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activity report activity report in collaborazione con Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero scientific and technical committee Raffaele Porta, Presidente Luigi Amodio Anne-Marie Bruyas Olivier Butzbach Souzan Fatayer Fabio Maniscalco Luigi Mascilli Migliorini working team Stefano Cisale Daniela De Gregorio Natalia D’Esposito Lanfranco Genito Manuela Pitterà Franca Sibilio Luca Simeone Emilia Sorrentino Davide Tramontano activity report Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero in collaboration with ANSAmed coordination Anne-Marie Bruyas Luca Simeone written by Gaetana D’Amico Benedetta Guerrera press office Roberto Race english editing e translations Gaetana D’Amico Benedetta Guerrera Olivier Butzbach coordination Fondazione IDIS-Città della Scienza via Coroglio, 104 - 80124 Napoli tel. +39.081.5702158 graphic and layout CUEN srl info www.mediterraneomarnero.it iconographic research and cited Antonietta Di Costanzo Simona Saviano a Fabio Maniscalco straordinario testimone di impegno civile to Fabio Maniscalco, an outstanding example of civic commitment INDICE CONTENTS Presentazione Foreword Il Comune e l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero di Rosa Iervolino Russo La Fondazione IDIS-Città della Scienza e l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero di Vittorio Silvestrini 9 The Municipality and the Euromediterranean and Black Sea Observatory by Rosa Iervolino Russo 9 11 The Fondazione IDIS-Città della Scienza and the Euromediterranean and Black Sea Observatory by Vittorio Silvestrini L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero di Pasquale Ciriello 13 The University of Naples L’Orientale and the Euromediterranean and Black Sea Observatory by Pasquale Ciriello 13 Introduzione di Raffaele Porta 15 Introduction by Raffaele Porta 15 PARTE I PART I CONTESTO, FINALITÀ E CONTENUTI CONTEXT, AIM AND CONTENTS 11 Contesto e finalità 23 Context and aim 23 Dialogo, solidarietà e cooperazione 26 Dialogue, solidarity and cooperation 26 Celebrazione delle Quattro giornate di Napoli per la pace in Medio Oriente 26 Celebration of the Four days of Naples for peace in the Middle East 26 Napoli incontra Betlemme 31 Naples meets Bethlehm 31 Gemellaggio tra le città e le università di Napoli e di Nablus 33 Twinning between the cities and universities of Naples and Nablus 33 Osservatori internazionali nelle elezioni municipali di Nablus 34 International observers at the municipal elections of Nablus 34 Ponte di solidarietà per la cura di bambini palestinesi cardiopatici 34 Bridge of solidarity for the cure of palestinian children with heart disease 34 Primo Networkshop degli aderenti all’Osservatorio 35 First Networkshop of the partners of the Observatory 35 La Scienza, linguaggio di pace 38 Science, language of peace 38 Il Mare bagna Napoli: rapporto sulle attività di cooperazione allo sviluppo della Campania nell’area del Mediterraneo 42 The sea bathes Naples: publication of a report on the cooperation activities of Campania Region in the Mediterranean 42 Integrazione europea e cittadinanza attiva tra Napoli e Bucarest 43 European Integration and active citizenship between Naples and Bucarest 43 Forum dei giovani 44 Forum of the youth 44 5 indice Cultura e salvaguardia dei beni culturali 45 Culture and protection of the cultural heritage 45 Partecipazione alla Notte Bianca per l’Europa 45 Participation to the “White Night” for Europe 45 Progetto teatrale della Galleria Toledo Dentro la notte 45 Galleria Toledo theatre project Into the night 45 Partecipazione alla giornata Italiana a Nazareth 46 Participation to the Italian day in Nazareth 46 47 Extension of A book for Palestine project 47 Presentazione del libro della scrittrice algerina Baya Gacemi Nadia. Paure e speranze di una donna algerina 48 Presentation of the book I. Nadia, wife of a terrorist written by Baya Gacemi 48 Promozione dell’appello per la ratifica della convenzione dell’Aja 49 Promotion of the appeal for the ratification of the Hague convention 49 Web Journal on Cultural Patrimony 51 Web Journal on Cultural Patrimony 51 53 Extension of the pilot-project A Blu Shield for Palestine 53 54 Publication of the book Protection, preservation and valorization of the cultural heritage of Palestine 54 55 Sponsorship of the monographic courses on the safeguard of cultural heritage 55 Progetto pilota relativo al monitoraggio del patrimonio culturale lungo il “muro di sicurezza” 55 Pilot-project on the monitoring of the cultural heritage along the ”security wall” 55 Presentazione del volume World Heritage and War e realizzazione di un centro di archeologia subacquea in Albania 57 Presentation of the book World Heritage and War and realization of a centre of underwater archaeology in Albania 57 Educazione e informazione 58 Education and Information 58 Incontri su coesistenza e dialogo interculturale 58 Meetings on coexistence and intercultural dialogue 58 Scambio tra esperienze di coesistenza interculturale nella scuola 59 Exchange of experiences of intercultural coexistence in school 59 Concorso per i giovani della Leo Savir Foundation 60 Leo Savir Foundation competition for the youths 60 Summer School su L’impresa culturale nel Mediterraneo, prima e seconda edizione 61 Summer School on The cultural venture in the Mediterranean area, first and second edition 61 Ampliamento del progetto Un libro per la Palestina Ampliamento del progetto pilota Uno Scudo Blu per la Palestina Pubblicazione del volume Tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della Palestina Patrocinio dei corsi monografici sulla salvaguardia dei beni culturali 6 contents indice Incontri e convegni su: Libertà di informazione Integrazione, cooperazione e comunicazione Inquinamento bellico e uranio impoverito Dialogo e cooperazione tra Italia e Iraq Solidarietà al popolo Saharawi contents 64 64 65 66 67 69 Meetings and conferences on: Freedom of information Integration, cooperation and communication War pollution and impoverished uranium Dialogue and cooperation between Italy and Iraq Solidarity to the Saharawi people PARTE II PART II LA STRUTTURA E GLI STRUMENTI STRUCTURE AND TOOLS 64 64 65 66 68 69 La rete 73 The network 73 I comitati 80 The committees 80 Il sito e il logo 82 The website and logo 82 PARTE III PART III ALLEGATI APPENDIX Rassegna stampa 85 Press release 85 Calendario degli eventi 91 Chronology of past events 91 7 Jerusalem, 2005 Naples: the Town Hall Il Comune e l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero The Municipality and the Euromediterranean and Black Sea Observatory Nel 1995 a Barcellona nasce la prima formulazione completa di una politica europea per il Mediterraneo. I rappresentanti dei quindici paesi comunitari e di dodici stati mediterranei extraeuropei adottano la Dichiarazione di Barcellona con l’obiettivo di fare del Mediterraneo una zona di dialogo, di scambi e di cooperazione. Il partenariato Euromediterraneo si fonda su tre pilastri fondamentali: il partenariato politico, finalizzato a consolidare l’equilibrio della regione mediterranea attraverso un dialogo organico tra i governi, basato sul rispetto dei principi fondamentali del diritto internazionale; il partenariato economico e finanziario, indirizzato a stabilire una zona di comune prosperità attraverso uno sviluppo socioeconomico sostenibile ed equilibrato. Il terzo pilastro del partenariato euro-mediterraneo è la collaborazione nel campo sociale, culturale e umano con l’idea di sviluppare le risorse umane per promuovere la comprensione reciproca e lo scambio tra le culture e le società civili. Questo aspetto rappresenta la vera rivoluzione della politica mediterranea: finalmente l’Europa riconosce che il dialogo interculturale e gli scambi di risorse umane, e di professionalità scientifiche e tecnologiche, sono essenziali per la comprensione tra i popoli e la loro integrazione. Attraverso i mezzi di comunicazione di massa, l’istruzione e la formazione giovanile, gli scambi culturali, la promozione della The first complete formulation of a European policy for the Mediterranean was given in 1995 in Barcelona. The representatives of the fifteen European Union member states and the twelve extraeuropean Mediterranean countries adopted the “Barcelona declaration” with the aim of making the Mediterranean an area of dialogue, exchange and cooperation. The Euro-mediterranean partnership is based on three important pillars: first, a political partnership conceived to strengthen the stability of the Mediterranean region through dialogue among governments, based on the respect of the fundamental principles of international law; secondly, a financial & economic partnership, aimed transforming the Mediterranean into an area of common prosperity through sustainable and well-balanced socio-economic development. The third pillar of the Euromediterranean partnership consists of collaboration in the social, cultural and human fields, building on the idea of developing human resources so as to promote mutual understanding and exchanges between cultures and societies. This aspect represents the real revolution of the Mediterranean policy: at last, Europe recognizes that intercultural dialogue and exchanges of human resources and of scientific and technological professionalism are essential to a better understanding among peoples, and to their integration. Through the media, education and youth training, cultural 9 10 presentazione foreword conoscenza delle diverse lingue, i programmi di cooperazione, il Mediterraneo può avviarsi verso la stabilità. Gli attori di Barcellona hanno la consapevolezza che per ottenere i primi due obbiettivi è necessario l’ultimo. L’altra sfida che l’Unione Europea ha dovuto affrontare, nell’ambito delle politiche di vicinato, è quella dell’allargamento a Est, processo tuttora in corso, attraverso la definizione di una politica di cooperazione e di integrazione per le regioni confinanti, senza creare nuove divisioni e aree di esclusione. Il progetto della creazione di un Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero vuole contribuire a rispondere alle sfide attuali dell’Europa, favorendo la cooperazione culturale e umana anche attraverso le azioni della società civile. Nato dal partenariato tra il Comune di Napoli, l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e la Fondazione Idis-Città della Scienza, l’Osservatorio si propone come strumento concreto per promuovere la costruzione di reti di enti locali e di altri soggetti, attraverso la realizzazione di attività di cooperazione decentrata. A partire dal 2005, data della sua istituzione, l’Osservatorio ha svolto numerose attività mirate a favorire lo scambio e il dialogo interculturale, la formazione e la mobilità degli studenti nell’area del Mediterraneo, e ha mandato avanti molteplici iniziative di informazione e sensibilizzazione su grandi temi di attualità come il conflitto israelo-palestinese, l’autodeterminazione del popolo sahrawi, la libertà di informazione nei paesi del Mediterraneo. exchanges, the promotion of knowledge of different languages, cooperation programmes, the Mediterranean could set out for stability. The actors of Barcelona were aware that in order to achieve the first two objectives, reaching the third one is necessary. The other challenge that the European Union had to face, within the neighbourhood policy, is enlargement to the East, a process currently underway, through the definition of a cooperation and integration policy for the bordering regions without creating new divisions and areas of exclusion. The creation of the Euromediterranean and Black Sea Observatory has the ambition to contribute to address the current challenges facing Europe, by promoting human and cultural cooperation in part through NGO support. Set up through a partnership between the Municipality of Naples, the University of Naples L’Orientale and the Fondazione IDIS-Città della Scienza, the Observatory offers itself as a concrete instrument to promote the set up of a network of local governments and other institutions and actors involved in decentralized cooperation activities in the Mediterranean and the Black Sea. From 2005, the year of its foundation, the Observatory has carried on many activities aimed to favour cultural exchanges and the intercultural dialogue, the training and the mobility of students in the Mediterranean area, numerous training and awareness-raising initiatives on current issues such as the Israeli-Palestinian conflict, the self-determination of the Saharawi people, the freedom of the press in the Mediterranean countries. Rosa Iervolino Russo (Sindaco di Napoli) Rosa Iervolino Russo (Mayor of Naples) Città della Scienza, Naples La Fondazione IDIS-Città della Scienza e l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero The Fondazione IDIS-Città della Scienza and the Euromediterranean and Black Sea Observatory L’Italia ha ritrovato, recentemente, un ruolo significativo nell’ambito della cooperazione internazionale e nel dialogo interculturale; un terreno di impegno, questo, che tra luci e ombre - negli anni trascorsi - ha sempre caratterizzato la politica estera del nostro Paese. Come è noto, le relazioni internazionali vedono un ruolo diretto dello Stato; ma, allo stesso tempo, sempre più frequentemente vi è la partecipazione di organismi non governativi, enti del privatosociale, istituzioni culturali che - proprio per la loro natura - possono agire in maniera più elastica e flessibile e, soprattutto, esprimendo le proprie competenze in attività non “generaliste”, ma fortemente mirate al raggiungimento di un obiettivo “single issue oriented”. In questo solco si inseriscono le attività che dal 2005 porta avanti l’Osservatorio EuroMediterraneo e del Mar Nero. Per molti anni il concetto di cooperazione si è ridotto a sinonimo di attività umanitarie in situazioni di emergenza, o di assistenza nelle situazioni più estreme di miseria. Si era convinti, erroneamente, che il mercato globale avrebbe progressivamente risolto i problemi di miseria e sottosviluppo di intere fasce dell’umanità. Oggi, invece, si è nuovamente consapevoli che le dinamiche spontanee del mercato accentuano e non riducono la povertà Italy has recovered, recently, a significant role in the fields of international cooperation and intercultural dialogue - a field that, between lights and shadows in the past years, has constantly characterized the foreign policy of our country. As it is well-known, international relations imply a direct role of the State; at the same time, however, they more and more frequently involve the participation of non governmental organizations, private-social bodies, cultural institutions that - because of their nature - can act in a more elastic and flexible way, above all by expressing their expertise in specific activities. In this trail are included the activities that from 2005 the Euromediterranean and the Black Sea Observatory carries ahead. For many years the concept of cooperation has been reduced to a synonymous of humanitarian activities in emergency situations or of assistance in the more extreme situations of misery. There was the wrong belief that the global market would have progressively solved the problems of misery and underdevelopment of entire parts of humanity. Today, by contrast, there is growing awareness that the spontaneous dynamics of the market emphasize and do not reduce poverty and differences also in the alleged 11 presentazione foreword e le differenze, persino nei paesi presunti “ricchi”, motori dello sviluppo economico globale, in cui riemergono antiche problematiche sociali che si ritenevano da tempo risolte. In tal senso si è mossa l’attività dell’Osservatorio, provando ad incidere nei processi in modo irreversibile, attraverso il coinvolgimento e il coordinamento di veri attori sociali. Esempio ne è il lavoro che, dopo l’inaugurazione avvenuta nel gennaio 2006 della Mostra sulla Matematica presso il campus universitario di Al Quds a Gerusalemme Est, ci vede, grazie all’interessamento del governo italiano, della Regione Campania e dello stesso Osservatorio, impegnati nella realizzazione di un Centro Risorse come strumento di orientamento degli studenti palestinesi verso il mondo del lavoro e la creazione d’Impresa. Questo ulteriore tassello, che rappresenta parte integrante del piano di sviluppo di Abu Dees, costituisce una tappa fondamentale per la fondazione del primo Science Centre palestinese. “rich” countries, engines of global economic development in which old social problems, once thought to be resolved, emerge again instead. This is the meaning of the Observatory's activities, which aim at having an impact through the involvement and coordination real social actors. As an example, one can cite is the project that, following up on the inauguration in January 2008 of the Math Exhibition at the University campus of Al the Quds in Jerusalem East, involves the Observatory in the creation of a Resource Centre, conceived as an orientation instrument for Palestinian students wiling to enter the job market, and the creation of enterprises - with the support of the Italian government and the Campania Region. This last instrument, which represents an integral part of the development plan of Abu Dees, marks an important step towards the foundation of the first Palestinian Science Centre. Vittorio Silvestrini (Presidente della Fondazione Idis-Città della Scienza) 12 Vittorio Silvestrini (Chairman of Fondazione Idis-Città della Scienza) Palazzo Giusso, University of Naples L’Orientale Palazzo del Mediterraneo, University of Naples L’Orientale L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero The University of Naples L’Orientale and the Euromediterranean and Black Sea Observatory Il bilancio delle iniziative poste in essere dall’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero in questo suo primo triennio di attività - iniziative che, in queste pagine, sono partitamente ripercorse e analizzate - credo sia tale da ben ripagare le aspettative dei 3 partners che all’Osservatorio medesimo hanno dato vita. Il registro degli eventi realizzati va dalla promozione di occasioni d’incontro e di lavoro comune fra giovani delle due sponde del Mediterraneo, ad azioni di concreta solidarietà verso bambini palestinesi cardiopatici, dal gemellaggio fra le città e le Università di Napoli e di Nablus a progetti di integrazione europea e di cittadinanza attiva fra Napoli e Bucarest. In pratica, l’Osservatorio, avvalendosi di quella snellezza e facilità di movimento che enti politici più “strutturati” non possono consentirsi, si è ricavato un suo spazio - magari modesto, ma sicuramente significativo - su due aree dello scacchiere internazionale oggi di primaria importanza. Non v’è dubbio, in particolare, che - specie in vista della prevista costituzione di una zona di libero scambio nel 2010 - la capacità di saper interagire con i diversi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo rappresenta per i nostri territori una sfida da raccogliere e ben superare. E l’espe- The results of the initiatives undertaken by the Euro-Mediterranean and the Black Sea Observatory in its first three years of activities - which are outlined and analyzed in these pages - do fulfil, I believe, the expectations of the three partners who created the Observatory. The numerous activities carried out by the Observatory cover a broad range of events, from the organization of meetings and common work among the youths of the two shores of the Mediterranean to concrete solidarity actions towards Palestinians children with heart disease; from the twinning of the cities and Universities of Naples and Nablus to projects fostering European integration and active citizenship between Naples and Bucharest. By being pragmatic, by making use of that effectiveness that more structured political organizations do not have, the Observatory has established its own space - probably modest, but certainly significant - on two areas of the international scenario of primary importance today. There is no doubt, in particular, that - especially in view of the expected creation of a free trade area in 2010 - the ability to interact with the different countries facing the Mediterranean represents for our territories a chal13 14 presentazione foreword rienza dimostra quanto sia illusoria l’idea di dar vita a robuste relazioni economiche, quando queste non si innestino su di un humus culturale che si sia previamente costituito e alimentato. Credo che questa sia stata l’idea-guida di quanti hanno concorso alle attività dell’Osservatorio, favorendone un’efficace realizzazione. Al Mediterraneo ci riconducono molte tracce della nostra storia passata e, con ogni verosimiglianza, in questa stessa area si giocherà buona parte del nostro futuro. Questa consapevolezza, insieme con l’intento - già dimostrato nei fatti - di voler puntare su attività che coinvolgano soprattutto i giovani, credo rappresenti il miglior viatico, e insieme la migliore garanzia, per il prosieguo delle attività del nostro Osservatorio. lenge that needs to be successfully addressed. And experience shows how illusory is the idea of creating strong economic relations when they are not integrated within a fertile cultural ground previously created and nourished. I believe this is the guiding idea for those who have contributed to the activities of the Observatory, by making its activities possible. Many tracks in our past history take us back to the Mediterranean; and it is likely that a large part of our future is at stake in this same area as well. This awareness, together with the intention - already demonstrated by facts - to focus on activities that involve, above all, the youths, represent, I believe, the best instrument and the best guarantee for the continuation of the activities of our Observatory. Pasquale Ciriello (Rettore dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale) Pasquale Ciriello (Rector of the University of Naples L’Orientale) Introduzione di Raffaele Porta Introduction by Raffaele Porta L’istituzione dell’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero trae origine da alcune premesse di natura culturale e politica. La prima di queste si basa sulla considerazione che negli ultimi venti anni il nostro continente ha assistito a due fenomeni di straordinaria rilevanza: la significativa e contemporanea ridefinizione dei confini di molte nazioni, e la forte accelerazione dei processi migratori dal sud verso il nord del mondo. Questi eventi hanno comportato una profonda modifica del tipo di relazioni internazionali e dello stesso concetto di collaborazione tra popoli. Si è passati, così, gradualmente, dal principio della cooperazione allo sviluppo a quello del partenariato. Uno scambio attivo che vede sempre più interagire tra loro amministrazioni locali, centri di cultura, università, imprese, incubatori tecnologici e società civile. Progrediscono, cioè, quelle che vengono, anche se semplicisticamente, denominate relazioni internazionali “dal basso”. Relazioni costruite ed intrecciate direttamente ed in proprio da sistemi territoriali che tendono a collaborare su più piani e su contenuti differenziati. Questi scambi tra amministrazioni, istituzioni e categorie su questioni produttive, culturali e scientifiche hanno determinato una commistione tra attività una volta considerate fra loro incompatibili. I partenariati tra sistemi territo- The creation of the Euro-Mediterranean and the Black Sea Observatory stems from premises of a cultural and political nature. The first of these premises consists in the fact that in the last 20 years our continent has witnessed two phenomena of extraordinary importance: the significant and contemporary redefinition of the borders of many nations on the one hand, and the strong acceleration of the migratory process from the South to the North of the world on the other hand. These events have contributed to a deep change in international relations and in the very idea of collaboration among peoples. So, we have gradually evolved from the principle of cooperation for development to that of partnership an active exchange which sees local governments, culture centres, universities, firms, technological incubators and civil society interact with each other. In other words, the so-called (perhaps too simplistically) “international relations from the bottom-up” are progressing. Those relations are directly built by local communities which aim to collaborate on multiple levels and in different fields. These exchanges between administrations, cultural institutions and social partners around productive, cultural and scientific issues has determined a mingling among activities once considered incompatible among them. Therefore, those partnerships 15 16 introduzione introduction riali si impongono, quindi, sempre più come la nuova frontiera degli scambi e delle interazioni anche su scala internazionale. Il difetto maggiore di questo tipo di relazioni dal basso resta comunque la frammentarietà degli interventi, che porta ad una moltiplicazione di iniziative similari ed a volte sovrapponibili, ad un’inaccettabile dispersione di risorse umane e finanziarie, e ad una conseguente difficoltà a sostenere progetti di grande rilevanza. Occorre, pertanto, tentare di mettere a sistema, ottimizzare, professionalizzare le iniziative, condividere le esperienze e ampliare gli sforzi di moltiplicazione delle risorse. Ecco perché abbiamo voluto realizzare un soggetto forte attraverso un partenariato tra un’amministrazione locale (Comune di Napoli), una università (Università degli Studi di Napoli L’Orientale) ed una istituzione culturale di tipo non accademico (Fondazione IDIS-Città della Scienza). La seconda premessa riguarda l’oggetto dell’Osservatorio. Ossia il Mare Mediterraneo e la sua naturale appendice (il Mar Nero) che, attraverso il Bosforo, sfocia in un bacino dove Stati dell’est europeo ed asiatici si affacciano prepotentemente alla ricerca di un nuovo sviluppo e di nuove collocazioni internazionali. A volte dimentichiamo che dei 23 Paesi bagnati dal Mediterraneo la maggioranza non appartiene all’Unione Europea ed è conseguentemente esclusa dalle sue normative e dalle occasioni di sviluppo di cui godono gli Stati dell’Unione. Pur rappresentando meno dell’1% della superficie marina del pianeta, il between territorial systems impose themselves as the new frontier of exchanges and interactions at the international level as well. The largest weakness of this kind of relations from the bottom up, however, lies in the fragmentary nature of initiatives which brings to a multiplication of similar and sometimes overlapping activites, which lead to an unacceptable dispersion of human and financial resources and to a consequent difficulty in supporting projects of great importance. Hence the urgent need to optimize and to coordinate the various initiatives, to share experiences and to multiply resources. This is the reason why we wanted to set up a strong dedicated institution, through a partnership between the local administration (the Municipality of Naples), a university (University of Naples L’Orientale) and a non-academic, cultural institution (Fondazione IDISCittà della Scienza). The second premise is related to the object of the Observatory's activities. It is the Mediterranean, and its natural appendage the Black Sea which, through the Bosphorous, flows into a basin where Eastern European and Asian states lean on in the search for new development and new international positioning. Sometimes we forget that most of the 23 Mediterranean countries do not belong to the European Union and are consequently excluded from its regulations and the greater part of development initiatives enjoyed by EU member-states. Despite representing less than 1% of the sea surface of the planet, the Mediterranean sea contains more than 15% of the peace flag for Jerusalem and Bethlehem Procida introduzione introduction Mar Mediterraneo racchiude più del 15% del traffico marittimo mondiale, ed è destinato a divenire dal 2010 un’area di libero scambio per consentire una maggiore integrazione sociale e culturale e, si spera, una più solida stabilizzazione politica dei Paesi della sponda sud. Bisogna in proposito ammettere che a 12 