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activity report
activity report
in collaborazione con
Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero
scientific and technical committee
Raffaele Porta, Presidente
Luigi Amodio
Anne-Marie Bruyas
Olivier Butzbach
Souzan Fatayer
Fabio Maniscalco
Luigi Mascilli Migliorini
working team
Stefano Cisale
Daniela De Gregorio
Natalia D’Esposito
Lanfranco Genito
Manuela Pitterà
Franca Sibilio
Luca Simeone
Emilia Sorrentino
Davide Tramontano
activity report
Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero
in collaboration with
ANSAmed
coordination
Anne-Marie Bruyas
Luca Simeone
written by
Gaetana D’Amico
Benedetta Guerrera
press office
Roberto Race
english editing e translations
Gaetana D’Amico
Benedetta Guerrera
Olivier Butzbach
coordination
Fondazione IDIS-Città della Scienza
via Coroglio, 104 - 80124 Napoli
tel. +39.081.5702158
graphic and layout
CUEN srl
info
www.mediterraneomarnero.it
iconographic research and cited
Antonietta Di Costanzo
Simona Saviano
a Fabio Maniscalco
straordinario testimone di impegno civile
to Fabio Maniscalco,
an outstanding example of civic commitment
INDICE
CONTENTS
Presentazione
Foreword
Il Comune e l’Osservatorio Euromediterraneo
e del Mar Nero di Rosa Iervolino Russo
La Fondazione IDIS-Città della Scienza
e l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar
Nero di Vittorio Silvestrini
9
The Municipality and the Euromediterranean and
Black Sea Observatory by Rosa Iervolino Russo
9
11
The Fondazione IDIS-Città della Scienza
and the Euromediterranean and Black Sea
Observatory by Vittorio Silvestrini
L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale
e l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar
Nero di Pasquale Ciriello
13
The University of Naples L’Orientale
and the Euromediterranean and Black Sea
Observatory by Pasquale Ciriello
13
Introduzione di Raffaele Porta
15
Introduction by Raffaele Porta
15
PARTE I
PART I
CONTESTO, FINALITÀ E CONTENUTI
CONTEXT, AIM AND CONTENTS
11
Contesto e finalità
23
Context and aim
23
Dialogo, solidarietà e cooperazione
26
Dialogue, solidarity and cooperation
26
Celebrazione delle Quattro giornate
di Napoli per la pace in Medio Oriente
26
Celebration of the Four days of Naples for
peace in the Middle East
26
Napoli incontra Betlemme
31
Naples meets Bethlehm
31
Gemellaggio tra le città e le università
di Napoli e di Nablus
33
Twinning between the cities and universities
of Naples and Nablus
33
Osservatori internazionali nelle elezioni
municipali di Nablus
34
International observers at the municipal
elections of Nablus
34
Ponte di solidarietà per la cura di bambini
palestinesi cardiopatici
34
Bridge of solidarity for the cure of palestinian
children with heart disease
34
Primo Networkshop degli aderenti
all’Osservatorio
35
First Networkshop of the partners
of the Observatory
35
La Scienza, linguaggio di pace
38
Science, language of peace
38
Il Mare bagna Napoli: rapporto sulle attività
di cooperazione allo sviluppo della Campania
nell’area del Mediterraneo
42
The sea bathes Naples: publication of a report
on the cooperation activities of Campania
Region in the Mediterranean
42
Integrazione europea e cittadinanza
attiva tra Napoli e Bucarest
43
European Integration and active citizenship
between Naples and Bucarest
43
Forum dei giovani
44
Forum of the youth
44
5
indice
Cultura e salvaguardia dei beni
culturali
45
Culture and protection of the
cultural heritage
45
Partecipazione alla Notte Bianca
per l’Europa
45
Participation to the “White Night”
for Europe
45
Progetto teatrale della Galleria Toledo
Dentro la notte
45
Galleria Toledo theatre project
Into the night
45
Partecipazione alla giornata Italiana a Nazareth
46
Participation to the Italian day in Nazareth
46
47
Extension of A book for Palestine
project
47
Presentazione del libro della scrittrice algerina
Baya Gacemi Nadia. Paure e speranze di una donna
algerina
48
Presentation of the book
I. Nadia, wife of a terrorist written
by Baya Gacemi
48
Promozione dell’appello per la ratifica della
convenzione dell’Aja
49
Promotion of the appeal for the ratification
of the Hague convention
49
Web Journal on Cultural Patrimony
51
Web Journal on Cultural Patrimony
51
53
Extension of the pilot-project
A Blu Shield for Palestine
53
54
Publication of the book Protection,
preservation and valorization of the cultural
heritage of Palestine
54
55
Sponsorship of the monographic courses
on the safeguard of cultural heritage
55
Progetto pilota relativo al monitoraggio del
patrimonio culturale lungo il “muro di sicurezza” 55
Pilot-project on the monitoring of the cultural
heritage along the ”security wall”
55
Presentazione del volume World Heritage
and War e realizzazione di un centro di
archeologia subacquea in Albania
57
Presentation of the book World Heritage
and War and realization of a centre of
underwater archaeology in Albania
57
Educazione e informazione
58
Education and Information
58
Incontri su coesistenza e dialogo
interculturale
58
Meetings on coexistence and intercultural
dialogue
58
Scambio tra esperienze di coesistenza
interculturale nella scuola
59
Exchange of experiences of
intercultural coexistence in school
59
Concorso per i giovani della Leo Savir
Foundation
60
Leo Savir Foundation competition
for the youths
60
Summer School su L’impresa culturale nel
Mediterraneo, prima e seconda edizione
61
Summer School on The cultural venture in the
Mediterranean area, first and second edition
61
Ampliamento del progetto
Un libro per la Palestina
Ampliamento del progetto pilota
Uno Scudo Blu per la Palestina
Pubblicazione del volume Tutela, conservazione
e valorizzazione del patrimonio culturale della
Palestina
Patrocinio dei corsi monografici sulla
salvaguardia dei beni culturali
6
contents
indice
Incontri e convegni su:
Libertà di informazione
Integrazione, cooperazione e comunicazione
Inquinamento bellico e uranio impoverito
Dialogo e cooperazione tra Italia
e Iraq
Solidarietà al popolo Saharawi
contents
64
64
65
66
67
69
Meetings and conferences on:
Freedom of information
Integration, cooperation and communication
War pollution and impoverished uranium
Dialogue and cooperation between Italy
and Iraq
Solidarity to the Saharawi people
PARTE II
PART II
LA STRUTTURA E GLI STRUMENTI
STRUCTURE AND TOOLS
64
64
65
66
68
69
La rete
73
The network
73
I comitati
80
The committees
80
Il sito e il logo
82
The website and logo
82
PARTE III
PART III
ALLEGATI
APPENDIX
Rassegna stampa
85
Press release
85
Calendario degli eventi
91
Chronology of past events
91
7
Jerusalem, 2005
Naples: the Town Hall
Il Comune e l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero
The Municipality and the Euromediterranean and Black Sea Observatory
Nel 1995 a Barcellona nasce la prima formulazione completa di una politica europea per il Mediterraneo. I rappresentanti dei quindici paesi
comunitari e di dodici stati mediterranei extraeuropei adottano la Dichiarazione di Barcellona con
l’obiettivo di fare del Mediterraneo una zona di
dialogo, di scambi e di cooperazione. Il partenariato Euromediterraneo si fonda su tre pilastri fondamentali: il partenariato politico, finalizzato a
consolidare l’equilibrio della regione mediterranea attraverso un dialogo organico tra i governi,
basato sul rispetto dei principi fondamentali del
diritto internazionale; il partenariato economico e
finanziario, indirizzato a stabilire una zona di
comune prosperità attraverso uno sviluppo socioeconomico sostenibile ed equilibrato. Il terzo pilastro del partenariato euro-mediterraneo è la collaborazione nel campo sociale, culturale e umano
con l’idea di sviluppare le risorse umane per promuovere la comprensione reciproca e lo scambio
tra le culture e le società civili. Questo aspetto rappresenta la vera rivoluzione della politica mediterranea: finalmente l’Europa riconosce che il dialogo interculturale e gli scambi di risorse umane, e
di professionalità scientifiche e tecnologiche, sono
essenziali per la comprensione tra i popoli e la
loro integrazione. Attraverso i mezzi di comunicazione di massa, l’istruzione e la formazione giovanile, gli scambi culturali, la promozione della
The first complete formulation of a European policy
for the Mediterranean was given in 1995 in
Barcelona. The representatives of the fifteen European Union member states and the twelve extraeuropean Mediterranean countries adopted the
“Barcelona declaration” with the aim of making the
Mediterranean an area of dialogue, exchange and
cooperation. The Euro-mediterranean partnership is
based on three important pillars: first, a political
partnership conceived to strengthen the stability of
the Mediterranean region through dialogue among
governments, based on the respect of the fundamental principles of international law; secondly, a
financial & economic partnership, aimed transforming the Mediterranean into an area of common
prosperity through sustainable and well-balanced
socio-economic development. The third pillar of the
Euromediterranean partnership consists of collaboration in the social, cultural and human fields, building on the idea of developing human resources so
as to promote mutual understanding and
exchanges between cultures and societies. This
aspect represents the real revolution of the Mediterranean policy: at last, Europe recognizes that intercultural dialogue and exchanges of human
resources and of scientific and technological professionalism are essential to a better understanding
among peoples, and to their integration. Through
the media, education and youth training, cultural
9
10
presentazione
foreword
conoscenza delle diverse lingue, i programmi di
cooperazione, il Mediterraneo può avviarsi verso
la stabilità. Gli attori di Barcellona hanno la consapevolezza che per ottenere i primi due obbiettivi è necessario l’ultimo. L’altra sfida che l’Unione
Europea ha dovuto affrontare, nell’ambito delle
politiche di vicinato, è quella dell’allargamento a
Est, processo tuttora in corso, attraverso la definizione di una politica di cooperazione e di integrazione per le regioni confinanti, senza creare nuove
divisioni e aree di esclusione.
Il progetto della creazione di un Osservatorio
Euromediterraneo e del Mar Nero vuole contribuire a rispondere alle sfide attuali dell’Europa, favorendo la cooperazione culturale e umana anche
attraverso le azioni della società civile. Nato dal
partenariato tra il Comune di Napoli, l’Università
degli Studi di Napoli L’Orientale e la Fondazione
Idis-Città della Scienza, l’Osservatorio si propone
come strumento concreto per promuovere la
costruzione di reti di enti locali e di altri soggetti,
attraverso la realizzazione di attività di cooperazione decentrata. A partire dal 2005, data della
sua istituzione, l’Osservatorio ha svolto numerose
attività mirate a favorire lo scambio e il dialogo
interculturale, la formazione e la mobilità degli
studenti nell’area del Mediterraneo, e ha mandato avanti molteplici iniziative di informazione e
sensibilizzazione su grandi temi di attualità come
il conflitto israelo-palestinese, l’autodeterminazione del popolo sahrawi, la libertà di informazione
nei paesi del Mediterraneo.
exchanges, the promotion of knowledge of different
languages, cooperation programmes, the Mediterranean could set out for stability. The actors of
Barcelona were aware that in order to achieve the
first two objectives, reaching the third one is necessary. The other challenge that the European Union
had to face, within the neighbourhood policy, is
enlargement to the East, a process currently underway, through the definition of a cooperation and
integration policy for the bordering regions without
creating new divisions and areas of exclusion.
The creation of the Euromediterranean and Black
Sea Observatory has the ambition to contribute to
address the current challenges facing Europe, by
promoting human and cultural cooperation in part
through NGO support. Set up through a partnership between the Municipality of Naples, the University of Naples L’Orientale and the Fondazione
IDIS-Città della Scienza, the Observatory offers itself
as a concrete instrument to promote the set up of
a network of local governments and other institutions and actors involved in decentralized cooperation activities in the Mediterranean and the Black
Sea. From 2005, the year of its foundation, the
Observatory has carried on many activities aimed to
favour cultural exchanges and the intercultural dialogue, the training and the mobility of students in
the Mediterranean area, numerous training and
awareness-raising initiatives on current issues such
as the Israeli-Palestinian conflict, the self-determination of the Saharawi people, the freedom of the
press in the Mediterranean countries.
Rosa Iervolino Russo
(Sindaco di Napoli)
Rosa Iervolino Russo
(Mayor of Naples)
Città della Scienza, Naples
La Fondazione IDIS-Città della Scienza
e l’Osservatorio Euromediterraneo e
del Mar Nero
The Fondazione IDIS-Città della Scienza
and the Euromediterranean and Black
Sea Observatory
L’Italia ha ritrovato, recentemente, un ruolo
significativo nell’ambito della cooperazione
internazionale e nel dialogo interculturale; un
terreno di impegno, questo, che tra luci e ombre
- negli anni trascorsi - ha sempre caratterizzato
la politica estera del nostro Paese. Come è noto,
le relazioni internazionali vedono un ruolo diretto dello Stato; ma, allo stesso tempo, sempre
più frequentemente vi è la partecipazione di
organismi non governativi, enti del privatosociale, istituzioni culturali che - proprio per la
loro natura - possono agire in maniera più elastica e flessibile e, soprattutto, esprimendo le
proprie competenze in attività non “generaliste”, ma fortemente mirate al raggiungimento
di un obiettivo “single issue oriented”.
In questo solco si inseriscono le attività che dal
2005 porta avanti l’Osservatorio EuroMediterraneo e del Mar Nero. Per molti anni il concetto
di cooperazione si è ridotto a sinonimo di attività umanitarie in situazioni di emergenza, o di
assistenza nelle situazioni più estreme di miseria. Si era convinti, erroneamente, che il mercato globale avrebbe progressivamente risolto i
problemi di miseria e sottosviluppo di intere
fasce dell’umanità. Oggi, invece, si è nuovamente consapevoli che le dinamiche spontanee del
mercato accentuano e non riducono la povertà
Italy has recovered, recently, a significant role
in the fields of international cooperation and
intercultural dialogue - a field that, between
lights and shadows in the past years, has constantly characterized the foreign policy of our
country. As it is well-known, international relations imply a direct role of the State; at the
same time, however, they more and more frequently involve the participation of non governmental organizations, private-social bodies,
cultural institutions that - because of their nature
- can act in a more elastic and flexible way,
above all by expressing their expertise in specific activities.
In this trail are included the activities that from
2005 the Euromediterranean and the Black Sea
Observatory carries ahead. For many years the
concept of cooperation has been reduced to a
synonymous of humanitarian activities in emergency situations or of assistance in the more
extreme situations of misery. There was the
wrong belief that the global market would
have progressively solved the problems of misery and underdevelopment of entire parts of
humanity. Today, by contrast, there is growing
awareness that the spontaneous dynamics of
the market emphasize and do not reduce
poverty and differences also in the alleged
11
presentazione
foreword
e le differenze, persino nei paesi presunti “ricchi”, motori dello sviluppo economico globale,
in cui riemergono antiche problematiche sociali
che si ritenevano da tempo risolte.
In tal senso si è mossa l’attività dell’Osservatorio, provando ad incidere nei processi in modo
irreversibile, attraverso il coinvolgimento e il
coordinamento di veri attori sociali.
Esempio ne è il lavoro che, dopo l’inaugurazione avvenuta nel gennaio 2006 della Mostra
sulla Matematica presso il campus universitario
di Al Quds a Gerusalemme Est, ci vede, grazie
all’interessamento del governo italiano, della
Regione Campania e dello stesso Osservatorio,
impegnati nella realizzazione di un Centro
Risorse come strumento di orientamento degli
studenti palestinesi verso il mondo del lavoro e
la creazione d’Impresa.
Questo ulteriore tassello, che rappresenta parte
integrante del piano di sviluppo di Abu Dees,
costituisce una tappa fondamentale per la fondazione del primo Science Centre palestinese.
“rich” countries, engines of global economic
development in which old social problems,
once thought to be resolved, emerge again
instead. This is the meaning of the Observatory's activities, which aim at having an impact
through the involvement and coordination real
social actors.
As an example, one can cite is the project that,
following up on the inauguration in January
2008 of the Math Exhibition at the University
campus of Al the Quds in Jerusalem East,
involves the Observatory in the creation of a
Resource Centre, conceived as an orientation
instrument for Palestinian students wiling to
enter the job market, and the creation of enterprises - with the support of the Italian government and the Campania Region. This last
instrument, which represents an integral part
of the development plan of Abu Dees, marks an
important step towards the foundation of the
first Palestinian Science Centre.
Vittorio Silvestrini
(Presidente della Fondazione Idis-Città della Scienza)
12
Vittorio Silvestrini
(Chairman of Fondazione Idis-Città della Scienza)
Palazzo Giusso, University of Naples L’Orientale
Palazzo del Mediterraneo, University of Naples L’Orientale
L’Università degli Studi di Napoli
L’Orientale e l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero
The University of Naples L’Orientale
and the Euromediterranean and Black
Sea Observatory
Il bilancio delle iniziative poste in essere dall’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero in
questo suo primo triennio di attività - iniziative
che, in queste pagine, sono partitamente ripercorse e analizzate - credo sia tale da ben ripagare le aspettative dei 3 partners che all’Osservatorio medesimo hanno dato vita.
Il registro degli eventi realizzati va dalla promozione di occasioni d’incontro e di lavoro comune fra giovani delle due sponde del Mediterraneo, ad azioni di concreta solidarietà verso
bambini palestinesi cardiopatici, dal gemellaggio fra le città e le Università di Napoli e di
Nablus a progetti di integrazione europea e di
cittadinanza attiva fra Napoli e Bucarest.
In pratica, l’Osservatorio, avvalendosi di quella
snellezza e facilità di movimento che enti politici più “strutturati” non possono consentirsi, si
è ricavato un suo spazio - magari modesto, ma
sicuramente significativo - su due aree dello
scacchiere internazionale oggi di primaria
importanza.
Non v’è dubbio, in particolare, che - specie in
vista della prevista costituzione di una zona di
libero scambio nel 2010 - la capacità di saper
interagire con i diversi Paesi che si affacciano sul
Mediterraneo rappresenta per i nostri territori
una sfida da raccogliere e ben superare. E l’espe-
The results of the initiatives undertaken by the
Euro-Mediterranean and the Black Sea Observatory in its first three years of activities - which
are outlined and analyzed in these pages - do
fulfil, I believe, the expectations of the three
partners who created the Observatory.
The numerous activities carried out by the
Observatory cover a broad range of events,
from the organization of meetings and common work among the youths of the two shores
of the Mediterranean to concrete solidarity
actions towards Palestinians children with
heart disease; from the twinning of the cities
and Universities of Naples and Nablus to projects fostering European integration and active
citizenship between Naples and Bucharest. By
being pragmatic, by making use of that effectiveness that more structured political organizations do not have, the Observatory has
established its own space - probably modest,
but certainly significant - on two areas of the
international scenario of primary importance
today.
There is no doubt, in particular, that - especially in view of the expected creation of a free
trade area in 2010 - the ability to interact with
the different countries facing the Mediterranean represents for our territories a chal13
14
presentazione
foreword
rienza dimostra quanto sia illusoria l’idea di dar
vita a robuste relazioni economiche, quando
queste non si innestino su di un humus culturale che si sia previamente costituito e alimentato.
Credo che questa sia stata l’idea-guida di
quanti hanno concorso alle attività dell’Osservatorio, favorendone un’efficace realizzazione.
Al Mediterraneo ci riconducono molte tracce
della nostra storia passata e, con ogni verosimiglianza, in questa stessa area si giocherà
buona parte del nostro futuro.
Questa consapevolezza, insieme con l’intento
- già dimostrato nei fatti - di voler puntare su
attività che coinvolgano soprattutto i giovani,
credo rappresenti il miglior viatico, e insieme la
migliore garanzia, per il prosieguo delle attività
del nostro Osservatorio.
lenge that needs to be successfully addressed.
And experience shows how illusory is the idea
of creating strong economic relations when
they are not integrated within a fertile cultural
ground previously created and nourished.
I believe this is the guiding idea for those who
have contributed to the activities of the Observatory, by making its activities possible. Many
tracks in our past history take us back to the
Mediterranean; and it is likely that a large part
of our future is at stake in this same area as
well. This awareness, together with the intention - already demonstrated by facts - to focus
on activities that involve, above all, the youths,
represent, I believe, the best instrument and
the best guarantee for the continuation of the
activities of our Observatory.
Pasquale Ciriello
(Rettore dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale)
Pasquale Ciriello
(Rector of the University of Naples L’Orientale)
Introduzione di Raffaele Porta
Introduction by Raffaele Porta
L’istituzione dell’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero trae origine da alcune premesse di natura culturale e politica.
La prima di queste si basa sulla considerazione che negli ultimi venti anni il nostro continente ha assistito a due fenomeni di straordinaria rilevanza: la significativa e contemporanea ridefinizione dei confini di molte nazioni,
e la forte accelerazione dei processi migratori
dal sud verso il nord del mondo. Questi eventi hanno comportato una profonda modifica
del tipo di relazioni internazionali e dello stesso concetto di collaborazione tra popoli. Si è
passati, così, gradualmente, dal principio della
cooperazione allo sviluppo a quello del partenariato. Uno scambio attivo che vede sempre
più interagire tra loro amministrazioni locali,
centri di cultura, università, imprese, incubatori tecnologici e società civile. Progrediscono,
cioè, quelle che vengono, anche se semplicisticamente, denominate relazioni internazionali “dal basso”. Relazioni costruite ed intrecciate direttamente ed in proprio da sistemi
territoriali che tendono a collaborare su più
piani e su contenuti differenziati. Questi
scambi tra amministrazioni, istituzioni e categorie su questioni produttive, culturali e scientifiche hanno determinato una commistione
tra attività una volta considerate fra loro
incompatibili. I partenariati tra sistemi territo-
The creation of the Euro-Mediterranean and
the Black Sea Observatory stems from premises
of a cultural and political nature.
The first of these premises consists in the fact
that in the last 20 years our continent has witnessed two phenomena of extraordinary
importance: the significant and contemporary
redefinition of the borders of many nations on
the one hand, and the strong acceleration of
the migratory process from the South to the
North of the world on the other hand. These
events have contributed to a deep change in
international relations and in the very idea of
collaboration among peoples. So, we have
gradually evolved from the principle of cooperation for development to that of partnership an active exchange which sees local governments, culture centres, universities, firms, technological incubators and civil society interact
with each other. In other words, the so-called
(perhaps too simplistically) “international relations from the bottom-up” are progressing.
Those relations are directly built by local communities which aim to collaborate on multiple
levels and in different fields. These exchanges
between administrations, cultural institutions
and social partners around productive, cultural
and scientific issues has determined a mingling
among activities once considered incompatible
among them. Therefore, those partnerships
15
16
introduzione
introduction
riali si impongono, quindi, sempre più come la
nuova frontiera degli scambi e delle interazioni anche su scala internazionale. Il difetto
maggiore di questo tipo di relazioni dal basso
resta comunque la frammentarietà degli interventi, che porta ad una moltiplicazione di iniziative similari ed a volte sovrapponibili, ad
un’inaccettabile dispersione di risorse umane
e finanziarie, e ad una conseguente difficoltà
a sostenere progetti di grande rilevanza.
Occorre, pertanto, tentare di mettere a sistema, ottimizzare, professionalizzare le iniziative, condividere le esperienze e ampliare gli
sforzi di moltiplicazione delle risorse. Ecco
perché abbiamo voluto realizzare un soggetto
forte attraverso un partenariato tra un’amministrazione locale (Comune di Napoli), una
università (Università degli Studi di Napoli
L’Orientale) ed una istituzione culturale di tipo
non accademico (Fondazione IDIS-Città della
Scienza).
La seconda premessa riguarda l’oggetto dell’Osservatorio. Ossia il Mare Mediterraneo e la sua
naturale appendice (il Mar Nero) che, attraverso il Bosforo, sfocia in un bacino dove Stati
dell’est europeo ed asiatici si affacciano prepotentemente alla ricerca di un nuovo sviluppo e di nuove collocazioni internazionali. A
volte dimentichiamo che dei 23 Paesi bagnati
dal Mediterraneo la maggioranza non appartiene all’Unione Europea ed è conseguentemente esclusa dalle sue normative e dalle
occasioni di sviluppo di cui godono gli Stati
dell’Unione. Pur rappresentando meno
dell’1% della superficie marina del pianeta, il
between territorial systems impose themselves
as the new frontier of exchanges and interactions at the international level as well. The
largest weakness of this kind of relations from
the bottom up, however, lies in the fragmentary
nature of initiatives which brings to a multiplication of similar and sometimes overlapping
activites, which lead to an unacceptable dispersion of human and financial resources and to a
consequent difficulty in supporting projects of
great importance. Hence the urgent need to
optimize and to coordinate the various initiatives, to share experiences and to multiply
resources. This is the reason why we wanted to
set up a strong dedicated institution, through a
partnership between the local administration
(the Municipality of Naples), a university (University of Naples L’Orientale) and a non-academic, cultural institution (Fondazione IDISCittà della Scienza).
The second premise is related to the object of
the Observatory's activities. It is the Mediterranean, and its natural appendage the Black
Sea which, through the Bosphorous, flows into
a basin where Eastern European and Asian
states lean on in the search for new development and new international positioning. Sometimes we forget that most of the 23 Mediterranean countries do not belong to the European Union and are consequently excluded
from its regulations and the greater part of
development initiatives enjoyed by EU member-states. Despite representing less than 1%
of the sea surface of the planet, the Mediterranean sea contains more than 15% of the
peace flag for Jerusalem and Bethlehem
Procida
introduzione
introduction
Mar Mediterraneo racchiude più del 15% del
traffico marittimo mondiale, ed è destinato a
divenire dal 2010 un’area di libero scambio
per consentire una maggiore integrazione
sociale e culturale e, si spera, una più solida
stabilizzazione politica dei Paesi della sponda
sud. Bisogna in proposito ammettere che a 12
anni dalla Dichiarazione di Barcellona il bilancio dei risultati del partenariato euromediterraneo non appare per nulla soddisfacente.
Gli obiettivi prefissati (sviluppo economico,
ampliamento dei mercati dei Paesi europei,
penetrazione culturale per quanto riguarda il
rispetto dei diritti umani e la libertà di espressione, regolamentazione dei flussi migratori,
risoluzione dei conflitti) si sono rivelati difficilmente raggiungibili in un arco di tempo limitato, e gli sforzi esercitati (scambi di studenti
e di professionalità, gemellaggi, aiuti di institutional building, etc.) sono apparsi del tutto
insufficienti. Gli ostacoli non sono stati soltanto culturali (il rafforzamento del radicalismo islamico ne è l’esempio più eclatante) o
socioeconomici. La maggior parte delle difficoltà emerse sono state di tipo essenzialmente politico. L’Unione Europea ha dato chiara
priorità negli ultimi 10 anni ai rapporti con i
Paesi dell’Est ed alla ricostruzione dei Balcani.
