Del maiale non si getta nulla - Settimanale della diocesi di Vittorio

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Del maiale non si getta nulla - Settimanale della diocesi di Vittorio
2
Primo Piano
Primo Piano
Il Veneto
spreca ogni anno
cibo per un valore
di 1 milione di euro
U
na alla volta stanno esplodendo le molte contraddizioni annidate nella nostra
società. Questa settimana parliamo
dello spreco del cibo che raggiunge una cifra media annua di 560 euro
per famiglia. E così, mentre diventa
più acuto il lamento per l’aumento
del prezzo dei generi alimentari (pa-
31 agosto 2008
MI RIFIUTO DI SPR
Mentre quintali di alimenti ogni giorno finiscono nei cass
ne e pasta in testa), mentre gli esperti
ci ricordano a ogni telegiornale che
sempre meno famiglie ce la fanno ad
arrivare a fine mese, scopriamo che
il Veneto in un anno spreca cibo per
un miliardo di euro. Una cifra che
grida vendetta dinanzi alla gravissima crisi alimentare che sta provocando la morte di migliaia di per-
sone nei paesi più poveri del mondo.
Lo sappiamo bene che riducendo gli
sprechi personali non si risolvono i
problemi di milioni di affamati che
soffrono in ogni angolo del pianeta.
Ma finire tutto il cibo che c’è nel piatto, non lasciare ammuffire il pane,
non assecondare i “non mi piace” dei
bambini, acquistare lo stretto ne-
SI SPRECA PERCHÉ C’È TROPPO. UNA VOLTA...
“Del maiale non si getta nulla”
e nostre famiglie, oggi, sono
L
spesso spronate nella rincorsa ad avere il frigorifero pieno e la tavola abbondante da un
atteggiamento egoistico, e fanno incetta di ogni bene, molto
spesso non necessario o inutile. Ma c’è, nello stesso tempo,
l’impossibilità materiale di utilizzare ciò che si acquista, o perché troppo presto saziati (e
spesso viziati), o perché i beni
scadono, o perché altre novità,
più appetibili o, peggio, meglio
pubblicizzate condizionano i
nostri desideri. Ecco allora che,
con colpevole disinvoltura, si
vanno ad arricchire i sacchetti
dei rifiuti.
Se ripenso agli anni della mia
infanzia nel dopoguerra, non
posso non ricordare la razionalità con cui la mia famiglia utilizzava, senza sprecare nulla, i
pochi beni che avevamo a di-
sposizione: la farina di mais
(per la polenta), i fagioli (e il
radicchio), il latte e, soprattutto, il maiale. Quest’ultima
era la vera miniera d’oro che
ci dava da vivere, per la maggior parte dell’anno.
Tutto, di questo generoso animale, contribuiva alla nostra mensa. Da quando, di
solito verso fine anno, veniva macellato (sempre in famiglia, alla presenza vigile di
mio padre), ogni parte dell’animale veniva accuratamente selezionata e destinata a uno specifico utilizzo.
«No se buta via gnént» sentenziava imperioso. E allora,
da subito, con il sangue se ne
ricavava una torta (il sanguinaccio); e poi il fegato per le vere salsicce (i figadei); i polmoni
per i salsiccioni (le luganeghe);
e via via, in un crescendo di
LO SPRECO MEDIO ANNUO NEL CIBO
560 euro nel cassonetto
ei primi mesi dell’anno l’Adoc,
N
associazione per la difesa e
l’orientamento dei consumatori,
ha avviato un’indagine sui consumi alimentari delle famiglie, da cui
emerge un allarmante dato sugli
sprechi alimentari realizzati dagli
italiani. Emerge che ogni anno
vengono letteralmente buttati nel
cassonetto, in media, 561 euro, pari al 10% della spesa totale effettuata.
«I consumatori devono imparare
ad essere più furbi e consapevoli
– afferma il presidente Carlo Pile-
ri –, oggi si spreca sia per comprare un prodotto richiesto dal figlio o dal nipote, magari attratto
dal regalo allegato, che poi non
mangia l’alimento, sia perché attirati dalle offerte promozionali,
quali ad esempio il 3x2, che con
l’illusione di risparmiare ci spingono all’acquisto di un quantitativo di prodotto superiore al necessario».
Un altro aspetto cui bisogna prestare attenzione sono le confezioni, e all’opportunità (quando c’è)
di scegliere le monoporzioni. Sin-
Direttore responsabile
GIAMPIERO MORET
Redazione e amministrazione
Via Stella, 8 - Vittorio Veneto
tomatico è il fatto che i single spendono mediamente 300 euro al mese per l’alimentazione, contro la
media di 187 per i singoli membri
delle famiglie.
Anche le feste incidono considerevolmente sugli sprechi di una famiglia. Natale, Capodanno, Pasqua e compleanni ci spingono ad
imbandire la tavola spesso senza
fare le debite considerazioni.
«Se ognuno pensasse che con i soldi sprecati per questi appuntamenti, una famiglia potrebbe fare
la spesa per circa 2 settimane, forse farebbe acquisti più ponderati».
Secondo Adiconsum, 42 mila famiglie in Veneto e 20 mila in Friuli sono assistite dal Banco Alimentare, che raccoglie alimentari
invenduti per darli ai bisognosi.
“I dati forniti dai sottoscrittori degli abbonamenti vengono
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qualità di carni, il cotechino, il
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Settimanale della diocesi di Vittorio Veneto
Il rito del “far su ’l porzèl”
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Chiuso in redazione
il 27.8.2008 alle ore 15.00
cessario, sono piccoli segni di rispetto nei confronti di chi non ha neppure il necessario. E sono dei segni di
rispetto nei confronti del creato e del
Creatore.
Nelle preghiere dei fedeli spesso chiediamo ai grandi della terra di condividere ed equamente distribuire i
beni della terra. Anche noi, però,
possiamo ogni giorno mettere in atto gesti concreti di sobrietà. E recuperiamo un’antica tradizione. Prima di sederci a tavola rivolgiamo
un pensiero al Padre. Facciamo gustare ai bambini il pane come dono.
Mai gettato, mai ammuffito. Sempre condiviso: solo così si fa vita sempre nuova.
alla fienagione. Nello stesso tempo si insaccava, in genere nella
vescica del maiale, il grasso
(grass de porzhèl) che serviva
per condire i cibi (era fondamentale per friggere, specie i
dolci di carnevale; ma anche,
spalmato sul petto, si diceva guarisse le costipazioni); e il costato e la schiena (le bafe), con la
pelle si insaporiva la zuppa di fagioli e con il resto si condivano
i cibi. E poi tutto il resto era catalogato con le sue modalità di
cottura. Si finiva con le ossa che,
scarnite, si depositavano in una
tinozza sotto sale e da lì mia madre di tanto in tanto ne prelevava qualcuna che faceva cuocere
nel minestrone (minestron de
riso e peverel) che io avevo la
fortuna di trovare già ben infissito, al mio ritorno da scuola e,
finito il minestrone, si mangiava la carne che era rimasta abbondante attaccata alle ossa. E
questo menù, povero ma gustoso, ci accompagnava in molte
giornate, fin quasi a primavera.
Il maiale, peraltro, era un soggetto che si allevava con costi ridottissimi, perché si nutriva
spesso con tutti gli avanzi di ca-
sa (le lavadure) mescolati con
il siero del latte (scòlo) che le
latterie distribuivano gratuitamente ogni giorno. Partecipava, perciò, a eliminare qualsiasi spreco.
Era un tempo che insegnava a
non sprecare nulla, perché
quello che si aveva era davvero poco. Ora che l’offerta è abbondante, ci comportiamo da
consumatori frenetici e ricercati. Del maiale e delle carni in
genere ora si privilegiano le
parti nobili e costose; del maiale, ad esempio, rifiutiamo perfino il grasso del prosciutto. Allora si beveva l’acqua di fonte
e non c’erano le bottiglie di plastica e la miriade di acque e di
bevande d’ogni specie; qualche
bottiglia di vetro serviva o per
il vino o per le poche once d’olio che qualche fortunato riusciva a comprare per le grandi
occasioni. C’era qualche focaccia, a Natale o Pasqua: non
la montagna di focaccine che
invadono, i nostri supermercati. Ma nonostante questo,
tutto quello che c’è non ci soddisfa più.
Gino Zanette
GLI SPRECHI ALIMENTARI
COME SI COMPONE IL TOTALE DEGLI SPRECHI SU UNA SPESA
ALIMENTARE A FAMIGLIA DI 480 EURO AL MESE (MEDIA NAZIONALE)
Spreco annuale a famiglia (escluse grandi feste). . . . . . . . euro 432
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . (euro 36 al mese)
Spreco alimentare a Natale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . euro 52
Spreco alimentare a Capodanno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . euro 21
Spreco alimentare a Pasqua . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . euro 42
Feste generiche (compleanni, carnevale, ecc) . . . . . . . . . . . euro 14
TOTALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . euro 561
PERCENTUALE DI SPRECHI SULLE SINGOLE VOCI DI SPESA
Prodotti freschi (latte, uova, carne, preparati,
mozzarella, stracchino, yogurt, ecc) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39%
Pane . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19%
Frutta e verdura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17%
Affettati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10%
Prodotti in busta (insalata, ecc) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6%
Pasta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4%
Scatolame. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3%
Surgelati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2%
MOTIVI PER CUI SI SPRECA
Eccesso di acquisto generico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39%
Prodotti scaduti o andati a male . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24%
Eccesso di acquisti per offerte speciali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21%
Novità non gradite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9%
Prodotti non necessari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7%
(fonte Adoc)
Primo Piano
31 agosto 2008
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BRUTTI MA BUONI: I NUMERI
RECARE
dati del primo semestre del 2008
COOP di
Brutti ma buoni
F
QUINTALI AL MESE
Quasi ogni giorno il
direttore della Caritas
ritira alla Coop
scatoloni e cassette di
cibo brutto ma buono,
che poi distribuisce a
chi lo chiede
GIORNATA PER LA SALVAGUARDIA DEL CREATO
Una nuova sobrietà
a Giornata per la salvaguarL
dia del creato, voluta dai vescovi italiani, è giunta alla terza
edizione. Si celebra il 1º settembre,
ma si è invitati a fare un particolare riferimento ad essa durante
la liturgia della prima domenica.
Anzi, i vescovi raccomandano che
in tutte le domeniche del mese ci
sia questa attenzione ai problemi
del creato. Il tema di quest’anno è
“Una nuova sobrietà per abitare
la terra”. Nel messaggio si rinnova
la preoccupazione per questa casa comune, la terra, dono di Dio,
“che è minacciata da un degrado
ambientale di vasta portata”.
Il testo insiste soprattutto sulla necessità di cambiare i nostri stili di
vita: “Siamo consapevoli che tale
situazione dipende da numerosi
fattori storici e culturali; tuttavia,
essa è indubbiamente collegata a
comportamenti e stili di vita or-
mai tipici dei paesi più industrializzati: è la cosiddetta ‘società dei
consumi’, con un sistema economico che, più che a soddisfare bisogni
vitali, mira a suscitare e incentivare il desiderio di beni diversi e sempre nuovi”. I credenti sono chiamati in modo particolare a questa
“conversione ecologica”, proprio per
la loro fede in Dio creatore per la
quale il creato viene accolto come
un dono da rispettare e di cui essere riconoscenti. In particolare “si apre qui uno spazio importante per
l’impegno delle comunità ecclesiali: la dimensione educativa, che da
sempre caratterizza la loro azione,
oggi deve esprimersi anche nella capacità di formare a comportamenti sostenibili. Si tratta, in particolare, di ridurre quei consumi che non
sono realmente necessari e di imparare a soddisfare in modo ragionevole i bisogni essenziali della vi-
valore cibo donato
4714
4536
3272
euro 16164
euro 36883
euro 10534
di San Francesco” che fa capo al convento dei frati (da dicembre 2005), per l’Ipercoop di San Donà (da dicembre 2006) il
Piccolo Rifugio di San Donà e l’associazione “La Casa Rossa”.
Alla Coop di Sacile il progetto non è ancora stato attivato, in
quella di Oderzo è in preparazione, ma Coop deve ancora individuare il destinatario dei prodotti.
Il rapporto con Coop di chi partecipa a “Brutti ma buoni” è
sancito da una convenzione, ogni giorno viene registrato cosa e quanto si dona, e chi riceve si impegna a utilizzare subito
il cibo, e solo a beneficio delle realtà stabilite dalla convenzione.
IL PROGETTO DI COOP E CARITAS PER RECUPERARE I
PRODOTTI ALIMENTARI ALTRIMENTI GETTATI VIA
Di cosa si riempirà, don Ferruccio lo scopre quando arriva.
Possono essere pesche o banane, mele o pomodori, yogurt o
mozzarella, omogeneizzati per
bambini o cereali da mettere nel
latte a colazione. O di tutto un
po’.
Tutto viene caricato e portato
in sede Caritas, da dove si provvede alla distribuzione a Casa
Provvidenza e Casa Speranza.
Ma come si fa se un giorno arrivano, supponiamo, 20 cassette di patate? O 15 chili di pesche molto mature? Si ingozzano con una sciagurata dieta monoalimento le ospiti delle case
di accoglienza?
No, semplicemente ci si comporta come fa chi ha un orto o
un frutteto. Quando di qualcosa ce n’è troppo, si congela. O si
kg di cibo donati
beneficiare del progetto “Brutti ma buoni” è per la Coop
A
di Vittorio la Caritas diocesana (progetto avviato nel febbraio 2006), per la Coop di Conegliano l’associazione “Amici
sonetti della spazzatura...
ossimo un becero giornale scandalistico, scriverei
che le donne ospiti di Casa Speranza a Codognè e Casa
Provvidenza a Vittorio Veneto
da due anni e mezzo mangiano
a sbafo.
In realtà da febbraio 2006 sono
semplicemente le beneficiarie
di un progetto per ridurre gli
sprechi. La Coop lo chiama
“Brutti ma buoni”: protagonisti
sono prodotti alimentari vicini
alla data di scadenza o parzialmente danneggiati. Così brutti
da non poter più stare sui banconi in vendita (la tutela del
consumatore), ma così belli da
poter essere regalati a chi ne ha
bisogno.
E dalla Coop di Vittorio Veneto ne sono stati dati alla Caritas
3272 kg nei primi 6 mesi del
2008, quasi 18 kg di cibo al giorno!
Quasi ogni giorno il direttore
della Caritas monsignor Ferruccio Sant si presenta nel retrobottega a ritirare scatoloni e
cassette di cibo brutto ma buono. Quasi ogni giorno riempie
il capiente bagagliaio della sua
Golf e deve pure abbattere i sedili posteriori per fare spazio.
dona a
Conegliano
ass. "Amici di San Francesco"
San Donà
Piccolo Rifugio, Casa Rossa
Vittorio Veneto Caritas Diocesana
DON SANT: “QUESTIONE DI SENSIBILITÀ”
on è però solo oro quel
N
che luccica. Malgrado
“Brutti ma buoni”, anche alla
don Ferruccio Sant
fa conserva, o marmellata. E anche i vasi vuoti in cui metterle
arrivano dalla Coop: sono usati e lavati, li danno a monsignor
Sant anziché alla spazzatura.
Saper fare la salsa di pomodoro o sapere che se un pomodoro ha una punta marcia non è
tutto da buttare è una questione di buon senso, ma anche di
cultura. Quando il martedì alla
sede diocesana della Caritas si
distribuiscono alimenti, tra i
beneficiari c’è chi storce il naso
per frutta o verdura ammaccata. È questione di insegnare il
da farsi come l’hanno insegnato a noi
Tommaso Bisagno
ta individuale e sociale. In questa
direzione, sarà possibile valorizzare in forme nuove quella tradizione di essenzialità che caratterizza
tante comunità religiose, facendola diventare pratica quotidiana per
tutte le realtà cristiane. In generale, è fondamentale la cura per un uso efficiente dell’energia, come pure
la valorizzazione di fonti energetiche rinnovabili e pulite”. Il messaggio si chiude con un forte appello
per una gestione responsabile della gestione dei rifiuti che stanno diventando un’emergenza anche nel
nostro Paese: “Quando i rifiuti sono prodotti, è pur vero che vanno
smaltiti: è un dovere che incombe
in primo luogo sulle aree da cui provengono, ma che deve essere gestito
nel segno della solidarietà, soprattutto di fronte a situazioni di emergenza che chiedono iniziative eccezionali. D’altra parte, è necessario
superare la logica dell’emergenza,
progettando, per un futuro sostenibile, soluzioni efficaci sul lungo periodo. In questa prospettiva, merita senz’altro un’attenzione privilegiata la raccolta differenziata”.
Coop c’è sempre una parte di
cibo che viene buttata via.
Forse è una necessità, è vero.
Ma comunque sapere che
succede non fa piacere...
Figuriamoci allora cosa succede nei supermercati che
non attuano iniziative come
“Brutti ma buoni”.
Appunto: perché non ce ne
sono di più? Perché questo
comportamento di buon senso (e morale) non diventa lo
standard? “E dire che c’è anche una legge (la 155/03, legge “del buon Samaritano”) per
favorire le donazioni.
«È solo un problema di sensibilità – afferma monsignor
Sant –. Addirittura, un ex dipendente mi ha raccontato
che al supermercato in cui lavorava non solo buttavano un
sacco di cibo nella spazzatura, ma per evitare che la gente andasse a recuperarlo ci
gettavano sopra soda caustica».
Proprio sulla sensibilità, e sulla sensibilizzazione, lavorano
Ceis di Treviso e Caritas tarvisina. A fine 2008 concluderanno la loro sperimentazione biennale di “La quarta settimana” (informazioni 0422307438). Con il finanziamento del Centro di servizio per
il volontariato hanno coinvolto nella raccolta di tutto
quel che è ancora più che
commestibile ma non più
commerciabile molte aziende
che a vario titolo operano in
questo settore. I volontari raccolgono, Caritas o altre realtà
del sociale distribuiscono.
Ma, come racconta il settimanale diocesano di Treviso
La vita del popolo, “i responsabili del progetto dichiarano
che tutti i supermercati contattati, pur apprezzando l’idea
progettuale, non hanno aderito perché le logiche commerciali li portano a tenere i
prodotti sugli scaffali fino all’ultimo giorno, finendo poi
per doverne buttare via in
grandi quantità”. TB
SPUNTI PER DOMENICA 7 SETTEMBRE
Spunto per l’omelia della 3ª
Giornata per la salvaguardia
del creato
La denuncia del male (1ª lettura) e la correzione fraterna (Vangelo) devono estendersi anche ai
“peccati ecologici”. Dobbiamo
aiutarci, come comunità cristiana, ad assumere comportamenti
più responsabili in questo campo: vivere con maggiore sobrietà
(evangelicamente: secondo la
beatitudine della povertà); coltivare l’atteggiamento di contemplazione e di ringraziamento a
Dio dei suoi doni; evitare nel nostro lavoro ogni comportamento che possa danneggiare il creato.
Non amiamo abbastanza la terra. Ci lasciamo travolgere dal
consumismo e dallo spreco. Inquiniamo e abusiamo delle risorse del mondo. Produciamo
troppi rifiuti.
In particolare nella 2ª lettura
Paolo afferma che “pieno com-
pimento della legge è l’amore”.
Oggi il raggio dell’amore deve
essere allargato non solo alle
persone che ci stanno accanto,
ma anche alle generazioni future, come pure alle realtà non umane: gli animali e le piante, l’aria e l’acqua, la terra intesa come
dono di Dio e casa dell’umanità.
Per la preghiera dei fedeli
1. Sostieni la Chiesa nell’annuncio del tuo amore verso ogni
realtà creata, dandole capacità
di lode e di ringraziamento per
i tuoi doni. Preghiamo
2. Illumina coloro che guidano i
popoli, perché operino per il bene comune della famiglia umana nella giustizia e nel rispetto
verso ogni essere vivente e non
vivente. Preghiamo
3. Dona a tutte le comunità cristiane uno stile di vita nuovo
coerente con la beatitudine evangelica della povertà: semplice, giusto, cordiale, sobrio. Preghiamo
31 agosto 2008
Segue dalla prima
lla fine più nessuno ci bada. Fa
A
ridere l’ordinanza del sindaco
di Qualiano che proibisce di bere alcolici in pubblico dopo le 22, in quel
contesto, dove vedi motociclisti che
circolano indisturbati senza casco,
dove non si rispettano i semafori e
le regole di circolazione, senza parlare dei noti comportamenti criminali.
L’attuale furore in fatto di ordinanze di divieto può essere perciò de-
viante se non è usato con saggezza
e moderazione. L’imposizione e la
sanzione possono essere utili, ma è
come il motorino di avviamento del
motore: se il motore manca o è guasto, è inutile accanirsi con l’avviamento. Il motore, in questo caso, è
dato dal senso civico dei cittadini,
se manca nessuna legge può sostituirlo. Certi comportamenti nascono solamente da regole impresse nella coscienza della persona e
questa scrittura interiore non avviene a suon di leggi e di sanzioni,
ma è frutto dell’educazione. Prendiamo l’ordinanza del sindaco di Vicenza di cedere il posto ad anziani,
disabili e donne incinte, è triste dover imporre questo comportamento con un’ordinanza. È indice
di mancanza delle virtù civiche della cortesia e della gentilezza, che sono come il lubrificante dei rapporti di convivenza per farli funzionare senza attriti e intralci. I luoghi di
nascita delle virtù non sono la stanza del sindaco o il ministero degli
Interni. Sono la famiglia, la scuola,
la comunità cristiana, le associa-
LA KERMESSE SPORTIVA DI PECHINO, TRA VITTORIE
E SCONFITTE NON SOLO PER GLI ATLETI
Ricordi di un’Olimpiade
U
n soffio e a Pechino la
fiamma olimpica si è
spenta nello stadio a nido d’uccello, simbolo dei giochi della 29ª Olimpiade. Sedici
giorni sono passati, ricchi di
gioia, emozione, passione, sudore, trionfi, lacrime, vittorie e
sconfitte. Abbiamo visto i colori delle bandiere di 87 paesi,
sui 204 partecipanti ai Giochi,
sventolare alte sui pennoni.
Non importa, per lo spirito olimpico, se si è vinto l’oro, l’argento o il bronzo: anche se il
nome che resterà nella storia
come campione olimpico sarà
solo quello del vincitore, sono
stati i volti di tutti gli atleti partecipanti ad onorare Pechino
2008. Sono gli atleti che hanno
onorato questa edizione, con le
loro imprese e le loro delusioni, con la caparbietà di chi ha
messo in ballo anni di allenamento per giungere all’appuntamento con la storia, barattando sacrifici, infortuni, famiglie e lavoro trascurati, miglioramenti impercettibili per raggiungere il traguardo: sì, anche
solo per raggiungerlo, come per
l’ultimo arrivato della 50 chilometri di marcia, o per il nuotatore eliminato al primo turno.
L’hanno onorata dando il meglio per portare alto il nome del
proprio paese, il colore della
propria maglia, e perché no, anche del proprio sponsor.
Resteranno i nomi e i volti di
alcuni eroi più eroi degli altri,
di quelli che nei giochi degli antichi Greci ad Olympia ricevevano la statua in loro onore. Sogneremo la grazia e la bellezza
di Evgeniya Kanaeva, zarina
russa della ginnastica ritmica,
la leggenda della tre volte campionessa olimpica Valentina
Vezzali, dea del fioretto, la felicità di Natalie Du Toit, sudafricana senza una gamba, tredicesima nella gara di fondo
dieci chilometri di nuoto. Ricorderemo la potenza e l’eleganza di Usain Bolt, il giamaicano re della velocità nell’atletica, le otto medaglie d’oro del
ragazzone statunitense Michael Phelps nel nuoto, la tecnica e la precisione dei pugni
del poliziotto italiano Roberto
Cammarelle nella boxe.
Per ogni atleta che anche solo
per un secondo avremo avuto
l’onore di ammirare nel suo
sforzo olimpico dovremo dire
grazie. Si può obiettare tutto
ciò che si vuole a questi giochi olimpici: le polemiche sui
diritti umani e politici calpestati in Cina; le violenze in Tibet; la guerra in Georgia che
ha violato la tregua olimpica;
l’organizzazione maniacale,
al limite della perfezione, dove anche il tifo era ritmato da
volontari, ma un applauso
non si negava a nessuno; i
pannelli colorati di cartapesta
per nascondere le facciate
brutte delle case; i favori arbitrali in certe gare agli atleti di casa; la censura preventiva e quant’altro.
Tutto vero, anzi verissimo.
Ma sono stati i giochi di una
generazione di atleti che per
4 anni hanno sognato Pechino: di questi molti saranno a
Londra nel 2012 casomai per
una rivincita o una conferma,
OSSEZIA E ABKHAZIA
Sulle orme del Kosovo
on si è capito molto, in INtalia,
della drammatica
crisi che sta scuotendo il Caucaso in queste settimane. I nostri occhi, d’altronde, erano
puntati quasi esclusivamente
sulle vacanze e sulle Olimpiadi di Pechino. La notizia del
conflitto caucasico ci ha lasciato un po’ tutti senza riferimenti geografici. Dove è la
Georgia, ci siamo chiesti.
Qualcuno forse, appassionato
della settimana enigmistica,
provava a chiedersi da che parte stessero Ossezia e Abkhazia. Credo – ahimè – che molti studenti delle superiori non
sappiano nemmeno della sua
esistenza. D’altronde oggi per
muoversi e orientarsi basta un
navigatore satellitare!
La Georgia, situata nella parte
centro-occidentale del Caucaso,
confina a nord con la Russia, ad
est con l’Azerbaigian, a sud con
l’Armenia e la Turchia; ad ovest
è bagnata dal Mar Nero. È uno
stato situato tra Europa e Asia.
Nel 2004 la Rivoluzione delle
Rose ha portato al potere il presidente Mikheil Saakašvili e riconfermato lo scorso 21 maggio,
provocando al contempo un ulteriore allontanamento politico
da Mosca.
L’Ossezia del Sud e l’Abkhazia
sono rispettivamente un di-
stretto amministrativo e una regione che da decenni hanno una loro autonomia ma che ne rivendicano la loro indipendenza.
La Repubblica di Georgia da anni – come peraltro l’Ucraina –
per smarcarsi da Mosca ha chiesto di aderire alla Nato.
La Russia non condivide la
“campagna acquisti” della Nato
nella vecchia Unione Sovietica
e secondo molti analisti quanto
accaduto tra il 7 e l’8 agosto era
prevedibile.
La questione nazionalistica è riesplosa nel febbraio scorso con il
riconoscimento del Kosovo da
parte di molti paesi europei e degli Stati Uniti. Quasi contempo-
zioni. Luoghi in cui non si impone
con la forza, ma si forma con la persuasione, il buon esempio, la ragionevolezza. In questo senso anche chi ha il compito di provvedere all’ordine pubblico dovrebbe
spesso preferire quella che gli inglesi chiamano la moral suasion, la
persuasione, alla punizione. A volte è preferibile che il vigile, invece
di presentarsi subito con il blocco
delle multe in mano, faccia semplicemente notare il comportamento
scorretto e inviti a cambiare.
Quando è questione di educazione, la comunità cristiana deve sentirsi interpellata in prima persona.
Essa può fare molto per sviluppare
nelle persone quel senso civico di
cui siamo troppo carenti. Anche
perché questo non è altro che una
manifestazione molto concreta di
quella virtù che sta alla base di tutte le altre: l’amore per il prossimo.
Un’educazione efficace all’amore
deve avere la capacità di dare ad esso i mille nomi con cui si esprime:
cortesia e gentilezza con tutti, attenzione ai più deboli, saluto frequente, cura delle cose comuni, pulizia, rispetto dell’ambiente. È da
questa virtù primaria che nascono
tutte le altre, compreso il senso civico. GpM
ma per molti il tempo della gara terminava in Cina. Gli atleti
hanno dato il loro volto a Pechino 2008: se qualche atleta ha
ricordato il Tibet, il Dalai Lama,
e ha donato chi i suoi guantoni, chi gli occhiali, chi la bici,
per sensibilizzare su temi scottanti, altri, ricchi e famosi hanno fatto donazioni per i bambini cinesi restati senza scuole
dopo il terremoto della scorsa
primavera.
E, magari bisognerà riflettere
su come mai, sia durante la cerimonia inaugurale, che ancor
di più in quella conclusiva, pro-
prio gli atleti, così liberi, così
potenzialmente comunicativi,
così efficaci con la loro semplicità, non siano stati al centro
della regia televisiva cinese, forse timorosa che da essi potessero giungere gesti o testimonianze che intaccassero la perfetta macchina organizzativa.
Che se ha regalato al mondo
delle impeccabili manifestazioni sportive in splendidi impianti ai limiti della fantascienza, non ha cancellato i problemi che la Grande Muraglia, per
sedici giorni, ha solo nascosto.
E pagheranno dazio tutti quei
politici di tutto il mondo che
volevano bloccare i giochi pechinesi, ma non gli affari che le
aziende dei loro paesi fanno
con la Cina. E valgano per tutti, con la loro forza epica tre gesti, che a larghi passi ci inviano
verso il Tamigi, verso i giochi
della trentesima Olimpiade di
Londra 2012: l’abbraccio e il
sorriso tra l’atleta russa e quella georgiana, dopo la gara di pistola; la corsa del nuotatore tunisino medaglia d’oro dei 1500
metri stile libero, per abbracciare la sua famiglia che lo ha
accompagnato ai giochi; la
gioia e le parole bellissime dei
figli della canoista Josefa, il dito alto nel cielo di Alex Schwazer, medaglia d’oro della 50 km
di marcia, alto verso quel cielo
di Pechino che ha onorato gli
dei di Olympia.
Josefa Idem festeggia con i figli
raneamente la tensione nelle relazioni tra
Georgia e Russia è andata in forte crescendo da quando Mosca
ha dichiarato di voler
stabilire “relazioni legali” con l’Abkhazia e
l’Ossezia del Sud, regioni secessioniste all’interno della Georgia. L’Europa è stata a
guardare nonostante da tempo
da quell’area provenissero segnali di guerra, non volendo assumere lo stesso registro proKosovo. Mosca è comprensibilmente di diverso avviso vista
l’importanza geo-politica di
queste regioni confinanti. Pur
essendo dalla parte della Serbia,
sul Kosovo è finora stata all’angolo; per l’Ossezia del Sud e
l’Abkhazia non poteva fare altrettanto.
Ritornando alle cronache. Ritirati i carri armati, l’artiglieria pesante e centinaia di soldati dal
cuore della Georgia, la Russia
continua a mantenere il controllo della città di Poti, porto
strategico georgiano sul Mar
Nero, e un posto di controllo
a circa 10 chilometri dalla città
di Gori, a 90 km dalla capitale
Tbilisi, luogo strategico per il
traffico ferroviario e stradale
nell’intero paese. Stati Uniti ed
Europa temono che la presenza russa in Georgia rafforzi le
divisioni etniche nel Paese e
metta a repentaglio il governo
filo-occidentale del presidente Mikheil Saakašvili. Intanto
in Georgia permane la legge
marziale e sono oltre 100 mila i profughi che si sono riversati nella capitale georgiana Tbilisi a seguito del conflitto
scoppiato lo scorso 8 agosto.
Il conflitto in Ossezia del Sud
sta facendo tornare indietro di
anni le lancette dell’orologio
nelle relazioni tra la Nato e il
Cremino. Lo stesso Pontefice
nell’Angelus di domenica scorsa ha espresso viva preoccupazione per la situazione internazionale che “registra in
questi giorni un crescendo di
tensione”.
Enrico Vendrame
Attualità
31 agosto 2008
LA NUOVA LEGGE CHE VUOLE PROTEGGERE I CITTADINI
Sicurezza,
luci e ombre
5
SANZIONARE NON BASTA
Il rigorismo delle
sanzioni senza le
corrispondenti modifiche
dell’ordinamento
penitenziario e senza altri
interventi alternativi alla
pena detentiva rischia di
essere vanificato o
comunque di non
conseguire gli obiettivi
prefigurati
Rodolfo Piccin
I
l cosiddetto pacchetto sicurezza, e cioè il decreto legge 23 maggio 2008, numero 92 (pubblicato in Gazzetta
ufficiale del 26 maggio 2008,
numero 122), è stato convertito nella legge 24 luglio 2008
numero 125 (pubblicata in
Gazzetta ufficiale del 25 luglio
2008, numero 173).
Si tratta di una legge assai articolata, legata dal filo conduttore della ricerca di misure idonee a incrementare il livello di protezione dei cittadini in
diverse aree, fra le quali – per
citarne solo alcune –: immigrazione (articoli 1, 5 e 9), sicurezza stradale (articolo 4 e
parte dell’articolo 1), delega ai
sindaci per compiti di ordine
pubblico (articolo 6), impiego
delle forze armate nel controllo del territorio (articolo 7 bis).
A quanti si occupano della sua
applicazione pratica, il complesso delle norme varate appare pieno di luci – che pure ci
sono – e ombre, che non mancano: prima di tutto perché
prevale l’idea di fondo che la
sicurezza si esaurisca nell’ordine pubblico, mentre al contrario i tribunali registrano che
nella società civile è crescente
il senso di insicurezza del presente, in senso lato soprattutto
economico: sono in netto aumento non solo i fallimenti
delle medio-piccole industrie
e i decreti ingiuntivi, altresì nei
confronti dei privati impegnati nei pagamenti dei mutui; ma
anche le richieste di tutela rivolte al giudice del lavoro da
numerosi precari; si stanno rarefacendo, inoltre, gli interventi di natura assistenziale erogati dagli enti locali, con
conseguente aumento del contenzioso da parte di chi pensa
di avervi diritto.
In secondo luogo, la tecnica legislativa adottata è, per così dire, da manovra economica:
perché il pacchetto si ispira a
quella teoria per la quale le
norme penali possono essere
uno strumento di governo della società, così come le norme
fiscali lo sono per l’economia:
al contrario, l’inasprimento
delle sanzioni penali, senza uno sforzo educativo diretto ad
aumentare la coscienza della
corresponsabilità sociale, raramente si è dimostrato efficace a regolare i fenomeni che
percorrono la comunità civile.
In terzo luogo, i passi della
riforma relativi all’accelerazione dei procedimenti penali,
previsti dall’articolo 2), si scontrano con la cronica scarsità di
risorse, sicché criteri di priorità e sospensione dei processi scontano il rapporto con un
apparato da anni impoverito in
mezzi e uomini.
In quarto luogo, il rigorismo
sanzionatorio senza le corrispondenti modifiche dell’ordinamento penitenziario e, soprattutto, senza altri interventi alternativi alla pena detentiva – dimostratisi i più efficaci
– rischia di essere vanificato o
comunque di non conseguire
gli obiettivi prefigurati.
Immigrazione
In tema di immigrazione, la
legge prevede che il cittadino
extracomunitario clandestino
che commetta un qualsiasi reato subisca, per il solo suo stato di irregolarità nel territorio
nazionale, un aggravamento di
pena sino ad un terzo in più.
Si tratta di una misura che abbassa la soglia di intervento
penale fino a ricomprendere,
in modo indiretto, fra i delitti
mere forme di irregolarità amministrativa, e che finisce per
punire una condizione sociale,
come lo è la povertà, etichettando automaticamente con
un’eccedenza di pericolosità
sociale ogni straniero privo di
permesso di soggiorno, circostanza non avallata dalla realtà
dei fatti né dai dati disponibili: migrare, infatti, non è di per
sé un indice di maggiore criminalità.
