guerra saranno i conflitti il tema conduttore di queste giornate, i cui dialoghi avranno titoli come “Laicità o conflittualità?”, “A che serve la guerra?”, “Ultra follia tra noia e piacere. Ma chi si diverte?”, “Siamo nomadi o stanziali?”. Domande alle quali si tenterà di dare una risposta o sulle quali si cercheranno interessanti spunti di riflessione. Interessante sarà inoltre una nuova sezione del festival dal titolo “Fuori i libri”, interamente dedicata al legame che unisce i giovani e i nuovi media. Le cartoline promozionali della manifestazione sono già state distribuite in edizione limitata per tutto il territorio, ognuna raffigurante simbolicamente un dialogo. SERRAVALLE Nozze di Figaro I n occasione del 170º anniversario della morte del grande librettista cenedese Lorenzo Da Ponte, domenica 31 agosto alle 21, nell’omonimo teatro, è prevista l’opera “Le nozze di Figaro”, capolavoro musicato da Mozart ed eseguito dall’Orchestra di Padova e del Veneto sotto la direzione artistica di Claudio Desideri. Quest’ultimo dirigerà, inoltre, il coro della Fondazione Santa Cecilia e i cantanti protagonisti dell’opera, tutti provenienti dal Laboratorio di canto lirico della stessa fondazione. La serata è la replica della prima che si terrà sabato 30 a Portogruaro durante il 26º Festival internazionale della musica. Il costo del biglietto intero è di 12 euro, che scende a 8 euro per i possessori della Carta d’argento e a 4 euro per gli under 26, allo scopo di avvicinare anche i più giovani al mondo della musica classica. Silvia Albrizio 15 31 agosto 2008 in Do min. Op. 13 “Patetica” di Beethoven all’“Eroica” di Chopin fino ai celebri “Quadri per un’esposizione” di Mussorgsky. Interessante il confronto tra la versione originale pianistica e quella orchestrale di Ravel. Per i musicofili anche la versione rock di quest’opera, nota come “Pictures at an exhibition” e suonata, non male, da Emerson, Lake & Palmer. Biglietti: intero 15 euro, ridotto 10 (fino a 21 anni). Marta Raminelli ALTOLIVENZA FESTIVAL Giovedì c’è il Trio di Parma a villa Varda to il quadro, certamente più corretto, di una umanità medievale mobile, spesso in cammino, in via, che incarna la definizione cristiana dell’uomo come viaggiatore, pellegrino, homo viator”. Insomma, un percorso a immagini che mostra luoghi che rappresentavano un’esperienza di fatica, un andare verso un altrove. Questo per ritrovare una salvezza spirituale, di perdono dei peccati o di guarigione del corpo. Un’occasione per riflettere sull’arte di molti secoli fa, che aveva la forza di comunicare con la gente e incrociarsi con il loro cammino di fede. Suggestioni e spiritualità che nonostante la lontananza temporale sono molto vicine alla sensibilità dell’uomo d’oggi perché esse rappresentano i veri punti creanti una base di valori su cui si fonda l’Europa contemporanea, che nonostante le polemiche e i contrasti, sono innegabili per comprendere un grande substrato culturale. Sempre citando Le Goff, appare molto saggio uno dei suoi moniti: “Perché l’oggi discende dall’ieri, e il domani è il frutto del passato. Un passato che non deve paralizzare il presente, ma aiutarlo a essere diverso nella fedeltà, e nuovo nel progresso”. Carlo Sala CONEGLIANO Collettiva d’arte I l Salone XX settembre, in via XX Settembre a Conegliano, dà il benvenuto alla stagione autunnale con la mostra “Settembre in, collettiva d’autunno” di opere scultoree e pittoriche di alcuni dei più quotati artisti triveneti del momento (Renato Varese, Giorgio Celiberti, Vico Calabrò, Lino Dinetto, Bruno Donadel, Miro Romagna, Carmelo Zotti, Augusto Murer, Oyrta, Saverio Barbaro, Domenico Boscolo Natta, Gina Roma) organizzata dall’associazione Prospettive. Le creazioni sono diversissime tra loro per poetica, soggetto e tecniche espressive utilizzate, tutte accomunate da originalità, bellezza e valore artistico. Il vernissage avrà luogo sabato 30 agosto, alle 18, al ridotto del teatro Accademia. L’introduzione musicale è affidata alla chitarra di Alberto Grollo e la prolusione critica a Lorena Gava. Mara Campaner opo il preludio di PordeD none (19 agosto), l’Altolivenza Festival parte con tre concerti. La rassegna musicale itinerante organizzata fra le ville venete e le chiese dell’Altolivenza dall’associazione culturale altoliventina XX Secolo con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Pordenone sabato 30 agosto fa tappa nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia di Budoia. Alle 21 Massimo Nosetti darà un concer- to d’organo. Domenica 31, alle 17 in duomo a Portobuffolè, sarà la volta di Renato Pante alla tromba e di Sandro Carnelos all’organo. Giovedì 4 settembre, infine, toccherà all’appuntamento principale. Alle 21 a villa Varda presso Brugnera, infatti, suonerà il Trio di Parma (Ivan Rabaglia al violino, Enrico Bronzi al violoncello e Alberto Miodini al pianoforte), il più importante gruppo da camera italiano in attività. GB CONEGLIANO Da sabato 30 agosto a domenica 14 settembre in orario diurno all’oratorio dell’Assunta 19ª edizione della Ex tempore-Mostra collettiva. Organizza l’associazione Contrada Granda. Ingresso libero. SUSEGANA Sabato 30 agosto, alle 17 in sala consiliare in municipio, si inaugura la mostra fotografica “Come foglie - Soldati nella Grande Guerra”. Orario (fino al 4 novembre): lunedì-venerdì 8.30-12.30, martedì anche 16-18, sabato 17-19, domenica 10-12 e 17-19. CISON Chiude domenica 31 agosto nella chiesa di San Martino in Castelbrando la personale di pittura di Luciana Vettorel Ghidini “La voce del silenzio”. Orario: sabato, domenica 10-12 e 16-20. PIAVON Chiude domenica 31 agosto, a Ca’ Lozzio la mostra dello scultore Nane Zavagno. Orario: venerdì-domenica 1012 e 15-24. Per il ciclo “Intorno al melograno” giovedì 4 settembre, alle 20.30 sotto la loggia del Museo del Cenedese, Monica Pregnolato relazionerà sul tema “Il monumento ai caduti. Letture iconografiche e stilistiche dei segni sul territorio”. L’ingresso, compresa la visita al museo, è libera. IN BORGO MESCOLINO QUATTRO GIORNI CON I BURATTINI Si alza il sipario sul Festival internazionale del teatro di figura pre con la “Zuppa di ladroA ni” e si chiude con i Barbapedana la 9ª edizione del Festival internazionale del teatro di figura, omaggio a Fausto Braga. A Borgo Mescolino, a San Martino di Colle Umberto, tutto è pronto per offrire quattro giorni di incantevoli spettacoli e scenografie a migliaia di visitatori provenienti sempre da più lontano. L’appuntamento, nato per far memoria del marionettista che in questa località visse e operò nella prima metà del secolo scorso, porta con sé venti compagnie provenienti dall’Italia e dall’estero per proporre oltre cinquanta spettacoli. A muovere i fili su questo immenso palcoscenico è il Comune di Colle Umberto in collaborazione con l’associazione Istadea e grazie alla direzione artistica di Alberto De Bastiani. Perché il Festival di Colle Umberto è da un lato un insieme di spettacoli e dall’altro un luogo in cui fare esperienza di bellezza ad iniziare dalla scenografia creata dai volontari del paese. Si inizia giovedì 4 settembre facendo un volo in Ecuador alle 18 con “La zuppa di ladroni” di Yolanda Navas. Seguono altri due spettacoli del Teatro del Drago (alle 20.30) e di Gigio Brunello (alle 21.45). Si passa a venerdì 5 con le “Storie di lupi” di Alberto De Bastiani alle 18, “L’erba diavola” del Teatro alla Panna alle 20.30 e “Lo stendipanni” della Compagnia francese dell’Imprevisto alle 21.45. In queste prime due giornate l’ingresso è libero. Si passa poi a 5 euro di ingresso nel weekend, quando a Mescolino sarà un susseguirsi ed un accavallarsi di spettacoli nei vari cordi massa”. Orario: martedì-domenica 1020. MOSTRE G R A ND E G U ER R A REFRONTOLO Chiude domenica 31 agosto, al Molinetto della Croda, la mostra di scultura di Carlo Balljana. Orario: feriali 10-12 e 15-18, festivi 10-12 e 1518.30. VITTORIO VENETO Fino al 28 settembre al Museo diocesano d’arte sacra “Albino Luciani” è aperta la mostra “Elio Casagrande pittore (1920-2004)”. Orario: venerdì-domenica 16-19. CONEGLIANO Fino al 7 settembre, alla sala espositiva L’Officina dell’arte, è aperta la collettiva di artisti veneti e friulani “Chiare, fresche e dolci acque”. Orario: lunedì-venerdì 9-12 e 15-18, sabato e festivi 15-18. Ingresso libero. ILLEGIO Fino al 5 ottobre alla Casa delle esposizioni è aperta la mostra “Genesi. Il mistero delle origini”. Orario: martedì-domenica 10-19. Aperto il 18 agosto. Biglietti: intero 7 euro, ridotto 4,5, scolaresche 3. ODERZO Fino al 7 settembre, a palazzo Foscolo, è aperta la mostra “Omaggio al maestro: Armando Buso”. Orario: mercoledì-sabato 9-12 e 15.30-18.30, domenica 15.30-18.30. Chiuso dal 4 al 26 agosto. PORDENONE Fino al 12 ottobre al Museo civico d’arte è aperta la mostra “Segni e colori della vita. Opere 1938-2005” di Angelo Giannelli. Orario: martedì-sabato 15.30-19.30, domenica 10-13 e 15.30-19.30. SOVRAMONTE Fino al 7 settembre è aperta la mostra collettiva “Il drago di Giorgio”. Orario: martedì-domenica dalle 15-20. VITTORIO VENETO Fino al 9 novembre, nell’ex chiesa di San Paolo al Piano e al museo della Battaglia, è aperta la mostra documentaria “La Vittorio della Vittoria. 1917-1918”. Orario: martedì-domenica 9.30-12.30 e 16-19. Ingresso: 3 euro. PASSARIANO Fino al 28 settembre a villa Manin è aperta la mostra “God&Goods (Dio e le cose). Spiritualità e confusione tili del borgo. Dall’Italia, dal Portogallo, dalla Slovenia, dalla Repubblica Ceca, dalla Spagna e dalla Polonia i pomeriggi di sabato e domenica saranno scoppiettanti grazie anche alla grande animazione di piazza con bolle d’aria della compagnia Ruinart, ai laboratori creativi e di costruzione dei burattini e alla mostra mercato artistico. Chiuderà domenica 7 alle 19 il concerto spettacolo dei Barbapedana e Alberto De Bastiani “Tra filò e altre storie”. Gerda De Nardi ALTRI APPUNTAMENTI VITTORIO VENETO Venerdì 29 agosto, alle 21 in Duomo a Serravalle, concerto di Sant’Augusta della corale San Salvatore di Susegana. PRATA DI PORDENONE Domenica 31 agosto, su iniziativa del Comune in collaborazione con le associazioni locali e con il coordinamento della commissione extraconsiliare cultura, sport e istruzione, su tutto il territorio comunale è in programma la manifestazione “Prata tra i fiumi” con passeggiate naturalistiche e visita alle chiese medievali di San Simone a Prata di Sopra e di San Giovanni dei Cavalieri a Prata, il cippo commemorativo dei Sette Annegati e palazzo Dall’Ongaro a Ghirano. VITTORIO VENETO Venerdì 5 settembre, alle 18 a palazzo Doro-Altan, tavola rotonda dedicata al ruolo degli Arditi nella Grande Guerra. SACILE Venerdì 5 settembre, alle 21 nella chiesa di San Gregorio, “Armonie d’Europa”, concerto del coro Livenza di Sacile e dell’Usci, l’Unione società corali provincia di Pordenone. 16 Guarda che estate 31 agosto 2008 GUARDA... CHE FOTO! Scatti per il concorso de L’Azione. Partecipate, gente, partecipate! A FRANCENIGO HANNO LE... MANI IN PASTA SOLIGO - SENTITE ANCHE VOI LA MUSICA? ra le foto che ci ha inT viato la parrocchia di Francenigo selezioniamo i danza in toga e costuSE trame al grest di Soligo. le foto proposte a questa. Che, come spiega il titolo che le è stato attribuito, rappresenta “la massima espressione di...mani in pasta!”. I TRUCCHI E LE PERLE DI COL SAN MARTINO uardate con attenzione questa foto del Cer di Col San Martino. Nota- G te niente di strano? Allora leggete il suo titolo: “Un trucco tecnologico per di- re che le nostre perle più preziose sono sicuramente i nostri ragazzi!” SEZIONE VIDEO / L’ACCHIAPPASOGNI DI HASHALE olfrancui raddoppia, e porta a “Guarda che estate” non solo le foto, ma anche tre video. Li potete vedere tutti su www.lazione.it, scegliendo il logo “Guarda che estate” e poi cliccando su “I video”. Qui a fianco un’immagine del primo video, intitolato “L’acchiappasogni di Hashale”: sul palco e sullo schermo pellerossa dalle fattezze un po’ opitergine. C “Guarda che estate” scegliamo questa, intitolata “Che sballo!”. Se accostate l’orecchio alla pagina forse sentite anche voi le note... COLFRANCUI GUARDA VERSO L’ALTO uarda dritto negli ocG chi i lettori questo animato di Colfrancui. A sorpresa, il titolo dato a questa foto è tratto da Tommaso Moro: “...dammi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza di comprenderne la differenza..” SETTEMBRE DI GIOCHI IN 7 PARROCCHIE DI VITTORIO E NON SOLO Grest in corso...e in concorso entre ci arrivano M foto (Caneva, vi pubblichiamo la prossima volta!) e video per il concorso de L’Azione, ci sono grest ancora in svolgimento - primo fra tutti il mega grest di Sacile- e persino al- cuni ancora da avviare. La massima concentrazione è a Vittorio Veneto: lunedì 25 agosto il via per Carpesica-Cozzuolo, Sant’Andrea, Santa Giustina e Meschio; lunedì 1 tocca a Cattedrale, Santi Pietro e Paolo e San Gia- como. Per tutti, comunque, c’è tempo fino alle 20 di mercoledì 24 settembre per inviarci foto e video. Tutte le spiegazioni del caso sono su www.lazione.it alla voce “Guarda che estate”. 17 DAL “BUONGIORNO” E “BUONASERA” AL “CIAO” e regole del comportarsi beL ne, con gli anni che passano, cambiano. Ecco allora alcuni con- L’importanza dimenticata del saluto, segno di educazione sigli sul saluto più adatto nei vari momenti della giornata, dal più formale “buongiorno” al confidenziale “ciao”. Negli incontri passeggeri è sufficiente un semplice “buongiorno”, “buonasera”, “buonanotte” o “ciao” a seconda del momento della giornata. Se durante l’incontro, invece, si sosterà, al saluto dobbiamo aggiungere anche signor o signora. Facendo seguire anche il cognome, se si ricorda. “Buongiorno” è la formula di saluto e di augurio che si usa al mattino e nel primo pomeriggio (a seconda delle zone); “buonasera” si usa invece nel pomeriggio e alla sera; “buonanotte” a tarda sera o prima di an- dare a dormire. Nei tempi antichi il saluto era augurale, oggi è posto come una formalità (spesso trascurata dai più giovani). Una formula di saluto amichevole, confidenziale, divenuta di uso internazionale è il “ciao”. Espressione di saluto tra intimi e amici, meglio se non gridato per strada, ma contenuto tra le persone che ne sono soggetto. Il “ciao” sottintende il tu, forma di allocuzione confidenziale, che si ricambia con persone dello stesso ambiente. L’anzianità, il peso professionale e sociale, do- vrebbero porre un limite al dialogare del tu. Non dimentichiamo tra le altre espressioni di saluto “salve” e “addio”. “Salve” in lingua latina augurava “stai bene”. Ha un tono familiare e amichevole ed è frequentemente utilizzato da chi non sa in quale maniera salutare una certa persona. “Addio” originariamente aveva intendimento augurale “Ti raccomando a Dio”. Poi si è trasformata in forma di saluto sia di tono confidenziale che elevato, a carattere definitivo. Mara Campaner a cura del Centro COSPES Onlus di Mogliano Veneto (TV) - Tel. 041 5902318 I PERICOLI DELLA NOSTRA CIVILTÀ DELL’APPARIRE E NON DELL’ESSERE La televisione modifica profondamente la personalità N ella nostra cultura il visivo ha il sopravvento sul verbale. Il criterio di verità rischia di seguire l’immediatezza delle sensazioni rispetto alla realtà. La domanda che molti si pongono è la seguente: perché non dovrei poter fare anch’io ciò che vedo e che tanto mi emoziona e mi avvince? È la “morale della tecnica”, per la quale è sempre possibile e lecito fare ciò che diviene tecnicamente possibile. La televisione modifica profondamente la psiche umana. La tele-persona appare sempre meno capace d’esprimere un discorso articolato che necessita di tempi distesi e non pressati dall’urgenza. Il pensiero tende ad essere istantaneo e discontinuo, spesso demagogicamente semplificato e banalizzato, dimentico di sé e di corta durata. Se il visibile prevale sull’intelligente, le conseguenze educative, a medio e lungo termine, non sono affatto marginali o trascurabili. È la capacità simbolica della persona umana ad essere toccata nel profondo. La parola è un simbolo che implica nel ricevente uno sforzo, lo sforzo della comprensione e dell’intellezione. L’immagine, al con- DUBBIO SOLLEVATO DA GASPARINI E SCROCCARO Enrico Toti: eroe di guerra o falso mito? irmato Diaz. La Grande “la”Fè ilGuerra tra i banchi di scuoXII Quaderno del Mazzarol e ci spiega la costruzione d’una memoria collettiva e sociale della Grande Guerra che ha plasmato, dall’immediato dopoguerra, intere generazioni ben oltre il limitare degli anni Sessanta del XX secolo. Il quaderno, scritto da Danilo Gasparini e Luigino Scroccaro, è stato presentato dagli stessi autori lo scorso 14 agosto a “La Loggia” di Cison di Valmarino nell’ambito di “Aperitivo in terrazza”. A pri- ma vista è un fascicolo simpatico e molto ben illustrato, che racconta, fra il diverso altro, la storia del celeberrimo Enrico Toti, il bersagliere “popolano di Roma, semplice fuochista nelle ferrovie” che nonostante avesse perduto una gamba, partì volontario per il fronte del Carso e tra le trincee animò i commilitoni sempre all’attacco. Tutto bene, e in linea con quanto ci hanno fatto a suo tempo studiare, ma nelle illustrazioni di pagina 19 del quaderno in questione scopriamo con un occhio appe- trario, è pura rappresentazione visiva, “si vede e basta”. Il