Hanno giocato inoltre un ruolo molto negativo la eterogeneità dei Paesi extra-UE ed i rapporti difficili di questi ultimi con quelli localizzati al loro sud. Basti pensare alle continue e persistenti migrazioni di popolazioni che, dall’Africa
subsahariana verso il nord del mondo, attraversano i Paesi della sponda sud del Mediter-
world's maritime traffic. Moreover, the Mediterranean area is due to become, in 2010, a free
trade area geared to favor economic development, further social and cultural integration
and, one hopes, stronger political stabilization
in the countries of the Southern shore. One
cannot but admit, however, that 12 years after
the Barcelona declaration the results of the
Euromediterranean partnership are not satisfactory at all. The original goals - economic
development, enlargement of the markets of
the European countries, cultural penetration as
regards to the respect of the human rights and
the freedom of expression, regulation of the
migratory flows, resolution of the conflicts turned out to be very difficult to reach in a limited time; and the efforts made until now - students and skills exchanges, twinning programmes, institutional building aid projects, etc
- have been insufficient. The obstacles were not
only cultural - one can think of the rise in Islamic extremism - or socioeconomic. A large part of
the difficulties that have emerged have essentially been political. The European Union has
given the priority, in the last 10 years, to its
relations with Eastern countries and to the
reconstruction of the Balkans. A further obstacle originates in the heterogeneity of the nonEU countries, and the difficult relations of the
latter with those located to their South. It is
enough to think, here, of the continuous and
persistent migrations of the sub-Saharian
African populations towards the North of the
world, who migrate across countries of the
Southern shore of the Mediterranean, exacer17
18
introduzione
introduction
raneo, aggravando le già difficili condizioni di
questi ultimi. L’acuirsi dei conflitti storici
(israelo-palestinese) e di quelli interni ad alcuni Stati (Algeria, Libano, Territori palestinesi)
hanno reso ulteriormente complicato lo spazio d’intervento. Infine, non dobbiamo dimenticare che a metà del percorso, nel 2001, il
mondo ha vissuto la drammatica giornata
dell’11 settembre, che ha segnato una svolta
nella politica internazionale di numerosi Paesi
europei ed extra-europei.
Il bilancio finale rileva che i differenziali di crescita nord-sud nell’area mediterranea sono
aumentati, la modernizzazione economica dei
Paesi della sponda sud non si è verificata, o è
avvenuta parzialmente ed a macchia di leopardo, e che si è accentuata la divaricazione
culturale tra l’occidente ed i popoli di religione islamica.
L’Osservatorio del Mediterraneo e del Mar
Nero è nato per dare un proprio originale contributo allo sviluppo di una politica di partenariato tra sistemi territoriali (80 istituzioni
politiche e culturali di 13 diversi Paesi hanno
aderito sino ad oggi all’Osservatorio) in
un’area che, pur se storicamente attraversata
da divisioni e conflitti, resta pur sempre la
culla della nostra civiltà, luogo di incontro e di
riconoscimento.
Luogo dove sono nati i monoteismi, il logos
greco e le scienze arabe. L’Osservatorio guarda al Mediterraneo non come ad un puzzle di
nazioni ma come ad un’area omogenea di
libero scambio, innanzitutto culturale. Come
ricorda il poeta di Mostar Pedrag Matvejevic,
bating the problems experienced in those
countries. The worsening of historical conflicts
(Israel-Palestine) and of internal conflicts within
several countries (Algeria, Lebanon, Palestinian Territories) have further complicated any
intervention in those areas. Ultimately, we
should not forget that in 2001, half the way
through the Barcelona process, the world experienced the trauma of September 11, which has
marked a turning point in the foreign policy of
many European and extra-European countries.
Overall, growth differentials between the
Northern and Southern shores of the Mediterranean have increased, the economic modernization of Southern countries has not taken
place, and the cultural gap between the West
and the countries with prevalently Muslim populations has widened.
The Euromediterranean and the Black Sea
Observatory was created to give its own original contribution to the development of a policy
of partnership among territorial systems (80
political and cultural institutions of 13 different
countries have joined so far the Observatory) in
a area that, despite having been historically
marked by divisions and conflicts, was and
remains the cradle of our civilization, a gathering place and an area of mutual recognition - a
place which has seen the birth of monotheism,
of the Greek logos and Arab sciences. Therefore, the Observatory wants to look at the
Mediterranean not as a puzzle of nations but
as an homogeneous trade and cultural area.
Pedrag Matvejevic, a poet from Mostar, argues
that the real frontiers of the Mediterranean are
introduzione
introduction
quando afferma che le frontiere vere del
Mediterraneo non sono né statali né storiche,
ma sono rappresentate dall’ulivo, dal mandorlo, dal fico, dal melograno. Dice Matvejevic fin
dove va il fico senza diventare selvaggio, lì è il
Mediterraneo… fin dove va il melograno senza
divenire acido lì è il Mediterraneo.
neither state nor historic ones but are represented by the olive, the almond, the fig, the
pomegranate. Says Matvejevic, as far as the fig
goes without becoming wild, there is the Mediterranean...as far as the pomegranate goes without
becoming acid, there is the Mediterranean.
Raffaele Porta
(Presidente dell’Osservatorio Euromediterraneo
e del Mar Nero)
Raffaele Porta
(President of Euromediterranean
and Black Sea Observatory)
San Michele church, Procida
Procida networkshop, 2007
19
parte I
contesto, finalità e contenuti
part I
context, aim and contents
CONTESTO E FINALITÀ
CONTEXT AND AIM
L’area del Mediterraneo e del Mar Nero ha
riconquistato negli ultimi decenni un ruolo di
primo piano a livello politico, economico, sociale e culturale. Dallo sviluppo di questa vasta
regione, che abbraccia Paesi diversi e pur storicamente e intrinsecamente affini, sono profondamente condizionati i destini dell’Europa che,
per questo, non può più permettersi di relegare l’area a una categoria di secondo ordine.
È da questa convinzione che nel 2005 è nato
l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar
Nero, la cui missione primaria è promuovere
progetti e attività di cooperazione internazionale fondati su valori di pace, sviluppo e solidarietà nei Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo e sul Mar Nero. Istituzione napoletana
di respiro internazionale, l’Osservatorio è stato
fondato con la firma di un protocollo d’intesa,
il 16 giugno del 2005, tra Comune di Napoli,
Fondazione IDIS-Città della Scienza e l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. L’obiettivo
era ed è quello di favorire la pace e lo sviluppo
economico-sociale dei Paesi della regione, nonché la loro integrazione in un contesto europeo
nello spirito della Dichiarazione di Barcellona
(1995), con la rinnovata consapevolezza che il
partenariato euromediterraneo ha fallito molte
delle finalità fissate dai ministri degli Esteri dell’UE e da quelli dei dodici partner mediterranei
più di dieci anni fa.
Da qui l’esigenza, avvertita dai fondatori dell’Osservatorio, di agire ad un livello più profondo e
capillare, mettendo in relazione e a confronto
The area of the Mediterranean and the Black
Sea has reached in the last decade a primary
role at political, economic, social and cultural
levels. The development of this vast region,
which embraces countries that are different but
historically and deeply related, deeply conditions the destiny of Europe that, for this reason,
cannot afford to relegate the area to a second
order category.
It is from this conviction that two years ago the
Euromediterranean and Black Sea Observatory
was set up with the primary mission to promote projects and activities of decentralized
cooperation based on peace, development and
solidarity values, in the Mediterranean area
and the Black Sea. A Neapolitan institution for
international endeavours, the Observatory was
set up with the signing of a memorandum of
understanding on June 16 2005, for a collaboration between Fondazione Idis-Città della
Scienza, Naples Municipality and the University of Naples L’Orientale. Its aims are to favour
peace and the socio-economic development of
the countries of the Region as well as their
integration in an European context, in the spirit of the Barcelona Declaration (1995). The
founders of the Observatory were aware, however, that ten years in the making the
Euromediterranean partnership had failed in
many of the purposes outlined more than ten
years ago by the Foreign Ministers of the European Union and of the 12 Mediterranean partners.
Jerusalem, September 2005
“Hand in Hand” school, Jerusalem
23
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
diversi attori istituzionali, politici, culturali e
scientifici dell’area e mantenendo sempre
come principio guida la pari dignità di tutti i
soggetti coinvolti. Da qui l’esigenza di considerare Napoli e la Campania uno snodo cruciale
tra Europa e Mediterraneo, crocevia delle iniziative per la cooperazione internazionale,
ponte per il dialogo sociale e culturale tra i
Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum e sul
Mar Nero. Per il suo ruolo logistico e culturale,
Napoli deve diventare una fabbrica di solidarietà e
pace, disse il sindaco Rosa Iervolino in occasione della presentazione dell’Osservatorio.
L’adempimento di questi bisogni, strutturali alle
sue finalità, ha fatto sì che l’Osservatorio si
connotasse appunto come un progetto che ha
in Napoli le sue radici, ma nell’internazionalità
la sua vocazione.
Hence the need, felt by the founders of the
Observatory, to act at a deeper and capillary
level, putting in relation and comparison different institutional, political, cultural and scientific actors in the area and always maintaining as
a guiding principle the equal dignity of all the
subjects involved.
Naples and the Campania Region are to be
considered a crucial nexus between Europe
and the Mediterranean area, at the crossroads
of initiatives for international cooperation, a
bridge of social and cultural dialogue among
the countries of the Mare Nostrum and the
Black Sea. For its logistic and cultural role, Naples
must become a factory of solidarity and peace,
said the mayor of Naples Rosa Iervolino Russo
during the presentation of the Observatory. The
fulfilment of these needs, structural to the
Observatory’s mission, has led the Observatory
to identify itself as a project that has its roots
in Naples, while its vocation lies at the international level.
In order to attend to local and global initiatives,
the Observatory is structured around a scientific-technical committee, a honours committee
and a network. The Scientific-Technical Committee directs and coordinates the Observatory’s activities. The committee is chaired by a
mayor of Naples delegate, Raffaele Porta, and
it is formed by two representatives of each of
the three institutions that founded the Observatory: Souzan Fatayer and Olivier Butzbach for
the Municipality of Naples, Luigi Amodio and
Anne-Marie Bruyas for the Fondazione IDISCittà della Scienza, Fabio Maniscalco e Luigi
Ed è proprio all’insegna del suo respiro al contempo locale e globale che l’Osservatorio si è
dato una struttura composta da un Comitato
Tecnico Scientifico (CTS) con funzione di direzione e coordinamento delle attività. Il CTS è
presieduto da un delegato del Sindaco di
Napoli, Raffaele Porta, ed è composto da due
rappresentanti di ciascuna delle tre istituzioni
che hanno dato vita all’Osservatorio: Souzan
Fatayer e Olivier Butzbach per il Comune di
Napoli, Luigi Amodio e Annemarie Bruyas per
la Fondazione IDIS-Città della Scienza, Fabio
Maniscalco e Luigi Mascilli Migliorini per l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Il CTS
costituisce un gruppo di lavoro che coordina le
attività direttamente realizzate dall’Osservato24
“Il Mediterraneo
è un genere di vita”.
Jean-Marie Miossec
contesto e finalità
context and aim
rio; alla Fondazione IDIS-Città della Scienza
viene attribuita la responsabilità della gestione
operativa e finanziaria delle iniziative previste
nel progetto. Al CTS si aggiungono un Comitato d’Onore, composto da rappresentanti della
cultura o delle istituzioni dei paesi del Mediterraneo e del Mar Nero, e una Rete, al momento,
di oltre 70 partner internazionali.
Mascilli Migliorini for the University of Naples
L’Orientale. The Fondazione IDIS-Città della
Scienza is in charge of the operative and financial management of the initiatives decided in
the project and by the Scientific Technical Committee. In addition to the latter, the Observatory is composed of: a honours committee
formed by representatives of the cultural world
or institutions from the Mediterranean and the
Black Sea; and a network of over 70 international partners.
C’è, infine, un terza esigenza a cui l’Osservatorio ha voluto e intende far fronte: la concretezza delle sue iniziative.
Ed è per questo che, dalle missioni in Medio
Oriente alla Summer School di Procida, passando per la tutela del patrimonio culturale
mediterraneo, i progetti portati avanti finora,
così come quelli pianificati per il futuro, sono
sempre stati immaginati all’insegna di
un’azione mirata e tangibile, che si è sviluppata attorno a tre grandi aree tematiche principali: 1) dialogo, solidarietà e cooperazione;
2) cultura e salvaguardia dei beni culturali; 3)
educazione e informazione.
Finalizzati alla cura di bambini cardiopatici
palestinesi o alla creazione di uno Science
Centre a Gerusalemme, volti allo sviluppo
della ricerca archeologica o all’integrazione
europea, gli oltre trenta progetti realizzati
finora dall’Osservatorio sono tutti accomunati dall’intento ultimo di contribuire alla pace,
alla comunicazione e al confronto rispettoso
tra l’Europa e i Paesi che si affacciano sul
Mediterraneo e sul Mar Nero: perché, come
ha sottolineato in proposito il sindaco di
Napoli Rosa Iervolino la politica non è nient’altro
There is, ultimately, a third necessity which
the Observatory wanted and intends to
address: the concreteness of its initiatives.
And it is for this reason that, from the mission
travels in the Middle East to the Summer
School of Procida or the protection of the
Mediterranean cultural heritage, the projects
realized up to now as well as those planned
for the future, have always been guided by
the need to promote tangible actions. Such
activities concerned three main themes: dialogue, solidarity and cooperation; culture and
cultural heritage; education and information.
Whether they involve the cure of Palestinian
children afflicted with heart disease, or the
creation of a Science Centre in Jerusalem,
whether they aim to develop archaeological
research or further European integration, the
over thirty projects implemented by the
Observatory are united by their ultimate purpose: to contribute to peace, communication
and respectful dialogue between Europe and
the countries that overlook the Mediter25
“Un mare chiuso,
dunque un mare tranquillo,
il Mediterraneo?
Sicuramente no.
Si tratta di un mare
frammentato in diversi bacini;
un mare agitato in superficie
dalle correnti e dai fortunali;
un mare sfruttato e maltrattato.
E soprattutto un mare aperto.
Aperto, fondamentalmente
a causa della sua dipendenza
dall’Oceano”.
Bernard Kayser
Ramallah, September 2005
26
international cooperation meeting, Naples 2003
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
che l’incontro tra grandi ideali e realizzazioni
concrete, e l’Osservatorio si muove proprio in
questa direzione.
ranean and the Black Sea - since, as the
mayor of Naples Rosa Iervolino Russo underlined politics is nothing else than the conjunction of great ideals and concrete achievements.
The Observatory works in this direction.
DIALOGO, SOLIDARIETÀ E
COOPERAZIONE
Celebrazione delle Quattro giornate di
Napoli per la pace in Medioriente
Una missione per stringere nuovi rapporti con le
istituzioni e le associazioni di volontariato israeliane e palestinesi, per avviare nuovi programmi
di collaborazione e intensificare quelli già esistenti, ma anche e soprattutto un’iniziativa di
pace promossa nell’ambito delle manifestazioni
celebrative delle Quattro giornate di Napoli. È questo lo spirito che ha accompagnato la missione di
cinque giorni (dal 27 settembre al 2 ottobre
2005) della delegazione napoletana in Medioriente - con tappe nelle città di Tel Aviv, Gerusalemme, Betlemme, Ramallah e Nablus - guidata
dal presidente dell’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero, Raffaele Porta. Un’iniziativa
organizzata dallo stesso Osservatorio, che ha
visto la partecipazione del Sindaco Rosa Iervolino
Russo e l’adesione della Regione Campania,
della Provincia di Napoli, del Consiglio comunale
di Palermo, dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, delle
scuole e degli Atenei napoletani, di diverse associazioni politiche e culturali, della stampa e delle
televisioni locali e nazionali.
Tanti gli incontri della delegazione formata da
140 persone, e tanti gli impegni. Medici,
DIALOGUE, SOLIDARITY AND
COOPERATION
Celebrations of the Four days of
Naples for peace in the Middle East
A mission to tighten new relations with the
Israeli and Palestinians institutions and voluntary organizations, to start new programmes of
cooperation and intensify those already
launched, but also and above all a peace initiative promoted within the celebrations of the
anniversary of the Four days of Naples. This is
the spirit that accompanied the five-day mission (from September 27 to October 2, 2005)
of the Neapolitan delegation chaired by the
President of the Euromediterranean and Black
Sea Observatory, Raffaele Porta, to the Middle
East, with stops in the cities of Tel Aviv,
Jerusalem, Bethlehm, Ramallah and Nablus.
The initiative was organized by the Observatory, with the participation of the Mayor of
Naples, Rosa Iervolino Russo, and the adhesion
of the Campania Region, the Province of
Naples, the Municipal Council of Palermo, the
Cgil, Cisl and Uil trade-unions of, many other
political and cultural institutions and NGOs, the
press and local and national television.
dialogo, solidarietà e cooperazione
dialogue, solidarity and cooperation
docenti universitari, operatori commerciali, dirigenti sindacali e scolastici, rappresentanti istituzionali, esponenti del volontariato e del
mondo cattolico, sfidando i rischi di non pochi
imprevisti, hanno incontrato palestinesi e israeliani per parlare di pace, ma anche per offrire
ad entrambi la disponibilità a partecipare ad
iniziative tese a lenire nell’immediato, nell’attesa di trovare soluzioni definitive, le sofferenze
delle rispettive popolazioni.
Cinque giorni di lavoro per i quali gli organizzatori hanno avuto l’apprezzamento sia dell’allora
premier israeliano Ariel Sharon che del Presidente
dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen,
che hanno inviato un messaggio di ringraziamento alla delegazione napoletana.
Many were the meetings held by the delegation
formed by 140 people and many were the commitments taken. Doctors, professors, trade operators,
school and unions officials, representatives of institutions, of the catholic world and of NGOs, overcoming the risks of some unexpected event, met
with Palestinians and Israelis to talk about peace
and to offer themselves to take part into initiatives
aimed at allievating the suffering of the respective
populations - until definitive solutions are reached.
During these five days of work, the organizers
received the appreciation of former Israeli Prime
Minister Ariel Sharon and of the President of the
Palestinian National Authority Mahmoud Abbas
(Abu Mazen), who sent a message to thank the
neapolitan delegation.
“Hand in Hand” school, Jerusalem
Scarlatti New Orchestra in concert, September 2005
Jerusalem, 2005
27
Città della Scienza, Naples
28
Scarlatti New Orchestra in concert, Jerusalem, 29.09.2005
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
Non avevamo certamente la pretesa di portare la
pace - ha detto il presidente Raffaele Porta - ma
sicuramente un altro seme per far crescere la pianta del dialogo è stato depositato. E i delegati,
infatti, hanno issato sul muro che divide Gerusalemme da Betlemme la bandiera arcobaleno
della pace, subito prima di portare il loro omaggio al museo dell’Olocausto.
Dall’iniziativa sono maturate diverse opportunità di scambio, collaborazioni e progetti di
cooperazione. A partire dal campo sanitario, la
delegazione di medici guidati dal cardiochirurgo Carlo Vosa ha visitato una trentina di bambini cardiopatici, organizzando il loro trasferimento a Napoli per i necessari interventi terapeutici. Fitto anche il programma dei docenti
universitari partecipanti alla missione. L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale ha sottoscritto con l’Ateneo Al Quds di Gerusalemme
un piano per la protezione dei beni culturali
che si trovano in aree di conflitto. Gli stessi
docenti partenopei, guidati dal Rettore Pasquale Ciriello, si sono recati a Ramallah presso
alcuni monumenti in grave pericolo di distruzione, per apporre simbolicamente su di essi lo
“Scudo Blu” di protezione recante l’intestazione della città di Napoli. Inoltre, sono stati attivati nuovi canali per l’artigiano tipico palestinese (articoli religiosi e pietre lavorate), gemellato con quello napoletano attraverso un’intesa tra la Camera di Commercio di Betlemme, il
Comune di Napoli, la Fondazione IDIS-Città
della Scienza e il gruppo editoriale «Il Denaro»
diretto da Alfonso Ruffo. In quell’occasione
sono stati distribuiti cataloghi con tutti i pro-
We certainly did not have the pretention to bring
peace - said the President Raffaele Porta - but
certainly another seed to grow the plant of dialogue was planted. Keeping true to that spirit,
the Neapolitan delegation shortly after paying
tribute to the sufferings of the Jewish people at
the Holocaust museum, waved a peace flag at
the feet of the “security wall” that separates
Jerusalem from Bethlehem.
During this mission, several exchange opportunities, collaborations and cooperation projects
were concluded. In the field of health field, a
group of doctors chaired by heart surgeon
Carlo Vosa visited 30 children with heart disease, organizing their subsequent transfer to
Naples for necessary treatments.
A busy round of meetings were also held by the
university lecturers who took part in the mission.
The University of Naples L’Orientale signed with
the Al Quds University of Jerusalem a plan for
the protection of cultural heritage in areas of
conflict. The Neapolitan professors, led by the
Rector Pasquale Ciriello, went to Ramallah to
visit the monuments in serious danger of
destruction and to place, as a symbolic gesture,
the “Blue Shield” of protection heading the
symbol of Naples. Furthermore, new outlets for
the Palestinian artifacts (religious items and
carved stones) twinned with the Neapolitan artifacts were launched through an agreement
between the Chamber of Commerce of Bethlehem, the Municipality of Naples, the Fondazione
IDIS-Città della Scienza and the publishing
group «Il Denaro» directed by Alfonso Ruffo. In
Jerusalem, 2005
Città della Scienza, Naples
dialogo, solidarietà e cooperazione
dialogue, solidarity and cooperation
dotti realizzati dalle aziende presenti nella provincia di Betlemme. Ma non solo: un ruolo fondamentale è stato svolto anche dalla Fondazione IDIS-Città della Scienza per la creazione di
uno Science Centre presso l’Università Al Quds
di Gerusalemme.
Intenso e commovente è stato l’omaggio della
delegazione napoletana alla tomba di Yithzak
Rabin e, in seguito, alla tomba dell’ex leader
dell’Autorità Palestinese Yasser Arafat. Particolarmente significativa è stata anche la tappa in
una scuola “speciale”, denominata Hand in
Hand - Learning together, leaving together (Mano
nella Mano, imparare insieme e vivere insieme),
un istituto di pace e di tolleranza, coordinato
dalla direttrice Josei Mandelson, che si propone di far crescere e studiare, fin da piccoli,
bimbi ebrei ed arabi l’uno accanto all’altro.
L’associazione, che gestisce tre scuole, è ufficialmente riconosciuta da Israele e riceve sovvenzioni e copertura di una parte delle spese.
Ha tre sedi - a Gerusalemme, nel villaggio
arabo di Wadi Ara e a Nazareth - che accolgono in egual numero bambini ebrei ed arabi dai
6 ai 12 anni. Per ogni classe vi sono due docenti, si parla sia in ebraico che in arabo e, con il
passare del tempo, si fa in modo che il dialogo
avvenga nella due lingue. Tutti i bambini studiano le tre religioni monoteiste (ebraismo,
islamismo e cristianesimo) che da sempre convivono nella città di Gerusalemme.
Numerosi anche gli incontri della delegazione
partenopea con politici ed istituzioni locali: a
partire da Yossi Beilin, leader del partito Yadah
e massimo esponente degli Accordi di Ginevra,
that occasion, catalogues with all the products
made by the companies present in the province
of Bethlehem were distributed. Also, the Fondazione IDIS-Città della Scienza had an important role in working towards the creation of a
Science Centre within the Al Quds University.
The Neapolitan delegation also paid an intense
and emotional tribute to former Israeli Prime
Minister Yithzak Rabin and then to the grave of
former Palestinian Authority leader Yasser Arafat.
The delegation also paid an important visit to a
very peculiar school. Named Hand in Hand Learning together, living together the school is
an institute of peace and tolerance, coordinated by the headmistress Josei Mandelson. Its
purpose is to make Jewish and Arab children
live and study together. The NGO, which manages three schools, is officially recognized by
Israel and receives grants and paid expenses. It
has three schools: in Jerusalem, in the Arab village of Wadi Ara and in Nazareth, which welcome in equal number Arabs and Jewish children from 6 to 12 years of age. For each class
there are two teachers, the languages spoken
are Arab and Jewish and with the passing of
time the dialogue between the children is carried in both languages. The three monotheist
religions (Judaism, Islam and Christianity),
which have always lived together in the city of
Jerusalem, are studied at three school.
The Neapolitan delegation held several meetings with policy-makers and local institutions starting with Yossi Beilin, leader of the Yadah
party and the highest representative of the
Geneva agreement; Father Ibrahim Faltas,
29
Nablus, September 2005
Scarlatti New Orchestra in concert, Ramallah, 1.10.2005
padre Ibrahim Faltas, Parroco di Gerusalemme,
il Sindaco di Betlemme Viktor Batarseh, il Sindaco di Tel Aviv Ron Huldai, il vice Sindaco di
Gerusalemme Ygal Amedi, il vice Presidente
dell’Assemblea legislativa palestinese Ghazi
Hamani, e molti rappresentanti del Parlamento
palestinese.
Momenti culminanti dell’iniziativa delle Quattro
giornate di Napoli per la pace in Medioriente sono
stati i due concerti tenuti dalla Nuova Orchestra Scarlatti, diretti dal maestro Daniele Giulio
Moles, per promuovere, attraverso la musica, il
dialogo tra culture diverse e dare un contributo alla pace: il primo nello storico auditorium
dell’YMCA di Gerusalemme, il secondo nel Tea30
priest of Jerusalem; the Mayor of Bethlehem
Viktor Bataresh; the Mayor of Tel Aviv, Ron Huldai; the deputy Mayor of Jerusalem Amedi; the
deputy President of the Palestinian Legislative
Assembly Ghazi Hamani and several other
members of Parliament.
The climax of the Four days of Naples for peace
in the Middle East initiative was reached with
the two concerts by the Scarlatti New Orchestra, conducted by Daniele Giulio Moles. The
concerts were conceived so as to promote,
through music, dialogue between different cultures and give a contribution to peace. The first
concert was held in the historic auditorium of
the YMCA in Jerusalem, the second in the
Meet Math exhibition, Bloomfield Science Museum Jerusalem
Maestro Daniele Giulio Moles
dialogo, solidarietà e cooperazione
tro del centro culturale di Ramallah. Un fuori
programma quest’ultimo (il concerto si doveva
tenere infatti a Nablus), dovuto all’uccisione in
quelle ore di alcuni bambini palestinesi nel
campo profughi, situato nel centro di Nablus,
che ha indotto, per ragioni di sicurezza, organizzatori e rappresentanti diplomatici a scegliere una sede diversa.
