dic 199 - Costa d`Argento

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dic 199 - Costa d`Argento
Rotary Club Orbetello
Costa d’Argento
Distretto 2070
Anno 2007-2008
numero 199
R O T A R Y
I N T E R N A T I O N A L
Service Above Self
DISTRETTO 2070 - ITALIA
Emilia Romagna – Repubblica di San Marino – Toscana
GIAN CARLO BASSI
Governatore 2007-2008
Settima lettera mensile del Governatore
gennaio 2008
Faenza, 1 gennaio 2008
Cari amici,
Anzitutto buon 2008, e che esso possa portare a tutti Voi, alle vostre Famiglie, e alle vostre
attività, quanto di meglio potete desiderare: ve lo auguro di vero cuore!!
Gennaio è il mese della sensibilizzazione al Rotary, ed è significativo che questo tema, così
importante, apra il secondo semestre dell’annata rotariana, che deve rappresentare, lo dico
particolarmente ai Dirigenti dei Club e del Distretto, non un trasferimento, in discesa, verso la
conclusione del mandato, ma il momento della raccolta, della finalizzazione di progetti e iniziative,
della consuntivazione, mi auguro largamente attiva, delle attività a beneficio della nostra comunità e
di quanti nel mondo hanno bisogno di noi.
Viviamo quindi questo giro di boa con rinnovato impegno ed entusiasmo, nel segno della
Condivisione, sorretti dallo spirito positivo del nuovo anno, e dalla determinazione ad onorare, fino
al prossimo 30 giugno, per il bene dei Club, del Distretto e del Rotary, la leadership affidataci dagli
amici, che hanno creduto in noi.
Venendo al tema del mese, esso è evidentemente di grande rilievo per promuovere
l’immagine pubblica del Sodalizio, che è stata messa dal Rotary International al secondo posto nella
scala delle priorità strategiche fino al 2010. Ecco perché alle attività di Pubbliche Relazioni è stata
assegnata la dignità di una delle cinque aree su cui il Piano Direttivo di Club ci raccomanda di
essere attivi, per perseguire l’efficienza rotariana, ed ecco, una volta di più, la necessità di “fare”,
nell’ambito dei nostri Club, affinché la pubblica opinione ci conosca attraverso fatti, concreti e
duraturi, che possano imporsi all’attenzione anche di coloro che non sono tanto disposti ad
ascoltarci, o a concederci spazio sulle pagine dei loro media.
L’azione di sensibilizzazione verso l’esterno potrà tuttavia essere portata avanti
efficacemente, solo se e in quanto ciascuno di noi avrà egli stesso acquisito la giusta
sensibilizzazione e la compiuta consapevolezza della propria identità di Rotariano, e sentirà la
voglia di essere, egli stesso, il primo valido, convinto e convincente ambasciatore del Rotary.
Quindi la conoscenza di che cosa è il Rotary, di qual’è il suo scopo, di quali sono gli strumenti che
esso mette a nostra disposizione, di quali sono le responsabilità che vanno in capo a chi accetta di
farne parte, di quali sono le norme che ne regolano lo sviluppo armonico, di quali aggiornamenti
vengono via via implementati nella sua evoluzione al passo coi tempi, è un bagaglio fondamentale
per ciascuno di noi, non solo per i Dirigenti. Occorre dunque formazione, e la presentazione in
power point sull’argomento, da noi consegnata ai Club in settembre, può essere di aiuto a sostenere
questa attività, strategicamente importante nei confronti di tutti i soci, non solo dei nuovi, affinché
essi ne traggano maggiori conoscenze, ma, anche e soprattutto, una maggiore sensibilizzazione ai
valori e all’essenza del Rotary, e quindi lo stimolo a partecipare ad esso con più coerenza e a
condividerlo con gli altri con più generosità.
Segreteria del Distretto: Via Zuffe, 7/a – 48018 Faenza (RA) – Tel. +39 0546 060654 Fax+39 0546 060655E-mail: [email protected]
E’ nostro dovere infatti – l’ho detto nella mia prima lettera di Luglio e lo ripeto all’inizio di
questo secondo semestre - tramandare, alle generazioni che verranno dopo di noi, il grande dono di
Paul Harris, e dobbiamo, a tal fine, impegnare la nostra mente, ma anche e soprattutto il nostro
cuore: dobbiamo fare attenzione a rispettare le nostre norme, ma dobbiamo anche e soprattutto far
crescere dentro di noi la motivazione, l’entusiasmo, lo spirito di corpo, il senso, anzi l’orgoglio, di
appartenenza.
Dobbiamo essere capaci di vivere il Rotary con emozione e con gioia, cercando di evadere
dal perimetro angusto del nostro Club, partecipando alle riunioni distrettuali, e perché no??, a quelle
internazionali. Ampliando l’orizzonte, comprenderemo quanto sia veramente grande il nostro
sodalizio, e avremo la possibilità di interiorizzare concetti che, nel chiuso del Club, non ci
apparirebbero forse altrettanto evidenti e coinvolgenti.
Dobbiamo sviluppare l’orgoglio di essere parte di una Associazione che vive e prospera da
103 anni, ed ha Club in 170 paesi, e dobbiamo convincere prima noi stessi, e poi gli altri, che essa
non sarebbe vissuta tanto a lungo, né si sarebbe così universalmente estesa, se non fosse stata
sorretta da contenuti concreti e degni di dedizione, senza soluzione di continuità per tanti decenni,
da parte di quelli che Paul Harris amava definire i “migliori elementi” della società.
Dobbiamo sentire la fierezza di far parte di un Sodalizio, la cui reputazione internazionale
gli ha procurato e gli mantiene un seggio consultivo permanente presso l’Organizzazione delle
Nazioni Unite, alla cui costituzione esso per altro diede un importante contributo, ed al quale
assicurò i primi cinque Presidenti, tutti rotariani!!
Dobbiamo avere consapevolezza del fatto che la autorevolezza del Rotary è tale che esso è
riuscito a fermare, anche se solo per pochi giorni, la guerra fra Eritrea ed Etiopia, in occasione delle
giornate di immunizzazione dei bambini contro la poliomielite, e che, grazie a quel poderoso
progetto, che noi, e non altri, abbiamo avuto la forza di concepire e di intraprendere, i casi di questa
terribile malattia si sono ridotti, nel mondo, da 350.000 a 700 l’anno.
Ed è a noi, non all’OMS o all’Unicef, che la Fondazione Bill e Melinda Gates ha da poco
donato, per proseguire questa lotta, 100 milioni di dollari, che noi raddoppieremo in tre anni: questo
rappresenta un grande ed indiscutibile riconoscimento alla affidabilità, trasparenza ed efficienza
della nostra Fondazione, di cui, a volte, gli stessi Rotariani paiono purtroppo, contro ogni evidenza,
dubitare!!
Noi dobbiamo, amici, essere consapevoli del fatto che le decine di migliaia di progetti,
portati avanti ogni giorno, nel mondo, grazie alla Fondazione, dai nostri 32.500 Club, per aiutare il
nostro prossimo a recuperare dignità umana e fiducia nel futuro, rendono il Rotary sempre più
grande, e noi dobbiamo essere sempre più orgogliosi di farne parte, e desiderosi di comunicarlo
all’esterno, sensibilizzando l’opinione pubblica con la convinzione delle nostre parole, la coerenza
dei nostri comportamenti, e la concretezza dei nostri atti, sorretti dallo spirito di amicizia, che deve
regnare nei Club, e dal sincero desiderio di condividere, con tutti, i talenti della nostra leadership.
Allora, se il Rotary è grande, e lo è, ciascuno di noi deve saper esserne degno, grazie alla sua
professionalità, alla sua integrità etica, alla sua disponibilità al servizio, ma anche e soprattutto
grazie alla sua capacità di dare amicizia, prima di pretenderla, di preporre le ragioni del Rotary alle
proprie, di rinunciare al proprio protagonismo e al proprio orgoglio, facendo un passo indietro
quando necessario, ed esercitando quella tolleranza, senza la quale, come Paul Harris disse, il
Rotary non sarebbe durato tanto a lungo. Anche questo è “servizio al di sopra di noi stessi”!!
A ciò spero che siamo tutti sensibili - almeno questo è l’auspicio che formulo, amici, in
questo inizio d’anno – affinché possiamo meritarci, fino in fondo, questa privilegiata appartenenza.
Viva il Rotary, e, come sempre, a tutti Buon Rotary!!
Gianni
Segreteria del Distretto: Via Zuffe, 7/a – 48018 Faenza (RA) – Tel. +39 0546 060654 Fax+39 0546 060655E-mail: [email protected]
Rotary Club Orbetello Costa d’Argento
Distretto 2070
Annata Rotariana 2007- 2008
Il Presidente
1 gennaio 2008
Cari amici,
a Dicembre , come da programma stabilito ormai da molti mesi, il nostro Club ha effettuato la
gita culturale a Parigi, alla quale hanno partecipato molti Soci ed anche amici non Rotariani; è stata
un’esperienza indimenticabile, che Nada, nel Suo bellissimo articolo, ha saputo descrivere in
maniera eccellente.
Il 21 Dicembre, la nostra serata degli Auguri , respiravamo aria di gioia ed allegria, ma i
nostri cuori erano vicini a tutti gli Amici Rotariani che, per motivi di salute, erano impossibilitati a
partecipare a questo momento di amicizia e allegria.
Con l’Anno nuovo il cambio della Presidenza è più vicino, e sempre più incalzante è la
necessità di portare a conclusione i nostri impegni nell’azione del servire.
Anticipo, già da ora, che il nostro Club (insieme agli altri club del gruppo Maremma) ha
aderito al finanziamento del progetto per fornire, ad un istituto indiano con bambini ciechi,
computer e software specifici adatti a traslare testi di letteratura in sistema Braille, per questo,
sabato 2 Febbraio è prevista una festa in maschera, con gli altri Club, presso il Reggimento
Savoia Cavalleria a Grosseto.
Dovrà essere nostro impegno concretizzare service locali in maniera tale da renderci utili
anche per la nostra comunità.
