Documento valutazione rischi 15-16
Transcript
Documento valutazione rischi 15-16
Data: 19/11/2015 Ministero della Pubblica Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio DVR ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO VIA DOMIZIA LUCILLA" ALBERGHIEROAGRARIO VIA CESARE LOMBROSO 118 SEDE DI PRESIDENZA CENTRALE E ALBERGHIERO 00168 ROMA DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI (Titolo I Capo III Sezione II ( Art da 28 a 30 ) del D. Lgs. 81/08) Rev. Prot. PAG. 196 Istituto Alberghiero Domizia Lucilla INDICE INDICE ............................................................................................................ 1. PREMESSA .................................................................................................... 1.1 Utilizzazione e consultazione ...................................................................... 1.2 Revisione ................................................................................................ 1.3 Definizioni Ricorrenti ................................................................................. 2 DATI GENERALI AZIENDA ............................................................................... 2.1 Sede Operativa ........................................................................................ 2.2 Figure Aziendali ........................................................................................ 2.3 Descrizione dell’attività lavorativa ............................................................... 2.4 Identificazione e Mansioni dei Lavoratori ...................................................... 3 SORVEGLIANZA SANITARIA............................................................................. 4 PRIMO SOCCORSO: DISPOSIZIONI GENERALI ................................................... 4.1 Compiti di Primo soccorso .......................................................................... 4.1.1 Compiti Del Centralinista/Segreteria ...................................................... 4.2 Cassetta di Pronto Soccorso e Pacchetto di Medicazione ................................. 5 VALUTAZIONE DEI RISCHI .............................................................................. 5.1 Metodologia Adottata ................................................................................ 6 PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO..................................................................... 6.1 Rischi per la Sicurezza ............................................................................... 6.2 Rischi per la salute ................................................................................... 6.3 Rischi trasversali o organizzativi ................................................................. 7 RISULTATI DELLA VALUTAZIONE ...................................................................... 8 CONCLUSIONI ............................................................................................... 9 ALLEGATI ..................................................................................................... 2 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla PREMESSA Il Decreto Legislativo n.81/08 ha confermato l’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi attraverso la redazione del documento di valutazione, ma al tempo stesso ha introdotto alcune novità. In particolare il documento dovrà contenere le procedure per l’attuazione delle misure ancora da realizzare, nonché l’indicazione del Rspp, del Rsl (Aziendale o territoriale) e del medico competente e delle mansioni che possono comportare esposizione dei lavoratori a rischi specifici, cui si correlano esigenze di qualificazione professionale. L’obbligo di redazione del documento, che dovrà avere data certa, coinvolge il datore di lavoro, i dirigenti, i preposti e gli operatori, per quanto di loro competenza. La valutazione dei rischi è uno strumento finalizzato alla programmazione delle misure di protezione e prevenzione, quindi, alla più generale organizzazione della prevenzione aziendale volta a salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori. 1.1 Utilizzazione e consultazione Il documento sarà utilizzato come guida da tutti i soggetti facenti parte del sistema organizzativo della sicurezza per applicare al meglio tutte le misure da adottare durante le varie lavorazioni in relazioni ai fattori di rischio presenti. Tutti saranno tenuti alla piena osservanza ed applicazione delle misure di sicurezza riportate nel presente documento. Le misure, i dispositivi di protezione individuale e le cautele di sicurezza sono: tassativamente obbligatorie da impiegare correttamente e continuamente da osservare personalmente. 1.2 Revisione Il DVR dovrà essere sottoposto a revisione, ad opportuni intervalli di tempo, per assicurarne l'adeguatezza e l'efficacia nel tempo. Sarà pertanto necessario rielaborare una valutazione dei rischi, ogni qualvolta si introduca un cambiamento tale da modificare la percezione dei rischi sul luogo di lavoro, ad esempio quando viene avviato un nuovo sistema di lavorazione, vengono adottate nuovi agenti chimici e nuove attrezzature oppure quando si effettua una variazione dell’organizzazione del lavoro da cui possano risultare nuove situazioni lavorative in ambienti diversi. La valutazione dei rischi deve essere, in ogni caso, ripetuta con periodicità di tre anni, in caso di esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni o biologici. 1.3 Definizioni Ricorrenti Si adottano, nel presente documento, le seguenti definizioni, secondo l’art. 2 D. Lgs. 81/08: Lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell'ente stesso; l'associato in partecipazione di cui all'articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l'allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l'allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; il volontario, come definito dalla legge 1 agosto 1991, n. 266; i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; il volontario che effettua il servizio civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni. Azienda: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato. 3 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Datore di lavoro: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l'assetto dell'organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell'organizzazione stessa o dell'unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall'organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell'ubicazione e dell'ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l'attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l'organo di vertice medesimo; Dirigente: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa. Preposto: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa. Servizio di prevenzione e protezione dei rischi: insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all'azienda finalizzati all'attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori. Medico competente: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all'articolo 38 D. Lgs. 81/08, che collabora, secondo quanto previsto all'articolo 29, comma 1 del decreto suddetto, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto. Sorveglianza sanitaria: insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all'ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell'attività lavorativa. Responsabile del servizio di prevenzione e protezione: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32 D. lgs. 81/08 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro. Addetto al servizio di prevenzione e protezione: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all'articolo 32 D. lgs. 81/08, facente parte del servizio di prevenzione e protezione. Prevenzione: il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell'integrità dell'ambiente esterno. Salute: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un'assenza di malattia o d'infermità. Valutazione dei rischi: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell'ambito dell'organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza. Pericolo: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni. Rischio: probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione. Unità produttiva: stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all'erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale. 4 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 2 DATI GENERALI AZIENDA Denominazione/Rag. sociale ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO Attività Lavorativa CENTRO DI FORMAZIONE Descrizione azienda ISTITUTO ALBERGHIERO E AGRARIO Codice fiscale 97110170582 P. IVA ASL competente RMB Rappresentante Legale Prof.PALADINO IDA 2.1 Sedi Operative Indirizzo Sede Centrale VIA CESARE LOMBOSO, 118 Indirizzo 1 plesso Alberghiero VIA VINCI, 1 Indirizzo 2° plesso Agrario VIA Domizia Lucilla, 76 2.2 Figure Aziendali Datore di Lavoro Prof. IDA PALADINO RSPP Prof. FABIO CAMILLONI RLS ANNAMARIA GOBBI Medico Competente Responsabile Amministrativo Responsabile Sede 2° Plesso Agrario Responsabile 1° Plesso Alberghiero Responsabile sede Centrale Sig.ra Anna Rita Mastrogiovanni Prof. MIZZELLI GIANNI Prof. FABIO CAMILLONI Prof.ssa Silvana Alba MAZZEA 5 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla FIGURE SENSIBILI 2.3 ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO SEDE CENTRALE Prof. ROBERTO AMBROSINO SEDE CENTRALE Prof. GABRIELLA MIGLIACCIO SEDE AGRARIO Prof. GIANNI MIZZELLI SEDE AGRARIO Prof. ALESSANDRO TRAPANNONE SEDE DISTACCATA ALBERGHIERO Prof. FABIO CAMILLONI SEDE DISTACCATA ALBERGHIERO Prof. STEFANIA MONTALBANO FIGURE SENSIBILI 2.4 ADDETTI ELLE EMERGENZE SEDE CENTRALE Sig.ra PEPE PIERA SEDE CENTRALE Sig. INNOCENZO CARBONE SEDE AGRARIO Sig. VALTER FOLCHI SEDE AGRARIO Sig. GIANNI MIZZELLI SEDE DISTACCATA ALBERGHIERO Sig. STEFANIA MONTALBANO SEDE DISTACCATA ALBERGHIERO Sig. FABIO CAMILLONI 6 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 2.5 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA’ servizi amministrativi IL D.S.G.A. Sig.ra Anna Rita Mastrogiovanni Il D.S.G.A. svolge attività lavorativa di elevata complessità e di notevole rilevanza esterna. Sovtrintende, infatti, con piena autonomia operativa, ai servizi generali amministrativo-contabili e ne cura l'organizzazione, svolgendo funzioni di coordinamento, promozione delle attività e verifica dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati ed agli indirizzi impartiti al personale A.T.A., posto alle sue dirette dipendenze. Organizza autonomamente l'attività del personale A.T.A., nell'ambito delle direttive del D.S. Attribuisce al personale A.T.A., nell'ambito del piano delle attività, incarichi di natura organizzativa e prestazioni eccedenti l'orario d'obbligo, quando necessario. Svolge attvità di istruzione, predisposizione, e formalizzazione degli atti amministrativi contabili; è funzionario delegato, ufficiale rogante e consegnatario dei beni mobili. Elabora il "Programma annuale" e il "Consuntivo"; cura l'acquisizione e il versamento dell'incasso dell'Azienda Agraria. Il Piano dell'Offerta Formativa è il "contratto formativo" che l'Istituto stipula con l'utenza e nel quale si sostanzia il complessivo processo educativo promosso dalla scuola, finalizzato al progressivo miglioramento della qualità del servizio scolastico. Esso viene strutturato secondo i macroindicatori individuati dal Collegio dei Docenti: flessibilità, responsabilità, integrazione, e nel quadro delle disposizioni legislative in atto: Legge sull'Autonomia Scolastica Riordino dei cicli scolastici L'offerta dell'Istituto è finalizzata alla formazione culturale e professionale del cittadino, proiettato in una dimensione europea, e si articola in attività curricolari, extracurricolari e di progetto. L'arricchimento del curriculum di ogni singolo studente è il fulcro intorno al quale si sviluppano le attività integrative e progettuali, opportunità di crescita individuale, che sono parte integrante della programmazione didattica dell'Istituto e oggetto di valutazione da parte dei docenti. Ufficio "Protocollo" Ufficio "Didattica" Ufficio "Personale" Ufficio "Amministrazione" Ufficio "Magazzino" Per lo svolgimento delle attività istituzionale sono individuabili le seguenti categorie di lavoratori o di persone equiparate ai lavoratori: - Docenti 7 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla - Personale ausiliario Allievi Persone del pubblico Lavoratori non dipendenti dalla scuola occasionalmente (rappresentanti, addetti alla manutenzione, ecc.) Docenti esterni per corsi pomeridiani. presenti DESCRIZIONE DEGLI AMBIENTI: STRUTTURE IMPIANTI E ATTREZZATURE SEDE CENTRALE: STRUTTURA DI NUMERO DUE PIANI, 34 AULE, ALUNNI 900 NUMERO DOCENTI 120 5 UFFICI 09 AMMINISTRATIVI 11 COLLABORATORI SCOLASTICI 1 PALESTRA 1 LABORATORIO D'INFORMATICA 1 LAB. LINGUISTICO 1 LAB. RICEVIMENTO 2 LAB. DI CUCINA 2 LAB. DI SAL-BAR 1 AULA MULTIMEDIALE 1 BAR INTERNO ALLA SCUOLA MA GESTITO DA SOC. ESTERNA SEDE AGRARIO: 3 COLLABORATORI SCOLASTICI + 2 ADDETTI AZ. AGRARIA STRUTTURA DI NUMERO 1 PIANO PIU' SEMINTERRATO, DOCENTI 27 07 AULE, 250 ALUNNI 1 UFF. DI PRESIDENZA 1 LAB DI CHIMICA 1 SERRA (CHIUSA PER MANCANZA DI SICUREZZA) 1 FRANTOIO ACQUISTATO 1 MAGAZZINO ATTREZZI 1 TRATTORE 1 CAMPETTO POLIVALENTE ALL'ESTERNO 1 LAB INFORMATICA SEDE STACCATA ALBERGHIERO: 4 COLLABORATORI SCOLASTICI TRE PIANI DOCENTI 32 24 AULE, 600 ALUNNI CIRCA 1 LAB INFORMATICA 1 PALESTRA 8 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla La scuola è dotata di servizi igienici, per il personale e per gli alunni, I servizi non comunicano direttamente con i locali di lavoro. E’ a disposizione dei lavoratori acqua in quantità sufficiente: Ogni locale è provvisto di norme per l’evacuazione in caso d’incendio e di planimetria con l’indicazione delle vie di fughe. I presidi antincendio sono costituiti da estintori a polvere ed a Co2 Idranti SITUAZIONE STRUTTURALE DEGLI EDIFICI LE AULE DIDATTICHE SONO GENERALMENTE IDONEE PER L’UTILIZZO. IN TUTTE LE AULE SONO MANCANTI LE TENDE ED ALCUNI INFISSI NON SONO PERFETTAMENTE FUNZIONANTI NEI LOCALI SITUATI NEL SEMINTERRATO ANCHE SE ESISTONO AMPIE FINESTRATURE SONO SERVITI ANCHE DA CAPPE ASPIRANTI E IMPIANTO DI AREAZIONE CHE NE ASSICURA UN GIUSTO RICAMBIO DI ARIA. TALE SITUAZIONE PERMETTE DI EVITARE ANCHE RISCHI DI INQUINAMENTO DELL’ARIA IL QUALE RADON NESSUNO DELLE SEDI HA IL C.P.I., E’ IN FASE DI COMPLETAMENTO L’ITER PER L’OTTENIMENTO DEL CERTIFICATO DI PREVENZIONE INCENDIO PREVIO LAVORI DI ADEGUAMENTO DELLE STRUTTURE. TUTTE LE SEDI SONO STATE DICHIARATE A MEDIO RISCHIO INCENDIO IN QUANTO INSISTONO PIU’ DI 300 PERSONA E MENO DI 1.000. MACCHINARI E ATTREZZATURE Tutte le sedi dell’Alberghiero hanno in dotazione i laboratori speciali CUCINE – LABORATORIO PASTICCERIA BAR SALA LABORATORIO DI INFORMATICA ELENCAZIONE DEI MACCHINARI TIPO ESISTENTI IN OGNI LABORATORIO AFFETTATRICI AUTO FRIGO PER IL TRASPORTO DI ALIMENTI BANCO FRIGO CAPPA ASPIRANTE FRIGORIFERI CUCINE INDISTRIALI FORNO ELETTRICO AD INDUZIONE FORNO A MICROONDE FRIGGITRICE 9 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla BOLLITORE IMPASTATRICE LAVASTOVIGLIE MACCHINA PER IL CAFFE’ ABBATTITORE DI TEMPERATURA PELAPATATE STANZA PULIZIE STOVIGLIE FRY TOP LISCIO E RIGATO CUOCI PASTA ARMADIO CONGELATORE LAVELLO A 2 VASCHE CON GOCCIOLATOIO BILANCIA DA TAVOLO MOTO RIDUTTORE CON ACCESSORI SCAFFALATURA A 4 RIPIANI TAVOLO IN ACCIAIO CON TRE CASSETTI PORTA RIFIUTI IN ACCIAIO CON APERTURA A PEDALE FOROCOPIATRICI STAMPANTI PERSONAL COMPUTER TAGLIERINE SCAFFALI AGRARIO: SERRA FRANTOIOA COMPLETO ATTREZZATURE AGRARIE TRATTORE DICHIARAZIONE PROCEDURE DI MANUTENZIONE -TUTTI I MACCINARI SONO SOTTOPOSTI A MANUTENZIONE ORDINARIA ANNUALE SECONDO LE INDICAZIONI DEL MANUALE DI USO E MANUTENZIONE. - NEI LABORATORI CUCINA SI FA’ UTILIZZO DI GAS DI CITTA’ - I LABORATORI DI PASTICCERIA UTILIZZANO L’ENERGIA ELETTRICA -LE PULIZIE DEI LOCALI VENGONO EFFETTUATE SECONDO IL PROTOCOLLO - HACCP CON UTILIZZO DI SANIFICATORI - L’AFFLUSSO DEL GAS VIENE REGOLATO OGNI TRE MESI LE FINISTRATURE DEI LABORATORI SONO PROTETTE DA ZANZARIERE. DESCRIZIONE FUNZIONAMENTO La scuola è aperta dalle ore 8,20 alle ore 14,25 e dalle 14,30 alle 19,10 ed è frequentata da alunni di età compresa tra i 14 e i 19 anni SCHEMA DELLE INIZIATIVE DIDATICHE I corsi di studio offerti dalla scuola sono i seguenti: 10 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla - Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi di ristorazione – settore Cucina; - Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi di ristorazione – settore Sala - bar; - Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi di Ricevimento; Post qualifica: Diploma di “Tecnico dei servizi della ristorazione”; Diploma di “Tecnico dei servizi turistici”. L’istituto alberghiero è ubicato in una zona periferica del Comune di Roma, molto ricca di verde. La scuola può essere raggiunta con mezzi di trasporto pubblici o privati. Si colloca lungo un’arteria a discreta intensità di traffico. E’ sconsigliato il suo raggiungimento a piedi, per quanto le zone limitrofe siano ricche di vegetazione, e l’unica strada di accesso è a traffico intenso ed essendo una strada a intenso traffico automobilistico, all’ingresso è ubicato un semaforo stradale che permette l’attraversamento della strada in sicurezza. Per quanto riguarda le condizioni ambientali la scuola è ubicata: - in località aperta e alberata, consente il massimo solegiamento; - lontana da depositi e da scoli di materie di rifiuto, da acque stagnanti da strade ferrate e da aeroporti con intenso traffico, da industrie rumorose e dalle quali provengono esalazioni moleste e nocive, da cimiteri e da tute quelle attrezzature urbane che possono comunque arrecare danno o disagio alle attività della scuola stessa. - In località non esposta a venti fastidiosi e non risulta sottovento a zone da cui possono provenire esalazioni o fumi sgradevoli. DESCRIZIONE DLLE ATTIVITA’ SVOLTE SCHEMA DELLE INIZIATIVE DIDATICHE I corsi di studio offerti dalla scuola sono i seguenti: - Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi di ristorazione – settore Cucina; - Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi di ristorazione – settore Sala - bar; - Diploma di qualifica professionale per Operatore dei servizi di Ricevimento; Post qualifica: Diploma di “Tecnico dei servizi della ristorazione”; Diploma di “Tecnico dei servizi turistici”. Per le suddette attività, per quanti riguarda le lezioni pratiche vengono svolte in appositi laboratori (laboratori di cucina) adeguatamente attrezzati, nei quali gli studenti sono impegnati in esercitazioni per la preparazione di cibi e piatti particolari oppure laboratori di sala per il servizio ai tavoli. Le esercitazioni sono svolte dagli studenti sempre guidati da docenti e assistenti, i quali sono gli unici ad avere accesso diretto ai prodotti ed alle sostanze in uso. 11 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 3 SORVEGLIANZA SANITARIA Di seguito sono riportati i fattori e le situazioni di rischio più frequenti che determinano l'obbligo di sorveglianza sanitaria: Movimentazione manuale dei carichi: i lavoratori addetti alla movimentazione manuale dei carichi, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che per le loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorsolombari devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41, sulla base della valutazione del rischio e dei fattori individuali di rischio di cui all'allegato XXXIII D. Lgs. 81/08 (art. 168 D. Lgs. 81/08, lettera d). Utilizzo di attrezzature munite di videoterminali: E’ obbligatorio sottoporre a controllo sanitario il lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all'articolo 175 D. Lgs. 81/08. Salvi i casi particolari che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medico competente, la periodicità delle visite di controllo è biennale per i lavoratori classificati come idonei con prescrizioni o limitazioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età; quinquennale negli altri casi (art. 176, comma 3 D. Lgs. 81/08). Rumore: La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori la cui esposizione al rumore eccede i valori superiori di azione ossia il livello di esposizione personale settimanale (40 ore) pari o maggiore di 85 dB(A) in base all’art. 196 Capo II del D. Lgs. 81/08. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente. La sorveglianza sanitaria è estesa ai lavoratori esposti a livelli superiori ai valori inferiori di azione (80 dB(A)), su loro richiesta e qualora il medico competente ne confermi l'opportunità. Vibrazioni meccaniche: In base all’art. 204, del D. Lgs. 81/08, i lavoratori esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori d'azione sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria, riispettivamente: per il Sistema mano-braccio pari o maggiore a 2,5 m/s2, per il Sistema corpo intero pari o maggiore a 0,5 m/s2. La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione. I lavoratori esposti a vibrazioni sono altresì sottoposti alla sorveglianza sanitaria quando, secondo il medico competente, si verificano una o più delle seguenti condizioni: l'esposizione dei lavoratori alle vibrazioni è tale da rendere possibile l'individuazione di un nesso tra l'esposizione in questione e una malattia identificabile o ad effetti nocivi per la salute ed è probabile che la malattia o gli effetti sopraggiungano nelle particolari condizioni di lavoro del lavoratore ed esistono tecniche sperimentate che consentono di individuare la malattia o gli effetti nocivi per la salute. Esposizione a campi elettromagnetici: in base all’art. 211, del D. Lgs. 81/08 la sorveglianza sanitaria viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità inferiore decisa dal medico competente con particolare riguardo ai lavoratori particolarmente sensibili al rischio, incluse le donne in stato di gravidanza ed i minori, tenuto conto dei risultati della valutazione dei rischi. Sono, comunque, tempestivamente sottoposti a controllo medico i lavoratori per i quali è stata rilevata un'esposizione superiore ai valori di azione di cui all'articolo 208, comma 2 D. Lgs. 81/08. (I valori di azione sono riportati nell'allegato XXXVI, lettera B, tabella 2). Esposizione a radiazioni ottiche artificiali: in base all’art. 218, del D. Lgs. 81/08, la sorveglianza sanitaria viene effettuata periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità inferiore decisa dal medico competente con particolare riguardo ai lavoratori particolarmente sensibili al rischio, tenuto conto dei risultati della valutazione dei rischi. La sorveglianza sanitaria è effettuata con l'obiettivo di prevenire e scoprire tempestivamente effetti negativi per la salute, nonchè prevenire effetti a lungo termine negativi per la salute e rischi di malattie croniche derivanti dall'esposizione a radiazioni ottiche. 12 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Sono tempestivamente sottoposti a controllo medico i lavoratori per i quali è stata rilevata un'esposizione superiore ai valori limite di cui all'articolo 215. Utilizzo di agenti chimici: Se i risultati della valutazione dei rischi dimostrano che il rischio non è basso per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, sono sottoposti a sorveglianza sanitaria i lavoratori esposti agli agenti chimici pericolosi per la salute che rispondono ai criteri per la classificazione come molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, corrosivi, irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo, cancerogeni e mutageni di categoria 3, (art. 229, D. Lgs. 81/08). La sorveglianza sanitaria sarà effettuata prima di adibire il lavoratore alla mansione che comporta l'esposizione; periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione, all'atto della cessazione del rapporto di lavoro. Agenti cancerogeni e mutageni: il medico fornisce agli addetti adeguate informazioni sulla sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti, con particolare riguardo all'opportunità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività lavorativa; provvede, inoltre, ad istituire e aggiornare una cartella sanitaria e di rischio per ciascun lavoratore (art. 243, comma 2 D. Lgs. 81/08). In considerazione anche della possibilità di effetti a lungo termine, gli esposti ad agenti cancerogeni e/o mutageni devono essere iscritti in un registro nel quale è riportata l'attivitàn svolta, l'agente cancerogeno o mutageno utilizzato e, ove noto, il valore dell'esposizione a tale agente. Copia del registro va consegnata all'ISPESL e all'organo di vigilanza competente per territorio, anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro o di cessazione di attività dell'azienda. Esposizione all’amianto: ai sensi dell’art. 259 D. Lgs. 81/08, i lavoratori addetti alle opere di manutenzione, rimozione dell'amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, prima di essere adibiti allo svolgimento dei suddetti lavori e periodicamente, almeno una volta ogni tre anni, o con periodicità fissata dal medico competente, devono essere sottoposti ad un controllo sanitario volto a verificare la possibilità di indossare dispositivi di protezione respiratoria durante il lavoro. Inoltre saranno sottoposti ad una visita medica all'atto della cessazione del rapporto di lavoro. Agenti biologici: art. 279 D. Lgs. 81/08, il datore di lavoro, su conforme parere del medico competente, adotta misure protettive particolari per quei lavoratori per i quali, anche per motivi sanitari individuali, si richiedono misure speciali di protezione, fra le quali la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all'agente biologico presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente oppure l'allontanamento temporaneo del lavoratore. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sul controllo sanitario cui sono sottoposti e sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell'attività che comporta rischio di esposizione a particolari agenti biologici individuati nell'allegato XLVI nonché sui vantaggi ed inconvenienti della vaccinazione e della non vaccinazione. 13 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 4 PRIMO SOCCORSO: DISPOSIZIONI GENERALI Il D. Lgs. 81/08 (artt.18 e 45) prevede che il datore di lavoro adotti i provvedimenti in materia di organizzazione di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza sui luoghi di lavoro, stabilendo i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di pronto soccorso. Ciò si traduce nella definizione di un piano di Primo Soccorso, che stabilisca le procedure organizzative da seguire in caso di infortunio o malore, i criteri di individuazione e i compiti dei lavoratori designati per lo svolgimento delle funzioni di pronto soccorso e le risorse dedicate. Si ricordano le seguenti definizioni: o pronto soccorso: procedure complesse con ricorso a farmaci e strumentazione, orientate a diagnosticare il danno ed a curare l’infortunato, di competenza di personale sanitario o primo soccorso: insieme di semplici manovre orientate a mantenere in vita l’infortunato ed a prevenire possibili complicazioni in attesa dell’arrivo di soccorsi qualificati; deve essere effettuato da qualsiasi persona. Il piano di primo soccorso va definito dal datore di lavoro e dal RSPP, in collaborazione con il medico competente, condiviso dagli addetti al primo soccorso e dai RLS e portato alla conoscenza di tutti i lavoratori. Nella formulazione del piano si terrà presente: le informazioni fornite dal documento di valutazione dei rischi le informazioni fornite dalle schede di sicurezza dei prodotti chimici, qualora utilizzati, che vanno sempre tenute aggiornate la tipologia degli infortuni già avvenuti in passato (informazioni ricavate dal registro infortuni) la segnalazione in forma anonima da parte del medico competente della presenza di eventuali casi di particolari patologie tra i lavoratori, per le quali è opportuno che gli addetti al primo soccorso siano addestrati le procedure di soccorso preesistenti, che vanno disincentivate se scorrette o recuperate se corrette. Si devono, inoltre, precisare ruoli, compiti e procedure, come riportato di seguito: chi assiste all’infortunio: deve allertare l’addetto al primo soccorso riferendo quanto è accaduto l’addetto al primo soccorso: deve accertare la necessità di aiuto dall’esterno ed iniziare l’intervento di primo soccorso tutti: a seconda dei casi mettere in sicurezza se stessi e gli altri oppure, se non si è coinvolti, rimanere al proprio posto in attesa di istruzioni la portineria: individuare il miglior percorso per l’accesso al luogo, mantenere sgombri i passaggi, predisporre eventuali mezzi per il trasporto dell’infortunato RSPP: mettere a disposizione dei soccorritori la scheda di sicurezza in caso di infortunio con agenti chimici. 14 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 4.1 Compiti di Primo soccorso Gli incaricati al primo soccorso devono essere opportunamente formati ed addestrati ad intervenire prontamente ed autonomamente per soccorrere chi s’infortuna o accusa un malore e hanno piena facoltà di decidere se sono sufficienti le cure che possono essere prestate in loco o se invece è necessario ricorrere a soccorritori professionisti. Gli incaricati al primo soccorso devono svolgere i seguenti compiti: al momento della segnalazione, devono intervenire tempestivamente, sospendendo ogni attività che stavano svolgendo prima della chiamata, laddove è possibile saranno temporaneamente sostituiti, in quanto gli incaricati saranno esonerati, per tutta la durata dell’intervento, da qualsiasi altra attività. L’azione di soccorso è circoscritta al primo intervento su qualsiasi persona bisognosa di cure immediate e si protrae, senza interferenze di altre persone non competenti, fino a che l’emergenza non sia terminata. In caso di ricorso al 118, l’intervento si esaurisce quando l’infortunato è stato preso dal personale dell’ambulanza o in caso di trasporto in auto in ospedale dal personale del Pronto Soccorso. Gli interventi di primo soccorso sono finalizzati al soccorso di chiunque si trovi nei locali dell’azienda. Nei casi più gravi, gli incaricati al P.S., se necessario, accompagnano o dispongono il trasporto in ospedale dell’infortunato, utilizzando l’automobile dell’azienda o un’altra autovettura prontamente reperita. Qualora un incaricato di P.S. riscontri carenze nella dotazione delle valigette di primo soccorso o nell’infermeria, deve avvisare il coordinatore, il quale provvede a trasferire la segnalazione alla persona che svolge la funzione di addetto alla gestione dei materiali. Durante le prove d’evacuazione, tutti gli incaricati di P.S. debitamente e preventivamente avvisati ed istruiti da chi organizza la prova, devono rimanere nei luoghi loro assegnati per poter intervenire prontamente in caso di necessità. In caso di evacuazione non simulata, tutti gli incaricati di P.S. presenti sono impegnati nella sorveglianza delle operazioni (a meno che non svolgano anche la mansione di addetto all’antincendio) ed usciranno solo dopo che si sono completate tutte le operazioni di sfollamento. 4.1.1 Compiti Del Centralinista/Segreteria Il centralinista/personale di segreteria attiva il 118 solo su richiesta dell’incaricato di P.S. fornendo le seguenti indicazioni: o numero di telefono dell’azienda o indirizzo esatto ed eventuali riferimenti geografici ed istruzioni per raggiungere l’azienda o numero degli infortunati o tipo di infortunio o se l’infortunato parla, si muove, respira o eventuale emorragia. La trasmissione al centralinista/personale di segreteria delle informazioni riferite alle condizioni dell’infortunato deve essere assicurata dall’incaricato di P.S. che richiede l’intervento. 15 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 4.2 Cassetta di Pronto Soccorso e Pacchetto di Medicazione Ai fini del primo soccorso le aziende sono classificate in 3 gruppi, A, B e C (art. 1 del D.M. 388/2003), tenuto conto della tipologia di attività svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio: Gruppo A: I) Aziende o unità produttive con attività industriali, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica, di cui all'articolo 2, del D. Lgs. n. 334/99, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del D. Lgs. n. 230/95, aziende estrattive ed altre attività minerarie definite dal D. Lgs. n. 81/08, lavori in sotterraneo di cui al D. P.R. n. 320/56, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni. II) Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno. Le predette statistiche nazionali INAIL sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale III) Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell'agricoltura. Gruppo B: aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A. Gruppo C: aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A. Nelle aziende o unità produttive di gruppo A e di gruppo B, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: a) cassetta di pronto soccorso, tenuta presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodita in un luogo facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata, contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 1 (D.M. 388/2003), da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e su indicazione del medico competente, ove previsto, e del sistema di emergenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale, e della quale sia costantemente assicurata, la completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi contenuti; b) un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale. Mentre nelle aziende o unità produttive di gruppo C, il datore di lavoro deve garantire le seguenti attrezzature: a) pacchetto di medicazione, tenuto presso ciascun luogo di lavoro, adeguatamente custodito e facilmente individuabile, contenente la dotazione minima indicata nell'allegato 2 (D.M. 388/2003) da integrare sulla base dei rischi presenti nei luoghi di lavoro, della quale sia costantemente assicurata, in collaborazione con il medico competente, ove previsto, la completezza ed il corretto stato d'uso dei presidi ivi contenuti; b) un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale 16 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Contenuto Minimo Della Cassetta Di Pronto Soccorso (Allegato 1 D. M. 388/2003): 1. Guanti sterili monouso (5 paia) 2. Visiera paraschizzi 3. Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1) 4. Flaconi di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 500 ml (3) 5. Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10) 6. Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2) 7. Teli sterili monouso (2) 8. Pinzette da medicazione sterili monouso (2) 9. Confezione di rete elastica di misura media (1) 10. Confezione di cotone idrofilo (1) 11. Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (2) 12. Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2) 13. Un paio di forbici 14. Lacci emostatici (3) 15. Ghiaccio pronto uso (due confezioni) 16. Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2) 17. Termometro 18. Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa. Contenuto Minimo Del Pacchetto Di Medicazione (Allegato 2 Dm 388/03) 1. Guanti sterili monouso (2 paia) 2. Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1) 3. Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1) 4. Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1) 5. Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3) 6. Pinzette da medicazione sterili monouso (1) 7. Confezione di cotone idrofilo (1) 8. Confezione di cerotti di varie misure pronti all'uso (1) 9. Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1) 10. Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1) 11. Un paio di forbici (1) 12. Un laccio emostatico (1) 13. Confezione di ghiaccio pronto uso (1) 14. Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1) 15. Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza. 17 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 5 VALUTAZIONE DEI RISCHI La valutazione dei rischi esamina in maniera sistematica tutti gli aspetti dei luoghi di lavoro, per definire le possibili od eventuali cause di lesioni o danni. La valutazione dei rischi è stata strutturata ed attuata in modo da consentire di: identificare i luoghi di lavoro (reparti, ambienti, postazioni di lavoro) identificare i pericoli e le fonti potenziali di rischio, presenti in tutte le fasi lavorative di ogni area aziendale individuare i soggetti esposti, direttamente o indirettamente, anche a pericoli particolari stimare i rischi, considerando adeguatezza e affidabilità delle misure di tutela già in atto definire le misure di prevenzione e protezione, atte a cautelare i lavoratori, secondo le seguenti gerarchie ed obiettivi: - eliminazione dei rischi - riduzione dei rischi (privilegiando interventi alla fonte) programmare le azioni di prevenzione e protezione con priorità derivanti da: - gravità dei danni - probabilità di accadimento - numero di lavoratori esposti - complessità delle misure di intervento (prevenzione, protezione, ecc.) da adottare. Effettuare la valutazione dei rischi comporta una serie di azioni descritte nel seguente diagramma di flusso: 18 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 5.1 Metodologia Adottata La quantificazione e relativa classificazione dei rischi deriva dalla stima dell’entità dell’esposizione e dalla gravità degli effetti; infatti, il rischio può essere visto come il prodotto della Probabilità P di accadimento per la Gravità del Danno D: R=PxD Per quanto riguarda la probabilità di accadimento si definisce una scala delle Probabilità, riferendosi ad una correlazione più o meno diretta tra la carenza riscontrata e la probabilità che si verifichi l’evento indesiderato, tenendo conto della frequenza e della durata delle operazioni/lavorazioni che potrebbero comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Di seguito è riportata la Scala delle Probabilità: Livello Non Probabile Possibile Probabile Altamente probabile Criteri L’anomalia da eliminare potrebbe provocare un danno solo in concomitanza con eventi poco probabili ed indipendenti. Non sono noti episodi già verificatisi. L’anomalia da eliminare potrebbe provocare un danno solo in circostanze sfortunate di eventi. Sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi. L’anomalia da eliminare potrebbe provocare un danno anche se in modo non automatico e/o diretto. E’ noto qualche episodio in cui all’anomalia ha fatto seguito il verificarsi di un danno. Esiste una correlazione diretta tra l’anomalia da eliminare ed il verificarsi del danno ipotizzato. Si sono già verificati danni conseguenti all’anomalia evidenziata nella struttura in esame o in altre simili ovvero in situazioni operative simili. Per quanto concerne l’Entità dei Danni, si fa riferimento alla reversibilità o meno del danno. Di seguito è riportata la Scala dell’Entità del Danno: Livello Lieve Modesto Significativo Grave Criteri Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità temporanea breve e rapidamente reversibile Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili Infortunio o episodio di esposizione acuta con inabilità temporanea anche lunga ma reversibile Esposizione cronica con effetti reversibili Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di invalidità permanente parziale Esposizione cronica con effetti irreversibili e/o parzial-mente invalidanti Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti letali o di invalidità totale Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti 19 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Combinando le due scale in una matrice si ottiene la Matrice Dei Rischi, nella quale ad ogni casella corrisponde una determinata combinazione di probabilità/entità dei danni. Di seguito è riportata la matrice che scaturisce dalle suddette scale: Legenda Rischio DANNO Lieve (1) Modesto (2) Significativo (3) Grave (4) Basso Non Probabile (1) 1 2 3 4 Possibile (2) 2 4 6 8 Probabile (3) 3 6 9 12 Altamente probabile (4) 4 8 12 16 Accettabile Notevole PROBABILITÀ Elevato Classe di Rischio Elevato (12 ≤ R ≤ 16) Priorità Di Intervento Azioni correttive Immediate L’intervento previsto è da realizzare con tempestività nei tempi tecnici strettamente necessari non appena approvato il budget degli investimenti in cui andrà previsto l’onere dell’intervento stesso. Notevole (6 ≤ R ≤ 9) Azioni correttive da programmare con urgenza L’intervento previsto è da realizzare in tempi relativamente brevi anche successivamente a quelli stimati con priorità alta. Accettabile (3 ≤ R ≤ 4) Azioni correttive da programmare a medio termine Intervento da inserire in un programma di interventi a medio termine ma da realizzare anche in tempi più ristretti qualora sia possibile attuarlo unitamente ad altri interventi più urgenti. Basso (1 ≤ R ≤ 2) Azioni migliorative da valutare in fase di programmazione 20 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 6 PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO I fattori di rischio presenti nei luoghi di lavoro, in conseguenza dello svolgimento delle attività lavorative sono stati ordinati in tre categorie: 1. Rischi per la sicurezza (di natura infortunistica) dovuti a: strutture macchine impianti elettrici sostanze e preparati pericolosi incendio ed esplosioni. 2. Rischi per la salute (di natura igienico-ambientale) dovuti a: agenti chimici agenti fisici agenti biologici. 3. Rischi trasversali (per la salute e la sicurezza) dovuti a: organizzazione del lavoro fattori ergonomici fattori psicologici condizioni di lavoro difficili. 6.1 Rischi per la Sicurezza I rischi per la sicurezza, o rischi infortunistici si riferiscono al possibile verificarsi di incidenti/infortuni, ovvero di danni o menomazioni fisiche (più o meno gravi) subite dai lavoratori in conseguenza di un impatto fisico/traumatico di diversa natura (meccanica, elettrica, chimica, termica, ecc.). Di seguito sono riportati alcuni esempi di tali rischi: 1. Rischi da carenze strutturali dell’ambiente di lavoro (illuminazione normale e di emergenza, pavimenti, uscite, porte, locali sotterranei, ecc.) 2. Rischi da carenza di sicurezza su macchine e apparecchiature (protezione degli organi di avviamento, di trasmissione, di comando, protezione nell’uso di ascensori e montacarichi, uso di apparecchi a pressione, protezione nell’accesso a vasche, serbatoi e simili) 3. Rischi da manipolazione di agenti chimici pericolosi (infiammabili; corrosivi, comburenti, esplosivi, ecc.). 4. Rischi da carenza di sicurezza elettrica 5. Rischi da incendio e/o esplosione (presenza di materiali infiammabili, carenza di sistemi antincendio e/o di segnaletica di sicurezza). 21 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 6.2 Rischi per la salute I rischi per la salute, o rischi igienico-ambientali, sono responsabili del potenziale danno dell’equilibrio biologico e fisico del personale addetto ad operazioni o a lavorazioni che comportano l’esposizione a rischi di natura chimica, fisica e biologica. Di seguito sono riportati alcuni esempi di tali rischi: 1. Rischi di esposizione connessi con l’impiego di sostanze/preparati chimici pericolosi (per ingestione, contatto cutaneo inalazione di polveri, fumi, nebbie, gas e vapori). 2. Rischi da agenti fisici: o rumore (presenza di apparecchiatura rumorosa durante il ciclo operativo) con propagazione dell’energia sonora nel luogo di lavoro o vibrazioni (presenza di apparecchiatura e strumenti vibranti) con propagazione delle vibrazioni a trasmissione diretta o indiretta o ultrasuoni o radiazioni ionizzanti o radiazioni non ionizzanti (presenza di apparecchiature che impiegano radiofrequenze, microonde, radiazioni infrarosse e ultraviolette, luce laser) o microclima (temperatura, umidità, ventilazione, calore radiante, condizionamento) o illuminazione (carenze nei livelli di illuminamento ambientale e dei posti di lavoro, non osservanza delle indicazioni tecniche previste in presenza di videoterminali). 3. Rischi di esposizione connessi all’impiego e manipolazione di organismi e microrganismi patogeni e non, colture cellulari, endoparassiti umani. 6.3 Rischi trasversali o organizzativi Tali rischi, sono individuabili all’interno della complessa articolazione che caratterizza il rapporto tra il dipendente e l’organizzazione del lavoro con interazioni di tipo ergonomico, ma anche psicologico ed organizzativo. Di seguito sono riportati alcuni esempi di tali rischi: Organizzazione del lavoro (sistemi di turni, lavoro notturno ecc.) Fattori psicologici (intensità, monotonia, solitudine, ripetitività del lavoro, ecc.) Fattori ergonomici (ergonomia dei dispositivi di protezione individuale e del posto di lavoro). 22 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 7 RISULTATI DELLA VALUTAZIONE Di seguito sono riportate le attività lavorative, le attrezzature, le sostanze/preparati pericolosi e le eventuali opere provvisionali oggetto del seguente DVR. FASE DI LAVORO: ATTIVITA’ DIRETTIVA ED AMMINISTRATIVA Attività relative alla direzione e all’amministrazione dell’istituto scolastico, quali la contabilità, la formazione e l’ aggiornamento del personale didattico, il disbrigo di pratiche di ufficio, legate alla gestione degli impianti tecnologici, della mensa, dei laboratori e della palestra. Macchine/Attrezzature Nella fase di lavoro Attrezzature/Macchine: o Personal computer o Stampante o Telefono/Fax o Fotocopiatrice o Taglierina per carta oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Sostanze Pericolose Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a: o Toner (per stampante o fotocopiatrice) 23 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Stress psicofisico ( dovuto alla routine) Possibile Significativo Notevole o Ergonomia Possibile Significativo Notevole o Affaticamento visivo Probabile Modesto Notevole o Scivolamenti e cadute a livello Probabile Modesto Notevole o Elettrocuzione Non probabile Grave Accettabile o Radiazioni non ionizzanti Probabile Lieve Accettabile o Microclima (per spazi insufficienti) Possibile Lieve Basso o Rumore Possibile Lieve Basso Classe Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Utilizzare schermi protettivi durante l’uso prolungato dei videoterminali per evitare l’affaticamento visivo Adottare una posizione di lavoro comoda ed ergonomica Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario, interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura Durante lo svolgimento del lavoro, praticare semplici esercizi di rilassamento, stiramento e rinforzo della muscolatura Utilizzare attrezzature elettriche rispondenti a tutti i requisiti di sicurezza contenuti nelle norme CEI e di buona tecnica ( Art. 80 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare che le macchine e le attrezzature utilizzate siano in possesso di marchi IMQ o certificazioni equivalenti o marcatura CE ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate; Evitare il contatto diretto ed indiretto con parti sottoposte a tensione elettrica ( Art. 82 del D.lgs. n.81/08 ) Porre particolare attenzione al cablaggio dei cavi di energia e al posizionamento delle prese multiple di energia a pavimento, onde evitare alle persone di inciamparvi e a problemi di contatto durante le operazioni di pulizia dei pavimenti Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate 24 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 ) DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Inalazione di polvere in caso sostituzione del toner Mascherina DESCRIZIONE NOTE Mascherina per la protezione di polveri a media tossicità, fibre e aerosol a base acquosa di materiale particellare >= 0,02 micron. Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 149 Apparecchi di protezione delle vie respiratori. Facciali filtranti antipolvere. Requisiti, prove, marcatura Si consiglia l’utilizzo di lenti oftalminiche durante l’uso prolungato di videoterminali 25 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla FASE DI LAVORO: AMMINISTRAZIONE ALBERGHIERA Disbrigo di pratiche di ufficio, quali la contabilità generale, la compilazione delle registrazioni relativa alle presenze di lavoratori e degli ospiti e dei sevizi loro resi, della merce in entrata e della gestione dell’attività ricettiva, dei rapporti con le agenzie di viaggio, marketing, ecc., mediante l’utilizzo di personal computer e di altre tecnologie informatiche. Macchine/Attrezzature Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine: o Personal computer o Stampante o Telefono o Fotocopiatrice o Taglierina per carta. Sostanze Pericolose Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a: o Toner (per stampante o fotocopiatrice) 26 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Stress psicofisico ( dovuto alla routine) Probabile Modesto Notevole o Affaticamento visivo Probabile Modesto Notevole o Ergonomia Probabile Modesto Notevole o Scivolamenti e cadute a livello Probabile Modesto Notevole o Elettrocuzione Non probabile Grave Classe Accettabile Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Utilizzare schermi protettivi durante l’uso prolungato dei videoterminali per evitare l’affaticamento visivo Adottare una posizione di lavoro comoda ed ergonomica Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario, interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura Durante lo svolgimento del lavoro, praticare semplici esercizi di rilassamento, stiramento e rinforzo della muscolatura Utilizzare attrezzature elettriche rispondenti a tutti i requisiti di sicurezza contenuti nelle norme CEI e di buona tecnica ( Art. 80 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare che le macchine e le attrezzature utilizzate siano in possesso di marchi IMQ o certificazioni equivalenti o marcatura CE ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate Evitare il contatto diretto ed indiretto con parti sottoposte a tensione elettrica ( Art. 82 del D.lgs. n.81/08 ) Porre particolare attenzione al cablaggio dei cavi di energia e al posizionamento delle prese multiple di energia a pavimento, onde evitare alle persone di inciamparvi e a problemi di contatto durante le operazioni di pulizia dei pavimenti Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante. ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 ) 27 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Inalazione di polvere in caso sostituzione del toner DPI Mascherina DESCRIZIONE NOTE Mascherina per la protezione di polveri a media tossicità, fibre e aerosol a base acquosa di materiale particellare >= 0,02 micron. Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 149 Apparecchi di protezione delle vie respiratori. Facciali filtranti antipolvere. Requisiti, prove, marcatura Si consiglia l’utilizzo di lenti oftalminiche durante l’uso prolungato di videoterminali 28 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla FASE DI LAVORO: LAVORI AL VIDEOTERMINALE Attività lavorativa che prevede l’utilizzo sistematico ed abituale di attrezzature munite di videoterminale, ossia di uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato. Il videoterminale, mediante tastiera, mouse ed altro, è collegato ad un computer o elaboratore elettronico, indispensabile per l’acquisizione, la conservazione, l’elaborazione e l’emissione programmata dei dati. La nuova normativa comunitaria ridefinisce la figura del “videoterminalista” come colui che utilizza tali attrezzature in modo sistematico per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni previste, a prescindere dall’uso continuativo per il periodo di quattro ore considerato in precedenza dalla vecchia legislazione. Requisiti e prescrizioni minime dell’allegato Allegato XXXIV D. Lgs. 81/08 Per il pc Requisiti minimi di sicurezza Schermo. La risoluzione dello schermo deve essere tale da garantire una buona definizione, una forma chiara, una grandezza sufficiente dei caratteri e, inoltre, uno spazio adeguato tra essi. L'immagine sullo schermo deve essere stabile; esente da farfallamento, tremolio o da altre forme di instabilità. La brillanza e/o il contrasto di luminanza tra i caratteri e lo sfondo dello schermo devono essere facilmente regolabili da parte dell'utilizzatore del videoterminale e facilmente adattabili alle condizioni ambientali. Lo schermo deve essere orientabile ed inclinabile liberamente per adeguarsi facilmente alle esigenze dell'utilizzatore. È possibile utilizzare un sostegno separato per lo schermo o un piano regolabile. Sullo schermo non devono essere presenti riflessi e riverberi che possano causare disturbi all'utilizzatore durante lo svolgimento della propria attività. Lo schermo deve essere posizionato di fronte all’operatore in maniera che, anche agendo su eventuali meccanismi di regolazione, lo spigolo superiore dello schermo sia posto un pò più in basso dell’orizzontale che passa per gli occhi dell’operatore e ad una distanza degli occhi pari a circa 50-70 cm, per i posti di lavoro in cui va assunta preferenzialmente la posizione seduta Tastiera e dispositivi di puntamento. La tastiera deve essere separata dallo schermo e facilmente regolabile e dotata di meccanismo di variazione della pendenza onde consentire al lavoratore di assumere una posizione confortevole e tale da non provocare l'affaticamento delle braccia e delle mani. Lo spazio sul piano di lavoro deve consentire un appoggio degli avambracci davanti alla tastiera nel corso della digitazione, tenendo conto delle caratteristiche antropometriche dell’operatore. La tastiera deve avere una superficie opaca onde evitare i riflessi. La disposizione della tastiera e le caratteristiche dei tasti devono agevolarne l'uso. I simboli dei tasti devono presentare sufficiente contrasto ed essere leggibili dalla normale posizione di lavoro. 29 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Il mouse o qualsiasi dispositivo di puntamento in dotazione alla postazione di lavoro deve essere posto sullo stesso piano della tastiera, in posizione facilmente raggiungibile e disporre di uno spazio adeguato per il suo uso. Piano di lavoro. Il piano di lavoro deve avere una superficie a basso indice di riflessione, essere stabile, di dimensioni sufficienti a permettere una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera, dei documenti e del materiale accessorio. L’altezza del piano di lavoro fissa o regolabile deve essere indicativamente compresa fra 70 e 80 cm. Lo spazio a disposizione deve permettere l’alloggiamento e il movimento degli arti inferiori, nonché l’ingresso del sedile e dei braccioli se presenti. La profondità del piano di lavoro deve essere tale da assicurare una adeguata distanza visiva dallo schermo. Il supporto per i documenti deve essere stabile e regolabile e deve essere collocato in modo tale da ridurre al minimo i movimenti della testa e degli occhi. Sedile di lavoro. Il sedile di lavoro deve essere stabile e permettere all'utilizzatore libertà nei movimenti, nonché una posizione comoda. Il sedile deve avere altezza regolabile in maniera indipendente dallo schienale e dimensioni della seduta adeguate alle caratteristiche antropometriche dell’utilizzatore. Lo schienale deve fornire un adeguato supporto alla regione dorso-lombare dell’utente. Pertanto deve essere adeguato alle caratteristiche antropometriche dell’utilizzatore e deve avere altezza e inclinazione regolabile. Nell’ambito di tali regolazioni l’utilizzatore dovrà poter fissare lo schienale nella posizione selezionata. Lo schienale e la seduta devono avere bordi smussati. I materiali devono presentare un livello di permeabilità tali da non compromettere il comfort dell’utente e pulibili. Il sedile deve essere dotato di un meccanismo girevole per facilitare i cambi di posizione e deve poter essere spostato agevolmente secondo le necessità dell’utilizzatore. Un poggiapiedi sarà messo a disposizione di coloro che lo desiderino per far assumere una postura adeguata agli arti inferiori. Il poggiapiedi non deve spostarsi involontariamente durante il suo uso. Computer portatili L’impiego prolungato dei computer portatili necessita della fornitura di una tastiera e di un mouse o altro dispositivo di puntamento esterni nonchè di un idoneo supporto che consenta il corretto posizionamento dello schermo. Spazio Il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo che vi sia spazio sufficiente per permettere cambiamenti di posizione e movimenti operativi. Illuminazione L'illuminazione generale e specifica (lampade da tavolo) deve garantire un illuminamento sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e l'ambiente circostante, tenuto conto delle caratteristiche del lavoro e delle esigenze visive dell'utilizzatore. Riflessi sullo schermo, eccessivi contrasti di luminanza e abbagliamenti dell’operatore devono essere evitati disponendo la postazione di lavoro in funzione dell'ubicazione delle fonti di luce naturale e artificiale. Si dovrà tener conto dell’esistenza di finestre, pareti trasparenti o traslucide, pareti e attrezzature di colore chiaro che possono determinare fenomeni di abbagliamento diretto e/o indiretto e/o riflessi sullo schermo. Le finestre devono essere munite di un opportuno dispositivo di copertura regolabile per attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro. Rumore Il rumore emesso dalle attrezzature presenti nel posto di lavoro non deve perturbare l'attenzione e la comunicazione verbale. Radiazioni Tutte le radiazioni, eccezion fatta per la parte visibile dello spettro elettromagnetico, devono essere ridotte a livelli trascurabili dal punto di vista della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori Parametri microclimatici 30 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Le condizioni microclimatiche non devono essere causa di discomfort per i lavoratori. Le attrezzature in dotazione al posto di lavoro non devono produrre un eccesso di calore che possa essere fonte di discomfort per i lavoratori. Interfaccia elaboratore/uomo All'atto dell'elaborazione, della scelta, dell'acquisto del software, o allorchè questo venga modificato, come anche nel definire le mansioni che implicano l'utilizzazione di unità videoterminali, il datore di lavoro terrà conto dei seguenti fattori: a) il software deve essere adeguato alla mansione da svolgere; b) il software deve essere di facile uso adeguato al livello di conoscenza e di esperienza dell'utilizzatore. Inoltre nessun dispositivo di controllo quantitativo o qualitativo può essere utilizzato all'insaputa dei lavoratori; c) il software deve essere strutturato in modo tale da fornire ai lavoratori indicazioni comprensibili sul corretto svolgimento dell’attività; d) i sistemi devono fornire l’informazione di un formato e ad un ritmo adeguato agli operatori; e) i principi dell’ergonomia devono essere applicati in particolare all’elaborazione dell’informazione da parte dell’uomo. Macchine/Attrezzature Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine: o Personal computer (Monitor, tastiera, mouse ecc.) o Stampante o Telefono. Sostanze Pericolose Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori utilizzano la seguente sostanza pericolosa: o Toner (per stampante). Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Stress psicofisico ( dovuto alla routine) Possibile Modesto Accettabile o Affaticamento visivo Possibile Modesto Accettabile o Disturbi muscolo-scheletrici per posture Possibile scorrette Modesto Accettabile o Scivolamenti e cadute a livello Possibile Modesto Accettabile o Elettrocuzione Non probabile Grave Accettabile 31 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla o Radiazioni non ionizzanti Probabile Lieve Accettabile o Rumore Possibile Lieve Basso 32 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Utilizzare schermi protettivi durante l’uso dei videoterminali per evitare l’affaticamento visivo Interrompere l’attività mediante pause di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuata al videoterminale, onde prevenire l’affaticamento visivo, oppure cambiare tipo di attività Organizzare in modo appropriato la postazione di lavoro Assumere una postura corretta ed adottare abitudini lavorative idonee a salvaguardare il proprio benessere fisico Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario, interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura Durante lo svolgimento del lavoro, praticare semplici esercizi di rilassamento, stiramento e rinforzo della muscolatura Predisporre un’area di massimo comfort dove poter assume posizioni adeguate, fare esercizi fisici e rilassarsi Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate ( art. 80 del D.lgs. n.81/08 ) Sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria periodica, con cadenza almeno biennale, per i lavoratori classificati idonei con prescrizioni e per quelli che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età, con cadenza quinquennale negli altri casi ( Art. 176 del D.lgs. n.81/08 ) Sottoporre il lavoratore a controllo oftalmologico, a sua richiesta, ogni volta che sospetti un’alterazione della funzione visiva Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto dei videoterminali. 33 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Inalazione di polvere in caso sostituzione del toner della stampante DPI Mascherina DESCRIZIONE NOTE Mascherina per la protezione di polveri a media tossicità Rif. Normativo D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3, 4 n.4 UNI EN 149 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie Si consiglia l’utilizzo di lenti oftalmiche durante l’uso prolungato di videoterminali. 34 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla FASE DI LAVORO: LAVORI DI UFFICIO Attività che comprende il disbrigo di pratiche di ufficio, quali la contabilità generale, la compilazione di documenti necessari per lo svolgimento di attività settoriali, il marketing, ecc. mediante l’utilizzo di personal computer e di altre tecnologie informatiche. Macchine/Attrezzature Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine: o Personal computer o Stampante o Telefono. Sostanze Pericolose Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori utilizzano la seguente sostanza pericolosa: o Toner (per stampante). 35 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Inalazione polveri di toner Possibile Significativo o Stress psicofisico ( dovuto alla routine) Possibile Modesto Accettabile o Affaticamento visivo Possibile Modesto Accettabile o Disturbi muscolo-scheletrici per posture Possibile scorrette Modesto Accettabile o Scivolamenti e cadute a livello Possibile Modesto Accettabile o Elettrocuzione Non probabile Grave Accettabile o Radiazioni non ionizzanti Probabile Lieve Accettabile Classe Notevole Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Utilizzare schermi protettivi durante l’uso dei videoterminali per evitare l’affaticamento visivo Adottare una posizione di lavoro comoda ed ergonomica Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario, interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura Durante lo svolgimento del lavoro, praticare semplici esercizi di rilassamento, stiramento e rinforzo della muscolatura Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante. ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 ) 36 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Inalazione di polvere in caso sostituzione del toner della stampante DPI Mascherina DESCRIZIONE NOTE Mascherina per la protezione di polveri a media tossicità Rif. Normativo D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3, 4 n.4 UNI EN 149 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie Si consiglia l’utilizzo di lenti oftalmiche durante l’uso prolungato di videoterminali. 37 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla FASE DI LAVORO : ATTIVITA’ DIDATTICA TEORICA Attività inerenti lo svolgimento di lezioni su materie specifiche mediante l’utilizzo di strumenti cartacei, quali libri, dispense e fotocopie, oppure mediante l’uso di attrezzature informatiche, quali personal computer, lavagne luminose e videoproiettori. In generale, l’attività si svolge con le seguenti modalità: o Studio preliminare teso alla conoscenza della preparazione degli allievi; o Piano didattico con indicazione degli insegnamenti; o Programma specifico dei singoli corsi; o Svolgimento degli insegnamenti; o Attività tutoriali; o Attività di esercitazione teorica/pratica; o Seminari. Macchine/Attrezzature Nella fase di lavoro Attrezzature/Macchine: oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti o Personal computer o Videoproiettore o Stampante o Lavagna luminosa o Lavagna in ardesia o plastificata; o Strumenti di uso comune per attività didattiche (gessetti, pennarelli, penne, matite, libri, quaderni, ecc…) Sostanze Pericolose Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a: o Toner (per stampante) 38 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Ergonomia (rischio posturale) Probabile Modesto Notevole o Disturbi alle corde vocali Possibile Significativo Notevole o Inalazione di polveri Probabile Modesto Notevole o Scivolamenti e cadute a livello Probabile Modesto Notevole o Elettrocuzione Non probabile Grave Accettabile o Radiazioni non ionizzanti Probabile Lieve Accettabile o Affaticamento visivo Probabile Lieve Accettabile o Stress psicofisico Possibile Lieve Basso o Rumore Possibile Lieve Basso Classe Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Utilizzare schermi protettivi durante l’uso dei videoterminali per evitare l’affaticamento visivo Adottare una postura comoda ed ergonomica Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario, interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura Durante lo svolgimento del lavoro, praticare semplici esercizi di rilassamento, stiramento e rinforzo della muscolatura Predisporre idonei sistemi di ventilazione e di condizionamento/riscaldamento delle aule ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 ) Garantire il ricambio dell’aria dell’aula ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 ) Prevedere idonei sistemi di illuminazione artificiale e naturale ( Allegato IV punto 1.10 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare le corrette condizioni igienico-sanitarie delle aule ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 ) Verificare l’adeguatezza degli impianti di sicurezza e di emergenza Verificare la regolarità degli interventi di manutenzione degli impianti tecnologici 39 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Verificare che i locali adibiti ad aule non presentino carenze strutturali o di altro tipo, come pavimenti sconnessi, assenza di luce naturale, altezza non sufficiente, ecc… Alternare le varie attività didattiche, onde evitare di parlare continuatamene per più ore Verificare che durante lo svolgimento delle attività il numero delle persone presenti nel locale non superi il numero massimo consentito Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al rumore. ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) 40 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla FASE DI LAVORO : ATTIVITA’ GINNICA O SPORTIVA Attività inerente esercizi fisici e giochi, che si svolge in palestra e a volte anche nei cortili o nei campi sportivi annessi agli edifici scolastici. Macchine/Attrezzature Nella fase di lavoro Attrezzature/Macchine: o Quadro svedese o Parallele o Spalliere o Cavalletti o Pedane o Funi o Palloni oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Cadute dall’alto (durante l’uso di attrezzi Possibile ginnici) Significativo o Tagli ed abrasioni Possibile Modesto Accettabile o Urti ed inciampi Probabile Lieve Accettabile o Scivolamenti e cadute a livello Probabile Lieve Accettabile o Elettrocuzione Non probabile Grave Accettabile o Microclima (per insufficiente ventilazione) Probabile Lieve Accettabile Notevole 41 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Garantire la presenza costante e la buona assistenza dell’allenatore, in modo particolare nei primi approcci con gli esercizi, onde prevenire traumi ed infortuni Attuare la formazione e l’informazione circa l’utilizzo corretto di tali attrezzature Assicurarsi che gli allenatori insegnino le progressioni dei movimenti secondo la corretta tecnica di esecuzione Verificare che gli esercizi con difficoltà incluse in livelli avanzati siano insegnati da allenatori con almeno 2 anni di esperienza di ginnastica generale Accertarsi che gli allenatori non incoraggino i loro allievi ad eseguire difficoltà che sono al di sopra delle loro ragionevoli abilità, o difficoltà che gli allenatori stessi non siano in grado di insegnare correttamente Garantire che l’allenatore stia sotto gli anelli, sotto la sbarra e le parallele asimmetriche, pronto ad intervenire, prima che il/la ginnasta inizi il suo esercizio, in ogni caso verificare che rimanga vicino al/la ginnasta durante tutto l’esercizio Sistemare le attrezzature ginniche in maniera opportuna a prevenire eventuali incidenti Verificare che gli attrezzi ginnico-sportivi abbiano caratteristiche idonee allo svolgimento dell’esercizio fisico Verificare che gli attrezzi per l’atletica leggera siano conformi al regolamento federale della FIDAL Verificare la presenza di un impianto elettrico certificato e conforme alle norme CEI e dotato di comandi di emergenza, capaci di interrompere rapidamente l’alimentazione elettrica in caso di emergenza ( Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare ed adeguare l’impianto di messa a terra ogni due anni ( Art. 86 del D.lgs. n.81/08 ) Adottare le misure di prevenzione incendi previste dalla normativa, provvedendo al rilascio del Certificato di prevenzione Incendi da parte dei Vigili del Fuoco Verificare la presenza e l’idoneità dei mezzi di estinzione, quali estintori, idranti, impianto di spegnimento automatico, e di rilevamento dei fumi ( Allegato IV punto 4 del D.lgs. n.81/08 ) Predisporre un numero adeguato di estintori portatili in posizioni ben segnalate e facilmente raggiungibili ( Allegato IV punto 4 del D.lgs. n.81/08 ) Garantire che l’impianto antincendio sia sottoposto a regolare manutenzione e che gli estintori vengano controllati da ditta specializzata ogni sei mesi Verificare l’adeguatezza dei passaggi e delle vie di fuga in base agli affollamenti massimi previsti 42 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Mantenere libere da arredi ed ingombri le vie di uscita e i passaggi L’impianto di illuminazione e l’impianto di aerazione devono essere distribuiti in modo idoneo e conforme agli indici previsti dalla normativa scolastica ( allegato IV del D.lgs. n.81/08 ) Verificare la regolarità degli interventi di manutenzione degli impianti tecnologici Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 ) DPI Non sono previsti particolari DPI per lo svolgimento di tale fase lavorativa. Gli operatori indosseranno la normale tuta da ginnastica e calzature idonee 43 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla FASE DI LAVORO : ATTIVITA’ DI RECUPERO O SOSTEGNO Attività didattica svolta da un insegnante di sostegno, in presenza di allievi portatori di handicap o con problemi specifici di apprendimento. In questo caso si utilizzano i tradizionali sussidi didattici, escludendo quelli elettronici a favore della didattica faccia a faccia. Macchine/Attrezzature Nella fase di lavoro Attrezzature/Macchine: oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti o Lavagna in ardesia o plastificata; o Strumenti di uso comune per attività didattiche (gessetti, pennarelli, penne, matite, libri, quaderni, ecc.) Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Ergonomia (rischio posturale) Probabile o Movimentazione (per sollevare handicap) manuale dei carichi ragazzi portatori di Possibile Classe Modesto Notevole Significativo Notevole o Disturbi alle corde vocali Possibile Significativo Notevole o Scivolamenti e cadute a livello Probabile Modesto Notevole o Affaticamento visivo Probabile Lieve Accettabile o Stress psicofisico (per routine di attività) Possibile Lieve Basso o Rumore Lieve Basso Possibile 44 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Attuare la formazione e l’informazione sulle corrette posture da adottare durante lo svolgimento delle lezioni Adottare una postura comoda ed ergonomica Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario, interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura Predisporre idonei sistemi di ventilazione e di condizionamento/riscaldamento delle aule; Garantire il ricambio dell’aria dell’aula ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 ) Prevedere idonei sistemi di illuminazione artificiale e naturale ( Allegato V parte I punto 7 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare le corrette condizioni igienico-sanitarie delle aule Verificare l’adeguatezza degli impianti di sicurezza e di emergenza Verificare la regolarità degli interventi di manutenzione degli impianti tecnologici Verificare che i locali adibiti ad aule non presentino carenze strutturali o di altro tipo, come pavimenti sconnessi, assenza di luce naturale, altezza non sufficiente, ecc… Alternare le varie attività didattiche, onde evitare di parlare continuatamene per più ore Verificare che durante lo svolgimento delle attività il numero delle persone presenti nel locale non superi il numero massimo consentito Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) DPI Non sono previsti particolari DPI per lo svolgimento di tale fase lavorativa. 45 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla FASE DI LAVORO : ATTIVITA’ DI LABORATORIO TECNICO Attività inerente sia il lavoro tecnico che quello manuale ed è seguita da un insegnante specializzato. In particolare, sono previsti piccoli lavori di falegnameria, di realizzazione di circuiti elettrici elementari e lavori di bricolage. Macchine/Attrezzature Nella fase di lavoro Attrezzature/Macchine: oggetto della valutazione sono o Seghetto manuale o Trapano manuale o Chiodi e martello o Pile, lampadine filo elettrico, nastro isolante ed interruttori utilizzate le seguenti Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Ergonomia (rischio posturale) Possibile Modesto Accettabile o Tagli ed abrasioni Possibile Modesto Accettabile o Inalazione di polvere (durante i lavori di Probabile falegnameria) Lieve Accettabile o Scivolamenti e cadute a livello Probabile Lieve Accettabile o Elettrocuzione Non probabile Grave Accettabile o Microclima Possibile Lieve Basso 46 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Garantire la presenza attenta e costante dell’insegnante durante l’utilizzo delle attrezzature a disposizione degli allievi Attuare la formazione e l’informazione circa l’utilizzo corretto degli strumenti a disposizione nel laboratorio Verificare lo stato di conservazione e di efficienza delle attrezzature utilizzate Adottare una postura comoda ed ergonomia, durante lo svolgimento delle lezioni Predisporre idonei sistemi di ventilazione e di condizionamento/riscaldamento dell’aria nei locali adibiti a laboratori ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 ) Garantire il regolare ricambio dell’aria ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 ) Prevedere idonei sistemi di illuminazione artificiale e naturale ( Allegato IV punto 1.10 del D.lgs. n.81/08 ) Dotare i locali di attrezzature idonee e di adeguati arredi di servizio Evitare di sovraccaricare le prese a disposizione del laboratorio, onde evitare il rischio di elettrocuzione Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate 8 Art. 80 del D.lgs n.81/08 ) Verificare la presenza di un impianto elettrico certificato e conforme alle norme CEI e dotato di comandi di emergenza, capaci di interrompere rapidamente l’alimentazione elettrica in caso di emergenza ( Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare ed adeguare l’impianto di messa a terra ogni due anni ( art. 86 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 ) 47 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Inalazione di polvere durante lo svolgimento di lavori di falegnameria DPI Mascherina Guanti in crosta Tagli ed abrasioni durante le attività di falegnameria DESCRIZIONE NOTE Mascherina per la protezione di polveri a media tossicità, fibre e aerosol a base acquosa di materiale particellare >= 0,02 micron. Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 149 Apparecchi di protezione delle vie respiratori. Facciali filtranti antipolvere. Requisiti, prove, marcatura Da utilizzare in presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/ delle mani Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Guanti di protezione contro rischi meccanici 48 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla FASE DI LAVORO: ATTIVITA’ DI COLLABORATORE SCOLASTICO Attività svolta dai collaboratori scolastici (ex bidelli) che si occupano dei servizi generali della scuola, dell’accoglienza e sorveglianza degli alunni e del pubblico, della pulizia delle aule, della custodia e della sorveglianza dei locali. Macchine/Attrezzature Nella fase di lavoro Attrezzature/Macchine: o oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzi manuali di uso comune (scopa, paletta raccogli materiale, strizzatore, mop a frange, secchi, ecc…) o Aspirapolvere o Macchina lava-asciuga o Tergivetro o Asta telescopica o Carrello porta-attrezzatura Sostanze Pericolose Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a: o Detergenti o Disinfettanti Opere Provvisionali Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Opere Provvisionali: o Scala portatile 49 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Caduta dall’alto (per utilizzo di scale) Possibile Grave Notevole o Scivolamenti e cadute a livello Possibile Grave Notevole o Elettrocuzione Possibile Grave Notevole o Affaticamento fisico Possibile Significativo Notevole o Punture tagli ed abrasioni (alle mani) Possibile Modesto Accettabile o Contatto con sostanze irritanti Possibile Modesto Accettabile o Inalazione di polveri Possibile Lieve Basso o Allergie Non Probabile Modesto Basso o Rumore Possibile Lieve Basso 50 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Predisporre orari e turni di lavoro secondo quanto stabilito dalla contrattualistica nazionale Attuare le misure tecnico organizzative necessarie per evitare la ripetitività e la monotonia delle attività, stabilendo pause, turni ecc… Verificare che le attività non vengano svolte in condizioni di stress in maniera costante Prevedere personale di riserva per coprire le eventuali assenze dovute a ferie, malattie, periodi di punta, ecc… Prevedere un periodo di adattamento per i nuovi assunti e per quelli rientranti ( da malattie, maternità ecc) Adottare una postura comoda ed ergonomia durante lo svolgimento dell’attività lavorativa Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario, interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura Effettuare il controllo dei locali da pulire onde rilevare la presenza di eventuali anomalie di tipo funzionale, e nel caso sussistano, comunicarle immediatamente al preposto I pavimenti bagnati per le pulizie devono essere segnalati, sia per la sicurezza dei docenti che degli allievi I cavi volanti non devono essere causa d’inciampo, quindi devono essere sufficientemente lunghi, compatibilmente con i carichi alimentati, in modo tale da essere sempre appoggiati al pavimento La pulizia dei vetri delle finestre deve essere effettuata con la finestra chiusa, altrimenti si deve ricorrere a imbrachi di sicurezza Utilizzare scale a norma per non indurre il lavoratore a rinunciare a raggiungere le parti in quota con sedie o altri mezzi impropri In caso di utilizzo di scala, porre particolare attenzione alla sua integrità e verificare che sia in possesso dei seguenti requisiti: materiale adatto alle condizioni di impiego, dimensioni appropriate all’uso, resistenza nell’insieme e nei singoli elementi, dispositivi antisdrucciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti e dispositivi antisdrucciolevoli o ganci alle estremità superiori oppure in alternativa, dispositivi di trattenuta superiori anche scorrevoli su guide, onde evitare sbandamenti, slittamenti, rovesciamenti, ecc… ( Allegato IV del D.lsg n.81/08 ) Predisporre le eventuali macchine da impiegare nel programma di manutenzione giornaliera e di pulizie periodiche, con gli accessori necessari ed i relativi prodotti 51 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla chimici e/o materiali d’uso, previa verifica del regolare funzionamento della macchina stessa e dell’integrità delle sue parti Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate ( art. 80 del D.lgs n.81/08 ) Effettuare la formazione e l’informazione degli addetti sui rischi relativi all’utilizzo delle sostanze chimiche contenute nei prodotti detergenti utilizzati durante le pulizie Durante l’utilizzo di sostanze, quali detergenti e disinfettanti, adottare gli accorgimenti necessari per evitare il contatto con la pelle, con gli occhi o con altre parti del corpo Conservare tali prodotti in maniera opportuna e con idonea etichettatura delle sostanze chimiche o tossiche presenti ( Art.224 del D.lgs. n.81/08 ) Durante l’utilizzo di tali sostanze, vietare severamente il consumo di cibi e bevande ( Art.224 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare che vengano utilizzati prodotti per l’igiene meno nocivi e tossici per l’uomo Scegliere prodotti detergenti con PH che si avvicini il più possibile a quello dell’uomo Acquisire ed avere sempre a disposizione le schede di sicurezza delle sostanze chimiche o tossiche utilizzate Predisporre tabelle idonee per interventi di primo soccorso in caso di contatto con sostanze tossiche adoperate durante lo svolgimento dell’attività lavorativa Effettuare la vaccinazione contro l’epatite B, la TBC ed il Tetano agli addetti alle pulizie Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 ) 52 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Guanti di protezione DESCRIZIONE NOTE Guanti di protezione in PVC con interno felpato e con superficie esterna ruvida antiscivolo. Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 374 – 420 (2004) Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi. Requisiti generali e metodi di prova Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.7 UNI EN 340(2004) Indumenti di protezione Requisiti generali. Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.6 UNI EN 345 (1994) Specifiche per calzature di sicurezza per uso professionale Contatto con sostanze irritanti Indumenti di protezione Tuta in cotone 100% per la protezione da polveri e sporcizia. Contatto con sostanze irritanti Scivolamenti e cadute a livello Scarpe antinfortunistiche Calzatura di sicurezza leggera e comoda con fodera traspirante e con suola antiscivolo ed antistatica. 53 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla FASE DI LAVORO: LAVORI DI PULIZIA Attività inerenti la pulizia e la sistemazione di locali adibiti ad uffici, dei servizi igienici, dei disimpegni e delle scale, mediante l’utilizzo di attrezzi idonei, quali aspirapolvere, scope, palette, macchina lava-asciuga, macchina lava-vetri, secchi ecc. In particolare, sono previste procedimenti ed operazioni che si svolgono con le seguenti modalità: Spolveratura e ritiro dei rifiuti Spazzatura pavimenti manuale e/o meccanica Lavaggio dei pavimenti manuale e/o con macchina lavasciuga Pulizia delle superfici verticali (superfici piastrellate e vetrate) Pulizia e disinfezione dei servizi igienici. Macchine/Attrezzature Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine: o Attrezzi manuali per la pulizia di pavimenti (scopa, paletta raccogli materiale, strizzatore, mop a frange, secchi, ecc.) o Aspirapolvere o Macchina lava-asciuga o Tergivetro o Asta telescopica o Carrello porta-attrezzatura. Sostanze Pericolose Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a: o Detergenti o Disinfettanti. 54 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Opere Provvisionali Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Opere Provvisionali: o Scala portatile. Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Caduta dall’alto (per utilizzo di scale) Possibile Grave Notevole o Elettrocuzione Possibile Grave Notevole o Punture, tagli ed abrasioni alle mani Possibile Modesto Accettabile o Scivolamenti e cadute a livello Possibile Modesto Accettabile o Contatto con sostanze irritanti Possibile Modesto Accettabile o Inalazione di polveri Possibile Lieve Basso o Rumore Possibile Lieve Basso o Allergie Non Probabile Modesto Basso 55 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Predisporre orari e turni di lavoro secondo quanto stabilito dalla contrattualistica nazionale Attuare le misure tecnico organizzative necessarie per evitare la ripetitività e la monotonia delle attività, stabilendo pause, turni ecc. Verificare che le attività non vengano svolte in condizioni di stress in maniera costante Prevedere personale di riserva per coprire le eventuali assenze dovute a ferie, malattie, periodi di punta, ecc. Prevedere un periodo di adattamento per i nuovi assunti e per quelli rientranti (da malattie, maternità ecc.) Adottare una postura comoda ed ergonomia durante lo svolgimento dell’attività lavorativa Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario, interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura Effettuare il controllo dei locali da pulire onde rilevare la presenza di eventuali anomalie di tipo funzionale, e nel caso sussistano, comunicarle immediatamente al preposto Predisporre le eventuali macchine da impiegare nel programma di manutenzione giornaliera e di pulizie periodiche, con gli accessori necessari ed i relativi prodotti chimici e/o materiali d’uso, previa verifica del regolare funzionamento della macchina stessa e dell’integrità delle sue parti Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate ( Art. 80 del D.lgs n.81/08 ) Effettuare la formazione e l’informazione degli addetti sui rischi relativi all’utilizzo delle sostanze chimiche contenute nei prodotti detergenti utilizzati durante le pulizie Durante l’utilizzo di sostanze, quali detergenti e disinfettanti, adottare gli accorgimenti necessari per evitare il contatto con la pelle, con gli occhi o con altre parti del corpo Conservare tali prodotti in maniera opportuna e con idonea etichettatura delle sostanze chimiche o tossiche presenti ( Art. 224 del D.lgs. n.81/08 ) Durante l’utilizzo di tali sostanze, vietare severamente il consumo di cibi e bevande ( Art. 224 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare che vengano utilizzati prodotti per l’igiene meno nocivi e tossici per l’uomo Scegliere prodotti detergenti con PH che si avvicini il più possibile a quello dell’uomo Acquisire ed avere sempre a disposizione le schede di sicurezza delle sostanze chimiche o tossiche utilizzate 56 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Predisporre tabelle idonee per interventi di primo soccorso in caso di contatto con sostanze tossiche adoperate durante lo svolgimento dell’attività lavorativa 57 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Effettuare la vaccinazione contro l’epatite B, la TBC ed il Tetano agli addetti alle pulizie In caso di utilizzo di scala, porre particolare attenzione alla sua integrità e verificare che sia in possesso dei seguenti requisiti: materiale adatto alle condizioni di impiego, dimensioni appropriate all’uso, resistenza nell’insieme e nei singoli elementi, dispositivi antisdrucciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti e dispositivi antisdrucciolevoli o ganci alle estremità superiori oppure in alternativa, dispositivi di trattenuta superiori anche scorrevoli su guide, onde evitare sbandamenti, slittamenti, rovesciamenti, ecc. ( Art. 113 del D.lgs. n.81/08 ) Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante. ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 ) DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Guanti Contatto con sostanze irritanti Indumenti di protezione Contatto con sostanze irritanti Scivolamenti e cadute a livello Scarpe antinfortunistiche DESCRIZIONE Guanti di protezione in PVC con interno felpato e con superficie esterna ruvida antiscivolo. Tuta in cotone 100% per la protezione da polveri e sporcizia Calzatura di sicurezza leggera e comoda con fodera traspirante e con suola antiscivolo ed antistatica NOTE Rif. Normativo D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3, 4 n.5 UNI EN 374 – 420 (2004) Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi. Requisiti generali e metodi di prova Rif. Normativo D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3, 4 n.7 UNI EN 340(2004) Indumenti di protezione Requisiti generali. Rif. Normativo D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3, 4 n.6 UNI EN 345 (1994) Specifiche per calzature di sicurezza per uso professionale 58 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Mascherina Inalazione di polvere Mascherina per la protezione di polveri a media tossicità Rif. Normativo D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3, 4 n.4 UNI EN 149 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie 59 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla FASE DI LAVORO: RICEVIMENTO CLIENTI (RECEPTION – CENTRALINO) Attività relativa all’accoglienza degli ospiti, con compiti specifici, quali ritirare e consegnare i documenti e le chiavi, dare informazioni, ricevere telefonate e smistarle al settore richiesto, il disbrigo di pratiche di ufficio e di segreteria. Alla partenza degli ospiti, tale attività prevede il controllo della loro posizione in relazione alle prestazioni erogate, la redazione della loro contabilizzazione finale ed il pagamento delle prestazioni ricevute nelle forme convenute. In generale, tale attività comporta lo svolgimento delle seguenti mansioni: o Utilizzo del telefono e del fax o Utilizzo di videoterminali e di altre tecnologie informatiche, per brevi periodi. Macchine/Attrezzature Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine: o Telefono e fax o Personal computer o Stampante o Fotocopiatrice o Taglierina per carta. Sostanze Pericolose Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a: o Toner (per fax, stampante e fotocopiatrice) 60 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Stress psicofisico (dovuto alla routine) Probabile Modesto Notevole o Ergonomia (lavoro posizione seduta) Probabile Modesto Notevole o Scivolamenti e cadute a livello Probabile Modesto Notevole o Elettrocuzione Non probabile Grave Accettabile o Affaticamento visivo Possibile Lieve Basso svolto in piedi/in Classe Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Utilizzare attrezzature elettriche rispondenti a tutti i requisiti di sicurezza contenuti nelle norme CEI e di buona tecnica ( art. 80 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare che le macchine e le attrezzature utilizzate siano in possesso di marchi IMQ o certificazioni equivalenti o marcatura CE ( art. 70 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare periodicamente l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate Evitare il contatto diretto ed indiretto con parti sottoposte a tensione elettrica ( art. 82 del D.lgs. n.81/08 ) Porre particolare attenzione al cablaggio dei cavi di energia e al posizionamento delle prese multiple di energia a pavimento, onde evitare alle persone di inciamparvi e a problemi di contatto durante le operazioni di pulizia dei pavimenti Utilizzare schermi protettivi in caso di uso prolungato di videoterminali per evitare l’affaticamento visivo Adottare una posizione di lavoro comoda ed ergonomica Non assumere posizioni scomode per lunghi periodi, ma nel caso fosse necessario, interrompere spesso il lavoro per poter rilassare la muscolatura Durante lo svolgimento del lavoro, praticare semplici esercizi di rilassamento, stiramento e rinforzo della muscolatura Evitare l’utilizzo di sedie o altri sistemi per raggiungere i ripiani fuori portata Utilizzare scale da lavoro conformi alle norme UNI EN 131 per raggiungere ripiani alti Verificare che le cassettiere siano dotate di interblocco dei cassetti, per evitare che la contemporanea apertura di più cassetti, ne provochi il rovesciamento. 61 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Inalazione di polvere in caso sostituzione del toner DPI Mascherina DESCRIZIONE NOTE Mascherina per la protezione di polveri a media tossicità, fibre e aerosol a base acquosa di materiale particellare >= 0,02 micron. Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 149 Apparecchi di protezione delle vie respiratori. Facciali filtranti antipolvere. Requisiti, prove, marcatura Si consiglia l’utilizzo di lenti oftalminiche durante l’uso prolungato di videoterminali 62 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla FASE DI LAVORO: SERVIZIO SALA - BAR (Alberghiero) Attività svolta dai camerieri che si occupano delle sale da pranzo e prima colazione, e del bar dell’albergo. In particolare, gli addetti al servizio di sala si occupano di apparecchiare e sparecchiare i tavoli, di servire le pietanze, mentre gli addetti al bar si occupano di preparare e servire bevande. Macchine/Attrezzature Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine: o Carrelli da portata o Coltelli o Cristalleria o Macchina per il caffè o Scalda caffè o Spremiagrumi, frullatori, centrifughe o Forno a microonde o Frigorifero. 63 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Scivolamenti e cadute a livello Possibile Grave Notevole o Ferite da taglio alle mani Possibile Grave Notevole o Ustioni (per contatto con superfici calde, liquidi bollenti, vapori caldi) Possibile Significativo Notevole o Elettrocuzione (contatti accidentali con parti in tensione o con macchinari non correttamente isolati) Possibile Significativo Notevole o Ergonomia (lavoro prolungato in piedi) Possibile Significativo Notevole o Affaticamento fisico Possibile Significativo Notevole o Movimentazione manuale dei carichi (pietanze, cassette di bevande ecc.) Possibile Modesto Accettabile 64 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Mantenere il pavimento della sala e degli altri spazi comuni asciutto e pulito, al fine di contenere gli episodi di scivolamento Controllare e verificare che i percorsi lavorativi siano integri ed agibili (pavimenti non ingombri, segnalazioni di eventuali punti pericolosi, ecc.) Utilizzare scarpe antiscivolo per diminuire il rischio di caduta Prevedere personale di riserva per coprire ferie, malattie, periodi di punta, ecc. Assicurare che il lavoro non venga svolto costantemente in condizioni di stress (tempi ridotti a causa di personale insufficiente) Utilizzare contenitori idonei per la conservazione di alimenti nel frigorifero Segregare gli organi lavoratori pericolosi delle attrezzi taglienti (Allegato V parte I punto 6 del D.lgs. n.81/08 ) Informare e formare i lavoratori sul corretto uso delle attrezzature con superfici taglienti Insegnare ai lavoratori il corretto comportamento nell’uso di superfici pericolose (lame e coltelli) Verificare che l’impianto elettrico sia a norma e che siano stati eseguiti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria Verificare che l’impianto di terra sia stato sottoposto alle verifiche periodiche biennali Eseguire un controllo periodico delle macchine ad alimentazione elettrica da parte di personale qualificato Assicurarsi dell'integrità del forno a microonde in tutte le sue parti, soprattutto per i collegamenti elettrici Limitare l'uso delle prolunghe elettriche, di riduttori, spine o prese multiple Non usare una presa dove già é collegato altro utilizzatore In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali Per ogni intervento di manutenzione è indispensabile togliere l'alimentazione elettrica della macchina ( Allegato V parte I punto 11 del D.lgs. n.81/08 ) Evitare di maneggiare con le mani umide macchine ad alimentazione elettrica Non pulire attrezzature spruzzando o sciacquando con acqua a meno che non sia indicato nelle istruzioni d’uso Usare maniglie e prese per isolare il calore quando si prelevano corpi bollenti Per prevenire fuoriuscite di liquido caldo e quindi ustioni da liquidi bollenti, usare contenitori sufficientemente grandi per l’operazione da seguire Utilizzare guanti e prese da forno per spostare contenitori caldi 65 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Prevedere la coibentazione delle parti calde di tubazioni e di attrezzature con cui i lavoratori possono venire a contatto, in caso di impossibilità usare adeguate segnaletica di avvertimento Non svuotare i posacenere in contenitori infiammabili o contenenti carta ( Allegato IV punto 4 del D.lgs. n.81/08 ) Usare raccoglitori per rifiuti resistenti al fuoco e dotati di coperchi opportuni ( Allegato IV punto 4 del D.lgs. n.81/08 ) Evitare di surriscaldare i collegamenti elettrici Accertarsi che esistano idonei sistemi antincendio e che la loro manutenzione sia regolare Assicurarsi che le porte tagliafuoco, se presenti, siano funzionanti e siano mantenute sempre sgombre ( Allegato IV punto 4 del D.lgs. n.81/08 ) Redigere un piano di emergenza che contempli anche l’esistenza di lavoratori istruiti al caso di incendio Ventilare adeguatamente i locali, evitando di creare correnti d’aria ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 ) Effettuare la movimentazione dei carichi con idonee attrezzature meccaniche di sollevamento o trasporto adempiendo così a quanto previsto dall’art.168 del D.lgs. 81/08 Acquistare confezioni di peso o pezzature limitate, evitando pesi superiori a 20-25 kg Informare e formare gli addetti sui rischi presenti 66 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Scivolamenti, schiacciamento del carico trasportato Ferite e tagli alle mani durante le operazioni di pulizia affettatrice DPI DESCRIZIONE Scarpe antinfortunistiche Puntale rinforzato in acciaio contro schiacciamento/abrasioni/p erforazione/ferite degli arti inferiori e suola antiscivolo e per salvaguardare la caviglia da distorsioni Guanti antitaglio In maglia di acciaio inox formata da anelli saldati singolarmente. Adatto durante l’utilizzo di utensili particolarmente taglienti NOTE Rif. Normativo D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.6 EN344/345(1992) Requisiti e metodi di prova per calzature di sicurezza, protettive e occupazionali per uso professionale Rif. Normativo D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 1082-1 (98) Indumenti di protezione Guanti di maglia metallica 67 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ATTREZZATURA: AFFETTATRICE PRESCRIZIONI PRELIMINARI L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni della macchina stessa. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Elettrocuzione Possibile Significativo Notevole o Ferite e tagli alle mani per contatto accidentale con la lama o durante le operazioni di pulizia/manutenzione Possibile Significativo Notevole Classe Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: L’affettatrice deve essere usata solo da personale addestrato che deve conoscere perfettamente le norme sicurezza contenute nel manuale d’uso Nel caso si debba procedere ad un avvicendamento di personale, provvedere per tempo all’addestramento Le affettatrici devono essere dotate di microinterruttori di sicurezza sul blocco affilatoio e sul carter paralama e di elsa di protezione sull'impugnatura del carrello portamerce (Allegato V parte I punto 6 del D.lgs. n.81/08 ) Segregare gli organi lavoratori pericolosi delle affettatrici (Allegato V parte I punto 6 del D.lgs. n.81/08 ) 68 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Anche se sulla macchina sono installati dispositivi di sicurezza nei punti pericolosi, evitare di avvicinare le mani alla lama ed alle parti in movimento Prima di eseguire qualsiasi operazione di pulizia o manutenzione, scollegare la presa della macchina dalla rete di alimentazione elettrica ( Allegato V parte I punto 11 del d.lgs. n.81/08 ) Quando si interviene per la manutenzione o la pulizia dell’affettatrice (e quindi vengono rimosse le protezioni), valutare attentamente i rischi residui Se l’affettatrice dovesse dimostrare un mal funzionamento, non usarla e soprattutto non intervenire direttamente per le riparazioni Non impiegare l’affettatrice per prodotti surgelati, carni, pesci con osso, verdure e comunque prodotti non alimentari Non tagliare mai il prodotto, ormai esaurito, senza l’ausilio del braccio pressamerce Non assumere posizioni tali da portare parti del corpo a contatto diretto con la lama L’affettatrice deve essere dotata di un dispositivo che provochi l’arresto della macchina in caso di rimozione accidentale del tirante paralama ( Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare che il diametro della lama, dopo le tante affilature, non si riduca più di 10 mm. rispetto al diametro originale Se per qualche motivo si decidesse di mettere fuori uso la macchina, assicurarsi che sia inutilizzabile per qualsiasi persona, quindi, staccare le connessioni elettriche Controllare periodicamente lo stato di usura del cavo di alimentazione, un cavo logorato o comunque non integro rappresenta un grave pericolo di natura elettrica Per operazioni di manutenzione e riparazione rivolgersi a personale qualificato Limitare l'uso delle prolunghe elettriche La pulizia della lama va fatta, indossando un paio di guanti metallici ed utilizzando un panno umido ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 ) Per la pulizia della superficie opposta della lama e dell’anello, bisogna estrarre la lama dall’affettatrice Il paralama va pulito con acqua tiepida e detersivo neutro Non usare una presa dove già é collegato altro utilizzatore, né riduttori, spine o prese multiple In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali Per ogni intervento di manutenzione/pulizia è indispensabile togliere l'alimentazione elettrica della macchina. ( Art. 82 del D.lgs. n.81/08 ) 69 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Ferite e tagli alle mani durante le operazioni di pulizia/manutenzione dell’affettatrice, tritacarne DPI Guanti metallici DESCRIZIONE In maglia di acciaio inox formata da anelli saldati singolarmente. Adatto per macellazione e comunque per l'uso con utensili particolarmente taglienti NOTE Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 70 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ATTREZZATURA: CELLA FRIGORIFERA PER ALIMENTI La cella frigorifera è adibita alla conservazione degli alimenti, quali carne, pesce, frutta, ortaggi pasticceria, gelateria ed alimenti lattiero-caseari, perché mantiene una temperatura stabile, sempre sotto zero, da un minimo di -2°C ad un massimo di - 24°C. La cella frigorifera può essere corredata di scaffalatura in lamiera zincata plastificata, di barre appendi-alimenti in alluminio e ganci in acciaio inox. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Microclima (esposizione temperature) a basse Possibile Significativo Classe Notevole Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Le celle frigorifere devono essere installate in un apposito locale dove è impedito l’accesso al personale non autorizzato Le celle frigorifere devono avere la possibilità di essere aperte anche dall'interno Verificare periodicamente l'efficienza del sistema di apertura dall'interno delle celle frigorifere Gli spigoli interni della cella devono essere arrotondati in osservanza delle norme igieniche Il pavimento della cella deve essere in lamiera zincata plastificata antisdrucciolo con gradino di contenimento Le pareti laterali interne ed il soffitto devono essere in lamiera zincata con plastificazione atossica Tutti i cavi di alimentazione saranno provvisti di protezione meccanica in modo da rispettare la sicurezza elettrica (Art.80 del D.lgs. n.81/08 , Allegato V parte II punto 5.16) Predisporre procedure periodiche per il lavaggio e la disinfezione delle celle frigorifere Utilizzare calzature antiscivolo e indumenti protettivi per soste prolungate nelle celle frigorifere. ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 ) 71 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla In collaborazione con il Medico Competente formare ed informare gli operatori che sostano o si introducono nelle celle frigorifere sui rischi connessi al passaggio tra ambienti a temperature diverse ed esposizione a basse temperature Indossare indumenti adeguati, per l'accesso nelle celle frigorifere. ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 ) DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE NOTE Indumento per la protezione contro il freddo Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.7 UNI EN 342 (2001) Indumenti di protezione Completi e capi di abbigliamento per la protezione contro il freddo Giubbotto Microclima freddo per prolungati periodi nelle celle frigorifere 72 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ATTREZZATURA: COLTELLI DA CUCINA Piccoli utensili utilizzati per il taglio agevole di prodotti alimentari, quali pesce, carne, salumi, frutta e verdura, ecc… I coltelli da alimenti possono avere la lama in acciaio inox, in ceramica o anche in titanio, mentre il manico può essere in legno multistrato, in legno laminato, in polipropilene.. Generalmente le lame dei coltelli da cucina sono in acciaio inossidabile martensitico, un acciaio cosiddetto "altolegato", ad alto tenore di carbonio e con una grande percentuale di leganti come Nichel, Cromo, Molibdeno, Vanadio, quindi un materiale che abbina una notevole durezza (indispensabile per mantenere il filo) ad una grande resistenza alla corrosione. Inoltre la lama può essere stampata (la sagoma della lama viene tagliata partendo da una lamiera) o forgiata (la lama viene ricavata deformando progressivamente un semilavorato). In commercio esistono vari tipi di coltelli, i cui principali sono i seguenti: Coltello da cuoco: Ha una lama ampia che curva dolcemente per tutta la sua lunghezza, è massiccio per resistere ai colpi contro il tagliere e deve essere lungo 20-25 cm. Si può usare per tagliare, tritare, ridurre a cubetti qualunque tipo di alimento. Coltello per verdure: È un coltello leggero e sottile, con lama molto affilata, per garantire una maggior precisione nel taglio di sottili fette di verdura. Ha una misura compresa tra 18 e 22 cm, sufficiente per la maggior parte delle verdure. Coltello per pane: Ha una lama seghettata, utile per tagliare alimenti teneri con crosta o buccia, come il pane. Spelucchino: Può assumere diverse forme ed è utile per tutti i lavori di fino o per tagliare cose piccole: pelare la frutta, sbucciare, raschiare, ecc. La lama deve essere lunga 8-11 cm. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Ferite, tagli, lacerazioni per contatto con l’utensile Probabile Significativo Classe Notevole 73 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Preferire utensili con impugnatura ergonomica, dalla forma anatomica Assicurarsi che il coltello sia ben bilanciato, ossia che non sia più pesante sulla punta o sul manico Preferire coltelli ben affilati, in quanto richiedono una pressione minore ed un taglio più preciso, onde evitare che la lama segua una direzione sbagliata e quindi ridurre il rischio di tagli e lacerazioni agli arti superiori I coltelli devono essere tenuti sempre efficienti ed in particolare devono essere periodicamente affilati ( Art. 18 del D.lgs. n.81/08 ) È importante che l’operatore affili personalmente i propri coltelli o che lo faccia fare ad incaricati che può sorvegliare direttamente Evitare di utilizzare gli acciarini per l’affilatura, in quanto le lame dei coltelli non sono fatte per essere affilate con questo utensile Le linee di coltelli professionali di qualità devono prevedere l’ apposita pietra da utilizzarsi I coltelli che durante il loro uso diventano stretti perdendo la loro originaria dimensione, devono essere scartati e sostituiti con altri idonei I coltelli non devono essere usati ad altezze per le quali il corpo non è protetto Non usare coltelli con il manico unto, poiché potrebbero sfuggirvi di mano Non lasciate coltelli in zone dalle quali potrebbero cadere, per esempio vicino ai bordi del piano di lavoro Non lasciate i coltelli nel catino dei piatti, nascosti dalle altre stoviglie o dall'acqua insaponata I coltelli devono essere conservati in modo tale che le lame non vengano a contatto con altri corpi metallici, per evitare che subiscano urti Usate i coltelli su taglieri in legno o plastica, evitate di usarli su materiali duri come vetro, ceramica, metallo, piani di lavoro Le postazioni di lavoro devono essere dotate di adatte coltelliere per la custodia dei coltelli, quali un ceppo di legno o cassetti con vani appositi L’operatore addetto ad attività lavorativa effettuata con l’impiego di coltelli deve essere persona adeguatamente formata Il personale preposto alle attività di taglio deve essere addestrato per quanto concerne le procedure di lavoro ed informato sui rischi residui Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa l’utilizzo in sicurezza di questi utensili 74 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Guanti antitaglio Ferite e tagli alle mani durante le operazioni di lavaggio e pulizia dell’attrezzo DESCRIZIONE NOTE In maglia di acciaio inox formata da anelli saldati singolarmente. Adatto durante l’utilizzo di utensili particolarmente taglienti Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 1082-1 (98) Indumenti di protezione Guanti di maglia metallica 75 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ATTREZZATURA: FORNO DI COTTURA Attrezzatura utilizzata nei panifici, pizzerie e pasticcerie, per la cottura degli impasti, la cui temperatura varia in funzione delle diverse proporzioni e dimensioni dei pezzi di impasto, composta da una camera di cottura dotata di apertura metallica in acciaio inox. In commercio esistono le seguenti tipologie di forni di cottura: o Forni rototermici : elettrici o a combustibile, con suola mobile del tipo a tunnel, la cui temperatura può raggiungere i 280° C; o Forni tradizionali : elettrici o a combustibile, con suola fissa composta da una o più strati di cottura sovrapposti, la cui temperatura può raggiungere i 280° C. PRESCRIZIONI PRELIMINARI L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni della macchina stessa. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina. 76 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Ustioni per contatto con le superfici calde del forno Possibile Significativo Notevole o Impigliamento, presa e trascinamento Possibile Significativo Notevole o Movimentazione manuale dei carichi (durante le operazioni di infornamento e Possibile sfornamento) Significativo Notevole o Elettrocuzione Non probabile Grave Accettabile o Microclima caldo-umido Possibile Modesto Accettabile Classe Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Verificare il possesso di appropriata coibentazione termica, per garantire una bassa emissione di calore nell’ambiente circostante Utilizzare idonei DPI, quali guanti e prese da forno per prelevare o spostare prodotti caldi, oppure maniglie e prese per isolare il calore quando si viene a contatto con fiamma libera o superfici caldi ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 ) Nel caso di movimentazione manuale dei vassoi dei forni tradizionali, verificare che l’indice del rischio calcolato secondo NIOSH sia uguale a 0,2 e l’indice di sollevamento sia < 1 (peso limite raccomandato di Kg 13,9 e peso effettivamente sollevato di Kg 4) Effettuare la manutenzione periodica delle macchine/attrezzature e verificare l’efficienza dei relativi dispositivi di sicurezza, nonché la tenuta del manuale d’uso e di manutenzione Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa l’utilizzo in sicurezza delle macchine/attrezzature con organi e superfici pericolose in movimento Verificare che le macchine siano dotate di dispositivo di sicurezza che impedisca l'avviamento intempestivo in caso ritorni l'alimentazione elettrica dopo che questa era venuta a mancare ( Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08 ) Vietare l’uso di indumenti che possono impigliarsi, bracciali, orologi, anelli, catenine ed altri oggetti metallici 77 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Tenere i capelli lunghi raccolti e fermi, dietro la nuca Prevedere una temperatura dei locali adeguata all’organismo umano, nonché aria salubre in quantità sufficiente, mediante l’installazione di idonei sistemi di ventilazione, evitando però che l’operatore sia investito dal flusso d’aria ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 ) Nel locale di lavorazione dove sono presenti i forni di cottura, prevedere un continuo ricambio di aria ( Allegato IV del D.lgs. n.81/08 ) Prevedere, nell’organizzazione del lavoro, idonei periodi di acclimatamento Verificare che le macchine e le attrezzature utilizzate siano in possesso di marchi IMQ o certificazioni equivalenti o marcatura CE ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare la presenza di un impianto elettrico certificato e conforme alle norme CEI e dotato di comandi di emergenza, capaci di interrompere rapidamente l’alimentazione elettrica in caso di emergenza ( Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare ed adeguare l’impianto di messa a terra ogni due anni Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte degli addetti ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 ) DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Guanti anticalore Contatto con superfici calde DESCRIZIONE NOTE Guanti in filo continuo di Kevlar con altissima resistenza al calore con protezione della mano e del polso, per manipolazione di pezzi caldi Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN407(1994) Guanti di protezione contro i rischi termici (Calore e/o fuoco) 78 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ATTREZZATURA: FRIGGITRICE PRESCRIZIONI PRELIMINARI L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni della macchina stessa. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Elettrocuzione Possibile Significativo o Ustioni (contatto con olio caldo) Possibile Modesto Classe Notevole Accettabile Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Non riscaldare mai la friggitrice senza olio o con un livello insufficiente Non toccare le superfici calde, utilizzare le apposite maniglie e manopole Non versare acqua né altri liquidi sul pacco delle resistenze o sul cavo con spina Durante il funzionamento controllare l'apparecchio, soprattutto se sono presenti bambini Terminato l'utilizzo estrarre immediatamente la spina dalla presa Prima di effettuare le operazioni di pulizia, lasciar raffreddare l'olio Le friggitrici devono essere dotate di termostato di sicurezza; questo interviene bloccando il funzionamento della resistenza qualora il liquido di frittura dovesse superare la temperatura di 220°C per un eventuale mal funzionamento o rottura del termostato di regolazione 79 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Controllare che il cavo non penda dal bordo del banco di lavoro e non venga a contatto con fonti di calore In caso il cavo o la spina non siano perfettamente in ordine evitare di mettere in funzione l'apparecchio e far sostituire gli stessi da personale specializzato Non spostare mai la friggitrice con olio caldo Non friggere mai tenendo il coperchio chiuso Prima di effettuare qualsiasi operazione di pulizia e manutenzione disinserire l'apparecchio dalla rete elettrica ( Allegato V parte I punto 11 del D.lgs. n.81/08 ) Non lavare mai l'apparecchiatura con un getto d'acqua per evitare infiltrazioni nei componenti elettrici e non immergere la testata nell'acqua Pulire la vaschetta con acqua calda e detersivo non abrasivo posizionando sotto al rubinetto un altro contenitore per raccogliere l'acqua di lavaggio, risciacquare, quindi asciugare a fondo Controllare che l’apparecchio sia stata prodotto secondo le norme di sicurezza vigenti, in particolare che sia presente il marchio di qualità IMQ, il marchio CE o un marchio riconosciuto dall’Unione Europea ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 ) Limitare l'uso delle prolunghe elettriche Non usare una presa dove già é collegato altro utilizzatore, né riduttori, spine o prese multiple In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali. DPI Non sono previsti particolari DPI per l’utilizzo di tale attrezzatura. 80 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ATTREZZATURA: FRIGORIFERO PRESCRIZIONI PRELIMINARI L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni della macchina stessa. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Elettrocuzione Possibile Significativo Classe Notevole Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Per operazioni di manutenzione e riparazione rivolgersi a personale qualificato Limitare l'uso delle prolunghe elettriche Non usare una presa dove già é collegato altro utilizzatore, né riduttori, spine o prese multiple In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali Per ogni intervento di manutenzione/pulizia è indispensabile togliere l'alimentazione elettrica ( Allegato V parte I punto 11 del D.lgs. n.81/08 ) 81 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Utilizzare il frigorifero per l'esclusiva conservazione di alimenti e bevande e non di altre sostanze Utilizzare contenitori idonei per la conservazione di cibi nel frigorifero Assicurarsi periodicamente dell'integrità e dello stato delle guarnizioni Posizionare l’apparecchio in un punto fresco, lontano da fonti di calore (es. termosifone, cucina a gas, forno, ecc.) e distante almeno 10 cm dalla parete per garantire la sufficiente aerazione del condensatore che deve essere sottoposto a un buono scambio termico Controllare che l’apparecchio sia stata prodotto secondo le norme di sicurezza vigenti, in particolare che sia presente il marchio di qualità IMQ, il marchio CE o un marchio riconosciuto dall’Unione Europea 8 art. 70 del D.lgs. n.81/08 ) Non camminare a piedi scalzi se sul pavimento c’è una cospicua perdita d’acqua per malfunzionamento e non girate intorno all’apparecchio a piedi umidi. DPI Per questa attrezzatura non sono previsti DPI. 82 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ATTREZZATURA: IMPASTATRICE AUTOMATICA Apparecchiatura alimentata elettricamente, adatta per panifici e pasticcerie, composta da una vasca in acciaio inox 18/10 AISI 304 con spirale in acciaio inox, che può essere di due tipi, fissa o estraibile, in funzione delle modalità di svuotamento dell’impasto. Le impastatrici possono avere diverse capacità e dimensioni geometriche e sono posizionate ad una altezza del pavimento idonea a facilitare lo scarico delle materie prime da impastare. La macchina è, generalmente, dotata dei seguenti utensili: o a spirale: utensile di forma elicoidale, posizionato in senso verticale, che assicura la mescola della massa attraverso un movimento rotatorio sul proprio asse; o a braccia tuffanti: doppio utensile a forma di L, posizionato in senso verticale, che con moto rotatorio – alternativo provvede a sollevare e miscelare l’impasto; o a forcella: utensile a forma di forchetta, posizionato in senso obliquo, che assicura la mescola dell’impasto attraverso un movimento rotatorio sul proprio asse PRESCRIZIONI PRELIMINARI L'attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, riportanti le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni della macchina stessa. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina. 83 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Presa e trascinamento Probabile Grave Elevato o Schiacciamento, ferite e contusioni (contatto con macchine in movimento) Possibile Grave Notevole o Movimentazione manuale dei carichi Possibile Significativo Notevole o Rumore Possibile Modesto o Elettrocuzione Non probabile Grave Accettabile Accettabile Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Verificare che la tramoggia sia dotata di griglia di protezione per impedire il contatto delle mani o altre parti del corpo del lavoratore Verificare che la griglia sia dotata di un dispositivo elettrico in grado di bloccare l’alimentazione della macchina all’apertura della protezione Verificare la presenza dei seguenti dispositivi di sicurezza delle impastatrici: ( Allegato V parte II punto 5.2 del D. lgs n.81/08 ) o Tutti gli organi lavoratori devono essere segregati e dotati di dispositivo di blocco o I condotti delle materie prime devono essere chiusi o Le aperture di carico e scarico delle coclee devono essere protette contro il contatto con organi pericolosi in moto o Tutti gli organi ed elementi di trasmissione del moto devono essere segregati , in particolare le cinghie e pulegge o Per eliminare il pericolo di raggiungere con le mani gli organi di trasmissione, è necessario che la vasca di contenimento sia protetta da uno schermo bloccato opportunamente per tutto il perimetro della vasca e di altezza idonea o Il portello di scarico deve essere protetto in modo da impedire che gli stessi organi in movimento siano raggiungibili dal lavoratore (UNI EN 294/9, UNI EN 349/94) o Gli organi di trasmissione devono avere i dispositivi di protezione (carter) fissati saldamente alla struttura con viti e bulloni rimovibili con speciali attrezzi 84 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla o I carter devono essere dotati di un dispositivo di sicurezza che, nel caso di loro rimozione, provochi l’arresto della macchina ed impedisca l’avviamento di questa finché la protezione non è stata rimessa Le buche e sporgenze pericolose, talvolta non eliminabili (presenza di tramogge) devono essere accuratamente segregate ed adeguatamente segnalate Ridurre le distanze tra punti di scarico e di caricamento delle bilance e delle tramogge Adottare sistemi di ausiliazione (piattaforme di sollevamento e discesa a servizio dei mezzi di trasporto, transpallet a conduzione manuale, ecc.) per ridurre i carichi trasportati ( art. 168 del D.lgs. n.81/08 ) Usare carrelli per agevolare le azioni di trascinamento e spinta dei carichi Verificare la presenza di un impianto elettrico certificato e conforme alle norme CEI e dotato di comandi di emergenza, capaci di interrompere rapidamente l’alimentazione elettrica in caso di emergenza ( Allegato V parte I punto 2 del D. lgs. n.81/08 ) Verificare ed adeguare l’impianto di messa a terra ogni due anni Verificare che la macchina e gli utensili di cui è dotata, siano in possesso di marchi IMQ o certificazioni equivalenti o marcatura CE ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 ) Utilizzare cinghie trapezoidali per ridurre al minimo le vibrazioni e il rumore ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte degli addetti ( Art. 77 del D.lgs. n.81/08 ) 85 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE Guanti in maglia di acciaio Ferite, tagli, abrasioni e schiacciamenti per operazioni di pulizia, manutenzione Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perforazione delle mani. NOTE Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Guanti di protezione contro rischi meccanici. 86 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ATTREZZATURA: MACCHINA PER CAFFÉ ESPRESSO PRESCRIZIONI PRELIMINARI L’attrezzatura/macchina deve essere accompagnata da informazioni di carattere tecnico e soprattutto dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d’uso e manutenzione, riportanti le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione, l’utilizzazione, il trasporto, l’eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni della macchina stessa. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Elettrocuzione Possibile Significativo o Ustione per accidentale contatto con le superfici calde, liquidi bollenti, vapori caldi Possibile Modesto Classe Notevole Accettabile Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Prima di utilizzare la macchina da caffé a vapore continuo consultare il libretto delle istruzioni Accertarsi che la tensione di rete coincida con quella indicata sulla targhetta dati posta sul fondo della macchina Non immergere in acqua la macchina Per la pulizia della stessa utilizzare un panno umido Non riempire il serbatoio d’acqua quando la macchina è allacciata alla rete Per operazioni di manutenzione e riparazione rivolgersi a personale qualificato 87 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Limitare l'uso delle prolunghe elettriche Assicurarsi dell'integrità del forno a microonde, in tutte le sue parti, soprattutto per i collegamenti elettrici Non usare una presa dove già é collegato altro utilizzatore, né riduttori, spine o prese multiple In caso di sostituzione di pezzi, richiedere i ricambi originali Per ogni intervento di manutenzione/pulizia è indispensabile togliere l'alimentazione elettrica ( Art. 82 del D.lgs. n.81/08 ) Controllare che l’apparecchio sia stata prodotto secondo le norme di sicurezza vigenti, in particolare che sia presente il marchio di qualità IMQ, il marchio CE o un marchio riconosciuto dall’Unione Europea. ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 ) DPI Per questa attrezzatura non sono previsti DPI. 88 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ATTREZZATURA: PERSONAL COMPUTER, STAMPANTE E PLOTTER Attrezzature informatiche, quali personal computer o elaboratore elettronico, monitor, tastiera, mouse, accessori opzionali ed apparecchiature connesse, quali l’unità a dischi, la stampante, il plotter ed altro. In particolare, per personal computer o elaboratore elettronico s’intende un insieme di apparecchiature progettate e costruite per l’acquisizione, l’archiviazione e l’emissione programmata dei dati. Il personal computer, infatti, si compone di una unità centrale con il compito di elaborare e conservare delle informazioni e di più unità periferiche che consentono di interfacciare con l’utente svolgendo funzioni di acquisizione dei dati (tastiera, mouse, joytick, scanner, ecc.) e di emissione dei dati (monitor, stampante, plotter ecc.). Per videoterminale, s’intende uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato. Per stampante, s’intende l’unità periferica di output che permette di trasferire su carta le informazioni digitali contenute nel computer. Per plotter, s’intende l’unità periferica di output specializzata nella stampa di supporti di grande formato, utilizzato prevalentemente per la stampa di progetti architettonici, meccanici, elettrici, topografici e nel settore della grafica e della pubblicità. 89 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Requisiti e prescrizioni minime dell’allegato Allegato XXXIV D. Lgs. 81/08 Per il pc Requisiti minimi di sicurezza Schermo. La risoluzione dello schermo deve essere tale da garantire una buona definizione, una forma chiara, una grandezza sufficiente dei caratteri e, inoltre, uno spazio adeguato tra essi. L'immagine sullo schermo deve essere stabile; esente da farfallamento, tremolio o da altre forme di instabilità. La brillanza e/o il contrasto di luminanza tra i caratteri e lo sfondo dello schermo devono essere facilmente regolabili da parte dell'utilizzatore del videoterminale e facilmente adattabili alle condizioni ambientali. Lo schermo deve essere orientabile ed inclinabile liberamente per adeguarsi facilmente alle esigenze dell'utilizzatore. È possibile utilizzare un sostegno separato per lo schermo o un piano regolabile. Sullo schermo non devono essere presenti riflessi e riverberi che possano causare disturbi all'utilizzatore durante lo svolgimento della propria attività. Lo schermo deve essere posizionato di fronte all’operatore in maniera che, anche agendo su eventuali meccanismi di regolazione, lo spigolo superiore dello schermo sia posto un pò più in basso dell’orizzontale che passa per gli occhi dell’operatore e ad una distanza degli occhi pari a circa 50-70 cm, per i posti di lavoro in cui va assunta preferenzialmente la posizione seduta Tastiera e dispositivi di puntamento. La tastiera deve essere separata dallo schermo e facilmente regolabile e dotata di meccanismo di variazione della pendenza onde consentire al lavoratore di assumere una posizione confortevole e tale da non provocare l'affaticamento delle braccia e delle mani. Lo spazio sul piano di lavoro deve consentire un appoggio degli avambracci davanti alla tastiera nel corso della digitazione, tenendo conto delle caratteristiche antropometriche dell’operatore. La tastiera deve avere una superficie opaca onde evitare i riflessi. La disposizione della tastiera e le caratteristiche dei tasti devono agevolarne l'uso. I simboli dei tasti devono presentare sufficiente contrasto ed essere leggibili dalla normale posizione di lavoro. Il mouse o qualsiasi dispositivo di puntamento in dotazione alla postazione di lavoro deve essere posto sullo stesso piano della tastiera, in posizione facilmente raggiungibile e disporre di uno spazio adeguato per il suo uso. Piano di lavoro. Il piano di lavoro deve avere una superficie a basso indice di riflessione, essere stabile, di dimensioni sufficienti a permettere una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera, dei documenti e del materiale accessorio. L’altezza del piano di lavoro fissa o regolabile deve essere indicativamente compresa fra 70 e 80 cm. Lo spazio a disposizione deve permettere l’alloggiamento e il movimento degli arti inferiori, nonché l’ingresso del sedile e dei braccioli se presenti. La profondità del piano di lavoro deve essere tale da assicurare una adeguata distanza visiva dallo schermo. Il supporto per i documenti deve essere stabile e regolabile e deve essere collocato in modo tale da ridurre al minimo i movimenti della testa e degli occhi. Sedile di lavoro. Il sedile di lavoro deve essere stabile e permettere all'utilizzatore libertà nei movimenti, nonché una posizione comoda. Il sedile deve avere altezza regolabile in maniera indipendente dallo schienale e dimensioni della seduta adeguate alle caratteristiche antropometriche dell’utilizzatore. Lo schienale deve fornire un adeguato supporto alla regione dorso-lombare dell’utente. Pertanto deve essere adeguato alle caratteristiche antropometriche dell’utilizzatore e deve avere altezza e inclinazione regolabile. Nell’ambito di tali regolazioni l’utilizzatore dovrà poter fissare lo schienale nella posizione selezionata. Lo schienale e la seduta devono avere bordi smussati. I materiali devono presentare un livello di permeabilità tali da non compromettere il comfort dell’utente e pulibili. 90 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Il sedile deve essere dotato di un meccanismo girevole per facilitare i cambi di posizione e deve poter essere spostato agevolmente secondo le necessità dell’utilizzatore. Un poggiapiedi sarà messo a disposizione di coloro che lo desiderino per far assumere una postura adeguata agli arti inferiori. Il poggiapiedi non deve spostarsi involontariamente durante il suo uso. Computer portatili L’impiego prolungato dei computer portatili necessita della fornitura di una tastiera e di un mouse o altro dispositivo di puntamento esterni nonchè di un idoneo supporto che consenta il corretto posizionamento dello schermo. Spazio Il posto di lavoro deve essere ben dimensionato e allestito in modo che vi sia spazio sufficiente per permettere cambiamenti di posizione e movimenti operativi. Illuminazione L'illuminazione generale e specifica (lampade da tavolo) deve garantire un illuminamento sufficiente e un contrasto appropriato tra lo schermo e l'ambiente circostante, tenuto conto delle caratteristiche del lavoro e delle esigenze visive dell'utilizzatore. Riflessi sullo schermo, eccessivi contrasti di luminanza e abbagliamenti dell’operatore devono essere evitati disponendo la postazione di lavoro in funzione dell'ubicazione delle fonti di luce naturale e artificiale. Si dovrà tener conto dell’esistenza di finestre, pareti trasparenti o traslucide, pareti e attrezzature di colore chiaro che possono determinare fenomeni di abbagliamento diretto e/o indiretto e/o riflessi sullo schermo. Le finestre devono essere munite di un opportuno dispositivo di copertura regolabile per attenuare la luce diurna che illumina il posto di lavoro. Rumore Il rumore emesso dalle attrezzature presenti nel posto di lavoro non deve perturbare l'attenzione e la comunicazione verbale. Radiazioni Tutte le radiazioni, eccezion fatta per la parte visibile dello spettro elettromagnetico, devono essere ridotte a livelli trascurabili dal punto di vista della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori Parametri microclimatici Le condizioni microclimatiche non devono essere causa di discomfort per i lavoratori. Le attrezzature in dotazione al posto di lavoro non devono produrre un eccesso di calore che possa essere fonte di discomfort per i lavoratori. Interfaccia elaboratore/uomo All'atto dell'elaborazione, della scelta, dell'acquisto del software, o allorchè questo venga modificato, come anche nel definire le mansioni che implicano l'utilizzazione di unità videoterminali, il datore di lavoro terrà conto dei seguenti fattori: a) il software deve essere adeguato alla mansione da svolgere; b) il software deve essere di facile uso adeguato al livello di conoscenza e di esperienza dell'utilizzatore. Inoltre nessun dispositivo di controllo quantitativo o qualitativo può essere utilizzato all'insaputa dei lavoratori; c) il software deve essere strutturato in modo tale da fornire ai lavoratori indicazioni comprensibili sul corretto svolgimento dell’attività; d) i sistemi devono fornire l’informazione di un formato e ad un ritmo adeguato agli operatori; e) i principi dell’ergonomia devono essere applicati in particolare all’elaborazione dell’informazione da parte dell’uomo. 91 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Affaticamento visivo (per uso intensivo Probabile personal computer) Lieve Accettabile o Stress psicofisico (per personal computer) Probabile Lieve Accettabile o Posture scorrette Probabile Lieve Accettabile o Elettrocuzione Non probabile Grave Accettabile o Radiazioni non ionizzanti Probabile Lieve Accettabile o Rumore Possibile Lieve Basso uso intensivo Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Verificare l’integrità dei cavi delle apparecchiature elettriche utilizzate e l’efficienza dell’interruttore di alimentazione ( Art. 80 del D.lgs. n.81/08 ) Regolare con cura la posizione, l'altezza e la distanza del monitor Disporre il monitor perpendicolare alle fonti luminose Inclinare il monitor per eliminare eventuali riflessi Collocare monitor e documenti alla stessa distanza dagli occhi il più lontano possibile, purchè siano leggibili Regolare contrasto, luminosità e caratteri del monitor (sfondo chiaro e lettere scure) Ammiccare spesso e fissare oggetti o persone lontani Utilizzare schermi protettivi durante l’uso intensivo dei videoterminali per evitare l’affaticamento visivo Pulire periodicamente monitor e schermo antiriflessi se presente Schermare finestre con tende ergonomiche adeguate al lavoro al PC Schermare e ridurre luci artificiali, usare lampada da tavolo 92 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Mantenere polsi distesi e dritti nella digitazione, con avambracci paralleli al pavimento e bene appoggiati sul tavolo Assumere una postura rilassata con il tronco sullo schienale tra 90 e 110° ed adottare abitudini lavorative idonee a salvaguardare il proprio benessere fisico Evitare di mantenere la stessa posizione per tempi prolungati Utilizzare stampanti o plotter non rumorosi ed eventualmente spostare quelli rumorosi in altri locali ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) Al momento di prelevare la stampa dal plotter, prestare molta attenzione in caso di presenza di lama per il taglio della carta Evitare di sostituire il toner alla stampante e al plotter se non si è addestrati a svolgere tale operazione Effettuare la sostituzione del toner alla stampante e al plotter, in modo da non generare polvere ed indossando una mascherina facciale ( Allegato IV punto 2 del D.lgs. n.81/08 ) In presenza di eventuali anomalie, segnalarle immediatamente al preposto In caso di non utilizzo, lasciare le attrezzature in perfetta efficienza e spegnere tutti gli interruttori Effettuare un idoneo numero di ricambi d’aria dei locali ( Allegato IV punto 1 del D.lgs. n.81/08 ) Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto di tali attrezzature Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al rumore. DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Inalazione di polvere in caso sostituzione del toner della stampante DPI Mascherina DESCRIZIONE NOTE Mascherina per la protezione di polveri a media tossicità Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 149 Apparecchi di protezione delle vie respiratorie 93 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Si consiglia l’utilizzo di lenti oftalmiche durante l’uso prolungato di videoterminali. 94 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ATTREZZATURA: TELEFONO - FAX Il telefono è uno strumento per le telecomunicazioni che trasmette la voce attraverso l’invio di segnali elettrici, che può essere collegato ad un filo oppure cordless, ossia senza filo, permettendo così la comunicazione nel raggio di diverse decine di metri, secondo la portata del dispositivo. Il telefax o semplicemente fax, invece, è una tecnologia di telecomunicazioni in grado di trasmettere copie di documenti cartacei attraverso la rete telefonica. In particolare, il fax è composto principalmente dall’insieme di uno scanner, una stampante ed un modem: lo scanner acquisisce l’immagine dal foglio di carta e lo converte in dati digitali; il modem invia questi dati lungo la linea telefonica; la stampante consente la stampa dell’immagine ricevuta su carta. L’alternativa moderna all’invio del fax è la scansione ed invio per posta elettronica di file immagine allegati. Tuttavia il fax tradizionale è ancora molto utilizzato per la sua praticità e da personale poco aggiornato sulle tecnologie informatiche. Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Inalazione di polveri per sostituzione Probabile toner del fax Modesto o Elettrocuzione Grave Non probabile Classe Notevole Accettabile 95 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Verificare che l’apparecchiature abbiano la regolare marcatura “CE” prevista dalla vigente normativa ( Art. 70 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare che l’apparecchiatura sia posizionata in modo tale da poter assumere una postura di lavoro adeguata Evitare di sostituire il toner al fax, se non si è addestrati a svolgere tale operazione Sostituire il toner attenendosi alle prescrizioni del produttore e non disperdere i contenitori vuoti nell’ambiente Effettuare la sostituzione del toner in modo da non generare polvere ed indossando una mascherina ( Art. 77del D.lgs. n.81/08 ) Verificare l’integrità dei cavi elettrici e l’efficienza dell’interruttore di alimentazione ( Art. 80 del D.lgs. n.81/08 ) Evitare che i cavi di alimentazione siano volanti e che attraversino zone di calpestio Evitare l’utilizzo di prolunghe inadatte e limitare l’uso di prese multiple Evitare di sfilare la spina tirando il cavo elettrico, ma agire direttamente sulla spina In presenza di eventuali anomalie dei cavi o dell’impianto elettrico, segnalarle immediatamente al personale specializzato per gli interventi di riparazione e manutenzione Verificare che sia effettuata la periodica manutenzione delle apparecchiature ( Art. 86 del D.lgs. n.81/08 ) In caso di non utilizzo, lasciare l’attrezzatura in perfetta efficienza e spegnere l’interruttore. DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Inalazione di polvere in caso sostituzione del toner del fax DPI Mascherina DESCRIZIONE NOTE Mascherina per la protezione di polveri a media tossicità Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 149 Apparecchi di protezione delle vie 96 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla respiratorie 97 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ATTREZZATURA: TRATTORE Macchina adibita al traino (di altri automezzi, di carrelli, ecc.) e/o al funzionamento di altre macchine fornendo, a questo scopo, anche una presa di forza Valutazione e Classificazione dei Rischi Liv. Descrizione Probabilità Entità danno Classe Cesoiamento e schiacciamento Possibile Significativo Notevole Impigliamento e trascinamento Possibile Significativo Notevole Inalazione polveri, fibre, gas, vapori Possibile Significativo Notevole Microclima Probabile Modesto Notevole Movimentazione manuale dei carichi Possibile Significativo Notevole Posture incongrue e disagevoli Probabile Modesto Notevole Rumore Possibile Significativo Notevole Vibrazioni WBV Possibile Significativo Notevole Non Probabile Grave Accettabile Ribaltamento 98 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Seguire sempre le informazioni contenute nel manuale di istruzioni, in particolare modo quelle relative all’uso e alla manutenzione. Nel caso di attrezzature particolarmente complesse, seguire corsi specifici di addestramento Non asportare, manomettere o modificare alcuna parte della macchina se ciò non è previsto dal manuale di istruzioni Controllare che la macchina non abbia subito danni durante la fase di trasporto e, nel caso, avvertire immediatamente la casa costruttrice o il rappresentante di zona Consentire l’uso della macchina solo a personale autorizzato, nonché adeguatamente formato, e dotato di idonea patente di guida per la trattrice Accertarsi che non vi siano persone o animali nella zona di manovra e di lavoro della macchina e, comunque, controllare che siano rispettate le distanze di sicurezza riportate nel manuale di istruzioni Tenere le macchine pulite eliminando materiali estranei (detriti, eventuali accessori, ecc.) che potrebbero danneggiarne il funzionamento o arrecare danni all’operatore Prima di intervenire sulle parti in movimento della macchina, arrestare il motore della trattrice ed azionare i freni Non trasportare persone, animali o cose sulle macchine nei casi in cui non è previsto; Verificare prima dell’uso il serraggio di tutte le viti e dadi presenti, l’usura dei cuscinetti e, se necessario, sostituirli immediatamente secondo quanto riportato nel manuale di istruzioni Rivolgersi, per ogni chiarimento sulle operazioni di funzionamento e manutenzione, alla casa costruttrice o ai rivenditori autorizzati Utilizzare esclusivamente ricambi originali Assicurarsi, prima di inoltrarsi su strada pubblica, che la macchina sia in regola rispetto alle norme di circolazione stradale Non indossare indumenti che possano impigliarsi in organi in movimento (abiti da lavoro svolazzanti, sciarpe, camici od altro) Riparare o sostituire le protezioni e le parti eventualmente usurate o rotte, nel rispetto di quanto previsto dal manuale di istruzioni Mantenere integri i pittogrammi di sicurezza posti sulla macchina ed eventualmente provvedere alla loro sostituzione in caso di deterioramento Eseguire sulla macchina solo interventi di manutenzione e riparazione conformi alle indicazioni riportate nel manuale di istruzioni 99 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla utilizzare solamente macchine rispondenti alle norme di sicurezza ad esse applicabili. In caso contrario, provvedere al loro adeguamento, rivolgendosi a personale tecnico specializzato (costruttori, venditori, assistenti tecnici ecc.) Controllare, prima di iniziare la lavorazione, che le eventuali persone stazionanti in prossimità della macchina, siano al di fuori del raggio di azione della stessa Collegare i macchinari alla presa di forza a motore spento E‘ vietato scendere dal mezzo con la presa di forza inserita con le macchine semoventi collegate Predisporre idoneo fermo meccanico, qualora si stazioni in prossimità di scarpate Segnalare l‘operatività del mezzo nell‘area di cantiere con l‘azionamento del girofaro Prima di iniziare il movimento della macchina in retromarcia, il conduttore dovrà accertarsi che la zona sia libera da ostacoli e da eventuale personale: a questo scopo verrà assistito da personale a terra Prima di utilizzare la macchina accertarsi dell‘esistenza di eventuali vincoli derivanti da: ostacoli (in altezza ed in larghezza), limiti d‘ingombro, ecc. 100 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Inalazione di polveri, durante la movimentazione e la alvorazione di materiali polverosi Ferite, tagli, abrasioni durante le lavorazioni e gli interventi di manutenzione Schiacciamento, lesioni per contatto con organi mobili durante le lavorazioni e gli interventi di manutenzione Ferite e tagli durante le lavorazioni e gli interventi di manutenzione DPI Mascherina Tuta di protezione Scarpe antinfortunistiche Guanti in crosta DESCRIZIONE L’azione protettiva è efficace solo se il DPI è indossato e allacciato correttamente. E’ da considerare esaurito quando l’utilizzatore fatica a respirare Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione e/o taglio Puntale rinforzato in acciaio contro schiacciamento/abras ioni/perforazione/ferit e degli arti inferiori e suola antiscivolo e per salvaguardare la caviglia da distorsioni Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perf orazione delle mani NOTE Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 10720(1998) Guida alla scelta e all’uso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.7 UNI EN 340(2004) Indumenti di protezione. Requisiti generali Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.6 EN344/345(1992) Requisiti e metodi di prova per calzature di sicurezza, protettive e occupazionali per uso professionale Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Guanti di protezione contro rischi 101 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE NOTE meccanici Getti, schizzi e proiezione di materiale Occhiali di protezione Con lente unica panoramica in policarbonato trattati anti graffio, con protezione laterale Tappi preformati In spugna di PVC, inseriti nel condotto auricolare assumono la forma dello stesso Rumore che supera i livelli consentiti Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.2 UNIEN 166 (2004) Protezione personale degli occhi Specifiche. Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.3 UNI EN 352-2 (2004) Protettori dell'udito. Requisiti generali. Parte 2: Inserti ATTREZZATURA: PRESSA Le presse utilizzate nella fase di spremitura sono del tipo a torre aperta e vengono azionate da pompe idrauliche a due o quattro corpi con dispositivo per la variazione della portata mediante la regolazione della corsa. La pressione di esercizio può raggiungere le 400 Atm. Il carrello contenente lo strato filtrante viene posizionato sulla testa del pistone dal quale viene spinto verso l’alto, determinando l’inserimento del tubo forato del carrello nell’apertura presente sulla sommità della pressa stessa. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe 102 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla o Stritolamento, afferramento, strappo (mancata protezione degli organi di trasmissione delle attrezzature) Possibile Significativo Notevole o Elettrocuzione Possibile Significativo Notevole Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Tutti gli organi ed elementi di trasmissione del moto della pressa idraulica devono essere segregati in particolare le cinghie e pulegge (Allegato V parte II punto 5.6 del D.lgs. n.81/08 ) I vari livelli dell’impianto devono essere dotati di appositi parapetti normali in modo da rendere accessibili tutte le zone in cui è necessario intervenire in manutenzione ( Art. 126 del D.lgs. .n81/08 ) Prima di avviare la pressa, verificare l'efficienza ed integrità di tutte le sue parti. 103 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Cuffia antirumore Presenza di apparecchiature/macchine rumorose durante le lavorazioni DESCRIZIONE NOTE I modelli attualmente in commercio consentono di regolare la pressione delle coppe auricolari, mentre i cuscinetti sporchi ed usurati si possono facilmente sostituire Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.3 EN 352-1 (1993) Protettori auricolari Requisiti di sicurezza e prove. Parte 1: cuffie ATTREZZATURA: MOLAZZA E’ il sistema più antico di molatura ed è costituito da una macina di fondo di granito ed un bacino di materiale metallico provvisto di apertura laterale. Nei sistemi più complessi ci saranno: molazze verticali di granito, normalmente in numero di 2 o 3, a forma cilindrica o ellittica; raschiatore delle molazze e del bacino; palette rimescolatici ( hanno il compito di portare la pasta sotto le molazze); pala di espulsione della pasta dal bacino; organi di movimento. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Stritolamento, afferramento, strappo (mancata protezione degli organi di trasmissione delle attrezzature) Possibile Significativo Notevole o Elettrocuzione Possibile Significativo Notevole 104 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Tutti gli organi ed elementi di trasmissione del moto della pressa idraulica devono essere segregati in particolare le cinghie e pulegge ( Allegato V parte II punto 5.6 del D.lgs. n.81/08 ) I vari livelli dell’impianto devono essere dotati di appositi parapetti normali (Art. 126, del D.lgs. n.81/08 ) in modo da rendere accessibili tutte le zone in cui è necessario intervenire in manutenzione Prima di avviare la pressa, verificare l'efficienza ed integrità di tutte le sue parti 105 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Cuffia antirumore Presenza di apparecchiature/macchine rumorose durante le lavorazioni DESCRIZIONE NOTE I modelli attualmente in commercio consentono di regolare la pressione delle coppe auricolari, mentre i cuscinetti sporchi ed usurati si possono facilmente sostituire Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.3 EN 352-1 (1993) Protettori auricolari Requisiti di sicurezza e prove. Parte 1: cuffie ATTREZZATURA: FRANGITORE A MARTELLI I frangitori sono costituiti da appositi contenitori, di forma cilindrica, nei quali le olive sono frantumate da parti meccaniche in acciaio che si muovono ad una velocità elevata (1.400-2900 giri al minuto). Intorno all'apparecchiatura sono posizionate camere ad acqua con lo scopo di mantenere a temperatura costante la pasta delle olive, in quanto un eventuale surriscaldamento potrebbe danneggiare la qualità dell'olio estratto. Il frangitore a martelli è costituito da: o rotore porta martelli su cui sono posizionati i martelli in modo fisso o flottante o griglia circolare forata e girante con ferodi, questi effettuano l'estrusione dell'oliva attraverso i fori con rottura dei noccioli e della polpa. Il frangitore, a differenza della molazza tipica attrezzatura dei frantoi artigianali, opera in continuo con il vantaggio di lavorare con maggiori quantitativi di olive offrendo quindi un minore contatto con l'aria durante la rottura dell’oliva. Valutazione e Classificazione Dei Rischi 106 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Rumore Possibile Significativo Notevole o Stritolamento, afferramento, strappo (mancata protezione degli organi di trasmissione delle attrezzature) Possibile Significativo Notevole o Elettrocuzione Possibile Significativo Notevole 107 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Tutti gli organi lavoratori del frangitore devono essere segregati e dotati di dispositivo di blocco (Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08) E’ necessario che la griglia del frangitore sia protetta da uno schermo bloccato opportunamente per tutto il perimetro e di altezza idonea Il portello di scarico della pasta deve essere protetto in modo da impedire che gli stessi organi in movimento siano raggiungibili dal lavoratore (Allegato V parte I punto 6 del D.lgs. n.81/08 , UNI EN 294/9, UNI EN 349/94) I frangitori a martelli devono avere i dispositivi di protezione (carter) fissati saldamente alla struttura con viti e bulloni rimovibili con speciali attrezzi In alternativa i carter devono essere dotati di un dispositivo di sicurezza che, nel caso di loro rimozione, provochi l’arresto della macchina ed impedisca l’avviamento di questa finché la protezione non è stata rimessa (Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08) Gli impianti di frangitura devono essere progettati secondo i criteri di buona tecnica e devono essere separati dagli impianti di produzione Dove tecnicamente e progettualmente possibile, sostituire i macchinari troppo rumorosi con altri meno rumorosi Laddove ciò non sia possibile, ridurre la presenza di lavoratori all’interno dell’ambiente rumoroso ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) Prevedere la chiusura con cabine isolanti delle macchine e delle parti meccaniche più rumorose Separare gli impianti di frangitura o isolarli con barriere acustiche ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) Rivestire le pareti e i soffitti con materiale fonoassorbente ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) Fornire ai lavoratori dispositivi di protezione individuale (cuffie antirumore) ed addestrarli per il loro corretto uso. ( Art. 75 – 77 del D.lgs. n.81/08 ) 108 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Cuffia antirumore Presenza di apparecchiature/macchine rumorose durante le lavorazioni DESCRIZIONE NOTE I modelli attualmente in commercio consentono di regolare la pressione delle coppe auricolari, mentre i cuscinetti sporchi ed usurati si possono facilmente sostituire Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.3 EN 352-1 (1993) Protettori auricolari Requisiti di sicurezza e prove. Parte 1: cuffie ATTREZZATURA: ESTRATTORE CENTRIFUGO Il funzionamento dell’estrattore si basa sul principio fisico di separazione per stratificazione di un prodotto composto da più elementi a diverso peso specifico, per effetto della forza centrifuga avviene la separazione sansa-mosto. Un estrattore centrifugo è costituito da un cilindro alettato (coclea), ad asse orizzontale, con parte conica, in acciaio inossidabile, che gira a circa 3000/3500 giri al minuto. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Stritolamento, afferramento, strappo (mancata protezione degli organi di trasmissione delle attrezzature) Possibile Significativo Notevole o Ferite, tagli e abrasioni Possibile Significativo Notevole o Elettrocuzione Possibile Significativo Notevole o Rumore Possibile Significativo Notevole 109 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Le zone relative ai meccanismi di trasmissione del moto ed alle parti rotanti dell’estrattore centrifugo devono essere protette da ripari fissi (EN 292-1/91) ( Allegato V parte I punto 6 del D.lgs.n.81/08 ) Se i ripari fissi sono progettati con perforazioni, essi devono essere fabbricati in conformità alla EN 294/92 e EN 953/97 L’interruttore principale dell’estrattore centrifugo deve essere dotato di mezzi per prevenire l’avviamento accidentale (EN 1037/95) ( Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08 ) I vari livelli dell’impianto devono essere dotati di appositi parapetti normali (Art. 126, del D.lgs. n.81/08 ) in modo da rendere accessibili tutte le zone in cui è necessario intervenire in manutenzione (Art. 71 del D.lgs. n.81/08 ), 110 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Per eliminare il pericolo di raggiungere con le mani gli organi lavoratori delle macine e dei raschiatori, è necessario che la vasca di contenimento sia protetta da uno schermo bloccato opportunamente per tutto il perimetro della vasca e di altezza idonea (Art. 127, DPR 547/55) Gli impianti di estrazione/spremitura devono essere progettati secondo i criteri di buona tecnica e devono essere separati dagli impianti di produzione. DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Guanti in crosta Ferite, tagli, abrasioni e schiacciamenti DESCRIZIONE Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perforazione delle mani. NOTE Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Guanti di protezione contro rischi meccanici Cuffia antirumore Presenza di apparecchiature/macchine rumorose durante le lavorazioni I modelli attualmente in commercio consentono di regolare la pressione delle coppe auricolari, mentre i cuscinetti sporchi ed usurati si possono facilmente sostituire. Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.3 EN 352-1 (1993) Protettori auricolari Requisiti di sicurezza e prove. Parte 1: cuffie ATTREZZATURA: DEFOGLIATRICE La defogliatrice è sostanzialmente costituita da un aspiratore, che ha lo scopo di aspirare polveri, rametti e foglie, e da un canale che convoglia il materiale aspirato all’esterno del frantoio. 111 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Ferite, tagli abrasioni (per operazioni di manutenzione) Possibile Significativo Notevole o Movimentazione manuale dei carichi Possibile Significativo Notevole Classe Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Adottare sistemi di ausiliazione (piattaforme di sollevamento e discesa a servizio dei mezzi di trasporto, transpallet a conduzione manuale, ecc.) per ridurre i carichi trasportati ( Art. 168 del D.lgs. n.81/08 ) Usare carrelli per agevolare le azioni di trascinamento e spinta dei carichi ( Art. 168 del D.lgs. n.81/08 ) Gli impianti di aspirazione devono essere progettati secondo i criteri di buona tecnica e devono essere separati dagli impianti di produzione ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) Le canalizzazioni devono essere realizzate con materiali che limitano la propagazione del suono (es. sostituzione di canale metallico con canale in materiale plastico Spostare gli elettroventilatori per l’estrazione delle foglie all’esterno Insonorizzare i tubi di aspirazione delle foglie. ( Art. 192 del D.lgs. n.81/08 ) 112 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Ferite, tagli, abrasioni e schiacciamenti per operazioni di manutenzione delle macchine DPI Guanti in crosta DESCRIZIONE Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perforazione delle mani. NOTE Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Guanti di protezione contro rischi meccanici 113 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 114 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla OPERA PROVVISIONALE: SCALA PORTATILE Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Caduta di persone dall'alto per rottura, per scivolamento o per ribaltamento della scala Probabile Significativo Notevole o Caduta di materiali dall'alto Probabile Significativo Notevole o Elettrocuzione per lavori in prossimità di linee elettriche Probabile Significativo Notevole Classe Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Verificare che la scala sia provvista di catena di adeguata resistenza o di altro dispositivo che impedisca l'apertura della scala oltre il limite prestabilito di sicurezza Si può salire sulla piattaforma della scala doppia solo se i montanti sono prolungati di almeno 60 cm oltre la piattaforma Utilizzare scale portatili doppie che non superino i 5 m di altezza, verificare, prima di salire sulla scala, che i dispositivi di trattenuta siano correttamente posizionati, evitare di lavorare stando a cavalcioni sulla scala, poichè può subentrare una forza orizzontale in grado di ribaltarla (Art. 113 del D.lgs. n.81/08) 115 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Per scale ad elementi innestati (Art. 113 del D.lgs. n.81/08): - Verificare che la lunghezza della scala in opera non superi i 15 m, salvo particolari situazioni in cui le estremità superiori dei montanti devono essere assicurate a parti fisse - Controllare che tra gli elementi della scala a sfilo ci sia una sovrapposizione di almeno 5 pioli (1 metro) - Verificare, in caso di scale innestate di lunghezza superiore agli 8 metri, la presenza di rompitratta centrale per ridurre la freccia d'inflessione Controllare l'angolo di inclinazione della scala. Per determinare la corretta inclinazione della scala ci si deve mettere in piedi contro l'appoggio del montante con i piedi paralleli ai pioli; sollevare un braccio piegato fino all'altezza delle spalle e toccare la scala col gomito se l'inclinazione è corretta. Il piede è appoggiato ad 1/4 dell’altezza di sbarco della scala Non usare altri mezzi di fortuna per raggiungere i punti di lavoro in quota; Le scale non vanno usate come passerelle o come montanti di ponti su cavalletti Non usare le scale in prossimità di linee elettriche (>5 m) a meno che non siano schermate o isolate ( Art. 83 del D.lgs. n.81/08 ) Prima di salire sulla scala verificarne sempre la stabilità, scuotendo leggermente la scala per accertarsi che le estremità superiori e quelle inferiori siano correttamente appoggiate E' necessario salire o scendere dalla scala sempre col viso rivolto verso la scala stessa La scala deve essere utilizzata da una persona per volta Non sporgersi dalla scala Evitare di utilizzare la scala oltre il terzultimo piolo. Se necessario ricorrere a scala più lunga Verificare, prima dell'uso, la sporgenza dei montanti di almeno 1 metro oltre il piano di accesso Posizionare correttamente la scala e fissala in sommità (lega un montante nella parte superiore) e se necessario anche al suolo per evitare scivolamenti o rovesciamenti Accertarsi che nessun lavoratore si trovi sulla scala quando se ne effettua lo spostamento laterale Verificare lo stato di conservazione degli elementi costituenti la scala. Evitare scale arrugginite e senza piedi antisdrucciolo (Art. 70 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare la presenza di piedino regolabile e antisdrucciolo ( Art. 113 del D.lgs. n.81/08 ) In presenza di dislivelli utilizzare l'apposito prolungamento. Evitare l'uso di pietre o altri mezzi di fortuna per livellare il piano Verificare che i pioli delle scale di legno siano fissati ad incastro (Art. 113 del D.lgs. n.81/08) 116 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Le scale a mano devono servire esclusivamente per lavori assolutamente particolari in cui non è possibile la realizzazione di opere provvisionali e come percorso temporaneo ed occasionale per il superamento di dislivelli e per l'accesso ai diversi piani di opere provvisionali Verificare che le scale siano dotate di dispositivi antisdrucciolo alle estremità inferiori dei due montanti e di ganci di trattenuta o appoggi antisdrucciolo alle estremità superiori ( Art. 113 del D.lgs. n.81/08 ) Verificare che l'appoggio (inferiore o superiore) sia piano e non cedevole (sono da preferire le scale dotate di piedini regolabili per la messa a livello) Utilizzare casco di sicurezza per proteggerti in caso di caduta e quando si lavora in prossimità di una scala con lavoratori su di essa. Usare scarpe di sicurezza con suola antisdrucciolo per evitare di scivolare e guanti se il lavoro lo richiede ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 ) 117 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Casco Protettivo Caduta di materiale e/o attrezzi DESCRIZIONE Dispositivo utile a proteggere il lavoratore dal rischio di offesa al capo per caduta di materiale dall'alto o comunque per contatti con elementi pericolosi Scivolamenti Puntale rinforzato in acciaio contro schiacciamento/abras ioni/perforazione/ferit e degli arti inferiori e suola antiscivolo e per salvaguardare la caviglia da distorsioni Se il lavoro lo richiede Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perf orazione delle mani Scarpe antinfortunistiche Guanti in crosta NOTE Rif.Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.1 UNI EN 11114(2004) Dispositivi di protezione individuale. Elmetti di protezione. Guida per la selezione Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.6 EN344/345(1992) Requisiti e metodi di prova per calzature di sicurezza, protettive e occupazionali per uso professionale Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Guanti di protezione contro rischi meccanici ATTREZZATURA: MOTOSEGA CON MOTORE A COMBUSTIONE PRESCRIZIONI PRELIMINARI L'attrezzatura deve essere accompagnata, oltre che dalle normali informazioni di carattere tecnico, dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, con le indicazioni 118 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione e l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni. Tale documentazione deve, inoltre, fornire tutte le informazioni sull'emissione di potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte. Le parti di macchine, macchinari o attrezzi che costituiscano un pericolo, dovranno essere protetti o segregati o provvisti di dispositivi di sicurezza. Tutti gli organi mobili dovranno essere lubrificati, se previsto dal libretto di manutenzione, avendo cura di ripristinare tutte le protezioni asportate, manomesse o danneggiate (schermi di protezione per ingranaggi, carter, ecc.). Deve essere evidenziata la presenza di punti di ossidazione che possa compromettere la funzionalità della macchina e, se necessario bisognerà provvedere alla relativa rimozione e verniciatura. Prima dell'introduzione di utensili, attrezzature a motore, macchinari e mezzi d'opera, e periodicamente durante le lavorazioni, dovranno essere eseguite accurate verifiche sullo stato manutentivo ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie riparazioni. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, utilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina. 119 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Elettrocuzione Probabile Significativo Notevole Probabile Significativo Notevole Probabile Significativo Notevole Probabile Significativo Notevole o Rumore Probabile Significativo Notevole o Vibrazioni Probabile Significativo Notevole o Inalazione di polveri e gas di scarico Probabile Significativo Notevole o Ferite, tagli, lacerazioni per contatto con gli organi di trasmissione o Impigliamento degli indumenti durante l’uso o Proiezione di schegge/materiale o dell’utensile o di parti di esso durante l'uso della motosega Classe Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: La motosega con motore a combustione sarà corredata da un libretto d’uso e manutenzione (Art. 70 del D.lgs. n.81/08 ) La motosega sarà munita di dispositivo frizione con manopola di trattenuta che interrompe la trasmissione del moto alla catena in caso di improvviso rilascio ( Allegato V parte I punto 2 del D.lgs. n.81/08 ) Per l’uso della motosega con motore a combustione saranno osservate le ore di silenzio imposte dai regolamenti locali I lavoratori della fase coordinata non devono avvicinarsi alla motosega con motore a combustione finchè la stessa è in uso Rispettare le pause e i turni di lavoro, l’utilizzo e l’esposizione prolungata a rumore e vibrazioni determina pericolosi cali di concentrazione. Nell’utilizzo della motosega, è estremamente importante che l’operatore, oltre ad essere addestrato, si trovi nelle migliori condizioni fisiche e di prontezza di riflessi Adottare provvedimenti per impedire o ridurre, per quanto possibile, lo sviluppo e la diffusione di gas o fumi di scarico Assicurarsi che vi siano condizioni di sufficiente aerazione nei luoghi chiusi ( allegato IV del D.lgs. n.81/08 ) Lavorare sempre con la parte della lama prossima al motore Utilizzare la macchina sempre con due mani 120 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Non consentire ad altre persone di rimanere nelle vicinanze dell’area di lavoro della moto-sega Evitare di avviare la motosega senza appoggiarla a terra Non usare la motosega al di sopra delle spalle Non usare la motosega quando si è sopra ad una scala DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Contro la proiezione di schegge dal pezzo lavorato Durante l’uso della motosega per ridurre i rischi da rumore Ferite, tagli e lesioni per contatto con organi mobili durante le lavorazioni e/o per caduta di materiali o utensili vari Ferite, tagli e lacerazioni per contatto con organi mobili durante le lavorazioni e gli interventi di manutenzione DPI Occhiali di protezione Cuffia antirumore Scarpe antinfortunistiche Guanti in crosta DESCRIZIONE Con lente unica panoramica in policarbonato trattati anti graffio, con protezione laterale I modelli attualmente in commercio consentono di regolare la pressione delle coppe auricolari, mentre i cuscinetti sporchi ed usurati si possono facilmente sostituire Puntale rinforzato in acciaio contro schiacciamento/abras ioni/perforazione/ferit e degli arti inferiori e suola antiscivolo e per salvaguardare la caviglia da distorsioni Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perf orazione delle mani NOTE Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.2 UNIEN 166 (2004) Protezione personale degli occhi - Specifiche. Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.3 EN 352-1 (1993) Protettori auricolari. Requisiti di sicurezza e prove. Parte 1: cuffie Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.6 EN344/345(1992) Requisiti e metodi di prova per calzature di sicurezza, protettive e occupazionali per uso professionale Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Guanti di protezione contro rischi meccanici 121 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Ferite, tagli, lacerazioni, proiezione di schegge durante le lavorazioni Inalazione di polveri, laddove la loro quantità superi i limiti tollerati Tuta Mascherina In modo da evitare che capi o accessori personali possano impigliarsi nelle parti in movimento della macchina L’azione protettiva è efficace solo se il DPI è indossato e allacciato correttamente. E’ da considerare esaurito quando l’utilizzatore fatica a respirare Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.7 UNIEN 510 (1994) Specifiche per indumenti di protezione da utilizzare in presenza di rischio di impigliamento con parti in movimento Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI 10720(1998) Guida alla scelta e all’uso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie 122 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ATTREZZATURA: FRESATRICE AGRICOLA Le macchine impiegate per l‘esecuzione del lavoro sono dette zappatrici rotative o fresatrici. La fresatrice tipo è una macchina operatrice applicata all‘attacco a tre punti del trattore. Gli organi lavoranti sono composti da una serie di lame sagomate, dette coltelli, fissate su un asse orizzontale ruotante mosso, tramite una trasmissione dalla presa di potenza del trattore. Sul telaio della macchina è applicato un carter posteriore che ha lo scopo d‘impedire che le zollette erose siano scagliate a distanza, facendo in modo che si stratifichino subito dopo l‘organo lavorante. Pur svolgendo un lavoro simile, le zappatrici rotative si distinguono dalle fresatrici propriamente dette per avere i coltelli rigidi, mentre le fresatrici hanno organi lavoranti elastici. PRESCRIZIONI PRELIMINARI Le macchine devono essere dotate di: - Manuale di istruzioni: deve contenere informazioni complete sul corretto uso della macchina; - Dati di identificazione: nome ed indirizzo del costruttore, modello, matricola (se esiste), anno di produzione e massa; - Marcatura CE; - Dichiarazione CE di conformità. 123 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione dei Rischi Liv. Probabilità Entità danno Classe Cesoiamento e schiacciamento Possibile Significativo Notevole Impigliamento e trascinamento Possibile Significativo Notevole Inalazione polveri, fibre, gas, vapori Possibile Significativo Notevole Microclima Probabile Modesto Notevole Movimentazione manuale dei carichi Possibile Significativo Notevole Posture incongrue e disagevoli Probabile Modesto Notevole Rumore Possibile Significativo Notevole Vibrazioni WBV Possibile Significativo Notevole Non Probabile Grave Accettabile Descrizione Ribaltamento 124 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportate le seguenti misure di prevenzione volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Per operare con sicurezza occorre: - Seguire sempre le informazioni contenute nel manuale di istruzioni, in particolare modo quelle relative all’uso e alla manutenzione. Nel caso di attrezzature particolarmente complesse, seguire corsi specifici di addestramento; - Non asportare, manomettere o modificare alcuna parte della macchina se ciò non è previsto dal manuale di istruzioni; - Riparare o sostituire le protezioni e le parti eventualmente usurate o rotte, nel rispetto di quanto previsto dal manuale di istruzioni; - Mantenere integri i pittogrammi di sicurezza posti sulla macchina ed eventualmente provvedere alla loro sostituzione in caso di deterioramento; - Eseguire sulla macchina solo interventi di manutenzione e riparazione conformi alle indicazioni riportate nel manuale di istruzioni; - utilizzare solamente macchine rispondenti alle norme di sicurezza ad esse applicabili. In caso contrario, provvedere al loro adeguamento, rivolgendosi a personale tecnico specializzato (costruttori, venditori, assistenti tecnici ecc.). PRECAUZIONI D’USO GENERALI: - Controllare che la macchina non abbia subito danni durante la fase di trasporto e, nel caso, avvertire immediatamente la casa costruttrice o il rappresentante di zona; - Consentire l’uso della macchina solo a personale autorizzato, nonché adeguatamente formato, e dotato di idonea patente di guida per la trattrice; - Accertarsi che non vi siano persone o animali nella zona di manovra e di lavoro della macchina e, comunque, controllare che siano rispettate le distanze di sicurezza riportate nel manuale di istruzioni; - Tenere le macchine pulite eliminando materiali estranei (detriti, eventuali accessori, ecc.) che potrebbero danneggiarne il funzionamento o arrecare danni all’operatore; - Prima di intervenire sulle parti in movimento della macchina, arrestare il motore della trattrice ed azionare i freni; - Non trasportare persone, animali o cose sulle macchine nei casi in cui non è previsto; - Staccare la macchina dalla trattrice su terreno pianeggiante verificando che sia poggiata sul terreno in modo stabile; - Verificare prima dell’uso il serraggio di tutte le viti e dadi presenti, l’usura dei cuscinetti e, se necessario, sostituirli immediatamente secondo quanto riportato nel manuale di istruzioni; - Rivolgersi, per ogni chiarimento sulle operazioni di funzionamento e manutenzione, alla casa costruttrice o ai rivenditori autorizzati; - Utilizzare esclusivamente ricambi originali; - Assicurarsi, prima di inoltrarsi su strada pubblica, che la macchina sia in regola rispetto alle norme di circolazione stradale; - Non indossare indumenti che possano impigliarsi in organi in movimento (abiti da lavoro svolazzanti, sciarpe, camici od altro). COLLEGAMENTO TRA ATTREZZI E TRATTRICE: Le forme irregolari, la presenza di elementi taglienti, l’elevata massa, la necessità in molti casi di provvedere al collegamento tra attrezzi e trattrice con l’intervento contemporaneo di più persone, rendono questa operazione, specie con le attrezzature di tipo portato o semiportato, uno dei momenti più rischiosi nell’impiego di questa tipologia di macchine. Durante il collegamento della macchina alla trattrice l’inserimento dei perni nei fori dei tiranti inferiori dell’attacco a tre punti richiede manovre sincrone e armonizzate tra il conducente della trattrice e gli operatori a terra. Queste, se mal concertate, possono risultare molto pericolose. 