Infine non sono mancate le visite ai luoghi sacri
e ai percorsi storici, a partire dalla città antica
di Gerusalemme, con tappe al Santo Sepolcro,
alla Spianata delle Moschee e al Muro del
Pianto.
Napoli incontra Betlemme
Nelle settimane successive alla missione di
pace organizzata dall’Osservatorio in Medioriente, è stata avviata una serie di incontri e iniziative, in una delle quali una delegazione della
città di Betlemme (tra cui il presidente della
Camera di Commercio Samir Hazboun, il Parroco Ibrahim Faltas e George Saddeh, vice Sindaco di Betlemme) ha incontrato le istituzioni
politiche, economiche e commerciali della città
partenopea, al fine di valorizzare i prodotti e
manufatti di produzione locale. Napoli incontra
Betlemme è stato il nome dato alla mostra di
prodotti dell’artigianato palestinese tenutasi
nella sede della comunità palestinese campana
che è situata nel centro storico di Napoli, culla
dell’arte presepiale.
Nata per volere dell’Assessorato alle Relazioni
Internazionali del Comune e degli enti camera-
“[…] al di là delle sue
attuali divisioni politiche,
si identifica
con tre comunità culturali,
tre civiltà di grande vitalità
ed estensione,
tre peculiari modi di pensare,
di credere, di mangiare,
di bere, di vivere…
In verità, tre mostri sempre
pronti a mostrare i denti,
tre personaggi
dal destino interminabile,
presenti da sempre,
o almeno da secoli e secoli.
I loro confini travalicano
quelli degli stati,
e questi da parte loro
non sono che vesti di Arlecchino,
e quanto leggere!”
Fernand Braudel
palestinian handicraft exhibition, Naples, December 2005
dialogue, solidarity and cooperation
theatre of the Cultural Centre of Ramallah. This
last concert was an unscheduled programme
since the event was originally planned to be
held in Nablus, but the killing of several Palestinian children in the refugee camp in downtown Nablus forced the organizers, Palestinian
officials and Italian diplomatic staff to choose a
different location for security reasons. Ultimately, the delegation also visited the holy
sites and the historic routes such as the old city
of Jerusalem, with stops to the Holy Sepulchre,
the Temple Mount and the Wailing Wall.
Naples meets Bethlehem
After the peace mission, a series of initiatives
and meetings were launched, among which
meetings between a delegation of the city of
Bethlehem, with the President of the Chamber
of Commerce Samir Hazboun, Father Ibrahim
Faltas and the deputy mayor of Bethlehem
George Saddeh, and representatives of political, economic and business institutions of
Naples, for an exchange of experiences with
the aim to enhance and provide an outlet for
Bethlehem’s local handicraft production.
Naples meets Bethlehem was the name of the
event, a showcase of Palestinian handicrafts
products held in the headquarters of the Palestinian community of the Campania Region, in
the historic centre of Naples, heart of the crib
art tradition.
Born thanks to the initiative of the Councillorship for International Relations of the Munici31
32
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
li (Napoli ha finanziato l’iniziativa con 50mila
euro), in collaborazione con l’Osservatorio
Euromediterraneo e del Mar Nero, la Compagnia delle Opere e il quotidiano economico «Il
Denaro», Napoli incontra Betlemme è stata
un’iniziativa finalizzata a creare rapporti tra le
imprese napoletane e quelle palestinesi, attraverso una rete di scambi economici, ma anche
di amicizia, nata proprio durante la missione di
pace del settembre 2005. L’obiettivo dell’iniziativa è stato lo sviluppo economico di Betlemme, città ricca di tradizioni religiose e archeologiche, ma anche di piccole e medie imprese
artigiane. Nonostante l’assedio e la crisi economica - ha detto il vice Sindaco di Betlemme - cerchiamo collaborazioni commerciali, culturali, turistiche e scientifiche. E l’Italia - ha ricordato Raji
Zedan, Sindaco di Betjala (cittadina attigua a
Betlemme) - è Paese prediletto per il suo sostegno politico, economico e sociale che ci ha aiutato nei momenti più difficili.
Questa iniziativa ha quindi rappresentato un
modo per rendere concreta la solidarietà al
popolo palestinese, mediante la realizzazione
di scambi commerciali. In Palestina, in particolare a Betlemme, i piccoli artigiani e le imprese che
lavorano la pietra e il marmo, ma anche i metalli,
sono considerati di grande professionalità e di alta
qualità - spiega Porta. A Betlemme il 50 per
cento degli abitanti è disoccupato e gli artigiani
chiudono i negozi e le botteghe per mancanza di
clienti, ovviamente a causa del clima di tensione
che si vive in quelle zone. L’obiettivo è di portare
avanti il progetto di cooperazione che abbiamo
intrapreso con la missione.
pality and the local bodies (Naples financed
the initiative with 50,000 euro), in collaboration with the Euromediterranean and the
Black Sea Observatory, the Compagnia delle
Opere and the economic daily «Il Denaro»,
the Naples meets Bethlehem initiative was
aimed at strenghtening the relations between
neapolitan and palestinian businesses
through a network of economic exchanges
but also of friendship, created right after the
peace mission of September 2005. The ultimate purpose of the initiative was the economic development of Bethlehem, city rich of
religious and archaeological traditions but
also of small and medium enterprises of artisans. Despite the seige and the economic crisis said the deputy Mayor of Bethlehem - we are
looking for trade, cultural, touristic and scientific
collaborations. And Italy - added Raji Zedan,
mayor of Beitjala (a village near Bethlehem) is
a favourite country for his political, economic
and social support which helped us in the most
difficult moments.
Therefore, this initiative represented a way to
make tangible the solidarity to the Palestinian
people through the realization of commercial
exchanges. In Palestine, in particular in Bethlehem, the small artisans and the firms that work on
stones and marble but also metals, are considered
of great competence and high quality - explained
Porta. In Bethlehem 50% of the inhabitants are
unemployed and the artisans closed their shops for
lack of clients, obviously also due to the tension in
that area. The aim is to go on with the cooperation
project which we started with the mission.
view of Bethlehem
meeting with the mayor of Bethlehem
Commerce is peace conference, Naples, December 2005
dialogo, solidarietà e cooperazione
dialogue, solidarity and cooperation
L’iniziativa si è poi conclusa con un convegno
dal titolo Commercio è pace che ha visto la partecipazione di esponenti delle istituzioni napoletane e arabe con l’obiettivo di valorizzare
alcune tradizioni dell’artigianato e del commercio palestinese, e nello stesso tempo di fare in
modo che gli imprenditori napoletani possano
essere presenti in Palestina.
Questa con Napoli è stata la prima esperienza di
collaborazione diretta della nostra Camera di Commercio, fondamentale nell’ambito della cooperazione tra pubblico e privato per avere sbocchi in
futuro, ha commentato il Presidente Hazboun.
The initiative ended with a conference titled
Commerce is peace with the participation of
representatives of Neapolitan and Arab institutions with the aim to enhance some traditions
of the Palestinian handicraft and trade and at
the same time to make sure that the neapolitan entrepreneurs be present in Palestine.
This was the first direct collaboration experience
of our Chamber of Commerce with the city of
Naples, an important initiative within the cooperation between public and private to also have
access in the future, said President Hazboun.
meeting with the president of the Chamber of
Commerce in Bethlehem
Twinning between the cities and universities of Naples and Nablus
Gemellaggio tra le città e le università di Napoli e di Nablus
One of the outcomes of the neapolitan peace
mission in Israel and the West Bank was that to
establish long-term friendship between the
cities of Naples and Nablus and their universities: the University of Naples Federico II, the
Second University of Naples and the An-Najah
University of Nablus. Naples and Nablus derive
their denomination from the same etymological root: “new city”. This twinning agreement
between political and cultural institutions from
both cities was formally signed at the San Giacomo Palace in Naples by the Mayor Rosa Iervolino, the Mayor of Nablus Hussein Alaraj and
the Presidents of the universities involved in an
official ceremony which also included the symbolic handing of the keys of the city.
Uno degli effetti della missione napoletana di
pace in Medioriente è stato quello di realizzare
un rapporto di stretta amicizia tra le città di
Napoli e di Nablus ed i rispettivi Atenei: l’Università degli Studi di Napoli Federico II, la Seconda
Università degli Studi di Napoli e l’Università AnNajah di Nablus. Come è noto, sia Napoli che
Nablus derivano la propria denominazione dalla
stessa radice etimologica: “nuova città”. Questo
patto di gemellaggio tra le istituzioni politiche e
culturali è stato formalmente siglato nella Sala
Giunta di Palazzo S.Giacomo dal Sindaco di
Napoli Rosa Iervolino, dal Sindaco di Nablus Hussein Alaraj e dai Rettori dei rispettivi Atenei nel
corso di un’affollata cerimonia ufficiale che ha
contemplato anche la consegna simbolica delle
chiavi della città.
view of Nablus
33
Commerce is peace conference, Naples, December 2005
“To the present writer
a careful study of the facts
now available seems
to leave no doubt
that civilization
was born at the southeast
corner of the Mediterranean.”
James H. Breasted
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
Osservatori internazionali nelle elezioni municipali di Nablus
International observers in the municipal elections of Nablus
Come diretta conseguenza del patto di amicizia formalizzato tra Napoli e Nablus, sempre
nel 2005 un’altra missione ha coinvolto il Presidente dell’Osservatorio Euromediterraneo e
del Mar Nero Raffaele Porta. Quella compiuta,
insieme al Consigliere comunale Antonio Funaro, nei Territori Palestinesi in qualità di osservatori internazionali, nel corso delle prime elezioni municipali dirette del Consiglio comunale di
Nablus. Elezioni che hanno coinvolto non solo
la città gemellata con Napoli, ma anche altri 77
piccoli e grandi Comuni protagonisti nella tornata elettorale, tra cui Ramallah, Tulkarem,
Jenin, Hebron, con un totale della popolazione
coinvolta di circa 700 mila persone per l’elezione di 745 Consiglieri comunali.
Un momento straordinariamente importante ha ricordato Porta - per i cittadini di Nablus che,
per la prima volta, hanno eletto direttamente i
loro rappresentanti. Il consolidamento delle istituzioni democratiche nelle città palestinesi della
Cisgiordania e di Gaza può rappresentare un
decisivo passo in avanti nella costruzione di uno
Stato palestinese libero e sovrano.
In 2005 another mission involved the President of the Euromediterranean and the Black
Sea Observatory Raffaele Porta. The latter,
along with town council Member Antonio
Funaro, both acting on behalf of the Naples
city council, went to the Palestinian Territories
as International Observers in the municipal
elections of Nablus. Those elections involved
not only Nablus, but 77 other small and large
cities, among which Ramallah, Tulkharem,
Jenin, Hebron with a total population of
about 700 thousand people, participating to
the election of 745 city council members.
An extraordinary important moment - recalled
Porta - for the citizens of Nablus who, for the
first time, directly elected their representatives.
The consolidation of the democratic institutions
in the Palestinian cities of the West Bank and
Gaza could represent a decisive step towards the
peace process in the Middle East and in the setting up of a Palestinian free and indipendent
state.
Ponte di solidarietà per la cura dei
bambini palestinesi cardiopatici
Gli accordi stretti nell’ambito delle celebrazioni
delle Quattro giornate di Napoli per la pace in
Medioriente hanno contribuito a rafforzare
34
municipal election, Nablus, 2006
Bridge of solidarity for the cure of
palestinian children with heart disease
The agreements signed within the Four days of
Naples for peace in the Middle East initiative
have contributed to streng then a bridge of
solidarity in the field of health between
dialogo, solidarietà e cooperazione
dialogue, solidarity and cooperation
anche un ponte di solidarietà in campo sanitario fra Napoli e Nablus, dove l’equipe medica
dell’Ospedale Monaldi, pur di fronte a condizioni proibitive, è riuscita a visitare una trentina di bambini palestinesi affetti da gravi patologie cardiache. A guidare i medici della delegazione napoletana è stato il cardiochirurgo
Carlo Vosa, che aveva già precedentemente
operato bambini palestinesi, grazie alla disponibilità della direzione generale dello stesso
Ospedale Monaldi. Non ci limitiamo a visitare i
bambini sottoposti ad intervento per accertarci
delle loro condizioni di salute, ha detto Vosa che
ha aggiunto: Il nostro impegno è anche quello di
formare medici che, poi, sul posto, possano
affrontare tali situazioni in nostra assenza. In
seguito alla visita, Said, un bimbo di appena
due mesi di Nablus, è stato operato a Napoli
dall’equipe medica del prof. Vosa. Affetto da
una malformazione della vena aorta, le condizioni di Said erano apparse subito gravi e il
prof. Vosa decise di farlo trasportare in Italia
per operarlo urgentemente. La storia di Said è
solo una delle tante che il cardiochirurgo ha
seguito e che continua a seguire insieme alla
sua equipe medica.
Naples and Nablus, where the medical team
of the Monaldi Hospital, even in the face of
danger, has succeeded in visiting more than
30 Palestinian children with serious heart diseases. The delegation was led by the heart
surgeon Carlo Vosa who had already operated
palestinian children thanks to the availability
of the general direction of the Monaldi Hospital. We do not restrict ourselves to visit the children who have been operated to make sure they
are ok - said Vosa who added: Our commitment is also to train local doctors in order to
operate in our absence.
Following the visit, a two month old child,
Said, from Nablus, was operated in Naples by
the medical team of doctor Vosa. Affected by
a malformation to the aorta vein, the conditions of Said were considered so serious that
doctor Vosa decided to transport him in Italy
for immediate surgery. The story of Said is just
one of many that the heart surgeon has followed and that continues to follow together
with his team.
Primo Networkshop degli aderenti
all’Osservatorio
The first Euromediterranean and Black Sea
Observatory-Networkshop Networking and
partnership, organized by the Observatory
was held on the island of Procida on May 2425 of 2007. This event was conceived as an
opportunity for participants to know each
other and exchange ideas in order to develop
Un’opportunità per conoscersi e scambiare
idee in modo da sviluppare più efficacemente
e concretamente i progetti futuri. Questo,
secondo i partecipanti, il senso del primo
division of pediatric cardiac surgery,
Second University of Naples
First Networkshop of the partners of
the Observatory
refugee camps, Nablus
35
parte I: contesto, finalità e contenuti
EuroMediterranean and Black Sea Observatory
Workshop: Networking and partnership, organizzato dall’Osservatorio, che si è svolto sull’isola di Procida il 24 e il 25 maggio del 2007. Un
Festival di cultura mediterranea, viaggi-studio
in Grecia e Turchia, traduzioni di libri provenienti dalla sponda sud: sono solo alcuni dei
progetti lanciati nel corso del Networkshop
dai rappresentanti delle oltre 70 istituzioni
che compongono fino a oggi la rete dell’Osservatorio e che provengono da Israele,
Cisgiordania, Spagna, Marocco, Egitto, Algeria, Francia, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria,
Tunisia e Turchia.
I partecipanti si sono divisi in quattro gruppi
per lavorare su altrettante tematiche: cultura,
giovani, educazione e cittadinanza. Lo scopo
del meeting era quello di elaborare progetti
da presentare alle istituzioni europee per
ottenere finanziamenti, secondo le linee guida
tracciate nella prima mattinata di lavori da
Henrik Lauridsen, rappresentante dell’ufficio
EuropAid della Commissione Europea, che si è
soffermato sul nuovo regolamento dei programmi relativi alla Politica europea di vicinato. Molte e variegate idee progettuali sono
state elaborate in questi due giorni, segno che
è stato conseguito l’obiettivo di questo primo
Networkshop che, nelle intenzioni del presidente dell’Osservatorio Raffaele Porta, doveva
essere appunto un evento “denso di fatti concreti”.
Tra i progetti proposti, i più numerosi sono
stati quelli elaborati dal gruppo “Giovani”.
Oltre all’organizzazione di un Festival dei gio36
Procida networkshop, 2007
part I: context, aim and contents
future projects in a more effective and concrete way. A festival of Mediterranean culture, study-trips in Greece and Turkey, translation of books from the Northern Shore. These
are some of the projects launched during the
Networkshop by representatives of over 70
institutions participating in the network of
the Observatory, coming from Israel, West
Bank, Spain, Morocco, Egypt, Algeria, France,
Slovakia, Hungary, Bulgaria, Tunisia and
Turkey.
The participants were divided into four
groups to work on: culture, youth, education
and secondary education. The aim of the
two-day meeting was to elaborate projects to
apply for European funding, according to the
guidelines outlined in the first day of the
workshop by Henrik Lauridsen, representative of the EuropeAid office of the European
Commission, who explained the new regulations of the programmes related to the European Neighbouring Policy. There were many
different projects presented during the two
days, living up to the goal of this first Networkshop which, in the intention of its President Raffaele Porta, was to be a “constructive event”.
Among the projects presented in Procida,
those elaborated by the “Youth working
group” were the most numerous.
Besides the organization of a Festival of the
youth in cooperation with Universities, the
group proposed to create multimedia centres
in the capitals of the Mediterranea and, to
organize student trips in Turkey and Greece to
dialogo, solidarietà e cooperazione
dialogue, solidarity and cooperation
vani, infatti, il gruppo ha presentato l’idea di
creare dei centri multimediali nelle capitali del
Mediterraneo e di organizzare viaggi-studio in
Turchia e Grecia alla scoperta della storia e
dell’archeologia di questi Paesi.
Il progetto più innovativo è sembrato, tuttavia, quello relativo a una serie di seminari sul
tema cooking and business (cucina e affari)
volti a favorire la conoscenza dei cibi mediterranei e, allo stesso tempo, a promuovere la
creazione di imprese, soprattutto al femminile, di prodotti alimentari tipici dell’area.
Il gruppo “Cultura” ha messo in cantiere due
progetti: il primo riguarda un Festival itinerante della cultura mediterranea che si svolga in
almeno quattro Paesi, il secondo volto all’elaborazione di un programma che favorisca in
Europa la traduzione e la diffusione di testi di
autori della sponda sud. I gruppi Educazione e
Cittadinanza hanno proposto di estendere il
progetto Erasmus anche alle Università dei
Paesi della riva sud, che fino ad oggi sono
rimaste escluse.
Nell’attesa che alcuni progetti diventino esecutivi, il primo Networkshop un risultato l’ha
già ottenuto: far sedere ad uno stesso tavolo,
e dialogare tra di loro, non solo marocchini,
algerini, egiziani, spagnoli, francesi, turchi,
greci e bulgari, ma anche israeliani e palestinesi.
discover the history and archaeology of these
countries.
A particularly innovative proposal built
around the theme of Cooking and business,
consisted in the promotion of the creation of
small businesses, run by housewives who
would gain professional experience by providing catering services, building on their skills
and proposing typical food products from
their area, thus promoting Mediterranean
food.
The “Culture” working group proposed two
projects: the first one consisted in a touring
Festival of mediterranean culture to be organized in at least four countries of the southern
shore.
The second project contemplated a programme aimed at facilitating the diffusion of
literary works from the southern shore in
Europe. The Education and High Education
working group proposed to participate into
the Erasmus Mundus External Cooperation
Window Program.
Pending the implementation of those projects, the first Networkshop has already
achieved an important result: to bring together, at the same table, not only Moroccans,
Algerians, Egyptians, Spanish, French, Turkish,
Greek and Bulgarians but also Palestinians
and Israelis.
“Il Mediterraneo ha affrontato
la modernità in ritardo.
Non ha conosciuto la laicità lungo
tutti i suoi bordi. Per procedere
a un esame critico di questi fatti,
occorre liberarsi da una zavorra
ingombrante. Ciascuna delle coste
conosce le proprie contraddizioni,
che non cessano di riflettersi
sul resto del bacino e su altri spazi,
talvolta lontani. La realizzazione di
una convivenza insieme ai territori
multietnici o plurinazionali, laddove
si incrociano e si mescolano tra loro
culture diverse e religioni differenti,
conosce sotto i nostri occhi
uno smacco crudele.
Non esiste una sola cultura
mediterranea: ce ne sono molte in
seno a un solo Mediterraneo.
Sono caratterizzate da tratti
per certi versi simili e per altri
differenti. Le somiglianze sono
dovute alla prossimità di un mare
comune e all’incontro sulle sue
sponde di nazioni e di forme
di espressione vicine.
Le differenze sono segnate
da fatti di origine e di storia,
di credenze e di costumi.
Né le somiglianze né le differenze
sono assolute o costanti:
talvolta sono le prime a prevalere,
talvolta le ultime.
Il resto è mitologia”.
Predrag Matvejevic'
37
parte I: contesto, finalità e contenuti
38
Meet Math exhibition, Al Quds University
and Bloomfield Science Museum Jerusalem
part I: context, aim and contents
La Scienza, linguaggio di pace
Science, language of peace
Il linguaggio della scienza - come quello della
cultura e dell’arte - può essere uno straordinario strumento per mantenere aperto, anche
sullo sfondo della contrapposizione più aspra,
un canale di comunicazione e relazione. Sono
questi i principi che hanno guidato l’Osservatorio nella realizzazione del primo Science Centre,
museo interattivo della scienza presso l’Università di Al Quds a Gerusalemme Est. Ideato e
fortemente voluto da israeliani e palestinesi, il
centro è stato presentato nell’ottobre 2007
presso la Commissione Cultura della Camera
dei Deputati, alla presenza del Presidente
on. Pietro Folena. Il progetto prese avvio nel
2001, su iniziativa della Fondazione IDIS-Città
della Scienza, dell’Università Al Quds e del Bloomfield Science Museum di Gerusalemme,
quando il professor Sari Nusseibeh, Rettore
dell’Università Al Quds, venne a Napoli per sottoscrivere un accordo di cooperazione internazionale finalizzato alla creazione della struttura. In seguito l’idea si concretizzò, prima con il
sostegno della giunta regionale della Campania, poi con quello dell’Unesco. L’idea progettuale era basata su due obiettivi: da un alto
quello di creare un lavoro comune tra israeliani, palestinesi ed europei, dall’altro quello di
rafforzare il sentimento d’identità nazionale
palestinese, costruendo legami sempre più forti
con la comunità scientifica internazionale. Il
raggiungimento di quest’ultimo obiettivo non
può prescindere dallo sforzo di garantire l’autosufficienza economica dei Paesi dell’area,
The language of science - as that of culture and
art - could be an extraordinary instrument to
keep open, even in the context of the hardest
conflict, a communication and relation channel.
These are the principles that guided the Observatory in the realization of the first Science
Centre, an interactive museum at the Al Quds
University, in East Jerusalem. Projected, constructed and strongly wanted by Israeli and
Palestinians, the centre was presented last
October at Italian Parliament by the Commission of Culture chaired by Pietro Folena. The
idea was born in 2001, upon the initiative of
the Fondazione IDIS-Città della Scienza together
with the Al Quds University and the Bloomfield
Science Museum of Jerusalem, when professor
Sari Nusseibeh, President of the Al Quds University, came to Naples to subscribe an international cooperation agreement for the creation
of the structure. Over the years, the idea gained
support from the regional council of the Campania Region first, then from Unesco. The project focused on two objectives: on the one
hand, to create a common working environment between Israeli, Palestinians and Europeans; on the other hand, to reinforce the sentiment of Palestinian national identity, by building stronger relationship with the international
scientific community. This latter goal presupposes efforts to guarantee the economic self-sufficency of the countries of the area through, in
particular, investments in science and technology
and, thus, in scientific education and diffusion.
Science, language of peace
Rome, Chamber of Deputies, October 2007
dialogo, solidarietà e cooperazione
dialogue, solidarity and cooperation
grazie a specifici investimenti nel settore scientifico-tecnologico e, dunque, nell’educazione e
divulgazione scientifica.
La scienza è un linguaggio universale e può essere un terreno per costruire un percorso condiviso,
ha spiegato Vittorio Silvestrini, presidente della
Fondazione IDIS, aggiungendo che, coinvolgendo la comunità israeliana e palestinese, che nonostante le difficoltà si sono sedute attorno a un
tavolo per parlare di pace, cooperazione e formazione, il progetto ha assunto una valenza non
solo culturale ma anche politica.
Il museo interattivo è stato inaugurato quest’anno a Gerusalemme Est e in pochi mesi è già
stato visitato da ben 17mila studenti palestinesi. Prima che fosse realizzato lo Science Centre - ha
raccontato Hassan Dweik, Pro-rettore di Al Quds
- i ragazzi palestinesi non avevano la possibilità di
ricevere alcun tipo di educazione informale. Nei
prossimi mesi è prevista la realizzazione di un
centro risorse, come strumento di orientamento
per gli studenti verso il mondo del lavoro e della
creazione d’impresa. Il centro risorse avrà una
triplice funzione: sviluppare le competenze tecniche e tecnologiche specifiche, fornendo risorse
didattiche sia a studenti che a docenti, e dando
assistenza ai giovani con maggiori difficoltà e
bisogni specifici; orientare i giovani allo studio e
al mondo del lavoro; supportare la creazione
d’impresa e il rapporto tra università e impresa.
Tra le iniziative già realizzate, nell’ambito del
progetto dello Science Centre di Al Quds, va inoltre menzionata Meet Math-Interactive Science for
Peace and Dialogue in the Middle East, la prima
mostra di matematica allestita nel mondo arabo.
Science is an universal language and can be a
place to start a shared path, explained Vittorio
Silvestrini, President of the Fondazione IDISCittà della Scienza, adding that by involving the
Palestinian and Israeli communities, which
despite current hardships met around a table
to talk about peace, cooperation and training,
the project has acquired not only a cultural but
also a political value.
The interactive Museum was set up in East
Jerusalem last year and within a few months
had been already visited by 17 000 Palestinian
students. Before the Science centre was realized,
said Hassan Dweik, vice-chairman of Al Quds
University, the Palestinian youth did not have the
possibility to receive any kind of informal education.
In the subsequent months the different partners have been working on the creation of a
resource centre, conceived both as an instrument of labour market guidance for students
and as business creation. The resource centre
will have a triple function: to develop specific
technical and technological skills by both supplying educational resources to students and
professors, and assisting young people with
more difficulties and specific needs; steer them
towards study and the labor market; support
the creation of firms and the relations between
university and business.
