Disputata a Messina la più antica partita di calcio di Nino Principato

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Disputata a Messina la più antica partita di calcio di Nino Principato
La più antica partita di calcio?
è stata giocata a Messina!
Nino Principato
Una partita di calcio fiorentino in piazza Santa Croce a Messina nel 1688. Schieramento iniziale
(letteralmente palla di cuoio sospinta dal piede),
che usava un pallone ripieno di piume e capelli
femminili: bisognava infilare il pallone in un arco
fatto di due canne di bambù, con un’altezza di
3 o 4 metri tra i quali era stesa una rete di seta,
utilizzando unicamente i piedi.
Presso i Maya, nel VI sec. a.C., era praticato
il calcio che non era solamente un gioco ma
rappresentava il rito della creazione della Luna e
del Sole: bisognava infilare, in un buco di pietra,
una palla che pesava quattro chili ed era fatta di
dura gomma. Il più antico campo di calcio al
mondo della civiltà Maya è stato scoperto presso
la città di Merida, nella penisola messicana dello
Yucatan. Risale a circa 500 anni prima di Cristo e
la leggenda vuole che i perdenti fossero sacrificati
alle divinità, ma recenti studi sono arrivati alla
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econdo la tradizione, l’invenzione del gioco
del calcio si ebbe a Firenze nel Cinquecento:
la più famosa partita fu quella giocata il 17
febbraio 1530 quando i fiorentini, assediati dalle
truppe imperiali di Carlo V, diedero sfoggio
di noncuranza mettendosi a giocare alla palla
in piazza Santa Croce. Da molti è stato considerato
l’antesignano del calcio moderno, ma, regole e
svolgimento del gioco, sono invece quelle proprie
del rugby o del football australiano.
Già verso l’anno mille avanti Cristo era in voga, nel
Giappone, un gioco con la palla che si chiamava
“Kemari”, tuttora praticato. I giocatori dovevano
passarsi, senza che questo toccasse terra, un
involucro di cuoio al cui interno era inserita
una vescica di animale gonfiata. Nello stesso
periodo, in Cina, era molto diffuso il “Tsu-chu”
Rievocazione moderna del calcio fiorentino nel 2008
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conclusione opposta: forse erano i vincitori a
essere decapitati, poiché solo i più forti erano
degni di essere sacrificati agli dei.
Intorno al IV secolo a.C., in Grecia si affermò
l’”Episkyros”, uno sport violento che veniva
giocato tra due squadre, da 12 a 14 giocatori
ciascuna, con una palla che era permesso anche
toccare con le mani. A Roma, questo gioco si
trasformò nell’”Harpastum” che derivò il suo
nome dal termine greco arpazo, con il significato
di strappare con forza, afferrare. Si utilizzava una
piccola palla e due squadre si affrontavano in un
campo rettangolare delimitato da linee di contorno
e da una linea centrale. Lo scopo era di riuscire
a poggiare la palla sulla linea di fondo del campo
avversario. Erano permessi i passaggi sia con
le mani sia con i piedi e ogni giocatore ricopriva
un ruolo ben preciso. Probabilmente, durante le
partite negli scontri a corpo a corpo, diversi atleti
morivano e altri subivano gravi ferite.
In Francia, nel Medio Evo, si giocava in modo assai
violento la “Savate”. Una lettera di grazia (1374),
parla della “Soule” come di contesa col pallone da
lungo tempo praticata tra villaggi.