vedere può senza dubbio aiutare il conoscere ma non è il conoscere, perché non tutto ciò che è e dà significato, è traducibile in immagini. Se il linguaggio prevale come strumento di mera comunicazione e non di pensiero raziocinante, se il vedere ha il so- na più attento, e non senza disappunto, che l’eroe, raffigurato nel gesto di scagliare la famosa stampella, nella vignetta di sinistra manca della gamba destra, mentre in quella di destra della gamba sinistra. Possibile? Errore, confusione, o cos’altro? Comunque grave sui testi di scuola. “Insomma la frittata era fatta – commenta Danilo Gasparini nell’introdurre questo XII quaderno –. Poi recentemente si scopre che Enrico Toti non era un bersagliere e che non ci fu nessun lancio eroico di stampella”. “Le schiere dei reduci, oggi, dopo essersi incanutite e as- GOLOSITÀ CON PANNA E CIOCCOLATO IN SCAGLIE pravvento sul pensare simbolico, ciò può avere effetti devastanti, quali, ad esempio, l’impoverimento dell’apparato concettuale, del lessico e delle strutture della comprensione nei soggetti più giovani, tendenzialmente sempre più permeabili ed inclini ad accettare, apprendere, emulare le condotte “viste” e “percepite” come attraenti e senza rischi. È la civiltà dell’apparire, non dell’essere. Occorre allora educare all’uso critico della televisione attraverso la parola. Solo la parola riconduce l’immagine nella realtà e le conferisce un significato umano. Di conseguenza l’educazione è dialogo, comunicazione, relazione interpersonale e paziente costruzione della personalità che richiede profondità e tempi lunghi. Prof. Severino De Pieri [email protected] sottigliate, sono scomparse e di loro – sottolinea Luigino Scroccaro – non c’è più traccia neppure nei libri di scuola. Le due date fatidiche prima del 24 maggio e poi del 4 novembre sono state cancellate dal calendario e con esse se ne sono andati anche i giorni di vacanza. I programmi della scuola elementare si arrestano alla storia dei greci e dei romani, mentre le complesse vicende del secolo che è appena passato sono riservate alle scuole medie e poi alle superiori, ma spesso il tempo della programmazione non è loro favorevole”. Mario Sanson Le due diverse versioni sulla mutilazione di Enrico Toti Il tiramisù senza le uova secondo la ricetta di Mara olte sono le leggende e le M storie attribuite a questo dolce e ogni regione vorrebbe aver inventato questa prelibatezza, proprio per questo è nata una contesa tra la Toscana, il Veneto e il Piemonte. Veniamo ora agli ingredienti per preparare questa bontà: il cacao in polvere (per spolverizzare il tiramisù), il caffè (per bagnare i savoiardi), cioccolato (in scaglie per ricoprire il dolce), mascarpone 500 grammi, panna 250 grammi, zucchero 120 grammi più due cucchiai per il caffè e i savoiardi 400 grammi. Per prima cosa bisogna preparare il caffè, tanto quanto basta per inzuppare i savoiardi, normalmente è necessaria una moka da 6 abbondante. Versarlo in un piatto e lasciarlo intiepidire. Nel frattempo dobbiamo prendere una terrina e versare il mascarpone, la panna e lo zucchero. Sarebbe bene lavorare il tutto con uno sbattitore o con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una crema senza grumi, è necessario mescolare per circa 20 minuti. Ora aggiungete al caffè precedentemente preparato dello zucchero per dolcificarlo leggermente e iniziare a bagnare i savoiardi, che dovranno essere bene imbevuti ma non completamente zuppi. A questo punto stendere in un recipiente uno strato di savoiardi e ricoprirlo con uno strato di crema al mascarpone, livellandolo con un cucchiaio. Questa operazione da compiere per creare due o tre strati a piacere. Spolverizzare la superficie di cacao amaro in polvere e, infine, aggiungere le scaglie di cioccolato. Mettere il dolce in frigo in modo che si compatti e poi mangiare. Si consiglia di abbinarlo a un buon Prosecco. MC 18 31 agosto 2008 GREST DI MOSNIGO Un recital per il vescovo L’ENTUSIASMO DEGLI ANIMATORI DI S.GIACOMO Venite con noi nella foGresta di Sherwood! l grest 2008 a San Giacomo quest’anno si pone un obiettivo ben chiaro: portare bambini e ragazzi nel mondo di Robin Hood, facendo loro scoprire le tante attività che gli animatori stanno preparando in queste set- I timane d’estate. Il 1° settembre inizierà l’avventura presso l’oratorio parrocchiale e l’area del Sangio, con orario 9-12 e 15-18 dal lunedì al venerdì per le prime due settimane di settembre. L’invito è esteso a tutti i bambini che abbiamo frequentato la prima elementare e fino alla terza media. Abbiamo incontrato Annalisa Botteon, che anche se da due anni non partecipa più direttamente come animatrice per motivi di lavoro, ricorda con pia- I GIOVANI DEL CAI DI CONEGLIANO PER L’“EKECHEIRIA” Nuove bandiere di pace cere «la folla e il gran movimento di queste due settimane, la preparazione assieme agli altri ragazzi durante l’estate e infine- aggiunge con un sorriso - la realizzazione di quanto si prepara che soddisfa ragazzi, genitori e animatori». Andrea Condoleo, più conosciuto come “Condo”, si è lanciato: «pur se non mi ritengo esperto, mi piace giocare e animare i bambini». Anche Giovanna Scarabel, che da due anni è nel gruppo, è entusiasta «per essere finalmente passata da animata ad animatrice e provare le nuove emozioni che questo comporta». Circa 50 ragazzi e ragazze si preparano dunque a due settimane impegnative ma ricche di divertimento, giocando e coinvolgendo gli animati nelle attività e nelle uscite ( è prevista una giornata in Candaglia presso Pian Cansiglio, il pranzo come da tradizione offerto dalla sezione sangiacomese degli Alpini e la classica gita a Gardaland). Il gran finale aperto a tutti sarà sabato 13 settembre alle ore 21 presso il Sangio... vi aspettiamo! Andrea Costantini ragazzi e 4 accompagnatori, e abbiamo sventolato le bandiere del Paraguay e del Mali». Portare bandiere di tutto il mondo e fiaccole sulle vette è stato un segno per auspicare che il periodo di pace non si limiti al periodo dei Giochi (e anzi le guerre non si sono mica fermate ad agosto!). E anche per ribadire che le montagne uniscono, sono segno di pace. Non come è accaduto quando la Cina ha voluto a tutti i costi portare la fiaccola olimpica in cima all’Everest. Non a caso i coneglianesi hanno sventolato lassù anche la variopinta bandiera del Tibet...TB no spettatore d’eccezione: non ci poteva essere migliore festa conclusiva per i ragazzi del grest parrocchiale di Mosnigo. Hanno avuto quale ospite d’onore il vescovo Corrado. Nonostante il precedente impegno in un’altra parrocchia, il vescovo è riuscito ad assistere alla rappresentazione teatrale sulla vita di don Bosco che ha impegnato a lungo i ragazzi. «Come avete fatto a ridurre un recital difficile, predisposto per giovani più grandi, con musica, canti e argomenti tanto impegnativi?» è stata la domanda del vescovo. È il parroco don Alfeo Nespolo a rispondere: «È tutto merito degli animatori, giovani e adulti, che per un mese e mezzo si sono prestati con entusiasmo alla U GIORNATA CAMMINAMONTI 2008 VI ASPETTIAMO DOMENICA 7 SETTEMBRE A Praderadego! ari amici di CamminaC monti, com’è andata l’estate? Lo scopriremo sbirciando i timbri sui vostri libretti Camminamonti, che certificheranno tutte le montagne che vi siete goduti. Ma ora è quasi il momento di aggiungere un altro e importante timbro: quello della Giornata Camminamonti, il raduno tradizionale di inizio settembre di tutti gli amici della mon- CONCORSO LETTERARIO: SI VOTA omenica 24 agosto, in D contemporanea allo sventolio di bandiere della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi a Pechino, altre bandiere hanno sventolato su molte cime d’Italia. Quelle portate dalle sezioni di alpinismo gio- vanile dei Cai di tutta la penisola, unite nell’iniziativa internazionale “Ekecheiria”. Che era il nome del periodo di sospensione dai conflitti in tutta la Grecia in occasione dei giochi di Olimpia. A partecipare all’iniziativa an- che alcune sezioni di alpinismo giovanile dei Cai diocesani, come quella di Vittorio, quella di Pieve e quella di Conegliano. «Noi siamo saliti a Cima Lastè in Alpago - riferisce per il Cai di Conegliano Rosella Chinellato- Eravamo 12 preparazione del recital. Anche i costumi dei numerosi attori sono stati realizzati dalla fantasia e dall’abilità delle signore della sartoria allestita in Casa Betania, mentre altre signore si dedicavano alla distribuzione gratuita della merenda di metà mattinata e alla pulizia dei vari locali». Organizzato sotto la regia di Elsa Pellegrini Pillon, il recital è stato il momento forte del grest, che è durato un mese e mezzo, tutte le mattine. Un impegno notevole per la parrocchia, voluto per aiutare le famiglie e i genitori che lavorano. Gremitissima la sala di Mosnigo per il recital, con parenti ed amici dei ragazzi arrivati da tutto il Quartier del Piave, perfino da Treviso e da Oderzo. Annalisa Fregonese è tempo fino all’8 settembre C ’ per votare i racconti del nostro concorso letterario che vi sono piaciuti di più tra quelli pubblicati nel numero speciale di agosto de L’Azione. Nel frattempo già affluiscono voti sulle nostre scrivanie... La premiazione dei vincitori si terrà sabato 4 ottobre a Refrontolo. tagna e di Camminamonti. L’appuntamento è per domenica 7, dalle 9, a Praderadego, sopra Valmareno. In programma due escursioni guidate, poi in tarda mattinata la messa seguita da pranzo e gara di dolci. È importante partecipare e farsi timbrare il libretto Camminamonti: perchè solo chi consegnerà (entro il 6 ottobre) il libretto con le foto a dimostrare che ha compiuto almeno 5 dei 6 itinerari speciali e il timbro della Giornata Camminamonti avrà diritto al premio speciale. C’È CURIOSITÀ PER CELENTANO Una Mostra del cinema all’italiana P rosegue a Venezia fino al 6 settembre la 65ª Mostra d’arte cinematografica nella storica sede del palazzo del Cinema al Lido, la cui scenografia è stata affidata per il quarto anno consecutivo a Dante Ferretti, Premio Oscar per “Gangs of New York”, “Sweeney Todd” e “The Aviator”. Il presidente di giuria è il regista di origine tunisina Abdellatif Kechiche, già avvezzo alla rassegna, infatti vi ha partecipato per due edizioni: nel 2007 con il film “Cous Cous”, che si aggiudicò il premio speciale della giuria e il premio per la miglior attrice emergente; nel 2000, invece, fu la volta del premio Miglior Opera Prima per “Tutta colpa di Voltaire”, con cui esordì ufficialmente nel mondo del cinema. Marco Müller, il direttore, ha voluto dedicare l’edizione di quest’anno al regista egiziano Youssef Chahine, scomparso lo scorso 27 luglio: domenica 31 sarà proiettato nella Sala Grande la sua controversa opera “Ba bel hadid” (Cairo Station), del 1958. Il film fuori concorso, incaricato di aprire la Mostra, è invece la commedia “Burn after reading” dei fratelli Coen, che ha portato in laguna una folta schiera di star dalla fama consolidata come George Clooney, Brad Pitt, Tilda Swinton e John Malkovich. Ksneiya Rappoport è invece la nuova madrina, conosciuta al pubblico italiano grazie al ruolo interpretato ne “La sconosciuta” di Giu- seppe Tornatore, che le ha fruttato un David di Donatello come migliore interpretazione femminile. Da segnalare per il cinema nostrano il film di Ferzan Ozpeteck “Un giorno perfetto” con Isabella Ferrari (nella foto in alto), Valerio Mastandrea e Stefania Sandrelli e “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati, proiettato ufficialmente domenica 31 agosto, che annovera nel cast nomi come Francesca Neri, Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Serena Grandi ed Ezio Greggio, quest’ultimo nelle inusuali vesti di attore drammatico. Grande aspettativa anche per “Il seme della discordia” di Pappi Corsicato, con Alessandro Gassman (nella foto in basso), Martina Stella e Caterina Murino e per “Birdwatchers” di Marco Bechis. Quattro pellicole per confermare, ancora una volta dopo i premi di “Gomorra” e “Il Divo” al Festival di Cannes, come l’Italia non abbia più nulla da invidiare alle produzioni straniere, nonostante i continui pregiudizi su una presunta inferiorità cinematografica attuale. Curiosa, inoltre, la presenza di “Yuppi Du”, film diretto e prodotto da Adriano Celentano nel 1975, riproposto in versione restaurata il prossimo 4 settembre in Sala Grande, confermato dopo una serie di rinvii e disguidi di ordine tecnico. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.labiennale.org. Silvia Albrizio GLI APPUNTAMENTI CINEMATOGRAFICI iamo agli ultimi appuntamenti cinematografici con il Bianconiglio di Vittorio Veneto. Martedì 2 settembre, alle 21, si proietta “Gatto nero gatto bianco” (Serbia, 1998) di Emir Kusturica. Ambientato fra gli zingari slavi, si aggiudicò il Leone d’argento per la regia a Venezia nel 1998. Martedì 9, alle 21, tocca a “Leningrad cowboys go America” (Finlandia, 1989) di Aki Kaurismaki che ha come protagonisti i Leningrad Cowboys, gruppo musicale rock finlandese. S LA CANTANTE È PRESENTE IN DUE ALBUM POP Simo al raddoppio un momento magico per la cantante Simo, la nostrana SiÈ monetta Mandis. L’ugola nata in Germania nel 1972, è protagonista di due recenti uscite discografiche. Il singolo “You SABATO 30 AGOSTO Radiotre Rai, 9.30, Uomini e profeti. “Difendere Dio”. Di Gabriella Caramore. La7, 21.10, Miss Agathe. Con lei non si scherza. “Morte sulla casa galleggiante”. Telefilm. Raidue, 23.35, The 4400. “Elisir della giovinezza”. Telefilm. DOMENICA 31 Raiuno, 10.30, A Sua Immagine. Attualità con Rosario Carello. Raitre, 21, Blu Notte. “La mafia al nord”. Documentario con Carlo Lucarelli. Retequattro, 21.30, Maigret e l’affittacamere. Film poliziesco con Bruno Cremer. LUNEDÌ 1 SETTEMBRE Radiodue Rai, 13.40, Viva sdraio 2. Varietà con Fiorello e Marco Baldini. Raitre, 21.05, Vacanze d’Italia. Documentario di Domenico Iannaccone, Andrea Salvadore e Nicola Sassano. La7, 23.15, Speciale Omnibus. “Il caso Tortora”. Attualità. MARTEDÌ 2 Radiouno Rai, 10.35, Il diavolo e il violino. Uto Ughi racconta i grandi protagonisti del violino. Raitre, 21.05, Million dollar baby. Film drammatico con Clint Eastwood e Hillary Swank. La7, 23.50, La storia proibita del Novecento italiano. Documentario. MERCOLEDÌ 3 Raitre, 12, Speciale Tg3. Festival del cinema a Venezia. Attualità. Radio 24, 18, La zanzara. Con Giuseppe Cruciani. Raitre, 21.05, La nuova squadra. “Mettere toppe”. Telefilm. GIOVEDÌ 4 Raitre, 17.15, Arsenio Lupin. “Il film rivelatore”. Telefilm. Retequattro, 21.10, Elizabeth. Film drammatico di Shekhar Kapur con Cate Blanchett. Raitre, 23.10, Il posto. Film drammatico di Ermanno Olmi. VENERDÌ 5 Italia 1, 14.30, Lupin III. “L’unione fa la forza”. Cartoni. Raiuno, 21.10, Le cronache di Narnia: Il leone, la strega e l’armadio. Film fantastico. Raitre, 23.40, Pianeta Files. “Grandi costruzioni, grandi rischi”. Documentario. and me”, scritto in collaborazione con Andrea Gallo, è stato inserito nella compilation di Banana Records 2.0, ma è uscito anche il minialbum “You and me” contenente, oltre al titletrack un altro brano pop-dance, “Break out” scritto assieme a Gallo e a Rosati, sempre con etichetta Universo/Banana Records 2.0. Per informazioni http://www.myspace.com/simonettamandis. INQUIETANTE PELLICOLA DI MICHAEL HANEKE “Funny games” del regista austriaco Michael Haneke è la versione americaInesnal film di una sua opera dallo stesso titolo presentata al Festival di Cannel 1997. Cambiano gli attori, rimane la storia sgradevole e inquietante di una famiglia borghese che va in vacanza nella casa sul lago, dove diventa ostaggio di una coppia di delinquenti che li sottopone a un crudele gioco del gatto con il topo. Una violenza gratuita ma soprattutto psicologica: quella fisica è tenuta per lo più fuori campo ed è tanto più terribile in quanto immaginata. Gli interpreti sono tutti efficaci, le sequenze hanno il ritmo giusto per costringere lo spettatore a riflettere. Haneke è un regista ambizioso che tenta una riflessione sul significato della vita e del posto che occupano il male, la violenza: i due giovani delinquenti sembrano rappresentare un destino crudele e baro in agguato per tutti. Per le vittime, cioè per tutti noi, sembra impossibile sfuggire. Se il regista riesce nel suo intento dipende da come rispondiamo alla domanda: quanto ci rappresentano i personaggi interpretati da Tim Roth e Naomi Watts? Gianfranco Da Re GLI SPETTACOLI TEATRALI DELLA SETTIMANA CONEGLIANO Sabato 30, alle 17.30 in piazza Cima, per la rassegna itinerante di burattini e marionette Alberto De Bastiani mette in scena lo spettacolo “El Barba Zucon e altre storie”. Ingresso libero. COLLALTO Sabato 30, alle 20.45 agli impianti sportivi, va in scena la commedia in due atti di Bruno Lorenzon “Il nobile Amorei” a cura del gruppo Amici del teatro di Roncade. Ingresso libero. CONEGLIANO Sabato 30, alle 21 in piazza Cima, per la rassegna itinerante di burattini e marionette il Teatro del mago mette in scena lo spettacolo “Storie mannare”. Ingresso libero. SAN GIOVANNI DI MOTTA DI LIVENZA Sabato 30, alle 21.15, va in scena il vaudeville “Le sorprese del divorzio” (nella foto) di Alexandre Bisson e Antony Mars con la compagnia Piccolo Teatro Città di Sacile. Serravalle 150 MILA EURO ANZITUTTO CONTRO LE INFILTRAZIONI D’ACQUA Cappelle di S.Augusta, comincia