Among the initiatives already realized within
the Science Centre of Al Quds project, there is
the Meet Math-Interactive Science for peace and
Dialogue in the Middle East, (the first maths
exhibit ever shown in the Arab world deserves
tensile structure for peace, Al Quds University
Meet Math exhibition, Al Quds University
and Bloomfield Science Museum Jerusalem
39
40
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
Già ospitata a Città della Scienza (ottobre
2005-gennaio 2006) e al Bloomfield Science
Museum di Gerusalemme, lo scorso febbraio
Meet Math è approdata alla sua destinazione
definitiva, l’Università di Al Quds. La mostra,
che celebra la storia della matematica attraverso il prezioso contributo di tanti studiosi arabi,
è il frutto di un lungo e faticoso cammino che
ha visto il coinvolgimento di numerose istituzioni delle città di Napoli e di Gerusalemme
(Est e Ovest), e il contributo di organizzazioni
internazionali come l’Unesco, la Commissione
Europea e l’associazione ECSITE.
Oltre a Meet Math, l’Università di Al-Quds ha
già provveduto ad installare nel proprio campus di Abu Dees una tensostruttura - finanziata dal Comune di Napoli, Istituto Banco di
Napoli-Fondazione, Regione Campania, Provincia di Napoli e Jerusalem Foundation - che, grazie ad un progressivo ampliamento, diverrà il
Museo Nazionale della Scienza, della Tecnologia e delle Scienze Naturali. Nel contempo è
stato inaugurato, su un’area di 200 mq, lo
Science Discovery Centre che si propone di sollecitare l’interesse verso le discipline scientifiche,
mostrando come si possa giocare con la scienza. L’area, allestita con exhibit interattivi che
aiutano a capire i fenomeni della fisica classica,
si rivolge in particolare ai ragazzi tra i 6 e i 15
anni.
Anche attraverso il progetto dello Science Centre
e delle iniziative connesse, Napoli, città protesa
verso il Mediterraneo, ha costruito un ponte di
pace tra le due Gerusalemme: un mezzo per
instaurare un legame saldo tra il mondo della
to be mentioned). Already hosted in Città della
Scienza (October 2005-January 2006) and at
the Bloomfield Science Museum of Jerusalem,
last February (2007) Meet Math reached its final
destination at the Al Quds University. The exhibit, which celebrates the history of maths
through the precious contribution of many Arab
experts, is the result of a long and difficult journey which involved many institutions Naples,
East and West of Jerusalem and the contribution of international organizations such as
Unesco, the European Commission and the
ECSITE association.
Besides the Meet Math exhibit, the Al Quds
University has already installed in its Abu Dees
campus a tensile structure - financed by the
Naples council, the Banco di Napoli InstituteFoundation, Campania Region, Province of
Naples thanks to the activity of fundraising
made by the Jerusalem Foundation - which
will, thanks to a progressive enlargement,
become the National Museum of Science, Technology and Natural Sciences. At the same time,
a Science Discovery Centre was inagurated on
an area of 200sq metres, with the aim to stir up
interest towards scientific disciplines by showing how one can play with science. The area,
mounted with interactive exhibits which help
understand the wonders of physics particularly
targets children between 6-15 years old.
Through the Science Centre project and related
initiatives, Naples, a city leaning towards the
Mediterranean, has built a bridge of peace
between the two Jerusalem and an instrument
to establish a strong relation between the
Meet Math exhibition, Al Quds University
and Bloomfield Science Museum Jerusalem
Abu Dees campus, Al Quds University
Meet Math exhibition, Al Quds University
“I suoi confini non sono definiti
né nello spazio, né nel tempo.
Non sappiamo come fare
a determinarli e in che modo:
sono irriducibili alla sovranità
o alla storia, non sono
né statali né nazionali:
somigliano al cerchio di gesso
che continua ad essere scritto
e cancellato, che le onde e
i venti, le imprese e le aspirazioni
allargano o restringono”.
Predrag Matvejevic'
dialogo, solidarietà e cooperazione
dialogue, solidarity and cooperation
scienza e le nuove generazioni palestinesi ed
israeliane, superando le diversità etniche e religiose.
world of science and the new Palestinians and
Israeli generations, overcoming the race and
religion differences.
La rete MASAD, per la comunicazione scientifica
nel Mediterraneo
Tra i progetti realizzati dall’Osservatorio, partendo dalla convinzione che la scienza possa
essere uno strumento efficace per veicolare
un messaggio di pace, si è tenuto presso la
Città della Scienza, il 2 aprile del 2007, un
incontro dal titolo La comunicazione scientifica
per il dialogo interculturale. Al meeting hanno
partecipato esperti provenienti da entrambe
le sponde del Mediterraneo, che hanno presentato varie esperienze di promozione della
cultura scientifica. Nel corso della giornata è
stata formalizzata la nascita dell’associazione
Masad-Mediterranean Association for Science
Advancement and Dissemination, il cui principale obiettivo consiste nel rafforzare la collaborazione e il dialogo scientifico e tecnologico tra i paesi dell’area mediterranea. Firmatari dell’associazione sono: la Fondazione IDISCittà della Scienza (Italia), l’Associazione
Festival della Scienza (Italia), le Palais de la
Découverte (Francia), Alexploratorium biblioteca Alexandrian (Egitto), la Fondazione Cotec
(Italia), Tunis Science City (Tunisia), Turkiye
Bilim Mekezleri Vafki (Turchia), Al Quds University-Discovery Science Centre (Palestina),
Fondation Sigma (Marocco).
The MASAD network for scientific communication
in the Mediterranean area
Among the projects realized by the Observatory, starting from the conviction that science
can be an effective instrument to carry a message of peace, it is necessary to remember the
organization at Città della Scienza, on April 2
2007, of a meeting entitled The scientific communication for the intercultural dialogue which
gathered participants from both shores of the
Mediterranean sea for the presentation of various experiences in the diffusion of scientific
culture.
During the meeting, the Masad-Mediterranean
Association for Science Advancement and Dissemination was formally launched. Its main objective is to strengthen the cooperation and scientific and technological dialogue between the
countries of the Mediterranean area. The first
signers of the agreement were Fondazione
IDIS-Città della Scienza (Italy), Association Festival of Science (Italy), Palais de la Découverte
(France), Alexploratium Biblioteca Alexandrian
(Egypt), COTEC Foundation (Italy), Tunis Science Centre (Tunisia), Turkiye Bilim Mekezleri
Vafki (Turkey), Al Quds University-Discovery Science Centre (Palestine), Fondation Sigma
(Morocco).
41
parte I: contesto, finalità e contenuti
Il Mare bagna Napoli, rapporto sulle
attività di cooperazione allo sviluppo
della Campania nell’area del Mediterraneo
Sul ruolo svolto da Napoli e dalla Campania
nella realizzazione di iniziative di cooperazione
decentrata ha messo l’accento Il Mare bagna
Napoli, il volume a cura della prof. Vanna Ianni
docente di Cooperazione Internazionale
all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale,
pubblicato con il contributo dell’Osservatorio.
L’opera raccoglie i risultati di una ricerca realizzata nel 2005, cofinanziata dall’Università
degli Studi di Napoli L’Orientale e dalla Regione Campania. La ricerca - condotta dai dottori
Antonio Pezzano, Emilia Sorrentino, Davide Tramontano e Florangela Vitale, sotto la direzione
scientifica della professoressa Vanna Ianni che
ha curato il volume - ha indagato sulle attività
di cooperazione decentrata della Campania nei
Paesi del Mediterraneo, mettendo in evidenza
che il caso campano apporta sollecitazioni e
indicazioni importanti alla riflessione sulle tendenze e prospettive della cooperazione decentrata italiana. La ricerca mette in rilievo innanzitutto, la presenza di alcuni elementi ricorrenti come base comune di successo per i processi di costruzione di una cooperazione di sistema. Tra questi elementi spicca la capacità di
cogliere e valorizzare le specificità e le potenzialità del proprio territorio; di individuare e
attivare meccanismi adeguati di partecipazione, confronto, dialogo politico-strategico; di
stabilire collegamenti tra politiche di sviluppo
42
“Popoli e razze
che per secoli
hanno continuato
a mescolarsi,
fondersi
e opporsi
gli uni agli altri”
Predrag Matvejevic’
The sea bath Naples, edited by Vanna Ianni
Castel dell'Ovo, Naples
part I: context, aim and contents
Il Mare bagna Napoli (The sea bathes
Naples), publication of a report on the
cooperation activities of Campania
Region in the Mediterranean
The role carried out by Naples and the Campania Region in the realization of decentralized
cooperation initiatives has been stressed by The
sea bathes Naples, a book published with the
contribution of the Observatory, which gathers
the results of a research realized in 2005, cofinanced by the University of Naples L’Orientale
and the Campania Region.
The research - carried out by Antonio Pezzano,
Emilia Sorrentino, Davide Tramontano and Florangela Vitale, under the scientific direction of
professor Vanna Ianni who edited the book surveyed the decentralized cooperation activities of the Campania in the Mediterranean
area, underlining that the case of Campania
shed light on the trends and prospects of Italian decentralized cooperation. First of all, the
presence of some recurring elements represent
a common basis of success for building a cooperation portfolio. Among these elements, the
ability to understand and enhance the specificity
and potential of one’s own territory; to identify and activate suitable mechanisms of participation, political-strategic dialogue; to establish
connections among local development and
international and national policies, and the
transformation of a development to a co-development agenda.
dialogo, solidarietà e cooperazione
dialogue, solidarity and cooperation
locale e politiche nazionali e internazionali, tra
obiettivi di coesione e obiettivi di cooperazione
allo sviluppo passando da un’ottica di sviluppo
ad un’ottica di cosviluppo.
European integration and active citizenship between Naples and Bucarest
Integrazione europea e cittadinanza attiva
tra Napoli e Bucarest
Nell’ambito delle iniziative volte alla cooperazione, lo scambio e la conoscenza reciproca nell’area
dei Paesi che si affacciano sul Mar Nero, dal 7
all’11 dicembre del 2006 l’Osservatorio ha dato
vita al progetto Integrazione europea e cittadinanza attiva tra Napoli e Bucarest, che ha coinvolto 22
giovani studenti dell’Università degli Studi di
Napoli L’Orientale. Gli studenti si sono recati in
Romania accompagnati da un tutor e da una
piccola delegazione del Comune di Napoli, composta da Emilia Sorrentino, consulente del Sindaco di Napoli per le relazioni internazionali, e
da quattro componenti dello staff dell’Assessorato alla Cultura e allo Sviluppo, che già collaborano da tempo con il Comune di Bucarest. L’iniziativa di scambio è stata realizzata nell’ambito
del programma europeo di gemellaggio tra città,
in seguito alla firma di un protocollo d’intesa tra
Napoli e Bucarest.
Il programma si è articolato in due giornate di
seminari sui temi dell’Unione Europea, dell’integrazione e della cittadinanza attiva. Rappresentanti del Comune di Bucarest, dell’Autorità
Nazionale della Gioventù e di Ong rumene
hanno partecipato alla discussione nel corso di
diverse tavole rotonde, che hanno soprattutto
Within its cooperation initiatives aimed at furthering exchanges and mutual understanding
in the area of the Mediterranean and the Black
Sea, the Observatory conceived and carried a
project entitled European integration and the
active citizenship between Naples and Bucarest.
This project, whose implementation took place
from December 7-11 2006, involved 22 young
students of the University of Naples L’Orientale who went to Bucarest for five days. The
students were accompanied by a tutor and a
small delegation of the Naples Municipality
formed by Emilia Sorrentino, the Mayor’s for
international affairs, and four adviser members
of the staff of the Councillorship for Culture
and Development who had been collaborating
for a long time with the Municipality of
Bucarest. The exchange was realized within the
european programme of twinning between
cities following the signing of a memorandum
of understanding between Naples and
Bucarest.
The exchange included two days of seminars
on the issues of the European Union, integration and active citizenship. Representatives of
the Bucarest Municipality, the national authority of youth and of romanian non-profit organizations participated as speakers but the twodays meeting emphasized the participation of
romanian and neapolitan youth. In the daily
seminar dedicated to the issue of the fundamental values of EU and the rights and duties
“The cause of the break
with the tradition of antiquity
was the rapid and unexpected
advance of Islam.
The result of this advance was
the final separation of East
from West, and the end
of the Mediterranean unity.”
Henri Pirenne
exchange initiative between Neapolitan and Bucarest
young people
43
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
puntato sul coinvolgimento dei giovani rumeni e
napoletani. Nella giornata dedicata al tema dei
valori fondamentali dell’UE e ai diritti e doveri
degli Stati membri, gli studenti sono stati divisi
in gruppi coordinati da facilitatori che hanno fornito spunti di riflessione stimolando il dibattito
approfondito successivamente dai giovani in
sessione plenaria. La delegazione napoletana
ha, inoltre, incontrato rappresentanti della Università e di istituti di accoglienza per minori
sostenuti dal Comune di Bucarest.
of member States, the students were divided in
to groups coordinated by tutors who stimulated the debate which was then deepened by
the young participants in the plenary session.
Furthermore, the neapolitan delegation met
representatives of both university and Municipality of Bucarest.
Forum dei giovani
L’esperienza vissuta a Bucarest ha fatto nascere
in molti giovani studenti il desiderio di proseguire questa tipologia di occasioni di scambio.
Questa esigenza ha portato i giovani ad organizzarsi autonomamente per consolidare i rapporti avviati. L’Osservatorio ha voluto incoraggiare l’iniziativa sostenendo la creazione di uno
strumento telematico (www.maremosso.eu) al
fine di avviare una comunicazione più stabile
tra tutti i giovani che in questi due anni si sono
impegnati nelle attività dell’Osservatorio. Lo
strumento intende essere un primo tassello per
un coinvolgimento più diretto e attivo delle
nuove generazioni. I giovani, inoltre, sono stati
incoraggiati a partecipare a programmi comunitari per sviluppare partenariati e scambi con
altri Paesi del Mediterraneo e del Mar Nero, in
particolare mediante i programmi europei di
“Gioventù in azione”.
44
“Il Mediterraneo è un modello
vivente di coesistenza,
un bacino di gravitazione,
la porta dell’Europa
rispetto all’Asia e all’Africa.
Napoli è al centro
del Mediterraneo, un luogo
dove si può coesistere,
dove ci si può confrontare,
dove ci si può arricchire
partendo dalle diversità.
Il Mediterraneo rischia
in certi casi di essere sede
di scontri, quando si esasperano
certi nazionalismi,
certi etnocentrismi,
che sono sempre forme
di un impoverimento culturale.
Ma il Mediterraneo autentico
è, ed è sempre stato,
un esempio di pluralità
di popoli, lingue, culture,
religioni.”
da Cittàmetropoli, luglio 2000
Forum of the youth
The experience in Bucarest has developed in
many young students the desire to continue
the exchange experience after the meetings.
This need brought the students to organize
themselves autonomously to consolidate relations. The Observatory encouraged the initiative
by supporting the creation of a telematic
instrument (www.maremosso.eu) with the aim
to start a more stable communication among
students who in these two years have been
engaged in various activities.
The instrument aims to be a first step towards
a more direct and active involvement of new
generations to the initiatives of the Observatory. Furthermore, young people will be encouraged to take part to community programmes to
develop partnership and exchange with other
countries of the Mediterranean and the Black
Sea, in particular through the “Youth in action”
programme.
CULTURA E SALVAGUARDIA
DEI BENI CULTURALI
CULTURE AND PROTECTION
OF CULTURAL HERITAGE
anniversary logo
Partecipazione alla Notte Bianca per
l’Europa
Participation to the “White Night” for
Europe
Nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di
Roma e in concomitanza con la Notte Bianca
organizzata dagli Atenei romani, tra il 24 e il
25 marzo 2007 si è svolta a Napoli una Notte
Bianca dedicata all’Europa. Denominata “Desiderio Europa”, la manifestazione è iniziata alle
19.30 e si è conclusa alle prime ore dell’alba.
Dibattiti, proiezioni di film, mostre fotografiche
e musica hanno animato le sale del Palazzo del
Mediterraneo dell’Università degli Studi di
Napoli L’Orientale. Hanno partecipato numerosi artisti tra i quali Cristina Donadio e Marco
Zurzolo.
Within the celebrations for the 50th anniversary of the signing of the Rome treaties and
together with the “White Night” organized
in roman Universities, in the night between
March 24-25 2007 a “White Night” dedicated to Europe was held in Naples, called
“Desire Europe”, the event began at
7.30pm and ended in the first hours of the
following morning. Debates, films screenings, photo exhibits and music were held at
the Palazzo Mediterraneo of the University
of Naples L’Orientale. Artists such as Cristina Donadio and Marco Zurzolo took part in
the event.
Progetto teatrale della Galleria Toledo Dentro la notte
Il dialogo e la comunicazione nell’area del
Mediterraneo e del Mar Nero non può prescindere dalla condivisione di un terreno culturale
comune. La promozione della cultura è uno
strumento indispensabile per favorire la conoscenza reciproca e superare pregiudizi e discriminazioni. È con questo spirito che a gennaio
2007 l’Osservatorio ha partecipato al progetto
teatrale Dentro la notte, promosso dal Teatro
Stabile d’Innovazione Galleria Toledo di Napo-
Notte Bianca, Naples
“Ahimé!
Parlare di una via
mediterranea oggi
è tutt’al più una dolce utopia
nutrita dalla nostalgia
di un passato immaginario,
per non dire un’atroce ironia.
Le voci mediterranee
non sono state mai
così poco ascoltate
e così discordanti.
Le vie non sono mai state
così divergenti.
Quando convergono,
è per finire
in un vicolo cieco”.
Serge Latouche
Galleria Toledo theatre project Into
the night
Dialogue and communication in the area of the
Mediterranean and the Black Sea cannot take
place without a shared common cultural
ground. The promotion of culture is an essential instrument for the establishment of mutual
understanding, beyond prejudice and discriminations. Drawing on these two convictions, the
Observatory has always been committed to
bringing forward initiatives fostering the diffusion of culture.
45
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
li, in collaborazione con l’Università degli Studi
di Napoli L’Orientale. Nell’ambito di tale progetto il romanzo di Ibrahim Nasrallah Dentro la
notte è stato rappresentato in anteprima nazionale al Teatro Galleria Toledo, con la messa in
scena curata da Anita Mosca e dalla compagnia teatrale palestinese Al Qantara. Un massacro e la morte nell’indifferenza per raccontare
la tragedia quotidiana del popolo palestinese è
il fulcro intorno a cui ruota il romanzo del celebre scrittore palestinese. Il testo teatrale, come
il romanzo, è lo specchio della struggente storia di un intero popolo che all’indomani della
nascita dello stato d’Israele nel 1948 è stato
espulso dal proprio paese.
Lo spettacolo è stato preceduto da una tavola
rotonda sul tema Scenario Palestina: orientamenti, geografie del tempo presente a cui hanno partecipato, tra gli altri, la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena, l’autore del libro Ibrahim
Nasrallah, il suo traduttore Wasim Dahmash e
il direttore del teatro nazionale palestinese Al
Qasab, Gorge Ibrahim Habash. L’iniziativa rientra nel programma Orientamenti-Geografie
rivolto agli studenti degli Atenei campani e
delle scuole secondarie.
It is in this spirit that on January 2007 the Observatory participated in the theatre project Into the
night promoted by the Teatro stabile d’Innovazione Galleria Toledo of Naples in collaboration
with the University of Naples L’Orientale. Within
the Galleria Toledo project, the novel by Ibrahim
Nasrallah Into the night was represented in a
national preview under the direction of Anita
Mosca, interpreted by the palestinian theatre
company al Qantara.This novel, written by one of
the most famous palestinian writers, tells of the
daily tragedy suffered by the Palestinian people,
through massacre and death in general indifference. The theatre version, like the novel, mirrors
the aching history of an entire population which
after the birth of the State of Israel in 1948 was
expelled from its own land.
The show was preceded by a round-table on the
following theme: Palestine scenario: orientations,
geographies of the present time with the participation, among others, of Giuliana Sgrena, journalist of
the «Manifesto» newspaper, Ibrahim Nasrallah, the
author of the book, his translator Wasim Dahmash
and Gorge Ibrahim Habash, director of the Palestinian National Theatre Al Qasab. The initiative was
part of the Orientations-Geographies programme
dedicated to the students of the Universities and
secondary schools of the Campania region.
Partecipazione alla Giornata Italiana a
Nazareth
Dalla cultura scritta alla cultura recitata, dai
libri al palcoscenico. Nell’ottobre 2006, l’Osservatorio ha promosso la partecipazione de I teatrini di Napoli all’iniziativa promossa dall’Am46
Into the night, Galleria Toledo theatre, Naples
Participation to the Italian Day in
Nazareth
From culture written in books to culture played
on the stage of a theatre. In October 2006, the
cultura e salvaguardia dei beni culturali
culture and protection of the cultural haritage
basciata italiana per la Giornata Italiana a
Nazareth. Un teatro della città, infatti, ha visto
la partecipazione di operatrici israeliane e
arabe ad un progetto di formazione volto a
favorire l’occupazione, sia con iniziative legate
all’artigianato locale, sia con la creazione di un
gruppo di burattinai.
Fondata nel 1991, l’Associazione I teatrini si
occupa di produzione e promozione teatrale per
l’infanzia e la gioventù ed è, come tale, riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale dello Spettacolo dal
Vivo. A Nazareth, oltre ad organizzare spettacoli realizzati dai bambini di alcune scuole, la compagnia napoletana ha messo in scena lo spettacolo Pulcinella in Palestina, diretto da Bruno
Leone, rappresentato anche al Teatro Nazionale
palestinese di Gerusalemme, all’apertura del
Festival Internazionale di teatro di burattini. Lo
spettacolo è stato poi replicato al centro di Carità Islamico di Abu Dis, proprio nelle vicinanze
del “muro di sicurezza” costruito da Israele. Nel
corso della missione, gli attori de I teatrini hanno
preso contatti con l’associazione Dante Alighieri, che ha collaborato all’iniziativa, e con vari
artisti, tra cui Rim Basnna, una cantante palestinese che cura ad Haifa un progetto sul teatro
per ragazzi.
Observatory promoted the participation of
I teatrini (the small theatres) of Naples to an initiative promoted by the Italian Embassy for the
Italian Day in Nazareth. In a city theatre, a
training project was developed with the participation of Israeli and Arab female operators,
aimed at supporting participants’occupation,
both through initiatives related to local handicraft and the creation of a group of puppeteers.
Founded in 1991 the Neapolitan NGO I teatrini
deals with production and theatre promotion
for childhood and the youth; it is recognized by
the Ministry for Cultural Heritage (general
direction of live arts). In Nazareth, besides
organizing shows prepared by the schoolchildren, the neapolitan company staged the show
Pulcinella in Palestine, directed by Bruno Leone,
which was also represented at the Palestinian
Theatre of Jerusalem, at the opening of their
International Festival of puppets’ theatre. The
show was then run at the Centre of Islamic
Charity of Abu Dees, near the “security wall”
built by Israel. During the mission, the actors of
the I teatrini have been in touch with the Dante
Alighieri Association which collaborated with
the initiative, and various artists among whom
Rim Basnna, a Palestinian singer who manages
of a project on theatre for children in Haifa.
Ampliamento del progetto Un libro
per la Palestina
Extension of the project A book for
Palestine
Dotare di una biblioteca l’Institute of Archaeology dell’Università Al Quds di Gerusalemme,
Providing a library to the Institute of Archaeology of the Al Quds University in East Jerusalem,
city’s view
Pulcinella show, The little theatres
mosque in Nazareth
47
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
il principale centro palestinese per la ricerca e
la didattica nei settori dell’archeologia e della
protezione del patrimonio culturale: è questo
l’obiettivo del progetto Un libro per la Palestina,
promosso dall’Osservatorio e curato da Fabio
Maniscalco - Direttore dell’Osservatorio per la
Protezione dei Beni Culturali ed Ambientali in
Area di Crisi dell’I.S.Fo.R.M. (OPBC) e docente
di Storia e tutela dei beni architettonici e culturali. L’iniziativa ha previsto una raccolta di pubblicazioni da donare all’Istituto e la creazione di
una biblioteca specializzata nel settore dell’archeologia e dei beni culturali messa a disposizione di studenti e studiosi palestinesi. Al
momento, la nuova biblioteca dell’Università di
Al Quds è depositaria di oltre duemila pubblicazioni di archeologia, storia dell’arte, architettura, storia, archivistica e biblioteconomia.
the main palestinian centre for research in the
fields of archaeology and cultural heritage protection. Such was the objective of the project A
book for Palestine, carried out by Fabio Maniscalco, - director of the Observatory for the Protection of Cultural Heritage and Environment in
the areas of crisis.
The initiative consisted in a donation of a collection of pubblications to the Institute, and
the creation of a library, within the Al Quds
University, specialized in archaeology and
cultural heritage, available for Palestinian
students and scholars. As of now, the library
contains over 2 thousand pubblications on
archaeology, history of art, architecture, history.
Presentation of the book I. Nadia, wife
of a terrorist written by Baya Gacemi
Presentazione del libro della scrittrice
algerina Baya Gacemi Nadia. Paure e
speranze di una donna algerina
Un libro di una scrittrice algerina è stato al centro di un altro appuntamento culturale organizzato dall’Osservatorio. A settembre 2007, infatti,
si è svolta la presentazione dell’ultimo lavoro di
Baya Gacemi, Nadia. Paure e speranze di una
donna algerina, edito da Sperling & Kupfer, presso il Centro Europeo di Informazione, Cultura e
Cittadinanza di Napoli. Accusata di tradimento
dopo essersi recata in Israele e costantemente
impegnata a garantire un’informazione imparziale, anche quando l’Algeria era stretta nella morsa
48
A book, written by an Algerian writer was at
the centre of another cultural event organized
by the Observatory. In September 2007, Baya
Gacemi presented her last book, Nadia. Fears
and hopes of an Algerian woman, edited by
Sperling & Kupfer, publisher: University of
Nebraska Press, at the European Centre of
Information, Culture and Citizenship of
Naples. Accused of betrayal after travelling to
Israel, constantly committed to guarantee
impartial information, even when Algeria was
under the grip of military violence and religious extremism, Baya Gacemi here tells the
story of a young algerian woman whom had
english cover of Baya Gacemi’s book Nadia
“Il Mediterraneo è un mito,
un’immagine.
Non è una geografia”.
Bernard Kayser
“Hand in Hand” institute, Jerusalem
cultura e salvaguardia dei beni culturali
della violenza militare e dell’integralismo religioso, Baya Gacemi, nel suo ultimo lavoro, narra la
storia di una giovane donna algerina conosciuta
nel corso dei lavori di un programma per le
donne islamiche vittime di violenza.