anni dalla Dichiarazione di Barcellona il bilancio dei risultati del partenariato euromediterraneo non appare per nulla soddisfacente. Gli obiettivi prefissati (sviluppo economico, ampliamento dei mercati dei Paesi europei, penetrazione culturale per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e la libertà di espressione, regolamentazione dei flussi migratori, risoluzione dei conflitti) si sono rivelati difficilmente raggiungibili in un arco di tempo limitato, e gli sforzi esercitati (scambi di studenti e di professionalità, gemellaggi, aiuti di institutional building, etc.) sono apparsi del tutto insufficienti. Gli ostacoli non sono stati soltanto culturali (il rafforzamento del radicalismo islamico ne è l’esempio più eclatante) o socioeconomici. La maggior parte delle difficoltà emerse sono state di tipo essenzialmente politico. L’Unione Europea ha dato chiara priorità negli ultimi 10 anni ai rapporti con i Paesi dell’Est ed alla ricostruzione dei Balcani. Hanno giocato inoltre un ruolo molto negativo la eterogeneità dei Paesi extra-UE ed i rapporti difficili di questi ultimi con quelli localizzati al loro sud. Basti pensare alle continue e persistenti migrazioni di popolazioni che, dall’Africa subsahariana verso il nord del mondo, attraversano i Paesi della sponda sud del Mediter- world's maritime traffic. Moreover, the Mediterranean area is due to become, in 2010, a free trade area geared to favor economic development, further social and cultural integration and, one hopes, stronger political stabilization in the countries of the Southern shore. One cannot but admit, however, that 12 years after the Barcelona declaration the results of the Euromediterranean partnership are not satisfactory at all. The original goals - economic development, enlargement of the markets of the European countries, cultural penetration as regards to the respect of the human rights and the freedom of expression, regulation of the migratory flows, resolution of the conflicts turned out to be very difficult to reach in a limited time; and the efforts made until now - students and skills exchanges, twinning programmes, institutional building aid projects, etc - have been insufficient. The obstacles were not only cultural - one can think of the rise in Islamic extremism - or socioeconomic. A large part of the difficulties that have emerged have essentially been political. The European Union has given the priority, in the last 10 years, to its relations with Eastern countries and to the reconstruction of the Balkans. A further obstacle originates in the heterogeneity of the nonEU countries, and the difficult relations of the latter with those located to their South. It is enough to think, here, of the continuous and persistent migrations of the sub-Saharian African populations towards the North of the world, who migrate across countries of the Southern shore of the Mediterranean, exacer17 18 introduzione introduction raneo, aggravando le già difficili condizioni di questi ultimi. L’acuirsi dei conflitti storici (israelo-palestinese) e di quelli interni ad alcuni Stati (Algeria, Libano, Territori palestinesi) hanno reso ulteriormente complicato lo spazio d’intervento. Infine, non dobbiamo dimenticare che a metà del percorso, nel 2001, il mondo ha vissuto la drammatica giornata dell’11 settembre, che ha segnato una svolta nella politica internazionale di numerosi Paesi europei ed extra-europei. Il bilancio finale rileva che i differenziali di crescita nord-sud nell’area mediterranea sono aumentati, la modernizzazione economica dei Paesi della sponda sud non si è verificata, o è avvenuta parzialmente ed a macchia di leopardo, e che si è accentuata la divaricazione culturale tra l’occidente ed i popoli di religione islamica. L’Osservatorio del Mediterraneo e del Mar Nero è nato per dare un proprio originale contributo allo sviluppo di una politica di partenariato tra sistemi territoriali (80 istituzioni politiche e culturali di 13 diversi Paesi hanno aderito sino ad oggi all’Osservatorio) in un’area che, pur se storicamente attraversata da divisioni e conflitti, resta pur sempre la culla della nostra civiltà, luogo di incontro e di riconoscimento. Luogo dove sono nati i monoteismi, il logos greco e le scienze arabe. L’Osservatorio guarda al Mediterraneo non come ad un puzzle di nazioni ma come ad un’area omogenea di libero scambio, innanzitutto culturale. Come ricorda il poeta di Mostar Pedrag Matvejevic, bating the problems experienced in those countries. The worsening of historical conflicts (Israel-Palestine) and of internal conflicts within several countries (Algeria, Lebanon, Palestinian Territories) have further complicated any intervention in those areas. Ultimately, we should not forget that in 2001, half the way through the Barcelona process, the world experienced the trauma of September 11, which has marked a turning point in the foreign policy of many European and extra-European countries. Overall, growth differentials between the Northern and Southern shores of the Mediterranean have increased, the economic modernization of Southern countries has not taken place, and the cultural gap between the West and the countries with prevalently Muslim populations has widened. The Euromediterranean and the Black Sea Observatory was created to give its own original contribution to the development of a policy of partnership among territorial systems (80 political and cultural institutions of 13 different countries have joined so far the Observatory) in a area that, despite having been historically marked by divisions and conflicts, was and remains the cradle of our civilization, a gathering place and an area of mutual recognition - a place which has seen the birth of monotheism, of the Greek logos and Arab sciences. Therefore, the Observatory wants to look at the Mediterranean not as a puzzle of nations but as an homogeneous trade and cultural area. Pedrag Matvejevic, a poet from Mostar, argues that the real frontiers of the Mediterranean are introduzione introduction quando afferma che le frontiere vere del Mediterraneo non sono né statali né storiche, ma sono rappresentate dall’ulivo, dal mandorlo, dal fico, dal melograno. Dice Matvejevic fin dove va il fico senza diventare selvaggio, lì è il Mediterraneo… fin dove va il melograno senza divenire acido lì è il Mediterraneo. neither state nor historic ones but are represented by the olive, the almond, the fig, the pomegranate. Says Matvejevic, as far as the fig goes without becoming wild, there is the Mediterranean...as far as the pomegranate goes without becoming acid, there is the Mediterranean. Raffaele Porta (Presidente dell’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero) Raffaele Porta (President of Euromediterranean and Black Sea Observatory) San Michele church, Procida Procida networkshop, 2007 19 parte I contesto, finalità e contenuti part I context, aim and contents CONTESTO E FINALITÀ CONTEXT AND AIM L’area del Mediterraneo e del Mar Nero ha riconquistato negli ultimi decenni un ruolo di primo piano a livello politico, economico, sociale e culturale. Dallo sviluppo di questa vasta regione, che abbraccia Paesi diversi e pur storicamente e intrinsecamente affini, sono profondamente condizionati i destini dell’Europa che, per questo, non può più permettersi di relegare l’area a una categoria di secondo ordine. È da questa convinzione che nel 2005 è nato l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero, la cui missione primaria è promuovere progetti e attività di cooperazione internazionale fondati su valori di pace, sviluppo e solidarietà nei Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo e sul Mar Nero. Istituzione napoletana di respiro internazionale, l’Osservatorio è stato fondato con la firma di un protocollo d’intesa, il 16 giugno del 2005, tra Comune di Napoli, Fondazione IDIS-Città della Scienza e l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. L’obiettivo era ed è quello di favorire la pace e lo sviluppo economico-sociale dei Paesi della regione, nonché la loro integrazione in un contesto europeo nello spirito della Dichiarazione di Barcellona (1995), con la rinnovata consapevolezza che il partenariato euromediterraneo ha fallito molte delle finalità fissate dai ministri degli Esteri dell’UE e da quelli dei dodici partner mediterranei più di dieci anni fa. Da qui l’esigenza, avvertita dai fondatori dell’Osservatorio, di agire ad un livello più profondo e capillare, mettendo in relazione e a confronto The area of the Mediterranean and the Black Sea has reached in the last decade a primary role at political, economic, social and cultural levels. The development of this vast region, which embraces countries that are different but historically and deeply related, deeply conditions the destiny of Europe that, for this reason, cannot afford to relegate the area to a second order category. It is from this conviction that two years ago the Euromediterranean and Black Sea Observatory was set up with the primary mission to promote projects and activities of decentralized cooperation based on peace, development and solidarity values, in the Mediterranean area and the Black Sea. A Neapolitan institution for international endeavours, the Observatory was set up with the signing of a memorandum of understanding on June 16 2005, for a collaboration between Fondazione Idis-Città della Scienza, Naples Municipality and the University of Naples L’Orientale. Its aims are to favour peace and the socio-economic development of the countries of the Region as well as their integration in an European context, in the spirit of the Barcelona Declaration (1995). The founders of the Observatory were aware, however, that ten years in the making the Euromediterranean partnership had failed in many of the purposes outlined more than ten years ago by the Foreign Ministers of the European Union and of the 12 Mediterranean partners. Jerusalem, September 2005 “Hand in Hand” school, Jerusalem 23 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents diversi attori istituzionali, politici, culturali e scientifici dell’area e mantenendo sempre come principio guida la pari dignità di tutti i soggetti coinvolti. Da qui l’esigenza di considerare Napoli e la Campania uno snodo cruciale tra Europa e Mediterraneo, crocevia delle iniziative per la cooperazione internazionale, ponte per il dialogo sociale e culturale tra i Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum e sul Mar Nero. Per il suo ruolo logistico e culturale, Napoli deve diventare una fabbrica di solidarietà e pace, disse il sindaco Rosa Iervolino in occasione della presentazione dell’Osservatorio. L’adempimento di questi bisogni, strutturali alle sue finalità, ha fatto sì che l’Osservatorio si connotasse appunto come un progetto che ha in Napoli le sue radici, ma nell’internazionalità la sua vocazione. Hence the need, felt by the founders of the Observatory, to act at a deeper and capillary level, putting in relation and comparison different institutional, political, cultural and scientific actors in the area and always maintaining as a guiding principle the equal dignity of all the subjects involved. Naples and the Campania Region are to be considered a crucial nexus between Europe and the Mediterranean area, at the crossroads of initiatives for international cooperation, a bridge of social and cultural dialogue among the countries of the Mare Nostrum and the Black Sea. For its logistic and cultural role, Naples must become a factory of solidarity and peace, said the mayor of Naples Rosa Iervolino Russo during the presentation of the Observatory. The fulfilment of these needs, structural to the Observatory’s mission, has led the Observatory to identify itself as a project that has its roots in Naples, while its vocation lies at the international level. In order to attend to local and global initiatives, the Observatory is structured around a scientific-technical committee, a honours committee and a network. The Scientific-Technical Committee directs and coordinates the Observatory’s activities. The committee is chaired by a mayor of Naples delegate, Raffaele Porta, and it is formed by two representatives of each of the three institutions that founded the Observatory: Souzan Fatayer and Olivier Butzbach for the Municipality of Naples, Luigi Amodio and Anne-Marie Bruyas for the Fondazione IDISCittà della Scienza, Fabio Maniscalco e Luigi Ed è proprio all’insegna del suo respiro al contempo locale e globale che l’Osservatorio si è dato una struttura composta da un Comitato Tecnico Scientifico (CTS) con funzione di direzione e coordinamento delle attività. Il CTS è presieduto da un delegato del Sindaco di Napoli, Raffaele Porta, ed è composto da due rappresentanti di ciascuna delle tre istituzioni che hanno dato vita all’Osservatorio: Souzan Fatayer e Olivier Butzbach per il Comune di Napoli, Luigi Amodio e Annemarie Bruyas per la Fondazione IDIS-Città della Scienza, Fabio Maniscalco e Luigi Mascilli Migliorini per l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Il CTS costituisce un gruppo di lavoro che coordina le attività direttamente realizzate dall’Osservato24 “Il Mediterraneo è un genere di vita”. Jean-Marie Miossec contesto e finalità context and aim rio; alla Fondazione IDIS-Città della Scienza viene attribuita la responsabilità della gestione operativa e finanziaria delle iniziative previste nel progetto. Al CTS si aggiungono un Comitato d’Onore, composto da rappresentanti della cultura o delle istituzioni dei paesi del Mediterraneo e del Mar Nero, e una Rete, al momento, di oltre 70 partner internazionali. Mascilli Migliorini for the University of Naples L’Orientale. The Fondazione IDIS-Città della Scienza is in charge of the operative and financial management of the initiatives decided in the project and by the Scientific Technical Committee. In addition to the latter, the Observatory is composed of: a honours committee formed by representatives of the cultural world or institutions from the Mediterranean and the Black Sea; and a network of over 70 international partners. C’è, infine, un terza esigenza a cui l’Osservatorio ha voluto e intende far fronte: la concretezza delle sue iniziative. Ed è per questo che, dalle missioni in Medio Oriente alla Summer School di Procida, passando per la tutela del patrimonio culturale mediterraneo, i progetti portati avanti finora, così come quelli pianificati per il futuro, sono sempre stati immaginati all’insegna di un’azione mirata e tangibile, che si è sviluppata attorno a tre grandi aree tematiche principali: 1) dialogo, solidarietà e cooperazione; 2) cultura e salvaguardia dei beni culturali; 3) educazione e informazione. Finalizzati alla cura di bambini cardiopatici palestinesi o alla creazione di uno Science Centre a Gerusalemme, volti allo sviluppo della ricerca archeologica o all’integrazione europea, gli oltre trenta progetti realizzati finora dall’Osservatorio sono tutti accomunati dall’intento ultimo di contribuire alla pace, alla comunicazione e al confronto rispettoso tra l’Europa e i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e sul Mar Nero: perché, come ha sottolineato in proposito il sindaco di Napoli Rosa Iervolino la politica non è nient’altro There is, ultimately, a third necessity which the Observatory wanted and intends to address: the concreteness of its initiatives. And it is for this reason that, from the mission travels in the Middle East to the Summer School of Procida or the protection of the Mediterranean cultural heritage, the projects realized up to now as well as those planned for the future, have always been guided by the need to promote tangible actions. Such activities concerned three main themes: dialogue, solidarity and cooperation; culture and cultural heritage; education and information. Whether they involve the cure of Palestinian children afflicted with heart disease, or the creation of a Science Centre in Jerusalem, whether they aim to develop archaeological research or further European integration, the over thirty projects implemented by the Observatory are united by their ultimate purpose: to contribute to peace, communication and respectful dialogue between Europe and the countries that overlook the Mediter25 “Un mare chiuso, dunque un mare tranquillo, il Mediterraneo? Sicuramente no. Si tratta di un mare frammentato in diversi bacini; un mare agitato in superficie dalle correnti e dai fortunali; un mare sfruttato e maltrattato. E soprattutto un mare aperto. Aperto, fondamentalmente a causa della sua dipendenza dall’Oceano”. Bernard Kayser Ramallah, September 2005 26 international cooperation meeting, Naples 2003 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents che l’incontro tra grandi ideali e realizzazioni concrete, e l’Osservatorio si muove proprio in questa direzione. ranean and the Black Sea - since, as the mayor of Naples Rosa Iervolino Russo underlined politics is nothing else than the conjunction of great ideals and concrete achievements. The Observatory works in this direction. DIALOGO, SOLIDARIETÀ E COOPERAZIONE Celebrazione delle Quattro giornate di Napoli per la pace in Medioriente Una missione per stringere nuovi rapporti con le istituzioni e le associazioni di volontariato israeliane e palestinesi, per avviare nuovi programmi di collaborazione e intensificare quelli già esistenti, ma anche e soprattutto un’iniziativa di pace promossa nell’ambito delle manifestazioni celebrative delle Quattro giornate di Napoli. È questo lo spirito che ha accompagnato la missione di cinque giorni (dal 27 settembre al 2 ottobre 2005) della delegazione napoletana in Medioriente - con tappe nelle città di Tel Aviv, Gerusalemme, Betlemme, Ramallah e Nablus - guidata dal presidente dell’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero, Raffaele Porta. Un’iniziativa organizzata dallo stesso Osservatorio, che ha visto la partecipazione del Sindaco Rosa Iervolino Russo e l’adesione della Regione Campania, della Provincia di Napoli, del Consiglio comunale di Palermo, dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, delle scuole e degli Atenei napoletani, di diverse associazioni politiche e culturali, della stampa e delle televisioni locali e nazionali. Tanti gli incontri della delegazione formata da 140 persone, e tanti gli impegni. Medici, DIALOGUE, SOLIDARITY AND COOPERATION Celebrations of the Four days of Naples for peace in the Middle East A mission to tighten new relations with the Israeli and Palestinians institutions and voluntary organizations, to start new programmes of cooperation and intensify those already launched, but also and above all a peace initiative promoted within the celebrations of the anniversary of the Four days of Naples. This is the spirit that accompanied the five-day mission (from September 27 to October 2, 2005) of the Neapolitan delegation chaired by the President of the Euromediterranean and Black Sea Observatory, Raffaele Porta, to the Middle East, with stops in the cities of Tel Aviv, Jerusalem, Bethlehm, Ramallah and Nablus. The initiative was organized by the Observatory, with the participation of the Mayor of Naples, Rosa Iervolino Russo, and the adhesion of the Campania Region, the Province of Naples, the Municipal Council of Palermo, the Cgil, Cisl and Uil trade-unions of, many other political and cultural institutions and NGOs, the press and local and national television. dialogo, solidarietà e cooperazione dialogue, solidarity and cooperation docenti universitari, operatori commerciali, dirigenti sindacali e scolastici, rappresentanti istituzionali, esponenti del volontariato e del mondo cattolico, sfidando i rischi di non pochi imprevisti, hanno incontrato palestinesi e israeliani per parlare di pace, ma anche per offrire ad entrambi la disponibilità a partecipare ad iniziative tese a lenire nell’immediato, nell’attesa di trovare soluzioni definitive, le sofferenze delle rispettive popolazioni. Cinque giorni di lavoro per i quali gli organizzatori hanno avuto l’apprezzamento sia dell’allora premier israeliano Ariel Sharon che del Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen, che hanno inviato un messaggio di ringraziamento alla delegazione napoletana. Many were the meetings held by the delegation formed by 140 people and many were the commitments taken. Doctors, professors, trade operators, school and unions officials, representatives of institutions, of the catholic world and of NGOs, overcoming the risks of some unexpected event, met with Palestinians and Israelis to talk about peace and to offer themselves to take part into initiatives aimed at allievating the suffering of the respective populations - until definitive solutions are reached. During these five days of work, the organizers received the appreciation of former Israeli Prime Minister Ariel Sharon and of the President of the Palestinian National Authority Mahmoud Abbas (Abu Mazen), who sent a message to thank the neapolitan delegation. “Hand in Hand” school, Jerusalem Scarlatti New Orchestra in concert, September 2005 Jerusalem, 2005 27 Città della Scienza, Naples 28 Scarlatti New Orchestra in concert, Jerusalem, 29.09.2005 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents Non avevamo certamente la pretesa di portare la pace - ha detto il presidente Raffaele Porta - ma sicuramente un altro seme per far crescere la pianta del dialogo è stato depositato. E i delegati, infatti, hanno issato sul muro che divide Gerusalemme da Betlemme la bandiera arcobaleno della pace, subito prima di portare il loro omaggio al museo dell’Olocausto. Dall’iniziativa sono maturate diverse opportunità di scambio, collaborazioni e progetti di cooperazione. A partire dal campo sanitario, la delegazione di medici guidati dal cardiochirurgo Carlo Vosa ha visitato una trentina di bambini cardiopatici, organizzando il loro trasferimento a Napoli per i necessari interventi terapeutici. Fitto anche il programma dei docenti universitari partecipanti alla missione. L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale ha sottoscritto con l’Ateneo Al Quds di Gerusalemme un piano per la protezione dei beni culturali che si trovano in aree di conflitto. Gli stessi docenti partenopei, guidati dal Rettore Pasquale Ciriello, si sono recati a Ramallah presso alcuni monumenti in grave pericolo di distruzione, per apporre simbolicamente su di essi lo “Scudo Blu” di protezione recante l’intestazione della città di Napoli. Inoltre, sono stati attivati nuovi canali per l’artigiano tipico palestinese (articoli religiosi e pietre lavorate), gemellato con quello napoletano attraverso un’intesa tra la Camera di Commercio di Betlemme, il Comune di Napoli, la Fondazione IDIS-Città della Scienza e il gruppo editoriale «Il Denaro» diretto da Alfonso Ruffo. In quell’occasione sono stati distribuiti cataloghi con tutti i pro- We certainly did not have the pretention to bring peace - said the President Raffaele Porta - but certainly another seed to grow the plant of dialogue was planted. Keeping true to that spirit, the Neapolitan delegation shortly after paying tribute to the sufferings of the Jewish people at the Holocaust museum, waved a peace flag at the feet of the “security wall” that separates Jerusalem from Bethlehem. During this mission, several exchange opportunities, collaborations and cooperation projects were concluded. In the field of health field, a group of doctors chaired by heart surgeon Carlo Vosa visited 30 children with heart disease, organizing their subsequent transfer to Naples for necessary treatments. A busy round of meetings were also held by the university lecturers who took part in the mission. The University of Naples L’Orientale signed with the Al Quds University of Jerusalem a plan for the protection of cultural heritage in areas of conflict. The Neapolitan professors, led by the Rector Pasquale Ciriello, went to Ramallah to visit the monuments in serious danger of destruction and to place, as a symbolic gesture, the “Blue Shield” of protection heading the symbol of Naples. Furthermore, new outlets for the Palestinian artifacts (religious items and carved stones) twinned with the Neapolitan artifacts were launched through an agreement between the Chamber of Commerce of Bethlehem, the Municipality of Naples, the Fondazione IDIS-Città della Scienza and the publishing group «Il Denaro» directed by Alfonso Ruffo. In Jerusalem, 2005 Città della Scienza, Naples dialogo, solidarietà e cooperazione dialogue, solidarity and cooperation dotti realizzati dalle aziende presenti nella provincia di Betlemme. Ma non solo: un ruolo fondamentale è stato svolto anche dalla Fondazione IDIS-Città della Scienza per la creazione di uno Science Centre presso l’Università Al Quds di Gerusalemme. Intenso e commovente è stato l’omaggio della delegazione napoletana alla tomba di Yithzak Rabin e, in seguito, alla tomba dell’ex leader dell’Autorità Palestinese Yasser Arafat. Particolarmente significativa è stata anche la tappa in una scuola “speciale”, denominata Hand in Hand - Learning together, leaving together (Mano nella Mano, imparare insieme e vivere insieme), un istituto di pace e di tolleranza, coordinato dalla direttrice Josei Mandelson, che si propone di far crescere e studiare, fin da piccoli, bimbi ebrei ed arabi l’uno accanto all’altro. L’associazione, che gestisce tre scuole, è ufficialmente riconosciuta da Israele e riceve sovvenzioni e copertura di una parte delle spese. Ha tre sedi - a Gerusalemme, nel villaggio arabo di Wadi Ara e a Nazareth - che accolgono in egual numero bambini ebrei ed arabi dai 6 ai 12 anni. Per ogni classe vi sono due docenti, si parla sia in ebraico che in arabo e, con il passare del tempo, si fa in modo che il dialogo avvenga nella due lingue. Tutti i bambini studiano le tre religioni monoteiste (ebraismo, islamismo e cristianesimo) che da sempre convivono nella città di Gerusalemme. Numerosi anche gli incontri della delegazione partenopea con politici ed istituzioni locali: a partire da Yossi Beilin, leader del partito Yadah e massimo esponente degli Accordi di Ginevra, that occasion, catalogues with all the products made by the companies present in the province of Bethlehem were distributed. Also, the Fondazione IDIS-Città della Scienza had an important role in working towards the creation of a Science Centre within the Al Quds University. The Neapolitan delegation also paid an intense and emotional tribute to former Israeli Prime Minister Yithzak Rabin and then to the grave of former Palestinian Authority leader Yasser Arafat. The delegation also paid an important visit to a very peculiar school. Named Hand in Hand Learning together, living together the school is an institute of peace and tolerance, coordinated by the headmistress Josei Mandelson. Its purpose is to make Jewish and Arab children live and study together. The NGO, which manages three schools, is officially recognized by Israel and receives grants and paid expenses. It has three schools: in Jerusalem, in the Arab village of Wadi Ara and in Nazareth, which welcome in equal number Arabs and Jewish children from 6 to 12 years of age. For each class there are two teachers, the languages spoken are Arab and Jewish and with the passing of time the dialogue between the children is carried in both languages. The three monotheist religions (Judaism, Islam and Christianity), which have always lived together in the city of Jerusalem, are studied at three school. The Neapolitan delegation held several meetings with policy-makers and local institutions starting with Yossi Beilin, leader of the Yadah party and the highest representative of the Geneva agreement; Father Ibrahim Faltas, 29 Nablus, September 2005 Scarlatti New Orchestra in concert, Ramallah, 1.10.2005 padre Ibrahim Faltas, Parroco di Gerusalemme, il Sindaco di Betlemme Viktor Batarseh, il Sindaco di Tel Aviv Ron Huldai, il vice Sindaco di Gerusalemme Ygal Amedi, il vice Presidente dell’Assemblea legislativa palestinese Ghazi Hamani, e molti rappresentanti del Parlamento palestinese. Momenti culminanti dell’iniziativa delle Quattro giornate di Napoli per la pace in Medioriente sono stati i due concerti tenuti dalla Nuova Orchestra Scarlatti, diretti dal maestro Daniele Giulio Moles, per promuovere, attraverso la musica, il dialogo tra culture diverse e dare un