Inoltre l’esperienza sul campo
non depone a favore della capacità dissuasiva di un simile
intervento penale: i fattori di
spinta delle migrazioni non
verrebbero scoraggiati, mentre invece si ingolferebbe il sistema giudiziario e carcerario,
a discapito di questioni di
maggior rilievo.
Non va poi dimenticato che
l’immigrato irregolare è a sua
volta spesso vittima di comportamenti ben più gravi di
quello che può indirettamente conseguire dall’avere varcato una frontiera senza permesso: riflettiamo su quanti si
servono della situazione di debolezza e di bisogno degli immigrati irregolari, ad esempio
su coloro che ne sfruttano la
forza lavoro, assunti in nero e
senza norme di sicurezza; su
chi approfitta della debolezza
delle donne immigrate costringendole alla prostituzione in condizioni vicine alla
schiavitù; su chi brucia i campi nomadi, abitati anche da
donne e bambini; su chi affitta (sempre in nero e a prezzi elevati) immobili fatiscenti a
frotte di immigrati.
A tale proposito, opportunamente il pacchetto sicurezza
prevede che tali locatori siano
colpiti, oltre che con la reclusione, anche con la confisca
dell’immobile.
Funzioni del sindaco
Il governo ha potenziato le
funzioni del sindaco, attribuendogli il potere non solo di
emanare provvedimenti urgenti diretti a eliminare gravi
pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, ma anche di segnalare alle competenti autorità
amministrative o giudiziarie la
condizione irregolare dello
straniero: non nascondendoci
il pericolo che tanti poteri siano utilizzati esclusivamente in
funzione antimmigrato, contrastandone anche le manifestazioni della cultura, è senz’altro positivo il coinvolgimento
delle autorità e, per la loro rappresentanza, delle comunità
locali nell’individuazione e nella condivisione di strumenti idonei a superare le criticità che
connotano alcuni ambiti territoriali – non solo emergenza
rifiuti, ma anche contrasto allo sfruttamento del lavoro nero e della prostituzione, al gioco d’azzardo, allo spaccio di sostanze stupefacenti –: i sindaci, pertanto, dispongono da
oggi di un importante strumento di inclusione sociale.
Forze armate per controllare il
territorio
Per quanto concerne l’uso delle forze armate per compiti di
pubblica sicurezza, le nuove
disposizioni offrono risposta
esclusivamente alla domanda
di percezione di sicurezza: l’ordinario bisogno dei cittadini,
assai enfatizzato dalla più parte dei mezzi di comunicazione
sociale, di sentirsi protetti in
città o aree particolarmente esposte al rischio della microcriminalità – ancorché i dati
in possesso del ministero della Giustizia ne registrino il significativo calo già dall’anno
2007 –, trova risposta con l’impiego di mezzi straordinari e,
a lungo andare, dalla scarsa efficacia dissuasiva; il controllo
effettivo del territorio urbano
va, infatti, potenziato attraverso l’aumento dei fondi di bilancio a disposizione delle forze di pubblica sicurezza – Carabinieri, Polizia di Stato,
Guardia di finanza, Vigili del
fuoco, Polizia penitenziaria,
Corpo forestale regionale, Polizia locale –, le uniche che
vengono espressamente valutate, reclutate e preparate per
scopi tanto delicati, non certo
ricorrendo a soluzioni tampone.
Circolazione stradale
Un intervento molto incisivo
è stato adottato in materia di
circolazione stradale: l’automobilista e proprietario dell’autoveicolo che guidi in stato di ebbrezza alcolica, con un
tasso alcolemico superiore a
1,5 mg/l, incorrerà non solo
nelle più severe pene dell’arresto da tre mesi ad un anno e
nell’ammenda da 1.500 a 6.000
euro, ma anche nella sospensione della patente di guida da
uno a due anni e nella confisca
obbligatoria dell’autovettura: il
veicolo, cioè, verrà venduto all’asta dallo Stato.
I casi di recente applicazione di
quest’ultima disposizione confermano che le misure di sicurezza patrimoniali, qual è la
confisca, hanno un potere dissuasivo ben più sentito della
sanzione penale: ciò sta conducendo ad un auspicato mutamento del costume – l’incontro conviviale tra amici impone che almeno uno di essi si
astenga dal bere alcolici, per
poi potersi mettere alla guida
e riaccompagnare a casa i commensali –, e opportunamente
riapre la strada, da tempo indicata dagli operatori del diritto, ad una strategia politica
che non inasprisce le pene,
spesso destinate ad essere sospese, ma confida nella funzione educativa e per ciò preventiva di sanzioni alternative
– l’obbligo di prestare un lavoro socialmente utile, ad esempio –, maggiormente capaci di
fare maturare il singolo e la comunità sul disvalore del fatto
commesso.
Rodolfo Piccin
giudice in Pordenone
6
Attualità
L’ape
di Alessandro Toffoli
Vendemmia:
i voucher
che non attraggono
vendemmia in corso, in atA
tesa del tradizionale appuntamento con le previsioni
31 agosto 2008
della vendemmia del Nord-Est (lunedì 1 settembre nella sede di Veneto Agricoltura) dove scopriremo se alla disperazione post maltempo corrisponderà o meno un calo di
produzione, si tirano i primi bilanci sui “voucher” introdotti
per regolarizzare la vendemmia.
Stando ai numeri pubblicati dai
giornali, un flop. Pochi i blocchetti richiesti all’Inps e agli uffici postali provvisti, a fronte di
centinaia di aziende agricole.
Le cause? La complicazione
della pratica comunicazioneacquisto-incasso, il taglio (dieci euro lordi, che non possono
essere né orari né giornalieri),
i destinatari (solo pensionati e
studenti maggiorenni). E magari pure la convenienza: quel
25% di tasse, meglio spartirselo, senza pastoie burocratiche
e “pronta cassa”, no?
Ad essere sinceri, tutte condizioni che gli addetti ai lavori, e
non solo loro, avevano ampiamente previsto.
PROTOCOLLO TRA PROVINCIA, VENETO AGRICOLTURA
E ASCO PIAVE PER PROMUOVERNE L’UTILIZZO
Scommessa biomasse
S
oddisfano circa il 15% degli usi energetici primari
nel mondo, con una produzione annuale che corrisponde a circa 1.200 milioni di
tonnellate di petrolio.
Le biomasse però – termine
con il quale si intendono i materiali di scarto di origine biologica (alberi, coltivazioni, alghe, residui forestali e agricoli, reflui, scarichi domestici,
fanghi, eccetera) – sono maggiormente usate dai paesi in via
di sviluppo (40-90% del loro
fabbisogno) mentre nei paesi
industrializzati d’Europa, per
esempio, si va dal 18% di Svezia e Finlandia al 2% dell’Italia.
Eppure, se usate in modo appropriato e corretto, le biomasse potrebbero garantire all’Europa un potenziale energetico pari al 10% del totale.
Una strada dunque da percorrere, a cominciare da comunità
locali come la Marca trevigiana dove, il 24 luglio scorso, la
Provincia di Treviso, Veneto Agricoltura e Asco Piave hanno
firmato insieme un protocollo
d’intesa per la produzione di energia tramite biomasse, ottenute dai sottoprodotti agricoli. Ma anche una scelta obbligata, vista la crisi energetica da
combustibili fossili ormai alle
porte, che non potranno essere rimpiazzati a lungo dall’energia nucleare basata, a sua
volta, su di una fonte energetica esauribile: infatti, secondo
gli esperti, rimanendo ai livelli attuali di consumo, l’uranio
esaurirà le riserve recuperabili a minor costo entro il 2035 e
quelle più costose, estraibili almeno a 130 dollari/kg U, entro
il 2070. Come a dire, si sposta
il problema ma senza risolverlo per le generazioni future.
«La nostra dipendenza energetica dall’estero – ha affermato Gildo Salton, presidente Asco Piave durante la firma del
protocollo di Treviso – è attualmente pari all’84%, ma nel
2020 salirà al 95%. È per questo che è opportuno incoraggiare strategie per reperire for-
DOPO LA TROMBA D’ARIA DEL 2006. CON IL 20%
DELL’IRPEF I COMUNI DAREBBERO DI PIÙ
Rimborsi del 4%
l 29 giugno 2006 una violenIcomuni
ta tromba d’aria devastò 70
del Veneto, tra le province di Treviso, Vicenza e Verona con particolare violenza
nella zona tra Fonte e Montebelluna, nel Trevigiano. I danni furono calcolati in oltre 15
milioni di euro. Per puro caso
non si registrarono vittime. A
distanza di due anni, la Regione Veneto ha deliberato i rimborsi spettanti ai privati cittadini e attività produttive che avevano subito danni a cose, fabbricati, immobili. Il fondo messo a disposizione dalla Regione
per questa avversità atmosferica è stato di 518 mila 358 euro.
Privati cittadini e attività produttive hanno così la possibilità di attivare una complicata
procedura per ottenere appena
il 4,22 per cento del danno su-
bito. Molti sindaci hanno commentato: «È una beffa».
«Con il federalismo fiscale che
i sindaci propongono non sarebbe mai potuto accadere –
commenta Antonio Guadagnini, vicesindaco del Comune di
Crespano del Grappa e leader
della proposta del 20% dell’Irpef che ha coinvolto oltre 400
primi cittadini del Veneto –.
Semplicemente, i fondi avrebbero potuto essere attinti dalla
compartecipazione a questo
tributo. E ogni sindaco avrebbe
potuto ristorare nella misura ritenuta più equa i suoi cittadini
e i suoi imprenditori. Senza aspettare due anni e soprattutto
senza fare tanta burocrazia per
ottenere un ristoro assolutamente modesto, che non paga
nemmeno le carte che bisogna
produrre. È venuto il momen-
Gildo Salton
me di energie alternative, soprattutto quelle rinnovabili,
naturalmente con un occhio alla salvaguardia dell’ambiente».
«Dopo il protocollo – ha aggiunto l’amministratore unico
dell’azienda regionale Veneto
Agricoltura, Corrado Callegari – partirà un tavolo tecnico
per approntare delle soluzioni
per Treviso. Ricordo che nel
Veneto ci sono 7 milioni di tonnellate di biomasse disponibito di andarci a prendere i soldi
delle nostre tasse e far restare
sul territorio e all’ente più vicino ai cittadini, il comune, le tasse che paghiamo. La nostra
proposta va esattamente in
questa direzione: basta con il
meccanismo della spesa storica, basato su dati di bilancio di
quarant’anni fa. Cominciamo a
ragionare per il nostro territorio e per i nostri cittadini. Una
parte dell’Irpef che noi paghiamo deve restare al comune».
Il movimento dei sindaci del
Veneto è nel pieno della propria attività: il 15 settembre incontrerà i parlamentari eletti in
Veneto e il 1º ottobre scenderà
a Roma con il “treno del federalismo”. In questi giorni sono
in corso le prenotazioni on-line di tutti i primi cittadini per
l’Eurostar che li porterà nella
capitale, dove hanno chiesto di
essere ricevuti dal presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi. Nei giorni scorsi, una riunione a Padova ha messo a punto la macchina organizzativa in
vista degli appuntamenti d’autunno.
CONTRIBUTI A CHI ESTIRPA VIGNETI
dall’Agricoltura LuIchecal ministro
Zaia ha firmato il decreto
prevede premi ai produttori che chiedono l’estirpazione
dei vigneti, come previsto dal
Regolamento Ocm dell’Unione
europea.
I viticoltori devono presentare
domanda entro il 15 settembre
di ogni anno agli organismi pagatori per ottenere i premi, decrescenti nel corso degli anni,
calcolati sulla base della resa
storica del vigneto.
li da animali e scarti agricoli e
che dei 28 impianti esistenti solo 12 operano con scarti agricoli».
Nel Trevigiano ci sono già alcuni impianti in via di sperimentazione, come per esempio a Fregona presso la scuola
elementare, le medie e la palestra, e nella Castellana per
fluenti zootecnici. Anche la
nuova sede provinciale al S.
Artemio è stata progettata per
ricavare energia dalle biomasse, insieme a 6 mila metri quadrati di pannelli solari, impianti fotovoltaici e geotermia
che la renderanno del tutto autosufficiente: «Nella Marca –
ha spiegato l’assessore provinciale all’Agricoltura, Marco
Prosdocimo – ci sono 24 mila
ettari, pari a un terzo del Veneto, che producono due tonnellate di sarmenti con umidità
per ettaro. Potremmo ricavare
energia pari a 21 milioni di litri di gasolio, che possono scaldare 10 mila appartamenti di
100 metri quadri l’uno. Non solo: risolveremmo anche i problemi degli agricoltori stretti
tra il divieto di non bruciare i
tralci e l’obbligo di stoccarli».
L’accordo si propone, in particolare, di fare il quadro della
situazione dello sviluppo delle
biomasse legnose nel territorio, individuando quali siano le
fonti, quali le quantità e quali
impianti da costruire.
Paola Fantin
Per l’Italia il
plafond stabilito per il triennio 2009-2001
è di 58 mila 435
ettari (su di un
totale di 730
mila 439, 72
mila dei quali
Luca Zaia
in Veneto).
Ogni singola regione non potrà
estirpare oltre il 10 per cento
della superficie a vigneto coltivata nel proprio territorio.
È MORTO L’EX
MINISTRO GAVA
enerdì 8
V
agosto è
mancato a
78 anni, dopo una lunga
malattia, l’ex
ministro Antonio Gava.
Anche se la sua figura è legata
al nome di Napoli, Gava, e il padre Silvio (13 volte ministro tra
gli anni Cinquanta e Sessanta),
erano nati a Vittorio Veneto. In
particolare, Antonio Gava, anche da ministro, saliva nella sua
casa di famiglia, nei pressi di
Meschio, per qualche ora di riposo. La sua presenza, in quelle occasioni, era segnalata dalla pattuglia dei carabinieri sotto casa.
Sette volte ministro (dai Rapporti col Parlamento, alle Poste
e Telecomunicazioni, dalle Finanze agli Interni), apparteneva alla corrente dorotea della
Democrazia cristiana, e fu ispiratore del patto tra Craxi, Andreotti e Forlani che fece nascere il cosiddetto “Caf ” negli
ultimi anni della prima Repubblica.
Nel 1993 su di lui si abbatte l’accusa di collusione con la camorra per le dichiarazioni di un
pentito. Fece tre giorni di carcere, e fu agli arresti domiciliari per 6 mesi. Dopo tredici anni arrivò per lui la definitiva assoluzione.
RICORDANDO HIROSHIMA E NAGASAKI
abato 9 agosto, “Beati i coSd’accoglienza
struttori di pace” e il “Centro
E. Balducci” di
Zuliano (Ud) si sono raccolti
davanti alla base Usaf di Aviano nel 63º anniversario dello
scoppio delle prime due atomi-
che in Giappone (il 6 agosto
1945 ad Hiroshima e il successivo 9 a Nagasaki).
«L’arma atomica è il nemico più
diabolico della vita» hanno sottolineato “Beati i costruttori di
pace”, ricordando inoltre che la
base di Aviano contiene
«ben 50 testate atomiche che, se colpite da un
nemico munito di altrettanta forza, potrebbero procurare nei primi dieci minuti di conflitto un milione e mezzo di morti nel Friuli e
nel Veneto orientale».
MS
Economia
31 agosto 2008
APERTO A CISON DI VALMARINO
Un canile per l’Ulss 7
stato inaugurato il primo riÈ
fugio per cani abbandonati a
servizio dei 28 comuni dell’Ulss
7. La struttura è stata realizzata in Cal della Pila a Cison di
Valmarino grazie a un finanziamento congiunto di Ulss (a carico del bilancio parte sociale)
e Regione. Il canile ha lo scopo
di accogliere e tutelare gli ani-
mali d’affezione al fine di prevenire il randagismo. La gestione del canile consortile è stata
affidata, per 15 anni, a Michela
Barel la quale gestisce, accanto
al canile, una pensione per cani. Il canile, la cui realizzazione
è stata seguita dal Comune di
Cison in qualità di comune capofila, è costituito da 12 box.
La convenzione che regola il
funzionamento della struttura
prevede che l’onere del mantenimento dei cani, dal momento della consegna fino all’affido,
o alla morte dell’animale, è a carico dei comuni alle seguenti tariffe giornaliere: per i cani di taglia medio-piccola (peso fino a
15 chili) 3 euro al giorno; per i
I DATI EXCELSIOR PER LA PROVINCIA DI TREVISO
INDICANO UN CAMBIAMENTO DI ROTTA
Servono laureati
U
nioncamere ha reso noti
i nuovi dati Excelsior e
l’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Treviso
ha elaborato i dati di previsione
sull’occupazione per la nostra
provincia, dove è previsto un saldo positivo di 1.570 nuove assunzioni. Più precisamente:
14.700 entrate, stagionali inclusi,
a fronte di 13.130 uscite.
Settore d’impiego
Il maggior aumento di posti è nel
settore dei servizi, soprattutto dal
credito e dai servizi alle imprese,
(2.750 entrate e 2.080 uscite); nell’industria (costruzioni incluse)
c’è un aumento di 520 posti, in
maggioranza nell’industria meccanica e nel legno-arredo.
Dimensioni dell’impresa
Sono le medie imprese (50 dipendenti e più) a prevedere il
maggior numero di entrate (quasi 7.000 su 14.700): oltre l’85% di
esse prevede di effettuare delle
assunzioni per il 2008.
Tipo di contratto
Se nel 2007 si registrava ancora
una prevalenza delle assunzioni
TESSARI: “UN BUON SEGNALE”
l dato più rassicurante che emerge dall’indagine – afferma Fe«le imprese
Iderico
Tessari, presidente della Camera di Commercio – è che
trevigiane hanno voglia di crescere e sono convinte che,
per competere sui mercati globali, occorrono risorse umane più preparate e più competenti. Per la prima volta, infatti, la domanda delle imprese di laureati e diplomati costituisce la maggioranza fra le assunzioni previste. Un cambio di rotta che conferma la determinazione
competitiva delle imprese trevigiane. Inoltre le imprese sono pronte a scommettere sui giovani di valore anche se offrono in prevalenza rapporti di lavoro a tempo determinato. Il 29% di questi, finalizzato alla prova di nuovo personale, quasi sempre si trasforma in un
contratto a tempo indeterminato. Le imprese, in particolare quelle
medie e piccole che esprimono l’intenzione di assumere, cercano la
qualità non la precarietà. Resta piuttosto da colmare il gap fra i fabbisogni di capitale umano di qualità espressi dalle imprese e il sistema della formazione».
a tempo indeterminato (45,7% sul
totale assunzioni), nel 2008 la situazione si ribalta: nelle imprese
diventa maggioritario, almeno
nelle intenzioni, l’orientamento
ad assumere a termine: il 46,4%
contro il 42,6% di assunzioni a
tempo indeterminato. A quota
8,7% si arresta il contratto di apprendistato (nel 2007 era al 10%).
Figure professionali
Aumenta il peso delle “profes-
sioni tecniche e ad elevata specializzazione”: tecnici dell’amministrazione e dell’organizzazione,
i tecnici dei rapporti con i mercati e gli specialisti e tecnici delle scienze ingegneristiche e matematiche. Stabile il gruppo dei
“lavori impiegatizi” ma diminuisce vistosamente la domanda di
personale di segreteria mentre
aumenta, in particolare, il personale addetto a funzioni logisti-
NUOVO PROTOCOLLO CON BANCHE E NOTAI
Mutui, aiuto dalla Provincia
venti di crisi finanziaria che
Inegli
spirano dal di là dell’Oceano,
Usa, preoccupano il mondo intero e anche Treviso che,
proprio per questo, ha deciso di
introdurre nuove agevolazioni
per chi accenda un mutuo sulla prima casa.
Meno burocrazia e costi notarili calmierati, dunque, per chi
effettua la surroga di un mutuo
da una banca all’altra. Questo
in sintesi il contenuto del Protocollo d’intesa firmato qualche
giorno fa tra la Provincia di Treviso, alcune delle banche operanti in Provincia di Treviso e il
Consiglio notarile della Marca,
rappresentato dal suo presidente Paolo Mammucari.
L’iniziativa segue il protocollo
già firmato dalla Provincia e le
banche stesse il 7 dicembre
scorso che di fatto anticipava, a
livello nazionale, il decreto Bersani e garantiva al cittadino numerose possibilità, come passare da un tasso variabile ad uno fisso o ridurre lo spread sul
tasso variabile, oppure allungare la durata del mutuo o avviare tutte quelle azioni che il singolo cittadino ritiene necessarie
per riuscire a pagare le rate del
mutuo e non perdere la casa ipotecata e altre ancora.
Ora vi saranno due nuovi vantaggi per i cittadini: minor burocrazia, perché per facilitare il
passaggio da una banca ad
un’altra ritenuta più conveniente dal cittadino e anche per
stabilire una modalità applicativa uniforme, si realizzerà un
unico atto sottoscritto a tre
(banca cedente, banca subentrante e cittadino), nel quale si
riepilogano tutti gli adempi-
menti per la rapida conclusione dell’operazione di surroga/portabilità; inoltre tariffe notarili ridotte ai minimi nazionali con costi a totale carico delle banche.
Questo intervento però, come
sottolineato dall’assessore al Bilancio Noemi Zanette, «non
dev’essere confuso con la manovra del ministro Tremonti,
che tende a garantire la costanza dell’importo della rata, definendolo sulla base della media
delle rate 2006, lasciando però
il sottostante tasso passivo variabile oscillare in aumento o in
diminuzione. Il che va bene se
i tassi diminuiscono, ma in caso di aumenti il cittadino corre
il rischio di trovarsi con un altro indebitamento per chissà
quanti anni. Con la nostra iniziativa, invece, gli permettiamo
cani di taglia medio-grande (peso superiore a 15
chili): 5 euro al giorno per
i primi 4 mesi di custodia,
4 euro al dì per i successivi 4 mesi, 3 euro a partire
dal nono mese.
Il canile è aperto per le visite dal
lunedì al sabato con i seguenti
orari: 9-11.30 e 16-18. Le foto
dei cani ospitati nella struttura
sono riportate anche nel sito
http://blog.libero.it/enpatreviso/.
Fino ad agosto 2008 nel territorio dell’Ulss 7 sono stati recuperati 399 cani, la maggior parche. In lieve aumento il gruppo
delle “professioni correlate alle attività commerciali e dei servizi”:
gli addetti alle vendite al minuto
e gli addetti ai pubblici esercizi.
Le professioni più richieste sono:
addetti alle rifiniture nelle costruzioni, meccanici montatori;
ebanisti, falegnami, addetti trattamento legno; operai specializzati nelle lavorazioni alimentari,
conduttori di catene di montaggio automatizzate e di robot industriali, operai addetti ai macchinari dell’industria tessile e dell’abbigliamento, addetti macchine per lavorazioni metalliche,
conduttori di veicoli a motore. In
calo il gruppo delle professioni
non qualificate.
Titoli di studio
Aumenta la domanda di laureati, dal 6,4% del 2007 al 10,8%. Ma
è l’intera domanda di lavoro trevigiana che conosce uno slittamento verso l’alto in termini di
titoli di studio richiesti. Anche
l’incidenza dei diplomati, infatti,
passa dal 39,4% al 42,1%. Dunque, per il 53% delle assunzioni
previste le imprese guardano alla fascia alta dell’istruzione. In
leggero aumento anche la domanda di personale con qualifica professionale regionale (dal
6,8% al 8,5%), apprezzata probabilmente per la formazione pratica che essa dovrebbe garantire
ai neo-assunti. In calo, invece, la
formazione professionale di Stato, titolo la cui incidenza passa
dal 10,2% al 7%.
7
te sprovvisti del microchip obbligatorio per legge. In particolare nel 2007 a Conegliano sono stati recuperati 69 cani, e 63
a Vittorio; quelli recuperati a
Miane, Pieve di Soligo e Codognè erano tutti senza microchip.
Ogni anno si stimano circa 3
mila microchippature nel territorio dell’Ulss 7 a fronte di un
numero molto superiore di animali presenti nel territorio.
Gli abbandoni nell’Ulss 7 sono
passati da 51 nel 1993 a 391 nel
2007, con un aumento quindi di
7 volte.
FUNGHI
Controlli a Pieve e
Conegliano
gni anno, in autunno, auOmentano
i casi di intossi-
cazione da funghi, spesso legati al consumo di funghi raccolti personalmente, confidando
in conoscenze non sempre approfondite o nella buona sorte.
Il Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione del Dipartimento di prevenzione
dell’Ulss 7 svolge da sempre un
servizio di controllo micologico con tecnici qualificati.
Anche quest’anno per favorire
la sensibilizzazione della popolazione sul tema viene svolto un servizio di controllo funghi ai privati, nelle sedi di Conegliano e Pieve di Soligo: a
Conegliano in via Maset 1, dal
lunedì al venerdì indicativamente dalle 8 alle 9.30 (per
concordare altri orari 0438663940, 663947); a Pieve in via
Lubin dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 9.30 (orari diversi allo
0438-664342, 664431).
Si ricorda che per raccogliere i
funghi è necessario munirsi di
apposito permesso (rilasciato
da comuni e Comunità montana, a seconda), e che i funghi
vanno trasportati in contenitori rigidi e aerati: i funghi presentati in borsette di nylon verranno distrutti.
RINEGOZIAZIONE DEI MUTUI, LE DATE
er chi invece il mutuo lo ha già contratto, la situazione è
P
diversa, relativamente alla rinegoziazione dei mutui per
l’acquisto, la costruzione, la ristrutturazione dell’abitazione principale.
Il 29 agosto 2008 è scaduto il termine entro cui banche e intermediari dovevano formulare ai clienti interessati la proposta di rinegoziazione, ovvero tre mesi dopo l’entrata in vigore del decreto legge 93 del 2008 che, all’articolo 3, ha introdotto la rinegoziazione dei mutui.
A partire dal 1º gennaio 2009, l’importo delle rate da versare sarà più basso per chi ha rinegoziato il mutuo, portandolo ad un tasso come quello medio del 2006, aumentando
la durata del mutuo per un numero di rate sufficienti a pagare la differenza creatasi con l’abbassamento della rata.
È giusto ricordare che può essere conveniente spostare il
mutuo da una banca all’altra, e questo spostamento (la cosiddetta surrogazione) – per legge – deve essere concesso
gratuitamente.
di ridurre per davvero il costo di
indebitamento se a tasso variabile e, in più, lo tuteliamo di
fronte all’eventuale ulteriore innalzamento improvviso e indefinito, nel tempo, dei tassi di interesse, mettendogli a disposizione anche l’alternativa del tasso fisso e, sempre, a condizioni
vantaggiose contrattate dalla
Provincia con le banche di giorno in giorno».
Per saperne di più, rivolgersi telefonicamente all’Ufficio mutui
prima casa (telefono 0422656418), presso il quale è ora
disponibile al giovedì mattina
anche un servizio di consulenza gratuita notarile.
Paola Fantin
31 agosto 2008
UNA ELEZIO
Trent’anni fa il conclave che ele
A
ALDO TOFFOLI RICORDA LE SUE PRIME IMPRESSIONI
Era lui, era sempre lui!
uando, quella sera del 26 aQ
gosto 1978, si diffuse per
Vittorio Veneto la notizia che
era stato eletto papa mons. Albino Luciani, la città fu come
percorsa da una scossa elettrica: la gente uscì per le strade, si
formarono dovunque capannelli vocianti, le campane si misero a suonare a distesa. I discorsi di tutti esprimevano insieme stupore, gioia, entusiasmo: e cominciò subito la gara
a citare episodi e parole del “nostro” vescovo, di cui non c’era
nessuno che non fosse stato a
suo tempo testimone.
Ma non erano pochi coloro che,
a Vittorio, sentirono dentro in
quel momento anche, come dire?, un filo di apprensione.
Erano soprattutto quelli che avevano assistito, il 10 gennaio
1959 (c’ero anch’io), all’ingresso di monsignor Luciani in diocesi di Vittorio Veneto come
nuovo vescovo.
Lì constatammo, perfino con una certa angoscia, che forse non
avevano torto coloro che avevano sollevato qualche obiezione alla nomina di monsignor
Albino Luciani a vescovo, a mo-
tivo della sua voce esilissima,
quasi impercettibile.
Di fatto, della sua prima omelia
nella Cattedrale di Vittorio Veneto, in pochi riuscimmo a intendere qualcosa di quello che
disse. Anche perché i microfoni e gli altoparlanti della chiesa,
nell’occasione, dettero una prova penosa.
All’uscita, ci scambiammo un
po’ tutti impressioni fatte di
sgomento e di perplessità. E non
bastarono del tutto a compensarle la gentilezza, il garbo, il
sorriso accattivante del nuovo
Pastore, e la naturale simpatia
che suscitavano. Nei giorni seguenti fu tutto un agitarsi di elettricisti e tecnici per mettere
gli impianti di amplificazione
del Duomo all’altezza della prova. E, a seguire, in tutte le chiese della diocesi si provvide con
sollecitudine al riguardo.
È da pensare che, i tecnici, abbiano lavorato bene. Perché di
lì in avanti i discorsi di mons.
Luciani riuscimmo ad ascoltarli senza particolari difficoltà.
Tanto che, col tempo, finimmo
col dimenticare il suo “difetto”.
Tanto che l’impressione comu-
ne era che la sua voce si fosse
rinsaldata (l’aria della Sinistra
Piave – disse qualche buontempone fanatico di qui – fa bene alle corde vocali).
Ma, la mattina della domenica
27 agosto, il giorno dopo l’elezione, nel momento in cui il
nuovo papa comparve sulla loggia di San Pietro per l’Angelus,
in molti di noi il ricordo di quell’episodio riemerse, e l’attesa
delle sue parole ci tenne col fiato sospeso.
Eravamo tutti là, davanti al televisore (credo che a Vittorio e
in tutta la diocesi ben pochi badassero ad altro, in quei momenti): e non valse certo a…
rassicurarci l’inquadratura iniziale con cui il papa ci fu presentato: un punticino bianco,
quasi sperduto entro la cornice
gigantesca della facciata della
Basilica vaticana.
Ma poi fu subito “primo piano”,
e lo rivedemmo con i suoi soliti occhiali, e il ciuffo ribelle, e il
suo sorriso, naturale e gioioso.
E suonò la sua voce, proprio
quella che conoscevamo, garbata, morbida, dolce, quella che
nel tempo ci aveva fatto perfi-
lle 19.19 del 26 agosto
1978 il cardinale Pericle Felici annunciò, dalla loggia della Benedizione della basilica di San Pietro, l’elezione a papa di Albino Luciani.
A tempo di record i 111 cardinali avevano scelto il successore di Paolo VI, mancato il 6 agosto: dall’“extra omnes” alla
fumata bianca passarono solo
25 ore e 48 minuti. Solo 4 votazioni per trovare l’accordo.
La candidatura di Luciani, che
aveva 65 anni ed era patriarca
di Venezia, si impose quando
divenne evidente che la maggioranza dei cardinali voleva
un papa dallo stile completamente nuovo, senza relazioni
con l’ambiente curiale; dopo
l’elezione lo stato d’animo che
no dimenticare il ruolo degli altoparlanti.
E le prime, indimenticabili parole, che stupirono il mondo,
per la loro disarmante semplicità: «Ieri mattina io sono andato alla Sistina a votare tranquillamente. Mai avrei immaginato quello che stava per succedere...».
Un tono dimesso, colloquiale.
Aveva davanti decine di migliaia
di persone, radio e televisione lo
mettevano in contatto con altri
milioni e milioni, ed egli parlava come se ne avesse davanti
due o tre e si confidasse con loro.
Era lui! Era sempre lui!
Quella voce, quel tono, perfino
certe espressioni di quel suo
breve discorso, ci suonavano
familiari. La realtà del grande
evento di quelle ore, che ancora ci rendeva confusi e increduli, ci si rivelò in quei momenti
con estrema nitidezza: il nostro
Vescovo era diventato Papa!
Aldo Toffoli
GIAN MARIA VIAN
MOSTRATO
PIUTTOSTO CHE DATO
n un editoriale il direttore delIl’Osservatore
Romano Gian
Maria Vian ha ricordato Luciani
paragonandolo a un altro pontificato altrettanto breve e promettente, quello di Leone XI, il
discepolo di Filippo Neri che nell’aprile del 1605 fu papa per meno di un mese: “ostensus magis
quam datus”, secondo la lapide
collocata sul sepolcro nella basilica vaticana, espressione poi applicata anche da Giovanni Paolo
II al suo predecessore nel primo
anniversario della morte. «Sì –
scrive Vian –, anche Giovanni
Paolo I fu “mostrato piuttosto che
dato” alla Chiesa e al mondo. Secondo una definizione che sintetizza il suo pontificato dal punto di vista storico, ma che più ancora lo inserisce nel misterioso e
provvidenziale disegno di Dio».
È MANCATO IMPROVVISAMENTE A 68 ANNI
DAL 1986 ERA VESCOVO DI BOLZANO-BRESSANONE
Mons. Egger, vescovo del dialogo
o scorso 16 agosto, alle
L
19.20, un infarto ha interrotto la vita del vescovo di Bolzano-Bressanone, monsignor
Wilhelm Egger. Dal momento
che il vescovo Egger non arrivava per cena, la sua perpetua
è andata a cercarlo e lo ha trovato senza sensi. La perpetua
ha subito avvisato il pronto soc-
corso. Il medico è arrivato immediatamente ma ormai non
c’era più nulla da fare. Monsignor Egger era nato a Innsbruck
il 14 maggio 1940. Nel 1944 suo
padre morì in guerra e lui, con
la madre e il fratello gemello
Kurt, si trasferì a Vipiteno. Assieme al fratello frequentarono
il seminario Vinzentinum a
Bressanone. Entrato nell’Ordine Cappuccino venne ordinato
sacerdote a Bressanone il 29
giugno 1965 insieme al fratello
gemello. La nomina a vescovo
di Bolzano-Bressanone arrivò
il 29 luglio 1986. Era delegato
per l’ecumenismo nella Conferenza episcopale triveneta e
presidente della Commissione
per la revisione della Bibbia cattolica tedesca.
La scomparsa di monsignor Egger lascia anche un grande vuoto nell’Assemblea sinodale del
prossimo ottobre: era un esperto e appassionato biblista e
proprio per questa sua preparazione il Papa gli aveva affidato il ruolo chiave di segretario
Chiesa
31 agosto 2008
ONE INATTESA
esse Albino Luciani al soglio pontificio
prevalse fra gli elettori fu una
gioia incontenibile.
Pochi minuti dopo l’“Habemus
Papam”, il nuovo papa si affacciò dalla loggia di San Pietro
per salutare e dare la benedizione ai 25 mila presenti e al
mondo collegato via tivù.
Scelse il nome di Giovanni
Paolo forse per combinare le
qualità progressiste e quelle
tradizionali di Giovanni XXIII
e di Paolo VI.