125 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Per ridurre i rischi in tutte le fasi di collegamento gli operatori devono utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI), come calzature con puntale rinforzato e guanti in cuoio, in grado di ridurre gli effetti di eventuali piccoli schiacciamenti. Anche l’inserimento dell’albero cardanico può essere rischioso. Tale inserimento va effettuato rigorosamente a motore spento e utilizzando solo quello fornito con la macchina operatrice dal costruttore. Occorre, pertanto, porre attenzione: alla presa di potenza prima di attivarne la rotazione; alla corretta sistemazione delle protezioni; al senso di rotazione della presa di potenza ed alla scelta dell’appropriato regime di rotazione. Specialmente nell’uso di attrezzi trainati la necessità di elevate forze di trazione può richiedere un appesantimento della trattrice (zavorratura). Collegamento dell’albero cardanico alla trattrice; l’albero cardanico deve essere fissato correttamente alla p.d.p. e al lato macchina rispettando il verso di rotazione e fissando le catenelle per evitare la rotazione delle protezioni. L’albero cardanico deve essere dotato di protezioni idonee per tutta la lunghezza dell’albero e dei giunti cardanici sia sull’operatrice che sul trattore. Anche se le zavorre metalliche per trattrici sono di tipo omologato, quelle per le ruote posteriori, ad esempio, spesso superano la massa di 30 kg cadauna, soglia di pericolo individuata dalla attuale legislazione come sollevabile da una sola persona. É quindi opportuno utilizzare idonee attrezzature di sollevamento sia per il posizionamento delle zavorre, sia nelle già ricordate operazioni di aggancio e sgancio degli attrezzi. Non avvicinarsi all’albero cardanico in rotazione e controllare sempre che la protezione dello stesso sia fermata con le apposite catenelle antirotazione. Nel caso le macchine operatrici siano provviste di comandi idraulici, si deve porre cura nell’inserimento appropriato delle tubazioni di raccordo al fine di evitare collegamenti errati che potrebbero provocare movimenti indesiderati con conseguenti gravi pericoli. Si deve, pertanto, porre attenzione alle indicazioni fornite dal costruttore attraverso i pittogrammi, che devono essere conservati con cura, i codici di riconoscimento (codice a colori) ed il manuale istruzioni. Nell’inserimento di tubi idraulici l’operatore deve indossare guanti di protezione contro il rischio chimico di penetrazione e/o di permeazione (EN 374). Quando sono presenti centraline o quadri di comando mobili, deve essere presente un alloggiamento idoneo (ergonomico, comodo e sicuro). Gli attrezzi per la lavorazione del terreno sono generalmente caratterizzati da masse e dimensioni rilevanti e forme irregolari. Pertanto, possono essere soggetti a problemi di stabilità, sia quando sono isolati, sia quando vengono accoppiati alla trattrice. Gli aratri monovomeri e i polivomeri quando staccati dalla motrice, a causa della ridotta base d’appoggio, sono soggetti a facili rovesciamenti sia accidentali, che per urti nelle fasi di aggancio e sgancio dalla trattrice. Rimedio a tale inconveniente è il sistemarli accuratamente su superfici pianeggianti (preferibilmente con pavimentazione in cemento), avendo cura di lasciare attorno ad essi lo spazio indispensabile per la trattrice in manovra. Le basi di appoggio, se particolarmente ridotte, vanno integrate mediante l’applicazione di piedi stabilizzatori. Quando un attrezzo (portato o semiportato) viene accoppiato alla trattrice, divenendo ai fini della circolazione stradale parte integrante della stessa, può alterarne la stabilità e causare difficoltà nella guida e nel lavoro, quindi si rende necessaria una verifica di stabilità. CONTATTO CON PARTI MECCANICHE: Le parti meccaniche fisse o mobili delle macchine possono essere frequentemente causa di infortunio agli operatori ed a terze persone. Tra le prime particolare pericolosità presentano, ad esempio, le punte degli organi lavoranti e gli spigoli vivi delle lamiere. Tra le seconde sono da ricordare quelle che con il loro movimento possono essere causa di possibili tagli, urti, impigliamento e trascinamento (organi snodati o rotanti). La prevenzione da questi rischi è assicurata dalla applicazione di protezioni come carter o scudi o di altre soluzioni come ad esempio l’adozione di barriere costituite da reti che impediscono il contatto involontario con le parti pericolose. In molti casi la schermatura di elementi mobili che partecipano alla lavorazione 126 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla (specialmente utensili lavoranti di tipo attivo) presenta difficoltà di applicazione in quanto suscettibile di limitare la funzionalità della macchina. É allora opportuno delimitare le aree di pericolo, con l’applicazione, in posizioni appropriate, di barre distanziatrici. Data la loro estrema pericolosità, particolare attenzione deve essere posta agli alberi cardanici assicurandosi, prima dell’uso, della presenza ed efficacia delle protezioni (cuffie ecc.) previste sulla trattrice e sull’operatrice nonché della integrità dell’albero e delle sue protezioni. IMPIEGO: Nell’impiego degli attrezzi divengono essenziali le misure di protezione precedentemente indicate. A queste sono da aggiungere le seguenti cautele: a) Nel trasferimento degli attrezzi per la lavorazione del terreno, in particolare se avvengono su strada pubblica, sono da tenere ben presenti le prescrizioni del codice della strada specifiche per le diverse tipologie costruttive: - attrezzi trainati: assoluta necessità di rispettare i limiti di ingombro e massa del complesso trattrice-attrezzo; adozione di organi di traino (ganci, perni, occhioni) di tipo omologato e in posizione conforme; applicazione delle prescritte protezioni delle parti pericolose (lame, punte, denti) suscettibili di contatti con terzi; segnalazione accurata degli ingombri del complesso; - attrezzi portati o semiportati: obbligo del bloccaggio tridirezionale degli attrezzi sollevati da terra; rispetto dei limiti di sbalzo e sporgenza laterale dalla sagoma della trattrice nonché dei carichi sugli assi dello stesso; applicazione delle protezioni e segnalazione degli ingombri (cartelli e dispositivi luminosi); - complessi eccezionali: obbligo di autorizzazione, rilasciata da parte degli organi competenti (superamento di 2,55 m di larghezza), e di impiego della scorta tecnica (superamento di 3,2 m di larghezza) nella circolazione (in particolare è utile ricordare che la verifica dell’idoneità del percorso è competenza del richiedente l’autorizzazione). In ogni caso porre attenzione alle eventuali prescrizioni annotate sulla carta di circolazione della trattrice, alla scelta di una velocità di trasferimento appropriata, specialmentecircolando con attrezzi, ed allo stato degli organi lavoranti e dei pneumatici dopo le lavorazioni in campo. Anche per la fase di lavoro vero e proprio occorre tenere presenti, oltre a quelle riportate nel manuale di istruzioni per l’uso, alcune norme di comportamento essenziali per la riduzione dei rischi; ad esempio: - le regolazioni, se non effettuabili attraverso comandi remoti servoassistiti, devono essere effettuate a veicolo fermo, frenato, con presa di potenza disinserita e con la chiave di accensione estratta dal cruscotto. Occorre evitare l’interposizione di persone tra la trattrice e l’operatrice; - evitare l’insorgere di sollecitazioni anomale, in grado di indebolire la struttura delle macchine e quindi di renderle suscettibili di rotture, come avviene in caso di spostamenti in retromarcia o anomali con attrezzi interrati; - porre attenzione su terreni declivi alle manovre con attrezzo e trattrice disposti secondo le linee di livello del terreno (attenzione è da porre qualora con attrezzo rovesciatore si esegua l’aratura con rovesciamento a valle e ruote della trattrice nel solco); - evitare di eseguire interventi di riparazione in campo se non si è sicuri di operare in ambiente idoneo e se non si dispone di attrezzature adeguate. Meglio perdere il tempo necessario per il rientro al centro aziendale piuttosto che eseguire un intervento in condizioni di scarsa sicurezza; - gli attrezzi per la lavorazione del terreno con organi lavoranti attivi (erpici, zappatrici, vangatrici ecc.), che incidono e smuovono il terreno colpendolo a velocità elevate, provocano il lancio di zolle e sassi in grado di causare infortuni. Tali macchine devono essere munite di schermi di protezione che necessitano di continue verifiche sul loro stato. É, inoltre, importante impedire la presenza di terze persone durante il lavoro attraverso il rispetto di idonee distanze di sicurezza; - gli attrezzi ad organi attivi quando sono sollevati da terra non devono essere azionati. ROTTURE NEL CORSO DEL FUNZIONAMENTO: 127 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla L’invecchiamento (usura, corrosione ecc.) della macchina, unitamente ad elevate e ripetute sollecitazioni, possono rendere ogni parte dell’attrezzatura suscettibile di cedimenti improvvisi. É, pertanto, buona norma verificare frequentemente lo stato generale dell’attrezzo. Generalmente le rotture dei componenti meccanici su macchine con organi lavoranti di tipo passivo presentano basso grado di pericolosità, per cui le cautele da osservare possono ridursi ad una azione di prevenzione effettuata tramite una accurata manutenzione ed eventuale sostituzione. Invece gli organi lavoranti di tipo attivo (erpici, zappatrici, vangatrici ecc.), caratterizzati da movimenti rotativi o alternativi, a volte con elevate velocità, possono, in caso di improvvise rotture durante il loro funzionamento, causare gravi infortuni. La prevenzione di tali eventi è assicurata da idonee protezioni degli organi in movimento. Qualora siano presenti componenti oleodinamici destinati a fluidi ad alta pressione e/o temperatura, questi, in caso di rottura, possono causare danni ad operatori nelle vicinanze della macchina. Pertanto, le tubazioni devono essere solidamente fissate alla macchina e protette da qualsiasi tipo di possibile danneggiamento esterno (abrasioni, tagli ecc.) garantendo la protezione delle persone da eventuali getti di olio. MANUTENZIONE: La semplicità costruttiva e funzionale di molti attrezzi per la lavorazione del suolo induce a sottovalutare i rischi che possono sorgere durante i lavori di manutenzione o riparazione. Invece questi interventi, oltre ad essere effettuati nel rispetto delle indicazioni contenute nel manuale di istruzioni, si devono avvalere di: - idoneo luogo di lavoro; - attrezzature e competenze adeguate. 128 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Inalazione di polveri, durante la movimentazione e la alvorazione di materiali polverosi Ferite, tagli, abrasioni durante le lavorazioni e gli interventi di manutenzione Schiacciamento, lesioni per contatto con organi mobili durante le lavorazioni e gli interventi di manutenzione Ferite e tagli durante le lavorazioni e gli interventi di manutenzione DPI Mascherina Tuta di protezione Scarpe antinfortunistiche Guanti in crosta DESCRIZIONE L’azione protettiva è efficace solo se il DPI è indossato e allacciato correttamente. E’ da considerare esaurito quando l’utilizzatore fatica a respirare Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione e/o taglio Puntale rinforzato in acciaio contro schiacciamento/abrasioni/p erforazione/ferite degli arti inferiori e suola antiscivolo e per salvaguardare la caviglia da distorsioni Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perforazio ne delle mani NOTE Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 10720(1998) Guida alla scelta e all’uso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.7 UNI EN 340(2004) Indumenti di protezione. Requisiti generali Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.6 EN344/345(1992) Requisiti e metodi di prova per calzature di sicurezza, protettive e occupazionali per uso professionale Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Guanti di protezione contro rischi 129 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla RISCHI EVIDENZIATI DPI DESCRIZIONE NOTE meccanici Getti, schizzi e proiezione di materiale Occhiali di protezione Con lente unica panoramica in policarbonato trattati anti graffio, con protezione laterale Tappi preformati In spugna di PVC, inseriti nel condotto auricolare assumono la forma dello stesso Rumore che supera i livelli consentiti Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.2 UNIEN 166 (2004) Protezione personale degli occhi Specifiche. Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.3 UNI EN 352-2 (2004) Protettori dell'udito. Requisiti generali. Parte 2: Inserti ATTREZZATURA: DECESPUGLIATORE Il decespugliatore è un attrezzo utilizzato per tagliare cespugli, arbusti ed erba in luoghi non accessibili con altre macchine. Viene portato a tracolla o a spalla dall'operatore ed è dotato di motore di tipo elettrico o endotermico a due tempi, alimentato mediante una miscela benzina-olio, con cilindrata variabile, a seconda dei modelli, da 18 a 50 cc. Il motore, tramite un albero di trasmissione posto all'interno di un asta, aziona un disco dentato o un rotore che sostiene due fili di nylon. PRESCRIZIONI PRELIMINARI 130 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla L'attrezzatura deve essere accompagnata, oltre che dalle normali informazioni di carattere strettamente tecnico, dal libretto di garanzia e dalle istruzioni d'uso e manutenzione, con le indicazioni necessarie per eseguire, senza alcun rischio, la messa in funzione e l'utilizzazione, il trasporto, l'eventuale installazione e/o montaggio (smontaggio), la regolazione, la manutenzione e le riparazioni. Tale documentazione deve, inoltre, fornire tutte le informazioni sull'emissione di potenza sonora e sulle vibrazioni prodotte. Le parti di macchine, macchinari o attrezzi che costituiscano un pericolo, dovranno essere protetti o segregati o provvisti di dispositivi di sicurezza. Tutti gli organi mobili dovranno essere lubrificati, se previsto dal libretto di manutenzione, avendo cura di ripristinare tutte le protezioni asportate, manomesse o danneggiate (schermi di protezione per ingranaggi, carter, ecc.). Deve essere evidenziata la presenza di punti di ossidazione che possa compromettere la funzionalità della macchina e, se necessario bisognerà provvedere alla relativa rimozione e verniciatura. Prima dell'introduzione di utensili, attrezzature a motore, macchinari e mezzi d'opera, e periodicamente durante le lavorazioni, dovranno essere eseguite accurate verifiche sullo stato manutentivo ad opera di personale qualificato in grado di procedere alle eventuali necessarie riparazioni. Qualora vengano compiute operazioni di regolazione, riparazione o sostituzione di parti della macchina, bisognerà tilizzare solo ricambi ed accessori originali, come previsto nel libretto di manutenzione e non modificare alcuna parte della macchina. Ultimata la manutenzione e prima di rimettere in funzione la macchina, riporre tutti gli attrezzi utilizzati. 131 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Vibrazioni Probabile Significativo Notevole o Rumore Probabile Significativo Notevole o Tagli, lacerazioni ferite per eventuali contatti con il disco in rotazione durante Possibile il lavoro o durante le operazioni di manutenzione e trasporto Significativo Notevole o Proiezione di materiali verso l'operatore (schegge, vetri, sassi e rischio di rottura Possibile del disco) Significativo Notevole o Ustioni per contatto con il motore o la marmitta Possibile Significativo Notevole o Inalazione di polveri/detriti/gas di scarico Possibile Modesto Accettabile 132 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Il decespugliatore deve essere dotato di carter di protezione del filo o della lama; per quest'ultima, la protezione deve essere metallica e regolabile, in modo da intercettare eventuali proiezioni di parti della lama in caso di rottura. (Allegato V punto 6.1) I dispositivi di taglio metallici devono essere equipaggiati di una protezione per il trasporto (UNI EN 11806) Devono essere previste due impugnatore, una per ciascuna mano Utilizzare adeguati mezzi di protezione individuale per gli occhi, il capo e le gambe al fine di proteggerlo da materiali proiettati dalla lama o dal filo di taglio. (Art. 75 – 77 del D.lgs. n.81/08 ) Prestare attenzione al moto residuo L’uscita dei gas di scarico deve essere posizionata in modo da dirigere le emissioni gassose lontane dall’operatore nella normale posizione di lavoro. La marmitta deve essere dotata di carter di protezione termoisolato La macchina deve essere munita di un dispositivo di arresto del motore che consenta di fermare completamente la macchina e il cui funzionamento non richiede un’azione manuale sostenuta (UNI EN 11806) Tutte le imbracature a cinghie su entrambe le spalle devono essere equipaggiate di un meccanismo di sganciamento rapido (UNI EN 11806) Il comando dell’acceleratore deve essere automaticamente nella posizione di minimo Proteggere la leva dell’acceleratore in modo da evitare avviamenti accidentali o disporre di comando a doppio azionamento Utilizzare la macchina secondo il manuale d’uso e manutenzione Effettuare la sostituzione della frizione ogni qual volta non stacca perfettamente (rotazione a scatti del disco dopo il rilascio dell’acceleratore) Il disco, durante i lavori su terreni in pendenza deve essere utilizzato solo se posto trasversalmente alla pendenza stessa Non utilizzare la macchina a modo di soffione (sfruttando il vortice d’aria prodotto dal filo) per i pericoli dovuti alla possibile proiezione di materia Prima di avviare il motore, assicurarsi sempre che non vi siano fughe di carburante e pulire l'impugnatura da tutte le eventuali tracce di olio e/o benzina a pressione costante che ritorna 133 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Non mettere in moto il motore in locali chiusi, in quanto i gas di scarico sono nocivi e asfissianti Verificare che le cinture siano in buono stato e ben fissate Assicurarsi che il carter di protezione sia ben fissato Assicurarsi che l’utensile di taglio sia in buone condizioni e sia fissato correttamente Preparare la miscela del carburante e rifornire l'apparecchio all'aria aperta, lontano da qualsiasi possibile fiamma, utilizzando idonei recipienti e avendo cura di asciugare qualunque traccia di carburante ( Allegato IV punto 4 del D.lgs. n.81/08 ) Ispezionare la zona in cui viene utilizzato il decespugliatore prima di iniziare l’operazione di taglio provvedendo a rimuovere tutto ciò che potrebbe essere proiettato nel raggio di operazione o incastrarsi nella testa dell'organo lavorante dell'apparecchio (pietre, vetri, fil di ferro, cordicelle, ecc.) Avviare il motore (agendo con uno strappo sull'impugnatura della cordicella di avviamento e tenendo saldamente bloccata a terra la macchina) Indossare l'attrezzo a tracolla o in spalla Impugnare saldamente l'attrezzo con entrambe le mani, una alla manopola di presa con l'acceleratore e l'altra all'impugnatura di sostegno Azionare l’utensile agendo sull'acceleratore, e tagliare i vegetali mediante movimento oscillatorio dell'asta Non operare in condizioni di equilibrio precario Mantenere sempre l'organo lavoratore per il taglio (lama o testina con filo di nylon) nella posizione più in basso ed il motore in quella più in alto rispetto all'anca dell'operatore Tenersi sempre a distanza di sicurezza dalla lama e dalla marmitta mentre il motore è in moto Prestare attenzione affinché nessuno si avvicini oltre la distanza di sicurezza (15 m) mentre si utilizza l'attrezzo e fermare immediatamente il motore se qualcuno la supera Svuotare il serbatoio a lavoro ultimato ed a motore freddo ( Allegato V parte I punto 11 del D.lgs. n.1/08 ) Riporre l'attrezzo e il carburante in un luogo in cui le esalazioni della benzina non possano originare pericolo di esplosioni od incendi (vicinanza a fiamme o scintille provenienti ad esempio da scalda acqua, motori elettrici, caldaie, ecc.) Riporre il decespugliatore in modo che nessuno possa ferirsi Effettuare la manutenzione ordinaria, straordinaria e conservare il decespugliatore secondo le istruzioni del costruttore 134 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Assicurarsi che i capelli non scendano al di sotto delle spalle ed indossare sempre abbigliamento idoneo (tute, giacche con maniche strette) pantaloni lunghi, scarponcini o stivali e guanti di protezione Evitare abiti ampi, pantaloni corti, calzature non idonee (sandali, ecc.) Non fumare durante l'utilizzo dell'attrezzo né rifornimento.(Allegato IV punto 4 del D.lgs. n.81/08 ) durante le operazioni di DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Stivali antinfortunistici DESCRIZIONE Ferite da taglio alle gambe Calzatura antinfortunistica, con suola del tipo antiscivolo (carroarmato) Ferite, tagli e lacerazioni durante le lavorazioni o le operazioni di manutenzione Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perforazio ne delle mani Guanti in crosta Tuta Polveri e detriti In modo da evitare che capi o accessori personali possano impigliarsi nelle parti in movimento della macchina NOTE Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti3,4 n.6 EN 344/345(1992) Requisiti e metodi di prova per calzature di sicurezza, protettive e occupazionali per uso professionale Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Guanti di protezione contro rischi meccanici Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti3,4 n.7 UNIEN 510 (1994) Specifiche per indumenti di protezione da utilizzare in presenza di rischio di impigliamento con parti in movimento 135 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Proiezione di schegge, detriti, ecc. Occhiali di protezione Mascherina Inalazione di polveri/vapori dannosi Rumore che supera i livelli consentiti Tappi preformati Con lente unica panoramica in policarbonato trattati anti graffio, con protezione laterale L’azione protettiva è efficace solo se il DPI è indossato e allacciato correttamente. E’ da considerare esaurito quando l’utilizzatore fatica a respirare In spugna di PVC, inseriti nel condotto auricolare assumono la forma dello stesso Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti3,4 n.2 UNIEN 166 (2004) Protezione personale degli occhi Specifiche. Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti3,4 n.4 UNI 10720(1998) Guida alla scelta e all’uso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti3,4 n.3 UNI EN 352-2 (2004) Protettori dell'udito. Requisiti generali. Parte 2: Inserti ATTREZZATURA: ATTREZZI MANUALI PER USO AGRICOLO PRESCRIZIONI PRELIMINARI Nel caso degli utensili e degli attrezzi manuali le cause più frequenti di infortunio derivano dall'impiego di utensili difettosi o usurati e dall'uso improprio o non conforme alla buona pratica. Quindi, la prima regola da seguire è la scelta e la dotazione di attrezzi appropriati al lavoro da svolgere, sia dal punto di vista operativo, sia, specialmente, da quello dei rischi ambientali presenti sul luogo di lavoro. Gli attrezzi utilizzati debbono essere anche in buono stato di conservazione e di efficienza, non va trascurato, quando si tratti di lavori di riparazione o manutenzione, di fare ricorso ad attrezzature che consentano di effettuare i lavori nelle migliori condizioni di sicurezza. Di conseguenza, gli attrezzi devono essere sempre controllati prima del loro uso e, se non sono in buone condizioni di efficienza, devono essere sostituiti con altri o sottoposti ad idonea manutenzione. Per impedire, durante l'esecuzione di lavori in altezza (su scale, ad es.), che 136 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla gli utensili non utilizzati possano cadere e recare danno alle persone sottostanti, questi debbono essere conservati in apposite guaine o tenuti assicurati al corpo in altri modi. Un corretto impiego degli attrezzi a mano spesso richiede di essere integrato anche con l'uso di accessori di sicurezza (mezzi per l'accesso e la permanenza in sicurezza sui luoghi di intervento, scale, piattaforme ed altre opere) oppure con il ricorso sistematico a mezzi personali di protezione (ad es. per cacciavite, punteruoli, coltelli, lame, asce, ecc.), si devono impiegare mezzi di protezione per le mani, e debbono essere disponibili apposite custodie ove riporli quando non adoperati). Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Proiezione di schegge materiale Possibile Modesto Accettabile o Ferite, tagli, abrasioni per contatto con parti taglienti Possibile Modesto Accettabile o Lesioni dovute a rottura dell'utensile Possibile Modesto Accettabile 137 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportate le seguenti misure di prevenzione volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Controllare a vista lo stato di efficienza degli utensili e delle attrezzature in dotazione individuale (Art. 20 del D.lgs. n.81/08 ) Evitare l'utilizzo di attrezzi muniti di manico o d'impugnatura se tali parti sono deteriorate, spezzate o scheggiate o non siano ben fissate all'attrezzo stesso (Art. 20 del D.lgs. n.81/08 ) Rimuovere le sbavature della testa di battuta degli utensili per evitare la proiezione di schegge (Art. 20 del D.lgs. n.81/08 ) Utilizzare sempre l'apposita borsa porta attrezzi Utilizzare l'utensile o l'attrezzo solamente per l'uso a cui è destinato e nel modo più appropriato Non prolungare con tubi, o altri mezzi di fortuna, l'impugnatura delle chiavi Utilizzare mezzi adeguati, quali chiavi a battere, nel caso di dadi di difficile bloccaggio Spingere, e non tirare verso di se, la lama del coltello spelatavi Non tenere piccoli pezzi nel palmo della mano per serrare o allentare viti: il pezzo va appoggiato o stretto in morsa Azionare la trancia con le sole mani Non appoggiare un manico al torace mentre con le due mani si fa forza sull'altro Non appoggiare gli attrezzi in posizione di equilibrio instabile Riporre entro le apposite custodie, quando non utilizzati, gli attrezzi affilati o appuntiti (asce,roncole,accette,ecc.) Per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature Sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori Non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall’alto. 138 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Guanti in crosta Tagli, abrasioni alle mani DESCRIZIONE NOTE Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perf orazione delle mani Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Guanti di protezione contro rischi meccanici ATTREZZATURA: ATTREZZI MANUALI PER USO AGRICOLO PRESCRIZIONI PRELIMINARI Nel caso degli utensili e degli attrezzi manuali le cause più frequenti di infortunio derivano dall'impiego di utensili difettosi o usurati e dall'uso improprio o non conforme alla buona pratica. Quindi, la prima regola da seguire è la scelta e la dotazione di attrezzi appropriati al lavoro da svolgere, sia dal punto di vista operativo, sia, specialmente, da quello dei rischi ambientali presenti sul luogo di lavoro. Gli attrezzi utilizzati debbono essere anche in buono stato di conservazione e di efficienza, non va trascurato, quando si tratti di lavori di riparazione o manutenzione, di fare ricorso ad attrezzature che consentano di effettuare i lavori nelle migliori condizioni di sicurezza. Di conseguenza, gli attrezzi devono essere sempre controllati prima del loro uso e, se non sono in buone condizioni di efficienza, devono essere sostituiti con altri o sottoposti ad idonea manutenzione. Per impedire, durante l'esecuzione di lavori in altezza (su scale, ad es.), che gli utensili non utilizzati possano cadere e recare danno alle persone sottostanti, questi debbono essere conservati in apposite guaine o tenuti assicurati al corpo in altri modi. Un corretto impiego degli attrezzi a mano spesso richiede di essere integrato anche con l'uso di accessori di sicurezza (mezzi per l'accesso e la permanenza in sicurezza sui luoghi di intervento, scale, piattaforme ed altre opere) oppure con il ricorso sistematico a mezzi personali di protezione (ad es. per cacciavite, punteruoli, coltelli, lame, asce, ecc.), si devono impiegare mezzi di protezione per le mani, e debbono essere disponibili apposite custodie ove riporli quando non adoperati). Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Proiezione di schegge materiale Possibile Modesto Classe Accettabile 139 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla o Ferite, tagli, abrasioni per contatto con parti taglienti Possibile Modesto Accettabile o Lesioni dovute a rottura dell'utensile Possibile Modesto Accettabile 140 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportate le seguenti misure di prevenzione volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Controllare a vista lo stato di efficienza degli utensili e delle attrezzature in dotazione individuale (Art. 20 del D.lgs. n.81/08 ) Evitare l'utilizzo di attrezzi muniti di manico o d'impugnatura se tali parti sono deteriorate, spezzate o scheggiate o non siano ben fissate all'attrezzo stesso (Art. 20 del D.lgs. n.81/08 ) Rimuovere le sbavature della testa di battuta degli utensili per evitare la proiezione di schegge (Art. 20 del D.lgs. n.81/08 ) Utilizzare sempre l'apposita borsa porta attrezzi Utilizzare l'utensile o l'attrezzo solamente per l'uso a cui è destinato e nel modo più appropriato Non prolungare con tubi, o altri mezzi di fortuna, l'impugnatura delle chiavi Utilizzare mezzi adeguati, quali chiavi a battere, nel caso di dadi di difficile bloccaggio Spingere, e non tirare verso di se, la lama del coltello spelatavi Non tenere piccoli pezzi nel palmo della mano per serrare o allentare viti: il pezzo va appoggiato o stretto in morsa Azionare la trancia con le sole mani Non appoggiare un manico al torace mentre con le due mani si fa forza sull'altro Non appoggiare gli attrezzi in posizione di equilibrio instabile Riporre entro le apposite custodie, quando non utilizzati, gli attrezzi affilati o appuntiti (asce,roncole,accette,ecc.) Per punte e scalpelli utilizzare idonei paracolpi ed eliminare le sbavature dalle impugnature Sostituire i manici che presentino incrinature o scheggiature Distanziare adeguatamente gli altri lavoratori Non abbandonare gli utensili nei passaggi ed assicurarli da una eventuale caduta dall’alto. 141 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Guanti in crosta Tagli, abrasioni alle mani DESCRIZIONE NOTE Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perf orazione delle mani Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Guanti di protezione contro rischi meccanici ATTREZZATURA: ATTREZZI GINNICI Attrezzi ginnici utilizzati nelle palestre scolastiche, quali spalliera svedese, parallele asimmetriche, sbarra, cavallo con maniglie, pedana, anelli, trave, quadro svedese, pertiche ecc.., necessari per lo svolgimento di esercizi fisici. In dettaglio: o Parallele asimmetriche:sono costituite da due staggi, lunghi 2,40 metri, fissati alle piantane laterali. Gli staggi possono essere regolati in altezza; pure può essere regolata anche la distanza fra loro. Il tutto è sorretto da una serie di tiranti che ne aumenta la stabilità. o Trave d’equilibrio: è costituita da un asse in legno dalla lunghezza di 5 metri per una larghezza di 10 cm. La sua altezza dal suolo è regolabile e, in gara, viene portata a 120 cm. o Cavallo per volteggi: largo 35 cm e lungo 160 cm, ha un’altezza dal suolo variabile. In competizione è di 120 cm. È sostenuto da due gambe che gli conferiscono un’ottima stabilità ed è rivestito da un materiale elastico e non scivoloso. o Pedana per il suolo: è altamente elastica e misura metri 12x12 per un’altezza di circa 10 cm. Su di essa si svolgono gli esercizi al suolo. La Circolare Ministeriale 20 dicembre 1983, n. 352, prot. n. 2633 definisce il modello di attrezzatura-tipo coerente con le attività connesse agli obiettivi assegnati all’insegnamento nella scuola media (allegato A) e nella scuola secondaria superiore (allegato B). 142 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Caduta dall’alto Possibile Significativo Notevole o Scivolamenti e cadute a livello Possibile Significativo Notevole o Urti, colpi, impatti e compressioni Possibile Significativo Notevole o Rumore Possibile Lieve Classe Basso Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Gli attrezzi ginnico-sportivi devono avere caratteristiche idonee allo svolgimento dell’esercizio fisico Gli attrezzi ginnico-sportivi devono essere conformi alle norme UN EN (913-914-915) relative alle attrezzature da ginnastica Gli attrezzi per l’atletica leggera devono essere conformi al regolamento federale della FIDAL I tappetini bassi, pur variando nella tipologia, devono avere un o spessore tale (circa 40-60 cm) da attutire adeguatamente gli arrivi dei salti Il quadro svedese, nelle palestre non molto grandi, deve essere montato su binari per consentire di accostare l’attrezzo al muro dopo l’uso La spalliera svedese deve avere lo staggio più alto sporgente rispetto agli altri oppure doppio La trave di equilibrio deve essere rivestita di panno antisdrucciolevole Le parallele simmetriche ed asimmetriche devono essere montate su piedi regolabili, gli staggi devono essere di legno o meglio di materiale sintetico tipo vetroresina La sbarra deve essere fissata a terra e dotata di due montanti laterali trattenuti da tiranti agganciati a terra Durante l’utilizzo degli anelli, della sbarra e delle parallele asimmetriche, l’allenatore deve restare vicino al ginnasta durante tutto l’esercizio, pronto ad intervenire in caso di caduta; Le attrezzature devono essere sistemati in maniera opportuna a prevenire eventuali incidenti DPI Non sono previsti particolari DPI per tale attrezzatura. Gli allievi indosseranno la normale tuta da ginnastica e calzature idonee. 143 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla SOSTANZA: DETERGENTI E DETERSIVI I detergenti sono sostanze chimiche che, a determinate concentrazioni, rimuovono lo sporco dalle superfici. In ambiente lavorativo i detergenti sono usati per l’igiene personale, per la pulizia dei banconi, dei reparti. Si distinguono detergenti alcalini inorganici propriamente detti (soda e potassa caustica) e detergenti tensioattivi organici. Mentre la composizione dei detersivi varia al variare dell’utilizzo finale del prodotto. Nei detersivi vi sono composti tensioattivi organici che abbassando la tensione superficiale dei liquidi permettono un elevato effetto bagnante e penetrante nel substrato da lavare, l’emulsionamento dei grassi con l’acqua e quindi la detergenza. Ad essi vengono aggiunte molte altre sostanze complementari (solventi, silicati, fosfati, metasilicati, enzimi, solfonati, ecc.) che conferiscono caratteristiche particolari, soprattutto per favorire il distacco e l’emulsionamento dello sporco sia grasso che proteico. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Dermatiti irritative ed allergiche da contatto (soprattutto nel caso in cui il soggetto presenti una già conclamata sensibilizzazione al prodotto) Possibile Modesto Accettabile o Lesioni oculari a seguito di getti o schizzi Possibile dei prodotti utilizzati Modesto Accettabile Classe Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità e/o lo stato di efficienza ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 ) Togliere gli effetti personali metallici che potrebbero venire a contatto con le sostanze Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità) durante le operazioni di disinfezione, nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto Riporre i prodotti negli appositi armadi al termine delle operazioni di pulizia Verificare periodicamente l'integrità dei dispositivi specificato sul manuale d'uso e manutenzione Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione ( Allegato IV punto 2, art 224 del D.lgs. n.81/08 ) I lavoratori esposti dovranno comunicare eventuali allergie pregresse individuali seguendo quanto 144 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Comunicare immediatamente di qualsiasi fenomeno anche lieve di tipo irritativo che dovesse manifestarsi Aerare gli ambienti durante l’uso ( Allegato IV punto 2 del D.lgs. n.81/08 ) Non mescolare i prodotti perché possono reagire chimicamente fra di loro e sviluppare vapori pericolosi Laddove previsto utilizzare mascherine con filtri adeguati ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 ) Non utilizzare sostanze volatili come la candeggina o l’ammoniaca in acqua bollente, perchè si formano vapori irritanti e un’inutile dispersione di prodotto Evitare di mangiare, bere e fumare durante l’uso di tali prodotti, perché possono favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico In caso di schizzi negli occhi, lavarli abbondantemente con acqua Nel caso di utilizzo di detergenti o detersivi per l'igiene personale evitare le pratiche di eccessiva detersione e strofinio delle mani e degli avambracci che ledono l’integrità del film idrolipidico, il quale svolge un’azione protettiva sulla pelle (l’integrità del mantello cutaneo è essenziale per minimizzare il passaggio di allergeni agli strati più profondi della cute) Nel caso di utilizzo di detergenti o detersivi per l'igiene personale utilizzare quelli a pH fisiologico (5,5) Utilizzare detergenti o detersivi privi di aggiunta di coloranti o profumi. DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Guanti Contatto con disinfettanti, detersivi, ecc. Manipolazione di detersivi e detergenti in spazi non aerati Mascherina DESCRIZIONE Resistenti ad agenti chimici aggressivi e corrosivi (solventi, alcool, disinfettanti, ecc.) L’azione protettiva è efficace solo se il DPI è indossato e allacciato correttamente NOTE Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 374(2004) Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi. Parte, 1,2 e 3 Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 10720 Guida alla scelta e all’uso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie 145 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 146 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Appendice: Informazioni base sugli agenti chimici La scheda di sicurezza è un documento che deve accompagnare una sostanza chimica quando viene consegnata per la prima volta ad un utilizzatore, da parte del fornitore. Nella scheda di sicurezza sono contenute tutte le informazioni necessarie per effettuare il lavoro in sicurezza: viene considerata la manipolazione della sostanza, lo stoccaggio, lo smaltimento e sono riportate le informazioni che riguardano la parte tossicologica. Infatti, la scheda diventa indispensabile in caso di intossicazione acuta, in quanto tutti i Centri Antiveleni raccomandano che l’infortunato porti con sé la scheda, che è corredata anche dalle informazioni necessarie al medico per agire efficacemente. La normativa (D.M. n 46/92) prevede che la scheda di sicurezza si articoli su 16 punti, secondo uno schema preciso, fornendo tutte le informazioni necessarie, sotto la responsabilità del produttore, che non può mantenere il segreto neanche in caso di brevetto. Sinteticamente, i punti sono: 1. identificazione del preparato e della Società 2. composizione / informazione sugli ingredienti 3. identificazione dei pericoli 4. misure di primo soccorso 5. misure antincendio 6. misure in caso di fuoriuscita accidentale 7. manipolazione e stoccaggio 8. controllo dell’esposizione / protezione individuale 9. proprietà fisiche e chimiche 10. stabilità e reattività 11. informazioni tossicologiche 12. informazioni ecologiche 13. smaltimento 14. informazioni sul trasporto 15. informazioni sulla regolamentazione 16. altre informazioni. Nella scheda di sicurezza, per gli agenti chimici classificati, sarà riportata l’etichetta che deve esporre, ben visibile, un simbolo che evidenzi i rischi per la salute e per la sicurezza degli operatori. 