Doppio turno impegnativo per i Dragoni

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Doppio turno impegnativo per i Dragoni
GIORNALEdelPOPOLO
VENERDÌ 30 GENNAIO 2015
calcio
Annunciata la presenza di Atletico Madrid e Lokomotiv Mosca
Il Torneo di Bellinzona
pronto a compiere 75 anni
di paolo galli
Gli organizzatori del Torneo di Bellinzona hanno già iniziato a tirare
una lunga volata, che avrà poi nelle
partite il suo stagionale traguardo.
Ma il traguardo – che sarà poi un nuovo punto di partenza – quest’anno
è reso più suggestivo da ciò che esso
rappresenta, ovvero il 75° compleanno. Per l’occasione, è stato pubblicato
anche un giornalino speciale, con alcune chicche degne di menzione: dai
vari giocatori (divenuti) celebri che vi
hanno partecipato sino all’intervista
con l’attuale CT della nazionale svizzera, Vlado Petkovic.
E Vlado racconta: «Ho tantissimi
buoni ricordi del Torneo di Bellinzona. Anzi, buonissimi. Si tratta di un
torneo importante non solo per Bellinzona, ma pure per il Ticino e per
il resto della Svizzera. Un torneo che
conta molto a livello nazionale e internazionale e che spero aiuti l’ACB a
uscire definitivamente da un periodo
difficile. Per i giocatori, presentarsi al
torneo di Bellinzona significa esporsi
in una bella vetrina del calcio. Non
contano solo le partite, i risultati; contano molto pure i contatti con gli altri.
È sempre interessante apprendere
come vanno certe cose in una squadra di un altro Paese».
Dovendo citare un giocatore, tra
tutti, che ha saputo colpirlo, cita poi
Ivan De La Peña. «Si vedeva al primo
occhio che si trattava di un fuoriclasse». De La Peña vinse il torneo nel
1994 con il suo Barcellona, poi però,
una volta adulto, non seppe approfittare fino in fondo del suo enorme talento, sballottato tra Lazio, Marsiglia
e di nuovo Barcellona (anche sponda
Espanyol). Come lui, anche tanti altri
non sono stati in grado di concretizzare le promesse fatte. Ogni edizione
del Torneo di Bellinzona ha avuto le
sue stelline. Poi da lì al calcio vero
ancora ce ne passa. Tra i tanti che ce
l’hanno fatta, gli organizzatori citano i vari Beckenbauer, Ferrara, Albertini, Nakamura, Strunz, Blochin,
Boninsegna, e altri ancora che hanno segnato la storia del calcio, internazionale o perlomeno nazionale, o
cantonale. In questo senso vanno citati i “nostri” Rivera, Kubi, Lustrinelli
e da ultimo Shaqiri.
Per quanto riguarda la nuova edizione, programmata tra il 2 e il 6 aprile
prossimi, per ora si conoscono soltanto tre delle otto squadre partecipanti.
Ieri sono infatti state annunciate, oltre al Team Ticino, l’Atletico Madrid
e il Lokomotiv Mosca: entrambe non
fanno parte dell’albo d’oro del torneo.
L’Atletico ci è però andato vicino nel
2013, mentre da Mosca hanno saputo
imporsi la Torpedo (1971 e 1972) e il
Burevestnik (1968). Di dichiarato vi è
anche l’assenza di squadre sudamericane, quelle che spesso hanno saputo
dare colore (e classe) alla manifestazione. Basti pensare ai recenti successi dei club di Buenos Aires, Boca
Juniors (2000, 2001, 2011, 2012) e River
Plate (2003, 2004), o di quelli brasiliani, il Comercial (1999) e il Palmeiras
(2007). Ricordiamo allora che la squadra campione in carica è l’Inter, che lo
scorso anno aveva saputo imporsi in
finale sul Team Ticino.
sport 25
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Lo scorso anno si impose l’Inter, battendo in finale il Team Ticino.
Per festeggiare al meglio il 75°
del torneo – e per rispettare anche,
in fondo, quanto già anticipato da
Petkovic –, gli organizzatori hanno
deciso di spostare alcune partite delle eliminatorie nei campi delle altre
squadre più importanti del Cantone,
Chiasso, Locarno e Lugano. Così, oltre che al Comunale, si giocherà anche al Riva IV, al Lido e a Cornaredo.