Qualche anno fa, l’allora cardinal Ratzinger disse alla rivista
“30 Giorni” che il nome di Luciani era affiorato in un incontro fra cardinali di lingua tedesca e brasiliana (Schröffer,
Koenig, Hoeffner, Bengsch,
Arns e Lorscheider): «Non volevamo decidere niente, ma so-
RITA TONEL ALL’UDIENZA
“Mi dica il suo nome,
non me lo ricordo”
uando l’allora cardinale
Q
di Venezia Albino Luciani è stato eletto papa, la nostra
diocesi aveva organizzato un
grande pellegrinaggio a Roma
per partecipare alla solenne
celebrazione. Aveva costituito anche una piccola delegazione, con la rappresentanza
di varie categorie di persone:
monsignori, preti, autorità,
laici; fra questi c’ero anch’io.
Al mattino, prima della cerimonia, il nuovo papa ha accolto in aule distinte i pellegrini di Venezia, Belluno e
Vittorio Veneto. Nell’aula riservata a noi ero stata invitata a prendere posto sul lato
destro della prima fila, vicino
alla porta da dove sarebbe entrato il papa. Mi è passato di
fronte, ho incontrato il suo
sguardo, l’ho visto da vicino!
Quando alla fine della breve
udienza le autorità si sono alzate per andare di persona a
salutarlo, io, che mi trovavo
poco distante da monsignor
Ghizzo, gli ho chiesto: «Posso venire anch’io?». «Certo!»,
mi ha risposto. Ho provato una gioia incontenibile per
quella meravigliosa e unica
opportunità che mi si offriva,
ma nello stesso tempo una
trepidazione altrettanto incontenibile per
non sapere come presentarmi
e cosa dirgli
quando mi sarei
trovata di fronte.
Forse, accortosi
del mio imbarazzo, mi ha accolto con un
sorriso disarmante, dicendomi: «Mi dica il
suo nome, io
non me lo ricordo!». Non poteva certo ricordarselo.
Da
quando era partito da Vittorio
Veneto non avevo avuto mai occasione di rivederlo. Fattami
speciale del Sinodo dei vescovi
sulla Parola di Dio.
Con «profonda emozione» il
Papa, grande amico del presule, lo ha ricordato in occasione
dell’Angelus del 17 agosto.
«Era pieno di vita: dopo aver ricevuto il dono del soggiorno di
papa Benedetto comunicava a
tutti la sua gioia incontenibile
come quella di un bambino –
ha ricordato il patriarca di Venezia Angelo Scola nell’omelia
del funerale celebrato il 21 agosto –. Abbracciandolo, dopo
l’Angelus di domenica 10, ho visto nel suo sguardo intenso riflettersi i sentimenti di tutti voi,
del popolo di questa splendida
terra. Vi ho letto dignità e ma-
gnanimità, frutti del vigore di
una storia ricca, anche se non di
rado travagliata, capace di fondere in unità popoli, tradizioni
e culture diversi».
I 22 anni di servizio episcopale
a Bolzano-Bressanone sono stati caratterizzati dall’impegno
per l’unità e la riconciliazione
(sul suo pastorale era iscritto il
vocabolo Syn, in italiano “Insieme”) e dal dono della Parola
di Dio: monsignor Egger l’aveva studiata a lungo e in profondità all’Istituto biblico di Roma
e l’ha poi profusa come maestro
in tante occasioni e specialmente nella scuola della Parola
che ha caratterizzato i primi anni di episcopato.
lo parlare un po’. Mi sono lasciato guidare dalla Provvidenza ascoltando i nomi e vedendo come si è formato un
consenso sul patriarca di Venezia. Ne fui molto felice. Avere come pastore della Chiesa
universale un uomo con quella bontà e con quella fede luminosa era la garanzia che le
cose andavano bene».
coraggio, più che il mio nome, gli ho detto: “Sono una
delle signorine di Casa diocesana, I.S. Ufd, Eccellenza!» (la
parola Santità non mi era familiare). «Adesso mi ricordo!
– mi rispose –. Me le saluti
tutte quando torna a casa».
«Eccellenza – ripresi –, ci aveva promesso che sarebbe
venuto in settembre in Casa
Cardinal Urbani a celebrare
per noi…!». «Ah, è vero! Dica
alle signorine che non vengo
non perché non voglio, ma
perché non posso!». Abbiamo
sorriso tutti e due.
Rita Tonel
9
IN GENNAIO IL 50° DELL’INGRESSO
IN DIOCESI
i stanno intensificando in
Sperquesti
giorni le celebrazioni
il 30º anniversario dell’elezione a papa di Albino Luciani
e della sua improvvisa morte,
ma è prossimo anche un altro
anniversario che interessa particolarmente la nostra diocesi:
il 50º del suo arrivo a Vittorio
Veneto come vescovo, avvenuto l’11 gennaio 1959. L’avvenimento sarà ricordato il prossimo gennaio con una serie di celebrazioni. Venerdì 16 gennaio
festa di San Tiziano, patrono
della diocesi, il vescovo Corrado farà una speciale commemorazione del suo predecessore monsignor Albino Luciani,
durante il tradizionale pontificale. Il giorno seguente, sabato
17 il pomeriggio si terrà un convegno sul tema “Mons. Albino
Luciani, vescovo del Concilio”.
Parlerà il professor Marco Vegottini, della Facoltà teologica
IERI MATTINA SONO
ANDATO ALLA SISTINA
A VOTARE...
l giorno successivo l’elezione
Ipapa
Luciani guidò, per la pri-
ma volta, la preghiera dell’Angelus. Questo il suo memorabile intervento.
«Ieri mattina io sono andato alla
Sistina a votare tranquillamente.
Mai avrei immaginato quello che
stava per succedere. Appena è
cominciato il pericolo per me, i
due colleghi che mi erano vicini
mi hanno sussurrato parole di
coraggio. Uno ha detto: “Coraggio! Se il Signore dà un peso, dà
anche l’aiuto per portarlo”. E l’altro collega: “Non abbia paura, in
tutto il mondo c’è tanta gente che
prega per il papa nuovo”. Venuto
il momento, ho accettato. Dopo
si è trattato del nome, perché
domandano anche che nome si
vuol prendere e io ci avevo pensato poco. Ho fatto questo ragionamento: papa Giovanni ha
voluto consacrarmi con le sue
mani, qui nella Basilica di San
Pietro, poi, benché indegnamente, a Venezia gli sono succeduto sulla Cattedra di San Marco, in quella Venezia che ancora
di Milano, cui seguirà un ricordo da parte di monsignor Francesco Taffarel, già segretario
personale del vescovo Luciani, e
il giornalista Nicola Scopelliti.
Domenica 18 ci sarà il pomeriggio una celebrazione eucaristica in Cattedrale presieduta
dal cardinale Giovanni Battista
Re (nella foto), prefetto della
Congregazione per i vescovi.
è tutta piena di papa Giovanni.
Lo ricordano i gondolieri, le suore, tutti. Poi papa Paolo non solo
mi ha fatto cardinale, ma alcuni
mesi prima, sulle passerelle di
piazza San Marco, m’ha fatto diventare tutto rosso davanti a 20
mila persone, perché s’è levata la
stola e me l’ha messa sulle spalle,
Io non ho né la
sapientia cordis di
papa Giovanni,
né la preparazione
e la cultura di papa
Paolo, però sono
al loro posto, devo
cercare di servire
la Chiesa
io non son mai diventato così
rosso! D’altra parte in 15 anni di
pontificato questo papa non solo a me, ma a tutto il mondo ha
mostrato come si ama, come si
serve e come si lavora e si patisce
per la Chiesa di Cristo. Per questo ho detto: “Mi chiamerò Giovanni Paolo”. Io non ho né la sapientia cordis di papa Giovanni,
né la preparazione e la cultura di
papa Paolo, però sono al loro posto, devo cercare di servire la
Chiesa. Spero che mi aiuterete
con le vostre preghiere».
L’incontro di Rita Tonel con Giovanni Paolo I
IL RICORDO DI PAPA BENEDETTO “UN PASTORE AMABILE E PIO”
uesta la lettera di cordoQ
glio scritta da papa Benedetto: “Non solo la diocesi di
Bolzano-Bressanone, ma anche
l’intera Chiesa ha perso con il
vescovo Wilhelm Egger, un Pastore tanto erudito quanto amabile e pio, che instancabilmente ha portato alla gente la
Buona Novella di Cristo, a lui
affidata in modo particolare
nell’ordinazione sacerdotale ed
episcopale. Ripetutamente ho
incontrato il vescovo Egger durante le mie permanenze estive
negli anni passati e in molte altre occasioni. Egli si è assai
prodigato per far sì che potessi
passare quest’anno le mie vacanze nello stupendo Alto Adi-
ge. Il vescovo Egger aveva un
rapporto profondo con la Sacra
Scrittura, che ha totalmente
pervaso e plasmato la sua vita.
So pure che per lui la celebrazione dell’Eucaristia costituiva
il momento centrale della vita
spirituale e che egli curava con
profondo senso pastorale la
messa domenicale con i fedeli
della diocesi. L’amore per la Parola di Dio e la santificazione
della domenica rappresentano
ora il testamento particolare
del vescovo Egger, che ogni
singolo fedele e le comunità
parrocchiali serberanno, così
che l’incontro con il Dio d’amore della Rivelazione costituisca il centro della loro vita. Il
suo esempio è un invito a ciascuno di noi ad aprirsi all’amore di Dio e a ricambiarlo con
impegno coerente per realizzare nella propria vita un’autentica sequela nell’amore”.
Mons. Egger era un esperto sciatore
10
Chiesa
31 agosto 2008
IL PAPA SULL’AMMINISTRAZIONE DEI SACRAMENTI
VIOLENZE PER MANO DEGLI INDÙ
“Da giovane
ero più severo”
Cristiani arsi vivi
a Kandhamal (India)
N
el corso della suo soggiorno a Bressanone
papa Benedetto ha incontrato i sacerdoti di quella
diocesi. Come ormai tradizione il Papa ha risposto, a braccio, ad alcune domande. Particolarmente interessante quella
rivolta da don Paolo Rizzi sull’amministrazione dei sacramenti. «Quando ero più giovane ero piuttosto severo – ha risposto il Papa –. Dicevo: i sacramenti sono i sacramenti della fede, e quindi dove la fede
non c’è, dove non c’è prassi di
fede, anche il sacramento non
può essere conferito. E poi ho
sempre discusso quando ero arcivescovo di Monaco con i miei
parroci: anche qui vi erano due
fazioni, una severa e una larga.
E anch’io nel corso dei tempi ho
capito che dobbiamo seguire
piuttosto l’esempio del Signore, che era molto aperto anche
con le persone ai margini dell’Israele di quel tempo, era un
Signore della misericordia,
troppo aperto – secondo molte autorità ufficiali – con i peccatori, accogliendoli o lasciandosi accogliere da loro nelle loro cene, attraendoli a sé nella
sua comunione.
Quindi io direi sostanzialmen-
te che i sacramenti
sono naturalmente
sacramenti della fede: dove non ci fosse nessun elemento
di fede, dove la prima comunione fosse soltanto una festa con un grande
pranzo, bei vestiti,
bei doni, allora non
sarebbe più un sacramento della fede. Ma, dall’altra
parte, se possiamo
vedere ancora una
piccola fiamma di desiderio
della comunione nella Chiesa,
un desiderio anche di questi
bambini che vogliono entrare
in comunione con Gesù, mi
sembra che sia giusto essere
piuttosto larghi. Naturalmente,
certo, deve essere un aspetto
della nostra catechesi far capire che la comunione, la prima
comunione, non è un fatto
“puntuale”, ma esige una continuità di amicizia con Gesù, un
cammino con Gesù. Io so che i
bambini spesso avrebbero intenzione e desiderio di andare
la domenica a messa, ma i genitori non rendono possibile
questo desiderio. Se vediamo
che i bambini lo vogliono, che
hanno il desiderio di andare, mi
sembra sia quasi un sacramento di desiderio, il “voto” di una
partecipazione alla messa domenicale... Direi quindi che, nel
contesto della catechesi dei
bambini, sempre il lavoro con i
genitori è molto importante. E
proprio questa è una delle occasioni di incontrarsi con i genitori, rendendo presente la vita della fede anche agli adulti,
perché dai bambini – mi sembra – possono reimparare loro
stessi la fede e capire che questa grande solennità ha senso
soltanto, ed è vera ed autentica
soltanto, se si realizza nel contesto di un cammino con Gesù,
nel contesto di una vita di fede».
el momento in cui andiaN
mo in stampa sono cinque
le vittime della violenza contro
i cristiani nel distretto di
Kandhamal in India. Il 25 agosto sono morti la missionaria
laica Rajani Majhi di 21 anni,
arsa viva mentre cercava di salvare gli ospiti di un orfanotrofio della missione di Bargarh, e
un uomo, anch’egli bruciato vivo, a Kandhamal.
Il 26 tre persone sono morte per
asfissia, mentre le loro case venivano bruciate da gruppi di radicali indù.
I cronisti parlano di chiese cattoliche e protestanti distrutte e
incendiate, case razziate e bruciate, villaggi assediati, scuole
assalite. Molte persone sono
fuggite nella foresta e non hanno cibo né riparo.
La persecuzione ha preso il via
dopo la morte del leader del
Vhp (Vishwa hindu parishad),
Swami Laxanananda Saraswati.
Per il suo assassinio la polizia
sospetta dei guerriglieri maoisti, ma i gruppi radicali indù –
in particolare un membro della Vhp, la signora Nivedita
Miyar Cuttak – hanno accusato i cristiani. In seguito a ciò, alcuni leader hanno cominciato
ad arringare folle di fanatici gridando slogan del tipo: «Uccidete i cristiani e distruggete le
istituzioni dei cristiani».
«Ciò che colpisce è che tale e-
SI ATTENDONO LE DECISIONI DELLA CORTE
COSTITUZIONALE E DELLA CORTE DI CASSAZIONE
Eluana Englaro è ancora viva
ggi è il 20 agosto 2008.
O
Quando questo scritto
sarà letto Eluana, forse (siamo
in moltissimi a sperarlo), sarà
ancora in vita. Perché dico questo? Perché una cosa è ormai
certa: tutto è stato detto sul suo
caso. Tutto e il contrario di tutto; ora la sua vita, il suo futuro,
sono appesi a due sentenze in
itinere: la prima, quella della
Corte Costituzionale, presso
cui Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, contro
la sentenza della Corte d’Appello di Milano, hanno sollevato conflitto di attribuzione, accusandola, in poche parole, di
essersi attribuita, con la sua
sentenza del 9 luglio scorso, il
potere di legiferare senza una
legge di riferimento. In poche
parole il padre di Eluana, Beppino Englaro, tutore della figlia,
essendo stato autorizzato dalla Corte d’Appello a sospendere l’idratazione e l’alimentazione, avrebbe ora il diritto di vita e di morte su di lei. Questo,
per quanto riguarda la prima
Privarla della
idratazione e della
alimentazione,
sarebbe
assoggettarla alla
eutanasia passiva:
una morte atroce
non voluta, ma
subita. È questo che
vogliamo?
sentenza. Non sono un giurista, ma penso proprio, e me lo
auguro, che la Corte costituzionale non avrà dubbi ad accogliere le istanze del Parlamento tutto.
Relativamente alla seconda
sentenza, essa ha come oggetto il ricorso che il procuratore
generale di Milano, Maria Antonietta Pezza, ha inoltrato alla Cassazione, sempre contro
la sentenza della Corte d’Appello di Milano, sollevando il
dubbio fondato che Eluana potrebbe essere cosciente.
Se Eluana fosse cosciente? Chi
può negarlo? Ecco, in presenza
di un tal dubbio, mentre la figlia è ancora in vita, sarebbe ancora lecito autorizzare il padre
di Eluana a ucciderla? Il dubbio del Procuratore generale di
Milano non è certamente di poco conto e penso che la Corte
di Cassazione non avrà remore a condividerlo, specialmente dopo che recenti studi medici, come quello del luminare
britannico Adrian M. Owen,
hanno dimostrato che l’utilizzo
della risonanza magnetica è in
grado di percepire coscienza
consapevole e residui processi
emozionali in pazienti in stato
vegetativo.
A questo proposito è bene precisare un concetto: non esiste lo
stato vegetativo permanente.
Dal punto di vista logico è impossibile e illogico affermarlo
a priori. Perché un risveglio è
sempre possibile; perché un risveglio non può essere escluso.
Lo stato vegetativo non è il coma irreversibile. È un’altra cosa. Non lo dico io, che non so-
Eluana Englaro
no un medico: lo dicono i medici che sanno bene qual è la
differenza tra il coma e lo stato vegetativo!
Per questo si parla di stato vegetativo (svp) dove quel p, non
significa permanente, ma persistente. È interessante leggere
su Zadig quanto la Multi-Society Task Force americana afferma: «Si può parlare di “stato vegetativo persistente” dopo
un mese dall’incidente, e di
“stato vegetativo permanente”
a 12 mesi dall’incidente».
Staremmo freschi se questi termini, fissati chissà quando, fossero oggi imposti. Su Avvenire di
sabato 2 agosto 2008 si dà notizia di un risveglio “incredibile” avvenuto dopo vent’anni di
buio. Per i medici che lo avevano in cura, Terry Wallis (il risvegliato) aveva una possibilità
su 300 milioni, di uscire dallo
stato vegetativo persistente
splosione di violenza sembrerebbe essere stata in qualche
modo già preparata. La reazione è stata, infatti, così metodica, quasi pianificata in anticipo,
pronta a scattare alla minima
scusa. Non comprendiamo come si possa usare il nome di Dio
per giustificare e praticare la
violenza» sottolinea monsignor
Pedro Lopez Quintana, nunzio
apostolico in India,
«Qui – aggiunge monsignor
Raphael Cheenath, arcivescovo
di Cuttack-Bubaneshwar (Orissa) – la maggioranza vorrebbe
eliminare la croce, ma essa ha
ormai radici molto profonde in
Orissa e il cancro del nazionalismo non prevarrà. La Chiesa
sarà luce per molte generazioni a venire».
Un appello “per porre fine ad ogni sopraffazione” è stato lanciato dalla Santa Sede.
(svp). Oggi il suo caso deve far
rivedere gli antichi dogmi sulle persone che si trovano in
condizioni simili alle sue.
Un’altra cosa dev’essere detta:
Eluana Englaro non è tenuta in
vita da macchine, né da terapie
speciali o da marchingegni
strani. Se così fosse, saremmo
veramente all’accanimento terapeutico. No, essa è tenuta in
vita dall’acqua e dal cibo: ovvero dall’idratazione e dall’alimentazione... e dalla sollecitudine materna di quattro suore
(oltre che dal personale infermieristico) che la amano come
una figlia. Tutti – suore, medici e infermieri – l’amano come
una figlia (fuorché suo padre,
che la vuole morta).
Un’ultima cosa. Senza la velleità di avviare un sondaggio ho
tuttavia l’impressione che molti, moltissimi cattolici pensino
che Eluana sia soggetta a un accanimento terapeutico incredibile, per cui condividono il
pensiero del padre. Ebbene
niente di tutto questo. Al contrario, privarla della idratazione e della alimentazione, sarebbe assoggettarla alla eutanasia passiva: una morte atroce non voluta, ma subita. Un
delitto autorizzato da una sentenza illegittima.
È questo che vogliamo?
Aldo Cappellotto
Oderzo
Chiesa
31 agosto 2008
11
SABATO 20 SETTEMBRE LE PRIME LEZIONI A TREVISO
ANCORA POSTI PER L’ESPERIENZA
DI VOLONTARIATO A SARMEOLA
Scienze religiose
apre il “nostro” istituto
Azione Cattolica e il Seminario propongono un’esperienza di
L
’
volontariato presso l’Opera della Provvidenza di Sarmeola, da
lunedì 8 (pomeriggio) fino a do-
S
i apre sabato 20 settembre
mattina, alle 8.30, per le
prime lezioni, presso il seminario di Treviso (piazzetta
Benedetto XI, 2) il nuovo Istituto superiore di scienze religiose che le diocesi sorelle di
Treviso e Vittorio Veneto hanno concordamente organizzato e che la Congregazione per
l’educazione cattolica ha ufficialmente eretto nel gennaio
scorso. Come è noto si tratta di
un istituto a livello universitario che offre, in particolare ai
fedeli laici, l’occasione preziosa di un corso di studi teologici serio e approfondito al termine del quale è possibile ottenere i titoli accademici, laurea breve e laurea magistrale,
che, tra l’altro, abilitano anche
all’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica.
Quanti sentono l’esigenza di una preparazione completa e di
una conoscenza precisa e approfondita dei contenuti del
credo cristiano, possono trovare nell’istituto il luogo adatto dove trovare ciò che cercano. L’istituto è rivolto in particolare a operatori pastorali che
intendano offrire un servizio
competente alla Chiesa nei vari ambiti loro richiesti, ma è aperto a chiunque abbia tempo
e passione per lo studio accademico della teologia. Questi
istituti, distribuiti a rete nel territorio di Veneto, Friuli e Tren-
ASPIRANTE NEL CONVENTO
FRANCESCANO DI BARBARANO
La “marcia” di Walter
a Marcia francescana, parL
tita da Vittorio Veneto, è diventata occasione per rincontrare, nella sua città, Walter
Casagrande. C’era anche lui tra
i 68 giovani di Veneto e Friuli
Venezia Giulia che si sono
messi in cammino per attraversare le strade delle diocesi
di Vittorio Veneto e di Treviso prima di raggiungere Assisi, il 2 agosto, insieme ai coetanei di tutta Italia.
Walter oggi ha 43 anni, è stato ragioniere, operaio, com-
merciante, volontario della
Croce Rossa, barelliere dell’Unitalsi, socio del Cai. Ora sta
percorrendo il cammino come
aspirante con i Frati Minori
presso il Convento di Barbarano Vicentino.
«Come appartenente al Cai –
afferma Walter – di chilometri ne ho percorsi tanti. Ma ora cammino per un altro scopo. Da tre anni ho una luce
dentro e desidero condividerla e trasmetterla agli altri. Partire da Vittorio Veneto, la mia
menica 14 settembre (dopo il pranzo). La proposta è per giovani (18
anni in poi).
Sono a disposizione ancora alcuni
posti. Per informazioni, rivolgersi
quanto prima a don Alessio Magoga (340.8563341).
UNITALSI: IN AUTUNNO PELLEGRINAGGI
A LOURDES, FATIMA E TERRA SANTA
tino, fanno tutti capo alla Facoltà teologica del Triveneto
con sede a Padova e raccolgono centinaia di iscritti nella
stragrande maggioranza laici.
Vi si accede come studenti ordinari avendo un diploma di
scuola superiore, ma è possibile partecipare anche nella forma di uditori ai corsi che più
interessano.
Per ogni informazione è possibile consultare il sito della
scuola (www.diocesitv.it/istitutosuperiore),
telefonare
(0422-324835), scrivere
([email protected])
o rivolgersi in Seminario a Vittorio Veneto (chiedere di don
Alberto Sartori, [email protected]).
e Unitalsi triveneta e nazionale organizzano pellegrinaggi a
L
Lourdes, Fatima e in Terra Santa. Chi lo desidera può partecipare all’esperienza giubilare a Lourdes con il pellegrinaggio nazio-
città dove c’è la mia prima famiglia, la mia prima casa, ha
un significato speciale. Qui c’è
il convento dei Frati Minori
che frequento da quattro anni. Attendo con trepidazione
l’arrivo ad Assisi, il convergere di tutte le marce, l’incontro
con migliaia di persone».
Una vocazione, quella di Walter, nata a Lourdes, passata attraverso il volontariato nella
Croce Rossa e le parole di un’amica che stava facendo servizio con lui in ambulanza. «Al
ritorno dal mio primo pellegrinaggio Lourdes con l’Unitalsi – racconta – è cresciuto
in me qualcosa di nuovo che
mi ha portato a fare la scelta di
lasciare, un po’ come il pellegrino che parte sapendo a che
cosa rinuncia e si incammina
verso una meta più grande. Avevo confidato ciò che prova-
vo a una mia amica della Croce Rossa che un giorno mi ha
detto: “io conosco chi può aiutarti” e mi ha portato qui al
Convento di San Francesco.
Non mi manca la vita di prima
– spiega –. Si tratta di vivere la
libertà da tutto, dagli affetti,
dalla sicurezza economica...
Ora capisco che cosa significa
ancorare la propria vita sulla
roccia che è il Signore».
Quello di Walter è un po’ il
messaggio che il padre provinciale, frate Bruno Miele, ha
affidato ai giovani: «Vi auguro
che questo cammino vi faccia
capire che è decisivo per ogni
discepolo scoprire che Gesù è
il Signore della sua vita e che
ciascuno di noi è chiamato a
portare la novità del Vangelo
nel mondo».
Alla partenza c’era poi un altro giovane vittoriese, Andrea
Tonon. Lui i chilometri della
Marcia Francescana li ha percorsi nel 2005 ed è stato naturale unirsi per un po’ agli altri
e augurare loro “buon cammino”.
Gerda De Nardi
cattolici ed ebrei, martiri della libertà e della fede. Significativa pure la visita alla città di
Monaco con i suoi monumenti e l’ultima tappa al Castello
delle fiabe di Ludwig a Neuschwanstein e dopo la celebrazione nella piccola e meravigliosa chiesetta di San Gior-
gio di Schwangau.
Siamo tornati arricchiti delle
testimonianze di fede e di arte di quest’angolo meraviglioso d’Europa con le sue radici
cristiane facendo nostre le
tappe del viaggio apostolico di
Benedetto XVI nel 2006 e aiutati da Walter Arzaretti sulla
figura e l’opera del beato padre
Marco d’Aviano apostolo dell’atto di dolore perfetto e taumaturgo in questa terra tedesca, seguito nei suoi viaggi
missionari da folle immense e
richiesto più volte come consigliere dei prìncipi di Baviera.
Don Brunone De Toffol
nale. Il treno partirà il 28 settembre per rientrare in Italia il 4 ottobre. Chi invece sceglierà l’aereo viaggerà dal 29 settembre al 3 ottobre.
Due le possibilità di scelta anche per il pellegrinaggio a Fatima organizzato dall’Unitalsi triveneta. Partendo in aereo da Venezia l’esperienza si compirà dal 18 al 22 ottobre. A Fatima verrà effettuata la visita al santuario delle apparizioni, al museo e la partecipazione a liturgie e celebrazioni eucaristiche. Un’intera giornata sarà
invece dedicata alla visita di Lisbona, oppure di Bathala, Alcobaca
e Nazarè oppure, a scelta, di Coimbra. Il treno partirà invece il 15
ottobre e ritornerà a casa il 23 ottobre. Due giorni saranno dedicati alla sosta a Lourdes per compiere il cammino giubilare.
Sempre l’Unitalsi triveneta organizza infine tre pellegrinaggi in
Terra Santa, con partenza in aereo da Verona. Le date scelte sono:
dal 6 al 13 novembre, dal 13 al 20 novembre e dal 20 al 27 novembre.
Per informazioni e iscrizioni rivolgersi all’Unitalsi di Vittorio Veneto (telefono 0438-940383) oppure ai referenti di zona.
Walter Casagrande
PELLEGRINAGGIO DIOCESANO IN BAVIERA
al 18 al 20 agosto 48 pelD
legrini delle diocesi di Vittorio Veneto, Belluno-Feltre e
Concordia-Pordenone hanno
pregato nel cuore della Baviera, terra di papa Ratzinger. La
prima sosta al Santuario della
Madonna Nera di Altotting,
uno dei cinque santuari più
frequentati d’Europa, dove accorrono i fedeli di tutta la Germania del sud e il piccolo Joseph andava spesso in pellegrinaggio con i genitori, il fratello e la sorella, vi andava poi
spesso come vescovo di Monaco e Frisinga con i fedeli e
tantissimi devoti. È un luogo
straordinario di silenzio, dove
accorrono tanti giovani. Lo
frequentano più di un milione di pellegrini all’anno per
chiedere aiuto e protezione alla Madonna delle Grazie. Ab-
biamo fatto sosta alla casa natale del Papa a Marktl am Inn
e pregato nella chiesa dove è
stato battezzato il 16 aprile
1927. Nella Cattedrale di San
Pietro a Ratisbona (Resensburg), città stupenda e ben
conservata con i suoi palazzi e
le sue torri, abbiamo potuto
celebrare la messa. Qui l’allora arcivescovo e cardinale Ratzinger ha insegnato all’Università e ne è stato vicerettore. Al campo di concentramento di Dachau abbiamo riflettuto sulla barbarie nazista
e pregato per la pace in Europa e nel mondo. Uno dei pellegrini ha potuto avere alcuni
dati sul suo giovane zio Mariano Costacurta morto in
questo luogo di sterminio assieme a tanti altri uomini,
donne e bambini, sacerdoti
12
Chiesa
31 agosto 2008
QUATTRO GIOVANI CON DON BELLOTTO IN COLOMBIA
DIACONI: RITIRO ESTIVO DEDICATO
ALLA PREGHIERA EUCARISTICA IV
Le ferie trascorse
con padre Dino
al 7 al 10 agosto i diaconi
D
vittoriesi insieme con i
candidati si sono riuniti al Cen-
I
l desiderio di comprendere e
“vivere” da vicino un progetto nato e sviluppatosi in
un quartiere disagiato di Bogotà
con l’unico intento di dare aiuto a persone malate e speranza
a giovani e bisognosi e la voglia
di conoscerne il fondatore padre Dino De Zan, la curiosità
nei confronti di una realtà diversa e per alcuni aspetti diametralmente opposta rispetto
alla nostra, il voler condividere
momenti delle giornate con la
gente del posto e la certezza che
questo viaggio avrebbe rappresentato un’avventura unica, costruttiva e significativa per le
nostre vite: queste le principali
motivazioni che ci hanno spinti ad aderire alla proposta del
Centro missionario diocesano
con gli incontri di “Estate con…”
di partecipare ad un’esperienza
di condivisione al Centro San
Camilo a Juan Rey, periferia di
Bogotà in Colombia.
Precedentemente il gruppo, formato da Eleonora e Michele di
Godega, Elsie di Conegliano, Lisa da Col San Martino e don Adriano, ha incontrato padre Dino De Zan e Ezio Tonon, suo
amico e collaboratore nel centro per alcuni anni, che ci hanno introdotto l’organizzazione e
l’operato del centro e il contesto
sociale nel quale è inserito.
Giovedì 31 luglio, arrivati all’aeroporto di Bogotà, siamo
stati accolti da padre Dino e Fabiola, suo braccio destro, che ci
hanno accompagnati al Centro
San Camilo situato a circa quarantacinque minuti dal centro
città. Sin da subito abbiamo
percepito un clima familiare di
serenità e affetto: abbiamo incontrato parte del personale del
centro medico e di formazione
che ci hanno accolti gioiosamente e abbiamo ricevuto un
caldo benvenuto dai ragazzi frequentanti i corsi.
Nel corso delle nostre giornate
abbiamo vissuto e conosciuto
diverse situazioni e persone.
Partecipando allo svolgersi di
alcune lezioni proposte dal
Centro di formazione ci è stato
possibile scambiare parole e
sorrisi con ragazzi e insegnanti e condividendo i momenti di
preghiera comunitari abbiamo
abbracciato la gente del posto e
incrociato sguardi disorientati
ma comunque fiduciosi. Ricordiamo con particolare commozione la visita ad un asilo, organizzato in un’abitazione privata di una signora, e le poche ore trascorse distribuendo pasti
nella mensa comunitaria. Dob-
UN MANUALE DI CARNELOS
SULL’USO DELLA PEDALIERA
Solo pedale
l titolo può sorprendere e anIsoleche
incuriosire il lettore: due
parole che fanno pensare
subito a qualche cosa di puramente tecnico-funzionale.
Ma in realtà non è così.
Infatti si vuole attirare l’attenzione su una caratteristica propria dell’organo, giustamente
definito il “principe degli strumenti musicali”.
È noto che una delle sue prerogative è anche quella di offrire
la possibilità all’organista di
sprigionare una varietà di suoni non solo con il tocco delle
dita sulla tastiera/e, ma pure
con i piedi che premono abilmente su un’apposita pedaliera: struttura già in uso fin dal
XIV secolo, per merito del
fiammingo L. Van Verbecke
che ne sarebbe l’inventore.
Poiché le vicende dell’arte in genere sono sempre mobili, ecco
che pure nel campo dell’organaria ha avuto origine un secolare cammino di tradizione,
tecnologia, metodologia, didattica, eccetera, che non si
possono ignorare.
L’uso degli strumenti musicali
di qualsiasi genere richiede
sempre particolari doti di natura, lunga preparazione e un
continuo esercizio.
Ciò soprattutto, direi, in riferimento all’organo, date le numerose prestazioni che offre
per poter eseguire quel vastissimo patrimonio di sublimi
composizioni ad esso esclusi-
biamo un ringraziamento sentito a padre Dino e Fabiola che
ci hanno fatto vivere la loro
quotidianità permettendoci di
sentirci particolarmente vicini
alla gente.
Prima di partire, ci era difficile
ipotizzare come sarebbe stata
la nostra permanenza presso il
centro... Avevamo solo una gran
voglia di scoprire una nuova
realtà. Nei pochi giorni trascorsi a Juan Rey abbiamo incontrato persone semplici e generose, conosciuto il loro desiderio di riscatto, incrociato
sguardi profondi e curiosi di
bambini, visitato cittadine tipiche e meravigliose, apprezzato
la generosità, l’umiltà e la perseveranza di padre Dino e gli
splendidi risultati del suo lavoro. Ed è per questo che ora siamo certi che ogni aspettativa sarebbe comunque risultata inferiore rispetto alla grandezza di
quanto abbiamo vissuto e provato, all’accoglienza e all’affetto
ricevuti.
Eleonora per il gruppo
di quarant’anni fa, è un altro
monumento speculare al primo, proprio per la sua costrutro di spiritualità “Papa Luciazione e profonda spiritualità.
ni” in località Santa Giustina
Riportare ora tutto quello che
Bellunese, per celebrare, sotto
don Adriano ci ha detto e illula direzione del loro assistente
strato su questa preghiera non
don Adriano Dall’Asta, il loro
è possibile, tanta è la dovizia di
annuale ritiro spirituale. Era
aspetti, di immagini, di forme,
presente anche monsignor
di suggerimenti che da essa
Giacinto Padoin, nella sua vepromanano. Ripeto: una preste di direttore del Centro di
ghiera recente, ma architettoformazione al diaconato pernicamente ben impiantata, la
manente.
cui struttura riposa su solidisL’intervento e la partecipaziosime basi bibliche. Prima di
ne del vescovo Corrado ha imleggerla va meditata, pregata,
presso a questo ritiro una noanalizzata con cura; solo così
ta di autenticità per le parole da
essa diventa parlante.
lui pronunciate sia durante il
Qualcuno, giustamente, potrà
convegno, sia alla celebraziopensare: «Ma di cosa si preocne della messa prefestiva. La
cupa un diacono, se questa
sua partecipazione alla frugapreghiera egli mai la dirà?».
le nostra cena comunitaria ha
Giustissimo, ma come il Caconcluso la sua visita. Il tema
none Romano, quando lo sensu cui abbiamo a lungo riflettiamo leggere dal celebrante, ci
rapisce, ci
COSÌ INIZIA LA PREGHIERA EUCARISTICA IV: sequestra,
ci impediNoi ti lodiamo, Padre santo,
sce di diper la tua grandezza:
strarci altu hai fatto ogni cosa con sapienza e amore.
trettanto
A tua immagine hai formato l’uomo,
questa IV
alle sue mani operose hai affidato l’universo
preghiera
perché nell’obbedienza a te, suo creatore,
eucaristiesercitasse il dominio su tutto il creato.
ca.
