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Poste Italiane Spa - Spedizione in A. P. D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 DCB (Torino) - Nr. 177 - novembre 2011 - Editore Promit srl - C.so Racconigi, 150 - 10141 Torino AGPHOTO ANNO XX NUMERO 177 www.paddock.it NOVEMBRE 2011 € 3,00 PORSCHE UN’ANNATA ALLA GRANDE FORMULA 1 È SEMPRE VERA GLORIA? 40 Anno XX • numero 177 • Novembre 2011 S O M M A R I O Formula 1 4 .......................................................................Formula 1: è sempre vera gloria? Turismo 12 .................................................................................Wtcc: una poltrona per tre Tecnologia 40 .......................................................................Bonneville: orgoglio italiano senza limiti 44 26 Sport & GT 16 .....................................................Il 2011 di Porsche: nonostante tutto è un successo 22 .....................................................Porsche Supercup: con René a ripetizione di francese 26 ......................................................Carrera Cup Italia: Alex Balzan, "Demolition man" 32 .............................................................Targa Tricolore: tutta una stagione in un attimo 50 ..........................................................Trofeo Maserati: correre divertendosi si può! Salita 44 ..................................................................................Civm: Simone Faggioli, l'insaziabile Attualità 56 .............................................Laurea in motorsport: a scuola di corse nei box 56 Monoposto 36 ...........................................................Sport e politica: il pasticciaccio della Formula 4 50 Produzione 60 ...........................................Porsche Carrera 911 S: tra tradizione ed innovazione Rubriche 62 ...............................................................................Pitstop 63 ........................................................................Classifiche Direzione, Redazione, Amministrazione: C.so Racconigi, 150 10141 Torino PROMIT srl Direttore editoriale: Gian Giuseppe Canobbio ([email protected]) Telefono: 011.3186916 011.3189232 Fax: 011.3186917 e-mail: [email protected] Concessionaria pubblicità: PROMIT, C.so Racconigi, 150 10141 Torino Tel.: 011.3186916 - 3189232 Fax: 011.3186917 Registrazione Tribunale di Torino n° 4454 del 4/3/1992 © Copyright 2011: Promit S.r.l. 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Stando al palmares, al numero di vittorie e di pole-position conseguite dal tedeschino, fresco "bi-campione" del mondo, verrebbe da rispondere di si, ma correremmo il rischio di farci trasportare dall'emotività e dall'eco delle ultime vicende. Prima di emettere giudizi affrettati (cosa che, ovviamente, non faremo), meglio contestualizzare i dati e metterli a confronto con la McLaren MP4/4 del 1988 o la Ferrari F2004 del 2004, le monoposto che contendono alla Red Bull 2011 lo scettro di migliore Formula 1 dell'era moderna. Con un'ultima avvertenza: per giudicare il valore di una vettura da Gran Premio non si può prescindere dall'analisi di alcuni parametri, come i suoi contenuti tecnici, il tasso di innovazione di ogni singolo modello, i risultati conseguiti e, dulcis in fundo, il valore della concorrenza. Solo, allora chi vorrà, potrà redigere una graduatoria di merito. Per quanto ci riguarda preferiamo trincerarci dietro quel luogo, che poi tanto comune non è, secondo il quale prestazioni, vittorie e risultati sono figli del proprio tempo e come tali non sono comparabili.... 1988. McLaren MP4/4, la “sogliola” di Murray Nel 1988, stanca delle lotte intestine in casa Williams tra Mansell e Piquet, la Honda decide a sorpresa di abbandona- 5 aerodinamico (scarsa rastremazione posteriore) ma Murray non desiste. Passato alla Mclaren, riprende il concetto di monoposto ultrapiatta e lo trasferisce sul modello MP4/4, che presenta una ulteriore riduzione dell'altezza dei pontoni laterali e una diversa disposizione delle masse radianti al loro interno. Murray modifica inoltre la posizione di guida, col pilota semi-sdraiato nell'abitacolo, e accentuata ulteriormente la rastremazione posteriore, per incrementare la deportanza sull'asse posteriore. Risultato: nel 1988 la McLaren-Honda MP4/4 con Ayrton Senna e Alain Prost si aggiudica 15 delle 16 gare in calendario. Osservando la McLaren-Honda MP4/4 (in alto) non è difficile capire perchè all’epoca (1988) i media la definirono una “monoposto sogliola”. Le fiancate della vettura del futuro campione del mondo Ayrton Senna (di lato) sono bassissime e il pilota guida in posizionme semi-sdraiata. Aerodinamica a parte l’altro punto di forza della MP4/4 è il 6 cilindri turbo della Honda (a destra). re il team e di equipaggiare con i suoi ricercatissimi 6 cilindri turbo la McLaren di Ron Dennis che, da parte sua, aveva appena divorziato da Porsche. Mai scelta si rivelerà più azzeccata: più che un mondiale di Formula 1 la stagione 1988 si trasforma in un lungo, estenuante, duello tra Ayrton Senna e Alain Prost, in una lotta in famiglia tra i due piloti della McLaren, con gli altri costretti a recitare il ruolo di comprimari. Da dove arriva tanta superiorità? Per comprendere il fenomeno MP4/4 occorre fare un passo indietro, a metà degli anni '80. L'adozione dei turbo e la necessità di montare radiatori e scambiatori di calore sempre più voluminosi, ave6 vano costretto i progettisti ad innalzare sempre di più il baricentro delle vetture. Fino al 1986, quando Gordon Murray, braccio destro di Bernie Ecclestone alla Brabham, progetta il modello BT55, meglio noto come la prima "sogliola" nella storia della Formula 1. Per abbassarne il baricentro della vettura il talentuoso tecnico sudafricano monta il 4 cilindri Bmw in posizione "sdraiata", inclinandolo di 72° sul fianco sinistro, mentre ai lati del pilota sparisce praticamente il cockpit. La Brabham, teoricamente vincente, si trasforma in un flop per problemi di carattere strutturale (telaio poco rigido), meccanico (motore poco affidabile) ed La sola veste aerodinamica, per quanto innovativa, non basta comunque a decretare una superiorità tecnica tanto schiacciante. Nel caso della McLaren dell'88 a renderla pressoché imbattibile concorrono anche un'eccellente distribuzione dei pesi, un telaio bilanciatissimo e un motore Honda nettamente superiore alla concorrenza. Nell'ultima stagione riservata al turbo, con un valore di sovralimentazione di appena 2,5 bar e un limite massimo di 150 litri di carburante a disposizione per Gran Premio, il 6 cilindri nipponico sbaraglia la concorrenza in quanto a prestazioni e consumi. I dati forniti dal costruttore nipponico, all'indomani della con- FORMULA 1 quista del titolo, sono sorprendenti. Il 6 cilindri nipponico, sigla RA/168 E, consuma meno di un motore aspirato di 3,5 litri ed eroga 685 CV a 12.500 giri/min. Valori di tutto rispetto che, abbinati ad una gestione elettronica inarrivabile per la concorrenza dell'epoca, fanno della McLaren-Honda MP4/4 un binomio imbattibile. Una sola sconfitta I numeri della supremazia McLaren nel 1988 parlano chiaro: quindici vittorie, su sedici gare in calendario e 199 punti nel mondiale costruttori, contro i 65 della Ferrari, seconda classificata. Ma non dicono tutto. Non dicono ad esempio che nella stagione '88 solo tre team (McLaren, Ferrari e Lotus) montano motori sovralimentati, mentre il resto del gruppo utilizza propulsori aspirati, decisamente meno competitivi. Se poi si analizza la situazione sul fronte turbo si scopre che l'unica scuderia in grado di incrinare lo strapotere del binomio McLaren-Honda è la Ferrari, mentre la Lotus, motorizzata anch'essa Honda, dispone di una vettura decisamente me- no competitiva. In queste circostanze la doppietta isolata delle rosse a Monza ha quasi del miracolo e arriva più per circostanze fortuite che non per un momento di appannamento delle monoposto bianco-rosse. La riprova arriverà le stagioni successive, che vedranno la compagine e i piloti di Ron Dennis monopolizzare la scena dal 1989 al 1991. 2004 Ferrari F2004 e Schumi imbattibili Come definire una vettura che domina dalle prove, alla bandiera a scacchi e che rifila distacchi imbarazzanti alla concorrenza? Di fronte ad una dittatura tecnicosportiva della Ferrari F2004, durante l’an- no i media di tutto il mondo coniano espressioni del tipo "vettura stratosferica" o "macchina di un'altra categoria". E dire che in parecchi non avevano creduto ai tecnici del Cavallino quando, alla presentazione della F2004, l'avevano definita la migliore Ferrari di tutti i tempi. Alla vigilia del Gran Premio d'Australia, gara d'apertura del mondiale, un noto mensile inglese, considerato la bibbia dell'automobile dai lettori d'Oltremanica, titola addirittura «...vi spieghiamo perché a fine stagione Michael Schumacher si ritirerà e perchè Kimi Raikkonen e la McLarenMercedes interromperanno l'egemonia Ferrari, aggiudicandosi il mondiale piloti e quello costruttori». Nulla di più sbagliato: 7 FORMULA 1 Per sei anni consecutivi, dal 1999, al 2004, la Ferrari vince il titolo iridato riservato ai costruttori e dal 2000 al 2004 Schumacher si laurea campione del mondo, portando al successo alcune delle migliori monoposto di Formula 1 di tutti i tempi. Come la F2004 (in questa pagina e a destra), l’unica vettura ad avere vinto la bellezza di 15 Gran Premi nell’arco di un a sola stagione, al pari della McLaren -Honda MP4/4 del 1988. In alto il suo eccezionale 10 cilindri da oltre 900 CV. due anni dopo la F2002, che in molti consideravano la migliore Ferrari di tutti i tempi, la F2004 fa addirittura meglio. Quale il suo segreto vincente? Come nel caso della McLaren MP4/4 non si tratta di un'unica caratteristica tecnica vincente, ma di una sommatoria di fattori che per il sesto anno consecutivo piazzano le rosse in cima alla classifiche iridate. Meno esasperata della McLaren MP4/19 o della Renault R24 e meno rivoluziona- ria della Williams FW26, che nel 2004 introduce in Formula 1 il muso a "tricheco", la F2004 non è solo una monoposto che rasenta la perfezione tecnica, ma anche la logica evoluzione della F2003 GA, la Ferrari dedicata all'Avvocato Agnelli. Per la cronaca quella rossa che aveva conquistato l'iride nel 2003, ma non aveva convinto. A Maranello ne sono perfettamente consci. Sanno benissimo che il potenziale tecnico di quel progetto era rimasto in gran parte inespresso, causa l'infelice interpretazione dei regolamenti e le prestazioni altalenanti delle gomme Bridgestone. Per questo, nell'autunno del 2003, Ross Brawn, Rory Byrne e Paolo Martinelli decidono di perseverare sulla strada intrapresa quell'anno e di correggere i difetti di una vettura nata forse con 12 mesi d'anticipo. L'accorciamento del passo (circa 5 centimetri) e l'affinamento dell'aerodinmica consentono di recuperare buona parte della deportanza persa con l'entrata in vigore delle nuove norme regolamentari più restrittive. Il resto lo fanno la rinnovata fluidodinamica interna, le eccellenti sospensioni posteriori, con ammortizzatori "rotanti", e il rinnovato 10 cilindri (sigla "053"). Più che sulla riduzione del peso, nel 2004 i motoristi del Cavallino puntano alle prestazioni e alla durata. Con 900 CV (ed oltre) affidabilissimi ed erogati con impressionante progressione, lo "053" della Ferrari si riconferma il migliore propulsore del lotto, surclassando i V10 made in Germany (Mercedes e Bmw), Inghilterra (Jaguar) e Giappone (Honda e Toyota). Il plurifrazionato di Maranello è un vero mostro di affidabilità, che spiana la stada verso la conquista del settimo titolo iridato a Schumacher, mentre le ambizioni iridate dei concorrenti della Ferrari vengono vanificate da una impressionante serie di fumate bianche, segno inconfutabile di altrettante, preoccupanti, rotture. Dulcis in fundo il discorso gomme. Il titolo 2004 della Ferrari porta anche il segno della Bridgestone, che si riscattata ampiamente, dopo l'empasse del 2003, surclassando la Michelin in ogni condizione di tempo e con qualsiasi temperatura. Ferrari contro il resto del mondo Ma quanto vale il doppio titolo iridato della Ferrari nel 2004? I numeri dicono che la rossa con Michael Schumacher (13) e Rubens Barrichello (2) si aggiudica quindici dei diciotto Gran Premi in calendario, vale a dire l'83% delle gare in pro- 9 gramma, mentre la percentuale di vittorie della McLaren nel 1988 era addirittura al 93%. Ma, come detto, i numeri vanno anche interpretati. Se nella stagione '88 Senna e Prost avevano dovuto vedersela con due Ferrari turbo ed una serie di motori aspirati decisamente meno performanti, nel 2004 il Cavallino Rampante ha la meglio sul Gotha dell'automobilismo mondiale. In quella stagione tutti i grandi costruttori di auto sono presenti con loro team o loro motori in Formula 1 e il periodo che va dal 2000, al 2006 è anche quello in cui i team spendono di più nel giocattolo messo in piedi da Bernie Ecclestone. 2011 Budget e idee illimitate per Red Bull I risultati conseguiti nel 2011 iscrivono di diritto la Red Bull RB7 (in queste pagine) nella lista delle migliori monoposto di Formula 1 dell’era moderna e ribadiscono una superiorità tecnica iniziata col modello RB5 nel 2009. Ma cosa avrebbe potuto fare il bi-campione del mondo Vettel senza il famigerato “hot-blowing”? Sono in tanti a chiederselo, a partire da McLaren e Ferrari... 10 Dell'incredibile annata 2011, dell'accoppiata Vettel-Red Bull si è detto praticamente tutto, o quasi, come del genio di Adrian Newey, delle sue trovate rivoluzionarie a getto continuo, della sofisticata aerodinamica della RB7 o degli "scarichi caldi". Più volte abbiamo tessuto le lodi della migliore monoposto delle ultime stagioni che, senza la questione del doppio diffusore del 2009, avrebbe potuto vincere il titolo per tre anni di fila. Ma, è tutto oro quello che luccica o ci sono delle zone d'ombra nella stucchevole supremazia di quest’anno? Sia ben chiaro, nessuno mette in dubbio le qualità tecniche del progetto RB7, che un po' tutti sono stati costretti ad imitare, ma di qui a considerarla la migliore Formula 1 dell'era moderna ce ne passa. Non fosse altro perché sul capo della monoposto bi-campione del mondo pesano almeno due sospetti. Il primo, come noto, riguarda il non-rispetto del gentleman agreement per il contenimento dei costi e si tratta, tutto sommato, di un peccato veniale. Il secondo, ben più importante, si riferisce invece al famigerato "hot-blowing" o "soffiaggio caldo". Anche se per dei mesi hanno tentato di convincerci che non si trattava di un dispositivo aerodinamico mobile, a tutti gli effetti andava considerato tale e, conseguentemente, messo al bando. Invece no, come spesso accade in Formula 1, quando scopri che c'è qualcosa di sospetto, tanto vale renderlo le- gale, per evitare inutili controversie che potrebbero avvelenare l'ambiente e screditare il Circus iridato. Di questi compromessi ne sono pieni gli annali, dalla regolarizzazione delle minigonne, datata 1977, a quella dei correttori di assetto del 1981, fino al recente episodio dell'estrattore posteriore della Brawn GP 2009. Forse senza soffiaggio caldo Vettel e la Red Bull avrebbero dominato lo stesso, o le gare sarebbero state più incerte. Chi lo sa? L'unico dato incontestabile è che quando, a cavallo dei Gran Premi di Valencia e di Silverstone, la Fia è parzialmente tornata sui suoi passi, limitando gli effetti del "soffiaggio caldo", abbiamo assistito a gare più incerte e parte della superiorità tecnica delle Red Bull-Renault si è come d'incanto dissolta. Un caso? Una coincidenza fortuita? Per saperene di più dovremo attendere il 2012 e se ancora una volta ritroveremo le monoposto di Mateschitz in testa alle classifiche, vorrà dire che si trattava delle solite malignità gratuite. In caso contrario... Testo, foto e disegni Paolo D'Alessio. TURISMO Wtcc Una poltrona per tre entun vittorie su 24 gare, impreziosite da nove doppiette e tre triplette per un totale di 51 podi. Cifre che danno inequivocabilmente l'idea della superiorità delle tre Chevrolet Cruze schierate ufficialmente nel Wtcc. Un dominio che ha ammazzato il campionato fin dalle prime gare, ma non è certo colpa della Casa americana se nessun'altra rivale ha voluto impegnarsi in prima persona nel Mondiale Turismo che da quest'anno prevedeva una nuova formula, con motori turbo 1.6 limitati ad una sola unità a stagione. Quindi, va dato atto alla Chevrolet di aver ampiamente meritato questo titolo, per la continuità del proprio impegno ed anche per non aver ucciso lo spettacolo lasciando liberi i suoi piloti di giocarsi ognuno le proprie chance. Infatti, nel corso della stagione non sono mancati i momenti ad alta tensione fra i suoi tre alfieri tant’è che per conoscere il nome del campione 2011 si è dovuto attendere che calasse la bandiera a scacchi sull'ultima insidiosa gara di Macao. «La sfida di Macao è stata davvero intensa», ammette Eric Nève, responsabile Chevrolet nel Wtcc. «Noi non abbiamo voluto interferire, lasciando i piloti liberi di giocarsi le loro carte in pista, sicuri della loro professionalità. Comunque, è più dura gestire la lotta in famiglia rispetto a quella contro piloti di altre squadre, anche se fortunatamente da noi c'è una bella atmosfera. Si lotta in pista ma una volta spenti i motori siamo un gruppo unito». La migliore conferma delle parole del manager belga è arrivata nella giornata trascorsa che abbiamo trascoro presso l'atelier della Louis Chevrolet Swiss Watch a Porrentruy, che non ha alcun V 12 collegamento diretto con la Casa automobilistica se non per il marchio che riprende il nome del fondatore nato poco lontano un secolo fa. Qui il gruppo Chevrolet Motorsport ha festeggiato con la stampa specializzata i titoli iridati con i tre piloti che in un'atmosfera del tutto rilassata e giocosa si sono cimentati nell'assemblaggio di orologi personalizzati che hanno poi ricevuto in regalo. Nell'occasione era presente anche l'appassionato presidente di Chevrolet Europa, Wayne D. Brannon, che riprendendo una frase famosa negli USA ha ribadito che «vincere la domenica fa vendere più auto il lunedì». Ma il fatto che non vi siano stati degli altri competitors ufficiali non ha finito per sminuire un po' il valore di questi successi? «Il Wtcc ha, comunque, un grosso impatto, tanto che secondo i nostri calcoli per ogni euro speso ne ritornano dieci - precisa Nève - e poi il prossimo anno dovrebbero arrivare nuovi sfidanti; si sente parlare di Ford ma anche di altri marchi». Il cambio regolamentare che limita l'utilizzo di un solo motore 1.6 turbo a stagione ha comportato una effettiva diminuzione dei costi? «I costi sono distribuiti in modo diverso: lo sviluppo del motore turbo costa di più, mentre per la gestione durante la stagione si spende meno rispetto al un aspirato che veniva continuamente revisionato. Per contro, a fine anno il turbo viene buttato via, perché con la regola del motore singolo nessuno vuole rischiare rotture che lo farebbero partire dal fondo dello schieramento. Quindi, in definitiva costa di più». Cosa preparate per la prossima stagione? «In realtà abbiamo già realizzato due step di sviluppo durante l'anno che hanno coinvolto pistoni e gestione del turbo, in modo TURISMO Spesso la lotta in famiglia è più dura di quella contro avversari “esterni”. Ne sanno qualcosa i tre della Chevrolet che si sono contesi il titolo iridato 2011 fino all’ultima curva. 