Documento valutazione rischi 15-16

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Documento valutazione rischi 15-16
Data: 19/11/2015
Ministero della Pubblica Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio
DVR
ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO VIA DOMIZIA LUCILLA" ALBERGHIEROAGRARIO VIA CESARE LOMBROSO 118 SEDE DI PRESIDENZA CENTRALE E
ALBERGHIERO 00168 ROMA
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
(Titolo I Capo III Sezione II ( Art da 28 a 30 ) del D. Lgs. 81/08)
Rev. Prot.
PAG. 196
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
INDICE
INDICE ............................................................................................................
1. PREMESSA ....................................................................................................
1.1 Utilizzazione e consultazione ......................................................................
1.2 Revisione ................................................................................................
1.3 Definizioni Ricorrenti .................................................................................
2 DATI GENERALI AZIENDA ...............................................................................
2.1 Sede Operativa ........................................................................................
2.2 Figure Aziendali ........................................................................................
2.3 Descrizione dell’attività lavorativa ...............................................................
2.4 Identificazione e Mansioni dei Lavoratori ......................................................
3 SORVEGLIANZA SANITARIA.............................................................................
4 PRIMO SOCCORSO: DISPOSIZIONI GENERALI ...................................................
4.1 Compiti di Primo soccorso ..........................................................................
4.1.1
Compiti Del Centralinista/Segreteria ......................................................
4.2 Cassetta di Pronto Soccorso e Pacchetto di Medicazione .................................
5 VALUTAZIONE DEI RISCHI ..............................................................................
5.1 Metodologia Adottata ................................................................................
6 PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO.....................................................................
6.1 Rischi per la Sicurezza ...............................................................................
6.2 Rischi per la salute ...................................................................................
6.3 Rischi trasversali o organizzativi .................................................................
7 RISULTATI DELLA VALUTAZIONE ......................................................................
8 CONCLUSIONI ...............................................................................................
9 ALLEGATI .....................................................................................................
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PREMESSA
Il Decreto Legislativo n.81/08 ha confermato l’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi
attraverso la redazione del documento di valutazione, ma al tempo stesso ha introdotto alcune
novità. In particolare il documento dovrà contenere le procedure per l’attuazione delle misure
ancora da realizzare, nonché l’indicazione del Rspp, del Rsl (Aziendale o territoriale) e del
medico competente e delle mansioni che possono comportare esposizione dei lavoratori a rischi
specifici, cui si correlano esigenze di qualificazione professionale. L’obbligo di redazione del
documento, che dovrà avere data certa, coinvolge il datore di lavoro, i dirigenti, i preposti e
gli operatori, per quanto di loro competenza.
La valutazione dei rischi è uno strumento finalizzato alla programmazione delle misure di
protezione e prevenzione, quindi, alla più generale organizzazione della prevenzione aziendale
volta a salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori.
1.1
Utilizzazione e consultazione
Il documento sarà utilizzato come guida da tutti i soggetti facenti parte del sistema
organizzativo della sicurezza per applicare al meglio tutte le misure da adottare durante le
varie lavorazioni in relazioni ai fattori di rischio presenti.
Tutti saranno tenuti alla piena osservanza ed applicazione delle misure di sicurezza riportate
nel presente documento.
Le misure, i dispositivi di protezione individuale e le cautele di sicurezza sono:
 tassativamente obbligatorie
 da impiegare correttamente e continuamente
 da osservare personalmente.
1.2
Revisione
Il DVR dovrà essere sottoposto a revisione, ad opportuni intervalli di tempo, per assicurarne
l'adeguatezza e l'efficacia nel tempo.
Sarà pertanto necessario rielaborare una valutazione dei rischi, ogni qualvolta si introduca un
cambiamento tale da modificare la percezione dei rischi sul luogo di lavoro, ad esempio quando
viene avviato un nuovo sistema di lavorazione, vengono adottate nuovi agenti chimici e nuove
attrezzature oppure quando si effettua una variazione dell’organizzazione del lavoro da cui
possano risultare nuove situazioni lavorative in ambienti diversi.
La valutazione dei rischi deve essere, in ogni caso, ripetuta con periodicità di tre anni, in caso
di esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni o biologici.
1.3
Definizioni Ricorrenti
Si adottano, nel presente documento, le seguenti definizioni, secondo l’art. 2 D. Lgs. 81/08:
Lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività
lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza
retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi
gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio
lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle
società e dell'ente stesso; l'associato in partecipazione di cui all'articolo 2549, e seguenti del
codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui
all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi
regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare
le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l'allievo degli
istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei
quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e
biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in
cui l'allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; il
volontario, come definito dalla legge 1 agosto 1991, n. 266; i volontari del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco e della protezione civile; il volontario che effettua il servizio civile; il lavoratore
di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni.
Azienda: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato.
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Datore di lavoro: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il
soggetto che, secondo il tipo e l'assetto dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta
la propria attività, ha la responsabilità dell'organizzazione stessa o dell'unità produttiva in
quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo
1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il
dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica
dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia
gestionale, individuato dall'organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto
dell'ubicazione e dell'ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l'attività, e dotato di
autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione
non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l'organo di vertice
medesimo;
Dirigente: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e
funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro
organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa.
Preposto: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri
gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende alla attività
lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta
esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa.
Servizio di prevenzione e protezione dei rischi: insieme delle persone, sistemi e mezzi
esterni o interni all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi
professionali per i lavoratori.
Medico competente: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e
professionali di cui all'articolo 38 D. Lgs. 81/08, che collabora, secondo quanto previsto
all'articolo 29, comma 1 del decreto suddetto, con il datore di lavoro ai fini della valutazione
dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri
compiti di cui al presente decreto.
Sorveglianza sanitaria: insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e
sicurezza dei lavoratori, in relazione all'ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e
alle modalità di svolgimento dell'attività lavorativa.
Responsabile del servizio di prevenzione e protezione: persona in possesso delle
capacità e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32 D. lgs. 81/08 designata dal datore di
lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: persona eletta o designata per
rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante
il lavoro.
Addetto al servizio di prevenzione e protezione: persona in possesso delle capacità e dei
requisiti professionali di cui all'articolo 32 D. lgs. 81/08, facente parte del servizio di
prevenzione e protezione.
Prevenzione: il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la
particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali
nel rispetto della salute della popolazione e dell'integrità dell'ambiente esterno.
Salute: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in
un'assenza di malattia o d'infermità.
Valutazione dei rischi: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e
sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui essi prestano la propria
attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad
elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di
salute e sicurezza.
Pericolo: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di
causare danni.
Rischio: probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di
impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione.
Unità produttiva: stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all'erogazione di
servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale.
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DATI GENERALI AZIENDA
Denominazione/Rag. sociale
ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO
Attività Lavorativa
CENTRO DI FORMAZIONE
Descrizione azienda
ISTITUTO ALBERGHIERO E AGRARIO
Codice fiscale
97110170582
P. IVA
ASL competente
RMB
Rappresentante Legale
Prof.PALADINO IDA
2.1
Sedi Operative
Indirizzo Sede Centrale
VIA CESARE LOMBOSO, 118
Indirizzo 1 plesso Alberghiero
VIA VINCI, 1
Indirizzo 2° plesso Agrario
VIA Domizia Lucilla, 76
2.2
Figure Aziendali
Datore di Lavoro
Prof. IDA PALADINO
RSPP
Prof. FABIO CAMILLONI
RLS
ANNAMARIA GOBBI
Medico Competente
Responsabile Amministrativo
Responsabile Sede 2° Plesso
Agrario
Responsabile 1° Plesso
Alberghiero
Responsabile sede Centrale
Sig.ra Anna Rita Mastrogiovanni
Prof. MIZZELLI GIANNI
Prof. FABIO CAMILLONI
Prof.ssa Silvana Alba MAZZEA
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FIGURE SENSIBILI
2.3 ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO
SEDE CENTRALE
Prof. ROBERTO AMBROSINO
SEDE CENTRALE
Prof. GABRIELLA MIGLIACCIO
SEDE AGRARIO
Prof. GIANNI MIZZELLI
SEDE AGRARIO
Prof. ALESSANDRO TRAPANNONE
SEDE DISTACCATA ALBERGHIERO
Prof. FABIO CAMILLONI
SEDE DISTACCATA ALBERGHIERO
Prof. STEFANIA MONTALBANO
FIGURE SENSIBILI
2.4 ADDETTI ELLE EMERGENZE
SEDE CENTRALE
Sig.ra PEPE PIERA
SEDE CENTRALE
Sig. INNOCENZO CARBONE
SEDE AGRARIO
Sig. VALTER FOLCHI
SEDE AGRARIO
Sig. GIANNI MIZZELLI
SEDE DISTACCATA ALBERGHIERO
Sig. STEFANIA MONTALBANO
SEDE DISTACCATA ALBERGHIERO
Sig. FABIO CAMILLONI
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2.5 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’
servizi amministrativi
IL D.S.G.A.
Sig.ra Anna Rita Mastrogiovanni
Il D.S.G.A. svolge attività lavorativa di elevata complessità e di notevole rilevanza esterna.
Sovtrintende, infatti, con piena autonomia operativa, ai servizi generali amministrativo-contabili e
ne cura l'organizzazione, svolgendo funzioni di coordinamento, promozione delle attività e verifica
dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati ed agli indirizzi impartiti al personale
A.T.A., posto alle sue dirette dipendenze. Organizza autonomamente l'attività del personale
A.T.A., nell'ambito delle direttive del D.S. Attribuisce al personale A.T.A., nell'ambito del piano
delle attività, incarichi di natura organizzativa e prestazioni eccedenti l'orario d'obbligo, quando
necessario. Svolge attvità di istruzione, predisposizione, e formalizzazione degli atti amministrativi
contabili; è funzionario delegato, ufficiale rogante e consegnatario dei beni mobili. Elabora il
"Programma annuale" e il "Consuntivo"; cura l'acquisizione e il versamento dell'incasso
dell'Azienda Agraria.
Il Piano dell'Offerta Formativa è il "contratto formativo" che l'Istituto stipula con l'utenza e nel
quale si sostanzia il complessivo processo educativo promosso dalla scuola, finalizzato al
progressivo miglioramento della qualità del servizio scolastico.
Esso viene strutturato secondo i macroindicatori individuati dal Collegio dei Docenti: flessibilità,
responsabilità, integrazione, e nel quadro delle disposizioni legislative in atto:


Legge sull'Autonomia Scolastica
Riordino dei cicli scolastici
L'offerta dell'Istituto è finalizzata alla formazione culturale e professionale del cittadino, proiettato
in una dimensione europea, e si articola in attività curricolari, extracurricolari e di progetto.
L'arricchimento del curriculum di ogni singolo studente è il fulcro intorno al quale si sviluppano le
attività integrative e progettuali, opportunità di crescita individuale, che sono parte integrante della
programmazione didattica dell'Istituto e oggetto di valutazione da parte dei docenti.
Ufficio "Protocollo"
Ufficio "Didattica"
Ufficio "Personale"
Ufficio "Amministrazione"
Ufficio "Magazzino"
Per lo svolgimento delle attività istituzionale sono individuabili le seguenti
categorie di lavoratori o di persone equiparate ai lavoratori:
- Docenti
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-
Personale ausiliario
Allievi
Persone del pubblico
Lavoratori non dipendenti dalla scuola occasionalmente
(rappresentanti, addetti alla manutenzione, ecc.)
Docenti esterni per corsi pomeridiani.
presenti
DESCRIZIONE DEGLI AMBIENTI: STRUTTURE IMPIANTI E
ATTREZZATURE
















SEDE CENTRALE:
STRUTTURA DI NUMERO DUE PIANI,
34 AULE, ALUNNI 900
NUMERO DOCENTI 120
5 UFFICI
09 AMMINISTRATIVI
11 COLLABORATORI SCOLASTICI
1 PALESTRA
1 LABORATORIO D'INFORMATICA
1 LAB. LINGUISTICO
1 LAB. RICEVIMENTO
2 LAB. DI CUCINA
2 LAB. DI SAL-BAR
1 AULA MULTIMEDIALE
1 BAR INTERNO ALLA SCUOLA MA GESTITO DA SOC. ESTERNA
SEDE AGRARIO:









3 COLLABORATORI SCOLASTICI + 2 ADDETTI AZ. AGRARIA
STRUTTURA DI NUMERO 1 PIANO PIU' SEMINTERRATO,
DOCENTI 27
07 AULE, 250 ALUNNI
1 UFF. DI PRESIDENZA
1 LAB DI CHIMICA
1 SERRA (CHIUSA PER MANCANZA DI SICUREZZA)
1 FRANTOIO ACQUISTATO
1 MAGAZZINO ATTREZZI
1 TRATTORE
1 CAMPETTO POLIVALENTE ALL'ESTERNO
1 LAB INFORMATICA

SEDE STACCATA ALBERGHIERO:






4 COLLABORATORI SCOLASTICI
TRE PIANI
DOCENTI 32
24 AULE, 600 ALUNNI CIRCA
1 LAB INFORMATICA
1 PALESTRA
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La scuola è dotata di servizi igienici, per il personale e per gli alunni, I
servizi non comunicano direttamente con i locali di lavoro.
E’ a disposizione dei lavoratori acqua in quantità sufficiente:
Ogni locale è provvisto di norme per l’evacuazione in caso
d’incendio e di planimetria con l’indicazione delle vie di fughe.
I presidi antincendio sono costituiti da estintori a polvere ed a Co2
Idranti
SITUAZIONE STRUTTURALE DEGLI EDIFICI
LE AULE DIDATTICHE SONO GENERALMENTE IDONEE PER L’UTILIZZO.
IN TUTTE LE AULE SONO MANCANTI LE TENDE ED ALCUNI INFISSI NON
SONO PERFETTAMENTE FUNZIONANTI
NEI LOCALI SITUATI NEL SEMINTERRATO ANCHE SE ESISTONO AMPIE
FINESTRATURE SONO SERVITI ANCHE DA CAPPE ASPIRANTI E IMPIANTO DI
AREAZIONE CHE NE ASSICURA UN GIUSTO RICAMBIO DI ARIA.
TALE SITUAZIONE PERMETTE DI EVITARE ANCHE RISCHI DI
INQUINAMENTO DELL’ARIA IL QUALE RADON
NESSUNO DELLE SEDI HA IL C.P.I., E’ IN FASE DI COMPLETAMENTO L’ITER
PER L’OTTENIMENTO DEL CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDIO
PREVIO LAVORI DI ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE.
TUTTE LE SEDI SONO STATE DICHIARATE A MEDIO RISCHIO INCENDIO IN
QUANTO INSISTONO PIU’ DI 300 PERSONA E MENO DI 1.000.
MACCHINARI E ATTREZZATURE
Tutte le sedi dell’Alberghiero hanno in dotazione i laboratori speciali
CUCINE –
LABORATORIO PASTICCERIA
BAR
SALA
LABORATORIO DI INFORMATICA
ELENCAZIONE DEI MACCHINARI TIPO ESISTENTI IN OGNI LABORATORIO
AFFETTATRICI
AUTO FRIGO PER IL TRASPORTO DI ALIMENTI
BANCO FRIGO
CAPPA ASPIRANTE
FRIGORIFERI
CUCINE INDISTRIALI
FORNO ELETTRICO AD INDUZIONE
FORNO A MICROONDE
FRIGGITRICE
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BOLLITORE
IMPASTATRICE
LAVASTOVIGLIE
MACCHINA PER IL CAFFE’
ABBATTITORE DI TEMPERATURA
PELAPATATE
STANZA PULIZIE STOVIGLIE
FRY TOP LISCIO E RIGATO
CUOCI PASTA
ARMADIO CONGELATORE
LAVELLO A 2 VASCHE CON GOCCIOLATOIO
BILANCIA DA TAVOLO
MOTO RIDUTTORE CON ACCESSORI
SCAFFALATURA A 4 RIPIANI
TAVOLO IN ACCIAIO CON TRE CASSETTI
PORTA RIFIUTI IN ACCIAIO CON APERTURA A PEDALE
FOROCOPIATRICI
STAMPANTI
PERSONAL COMPUTER
TAGLIERINE
SCAFFALI
AGRARIO:
SERRA
FRANTOIOA COMPLETO
ATTREZZATURE AGRARIE
TRATTORE
DICHIARAZIONE PROCEDURE DI MANUTENZIONE
-TUTTI I MACCINARI SONO SOTTOPOSTI A MANUTENZIONE ORDINARIA
ANNUALE SECONDO LE INDICAZIONI DEL MANUALE DI USO E
MANUTENZIONE.
- NEI LABORATORI CUCINA SI FA’ UTILIZZO DI GAS DI CITTA’
- I LABORATORI DI PASTICCERIA UTILIZZANO L’ENERGIA ELETTRICA
-LE PULIZIE DEI LOCALI VENGONO EFFETTUATE SECONDO IL PROTOCOLLO
- HACCP CON UTILIZZO DI SANIFICATORI
- L’AFFLUSSO DEL GAS VIENE REGOLATO OGNI TRE MESI
LE FINISTRATURE DEI LABORATORI SONO PROTETTE DA ZANZARIERE.
DESCRIZIONE FUNZIONAMENTO
La scuola è aperta dalle ore 8,20 alle ore 14,25 e dalle 14,30 alle 19,10 ed è frequentata da
alunni di età compresa tra i 14 e i 19 anni
SCHEMA DELLE INIZIATIVE DIDATICHE
I corsi di studio offerti dalla scuola sono i seguenti:
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- Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi di ristorazione – settore Cucina;
- Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi di ristorazione – settore Sala - bar;
- Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi di Ricevimento;
Post qualifica: Diploma di “Tecnico dei servizi della ristorazione”;
Diploma di “Tecnico dei servizi turistici”.
L’istituto alberghiero è ubicato in una zona periferica del Comune di Roma, molto ricca di verde.
La scuola può essere raggiunta con mezzi di trasporto pubblici o privati. Si colloca lungo un’arteria a
discreta intensità di traffico. E’ sconsigliato il suo raggiungimento a piedi, per quanto le zone limitrofe
siano ricche di vegetazione, e l’unica strada di accesso è a traffico intenso ed essendo una strada a intenso
traffico automobilistico, all’ingresso è ubicato un semaforo stradale che permette l’attraversamento della
strada in sicurezza.
Per quanto riguarda le condizioni ambientali la scuola è ubicata:
- in località aperta e alberata, consente il massimo solegiamento;
- lontana da depositi e da scoli di materie di rifiuto, da acque stagnanti da strade ferrate e da aeroporti
con intenso traffico, da industrie rumorose e dalle quali provengono esalazioni moleste e nocive, da
cimiteri e da tute quelle attrezzature urbane che possono comunque arrecare danno o disagio alle
attività della scuola stessa.
- In località non esposta a venti fastidiosi e non risulta sottovento a zone da cui possono provenire
esalazioni o fumi sgradevoli.
DESCRIZIONE DLLE ATTIVITA’ SVOLTE
SCHEMA DELLE INIZIATIVE DIDATICHE
I corsi di studio offerti dalla scuola sono i seguenti:
- Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi di ristorazione – settore Cucina;
- Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi di ristorazione – settore Sala - bar;
- Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi di Ricevimento;
Post qualifica: Diploma di “Tecnico dei servizi della ristorazione”;
Diploma di “Tecnico dei servizi turistici”.
Per le suddette attività, per quanti riguarda le lezioni pratiche vengono svolte in appositi laboratori
(laboratori di cucina) adeguatamente attrezzati, nei quali gli studenti sono impegnati in esercitazioni per la
preparazione di cibi e piatti particolari oppure laboratori di sala per il servizio ai tavoli.
Le esercitazioni sono svolte dagli studenti sempre guidati da docenti e assistenti, i quali sono gli unici ad
avere accesso diretto ai prodotti ed alle sostanze in uso.
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SORVEGLIANZA SANITARIA
Di seguito sono riportati i fattori e le situazioni di rischio più frequenti che determinano
l'obbligo di sorveglianza sanitaria:
Movimentazione manuale dei carichi: i lavoratori addetti alla movimentazione manuale dei
carichi, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un
carico, che per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche
sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorsolombari devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41, sulla base della
valutazione del rischio e dei fattori individuali di rischio di cui all'allegato XXXIII D. Lgs. 81/08
(art. 168 D. Lgs. 81/08, lettera d).
Utilizzo di attrezzature munite di videoterminali: E’ obbligatorio sottoporre a controllo
sanitario il lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico
o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all'articolo 175 D. Lgs.
81/08. Salvi i casi particolari che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medico
competente, la periodicità delle visite di controllo è biennale per i lavoratori classificati come
idonei con prescrizioni o limitazioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo
anno di età; quinquennale negli altri casi (art. 176, comma 3 D. Lgs. 81/08).
Rumore: La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori la cui esposizione al rumore
eccede i valori superiori di azione ossia il livello di esposizione personale settimanale (40 ore)
pari o maggiore di 85 dB(A) in base all’art. 196 Capo II del D. Lgs. 81/08.
La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità
diversa decisa dal medico competente. La sorveglianza sanitaria è estesa ai lavoratori esposti a
livelli superiori ai valori inferiori di azione (80 dB(A)), su loro richiesta e qualora il medico
competente ne confermi l'opportunità.
Vibrazioni meccaniche: In base all’art. 204, del D. Lgs. 81/08, i lavoratori esposti a livelli di
vibrazioni superiori ai valori d'azione sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria,
riispettivamente: per il Sistema mano-braccio pari o maggiore a 2,5 m/s2, per il Sistema corpo
intero pari o maggiore a 0,5 m/s2.
La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità
diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione.
I lavoratori esposti a vibrazioni sono altresì sottoposti alla sorveglianza sanitaria quando,
secondo il medico competente, si verificano una o più delle seguenti condizioni: l'esposizione
dei lavoratori alle vibrazioni è tale da rendere possibile l'individuazione di un nesso tra
l'esposizione in questione e una malattia identificabile o ad effetti nocivi per la salute ed è
probabile che la malattia o gli effetti sopraggiungano nelle particolari condizioni di lavoro del
lavoratore ed esistono tecniche sperimentate che consentono di individuare la malattia o gli
effetti nocivi per la salute.
Esposizione a campi elettromagnetici: in base all’art. 211, del D. Lgs. 81/08 la
sorveglianza sanitaria viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con
periodicità inferiore decisa dal medico competente con particolare riguardo ai lavoratori
particolarmente sensibili al rischio, incluse le donne in stato di gravidanza ed i minori, tenuto
conto dei risultati della valutazione dei rischi. Sono, comunque, tempestivamente sottoposti a
controllo medico i lavoratori per i quali è stata rilevata un'esposizione superiore ai valori di
azione di cui all'articolo 208, comma 2 D. Lgs. 81/08. (I valori di azione sono riportati
nell'allegato XXXVI, lettera B, tabella 2).
Esposizione a radiazioni ottiche artificiali: in base all’art. 218, del D. Lgs. 81/08, la
sorveglianza sanitaria viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con
periodicità inferiore decisa dal medico competente con particolare riguardo ai lavoratori
particolarmente sensibili al rischio, tenuto conto dei risultati della valutazione dei rischi. La
sorveglianza sanitaria è effettuata con l'obiettivo di prevenire e scoprire tempestivamente
effetti negativi per la salute, nonchè prevenire effetti a lungo termine negativi per la salute e
rischi di malattie croniche derivanti dall'esposizione a radiazioni ottiche.
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Sono tempestivamente sottoposti a controllo medico i lavoratori per i quali è stata rilevata
un'esposizione superiore ai valori limite di cui all'articolo 215.
Utilizzo di agenti chimici: Se i risultati della valutazione dei rischi dimostrano che il rischio
non è basso per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, sono sottoposti a sorveglianza
sanitaria i lavoratori esposti agli agenti chimici pericolosi per la salute che rispondono ai criteri
per la classificazione come molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, corrosivi, irritanti,
tossici per il ciclo riproduttivo, cancerogeni e mutageni di categoria 3, (art. 229, D. Lgs.
81/08).
La sorveglianza sanitaria sarà effettuata prima di adibire il lavoratore alla mansione che
comporta l'esposizione; periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità diversa
decisa dal medico competente con adeguata motivazione, all'atto della cessazione del rapporto
di lavoro.
Agenti cancerogeni e mutageni: il medico fornisce agli addetti adeguate informazioni sulla
sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti, con particolare riguardo all'opportunità di sottoporsi
ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività lavorativa; provvede, inoltre, ad
istituire e aggiornare una cartella sanitaria e di rischio per ciascun lavoratore (art. 243, comma
2 D. Lgs. 81/08).
In considerazione anche della possibilità di effetti a lungo termine, gli esposti ad agenti
cancerogeni e/o mutageni devono essere iscritti in un registro nel quale è riportata l'attivitàn
svolta, l'agente cancerogeno o mutageno utilizzato e, ove noto, il valore dell'esposizione a tale
agente. Copia del registro va consegnata all'ISPESL e all'organo di vigilanza competente per
territorio, anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro o di cessazione di attività
dell'azienda.
Esposizione all’amianto: ai sensi dell’art. 259 D. Lgs. 81/08, i lavoratori addetti alle opere di
manutenzione, rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e
trattamento dei relativi rifiuti, prima di essere adibiti allo svolgimento dei suddetti lavori e
periodicamente, almeno una volta ogni tre anni, o con periodicità fissata dal medico
competente, devono essere sottoposti ad un controllo sanitario volto a verificare la possibilità
di indossare dispositivi di protezione respiratoria durante il lavoro. Inoltre saranno sottoposti
ad una visita medica all'atto della cessazione del rapporto di lavoro.
Agenti biologici: art. 279 D. Lgs. 81/08, il datore di lavoro, su conforme parere del medico
competente, adotta misure protettive particolari per quei lavoratori per i quali, anche per
motivi sanitari individuali, si richiedono misure speciali di protezione, fra le quali la messa a
disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all'agente biologico
presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente oppure
l'allontanamento temporaneo del lavoratore.
Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sul controllo sanitario cui
sono sottoposti e sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la
cessazione dell'attività che comporta rischio di esposizione a particolari agenti biologici
individuati nell'allegato XLVI nonché sui vantaggi ed inconvenienti della vaccinazione e della
non vaccinazione.
13
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4
PRIMO SOCCORSO: DISPOSIZIONI GENERALI
Il D. Lgs. 81/08 (artt.18 e 45) prevede che il datore di lavoro adotti i provvedimenti in materia
di organizzazione di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza sui luoghi di lavoro,
stabilendo i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di pronto soccorso.
Ciò si traduce nella definizione di un piano di Primo Soccorso, che stabilisca le procedure
organizzative da seguire in caso di infortunio o malore, i criteri di individuazione e i compiti dei
lavoratori designati per lo svolgimento delle funzioni di pronto soccorso e le risorse dedicate.
Si ricordano le seguenti definizioni:
o pronto soccorso: procedure complesse con ricorso a farmaci e strumentazione,
orientate a diagnosticare il danno ed a curare l’infortunato, di competenza di personale
sanitario
o primo soccorso: insieme di semplici manovre orientate a mantenere in vita l’infortunato
ed a prevenire possibili complicazioni in attesa dell’arrivo di soccorsi qualificati; deve
essere effettuato da qualsiasi persona.
Il piano di primo soccorso va definito dal datore di lavoro e dal RSPP, in collaborazione con il
medico competente, condiviso dagli addetti al primo soccorso e dai RLS e portato alla
conoscenza di tutti i lavoratori.
Nella formulazione del piano si terrà presente:

le informazioni fornite dal documento di valutazione dei rischi

le informazioni fornite dalle schede di sicurezza dei prodotti chimici, qualora utilizzati,
che vanno sempre tenute aggiornate

la tipologia degli infortuni già avvenuti in passato (informazioni ricavate dal registro
infortuni)

la segnalazione in forma anonima da parte del medico competente della presenza di
eventuali casi di particolari patologie tra i lavoratori, per le quali è opportuno che gli
addetti al primo soccorso siano addestrati

le procedure di soccorso preesistenti, che vanno disincentivate se scorrette o recuperate
se corrette.
Si devono, inoltre, precisare ruoli, compiti e procedure, come riportato di seguito:

chi assiste all’infortunio: deve allertare l’addetto al primo soccorso riferendo quanto è
accaduto

l’addetto al primo soccorso: deve accertare la necessità di aiuto dall’esterno ed iniziare
l’intervento di primo soccorso

tutti: a seconda dei casi mettere in sicurezza se stessi e gli altri oppure, se non si è
coinvolti, rimanere al proprio posto in attesa di istruzioni

la portineria: individuare il miglior percorso per l’accesso al luogo, mantenere sgombri i
passaggi, predisporre eventuali mezzi per il trasporto dell’infortunato

RSPP: mettere a disposizione dei soccorritori la scheda di sicurezza in caso di infortunio
con agenti chimici.
14
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4.1
Compiti di Primo soccorso
Gli incaricati al primo soccorso devono essere opportunamente formati ed addestrati ad
intervenire prontamente ed autonomamente per soccorrere chi s’infortuna o accusa un malore
e hanno piena facoltà di decidere se sono sufficienti le cure che possono essere prestate in loco
o se invece è necessario ricorrere a soccorritori professionisti.
Gli incaricati al primo soccorso devono svolgere i seguenti compiti:

al momento della segnalazione, devono intervenire tempestivamente, sospendendo
ogni attività che stavano svolgendo prima della chiamata, laddove è possibile saranno
temporaneamente sostituiti, in quanto gli incaricati saranno esonerati, per tutta la
durata dell’intervento, da qualsiasi altra attività.

L’azione di soccorso è circoscritta al primo intervento su qualsiasi persona bisognosa di
cure immediate e si protrae, senza interferenze di altre persone non competenti, fino a
che l’emergenza non sia terminata.

In caso di ricorso al 118, l’intervento si esaurisce quando l’infortunato è stato preso dal
personale dell’ambulanza o in caso di trasporto in auto in ospedale dal personale del
Pronto Soccorso.

Gli interventi di primo soccorso sono finalizzati al soccorso di chiunque si trovi nei locali
dell’azienda.

Nei casi più gravi, gli incaricati al P.S., se necessario, accompagnano o dispongono il
trasporto in ospedale dell’infortunato, utilizzando l’automobile dell’azienda o un’altra
autovettura prontamente reperita.

Qualora un incaricato di P.S. riscontri carenze nella dotazione delle valigette di primo
soccorso o nell’infermeria, deve avvisare il coordinatore, il quale provvede a trasferire la
segnalazione alla persona che svolge la funzione di addetto alla gestione dei materiali.

Durante le prove d’evacuazione, tutti gli incaricati di P.S. debitamente e
preventivamente avvisati ed istruiti da chi organizza la prova, devono rimanere nei
luoghi loro assegnati per poter intervenire prontamente in caso di necessità.

In caso di evacuazione non simulata, tutti gli incaricati di P.S. presenti sono impegnati
nella sorveglianza delle operazioni (a meno che non svolgano anche la mansione di
addetto all’antincendio) ed usciranno solo dopo che si sono completate tutte le
operazioni di sfollamento.
4.1.1
Compiti Del Centralinista/Segreteria
Il centralinista/personale di segreteria attiva il 118 solo su richiesta dell’incaricato di P.S.
fornendo le seguenti indicazioni:
o numero di telefono dell’azienda
o indirizzo esatto ed eventuali riferimenti geografici ed istruzioni per raggiungere
l’azienda
o numero degli infortunati
o tipo di infortunio
o se l’infortunato parla, si muove, respira
o eventuale emorragia.
La trasmissione al centralinista/personale di segreteria delle informazioni riferite alle condizioni
dell’infortunato deve essere assicurata dall’incaricato di P.S. che richiede l’intervento.
15
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4.2
Cassetta di Pronto Soccorso e Pacchetto di Medicazione
Ai fini del primo soccorso le aziende sono classificate in 3 gruppi, A, B e C (art. 1 del D.M.
388/2003), tenuto conto della tipologia di attività svolta, del numero dei lavoratori occupati e
dei fattori di rischio:

Gruppo A:
I) Aziende o unità produttive con attività industriali, soggette all'obbligo di dichiarazione
o notifica, di cui all'articolo 2, del D. Lgs. n. 334/99, centrali termoelettriche, impianti e
laboratori nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del D. Lgs. n. 230/95, aziende estrattive
ed altre attività minerarie definite dal D. Lgs. n. 81/08, lavori in sotterraneo di cui al D.
P.R. n. 320/56, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni.
II) Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai
gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a
quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente
ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno. Le predette statistiche nazionali INAIL
sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale
III) Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del
comparto dell'agricoltura.

Gruppo B: aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo
A.