E quando, per la sua disobbedienza,
Don Al’uomo perse la tua amicizia,
driano ce
tu non l’hai abbandonato in potere della morte,
l’ha illuma nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro, strata, seperché coloro che ti cercano ti possano trovare.
zionata,
miniata e
tuto durante questo ritiro, “La
ora anche noi che non celepreghiera eucaristica IV”, mabriamo, e i laici che pur essi
gistralmente sviluppato da don
non celebrano, tutti noi, uomiAdriano, condiviso da monsini e donne, possiamo ascoltargnor Padoin, è stato molto apla come una magnifica storia
prezzato anche dal Vescovo.
attualizzata della Redenzione.
Due parole su questo tema.
Sì, il sapore antico è conservaMentre le altre preghiere euto, ma sa di oggi. Se il Canone
caristiche, specie la prima,
Romano ci rinvia alle fondaconsiderata un monumento
menta della Chiesa, questa IV
per la sua antichità e il suo conpreghiera eucaristica ci spinge
tenuto, e la seconda e la terza,
invece al futuro escatologico
antiche e ricche pur esse di
presente nell’oggi dilatato al
grande spiritualità, la IV, pur
domani.
Il diaconato vittoriese
essendo stata prodotta meno
vamente finalizzate.
Gli allievi della scuola d’organo nei conservatori o altri istituti musicali dispongono di vari metodi didattici per imparare l’uso corretto della pedaliera dello strumento. Ne ricordo,
per esempio, due fra i più usati: quello del maestro F. Germani e l’altro del maestro G.
Centemeri.
Ma il problema rimaneva irrisolto a causa del diverso indirizzo tecnico-artistico usato in
epoche successive da varie e
importanti scuole di musica
sviluppatisi in Europa nel secondo millennio.
Di tale problema s’è fatto carico – direi con coraggio – il
maestro Sandro Carnelos (nella foto) con una recente pubblicazione, frutto di lunga esperienza.
Essa, nel suo genere, risulta
persino una novità utile, in primo luogo agli allievi organisti
impegnati ad acquisire una tecnica aggiornata, a servizio di un
linguaggio filologico da usare
interpretando i vari repertori
di musica ereditati dal passato.
Consultando i due capitoli della pubblicazione: Bibliografia
musicale - Essenziale… teoria e
pratica, un organista coscienzioso è tentato di scoraggiarsi,
per il grado di professionalità
che gli viene prospettato e richiesto.
Con riferimento al nuovo manuale composto dal maestro
Sandro Carnelos, ben opportunamente Massimo Nosetti ricorda un vecchio saggio detto
che recita “Il più comprende il
meno”: un principio di filosofia pratica che richiede di essere compreso ed attuato il più
possibile da un professionista
serio.
In tutti i campi dell’umana attività, compresa l’arte in generale, non c’è niente di più deleterio della mancanza di metodo: cioè della superficialità, faciloneria, presunzione, dilettantismo, eccetera.
Il maestro Sandro Carnelos si
preoccupa di creare nei giovani organisti questa coscienza,
spronandoli a studiare seriamente, al fine di acquisire una
solida preparazione di base, in-
dispensabile per suonare decorosamente l’organo: anche senza prefiggersi di diventare concertisti di fama.
Sinceramente mi auguro che la
pubblicazione dell’amico maestro Sandro Carnelos trovi
molti lettori desiderosi di accedere al mondo misterioso
delle sonorità dell’organo.
Questa macchina di alta perfezione tecnica – come si esprime Corrado Moretti – che l’uomo si costruì perché stimolata
da impulsi intelligenti, trasformasse l’energia acustica in voce musicale e in creazione artistica.
Rino Bechevolo
Chiesa
31 agosto 2008
Cristiani convinti
o simpatizzanti?
Domenica 31 agosto - XXII
del tempo ordinario - anno A
Ger 20, 7-9; Sal 62; Rm 12, 12; Mt 16, 21-27
Ha sete di te, Signore, l’anima mia
Seconda settimana del Salterio
G
esù – lo possiamo facilmente intuire! – aveva al suo seguito
molte persone: molti si dicevano discepoli di quel maestro che predicava bene tanto da avere folle che lo ascoltavano, di quell’uomo
che sapeva fare miracoli, oggi diremmo... di quella celebrità che egli rappresentava.
Nel Vangelo di questa do-
menica (Mt 16, 21-27), però,
Gesù sembra compiere una
scrematura di tutti quelli che
gli andavano dietro e lo fa, come ci dice il Vangelo al versetto 21, dopo aver ricevuto la
confessione da parte di Pietro
che lo aveva indicato come il
Cristo, il Figlio del Dio vivente (Mt 16, 16). Il Cristo doveva soffrire e venire messo a
morte. In una parola: doveva
subire una fine ingloriosa con
un esito che non era degno di
un Maestro come Lui. Pietro,
uomo dal carattere probabilmente impulsivo, lo rimprovera, dicendogli: “Dio te ne
guardi, Signore!” (Mt 16, 22).
Noi, se fossimo stati al posto
di quel discepolo, probabilmente... avremmo avuto la
stessa reazione! La croce che
è riservata al Maestro e che è
la condizione per ogni uomo
che voglia essere suo discepolo (Mt 16, 24) ci spinge a
verificare la nostra fede e a
chiederci se siamo cristiani
convinti o più semplicemente... simpatizzanti. Gesù tante volte rischia di diventare
un idolo: tanto grande quando fa i miracoli quanto fastidioso quando ci invita a
prendere la nostra croce, tanto esaltante nelle grandi celebrazioni, quanto avvilente
nei momenti in cui lo preghiamo soli nella nostra stanza o nelle nostre solitudini.
Quando non ero ancora prete vedevo il sacerdozio come
un sogno, appena ordinato
vedevo il mio essere prete come qualcosa di esaltante, ora, dopo quattro anni, il sacerdozio mi appare soprattutto come fedeltà, costanza
a prendere la croce ogni giorno e ad andare dietro al Maestro. Diciamoci la verità, essere cristiani non è sempre
bello, esaltante: per andare
dietro al Cristo bisogna saper perdere, saperci giocare
con una sottile, ma grande
convinzione... che la vittoria
è assicurata!
Don Federico De Bianchi
13
Domenica 31 agosto: Celebra la messa al Bosco delle Penne Mozze di Cison (ore 10). Celebra messa con processione mariana a
Vazzola (ore 20).
Lunedì 1 settembre: A Treviso partecipa al convegno della Fism.
Celebra la messa a Santa Lucia di Piave (ore 20).
Mercoledì 3 settembre: Celebra la messa a Parè (ore 20.30).
Domenica 7 settembre: Celebra messa e cresime a San Fior di
Sotto (ore 9) e ad Albina (ore 11).
NOMINE
Corrado ha disposto le seguenti nomine:
IDonl vescovo
Luigi Cescon, già in servizio pastorale fra gli emigranti italiani in Germania, è nominato Arciprete di Ogliano
Mons. Antonio Pianca, già missionario “fidei donum” in Brasilediocesi di Caetité, è nominato Parroco di Fratta di Caneva
Don Pierluigi Cesca, già padre spirituale del Seminario vescovile
e della Comunità vocazionale, nonché già Assistente diocesano
dell’Azione cattolica-settore Giovani, è nominato Parroco di Bagnolo
Mons. Romano Nardin, già Arciprete del Duomo di Conegliano
e Parroco di Costa di Conegliano, è nominato Parroco di Ghirano e Villanova di Prata di Pordenone
Don Gianpietro Zago, in cura d’anime a Rolle di Cison di Valmarino, è nominato Amministratore parrocchiale di Valmareno
Don Alberto Dalla Cort, già Vicario parrocchiale del Duomo di
Pieve di Soligo, è nominato Mansionario-Vicario parrocchiale
della Cattedrale di Vittorio Veneto
DIALOGO DI LUCIANI CON UN CHIERICHETTO
La grande virtù
dell’umiltà
obbiamo sentirci pic“Quando
Dcoli
davanti a Dio.
io dico: Signore io
credo; non mi vergogno di
sentirmi come un bambino
davanti alla mamma; si crede
alla mamma; io credo al Signore, a quello che Egli mi ha
rivelato. I comandamenti sono un po’ più difficili, qualche volta tanto difficili da osservare; ma Dio ce li ha dati
non per capriccio, non per
suo interesse, bensì unicamente per interesse nostro.
Uno, una volta, è andato a
comperare un’automobile dal
concessionario. Questi gli ha
fatto un discorso: guardi che
la macchina ha buone prestazioni, la tratti bene, sa? Benzina super nel serbatoio, e,
per i giunti, olio, di quello fino. L’altro invece: Oh, no, per
sua norma, io neanche l’odore della benzina posso sopportare, e neanche l’olio; nel
serbatoio metterò spumante,
che mi piace tanto e i giunti
li ungerò con la marmellata.
Faccia come crede; però non
venga a lamentarsi, se finirà in
un fosso, con la sua macchina! Il Signore ha fatto qual-
cosa di simile con noi: ci ha dato questo corpo, animato da
un’anima intelligente, una buona volontà. Ha detto: questa
macchina vale, ma trattala bene.
Ecco i comandamenti. Onora il
Padre e la Madre, non uccidere, non arrabbiarti, sii delicato,
non dire bugie, non rubare... Se
fossimo capaci di osservare i
comandamenti, andremmo meglio noi e andrebbe meglio anche il mondo. Poi c’è il prossimo... ma il prossimo è a tre livelli: alcuni sono sopra di noi,
alcuni sono al nostro livello, altri sono sotto. Sopra ci sono i
nostri genitori. Il catechismo
diceva: rispettarli, amarli, obbedirli. Il Papa deve inculcare
rispetto ed obbedienza dei figli per i genitori. Mi dicono
che qua ci sono i chierichetti
di Malta. Venga uno, per favore... I chierichetti di Malta,
che, per un mese, hanno fatto
servizio in San Pietro. Allora,
tu come ti chiami? - James! James. E, senti, sei mai stato
ammalato, tu? - No. - Ah, mai?
- No. - Mai stato ammalato? No. - Neanche una febbre? No. - Oh, che fortunato! Ma,
quando un bambino è ammalato, chi è che gli porta un po’
di brodo, un po’ di medicina?
Non è la mamma? Ecco. Dopo tu diventi grande, e la
mamma diventa vecchia, e tu
diventi un gran signore, e la
mamma poverina sarà a letto
ammalata. Ecco. E allora chi è
che porterà alla mamma un
po’ di latte e la medicina? Chi
è? - Io e i miei fratelli. - Bravo!
Lui e i suoi fratelli, ha detto. E
questo mi piace. Hai capito?
Mercoledì 6 settembre 1978 Papa Luciani tenne una memorabile udienza. Ne riportiamo un
ampio brano.
Papa Luciani dialoga con il chierichetto James
Don Luca Martorel, già Vicario parrocchiale del Duomo di Motta di Livenza, è nominato Educatore presso il Collegio vescovile
“Balbi-Valier” di Pieve di Soligo e Vicario parrocchiale del Duomo di Pieve di Soligo
Don Alberto Botteon, è nominato Vicario parrocchiale del Duomo di Pieve di Soligo
Don Yuri Boz, è nominato Vicario parrocchiale del Duomo di
Motta di Livenza
BREVI CHIESA
Assemblea di avvio dell’Anno pastorale
Venerdì 12 settembre alle 20.30 nell’aula magna del Seminario
di Vittorio Veneto il vescovo Corrado presiede l’assemblea di
avvio dell’Anno pastorale. Verrà presentato il tema del Piano
pastorale: “Chiamati a riscoprire e vivere la dignità battesimale:
figli nel Figlio e fratelli nella Chiesa.
Esercizi spirituali all’Oasi Santa Chiara
Dalle 17 di martedì 2 al pranzo di venerdì 5 settembre all’Oasi Santa Chiara in Conegliano don Roberto Battistin guida un corso di esercizi spirituali sul tema “Vivere da risorti”. Informazioni e iscrizioni allo 0438-23687.
La Caritas per la Georgia
Anche la Caritas della diocesi di Vittorio
Veneto si mette in moto per l’aiuto agli oltre 70 mila profughi in Ossezia del Nord
(Russia) e a Tbilisi capitale della Georgia,
prime vittime del conflitto di agosto. Costretti a fuggire dalle loro case, si sono rifugiati nei campi profughi. Dove già ricevono l’assistenza di Caritas internationalis.
«I profughi sono fuggiti dalle case senza
portare nulla con sé. Hanno bisogno di tutto, dal cibo alle medicine, ai vestiti», raccontano a Caritas italiana
don Alexander Pietrzyk, direttore di Caritas Russia, e Sergey Basiev, direttore della Caritas diocesana di Vladikavkaz, in Ossezia del
Nord.
Le offerte con causale “a favore dei profughi del Caucaso” si possono versare alla nostra Caritas (che le trasmetterà a Caritas italiana) sul conto corrente postale 10255313 o sui conti presso la
Banca della Marca di San Giacomo (Iban: IT 22 W070 8462 190C
CO12 1320 740) o la Unicredit di Vittorio Veneto (Iban: IT 41X
02008 62195 000004167988).
14
31 agosto 2008
CONCERTI IN ALTAMARCA
Recital
pianistico
di Enrique
Batiz
ltimi appuntamenti estivi
U
per il festival internazionale Concerti in Altamarca. Al
Castello di San Martino a Vittorio Veneto venerdì 29 agosto
ascolteremo un recital pianistico di grande spessore interpretato da un direttore d’orchestra tornato al suo primo amore, il pianoforte, come prima
di lui Liszt, Brahms, Fischer:
Enrique Batiz. Messicano, dopo una brillante carriera pianistica si era dedicato alla direzione d’orchestra, incidendo
per la Bbc di Londra con la
Royal Philarmonic Orchestra e
diventando direttore stabile
dell’Orchestra Sinfonica di Stato del Messico. Come concertista ha vinto diversi premi nei
maggiori concorsi pianistici europei ed è tornato al piano con
l’esperienza musicale data dalla sua più che trentennale carriera direttoriale e con la capacità di ricreare al pianoforte la
policromia della tavolozza sonora orchestrale. Il programma
è di grande livello: dalla sonata
MOSTRA E LIBRO SUI PELLEGRINI A TEMPIO
Via Turonensis
“D
io è una parola, il
rame dei Cieli è una parola… la divinità pura che non ha mai avuto né forma né figura. Oltre la parola non ci resta che
il simbolo per definire la presenza di Dio”. Con queste parole il teologo e filosofo tedesco Meister Eckhart definiva
l’importanza del valore simbolico nell’epoca medievale.
In fondo in questo periodo
viene dato corpo a concetti
teologici in modo che i popoli e i viandanti possano trarne
una lezione. Ogni uomo,
guardando questi simboli dell’arte cattolica, trovava esplicate nozioni non comprensibili nel linguaggio scritto.
Questo si manifestava nei
grandi cicli d’affreschi, ma anche nella maestosa architettura e negli ornamenti. Spesso questi luoghi erano siti lungo le grandi vie di pellegrinaggio e accompagnavano un
procedere fisico e spirituale.
A tali tematiche è dedicato il
libro Via Turonensis. Aspetti
simbolici nell’iconografia roma-
Gli aspetti simbolici
nell’arte medievale, le
chiese di
pellegrinaggio, i luoghi
di miracoli, le magioni
templari rivivono grazie
agli interventi di Luigi
Marson, Gino
Ronchese e Simone
Menegaldo
nica lungo vie di pellegrinaggio,
a cura di Luigi Marson. Il volume verrà presentato in occasione dell’omonima mostra
che aprirà nella chiesa parrocchiale di Tempio di Ormelle sabato 6 settembre alle
21. In quell’occasione interverranno Luigi Marson, Gino
Ronchese, Simone Menegaldo e gli accompagnatori-guida alla chiesa dei Templari. La
peculiare mostra fotografica
rimarrà aperta ai visitatori fino al 5 ottobre, dando l’opportunità di ammirare la bellezza di luoghi che sono stati
testimoni di lontani pellegrinaggi che continuano tuttora.
Cultura e riflessione
PARTITA “SALAM SHALOM”
“Il velo della
differenza” per
un messaggio
di pace
evi concentrarti sugli stra“reD
nieri che incontri e cercadi comprenderli. Più riesci a
capire uno straniero, maggiore è
la tua conoscenza di te stessa”. Sono queste parole di Fatema Mernissi, famosa scrittrice marocchina, ad ispirare l’edizione 2008
di “Salam Shalom” che da sette
anni unisce undici comuni del
Friuli occidentale, che collaborano, coordinati dal Comune di Sacile, nell’organizzazione di eventi di vario genere, tutti improntati però all’idea di una pace possibile fra culture anche molte diverse e apparentemente inconci-
liabili. “Salam” e “Shalom” significano, infatti, “pace” rispettivamente in arabo e in ebraico.
Le occasioni di dialogo interculturale si svolgono fra agosto e dicembre e sono già iniziate fuori
diocesi domenica 10 agosto a
Tramonti di Sotto. Il prossimo
appuntamento sarà sabato 30 alle 21 a Montereale Valcellina con
il concerto di Amit Arieli & The
New Old Klezmer Ensemble. Prima di sbarcare a Sacile il 16 settembre per l’incontro con il patriarca di Gerusalemme Michel
Sabbah, “Salam Shalom” passerà
per Fanna il 12 per dialogare di sicurezza e pace con don Pierluigi
Di Piazza, e per Meduno il 13 e il
14, danzando il tango argentino
e presentando una cooperativa
boliviana produttrice di quinoa.
Fra linguaggi espressivi diversi,
dal teatro alla cucina alla musica,
e testimoni importanti, tra i quali anche Giuliana Sgrena e Paolo
Ruffini, si snoda il tema del 2008,
anno europeo del dialogo interculturale: “Il velo della differenza”.
Maria Pia Arpioni
Uno di questi luoghi era la via
Turonense, da Tours e Roncisvalle, che raccoglieva i pellegrini che arrivavano dall’Inghilterra, dai Paesi Bassi e dalla Germania del Nord lungo
la Niederstrasse verso San
Giacomo di Compostela, uno
dei tre grandi luoghi di transito insieme a Roma e Gerusalemme. Dopo l’anno Mille,
a seguito della “Reconquista”,
che strappò la penisola iberica ai musulmani, infatti, ripresero in modo continuo i
pellegrinaggi.
Il più grande medievalista vivente, il francese Jacques Le
Goff nel suo celebre “Il cielo
sceso in terra. Le radici medievali dell’Europa” sfata tanti miti sul periodo medievale.
In particolare sottolinea come “all’immagine, costruita
dalla storiografia tradizionale, di un Medioevo immobile
in cui il contadino è attaccato
alla terra e la maggior parte
degli uomini e delle donne
non si muove dalla propria
piccola patria (…) la storiografia più recente ha sostitui-
Festival del pensiero
DAL 12 AL 14 SETTEMBRE A
VITTORIO VENETO
“Comoda_mente
” tenta il bis con
un pieno di ospiti
illustri
orna per la seconda ediT
zione il festival “Comoda_mente”, quest’anno più ricco che mai di dibattiti e ospiti
illustri. Dall’ex ministro Luigi
Berlinguer a Giancarlo Galan,
passando per i giornalisti
Giorgio Dell’Arti, Valerio Pellizzari e Massimo Fini e i critici Vittorio Sgarbi, Philippe
Daverio e Francesco Bonami,
senza dimenticare i filosofi
Giulio Giorello, Luigi Perissinotto e Elio Matassi, il fotografo Oliviero Toscani e tanti
altri personaggi dell’attualità,
della scienza e della letteratu-
ra. Il connubio di menti già
l’anno scorso ha attratto oltre
settemila visitatori. Quest’anno avrà luogo il 12 settembre
a Serravalle, il 13 in centro e il
14 a Ceneda. In occasione del
90º anniversario della fine della Grande Guerra saranno i
conflitti il tema conduttore di
queste giornate, i cui dialoghi
avranno titoli come “Laicità o
conflittualità?”, “A che serve la
guerra?”, “Ultra follia tra noia
e piacere. Ma chi si diverte?”,
“Siamo nomadi o stanziali?”.
Domande alle quali si tenterà
di dare una risposta o sulle
quali si cercheranno interessanti spunti di riflessione. Interessante sarà inoltre una
nuova sezione del festival dal
titolo “Fuori i libri”, interamente dedicata al legame che
unisce i giovani e i nuovi media. Le cartoline promozionali della manifestazione sono
già state distribuite in edizione limitata per tutto il territorio, ognuna raffigurante simbolicamente un dialogo.
SERRAVALLE
Nozze di Figaro
I
n occasione del 170º
anniversario della morte del
grande librettista cenedese Lorenzo
Da Ponte, domenica 31 agosto alle
21, nell’omonimo teatro, è prevista
l’opera “Le nozze di Figaro”,
capolavoro musicato da Mozart ed
eseguito dall’Orchestra di Padova e
del Veneto sotto la direzione
artistica di Claudio Desideri.
Quest’ultimo dirigerà, inoltre, il
coro della Fondazione Santa
Cecilia e i cantanti protagonisti
dell’opera, tutti provenienti dal
Laboratorio di canto lirico della
stessa fondazione. La serata è la
replica della prima che si terrà
sabato 30 a Portogruaro durante il
26º Festival internazionale della
musica. Il costo del biglietto intero è
di 12 euro, che scende a 8 euro per i
possessori della Carta d’argento e a
4 euro per gli under 26, allo scopo
di avvicinare anche i più giovani al
mondo della musica classica.
Silvia Albrizio
15
31 agosto 2008
in Do min. Op. 13 “Patetica” di
Beethoven all’“Eroica” di Chopin fino ai celebri “Quadri per
un’esposizione” di Mussorgsky.
Interessante il confronto tra la
versione originale pianistica e
quella orchestrale di Ravel. Per
i musicofili anche la versione
rock di quest’opera, nota come
“Pictures at an exhibition” e
suonata, non male, da Emerson, Lake & Palmer. Biglietti:
intero 15 euro, ridotto 10 (fino
a 21 anni).
Marta Raminelli
ALTOLIVENZA FESTIVAL
Giovedì c’è
il Trio di
Parma a
villa Varda
to il quadro, certamente più
corretto, di una umanità medievale mobile, spesso in cammino, in via, che incarna la
definizione cristiana dell’uomo come viaggiatore, pellegrino, homo viator”. Insomma, un percorso a immagini
che mostra luoghi che rappresentavano un’esperienza di
fatica, un andare verso un altrove. Questo per ritrovare una salvezza spirituale, di perdono dei peccati o di guarigione del corpo.
Un’occasione per riflettere
sull’arte di molti secoli fa, che
aveva la forza di comunicare
con la gente e incrociarsi con
il loro cammino di fede. Suggestioni e spiritualità che nonostante la lontananza temporale sono molto vicine alla
sensibilità dell’uomo d’oggi
perché esse rappresentano i
veri punti creanti una base di
valori su cui si fonda l’Europa
contemporanea, che nonostante le polemiche e i contrasti, sono innegabili per
comprendere un grande substrato culturale. Sempre citando Le Goff, appare molto
saggio uno dei suoi moniti:
“Perché l’oggi discende dall’ieri, e il domani è il frutto del
passato. Un passato che non
deve paralizzare il presente,
ma aiutarlo a essere diverso
nella fedeltà, e nuovo nel progresso”.
Carlo Sala
CONEGLIANO
Collettiva d’arte
I
l Salone XX settembre, in via XX
Settembre a Conegliano, dà il
benvenuto alla stagione autunnale
con la mostra “Settembre in,
collettiva d’autunno” di opere
scultoree e pittoriche di alcuni dei
più quotati artisti triveneti del
momento (Renato Varese, Giorgio
Celiberti, Vico Calabrò, Lino
Dinetto, Bruno Donadel, Miro
Romagna, Carmelo Zotti, Augusto
Murer, Oyrta, Saverio Barbaro,
Domenico Boscolo Natta, Gina
Roma) organizzata
dall’associazione Prospettive. Le
creazioni sono diversissime tra loro
per poetica, soggetto e tecniche
espressive utilizzate, tutte
accomunate da originalità, bellezza
e valore artistico. Il vernissage avrà
luogo sabato 30 agosto, alle 18, al
ridotto del teatro Accademia.
L’introduzione musicale è affidata
alla chitarra di Alberto Grollo e la
prolusione critica a Lorena Gava.
Mara Campaner
opo il preludio di PordeD
none (19 agosto), l’Altolivenza Festival parte con tre
concerti. La rassegna musicale itinerante organizzata fra le
ville venete e le chiese dell’Altolivenza dall’associazione
culturale altoliventina XX Secolo con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e
la Provincia di Pordenone sabato 30 agosto fa tappa nella
chiesa parrocchiale di Santa
Lucia di Budoia. Alle 21 Massimo Nosetti darà un concer-
to d’organo. Domenica 31, alle 17 in duomo a Portobuffolè,
sarà la volta di Renato Pante
alla tromba e di Sandro Carnelos all’organo. Giovedì 4 settembre, infine, toccherà all’appuntamento principale. Alle 21 a villa Varda presso Brugnera, infatti, suonerà il Trio di
Parma (Ivan Rabaglia al violino, Enrico Bronzi al violoncello e Alberto Miodini al pianoforte), il più importante
gruppo da camera italiano in
attività. GB
CONEGLIANO Da sabato 30 agosto a
domenica 14 settembre in orario diurno
all’oratorio dell’Assunta 19ª edizione della Ex tempore-Mostra collettiva. Organizza l’associazione Contrada Granda.
Ingresso libero.
SUSEGANA Sabato 30 agosto, alle 17 in
sala consiliare in municipio, si inaugura
la mostra fotografica “Come foglie - Soldati nella Grande Guerra”. Orario (fino al
4 novembre): lunedì-venerdì 8.30-12.30,
martedì anche 16-18, sabato 17-19, domenica 10-12 e 17-19.
CISON Chiude domenica 31 agosto nella chiesa di San Martino in Castelbrando la personale di pittura di Luciana Vettorel Ghidini “La voce del silenzio”. Orario: sabato, domenica 10-12 e 16-20.
PIAVON Chiude domenica 31 agosto, a
Ca’ Lozzio la mostra dello scultore Nane
Zavagno. Orario: venerdì-domenica 1012 e 15-24.
Per il ciclo “Intorno al melograno” giovedì 4 settembre,
alle 20.30 sotto la loggia del
Museo del Cenedese, Monica Pregnolato relazionerà sul
tema “Il monumento ai caduti. Letture iconografiche e stilistiche dei segni sul territorio”.
L’ingresso, compresa la visita
al museo, è libera.
IN BORGO MESCOLINO QUATTRO GIORNI CON I BURATTINI
Si alza il sipario sul Festival
internazionale del teatro di figura
pre con la “Zuppa di ladroA
ni” e si chiude con i Barbapedana la 9ª edizione del Festival
internazionale del teatro di figura, omaggio a Fausto Braga. A
Borgo Mescolino, a San Martino
di Colle Umberto, tutto è pronto
per offrire quattro giorni di incantevoli spettacoli e scenografie
a migliaia di visitatori provenienti
sempre da più lontano. L’appuntamento, nato per far memoria
del marionettista che in questa
località visse e operò nella prima
metà del secolo scorso, porta con
sé venti compagnie provenienti
dall’Italia e dall’estero per proporre oltre cinquanta spettacoli.
A muovere i fili su questo immenso palcoscenico è il Comune
di Colle Umberto in collaborazione con l’associazione Istadea
e grazie alla direzione artistica di
Alberto De Bastiani. Perché il Festival di Colle Umberto è da un
lato un insieme di spettacoli e
dall’altro un luogo in cui fare esperienza di bellezza ad iniziare
dalla scenografia creata dai volontari del paese.
Si inizia giovedì 4 settembre facendo un volo in Ecuador alle 18
con “La zuppa di ladroni” di Yolanda Navas. Seguono altri due
spettacoli del Teatro del Drago
(alle 20.30) e di Gigio Brunello
(alle 21.45). Si passa a venerdì 5
con le “Storie di lupi” di Alberto
De Bastiani alle 18, “L’erba diavola” del Teatro alla Panna alle
20.30 e “Lo stendipanni” della
Compagnia francese dell’Imprevisto alle 21.45. In queste prime
due giornate l’ingresso è libero. Si
passa poi a 5 euro di ingresso nel
weekend, quando a Mescolino
sarà un susseguirsi ed un accavallarsi di spettacoli nei vari cordi massa”. Orario: martedì-domenica 1020.
MOSTRE
G R A ND E
G U ER R A
REFRONTOLO Chiude domenica 31 agosto, al Molinetto della Croda, la mostra di scultura di Carlo Balljana. Orario:
feriali 10-12 e 15-18, festivi 10-12 e 1518.30.
VITTORIO VENETO Fino al 28 settembre al Museo diocesano d’arte sacra “Albino Luciani” è aperta la mostra “Elio Casagrande pittore (1920-2004)”. Orario:
venerdì-domenica 16-19.
CONEGLIANO Fino al 7 settembre, alla
sala espositiva L’Officina dell’arte, è aperta la collettiva di artisti veneti e friulani “Chiare, fresche e dolci acque”. Orario: lunedì-venerdì 9-12 e 15-18, sabato e festivi 15-18. Ingresso libero.
ILLEGIO Fino al 5 ottobre alla Casa delle esposizioni è aperta la mostra “Genesi. Il mistero delle origini”. Orario: martedì-domenica 10-19. Aperto il 18 agosto.
Biglietti: intero 7 euro, ridotto 4,5, scolaresche 3.
ODERZO Fino al 7 settembre, a palazzo
Foscolo, è aperta la mostra “Omaggio al
maestro: Armando Buso”. Orario: mercoledì-sabato 9-12 e 15.30-18.30, domenica 15.30-18.30. Chiuso dal 4 al 26
agosto.
PORDENONE Fino al 12 ottobre al Museo civico d’arte è aperta la mostra “Segni e colori della vita. Opere 1938-2005”
di Angelo Giannelli. Orario: martedì-sabato 15.30-19.30, domenica 10-13 e
15.30-19.30.
SOVRAMONTE Fino al 7 settembre è aperta la mostra collettiva “Il drago di
Giorgio”. Orario: martedì-domenica dalle 15-20.
VITTORIO VENETO Fino al 9 novembre,
nell’ex chiesa di San Paolo al Piano e al
museo della Battaglia, è aperta la mostra documentaria “La Vittorio della Vittoria. 1917-1918”. Orario: martedì-domenica 9.30-12.30 e 16-19. Ingresso: 3
euro.
PASSARIANO Fino al 28 settembre a villa Manin è aperta la mostra “God&Goods
(Dio e le cose). Spiritualità e confusione
tili del borgo. Dall’Italia, dal Portogallo, dalla Slovenia, dalla Repubblica Ceca, dalla Spagna e
dalla Polonia i pomeriggi di sabato e domenica saranno scoppiettanti grazie anche alla grande animazione di piazza con bolle d’aria della compagnia Ruinart,
ai laboratori creativi e di costruzione dei burattini e alla mostra
mercato artistico. Chiuderà domenica 7 alle 19 il concerto spettacolo dei Barbapedana e Alberto De Bastiani “Tra filò e altre
storie”.
Gerda De Nardi
ALTRI APPUNTAMENTI
VITTORIO VENETO Venerdì 29 agosto,
alle 21 in Duomo a Serravalle, concerto
di Sant’Augusta della corale San Salvatore di Susegana.
PRATA DI PORDENONE Domenica 31
agosto, su iniziativa del Comune in collaborazione con le associazioni locali e
con il coordinamento della commissione
extraconsiliare cultura, sport e istruzione, su tutto il territorio comunale è in programma la manifestazione “Prata tra i fiumi” con passeggiate naturalistiche e visita alle chiese medievali di San Simone
a Prata di Sopra e di San Giovanni dei
Cavalieri a Prata, il cippo commemorativo dei Sette Annegati e palazzo Dall’Ongaro a Ghirano.
VITTORIO VENETO Venerdì 5 settembre, alle 18 a palazzo Doro-Altan, tavola rotonda dedicata al ruolo degli Arditi
nella Grande Guerra.
SACILE Venerdì 5 settembre, alle 21 nella chiesa di San Gregorio, “Armonie d’Europa”, concerto del coro Livenza di Sacile e dell’Usci, l’Unione società corali
provincia di Pordenone.
16
Guarda che estate
31 agosto 2008
GUARDA... CHE FOTO!
Scatti per il concorso de L’Azione. Partecipate, gente, partecipate!
A FRANCENIGO HANNO LE... MANI IN PASTA
SOLIGO - SENTITE ANCHE VOI LA MUSICA?
ra le foto che ci ha inT
viato la parrocchia di
Francenigo selezioniamo
i danza in toga e costuSE trame
al grest di Soligo.
le foto proposte a
questa. Che, come spiega
il titolo che le è stato attribuito, rappresenta “la
massima
espressione
di...mani in pasta!”.
I TRUCCHI E LE PERLE DI COL SAN MARTINO
uardate con attenzione questa foto del Cer
di Col San Martino. Nota-
G
te niente di strano? Allora
leggete il suo titolo: “Un
trucco tecnologico per di-
re che le nostre perle più
preziose sono sicuramente i nostri ragazzi!”
SEZIONE VIDEO / L’ACCHIAPPASOGNI DI HASHALE
olfrancui raddoppia, e
porta a “Guarda che estate” non solo le foto, ma
anche tre video.
Li potete vedere tutti su
www.lazione.it, scegliendo il logo “Guarda che estate” e poi cliccando su “I
video”.
Qui a fianco un’immagine
del primo video, intitolato “L’acchiappasogni di
Hashale”: sul palco e sullo
schermo pellerossa dalle
fattezze un po’ opitergine.
C
“Guarda che estate” scegliamo questa, intitolata
“Che sballo!”.
Se accostate l’orecchio alla pagina forse sentite anche voi le note...
COLFRANCUI GUARDA VERSO L’ALTO
uarda dritto negli ocG
chi i lettori questo animato di Colfrancui. A
sorpresa, il titolo dato a
questa foto è tratto da
Tommaso Moro: “...dammi la serenità di accettare
le cose che non posso
cambiare, il coraggio di
cambiare quelle che posso
e la saggezza di comprenderne la differenza..”
SETTEMBRE DI GIOCHI IN 7 PARROCCHIE DI VITTORIO E NON SOLO
Grest in corso...e in concorso
entre ci arrivano
M
foto (Caneva, vi
pubblichiamo la prossima volta!) e video per
il concorso de L’Azione,
ci sono grest ancora in
svolgimento - primo
fra tutti il mega grest
di Sacile- e persino al-
cuni ancora da avviare.
La massima concentrazione è a Vittorio Veneto: lunedì 25 agosto il via
per Carpesica-Cozzuolo,
Sant’Andrea, Santa Giustina e Meschio; lunedì 1
tocca a Cattedrale, Santi
Pietro e Paolo e San Gia-
como.
Per tutti, comunque, c’è
tempo fino alle 20 di
mercoledì 24 settembre per inviarci foto e
video. Tutte le spiegazioni del caso sono su
www.lazione.it alla voce “Guarda che estate”.