La Gacemi, già caporedattrice de «L’Observateur» e «La Tribune», ed oggi membro del
Comitato d’Onore dell’Osservatorio, è stata
condannata a sei mesi di prigione con l’accusa
di avere offeso la bandiera. Laureata alla Sorbona, nel 2005 ha fondato il primo giornale
satirico algerino «L’epoque» che ha sospeso le
pubblicazioni per problemi finanziari dovuti
alla mancanza di pubblicità da parte dei grandi investitori algerini, che non “osano sfidare il
regime”. Oggi corrispondente per il francese
«L’Express», ha ricevuto recentemente un premio per il suo impegno in difesa della libertà di
stampa dal quotidiano «El Khabar», principale
testata algerina in arabo. Ho passato la mia
infanzia guardando al Mediterraneo da Annaba,
la mia città natale, adesso vivo ad Algeri la città in
cui, diceva Camus, si vede il mare dappertutto. Il
Mediterraneo per me è la concreta quotidianità,
non un’idea, ha detto la Gacemi, sottolineando
che per superare il divario tra le due rive del
Mediterraneo non basta nuotare, ma bisogna
attuare progetti concreti.
[…]
Yo, que en la piel tengo el sabor
amargo del llanto enterno
que han vertido en ti cien pueblos
de Algeciras a Estambul
para que pintes de azul
sus largas noches de invierno.
[…]
Soy cantor, soy embustero,
me gusta el juego y el vino,
Tengo alma de marinero...
Qué le voy a hacer, si yo
nací en el Mediterráneo.
[…]
Cerca del mar. Porque yo
nací en el Mediterráneo.
Mediterraneo
Joan-Manuel Serrat
culture and protection of the cultural haritage
the chance to meet by taking part in a programme targeted to women victim of violence. Gacemi, managing editor of «L’Observateur» and «La Tribune» and member of the
Observatory Honour Committee, was sentenced to six months of jail with the charge of
offending the flag. Graduated at the Sorbonne, now correspondent for French newsmagazine «L’Express», in 2005 founded the
first satirical algerian newspaper «L’Epoque»,
which had to suspended its publication, due
to financial problems arising from the lack of
advertising from the great Algerian investors
who, according to Baya, “do not dare challenge the regime”.
Recently she received an award for her commitment in defence of the press freedom by
daily «El Khabar», the main algerian newspaper in arabic. I spent my childhood looking at
the Mediterranean from Annaba, my hometown,
and today I live in Algiers - the city where, as
Camus said, the sea can be seen from everywhere. The Mediterranean for me is concrete
everyday life, not an idea, said Gacemi who
often underlined that in order to bridge the
gap between the two shores of the Mediterranean sea, it is not enough to swim but it is
necessary to implement concrete projects.
Promozione dell’appello per la ratifica della Convenzione dell’Aja
Promotion of the appeal for the ratification of the Hague convention
Un appello per la salvaguardia del patrimonio
culturale del Medioriente nel rispetto della
A call for the protection of the cultural heritage of the Middle East in accordance with
49
50
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
Convenzione dell’Aja del 1954 e dei due successivi protocolli del 1999: l’Osservatorio si è
unito al coro di coloro che hanno lanciato l’iniziativa per la difesa di uno dei più preziosi
patrimoni storico-artistici al mondo. Un appello
che ha visto l’impegno dell’archeologo Fabio
Maniscalco. La convenzione dell’Aja è, ancora
oggi, il principale strumento normativo multilaterale per la protezione dei beni culturali in
aree di guerra. I suoi principi continuano tuttavia ad essere disattesi. Dalla fine della seconda
guerra mondiale si sono susseguiti oltre cento
conflitti internazionali che hanno prodotto la
distruzione di innumerevoli beni culturali. Una
distruzione che dipende, in parte, dalla mancanza nell’ordinamento giuridico internazionale di un organo competente, a cui venga riconosciuto il proprio ruolo dal diritto internazionale e che sia in grado di promuovere, far
approvare, diffondere e applicare norme con
caratteristiche di generalità e di universalità.
Ma hanno giocato un ruolo negativo nella salvaguardia dei beni culturali, in parte anche l’assenza, nelle Convenzioni vigenti, di prescrizioni
esplicite relative alle responsabilità penali individuali ed alle sanzioni da infliggere agli Stati
inadempienti.
Nel corso della interminabile crisi in Medioriente molti beni culturali delle contrapposte fazioni sono stati distrutti, danneggiati o trafugati.
In particolare, è stato deturpato il patrimonio
culturale in Israele e in Palestina. È pertanto
necessario sensibilizzare l’opinione pubblica
locale al rispetto della propria e dell’altrui identità storica e culturale e, al contempo, adottare
the Hague Convention of 1954 and the subsequent protocols of 1999. The Observatory
joined the chorus of those who launched the
initiative for the safeguard of one of the most
precious historic-artistic heritage in the
world. A call that saw the commitment of
archaeologist Fabio Maniscalco. The Hague
Convention is still today the main multilateral normative instrument dedicated to the protection of cultural heritage in the areas of
war, whose principles continue to be neglected.
Maniscalco has noted that since the end of
World War II over one hundred international
conflicts have taken place, provoking the
destruction of innumerable quantities of cultural heritage. Such destruction also owes to
the absence of explicit prescriptions connected
with individual criminal responsibilities and
sanctions to inflict to the defaulting countries, and the lack of a competent body with
a role recognized by international law, capable of enacting, pass, diffuse and implement
universal and general rules to protect cultural
heritage.
During the endless crisis in the Middle East
many cultural heritage sites on all sides
have been destroyed, damaged or stolen, in
particular in Israel and Palestine. Maniscalco emphasizes that it is necessary to stir up
the local Palestinian public opinion with
regard to their own historic and cultural
identity - and that of the other, and to
adopt all the measures needed to protect
the entire cultural heritage of Palestine. It is
also very urgent to arouse the Israeli public
sacred place in Jerusalem
Al-Aqsa Mosque, Jerusalem
ruins of the church of the Holy Vergin
and of the Holy Trinity Monastery
cultura e salvaguardia dei beni culturali
ogni provvedimento utile per tutelare l’intero
patrimonio culturale palestinese, mobile ed
immobile, materiale ed immateriale. Occorre,
inoltre, sensibilizzare l’opinione pubblica e le
Forze Armate dello Stato di Israele al rispetto
della propria e dell’altrui identità storica e culturale e adoperare ogni misura utile ad attuare
i principi della Convenzione de L’Aja del 1954.
«Web Journal on Cultural Patrimony»
Sensibile ai cambiamenti del nostro tempo e,
dunque, alla sempre maggior diffusione delle
nuove tecnologie utilizzate sempre più spesso
come strumento privilegiato di divulgazione
scientifica e culturale, nel gennaio 2006 l’Osservatorio ha deciso di sostenere la creazione
di una rivista scientifica online sul patrimonio
culturale. Giunto al suo terzo numero, il semestrale «Web Journal on Cultural Patrimony»,
fondato e diretto da Fabio Maniscalco, è una
rivista scientifica multidisciplinare dedicata ai
settori della tutela, della conservazione, della
valorizzazione e della conoscenza del patrimonio culturale. Il «Web Journal on Cultural Patrimony» è diffuso gratuitamente attraverso
internet ed è aperto ad accogliere articoli proposti da studiosi e giovani laureati e sottoposti
alla valutazione di esperti. Tra le discipline trattate dal semestrale, che è di libera consultazione e non richiede alcuna sottoscrizione, ci sono
il diritto nazionale ed internazionale dei beni
culturali, l’archeologia, la storia dell’arte, l’architettura, l’informatica, la fisica e la geofisica
Come allora oggi
in tua presenza impietro,
mare,
ma non più degno
mi credo del solenne
ammonimento
del tuo respiro.
Tu m’hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore
non era che
un momento del tuo;
che mi era in fondo
la tua legge rischiosa:
essere vasto e diverso
e insieme fisso…
Eugenio Montale,
Ossi di seppia,
“Mediterraneo”
the way leading in the palestinian area are guarded
by Israeli military forces
culture and protection of the cultural haritage
opinion and armed forces with regard to
their own historic and cultural identity - and
that of the other, and start implementing
the principles of the 1954 the Hague Convention.
«Web Journal on Cultural Patrimony»
Sensitive to the changes of our time and
therefore to the increase of new technologies
used often as a privileged instrument for scientific and cultural diffusion, the Observatory
supported the creation, in January 2006, of a
Web Journal on Cultural Patrimony.
Now in its third issue, the six month journal,
founded and edited by Fabio Maniscalco, is a
multi-disciplinary academic journal, focusing
on the protection, conservation, valorization
and study of international material as well as
immaterial cultural patrimony. The «Web
Journal on Cultural Patrimony» is a peerreview journal, distributed free of charge
through the internet and it welcomes articles
submitted by scholars and young graduate
students.
The disciplinary fields touched in this journal, which can be consulted freely and
with no obligatory subscription, are international and national law as is pertains to
cultural and environmental patrimony;
Archaeology; History, History of Art; Architecture; Computer Science; Physics; Geophysics applied to cultural and environmental patrimony.
51
parte I: contesto, finalità e contenuti
applicate ai beni culturali ed ambientali. Nell’attuale contesto politico mondiale -, ha scritto
Fabio Maniscalco nell’introduzione al primo
numero - in cui gli interessi economici predominano sui diritti umani ed in cui l’individualismo si
impone sulla solidarietà, si avverte sempre di
meno la necessità di salvaguardare il patrimonio
culturale - materiale ed immateriale - delle nazioni, che rappresenta l’identità di ciascuna Regione
del mondo e che rischia di scomparire non solo a
causa di guerre, di calamità naturali o della noncuranza, ma anche a causa dell’oblio di idiomi e
tradizioni popolari.
Troppi sono i beni culturali che, quotidianamente,
vanno perduti per l’incuria, per l’inadeguatezza
delle leggi, per l’abusivismo edilizio, spesso agevolato da inopinati condoni, per i conflitti e/o per le
catastrofi determinate dall’uomo o dalla natura.
Incalcolabile è il numero di manufatti archeologici
e demo-etno-antropologici trafugati da aree del
mondo sottosviluppate, ma ricche di storia e cultura.
La dissoluzione della memoria storica internazionale è un fenomeno verso il quale l’opinione pubblica ed i media prestano attenzione assai raramente. Il «Web Journal on Cultural Patrimony»
intende offrire nuove occasioni di riflessione e di
studio finalizzate all’individuazione delle metodologie, delle tecnologie e delle strumentazioni più
idonee alla salvaguardia dei beni culturali.
E proprio alla tutela del patrimonio martoriato
da conflitti, povertà, sottosviluppo e catastrofi
naturali sono stati dedicati diversi saggi del
Web Journal, scritti da studiosi italiani e internazionali. Tra i numerosi temi affrontati, i lavo52
“Controversa la storia
del rapporto dei napoletani
con il loro mare.
Se dovessimo limitarci
alla testimonianza altrui,
a quel racconto della città
che nel tempo è stato costruito
dalla memoria dei viaggiatori,
questo mare ingombra
con la sua straripante bellezza
quasi ogni frammento
della sua vita urbana.”
Luigi Mascilli Migliorini
Djakovika, Kosovo, the Hadum Mosque and Library
“The intercourse between the
Mediterranean and the North
or between the Atlantic and
Central Europe was never purely
economic or political; it also
meant the exchange of
knowledge and ideas and the
influence of social institutions
and artistic and literary forms”.
Christopher Dawson
part I: context, aim and contents
In the current world political context - the
founder Fabio Maniscalco wrote in the introduction of the first edition - in which economic
interests prevail on human rights and where
individualism imposes itself on solidarity, there is
little perception of the need to protect every
country’s cultural heritage - both material and
immaterial, which represents the identity of
each region of the world and risks disappearing
not only because of wars, natural disasters or
carelessness, but also due to the oblivion of
popular traditions and languages.
Too many are the cultural heritages that, day by
day, are lost due to negligence, inadequacy of
the legal system, illegal building, conflicts
and/or catastrophes provoked by men or by
nature.
The number of archaeological, anthropological
and ethonological articles stolen from areas of
the world that are underdeveloped but rich in
history and culture is immeasurable.
The dissolution of international historical memory is a phenomenon that rarely attracts the
attention of public opinion and the media. The
«Web Journal on Cultural Patrimony» aims to
offer, new opportunities of reflection and study
finalized to the identification of the methodologies, technologies and instruments more apt
to protect cultural heritage.
Several essays of the first issues of the web
journal, written by Italian and international
scholars, were precisely dedicated to the
theme of the protection of the patrimony
mangled by conflicts, poverty and natural
catastrophes - in particular the preservation
cultura e salvaguardia dei beni culturali
culture and protection of the cultural haritage
ri di conservazione del villaggio di Raboud (sud
di Hebron), la difesa del patrimonio culturale
del Kosovo, i danni subiti dal patrimonio culturale in Medio Oriente, la sovrapposizione di
esperienze urbane nella città di Akko (Israele),
esempio ben conservato delle trasformazioni
operate da differenti popoli.
works of Raboud (south of Hebron), the
defense of the cultural heritage of Kosovo,
the damages suffered by the cultural heritage in the Middle East, the overlapping of
urban experiences in the city of Akko (Israel),
a well preserved example of the transformations performed by different peoples during
history.
Ampliamento del progetto pilota
Uno Scudo Blu per la Palestina
L’intento di difendere monumenti e patrimoni
culturali minacciati da conflitti ha animato
anche il progetto Uno Scudo Blu per la Palestina,
realizzato tra il 2005 e il 2006 dall’Osservatorio in collaborazione con l’Università Al Quds di
Gerusalemme e le Municipalità locali di
Betlemme, Nablus, Hebron, Ramallah, Gerico e
Gaza. L’iniziativa, curata dalla Facoltà di Studi
Arabo-Islamici e del Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e diretta da Fabio Maniscalco, ha preso il nome dal
simbolo della Convenzione de L’Aja del
1954 sulla protezione dei beni culturali in
caso di conflitto armato. Tali accordi prevedono, infatti, che lo Scudo Blu venga apposto, in
caso di guerra, sui monumenti in modo da
segnalarli ai combattenti.
Il fine dell’azione simbolica del progetto è stato
quello di sensibilizzare alla salvaguardia del
proprio e dell’altrui patrimonio culturale la
popolazione palestinese, le amministrazioni
locali, le Università ed i centri di ricerca, il
Dipartimento delle Antichità, il Ministero del
Extension of the pilot-project for the
Blue Shield for Palestine
the symbol of Blue Shield
Fabio Maniscalco with the Blue Shield, Palestine
It is, again, the need to defend monuments
and cultural heritage threatened by conflicts
that animated the project called A blue shield
for Palestine realized between 2005 and 2006
by the Observatory in collaboration with the
Al Quds University of Jerusalem and the
Municipality of Bethlehem, Nablus, Hebron,
Ramallah, Gerico and Gaza. The initiative,
carried by the faculty of Arab-Islamic and
Mediterranean studies of the University of
Naples L’Orientale and overseen by professor
Fabio Maniscalco, takes origin from the 1954
the Hague Convention on the protection of
cultural heritage in case of an armed conflict.
The Blue Shield represents the symbol that
should be placed on the monuments in case
of war to mark them to the soldiers. The project is conceived in particular to stir up Palestinian citizens, local governments, universities, research centres, the Department of
Antiquities and the Ministry of Tourism and
Antiquities to the protection of their cultural
53
Nablus, “Saint Joseph’s grave”, damaged and set on fire
by palestinian demonstrators in 2000
“La Ragione nacque sulle coste
del Mediterraneo, che era stato
la culla degli Dei e vi operò,
per secoli, nell’Armonia.
Quando abbandonò questo
mare ed emigrò verso il Nord,
portò agli Iperborei
delle grandi rivoluzioni,
dei profondi sconvolgimenti e
una “società più avanzata”.
Poi si impadronì della Scienza
e della Tecnica, produsse
il Necessario e lo scintillante
Superfluo, ne fece commercio
e cancellò la presenza degli Dei
dal mondo, che essa dominò”
Raffaele La Capria
54
Sebastia, archeological sack
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
Turismo e delle Antichità. L’iniziativa, inoltre,
ha inteso stimolare il Governo di Israele al
rispetto delle norme della Convenzione de
L’Aja del 1954 (ratificata da Israele nel 1957) e
creare le basi per una possibile adesione, da
parte della Palestina alle principali convenzioni internazionali in materia di tutela del patrimonio culturale.
heritage; and to put pressure on the government of Israel for the respect of the rules of
the 1954 the Hague Convention (ratified by
Israel in 1957) and create the basis for a possible ratification from Palestine of the main
international conventions in the cultural heritage field.
Pubblicazione del volume Tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della Palestina
Alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio
culturale mediorientale è dedicato anche il
volume Tutela, conservazione e valorizzazione
del patrimonio culturale della Palestina, curato
da Fabio Maniscalco, opera numero cinque
della collana monografica Mediterraneum. Si
tratta della prima pubblicazione scientifica
che sia interamente dedicata al tema della
tutela e della conservazione del patrimonio
palestinese e che, soprattutto, offra agli studiosi palestinesi l’opportunità di divulgare i
risultati delle proprie ricerche. Il testo, realizzato con la collaborazione della Al Quds University di Gerusalemme, è ripartito in due
ampie sezioni: nella prima vengono analizzate la legislazione e le problematiche generali di salvaguardia del patrimonio culturale
palestinese; nella seconda, suddivisa per
aree geografiche, sono presentate numerose
esperienze pratiche di tutela, conservazione
e valorizzazione del patrimonio culturale
Publication of the book Protection,
preservation and valorization of the cultural heritage of Palestine
The book Protection, preservation and valorization of the cultural heritage of Palestine, edited
by Fabio Maniscalco (number five in the
monographic series Mediterraneum), also
deals with the protection and the preservation of the Middle East cultural heritage. It is
the first scientific pubblication entirely dedicated to the issue of the protection and the
preservation of the palestinian cultural heritage . In addition, the book provide palestinian scholars with the opportunity to diffuse
the results of their research. The book,
realised thanks to the collaboration of the Al
Quds University of Jerusalem, is divided in
two large sections: in the first one, the legislation and the general problematic of the
protection of the Palestinian cultural heritage
is analyzed; the second section presents
numerous practical experiences of protection,
preservation and valorization of the cultural
heritage of Palestine, divided by geographic
areas. The prefaces are by Ziad el-Bandak,
“Che cos'è il Mediterraneo?
Mille cose insieme.
Non un paesaggio,
ma innumerevoli paesaggi.
Non un mare,
ma un susseguirsi di mari.
Non una civiltà,
ma una serie di civiltà
accatastate le une sulle altre.
Viaggiare nel Mediterraneo
significa sprofondare
nell’abisso dei secoli,
perché è un crocevia
antichissimo”.
Fernand Braudel
Arts and Crafts School, Tripoli
cultura e salvaguardia dei beni culturali
culture and protection of the cultural haritage
della Palestina. Le prefazioni sono state
redatte da Ziad el-Bandak, Ministro del Turismo e delle Antichità della Palestina, e da
Pasquale Ciriello, Rettore dell’Università
degli Studi di Napoli L’Orientale.
Minister of Tourism and Antiquities of Palestine, and by Pasquale Ciriello, Rector of the
University of Naples L’Orientale.
Patrocinio dei corsi monografici sulla
salvaguardia dei beni culturali
Sponsoring of the monographic
courses on the safeguard of the cultural heritage
I numerosi progetti nel settore dei beni culturali avviati dall’Osservatorio hanno gettato le
basi per una stretta collaborazione tra i
docenti del’Università degli Studi di Napoli
L’Orientale e i loro colleghi della Al Quds di
Gerusalemme. E proprio dai contatti diretti tra
i professori dei due Atenei è nata l’iniziativa
dei corsi online sulla salvaguardia del patrimonio culturale. Organizzati periodicamente, i
corsi patrocinati dall’Osservatorio sono gratuiti e sono incentrati sulla formazione e l’aggiornamento dei docenti palestinesi in materia di tutela dei beni culturali e di diritto internazionale del patrimonio culturale.
The numerous projects in the sector of the cultural heritage launched by the Observatory
have laid the grounds for a strong collaboration between professors of the University of
Naples L’Orientale and their colleagues at the
Al Quds University of Jerusalem. And it is from
these direct contacts among scholars from the
two Universities that the initiative of the online
courses on the protection of the cultural heritage was launched. Periodically organized, the
courses supported by the Observatory are free;
they focus on the training and updating of the
palestinian professors in the fields of the protection of cultural heritage and international
law of the cultural heritage.
Progetto pilota relativo al monitoraggio del patrimonio culturale
lungo il “muro di sicurezza”
Pilot-project related to the monitoring of cultural heritage along the
“security wall”
Il “muro di sicurezza” edificato da Israele per
separare il proprio territorio dalla Cisgiordania, oltre a distruggere siti e giacimenti
archeologici, ha alterato, sotto il profilo paesaggistico ed architettonico, edifici monumen-
The “security wall” built by Israel to separate
its own territory from the West Bank, besides
destroying sites and archaeological fields, has
altered The landscape and architecture in particular, monumental buildings and areas of
55
56
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
tali ed aree di straordinario interesse culturale ed ambientale. L’erezione del muro viola,
inoltre, la Convenzione dell’Aja del 1954. Per
questo motivo l’Osservatorio ha deciso di contribuire all’organizzazione di un primo monitoraggio finalizzato ad individuare la situazione di alcuni beni culturali lungo il percorso del
“muro di sicurezza”, in collaborazione con
l’Università Al Quds di Gerusalemme e con
l’Osservatorio per la Protezione dei Beni Culturali in Area di Crisi dell’ISFoRM.
Il progetto, diretto da Fabio Maniscalco, si
propone diversi obiettivi. Innanzitutto individuare e localizzare topograficamente alcuni
siti archeologici danneggiati o distrutti dalla
costruzione del muro e verificare i danni e le
alterazioni prodotte a monumenti e siti. In
secondo luogo creare una mappatura dei siti
archeologici presenti in prossimità, oppure al
di sotto, del “muro di sicurezza” così da documentare con più efficacia gli eventuali saccheggi o traffici illeciti di beni culturali. Oltre
alla mappatura, il progetto pilota si propone
di realizzare una campagna fotografica dettagliata dei danni prodotti al paesaggio e ai
beni architettonici presenti nelle zone limitrofe al muro, nonché di divulgarne i risultati
attraverso una pubblicazione cartacea ed elettronica. Tra gli obiettivi, infine, c’è quello di
analizzare gli effetti della costruzione del
muro sul turismo.
extraordinary cultural and environmental
interest. Besides the creation of the wall
breaks the 1954 Hague Convention. For this
reason the Observatory has decided to contribute to the organization of a first monitoring project aimed at identifying and controlling the situation of several cultural heritage
sites on the path of the “security wall”, in
cooperation with the Al Quds University of
Jerusalem and the Observatory for the Protection of the Cultural Heritage in the Areas of
Crisis of the ISFoRM.
The project, directed by Fabio Maniscalco, has
different objectives: first of all, it is devoted to
topographically locate some archaeological
sites damaged or destroyed by the construction of the wall and verify the damages and
the alterations of monuments and sites. Secondly, the project aims to create a map of the
archaeological sites located near or under the
“security wall” in order to document with
more efficacy the possible rampage or illegal
traffic of cultural heritage. The pilot-project
also aims to realize a detailed photographic
report of the damages caused to the landscape and the architectural heritage in the
areas neighbouring the wall as well as to diffuse the results through their publication. Ultimately, (there is also the objective) to analyze
the effects of the construction of the wall on
tourism.
Al-Aqsa Mosque
the wall, Jerusalem
cultura e salvaguardia dei beni culturali
culture and protection of the cultural haritage
Presentazione del volume World Heritage and War e realizzazione di un
centro di archeologia subacquea in
Albania
Presentation of the book World Heritage and War and creation of a centre
of underwater archaeology in Albania
È prevista a breve la presentazione del sesto
volume della collana monografica Mediterraneum dal titolo World Heritage and War nel
corso di una tavola rotonda sulla dispersione
dei beni culturali nelle aree a rischio bellico
nell’area del Mediterraneo e del Mar Nero.
Inoltre, la preservazione delle ricchezze archeologiche non ancora deturpate presenti sui fondali marini albanesi sarà l’obiettivo della collaborazione, in corso di definizione, tra l’Osservatorio e l’Accademia albanese della Scienze, che
in Albania ha la funzione di Ministero per i Beni
Culturali. Tale collaborazione è volta alla creazione di un centro di archeologia subacquea. Il
primo intervento, diretto da Fabio Maniscalco,
consisterà nel supporto all’acquisto delle
attrezzature minime necessarie quali, ad esempio, un gommone, un Gps e un fuoristrada.
The presentation of the sixth volume of the
monographic series Mediterraneum entitled
World Heritage and War will occur in a roundtable on the waste of cultural heritage in the
areas exposed to the risk of war in the Mediterranean and in the Black Sea. Furthermore, the
preservation of the Albanian sea archaeological
patrimony not yet blighted will lead the collaboration, currently under way, between the
Observatory and the Albanian Academy of Science, ultimately aimed at the creation of a
underwater Archaelogical centre. The first interventation, directed by Fabio Maniscalco, will
consist in supporting the acquisition of the necessary minimum equipment such as a rubber
dinghy, a Gps and a off-road vehicle.
lithic anchors’ recovery
Sarajevo’s library
57
EDUCAZIONE
E INFORMAZIONE
EDUCATION
AND INFORMATION
Incontri su coesistenza e dialogo
interculturale
Meetings on coexistence and intercultural dialogue
È necessario inserire la cultura della pace e del dialogo nel DNA dei bambini: da queste parole pronunciate dal Sindaco di Napoli, Rosa Iervolino,
sono nate tre iniziative realizzate dall’Osservatorio, in collaborazione con ANSAmed e Galleria Toledo, che si sono svolte dal 16 al 20
marzo 2007. Protagonisti sono stati gli educatori della scuola “Hand in Hand” di Gerusalemme, fondata dieci anni fa con l’obiettivo di fornire un’educazione sia ebraica che araba ai
bambini di tutta l’area.
La prima iniziativa, la tavola rotonda dal titolo
dall’educazione al dialogo, il ruolo primario della
scuola, organizzata nell’ambito della XVIII edizione di Galassia Gutenberg, ha visto la proiezione di un video realizzato dall’associazione
“Hand in Hand” sulle note di una versione a
due voci - una maschile e una femminile, una in
arabo e l’altra in ebraico - di Imagine, brano simbolico del pacifismo degli anni ‘70. Concreta e
toccante testimonianza del lavoro portato avanti dall’associazione che gestisce tre scuole per
bambini arabi e israeliani, il video ha raccontato
l’esperienza del più giovane dei tre Istituti, quello fondato due anni e mezzo fa nel villaggio
arabo di Wadi Ara. Nelle tre scuole di “Hand in
Hand”, che ospitano bambini ebraici e palestinesi dai 6 ai 12 anni, il dialogo viene promosso
It is necessary to introduce the culture of peace
and dialogue in children’s DNA: Building on
these words pronounced by the mayor of
Naples Rosa Iervolino Russo, three initiatives
have been organized by the Observatory, in collaboration with ANSAmed, Galleria Toledo,
Fondazione IDIS-Città della Scienza, University
of Naples L’Orientale, from March 16 to March
20 2007. The protagonists of the initiatives
were the educators of the “Hand in Hand”
school of Jerusalem, founded ten years ago
with the aim of providing an Arab-Jewish education to the children of the whole area.