La conviviale del 4 Gennaio viene spostata al 25 Gennaio, quando, insieme alle nostre
Consorti ed Amici, consegneremo il Paul Harris a S.E il Vescovo Mario Meini.
Sia io che Fiorenza rinnoviamo i nostri auguri di buon Anno, sperando che l’armonia, la
solidarietà, l’impegno e l’amore verso il prossimo, ci accompagnino sempre.
Buon Rotary a tutti
La redazione del notiziario formula ai Soci e ai Familiari del nostro Club, i più felici Auguri per le
Festività 2007/2008
Sofia FIDATI, nipotina di Vittorio e Wilma
Il Nostro Governatore ha piacere venga portato a conoscenza l’articolo pubblicato il 19 dicembre u.s.
sul Resto del Carlino,La Nazione, il Giorno. L'articolo pubblicato è un estratto del pezzo, più ampio ed
articolato, redatto da Mauro Lubrani, addetto stampa del nostro Distretto, e, finalmente, associa il nome del
Rotary a questa grandiosa operazione umanitaria, che i media abitualmente attribuiscono soltanto ad OMS
ed Unicef, mentre la primogenitura ne è assolutamente nostra.
«Noi speriamo - conclude - che il comune e condiviso impegno del Rotary e della Fondazione Gates,
rappresenti una sfida per gli altri donatori, incluse altre fondazioni, governi ed organizzazioni non
governative, per fare un ulteriore sforzo per essere sicuri che si abbiano le risorse per estirpare la malattia
dal mondo, una volta per tutte
Il Rotary International lancia una nuova sfida per debellare la poliomielite dal mondo, una malattia
invalidante, a volte mortale, che ancora paralizza bambini in diverse zone dell'Africa, dell'Asia, e
del Medio Oriente. E lo fa grazie ad una sovvenzione di 100 milioni di dollari da parte della
Fondazione Gates che il Rotary, in tre anni, s'impegna a pareggiare raccogliendo altri 100 milioni di
dollari. L'organizzazione situata ad Evanston spenderà i 100 milioni di dollari della Fondazione
Gates in un anno, in diretto sostegno alle attività di immunizzazione portate avanti dalla Global
Polio Eradication Initiative (Gpei) una collaborazione diretta in modo paritetico
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, dal Rotary International, dai Centri Usa per il Controllo
e la Prevenzione delle Malattie e dall'Unicef.
La sovvenzione della Fondazione Gates arriva in un momento cruciale per l'iniziativa che necessita
urgentemente di fondi che consentano di raggiungere gli obiettivi di eradicazione totale. Anche se
il Gpei è riuscito nell'intento di ridurre del 99% i casi di polio, il poliovirus ancora resiste in quattro
paesi: Afghanistan, India, Nigeria e Pakistan. I casi rappresentati da quel finale 1 % sono i più
difficili da debellare per ragioni legate all'isolamento geografico di certe popolazioni, alla bassa
capacità di copertura del vaccino, ai conflitti armati, e alle barriere culturali esistenti.
Lo scorso mese l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato che i quattro paesi
ancora affetti dalla polio sono sulla strada per la totale eradicazione della malattia. Significativi
progressi sono stati fatti in India e Nigeria che insieme contano 1'85% dei casi mondiali di polio. In
Nigeria sono stati registrati solo 226 casi nel 2007 contro i 958 casi dello stesso periodo dello scorso
anno. In entrambi i paesi i vaccini orali, più efficaci contro la malattia, hanno contribuito
fortemente alla riduzione dei casi.
«La straordinaria dedizione dei Rotariani ha giocato un ruolo cruciale nel portare la polio ad un
passo dall'eradicazione - ha commentato Bill Gates, co-presidente della Fondazione Bill & Melinda
Gates - e annullare questa grave malattia dal mondo sarà uno dei più significativi risultati nella
storia della salute pubblica e noi siamo impegnati nell'aiutare a raggiungere questo obiettivo».
La sovvenzione della Fondazione Gates a favore del Rotary rappresenta uno tra i più grandi
stanzia menti mai assicurati ad un organizzazione umanitaria come quella del Rotary e certamente
la più grande mai ricevuta dal Rotary nei suoi 102 anni di vita. Fin dal 1985 la polio è stata la prima
priorità del Rotary che, da allora, ha investito ben 633 milioni di dollari all'impegno per cancellare
la malattia da tutto il mondo.
A sostegno del programma, che rimane al primo posto nella lista delle priorità del Rotary, c'è anche
la recente iniziativa dei dieci Distretti italiani (che includono Malta, Albania e San Marino) per
combattere gli ultimi focolai di poliomielite nel mondo che ha visto la partecipazione di circa 20.000
spettatori, in 63 sale cinematografiche distribuite in tutta Italia, che hanno partecipato all'anteprima
nazionale del film "Michael Clayton" con George Clooney. Un assegno da 1 quarto di milioni di
dollari, da devolvere al programma Polio Plus è stato consegnato durante il Seminario Rotary
Institute al Presidente Internazionale del Rotary Wilfrid J. Wilkinson. L'anteprima nazionale del
film "Michael Clayton", si è svolta grazie al contributo e alla partecipazione di Medusa Film che ha
concesso la pellicola in anteprima.
Fondato a Chicago nel 1905, il Rotary è un'organizzazione mondiale di professionisti che
forniscono servizi umanitari e aiutano a sostenere il bene e la pace nel mondo. I membri del Rotary
sono circa 1.200.000 uomini e donne che danno vita a 32.000 Club in più di 200 paesi e aree
geografiche. I 762 Club d'Italia, Malta Albania e San Marino sono raggruppati in 10 Distretti che
complessivamente contano circa 43.000 soci effettivi.
«I Rotariani di tutto il mondo hanno lavorato negli anni, molto tenacemente per raggiungere
questo punto ed è di particolare soddisfazione vedere riconosciuto il nostro approccio dalla
Fondazione Gates», afferma Robert Scott che conduce in prima linea la battaglia per l'eradicazione
della malattia e presiede la Fondazione Rotary, braccio operativo non-profit che amministrerà la
sovvenzione.
CONVIVIALE DEL 30/XI/07- SPORTING CLUB-PORTO ERCOLE
Questa conviviale di fine mese è stata interessante per il tema trattato: “Contrasto
tecnologico alla pedopornografia on line”. I partecipanti, tra soci, familiari, relatori, ed ospiti sono
stati 54. Era presente il gen. di Finanza Mauro CAPPELLI e l’Assistente del Governatore, Beppe
FAVALE.
Il relatore principale della serata è stato Massimino BOCCARDI, esperto di sicurezza
informatica che ha lavorato per nove anni presso la Polizia di Stato nel settore relativo alla
criminalità informatica. Attualmente opera come IT Security Engineer presso la HP HewlettPackard. E’ iscritto come CTU per l’informatica presso il Tribunale di Roma. E’ stato docente
presso la LUISS Management di Roma per i corsi di “Cyberterrorismo” e di “Specializzazione in
ricerca investigativa e anticrimine tecnologico”. E’ docente di “Digital Forensics” presso
l’Università degli Studi di Urbino per il master in “Giornalismo investigativo”. Correlatori, a
latere, sono stati Gianfranco GARGIULO, Enzo MANTOVANI e Massimo BELLUMORI,
quest’ultimo Responsabile della Sezione Polizia delle Comunicazioni di Grosseto.
Il Presidente Claudio SANTI, dopo l’ascolto degli inni, ha salutato i relatori e gli ospiti ed
ha riferito delle comunicazioni di servizio. Dopo di che ha consegnato un assegno, donato dal
Club, al Centro Ricerche Malattie Rare, alla Vice Presidente della Delegazione di Monte
Argentario, Dominique BRAMA.
Dopo la cena, ha preso la parola il dr. Massimino BOCCARDI che ha trattato lo scottante
tema della “pedopornografia” imperante nel sistema Internet e le tecniche messe in atto, da
Funzionari di Polizia ed Esperti della Rete, per cercare di contrastare questo diffusissimo
fenomeno e smascherare i relativi operatori che, con procedure sempre più raffinate, si
trasmettono tale materiale per via telematica.
Il dr. BOCCARDI è entrato subito in argomento, comunicando che il contrasto alla
pedopornografia su internet avviene utilizzando delle complesse procedure tecnologiche, ed
impegnando un gran numero di persone esperte di computer che operano sia singolarmente che in
stretto contatto tra di loro, quando le informazioni possono essere utili ad altri settori impegnati in
questo lavoro. Chiunque opera su di un computer e naviga in internet, possiede un ADSL. Molte
volte, l’hacker si inserisce nella linea aperta da questo utente e fa transitare su di essa, delle
immagini pedopornografiche camuffate, cioè non visibili, senza un opportuno decodificatore.
Quindi colui che è incaricato di indagare su questo cattivo uso della rete, deve essere in
possesso di apparecchiature tecnologiche molto sofisticate, oltre ad avere indiscusse capacità
investigative, per cercare di trovare la prova digitale che permetta di incastrare i pedofili. Però,
molto spesso i files trasmessi da questi individui, contengono dei codici cifrati che impediscono, a
chi non possiede la chiave, di aprire il messaggio. L’investigatore deve analizzare una grande
molteplicità di mezzi telematici, dai computers, fino ai comuni telefonini, perché tutti questi sono
potenzialmente abilitati a trasmettere messaggi che, opportunamente decodificati, si identificano
come immagini pedopornografiche. Insomma è una vera e propria guerra tra sistemi telematici, e
le forze di Polizia e di Controllo, si stanno attrezzando ad utilizzare mezzi sempre più complessi.
L’Ispettore di Polizia, Massimo BELLUMORI, ci ha parlato della grande modificazione
strategica che ha subito la Polizia Postale per adeguarsi al controllo di queste nuove vie di
comunicazione on line. Si è dovuti passare dal controllo cartaceo, al controllo delle procedure
telematiche. Per lo più, la Polizia delle Comunicazioni, si muove su segnalazioni di probabili reati
informatici, in determinate zone e deve andare a fare le verifiche in quei settori ben definiti che
sono stati segnalati. In parole povere, si devono fare infiniti accertamenti per andare ad
individuare chi ha inviato quelle immagini.