contributo alla pace: il primo nello storico auditorium dell’YMCA di Gerusalemme, il secondo nel Tea30 priest of Jerusalem; the Mayor of Bethlehem Viktor Bataresh; the Mayor of Tel Aviv, Ron Huldai; the deputy Mayor of Jerusalem Amedi; the deputy President of the Palestinian Legislative Assembly Ghazi Hamani and several other members of Parliament. The climax of the Four days of Naples for peace in the Middle East initiative was reached with the two concerts by the Scarlatti New Orchestra, conducted by Daniele Giulio Moles. The concerts were conceived so as to promote, through music, dialogue between different cultures and give a contribution to peace. The first concert was held in the historic auditorium of the YMCA in Jerusalem, the second in the Meet Math exhibition, Bloomfield Science Museum Jerusalem Maestro Daniele Giulio Moles dialogo, solidarietà e cooperazione tro del centro culturale di Ramallah. Un fuori programma quest’ultimo (il concerto si doveva tenere infatti a Nablus), dovuto all’uccisione in quelle ore di alcuni bambini palestinesi nel campo profughi, situato nel centro di Nablus, che ha indotto, per ragioni di sicurezza, organizzatori e rappresentanti diplomatici a scegliere una sede diversa. Infine non sono mancate le visite ai luoghi sacri e ai percorsi storici, a partire dalla città antica di Gerusalemme, con tappe al Santo Sepolcro, alla Spianata delle Moschee e al Muro del Pianto. Napoli incontra Betlemme Nelle settimane successive alla missione di pace organizzata dall’Osservatorio in Medioriente, è stata avviata una serie di incontri e iniziative, in una delle quali una delegazione della città di Betlemme (tra cui il presidente della Camera di Commercio Samir Hazboun, il Parroco Ibrahim Faltas e George Saddeh, vice Sindaco di Betlemme) ha incontrato le istituzioni politiche, economiche e commerciali della città partenopea, al fine di valorizzare i prodotti e manufatti di produzione locale. Napoli incontra Betlemme è stato il nome dato alla mostra di prodotti dell’artigianato palestinese tenutasi nella sede della comunità palestinese campana che è situata nel centro storico di Napoli, culla dell’arte presepiale. Nata per volere dell’Assessorato alle Relazioni Internazionali del Comune e degli enti camera- “[…] al di là delle sue attuali divisioni politiche, si identifica con tre comunità culturali, tre civiltà di grande vitalità ed estensione, tre peculiari modi di pensare, di credere, di mangiare, di bere, di vivere… In verità, tre mostri sempre pronti a mostrare i denti, tre personaggi dal destino interminabile, presenti da sempre, o almeno da secoli e secoli. I loro confini travalicano quelli degli stati, e questi da parte loro non sono che vesti di Arlecchino, e quanto leggere!” Fernand Braudel palestinian handicraft exhibition, Naples, December 2005 dialogue, solidarity and cooperation theatre of the Cultural Centre of Ramallah. This last concert was an unscheduled programme since the event was originally planned to be held in Nablus, but the killing of several Palestinian children in the refugee camp in downtown Nablus forced the organizers, Palestinian officials and Italian diplomatic staff to choose a different location for security reasons. Ultimately, the delegation also visited the holy sites and the historic routes such as the old city of Jerusalem, with stops to the Holy Sepulchre, the Temple Mount and the Wailing Wall. Naples meets Bethlehem After the peace mission, a series of initiatives and meetings were launched, among which meetings between a delegation of the city of Bethlehem, with the President of the Chamber of Commerce Samir Hazboun, Father Ibrahim Faltas and the deputy mayor of Bethlehem George Saddeh, and representatives of political, economic and business institutions of Naples, for an exchange of experiences with the aim to enhance and provide an outlet for Bethlehem’s local handicraft production. Naples meets Bethlehem was the name of the event, a showcase of Palestinian handicrafts products held in the headquarters of the Palestinian community of the Campania Region, in the historic centre of Naples, heart of the crib art tradition. Born thanks to the initiative of the Councillorship for International Relations of the Munici31 32 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents li (Napoli ha finanziato l’iniziativa con 50mila euro), in collaborazione con l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero, la Compagnia delle Opere e il quotidiano economico «Il Denaro», Napoli incontra Betlemme è stata un’iniziativa finalizzata a creare rapporti tra le imprese napoletane e quelle palestinesi, attraverso una rete di scambi economici, ma anche di amicizia, nata proprio durante la missione di pace del settembre 2005. L’obiettivo dell’iniziativa è stato lo sviluppo economico di Betlemme, città ricca di tradizioni religiose e archeologiche, ma anche di piccole e medie imprese artigiane. Nonostante l’assedio e la crisi economica - ha detto il vice Sindaco di Betlemme - cerchiamo collaborazioni commerciali, culturali, turistiche e scientifiche. E l’Italia - ha ricordato Raji Zedan, Sindaco di Betjala (cittadina attigua a Betlemme) - è Paese prediletto per il suo sostegno politico, economico e sociale che ci ha aiutato nei momenti più difficili. Questa iniziativa ha quindi rappresentato un modo per rendere concreta la solidarietà al popolo palestinese, mediante la realizzazione di scambi commerciali. In Palestina, in particolare a Betlemme, i piccoli artigiani e le imprese che lavorano la pietra e il marmo, ma anche i metalli, sono considerati di grande professionalità e di alta qualità - spiega Porta. A Betlemme il 50 per cento degli abitanti è disoccupato e gli artigiani chiudono i negozi e le botteghe per mancanza di clienti, ovviamente a causa del clima di tensione che si vive in quelle zone. L’obiettivo è di portare avanti il progetto di cooperazione che abbiamo intrapreso con la missione. pality and the local bodies (Naples financed the initiative with 50,000 euro), in collaboration with the Euromediterranean and the Black Sea Observatory, the Compagnia delle Opere and the economic daily «Il Denaro», the Naples meets Bethlehem initiative was aimed at strenghtening the relations between neapolitan and palestinian businesses through a network of economic exchanges but also of friendship, created right after the peace mission of September 2005. The ultimate purpose of the initiative was the economic development of Bethlehem, city rich of religious and archaeological traditions but also of small and medium enterprises of artisans. Despite the seige and the economic crisis said the deputy Mayor of Bethlehem - we are looking for trade, cultural, touristic and scientific collaborations. And Italy - added Raji Zedan, mayor of Beitjala (a village near Bethlehem) is a favourite country for his political, economic and social support which helped us in the most difficult moments. Therefore, this initiative represented a way to make tangible the solidarity to the Palestinian people through the realization of commercial exchanges. In Palestine, in particular in Bethlehem, the small artisans and the firms that work on stones and marble but also metals, are considered of great competence and high quality - explained Porta. In Bethlehem 50% of the inhabitants are unemployed and the artisans closed their shops for lack of clients, obviously also due to the tension in that area. The aim is to go on with the cooperation project which we started with the mission. view of Bethlehem meeting with the mayor of Bethlehem Commerce is peace conference, Naples, December 2005 dialogo, solidarietà e cooperazione dialogue, solidarity and cooperation L’iniziativa si è poi conclusa con un convegno dal titolo Commercio è pace che ha visto la partecipazione di esponenti delle istituzioni napoletane e arabe con l’obiettivo di valorizzare alcune tradizioni dell’artigianato e del commercio palestinese, e nello stesso tempo di fare in modo che gli imprenditori napoletani possano essere presenti in Palestina. Questa con Napoli è stata la prima esperienza di collaborazione diretta della nostra Camera di Commercio, fondamentale nell’ambito della cooperazione tra pubblico e privato per avere sbocchi in futuro, ha commentato il Presidente Hazboun. The initiative ended with a conference titled Commerce is peace with the participation of representatives of Neapolitan and Arab institutions with the aim to enhance some traditions of the Palestinian handicraft and trade and at the same time to make sure that the neapolitan entrepreneurs be present in Palestine. This was the first direct collaboration experience of our Chamber of Commerce with the city of Naples, an important initiative within the cooperation between public and private to also have access in the future, said President Hazboun. meeting with the president of the Chamber of Commerce in Bethlehem Twinning between the cities and universities of Naples and Nablus Gemellaggio tra le città e le università di Napoli e di Nablus One of the outcomes of the neapolitan peace mission in Israel and the West Bank was that to establish long-term friendship between the cities of Naples and Nablus and their universities: the University of Naples Federico II, the Second University of Naples and the An-Najah University of Nablus. Naples and Nablus derive their denomination from the same etymological root: “new city”. This twinning agreement between political and cultural institutions from both cities was formally signed at the San Giacomo Palace in Naples by the Mayor Rosa Iervolino, the Mayor of Nablus Hussein Alaraj and the Presidents of the universities involved in an official ceremony which also included the symbolic handing of the keys of the city. Uno degli effetti della missione napoletana di pace in Medioriente è stato quello di realizzare un rapporto di stretta amicizia tra le città di Napoli e di Nablus ed i rispettivi Atenei: l’Università degli Studi di Napoli Federico II, la Seconda Università degli Studi di Napoli e l’Università AnNajah di Nablus. Come è noto, sia Napoli che Nablus derivano la propria denominazione dalla stessa radice etimologica: “nuova città”. Questo patto di gemellaggio tra le istituzioni politiche e culturali è stato formalmente siglato nella Sala Giunta di Palazzo S.Giacomo dal Sindaco di Napoli Rosa Iervolino, dal Sindaco di Nablus Hussein Alaraj e dai Rettori dei rispettivi Atenei nel corso di un’affollata cerimonia ufficiale che ha contemplato anche la consegna simbolica delle chiavi della città. view of Nablus 33 Commerce is peace conference, Naples, December 2005 “To the present writer a careful study of the facts now available seems to leave no doubt that civilization was born at the southeast corner of the Mediterranean.” James H. Breasted parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents Osservatori internazionali nelle elezioni municipali di Nablus International observers in the municipal elections of Nablus Come diretta conseguenza del patto di amicizia formalizzato tra Napoli e Nablus, sempre nel 2005 un’altra missione ha coinvolto il Presidente dell’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero Raffaele Porta. Quella compiuta, insieme al Consigliere comunale Antonio Funaro, nei Territori Palestinesi in qualità di osservatori internazionali, nel corso delle prime elezioni municipali dirette del Consiglio comunale di Nablus. Elezioni che hanno coinvolto non solo la città gemellata con Napoli, ma anche altri 77 piccoli e grandi Comuni protagonisti nella tornata elettorale, tra cui Ramallah, Tulkarem, Jenin, Hebron, con un totale della popolazione coinvolta di circa 700 mila persone per l’elezione di 745 Consiglieri comunali. Un momento straordinariamente importante ha ricordato Porta - per i cittadini di Nablus che, per la prima volta, hanno eletto direttamente i loro rappresentanti. Il consolidamento delle istituzioni democratiche nelle città palestinesi della Cisgiordania e di Gaza può rappresentare un decisivo passo in avanti nella costruzione di uno Stato palestinese libero e sovrano. In 2005 another mission involved the President of the Euromediterranean and the Black Sea Observatory Raffaele Porta. The latter, along with town council Member Antonio Funaro, both acting on behalf of the Naples city council, went to the Palestinian Territories as International Observers in the municipal elections of Nablus. Those elections involved not only Nablus, but 77 other small and large cities, among which Ramallah, Tulkharem, Jenin, Hebron with a total population of about 700 thousand people, participating to the election of 745 city council members. An extraordinary important moment - recalled Porta - for the citizens of Nablus who, for the first time, directly elected their representatives. The consolidation of the democratic institutions in the Palestinian cities of the West Bank and Gaza could represent a decisive step towards the peace process in the Middle East and in the setting up of a Palestinian free and indipendent state. Ponte di solidarietà per la cura dei bambini palestinesi cardiopatici Gli accordi stretti nell’ambito delle celebrazioni delle Quattro giornate di Napoli per la pace in Medioriente hanno contribuito a rafforzare 34 municipal election, Nablus, 2006 Bridge of solidarity for the cure of palestinian children with heart disease The agreements signed within the Four days of Naples for peace in the Middle East initiative have contributed to streng then a bridge of solidarity in the field of health between dialogo, solidarietà e cooperazione dialogue, solidarity and cooperation anche un ponte di solidarietà in campo sanitario fra Napoli e Nablus, dove l’equipe medica dell’Ospedale Monaldi, pur di fronte a condizioni proibitive, è riuscita a visitare una trentina di bambini palestinesi affetti da gravi patologie cardiache. A guidare i medici della delegazione napoletana è stato il cardiochirurgo Carlo Vosa, che aveva già precedentemente operato bambini palestinesi, grazie alla disponibilità della direzione generale dello stesso Ospedale Monaldi. Non ci limitiamo a visitare i bambini sottoposti ad intervento per accertarci delle loro condizioni di salute, ha detto Vosa che ha aggiunto: Il nostro impegno è anche quello di formare medici che, poi, sul posto, possano affrontare tali situazioni in nostra assenza. In seguito alla visita, Said, un bimbo di appena due mesi di Nablus, è stato operato a Napoli dall’equipe medica del prof. Vosa. Affetto da una malformazione della vena aorta, le condizioni di Said erano apparse subito gravi e il prof. Vosa decise di farlo trasportare in Italia per operarlo urgentemente. La storia di Said è solo una delle tante che il cardiochirurgo ha seguito e che continua a seguire insieme alla sua equipe medica. Naples and Nablus, where the medical team of the Monaldi Hospital, even in the face of danger, has succeeded in visiting more than 30 Palestinian children with serious heart diseases. The delegation was led by the heart surgeon Carlo Vosa who had already operated palestinian children thanks to the availability of the general direction of the Monaldi Hospital. We do not restrict ourselves to visit the children who have been operated to make sure they are ok - said Vosa who added: Our commitment is also to train local doctors in order to operate in our absence. Following the visit, a two month old child, Said, from Nablus, was operated in Naples by the medical team of doctor Vosa. Affected by a malformation to the aorta vein, the conditions of Said were considered so serious that doctor Vosa decided to transport him in Italy for immediate surgery. The story of Said is just one of many that the heart surgeon has followed and that continues to follow together with his team. Primo Networkshop degli aderenti all’Osservatorio The first Euromediterranean and Black Sea Observatory-Networkshop Networking and partnership, organized by the Observatory was held on the island of Procida on May 2425 of 2007. This event was conceived as an opportunity for participants to know each other and exchange ideas in order to develop Un’opportunità per conoscersi e scambiare idee in modo da sviluppare più efficacemente e concretamente i progetti futuri. Questo, secondo i partecipanti, il senso del primo division of pediatric cardiac surgery, Second University of Naples First Networkshop of the partners of the Observatory refugee camps, Nablus 35 parte I: contesto, finalità e contenuti EuroMediterranean and Black Sea Observatory Workshop: Networking and partnership, organizzato dall’Osservatorio, che si è svolto sull’isola di Procida il 24 e il 25 maggio del 2007. Un Festival di cultura mediterranea, viaggi-studio in Grecia e Turchia, traduzioni di libri provenienti dalla sponda sud: sono solo alcuni dei progetti lanciati nel corso del Networkshop dai rappresentanti delle oltre 70 istituzioni che compongono fino a oggi la rete dell’Osservatorio e che provengono da Israele, Cisgiordania, Spagna, Marocco, Egitto, Algeria, Francia, Slovacchia, Ungheria, Bulgaria, Tunisia e Turchia. I partecipanti si sono divisi in quattro gruppi per lavorare su altrettante tematiche: cultura, giovani, educazione e cittadinanza. Lo scopo del meeting era quello di elaborare progetti da presentare alle istituzioni europee per ottenere finanziamenti, secondo le linee guida tracciate nella prima mattinata di lavori da Henrik Lauridsen, rappresentante dell’ufficio EuropAid della Commissione Europea, che si è soffermato sul nuovo regolamento dei programmi relativi alla Politica europea di vicinato. Molte e variegate idee progettuali sono state elaborate in questi due giorni, segno che è stato conseguito l’obiettivo di questo primo Networkshop che, nelle intenzioni del presidente dell’Osservatorio Raffaele Porta, doveva essere appunto un evento “denso di fatti concreti”. Tra i progetti proposti, i più numerosi sono stati quelli elaborati dal gruppo “Giovani”. Oltre all’organizzazione di un Festival dei gio36 Procida networkshop, 2007 part I: context, aim and contents future projects in a more effective and concrete way. A festival of Mediterranean culture, study-trips in Greece and Turkey, translation of books from the Northern Shore. These are some of the projects launched during the Networkshop by representatives of over 70 institutions participating in the network of the Observatory, coming from Israel, West Bank, Spain, Morocco, Egypt, Algeria, France, Slovakia, Hungary, Bulgaria, Tunisia and Turkey. The participants were divided into four groups to work on: culture, youth, education and secondary education. The aim of the two-day meeting was to elaborate projects to apply for European funding, according to the guidelines outlined in the first day of the workshop by Henrik Lauridsen, representative of the EuropeAid office of the European Commission, who explained the new regulations of the programmes related to the European Neighbouring Policy. There were many different projects presented during the two days, living up to the goal of this first Networkshop which, in the intention of its President Raffaele Porta, was to be a “constructive event”. Among the projects presented in Procida, those elaborated by the “Youth working group” were the most numerous. Besides the organization of a Festival of the youth in cooperation with Universities, the group proposed to create multimedia centres in the capitals of the Mediterranea and, to organize student trips in Turkey and Greece to dialogo, solidarietà e cooperazione dialogue, solidarity and cooperation vani, infatti, il gruppo ha presentato l’idea di creare dei centri multimediali nelle capitali del Mediterraneo e di organizzare viaggi-studio in Turchia e Grecia alla scoperta della storia e dell’archeologia di questi Paesi. Il progetto più innovativo è sembrato, tuttavia, quello relativo a una serie di seminari sul tema cooking and business (cucina e affari) volti a favorire la conoscenza dei cibi mediterranei e, allo stesso tempo, a promuovere la creazione di imprese, soprattutto al femminile, di prodotti alimentari tipici dell’area. Il gruppo “Cultura” ha messo in cantiere due progetti: il primo riguarda un Festival itinerante della cultura mediterranea che si svolga in almeno quattro Paesi, il secondo volto all’elaborazione di un programma che favorisca in Europa la traduzione e la diffusione di testi di autori della sponda sud. I gruppi Educazione e Cittadinanza hanno proposto di estendere il progetto Erasmus anche alle Università dei Paesi della riva sud, che fino ad oggi sono rimaste escluse. Nell’attesa che alcuni progetti diventino esecutivi, il primo Networkshop un risultato l’ha già ottenuto: far sedere ad uno stesso tavolo, e dialogare tra di loro, non solo marocchini, algerini, egiziani, spagnoli, francesi, turchi, greci e bulgari, ma anche israeliani e palestinesi. discover the history and archaeology of these countries. A particularly innovative proposal built around the theme of Cooking and business, consisted in the promotion of the creation of small businesses, run by housewives who would gain professional experience by providing catering services, building on their skills and proposing typical food products from their area, thus promoting Mediterranean food. The “Culture” working group proposed two projects: the first one consisted in a touring Festival of mediterranean culture to be organized in at least four countries of the southern shore. The second project contemplated a programme aimed at facilitating the diffusion of literary works from the southern shore in Europe. The Education and High Education working group proposed to participate into the Erasmus Mundus External Cooperation Window Program. Pending the implementation of those projects, the first Networkshop has already achieved an important result: to bring together, at the same table, not only Moroccans, Algerians, Egyptians, Spanish, French, Turkish, Greek and Bulgarians but also Palestinians and Israelis. “Il Mediterraneo ha affrontato la modernità in ritardo. Non ha conosciuto la laicità lungo tutti i suoi bordi. Per procedere a un esame critico di questi fatti, occorre liberarsi da una zavorra ingombrante. Ciascuna delle coste conosce le proprie contraddizioni, che non cessano di riflettersi sul resto del bacino e su altri spazi, talvolta lontani. La realizzazione di una convivenza insieme ai territori multietnici o plurinazionali, laddove si incrociano e si mescolano tra loro culture diverse e religioni differenti, conosce sotto i nostri occhi uno smacco crudele. Non esiste una sola cultura mediterranea: ce ne sono molte in seno a un solo Mediterraneo. Sono caratterizzate da tratti per certi versi simili e per altri differenti. Le somiglianze sono dovute alla prossimità di un mare comune e all’incontro sulle sue sponde di nazioni e di forme di espressione vicine. Le differenze sono segnate da fatti di origine e di storia, di credenze e di costumi. Né le somiglianze né le differenze sono assolute o costanti: talvolta sono le prime a prevalere, talvolta le ultime. Il resto è mitologia”. Predrag Matvejevic' 37 parte I: contesto, finalità e contenuti 38 Meet Math exhibition, Al Quds University and Bloomfield Science Museum Jerusalem part I: context, aim and contents La Scienza, linguaggio di pace Science, language of peace Il linguaggio della scienza - come quello della cultura e dell’arte - può essere uno straordinario strumento per mantenere aperto, anche sullo sfondo della contrapposizione più aspra, un canale di comunicazione e relazione. Sono questi i principi che hanno guidato l’Osservatorio nella realizzazione del primo Science Centre, museo interattivo della scienza presso l’Università di Al Quds a Gerusalemme Est. Ideato e fortemente voluto da israeliani e palestinesi, il centro è stato presentato nell’ottobre 2007 presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, alla presenza del Presidente on. Pietro Folena. Il progetto prese avvio nel 2001, su iniziativa della Fondazione IDIS-Città della Scienza, dell’Università Al Quds e del Bloomfield Science Museum di Gerusalemme, quando il professor Sari Nusseibeh, Rettore dell’Università Al Quds, venne a Napoli per sottoscrivere un accordo di cooperazione internazionale finalizzato alla creazione della struttura. In seguito l’idea si concretizzò, prima con il sostegno della giunta regionale della Campania, poi con quello dell’Unesco. L’idea progettuale era basata su due obiettivi: da un alto quello di creare un lavoro comune tra israeliani, palestinesi ed europei, dall’altro quello di rafforzare il sentimento d’identità nazionale palestinese, costruendo legami sempre più forti con la comunità scientifica internazionale. Il raggiungimento di quest’ultimo obiettivo non può prescindere dallo sforzo di garantire l’autosufficienza economica dei Paesi dell’area, The language of science - as that of culture and art - could be an extraordinary instrument to keep open, even in the context of the hardest conflict, a communication and relation channel. These are the principles that guided the Observatory in the realization of the first Science Centre, an interactive museum at the Al Quds University, in East Jerusalem. Projected, constructed and strongly wanted by Israeli and Palestinians, the centre was presented last October at Italian Parliament by the Commission of Culture chaired by Pietro Folena. The idea was born in 2001, upon the initiative of the Fondazione IDIS-Città della Scienza together with the Al Quds University and the Bloomfield Science Museum of Jerusalem, when professor Sari Nusseibeh, President of the Al Quds University, came to Naples to subscribe an international cooperation agreement for the creation of the structure. Over the years, the idea gained support from the regional council of the Campania Region first, then from Unesco. The project focused on two objectives: on the one hand, to create a common working environment between Israeli, Palestinians and Europeans; on the other hand, to reinforce the sentiment of Palestinian national identity, by building stronger relationship with the international scientific community. This latter goal presupposes efforts to guarantee the economic self-sufficency of the countries of the area through, in particular, investments in science and technology and, thus, in scientific education and diffusion. Science, language of peace Rome, Chamber of Deputies, October 2007 dialogo, solidarietà e cooperazione dialogue, solidarity and cooperation grazie a specifici investimenti nel settore scientifico-tecnologico e, dunque, nell’educazione e divulgazione scientifica. La scienza è un linguaggio universale e può essere un terreno per costruire un percorso condiviso, ha spiegato Vittorio Silvestrini, presidente della Fondazione IDIS, aggiungendo che, coinvolgendo la comunità israeliana e palestinese, che nonostante le difficoltà si sono sedute attorno a un tavolo per parlare di pace, cooperazione e formazione, il progetto ha assunto una valenza non solo culturale ma anche politica. Il museo interattivo è stato inaugurato quest’anno a Gerusalemme Est e in pochi mesi è già stato visitato da ben 17mila studenti palestinesi. Prima che fosse realizzato lo Science Centre - ha raccontato Hassan Dweik, Pro-rettore di Al Quds - i ragazzi palestinesi non avevano la possibilità di ricevere alcun tipo di educazione informale. Nei prossimi mesi è prevista la realizzazione di un centro risorse, come strumento di orientamento per gli studenti verso il mondo del lavoro e della creazione d’impresa. Il centro risorse avrà una triplice funzione: sviluppare le competenze tecniche e tecnologiche specifiche, fornendo risorse didattiche sia a studenti che a docenti, e dando assistenza ai giovani con maggiori difficoltà e bisogni specifici; orientare i giovani allo studio e al mondo del lavoro; supportare la creazione d’impresa e il rapporto tra università e impresa. Tra le iniziative già realizzate, nell’ambito del progetto dello Science Centre di Al Quds, va inoltre menzionata Meet Math-Interactive Science for Peace and Dialogue in the Middle East, la prima mostra di matematica allestita nel mondo arabo. Science is an universal language and can be a place to start a shared path, explained Vittorio Silvestrini, President of the Fondazione IDISCittà della Scienza, adding that by involving the