The first of the three projects realized, the
roundtable From education to dialogue, the primary role of the school was organized within the
XVIII edition of Galassia Gutenberg. The initiative included the screening of a video realized
by the “Hand in Hand” school on the notes of
a two voice version, one male and one female,
one in Arabic and the other in Jewish, of Imagine, a song that is the symbol of the peace
movement in the ‘70. A touching and tangible
testimony of the work undertaken by the
organization managing three schools for Israeli
Arab and Jewish children, the video tells the
experience of the institute founded two years
ago in the Arab village of Wadi Ara. In the three
interculture
58
“Il bacino è letteralmente
irto di frontiere.
Frontiere visibili o invisibili,
ufficiali o informali,
frontiere di Stati improbabili
e artificiali,
risultato di conflitti storici,
frontiere etniche,
frutto di conversioni
o di insediamenti
di popolazioni”.
Serge Latouche
intercultural dialogue
international meeting, Naples, March 2006
educazione e informazione
education and information
anche fuori dalle aule: i ragazzi escono assieme,
dormono l’uno a casa dall’altro, condividono le
proprie esperienze, ha affermato Neman Gyan,
insieme a Maysa Asali, nel corso del convegno.
La seconda iniziativa promossa dall’Osservatorio, il dibattito Donne che progettano la pace, è
stata organizzata alla Città della Scienza di
Napoli nell’ambito di Marzo Donna.
Il ciclo di eventi si è poi concluso al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo con una
tavola rotonda su Mediterraneo, incontri di culture che ha visto la partecipazione, tra gli altri,
dello scrittore Predrag Matvejevic. La giornata
è stata organizzata dalla Galleria Toledo nell’ambito del progetto Orientamenti rivolto a scuole
superiori e Università.
schools of “Hand in Hand”, which host Jewish
and Palestinian children aged between 6-12,
dialogue is promoted also out of the schoolrooms. The youths go out together, sleep at each
other’s house, share their experiences, said
Neman Gyan who, together with Maysa Asali
presented the NGO during the conference.
The second initiative promoted by the Observatory was dedicated to women. It started with a
debate entitled Women who plan peace, organized at the City of Science of Naples within
Marzo Donna, a month-long series of events on
the issue of women’s rights. A third initiative
consisted in a roundtable on Mediterranean,
meeting of cultures held at the Teatro Stabile
d’Innovazione Galleria Toledo, which saw the
participation, among others, of writer Predrag
Matvejevic. The event, organized by the Galleria within the project Orientations, was especially aimed at high schools and universities.
Scambio tra esperienze di coesistenza interculturale nella scuola
La scuola non si limita ad essere uno spazio
dove si insegna la teoria della solidarietà e
della pace, ma deve diventare sempre più il
luogo in cui si concretizzano “esperienze reali”
di solidarietà e pace. Prendendo le mosse da
questa convinzione, l’Osservatorio, in collaborazione con l’Istituto scolastico G. Rodinò di
Napoli, l’Ufficio Scolastico Regionale per la
Campania e la Bottega della Comunicazione e
della Didattica diretta dal professore Lanfranco
Genito, ha organizzato dal 28 febbraio al 4
marzo 2006 l’iniziativa Oltre la pace che ha
coinvolto una quindicina di insegnanti palestinesi ed israeliani impegnati in una settimana di
Exchange of experiences of intercultural coexistence in school
Schools are not just a place where solidarity
and peace are taught in theory; it must also
become a place in which real “solidarity and
peace experiences” are realized. Moved from
this belief the Observatory, in cooperation with
the school G. Rodinò of Naples, the regional
school office for the Campania region and the
Bottega della Comunicazione e della Didattica, directed by professor Lanfranco Genito,
organized, from Febraury 28 to March 4 2006,
59
international meeting, Naples, March 2006
“Il Mediterraneo si impone.
Da nessun’altra parte
per un’estensione simile,
si percepisce con uguale
intensità l’unità di spazi
peraltro così differenti”.
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
dialoghi, confronti e orientamenti educativi. Le
attività che si sono svolte nell’ambito dell’iniziativa hanno contemplato incontri nelle scuole, la visita al Centro Ester (sede di attività educative sanitarie, sociali e culturali,che da anni si
pone al servizio del cittadino) e l’Incontro con il
mondo scolastico napoletano presso l’Università
degli Studi di Napoli Federico II. Il laboratorio
della Bottega della Comunicazione e della Didattica ha consentito, inoltre, di sperimentare la
realizzazione di un “prodotto multimediale”
comune, da riproporre agli studenti, e di gettare le basi per la collaborazione con il progetto
Una WeBottega per la Pace, ponte di comunicazione che utilizza il web come strumento di
incontro e non di divisione.
an initiative called Over the peace which
involved 15 Palestinian and Israeli teachers
engaged in a week of dialogues, comparisons
and educational orientation among cultures.
The activities organized within the initiative
included meetings at various schools, a visit to
the Centro Ester (a center for social, cultural
and health educational activities, which has
served public interest for years) and a meeting
with the Neapolitan school world held at the
University Federico II of Naples. The video and
the multimedia laboratory of the Bottega della
Comunicazione e della Didattica made it possible to test the realization of a joint “multimedia product”, to be proposed to students in
the future, and laid the ground for a collaboration through the Web with a project A
WeWorkshop for peace (Una WeBottega per la
pace), a bridge of communication which uses
the Web as a instrument of contact and not of
division.
Concorso per i giovani della Leo Savir
Foundation
Bernard Kayser
La “gioventù”, come catalizzatore per il cambiamento, è il tema alla base del progetto culturale intitolato A Mediterranean Youth Vision
for 2020. Organizzato dall’Osservatorio in collaborazione con la Fondazione Leo Savir, il progetto ha l’obiettivo di stimolare i giovani ad
esprimersi su ciò che sarà il Bacino del Mediterraneo nel 2020, attraverso la poesia, la musica
e la pittura. La scrittura e il disegno, come
aspetto dell’identità culturale e come sbocco
per l’espressione creativa, diventano il veicolo
ideale per la comunicazione interculturale e lo
sviluppo della pace. L’obiettivo è di promuovere nei giovani l’idea di una possibile integrazio60
Jaffa, ancient municipality of Tel Aviv,
where the Leo Savir Foundation is located
The Leo Savir Foundation competition
for the youths
The youth, as a catalyst for change, lie at the
basis of a cultural project named A Mediterranean Youth Vision for 2020, organized by the
Observatory in collaboration with the Leo Savir
Foundation with the aim to encourage the
youths to show their vision of the Mediterranean Basin in 2020, through poetry, music
and painting. The writings and drawings, as
core elements of cultural identities and chan-
educazione e informazione
education and information
ne multiculturale, coinvolgendo in particolare le
città portuali del Mediterraneo.
I giovani, di età compresa tra i 15 e i 18 anni
residenti in alcune città che si affacciano sul
Mediterraneo, sono stati invitati a esporre le
proprie idee partecipando ad un concorso. Tale
concorso è stato presentato il 18 ottobre 2006
alla Città della Scienza di Napoli, nel corso di
un dibattito dedicato al tema della multiculturalità cui hanno preso parte rappresentanti istituzionali e del mondo culturale cittadino.
All’iniziativa hanno partecipato molti esponenti del mondo scolastico, particolarmente interessati ad una problematica che li riguarda
sempre più da vicino per la crescente presenza
di tanti ragazzi di diverse nazionalità nelle
scuole italiane e napoletane.
I finalisti del concorso hanno poi partecipato al
Mediterranean youth seminar che si è svolto a
Malta nel gennaio 2007.
nels for creative expression, become the ideal
vehicle for intercultural communication and the
furthering of peace.
The initiative aimed to promote with the youths
the idea of a world of peace, of a possible multicultural integration, by involving, in particular,
the port cities of the Mediterranean, on the
issue of multicultural integration.
The youths, aged between 15-18 years old,
coming from several Mediterranean cities, were
invited to present their own ideas and to take
part to a contest. This contest was held on
October 18 2006 at Città della Scienza of
Naples, during a debate dedicated to multiculturalism which saw the participation of representatives of different institutions and the cultural world. The initiative also saw the participation of many representatives of the school
world, particularly interested in an issue that
touched them in a very close way due to the
increasing presence of many youths of different
nationalities in Italian and Neapolitan schools.
The competition’s finalists participated the
Mediterranean youth seminar, which was held in
Malta on January 2007.
Summer School su L’impresa culturale
nel Mediterraneo, prima e seconda
edizione
Sottolineare e valorizzare lo stretto legame
che esiste tra il mondo del lavoro e quello
della cultura con l’obiettivo di investire, in
un’ottica innovativa, sul futuro dei popoli
mediterranei: questo è l’obiettivo della Summer School per giovani laureati sul tema L’impresa culturale nel Mediterraneo, organizzata
per due anni consecutivi nell’isola di Procida
dal professore Luigi Mascilli Migliorini. A
Summer School on The cultural venture
in the Mediterranean, first and second
edition
Underlining and strengthening the close relationship that exists between the worlds of
labour and of culture with the aim to invest in
the future of the Mediterranean peoples: such
[…]
Andare, andare, simme
tutt’eguale
affacciati alle sponde dello
stesso mare
e nisciuno è pirata e nisciuno è
emigrante
simme tutte naviganti
allez, allez il n’y a pas de
barrière
nous sommes tous enfants de
la même mer
il n’y a pas de pirate il n’y a
pas d’émigrant
nous sommes tous des navigants
Che il Mediterraneo sia
la fortezza ca nun tene porte
addo’ ognuno po’ campare
d’a ricchezza ca ognuno porta.
[…]
Che il Mediterraneo sia
quella nave che va da sempre
navigando tra nord e sud
tra l’oriente e l’occidente
e nel mare delle invenzioni
quella bussola per navigare
Nina, Pinta e Santa Maria
e il coraggio di quei marinai
e quel viaggio che non smette mai
che il Mediterraneo sia…
[…]
Edoardo Bennato
Che il Mediterraneo sia
61
Summer School, Procida, September 2006
“L’esperienza storica,
spazio di scambi e
di circolazione degli uomini,
delle merci, delle idee
e delle innovazioni,
ci invita a ripensare
le migrazioni come
una potenziale ricchezza”.
62
Il Mattino, 17 ottobre 2002
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
motivare i lavori della Scuola la convinzione
che il Mediterraneo si presenti come il luogo
di un processo che vuole essere, nello stesso
tempo, di sviluppo economico, di stabilizzazione politica e di integrazione sociale e culturale.
Nelle due edizioni della scuola estiva, tenutesi nel 2006 e 2007, i 60 studenti, provenienti principalmente dai Paesi della sponda sud
e selezionati attraverso un bando di partecipazione, hanno potuto partecipare a seminari, conferenze e lezioni di docenti e personalità della cultura e della politica del mondo
europeo e arabo, vivendo assieme per una
settimana nell’isola del Golfo di Napoli. Sono
veramente grato per questa iniziativa. Mi ha
dato la possibilità di dialogare non solo con
docenti, ma anche con altri giovani provenienti
da terre bagnate dallo stesso Mare Nostrum, ha
detto Fahd Chafik, 26 anni giornalista marocchino, uno dei partecipanti alla Summer
School. Il Mediterraneo è di proprietà dei popoli che lo abitano e non di chi li governa. Partecipare a questa scuola, mi ha aiutato a riflettere
su come questo spazio di mare dovrebbe favorire gli scambi e gli incontri e non provocare la
morte di tanti migranti, ha aggiunto Mohammed Mahrach, 29 anni algerino, laureato in
Filosofia politica.
Dalla questione femminile al tema dell’informazione, le due edizioni della Summer School
hanno affrontato diverse tematiche con la finalità di formare i giovani, principali artefici del futuro, dotandoli degli strumenti culturali e professionali necessari ad affrontare le sfide imposte dalla
was the ultimate goal of the Summer School for
graduate students, around the theme of The
cultural undertaking in the Mediterranean, organized on the island of Procida by tprofessor Luigi
Mascilli Migliorini. The works of the School
were motivated by the belief that the Mediterranean offers itself as a place of a process
which wants to be, at the same time, of economic development, political stabilization and
social and cultural integration.
60 students, mainly from the countries of the
Southern shore of The Mediterranean, selected
through a competitive process, participated in
the two subsequent editions of the summer
school, held in 2006 and 2007. The young participants attended seminars, conferences and
lessons conducted by teachers and personalities
from culture and politics, from the European
and Arab world, and lived together on the
island for a week. I am very grateful for this initiative. It gave me the opportunity to dialogue not
only with the teachers but also with fellow young
participants coming from the areas joined by the
same Mare Nostrum, said Moroccan journalist
Fahd Chafik, 26 years old, one of the summer
school participants. The Mediterranean is the
property of the peoples who live there and not of
those who rule it. Taking part to this summer
school helped me to think on how this sea should
promote exchanges and encounters, and not provoke the death of many immigrants, added Algerian Mohammed Mahrach, 29 years old, graduate student in political philosophy.
From women’s issue to the information
theme, the two editions of the Summer School
Procida, September 2007
educazione e informazione
education and information
difficile realtà mediterranea, ha sottolineato il
Rettore dell’Università degli Studi di Napoli
L’Orientale Pasquale Ciriello.
Tra gli eventi particolarmente significativi che
si sono svolti nel corso delle due edizioni vale
la pena di ricordare il colloquio tra la professoressa Francesca Maria Corrao, docente di
Lingua araba, e Abdel Azzim Ammad, giornalista del quotidiano egiziano «Al Ahram»,
avvenuto durante la prima edizione della
Scuola. Un momento indicativo della diversità
tra il mondo dell’informazione arabo e quello
europeo e anche delle differenze di approccio
all’interno dello stesso mondo arabo, ha commentato il Presidente dell’Osservatorio Raffaele Porta.
Tra gli incontri della seconda edizione vanno
menzionati la tavola rotonda su Informazione
e comunicazione e il dibattito Donne e impresa nel Mediterraneo, entrambi organizzati in
collaborazione con ANSAmed. Un quadro
denso di ombre, ma anche di squarci di ottimismo, si è delineato durante la tavola rotonda sull’informazione, che ha inteso analizzare la situazione della libertà di stampa nei
paesi della sponda sud del Mediterraneo. Dal
convegno è emerso che in molti paesi tra cui
l’Algeria, il Marocco, l’Egitto, la Libia, e
anche la Tunisia, quest’ultima apparentemente più libera ma dove la repressione è più
sotterranea, la libertà d’espressione è ancora
un’utopia, e i giornalisti ne fanno le spese,
come dimostrano recenti processi e condanne. Difficile anche la situazione della donna
per quanto riguarda il lavoro, la famiglia,
discussed a broad range of issues with the
ultimate aim of training the youths, the main
creators of the future, giving them the cultural
and professional tools necessary to face the challenges imposed by the difficult Mediterranean
reality, said Pasquale Ciriello, Rector of the
University of Naples L’Orientale. Among the
most important events during the two editions of the summer school were the talks
between professor Francesca Maria Corrao,
who teaches Arab Languages at the University of Naples L’Orientale, and Abdel Azzim
Ammad, journalist at the Egyptian daily «Al
Ahram», held during the first edition of the
school. A telling moment for the diversity of the
Arab information world compared to the European one but from which the differences of
approach within the same Arab world emerged,
explained at the time the President of the
Observatory Raffaele Porta.
In the second edition of the summer school, a
roundtable on information and communication
and a discussion on Women and enterprise in
the Mediterranean were organized in collaboration with ANSAmed. A picture dense of
shades but also of gashes of optimism was
the analysis of the situation of the freedom of
press in the countries of the Southern shore
of the Mediterranean that emerged from the
roundtable on information. During the conference, it also emerged that in many countries among which Algeria, Morocco, Egypt,
Libya and also Tunisia, apparently freer but
where repression is more hidden, the freedom of expression is still a utopia, and jour63
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
l’emancipazione, la politica. Una problematica, quella del ruolo della donna nella attuale
società, che tocca, seppur in modo diverso,
tanto i Paesi della sponda nord quanto quelli della sponda sud, come è stato sottolineato dai protagonisti del dibattito a cui, tra gli
altri, ha partecipato Carmen Gonzalez Romero, Presidente del “Circulo Mediterraneo”,
deputata per 14 anni nel Parlamento spagnolo e moglie dell’ex primo ministro Felipe
Gonzalez.
nalists pay a high price for it, as recent trials
and sentences have showed. The situation of
women with regard to work, family, emancipation, politics, is also difficult. The issue of
the role of women in the economy, in society
and in politics concerns the countries of the
Northern shore as much as those of the
Southern shore, as it emerged from the
debate at the summer school which saw the
participation, among others, of Carmen Gonzalez Romero, President of the “Circolo
Mediterraneo”, deputy for 14 years at the
Spanish Parliament and wife of the former
President Felipe Gonzalez.
Incontri e convegni
Summer School, Procida, September 2007
Libertà di informazione
Meetings and conferences
Dialogo e comunicazione sono due elementi
cruciali per la libertà di informazione nel Mediterraneo e per la realizzazione di riforme democratiche. È per questo che, in collaborazione con
ANSAmed e Europe Direct Napoli, l’Osservatorio ha organizzato due eventi sul tema della
libertà di stampa intesa come requisito necessario a superare le immagini stereotipate che dividono Oriente ed Occidente.
Se è vero che di stereotipi è spesso vittima
l’informazione nel mondo arabo, è pur vero
che al suo interno essa è molto differenziata,
come è emerso dal convegno svoltosi nel
luglio 2006, a cui sono intervenuti Massimo
Loche, già vicedirettore di Rai News24, Paolo
Alberti, in rappresentanza della Commissione
Europea, Nicolien Zuijdgeest, dell’organizzazione Freevoice, Enrico Tibuzzi, capo redattore
64
Freedom of information
Dialogue and communication are two crucial
elements for the freedom of information in the
Mediterranean and for the realization of democratic reforms. It is for this reason that, in collaboration with ANSAmed and Europe Direct in
Naples, the Observatory has organized two
events on the themes of press freedom, in a
challenge to overcome the stereotyped images
that divide East and West.
If it’s true that information in the Arab world is
often victim of stereotypes, it is also true that it
is internally very differentiated, as it emerged
from the first conference, in July 2006, which
saw the participation of Massimo Loche, vice
director of Rai News24, Paolo Alberti, a EuroAtanur Dogan, Reading Newspaper (2001)
educazione e informazione
ANSAmed, Zeynep Akyil, redattrice dell’agenzia turca Anadolu, Adolfo Fattori della Facoltà
di Sociologia dell’Università degli Studi di
Napoli Federico II e Rita Nocerino dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale.
Sulle diverse condizioni dei media nei Paesi
del Mediterraneo si è incentrato anche il
secondo convegno intitolato La libertà di
comunicare nei Paesi del Mediterraneo, svoltosi
il 5 dicembre 2006, che ha messo in evidenza
che i mezzi di comunicazione nei Paesi della
sponda sud del Mediterraneo non sono ancora liberi: in alcune realtà la libertà è una possibilità lontana ma reale, in altre una chimera,
in altre ancora una bugia sfruttata da presidenti e governanti per veicolare all’estero
un’immagine positiva del proprio Paese. E la
libertà dei mezzi di informazione è anche
libertà dei modi di comunicazione, concetto
oggi più che mai al centro del dibattito, per il
grande sviluppo di Internet e le nuove tecnologie anche nel mondo arabo-musulmano.
Integrazione, cooperazione e comunicazione
Per rendere efficaci le numerose attività di cooperazione decentrata è necessario passare dalla
mentalità dell’aiuto, che contrappone ricchi e
poveri o chi dona e chi riceve, a quella del partenariato: sono le parole con cui Raffaele Porta,
Presidente dell’Osservatorio, ha introdotto a
dicembre 2006 una due giorni dal titolo Europa, Mediterraneo, Mar Nero - Integrazione, coo-
“L’area mediterranea
costituisce una regione
la cui diversità non esclude
in alcun modo l’unità,
essendo entrambe il prodotto
della geografia e della storia.
È anche evidente che
questa regione non è isolata
dal resto del mondo.
Tutto il contrario: è una delle
zone principali di confronto e
conflitto della nostra epoca.
Per tutte queste ragioni
l’attraversano forze
contraddittorie, lavorando
alcune a favore di una
globalizzazione omogeneizzante,
e altre, al contrario, verso una
disgregazione prodotta
dal carattere diseguale
dello sviluppo capitalista
o del rifiuto di questo”.
Samir Amin e Faychal Yachir
education and information
pean Commission official, Nicolien Zuijdgeest,
of Freevoice organization, Enrico Tibuzzi, former managing editor of ANSAmed, Zeynep
Akyil, a journalist with the Turkish Anadolu
news agency, Adolfo Fattori, from the Faculty of
Sociology of the University Federico II of
Naples and Rita Nocerino, from the University
of Naples L’Orientale.
The second conference, entitled The freedom to
communicate in the Mediterranean countries,
held on December 5 2006, also dealt with the
different conditions of the media in the
Mediterranean countries. The conference
established that the mass media in the countries of the Southern shore of the Mediterranean are still not free: in some cases it is a
real but far away possibility, in others an illusion, in some others a lie exploited by presidents and rulers to give abroad a positive
image of their own country. Moreover, as participants argued, freedom of the mass media
also means freedom of the ways to communicate, a concept today more than ever at the
centre of the debate thanks to the great development that Internet and new technologies
have known in the Arab-Muslim world.
Integration, cooperation and communication
Decentralized cooperation requires to evolve
from the concept of assistance, which opposes
the rich and the poor or donors and recipients,
to the concept of partnership. These are the
65
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
perazione, comunicazione. I lavori della conferenza si sono svolti presso la sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, con una sessione dedicata all’ingresso
della Romania nell’Unione Europea. Un processo arrivato ormai a conclusione le cui dinamiche sono state spiegate nel dettaglio da Gheorgiu Stoica, docente presso la Facoltà di Scienze Politiche di Bucarest, ad una platea composta da tantissimi studenti.
words with which Raffaele Porta, President of
the Observatory, introduced in December
2006 a two-day conference entitled Europe,
Mediterranean, Black Sea-Integration, Cooperation and Communication. The conference,
organized by the Observatory, was held at the
University of Naples L’Orientale with a session
dedicated to the entrance of Romania in the
European Union. A process that has been
completed by now and whose dynamics were
explained in details by Gheorgiu Stoica, professor at the faculty of Political Sciences of
Bucarest, to an audience composed of many
students.
Inquinamento bellico e uranio impoverito
Sensibilizzare l’opinione pubblica sulle drammatiche vicende legate ai nuovi e poco conosciuti armamenti, adoperati in conflitti recenti o
ancora in uso, che sono in grado di continuare
ad uccidere a distanza di tempo, anche a guerre terminate: è stato questo l’obiettivo del convegno intitolato Inquinamento bellico e uranio
impoverito, organizzato in collaborazione con
l’Osservatorio Militare, che si è svolto il 5
novembre 2007 presso l’Antisala dei Baroni del
Castel Nuovo di Napoli.
All’incontro, oltre ai membri della specifica
Commissione parlamentare, la Presidente sen.
Lidia Menapace ed il sen. Marcello de Angelis,
sono intervenuti il Sindaco di Napoli Rosa Iervolino, il Direttore dell’Osservatorio Militare
Domenico Leggiero, il professore Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino, rappresentanti
del Ministero della Difesa e un delegato del
professore Fabio Maniscalco, direttore dell’Osservatorio per la Protezione dei Beni Culturali
66
cooperation to reach peace
War pollution and impoverished uranium
Raising public awareness on the dramatic
consequences of the use of new and not well
known armaments in recent conflicts, with
some still underway, capable of killing also
once the wars are over. Such was the aim of
the public debate entitled War pollution and
impoverished uranium, organized in collaboration with the Military Observatory and held on
November 5, 2007, at the Castel Nuovo of
Naples.
In addition to the members of the specific Parliamentary Committee, president of it and
senators Lidia Menapace and Marcello de
Angelis, the event saw the participation of
Mayor of Naples Rosa Iervolino Russo, the
director of the Military Observatory, Domenico
Leggiero, professor Massimo Zucchetti of the
conference War pollution and impoverished uranium,
November 2007
educazione e informazione
education and information
in Area di Crisi. Il professore Fabio Maniscalco
non ha potuto partecipare personalmente poichè egli si è ammalato a causa dell’esposizione
a metalli pesanti durante le missioni di peacekeeping I.FOR e S.FOR in Bosnia-Herzegovina.
Maniscalco, tra i massimi esperti al mondo di
tutela dei beni culturali nelle aree a rischio bellico e membro del Comitato Tecnico-Scientifico
dell’Osservatorio, è stato recentemente candidato da un Comitato di oltre 200 tra studiosi,
politici ed Istituzioni accademiche internazionali, al Premio Nobel per la pace 2008.
Nel corso del dibattito il maresciallo Domenico Leggiero ha rilevato che i dati sul numero
dei morti ed ammalati per patologie indotte
dall’uranio impoverito forniti dal Ministero
della Difesa e dalle associazioni antimilitariste
sono in netto contrasto tra di loro. Abbiamo
registrato 161 decessi e 2536 ammalati dal 1996
ad oggi - ha detto Leggiero - a fronte dei 37
decessi e 254 ammalati riconosciuti dal Ministero della Difesa. La Commissione parlamentare
non ha fornito cifre, ma la Presidente Lidia
Menapace ha spiegato che il Ministro riconosce
che i dati finora diffusi dal Ministero non sono
definitivi. Altro aspetto dibattuto è stato quello introdotto dagli avvocati rappresentanti le
famiglie delle vittime dell’uranio impoverito e
riguardante i risarcimenti dovuti per legge.
Polytechnique of Turin, delegates from the
Defence Ministry and a delegate of professor
Fabio Maniscalco, director of the Observatory
for the protection of the cultural heritage in
areas of crisis, who has fallen ill recently following exposure to heavy metals/impoverished uranium during the mission of peacekeeping I.FOR and S.FOR in Bosnia-Herzegovina. Maniscalco, who is counted among world
experts of protection of cultural heritage in
the areas of wartime risk, was recently proposed, by a committee of over 200 among
experts, politicians and International Academic
Institutions, to receive the 2008 Nobel Peace
Price.
At the event, the director of the Military Observatory, Domenico Leggiero explained that there
are still differences between the figures on the
number of deaths and ill linked to pathologies
caused by the impoverished uranium supplied
by the Defence Ministry and those provided by
pacifist NGOs. We reached 161 deaths and 2536
ill from 1996 to today - said Leggiero - against
the 37 deaths and 254 ill recognized by the
Defence Ministry. The inquiry committee did not
give any figures but its President Lidia Menapace explained that the minister admits that the
figures released so far from the Ministry are not
reliable. Another issue for discussion was introduced by the lawyers representing the families
of the victims of impoverished uranium, concerning the compensations to be given to the
victims.
Dialogo e cooperazione tra Italia e Iraq
I risultati del Progetto di solidarietà per Nassiriya, coordinato dall’Associazione Il Campo
conference War pollution and impoverished uranium,
November 2007
67
parte I: contesto, finalità e contenuti
initiative for peace, Neaples
68
a book in arabic language
idee per il futuro, sono stati presentati il 5 giugno 2007 durante il convegno Dialogo e cooperazione tra Italia e Iraq, organizzato a Napoli
presso il Polo delle Scienze dell’Università
degli Studi di Napoli Federico II e a cui l’Osservatorio ha partecipato, coordinando una tavola rotonda dedicata alla creazione di una
“Facoltà delle paludi” presso l’Università di
Nassiriya.
L’iniziativa vede da tre anni la Regione
Campania tra i finanziatori di una rete di
atenei napoletani e iracheni finalizzata alla
formazione e alla promozione di scambi
culturali.
All’incontro sono intervenuti, fra gli altri, l’Ambasciatore straordinario dell’Iraq Mohammed
Mahmud Al Amili, il Rettore dell’Università ThiQuar di Nassiriya Esmail Al-Snafi e il Ministro
plenipotenziario e responsabile della task force
Iraq-Mae Gianludovico De Martino, che ha
definito lo sforzo italiano nel Sud dell’Iraq
molto apprezzato dalla popolazione locale. Dal
2003 - ha spiegato De Martino - abbiamo operato su tre livelli, con la costruzione di nuove istituzioni, con interventi di urgenza per bisogni
umanitari e con un sostegno a soluzioni infrastrutturali a medio e lungo termine.
Parallelamente a queste iniziative, il Governo
italiano - ha proseguito De Martino - ha condonato l’80 per cento del debito iracheno per un
ammontare di 2,4 miliardi di euro.
Oltre agli aiuti strettamente economici, il Ministro plenipotenziario ha parlato di formazione
di personale amministrativo iracheno e di iniziative per la revisione costituzionale, rese pos-
part I: context, aim and contents
Dialogue and cooperation between Italy
and Iraq
The results of the Project of solidarity for Nassiriya coordinated by the NGO Il Campo idee per
il futuro, were presented on June 5 2007 during a conference on Dialogue and cooperation
between Italy and Iraq, organized at the Science
Faculty of the University Federico II of Naples
and to which the Obervatory participated by
coordinating a roundtable dedicated to the creation of a “Faculty of marshlands” at the University of Nassiriya.
The initiative has seen for three years the Campania Region among the funders of a network
of neapolitan and iraqi universities set up to
promote cultural and training exchanges. The
meeting was attended, among others, by the
special ambassador of Iraq to Italy Mohammed
Mahmud Al Amili, the President of the University Thi-Quar of Nassiriya Esmail Al-Snafi and
the minister plenipotentiary and responsible for
the Iraq-Mae task force Gianludovico De Martino, according to whom the Italian effort in
Southern Iraq is very appreciated by the local
population. From 2003 - said De Martino - we
have worked on three levels of intervention with
the construction of new institutions, emergency
interventions for human needs and providing support to the infrastructural situation in the short
and long term.
In parallel to these initiatives, the Italian government - he continued - has remitted 80 per
cent of the Iraqi debt for an amount of 2.4 billion euro. Besides economic aid, the minister
educazione e informazione
education and information
sibili grazie alla partecipazione di oltre 250
parlamentari, accademici e alti funzionari italiani.
plenipotentiary also talked about training of
Iraqi administrative staff and initiatives for the
revision of the Constitution, made possible
thanks to the participation of 250 members of
Parliament, academics and Italian high officials.
Solidarietà al popolo Saharawi
Figli delle nuvole è il nome scelto per la giornata dedicata alla conoscenza e allo studio della
cultura Saharawi, organizzata dall’Osservatorio
il 17 luglio 2007 presso la Facoltà di Sociologia
dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
I Saharawi sono una popolazione la cui origine
risale all’immigrazione degli arabi Maquil, provenienti dallo Yemen, nel territorio dell’ex-colonia spagnola del Sahara occidentale annessa
militarmente dal Marocco nel ’75. Un lento
processo di fusioni ha dato origine alle tribù, di
cui ancora oggi i Saharawi conservano la
memoria. Attualmente la popolazione vive nei
campi profughi, nel deserto a sud di Tindouf, in
Algeria, e su circa un quarto del territorio del
Sahara occidentale, confinante con l’Algeria e
con la Mauritania, indicato come “Zona libera”. I Saharawi, guidati dal Fronte Polisario e
sostenuti dall’Algeria, reclamano l’indipendenza da oltre trent’anni, in questo confortati dalle
risoluzioni dell’Onu, finora inapplicate, che prevedono un referendum per la loro autodeterminazione.
Oltre ad una giornata di studi, una tipica tenda
Saharawi è stata allestita per due giorni a Napoli, in Piazza del Gesù, per la raccolta di firme in
supporto di 15 prigionieri Saharawi scomparsi.
Nell’ambito del convegno è stato, inoltre, lancia-
Solidarity to the Saharawi people
Sons of the clouds was the name chosen for the
day dedicated to the knowledge and the study
of the Saharawi culture, organized by the
Observatory on July 17 2007 at the Sociology
faculty of the University Federico II of Naples.
The Saharawi are a population whose origin
can be traced to the immigration of Arabs
Maquil, coming from Yemen, to the territory of
the former Spanish colony of Western Sahara,
militarily annexed by Morocco in 1975. A
small process of mergers gave origin to the
tribe of which today the Saharawi have saved
the memory. At present the population lives in
a refugee camp in the South of Tindouf, in
Algeria, and on a fourth of the territory of
Western Sahara, at the border with Algeria
and Mauritania, named a “Free zone”. The
Saharawi, led by the Polisario Front which is
backed by Algeria, have been claiming their
independence for over 30 years, encouraged
by United Nations resolutions, not yet implemented so far, which call for a referendum on
their self-determination.
In addition to the seminar, for two days a typical tent of the Saharawi was set up in Piazza
demonstration in favour of Saharawi’s people
saharawi youth
69
parte I: contesto, finalità e contenuti
part I: context, aim and contents
to il progetto Un ponte fra Napoli e Tifariti che ha
permesso a trentadue bambini provenienti da un
campo profughi di essere ospitati a Napoli per
due mesi.
del Gesù, in the center of Naples, where organizers handed a petition in support of of 15
Saharawi prisoners who have disappeared in
Moroccan jails. The project A bridge between
Naples and Tifariti was also launched during the
conference, with 32 children from a Saharawi
refugee camp being subsequently hosted in
Naples for two months.
conference for freedom in favour of Saharawi people
70
parte II
la struttura e gli strumenti
part II
structure and tools
LA RETE E I COMITATI
L’Osservatorio nasce come progetto che ha a
Napoli le sue radici, ma ha nell’internazionalità
la sua vocazione. Ed è proprio all’insegna del
suo respiro al contempo locale e globale che
l’Osservatorio si è dato una struttura costituita
da un Comitato Tecnico Scientifico (CTS), con
funzione di direzione e coordinamento delle
attività, un Comitato d’Onore, composto da
rappresentanti della cultura o delle istituzioni
dei paesi del Mediterraneo e del Mar Nero, e
da una rete, al momento costituita da oltre 70
partner nazionali ed internazionali.
THE NETWORK AND THE
COMMITTEES
The Observatory was born as a project which is
rooted in Naples whose mission is international.
And it is to give a local and global impetus to its
activities that the Observatory has given itself a
structure composed of a technical-scientific Committee with the function of direction and coordination of the activities, a honorary committee,
composed of eight representatives of the culture
or the institutions of the Mediterranean and the
Black Sea and a network, which by now includes
over 70 international partners.
La rete
The network
Applicare il concetto di partenariato e fare
sistema. Sono i due principi intorno a cui si è
costruita negli anni la rete dell’Osservatorio,
composta da istituzioni nazionali e internazionali appartenenti ai più disparati settori: dalla
scienza alla cultura, dalla politica alla sociologia, dall’ambiente alla finanza, dalla scuola al
volontariato. Il lancio ufficiale delle rete è avvenuto nel dicembre 2006, nel corso del convegno Europa, Mediterraneo, Mar Nero - Integrazione, Cooperazione, Comunicazione, evento di
chiusura del ciclo di attività del 2006 e di avvio
di quello del 2007.
La due giorni è stata soprattutto un’occasione
per annunziare l’organizzazione di un summit tra
tutti i membri che compongono la rete dell’Osservatorio. Bisogna creare un network per non
Transforming the concepts of partnership and
cooperation into reality. These are the two pillars
on which the network of the Observatory was
created over the years, composed of international
and national institutions belonging to different
fields, from science to culture, from politics to
sociology, from environment to finance, from
schools to voluntary work. The official launch of
the network was made in December 2006 during the conference Europe, Mediterranean, Black
Sea - Integration, cooperation and communication,
the event that closed the cycle of activities held
in 2006 and launched the 2007 cycle. The twoday conference was above all an opportunity to
announce the organization of a workshop
among all the members that form the network
of the Observatory.
73
74
parte II: la struttura e gli strumenti
part II: structure and tools
disperdere attività e risorse messe in campo dai
vari soggetti coinvolti a vari livelli, e far sì che il rapporto diventi multilaterale - spiegò in quell’occasione il presidente Raffaele Porta - Abbiamo
bisogno gli uni degli altri, anche per valorizzare
un patrimonio culturale immenso. Il momento
più significativo per tutti i membri delle rete è
stato così il primo NetWorkShop che si è svolto a Procida il 24 e il 25 maggio del 2007.
L’evento è stato preceduto, nell’aprile dello
stesso anno, dal primo incontro a Città della
Scienza di Napoli dei membri italiani che
hanno aderito alla rete. In tale riunione sono
state presentate le opportunità di finanziamento previste dai programmi europei con
finalità propedeutiche al NetWorkShop di Procida. Sull’isola si sono riuniti a maggio oltre
70 rappresentanti di 13 Paesi del Mediterraneo e del Mar Nero. Lo scopo del meeting è
stato quello di elaborare progetti da presentare alle istituzioni europee per ottenere finanziamenti, seguendo le linee guida tracciate da
Henrik Lauridsen, rappresentante dell’ufficio
EuropAid della Commissione Europea, che ha
spiegato il nuovo regolamento dei programmi
relativi alla Politica europea di vicinato. I
numerosi progetti elaborati nella due giorni
dimostrano che è stato raggiunto l’obiettivo
che, nelle intenzioni del presidente Porta,
doveva essere appunto quello di realizzare un
“evento costruttivo e utile”.
Tra i progetti proposti nella seduta plenaria,
numerosi sono stati quelli elaborati dal gruppo
“Giovani”. Oltre all’organizzazione di un Festival dei giovani in collaborazione con le univer-
It is necessary to create a network in order not to
disperse activities and means made available by
the various entities involved at a different level,
and make sure that the relation becomes multilateral, explained at the time the Observatory
President Raffaele Porta - We also need each
other to valorise a vast cultural heritage. The most
significant moment for all the members of the
network was the first Networkshop held in Procida on May 24-25 2007. The event was preceded in April of the same year by the first
meeting, at Città della Scienza of Naples, of the
Italian members who joined the network. At
that meeting, participants were presented and
discussed funding opportunities in European
programmes.
The Networkshop gathered on the island of
Procida (in the gulf of Naples) with more than
70 representatives of 13 countries of the
Mediterranean and the Black Sea with the aim
of elaborating projects to apply for European
funding, along the guidelines outlined by Henrik Lauridsen, representative of the EuropeAid
office of the European Commission who
explained the new regulations of the programmes related to the European Neighbouring Policy. The numerous projects elaborated in
the two-day conference indicate that the meeting reached its goal - that of, in the words of
President Raffaele Porta, being “a constructive
event”.
Among the projects presented in the plenary
session, the more numerous were those elaborated by the “Youths” working group. Besides
the organization of a Festival of youths, in col-
la rete e i comitati
the network and the committee
sità, questo gruppo ha avanzato l’idea di creare alcuni centri multimediali nelle capitali del
Mediterraneo e di organizzare viaggi per studenti in Turchia e Grecia alla scoperta della storia e dell’archeologia di questi Paesi. Il progetto più originale tra quelli presentati dai giovani
è risultato, tuttavia, quello relativo all’organizzazione di un ciclo di seminari sul tema Cooking
& business (cucina e affari), per favorire la conoscenza dei cibi mediterranei e, allo stesso
tempo, promuovere la creazione di imprese,
soprattutto al femminile, in grado di occuparsi
di prodotti alimentari tipici dell’area.
Due progetti sono stati ideati, invece, dal gruppo “Cultura”: il primo relativo a un Festival
della cultura mediterranea itinerante, il secondo volto all’elaborazione di un programma che
favorisca in Europa la traduzione e la diffusione di autori della sponda sud.
I gruppi “Educazione” e “Alta Educazione”
hanno proposto di estendere il progetto Erasmus (possibilità per uno studente universitario
di effettuare un periodo di studi all’estero)
anche alle università della riva sud, che fino a
oggi sono rimaste escluse.
Tra i risultati più significativi ottenuti dal
primo NetWorkShop vi è sicuramente quello
di aver contribuito a far sedere allo stesso
tavolo israeliani e palestinesi. Due popoli in
guerra ma a Procida uniti dalla volontà comune di realizzare progetti concreti che favoriscano la convivenza pacifica, come quelli che
da anni porta avanti la Jerusalem Foundation,
uno dei membri della rete. Fondata nel 1966
dallo storico sindaco di Gerusalemme Teddy
laboration with Universities, the group also
presented the idea to create multimedia centres in the capitals of the Mediterranean and
organize student field trips in Turkey and
Greece to discover the history and the archaeology of those countries, in comparative fashion. The most innovative project presented by
the youths consisted of a series of seminars on
the theme Cooking and business which should
spread the knowledge of the Mediterranean
food and, at the same time, promote the creation of small businesses, mostly run by
women, who are interested in the food products typical of the area.
Two projects were put forward by the “Culture” working group: the first one consisted in
an itinerant Festival of the Mediterranean culture; the second aimed at the elaboration of a
programme that would favour the translation
and the diffusion of authors from the Southern
shore in Europe.
The groups “Education” and “High Education”
proposed to participate into the Erasmus Mundus
programme (which consists in student and university staff mobility schemes across countries)
with universities from the Southern shore.
Finally, among the most significant results
obtained from the first Networkshop stood, certainly, the gathering of israeli and palestinian
participants around the same table. Two peoples
in war but united in Procida by the joint desire
to realize tangible projects that favour peaceful
coexistence - such as the projects that the
Jerusalem Foundation, one of the members of
the Network, has carried out for years. Founded
75
parte II: la struttura e gli strumenti
part II: structure and tools
Kollek, la Fondazione, è un’organizzazione
apolitica e indipendente che ha come obiettivo la realizzazione a Gerusalemme di una
società pluralista, aperta e libera. Le occasioni di incontro e confronto che hanno ebrei,
musulmani e cristiani di Gerusalemme sono
poche e attraverso la promozione di queste
occasioni la Jerusalem Foundation dà il suo
contributo alla possibilità di una convivenza
pacifica tra popoli di differente cultura e credo
religioso.
in 1966 by the historical mayor of Jerusalem,
Teddy Kollek, the Foundation is a non political
and independent organization whose aim is the
realization in Jerusalem of a pluralistic, open and
free society. There are very few opportunities of
encounters between Jews, Muslims and Christians of Jerusalem. And it is through the promotion of these opportunities that the Jerusalem
Foundation gives its contribution to the possibility of a peaceful coexistence among peoples of
different culture and religion.
Elenco dei membri della rete
List of the network members
• Agenzia Locale di Sviluppo dei Comuni
dell’Area Nolana S.C.P.A.
• Agenzia Sviluppo Locale e Sportello Europa - MUSVEUR
• ALISEI ONG
• ARACNE - Associazione di Promozione
Sociale
• Arci Nova Associazione Caserta
• ASIS Consorzio di Cooperative Sociali
• Ass. Operatori di Pace ONLUS
• Associazione ANPI Napoli
• Associazione Amicizia Ebraico-Cristiana di
Napoli
Città della Scienza, Naples
• Associazione Comunità Socio-Culturale
Araba in Campania
• Associazione Culturale Fuoricentroscampia
• Associazione Interculturale Grammelot
• Associazione Mezzogiorno Europa
76
la rete e i comitati
the network and the committee
• Associazione Napoli nel Mondo
• Associazione Orientale 05
• Associazione Senza Frontiere
• Associazione Solidarietà Internazionale
ONLUS
• Associazione Stella
• AssoPace Napoli
Procida networkshop, 2007
• Campania Start-up
• Cardiochirurgia Pediatrica AO Monaldi
• CEICC Napoli
• Centro di Solidarietà della CdO
• Centro di Solidarietà della Compagnia delle
Opere
• Centro di Studi sulle Culture del Mediterraneo - Università degli Studi di Napoli
L’Orientale - Dipartimento di Filosofia e
Politica
• CIDIS ONLUS
• CISS / Cooperazione Internazionale Sud Sud
• Città del Fare s.c.p.a.
• COASIC (Coordinamento delle ONG e delle
Associazioni di Solidarietà della Campania)
• Consiglio Italiano per i Rifugiati
• Consiglio Nazionale delle Ricerche - Ufficio
per il Mediterraneo
• Consolato Onorario del Marocco
• Consolato Onorario della Repubblica di
Cipro
• Consorzio Prodos
• CPS - Comunità Promozione e Sviluppo
Procida
77
parte II: la struttura e gli strumenti
part II: structure and tools
• Europe Direct Napoli
• Fondazione Mezzogiorno Europa
• I KEN onlus
• I.C.R.I. Istituto di Cultura e Relazioni Internazionali
• Libera informazione
• LTM (Gruppo Laici Terzo Mondo)
• N:EA (Napoli:Europa, Africa)
• Nero e non solo! O.N.L.U.S.
• Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno e
Aree Interne della Campania S.c.p.a.
• PMG (Peace-Makers for the Local Governance)
• Rete dei Sistemi Locali di Sviluppo Territoriale della Campania (rete SLST)
• Scuola Media CTP Michelangelo
• Sindacato CISL
• Teatro stabile d’innovazione Galleria Toledo
• UIL Campania - Progetto Sud
• Un Ponte per...
• Consorzio LINK scarl
• Consorzio Ricerca ed Educazione Permanente - Master “Sustainable Development &
Territory Promotion”
• ONG E.I.P. Italia Scuola Strumento di Pace
• UNIDO-ITPO (Investment and Technology
Promotion Office)
• Progetto Sud
sculpture, il N-uovo sole, Lello Esposito
• Athens Network of Collaborating Experts
• Bloomfield Science Museum Jerusalem
78
la rete e i comitati
the network and the committee
• Camera di Commercio e dell’Industria di
Betlemme
• Città della Scienza di Tunisi
• City Hall of Bucharest, 2nd District
• David Yellin Teachers College
• Ekip Project Consulting
• Hand in Hand Centro per l’Educazione di
Arabi ed Ebrei in Israele
• Institute for Philosophical Research at the
Bulgarian Academy
• Instituto Education Secundaria Profesor
Domínguez Ortiz
• Ministry of Education and Science Bulgaria
• Municipality of Calarasi
• Municipality of Nablus
• Musée de Corse (Collectivité Territoriale de
Corse)
• Planetarium Science Center, Library of Alexandria
• Romanian Guides Association
• The Jerusalem Foundation
• The Latin Parish of Jerusalem
• Università di Nizza
• Zajel Youth Exchange Program, An-Najah
National University
79
concert for peace, Ramallah, 1.10.2005
80
I comitati
The committees
Oltre che dalla rete, l’Osservatorio è costituito
anche da due comitati, quello Tecnico-Scientifico (CTS) e quello d’Onore. Il CTS è presieduto
da un delegato del Sindaco di Napoli, il professore Raffaele Porta, ed è composto da due rappresentanti di ciascuna delle tre istituzioni che
hanno dato vita all’Osservatorio: Souzan Fatayer (mediatrice culturale) e Olivier Butzbach
(ricercatore presso la Seconda Università degli
Studi di Napoli e Visiting Lecturer presso il King’s
College di Londra) per il Comune di Napoli;
Luigi Amodio (Direttore della Fondazione IDISCittà della Scienza di Napoli) e Anne-Marie
Bruyas (coordinatrice per conto della Fondazio-
Besides the network, the Observatory comprises two committees, the Technical-Scientific
committee (TSC) and the honorary committee.
The TSC is chaired by a representative of the
mayor of Naples, professor Raffaele Porta, and
it is composed of two representatives of each
of the three institutions that helped create the
Observatory, six in total: Souzan Fatyer (cultural
mediator) and Olivier Butzbach (researcher at
the Second University of Naples and Visiting
Lecturer at the King’s College in London) for
the Municipality of Naples; Luigi Amodio (director of the Fondazione IDIS-Città della Scienza
of Naples) and Anne-Marie Bruyas (coordinator
la rete e i comitati
the network and the committee
ne IDIS-Città della Scienza dei partenariati internazionali) per la Fondazione IDIS-Città della
Scienza; Fabio Maniscalco (Direttore dell’Osservatorio per la Protezione dei Beni Culturali ed
Ambientali in Area di Crisi dell’I.S.Fo.R.M. OPBC), e Luigi Mascilli Migliorini (docente di Storia del Mediterraneo Moderno e Contemporaneo
presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale) per l’Università degli Studi di Napoli
L’Orientale. Il CTS costituisce un gruppo di lavoro che coordina le attività realizzate dall’Osservatorio. Alla Fondazione IDIS-Città della Scienza è stata attribuita la responsabilità della
gestione operativa e finanziaria delle iniziative
previste nel progetto.
Al CTS si aggiunge il Comitato d’Onore formato da: Mohamed Hèdi Ben Ismail (Tunisia),
Direttore Generale della Città della Scienza di
Tunisi; Ibrahim Faltas (Egitto), parroco di Gerusalemme; la scrittrice e giornalista Baya Gacemi (Algeria); Andrea Geremicca (Italia), Presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa;
Samir Y. Hazboun (Cisgiordania), Direttore
Generale del DATA, ente di ricerca e consulenza di Betlemme; Tamar Millo (Israele), Direttore
del dipartimento italiano della Jerusalem Foundation; Sami Nair (Francia), professore di Scienze Politiche all’Università di Parigi VIII; Gheorghe Stoica (Romania) , professore alla Facoltà
di Scienze Politiche presso l’Università di Bucarest.
for the Fondazione IDIS-Città della Scienza of
the International partnerships) for the Fondazione IDIS-Città della Scienza: Fabio Maniscalco (director of the Observatory for the protection of cultural and environmental heritage
in areas of crisis of the I.S.Fo.R.M. (OPBC), and
Luigi Mascilli Migliorini (professor of modern
and contemporary history of the Mediterranean) at the University of Naples L’Orientale.
The TSC forms a working group that coordinates the activities directly realized by the
Observatory. The Fondazione IDIS-Città della
Scienza has the responsibility for operational
and financial management of the initiatives
carried out by the Observatory.
The honorary committee includes: Mohamed
Hedi Ben Ismail (Tunisia), general director of
the Tunis Science Centre; Ibrahim Faltas
(Egypt), priest in Jerusalem; journalist and
writer Baya Gacemi (Algeria); Andrea Geremicca (Italy), president of the Foundation Mezzogiorno Europa; Samir Y. Hazboun (West Bank),
general director of DATA, research and consulting institution in Bethlehem; Tamar Millo, director of the Italian Department of the Jerusalem
Foundation; Samir Nair, professor of Political
Sciences at the Universities of Paris VIII and
Madrid; Gheorghe Stoica (Romania), professor
at the Faculty of Political Sciences of the University of Bucarest.
81
82
parte II: la struttura e gli strumenti
part II: structure and tools
Il sito e il logo
The website and the logo
Strumento indispensabile per gli aderenti alla
rete dell’Osservatorio e per chiunque sia interessato alle sue attività è il sito web
www.mediterraneomarnero.it , redatto in italiano e inglese. Creato alla fine del 2005, il sito
viene aggiornato quotidianamente da Luca
Simeone e Annemarie Bruyas. In particolare,
nella sezione relativa alle news vengono riportate notizie in tempo reale sui temi d’attualità
dell’area dei paesi del Mediterraneo attingendo, come fonte giornalistica, al notiziario
ANSAmed che vanta un corposo flusso informativo di circa 200 servizi al giorno in italiano,
inglese e arabo, inviato dal capillare circuito di
uffici di corrispondenza dell’ANSA. Oltre alle
news il sito contiene sezioni sulle attività realizzate e una completa rassegna stampa e
video. Sul sito è possibile consultare anche una
galleria fotografica e un’area download nella
quale è possibile visualizzare filmati e dalla
quale è possibile scaricare documenti inerenti
le attività dell’Osservatorio. Nell’area AdesioneJoin the Network è possibile anche scaricare i
moduli necessari per aderire alla rete dell’Osservatorio.
Un occhio colorato che simboleggia, da una
parte l’idea di guardare per conoscere la diversità e, dall’altra, la poliedricità e la differenziazione interna di questo sguardo: questo è il
“logo” dell’Osservatorio realizzato dal grafico
Rino Sorrentino della società Union Graphics
(http://www.uniongraphics.it).
The website of the Observatory (www.mediterraneomarnero.it), proposed in Italian and in
English, is a key instrument for the members of
the network of the Observatory and for anyone
interested in its activities. Set up at the end of
2005, the website is updated every day by Luca
Simeone and Anne-Marie Bruyas, from the Fondazione IDIS-Città della Scienza. In particular,
the news section proposes news updates on
the fields of interest for the Observatory, covering Mediterranean countries and drawing from
the ANSAmed news agency, which has a flow
of 200 news dispatches per day in Italian, English and Arabic, with the contribution of ANSA
correspondents.
Besides the news, the website contains sections on the activities realized by the Observatory, a press review and videos. The website
also offers a rich photo gallery and a download
page in which it is possible to visualize film and
download documents concerning the activities
of the Observatory. In the Adesione-Join the Network area it is possible to download the necessary forms to be filled in order to join the
Observatory network.