17
DAL “BUONGIORNO” E
“BUONASERA” AL “CIAO”
e regole del comportarsi beL
ne, con gli anni che passano,
cambiano. Ecco allora alcuni con-
L’importanza
dimenticata del
saluto, segno
di educazione
sigli sul saluto più adatto nei vari momenti della giornata, dal più
formale “buongiorno” al confidenziale “ciao”. Negli incontri
passeggeri è sufficiente un semplice “buongiorno”, “buonasera”,
“buonanotte” o “ciao” a seconda
del momento della giornata. Se
durante l’incontro, invece, si sosterà, al saluto dobbiamo aggiungere anche signor o signora.
Facendo seguire anche il cognome, se si ricorda. “Buongiorno” è
la formula di saluto e di augurio
che si usa al mattino e nel primo
pomeriggio (a seconda delle zone); “buonasera” si usa invece nel
pomeriggio e alla sera; “buonanotte” a tarda sera o prima di an-
dare a dormire. Nei tempi antichi
il saluto era augurale, oggi è posto come una formalità (spesso
trascurata dai più giovani). Una
formula di saluto amichevole,
confidenziale, divenuta di uso internazionale è il “ciao”. Espressione di saluto tra intimi e amici,
meglio se non gridato per strada,
ma contenuto tra le persone che
ne sono soggetto.
Il “ciao” sottintende il tu, forma
di allocuzione confidenziale, che
si ricambia con persone dello
stesso ambiente. L’anzianità, il
peso professionale e sociale, do-
vrebbero porre un limite al dialogare del tu. Non dimentichiamo tra le altre espressioni di saluto “salve” e “addio”. “Salve” in
lingua latina augurava “stai bene”.
Ha un tono familiare e amichevole ed è frequentemente utilizzato da chi non sa in quale maniera salutare una certa persona.
“Addio” originariamente aveva
intendimento augurale “Ti raccomando a Dio”. Poi si è trasformata in forma di saluto sia di tono confidenziale che elevato, a
carattere definitivo.
Mara Campaner
a cura del Centro COSPES Onlus
di Mogliano Veneto (TV) - Tel. 041 5902318
I PERICOLI DELLA NOSTRA CIVILTÀ DELL’APPARIRE E NON DELL’ESSERE
La televisione modifica profondamente
la personalità
N
ella nostra cultura il visivo ha il sopravvento
sul verbale. Il criterio
di verità rischia di seguire
l’immediatezza delle sensazioni rispetto alla realtà.
La domanda che molti si pongono è la seguente: perché non
dovrei poter fare anch’io ciò
che vedo e che tanto mi emoziona e mi avvince? È la “morale della tecnica”, per la quale è sempre possibile e lecito
fare ciò che diviene tecnicamente possibile. La televisione modifica profondamente la
psiche umana.
La tele-persona appare sempre meno capace d’esprimere
un discorso articolato che necessita di tempi distesi e non
pressati dall’urgenza. Il pensiero tende ad essere istantaneo e discontinuo, spesso demagogicamente semplificato
e banalizzato, dimentico di sé
e di corta durata. Se il visibile
prevale sull’intelligente, le conseguenze educative, a medio e
lungo termine, non sono affatto marginali o trascurabili.
È la capacità simbolica della
persona umana ad essere toccata nel profondo. La parola è
un simbolo che implica nel ricevente uno sforzo, lo sforzo
della comprensione e dell’intellezione. L’immagine, al con-
DUBBIO SOLLEVATO DA GASPARINI E SCROCCARO
Enrico Toti: eroe di guerra
o falso mito?
irmato Diaz. La Grande
“la”Fè ilGuerra
tra i banchi di scuoXII Quaderno del Mazzarol e ci spiega la costruzione
d’una memoria collettiva e sociale della Grande Guerra che
ha plasmato, dall’immediato dopoguerra, intere generazioni
ben oltre il limitare degli anni
Sessanta del XX secolo. Il quaderno, scritto da Danilo Gasparini e Luigino Scroccaro, è stato
presentato dagli stessi autori lo
scorso 14 agosto a “La Loggia” di
Cison di Valmarino nell’ambito
di “Aperitivo in terrazza”. A pri-
ma vista è un fascicolo simpatico e molto ben illustrato, che
racconta, fra il diverso altro, la
storia del celeberrimo Enrico
Toti, il bersagliere “popolano di
Roma, semplice fuochista nelle
ferrovie” che nonostante avesse
perduto una gamba, partì volontario per il fronte del Carso e
tra le trincee animò i commilitoni sempre all’attacco. Tutto bene, e in linea con quanto ci hanno fatto a suo tempo studiare,
ma nelle illustrazioni di pagina
19 del quaderno in questione
scopriamo con un occhio appe-
trario, è pura rappresentazione visiva, “si vede e basta”.
Il vedere può senza dubbio
aiutare il conoscere ma non è
il conoscere, perché non tutto
ciò che è e dà significato, è traducibile in immagini. Se il linguaggio prevale come strumento di mera comunicazione e non di pensiero raziocinante, se il vedere ha il so-
na più attento, e non senza disappunto, che l’eroe, raffigurato
nel gesto di scagliare la famosa
stampella, nella vignetta di sinistra manca della gamba destra,
mentre in quella di destra della
gamba sinistra. Possibile? Errore, confusione, o cos’altro? Comunque grave sui testi di scuola. “Insomma la frittata era fatta – commenta Danilo Gasparini nell’introdurre questo XII
quaderno –. Poi recentemente
si scopre che Enrico Toti non era un bersagliere e che non ci fu
nessun lancio eroico di stampella”. “Le schiere dei reduci, oggi, dopo essersi incanutite e as-
GOLOSITÀ CON PANNA E
CIOCCOLATO IN SCAGLIE
pravvento sul pensare simbolico, ciò può avere effetti devastanti, quali, ad esempio,
l’impoverimento dell’apparato
concettuale, del lessico e delle
strutture della comprensione
nei soggetti più giovani, tendenzialmente sempre più permeabili ed inclini ad accettare,
apprendere, emulare le condotte “viste” e “percepite” come attraenti e senza rischi. È
la civiltà dell’apparire, non dell’essere. Occorre allora educare all’uso critico della televisione attraverso la parola. Solo la parola riconduce l’immagine nella realtà e le conferisce
un significato umano. Di conseguenza l’educazione è dialogo, comunicazione, relazione
interpersonale e paziente costruzione della personalità che
richiede profondità e tempi
lunghi.
Prof. Severino De Pieri
[email protected]
sottigliate, sono scomparse e di
loro – sottolinea Luigino Scroccaro – non c’è più traccia neppure nei libri di scuola. Le due
date fatidiche prima del 24 maggio e poi del 4 novembre sono
state cancellate dal calendario e
con esse se ne sono andati anche
i giorni di vacanza. I programmi della scuola elementare si arrestano alla storia dei greci e dei
romani, mentre le complesse vicende del secolo che è appena
passato sono riservate alle scuole medie e poi alle superiori, ma
spesso il tempo della programmazione non è loro favorevole”.
Mario Sanson
Le due diverse versioni sulla mutilazione di Enrico Toti
Il tiramisù
senza le uova
secondo la
ricetta di Mara
olte sono le leggende e le
M
storie attribuite a questo
dolce e ogni regione vorrebbe aver inventato questa prelibatezza, proprio per questo è nata una contesa tra la Toscana, il Veneto e il Piemonte. Veniamo ora
agli ingredienti per preparare
questa bontà: il cacao in polvere
(per spolverizzare il tiramisù), il
caffè (per bagnare i savoiardi),
cioccolato (in scaglie per ricoprire il dolce), mascarpone 500
grammi, panna 250 grammi, zucchero 120 grammi più due cucchiai per il caffè e i savoiardi 400
grammi.
Per prima cosa bisogna preparare il caffè, tanto quanto basta per
inzuppare i savoiardi, normalmente è necessaria una moka da
6 abbondante. Versarlo in un
piatto e lasciarlo intiepidire. Nel
frattempo dobbiamo prendere una terrina e versare il mascarpone, la panna e lo zucchero. Sarebbe bene lavorare il tutto con
uno sbattitore o con un cucchiaio
di legno fino ad ottenere una crema senza grumi, è necessario mescolare per circa 20 minuti. Ora
aggiungete al caffè precedentemente preparato dello zucchero
per dolcificarlo leggermente e iniziare a bagnare i savoiardi, che
dovranno essere bene imbevuti
ma non completamente zuppi. A
questo punto stendere in un recipiente uno strato di savoiardi e
ricoprirlo con uno strato di crema al mascarpone, livellandolo
con un cucchiaio. Questa operazione da compiere per creare due
o tre strati a piacere. Spolverizzare la superficie di cacao amaro
in polvere e, infine, aggiungere le
scaglie di cioccolato. Mettere il
dolce in frigo in modo che si
compatti e poi mangiare. Si consiglia di abbinarlo a un buon Prosecco. MC
18
31 agosto 2008
GREST DI MOSNIGO
Un recital
per il vescovo
L’ENTUSIASMO DEGLI ANIMATORI DI S.GIACOMO
Venite con noi nella
foGresta di Sherwood!
l grest 2008 a San Giacomo quest’anno si pone un obiettivo ben
chiaro: portare bambini e
ragazzi nel mondo di Robin Hood, facendo loro
scoprire le tante attività
che gli animatori stanno
preparando in queste set-
I
timane d’estate.
Il 1° settembre inizierà l’avventura presso l’oratorio
parrocchiale e l’area del
Sangio, con orario 9-12 e
15-18 dal lunedì al venerdì
per le prime due settimane di settembre. L’invito è
esteso a tutti i bambini che
abbiamo frequentato la
prima elementare e fino alla terza media.
Abbiamo incontrato Annalisa Botteon, che anche
se da due anni non partecipa più direttamente come animatrice per motivi
di lavoro, ricorda con pia-
I GIOVANI DEL CAI DI CONEGLIANO PER L’“EKECHEIRIA”
Nuove bandiere di pace
cere «la folla e il gran movimento di queste due settimane, la preparazione assieme agli altri ragazzi durante l’estate e infine- aggiunge con un sorriso - la
realizzazione di quanto si
prepara che soddisfa ragazzi, genitori e animatori».
Andrea Condoleo, più conosciuto come “Condo”, si
è lanciato: «pur se non mi
ritengo esperto, mi piace
giocare e animare i bambini». Anche Giovanna
Scarabel, che da due anni
è nel gruppo, è entusiasta
«per essere finalmente
passata da animata ad animatrice e provare le nuove emozioni che questo
comporta».
Circa 50 ragazzi e ragazze
si preparano dunque a due
settimane impegnative ma
ricche di divertimento,
giocando e coinvolgendo
gli animati nelle attività e
nelle uscite ( è prevista una giornata in Candaglia
presso Pian Cansiglio, il
pranzo come da tradizione
offerto dalla sezione sangiacomese degli Alpini e la
classica gita a Gardaland).
Il gran finale aperto a tutti sarà sabato 13 settembre
alle ore 21 presso il Sangio... vi aspettiamo!
Andrea Costantini
ragazzi e 4 accompagnatori, e abbiamo sventolato
le bandiere del Paraguay e
del Mali».
Portare bandiere di tutto
il mondo e fiaccole sulle
vette è stato un segno per
auspicare che il periodo di
pace non si limiti al periodo dei Giochi (e anzi le
guerre non si sono mica
fermate ad agosto!). E anche per ribadire che le
montagne uniscono, sono
segno di pace. Non come
è accaduto quando la Cina ha voluto a tutti i costi
portare la fiaccola olimpica in cima all’Everest. Non
a caso i coneglianesi hanno sventolato lassù anche
la variopinta bandiera del
Tibet...TB
no spettatore d’eccezione: non ci poteva
essere migliore festa conclusiva per i ragazzi del
grest parrocchiale di Mosnigo. Hanno avuto quale
ospite d’onore il vescovo
Corrado. Nonostante il
precedente impegno in
un’altra parrocchia, il vescovo è riuscito ad assistere alla rappresentazione
teatrale sulla vita di don
Bosco che ha impegnato a
lungo i ragazzi. «Come avete fatto a ridurre un recital difficile, predisposto
per giovani più grandi, con
musica, canti e argomenti
tanto impegnativi?» è stata la domanda del vescovo.
È il parroco don Alfeo Nespolo a rispondere: «È tutto merito degli animatori,
giovani e adulti, che per un
mese e mezzo si sono prestati con entusiasmo alla
U
GIORNATA CAMMINAMONTI 2008
VI ASPETTIAMO DOMENICA 7 SETTEMBRE
A Praderadego!
ari amici di CamminaC
monti, com’è andata
l’estate?
Lo scopriremo sbirciando
i timbri sui vostri libretti
Camminamonti, che certificheranno tutte le montagne che vi siete goduti.
Ma ora è quasi il momento di aggiungere un altro e
importante timbro: quello
della Giornata Camminamonti, il raduno tradizionale di inizio settembre di
tutti gli amici della mon-
CONCORSO LETTERARIO: SI VOTA
omenica 24 agosto, in
D
contemporanea allo
sventolio di bandiere della cerimonia di chiusura
delle Olimpiadi a Pechino,
altre bandiere hanno sventolato su molte cime d’Italia. Quelle portate dalle
sezioni di alpinismo gio-
vanile dei Cai di tutta la
penisola, unite nell’iniziativa internazionale “Ekecheiria”. Che era il nome
del periodo di sospensione dai conflitti in tutta la
Grecia in occasione dei
giochi di Olimpia. A partecipare all’iniziativa an-
che alcune sezioni di alpinismo giovanile dei Cai
diocesani, come quella di
Vittorio, quella di Pieve e
quella di Conegliano. «Noi
siamo saliti a Cima Lastè
in Alpago - riferisce per il
Cai di Conegliano Rosella
Chinellato- Eravamo 12
preparazione del recital.
Anche i costumi dei numerosi attori sono stati
realizzati dalla fantasia e
dall’abilità delle signore
della sartoria allestita in
Casa Betania, mentre altre
signore si dedicavano alla
distribuzione gratuita della merenda di metà mattinata e alla pulizia dei vari
locali».
Organizzato sotto la regia
di Elsa Pellegrini Pillon, il
recital è stato il momento
forte del grest, che è durato un mese e mezzo, tutte
le mattine. Un impegno
notevole per la parrocchia,
voluto per aiutare le famiglie e i genitori che lavorano. Gremitissima la sala di
Mosnigo per il recital, con
parenti ed amici dei ragazzi arrivati da tutto il Quartier del Piave, perfino da
Treviso e da Oderzo.
Annalisa Fregonese
è tempo fino all’8 settembre
C
’
per votare i racconti del nostro
concorso letterario che vi sono piaciuti di più tra quelli pubblicati nel
numero speciale di agosto de L’Azione. Nel frattempo già affluiscono voti sulle nostre scrivanie...
La premiazione dei vincitori si
terrà sabato 4 ottobre a Refrontolo.
tagna e di Camminamonti.
L’appuntamento è per domenica 7, dalle 9, a Praderadego, sopra Valmareno.
In programma due escursioni guidate, poi in tarda
mattinata la messa seguita
da pranzo e gara di dolci.
È importante partecipare
e farsi timbrare il libretto
Camminamonti: perchè
solo chi consegnerà (entro
il 6 ottobre) il libretto con
le foto a dimostrare che ha
compiuto almeno 5 dei 6
itinerari speciali e il timbro della Giornata Camminamonti avrà diritto al
premio speciale.
C’È CURIOSITÀ PER CELENTANO
Una Mostra del
cinema all’italiana
P
rosegue a Venezia fino al 6
settembre la 65ª Mostra d’arte cinematografica nella storica sede del palazzo del Cinema al
Lido, la cui scenografia è stata affidata per il quarto anno consecutivo a Dante Ferretti, Premio Oscar
per “Gangs of New York”, “Sweeney
Todd” e “The Aviator”. Il presidente di giuria è il regista di origine tunisina Abdellatif Kechiche, già avvezzo alla rassegna, infatti vi ha
partecipato per due edizioni: nel
2007 con il film “Cous Cous”, che
si aggiudicò il premio speciale della giuria e il premio per la miglior
attrice emergente; nel 2000, invece, fu la volta del premio Miglior Opera Prima per “Tutta colpa di Voltaire”, con cui esordì ufficialmente nel mondo del
cinema. Marco
Müller, il direttore, ha voluto dedicare l’edizione di
quest’anno al regista egiziano Youssef
Chahine,
scomparso
lo
scorso 27 luglio:
domenica 31 sarà
proiettato nella
Sala Grande la sua
controversa opera
“Ba bel hadid”
(Cairo Station),
del 1958. Il film
fuori concorso, incaricato di aprire
la Mostra, è invece la commedia
“Burn after reading” dei fratelli
Coen, che ha portato in laguna una
folta schiera di
star dalla fama consolidata come
George Clooney, Brad Pitt, Tilda
Swinton e John Malkovich. Ksneiya Rappoport è invece la nuova madrina, conosciuta al pubblico italiano grazie al ruolo interpretato ne “La sconosciuta” di Giu-
seppe Tornatore, che le ha fruttato un David di Donatello come migliore interpretazione femminile.
Da segnalare per il cinema nostrano il film di Ferzan Ozpeteck “Un
giorno perfetto” con Isabella Ferrari (nella foto in alto), Valerio Mastandrea e Stefania Sandrelli e “Il
papà di Giovanna” di Pupi Avati,
proiettato ufficialmente domenica
31 agosto, che annovera nel cast
nomi come Francesca Neri, Silvio
Orlando, Alba Rohrwacher, Serena Grandi ed Ezio Greggio, quest’ultimo nelle inusuali vesti di attore drammatico. Grande aspettativa anche per “Il seme della discordia” di Pappi Corsicato, con Alessandro Gassman (nella foto in
basso), Martina
Stella e Caterina
Murino e per
“Birdwatchers” di
Marco Bechis.
Quattro pellicole
per confermare,
ancora una volta
dopo i premi di
“Gomorra” e “Il
Divo” al Festival di
Cannes, come l’Italia non abbia più
nulla da invidiare
alle produzioni
straniere, nonostante i continui
pregiudizi su una
presunta inferiorità cinematografica attuale. Curiosa, inoltre, la presenza di “Yuppi
Du”, film diretto e
prodotto da Adriano Celentano
nel 1975, riproposto in versione restaurata il prossimo 4 settembre in
Sala Grande, confermato dopo una serie di rinvii e disguidi di ordine tecnico. Per maggiori informazioni consultare il sito: www.labiennale.org.
Silvia Albrizio
GLI APPUNTAMENTI CINEMATOGRAFICI
iamo agli ultimi appuntamenti cinematografici con il Bianconiglio
di Vittorio Veneto. Martedì 2 settembre, alle 21, si proietta “Gatto nero gatto bianco” (Serbia, 1998) di Emir Kusturica. Ambientato fra gli
zingari slavi,
si aggiudicò
il
Leone
d’argento
per la regia a
Venezia nel
1998. Martedì 9, alle 21, tocca a “Leningrad cowboys go America” (Finlandia, 1989) di Aki Kaurismaki che
ha come protagonisti i Leningrad
Cowboys, gruppo musicale rock finlandese.
S
LA CANTANTE È PRESENTE IN DUE ALBUM POP
Simo al raddoppio
un momento magico per la cantante Simo, la nostrana SiÈ
monetta Mandis. L’ugola nata in Germania nel 1972, è protagonista di due recenti uscite discografiche. Il singolo “You
SABATO 30 AGOSTO
Radiotre Rai, 9.30, Uomini e
profeti. “Difendere Dio”. Di
Gabriella Caramore.
La7, 21.10, Miss Agathe. Con
lei non si scherza. “Morte sulla casa galleggiante”. Telefilm.
Raidue, 23.35, The 4400. “Elisir della giovinezza”. Telefilm.
DOMENICA 31
Raiuno, 10.30, A Sua Immagine. Attualità con Rosario
Carello.
Raitre, 21, Blu Notte. “La mafia al nord”. Documentario
con Carlo Lucarelli.
Retequattro, 21.30, Maigret e
l’affittacamere. Film poliziesco con Bruno Cremer.
LUNEDÌ 1 SETTEMBRE
Radiodue Rai, 13.40, Viva
sdraio 2. Varietà con Fiorello
e Marco Baldini.
Raitre, 21.05, Vacanze d’Italia. Documentario di Domenico Iannaccone, Andrea Salvadore e Nicola Sassano.
La7, 23.15, Speciale Omnibus. “Il caso Tortora”. Attualità.
MARTEDÌ 2
Radiouno Rai, 10.35, Il diavolo e il violino. Uto Ughi racconta i grandi protagonisti del
violino.
Raitre, 21.05, Million dollar
baby. Film drammatico con
Clint Eastwood e Hillary
Swank.
La7, 23.50, La storia proibita
del Novecento italiano. Documentario.
MERCOLEDÌ 3
Raitre, 12, Speciale Tg3. Festival del cinema a Venezia.
Attualità.
Radio 24, 18, La zanzara. Con
Giuseppe Cruciani.
Raitre, 21.05, La nuova squadra. “Mettere toppe”. Telefilm.
GIOVEDÌ 4
Raitre, 17.15, Arsenio Lupin.
“Il film rivelatore”. Telefilm.
Retequattro, 21.10, Elizabeth.
Film drammatico di Shekhar
Kapur con Cate Blanchett.
Raitre, 23.10, Il posto. Film
drammatico di Ermanno Olmi.
VENERDÌ 5
Italia 1, 14.30, Lupin III. “L’unione fa la forza”. Cartoni.
Raiuno, 21.10, Le cronache di
Narnia: Il leone, la strega e l’armadio. Film fantastico.
Raitre, 23.40, Pianeta Files.
“Grandi costruzioni, grandi
rischi”. Documentario.
and me”, scritto in collaborazione con Andrea Gallo, è stato inserito nella compilation di Banana Records 2.0, ma è uscito
anche il minialbum “You and
me” contenente, oltre al titletrack un altro brano pop-dance,
“Break out” scritto assieme a
Gallo e a Rosati, sempre con etichetta Universo/Banana Records 2.0. Per informazioni
http://www.myspace.com/simonettamandis.
INQUIETANTE PELLICOLA DI MICHAEL HANEKE
“Funny games”
del regista austriaco Michael Haneke è la versione americaInesnal film
di una sua opera dallo stesso titolo presentata al Festival di Cannel 1997. Cambiano gli attori, rimane la storia sgradevole e inquietante di una famiglia borghese che va in vacanza nella casa sul
lago, dove diventa ostaggio di una coppia di delinquenti che li sottopone a un crudele gioco del gatto con il topo. Una violenza gratuita
ma soprattutto psicologica: quella fisica è tenuta per lo più fuori campo ed è tanto più terribile in quanto immaginata. Gli interpreti sono
tutti efficaci, le sequenze hanno il ritmo giusto per costringere lo spettatore a riflettere. Haneke è un regista ambizioso che tenta una riflessione sul significato della vita e del posto che occupano il male, la
violenza: i due giovani delinquenti sembrano rappresentare un destino crudele e baro in agguato per tutti. Per le vittime, cioè per tutti noi, sembra impossibile sfuggire. Se il regista riesce nel suo intento dipende da come rispondiamo alla domanda: quanto ci rappresentano i personaggi interpretati da Tim Roth e Naomi Watts?
Gianfranco Da Re
GLI SPETTACOLI TEATRALI DELLA SETTIMANA
CONEGLIANO Sabato 30, alle 17.30 in piazza Cima, per la rassegna itinerante di burattini e marionette Alberto De Bastiani
mette in scena lo spettacolo “El Barba Zucon e altre storie”. Ingresso libero.
COLLALTO Sabato 30, alle 20.45 agli impianti sportivi, va in
scena la commedia in due atti di Bruno Lorenzon “Il nobile Amorei” a cura del gruppo Amici del teatro di Roncade. Ingresso
libero.
CONEGLIANO Sabato 30, alle 21 in piazza Cima, per la rassegna itinerante di burattini e marionette il Teatro del mago mette in scena lo spettacolo “Storie mannare”. Ingresso libero.
SAN GIOVANNI DI MOTTA DI LIVENZA Sabato 30, alle 21.15,
va in scena il vaudeville “Le sorprese del divorzio” (nella foto) di
Alexandre Bisson e Antony Mars con la compagnia Piccolo Teatro Città di Sacile.
Serravalle
150 MILA EURO ANZITUTTO CONTRO LE INFILTRAZIONI D’ACQUA
Cappelle di S.Augusta,
comincia il restauro
Particolare della cappella di San Lorenzo
C
hiusi i festeggiamenti di Santa
Augusta, partono ora i lavori di recupero delle sei cappelle
votive collocate lungo il
sentiero che da Serravalle sale al santuario.
Lo scorso 13 dicembre
la giunta comunale di
Vittorio Veneto ha deliberato la concessione di
un contributo di 70 mila euro alla parrocchia
di Serravalle. A questo
contributo si aggiunge
quello della giunta della
Regione Veneto, fino a
raggiungere l’importo totale di 150 mila euro.
Allo stato attuale, le sei
cappelle versano in grave
stato di conservazione con
compromissione strutturale delle coperture.
«Si tratta di una richiesta
(di finanziamento) - spiega il parroco, don Paolino
- che la parrocchia di Serravalle ha portato avanti
per molti anni e che solo
ora è stata accolta dall’amministrazione comunale e dalla regione».
«Le sei cappelle negli ultimi anni sono state un po’
abbandonate, malgrado
siano stati svolti alcuni
piccoli interventi saltuariprecisa l’architetto Fabio
Nassuato, progettista dei
lavori- Oggi sono presenti infiltrazioni d’acqua nelle coperture e nelle parti
più basse delle murature,
6
i mesi di lavori
previsti per
risanare le
cappelle, anzitutto
rifacendo le
coperture. Già per
i primi di settembre
si attendono i
ponteggi
che hanno generato nel
corso degli anni seri problemi su ogni singola cappella.»
Quale la modalità d’intervento?
«Il restauro consiste in un
progetto d’insieme che
permette di recuperare i
sei edifici e quantomeno
di rifarne le coperture,
nonchè di recuperare e ripristinare una serie di rifiniture esterne, quali intonaci e supporti. Ogni
cappella ha una propria
architettura, alcune sono
più semplici, altre più operate e il recupero terrà
conto di queste diverse caratteristiche. L’azione è
volta a proteggere in pieno i singoli oratori, perché
questi hanno parecchie infiltrazioni, facendo dei
drenaggi e risanandoli dall’umidità. È un intervento
in questo momento indispensabile. Ma non sarà
Vegetazione sul tetto della cappella di San Paolo
completo, come all’inizio
si auspicava (ovvero interno, esterno, elementi figurativi e decorativi, ecc.).
C’è un problema di fondi,
quello che si riesce a fare
ora è sulla base dei due
contributi, comunale e regionale. Il minimo indispensabile affinché non
entri l’acqua» conclude il
progettista.
I lavori sono stati appaltati per circa 150 mila euro
alla ditta Piccin Michele e
Stefano di Vittorio Veneto. Con i primi di settembre verranno installati i
ponteggi; sei circa i mesi
necessari per completare
l’intervento, che dal pun-
to di vista logistico si presenta molto disagevole,
potendo utilizzare mezzi
piccoli e portare solo poco materiale alla volta.
La parrocchia di Serravalle sta promuovendo anche
l’iniziativa “adotta una
cappella” per sensibilizzare privati, associazioni o
enti nel completamento
del recupero delle strutture. Come a suo tempo
questi oratori sono nati
grazie al contributo di alcune famiglie di Serravalle così, anche oggi la comunità può dare un segno
per il recupero di queste
opere di fede.
Claudia Borsoi
FURONO COSTRUITE NEL 1642
ungo il percorso che
L
conduce al santuario di Sant’Augusta, si
incontrano 6 cappelle
dedicate a San Giovanni, San Sebastiano, San
Paolo, San Lorenzo,
San Pietro e Sant’Elena
erette nel 1642 per il
voto solenne fatto dalla comunità per essere
liberata dalla terribile
pestilenza. La costruzione delle cappelle si
realizzò in breve tempo, grazie alla generosità di un intero popolo riconoscente a Santa
Augusta per le straordinarie grazie ricevute.
Le cappelle sono poi
state restaurate nel
1942 da alcune famiglie
serravallesi.
Diversi sono oggi i segni di degrado visibili:
sui tetti sono presenti
erbacce e piccoli arbusti, che in alcuni casi
hanno creato una vera
e propria vegetazione
(vedi cappella di San
Paolo), andando quindi a minacciare la stabilità della copertura.
Gli intonaci delle pareti, le decorazioni e le
gronde sono, in maniera più o meno visibile,
scrostati. CB
24
FATTO SOLO I PRIMI DUE STRALCI DEI LAVORI
...e il santuario?
i capitelli
A
stanno per
arrivare le impalcature; dal
santuario invece sono stati
tolti. Ma i lavori non sono
stati mica terminati. Anche
se il progetto
c’è già: lo ha
preparato Fabio Nassuato.
Nel 2004 fu il
Rotary a sostenerne la spesa
e donarlo alla
parrocchia,
nella speranza
I lavori agli affreschi del santuario compiuti nel 2006
di trovare benefattori che si accollassero le spese vive per che non sono più arrivai lavori. Rispose la Bran- ti». Nel frattempo però le
dolin Dottor, che rinun- voluminose impalcature
ciando ai regali di Natale piazzate dalla Brandolin
a clienti e dipendenti re- Dottor per annunciare il
staurò gli affreschi in chie- restauro in arrivo restavano in loco. «Alla fine absa.
«Sono stati completati i biamo chiesto alla ditta di
primi due stralci del pro- toglierle. Ha provveduto
getto- racconta il parroco poco prima dell’inizio dei
di Serravalle don Paolino- festeggiamenti di Sant’AuPoi si aspettavano fondi, gusta».
CONFERENZA DI DON GIORGIO MASCHIO
Raccontare la Santa
on è una novità»,
come ammette
lui stesso, ma ciononostante è ancora con soddisfazione che il parroco di Serravalle don
Paolino racconta della
«straordinaria affluenza» alle celebrazioni religiose di Sant’Augusta.
Abbondante - «più di
300 persone» è stata anche l’affluenza alla conferenza di domenica 17 “Riflessioni sulla passio di
Augusta di Serravalle”.
Per motivi di salute il relatore previsto, padre Reginald Gregoire, non c’era; lo ha sostituito, basandosi sul testo scritto da
Gregoire, don Giorgio
Maschio.
È il quarto anno che i festeggiamenti di Sant’Augusta vengono aperti da
una conferenza che approfondisce da diversi
profili scientifici la vita
della Santa. Stavolta il taglio è stato anzitutto storiografico: in che modo,
nel tempo, si è formato il
racconto della vita di
Sant’Augusta poi redatta
da Minucci. «Stiamo raccogliendo - spiega il par-
«N
CONTINUANO
I FESTEGGIAMENTI
Venerdì 29 in
Duomo alle 21
“Concerto di
Sant’Augusta”
con la corale
San Salvatore
roco- questa relazione e le
altre precedenti: quando
saranno 8 o 10, si potrà
pensare a una pubblicazione unitaria».
Nel frattempo, le celebrazioni dedicate alla Santa
proseguono: venerdì 29
alle 21 nel Duomo di Serravalle “Concerto di
Sant’Augusta” con la corale San Salvatore di Susegana diretta da Gianni
Bortoli. Musiche di Frisina, Perosi, Animuccia,
Rossini, Cererols, Giavina, Zardini, Van Niffel e
Casals. Domenica 21 settembre invece si terrà il
tradizionale pellegrinaggio
settembrino
a
Sant’Augusta: partenza alle 16 dalla scalinata monumentale, guida don
Luigino Zago. TB
26
Dai nostri paesi Vittorio Veneto
31 agosto 2008
CENEDA / È MANCATO IL 1° AGOSTO RENZO DE POLO
BREVI VITTORIO VENETO
SALSA: Festa settembrina e calcio
mancato il 1° agosto
2008, dopo quasi due
mesi di ricovero in ospedale a seguito di un intervento cardiochirurgico,
Renzo De Polo, 78 anni,
di Ceneda. Era uno degli
storici “zarlatani de Zeneda” e per trent’anni, fino ai primi anni Novanta,
aveva gestito un noto emporio agricolo in città. Onestà e correttezza nei
È
rapporti interpersonali
contraddistinguono tutta
la sua esistenza. Che però
è stata anche segnata da
due grandi dolori. Nel
1944, quando il fratello
maggiore Gianni, partigiano della Brigata Piave,
fu ucciso dai fascisti; e nel
1983, quando il secondogenito Beppe morì di leucemia mieloide acutaRenzo superò quest’ulti-
ma tragedia con grande
dignità, ancor di più dedicandosi alla amata moglie Nikla, agli altri quattro figli Gianni, Nicoletta, Gabriele ed Adriano,
ed infine anche ai nipoti,
sorretto dalla fede.
Moglie e figli hanno scelto di indirizzare le offerte raccolte in occasione
della sua scomparsa, a favore dell’Associazione I-
Prosegue fino al 7 settembre nel patronato e nel campo sportivo di Salsa la Festa Settembrina con musica,
ballo, spettacoli e ricco stand enogastronomico. Domenica 31 dalle 9 al campo sportivo torneo di calcio per
esordienti “Memorial Paolo Barison” e primo “Memorial
Ottavio Chies”. Premiazioni alle 18.
SAN GIACOMO: Compie 104 anni
Vincenza Oliana
taliana contro le Leucemie, a memoria di Beppe.
ARRIVANO ROTATORIA E SUPERMERCATO
APPENA
INAUGURATA
Primi passi
della bretella
Pronto il nastro
d’asfalto da via
Matteotti a via della
Bressana. Proteste
per il senso unico
in via Colombo:
“ma ne possiamo
discutere”,
rassicura Scottà.
È
pronta la primissima parte della bretella da via Matteotti al casello dell’autostrada. Si tratta del tratto dalla nuova rotonda fino a via
della Bressana, all’altezza
del campo del Vitt.
In pratica è scomparsa la
vecchia, stretta e tranquilla via Da Mosto, col suo unico condominio al civico
22, e ora c’è un ampia strada a due corsie più pista
ciclabile destinata in futuro ad assorbire notevoli
quantità di traffico, proveniente dall’autostrada
ma anche da Carpesica,
Cozzuolo, Tarzo, diretto al
supermercatone Emisfero
di prossima apertura e
non solo. Ma questo vale
per un futuro ancora lontano, quando la bretella
sarà completata sia nel
tratto da via della Bressana all’autostrada (i lavori
non sono ancora iniziati)
sia nel tratto di collegamento con Cal de Livera e
la zona industriale, che è
ancora in alto mare.
Per adesso, la nuova via Da
Mosto larga servirà come
collegamento alternativo
per la zona industriale:
non a caso il Comune sta
anche procedendo all’allargamento di via della
Bressana, che sarà strada
con precedenza quando
incrocia via Aleardi, in
modo da consentire uno
scorrimento veloce fino
all’incrocio con Cal de Livera.
Sta di fatto che comunque
il supermercatone aprirà
molto prima che la bretella che è anche al suo servizio sia pronta. C’è chi teme che ciò porterà a grandi ingorghi su via Matteotti, o a difficoltà per i
reduci dallo shopping per
rimettersi in marcia.