Palestinian and Israeli communities, which despite current hardships met around a table to talk about peace, cooperation and training, the project has acquired not only a cultural but also a political value. The interactive Museum was set up in East Jerusalem last year and within a few months had been already visited by 17 000 Palestinian students. Before the Science centre was realized, said Hassan Dweik, vice-chairman of Al Quds University, the Palestinian youth did not have the possibility to receive any kind of informal education. In the subsequent months the different partners have been working on the creation of a resource centre, conceived both as an instrument of labour market guidance for students and as business creation. The resource centre will have a triple function: to develop specific technical and technological skills by both supplying educational resources to students and professors, and assisting young people with more difficulties and specific needs; steer them towards study and the labor market; support the creation of firms and the relations between university and business. Among the initiatives already realized within the Science Centre of Al Quds project, there is the Meet Math-Interactive Science for peace and Dialogue in the Middle East, (the first maths exhibit ever shown in the Arab world deserves tensile structure for peace, Al Quds University Meet Math exhibition, Al Quds University and Bloomfield Science Museum Jerusalem 39 40 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents Già ospitata a Città della Scienza (ottobre 2005-gennaio 2006) e al Bloomfield Science Museum di Gerusalemme, lo scorso febbraio Meet Math è approdata alla sua destinazione definitiva, l’Università di Al Quds. La mostra, che celebra la storia della matematica attraverso il prezioso contributo di tanti studiosi arabi, è il frutto di un lungo e faticoso cammino che ha visto il coinvolgimento di numerose istituzioni delle città di Napoli e di Gerusalemme (Est e Ovest), e il contributo di organizzazioni internazionali come l’Unesco, la Commissione Europea e l’associazione ECSITE. Oltre a Meet Math, l’Università di Al-Quds ha già provveduto ad installare nel proprio campus di Abu Dees una tensostruttura - finanziata dal Comune di Napoli, Istituto Banco di Napoli-Fondazione, Regione Campania, Provincia di Napoli e Jerusalem Foundation - che, grazie ad un progressivo ampliamento, diverrà il Museo Nazionale della Scienza, della Tecnologia e delle Scienze Naturali. Nel contempo è stato inaugurato, su un’area di 200 mq, lo Science Discovery Centre che si propone di sollecitare l’interesse verso le discipline scientifiche, mostrando come si possa giocare con la scienza. L’area, allestita con exhibit interattivi che aiutano a capire i fenomeni della fisica classica, si rivolge in particolare ai ragazzi tra i 6 e i 15 anni. Anche attraverso il progetto dello Science Centre e delle iniziative connesse, Napoli, città protesa verso il Mediterraneo, ha costruito un ponte di pace tra le due Gerusalemme: un mezzo per instaurare un legame saldo tra il mondo della to be mentioned). Already hosted in Città della Scienza (October 2005-January 2006) and at the Bloomfield Science Museum of Jerusalem, last February (2007) Meet Math reached its final destination at the Al Quds University. The exhibit, which celebrates the history of maths through the precious contribution of many Arab experts, is the result of a long and difficult journey which involved many institutions Naples, East and West of Jerusalem and the contribution of international organizations such as Unesco, the European Commission and the ECSITE association. Besides the Meet Math exhibit, the Al Quds University has already installed in its Abu Dees campus a tensile structure - financed by the Naples council, the Banco di Napoli InstituteFoundation, Campania Region, Province of Naples thanks to the activity of fundraising made by the Jerusalem Foundation - which will, thanks to a progressive enlargement, become the National Museum of Science, Technology and Natural Sciences. At the same time, a Science Discovery Centre was inagurated on an area of 200sq metres, with the aim to stir up interest towards scientific disciplines by showing how one can play with science. The area, mounted with interactive exhibits which help understand the wonders of physics particularly targets children between 6-15 years old. Through the Science Centre project and related initiatives, Naples, a city leaning towards the Mediterranean, has built a bridge of peace between the two Jerusalem and an instrument to establish a strong relation between the Meet Math exhibition, Al Quds University and Bloomfield Science Museum Jerusalem Abu Dees campus, Al Quds University Meet Math exhibition, Al Quds University “I suoi confini non sono definiti né nello spazio, né nel tempo. Non sappiamo come fare a determinarli e in che modo: sono irriducibili alla sovranità o alla storia, non sono né statali né nazionali: somigliano al cerchio di gesso che continua ad essere scritto e cancellato, che le onde e i venti, le imprese e le aspirazioni allargano o restringono”. Predrag Matvejevic' dialogo, solidarietà e cooperazione dialogue, solidarity and cooperation scienza e le nuove generazioni palestinesi ed israeliane, superando le diversità etniche e religiose. world of science and the new Palestinians and Israeli generations, overcoming the race and religion differences. La rete MASAD, per la comunicazione scientifica nel Mediterraneo Tra i progetti realizzati dall’Osservatorio, partendo dalla convinzione che la scienza possa essere uno strumento efficace per veicolare un messaggio di pace, si è tenuto presso la Città della Scienza, il 2 aprile del 2007, un incontro dal titolo La comunicazione scientifica per il dialogo interculturale. Al meeting hanno partecipato esperti provenienti da entrambe le sponde del Mediterraneo, che hanno presentato varie esperienze di promozione della cultura scientifica. Nel corso della giornata è stata formalizzata la nascita dell’associazione Masad-Mediterranean Association for Science Advancement and Dissemination, il cui principale obiettivo consiste nel rafforzare la collaborazione e il dialogo scientifico e tecnologico tra i paesi dell’area mediterranea. Firmatari dell’associazione sono: la Fondazione IDISCittà della Scienza (Italia), l’Associazione Festival della Scienza (Italia), le Palais de la Découverte (Francia), Alexploratorium biblioteca Alexandrian (Egitto), la Fondazione Cotec (Italia), Tunis Science City (Tunisia), Turkiye Bilim Mekezleri Vafki (Turchia), Al Quds University-Discovery Science Centre (Palestina), Fondation Sigma (Marocco). The MASAD network for scientific communication in the Mediterranean area Among the projects realized by the Observatory, starting from the conviction that science can be an effective instrument to carry a message of peace, it is necessary to remember the organization at Città della Scienza, on April 2 2007, of a meeting entitled The scientific communication for the intercultural dialogue which gathered participants from both shores of the Mediterranean sea for the presentation of various experiences in the diffusion of scientific culture. During the meeting, the Masad-Mediterranean Association for Science Advancement and Dissemination was formally launched. Its main objective is to strengthen the cooperation and scientific and technological dialogue between the countries of the Mediterranean area. The first signers of the agreement were Fondazione IDIS-Città della Scienza (Italy), Association Festival of Science (Italy), Palais de la Découverte (France), Alexploratium Biblioteca Alexandrian (Egypt), COTEC Foundation (Italy), Tunis Science Centre (Tunisia), Turkiye Bilim Mekezleri Vafki (Turkey), Al Quds University-Discovery Science Centre (Palestine), Fondation Sigma (Morocco). 41 parte I: contesto, finalità e contenuti Il Mare bagna Napoli, rapporto sulle attività di cooperazione allo sviluppo della Campania nell’area del Mediterraneo Sul ruolo svolto da Napoli e dalla Campania nella realizzazione di iniziative di cooperazione decentrata ha messo l’accento Il Mare bagna Napoli, il volume a cura della prof. Vanna Ianni docente di Cooperazione Internazionale all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, pubblicato con il contributo dell’Osservatorio. L’opera raccoglie i risultati di una ricerca realizzata nel 2005, cofinanziata dall’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e dalla Regione Campania. La ricerca - condotta dai dottori Antonio Pezzano, Emilia Sorrentino, Davide Tramontano e Florangela Vitale, sotto la direzione scientifica della professoressa Vanna Ianni che ha curato il volume - ha indagato sulle attività di cooperazione decentrata della Campania nei Paesi del Mediterraneo, mettendo in evidenza che il caso campano apporta sollecitazioni e indicazioni importanti alla riflessione sulle tendenze e prospettive della cooperazione decentrata italiana. La ricerca mette in rilievo innanzitutto, la presenza di alcuni elementi ricorrenti come base comune di successo per i processi di costruzione di una cooperazione di sistema. Tra questi elementi spicca la capacità di cogliere e valorizzare le specificità e le potenzialità del proprio territorio; di individuare e attivare meccanismi adeguati di partecipazione, confronto, dialogo politico-strategico; di stabilire collegamenti tra politiche di sviluppo 42 “Popoli e razze che per secoli hanno continuato a mescolarsi, fondersi e opporsi gli uni agli altri” Predrag Matvejevic’ The sea bath Naples, edited by Vanna Ianni Castel dell'Ovo, Naples part I: context, aim and contents Il Mare bagna Napoli (The sea bathes Naples), publication of a report on the cooperation activities of Campania Region in the Mediterranean The role carried out by Naples and the Campania Region in the realization of decentralized cooperation initiatives has been stressed by The sea bathes Naples, a book published with the contribution of the Observatory, which gathers the results of a research realized in 2005, cofinanced by the University of Naples L’Orientale and the Campania Region. The research - carried out by Antonio Pezzano, Emilia Sorrentino, Davide Tramontano and Florangela Vitale, under the scientific direction of professor Vanna Ianni who edited the book surveyed the decentralized cooperation activities of the Campania in the Mediterranean area, underlining that the case of Campania shed light on the trends and prospects of Italian decentralized cooperation. First of all, the presence of some recurring elements represent a common basis of success for building a cooperation portfolio. Among these elements, the ability to understand and enhance the specificity and potential of one’s own territory; to identify and activate suitable mechanisms of participation, political-strategic dialogue; to establish connections among local development and international and national policies, and the transformation of a development to a co-development agenda. dialogo, solidarietà e cooperazione dialogue, solidarity and cooperation locale e politiche nazionali e internazionali, tra obiettivi di coesione e obiettivi di cooperazione allo sviluppo passando da un’ottica di sviluppo ad un’ottica di cosviluppo. European integration and active citizenship between Naples and Bucarest Integrazione europea e cittadinanza attiva tra Napoli e Bucarest Nell’ambito delle iniziative volte alla cooperazione, lo scambio e la conoscenza reciproca nell’area dei Paesi che si affacciano sul Mar Nero, dal 7 all’11 dicembre del 2006 l’Osservatorio ha dato vita al progetto Integrazione europea e cittadinanza attiva tra Napoli e Bucarest, che ha coinvolto 22 giovani studenti dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Gli studenti si sono recati in Romania accompagnati da un tutor e da una piccola delegazione del Comune di Napoli, composta da Emilia Sorrentino, consulente del Sindaco di Napoli per le relazioni internazionali, e da quattro componenti dello staff dell’Assessorato alla Cultura e allo Sviluppo, che già collaborano da tempo con il Comune di Bucarest. L’iniziativa di scambio è stata realizzata nell’ambito del programma europeo di gemellaggio tra città, in seguito alla firma di un protocollo d’intesa tra Napoli e Bucarest. Il programma si è articolato in due giornate di seminari sui temi dell’Unione Europea, dell’integrazione e della cittadinanza attiva. Rappresentanti del Comune di Bucarest, dell’Autorità Nazionale della Gioventù e di Ong rumene hanno partecipato alla discussione nel corso di diverse tavole rotonde, che hanno soprattutto Within its cooperation initiatives aimed at furthering exchanges and mutual understanding in the area of the Mediterranean and the Black Sea, the Observatory conceived and carried a project entitled European integration and the active citizenship between Naples and Bucarest. This project, whose implementation took place from December 7-11 2006, involved 22 young students of the University of Naples L’Orientale who went to Bucarest for five days. The students were accompanied by a tutor and a small delegation of the Naples Municipality formed by Emilia Sorrentino, the Mayor’s for international affairs, and four adviser members of the staff of the Councillorship for Culture and Development who had been collaborating for a long time with the Municipality of Bucarest. The exchange was realized within the european programme of twinning between cities following the signing of a memorandum of understanding between Naples and Bucarest. The exchange included two days of seminars on the issues of the European Union, integration and active citizenship. Representatives of the Bucarest Municipality, the national authority of youth and of romanian non-profit organizations participated as speakers but the twodays meeting emphasized the participation of romanian and neapolitan youth. In the daily seminar dedicated to the issue of the fundamental values of EU and the rights and duties “The cause of the break with the tradition of antiquity was the rapid and unexpected advance of Islam. The result of this advance was the final separation of East from West, and the end of the Mediterranean unity.” Henri Pirenne exchange initiative between Neapolitan and Bucarest young people 43 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents puntato sul coinvolgimento dei giovani rumeni e napoletani. Nella giornata dedicata al tema dei valori fondamentali dell’UE e ai diritti e doveri degli Stati membri, gli studenti sono stati divisi in gruppi coordinati da facilitatori che hanno fornito spunti di riflessione stimolando il dibattito approfondito successivamente dai giovani in sessione plenaria. La delegazione napoletana ha, inoltre, incontrato rappresentanti della Università e di istituti di accoglienza per minori sostenuti dal Comune di Bucarest. of member States, the students were divided in to groups coordinated by tutors who stimulated the debate which was then deepened by the young participants in the plenary session. Furthermore, the neapolitan delegation met representatives of both university and Municipality of Bucarest. Forum dei giovani L’esperienza vissuta a Bucarest ha fatto nascere in molti giovani studenti il desiderio di proseguire questa tipologia di occasioni di scambio. Questa esigenza ha portato i giovani ad organizzarsi autonomamente per consolidare i rapporti avviati. L’Osservatorio ha voluto incoraggiare l’iniziativa sostenendo la creazione di uno strumento telematico (www.maremosso.eu) al fine di avviare una comunicazione più stabile tra tutti i giovani che in questi due anni si sono impegnati nelle attività dell’Osservatorio. Lo strumento intende essere un primo tassello per un coinvolgimento più diretto e attivo delle nuove generazioni. I giovani, inoltre, sono stati incoraggiati a partecipare a programmi comunitari per sviluppare partenariati e scambi con altri Paesi del Mediterraneo e del Mar Nero, in particolare mediante i programmi europei di “Gioventù in azione”. 44 “Il Mediterraneo è un modello vivente di coesistenza, un bacino di gravitazione, la porta dell’Europa rispetto all’Asia e all’Africa. Napoli è al centro del Mediterraneo, un luogo dove si può coesistere, dove ci si può confrontare, dove ci si può arricchire partendo dalle diversità. Il Mediterraneo rischia in certi casi di essere sede di scontri, quando si esasperano certi nazionalismi, certi etnocentrismi, che sono sempre forme di un impoverimento culturale. Ma il Mediterraneo autentico è, ed è sempre stato, un esempio di pluralità di popoli, lingue, culture, religioni.” da Cittàmetropoli, luglio 2000 Forum of the youth The experience in Bucarest has developed in many young students the desire to continue the exchange experience after the meetings. This need brought the students to organize themselves autonomously to consolidate relations. The Observatory encouraged the initiative by supporting the creation of a telematic instrument (www.maremosso.eu) with the aim to start a more stable communication among students who in these two years have been engaged in various activities. The instrument aims to be a first step towards a more direct and active involvement of new generations to the initiatives of the Observatory. Furthermore, young people will be encouraged to take part to community programmes to develop partnership and exchange with other countries of the Mediterranean and the Black Sea, in particular through the “Youth in action” programme. CULTURA E SALVAGUARDIA DEI BENI CULTURALI CULTURE AND PROTECTION OF CULTURAL HERITAGE anniversary logo Partecipazione alla Notte Bianca per l’Europa Participation to the “White Night” for Europe Nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma e in concomitanza con la Notte Bianca organizzata dagli Atenei romani, tra il 24 e il 25 marzo 2007 si è svolta a Napoli una Notte Bianca dedicata all’Europa. Denominata “Desiderio Europa”, la manifestazione è iniziata alle 19.30 e si è conclusa alle prime ore dell’alba. Dibattiti, proiezioni di film, mostre fotografiche e musica hanno animato le sale del Palazzo del Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Hanno partecipato numerosi artisti tra i quali Cristina Donadio e Marco Zurzolo. Within the celebrations for the 50th anniversary of the signing of the Rome treaties and together with the “White Night” organized in roman Universities, in the night between March 24-25 2007 a “White Night” dedicated to Europe was held in Naples, called “Desire Europe”, the event began at 7.30pm and ended in the first hours of the following morning. Debates, films screenings, photo exhibits and music were held at the Palazzo Mediterraneo of the University of Naples L’Orientale. Artists such as Cristina Donadio and Marco Zurzolo took part in the event. Progetto teatrale della Galleria Toledo Dentro la notte Il dialogo e la comunicazione nell’area del Mediterraneo e del Mar Nero non può prescindere dalla condivisione di un terreno culturale comune. La promozione della cultura è uno strumento indispensabile per favorire la conoscenza reciproca e superare pregiudizi e discriminazioni. È con questo spirito che a gennaio 2007 l’Osservatorio ha partecipato al progetto teatrale Dentro la notte, promosso dal Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo di Napo- Notte Bianca, Naples “Ahimé! Parlare di una via mediterranea oggi è tutt’al più una dolce utopia nutrita dalla nostalgia di un passato immaginario, per non dire un’atroce ironia. Le voci mediterranee non sono state mai così poco ascoltate e così discordanti. Le vie non sono mai state così divergenti. Quando convergono, è per finire in un vicolo cieco”. Serge Latouche Galleria Toledo theatre project Into the night Dialogue and communication in the area of the Mediterranean and the Black Sea cannot take place without a shared common cultural ground. The promotion of culture is an essential instrument for the establishment of mutual understanding, beyond prejudice and discriminations. Drawing on these two convictions, the Observatory has always been committed to bringing forward initiatives fostering the diffusion of culture. 45 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents li, in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Nell’ambito di tale progetto il romanzo di Ibrahim Nasrallah Dentro la notte è stato rappresentato in anteprima nazionale al Teatro Galleria Toledo, con la messa in scena curata da Anita Mosca e dalla compagnia teatrale palestinese Al Qantara. Un massacro e la morte nell’indifferenza per raccontare la tragedia quotidiana del popolo palestinese è il fulcro intorno a cui ruota il romanzo del celebre scrittore palestinese. Il testo teatrale, come il romanzo, è lo specchio della struggente storia di un intero popolo che all’indomani della nascita dello stato d’Israele nel 1948 è stato espulso dal proprio paese. Lo spettacolo è stato preceduto da una tavola rotonda sul tema Scenario Palestina: orientamenti, geografie del tempo presente a cui hanno partecipato, tra gli altri, la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena, l’autore del libro Ibrahim Nasrallah, il suo traduttore Wasim Dahmash e il direttore del teatro nazionale palestinese Al Qasab, Gorge Ibrahim Habash. L’iniziativa rientra nel programma Orientamenti-Geografie rivolto agli studenti degli Atenei campani e delle scuole secondarie. It is in this spirit that on January 2007 the Observatory participated in the theatre project Into the night promoted by the Teatro stabile d’Innovazione Galleria Toledo of Naples in collaboration with the University of Naples L’Orientale. Within the Galleria Toledo project, the novel by Ibrahim Nasrallah Into the night was represented in a national preview under the direction of Anita Mosca, interpreted by the palestinian theatre company al Qantara.This novel, written by one of the most famous palestinian writers, tells of the daily tragedy suffered by the Palestinian people, through massacre and death in general indifference. The theatre version, like the novel, mirrors the aching history of an entire population which after the birth of the State of Israel in 1948 was expelled from its own land. The show was preceded by a round-table on the following theme: Palestine scenario: orientations, geographies of the present time with the participation, among others, of Giuliana Sgrena, journalist of the «Manifesto» newspaper, Ibrahim Nasrallah, the author of the book, his translator Wasim Dahmash and Gorge Ibrahim Habash, director of the Palestinian National Theatre Al Qasab. The initiative was part of the Orientations-Geographies programme dedicated to the students of the Universities and secondary schools of the Campania region. Partecipazione alla Giornata Italiana a Nazareth Dalla cultura scritta alla cultura recitata, dai libri al palcoscenico. Nell’ottobre 2006, l’Osservatorio ha promosso la partecipazione de I teatrini di Napoli all’iniziativa promossa dall’Am46 Into the night, Galleria Toledo theatre, Naples Participation to the Italian Day in Nazareth From culture written in books to culture played on the stage of a theatre. In October 2006, the cultura e salvaguardia dei beni culturali culture and protection of the cultural haritage basciata italiana per la Giornata Italiana a Nazareth. Un teatro della città, infatti, ha visto la partecipazione di operatrici israeliane e arabe ad un progetto di formazione volto a favorire l’occupazione, sia con iniziative legate all’artigianato locale, sia con la creazione di un gruppo di burattinai. Fondata nel 1991, l’Associazione I teatrini si occupa di produzione e promozione teatrale per l’infanzia e la gioventù ed è, come tale, riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo. A Nazareth, oltre ad organizzare spettacoli realizzati dai bambini di alcune scuole, la compagnia napoletana ha messo in scena lo spettacolo Pulcinella in Palestina, diretto da Bruno Leone, rappresentato anche al Teatro Nazionale palestinese di Gerusalemme, all’apertura del Festival Internazionale di teatro di burattini. Lo spettacolo è stato poi replicato al centro di Carità Islamico di Abu Dis, proprio nelle vicinanze del “muro di sicurezza” costruito da Israele. Nel corso della missione, gli attori de I teatrini hanno preso contatti con l’associazione Dante Alighieri, che ha collaborato all’iniziativa, e con vari artisti, tra cui Rim Basnna, una cantante palestinese che cura ad Haifa un progetto sul teatro per ragazzi. Observatory promoted the participation of I teatrini (the small theatres) of Naples to an initiative promoted by the Italian Embassy for the Italian Day in Nazareth. In a city theatre, a training project was developed with the participation of Israeli and Arab female operators, aimed at supporting participants’occupation, both through initiatives related to local handicraft and the creation of a group of puppeteers. Founded in 1991 the Neapolitan NGO I teatrini deals with production and theatre promotion for childhood and the youth; it is recognized by the Ministry for Cultural Heritage (general direction of live arts). In Nazareth, besides organizing shows prepared by the schoolchildren, the neapolitan company staged the show Pulcinella in Palestine, directed by Bruno Leone, which was also represented at the Palestinian Theatre of Jerusalem, at the opening of their International Festival of puppets’ theatre. The show was then run at the Centre of Islamic Charity of Abu Dees, near the “security wall” built by Israel. During the mission, the actors of the I teatrini have been in touch with the Dante Alighieri Association which collaborated with the initiative, and various artists among whom Rim Basnna, a Palestinian singer who manages of a project on theatre for children in Haifa. Ampliamento del progetto Un libro per la Palestina Extension of the project A book for Palestine Dotare di una biblioteca l’Institute of Archaeology dell’Università Al Quds di Gerusalemme, Providing a library to the Institute of Archaeology of the Al Quds University in East Jerusalem, city’s view Pulcinella show, The little theatres mosque in Nazareth 47 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents il principale centro palestinese per la ricerca e la didattica nei settori dell’archeologia e della protezione del patrimonio culturale: è questo l’obiettivo del progetto Un libro per la Palestina, promosso dall’Osservatorio e curato da Fabio Maniscalco - Direttore dell’Osservatorio per la Protezione dei Beni Culturali ed Ambientali in Area di Crisi dell’I.S.Fo.R.M. (OPBC) e docente di Storia e tutela dei beni architettonici e culturali. L’iniziativa ha previsto una raccolta di pubblicazioni da donare all’Istituto e la creazione di una biblioteca specializzata nel settore dell’archeologia e dei beni culturali messa a disposizione di studenti e studiosi palestinesi. Al momento, la nuova biblioteca dell’Università di Al Quds è depositaria di oltre duemila pubblicazioni di archeologia, storia dell’arte, architettura, storia, archivistica e biblioteconomia. the main palestinian centre for research in the fields of archaeology and cultural heritage protection. Such was the objective of the project A book for Palestine, carried out by Fabio Maniscalco, - director of the Observatory for the Protection of Cultural Heritage and Environment in the areas of crisis. The initiative consisted in a donation of a collection of pubblications to the Institute, and the creation of a library, within the Al Quds University, specialized in archaeology and cultural heritage, available for Palestinian students and scholars. As of now, the library contains over 2 thousand pubblications on archaeology, history of art, architecture, history. Presentation of the book I. Nadia, wife of a terrorist written by Baya Gacemi Presentazione del libro della scrittrice algerina Baya Gacemi Nadia. Paure e speranze di una donna algerina Un libro di una scrittrice algerina è stato al centro di un altro appuntamento culturale organizzato dall’Osservatorio. A settembre 2007, infatti, si è svolta la presentazione dell’ultimo lavoro di Baya Gacemi, Nadia. Paure e speranze di una donna algerina, edito da Sperling & Kupfer, presso il Centro Europeo di Informazione, Cultura e Cittadinanza di Napoli. Accusata di tradimento dopo essersi recata in Israele