Gruppo C: aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel
gruppo A.
Nelle aziende o unità produttive di gruppo A e di gruppo B, il datore di lavoro deve garantire le
seguenti attrezzature:
a) cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente
custodita in un luogo facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata,
contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 1 (D.M. 388/2003), da integrare sulla
base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del medico competente, ove
previsto, e del sistema di emergenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale, e della
quale sia costantemente assicurata, la completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi
contenuti;
b) un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del
Servizio Sanitario Nazionale.
Mentre nelle aziende o unità produttive di gruppo C, il datore di lavoro deve garantire le
seguenti attrezzature:
a) pacchetto di medicazione, tenuto presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente
custodito e facilmente individuabile, contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 2
(D.M. 388/2003) da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro, della quale
sia costantemente assicurata, in collaborazione con il medico competente, ove previsto, la
completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi contenuti;
b) un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del
Servizio Sanitario Nazionale
16
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Contenuto Minimo Della Cassetta Di Pronto Soccorso (Allegato 1 D. M. 388/2003):
1. Guanti sterili monouso (5 paia)
2. Visiera paraschizzi
3. Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1)
4. Flaconi di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 500 ml (3)
5. Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10)
6. Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2)
7. Teli sterili monouso (2)
8. Pinzette da medicazione sterili monouso (2)
9. Confezione di rete elastica di misura media (1)
10. Confezione di cotone idrofilo (1)
11. Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (2)
12. Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2)
13. Un paio di forbici
14. Lacci emostatici (3)
15. Ghiaccio pronto uso (due confezioni)
16. Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2)
17. Termometro
18. Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.
Contenuto Minimo Del Pacchetto Di Medicazione (Allegato 2 Dm 388/03)
1. Guanti sterili monouso (2 paia)
2. Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1)
3. Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1)
4. Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1)
5. Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3)
6. Pinzette da medicazione sterili monouso (1)
7. Confezione di cotone idrofilo (1)
8. Confezione di cerotti di varie misure pronti all'uso (1)
9. Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1)
10. Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1)
11. Un paio di forbici (1)
12. Un laccio emostatico (1)
13. Confezione di ghiaccio pronto uso (1)
14. Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1)
15. Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del
servizio di emergenza.
17
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5
VALUTAZIONE DEI RISCHI
La valutazione dei rischi esamina in maniera sistematica tutti gli aspetti dei luoghi di lavoro,
per definire le possibili od eventuali cause di lesioni o danni.
La valutazione dei rischi è stata strutturata ed attuata in modo da consentire di:

identificare i luoghi di lavoro (reparti, ambienti, postazioni di lavoro)

identificare i pericoli e le fonti potenziali di rischio, presenti in tutte le fasi lavorative di
ogni area aziendale

individuare i soggetti esposti, direttamente o indirettamente, anche a pericoli particolari

stimare i rischi, considerando adeguatezza e affidabilità delle misure di tutela già in atto

definire le misure di prevenzione e protezione, atte a cautelare i lavoratori, secondo le
seguenti gerarchie ed obiettivi:

-
eliminazione dei rischi
-
riduzione dei rischi (privilegiando interventi alla fonte)
programmare le azioni di prevenzione e protezione con priorità derivanti da:
-
gravità dei danni
-
probabilità di accadimento
-
numero di lavoratori esposti
-
complessità delle misure di intervento (prevenzione, protezione, ecc.) da adottare.
Effettuare la valutazione dei rischi comporta una serie di azioni descritte nel seguente
diagramma di flusso:
18
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5.1
Metodologia Adottata
La quantificazione e relativa classificazione dei rischi deriva dalla stima dell’entità
dell’esposizione e dalla gravità degli effetti; infatti, il rischio può essere visto come il prodotto
della Probabilità P di accadimento per la Gravità del Danno D:
R=PxD
Per quanto riguarda la probabilità di accadimento si definisce una scala delle Probabilità,
riferendosi ad una correlazione più o meno diretta tra la carenza riscontrata e la probabilità che
si verifichi l’evento indesiderato, tenendo conto della frequenza e della durata delle
operazioni/lavorazioni che potrebbero comportare rischi per la salute e la sicurezza dei
lavoratori.
Di seguito è riportata la Scala delle Probabilità:
Livello
Non Probabile
Possibile
Probabile
Altamente
probabile
Criteri
L’anomalia da eliminare potrebbe provocare un danno solo in concomitanza
con eventi poco probabili ed indipendenti.
Non sono noti episodi già verificatisi.
L’anomalia da eliminare potrebbe provocare un danno solo in circostanze
sfortunate di eventi.
Sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi.
L’anomalia da eliminare potrebbe provocare un danno anche se in modo
non automatico e/o diretto.
E’ noto qualche episodio in cui all’anomalia ha fatto seguito il verificarsi di
un danno.
Esiste una correlazione diretta tra l’anomalia da eliminare ed il verificarsi
del danno ipotizzato.
Si sono già verificati danni conseguenti all’anomalia evidenziata nella
struttura in esame o in altre simili ovvero in situazioni operative simili.
Per quanto concerne l’Entità dei Danni, si fa riferimento alla reversibilità o meno del danno.
Di seguito è riportata la Scala dell’Entità del Danno:
Livello
Lieve
Modesto
Significativo
Grave
Criteri
Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità temporanea breve
e rapidamente reversibile
Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili
Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità temporanea anche
lunga ma reversibile
Esposizione cronica con effetti reversibili
Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità
permanente parziale
Esposizione cronica con effetti irreversibili e/o parzial-mente invalidanti
Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti letali o di invalidità
totale
Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti
19
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Combinando le due scale in una matrice si ottiene la Matrice Dei Rischi, nella quale ad ogni
casella corrisponde una determinata combinazione di probabilità/entità dei danni.
Di seguito è riportata la matrice che scaturisce dalle suddette scale:
Legenda Rischio
DANNO
Lieve (1)
Modesto (2)
Significativo (3)
Grave (4)
Basso
Non Probabile (1)
1
2
3
4
Possibile (2)
2
4
6
8
Probabile (3)
3
6
9
12
Altamente probabile (4)
4
8
12
16
Accettabile
Notevole
PROBABILITÀ
Elevato
Classe di Rischio
Elevato
(12 ≤ R ≤ 16)
Priorità Di Intervento
Azioni correttive Immediate
L’intervento previsto è da realizzare con tempestività nei tempi
tecnici strettamente necessari non appena approvato il budget degli
investimenti in cui andrà previsto l’onere dell’intervento stesso.
Notevole
(6 ≤ R ≤ 9)
Azioni correttive da programmare con urgenza
L’intervento previsto è da realizzare in tempi relativamente brevi
anche successivamente a quelli stimati con priorità alta.
Accettabile
(3 ≤ R ≤ 4)
Azioni correttive da programmare a medio termine
Intervento da inserire in un programma di interventi a medio
termine ma da realizzare anche in tempi più ristretti qualora sia
possibile attuarlo unitamente ad altri interventi più urgenti.
Basso
(1 ≤ R ≤ 2)
Azioni migliorative da valutare in fase di programmazione
20
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6
PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO
I fattori di rischio presenti nei luoghi di lavoro, in conseguenza dello svolgimento delle attività
lavorative sono stati ordinati in tre categorie:
1. Rischi per la sicurezza (di natura infortunistica) dovuti a:
 strutture
 macchine
 impianti elettrici
 sostanze e preparati pericolosi
 incendio ed esplosioni.
2. Rischi per la salute (di natura igienico-ambientale) dovuti a:
 agenti chimici
 agenti fisici
 agenti biologici.
3. Rischi trasversali (per la salute e la sicurezza) dovuti a:
 organizzazione del lavoro
 fattori ergonomici
 fattori psicologici
 condizioni di lavoro difficili.
6.1
Rischi per la Sicurezza
I rischi per la sicurezza, o rischi infortunistici si riferiscono al possibile verificarsi di
incidenti/infortuni, ovvero di danni o menomazioni fisiche (più o meno gravi) subite dai
lavoratori in conseguenza di un impatto fisico/traumatico di diversa natura (meccanica,
elettrica, chimica, termica, ecc.).
Di seguito sono riportati alcuni esempi di tali rischi:
1. Rischi da carenze strutturali dell’ambiente di lavoro (illuminazione normale e di emergenza,
pavimenti, uscite, porte, locali sotterranei, ecc.)
2. Rischi da carenza di sicurezza su macchine e apparecchiature (protezione degli organi di
avviamento, di trasmissione, di comando, protezione nell’uso di ascensori e montacarichi,
uso di apparecchi a pressione, protezione nell’accesso a vasche, serbatoi e simili)
3. Rischi da manipolazione di agenti chimici pericolosi (infiammabili; corrosivi, comburenti,
esplosivi, ecc.).
4. Rischi da carenza di sicurezza elettrica
5. Rischi da incendio e/o esplosione (presenza di materiali infiammabili, carenza di sistemi
antincendio e/o di segnaletica di sicurezza).
21
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6.2
Rischi per la salute
I rischi per la salute, o rischi igienico-ambientali, sono responsabili del potenziale danno
dell’equilibrio biologico e fisico del personale addetto ad operazioni o a lavorazioni che
comportano l’esposizione a rischi di natura chimica, fisica e biologica.
Di seguito sono riportati alcuni esempi di tali rischi:
1. Rischi di esposizione connessi con l’impiego di sostanze/preparati chimici pericolosi (per
ingestione, contatto cutaneo inalazione di polveri, fumi, nebbie, gas e vapori).
2. Rischi da agenti fisici:
o
rumore (presenza di apparecchiatura rumorosa durante il ciclo operativo) con
propagazione dell’energia sonora nel luogo di lavoro
o
vibrazioni (presenza di apparecchiatura e strumenti vibranti) con propagazione delle
vibrazioni a trasmissione diretta o indiretta
o
ultrasuoni
o
radiazioni ionizzanti
o
radiazioni non ionizzanti (presenza di apparecchiature che impiegano radiofrequenze,
microonde, radiazioni infrarosse e ultraviolette, luce laser)
o
microclima (temperatura, umidità, ventilazione, calore radiante, condizionamento)
o
illuminazione (carenze nei livelli di illuminamento ambientale e dei posti di lavoro, non
osservanza delle indicazioni tecniche previste in presenza di videoterminali).
3. Rischi di esposizione connessi all’impiego e manipolazione di organismi e microrganismi
patogeni e non, colture cellulari, endoparassiti umani.
6.3
Rischi trasversali o organizzativi
Tali rischi, sono individuabili all’interno della complessa articolazione che caratterizza il
rapporto tra il dipendente e l’organizzazione del lavoro con interazioni di tipo ergonomico, ma
anche psicologico ed organizzativo.
Di seguito sono riportati alcuni esempi di tali rischi:
 Organizzazione del lavoro (sistemi di turni, lavoro notturno ecc.)

Fattori psicologici (intensità, monotonia, solitudine, ripetitività del lavoro, ecc.)

Fattori ergonomici (ergonomia dei dispositivi di protezione individuale e del posto di
lavoro).
22
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7
RISULTATI DELLA VALUTAZIONE
Di seguito sono riportate le attività lavorative, le attrezzature, le sostanze/preparati pericolosi
e le eventuali opere provvisionali oggetto del seguente DVR.
FASE DI LAVORO: ATTIVITA’ DIRETTIVA ED AMMINISTRATIVA
Attività relative alla direzione e all’amministrazione dell’istituto scolastico, quali la contabilità,
la formazione e l’ aggiornamento del personale didattico, il disbrigo di pratiche di ufficio, legate
alla gestione degli impianti tecnologici, della mensa, dei laboratori e della palestra.

Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro
Attrezzature/Macchine:
o
Personal computer
o
Stampante
o
Telefono/Fax
o
Fotocopiatrice
o
Taglierina per carta

oggetto
della
valutazione
sono
utilizzate
le
seguenti
Sostanze Pericolose
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a:
o
Toner (per stampante o fotocopiatrice)
23
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
Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Stress psicofisico ( dovuto alla routine)
Possibile
Significativo
Notevole
o Ergonomia
Possibile
Significativo
Notevole
o Affaticamento visivo
Probabile
Modesto
Notevole
o Scivolamenti e cadute a livello
Probabile
Modesto
Notevole
o Elettrocuzione
Non probabile
Grave
Accettabile
o Radiazioni non ionizzanti
Probabile
Lieve
Accettabile
o Microclima (per spazi insufficienti)
Possibile
Lieve
Basso
o Rumore
Possibile
Lieve
Basso

Classe
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Utilizzare schermi protettivi durante l’uso prolungato dei videoterminali per evitare
l’affaticamento visivo

Adottare una posizione di lavoro comoda ed ergonomica

Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario,
interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura

Durante lo svolgimento del lavoro, praticare semplici esercizi di rilassamento,
stiramento e rinforzo della muscolatura

Utilizzare attrezzature elettriche rispondenti a tutti i requisiti di sicurezza contenuti nelle
norme CEI e di buona tecnica ( Art. 80 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare che le macchine e le attrezzature utilizzate siano in possesso di marchi IMQ o
certificazioni equivalenti o marcatura CE ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate;

Evitare il contatto diretto ed indiretto con parti sottoposte a tensione elettrica ( Art. 82
del D.lgs. n.81/08 )

Porre particolare attenzione al cablaggio dei cavi di energia e al posizionamento delle
prese multiple di energia a pavimento, onde evitare alle persone di inciamparvi e a
problemi di contatto durante le operazioni di pulizia dei pavimenti

Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate
24
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
Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente
attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al
rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante ( Art. 77 del
D.lgs. n.81/08 )

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Inalazione di polvere
in caso sostituzione
del toner
Mascherina
DESCRIZIONE
NOTE
Mascherina per la
protezione di polveri a
media tossicità, fibre e
aerosol a base acquosa di
materiale particellare >=
0,02 micron.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.4
UNI EN 149
Apparecchi di
protezione delle vie
respiratori. Facciali
filtranti antipolvere.
Requisiti, prove,
marcatura
Si consiglia l’utilizzo di lenti oftalminiche durante l’uso prolungato di videoterminali
25
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FASE DI LAVORO: AMMINISTRAZIONE ALBERGHIERA
Disbrigo di pratiche di ufficio, quali la contabilità generale, la compilazione delle registrazioni
relativa alle presenze di lavoratori e degli ospiti e dei sevizi loro resi, della merce in entrata e
della gestione dell’attività ricettiva, dei rapporti con le agenzie di viaggio, marketing, ecc.,
mediante l’utilizzo di personal computer e di altre tecnologie informatiche.

Macchine/Attrezzature
Nella
fase
di
lavoro
oggetto
della
valutazione
sono
utilizzate
le
seguenti
Attrezzature/Macchine:
o
Personal computer
o
Stampante
o
Telefono
o
Fotocopiatrice
o
Taglierina per carta.

Sostanze Pericolose
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a:
o
Toner (per stampante o fotocopiatrice)
26
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
Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Stress psicofisico ( dovuto alla routine)
Probabile
Modesto
Notevole
o Affaticamento visivo
Probabile
Modesto
Notevole
o Ergonomia
Probabile
Modesto
Notevole
o Scivolamenti e cadute a livello
Probabile
Modesto
Notevole
o Elettrocuzione
Non probabile
Grave

Classe
Accettabile
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Utilizzare schermi protettivi durante l’uso prolungato dei videoterminali per evitare
l’affaticamento visivo

Adottare una posizione di lavoro comoda ed ergonomica

Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario,
interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura

Durante lo svolgimento del lavoro, praticare semplici esercizi di rilassamento,
stiramento e rinforzo della muscolatura

Utilizzare attrezzature elettriche rispondenti a tutti i requisiti di sicurezza contenuti nelle
norme CEI e di buona tecnica ( Art. 80 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare che le macchine e le attrezzature utilizzate siano in possesso di marchi IMQ o
certificazioni equivalenti o marcatura CE ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate

Evitare il contatto diretto ed indiretto con parti sottoposte a tensione elettrica ( Art. 82
del D.lgs. n.81/08 )

Porre particolare attenzione al cablaggio dei cavi di energia e al posizionamento delle
prese multiple di energia a pavimento, onde evitare alle persone di inciamparvi e a
problemi di contatto durante le operazioni di pulizia dei pavimenti

Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate

Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente
attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al
rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante. ( Art. 77 del
D.lgs. n.81/08 )
27
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
Inalazione di polvere
in caso sostituzione
del toner
DPI
Mascherina
DESCRIZIONE
NOTE
Mascherina per la
protezione di polveri a
media tossicità, fibre e
aerosol a base acquosa di
materiale particellare >=
0,02 micron.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.4
UNI EN 149
Apparecchi di
protezione delle vie
respiratori. Facciali
filtranti antipolvere.
Requisiti, prove,
marcatura
Si consiglia l’utilizzo di lenti oftalminiche durante l’uso prolungato di videoterminali
28
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
FASE DI LAVORO: LAVORI AL VIDEOTERMINALE
Attività lavorativa che prevede l’utilizzo sistematico ed abituale di attrezzature munite di
videoterminale, ossia di uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di
procedimento di visualizzazione utilizzato.
Il videoterminale, mediante tastiera, mouse ed altro, è collegato ad un computer o elaboratore
elettronico, indispensabile per l’acquisizione, la conservazione, l’elaborazione e l’emissione
programmata dei dati.
La nuova normativa comunitaria ridefinisce la figura del “videoterminalista” come colui che
utilizza tali attrezzature in modo sistematico per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni
previste, a prescindere dall’uso continuativo per il periodo di quattro ore considerato in
precedenza dalla vecchia legislazione.
Requisiti e prescrizioni minime dell’allegato Allegato XXXIV D. Lgs. 81/08
Per il pc Requisiti minimi di sicurezza
Schermo.
La risoluzione dello schermo deve essere tale da garantire una buona definizione, una forma
chiara, una grandezza sufficiente dei caratteri e, inoltre, uno spazio adeguato tra essi.
L'immagine sullo schermo deve essere stabile; esente da farfallamento, tremolio o da altre
forme di instabilità.
La brillanza e/o il contrasto di luminanza tra i caratteri e lo sfondo dello schermo devono
essere facilmente regolabili da parte dell'utilizzatore del videoterminale e facilmente adattabili
alle condizioni ambientali.
Lo schermo deve essere orientabile ed inclinabile liberamente per adeguarsi facilmente alle
esigenze dell'utilizzatore.
È possibile utilizzare un sostegno separato per lo schermo o un piano regolabile.
Sullo schermo non devono essere presenti riflessi e riverberi che possano causare disturbi
all'utilizzatore durante lo svolgimento della propria attività.
Lo schermo deve essere posizionato di fronte all’operatore in maniera che, anche agendo su
eventuali meccanismi di regolazione, lo spigolo superiore dello schermo sia posto un pò più in
basso dell’orizzontale che passa per gli occhi dell’operatore e ad una distanza degli occhi pari a
circa 50-70 cm, per i posti di lavoro in cui va assunta preferenzialmente la posizione seduta
Tastiera e dispositivi di puntamento.
La tastiera deve essere separata dallo schermo e facilmente regolabile e dotata di meccanismo
di variazione della pendenza onde consentire al lavoratore di assumere una posizione
confortevole e tale da non provocare l'affaticamento delle braccia e delle mani.
Lo spazio sul piano di lavoro deve consentire un appoggio degli avambracci davanti alla
tastiera nel corso della digitazione, tenendo conto delle caratteristiche antropometriche
dell’operatore.
La tastiera deve avere una superficie opaca onde evitare i riflessi.
La disposizione della tastiera e le caratteristiche dei tasti devono agevolarne l'uso. I simboli dei
tasti devono presentare sufficiente contrasto ed essere leggibili dalla normale posizione di
lavoro.
29
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
Il mouse o qualsiasi dispositivo di puntamento in dotazione alla postazione di lavoro deve
essere posto sullo stesso piano della tastiera, in posizione facilmente raggiungibile e disporre di
uno spazio adeguato per il suo uso.
Piano di lavoro.
Il piano di lavoro deve avere una superficie a basso indice di riflessione, essere stabile, di
dimensioni sufficienti a permettere una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera, dei
documenti e del materiale accessorio.
L’altezza del piano di lavoro fissa o regolabile deve essere indicativamente compresa fra 70 e
80 cm. Lo spazio a disposizione deve permettere l’alloggiamento e il movimento degli arti
inferiori, nonché l’ingresso del sedile e dei braccioli se presenti.
La profondità del piano di lavoro deve essere tale da assicurare una adeguata distanza visiva
dallo schermo.
Il supporto per i documenti deve essere stabile e regolabile e deve essere collocato in modo
tale da ridurre al minimo i movimenti della testa e degli occhi.
Sedile di lavoro.
Il sedile di lavoro deve essere stabile e permettere all'utilizzatore libertà nei movimenti,
nonché una posizione comoda. Il sedile deve avere altezza regolabile in maniera indipendente
dallo schienale e dimensioni della seduta adeguate alle caratteristiche antropometriche
dell’utilizzatore.
Lo schienale deve fornire un adeguato supporto alla regione dorso-lombare dell’utente.
Pertanto deve essere adeguato alle caratteristiche antropometriche dell’utilizzatore e deve
avere altezza e inclinazione regolabile. Nell’ambito di tali regolazioni l’utilizzatore dovrà poter
fissare lo schienale nella posizione selezionata.
Lo schienale e la seduta devono avere bordi smussati. I materiali devono presentare un livello
di permeabilità tali da non compromettere il comfort dell’utente e pulibili.
Il sedile deve essere dotato di un meccanismo girevole per facilitare i cambi di posizione e
deve poter essere spostato agevolmente secondo le necessità dell’utilizzatore.
Un poggiapiedi sarà messo a disposizione di coloro che lo desiderino per far assumere una
postura adeguata agli arti inferiori. Il poggiapiedi non deve spostarsi involontariamente
durante il suo uso.
Computer portatili
L’impiego prolungato dei computer portatili necessita della fornitura di una tastiera e di un
mouse o altro dispositivo di puntamento esterni nonchè di un idoneo supporto che consenta il
corretto posizionamento dello schermo.
Spazio
Il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo che vi sia spazio sufficiente
per permettere cambiamenti di posizione e movimenti operativi.
Illuminazione
L'illuminazione generale e specifica (lampade da tavolo) deve garantire un illuminamento
sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e l'ambiente circostante, tenuto conto
delle caratteristiche del lavoro e delle esigenze visive dell'utilizzatore.
Riflessi sullo schermo, eccessivi contrasti di luminanza e abbagliamenti dell’operatore devono
essere evitati disponendo la postazione di lavoro in funzione dell'ubicazione delle fonti di luce
naturale e artificiale.
Si dovrà tener conto dell’esistenza di finestre, pareti trasparenti o traslucide, pareti e
attrezzature di colore chiaro che possono determinare fenomeni di abbagliamento diretto e/o
indiretto e/o riflessi sullo schermo.
Le finestre devono essere munite di un opportuno dispositivo di copertura regolabile per
attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro.
Rumore
Il rumore emesso dalle attrezzature presenti nel posto di lavoro non deve perturbare
l'attenzione e la comunicazione verbale.
Radiazioni
Tutte le radiazioni, eccezion fatta per la parte visibile dello spettro elettromagnetico, devono
essere ridotte a livelli trascurabili dal punto di vista della tutela della sicurezza e della salute
dei lavoratori
Parametri microclimatici
30
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
Le condizioni microclimatiche non devono essere causa di discomfort per i lavoratori.
Le attrezzature in dotazione al posto di lavoro non devono produrre un eccesso di calore che
possa essere fonte di discomfort per i lavoratori.
Interfaccia elaboratore/uomo
All'atto dell'elaborazione, della scelta, dell'acquisto del software, o allorchè questo venga
modificato, come anche nel definire le mansioni che implicano l'utilizzazione di unità
videoterminali, il datore di lavoro terrà conto dei seguenti fattori:
a) il software deve essere adeguato alla mansione da svolgere;
b) il software deve essere di facile uso adeguato al livello di conoscenza e di esperienza
dell'utilizzatore. Inoltre nessun dispositivo di controllo quantitativo o qualitativo può essere
utilizzato all'insaputa dei lavoratori;
c) il software deve essere strutturato in modo tale da fornire ai lavoratori indicazioni
comprensibili sul corretto svolgimento dell’attività;
d) i sistemi devono fornire l’informazione di un formato e ad un ritmo adeguato agli operatori;
e) i principi dell’ergonomia devono essere applicati in particolare all’elaborazione
dell’informazione da parte dell’uomo.

Macchine/Attrezzature
Nella
fase
di
lavoro
oggetto
della
valutazione
sono
utilizzate
le
seguenti
Attrezzature/Macchine:
o
Personal computer (Monitor, tastiera, mouse ecc.)
o
Stampante
o
Telefono.

Sostanze Pericolose
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori utilizzano la seguente sostanza
pericolosa:
o

Toner (per stampante).
Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Stress psicofisico ( dovuto alla routine)
Possibile
Modesto
Accettabile
o Affaticamento visivo
Possibile
Modesto
Accettabile
o Disturbi muscolo-scheletrici per posture
Possibile
scorrette
Modesto
Accettabile
o Scivolamenti e cadute a livello
Possibile
Modesto
Accettabile
o Elettrocuzione
Non probabile
Grave
Accettabile
31
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
o Radiazioni non ionizzanti
Probabile
Lieve
Accettabile
o Rumore
Possibile
Lieve
Basso
32
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Utilizzare schermi protettivi durante l’uso dei videoterminali per evitare l’affaticamento
visivo

Interrompere l’attività mediante pause di quindici minuti ogni centoventi minuti di
applicazione continuata al videoterminale, onde prevenire l’affaticamento visivo, oppure
cambiare tipo di attività

Organizzare in modo appropriato la postazione di lavoro

Assumere una postura corretta ed adottare abitudini lavorative idonee a salvaguardare
il proprio benessere fisico

Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario,
interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura

Durante lo svolgimento del lavoro, praticare semplici esercizi di rilassamento,
stiramento e rinforzo della muscolatura

Predisporre un’area di massimo comfort dove poter assume posizioni adeguate, fare
esercizi fisici e rilassarsi

Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate (
art. 80 del D.lgs. n.81/08 )

Sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria periodica, con cadenza almeno biennale,
per i lavoratori classificati idonei con prescrizioni e per quelli che abbiano compiuto il
cinquantesimo anno di età, con cadenza quinquennale negli altri casi ( Art. 176 del
D.lgs. n.81/08 )

Sottoporre il lavoratore a controllo oftalmologico, a sua richiesta, ogni volta che sospetti
un’alterazione della funzione visiva

Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto dei videoterminali.
33
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
Inalazione di polvere
in caso sostituzione
del toner della
stampante
DPI
Mascherina
DESCRIZIONE
NOTE
Mascherina per la
protezione di polveri a
media tossicità
Rif. Normativo
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3, 4 n.4
UNI EN 149
Apparecchi di
protezione delle vie
respiratorie
Si consiglia l’utilizzo di lenti oftalmiche durante l’uso prolungato di videoterminali.
34
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
FASE DI LAVORO: LAVORI DI UFFICIO
Attività che comprende il disbrigo di pratiche di ufficio, quali la contabilità generale, la
compilazione di documenti necessari per lo svolgimento di attività settoriali, il marketing, ecc.
mediante l’utilizzo di personal computer e di altre tecnologie informatiche.

Macchine/Attrezzature
Nella
fase
di
lavoro
oggetto
della
valutazione
sono
utilizzate
le
seguenti
Attrezzature/Macchine:
o
Personal computer
o
Stampante
o
Telefono.

Sostanze Pericolose
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori utilizzano la seguente sostanza
pericolosa:
o
Toner (per stampante).
35
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Inalazione polveri di toner
Possibile
Significativo
o Stress psicofisico ( dovuto alla routine)
Possibile
Modesto
Accettabile
o Affaticamento visivo
Possibile
Modesto
Accettabile
o Disturbi muscolo-scheletrici per posture
Possibile
scorrette
Modesto
Accettabile
o Scivolamenti e cadute a livello
Possibile
Modesto
Accettabile
o Elettrocuzione
Non probabile
Grave
Accettabile
o Radiazioni non ionizzanti
Probabile
Lieve
Accettabile

Classe
Notevole
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Utilizzare schermi protettivi durante l’uso dei videoterminali per evitare l’affaticamento
visivo

Adottare una posizione di lavoro comoda ed ergonomica

Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario,
interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura

Durante lo svolgimento del lavoro, praticare semplici esercizi di rilassamento,
stiramento e rinforzo della muscolatura

Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate

Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente
attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al
rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante. ( Art. 77 del
D.lgs. n.81/08 )
36
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
Inalazione di polvere
in caso sostituzione
del toner della
stampante
DPI
Mascherina
DESCRIZIONE
NOTE
Mascherina per la
protezione di polveri a
media tossicità
Rif. Normativo
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3, 4 n.4
UNI EN 149
Apparecchi di
protezione delle vie
respiratorie
Si consiglia l’utilizzo di lenti oftalmiche durante l’uso prolungato di videoterminali.
37
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
FASE DI LAVORO : ATTIVITA’ DIDATTICA TEORICA
Attività inerenti lo svolgimento di lezioni su materie specifiche mediante l’utilizzo di strumenti
cartacei, quali libri, dispense e fotocopie, oppure mediante l’uso di attrezzature informatiche,
quali personal computer, lavagne luminose e videoproiettori.
In generale, l’attività si svolge con le seguenti modalità:
o Studio preliminare teso alla conoscenza della preparazione degli allievi;
o Piano didattico con indicazione degli insegnamenti;
o Programma specifico dei singoli corsi;
o Svolgimento degli insegnamenti;
o Attività tutoriali;
o Attività di esercitazione teorica/pratica;
o Seminari.

Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro
Attrezzature/Macchine:
oggetto
della
valutazione
sono
utilizzate
le
seguenti
o
Personal computer
o
Videoproiettore
o
Stampante
o
Lavagna luminosa
o
Lavagna in ardesia o plastificata;
o
Strumenti di uso comune per attività didattiche (gessetti, pennarelli, penne, matite, libri,
quaderni, ecc…)

Sostanze Pericolose
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a:
o
Toner (per stampante)
38
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Ergonomia (rischio posturale)
Probabile
Modesto
Notevole
o Disturbi alle corde vocali
Possibile
Significativo
Notevole
o Inalazione di polveri
Probabile
Modesto
Notevole
o Scivolamenti e cadute a livello
Probabile
Modesto
Notevole
o Elettrocuzione
Non probabile
Grave
Accettabile
o Radiazioni non ionizzanti
Probabile
Lieve
Accettabile
o Affaticamento visivo
Probabile
Lieve
Accettabile
o Stress psicofisico
Possibile
Lieve
Basso
o Rumore
Possibile
Lieve
Basso

Classe
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Utilizzare schermi protettivi durante l’uso dei videoterminali per evitare l’affaticamento
visivo

Adottare una postura comoda ed ergonomica

Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario,
interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura

Durante lo svolgimento del lavoro, praticare semplici esercizi di rilassamento,
stiramento e rinforzo della muscolatura

Predisporre idonei sistemi di ventilazione e di condizionamento/riscaldamento delle aule
( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 )

Garantire il ricambio dell’aria dell’aula ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 )

Prevedere idonei sistemi di illuminazione artificiale e naturale ( Allegato IV punto 1.10
del D.lgs. n.81/08 )

Verificare le corrette condizioni igienico-sanitarie delle aule ( Allegato IV del D.lgs.
n.81/08 )

Verificare l’adeguatezza degli impianti di sicurezza e di emergenza

Verificare la regolarità degli interventi di manutenzione degli impianti tecnologici
39
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Verificare che i locali adibiti ad aule non presentino carenze strutturali o di altro tipo,
come pavimenti sconnessi, assenza di luce naturale, altezza non sufficiente, ecc…

Alternare le varie attività didattiche, onde evitare di parlare continuatamene per più ore

Verificare che durante lo svolgimento delle attività il numero delle persone presenti nel
locale non superi il numero massimo consentito

Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate

Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente
attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al
rumore. ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 )
40
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
FASE DI LAVORO : ATTIVITA’ GINNICA O SPORTIVA
Attività inerente esercizi fisici e giochi, che si svolge in palestra e a volte anche nei cortili o nei
campi sportivi annessi agli edifici scolastici.

Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro
Attrezzature/Macchine:

o
Quadro svedese
o
Parallele
o
Spalliere
o
Cavalletti
o
Pedane
o
Funi
o
Palloni
oggetto
della
valutazione
sono
utilizzate
le
seguenti
Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Cadute dall’alto (durante l’uso di attrezzi
Possibile
ginnici)
Significativo
o Tagli ed abrasioni
Possibile
Modesto
Accettabile
o Urti ed inciampi
Probabile
Lieve
Accettabile
o Scivolamenti e cadute a livello
Probabile
Lieve
Accettabile
o Elettrocuzione
Non probabile
Grave
Accettabile
o Microclima
(per insufficiente ventilazione)
Probabile
Lieve
Accettabile
Notevole
41
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Garantire la presenza costante e la buona assistenza dell’allenatore, in modo particolare
nei primi approcci con gli esercizi, onde prevenire traumi ed infortuni

Attuare la formazione e l’informazione circa l’utilizzo corretto di tali attrezzature

Assicurarsi che gli allenatori insegnino le progressioni dei movimenti secondo la corretta
tecnica di esecuzione

Verificare che gli esercizi con difficoltà incluse in livelli avanzati siano insegnati da
allenatori con almeno 2 anni di esperienza di ginnastica generale

Accertarsi che gli allenatori non incoraggino i loro allievi ad eseguire difficoltà che sono
al di sopra delle loro ragionevoli abilità, o difficoltà che gli allenatori stessi non siano in
grado di insegnare correttamente

Garantire che l’allenatore stia sotto gli anelli, sotto la sbarra e le parallele asimmetriche,
pronto ad intervenire, prima che il/la ginnasta inizi il suo esercizio, in ogni caso
verificare che rimanga vicino al/la ginnasta durante tutto l’esercizio

Sistemare le attrezzature ginniche in maniera opportuna a prevenire eventuali incidenti

Verificare
che
gli
attrezzi
ginnico-sportivi
abbiano
caratteristiche
idonee
allo
svolgimento dell’esercizio fisico

Verificare che gli attrezzi per l’atletica leggera siano conformi al regolamento federale
della FIDAL

Verificare la presenza di un impianto elettrico certificato e conforme alle norme CEI e
dotato di comandi di emergenza, capaci di interrompere rapidamente l’alimentazione
elettrica in caso di emergenza ( Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare ed adeguare l’impianto di messa a terra ogni due anni ( Art. 86 del D.lgs.
n.81/08 )

Adottare le misure di prevenzione incendi previste dalla normativa, provvedendo al
rilascio del Certificato di prevenzione Incendi da parte dei Vigili del Fuoco

Verificare la presenza e l’idoneità dei mezzi di estinzione, quali estintori, idranti,
impianto di spegnimento automatico, e di rilevamento dei fumi ( Allegato IV punto 4 del
D.lgs. n.81/08 )

Predisporre un numero adeguato di estintori portatili in posizioni ben segnalate e
facilmente raggiungibili ( Allegato IV punto 4 del D.lgs. n.81/08 )

Garantire che l’impianto antincendio sia sottoposto a regolare manutenzione e che gli
estintori vengano controllati da ditta specializzata ogni sei mesi

Verificare l’adeguatezza dei passaggi e delle vie di fuga in base agli affollamenti
massimi previsti
42
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Mantenere libere da arredi ed ingombri le vie di uscita e i passaggi

L’impianto di illuminazione e l’impianto di aerazione devono essere distribuiti in modo
idoneo e conforme agli indici previsti dalla normativa scolastica ( allegato IV del D.lgs.
n.81/08 )

Verificare la regolarità degli interventi di manutenzione degli impianti tecnologici

Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante ( Art. 77 del
D.lgs. n.81/08 )

DPI
Non sono previsti particolari DPI per lo svolgimento di tale fase lavorativa. Gli operatori
indosseranno la normale tuta da ginnastica e calzature idonee
43
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
FASE DI LAVORO : ATTIVITA’ DI RECUPERO O SOSTEGNO
Attività didattica svolta da un insegnante di sostegno, in presenza di allievi portatori di
handicap o con problemi specifici di apprendimento. In questo caso si utilizzano i tradizionali
sussidi didattici, escludendo quelli elettronici a favore della didattica faccia a faccia.

Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro
Attrezzature/Macchine:
oggetto
della
valutazione
sono
utilizzate
le
seguenti
o
Lavagna in ardesia o plastificata;
o
Strumenti di uso comune per attività didattiche (gessetti, pennarelli, penne, matite, libri,
quaderni, ecc.)

Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Ergonomia (rischio posturale)
Probabile
o Movimentazione
(per sollevare
handicap)
manuale dei carichi
ragazzi portatori di Possibile
Classe
Modesto
Notevole
Significativo
Notevole
o Disturbi alle corde vocali
Possibile
Significativo
Notevole
o Scivolamenti e cadute a livello
Probabile
Modesto
Notevole
o Affaticamento visivo
Probabile
Lieve
Accettabile
o Stress psicofisico (per routine di attività) Possibile
Lieve
Basso
o Rumore
Lieve
Basso
Possibile
44
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Attuare la formazione e l’informazione sulle corrette posture da adottare durante lo
svolgimento delle lezioni

Adottare una postura comoda ed ergonomica

Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario,
interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura

Predisporre idonei sistemi di ventilazione e di condizionamento/riscaldamento delle
aule;

Garantire il ricambio dell’aria dell’aula ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 )

Prevedere idonei sistemi di illuminazione artificiale e naturale ( Allegato V parte I punto
7 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare le corrette condizioni igienico-sanitarie delle aule

Verificare l’adeguatezza degli impianti di sicurezza e di emergenza

Verificare la regolarità degli interventi di manutenzione degli impianti tecnologici

Verificare che i locali adibiti ad aule non presentino carenze strutturali o di altro tipo,
come pavimenti sconnessi, assenza di luce naturale, altezza non sufficiente, ecc…

Alternare le varie attività didattiche, onde evitare di parlare continuatamene per più ore

Verificare che durante lo svolgimento delle attività il numero delle persone presenti nel
locale non superi il numero massimo consentito

Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente
attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al
rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 )

DPI
Non sono previsti particolari DPI per lo svolgimento di tale fase lavorativa.
45
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
FASE DI LAVORO : ATTIVITA’ DI LABORATORIO TECNICO
Attività inerente sia il lavoro tecnico che quello manuale ed è seguita da un insegnante
specializzato.
In particolare, sono previsti piccoli lavori di falegnameria, di realizzazione di circuiti elettrici
elementari e lavori di bricolage.

Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro
Attrezzature/Macchine:

oggetto
della
valutazione
sono
o
Seghetto manuale
o
Trapano manuale
o
Chiodi e martello
o
Pile, lampadine filo elettrico, nastro isolante ed interruttori
utilizzate
le
seguenti
Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Ergonomia (rischio posturale)
Possibile
Modesto
Accettabile
o Tagli ed abrasioni
Possibile
Modesto
Accettabile
o Inalazione di polvere (durante i lavori di
Probabile
falegnameria)
Lieve
Accettabile
o Scivolamenti e cadute a livello
Probabile
Lieve
Accettabile
o Elettrocuzione
Non probabile
Grave
Accettabile
o Microclima
Possibile
Lieve
Basso
46
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Garantire la presenza attenta e costante dell’insegnante durante l’utilizzo delle
attrezzature a disposizione degli allievi

Attuare la formazione e l’informazione circa l’utilizzo corretto degli strumenti a
disposizione nel laboratorio

Verificare lo stato di conservazione e di efficienza delle attrezzature utilizzate

Adottare una postura comoda ed ergonomia, durante lo svolgimento delle lezioni

Predisporre idonei sistemi di ventilazione e di condizionamento/riscaldamento dell’aria
nei locali adibiti a laboratori ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 )

Garantire il regolare ricambio dell’aria ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 )

Prevedere idonei sistemi di illuminazione artificiale e naturale ( Allegato IV punto 1.10
del D.lgs. n.81/08 )

Dotare i locali di attrezzature idonee e di adeguati arredi di servizio

Evitare di sovraccaricare le prese a disposizione del laboratorio, onde evitare il rischio di
elettrocuzione

Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate 8
Art. 80 del D.lgs n.81/08 )

Verificare la presenza di un impianto elettrico certificato e conforme alle norme CEI e
dotato di comandi di emergenza, capaci di interrompere rapidamente l’alimentazione
elettrica in caso di emergenza ( Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare ed adeguare l’impianto di messa a terra ogni due anni ( art. 86 del D.lgs.
n.81/08 )

Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante ( Art. 77 del
D.lgs. n.81/08 )
47
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
Inalazione di polvere
durante lo
svolgimento di lavori
di falegnameria
DPI
Mascherina
Guanti in crosta
Tagli ed abrasioni
durante le attività di
falegnameria
DESCRIZIONE
NOTE
Mascherina per la
protezione di polveri a
media tossicità, fibre e
aerosol a base acquosa di
materiale particellare >=
0,02 micron.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.4
UNI EN 149
Apparecchi di
protezione delle vie
respiratori. Facciali
filtranti antipolvere.
Requisiti, prove,
marcatura
Da utilizzare in presenza di
materiali e/o attrezzi che
possono causare fenomeni
di abrasione/taglio/ delle
mani
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.5
UNI EN 388(2004)
Guanti di protezione
contro rischi meccanici
48
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
FASE DI LAVORO: ATTIVITA’ DI COLLABORATORE SCOLASTICO
Attività svolta dai collaboratori scolastici (ex bidelli) che si occupano dei servizi generali della
scuola, dell’accoglienza e sorveglianza degli alunni e del pubblico, della pulizia delle aule, della
custodia e della sorveglianza dei locali.

Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro
Attrezzature/Macchine:
o
oggetto
della
valutazione
sono
utilizzate
le
seguenti
Attrezzi manuali di uso comune (scopa, paletta raccogli materiale, strizzatore, mop a
frange, secchi, ecc…)
o
Aspirapolvere
o
Macchina lava-asciuga
o
Tergivetro
o
Asta telescopica
o
Carrello porta-attrezzatura

Sostanze Pericolose
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a:
o
Detergenti
o
Disinfettanti

Opere Provvisionali
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Opere Provvisionali:
o
Scala portatile
49
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Caduta dall’alto (per utilizzo di scale)
Possibile
Grave
Notevole
o Scivolamenti e cadute a livello
Possibile
Grave
Notevole
o Elettrocuzione
Possibile
Grave
Notevole
o Affaticamento fisico
Possibile
Significativo
Notevole
o Punture tagli ed abrasioni (alle mani)
Possibile
Modesto
Accettabile
o Contatto con sostanze irritanti
Possibile
Modesto
Accettabile
o Inalazione di polveri
Possibile
Lieve
Basso
o Allergie
Non Probabile
Modesto
Basso
o Rumore
Possibile
Lieve
Basso
50
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Predisporre orari e turni di lavoro secondo quanto stabilito dalla contrattualistica
nazionale

Attuare le misure tecnico organizzative necessarie per evitare la ripetitività e la
monotonia delle attività, stabilendo pause, turni ecc…

Verificare che le attività non vengano svolte in condizioni di stress in maniera costante

Prevedere personale di riserva per coprire le eventuali assenze dovute a ferie, malattie,
periodi di punta, ecc…

Prevedere un periodo di adattamento per i nuovi assunti e per quelli rientranti ( da
malattie, maternità ecc)

Adottare una postura comoda ed ergonomia durante lo svolgimento dell’attività
lavorativa

Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario,
interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura

Effettuare il controllo dei locali da pulire onde rilevare la presenza di eventuali anomalie
di tipo funzionale, e nel caso sussistano, comunicarle immediatamente al preposto

I pavimenti bagnati per le pulizie devono essere segnalati, sia per la sicurezza dei
docenti che degli allievi

I
cavi
volanti
non
devono
essere
causa
d’inciampo,
quindi
devono
essere
sufficientemente lunghi, compatibilmente con i carichi alimentati, in modo tale da
essere sempre appoggiati al pavimento

La pulizia dei vetri delle finestre deve essere effettuata con la finestra chiusa, altrimenti
si deve ricorrere a imbrachi di sicurezza

Utilizzare scale a norma per non indurre il lavoratore a rinunciare a raggiungere le parti
in quota con sedie o altri mezzi impropri

In caso di utilizzo di scala, porre particolare attenzione alla sua integrità e verificare
che sia in possesso dei seguenti requisiti: materiale adatto alle condizioni di impiego,
dimensioni appropriate all’uso, resistenza nell’insieme e nei singoli elementi, dispositivi
antisdrucciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti e dispositivi antisdrucciolevoli
o ganci alle estremità superiori oppure in alternativa, dispositivi di trattenuta superiori
anche scorrevoli su guide, onde evitare sbandamenti, slittamenti, rovesciamenti, ecc… (
Allegato IV del D.lsg n.81/08 )

Predisporre le eventuali macchine da impiegare nel programma di manutenzione
giornaliera e di pulizie periodiche, con gli accessori necessari ed i relativi prodotti
51
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
chimici e/o materiali d’uso, previa verifica del regolare funzionamento della macchina
stessa e dell’integrità delle sue parti

Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate (
art. 80 del D.lgs n.81/08 )

Effettuare la formazione e l’informazione degli addetti sui rischi relativi all’utilizzo delle
sostanze chimiche contenute nei prodotti detergenti utilizzati durante le pulizie

Durante l’utilizzo di sostanze, quali detergenti e disinfettanti, adottare gli accorgimenti
necessari per evitare il contatto con la pelle, con gli occhi o con altre parti del corpo

Conservare tali prodotti in maniera opportuna e con idonea etichettatura delle sostanze
chimiche o tossiche presenti ( Art.224 del D.lgs. n.81/08 )

Durante l’utilizzo di tali sostanze, vietare severamente il consumo di cibi e bevande (
Art.224 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare che vengano utilizzati prodotti per l’igiene meno nocivi e tossici per l’uomo

Scegliere prodotti detergenti con PH che si avvicini il più possibile a quello dell’uomo

Acquisire ed avere sempre a disposizione le schede di sicurezza delle sostanze chimiche
o tossiche utilizzate

Predisporre tabelle idonee per interventi di primo soccorso in caso di contatto con
sostanze tossiche adoperate durante lo svolgimento dell’attività lavorativa

Effettuare la vaccinazione contro l’epatite B, la TBC ed il Tetano agli addetti alle pulizie

Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente
attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al
rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante ( Art. 77 del
D.lgs. n.81/08 )
52
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Guanti di
protezione
DESCRIZIONE
NOTE
Guanti di protezione in
PVC con interno felpato e
con superficie esterna
ruvida antiscivolo.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.5
UNI EN 374 – 420
(2004)
Guanti di protezione
contro prodotti chimici
e microrganismi.
Requisiti generali e
metodi di prova
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.7
UNI EN 340(2004)
Indumenti di
protezione Requisiti
generali.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.6
UNI EN 345 (1994)
Specifiche per
calzature di sicurezza
per uso professionale
Contatto
con sostanze irritanti
Indumenti di
protezione
Tuta in cotone 100% per la
protezione da polveri e
sporcizia.
Contatto
con sostanze irritanti
Scivolamenti e cadute
a livello
Scarpe
antinfortunistiche
Calzatura di sicurezza
leggera e comoda con
fodera traspirante e con
suola antiscivolo ed
antistatica.
53
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
FASE DI LAVORO: LAVORI DI PULIZIA
Attività inerenti la pulizia e la sistemazione di locali adibiti ad uffici, dei servizi igienici, dei
disimpegni e delle scale, mediante l’utilizzo di attrezzi idonei, quali aspirapolvere, scope,
palette, macchina lava-asciuga, macchina lava-vetri, secchi ecc.
In particolare, sono previste procedimenti ed operazioni che si svolgono con le seguenti
modalità:


Spolveratura e ritiro dei rifiuti

Spazzatura pavimenti manuale e/o meccanica

Lavaggio dei pavimenti manuale e/o con macchina lavasciuga

Pulizia delle superfici verticali (superfici piastrellate e vetrate)

Pulizia e disinfezione dei servizi igienici.
Macchine/Attrezzature
Nella
fase
di
lavoro
oggetto
della
valutazione
sono
utilizzate
le
seguenti
Attrezzature/Macchine:
o
Attrezzi manuali per la pulizia di pavimenti (scopa, paletta raccogli materiale, strizzatore,
mop a frange, secchi, ecc.)
o
Aspirapolvere
o
Macchina lava-asciuga
o
Tergivetro
o
Asta telescopica
o
Carrello porta-attrezzatura.

Sostanze Pericolose
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a:
o
Detergenti
o
Disinfettanti.
54
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Opere Provvisionali
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Opere Provvisionali:
o

Scala portatile.
Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Caduta dall’alto (per utilizzo di scale)
Possibile
Grave
Notevole
o Elettrocuzione
Possibile
Grave
Notevole
o Punture, tagli ed abrasioni alle mani
Possibile
Modesto
Accettabile
o Scivolamenti e cadute a livello
Possibile
Modesto
Accettabile
o Contatto con sostanze irritanti
Possibile
Modesto
Accettabile
o Inalazione di polveri
Possibile
Lieve
Basso
o Rumore
Possibile
Lieve
Basso
o Allergie
Non Probabile
Modesto
Basso
55
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Predisporre orari e turni di lavoro secondo quanto stabilito dalla contrattualistica
nazionale

Attuare le misure tecnico organizzative necessarie per evitare la ripetitività e la
monotonia delle attività, stabilendo pause, turni ecc.

Verificare che le attività non vengano svolte in condizioni di stress in maniera costante

Prevedere personale di riserva per coprire le eventuali assenze dovute a ferie, malattie,
periodi di punta, ecc.

Prevedere un periodo di adattamento per i nuovi assunti e per quelli rientranti (da
malattie, maternità ecc.)

Adottare una postura comoda ed ergonomia durante lo svolgimento dell’attività
lavorativa

Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario,
interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura

Effettuare il controllo dei locali da pulire onde rilevare la presenza di eventuali anomalie
di tipo funzionale, e nel caso sussistano, comunicarle immediatamente al preposto

Predisporre le eventuali macchine da impiegare nel programma di manutenzione
giornaliera e di pulizie periodiche, con gli accessori necessari ed i relativi prodotti
chimici e/o materiali d’uso, previa verifica del regolare funzionamento della macchina
stessa e dell’integrità delle sue parti

Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate (
Art. 80 del D.lgs n.81/08 )

Effettuare la formazione e l’informazione degli addetti sui rischi relativi all’utilizzo delle
sostanze chimiche contenute nei prodotti detergenti utilizzati durante le pulizie

Durante l’utilizzo di sostanze, quali detergenti e disinfettanti, adottare gli accorgimenti
necessari per evitare il contatto con la pelle, con gli occhi o con altre parti del corpo

Conservare tali prodotti in maniera opportuna e con idonea etichettatura delle sostanze
chimiche o tossiche presenti ( Art. 224 del D.lgs. n.81/08 )

Durante l’utilizzo di tali sostanze, vietare severamente il consumo di cibi e bevande (
Art. 224 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare che vengano utilizzati prodotti per l’igiene meno nocivi e tossici per l’uomo

Scegliere prodotti detergenti con PH che si avvicini il più possibile a quello dell’uomo

Acquisire ed avere sempre a disposizione le schede di sicurezza delle sostanze chimiche
o tossiche utilizzate
56
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Predisporre tabelle idonee per interventi di primo soccorso in caso di contatto con
sostanze tossiche adoperate durante lo svolgimento dell’attività lavorativa
57
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Effettuare la vaccinazione contro l’epatite B, la TBC ed il Tetano agli addetti alle pulizie

In caso di utilizzo di scala, porre particolare attenzione alla sua integrità e verificare che
sia in possesso dei seguenti requisiti: materiale adatto alle condizioni di impiego,
dimensioni appropriate all’uso, resistenza nell’insieme e nei singoli elementi, dispositivi
antisdrucciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti e dispositivi antisdrucciolevoli
o ganci alle estremità superiori oppure in alternativa, dispositivi di trattenuta superiori
anche scorrevoli su guide, onde evitare sbandamenti, slittamenti, rovesciamenti, ecc. (
Art. 113 del D.lgs. n.81/08 )

Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente
attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al
rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante. ( Art. 77 del
D.lgs. n.81/08 )
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Guanti
Contatto con
sostanze irritanti
Indumenti di
protezione
Contatto con
sostanze irritanti
Scivolamenti e
cadute a livello
Scarpe
antinfortunistiche
DESCRIZIONE
Guanti di protezione in
PVC con interno felpato e
con superficie esterna
ruvida antiscivolo.
Tuta in cotone 100% per
la protezione da polveri e
sporcizia
Calzatura di sicurezza
leggera e comoda con
fodera traspirante e con
suola antiscivolo ed
antistatica
NOTE
Rif. Normativo
D.lgs. n.81/08 ( Testo
Unico in materia di
sicurezza e salute sul
lavoro ) – Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti 3, 4
n.5
UNI EN 374 – 420
(2004)
Guanti di protezione contro
prodotti chimici e
microrganismi. Requisiti
generali e metodi di prova
Rif. Normativo
D.lgs. n.81/08 ( Testo
Unico in materia di
sicurezza e salute sul
lavoro ) – Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti 3, 4
n.7
UNI EN 340(2004)
Indumenti di protezione
Requisiti generali.
Rif. Normativo
D.lgs. n.81/08 ( Testo
Unico in materia di
sicurezza e salute sul
lavoro ) – Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti 3, 4
n.6
UNI EN 345 (1994)
Specifiche per calzature di
sicurezza per uso
professionale
58
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
Mascherina
Inalazione di
polvere
Mascherina per la
protezione di polveri a
media tossicità
Rif. Normativo
D.lgs. n.81/08 ( Testo
Unico in materia di
sicurezza e salute sul
lavoro ) – Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti 3, 4
n.4
UNI EN 149
Apparecchi di protezione
delle vie respiratorie
59
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
FASE DI LAVORO: RICEVIMENTO CLIENTI (RECEPTION – CENTRALINO)
Attività relativa all’accoglienza degli ospiti, con compiti specifici, quali ritirare e consegnare i
documenti e le chiavi, dare informazioni, ricevere telefonate e smistarle al settore richiesto, il
disbrigo di pratiche di ufficio e di segreteria.
Alla partenza degli ospiti, tale attività prevede il controllo della loro posizione in relazione alle
prestazioni erogate, la redazione della loro contabilizzazione finale ed il pagamento delle
prestazioni ricevute nelle forme convenute.
In generale, tale attività comporta lo svolgimento delle seguenti mansioni:
o Utilizzo del telefono e del fax
o Utilizzo di videoterminali e di altre tecnologie informatiche, per brevi periodi.

Macchine/Attrezzature
Nella
fase
di
lavoro
oggetto
della
valutazione
sono
utilizzate
le
seguenti
Attrezzature/Macchine:
o
Telefono e fax
o
Personal computer
o
Stampante
o
Fotocopiatrice
o
Taglierina per carta.

Sostanze Pericolose
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a:
o
Toner (per fax, stampante e fotocopiatrice)
60
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Stress psicofisico (dovuto alla routine)
Probabile
Modesto
Notevole
o Ergonomia (lavoro
posizione seduta)
Probabile
Modesto
Notevole
o Scivolamenti e cadute a livello
Probabile
Modesto
Notevole
o Elettrocuzione
Non probabile
Grave
Accettabile
o Affaticamento visivo
Possibile
Lieve
Basso

svolto
in
piedi/in
Classe
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Utilizzare attrezzature elettriche rispondenti a tutti i requisiti di sicurezza contenuti nelle
norme CEI e di buona tecnica ( art. 80 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare che le macchine e le attrezzature utilizzate siano in possesso di marchi IMQ o
certificazioni equivalenti o marcatura CE ( art. 70 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate

Evitare il contatto diretto ed indiretto con parti sottoposte a tensione elettrica ( art. 82
del D.lgs. n.81/08 )

Porre particolare attenzione al cablaggio dei cavi di energia e al posizionamento delle
prese multiple di energia a pavimento, onde evitare alle persone di inciamparvi e a
problemi di contatto durante le operazioni di pulizia dei pavimenti

Utilizzare schermi protettivi in caso di uso prolungato di videoterminali per evitare
l’affaticamento visivo

Adottare una posizione di lavoro comoda ed ergonomica

Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario,
interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura

Durante lo svolgimento del lavoro, praticare semplici esercizi di rilassamento,
stiramento e rinforzo della muscolatura

Evitare l’utilizzo di sedie o altri sistemi per raggiungere i ripiani fuori portata

Utilizzare scale da lavoro conformi alle norme UNI EN 131 per raggiungere ripiani alti

Verificare che le cassettiere siano dotate di interblocco dei cassetti, per evitare che la
contemporanea apertura di più cassetti, ne provochi il rovesciamento.
61
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
Inalazione di polvere
in caso sostituzione
del toner
DPI
Mascherina
DESCRIZIONE
NOTE
Mascherina per la
protezione di polveri a
media tossicità, fibre e
aerosol a base acquosa di
materiale particellare >=
0,02 micron.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.4
UNI EN 149
Apparecchi di
protezione delle vie
respiratori. Facciali
filtranti antipolvere.
Requisiti, prove,
marcatura
Si consiglia l’utilizzo di lenti oftalminiche durante l’uso prolungato di videoterminali
62
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
FASE DI LAVORO: SERVIZIO SALA - BAR (Alberghiero)
Attività svolta dai camerieri che si occupano delle sale da pranzo e prima colazione, e del bar
dell’albergo.
In particolare, gli addetti al servizio di sala si occupano di apparecchiare e sparecchiare i tavoli,
di servire le pietanze, mentre gli addetti al bar si occupano di preparare e servire bevande.

Macchine/Attrezzature
Nella
fase
di
lavoro
oggetto
della
valutazione
sono
utilizzate
le
seguenti
Attrezzature/Macchine:
o
Carrelli da portata
o
Coltelli
o
Cristalleria
o
Macchina per il caffè
o
Scalda caffè
o
Spremiagrumi, frullatori, centrifughe
o
Forno a microonde
o
Frigorifero.
63
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
Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Scivolamenti e cadute a livello
Possibile
Grave
Notevole
o Ferite da taglio alle mani
Possibile
Grave
Notevole
o Ustioni (per contatto con superfici calde,
liquidi bollenti, vapori caldi)
Possibile
Significativo
Notevole
o Elettrocuzione (contatti accidentali con
parti in tensione o con macchinari non
correttamente isolati)
Possibile
Significativo
Notevole
o Ergonomia (lavoro prolungato in piedi)
Possibile
Significativo
Notevole
o Affaticamento fisico
Possibile
Significativo
Notevole
o Movimentazione manuale dei carichi
(pietanze, cassette di bevande ecc.)
Possibile
Modesto
Accettabile
64
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
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Mantenere il pavimento della sala e degli altri spazi comuni asciutto e pulito, al fine di
contenere gli episodi di scivolamento

Controllare e verificare che i percorsi lavorativi siano integri ed agibili (pavimenti non
ingombri, segnalazioni di eventuali punti pericolosi, ecc.)

Utilizzare scarpe antiscivolo per diminuire il rischio di caduta

Prevedere personale di riserva per coprire ferie, malattie, periodi di punta, ecc.

Assicurare che il lavoro non venga svolto costantemente in condizioni di stress (tempi
ridotti a causa di personale insufficiente)

Utilizzare contenitori idonei per la conservazione di alimenti nel frigorifero

Segregare gli organi lavoratori pericolosi delle attrezzi taglienti (Allegato V parte I punto
6 del D.lgs. n.81/08 )

Informare e formare i lavoratori sul corretto uso delle attrezzature con superfici taglienti

Insegnare ai lavoratori il corretto comportamento nell’uso di superfici pericolose (lame e
coltelli)

Verificare che l’impianto elettrico sia a norma e che siano stati eseguiti gli interventi di
manutenzione ordinaria e straordinaria

Verificare che l’impianto di terra sia stato sottoposto alle verifiche periodiche biennali

Eseguire un controllo periodico delle macchine ad alimentazione elettrica da parte di
personale qualificato

Assicurarsi dell'integrità del forno a microonde in tutte le sue parti, soprattutto per i
collegamenti elettrici

Limitare l'uso delle prolunghe elettriche, di riduttori, spine o prese multiple

Non usare una presa dove già é collegato altro utilizzatore

In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali

Per ogni intervento di manutenzione è indispensabile togliere l'alimentazione elettrica
della macchina ( Allegato V parte I punto 11 del D.lgs. n.81/08 )

Evitare di maneggiare con le mani umide macchine ad alimentazione elettrica

Non pulire attrezzature spruzzando o sciacquando con acqua a meno che non sia
indicato nelle istruzioni d’uso

Usare maniglie e prese per isolare il calore quando si prelevano corpi bollenti

Per prevenire fuoriuscite di liquido caldo e quindi ustioni da liquidi bollenti, usare
contenitori sufficientemente grandi per l’operazione da seguire

Utilizzare guanti e prese da forno per spostare contenitori caldi
65
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
Prevedere la coibentazione delle parti calde di tubazioni e di attrezzature con cui i
lavoratori possono venire a contatto, in caso di impossibilità usare adeguate segnaletica
di avvertimento

Non svuotare i posacenere in contenitori infiammabili o contenenti carta ( Allegato IV
punto 4 del D.lgs. n.81/08 )

Usare raccoglitori per rifiuti resistenti al fuoco e dotati di coperchi opportuni ( Allegato
IV punto 4 del D.lgs. n.81/08 )

Evitare di surriscaldare i collegamenti elettrici

Accertarsi che esistano idonei sistemi antincendio e che la loro manutenzione sia
regolare

Assicurarsi che le porte tagliafuoco, se presenti, siano funzionanti e siano mantenute
sempre sgombre ( Allegato IV punto 4 del D.lgs. n.81/08 )

Redigere un piano di emergenza che contempli anche l’esistenza di lavoratori istruiti al
caso di incendio

Ventilare adeguatamente i locali, evitando di creare correnti d’aria ( Allegato IV del
D.lgs. n.81/08 )

Effettuare la movimentazione dei carichi con idonee attrezzature meccaniche di
sollevamento o trasporto adempiendo così a quanto previsto dall’art.168 del D.lgs.
81/08

Acquistare confezioni di peso o pezzature limitate, evitando pesi superiori a 20-25 kg

Informare e formare gli addetti sui rischi presenti
66
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 DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
Scivolamenti,
schiacciamento del
carico trasportato
Ferite e tagli alle mani
durante le operazioni
di pulizia affettatrice
DPI
DESCRIZIONE
Scarpe
antinfortunistiche
Puntale rinforzato in
acciaio contro
schiacciamento/abrasioni/p
erforazione/ferite degli arti
inferiori e suola antiscivolo
e per salvaguardare la
caviglia da distorsioni
Guanti antitaglio
In maglia di acciaio inox
formata da anelli saldati
singolarmente.
Adatto durante l’utilizzo di
utensili particolarmente
taglienti
NOTE
Rif. Normativo
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.6
EN344/345(1992)
Requisiti e metodi di
prova per calzature di
sicurezza, protettive e
occupazionali per uso
professionale
Rif. Normativo
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.5
UNI EN 1082-1 (98)
Indumenti di
protezione
Guanti di maglia
metallica
67
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ATTREZZATURA: AFFETTATRICE
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e
soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le
indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il
trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la
manutenzione e le riparazioni della macchina stessa.
Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della
macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di
manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Elettrocuzione
Possibile
Significativo
Notevole
o Ferite e tagli alle mani per contatto
accidentale con la lama o durante le
operazioni di pulizia/manutenzione
Possibile
Significativo
Notevole

Classe
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

L’affettatrice deve essere usata solo da personale addestrato che deve conoscere
perfettamente le norme sicurezza contenute nel manuale d’uso

Nel caso si debba procedere ad un avvicendamento di personale, provvedere per tempo
all’addestramento

Le affettatrici devono essere dotate di microinterruttori di sicurezza sul blocco affilatoio
e sul carter paralama e di elsa di protezione sull'impugnatura del carrello portamerce
(Allegato V parte I punto 6 del D.lgs. n.81/08 )

Segregare gli organi lavoratori pericolosi delle affettatrici (Allegato V parte I punto 6 del
D.lgs. n.81/08 )
68
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
Anche se sulla macchina sono installati dispositivi di sicurezza nei punti pericolosi,
evitare di avvicinare le mani alla lama ed alle parti in movimento

Prima di eseguire qualsiasi operazione di pulizia o manutenzione, scollegare la presa
della macchina dalla rete di alimentazione elettrica ( Allegato V parte I punto 11 del
d.lgs. n.81/08 )

Quando si interviene per la manutenzione o la pulizia dell’affettatrice (e quindi vengono
rimosse le protezioni), valutare attentamente i rischi residui

Se l’affettatrice dovesse dimostrare un mal funzionamento, non usarla e soprattutto
non intervenire direttamente per le riparazioni

Non impiegare l’affettatrice per prodotti surgelati, carni, pesci con osso, verdure e
comunque prodotti non alimentari

Non tagliare mai il prodotto, ormai esaurito, senza l’ausilio del braccio pressamerce

Non assumere posizioni tali da portare parti del corpo a contatto diretto con la lama

L’affettatrice deve essere dotata di un dispositivo che provochi l’arresto della macchina
in caso di rimozione accidentale del tirante paralama ( Allegato V parte I punto 2 del
D.lgs. n.81/08 )

Verificare che il diametro della lama, dopo le tante affilature, non si riduca più di 10
mm. rispetto al diametro originale

Se per qualche motivo si decidesse di mettere fuori uso la macchina, assicurarsi che sia
inutilizzabile per qualsiasi persona, quindi, staccare le connessioni elettriche

Controllare periodicamente lo stato di usura del cavo di alimentazione, un cavo logorato
o comunque non integro rappresenta un grave pericolo di natura elettrica

Per operazioni di manutenzione e riparazione rivolgersi a personale qualificato

Limitare l'uso delle prolunghe elettriche

La pulizia della lama va fatta, indossando un paio di guanti metallici ed utilizzando un
panno umido ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 )

Per la pulizia della superficie opposta della lama e dell’anello, bisogna estrarre la lama
dall’affettatrice

Il paralama va pulito con acqua tiepida e detersivo neutro

Non usare una presa dove già é collegato altro utilizzatore, né riduttori, spine o prese
multiple

In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali

Per ogni intervento di manutenzione/pulizia è indispensabile togliere l'alimentazione
elettrica della macchina. ( Art. 82 del D.lgs. n.81/08 )
69
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
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
Ferite e tagli alle mani
durante le operazioni
di
pulizia/manutenzione
dell’affettatrice,
tritacarne
DPI
Guanti metallici
DESCRIZIONE
In maglia di acciaio
inox formata da
anelli saldati
singolarmente.
Adatto per
macellazione e
comunque per l'uso
con utensili
particolarmente
taglienti
NOTE
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.5
70
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ATTREZZATURA: CELLA FRIGORIFERA PER ALIMENTI
La cella frigorifera è adibita alla conservazione degli alimenti, quali carne, pesce, frutta, ortaggi
pasticceria, gelateria ed alimenti lattiero-caseari, perché mantiene una temperatura stabile,
sempre sotto zero, da un minimo di -2°C ad un massimo di - 24°C. La cella frigorifera può
essere corredata di scaffalatura in lamiera zincata plastificata, di barre appendi-alimenti in
alluminio e ganci in acciaio inox.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Microclima
(esposizione
temperature)

a
basse
Possibile
Significativo
Classe
Notevole
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Le celle frigorifere devono essere installate in un apposito locale dove è impedito
l’accesso al personale non autorizzato

Le celle frigorifere devono avere la possibilità di essere aperte anche dall'interno

Verificare periodicamente l'efficienza del sistema di apertura dall'interno delle celle
frigorifere

Gli spigoli interni della cella devono essere arrotondati in osservanza delle norme
igieniche

Il pavimento della cella deve essere in lamiera zincata plastificata antisdrucciolo con
gradino di contenimento

Le pareti laterali interne ed il soffitto devono essere in lamiera zincata con plastificazione
atossica

Tutti i cavi di alimentazione saranno provvisti di protezione meccanica in modo da
rispettare la sicurezza elettrica (Art.80 del D.lgs. n.81/08 , Allegato V parte II punto
5.16)

Predisporre procedure periodiche per il lavaggio e la disinfezione delle celle frigorifere

Utilizzare calzature antiscivolo e indumenti protettivi per soste prolungate nelle celle
frigorifere. ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 )
71
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
In collaborazione con il Medico Competente formare ed informare gli operatori che
sostano o si introducono nelle celle frigorifere sui rischi connessi al passaggio tra
ambienti a temperature diverse ed esposizione a basse temperature

Indossare indumenti adeguati, per l'accesso nelle celle frigorifere. ( Art. 77 del D.lgs.
n.81/08 )

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI EVIDENZIATI
DPI
DESCRIZIONE
NOTE
Indumento per la
protezione contro il freddo
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di
sicurezza e salute
sul lavoro ) –
Allegato VIII
D.lgs. n.81/08
punti 3,4 n.7
UNI EN 342
(2001)
Indumenti di
protezione Completi e capi di
abbigliamento per la
protezione contro il
freddo
Giubbotto
Microclima freddo per
prolungati periodi nelle
celle frigorifere
72
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ATTREZZATURA: COLTELLI DA CUCINA
Piccoli utensili utilizzati per il taglio agevole di prodotti alimentari, quali pesce, carne, salumi,
frutta e verdura, ecc…
I coltelli da alimenti possono avere la lama in acciaio inox, in ceramica o anche in titanio,
mentre il manico può essere in legno multistrato, in legno laminato, in polipropilene..
Generalmente le lame dei coltelli da cucina sono in acciaio inossidabile martensitico, un acciaio
cosiddetto "altolegato", ad alto tenore di carbonio e con una grande percentuale di leganti
come Nichel, Cromo, Molibdeno, Vanadio, quindi un materiale che abbina una notevole durezza
(indispensabile per mantenere il filo) ad una grande resistenza alla corrosione. Inoltre la lama
può essere stampata (la sagoma della lama viene tagliata partendo da una lamiera) o forgiata
(la lama viene ricavata deformando progressivamente un semilavorato).
In commercio esistono vari tipi di coltelli, i cui principali sono i seguenti:
 Coltello da cuoco: Ha una lama ampia che curva dolcemente per tutta la sua lunghezza,
è massiccio per resistere ai colpi contro il tagliere e deve essere lungo 20-25 cm. Si può
usare per tagliare, tritare, ridurre a cubetti qualunque tipo di alimento.
 Coltello per verdure: È un coltello leggero e sottile, con lama molto affilata, per
garantire una maggior precisione nel taglio di sottili fette di verdura. Ha una misura
compresa tra 18 e 22 cm, sufficiente per la maggior parte delle verdure.
 Coltello per pane: Ha una lama seghettata, utile per tagliare alimenti teneri con crosta o
buccia, come il pane.
 Spelucchino: Può assumere diverse forme ed è utile per tutti i lavori di fino o per
tagliare cose piccole: pelare la frutta, sbucciare, raschiare, ecc. La lama deve essere
lunga 8-11 cm.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Ferite, tagli, lacerazioni per contatto con
l’utensile
Probabile
Significativo
Classe
Notevole
73
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
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Preferire utensili con impugnatura ergonomica, dalla forma anatomica

Assicurarsi che il coltello sia ben bilanciato, ossia che non sia più pesante sulla punta o
sul manico

Preferire coltelli ben affilati, in quanto richiedono una pressione minore ed un taglio più
preciso, onde evitare che la lama segua una direzione sbagliata e quindi ridurre il
rischio di tagli e lacerazioni agli arti superiori

I coltelli devono essere tenuti sempre efficienti ed in particolare devono essere
periodicamente affilati ( Art. 18 del D.lgs. n.81/08 )

È importante che l’operatore affili personalmente i propri coltelli o che lo faccia fare ad
incaricati che può sorvegliare direttamente

Evitare di utilizzare gli acciarini per l’affilatura, in quanto le lame dei coltelli non sono
fatte per essere affilate con questo utensile

Le linee di coltelli professionali di qualità devono prevedere l’ apposita pietra da
utilizzarsi

I coltelli che durante il loro uso diventano stretti perdendo la loro originaria dimensione,
devono essere scartati e sostituiti con altri idonei

I coltelli non devono essere usati ad altezze per le quali il corpo non è protetto

Non usare coltelli con il manico unto, poiché potrebbero sfuggirvi di mano

Non lasciate coltelli in zone dalle quali potrebbero cadere, per esempio vicino ai bordi
del piano di lavoro

Non lasciate i coltelli nel catino dei piatti, nascosti dalle altre stoviglie o dall'acqua
insaponata

I coltelli devono essere conservati in modo tale che le lame non vengano a contatto con
altri corpi metallici, per evitare che subiscano urti

Usate i coltelli su taglieri in legno o plastica, evitate di usarli su materiali duri come
vetro, ceramica, metallo, piani di lavoro