Ovviamente, una volta identificate le irregolarità o i reati, si è vincolati anche alle
autorizzazioni degli appositi organi giudiziari che devono emettere gli opportuni decreti per
permettere il prosieguo delle indagini. Ultimamente è stato istituito un monitoraggio della rete
internet; infatti presso il Centro di Polizia di Roma è stata creata una Centrale alla quale sono
collegate anche le altre forze di Polizia europee, per catalogare ed archiviare tutte le notizie relative
ai risultati delle ricerche. Quindi, questi scambi di informazioni permetteranno di identificare
determinati reati (suffragati da identiche immagini) che si sono verificati in diverse zone, e dare la
possibilità di riallacciare, quindi, i fili delle ricerche e fare i collegamenti tra i diversi individui.
Insomma sia il dr. BOCCARDI, che l’ispettore BELLUMORI, nel riferire il grande sforzo
che le Istituzioni stanno facendo per smascherare le reti dei pedofili, con utilizzo anche di mezzi
molto complessi, non hanno potuto sottacere le grandi difficoltà incontrate nel loro complicato
lavoro, per la vastità del fenomeno.
A conclusione dell’interessantissima relazione, il dr. BOCCARDI, ha tentato, diverse volte,
di far partire il computer per illustrarci, in anteprima, un software all’avanguardia, di alta
tecnologia, che permetterà alle Forze dell’Ordine ed ai Consulenti Tecnici, nelle loro indagini, di
operare direttamente sul campo. Per di più questa unità è stata realizzata completamente in Italia.
Sfortunatamente, però, la dimostrazione di quest’alta tecnologia, ci è stata impedita dalla
testardaggine del computer portatile che si è rifiutato perentoriamente di aprire il collegamento.
La conferenza, comunque, è stata molto apprezzata ed applaudita.
Mario de Caro
CONVIVIALE DEL 14/12/07 - RISTORANTE IL CACCIATORE
Erano presenti i soci:
Luca AGOSTINI, Simone ALDI, Paolo BRAMA con Dominique, Gianfrancesco CASALINI, Mario
de CARO, Fabrizio FABBRI con Patrizia, Angiolo FEROCI con Gabriella, Vittorio FIDATI con
Wilma, Marcello GALEAZZI, Enzo LA GAMBA, Efisio LUCIGNANI, Gerardo MAIORINO,
Alvaro MEOSSI, Raniero MICHELACCI con Fernanda, Carlo MONETTI con Maria, Lino MURZI,
Bruno NOCERA con Serenella, Marcello PANCRAZI, Fabrizio PARO VIDOLIN con Luciana, Ezio
REVERBERI, Claudio SANTI con Fiorenza, Rodolfo TORRI con Vladimira, Igino VALIANI con
Gigliola.
La riunione prenatalizia prevede l’elezione del Presidente Eletto (in questo caso il
Presidente per il 2008/2009) ed il Consiglio Direttivo del Presidente Incoming (in questo caso il
Consiglio di Marcello PANCRAZI).
Il Presidente Claudio SANTI ha aperto la conviviale, portandoci i saluti di Romano
EMILIANI, che non ha potuto partecipare al nostro incontro perché le cure che sta facendo, per un
periodo di tempo, lo rendono più vulnerabile ai contagi e dato il cattivo tempo che si è
improvvisamente scatenato, non ha voluto rischiare un raffreddore. Claudio, poi, ci ha riferito che
gli è stata comunicata l’elezione del Governatore del nostro Distretto, per il 2010/2011, che sarà
Vinicio FERRACCI del Club di Livorno. Il nostro Presidente, a proposito dell’interessante viaggio
a Parigi, ha ringraziato ufficialmente Paolo BRAMA e Dominique, per l’impegno che hanno
profuso nell’ottima riuscita della gita francese che ha coinvolto 36 elementi del nostro Club, rimasti
tutti entusiasti e gratificati. In questo numero del notiziario, troverete un’ottima recensione del
Viaggio, fatta da Nada MEOSSI, degna consorte del nostro medico scrittore, che eguaglia la
bravura di Alvaro, aggiungendo un pizzico di lirismo tutto femminile. Alvaro, ha contribuito
anche lui alla descrizione delle emozioni parigine, mettendole in versi (ora sta attraversando il
periodo poetico).
Infine, Claudio, ci ha dato notizia dell’ottima ecupero di Armando ABBATE che è stato operato
alla colonna vertebrale, e quasi sicuramente verrà a salutarci per la Festa degli Auguri del 21
dicembre prossimo. Dopo di che il Presidente ha dato ordine che venisse servita la cena.
Dopo il convito, si è tenuta la votazione, prima del Presidente Eletto per il 2008/2009 che è
risultato Luca AGOSTINI con 20 voti su 23 votanti. Poi siamo passati subito alla costituzione del
Consiglio Direttivo per l’anno 2007/2008, sotto la Presidenza dell’Incoming Marcello PANCRAZI.
La procedura prevedeva (lo scrivo per le consorti che non lo sanno) che dalla lista di tutti i nomi
dei soci, venissero depennati (in quanto facenti parte di diritto del prossimo Consiglio Direttivo
2007/2008): il Presidente in carica (Claudio SANTI), il Presidente Incoming (Marcello
PANCRAZI), il Presidente Eletto (Luca AGOSTINI). Poi, il Presidente Incoming, ha scelto sette
Consiglieri che sono stati: Simone ALDI, Paolo BRAMA, Angiolo FEROCI, Marcello GALEAZZI,
Enzo LA GAMBA, Sandro TOMMASI e Igino VALIANI. Alla fine, per completare il Consiglio
Direttivo, restavano da votare quattro soci. Sono stati eletti, in ordine di preferenze: Vittorio
FIDATI, Efisio LUCIGNANI, Mario de CARO e Bruno NOCERA. Pertanto i suddetti tredici soci,
di diritto, scelti ed eletti, andranno ad affiancare Marcello PANCRAZI nell’anno della sua
Presidenza 2007/2008.
Al termine delle votazioni, sono state chiamate le consorti, che avevano cenato in una sala a
parte, e sono state rese edotte dell’esito delle votazioni. Abbiamo tutti brindato, in augurio di Luca
AGOSTINI, con lo spumante offerto da lui, IL Presidente Eletto s’è detto contento ed emozionato
dell’importante incarico che gli è stato conferito ed ha auspicato di poter operare bene per il club,
ovviamente con l’aiuto di tutti i soci, cosa che gli abbiamo assicurato.
Mario de CARO
CONVIVIALE DEL 21/XII/07 – RISTORANTE “IL CACCIATORE”
Alla Festa degli Auguri di fine anno, erano presenti i soci:
Paolo BRAMA con Dominique, Mario de CARO, Raffaele DE LUCA con Giovanna, Fabrizio
FABBRI con Patrizia, Angiolo FEROCI con Gabriella, Vittorio FIDATI con Wilma, Marcello
GALEAZZI con Alda, Ennio GRAZIANI, Enzo LA GAMBA con Eliana, Efisio LUCIGNANI con
Carla, Michele MELONI con Stefania, Alvaro MEOSSI con Nada, Raniero MICHELACCI con
Fernanda, Carlo MONETTI con Maria, Bruno NOCERA, Marcello PANCRAZI con Ida, Fabrizio
PARO VIDOLIN con Luciana, Claudio SANTI con Fiorenza, Alessandro TOMMASI con Giovanna,
Rodolfo TORRI con Vladimira, Maurizio VALENTI con Alessandra.
Hanno partecipato gli ospiti:
L’Assistente del Governatore Beppe FAVALE, del R.C. di Grosseto, con Maria Cristina, Italia LA
BANCA, Antonio SOVANI, del R.C. di Pitigliano, con Gabriella.
La conviviale è iniziata con l’ascolto degli inni rotariani. Dopo di che il Presidente Claudio
SANTI, ha fatto gli auguri a tutti i presenti e li ha ricambiati a quei soci che non sono potuti
intervenire e che si sono premurati di augurare, per telefono, a lui ed al Club, “Buone Feste”.
Hanno telefonato Armando ABBATE, Luca AGOSTINI, Salvatore BRAMA (addirittura
dall’America), Gerardo MAIORINO, Antonio PAOLINI, Ezio REVERBERI, e soprattutto Romano
EMILIANI, che pensava di poter venire, ma a causa del cattivo tempo, ha preferito non rischiare.
La cena, con una pensata azzeccata del Prefetto Paolo BRAMA, è stata a base di pesce, cosa
che potrebbe sembrare un controsenso per un locale che si chiama “Il Cacciatore”, ma lo chef della
nostra Sede Legale, come sperimentato anche in altre occasioni, ha dimostrato di cavarsela
egregiamente anche con il pesce.
Giunti alla conclusione del pasto, mentre si spilluzzicavano dolcetti natalizi posti in ampi
vassoi sul desco, Claudio, ha ripreso il microfono per ricordare affettuosamente Emilio GORACCI,
di cui tutti i soci sentono la mancanza, soprattutto in questo particolare periodo dell’anno, in cui
Emilio partecipava, con molto entusiasmo, alla Festa degli Auguri e che (ci piace ricordarlo) aveva
la fortuna di aggiudicarsi sempre uno dei tre premi più ambiti della nostra lotteria di beneficenza.
Dopo il commosso ricordo di Emilio, il Presidente ha passato la parola all’Assistente del
Governatore, gen. Beppe FAVALE che ci ha rivolto quello che lui ha chiamato “fervorino
istituzionale”. Ve lo riportiamo:
“Cari amici rotariani, graditi ospiti, solo di recente il Rotary ha connotato il mese
di dicembre, come il mese della Famiglia, perché, sino a qualche anno addietro, il
mese di dicembre non era definito con un particolare tema rotariano; veniva
genericamente indicato come il mese dell’Amicizia, della Solidarietà e delle Azioni
Umanitarie. A ben riflettere, averlo dedicato al tema della famiglia, ha una precisa
motivazione. Questo mese, infatti, è già portatore di messaggi attraverso le molte
ricorrenze ricche di importanti significati, sia a livello della famiglia, sia, per tanti,
anche di valore mistico e religioso, e, per tantissimi, per un preciso valore di
ricorrenza di calendario.