e costantemente impegnata a garantire un’informazione imparziale, anche quando l’Algeria era stretta nella morsa 48 A book, written by an Algerian writer was at the centre of another cultural event organized by the Observatory. In September 2007, Baya Gacemi presented her last book, Nadia. Fears and hopes of an Algerian woman, edited by Sperling & Kupfer, publisher: University of Nebraska Press, at the European Centre of Information, Culture and Citizenship of Naples. Accused of betrayal after travelling to Israel, constantly committed to guarantee impartial information, even when Algeria was under the grip of military violence and religious extremism, Baya Gacemi here tells the story of a young algerian woman whom had english cover of Baya Gacemi’s book Nadia “Il Mediterraneo è un mito, un’immagine. Non è una geografia”. Bernard Kayser “Hand in Hand” institute, Jerusalem cultura e salvaguardia dei beni culturali della violenza militare e dell’integralismo religioso, Baya Gacemi, nel suo ultimo lavoro, narra la storia di una giovane donna algerina conosciuta nel corso dei lavori di un programma per le donne islamiche vittime di violenza. La Gacemi, già caporedattrice de «L’Observateur» e «La Tribune», ed oggi membro del Comitato d’Onore dell’Osservatorio, è stata condannata a sei mesi di prigione con l’accusa di avere offeso la bandiera. Laureata alla Sorbona, nel 2005 ha fondato il primo giornale satirico algerino «L’epoque» che ha sospeso le pubblicazioni per problemi finanziari dovuti alla mancanza di pubblicità da parte dei grandi investitori algerini, che non “osano sfidare il regime”. Oggi corrispondente per il francese «L’Express», ha ricevuto recentemente un premio per il suo impegno in difesa della libertà di stampa dal quotidiano «El Khabar», principale testata algerina in arabo. Ho passato la mia infanzia guardando al Mediterraneo da Annaba, la mia città natale, adesso vivo ad Algeri la città in cui, diceva Camus, si vede il mare dappertutto. Il Mediterraneo per me è la concreta quotidianità, non un’idea, ha detto la Gacemi, sottolineando che per superare il divario tra le due rive del Mediterraneo non basta nuotare, ma bisogna attuare progetti concreti. […] Yo, que en la piel tengo el sabor amargo del llanto enterno que han vertido en ti cien pueblos de Algeciras a Estambul para que pintes de azul sus largas noches de invierno. […] Soy cantor, soy embustero, me gusta el juego y el vino, Tengo alma de marinero... Qué le voy a hacer, si yo nací en el Mediterráneo. […] Cerca del mar. Porque yo nací en el Mediterráneo. Mediterraneo Joan-Manuel Serrat culture and protection of the cultural haritage the chance to meet by taking part in a programme targeted to women victim of violence. Gacemi, managing editor of «L’Observateur» and «La Tribune» and member of the Observatory Honour Committee, was sentenced to six months of jail with the charge of offending the flag. Graduated at the Sorbonne, now correspondent for French newsmagazine «L’Express», in 2005 founded the first satirical algerian newspaper «L’Epoque», which had to suspended its publication, due to financial problems arising from the lack of advertising from the great Algerian investors who, according to Baya, “do not dare challenge the regime”. Recently she received an award for her commitment in defence of the press freedom by daily «El Khabar», the main algerian newspaper in arabic. I spent my childhood looking at the Mediterranean from Annaba, my hometown, and today I live in Algiers - the city where, as Camus said, the sea can be seen from everywhere. The Mediterranean for me is concrete everyday life, not an idea, said Gacemi who often underlined that in order to bridge the gap between the two shores of the Mediterranean sea, it is not enough to swim but it is necessary to implement concrete projects. Promozione dell’appello per la ratifica della Convenzione dell’Aja Promotion of the appeal for the ratification of the Hague convention Un appello per la salvaguardia del patrimonio culturale del Medioriente nel rispetto della A call for the protection of the cultural heritage of the Middle East in accordance with 49 50 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents Convenzione dell’Aja del 1954 e dei due successivi protocolli del 1999: l’Osservatorio si è unito al coro di coloro che hanno lanciato l’iniziativa per la difesa di uno dei più preziosi patrimoni storico-artistici al mondo. Un appello che ha visto l’impegno dell’archeologo Fabio Maniscalco. La convenzione dell’Aja è, ancora oggi, il principale strumento normativo multilaterale per la protezione dei beni culturali in aree di guerra. I suoi principi continuano tuttavia ad essere disattesi. Dalla fine della seconda guerra mondiale si sono susseguiti oltre cento conflitti internazionali che hanno prodotto la distruzione di innumerevoli beni culturali. Una distruzione che dipende, in parte, dalla mancanza nell’ordinamento giuridico internazionale di un organo competente, a cui venga riconosciuto il proprio ruolo dal diritto internazionale e che sia in grado di promuovere, far approvare, diffondere e applicare norme con caratteristiche di generalità e di universalità. Ma hanno giocato un ruolo negativo nella salvaguardia dei beni culturali, in parte anche l’assenza, nelle Convenzioni vigenti, di prescrizioni esplicite relative alle responsabilità penali individuali ed alle sanzioni da infliggere agli Stati inadempienti. Nel corso della interminabile crisi in Medioriente molti beni culturali delle contrapposte fazioni sono stati distrutti, danneggiati o trafugati. In particolare, è stato deturpato il patrimonio culturale in Israele e in Palestina. È pertanto necessario sensibilizzare l’opinione pubblica locale al rispetto della propria e dell’altrui identità storica e culturale e, al contempo, adottare the Hague Convention of 1954 and the subsequent protocols of 1999. The Observatory joined the chorus of those who launched the initiative for the safeguard of one of the most precious historic-artistic heritage in the world. A call that saw the commitment of archaeologist Fabio Maniscalco. The Hague Convention is still today the main multilateral normative instrument dedicated to the protection of cultural heritage in the areas of war, whose principles continue to be neglected. Maniscalco has noted that since the end of World War II over one hundred international conflicts have taken place, provoking the destruction of innumerable quantities of cultural heritage. Such destruction also owes to the absence of explicit prescriptions connected with individual criminal responsibilities and sanctions to inflict to the defaulting countries, and the lack of a competent body with a role recognized by international law, capable of enacting, pass, diffuse and implement universal and general rules to protect cultural heritage. During the endless crisis in the Middle East many cultural heritage sites on all sides have been destroyed, damaged or stolen, in particular in Israel and Palestine. Maniscalco emphasizes that it is necessary to stir up the local Palestinian public opinion with regard to their own historic and cultural identity - and that of the other, and to adopt all the measures needed to protect the entire cultural heritage of Palestine. It is also very urgent to arouse the Israeli public sacred place in Jerusalem Al-Aqsa Mosque, Jerusalem ruins of the church of the Holy Vergin and of the Holy Trinity Monastery cultura e salvaguardia dei beni culturali ogni provvedimento utile per tutelare l’intero patrimonio culturale palestinese, mobile ed immobile, materiale ed immateriale. Occorre, inoltre, sensibilizzare l’opinione pubblica e le Forze Armate dello Stato di Israele al rispetto della propria e dell’altrui identità storica e culturale e adoperare ogni misura utile ad attuare i principi della Convenzione de L’Aja del 1954. «Web Journal on Cultural Patrimony» Sensibile ai cambiamenti del nostro tempo e, dunque, alla sempre maggior diffusione delle nuove tecnologie utilizzate sempre più spesso come strumento privilegiato di divulgazione scientifica e culturale, nel gennaio 2006 l’Osservatorio ha deciso di sostenere la creazione di una rivista scientifica online sul patrimonio culturale. Giunto al suo terzo numero, il semestrale «Web Journal on Cultural Patrimony», fondato e diretto da Fabio Maniscalco, è una rivista scientifica multidisciplinare dedicata ai settori della tutela, della conservazione, della valorizzazione e della conoscenza del patrimonio culturale. Il «Web Journal on Cultural Patrimony» è diffuso gratuitamente attraverso internet ed è aperto ad accogliere articoli proposti da studiosi e giovani laureati e sottoposti alla valutazione di esperti. Tra le discipline trattate dal semestrale, che è di libera consultazione e non richiede alcuna sottoscrizione, ci sono il diritto nazionale ed internazionale dei beni culturali, l’archeologia, la storia dell’arte, l’architettura, l’informatica, la fisica e la geofisica Come allora oggi in tua presenza impietro, mare, ma non più degno mi credo del solenne ammonimento del tuo respiro. Tu m’hai detto primo che il piccino fermento del mio cuore non era che un momento del tuo; che mi era in fondo la tua legge rischiosa: essere vasto e diverso e insieme fisso… Eugenio Montale, Ossi di seppia, “Mediterraneo” the way leading in the palestinian area are guarded by Israeli military forces culture and protection of the cultural haritage opinion and armed forces with regard to their own historic and cultural identity - and that of the other, and start implementing the principles of the 1954 the Hague Convention. «Web Journal on Cultural Patrimony» Sensitive to the changes of our time and therefore to the increase of new technologies used often as a privileged instrument for scientific and cultural diffusion, the Observatory supported the creation, in January 2006, of a Web Journal on Cultural Patrimony. Now in its third issue, the six month journal, founded and edited by Fabio Maniscalco, is a multi-disciplinary academic journal, focusing on the protection, conservation, valorization and study of international material as well as immaterial cultural patrimony. The «Web Journal on Cultural Patrimony» is a peerreview journal, distributed free of charge through the internet and it welcomes articles submitted by scholars and young graduate students. The disciplinary fields touched in this journal, which can be consulted freely and with no obligatory subscription, are international and national law as is pertains to cultural and environmental patrimony; Archaeology; History, History of Art; Architecture; Computer Science; Physics; Geophysics applied to cultural and environmental patrimony. 51 parte I: contesto, finalità e contenuti applicate ai beni culturali ed ambientali. Nell’attuale contesto politico mondiale -, ha scritto Fabio Maniscalco nell’introduzione al primo numero - in cui gli interessi economici predominano sui diritti umani ed in cui l’individualismo si impone sulla solidarietà, si avverte sempre di meno la necessità di salvaguardare il patrimonio culturale - materiale ed immateriale - delle nazioni, che rappresenta l’identità di ciascuna Regione del mondo e che rischia di scomparire non solo a causa di guerre, di calamità naturali o della noncuranza, ma anche a causa dell’oblio di idiomi e tradizioni popolari. Troppi sono i beni culturali che, quotidianamente, vanno perduti per l’incuria, per l’inadeguatezza delle leggi, per l’abusivismo edilizio, spesso agevolato da inopinati condoni, per i conflitti e/o per le catastrofi determinate dall’uomo o dalla natura. Incalcolabile è il numero di manufatti archeologici e demo-etno-antropologici trafugati da aree del mondo sottosviluppate, ma ricche di storia e cultura. La dissoluzione della memoria storica internazionale è un fenomeno verso il quale l’opinione pubblica ed i media prestano attenzione assai raramente. Il «Web Journal on Cultural Patrimony» intende offrire nuove occasioni di riflessione e di studio finalizzate all’individuazione delle metodologie, delle tecnologie e delle strumentazioni più idonee alla salvaguardia dei beni culturali. E proprio alla tutela del patrimonio martoriato da conflitti, povertà, sottosviluppo e catastrofi naturali sono stati dedicati diversi saggi del Web Journal, scritti da studiosi italiani e internazionali. Tra i numerosi temi affrontati, i lavo52 “Controversa la storia del rapporto dei napoletani con il loro mare. Se dovessimo limitarci alla testimonianza altrui, a quel racconto della città che nel tempo è stato costruito dalla memoria dei viaggiatori, questo mare ingombra con la sua straripante bellezza quasi ogni frammento della sua vita urbana.” Luigi Mascilli Migliorini Djakovika, Kosovo, the Hadum Mosque and Library “The intercourse between the Mediterranean and the North or between the Atlantic and Central Europe was never purely economic or political; it also meant the exchange of knowledge and ideas and the influence of social institutions and artistic and literary forms”. Christopher Dawson part I: context, aim and contents In the current world political context - the founder Fabio Maniscalco wrote in the introduction of the first edition - in which economic interests prevail on human rights and where individualism imposes itself on solidarity, there is little perception of the need to protect every country’s cultural heritage - both material and immaterial, which represents the identity of each region of the world and risks disappearing not only because of wars, natural disasters or carelessness, but also due to the oblivion of popular traditions and languages. Too many are the cultural heritages that, day by day, are lost due to negligence, inadequacy of the legal system, illegal building, conflicts and/or catastrophes provoked by men or by nature. The number of archaeological, anthropological and ethonological articles stolen from areas of the world that are underdeveloped but rich in history and culture is immeasurable. The dissolution of international historical memory is a phenomenon that rarely attracts the attention of public opinion and the media. The «Web Journal on Cultural Patrimony» aims to offer, new opportunities of reflection and study finalized to the identification of the methodologies, technologies and instruments more apt to protect cultural heritage. Several essays of the first issues of the web journal, written by Italian and international scholars, were precisely dedicated to the theme of the protection of the patrimony mangled by conflicts, poverty and natural catastrophes - in particular the preservation cultura e salvaguardia dei beni culturali culture and protection of the cultural haritage ri di conservazione del villaggio di Raboud (sud di Hebron), la difesa del patrimonio culturale del Kosovo, i danni subiti dal patrimonio culturale in Medio Oriente, la sovrapposizione di esperienze urbane nella città di Akko (Israele), esempio ben conservato delle trasformazioni operate da differenti popoli. works of Raboud (south of Hebron), the defense of the cultural heritage of Kosovo, the damages suffered by the cultural heritage in the Middle East, the overlapping of urban experiences in the city of Akko (Israel), a well preserved example of the transformations performed by different peoples during history. Ampliamento del progetto pilota Uno Scudo Blu per la Palestina L’intento di difendere monumenti e patrimoni culturali minacciati da conflitti ha animato anche il progetto Uno Scudo Blu per la Palestina, realizzato tra il 2005 e il 2006 dall’Osservatorio in collaborazione con l’Università Al Quds di Gerusalemme e le Municipalità locali di Betlemme, Nablus, Hebron, Ramallah, Gerico e Gaza. L’iniziativa, curata dalla Facoltà di Studi Arabo-Islamici e del Mediterraneo dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e diretta da Fabio Maniscalco, ha preso il nome dal simbolo della Convenzione de L’Aja del 1954 sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato. Tali accordi prevedono, infatti, che lo Scudo Blu venga apposto, in caso di guerra, sui monumenti in modo da segnalarli ai combattenti. Il fine dell’azione simbolica del progetto è stato quello di sensibilizzare alla salvaguardia del proprio e dell’altrui patrimonio culturale la popolazione palestinese, le amministrazioni locali, le Università ed i centri di ricerca, il Dipartimento delle Antichità, il Ministero del Extension of the pilot-project for the Blue Shield for Palestine the symbol of Blue Shield Fabio Maniscalco with the Blue Shield, Palestine It is, again, the need to defend monuments and cultural heritage threatened by conflicts that animated the project called A blue shield for Palestine realized between 2005 and 2006 by the Observatory in collaboration with the Al Quds University of Jerusalem and the Municipality of Bethlehem, Nablus, Hebron, Ramallah, Gerico and Gaza. The initiative, carried by the faculty of Arab-Islamic and Mediterranean studies of the University of Naples L’Orientale and overseen by professor Fabio Maniscalco, takes origin from the 1954 the Hague Convention on the protection of cultural heritage in case of an armed conflict. The Blue Shield represents the symbol that should be placed on the monuments in case of war to mark them to the soldiers. The project is conceived in particular to stir up Palestinian citizens, local governments, universities, research centres, the Department of Antiquities and the Ministry of Tourism and Antiquities to the protection of their cultural 53 Nablus, “Saint Joseph’s grave”, damaged and set on fire by palestinian demonstrators in 2000 “La Ragione nacque sulle coste del Mediterraneo, che era stato la culla degli Dei e vi operò, per secoli, nell’Armonia. Quando abbandonò questo mare ed emigrò verso il Nord, portò agli Iperborei delle grandi rivoluzioni, dei profondi sconvolgimenti e una “società più avanzata”. Poi si impadronì della Scienza e della Tecnica, produsse il Necessario e lo scintillante Superfluo, ne fece commercio e cancellò la presenza degli Dei dal mondo, che essa dominò” Raffaele La Capria 54 Sebastia, archeological sack parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents Turismo e delle Antichità. L’iniziativa, inoltre, ha inteso stimolare il Governo di Israele al rispetto delle norme della Convenzione de L’Aja del 1954 (ratificata da Israele nel 1957) e creare le basi per una possibile adesione, da parte della Palestina alle principali convenzioni internazionali in materia di tutela del patrimonio culturale. heritage; and to put pressure on the government of Israel for the respect of the rules of the 1954 the Hague Convention (ratified by Israel in 1957) and create the basis for a possible ratification from Palestine of the main international conventions in the cultural heritage field. Pubblicazione del volume Tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della Palestina Alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio culturale mediorientale è dedicato anche il volume Tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale della Palestina, curato da Fabio Maniscalco, opera numero cinque della collana monografica Mediterraneum. Si tratta della prima pubblicazione scientifica che sia interamente dedicata al tema della tutela e della conservazione del patrimonio palestinese e che, soprattutto, offra agli studiosi palestinesi l’opportunità di divulgare i risultati delle proprie ricerche. Il testo, realizzato con la collaborazione della Al Quds University di Gerusalemme, è ripartito in due ampie sezioni: nella prima vengono analizzate la legislazione e le problematiche generali di salvaguardia del patrimonio culturale palestinese; nella seconda, suddivisa per aree geografiche, sono presentate numerose esperienze pratiche di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale Publication of the book Protection, preservation and valorization of the cultural heritage of Palestine The book Protection, preservation and valorization of the cultural heritage of Palestine, edited by Fabio Maniscalco (number five in the monographic series Mediterraneum), also deals with the protection and the preservation of the Middle East cultural heritage. It is the first scientific pubblication entirely dedicated to the issue of the protection and the preservation of the palestinian cultural heritage . In addition, the book provide palestinian scholars with the opportunity to diffuse the results of their research. The book, realised thanks to the collaboration of the Al Quds University of Jerusalem, is divided in two large sections: in the first one, the legislation and the general problematic of the protection of the Palestinian cultural heritage is analyzed; the second section presents numerous practical experiences of protection, preservation and valorization of the cultural heritage of Palestine, divided by geographic areas. The prefaces are by Ziad el-Bandak, “Che cos'è il Mediterraneo? Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi. Non un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre. Viaggiare nel Mediterraneo significa sprofondare nell’abisso dei secoli, perché è un crocevia antichissimo”. Fernand Braudel Arts and Crafts School, Tripoli cultura e salvaguardia dei beni culturali culture and protection of the cultural haritage della Palestina. Le prefazioni sono state redatte da Ziad el-Bandak, Ministro del Turismo e delle Antichità della Palestina, e da Pasquale Ciriello, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Minister of Tourism and Antiquities of Palestine, and by Pasquale Ciriello, Rector of the University of Naples L’Orientale. Patrocinio dei corsi monografici sulla salvaguardia dei beni culturali Sponsoring of the monographic courses on the safeguard of the cultural heritage I numerosi progetti nel settore dei beni culturali avviati dall’Osservatorio hanno gettato le basi per una stretta collaborazione tra i docenti del’Università degli Studi di Napoli L’Orientale e i loro colleghi della Al Quds di Gerusalemme. E proprio dai contatti diretti tra i professori dei due Atenei è nata l’iniziativa dei corsi online sulla salvaguardia del patrimonio culturale. Organizzati periodicamente, i corsi patrocinati dall’Osservatorio sono gratuiti e sono incentrati sulla formazione e l’aggiornamento dei docenti palestinesi in materia di tutela dei beni culturali e di diritto internazionale del patrimonio culturale. The numerous projects in the sector of the cultural heritage launched by the Observatory have laid the grounds for a strong collaboration between professors of the University of Naples L’Orientale and their colleagues at the Al Quds University of Jerusalem. And it is from these direct contacts among scholars from the two Universities that the initiative of the online courses on the protection of the cultural heritage was launched. Periodically organized, the courses supported by the Observatory are free; they focus on the training and updating of the palestinian professors in the fields of the protection of cultural heritage and international law of the cultural heritage. Progetto pilota relativo al monitoraggio del patrimonio culturale lungo il “muro di sicurezza” Pilot-project related to the monitoring of cultural heritage along the “security wall” Il “muro di sicurezza” edificato da Israele per separare il proprio territorio dalla Cisgiordania, oltre a distruggere siti e giacimenti archeologici, ha alterato, sotto il profilo paesaggistico ed architettonico, edifici monumen- The “security wall” built by Israel to separate its own territory from the West Bank, besides destroying sites and archaeological fields, has altered The landscape and architecture in particular, monumental buildings and areas of 55 56 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents tali ed aree di straordinario interesse culturale ed ambientale. L’erezione del muro viola, inoltre, la Convenzione dell’Aja del 1954. Per questo motivo l’Osservatorio ha deciso di contribuire all’organizzazione di un primo monitoraggio finalizzato ad individuare la situazione di alcuni beni culturali lungo il percorso del “muro di sicurezza”, in collaborazione con l’Università Al Quds di Gerusalemme e con l’Osservatorio per la Protezione dei Beni Culturali in Area di Crisi dell’ISFoRM. Il progetto, diretto da Fabio Maniscalco, si propone diversi obiettivi. Innanzitutto individuare e localizzare topograficamente alcuni siti archeologici danneggiati o distrutti dalla costruzione del muro e verificare i danni e le alterazioni prodotte a monumenti e siti. In secondo luogo creare una mappatura dei siti archeologici presenti in prossimità, oppure al di sotto, del “muro di sicurezza” così da documentare con più efficacia gli eventuali saccheggi o traffici illeciti di beni culturali. Oltre alla mappatura, il progetto pilota si propone di realizzare una campagna fotografica dettagliata dei danni prodotti al paesaggio e ai beni architettonici presenti nelle zone limitrofe al muro, nonché di divulgarne i risultati attraverso una pubblicazione cartacea ed elettronica. Tra gli obiettivi, infine, c’è quello di analizzare gli effetti della costruzione del muro sul turismo. extraordinary cultural and environmental interest. Besides the creation of the wall breaks the 1954 Hague Convention. For this reason the Observatory has decided to contribute to the organization of a first monitoring project aimed at identifying and controlling the situation of several cultural heritage sites on the path of the “security wall”, in cooperation with the Al Quds University of Jerusalem and the Observatory for the Protection of the Cultural Heritage in the Areas of Crisis of the ISFoRM. The project, directed by Fabio Maniscalco, has different objectives: first of all, it is devoted to topographically locate some archaeological sites damaged or destroyed by the construction of the wall and verify the damages and the alterations of monuments and sites. Secondly, the project aims to create a map of the archaeological sites located near or under the “security wall” in order to document with more efficacy the possible rampage or illegal traffic of cultural heritage. The pilot-project also aims to realize a detailed photographic report of the damages caused to the landscape and the architectural heritage in the areas neighbouring the wall as well as to diffuse the results through their publication. Ultimately, (there is also the objective) to analyze the effects of the construction of the wall on tourism. Al-Aqsa Mosque the wall, Jerusalem cultura e salvaguardia dei beni culturali culture and protection of the cultural haritage Presentazione del volume World Heritage and War e realizzazione di un centro di archeologia subacquea in Albania Presentation of the book World Heritage and War and creation of a centre of underwater archaeology in Albania È prevista a breve la presentazione del sesto volume della collana monografica Mediterraneum dal titolo World Heritage and War nel corso di una tavola rotonda sulla dispersione dei beni culturali nelle aree a rischio bellico nell’area del Mediterraneo e del Mar Nero. Inoltre, la preservazione delle ricchezze archeologiche non ancora deturpate presenti sui fondali marini albanesi sarà l’obiettivo della collaborazione, in corso di definizione, tra l’Osservatorio e l’Accademia albanese della Scienze, che in Albania ha la funzione di Ministero per i Beni Culturali. Tale collaborazione è volta alla creazione di un centro di archeologia subacquea. Il primo intervento, diretto da Fabio Maniscalco, consisterà nel supporto all’acquisto delle attrezzature minime necessarie quali, ad esempio, un gommone, un Gps e un fuoristrada. The presentation of the sixth volume of the monographic series Mediterraneum entitled World Heritage and War will occur in a roundtable on the waste of cultural heritage in the areas exposed to the risk of war in the Mediterranean and in the Black Sea. Furthermore, the preservation of the Albanian sea archaeological patrimony not yet blighted will lead the collaboration, currently under way, between the Observatory and the Albanian Academy of Science, ultimately aimed at the creation of a underwater Archaelogical centre. The first interventation, directed by Fabio Maniscalco, will consist in supporting the acquisition of the necessary minimum