il restauro Particolare della cappella di San Lorenzo C hiusi i festeggiamenti di Santa Augusta, partono ora i lavori di recupero delle sei cappelle votive collocate lungo il sentiero che da Serravalle sale al santuario. Lo scorso 13 dicembre la giunta comunale di Vittorio Veneto ha deliberato la concessione di un contributo di 70 mila euro alla parrocchia di Serravalle. A questo contributo si aggiunge quello della giunta della Regione Veneto, fino a raggiungere l’importo totale di 150 mila euro. Allo stato attuale, le sei cappelle versano in grave stato di conservazione con compromissione strutturale delle coperture. «Si tratta di una richiesta (di finanziamento) - spiega il parroco, don Paolino - che la parrocchia di Serravalle ha portato avanti per molti anni e che solo ora è stata accolta dall’amministrazione comunale e dalla regione». «Le sei cappelle negli ultimi anni sono state un po’ abbandonate, malgrado siano stati svolti alcuni piccoli interventi saltuariprecisa l’architetto Fabio Nassuato, progettista dei lavori- Oggi sono presenti infiltrazioni d’acqua nelle coperture e nelle parti più basse delle murature, 6 i mesi di lavori previsti per risanare le cappelle, anzitutto rifacendo le coperture. Già per i primi di settembre si attendono i ponteggi che hanno generato nel corso degli anni seri problemi su ogni singola cappella.» Quale la modalità d’intervento? «Il restauro consiste in un progetto d’insieme che permette di recuperare i sei edifici e quantomeno di rifarne le coperture, nonchè di recuperare e ripristinare una serie di rifiniture esterne, quali intonaci e supporti. Ogni cappella ha una propria architettura, alcune sono più semplici, altre più operate e il recupero terrà conto di queste diverse caratteristiche. L’azione è volta a proteggere in pieno i singoli oratori, perché questi hanno parecchie infiltrazioni, facendo dei drenaggi e risanandoli dall’umidità. È un intervento in questo momento indispensabile. Ma non sarà Vegetazione sul tetto della cappella di San Paolo completo, come all’inizio si auspicava (ovvero interno, esterno, elementi figurativi e decorativi, ecc.). C’è un problema di fondi, quello che si riesce a fare ora è sulla base dei due contributi, comunale e regionale. Il minimo indispensabile affinché non entri l’acqua» conclude il progettista. I lavori sono stati appaltati per circa 150 mila euro alla ditta Piccin Michele e Stefano di Vittorio Veneto. Con i primi di settembre verranno installati i ponteggi; sei circa i mesi necessari per completare l’intervento, che dal pun- to di vista logistico si presenta molto disagevole, potendo utilizzare mezzi piccoli e portare solo poco materiale alla volta. La parrocchia di Serravalle sta promuovendo anche l’iniziativa “adotta una cappella” per sensibilizzare privati, associazioni o enti nel completamento del recupero delle strutture. Come a suo tempo questi oratori sono nati grazie al contributo di alcune famiglie di Serravalle così, anche oggi la comunità può dare un segno per il recupero di queste opere di fede. Claudia Borsoi FURONO COSTRUITE NEL 1642 ungo il percorso che L conduce al santuario di Sant’Augusta, si incontrano 6 cappelle dedicate a San Giovanni, San Sebastiano, San Paolo, San Lorenzo, San Pietro e Sant’Elena erette nel 1642 per il voto solenne fatto dalla comunità per essere liberata dalla terribile pestilenza. La costruzione delle cappelle si realizzò in breve tempo, grazie alla generosità di un intero popolo riconoscente a Santa Augusta per le straordinarie grazie ricevute. Le cappelle sono poi state restaurate nel 1942 da alcune famiglie serravallesi. Diversi sono oggi i segni di degrado visibili: sui tetti sono presenti erbacce e piccoli arbusti, che in alcuni casi hanno creato una vera e propria vegetazione (vedi cappella di San Paolo), andando quindi a minacciare la stabilità della copertura. Gli intonaci delle pareti, le decorazioni e le gronde sono, in maniera più o meno visibile, scrostati. CB 24 FATTO SOLO I PRIMI DUE STRALCI DEI LAVORI ...e il santuario? i capitelli A stanno per arrivare le impalcature; dal santuario invece sono stati tolti. Ma i lavori non sono stati mica terminati. Anche se il progetto c’è già: lo ha preparato Fabio Nassuato. Nel 2004 fu il Rotary a sostenerne la spesa e donarlo alla parrocchia, nella speranza I lavori agli affreschi del santuario compiuti nel 2006 di trovare benefattori che si accollassero le spese vive per che non sono più arrivai lavori. Rispose la Bran- ti». Nel frattempo però le dolin Dottor, che rinun- voluminose impalcature ciando ai regali di Natale piazzate dalla Brandolin a clienti e dipendenti re- Dottor per annunciare il staurò gli affreschi in chie- restauro in arrivo restavano in loco. «Alla fine absa. «Sono stati completati i biamo chiesto alla ditta di primi due stralci del pro- toglierle. Ha provveduto getto- racconta il parroco poco prima dell’inizio dei di Serravalle don Paolino- festeggiamenti di Sant’AuPoi si aspettavano fondi, gusta». CONFERENZA DI DON GIORGIO MASCHIO Raccontare la Santa on è una novità», come ammette lui stesso, ma ciononostante è ancora con soddisfazione che il parroco di Serravalle don Paolino racconta della «straordinaria affluenza» alle celebrazioni religiose di Sant’Augusta. Abbondante - «più di 300 persone» è stata anche l’affluenza alla conferenza di domenica 17 “Riflessioni sulla passio di Augusta di Serravalle”. Per motivi di salute il relatore previsto, padre Reginald Gregoire, non c’era; lo ha sostituito, basandosi sul testo scritto da Gregoire, don Giorgio Maschio. È il quarto anno che i festeggiamenti di Sant’Augusta vengono aperti da una conferenza che approfondisce da diversi profili scientifici la vita della Santa. Stavolta il taglio è stato anzitutto storiografico: in che modo, nel tempo, si è formato il racconto della vita di Sant’Augusta poi redatta da Minucci. «Stiamo raccogliendo - spiega il par- «N CONTINUANO I FESTEGGIAMENTI Venerdì 29 in Duomo alle 21 “Concerto di Sant’Augusta” con la corale San Salvatore roco- questa relazione e le altre precedenti: quando saranno 8 o 10, si potrà pensare a una pubblicazione unitaria». Nel frattempo, le celebrazioni dedicate alla Santa proseguono: venerdì 29 alle 21 nel Duomo di Serravalle “Concerto di Sant’Augusta” con la corale San Salvatore di Susegana diretta da Gianni Bortoli. Musiche di Frisina, Perosi, Animuccia, Rossini, Cererols, Giavina, Zardini, Van Niffel e Casals. Domenica 21 settembre invece si terrà il tradizionale pellegrinaggio settembrino a Sant’Augusta: partenza alle 16 dalla scalinata monumentale, guida don Luigino Zago. TB 26 Dai nostri paesi Vittorio Veneto 31 agosto 2008 CENEDA / È MANCATO IL 1° AGOSTO RENZO DE POLO BREVI VITTORIO VENETO SALSA: Festa settembrina e calcio mancato il 1° agosto 2008, dopo quasi due mesi di ricovero in ospedale a seguito di un intervento cardiochirurgico, Renzo De Polo, 78 anni, di Ceneda. Era uno degli storici “zarlatani de Zeneda” e per trent’anni, fino ai primi anni Novanta, aveva gestito un noto emporio agricolo in città. Onestà e correttezza nei È rapporti interpersonali contraddistinguono tutta la sua esistenza. Che però è stata anche segnata da due grandi dolori. Nel 1944, quando il fratello maggiore Gianni, partigiano della Brigata Piave, fu ucciso dai fascisti; e nel 1983, quando il secondogenito Beppe morì di leucemia mieloide acutaRenzo superò quest’ulti- ma tragedia con grande dignità, ancor di più dedicandosi alla amata moglie Nikla, agli altri quattro figli Gianni, Nicoletta, Gabriele ed Adriano, ed infine anche ai nipoti, sorretto dalla fede. Moglie e figli hanno scelto di indirizzare le offerte raccolte in occasione della sua scomparsa, a favore dell’Associazione I- Prosegue fino al 7 settembre nel patronato e nel campo sportivo di Salsa la Festa Settembrina con musica, ballo, spettacoli e ricco stand enogastronomico. Domenica 31 dalle 9 al campo sportivo torneo di calcio per esordienti “Memorial Paolo Barison” e primo “Memorial Ottavio Chies”. Premiazioni alle 18. SAN GIACOMO: Compie 104 anni Vincenza Oliana taliana contro le Leucemie, a memoria di Beppe. ARRIVANO ROTATORIA E SUPERMERCATO APPENA INAUGURATA Primi passi della bretella Pronto il nastro d’asfalto da via Matteotti a via della Bressana. Proteste per il senso unico in via Colombo: “ma ne possiamo discutere”, rassicura Scottà. È pronta la primissima parte della bretella da via Matteotti al casello dell’autostrada. Si tratta del tratto dalla nuova rotonda fino a via della Bressana, all’altezza del campo del Vitt. In pratica è scomparsa la vecchia, stretta e tranquilla via Da Mosto, col suo unico condominio al civico 22, e ora c’è un ampia strada a due corsie più pista ciclabile destinata in futuro ad assorbire notevoli quantità di traffico, proveniente dall’autostrada ma anche da Carpesica, Cozzuolo, Tarzo, diretto al supermercatone Emisfero di prossima apertura e non solo. Ma questo vale per un futuro ancora lontano, quando la bretella sarà completata sia nel tratto da via della Bressana all’autostrada (i lavori non sono ancora iniziati) sia nel tratto di collegamento con Cal de Livera e la zona industriale, che è ancora in alto mare. Per adesso, la nuova via Da Mosto larga servirà come collegamento alternativo per la zona industriale: non a caso il Comune sta anche procedendo all’allargamento di via della Bressana, che sarà strada con precedenza quando incrocia via Aleardi, in modo da consentire uno scorrimento veloce fino all’incrocio con Cal de Livera. Sta di fatto che comunque il supermercatone aprirà molto prima che la bretella che è anche al suo servizio sia pronta. C’è chi teme che ciò porterà a grandi ingorghi su via Matteotti, o a difficoltà per i reduci dallo shopping per rimettersi in marcia. Per effetto dell’apertura della rotonda è stato anche istituito il senso unico Sopra, la nuova via Da Mosto, primo tratto della bretella; sotto, l’incrocio della rotatoria con via Colombo: non è detto che il senso unico sia un provvedimento definitivo in via Colombo: da via Matteotti non ci si può più svoltare dentro. Penalizzata la casa Mater Dei, che ora si può raggiungere passando per via Galvani o via Polo, e penalizzato anche il vicino studio del dentista Claudio De Negri, che infatti ha avviato una raccolta firme, ed ha incontrato il sindaco. E potrebbe vincere la sua piccola battaglia: «per ora e solo per motivi di sicurezza- dichiarazione ufficiale del sindaco Scottàvia Colombo è in uscita a senso unico verso la rotatoria, ma siamo disponibili a discutere con il comparto residenziale per eventuali cambiamenti». Oltre ai cambiamenti della viabilità, arrivano anche cambiamenti al panorama commerciale vittoriese: apre un nuovo grande punto vendita. Anzi due, giacchè a Meschio il Lidl ha chiuso momentaneamente per riaprire grande il doppio. Due le stranezze: che si aprano punti vendita in un periodo di vacche magre come questo (ma si tratta di progetti in ballo da anni), e che la città si ritrovi con quasi tutti i suoi supermercati (Emisfero, Cadoro, due Billa, Lidl, Coop) concentrati in un paio di km. TB A CENEDA LA PRIMA VONGOLATA DELL’ASSUNTA Ceneda, vento, lampi, A tuoni e pioggia torrenziale sul far delle 7 di sera hanno rimandato al 16 agosto i festeggiamenti dell’Assunta. Buona la tombola pro-parrocchia del Duomo con 1500 cartelle vendute, mentre quasi mezzo migliaio di cenedesi si sono messi in fila alle 19 per gustare la 1ª “vongolata” dell’Assunta, preparata dal CoGeVo di Venezia&Chioggia . «Come tradizione comanda, abbiamo preparato le vongo- le di mare in “cassopipa”spiega il chioggioto Sandro Boscolo, titolare a Vittorio Veneto della pescheria Serenissima di via Oberdan nonché animatore della serata marinara. Dunque in “cassopipa”, cioè un soffritto di cipolla, olio d’oliva... le vongole e solo un po’ di pepe per un massimo di un quarto d’ora sul fuoco. Si mangiano rigorosamente a scottadito! MS Venerdì 5 settembre compie 104 anni Vincenza Oliana, terziaria francescana che da 59 anni vive presso il monastero di clausura di San Giacomo, in foresteria. SERRAVALLE: domenica “bio” Pacifica bio-invasione nel cuore di Serravalle: domenica 31 agosto, dalle 9 alle 20, torna la Mostra mercato dei prodotti biologici, biodinamici, dell’artigianato naturale e della bioedilizia promossa dalla cooperativa Ariele. Piazza Minucci, il giardino di Palazzo Minucci e piazza Flaminio saranno animate dalla presenza di oltre 70 espositori. Per i bambini, previsti laboratori di attività manuali alle 10 e alle 16: ("Le forme di feltro", " Facciamo il pane", "Dolci pasticci"), spettacoli di strada e di burattini. Per i più grandi, mini conferenze di mezz’ora, laboratori di erboristeria domestica, trattamenti reiki e altro ancora, tutto gratis. Per informazioni rivolgersi al negozio Ariele in via Nannetti, 0438-553171. Generosa offerta al Piccolo Rifugio. Ancora un generoso contributo dal mondo economico del vittoriese al Piccolo Rifugio. A stanziarlo è stata, nelle settimane scorse, la Banca Prealpi, e sarà destinato agli ingenti lavori in corso da tempo alla casa maschile. Scomparsa suor Lucrezia Marcuzzo È mancata lo scorso 16 agosto presso il collegio San Giuseppe di Vittorio Veneto suor Lucrezia (Luigina) Marcuzzo, 73 anni, originaria di San Polo. Era iniziata ben vent’anni fa, nel 1988, la malattia che l’ha portata lentamente all’incontro definitivo con il Signore. In precedenza, dopo i primi voti del 15 settembre 1956, era stata educatrice e insegnante presso gli istituti della congregazione. «In questi vent’anni - la ricordano le consorelle- suor Lucrezia è stata provata come oro nel crogiolo e il Signore l’ha resa forte nella capacità di vivere totalmente consegnata a Lui». Suor Lucrezia riposa nel cimitero di San Polo. A scuola di alpinismo con il Cai La scuola di alpinismo del Cai di Vittorio Veneto organizza un corso di alpinismo. Giovedì 4 alle 21 presso la sede del Cai alle Filande a San Giacomo il primo degli 8 incontri teorici, tutti di martedì e giovedì sera, a cui si affiancano sei uscite in ambiente alpino e su ghiacciaio. Bisogna essere maggiorenni ed avere certificato di idoneità fisica. Costo del corso euro 200. Per informazioni rivolgersi alla sede del Cai giovedì sera alle 21 o chiamare 0438-500799. Sopralluogo, un’agenda per gli eventi Per destreggiarsi nell’intricata rete di eventi prevista questo autunno a Vittorio Veneto, è nata “Sopralluogo”, un’agenda che segnala le maggiori manifestazioni previste tra settembre e ottobre, una nuova operazione di marketing territoriale voluta dall’amministrazione. Si comincia con l’inaugurazione del nuovo distretto sanitario (nella foto l’ingresso) che avverrà sabato 6 settembre con una festa lunga un giorno, per arrivare fino al 4 novembre con l’arrivo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del 90° Anniversario della fine della Grande Guerra chiudono il progetto. Dai nostri paesi Vittoriese 31 agosto 2008 ANDREA BENEDET LICENZIATO, MARA ANTONIAZZI DIMISSIONARIA Terremoto in giunta a Cordignano T erremoto in giunta a Cordignano. Dopo alcune scosse premonitrici di varia intensità il sisma ha colpito la squadra di Roberto Campagna provocando il crollo di due assessori: Andrea Benedet e Mara Antoniazzi rispettivamente con la delega al bilancio e ai servizi sociali. Ad accomunarli è il fatto di essere entrati a far parte della lista del sindaco senza alcuna tessera di partito in tasca. Inoltre entrambi sono stati al centro dell’attenzione nella vicenda che ha visto la maggioranza dover rimediare ad un disavanzo di 90 mila euro dovuto al fatto che nel settore dei servizi sociali (assessorato di lei), erano state sovrastimate le entrate di mensa e trasporto pubblico in fase di stesura del bilancio (assessorato di lui). A differenziarli è invece la modalità di uscita dalla giunta: destituito dal sinservizio di Gerda De Nardi daco lui, dimessa autonomamente lei, con tanto di non accettazione delle dimissioni da parte del primo cittadino. Il sindaco ha già in mente chi sostituirà l’assessore Andrea Benedet; il nome verrà ufficializzato a breve. Per quel che riguarda l’assessore Mara Antoniazzi a casa sua è arrivata una lettera in cui Campagna «M A BREVE IL SOSTITUTO DI ANDREA BENEDET Il sindaco Campagna respinge le dimissioni dell’assessore Antoniazzi. Ma lei le considera “irrevocabili” “È VENUTO MENO IL RAPPORTO DI FIDUCIA” on un comunicato C stampa il sindaco informa che ha revocato la delega di assessore al dottor Andrea Benedet. «A seguito di comportamenti non in sintonia con gli orientamenti che contraddistinguono l’azione amministrativa scrive - è venuto a mancare il presupposto fondamentale del rapporto di fiducia che aveva ispirato e aveva sotteso alla nomina di assessore. Per garantire la coesione della giunta e dare conti- “IL BUCO DI BILANCIO NON ERA RESPONSABILITÀ MIA” i hanno addossato ingiustamente la responsabilità del buco in bilancio afferma Andrea Benedet -. Avevano bisogno di un appiglio per farmi uscire. Avevano anche chiesto che mi dimettessi, ma sono rimasto perché la responsabilità non è mia, lo hanno confermato anche i revisori dei conti e gli Uffici. Le motivazioni sono altre e ha inciso moltissimo il fatto che io non sia iscritto a nessuno dei due partiti (Lega Nord e Forza Italia) di cui è composta quella che un tempo era una lista civica. Il sindaco ha la facoltà di revocare la delega ad un assessore. Prendo atto». Non sarà più assessore, Andrea Benedet, ma rimarrà consigliere comunale. All’interno della maggioranza o come autonomo? E’ ancora troppo presto per dirlo. «Dipen- chiede un colloquio di chiarimento visto che egli ha respinto le sue dimissioni. La lettera però non è stata ancora aperta dall’interessata che è in vacanza. Tuttavia, è categorica Mara Antoniazzi: le mie dimissioni sono irrevocabili. E rimarrà in consiglio comunale. de - conclude Benedet - da cosa è rimasto di “civico” a questa lista. Se il gruppo è solo formato da Lega Nord e Forza Italia ho alcune perplessità». nuità all’azione amministrativa nella seconda parte della legislatura, non mi è rimasta altra alternativa che la revoca dell’incarico. Desidero comunque esprimere un ringraziamento per il lavoro che, nel corso di questi due anni, il dottor Benedet ha offerto nell’esercizio delle importanti deleghe da me conferitegli». Motivi di comportamento, definito un po’ troppo “astioso”, sono quindi alla base dell’uscita di sce- na di Benedet anche se il sindaco conferma che l’evento dell’errato conteggio del bilancio ha accelerato la capitolazione di una situazione critica che comunque andava avanti da un po’ di mesi. 27 DIVENTA CITTADINO ONORARIO CERIMONIA DOMENICA 31 SUL PIZZOC Berry fregonese regona festeggia il F suo nuovo concittadino. È William Bernard Berry, tenente dell’esercito americano,che fu abbattuto col suo aereo nei cieli vicentini il 10 dicembre 1944, arrivò tra mille traversie in Cansiglio e divenne partigiano per 144 giorni. Sabato 30 alle 20.30 presso il centro sociale di Fregona la presentazione di “Un tenente americano tra i partigiani della Cairoli” sarà a cura di Giuseppe Versolato e Pier Paolo Brescacin. Domenica 31, con partenza alle 9 da Cadolten, Fernando De Conti guiderà un escursione storico naturalistica sulle orme del tenente Berry, che fu responsabile del campo di lancio posto tra il monte Croce e il Pizzoc. Poi alle 11.30 alla Piazza della Pace in vetta al Pizzoc si terrà la cerimonia per la consegna della cittadinanza a Berry. Nell’occasione il sindaco di Fregona Giacomo De Luca ha promesso che darà aggiornamenti sulla tormentata vicenda delle trattative per l’acquisto da parte del Comune dell’area di Pizzoc di proprietà di Italcementi. Le trattative sono iniziate più TRATTATIVE DA PIÙ DI UN ANNO Nel frattempo il sindaco De Luca continua le discussioni con l’Italcementi: verrà smantellata anche la teleferica fino a Sant’Andrea? di un anno fa, e sembravano destinate a concludersi in breve. E invece non sono finite ancora. All’accordo con Italcementi sul prezzo, e sulle opere di bonifica da realizzare sulla vetta del Pizzoc, si affianca l’altro nodo per Fregona: ottenere fondi e sostegno dagli enti sovraordinati. A quanto pare l’accordo che si cerca dovrebbe prevedere anche l’impegno dell’Italcementi a togliere tutti i pali della vecchia teleferica che saliva dalla piazza di Sant’Andrea (dove i primi due pali sono parte del giardino di due delle case che affacciano sulla piazza di Sant’Andrea). Evidente quindi l’inevitabile coinvolgimento anche del comune di Vittorio Veneto. «Il sindaco Scottà è informato di tutto quel che faccio», dice De Luca. Tommaso Bisagno “CONTA IL FATTO CHE NON ABBIAMO TESSERE DI PARTITO” a tempo la situazione era abbastanza tragica - sottolinea Mara Antoniazzi -. In tutta la vicenda ha influito il fatto che né io né Benedet abbiamo tessere di partito. Dopo il problema delle mense, il 24 maggio scorso, il sindaco e i consiglie- «D CORDIGNANO SPOSI DA 50 ANNI ri di maggioranza avevano chiesto ad entrambi di dimetterci. Ad un certo punto, e non ho capito ancora il perché, io per loro non costituivo più un problema e quindi il 13 agosto il sindaco ha revocato la delega solo a Benedet. Io allora mi sono dimessa. Non c’è trasparenza e lealtà e quindi non c’è motivo di rimanere. Per quel che mi riguarda hanno “demolito” il mio ufficio. Hanno declassato il funzionario responsabile ad assistente sociale e l’ho saputo solo dopo alcuni giorni senza che nessuno mi in- terpellasse o semplicemente mi avvisasse. Non c’è più il clima di serenità per andare avanti così». ANZANO NOZZE D’ORO PER CATERINA E LINO l 6 luglio scorso CateInalrina Da Ros e Lino Cahanno festeggiato un Eugenia e Antonio Piccin di Cordignano grande traguardo: cinquant’anni di matrimonio. Una vita d’amore, gioie e fatiche ma sempre uniti, insieme. I figli, i generi, i nipoti Laura, Cristina, Andrea, Elena e il pronipote Christian augurano loro ancora tanta felicità. l 23 agosto hanno ringraziato il Signore per il IEugenia loro cinquantesimo anniversario di matrimonio e Antonio Piccin insieme ai loro famigliari e amici. Auguriamo loro ancora tanti anni insieme in salute, serenità e gioia. I figli, Renzo, Ezio e Paola Caterina Da Ros e Lino Canal di Anzano 28 Dai nostri paesi Quartier del Piave 31 agosto 2008 FARRA: INCONTRI SUL DISAGIO, FIACCOLATA, FESTA DELLE ASSOCIAZIONI ine estate all’insegna della solidarietà e dell’associazionismo a Farra di Soligo con “Farrainsieme”. Dopo i concerti di alto profilo nella chiesetta di San Vigilio, le serate di cinema all’aperto, i burattini in piazza, il supporto ai centri estivi nel mese di luglio, sono in programma serate informative sulle tematiche della malattia mentale e momenti di aggregazione e di svago. Il primo appuntamento, giovedì 28 agosto, è stato dedicato all’Alzheimer. Sabato 30 agosto l’associazione Fiorot propone la fiaccolata “Luci nella notte” per sensibilizzare sul diffondersi delle malattie on- F cologiche e raccogliere fondi per sostenere il sodalizio. Al termine della fiaccolata, che parte alle 20.45 dalla Casa degli Alpini di Farra, si tiene un concerto del cantautore Alberto Cantone alla memoria di Annalisa Pederiva (nella foto) recentemente scomparsa. Annalisa, con il marito Angelo Guizzo, era uno dei pilastri locali della “Fiorot”. Giovedì 4 settembre sarà la volta delle associazioni “Limes” e “Psiche2000” IL COMUNE È ULTIMO NELLA CLASSIFICA PROVINCIALE DI REDDITO PER CONTRIBUENTE Moriago povera? M obilegno cucine, Doimo Cityline, ZG Group, Zalamena mobili, Sirtek Italia arredamenti, Doimo Linea Italia, Doimo Domus, Doimo salotti, Doimo International, Wiessenfels catene da neve. E poi ancora Edilcommercio, Colomberotto carni, Tecno Tenda e Rattan Wood. Difficile credere, di fronte a questa sterminata serie di uffici e capannoni che si affaccia sulla SP34 e che accoglie gli automezzi alle porte della frazione di Mosnigo (verso il ponte di Vidor) o del capoluogo (verso Sernaglia), che sia proprio Moriago della Battaglia il comune più “povero” della ricca e gioiosa Marca trevigiana. La stessa presenza di tre gruppi bancari (Popolare di Vicenza, Unicredit Banca e Veneto Banca) su un totale di poco più di 2 mila e 800 abitanti (per una media analoga a quella di Pieve di Soligo, la piazza economica del Quartier del Piave), non fa che rafforzare i dubbi. A stabilirlo però è stato uno studio nazionale coordinato dal quotidiano “Il Sole 24 ore” e basato sui redditi Irpef dichiarati dai cittadini italiani dal 1999 al 2007. Dallo studio emerge che questo piccolo comune di campagna, teatro di una delle più sanguinose battaglie della Grande Guerra, è il ter- Popolazione residente a Moriago della Battaglia al 1° Gennaio 2007 Celibi 653 Coniugati 711 Divorziati 13 Vedovi 29 Totale Maschi 1406 Maschi+Femmine 2785 Nubili 477 Coniugate 709 Divorziate 11 Vedove 182 Totale Femmine 1379 Popolazione straniera Maschi Maschi+Femmine di cui Macedonia Marocco Albania 197 384 Femmine 187 Maschi Femmine Totale 74 48 27 64 34 26 138 82 53 Reddito per contribuente Anno 2007 ritorio della provincia di Treviso con il più basso reddito per contribuente (12 mila e 441 euro), con il più basso reddito per abitante (9 mila e 256 euro) e con il più basso Il sindaco Giuseppe Tonello euro 12.441 reddito per famiglia (24 mila e 620 euro). «Prendo atto dello studio e delle statistiche pubblicate – afferma il neo sindaco di Moriago della Battaglia, Giuseppe Tonello – ma, come molti, pensando all’estensione delle nostre zone industriali, non posso che essere sorpreso da questi dati. Specie se confrontati con quelli di comuni limitrofi al nostro territorio come Sernaglia (14 mila e 51 euro per contribuente) o Vidor (13 mila e 659 euro). Non credo che la qualità della vita dei miei concittadini sia così inferiore a quella dei paesi vicini... Comunque, i dati sono dati». Sì, d’accordo sindaco, ma non sarà la solita questione del che, nella Casa degli Alpini di Col San Martino alle 20.45, metteranno a tema “Angoscia di solitudine e paura di abbandono” con la dottoressa Patrizia Furlan, psicologa e psicoterapeuta. Sabato 6 settembre la Pro loco di Farra premierà i balconi più fioriti. Giovedì 11 settembre, il dottor Pier Paolo Urbani, primario del reparto di psichiatria dell’Ulss 7, parlerà della depressione. L’ultimo appuntamento sarà per domenica 14 settembre con “FestInsieme”, giochi paesani tra associazioni. mezzo pollo a testa, quando in realtà c’è chi mangia un pollo intero e chi non mangia niente? «Ripeto, i numeri non lasciano spazio a tanti commenti o interpretazioni, visto, tra l’altro, che sono stati utilizzati gli stessi parametri per tutti i comuni – chiosa il giovane primo cittadino –. Però non posso che precisare che, per quanto riguarda l’attività municipale, i nostri servizi sociali non hanno indicatori a livelli tali da sollevare il problema di un diffuso disagio sociale ed economico nel territorio moriaghese. Come non posso fare a meno di osservare – continua Tonello - che i dati sui redditi Irpef tra Moriago e Mosnigo risentono di due dati di fatto: l’alto numero di pensionati tra i residenti maggiorenni e lo scarso sviluppo residenziale ovvero l’attuale basso grado di attrazione urbanistica verso le giovani famiglie. In una frase: la popolazione di Moriago sta sensibilmente invecchiando». E mentre alcuni imprenditori locali da tempo risiedono in comuni limitrofi (Miane e Vidor, ad esempio), suona oggi profetico il campanello d’allarme lanciato lo scorso dicembre dall’allora sindaco Pergentino Breda: se Tonello, infatti, sottolinea gli attuali 611 pensionati residenti nel proprio territorio comunale (su circa 2 mila e 300 maggiorenni), l’ex sindaco in inverno pose l’accento su un dato a metà strada tra la questione sociale e gli aspetti urbanistici: ben 221 famiglie erano composte da una sola persona, nella maggioranza delle quali, appunto, da una persona anziana. Glauco Zuan REFRONTOLO: AGGREDITO VOLONTARIO ggrediscono un volontario A della Pro loco di Refrontolo per rubargli l’incasso dell’ultima giornata della Festa dell’estate. È accaduto la sera di domenica 24 agosto nei pressi del Molinetto della Croda a Refrontolo. Il volontario, un cinquantanovenne, è finito al pronto soccorso mentre la banda, composta da stranieri, è fuggita con oltre 12 mila euro. BREVI QUARTIER DEL PIAVE VIDOR: semafori a chiamata Il Comune di Vidor ha installato tre semafori “a chiamata”. Il primo è nel capoluogo lungo la provinciale in via Marconi (dove si innesta via Brigata Cuneo), il secondo sempre in via Marconi in frazione Bosco, il terzo subito dopo il cinema Eden, in direzione Col San Martino, a Colbertaldo. Funzioneranno sia su richiesta tramite pulsante (per i pedoni), sia su sollecitazione delle spire collocate nelle vie laterali a senso unico di marcia in uscita (per le auto). Il costo è di 63 mila euro (la Provincia ha contribuito con 25 mila euro). PIEVE: corso di difesa personale Inizia il 2 settembre il corso di difesa personale organizzato dal Comune e dal Judo Club di Pieve e rivolto principalmente a donne tra i 15 e i 50 anni. Il programma si articola in otto incontri il martedì e il venerdì dalle 20.30 alle 21.30 nella palestra delle scuole medie “Toniolo”. PIEVE: commedia di Goldoni Sabato 6 settembre, alle 20.45 al cinema-teatro Careni di Pieve di Soligo, viene proposto lo spettacolo teatrale “La Casa Nova” di Carlo Goldoni. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria allo 041-987221. Le offerte raccolte verranno devolute alla fondazione Banca degli occhi del Veneto onlus. FALZÈ: “Lucio Battisti day” Sabato 30 agosto alle 21, nell’area verde del Piave in via Passo Barca a Falzè, Christian Pugliese, voce, e Claudio Rudella, chitarra, interpretano brani di Lucio Battisti in occasione del “Battisti day” promosso dal Comune di Sernaglia, in collaborazione con l’associazione Capannonerecords, a dieci anni dalla morte del cantante. COLLALTO: teatro popolare Il tradizionale appuntamento col teatro popolare a Collalto di Susegana torna alle 20.45 di sabato 30 agosto nella tensostruttura allestita presso gli impianti sportivi. Va in scena la commedia in due atti di Bruno Lorenzon “Il nobile Amorèi” a cura del gruppo Amici del teatro di Roncade. Chiudono la rassegna i due atti de “La casa nova” di Carlo Goldoni, messi in scena dalla compagnia Ponte Priula Teatro nella serata di sabato 6 settembre. L’ingresso agli spettacoli è libero. PIEVE: RINO CESCA NUOVO PRESIDENTE DEL BASKET PIEVE 94 ino Cesca, 50 anni, libero proR fessionista, è il nuovo presidente del Basket Pieve 94. Giuliano Grassi, presidente uscente e figura storica del basket pievigino, assume la presidenza onoraria dell’associazione, ma non getta la spugna, an- dando a occuparsi in prima persona del minibasket. Cesca, vicepresidente negli ultimi due anni, è anche il referente della prima squadra che nella prossima stagione si presenterà radicalmente ringiovanita. Due i vice presidenti: Oscar Calo- nego (responsabile per i ’93) e Narciso Verlato (responsabile per i ’96). Fanno inoltre parte del direttivo Luca Hosp (rapporti Fip), Paolo Bortolini (responsabile per i ’94), Gianpaolo Spadetto (responsabile per i ’97), Michele Moro (responsabile Minibasket), Giacomo Zannoni (responsabile sponsor), Antonio Fina (responsabile rapporti istituzionali e associativi), Luca Mura (rappresentante giocatori), Paolo Boscarato (responsabile tecnico e rappresentante allenatori). AM Dai nostri paesi Vallata / Bellunese 31 agosto 2008 CISON: 200 MILA AD “ARTIGIANATO VIVO” edizione di quest’anno di “Artigianato Vivo” ha superato le 200 mila presenze in dieci giorni. Nella serata del 14 agosto sono stati premiati i tre migliori artigiani. Il primo classificato è risultato Andrea Vento, artigiano di San Giuliano Terme (Pi), che produce manufatti in pelle. Al secondo posto Tiziano Paulon, di Arquà Polesine (Ro) con l’opera “Tagli e dettagli”. Il terzo classificato è risultato “Il Galeone snc” di Sie- L’ na, che produce manufatti artistici in oro, argento e pietre preziose. Nella sezione “migliore manualità” è stata pre- DA MIANE A ROMA miata Amelia Minto, originaria di Dolo (Ve) autrice di opere in cera. Quest’anno gli espositori – SEZIONE ANA DI VITTORIO VENETO Un programma fitto fitto IN CALENDARIO F itta e intensa l’agenda dell’Associazione nazionale alpini di Vittorio Veneto. Preme su tutto il 90º della fine della Grande Guerra, che qui a Vittorio Veneto ebbe il suo epilogo con l’ultima battaglia, vinta dagli italiani assieme alla coalizione anglo-francese, ma anche col supporto militare dell’America. Dopo l’affollato raduno “Assoarma” dello scorso 15 giugno, che ricordava l’inizio della cosiddetta “Battaglia del Solstizio” e che segnò la fine della spinta militare austriaca, e dopo ancora il grande successo de “La notte delle voci dal fronte” (concerto) dello scorso 19 luglio, in piazza a Ceneda, e curata dal coro alpino “Col di Lana”, uno dei tre della sezione, gli Alpini di Vittorio Veneto celebrano, domenica 31 agosto, con inizio alle 10 in Corsa in montagna, 25º della morte di Giulio Salvadoretti, inaugurazione del cimitero austroungarico di Follina e del monumento col mulo a Vittorio Valle di San Daniele a Cison di Valmarino, il 37º Raduno alpino al Bosco delle Penne Mozze. La sezione vittoriese organizza poi per il 14 settembre prossimo, a Revine-Lago, dalle 9 di mattina, il campionato nazionale di “Corsa in montagna” dei soci dell’Ana. «Ma non è mica finita così – commenta il neo-presidente dell’Ana di Vittorio Veneto, il valmarenese Angelo Biz – perché quest’anno cade il 25º della morte di Giulio Salvadoretti, uomo esuberante e straordinario. Gli dobbiamo una celebrazione coi fiocchi, giacché Giulio, capitano medico alpino e reduce di Russia, fu tanto e fece tanto per noi alpini del Vittoriese». Oltre che primario tisiologo del Sanatorio antitubercolare “Villa delle Rose” di Vittorio Veneto, Giulio Salvadoretti fu infatti presidente della sezione Ana di Vittorio Veneto dal 1957 al re serate di altissima qualità a T Cison di Valmarino per la quarta stagione promossa dai creativi di Eggs, gruppo di professionisti di arti dello spettacolo. Venerdì 29 agosto, alle 20.45, in piazza Roma viene rappresentata l’opera lirica “Pa- P 1982 (morì il 30 ottobre 1983 a 72 anni) e affiancò fattivamente Mario Altarui, ideatore del “Bosco delle Penne Mozze”. Ricoprì inoltre la presidenza del Coro Ana dalla sua costituzione e fu fondatore della Unirr (Unione nazionale italiana reduci Russia) nel 1950 e suo presidente. Scorrendo ancora l’agenda alpina del presidente Biz troviamo al 26 ottobre la cerimonia al cimitero austro-ungarico di Follina (qui, gli alpini di Angelo Biz si sono sobbarcati un mucchio di lavoro per riportarlo in luce), poi il 50º del Coro Ana e infine l’inaugurazione a novembre del Monumento col mulo, opera di Bottegal da Feltre, che verrà collocato in Vittorio Veneto, vicino alla chiesa di Sant’Andrea. Mario Sanson il presidente nazionale dell’Ana Corrado Perona a teÈ nere il discorso commemorativo al 37º Raduno alpino al Bosco delle Penne Mozze in programma domenica 31 agosto. L’incontro comincia alle 10 con gli onori al labaro dell’Ana, quindi l’alzabandiera, l’onore ai caduti, l’inaugurazione delle targhe a ricordo dei caduti delle sezioni di Alessandria, Biella e Cividale, l’intervento di Perona, e la messa celebrata dal vescovo Corrado. Intervengono il Coro Ana di Vittorio e la Banda di Cison. Organizzano le quattro sezioni Ana della Provincia di Treviso e il gruppo coordinatore di Cison. gliacci” di Leoncavallo; ingresso 15 euro (in caso di maltempo l’opera è rinviata al 30 agosto). Sabato 30 agosto, alle 20.45 sempre in piazza Roma, il Gruppo folcloristico trevigiano propone canti e balli dell’Ottocento trevigiano; ingresso 10 eu- ro (in caso di maltempo a Castelbrando). Infine domenica 31 agosto, alle 20.45, al teatro La Loggia “Rumores de Milonga”, serata dedicata al tango, teatro la Loggia, ingresso 10 euro. Parte del ricavato sarà devoluto alle associazioni “Amici del Cuore” e Sos (Solidarietà organizzazione sviluppo). TOVENA: ANZIANI SUL SAN BOLDO GRAZIE AI VOLONTARI er il terzo anno consecutivo una trentina di anziani di Tovena ha trascorso una settimana di ferie (28 luglio2 agosto)... sul San Boldo. Questo il programma giornaliero: di primo mattino “salita” da Tovena in pulmino, colazione nella Casa degli Alpini, pranzo a mezzogiorno, merenda alle 17, e ritorno in paese. A rendere possibile la bella iniziativa sei volontari capitanati da Mario Magagnin. maestri artigiani e hobbisti – erano più di 180. Ogni serata è stata organizzata all’insegna della cultura e della musica. Da ricordare sicuramente la serata con Margherita Hack, il cui incontro, organizzato dapprima in piazza Roma, causa maltempo si è svolto nella chiesa arcipretale di Cison di Valmarino. Soddisfatta naturalmente la Pro loco, organizzatrice dell’evento, con la quale hanno collaborato molte associazioni. PERONA AL BOSCO PENNE MOZZE CISON: LIRICA, FOLKLORE E TANGO 29 a comunità parrocchiale di Miane L ha festeggiato nei giorni scorsi, a cavallo della ricorrenza di Maria Regina, il quinto anniversario dell’incoronazione e benedizione dell’effigie della Madonna del Carmine da parte di papa Giovanni Paolo II. A ricordo di quell’evento la parrocchia ha così organizzato un pellegrinaggio di quattro giorni a Roma. Tra gli appuntamenti una messa nelle grotte vaticane in memoria di papa Karol Wojtyla e la partecipazione all’Angelus in Castel Gandolfo. BREVI VALLATA MIANE: 400 mila euro per il Ceod La giunta regionale del Veneto ha stanziato 400 mila euro a favore del Comune di Miane per la realizzazione del Ceod (Centro educativo occupazionale per disabili) in via Cal di Mezzo. MIANE: corso per sommelier Giovedì 25 settembre inizia, nell’aula magna della scuola elementare di Miane, il primo corso di qualificazione professionale per sommelier promosso dall’Associazione italiana sommelier. Le lezioni, 15 in tutto, si tengono di giovedì dalle 20.30 alle 23 fino al 15 gennaio 2009. Per informazioni e iscrizioni rivolgersi alla Delegazione di Treviso 0422-261385. FOLLINA: Todero si è dimesso Luciano Todero si è dimesso da preside dell’istituto comprensivo “Fogazzaro” di Follina. Todero ha motivato la sua decisione con il caos in cui versa oggi la scuola italiana. FOLLINA: secondo vigile Dal 1º agosto il Comune di Follina ha un secondo vigile urbano. Vanessa Bolzan, trentaquattrenne, affianca il viceispettore Massimo Ghizzo. I vigili di Follina sono gli unici, in Vallata, ad essere dotati di armi. ARFANTA: festa comunitaria Ad Arfanta ultimi tre giorni della Festa patronale di San Bartolomeo. Venerdì 29 alle 21 finale del torneo di calcio-balilla. Sabato 30 alle 15 parte la terza Marcia di San Bartolomeo che si snoda su un percorso di 6 o 12 chilometri. Infine domenica 31 alle 11.15 messa per arfantesi ed ex arfantesi, e alle 12.30 pranzo comunitario. Organizzano il Gruppo ricreativo e la parrocchia. CISON: Salton lascia il Comune Gildo Salton, già sindaco di Cison di Valmarino, si è dimesso da vicesindaco e consigliere comunale. Il sindaco Cristina Pin ha nominato nuovo vicesindaco Giancarlo De Luca (referati: cultura, turismo, giovani, pubblica istruzione). Entra in giunta come nuovo assessore Pietro Bottega: si occuperà di ecologia, ambiente, gestione teatro ed eventi. BREVI BELLUNESE ZUMELLESE: visita chiesette Domenica 31 agosto terza visita guidata alle chiesette della Sinistra Piave bellunese. Si andrà alla scoperta dell’arte del ’400 e del ’500 in Valbelluna attraverso le opere delle chiese di Bardies, Corte, Addolorata di Mel, Farra, Pialdier, Madonna di Parè, Visomè, e parrocchiale di Castion. MEL: arrampicata per tutti La Pro loco zumellese ripropone un evento per gli amanti dell’arrampicata. Da venerdì 29 a sabato 6, grandi e piccoli sono invitati ad arrampicarsi: venerdì 18-21, domenica 10-12 e 15-18, mercoledì 18-21, giovedì 18-21, venerdì 18-21, e sabato 15-18. L’iniziativa è promossa in collaborazione con la Climb Band di Belluno. 30 Dai nostri paesi Conegliano 31 agosto 2008 SCOMIGO: È TORNATO A DIO P. MANETTO MARIA SALVADOR 11 agosto scorso nel convento della Madonna del Pozzo a Roma è morto padre Manetto Maria (nato Giovanni) Salvador. I funerali si sono svolti nella chiesa di Santa Maria in Via, sede dei Servi di Maria. È sepolto al Verano a Roma nella tomba dell’Ordine. Giovanni nacque a Scomigo il 26 agosto 1915. Da giovane entra nell’Istituto dei Salesiani a Gorizia, poi passa a Belluno ed ha come padre spirituale don Francesco Carpenè, salesiano, pure di Scomigo. Si trasfe- L’ risce successivamente all’Istituto di Monte Berico a Vicenza e infine va a Roma nella parrocchia dei Servi di Maria. Fa gli studi teologici alla facoltà di Teologia dei Servi di Maria. Viene ordinato diacono il 21 dicembre 1975 a Roma. Sempre a Roma nella chiesa di Santa Maria in Via viene ordinato presbitero dal vescovo emerito di Ancona mon- signor Picinelli nel 1979. Il 21 ottobre 1979 a Scomigo celebra la sua prima messa. Quando è entrato nell’ordine dei Servi di Maria ha assunto il nome di “Manetto”, il nome di uno dei sette santi fondatori dell’Ordine. Il suo ministero si è svolto per molti anni a Santa Maria in Via a Roma. Si è dedicato, in particolare, ai giovani, all’oratorio parrocchiale e agli ammalati. IL 19 OTTOBRE OSPITERÀ LA PRIMA PARTITA Il palazzetto è realtà I l Palasport di Campolongo è (quasi) terminato. Quindici anni dopo il previsto, ma vale il detto: meglio tardi che mai. Nessun Gabibbo arriverà più a Conegliano a puntare il dito ciccioso contro una delle tante “cattedrali nel deserto— ”del Belpaese. Dalle stalle alle stelle, in poco tempo: ieri simbolo di spreco di denaro pubblico, spina nel fianco delle amministrazioni comunali, ricovero di sbandati e punkabbestia; oggi proiettato a essere palcoscenico nazionale per le star dello sport e dello spettacolo, orgoglio di una comunità, volano di sviluppo di una Marca che investe nello sport. Debutta alla grande il Palasport di Campolongo: il 19 ottobre ospiterà la partita di andata tra della Spes Volley Zoppas e la Minetti Vicenza, seconda giornata del campionato di pallavolo femminile di A1. A inaugurare la stagione dei grandi concerti, organizzati da Zed, saranno invece Venditti (fine novembre) e Zucchero (prima di Natale). Ed è stata proprio la scadenza ravvicinata dell’inizio campionato (il 12 ottobre) a imporre la poderosa accelerazione ai lavori di completamento della struttura sportiva, iniziati nel maggio 2007: «La ditta avrebbe dovuto consegnare il Palasport entro la fine dell’anno - spiega il sindaco Alberto Maniero -. Ma per far giocare la Spes è stata data un’accelerata». L’approdo in A1, nell’aprile di quest’anno, delle pantere gialloblu ha sconvolto i piani e imposto ritmi ser- rati. A gestire il Palasport sarà la Spes Volley, presieduta dall’imprenditore Giovanni Lucchetta, che ha avuto il merito di far fare alla squadra coneglianese il balzo prima in A2 e poi, dopo 3 anni, nella massima serie. Lucchetta è uno che ci crede. Per questo Floriano Zambon, nel 2005, ha avuto il coraggio di riprendere per mano il progetto del Palasport: sapeva di avere, nel presidente della Spes, un partner affidabile. A preoccupare gli ammini- La gestione è stata affidata alla Spes Volley. I costi di gestione sono valutati in 600 mila euro annui. Entro il 2008 concerti di Venditti e Zucchero stratori coneglianesi, infatti, non era tanto il costo per il completamento della struttura (pur elevato: 6 milioni di euro), quanto le spese di gestione. Che certo non poteva accollarsi interamente il Comune. La Spes era l’unica società sportiva coneglianese in grado di fornire una garanzia. E un “gentlement agreement”, un accordo tra gentiluomini - come lo definisce Lucchetta - con Zambon è stato alla base del rilancio di un progetto che sembrava deflagrato anzitempo. Quindi a giugno il Comune ha indetto una gara per selezionare il gestore. A vincere è stato l’unico progetto presentato, quello della Spes. Per la società sportiva coneglianese inizia ora la sfida più impegnativa. Avrà in gestione per 12 anni una struttura (compresa l’area esterna) che divora 600 mila euro l’anno, dove saranno impiegate a tempo pieno sei persone: 2 custodi, un direttore, 2 venditori di spazi pubblicitari, 1 grafico. I costi di avvio (arredamento degli spogliatoi, del bar, delle strutture sportive, oltre che l’allestimento degli impianti pubblicitari, 100 mq di schermi) si aggirano sul milione e 400 mila euro. Le spese di manutenzione straordinaria saranno per metà a carico del gestore e per metà del Comune. Perché il bilancio stia in piedi servono entrate in pubblicità per 480 mila euro l’anno. Oltre allo sponsor principale, il gruppo Zoppas, una miriade di piccoligrandi sponsor del Team Nordest vogliono contribuire al sogno di portare in finale, entro 3 anni, il team gialloblu (progetto “Patto per la finale” su www.spesvolley.it). E a un’impresa della zona sarà legato anche il nome del palasport, che si saprà solo a metà settembre. La società sta vagliando le offerte arrivate. Sarà probabilmente una banca o un’assicurazione. Solo enti di grandi dimensioni, infatti, possono sopportare i costi di tale sponsorizzazione. Il palasport di Campolongo ha 2.400 posti a sedere, che possono arrivare fino a 4 mila con le tribune mobili. «Nella nostra regione ci sono solo quattro strutture di tali dimensioni e livello, e quella coneglianese è la terza di proprietà pubblica» precisa Lucchetta. L’impianto sarà utilizzato anche dalle altre società sportive coneglianesi e dal Comune che si è riservato «10 gettoni gratuiti l’anno». Francesca Nicastro UNA STORIA COMINCIATA NEGLI ANNI ’90 idea di dotare Conegliano di un paL ’ lasport nasce nei primi anni ’90, con l’allora sindaco Flavio Silvestrin. Il progetto fu presentato al Coni che lo accolse ed erogò un contributo di 2,5 miliardi di lire. La spesa prevista per la struttura si aggirava intorno ai 5-6 miliardi di lire. L’amministrazione chiese allora un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti, che le venne accordato. Tra il 1993 e il 1994 ini- ziarono i lavori. L’amministrazione Ghizzo, però, succeduto a Silvestrin nel 1995, ritenne troppo oneroso investire nel palasport, annullò la richiesta di mutuo e affossò il progetto. Nel 2005, i tempi erano maturi per rilanciare il completamento della struttura, nell’ambito del Piruea “Quartiere dello Sport”, un intervento di riqualificazione urbanistica da 14 milioni di euro. FENZI: NUOVO PRESIDENTE l sindaco di Conegliano Alberto Maniero ha nomiIcasanato il nuovo consiglio di amministrazione della di riposo “Fenzi”. Il nuovo presidente, che succede a Pier Mario Fabris, è il medico chirurgo dell’ospedale di Conegliano Roberto Cappelli. A collaborare con il nuovo presidente ci saranno i nuovi membri del cda: Christian Boscariol, Bruno Palmieri, Maria Teresa Pavan e Mario Gava. Tutte le cariche, presidente e membri del cda, non prevedono alcun compenso economico. BREVI CONEGLIANO 500 mila euro per la casa di riposo La giunta regionale del Veneto ha stanziato 500 mila euro a favore della Fondazione Sant’Augusta onlus per lavori di adeguamento della casa di riposo Opera Immacolata di Lourdes. Laurea professioni sanitarie, ultimi giorni per le iscrizioni Sabato 2 settembre alle 12 scade il termine per le preiscrizioni ai quattro corsi di laurea delle professioni sanitarie che hanno sede a Conegliano: infermieristica, assistenza sanitaria, fisioterapia e terapia occupazionale. La pre-immatricolazione è possibile solo via Web all’indirizzo www.unipd.it/unienter. COMUNE: Due concorsi pubblici Il Comune di Conegliano ha indetto due concorsi pubblici per esami: uno per la copertura di un posto di Istruttore direttivo amministrativo contabile (cat. D) a tempo pieno e indeterminato, un altro per la copertura di un posto di Funzionario amministrativo contabile (cat. D3) a tempo pieno e indeterminato. Per entrambi i bandi di concorso la domanda di ammissione deve dovrà pervenire all’Ufficio Protocollo entro le 13 di giovedì 4 settembre 2008. Gli alpini per la Nostra Famiglia Il capogruppo Pietro Masutti ha consegnato, a nome del Gruppo Alpini Città “Olindo Battistuzzi”, 4.200 euro alla direttrice della “Nostra Famiglia” di Conegliano. Si tratta del ricavato della Marcia di Primavera del 1° maggio scorso. L’edizione è stata molto partecipata con circa 1.100 iscritti. I soldi verranno utilizzati per sostenere le spese per il viaggio dei ragazzi disabili a Lourdes. Agenda Conegliano SABATO 30 Comincia oggi la diciannovesima mostra collettiva promosso dall’associazione Contrada Granda all’Oratorio dell’Assunta. Orario diurno. Ingresso libero. Alle 17.30 in piazza Cima “El Barbazucon e altre storie” spettacolo di burattini di e con Alberto De Bastiani. In caso di pioggia sotto la loggia del municipio. Ingresso libero. Alle 21 in piazza Cima un altro spettacolo di marionette, “Storie mannare”, proposto dalla compagnia Teatro Laboratorio Mago. In caso di pioggia sotto la loggia del municipio. Ingresso libero. DOMENICA 31 Il Cai organizza una gita escursionistica al Bivacco Vaccari- Gruppo del Cridola nelle Prealpi Carniche. Alle 6.45 parte la comitiva di Libe- ralabici diretta a Faedis. Da qui il gruppo, in sella alla bici, percorrerà 45 chilometri tra boschi e crinali verso il confine italo-sloveno. Info: Elio 338.4475544. VENERDÌ 5 Dalle 15,30 alle 19,30, in piazza Balbi a Pieve di Soligo si svolgono le verifiche tecniche della auto d’epoca che partecipano alla Centomiglia sulla Strada del Prosecco. La gara prenderà il via alle 10 di sabato 6 dal piazzale di San Martino a Conegliano, con arrivo alle 17.30 a Villa dei Cedri di Valdobbiadene (sede in questo periodo del Forum Spumanti d’Italia). I partecipanti effetturanno i controlli-timbro direttamente nelle cantine produttrici, ricevendo una bottiglia di vino da inserire in apposita custodia, che sarà regolarmente completata con 6 bottiglie. Dai nostri paesi Coneglianese 31 agosto 2008 ENTRAMBI SONO DI SAN POLO DI PIAVE Bonotto e Zanet atleti da record E state d’oro per lo sport sanpolese. Di volteggio in volteggio Sara Bonotto a soli 14 anni ha conquistato a Salsomaggiore il titolo italiano nelle categorie pattinaggio libero e combinato e il titolo di vicecampione, con Loris Casagrande, negli esercizi obbligatori. Un ottimo risultato per l’atleta di San Polo di Piave iscritta alla società “Skating Club San Polo” presieduta da Antonella Giol. «Per la verità - spiega la presidente Giol - la vittoria di Sara è il riconoscimento che la nostra società è un punto di riferimento nazionale. E quest’anno celebriamo i 25 anni d’attività. Abbiamo una struttura degna di ospitare gare a livello regionale e nazionale. Una pista, non in cemento, ma in legno che permette di raggiungere ot- Sara Bonotto ha conquistato il titolo di campione italiano di pattinaggi libero e combinato Flavio Zanet ha percorso l’intera Alta Via n.1 delle Dolomiti in meno di 24 ore time prestazioni. Non per nulla nel nostro impianto si è allenata la nazionale di pattinaggio della Spagna, abbiamo ospitato 4 campionati regionali, esordienti e giovanissimi A e B, si è tenuto lo spettacolo “Artisti Roller Tour” con i migliori campioni di pattinaggio ed è usata da Paolo Colombo, uno dei tecnici della nazionale italiana di pattinaggio». Il risultato ha galvanizzato anche Mario Ven- drame, sindaco di San Polo di Piave che pensa di festeggiare la neo campionessa Sara Bonotto nel corso di una seduta del consiglio comunale. L’altro sanpolese balzato agli onori della cronaca è Flavio Zanet: ha percorso l’Alta Via n.1 delle Dolomiti in meno di 24 ore, una sfida che in molti si erano posti ed avevano tentato a partire dal 1976. Un sogno, il suo, accarezzato fin dal 2005 e divenuto realtà quest’estate. Zanet è partito il 10 agosto alle 16 dal lago di Braies e alle 16.46 dell’11 agosto ha toccato la fontana di piazza Duomo a Belluno. «L’idea di attraversare le Dolomiti, a livello escursionistico con le classiche 12 tappe - racconta Zanet - era CONTRIBUTO PER IL PALASPORT a giunta regionale del Veneto ha stanziato 89.980 euL ro a favore del Comune di San Polo di Piave per i lavori di ampliamento dell’impianto polisportivo. Questi gli interventi previsti: percorso-vita, recinzione del campo da calcio, illuminazione degli accessi, struttura di collegamento tra la struttura polivalente e gli spogliatoi, completamento degli spogliatoi. SANTA LUCIA: FESTA DEL BEATO CLAUDIO ucaristia e preghiera. E Sarà questo il fulcro della festa liturgica del beato Claudio Granzotto che verrà celebrata a inizio di settembre a Santa Lucia di Piave. La chiesa nella quale il beato venne battezzato e operò come scultore continua a essere meta di pellegrinaggi per chi vuole approfondire la conoscenza del frate francescano ma anche per chi cerca un luogo in cui, semplicemente, pregare. Alla vigilia della festa del beato Claudio, lunedì 1 settembre, alle 20.30 sarà il vescovo Corrado a presiedere la messa solenne concelebrata dai sacerdoti della forania. Seguirà, per quanti desiderano, l’adorazione notturna che terminerà alle 8 del mattino successivo. Il 2 settembre, data in cui si celebra la memoria del francescano scultore e giorno in cui venne battezzato, ci saranno sei messe, alle 8, 9.30, 11, 15, 17 e 19. Quest’ultima sarà presieduta dal vicario generale, monsignor Martino Zagonel. Saranno inoltre sempre presenti dei confessori, anche nella notte di adorazione. Nella chiesa di Santa Lucia di Piave, ogni ultimo venerdì del mese si tiene una celebrazione eucaristica in onore del beato Claudio, alle 20.30. Ogni primo sabato del mese, invece, dalle 20 alle 24 c’è l’appuntamento con l’adorazione eucaristica silenziosa. Tale iniziativa è stata introdotta a gennaio di quest’anno, dopo la bella esperienza dell’adorazione notturna che da tempo accompagna la festa del beato Claudio. «L’adorazione del primo sabato del mese - spiega il parroco don Italo Moras - dà buo- ni frutti. C’è sempre un buon numero di persone che pregano, si confessano e vengono per la direzione spirituale. L’auspicio è che questa esperienza possa diventare sempre più punto di riferimento per aiutare la gente a riacquistare il gusto della preghiera, offrendo al tempo stesso la presenza di alcuni sacerdoti che si mettano a disposizione in atteggiamento di accoglienza e di ascolto». GDN nata ancora 12 anni fa. Mi ritenevo però troppo giovane. Negli anni la curiosità di esplorare i miei limiti è aumentata. Nel 2007, dopo 16 ore di corsa, mi ero fermato al passo Duran». Lo sportivo sanpolese, che corre con i colori della Colfranculana di Oderzo, non desiste. Raccoglie informazioni dettagliate sul percorso e nella sua mente si va sempre più delineando l’obiettivo da raggiungere. «Avrei provato - continua - a percorrere l’Alta Via n.1 dal lago di Braies a Belluno, senza limiti cronometrici. Semplicemente partire e arrivare, non stop. C’erano molte varianti di percorso riportate sul libretto dell’Apt e sulle cartine Tabacco; io ho scelto l’itinerario più vantaggioso, ma sempre segnato dai caratteristici “triangolini azzurri”». Per raggiungere questo obiettivo Zanet si è allenato sin dalla scorsa primavera. Tre amici si sono alternati nell’accompagnarlo durante la sua corsa non stop. Nutrendosi di cracker, bresaola, barrette energetiche, Flavio Zanet è arrivato a destinazione senza troppa fatica, sorprendendosi di sé stesso. 31 BREVI LA COLONNA SOFFRATTA: l’addio ad Annamaria Garlant Rech L’associazione stomizzati dell’Ulss 7 e la comunità di Soffratta piangono la scomparsa di Anna Maria Garlant Rech. Anna Maria è mancata il 25 agosto a 84 anni assistita dalla sorella suora Ernestina e dai figli Nevio e Umberto. Impiegata per molti anni in Comune insieme al compianto marito Alfonso, ha sofferto molto nella sua vita: nel ’61 ha perso il primo figlio, Brunetto, a soli 11 anni; ha assistito per 11 anni (1985-1995) il marito ammalato; ventidue anni fa ha subìto il primo intervento per cancro ed è stata stomizzata. Fu tra i fondatori dell’associazione stomizzati dell’Ulss 7. I soci l’hanno ricordata, al termine del funerale, come una persona attenta, concreta e socievole. Grazie a lei molti hanno vinto disagio e imbarazzo e sono entrati nell’associazione. Una grande folla di amici e conoscenti ha voluto darle l’ultimo saluto nella chiesa di Soffratta. S. LUCIA: ridateci i vigili! Il gruppo di opposizione “Progetto Santa Lucia” è tornato alla carica perché il Comune di Santa Lucia esca dal Consorzio di polizia municipale “Piave”. Secondo il capogruppo Arturo Bernardi il costo a carico del Comune di tre vigili propri sarebbe di 180 mila euro contro i 260 mila che nel 2008 il Comune dovrà pagare al Consorzio. Ma non è solo un problema di costi: anche il servizio - per Bernardi - migliorerebbe notevolmente se i vigili fossero dipendenti del Comune. SANTA MARIA: 300 mila euro alla casa di riposo De Lozzo-Dalto La giunta regionale del Veneto ha stanziato 300 mila euro a favore dell’Ipab De Lozzo Dalto per lavori di adeguamento della casa di riposo “Fondazione De LozzoDalto” di Santa Maria di Feletto. 32 Dai nostri paesi Coneglianese 31 agosto 2008 A GAIARINE AD OPERA DEL COMUNE Recupero dell’ex Casa del Fascio I nterventi in vista per l’edificio in centro a Gaiarine. L’ex Casa del Fascio, la struttura in via Roma di fronte all’ex villa Cicogna-Borlini oggi sede del municipio, è destinata a diventare la sede delle associazioni locali. Il progetto dell’amministrazione prevede il restauro dell’edificio risalente a prima del 1919, per il quale sono state emesse due ordinanze di inagibilità. Sintomo dell’urGAIARINE: l’ex Casa del Fascio L’edificio, oggi inagibile, una volta restaurato verrà destinato a sede delle associazioni locali. I lavori costeranno al Comune 562 mila euro genza di un intervento sull’immobile di proprietà comunale che nel tempo ha accolto destinazioni d’uso a carattere commerciale al piano terra, mentre i piani più elevati erano stati adibiti a funzioni di natura residenziale e direzionale. La prima ordinanza di inagibi- lità è scattata il 12 giugno e ha colpito i locali posti al piano più alto dell’edificio, la seconda ordinanza, risalente a fine luglio, ha decretato la non accessibilità anche alle aree esterne. A far decidere per la chiusura dell’accesso è stato il rischio per pedoni e bici in transito lun- UNA MOSTRA A SUSEGANA Foto e poesie dei soldati in guerra Susegana apre una mostra fotografica inedita, “Come foglie, soldati della Grande Guerra”, che raccoglie volti di uomini, soldati, prigionieri delle due parti in conflitto in 50 pannelli di un metro quadrato con altrettante immagini inedite della collezione Marzocchi, provenienti dal Museo della Battaglia di Vittorio Veneto. La mostra fotografica è curata da Vittorino Pianca, e viene inaugurata sabato 30 agosto alle 17 nella sala consiliare del municipio di Susegana. L’iniziativa è promossa dall’amministrazione comunale di Susegana, dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Treviso, che hanno affidato al direttore di “Libri in cantina” Roberto Da Re Giustiniani, l’allestimento dell’evento che andrà avanti fino al 4 novembre. La mostra comprende anche 13 pannelli con testi e poesie di Giuseppe Ungaretti, Dino Buzzati, Gorg Trakl, uno dei massimi poeti austriaci, sui- A cidatosi nel 1914 mentre era in guerra, e numerosi altri. La collezione del Museo della Battaglia che viene esposta a Susegana raccoglie le immagini realizzate da Luigi Marzocchi, fotografo professionista incaricato di contribuire al rafforzamento dello spirito nazionale nelle truppe e nella popolazione civile dopo la disfatta di Caporetto. Vittorino Pianca, nella sua scelta, ha privilegiato le immagini di giovani soldati italiani, di prigionieri austriaci e im- magini di prigionieri italiani riprese da pubblicazioni austriache. Ci sono inoltre immagini dal fronte sul Piave, di Susegana, Spresiano, Sacile, Vittorio Veneto ed altre località. La mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30; il martedì è aperta anche dalle 16 alle 18; il sabato è aperta dalle 17 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. L’ingresso è libero. Due immagini in mostra go via Roma, sulla quale si affaccia lo stabile, minacciati dal forte degrado di intonaci, cornici e copertura. Il progetto di restauro, approvato dalla giunta lo scorso 22 luglio, prevede un intervento per 562 mila euro: 300 mila coperti da mutuo e i rimanenti coperti con i 262 mila euro cha arriveranno a Gaiarine come contributo quale Comune confinante con le regioni a statuto speciale. L’approvazione del progetto in consiglio comunale ha raccolto la contrarietà dei gruppi di minoranza: «Sarebbe stato meglio vendere l’edificio – ha spiegato il consigliere Sandra Toso del gruppo “Insieme” – e destinarlo per esempio ad attività commerciali. Le modalità e i tempi di intervento potevano essere diversi. Poteva essere sufficiente dedicare alle associazioni un piano; a suo tempo il pian terreno era stato occupato da un bar. Una soluzione di questo genere avrebbe permesso di rivitalizzare il centro. Ci sono altre priorità: scuole, viabilità, piste ciclabili e altre strutture che potevano ospitare le associazioni». Per il consigliere di “La Civica” Milena Rosada è stata fatta «una scelta inattendibile e non legittima». Erica Bet BREVI PONTEBBANA ROVERBASSO: rotatoria e ciclabile È stata inaugurata la rotatoria realizzata in località Roverbasso, tra la strada provinciale 44 e via Permuda, a servizio della nuova area commerciale e residenziale realizzata nel complesso immobiliare denominato “Ex scuole professionali di Roverbasso”. La rotatoria è stata finanziata dalla società proprietaria dell’area, la Nordest Supermercati srl di Codognè. Il prossimo 3 settembre verrà inaugurato il supermercato Maxì. A carico della società vi è anche la costruzione di un polo ambulatoriale di 350 mq (5 ambulatori più una sala destinata all’Avis) da cedere gratuitamente al Comune di Codognè. Nel frattempo la giunta comunale di Codognè ha approvato il progetto esecutivo del percorso ciclo-pedonale che collegherà la frazione di Roverbasso con Codognè. L’opera avrà un costo di 1 milione 600 mila euro finanziati dalla ditta Pianca spa a scomputo degli oneri dovuti per il Piano di lottizzazione industriale realizzato sempre a Roverbasso. GODEGA: telecamere sorvegliano la piazzola ecologica Il Comune di Godega ha attivato due telecamere, funzionanti 24 ore su 24, presso la piazzola ecologica di via Sarpi 2. Si tratta di un sistema di videosorveglianza per fini di tutela del patrimonio comunale e di prevenzione di atti di vandalismo e danneggiamento. FRANCENIGO: contributo per il Centro diurno per anziani La Giunta regionale del Veneto ha stanziato 22 mila euro a favore del Comune di Gaiarine per lavori di adeguamento del Centro diurno per anziani di Francenigo. Dai nostri paesi Mottense 31 agosto 2008 33 PIÙ SICUREZZA TOGLIENDO LE PANCHINE? Motta è stata l’estate A delle panchine. L’amministrazione ha fatto togliere quelle di via Chinazzo della Motta, perché presso quelle stesse panchine avevano fatto base alcuni gruppi di giovani che sporcavano e disturbavano. Una decisione provvisoria, ha detto il sindaco Speranzon. Una decisione contro cui ha in- veito il sindaco-ombra del Pd Maurizio Orlando: “qual è la filosofia della sicurezza di questa giunta che si fa spaventare forse da quattro ragazzi e lascia senza panchine gli anziani?”. Nel frattempo a Conegliano il dibattito riguardava altri posti a sedere: quelli nel consiglio di amministrazione della Conegliano SACERDOTE NIGERIANO IN SERVIZIO IN PARROCCHIA UN ANNO FA IL MASSACRO Motta accoglie don Anthony P er la prima volta la parrocchia di Motta ha un cappellano non italiano: per il Mottense è una novità, anche se esperienze simili si sono già viste altrove in diocesi. Certo è che don Antonio, al secolo don Anthony Chidi U Onyenagada, non sembra aver avuto particolari problemi a calarsi nel contesto. E la comunità ha anzi accolto con calore il nuovo religioso che darà una mano al parroco, monsignor Rino Bruseghin, e al resto dei sacerdoti operanti nel Mottense. Don Antonio, nigeriano, oltre un metro e novanta di altezza, 37 anni di età e 12 di sacerdozio, rimarrà in servizio a Motta per tre anni. In passato furono presenti a Motta altri sacerdoti di colore, ma per periodo brevi e comunque durante l’estate. Ci fu chi diede una mano nei campi scuola, chi operò per l’oratorio, ma nessuno rimase un periodo lungo quello previsto per don Antonio. Il parroco di Motta monsignor Bruseghin spiega: «Il vescovo della sua diocesi nigeriana ha chiesto al nostro vescovo per don Antonio la possibilità di un’accoglienza prolungata, per permettergli di completare gli studi di diritto canonico. Dopo l’ottenimento della licenza, infatti, don Antonio sta studiando per il dottorato al Marcianum di Venezia». Racconta don Antonio: «Sono contento di essere in questa parrocchia perché sono stato accolto in maniera calorosa. E non era scontato. A Motta la gente mi ha subito voluto bene. Qui celebro messa e do una mano ai sacerdoti, coordinati dal parroco monsignor Rino Bruseghin, nelle attività. Nel contempo continuerò a studiare per l’ottenimento del dottorato». Obiettivi? «Per il momento sono appena arrivato – sorride – e mi sto Tutta Gorgo vicina a Daniele Daniele e Cristina Pelliciardi, figlio e nuora dei due coniugi assassinati un anno fa stato un momento di È sofferenza ma anche di speranza. Vissuto nella Don Anthony Chidi U Onyenagada guardando intorno. Poi nelle prossime settimane capirò dove sviluppare la mia opera». Ci sono degli aspetti pastorali a cui tiene particolarmente? «Penso all’evangelizzazione di tanti miei connazionali cattolici che faticano a seguire la messa in italiano. La diocesi prevede delle messe in inglese a Conegliano, ad esempio. Io darei volentieri il mio contributo». Gianandrea Rorato chiesa parrocchiale di Gorgo, a ricordare, a un anno esatto dalla loro morte, Guido Pelliciardi e Lucia Comin, i due coniugi barbaramente assassinati il 21 agosto 2007 nella casetta dei custodi di villa Durante. Non c’erano i politici e meno male. Perché in definitiva si trattava di una messa in suffragio, non di una “passerella”. C’erano gli amministratori comunali, quelle persone che sono più a stretto contatto con i cittadini. Firmino Vettori, sindaco gorghense, Paolo Speranzon, sindaco di Motta di Livenza, diversi assessori e consiglieri di Oderzo, il maresciallo dei Carabinieri di Oderzo. Tutti coloro che in prima persona hanno vissuto il terribile impatto emotivo suscitato nel territorio dall’efferato omicidio. Persone che, insieme alla compatta comunità gorghense, si sono strette intorno a Daniele Pelliciardi, il figlio della coppia, alla nuora Cristina, ai loro figlioletti Alessio e Laura. Daniele l’ha ribadito più volte: nell’immensità di questa tragedia, ha avuto il conforto di sentire una comunità paesana che si è stretta a lui, di trovare nel sindaco Firmino Vettori quel fratello che non ha. “Chi renderà loro giustizia?”: è la domanda che più volte il parroco don Angelo Pederiva ha posto durante l’omelia. «La giustizia umana – ha proseguito don Angelo – deve rendere conto alla società comminando condanne esemplari e giuste. In una società dove c’è un diritto Servizi, cui vorrebbe partecipare anche l’opposizione. Con la vignetta di Mara Cattai proviamo a guardare col sorriso ad entrambe le situazioni. Senza però dimenticare che garantire la sicurezza ai cittadini e amministrare la cosa pubblica con equilibrio e competenza sono temi su cui c’è poco da scherzare... TB DON ANGELO PEDERIVA La giustizia umana deve rendere conto alla società comminando condanne esemplari e giuste. Ma chi riuscirà a risarcire coloro che sono stati colpiti dal danno subito? ci dev’essere anche una pena. Ma per coloro che sono stati colpiti, chi riuscirà a risarcirli del danno subito?». Una domanda nella quale don Angelo ha voluto ricomprendere le innumerevoli situazioni di ingiustizia che punteggiano il mondo, le tante persone innocenti che muoiono ogni giorno. Il parroco ha invitato i presenti a raccogliersi nella preghiera, nella quale il credente riesce ad inserire le situazioni, anche le più difficili. «Il popolo – ha ribadito don Angelo – sente il bisogno di una continuità nella prevenzione e nel controllo del territorio». Adesso è il momento del tribunale. Il 22 settembre ci sarà l’udienza del processo, con Daniele che spera in una conclusione rapida e in una condanna esemplare. Sempre a settembre il Comune di Gorgo intitolerà a Guido Pelliciardi e Lucia Comin una nuova via nella lottizzazione sorta vicino alle scuole. Annalisa Fregonese CESSALTO / UN FARO PER LE “LUCI SUL BRIAN” oltissime le persone accorse in cenM tro e lungo il fiume Brian a Cessalto il 14 e 15 agosto per non mancare alla diciottesima edizione di “Luci sul Brian”. «La manifestazione – ha detto il responsabile, Sante Zanchetta – ha impegnato una quarantina di persone per oltre quattro mesi. La loro capacità e bravura ha portato lungo