Le postazioni di lavoro devono essere dotate di adatte coltelliere per la custodia dei
coltelli, quali un ceppo di legno o cassetti con vani appositi

L’operatore addetto ad attività lavorativa effettuata con l’impiego di coltelli deve essere
persona adeguatamente formata

Il personale preposto alle attività di taglio deve essere addestrato per quanto concerne
le procedure di lavoro ed informato sui rischi residui

Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa l’utilizzo in sicurezza di questi
utensili
74
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
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Guanti antitaglio
Ferite e tagli alle mani
durante le operazioni
di lavaggio e pulizia
dell’attrezzo
DESCRIZIONE
NOTE
In maglia di acciaio
inox formata da
anelli saldati
singolarmente.
Adatto durante
l’utilizzo di utensili
particolarmente
taglienti
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.5
UNI EN 1082-1 (98)
Indumenti di protezione
Guanti di maglia metallica
75
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ATTREZZATURA: FORNO DI COTTURA
Attrezzatura utilizzata nei panifici, pizzerie e pasticcerie, per la cottura degli impasti, la cui
temperatura varia in funzione delle diverse proporzioni e dimensioni dei pezzi di impasto,
composta da una camera di cottura dotata di apertura metallica in acciaio inox.
In commercio esistono le seguenti tipologie di forni di cottura:
o Forni rototermici : elettrici o a combustibile, con suola mobile del tipo a tunnel, la cui
temperatura può raggiungere i 280° C;
o Forni tradizionali : elettrici o a combustibile, con suola fissa composta da una o più
strati di cottura sovrapposti, la cui temperatura può raggiungere i 280° C.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e
soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le
indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il
trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la
manutenzione e le riparazioni della macchina stessa.
Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della
macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di
manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
76
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Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Ustioni per contatto con le superfici
calde del forno
Possibile
Significativo
Notevole
o Impigliamento, presa e trascinamento
Possibile
Significativo
Notevole
o Movimentazione manuale dei carichi
(durante le operazioni di infornamento e Possibile
sfornamento)
Significativo
Notevole
o Elettrocuzione
Non probabile
Grave
Accettabile
o Microclima caldo-umido
Possibile
Modesto
Accettabile

Classe
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Verificare il possesso di appropriata coibentazione termica, per garantire una bassa
emissione di calore nell’ambiente circostante

Utilizzare idonei DPI, quali guanti e prese da forno per prelevare o spostare prodotti
caldi, oppure maniglie e prese per isolare il calore quando si viene a contatto con
fiamma libera o superfici caldi ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 )

Nel caso di movimentazione manuale dei vassoi dei forni tradizionali, verificare che
l’indice del rischio calcolato secondo NIOSH sia uguale a 0,2 e l’indice di sollevamento
sia < 1 (peso limite raccomandato di Kg 13,9 e peso effettivamente sollevato di Kg 4)

Effettuare la manutenzione periodica delle macchine/attrezzature e verificare l’efficienza
dei relativi dispositivi di sicurezza, nonché la tenuta del manuale d’uso e di
manutenzione

Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa l’utilizzo in sicurezza delle
macchine/attrezzature con organi e superfici pericolose in movimento

Verificare che le macchine siano dotate di dispositivo di sicurezza che impedisca
l'avviamento intempestivo in caso ritorni l'alimentazione elettrica dopo che questa era
venuta a mancare ( Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08 )

Vietare l’uso di indumenti che possono impigliarsi, bracciali, orologi, anelli, catenine ed
altri oggetti metallici
77
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
Tenere i capelli lunghi raccolti e fermi, dietro la nuca

Prevedere una temperatura dei locali adeguata all’organismo umano, nonché aria
salubre in quantità sufficiente, mediante l’installazione di idonei sistemi di ventilazione,
evitando però che l’operatore sia investito dal flusso d’aria ( Allegato IV del D.lgs.
n.81/08 )

Nel locale di lavorazione dove sono presenti i forni di cottura, prevedere un continuo
ricambio di aria ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 )

Prevedere, nell’organizzazione del lavoro, idonei periodi di acclimatamento

Verificare che le macchine e le attrezzature utilizzate siano in possesso di marchi IMQ o
certificazioni equivalenti o marcatura CE ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare la presenza di un impianto elettrico certificato e conforme alle norme CEI e
dotato di comandi di emergenza, capaci di interrompere rapidamente l’alimentazione
elettrica in caso di emergenza ( Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08 )


Verificare ed adeguare l’impianto di messa a terra ogni due anni

Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte degli addetti ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 )
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Guanti
anticalore
Contatto con
superfici calde
DESCRIZIONE
NOTE
Guanti in filo continuo di Kevlar
con altissima resistenza al calore
con protezione della mano e del
polso, per manipolazione di
pezzi caldi
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo
Unico
in
materia
di
sicurezza e salute
sul
lavoro
)
–
Allegato
VIII
D.lgs.
n.81/08
punti 3,4 n.5
UNI EN407(1994)
Guanti di protezione
contro i rischi termici
(Calore e/o fuoco)
78
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ATTREZZATURA: FRIGGITRICE
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e
soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le
indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il
trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la
manutenzione e le riparazioni della macchina stessa.
Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della
macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di
manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Elettrocuzione
Possibile
Significativo
o Ustioni (contatto con olio caldo)
Possibile
Modesto

Classe
Notevole
Accettabile
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Non riscaldare mai la friggitrice senza olio o con un livello insufficiente

Non toccare le superfici calde, utilizzare le apposite maniglie e manopole

Non versare acqua né altri liquidi sul pacco delle resistenze o sul cavo con spina

Durante il funzionamento controllare l'apparecchio, soprattutto se sono presenti
bambini

Terminato l'utilizzo estrarre immediatamente la spina dalla presa

Prima di effettuare le operazioni di pulizia, lasciar raffreddare l'olio

Le friggitrici devono essere dotate di termostato di sicurezza; questo interviene
bloccando il funzionamento della resistenza qualora il liquido di frittura dovesse
superare la temperatura di 220°C per un eventuale mal funzionamento o rottura del
termostato di regolazione
79
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla


Controllare che il cavo non penda dal bordo del banco di lavoro e non venga a contatto
con fonti di calore

In caso il cavo o la spina non siano perfettamente in ordine evitare di mettere in
funzione l'apparecchio e far sostituire gli stessi da personale specializzato

Non spostare mai la friggitrice con olio caldo

Non friggere mai tenendo il coperchio chiuso

Prima di effettuare qualsiasi operazione di pulizia e manutenzione disinserire
l'apparecchio dalla rete elettrica ( Allegato V parte I punto 11 del D.lgs. n.81/08 )

Non lavare mai l'apparecchiatura con un getto d'acqua per evitare infiltrazioni nei
componenti elettrici e non immergere la testata nell'acqua

Pulire la vaschetta con acqua calda e detersivo non abrasivo posizionando sotto al
rubinetto un altro contenitore per raccogliere l'acqua di lavaggio, risciacquare, quindi
asciugare a fondo

Controllare che l’apparecchio sia stata prodotto secondo le norme di sicurezza vigenti,
in particolare che sia presente il marchio di qualità IMQ, il marchio CE o un marchio
riconosciuto dall’Unione Europea ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 )

Limitare l'uso delle prolunghe elettriche

Non usare una presa dove già é collegato altro utilizzatore, né riduttori, spine o prese
multiple

In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali.
DPI
Non sono previsti particolari DPI per l’utilizzo di tale attrezzatura.
80
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ATTREZZATURA: FRIGORIFERO
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e
soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le
indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il
trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la
manutenzione e le riparazioni della macchina stessa.
Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della
macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di
manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Elettrocuzione
Possibile

Significativo
Classe
Notevole
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Per operazioni di manutenzione e riparazione rivolgersi a personale qualificato

Limitare l'uso delle prolunghe elettriche

Non usare una presa dove già é collegato altro utilizzatore, né riduttori, spine o prese
multiple

In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali

Per ogni intervento di manutenzione/pulizia è indispensabile togliere l'alimentazione
elettrica ( Allegato V parte I punto 11 del D.lgs. n.81/08 )
81
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Istituto Alberghiero Domizia Lucilla


Utilizzare il frigorifero per l'esclusiva conservazione di alimenti e bevande e non di altre
sostanze

Utilizzare contenitori idonei per la conservazione di cibi nel frigorifero

Assicurarsi periodicamente dell'integrità e dello stato delle guarnizioni

Posizionare l’apparecchio in un punto fresco, lontano da fonti di calore (es. termosifone,
cucina a gas, forno, ecc.) e distante almeno 10 cm dalla parete per garantire la
sufficiente aerazione del condensatore che deve essere sottoposto a un buono scambio
termico

Controllare che l’apparecchio sia stata prodotto secondo le norme di sicurezza vigenti,
in particolare che sia presente il marchio di qualità IMQ, il marchio CE o un marchio
riconosciuto dall’Unione Europea 8 art. 70 del D.lgs. n.81/08 )

Non camminare a piedi scalzi se sul pavimento c’è una cospicua perdita d’acqua per
malfunzionamento e non girate intorno all’apparecchio a piedi umidi.
DPI
Per questa attrezzatura non sono previsti DPI.
82
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ATTREZZATURA: IMPASTATRICE AUTOMATICA
Apparecchiatura alimentata elettricamente, adatta per panifici e pasticcerie, composta da una
vasca in acciaio inox 18/10 AISI 304 con spirale in acciaio inox, che può essere di due tipi,
fissa o estraibile, in funzione delle modalità di svuotamento dell’impasto.
Le impastatrici possono avere diverse capacità e dimensioni geometriche e sono posizionate ad
una altezza del pavimento idonea a facilitare lo scarico delle materie prime da impastare.
La macchina è, generalmente, dotata dei seguenti utensili:
o a spirale: utensile di forma elicoidale, posizionato in senso verticale, che assicura la
mescola della massa attraverso un movimento rotatorio sul proprio asse;
o a braccia tuffanti: doppio utensile a forma di L, posizionato in senso verticale, che con
moto rotatorio – alternativo provvede a sollevare e miscelare l’impasto;
o a forcella: utensile a forma di forchetta, posizionato in senso obliquo, che assicura la
mescola dell’impasto attraverso un movimento rotatorio sul proprio asse
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e
soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le
indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il
trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la
manutenzione e le riparazioni della macchina stessa.
Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della
macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di
manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
83
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
Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Presa e trascinamento
Probabile
Grave
Elevato
o Schiacciamento, ferite e contusioni
(contatto con macchine in movimento)
Possibile
Grave
Notevole
o Movimentazione manuale dei carichi
Possibile
Significativo
Notevole
o Rumore
Possibile
Modesto
o Elettrocuzione
Non probabile
Grave

Accettabile
Accettabile
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Verificare che la tramoggia sia dotata di griglia di protezione per impedire il contatto
delle mani o altre parti del corpo del lavoratore

Verificare che la griglia sia dotata di un dispositivo elettrico in grado di bloccare
l’alimentazione della macchina all’apertura della protezione

Verificare la presenza dei seguenti dispositivi di sicurezza delle impastatrici: ( Allegato V
parte II punto 5.2 del D. lgs n.81/08 )
o
Tutti gli organi lavoratori devono essere segregati e dotati di dispositivo di blocco
o
I condotti delle materie prime devono essere chiusi
o
Le aperture di carico e scarico delle coclee devono essere protette contro il
contatto con organi pericolosi in moto
o
Tutti gli organi ed elementi di trasmissione del moto devono essere segregati , in
particolare le cinghie e pulegge
o
Per eliminare il pericolo di raggiungere con le mani gli organi di trasmissione, è
necessario che la vasca di contenimento sia protetta da uno schermo bloccato
opportunamente per tutto il perimetro della vasca e di altezza idonea
o
Il portello di scarico deve essere protetto in modo da impedire che gli stessi
organi in movimento siano raggiungibili dal lavoratore (UNI EN 294/9, UNI EN
349/94)
o
Gli organi di trasmissione devono avere i dispositivi di protezione (carter) fissati
saldamente alla struttura con viti e bulloni rimovibili con speciali attrezzi
84
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o
I carter devono essere dotati di un dispositivo di sicurezza che, nel caso di loro
rimozione, provochi l’arresto della macchina ed impedisca l’avviamento di questa
finché la protezione non è stata rimessa

Le buche e sporgenze pericolose, talvolta non eliminabili (presenza di tramogge)
devono essere accuratamente segregate ed adeguatamente segnalate

Ridurre le distanze tra punti di scarico e di caricamento delle bilance e delle tramogge

Adottare sistemi di ausiliazione (piattaforme di sollevamento e discesa a servizio dei
mezzi di trasporto, transpallet a conduzione manuale, ecc.) per ridurre i carichi
trasportati ( art. 168 del D.lgs. n.81/08 )

Usare carrelli per agevolare le azioni di trascinamento e spinta dei carichi

Verificare la presenza di un impianto elettrico certificato e conforme alle norme CEI e
dotato di comandi di emergenza, capaci di interrompere rapidamente l’alimentazione
elettrica in caso di emergenza ( Allegato V parte I punto 2 del D. lgs. n.81/08 )

Verificare ed adeguare l’impianto di messa a terra ogni due anni

Verificare che la macchina e gli utensili di cui è dotata, siano in possesso di marchi IMQ
o certificazioni equivalenti o marcatura CE ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 )

Utilizzare cinghie trapezoidali per ridurre al minimo le vibrazioni e il rumore ( Art. 192
del D.lgs. n.81/08 )

Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte degli addetti ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 )
85
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
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI EVIDENZIATI
DPI
DESCRIZIONE
Guanti in maglia
di acciaio
Ferite, tagli, abrasioni e
schiacciamenti per
operazioni di pulizia,
manutenzione
Da utilizzare nei luoghi di
lavoro caratterizzati dalla
presenza di materiali e/o
attrezzi che
possono causare fenomeni di
abrasione/taglio/perforazione
delle mani.
NOTE
Rif. Normativo
Art 75 – 77 –
79
D.lgs.
n.81/08 ( Testo
Unico
in
materia
di
sicurezza
e
salute
sul
lavoro
)
–
Allegato
VIII
D.lgs. n.81/08
punti 3,4 n.5
UNI EN
388(2004)
Guanti di
protezione contro
rischi meccanici.
86
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ATTREZZATURA: MACCHINA PER CAFFÉ ESPRESSO
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L’attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e
soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d’uso e manutenzione, riportanti le
indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l’utilizzazione, il
trasporto, l’eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la
manutenzione e le riparazioni della macchina stessa.
Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della
macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di
manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Elettrocuzione
Possibile
Significativo
o Ustione per accidentale contatto con le
superfici calde, liquidi bollenti, vapori
caldi
Possibile
Modesto

Classe
Notevole
Accettabile
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Prima di utilizzare la macchina da caffé a vapore continuo consultare il libretto delle
istruzioni

Accertarsi che la tensione di rete coincida con quella indicata sulla targhetta dati posta
sul fondo della macchina

Non immergere in acqua la macchina

Per la pulizia della stessa utilizzare un panno umido

Non riempire il serbatoio d’acqua quando la macchina è allacciata alla rete

Per operazioni di manutenzione e riparazione rivolgersi a personale qualificato
87
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

Limitare l'uso delle prolunghe elettriche

Assicurarsi dell'integrità del forno a microonde, in tutte le sue parti, soprattutto per i
collegamenti elettrici

Non usare una presa dove già é collegato altro utilizzatore, né riduttori, spine o prese
multiple

In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali

Per ogni intervento di manutenzione/pulizia è indispensabile togliere l'alimentazione
elettrica ( Art. 82 del D.lgs. n.81/08 )

Controllare che l’apparecchio sia stata prodotto secondo le norme di sicurezza vigenti,
in particolare che sia presente il marchio di qualità IMQ, il marchio CE o un marchio
riconosciuto dall’Unione Europea. ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 )
DPI
Per questa attrezzatura non sono previsti DPI.
88
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ATTREZZATURA: PERSONAL COMPUTER, STAMPANTE E PLOTTER
Attrezzature informatiche, quali personal computer o elaboratore elettronico, monitor, tastiera,
mouse, accessori opzionali ed apparecchiature connesse, quali l’unità a dischi, la stampante, il
plotter ed altro.
In particolare, per personal computer o elaboratore elettronico s’intende un insieme di
apparecchiature progettate e costruite per l’acquisizione, l’archiviazione e l’emissione
programmata dei dati. Il personal computer, infatti, si compone di una unità centrale con il
compito di elaborare e conservare delle informazioni e di più unità periferiche che consentono
di interfacciare con l’utente svolgendo funzioni di acquisizione dei dati (tastiera, mouse,
joytick, scanner, ecc.) e di emissione dei dati (monitor, stampante, plotter ecc.).
Per videoterminale, s’intende uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di
procedimento di visualizzazione utilizzato.
Per stampante, s’intende l’unità periferica di output che permette di trasferire su carta le
informazioni digitali contenute nel computer.
Per plotter, s’intende l’unità periferica di output specializzata nella stampa di supporti di grande
formato, utilizzato prevalentemente per la stampa di progetti architettonici, meccanici,
elettrici, topografici e nel settore della grafica e della pubblicità.
89
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Requisiti e prescrizioni minime dell’allegato Allegato XXXIV D. Lgs. 81/08
Per il pc Requisiti minimi di sicurezza
Schermo.
La risoluzione dello schermo deve essere tale da garantire una buona definizione, una forma
chiara, una grandezza sufficiente dei caratteri e, inoltre, uno spazio adeguato tra essi.
L'immagine sullo schermo deve essere stabile; esente da farfallamento, tremolio o da altre
forme di instabilità.
La brillanza e/o il contrasto di luminanza tra i caratteri e lo sfondo dello schermo devono
essere facilmente regolabili da parte dell'utilizzatore del videoterminale e facilmente adattabili
alle condizioni ambientali.
Lo schermo deve essere orientabile ed inclinabile liberamente per adeguarsi facilmente alle
esigenze dell'utilizzatore.
È possibile utilizzare un sostegno separato per lo schermo o un piano regolabile.
Sullo schermo non devono essere presenti riflessi e riverberi che possano causare disturbi
all'utilizzatore durante lo svolgimento della propria attività.
Lo schermo deve essere posizionato di fronte all’operatore in maniera che, anche agendo su
eventuali meccanismi di regolazione, lo spigolo superiore dello schermo sia posto un pò più in
basso dell’orizzontale che passa per gli occhi dell’operatore e ad una distanza degli occhi pari a
circa 50-70 cm, per i posti di lavoro in cui va assunta preferenzialmente la posizione seduta
Tastiera e dispositivi di puntamento.
La tastiera deve essere separata dallo schermo e facilmente regolabile e dotata di meccanismo
di variazione della pendenza onde consentire al lavoratore di assumere una posizione
confortevole e tale da non provocare l'affaticamento delle braccia e delle mani.
Lo spazio sul piano di lavoro deve consentire un appoggio degli avambracci davanti alla
tastiera nel corso della digitazione, tenendo conto delle caratteristiche antropometriche
dell’operatore.
La tastiera deve avere una superficie opaca onde evitare i riflessi.
La disposizione della tastiera e le caratteristiche dei tasti devono agevolarne l'uso. I simboli dei
tasti devono presentare sufficiente contrasto ed essere leggibili dalla normale posizione di
lavoro.
Il mouse o qualsiasi dispositivo di puntamento in dotazione alla postazione di lavoro deve
essere posto sullo stesso piano della tastiera, in posizione facilmente raggiungibile e disporre di
uno spazio adeguato per il suo uso.
Piano di lavoro.
Il piano di lavoro deve avere una superficie a basso indice di riflessione, essere stabile, di
dimensioni sufficienti a permettere una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera, dei
documenti e del materiale accessorio.
L’altezza del piano di lavoro fissa o regolabile deve essere indicativamente compresa fra 70 e
80 cm. Lo spazio a disposizione deve permettere l’alloggiamento e il movimento degli arti
inferiori, nonché l’ingresso del sedile e dei braccioli se presenti.
La profondità del piano di lavoro deve essere tale da assicurare una adeguata distanza visiva
dallo schermo.
Il supporto per i documenti deve essere stabile e regolabile e deve essere collocato in modo
tale da ridurre al minimo i movimenti della testa e degli occhi.
Sedile di lavoro.
Il sedile di lavoro deve essere stabile e permettere all'utilizzatore libertà nei movimenti,
nonché una posizione comoda. Il sedile deve avere altezza regolabile in maniera indipendente
dallo schienale e dimensioni della seduta adeguate alle caratteristiche antropometriche
dell’utilizzatore.
Lo schienale deve fornire un adeguato supporto alla regione dorso-lombare dell’utente.
Pertanto deve essere adeguato alle caratteristiche antropometriche dell’utilizzatore e deve
avere altezza e inclinazione regolabile. Nell’ambito di tali regolazioni l’utilizzatore dovrà poter
fissare lo schienale nella posizione selezionata.
Lo schienale e la seduta devono avere bordi smussati. I materiali devono presentare un livello
di permeabilità tali da non compromettere il comfort dell’utente e pulibili.
90
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Il sedile deve essere dotato di un meccanismo girevole per facilitare i cambi di posizione e
deve poter essere spostato agevolmente secondo le necessità dell’utilizzatore.
Un poggiapiedi sarà messo a disposizione di coloro che lo desiderino per far assumere una
postura adeguata agli arti inferiori. Il poggiapiedi non deve spostarsi involontariamente
durante il suo uso.
Computer portatili
L’impiego prolungato dei computer portatili necessita della fornitura di una tastiera e di un
mouse o altro dispositivo di puntamento esterni nonchè di un idoneo supporto che consenta il
corretto posizionamento dello schermo.
Spazio
Il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo che vi sia spazio sufficiente
per permettere cambiamenti di posizione e movimenti operativi.
Illuminazione
L'illuminazione generale e specifica (lampade da tavolo) deve garantire un illuminamento
sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e l'ambiente circostante, tenuto conto
delle caratteristiche del lavoro e delle esigenze visive dell'utilizzatore.
Riflessi sullo schermo, eccessivi contrasti di luminanza e abbagliamenti dell’operatore devono
essere evitati disponendo la postazione di lavoro in funzione dell'ubicazione delle fonti di luce
naturale e artificiale.
Si dovrà tener conto dell’esistenza di finestre, pareti trasparenti o traslucide, pareti e
attrezzature di colore chiaro che possono determinare fenomeni di abbagliamento diretto e/o
indiretto e/o riflessi sullo schermo.
Le finestre devono essere munite di un opportuno dispositivo di copertura regolabile per
attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro.
Rumore
Il rumore emesso dalle attrezzature presenti nel posto di lavoro non deve perturbare
l'attenzione e la comunicazione verbale.
Radiazioni
Tutte le radiazioni, eccezion fatta per la parte visibile dello spettro elettromagnetico, devono
essere ridotte a livelli trascurabili dal punto di vista della tutela della sicurezza e della salute
dei lavoratori
Parametri microclimatici
Le condizioni microclimatiche non devono essere causa di discomfort per i lavoratori.
Le attrezzature in dotazione al posto di lavoro non devono produrre un eccesso di calore che
possa essere fonte di discomfort per i lavoratori.
Interfaccia elaboratore/uomo
All'atto dell'elaborazione, della scelta, dell'acquisto del software, o allorchè questo venga
modificato, come anche nel definire le mansioni che implicano l'utilizzazione di unità
videoterminali, il datore di lavoro terrà conto dei seguenti fattori:
a) il software deve essere adeguato alla mansione da svolgere;
b) il software deve essere di facile uso adeguato al livello di conoscenza e di esperienza
dell'utilizzatore. Inoltre nessun dispositivo di controllo quantitativo o qualitativo può essere
utilizzato all'insaputa dei lavoratori;
c) il software deve essere strutturato in modo tale da fornire ai lavoratori indicazioni
comprensibili sul corretto svolgimento dell’attività;
d) i sistemi devono fornire l’informazione di un formato e ad un ritmo adeguato agli operatori;
e) i principi dell’ergonomia devono essere applicati in particolare all’elaborazione
dell’informazione da parte dell’uomo.
91
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
Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione

Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Affaticamento visivo (per uso intensivo
Probabile
personal computer)
Lieve
Accettabile
o Stress psicofisico (per
personal computer)
Probabile
Lieve
Accettabile
o Posture scorrette
Probabile
Lieve
Accettabile
o Elettrocuzione
Non probabile
Grave
Accettabile
o Radiazioni non ionizzanti
Probabile
Lieve
Accettabile
o Rumore
Possibile
Lieve
Basso
uso
intensivo
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Verificare l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate e l’efficienza
dell’interruttore di alimentazione ( Art. 80 del D.lgs. n.81/08 )

Regolare con cura la posizione, l'altezza e la distanza del monitor

Disporre il monitor perpendicolare alle fonti luminose

Inclinare il monitor per eliminare eventuali riflessi

Collocare monitor e documenti alla stessa distanza dagli occhi il più lontano possibile,
purchè siano leggibili

Regolare contrasto, luminosità e caratteri del monitor (sfondo chiaro e lettere scure)

Ammiccare spesso e fissare oggetti o persone lontani

Utilizzare schermi protettivi durante l’uso intensivo dei videoterminali per evitare
l’affaticamento visivo

Pulire periodicamente monitor e schermo antiriflessi se presente

Schermare finestre con tende ergonomiche adeguate al lavoro al PC

Schermare e ridurre luci artificiali, usare lampada da tavolo
92
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
Mantenere polsi distesi e dritti nella digitazione, con avambracci paralleli al pavimento e
bene appoggiati sul tavolo

Assumere una postura rilassata con il tronco sullo schienale tra 90 e 110° ed adottare
abitudini lavorative idonee a salvaguardare il proprio benessere fisico

Evitare di mantenere la stessa posizione per tempi prolungati

Utilizzare stampanti o plotter non rumorosi ed eventualmente spostare quelli rumorosi
in altri locali ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 )

Al momento di prelevare la stampa dal plotter, prestare molta attenzione in caso di
presenza di lama per il taglio della carta

Evitare di sostituire il toner alla stampante e al plotter se non si è addestrati a svolgere
tale operazione

Effettuare la sostituzione del toner alla stampante e al plotter, in modo da non generare
polvere ed indossando una mascherina facciale ( Allegato IV punto 2 del D.lgs. n.81/08
)

In presenza di eventuali anomalie, segnalarle immediatamente al preposto

In caso di non utilizzo, lasciare le attrezzature in perfetta efficienza e spegnere tutti gli
interruttori

Effettuare un idoneo numero di ricambi d’aria dei locali ( Allegato IV punto 1 del D.lgs.
n.81/08 )

Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto di tali attrezzature

Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente
attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al
rumore.
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
Inalazione di polvere
in caso sostituzione
del toner della
stampante
DPI
Mascherina
DESCRIZIONE
NOTE
Mascherina per la
protezione di polveri a
media tossicità
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.4
UNI EN 149
Apparecchi di
protezione delle vie
respiratorie
93
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Si consiglia l’utilizzo di lenti oftalmiche durante l’uso prolungato di videoterminali.
94
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ATTREZZATURA: TELEFONO - FAX
Il telefono è uno strumento per le telecomunicazioni che trasmette la voce attraverso l’invio di
segnali elettrici, che può essere collegato ad un filo oppure cordless, ossia senza filo,
permettendo così la comunicazione nel raggio di diverse decine di metri, secondo la portata del
dispositivo.
Il telefax o semplicemente fax, invece, è una tecnologia di telecomunicazioni in grado di
trasmettere copie di documenti cartacei attraverso la rete telefonica.
In particolare, il fax è composto principalmente dall’insieme di uno scanner, una stampante ed
un modem:
 lo scanner acquisisce l’immagine dal foglio di carta e lo converte in dati digitali;
 il modem invia questi dati lungo la linea telefonica;
 la stampante consente la stampa dell’immagine ricevuta su carta.
L’alternativa moderna all’invio del fax è la scansione ed invio per posta elettronica di file
immagine allegati. Tuttavia il fax tradizionale è ancora molto utilizzato per la sua praticità e da
personale poco aggiornato sulle tecnologie informatiche.

Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Inalazione di polveri per sostituzione
Probabile
toner del fax
Modesto
o Elettrocuzione
Grave
Non probabile
Classe
Notevole
Accettabile
95
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
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Verificare che l’apparecchiature abbiano la regolare marcatura “CE” prevista dalla
vigente normativa ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare che l’apparecchiatura sia posizionata in modo tale da poter assumere una
postura di lavoro adeguata

Evitare di sostituire il toner al fax, se non si è addestrati a svolgere tale operazione

Sostituire il toner attenendosi alle prescrizioni del produttore e non disperdere i
contenitori vuoti nell’ambiente

Effettuare la sostituzione del toner in modo da non generare polvere ed indossando una
mascherina ( Art. 77del D.lgs. n.81/08 )

Verificare l’integrità dei cavi elettrici e l’efficienza dell’interruttore di alimentazione ( Art.
80 del D.lgs. n.81/08 )

Evitare che i cavi di alimentazione siano volanti e che attraversino zone di calpestio

Evitare l’utilizzo di prolunghe inadatte e limitare l’uso di prese multiple

Evitare di sfilare la spina tirando il cavo elettrico, ma agire direttamente sulla spina

In presenza di eventuali anomalie dei cavi o dell’impianto elettrico, segnalarle
immediatamente
al
personale
specializzato
per
gli
interventi
di
riparazione
e
manutenzione

Verificare che sia effettuata la periodica manutenzione delle apparecchiature ( Art. 86
del D.lgs. n.81/08 )

In caso di non utilizzo, lasciare l’attrezzatura in perfetta efficienza e spegnere
l’interruttore.

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
Inalazione di polvere
in caso sostituzione
del toner del fax
DPI
Mascherina
DESCRIZIONE
NOTE
Mascherina per la
protezione di polveri a
media tossicità
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.4
UNI EN 149
Apparecchi di
protezione delle vie
96
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
respiratorie
97
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
ATTREZZATURA: TRATTORE
Macchina adibita al traino (di altri automezzi, di carrelli, ecc.) e/o al funzionamento di altre
macchine fornendo, a questo scopo, anche una presa di forza

Valutazione e Classificazione dei Rischi
Liv.
Descrizione
Probabilità
Entità danno
Classe
Cesoiamento e schiacciamento
Possibile
Significativo
Notevole
Impigliamento e trascinamento
Possibile
Significativo
Notevole
Inalazione polveri, fibre, gas, vapori
Possibile
Significativo
Notevole
Microclima
Probabile
Modesto
Notevole
Movimentazione manuale dei carichi
Possibile
Significativo
Notevole
Posture incongrue e disagevoli
Probabile
Modesto
Notevole
Rumore
Possibile
Significativo
Notevole
Vibrazioni WBV
Possibile
Significativo
Notevole
Non Probabile
Grave
Accettabile
Ribaltamento
98
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Seguire sempre le informazioni contenute nel manuale di istruzioni, in particolare modo
quelle relative all’uso e alla manutenzione. Nel caso di attrezzature particolarmente
complesse, seguire corsi specifici di addestramento

Non asportare, manomettere o modificare alcuna parte della macchina se ciò non è previsto
dal manuale di istruzioni

Controllare che la macchina non abbia subito danni durante la fase di trasporto e, nel caso,
avvertire immediatamente la casa costruttrice o il rappresentante di zona

Consentire l’uso della macchina solo a personale autorizzato, nonché adeguatamente
formato, e dotato di idonea patente di guida per la trattrice

Accertarsi che non vi siano persone o animali nella zona di manovra e di lavoro della
macchina e, comunque, controllare che siano rispettate le distanze di sicurezza riportate nel
manuale di istruzioni

Tenere le macchine pulite eliminando materiali estranei (detriti, eventuali accessori, ecc.)
che potrebbero danneggiarne il funzionamento o arrecare danni all’operatore

Prima di intervenire sulle parti in movimento della macchina, arrestare il motore della
trattrice ed azionare i freni

Non trasportare persone, animali o cose sulle macchine nei casi in cui non è previsto;

Verificare prima dell’uso il serraggio di tutte le viti e dadi presenti, l’usura dei cuscinetti e,
se necessario, sostituirli immediatamente secondo quanto riportato nel manuale di
istruzioni

Rivolgersi, per ogni chiarimento sulle operazioni di funzionamento e manutenzione, alla
casa costruttrice o ai rivenditori autorizzati

Utilizzare esclusivamente ricambi originali

Assicurarsi, prima di inoltrarsi su strada pubblica, che la macchina sia in regola rispetto alle
norme di circolazione stradale

Non indossare indumenti che possano impigliarsi in organi in movimento (abiti da lavoro
svolazzanti, sciarpe, camici od altro)

Riparare o sostituire le protezioni e le parti eventualmente usurate o rotte, nel rispetto di
quanto previsto dal manuale di istruzioni

Mantenere integri i pittogrammi di sicurezza posti sulla macchina ed eventualmente
provvedere alla loro sostituzione in caso di deterioramento

Eseguire sulla macchina solo interventi di manutenzione e riparazione conformi alle
indicazioni riportate nel manuale di istruzioni
99
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

utilizzare solamente macchine rispondenti alle norme di sicurezza ad esse applicabili. In
caso contrario, provvedere al loro adeguamento, rivolgendosi a personale tecnico
specializzato (costruttori, venditori, assistenti tecnici ecc.)