Per effetto dell’apertura
della rotonda è stato anche istituito il senso unico
Sopra, la nuova via Da Mosto, primo tratto della bretella; sotto, l’incrocio della rotatoria
con via Colombo: non è detto che il senso unico sia un provvedimento definitivo
in via Colombo: da via
Matteotti non ci si può
più svoltare dentro. Penalizzata la casa Mater Dei,
che ora si può raggiungere passando per via Galvani o via Polo, e penalizzato anche il vicino studio
del dentista Claudio De
Negri, che infatti ha avviato una raccolta firme,
ed ha incontrato il sindaco. E potrebbe vincere la
sua piccola battaglia: «per
ora e solo per motivi di sicurezza- dichiarazione ufficiale del sindaco Scottàvia Colombo è in uscita a
senso unico verso la rotatoria, ma siamo disponibili a discutere con il comparto residenziale per eventuali cambiamenti».
Oltre ai cambiamenti della viabilità, arrivano anche
cambiamenti al panorama
commerciale vittoriese: apre un nuovo grande punto vendita. Anzi due, giacchè a Meschio il Lidl ha
chiuso momentaneamente per riaprire grande il
doppio. Due le stranezze:
che si aprano punti vendita in un periodo di vacche
magre come questo (ma si
tratta di progetti in ballo
da anni), e che la città si
ritrovi con quasi tutti i
suoi supermercati (Emisfero, Cadoro, due Billa,
Lidl, Coop) concentrati in
un paio di km. TB
A CENEDA LA PRIMA VONGOLATA DELL’ASSUNTA
Ceneda, vento, lampi,
A
tuoni e pioggia torrenziale sul far delle 7 di sera
hanno rimandato al 16 agosto i festeggiamenti dell’Assunta. Buona la tombola pro-parrocchia del
Duomo con 1500 cartelle
vendute, mentre quasi
mezzo migliaio di cenedesi si sono messi in fila alle
19 per gustare la 1ª “vongolata” dell’Assunta, preparata dal CoGeVo di Venezia&Chioggia . «Come
tradizione comanda, abbiamo preparato le vongo-
le di mare in “cassopipa”spiega il chioggioto Sandro
Boscolo, titolare a Vittorio
Veneto della pescheria Serenissima di via Oberdan
nonché animatore della serata marinara. Dunque in
“cassopipa”, cioè un soffritto di cipolla, olio d’oliva... le
vongole e solo un po’ di pepe per un massimo di un
quarto d’ora sul fuoco. Si
mangiano rigorosamente a
scottadito! MS
Venerdì 5 settembre compie
104 anni Vincenza Oliana,
terziaria francescana che da
59 anni vive presso il monastero di clausura di San Giacomo, in foresteria.
SERRAVALLE: domenica “bio”
Pacifica bio-invasione nel cuore di Serravalle: domenica 31 agosto, dalle 9 alle 20, torna la Mostra mercato
dei prodotti biologici, biodinamici, dell’artigianato naturale e della bioedilizia promossa dalla cooperativa Ariele. Piazza Minucci, il giardino di Palazzo Minucci e piazza Flaminio saranno animate dalla presenza di oltre 70
espositori. Per i bambini, previsti laboratori di attività
manuali alle 10 e alle 16: ("Le forme di feltro", " Facciamo il pane", "Dolci pasticci"), spettacoli di strada e di
burattini. Per i più grandi, mini conferenze di mezz’ora,
laboratori di erboristeria domestica, trattamenti reiki e
altro ancora, tutto gratis. Per informazioni rivolgersi al negozio Ariele in via Nannetti, 0438-553171.
Generosa offerta al Piccolo Rifugio.
Ancora un generoso contributo dal mondo economico
del vittoriese al Piccolo Rifugio. A stanziarlo è stata, nelle settimane scorse, la Banca Prealpi, e sarà destinato
agli ingenti lavori in corso da tempo alla casa maschile.
Scomparsa suor Lucrezia Marcuzzo
È mancata lo scorso 16 agosto presso il collegio San
Giuseppe di Vittorio Veneto suor Lucrezia (Luigina)
Marcuzzo, 73 anni, originaria di San Polo. Era iniziata
ben vent’anni fa, nel 1988, la
malattia che l’ha portata lentamente all’incontro definitivo con il Signore. In precedenza, dopo i primi voti del
15 settembre 1956, era stata educatrice e insegnante
presso gli istituti della congregazione. «In questi
vent’anni - la ricordano le
consorelle- suor Lucrezia è stata provata come oro nel
crogiolo e il Signore l’ha resa forte nella capacità di vivere totalmente consegnata a Lui».
Suor Lucrezia riposa nel cimitero di San Polo.
A scuola di alpinismo con il Cai
La scuola di alpinismo del Cai di Vittorio Veneto organizza un corso di alpinismo. Giovedì 4 alle 21 presso
la sede del Cai alle Filande a San Giacomo il primo degli 8 incontri teorici, tutti di martedì e giovedì sera, a cui
si affiancano sei uscite in ambiente alpino e su ghiacciaio. Bisogna essere maggiorenni ed avere certificato
di idoneità fisica. Costo del corso euro 200. Per informazioni rivolgersi alla sede del Cai giovedì sera alle 21
o chiamare 0438-500799.
Sopralluogo, un’agenda per gli eventi
Per destreggiarsi nell’intricata rete di eventi prevista
questo autunno a Vittorio Veneto, è nata “Sopralluogo”,
un’agenda che segnala le maggiori manifestazioni previste tra settembre e ottobre, una nuova operazione di
marketing territoriale voluta dall’amministrazione. Si comincia con
l’inaugurazione del nuovo
distretto sanitario (nella
foto l’ingresso) che avverrà sabato
6 settembre
con una festa
lunga
un
giorno, per
arrivare fino al 4 novembre con l’arrivo del Presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del
90° Anniversario della fine della Grande Guerra chiudono il progetto.
Dai nostri paesi Vittoriese
31 agosto 2008
ANDREA BENEDET LICENZIATO, MARA ANTONIAZZI DIMISSIONARIA
Terremoto in giunta
a Cordignano
T
erremoto in giunta
a Cordignano.
Dopo alcune scosse
premonitrici di varia intensità il sisma ha colpito
la squadra di Roberto
Campagna provocando il
crollo di due assessori: Andrea Benedet e Mara Antoniazzi rispettivamente
con la delega al bilancio e
ai servizi sociali. Ad accomunarli è il fatto di essere
entrati a far parte della lista del sindaco senza alcuna tessera di partito in tasca. Inoltre entrambi sono
stati al centro dell’attenzione nella vicenda che ha
visto la maggioranza dover
rimediare ad un disavanzo
di 90 mila euro dovuto al
fatto che nel settore dei
servizi sociali (assessorato
di lei), erano state sovrastimate le entrate di mensa e trasporto pubblico in
fase di stesura del bilancio
(assessorato di lui).
A differenziarli è invece la
modalità di uscita dalla
giunta: destituito dal sinservizio di
Gerda De Nardi
daco lui, dimessa autonomamente lei, con tanto di
non accettazione delle dimissioni da parte del primo cittadino.
Il sindaco ha già in mente
chi sostituirà l’assessore
Andrea Benedet; il nome
verrà ufficializzato a breve.
Per quel che riguarda l’assessore Mara Antoniazzi
a casa sua è arrivata una
lettera in cui Campagna
«M
A BREVE
IL SOSTITUTO DI
ANDREA BENEDET
Il sindaco
Campagna
respinge le
dimissioni
dell’assessore
Antoniazzi.
Ma lei le considera
“irrevocabili”
“È VENUTO MENO IL RAPPORTO DI FIDUCIA”
on un comunicato
C
stampa il sindaco
informa che ha revocato
la delega di assessore al
dottor Andrea Benedet.
«A seguito di comportamenti non in sintonia
con gli orientamenti che
contraddistinguono l’azione amministrativa scrive - è venuto a mancare il presupposto fondamentale del rapporto
di fiducia che aveva ispirato e aveva sotteso alla
nomina di assessore. Per
garantire la coesione della giunta e dare conti-
“IL BUCO DI BILANCIO NON
ERA RESPONSABILITÀ MIA”
i hanno
addossato ingiustamente
la responsabilità del buco
in bilancio afferma Andrea Benedet
-. Avevano bisogno di un appiglio per
farmi uscire. Avevano anche chiesto che mi dimettessi, ma sono rimasto
perché la responsabilità
non è mia, lo hanno confermato anche i revisori
dei conti e gli Uffici. Le
motivazioni sono altre e
ha inciso moltissimo il
fatto che io non sia iscritto a nessuno dei due partiti (Lega Nord e Forza Italia) di cui è composta
quella che un tempo era
una lista civica. Il sindaco
ha la facoltà di revocare la
delega ad un assessore.
Prendo atto».
Non sarà più assessore,
Andrea Benedet, ma rimarrà consigliere comunale. All’interno della
maggioranza o come autonomo? E’ ancora troppo
presto per dirlo. «Dipen-
chiede un colloquio di
chiarimento visto che egli ha respinto le sue dimissioni.
La lettera però non è
stata ancora aperta dall’interessata che è in vacanza. Tuttavia, è categorica Mara Antoniazzi: le mie dimissioni sono irrevocabili. E rimarrà in consiglio comunale.
de - conclude
Benedet - da
cosa è rimasto di “civico”
a questa lista.
Se il gruppo è
solo formato
da Lega Nord
e Forza Italia
ho
alcune
perplessità».
nuità all’azione amministrativa nella seconda
parte della legislatura,
non mi è rimasta altra alternativa che la revoca
dell’incarico. Desidero
comunque esprimere un
ringraziamento per il lavoro che, nel corso di
questi due anni, il dottor
Benedet ha offerto nell’esercizio delle importanti deleghe da me conferitegli».
Motivi di comportamento, definito un po’ troppo
“astioso”, sono quindi alla base dell’uscita di sce-
na di Benedet anche se il
sindaco conferma che l’evento dell’errato conteggio del bilancio ha accelerato la capitolazione di
una situazione critica
che comunque andava avanti da un po’ di mesi.
27
DIVENTA CITTADINO ONORARIO
CERIMONIA DOMENICA 31 SUL PIZZOC
Berry fregonese
regona festeggia il
F
suo nuovo concittadino. È William Bernard Berry, tenente dell’esercito americano,che
fu abbattuto col suo aereo nei cieli vicentini il
10 dicembre 1944, arrivò tra mille traversie
in Cansiglio e divenne
partigiano per 144 giorni.
Sabato 30 alle 20.30
presso il centro sociale di
Fregona la presentazione
di “Un tenente americano
tra i partigiani della Cairoli” sarà a cura di Giuseppe Versolato e Pier
Paolo Brescacin.
Domenica 31, con partenza alle 9 da Cadolten, Fernando De Conti guiderà
un escursione storico naturalistica sulle orme del
tenente Berry, che fu responsabile del campo di
lancio posto tra il monte
Croce e il Pizzoc. Poi alle
11.30 alla Piazza della Pace in vetta al Pizzoc si terrà
la cerimonia per la consegna della cittadinanza a
Berry. Nell’occasione il
sindaco di Fregona Giacomo De Luca ha promesso
che darà aggiornamenti
sulla tormentata vicenda
delle trattative per l’acquisto da parte del Comune
dell’area di Pizzoc di proprietà di Italcementi. Le
trattative sono iniziate più
TRATTATIVE
DA PIÙ DI UN ANNO
Nel frattempo il
sindaco De Luca
continua le
discussioni con
l’Italcementi: verrà
smantellata anche
la teleferica fino a
Sant’Andrea?
di un anno fa, e sembravano destinate a concludersi in breve. E invece non
sono finite ancora. All’accordo con Italcementi sul
prezzo, e sulle opere di bonifica da realizzare sulla
vetta del Pizzoc, si affianca l’altro nodo per Fregona: ottenere fondi e sostegno dagli enti sovraordinati. A quanto pare l’accordo che si cerca dovrebbe prevedere anche l’impegno dell’Italcementi a
togliere tutti i pali della
vecchia teleferica che saliva dalla piazza di Sant’Andrea (dove i primi due pali sono parte del giardino
di due delle case che affacciano sulla piazza di
Sant’Andrea). Evidente
quindi l’inevitabile coinvolgimento anche del comune di Vittorio Veneto.
«Il sindaco Scottà è informato di tutto quel che faccio», dice De Luca.
Tommaso Bisagno
“CONTA IL FATTO CHE NON ABBIAMO
TESSERE DI PARTITO”
a tempo la situazione era abbastanza
tragica - sottolinea Mara
Antoniazzi -. In tutta la vicenda ha influito il fatto
che né io né Benedet abbiamo tessere di partito.
Dopo il problema delle
mense, il 24 maggio scorso, il sindaco e i consiglie-
«D
CORDIGNANO SPOSI DA 50 ANNI
ri di maggioranza avevano
chiesto ad entrambi di dimetterci. Ad un certo punto, e non ho capito ancora
il perché, io per loro non
costituivo più un problema e quindi il 13 agosto il
sindaco ha revocato la delega solo a Benedet.
Io allora mi sono dimessa.
Non c’è trasparenza e
lealtà e quindi non c’è motivo di rimanere. Per quel
che mi riguarda hanno “demolito” il mio ufficio. Hanno declassato il funzionario responsabile ad assistente sociale e l’ho saputo solo dopo alcuni giorni
senza che nessuno mi in-
terpellasse o semplicemente mi avvisasse. Non
c’è più il clima di serenità
per andare avanti così».
ANZANO NOZZE D’ORO PER CATERINA E LINO
l 6 luglio scorso CateInalrina
Da Ros e Lino Cahanno festeggiato un
Eugenia e Antonio Piccin di Cordignano
grande traguardo: cinquant’anni di matrimonio.
Una vita d’amore, gioie e
fatiche ma sempre uniti,
insieme.
I figli, i generi, i nipoti
Laura, Cristina, Andrea,
Elena e il pronipote Christian augurano loro ancora tanta felicità.
l 23 agosto hanno ringraziato il Signore per il
IEugenia
loro cinquantesimo anniversario di matrimonio
e Antonio Piccin insieme ai loro famigliari
e amici.
Auguriamo loro ancora tanti anni insieme in salute, serenità e gioia.
I figli, Renzo, Ezio e Paola
Caterina Da Ros e Lino Canal di Anzano
28
Dai nostri paesi Quartier del Piave
31 agosto 2008
FARRA: INCONTRI SUL DISAGIO, FIACCOLATA, FESTA DELLE ASSOCIAZIONI
ine estate all’insegna della solidarietà e
dell’associazionismo a Farra di Soligo
con “Farrainsieme”. Dopo i concerti di alto
profilo nella chiesetta di San Vigilio, le serate di cinema all’aperto, i burattini in piazza, il supporto ai centri estivi nel mese di luglio, sono in programma serate informative sulle tematiche della malattia mentale e
momenti di aggregazione e di svago. Il primo appuntamento, giovedì 28 agosto, è stato dedicato all’Alzheimer.
Sabato 30 agosto l’associazione Fiorot propone la fiaccolata “Luci nella notte” per sensibilizzare sul diffondersi delle malattie on-
F
cologiche e raccogliere fondi per sostenere
il sodalizio. Al termine della fiaccolata, che
parte alle 20.45 dalla Casa degli Alpini di
Farra, si tiene un concerto del cantautore
Alberto Cantone alla memoria di Annalisa Pederiva (nella foto) recentemente scomparsa. Annalisa, con il marito Angelo Guizzo, era uno dei pilastri locali della “Fiorot”.
Giovedì 4 settembre sarà
la volta delle associazioni “Limes” e “Psiche2000”
IL COMUNE È ULTIMO NELLA CLASSIFICA
PROVINCIALE DI REDDITO PER CONTRIBUENTE
Moriago povera?
M
obilegno cucine,
Doimo
Cityline, ZG
Group, Zalamena mobili, Sirtek Italia arredamenti, Doimo Linea Italia, Doimo Domus, Doimo salotti, Doimo International, Wiessenfels catene da neve. E poi ancora
Edilcommercio,
Colomberotto
carni,
Tecno Tenda e Rattan
Wood. Difficile credere,
di fronte a questa sterminata serie di uffici e
capannoni che si affaccia
sulla SP34 e che accoglie
gli automezzi alle porte
della frazione di Mosnigo (verso il ponte di Vidor) o del capoluogo
(verso Sernaglia), che sia
proprio Moriago della
Battaglia il comune più
“povero” della ricca e
gioiosa Marca trevigiana. La stessa presenza di
tre gruppi bancari (Popolare di Vicenza, Unicredit Banca e Veneto
Banca) su un totale di
poco più di 2 mila e 800
abitanti (per una media
analoga a quella di Pieve
di Soligo, la piazza economica del Quartier del
Piave), non fa che rafforzare i dubbi. A stabilirlo
però è stato uno studio
nazionale coordinato dal
quotidiano “Il Sole 24 ore” e basato sui redditi
Irpef dichiarati dai cittadini italiani dal 1999 al
2007. Dallo studio emerge che questo piccolo comune di campagna, teatro di una delle più sanguinose battaglie della
Grande Guerra, è il ter-
Popolazione residente
a Moriago della Battaglia
al 1° Gennaio 2007
Celibi
653
Coniugati
711
Divorziati
13
Vedovi
29
Totale Maschi
1406
Maschi+Femmine 2785
Nubili
477
Coniugate
709
Divorziate
11
Vedove
182
Totale Femmine 1379
Popolazione straniera
Maschi
Maschi+Femmine
di cui
Macedonia
Marocco
Albania
197
384
Femmine
187
Maschi
Femmine
Totale
74
48
27
64
34
26
138
82
53
Reddito per contribuente
Anno 2007
ritorio della provincia di
Treviso con il più basso
reddito per contribuente (12 mila e 441 euro),
con il più basso reddito
per abitante (9 mila e 256
euro) e con il più basso
Il sindaco Giuseppe Tonello
euro 12.441
reddito per famiglia (24
mila e 620 euro). «Prendo atto dello studio e delle statistiche pubblicate
– afferma il neo sindaco
di Moriago della Battaglia, Giuseppe Tonello –
ma, come molti, pensando all’estensione delle
nostre zone industriali,
non posso che essere
sorpreso da questi dati.
Specie se confrontati con
quelli di comuni limitrofi al nostro territorio come Sernaglia (14 mila e
51 euro per contribuente) o Vidor (13 mila e 659
euro). Non credo che la
qualità della vita dei miei
concittadini sia così inferiore a quella dei paesi
vicini... Comunque, i dati sono dati». Sì, d’accordo sindaco, ma non sarà
la solita questione del
che, nella Casa degli Alpini di Col San Martino alle 20.45, metteranno a tema “Angoscia di solitudine e paura di abbandono” con
la dottoressa Patrizia Furlan, psicologa e
psicoterapeuta.
Sabato 6 settembre la Pro loco di Farra premierà i balconi più fioriti. Giovedì 11 settembre, il dottor Pier Paolo
Urbani, primario del reparto di psichiatria dell’Ulss 7, parlerà della depressione. L’ultimo appuntamento sarà
per domenica 14 settembre con “FestInsieme”, giochi paesani tra associazioni.
mezzo pollo a testa,
quando in realtà c’è chi
mangia un pollo intero e
chi non mangia niente?
«Ripeto, i numeri non lasciano spazio a tanti
commenti o interpretazioni, visto, tra l’altro,
che sono stati utilizzati
gli stessi parametri per
tutti i comuni – chiosa il
giovane primo cittadino
–. Però non posso che
precisare che, per quanto riguarda l’attività municipale, i nostri servizi
sociali non hanno indicatori a livelli tali da sollevare il problema di un
diffuso disagio sociale ed
economico nel territorio
moriaghese. Come non
posso fare a meno di osservare – continua Tonello - che i dati sui redditi Irpef tra Moriago e
Mosnigo risentono di
due dati di fatto: l’alto
numero di pensionati tra
i residenti maggiorenni
e lo scarso sviluppo residenziale ovvero l’attuale
basso grado di attrazione urbanistica verso le
giovani famiglie. In una
frase: la popolazione di
Moriago sta sensibilmente invecchiando». E
mentre alcuni imprenditori locali da tempo risiedono in comuni limitrofi (Miane e Vidor, ad
esempio), suona oggi
profetico il campanello
d’allarme lanciato lo
scorso dicembre dall’allora sindaco Pergentino
Breda: se Tonello, infatti, sottolinea gli attuali
611 pensionati residenti
nel proprio territorio comunale (su circa 2 mila e
300 maggiorenni), l’ex
sindaco in inverno pose
l’accento su un dato a
metà strada tra la questione sociale e gli aspetti urbanistici: ben
221 famiglie erano composte da una sola persona, nella maggioranza
delle quali, appunto, da
una persona anziana.
Glauco Zuan
REFRONTOLO:
AGGREDITO
VOLONTARIO
ggrediscono un volontario
A
della Pro loco di Refrontolo
per rubargli l’incasso dell’ultima
giornata della Festa dell’estate. È
accaduto la sera di domenica 24
agosto nei pressi del Molinetto
della Croda a Refrontolo. Il volontario, un cinquantanovenne, è
finito al pronto soccorso mentre
la banda, composta da stranieri,
è fuggita con oltre 12 mila euro.
BREVI QUARTIER DEL PIAVE
VIDOR: semafori a chiamata
Il Comune di Vidor ha installato tre semafori “a chiamata”. Il primo è nel capoluogo lungo la provinciale in via
Marconi (dove si innesta via Brigata Cuneo), il secondo sempre in via Marconi in frazione Bosco, il terzo subito dopo il cinema Eden, in direzione Col San Martino,
a Colbertaldo. Funzioneranno sia su richiesta tramite
pulsante (per i pedoni), sia su sollecitazione delle spire
collocate nelle vie laterali a senso unico di marcia in uscita (per le auto). Il costo è di 63 mila euro (la Provincia ha contribuito con 25 mila euro).
PIEVE: corso di difesa personale
Inizia il 2 settembre il corso di difesa personale organizzato dal Comune e
dal Judo Club di Pieve e
rivolto principalmente a
donne tra i 15 e i 50 anni. Il programma si articola in otto incontri il martedì e il venerdì dalle
20.30 alle 21.30 nella palestra delle scuole medie
“Toniolo”.
PIEVE: commedia di Goldoni
Sabato 6 settembre, alle 20.45 al cinema-teatro Careni di Pieve di Soligo, viene proposto lo spettacolo teatrale “La Casa Nova” di Carlo Goldoni. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria allo 041-987221.
Le offerte raccolte verranno devolute alla fondazione
Banca degli occhi del Veneto onlus.
FALZÈ: “Lucio Battisti day”
Sabato 30 agosto alle
21, nell’area verde del
Piave in via Passo Barca a Falzè, Christian
Pugliese, voce, e Claudio Rudella, chitarra,
interpretano brani di
Lucio Battisti in occasione del “Battisti day”
promosso dal Comune di Sernaglia, in collaborazione con l’associazione Capannonerecords, a dieci anni dalla morte del cantante.
COLLALTO: teatro popolare
Il tradizionale appuntamento col teatro popolare a Collalto di Susegana torna alle 20.45 di sabato 30 agosto
nella tensostruttura allestita presso gli impianti sportivi.
Va in scena la commedia in due atti di Bruno Lorenzon
“Il nobile Amorèi” a cura del gruppo Amici del teatro di
Roncade. Chiudono la rassegna i due atti de “La casa
nova” di Carlo Goldoni, messi in scena dalla compagnia
Ponte Priula Teatro nella serata di sabato 6 settembre.
L’ingresso agli spettacoli è libero.
PIEVE: RINO CESCA NUOVO PRESIDENTE DEL BASKET PIEVE 94
ino Cesca, 50 anni, libero proR
fessionista, è il nuovo presidente del Basket Pieve 94. Giuliano
Grassi, presidente uscente e figura
storica del basket pievigino, assume
la presidenza onoraria dell’associazione, ma non getta la spugna, an-
dando a occuparsi in prima persona del minibasket. Cesca, vicepresidente negli ultimi due anni, è anche
il referente della prima squadra che
nella prossima stagione si presenterà radicalmente ringiovanita.
Due i vice presidenti: Oscar Calo-
nego (responsabile per i ’93) e Narciso Verlato (responsabile per i ’96).
Fanno inoltre parte del direttivo Luca Hosp (rapporti Fip), Paolo Bortolini (responsabile per i ’94), Gianpaolo Spadetto (responsabile per i
’97), Michele Moro (responsabile
Minibasket), Giacomo Zannoni (responsabile sponsor), Antonio Fina
(responsabile rapporti istituzionali
e associativi), Luca Mura (rappresentante giocatori), Paolo Boscarato (responsabile tecnico e rappresentante allenatori). AM
Dai nostri paesi Vallata / Bellunese
31 agosto 2008
CISON: 200 MILA AD “ARTIGIANATO VIVO”
edizione di quest’anno di
“Artigianato Vivo” ha superato le 200 mila presenze in
dieci giorni. Nella serata del 14
agosto sono stati premiati i tre
migliori artigiani. Il primo classificato è risultato Andrea Vento, artigiano di San Giuliano
Terme (Pi), che produce manufatti in pelle. Al secondo posto Tiziano Paulon, di Arquà
Polesine (Ro) con l’opera “Tagli
e dettagli”. Il terzo classificato è
risultato “Il Galeone snc” di Sie-
L’
na, che produce manufatti artistici in oro, argento e pietre
preziose. Nella sezione “migliore manualità” è stata pre-
DA MIANE A ROMA
miata Amelia Minto, originaria
di Dolo (Ve) autrice di opere in
cera.
Quest’anno gli espositori –
SEZIONE ANA DI VITTORIO VENETO
Un programma
fitto fitto
IN CALENDARIO
F
itta e intensa l’agenda dell’Associazione nazionale
alpini di Vittorio Veneto. Preme su tutto il 90º
della fine della Grande
Guerra, che qui a Vittorio Veneto ebbe il suo epilogo con l’ultima battaglia, vinta dagli italiani assieme alla coalizione anglo-francese, ma
anche col supporto militare dell’America. Dopo
l’affollato raduno “Assoarma” dello scorso 15 giugno, che ricordava l’inizio
della cosiddetta “Battaglia
del Solstizio” e che segnò
la fine della spinta militare austriaca, e dopo ancora il grande successo de
“La notte delle voci dal
fronte” (concerto) dello
scorso 19 luglio, in piazza
a Ceneda, e curata dal coro alpino “Col di Lana”, uno dei tre della sezione, gli
Alpini di Vittorio Veneto
celebrano, domenica 31 agosto, con inizio alle 10 in
Corsa in montagna,
25º della morte di
Giulio Salvadoretti,
inaugurazione del
cimitero austroungarico di Follina
e del monumento
col mulo a Vittorio
Valle di San Daniele a Cison di Valmarino, il 37º
Raduno alpino al Bosco
delle Penne Mozze.
La sezione vittoriese organizza poi per il 14 settembre prossimo, a Revine-Lago, dalle 9 di mattina, il campionato nazionale di “Corsa in montagna” dei soci dell’Ana.
«Ma non è mica finita così – commenta il neo-presidente dell’Ana di Vittorio Veneto, il valmarenese
Angelo Biz – perché quest’anno cade il 25º della
morte di Giulio Salvadoretti, uomo esuberante e
straordinario.
Gli dobbiamo una celebrazione
coi fiocchi, giacché Giulio, capitano medico alpino e reduce di
Russia, fu tanto
e fece tanto per noi alpini
del Vittoriese». Oltre che
primario tisiologo del Sanatorio antitubercolare
“Villa delle Rose” di Vittorio Veneto, Giulio Salvadoretti fu infatti presidente della sezione Ana di Vittorio Veneto dal 1957 al
re serate di altissima qualità a
T
Cison di Valmarino per la quarta stagione promossa dai creativi di
Eggs, gruppo di professionisti di arti dello spettacolo. Venerdì 29 agosto, alle 20.45, in piazza Roma viene rappresentata l’opera lirica “Pa-
P
1982 (morì il 30 ottobre
1983 a 72 anni) e affiancò
fattivamente Mario Altarui, ideatore del “Bosco
delle Penne Mozze”. Ricoprì inoltre la presidenza
del Coro Ana dalla sua costituzione e fu fondatore
della Unirr (Unione nazionale italiana reduci
Russia) nel 1950 e suo presidente.
Scorrendo ancora l’agenda alpina del presidente
Biz troviamo al 26 ottobre
la cerimonia al
cimitero austro-ungarico
di Follina (qui,
gli alpini di Angelo Biz si sono
sobbarcati un
mucchio di lavoro per riportarlo in luce), poi il 50º del
Coro Ana e infine l’inaugurazione a novembre del
Monumento col mulo, opera di Bottegal da Feltre,
che verrà collocato in Vittorio Veneto, vicino alla
chiesa di Sant’Andrea.
Mario Sanson
il presidente nazionale dell’Ana Corrado Perona a teÈ
nere il discorso commemorativo al 37º Raduno alpino al Bosco delle Penne Mozze in programma domenica 31 agosto. L’incontro comincia alle 10 con gli onori al labaro dell’Ana, quindi l’alzabandiera, l’onore ai caduti, l’inaugurazione delle targhe a ricordo dei caduti
delle sezioni di Alessandria, Biella e Cividale, l’intervento di Perona, e la messa celebrata dal vescovo Corrado. Intervengono il Coro Ana di Vittorio e la Banda
di Cison. Organizzano le quattro sezioni Ana della Provincia di Treviso e il gruppo coordinatore di Cison.
gliacci” di Leoncavallo; ingresso 15
euro (in caso di maltempo l’opera è
rinviata al 30 agosto). Sabato 30 agosto, alle 20.45 sempre in piazza
Roma, il Gruppo folcloristico trevigiano propone canti e balli dell’Ottocento trevigiano; ingresso 10 eu-
ro (in caso di maltempo a Castelbrando). Infine domenica 31 agosto, alle 20.45, al teatro La Loggia
“Rumores de Milonga”, serata dedicata al tango, teatro la Loggia, ingresso 10 euro. Parte del ricavato
sarà devoluto alle associazioni “Amici del Cuore” e Sos (Solidarietà
organizzazione sviluppo).
TOVENA: ANZIANI SUL SAN BOLDO GRAZIE AI VOLONTARI
er il terzo anno consecutivo una trentina di anziani
di Tovena ha trascorso una
settimana di ferie (28 luglio2 agosto)... sul San Boldo.
Questo il programma giornaliero: di primo mattino “salita” da Tovena in pulmino, colazione nella Casa degli Alpini, pranzo a mezzogiorno,
merenda alle 17, e ritorno in
paese. A rendere possibile la
bella iniziativa sei volontari
capitanati da Mario Magagnin.
maestri artigiani e hobbisti – erano più di 180. Ogni serata è
stata organizzata all’insegna
della cultura e della musica. Da
ricordare sicuramente la serata
con Margherita Hack, il cui incontro, organizzato dapprima
in piazza Roma, causa maltempo si è svolto nella chiesa arcipretale di Cison di Valmarino.
Soddisfatta naturalmente la Pro
loco, organizzatrice dell’evento, con la quale hanno collaborato molte associazioni.
PERONA AL BOSCO PENNE MOZZE
CISON: LIRICA, FOLKLORE E TANGO
29
a comunità parrocchiale di Miane
L
ha festeggiato nei giorni scorsi, a
cavallo della ricorrenza di Maria Regina, il quinto anniversario dell’incoronazione e benedizione dell’effigie
della Madonna del Carmine da parte
di papa Giovanni Paolo II. A ricordo
di quell’evento la parrocchia ha così
organizzato un pellegrinaggio di quattro giorni a Roma. Tra gli appuntamenti una messa nelle grotte vaticane in memoria di papa Karol Wojtyla
e la partecipazione all’Angelus in Castel Gandolfo.
BREVI VALLATA
MIANE: 400 mila euro per il Ceod
La giunta regionale del Veneto ha stanziato 400 mila euro a favore del Comune di Miane per la realizzazione del
Ceod (Centro educativo occupazionale per disabili) in
via Cal di Mezzo.
MIANE: corso per sommelier
Giovedì 25 settembre inizia, nell’aula magna della scuola elementare di Miane, il primo corso di qualificazione
professionale per sommelier promosso dall’Associazione italiana sommelier. Le lezioni, 15 in tutto, si tengono
di giovedì dalle 20.30 alle 23 fino al 15 gennaio 2009.
Per informazioni e iscrizioni rivolgersi alla Delegazione
di Treviso 0422-261385.
FOLLINA: Todero
si è dimesso
Luciano Todero si è dimesso
da preside dell’istituto comprensivo “Fogazzaro” di Follina.
Todero ha motivato la sua decisione con il caos in cui versa
oggi la scuola italiana.
FOLLINA: secondo vigile
Dal 1º agosto il Comune di Follina ha un secondo vigile urbano. Vanessa Bolzan, trentaquattrenne, affianca il
viceispettore Massimo Ghizzo. I vigili di Follina sono gli
unici, in Vallata, ad essere dotati di armi.
ARFANTA: festa comunitaria
Ad Arfanta ultimi tre giorni
della Festa patronale di San
Bartolomeo. Venerdì 29 alle 21 finale del torneo di calcio-balilla. Sabato 30 alle 15
parte la terza Marcia di San
Bartolomeo che si snoda su
un percorso di 6 o 12 chilometri. Infine domenica 31 alle 11.15 messa per arfantesi ed ex arfantesi, e alle
12.30 pranzo comunitario.
Organizzano il Gruppo ricreativo e la parrocchia.
CISON: Salton lascia il Comune
Gildo Salton, già sindaco di Cison di Valmarino, si è dimesso da vicesindaco e consigliere comunale. Il sindaco Cristina Pin ha nominato nuovo vicesindaco Giancarlo De Luca (referati: cultura, turismo, giovani, pubblica istruzione). Entra in giunta come nuovo assessore Pietro Bottega: si occuperà di ecologia, ambiente, gestione teatro ed eventi.
BREVI BELLUNESE
ZUMELLESE: visita chiesette
Domenica 31 agosto terza visita guidata alle chiesette della Sinistra Piave bellunese. Si andrà alla scoperta dell’arte
del ’400 e del ’500 in Valbelluna attraverso le opere delle
chiese di Bardies, Corte, Addolorata di Mel, Farra, Pialdier,
Madonna di Parè, Visomè, e parrocchiale di Castion.
MEL: arrampicata per tutti
La Pro loco zumellese ripropone un evento per gli amanti dell’arrampicata. Da venerdì 29 a sabato 6, grandi e piccoli sono invitati ad arrampicarsi: venerdì 18-21, domenica 10-12
e 15-18, mercoledì 18-21, giovedì 18-21, venerdì 18-21, e
sabato 15-18. L’iniziativa è promossa in collaborazione con
la Climb Band di Belluno.
30
Dai nostri paesi Conegliano
31 agosto 2008
SCOMIGO: È TORNATO A DIO P. MANETTO MARIA SALVADOR
11 agosto scorso nel convento
della Madonna del Pozzo a Roma è morto padre Manetto Maria
(nato Giovanni) Salvador. I funerali
si sono svolti nella chiesa di Santa
Maria in Via, sede dei Servi di Maria. È sepolto al Verano a Roma nella tomba dell’Ordine.
Giovanni nacque a Scomigo il 26 agosto 1915. Da giovane entra nell’Istituto dei Salesiani a Gorizia, poi
passa a Belluno ed ha come padre
spirituale don Francesco Carpenè,
salesiano, pure di Scomigo. Si trasfe-
L’
risce successivamente all’Istituto di
Monte Berico a Vicenza e infine va a
Roma nella parrocchia dei Servi di
Maria.
Fa gli studi teologici alla facoltà di Teologia dei
Servi di Maria. Viene
ordinato diacono il 21
dicembre 1975 a Roma.
Sempre a Roma nella
chiesa di Santa Maria in
Via viene ordinato presbitero dal vescovo emerito di Ancona mon-
signor Picinelli nel 1979. Il 21 ottobre 1979 a Scomigo celebra la sua prima messa. Quando è entrato nell’ordine dei Servi di Maria ha assunto il
nome di “Manetto”, il nome di uno dei sette santi
fondatori dell’Ordine.
Il suo ministero si è svolto per molti anni a Santa Maria in Via a Roma.
Si è dedicato, in particolare, ai giovani, all’oratorio parrocchiale e agli
ammalati.
IL 19 OTTOBRE OSPITERÀ LA PRIMA PARTITA
Il palazzetto
è realtà
I
l Palasport di Campolongo è (quasi) terminato. Quindici anni
dopo il previsto, ma vale
il detto: meglio tardi che
mai. Nessun Gabibbo arriverà più a Conegliano a
puntare il dito ciccioso
contro una delle tante
“cattedrali nel deserto—
”del Belpaese. Dalle stalle alle stelle, in poco tempo: ieri simbolo di spreco
di denaro pubblico, spina
nel fianco delle amministrazioni comunali, ricovero di sbandati e
punkabbestia;
oggi
proiettato a essere palcoscenico nazionale per le
star dello sport e dello
spettacolo, orgoglio di una comunità, volano di
sviluppo di una Marca
che investe nello sport.
Debutta alla grande il Palasport di Campolongo: il
19 ottobre ospiterà la
partita di andata tra della Spes Volley Zoppas e la
Minetti Vicenza, seconda
giornata del campionato
di pallavolo femminile di
A1. A inaugurare la stagione dei grandi concerti, organizzati da
Zed, saranno invece
Venditti (fine novembre) e Zucchero (prima
di Natale).
Ed è stata proprio la
scadenza ravvicinata
dell’inizio campionato
(il 12 ottobre) a imporre la poderosa accelerazione ai lavori di
completamento della
struttura sportiva, iniziati nel maggio 2007: «La
ditta avrebbe dovuto consegnare il Palasport entro
la fine dell’anno - spiega
il sindaco Alberto Maniero -. Ma per far giocare la Spes è stata data
un’accelerata». L’approdo
in A1, nell’aprile di quest’anno, delle pantere
gialloblu ha sconvolto i
piani e imposto ritmi ser-
rati.
A gestire il Palasport sarà
la Spes Volley, presieduta dall’imprenditore Giovanni Lucchetta, che ha
avuto il merito di far fare
alla squadra coneglianese
il balzo prima in A2 e poi,
dopo 3 anni, nella massima serie. Lucchetta è uno
che ci crede. Per questo
Floriano Zambon, nel
2005, ha avuto il coraggio
di riprendere per mano il
progetto del Palasport:
sapeva di avere, nel presidente della Spes, un
partner affidabile. A
preoccupare gli ammini-
La gestione è stata
affidata alla Spes
Volley. I costi di
gestione sono
valutati in 600 mila
euro annui.
Entro il 2008
concerti di Venditti
e Zucchero
stratori coneglianesi, infatti, non era tanto il costo per il completamento
della struttura (pur elevato: 6 milioni di euro),
quanto le spese di gestione. Che certo non poteva
accollarsi interamente il
Comune. La Spes era l’unica società sportiva coneglianese in grado di
fornire una garanzia. E un
“gentlement agreement”,
un accordo tra gentiluomini - come lo definisce
Lucchetta - con Zambon
è stato alla base del rilancio di un progetto che
sembrava deflagrato anzitempo. Quindi a giugno
il Comune ha indetto una gara per selezionare il
gestore. A vincere è stato
l’unico progetto presentato, quello della Spes.
Per la società sportiva coneglianese inizia ora la
sfida più impegnativa. Avrà in gestione per 12 anni una struttura (compresa l’area esterna) che
divora 600 mila euro l’anno, dove saranno impiegate a tempo pieno sei
persone: 2 custodi, un direttore, 2 venditori di
spazi pubblicitari, 1 grafico. I costi di avvio (arredamento degli spogliatoi, del bar, delle strutture sportive, oltre che l’allestimento degli impianti pubblicitari, 100 mq di
schermi) si aggirano sul
milione e 400 mila euro.
Le spese di manutenzione straordinaria saranno
per metà a carico del gestore e per metà del Comune. Perché il bilancio
stia in piedi servono entrate in pubblicità per 480
mila euro l’anno.
Oltre allo sponsor principale, il gruppo Zoppas,
una miriade di piccoligrandi sponsor del Team
Nordest vogliono contribuire al sogno di portare
in finale, entro 3 anni, il
team gialloblu (progetto
“Patto per la finale” su
www.spesvolley.it).
E a un’impresa della zona
sarà legato anche il nome
del palasport, che si saprà solo a metà settembre. La società sta vagliando le offerte arrivate. Sarà probabilmente una banca o un’assicurazione. Solo enti di grandi
dimensioni, infatti, possono sopportare i costi di
tale sponsorizzazione.
Il palasport di Campolongo ha 2.400 posti a sedere, che possono arrivare fino a 4 mila con le tribune mobili. «Nella nostra regione ci sono solo
quattro strutture di tali
dimensioni e livello, e
quella coneglianese è la
terza di proprietà pubblica» precisa Lucchetta.
L’impianto sarà utilizzato anche dalle altre società sportive coneglianesi e dal Comune che si
è riservato «10 gettoni
gratuiti l’anno».
Francesca Nicastro
UNA STORIA COMINCIATA NEGLI ANNI ’90
idea di dotare Conegliano di un paL
’
lasport nasce nei primi anni ’90, con
l’allora sindaco Flavio Silvestrin. Il progetto fu presentato al Coni che lo accolse
ed erogò un contributo di 2,5 miliardi di
lire. La spesa prevista per la struttura si
aggirava intorno ai 5-6 miliardi di lire.
L’amministrazione chiese allora un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti, che le
venne accordato. Tra il 1993 e il 1994 ini-
ziarono i lavori. L’amministrazione Ghizzo, però, succeduto a Silvestrin nel 1995,
ritenne troppo oneroso investire nel palasport, annullò la richiesta di mutuo e
affossò il progetto. Nel 2005, i tempi erano maturi per rilanciare il completamento della struttura, nell’ambito del Piruea
“Quartiere dello Sport”, un intervento di
riqualificazione urbanistica da 14 milioni di euro.
FENZI: NUOVO PRESIDENTE
l sindaco di Conegliano Alberto Maniero ha nomiIcasanato
il nuovo consiglio di amministrazione della
di riposo “Fenzi”. Il nuovo presidente, che succede a Pier Mario Fabris, è il medico chirurgo dell’ospedale di Conegliano Roberto Cappelli. A collaborare con
il nuovo presidente ci saranno
i nuovi membri del cda: Christian Boscariol, Bruno Palmieri, Maria Teresa Pavan e
Mario Gava. Tutte le cariche,
presidente e membri del cda,
non prevedono alcun compenso economico.
BREVI CONEGLIANO
500 mila euro per la casa di riposo
La giunta
regionale
del Veneto
ha stanziato
500
mila
euro a favore
della
Fondazione
Sant’Augusta
onlus
per lavori di adeguamento della casa di riposo Opera Immacolata di Lourdes.
Laurea professioni sanitarie,
ultimi giorni per le iscrizioni
Sabato 2 settembre alle 12 scade il termine per le
preiscrizioni ai quattro corsi di laurea delle professioni sanitarie che hanno sede a Conegliano: infermieristica, assistenza sanitaria, fisioterapia e terapia occupazionale. La pre-immatricolazione è possibile solo via Web all’indirizzo www.unipd.it/unienter.
COMUNE: Due concorsi pubblici
Il Comune di Conegliano ha indetto due concorsi
pubblici per esami: uno per la copertura di un posto di Istruttore direttivo amministrativo contabile
(cat. D) a tempo pieno e indeterminato, un altro per
la copertura di un posto di Funzionario amministrativo contabile (cat. D3) a tempo pieno e indeterminato. Per entrambi i bandi di concorso la domanda
di ammissione deve dovrà pervenire all’Ufficio Protocollo entro le 13 di giovedì 4 settembre 2008.
Gli alpini per la Nostra Famiglia
Il capogruppo Pietro Masutti ha consegnato, a nome del Gruppo Alpini Città “Olindo Battistuzzi”,
4.200 euro alla direttrice della “Nostra Famiglia” di
Conegliano. Si tratta del ricavato della Marcia di
Primavera del 1° maggio scorso.
L’edizione è stata molto partecipata con circa 1.100
iscritti. I soldi verranno utilizzati per sostenere le
spese per il viaggio dei ragazzi disabili a Lourdes.
Agenda Conegliano
SABATO 30
Comincia oggi la diciannovesima
mostra collettiva promosso dall’associazione Contrada Granda all’Oratorio dell’Assunta. Orario diurno. Ingresso libero.
Alle 17.30 in piazza Cima “El Barbazucon e altre storie” spettacolo di
burattini di e con Alberto De Bastiani. In caso di pioggia sotto la loggia del municipio. Ingresso libero.
Alle 21 in piazza Cima un altro spettacolo di marionette, “Storie mannare”, proposto dalla compagnia
Teatro Laboratorio Mago. In caso di
pioggia sotto la loggia del municipio.
Ingresso libero.
DOMENICA 31
Il Cai organizza una gita escursionistica al Bivacco Vaccari- Gruppo
del Cridola nelle Prealpi Carniche.
Alle 6.45 parte la comitiva di Libe-
ralabici diretta a Faedis. Da qui il
gruppo, in sella alla bici, percorrerà
45 chilometri tra boschi e crinali verso il confine italo-sloveno.
Info: Elio 338.4475544.
VENERDÌ 5
Dalle 15,30 alle 19,30, in piazza Balbi a Pieve di Soligo si svolgono le verifiche tecniche della auto d’epoca
che partecipano alla Centomiglia
sulla Strada del Prosecco. La gara
prenderà il via alle 10 di sabato 6
dal piazzale di San Martino a Conegliano, con arrivo alle 17.30 a Villa dei Cedri di Valdobbiadene (sede
in questo periodo del Forum Spumanti d’Italia). I partecipanti effetturanno i controlli-timbro direttamente
nelle cantine produttrici, ricevendo una bottiglia di vino da inserire in apposita custodia, che sarà regolarmente completata con 6 bottiglie.
Dai nostri paesi Coneglianese
31 agosto 2008
ENTRAMBI SONO DI SAN POLO DI PIAVE
Bonotto e Zanet
atleti da record
E
state d’oro per lo
sport sanpolese. Di
volteggio in volteggio Sara Bonotto a soli
14 anni ha conquistato a
Salsomaggiore il titolo italiano nelle categorie
pattinaggio libero e combinato e il titolo di vicecampione, con Loris Casagrande, negli esercizi
obbligatori. Un ottimo
risultato per l’atleta di
San Polo di Piave iscritta alla società “Skating
Club San Polo” presieduta da Antonella Giol.
«Per la verità - spiega la
presidente Giol - la vittoria di Sara è il riconoscimento che la nostra
società è un punto di riferimento nazionale. E
quest’anno celebriamo i
25 anni d’attività. Abbiamo una struttura degna
di ospitare gare a livello
regionale e nazionale. Una pista, non in cemento, ma in legno che permette di raggiungere ot-
Sara Bonotto ha conquistato il titolo
di campione italiano di pattinaggi
libero e combinato
Flavio Zanet ha percorso l’intera Alta Via
n.1 delle Dolomiti in meno di 24 ore
time prestazioni. Non
per nulla nel nostro impianto si è allenata la nazionale di pattinaggio
della Spagna, abbiamo ospitato 4 campionati regionali, esordienti e giovanissimi A e B, si è tenuto lo spettacolo “Artisti Roller Tour” con i migliori campioni di pattinaggio ed è usata da Paolo Colombo, uno dei tecnici della nazionale italiana di pattinaggio».
Il risultato ha galvanizzato anche Mario Ven-
drame, sindaco di San
Polo di Piave che pensa
di festeggiare la neo
campionessa Sara Bonotto nel corso di una seduta del consiglio comunale.
L’altro sanpolese balzato
agli onori della cronaca è
Flavio Zanet: ha percorso l’Alta Via n.1 delle Dolomiti in meno di 24 ore,
una sfida che in molti si
erano posti ed avevano
tentato a partire dal
1976. Un sogno, il suo,
accarezzato fin dal 2005
e divenuto realtà quest’estate. Zanet è partito
il 10 agosto alle 16 dal lago di Braies e alle 16.46
dell’11 agosto ha toccato
la fontana di piazza Duomo a Belluno. «L’idea di
attraversare le Dolomiti,
a livello escursionistico
con le classiche 12 tappe
- racconta Zanet - era
CONTRIBUTO PER IL PALASPORT
a giunta regionale del Veneto ha stanziato 89.980 euL
ro a favore del Comune di San Polo di Piave per i lavori di ampliamento dell’impianto polisportivo. Questi
gli interventi previsti: percorso-vita, recinzione del campo da calcio, illuminazione degli accessi, struttura di collegamento tra la struttura polivalente e gli spogliatoi,
completamento degli spogliatoi.
SANTA LUCIA: FESTA DEL BEATO CLAUDIO
ucaristia e preghiera.
E
Sarà questo il fulcro
della festa liturgica del
beato Claudio Granzotto
che verrà celebrata a inizio di settembre a Santa
Lucia di Piave.
La chiesa nella quale il
beato venne battezzato e
operò come scultore continua a essere meta di pellegrinaggi per chi vuole
approfondire la conoscenza del frate francescano ma anche per chi cerca
un luogo in cui, semplicemente, pregare.
Alla vigilia della festa del
beato Claudio, lunedì 1
settembre, alle 20.30 sarà il
vescovo Corrado a presiedere la messa solenne concelebrata dai sacerdoti della forania. Seguirà, per
quanti desiderano, l’adorazione notturna che terminerà alle 8 del mattino
successivo.
Il 2 settembre, data in cui
si celebra la memoria del
francescano scultore e
giorno in cui venne battezzato, ci saranno sei
messe, alle 8, 9.30, 11, 15,
17 e 19. Quest’ultima sarà
presieduta dal vicario generale, monsignor Martino Zagonel.
Saranno inoltre sempre
presenti dei confessori, anche nella notte di adorazione.
Nella chiesa di Santa Lucia di Piave, ogni ultimo
venerdì del mese si tiene
una celebrazione eucaristica in onore del beato
Claudio, alle 20.30. Ogni
primo sabato del mese, invece, dalle 20 alle 24 c’è
l’appuntamento con l’adorazione eucaristica silenziosa. Tale iniziativa è stata introdotta a gennaio di
quest’anno, dopo la bella
esperienza dell’adorazione notturna che da tempo
accompagna la festa del
beato Claudio. «L’adorazione del primo sabato del
mese - spiega il parroco
don Italo Moras - dà buo-
ni frutti. C’è sempre un
buon numero di persone
che pregano, si confessano e vengono per la direzione spirituale. L’auspicio
è che questa esperienza
possa diventare sempre
più punto di riferimento
per aiutare la gente a riacquistare il gusto della preghiera, offrendo al tempo
stesso la presenza di alcuni sacerdoti che si mettano a disposizione in atteggiamento di accoglienza e
di ascolto». GDN
nata ancora 12 anni fa.
Mi ritenevo però troppo
giovane. Negli anni la
curiosità di esplorare i
miei limiti è aumentata.
Nel 2007, dopo 16 ore di
corsa, mi ero fermato al
passo Duran». Lo sportivo sanpolese, che corre
con i colori della Colfranculana di Oderzo,
non desiste. Raccoglie
informazioni dettagliate
sul percorso e nella sua
mente si va sempre più
delineando l’obiettivo da
raggiungere. «Avrei provato - continua - a percorrere l’Alta Via n.1 dal
lago di Braies a Belluno,
senza limiti cronometrici. Semplicemente partire e arrivare, non stop.
C’erano molte varianti di
percorso riportate sul libretto dell’Apt e sulle
cartine Tabacco; io ho
scelto l’itinerario più
vantaggioso, ma sempre
segnato dai caratteristici “triangolini azzurri”».
Per raggiungere questo
obiettivo Zanet si è allenato sin dalla scorsa primavera. Tre amici si sono alternati nell’accompagnarlo durante la sua
corsa non stop. Nutrendosi di cracker, bresaola,
barrette energetiche,
Flavio Zanet è arrivato a
destinazione senza troppa fatica, sorprendendosi di sé stesso.
31
BREVI LA COLONNA
SOFFRATTA: l’addio
ad Annamaria
Garlant Rech
L’associazione stomizzati dell’Ulss 7 e la comunità di Soffratta piangono la scomparsa di
Anna Maria Garlant Rech. Anna Maria è mancata il 25 agosto a 84 anni assistita dalla sorella suora Ernestina e dai figli
Nevio e Umberto. Impiegata per molti anni in Comune
insieme al compianto marito Alfonso, ha sofferto molto
nella sua vita: nel ’61 ha perso il primo figlio, Brunetto,
a soli 11 anni; ha assistito per 11 anni (1985-1995) il
marito ammalato; ventidue anni fa ha subìto il primo intervento per cancro ed è stata stomizzata. Fu tra i fondatori dell’associazione stomizzati dell’Ulss 7. I soci
l’hanno ricordata, al termine del funerale, come una persona attenta, concreta e socievole. Grazie a lei molti
hanno vinto disagio e imbarazzo e sono entrati nell’associazione.
Una grande folla di amici e conoscenti ha voluto darle
l’ultimo saluto nella chiesa di Soffratta.
S. LUCIA: ridateci i vigili!
Il gruppo di opposizione “Progetto Santa Lucia” è tornato alla carica perché il Comune di Santa Lucia esca
dal Consorzio di polizia municipale “Piave”. Secondo il
capogruppo Arturo Bernardi il costo a carico del Comune di tre vigili propri sarebbe di 180 mila euro contro i 260 mila che nel 2008 il Comune dovrà pagare al
Consorzio. Ma non è solo un problema di costi: anche
il servizio - per Bernardi - migliorerebbe notevolmente
se i vigili fossero dipendenti del Comune.
SANTA MARIA: 300 mila euro
alla casa di riposo De Lozzo-Dalto
La giunta regionale del Veneto ha stanziato 300 mila euro a favore dell’Ipab De Lozzo Dalto per lavori di adeguamento della casa di riposo “Fondazione De LozzoDalto” di Santa Maria di Feletto.
32
Dai nostri paesi Coneglianese
31 agosto 2008
A GAIARINE AD OPERA DEL COMUNE
Recupero dell’ex
Casa del Fascio
I
nterventi in vista per l’edificio in centro a Gaiarine. L’ex Casa del Fascio, la struttura in via Roma di fronte all’ex villa Cicogna-Borlini oggi sede del
municipio, è destinata a diventare la sede delle associazioni locali. Il progetto
dell’amministrazione prevede il restauro dell’edificio
risalente a prima del 1919,
per il quale sono state emesse due ordinanze di inagibilità. Sintomo dell’urGAIARINE: l’ex Casa del Fascio
L’edificio, oggi
inagibile, una volta
restaurato verrà
destinato a sede
delle associazioni
locali.
I lavori costeranno
al Comune 562
mila euro
genza di un intervento sull’immobile di proprietà comunale che nel tempo ha
accolto destinazioni d’uso a
carattere commerciale al
piano terra, mentre i piani
più elevati erano stati adibiti a funzioni di natura residenziale e direzionale. La
prima ordinanza di inagibi-
lità è scattata il 12 giugno e
ha colpito i locali posti al
piano più alto dell’edificio, la
seconda ordinanza, risalente a fine luglio, ha decretato la non accessibilità anche
alle aree esterne. A far decidere per la chiusura dell’accesso è stato il rischio per
pedoni e bici in transito lun-
UNA MOSTRA A SUSEGANA
Foto e poesie
dei soldati in guerra
Susegana apre una
mostra fotografica inedita, “Come foglie, soldati della Grande Guerra”, che raccoglie volti di
uomini, soldati, prigionieri delle due parti in
conflitto in 50 pannelli di
un metro quadrato con
altrettante immagini inedite della collezione
Marzocchi, provenienti
dal Museo della Battaglia
di Vittorio Veneto. La
mostra fotografica è curata da Vittorino Pianca,
e viene inaugurata sabato 30 agosto alle 17 nella
sala consiliare del municipio di Susegana. L’iniziativa è promossa dall’amministrazione comunale di Susegana, dalla
Regione Veneto e dalla
Provincia di Treviso, che
hanno affidato al direttore di “Libri in cantina”
Roberto Da Re Giustiniani, l’allestimento dell’evento che andrà avanti fino al 4 novembre.
La mostra comprende
anche 13 pannelli con testi e poesie di Giuseppe
Ungaretti, Dino Buzzati,
Gorg Trakl, uno dei massimi poeti austriaci, sui-
A
cidatosi nel 1914 mentre
era in guerra, e numerosi altri.
La collezione del Museo
della Battaglia che viene
esposta a Susegana raccoglie le immagini realizzate da Luigi Marzocchi, fotografo professionista incaricato di contribuire al rafforzamento dello spirito nazionale nelle truppe e nella popolazione civile dopo la
disfatta di Caporetto.
Vittorino Pianca, nella
sua scelta, ha privilegiato le immagini di giovani soldati italiani, di prigionieri austriaci e im-
magini di prigionieri italiani riprese da pubblicazioni austriache. Ci sono
inoltre immagini dal
fronte sul Piave, di Susegana, Spresiano, Sacile,
Vittorio Veneto ed altre
località.
La mostra è aperta dal
lunedì al venerdì dalle
8.30 alle 12.30; il martedì
è aperta anche dalle 16
alle 18; il sabato è aperta
dalle 17 alle 19 e la domenica dalle 10 alle 12 e
dalle 17 alle 19. L’ingresso è libero.
Due immagini in mostra
go via Roma, sulla quale si
affaccia lo stabile, minacciati dal forte degrado di intonaci, cornici e copertura.
Il progetto di restauro, approvato dalla giunta lo scorso 22 luglio, prevede un intervento per 562 mila euro:
300 mila coperti da mutuo
e i rimanenti coperti con i
262 mila euro cha arriveranno a Gaiarine come contributo quale Comune confinante con le regioni a statuto speciale. L’approvazione del progetto in consiglio
comunale ha raccolto la
contrarietà dei gruppi di
minoranza: «Sarebbe stato
meglio vendere l’edificio –
ha spiegato il consigliere
Sandra Toso del gruppo
“Insieme” – e destinarlo per
esempio ad attività commerciali. Le modalità e i
tempi di intervento potevano essere diversi. Poteva essere sufficiente dedicare alle associazioni un piano; a
suo tempo il pian terreno era stato occupato da un bar.
Una soluzione di questo genere avrebbe permesso di
rivitalizzare il centro. Ci sono altre priorità: scuole, viabilità, piste ciclabili e altre
strutture che potevano ospitare le associazioni». Per
il consigliere di “La Civica”
Milena Rosada è stata fatta
«una scelta inattendibile e
non legittima».
Erica Bet
BREVI PONTEBBANA
ROVERBASSO: rotatoria e ciclabile
È stata inaugurata la rotatoria realizzata in località Roverbasso, tra la strada provinciale 44 e via Permuda, a
servizio della nuova area commerciale e residenziale
realizzata nel complesso immobiliare denominato “Ex
scuole professionali di Roverbasso”. La rotatoria è stata finanziata dalla società proprietaria dell’area, la Nordest Supermercati srl di Codognè. Il prossimo 3 settembre verrà inaugurato il supermercato Maxì.
A carico della società vi è anche la costruzione di un
polo ambulatoriale di 350 mq (5 ambulatori più una sala destinata all’Avis) da cedere gratuitamente al Comune di Codognè.
Nel frattempo la giunta comunale di Codognè ha approvato il progetto esecutivo del percorso ciclo-pedonale che collegherà la frazione di Roverbasso con Codognè. L’opera avrà un costo di 1 milione 600 mila euro finanziati dalla ditta Pianca spa a scomputo degli oneri dovuti per il Piano di lottizzazione industriale realizzato sempre a Roverbasso.
GODEGA: telecamere sorvegliano
la piazzola ecologica
Il Comune di Godega ha attivato due telecamere, funzionanti 24 ore su 24, presso la piazzola ecologica di
via Sarpi 2. Si tratta di un sistema di videosorveglianza
per fini di tutela del patrimonio comunale e di prevenzione di atti di vandalismo e danneggiamento.
FRANCENIGO: contributo
per il Centro diurno per anziani
La Giunta regionale
del Veneto ha stanziato 22 mila euro a
favore del Comune di
Gaiarine per lavori di
adeguamento del
Centro diurno per
anziani di Francenigo.
Dai nostri paesi Mottense
31 agosto 2008
33
PIÙ SICUREZZA TOGLIENDO LE PANCHINE?
Motta è stata l’estate
A
delle panchine. L’amministrazione ha fatto togliere quelle di via Chinazzo della Motta, perché
presso quelle stesse panchine avevano fatto base
alcuni gruppi di giovani
che sporcavano e disturbavano. Una decisione
provvisoria, ha detto il sindaco Speranzon. Una decisione contro cui ha in-
veito il sindaco-ombra del
Pd Maurizio Orlando:
“qual è la filosofia della sicurezza di questa giunta
che si fa spaventare forse
da quattro ragazzi e lascia
senza panchine gli anziani?”.
Nel frattempo a Conegliano il dibattito riguardava
altri posti a sedere: quelli
nel consiglio di amministrazione della Conegliano
SACERDOTE NIGERIANO IN SERVIZIO IN PARROCCHIA UN ANNO FA IL MASSACRO
Motta accoglie
don Anthony
P
er la prima volta la
parrocchia di Motta
ha un cappellano
non italiano: per il Mottense è una novità, anche
se esperienze simili si sono già viste altrove in diocesi. Certo è che don Antonio, al secolo don
Anthony Chidi U Onyenagada, non sembra aver
avuto particolari problemi a calarsi nel contesto. E
la comunità ha anzi accolto con calore il nuovo religioso che darà una mano al parroco, monsignor
Rino Bruseghin, e al resto
dei sacerdoti operanti nel
Mottense.
Don Antonio, nigeriano,
oltre un metro e novanta
di altezza, 37 anni di età e
12 di sacerdozio, rimarrà
in servizio a Motta per tre
anni.
In passato furono presenti a Motta altri sacerdoti
di colore, ma per periodo
brevi e comunque durante l’estate. Ci fu chi diede
una mano nei campi scuola, chi operò per l’oratorio,
ma nessuno rimase un periodo lungo quello previsto per don Antonio.
Il parroco di Motta monsignor Bruseghin spiega:
«Il vescovo della sua diocesi nigeriana ha chiesto
al nostro vescovo per don
Antonio la
possibilità
di un’accoglienza
prolungata,
per permettergli di
completare
gli studi di
diritto canonico.
Dopo l’ottenimento
della licenza, infatti,
don Antonio sta studiando per
il dottorato
al Marcianum di Venezia».
Racconta
don Antonio: «Sono contento di essere in questa parrocchia
perché sono stato accolto
in maniera calorosa. E
non era scontato. A Motta la gente mi ha subito
voluto bene. Qui celebro
messa e do una mano ai
sacerdoti, coordinati dal
parroco monsignor Rino
Bruseghin, nelle attività.
Nel contempo continuerò
a studiare per l’ottenimento del dottorato».
Obiettivi? «Per il momento sono appena arrivato – sorride – e mi sto
Tutta Gorgo
vicina a Daniele
Daniele e Cristina Pelliciardi, figlio e nuora dei due coniugi assassinati un anno fa
stato un momento di
È
sofferenza ma anche di
speranza. Vissuto nella
Don Anthony Chidi U Onyenagada
guardando intorno. Poi
nelle prossime settimane
capirò dove sviluppare la
mia opera».
Ci sono degli aspetti pastorali a cui tiene particolarmente?
«Penso all’evangelizzazione di tanti miei connazionali cattolici che faticano
a seguire la messa in italiano. La diocesi prevede
delle messe in inglese a
Conegliano, ad esempio.
Io darei volentieri il mio
contributo».
Gianandrea Rorato
chiesa parrocchiale di
Gorgo, a ricordare, a un
anno esatto dalla loro
morte, Guido Pelliciardi e
Lucia Comin, i due coniugi barbaramente assassinati il 21 agosto 2007 nella casetta dei custodi di
villa Durante. Non c’erano i politici e meno male.
Perché in definitiva si trattava di una messa in suffragio, non di una “passerella”. C’erano gli amministratori comunali, quelle
persone che sono più a
stretto contatto con i cittadini. Firmino Vettori,
sindaco gorghense, Paolo
Speranzon, sindaco di
Motta di Livenza, diversi
assessori e consiglieri di
Oderzo, il maresciallo dei
Carabinieri di Oderzo.
Tutti coloro che in prima
persona hanno vissuto il
terribile impatto emotivo
suscitato nel territorio
dall’efferato omicidio. Persone che, insieme alla
compatta comunità gorghense, si sono strette intorno a Daniele Pelliciardi, il figlio della coppia, alla nuora Cristina, ai loro
figlioletti Alessio e Laura.
Daniele l’ha ribadito più
volte: nell’immensità di
questa tragedia, ha avuto
il conforto di sentire una
comunità paesana che si è
stretta a lui, di trovare nel
sindaco Firmino Vettori
quel fratello che non ha.
“Chi renderà loro giustizia?”: è la domanda che
più volte il parroco don
Angelo Pederiva ha posto
durante l’omelia. «La giustizia umana – ha proseguito don Angelo – deve
rendere conto alla società
comminando condanne esemplari e giuste. In una
società dove c’è un diritto
Servizi, cui vorrebbe partecipare anche l’opposizione.
Con la vignetta di Mara
Cattai proviamo a guardare col sorriso ad entrambe
le situazioni. Senza però
dimenticare che garantire
la sicurezza ai cittadini e
amministrare la cosa pubblica con equilibrio e competenza sono temi su cui
c’è poco da scherzare... TB
DON ANGELO
PEDERIVA
La giustizia
umana deve
rendere conto
alla società
comminando
condanne
esemplari e
giuste. Ma chi
riuscirà a
risarcire coloro
che sono stati
colpiti dal danno
subito?
ci dev’essere anche una
pena. Ma per coloro che
sono stati colpiti, chi riuscirà a risarcirli del danno
subito?».
Una domanda nella quale
don Angelo ha voluto ricomprendere le innumerevoli situazioni di ingiustizia che punteggiano il
mondo, le tante persone
innocenti che muoiono ogni giorno. Il parroco ha
invitato i presenti a raccogliersi nella preghiera, nella quale il credente riesce
ad inserire le situazioni,
anche le più difficili.
«Il popolo – ha ribadito
don Angelo – sente il bisogno di una continuità
nella prevenzione e nel
controllo del territorio».
Adesso è il momento del
tribunale. Il 22 settembre
ci sarà l’udienza del processo, con Daniele che
spera in una conclusione
rapida e in una condanna
esemplare. Sempre a settembre il Comune di Gorgo intitolerà a Guido Pelliciardi e Lucia Comin una nuova via nella lottizzazione sorta vicino alle
scuole.
Annalisa Fregonese
CESSALTO / UN FARO PER LE “LUCI SUL BRIAN”
oltissime le persone accorse in cenM
tro e lungo il fiume Brian a Cessalto il 14 e 15 agosto per non mancare
alla diciottesima edizione di “Luci sul
Brian”. «La manifestazione – ha detto il
responsabile, Sante Zanchetta – ha impegnato una quarantina di persone per
oltre quattro mesi. La loro capacità e
bravura ha portato lungo il Brian ben
tre barche particolari e bellissime. Oltre
ventimila viti sono state adoperate dai
costruttori, e ventimila punti sono serviti per i pannelli in legno. Tante ditte ci
hanno dato una mano».
Il primo premio è andato al gruppo di
Cessalto “Imbarcati”, che ha presentato
“Il faro di Alessandria d’Egitto”, zattera
da 60 metri quadri e otto metri d’altezza; il gruppo è composto da una quindicina di elementi coordinati da Ettore
Iseppi. Al secondo posto la barca del Castello Fantasma del locale gruppo
“Brian-Zoli”, coordinati da Gianfranco
Nobile. Il terzo premio è andato alla
“Squadra degli avvoltoi”: che arriva da
Ceggia e conta una dozzina di componenti. Ha presentato la barca “Il senso
della vita”. GR
34
Dai nostri paesi Opitergino - Veneziano
31 agosto 2008
TORRE/ LUCIA IN INDIA, A STUDIARE ALTRE ECONOMIE POSSIBILI
ucia Cigana, capo
L
scout del gruppo
di Torre di Mosto,
già impegnata qualche anno fa in Messico per un anno di
servizio civile internazionale è partita
l’8 luglio per l’India
per una esperienza
di studio all’interno
della Facoltà di cooperazione internazionale che frequen-
ta. Lucia si trova a Nord Est dell’India, a Tangla, nella regione di Assam, che è
la seconda al mondo per la
produzione di tè. Lo scopo
del suo soggiorno è quello di studiare i tea-gardens, ovvero piantagioni di
tè, nelle quali lavorano indigeni di diverse tribù,
principalmente Adivasis e
in particolare quelle legate ad un progetto di sviluppo delle suore salesia-
PER LA TENENZA E IL NUOVO MUNICIPIO
TRA CA’ DIEDO E
PALAZZO MORO
Valzer di lavori
e traslochi
Approvato in
giunta il progetto
per la nuova sede
dei Carabinieri, al
via il trasloco di
alcuni uffici
comunali.
Per il 2010 ogni
tassello dovrebbe
aver trovato il suo
posto definitivo
La sede ormai pronta del nuovo municipio
N
uova sede per la
Tenenza dei Carabinieri di Oderzo:
c’è il progetto. La giunta
comunale l’ha approvato,
e quanto prima dovrebbe
essere bandito l’appalto.
Viene così data una risposta alla richiesta di sicurezza del territorio, migliorando la situazione logistica dell’attuale caserma della Tenenza.
«In giunta - spiega il sindaco Pietro Dalla Libera abbiamo approvato il progetto esecutivo. Ora si
può procedere con l’appalto dei lavori che interesseranno gli edifici che
si trovano sul retro di Palazzo Moro, dove c’era un
tempo il liceo».
È da questa parte infatti
che la caserma si allarga,
con la creazione di nuovi
spazi per gli alloggi dei
Carabinieri e per gli uffici.
«Prevediamo - continua
il primo cittadino - di avviare il cantiere verso novembre. I lavori dovrebbero durare circa un anno. Al termine degli stessi i carabinieri si trasferiranno nella parte ampliata. Per poter dar così modo all’Opera Pia Moro di
procedere alla ristruttu-
razione dell’attuale sede
della Tenenza. Il tutto dovrebbe terminare per il
2010».