equipment such as a rubber dinghy, a Gps and a off-road vehicle. lithic anchors’ recovery Sarajevo’s library 57 EDUCAZIONE E INFORMAZIONE EDUCATION AND INFORMATION Incontri su coesistenza e dialogo interculturale Meetings on coexistence and intercultural dialogue È necessario inserire la cultura della pace e del dialogo nel DNA dei bambini: da queste parole pronunciate dal Sindaco di Napoli, Rosa Iervolino, sono nate tre iniziative realizzate dall’Osservatorio, in collaborazione con ANSAmed e Galleria Toledo, che si sono svolte dal 16 al 20 marzo 2007. Protagonisti sono stati gli educatori della scuola “Hand in Hand” di Gerusalemme, fondata dieci anni fa con l’obiettivo di fornire un’educazione sia ebraica che araba ai bambini di tutta l’area. La prima iniziativa, la tavola rotonda dal titolo dall’educazione al dialogo, il ruolo primario della scuola, organizzata nell’ambito della XVIII edizione di Galassia Gutenberg, ha visto la proiezione di un video realizzato dall’associazione “Hand in Hand” sulle note di una versione a due voci - una maschile e una femminile, una in arabo e l’altra in ebraico - di Imagine, brano simbolico del pacifismo degli anni ‘70. Concreta e toccante testimonianza del lavoro portato avanti dall’associazione che gestisce tre scuole per bambini arabi e israeliani, il video ha raccontato l’esperienza del più giovane dei tre Istituti, quello fondato due anni e mezzo fa nel villaggio arabo di Wadi Ara. Nelle tre scuole di “Hand in Hand”, che ospitano bambini ebraici e palestinesi dai 6 ai 12 anni, il dialogo viene promosso It is necessary to introduce the culture of peace and dialogue in children’s DNA: Building on these words pronounced by the mayor of Naples Rosa Iervolino Russo, three initiatives have been organized by the Observatory, in collaboration with ANSAmed, Galleria Toledo, Fondazione IDIS-Città della Scienza, University of Naples L’Orientale, from March 16 to March 20 2007. The protagonists of the initiatives were the educators of the “Hand in Hand” school of Jerusalem, founded ten years ago with the aim of providing an Arab-Jewish education to the children of the whole area. The first of the three projects realized, the roundtable From education to dialogue, the primary role of the school was organized within the XVIII edition of Galassia Gutenberg. The initiative included the screening of a video realized by the “Hand in Hand” school on the notes of a two voice version, one male and one female, one in Arabic and the other in Jewish, of Imagine, a song that is the symbol of the peace movement in the ‘70. A touching and tangible testimony of the work undertaken by the organization managing three schools for Israeli Arab and Jewish children, the video tells the experience of the institute founded two years ago in the Arab village of Wadi Ara. In the three interculture 58 “Il bacino è letteralmente irto di frontiere. Frontiere visibili o invisibili, ufficiali o informali, frontiere di Stati improbabili e artificiali, risultato di conflitti storici, frontiere etniche, frutto di conversioni o di insediamenti di popolazioni”. Serge Latouche intercultural dialogue international meeting, Naples, March 2006 educazione e informazione education and information anche fuori dalle aule: i ragazzi escono assieme, dormono l’uno a casa dall’altro, condividono le proprie esperienze, ha affermato Neman Gyan, insieme a Maysa Asali, nel corso del convegno. La seconda iniziativa promossa dall’Osservatorio, il dibattito Donne che progettano la pace, è stata organizzata alla Città della Scienza di Napoli nell’ambito di Marzo Donna. Il ciclo di eventi si è poi concluso al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo con una tavola rotonda su Mediterraneo, incontri di culture che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dello scrittore Predrag Matvejevic. La giornata è stata organizzata dalla Galleria Toledo nell’ambito del progetto Orientamenti rivolto a scuole superiori e Università. schools of “Hand in Hand”, which host Jewish and Palestinian children aged between 6-12, dialogue is promoted also out of the schoolrooms. The youths go out together, sleep at each other’s house, share their experiences, said Neman Gyan who, together with Maysa Asali presented the NGO during the conference. The second initiative promoted by the Observatory was dedicated to women. It started with a debate entitled Women who plan peace, organized at the City of Science of Naples within Marzo Donna, a month-long series of events on the issue of women’s rights. A third initiative consisted in a roundtable on Mediterranean, meeting of cultures held at the Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo, which saw the participation, among others, of writer Predrag Matvejevic. The event, organized by the Galleria within the project Orientations, was especially aimed at high schools and universities. Scambio tra esperienze di coesistenza interculturale nella scuola La scuola non si limita ad essere uno spazio dove si insegna la teoria della solidarietà e della pace, ma deve diventare sempre più il luogo in cui si concretizzano “esperienze reali” di solidarietà e pace. Prendendo le mosse da questa convinzione, l’Osservatorio, in collaborazione con l’Istituto scolastico G. Rodinò di Napoli, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania e la Bottega della Comunicazione e della Didattica diretta dal professore Lanfranco Genito, ha organizzato dal 28 febbraio al 4 marzo 2006 l’iniziativa Oltre la pace che ha coinvolto una quindicina di insegnanti palestinesi ed israeliani impegnati in una settimana di Exchange of experiences of intercultural coexistence in school Schools are not just a place where solidarity and peace are taught in theory; it must also become a place in which real “solidarity and peace experiences” are realized. Moved from this belief the Observatory, in cooperation with the school G. Rodinò of Naples, the regional school office for the Campania region and the Bottega della Comunicazione e della Didattica, directed by professor Lanfranco Genito, organized, from Febraury 28 to March 4 2006, 59 international meeting, Naples, March 2006 “Il Mediterraneo si impone. Da nessun’altra parte per un’estensione simile, si percepisce con uguale intensità l’unità di spazi peraltro così differenti”. parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents dialoghi, confronti e orientamenti educativi. Le attività che si sono svolte nell’ambito dell’iniziativa hanno contemplato incontri nelle scuole, la visita al Centro Ester (sede di attività educative sanitarie, sociali e culturali,che da anni si pone al servizio del cittadino) e l’Incontro con il mondo scolastico napoletano presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il laboratorio della Bottega della Comunicazione e della Didattica ha consentito, inoltre, di sperimentare la realizzazione di un “prodotto multimediale” comune, da riproporre agli studenti, e di gettare le basi per la collaborazione con il progetto Una WeBottega per la Pace, ponte di comunicazione che utilizza il web come strumento di incontro e non di divisione. an initiative called Over the peace which involved 15 Palestinian and Israeli teachers engaged in a week of dialogues, comparisons and educational orientation among cultures. The activities organized within the initiative included meetings at various schools, a visit to the Centro Ester (a center for social, cultural and health educational activities, which has served public interest for years) and a meeting with the Neapolitan school world held at the University Federico II of Naples. The video and the multimedia laboratory of the Bottega della Comunicazione e della Didattica made it possible to test the realization of a joint “multimedia product”, to be proposed to students in the future, and laid the ground for a collaboration through the Web with a project A WeWorkshop for peace (Una WeBottega per la pace), a bridge of communication which uses the Web as a instrument of contact and not of division. Concorso per i giovani della Leo Savir Foundation Bernard Kayser La “gioventù”, come catalizzatore per il cambiamento, è il tema alla base del progetto culturale intitolato A Mediterranean Youth Vision for 2020. Organizzato dall’Osservatorio in collaborazione con la Fondazione Leo Savir, il progetto ha l’obiettivo di stimolare i giovani ad esprimersi su ciò che sarà il Bacino del Mediterraneo nel 2020, attraverso la poesia, la musica e la pittura. La scrittura e il disegno, come aspetto dell’identità culturale e come sbocco per l’espressione creativa, diventano il veicolo ideale per la comunicazione interculturale e lo sviluppo della pace. L’obiettivo è di promuovere nei giovani l’idea di una possibile integrazio60 Jaffa, ancient municipality of Tel Aviv, where the Leo Savir Foundation is located The Leo Savir Foundation competition for the youths The youth, as a catalyst for change, lie at the basis of a cultural project named A Mediterranean Youth Vision for 2020, organized by the Observatory in collaboration with the Leo Savir Foundation with the aim to encourage the youths to show their vision of the Mediterranean Basin in 2020, through poetry, music and painting. The writings and drawings, as core elements of cultural identities and chan- educazione e informazione education and information ne multiculturale, coinvolgendo in particolare le città portuali del Mediterraneo. I giovani, di età compresa tra i 15 e i 18 anni residenti in alcune città che si affacciano sul Mediterraneo, sono stati invitati a esporre le proprie idee partecipando ad un concorso. Tale concorso è stato presentato il 18 ottobre 2006 alla Città della Scienza di Napoli, nel corso di un dibattito dedicato al tema della multiculturalità cui hanno preso parte rappresentanti istituzionali e del mondo culturale cittadino. All’iniziativa hanno partecipato molti esponenti del mondo scolastico, particolarmente interessati ad una problematica che li riguarda sempre più da vicino per la crescente presenza di tanti ragazzi di diverse nazionalità nelle scuole italiane e napoletane. I finalisti del concorso hanno poi partecipato al Mediterranean youth seminar che si è svolto a Malta nel gennaio 2007. nels for creative expression, become the ideal vehicle for intercultural communication and the furthering of peace. The initiative aimed to promote with the youths the idea of a world of peace, of a possible multicultural integration, by involving, in particular, the port cities of the Mediterranean, on the issue of multicultural integration. The youths, aged between 15-18 years old, coming from several Mediterranean cities, were invited to present their own ideas and to take part to a contest. This contest was held on October 18 2006 at Città della Scienza of Naples, during a debate dedicated to multiculturalism which saw the participation of representatives of different institutions and the cultural world. The initiative also saw the participation of many representatives of the school world, particularly interested in an issue that touched them in a very close way due to the increasing presence of many youths of different nationalities in Italian and Neapolitan schools. The competition’s finalists participated the Mediterranean youth seminar, which was held in Malta on January 2007. Summer School su L’impresa culturale nel Mediterraneo, prima e seconda edizione Sottolineare e valorizzare lo stretto legame che esiste tra il mondo del lavoro e quello della cultura con l’obiettivo di investire, in un’ottica innovativa, sul futuro dei popoli mediterranei: questo è l’obiettivo della Summer School per giovani laureati sul tema L’impresa culturale nel Mediterraneo, organizzata per due anni consecutivi nell’isola di Procida dal professore Luigi Mascilli Migliorini. A Summer School on The cultural venture in the Mediterranean, first and second edition Underlining and strengthening the close relationship that exists between the worlds of labour and of culture with the aim to invest in the future of the Mediterranean peoples: such […] Andare, andare, simme tutt’eguale affacciati alle sponde dello stesso mare e nisciuno è pirata e nisciuno è emigrante simme tutte naviganti allez, allez il n’y a pas de barrière nous sommes tous enfants de la même mer il n’y a pas de pirate il n’y a pas d’émigrant nous sommes tous des navigants Che il Mediterraneo sia la fortezza ca nun tene porte addo’ ognuno po’ campare d’a ricchezza ca ognuno porta. […] Che il Mediterraneo sia quella nave che va da sempre navigando tra nord e sud tra l’oriente e l’occidente e nel mare delle invenzioni quella bussola per navigare Nina, Pinta e Santa Maria e il coraggio di quei marinai e quel viaggio che non smette mai che il Mediterraneo sia… […] Edoardo Bennato Che il Mediterraneo sia 61 Summer School, Procida, September 2006 “L’esperienza storica, spazio di scambi e di circolazione degli uomini, delle merci, delle idee e delle innovazioni, ci invita a ripensare le migrazioni come una potenziale ricchezza”. 62 Il Mattino, 17 ottobre 2002 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents motivare i lavori della Scuola la convinzione che il Mediterraneo si presenti come il luogo di un processo che vuole essere, nello stesso tempo, di sviluppo economico, di stabilizzazione politica e di integrazione sociale e culturale. Nelle due edizioni della scuola estiva, tenutesi nel 2006 e 2007, i 60 studenti, provenienti principalmente dai Paesi della sponda sud e selezionati attraverso un bando di partecipazione, hanno potuto partecipare a seminari, conferenze e lezioni di docenti e personalità della cultura e della politica del mondo europeo e arabo, vivendo assieme per una settimana nell’isola del Golfo di Napoli. Sono veramente grato per questa iniziativa. Mi ha dato la possibilità di dialogare non solo con docenti, ma anche con altri giovani provenienti da terre bagnate dallo stesso Mare Nostrum, ha detto Fahd Chafik, 26 anni giornalista marocchino, uno dei partecipanti alla Summer School. Il Mediterraneo è di proprietà dei popoli che lo abitano e non di chi li governa. Partecipare a questa scuola, mi ha aiutato a riflettere su come questo spazio di mare dovrebbe favorire gli scambi e gli incontri e non provocare la morte di tanti migranti, ha aggiunto Mohammed Mahrach, 29 anni algerino, laureato in Filosofia politica. Dalla questione femminile al tema dell’informazione, le due edizioni della Summer School hanno affrontato diverse tematiche con la finalità di formare i giovani, principali artefici del futuro, dotandoli degli strumenti culturali e professionali necessari ad affrontare le sfide imposte dalla was the ultimate goal of the Summer School for graduate students, around the theme of The cultural undertaking in the Mediterranean, organized on the island of Procida by tprofessor Luigi Mascilli Migliorini. The works of the School were motivated by the belief that the Mediterranean offers itself as a place of a process which wants to be, at the same time, of economic development, political stabilization and social and cultural integration. 60 students, mainly from the countries of the Southern shore of The Mediterranean, selected through a competitive process, participated in the two subsequent editions of the summer school, held in 2006 and 2007. The young participants attended seminars, conferences and lessons conducted by teachers and personalities from culture and politics, from the European and Arab world, and lived together on the island for a week. I am very grateful for this initiative. It gave me the opportunity to dialogue not only with the teachers but also with fellow young participants coming from the areas joined by the same Mare Nostrum, said Moroccan journalist Fahd Chafik, 26 years old, one of the summer school participants. The Mediterranean is the property of the peoples who live there and not of those who rule it. Taking part to this summer school helped me to think on how this sea should promote exchanges and encounters, and not provoke the death of many immigrants, added Algerian Mohammed Mahrach, 29 years old, graduate student in political philosophy. From women’s issue to the information theme, the two editions of the Summer School Procida, September 2007 educazione e informazione education and information difficile realtà mediterranea, ha sottolineato il Rettore dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale Pasquale Ciriello. Tra gli eventi particolarmente significativi che si sono svolti nel corso delle due edizioni vale la pena di ricordare il colloquio tra la professoressa Francesca Maria Corrao, docente di Lingua araba, e Abdel Azzim Ammad, giornalista del quotidiano egiziano «Al Ahram», avvenuto durante la prima edizione della Scuola. Un momento indicativo della diversità tra il mondo dell’informazione arabo e quello europeo e anche delle differenze di approccio all’interno dello stesso mondo arabo, ha commentato il Presidente dell’Osservatorio Raffaele Porta. Tra gli incontri della seconda edizione vanno menzionati la tavola rotonda su Informazione e comunicazione e il dibattito Donne e impresa nel Mediterraneo, entrambi organizzati in collaborazione con ANSAmed. Un quadro denso di ombre, ma anche di squarci di ottimismo, si è delineato durante la tavola rotonda sull’informazione, che ha inteso analizzare la situazione della libertà di stampa nei paesi della sponda sud del Mediterraneo. Dal convegno è emerso che in molti paesi tra cui l’Algeria, il Marocco, l’Egitto, la Libia, e anche la Tunisia, quest’ultima apparentemente più libera ma dove la repressione è più sotterranea, la libertà d’espressione è ancora un’utopia, e i giornalisti ne fanno le spese, come dimostrano recenti processi e condanne. Difficile anche la situazione della donna per quanto riguarda il lavoro, la famiglia, discussed a broad range of issues with the ultimate aim of training the youths, the main creators of the future, giving them the cultural and professional tools necessary to face the challenges imposed by the difficult Mediterranean reality, said Pasquale Ciriello, Rector of the University of Naples L’Orientale. Among the most important events during the two editions of the summer school were the talks between professor Francesca Maria Corrao, who teaches Arab Languages at the University of Naples L’Orientale, and Abdel Azzim Ammad, journalist at the Egyptian daily «Al Ahram», held during the first edition of the school. A telling moment for the diversity of the Arab information world compared to the European one but from which the differences of approach within the same Arab world emerged, explained at the time the President of the Observatory Raffaele Porta. In the second edition of the summer school, a roundtable on information and communication and a discussion on Women and enterprise in the Mediterranean were organized in collaboration with ANSAmed. A picture dense of shades but also of gashes of optimism was the analysis of the situation of the freedom of press in the countries of the Southern shore of the Mediterranean that emerged from the roundtable on information. During the conference, it also emerged that in many countries among which Algeria, Morocco, Egypt, Libya and also Tunisia, apparently freer but where repression is more hidden, the freedom of expression is still a utopia, and jour63 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents l’emancipazione, la politica. Una problematica, quella del ruolo della donna nella attuale società, che tocca, seppur in modo diverso, tanto i Paesi della sponda nord quanto quelli della sponda sud, come è stato sottolineato dai protagonisti del dibattito a cui, tra gli altri, ha partecipato Carmen Gonzalez Romero, Presidente del “Circulo Mediterraneo”, deputata per 14 anni nel Parlamento spagnolo e moglie dell’ex primo ministro Felipe Gonzalez. nalists pay a high price for it, as recent trials and sentences have showed. The situation of women with regard to work, family, emancipation, politics, is also difficult. The issue of the role of women in the economy, in society and in politics concerns the countries of the Northern shore as much as those of the Southern shore, as it emerged from the debate at the summer school which saw the participation, among others, of Carmen Gonzalez Romero, President of the “Circolo Mediterraneo”, deputy for 14 years at the Spanish Parliament and wife of the former President Felipe Gonzalez. Incontri e convegni Summer School, Procida, September 2007 Libertà di informazione Meetings and conferences Dialogo e comunicazione sono due elementi cruciali per la libertà di informazione nel Mediterraneo e per la realizzazione di riforme democratiche. È per questo che, in collaborazione con ANSAmed e Europe Direct Napoli, l’Osservatorio ha organizzato due eventi sul tema della libertà di stampa intesa come requisito necessario a superare le immagini stereotipate che dividono Oriente ed Occidente. Se è vero che di stereotipi è spesso vittima l’informazione nel mondo arabo, è pur vero che al suo interno essa è molto differenziata, come è emerso dal convegno svoltosi nel luglio 2006, a cui sono intervenuti Massimo Loche, già vicedirettore di Rai News24, Paolo Alberti, in rappresentanza della Commissione Europea, Nicolien Zuijdgeest, dell’organizzazione Freevoice, Enrico Tibuzzi, capo redattore 64 Freedom of information Dialogue and communication are two crucial elements for the freedom of information in the Mediterranean and for the realization of democratic reforms. It is for this reason that, in collaboration with ANSAmed and Europe Direct in Naples, the Observatory has organized two events on the themes of press freedom, in a challenge to overcome the stereotyped images that divide East and West. If it’s true that information in the Arab world is often victim of stereotypes, it is also true that it is internally very differentiated, as it emerged from the first conference, in July 2006, which saw the participation of Massimo Loche, vice director of Rai News24, Paolo Alberti, a EuroAtanur Dogan, Reading Newspaper (2001) educazione e informazione ANSAmed, Zeynep Akyil, redattrice dell’agenzia turca Anadolu, Adolfo Fattori della Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Rita Nocerino dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Sulle diverse condizioni dei media nei Paesi del Mediterraneo si è incentrato anche il secondo convegno intitolato La libertà di comunicare nei Paesi del Mediterraneo, svoltosi il 5 dicembre 2006, che ha messo in evidenza che i mezzi di comunicazione nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo non sono ancora liberi: in alcune realtà la libertà è una possibilità lontana ma reale, in altre una chimera, in altre ancora una bugia sfruttata da presidenti e governanti per veicolare all’estero un’immagine positiva del proprio Paese. E la libertà dei mezzi di informazione è anche libertà dei modi di comunicazione, concetto oggi più che mai al centro del dibattito, per il grande sviluppo di Internet e le nuove tecnologie anche nel mondo arabo-musulmano. Integrazione, cooperazione e comunicazione Per rendere efficaci le numerose attività di cooperazione decentrata è necessario passare dalla mentalità dell’aiuto, che contrappone ricchi e poveri o chi dona e chi riceve, a quella del partenariato: sono le parole con cui Raffaele Porta, Presidente dell’Osservatorio, ha introdotto a dicembre 2006 una due giorni dal titolo Europa, Mediterraneo, Mar Nero - Integrazione, coo- “L’area mediterranea costituisce una regione la cui diversità non esclude in alcun modo l’unità, essendo entrambe il prodotto della geografia e della storia. È anche evidente che questa regione non è isolata dal resto del mondo. Tutto il contrario: è una delle zone principali di confronto e conflitto della nostra epoca. Per tutte queste ragioni l’attraversano forze contraddittorie, lavorando alcune a favore di una globalizzazione omogeneizzante, e altre, al contrario, verso una disgregazione prodotta dal carattere diseguale dello sviluppo capitalista o del rifiuto di questo”. Samir Amin e Faychal Yachir education and information pean Commission official, Nicolien Zuijdgeest, of Freevoice organization, Enrico Tibuzzi, former managing editor of ANSAmed, Zeynep Akyil, a journalist with the Turkish Anadolu news agency, Adolfo Fattori, from the Faculty of Sociology of the University Federico II of Naples and Rita Nocerino, from the University of Naples L’Orientale. The second conference, entitled The freedom to communicate in the Mediterranean countries, held on December 5 2006, also dealt with the different conditions of the media in the Mediterranean countries. The conference established that the mass media in the countries of the Southern shore of the Mediterranean are still not free: in some cases it is a real but far away possibility, in others an illusion, in some others a lie exploited by presidents and rulers to give abroad a positive image of their own country. Moreover, as participants argued, freedom of the mass media also means freedom of the ways to communicate, a concept today more than ever at the centre of the debate thanks to the great development that Internet and new technologies have known in the Arab-Muslim world. Integration, cooperation and communication Decentralized cooperation requires to evolve from the concept of assistance, which opposes the rich and the poor or donors and recipients, to the concept of partnership. These are the 65 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents perazione, comunicazione. I lavori della conferenza si sono svolti presso la sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, con una sessione dedicata all’ingresso della Romania nell’Unione Europea. Un processo arrivato ormai a conclusione le cui dinamiche sono state spiegate nel dettaglio da Gheorgiu Stoica, docente presso la Facoltà di Scienze Politiche di Bucarest, ad una platea composta da tantissimi studenti. words with which Raffaele Porta, President of the Observatory, introduced in December 2006 a two-day conference entitled Europe, Mediterranean, Black Sea-Integration, Cooperation and Communication. The conference, organized by the Observatory, was held at the University of Naples L’Orientale with a session dedicated to the entrance of Romania in the European Union. A process that has been completed by now and whose dynamics were explained in details by Gheorgiu Stoica, professor at the faculty of Political Sciences of Bucarest, to an audience composed of many students. Inquinamento bellico e uranio impoverito Sensibilizzare l’opinione pubblica sulle drammatiche vicende legate ai nuovi e poco conosciuti armamenti, adoperati in conflitti recenti o ancora in uso, che sono in grado di continuare ad uccidere a distanza di tempo, anche a guerre terminate: è stato questo l’obiettivo del convegno intitolato Inquinamento bellico e uranio impoverito, organizzato in collaborazione con l’Osservatorio Militare, che si è svolto il 5 novembre 2007 presso l’Antisala dei Baroni del Castel Nuovo di Napoli. All’incontro, oltre ai membri della specifica Commissione parlamentare, la Presidente sen. Lidia Menapace ed il sen. Marcello de Angelis, sono intervenuti il Sindaco di Napoli Rosa Iervolino, il Direttore dell’Osservatorio Militare Domenico Leggiero, il professore Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino, rappresentanti del Ministero della Difesa e un delegato del professore Fabio Maniscalco, direttore dell’Osservatorio per la Protezione dei Beni Culturali 66 cooperation to reach peace War pollution and impoverished uranium Raising public awareness on the dramatic consequences of the use of new and not well known armaments in recent conflicts, with some still underway, capable of killing also once the wars are over. Such was the aim of the public debate entitled War pollution and impoverished uranium, organized in collaboration with the Military Observatory and held on November 5, 2007, at the Castel Nuovo of Naples. In addition to the members of the specific Parliamentary Committee, president of it and senators Lidia Menapace and Marcello de Angelis, the event saw the participation of Mayor of Naples Rosa Iervolino Russo, the director of the Military Observatory, Domenico Leggiero, professor Massimo Zucchetti of the conference War pollution and impoverished