il Brian ben tre barche particolari e bellissime. Oltre ventimila viti sono state adoperate dai costruttori, e ventimila punti sono serviti per i pannelli in legno. Tante ditte ci hanno dato una mano». Il primo premio è andato al gruppo di Cessalto “Imbarcati”, che ha presentato “Il faro di Alessandria d’Egitto”, zattera da 60 metri quadri e otto metri d’altezza; il gruppo è composto da una quindicina di elementi coordinati da Ettore Iseppi. Al secondo posto la barca del Castello Fantasma del locale gruppo “Brian-Zoli”, coordinati da Gianfranco Nobile. Il terzo premio è andato alla “Squadra degli avvoltoi”: che arriva da Ceggia e conta una dozzina di componenti. Ha presentato la barca “Il senso della vita”. GR 34 Dai nostri paesi Opitergino - Veneziano 31 agosto 2008 TORRE/ LUCIA IN INDIA, A STUDIARE ALTRE ECONOMIE POSSIBILI ucia Cigana, capo L scout del gruppo di Torre di Mosto, già impegnata qualche anno fa in Messico per un anno di servizio civile internazionale è partita l’8 luglio per l’India per una esperienza di studio all’interno della Facoltà di cooperazione internazionale che frequen- ta. Lucia si trova a Nord Est dell’India, a Tangla, nella regione di Assam, che è la seconda al mondo per la produzione di tè. Lo scopo del suo soggiorno è quello di studiare i tea-gardens, ovvero piantagioni di tè, nelle quali lavorano indigeni di diverse tribù, principalmente Adivasis e in particolare quelle legate ad un progetto di sviluppo delle suore salesia- PER LA TENENZA E IL NUOVO MUNICIPIO TRA CA’ DIEDO E PALAZZO MORO Valzer di lavori e traslochi Approvato in giunta il progetto per la nuova sede dei Carabinieri, al via il trasloco di alcuni uffici comunali. Per il 2010 ogni tassello dovrebbe aver trovato il suo posto definitivo La sede ormai pronta del nuovo municipio N uova sede per la Tenenza dei Carabinieri di Oderzo: c’è il progetto. La giunta comunale l’ha approvato, e quanto prima dovrebbe essere bandito l’appalto. Viene così data una risposta alla richiesta di sicurezza del territorio, migliorando la situazione logistica dell’attuale caserma della Tenenza. «In giunta - spiega il sindaco Pietro Dalla Libera abbiamo approvato il progetto esecutivo. Ora si può procedere con l’appalto dei lavori che interesseranno gli edifici che si trovano sul retro di Palazzo Moro, dove c’era un tempo il liceo». È da questa parte infatti che la caserma si allarga, con la creazione di nuovi spazi per gli alloggi dei Carabinieri e per gli uffici. «Prevediamo - continua il primo cittadino - di avviare il cantiere verso novembre. I lavori dovrebbero durare circa un anno. Al termine degli stessi i carabinieri si trasferiranno nella parte ampliata. Per poter dar così modo all’Opera Pia Moro di procedere alla ristruttu- razione dell’attuale sede della Tenenza. Il tutto dovrebbe terminare per il 2010». Il costo complessivo dell’operazione è di un milione 200 mila euro. La Regione Veneto è intervenuta a tale proposito con un contributo di 500 mila euro; il Comune ha contratto un mutuo per altri 500 mila, mentre l’Opera Pia Moro stanzierà la rimanente somma di 200 mila euro. «In tal modo - spiega il sindaco - daremo una sede adeguata alla Tenenza, consentendo ai Cara- binieri di lavorare meglio». La stazione dei Carabinieri di Oderzo venne trasformata in Tenenza nel 2003, in seguito all’interessamento dell’onorevole Francesco Nitto Palma. Il numero di carabinieri presenti venne più che raddoppiato, ma gli spazi rimasero quelli della stazione, obbligando così le Forze dell’Ordine a reperire altri alloggi in centro città. Una situazione che ora dovrebbe essere risolta in via definitiva. Prima di procedere all’ampliamento il Comune dovrà trasferire alcuni uffici municipali, che ora si trovano nella vecchia sede dell’ex liceo, nel nuovo municipio che è stato costruito in via Garibaldi. Nonostante il contenzioso legale fra il Comune e la ditta costruttrice non sia ancora stato chiuso, il cantiere è proseguito. Il trasloco degli uffici municipali nel nuovo palazzo realizzato su progetto dell’architetto Burrelli è ormai avviato. Annalisa Fregonese ne. Tale studio si inserisce nella sua tesi di laurea in Microfinanza sui sistemi finanziari informali della regione di Assam . Le suore seguono dei programmi di nutrizione per gli indigeni che vivono in piccoli villaggi fuori dalle piantagioni (ce ne sono 8 di 7 ettari ciascuna) in condizioni precarie, anche se le compagnie del tè, che lo esportano in tutto il mondo, provvedono per loro ad acqua, cibo, elettricità, ospedali, scuole. Una delle cose più belle dell’esperienza di Lucia è quella di poter parlare con la gente, anche grazie alla presenza delle suore e di poter godere di paesaggi incontaminati, ricchi di animali. Il suo soggiorno si concluderà il 13 settembre. Gaetano de Biase BREVI OPITERGINO BASALGHELLE: inaugurazione della nuova scuola materna comunale Sabato 6 settembre alle 11 si inaugura la nuova scuola dell’infanzia comunale in via Cornarè a Basalghelle. ODERZO: il sindaco prega il beato Marco d’Aviano Anche una rappresentanza di comuni dell’Opitergino ha partecipato alla festa del beato Padre Marco d’Aviano il 13 agosto a Villotta d’Aviano. Il Comune di Oderzo ha offerto l’olio per la lampada delle reliquie, e il sindaco Pietro Dalla Libera ha infatti invocato sulla sua città la protezione del Beato Marco, aderendo all’invito del celebrante, il parroco del duomo opitergino monsignor Dametto (nella foto). Con lui c’erano oltre venti concelebranti (e diversi diaconi permanenti) dalle parrocchie avianesi e da Pordenone (vicario generale in testa) e da Piavon, San Polo di Piave, Basalghelle e Mansué, Trichiana. PORTOBUFFOLE’: Fiera di Santa Rosa sabato 30 agosto Gran finale dei festeggiamenti di Santa Rosa: sabato 30 dalle 7 Fiera di Santa Rosa, domenica 31 alle 16 concerto in Duomo con Renato Pante e Sandro Carnelos. BRUGNERA: incontro flora fauna, mostra e musica l via a villa Varda di Brugnera l’“Incontro flora fauA na”. Che sarà preceduto, tra gli eventi di maggior rilievo, dal concerto di giovedì 4 alle 21 del Trio di Parma con musiche di Schubert e Hindelmith e dalla sfilata di abiti da sposa d’epoca di venerdì 5. Domenica 7, dalle 7, l’“Incontro flora fauna”, con mostra di uccelli e di cani e possibilità di cavalcare. Sabato 6 alle 18 a villa Varda inaugurazione della mostra “Frammenti: storia di una villa”, dedicata alla stessa villa Varda. BRUGNERA / OTTO DECENNI INSIEME PER I FRATELLI VIOTTO Consulta immigrati a Oderzo l 15 luglio a Brugnera i sei fratelli Viotto hanno voluto incontrarsi per festeggiare e ringraziare Dio per averli accompagnati fino a questa ragguardevole età. Sono Luigia (classe 1920), Maria Carmela (classe 1921), Aurelia (1923), Bruno (1925), Angelo (1928) e Pietro (classe 1933). Nati a Gorgo, si sono trasferiti nel 1939 a Brugnera, dove la maggior parte dei fratelli risiede tutt’ora. onsulta Immigrati di Oderzo, si vota. Il sindaco Pietro Dalla Libera, ha indetto per sabato 27 settembre le elezioni dei 12 componenti elettivi della “Consulta Comunale per gli Immigrati”. Tutti i cittadini stranieri residenti nel Comune di Oderzo maggiorenni possono votare. Le operazioni di voto avranno luogo al primo piano di Palazzo Moro dalle 9 alle 17. Si potrà esprimere una sola preferenza. Risulteranno eletti i candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti per le rispettive aree geografiche di appartenenza: 5 per l’Europa comunitaria; 3 per l’Europa extra Ue; 1 per l’A merica del Nord e del Sud; 1 per il Nord Africa; 1 per l’A frica centromeridionale; 1 per l’A sia. La formazione della lista avrà luogo sino al 22 agosto con la raccolta delle candidature presso il servizio Sociale Scuola Tempo libero del Comune, aperto lunedì. mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12.15 e mercoledì dalle 15 alle 18. C I Una vita, la loro, fatta di tanto lavoro, gioie e purtroppo anche di dolori. Una vita che è stata testimonianza di profondi valori etici e religiosi. Ed o- ra la presenza e l’affetto dei figli e dei tanti nipoti allietano le loro giornate. Dai nostri paesi Friuli - Memorie 31 agosto 2008 35 SACILE / SAGRA DEI OSEI, VINCE IL TORDO DI ANDREA GIACOMIN DI SAN FIOR Sacile lo scorso 17 A agosto, promossa dalla Pro Sacile, s’è celebrata la 735ª “Sagra dei osei”, riconfermandosi la “birdland” d’Europa per numero d’esemplari in gara, in esposizione (notevole la rassegna dei pappagalli sotto la loggia del municipio) e per afflusso popolare, dav- LA MERCURY DI CANEVA IN LIQUIDAZIONE AZIENDA STORICA DEL PAESE Ritorno al lavoro, paura per il futuro Rischiano i 120 lavoratori, più 150 dell’indotto. Possibile un’acquisizione da parte della Move di Pieve. F erie tutt’altro che ottime quelle passate dai lavoratori del mobilificio Mercury di Caneva. E carico di preoccupazione il ritorno in stabilimento, previsto per lunedì 1 settembre. Anche se c’è uno spiraglio... Motivo? Il giorno prima della chiusura estiva (e quando L’Azione era ormai già stampata) è arrivata ai dipendenti la peggiore delle comunicazioni possibi- li: dopo 40 anni di attività a Caneva, la società viene messa in liquidazione. Insomma: chiude. Con forte rischio di licenziamento per i circa 120 dipendenti. E guai in vista anche per i circa 150 (la stima è dell’azienda, vedi www.mercury.it) dell’indotto. Le difficoltà finanziarie dei tempi recenti sono precipitate nella grave decisione dell’azienda che si autodefinisce “la principale risorsa economica del co- mune di Caneva”. Una sua chiusura quindi sarebbe come se Melfi perdesse la Fiat. O Venezia perdesse il turismo. La settimana successiva all’annuncio, già giovedì 7 agosto, il consiglio comunale di Caneva si è riunito in seduta. Tempo una settimana, e si è fatta avanti la Move, azienda del mobile di Pieve di Soligo, che ha confermato che sta valutando la possibilità di acquisire la Mercury. Ma non si è ancora parlato di numeri: quelli del bilancio di Mercury che Move studierà attentamente, gli euro per acquisire l’azienda (e i suoi debiti), quelli per rilanciarla e integrarla eventualmente con la Move, il numero di lavoratori che resterà a Caneva. E in assenza dei numeri, ai dipendenti Mercury le parole non bastano, anche se danno speranza. TB vero imponente anche quest’anno! Tuttavia anche una contestazione della sagra medesima da parte d’un colorato e vivace gruppo della LegaAntiVivisezione di Pordenone e Udine con fra gli slogan “Se ti piacciono gli animali non visitare le fiere degli uccelli!”. Sacile è poi nota in tutta Italia anche perché proclama ogni anno il “tordo nazionale”. L’ambito premio è stato conquistato quest’anno dal tordo allevato da Andrea Giacomin, 20 anni, di San Fior, meccanico alla Scav di San Giacomo di Veglia, e per la prima volta in gara a Sacile. MS BREVI FRIULI GHIRANO: festa per il nuovo approdo a Prata centro Festa a Prata domenica 31 agosto, in occasione dell’inaugurazione (alle 17) del nuovo approdo sulla sponda destra del Meduna a Prata centro. A Ghirano dal parcheggio presso l’azienda Dalle Crode parte alle 10 la camminata guidata lungo gli argini passando per Tremeacque e fino a Villanova, con un questionario gioco per i bambini. Analoga camminata parte alle 9.30 da Prata di Sopra, sempre diretta a Villanova. Dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17 sarà aperta a Tremeacque la fattoria didattica “Il ponte”, con possibilità di trekking in groppa agli asini. Dalle 17.30 festa in piazza Meyer a Prata centro. Programma completo su www.comune.prata.pn.it. VILLANOVA: Sagra dei gusti e dei sapori da venerdì 5 Aprono venerdì 5 alle 20.30 i festeggiamenti della Sagra dei gusti e dei sapori: in scena in serata i cantanti della scuola Sound Promotion. La sagra prosegue fino al 21 settembre, eccone gli eventi di maggiore rilievo: domenica 14 “Festa della fraternità” organizzata in collaborazione con la parrocchia, lunedì 15 alle 19.30 messa e processione con la statua della Vergine Addolorata, venerdì 19 il musical su san Francesco “Ora come allora” del gruppo Controcorrente di Tamai. INGRESSO DEL NUOVO PARROCO IL 7 È MANCATO GIUSEPPE SCARPAT, PER 25 ANNI DIRETTORE DEL CSB Don Pianca a Fratta iservandoci di presentare in un R prossimo numero de L’Azione la figura del professor Giuseppe Scarpat, ci a comunità di Fratta di Caneva ha una nuova guida. Con la messa di domenica 7 settembre alle 10, infatti, farà il suo ingresso come parroco nella parrocchia in riva al Meschio, in una messa presieduta dal vicario generale monsignor Martino Zagonel, don Antonio Pianca. Il prete dalla candida e lunga barba, 78 anni portati molto bene, ha fatto il suo ritorno dopo 10 anni come missionario fidei donum della diocesi di Vittorio Veneto in Brasile. «A Guanambì, nella diocesi di Guanambì, sono stato l’ultimo sacerdote italiano presente: abbiamo avuto il piacere e l’onore di lasciare a preti brasiliani (ormai pronti) la responsabilità della parrocchia». «In precedenza – completa don Pianca – ero stato 8 o 9 anni parroco a Godega, e prima ancora altri 20 anni in Brasile». Tornato in Italia lo scorso 15 luglio, don Antonio finora si era prestato a collaborare con l’unità pastorale di Cappella, Anzano e Sarmede. L teniamo ad informare subito gli amici e quanti, tramite il Centro di studi biblici di Sacile o tra i lettori dei testi di Paideia lo hanno conosciuto ed apprezzato, che il professore è deceduto a Brescia martedì 26 agosto. È stata una cosa quasi improvvisa. Ricordiamo che il professor Scarpat, con alcuni amici biblisti, ha fondato nel 1977 il Centro di studi biblici di Sacile e ha avviato la Biblioteca di studi biblici con grande passione e competenza. Per 25 anni è stato direttore e animatore di tutte le attività e convegni del Centro stesso. Il Centro di studi biblici di Sacile Auronzo di Cadore, 1995. Convegno biblico per sacerdoti sul profeta Osea e la Lettera ai Romani. Si notano da sinistra: mons. Mario Albertini, il prof. Giuseppe Scarpat (moderatore), il biblista Romano Penna e il biblista Luciano Monari (attuale vescovo di Brescia) SANTA GIUSTINA CASTELLO ROGANZUOLO FREGONA VIRGINIA GRILLO n. 23.12.1948 - m. 3.9.1989 ADA BUFFON in DALL’ANTONIA n. 14.1.1933 - m. 13.8.1993 ROSA BREDA 31.8.1988 - 31.8.2008 “… contemplerò il tuo volto, al risveglio mi sazierò della tua presenza” (Sal 16, 15). Cara mamma, sei sempre viva nei nostri cuori nonostante il tempo ormai trascorso dalla tua morte. Sei sempre per noi un vero esempio. I tuoi cari. Cara mamma, nel 20º anniversario dalla tua scomparsa ti ricordiamo sempre con immenso affetto e ti sentiamo sempre vicina a noi. Proteggici! Figlie, generi e nipoti. BRUGNERA - IL CUORE ASCOLTA IL RICORDO DI VOI SANDRO BOLZON STEFANO GAVA n. 23.12.1969 - m. 23.8.1989 n. 22.2.1970 - m. 23.8.1989 ello scorrere frenetico delle nostre vite, il cuore ancora si ferma ad ascoltare il ricordo e la dolcezza degli anni vissuti insieme e sempre si stringe con infinita e inconsolabile tristezza al pensiero che non ci siete più. Con la speranza che le nostre anime possano, un giorno, riunirsi nella gioia del Signore. I vostri cari N PATTINAGGIO Biasioli tricolore Ai caAi campionati italiani di pattinaggio artistico un oro e un bronzo per lo Skating club Oderzo. A Salsomaggiore, sul gradino più alto della categoria pro- mozionale B, è salita l’opitergina Lisa Biasioli (nella foto). A Fanano, invece, medaglia di bronzo fra le cadette per Jennifer Da Re, al primo anno nella nuova categoria. Vari atleti ora sono in attesa di una convocazione in azzurro, magari per la prossima Coppa Europa che si disputerà a Trieste dall’1 al 4 ottobre. GB MARCE SI CORRE AD ARFANTA E A LUTRANO er gli appassionati delle pasP seggiate all’aria aperta e in compagnia sono due gli appuntamenti. Sabato 30 alle 17 si corre la 3ª Panoramica di San Bartolomeo, marcia non competitiva di 6 o 12 chilometri ad Arfanta. La partenza è alle 17 SI CONCLUDE DOMENICA LA QUINTA EDIZIONE DELLA GARA NAZIONALE A TAPPE PER JUNIORES Un Trittico da brividi A sinistra, Paolo Locatelli, vincitore nel 2007; a destra la triade degli organizzatori: Lillo Zussa, Ennio Benedet e Gildo Turchet È entrato nel vivo il Trittico Veneto, la gara nazionale a tappe per juniores organizzata dal Veloce club Orsago e dal Team Orogildo 2000 fra Piave e Livenza ovvero interamente sul territorio diocesano. Quella che si candida a diventare la competizione più prestigiosa d’Italia per la categoria, av- viatasi mercoledì pomeriggio con il cronoprologo Cison-Castelbrando, offre agli appassionati ancora tre tappe ricche di emozioni e di valori sportivi. Venerdì 29, in occasione della seconda tappa Sacile-Mezzomonte di 90,7 chilometri, i ciclisti sono impegnati nel tappone montano, quello che segnerà CAI IL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA l Cai di Conegliano propone IGruppo l’uscita al Bivacco Vaccari, del del Cridola nelle Prealpi Carniche per domenica 31. La partenza è prevista per le 6.30 e il ritorno per le 19.30. L’escursione è impegnativa, adatta ai partecipanti attrezzati e allenati. Il percorso comincia dal Passo della Mauria, per raggiungere il bivacco e salire fino alla Forca della Cridola. Per la sezione giovanile si organizza l’uscita al Rifugio Marinelli sul Monte Coglians. La partenza è prevista per sabato alle 9 e il rientro per domenica alle 