Finally, the logo of the Observatory realized by
designer Rino Sorrentino of the Union Graphics
Society (http://www.uniongraphics.it), consists
of a coloured eye that symbolizes on the one
hand, the idea of looking to grasp diversity
and, on the other hand, the inner versatility
and the differentiation of this look .
parte III
allegati
part III
appendix
RASSEGNA STAMPA
PRESS RELEASE
‘MeetMath’ è dunque parte - la prima parte - di
un progetto più grande, un progetto voluto
dall’Unesco, l’agenzia delle Nazioni Unite che
promuove la cultura, e dall’Unione Europea
come strumento per cercare di consolidare il
dialogo tra israeliani e palestinesi. In questo
progetto lo “science centre”, il museo scientifico
di seconda generazione, costituisce una
componente importante. Perché tutti
riconoscono che la diffusione della cultura
scientifica è, oggi più che mai, un pre-requisito
dello sviluppo culturale, sociale ed economico,
oltre che un’occasione per costruire la pace.
‘MeetMath’ is the first part of a greater project,
a project wanted by Unesco, the United Nations
agency that promotes culture, and by the
European Union, as an instrument conceived to
consolidate the dialogue between Israeli and
Palestinians. The “science centre”, a second
generation scientific museum, constitutes an
important element of this project. Because
everybody recognizes that the diffusion of
culture is, today more than ever, beyond an
opportunity to build peace a prerequisite of
cultural, social, economic development other
than an opportunity to build peace.
(da l’Unità del 3 ottobre 2005)
(from l’Unità of October 3, 2005)
“Aprire una piccola breccia nel muro di
incomprensioni, diffidenze e violenza che ancora
impediscono il dialogo tra israeliani e
palestinesi: era questo il nostro obiettivo e,
nonostante mille difficoltà, qualche punto a
favore della pace lo abbiamo segnato”. Il
Presidente dell’Osservatorio Euromediterraneo e
del Mar Nero, Raffaele Porta, fa un primo
bilancio della missione che ha portato 150
napoletani in Medioriente con la partecipazione
del sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo.
‘’Opening a small breach in the wall of
incomprehension, mistrust and violence that still
prohibit the dialogue between Israeli and
Palestinians: this was our goal and, despite
many difficulties, we scored a point in favour of
the peace’’. The President of the
Euromediterranean and the Black Sea
Observatory Raffaele Porta makes an
assessement of the mission of 150 Neapolitans
in the Middle East with the participation of the
mayor of Naples Rosa Iervolino Russo.
(da Il Mattino del 3 ottobre 2005)
(from Il Mattino of October 3, 2005)
85
parte III: allegati
part III: appendix
Più temuta del dentista e delle bollette da pagare,
sua altezza la matematica mostra il suo volto
migliore e purtroppo sconosciuto ai più. Comincia
oggi, a Città della Scienza, ‘Meet Math’, una
mostra interattiva e itinerante dedicata a teoremi e
funzioni (…). Il tema dei numeri come strumento
non di divisione ma di unione e quello della
matematica, nella veste di amica giocosa, di cui
non aver timore, rappresentano lo spirito e il cuore
di ‘Meet Mat’.
More feared than the dentist and the bills to
pay, maths shows its best face - unfortunately
not a very known one. The ‘Meet Math’ exhibit
begins today at Città della Scienza, an
interactive and itinerant exhibition dedicated to
theorems and calculation (...). The theme of
numbers as an instrument of union and not of
division and that of maths as something not to
be afraid of, are the spirit and the heart of ‘Meet
Math’.
(da la Repubblica del 6 ottobre 2005)
(from la Repubblica of October 6 2005)
“Questa visita - ha spiegato il Presidente
dell’Osservatorio Raffaele Porta a guida della
delegazione in missione in Medioriente - è solo
una tappa di un lungo cammino intrapreso già da
tempo dalla nostra città, impegnata a far
sviluppare in questa terra la pace e il dialogo, ma
dal basso, ovvero incontrando e facendo parlare
persone che vivono nella stessa realtà”.
‘’This visit - explained the President of the
Euromediterranean and the Black Sea Observatory
Raffaele Porta at the head of Naples delegation
on a mission in the Middle East - is just a step in a
long journey which started long time ago in our
city, committed to furthering peace and dialogue,
to making people who live the same reality
speak’’.
(da Il Mattino del 28 settembre 2005)
(from Il Mattino of September 28, 2005)
”Iniziative del genere possono davvero contribuire
in maniera pregnante al processo per riportare la
pace in questa martoriata terra”. Lo ha detto Yossi
Beilin, leader del partito Yadah (la cosiddetta
sinistra israeliana che si contrappone al partito
Likud) in seguito all’incontro con la delegazione
napoletana, al secondo giorno della sua missione
in Medioriente.
“These kind of initiatives can really contribute to
the peace process in this tortured land”. So said
Yossi Beilin, leader of the Yadah party following
the meeting with the delegation from Naples,
during the second day of its mission in the Middle
East.
(da le Cronache di Napoli del 29 settembre 2005)
86
(from Cronache di Napoli of September 29, 2005)
rassegna stampa
press release
...”Questa terra presenta ricchissime testimonianze
del passato che devono essere adeguatamente
tutelate”, ha detto Pasquale Ciriello, rettore
dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale,
impegnata in prima linea per la tutela dei beni
culturali in Palestina. Nell’ambito della missione di
pace organizzata in Medioriente, in occasione della
celebrazione delle ‘Quattro giornate di Napoli’, è
stata posta una bandiera ‘Scudo blu per la Palestina’
per la tutela del sito archeologico di Ramallah.
...”This land presents rich stories from the past
that must be properly preserved’’, said Pasquale
Ciriello, Rector of the University of Naples
L’Orientale, committed in the front line for the
preservation of the cultural heritage in Palestine.
Within the peace mission organized in the Middle
East, during the celebration of the ‘Four days of
Naples’, the ‘Blue shield’ flag for Palestine was
planted, to symbolize the preservation of the
archaeological site of Ramallah.
(da il Corriere del Mezzogiorno del 4 ottobre 2005)
(from Corriere della Sera of October 4, 2005)
Napoli come snodo cruciale tra Europa e
Mediterraneo, Napoli come ponte tra israeliani e
palestinesi. Il ruolo da protagonista svolto dalla
città partenopea per il dialogo sociale e culturale tra
i Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum
attraverso l’Osservatorio Euromediterraneo e del
Mar Nero è stato illustrato nel corso del convegno...
Naples as a crucial nexus between Europe and the
Mediterranean, Naples as a bridge between Israeli
and Palestinians. The leading role of the Neapolitan
city for social and cultural dialogue among the
countries that overlook the Mare Nostrum through
the Euromediterranean and the Black Sea
Observatory was illustrated during the conference...
(da le Cronache di Napoli del 4 marzo 2006)
(from the Cronache di Napoli of March 4, 2005)
“Scambi di esperienze e dialogo sono indispensabili
per superare pregiudizi e stereotipi nel settore della
libertà di informazione”, ha osservato Zeynep Akyil,
giornalista dell’agenzia di stampa turca Anadolu
durante il convegno dal titolo ‘Dibattito sulla libertà
di stampa: dialogo fra Oriente e Occidente’ a Città
della Scienza. La giornalista ha poi fatto l’esempio
della Turchia, un Paese che lotta per la piena
appartenenza alla Comunità europea e dove i
giornalisti chiedono un sistema di mass-media che
non limiti la libertà di stampa.
‘’Exchange of experience and dialogue are
indispensable to overcome prejudices and stereotypes
in the field of freedom of information’’, said Zeynep
Akyyil, a journalist from the Turkish news agency
Anadolu during the conference titled ‘Debate on the
press freedom: dialogue between the East and the
West’ at Città della Scienza. The journalist then cited
Turkey as an example, a country that is fighting to
obtain a whole membership in the European
Community and where journalists call for a mass-media
system which does not restrict the freedom of the press.
(da Il Denaro del 4 luglio 2006)
(from Il Denaro of July 4 2006)
87
parte III: allegati
part III: appendix
La Summer School riunisce una ricchezza di culture
giovani che non si ritrovano a Napoli spinti dal
fenomeno dell’immigrazione ma nel nome della
cultura che li chiama a raccolta per un messaggio
di speranza e di pace.
The Summer School brings together a rich array
of young cultures that gather in Naples drawn
by the phenomenon of immigration but in the
name of culture for a message of hope and
peace.
(da Il Mattino del 21 settembre 2006)
(from Il Mattino of September 21, 2006)
Il ruolo peculiare degli scambi culturali per
l’integrazione dei popoli del Mediterraneo. È
questo lo spirito della Summer School che riunisce
neolaureati delle sponde del Mare Nostrum in
incontri e dibattiti.
The peculiar role of cultural exchanges for the
integration of the peoples of the Mediterranean.
This is the spirit of the Summer School that brings
together newly graduated of the shores of the
Mare Nostrum in meetings and debates.
(da Napoli-Più del 21 settembre 2006)
(from Napoli-Piu’ of September 21, 2006)
“Parlare della libertà di comunicare nel bacino del
Mediterraneo è come costruire un gigantesco
mosaico con una serie di tasselli non tutti
omogenei tra loro. Ad aiutarci in questa
costruzione c’è la tecnologia: la possiamo
immaginare come collante delle tessere. Al posto
del Mediterraneo reale, fatto di molecole d’acqua,
possiamo immaginare un Mediterraneo ideale,
fatto di bit e byte dove le informazioni viaggiono
su canali che sono terrestri e satellitari”, ha
spiegato Silvio Luise, caporedattore Rai,
responsabile della rubrica Neapolis, al forum
‘Europa, Mediterraneo, Mar Nero - Integrazione,
Cooperazione, Comunicazione’.
“Speaking of the freedom of communication in
the Mediterranean area is like building a
gigantic mosaic with a series of plugs that are
not all homogenous. Technology helps us to
build it, as a glue for those various plugs.
Instead of a real Mediterranean, made of water
molecules, one can imagine a virtual
Mediterranean, made of bits & bytes where
information travels on terrestrial and satellite
channels”, said Silvio Luise, chief editor of Rai,
in charge of the Neapolis TV program, at the
forum ‘Europe, Mediterranean, Black Sea Integration, Cooperation, Communication’.
(da il Giornale di Napoli del 6 dicembre 2006)
88
Napoli-Più
(from the Giornale di Napoli of December 6, 2006)
rassegna stampa
press release
Una rete per la diffusione della cultura scientifica
e tecnologica nel Mediterraneo. Si chiama
Masad, (Mediterranean Association for Science
Advancement and Dissemination) creata a Città
della Scienza con il patrocinio dell’Osservatorio
Euromediterraneo e del Mar Nero, costituita dal
comune di Napoli, Università Orientale, e la
Fondazione Idis-Città della Scienza e presieduto
da Raffaele Porta. “La Masad vuole porre fine
alla mancanza di un’associazione che fosse
pensata per il Mediterraneo. La rete vuole unire
le forze per risolvere il comune problema di
debolezza della cultura scientifica e tecnologica
e rafforzare il dialogo”, ha dichiarato la
coordinatrice del progetto Barbara Gallavotti.
A network for the diffusion of the scientific and
technological culture in the Mediterranean. It’s
called MASAD (Mediterranean Association for
Science Advancement and Dissemination), and
was created at Città della Scienza with the
support of the Euromediterranean and the Black
Sea Observatory, the Municipality of Naples,
University of Naples L’Orientale and the
Fondazione Idis-Città della Scienza and chaired
by Raffaele Porta. “Masad aims at putting an
end to the lack of an association for the
Mediterranean. The network wants to unite the
forces to solve the common problem of
weakness of the cultural and technological
culture and reinforce dialogue”, said the
coordinator of the project Barbara Gallavotti.
(da Il Mattino del 1 aprile 2007)
(from Il Mattino of April 1, 2007)
...la rete di Masad sarà di supporto anche al
progetto di fondazione di una delle città della
scienza a Tangeri, in Marocco: “È un progetto
ambizioso - ha spiegato Mohamed Semlali,
esponente della Fondazione Sigma, una delle
sette istituzioni scientifiche coinvolte nel
progetto - che stiamo perseguendo anche con la
collaborazione italiana. Nell’aprile 2008
vorremmo aprire la nostra VI mostra scientifica
nelle sale dell’Italian Institution’s Palace di
Tangeri e speriamo nella mediazione di Masad
per ottenere il placet dall’istituto italiano di
cultura”.
...the Masad network will also support the
foundation project of one of the science centres
in Tangiers (Morocco): “It is an ambitious project
- explained Mohamed Semlali, representative of
the Sigma Foundation, one of the seven
scientific institutions involved in the project that we are carrying on with the italian
cooperation. In April 2008 we would like to
open the VI scientific exhibit in the Italian
Institution’s Palace of Tangiers and we hope in
the mediation of Masad to obtain the ‘ok’ of the
Italian Institution for Culture.
(da Il Denaro del 3 aprile 2007)
(from Il Denaro of April 3, 2007)
89
parte III: allegati
part III: appendix
“Oltre a favorire la conoscenza reciproca con la
partecipazione di 13 Paesi della sponda nord e
sud il primo ‘EuroMediterranean and Black Sea
Observatory Workshop: Networking and
partnership’, organizzato a Procida, ha
l’obiettivo di favorire il lancio di progetti
concreti, già in passato realizzati
dall’Osservatorio come il viaggio in Israele e
Palestina”, ha detto il sindaco di Napoli Rosa
Iervolino Russo nell’ambito della presentazione
dell’evento il 24-25 maggio a Procida.
‘’In addition to favouring the mutual knowledge
with the participation of 13 countries of the
Northern and Southern shore, the first
‘Euromediterranean and Black Sea Observatory
Workshop: Networking and partnership’ organized
in Procida, aims at facilitating the conception of
concrete projects, like those already implemented
in the past by the Observatory such as the mission
to Israel and Palestine’’, said the Mayor of Naples
Rosa Iervolino Russo in the presentation of the
event on May 24-25 in Procida.
(da Il Denaro del 23 maggio 2007)
(from Il Denaro of May 23, 2007)
“Questo incontro è il primo di una serie di
aggiornamenti che intendiamo organizzare per
sensibilizzare l’opinione pubblica sulle
drammatiche problematiche derivanti dall’uso di
nuovi e poco conosciuti armamenti in conflitti
recenti ed in corso, armi che sono in grado di
continuare ad uccidere anche a distanza di
tempo, paradossalmente anche a guerre
terminate”. Il Presidente dell’Osservatorio
Euromediterraneo e del Mar Nero Raffaele Porta,
a proposito del convegno ‘Inquinamento bellico
e uranio impoverito’.
“This meeting is the first of a series that we will
organize to raise public awareness on the
danger caused by the use of new and not wellknown weapons in recent and ongoing conflicts
that can still kill at a time distance, also after the
wars are over”. The President of the
Euromediterranean and the Black Sea
Observatory Raffaele Porta introducing the
conference entitled ‘war pollution and
impoverished uranium’.
(da Il Denaro del 3 novembre 2007)
90
(from Il Denaro of November 2007)
2005
2006
CALENDARIO
CHRONOLOGY OF PAST EVENTS
27 settembre - 2 ottobre
Celebrazione delle “Quattro giornate
di Napoli in Medioriente”
Israele, Palestina
September 27 - October 2
Celebration of the “Four days of Naples
in the Middle East”
Israel, Palestine
29 settembre
Concerto per la pace con la Nuova Orchestra
Scarlati a Gerusalemme, YMCA
September 29
Concert for peace with the Nuova Orchestra
Scarlatti in Jerusalem, YMCA
1 ottobre
Concerto per la pace con la Nuova Orchestra
Scarlati a Ramallah,
Casa della Cultura
October 1
Concert for peace with the Nuova Orchestra
Scarlatti in Ramallah,
Casa della Cultura
20 dicembre - 10 gennaio 2006
Napoli incontra Betlemme: esposizione
prodotti artigianali, incontri bilaterali,
conferenze, Napoli
December 20 - January 10
Naples meets Bethlehem: exhibit of
handcraft products, bilateral meetings,
conference, Naples
3 marzo
Conferenza di presentazione
dell’Osservatorio Euromediterraneo e del
Mar Nero
Università degli Studi di Napoli L’Orientale
March 3
Conference introducing the
Euromediterranean and the Black Sea
Observatory
University of Naples L’Orientale
28 febbraio - 4 marzo
Incontri e workshop “Oltre la pace” di
educazione alla coesistenza tra le scuole di
Napoli e del medioriente
Napoli, IS G. Rodinò, Bottega della
Comunicazione, Comune di Napoli
February 28 - March 4
Meetings and workshop “Beyond peace” on
education to peace and coexistence, with schools
from Naples and from the Middle East Naples, IS
G. Rodinò, Bottega della Comunicazione,
Municipality of Naples
91
92
parte III: allegati
part III: appendix
11 marzo
Le imprese degli immigrati, organizzato da
Campania Start-up. Napoli
March 11
The enterprises of immigrants, organized by
Campania Start-up. Naples
3 luglio
Dibattito sulla libertà di informazione,
organizzato da Europe Direct e ANSAmed. Città
della Scienza, Napoli
July 3
Debate on the freedom of information
organized by EuropeDirect and ANSAmed Città
della Scienza, Naples
18-27 settembre
Summer school, L’Impresa culturale nel
Mediterraneo
Conservatorio delle Orfanelle, Procida
September 18-27
Summer School, The cultural enterprise in
the Mediterranean
Conservatorio delle Orfanelle, Procida
20 settembre
Lectio Magistralis di Mohammed Bennis
Università degli Studi di Napoli L’Orientale
September 20
Lectio Magistralis of Mohammed Bennis
University of Naples L’Orientale
ottobre
Partecipazione alla giornata Italiana di Nazareth
con il gruppo teatrale “I teatrini”
Nazareth
October
Participation to the Italian day of Nazareth with
the theatrical group “I teatrini”
Nazareth
4 dicembre
Conferenza “L’ingresso della Romania
nell’Unione Europea”
Università degli Studi di Napoli L’Orientale
December 4
Conference on “The entry of Romania in the
European Union”
University of Naples L’Orientale
4 dicembre
Dibattito “La cooperazione decentrata della
Campania nel Mediterraneo”
Presentazione del volume “Il mare bagna
Napoli” a cura di Vanna Ianni.
Università degli Studi di Napoli L’Orientale
December 4
Debate on “Decentralized cooperation of the
Campania region in the Mediterranean”
Presentation of the book ”The sea bathes
Naples” edited by Vanna Ianni
University of Naples L’Orientale
5 dicembre
Tavola rotonda “La libertà di comunicare nei
paesi del Mediterraneo”
in collaborazione con ANSAmed
Università degli Studi di Napoli L’Orientale
December 5
Roundtable entitled “The freedom to
communicate in the Mediterranean
countries” in collaboration with ANSAmed
University of Naples L’Orientale
calendario
chronology
7-11 dicembre
Programma di scambio e gemellaggio tra le città
di Napoli e Bucarest
December 7-11
Exchange and twinning programme between
Naples and Bucarest
2007
18 - 28 gennaio
Partecipazione al progetto Palestina “Dentro la
notte”
Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo,
Napoli
January 18-28
Participation to the Palestine project “Into the
night”
Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo,
Naples
23 gennaio-4 febbraio
Partecipazione alla Fiera del libro del Cairo,
Egitto
January 23 - February 4
Participation to the Cairo Book Fair
Egypt
febbraio
Inaugurazione della mostra sulla matematica
“Meet-math”
Campus di Abu Dees, Università Al Quds,
Gerusalemme
February
Inauguration of the math exhibit
“Meet-math”
Campus of Abu Dees, Al Quds University,
Jerusalem
16 marzo
Dall’educazione al dialogo, il ruolo primario
della scuola con il contributo di ANSAmed
Galassia Gutenberg, Napoli
March 16
“From education to dialogue, the primary role
of the school” with the contribution of ANSAmed
Galassia Gutenberg, Naples
18 marzo
Donne che progettano la pace
Città della Scienza, Napoli
March 18
Women who plan peace
Città della Scienza, Naples
20 marzo
Rassegna Mediterraneo-incontri di culture
Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo,
Napoli
March 20
Mediterranean exhibit-meeting of cultures
Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo,
Naples
24-25 marzo
Partecipazione alla notte bianca “Desiderio di
Europa”
CEICC, Università degli Studi di Napoli L’Orientale
March 24-25
Participation to the white night entitled “Desire
of Europe”
CEICC, University of Naples L’Orientale
93
94
parte III: allegati
part III: appendix
2 aprile
La scienza per la pace, la comunicazione
scientifica per il dialogo interculturale
Città della Scienza, Napoli
April 2
Science for peace, the scientific
communication for the intercultural dialogue
Città della Scienza, Naples
17 aprile
Incontro con i membri della rete
dell’Osservatorio per la preparazione del
Networkshop
Città della Scienza, Napoli
April 17
Meetings with the members of the
Observatory network for the preparation
of the Networkshop
Città della Scienza, Naples
10-12 maggio
Partecipazione al G8 UNESCO World Forum
on “Education, Research and Innovation: New
partnership for sustainable development”
Trieste
May 10-12
Participation to the UNESCO G8 World Forum
“Education, Research and Innovation: New
partnership for sustainable development”
Trieste
24-25 maggio
Sharing ideas, building projects, enlarging
partnership. EMBS Networkshop Conservatorio
delle Orfanelle, Procida
May 24-25
Sharing ideas, building projects, enlarging
partnership. EMBS Networkshop
Conservatorio delle Orfanelle, Procida
5 giugno
Dialogo e cooperazione tra Italia ed Iraq.
Primi risultati del progetto di solidarietà per
Nassiriya
Università degli Studi di Napoli Federico II
June 5
Dialogue and cooperation between Italy
and Iraq. First results of the solidarity project
for Nassiriya
Università degli Studi di Napoli Federico II
17 luglio
Convegno “Figli delle Nuvole. Napoli
incontra il popolo Saharawi”
Università degli Studi di Napoli Federico II
July 17
Conference on “Children of the clouds. Naples
meets the Saharawi people”
Università degli Studi di Napoli Federico II
24 settembre - 2 ottobre
II edizione della Summer School “L’impresa
culturale nel Mediterraneo”
Conservatorio delle Orfanelle, Procida
September 24 - October 2
Second edition of the Summer School “The
cultural enterprise in the Mediterranean”
Conservatorio delle Orfanelle, Procida
2008
calendario
chronology
27 settembre
Presentazione del libro della scrittrice algerina
Baya Gacemi “Nadia. Paure e speranze di
una donna algerina”
CEICC, Napoli
September 27
Presentation of the book by Algerian
writer Baya Gacemi “I. Nadia. Wife of a
terrorist”
CEICC, Naples
2 ottobre
Convegno “Lauree deboli, mestieri forti”
Università degli Studi di Napoli L’Orientale
October 2
Conference on “Weak degrees, strong jobs”
University of Naples L’Orientale
17 ottobre
“La scienza linguaggio di pace”
presentazione del progetto di cooperazione
internazionale per la realizzazione di uno
Science Centre presso l’Università palestinese di
Al Quds
October 17
“Science, language of peace”
Presentation of the international
cooperation project for the realization of a
Science Centre at the Al Quds Palestinian
University
5 novembre
Tavola rotonda “Inquinamento bellico ed
uranio impoverito”
Maschio Angioino, Antisala dei Baroni, Napoli
November 5
Roundtable on “War pollution and
impoverished uranium”
Maschio Angioino, Antisala dei Baroni, Naples
3-10 gennaio
Missione in Medioriente
Gerusalemme, Betlemme, Ramallah, Nablus
January 3-10
EMBSO Mission in Middle-East
Jerusalem, Bethlehem, Ramallah, Nablus
28 gennaio
Incontro con l’attore palestinese
Mohammed Bakri
Napoli, Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo
January 28
Event with the Palestinian film Director
Mohammed Bakri
Naples, Galleria Toledo theatre
95
Finito di stampare nel mese di aprile 2008
da Arti Grafiche Solimene, Casoria, Napoli
per conto della CUEN Srl, Napoli
L’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero
ha svolto, nei primi tre anni di vita, numerose
attività in collaborazione con quindici Paesi del
Mediterraneo e del Mar Nero.
L’Osservatorio è riuscito, attraverso un intenso
lavoro di ricerca e progettazione, a costituirsi
come coordinamento di una rete di circa cento
soggetti istituzionali (autorità locali, università,
centri culturali, associazioni etc.) impegnati in
progetti di cooperazione nei Paesi che si
affacciano sul Mediterraneo e sul Mar Nero.
I risultati finora raggiunti sono il frutto del lavoro
condiviso e progettato dai tre partner componenti
l’Osservatorio: Comune di Napoli, Università
degli Studi di Napoli L’Orientale e Fondazione
IDIS-Città della Scienza.
La presente pubblicazione ha lo scopo di far
conoscere gli aspetti più significativi di un
percorso dalle molte sfaccettature e, pertanto,
ricco di intensi sviluppi futuri, non intendendo
rappresentare un semplice riassunto delle attività
realizzate ma fornire, innanzitutto, un’utile
piattaforma di partenza per nuove collaborazioni
in vista di ulteriori future iniziative.
Si tratta in sintesi di una proposta, sia nei
contenuti che nei metodi, tesa a costruire una
rete sempre più ampia di istituzioni motivate a
proseguire nel cammino finalizzato alla pace, al
dialogo ed al riconoscimento dell’altro.
Università degli Studi
di Napoli L’Orientale
info
Fondazione IDIS-Città della Scienza
via Coroglio, 104 - 80124 Napoli
tel. + 39 081 5702158
www.mediterraneomarnero.it
In its first three years of operation, the EuroMediterranean and the Black Sea Observatory
has carried out many activities with fifteen
countries from the Mediterranean & the Black
Sea.
Thanks to an intense work of research and project
management, the Observatory succeeded in
establishing itself as coordinator of a network
composed of around one hundred institutions
(local governments, Universities, cultural centres,
NGOs...) involved in cooperation projects in
countries from the Mediterranean and the Black
Sea. The results achieved so far are the fruit of
the work conducted by the three partners that
compose the Observatory: the City of Naples,
the University of Naples L’Orientale and the
Fondazione IDIS-Città della Scienza.
The present publication aims to show the most
relevant aspects of a multi-sided process, rich of
future developments. It doe not intend to
represent a mere summary of past events, but
to provide a useful initial platform for new
collaboration in future initiatives.
This report should be read, therefore, as a
proposal to build, both in terms of project
contents and methods, an expanding network
of institutions interested in furthering peace,
dialogue and recognition of the Other.