Dicembre, compendia tutti i più peculiari principi umani ed umanitari del nostro
Sodalizio. In altre parole, è proprio il mese dell’Amicizia, della Solidarietà e delle
Azioni Umanitarie (tre valori che, nel tormentato mondo in cui viviamo, ci appaiono
sovente offuscati) perché il Rotary ha le sue basi fondamentali proprio nell’amicizia e
nel servire, valori che sono le fondamenta di ogni sana convivenza umana e di ogni
buon consorzio civile; perché amicizia genera solidarietà e insieme producono azione
umanitaria.
Nel nostro Rotary, non dobbiamo dimenticarlo, ci si sta solo se animati da
volontà di dare amicizia, di gioire della frequentazione di amici, di essere convinti che
la solidarietà è partecipazione ai vincoli di una comunità, condividendone le necessità
ed esprimendosi in iniziative individuali e collettive di sostegno morale, materiale e più
ampiamente umanitario.
La nostra società, credetemi, ha sempre avuto, ed a maggior ragione ora,
bisogno di noi rotariani; ma non di rotariani di nome, ma di rotariani di fatto. Il
Rotary, sappiamo bene, si radica, tenacemente e solidamente nella realtà che stiamo
vivendo. Il Rotary ha superato dittature, conflitti di razza e di religione, in nome della
tolleranza e della mobilitazione personale, in altri termini, in nome dello spirito di
servizio; quello spirito di servizio che deve sempre, comunque, ispirare e connotare
ogni nostra iniziativa.
Sono migliaia le attività di Service, nel mondo, condotte dal Rotary, ma il
miglior servizio che possiamo offrire, deve venire, però, dal cuore. L’amore è la forza
ispiratrice di tutta l’opera migliore del Rotary. Madre Teresa di Calcutta ha detto: “Ciò
che conta, non è quanto diamo, ma quanto amore infondiamo in quello che diamo.
Nel Rotary ci si sta per sentire con il cuore, perché siamo una grande affiatata
famiglia, guidata dai più sani sentimenti. Non lo dobbiamo mai dimenticare.
Concedetemi un’ultima riflessione, prima di concludere. Sta per finire un anno
pieno di avvenimenti drammatici e di manifestazioni violente che senza dubbio
umiliano la nostra dignità. Ma questi eventi devono stimolarci viepiù a sperare ed
operare acciocché l’uomo riesca a ritrovare la strada della convivenza civile e pacifica,
della comprensione e del reciproco rispetto.
Nel terminare desidero rivolgere un commosso pensiero ai nostri consoci e ai
loro cari scomparsi, rinnovando alle loro famiglie la nostra partecipazione al loro
dolore, certamente, ancor più profondo, nell’imminenza delle Festività.
Vi ringrazio per l’attenzione che avete voluto dedicarmi.
A voi tutti, alle vostre famiglie e ai vostri cari, auguro un sereno Natale ed un felice
Anno Nuovo nel quale trovino compimento i sogni dei vostri cuori.
Grazie!”
Terminato l’applaudito discorso di Beppe, il Presidente ha sguinzagliato tra i
tavoli le due venditrici di biglietti per la lotteria dei doni offerti dalle consorti.
Fiorenza SANTI e Carla LUCIGNANI, nonostante la loro grazia e gentilezza non sono
riuscite a vendere tutti i biglietti, pertanto si è proceduto lo stesso all’estrazione dei
numeri, cui ha provveduto, ovviamente, Bruno NOCERA, mentre gli facevano da
valletti, Paolo BRAMA che gli passava i pacchi ed Enzo LA GAMBA, che mentre
scattava le foto, era incaricato da Bruno di reggere il dono, fino alla consegna al
vincitore; nel frattempo Bruno passava tra i tavoli, chiedendo alle signore di estrarre il
bigliettino numerato dal secchiello.
I premi sono andati un po’ a tutti. Quelli importanti, comunque, consistenti in
grandi
cesti
colmi
di
salumi
e
di
dolci,
sono
andati
nell’ordine:
3° premio a Marcello GALEAZZI; 2° premio a Rodolfo TORRI; 1° premio ad Italia LA
BANCA. Il premio fuori graduatoria, consistente in una bella pianta offerta da Luca
AGOSTINI, è stato vinto da Antonio e Gabriella SOVANI del Club di Pitigliano-SoranoManciano.
Una gradita e bella sorpresa ci è stata fatta dalla coppia presidenziale. Ne
abbiamo preso atto, quando la dolce Fiorenza, è passata a distribuire dei doni alle
signore. Si è trattato di inediti, belli ed originalissimi foulards, confezionati da Pineider
la famosissima ed internazionale cartoleria fiorentina che ultimamente si è
specializzata anche in prodotti da regalo. Non sappiamo se è stata una combinazione
o se Fiorenza si è preoccupata di abbinare anche le tonalità dei colori alla personalità
delle signore, ma io che ero seduto tra Italia LA BANCA e Ida PANCRAZI, ho visto
scartocciare le loro scatole ed estrarre due foulards i cui colori sembravano essere
stati creati appositamente per il loro stile. La stessa sensazione ho avuto per il foulard
di Gabriella FEROCI e Maria MONETTI che avevo di fronte. Quattro di noi maschietti,
poi, siamo stati gratificati di una bellissima sciarpa Aquascutum di cachemire. I
beneficiari sono stati: il sottoscritto, perché single, Salvatore BRAMA e Ennio
GRAZIANI perché vedovi, e Beppe FAVALE insignito dell’autoritaria carica di Assistente
del Governatore. Cara Fiorenza, devo dirti che anche col sottoscritto hai azzeccato
l’abbinamento, perché, guarda caso, possiedo proprio un paletot Aquascutum.
La serata si è conclusa alle ore piccole, ma non ce ne siamo neanche accorti,
data la piacevole compagnia e il clima festoso.
Mario de CARO
Vi riportiamo, qui di seguito, le riflessioni, maturate durante la gita a Parigi, di Nada
MEOSSI che, degna consorte del nostro “scrittore” Alvaro, ha descritto magnificamente le
emozioni che tale gita, impareggiabilmente organizzata da Paolo e Dominique BRAMA,
hanno suscitato nel suo animo. Lo stile, ovviamente, si distingue da quello canzonatorio e
scientifico di Alvaro, ma il lirismo, tutto femminile di Nada, è altrettanto gradevole e
interessante, sì da rendere la lettura piacevolissima e istruttiva nello stesso tempo.
Alvaro, negli ultimi tempi sta attraversando anche un “periodo poetico” e le emozioni
provocate in lui dal viaggio a Parigi, gli hanno stimolato la zona cerebrale preposta alla
compilazione di versi. Vi riportiamo, di seguito, anche le sue impressioni poetiche, nate
durante la gita a Parigi.
Nei versi di Alvaro, comunque, notiamo sempre, nel finale, la voglia, dopo aver visto tante
meraviglie, in giro per il mondo, di ritornare nel suo spazio abitudinario, ritagliato in una
piccola fetta di una piccola parte della maremma, là dove, dall’attico, ammirando la laguna,
alle 6 di mattina, è solito sorbirsi il suo caffè, meditando sulla natura umana.
CON IL ROTARY A PARIGI di Nada NANNOTTI MEOSSI
(Dal 6 al 9 dicembre 2007)
C’è un’alba molto chiara, che pian piano cancella lo splendore delle stelle e della falce di
luna, quando alle 6,50 lasciamo Patanella, dopo un caro saluto di Anna Emiliani.
La gioia di ognuno è palpabile, dopo il saluto del presidente e di Paolo Brama,
l’organizzatore del viaggio, coadiuvato dalla moglie Dominque, parigina di nascita.
Passato il Chiarone, attraversiamo l’Alto Lazio e il paesaggio si appiattisce perdendo
l’ondulata bellezza toscana; leggermente a sinistra, ecco il disco del Sole, già accecante, che
toglie ogni indugio all’alba e vivacizza i colori autunnali della campagna.
Puntualmente arriviamo a Fiumicino, e dopo code esasperanti, passiamo al “checkin” e
alla revisione dei bagagli a mano per raggiungere il Gate B 15 e decollare alle 11,40 sull’
Airbus A-320 della linea VUELING. Ho già Parigi nel cuore!
Atterriamo con la pioggia alle 13,35 e dopo meno di un’ora, saliamo sul pullman del
“Rotary-club”, salutando il mastodontico aeroporto Charles De Gaulle, considerato ormai
l’ombelico del mondo.
Piove, e tutto è grigio, livido, frustato dalla pioggia, ma quando entriamo a Parigi, dopo lo
Stade de France, la Gare du Nord, l’immenso mercato delle pulci, ci sentiamo tutti
visibilmente felici, perché è in noi la consapevolezza che Parigi è la città più seducente del
mondo: un connubio di bellezza, opere d’arte, fascino, e fra tutte le città del mondo è
quella che possiede il maggior numero di monumenti e luoghi famosi, grandiose
scenografie, caffè ed angoli romantici lungo la Senna, musei i cui nomi ti fanno sobbalzare,
chiese, basiliche, teatri, accademie…e il coraggio di andare avanti e di stupire per le sue
scelte avveniristiche.
Quando il pullman si ferma al Sacro Cuore, una fitta pioggerellina accompagna i nostri
passi fino alla teleferica che si ferma ai piedi della chiesa, tanto amata dai francesi, che con
le loro offerte, vollero erigerla come atto di contrizione in seguito all’umiliante guerra
franco-prussiana. Arroccata in cima alla Butte de Montmartre, la Basilique du Sacre Coer
ci offre una stupenda panoramica di Parigi e dei suoi monumenti più celebri, soffusi da
una impalpabile atmosfera romantica.