La squadra di calcio del Messina nacque
ufficialmente il 1° dicembre 1900, giorno in cui
venne fondato il “Messina Football Club”. Quasi
tutti i soci fondatori erano inglesi ed è probabile
che, tra le persone chiave della società, figurassero
anche i reverendi anglicani Charles B. Hulleatt e
Caulfield, anche se a Messina veniva già praticato
il “calcio ginnico”, alla fine del XIX secolo, dalla
“Società Ginnastica Garibaldi”. Il primo incontro
fu disputato il 18 aprile 1901 fuori casa contro
il Palermo, finito 3 a 2 per i palermitani. I colori
sociali del “Messina F.C.” erano differenti dagli
attuali: le maglie erano di colore bianco e blu. Così
riportò, infatti, il “Giornale di Sicilia” nella cronaca
dell’incontro contro il Palermo: “I rappresentanti del
Club Messina [...] vestivano un elegantissimo costume in
maglia bleu con calzoni bianchi, gambali di legno e berretto
bleu e bianco”.
Il primo incontro in casa, nello spiazzo della
penisola falcata di San Raineri, fu giocato il 2
maggio 1901 tra “Messina F.C.” e “Royal Yacht
Catania”, e terminò 1-1.
Nella Messina degli inizi del ‘700, invece, si disputò
una partita di calcio che sembra sia stata una
consuetudine per la città, quindi certamente di più
antica origine. E il campo di gioco fu lo stesso di
quello che sarà poi utilizzato, duecento anni dopo,
dalla squadra del “Messina Football Club”.
Si legge, infatti, nella guida stampata dal Municipio
nel 1902, “Messina e dintorni”: “La classe signorile, e
specialmente le famiglie d’origine straniera, hanno in uso il
“Law-tennis” ed il “Foot-ball”. Per qualche tempo questi
due giuochi vennero tenuti nella piazza d’arme e nella
spianata di S. Raineri, ma più generalmente questi due
giuochi sono riservati a poche persone e si tengono nelle aie
adiacenti alle ville ed in apposito locale in contrada delle
Fornaci”.
Per tornare agli inizi del ‘700 e, precisamente,
al 1702, l’11 agosto di quell’anno era giunto a
Messina il principe Luigi Alessandro Borbone,
conte di Tolosa, figlio naturale di Luigi XIV e
Viceré di Sicilia. Un bel giovane di ventiquattro
anni che sbarcava a Messina dopo il perdono della
corona di Spagna alla città che gli si era ribellata
nella rivolta del 1674-78. Diciotto giorni dopo, il 29
agosto del 1702, occorse un avvenimento epocale
di grandissima importanza storica: nella spianata
di San Raineri, in prossimità del forte Don Blasco,
si disputò un incontro di calcio fra francesi e
messinesi, cui partecipò lo stesso conte di Tolosa.
L’episodio è così riportato dal testimone oculare
sacerdote Giuseppe Cuneo, in un manoscritto in
quattro volumi conservato presso la Biblioteca
Regionale di Messina e la cui stampa è stata curata,
recentemente, da Giovanni Molonia e Marcello
Espro (Giuseppe Cuneo, “Avvenimenti della
Nobile Città di Messina. Occorsi dalli 15 Agosto
1695 nel qual giorno si promulgò la scala franca”):
“A 29 agosto 1702. Nel piano che si stende dalla chesiola
della Vergine delle Gratie fino al castello della Cittadella
e del Bastione di D. Blasco, piano lungo, largo e spatioso,
il Conte di Tolosa a piedi ha andato con molti Cavalieri
francesi più volte il doppo pranzo et ivi ha giocato alla palla
per terra: vi ha concorsa gran gente per curiosità, e tutti con
familiarità hanno stato con il cappello in testa. Il Conte
medesimo, per la folla, con bocca risa ha detto a quelli che
si affollavano per vederlo giocare che si allargassero […]”.
Se si considera che il primo club di football al
mondo, lo “Sheffield Football Club” che giocò la sua
prima partita al Parkfield House, venne fondato
nel 1857 ma che è solo nel 1863, precisamente il
26 ottobre, che il calcio nasce ufficialmente in Inghilterra, il 29 agosto 1702 si disputò, nella bianca
città dello Stretto, il primo incontro di calcio della
storia europea!
Il Kemari giapponese in una recente ricostruzione
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