Controllare, prima di iniziare la lavorazione, che le eventuali persone stazionanti in
prossimità della macchina, siano al di fuori del raggio di azione della stessa

Collegare i macchinari alla presa di forza a motore spento

E‘ vietato scendere dal mezzo con la presa di forza inserita con le macchine semoventi
collegate

Predisporre idoneo fermo meccanico, qualora si stazioni in prossimità di scarpate

Segnalare l‘operatività del mezzo nell‘area di cantiere con l‘azionamento del girofaro

Prima di iniziare il movimento della macchina in retromarcia, il conduttore dovrà accertarsi
che la zona sia libera da ostacoli e da eventuale personale: a questo scopo verrà assistito
da personale a terra

Prima di utilizzare la macchina accertarsi dell‘esistenza di eventuali vincoli derivanti da:
ostacoli (in altezza ed in larghezza), limiti d‘ingombro, ecc.
100
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
 DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI EVIDENZIATI
Inalazione di polveri,
durante la
movimentazione e la
alvorazione di materiali
polverosi
Ferite, tagli, abrasioni
durante le lavorazioni e
gli interventi di
manutenzione
Schiacciamento, lesioni
per contatto con organi
mobili durante le
lavorazioni e gli
interventi di
manutenzione
Ferite e tagli durante le
lavorazioni e gli
interventi di
manutenzione
DPI
Mascherina
Tuta di protezione
Scarpe
antinfortunistiche
Guanti in crosta
DESCRIZIONE
L’azione protettiva è
efficace solo se il DPI
è indossato e
allacciato
correttamente.
E’ da considerare
esaurito quando
l’utilizzatore fatica a
respirare
Da utilizzare nei
luoghi di lavoro
caratterizzati dalla
presenza di materiali
e/o attrezzi che
possono causare
fenomeni di
abrasione e/o taglio
Puntale rinforzato in
acciaio contro
schiacciamento/abras
ioni/perforazione/ferit
e degli arti inferiori e
suola antiscivolo e
per salvaguardare la
caviglia da distorsioni
Da utilizzare nei
luoghi di lavoro
caratterizzati dalla
presenza di materiali
e/o attrezzi che
possono causare
fenomeni di
abrasione/taglio/perf
orazione delle mani
NOTE
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.4
UNI EN
10720(1998)
Guida alla scelta e
all’uso degli
apparecchi di
protezione delle vie
respiratorie
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.7
UNI EN 340(2004)
Indumenti di
protezione. Requisiti
generali
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.6
EN344/345(1992)
Requisiti e metodi di
prova per calzature di
sicurezza, protettive e
occupazionali per uso
professionale
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.5
UNI EN 388(2004)
Guanti di protezione
contro rischi
101
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
RISCHI EVIDENZIATI
DPI
DESCRIZIONE
NOTE
meccanici
Getti, schizzi e
proiezione di materiale
Occhiali di
protezione
Con lente unica
panoramica in
policarbonato trattati
anti graffio, con
protezione laterale
Tappi preformati
In spugna di PVC,
inseriti nel condotto
auricolare assumono
la forma dello stesso
Rumore che supera i
livelli consentiti
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.2
UNIEN 166 (2004)
Protezione personale
degli occhi Specifiche.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.3
UNI EN 352-2
(2004)
Protettori dell'udito.
Requisiti generali.
Parte 2: Inserti
ATTREZZATURA: PRESSA
Le presse utilizzate nella fase di spremitura sono del tipo a torre aperta e vengono azionate da
pompe idrauliche a due o quattro corpi con dispositivo per la variazione della portata mediante
la regolazione della corsa. La pressione di esercizio può raggiungere le 400 Atm.
Il carrello contenente lo strato filtrante viene posizionato sulla testa del pistone dal quale viene
spinto verso l’alto, determinando l’inserimento del tubo forato del carrello nell’apertura
presente sulla sommità della pressa stessa.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
102
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
o Stritolamento, afferramento, strappo
(mancata protezione degli organi di
trasmissione delle attrezzature)
Possibile
Significativo
Notevole
o Elettrocuzione
Possibile
Significativo
Notevole

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Tutti gli organi ed elementi di trasmissione del moto della pressa idraulica devono
essere segregati in particolare le cinghie e pulegge (Allegato V parte II punto 5.6 del
D.lgs. n.81/08 )

I vari livelli dell’impianto devono essere dotati di appositi parapetti normali in modo da
rendere accessibili tutte le zone in cui è necessario intervenire in manutenzione ( Art.
126 del D.lgs. .n81/08 )

Prima di avviare la pressa, verificare l'efficienza ed integrità di tutte le sue parti.
103
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI EVIDENZIATI
DPI
Cuffia antirumore
Presenza di
apparecchiature/macchine
rumorose durante le
lavorazioni
DESCRIZIONE
NOTE
I modelli attualmente in
commercio consentono di
regolare la pressione delle
coppe auricolari, mentre i
cuscinetti sporchi ed
usurati si possono
facilmente sostituire
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di
sicurezza e
salute sul
lavoro ) –
Allegato VIII
D.lgs. n.81/08
punti 3,4 n.3
EN 352-1
(1993)
Protettori
auricolari Requisiti di
sicurezza e prove.
Parte 1: cuffie
ATTREZZATURA: MOLAZZA
E’ il sistema più antico di molatura ed è costituito da una macina di fondo di granito ed un
bacino di materiale metallico provvisto di apertura laterale. Nei sistemi più complessi ci
saranno:
 molazze verticali di granito, normalmente in numero di 2 o 3, a forma cilindrica o
ellittica;
 raschiatore delle molazze e del bacino;
 palette rimescolatici ( hanno il compito di portare la pasta sotto le molazze);
 pala di espulsione della pasta dal bacino;
 organi di movimento.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Stritolamento, afferramento, strappo
(mancata protezione degli organi di
trasmissione delle attrezzature)
Possibile
Significativo
Notevole
o Elettrocuzione
Possibile
Significativo
Notevole
104
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Tutti gli organi ed elementi di trasmissione del moto della pressa idraulica devono
essere segregati in particolare le cinghie e pulegge ( Allegato V parte II punto 5.6 del
D.lgs. n.81/08 )

I vari livelli dell’impianto devono essere dotati di appositi parapetti normali (Art. 126,
del D.lgs. n.81/08 ) in modo da rendere accessibili tutte le zone in cui è necessario
intervenire in manutenzione

Prima di avviare la pressa, verificare l'efficienza ed integrità di tutte le sue parti
105
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI EVIDENZIATI
DPI
Cuffia antirumore
Presenza di
apparecchiature/macchine
rumorose durante le
lavorazioni
DESCRIZIONE
NOTE
I modelli attualmente in
commercio consentono di
regolare la pressione delle
coppe auricolari, mentre i
cuscinetti sporchi ed
usurati si possono
facilmente sostituire
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di
sicurezza e
salute sul
lavoro ) –
Allegato VIII
D.lgs. n.81/08
punti 3,4 n.3
EN 352-1
(1993)
Protettori
auricolari Requisiti di
sicurezza e prove.
Parte 1: cuffie
ATTREZZATURA: FRANGITORE A MARTELLI
I frangitori sono costituiti da appositi contenitori, di forma cilindrica, nei quali le olive sono
frantumate da parti meccaniche in acciaio che si muovono ad una velocità elevata (1.400-2900
giri al minuto). Intorno all'apparecchiatura sono posizionate camere ad acqua con lo scopo di
mantenere a temperatura costante la pasta delle olive, in quanto un eventuale
surriscaldamento potrebbe danneggiare la qualità dell'olio estratto.
Il frangitore a martelli è costituito da:
o rotore porta martelli su cui sono posizionati i martelli in modo fisso o flottante
o griglia circolare forata e girante con ferodi, questi effettuano l'estrusione dell'oliva
attraverso i fori con rottura dei noccioli e della polpa.
Il frangitore, a differenza della molazza tipica attrezzatura dei frantoi artigianali, opera in
continuo con il vantaggio di lavorare con maggiori quantitativi di olive offrendo quindi un
minore contatto con l'aria durante la rottura dell’oliva.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
106
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Rumore
Possibile
Significativo
Notevole
o Stritolamento, afferramento, strappo
(mancata protezione degli organi di
trasmissione delle attrezzature)
Possibile
Significativo
Notevole
o Elettrocuzione
Possibile
Significativo
Notevole
107
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Tutti gli organi lavoratori del frangitore devono essere segregati e dotati di dispositivo
di blocco (Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08)

E’ necessario che la griglia del frangitore sia protetta da uno schermo bloccato
opportunamente per tutto il perimetro e di altezza idonea

Il portello di scarico della pasta deve essere protetto in modo da impedire che gli stessi
organi in movimento siano raggiungibili dal lavoratore (Allegato V parte I punto 6 del
D.lgs. n.81/08 , UNI EN 294/9, UNI EN 349/94)

I frangitori a martelli devono avere i dispositivi di protezione (carter) fissati saldamente
alla struttura con viti e bulloni rimovibili con speciali attrezzi

In alternativa i carter devono essere dotati di un dispositivo di sicurezza che, nel caso di
loro rimozione, provochi l’arresto della macchina ed impedisca l’avviamento di questa
finché la protezione non è stata rimessa (Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08)

Gli impianti di frangitura devono essere progettati secondo i criteri di buona tecnica e
devono essere separati dagli impianti di produzione

Dove tecnicamente e progettualmente possibile, sostituire i macchinari troppo rumorosi
con altri meno rumorosi

Laddove ciò non sia possibile, ridurre la presenza di lavoratori all’interno dell’ambiente
rumoroso ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 )

Prevedere la chiusura con cabine isolanti delle macchine e delle parti meccaniche più
rumorose

Separare gli impianti di frangitura o isolarli con barriere acustiche ( Art. 192 del D.lgs.
n.81/08 )

Rivestire le pareti e i soffitti con materiale fonoassorbente ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08
)

Fornire ai lavoratori dispositivi di protezione individuale (cuffie antirumore) ed
addestrarli per il loro corretto uso. ( Art. 75 – 77 del D.lgs. n.81/08 )
108
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI EVIDENZIATI
DPI
Cuffia antirumore
Presenza di
apparecchiature/macchine
rumorose durante le
lavorazioni
DESCRIZIONE
NOTE
I modelli attualmente in
commercio consentono di
regolare la pressione delle
coppe auricolari, mentre i
cuscinetti sporchi ed
usurati si possono
facilmente sostituire
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia
di
sicurezza
e
salute
sul
lavoro
)
–
Allegato
VIII
D.lgs. n.81/08
punti 3,4 n.3
EN 352-1
(1993)
Protettori
auricolari Requisiti di
sicurezza e prove.
Parte 1: cuffie
ATTREZZATURA: ESTRATTORE CENTRIFUGO
Il funzionamento dell’estrattore si basa sul principio fisico di separazione per stratificazione di
un prodotto composto da più elementi a diverso peso specifico, per effetto della forza
centrifuga avviene la separazione sansa-mosto.
Un estrattore centrifugo è costituito da un cilindro alettato (coclea), ad asse orizzontale, con
parte conica, in acciaio inossidabile, che gira a circa 3000/3500 giri al minuto.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Stritolamento, afferramento, strappo
(mancata protezione degli organi di
trasmissione delle attrezzature)
Possibile
Significativo
Notevole
o Ferite, tagli e abrasioni
Possibile
Significativo
Notevole
o Elettrocuzione
Possibile
Significativo
Notevole
o Rumore
Possibile
Significativo
Notevole
109
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Le zone relative ai meccanismi di trasmissione del moto ed alle parti rotanti
dell’estrattore centrifugo devono essere protette da ripari fissi (EN 292-1/91) ( Allegato
V parte I punto 6 del D.lgs.n.81/08 )

Se i ripari fissi sono progettati con perforazioni, essi devono essere fabbricati in
conformità alla EN 294/92 e EN 953/97

L’interruttore principale dell’estrattore centrifugo deve essere dotato di mezzi per
prevenire l’avviamento accidentale (EN 1037/95) ( Allegato V parte I punto 2 del D.lgs.
n.81/08 )

I vari livelli dell’impianto devono essere dotati di appositi parapetti normali (Art. 126,
del D.lgs. n.81/08 ) in modo da rendere accessibili tutte le zone in cui è necessario
intervenire in manutenzione (Art. 71 del D.lgs. n.81/08 ),
110
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla


Per eliminare il pericolo di raggiungere con le mani gli organi lavoratori delle macine e
dei raschiatori, è necessario che la vasca di contenimento sia protetta da uno schermo
bloccato opportunamente per tutto il perimetro della vasca e di altezza idonea (Art.
127, DPR 547/55)

Gli impianti di estrazione/spremitura devono essere progettati secondo i criteri di buona
tecnica e devono essere separati dagli impianti di produzione.
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI EVIDENZIATI
DPI
Guanti in crosta
Ferite, tagli, abrasioni e
schiacciamenti
DESCRIZIONE
Da utilizzare nei luoghi di
lavoro caratterizzati dalla
presenza di materiali e/o
attrezzi che
possono causare fenomeni di
abrasione/taglio/perforazione
delle mani.
NOTE
Rif. Normativo
Art 75 – 77 –
79
D.lgs.
n.81/08
(
Testo Unico in
materia
di
sicurezza
e
salute
sul
lavoro
)
–
Allegato
VIII
D.lgs. n.81/08
punti 3,4 n.5
UNI EN
388(2004)
Guanti di
protezione contro
rischi meccanici
Cuffia antirumore
Presenza di
apparecchiature/macchine
rumorose durante le
lavorazioni
I modelli attualmente in
commercio consentono di
regolare la pressione delle
coppe auricolari, mentre i
cuscinetti sporchi ed usurati
si possono facilmente
sostituire.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 –
79
D.lgs.
n.81/08
(
Testo Unico in
materia
di
sicurezza
e
salute
sul
lavoro
)
–
Allegato
VIII
D.lgs. n.81/08
punti 3,4 n.3
EN 352-1
(1993)
Protettori
auricolari Requisiti di
sicurezza e
prove. Parte 1:
cuffie
ATTREZZATURA: DEFOGLIATRICE
La defogliatrice è sostanzialmente costituita da un aspiratore, che ha lo scopo di aspirare
polveri, rametti e foglie, e da un canale che convoglia il materiale aspirato all’esterno del
frantoio.
111
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Ferite, tagli abrasioni (per operazioni di
manutenzione)
Possibile
Significativo
Notevole
o Movimentazione manuale dei carichi
Possibile
Significativo
Notevole

Classe
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Adottare sistemi di ausiliazione (piattaforme di sollevamento e discesa a servizio dei
mezzi di trasporto, transpallet a conduzione manuale, ecc.) per ridurre i carichi
trasportati ( Art. 168 del D.lgs. n.81/08 )

Usare carrelli per agevolare le azioni di trascinamento e spinta dei carichi ( Art. 168 del
D.lgs. n.81/08 )

Gli impianti di aspirazione devono essere progettati secondo i criteri di buona tecnica e
devono essere separati dagli impianti di produzione ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 )

Le canalizzazioni devono essere realizzate con materiali che limitano la propagazione
del suono (es. sostituzione di canale metallico con canale in materiale plastico

Spostare gli elettroventilatori per l’estrazione delle foglie all’esterno

Insonorizzare i tubi di aspirazione delle foglie. ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 )
112
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI EVIDENZIATI
Ferite, tagli, abrasioni e
schiacciamenti per
operazioni di
manutenzione delle
macchine
DPI
Guanti in crosta
DESCRIZIONE
Da utilizzare nei luoghi di
lavoro caratterizzati dalla
presenza di materiali e/o
attrezzi che
possono causare fenomeni di
abrasione/taglio/perforazione
delle mani.
NOTE
Rif. Normativo
Art 75 – 77 –
79
D.lgs.
n.81/08 ( Testo
Unico
in
materia
di
sicurezza
e
salute
sul
lavoro
)
–
Allegato
VIII
D.lgs. n.81/08
punti 3,4 n.5
UNI EN
388(2004)
Guanti di
protezione contro
rischi meccanici
113
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
114
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
OPERA PROVVISIONALE: SCALA PORTATILE

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Caduta di persone dall'alto per rottura,
per scivolamento o per ribaltamento
della scala
Probabile
Significativo
Notevole
o Caduta di materiali dall'alto
Probabile
Significativo
Notevole
o Elettrocuzione per lavori in prossimità di
linee elettriche
Probabile
Significativo
Notevole

Classe
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Verificare che la scala sia provvista di catena di adeguata resistenza o di altro
dispositivo che impedisca l'apertura della scala oltre il limite prestabilito di sicurezza

Si può salire sulla piattaforma della scala doppia solo se i montanti sono prolungati di
almeno 60 cm oltre la piattaforma

Utilizzare scale portatili doppie che non superino i 5 m di altezza, verificare, prima di
salire sulla scala, che i dispositivi di trattenuta siano correttamente posizionati, evitare
di lavorare stando a cavalcioni sulla scala, poichè può subentrare una forza orizzontale
in grado di ribaltarla (Art. 113 del D.lgs. n.81/08)
115
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Per scale ad elementi innestati (Art. 113 del D.lgs. n.81/08):
- Verificare che la lunghezza della scala in opera non superi i 15 m, salvo
particolari situazioni in cui le estremità superiori dei montanti devono essere
assicurate a parti fisse
- Controllare che tra gli elementi della scala a sfilo ci sia una sovrapposizione
di almeno 5 pioli (1 metro)
- Verificare, in caso di scale innestate di lunghezza superiore agli 8 metri, la
presenza di rompitratta centrale per ridurre la freccia d'inflessione

Controllare l'angolo di inclinazione della scala. Per determinare la corretta inclinazione
della scala ci si deve mettere in piedi contro l'appoggio del montante con i piedi paralleli
ai pioli; sollevare un braccio piegato fino all'altezza delle spalle e toccare la scala col
gomito se l'inclinazione è corretta. Il piede è appoggiato ad 1/4 dell’altezza di sbarco
della scala
Non usare altri mezzi di fortuna per raggiungere i punti di lavoro in quota; Le scale non
vanno usate come passerelle o come montanti di ponti su cavalletti


Non usare le scale in prossimità di linee elettriche (>5 m) a meno che non siano
schermate o isolate ( Art. 83 del D.lgs. n.81/08 )

Prima di salire sulla scala verificarne sempre la stabilità, scuotendo leggermente la scala
per accertarsi che le estremità superiori e quelle inferiori siano correttamente
appoggiate E' necessario salire o scendere dalla scala sempre col viso rivolto verso la
scala stessa

La scala deve essere utilizzata da una persona per volta

Non sporgersi dalla scala

Evitare di utilizzare la scala oltre il terzultimo piolo. Se necessario ricorrere a scala più
lunga

Verificare, prima dell'uso, la sporgenza dei montanti di almeno 1 metro oltre il piano di
accesso

Posizionare correttamente la scala e fissala in sommità (lega un montante nella parte
superiore) e se necessario anche al suolo per evitare scivolamenti o rovesciamenti

Accertarsi che nessun lavoratore si trovi sulla scala quando se ne effettua lo
spostamento laterale

Verificare lo stato di conservazione degli elementi costituenti la scala. Evitare scale
arrugginite e senza piedi antisdrucciolo (Art. 70 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare la presenza di piedino regolabile e antisdrucciolo ( Art. 113 del D.lgs. n.81/08
)

In presenza di dislivelli utilizzare l'apposito prolungamento. Evitare l'uso di pietre o altri
mezzi di fortuna per livellare il piano

Verificare che i pioli delle scale di legno siano fissati ad incastro (Art. 113 del D.lgs.
n.81/08)
116
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
Le scale a mano devono servire esclusivamente per lavori assolutamente particolari in
cui non è possibile la realizzazione di opere provvisionali e come percorso temporaneo
ed occasionale per il superamento di dislivelli e per l'accesso ai diversi piani di opere
provvisionali

Verificare che le scale siano dotate di dispositivi antisdrucciolo alle estremità inferiori
dei due montanti e di ganci di trattenuta o appoggi antisdrucciolo alle estremità
superiori ( Art. 113 del D.lgs. n.81/08 )

Verificare che l'appoggio (inferiore o superiore) sia piano e non cedevole (sono da
preferire le scale dotate di piedini regolabili per la messa a livello)

Utilizzare casco di sicurezza per proteggerti in caso di caduta e quando si lavora in
prossimità di una scala con lavoratori su di essa. Usare scarpe di sicurezza con suola
antisdrucciolo per evitare di scivolare e guanti se il lavoro lo richiede ( Art. 75 del D.lgs.
n.81/08 )
117
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
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Casco Protettivo
Caduta di materiale
e/o attrezzi
DESCRIZIONE
Dispositivo utile a
proteggere il
lavoratore dal rischio
di offesa al capo per
caduta di materiale
dall'alto o comunque
per contatti con
elementi pericolosi
Scivolamenti
Puntale rinforzato in
acciaio contro
schiacciamento/abras
ioni/perforazione/ferit
e degli arti inferiori e
suola antiscivolo e
per salvaguardare la
caviglia da distorsioni
Se il lavoro lo richiede
Da utilizzare nei
luoghi di lavoro
caratterizzati dalla
presenza di materiali
e/o attrezzi che
possono causare
fenomeni di
abrasione/taglio/perf
orazione delle mani
Scarpe
antinfortunistiche
Guanti in crosta
NOTE
Rif.Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.1
UNI EN 11114(2004)
Dispositivi di protezione
individuale. Elmetti di
protezione. Guida per la
selezione
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.6
EN344/345(1992)
Requisiti e metodi di prova
per calzature di sicurezza,
protettive e occupazionali
per uso professionale
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.5
UNI EN 388(2004)
Guanti di protezione contro
rischi meccanici
ATTREZZATURA: MOTOSEGA CON MOTORE A COMBUSTIONE
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
L'attrezzatura deve essere accompagnata, oltre che dalle normali informazioni di carattere
tecnico, dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, con le indicazioni
118
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necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione e l'utilizzazione, il trasporto,
l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le
riparazioni. Tale documentazione deve, inoltre, fornire tutte le informazioni sull'emissione di
potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte.
Le parti di macchine, macchinari o attrezzi che costituiscano un pericolo, dovranno essere
protetti o segregati o provvisti di dispositivi di sicurezza.
Tutti gli organi mobili dovranno essere lubrificati, se previsto dal libretto di manutenzione,
avendo cura di ripristinare tutte le protezioni asportate, manomesse o danneggiate (schermi di
protezione per ingranaggi, carter, ecc.). Deve essere evidenziata la presenza di punti di
ossidazione che possa compromettere la funzionalità della macchina e, se necessario bisognerà
provvedere alla relativa rimozione e verniciatura.
Prima dell'introduzione di utensili, attrezzature a motore, macchinari e mezzi d'opera, e
periodicamente durante le lavorazioni, dovranno essere eseguite accurate verifiche sullo stato
manutentivo ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie
riparazioni.
Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della
macchina, utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di
manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
119
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
Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Elettrocuzione
Probabile
Significativo
Notevole
Probabile
Significativo
Notevole
Probabile
Significativo
Notevole
Probabile
Significativo
Notevole
o Rumore
Probabile
Significativo
Notevole
o Vibrazioni
Probabile
Significativo
Notevole
o Inalazione di polveri e gas di scarico
Probabile
Significativo
Notevole
o Ferite, tagli, lacerazioni per contatto con
gli organi di trasmissione
o Impigliamento degli indumenti durante
l’uso
o Proiezione di schegge/materiale o
dell’utensile o di parti di esso durante
l'uso della motosega

Classe
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

La motosega con motore a combustione sarà corredata da un libretto d’uso e
manutenzione (Art. 70 del D.lgs. n.81/08 )

La motosega sarà munita di dispositivo frizione con manopola di trattenuta che
interrompe la trasmissione del moto alla catena in caso di improvviso rilascio ( Allegato
V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08 )

Per l’uso della motosega con motore a combustione saranno osservate le ore di silenzio
imposte dai regolamenti locali

I lavoratori della fase coordinata non devono avvicinarsi alla motosega con motore a
combustione finchè la stessa è in uso

Rispettare le pause e i turni di lavoro, l’utilizzo e l’esposizione prolungata a rumore e
vibrazioni determina pericolosi cali di concentrazione. Nell’utilizzo della motosega, è
estremamente importante che l’operatore, oltre ad essere addestrato, si trovi nelle
migliori condizioni fisiche e di prontezza di riflessi

Adottare provvedimenti per impedire o ridurre, per quanto possibile, lo sviluppo e la
diffusione di gas o fumi di scarico

Assicurarsi che vi siano condizioni di sufficiente aerazione nei luoghi chiusi ( allegato IV
del D.lgs. n.81/08 )

Lavorare sempre con la parte della lama prossima al motore

Utilizzare la macchina sempre con due mani
120
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

Non consentire ad altre persone di rimanere nelle vicinanze dell’area di lavoro della
moto-sega

Evitare di avviare la motosega senza appoggiarla a terra

Non usare la motosega al di sopra delle spalle

Non usare la motosega quando si è sopra ad una scala
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
Contro la proiezione
di schegge dal pezzo
lavorato
Durante l’uso della
motosega per ridurre
i rischi da rumore
Ferite, tagli e lesioni
per contatto con
organi mobili durante
le lavorazioni e/o per
caduta di materiali o
utensili vari
Ferite, tagli e
lacerazioni per
contatto con organi
mobili durante le
lavorazioni e gli
interventi di
manutenzione
DPI
Occhiali di
protezione
Cuffia antirumore
Scarpe
antinfortunistiche
Guanti in crosta
DESCRIZIONE
Con lente unica
panoramica in
policarbonato trattati
anti graffio, con
protezione laterale
I modelli attualmente
in commercio
consentono di
regolare la pressione
delle coppe auricolari,
mentre i cuscinetti
sporchi ed usurati si
possono facilmente
sostituire
Puntale rinforzato in
acciaio contro
schiacciamento/abras
ioni/perforazione/ferit
e degli arti inferiori e
suola antiscivolo e
per salvaguardare la
caviglia da distorsioni
Da utilizzare nei
luoghi di lavoro
caratterizzati dalla
presenza di materiali
e/o attrezzi che
possono causare
fenomeni di
abrasione/taglio/perf
orazione delle mani
NOTE
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.2
UNIEN 166 (2004)
Protezione personale degli
occhi - Specifiche.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.3
EN 352-1 (1993)
Protettori auricolari. Requisiti
di sicurezza e prove. Parte 1:
cuffie
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.6
EN344/345(1992)
Requisiti e metodi di prova
per calzature di sicurezza,
protettive e occupazionali
per uso professionale
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.5
UNI EN 388(2004)
Guanti di protezione contro
rischi meccanici
121
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Ferite, tagli,
lacerazioni, proiezione
di schegge durante le
lavorazioni
Inalazione di polveri,
laddove la loro
quantità superi i limiti
tollerati
Tuta
Mascherina
In modo da evitare
che capi o accessori
personali possano
impigliarsi
nelle parti in
movimento della
macchina
L’azione protettiva è
efficace solo se il DPI
è indossato e
allacciato
correttamente.
E’ da considerare
esaurito quando
l’utilizzatore fatica a
respirare
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.7
UNIEN 510 (1994)
Specifiche per indumenti di
protezione da utilizzare in
presenza di rischio di
impigliamento con parti in
movimento
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.4
UNI 10720(1998)
Guida alla scelta e all’uso
degli apparecchi di
protezione delle vie
respiratorie
122
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ATTREZZATURA: FRESATRICE AGRICOLA
Le macchine impiegate per l‘esecuzione del lavoro sono dette zappatrici rotative o fresatrici. La
fresatrice tipo è una macchina operatrice applicata all‘attacco a tre punti del trattore. Gli organi
lavoranti sono composti da una serie di lame sagomate, dette coltelli, fissate su un asse
orizzontale ruotante mosso, tramite una trasmissione dalla presa di potenza del trattore. Sul
telaio della macchina è applicato un carter posteriore che ha lo scopo d‘impedire che le zollette
erose siano scagliate a distanza, facendo in modo che si stratifichino subito dopo l‘organo
lavorante. Pur svolgendo un lavoro simile, le zappatrici rotative si distinguono dalle fresatrici
propriamente dette per avere i coltelli rigidi, mentre le fresatrici hanno organi lavoranti elastici.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
Le macchine devono essere dotate di:
- Manuale di istruzioni: deve contenere informazioni complete sul corretto uso della
macchina;
- Dati di identificazione: nome ed indirizzo del costruttore, modello, matricola (se esiste),
anno di produzione e massa;
- Marcatura CE;
- Dichiarazione CE di conformità.
123
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
Valutazione e Classificazione dei Rischi
Liv.
Probabilità
Entità danno
Classe
Cesoiamento e schiacciamento
Possibile
Significativo
Notevole
Impigliamento e trascinamento
Possibile
Significativo
Notevole
Inalazione polveri, fibre, gas, vapori
Possibile
Significativo
Notevole
Microclima
Probabile
Modesto
Notevole
Movimentazione manuale dei carichi
Possibile
Significativo
Notevole
Posture incongrue e disagevoli
Probabile
Modesto
Notevole
Rumore
Possibile
Significativo
Notevole
Vibrazioni WBV
Possibile
Significativo
Notevole
Non Probabile
Grave
Accettabile
Descrizione
Ribaltamento
124
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 Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportate le seguenti misure di prevenzione volte a
salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
Per operare con sicurezza occorre:
- Seguire sempre le informazioni contenute nel manuale di istruzioni, in particolare modo
quelle relative all’uso e alla manutenzione. Nel caso di attrezzature particolarmente complesse,
seguire corsi specifici di addestramento;
- Non asportare, manomettere o modificare alcuna parte della macchina se ciò non è previsto
dal manuale di istruzioni;
- Riparare o sostituire le protezioni e le parti eventualmente usurate o rotte, nel rispetto di
quanto previsto dal manuale di istruzioni;
- Mantenere integri i pittogrammi di sicurezza posti sulla macchina ed eventualmente
provvedere alla loro sostituzione in caso di deterioramento;
- Eseguire sulla macchina solo interventi di manutenzione e riparazione conformi alle
indicazioni riportate nel manuale di istruzioni;
- utilizzare solamente macchine rispondenti alle norme di sicurezza ad esse applicabili. In caso
contrario, provvedere al loro adeguamento, rivolgendosi a personale tecnico specializzato
(costruttori, venditori, assistenti tecnici ecc.).
PRECAUZIONI D’USO GENERALI:
- Controllare che la macchina non abbia subito danni durante la fase di trasporto e, nel caso,
avvertire immediatamente la casa costruttrice o il rappresentante di zona;
- Consentire l’uso della macchina solo a personale autorizzato, nonché adeguatamente
formato, e dotato di idonea patente di guida per la trattrice;
- Accertarsi che non vi siano persone o animali nella zona di manovra e di lavoro della
macchina e, comunque, controllare che siano rispettate le distanze di sicurezza riportate nel
manuale di istruzioni;
- Tenere le macchine pulite eliminando materiali estranei (detriti, eventuali accessori, ecc.) che
potrebbero danneggiarne il funzionamento o arrecare danni all’operatore;
- Prima di intervenire sulle parti in movimento della macchina, arrestare il motore della
trattrice ed azionare i freni;
- Non trasportare persone, animali o cose sulle macchine nei casi in cui non è previsto;
- Staccare la macchina dalla trattrice su terreno pianeggiante verificando che sia poggiata sul
terreno in modo stabile;
- Verificare prima dell’uso il serraggio di tutte le viti e dadi presenti, l’usura dei cuscinetti e, se
necessario, sostituirli immediatamente secondo quanto riportato nel manuale di istruzioni;
- Rivolgersi, per ogni chiarimento sulle operazioni di funzionamento e manutenzione, alla casa
costruttrice o ai rivenditori autorizzati;
- Utilizzare esclusivamente ricambi originali;
- Assicurarsi, prima di inoltrarsi su strada pubblica, che la macchina sia in regola rispetto alle
norme di circolazione stradale;
- Non indossare indumenti che possano impigliarsi in organi in movimento (abiti da lavoro
svolazzanti, sciarpe, camici od altro).
COLLEGAMENTO TRA ATTREZZI E TRATTRICE:
Le forme irregolari, la presenza di elementi taglienti, l’elevata massa, la necessità in molti casi
di provvedere al collegamento tra attrezzi e trattrice con l’intervento contemporaneo di più
persone, rendono questa operazione, specie con le attrezzature di tipo portato o semiportato,
uno dei momenti più rischiosi nell’impiego di questa tipologia di macchine.
Durante il collegamento della macchina alla trattrice l’inserimento dei perni nei fori dei tiranti
inferiori dell’attacco a tre punti richiede manovre sincrone e armonizzate tra il conducente della
trattrice e gli operatori a terra. Queste, se mal concertate, possono
risultare molto pericolose.
125
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Per ridurre i rischi in tutte le fasi di collegamento gli operatori devono utilizzare dispositivi di
protezione individuale (DPI), come calzature con puntale rinforzato e guanti in cuoio, in grado
di ridurre gli effetti di eventuali piccoli schiacciamenti.
Anche l’inserimento dell’albero cardanico può essere rischioso. Tale inserimento va effettuato
rigorosamente a motore spento e utilizzando solo quello fornito con la macchina operatrice dal
costruttore. Occorre, pertanto, porre attenzione: alla presa di potenza prima di attivarne la
rotazione; alla corretta sistemazione delle protezioni; al senso di rotazione della presa di
potenza ed alla scelta dell’appropriato regime di rotazione.
Specialmente nell’uso di attrezzi trainati la necessità di elevate forze di trazione può richiedere
un appesantimento della trattrice (zavorratura).
Collegamento dell’albero cardanico alla trattrice; l’albero cardanico deve essere fissato
correttamente alla p.d.p. e al lato macchina rispettando il verso di rotazione e fissando le
catenelle per evitare la rotazione delle protezioni. L’albero cardanico deve essere dotato
di protezioni idonee per tutta la lunghezza dell’albero e dei giunti cardanici sia sull’operatrice
che sul trattore. Anche se le zavorre metalliche per trattrici sono di tipo omologato, quelle per
le ruote posteriori, ad esempio, spesso superano la massa di 30 kg cadauna, soglia di pericolo
individuata dalla attuale legislazione come sollevabile da una sola persona.
É quindi opportuno utilizzare idonee attrezzature di sollevamento sia per il posizionamento
delle zavorre, sia nelle già ricordate operazioni di aggancio e sgancio degli attrezzi.
Non avvicinarsi all’albero cardanico in rotazione e controllare sempre che la protezione dello
stesso sia fermata con le apposite catenelle antirotazione.
Nel caso le macchine operatrici siano provviste di comandi idraulici, si deve porre cura
nell’inserimento appropriato delle tubazioni di raccordo al fine di evitare collegamenti errati che
potrebbero provocare movimenti indesiderati con conseguenti gravi pericoli.
Si deve, pertanto, porre attenzione alle indicazioni fornite dal costruttore attraverso i
pittogrammi, che devono essere conservati con cura, i codici di riconoscimento (codice a colori)
ed il manuale istruzioni.
Nell’inserimento di tubi idraulici l’operatore deve indossare guanti di protezione contro il rischio
chimico di penetrazione e/o di permeazione (EN 374). Quando sono presenti centraline o
quadri di comando mobili, deve essere presente un alloggiamento
idoneo (ergonomico, comodo e sicuro).
Gli attrezzi per la lavorazione del terreno sono generalmente caratterizzati da masse e
dimensioni rilevanti e forme irregolari. Pertanto, possono essere soggetti a problemi di
stabilità, sia quando sono isolati, sia quando vengono accoppiati alla trattrice.
Gli aratri monovomeri e i polivomeri quando staccati dalla motrice, a causa della ridotta base
d’appoggio, sono soggetti a facili rovesciamenti sia accidentali, che per urti nelle fasi di
aggancio e sgancio dalla trattrice.
Rimedio a tale inconveniente è il sistemarli accuratamente su superfici pianeggianti
(preferibilmente con pavimentazione in cemento), avendo cura di lasciare attorno ad essi lo
spazio indispensabile per la trattrice in manovra. Le basi di appoggio, se particolarmente
ridotte, vanno integrate mediante l’applicazione di piedi stabilizzatori.
Quando un attrezzo (portato o semiportato) viene accoppiato alla trattrice, divenendo ai fini
della circolazione stradale parte integrante della stessa, può alterarne la stabilità e causare
difficoltà nella guida e nel lavoro, quindi si rende necessaria una verifica di stabilità.
CONTATTO CON PARTI MECCANICHE:
Le parti meccaniche fisse o mobili delle macchine possono essere frequentemente causa di
infortunio agli operatori ed a terze persone. Tra le prime particolare pericolosità presentano, ad
esempio, le punte degli organi lavoranti e gli spigoli vivi delle lamiere. Tra le seconde sono da
ricordare quelle che con il loro movimento possono essere causa di possibili tagli, urti,
impigliamento e trascinamento
(organi snodati o rotanti). La prevenzione da questi rischi è assicurata dalla applicazione di
protezioni come
carter o scudi o di altre soluzioni come ad esempio l’adozione di barriere costituite da reti che
impediscono il contatto involontario con le parti pericolose. In molti casi la schermatura di
elementi mobili che partecipano alla lavorazione
126
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(specialmente utensili lavoranti di tipo attivo) presenta difficoltà di applicazione in quanto
suscettibile di limitare la funzionalità della macchina. É allora opportuno delimitare le aree di
pericolo, con l’applicazione, in posizioni
appropriate, di barre distanziatrici.
Data la loro estrema pericolosità, particolare attenzione deve essere posta agli alberi cardanici
assicurandosi, prima dell’uso, della presenza ed efficacia delle protezioni (cuffie ecc.) previste
sulla trattrice e sull’operatrice nonché della integrità dell’albero e delle sue protezioni.
IMPIEGO:
Nell’impiego degli attrezzi divengono essenziali le misure di protezione precedentemente
indicate. A queste sono da aggiungere le seguenti cautele:
a) Nel trasferimento degli attrezzi per la lavorazione del terreno, in particolare se avvengono
su strada pubblica, sono da tenere ben presenti le prescrizioni del codice della strada specifiche
per le diverse tipologie costruttive:
- attrezzi trainati: assoluta necessità di rispettare i limiti di ingombro e massa del complesso
trattrice-attrezzo; adozione di organi di traino (ganci, perni, occhioni) di tipo omologato e in
posizione conforme; applicazione delle prescritte protezioni delle parti pericolose (lame, punte,
denti) suscettibili di contatti con terzi; segnalazione accurata degli ingombri del complesso;
- attrezzi portati o semiportati: obbligo del bloccaggio tridirezionale degli attrezzi sollevati da
terra; rispetto dei limiti di sbalzo e sporgenza laterale dalla sagoma della trattrice nonché dei
carichi sugli assi dello stesso; applicazione delle protezioni e segnalazione degli ingombri
(cartelli e dispositivi luminosi);
- complessi eccezionali: obbligo di autorizzazione, rilasciata da parte degli organi competenti
(superamento di 2,55 m di larghezza), e di impiego della scorta tecnica (superamento di 3,2 m
di larghezza) nella circolazione (in particolare è utile ricordare che la verifica dell’idoneità del
percorso è competenza del richiedente l’autorizzazione).
In ogni caso porre attenzione alle eventuali prescrizioni annotate sulla carta di circolazione
della trattrice, alla scelta di una velocità di trasferimento appropriata, specialmentecircolando
con attrezzi, ed allo stato degli organi lavoranti e dei pneumatici dopo le lavorazioni in campo.
Anche per la fase di lavoro vero e proprio occorre tenere presenti, oltre a quelle riportate nel
manuale di istruzioni per l’uso, alcune norme di comportamento essenziali per la riduzione dei
rischi; ad esempio:
- le regolazioni, se non effettuabili attraverso comandi remoti servoassistiti, devono essere
effettuate a veicolo fermo, frenato, con presa di potenza disinserita e con la chiave di
accensione estratta dal cruscotto. Occorre evitare l’interposizione di persone tra la trattrice e
l’operatrice;
- evitare l’insorgere di sollecitazioni anomale, in grado di indebolire la struttura delle macchine
e quindi di renderle suscettibili di rotture, come avviene in caso di spostamenti in retromarcia o
anomali con attrezzi interrati;
- porre attenzione su terreni declivi alle manovre con attrezzo e trattrice disposti secondo le
linee di livello del terreno (attenzione è da porre qualora con attrezzo rovesciatore si esegua
l’aratura con rovesciamento a valle e ruote della trattrice nel solco);
- evitare di eseguire interventi di riparazione in campo se non si è sicuri di operare in ambiente
idoneo e se non si dispone di attrezzature adeguate. Meglio perdere il tempo necessario per il
rientro al centro aziendale piuttosto che eseguire un intervento in condizioni di scarsa
sicurezza;
- gli attrezzi per la lavorazione del terreno con organi lavoranti attivi (erpici, zappatrici,
vangatrici ecc.), che incidono e smuovono il terreno colpendolo a velocità elevate, provocano il
lancio di zolle e sassi in grado di causare infortuni.
Tali macchine devono essere munite di schermi di protezione che necessitano di continue
verifiche sul loro stato. É, inoltre, importante impedire la presenza di terze persone durante il
lavoro attraverso il rispetto di idonee distanze di sicurezza;
- gli attrezzi ad organi attivi quando sono sollevati da terra non devono essere azionati.
ROTTURE NEL CORSO DEL FUNZIONAMENTO:
127
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L’invecchiamento (usura, corrosione ecc.) della macchina, unitamente ad elevate e ripetute
sollecitazioni, possono rendere ogni parte dell’attrezzatura suscettibile di cedimenti improvvisi.
É, pertanto, buona norma verificare frequentemente lo stato generale dell’attrezzo.
Generalmente le rotture dei componenti meccanici su macchine con organi lavoranti di tipo
passivo presentano basso grado di pericolosità, per cui le cautele da osservare possono ridursi
ad una azione di prevenzione effettuata tramite una accurata
manutenzione ed eventuale sostituzione.
Invece gli organi lavoranti di tipo attivo (erpici, zappatrici, vangatrici ecc.), caratterizzati da
movimenti rotativi o alternativi, a volte con elevate velocità, possono, in caso di improvvise
rotture durante il loro funzionamento, causare gravi infortuni.
La prevenzione di tali eventi è assicurata da idonee protezioni degli organi in movimento.
Qualora siano presenti componenti oleodinamici destinati a fluidi ad alta pressione e/o
temperatura, questi, in caso di rottura, possono causare danni ad operatori nelle vicinanze
della macchina.
Pertanto, le tubazioni devono essere solidamente fissate alla macchina e protette da qualsiasi
tipo di possibile danneggiamento esterno (abrasioni, tagli ecc.) garantendo la protezione delle
persone da eventuali getti di olio.
MANUTENZIONE:
La semplicità costruttiva e funzionale di molti attrezzi per la lavorazione del suolo induce a
sottovalutare i rischi che possono
sorgere durante i lavori di manutenzione o riparazione. Invece questi interventi, oltre ad
essere effettuati nel rispetto delle
indicazioni contenute nel manuale di istruzioni, si devono avvalere di:
- idoneo luogo di lavoro;
- attrezzature e competenze adeguate.
128
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Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
 DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
Inalazione di
polveri, durante la
movimentazione e
la alvorazione di
materiali polverosi
Ferite, tagli,
abrasioni durante
le lavorazioni e gli
interventi di
manutenzione
Schiacciamento,
lesioni per contatto
con organi mobili
durante le
lavorazioni e gli
interventi di
manutenzione
Ferite e tagli
durante le
lavorazioni e gli
interventi di
manutenzione
DPI
Mascherina
Tuta di protezione
Scarpe
antinfortunistiche
Guanti in crosta
DESCRIZIONE
L’azione protettiva è
efficace solo se il DPI è
indossato e allacciato
correttamente.
E’ da considerare esaurito
quando l’utilizzatore fatica
a respirare
Da utilizzare nei luoghi di
lavoro caratterizzati dalla
presenza di materiali e/o
attrezzi che
possono causare fenomeni
di abrasione e/o taglio
Puntale rinforzato in
acciaio contro
schiacciamento/abrasioni/p
erforazione/ferite degli arti
inferiori e suola antiscivolo
e per salvaguardare la
caviglia da distorsioni
Da utilizzare nei luoghi di
lavoro caratterizzati dalla
presenza di materiali e/o
attrezzi che
possono causare fenomeni
di
abrasione/taglio/perforazio
ne delle mani
NOTE
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.4
UNI EN
10720(1998)
Guida alla scelta e
all’uso degli
apparecchi di
protezione delle vie
respiratorie
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.7
UNI EN 340(2004)
Indumenti di
protezione. Requisiti
generali
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.6
EN344/345(1992)
Requisiti e metodi di
prova per calzature di
sicurezza, protettive e
occupazionali per uso
professionale
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.5
UNI EN 388(2004)
Guanti di protezione
contro rischi
129
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RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
DESCRIZIONE
NOTE
meccanici
Getti, schizzi e
proiezione di
materiale
Occhiali di
protezione
Con lente unica
panoramica in
policarbonato trattati anti
graffio, con protezione
laterale
Tappi preformati
In spugna di PVC, inseriti
nel condotto auricolare
assumono la forma dello
stesso
Rumore che supera
i livelli consentiti
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.2
UNIEN 166 (2004)
Protezione personale
degli occhi Specifiche.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.3
UNI EN 352-2
(2004)
Protettori dell'udito.
Requisiti generali.
Parte 2: Inserti
ATTREZZATURA: DECESPUGLIATORE
Il decespugliatore è un attrezzo utilizzato per tagliare cespugli, arbusti ed erba in luoghi non
accessibili con altre macchine.
Viene portato a tracolla o a spalla dall'operatore ed è dotato di motore di tipo elettrico o
endotermico a due tempi, alimentato mediante una miscela benzina-olio, con cilindrata
variabile, a seconda dei modelli, da 18 a 50 cc.
Il motore, tramite un albero di trasmissione posto all'interno di un asta, aziona un disco
dentato o un rotore che sostiene due fili di nylon.
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
130
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L'attrezzatura deve essere accompagnata, oltre che dalle normali informazioni di carattere
strettamente tecnico, dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, con le
indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione e l'utilizzazione, il
trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la
manutenzione e le riparazioni. Tale documentazione deve, inoltre, fornire tutte le informazioni
sull'emissione di potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte.
Le parti di macchine, macchinari o attrezzi che costituiscano un pericolo, dovranno essere
protetti o segregati o provvisti di dispositivi di sicurezza.
Tutti gli organi mobili dovranno essere lubrificati, se previsto dal libretto di manutenzione,
avendo cura di ripristinare tutte le protezioni asportate, manomesse o danneggiate (schermi di
protezione per ingranaggi, carter, ecc.). Deve essere evidenziata la presenza di punti di
ossidazione che possa compromettere la funzionalità della macchina e, se necessario bisognerà
provvedere alla relativa rimozione e verniciatura.
Prima dell'introduzione di utensili, attrezzature a motore, macchinari e mezzi d'opera, e
periodicamente durante le lavorazioni, dovranno essere eseguite accurate verifiche sullo stato
manutentivo ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie
riparazioni.
Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della
macchina, bisognerà tilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di
manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina.
Ultimata la manutenzione e prima di rimettere in funzione la macchina, riporre tutti gli attrezzi
utilizzati.
131
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
Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Vibrazioni
Probabile
Significativo
Notevole
o Rumore
Probabile
Significativo
Notevole
o Tagli, lacerazioni ferite per eventuali
contatti con il disco in rotazione durante
Possibile
il lavoro o durante le operazioni di
manutenzione e trasporto
Significativo
Notevole
o Proiezione di materiali verso l'operatore
(schegge, vetri, sassi e rischio di rottura Possibile
del disco)
Significativo
Notevole
o Ustioni per contatto con il motore o la
marmitta
Possibile
Significativo
Notevole
o Inalazione di polveri/detriti/gas di
scarico
Possibile
Modesto
Accettabile
132
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
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Il decespugliatore deve essere dotato di carter di protezione del filo o della lama; per
quest'ultima, la protezione deve essere metallica e regolabile, in modo da intercettare
eventuali proiezioni di parti della lama in caso di rottura. (Allegato V punto 6.1)