L’intenzione sembra essere quella di
rendere sempre più “ticinese” questo
importante torneo del nostro calcio,
che avrà comunque sempre il suo
(fotogonnella)
cuore a Bellinzona. Il presidente del
torneo, Andrea Rege-Colet, ha citato
il suo desiderio: «Cerchiamo di unire
i principali poli ticinesi, sperando che
ciò possa aprire gli orizzonti del calcio di casa nostra». E poi una promessa: «Sarà un’edizione da ricordare».
il commento
Sullo stato
del calcio
ticinese
Il Lugano sta costruendo una squadra validissima, con alternative in ogni ruolo, con una
ricchezza di soluzioni rara per una squadra di
Challenge League. E ha un allenatore che – se
lasciato sereno come merita – ha già dimostrato
di saper gestire la materia meglio di chiunque altro. Materia arricchitasi ora di uno dei
migliori difensori della cadetteria (Djuric), di
un centrocampista poliedrico (Lombardi) e
dell’attaccante più prolifico della scorsa stagione
(Rossini), giocatori che conoscono la categoria.
Ma il nuovo Lugano sta dimostrando di essere
qualcosa di più di questo. Perché l’arrivo di Bentancur rischia di cambiare alcuni equilibri nel
calcio del nostro Cantone, o meglio... di definirli.
Il nuovo azionista bianconero infatti – sfruttando un poco estemporaneo vuoto di mercato – ha
offerto con successo giocatori a lui vicini anche
ad altre squadre ticinesi, a cominciare dal Locarno. L’ultimo a goderne (...) è stato il Chiasso,
che ha ceduto Djuric al Lugano, ricavandone
un promettente attaccante brasiliano – e forse
anche un nuovo difensore, l’uruguagio Robert
Herrera –, al termine di una trattativa curata
proprio da Bentancur. E il Bellinzona intanto
ne sta provando un altro. D’altronde questi giri
di giocatori stranieri convengono a tutti, a chi li
offre (e li vede magari valorizzati) e a chi, senza
spendere granché, li accoglie. Insomma, Bentancur potrebbe riuscire là dove altri avevano
fallito: mettere d’accordo tutti sulle gerarchie
cantonali. Tale tendenza allora porterebbe i migliori da una parte, ma terrebbe contemporaneamente in vita anche le altre realtà, “premiate”
(PAO)
con prestiti o resti. E l’identità?
amarcord del Torneo: la 54ª edizione
I “pulcini”
di Ferguson
Gli anni Novanta sono stati un periodo d’oro per Manchester, perlomeno sotto due aspetti, quello calcistico
e quello musicale. Da una parte nasceva la generazione più vincente della storia dello United, dall’altra invece
reggeva quello straordinario movimento musicale conosciuto come
Madchester – di cui facevano parte
band come gli Stone Roses o gli Happy Mondays, naturali eredi di altri
totem mancuniani come gli Smiths o
i New Order – In questo caso però ci
concentreremo unicamente sul calcio, e quindi sui “Fergie’s Fledglings”.
I “Fergie’s Fledglings” altro non
sono che i “pulcini di Fergie”. Sì, Fergie, Sir Alex Ferguson. Normalmente
si riconoscono due generazioni di
“Fergie’s Fledglings”. La prima però
non riuscì a farsi notare granché una
volta sbocciata nel calcio degli adulti. Della stessa in fondo si ricorda il
solo Lee Sharpe, potenziale da fuoriclasse, oggi purtroppo ricordato solo
come un buon giocatore (anche della
Sampdoria, tra l’altro). La seconda
generazione invece, be’, quella è tutta
un’altra storia.
Una storia che ha vissuto una parentesi anche al Torneo di Bellinzona,
gobbe a Lake Placid
Debby, il podio è vicino!
Deborah Scanzio ha sfiorato ancora una volta il
podio. La leventinese, specialista delle gobbe,
ha infatti chiuso al quarto posto la prova di Coppa del mondo a Lake Placid, negli States, a soli
43 centesimi di punto dalla terza classificata. La
vittoria è andata alla canadese Justine DufourLapointe. Ora Debby è quinta nella generale.
pallavolo Il
tra il 1994 e il 1995. Nel 1994 lo United
arrivò fino alla finale, ma lì venne battuto dal Barcellona di De La Peña. Sul
“GdP” di allora rileggiamo: «Il Manchester United, forse un po’ sottovalutato alla vigilia (..., ndr), ha praticato
un calcio molto fisico ma anche arioso, potendo contare su individualità
di assoluto valore, quali la 19enne ala
destra Keith Gillespie, i 20enni Paul
Scholes e Simon Davies e il 18enne
attaccante David Johnson».
Gillespie, segnalato come il giocatore più interessante del torneo, alla
pari con lo stesso De La Peña, poi
emerse altrove, sommando centinaia
di presenze tra Premier e nazionale
nordirlandese. Davies e Johnson si
accontentarono di carriere minori,
ma Scholes è poi emerso prepotentemente proprio nelle file dei Red
Devils. Di quel primo Manchester
United “bellinzonese” faceva parte
anche David Beckham, così come Nicky Butt e Gary Neville.