Il pullman ci porta, ora, sfrecciando, a “La Défense”, in un tripudio di luci che si riflettono
nei vetri dei giganteschi grattacieli, ricchi di una fantasia architettonica, così pura,
moderna e solenne, da togliere il respiro.
Ah!….il Grande Arche! È la principale
attrattiva de La Defense, realizzata in marmo bianco, granito grigio e vetro, che delimita
l’estremità occidentale dell’Axe Historiaque: imponente costruzione Cubica che misura
110m. per ciascun lato. C’è poi il “il Centre des Nouvelles Industries”, la “Total Coupole
(187 metri d’altezza), il Coer Defense che con le sue Torri Gemelle, alte 161m, svetta al
centro del quartiere, la lunga sagoma ellittica della Tour EDF sembra oscillare al vento che
sferza la Place.
L’impatto è stato così intenso che “La Défense” resterà sempre viva nel nostro cuore.
È calata la sera e noi dobbiamo tornare indietro verso l’Avenue Charles de Gaulle, Porte
Maillot, Avenue de La Grande Armè, e….l’Arco di Trionfo: è un’emozione senza fine,
indescrivibile.
Gli alberi che ci circondano, esprimono già l’atmosfera del Natale, con le loro luci fluide
come gocce azzurre che salgono e scendono fra i rami nudi; le fontane, una dietro l’altra,
sono circondate da piccoli abeti bianchi, carichi di neve artificiale, mentre la Ruota domina
la scena per introdurci sull’Avenu des Champs Elysees, in un tripudio di luci e di
monumenti celebri…. : a destra, la famosa Torre Eiffel si slancia verso il cielo con i suoi
colori tenui, rossastri, pieni di fascino; ecco la Senna, ampia e riposante, con i suoi
“bateaux” fiocamente illuminati; ecco la gigantesca Torre di Montparnasse, scura e
solenne, e… poco dopo il nostro “Mercure – Hotel” che ci ospiterà, con molto decoro, per
le nostre tre notti parigine.
Cena: ore 20 nel ristorante dell’albergo, con lunghi intervalli e panini freschi imburrati tra
le portate,… che affamati questi italiani! Uscendo per una passeggiata notturna,
incontriamo molti ristoranti cinesi, giapponesi, turchi, marocchini e tunisini…ah!…la
palpabile globalizzazione che toglie radici e culture ai vecchi popoli occidentali!
Senza meta e sotto la minaccia della pioggia, percorriamo l’Avenue Montparnasse vivace e
vissuta; proseguiamo per l’Avenu de Sant Germain, e senza accorgercene, maciniamo
chilometri, conversando piacevolmente fra gruppi di amici e ricordando precedenti
episodi di soggiorni parigini. Quando ci rendiamo conto che ormai possiamo arrivare alla
celebre Chiesa dell’arrondissement, proseguiamo con esultante baldanza; e… la nostra
tenacia viene premiata dalla scenografica bellezza architettonica della “Eglise Saint
Germain des Près, la più antica di Parigi: è un possente e semplice edificio romanico
dell’XI° secolo con una Torre campanaria, così imponente da sfidare i secoli. A pochi passi,
proprio davanti alla Basilica (che fu la chiesa più importante fino all’avvento di Notre
Dame) c’intriga l’insegna del “Café de Flore” luogo di riposo preferito dagli intellettuali
della “Rive Gauche” del secolo scorso.
Torniamo indietro molto gratificati. È già passata la mezzanotte, ma non la smania di
“calpestare” questa meravigliosa Ville Lumiere”, pensando a domani.
Venerdì 7.12.07: mattina grigia, ma piena di speranze meteorologiche, perché sprazzi di
cielo azzurro si alternano a banchi di strati nuvolosi. Destinazione: Versaille. Tutti,
insieme, sul pullman, attraversiamo strade pulite, fiancheggiate da eleganti palazzi
bianchi ornati da deliziosi balconcini e terrazze in ferro battuto, lavorato con fantasie
floreali. Ecco la Senna, e laggiù, lei, la Torre Eiffel, assurta a simbolo di Parigi; dopo lo
stadio e il lungo sottopassaggio, scorre di nuovo il fiume con le sue anse riposanti e i
barconi ancorati alle rive.
Superata una vasta zona boschiva, leggiamo a grandi lettere: “Chateau de Versaille”. Alle
9,40: stop!
Il nostro gruppo, guidato da Paolo, visita prima i “Giardini”, famosi per le terrazze
geometricamente allineate, la aiuole simmetriche, i sentieri alberati, i laghetti e le fontane;
le numerose statue di marmo e bronzo sono opera dei migliori scultori del tempo.
La presenza di molte scolaresche straniere vivaci e svolazzanti, tutte in decorosa divisa
d’appartenenza al proprio college, conferiscono brio e vitalità agli spazi verdi e alle
austere scalinate dell’immenso parco. Un forte vento spazza le foglie dell’autunno e i vasti
piazzali, dove frotte di turisti transitano in gruppi o sostano in lunghe file per attendere il
turno d’entrata. È la nostra volta! sala per sala, troviamo la Reggia vestita d’argento, grazie
ad una mostra itinerante che attraversa molte città europee. Che meraviglia! E le
lampadine che a migliaia, tremolano come candele accese? Indimenticabili! come il “salone
degli specchi” che termina con un “Trono di cartone”.
L’enorme CHATEAU di VERSAILLE fu costruito nella metà del XVII secolo durante il
regno di Luigi XIV, il Re Soleil, per ospitare la corte composta da 6.000 persone e per
proiettare in patria e all’estero l’immagine del potere assoluto della monarchia francese.
Le sue dimensioni e i suoi ornamenti riflettono la propensione di Luigi XIV per il lusso
sfrenato e la sua smania di autocelebrazione. I “posteri” ora ammirano e restano stupefatti.
Quando termina la visita, fuori troviamo un po’ di sole che attenua le sferzate del vento.
Il pullman ci porta direttamente al Museo del LOUVRE, costeggiando la Senna, su cui si
affacciano grattacieli e celebri monumenti…, in lontananza svetta nel cielo sempre “lei”, la
Torre più famosa del mondo.
L’ingresso principale e le biglietterie del celeberrimo “Museo del Louvre” si trovano sotto
la “Grande Piramide”, una struttura di vetro alta 21 metri, progettata dall’architetto
americano di origine cinese IMPEI: una formidabile, gratificante sorpresa che aggiunge
luce e modernità al vasto Palais del “Grand Louvre”, dove si possono ammirare circa
35.000 opere d’arte.
Noi restiamo a lungo nella vasta piazza attratti dal contrasto artistico dell’insieme
architettonico, e proviamo una autentica, indimenticabile “emozione”. Altri amici sono
attratti dall’enigma del sorriso di “Monna Lisa”, per incontrare anche lo ”Scriba seduto”, il
“Codice di Hammurabi”, e la “Venere di Milo”, “lo Schiavo Morente” di Michelangelo e le
opere di Raffaello, Botticelli e Tiziano…. . Un altro gruppo opta per la visita alla Mostra
dell’Arcimboldo, il pittore “Milanese di Vienna”, famoso per il suo gusto “Esoterico”, per
le sue celebri invenzioni fantastiche di Teste Antropomorfe, composte con elementi
naturali come piante, frutti, animali, espresse nelle “Quattro Stagioni”. Noi preferiamo
passeggiare lungo la Senna, andare nell’ILE de la Citè e incontrarci con “Notre Dame”, il
vero cuore di Parigi: la stella di bronzo incastonata nel pavimento della piazza, indica
l’esatta posizione del “POINT ZERO des Routes de France”.
All’interno spiccano tre splendidi Rosoni e le statue raffiguranti la Passione di Cristo.
La Cattedrale è gremita di gente per ricordare solennemente la “Sainte Corone” nel
venerdì dell’Avvento, la reliquia della Passione di Cristo custodita dai Cavalieri del S.
Sepolcre di Gerusalemme.
Fuori si è alzato molto vento; ci aspetta una lunghissima passeggiata per raggiungere il
Pantheon.
Piove, ma come ugualmente bella, è Parigi!
Sabato 8 dicembre: ha inizio la terza giornata all’insegna di “LIBERTE’ FRATERNITE’ ma
non EGALITE’… Ogni gruppo ha il suo itinerario.
Ecco i punti salienti del nostro lungo giro, seduti al secondo piano del “CAR ROUGE”, che
prendiamo al TROCADERO, dopo il tragitto sul Metrò dalla stazione di
MONTPARNASSE: dalla collina di Challot passiamo al quartiere Bourdolet per rivedere la
Torre Eiffel (cui sono state date 50 tonnellate di vernice), il Campo di Marte, l’Ecole
Militare (da cui uscì Napoleone), segue poi l’Eglise des Invalides (12 kg. d’oro per la
cupola), Grand Palais dell’esposizione, la gigantesca Ruota. E da Place de la Concorde
attraversiamo i Giardini de la Tuileries, tornando poi a Notre Dame, all’Hotel de la Ville e
ammiriamo la Torre dell’Orologio. Attraverso il Boulevard de Palais, osserviamo il
Palazzo di Giustizia e la Chapelle.
Lasciamo così l’ILE per incontrare la Fontana di S. Michele, lo Chatelet e il Louvre, e
raggiungere il MUSEO d’ORSAY per una lunga sosta.
L’Eglise de la Madalein ci affascina con le sue colonne classico ellenistiche, come
l’Accademia Nazionale di Musique con le sue statue auree, volute dall’Imperatrice
Eugenia. Quando scendiamo a “La Galerie Lafayette” siamo travolti letteralmente da un
fiume di persone provenienti da ogni parte… saliamo soltanto per ammirare il famoso
albero e la cupola.
Il Metrò ci riporta a la Gare Montparnasse e al silenzio del nostro Hotel Mercuri.
Stasera abbiamo veramente tutta Parigi nel cuore.
Ah!…dimenticavo…come è bella Place des Vosges! con i suoi portici, il grande spiazzo
quadrangolare su cui si affacciano 36 palazzi simmetrici, con tetti spioventi in ardesia e i
grandi abbaini…e come è commovente, passare sotto il Tunnel dell’Alma dove è
evidenziato il punto in cui perse la vita Lady Diana!