19.30. Il Cai di Motta di Livenza per la sezione giovanile aspetta numerosi ragazzi all’uscita al Lago Sorapis al Rifugio Vandelli. Il programma prevede l’escursione sul lago, il ritorno per Auronzo con una sosta al lago di Santa Caterina e considerazioni sullo sfruttamento delle acque. Il Cai di Pieve di Soligo propone per la sezione giovanile l’uscita in bicicletta, sabato 6 settembre, per la Valle Verde, tra Follina, Cison e Lago. Il Cai di Oderzo vi aspetta domenica 31 all’uscita Cima Sette Selle e Sasso Rotto nella Valle dei Mocheni, Gruppo dei Lagorai. L’escursione dovrà avvenire con i propri automezzi. La partenza è prevista alle 6.30 da Oderzo e il rientro alle 21.30. Per la sezione giovani viene organizzata la gita al lago Sorapis. Si arriverà al rifugio Vandelli e dopo l’escursione al lago, si ritornerà per Auronzo, con una sosta al lago di Santa Caterina e si faranno delle considerazioni sullo sfruttamento delle acque. Appuntamenti in Cansiglio: sia sabato 30 sia domenica 31 agosto si propone la visita al Giardino Botanico della durata di 2 ore. Per domenica 31 la visita al Muc e al villaggio cimbro con ritrovo alle 14 presso il Museo. Inoltre sempre di domenica si organizzano laboratori di microscopia (la vita negli stagni) con ritrovo alle 14.30 al Giardino Botanico. Mara Campaner profondamente la classifica. Dopo la partenza dallo stabilimento della Rdz a Cornadella di Sacile (alle 13.30), il gruppo affronterà per cinque volte la salita del Castello di Caneva (Gpm di seconda categoria), quindi si lancerà sulla Tarcisa, la Santissima e prenderà la salita finale che porta all’abitato di Coltura. La tappa (arrivo previsto fra le 15.30 e le 16) è per grimpeur. Sabato 30 nella terza frazione, da Cappella Maggiore a Godega di Sant’Urbano di 109,3 chilometri, mancherà l’arrivo in salita ma sarà tutto un saliscendi. La tappa, che omaggia Ottavio Bottecchia, prenderà il via alle 13.30 da San Martino di Colle Umberto, paese natale di Botescià. Verranno toccati i luoghi cari al primo italiano a vincere il Tour de France come il monumento e la salita del Calvario (tre volte). L’arrivo, previsto a Godega fra le 15 e le 16.30, è preceduto dalla salita di Borgo Martin posta a soli 13 chilometri. L’ultima tappa, domenica 31, è una cronometro individuale da Orsago a Orsago. I 13,4 chilometri del percorso paesaggistico si adattano ai passisti da lunghi rapporti. La bella novità della quinta edizione, quanto mai impegnativa, è rappresentata dall’omaggio a Bottecchia, che si aggiunge al tradizionale ricordo di Vendramino Bariviera. Al via anche la nazionale russa, l’Uc Internazionale Russia e le diocesane Rinascita Ormelle (mista, con il favorito Michele Gazzara), Sacilese (mista con lo scalatore Stefano Lessi), Team Orogildo Solvepi Bonaldo (mista con il velocista Roberto D’Agostin) e Vittorio Veneto Cieffe Forni Industriali (con l’atteso Andrea Dal Col). Giacinto Bevilacqua POCA GLORIA AI GIOCHI DI PECHINO Olimpiadi infauste Giochi della XIX Olimpiade Iportato dell’era moderna non hanno bene agli atleti diocesani. Le più attese, in verità, erano le rappresentanti femminili, talmente quotate da lasciare sperare nella conquista di una medaglia. Deborah Gelisio, zumellese del tiro a volo, già quarta nel test event preolimpico, a Pechino puntava al podio invece è finita all’ospedale. La sua partecipazione ai Giochi, anzi, è stata in forse fino all’ultimo. Deborah, già argento nel Double Trap a Sydney nel 2000, infatti, la settimana precedente la gara olimpica è stata ricoverata in un ospedale di Pechino per una infezione che le ha provocato febbre alta. Il suo rendimento, di conseguenza, è andato al di sotto delle attese, tenendola lontana dal podio. Altra delusione è arrivata da Jenny Ba- razza, la pallavolista di Codogné, il più forte centro d’Europa. La nazionale azzurra, campione d’Europa e vincitrice della World Cup, infatti, è uscita ai quarti di finale fallendo l’accesso alle semifinali e alla zona medaglie. Hanno compiuto il loro dovere per l’organizzazione del Gruppo ricreativo Arfanta. Domenica 31, con partenza alle 9, a Lutrano tocca alla 27ª Quattro Passi par Lutran organizzata dagli Amici di Lutano. Entrambe le marce sono inserite nel circuito Trevisando. MZ Ciclismo uesta settimana per gli aQ manti delle due ruote l’attenzione si divide in due appuntamenti previsti per domenica 31 agosto. Il primo è a Cappella Maggiore, grazie all’organizzazione del Bike Team Cansiglio. Si corre, infatti, la 6ª edizione del Gran Premio Bike Team Cansiglio, che vede impegnati gli atleti della categoria allievi in un circuito di 72 chilometri, con partenza e arrivo in via Roma, passando attraverso i territori comunali di Sarmede, Cappella Maggiore e Fregona. La partenza è prevista per le 14.30. Il secondo appuntamento, invece, è di natura cicloturistica. A San Giorgio di Livenza è in programma il raduno organizzato dal Gruppo ciclistico La Salute San Giorgio che mette in palio il Trofeo Moretto. Il percorso tocca varie località fra le quali Caorle, Beverone e Torre di Mosto, con partenza ed arrivo a San Giorgio di Livenza. In tutto sono 68 chilometri. Il via alla gara verrà dato alle ore 8.45. Marina Zanutto di gregari, in modo particolare di scudieri di Paolo Bettini, i ciclisti Marzio Bruseghin da Anzano e Franco Pellizzotti da Mareno da Piave. Marzio, poi, si è cimentato in maniera anonima nella prova a cronometro. A Pechino c’era anche l’astista siciliano Giuseppe Gibilisco, tesserato per la Jager di Vittorio Veneto, senza lasciare traccia. Ora dal 6 settembre una sparuta pattuglia diocesana, comprendente anche la pongista Pamela Pezzutto, sarà impegnata nelle Paralimpiadi. GB A sinistra Pamela Pezzutto e a destra Jenny Barazza 31 agosto 2008 Olimpiadi di Pechino: la lezione degli atleti italiani entusiasmo e gli altri sentiL’menti per le competizioni sportive, specie se a livello nazionale o internazionale come le olimpiadi, i mondiali di calcio, i tour ciclistici, eccetera, generano gradi di positività anche nella gente meno interessata. Lo sport genuino coinvolge e fa salire idealmente sul podio anche chi lo segue in pantofole davanti alla tivù. Così è anche per l’arte non mistificata che ci fa sentire migliori. Sport e arte, con i valori propri e nei rispettivi ambiti, denotano due tra le qualità più elevate dell’uomo. Importante è non servirsene, nemmeno velatamente, per altri fini, ma proteggerli dentro la sfera della loro purezza che è anche garanzia di qualità. Durante le recentissime Olimpiadi di Pechino sono stati tracciati più volte i profili degli atleti italiani che hanno gareggiato, ed espresso opinioni e pareri seguendo da vicino il loro modo di essere. A nessuno di questi formidabili portabandiera è venuto in mente di dichiararsi figli di questa o quella porzione di terra patria, ma tutti hanno reso onore al tricolore e all’inno nazionale con quell’orgoglio che crea e non di- CLAUDIO DUS (PD) SOSTIENE LA PROPOSTA DEI SINDACI DEL PIAVE GUIDATI DA GUADAGNINI Il federalismo possibile C he le casse dei nostri comuni non godano di buona salute non è una novità. Ma il problema si è aggravato con l’abolizione dell’Ici in parte dal precedente governo, in parte dell’attuale governo Berlusconi, che praticamente lascia i comuni privi di una risorsa certa. Bisogna tener presente che quando parliamo di casse comunali parliamo di servizi per i cittadini, quelli quotidiani e diretti che ci danno i nostri comuni: trasporti, scuola, sussidi, strade, quelli insomma che dovrebbero darci un minimo di sicurezza in modo concreto e qui dove viviamo. La recente proposta partita da alcuni sindaci trevigiani, in modo trasversale e di diverso colore politico, di trattenere il 20% dell’Irpef dei propri concittadini nelle casse comunali è interessante e positiva, sia sul piano del metodo che del contenuto, perché cerca di fare fronte al drastico impoverimento delle risorse comunali. Mi sembra positiva nel metodo perché, per la prima volta, siamo di fronte a una proposta fattibile e costruttiva, e non alle solite proteste e sparate che da quindici anni non hanno mai portato a concludere un bel nulla. Mi sembra positiva anche nei contenuti perché è molto semplice, è fatta di soli tre articoli, ed è in grado di ottenere il federalismo fiscale e solidale senza andare a stravolgere la nostra Costituzione. I comuni, con una compartecipazione del 20% all’Irpef, otterrebbero risorse 5 volte più di quelle attuali. In questo modo verrebbero compensati delle risorse perse con il taglio dell’Ici e l’abolizione di alcuni trasferimenti statali. Si tratta dunque di un modello che consente di realizzare il federalismo fiscale vePotete inviare le vostre LETTERE AL DIRETTORE per posta elettronica all’indirizzo: [email protected] per posta all’indirizzo: L’Azione - via Jacopo Stella, 8 31029 Vittorio Veneto oppure per fax allo 0438.555437 ro in modo corretto, cioè trattenendo nel territorio le risorse prodotte da ogni specifica comunità territoriale. In questo modo, le comunità locali sarebbero inoltre incentivate a combattere sprechi amministrativi, evasione fiscale, ristabilendo un rapporto corretto tra fisco e cittadino. Sono ormai più di 400 i sindaci veneti, dal centro destra al centro sinistra, che hanno aderito a questa proposta di legge. Vi sono sindaci anche della Lega, che però non manda giù il fatto che questa proposta semplice e concreta di federalismo fiscale non nasca col “marchio padano”. È un fatto comunque che da quando i governi (di sinistra e di destra) parlano di federalismo alle porte, i conti per le amministrazioni locali, a furia di tagli dei trasferimenti dello Stato, soffrono di una disponibilità economica più che dimezzata, con pesanti conseguenze per i cittadini e successive imposizioni di tasse locali. Per i comuni più piccoli que- sto significa impossibilità di programmare ed amministrare in maniera serena, con conseguenti mugugni e proteste dei cittadini che si vedono alzare le tasse comunali e le tariffe dei servizi. Penso infine che questa proposta semplice e immediata potrebbe guidarci tutti, come semplici cittadini, anche verso una nuova mentalità fatta di maggiore corresponsabilità e compartecipazione alla gestione della cosa pubblica. Di questi tempi, difficili per il bene comune e per il valore dell’impegno politico, sapere che l’Imposta sul reddito delle persone fisiche, un’imposta diretta, personale, progressiva, generale, va a depositarsi nel proprio comune, almeno per il 20%, potrebbe renderci non solo più vigilanti su come vanno poi spesi questi soldi in loco, ma anche più attenti ai bisogni reali e veri delle persone e delle famiglie delle nostre comunità locali. Claudio Dus consigliere provinciale Ulivo Pd IL CASO RAVASIN E IL TESTAMENTO BIOLOGICO Di che vita parliamo? ispondo al signor Enzo PeR rin riguardo al caso Ravasin sul testamento biologico su cui giornali e televisioni locali hanno fatto un gran cancan. Sì, la vita è sacra e anche con la sofferenza va rispettata, ma di quale vita stiamo parlando? Stiamo forse parlando della vita biologica fatta di organi che lavorano assieme e, perché lavorino, bisogna alimentarli? Allora, questa vita senza emozioni e sentimenti non mi piace (mi viene in mente l’uomo di Frankenstein) perché mi rende simile alla bestia (anche loro hanno questo tipo di vita), per così poco non vale la pena soffrire, perciò mi tocca dar ragione al signor Paolo Ravasin e a quanti sostengono il suo testamento biologico. La vita non è solo biologia, ma è qualcosa di dinamico che si muove in uno spazio in armonia con gli altri, libero ed autonomo e con vari sentimenti ed emozioni. Si ha così la cosiddetta vita normale... Quando sopraggiunge una malattia connessa con la sofferenza, quella vera e propria con la esse maiuscola, legata alla malattia stessa, questa vita normale viene gradualmente e sistematicamente limitata fino all’azzeramento, perciò la sofferenza per chi soffre ed è solo è anche disperazione, per il familiare è strazio, per gli amici è destino, per i più compiacenti è sfortuna, per i fatalisti è destino, per i politici è strumento per propagandare e affermare le loro idee, per lo Stato è spesa senza poter essere ammortizzata, per i venditori di carrozzelle e altro è un affare, per la Chiesa cattolica è stru- strugge. Dai nostri atleti è venuta, nella pur serrata e sempre sofferta competizione, una dimostrazione di appartenenza alla nazione Italia, con spirito di fratellanza che è prerogativa dello sport, ma anche inconfutabile principio di convivenza civile. Una lezione, insomma, soprattutto per coloro che vogliono fare di questo nostro meraviglioso Veneto uno stato indipendente anche nello sport, esacerbando gli animi con discutibili esternazioni, vilipendio di simboli e promesse le quali, parafrasando il titolo di un celebre western di Sergio Leone: “Per qualche dollaro in più”, mirano a rinnegare l’ineluttabile senso di patria e la sua storia. Il danno che arrecano questi nuovi barbari è palpabile soprattutto tra quei giovani (e non solo) che anche nello sport confondono gli appigli veri di identità e d’appartenenza da quelli falsi, portandoli allo squilibrio con se stessi e con la società. Dice bene un noto giornalista (Beppe Severgnini) a proposito di “retorica olimpica”: guardando lo sport impariamo ad allenare il cuore, usare la testa e tenere a freno la lingua! Guido De Carlo Cordignano ANCORA SUI CANNONI ANTIGRANDINE E LA LORO REALE O PRESUNTA EFFICACIA La grandine e la natura bbene sì, la saga dei cannoni E antigrandine a detonazione continua. In un articolo apparso su un quotidiano locale ho letto che, riferendosi al maltempo del 23 agosto, “Sui colli che si distendono tra i territori di Farra di Soligo e Valdobbiadene i cannoni antigrandine hanno tuonato a più riprese. Rimbombi secchi e forti, a ingaggiare una guerra contro il tempo. In tutti i sensi: perché l’obbiettivo primario era cacciare quelle nubi cariche di grandine il prima possibile. E la guerra stavolta l’han vinta loro, i viticoltori dei colli. Il cielo si è aperto e una pioggia fitta è caduta, ma il temuto pericolo era scampato. Almeno per il Prosecco”. Si afferma che il cielo si sia aperto grazie all’uso dei cannoni e che quindi essi abbiano garantito la trasformazione in pioggia della grandine. Questo è spiegabile, come riportato da tutte le guide e i manuali sul tempo, dalla grande irregolarità del fenomeno grandine, che colpisce in fasce ristret- tissime e spesso preserva aree poste nelle strette vicinanze di altre fortemente colpite. La presunta efficacia (è stato invece dimostrato il contrario, cioè la totale inefficacia, mediante studi scientifici) sta proprio nella caratteristica irregolarità dei chicchi, e anche dei temporali nel loro complesso. Chiudo con una domanda: con le centinaia e spesso migliaia di tuoni forti come e più dei rombi dei cannoni, perché la grandine continua ad esistere? Dovrebbe essere sempre frantumata, le nubi dissolversi e il temporale scomparire in un processo involutivo di autodistruzione... per fortuna, la natura è un po’ superiore a tutto questo. Per confermare la presunta efficacia di questi sistemi, ci vogliono dati, statistica e informazione sui fenomeni che si crede di combattere: senza di questi, è come, se non peggio, fare un buco nell’acqua (perché un sasso nello stagno non costa 20 mila euro). Andrea Costantini Vittorio Veneto mento per redimere se stessi e gli altri. Tutti parlano, tutti interessati, ma pochi si rimboccano le maniche per aiutare, il sofferente rimane da solo in preda alla disperazione e con la sua sensibilità si sente di peso per tutti, fino a sentirsi in colpa, perciò vuole togliere il disturbo chiedendo la sospensione degli alimenti e l’accanimento terapeutico. A questo punto si fanno vivi i misericordiosi, i quali fanno quello che possono, ossia ti garantiscono la sopravvivenza delle cose primarie e invitano a portare pazienza perché, purtroppo, c’è chi sta peggio di te e le strutture assistenziali sono poche e sono quelle che sono, con poche risorse e personale. Quando si è innescata la disperazione, quelli più sensibili cercano la soppressione della vita e non potendo farlo da solo chiedono aiuto agli altri, e certamente un aiuto del genere non l’avranno mai da nessuno. Il signor Perin dice di lasciare la struttura assistenziale e farsi portare a morire da solo in casa propria: ma chi vuoi che ti porti a casa per una cosa del genere dal sapore di abbandono? I sofferenti menefreghisti fanno patire gli altri con le loro richieste e pretese di vivere. Qui, però, nasce la contraddizione: gli altri non ti possono far vivere come loro e con le stesse opportunità del vivere oggi e non vogliono neppure aiutarti a morire; insomma si è condannati a vivere in una specie di limbo terrestre e da sottosviluppati. Questo messaggio si è molto allungato: è meglio chiudere, anche perché un discorso sulla vita potrebbe andare all’infinito. Comunque sappia il signor Perin, come il signor Ravasin, che il sottoscritto, disabile miodistrofico in carrozzella, non intende morire e neanche fare testamento biologico, anzi, tenta di vivere più a lungo possibile: appeso ad un chiodo ma su questa terra, anche per far dispetto a chi mi vuole morto da un pezzo. Vito Nicola Pepice Conegliano