Nel 1995, con quei giocatori già ormai nel giro della prima squadra – a
loro aggiungete anche Phil Neville e
Ryan Giggs... –, il Manchester si ripresentò al Comunale con molti nuovi
giocatori, e in finale riuscì comunque
a battere 2-1 il Lugano (Grassi; Engel,
Lodigiani, Angelucci, Rezzonico; Belloni, Pizzagalli, Gaffuri, Arena; Ghezzi, Ceccaroni), con reti di Kirovski
e Thornley (di Ghezzi il punto della
bandiera bianconero), un futuro nazionale statunitense e un’ala svanita
nelle serie minori. Quello fu in effetti
uno United che poi non lasciò grossi
segni sul calcio mondiale.
I “Fergie’s Fledglings” sono stati
immortalati perfettamente nel documentario “The Class of ’92” – lo
trovate, completo, su YouTube – e fantasticati nel recente romanzo “Voglio
la testa di Ryan Giggs” di Rodge Glass
(edito in Italia da “66thand2nd”), nel
quale il protagonista (immaginario) è
proprio uno di quelli... che poi non ce
(PAO)
l’hanno fatta.
David Beckham
in una foto
d’epoca,
quando era
ancora lontano
dai milioni
del Real Madrid
e da... Victoria.
Lugano oggi ospita lo Schönenwerd, prima di affrontare la trasferta vodese
Doppio turno impegnativo per i Dragoni
Per i Dragoni il doppio turno di fine
gennaio-inizio febbraio inizia già
questa sera – quando alle ore 20.00
arriverà lo Schönenwerd al Palamondo – e si concluderà domenica pomeriggio, quando renderanno visita
al Losanna (ore 17.00). Saranno due
incontri di capitale importanza, a tre
turni dalla fine del torneo di qualificazione. Uno sprint finale molto impegnativo, ma non impossibile, con i
luganesi che hanno quale obiettivo la
conferma della leadership. La truppa
di Mario Motta, rientrata mercoledì
dal Belgio al termine dell’ultima sfida
valida per l’edizione 2015 della CEV
Champions League, è sicuramente
carica e determinata. Pronta a raccogliere la totalità dei punti ancora in
palio, per poter restare in posizione di
forza nella fase dei playoff. Non sarà
facile, perché gli avversari sono tutti
agguerriti. Ad iniziare dallo Schönenwerd che, pur essendosi già garantito
un posto nei playoff, deve respingere l’attacco dell’Amriswil, il quale li
tallona da vicino, proprio come fa il
Losanna con i Dragoni luganesi. I solettesi, privi dell’australiano Jordan
Richards in convalescenza dopo un
infortunio al ginocchio, hanno dal
canto loro perso, lo scorso fine settimnana, la preziosa occasione di
restare incollati al Näfels, al quale sognano (a questo punto sognavano?)
di carpire il terzo posto in classifica,
dopo aver perso per 3-0 in casa proprio nello scontro diretto coi glaronesi. In casa bianconera l’ambiente
è tranquillo. L’avventura di Cham-
pions è terminata con una sconfitta,
ma le ultime gare hanno sicuramente
dato una bella iniezione di fiducia ai
giocatori luganesi, visto che il gioco
messo in atto era di ottima fattura. Il
lavoro svolto con coach Mario Motta e il suo staff, soprattutto in questi
ultimi mesi, sta dando i suoi frutti e
il Lugano ha gradatamente e costantemente alzato il suo livello di gioco.
L’arrivo di Leonardo Puliti dapprima
e di Marcin Wika in seguito, ha poi
portato una certa serenità in seno
allo spogliatoio. La partita di questa
sera contro i solettesi potrà fornire
preziose indicazioni sullo stato di
forma della squadra e sarà sicuramente interessante e piena di spunti
interessanti. Nella prima sfida di fine
novembre alla Erlimatt i bianconeri
s’imposero al tie-break (3-2) al termine di un confronto nervoso e intenso,
lasciando agli avversari un punto.
LNA, 16ª giornata: Lugano Schönenwerd (oggi 20.00); Näfels Amriswil; Chênois - Lutry-Lavaux;
Losanna - Züri; Jona - Einsiedeln
(tutte domani).
LNA, 17ª giornata: Losanna - Lugano; Züri - Chênois; Näfels - Einsiedeln; Lutry-Lavaux - Schönenwerd;
Amriswil - Jona (tutte domenica).
La classifica: 1. Lugano 39; 2. Losanna 37; 3. Näfels 34; 4. Schönenwerd 30;
5. Amriswil 28; 6. Chênois 18; 7. Jona
15; 8. Lutry-Lavaux 11; 9. Einsiedeln 7;
10. Züri Unterland 6.