La domenica mattina ci vede tutti e 36 turisti, liberi di scegliere programmi individuali.
Noi desideriamo visitare la “Chapelle di Notre Dame de la Medaille Miraculeuse”, dove
avvennero le apparizioni di Maria nel 1830 ad una novizia delle “Figlie della Carità”, che
si chiamava Caterina Labourrè.
È una lunga e bella passeggiata che ci porta,
attraverso
averso Rue d’Odesse e Avenue
Montparnasse a Rue du Bac, 140. Rinfrancati
nello spirito, continuiamo a passeggiare fino
quasi all’ora di partenza dall’Hotel, dove il
pullman ci raccoglie alle 15 per portarci
all’aeroporto Charles de Gaulle.
Ci rallegrano i sorrisi di tutti i partecipanti al
viaggio e in modo particolare quelli delle
nostre mascottes, due bambine bellissime,
Camilla TOMMASI
e Benedetta AGOSTINI; quest’ultima ha
salutato gioiosamente Parigi, dalla Grande
Ruota, in un mattino fresco e luminoso.
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A PARIGI CON IL ROTARY
Versi di Alvaro MEOSSI
(6/9 DICEMBRE 2007)
In Aereo
Verso Parigi
Leggero l’aereo
sale nel cielo
e libero come libellula
volteggia.
Nella fresca atmosfera
sorprendente catarsi
l’animo assale
e con respiro sospeso
nuovamente
stupisci alla vista
del piccolo mondo
che laggiù
rapidamente sparisce.
E nel vuoto
infinito,
senza spessore
né dimensione alcuna
ti perdi ed annulli
sperando nel tuo più benevolo
destino
Plana l’aereo
leggero
e sicuro
nell’etereo
suo binario.
Gira il sole,
a destra e a manca,
e torna nuovamente
a baciarti
inopinatamente.
Sparisce la terra
alla vista
e in una piattaforma
di nubi irregolari t’immergi
in un cielo blu
immenso e infinito
La grande immensa Parigi
La grande, stupefacente
Città,
luminosa e immensa,
estasiante:
Parigi,
dedalo di sfavillanti
Boulevards
e piazze dai palazzi
artistici e torri senza fine,
occhieggianti
nella notte
con finestre
sempre illuminate.
Stupito, e muto
osservo
estasiato,
cotanta bellezza.
Paris…Paris
Merveilleuxe
Città lumiere,
sotto il sole
o la pioggia leggera,
cadenzata
da raggi solari,
ancor più splendenti;
distesa sul prato
come fresca
pucelle,
occhieggiante
curiosa e pronta
a ogni tuo desiderio.
Sorprendente?
quasi stupefacente
con le sue mille piazze,
avenues o boulevards,
palazzi, monumenti,
archi trionfali,
e… mai riesci
a saziar l’attesa
nell’irresistibile
dispiegarsi
della tua infinita
meraviglia.
Ritorno
Volo….
di nuovo volo,
ma torno
questa volta
alla dimora.
Stanco?…
no, ma…
sogno il mio mare,
l’immensa luce
d’un cielo sereno
e il fresco maestrale.
È bello, sai…
tornare
dopo un intervallo
stupendo incantevole….
sorprendente,
ma un po’ grigio, è vero!
e anche piovoso…
e non vedo ormai l’ora
di ubriacarmi
del caldo sole…
di nuovo,
nel cielo limpido
di casa mia.
Vita vissuta di un medico condotto
di Alvaro MEOSSI
Tre poveri cristi
Indubbiamente il mio stato di preoccupazione doveva essere grande ed anche
abbastanza evidente, se perfino il dr. Enrico, in sala operatoria, dovette
richiamarmi, per ben tre volte, pregandomi di stare attento, durante
l’intervento chirurgico, e anche Suor Carmela, l’infermiera più ferrata del
reparto di chirurgia, alla quale non sfuggiva nulla, confermò con un leggero
movimento della testa l’osservazione dell’aiuto chirurgo.
Nella saletta preoperatoria, dopo l’intervento, durante il “break coffee“, il
professore, senza alzare lo sguardo dal giornale che aveva in mano,
m’interrogò..:”allora, Meossino, cosa ti succede?…sono un paio di giorni che
hai la testa altrove…., allora?…di che si tratta?..”
Evidentemente il mio comportamento solito, era veramente cambiato, e il
sorriso, la battuta pronta e l’allegria, tipici del mio modo di fare, erano spariti;
e questo da quando quel benedetto paziente…Dario, quel povero cristo, sfinito
e macilento era stato ricoverato in medicina per una insufficienza cardiaca.
Era lui, il mio pensiero fisso e la causa del mio turbamento.
Conoscevo Dario, da un po’ di tempo e sapevo quanto grande fosse stato il
suo sacrificio ed ero al corrente del pesante lavoro da lui sostenuto per
sfamare quel branco di figli di ogni età. Aveva fatto diversi mestieri, un po’ di
tutto, finché un giorno, con tante cambiali, acquistò i resti di un vecchio
cantiere, e modificandolo in parte ed aggiungendo altri macchinari, riuscì a
tirar fuori, lassù, sul monte, al di là del paese, un complesso funzionale e
capace di frantumare, tritare e polverizzare le pietre, sì da produrre e vendere
moniglio, cemento, breccino, gesso e pietrisco necessari per la preparazione
dell’asfalto per fare le strade. Finalmente era riuscito a ripianare i debiti e la
famiglia ormai stava godendo quel benessere che si notava anche
dall’acquisto di abiti, magliette e suppellettili firmate, di marca…Benetton,
Gucci, Lacoste e scarpe inglesi, e inoltre la Mercedes 250, quella grande, la
“Pagoda”, color rosso fegato.
Ma nel silenzio dell’ospedale, la sera, quando ormai il sole è tramontato e con
le prime ombre, ti accorgi di essere solo e ti assale la malinconia, allora,
facilmente, ti viene voglia di parlare, di ricordare le cause del tuo accoramento
e delle tue preoccupazione per cercare di liberartene un po’ confidandole ad
un amico.
E così Dario mi raccontò di scadenze, cambiali, crediti sempre più grandi,
prorogati continuamente e mai più incassati…, conti bancari sempre in rosso,
e…tanta angoscia, che somatizzava opprimendo lo stomaco, a volte sembrava
di avere un tarlo, che scavava un e buco, sempre più grande e profondo. Da
troppi mesi ormai non riusciva a digerire ….: ”un fuoco intenso, da tempo mi
brucia qui e mi divora “.
Era stato ricoverato per scompenso cardiaco, e il vomito accompagnato ad
una grande anoressia, era stato interpretato come sintomo di intossicazione
da digitale.
Non mi tornava nulla! ….ero convinto che qualche altra, doveva essere la
causa di tutto quel malessere. Da molti giorni Dario rifiutava il cibo e per caso
seppi che l’unica cosa che riusciva a mangiare, anzi sarebbe più giusto dire, a
divorare, era il burro che si faceva portare a pacchi dalla moglie. “Cos’è
questa storia, Dario?…”E si, dottore!…il burro è l’unico cibo che riesco a
digerire bene, anzi mi toglie il dolore e il bruciore di stomaco.”
Furono, naturalmente, eseguiti un’infinità di esami ed accertamenti, perché
non c’era nulla di regolare, di chiaro, nella storia clinica di Dario: il cuore, con
l’ipotetico superdosaggio digitalico, la grave anoressia e inoltre quella capacità
di sedare i morsi della fame con panetti di burro…; e ben presto fu, così,
individuata la bestia famelica e vorace che viveva nel suo stomaco: un cancro
diffuso che lo stava divorando. Così, Dario, il mangiatore di burro, due giorni
dopo, finalmente, fu operato.
Demetrio venne ricoverato d’urgenza, per una colica addominale, tre o
quattro giorni dopo che Dario era stato operato di quel tumore gastrico e fu
alloggiato nella stessa camera, una piccola corsia a quattro letti, ben
illuminata dal grande finestrone, da cui, con un ampio sguardo si poteva
abbracciare tutta la piana del Sentino. Il silenzio accogliente e riposante sparì
da quella camerata e con esso le riflessioni, gli esami di coscienza e le
confessioni liberatorie. Gli acuti lamenti di Demetrio, le invettive, gli improperi
e le sue bestemmie più inaudite, impedirono a Dario di pensare, riposare e di
meditare. Più volte la suora venne a rimproverare quell’accanito
bestemmiatore, adoperandosi in ogni modo per cercare di lenire il dolore di
cui il dissacratore era afflitto. “Cerchi di stare calmo e fermo…., adesso con
questa iniezione, vedrà che starà meglio!” Ma che!… tutte le medicine erano
acqua fresca…; il dolore persisteva e con esso gli improperi e le maledizioni
che Demetrio vomitava senza ritegno….; e ce l’aveva con la Madonna, con
Gesù Bambino e con tutti i santi del paradiso….: ”bella congrega da
rispettare…sì!“ Al suo arrivo urlò per tutta la notte, a causa di quel dolore
incessante e che non gli dava un attimo di tregua. La mattina presto, ancor
prima della visita del professore, passai dal nuovo paziente. Dario che non
aveva chiuso occhio per il baccano fatto da quel forsennato che si sbatteva di
qua e di là, spostando perfino i letti, mi pregò di dargli qualche rimedio
efficace, perché si calmasse e si zittisse almeno per dieci minuti. “Non se ne
può più, dottore…mi creda, non si può sopportarlo…, si è lamentato per tutta
la notte, ogni minuto, come se lo stessero scannando.