Il costo complessivo dell’operazione è di un milione 200 mila euro. La
Regione Veneto è intervenuta a tale proposito
con un contributo di 500
mila euro; il Comune ha
contratto un mutuo per
altri 500 mila, mentre l’Opera Pia Moro stanzierà
la rimanente somma di
200 mila euro.
«In tal modo - spiega il
sindaco - daremo una sede adeguata alla Tenenza, consentendo ai Cara-
binieri di lavorare meglio». La stazione dei Carabinieri di Oderzo venne trasformata in Tenenza nel 2003, in seguito all’interessamento dell’onorevole Francesco Nitto
Palma. Il numero di carabinieri presenti venne più
che raddoppiato, ma gli
spazi rimasero quelli della stazione, obbligando
così le Forze dell’Ordine
a reperire altri alloggi in
centro città. Una situazione che ora dovrebbe
essere risolta in via definitiva.
Prima di procedere all’ampliamento il Comune
dovrà trasferire alcuni uffici municipali, che ora si
trovano nella vecchia sede dell’ex liceo, nel nuovo
municipio che è stato costruito in via Garibaldi.
Nonostante il contenzioso legale fra il Comune e
la ditta costruttrice non
sia ancora stato chiuso, il
cantiere è proseguito. Il
trasloco degli uffici municipali nel nuovo palazzo realizzato su progetto
dell’architetto Burrelli è
ormai avviato.
Annalisa Fregonese
ne.
Tale studio si inserisce nella sua tesi di laurea in Microfinanza sui sistemi finanziari informali della regione di Assam .
Le suore seguono dei programmi di nutrizione per
gli indigeni che vivono in
piccoli villaggi fuori dalle
piantagioni (ce ne sono 8 di
7 ettari ciascuna) in condizioni precarie, anche se
le compagnie del tè, che lo
esportano in tutto il mondo, provvedono per loro ad
acqua, cibo, elettricità, ospedali, scuole. Una delle
cose più belle dell’esperienza di Lucia è quella di
poter parlare con la gente,
anche grazie alla presenza
delle suore e di poter godere di paesaggi incontaminati, ricchi di animali. Il
suo soggiorno si concluderà il 13 settembre.
Gaetano de Biase
BREVI OPITERGINO
BASALGHELLE: inaugurazione della
nuova scuola materna comunale
Sabato 6 settembre alle 11 si inaugura la nuova scuola dell’infanzia comunale in via Cornarè a Basalghelle.
ODERZO: il sindaco
prega il beato Marco d’Aviano
Anche una rappresentanza di comuni dell’Opitergino ha
partecipato alla festa del beato Padre Marco d’Aviano
il 13 agosto a Villotta d’Aviano. Il Comune di Oderzo ha
offerto l’olio per la lampada delle reliquie, e il sindaco
Pietro Dalla Libera ha infatti invocato sulla sua città la
protezione del Beato Marco, aderendo all’invito del celebrante, il parroco del duomo opitergino monsignor Dametto (nella foto). Con lui c’erano oltre venti concelebranti (e diversi diaconi permanenti) dalle parrocchie avianesi e da Pordenone (vicario generale in testa) e da
Piavon, San Polo di Piave, Basalghelle e Mansué, Trichiana.
PORTOBUFFOLE’: Fiera
di Santa Rosa sabato 30 agosto
Gran finale dei festeggiamenti di Santa Rosa: sabato
30 dalle 7 Fiera di Santa Rosa, domenica 31 alle 16
concerto in Duomo con Renato Pante e Sandro Carnelos.
BRUGNERA: incontro flora
fauna, mostra e musica
l via a villa Varda di Brugnera l’“Incontro flora fauA
na”. Che sarà preceduto, tra gli eventi di maggior rilievo, dal concerto di giovedì 4 alle 21 del Trio di Parma con musiche di Schubert e Hindelmith e dalla sfilata di abiti da sposa d’epoca di venerdì 5. Domenica 7,
dalle 7, l’“Incontro flora fauna”, con mostra di uccelli e
di cani e possibilità di cavalcare. Sabato 6 alle 18 a villa
Varda inaugurazione della mostra “Frammenti: storia di
una villa”, dedicata alla stessa villa Varda.
BRUGNERA / OTTO DECENNI INSIEME PER I FRATELLI VIOTTO
Consulta immigrati a Oderzo
l 15 luglio a Brugnera i
sei fratelli Viotto hanno voluto incontrarsi per
festeggiare e ringraziare
Dio per averli accompagnati fino a questa ragguardevole età. Sono
Luigia (classe 1920), Maria Carmela (classe
1921), Aurelia (1923),
Bruno (1925), Angelo
(1928) e Pietro (classe
1933).
Nati a Gorgo, si sono trasferiti nel 1939 a Brugnera, dove la maggior parte dei fratelli risiede
tutt’ora.
onsulta Immigrati di Oderzo, si vota. Il sindaco
Pietro Dalla Libera, ha indetto per sabato 27 settembre le elezioni dei 12 componenti elettivi della
“Consulta Comunale per gli Immigrati”. Tutti i cittadini stranieri residenti nel Comune di Oderzo maggiorenni possono votare. Le operazioni di voto avranno
luogo al primo piano di Palazzo Moro dalle 9 alle 17.
Si potrà esprimere una sola preferenza. Risulteranno
eletti i candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti per le rispettive aree geografiche di appartenenza: 5 per l’Europa comunitaria; 3 per l’Europa extra Ue; 1 per l’A merica del Nord e del Sud; 1 per
il Nord Africa; 1 per l’A frica centromeridionale; 1 per
l’A sia. La formazione della lista avrà luogo sino al 22 agosto con la raccolta delle candidature presso il servizio Sociale Scuola Tempo libero del Comune, aperto
lunedì. mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12.15 e mercoledì dalle 15 alle 18.
C
I
Una vita, la loro, fatta di
tanto lavoro, gioie e purtroppo anche di dolori.
Una vita che è stata testimonianza di profondi valori etici e religiosi. Ed o-
ra la presenza e l’affetto
dei figli e dei tanti nipoti
allietano le loro giornate.
Dai nostri paesi Friuli - Memorie
31 agosto 2008
35
SACILE / SAGRA DEI OSEI, VINCE IL TORDO
DI ANDREA GIACOMIN DI SAN FIOR
Sacile lo scorso 17
A
agosto, promossa
dalla Pro Sacile, s’è celebrata la 735ª “Sagra dei
osei”, riconfermandosi la
“birdland” d’Europa per
numero d’esemplari in
gara, in esposizione (notevole la rassegna dei
pappagalli sotto la loggia del municipio) e per
afflusso popolare, dav-
LA MERCURY DI CANEVA IN LIQUIDAZIONE
AZIENDA STORICA
DEL PAESE
Ritorno al lavoro,
paura per il futuro
Rischiano i 120
lavoratori, più 150
dell’indotto.
Possibile
un’acquisizione da
parte della Move di
Pieve.
F
erie tutt’altro che ottime quelle passate
dai lavoratori del mobilificio Mercury di Caneva.
E carico di preoccupazione il ritorno in stabilimento, previsto per lunedì 1
settembre. Anche se c’è uno spiraglio...
Motivo? Il giorno prima
della chiusura estiva (e
quando L’Azione era ormai
già stampata) è arrivata ai
dipendenti la peggiore delle comunicazioni possibi-
li: dopo 40 anni di attività
a Caneva, la società viene
messa in liquidazione. Insomma: chiude. Con forte
rischio di licenziamento
per i circa 120 dipendenti. E guai in vista anche per
i circa 150 (la stima è dell’azienda, vedi www.mercury.it) dell’indotto.
Le difficoltà finanziarie dei
tempi recenti sono precipitate nella grave decisione dell’azienda che si autodefinisce “la principale
risorsa economica del co-
mune di Caneva”. Una sua
chiusura quindi sarebbe
come se Melfi perdesse la
Fiat. O Venezia perdesse il
turismo.
La settimana successiva all’annuncio, già giovedì 7 agosto, il consiglio comunale di Caneva si è riunito
in seduta.
Tempo una settimana, e si
è fatta avanti la Move, azienda del mobile di Pieve
di Soligo, che ha confermato che sta valutando la
possibilità di acquisire la
Mercury.
Ma non si è ancora parlato di numeri: quelli del bilancio di Mercury che Move studierà attentamente,
gli euro per acquisire l’azienda (e i suoi debiti),
quelli per rilanciarla e integrarla eventualmente
con la Move, il numero di
lavoratori che resterà a Caneva. E in assenza dei numeri, ai dipendenti Mercury le parole non bastano, anche se danno speranza. TB
vero imponente anche
quest’anno! Tuttavia anche una contestazione
della sagra medesima da
parte d’un colorato e vivace gruppo della LegaAntiVivisezione di
Pordenone e Udine con
fra gli slogan “Se ti piacciono gli animali non visitare le fiere degli uccelli!”.
Sacile è poi nota in tutta Italia anche perché
proclama ogni anno il
“tordo nazionale”. L’ambito premio è stato conquistato quest’anno dal
tordo allevato da Andrea
Giacomin, 20 anni, di
San Fior, meccanico alla
Scav di San Giacomo di
Veglia, e per la prima
volta in gara a Sacile. MS
BREVI FRIULI
GHIRANO: festa per il nuovo approdo
a Prata centro
Festa a Prata domenica 31 agosto, in occasione dell’inaugurazione (alle 17) del nuovo approdo sulla sponda
destra del Meduna a Prata centro. A Ghirano dal parcheggio presso l’azienda Dalle Crode parte alle 10 la
camminata guidata lungo gli argini passando per Tremeacque e fino a Villanova, con un questionario gioco
per i bambini. Analoga camminata parte alle 9.30 da
Prata di Sopra, sempre diretta a Villanova. Dalle 9.30
alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17 sarà aperta a Tremeacque la fattoria didattica “Il ponte”, con possibilità
di trekking in groppa agli asini. Dalle 17.30 festa in piazza Meyer a Prata centro. Programma completo su
www.comune.prata.pn.it.
VILLANOVA: Sagra dei gusti e dei
sapori da venerdì 5
Aprono venerdì 5 alle 20.30 i festeggiamenti della Sagra dei gusti e dei sapori: in scena in serata i cantanti
della scuola Sound Promotion. La sagra prosegue fino
al 21 settembre, eccone gli eventi di maggiore rilievo:
domenica 14 “Festa della fraternità” organizzata in collaborazione con la parrocchia, lunedì 15 alle 19.30 messa e processione con la statua della Vergine Addolorata, venerdì 19 il musical su san Francesco “Ora come
allora” del gruppo Controcorrente di Tamai.
INGRESSO DEL NUOVO PARROCO IL 7
È MANCATO GIUSEPPE SCARPAT, PER 25 ANNI DIRETTORE DEL CSB
Don Pianca a Fratta
iservandoci di presentare in un
R
prossimo numero de L’Azione la figura del professor Giuseppe Scarpat, ci
a comunità di Fratta di
Caneva ha una nuova
guida. Con la messa di domenica 7 settembre alle 10,
infatti, farà il suo ingresso
come parroco nella parrocchia in riva al Meschio,
in una messa presieduta
dal vicario generale monsignor Martino Zagonel,
don Antonio Pianca. Il prete dalla candida e lunga
barba, 78 anni portati molto bene, ha fatto il suo ritorno dopo 10 anni come
missionario fidei donum
della diocesi di Vittorio Veneto in Brasile. «A Guanambì, nella diocesi di
Guanambì, sono stato l’ultimo sacerdote italiano
presente: abbiamo avuto il
piacere e l’onore di lasciare a preti brasiliani (ormai
pronti) la responsabilità
della parrocchia». «In precedenza – completa don
Pianca – ero stato 8 o 9 anni parroco a Godega, e
prima ancora altri 20 anni
in Brasile».
Tornato in Italia lo scorso
15 luglio, don Antonio finora si era prestato a collaborare con l’unità pastorale di Cappella, Anzano e
Sarmede.
L
teniamo ad informare subito gli amici e
quanti, tramite il Centro di studi biblici di Sacile o tra i lettori dei testi di Paideia lo hanno conosciuto ed apprezzato, che il professore è deceduto a Brescia martedì 26 agosto. È stata una cosa quasi improvvisa. Ricordiamo che il
professor Scarpat, con alcuni amici biblisti, ha fondato nel 1977 il Centro di
studi biblici di Sacile e ha avviato la Biblioteca di studi biblici con grande passione e competenza. Per 25 anni è stato direttore e animatore di tutte le attività e convegni del Centro stesso.
Il Centro di studi biblici di Sacile
Auronzo di Cadore, 1995. Convegno biblico per sacerdoti sul profeta Osea e la Lettera ai Romani. Si notano da
sinistra: mons. Mario Albertini, il prof. Giuseppe Scarpat (moderatore), il biblista Romano Penna e il biblista
Luciano Monari (attuale vescovo di Brescia)
SANTA GIUSTINA
CASTELLO ROGANZUOLO
FREGONA
VIRGINIA GRILLO
n. 23.12.1948 - m. 3.9.1989
ADA BUFFON in DALL’ANTONIA
n. 14.1.1933 - m. 13.8.1993
ROSA BREDA
31.8.1988 - 31.8.2008
“… contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della
tua presenza” (Sal 16, 15).
Cara mamma, sei sempre viva nei nostri cuori nonostante il tempo ormai trascorso dalla tua morte. Sei
sempre per noi un vero esempio.
I tuoi cari.
Cara mamma, nel 20º anniversario dalla tua scomparsa ti ricordiamo sempre con
immenso affetto e ti sentiamo
sempre vicina a noi. Proteggici!
Figlie, generi e nipoti.
BRUGNERA - IL CUORE
ASCOLTA IL RICORDO DI VOI
SANDRO BOLZON
STEFANO GAVA
n. 23.12.1969 - m. 23.8.1989
n. 22.2.1970 - m. 23.8.1989
ello scorrere frenetico delle nostre vite, il cuore ancora si
ferma ad ascoltare il ricordo e la dolcezza degli anni vissuti insieme e sempre si stringe con infinita e inconsolabile tristezza al pensiero che non ci siete più. Con la speranza che le
nostre anime possano, un giorno, riunirsi nella gioia del Signore.
I vostri cari
N
PATTINAGGIO
Biasioli tricolore
Ai caAi campionati italiani di
pattinaggio artistico un oro e un
bronzo per lo Skating club Oderzo. A Salsomaggiore, sul gradino più alto della categoria pro-
mozionale B, è salita l’opitergina
Lisa Biasioli (nella foto). A Fanano, invece, medaglia di bronzo
fra le cadette per Jennifer Da Re,
al primo anno nella nuova categoria. Vari atleti ora sono in attesa di una convocazione in azzurro, magari per la prossima
Coppa Europa che si disputerà a
Trieste dall’1 al 4 ottobre. GB
MARCE SI CORRE AD ARFANTA E A LUTRANO
er gli appassionati delle pasP
seggiate all’aria aperta e in
compagnia sono due gli appuntamenti. Sabato 30 alle 17
si corre la 3ª Panoramica di San
Bartolomeo, marcia non competitiva di 6 o 12 chilometri ad
Arfanta. La partenza è alle 17
SI CONCLUDE DOMENICA LA QUINTA EDIZIONE
DELLA GARA NAZIONALE A TAPPE PER JUNIORES
Un Trittico da brividi
A sinistra, Paolo Locatelli, vincitore nel 2007; a destra la triade degli organizzatori: Lillo Zussa, Ennio Benedet e Gildo Turchet
È
entrato nel vivo il Trittico
Veneto, la gara nazionale
a tappe per juniores organizzata dal Veloce club Orsago
e dal Team Orogildo 2000 fra
Piave e Livenza ovvero interamente sul territorio diocesano.
Quella che si candida a diventare la competizione più prestigiosa d’Italia per la categoria, av-
viatasi mercoledì pomeriggio
con il cronoprologo Cison-Castelbrando, offre agli appassionati ancora tre tappe ricche di
emozioni e di valori sportivi.
Venerdì 29, in occasione della
seconda tappa Sacile-Mezzomonte di 90,7 chilometri, i ciclisti sono impegnati nel tappone
montano, quello che segnerà
CAI IL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA
l Cai di Conegliano propone
IGruppo
l’uscita al Bivacco Vaccari, del
del Cridola nelle Prealpi Carniche per domenica 31. La
partenza è prevista per le 6.30 e
il ritorno per le 19.30. L’escursione è impegnativa, adatta ai
partecipanti attrezzati e allenati.
Il percorso comincia dal Passo
della Mauria, per raggiungere il
bivacco e salire fino alla Forca
della Cridola. Per la sezione giovanile si organizza l’uscita al Rifugio Marinelli sul Monte Coglians. La partenza è prevista per
sabato alle 9 e il rientro per domenica alle 19.30. Il Cai di Motta di Livenza per la sezione giovanile aspetta numerosi ragazzi
all’uscita al Lago Sorapis al Rifugio Vandelli. Il programma prevede l’escursione sul lago, il ritorno per Auronzo con una sosta al lago di Santa Caterina e
considerazioni sullo sfruttamento delle acque.
Il Cai di Pieve di Soligo propone
per la sezione giovanile l’uscita
in bicicletta, sabato 6 settembre,
per la Valle Verde, tra Follina, Cison e Lago. Il Cai di Oderzo vi aspetta domenica 31 all’uscita Cima Sette Selle e Sasso Rotto nella Valle dei Mocheni, Gruppo dei
Lagorai. L’escursione dovrà avvenire con i propri automezzi. La
partenza è prevista alle 6.30 da
Oderzo e il rientro alle 21.30. Per
la sezione giovani viene organizzata la gita al lago Sorapis. Si arriverà al rifugio Vandelli e dopo
l’escursione al lago, si ritornerà
per Auronzo, con una sosta al lago di Santa Caterina e si faranno
delle considerazioni sullo sfruttamento delle acque. Appuntamenti in Cansiglio: sia sabato 30
sia domenica 31 agosto si propone la visita al Giardino Botanico della durata di 2 ore. Per domenica 31 la visita al Muc e al villaggio cimbro con ritrovo alle 14
presso il Museo. Inoltre sempre
di domenica si organizzano laboratori di microscopia (la vita
negli stagni) con ritrovo alle
14.30 al Giardino Botanico.
Mara Campaner
profondamente la classifica. Dopo la partenza dallo stabilimento della Rdz a Cornadella di Sacile (alle 13.30), il gruppo affronterà per cinque volte la salita del Castello di Caneva (Gpm
di seconda categoria), quindi si
lancerà sulla Tarcisa, la Santissima e prenderà la salita finale
che porta all’abitato di Coltura.
La tappa (arrivo previsto fra le
15.30 e le 16) è per grimpeur. Sabato 30 nella terza frazione, da
Cappella Maggiore a Godega di
Sant’Urbano di 109,3 chilometri, mancherà l’arrivo in salita ma
sarà tutto un saliscendi. La tappa, che omaggia Ottavio Bottecchia, prenderà il via alle 13.30
da San Martino di Colle Umberto, paese natale di Botescià.
Verranno toccati i luoghi cari al
primo italiano a vincere il Tour
de France come il monumento e
la salita del Calvario (tre volte).
L’arrivo, previsto a Godega fra
le 15 e le 16.30, è preceduto dalla salita di Borgo Martin posta a
soli 13 chilometri. L’ultima tappa, domenica 31, è una cronometro individuale da Orsago a
Orsago. I 13,4 chilometri del
percorso paesaggistico si adattano ai passisti da lunghi rapporti. La bella novità della quinta edizione, quanto mai impegnativa, è rappresentata dall’omaggio a Bottecchia, che si aggiunge al tradizionale ricordo di
Vendramino Bariviera. Al via
anche la nazionale russa, l’Uc Internazionale Russia e le diocesane Rinascita Ormelle (mista,
con il favorito Michele Gazzara), Sacilese (mista con lo scalatore Stefano Lessi), Team Orogildo Solvepi Bonaldo (mista
con il velocista Roberto D’Agostin) e Vittorio Veneto Cieffe
Forni Industriali (con l’atteso
Andrea Dal Col).
Giacinto Bevilacqua
POCA GLORIA AI GIOCHI DI PECHINO
Olimpiadi infauste
Giochi della XIX Olimpiade
Iportato
dell’era moderna non hanno
bene agli atleti diocesani. Le più attese, in verità, erano
le rappresentanti femminili, talmente quotate da lasciare sperare nella conquista di una medaglia. Deborah Gelisio, zumellese
del tiro a volo, già quarta nel test event preolimpico, a Pechino
puntava al podio invece è finita
all’ospedale. La sua partecipazione ai Giochi, anzi, è stata in
forse fino all’ultimo. Deborah, già
argento nel Double Trap a Sydney nel 2000, infatti, la settimana precedente la gara olimpica è
stata ricoverata in un ospedale di
Pechino per una infezione che le
ha provocato febbre alta. Il suo
rendimento, di conseguenza, è
andato al di sotto delle attese, tenendola lontana dal podio. Altra
delusione è arrivata da Jenny Ba-
razza, la pallavolista di Codogné,
il più forte centro d’Europa. La
nazionale azzurra, campione
d’Europa e vincitrice della World
Cup, infatti, è uscita ai quarti di
finale fallendo l’accesso alle semifinali e alla zona medaglie.
Hanno compiuto il loro dovere
per l’organizzazione del Gruppo ricreativo Arfanta. Domenica 31, con partenza alle 9, a
Lutrano tocca alla 27ª Quattro
Passi par Lutran organizzata
dagli Amici di Lutano. Entrambe le marce sono inserite
nel circuito Trevisando. MZ
Ciclismo
uesta settimana per gli aQ
manti delle due ruote l’attenzione si divide in due appuntamenti previsti per domenica 31 agosto.
Il primo è a Cappella Maggiore, grazie all’organizzazione del Bike Team Cansiglio. Si
corre, infatti, la 6ª edizione del
Gran Premio Bike Team Cansiglio, che vede impegnati gli
atleti della categoria allievi in
un circuito di 72 chilometri,
con
partenza
e arrivo in
via
Roma,
passando attraverso i territori comunali di Sarmede, Cappella Maggiore e Fregona. La
partenza è prevista per le
14.30.
Il secondo appuntamento, invece, è di natura cicloturistica. A San Giorgio di Livenza
è in programma il raduno organizzato dal Gruppo ciclistico La Salute San Giorgio che
mette in palio il Trofeo Moretto. Il percorso tocca varie
località fra le quali Caorle, Beverone e Torre di Mosto, con
partenza ed arrivo a San Giorgio di Livenza. In tutto sono
68 chilometri. Il via alla gara
verrà dato alle ore 8.45.
Marina Zanutto
di gregari, in modo particolare
di scudieri di Paolo Bettini, i ciclisti Marzio Bruseghin da Anzano e Franco Pellizzotti da Mareno da Piave. Marzio, poi, si è cimentato in maniera anonima
nella prova a cronometro. A Pechino c’era anche l’astista siciliano Giuseppe Gibilisco, tesserato
per la Jager di Vittorio Veneto,
senza lasciare traccia.
Ora dal 6 settembre una sparuta
pattuglia diocesana, comprendente anche la pongista Pamela
Pezzutto, sarà impegnata nelle
Paralimpiadi. GB
A sinistra Pamela Pezzutto e a destra Jenny Barazza
31 agosto 2008
Olimpiadi di Pechino:
la lezione
degli atleti italiani
entusiasmo e gli altri sentiL’menti
per le competizioni
sportive, specie se a livello nazionale o internazionale come le olimpiadi, i mondiali di calcio, i tour
ciclistici, eccetera, generano gradi di
positività anche nella gente meno
interessata.
Lo sport genuino coinvolge e fa salire idealmente sul podio anche chi
lo segue in pantofole davanti alla
tivù. Così è anche per l’arte non mistificata che ci fa sentire migliori.
Sport e arte, con i valori propri e nei
rispettivi ambiti, denotano due tra
le qualità più elevate dell’uomo. Importante è non servirsene, nemmeno velatamente, per altri fini, ma
proteggerli dentro la sfera della loro purezza che è anche garanzia di
qualità.
Durante le recentissime Olimpiadi
di Pechino sono stati tracciati più
volte i profili degli atleti italiani che
hanno gareggiato, ed espresso opinioni e pareri seguendo da vicino il
loro modo di essere. A nessuno di
questi formidabili portabandiera è
venuto in mente di dichiararsi figli
di questa o quella porzione di terra
patria, ma tutti hanno reso onore al
tricolore e all’inno nazionale con
quell’orgoglio che crea e non di-
CLAUDIO DUS (PD) SOSTIENE LA PROPOSTA
DEI SINDACI DEL PIAVE GUIDATI DA GUADAGNINI
Il federalismo possibile
C
he le casse dei nostri comuni non godano di buona salute non è una novità. Ma il problema si è aggravato con l’abolizione dell’Ici in
parte dal precedente governo, in
parte dell’attuale governo Berlusconi, che praticamente lascia i
comuni privi di una risorsa certa. Bisogna tener presente che
quando parliamo di casse comunali parliamo di servizi per i cittadini, quelli quotidiani e diretti
che ci danno i nostri comuni: trasporti, scuola, sussidi, strade,
quelli insomma che dovrebbero
darci un minimo di sicurezza in
modo concreto e qui dove viviamo.
La recente proposta partita da
alcuni sindaci trevigiani, in modo trasversale e di diverso colore politico, di trattenere il 20%
dell’Irpef dei propri concittadini
nelle casse comunali è interessante e positiva, sia sul piano del
metodo che del contenuto, perché cerca di fare fronte al drastico impoverimento delle risorse
comunali.
Mi sembra positiva nel metodo
perché, per la prima volta, siamo
di fronte a una proposta fattibile e costruttiva, e non alle solite
proteste e sparate che da quindici anni non hanno mai portato a
concludere un bel nulla. Mi sembra positiva anche nei contenuti perché è molto semplice, è fatta di soli tre articoli, ed è in grado di ottenere il federalismo fiscale e solidale senza andare a
stravolgere la nostra Costituzione. I comuni, con una compartecipazione del 20% all’Irpef, otterrebbero risorse 5 volte più di
quelle attuali. In questo modo
verrebbero compensati delle risorse perse con il taglio dell’Ici e
l’abolizione di alcuni trasferimenti statali. Si tratta dunque di
un modello che consente di realizzare il federalismo fiscale vePotete inviare le vostre
LETTERE AL DIRETTORE
per posta elettronica all’indirizzo:
[email protected]
per posta all’indirizzo:
L’Azione - via Jacopo Stella, 8
31029 Vittorio Veneto
oppure per fax allo 0438.555437
ro in modo corretto, cioè trattenendo nel territorio le risorse
prodotte da ogni specifica comunità territoriale. In questo
modo, le comunità locali sarebbero inoltre incentivate a combattere sprechi amministrativi,
evasione fiscale, ristabilendo un
rapporto corretto tra fisco e cittadino.
Sono ormai più di 400 i sindaci
veneti, dal centro destra al centro sinistra, che hanno aderito a
questa proposta di legge. Vi sono sindaci anche della Lega, che
però non manda giù il fatto che
questa proposta semplice e concreta di federalismo fiscale non
nasca col “marchio padano”. È un
fatto comunque che da quando i
governi (di sinistra e di destra)
parlano di federalismo alle porte, i conti per le amministrazioni locali, a furia di tagli dei trasferimenti dello Stato, soffrono
di una disponibilità economica
più che dimezzata, con pesanti
conseguenze per i cittadini e successive imposizioni di tasse locali. Per i comuni più piccoli que-
sto significa impossibilità di programmare ed amministrare in
maniera serena, con conseguenti mugugni e proteste dei cittadini che si vedono alzare le tasse comunali e le tariffe dei servizi.
Penso infine che questa proposta
semplice e immediata potrebbe
guidarci tutti, come semplici cittadini, anche verso una nuova
mentalità fatta di maggiore corresponsabilità e compartecipazione alla gestione della cosa
pubblica. Di questi tempi, difficili per il bene comune e per il valore dell’impegno politico, sapere che l’Imposta sul reddito delle persone fisiche, un’imposta diretta, personale, progressiva, generale, va a depositarsi nel proprio comune, almeno per il 20%,
potrebbe renderci non solo più
vigilanti su come vanno poi spesi questi soldi in loco, ma anche
più attenti ai bisogni reali e veri
delle persone e delle famiglie delle nostre comunità locali.
Claudio Dus
consigliere provinciale Ulivo Pd
IL CASO RAVASIN E IL TESTAMENTO BIOLOGICO
Di che vita parliamo?
ispondo al signor Enzo PeR
rin riguardo al caso Ravasin
sul testamento biologico su cui
giornali e televisioni locali hanno fatto un gran cancan.
Sì, la vita è sacra e anche con la
sofferenza va rispettata, ma di
quale vita stiamo parlando?
Stiamo forse parlando della vita biologica fatta di organi che
lavorano assieme e, perché lavorino, bisogna alimentarli?
Allora, questa vita senza emozioni e sentimenti non mi piace (mi viene in mente l’uomo di
Frankenstein) perché mi rende
simile alla bestia (anche loro
hanno questo tipo di vita), per
così poco non vale la pena soffrire, perciò mi tocca dar ragione al signor Paolo Ravasin e
a quanti sostengono il suo testamento biologico.
La vita non è solo biologia, ma
è qualcosa di dinamico che si
muove in uno spazio in armonia con gli altri, libero ed autonomo e con vari sentimenti ed
emozioni. Si ha così la cosiddetta vita normale...
Quando sopraggiunge una malattia connessa con la sofferenza, quella vera e propria con la
esse maiuscola, legata alla malattia stessa, questa vita normale viene gradualmente e sistematicamente limitata fino
all’azzeramento, perciò la sofferenza per chi soffre ed è solo
è anche disperazione, per il familiare è strazio, per gli amici
è destino, per i più compiacenti è sfortuna, per i fatalisti è destino, per i politici è strumento per propagandare e affermare le loro idee, per lo Stato è
spesa senza poter essere ammortizzata, per i venditori di
carrozzelle e altro è un affare,
per la Chiesa cattolica è stru-
strugge.
Dai nostri atleti è venuta, nella pur
serrata e sempre sofferta competizione, una dimostrazione di appartenenza alla nazione Italia, con
spirito di fratellanza che è prerogativa dello sport, ma anche inconfutabile principio di convivenza civile.
Una lezione, insomma, soprattutto per coloro che vogliono fare di
questo nostro meraviglioso Veneto
uno stato indipendente anche nello sport, esacerbando gli animi con
discutibili esternazioni, vilipendio
di simboli e promesse le quali, parafrasando il titolo di un celebre western di Sergio Leone: “Per qualche
dollaro in più”, mirano a rinnegare
l’ineluttabile senso di patria e la sua
storia.
Il danno che arrecano questi nuovi barbari è palpabile soprattutto tra
quei giovani (e non solo) che anche
nello sport confondono gli appigli
veri di identità e d’appartenenza da
quelli falsi, portandoli allo squilibrio con se stessi e con la società.
Dice bene un noto giornalista (Beppe Severgnini) a proposito di “retorica olimpica”: guardando lo sport
impariamo ad allenare il cuore, usare la testa e tenere a freno la lingua!
Guido De Carlo
Cordignano
ANCORA SUI CANNONI ANTIGRANDINE
E LA LORO REALE O PRESUNTA EFFICACIA
La grandine e la natura
bbene sì, la saga dei cannoni
E
antigrandine a detonazione
continua.
In un articolo apparso su un
quotidiano locale ho letto che,
riferendosi al maltempo del 23
agosto, “Sui colli che si distendono tra i territori di Farra di Soligo e Valdobbiadene i cannoni
antigrandine hanno tuonato a
più riprese. Rimbombi secchi e
forti, a ingaggiare una guerra
contro il tempo. In tutti i sensi:
perché l’obbiettivo primario era
cacciare quelle nubi cariche di
grandine il prima possibile. E la
guerra stavolta l’han vinta loro,
i viticoltori dei colli. Il cielo si è
aperto e una pioggia fitta è caduta, ma il temuto pericolo era
scampato. Almeno per il Prosecco”.
Si afferma che il cielo si sia aperto grazie all’uso dei cannoni
e che quindi essi abbiano garantito la trasformazione in pioggia
della grandine.
Questo è spiegabile, come riportato da tutte le guide e i manuali sul tempo, dalla grande irregolarità del fenomeno grandine, che colpisce in fasce ristret-
tissime e spesso preserva aree
poste nelle strette vicinanze di
altre fortemente colpite. La presunta efficacia (è stato invece dimostrato il contrario, cioè la totale inefficacia, mediante studi
scientifici) sta proprio nella caratteristica irregolarità dei chicchi, e anche dei temporali nel loro complesso.
Chiudo con una domanda: con
le centinaia e spesso migliaia di
tuoni forti come e più dei rombi dei cannoni, perché la grandine continua ad esistere? Dovrebbe essere sempre frantumata, le nubi dissolversi e il temporale scomparire in un processo involutivo di autodistruzione... per fortuna, la natura è un
po’ superiore a tutto questo.
Per confermare la presunta efficacia di questi sistemi, ci vogliono dati, statistica e informazione sui fenomeni che si crede
di combattere: senza di questi, è
come, se non peggio, fare un buco nell’acqua (perché un sasso
nello stagno non costa 20 mila
euro).
Andrea Costantini
Vittorio Veneto
mento per redimere se stessi e
gli altri. Tutti parlano, tutti interessati, ma pochi si rimboccano le maniche per aiutare, il
sofferente rimane da solo in
preda alla disperazione e con la
sua sensibilità si sente di peso
per tutti, fino a sentirsi in colpa, perciò vuole togliere il disturbo chiedendo la sospensione degli alimenti e l’accanimento terapeutico.
A questo punto si fanno vivi i
misericordiosi, i quali fanno
quello che possono, ossia ti garantiscono la sopravvivenza
delle cose primarie e invitano a
portare pazienza perché, purtroppo, c’è chi sta peggio di te
e le strutture assistenziali sono
poche e sono quelle che sono,
con poche risorse e personale.
Quando si è innescata la disperazione, quelli più sensibili cercano la soppressione della vita
e non potendo farlo da solo
chiedono aiuto agli altri, e certamente un aiuto del genere
non l’avranno mai da nessuno.
Il signor Perin dice di lasciare
la struttura assistenziale e farsi portare a morire da solo in
casa propria: ma chi vuoi che ti
porti a casa per una cosa del genere dal sapore di abbandono?
I sofferenti menefreghisti fanno patire gli altri con le loro richieste e pretese di vivere. Qui,
però, nasce la contraddizione:
gli altri non ti possono far vivere come loro e con le stesse
opportunità del vivere oggi e
non vogliono neppure aiutarti
a morire; insomma si è condannati a vivere in una specie
di limbo terrestre e da sottosviluppati.
Questo messaggio si è molto allungato: è meglio chiudere, anche perché un discorso sulla vita potrebbe andare all’infinito.
Comunque sappia il signor Perin, come il signor Ravasin, che
il sottoscritto, disabile miodistrofico in carrozzella, non intende morire e neanche fare testamento biologico, anzi, tenta
di vivere più a lungo possibile:
appeso ad un chiodo ma su
questa terra, anche per far dispetto a chi mi vuole morto da
un pezzo.
Vito Nicola Pepice
Conegliano