147 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla I simboli sotto il profilo infortunistico sono: Descrizione Simbolo E: esplosivo può esplodere a contatto con fiamme libere oppure per urto od attrito O: comburente può stimolare accensione di combustibili F: infiammabile può essere spontaneamente infiammabile F+: molto infiammabile può essere spontaneamente molto infiammabile I simboli di tipo tossicologico sono: Descrizione Simbolo Xn nocivo può nuocere alla salute Xi irritante può essere nocivo e possiede anche un effetto irritante C corrosivo può provocare ustioni T tossico tossico per qualunque via di assunzione T+ molto tossico molto tossico per qualunque via di assunzione Inoltre, per una corretta e completa informazione nell’etichetta compariranno ulteriori simboli, che precisano più in dettaglio le caratteristiche delle possibili conseguenze derivanti dalla manipolazione incongrua del prodotto. Le frasi di rischio (Frasi R) esprimono la natura dei rischi attribuiti alle sostanze chimiche pericolose, mentre i consigli di prudenza (Frasi S) forniscono indicazioni per la corretta manipolazione ed utilizzazione dei prodotti chimici. 148 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla SOSTANZA: DISINFETTANTI I disinfettanti sono sostanze in grado di distruggere i microrganismi anche se in modo non totale attraverso varie azioni di tipo chimico. I disinfettanti più utilizzati sono a base di: alcoli (alcol etilico denaturato, alcol isopropilico) ipoclorito di sodio (l’ingrediente attivo della candeggina commerciale). formaldeide e glutaraldeide acidi e alcali (per operazioni di pulizia particolari) fenoli. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno o Dermatiti irritative ed allergiche da contatto (soprattutto nel caso in cui il soggetto presenti una già conclamata sensibilizzazione al disinfettante) Possibile Modesto Accettabile o Allergie respiratorie per inalazione di vapori (quando il disinfettante contiene formaldeide e/o ossido di etilene oppure nel caso di utilizzo di soluzioni Possibile concentrate o di operazioni di disinfezione in ambienti scarsamente aerati) Modesto Accettabile o Ustioni per contatto diretto con prodotti fortemente corrosivi Possibile Modesto Accettabile o Lesioni oculari a seguito di getti o schizzi Possibile dei prodotti utilizzati Modesto Accettabile Classe Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità e/o lo stato di efficienza ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 ) Togliere gli effetti personali metallici che potrebbero venire a contatto con le sostanze Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità) durante le operazioni di disinfezione, nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto Riporre i disinfettanti negli appositi armadi al termine delle operazioni di pulizia Verificare periodicamente l'integrità dei dispositivi specificato sul manuale d'uso e manutenzione individuali seguendo quanto 149 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione ( Allegato IV punto 2 del D.lgs. n.81/08, art 224 del D.lgs. n.81/08 ) I lavoratori esposti dovranno comunicare eventuali allergie pregresse Comunicare immediatamente di qualsiasi fenomeno anche lieve di tipo irritativo che dovesse manifestarsi Aerare gli ambienti durante l’uso ( Allegato IV punto 2 del D.lgs. n.81/08 ) Non mescolare i prodotti perché possono reagire chimicamente fra di loro e sviluppare vapori pericolosi Laddove previsto utilizzare mascherine con filtri adeguati Non utilizzare sostanze volatili come la candeggina o l’ammoniaca in acqua bollente, perchè si formano vapori irritanti e un’inutile dispersione di prodotto Evitare di mangiare, bere e fumare durante l’uso di tali prodotti, perché possono favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico In caso di schizzi negli occhi, lavarli abbondantemente con acqua DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Guanti DESCRIZIONE Contatto con disinfettanti, detersivi, ecc. Resistenti ad agenti chimici aggressivi e corrosivi (solventi, alcool, disinfettanti, ecc.) Manipolazione di disinfettanti in spazi non aerati, presenza di formaldeide e/o ossido di etilene nel disinfettante utilizzato L’azione protettiva è efficace solo se il DPI è indossato e allacciato correttamente. E’ da considerare esaurito quando l’utilizzatore fatica a respirare. Mascherina NOTE Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 374(2004) Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi. Parte, 1,2 e 3 Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 10720 Guida alla scelta e all’uso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie 150 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla SOSTANZA: IPOCLORITO DI SODIO L'ipoclorito di sodio è un composto che può essere efficacemente usato per la depurazione dell'acqua. E' usato su larga scala per applicazioni industriali, candeggiamento, rimozione degli odori e disinfezione dell'acqua. L'ipoclorito di sodio è instabile. Il cloro evapora ad una velocità di 0.75 grammi di cloro attivo al giorno dalla soluzione. Quindi l'ipoclorito di sodio riscaldato si disintegra. Questo avviene anche quando l'ipoclorito di sodio entra in contatto con acidi, luce solare, determinati metalli e gas tossici e corrosivi, compreso cloro gassoso. L'ipoclorito del sodio è un forte ossidatore e reagisce con composti e riduttori infiammabili. La soluzione di ipoclorito del sodio è una base debole infiammabile. Queste caratteristiche devono essere tenute presente durante il trasporto, l'immagazzinamento e l'uso dell'ipoclorito di sodio. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Dermatiti irritative ed allergiche da contatto (soprattutto nel caso in cui il soggetto presenti una già conclamata sensibilizzazione al disinfettante) Possibile Modesto Accettabile o Edema polmonarfe per inalazione di vapori Possibile Modesto Accettabile o Ustioni per contatto diretto (l’ipoclorito di sodio è fortemente corrosivo) Possibile Modesto Accettabile o Lesioni oculari a seguito di getti o schizzi Possibile dei prodotti utilizzati Modesto Accettabile 151 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità e/o lo stato di efficienza ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 ) Togliere gli effetti personali metallici che potrebbero venire a contatto con le sostanze Conoscere le caratteristiche delle sostanze utilizzate (es. infiammabilità, incompatibilità) durante le operazioni di disinfezione, nello specifico le concentrazioni, le modalità d'uso ed i tempi di contatto Riporre i disinfettanti negli appositi armadi al termine delle operazioni di pulizia Verificare periodicamente l'integrità dei dispositivi individuali seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e manutenzione Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati ridurre al minimo il tempo di esposizione ( Allegato IV punto 2, art 224 del D.lgs. n.81/08 ) I lavoratori esposti dovranno comunicare eventuali allergie pregresse Comunicare immediatamente di qualsiasi fenomeno anche lieve di tipo irritativo che dovesse manifestarsi Aerare gli ambienti durante l’uso ( Allegato IV punto 2 del D.lgs. n.81/08 ) Non mescolare i prodotti perché possono reagire chimicamente fra di loro e sviluppare vapori pericolosi Laddove previsto utilizzare mascherine con filtri adeguati ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 ) Non utilizzare sostanze volatili come la candeggina o l’ammoniaca in acqua bollente, perchè si formano vapori irritanti e un’inutile dispersione di prodotto Evitare di mangiare, bere e fumare durante l’uso di tali prodotti, perché possono favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico In caso di schizzi negli occhi, lavarli abbondantemente con acqua poi contattare un medico In caso di ingestione risciacquare la bocca. Non indurre il vomito e sottoporre all'attenzione del medico 152 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Guanti DESCRIZIONE Contatto con disinfettante Resistenti ad agenti chimici aggressivi e corrosivi (solventi, alcool, disinfettanti, ecc.) Manipolazione di disinfettanti in spazi non aerati L’azione protettiva è efficace solo se il DPI è indossato e allacciato correttamente. E’ da considerare esaurito quando l’utilizzatore fatica a respirare. Mascherina NOTE Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 374(2004) Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi. Parte, 1,2 e 3 Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 10720 Guida alla scelta e all’uso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie 153 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla SOSTANZA: TONER Trattasi di materiale non omogeneo, ossia di una polvere finissima con particelle di carbone, ferro e resina, utilizzato nelle fotocopiatrici e in alcune stampanti per la riproduzione di copie o di stampe di dati digitali. Praticamente il toner si imprime sulla carta, costituendo il testo e le immagini stampate. Originariamente il toner era costituito solo da polvere di carbone, ma in seguito, allo scopo di migliorarne la qualità, alle particelle di carbone è stato aggiunto un polimero, ossia particelle fuse dal calore del forno di fusione, che si attaccano perfettamente alle fibre del foglio di carta, fornendo una maggiore qualità stampa. Anche le dimensioni delle particelle di toner, che inizialmente erano di 12 micrometri, oggi si sono ridotte notevolmente per incrementare la risoluzione di stampa. Il toner tradizionale è di colore nero, tuttavia per le stampanti e fotocopiatrici a colori, oggi esistono toner nei colori fondamentali che sono giallo, magenta e ciano. Nelle prime macchine, il toner veniva versato mediante un contenitore in una apposita apertura, attualmente, invece si fa uso di cartucce usa e getta che una volta esaurite, possono essere rigenerate da aziende specializzate. Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Inalazione di polveri (sostituzione toner) Probabile Grave Elevato o Irritazione alle vie respiratorie Possibile Significativo Notevole o Allergie Possibile Significativo Notevole 154 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità e/o lo stato di efficienza (guanti di protezione e mascherina facciale) ( Art. 75 del D.lgs n.81/08 ) Se si opera in ambienti ristretti o scarsamente ventilati, ridurre al minimo il tempo di esposizione ( Allegato IV punto 2, art. 224 del D.lgs. n.81/08 ) Comunicare, da parte dei lavoratori esposti, le eventuali allergie pregresse Aerare gli ambienti durante le operazioni di utilizzo di tali prodotti Evitare di mangiare, bere e fumare durante l’uso di tali prodotti, perché possono favorire un maggior assorbimento del prodotto tossico Evitare di disperdere il toner, manomettendo le cartucce o pulendo l’interno delle stampanti con getti d’aria Non utilizzare aspirapolveri normali, perché la polvere di toner è così fine da attraversarne i filtri. Utilizzare, invece, appositi aspiratori con filtri speciali Durante la rigenerazione delle cartucce, utilizzare apposite cappe aspiranti ( Allegato Iv punto 2 del D.lgs. n.81/08 ) Poiché le polveri di toner contengono, secondo recenti ricerche, sostanze cancerogene, verificare che le operazioni di rigenerazione avvengano in ambienti dotati delle necessarie apparecchiature di sicurezza Evitare di sostituire il toner , se non si è addestrati a svolgere tale operazione Sostituire il toner attenendosi alle prescrizioni del produttore e non disperdere i contenitori vuoti nell’ambiente Effettuare la sostituzione del toner in modo da non generare polvere ed indossando una mascherina facciale ( Art. 75 del D.lgs. n.81/08 ) Effettuare la formazione e l’informazione relativa all’uso corretto di tali sostanze Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante ( Art .77 del D.lgs. n.81/08 ) 155 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI Inalazione di polvere in caso sostituzione del toner DPI Facciale filtrante per polveri FFP2 DESCRIZIONE NOTE Mascherina per la protezione di polveri a media tossicità, fibre e aerosol a base acquosa di materiale particellare >= 0,02 micron. Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 149 Apparecchi di protezione delle vie respiratori. Facciali filtranti antipolvere. Requisiti, prove, marcatura Guanti di protezione Contatto con toner ecc. Resistenti al contatto con sostanze contaminanti . Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 374(2004) Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi. Parte, 1,2 e 3 SOSTANZA: ANTIPARASSITARI Un antiparassitario è un prodotto chimico impiegato in agricoltura per controllare, respingere, attirare ed uccidere parassiti. Definiti dalla legge come presidi sanitari o fitofarmaci, sono tutti quei prodotti utilizzati per la difesa delle piante e delle derrate alimentari. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Rischio chimico Probabile Significativo Notevole o Irritazione delle vie respiratorie Probabile Significativo Notevole 156 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla o Velenosi per ingestione Probabile Significativo Notevole Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi Leggere l’etichetta e la scheda di sicurezza prima dell’uso. Indossare i dispositivi di protezione per prodotti polverulenti: tuta da lavoro, guanti, A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: maschera con filtri per polveri Evitare il contatto con gli occhi e con la pelle Evitare l’accumulo di cariche elettrostatiche Non mangiare, né bere, né fumare durante l’impiego Tenere lontano da fonti d’ignizione Non lasciar penetrare il prodotto nelle fognature Impedire la dispersione nel terreno e nei corpi idrici In caso di sversamento accidentale: Raccogliere con apposito aspiratore evitando la formazione di polveri Proteggere dall’umidità, dai raggi del sole, da fonti di ignizione e di calore Conservare lontano da fiamme o scintille Stivare, immagazzinare e caricare separatamente da alimenti, mangimi e bevande Lavare gli indumenti contaminati prima di usarli nuovamente Misure di Primo Soccorso Inalazione: Portare l’infortunato in luogo aperto ed areato. Se il malessere persiste ricorrere a professionalità medica competente. Contatto con la pelle: Lavare immediatamente e a fondo con acqua e sapone e consultare un medico. Lavare gli abiti contaminati prima di riutilizzarli. Contatto con gli occhi: Sciacquare a fondo per almeno 15 minuti sotto l’acqua corrente tenendo le palpebre aperte. Successivo controllo da un medico oculista se l’irritazione persiste. Ingestione: Ricorrere immediatamente a professionalità medica competente. 157 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Guanti Irritazioni della pelle Occhiali protettivi Esposizione con irritazione degli occhi Tuta di protezione Per proteggere il lavoratore DESCRIZIONE NOTE Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perf orazione delle mani Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Occhiali a mascherina in materiale anallergico con fascia elastica regolabile e lente in policarbonato Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perf orazione Respiratore Irritazione vie respiratorie Per vapori organici, fumi e polveri Guanti di protezione contro rischi meccanici Rif.Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.2 UNI EN 166 Protezione personale degli occhi Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3, 4 n.7 UNI EN 340/04 Indumenti di protezione. Requisiti generali Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 405(2003) Apparecchi di protezione delle vie respiratorie. Semimaschere filtranti antigas o antigas e antipolvere dotate di valvole. Requisiti, prove, marcatura 158 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla SOSTANZA: CARBURANTI Combustibile utilizzato per l'alimentazione dei motori a combustione interna, ad esempio quelli per autotrazione, sia quelli ad accensione comandata (motore a scoppio) che quelli ad accensione spontanea (motore Diesel). Il termine deriva dal fatto che nella maggior parte dei casi la capacità energetica dei combustibili dipende dall'apporto di carbonio non combinato con l'ossigeno. Valutazione e Classificazione Dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Rischio Chimico Possibile Significativo Notevole o Irritazione delle prime vie respiratorie Possibile Significativo Notevole o Irritazione delle mucose oculari Possibile Significativo Notevole o Incendio (la sostanza risulta altamente infiammabile) Possibile Significativo Notevole Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Usare mezzi di estinzione appropriati: anidride carbonica, schiuma, polvere chimica; evitare l’impiego di getti d’acqua In caso di incendio usare getti d’acqua per raffreddare le superfici esposte al fuoco. Coprire gli eventuali spandimenti che non hanno preso fuoco con schiuma o terra. In caso di sversamento accidentale: Bloccare lo spandimento all’origine, evitare che il liquido defluisca nelle fogne. Ventilare l’area ed eliminare le fonti di accensione. In caso di spandimenti sul terreno: contenere il prodotto fuoriuscito con terra, sabbia o altro mezzo assorbente raccogliere il materiale assorbito in appositi contenitori, procedere allo smaltimento secondo quanto previsto dalla legge In caso di spandimento in acqua: asportare dalla superficie il prodotto versato con opportuni mezzi, informare le autorità competenti in accordo con la legislazione vigente Operare in luoghi ben ventilati 159 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Durante le operazioni di trasferimento e di miscelazione, curare la corretta messa a terra delle apparecchiature e applicare le misure necessarie per prevenire l’accumulo di cariche elettriche Non stoccare vicino a fonti di ignizione Evitare il contatto con la pelle Durante l’utilizzo sSpegnere i motori e non fumare Non usare fiamme libere e non produrre scintille L’impianto elettrico ed illuminazione deve essere a prova d'esplosion Evitare l'inquinamento del terreno e dell'acqua Impedire la propagazione nelle fognature Conservare a temperatura ambiente Proteggere dalla luce solare diretta Stoccare in contenitori a prova di fuoco Nel luogo di stoccaggio deve essere presente una ventilazione lungo il pavimento Misure di primo soccorso Contatto pelle: togliere di dosso gli abiti contaminati; lavare con acqua e sapone Contatto occhi: irrigare abbondantemente con acqua; se persiste irritazione consultare uno specialista. Ingestione: non indurre il vomito onde evitare aspirazione di prodotto nei polmoni; tenere l’infortunato a riposo, chiamare immediatamente un medico. Aspirazione di prodotto nei polmoni: se, in caso di vomito spontaneo, si suppone che si sia verificata aspirazione, trasportare l’infortunato d’urgenza in ospedale. Inalazione: in caso di malore a seguito di esposizione ad elevata concentrazione di vapori, trasportare l’infortunato in atmosfera non inquinata e chiamare immediatamente un medico. in attesa del medico, se la respirazione è irregolare o si è fermata, praticare la respirazione artificiale e, in caso di arresto cardiaco, praticare il massaggio cardiaco. 160 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Mascherina Irritazione vie respiratorie Guanti Irritazione delle mani Occhiali protettivi Esposizione con irritazione degli occhi Tuta protettiva Esposizione a prodotti chimici DESCRIZIONE L’azione protettiva è efficace solo se il DPI è indossato e allacciato correttamente. E’ da considerare esaurito quando l’utilizzatore fatica a respirare. Resistenti ad agenti chimici aggressivi e corrosivi (solventi, alcool, disinfettanti, vernici, colle, ecc.) Occhiali a mascherina in materiale anallergico con fascia elastica regolabile e lente in policarbonato In modo da evitareche il prodotto venga a contatto con la pelle NOTE Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punto 3,4 n.4 UNI EN 10720 Guida alla scelta e all’uso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punto 3,4 n.5 UNI EN 374(2004) Guanti di protezione contro prodotti chimici e microrganismi. Parte, 1,2 e 3 Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punto 3,4 n.2 UNI EN 166 (2004) Protezione personale degli occhi – Specifiche Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punto 3,4 n.7 UNI EN 467 (1996) Protezione contro i prodotti chimici liquidi. Requisiti prestazionali per capi di abbigliamento che offrono protezione alle parti del corpo. 161 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla SOSTANZA: FERTILIZZANTI I fertilizzanti sono quelle sostanze utilizzate in agricoltura e giardinaggio che permettono di creare, ricostituire o aumentare la fertilità del terreno. Valutazione e Classificazione dei Rischi Descrizione Liv. Probabilità Entità danno Classe o Irritazione delle vie respiratorie Probabile Significativo Notevole o Irritazione della cute e degli occhi Probabile Significativo Notevole Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi Evitare la contaminazione del fertilizzante con sostanze combustibili o incompatibili. A seguito della valutazione dei rischi sono riportate le seguenti misure di prevenzione volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori: Eliminare ogni fonte di accensione (fiamme libere, scintille, superfici calde, ecc.). Rimuovere prontamente gli imballaggi rotti e reinsaccare solo il prodotto non fuoriuscito. Raccogliere il prodotto fuoriuscito, porlo in un contenitore pulito opportunamente etichettato e smaltirlo convenientemente In caso di incendio Non utilizzare estintori chimici, schiuma o sabbia direttamente sul fertilizzante; i tentativi di soffocare I'incendio sono inutili e potenzialmente pericolosi Evitare il contatto prolungato con la pelle e, in caso di formazione di polveri, proteggere le vie respiratorie e gli occhi. Non fumare Evitare che il preparato confluisca nelle fognature meteoriche e nelle acque di superficie e sotterranee Evitare una eccessiva formazione di polveri Indossare, all'occorrenza, gli idonei mezzi protettivi Evitare la contaminazione del fertilizzante con gasolio, grassi o altre sostanze incompatibili Evitare il contatto del prodotto con fonti di calore, non utilizzare fiamme libere Immagazzinare separatamente da sostanze combustibili, acidi, sostanze alcaline. In particolare, nella aziende agricole stoccare lontano da paglia, fieno, segatura, granaglie, insetticidi, diserbanti, carburanti, oli, vernici Conservare in magazzini freschi, areati ed asciutti, lontano da fonti di calore e fiamme Evitare la contaminazione del fertilizzante ed il possibile coinvolgimento in un incendio Assicurare una buona pulizia del magazzino; non utilizzare segatura per pulire o asciugare Mantenere I'altezza delle pile dei sacchi o i cumuli di fertilizzante almeno un metro al di sotto dei cornicioni, travi e punti luce 162 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Operare in ambiente ben areato. I locali di stoccaggio o impiego del materiale devono essere attrezzati con lavaocchi e lavandini di sicurezza Utilizzate adeguati impianti di ventilazione per mantenere basso il livello del prodotto nell’aria Svuotare accuratamente i contenitori, recuperare il più possibile il prodotto da riutilizzare come concime alle dosi comunemente impiegate in agricoltura Qualora il prodotto fosse contaminato da altro materiale operare secondo le vigenti disposizioni locali. Misure di Primo soccorso Contatto con la pelle: lavare abbondantemente con acqua e sapone, togliersi l’abbigliamento contaminato (scarpe, vestiti, ecc.) e verificare se l’eventuale irritazione scompare, in caso contrario è necessario consultare un medico. Inalazione: se sono state inalate polveri, allontanare I'infortunato dall'ambiente contaminato portarlo all'aria aperta. Se si presume siano stati inalati fumi derivanti dalla decomposizione del preparato (nel caso questo sia stato coinvolto in un incendio), allontanare la persona e tenerla moderatamente al caldo e a riposo;richiedere il pronto intervento del medico per la somministrazione di ossigeno. Tenere I'infortunato sotto osservazione per almeno 48 ore. Contatto con gli occhi: lavare immediatamente con abbondante acqua per almeno 15 minuti e, se persiste I'irritazione, consultare il medico. Ingestione: somministrare mezzo litro d'acqua tiepida; non provocare il vomito. Consultare il medico in caso di insorgenza di sintomi quali diarrea oppure vomito, controllare i livelli di calcio, fosforo e magnesio. 163 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla DPI In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi: RISCHI EVIDENZIATI DPI Guanti Irritazioni della pelle Occhiali protettivi Esposizione con irritazione degli occhi Tuta di protezione Per proteggere il lavoratore DESCRIZIONE NOTE Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perf orazione delle mani Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 UNI EN 388(2004) Occhiali a mascherina in materiale anallergico con fascia elastica regolabile e lente in policarbonato Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione/taglio/perf orazione Respiratore Irritazione vie respiratorie Per vapori organici, fumi e polveri Guanti di protezione contro rischi meccanici Rif.Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.2 UNI EN 166 Protezione personale degli occhi Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3, 4 n.7 UNI EN 340/04 Indumenti di protezione. Requisiti generali Rif. Normativo Art 75 – 77 – 79 D.lgs. n.81/08 ( Testo Unico in materia di sicurezza e salute sul lavoro ) – Allegato VIII D.lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 UNI EN 405(2003) Apparecchi di protezione delle vie respiratorie. Semimaschere filtranti antigas o antigas e antipolvere dotate di valvole. Requisiti, prove, marcatura 164 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 8 CONCLUSIONI Il presente documento di valutazione dei rischi: è stato redatto ai sensi degli artt. da 28 a 30 del D.Lgs. 81/08 s.m.i.; è soggetto ad aggiornamento periodico ove si verificano significativi mutamenti che potrebbero averlo reso superato. La valutazione dei rischi è stata condotta dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione con la collaborazione del Medico Competente, per quanto di sua competenza e il coinvolgimento preventivo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. Figure Nominativo Datore di Lavoro PROF.ssa IDA PALADINO Medico Competente NON PREVISTO Rappr. dei Lav. per la Sicurezza ANNAMARIA GOBBI Resp.Serv.Prev.Protezione Prof. FABIO CAMILLONI Firma Roma,02/01/2010 165 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 9 ALLEGATI DPI Ai sensi dell'art. 75 del D. Lgs. 81/08, in considerazione dei rischi che non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro, saranno adottati con obbligo d’uso dispositivi di protezione individuali, conformi a quelli previsti dall'allegato VIII del D. Lgs. 81/08. Per attività lavorative che sottopongono il lavoratore a determinati rischi, non eliminabili o riducibili entro limiti di accettabilità con altre misure, si farà uso dei DPI indicati nella seguente tabella: DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ASSEGNATI Mansione (o Nominativo) DPI Data Consegna 166 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Modulo di consegna D.P.I. Il sottoscritto ________________________________________________________________, agli effetti di quanto previsto dalle vigenti normative, dichiara di aver ricevuto in dotazione in data odierna i seguenti mezzi di protezione individuale: n. ______ paia di calzature antinfortunistiche, misura n. ________ n. ______ paia di guanti di protezione dagli agenti chimici n. ______ paia di guanti in cuoio n. ______ mascherine antipolvere n. ______ maschere di protezione delle vie respiratorie con carboni attivi n. ______ paia di occhiali n. ______ paia di occhiali contro radiazioni UV n. ______ camici o grembiuli da lavoro n. ______ tappi auricolari n. ______ cuffie n. ___________ Si impegna inoltre a: utilizzare tali DPI sul posto di lavoro (*) usarli e custodirli con cura non portarli all’esterno provvedere a richiedere a ___________________________, in caso di deterioramento, la loro sostituzione Tutti i DPI avuti sono provvisti di marcatura CE. Data ,____________ Firma _____________________________ 167 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Scheda di registrazione delle attività di formazione e addestramento dei lavoratori (ai sensi dell’art. 36 del D. Lgs. n. 81/08) Elenco Lavoratori: Nominativo Matricola Mansione Reparto/Postazione Attività di formazione / addestramento: Oggetto: ___________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________ Durata (ore): _____________ Materiale didattico utilizzato: ____________________________________________________ ___________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________ Documentazione di supporto: ___________________________________________________ ___________________________________________________________________________ ___________________________________________________________________________ Data ___/___/_____ Firma Lavoratori _______________________________ _______________________________ _______________________________ Firma Formatore 168 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Segnaletica Di Sicurezza L’articolo 15 del D. Lgs. 81/08 prevede l’obbligo, a carico del datore dl lavoro, di utilizzare segnali di sicurezza e avvertimento per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. La segnaletica di sicurezza è regolamentata da D. Lgs. n. 81/08 agli articoli da 161 a 164 nonché negli allegati XXIV, XXVIII e XXXII del medesimo provvedimento legislativo, che definisce le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza, includendo in essa anche le segnalazioni verbali e gestuali, per tutte le attività lavorative sia pubbliche o private alle quali siano addetti i lavoratori dando attuazione alla Direttiva CEE n. 92/58 del 24/07/1992. Segnali Antincendio Informazione Collocazione Lancia Antincendio Scala Estintore Telefono per gli interventi antincendio Direzione da seguire (cartelli da aggiungere a quelli che precedono) Direzione da seguire (cartelli da aggiungere a quelli che precedono) Direzione da seguire (cartelli da aggiungere a quelli che precedono) Direzione da seguire (cartelli da aggiungere a quelli che precedono) 169 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Segnali di Salvataggio Informazione Collocazione Direzione da seguire (segnali di informazione addizionali ai pannelli che seguono) Direzione da seguire (segnali di informazione addizionali ai pannelli che seguono) Direzione da seguire (segnali di informazione addizionali ai pannelli che seguono) Direzione da seguire (segnali di informazione addizionali ai pannelli che seguono) Pronto Soccorso Doccia di sicurezza Lavaggio degli occhi Barella Telefono per salvataggio e pronto soccorso 170 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Sostanze e Preparati Pericolosi Il D. Lgs. 81/08 all'art. 222 definisce: agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato; agenti chimici classificati come sostanze pericolose ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modifiche, nonchè gli agenti che corrispondono ai criteri di classificazione come sostanze pericolose di cui al predetto decreto. Sono escluse le sostanze pericolose solo per l'ambiente agenti chimici classificati come preparati pericolosi ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65e successive modifiche, nonchè gli agenti che rispondono ai criteri di classificazione come preparati pericolosi di cui al predetto decreto. Sono esclusi i preparati pericolosi solo per l'ambiente agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi, in base ai punti precedenti, possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro proprietà chimico-fisiche chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici cui è stato assegnato un valore limite di esposizione professionale. Le vie attraverso le quali gli agenti chimici si possono introdurre nell'organismo sono: Inalazione: le conseguenze più o meno gravi dipendono dalla dimensione delle particelle inalate e si possono limitare ad infezioni delle vie respiratorie superiori (particelle di dimensioni superiori a 10 micron) oppure raggiungere i polmoni (particelle di dimensioni inferiori a 10 micron). Le particelle con dimensioni inferiori a 0,5 micron non sono trattenute dal sistema respiratorio. Penetrazione attraverso la cute o le mucose: si possono avere fenomeni di irritazione, dermatiti, ustioni chimiche e contaminazioni. Il contatto interessa la parte del corpo esposta all'agente chimico, ma nel caso di sostanze facilmente assorbite, si possono diffondere nell'organismo umano e dare fenomeni di intossicazione. Ingestione: l'ingestione può avvenire attraverso l'esposizione ad aria inquinata da polveri o fumi, oppure per contaminazione delle mani e del viso o del cibo e delle bevande. In questo caso si può avere intossicazione con danni anche gravi. Gli agenti chimici sono suddivisi nelle seguenti classi in funzione della loro potenzialità: Esplosivi (E): possono detonare in presenza di una fiamma o in conseguenza di urti o sfregamenti Comburenti (C): possono provocare l'accensione di materiali combustibili o, se in miscela con questi, possono addirittura esplodere Altamente infiammabili (F+): hanno un punto di infiammabilità molto basso ed un punto di ebollizione basso Facilmente infiammabili (F): possono infiammarsi a contatto con l'aria ed a temperatura ambiente, oppure possono infiammarsi in seguito ad un breve contatto con una sorgente e continuare a bruciare anche dopo allontanamento della sorgente Infiammabili: hanno un basso punto di infiammabilità Molto tossici (T+): in caso di ingestione, inalazione o contatto con la cute di piccolissime quantità possono essere mortali o provocare lesioni acute o croniche Tossici (T): in caso di ingestione, inalazione o contatto con la cute di piccole quantità possono essere mortali o provocare lesioni acute o croniche Nocivi (Xn): sono tali le sostanze con DL50 superiore a quello previsto per poterle classificare come molto tossiche o tossiche Corrosivi (C): possono esercitare azione distruttiva a contatto con tessuti vivi Irritanti (Xi): il loro contatto con la pelle o le mucose può provocare una reazione infiammatoria Cancerogeni: possono provocare il cancro per inalazione, ingestione o contatto con la pelle 171 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Teratogeni: possono provocare malformazioni all'embrione Mutageni: possono modificare la mappa genetica cellulare. In caso di utilizzo, manipolazione e/o stoccaggio di agenti chimici, ricordarsi che: Ogni recipiente contenente un prodotto pericoloso deve essere etichettato da chi l'ha riempito. Il fornitore deve predisporre una scheda con i dati sulla sicurezza e deve trasmetterla all'utilizzatore. Una priorità assoluta è rappresentata dal censimento dei prodotti pericolosi per limitarne l'impiego e cercare prodotti sostitutivi meno pericolosi, soprattutto per quelli cancerogeni. Far conoscere la composizione dei prodotti o delle preparazioni pericolose (etichettatura chiara, informazione verbale o scritta, se necessario). Informare sistematicamente in anticipo ogni lavoratore sui rischi che presentano per la sua salute o la sua sicurezza, prima di utilizzarli e sulle modalità operative oltre che sulle condizioni e le precauzioni per l'uso. Limitare il numero dei lavoratori esposti all'azione dei prodotti pericolosi, controllare e rispettare i livelli di esposizione regolamentari, tener conto dei valori raccomandati (i valori limite di esposizione e i valori medi sono stati definiti per un grande numero di sostanze). Sviluppare i mezzi di protezione collettiva (captazione alla fonte, aerazione, purificazione dei locali, mezzi di rilevamento, ecc.) o quando ciò non sia possibile, utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Predisporre una nota informativa con le avvertenze per ogni posto di lavoro che espone i lavoratori a prodotti pericolosi, per informarli sui rischi e le precauzioni da prendere. 