13 TURISMO da avere un'erogazione della potenza meno brusca, e percorso da agosto seimila chilometri di sviluppo. Per il resto rinfrescheremo il parco macchine realizzandone due nuove, uguali alle attuali. La squadra ha un totale di quattro auto, tre da gara e una per i test. Ora la macchina che ha vinto il titolo andrà nel museo Chevrolet mentre le altre due saranno messe in vendita». Quindi saranno uguali alle vostre ufficiali, e quanto costano? «Le vendiamo a 150mila euro, e chi le comprerà può essere certo di disporre del nostro stesso materiale, come ha confermato Muller quando, provando la Cruze del team privato Bamboo, ha girato più forte che con la sua da gara». E per fare la stagione? «Se la vettura viene gestita con un proprio team bisogna preventivare circa 250mila euro per i ricambi, invece per correre con il team Bamboo credo che la cifra sia intorno ai 600mila euro». Quali sono i punti di forza di ognuno dei vostri piloti? «Menu è molto veloce in qualifica; ha molta sensibilità, quindi riesce a tirare fuori il massimo dalla macchina ma non si cura della parte tecnica. Huff ha la 14 classica grinta del pilota giovane e quindi è portato a rischiare molto. Inoltre lavora da cinque anni con lo stesso ingegnere, con il quale si è creata una bella intesa che agevola il lavoro di messa a punto. Muller è il più preparato a livello tecnico e quando si ferma ai box non si limita a dire cosa succede sulla macchina ma indica anche le modifiche da fare per andare più veloci. Inoltre, è molto veloce e intelligente nella gestione della gara, infatti non fa mai incidenti». Ed i risultati gli danno ragione, perché l'alsaziano a 42 anni mette in bacheca il terzo titolo Wtcc, dopo quello conquistato l'anno scorso sempre con Chevrolet e nel 2008 con Seat, che va ad aggiungersi al Btcc 2003 con la Vauxhall Astra, all'Europeo del 2001 con Alfa Romeo, a quello francese del '95 con la Bmw e ai dieci titoli nel Trofeo Andros, a suggellare una carriera davvero di prestigio. E tutt'altro che finita. Questa stagione, però, non era partita nel migliore dei modi, come mai? «Con il mio ingegnere ci siamo messi un po' troppa pressione addosso e anch'io ho fatto degli sbagli di strategia», ammette Yvan Muller. «In effetti, ero particolarmente arrabbiato per il sistema di qualifica veramente stupido, tanto che sono andato a lamentarmi dal presidente Todt». Cosa ti ha risposto? «Mi ha dato ragione, però non poteva fare nulla perché ormai il TURISMO Robert Huff, Yvan Muller, neo campione del Wtcc, e Alain Menu premiati con gli orologi assemblati da loro stessi durante i festeggiamenti presso l'atelier della Louis Chevrolet Swiss Watch. regolamento era definito. Meno male che le cose cambieranno l'anno prossimo, con i più veloci della Q2 che prenderanno punti (cinque al primo e a scalare fino al quinto, ndr.) e le prime dieci posizioni invertite in gara 2. Comunque, poi mi sono messo l'anima in pace e da Budapest sono tornato al mio solito livello, iniziando il recupero». Che ti ha portato ad avere venti punti di vantaggio con i quali hai affrontato la sfida finale di Macao; una bella roulette sia per il tracciato sia perché al via eri in prima fila affiancato a Huff che non è certo uno tenero ... «Si, Rob è bello tosto. Lui ha molta fiducia in sé e nella macchina, con la quale fa cose davvero impressionanti. Perciò si prende dei grossi rischi e deve sperare che vada sempre tutto bene, ma non è sempre così. Ad esempio, a Macao in partenza mi ha affiancato all'esterno della prima curva nonostante nella gara precedente un concorrente avesse perso olio proprio su quella traiettoria; se non avessi tolto il piede non ne saremmo usciti. Alcuni anni fa non avrei mollato. In caso di incidente avrei comunque vinto il titolo, ma non mi sembra il caso di rischiare così». Dopo l'ennesimo titolo Wtcc non ci sarebbe la voglia di provare nuove sfide? «Certo. Mi piacerebbe correre in un campionato con le regole come dico io». Tipo? «Le macchine del Wtcc sono bellissime, perché c'è molta tecnologia, tanto da poterle paragonare a delle F. 1 con le por- tiere, ed è difficile andare veloce perché la potenza arriva in modo brusco e con solo 340 CV devi essere molto preciso nella guida e nella messa a punto. E poi, nel weekend devi continuamente adeguare lo stile di guida, perché tra le qualifiche e gli ultimi giri di gara ci possono essere anche tre secondi di differenza. Il problema è che sono belle solo per il piloti, il pubblico non riesce ad apprezzare tutta questa tecnologia, perché dall'esterno sembrano le macchine uguali a quelle di serie. Basterebbe allargarle un po' e mettere un alettone più grande per renderle più accattivanti. Anche ingaggiare qualche pilota di nome, magari ex F1 come fanno nel Dtm, potrebbe servire per richiamare pubblico. E poi si potrebbe eliminare il warm up e fare tre gare, a tutto vantaggio dello spettacolo». Però servirebbero anche altri piloti con vetture competitive ... «Mi sembra che Fabrizio Giovanardi possa rientrare con la Ford e che anche Tarquini dovrebbe avere una vettura competitiva. Quindi ci sarà da lottare». Quindi, non ci rimane che sperare che la pattuglia tricolore nel Wtcc possa davvero aumentare e avere macchine competitive. L'appuntamento con la prima gara del Mondiale Turismo 2012 è fissato per l'11 marzo a Monza. E. Mosca Il 2011 di Porsche Nonostante tutto è un successo I n un anno che potrebbe essere consi- il marchio tedesco si è dovuto "accon- la R8 LMS. La Porsche conferma così la derato di transizione, i successi della tentare" quest'anno della vittoria alla 24 propria supremazia nella classica gara tePorsche nei vari campionati che am- Ore del Nürburgring, ottenuta col solito desca, dove da sempre recita il ruolo di mettono al via vetture GT potrebbero team Manthey e con i piloti ufficiali Marc protagonista. sembrare meno eclatanti rispetto a quel- Lieb, Lucas Luhr, Timo Bernhard e Quest'anno, però, non ha potuto dire la sua la versione GT3 R Hybrid (con le ulli conseguiti in altre stagioni. È anche ve- Romain Dumas. ro, però, che la vettura di punta del caval- Si è trattato comunque di un successo si- time specifiche "2.0"), penalizzata in molino di Stoccarda, la 911 GT3 RSR di clas- gnificativo, conquistato battendo la con- do davvero pesante nelle flange alla vigise GT2, risente del peso del tempo, al- correnza della Bmw Motorsport che lia della 24 Ore, una decisione che ha sumeno nella configurazione attuale, e ha schierava la M3 GT e dei team Audi con scitato le vivaci reazioni della casa madre. Fuori dalla lotta per il primaindubbiamente sofferto delto la R ibrida, l'indistruttibile l'arrivo della Ferrari 458 Italia Il 2011 della Casa tedesca è stato RSR di Manthey ha fatto il GTC. È quindi da considerarsi interlocutorio: a successi di prestigio proprio dovere, in una gara fisiologico che ci sia stato un si sono accompagnate gare in difesa. che peraltro ha visto la parpo' di stallo, in attesa della tecipazione di ben trentatre nuova RSR che farà il proprio Il tutto in attesa della nuova RSR Porsche, a conferma del feedebutto nel 2012. che debutterà l'anno prossimo. ling che lega la 24 Ore del Come successo più eclatante, 16 SPORT & GT 'Ring col marchio di Stoccarda. La 24 Ora dell'Eifel si è disputata all'indomani della 24 Ore di Le Mans, altro obiettivo primario della stagione: le cose non sono neanche andate male, se non fosse che specie nella gara francese - è la vittoria quella che conta, e fra le GT l'exploit della Corvette ha sorpreso non solo la Porsche, ma anche Ferrari e Bmw. A Le Mans, il deficit delle prestazioni dell'attuale 911 rispetto alle rivali si è palesato più che altrove, lasciando ben poche speranze ai vari team Felbermayr-Proton, Flying Lizard, Imsa Performance, iscritti nella classe Pro. In classe Am, il secondo posto della vettura di Larbre dietro ad una Corvette (è stato l'anno delle C6R!) è stato tutto quello che ha passato il convento. L'andamento di Le Mans rispecchia per certi versi quello dell'intera stagione nel settore dell'endurance. Nell'Intercontinental Le Mans Cup la Porsche ha dovu- to cedere il campo a Ferrari e Bmw, così come nella Le Mans Series, anche se in quest'ultimo campionato il team Imsa Performance Matmut ha conquistato la vittoria di classe GTE Am davanti all'AF Corse e al Team Felbermayr-Proton. Nell'American Le Mans Series la Porsche ha concluso alle spalle della Bmw nella classifica per marche, mentre fra i team il miglior risultato è stato quello del Flying Lizard Motorsports, terzo dietro a Bmw Team RLL e Corvette Racing. Per la GT della Grand-Am la Porsche prepara da qualche stagione una versione specifica della GT3 Cup, e una vettura di questo tipo ha riportato a Daytona la 73esima vittoria di classe di una Porsche alla 24 Ore della Florida, mentre nella categoria prototipi i motori tedeschi continuano ad equipaggiare telai Riley. L'impegno dei team proprietari di vetture Porsche è andato avanti anche nel no- Festa grande per le “Cavalline” di Stoccarda sul circuito del Nürburgring che ha ospitato la Porsche Carrera World Cup ed ha visto l’ennesimo successo nella 24 Ore con la 911 del Manthey Racing con alla guidaMarc Lieb, Lucas Luhr, Timo Bernhard e Romain Dumas. Se nella LMS la Porsche ha ottenuto la vittoria nella classe GT Am con Raymond Narac e Nicolas Armindo, alla 24 Ore di Le Mans si è dovuta accontentare del secondo posto, sempre tra le Am, di Bourret, Gibon e Belloc con la 911 GT3 RSR di Larbre (in basso). stro Paese col Campionato Italiano Gran Turismo, dove i due Coggiola (Victor e Giovanni) hanno ottenuto la vittoria in classe GT2, mentre Mario Cordoni, con la vettura di Autorlando, ha conquistato un terzo posto in classe GT3. Molte le 911 GT3 Cup impegnate nella classe GT Cup, e nel Trofeo Nazionale CSAI GT4 ha fatto la propria comparsa, ottenendo buoni risultati, la Cayman della Star Cars, che è stata oggetto di un ra- 18 SPORT & GT Nelle gare americane della Grand Am, la Porsche ha ottenuto a Daytona, con Bertheau, Gaughan, Henzler, Lally e Pumpelly, la 73esima vittoria di classe alla 24 Ore della Florida, mentre nella categoria prototipi i motori tedeschi hanno continuato ad equipaggiare telai Riley (a destra la DP di Borcheller, France, Barbosa, Fittipaldi ed il nostro Max Papis). dicale sviluppo a inizio stagione. Oltre al GT Sprint, è da registrare la presenza "istituzionale" della Porsche nei classici campionati in Europa, dal GT3 Fia al GT Open fino all'Adac GT Masters. Una parte importante nell'attività clienti è rappresentata dai monomarca, ormai sparsi in tutto il mondo. Se la Mobil1 Supercup è il biglietto da visita della categoria, con le GT3 Cup si corre in Germania, nel campionato asiatico, in Australia, in Giappone, in Francia, in Italia, in Inghilterra, in Scandinavia, oltre ai campionati challenge, organizzati in Australia, Brasile, Est-Europa, Inghilterra, Giappone, Medio Oriente, Nuova Zelanda, Svizzera, Nordamerica, Scandinavia, Canada. Il cuore di tutta l'attività sportiva della Porsche è il Motorsportzentrum a Weissach, l'enorme complesso ultramoderno caratterizzato esteticamente da un'ardita combinazione di vetro e alluminio, inaugurato nell'autunno del 2007. Questa struttura è la riprova dell'importanza che la Porsche continua a dare all'attività agonistica e del ruolo chiave che tale attività riveste anche dal punto di vista economico per la casa di Stoccarda. A Weissach, in 12mila metri quadri sono disponibili circa 35mila articoli di pezzi di ricambio (pari a 4,5 milioni di pezzi) e l'edificio è dotato di un terminal in cui sono sistemati sette camion assistenza. Tutto il magazzino è sistemato in oltre 5500 scaffali e il reparto delle carrozzerie è in grado di ospitare fino a 32 "rolling chassis" della 911. Gli specialisti della sezione telai preparano fino a 500 assetti all'anno, mentre sono addirittura 800 i motori (nuovi o revisionati) che annualmente lasciano il centro meccanico. Il periodo più caldo della stagione è quello... invernale, che precede le prime gare importanti (24 Ore di Daytona, 12 Ore di Sebring, i vari monomarca ufficiali...), quando viene completata in media una vettura al giorno, ciascuna delle quali raggiunge i team e le organizzazioni di tutto il mondo. In questo momento la Porsche si sta preparando ad un importante cambio di passo, portando avanti la tecnologia ibrida, sulla quale i tedeschi hanno puntato molto, anche a livello commerciale e d'immagine. Il 2014 segnerà il debutto della nuova LMP, cui toccherà una pesante eredità: dalla Porsche ci si attendono vittorie importanti, specialmente a Le Mans, dove l'ultimo successo risale al 1998, con la 911 GT1-98. 19 Penalizzata pesantemente nelle flange alla vigilia della 24 Ore, quest'anno la versione GT3 R Hybrid non ha potuto dire la sua nella maratona del Nürburgring. I monomarca Porsche si svolgono in tutto il mondo e con le GT3 Cup si corre in molti paesi europei, in Asia, in Australia: a sinistra, Nick Tandy, vincitore della Carrera Cup Deutchland, e James Sutton, primo nella serie britannica. Il progetto RS Spyder, vale a dire l'ultimo impegno della Porsche nel mondo dei prototipi, non è andato oltre la classe LMP2, anche se la concezione di questa piattaforma avrebbe potuto (o dovuto?) portare ad una LMP1. Sia come sia, si dovrà attendere ancora, anche se la RS Spyder è da considerarsi un precedente di successo: le vittorie a ripetizione di categoria ma soprattutto l'eccezionale prestazione di Sebring nel 2008, in cui la RS Spyder di Penske conquistò una storica vittoria, sono una conferma della validità di quel concetto. Certo, ormai non si potrà più parlare di stretta parentela fra la LMP2 e la futura LMP1, ma il know how è ben presente e anche l'esperienza recente sul campo. Accanto alla nuova LMP1 nascerà la prossima generazione delle GT, di cui la GT3 RSR del 2012 sarà un interessante anticipazione. Più larga, più efficace, più stabile, la GT3 RSR rappresenta qualcosa di più di una semplice evoluzione e da questo modello si attende uno scatto d'orgoglio che riporti la Porsche ai vertici della GT2. D.T. 20 www.ebimotors.com EBIMOTORS Vincitore Porsche Carrera Cup Italia Team MARCO MAPELLI Vincitore Porsche Carrera Cup Italia Under 25 ALESSANDRO BALZAN Vincitore Porsche Carrera Cup Italia Porsche Supercup Con René a ripetizione di francese 22 SPORT & GT P CAMPI er il secondo anno consecutivo René Rast si è laureato campione della Mobil 1 Supercup, la serie di punta di tutto l'universo Porsche Carrera Cup, conquistando la matematica certezza del titolo in gara-1 dell'ultimo round sul circuito di Yas Marina ad Abu Dhabi. E come sigillo della propria superiorità, il pilota del team Veltins Lechner ha centrato la quinta vittoria stagionale in gara-2. Quella di René Rast è da considerarsi una stagione perfetta, avendo il tedesco vinto tutti gli appuntamenti più importanti della stagione: la Porsche Carrera World Cup sul vecchio Nürburgring, la "vetrina" di Monaco-Montecarlo, la prestigiosa tappa di Silverstone, la 200ma gara della Porsche Supercup ancora al Nürburgring e - ciliegina sulla torta - l'ultima corsa della stagione. Non che il percorso del neocampione sia stato facilissimo, ma la sua classe si è imposta nel saper interpretare al meglio le caratteristiche di una vettura - la 911 GT3 Cup - considerata impegnativa e tutt'altro che adatta ai piloti "per caso". Un'annata migliore di questa il team di Lechner non avrebbe potuto immaginarsela: al secondo posto in campionato, infatti, ha terminato Norbert Siedler, che ha fatto della regolarità la propria arma migliore, visto che pur senza vittorie è riuscito a conquistare la piazza d'onore, precedendo di cinque punti il polacco Kuba Giermaziak, portacolori del Verva Racing. Quarto e quinto posto per i britannici Sean Edward (Abu Dhabi by Tolimi) e Nick Tandy (Konrad MS). Sesto posto per una vecchia conoscenza del trofeo, l'olandese Jeroen Bleekemolen (Abu Dhabi by Tolimit). Annata in crescendo per un pilota desti- Con una stagione pressoché perfetta, il transalpino Rast si è riconfermato campione del super-monomarca Porsche. Tra gli italiani, buona prova di Balzan a Monza. La stagione vincente del team di Lechner è stata completata dal secondo posto di Norbert Siedler (a sinistra) che ha chiuso con cinque punti di vantaggio sul polacco Kuba Giermaziak (sopra). In basso, Kevin Estre, rookie dell’anno della Supercup. nato a far parlare di sé, il transalpino Kévin Estre (Attempto Racing), cui è andato il titolo di rookie of the year e che ha impressionato tutti con la vittoria di Monza, cui è seguito un doppio podio ad Abu Dhabi (terzo in gara-1, secondo in gara-2). Estre ha preceduto nella speciale classifica dei debuttanti un figlio d'arte, Mathias Lauda. Il nostro Alessandro Zampedri (Team Bleekemolen) ha terminato al quattordicesimo posto, ottenendo tre ottavi posti e saltando un paio di gare. Fra i team, il Veltins Lechner ha fatto naturalmente la parte del leone, chiudendo l'annata con ampio margine sulla squadra Abu Dhabi by Tolmit; terzo posto per il Konrad Motorsport, quarto per il Verva Racing Team. Ma, a parte le statistiche del campionato dei piloti e delle squadre iscritte all'intera stagione, a vivacizzare ogni stagione della Mobil 1 Supercup ci pensano anche i numerosi "ospiti", conduttori (ben 34 nel 2011) e team, che di gara in gara aggiungono ulteriore pepe ad un piatto di per sé già piuttosto... piccante. E sono numerosi i piloti e le strutture italiane che anche in questo 2011 hanno assaggiato la Supercup: per tutti, nuovi o vecchi, l'esperienza nella Cup più importante del mondo è sempre un'occasione di confronto e di crescita. Dai tre piloti di Antonelli, Passuti, Proietti e Giondi, ai rappresentanti di Ebimotors (Balzan e Mapelli) e di Petri Corse (Postiglione, Giraudi e Amici), la presenza tricolore non è certo passata inosservata. La pole di Balzan a Monza (con tanto di terzo posto in gara) ha confermato non solo la classe del dominatore della serie nostrana, ma anche la validità sportiva di quest'ultima a livello mondiale. D.Tarallo AGPHOTO Anche nel 2011 sono stati numerosi i piloti italiani che hanno partecipato al monomarca Porsche: tra gli altri, oltre a Zampedri, presenza costante della Supercup, Balzan, che a Monza ha siglato la pole ed ha conquistato il terzo gradino del podio, e Passuti (a destra). 25 SPORT & GT Il pilota dell'Ebimotors ha conquistato il terzo titolo consecutivo. Ed ha demolito tutti i record precedenti della serie. Carrera Cup Italia Alex Balzan, “Demolition man” 26 SPORT & GT Alessandro Balzan, campione per il terzo anno consecutivo della Carrera Cup Italia, seguito dal giovane compagno di team, Marco Mapelli, che ha chiuso la stagione con il secondo posto nell’assoluta e la vittoria tra gli Under 25. P assano gli anni, ma la Carrera Cup Italia sembra caratterizzata da una costante: le vittorie a ripetizione di Alessandro Balzan. Nel 2011 il pilota veneto dell'Ebimotors - Centro Porsche Varese ha demolito ogni record, conquistando per la terza volta consecutiva il trofeo ufficiale Porsche riservato alle 911 GT3 Cup. Ormai sulle sue capacità nell'interpretare al meglio la vettura è stato scritto tanto. Di stagione in stagione il suo feeling col mezzo si è fatto sempre più radicato, la sua visione della strategia di gara sempre più matura e per gli avversari c'è stato ben poco da fare. L'approccio di Balzan alla serie Porsche fa ripensare - se è concesso il paragone - a quello che uno Stefano Livio di molti anni fa aveva col Ferrari Challenge. Del resto, per vincere un monomarca bisogna lavorare davvero "di fino", curando ogni minimo dettaglio perché la differenza fra uno spunto che ti fa acciuffare una vittoria conquistata con merito e una manovra disastrosa viaggia sul filo del rasoio. Balzan ha chiuso la stagione con la doppietta di Monza, arrivando così a quota otto successi stagionali, battendo il record di Andrea Boldrini (sette) che risaliva al 2007. Nei cinque anni di storia della Carrera Cup Italia, ora Balzan è il detentore del record assoluto di vittorie: quindici contro le dieci del già citato Boldrini, un altro pilota che ha lasciato una traccia significativa nel campionato. 27 Terzo gradino del podio per il portacolori dell'Antonelli Motorsport, Massimo Monti che ha preceduto in classifica finale Vito Postiglione (sotto). Nell’altra pagina, Gianluca Giraudi, new entry della Carrera Cup Italia. AGPHOTO E. come se non bastasse, a riprova di un dominio che mai come nel 2011 è stato così schiacciante, Balzan vanta anche il numero record di giri più veloci in gara: quindici, esattamente uno in più di Luca Rangoni; un dato tanto più significativo se si pensa che otto giri più veloci sono stati siglati quest'anno, sette dei quali consecutivi, ottenuti nelle ultime gare, vale a dire dal Nürburgring a Monza. Ciliegina sulla torta, a questo score di grande prestigio, Balzan ha aggiunto a Monza un ulteriore, particolarissimo record, quello del giro alla media più alta mai percorso da una GT3 Cup nel mon- 28 do: 198,828 km/h, un primato che batte anche il tempo fatto segnare da lui stesso nelle qualifiche della Supercup in occasione della prova monzese, concomitante col Gran Premio di Formula 1. Evidentemente ha saputo trarre il massimo dalla vettura, che quest'anno beneficiava di alcune modifiche che gli sono calzate a pennello, come le gomme più larghe. A questo proposito, le migliorie introdotte col MY2011 della GT3 Cup - e adattate senza alcuna difficoltà anche sulle vetture 2010 - hanno permesso un incremento delle prestazioni, ma anche un maggior piacere nella guida e nel controllo dei 450 cavalli dell'intramontabile 6 cilindri boxer. Va evidenziato che la Casa madre ha scelto proprio il campionato italiano, oltre a quello tedesco, per mettere in campo gli aggiornamenti 2011, un riconoscimento neanche troppo implicito della validità agonistica della nostra serie. Sul modello 2011 i rapporti al cambio della quarta e della quinta marcia sono leggermente più corti, e sul fondo posteriore sono state ricavate delle prese d'aria per i semiassi. Ma, la novità principale è stata appunto l'introduzione delle gomme Michelin più larghe: anteriori 25/64-18", posteriori 30/64-18", mentre le vecchie misure erano di 24/64-18" avanti e 27/68-18" dietro. Con queste modifiche la vettura ha alzato il proprio limite anche in frenata, non tanto nel punto di staccata quanto nella modulazione degli ultimi venti metri prima di andare a corda. E Balzan è stato perfetto proprio nello sfruttare appieno queste nuove possibilità, mentre molti altri piloti arrivavano al bloccaggio delle gomme o, peggio, finivano "lunghi"; osservando i filmati e considerando attentamente le rilevazioni cronometriche si scopre come il vantaggio di quest'anno Balzan se lo sia costruito proprio nell'entrata delle curve, riuscendo ad ottenere velocità di percorrenza superiori rispetto a quelle dei rivali. Il resto l'ha fatto la squadra di Enrico Borghi, che ha sempre assicurato al proprio pilota un mezzo altamente competitivo. L'anno prossimo Balzan lascerà la Carrera Cup Italia, ma il rapporto con Ebimotors continuerà in altri lidi e c'è da star sicuri che pilota e team manager potranno togliersi altre grosse soddisfazioni. La squadra di Enrico Borghi ha piazzato SPORT & GT René Rast, il campione del mondo Porsche anche il debuttante Marco Mapelli al secondo posto della graduatoria assoluta: 24 anni, brianzolo, Mapelli si è naturalmente aggiudicato la classifica degli "under 25" nell'anno di esordio in Carrera Cup. Indubbiamente l'esperienza accumulata nell'Italiano GT nel 2010, quando aveva vinto il titolo con una Ferrari di classe GT Cup, è tornata utile al secondo pilota dell'Ebimotors, anche se l'adattamento dal cambio al volante della Ferrari al sistema sequenziale della Porsche - per giunta sprovvista di ABS - non deve essere stato facile. Dopo un inizio quantomeno movimentato, con un violento incidente a Imola, Mapelli ha acquistato fiducia e ha inanellato una bella serie di risultati, vincendo due gare e conquistando una pole-position. Sempre molto attento ai particolari, alla valutazione della telemetria e al confronto con le prestazioni dei colleghi, Mapelli appare uno dei piloti più promettenti fra i giovani, destinato ad una brillante carriera nelle ruote coperte. Anche nel weekend monzese ha saputo restare lucido, confermando il proprio secondo posto in campionato davanti a Massimo Monti. Il portacolori di Antonelli ha chiuso così sul terzo gradino del podio, precedendo in classifica finale Postiglione, Busnelli, Frassineti, Bonacini, Comandini, Fulgenzi e Gianluca Giraudi (volto nuovo della AGPHOTO L'idea era di quelle "giuste": riunire tutti i migliori piloti delle serie Carrera Cup nazionali sul vecchio Nürburgring per dare vita ad una sorta di campionato del mondo, una sfida diretta e senza appello sulla pista più difficile del mondo. Quanto basta per fare della Carrera World Cup uno degli eventi più nuovi e più affascinanti della stagione 2011 del Gran Turismo. Un centinaio di piloti di 25 Paesi diversi si sono dati appuntamento nel weekend del 25-26 giugno, in concomitanza con la 24 Ore del Nürburgring. Risultato: uno spettacolo indimenticabile e una gara che ha incoronato campione il tedesco René Rast, portacolori del Veltins Lechner Racing. Rast ha preceduto il compagno di squadra, l'austriaco Norbert Siedler, di appena 1"9. Terza piazza ad un altro tedesco, Lance David Arnold (Motopark Oschersleben Team). Ma all'interno di questo maxi-evento ci sarebbero innumerevoli storie da raccontare, tanti duelli, tanti motivi di interesse agonistico, dato che la manifestazione era valida per la Porsche Mobil 1 Supercup oltre che per le Carrera Cup tedesca, britannica, francese, italiana e scandinava. Era inoltre presente una categoria-2 riservata alle vetture con specifiche 2007-2009. Fra gli italiani la kermesse del 'Ring ha messo in grande evidenza il campione Alessandro Balzan, 12° assoluto con la vettura dell'Ebimotors, che ha quindi incamerato un altro punteggio pieno nella sua quasi solitaria corsa al titolo 2011. Balzan si è fregiato quindi del simbolico titolo di "Ringmeister", riservato ai pochi in grado di dominare una pista che come la montagna esige rispetto, umiltà e tanto coraggio. Alle sue spalle hanno concluso Mapelli e Monti, in un evento reso ancora più ostico dalla pioggia battente. In qualifica Balzan si era visto togliere il miglior tempo per non aver rallentato con le bandiere gialle, arretrando quindi nel secondo troncone della griglia di partenza. Al via ha potuto sfruttare la pista libera, producendosi in una magnifica rimonta che lo ha portato a ridosso della top ten. Questi gli altri vincitori delle varie "classi": Porsche Mobil 1 Supercup René Rast, Porsche Carrera Cup Deutschland Nicolas Armindo (quinto assoluto), Porsche Carrera Cup Great Britain Tim Harvey, Porsche Carrera Cup France Kévin Estre (ottimo sesto assoluto), Porsche Carrera Cup Scandinavia Johan Kristofferson, categoria 2 (2007-2009) Timo Rumpfkeil. "Cup", con una grande esperienza nel GT), tanto per restare nei "top ten". Nella classifica dei giovani si è già detto del convincente successo di Mapelli, che ha preceduto altri tre piloti dei quali si sentirà ancora parlare: Alex Frassineti, Enrico Fulgenzi e Andrea Amici. Brillante protagonista nel 2009 e nel 2010, in questo 2011 che si chiude, Alex Frassineti (Petricorse Motorsport - Tsunami RT) ha un po' deluso: partito con l'intento di puntare alla vittoria assoluta, ha forse risentito del cambio di team, soprattutto all'inizio della stagione, e gli incidenti di Imola e Vallelunga non hanno certo contribuito ad alzarne il morale. Una sola vittoria assoluta (così come per Monti e Postiglione) è il bottino di una stagione obiettivamente inferiore alle attese. Chi è parecchio maturato rispetto al 2010 è Enrico Fulgenzi (Centro Porsche Firenze by Heaven19 Racing), un pilota proveniente dalla valida scuola della Targa Tricolore Porsche e che l'anno scorso aveva dovuto rinunciare ad alcuni interessanti piazzamenti nella Carrera Cup a causa di un'eccessiva irruenza. Quest'anno ha fornito ottime prove, come a Misano, progredendo in modo visibile nel corso della stagione. Se saprà mantenere quanto promette, sarà uno dei protagonisti dei prossimi anni. Giovanissimo (18 anni), Andrea Amici chiude la classifica degli Under 25. Anche 29 SPORT & GT AGPHOTO AGPHOTO la sua è stata una stagione in crescendo, dopo l'inevitabile scotto iniziale. Amici aveva addirittura iniziato la stagione senza la patente. I margini di miglioramento ci sono tutti e già dal 2012 questo ragazzo inizierà a dire la sua. Del resto, le due ultime sessioni di qualifica del 2011 lo hanno visto entrare nel turno riservato ai primi otto che si giocavano la pole position. Se son rose fioriranno... Fra i gentlemen della Michelin Cup, la stagione ha vissuto del confronto tra Angelo Proietti e Giorgio Piccioni: l'ha spuntata Proietti, pilota di Antonelli, che ha battuto il rivale del Centro Porsche Padova al termine di una sfida di grande intensità, che ha visto i due conduttori alternarsi in testa alla classifica e dividersi il numero di vittorie stagionali (cinque a testa). L'immagine-simbolo del duello fra Proietti e Piccioni resta l'appassionante duello di gara-1 a Vallelunga, una sfida ruota contro ruota, ma sempre nei limiti della correttezza sportiva. Terzo posto per Alberto De Amicis (Erre-Esse Antonelli Motorsport), che spesso si è inserito nella bagarre fra i due protagonisti, centrando fra l'altro una bellissima doppietta al Mugello. Sempre al traguardo e sempre a punti, De Amicis precede in classifica Massimo Giondi, Stefano Maestri e Günther Blieninger. Come già accennato, nella graduatoria dei AGPHOTO A destra, le due “giovani promesse” che si sono piazzate alle spalle di Mapelli nella Under 25: Alex Frassineti ed Enrico Fulgenzi. Sotto, Angelo Proietti, vincitore della Michelin Cup, in lotta con Giorgio Piccioni, suo strenuo avversario nella corsa al titolo. team la vittoria della Ebimotors riflette perfettamente il dominio di quest'anno: 213 punti contro i 131 di Antonelli Motorsport, peraltro sempre ai vertici con un'organizzazione e un'esperienza in pista ormai seconda a nessuno. Podio per il Centro Porsche Padova (113 punti), men- tre leggermente più staccati hanno concluso AB Racing Team, Erre-Esse Antonelli Motorsport, Petricorse Motorsport/Tsunami RT, Centro Porsche Firenze by Heaven19 Racing, Pole Team, GO Race e GT Motorsport by Autotecnica Tadini. David Tarallo Nuova sede Antonelli MotorSport Via D.Gazzani, 14 - 40012 Calderara di Reno (BO) Tel. 051 6781499 - Fax. 051 0870860 www.antonellimotorsport.com SPORT & GT Targa Tricolore BENFENATI Tutta una stagione in un attimo N ei suoi 23 anni di storia (una car- l'incessante sviluppo tecnico che anno appassionante stagione, che ha visto la riera di tutto rispetto!) la Targa dopo anno produce mezzi sempre più quasi totalità delle battaglie per la vittoria di classe concludersi solo all'ultimo apTricolore Porsche ha saputo ri- efficaci, ma anche sempre più costosi. tagliarsi un ruolo ben definito nel panora- La GT3 Cup si è così divisa in tre classi: la puntamento di Vallelunga, dove si è dima motoristico italiano, miscelando con- GT3r07 per le vetture con specifiche sputata anche la tradizionale 200 miglia. tenuti tecnico-agonistici validi ad una ge- 2006-2007, la GT3r09 per le vetture Alla vigilia dell'ultima prova sull'autodro2008-2009 e la GT3r11 per le auto del mo capitolino, l'unica classe già decisa era stione pensata per ogni tipo di pilota. Quest'anno la serie organizzata da Italia 2010 (da Vallelunga hanno potuto corre- la r011 della GT3 Cup, appannaggio di Angelo Rogari (AB Racing), che si era asMotorsport e Porsche Club Italia in col- re nella Targa anche i modelli 2011). laborazione con Pirelli ha introdotto al- Fra le novità della stagione vi è stato il sicurato il titolo ad Adria. Incertezza cune modifiche che l'hanno resa ancora passaggio della Cayman Cup - categoria completa invece nelle altre otto classi, fra GT3 Cup e Open più competitiva sia dal Cup; proprio ad Adria punto di vista sportivo Quest'anno molte delle classifiche della serie quest'ultima categoria sia sotto l'aspetto dei organizzata dal Porsche Club Italia sono state aveva subito un paio costi. Assicurata come di "scossoni". sempre una massiccia decise negli ultimi chilometri dell'ultima gara. Prima di Vallelunga le presenza di 911 GT3 A riprova della grande competività due classi più incerte Cup (l'elemento traiche anima la Targa Tricolore. restavano la GT2, donante della serie), la ve Luigi Lucchini (BMS Targa Tricolore è stata leggermente modificata nelle classi, che che in passato correva a parte - al setto- Scuderia Italia) contava solo quattro pundal 2011 seguono l'anno di produzione re endurance (GT Open), con l'opzione ti di vantaggio su Fausto Broggian (Autorlando), e la GT3r09 sempre della della vettura, in modo da non costringe- dell'utilizzo di gomme slick. re i team o i piloti proprietari a costosi Immutati i formati di gara, la Targa Open Cup, in cui Marco Magli e Marco aggiornamenti per adeguare il mezzo al- Tricolore si è messa alle spalle un'altra Macori (Antonelli Motorsport) avevano 32 BENFENATI BENFENATI scalzato dalla vetta per soli sei punti Bignotti e Cantonati. La gara di Vallelunga non ha certo deluso le aspettative, vista la ricchezza dalla posta in palio: nella r011 il neocampione non ha potuto festeggiare adeguatamente il titolo conquistato ad Adria, essendo uscito di pista insieme a Venica dopo un contatto con De Giacomi. Alle spalle di Rogari si è classificato Stefano Pezzucchi, con solo due punti di vantaggio su Federico De Nora. Ma è stato il finale della r09 a riservare le maggiori sorprese: dopo la pole position di classe, Giacomo Scanzi (Ebimotors) aveva già il titolo in tasca e ben 20 punti di vantaggio su Fabrizio Bignotti (Autorlando) che nelle tre gare precedenti aveva raccolto solo 25 punti contro i 60 del rivale. Con 21 punti ancora da assegnare (i 20 della vittoria + 1 per il giro più veloce in gara) sembrava che Scanzi potesse dormire sonni tranquilli, accontentandosi di gestire il vantaggio con una strategia prudente, e invece le cose si sono messe male per il pilota della Ebimotors fin dal via, quando un contatto con De Nora lo costringeva ad una lunghissima sosta ai box e ad una ripartenza nelle retrovie. Invano Scanzi cercava nei pochi giri percorsi di siglare almeno il giro più veloce che gli avrebbe permesso di conservare BENFENATI In apertura, Angelo Rogari, vincitore della GT3 Cup classe r011. A destra, Fabrizio Bignotti, primo tra le GT3 r09 con un solo punto di vantaggio su Giacomo Scanzi che ha perso le chances di vittoria nell’ultima, e per lui sfortunata, gara di Vallelunga. Sotto, “Boga” , vincitore della Cayman Cup. un margine su Bignotti, che nel frattempo si era installato al comando. Nel finale quest'ultimo segnava anche il giro più veloce sopravanzando Scanzi in classifica. Sei vittorie stagionali in classe GT3r07 per "Boga", che a Vallelunga si è assicurato matematicamente un titolo che gli era molto vicino già dopo Adria. In categoria GT Open, la 200 Miglia ha deciso i sei titoli in palio: in GT2 la pratica si è conclusa relativamente presto, con l'uscita di scena verso metà percorrenza di Paolo Ruberti e Fausto Broggian che hanno lasciato in questo modo campo completamente libero a Luigi Lucchini, che in coppia con Martin Ragginger si è anche aggiudicato l'assoluto. In GT3r011, Pierluigi Alessandri (Antonelli Motor sport) si è assicurato il titolo, lasciandosi definitivamente alle spalle Francesco Maggi (Krypton Motorsport).Terzo posto in campionato per Federico De Nora. Finale al cardiopalma nella GT3r09, esattamente come nell'analoga classe della GT3 Cup: grazie a tre vittorie consecutive, Macori e Magli si erano portati in testa alla classifica prima di Vallelunga scalzando la coppia dell'Autorlando formata da Bignotti/Cantonati. Al via della gara romana erano solo sei i punti che separavano i due equipaggi, veramente pochi per permettere a chiunque di studiare una strategia di gara all'insegna dell'attendismo o della prudenza. Come volevasi dimostrare, il risultato si è deciso in extremis... e anche oltre, visto che non sono stati sufficienti i molti chilometri di gara per determinare l'equipaggio campione di classe. Bignotti e 33 SPORT & GT A destra, Luigi Lucchini e Fausto Broggian, rispettivamente primo e secondo classificato nella classe GT2 e la coppia Magli-Macori, vincitori nella GT3 r09 dell’Open Cup BENFENATI BENFENATI BENFENATI Cantonati avevano concluso primi sul traguardo dopo 82 giri, ma una penalizzazione di cinque secondi per sosta irregolare li faceva retrocedere alle spalle di Macori eMagli, che incameravano così i punti sufficienti per assicurarsi la vittoria finale, con nove punti di vantaggio su Fabrizio Bignotti. Nella GT3r07 Giuseppe Ghezzi (Autor lando) metteva tutti d'accordo vincendo gara e campionato, concludendo davanti al rivale dell'intera stagione, Maurizio Fondi (Pistoia Corse). Terzo, e più staccato, Paolo Ruberti. Con cinque vittorie nel 2011 Gaetano D'Abramo (Heavy Feet) ha posto il proprio sigillo in classe GT4, ma la stagione è stata caratterizzata anche dalla bella rimonta di Gianluigi Lenzi, che proprio in conclusione ha scavalcato l'equipaggio Caldarella-Nicolucci. Nella classe riservata alle Cayman, "Boga"/"Gioga" (padre e figlio, in forza alla Bellspeed) hanno dominato la prima parte della stagione, e il recupero di Nicola Benucci non li ha impensieriti più di tanto. In classifica "Boga" ha dieci punti in più avendo disputato da solo la gara al Mugello, per via dell'infortunio riportato da "Gioga" nella prova di Monza. Terzo in classifica ha concluso Benucci, davanti a Simone Staccioli e Massimo Tempestini. L'annata 2011 della Targa Tricolore Porsche si conclude dunque con un bilancio positivo: sette gare, tutte combattute, diverse "guest star" (Martin Ragginger, già pilota ufficiale Junior Porsche, il vice campione della Carrera Cup, Marco Mapelli, Vito Postiglione...), la tradizionale uscita all'estero (non più il Paul Ricard ma il Red Bull ring in Austria), una cinquantina di partecipanti nelle categorie agonistiche hanno confermato lo stato di salute della "Targa". A ciò si aggiunge il consueto serbatoio di futuri piloti assicurato da una Formula Club sempre vitale. Il meccanismo è ormai ben oliato e funziona a dovere, con idee precise e progetti concreti. Appuntamento il 12 marzo a Imola, per la giornata di test collettivi che aprirà ufficialmente la stagione 2012. D.T. 34 9LD$ULVWRWHOH 3HGUHQJR%* 7HO)D[ (PDLOLQIR#RUODQGRUFRP ZZZRUODQGRUFRP MONOPOSTO Con la sola GP3 di Mister Ecclestone a furoreggiare, le altre formule addestrative vivono ai minimi storici. Una ventata di rinnovamento poteva arrivare da una nuova categoria ma ... Nonostante l’impegno dichiarato della Fia, la Formula 3 internazionale resta in crisi e anche quest’anno l’Euro Series ha raramente schierato più di una quindicina di vetture. Colpa soprattutto della concorrenza della GP3 ideata da Ecclestone che, nonostante gli alti costi, offre il vantaggio di gareggiare in abbinamento ai Gran Premi di Formula 1. P er comprendere la situazione delle Formule minori a livello internazionale occorre partire dalla Formula 3. Quella appena conclusa doveva essere una stagione cruciale per la categoria, grazie all'introduzione del nuovo Trofeo istituito dalla Fia, che, insieme ad alcune gare della Euro Series, ha riunito le più prestigiose prove singole come i Masters di Zandvoort e il Gran Premio di Macao. Nelle intenzioni del nuovo presidente federale Jean Todt, questo avrebbe dovuto rappresentare solo il primo passo verso il rilancio di una categoria da lui stesso ritenuta cruciale nel percorso formativo dei giovani emergenti: «La Formula 3 costituisce una disciplina storica nella filiera delle monoposto - dichiarava appena qualche mese fa l'ex numero uno della MONOPOSTO Sport e politica Il pasticciaccio della Formula 4 Ferrari - ma nel corso degli anni è stata diluita per via dell'emergere di altre discipline più commerciali. Arrivato alla presidenza della Fia, ho creato una commissione per le monoposto, incaricata di effettuare un inventario della situazione e dei problemi incontrati. La F.3 costituisce il passaggio verso la Formula 1, da cui deriva l'importanza di far apparire un Trofeo internazionale. In questa stagione, i partecipanti sono i pionieri di una disciplina che mi sta a cuore». La strada tracciata è chiara, non solo a parole: basti pensare alla nomina alla direzione della suddetta Single Seaters Commission di Barry Bland, ex segretario del British Automobile Racing Club e attuale direttore della Motor Race Consultants, organizzatore delle più importanti gare di Formula 3 degli ultimi 30 anni. Ma, i risultati non sono stati all'altezza dell'impegno. Anche quest'anno, infatti, la Euro Series ha raramente superato i quattordici iscritti, cifra che da sola, se confrontata con le cinquanta vetture che affollavano le griglie di partenza della categoria negli anni '60 e '70, dà una misura della sua crisi. Niente di nuovo sul fronte occidentale Archiviato il 2011, però, quali sono le prospettive per il prossimo anno? Il concept della nuova Formula 3 Euro Series è stato presentato in occasione della penultima prova della stagione, a Valencia, ma l'unica vera novità introdotta riguarda il nuovo telaio Dallara, omologato dalla Federazione per i prossimi quattro anni. L'obiettivo principale di questa nuova vettura è la riduzione dei costi, e per ottenerla si è aumentata la durata di molte componenti. Il "deus ex machina" di queste novità sul fronte federale è stato Gilles Simon, ex capo motorista della Ferrari ai tempi di Todt e poi assunto da quest'ultimo in Fia come consulente tecnico. Peccato che lo stesso ingegnere francese abbia recentemente abbandonato Place de la Concorde per abbracciare il progetto del nuovo motore Pure, lanciato dall'ex team principal della Bar e manager di Jacques Villeneuve Craig Pollock e che dovrebbe debuttare in Formula 1 nel 2013. Basterà un nuovo telaio a invertire le sorti della F.3 nella prossima stagione? Probabilmente no. A guidarci in questo 37 viaggio nelle categorie propedeutiche è un uomo che lavora ai piani alti della Federazione e conosce bene quello che sta avvenendo nelle Commissioni. «Nel 2012, la Formula 3 Euro Series rischia di vivacchiare esattamente come quest'anno ci rivela - se non addirittura peggio». Sono due gli elementi critici che potrebbero compromettere il campionato dell'anno prossimo. Da un lato, la ritrosia delle squadre ad investire altro denaro per acquistare i nuovi telai. «Al momento, mi risulta che la Dallara ne abbia venduti solo due in Inghilterra», sostiene la nostra fonte (il costruttore di Varano de' Melegari, dal canto suo, non ha voluto confermare né smentire questi numeri). Così stando le cose, insomma, la classe con il maggior numero di iscritti potrebbe addirittura essere la cosiddetta Class One, stabilita dagli organizzatori per consentire l'utilizzo delle vecchie F308-311. Dall'altro lato, anche la competizione tra i due motoristi che aveva tenuto viva la categoria nelle ultime stagioni è destinata 38 a venir meno, poiché la Volkswagen fornirà il suo nuovo Power Engine da 250 CV e con un push-to-pass per favorire i sorpassi esclusivamente alla ATS Formula 3 Cup tedesca, di fatto smarcandosi dalla serie europea, dove rimarranno solo i vecchi propulsori. L'organizzazione, comunque, getta acqua sul fuoco: «I nostri team 2011 Prema, Mücke e Signature continueranno a correre nella Euro Series e ordineranno il nuovo telaio», assicura Christoph Hewer, responsabile marketing del campionato. «Inoltre siamo in trattativa con altri team interessati e prevediamo di avere circa sedici vetture in griglia. Al momento dieci piloti sono già certi. Ed entrambi i motoristi, Mercedes e Volkswagen, continueranno a supportare la Euro Series, come hanno chiarito nuovamente in occasione del Gran Premio di Macao.» I retroscena di una crisi Come mai, tuttavia, il riconoscimento dell'importanza strategica della Formula 3 da parte del presidente Todt non ha avuto seguito a livello pratico? Il nostro uomo all'interno della Fia non ha dubbi: «Ci si è scontrati contro gli interessi di Ecclestone». Se per la salute di questo sport, infatti, categorie come la Formula 3, che fin dagli anni '60 hanno giocato un ruolo fondamentale nella crescita dei futuri piloti di F.1, hanno bisogno di sostegno, sul fronte degli interessi commerciali non c'è scelta oggigiorno se non quella di essere assorbiti dal vortice della massima categoria e del suo patron. Replicando la formula vincente della GP2, dall'anno scorso Bernie Ecclestone ha creato la GP3, una categoria monomarca e monomotore, riservata solo a un numero scelto di team, che arriva a costare un milione di dollari all'anno per pilota, garantendo in cambio sedici gare e qualche giornata di test. Eppure, capace di portare in pista stabilmente trenta macchine (laddove la F.3 Euro Series ha faticato a raggiungerne la metà) e di organizzare trasferte in tutta Europa, mentre la cosiddetta serie europea resta essenzialmente di matrice tedesca. Persino le crepe emerse recentemente in questa corazzata apparentemente imbattibile sono state rapidamente rappezzate. Si pensi alla regola che obbligava i team a schierare sempre tre vetture, pena il pagamento di 70mila euro di multa (fatto che ha costretto alcune squadre a far correre piloti anche gratuitamente). O all'addio della Addax, che ha ceduto il team alla nostra Trident: lo stesso boss della squadra Maurizio Salvatori aveva confidato nell'anno di esordio della nuova categoria che a frenarlo da un ingresso immediato era stata proprio la regola suddetta, oggi eliminata. «L'idea di base della GP3 non mi piace molto - confessa Andreas Jenzer, proprietario dell'omonimo team - ma di fatto mi sono sempre trovato bene. Certo, alcuni team chiedono ai loro piloti dei budget davvero eccessivi, benché i costi logistici non siano poi così superiori a quelli degli altri campionati, e il contratto che avevamo con l'organizzazione fino a quest'anno era molto vincolante. Però la macchina è bella e soprattutto abbiamo la sicurezza di avere sempre almeno 24-26 vetture in pista. In Formula 3, per quanto ne sappiamo, potremmo avere dieci monoposto e a questo punto i papà dei pi- MONOPOSTO loti che corrono con il mio team verrebbero da me lamentandosi perché non intendono correre in un campionato così scarso. Quello che trovo assurdo della F.3 è che i regolamenti per i motori siano così diversi in tutte le serie nazionali. Il 2012 sarebbe proprio il momento ideale per unificarli, visto l'arrivo del nuovo telaio Dallara». Invece, questo auspicio non è stato colto, anche per via, come abbiamo visto, del timore da parte di Bernie Ecclestone di doversi scontrare con una Formula 3 troppo forte. Insomma, è sempre lui a tirare i fili: lo sa bene anche l'italiana Aci Csai, che aveva provato a inserirsi in questa scia con la propria Formula Abarth. L'intenzione era quella di organizzare una nuova GP4 per subentrare alla Formula Bmw Europe cancellata proprio quest'anno per colpa dell'abbandono del costruttore tedesco. «Ma Ecclestone ci aveva chiesto ben 220mila dollari a gara per inserirci nel suo paddock - ci rivela Marco Ferrari, segretario generale della Csai - Abbiamo provato a far quadrare il budget anche sollecitando i nostri partner, ma non c'è stato nulla da fare». Quel pasticciaccio brutto della Formula 4… Con la Formula 3 bloccata nelle sue mire espansive dalla rivale GP3 e la Formula 2, sgradita a Todt, blindata dal contratto in essere fino al 2014, eredità della precedente presidenza Mosley, l'unica novità nel panorama internazionale delle monoposto per il prossimo anno ha rischiato di arrivare dal livello più basso. A rivelarcelo è sempre la nostra fonte: «Quest'estate, nel corso di una riunione della Single Seaters Commission, la Motor L’unica novità nel panorama delle monoposto avrebbe potuto essere la Formula 4 internazionale proposta dalla MSA inglese e che avrebbe dovuto utilizzare le nuove Formula Ford (sopra), ma l’iniziativa è finita nel nulla dopo l’opposizione delle federazioni italiana e francese, che ritenevano la serie in concorrenza con le F.Abarth e F. Renault (a sinistra), e per il mancato interesse per la proposta della Fia di indire un’asta a cui potessero partecipare tutti i vari costruttori. Sotto, la nuova Formula 3 di Dallara che dovrebbe essere la protagonista della F3 Euro Series 2012. Sports Association (la federazione inglese, ndr), nella persona del suo rappresentante John Ryan, propose l'istituzione di una nuova Formula 4 o Formula Junior a livello internazionale, che utilizzasse le nuove monoposto di Formula Ford presentate quest'anno». Vetture che, per quanto di nuova concezione, restano fondamentalmente basate sui vecchi telai in tubi. «Quando chiedemmo a Gilles Simon come mai avesse intenzione di puntare su un tubolare - prosegue il nostro uomo Fia - lui rispose che in Asia non sono ancora capaci di lavorare il carbonio. Ma allora perché non si poteva produrlo in Europa e poi esportarlo? Siamo o no in un mondo globalizzato?». Al di là delle obiezioni di natura tecnica, però, il progetto è stato frenato dall'opposizione della federazione italiana e di quella francese, che vedevano in una eventuale categoria di questo genere una forte concorrenza alle loro Formula Abarth e Formula Renault. «A questo punto, visto che non c'era alcun motivo speciale per scegliere la Ford, dal momento che la Casa non proponeva alcuna offerta economica, il responsabile marketing della Fia, Alexandre Gueschir, rispose che bisognava muoversi redigendo un regolamento aperto, poi un capitolato e quindi un'asta a cui potessero partecipare tanto Ford Europa quanto Abarth, Renault e così via. Sentendo questo, immediatamente la Msa ha ritirato la proposta e il progetto è caduto nel nulla». Non è certo un caso, infatti, se questi telai di Formula Ford che la Msa aveva proposto unilateralmente per un'eventuale "Formula 4" internazionale sono gli stessi che dal 2012 faranno il loro debutto nel campionato nazionale inglese. Organizzato proprio dalla Msa. Una ricostruzione che getta luce sul fatto che anche in un panorama di crisi delle categorie addestrative mondiali, i responsabili delle Federazioni continuino ad anteporre le motivazioni economiche e gli interessi di bottega al bene dello sport. Per dirla con l'eloquente chiosa della nostra fonte: «Li hanno beccati con il sorcio in bocca…». Fabrizio Corgnati 39 TECNOLOGIA Bonneville Orgoglio italiano senza limiti “B alance of performance” sembra essere la parola d'ordine in voga nell'automobilismo moderno dove, F. 1 a parte, c'è sempre più la tendenza a cercare di parificare le prestazioni tra le varie automobili, che magari nascono con una filosofia progettuale completamente diversa, in nome dello spettacolo. Limitando così chi ha più inventiva in fase di progettazione oppure lavora meglio in fase di sviluppo. Insomma, quasi un controsenso, perché 40 così viene punito chi, di fatto, si dimostra più bravo. Fabio Montani, 52enne milanese, dopo anni di corse con le biposto Sport e GT non ne poteva più dell'automobilismo moderno, ormai ingessato in regole sempre più restrittive e continue correzioni, spesso più dettate dalla politica che da reali scelte tecniche. Perciò, dopo una pausa di "riflessione" di un paio di anni, ha deciso di cambiare aria andando alla ricerca di una sorta di oasi felice dove vin- ce ancora chi "semplicemente" va più forte degli altri. Nel vero senso della parola, perché a Bonneville si tratta di stabilire il record di velocità della propria categoria; nello specifico della "Streamliner" (tradotto: "linea aerodinamica, quindi veicoli completamente carenati) con motori aspirati fino a 4.2 litri. Una sfida davvero estrema, con un mezzo del tutto particolare e in un ambiente mitico come le "Salt Flats" di Bonneville, dove la Speed Week va in TECNOLOGIA scena dal 1948. «Il posto è magico - racconta Fabio Montani - e rappresenta il massimo dell'individualità e libertà, perché si può correre con macchine spettacolari, prive di compromessi e soprattutto dei vincoli regolamentari. E dove si respira passione e sport». Infatti, a Bonneville si può correre con tutto: auto e moto con motori turbo o aspirati, veicoli speciali terrestri, cioè spinti da turbine, oppure a trazione su ruote, Streamliner, oppure Lakester, di derivazione dragster. L'unico limite riguarda le cilindrate in cui sono suddivise le categorie. L'edizione di quest'anno, disputata ad agosto, vedeva iscritti ben 556 concorrenti, che avevano a disposizione quattro diversi tracciati (due da 8 miglia, uno da 5 e uno da 3 miglia), aperti dalla mattina al- Il mitico Lago Salato, la "Settimana della velocità", un veicolo costruito vicino a Monza, un pilota milanese. Che, sfiorando i 500 all'ora, entra nell'esclusivo "Club delle 300 mph". le 7 fino al pomeriggio alle 17, per puntare ad un unico obbiettivo: battere il precedente record di classe. Non ci sono ordini di partenza o priorità, basta prepararsi, mettersi in fila e attendere il proprio turno, quando, ottenuto il via libera dalla torre di controllo, lo starter dà il via e il pilota può "sparare" tutto quello che ha. Una sfida nella sfida Per Montani e il team Gus Gus si è trattato di una sfida nella sfida, perché oltre al pilota anche la squadra era debuttante e il mezzo è stato interamente progettato e costruito in Italia, a Giussano, nelle vicinanze di Monza. L'idea prende forma nel 2007 e, radunato un manipolo di fedelissimi, Fabio Mon- tani e Mario Villa, responsabile della costruzione del mezzo e coordinatore del team, partono per una missione esplorativa a Bonneville. «Sul volo di ritorno - ricorda Montani - abbiamo tracciato sui tovaglioli i primi schizzi della macchina». Da quelle prime righe l'ingegnere Luca Piancastelli è partito per sviluppare il progetto del veicolo ed i calcoli aerodinamici tramite sistemi computerizzati CAD e CFD. «Ci sono voluti tre anni di lavoro, dati anche i vincoli di natura economica con cui abbiamo dovuto fare i conti» spiega Villa «Inoltre, per la prima volta nella storia di Bonneville abbiamo realizzato un telaio tubolare in acciaio con all'interno una cellula in carbonio: la scocca di una vecchia F. Indy che, integrandosi con il traliccio pensavamo potesse dare maggiore rigidità all'insieme. 41 Invece, non è stato così, quindi la scocca è rimasta svolgendo il semplice ruolo di cellula di sicurezza per il pilota. Il resto delle soluzioni studiate hanno invece trovato riscontri reali nelle prove pratiche. E questo è stato un elemento decisivo, dato che non esistono altri tracciati per poter sviluppare e provare le varie soluzioni». Come se non bastasse, pur competendo nella categoria fino a 4.2 litri, il team Gus Gus ha utilizzato dei V8 di 3.5 litri realizzati da Menard per la IRL, dove erano limitati a 10.000 giri/min. Con l'aumento del regime di rotazione a 11.200 giri/min. sono stati spremuti altri 90 CV arrivando a un totale di 700, utilizzando anche lo 42 stesso cambio Emko della F. Indy modificato per raggiungere una velocità massima di oltre 500 km/h. Quindi, il team brianzolo si è presentato a Bonneville carico ma consapevole di dover andare alla scoperta di un altro mondo. «Eravamo sereni e determinati a imparare il più possibile, perché non avevamo alcuna esperienza», ammette Montani. «Normalmente una macchina da corsa è studiata per rimanere il più possibile attaccata al suolo, mentre in questo caso l'appoggio è il minimo indispensabile per non volare via, ma allo stesso tempo per non sprecare energia utile. Lo stesso vale per il pilota: trattandosi di una gara di accelerazione, deve partire e accelerare bene, evitando di alleggerire in casi di variazioni di assetto. E poi, la cosa che mi ha stupito di più è quanto il pilota debba guidare per far andare dritto il veicolo su una superficie che non è perfettamente liscia». La velocità omologata come record è quella media ottenuta su un miglio, solitamente quello tra il quarto ed il quinto, prima dei tre riservati all'arresto. Quando il pilota migliora il precedente record di categoria per ottenere l'omologazione deve ripetere il run entro le quattro ore successive, nelle quali il mezzo rimane in parco chiuso, e la velocità ufficializzata sarà la quella media tra i due passaggi. Foto di gruppo del team con lo Streamliner “Gus Gus”. A destra, Sandro Montani premiato dopo la conquista del record nella categoria fino a 4.2 litri che gli ha permesso di entrare nel "Club delle 300 mph". Alla fine i "nostri" hanno sfiorato l'obiettivo della vigilia, arrivando a toccare la velocità massima di 498,850 km/h, ma con 300.375 Mph (483.377 Km/h) hanno conquistato il nuovo primato di categoria, che ha consentito a Montani di entrare a far parte dell'esclusivo "Club delle 300 mph", diventando così anche il pilota italiano più veloce. «E se l'ultimo giorno utile non ci fosse stato troppo vento laterale che mi ha costretto ad azionare il paracadute - puntualizza il neo recordman - avremmo certamente battuto il nostro primato, come confermano i dati dell'acquisizione. Ma in fondo questo ci dà la scusa per tornare a Bonneville». Già, perché oltre a dare vita ad un club aperto a tutti gli appassionati di questa particolare e affascinante specialità, il team Gus Gus sta già lavorando a nuovi programmi che, anche in base al budget, si potranno muovere su due fronti: il ritorno a Bonneville, già nel 2012, con lo stesso veicolo e un motore con cilindrata incrementata a 4.3 litri per andare all'attacco del record di classe 5.0 litri, ma an- che della 3.0 litri, oppure un programma più impegnativo, che prevede la realizzazione di un nuovo mezzo con il quale andare all'attacco nel 2013 della classe B oltre 7.0 litri. Che significa superare i 600 chilometri orari! E. Mosca 43 SALITA Civm Simone Faggioli, l’insaziabile S imone Faggioli Campione d'Italia, Simone Faggioli Campione d'Europa. Il 2011 delle salite si chiude con un risultato in fotocopia rispetto alla stagione precedente. Nulla cambia. Imbattibilità del fuoriclasse fiorentino, oppure...? Per il diretto interessato è stata davvero una stagione incredibile. «Non abbiamo mai fatto errori, non ci siamo mai fermati e il team ha fatto un lavoro fantastico». In effetti Faggioli non ha perso un colpo, ed è riuscito a vincere tutte le gare. Dunque, Faggioli-Osella-Best Lap è un meccanismo perfetto, inavvicinabile… 44 «Inavvicinabile non direi. Specialmente nell'Europeo stanno arrivando nuove macchine. La concorrenza c'è sempre!». In Italia è arrivato Christian Merli con la Picchio P4/E2 turbo, partito alla grande con la vittoria allo Spino, dove Simone non c'era, che, soprattutto nelle gare veloci, ha dato del filo da torcere al rivale, per poi finire secondo nell'assoluta e primo in Gruppo E2/B. Il trionfo è anche di Osella. «Ha sicuramente dimostrato che ancora sa fare le macchine da corsa meglio degli altri», riconosce Faggioli. «Quest'anno con molta umiltà è rientrato anche in pista con un pilota molto valido. Non ha vinto la prima gara per un problema a una ruota, poi ha dominato. Devo fargli i complimenti. Enzo con l'età che ha dimostra ancora una passione incredibile e quando vuole riesce sempre a fare grandi cose». A questo punto, inutile nasconderlo, con la striscia di titoli tricolori ed europei comincia a diventare concreto l'accostamento con Mauro Nesti, o no? «Mauro è ancora troppo lontano, inavvicinabile. Però mi fa piacere essere paragonato a lui. È stato un grande campione, magari in tem- SALITA La salita italiana ed europa è sempre più terreno di caccia e di conquista del pilota toscano. Grazie anche ad un'Osella superlativa. pi in cui le salite venivano molto più apprezzate». «Simone Faggioli è veramente il numero uno delle cronoscalate. Molti dovrebbero prendere esempio da lui per la sua umiltà», chiosa David Baldi, che nel 2009 riuscì a interrompere la sua serie tricolore. Ma è un caso che tutti questi big della salita siano toscani, ricordando anche Fabio Danti? Un caso sicuramente, conferma Faggioli. «Però per la salita la Toscana è un buon posto!». Il 2011 è anche la stagione in cui si è parlato molto di sicurezza, sia dopo l'inci- dente di Plaza, sia per lo sciopero di St.Ursanne. Nella gara svizzera, che nel 2010 aveva visto l'incidente di Regal, c'era ancora una parte del bosco scoperta per l'assenza dei guard-rail. I piloti con il loro sciopero hanno evidenziato il problema, che ora sembra sia stato risolto. «Ci si attacca tanto alle macchine che vanno forte, la sicurezza, ecc. Tutto giusto, ma alla base ci devono essere percorsi idonei, perché sbattere su una pianta a venti chilometri in meno non è che cambi molto» è il parere di Faggioli . «Comunque le salite per il futuro le vedo bene. Dalla nostra par- te tanto pubblico, tanti iscritti. Si dovrebbe cercare un maggior spazio televisivo, magari creando una diretta con le ultime venti macchine, ci sarebbe un salto di qualità immenso. Per il resto vedo meglio l'Europa. In Italia siamo un po' fermi, non tanto come iscritti, ma come macchine al top, magari per colpa della crisi, mentre in Europa nella nostra classe tremila siamo sempre dieci-quindici macchine». E vediamoli questi numeri. In Italia le undici gare del Civm hanno sempre registrato un numero di verificati superiore alle cento unità, una punta massima di 45 MORETTI MORETTI MORETTI Christian Merli, con la Picchio P4/E2 turbo, ha ottenuto il secondo posto nell'assoluta e il primo in Gruppo E2/B. Sotto, Samuele Cassibba, campione della E2M-2000 e quinto assoluto con la Tatuus F. Master, e Franco Cinelli, terzo sul podio tricolore con la monoposto Lola B99/50 Zytek. 46 iscritti alla Coppa Paolino Teodori dove si sono sfiorate le 170 unità, con 155 partenti e 140 classificati. In classifica assoluta hanno preso punti ben cinquantadue piloti. Campione 2011 è Faggioli, con il podio tricolore completato da Christian Merli e Franco Cinelli, con la prima delle monoposto, che ha preceduto per solo mezzo punto Piero Nappi, con la seconda Osella FA 30 E2M-3000 della Best Lap, a sua volta prima nella classifica Scuderie. Da segnalare anche il bel quinto posto di Samuele Mirko Cassiba con la Tatuus Formula Master, ovviamente campione della classe E2M-2000, e soprattutto primo tra gli Under 25, e il sesto di Omar Magliona con la terza Osella Best Lap, la PA 21/S, campione in Gruppo CN. Anche i titolati degli altri Gruppi sono i soliti…noti, ma questo non vuol dire che non ci sia stata lotta. Lino Vardanega si impone per l'ennesima volta nel Gruppo MORETTI MORETTI Leonardo Isolani si è confermato campione GT con la Ferrari 575. Sotto, Fulvio Giuliani, primo nella E1 Italia con la sua Delta battendo le Alfa Romeo 155 di Di Giuseppe e Pandolfi, e Lino Vardanega che si è nuovamente imposto nel Gruppo N con la Mitsubishi Lancer Evo X. MORETTI N alla guida della Mitsubishi Lancer Evo X della Rubicone Corse, davanti a Michele Buiatti con l'Honda Civic, primo in classe N/200. Rudi Bicciato allunga la sua serie in Gruppo A con la Mitsubishi Lancer Evo della Mendola, davanti all'altra Mitsu di Sandro Acunzo e alla Peugeot 106 di Gasperino Tinella, primo nella classe A1600. Nella E1-Italia ennesima rivincita di Fulvio Giuliani, che con la sua "Deltona" ha avuto la meglio sulle Alfa Romeo 155 di Roberto Di Giuseppe e Fabrizio Pandolfi, mentre Leo Isolani si conferma Campione GT con la Ferrari 575 GTC, che continua ad essere una delle vetture più ammirate dal pubblico delle salite assieme alla Lamborghini Gallardo di Antonio Forato. Tra le Dame l'ha spuntata Deborah Broccolini con una Citroën C1 davanti ad Elena Croce con la Renault Clio RS, mentre nel Racing Start, dove la classifica 47 MORETTI MARCO BRIDA MORETTI MORETTI Deborah Broccolini, vincitrice della Coppa Dame con la Citroën C1, e, sotto, Adriano Zerla e Fausto Bormolini, rispettivamente secondo e terzo classificato nel Cem dietro al “solito” Faggioli. è ancora sub-judice, c'è il primato di Paolo Mancini pure con una Renault Clio RS. In Europa Simone Faggioli è andato a segno ben nove volte. Nella classifica del Secondo Gruppo il pilota della Best Lap precede altri due italiani. Adriano Zerla, secondo con l'Osella PA 30 ha vinto lo specifico trofeo per il Gruppo CN-E2, e Fausto Bormolini è terzo con la solita Reynard K02. Alle spalle dei tre italiani completano la top five il lussemburghese Guy Demuth, che con un'altra Osella FA30 ha piazzato un colpo vincente alla Subida al Fito in Spagna, e il ceco Otakar Kramsky con la Reynard K11. Nella top ten anche Maurizio Roasio, con l'Osella PA30 CNE2. Nel Gruppo 1 a segno lo sloveno Ales Prek con una striscia di otto vittorie parziali davanti al ceco Lukas Vojacek. Ottima sesta e prima degli italiani Gabriella Pedroni con una Mitsubishi Lancer Evo VIII Gr.A. E ora, dopo la stagione delle premiazioni, si comincia già a parlare di 2012. Che succederà? Che farà Simone Faggioli, che pure ha strizzato l'occhiolino alla pista? «Il mio ambiente sono le salite. Ormai mi sono creato una struttura, un team. Anche la pista è bella. Però l'adrenalina che dà la salita con il pubblico, la pista ancora non riesce a darla. E poi c'è l'altro argomento importante dei costi… Parlare del 2012 è ancora presto. Sicuramente resteremo in salita, dobbiamo ancora decidere quale dei due campionati fare. Stiamo lavorando sulla macchina e Osella sta facendo tutti gli aggiornamenti». F. Carmignani SPORT & GT Trofeo Maserati Correre divertendosi si può! L a seconda stagione del Trofeo Maserati Gran Turismo MC ha confermato il livello d'eccellenza del monomarca del Tridente, che già nella finale del 2010, con ventisette vetture schierate e l'assegnazione del titolo assoluto a Pietro Zumerle, aveva raggiunto il top. Molte le novità introdotte quest'anno. A livello tecnico la più importante ha riguardato l'aggiornamento del software di motore e cambio, che ha permesso un guadagno di 38 cavalli in termini di potenza, per un totale di 488 CV, e una riduzione di 60 ms nei tempi di cambiata. Anche il sistema frenante e l'aerodinamica della vettura sono stati modificati per migliorare ulteriormente le prestazioni su pista. Le GranTurismo MC GT4, che nel 2010 avevano una classifica dedicata, vinta alla fine da Jonathan Sicart, sono state aggiornate secondo le specifiche della GranTurismo MC Trofeo 2011 ed hanno partecipato al campionato concorrendo nella classifica Team. 50 Otto gli appuntamenti previsti calendario, con importanti novità a livello forma. In particolare, sono state introdotte all'inizio della stagione due gare più brevi, della durata di 30 minuti, e l'assegnazione dell'80% del punteggio, mentre a fine stagione sono arrivate delle "miniendurance di 50 minuti con pit-stop obbligatori e il 120% del punteggio. Le restanti gare si sono disputate con la formula standard delle due prove da 40 minuti. Infine da segnalare anche il Maserati Trofeo Racing Academy, il programma professionale che offre un'adeguata preparazione a quei piloti meno esperti intenzionati a partecipare al Trofeo Maserati. Il mini-circus del Trofeo Maserati GranTurismo, dopo lo shake-down di Imola, dove si è svolta anche la prova iniziale del Campionato, ha toccato le piste di Monza in concomitanza con il GT Open come all'Enzo e Dino Ferrari, Hungaroring, Spa-Francorchamps, ancora con il GT Open, Donington e Valencia, questa volta assieme al Wtcc, Vallelunga e Mugello con il GT. David Baldi, vincitore del titolo assoluto, premiato da Andrea Bertolini È il parere di chi ha disputato la stagione con le vetture del Tridente. Una stagione che, nonostante la crisi economica, ha evidenziato diversi aspetti positivi. 51 CHIARAPPA SPORT & GT Cedric Sbirrazzuoli, in coppia con Alessandro Chionna, con i tre successi di Monza, Donington e Spa ha portato all’AF Corse il titolo team. Secondo posto nell’assoluta per Nicolò Piancastelli (in basso e a destra “consigliato” da Andrea Bertolini) che ha conteso il titolo a Baldi fino all’ultima gara a Vallelunga. CHIARAPPA CHIARAPPA La griglia, in una stagione "lacrime e sangue" per la crisi e economica ha oscillato tra le quindici e le venti vetture, tra iscritti al Trofeo, concorrenti della Classifica Team, guest-star, tra cui Jimmy Ghione, e i due "ufficiali" Andrea Bertolini e Alessandro Pier Guidi nelle due endurance finali. A conti fatti è stata una bella stagione con un confronto serrato tra un pilota consolidato e un giovane. Alla fine, David Baldi, già Campione italiano della Montagna nel 2009 ed ormai riconvertito alla pista, ha vinto il titolo assoluto con 52 undici punti di margine su Nicolò Piancastelli, a sua volta diventato pilota di vetture a ruote coperte dopo le due stagioni in F3. Un testa a testa che si è protratto per tutta la stagione, risolto solo a Vallelunga. Baldi ha centrato nove successi parziali, con tre assoluti, a partire dalla doppietta di Imola, sulla quale ha sicuramente costruito la sua leadership. Regolarissimo anche Piancastelli, autore di una vittoria assoluta a Valencia, che alla fine si è laureato come il miglior Under 30 del Trofeo. Terzo il primo dei piloti stranieri, il venezuelano Gaetano Ardagna, rivelazione della stagione anche per quanto riguarda il GT Sprint dove ha vinto il titolo. Per CHIARAPPA SPORT & GT Agli ultimi due appuntamenti stagionali hanno preso parte, come guest star, anche i due piloti “ufficiali” Maserati Bertolini e Pierguidi. Ardagna anche una vittoria assoluta a Donington L'altro grande protagonista del Trofeo Maserati GranTurismo MC 2011 è Cedric Sbirazzuoli. Il ventitreenne monegasco, già terzo nella GT Sprint 2010, si è concentrato sulla Classifica Team dove, grazie ai successi assoluti di Monza, Donington, Spa, ha regalato il successo alla AF Corse, anche con il contributo di Alessandro Chionna. La squadra di Amato Ferrari, davvero strepitosa la sua stagione in tutti i campionati dove ha partecipato, ha preceduto lo Swiss Team con Davide Durante e Matteo Grassi. Da segnalare ancora nell'assoluta il consueto bel piazzamento di Manuel Villa, quarto davanti all'olandese Mathijs Bakker, e soprattutto il settimo posto della svizzera Andrina Grugger, che è entrata nella top ten assoluta centrando per ben due volte il podio. Complessivamente nella classifica assoluta del Trofeo Maserati GranTurismo MC 2011, nella quale non figurano le gueststar né soli iscritti alla classifica team, hanno marcato punti 37 piloti. Fin qui il freddo linguaggio dei numeri. Ma l'essenza del Trofeo la possono dare solo i piloti. Uno in particolare…Adrian Newey che ha corso come "guest-star" al Mugello sottolinea l'atmosfera da sportsman: «Il clima nel Trofeo è molto cordiale, amichevole. I piloti vengono qui per divertirsi in pista, non per sentirsi dei piloti di Formula 1. Lo svolgimento del fine settimana, le occasioni per socializzare e l'atmosfera sono molto buone». Per la panoramica completa è invece giusto sentire il neo Campione David Baldi. «Della stagione sono per forza felice, perché alla fine quando uno vince…ma anche perché essendo un "solitario" trovarmi a correre nei migliori circuiti europei ed essere lì dopo otto gare è stata una soddisfazione maggiore, dando così lustro al popolo delle cronoscalate». Dei suoi avversari aggiunge: «Piancastelli all'inizio è partito in sordina, poi è venuto fuori alla grande. Nelle ultime gare era il poleman di riferimento». Del Trofeo il neo Campione ha parole convinte di elogio. «In qualsiasi monomarca la Casa fornisce le vetture. Poi i team cercano di spremere il meglio e quelli che vincono finiscono per spendere delle cifre notevoli. Nel Maserati questo non esiste, perché le macchine sono tutte sotto un unico tendone, gestite da uomini Maserati. Puoi toglierti subito qualsiasi dubbio. Se vedi una macchina avversaria più bassa, o pensi che sia più performante in pista, si va subito a controllare la telemetria… In Maserati, con queste impostazioni ogni dubbio si elimina sul nascere. Quando una macchina viene alzata e ci si lavora è in bella vista di tutti. Penso sia una cosa molto positiva. Se il tuo avversario va più forte dalla telemetria puoi avere la conferma che accelera trenta metri prima di te, e toglierti tutti i dubbi…». Anche a livello pneumatici il Trofeo è ge- 53 SPORT & GT CHIARAPPA 54 Andrea Segler in azione e, sotto, Davide Durante e Matteo Grassi, secondi nella classifica Team. CHIARAPPA stito bene. C'è il monogomma, e non esiste la gomma sottobanco che ti regala qualcosa…«Anche il camion della Pirelli è in bella vista. Poi la gomma la gestisci durante le prove ufficiali e durante la gara. Se giri di più in prova, te ne ritrovi di meno in gara. E finisci per imparare a gestirle». Il Trofeo è in archivio, il titolo 2011 in bacheca. Ora che succederà? «Con il Maserati mi si è aperto un mondo, e in pista si riesce a pubblicizzarsi meglio che in salita. È ancora presto per parlare di 2012». Però Baldi conferma il suo gradimento per l'ambiente del Tridente e non nasconde che gli piacerebbe seguire il programma di cui si sta parlando in questi giorni, comprese le trasferte a livello mondiale. Franco Carmignani ATTUALITÀ Laurea in motorsport A scuola di corse nei box I l motorsport rappresenta la massima Anche per essere più credibili nel moespressione della tecnologia motori- mento in cui si compila un curriculum da stica, che negli anni è diventata sem- inviare ad una azienda o team che sia. pre più esasperata richiedendo, di conse- Perché sono finiti i tempi degli "apprendiguenza, sempre maggiore specializzazio- sti stregoni" e oggi,per poter mettere le ne da parte di chi ci lavora, a tutti i livelli. mani su una vettura da corsa moderna, Tra questi, ovviamente, i meccanici, che a che presenta un grado di sofisticazione tutti gli effetti nell'automobilismo moder- comunque elevato anche quando parliano si possono considerare veri e propri mo delle cosiddette categorie "minori", tecnici specializzati e quindi bisognosi di bisogna avere le necessarie conoscenze per evitare di fare pasticci o, ancora peguna scuola specifica per questa attività. Una scuola dove, oltre alla mera tecnica, gio, grossi danni. occorre imparare anche l'approccio al complicato e mutato ambiente del mo- La "facoltà" di Monza torsport, dove spesso è difficile entrare Dallo scorso 11 novembre, finalmente, in nel modo giusto. Già, perché ormai sono Italia ha preso il via la prima scuola per cambiati i tempi in cui tutto l'apprendi- meccanici da corsa, denominata Motormento era lasciato solamente alla classica sport Technical School. Lo spunto è pargavetta, col rischio di finire nelle mani tito da alcune persone coinvolte a vario parte chi contribuisce alla realizzazione sbagliate e apprendere una metodologia titolo nelle competizioni, che hanno cap- del progetto, primo fra tutti l'Autodrodi lavoro che poi mal si conciliava con le tato l'esigenza sempre maggiore da par- mo di Monza, che funge da sede effettiva esigenze di una struttura professionale, te delle squadre di poter contare sulla della scuola mettendo a disposizione i oppure le corse venivano prese sola- manodopera di meccanici altamente box dove verrà svolta l'attività pratica e mente come un qualcosa l'aula dove si terranno le in cui impegnarsi una volta lezioni di teoria, ma anche All'Autodromo di Monza è sorta la prima terminato il normale orala Confartigianato Motori e scuola per tecnici per auto da corsa. rio di lavoro. l'Istituto Gatti, Centro di Ora, soprattutto se si amformazione di Apa ConfarAl primo corso partecipano venti allievi bisce a diventare dei protigianato, fino al patrocinio provenienti da diverse Regioni. fessionisti nel motorsport, della Provincia di Monza e la passione rimane semBrianza. Dall'altra, chi conpre il migliore carburante e la gavetta un specializzati senza dover investire in pro- tribuirà a dare un valore aggiunto impapassaggio obbligato e insostituibile per prio risorse e tempo nella formazione di gabile al progetto: un gruppo di team (tra tutti, ma oltre questo è necessario, o queste figure. cui Trident, AF Corse, Villosi Racing, Kesquanto meno preferibile, presentarsi con Eugenia Capanna, ex pilota, istruttrice e sel Racing Rossocorsa, Emmebi, la Carreun biglietto da visita fatto di una prepara- team manager, ha coordinato il progetto ra Cup) impegnati in varie categorie ai zione adeguata con nozioni tecniche occupandosi di trovare le collaborazioni massimi livelli che ospiteranno gli allievi teorico-pratiche valide e aggiornate. necessarie al decollo dello stesso. Da una per un anno di tirocinio, offrendo agli al56 ATTUALITÀ lievi la possibilità di verificare e mettere in pratica sul campo quanto appreso, completando non solo la formazione tecnica ma anche, o soprattutto, un'esperienza umana unica, toccando con mano, nel bene e nel male, quella che è la professione così a lungo sognata e che potrebbe condizionare, anche in questo caso nel bene e nel male, l'intera vita dei ragazzi. Insomma, quello che in effetti manca alla scuola italiana, cioè il contatto diretto e reale con il mondo del lavoro. A supportare il progetto anche alcune aziende, tra cui Usag, Hella, Khumo, Brembo, Sabelt, Motorquality. «La Sias ha come missione nel proprio statuto l'incremento di automobilismo e sport non solo tramite l'organizzazione di manifestazioni motoristiche, ma anche come formazione di personale specializzato - ha di- chiarato Enrico Ferrari, direttore dell'autodromo di Monza -, come in questo caso i meccanici senza i quali le corse non si potrebbero svolgere. Quindi abbiamo aderito con piacere a questo progetto, particolarmente importante perché la specializzazione in un determinato ambito può rendere più facile per un giovane inserirsi nel mondo del lavoro. Credo, inoltre, sia il primo passo verso altre prossime iniziative». «Il prossimo anno festeggeremo i 30 anni del premio, che assegniamo in occasione del GP d'Italia, nato proprio con l'intento di unire il mondo delle competizioni con quello della riparazione, per evidenziare quanto della tecnologia sperimentata nelle corse viene poi trasferita sulle auto di tutti i giorni, con grandi vantaggi anche in termini di sicurezza - ha spiegato Antonio Mariani, di Confartiginato Motori - peraltro, il pre- mio era nato per premiare i meccanici delle corse, che rappresentano un po' l'eccellenza della categoria. Uno dei nostri obbiettivi è proprio quello di aggiornare continuamente i nostri associati ed offrire loro nuove opportunità di lavoro». «Questi sono giovani che oltre a sacrificare il loro tempo hanno investito sul loro futuro, mettendo tutta la propria passione in una grande avventura», hanno sottolineato Giovanni Barzaghi, Presidente APA, e Francesco Cacopardi, direttore dell'Istituto Gatti. «A livello regionale cercheremo di inquadrare il profilo di meccanico da corsa, ma non c'è dubbio che questa iniziativa offre anche prospettive di imprenditorialità oltre che un modo nuovo di fare scuola, perché c'è un percorso chiaro con le varie discipline, evitando così le classiche dispersioni. Inoltre, ci saranno dei seminari per ap57 ATTUALITÀ profondire come il meccanico si pone all'interno del team e dell'intero ambiente, cosa possibile grazie al trascorso di esperienza diretta maturata dai docenti». Peo Consonni, Bruno Verga, Carmelo Callegari, Ivano Barletta, Ennio Bolsieri, questo il team dei docenti, vantano tutti esperienze che vanno dalle formule promozionali alle maggiori categorie dell'automobilsimo sportivo, F.1 compresa, presso squadre di assoluto rilievo, fino alla Ferrari. «Guardo a questi ragazzi con una punta di invidia - ha esordito Andrea Monti, Assessore allo Sport e Autodromo della provincia di Monza e Brianza con delega anche all'attività produttiva, ma anche vero appassionato e buon pilota amatoriale perché stanno per vivere un'esperienza unica. Per giunta in una sede molto prestigiosa. Quello della formazione degli studenti è un tema che sento molto, perché troppo spesso vediamo che il tradizionale percorso scolastico dispensa diplomi e lauree che in concreto creano "centralinisti laureati", cioè lavori non idonei alla preparazione ricevuta. MTS, invece, mi pare offra possibilità tangibili per svolgere l'attività che si è scelta, quindi ha tutte le carte in regola per porsi quale modello da proporre anche in altri settori». Insomma, un’iniziativa che parte da Monza, ma non vuole essere solo locale, è un messaggio che ancora una volta la Brianza lancia al mondo facendo una cosa davvero importante. 58 Passione prima di tutto Infatti, tra i venti allievi selezionati, per ora non si vuole andare oltre con i numeri per garantire che ognuno possa essere seguito nel migliore modo possibile, buona parte provengono dalla Brianza e dintorni, ma non mancano rappresentanti da altre parti d'Italia: uno da Napoli, tre da Roma, due dal Veneto e, addirittura, uno dalla Sardegna. Ragazzi che ancora più degli altri vanno apprezzati e incoraggiati, perché per seguire il corso che si articola su 10 fine settimana per un totale di 150 ore, dovranno sobbarcarsi ulteriori sacrifici e costi per i viaggi, oltre ai 3.500 euro del costo del corso. E questo può dare un idea della motivazione che li spinga. «Nella selezione dei venti allievi, operata direttamente dai docenti, sono stati tenuti in considerazione tutta una serie di fattori, che vanno dalla motivazione alla passione, dalla manualità alla predisposizione a questo tipo di lavoro, dalla preparazione tecnica (la maggior parte proviene da istituti tecnici, ndr.) all'area di provenienza, ma soprattutto ha avuto un peso determinante il lato umano», precisa Eugenia Capanna, direttrice di MTS. «Devo ringraziare tutti coloro hanno reso possibile la partenza di questo progetto, così come i team che hanno accettato con entusiasmo di ospitare poi questi ragazzi. Ma anche i tecnici dei vari settori che interverranno per tenere lezioni specifiche. Dal prossimo anno, inoltre, vorremmo tenere anche un seminario spe- cifico per vetture da rally e uno per ingegneri meccanici, con l'intento di organizzare un master, mentre in futuro vorremmo effettuare anche un corso indirizzato al settore motociclistico». Nei dieci fine settimana di lezioni, dove sarà affrontata sia la parte teorica sia quella pratica, quest'ultima direttamente nei box dell'Autodromo - e quale aula poteva essere più indicata? - dove saranno allestite quattro postazioni e di volta in volta saranno presenti auto da corsa di varie categorie, verranno toccate tutte le aree tematiche relative ad una vettura da competizione, dalla tecnica alla sicurezza ai sistemi elettronici, con l'intervento di tecnici di settore, quindi ci sarà una visita presso la vicina factory Tatuus dove gli allievi potranno vedere come nasce e viene sviluppato il progetto di una vettura da corsa. Al termine del corso, a marzo, gli allievi saranno selezionati dai docenti in base alle attitudini mostrate e ognuno indirizzato a un team tra quelli che hanno aderito all'iniziativa per il tirocinio che durerà l'intera stagione sportiva. Con la speranza, ovviamente, che possano far valere le conoscenze acquisite e venire di conseguenza confermati. Quindi, in bocca al lupo e, soprattutto, buon lavoro. Chi volesse seguire questo progetto e, magari, ambirebbe prendervi parte nei prossimi anni può connettersi al sito www.mtschool.it. E. Mosca ModenaFiere 2 e 3 febbraio 2012 February 2 - 3, 2012 www.motorsportexpotech.it Materiali innovativi, tecnologie, prodotti e servizi per veicoli, motori da competizione e ad alte prestazioni per auto, moto, kart, nautica e avio. Innovative materials, technologies, products and services for racing and high performance vehicles and engines for automobiles, motorcycles, go-karts, boats and planes. tracce.com INTERNATIONAL T PRODUZIONE Carrera 911 S Tra tradizione ed innovazione C ompletamente ridisegnata, ma senza tradire la sua inconfondibile silhouette, la Porsche presenta la nuova Carrera 911S. Passo allungato di 100 millimetri e altezza ridotta combinati con i cerchi fino a 20 pollici sottolineano l'immagine sportiva di questa Porsche. La carrozzeria alleggerita, completamente nuova, ha permesso di ridurre il peso di 45 chili ed include un ampio spoiler posteriore ad estensione variabile che consente sia di ridurre la portanza sia di mantenere un ottimo coefficiente aerodinamico. Rivisto anche il design interno ispirato alla Carrera GT, con la console centrale più elevata, e la leva del cambio manuale o del PDK collocata particolarmente vicino allo sterzo, nello stile tipico del motorsport. Cinque gli strumenti per il controllo della vettura, tra cui uno schermo multifunzionale ad alta risoluzione. Migliorate anche le performance e l'efficienza con una riduzione dei consumi (teoricamente può percorre 100 Km con meno di 10 litri di benzina) e delle emissioni, del 16% più basse delle versioni precedenti, ma con incrementi di prestazioni: la Carrera S con il PDK riesce ad accelerare da 0 a 100 Km/h in 4.3 secondi e, premendo il pulsante Sport Plus, il tempo si riduce a 4.1 secondi. La nuova 911 offre anche una migliore dinamica trasversale grazie al passo più lungo, al60 la carreggiata frontale più ampia ed al nuovo asse posteriore. Tra i sistemi di controllo attivo da segnalare il Porsche Dynamic Chassis Control (PDCC), disponibile per la prima volta sulla Carrera 911 S, che riduce l'inclinazione laterale durante la percorrenza in curva, permettendo così agli pneumatici di trovarsi sempre in posizione ottimale in relazione alla superficie della strada e in grado di trasmettere maggiore forza laterale. Le velocità massime di marcia in curva sono aumentate e di conseguenza sono possibili anche tempi di percorrenza più veloci in circuito. GBC PITSTOP In ciascuna delle 20 tappe in cui sì è articolato il tour è stato allestito il "Villaggio della Sicurezza", con diverse stazioni di lavoro/gioco, dove i bambini si sono cimentati con alcune prove per arrivare al loro obiettivo. L'obiettivo da raggiungere è stata la conquista della "Patente Bmw Junior". Un solo kit maggiorato Tarox per tre modelli La Cayman di Star Cars si aggiudica il Giro d’Italia Maurizio Pitorri, Andrea Gagliardini e Mara Bernardini si sono aggiudicati il Giro d'Italia Automobilistico 2011, dopo aver difeso nell'ultimo giorno il primato in classifica conquistato nella penultima tappa. Dopo cinque giorni di gara, cinque tappe, 10 prove speciali, gare in sette diversi autodromi italiani ed al termine di un viaggio da 1700 chilometri che ha portato i venti correnti da Torino a Vallelunga, l'equipaggio romano della Star Cars, a bordo della Porsche Cayman S GT4 sviluppata da Marco Antonelli, ha concluso al primo posto con 1'23" di distacco sull'equipaggio composto da Antonio Forato, Riccardo Bianco e Ivan Gasparotto a bordo della Lamborghini Gallardo Rubicone Corse. Al terzo gradino del podio Claudio Vallino, navigato da Renzo Fraschia, sulla Seat Leon Supercopa del team spagnolo PCR Sport. Seat Ibiza Cupra Bocanegra, VW Polo GTI e Skoda Fabia VRS, tre berline medio-piccole ad alte prestazioni, che per il fatto di condividere lo stesso pianale e la stessa componentistica di base possono utilizzare un kit maggiorato Tarox espressamente ingegnerizzato per loro. Il kit comprende la pinza Tarox B30 a 6 pistoni e dischi di fusione da 323mm con le staffe di adattamento, tubi di collegamento calzati in acciaio e una serie di pastiglie ad alte prestazioni, rappresenta un sensibile incremento in termine di dimensioni e pre- stazioni considerando i dischi da 288mm e le pinze flottanti a pistone singolo dell' impianto originale rispetto al quale si accompagna comunque una riduzione di peso di circa due chili. Come nella tradizione Tarox, sono possibili molteplici variazioni sul tema della scelta dei singoli componenti. Con Bmw la sicurezza si impara da piccoli Gli automobilisti di domani si formano oggi; la sicurezza stradale s'impara da piccoli. Con questo spirito Bmw ha ideato Kids Tour, un road show itinerante in 20 tappe dedicato ai bambini di età compresa tra i 4 e i 14 anni con l'obiettivo di diffondere verso gli utenti più inesperti e giovani la cultura della sicurezza stradale in senso ampio. Il progetto gode dell'apporto di esperienza e competenza della Polizia Stradale, impegnata anche nella prevenzione attraverso varie attività. I bambini, attraverso il gioco, si sono confrontati con la "strada" e le sue regole, acquisendo dimestichezza ma soprattutto divenendo, a loro volta, ambasciatori della sicurezza all'interno della loro famiglia. 62 Eibach festeggia i suoi primi 60 anni La Eibach, nota per le sue molle, compie 60 anni. Nata nel dopoguerra nella regione tedesca della Renania -Vestfalia, in una zona mineraria dedita alla forgiatura del ferro, l'Eibach produce molle che si trovano praticamente ovunque la molla debba lavorare come un "muscolo", funzionando per l'accumulo ed il rilascio dell'energia. L'azienda tedesca entra nel settore dell'auto negli anni '70, come fornitore della AMG, che cercava un produttore in grado di realizzare molle di alta qualità in piccole quantità. Da allora il brand Eibach si è affermato anche nel motorsport puntando sul costante sviluppo ed un grado di flessibilità. I prodotti Eibach sono attualmente utilizzati nel top del motorsport, dalla Formula 1, alla NASCAR al WRC ed al DTM. In Italia la distribuzione dei prodotti Eibach è affidata fin dagli anni '80 alla N.T.P. di Appiano (Tel. 0471 062830 - sito web www.ntp.it). FORMULA 3 MACAU GRAND PRIX Macao, 19-20 novembre 2011 Qualification Race Pole position: Wittman Marco Classifica: 1. Wittman Marco (Signature) 10 giri in 25'03"719 (media 146,51 km/h); 2. Nasr Felipe (Carlin) a 0"867; 3. Merhi Roberto (Prema Powerteam) a 3"483; 4. Bottas Valtteri (Galaxy Double R Racing) a 4"270; 5. Huertas Carlos (Carlin) a 4"850; 6. Juncadella Daniel (Prema Powerteam) a 5"381; 7. Vanthoor Laurens (Signature) a 6"512; 8. Abt Daniel (Signature) a 7"228; 9. Sato Kimiya (Motopark) a 8"154; 10. Van Asseldonk Hannes (Hitech Racing) a 9"337; 11. Yamauchi Hideki (Toda Racing) a 10"200; 12. Sekiguchi Yuhi (Mucke Motorsport) a 10"789; 13. Buller William (Fortec Motorsport) a 11"086; 14. Foresti Lucas (Fortec Motorsport) a 11"517; 15. Stanaway Richie (Van Amersfoort Racing) a 12"167; 16. Lloyd Hywel (Sino Vision Racing) a 12"888; 17. Jaafar Jazeman (Carlin) a 13"967; 18. Asmer Marko (Galaxy Double R Racing) a 14"933; 19. Magnussen Kevin (Carlin) a 15"558; 20. Sainz Carlos jr (Signature) a 16"388; 21. Rosenqvist Felix (Mucke Motorsport) a 16"924; 22. Evans Mitch (Double R Racing) a 18"601; RT Eriksson Jimmy (Motopark) a 3 giri; RT Fong Adderley (Sino Vision Racing) a 4 giri; RT Bradley Richard (Tom's) a 5 giri; RT Da Costa Antonio (Hitech Racing) a 6 giri; RT Yasuda Hironobu (Three Bond Racing) a 7 giri; RT Munoz Carlos (Signature) a 9 giri; RT Fantin Pietro (Hitech Racing) Giro più veloce: Merhi in 2'13"654 (media 164,84 km/h) ri; 16. Lloyd Hywel (Sino Vision Racing) a 2 giri; 17. Sainz Carlos jr (Signature) a 2 giri; 18. Sims Alexander (Tom's) a 2 giri; 19. Asmer Marko (Galaxy Double R Racing) a 2 giri; RT Da Costa Antonio (Hitech Racing) a 3 giri; RT Munoz Carlos (Signature) a 6 giri; RT Rosenqvist Felix (Mucke Motorsport) a 9 giri; RT Bottas Valtteri (Galaxy Double R Racing) a 11 giri; RT Evans Mitch (Double R Racing) a 11 giri; RT Merhi Roberto (Prema Powerteam) a 14 giri; RT Abt Daniel (Signature); RT Stanaway Richie (Van Amersfoort Racing); RT Vanthoor Laurens (Signature); RT Yasuda Hironobu (Three Bond Racing) Giro più veloce: Wittman in 2'12"146 (media 166,72 km/h) Classifica: 1. Tarani Daniele (Predator's PC010) 20 giri in 25'29"037 (media 110,657 km/h); 2. Tartari Davide (Predator's PC010) a 4"626; 3. Bassi Fabrizio (Predator's PC010) a 17"338; 4. Neri Mario (Predator's PC010) a 19"049; 5. Moriggia Nino Filippo (Predator's PC010) a 50"987; 6. Barbieri Alberto (Predator's PC010) a 51"448; 7. Spadini Marco (Predator's PC010) a 5 giri; 8. Amati Giulio (Predator's PC008) a 6 giri; RT Cusi Corrado (Predator's PC008) a 19 giri Giro più veloce: Tarani in 1'15"095 (media 112,657 km/h) F2000 LIGHT - WINTER TROPHY Varano, 13 novembre 2011 Pole position: Visconti in 1'15"755 (media 111,675 km/h) Classifica: 1. Scialpi Paolo (Essepi) 20 giri in 29'11"376 (media 96,609 km/h); 2. De Castro Sabino (Covir) a 0"304; 3. Calegari Riccardo (Silva) a 2"096; 4. Visconti Marco (Reggiani) a 2"491; 5. Barletta Mirko (Barletta) a 3"227; 6. Giordano Maurizio (Fadini) a 3"773; 7. Galli Massimo (Reggiani) a 4"489; 8. Capella Andrea (Barletta) a 4"758; 9. Arrigosi Matteo (Fadini) a 2 giri; 10. Zecchetti Giuliano (Reggiani) a 6 giri; RT Voltolina Daniele (Reggiani) Giro più veloce: Calegari in 1'16"249 (media 110,952 km/h) FIA GT1 WORLD CHAMPIONSHIP Varano, 13 novembre 2011 Gara 1 Pole position: Torre in 1'04"981 (media 130,191 km/h) Classifica: 1. Torre Massimo (Dallara 302) 20 giri in 21'59"326 (media 128,247 km/h); 2. Spiga Luca (Mygale F3) a 8"854; 3. Simiechowski Jakus (FR2.0) a 15"751; 4. Zanasi Marco (Tatuus FA010) a 17"117; 5. Gatto Simone (FR2.0) a 26"674; 6. Peccenini Pietro (FR2.0) a 29"017; 7. Maisto Alfredo (Tatuus FA010) a 57"152; 8. Lusuardi Dino (Dallara 306) a 1'02"676; 9. Ohmura Yoshiki (Tatuus FA010) a 1 giro; 10. Kirchdoerfer Remy (FR2.0) a 1 giro; 11. Ebner Markus (FR2.0) a 1 giro; 12. Ciccarelli Giovanni (Dallara 302) a 14 giri; 13. Cazzaniga Daniele (FR2.0) a 15 giri Giro più veloce: Torre in 1'04"817 (media 130,521 km/h) Gara 2 Pole position: Spiga Luca in 1'04"175 (media 131,827 km/h) Classifica: 1. Torre Massimo (Dallara 302) 19 giri in 21'09"832 (media 126,583 km/h); 2. Peccenini Pietro (FR2.0) a 15"744; 3. Spiga Luca (Mygale F3) a 17"860; 4. Cazzaniga Daniele (FR2.0) a 23"795; 5. Maisto Alfredo (Tatuus FA010) a 25"021; 6. Ebner Markus (FR2.0) a 28"772; 7. Ohmura Yoshiki (Tatuus FA010) a 1 giro; 8. Kirchdoerfer Remy (FR2.0) a 2 giri; 9. Simiechowski Jakus (FR2.0) a 12 giri; 10. Gatto Simone (FR2.0) a 17 giri; 11. Zanasi Marco (Tatuus FA010) a 17 giri; NP Lusuardi Dino (Dallara 306); NP Ciccarelli Giovanni (Dallara 302) Giro più veloce: Spiga in 1'05"197 (media 129,760 km/h) RACING FREE FORMULA PROMOTION Grand Prix Race Pole position: Wittman Marco Classifica: 1. Juncadella Daniel (Prema Powerteam) 15 giri in 42'17"099 (media 130,25 km/h); 2. Nasr Felipe (Carlin) a 0"359; 3. Wittman Marco (Signature) a 0"662; 4. Sekiguchi Yuhi (Mucke Motorsport) a 1"378; 5. Van Asseldonk Hannes (Hitech Racing) a 2"128; 6. Buller William (Fortec Motorsport) a 3"301; 7. Foresti Lucas (Fortec Motorsport) a 3"860; 8. Jaafar Jazeman (Carlin) a 4"062; 9. Bradley Richard (Tom's) a 4"595; 10. Fong Adderley (Sino Vision Racing) a 4"819; 11. Fantin Pietro (Hitech Racing) a 5"551; 12. Sato Kimiya (Motopark) a 6"534; 13. Huertas Carlos (Carlin) a 8"336; 14. Magnussen Kevin (Carlin) a 2 giri; 15. Yamauchi Hideki (Toda Racing) a 2 gi- TROFEO F. JUNIOR Varano, 13 novembre 2011 Pole position: Spadini in 1'14"938 (media 112,893 km/h) San Luis, 5-6 novembre 2011 Qualifying Race Pole position: Luhr/Krumm Classifica: 1. Pastorelli/Buurman (Corvette Z06) 26 giri in 1h00'31"011 (media 161,6 km/h); 2. Luhr/Krumm (Nissan GTR) a 0"316; 3. Schwager/Pastorelli (Lamborghini Murcielago 670 R-SV) a 17"054; 4. Bernoldi/Catsburg (Nissan GT-R) a 17"406; 5. Müller/Enge (Aston Martin DB9) a 20"311; 6. Winkelhock/Basseng (Lamborghini Murcielago 670 R-SV) a 21"751; 7. Brabham/Campbell-Walter (Nissan GT-R) 22"919; 8. Piccione/Dusseldorp (Aston Martin DB9) a 24"404; 9. Lauck/Haase (Lamborghini Murcielago 670 R-SV) a 43"562; 10. Palttala/Leclerc (Ford GT Matech) a 50"890; 11. Rossi/Verdonck (Corvette Z06) a 57"282; 12. Hirschi/Nygaard (Ford GT Matech) a 1'14"414; 13. Kennard/Brück (Lamborghini Murcielago 670 R-SV) a 1'30"364; 14. Hohenadel/Piccini (Aston Martin DB9) a 2 giri; 15. Martin/Clairay (Ford GT Matech) a 5 giri; NC Westbrook/Dumbreck (Nissan GT-R) a 17 giri; NC Leinders/Risatti (Ford GT Matech) a 25 giri Giro più veloce: Hirschi in 2'15"224 (media 166,9 km/h) Championship Race Pole position: Pastorelli/Buurman Classifica: 1. Pastorelli/Buurman (Corvette Z06) 22 giri in 1h02'00"695 (media 133,5 km/h); 2. Lauck/Haase (Lamborghini Murcielago 670 R-SV) a 4"043; 3. Piccione/Dusseldorp (Aston Martin DB9) a 13"224; 4. Bernoldi/Catsburg (Nissan GTR) a 21"189; 5. Hohenadel/Piccini (Aston Martin DB9) a 24"786; 6. Palttala/Leclerc (Ford GT Matech) a 29"243; 7. Hirschi/Nygaard (Ford GT Matech) a 30"790; 8. Westbrook/ Dumbreck (Nissan GT-R) a 32"386; 9. Leinders/Risatti (Ford GT 63 CLASSIFICHE Matech) a 34"467; 10. Müller/Enge (Aston Martin DB9) a 35"269; 11. Martin/Clairay (Ford GT Matech) a 1 giro; NC Rossi/Verdonck (Corvette Z06) a 16 giri; NC Schwager/Pastorelli (Lamborghini Murcielago 670 R-SV); NC Winkelhock/Basseng (Lamborghini Murcielago 670 R-SV); NC Brabham/CampbellWalter (Nissan GT-R); NC Kennard/Brück (Lamborghini Murcielago 670 R-SV); NC Luhr/Krumm (Nissan GT-R) Giro più veloce: Buurman in 2'14"963 (media 167,2 km/h) ILMC Zhuhai, 13 novembre 2011 Pole position: Bourdais/Davidson in 1'21"769 (media 189,3 km/h) Classifica: 1. Bourdais/Davidson (Peugeot 908 - P1) 249 giri in 6h01'24"879; 2. Montagny/Sarrazin (Peugeot 908 - P1) a 38"651; 3. Bernhard/Fassler (Audi R18 TDI - P1) a 1 giro; 4. Jani/Prost (Lola B10/60 Coupé - P1) a 7 giri; 5. Nicolet/Premat/ Pla (Oak Pescarolo - P1) a 9 giri; 6. Meyrick/Mucke/primat (Lola Aston Martin - P1) a 10 giri; 7. Lahaye/Moreau/Ragues (Oak Pescarolo - P1) a 11 giri; 8. Mailleux/Ordonez/Vernay (Oreca 03 - P2) a 21 giri; 9. Farfus/Muller (Bmw M3 - GTE Pro) a 28 giri; 10. Priaulx/Alzen (Bmw M3 - GTE Pro) a 29 giri; 11. Makowiecki/Ortelli (Ferrari 458 Italia - GTE Pro) a 31 giri; 12. Lietz/ Roda/Ried (Porsche 997 RSR - GTE Am) a 32 giri; 13. Bornhauser/Canal/Beretta (Corvette C6-ZR1 - GTE Am) a 33 giri; 14. Krohn/Jonsson/Rugolo (Ferrari 430 - GTE Am) a 34 giri; 15. Ehret/Mullen/Wills (Ferrari 430 - GTE Am) a 34 giri; 16. Da Rocha/Lafargue (Oak Pescarolo - P2) a 36 giri; 17. Shanqi/Chen (Oreca 09 - FLM) a 36 giri; 18. Mortara/O'Young/Imperatori (Audi R8 LMS - GTC) a 39 giri; 19. Lee/Gruber/Tal mak (Audi R8 LMS - GTC) a 46 giri; 20. Giroix/Goethe (Aston Martin Vantage - GTE Am) a 51 giri; 21. Slingerland/Rich/Rasmussen (Lotus Evora - GTE Pro) a 55 giri; 22. Shogo/Naoki (Courage-Oreca LC70 - P1) a 62 giri; 23. Fisichella/Bruni (Ferrari 458 Italia - GTE Pro) a 63 giri; RT Tsuzuki/Kim/Van Dam (Audi R8 LMS - GTC) a 80 giri; RT Rossiter/Mowlem/Heinemeier (Lotus Evora - GTE Pro) a 86 giri; RT Kristensen/McNish (Audi R18 TDI - P1) a 110 giri; RT Beltoise/Farnbacher/Firman (Ferrari 458 Italia - GTE Pro) a 139 giri; RT Cheng/Arnold/Hakkinen (Mercedes SLS AMG GT3 GTC) a 176 giri; RT Cioci/Ma (Ferrari 430 - GTE Am) a 227 giri Giro più veloce: Bourdais in 1'23"177 (media 186,1 km/h) WORLD TOURING CAR CHAMPIONSHIP Shanghai, 6 novembre 2011 Gara 1 Pole position: Menu Alain Classifica: 1. Menu Alain (Chevrolet Cruze 1.6T) 25 giri in 28'05"718 (media 110,01 km/h); 2. Turkington Colin (Y - Bmw 320 TC) a 1"222; 3. Huff Robert (Chevrolet Cruze 1.6T) a 5"065; 4. Muller Yvan (Chevrolet Cruze 1.6T) a 8"006; 5. Coronel Tom (Bmw 320 TC) a 9"010; 6. Poulsen Kristian (Y Bmw 320 TC) a 9"921; 7. Bennani Mehdi (Y - Bmw 320 TC) a 15"487; 8. Monteiro Tiago (Sunred SR Leon 1.6T) a 22"630; 9. Dahlgren Robert (Volvo C30 Drive) a 26"204; 10. Villa Javier (Y 64 - Bmw 320 TC) a 27"118; 11. Michelisz Norbert (Y - Bmw 320 TC) a 28"291; 12. Engstler Franz (Y - Bmw 320 TC) a 28"539; 13. O'Young Darryl (Y - Chevrolet Cruze 1.6T) a 38"072; 14. Nykjaer Michel (Y - Sunred SR Leon 1.6T) a 53"157; 15. Dudukalo Aleksei (Y - Subred SR Leon 1.6T) a 59"011; 16. Ng Charles (Y - Bmw 320 TC) a 1'41"155; 17. Oriola Pepe (Y Sunred SR Leon 1.6T) a 1 giro; 18. Fabiani Fabio (Y - Bmw 320si) a 1 giro; 19. Ma Philip (Y - Bmw 320si) a 1 giro; 20. Taniguchi Yukinori (Y - Chevrolet Cruze 1.6T) a 2 giri; 21. Barth Fredy (Y - Sunred SR Leon 1.6T) a 4 giri; NC Tarquini Gabriele (Sunred SR Leon 1.6T) a 10 giri Giri più veloci: Huff Robert in 1'06"333 (media 111,96 km/h); Y - Turkington Colin in 1'06"390 (media 111,86 km/h) Gara 2 Pole position: Huff Robert Classifica: 1. Muller Yvan (Chevrolet Cruze 1.6T) 25 giri in 28'19"599 (media 109,12 km/h); 2. Tarquini Gabriele (Sunred SR Leon 1.6T) a 10"518; 3. Huff Robert (Chevrolet Cruze 1.6T) a 11"385; 4. Turkington Colin (Y - Bmw 320 TC) a 11"812; 5. Coronel Tom (Bmw 320 TC) a 12"140; 6. Menu Alain (Chevrolet Cruze 1.6T) a 12"896; 7. Poulsen Kristian (Y -Bmw 320 TC) a 13"336; 8. Engstler Franz (Y - Bmw 320 TC) a 13"612; 9. Dahlgren Robert (Volvo C30 Drive) a 22"279; 10. Ng Charles (Y - Bmw 320 TC) a 24"172; 11. Bennani Mehdi (Y - Bmw 320 TC) a 33"725; 12. Barth Fredy (Y - Sunred SR Leon 1.6T) a 33"977; 13. Oriola Pepe (Y - Sunred SR Leon 1.6T) a 43"090; 14. Nykjaer Michel (Y - Sunred SR Leon 1.6T) a 46"761; 15. Fabiani Fabio (Y - Bmw 320si) a 1 giro; 16. Ma Philip (Y - Bmw 320si) a 1 giro; 17. Dudukalo Aleksei (Y Subred SR Leon 1.6T) a 2 giri; RT O'Young Darryl (Y - Chevrolet Cruze 1.6T) a 23 giri; RT Monteiro Tiago (Sunred SR Leon 1.6T) a 24 giri; RT Michelisz Norbert (Y - Bmw 320 TC) a 24 giri; RT Villa Javier (Y - Bmw 320 TC) a 25 giri Giri più veloci: Muller Yvan in 1'06"080 (media 112,39 km/h); Y - Turkington Colin in 1'06"440 (media 111,78 km/h) Cruze 1.6T) a 20"088; 13. Poulsen Kristian (Y -Bmw 320 TC) a 22"457; 14. Ng Charles (Y - Bmw 320 TC) a 39"267; 15. Merszei Joseph (Y - Bmw 320si) a 1'02"249; 16. Ma Philip (Y Bmw 320si) a 3 giri; RT Mak Ka Long (Y - Bmw 320si) a 4 giri; RT Desouza Filipe (Y - Chevrolet Lacetti) a 5 giri; RT Kwok Gary (Y - Bmw 320 TC) a 9 giri; RT Couto Andrè (Sunred SR Leon 1.6T) a 10 giri Giri più veloci: Huff Robert in 2'32"173 (media 144,78 km/h); Y - Nykjaer Michel in 2'33"327 (media 143,69 km/h) FERRARI CHALLENGE Mugello, 4-6 novembre 2011 Gara 1 Pole position: Malucelli Matteo in 1'53"106 Classifica: 1. Malucelli Matteo (P) 12 giri in 26'23"703 (media 143,072 km/h); 2. Gai Stefano (P) a 10"100; 3. Caso Dario (P) a 10"782; 4. Bontempelli Lorenzo (P) a 23"404; 5. Marti Benedetto (S) a 28"745; 6. Zanuttini Marco (S) a 37"946; 7. Giannoni Raffaele (S) a 37"963; 8. Belluzzi Andrea (430) a 39"025; 9. Ragazzi Riccardo (430) a 39"778; 10. Baldan Nicola (430) a 54"357; 11. Cappelletti Giovanni (430) a 57"455; 12. Baiz Fernando (430) a 1'07"218; 13. Campani Alex (430) a 1'07"889; 14. Ragazzi Roberto (430) a 1'24"870; 15. La Barbera Mario/Rizzuto Giosuè (430) a 1'35"045; 16. Del Prete Sossio (430) a 1'35"624; 17. Cheung Eric (S) a 1'42"678; 18. Prinoth Gabriel (430) a 1'53"609; 19. Romanini Diego (430) a 1'53"680; 20. Molteni Mario (S) a 1'59"212; 21. Di Amato Daniele/Di Amato Renato (S) a 2'03"862; 22. Gostner Thomas/Gostner David (S) a 2'04"928; 23. Sernagiotto Giorgio/Fascicolo Giuseppe (P) a 1 giro; 24. Vezzoni Alessandro (S) a 2 giri; 25. Stratta Giacomo (S) a 4 giri; NC Prinoth Eric/Sauto Vincenzo (S) a 8 giri; NC Rocca Tommaso (S) a 11 giri Giro veloce: Bontempelli in 2'09"162 (media 146,188 km/h) Macao, 20 novembre 2011 Pole position: Muller Yvan Classifica: 1. Huff Robert (Chevrolet Cruze 1.6T) 11 giri in 35'01"903 (media 115,30 km/h); 2. Muller Yvan (Chevrolet Cruze 1.6T) a 1"016; 3. Tarquini Gabriele (Sunred SR Leon 1.6T) a 6"666; 4. Coronel Tom (Bmw 320 TC) a 8"239; 5. Nykjaer Michel (Y - Sunred SR Leon 1.6T) a 10"778; 6. Engstler Franz (Y - Bmw 320 TC) a 11"165; 7. Poulsen Kristian (Y -Bmw 320 TC) a 11"860; 8. Michelisz Norbert (Y - Bmw 320 TC) a 12"049; 9. Bennani Mehdi (Y - Bmw 320 TC) a 14"149; 10. Oriola Pepe (Y - Sunred SR Leon 1.6T) a 16"940; 11. Villa Javier (Y - Bmw 320 TC) a 17"136; 12. Monteiro Tiago (Sunred SR Leon 1.6T) a 21"775; 13. Ng Charles (Y - Bmw 320 TC) a 41"256; 14. Merszei Joseph (Y - Bmw 320si) a 46"447; 15. Desouza Filipe (Y - Chevrolet Lacetti) a 2 giri; 16. Kwok Gary (Y - Bmw 320 TC) a 3 giri; RT Dudukalo Aleksei (Y - Subred SR Leon 1.6T) a 4 giri; RT Ma Philip (Y - Bmw 320si) a 4 giri; RT Mak ka Long (Y - Bmw 320si) a 4 giri; RT O'Young Darryl (Y - Chevrolet Cruze 1.6T) a 7 giri; RT Couto Andrè (Sunred SR Leon 1.6T) a 10 giri; RT Menu Alain (Chevrolet Cruze 1.6T) a 10 giri Giri più veloci: Muller Yvan in 2'32"146 (media 144,80 km/h); Y - Bennani Mehdi in 2'34"915 (media 142,22 km/h) Gara 2 Pole position: Bontempelli Lorenzo in 2'08"246 Classifica: 1. Malucelli Matteo (P) 13 giri in 30'06"182 (media 135,903 km/h); 2. Gai Stefano (P) a 0"626; 3. Bontempelli Lorenzo (P) a 0"828; 4. Marti Benedetto (S) a 1"320; 5. Stratta Giacomo (S) a 2"445 6. Molteni Mario (S) a 3"314; 7. Sauto Vincenzo/Prinoth Eric (S) a 3"476; 8. Giannoni Raffaele (S) a 4"730; 9. Gostner Thomas/Gostner David (S) a 5"330; 10. Fascicolo Giuseppe/Sernagiotto Giorgio (P) a 5"614; 11. Zanuttini Marco (S) a 6"102; 12. Ragazzi Riccardo (430) a 6"726; 13. Belluzzi Andrea (430) a 6"980; 14. Cheung Eric (S) a 9"844; 15. Campani Alex (430) a 11"609; 16. Ragazzi Roberto (430) a 12"464; 17. Romanini Diego (430) a 12"770; 18. Baiz Fernando (430) a 13"197; 19. Cappelletti Giovanni (430) a 14"444; 20. Prinoth Gabriel (430) a 16"403; 21. Caso Dario (P) a 1 giro; 22. Rocca Tommaso (S) a 3 giri; 23. Baldan Nicola (430) a 3 giri; 24. Di Amato Renato/Di Amato Daniele (S) a 6 giri; RT Vezzoni Alessandro (S) a 8 giri; RT Rizzuto Giosuè/La Barbera Mario (430) a 8 giri; NP Del Prete Sossio (430) Giro più veloce: Malucelli in 1'54"968 (media 164,237 km/h) Gara 2 Pole position: Engstler Franz Classifica: 1. Huff Robert (Chevrolet Cruze 1.6T) 11 giri in 33'23"773 (media 120,94 km/h); 2. Coronel Tom (Bmw 320 TC) a 4"680; 3. Muller Yvan (Chevrolet Cruze 1.6T) a 8"695; 4. Tarquini Gabriele (Sunred SR Leon 1.6T) a 9"047; 5. Nykjaer Michel (Y - Sunred SR Leon 1.6T) a 10"718; 6. Bennani Mehdi (Y - Bmw 320 TC) a 11"066; 7. Engstler Franz (Y - Bmw 320 TC) a 12"241; 8. Monteiro Tiago (Sunred SR Leon 1.6T) a 15"126; 9. Michelisz Norbert (Y - Bmw 320 TC) a 16"686; 10. Villa Javier (Y - Bmw 320 TC) a 16"950; 11. Oriola Pepe (Y - Sunred SR Leon 1.6T) a 19"640; 12. O'Young Darryl (Y - Chevrolet Finali Mondiali Trofeo Pirelli Pole position: Malucelli Matteo in 4'02"128 Classifica. 1. Bontempelli Lorenzo (IT) 17 giri in 35'54"345 (media 148,998 km/h); 2. Skryabin Alexander (EU) a 3"065; 3. Baron Philipp (EU) a 3"548; 4. Grossmann Bjorn (EU) a 17"263; 5. Mattschull Alexander (EU) a 18"188; 6. Pergl Robert (EU) a 39"231; 7. Gai Stefano (IT) a 1'20"926; 8. Sernagiotto/Fascicolo (IT) a 1'21"877; 9. Caso Dario (IT) PEN a 1'37"210; 10. Malucelli Matteo (IT) a 1 giro; 11. Chong Ringo (AP) a 1 giro; 12. Ishikawa Motoaki (AP) a 1 giro; 13. Kwong Eric (AP) a 1 giro; 14. Terashima Shigeru (AP) a 1 giro; 15. Cheung harry (NA) a 1 giro; 16. Marshall Kevin (NA) a 2 giri; 17. Taylor John (NA) a 2 giri; 18. Gordon Andy (NA) a 2 giri; 19. CLASSIFICHE MACAU GT CUP Hegyi Ai (NA) a 2 giri; 20. Becker Jonathan (NA) a 3 giri; 21. Herjavec Robert (NA) a 8 giri; RT Potolicchio Enzo (NA) a 14 giri; RT Shigeta Hisao (AP) a 16 giri; RT Blancardi Max (EU); NP Crystal Darren (NA) Giro più veloce: Baron in 1'55 "592 (media 163,350 km/h) Finali Mondiali Coppa Shell Pole position: Marti Benedetto in 4'05"225 Classifica: 1. Stratta Giacomo (IT) 16 giri in 36'53"097 (media 136,510 km/h); 2. Prette Philippe (EU) a 0"685; 3. Kruglyk Andrii (EU) a 1"017; 4. Molteni Mario (IT) a 9"824; 5. Rocca Tommaso (IT) a 10"057; 6. Di Amato/Di Amato (IT) a 10"903; 7. Adamski Dirk (EU) a 25"170; 8. Wyatt Steve (AP) a 26"526; 9. vezzoni Alessandro (IT) a 27"023; 10. Marti Benedetto (IT) a 32"579; 11. Verwoert/Verwoert (EU) a 42"445; 12. Mattschull Arnold (EU) a 53"293; 13. Zanuttini Marco (IT) a 59"336; 14. Abdersen Carsten (EU) a 1'13"992; 15. Gostner/Gostner (IT) a 1'14"102; 16. Teo Gregory (AP) a 1'29"122; 17. Au Alex (AP) a 1'38"399; 18. Calari Alan (EU) a 1'56"663; 19. Onda Francis Hideki (AP) a 1'57"720; 20. De Bernardi Alexis (EU) a 1'58"323; 21. Xing Yanbin (AP) a 1 giro; 22. Somnolet Christian (EU) a 1 giro; 23. Scheltema Fons (EU) a 2 giri; 24. Prinoth/Sauto (IT) a 7 giri Giro più veloce: Marti in 2'11"297 (media 143,811 km/h) Macao, 20 novembre 2011 Pole position: Mortara in 2'21"254 (media 155,97 km/h) Classifica: 1. Mortara Edoardo (Audi R8 LMS) 10 giri in 1h39'42"795; 2. Sawa Keita (Lamborghini LP-560) a 6"470; 3. Watts Daniel (McLaren MP4-12C) a 15"956; 4. Avila Rodolfo (Porsche 911 GT3 R) a 35"119; 5. Fujii Tomonobu (Aston Martin DBRS9) a 42"306; 6. Mok Weng Sun (A - Ferrari 458) a 43"703; 7. Meins Richard (Audi R8 LMS) a 44"021; 8. Malgamuwa Dilantha (A - Lamborghini LP-560) a 1'15"074, 9. Lo Eric (A - Ferrari 430) a 1'15"913; 10. Vong Kemg Fai (Porsche 997 GT Cup) a 1'21"222; 11. Choi Michael (A Lamborghini LP-560) a 1'35"195; 12. Tong Byron (A - Ferrari 458 Challenge) a 1'41"960; 13. Ma Kenneth (Ferrari 430 GT) a 1'42"256; 14. Chan Keith (A - Lamborghini Gallardo) a 1'43"261; 15. Chia Christian (A - Porsche 997 Cup) a 1'45"209; 16. Chu Sasha (A - Porsche 911 GT3 R) a 2'08"415; 17. Fung Billy (A - Lamborghini LP-560) a 2'08"941; 18. Rosario Diana (Ferrari 430 GT) a 2'09"337; 19. Ching Shim (A - Porsche 997 GT3 Cup) a 2'09"850; 20. Farmer Nigel (A Ginetta G50 GT4) a 2'32"678; 21. Mak Hing Tak (Lamborghini gallardo) a 1 giro; 22. Tan Rose (Porsche 911 GT3 Cup) a 1 giro; 23. Yiu Ivo (Porsche 997 Cup) a 1 giro, 24. Yueng Jacky (A Lamborghini Gallardo) a 1 giro; NC Williamson Mark (A - Aston Martin Vantage V8 GT4) a 3 giri; RT Tsuzuki Akihiro (Audi R8 LMS) a 8 giri; RT Yu Frank (A - Ford GT3) a 8 giri, RT Yau Eddie (A - Porsche 911 GT3 R) a 8 giri; RT Shen Wayne Wei (A - Ferrari 430 GT) a 8 giri; RT Shen John (A - Ferrari 430 GT) a 8 giri; RT Siu Yuk Lung (A- Lamborghini Gallardo) a 8 giri Giri più veloci: Mortara Edoardo in 2'22"589 (media 154,51 km/h); A - Mok Weng Sun in 2'30"808 (media 146,09 km/h) 6 ORE DI ROMA (Porsche 911) a 139 giri; RT Gnerro/Crotti/Ferroni (Porcshe 997) a 162 giri; RT Mastrangelo/Zadotti/Milli (Ginetta G50) a 182 giri; RT Schmitter/Peham/Pfefferkorn (Porsche 997) a 199 giri Giro più veloce: Perazzini/Cioci/Bruni in 1'32"781 (media 158,502 km/h) Silver Cup Classifica: 1. Cremonesi/Belicchi/Lancieri (Bmw M3 E92) 207 giri in 6h01'27"524 (media 140,363 km/h); 2. Bartyan/Simoni/Colombo (Renault Mégane) a 3 giri; 3. Conte/Zanin/Bellin (Bmw M3 E92) a 5 giri; 4. Bettera/Durante/Maddalena (Renault Mégane) a 6 giri; 5. Minach/Notarnicola (Renault Clio) a 29 giri; RT Caramaschi/Menapace (Bmw M3 E46) a 68 giri; RT Dell'Onte/Massimo/Gibbin (Renault Mégane) a 204 giri Giro più veloce: Bartyan/Simoni/Colombo in 1'39"856 (media 147,272 km/h) LOTUS CUP ITALIA Varano, 13 novembre 2011 Pole position: Bobbiese Franco in 1'13"187 Classifica: 1. Cazzaniga Fernando (2 Eleven) 33 giri in 50'36"446 (media 91,943 km/h); 2. Castiglioni Matteo (Exige) a 1 giro; 3. Fortina Maurizio (Exige) a 1 giro; 4. Utzieri Vito (2 Eleven) a 2 giri; 5. Peroni Marco (2 Eleven) a 2 giri; 6. Perico Alessandro (Exige) a 2 giri; 7. Giudici Gianni (Evora) a 2 giri; 8. Daelli Guido/Remondino Sergio (Exige) a 3 giri; 9. Merzario Arturo (Exige) a 3 giri; 10. Bobbiese Franco (2 Eleven) a 17 giri; RT Pugliese Marco (Elise) a 24 giri; RT Faustinelli Fabio (Exige) a 28 giri; RT Abate Francesco (2 Eleven) a 32 giri Giro veloce: Cazzaniga in 1'11"245 (media 118,745 km/h) MINICAR Finali Mondiali 430 Pole position: Ragazzi Riccardo in 4'11"479 Classifica: 1. Belluzzi Andrea (IT) 15 giri in 35'41"458 (media 132,260 km/h); 2. Ragazzi Riccardo (IT) a 8"304; 3. Romanini Diego (IT) a 1'02"088; 4. Baiz Fernando (IT) a 1'02"366; 5. Ockey Damon (NA) a 1'02"853; 6. Harmsen Holger (EU) a 1'09"649; 7. Ockey Ryan (NA) a 1'16"262; 8. Ragazzi Roberto (IT) a 1'24"160; 9. Lindroth Tommy (EU) a 1'32"264; 10. Cappelletti Giovanni (IT) a 1'47"331; 11. Blank Howard (EU) a 1'52"465; 12. Moiseev Alexander (EU) a 1'52"860; 13. La Barbera/Rizzuto (IT) a 2'05"176; 14. Kirilyuk Vladimir (EU) a 1 giro; 15. Ruud Christopher (NA) a 1 giro; 16. Tucker Scott (NA) a 1 giro; 17. Kinch Christian (EU) a 1 giro; 18. Hinestrosa Juan (NA) a 1 giro; 19. Fusillo Frank (NA) a 1 giro; 20. Overgaard Christian (EU) a 3 giri; RT Del Prete Sossio (IT) a 14 giri Giro più veloce: Ragazzi in 2'13"623 (media 141,308 km/h) IT = Italia; EU = Europa; NA = Nord America; AP = Asia Pacifico Vallelunga, 20 novembre 2011 Gold Cup Pole position: Perazzini/Cioci/Bruni in 1'31"857 (media 160,096 km/h) Classifica: 1. Perazzini/Cioci/Bruni (Ferrari 458) 220 giri in 6h00'12"196 (media 149,698 km/h); 2. Fisichella/Ghirelli/Casè (Ferrari 458) a 2 giri; 3. Garofano/Rangoni/Giammaria (Ferrari 458) a 3 giri; 4. Aluko/Kemenater (Ferrari 458) a 4 giri; 5. Geri/ Francioni/Biagi (Ferrari 458) a 4 giri; 6. Earle/Broniszewski/ Kessel (Ferrari 458) a 7 giri; 7. Gerber/Cadei/Griffin (Ferrari 458) a 8 giri; 8. Renz/Seefried (Porsche 997) a 9 giri; 9. Benedetti/Comandini/Merendino (Corvette Z06) a 11 giri; 10. Matter/ Amstutz (Porsche 911) a 14 giri; 11. Mamè/Zanardini (Lamborghini Gallardo) a 14 giri; 12. Gayday/Basov/Kruglyk (Porsche 997) a 15 giri; 13. Zumstein/Dragoun (Porsche 997) a 24 giri; 14. Fulgenzi/Turriziani/Tedeschini (Porsche 997) a 25 giri; 15. Peroni S./Peroni F./Vita (Ginetta G50) a 27 giri; 16. Beisel/Alessi/ Mitlander (Corvette Z06) a 35 giri; 17. Giudici/Fortina/Kershaw (Lotus Evora) a 40 giri; 18. Minetti/Besana/Palazzo (Porsche 997) a 62 giri; RT Daniels/Palttala (Porsche 997) a 71 giri; RT Newey/Macari (Maserati MC12) a 99 giri; RT Ruberti/Pirri/Spinelli (Porsche 997) a 109 giri; RT Ineichen R./Ineichen M. Magione, 6 novembre 2011 Pole position: Licciulli in 1'28"238 (media 102,282 km/h) Classifica: 1. Cuomo Giancarlo (Fiat 500) 20 giri in 30'04"603 (media 100,024 km/h); 2. De Filippis Michele (Fiat 500) a 1"252; 3. Santarsieri Danilo (Fiat Steyr-Puch 650) a 9"612; 4. Mellini Pietro (Fiat 126) a 42"837; 5. Fiore Gennaro (Fiat 500) a 43"191; 6. Carusone Dino (Fiat 126) a 50"521; 7. Sciascia Vito (Fiat Giannini 650 NP) a 2 giri; RT Licciulli Vito Flavio (Fiat 500) a 7 giri; RT Lauria Lorenzo (Fiat 500) a 11 giri; RT Fredali Emanuele (Fiat 500) a 15 giri; RT Russo Luigi (Fiat 500) a 16 giri; NP Mascolo Sebastiano (Fiat 500) Giro più veloce: Cuomo in 1'28"629 (media 101,831 km/h) 65 CLASSIFICHE 5 HUNDRED CUP Vallelunga, 20 novembre 2011 Pole position: Nicoli in 2'11"169 (media 112,114 km/h) Classifica: 1. Di Amato/Di Amato 27 giri in 1h00'35"894 (media 109,206 km/h); 2. Silvestri/Di Giovanni a 11"102; 3. Loconte/Scarfò a 26"129; 4. Nicoli/Nicoli a 44"752; 5. De Pasquale/Vannini a 55"555; 6. Argenti/Bellucci a 1'05"410; 7. Sellani/Marech a 1'10"896; 8. Caiola/Cipolla a 1'28"043; 9. Peroni/Peroni a 1'29"155; 10. Giovannetti/Ciocca a 1'57"410; 11. Corinaldesi/Corinaldesi a 1 giro; 12. Sellani/De Pasquale a 9 giri Giro più veloce: Argenti in 2'11"411 (media 111,908 km/h) Tutti su Fiat 500 Abarth TROFEO TURISMO 32"214; 5. "Boga" (Porsche Cayman) a 1'15"313; 6. Caprioni Fabrizio (Alfa Romeo 147 GTA) a 1'15"404; 7. Cameli Ezio (Renault Clio) a 1 giro; 8. Perioli Giancarlo (Renault Clio) a 1 giro; 9. Mariani Fabio (Renault Clio) a 1 giro; 10. Cenci Claudio (Renault Clio) a 1 giro; 11. Borsini Sergio (Citroën Saxo VTS) a 2 giri; 12. Scocco Tonino (Peugeot 106 Rallye) a 3 giri; RT Martini Enrico (Porsche Cayman) a 8 giri; RT Lilli Walter (Renault Clio) a 16 giri Giro più veloce: Ascani in 1'16"849 (media 117,441 km/h) 100 MIGLIA DI MAGIONE Magione, 6 novembre 2011 Gruppo 1 - Fiat Barchetta - AR33 Pole position: Parretta in 1'27"126 (media 103,588 km/h) Classifica: 1. Lilli Valentino (Barchetta) 17 giri in 25'07"644 (media 101,767 km/h); 2. Parretta Michele (Barchetta) a 3"100; 3. Ramacci Giuseppe (Barchetta) a 8"654; 4. Ammenti Angelo (Barchetta) a 43"125; 5. Amodeo Pasqualino (AR33) a 1 giro; 6. Rogari Riccardo (AR33) a 1 giro; 7. Marioli Lorenzo (AR33) a 1 giro; 8. Galli Ernesto (AR33) a 1 giro; 9. Boncompagni Claudio (AR33) a 1 giro; 10. D'Auria Fabrizio (AR33) a 1 giro; 11. Crea Saverio (AR33) a 5 giri; RT Alunno Ricci Adreano (Barchetta) a 13 giri Giro veloce: Alunno Ricci in 1'26"743 (media 104,045 km/h) Gruppo 2 Pole position: Ferrari di Valbona in 1'17"147 (media 116,987) Classifica: 1. Zurcher Gonzales Camilo (Bmw 550) 20 giri in 25'59"808 (media 115,722 km/h); 2. Ascani Francesco (Bmw M3) a 0"706; 3. Ferrari di Valbona Carlo Alberto (Lotus 2 Eleven) a 31"732; 4. Granieri Andrea (Lotus Exige 260) a Magione, 27 novembre 2011 Gruppo 1 Pole position: Montalbano/Sellani in 1'19"689 (media 113,255 km/h) Classifica: 1. Milan Nicolas/Ricciarini Cristian (Renault Clio RS 2000) 64 giri in 1h33'55"598 (media 102,494 km/h); 2. Minach Istavan (Renault New Clio Cup) a 23"624; 3. Montalbano Vincenzo/Sellani Andrea (Alfa Romeo 147 Cup) a 36"387; 4. Nale Roberto/Gioli Antonio (Renault New Clio Cup) a 1'10"046; 5. Gallo Giuseppe/Peruzzi Daniele (Renault New Clio Cup) a 1'23"277; 6. Argenti Andrea/De Pasquale Giuseppe (Renault Clio RS 2000) a 1 giro; 7. Giacomini Gianluca (Renault Clio RS 2000) a 1 giro; 8. Pasquali Daniele/Pasquali Laura (Renault New Clio Cup) a 2 giri; 9. Brunetti Tiziano/Picchi Andrea (Renault New Clio Cup) a 3 giri; 10. Dell'Onte Enrico (Renault Clio Cup) PEN a 3 giri; 11. Marech Giuseppe (Renault New Clio Cup) a 4 giri; 12. Rossetti Luca/Ammenti Angelo (Alfa Romeo 156) a 5 giri; 13. Prinoth Gabriel (Mini Cooper S) a 7 giri; 14. Cellini Roberto/Ferrara patrizio (Peugeot 205 GT) a 8 giri; 15. Semeraro Paolo (Alfa Romeo 156 JTD) a 10 giri; 16. Lolli Giuliano (Renault Clio Cup) a 13 giri; 17. Rizzo Giuseppe/Nattoni Gianluca (Renault Clio RS Cup) a 21 giri; 18. Silvestri Emanuele (Renault New Clio Cup) a 30 giri; RT Cirò Giuseppe/Necchi Paolo (Renault Clio RS Cup) a 37 giri; RT Missiroli Riccardo/Paolucci Massimo (Ford Fiesta 2000) a 51 giri; RT Valle Francesco (Renault Clio RS Cup) a 56 giri; RT Leone Marco/Moretti Pietro (Ford Fiesta 2000) a 56 giri Giro più veloce: Sellani in 1'19"469 (media 113,569 km/h) Gruppo 2 Pole position: Benedetti in 1'10"699 (media 127,657 km/h) Classifica: 1. Benedetti Roberto (Corvette Z06R) 64 giri in 1h29'48"646 (media 107,191 km/h); 2. Meneghetti Enrico/Trentin Mauro (Ferrari 430 GT) a 1 giro; 3. Ascani Francesco (Bmw M3) a 1 giro; 4. Aguas Rui/Barreiros Felipe (Ferrari 430 Challenge) a 2 giri; 5. Conte Enrico/Zanin Filippo (Bmw E46) a 2 giri; 6. De Castro Antonio/De Castro Sabino (Porsche 964 RS) a 2 giri; 7. Fondi Maurizio (Porsche 997 GT3) a 3 giri; 8. Segatori Michelangelo/Sensi Giampiero (Lotus Exige 260) a 4 giri; 9. Martini Enrico (Porsche Cayman) a 4 giri; 10. Granieri Andrea/Imbesi Salvatore (Lotus Exige 260) a 4 giri; 11. Reitano Claudio (Alfa Romeo 156 GTA) a 6 giri; 12. Lanci Marco/Merli Romeo (Ferrari 430 GT) a 7 giri; 13. Rossetto Claudio/Scorsato Marco (Lamborghini Gallardo) a 8 giri; 14. Bellucci Simone/Nuti Marco (Renault Clio Trophy) a 8 giri; 15. Zurcher Gonzales Camillo (Bmw 550) a 12 giri; RT Zanin Massimo (Bmw E46) a 22 giri; RT Carini Francesco/Uncini Enrico (Lamborghini Gallardo) a 29 giri; RT Massaro Michele (Lotus Exige MK1) a 48 giri; RT Barbieri Stefano/De Bellis Riccardo (Porsche GT3) a 60 giri Giro più veloce: Benedetti in 1'12"639 (media 124,247 km/h) ABBONAMENTI Per ricevere tutti i numeri di Paddock compilate il tagliando e inviatelo a: PROMIT Srl - C.so Racconigi, 150 - 10141 Torino ❏ Sottoscrivo l’abbonamento a dieci numeri di PADDOCK a € 30,00. ❏ Ordino n. ........ copie del DATABOOK 2011 a € 15,00 cad. Allego per il pagamento assegno ❏ o vaglia postale ❏ intestato a Promit s.r.l. 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