I dispositivi di taglio metallici devono essere equipaggiati di una protezione per il
trasporto (UNI EN 11806)

Devono essere previste due impugnatore, una per ciascuna mano

Utilizzare adeguati mezzi di protezione individuale per gli occhi, il capo e le gambe al
fine di proteggerlo da materiali proiettati dalla lama o dal filo di taglio. (Art. 75 – 77 del
D.lgs. n.81/08 )

Prestare attenzione al moto residuo

L’uscita dei gas di scarico deve essere posizionata in modo da dirigere le emissioni
gassose lontane dall’operatore nella normale posizione di lavoro. La marmitta deve
essere dotata di carter di protezione termoisolato

La macchina deve essere munita di un dispositivo di arresto del motore che consenta di
fermare completamente la macchina e il cui funzionamento non richiede un’azione
manuale sostenuta (UNI EN 11806)

Tutte le imbracature a cinghie su entrambe le spalle devono essere equipaggiate di un
meccanismo di sganciamento rapido (UNI EN 11806)

Il comando dell’acceleratore deve essere
automaticamente nella posizione di minimo

Proteggere la leva dell’acceleratore in modo da evitare avviamenti accidentali o disporre
di comando a doppio azionamento

Utilizzare la macchina secondo il manuale d’uso e manutenzione

Effettuare la sostituzione della frizione ogni qual volta non stacca perfettamente
(rotazione a scatti del disco dopo il rilascio dell’acceleratore)

Il disco, durante i lavori su terreni in pendenza deve essere utilizzato solo se posto
trasversalmente alla pendenza stessa

Non utilizzare la macchina a modo di soffione (sfruttando il vortice d’aria prodotto dal
filo) per i pericoli dovuti alla possibile proiezione di materia

Prima di avviare il motore, assicurarsi sempre che non vi siano fughe di carburante e
pulire l'impugnatura da tutte le eventuali tracce di olio e/o benzina
a
pressione
costante
che
ritorna
133
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
Non mettere in moto il motore in locali chiusi, in quanto i gas di scarico sono nocivi e
asfissianti

Verificare che le cinture siano in buono stato e ben fissate

Assicurarsi che il carter di protezione sia ben fissato

Assicurarsi che l’utensile di taglio sia in buone condizioni e sia fissato correttamente

Preparare la miscela del carburante e rifornire l'apparecchio all'aria aperta, lontano da
qualsiasi possibile fiamma, utilizzando idonei recipienti e avendo cura di asciugare
qualunque traccia di carburante ( Allegato IV punto 4 del D.lgs. n.81/08 )

Ispezionare la zona in cui viene utilizzato il decespugliatore prima di iniziare
l’operazione di taglio provvedendo a rimuovere tutto ciò che potrebbe essere proiettato
nel raggio di operazione o incastrarsi nella testa dell'organo lavorante dell'apparecchio
(pietre, vetri, fil di ferro, cordicelle, ecc.)

Avviare il motore (agendo con uno strappo sull'impugnatura della cordicella di
avviamento e tenendo saldamente bloccata a terra la macchina)

Indossare l'attrezzo a tracolla o in spalla

Impugnare saldamente l'attrezzo con entrambe le mani, una alla manopola di presa con
l'acceleratore e l'altra all'impugnatura di sostegno

Azionare l’utensile agendo sull'acceleratore, e tagliare i vegetali mediante movimento
oscillatorio dell'asta

Non operare in condizioni di equilibrio precario

Mantenere sempre l'organo lavoratore per il taglio (lama o testina con filo di nylon)
nella posizione più in basso ed il motore in quella più in alto rispetto all'anca
dell'operatore

Tenersi sempre a distanza di sicurezza dalla lama e dalla marmitta mentre il motore è
in moto

Prestare attenzione affinché nessuno si avvicini oltre la distanza di sicurezza (15 m)
mentre si utilizza l'attrezzo e fermare immediatamente il motore se qualcuno la supera

Svuotare il serbatoio a lavoro ultimato ed a motore freddo ( Allegato V parte I punto
11 del D.lgs. n.1/08 )

Riporre l'attrezzo e il carburante in un luogo in cui le esalazioni della benzina non
possano originare pericolo di esplosioni od incendi (vicinanza a fiamme o scintille
provenienti ad esempio da scalda acqua, motori elettrici, caldaie, ecc.)

Riporre il decespugliatore in modo che nessuno possa ferirsi

Effettuare la manutenzione ordinaria, straordinaria e conservare il decespugliatore
secondo le istruzioni del costruttore
134
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

Assicurarsi che i capelli non scendano al di sotto delle spalle ed indossare sempre
abbigliamento idoneo (tute, giacche con maniche strette) pantaloni lunghi, scarponcini
o stivali e guanti di protezione

Evitare abiti ampi, pantaloni corti, calzature non idonee (sandali, ecc.)

Non fumare durante l'utilizzo dell'attrezzo né
rifornimento.(Allegato IV punto 4 del D.lgs. n.81/08 )
durante
le
operazioni
di
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Stivali
antinfortunistici
DESCRIZIONE
Ferite da taglio alle
gambe
Calzatura antinfortunistica,
con suola del tipo
antiscivolo (carroarmato)
Ferite, tagli e
lacerazioni durante le
lavorazioni o le
operazioni di
manutenzione
Da utilizzare nei luoghi di
lavoro caratterizzati dalla
presenza di materiali e/o
attrezzi che
possono causare fenomeni
di
abrasione/taglio/perforazio
ne delle mani
Guanti in crosta
Tuta
Polveri e detriti
In modo da evitare che
capi o accessori personali
possano impigliarsi
nelle parti in movimento
della macchina
NOTE
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08
punti3,4 n.6
EN 344/345(1992)
Requisiti e metodi di
prova per calzature di
sicurezza, protettive e
occupazionali per uso
professionale
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08
punti3,4 n.5
UNI EN 388(2004)
Guanti di protezione
contro rischi meccanici
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08
punti3,4 n.7
UNIEN 510 (1994)
Specifiche per
indumenti di
protezione da utilizzare
in presenza di rischio
di impigliamento con
parti in movimento
135
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Proiezione di schegge,
detriti, ecc.
Occhiali di
protezione
Mascherina
Inalazione di
polveri/vapori dannosi
Rumore che supera i
livelli consentiti
Tappi preformati
Con lente unica
panoramica in
policarbonato trattati anti
graffio, con protezione
laterale
L’azione protettiva è
efficace solo se il DPI è
indossato e allacciato
correttamente.
E’ da considerare esaurito
quando l’utilizzatore fatica
a respirare
In spugna di PVC, inseriti
nel condotto auricolare
assumono la forma dello
stesso
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08
punti3,4 n.2
UNIEN 166 (2004)
Protezione personale
degli occhi Specifiche.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08
punti3,4 n.4
UNI 10720(1998)
Guida alla scelta e
all’uso degli apparecchi
di protezione delle vie
respiratorie
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs. n.81/08 (
Testo Unico in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
– Allegato VIII
D.lgs. n.81/08
punti3,4 n.3
UNI EN 352-2 (2004)
Protettori dell'udito.
Requisiti generali. Parte
2: Inserti
ATTREZZATURA: ATTREZZI MANUALI PER USO AGRICOLO
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
Nel caso degli utensili e degli attrezzi manuali le cause più frequenti di infortunio derivano
dall'impiego di utensili difettosi o usurati e dall'uso improprio o non conforme alla buona
pratica.
Quindi, la prima regola da seguire è la scelta e la dotazione di attrezzi appropriati al lavoro
da svolgere, sia dal punto di vista operativo, sia, specialmente, da quello dei rischi
ambientali presenti sul luogo di lavoro.
Gli attrezzi utilizzati debbono essere anche in buono stato di conservazione e di efficienza,
non va trascurato, quando si tratti di lavori di riparazione o manutenzione, di fare ricorso ad
attrezzature che consentano di effettuare i lavori nelle migliori condizioni di sicurezza. Di
conseguenza, gli attrezzi devono essere sempre controllati prima del loro uso e, se non sono
in buone condizioni di efficienza, devono essere sostituiti con altri o sottoposti ad idonea
manutenzione. Per impedire, durante l'esecuzione di lavori in altezza (su scale, ad es.), che
136
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gli utensili non utilizzati possano cadere e recare danno alle persone sottostanti, questi
debbono essere conservati in apposite guaine o tenuti assicurati al corpo in altri modi.
Un corretto impiego degli attrezzi a mano spesso richiede di essere integrato anche con l'uso di
accessori di sicurezza (mezzi per l'accesso e la permanenza in sicurezza sui luoghi di
intervento, scale, piattaforme ed altre opere) oppure con il ricorso sistematico a mezzi
personali di protezione (ad es. per cacciavite, punteruoli, coltelli, lame, asce, ecc.), si devono
impiegare mezzi di protezione per le mani, e debbono essere disponibili apposite custodie ove
riporli quando non adoperati).

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Proiezione di schegge materiale
Possibile
Modesto
Accettabile
o Ferite, tagli, abrasioni per contatto con
parti taglienti
Possibile
Modesto
Accettabile
o Lesioni dovute a rottura dell'utensile
Possibile
Modesto
Accettabile
137
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Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportate le seguenti misure di prevenzione volte a
salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Controllare a vista lo stato di efficienza degli utensili e delle attrezzature in dotazione
individuale (Art. 20 del D.lgs. n.81/08 )

Evitare l'utilizzo di attrezzi muniti di manico o d'impugnatura se tali parti sono
deteriorate, spezzate o scheggiate o non siano ben fissate all'attrezzo stesso (Art. 20
del D.lgs. n.81/08 )

Rimuovere le sbavature della testa di battuta degli utensili per evitare la proiezione di
schegge (Art. 20 del D.lgs. n.81/08 )

Utilizzare sempre l'apposita borsa porta attrezzi

Utilizzare l'utensile o l'attrezzo solamente per l'uso a cui è destinato e nel modo più
appropriato

Non prolungare con tubi, o altri mezzi di fortuna, l'impugnatura delle chiavi

Utilizzare mezzi adeguati, quali chiavi a battere, nel caso di dadi di difficile bloccaggio

Spingere, e non tirare verso di se, la lama del coltello spelatavi

Non tenere piccoli pezzi nel palmo della mano per serrare o allentare viti: il pezzo va
appoggiato o stretto in morsa

Azionare la trancia con le sole mani

Non appoggiare un manico al torace mentre con le due mani si fa forza sull'altro

Non appoggiare gli attrezzi in posizione di equilibrio instabile

Riporre entro le apposite custodie, quando non utilizzati, gli attrezzi affilati o appuntiti
(asce,roncole,accette,ecc.)

Per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle
impugnature

Sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature

Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori

Non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta
dall’alto.
138
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Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Guanti in crosta
Tagli, abrasioni alle
mani
DESCRIZIONE
NOTE
Da utilizzare nei
luoghi di lavoro
caratterizzati dalla
presenza di materiali
e/o attrezzi che
possono causare
fenomeni di
abrasione/taglio/perf
orazione delle mani
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.5
UNI EN 388(2004)
Guanti di protezione contro
rischi meccanici
ATTREZZATURA: ATTREZZI MANUALI PER USO AGRICOLO
PRESCRIZIONI PRELIMINARI
Nel caso degli utensili e degli attrezzi manuali le cause più frequenti di infortunio derivano
dall'impiego di utensili difettosi o usurati e dall'uso improprio o non conforme alla buona
pratica.
Quindi, la prima regola da seguire è la scelta e la dotazione di attrezzi appropriati al lavoro
da svolgere, sia dal punto di vista operativo, sia, specialmente, da quello dei rischi
ambientali presenti sul luogo di lavoro.
Gli attrezzi utilizzati debbono essere anche in buono stato di conservazione e di efficienza,
non va trascurato, quando si tratti di lavori di riparazione o manutenzione, di fare ricorso ad
attrezzature che consentano di effettuare i lavori nelle migliori condizioni di sicurezza. Di
conseguenza, gli attrezzi devono essere sempre controllati prima del loro uso e, se non sono
in buone condizioni di efficienza, devono essere sostituiti con altri o sottoposti ad idonea
manutenzione. Per impedire, durante l'esecuzione di lavori in altezza (su scale, ad es.), che
gli utensili non utilizzati possano cadere e recare danno alle persone sottostanti, questi
debbono essere conservati in apposite guaine o tenuti assicurati al corpo in altri modi.
Un corretto impiego degli attrezzi a mano spesso richiede di essere integrato anche con l'uso di
accessori di sicurezza (mezzi per l'accesso e la permanenza in sicurezza sui luoghi di
intervento, scale, piattaforme ed altre opere) oppure con il ricorso sistematico a mezzi
personali di protezione (ad es. per cacciavite, punteruoli, coltelli, lame, asce, ecc.), si devono
impiegare mezzi di protezione per le mani, e debbono essere disponibili apposite custodie ove
riporli quando non adoperati).

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Proiezione di schegge materiale
Possibile
Modesto
Classe
Accettabile
139
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
o Ferite, tagli, abrasioni per contatto con
parti taglienti
Possibile
Modesto
Accettabile
o Lesioni dovute a rottura dell'utensile
Possibile
Modesto
Accettabile
140
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportate le seguenti misure di prevenzione volte a
salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Controllare a vista lo stato di efficienza degli utensili e delle attrezzature in dotazione
individuale (Art. 20 del D.lgs. n.81/08 )

Evitare l'utilizzo di attrezzi muniti di manico o d'impugnatura se tali parti sono
deteriorate, spezzate o scheggiate o non siano ben fissate all'attrezzo stesso (Art. 20
del D.lgs. n.81/08 )

Rimuovere le sbavature della testa di battuta degli utensili per evitare la proiezione di
schegge (Art. 20 del D.lgs. n.81/08 )

Utilizzare sempre l'apposita borsa porta attrezzi

Utilizzare l'utensile o l'attrezzo solamente per l'uso a cui è destinato e nel modo più
appropriato

Non prolungare con tubi, o altri mezzi di fortuna, l'impugnatura delle chiavi

Utilizzare mezzi adeguati, quali chiavi a battere, nel caso di dadi di difficile bloccaggio

Spingere, e non tirare verso di se, la lama del coltello spelatavi

Non tenere piccoli pezzi nel palmo della mano per serrare o allentare viti: il pezzo va
appoggiato o stretto in morsa

Azionare la trancia con le sole mani

Non appoggiare un manico al torace mentre con le due mani si fa forza sull'altro

Non appoggiare gli attrezzi in posizione di equilibrio instabile

Riporre entro le apposite custodie, quando non utilizzati, gli attrezzi affilati o appuntiti
(asce,roncole,accette,ecc.)

Per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle
impugnature

Sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature

Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori

Non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta
dall’alto.
141
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Guanti in crosta
Tagli, abrasioni alle
mani
DESCRIZIONE
NOTE
Da utilizzare nei
luoghi di lavoro
caratterizzati dalla
presenza di materiali
e/o attrezzi che
possono causare
fenomeni di
abrasione/taglio/perf
orazione delle mani
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.5
UNI EN 388(2004)
Guanti di protezione contro
rischi meccanici
ATTREZZATURA: ATTREZZI GINNICI
Attrezzi ginnici utilizzati nelle palestre scolastiche, quali spalliera svedese, parallele
asimmetriche, sbarra, cavallo con maniglie, pedana, anelli, trave, quadro svedese, pertiche
ecc.., necessari per lo svolgimento di esercizi fisici.
In dettaglio:
o Parallele asimmetriche:sono costituite da due staggi, lunghi 2,40 metri, fissati alle
piantane laterali. Gli staggi possono essere regolati in altezza; pure può essere regolata
anche la distanza fra loro. Il tutto è sorretto da una serie di tiranti che ne aumenta la
stabilità.
o Trave d’equilibrio: è costituita da un asse in legno dalla lunghezza di 5 metri per una
larghezza di 10 cm. La sua altezza dal suolo è regolabile e, in gara, viene portata a 120
cm.
o Cavallo per volteggi: largo 35 cm e lungo 160 cm, ha un’altezza dal suolo variabile. In
competizione è di 120 cm. È sostenuto da due gambe che gli conferiscono un’ottima
stabilità ed è rivestito da un materiale elastico e non scivoloso.
o Pedana per il suolo: è altamente elastica e misura metri 12x12 per un’altezza di circa
10 cm. Su di essa si svolgono gli esercizi al suolo.
La Circolare Ministeriale 20 dicembre 1983, n. 352, prot. n. 2633 definisce il modello di
attrezzatura-tipo coerente con le attività connesse agli obiettivi assegnati all’insegnamento
nella scuola media (allegato A) e nella scuola secondaria superiore (allegato B).
142
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
Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Caduta dall’alto
Possibile
Significativo
Notevole
o Scivolamenti e cadute a livello
Possibile
Significativo
Notevole
o Urti, colpi, impatti e compressioni
Possibile
Significativo
Notevole
o Rumore
Possibile
Lieve

Classe
Basso
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Gli attrezzi ginnico-sportivi devono avere caratteristiche idonee allo svolgimento
dell’esercizio fisico

Gli attrezzi ginnico-sportivi devono essere conformi alle norme UN EN (913-914-915)
relative alle attrezzature da ginnastica

Gli attrezzi per l’atletica leggera devono essere conformi al regolamento federale della
FIDAL

I tappetini bassi, pur variando nella tipologia, devono avere un o spessore tale (circa
40-60 cm) da attutire adeguatamente gli arrivi dei salti

Il quadro svedese, nelle palestre non molto grandi, deve essere montato su binari per
consentire di accostare l’attrezzo al muro dopo l’uso

La spalliera svedese deve avere lo staggio più alto sporgente rispetto agli altri oppure
doppio

La trave di equilibrio deve essere rivestita di panno antisdrucciolevole

Le parallele simmetriche ed asimmetriche devono essere montate su piedi regolabili, gli
staggi devono essere di legno o meglio di materiale sintetico tipo vetroresina

La sbarra deve essere fissata a terra e dotata di due montanti laterali trattenuti da
tiranti agganciati a terra

Durante l’utilizzo degli anelli, della sbarra e delle parallele asimmetriche, l’allenatore
deve restare vicino al ginnasta durante tutto l’esercizio, pronto ad intervenire in caso di
caduta;

Le attrezzature devono essere sistemati in maniera opportuna a prevenire eventuali
incidenti

DPI
Non sono previsti particolari DPI per tale attrezzatura. Gli allievi indosseranno la normale tuta
da ginnastica e calzature idonee.
143
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
SOSTANZA: DETERGENTI E DETERSIVI
I detergenti sono sostanze chimiche che, a determinate concentrazioni, rimuovono lo sporco
dalle superfici. In ambiente lavorativo i detergenti sono usati per l’igiene personale, per la
pulizia dei banconi, dei reparti.
Si distinguono detergenti alcalini inorganici propriamente detti (soda e potassa caustica) e
detergenti tensioattivi organici.
Mentre la composizione dei detersivi varia al variare dell’utilizzo finale del prodotto. Nei
detersivi vi sono composti tensioattivi organici che abbassando la tensione superficiale dei
liquidi permettono un elevato effetto bagnante e penetrante nel substrato da lavare,
l’emulsionamento dei grassi con l’acqua e quindi la detergenza. Ad essi vengono aggiunte
molte altre sostanze complementari (solventi, silicati, fosfati, metasilicati, enzimi, solfonati,
ecc.) che conferiscono caratteristiche particolari, soprattutto per favorire il distacco e
l’emulsionamento dello sporco sia grasso che proteico.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Dermatiti irritative ed allergiche da
contatto (soprattutto nel caso in cui il
soggetto presenti una già conclamata
sensibilizzazione al prodotto)
Possibile
Modesto
Accettabile
o Lesioni oculari a seguito di getti o schizzi
Possibile
dei prodotti utilizzati
Modesto
Accettabile

Classe
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente
l’integrità e/o lo stato di efficienza ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 )

Togliere gli effetti personali metallici che potrebbero venire a contatto con le sostanze

Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità)
durante le operazioni di disinfezione, nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso
ed i tempi di contatto

Riporre i prodotti negli appositi armadi al termine delle operazioni di pulizia

Verificare periodicamente l'integrità dei dispositivi
specificato sul manuale d'uso e manutenzione

Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di
esposizione ( Allegato IV punto 2, art 224 del D.lgs. n.81/08 )

I lavoratori esposti dovranno comunicare eventuali allergie pregresse
individuali
seguendo
quanto
144
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla


Comunicare immediatamente di qualsiasi fenomeno anche lieve di tipo irritativo che
dovesse manifestarsi

Aerare gli ambienti durante l’uso ( Allegato IV punto 2 del D.lgs. n.81/08 )

Non mescolare i prodotti perché possono reagire chimicamente fra di loro e sviluppare
vapori pericolosi

Laddove previsto utilizzare mascherine con filtri adeguati ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 )

Non utilizzare sostanze volatili come la candeggina o l’ammoniaca in acqua bollente,
perchè si formano vapori irritanti e un’inutile dispersione di prodotto

Evitare di mangiare, bere e fumare durante l’uso di tali prodotti, perché possono
favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico

In caso di schizzi negli occhi, lavarli abbondantemente con acqua

Nel caso di utilizzo di detergenti o detersivi per l'igiene personale evitare le pratiche di
eccessiva detersione e strofinio delle mani e degli avambracci che ledono l’integrità del
film idrolipidico, il quale svolge un’azione protettiva sulla pelle (l’integrità del mantello
cutaneo è essenziale per minimizzare il passaggio di allergeni agli strati più profondi
della cute)

Nel caso di utilizzo di detergenti o detersivi per l'igiene personale utilizzare quelli a pH
fisiologico (5,5)

Utilizzare detergenti o detersivi privi di aggiunta di coloranti o profumi.
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Guanti
Contatto con
disinfettanti,
detersivi, ecc.
Manipolazione di
detersivi e detergenti
in spazi non aerati
Mascherina
DESCRIZIONE
Resistenti ad agenti
chimici aggressivi e
corrosivi (solventi,
alcool, disinfettanti,
ecc.)
L’azione protettiva è
efficace solo se il DPI
è indossato e
allacciato
correttamente
NOTE
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato
VIII
D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.5
UNI EN 374(2004)
Guanti di protezione contro
prodotti chimici e
microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato
VIII
D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.4
UNI EN 10720
Guida alla scelta e all’uso
degli apparecchi di
protezione delle vie
respiratorie
145
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Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
146
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Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
Appendice: Informazioni base sugli agenti chimici
La scheda di sicurezza è un documento che deve accompagnare una sostanza chimica quando
viene consegnata per la prima volta ad un utilizzatore, da parte del fornitore.
Nella scheda di sicurezza sono contenute tutte le informazioni necessarie per effettuare il
lavoro in sicurezza: viene considerata la manipolazione della sostanza, lo stoccaggio, lo
smaltimento e sono riportate le informazioni che riguardano la parte tossicologica. Infatti, la
scheda diventa indispensabile in caso di intossicazione acuta, in quanto tutti i Centri Antiveleni
raccomandano che l’infortunato porti con sé la scheda, che è corredata anche dalle
informazioni necessarie al medico per agire efficacemente.
La normativa (D.M. n 46/92) prevede che la scheda di sicurezza si articoli su 16 punti, secondo
uno schema preciso, fornendo tutte le informazioni necessarie, sotto la responsabilità del
produttore, che non può mantenere il segreto neanche in caso di brevetto.
Sinteticamente, i punti sono:
1. identificazione del preparato e della Società
2. composizione / informazione sugli ingredienti
3. identificazione dei pericoli
4. misure di primo soccorso
5. misure antincendio
6. misure in caso di fuoriuscita accidentale
7. manipolazione e stoccaggio
8. controllo dell’esposizione / protezione individuale
9. proprietà fisiche e chimiche
10. stabilità e reattività
11. informazioni tossicologiche
12. informazioni ecologiche
13. smaltimento
14. informazioni sul trasporto
15. informazioni sulla regolamentazione
16. altre informazioni.
Nella scheda di sicurezza, per gli agenti chimici classificati, sarà riportata l’etichetta che deve
esporre, ben visibile, un simbolo che evidenzi i rischi per la salute e per la sicurezza degli
operatori.
147
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
I simboli sotto il profilo infortunistico sono:
Descrizione
Simbolo
E: esplosivo può esplodere a contatto con fiamme libere oppure per urto od attrito
O: comburente può stimolare accensione di combustibili
F: infiammabile può essere spontaneamente infiammabile
F+: molto infiammabile può essere spontaneamente molto infiammabile
I simboli di tipo tossicologico sono:
Descrizione
Simbolo
Xn nocivo può nuocere alla salute
Xi irritante può essere nocivo e possiede anche un effetto irritante
C corrosivo può provocare ustioni
T tossico tossico per qualunque via di assunzione
T+ molto tossico molto tossico per qualunque via di assunzione
Inoltre, per una corretta e completa informazione nell’etichetta compariranno ulteriori simboli,
che precisano più in dettaglio le caratteristiche delle possibili conseguenze derivanti dalla
manipolazione incongrua del prodotto. Le frasi di rischio (Frasi R) esprimono la natura dei
rischi attribuiti alle sostanze chimiche pericolose, mentre i consigli di prudenza (Frasi S)
forniscono indicazioni per la corretta manipolazione ed utilizzazione dei prodotti chimici.
148
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Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
SOSTANZA: DISINFETTANTI
I disinfettanti sono sostanze in grado di distruggere i microrganismi anche se in modo non
totale attraverso varie azioni di tipo chimico.
I disinfettanti più utilizzati sono a base di:
 alcoli (alcol etilico denaturato, alcol isopropilico)


ipoclorito di sodio (l’ingrediente attivo della candeggina commerciale).