Presentava, all’ispezione, un addome gonfio, teso, globoso e duro, dolente alla
palpazione e con un suono timpanico, meteorico, alla percussione. Si
apprezzava uniformemente il colon e le sue flessure, ma urlava, Demetrio, e
imprecava, se premevo anche leggermente, per poter ispezionare bene la
parte. “Aria ne fai?, chiesi, accennando al deflusso con un leggero movimento
della mano…. .” “Cosa?…che vuol dire? …, se faccio scuregge?…magari!
dottore!… sono tre giorni che non si muove nulla, né…. .” “Ho capito!” Non
era facile parlare con Demetrio; secondo lui non aveva mangiato niente di
pesante…, lui stava attento sempre, l’intestino gli aveva funzionato,
regolarmente, come un orologio svizzero, e urinava bene e spesso…. .”Ma da
tre giorni…, guarda qui che pancia mi ritrovo! e che dolori!”. “Ti do degli
antispastici, liquidi da bere, calmanti sì, ma niente morfina …, aspettiamo e
vediamo come si mettono le cose.” Così disse il professore, e se ne andò. Il
giorno dopo già si parlava di occlusione intestinale e di un probabile
intervento. Cercai di sapere da Demetrio cosa avesse mangiato di più calorico,
per cercare di capire quale potesse essere la causa di questo blocco
intestinale…, ma a sentire lui, aveva mangiato pochissimo e sempre cose
leggere e normali. Uscendo dalla corsia, Dario mi venne dietro e mi accennò
agli improperi che durante notte, tra un sospiro e l’altro, Demetrio aveva
esternato, ripetendo spesso…: ”accidenti a quelle noci e a quel pane fresco..”.
Fu propizia e pertinente, l’attesa del chirurgo, che aveva rimandato
l’intervento in attesa dell’evolversi delle cose in maniera naturale, e si! perché
nessuno avrebbe mai potuto immaginare quale realtà nascondesse l’addome
di Demetrio. ”Sa, dottore! col pane fresco, le noci sono speciali, e come
spesso accade, una tira l’altra, e così facendo, l’altro giorno, col pane fresco,
intero, sa quante ne ho mangiate di noci?…. uno staio intero”.
Aniceto, invece, giunse quando Dario, ormai convalescente, aiutava Demetrio
nelle sue piccole esigenze. Occupò il letto accanto alla finestra, dominando,
così, tutta la scena della camerata rispetto ad ogni persona che si fosse
affacciata sulla porta. A vederlo sembrava un ometto semplice e da poco,
Aniceto, delicato nel parlare e nel porsi all’interlocutore; ma, conoscendolo
bene, dopo, dovevi ricrederti; il suo carattere volitivo e forte, veniva fuori ogni
qualvolta ti mettevi in discussione con lui…, e non era facile averla vinta su
con lui, né si riusciva a persuaderlo, se la cosa in discussione era contraria ai
suoi interessi o alle sue convinzioni.
Era polemico, fortemente polemico, piccoso, e per ogni cosa per la quale si
discuteva, ti elencava una serie numerica di ragioni… : ”per cui, visto e
considerato che…: numero uno, la cosa deve essere analizzata in tutte le sue
parti…ecc. ecc.; numero due..; e tre..; e quattro…; e per finire poi…, ultimo
punto…: a me non sta bene, e quindi non si farà!“ Insomma, era veramente
un soggetto impossibile.
Venne in Ospedale, una notte, più morto che vivo, respirava appena e con
una vocina flebile accennava a un grande dolore allo stomaco: ”qui sai!
proprio qui, come se ci avessi un coltello infilato…”. E poiché il dolore si
diffondeva in alto, verso la base del collo, il medico curante lo ricoverò per
sospetta crisi cardiaca; un infarto?….chi sa!….non si può sapere!…. è meglio
ricoverarlo.
E da quella notte la pace riacquistata nella piccola camerata, sparì di nuovo,
col pianto doloroso e modulato, quasi femmineo, di Aniceto. “Ohi, ohi che
dolore!…proprio qui! .. alla bocca dello stomaco”, ripeteva pallidissimo, con
quel suo naso affilato e un respiro corto e superficiale a causa del
sollevamento del diaframma che veniva sospinto da uno stomaco
eccessivamente gonfio e che schiacciava, quindi, la base dei polmoni . “Oh
Dio!…oh Dio!…che patire!…”. L’addome, dolente e globoso di Aniceto,
presentava un blocco ed un mancato svuotamento dello stomaco che
appariva, all’esame radiologico, esageratamente pieno. “Ma cosa hai
mangiato, Aniceto, nei giorni scorsi? …. si può sapere?..” “Nulla! le dico,
dottore, mi deve credere!…le solite cose…, io sto molto attento e sono
moderato nel mangiare…, mi creda!”
Gli furono somministrati i liquidi necessari, per fleboclisi, insieme con sedativi
e analettici, per due o tre giorni, senza vedere alcun miglioramento. Lo
stomaco chiuso e troppo pieno, manteneva la sua patologia ed essa generava
il dolore persistente per il povero Aniceto; finché il professore decise di
aspirare il contenuto gastrico attraverso l’esofago, prima di dover ricorrere ad
un vero e più impegnativo intervento chirurgico.
Inserita, per via orale, una lunga sonda nello stomaco, con un macchinario a
pompa, si diede corso all‘aspirazione del contenuto gastrico di Aniceto.
Un’operazione lunga e difficoltosa per la continua occlusione della sonda, che
per poter essere liberata, doveva essere sfilata e reinserita.
Per ben tre volte la sonda, tirata fuori, trasportò con sé una grossa stringa
carnosa e puzzolente, lunga circa una trentina di centimetri; questi alimenti,
non digeriti, che avevano causata l’occlusione, analizzati, tutte e tre,
risultarono, poi, essere grosse e larghe fette di prosciutto, ingoiate intere, cioè
deglutite, da quel famelico mangiatore, senza essere state neanche masticate.
Il giorno dopo lo svuotamento dello stomaco, Aniceto, ormai completamente
ristabilito, vispo e sorridente, raccontò il fatto a cui non aveva dato alcuna
importanza: “tutto è capitato dopo la cena a casa di Genesio di Casanova al
Pino, il podere sulla valle della Bestina, dove mercoledì passato sono andato a
saldare una grossa cisterna che perdeva nel fondo. Mi offrì prosciutto, pane
fresco e vino…, non avevo molta fame, in verità! ed accettai per non
offenderlo…., ma, forse…, ho esagerato un po’!”
NOTIZIE DAL CLUB SVIZZERO DI ARLESHEIM
Il nostro amico Marcus RUF, rotariano del Club di Arlesheim (Basilea)
che con la moglie Lislott, quando viene a passare le vacanze in Italia,
trascorre con noi quasi tutte le conviviali del periodo estivo, durante la gita a
Pompei e Caserta, fu sollecitato da Bruno NOCERA ad organizzare un interclub
tra i nostri due Club. L’idea, poi, gli è stata riproposta da Fabrizio PARO
VIDOLIN, quando gli ha dato notizia dell’apertura del nostro sito in internet.
Qui di seguito riportiamo la risposta di Marcus. Ve la riproponiamo nel suo
simpatico italiano stentato, informando chi non lo conoscesse, che questo socio svizzero,
parla perfettamente l’inglese, il tedesco e quasi certamente anche il francese. Inoltre,
durante la gita in pullman, a Pompei e Caserta, abbiamo scoperto che possiede anche
un’altra dote. Dovete sapere che durante il viaggio di ritorno da Caserta, Bruno, che per
l’occasione faceva l’animatore, metteva in croce tutti noi passeggeri, per spronarci a
cantare. Quando, insistentemente, lo chiese a Marcus, questi lo esaudì con un ben
intonato tono baritonale che lasciò tutti piacevolmente sorpresi.
Fabrizio ha passato la notizia di Marcus, al Presidente Claudio SANTI. La cosa
sarà discussa in Consiglio per l’organizzazione e quasi sicuramente avremo il piacere di
fare un incontro rotariano italo-svizzero.
----- Original Message ----From: Marcus Ruf
To: Fabrizio Paro Vidolin
Sent: Monday, December 10, 2007 8:24 PM
Subject: Re: Basilea (Arlesheim)
Ciao Fabrizio, La tua idea di visitare Basilea e il nostro club a trovato una ottima
acclamatione in uno piccolo circolo di amici. Anche il ministro per le infrastrutture del.lo
Cantone di Basilea - Campagna spera di mostrare le bellezze del nostro paese .
Abbiamo detto: "Facciamo. Una buona cosa per il nostro club e per l' amicitia con Voi."
Sarebbe possibile in autumno, la seconda meta del Ottobre? Provisoriamente, perché
adesso e necessario di informare il club, "offizializzare". Spero, che l' invitatione dello
nostro Presidente venira fine Gennaio.-----Bravissimo per la Vostra Web-Site.
Auguri per Natale e Capodanno, anche a Luciana e anche di Lislott . Marcus
LEGGENDE, MAGIE, CURIOSITA' E COSE SERIE DI ROMA MIA
di Vittorio Fidati
Er fiume ha ispirato tante canzoni che parlano di amore e morte.
I PONTI SUL TEVERE
Parte I
Il Tevere, che per noi Romani è semplicemente er fiume, ha contribuito in modo
determinante all'espansione del dominio di Roma in tutto il Mediterraneo. Proprio per la storia
dell'Urbe er fiume nostro è uno dei più celebri del mondo.
Tanto tempo fa l'acqua del Tevere era potabile e anche diuretica; i Papi nei loro viaggi
ne portavano di scorta in grandissima quantità.
Oltre 60 anni fa, si poteva fare il bagno ed anch'io quando ero bambino, andavo a fare
er bagno a fiume, vicino alla fonte dell'Acqua Acetosa ... c'era una spiaggetta e l'acqua era
trasparente ...
Si direbbe: "di acqua ne è passata sotto i ponti!" .... Oggi fare il bagno nel fiume è poco
consigliabile perché bevendone per sbaglio un sorso si potrebbe rimetterei la pelle!
I Romani hanno amato er fiume ma lo hanno anche sempre temuto per le sue
devastanti inondazioni.
Le alluvioni erano tragiche, le parti più basse della città, da Piazza di Spagna a
Ripetta, da Castel S.Angelo a S. Maria in Cosmedin e a S.Giorgio al Velabro, e poi al
Pantheon, venivano inondate; awenivano crolli di abitazioni; venivano a mancare i viveri;
scoppiavano pestilenze, tifo e infezioni per tutto ciò che abbandonava il fango. Si racconta
che nel 1598, il fango abbandonò una barca a Piazza di Spagna e Pietro Bernini (padre del
più famoso Gian Lorenzo) ebbe l'ispirazione per la sua Fontana della Barcaccia.
Dopo l'unità d'Italia, si affrontò seriamente il problema delle inondazioni (lo stesso
Giuseppe Garibaldi presentò un progetto di deviazione del letto del fiume che fu però bocciato
dalla pubblica amministrazione. Garibaldi però ottenne l'approvazione della legge che
sosteneva: "essere, di pubblica utilità, tutte le opere necessarie a preservare Roma dalle
inondazioni".
Nel 1875 l'Ing. Emilio Canevari studiò il progetto per la realizzazione dei muraglioni ed altre
opere; iniziarono i lavori, veramente imponenti, che terminarono però 50 anni dopo. Spari il
Porto di Ripa Grande, che si trovava sulla riva destra sotto il complesso del San Michele; qui
Papa Sisto V benedisse la flotta di galee pontificie, comandata dal cardinale Oliviero Carafa,
che salpò per combattere le navi turche e qui, infine, il13 maggio 1908, si ancorò il
cacciatorpediniere della regia Marina Militare "Granatiere" per la solenne consegna della
bandiera di combattimento!
Oggi il Tevere è domato, controllato anche dalla diga di Castel Giubileo, ma quando è
in piena offre uno spettacolo che incute sempre un certo timore (foto 1).
Er fiume ha ispirato tante canzoni che parlano di amore e di morte
Di una -Barcarolo romano- scritta nel 1926 - la più famosa - trascrivo quattro versi che
dicono tutto:
la luna da lassù fa capoccella
rischiara er viso de Ninetta bella ...
me chiese pace e io je l'ho negata ...
Fiume bojaccia, je l'hai data tu ...
Un'altra canzone famosa
- Pe' Lungotevere dice, tra l'altro:
Lì sotto l'alberi
de Lungotevere
le coppie fileno
li baci scrocchieno ...
Se nun sei pratico de
regge' moccoli pe'
Lungotevere
nun ce passà !
Parliamo ora dei Ponti:
- fino al 1860 la città ne aveva soltanto nove: Milvio, Sant'Angelo, Sisto, Emilio (detto ora
Ponte Rotto - non più agibile), Fabricio, Cesti o e Sublicio e poi Ponte di Ripetta (demolito nel
1874) e Ponte de' Fiorentini (demolito nel 1861).
Dal 1870, con l'unità d'Italia e con Roma divenuta capitale, ne sono stati costruiti 19 di
cui ben 13 dal 1900 in poi. Pertanto oggi ne esistono 25;
se consideriamo come un ponte il passaggio del Grande Raccordo Anulare a fianco della diga
di Castel Giubileo siamo a 26; owiamente parliamo dei ponti"cittadini" all'interno del G.R.A..
Vediamo insieme alcuni ponti della Città:
Ponte Sublicio: fu il primo ad unire le due sponde del fiume.
L'avo dell'attuale ponte risale al VII secolo a.C.; subì vari restauri: il primo nel 614 a.C.; fu
ricostruito dopo la spaventosa inondazione del 60 a.C.;
l'antico ponte era tra l'Ospizio di S.Michele e l'Aventino e i resti furono definitivamente demoliti
nel 1484.
I lavori per l'attuale ponte che unisce Testaccio alla zona di Porta Portese iniziarono
nel 1914 ma, a causa della guerra, terminarono nel 1918; per costruirlo furono spese Lire
1.378.000! è lungo 105,55 metri e largo 20 - ha tre arcate e gli fu dato il nome di Sublicio per
ricordare appunto il più antico ponte dell'Urbe.
Ponte Emilio o ponte Rotto: ( foto 2 ):
Tito Livio scrive che nel 193 a.C. una
violenta inondazione distrusse due
ponti ( Sublicio ed Emilio) che erano
costruiti in legno.
Nel 179 a.C. i censori Marco Emilio
Lepido e Marco Fulvio Nobiliare,
iniziarono la costrizione del nuovo
ponte che fu terminato 37 anni dopo
nel 142 a.C. dai consoli Publio
Scipione Africano e Lucio Mummia.
Per il fatto che fu costruito
obliquamente rispetto alla corrente
ed anche per la curva del Tevere,
subì, nel corso dei secoli, molti danni
a causa delle inondazioni; una delle
più violente lo distrusse
totalmente, il27 settembre 1557.
Papa Gregorio XIII nel 1573, avvicinandosi l'Anno Santo, lo fece ricostruire ma restò in
piedi soltanto 23 anni: infatti il 25 dicembre 1598 un'altra violentissima piena del fiume, la
massima che si ricordi, ne portò via la metà e da quel momento fu chiamato Ponte Rotto.(
foto 3- il ponte in un'antica incisione di Israel Silvestre).
Nel 1853 fu applicato un ponteggio metallico che univa la metà ancora in piedi con la
riva sinistra, ma l'Ing. Canevari la fece demolire nel 1887.
Oggi Ponte Rotto è soltanto un rudere di un'arcata in mezzo al fiume (foto 2), a
ridosso del Ponte Palati no (foto 4); quest'ultimo, costruito tra il 1886 e il 1890, è considerato
il più brutto dell'Urbe; è realizzato con travate metalliche che poggiano su quattro piloni
rivestiti in travertino; il nome è dovuto al vicino storico Colle.
Anche se Ponte Palatino
è decisamente brutto oggi è
indispensabile per l'intenso
traffico
automobilistico;
anch'esso è obliquo rispetto
al corso del fiume (è parallelo
al Ponte Rotto) ed è anche il
più lungo della città: 155,50
metri e 19,50 di larghezza;
vicino la testata
sinistra
è
ancora
Cloaca
funzionante
la
Massima: lo scarico a fiume
della più importante fognatura
dell'antica Roma; a tal
proposito si narra che nel 221
d.C. , dato che la Cloaca
Massima era
ostruita, la folla inferocita gettò, dal ponte Emilio nelle acque del fiume, il corpo di Eliogabalo,
responsabile delle fognature.
Un paro de proverbi romaneschi:
Noi Romani l'aria del me ne frego l'avemo insegnata a Cristo.
Roma è come la fabbrica de San Pietro: nun finisce mai.
TRADUZIONE DI STRALCI DAI BOLLETTINI DI HYERES
a cura di Gigliola VALIANI
Bollettino 2903 del 29/XII/2007
In questo numero, viene riportata la notizia della caduta del Presidente JeanFrancois Lantrua che si è fratturato una spalla per cui è stato portato di urgenza
all'ospedale e ne avrà per un bel po'.
Bollettino 2904 del 6/XII/2007
Qui si specifica che per l'operazione alla spalla, il Presidente dovrà stare
immobile per 6 settimane circa. Nella riunione del 6 dicembre, presieduta dal vicepresidente Michel Blanco, in sostituzione di Lantrua, si conferma la riuscita della
serata jazz, successo che ha indotto Antoine Carvalho a suggerire a Jean Dionisi di
ripetere ogni anno (il primo sabato di dicembre) la serata jazz del Rotary Club di
Hyères-les Palmiers. Durante la riunione il responsabile amministrativo e finanziario
del gruppo Vinci, oltre che gerente dei magazzini Haute Definition, Nicolas Caso, si
dichiara felice di aver partecipato al Salone High Tech& Energie Nouvelles e
disponibile a una conferenza, propostagli dal presidente, sull'alta definizione,
conferenza che vorrebbe arricchire, con una dimostrazione del materiale in
dotazione, al fine di fare dei confronti. Il tema sarà : l'immagine, l'alta definizione e
tutto quanto è correlato.
Bollettino 2905 del 13/XII/2007
Durante l'Assemblea Generale, il Presidente relaziona su quanto è stato fatto
nei primi 6 mesi di presidenza. Passa poi la parola al Presidente eletto per l'anno
2008-2009, Michel Blanco che presenta il suo comitato all'approvazione del Club. Il
momento solenne della serata è l'assegnazione dei due PHF a Henri Lenain e a
Jean-Pierre Chazalette.
Si insiste poi sulla necessità di dichiarare la propria
assenza, quando non è possibile la partecipazione, facendo riferimento all'articolo 5
del regolamento interno che così recita: "I membri devono avvertire il Protocollo il
martedì precedente se non possono essere presenti in caso di una riunione
statutaria comprendente la cena".
* * * * * * *
I nostri soci
ABBATE
AGOSTINI
ALDI
ANDREINI
BRAMA
BRAMA
CASALINI
CLEMENTE
COLLANTONI
de CARO
DE LUCA
DONATI
EMILIANI
FABBRI
FEROCI
FIDATI
GALEAZZI
LA GAMBA
LUCIGNANI
MAIORINO
MELONI
MEOSSI
MICHELACCI
MONETTI
MURZI
NOCERA
PAGLIA
PANCRAZI
PAOLINI
PAROVIDOLIN
REVERBERI
SANTI
TAMBELLI
TOMMASI
TORRI
VALENTI
VALIANI
Armando
Luca
Simone
FerdinandoAntonio
Paolo
Salvatore
Gianfrancesco
Riccardo
Roberto
Mario
Raffaele
Forese
Romano
Fabrizio
Angiolo
Vittorio
Marcello
Enzo
Efisio
Gerardo
Michele
Alvaro
Raniero
Carlo
Angelo
Bruno
Gian Paolo
Marcello
Antonio
Fabrizio
Ezio
Claudio
Giulio
Alessandro
Rodolfo
Maurizio
Igino
SOCI ONORARI
GRAZIANI
Ennio
Onelia
Roberta
Francesca
Fiorella
Dominique
Anna
Silvia
Luciana
Giovanna
Marisa
Anna Pia
Patrizia
Gabriella
Wilma
Alda
Eliana
Carla
Luigina
Stefania
Nada
Fernanda
Maria
Roberta
Serenella
Giuntine
Ida
Katia
Luciana
Hilde
Fiorenza
Caterina
Giovanna
Vladimira
Alessandra
Giliola