uranium, November 2007 educazione e informazione education and information in Area di Crisi. Il professore Fabio Maniscalco non ha potuto partecipare personalmente poichè egli si è ammalato a causa dell’esposizione a metalli pesanti durante le missioni di peacekeeping I.FOR e S.FOR in Bosnia-Herzegovina. Maniscalco, tra i massimi esperti al mondo di tutela dei beni culturali nelle aree a rischio bellico e membro del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservatorio, è stato recentemente candidato da un Comitato di oltre 200 tra studiosi, politici ed Istituzioni accademiche internazionali, al Premio Nobel per la pace 2008. Nel corso del dibattito il maresciallo Domenico Leggiero ha rilevato che i dati sul numero dei morti ed ammalati per patologie indotte dall’uranio impoverito forniti dal Ministero della Difesa e dalle associazioni antimilitariste sono in netto contrasto tra di loro. Abbiamo registrato 161 decessi e 2536 ammalati dal 1996 ad oggi - ha detto Leggiero - a fronte dei 37 decessi e 254 ammalati riconosciuti dal Ministero della Difesa. La Commissione parlamentare non ha fornito cifre, ma la Presidente Lidia Menapace ha spiegato che il Ministro riconosce che i dati finora diffusi dal Ministero non sono definitivi. Altro aspetto dibattuto è stato quello introdotto dagli avvocati rappresentanti le famiglie delle vittime dell’uranio impoverito e riguardante i risarcimenti dovuti per legge. Polytechnique of Turin, delegates from the Defence Ministry and a delegate of professor Fabio Maniscalco, director of the Observatory for the protection of the cultural heritage in areas of crisis, who has fallen ill recently following exposure to heavy metals/impoverished uranium during the mission of peacekeeping I.FOR and S.FOR in Bosnia-Herzegovina. Maniscalco, who is counted among world experts of protection of cultural heritage in the areas of wartime risk, was recently proposed, by a committee of over 200 among experts, politicians and International Academic Institutions, to receive the 2008 Nobel Peace Price. At the event, the director of the Military Observatory, Domenico Leggiero explained that there are still differences between the figures on the number of deaths and ill linked to pathologies caused by the impoverished uranium supplied by the Defence Ministry and those provided by pacifist NGOs. We reached 161 deaths and 2536 ill from 1996 to today - said Leggiero - against the 37 deaths and 254 ill recognized by the Defence Ministry. The inquiry committee did not give any figures but its President Lidia Menapace explained that the minister admits that the figures released so far from the Ministry are not reliable. Another issue for discussion was introduced by the lawyers representing the families of the victims of impoverished uranium, concerning the compensations to be given to the victims. Dialogo e cooperazione tra Italia e Iraq I risultati del Progetto di solidarietà per Nassiriya, coordinato dall’Associazione Il Campo conference War pollution and impoverished uranium, November 2007 67 parte I: contesto, finalità e contenuti initiative for peace, Neaples 68 a book in arabic language idee per il futuro, sono stati presentati il 5 giugno 2007 durante il convegno Dialogo e cooperazione tra Italia e Iraq, organizzato a Napoli presso il Polo delle Scienze dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e a cui l’Osservatorio ha partecipato, coordinando una tavola rotonda dedicata alla creazione di una “Facoltà delle paludi” presso l’Università di Nassiriya. L’iniziativa vede da tre anni la Regione Campania tra i finanziatori di una rete di atenei napoletani e iracheni finalizzata alla formazione e alla promozione di scambi culturali. All’incontro sono intervenuti, fra gli altri, l’Ambasciatore straordinario dell’Iraq Mohammed Mahmud Al Amili, il Rettore dell’Università ThiQuar di Nassiriya Esmail Al-Snafi e il Ministro plenipotenziario e responsabile della task force Iraq-Mae Gianludovico De Martino, che ha definito lo sforzo italiano nel Sud dell’Iraq molto apprezzato dalla popolazione locale. Dal 2003 - ha spiegato De Martino - abbiamo operato su tre livelli, con la costruzione di nuove istituzioni, con interventi di urgenza per bisogni umanitari e con un sostegno a soluzioni infrastrutturali a medio e lungo termine. Parallelamente a queste iniziative, il Governo italiano - ha proseguito De Martino - ha condonato l’80 per cento del debito iracheno per un ammontare di 2,4 miliardi di euro. Oltre agli aiuti strettamente economici, il Ministro plenipotenziario ha parlato di formazione di personale amministrativo iracheno e di iniziative per la revisione costituzionale, rese pos- part I: context, aim and contents Dialogue and cooperation between Italy and Iraq The results of the Project of solidarity for Nassiriya coordinated by the NGO Il Campo idee per il futuro, were presented on June 5 2007 during a conference on Dialogue and cooperation between Italy and Iraq, organized at the Science Faculty of the University Federico II of Naples and to which the Obervatory participated by coordinating a roundtable dedicated to the creation of a “Faculty of marshlands” at the University of Nassiriya. The initiative has seen for three years the Campania Region among the funders of a network of neapolitan and iraqi universities set up to promote cultural and training exchanges. The meeting was attended, among others, by the special ambassador of Iraq to Italy Mohammed Mahmud Al Amili, the President of the University Thi-Quar of Nassiriya Esmail Al-Snafi and the minister plenipotentiary and responsible for the Iraq-Mae task force Gianludovico De Martino, according to whom the Italian effort in Southern Iraq is very appreciated by the local population. From 2003 - said De Martino - we have worked on three levels of intervention with the construction of new institutions, emergency interventions for human needs and providing support to the infrastructural situation in the short and long term. In parallel to these initiatives, the Italian government - he continued - has remitted 80 per cent of the Iraqi debt for an amount of 2.4 billion euro. Besides economic aid, the minister educazione e informazione education and information sibili grazie alla partecipazione di oltre 250 parlamentari, accademici e alti funzionari italiani. plenipotentiary also talked about training of Iraqi administrative staff and initiatives for the revision of the Constitution, made possible thanks to the participation of 250 members of Parliament, academics and Italian high officials. Solidarietà al popolo Saharawi Figli delle nuvole è il nome scelto per la giornata dedicata alla conoscenza e allo studio della cultura Saharawi, organizzata dall’Osservatorio il 17 luglio 2007 presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. I Saharawi sono una popolazione la cui origine risale all’immigrazione degli arabi Maquil, provenienti dallo Yemen, nel territorio dell’ex-colonia spagnola del Sahara occidentale annessa militarmente dal Marocco nel ’75. Un lento processo di fusioni ha dato origine alle tribù, di cui ancora oggi i Saharawi conservano la memoria. Attualmente la popolazione vive nei campi profughi, nel deserto a sud di Tindouf, in Algeria, e su circa un quarto del territorio del Sahara occidentale, confinante con l’Algeria e con la Mauritania, indicato come “Zona libera”. I Saharawi, guidati dal Fronte Polisario e sostenuti dall’Algeria, reclamano l’indipendenza da oltre trent’anni, in questo confortati dalle risoluzioni dell’Onu, finora inapplicate, che prevedono un referendum per la loro autodeterminazione. Oltre ad una giornata di studi, una tipica tenda Saharawi è stata allestita per due giorni a Napoli, in Piazza del Gesù, per la raccolta di firme in supporto di 15 prigionieri Saharawi scomparsi. Nell’ambito del convegno è stato, inoltre, lancia- Solidarity to the Saharawi people Sons of the clouds was the name chosen for the day dedicated to the knowledge and the study of the Saharawi culture, organized by the Observatory on July 17 2007 at the Sociology faculty of the University Federico II of Naples. The Saharawi are a population whose origin can be traced to the immigration of Arabs Maquil, coming from Yemen, to the territory of the former Spanish colony of Western Sahara, militarily annexed by Morocco in 1975. A small process of mergers gave origin to the tribe of which today the Saharawi have saved the memory. At present the population lives in a refugee camp in the South of Tindouf, in Algeria, and on a fourth of the territory of Western Sahara, at the border with Algeria and Mauritania, named a “Free zone”. The Saharawi, led by the Polisario Front which is backed by Algeria, have been claiming their independence for over 30 years, encouraged by United Nations resolutions, not yet implemented so far, which call for a referendum on their self-determination. In addition to the seminar, for two days a typical tent of the Saharawi was set up in Piazza demonstration in favour of Saharawi’s people saharawi youth 69 parte I: contesto, finalità e contenuti part I: context, aim and contents to il progetto Un ponte fra Napoli e Tifariti che ha permesso a trentadue bambini provenienti da un campo profughi di essere ospitati a Napoli per due mesi. del Gesù, in the center of Naples, where organizers handed a petition in support of of 15 Saharawi prisoners who have disappeared in Moroccan jails. The project A bridge between Naples and Tifariti was also launched during the conference, with 32 children from a Saharawi refugee camp being subsequently hosted in Naples for two months. conference for freedom in favour of Saharawi people 70 parte II la struttura e gli strumenti part II structure and tools LA RETE E I COMITATI L’Osservatorio nasce come progetto che ha a Napoli le sue radici, ma ha nell’internazionalità la sua vocazione. Ed è proprio all’insegna del suo respiro al contempo locale e globale che l’Osservatorio si è dato una struttura costituita da un Comitato Tecnico Scientifico (CTS), con funzione di direzione e coordinamento delle attività, un Comitato d’Onore, composto da rappresentanti della cultura o delle istituzioni dei paesi del Mediterraneo e del Mar Nero, e da una rete, al momento costituita da oltre 70 partner nazionali ed internazionali. THE NETWORK AND THE COMMITTEES The Observatory was born as a project which is rooted in Naples whose mission is international. And it is to give a local and global impetus to its activities that the Observatory has given itself a structure composed of a technical-scientific Committee with the function of direction and coordination of the activities, a honorary committee, composed of eight representatives of the culture or the institutions of the Mediterranean and the Black Sea and a network, which by now includes over 70 international partners. La rete The network Applicare il concetto di partenariato e fare sistema. Sono i due principi intorno a cui si è costruita negli anni la rete dell’Osservatorio, composta da istituzioni nazionali e internazionali appartenenti ai più disparati settori: dalla scienza alla cultura, dalla politica alla sociologia, dall’ambiente alla finanza, dalla scuola al volontariato. Il lancio ufficiale delle rete è avvenuto nel dicembre 2006, nel corso del convegno Europa, Mediterraneo, Mar Nero - Integrazione, Cooperazione, Comunicazione, evento di chiusura del ciclo di attività del 2006 e di avvio di quello del 2007. La due giorni è stata soprattutto un’occasione per annunziare l’organizzazione di un summit tra tutti i membri che compongono la rete dell’Osservatorio. Bisogna creare un network per non Transforming the concepts of partnership and cooperation into reality. These are the two pillars on which the network of the Observatory was created over the years, composed of international and national institutions belonging to different fields, from science to culture, from politics to sociology, from environment to finance, from schools to voluntary work. The official launch of the network was made in December 2006 during the conference Europe, Mediterranean, Black Sea - Integration, cooperation and communication, the event that closed the cycle of activities held in 2006 and launched the 2007 cycle. The twoday conference was above all an opportunity to announce the organization of a workshop among all the members that form the network of the Observatory. 73 74 parte II: la struttura e gli strumenti part II: structure and tools disperdere attività e risorse messe in campo dai vari soggetti coinvolti a vari livelli, e far sì che il rapporto diventi multilaterale - spiegò in quell’occasione il presidente Raffaele Porta - Abbiamo bisogno gli uni degli altri, anche per valorizzare un patrimonio culturale immenso. Il momento più significativo per tutti i membri delle rete è stato così il primo NetWorkShop che si è svolto a Procida il 24 e il 25 maggio del 2007. L’evento è stato preceduto, nell’aprile dello stesso anno, dal primo incontro a Città della Scienza di Napoli dei membri italiani che hanno aderito alla rete. In tale riunione sono state presentate le opportunità di finanziamento previste dai programmi europei con finalità propedeutiche al NetWorkShop di Procida. Sull’isola si sono riuniti a maggio oltre 70 rappresentanti di 13 Paesi del Mediterraneo e del Mar Nero. Lo scopo del meeting è stato quello di elaborare progetti da presentare alle istituzioni europee per ottenere finanziamenti, seguendo le linee guida tracciate da Henrik Lauridsen, rappresentante dell’ufficio EuropAid della Commissione Europea, che ha spiegato il nuovo regolamento dei programmi relativi alla Politica europea di vicinato. I numerosi progetti elaborati nella due giorni dimostrano che è stato raggiunto l’obiettivo che, nelle intenzioni del presidente Porta, doveva essere appunto quello di realizzare un “evento costruttivo e utile”. Tra i progetti proposti nella seduta plenaria, numerosi sono stati quelli elaborati dal gruppo “Giovani”. Oltre all’organizzazione di un Festival dei giovani in collaborazione con le univer- It is necessary to create a network in order not to disperse activities and means made available by the various entities involved at a different level, and make sure that the relation becomes multilateral, explained at the time the Observatory President Raffaele Porta - We also need each other to valorise a vast cultural heritage. The most significant moment for all the members of the network was the first Networkshop held in Procida on May 24-25 2007. The event was preceded in April of the same year by the first meeting, at Città della Scienza of Naples, of the Italian members who joined the network. At that meeting, participants were presented and discussed funding opportunities in European programmes. The Networkshop gathered on the island of Procida (in the gulf of Naples) with more than 70 representatives of 13 countries of the Mediterranean and the Black Sea with the aim of elaborating projects to apply for European funding, along the guidelines outlined by Henrik Lauridsen, representative of the EuropeAid office of the European Commission who explained the new regulations of the programmes related to the European Neighbouring Policy. The numerous projects elaborated in the two-day conference indicate that the meeting reached its goal - that of, in the words of President Raffaele Porta, being “a constructive event”. Among the projects presented in the plenary session, the more numerous were those elaborated by the “Youths” working group. Besides the organization of a Festival of youths, in col- la rete e i comitati the network and the committee sità, questo gruppo ha avanzato l’idea di creare alcuni centri multimediali nelle capitali del Mediterraneo e di organizzare viaggi per studenti in Turchia e Grecia alla scoperta della storia e dell’archeologia di questi Paesi. Il progetto più originale tra quelli presentati dai giovani è risultato, tuttavia, quello relativo all’organizzazione di un ciclo di seminari sul tema Cooking & business (cucina e affari), per favorire la conoscenza dei cibi mediterranei e, allo stesso tempo, promuovere la creazione di imprese, soprattutto al femminile, in grado di occuparsi di prodotti alimentari tipici dell’area. Due progetti sono stati ideati, invece, dal gruppo “Cultura”: il primo relativo a un Festival della cultura mediterranea itinerante, il secondo volto all’elaborazione di un programma che favorisca in Europa la traduzione e la diffusione di autori della sponda sud. I gruppi “Educazione” e “Alta Educazione” hanno proposto di estendere il progetto Erasmus (possibilità per uno studente universitario di effettuare un periodo di studi all’estero) anche alle università della riva sud, che fino a oggi sono rimaste escluse. Tra i risultati più significativi ottenuti dal primo NetWorkShop vi è sicuramente quello di aver contribuito a far sedere allo stesso tavolo israeliani e palestinesi. Due popoli in guerra ma a Procida uniti dalla volontà comune di realizzare progetti concreti che favoriscano la convivenza pacifica, come quelli che da anni porta avanti la Jerusalem Foundation, uno dei membri della rete. Fondata nel 1966 dallo storico sindaco di Gerusalemme Teddy laboration with Universities, the group also presented the idea to create multimedia centres in the capitals of the Mediterranean and organize student field trips in Turkey and Greece to discover the history and the archaeology of those countries, in comparative fashion. The most innovative project presented by the youths consisted of a series of seminars on the theme Cooking and business which should spread the knowledge of the Mediterranean food and, at the same time, promote the creation of small businesses, mostly run by women, who are interested in the food products typical of the area. Two projects were put forward by the “Culture” working group: the first one consisted in an itinerant Festival of the Mediterranean culture; the second aimed at the elaboration of a programme that would favour the translation and the diffusion of authors from the Southern shore in Europe. The groups “Education” and “High Education” proposed to participate into the Erasmus Mundus programme (which consists in student and university staff mobility schemes across countries) with universities from the Southern shore. Finally, among the most significant results obtained from the first Networkshop stood, certainly, the gathering of israeli and palestinian participants around the same table. Two peoples in war but united in Procida by the joint desire to realize tangible projects that favour peaceful coexistence - such as the projects that the Jerusalem Foundation, one of the members of the Network, has carried out for years. Founded 75 parte II: la struttura e gli strumenti part II: structure and tools Kollek, la Fondazione, è un’organizzazione apolitica e indipendente che ha come obiettivo la realizzazione a Gerusalemme di una società pluralista, aperta e libera. Le occasioni di incontro e confronto che hanno ebrei, musulmani e cristiani di Gerusalemme sono poche e attraverso la promozione di queste occasioni la Jerusalem Foundation dà il suo contributo alla possibilità di una convivenza pacifica tra popoli di differente cultura e credo religioso. in 1966 by the historical mayor of Jerusalem, Teddy Kollek, the Foundation is a non political and independent organization whose aim is the realization in Jerusalem of a pluralistic, open and free society. There are very few opportunities of encounters between Jews, Muslims and Christians of Jerusalem. And it is through the promotion of these opportunities that the Jerusalem Foundation gives its contribution to the possibility of a peaceful coexistence among peoples of different culture and religion. Elenco dei membri della rete List of the network members • Agenzia Locale di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana S.C.P.A. • Agenzia Sviluppo Locale e Sportello Europa - MUSVEUR • ALISEI ONG • ARACNE - Associazione di Promozione Sociale • Arci Nova Associazione Caserta • ASIS Consorzio di Cooperative Sociali • Ass. Operatori di Pace ONLUS • Associazione ANPI Napoli • Associazione Amicizia Ebraico-Cristiana di Napoli Città della Scienza, Naples • Associazione Comunità Socio-Culturale Araba in Campania • Associazione Culturale Fuoricentroscampia • Associazione Interculturale Grammelot • Associazione Mezzogiorno Europa 76 la rete e i comitati the network and the committee • Associazione Napoli nel Mondo • Associazione Orientale 05 • Associazione Senza Frontiere • Associazione Solidarietà Internazionale ONLUS • Associazione Stella • AssoPace Napoli Procida networkshop, 2007 • Campania Start-up • Cardiochirurgia Pediatrica AO Monaldi • CEICC Napoli • Centro di Solidarietà della CdO • Centro di Solidarietà della Compagnia delle Opere • Centro di Studi sulle Culture del Mediterraneo - Università degli Studi di Napoli L’Orientale - Dipartimento di Filosofia e Politica • CIDIS ONLUS • CISS / Cooperazione Internazionale Sud Sud • Città del Fare s.c.p.a. • COASIC (Coordinamento delle ONG e delle Associazioni di Solidarietà della Campania) • Consiglio Italiano per i Rifugiati • Consiglio Nazionale delle Ricerche - Ufficio per il Mediterraneo • Consolato Onorario del Marocco • Consolato Onorario della Repubblica di Cipro • Consorzio Prodos • CPS - Comunità Promozione e Sviluppo Procida 77 parte II: la struttura e gli strumenti part II: structure and tools • Europe Direct Napoli • Fondazione Mezzogiorno Europa • I KEN onlus • I.C.R.I. Istituto di Cultura e Relazioni Internazionali • Libera informazione • LTM (Gruppo Laici Terzo Mondo) • N:EA (Napoli:Europa, Africa) • Nero e non solo! O.N.L.U.S. • Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno e Aree Interne della Campania S.c.p.a. • PMG (Peace-Makers for the Local Governance) • Rete dei Sistemi Locali di Sviluppo Territoriale della Campania (rete SLST) • Scuola Media CTP Michelangelo • Sindacato CISL • Teatro stabile d’innovazione Galleria Toledo • UIL Campania - Progetto Sud • Un Ponte per... • Consorzio LINK scarl • Consorzio Ricerca ed Educazione Permanente - Master “Sustainable Development & Territory Promotion” • ONG E.I.P. Italia Scuola Strumento di Pace • UNIDO-ITPO (Investment and Technology Promotion Office) • Progetto Sud sculpture, il N-uovo sole, Lello Esposito • Athens Network of Collaborating Experts • Bloomfield Science Museum Jerusalem 78 la rete e i comitati the network and the committee • Camera di Commercio e dell’Industria di Betlemme • Città della Scienza di Tunisi • City Hall of Bucharest, 2nd District • David Yellin Teachers College • Ekip Project Consulting • Hand in Hand Centro per l’Educazione di Arabi ed Ebrei in Israele • Institute for Philosophical Research at the Bulgarian Academy • Instituto Education Secundaria Profesor Domínguez Ortiz • Ministry of Education and Science Bulgaria • Municipality of Calarasi • Municipality of Nablus • Musée de Corse (Collectivité Territoriale de Corse) • Planetarium Science Center, Library of Alexandria • Romanian Guides Association • The Jerusalem Foundation • The Latin Parish of Jerusalem • Università di Nizza • Zajel Youth Exchange Program, An-Najah National University 79 concert for peace, Ramallah, 1.10.2005 80 I comitati The committees Oltre che dalla rete, l’Osservatorio è costituito anche da due comitati, quello Tecnico-Scientifico (CTS) e quello d’Onore. Il CTS è presieduto da un delegato del Sindaco di Napoli, il professore Raffaele Porta, ed è composto da due rappresentanti di ciascuna delle tre istituzioni che hanno dato vita all’Osservatorio: Souzan Fatayer (mediatrice culturale) e Olivier Butzbach (ricercatore presso la Seconda Università degli Studi di Napoli e Visiting Lecturer presso il King’s College di Londra) per il Comune di Napoli; Luigi Amodio (Direttore della Fondazione IDISCittà della Scienza di Napoli) e Anne-Marie Bruyas (coordinatrice per conto della Fondazio- Besides the network, the Observatory comprises two committees, the Technical-Scientific committee (TSC) and the honorary committee. The TSC is chaired by a representative of the mayor of Naples, professor Raffaele Porta, and it is composed of two representatives of each of the three institutions that helped create the Observatory, six in total: Souzan Fatyer (cultural mediator) and Olivier Butzbach (researcher at the Second University of Naples and Visiting Lecturer at the King’s College in London) for the Municipality of Naples; Luigi Amodio (director of the Fondazione IDIS-Città della Scienza of Naples) and Anne-Marie Bruyas (coordinator la rete e i comitati the network and the committee ne IDIS-Città della Scienza dei partenariati internazionali) per la Fondazione IDIS-Città della Scienza; Fabio Maniscalco (Direttore dell’Osservatorio per la Protezione dei Beni Culturali ed Ambientali in Area di Crisi dell’I.S.Fo.R.M. OPBC), e Luigi Mascilli Migliorini (docente di Storia del Mediterraneo Moderno e Contemporaneo presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale) per l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Il CTS costituisce un gruppo di lavoro che coordina le attività realizzate dall’Osservatorio. Alla Fondazione IDIS-Città della Scienza è stata attribuita la responsabilità della gestione operativa e finanziaria delle iniziative previste nel progetto. Al CTS si aggiunge il Comitato d’Onore formato da: Mohamed Hèdi Ben Ismail (Tunisia), Direttore Generale della Città della Scienza di Tunisi; Ibrahim Faltas (Egitto), parroco di Gerusalemme; la scrittrice e giornalista Baya Gacemi (Algeria); Andrea Geremicca (Italia), Presidente della Fondazione Mezzogiorno Europa; Samir Y. Hazboun (Cisgiordania), Direttore Generale del DATA, ente di ricerca e consulenza di Betlemme; Tamar Millo (Israele), Direttore del dipartimento italiano della Jerusalem Foundation; Sami Nair (Francia), professore di Scienze Politiche all’Università di Parigi VIII; Gheorghe Stoica (Romania) , professore alla Facoltà di Scienze Politiche presso l’Università di Bucarest. for the Fondazione IDIS-Città della Scienza of the International partnerships) for the Fondazione IDIS-Città della Scienza: Fabio Maniscalco (director of the Observatory for the protection of cultural and environmental heritage in areas of crisis of the I.S.Fo.R.M. (OPBC), and Luigi Mascilli Migliorini (professor of modern and contemporary history of the Mediterranean) at the University of Naples L’Orientale. The TSC forms a working group that coordinates the activities directly realized by the Observatory. The Fondazione IDIS-Città della Scienza has the responsibility for operational and financial management of the initiatives carried out by the Observatory. The honorary committee includes: Mohamed Hedi Ben Ismail (Tunisia), general director of the Tunis Science Centre; Ibrahim Faltas (Egypt), priest in Jerusalem; journalist and writer Baya Gacemi (Algeria); Andrea Geremicca (Italy), president of the Foundation Mezzogiorno Europa; Samir Y. Hazboun (West Bank), general director of DATA, research and consulting institution in Bethlehem; Tamar Millo, director of the Italian Department of the Jerusalem Foundation; Samir Nair, professor of Political Sciences at the Universities of Paris VIII and Madrid; Gheorghe Stoica (Romania), professor at the Faculty of Political Sciences of the University of Bucarest. 81 82 parte II: la struttura e gli strumenti part II: structure and tools Il sito e il logo The website and the logo Strumento indispensabile per gli aderenti alla rete dell’Osservatorio e per chiunque sia interessato alle sue attività è il sito web www.mediterraneomarnero.it , redatto in italiano e inglese. Creato alla fine del 2005, il sito viene aggiornato quotidianamente da Luca Simeone e Annemarie Bruyas. In particolare, nella sezione relativa alle news vengono riportate notizie in tempo reale sui temi d’attualità dell’area dei paesi del Mediterraneo attingendo, come fonte giornalistica, al notiziario ANSAmed che vanta un corposo flusso informativo di circa 200 servizi al giorno in italiano, inglese e arabo, inviato dal capillare circuito di uffici di corrispondenza dell’ANSA. Oltre alle news il sito contiene sezioni sulle attività realizzate e una completa rassegna stampa e video. Sul sito è possibile consultare anche una galleria fotografica e un’area download nella quale è possibile visualizzare filmati e dalla quale è possibile scaricare documenti inerenti le attività dell’Osservatorio. Nell’area AdesioneJoin the Network è possibile anche scaricare i moduli necessari per aderire alla rete dell’Osservatorio. Un occhio colorato che simboleggia, da una parte l’idea di guardare per conoscere la diversità e, dall’altra, la poliedricità e la differenziazione interna di questo sguardo: questo è il “logo” dell’Osservatorio realizzato dal grafico Rino Sorrentino della società Union Graphics (http://www.uniongraphics.it). The website of the Observatory (www.mediterraneomarnero.it), proposed in Italian and in English, is a key instrument for the members of the network of the Observatory and for anyone interested in its activities. Set up at the end of 2005, the website is updated every day by Luca Simeone and Anne-Marie Bruyas, from the Fondazione IDIS-Città della Scienza. In particular, the news section proposes news updates on the fields of interest for the Observatory, covering Mediterranean countries and drawing from the ANSAmed news agency, which has a flow of 200 news dispatches per day in Italian, English and Arabic, with the contribution of ANSA correspondents. Besides the news, the website contains sections on the activities realized by the Observatory, a press review and videos. The website also offers a rich photo gallery and a download page in which it is possible to visualize film and download documents concerning the activities of the Observatory. In the Adesione-Join the Network area it is possible to download the necessary forms to be filled in order to join the Observatory network. Finally, the logo of the Observatory realized by designer Rino Sorrentino of the Union Graphics Society (http://www.uniongraphics.it), consists of a coloured eye that symbolizes on the one hand, the idea of looking to grasp diversity and, on the other hand, the inner versatility and the differentiation of this look . parte III allegati part III appendix RASSEGNA STAMPA PRESS RELEASE ‘MeetMath’ è dunque parte - la prima parte - di un progetto più grande, un progetto voluto dall’Unesco, l’agenzia delle Nazioni Unite che promuove la cultura, e dall’Unione Europea come strumento per cercare di consolidare il dialogo tra israeliani e palestinesi. In questo progetto lo “science centre”, il museo scientifico di seconda generazione, costituisce una componente importante. Perché tutti riconoscono che la diffusione della cultura scientifica è, oggi più che mai, un pre-requisito dello sviluppo culturale, sociale ed economico, oltre che un’occasione per costruire la pace. ‘MeetMath’ is the first part of a greater project, a project wanted by Unesco, the United Nations agency that promotes culture, and by the European Union, as an instrument conceived to consolidate the dialogue between Israeli and Palestinians. The “science centre”, a second generation scientific museum, constitutes an important element of this project. Because everybody recognizes that the diffusion of culture is, today more than ever, beyond an opportunity to build peace a prerequisite of cultural, social, economic development other than an opportunity to build peace. (da l’Unità del 3 ottobre 2005) (from l’Unità of October 3, 2005) “Aprire una piccola breccia nel muro di incomprensioni, diffidenze e violenza che ancora impediscono il dialogo tra israeliani e palestinesi: era questo il nostro obiettivo e, nonostante mille difficoltà, qualche punto a favore della pace lo abbiamo segnato”. Il Presidente dell’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero, Raffaele Porta, fa un primo bilancio della missione che ha portato 150 napoletani in Medioriente con la partecipazione del sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo. ‘’Opening a small breach in the wall of incomprehension, mistrust and violence that still prohibit the dialogue between Israeli and Palestinians: this was our goal and, despite many difficulties, we scored a point in favour of the peace’’. The President of the Euromediterranean and the Black Sea Observatory Raffaele Porta makes an assessement of the mission of 150 Neapolitans in the Middle East with the participation of the mayor of Naples Rosa Iervolino Russo. (da Il Mattino del 3 ottobre 2005) (from Il Mattino of October 3, 2005) 85 parte III: allegati part III: appendix Più temuta del dentista e delle bollette da pagare, sua altezza la matematica mostra il suo volto migliore e purtroppo sconosciuto ai più. Comincia oggi, a Città della Scienza, ‘Meet Math’, una mostra interattiva e itinerante dedicata a teoremi e funzioni (…). Il tema dei numeri come strumento non di divisione ma di unione e quello della matematica, nella veste di amica giocosa, di cui non aver timore, rappresentano lo spirito e il cuore di ‘Meet Mat’. More feared than the dentist and the bills to pay, maths shows its best face - unfortunately not a very known one. The ‘Meet Math’ exhibit begins today at Città della Scienza, an interactive and itinerant exhibition dedicated to theorems and calculation (...). The theme of numbers as an instrument of union and not of division and that of maths as something not to be afraid of, are the spirit and the heart of ‘Meet Math’. (da la Repubblica del 6 ottobre 2005) (from la Repubblica of October 6 2005) “Questa visita - ha spiegato il Presidente dell’Osservatorio Raffaele Porta a guida della delegazione in missione in Medioriente - è solo una tappa di un lungo cammino intrapreso già da tempo dalla nostra città, impegnata a far sviluppare in questa terra la pace e il dialogo, ma dal basso, ovvero incontrando e facendo parlare persone che vivono nella stessa realtà”. ‘’This visit - explained the President of the Euromediterranean and the Black Sea Observatory Raffaele Porta at the head of Naples delegation on a mission in the Middle East - is just a step in a long journey which started long time ago in our city, committed to furthering peace and dialogue, to making people who live the same reality speak’’. (da Il Mattino del 28 settembre 2005) (from Il Mattino of September 28, 2005) ”Iniziative del genere possono davvero contribuire in maniera pregnante al processo per riportare la pace in questa martoriata terra”. Lo ha detto Yossi Beilin, leader del partito Yadah (la cosiddetta sinistra israeliana che si contrappone al partito Likud) in seguito all’incontro con la delegazione napoletana, al secondo giorno della sua missione in Medioriente. “These kind of initiatives can really contribute to the peace process in this tortured land”. So said Yossi Beilin, leader of the Yadah party following the meeting with the delegation from Naples, during the second day of its mission in the Middle East. (da le Cronache di Napoli del 29 settembre 2005) 86 (from Cronache di Napoli of September 29, 2005) rassegna stampa press release ...”Questa terra presenta ricchissime testimonianze del passato che devono essere adeguatamente tutelate”, ha detto Pasquale Ciriello, rettore dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, impegnata in prima linea per la tutela dei beni culturali in Palestina. Nell’ambito della missione di pace organizzata in Medioriente, in occasione della celebrazione delle ‘Quattro giornate di Napoli’, è stata posta una bandiera ‘Scudo blu per la Palestina’ per la tutela del sito archeologico di Ramallah. ...”This land presents rich stories from the past that must be properly preserved’’, said Pasquale Ciriello, Rector of the University of Naples L’Orientale, committed in the front line for the preservation of the cultural heritage in Palestine. Within the peace mission organized in the Middle East, during the celebration of the ‘Four days of Naples’, the ‘Blue shield’ flag for Palestine was planted, to symbolize the preservation of the archaeological site of Ramallah. (da il Corriere del Mezzogiorno del 4 ottobre 2005) (from Corriere della Sera of October 4, 2005) Napoli come snodo cruciale tra Europa e Mediterraneo, Napoli come ponte tra israeliani e palestinesi. Il ruolo da protagonista svolto dalla città partenopea per il dialogo sociale e culturale tra i Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum attraverso l’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero è stato illustrato nel corso del convegno... Naples as a crucial nexus between Europe and the Mediterranean, Naples as a bridge between Israeli and Palestinians. The leading role of the Neapolitan city for social and cultural dialogue among the countries that overlook the Mare Nostrum through the Euromediterranean and the Black Sea Observatory was illustrated during the conference... (da le Cronache di Napoli del 4 marzo 2006) (from the Cronache di Napoli of March 4, 2005) “Scambi di esperienze e dialogo sono indispensabili per superare pregiudizi e stereotipi nel settore della libertà di informazione”, ha osservato Zeynep Akyil, giornalista dell’agenzia di stampa turca Anadolu durante il convegno dal titolo ‘Dibattito sulla libertà di stampa: dialogo fra Oriente e Occidente’ a Città della Scienza. La giornalista ha poi fatto l’esempio della Turchia, un Paese che lotta per la piena appartenenza alla Comunità europea e dove i giornalisti chiedono un sistema di mass-media che non limiti la libertà di stampa. ‘’Exchange of experience and dialogue are indispensable to overcome prejudices and stereotypes in the field of freedom of information’’, said Zeynep Akyyil, a journalist from the Turkish news agency Anadolu during the conference titled ‘Debate on the press freedom: dialogue between the East and the West’ at Città della Scienza. The journalist then cited Turkey as an example, a country that is fighting to obtain a whole membership in the European Community and where journalists call for a mass-media system which does not restrict the freedom of the press. (da Il Denaro del 4 luglio 2006) (from Il Denaro of July 4 2006) 87 parte III: allegati part III: appendix La Summer School riunisce una ricchezza di culture giovani che non si ritrovano a Napoli spinti dal fenomeno dell’immigrazione ma nel nome della cultura che li chiama a raccolta per un messaggio di speranza e di pace. The Summer School brings together a rich array of young cultures that gather in Naples drawn by the phenomenon of immigration but in the name of culture for a message of hope and peace. (da Il Mattino del 21 settembre 2006) (from Il Mattino of September 21, 2006) Il ruolo peculiare degli scambi culturali per l’integrazione dei popoli del Mediterraneo. È questo lo spirito della Summer School che riunisce neolaureati delle sponde del Mare Nostrum in incontri e dibattiti. The peculiar role of cultural exchanges for the integration of the peoples of the Mediterranean. This is the spirit of the Summer School that brings together newly graduated of the shores of the Mare Nostrum in meetings and debates. (da Napoli-Più del 21 settembre 2006) (from Napoli-Piu’ of September 21, 2006) “Parlare della libertà di comunicare nel bacino del Mediterraneo è come costruire un gigantesco mosaico con una serie di tasselli non tutti omogenei tra loro. Ad aiutarci in questa costruzione c’è la tecnologia: la possiamo immaginare come collante delle tessere. Al posto del Mediterraneo reale, fatto di molecole d’acqua, possiamo immaginare un Mediterraneo ideale, fatto di bit e byte dove le informazioni viaggiono su canali che sono terrestri e satellitari”, ha spiegato Silvio Luise, caporedattore Rai, responsabile della rubrica Neapolis, al forum ‘Europa, Mediterraneo, Mar Nero - Integrazione, Cooperazione, Comunicazione’. “Speaking of the freedom of communication in the Mediterranean area is like building a gigantic mosaic with a series of plugs that are not all homogenous. Technology helps us to build it, as a glue for those various plugs. Instead of a real Mediterranean, made of water molecules, one can imagine a virtual Mediterranean, made of bits & bytes where information travels on terrestrial and satellite channels”, said Silvio Luise, chief editor of Rai, in charge of the Neapolis TV program, at the forum ‘Europe, Mediterranean, Black Sea Integration, Cooperation, Communication’. (da il Giornale di Napoli del 6 dicembre 2006) 88 Napoli-Più (from the Giornale di Napoli of December 6, 2006) rassegna stampa press release Una rete per la diffusione della cultura scientifica e tecnologica nel Mediterraneo. Si chiama Masad, (Mediterranean Association for Science Advancement and Dissemination) creata a Città della Scienza con il patrocinio dell’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero, costituita dal comune di Napoli, Università Orientale, e la Fondazione Idis-Città della Scienza e presieduto da Raffaele Porta. “La Masad vuole porre fine alla mancanza di un’associazione che fosse pensata per il Mediterraneo. La rete vuole unire le forze per risolvere il comune problema di debolezza della cultura scientifica e tecnologica e rafforzare il dialogo”, ha dichiarato la coordinatrice del progetto Barbara Gallavotti. A network for the diffusion of the scientific and technological culture in the Mediterranean. It’s called MASAD (Mediterranean Association for Science Advancement and Dissemination), and was created at Città della Scienza with the support of the Euromediterranean and the Black Sea Observatory, the Municipality of Naples, University of Naples L’Orientale and the Fondazione Idis-Città della Scienza and chaired by Raffaele Porta. “Masad aims at putting an end to the lack of an association for the Mediterranean. The network wants to unite the forces to solve the common problem of weakness of the cultural and technological culture and reinforce dialogue”, said the coordinator of the project Barbara Gallavotti. (da Il Mattino del 1 aprile 2007) (from Il Mattino of April 1, 2007) ...la rete di Masad sarà di supporto anche al progetto di fondazione di una delle città della scienza a Tangeri, in Marocco: “È un progetto ambizioso - ha spiegato Mohamed Semlali, esponente della Fondazione Sigma, una delle sette istituzioni scientifiche coinvolte nel progetto - che stiamo perseguendo anche con la collaborazione italiana. Nell’aprile 2008 vorremmo aprire la nostra VI mostra scientifica nelle sale dell’Italian Institution’s Palace di Tangeri e speriamo nella mediazione di Masad per ottenere il placet dall’istituto italiano di cultura”. ...the Masad network will also support the foundation project of one of the science centres in Tangiers (Morocco): “It is an ambitious project - explained Mohamed Semlali, representative of the Sigma Foundation, one of the seven scientific institutions involved in the project that we are carrying on with the italian cooperation. In April 2008 we would like to open the VI scientific exhibit in the Italian Institution’s Palace of Tangiers and we hope in the mediation of Masad to obtain the ‘ok’ of the Italian Institution for Culture. (da Il Denaro del 3 aprile 2007) (from Il Denaro of April 3, 2007) 89 parte III: allegati part III: appendix “Oltre a favorire la conoscenza reciproca con la partecipazione di 13 Paesi della sponda nord e sud il primo ‘EuroMediterranean and Black Sea Observatory Workshop: Networking and partnership’, organizzato a Procida, ha l’obiettivo di favorire il lancio di progetti concreti, già in passato realizzati dall’Osservatorio come il viaggio in Israele e Palestina”, ha detto il sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo nell’ambito della presentazione dell’evento il 24-25 maggio a Procida. ‘’In addition to favouring the mutual knowledge with the participation of 13 countries of the Northern and Southern shore, the first ‘Euromediterranean and Black Sea Observatory Workshop: Networking and partnership’ organized in Procida, aims at facilitating the conception of concrete projects, like those already implemented in the past by the Observatory such as the mission to Israel and Palestine’’, said the Mayor of Naples Rosa Iervolino Russo in the presentation of the event on May 24-25 in Procida. (da Il Denaro del 23 maggio 2007) (from Il Denaro of May 23, 2007) “Questo incontro è il primo di una serie di aggiornamenti che intendiamo organizzare per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle drammatiche problematiche derivanti dall’uso di nuovi e poco conosciuti armamenti in conflitti recenti ed in corso, armi che sono in grado di continuare ad uccidere anche a distanza di tempo, paradossalmente anche a guerre terminate”. Il Presidente dell’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero Raffaele Porta, a proposito del convegno ‘Inquinamento bellico e uranio impoverito’. “This meeting is the first of a series that we will organize to raise public awareness on the danger caused by the use of new and not wellknown weapons in recent and ongoing conflicts that can still kill at a time distance, also after the wars are over”. The President of the Euromediterranean and the Black Sea Observatory Raffaele Porta introducing the conference entitled ‘war pollution and impoverished uranium’. (da Il Denaro del 3 novembre 2007) 90 (from Il Denaro of November 2007) 2005 2006 CALENDARIO CHRONOLOGY OF PAST EVENTS 27 settembre - 2 ottobre Celebrazione delle “Quattro giornate di Napoli in Medioriente” Israele, Palestina September 27 - October 2 Celebration of the “Four days of Naples in the Middle East” Israel, Palestine 29 settembre Concerto per la pace con la Nuova Orchestra Scarlati a Gerusalemme, YMCA September 29 Concert for peace with the Nuova Orchestra Scarlatti in Jerusalem, YMCA 1 ottobre Concerto per la pace con la Nuova Orchestra Scarlati a Ramallah, Casa della Cultura October 1 Concert for peace with the Nuova Orchestra Scarlatti in Ramallah, Casa della Cultura 20 dicembre - 10 gennaio 2006 Napoli incontra Betlemme: esposizione prodotti artigianali, incontri bilaterali, conferenze, Napoli December 20 - January 10 Naples meets Bethlehem: exhibit of handcraft products, bilateral meetings, conference, Naples 3 marzo Conferenza di presentazione dell’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero Università degli Studi di Napoli L’Orientale March 3 Conference introducing the Euromediterranean and the Black Sea Observatory University of Naples L’Orientale 28 febbraio - 4 marzo Incontri e workshop “Oltre la pace” di educazione alla coesistenza tra le scuole di Napoli e del medioriente Napoli, IS G. Rodinò, Bottega della Comunicazione, Comune di Napoli February 28 - March 4 Meetings and workshop “Beyond peace” on education to peace and coexistence, with schools from Naples and from the Middle East Naples, IS G. Rodinò, Bottega della Comunicazione, Municipality of Naples 91 92 parte III: allegati part III: appendix 11 marzo Le imprese degli immigrati, organizzato da Campania Start-up. Napoli March 11 The enterprises of immigrants, organized by Campania Start-up. Naples 3 luglio Dibattito sulla libertà di informazione, organizzato da Europe Direct e ANSAmed. Città della Scienza, Napoli July 3 Debate on the freedom of information organized by EuropeDirect and ANSAmed Città della Scienza, Naples 18-27 settembre Summer school, L’Impresa culturale nel Mediterraneo Conservatorio delle Orfanelle, Procida September 18-27 Summer School, The cultural enterprise in the Mediterranean Conservatorio delle Orfanelle, Procida 20 settembre Lectio Magistralis di Mohammed Bennis Università degli Studi di Napoli L’Orientale September 20 Lectio Magistralis of Mohammed Bennis University of Naples L’Orientale ottobre Partecipazione alla giornata Italiana di Nazareth con il gruppo teatrale “I teatrini” Nazareth October Participation to the Italian day of Nazareth with the theatrical group “I teatrini” Nazareth 4 dicembre Conferenza “L’ingresso della Romania nell’Unione Europea” Università degli Studi di Napoli L’Orientale December 4 Conference on “The entry of Romania in the European Union” University of Naples L’Orientale 4 dicembre Dibattito “La cooperazione decentrata della Campania nel Mediterraneo” Presentazione del volume “Il mare bagna Napoli” a cura di Vanna Ianni. Università degli Studi di Napoli L’Orientale December 4 Debate on “Decentralized cooperation of the Campania region in the Mediterranean” Presentation of the book ”The sea bathes Naples” edited by Vanna Ianni University of Naples L’Orientale 5 dicembre Tavola rotonda “La libertà di comunicare nei paesi del Mediterraneo” in collaborazione con ANSAmed Università degli Studi di Napoli L’Orientale December 5 Roundtable entitled “The freedom to communicate in the Mediterranean countries” in collaboration with ANSAmed University of Naples L’Orientale calendario chronology 7-11 dicembre Programma di scambio e gemellaggio tra le città di Napoli e Bucarest December 7-11 Exchange and twinning programme between Naples and Bucarest 2007 18 - 28 gennaio Partecipazione al progetto Palestina “Dentro la notte” Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo, Napoli January 18-28 Participation to the Palestine project “Into the night” Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo, Naples 23 gennaio-4 febbraio Partecipazione alla Fiera del libro del Cairo, Egitto January 23 - February 4 Participation to the Cairo Book Fair Egypt febbraio Inaugurazione della mostra sulla matematica “Meet-math” Campus di Abu Dees, Università Al Quds, Gerusalemme February Inauguration of the math exhibit “Meet-math” Campus of Abu Dees, Al Quds University, Jerusalem 16 marzo Dall’educazione al dialogo, il ruolo primario della scuola con il contributo di ANSAmed Galassia Gutenberg, Napoli March 16 “From education to dialogue, the primary role of the school” with the contribution of ANSAmed Galassia Gutenberg, Naples 18 marzo Donne che progettano la pace Città della Scienza, Napoli March 18 Women who plan peace Città della Scienza, Naples 20 marzo Rassegna Mediterraneo-incontri di culture Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo, Napoli March 20 Mediterranean exhibit-meeting of cultures Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo, Naples 24-25 marzo Partecipazione alla notte bianca “Desiderio di Europa” CEICC, Università degli Studi di Napoli L’Orientale March 24-25 Participation to the white night entitled “Desire of Europe” CEICC, University of Naples L’Orientale 93 94 parte III: allegati part III: appendix 2 aprile La scienza per la pace, la comunicazione scientifica per il dialogo interculturale Città della Scienza, Napoli April 2 Science for peace, the scientific communication for the intercultural dialogue Città della Scienza, Naples 17 aprile Incontro con i membri della rete dell’Osservatorio per la preparazione del Networkshop Città della Scienza, Napoli April 17 Meetings with the members of the Observatory network for the preparation of the Networkshop Città della Scienza, Naples 10-12 maggio Partecipazione al G8 UNESCO World Forum on “Education, Research and Innovation: New partnership for sustainable development” Trieste May 10-12 Participation to the UNESCO G8 World Forum “Education, Research and Innovation: New partnership for sustainable development” Trieste 24-25 maggio Sharing ideas, building projects, enlarging partnership. EMBS Networkshop Conservatorio delle Orfanelle, Procida May 24-25 Sharing ideas, building projects, enlarging partnership. EMBS Networkshop Conservatorio delle Orfanelle, Procida 5 giugno Dialogo e cooperazione tra Italia ed Iraq. Primi risultati del progetto di solidarietà per Nassiriya Università degli Studi di Napoli Federico II June 5 Dialogue and cooperation between Italy and Iraq. First results of the solidarity project for Nassiriya Università degli Studi di Napoli Federico II 17 luglio Convegno “Figli delle Nuvole. Napoli incontra il popolo Saharawi” Università degli Studi di Napoli Federico II July 17 Conference on “Children of the clouds. Naples meets the Saharawi people” Università degli Studi di Napoli Federico II 24 settembre - 2 ottobre II edizione della Summer School “L’impresa culturale nel Mediterraneo” Conservatorio delle Orfanelle, Procida September 24 - October 2 Second edition of the Summer School “The cultural enterprise in the Mediterranean” Conservatorio delle Orfanelle, Procida 2008 calendario chronology 27 settembre Presentazione del libro della scrittrice algerina Baya Gacemi “Nadia. Paure e speranze di una donna algerina” CEICC, Napoli September 27 Presentation of the book by Algerian writer Baya Gacemi “I. Nadia. Wife of a terrorist” CEICC, Naples 2 ottobre Convegno “Lauree deboli, mestieri forti” Università degli Studi di Napoli L’Orientale October 2 Conference on “Weak degrees, strong jobs” University of Naples L’Orientale 17 ottobre “La scienza linguaggio di pace” presentazione del progetto di cooperazione internazionale per la realizzazione di uno Science Centre presso l’Università palestinese di Al Quds October 17 “Science, language of peace” Presentation of the international cooperation project for the realization of a Science Centre at the Al Quds Palestinian University 5 novembre Tavola rotonda “Inquinamento bellico ed uranio impoverito” Maschio Angioino, Antisala dei Baroni, Napoli November 5 Roundtable on “War pollution and impoverished uranium” Maschio Angioino, Antisala dei Baroni, Naples 3-10 gennaio Missione in Medioriente Gerusalemme, Betlemme, Ramallah, Nablus January 3-10 EMBSO Mission in Middle-East Jerusalem, Bethlehem, Ramallah, Nablus 28 gennaio Incontro con l’attore palestinese Mohammed Bakri Napoli, Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo January 28 Event with the Palestinian film Director Mohammed Bakri Naples, Galleria Toledo theatre 95 Finito di stampare nel mese di aprile 2008 da Arti Grafiche Solimene, Casoria, Napoli per conto della CUEN Srl, Napoli L’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero ha svolto, nei primi tre anni di vita, numerose attività in collaborazione con quindici Paesi del Mediterraneo e del Mar Nero. L’Osservatorio è riuscito, attraverso un intenso lavoro di ricerca e progettazione, a costituirsi come coordinamento di una rete di circa cento soggetti istituzionali (autorità locali, università, centri culturali, associazioni etc.) impegnati in progetti di cooperazione nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e sul Mar Nero. I risultati finora raggiunti sono il frutto del lavoro condiviso e progettato dai tre partner componenti l’Osservatorio: Comune di Napoli, Università degli Studi di Napoli L’Orientale e Fondazione IDIS-Città della Scienza. La presente pubblicazione ha lo scopo di far conoscere gli aspetti più significativi di un percorso dalle molte sfaccettature e, pertanto, ricco di intensi sviluppi futuri, non intendendo rappresentare un semplice riassunto delle attività realizzate ma fornire, innanzitutto, un’utile piattaforma di partenza per nuove collaborazioni in vista di ulteriori future iniziative. Si tratta in sintesi di una proposta, sia nei contenuti che nei metodi, tesa a costruire una rete sempre più ampia di istituzioni motivate a proseguire nel cammino finalizzato alla pace, al dialogo ed al riconoscimento dell’altro. Università degli Studi di Napoli L’Orientale info Fondazione IDIS-Città della Scienza via Coroglio, 104 - 80124 Napoli tel. + 39 081 5702158 www.mediterraneomarnero.it In its first three years of operation, the EuroMediterranean and the Black Sea Observatory has carried out many activities with fifteen countries from the Mediterranean & the Black Sea. Thanks to an intense work of research and project management, the Observatory succeeded in establishing itself as coordinator of a network composed of around one hundred institutions (local governments, Universities, cultural centres, NGOs...) involved in cooperation projects in countries from the Mediterranean and the Black Sea. The results achieved so far are the fruit of the work conducted by the three partners that compose the Observatory: the City of Naples, the University of Naples L’Orientale and the Fondazione IDIS-Città della Scienza. The present publication aims to show the most relevant aspects of a multi-sided process, rich of future developments. It doe not intend to represent a mere summary of past events, but to provide a useful initial platform for new collaboration in future initiatives. This report should be read, therefore, as a proposal to build, both in terms of project contents and methods, an expanding network of institutions interested in furthering peace, dialogue and recognition of the Other.