formaldeide e glutaraldeide

acidi e alcali (per operazioni di pulizia particolari)

fenoli.
Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
o Dermatiti irritative ed allergiche da
contatto (soprattutto nel caso in cui il
soggetto presenti una già conclamata
sensibilizzazione al disinfettante)
Possibile
Modesto
Accettabile
o Allergie respiratorie per inalazione di
vapori (quando il disinfettante contiene
formaldeide e/o ossido di etilene oppure
nel caso di utilizzo di soluzioni
Possibile
concentrate o di operazioni di
disinfezione in ambienti scarsamente
aerati)
Modesto
Accettabile
o Ustioni per contatto diretto con prodotti
fortemente corrosivi
Possibile
Modesto
Accettabile
o Lesioni oculari a seguito di getti o schizzi
Possibile
dei prodotti utilizzati
Modesto
Accettabile

Classe
Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente
l’integrità e/o lo stato di efficienza ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 )

Togliere gli effetti personali metallici che potrebbero venire a contatto con le sostanze

Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità)
durante le operazioni di disinfezione, nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso
ed i tempi di contatto

Riporre i disinfettanti negli appositi armadi al termine delle operazioni di pulizia

Verificare periodicamente l'integrità dei dispositivi
specificato sul manuale d'uso e manutenzione
individuali
seguendo
quanto
149
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla


Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di
esposizione ( Allegato IV punto 2 del D.lgs. n.81/08, art 224 del D.lgs. n.81/08 )

I lavoratori esposti dovranno comunicare eventuali allergie pregresse

Comunicare immediatamente di qualsiasi fenomeno anche lieve di tipo irritativo che
dovesse manifestarsi

Aerare gli ambienti durante l’uso ( Allegato IV punto 2 del D.lgs. n.81/08 )

Non mescolare i prodotti perché possono reagire chimicamente fra di loro e sviluppare
vapori pericolosi

Laddove previsto utilizzare mascherine con filtri adeguati

Non utilizzare sostanze volatili come la candeggina o l’ammoniaca in acqua bollente,
perchè si formano vapori irritanti e un’inutile dispersione di prodotto

Evitare di mangiare, bere e fumare durante l’uso di tali prodotti, perché possono
favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico

In caso di schizzi negli occhi, lavarli abbondantemente con acqua
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Guanti
DESCRIZIONE
Contatto con
disinfettanti,
detersivi, ecc.
Resistenti ad agenti
chimici aggressivi e
corrosivi (solventi,
alcool, disinfettanti,
ecc.)
Manipolazione di
disinfettanti in spazi
non aerati, presenza
di formaldeide e/o
ossido di etilene nel
disinfettante utilizzato
L’azione protettiva è
efficace solo se il DPI
è indossato e
allacciato
correttamente.
E’ da considerare
esaurito quando
l’utilizzatore fatica a
respirare.
Mascherina
NOTE
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato
VIII
D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.5
UNI EN 374(2004)
Guanti di protezione contro
prodotti chimici e
microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato
VIII
D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.4
UNI EN 10720
Guida alla scelta e all’uso
degli apparecchi di
protezione delle vie
respiratorie
150
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
SOSTANZA: IPOCLORITO DI SODIO
L'ipoclorito di sodio è un composto che può essere efficacemente usato per la depurazione
dell'acqua. E' usato su larga scala per applicazioni industriali, candeggiamento, rimozione degli
odori e disinfezione dell'acqua.
L'ipoclorito di sodio è instabile. Il cloro evapora ad una velocità di 0.75 grammi di cloro attivo
al giorno dalla soluzione. Quindi l'ipoclorito di sodio riscaldato si disintegra. Questo avviene
anche quando l'ipoclorito di sodio entra in contatto con acidi, luce solare, determinati metalli e
gas tossici e corrosivi, compreso cloro gassoso. L'ipoclorito del sodio è un forte ossidatore e
reagisce con composti e riduttori infiammabili. La soluzione di ipoclorito del sodio è una base
debole infiammabile.
Queste caratteristiche devono essere tenute presente durante il trasporto, l'immagazzinamento
e l'uso dell'ipoclorito di sodio.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Dermatiti irritative ed allergiche da
contatto (soprattutto nel caso in cui il
soggetto presenti una già conclamata
sensibilizzazione al disinfettante)
Possibile
Modesto
Accettabile
o Edema polmonarfe per inalazione di
vapori
Possibile
Modesto
Accettabile
o Ustioni per contatto diretto (l’ipoclorito
di sodio è fortemente corrosivo)
Possibile
Modesto
Accettabile
o Lesioni oculari a seguito di getti o schizzi
Possibile
dei prodotti utilizzati
Modesto
Accettabile
151
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente
l’integrità e/o lo stato di efficienza ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 )

Togliere gli effetti personali metallici che potrebbero venire a contatto con le sostanze

Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità)
durante le operazioni di disinfezione, nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso
ed i tempi di contatto

Riporre i disinfettanti negli appositi armadi al termine delle operazioni di pulizia

Verificare
periodicamente
l'integrità
dei
dispositivi
individuali
seguendo
quanto
specificato sul manuale d'uso e manutenzione

Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di
esposizione ( Allegato IV punto 2, art 224 del D.lgs. n.81/08 )

I lavoratori esposti dovranno comunicare eventuali allergie pregresse

Comunicare immediatamente di qualsiasi fenomeno anche lieve di tipo irritativo che
dovesse manifestarsi

Aerare gli ambienti durante l’uso ( Allegato IV punto 2 del D.lgs. n.81/08 )

Non mescolare i prodotti perché possono reagire chimicamente fra di loro e sviluppare
vapori pericolosi

Laddove previsto utilizzare mascherine con filtri adeguati ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 )

Non utilizzare sostanze volatili come la candeggina o l’ammoniaca in acqua bollente,
perchè si formano vapori irritanti e un’inutile dispersione di prodotto

Evitare di mangiare, bere e fumare durante l’uso di tali prodotti, perché possono
favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico

In caso di schizzi negli occhi, lavarli abbondantemente con acqua poi contattare un
medico

In caso di ingestione risciacquare la bocca. Non indurre il vomito e sottoporre
all'attenzione del medico
152
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Guanti
DESCRIZIONE
Contatto con
disinfettante
Resistenti ad agenti
chimici aggressivi e
corrosivi (solventi,
alcool, disinfettanti,
ecc.)
Manipolazione di
disinfettanti in spazi
non aerati
L’azione protettiva è
efficace solo se il DPI
è indossato e
allacciato
correttamente.
E’ da considerare
esaurito quando
l’utilizzatore fatica a
respirare.
Mascherina
NOTE
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato
VIII
D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.5
UNI EN 374(2004)
Guanti di protezione contro
prodotti chimici e
microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato
VIII
D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.4
UNI EN 10720
Guida alla scelta e all’uso
degli apparecchi di
protezione delle vie
respiratorie
153
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
SOSTANZA: TONER
Trattasi di materiale non omogeneo, ossia di una polvere finissima con particelle di carbone,
ferro e resina, utilizzato nelle fotocopiatrici e in alcune stampanti per la riproduzione di copie o
di stampe di dati digitali. Praticamente il toner si imprime sulla carta, costituendo il testo e le
immagini stampate.
Originariamente il toner era costituito solo da polvere di carbone, ma in seguito, allo scopo di
migliorarne la qualità, alle particelle di carbone è stato aggiunto un polimero, ossia particelle
fuse dal calore del forno di fusione, che si attaccano perfettamente alle fibre del foglio di carta,
fornendo una maggiore qualità stampa. Anche le dimensioni delle particelle di toner, che
inizialmente erano di 12 micrometri, oggi si sono ridotte notevolmente per incrementare la
risoluzione di stampa.
Il toner tradizionale è di colore nero, tuttavia per le stampanti e fotocopiatrici a colori, oggi
esistono toner nei colori fondamentali che sono giallo, magenta e ciano.
Nelle prime macchine, il toner veniva versato mediante un contenitore in una apposita
apertura, attualmente, invece si fa uso di cartucce usa e getta che una volta esaurite, possono
essere rigenerate da aziende specializzate.

Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Inalazione di polveri (sostituzione toner) Probabile
Grave
Elevato
o Irritazione alle vie respiratorie
Possibile
Significativo
Notevole
o Allergie
Possibile
Significativo
Notevole
154
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:

Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente
l’integrità e/o lo stato di efficienza (guanti di protezione e mascherina facciale) ( Art. 75
del D.lgs n.81/08 )

Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati, ridurre al minimo il tempo di
esposizione ( Allegato IV punto 2, art. 224 del D.lgs. n.81/08 )

Comunicare, da parte dei lavoratori esposti, le eventuali allergie pregresse

Aerare gli ambienti durante le operazioni di utilizzo di tali prodotti

Evitare di mangiare, bere e fumare durante l’uso di tali prodotti, perché possono
favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico

Evitare di disperdere il toner, manomettendo le cartucce o pulendo l’interno delle
stampanti con getti d’aria

Non utilizzare aspirapolveri normali, perché la polvere di toner è così fine da
attraversarne i filtri. Utilizzare, invece, appositi aspiratori con filtri speciali

Durante la rigenerazione delle cartucce, utilizzare apposite cappe aspiranti ( Allegato Iv
punto 2 del D.lgs. n.81/08 )

Poiché le polveri di toner contengono, secondo recenti ricerche, sostanze cancerogene,
verificare che le operazioni di rigenerazione avvengano in ambienti dotati delle
necessarie apparecchiature di sicurezza

Evitare di sostituire il toner , se non si è addestrati a svolgere tale operazione

Sostituire il toner attenendosi alle prescrizioni del produttore e non disperdere i
contenitori vuoti nell’ambiente

Effettuare la sostituzione del toner in modo da non generare polvere ed indossando una
mascherina facciale ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 )

Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto di tali sostanze

Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante ( Art .77 del
D.lgs. n.81/08 )
155
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
Inalazione di polvere
in caso sostituzione
del toner
DPI
Facciale filtrante
per polveri FFP2
DESCRIZIONE
NOTE
Mascherina per la
protezione di polveri a
media tossicità, fibre e
aerosol a base acquosa di
materiale particellare >=
0,02 micron.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs.
n.81/08
(
Testo
Unico
in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
–
Allegato
VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.4
UNI EN 149
Apparecchi di
protezione delle vie
respiratori. Facciali
filtranti antipolvere.
Requisiti, prove,
marcatura
Guanti di
protezione
Contatto con toner
ecc.
Resistenti al contatto con
sostanze contaminanti .
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79
D.lgs.
n.81/08
(
Testo
Unico
in
materia di sicurezza
e salute sul lavoro )
–
Allegato
VIII
D.lgs. n.81/08 punti
3,4 n.5
UNI EN 374(2004)
Guanti di protezione
contro prodotti chimici
e microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
SOSTANZA: ANTIPARASSITARI
Un antiparassitario è un prodotto chimico impiegato in agricoltura per controllare,
respingere, attirare ed uccidere parassiti. Definiti dalla legge come presidi sanitari o
fitofarmaci, sono tutti quei prodotti utilizzati per la difesa delle piante e delle derrate
alimentari.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Rischio chimico
Probabile
Significativo
Notevole
o Irritazione delle vie respiratorie
Probabile
Significativo
Notevole
156
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla
o Velenosi per ingestione
Probabile
Significativo
Notevole

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi

Leggere l’etichetta e la scheda di sicurezza prima dell’uso.

Indossare i dispositivi di protezione per prodotti polverulenti: tuta da lavoro, guanti,
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
maschera con filtri per polveri

Evitare il contatto con gli occhi e con la pelle

Evitare l’accumulo di cariche elettrostatiche

Non mangiare, né bere, né fumare durante l’impiego

Tenere lontano da fonti d’ignizione

Non lasciar penetrare il prodotto nelle fognature

Impedire la dispersione nel terreno e nei corpi idrici

In caso di sversamento accidentale: Raccogliere con apposito aspiratore evitando la
formazione di polveri

Proteggere dall’umidità, dai raggi del sole, da fonti di ignizione e di calore

Conservare lontano da fiamme o scintille

Stivare, immagazzinare e caricare separatamente da alimenti, mangimi e bevande

Lavare gli indumenti contaminati prima di usarli nuovamente
Misure di Primo Soccorso
Inalazione: Portare l’infortunato in luogo aperto ed areato. Se il malessere persiste ricorrere
a professionalità medica competente.
Contatto con la pelle: Lavare immediatamente e a fondo con acqua e sapone e consultare un
medico. Lavare gli abiti contaminati prima di riutilizzarli.
Contatto con gli occhi: Sciacquare a fondo per almeno 15 minuti sotto l’acqua corrente
tenendo le palpebre aperte. Successivo controllo da un medico oculista se l’irritazione
persiste.
Ingestione: Ricorrere immediatamente a professionalità medica competente.
157
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
Istituto Alberghiero Domizia Lucilla

DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Guanti
Irritazioni della pelle
Occhiali protettivi
Esposizione con
irritazione degli occhi
Tuta di
protezione
Per proteggere il
lavoratore
DESCRIZIONE
NOTE
Da utilizzare nei
luoghi di lavoro
caratterizzati dalla
presenza di materiali
e/o attrezzi che
possono causare
fenomeni di
abrasione/taglio/perf
orazione delle mani
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.5
UNI EN 388(2004)
Occhiali a mascherina
in materiale
anallergico con fascia
elastica regolabile e
lente in policarbonato
Da utilizzare nei
luoghi di lavoro
caratterizzati dalla
presenza di materiali
e/o attrezzi che
possono causare
fenomeni di
abrasione/taglio/perf
orazione
Respiratore
Irritazione vie
respiratorie
Per vapori organici,
fumi e polveri
Guanti di protezione contro
rischi meccanici
Rif.Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.2
UNI EN 166
Protezione personale degli
occhi
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3, 4 n.7
UNI EN 340/04
Indumenti di protezione.
Requisiti generali
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.4
UNI EN 405(2003)
Apparecchi di protezione
delle vie respiratorie.
Semimaschere filtranti
antigas o antigas e
antipolvere dotate di valvole.
Requisiti, prove, marcatura
158
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SOSTANZA: CARBURANTI
Combustibile utilizzato per l'alimentazione dei motori a combustione interna, ad esempio quelli
per autotrazione, sia quelli ad accensione comandata (motore a scoppio) che quelli ad
accensione spontanea (motore Diesel).
Il termine deriva dal fatto che nella maggior parte dei casi la capacità energetica dei
combustibili dipende dall'apporto di carbonio non combinato con l'ossigeno.

Valutazione e Classificazione Dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Rischio Chimico
Possibile
Significativo
Notevole
o Irritazione delle prime vie respiratorie
Possibile
Significativo
Notevole
o Irritazione delle mucose oculari
Possibile
Significativo
Notevole
o Incendio (la sostanza risulta altamente
infiammabile)
Possibile
Significativo
Notevole
 Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli
interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
 Usare mezzi di estinzione appropriati: anidride carbonica, schiuma, polvere chimica; evitare
l’impiego di getti d’acqua

In caso di incendio usare getti d’acqua per raffreddare le superfici esposte al fuoco.

Coprire gli eventuali spandimenti che non hanno preso fuoco con schiuma o terra.

In caso di sversamento accidentale: Bloccare lo spandimento all’origine, evitare che il
liquido defluisca nelle fogne. Ventilare l’area ed eliminare le fonti di accensione.

In caso di spandimenti sul terreno: contenere il prodotto fuoriuscito con terra, sabbia o
altro mezzo assorbente raccogliere il materiale assorbito in appositi contenitori, procedere
allo smaltimento secondo quanto previsto dalla legge

In caso di spandimento in acqua:
asportare dalla superficie il prodotto versato con
opportuni mezzi, informare le autorità competenti in accordo con la legislazione vigente

Operare in luoghi ben ventilati
159
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
Durante le operazioni di trasferimento e di miscelazione, curare la corretta messa a terra
delle apparecchiature e applicare le misure necessarie per prevenire l’accumulo di cariche
elettriche

Non stoccare vicino a fonti di ignizione

Evitare il contatto con la pelle

Durante l’utilizzo sSpegnere i motori e non fumare

Non usare fiamme libere e non produrre scintille

L’impianto elettrico ed illuminazione deve essere a prova d'esplosion

Evitare l'inquinamento del terreno e dell'acqua

Impedire la propagazione nelle fognature

Conservare a temperatura ambiente

Proteggere dalla luce solare diretta

Stoccare in contenitori a prova di fuoco

Nel luogo di stoccaggio deve essere presente una ventilazione lungo il pavimento
Misure di primo soccorso
Contatto pelle: togliere di dosso gli abiti contaminati; lavare con acqua e sapone
Contatto occhi: irrigare abbondantemente con acqua; se persiste irritazione consultare uno
specialista.
Ingestione: non indurre il vomito onde evitare aspirazione di prodotto nei polmoni; tenere
l’infortunato a riposo, chiamare immediatamente un medico.
Aspirazione di prodotto nei polmoni: se, in caso di vomito spontaneo, si suppone che si sia
verificata aspirazione, trasportare l’infortunato d’urgenza in ospedale.
Inalazione: in caso di malore a seguito di esposizione ad elevata concentrazione di vapori,
trasportare l’infortunato in atmosfera non inquinata e chiamare immediatamente un medico. in
attesa del medico, se la respirazione è irregolare o si è fermata, praticare la respirazione
artificiale e, in caso di arresto cardiaco, praticare il massaggio cardiaco.
160
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 DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Mascherina
Irritazione vie
respiratorie
Guanti
Irritazione delle mani
Occhiali protettivi
Esposizione con
irritazione degli occhi
Tuta protettiva
Esposizione a prodotti
chimici
DESCRIZIONE
L’azione protettiva è
efficace solo se il DPI
è indossato e
allacciato
correttamente.
E’ da considerare
esaurito quando
l’utilizzatore fatica a
respirare.
Resistenti ad agenti
chimici aggressivi e
corrosivi (solventi,
alcool, disinfettanti,
vernici, colle, ecc.)
Occhiali a
mascherina in
materiale anallergico
con fascia elastica
regolabile e lente in
policarbonato
In modo da
evitareche il prodotto
venga a contatto con
la pelle
NOTE
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punto 3,4 n.4
UNI EN 10720
Guida alla scelta e all’uso
degli apparecchi di
protezione delle vie
respiratorie
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punto 3,4 n.5
UNI EN 374(2004)
Guanti di protezione contro
prodotti chimici e
microrganismi.
Parte, 1,2 e 3
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punto 3,4 n.2
UNI EN 166 (2004)
Protezione personale degli
occhi – Specifiche
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punto 3,4 n.7
UNI EN 467 (1996)
Protezione contro i prodotti
chimici liquidi. Requisiti
prestazionali per capi di
abbigliamento che offrono
protezione alle parti del
corpo.
161
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SOSTANZA: FERTILIZZANTI
I fertilizzanti sono quelle sostanze utilizzate in agricoltura e giardinaggio che permettono di
creare, ricostituire o aumentare la fertilità del terreno.

Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità Entità danno
Classe
o Irritazione delle vie respiratorie
Probabile
Significativo
Notevole
o Irritazione della cute e degli occhi
Probabile
Significativo
Notevole

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi

Evitare la contaminazione del fertilizzante con sostanze combustibili o incompatibili.
A seguito della valutazione dei rischi sono riportate le seguenti misure di prevenzione volte a
salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
Eliminare ogni fonte di accensione (fiamme libere, scintille, superfici calde, ecc.).
Rimuovere prontamente gli imballaggi rotti e reinsaccare solo il prodotto non fuoriuscito.
Raccogliere il prodotto fuoriuscito, porlo in un contenitore pulito opportunamente
etichettato e smaltirlo convenientemente

In caso di incendio Non utilizzare estintori chimici, schiuma o sabbia direttamente sul
fertilizzante; i tentativi di soffocare I'incendio sono inutili e potenzialmente pericolosi

Evitare il contatto prolungato con la pelle e, in caso di formazione di polveri, proteggere le
vie respiratorie e gli occhi. Non fumare

Evitare che il preparato confluisca nelle fognature meteoriche e nelle acque di superficie e
sotterranee

Evitare una eccessiva formazione di polveri

Indossare, all'occorrenza, gli idonei mezzi protettivi

Evitare la contaminazione del fertilizzante con gasolio, grassi o altre sostanze incompatibili

Evitare il contatto del prodotto con fonti di calore, non utilizzare fiamme libere

Immagazzinare separatamente da sostanze combustibili, acidi, sostanze alcaline.

In particolare, nella aziende agricole stoccare lontano da paglia, fieno, segatura, granaglie,
insetticidi, diserbanti, carburanti, oli, vernici

Conservare in magazzini freschi, areati ed asciutti, lontano da fonti di calore e fiamme

Evitare la contaminazione del fertilizzante ed il possibile coinvolgimento in un incendio

Assicurare una buona pulizia del magazzino; non utilizzare segatura per pulire o asciugare

Mantenere I'altezza delle pile dei sacchi o i cumuli di fertilizzante almeno un metro al di
sotto dei cornicioni, travi e punti luce
162
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
Operare in ambiente ben areato. I locali di stoccaggio o impiego del materiale devono
essere attrezzati con lavaocchi e lavandini di sicurezza

Utilizzate adeguati impianti di ventilazione per mantenere basso il livello del prodotto
nell’aria

Svuotare accuratamente i contenitori, recuperare il più possibile il prodotto da riutilizzare
come concime alle dosi comunemente impiegate in agricoltura

Qualora il prodotto fosse contaminato da altro materiale operare secondo le vigenti
disposizioni locali.
Misure di Primo soccorso
Contatto con la pelle: lavare abbondantemente con acqua e sapone, togliersi l’abbigliamento
contaminato (scarpe, vestiti, ecc.) e verificare se l’eventuale irritazione scompare, in caso
contrario è necessario consultare un medico.
Inalazione: se sono state inalate polveri, allontanare I'infortunato dall'ambiente contaminato
portarlo all'aria aperta. Se si presume siano stati inalati fumi derivanti dalla decomposizione
del preparato (nel caso questo sia stato coinvolto in un incendio), allontanare la persona e
tenerla moderatamente al caldo e a riposo;richiedere il pronto intervento del medico per la
somministrazione di ossigeno. Tenere I'infortunato sotto osservazione per almeno 48 ore.
Contatto con gli occhi: lavare immediatamente con abbondante acqua per almeno 15 minuti e,
se persiste I'irritazione, consultare il medico.
Ingestione: somministrare mezzo litro d'acqua tiepida; non provocare il vomito. Consultare il
medico in caso di insorgenza di sintomi quali diarrea oppure vomito, controllare i livelli di
calcio, fosforo e magnesio.
163
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
DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è
riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI
EVIDENZIATI
DPI
Guanti
Irritazioni della pelle
Occhiali protettivi
Esposizione con
irritazione degli occhi
Tuta di
protezione
Per proteggere il
lavoratore
DESCRIZIONE
NOTE
Da utilizzare nei
luoghi di lavoro
caratterizzati dalla
presenza di materiali
e/o attrezzi che
possono causare
fenomeni di
abrasione/taglio/perf
orazione delle mani
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.5
UNI EN 388(2004)
Occhiali a mascherina
in materiale
anallergico con fascia
elastica regolabile e
lente in policarbonato
Da utilizzare nei
luoghi di lavoro
caratterizzati dalla
presenza di materiali
e/o attrezzi che
possono causare
fenomeni di
abrasione/taglio/perf
orazione
Respiratore
Irritazione vie
respiratorie
Per vapori organici,
fumi e polveri
Guanti di protezione
contro rischi meccanici
Rif.Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.2
UNI EN 166
Protezione personale degli
occhi
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3, 4 n.7
UNI EN 340/04
Indumenti di protezione.
Requisiti generali
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 79 D.lgs.
n.81/08 ( Testo Unico in
materia di sicurezza e
salute sul lavoro ) –
Allegato VIII D.lgs.
n.81/08 punti 3,4 n.4
UNI EN 405(2003)
Apparecchi di protezione
delle vie respiratorie.
Semimaschere filtranti
antigas o antigas e
antipolvere dotate di valvole.
Requisiti, prove, marcatura
164
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8
CONCLUSIONI
Il presente documento di valutazione dei rischi:

è stato redatto ai sensi degli artt. da 28 a 30 del D.Lgs. 81/08 s.m.i.;

è soggetto ad aggiornamento periodico ove si verificano significativi mutamenti che
potrebbero averlo reso superato.
La valutazione dei rischi è stata condotta dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e
Protezione con la collaborazione del Medico Competente, per quanto di sua competenza e il
coinvolgimento preventivo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
Figure
Nominativo
Datore di Lavoro
PROF.ssa IDA PALADINO
Medico Competente
NON PREVISTO
Rappr. dei Lav. per la
Sicurezza
ANNAMARIA GOBBI
Resp.Serv.Prev.Protezione
Prof. FABIO CAMILLONI
Firma
Roma,02/01/2010
165
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9
ALLEGATI
DPI
Ai sensi dell'art. 75 del D. Lgs. 81/08, in considerazione dei rischi che non possono essere
evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione
collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro, saranno adottati
con obbligo d’uso dispositivi di protezione individuali, conformi a quelli previsti dall'allegato VIII
del D. Lgs. 81/08.
Per attività lavorative che sottopongono il lavoratore a determinati rischi, non eliminabili o
riducibili entro limiti di accettabilità con altre misure, si farà uso dei DPI indicati nella seguente
tabella:
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ASSEGNATI
Mansione
(o Nominativo)
DPI
Data
Consegna
166
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Modulo di consegna D.P.I.
Il sottoscritto ________________________________________________________________,
agli effetti di quanto previsto dalle vigenti normative, dichiara di aver ricevuto in dotazione in
data odierna i seguenti mezzi di protezione individuale:

n. ______ paia di calzature antinfortunistiche, misura n. ________

n. ______ paia di guanti di protezione dagli agenti chimici

n. ______ paia di guanti in cuoio

n. ______ mascherine antipolvere

n. ______ maschere di protezione delle vie respiratorie con carboni attivi

n. ______ paia di occhiali

n. ______ paia di occhiali contro radiazioni UV

n. ______ camici o grembiuli da lavoro

n. ______ tappi auricolari

n. ______ cuffie

n. ___________
Si impegna inoltre a:

utilizzare tali DPI sul posto di lavoro (*)

usarli e custodirli con cura

non portarli all’esterno

provvedere a richiedere a ___________________________, in caso di deterioramento,
la loro sostituzione
Tutti i DPI avuti sono provvisti di marcatura CE.
Data ,____________
Firma
_____________________________
167
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Scheda di registrazione delle attività di formazione e
addestramento dei lavoratori
(ai sensi dell’art. 36 del D. Lgs. n. 81/08)
Elenco Lavoratori:
Nominativo
Matricola
Mansione
Reparto/Postazione
Attività di formazione / addestramento:
Oggetto: ___________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
Durata (ore): _____________
Materiale didattico utilizzato: ____________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
Documentazione di supporto: ___________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
Data ___/___/_____
Firma Lavoratori
_______________________________
_______________________________
_______________________________
Firma Formatore
168
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Segnaletica Di Sicurezza
L’articolo 15 del D. Lgs. 81/08 prevede l’obbligo, a carico del datore dl lavoro, di utilizzare
segnali di sicurezza e avvertimento per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori nei
luoghi di lavoro.
La segnaletica di sicurezza è regolamentata da D. Lgs. n. 81/08 agli articoli da 161 a 164
nonché negli allegati XXIV, XXVIII e XXXII del medesimo provvedimento legislativo, che
definisce le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza, includendo in essa anche le
segnalazioni verbali e gestuali, per tutte le attività lavorative sia pubbliche o private alle quali
siano addetti i lavoratori dando attuazione alla Direttiva CEE n. 92/58 del 24/07/1992.
Segnali Antincendio
Informazione
Collocazione
Lancia Antincendio
Scala
Estintore
Telefono per gli interventi
antincendio
Direzione da seguire (cartelli
da aggiungere a quelli che
precedono)
Direzione da seguire (cartelli
da aggiungere a quelli che
precedono)
Direzione da seguire (cartelli
da aggiungere a quelli che
precedono)
Direzione da seguire (cartelli
da aggiungere a quelli che
precedono)
169
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Segnali di Salvataggio
Informazione
Collocazione
Direzione da seguire (segnali
di informazione addizionali ai
pannelli che seguono)
Direzione da seguire (segnali
di informazione addizionali ai
pannelli che seguono)
Direzione da seguire (segnali
di informazione addizionali ai
pannelli che seguono)
Direzione da seguire (segnali
di informazione addizionali ai
pannelli che seguono)
Pronto Soccorso
Doccia di sicurezza
Lavaggio degli occhi
Barella
Telefono per salvataggio e
pronto soccorso
170
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Sostanze e Preparati Pericolosi
Il D. Lgs. 81/08 all'art. 222 definisce:
agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo
stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti,
mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano
immessi o no sul mercato;
agenti chimici classificati come sostanze pericolose ai sensi del decreto legislativo 3
febbraio 1997, n. 52, e successive modifiche, nonchè gli agenti che corrispondono ai criteri
di classificazione come sostanze pericolose di cui al predetto decreto. Sono escluse le
sostanze pericolose solo per l'ambiente
agenti chimici classificati come preparati pericolosi ai sensi del decreto legislativo 14 marzo
2003, n. 65e successive modifiche, nonchè gli agenti che rispondono ai criteri di
classificazione come preparati pericolosi di cui al predetto decreto. Sono esclusi i preparati
pericolosi solo per l'ambiente
agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi, in base ai punti
precedenti, possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa
di loro proprietà chimico-fisiche chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o
presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici cui è stato assegnato un valore
limite di esposizione professionale.
Le vie attraverso le quali gli agenti chimici si possono introdurre nell'organismo sono:
Inalazione: le conseguenze più o meno gravi dipendono dalla dimensione delle particelle
inalate e si possono limitare ad infezioni delle vie respiratorie superiori (particelle di
dimensioni superiori a 10 micron) oppure raggiungere i polmoni (particelle di dimensioni
inferiori a 10 micron). Le particelle con dimensioni inferiori a 0,5 micron non sono
trattenute dal sistema respiratorio.
Penetrazione attraverso la cute o le mucose: si possono avere fenomeni di irritazione,
dermatiti, ustioni chimiche e contaminazioni. Il contatto interessa la parte del corpo
esposta all'agente chimico, ma nel caso di sostanze facilmente assorbite, si possono
diffondere nell'organismo umano e dare fenomeni di intossicazione.
Ingestione: l'ingestione può avvenire attraverso l'esposizione ad aria inquinata da polveri
o fumi, oppure per contaminazione delle mani e del viso o del cibo e delle bevande. In
questo caso si può avere intossicazione con danni anche gravi.
Gli agenti chimici sono suddivisi nelle seguenti classi in funzione della loro potenzialità:
Esplosivi (E): possono detonare in presenza di una fiamma o in conseguenza di urti o
sfregamenti
Comburenti (C): possono provocare l'accensione di materiali combustibili o, se in miscela
con questi, possono addirittura esplodere
Altamente infiammabili (F+): hanno un punto di infiammabilità molto basso ed un punto di
ebollizione basso
Facilmente infiammabili (F): possono infiammarsi a contatto con l'aria ed a temperatura
ambiente, oppure possono infiammarsi in seguito ad un breve contatto con una sorgente e
continuare a bruciare anche dopo allontanamento della sorgente
Infiammabili: hanno un basso punto di infiammabilità
Molto tossici (T+): in caso di ingestione, inalazione o contatto con la cute di piccolissime
quantità possono essere mortali o provocare lesioni acute o croniche
Tossici (T): in caso di ingestione, inalazione o contatto con la cute di piccole quantità
possono essere mortali o provocare lesioni acute o croniche
Nocivi (Xn): sono tali le sostanze con DL50 superiore a quello previsto per poterle
classificare come molto tossiche o tossiche
Corrosivi (C): possono esercitare azione distruttiva a contatto con tessuti vivi
Irritanti (Xi): il loro contatto con la pelle o le mucose può provocare una reazione
infiammatoria
Cancerogeni: possono provocare il cancro per inalazione, ingestione o contatto con la
pelle
171
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione
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Teratogeni: possono provocare malformazioni all'embrione
Mutageni: possono modificare la mappa genetica cellulare.
In caso di utilizzo, manipolazione e/o stoccaggio di agenti chimici, ricordarsi che:
Ogni recipiente contenente un prodotto pericoloso deve essere etichettato da chi l'ha riempito.
Il fornitore deve predisporre una scheda con i dati sulla sicurezza e deve trasmetterla
all'utilizzatore.
Una priorità assoluta è rappresentata dal censimento dei prodotti pericolosi per limitarne
l'impiego e cercare prodotti sostitutivi meno pericolosi, soprattutto per quelli cancerogeni.
Far conoscere la composizione dei prodotti o delle preparazioni pericolose (etichettatura chiara,
informazione verbale o scritta, se necessario).
Informare sistematicamente in anticipo ogni lavoratore sui rischi che presentano per la sua
salute o la sua sicurezza, prima di utilizzarli e sulle modalità operative oltre che sulle condizioni
e le precauzioni per l'uso.
Limitare il numero dei lavoratori esposti all'azione dei prodotti pericolosi, controllare e
rispettare i livelli di esposizione regolamentari, tener conto dei valori raccomandati (i valori
limite di esposizione e i valori medi sono stati definiti per un grande numero di sostanze).
Sviluppare i mezzi di protezione collettiva (captazione alla fonte, aerazione, purificazione dei
locali, mezzi di rilevamento, ecc.) o quando ciò non sia possibile, utilizzare i dispositivi di
protezione individuale.
Predisporre una nota informativa con le avvertenze per ogni posto di lavoro che espone i
lavoratori a prodotti pericolosi, per informarli sui rischi e le precauzioni da prendere.
172
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STRESS LAVORO-CORRELATO
Lo stress, potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a
prescindere dalla dimensione dell’azienda, dal campo di attività, dal tipo di contratto o di
rapporto di lavoro.
Lo stress è uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali
e che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle
richieste o alle attese nei loro confronti. L’individuo è capace di reagire alle pressioni a cui è
sottoposto nel breve termine, e queste possono essere considerate positive (per lo sviluppo
dell’individuo stesso), ma di fronte ad una esposizione prolungata a forti pressioni egli avverte
grosse difficoltà di reazione. Inoltre, persone diverse possono reagire in modo diverso a
situazioni simili e una stessa persona può, in momenti diversi della propria vita, reagire in
maniera diversa a situazioni simili.
Lo stress non è una malattia ma una esposizione prolungata allo stress può ridurre l’efficienza
sul lavoro e causare problemi di salute.
Lo stress indotto da fattori esterni all’ambiente di lavoro può condurre a cambiamenti nel
comportamento e ridurre l’efficienza sul lavoro. Tutte le manifestazioni di stress sul lavoro non
vanno considerate causate dal lavoro stesso.
Lo stress da lavoro può essere causato da vari fattori quali il contenuto e l’organizzazione del
lavoro, l’ambiente di lavoro, una comunicazione “povera”, ecc.
I sintomi più frequenti sono: affaticamento mentale, cefalea, gastrite, insonnia, modificazione
dell’umore, depressione ed ansia, dipendenza da farmaci.
I fattori che causano stress possono essere :
 lavoro ripetitivo ed arido
 carico di lavoro e di responsabilità eccessivo o ridotto
 rapporto conflittuale uomo - macchina
 conflitti nei rapporti con colleghi e superiori
 fattori ambientali (rumore, presenza di pubblico...)
 lavoro notturno e turnazione
Occorre provvedere alla tutela della salute psichica lesa o messa in pericolo dalla cattiva
organizzazione delle risorse umane ed alla tutela del rischio specifico da stress lavorativo di
una particolare categoria di lavoratori che in ragione delle peculiarità della prestazione
lavorativa sono i soggetti più esposti alla sindrome in esame.
In linea generale si provvederà, inoltre, a:
 dare ai singoli lavoratori la possibilità di scegliere le modalità di esecuzione del proprio
lavoro
 diminuire l’entità delle attività monotone e ripetitive
 aumentare le informazioni concernenti gli obiettivi
 evitare definizioni imprecise di ruoli e mansioni
 comunicare efficacemente gli standard ed i valori dell’organizzazione
 coinvolgere i dipendenti nella valutazione del rischio e nella prevenzione dello stress
psicofisico e del mobbing.
6.3.3 Organizzazione del lavoro
Il lavoro non comporta l’esecuzione di compiti brevi e ripetitivi, implica l’esecuzione di
mansioni varie e prevede anche turni.
I lavoratori conoscono tutti i processi aziendali e sanno a cosa serve il loro lavoro nel
complesso.
L’organizzazione del lavoro dipende da cause esterne al lavoratore.
Il lavoratore - entro le direttive del responsabile di area - può scegliere il metodo di lavoro, può
organizzarsi l’attività lavorativa, è interpellato per l’assegnazione dei compiti, può esprimere la
sua opinione su aspetti che riguardano il proprio lavoro, riceve informazioni chiare e precise
per l’esecuzione dei compiti ed è informato sulla qualità del lavoro eseguito.
173
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Il lavoratore può assentarsi dal posto di lavoro quando gli necessita e nel complesso l’ambiente
di lavoro consente rapporti amichevoli e di collaborazione.

Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
Verificare gli elementi oggettivi, quali certificati medici, assenze prolungate per esaurimenti
Comunicare a tutti i lavoratori che possono richiedere una visita presso le istituzioni pubbliche
(medico del lavoro della ASL)
Mettere a disposizione del personale, in accordo del medico competente, un centro di ascolto
con personale specializzato
(psicologi o medici competenti)
174
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PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE
Edizione GENNAIO 2010
Revisionato il 02/01/2010…
INDICE
O. FINALITA’
1. RISCHI PREVISTI
2. RISORSE E SISTEMI DI SICUREZZA
2.1. SISTEMI DI SICUREZZA
2.2. PRESIDI ANTINCENDIO
2.3. VIE DI FUGHE
2.4. SEGNALETICA
2.5. SEGNALE DI RICONOSCIMENTO
26. SERVIZIO DI SORVEGLIANZA
3. PROCEDURE ED AVVERTENZE
3.1. PROCEDURE D’EMERGENZA
3.2. AVVERTENZE
4. PROCEDURE DI EVACUAZIONE
4.1 ATTIVAZIONE
4.2 CRONOLOGIA DEGLI EVENTI
4.3 PUNTI DI RACCOLTA
4.4. FINE EMERGENZA
ALLEGATI:
1.
2
3
4
5
6
PLANIMETRIA DEI VARI PIANI
NORME DI COMPORTAMENTO PER PREVENIRE PERICOLI D’INCENDIO
NORME DI COMPORTAMENTO IN SITUAZIONE D’EMERGENZA
PERSONALE INCARICATO IN MATERIA DI PRONTO SOCCOSO E ANTINCENDIO
NUMERI TELEFONICI PER LE EMERGENZE
NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI TERREMOTO
175
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7
8
9
10
11
12
SCHEDE OPERATIVE DEGLI INTERVENTI DA ATTUARE IN EMERGENZA.
COMPITI DEGLI INCARICATI ALL’EMERGENZA
PIANO EMERGENZA INTERNO “OBBIETTIVI”
PROGRAMMA DI FLUSSO DELLE INFORMAZIONI IN EMERGENZA.
PROCEDURA EVACUAZIONE ALUNNI DISABILI
PROCEDURA D’EVACUAZIONE PER I LABORATORI SITO NEL SOTTERRANEO
O. FINALITA’
Il presente Piano di Emergenza intende organizzare e predisporre le procedure da attuarsi per
l’evacuazione rapida di tutti gli edifici scolastici, e precisamente
- La sede centrale sita in CESARE LOMBROSO 118
- 2° sede sita in via DOMIZIA LUCILLA
- 3° sede sita in via VINCI, 1
L’efficienza e la rapidità con cui si riuscirà ad attivare e concludere detto piano dal momento
dell’allarme, segnerà l’indice di possibilità di salvezza delle persone coinvolte in particolare per la
sede centrale e per le sedi distaccate in quanto:
a) Gli edifici sono di vecchia concezione, con struttura portante in muratura di mattoni e cemento
armato
b) Le aule sono delle dimensioni idonee
c) Le scale di accesso permettono l’evacuazione contemporanea degli occupanti dei due piani
superiori.
Inoltre essendo le scale completamente all’interno dell’edificio, e non protette dal calore e dal fumo,
possono considerarsi VIE DI FUGA solo per un breve “ SPAZIO TEMPORALE” dipendente
dal tipo di emergenza (- in caso d’incendio conta molto il punto dell’innesco ed il piano coinvolto –
in caso di terremoto dipenderà dallo stato della struttura – di cui ancora non si è a conoscenza – e
dalla magnitudo del terremoto.
Le vetrate delle finestre e delle porte sono in ferro, tamponate con vetro .non infrangibile, e di
ampie dimensioni.
Da quanto sopra, si comprende l’importanza che in caso di emergenza, il PIANO DI
EVACUAZIONE funzioni al meglio.
1 RISCHI PREVISTI
I possibili scenari di accadimento riguardano eventi improvvisi che possano colpite l’intero
complesso o parte di esso, ipotizzando comunque che detto evento obblighi ad una evacuazione di
emergenza da parte di tutti i soggetti che vivono nell’edificio scolastico.
Esso copre quindi la possibilità di eventi anomali, quali:
 Incendio
 Esplosione
 Crollo
176
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 Terremoto
Per quest’ultimo evento si considerano operative le norme di comportamento previste nell’Allegato
n° 6
2. RISORSE E SISTEMI DI SICUREZZA
2.1 SISTENI DI SICUREZZA
-------N E S S U N O ---------
2.2.PRESIDI ANTINCENDIO
Ogni piano è articolato in due corridoi che conducono ai due vani scala poste in posizione laterale ,
In ciascun piano sono posizionati estintori portatili a polvere chimica Polivalente da Kg. 6, idonei
ad essere utilizzati anche su apparecchiature elettriche in tensione
E’ in previsione l’acquisto di un autorespiratore per consentire ad almeno un addetto, di girare per
l’edificio nel momento dell’emergenza per l’eventuale ricerca di persone che eventualmente fossero
rimaste nelle aule, o per utilizzare le lance antincendio durante l’evacuazione.
E’ in previsione anche l’acquisto di coperte antifiamma per l’emergenza incendio da collocare una
ogni piano.
Per quanto riguarda il piano sotterraneo delle sedi con la presenza dei laboratori il piano di
emergenza dovrà essere garantito da un servizio di sicurezza composto da personale individuato tra
gli operatori di volta in volta, detto piano costituirà allegato n° 12 al presente.
2.3 VIE DI FUGA
Le vie di fuga devono rimanere sgombre da ostacoli che impediscono il normale deflusso delle
persone presenti nel piano.
In ogni caso lo spazio a disposizione per la fuga non potrà in nessun caso essere inferiore a
centimetri 120.
2.4 SEGNALETICA
All’interno delle classi e nei corridoi è installata opportuna segnaletica di sicurezza, secondo le
norme del D.L.gs. n° 493/96, indicante la posizione dei mezzi di estinzione e l’ubicazione delle vie
di fuga e delle uscite di emergenza.
177
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Ad ogni piano è presente una planimetria che riporta le vie di fuga, l’ubicazione dei mezzi
antincendio ed il punto in cui si trova colui che osserva la planimetria stessa (allegato n°1.)
2.4.SEGNALI DI RICONOSCIMENTO
Gli incaricati all’emergenza presenti in ogni piano, porteranno un bracciale arancione come segno
di riconoscimento durante le operazioni di emergenza.
2.5. SERVIZIO DI SORVEGLIANZA
In segreteria è tenuto ed aggiornato l’elenco di tutti i presidi d’emergenza da allertare, .Con i relativi
recapiti telefonici (allegato n° 5)
3.PROCEDURA ED AVVERTENZE
3.1 PROCEDURA D I EMERGENZA
A seguito di rilevazione fumo in qualsiasi ambiente, si deve avvisare la centrale dì intervento sita in
portineria che attiverà il segnale convenuto tramite campanella (segnale da ricordate agli alunni
all’inizio di ogni anno scolastico oltre che nelle prove di simulazione in attesa di ottenere dal
Provincia di Roma l’installazione di idonea segnalazione sia ottica che acustica con l’indicazione di
PREALLARME acustico al piano da cui parte il segnale)
CHIUNQUE ravvisi un effettivo stato di pericolo, direttamente o raccordandosi con gli incaricati
all’emergenza presenti in ogni piano, deve dare immediato comunicato in Segreteria (Tel/citofono
al tasto corrispondente al “ centralino), oppure agire direttamente come appresso indicato.
CHIUNQUE rilevi un principio d’incendio ha l’obbligo d’intervenire utilizzando i mezzi mobili
immediatamente disponibili, al fine di estinguerlo, osservando comunque le precauzioni del caso
(vedi schede operative, e nozioni ricevute nelle prove pratiche).
Gli addetti alla sorveglianza, raccordandosi con gli incaricati di piano, verificheranno
immediatamente l’entità dell’anomalia segnalata, portandosi con prontezza sul posto, e decideranno
se intervenire direttamente sul focolaio d’incendio con gli estintori o se, nel caso l’evento non fosse
facilmente controllabile con i mezzi a disposizione, porre in atto la procedura di evacuazione
generale di tutti i piani, dando la precedenza a quello coinvolto dall’innesco.
Se l’evento richiede l’opera de VV.FF., questi dovranno essere avvisati immediatamente a cura
degli addetti alla Segreteria (Tel 115) che provvederanno, del pari ad avvisare l’emergenza sanitaria
(Tel 118) in caso di necessità..
178
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Le informazioni essenziali da comunicare in caso di emergenza sono:
 Indirizzo del luogo ove è avvenuto l’incendio, specificando il nome della Scuola ed il numero
telefonico da cui si sta chiamando;
 Il tipo di emergenza (modalità, numero probabile di persone coinvolte, possibili conseguenze
ecc.)
 In caso di presenza di persone ferite, specificare le loro condizioni (se rispondono, respirano,
perdono sangue ecc.)
Gli addetti alla segreteria dovranno attivarsi per aprire ai VV.FF. ed ai mezzi di soccorso gli accessi
carrabili, al fine di favorirne l’intervento.
Un incaricato all’emergenza dovrà essere inviato presso il cancello stradale per fornire tempestive
informazioni ai mezzi di soccorso, in particolare per i VV.FF. è indispensabile poter indicare il
numero delle persone che erano presenti nell’edificio al momento dell’emergenza e quanti risultano
effettivamente essersi messi in salvo.
Contestualmente dovrà essere avvisato il Preside, e se non presente in istituto attraverso il cellulare
Tutto il personale è tenuto a prendere accurata conoscenza delle “ Norme di comportamento” affisse
ad ogni piano dell’edificio scolastico, e con copia consegnata ad personam.
Nessuno potrà ritenersi autorizzato a derogare dalle norme di comportamento previste ed a porre in
atto comportamenti non conformi a quelli prescritti dal presente Piano di Emergenza.
Inoltre nessun Ufficio, anche se Provinciale, potrà apportare modifiche senza il parere della
Presidenza, (costruzione di pareti, chiusura porte, ingombro spazi comuni) che comportino
cambiamenti o variazioni rispetto al presente Piano, al fine di garantire al medesimo effettiva
operatività.
4 PROCEDURE DI EVACUAZIONE
4.1. ATTIVAZIONE
179
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E’ attuata dagli incaricati addetti alla Sorveglianza, sia dei piani sia della segreteria, a mezzo di
citofono (centralino).e della campanella, attualmente unico mezzo acustico a disposizione; ad
eccezione della sede di via Assisi che verrà dotata di allarme sirena con bomboletta ad aria
compressa.
Gli addetti alla sorveglianza contestualmente alla divulgazione dell’allarme - evacuazione,
provvedono a porre in atto la seguente procedura:
Tutto il personale istruito all’emergenza deve indossare la fascia arancione di riconoscimento che
deve sempre essere a disposizione nelle scrivanie o negli armadietti posti nei pressi del posto di
lavoro.
1.
Avvisare il Responsabile amministrativo e/o il coordinatore della segreteria il quale provvederà
a rintracciare il personale presente nell’edificio incaricato di integrare gli agenti coinvolti
nell’emergenza.
2. Accertarsi che la segreteria abbia telefonato ai VV.FF. e alle strutture di soccorso.
3. Accertarsi, dell’eventuale presenza di persone all’interno delle aule normali e speciali, nei
servizi igienici, nei corridoi, nella palestra, nel teatro, nei locali di deposito, negli archivi.
4. Disattivazione tramite apposito interruttore, dell’alimentazione posto sul quadro della Cabina
elettrica sita al piano terra, Nota bene non serve la chiave in quanto è apribile a mezzo di
maniglie; a tale proposito è opportuno che il quadro elettrico sia sottoposto a sorveglianza.
5. Indicare ai VV.FF,. se non vi avesse già provveduto il personale incaricato, il quadro elettrico
generale per l’eventuale disalimentazione,
In tale circostanza, i VV.FF. dovranno essere accompagnati sul posto da un Addetto individuato
nell’organizzazione del piano stesso (allegato n°4.)
4.2 CRONOLOGIA DEGLI EVENTI
All’annuncio di ALLARME EVACUAZIONE, attivato con i sistemi di cui al punto precedente:
A) Tutto il personale, gli studenti ed il corpo docente, coordinati dagli incaricati all’emergenza, si
avvia verso le uscite di emergenza, con calma, lasciando tutto come si trova nelle proprie aule o
Uffici, e chiudendo la porta alle proprie spalle, ma non a chiave, accertandosi che nessuno sia
rimasto all’interno. NOTA BENE L’USCITA DEVE ESSERE PROGRESSIVA
INIZIANDO A SFOLLARE LE AULE PIU’ LONTANE DALLE SCALE, ED IN
RIFERIMENTO AL PUNTO DI INNESCO DELL’INCENDIO
B) Ogni dipendente sia docente che non, dovrò portare con se il pubblico (genitori o altri) presenti
nelle proprie aule o uffici, fornendo i necessari ragguagli.
C) Gli incaricati all’emergenza dovranno di nuovo verificare che all’interno dei locali non siano
rimaste persone, così pure nei bagni e nelle aule speciali.
D) Raggiungere le scale di sicurezza, tutti devono occupare lo spazio di scala fra il proprio piano e
quello immediatamente inferiore e scendere le scale con calma tenendosi il più possibile verso
la parte destra delle stesse, onde consentire il percorso in senso inverso da parte dei soccorritori,
180
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fino ad arrivare nelle aree scoperte all’esterno dei Palazzi; da lì dovranno raggiungere le aree
indicate come “ Punti di Raccolta” ed individuati nell’apposita Planimetria (allegato 1)
E) L’incaricato della segreteria prima di allontanarsi dall’edificio deve prelevare dall’apposito
fascicolo l’elenco dei presenti ( Docenti e non docenti) al momento dell’emergenza (che
risulterà dalla sottrazione di quanti dovevano essere presenti meno le assenze in aggiunta ai
registri di classe che ogni docente deve prelevare dalla classe prima di abbandonare l’aula.
In caso di presenza di alunni disabili, è responsabilità del docente assicurarsi che siano posti in
salvo adottando la procedura stabilita all’inizio di ogni anno scolastico, (allegato n° 11) che vede la
partecipazione, oltre che del personale addetto all’emergenza, anche dell’ausilio degli alunni,
attraverso un programma condiviso e con la partecipazione volontaria.
Stessa procedura è da adottarsi per eventuali visitatori disabili a cura del personale incaricato
all’emergenza.
4.3 PUNTI DI RACCOLTA
Gli studenti, il personale ed il pubblico, raggiunto il piano terra, dovrà recarsi senza alcuna sosta al
più vicino “ PUNTO DI RACCOLTA” segnalato, come sarà indicato dagli addetti alla sorveglianza
e/o dagli incaricati di piano e come indicato nei percorsi planimetrici,
E’ possibile che in funzione dell’evento che ha causato l’emergenza tali luoghi possano variare, e
sarà cura degli incaricati indicare le alternative esempio(Strada confinante con la scuola o altra più
lontana.)
NOTA BENE:
Solo nel caso in cui non ci si possa allontanare per le vie previste dal piano, qualora il fumo o
altro rendesse impraticabile il corridoio e/o le scale, sarà opportuno rimanere nell’aula e
chiedere aiuto dalla finestra impedendo con ogni mezzo a disposizione l’ingresso del fumo
dalla porta.
COMUNQUE SE POSSIBILE E’ PREFERIBILE UTILIZZARE LE ALTERNATIVE PREVISTE
NEL PIANO PERCORRENDO I CORRIDOI A CARPONI E LE SCALE IN GINICCHIO A
RITROSO PROTEGENDO LE VIE RESPIRATORIE CON FAZZOLETTI BAGNATI.
4.4 FINE EMERGENZA
Il personale e gli studenti, potranno tornare nelle aule o negli uffici solo quando sarà esplicitamente
informato della fine dell’Emergenza.
181
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ALLEGATO N° 2
NORME GENERALI DI COMPORTAMENTO
PER PREVENIRE I PERICOLI DI INCENDIO
Al fine di evitare l’innesco di eventuali incendi, oltre al rispetto delle cautele dettate dalla logica e
dal buon senso, è necessario che tutto il personale e gli studenti, rispetti anche le seguenti
elementari norme di prevenzione.
1. E’ vietato fumare nell’edificio scolastico, ad eccezione dei luoghi appositamente indicati quali
la sala professori e una stanza opportunamente indicata nella segreteria, ed è vietato in special
modo nelle vicinanze di materiale infiammabile (spirito, benzina ecc.) . E’ inoltre vietato fumare
ed accendere fuochi, fornelli ecc. nei locali destinati a magazzini ed archivi, e nelle aule
speciali, salvo se assolutamente necessario per prove di sperimentazioni, per quest’ultimo caso
sarà necessaria la presenza di un addetto alla sicurezza, oltre che dell’approvazione del Preside.
2. E’ vietato gettare fiammiferi o mozziconi di sigarette nei cestini della carta, nelle pattumiere,
dalle finestre, nelle griglie, nei chiusini e nei luoghi ove comunque potrebbero entrare in
contatto con sostanze residue infiammabili o gas esplosivi.
3. E’ vietato fare uso di mezzi e apparecchiature non omologate dagli organi competenti, o
comunque abusive, per riscaldare, accendere ecc. Anche se per motivi didattici.
4. E’ pericoloso usare abiti da lavoro imbevuti di grasso, olio, benzina, vernici solventi, sostanze
chimiche ecc. Queste sostanze, infatti, possono facilmente prendere fuoco alla prima scintilla.
5. E’ proibito pulire gli indumenti con sostanze infiammabili.
6. E’ vietato conservare in magazzini, depositi ed armadi i liquidi infiammabili e le atre sostanze
pericolose in genere. I materiali debbono sempre essere conservati negli appositi locali per
infiammabili od altri locali adatti allo scopo, individuati da targhe indicatrici, si ricorda che
nell’edificio scolastico è permesso conservare solo infiammabili in taniche per un totale
non superiore a litri 2 , salvo che in casi eccezionali preventivamente autorizzati dal
preside e sotto il controllo degli incaricati alla sicurezza.
7. E’ vietato lasciare alimentate, senza continua presenza degli interessati, apparecchiature
elettriche a funzionamento discontinuo (stufe, apparecchi radio e televisi, macchine da uffici,
lavagna luminosa e quanto altro funzioni a corrente).
8. E’ vietato lasciare abbandonati stracci imbevuti di olio. Grassi, rifiuti, imballi acc., che devono
essere rimossi e allontanati tramite AMNU.
9. E’ vietato modificare o manomettere arbitrariamente gli impianti elettrici, sia esterni che interni
o fare collegamenti volanti non autorizzati dalla presidenza (RSPP)
10. E’ vietato far funzionare attrezzi a scintillio o che possono provocare scintille in luoghi chiusi
dove si avvertono saturazioni di vapori di sostanze infiammabili, per evitare di provocare una
esplosione. In tal caso è obbligo dare l’allarme e provvedere alla bonifica dei locali ed alla
ricerca dei guasti o, in mancanza di cognizioni e di attrezzature utili, abbandonare i luoghi e
attendere gli specialisti. ( quest’evento è richiamato, in quanto è possibile che si verifichi anche
nel fabbricato in questione, non essendo a conoscenza degli impianti che effettivamente sono
presenti a servizio della scuola, o a seguito di episodi che potrebbero verificarsi durante
182
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l’esecuzione di lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione ordinati dagli uffici tecnici
della Provincia di Roma).
11. E’ vietato effettuare manipolazione di sostanze infiammabili in prossimità di fonti di calore i di
fuochi accesi.( questo richiamo è riferito in particolare al personale che si dedica ai lavori
sporadici di manutenzione ordinaria che potrebbero utilizzare vernici o liquidi in genere
infiammabili)
12. E’ vietato ingombrare le vie di fuga e i luoghi dove si trovano i mezzi antincendio, il ritardato
uso di questi ultimi, anche di un solo attimo, potrebbe significare la perdita di una vita umana.
13. E’ vietato modificare o manomettere la chiusura/apertura delle porte di sicurezza, occorre
quindi vigilare periodicamente sul loro corretto uso ed efficienza.
14. Manipolare con prudenza spirito, la benzina, il petrolio, gli oli, le vernici e le sostanze
infiammabili in genere ed evitare che si spandano in terra; queste materie infatti, sono tutte
infiammabili. Durante la loro manipolazione è vietato fumare. ( detto richiamo è opportuno
specialmente nei confronti del personale adibito al servizio di pulizia)
15. Eseguire la manipolazione di materie infiammabili preferibilmente all’esterno o lasciando aperta
la porta del locale dove si opera.
16. Appendere il vestiario lontano da radiatori, focolai o fuochi accesi, non trascurando di togliere
fiammiferi, accendini, sigarette o pipe. ( questo richiamo è specifico per gli studenti, a tale
proposito sarebbe opportuno regolamentare e , per quanto possibile, dare la possibilità di
depositare i cappotti o giacche in luoghi sicuri evitando che siano custoditi nelle classi)
17. Dare immediatamente l’allarme in caso d’incendio e porre mano agli estintori, come indicato
nel presente piano.
18. Verificare sempre prima di usare liquidi non conosciuti la scheda tecnica di sicurezza che deve
accompagnare qualsiasi prodotto chimico in commercio, in mancanza della scheda prendere atto
di quanto specificato sulla confezione ed attenersi a quanto consigliato.
19. E IMPORTANTE DEPOSITARE ALL’ESTERNO EVENTUALI BOMBOLE DI GAS IN
UN LOCALE PROTETTO, QUANDO NON SONO UTILIZZATE.
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ALLEGATO N°3
NORME DI COMPORTAMENTO
IN SITUAZIONI DI EMERGENZA
In caso di emergenza, attenersi scrupolosamente alle seguenti disposizioni:
1. Non attardarsi per alcun motivo nelle stanze a recuperare effetti personale o altri oggetti
2. Evitare di portare al seguito ombrelli, borse, zaini con i libri, o pacchi ingombranti e pesanti.
3. Dirigersi con la massima calma verso le vie di fuga seguendo le direzioni indicate dagli appositi
cartelli sistemati nei corridoi. (a tale proposito si richiama l’attenzione sulla necessità che gli
adulti docenti e non docenti, mantengano un atteggiamento di sicurezza e di rassicurazione
verso gli studenti)
4. Usare un comportamento tale da non provocare turbamenti o scene di panico (come grida, corse,
spinte nei corridoi e soprattutto lungo le scale.
5. Non gridare “ al fuoco “ per non diffondere panico, ma richiamarsi sempre, riferendosi agli
studenti, al piano di evacuazione più volte sperimentato, rassicurandoli sulla certezza della
riuscita e della loro sicura salvezza.
6. Al fine di acquisire agibilità si consiglia alle donne, che calzano scarpe con tacchi alti, di
togliersi le stesse prima di accede alle scale (è preferibile un improbabile ferita ai piedi che una
caduta rovinosa che farebbe perdere tempo prezioso per se e per gli altri)
7. Salvo che sia esplicitamente richiesto, non spostare le auto in sosta nei cortili, ma allontanarsi
rapidamente a piedi.
8. Nel caso che si sia raggiunti dal fumo all’interno dei locali, allontanarsene camminando chini o
strusciando sul pavimento avendo posto un fazzoletto (possibilmente bagnato) sulla bocca e sul
naso a protezione delle vie respiratorie. Tale ipotesi vale anche se il fumo ingombra le scale, in
questo caso bisogna scenderle carponi sulle ginocchia guardando verso l’alto
9. Disponendo di indumenti di lana (cappotti, sciarpe., Scialle, maglioni, ecc. ) si consiglia di
avvolgerli possibilmente bagnati sulla testa in modo da non esporre i capelli al fuoco.
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ALLEGATO N° 5
NUMERI TELEFONICI PER LE EMERGENZE
VIGILI DEL FUOCO
115
SERVIZIO SANITARIO D’EMERGENZA
118
POLIZIA
113
POLIZIA MUNICIPALE
0667691
CARABINIERI
112
PREFETTURA DI ROMA
, QUESTURA CENTRALE
064686
SCUOLA VIGILI DEL FUOCO NUMERO PREFERENZIALE
067183041
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ALLEGATO N° 5
NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI
TERREMOTO
 Non fuggire durante la prima scossa, ma cercare riparo
sotto i banchi o la scrivania, a ridosso dei pilastri in ferro.
 Non rimanere al centro della stanza o del corridoio
 Alla fine della scossa:
 Chiudere gli interruttori generali della corrente elettrica,
per evitare possibili incendi;
 Utilizzare il piano di emergenza, dirigendosi con calma
verso le uscite di sicurezza;
 Indossare sempre le scarpe per evitare di ferirsi con vetri
rotti;
 Raggiungere il punto sicuro di raccolta più lontano dagli
edifici e dalle linee elettriche;
 Non bloccare i passi carrai e le strade per non intralciare i
mezzi di soccorso.
186
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ALLEGATO 6
SCHEDE OPERATIVE DEGLI INTERVENTI DA ATTUARE IN EMERGENZA
PROCEDURE DI EMERGENZA
PERSONALE DI SORVEGLIANZA
IN CASO DI PERICOLO
A seguito di rilevazione fumo o di allarme incendio o qualora si determini la notizia di un effettivo
stato di pericolo, gli ADDETTI ALLA SORVEGLIANZA, direttamente o raccordandosi con gli
INCARICATI DELL’EMERGENZA presenti in ogni piano, devono:


Verificare l’entità dell’anomalia
Decidere se intervenire direttamente sul focolaio d’incendio con gli estintori disponibili ai piani
e con le manichette antincendio dopo essersi assicurati di aver disalimentato l’impianto
elettrico generale, o se nel caso l’evento non fosse facilmente controllabile con i mezzi a
disposizione, porre in atto la procedura d’evacuazione generale di tutti i piani.

Avvisare se l’evento lo richieda i Vigili del Fuoco (115)

E l’emergenza sanitaria (118)
LE INFORMAZIONI ESSENZIALI DA COMUNICARE IN CASO D’EMERGENZA SONO:
 Indirizzo e luogo ove è avvenuto l’incendio, specificando il nome della scuola e il numero
telefonico da cui si sta chiamando;
 Il tipo di emergenza (modalità, numero probabile di persone coinvolte, possibili conseguenze,
ecc.)
 In caso di presenza di persone ferite, specificare le loro condizioni (se rispondono, respirano,
perdono sangue, ecc.)
Gli stessi ADDETTI ALLA SORVEGLIANZA devono poi:
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 Attivarsi per aprire ai VVFF e ai mezzi di soccorso gli accessi necessari, inviando un addetto ad
ogni accesso stradale e pedonale per le informazioni del caso;
ALLEGATO N° 7
Segue
SCHEDE OPERATIVE DEGLI INTERVENTI DA ATTUARE IN EMERGENZA
PROCEDURE DI EMERGENZA
PERSONALE DI SORVEGLIANZA
IN CASO DI EVACUAZIONE
Gli ADDETTI ALLA SORVEGLIANZA devono:

Divulgare l’avvisi di allarme, oltre che facendo suonare la campanella come convenuto, anche
richiamando l’attenzione delle classi che eventualmente non avessero capito.,

Aprire eventuali porte chiuse

Avvisare il preside e la segreteria

Accertarsi che non siano rimaste persone all’interno dei locali

Mettere a disposizione dei VVFF le chiavi della cabina elettrica per l’eventuale
disalimentazione (se non vi avesse già provveduto il personale allo scopo preposto, e
accompagnare gli stessi VVFF sul posto.)
188
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ALLEGATO N° 7
COMPITI DEGLI INCARICATI
ALL’EMERGENZA
FONTI NORMATIVE
D.Lgs. n° 81/2008
D.M. . 10 marzo 1998
189
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ALLEGATO N° 8
COMPITI DEGLI INCARICATI
ALL’EMERGENZA
IN
FASE
DI
LAVORATIVA
NORMALE
ATTIVITA’
 ISTRUISCONO/INFORMANO I COLLEGHI DI
PIANO SUI COMPORTAMENTI DA TENERE IN
EMERGENZA
 CONTROLLO
PRATICABILITA
GIURISDIZIONE:
QUOTIDIANO
DELLE VIE DI
DELLA
FUGA DI
 AGIBILITÀ CORRIDOI – SCALE –PIANEROTTILI
 VISIBILITÀ E
ESTINZIONE
ACCESSIBILITA
DEI
MEZZI
DI
 ESISTENZA SEGNALETICA DI EMERGENZA
( VIE DI FUGA – PROCEDURE DI SICUREZZA)
 REGOLARITÀ PORTE USCITE DI SICUREZZA
IN CASO DI ANORMALITA’ SEGNALARE PER ISCRITTO AL PRESIDE CHE
190
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PROVVEDERA TRAMITE IL PERSONALE DELLA SCUOLA SE POSSIBILE, O
INFORMANDO L’UFFICIO TECNICO COMPETENTE DELLA PROVINCIA.
COMPITI DEGLI INCARICATI
ALL’EMERGENZA
-
 IN FASE DI EMERGENZA
 IN CASO DI ACCERTAMENTO DIRETTO
INTERVENGONO DIRETTAMENTE SU FOCOLAIO
CON ESTINTORI A DISPOSIZIONE
 AVVISANO LA PORTINERIA LA SEGRETERIA E
LA PRESIDENZA
 CONCORRONO A GESTIRE L’EMERGENZA
 GESTISCONO LE FASI DI EVACUAZIONE DAL
PROPRIO PIANO FINO AL LUOGO SICURO
SECONDO I COMPITI ASSEGNATI
191
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 PRIMA DI EVACUARE DAL PROPRIO PIANO
VERIFICANO CHE NESSUNO SIA RIMASTO NELLE
AULE, BAGNI, RIPOSTIGLI
 INDIRIZZANO LE PERSONE VERSO LE USCITE DI
EMERGENZA E IL LUOGO SICURO
ALLEGATO N°9
PIANO D’EMERGENZA INTERNO (PEI)
 OBIETTIVO
 Contenere al massimo le conseguenze di un incidente in
termini di danni a persone, ambiente e cose (in particolare
beni aziendali),
 Riportare alla normalità la situazione nel minor tempo
possibile,
 In particolare il PEI deve servire ad assicurare che, in caso
di incidente, si provveda in maniera rapida, appropriata e
coordinata ad intervenire per:
 Fornire soccorso alle persone coinvolte dall’incidente
192
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 Prevenire ulteriori danni alle persone, all’ambiente e alle
cose
 Impedire la propagazione dell’incidente (effetto domino)
 Mantenere la percorribilità delle vie di esodo delle persone e
di accesso dei mezzi di soccorso
 Assicurare un coretto flusso d’informazioni sull’incidente e
sulla sua evoluzione,
 Avviare le procedure di bonifica
Prevenzione incendi e pronto soccorso
Piano d’emergenza
 Deve risultare di “ provata funzionalità “
193
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 La sola elaborazione non dà sufficiente garanzia di poter
affrontare senza danno una potenziale emergenza
 Deve essere verificato, una volta disposto in forma preliminare,
con diverse prove in bianco prima di poterlo dichiarare
esecutivo
 La sua divulgazione in forma definitiva deve essere
accompagnata da un programma di addestramento adeguato al
livello di rischio dell’attività
 Deve essere verificato
comunicazione
periodicamente
il
sistema
di
ALLEGATO N°10
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SCHEMA OPERATIVO DI INTERVENTO
EVENTO
RILEVAZIONE VISIVA
CHIUNQUE TELEFONI
AGLI ADDETTI E SEGRETERIA
SERVIZIO DI SORVEGLIANZA
(CON INCARICATI EMERGENZA AI PIANI)
Si PORTA SUL LUOGO E VALUTA
IL SINISTRO
INTERVIENE CON
I MEZZI A DISPOSIZIONE
TELEFONA AL SOCCORSO
ESTERNO
COORDINA L’INTERVENTO DEI
SOCCORSI
RESTA A DISPOSIZIONE DEI
SOCCORSI ESTERNI
DISPONE LA DISALIMENTAZIONE
195
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ELETTRICA E L’EVACUAZIONE GENERALE
FINE DELL’EMERGENZA
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Prof. FABIO CAMILLONI
___________________________________
Allegato al Piano di evacuazione.
Da distribuire a tutto il personale
e letto nelle classi
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