172 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla STRESS LAVORO-CORRELATO Lo stress, potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a prescindere dalla dimensione dell’azienda, dal campo di attività, dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro. Lo stress è uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali e che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti. L’individuo è capace di reagire alle pressioni a cui è sottoposto nel breve termine, e queste possono essere considerate positive (per lo sviluppo dell’individuo stesso), ma di fronte ad una esposizione prolungata a forti pressioni egli avverte grosse difficoltà di reazione. Inoltre, persone diverse possono reagire in modo diverso a situazioni simili e una stessa persona può, in momenti diversi della propria vita, reagire in maniera diversa a situazioni simili. Lo stress non è una malattia ma una esposizione prolungata allo stress può ridurre l’efficienza sul lavoro e causare problemi di salute. Lo stress indotto da fattori esterni all’ambiente di lavoro può condurre a cambiamenti nel comportamento e ridurre l’efficienza sul lavoro. Tutte le manifestazioni di stress sul lavoro non vanno considerate causate dal lavoro stesso. Lo stress da lavoro può essere causato da vari fattori quali il contenuto e l’organizzazione del lavoro, l’ambiente di lavoro, una comunicazione “povera”, ecc. I sintomi più frequenti sono: affaticamento mentale, cefalea, gastrite, insonnia, modificazione dell’umore, depressione ed ansia, dipendenza da farmaci. I fattori che causano stress possono essere : lavoro ripetitivo ed arido carico di lavoro e di responsabilità eccessivo o ridotto rapporto conflittuale uomo - macchina conflitti nei rapporti con colleghi e superiori fattori ambientali (rumore, presenza di pubblico...) lavoro notturno e turnazione Occorre provvedere alla tutela della salute psichica lesa o messa in pericolo dalla cattiva organizzazione delle risorse umane ed alla tutela del rischio specifico da stress lavorativo di una particolare categoria di lavoratori che in ragione delle peculiarità della prestazione lavorativa sono i soggetti più esposti alla sindrome in esame. In linea generale si provvederà, inoltre, a: dare ai singoli lavoratori la possibilità di scegliere le modalità di esecuzione del proprio lavoro diminuire l’entità delle attività monotone e ripetitive aumentare le informazioni concernenti gli obiettivi evitare definizioni imprecise di ruoli e mansioni comunicare efficacemente gli standard ed i valori dell’organizzazione coinvolgere i dipendenti nella valutazione del rischio e nella prevenzione dello stress psicofisico e del mobbing. 6.3.3 Organizzazione del lavoro Il lavoro non comporta l’esecuzione di compiti brevi e ripetitivi, implica l’esecuzione di mansioni varie e prevede anche turni. I lavoratori conoscono tutti i processi aziendali e sanno a cosa serve il loro lavoro nel complesso. L’organizzazione del lavoro dipende da cause esterne al lavoratore. Il lavoratore - entro le direttive del responsabile di area - può scegliere il metodo di lavoro, può organizzarsi l’attività lavorativa, è interpellato per l’assegnazione dei compiti, può esprimere la sua opinione su aspetti che riguardano il proprio lavoro, riceve informazioni chiare e precise per l’esecuzione dei compiti ed è informato sulla qualità del lavoro eseguito. 173 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Il lavoratore può assentarsi dal posto di lavoro quando gli necessita e nel complesso l’ambiente di lavoro consente rapporti amichevoli e di collaborazione. Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi Verificare gli elementi oggettivi, quali certificati medici, assenze prolungate per esaurimenti Comunicare a tutti i lavoratori che possono richiedere una visita presso le istituzioni pubbliche (medico del lavoro della ASL) Mettere a disposizione del personale, in accordo del medico competente, un centro di ascolto con personale specializzato (psicologi o medici competenti) 174 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Edizione GENNAIO 2010 Revisionato il 02/01/2010… INDICE O. FINALITA’ 1. RISCHI PREVISTI 2. RISORSE E SISTEMI DI SICUREZZA 2.1. SISTEMI DI SICUREZZA 2.2. PRESIDI ANTINCENDIO 2.3. VIE DI FUGHE 2.4. SEGNALETICA 2.5. SEGNALE DI RICONOSCIMENTO 26. SERVIZIO DI SORVEGLIANZA 3. PROCEDURE ED AVVERTENZE 3.1. PROCEDURE D’EMERGENZA 3.2. AVVERTENZE 4. PROCEDURE DI EVACUAZIONE 4.1 ATTIVAZIONE 4.2 CRONOLOGIA DEGLI EVENTI 4.3 PUNTI DI RACCOLTA 4.4. FINE EMERGENZA ALLEGATI: 1. 2 3 4 5 6 PLANIMETRIA DEI VARI PIANI NORME DI COMPORTAMENTO PER PREVENIRE PERICOLI D’INCENDIO NORME DI COMPORTAMENTO IN SITUAZIONE D’EMERGENZA PERSONALE INCARICATO IN MATERIA DI PRONTO SOCCOSO E ANTINCENDIO NUMERI TELEFONICI PER LE EMERGENZE NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI TERREMOTO 175 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla 7 8 9 10 11 12 SCHEDE OPERATIVE DEGLI INTERVENTI DA ATTUARE IN EMERGENZA. COMPITI DEGLI INCARICATI ALL’EMERGENZA PIANO EMERGENZA INTERNO “OBBIETTIVI” PROGRAMMA DI FLUSSO DELLE INFORMAZIONI IN EMERGENZA. PROCEDURA EVACUAZIONE ALUNNI DISABILI PROCEDURA D’EVACUAZIONE PER I LABORATORI SITO NEL SOTTERRANEO O. FINALITA’ Il presente Piano di Emergenza intende organizzare e predisporre le procedure da attuarsi per l’evacuazione rapida di tutti gli edifici scolastici, e precisamente - La sede centrale sita in CESARE LOMBROSO 118 - 2° sede sita in via DOMIZIA LUCILLA - 3° sede sita in via VINCI, 1 L’efficienza e la rapidità con cui si riuscirà ad attivare e concludere detto piano dal momento dell’allarme, segnerà l’indice di possibilità di salvezza delle persone coinvolte in particolare per la sede centrale e per le sedi distaccate in quanto: a) Gli edifici sono di vecchia concezione, con struttura portante in muratura di mattoni e cemento armato b) Le aule sono delle dimensioni idonee c) Le scale di accesso permettono l’evacuazione contemporanea degli occupanti dei due piani superiori. Inoltre essendo le scale completamente all’interno dell’edificio, e non protette dal calore e dal fumo, possono considerarsi VIE DI FUGA solo per un breve “ SPAZIO TEMPORALE” dipendente dal tipo di emergenza (- in caso d’incendio conta molto il punto dell’innesco ed il piano coinvolto – in caso di terremoto dipenderà dallo stato della struttura – di cui ancora non si è a conoscenza – e dalla magnitudo del terremoto. Le vetrate delle finestre e delle porte sono in ferro, tamponate con vetro .non infrangibile, e di ampie dimensioni. Da quanto sopra, si comprende l’importanza che in caso di emergenza, il PIANO DI EVACUAZIONE funzioni al meglio. 1 RISCHI PREVISTI I possibili scenari di accadimento riguardano eventi improvvisi che possano colpite l’intero complesso o parte di esso, ipotizzando comunque che detto evento obblighi ad una evacuazione di emergenza da parte di tutti i soggetti che vivono nell’edificio scolastico. Esso copre quindi la possibilità di eventi anomali, quali: Incendio Esplosione Crollo 176 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Terremoto Per quest’ultimo evento si considerano operative le norme di comportamento previste nell’Allegato n° 6 2. RISORSE E SISTEMI DI SICUREZZA 2.1 SISTENI DI SICUREZZA -------N E S S U N O --------- 2.2.PRESIDI ANTINCENDIO Ogni piano è articolato in due corridoi che conducono ai due vani scala poste in posizione laterale , In ciascun piano sono posizionati estintori portatili a polvere chimica Polivalente da Kg. 6, idonei ad essere utilizzati anche su apparecchiature elettriche in tensione E’ in previsione l’acquisto di un autorespiratore per consentire ad almeno un addetto, di girare per l’edificio nel momento dell’emergenza per l’eventuale ricerca di persone che eventualmente fossero rimaste nelle aule, o per utilizzare le lance antincendio durante l’evacuazione. E’ in previsione anche l’acquisto di coperte antifiamma per l’emergenza incendio da collocare una ogni piano. Per quanto riguarda il piano sotterraneo delle sedi con la presenza dei laboratori il piano di emergenza dovrà essere garantito da un servizio di sicurezza composto da personale individuato tra gli operatori di volta in volta, detto piano costituirà allegato n° 12 al presente. 2.3 VIE DI FUGA Le vie di fuga devono rimanere sgombre da ostacoli che impediscono il normale deflusso delle persone presenti nel piano. In ogni caso lo spazio a disposizione per la fuga non potrà in nessun caso essere inferiore a centimetri 120. 2.4 SEGNALETICA All’interno delle classi e nei corridoi è installata opportuna segnaletica di sicurezza, secondo le norme del D.L.gs. n° 493/96, indicante la posizione dei mezzi di estinzione e l’ubicazione delle vie di fuga e delle uscite di emergenza. 177 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Ad ogni piano è presente una planimetria che riporta le vie di fuga, l’ubicazione dei mezzi antincendio ed il punto in cui si trova colui che osserva la planimetria stessa (allegato n°1.) 2.4.SEGNALI DI RICONOSCIMENTO Gli incaricati all’emergenza presenti in ogni piano, porteranno un bracciale arancione come segno di riconoscimento durante le operazioni di emergenza. 2.5. SERVIZIO DI SORVEGLIANZA In segreteria è tenuto ed aggiornato l’elenco di tutti i presidi d’emergenza da allertare, .Con i relativi recapiti telefonici (allegato n° 5) 3.PROCEDURA ED AVVERTENZE 3.1 PROCEDURA D I EMERGENZA A seguito di rilevazione fumo in qualsiasi ambiente, si deve avvisare la centrale dì intervento sita in portineria che attiverà il segnale convenuto tramite campanella (segnale da ricordate agli alunni all’inizio di ogni anno scolastico oltre che nelle prove di simulazione in attesa di ottenere dal Provincia di Roma l’installazione di idonea segnalazione sia ottica che acustica con l’indicazione di PREALLARME acustico al piano da cui parte il segnale) CHIUNQUE ravvisi un effettivo stato di pericolo, direttamente o raccordandosi con gli incaricati all’emergenza presenti in ogni piano, deve dare immediato comunicato in Segreteria (Tel/citofono al tasto corrispondente al “ centralino), oppure agire direttamente come appresso indicato. CHIUNQUE rilevi un principio d’incendio ha l’obbligo d’intervenire utilizzando i mezzi mobili immediatamente disponibili, al fine di estinguerlo, osservando comunque le precauzioni del caso (vedi schede operative, e nozioni ricevute nelle prove pratiche). Gli addetti alla sorveglianza, raccordandosi con gli incaricati di piano, verificheranno immediatamente l’entità dell’anomalia segnalata, portandosi con prontezza sul posto, e decideranno se intervenire direttamente sul focolaio d’incendio con gli estintori o se, nel caso l’evento non fosse facilmente controllabile con i mezzi a disposizione, porre in atto la procedura di evacuazione generale di tutti i piani, dando la precedenza a quello coinvolto dall’innesco. Se l’evento richiede l’opera de VV.FF., questi dovranno essere avvisati immediatamente a cura degli addetti alla Segreteria (Tel 115) che provvederanno, del pari ad avvisare l’emergenza sanitaria (Tel 118) in caso di necessità.. 178 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Le informazioni essenziali da comunicare in caso di emergenza sono: Indirizzo del luogo ove è avvenuto l’incendio, specificando il nome della Scuola ed il numero telefonico da cui si sta chiamando; Il tipo di emergenza (modalità, numero probabile di persone coinvolte, possibili conseguenze ecc.) In caso di presenza di persone ferite, specificare le loro condizioni (se rispondono, respirano, perdono sangue ecc.) Gli addetti alla segreteria dovranno attivarsi per aprire ai VV.FF. ed ai mezzi di soccorso gli accessi carrabili, al fine di favorirne l’intervento. Un incaricato all’emergenza dovrà essere inviato presso il cancello stradale per fornire tempestive informazioni ai mezzi di soccorso, in particolare per i VV.FF. è indispensabile poter indicare il numero delle persone che erano presenti nell’edificio al momento dell’emergenza e quanti risultano effettivamente essersi messi in salvo. Contestualmente dovrà essere avvisato il Preside, e se non presente in istituto attraverso il cellulare Tutto il personale è tenuto a prendere accurata conoscenza delle “ Norme di comportamento” affisse ad ogni piano dell’edificio scolastico, e con copia consegnata ad personam. Nessuno potrà ritenersi autorizzato a derogare dalle norme di comportamento previste ed a porre in atto comportamenti non conformi a quelli prescritti dal presente Piano di Emergenza. Inoltre nessun Ufficio, anche se Provinciale, potrà apportare modifiche senza il parere della Presidenza, (costruzione di pareti, chiusura porte, ingombro spazi comuni) che comportino cambiamenti o variazioni rispetto al presente Piano, al fine di garantire al medesimo effettiva operatività. 4 PROCEDURE DI EVACUAZIONE 4.1. ATTIVAZIONE 179 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla E’ attuata dagli incaricati addetti alla Sorveglianza, sia dei piani sia della segreteria, a mezzo di citofono (centralino).e della campanella, attualmente unico mezzo acustico a disposizione; ad eccezione della sede di via Assisi che verrà dotata di allarme sirena con bomboletta ad aria compressa. Gli addetti alla sorveglianza contestualmente alla divulgazione dell’allarme - evacuazione, provvedono a porre in atto la seguente procedura: Tutto il personale istruito all’emergenza deve indossare la fascia arancione di riconoscimento che deve sempre essere a disposizione nelle scrivanie o negli armadietti posti nei pressi del posto di lavoro. 1. Avvisare il Responsabile amministrativo e/o il coordinatore della segreteria il quale provvederà a rintracciare il personale presente nell’edificio incaricato di integrare gli agenti coinvolti nell’emergenza. 2. Accertarsi che la segreteria abbia telefonato ai VV.FF. e alle strutture di soccorso. 3. Accertarsi, dell’eventuale presenza di persone all’interno delle aule normali e speciali, nei servizi igienici, nei corridoi, nella palestra, nel teatro, nei locali di deposito, negli archivi. 4. Disattivazione tramite apposito interruttore, dell’alimentazione posto sul quadro della Cabina elettrica sita al piano terra, Nota bene non serve la chiave in quanto è apribile a mezzo di maniglie; a tale proposito è opportuno che il quadro elettrico sia sottoposto a sorveglianza. 5. Indicare ai VV.FF,. se non vi avesse già provveduto il personale incaricato, il quadro elettrico generale per l’eventuale disalimentazione, In tale circostanza, i VV.FF. dovranno essere accompagnati sul posto da un Addetto individuato nell’organizzazione del piano stesso (allegato n°4.) 4.2 CRONOLOGIA DEGLI EVENTI All’annuncio di ALLARME EVACUAZIONE, attivato con i sistemi di cui al punto precedente: A) Tutto il personale, gli studenti ed il corpo docente, coordinati dagli incaricati all’emergenza, si avvia verso le uscite di emergenza, con calma, lasciando tutto come si trova nelle proprie aule o Uffici, e chiudendo la porta alle proprie spalle, ma non a chiave, accertandosi che nessuno sia rimasto all’interno. NOTA BENE L’USCITA DEVE ESSERE PROGRESSIVA INIZIANDO A SFOLLARE LE AULE PIU’ LONTANE DALLE SCALE, ED IN RIFERIMENTO AL PUNTO DI INNESCO DELL’INCENDIO B) Ogni dipendente sia docente che non, dovrò portare con se il pubblico (genitori o altri) presenti nelle proprie aule o uffici, fornendo i necessari ragguagli. C) Gli incaricati all’emergenza dovranno di nuovo verificare che all’interno dei locali non siano rimaste persone, così pure nei bagni e nelle aule speciali. D) Raggiungere le scale di sicurezza, tutti devono occupare lo spazio di scala fra il proprio piano e quello immediatamente inferiore e scendere le scale con calma tenendosi il più possibile verso la parte destra delle stesse, onde consentire il percorso in senso inverso da parte dei soccorritori, 180 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla fino ad arrivare nelle aree scoperte all’esterno dei Palazzi; da lì dovranno raggiungere le aree indicate come “ Punti di Raccolta” ed individuati nell’apposita Planimetria (allegato 1) E) L’incaricato della segreteria prima di allontanarsi dall’edificio deve prelevare dall’apposito fascicolo l’elenco dei presenti ( Docenti e non docenti) al momento dell’emergenza (che risulterà dalla sottrazione di quanti dovevano essere presenti meno le assenze in aggiunta ai registri di classe che ogni docente deve prelevare dalla classe prima di abbandonare l’aula. In caso di presenza di alunni disabili, è responsabilità del docente assicurarsi che siano posti in salvo adottando la procedura stabilita all’inizio di ogni anno scolastico, (allegato n° 11) che vede la partecipazione, oltre che del personale addetto all’emergenza, anche dell’ausilio degli alunni, attraverso un programma condiviso e con la partecipazione volontaria. Stessa procedura è da adottarsi per eventuali visitatori disabili a cura del personale incaricato all’emergenza. 4.3 PUNTI DI RACCOLTA Gli studenti, il personale ed il pubblico, raggiunto il piano terra, dovrà recarsi senza alcuna sosta al più vicino “ PUNTO DI RACCOLTA” segnalato, come sarà indicato dagli addetti alla sorveglianza e/o dagli incaricati di piano e come indicato nei percorsi planimetrici, E’ possibile che in funzione dell’evento che ha causato l’emergenza tali luoghi possano variare, e sarà cura degli incaricati indicare le alternative esempio(Strada confinante con la scuola o altra più lontana.) NOTA BENE: Solo nel caso in cui non ci si possa allontanare per le vie previste dal piano, qualora il fumo o altro rendesse impraticabile il corridoio e/o le scale, sarà opportuno rimanere nell’aula e chiedere aiuto dalla finestra impedendo con ogni mezzo a disposizione l’ingresso del fumo dalla porta. COMUNQUE SE POSSIBILE E’ PREFERIBILE UTILIZZARE LE ALTERNATIVE PREVISTE NEL PIANO PERCORRENDO I CORRIDOI A CARPONI E LE SCALE IN GINICCHIO A RITROSO PROTEGENDO LE VIE RESPIRATORIE CON FAZZOLETTI BAGNATI. 4.4 FINE EMERGENZA Il personale e gli studenti, potranno tornare nelle aule o negli uffici solo quando sarà esplicitamente informato della fine dell’Emergenza. 181 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ALLEGATO N° 2 NORME GENERALI DI COMPORTAMENTO PER PREVENIRE I PERICOLI DI INCENDIO Al fine di evitare l’innesco di eventuali incendi, oltre al rispetto delle cautele dettate dalla logica e dal buon senso, è necessario che tutto il personale e gli studenti, rispetti anche le seguenti elementari norme di prevenzione. 1. E’ vietato fumare nell’edificio scolastico, ad eccezione dei luoghi appositamente indicati quali la sala professori e una stanza opportunamente indicata nella segreteria, ed è vietato in special modo nelle vicinanze di materiale infiammabile (spirito, benzina ecc.) . E’ inoltre vietato fumare ed accendere fuochi, fornelli ecc. nei locali destinati a magazzini ed archivi, e nelle aule speciali, salvo se assolutamente necessario per prove di sperimentazioni, per quest’ultimo caso sarà necessaria la presenza di un addetto alla sicurezza, oltre che dell’approvazione del Preside. 2. E’ vietato gettare fiammiferi o mozziconi di sigarette nei cestini della carta, nelle pattumiere, dalle finestre, nelle griglie, nei chiusini e nei luoghi ove comunque potrebbero entrare in contatto con sostanze residue infiammabili o gas esplosivi. 3. E’ vietato fare uso di mezzi e apparecchiature non omologate dagli organi competenti, o comunque abusive, per riscaldare, accendere ecc. Anche se per motivi didattici. 4. E’ pericoloso usare abiti da lavoro imbevuti di grasso, olio, benzina, vernici solventi, sostanze chimiche ecc. Queste sostanze, infatti, possono facilmente prendere fuoco alla prima scintilla. 5. E’ proibito pulire gli indumenti con sostanze infiammabili. 6. E’ vietato conservare in magazzini, depositi ed armadi i liquidi infiammabili e le atre sostanze pericolose in genere. I materiali debbono sempre essere conservati negli appositi locali per infiammabili od altri locali adatti allo scopo, individuati da targhe indicatrici, si ricorda che nell’edificio scolastico è permesso conservare solo infiammabili in taniche per un totale non superiore a litri 2 , salvo che in casi eccezionali preventivamente autorizzati dal preside e sotto il controllo degli incaricati alla sicurezza. 7. E’ vietato lasciare alimentate, senza continua presenza degli interessati, apparecchiature elettriche a funzionamento discontinuo (stufe, apparecchi radio e televisi, macchine da uffici, lavagna luminosa e quanto altro funzioni a corrente). 8. E’ vietato lasciare abbandonati stracci imbevuti di olio. Grassi, rifiuti, imballi acc., che devono essere rimossi e allontanati tramite AMNU. 9. E’ vietato modificare o manomettere arbitrariamente gli impianti elettrici, sia esterni che interni o fare collegamenti volanti non autorizzati dalla presidenza (RSPP) 10. E’ vietato far funzionare attrezzi a scintillio o che possono provocare scintille in luoghi chiusi dove si avvertono saturazioni di vapori di sostanze infiammabili, per evitare di provocare una esplosione. In tal caso è obbligo dare l’allarme e provvedere alla bonifica dei locali ed alla ricerca dei guasti o, in mancanza di cognizioni e di attrezzature utili, abbandonare i luoghi e attendere gli specialisti. ( quest’evento è richiamato, in quanto è possibile che si verifichi anche nel fabbricato in questione, non essendo a conoscenza degli impianti che effettivamente sono presenti a servizio della scuola, o a seguito di episodi che potrebbero verificarsi durante 182 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla l’esecuzione di lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione ordinati dagli uffici tecnici della Provincia di Roma). 11. E’ vietato effettuare manipolazione di sostanze infiammabili in prossimità di fonti di calore i di fuochi accesi.( questo richiamo è riferito in particolare al personale che si dedica ai lavori sporadici di manutenzione ordinaria che potrebbero utilizzare vernici o liquidi in genere infiammabili) 12. E’ vietato ingombrare le vie di fuga e i luoghi dove si trovano i mezzi antincendio, il ritardato uso di questi ultimi, anche di un solo attimo, potrebbe significare la perdita di una vita umana. 13. E’ vietato modificare o manomettere la chiusura/apertura delle porte di sicurezza, occorre quindi vigilare periodicamente sul loro corretto uso ed efficienza. 14. Manipolare con prudenza spirito, la benzina, il petrolio, gli oli, le vernici e le sostanze infiammabili in genere ed evitare che si spandano in terra; queste materie infatti, sono tutte infiammabili. Durante la loro manipolazione è vietato fumare. ( detto richiamo è opportuno specialmente nei confronti del personale adibito al servizio di pulizia) 15. Eseguire la manipolazione di materie infiammabili preferibilmente all’esterno o lasciando aperta la porta del locale dove si opera. 16. Appendere il vestiario lontano da radiatori, focolai o fuochi accesi, non trascurando di togliere fiammiferi, accendini, sigarette o pipe. ( questo richiamo è specifico per gli studenti, a tale proposito sarebbe opportuno regolamentare e , per quanto possibile, dare la possibilità di depositare i cappotti o giacche in luoghi sicuri evitando che siano custoditi nelle classi) 17. Dare immediatamente l’allarme in caso d’incendio e porre mano agli estintori, come indicato nel presente piano. 18. Verificare sempre prima di usare liquidi non conosciuti la scheda tecnica di sicurezza che deve accompagnare qualsiasi prodotto chimico in commercio, in mancanza della scheda prendere atto di quanto specificato sulla confezione ed attenersi a quanto consigliato. 19. E IMPORTANTE DEPOSITARE ALL’ESTERNO EVENTUALI BOMBOLE DI GAS IN UN LOCALE PROTETTO, QUANDO NON SONO UTILIZZATE. 183 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ALLEGATO N°3 NORME DI COMPORTAMENTO IN SITUAZIONI DI EMERGENZA In caso di emergenza, attenersi scrupolosamente alle seguenti disposizioni: 1. Non attardarsi per alcun motivo nelle stanze a recuperare effetti personale o altri oggetti 2. Evitare di portare al seguito ombrelli, borse, zaini con i libri, o pacchi ingombranti e pesanti. 3. Dirigersi con la massima calma verso le vie di fuga seguendo le direzioni indicate dagli appositi cartelli sistemati nei corridoi. (a tale proposito si richiama l’attenzione sulla necessità che gli adulti docenti e non docenti, mantengano un atteggiamento di sicurezza e di rassicurazione verso gli studenti) 4. Usare un comportamento tale da non provocare turbamenti o scene di panico (come grida, corse, spinte nei corridoi e soprattutto lungo le scale. 5. Non gridare “ al fuoco “ per non diffondere panico, ma richiamarsi sempre, riferendosi agli studenti, al piano di evacuazione più volte sperimentato, rassicurandoli sulla certezza della riuscita e della loro sicura salvezza. 6. Al fine di acquisire agibilità si consiglia alle donne, che calzano scarpe con tacchi alti, di togliersi le stesse prima di accede alle scale (è preferibile un improbabile ferita ai piedi che una caduta rovinosa che farebbe perdere tempo prezioso per se e per gli altri) 7. Salvo che sia esplicitamente richiesto, non spostare le auto in sosta nei cortili, ma allontanarsi rapidamente a piedi. 8. Nel caso che si sia raggiunti dal fumo all’interno dei locali, allontanarsene camminando chini o strusciando sul pavimento avendo posto un fazzoletto (possibilmente bagnato) sulla bocca e sul naso a protezione delle vie respiratorie. Tale ipotesi vale anche se il fumo ingombra le scale, in questo caso bisogna scenderle carponi sulle ginocchia guardando verso l’alto 9. Disponendo di indumenti di lana (cappotti, sciarpe., Scialle, maglioni, ecc. ) si consiglia di avvolgerli possibilmente bagnati sulla testa in modo da non esporre i capelli al fuoco. 184 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ALLEGATO N° 5 NUMERI TELEFONICI PER LE EMERGENZE VIGILI DEL FUOCO 115 SERVIZIO SANITARIO D’EMERGENZA 118 POLIZIA 113 POLIZIA MUNICIPALE 0667691 CARABINIERI 112 PREFETTURA DI ROMA , QUESTURA CENTRALE 064686 SCUOLA VIGILI DEL FUOCO NUMERO PREFERENZIALE 067183041 185 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ALLEGATO N° 5 NORME DI COMPORTAMENTO IN CASO DI TERREMOTO Non fuggire durante la prima scossa, ma cercare riparo sotto i banchi o la scrivania, a ridosso dei pilastri in ferro. Non rimanere al centro della stanza o del corridoio Alla fine della scossa: Chiudere gli interruttori generali della corrente elettrica, per evitare possibili incendi; Utilizzare il piano di emergenza, dirigendosi con calma verso le uscite di sicurezza; Indossare sempre le scarpe per evitare di ferirsi con vetri rotti; Raggiungere il punto sicuro di raccolta più lontano dagli edifici e dalle linee elettriche; Non bloccare i passi carrai e le strade per non intralciare i mezzi di soccorso. 186 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ALLEGATO 6 SCHEDE OPERATIVE DEGLI INTERVENTI DA ATTUARE IN EMERGENZA PROCEDURE DI EMERGENZA PERSONALE DI SORVEGLIANZA IN CASO DI PERICOLO A seguito di rilevazione fumo o di allarme incendio o qualora si determini la notizia di un effettivo stato di pericolo, gli ADDETTI ALLA SORVEGLIANZA, direttamente o raccordandosi con gli INCARICATI DELL’EMERGENZA presenti in ogni piano, devono: Verificare l’entità dell’anomalia Decidere se intervenire direttamente sul focolaio d’incendio con gli estintori disponibili ai piani e con le manichette antincendio dopo essersi assicurati di aver disalimentato l’impianto elettrico generale, o se nel caso l’evento non fosse facilmente controllabile con i mezzi a disposizione, porre in atto la procedura d’evacuazione generale di tutti i piani. Avvisare se l’evento lo richieda i Vigili del Fuoco (115) E l’emergenza sanitaria (118) LE INFORMAZIONI ESSENZIALI DA COMUNICARE IN CASO D’EMERGENZA SONO: Indirizzo e luogo ove è avvenuto l’incendio, specificando il nome della scuola e il numero telefonico da cui si sta chiamando; Il tipo di emergenza (modalità, numero probabile di persone coinvolte, possibili conseguenze, ecc.) In caso di presenza di persone ferite, specificare le loro condizioni (se rispondono, respirano, perdono sangue, ecc.) Gli stessi ADDETTI ALLA SORVEGLIANZA devono poi: 187 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Attivarsi per aprire ai VVFF e ai mezzi di soccorso gli accessi necessari, inviando un addetto ad ogni accesso stradale e pedonale per le informazioni del caso; ALLEGATO N° 7 Segue SCHEDE OPERATIVE DEGLI INTERVENTI DA ATTUARE IN EMERGENZA PROCEDURE DI EMERGENZA PERSONALE DI SORVEGLIANZA IN CASO DI EVACUAZIONE Gli ADDETTI ALLA SORVEGLIANZA devono: Divulgare l’avvisi di allarme, oltre che facendo suonare la campanella come convenuto, anche richiamando l’attenzione delle classi che eventualmente non avessero capito., Aprire eventuali porte chiuse Avvisare il preside e la segreteria Accertarsi che non siano rimaste persone all’interno dei locali Mettere a disposizione dei VVFF le chiavi della cabina elettrica per l’eventuale disalimentazione (se non vi avesse già provveduto il personale allo scopo preposto, e accompagnare gli stessi VVFF sul posto.) 188 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ALLEGATO N° 7 COMPITI DEGLI INCARICATI ALL’EMERGENZA FONTI NORMATIVE D.Lgs. n° 81/2008 D.M. . 10 marzo 1998 189 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ALLEGATO N° 8 COMPITI DEGLI INCARICATI ALL’EMERGENZA IN FASE DI LAVORATIVA NORMALE ATTIVITA’ ISTRUISCONO/INFORMANO I COLLEGHI DI PIANO SUI COMPORTAMENTI DA TENERE IN EMERGENZA CONTROLLO PRATICABILITA GIURISDIZIONE: QUOTIDIANO DELLE VIE DI DELLA FUGA DI AGIBILITÀ CORRIDOI – SCALE –PIANEROTTILI VISIBILITÀ E ESTINZIONE ACCESSIBILITA DEI MEZZI DI ESISTENZA SEGNALETICA DI EMERGENZA ( VIE DI FUGA – PROCEDURE DI SICUREZZA) REGOLARITÀ PORTE USCITE DI SICUREZZA IN CASO DI ANORMALITA’ SEGNALARE PER ISCRITTO AL PRESIDE CHE 190 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla PROVVEDERA TRAMITE IL PERSONALE DELLA SCUOLA SE POSSIBILE, O INFORMANDO L’UFFICIO TECNICO COMPETENTE DELLA PROVINCIA. COMPITI DEGLI INCARICATI ALL’EMERGENZA - IN FASE DI EMERGENZA IN CASO DI ACCERTAMENTO DIRETTO INTERVENGONO DIRETTAMENTE SU FOCOLAIO CON ESTINTORI A DISPOSIZIONE AVVISANO LA PORTINERIA LA SEGRETERIA E LA PRESIDENZA CONCORRONO A GESTIRE L’EMERGENZA GESTISCONO LE FASI DI EVACUAZIONE DAL PROPRIO PIANO FINO AL LUOGO SICURO SECONDO I COMPITI ASSEGNATI 191 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla PRIMA DI EVACUARE DAL PROPRIO PIANO VERIFICANO CHE NESSUNO SIA RIMASTO NELLE AULE, BAGNI, RIPOSTIGLI INDIRIZZANO LE PERSONE VERSO LE USCITE DI EMERGENZA E IL LUOGO SICURO ALLEGATO N°9 PIANO D’EMERGENZA INTERNO (PEI) OBIETTIVO Contenere al massimo le conseguenze di un incidente in termini di danni a persone, ambiente e cose (in particolare beni aziendali), Riportare alla normalità la situazione nel minor tempo possibile, In particolare il PEI deve servire ad assicurare che, in caso di incidente, si provveda in maniera rapida, appropriata e coordinata ad intervenire per: Fornire soccorso alle persone coinvolte dall’incidente 192 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla Prevenire ulteriori danni alle persone, all’ambiente e alle cose Impedire la propagazione dell’incidente (effetto domino) Mantenere la percorribilità delle vie di esodo delle persone e di accesso dei mezzi di soccorso Assicurare un coretto flusso d’informazioni sull’incidente e sulla sua evoluzione, Avviare le procedure di bonifica Prevenzione incendi e pronto soccorso Piano d’emergenza Deve risultare di “ provata funzionalità “ 193 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla La sola elaborazione non dà sufficiente garanzia di poter affrontare senza danno una potenziale emergenza Deve essere verificato, una volta disposto in forma preliminare, con diverse prove in bianco prima di poterlo dichiarare esecutivo La sua divulgazione in forma definitiva deve essere accompagnata da un programma di addestramento adeguato al livello di rischio dell’attività Deve essere verificato comunicazione periodicamente il sistema di ALLEGATO N°10 194 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla SCHEMA OPERATIVO DI INTERVENTO EVENTO RILEVAZIONE VISIVA CHIUNQUE TELEFONI AGLI ADDETTI E SEGRETERIA SERVIZIO DI SORVEGLIANZA (CON INCARICATI EMERGENZA AI PIANI) Si PORTA SUL LUOGO E VALUTA IL SINISTRO INTERVIENE CON I MEZZI A DISPOSIZIONE TELEFONA AL SOCCORSO ESTERNO COORDINA L’INTERVENTO DEI SOCCORSI RESTA A DISPOSIZIONE DEI SOCCORSI ESTERNI DISPONE LA DISALIMENTAZIONE 195 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione Istituto Alberghiero Domizia Lucilla ELETTRICA E L’EVACUAZIONE GENERALE FINE DELL’EMERGENZA IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Prof. FABIO CAMILLONI ___________________________________ Allegato al Piano di evacuazione. Da distribuire a tutto il personale e letto nelle classi 196 Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione