Disoccupazione
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Disoccupazione
lavoro Giornale dell’Organizzazione cristiano-sociale ticinese 4 dicembre 2014 - Anno LXXXIX - N.19 - CHF 1.00 - G.A.A. 6900 Lugano pagina 4 Prossimo numero: 18 dicembre 2014 Orari di apertura Un referendum preventivato pagina 5 Granito Fermento nelle cave ticinesi pagina 7 Giovani e lavoro Fuga di cervelli? pagine 8-9 Lavoro e famiglia Un binomio difficile pagina 2-3 pagine 11 Disoccupazione Un’agenzia per l’impiego per combatterla più attivamente Redazione Il Lavoro - Via Balestra 19 - 6900 Lugano Tel. 091 921 15 51 - Fax 091 924 24 71 - [email protected] - www.ocst.com 2 Sindacato Attualità 4 dicembre 2014 il Lavoro Disoccupazione Un’agenzia per l’impiego per combattere più attivamente la disoccupazione Occorre ristabilire un legame virtuoso tra la crescita dell’occupazione e la riduzione della disoccupazione, oggi affievolito dalle preminenti immissioni di personale dall’esterno. L’OCST propone la costituzione di un’Agenzia o di un Nucleo operativo (collegato sia alla Commissione tripartita, sia alla Sezione del lavoro) incaricato di negoziare con le aziende una maggiore considerazione e presa a carico dei bisogni occupazionali del territorio. MEINRADO ROBBIANI Un itinerario dissociato Diversamente dal passato, l’aumento dei posti di lavoro e degli occupati non equivale ad una parallela riduzione della disoccupazione. L’occupazione e la disoccupazione seguono tracciati ormai dissociati. Occorre perciò allineare maggiormente i due percorsi in modo che la crescita dell’occupazione produca, in misura più estesa rispetto ad oggi, un impatto positivo sulla disoccupazione. A questo scopo l’OCST auspica una linea ancora più attiva a sostegno di chi è alla ricerca di impiego attraverso la costituzione di un’apposita Agenzia o Nucleo operativo per l’impiego. Un’Agenzia o un Nucleo per l’impiego L’evoluzione descritta sopra rende auspicabile un’analisi aggiornata delle politiche di assunzione seguite dalle imprese come pure delle strutture, dei canali e delle modalità di reclutamento. L’area del collocamento è mutata considerevolmente rispetto al passato. L’efficacia della lotta contro la disoccupazione e delle politiche di collocamento esigono che si tenga conto dei mutamenti intervenuti. L’OCST sollecita perciò un’analisi approfondita su questi aspetti. Per fare ricadere più ampiamente sulla lotta contro la disoccupazione i benefici di un andamento favorevole dell’occupazione è pure auspicabile rafforzare sin d’ora l’azione già condotta dalla Sezione del lavoro e dagli Uffici regionali di collocamento. In questo ambito l’OCST propone l’istituzione di una Agenzia o di un Nucleo per l’impiego che abbia segnatamente i compiti seguenti: seguire le entrate di manodopera estera verificando, nei rami più sensibili (in particolare il terziario impiegatizio e le professioni tecniche), se si sia rivolta un’attenzione adeguata all’assunzione di manodopera locale e valutando attentamente i motivi dell’eventuale assunzione di personale La traiettoria favorevole dell’occupazione L’occupazione ha seguito nell’ultimo decennio una traiettoria particolarmente favorevole. La libera circolazione, pur comportando in altri risvolti non altrettanto positivi, non è estranea a questa evoluzione di per sé rallegrante. In un decennio, cioè tra il 2002 e il 2012, gli occupati sono aumentati di 33’000 unità passando da 188’000 a 221’000. Considerando i dati più recenti (terzo trimestre 2014) l’incremento rispetto all’anno chiave 2002 (entrata in vigore della libera circolazione) ammonta persino a 43’000 unità. Alla disoccupazione solo le briciole L’andamento dell’occupazione lascerebbe a prima vista supporre che la disoccupazione abbia potuto essere nel frattempo notevolmente ridimensionata. Benché nel trattare e paragonare categorie tanto generali (occupati e disoccupati) sia d’obbligo una abbondante cautela, la correlazione tra crescita dell’occupazione e parallela decrescita della disoccupazione non è però rintracciabile. La disoccupazione è rimasta consistente e, se calcolata secondo i criteri dell’Organizzazione internazionale del lavoro (meno influenzati dalle modifiche intervenute nella legge sull’assicurazione disoccupazione), è persino lievitata. L’Ufficio cantonale di statistica indica che, riferendosi a questi criteri internazionali, il estero allo scopo di elaborare eventuali provvedimenti volti a favorire un maggiore inserimento di personale disoccupato. In questo ambito è importante identificare eventuali azioni di sostituzione di manodopera indigena con manodopera estera; avvicinare sistematicamente, previa selezione dei campi professionali più interessanti e attrattivi, le imprese che occupano e che assumono un numero significativo di frontalieri e di dimoranti di nuova entrata in modo da sollecitare una maggiore attenzione ai bisogni del territorio e negoziare l’offerta di occasioni di inserimento per giovani e per disoccupati; rilevare gli eventuali profili che sono difficilmente reperibili in loco così da valutare se siano attuabili forme di riqualificazione di singoli candidati locali o, più in generale, se siano programmabili curricoli scolastici per preparare manodopera qualificata residente. Questo organismo non dovrebbe tanto occuparsi di collocamento diretto (compito assegnato agli Uffici regionali di collocamento - URC) quanto di intervenire a monte con contatti e negoziati che inducano le aziende a seguire una diversa linea nelle assunzioni. Si tratta di agire sulla politica delle imprese che riservano un’insufficiente attenzione ai bisogni occupazionali del territorio. Questa esigenza è tanto più fondata nel caso delle ditte insediatesi dall’estero grazie alla numero dei disoccupati è passato nello stesso intervallo (2002/2012) da circa 6’000 a 12’000 unità (vedi «Dati - Statistiche e società», Ustat, settembre 2014, pag. 6). Questa situazione è convalidata anche dall’aumento dell’assistenza sociale, tra i cui beneficiari è andata dilatandosi la cerchia delle persone che figurano come disoccupate (si tratta generalmente di persone che hanno esaurito il diritto alle indennità di disoccupazione). Le ragioni della discrepanza Questa discrepanza è in buona parte riconducibile all’imponente aumento di frontalieri come pure - aspetto meno considerato - all’incremento di lavoratori dimoranti insediatisi in Ticino nella scia della libera circolazione. Nello stesso lasso di tempo (2002–2012) la manodopera confinante è passata da 32’000 a 56’000 unità con un aumento di 24’000 unità. Se si considerino i dati più recenti (terzo trimestre 2014) l’aumento rispetto al 2002 supera le 30’000 unità poiché i frontalieri hanno raggiunto quota 62’500. Di più difficile quantificazione ma non trascurabile è l’impatto derivante dai dimoranti stabilitisi in Ticino negli scorsi anni. Se si prende come riferimento il saldo migratorio con l’estero (che può tuttavia comprendere anche i familiari senza attività) si rileva un incremento netto di dimoranti attorno a 2’000 persone libera circolazione; i loro responsabili (dirigenti e capi del personale) hanno non di rado un fragile legame con il territorio, verso il quale omettono di saldare il debito che detengono nei suoi confronti (in termini di servizi efficienti, amministrazione pubblica celere, stabilità e pace sociale, fiscalità favorevole...). Una simile agenzia contribuirebbe del resto ad attenuare una delle carenze principali che l’OCST imputa alle misure di accompagnamento: l’assenza di provvedimenti volti ad attenuare le pressioni sull’occupazione. Le misure di accompagnamento sono infatti essenzialmente concepite per contrastare gli abusi salariali e rivolgono al contrario poca attenzione alle pressioni occupazionali. Da un profilo organizzativo, poiché chiamata ad influenzare le ditte che fanno capo a manodopera estera, l’agenzia potrebbe essere agganciata all’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro e per il suo tramite alla Commissione tripartita (coinvolgendo conseguentemente le parti sociali). Pur con un preminente aggancio con l’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro, l’Agenzia dovrebbe evidentemente operare in stretto contatto e coordinamento anche con la Sezione del lavoro e gli URC per quanto attiene al collocamento puntuale di persone senza impiego. Sindacato Attualità 4 dicembre 2014 il Lavoro all’anno nel periodo 2002-2007 e tra 3’000 e 4’000 all’anno dal 2008 al 2013. Pur considerando che una parte dei dimoranti non svolge un’attività professionale (secondo valutazioni contenute nel Rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale «Soggiorno degli stranieri nell’ambito dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone», pubblicato il 04.04.2014, si tratta tuttavia di una parte nettamente minoritaria), l’aumento dell’occupazione non coperta da frontalieri è in buona parte assorbita da nuovi dimoranti. Un’ulteriore fonte di sfasamento tra occupazione e disoccupazione è l’affluenza nettamente accresciuta di personale confinante ed anche di nuovi dimoranti verso il settore terziario, nel quale opera e al quale guarda con predilezione la manodopera locale. L’ingresso di frontalieri è soprattutto esploso dopo l’abolizione della fascia tradizionale di confine, che limitava in passato la zona dalla quale potevano provenire i frontalieri. È del resto a partire da questo momento (2007/2008) che i confinanti occupati nel terziario hanno superato quelli attivi nel settore secondario (industria e edilizia). Un fattore analogo di pressione (solo in parte coincidente con quello appena evidenziato 3 poiché trasversale a tutti i settori economici) è costituito dall’entrata consistente di frontalieri in professioni particolarmente ambite dalla manodopera locale. Tra il 2002 e il 2014 si è ad esempio passati, per gli impiegati amministrativi, da un migliaio di frontalieri a quasi 7’000. Nelle professioni intellettuali e scientifiche da circa 1’000 a quasi 5’000. Nella vendita da quasi 4’000 a circa 10’000. Tra i dirigenti e i quadri superiori da 500 a oltre 2’000. zione disoccupazione che li ha sospinti verso un’area sommersa nella quale organizzano al di fuori dei canali istituzionali la ricerca di un impiego. Lo stesso Ufficio di statistica stima a circa 3’000 i giovani alla ricerca di un impiego, solo poco più di 1’000 dei quali annunciati presso gli Uffici regionali di collocamento (si veda il contributo «Carenza di lavoro tra i giovani ticinesi» apparso su «Dati - Statistiche e società», Ustat, maggio 2014). Occasioni mancate Se si rivolge lo sguardo all’aumento dell’occupazione (+43’000 unità dal 2002 ad oggi), dei frontalieri (+30’500) e dei dimoranti di recente insediamento si costata come gli spazi per un assorbimento della disoccupazione siano risultati angusti. L’ultimo decennio, a partire cioè dalla libera circolazione, è costellato di occasioni mancate per un più ragguardevole assorbimento della disoccupazione. Giovani in entrata nel mondo del lavoro e disoccupati hanno beneficiato della favorevole evoluzione dei posti di lavoro e dell’occupazione in misura molto minore rispetto alle potenzialità di un mercato in espansione. In questo contesto meritano un accenno specifico i giovani, la cui posizione appare particolarmente sfavorita e persino penalizzata. Da un lato subiscono la concorrenza di un mercato del lavoro più aperto e del gigantesco bacino occupazionale d’oltre confine, che offre alle ditte la possibilità di reperire profili rispondenti con precisione alle loro esigenze, immediatamente produttivi e disposti sovente a ricevere retribuzioni inferiori a quelle usuali. D’altro lato hanno subìto un netto peggioramento delle prestazioni dell’assicura- Ritrovare la via della complementarietà La proposta di istituire un’Agenzia per l’impiego si inserisce nella ricerca di una relazione serena e reciprocamente fruttuosa tra la manodopera indigena e frontaliera, soffocando la contrapposizione che si è andata purtroppo diffondendo negli scorsi anni per l’insufficiente senso di responsabilità, nella politica del personale e delle assunzioni, di un numero non indifferente di aziende. Il Ticino continuerà a necessitare di manodopera estera ed in particolare frontaliera. Questo apporto è stato e si manterrà prezioso sia per coprire carenze quantitative di manodopera, sia per fornire alle imprese profili difficilmente reperibili in loco. Occorre muoversi tuttavia su una linea di complementarietà tra manodopera residente e frontaliera, scongiurando quei fenomeni di concorrenza e persino di sostituzione che si sono diffusi negli scorsi anni e sono fonte di attriti dannosi per entrambe le componenti. L’OCST auspica che sia la sollecitazione a svolgere un’analisi delle politiche di reclutamento e dell’area del collocamento, sia la proposta di istituire un’Agenzia o un Nucleo per l’impiego possano essere approfondite. In considerazione dell’importanza di una più efficace politica di collocamento, si prefigge di portarle anche sul piano politico. Barometro dell’impiego Lieve aumento dell’occupazione N el terzo trimestre 2014 in Svizzera si contavano 4,227 milioni di addetti, ovvero lo 0,7% in più rispetto all’anno precedente. L’occupazione è cresciuta dello 0,6% sia nel settore secondario (+6000 posti) che nel terziario (+23’000). Espressi in equivalenti a tempo pieno, il volume di addetti ammonta a 3,568 milioni (+0,7%), una cifra in crescita dello 0,6% nel settore secondario (+6000 unità) e dello 0,7% nel terziario (+19’000 unità). Calcolata al netto delle variazioni stagionali, l’occupazione ha subito un lieve incremento rispetto al trimestre precedente (+0,2%). Tuttavia sono stati registrati 800 posti liberi in meno rispetto all’anno precedente (-1,6%), mentre difficoltà di reclutamento del personale sono aumentate dell’1,6%. Addetti per settori e rami economici Per la quarta volta consecutiva il settore secondario ha registrato un aumento dell’occupazione su base annua. L’andamento è stato leggermente positivo nel ramo «Attività ma- nifatturiere» (+3000; +0,4%) per la terza volta consecutiva, anche grazie al risultato del ramo «Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica; orologi» (+3000; +2,6%). Continua l’andamento positivo anche nel ramo «Costruzioni» (+2000; +0,5%). Anche nel settore terziario la crescita dell’occupazione continua ad essere positiva. Il miglioramento più significativo è stato registrato nel ramo «Salute e affari sociali» (+9000; +1,6%). Per contro, è stata osservato uno sviluppo negativo nei rami «Commercio» (-3000; -0,4%) e «Attività finanziarie e assicurative» (-1000; -0,3%). Posti liberi Nel terzo trimestre 2014 sono stati contati 800 posti liberi in meno sulla piazza economica svizzera rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-1,6%). Prospettive di impiego Nel terzo trimestre 2014 le imprese che intendevano mantenere stabile il proprio organi- co nel trimestre successivo rappresentavano il 73% dell’occupazione totale. Il 9,9% delle imprese ha segnalato di voler aumentare le proprie forze lavoro e il 4,9% ha preventivato un calo; le imprese che non si sono espresse a tal riguardo interessano il 12% degli addetti. L’indicatore delle prospettive d’impiego calcolato in base a tali cifre ha segnato un lieve aumento rispetto all’anno precedente (1,03; +0,4%) e ha continuato ad attestarsi su valori superiori a 1,00 sia nel settore secondario (1,02; +0,3%) che nel terziario (1,03; +0,5%). Questi dati sembrano indicare che l’organico nel trimestre prossimo sarà nel complesso ampliato o rimarrà perlomeno invariato. Le previsioni più rosee sono state nuovamente rilevate nel ramo «Servizi di informazione e di comunicazione», anche se l’indicatore è sceso lievemente rispetto all’anno precedente (1,12; -1,1%), quelle meno positive nel ramo «Servizi di alloggio e di ristorazione» (0,97; -0,6%). Sindacato Attualità 4 4 dicembre 2014 il Lavoro Orari di apertura dei negozi Un referendum preventivato MEINRADO ROBBIANI I l Consiglio federale, venerdì 28 novembre, ha trasmesso al Parlamento il Messaggio riguardante la legge federale sugli orari di apertura dei negozi. Nella scia della mozione Lombardi già approvata dalle Camere, vi è prevista una fascia oraria minima valida su scala nazionale con chiusura dei negozi alle ore 20 dal lunedì al venerdì e alle ore 19 al sabato. Ai Cantoni è inoltre lasciata la facoltà di decretare orari più lunghi e decidere sull’apertura infrasettimanale. La scelta del Consiglio federale è un’invasione di campo a danno dei Cantoni e del federalismo. Le situazioni e i bisogni sono notevolmente differenziati da regione a regione. I Cantoni sono l’entità e l’area più adeguata per regolare gli orari di apertura. Non si rilevano oggi motivi di tale rilevanza da giustificare una messa sotto tutela dei Cantoni in questa materia. Si tratta inoltre di uno schiaffo inferto alla popolazione di quei Cantoni che negli scorsi anni si sono pronunciati contro il prolungamento degli orari di apertura (è il caso in sei dei diciassette Cantoni che hanno tuttora orari di chiusura più restrittivi rispetto alla proposta del governo federale). L’opzione del Consiglio federale è inoltre dannosa e penalizzante per il personale occupato nella vendita da una duplice angolazione. La fascia serale è in primo luogo quella che è fonte di maggiori disagi e scompensi soprattutto considerando la prevalenza di personale femminile, gravato sovente dal doppio carico lavorativo e familiare. Prolungando la fascia di apertura dei negozi a fronte di un potere d’acquisto relativamente stabile, si incentiva in secondo luogo una ulteriore diffusione delle formule più precarie di lavoro quale il lavoro su chiamata come pure lo spezzettamento degli orari di lavoro del personale. La modifica proposta non sarebbe senza conseguenze nemmeno sul settore stesso del commercio, che non è internamente omogeneo. Soprattutto i piccoli negozi, che incontra- no maggiori difficoltà organizzative ed anche economiche, corrono il pericolo di subire un aggravio di concorrenza da parte dei grandi magazzini. L’OCST, a dipendenza dell’esito del dibattito parlamentare, non mancherà perciò di partecipare al lancio del referendum qualora venga condotta in porto questa soluzione. Cassa disoccupazione OCST La più veloce in Svizzera! LUCA CAMPONOVO I n occasione dell’incontro con i direttori delle Casse disoccupazione, tenutosi a Berna lo scorso mercoledì 26 novembre 2014, la nostra Cassa OCST è stata insignita, per la seconda volta consecutiva, del riconoscimento di Cassa più veloce della Svizzera durante l’anno 2014. Infatti questa importante qualifica premia i collaboratori della nostra Cassa che si adoperano in favore degli Assicurati, aprendo i casi di disoccupazione e versando le relative indennità nel minor tempo possibile. La Seco ha potuto riconoscere tale qualità, verificando su 2 mesi specifici (marzo e giugno 2014) le varie attività svolte dai funzionari delle Casse e la nostra è stata superiore, in termine di velocità, rispetto a tutte le altre Casse, battendo la concorrenza a livello cantonale e anche rispetto a tutte quelle attive a livello federale. Tale riconoscimento, accordato anche negli anni precedenti, conferma la qualità dei nostri collaboratori che, grazie al lavoro preciso, puntuale e veloce, aiutano concretamente i nostri Assicurati, che hanno scelto la Cassa disoccupazione OCST, permettendo di ricevere nel più breve tempo possibile le indennità di disoccupazione a loro spettanti. Il lavoro svolto dai nostri collaboratori, presenti nelle varie sezioni della Cassa disoccupazione OCST, è affrontato con spirito di servizio, con volontà e principalmente con il cuore, qualità che permettono di ottenere determinati riconoscimenti importanti per lo svolgimento di queste mansioni in favore di coloro che hanno scelto la nostra Cassa. Questo ambìto traguardo sarà da stimolo ad ogni collaboratore, per continuare a svolgere con dedizione il lavoro in favore dei nostri Assicurati che ringraziamo per la fiducia accordata e ricambiata, optando per la scelta della nostra Cassa Disoccupazione. Disoccupazione Giorni massimi indennizzabili 2015 E cco la lista dei giorni di disoccupazione che la nostra Cassa potrà pagare nel corso del 2015. Gennaio 22 Luglio 23 Febbraio 20 Agosto 21 Marzo 22 Settembre 22 Aprile 22 Ottobre 22 Maggio 21 Novembre 21 Giugno 22 Dicembre 23 Inserzione Avviso Avvisiamo la nostra spettabile utenza che a partire da martedì 09.12.14, la Cassa disoccupazione OCST procederà al pagamento delle indennità di disoccupazione relative al mese di dicembre 2014. Da tale data si potrà procedere alla consegna dei formulari IPA (Indicazione della persona assicurata), completi dei relativi giustificativi, quali formulari di «guadagno intermedio, «attestati di presenza corsi», certificati medici, ecc. Cassa disoccupazione cristiano sociale / OCST... ...la cassa numero 1 in Svizzera www.cd-ocst.ch Sindacato Edilizia 4 dicembre 2014 il Lavoro Industrie del Granito Ticinesi Cavisti giù la maschera PAOLO LOCATELLI A corto di motivazioni serie, nel tentativo vano di salvare almeno l’apparenza, l’Associazione Industrie del Granito Ticinese (AIGT) sbatte la porta in faccia ai propri lavoratori interrompendo le negoziazioni per il ripristino di una soluzione contrattuale equilibrata. Dopo l’intervento di mediazione del Presidente del Consiglio di Stato, on. Manuele Bertoli, i rappresentanti delle parti si sono incontrati due volte per dare un contenuto ad un accordo passerella valido sino a fine anno 2015. Un approccio del tutto particolare quello dell’AIGT a questa negoziazione, focalizzato sullo schema «rilasciateci senza fiatare la dichiarazione di rispetto del contratto collettivo di lavoro, ma per il ripristino senza modifiche salariali del CCL cantonale scaduto il 31.12.2011 e per il mantenimento del pensionamento an- ticipato a 60 anni non vi garantiamo nulla». In buona sostanza, voglio tutto e non concedo nulla. Un metodo di trattativa che non merita di essere ulteriormente commentato. La mediazione offerta dal lodevole Consiglio di Stato può pertanto ritenersi fallita. Le cave di granito ticinesi associate all’AIGT non potranno pretendere il rilascio della dichiarazione di rispetto del CNM edilizia principale e, con essa, partecipare ai concorsi pubblici. Solo chi potrà provare di aver adattato i contenuti salariali e contrattuali del citato CNM nel corso degli anni 2012, 2013, 2014 e negli anni futuri, potrà concorrere ad appalti pubblici. I lavoratori del granito si preparano pertanto ad una dura stagione di lotta nelle cave: per la propria dignità, per il proprio contratto collettivo di lavoro e per garantirsi anche in futuro un modello di pensionamento anticipato a 60 anni equilibrato e necessario. Granito e appalti pubblici Predicare bene e razzolare male GIANNI GUIDICELLI L a necessità di intervenire per arginare il degrado a cui assistiamo nel mercato del lavoro è un obiettivo condiviso dalle forze politiche e dalle organizzazioni imprenditoriali e sindacali. In questo ambito anche le associazioni padronali riconoscono il contratto collettivo di lavoro come lo strumento più efficace che consente di tenere in considerazione le peculiarità dei singoli rami professionali o realtà aziendali. Sul fronte politico sono state numerose le richieste di un intervento affinché le aziende o chi, a vario titolo, beneficia di aiuti o contributi statali rispetti i contratti CCL in vigore nelle singole categorie o, se sprovvisti, almeno di livelli salariali dignitosi. Questa esigenza è ad esempio recepita nell’ambito della legge sulle commesse pubbliche, che vincola la partecipazione agli appalti pubblici al rispetto dei CCL esistenti nelle singole categorie professionali. In questo contesto appare quindi perlomeno contraddittoria una recente decisione del Dipartimento del territorio che, nell’ambito degli appalti per i lavori di manutenzione delle strade cantonali per il periodo 2015-2018, indica come per la fornitura della pietra naturale ai cavisti non viene richiesta l’adesione ad un CCL, indicando unicamente che se durante la validità dell’appalto dovesse venir stipulato un CCL di ampia adesione il committente si riserva di imporre il vincolo del suo rispetto. Per contro viene indicato come la pietra naturale debba provenire da una cava ticinese. Aspetto questo che i sottoscritti interroganti condividono ma che evidentemente fa sorgere il dubbio di come ci si preoccupi prioritariamente della provenienza della pietra ma non delle condizioni contrattuali di chi questa pietra la deve estrarre. È pur vero che la fornitura della pietra naturale non viene normalmente considerata un appalto ma una fornitura, ma questo modo di agire è sempre stato contestato in modo fermo dalla stessa associazione padronale. È pure utile ricordare come, contrariamente a quanto indicato dal Dipartimento del territorio, il settore del granito è attualmente assoggettato, per decreto di obbligatorietà emanato dal Consiglio Federale, al Contatto nazionale mantello dell’edilizia, che scadrà il 31 dicembre 2015. Bisognava quindi semplicemente indicare che questo è il contratto di riferimento per gli appalti e le forniture di pietra naturale. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare nella quale stigmatizzo con fermezza questo modo di agire e chiedo al Consiglio di Stato. 1. È a conoscenza della procedura messa in atto dal Dipartimento del territorio per l’appalto della manutenzione delle strade cantonali? 2. Non la ritiene contraddittoria con l’obiettivo di favorire l’applicazione dei contratti collettivi e del garantire una concorrenza corretta? 3. Non la ritiene contraddittoria con l’impegno dello stesso Consiglio di Stato, per tramite del suo Presidente, nel cercare di favorire un’intesa contrattuale nel settore del granito? 4. È intenzionato ad intervenire per modificare la disposizione citata? 5 Cpc edilizia: appalti solo con il rispetto del Ccl! Nel suo ultimo incontro, la Commissione paritetica cantonale dell’edilizia ha discusso la messa a concorso di un bando pubblico del Dipartimento del Territorio per la manutenzione delle strade cantonali per il quadriennio 2015–2018 nel quale il committente pubblico ha voluto aprire le porte a tutte le cave di granito ticinesi per la fornitura della pietra naturale anche se non rispettano un contratto collettivo di lavoro. Il tutto in netto contrasto con gli indirizzi politici e gli aspetti legali contenuti nella Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb). Il settore del granito è sprovvisto dal 1° gennaio 2012 di un CCL di valenza cantonale per il settore. L’Associazione Industrie Granito Ticinese (AIGT), a torto, non intende inoltre riconoscere la validità e la conseguente applicazione del Contratto Nazionale Mantello nel settore dell’edilizia principale (dichiarato di obbligatorietà generale a livello nazionale). Malgrado l’intervento di mediazione offerto dall’on. Presidente del CdS Manuele Bertoli, l’AIGT non ha concluso nessun accordo con i sindacati OCST e UNIA. Il Contratto Nazionale Mantello dell’edilizia principale continua quindi a rappresentare l’unica base contrattuale valida in applicazione della LCPubb. La prassi in questo settore prevedeva che le forniture di pietre naturali lavorate nelle cave ticinesi fossero considerate come un subappalto e quindi assoggettate alle regole dei CCL. Ci stupisce quindi la modifica di questa prassi che di fatto non permette di verificare il rispetto dei disposti dei CCL. Ultima ora Appalti pubblici A seguito dell’interrogazione (vedi qui a lato) e della presa di posizione della CPC edilizia (vedi box grigio), la Divisione delle costruzioni ha trasmesso una precisazione ai concorrenti del citato lotto manutenzione strade. Si ribadisce che solo le ditte che dispongono di una dichiarazione di rispetto del CNM edilizia principale (rilasciata dalla Commissione paritetica cantonale), e quindi riconoscono di appartenere e rispettare il suddetto contratto nazionale mantello decretato di obbligatorietà generale possono essere ammesse al concorso. Precisazione opportuna che dimostra ancora una volta due elementi cardine della vertenza con l’AIGT: solo chi dimostra di rispettare il CNM edilizia può concorrere per gli appalti pubblici; l’AIGT è sottoposta al CNM edilizia principale. Ovviamente l’OCST vigilerà sulle decisioni conseguenti. 6 Sindacato Attualità 4 dicembre 2014 il Lavoro Travail.Suisse Ulteriori misure per i lavoratori anziani D i fronte alla minaccia di penuria di manodopera specializzata, i lavoratori anziani si sono ritrovati al centro della discussione politica e sociale. Un oggetto importante è pertanto ignorato in maniera cronica: la politica di formazione per i lavoratori anziani. Apparentemente, la situazione degli over 50 in Svizzera non è drammatica: il tasso di occupazione è elevato e quello di disoccupazione inferiore rispetto alla media internazionale. Esaminando più nel dettaglio i dati, appare però che la Svizzera ha dei risultati sopra la media unicamente per quanto concerne il tasso di persone attive degli uomini qualificati tra i 50 e i 59 anni. Se guardiamo la disoccupazione di lunga durata emerge un dato inquietante: circa il 60% dei disoccupati con più di 55 anni sono senza lavoro da più di un anno, percentuale più elevata che la media OCSE. Inoltre il tasso di lunga data in questa categoria di età è nettamente peggiorato dal 2002 a oggi, passando dal 40 al 60%. Colmare il deficit della politica di formazione Oggi, quando si parla di lavoratori anziani la discussione si concentra attorno ai costi: salari, contributi elevati per la cassa pensioni ecc. Questa categoria di lavoratori sembra essere dimenticata nello scenario della politica di formazione: non sono menzionati esplicitamente né nella legge sulla formazione professionale, né nella legge sulla formazione continua adottata recentemente. «È triste in quanto è esattamente questo gruppo di età che è esposto ai rischi come quello della penuria di formazione appropriata all’età», afferma Martin Flügel, Presidente di Travail.Suisse. Questo è un tema particolarmente sensibile, siccome i lavoratori anziani rappresentano un gruppo sempre più numeroso. Secondo Jacques-André Maire, vice-presidente di Travail.Suisse, anche le imprese beneficeranno delle misure a favore dei lavoratori anziani. Le aziende potranno meglio sfruttare questo potenziale di manodopera che attualmente è stimato a 93’000 posti di lavoro a tempo pieno. Orientamento professionale e di carriera a partire dai 40 anni Urge quindi correggere la visione attuale del ruolo dei lavoratori anziani sul mercato del lavoro. Travail.Suisse mette al centro del dibattito le seguenti rivendicazioni: La Confederazione deve assicurarsi che l’orientamento professionale e di carriera sia standardizzato per gli over 40. Se necessario, si introduca l’orientamento professionale e di carriera a metà della vita lavorativa come criterio di attuazione dell’articolo 5.2 LFPr (favorire la formazione professionale dei lavoratori), nell’ordinanza sulla formazione professionale. È necessaria una politica di formazione continua, ciò significa avere anche una base di finanziamento legale, un modello di eccellenza e una «Leading House» sul soggetto «la formazione professionale e la formazione continua per gli adulti». I partner della formazione professionale devono elaborare, sotto la visione della Confederazione, una dichiarazione d’impegno sulla formazione professionale per gli adulti dando un’importanza particolare agli over 40 e mettere a disposizione 800 milioni di franchi per l’applicazione nei prossimi dieci anni. La Confederazione crei un concetto globale sul soggetto del “reinserimento professionale”, che descriva le misure di formazione necessarie e la loro applicazione con i partner della formazione professionale, gli attori della formazione continua e della politica sociale. I lavoratori anziani rappresentano oggi una zona d’ombra nella politica di formazione nazionale. La Svizzera non può permettersi questa zona d’ombra visto lo sviluppo demografico e il dibattito concernente la politica migratoria. Travail.Suisse si impegna affinché la politica di formazione nazionale trovi delle soluzioni al fine di promuovere in maniera mirata la politica di formazione e della formazione continua anche per i lavoratori anziani. Tre Valli Ramo della pittura In festa per i giubilei sindacali Trattative per il rinnovo del CCN L o scorso 27 novembre presso il ristorante Defanti di Lavorgo sono stati festeggiati gli associati che hanno raggiunto i 25, 40 e 50 anni di adesione all’OCST. Il presidente del Comitato Direttivo OCST-RTV Stefano Caserta ha salutato i presenti e si è complimentato per la fedeltà al sindacato. Il Segretario regionale Giancarlo Nicoli ha brevemente presentato l’attività sindacale di quest’anno, che ha visto il segretariato RTV impegnato su molti fronti a difesa dei diritti dei lavoratori. Il neo Vicesegretario cantonale Gianni Guidicelli ha presentato le grandi linee della nuova Pianificazione Ospedaliera evidenziando le preoccupazioni e la necessità di una vigilanza per la difesa delle strutture Ospedaliere di Faido e Acquarossa che devono rimanere un punto di riferimento per le cure e la sanità nelle regioni di montagna, a salvaguardia del principio di prossimità che deve contaddistinguere la rete sanitaria all’interno dell’EOC. È poi seguita la cena ottimamente servita e in chiusura la consegna dei regali agli associati. LEONARDO MATASCI I l CCN di lavoro nel ramo scade il 31.3.2015 a meno che una delle parti contraenti decida di inoltrare la disdetta. In vista della scadenza, abbiamo proposto dei miglioramenti. Durante le assemblee professionali li abbiamo discussi, toccando gli argomenti del tempo di viaggio, rimborso delle spese, protezione dai licenziamenti e delle indennità di vacanze. L’argomento discusso più importante è però quello dell’introduzione del prepensionamento. A questo proposito avevamo organizzato una conferenza professionale. Durante l’assemblea, i lavoratori avevano sollecitato l’introduzione del pensionamento anticipato ponendolo addirittura quale priorità nella trattativa per il rinnovo del CCN. In modo particolare avendo preso conoscenza del lavoro della speciale commissione formata da rappresentanti dei la- voratori e dei datori di lavoro, la nostra assemblea professionale aveva optato per il modello del pensionamento flessibile a 62 anni lasciando alle parti la possibilità del modello 63 anni qualora un accordo non fosse raggiunto. Inaspettatamente la parte padronale adducendo pretesti inaccettabili non ha presenziato al primo incontro di trattativa del 12 novembre. Il prossimo 11 dicembre è prevista una nuova tornata di trattative. Se questa non dovesse portare ad esiti positivi, organizzeremo a livello cantonale un’assemblea nella quale i lavoratori saranno chiamati ad esprimersi sull’introduzione di un contratto cantonale e di conseguenza ad un prepensionamento basato su parametri cantonali. Sindacato Attualità 4 dicembre 2014 il Lavoro 7 Giovani e lavoro Fuga di cervelli? GIORGIO DONINI M artedì 25 novembre, al Telegiornale serale delle 20.00, la RSI ha trasmesso un interessante servizio riguardante i giovani ticinesi che una volta terminati gli studi oltre Gottardo non rientrano più in Ticino. Stando alla RSI, nell’anno 2013/2014 erano poco più di 4’000 gli studenti ticinesi impegnati in atenei fuori dal Ticino (fonte: Ufficio federale di statistica, UST). La Romandia resta la meta privilegiata per i ticinesi: 2’244 erano infatti iscritti in università francofone. Più nello specifico avevamo 908 iscritti a Losanna, 869 a Friborgo, 298 a Ginevra e infine 174 a Neuchâtel. In Svizzera tedesca vi erano invece 1’918 studenti ticinesi, suddivisi tra i diversi atenei. A far riflettere non è tanto la presenza di studenti ticinesi in questi atenei, di fatti fino alla creazione dell’Università della Svizzera Italiana andare oltre Gottardo per proseguire gli studi era in pratica un obbligo. Il dato che più fa riflettere è la tendenza a rimanervi al termine di essi per lavorare. Sempre secondo il servizio andato in onda, che cita come fonte l’UST, negli ultimi 15 anni, 2’600 ticinesi sono rimasti nel resto della Svizzera una volta terminato il percorso formativo. Un paese ticinese di piccolemedie dimensioni sarebbe, in poco meno di 15 anni, diventato un paese fantasma, disabitato Negli anni 80 la tendenza era quella di rientrare in Ticino una volta ottenuto il diploma. Pochi restavano fuori cantone. Attualmente invece, la tendenza si è invertita, e questo a partire circa dal 2000. Molti preferiscono lavorare in Romandia o Svizzera tedesca e magari rientrare in Ticino più tardi o addirittura non tornare più. Questa tendenza dovrebbe far riflettere il nostro cantone per quanto concerne la perdita di persone qualificate e le loro competenze, che andranno di conseguenza ad altri cantoni. Per meglio capire quali possono essere i motivi che spingono un ticinese a non tornare nel proprio cantone, vi proponiamo un’intervista a Gabriele Crivelli, classe 1986, che dopo aver terminato un Master in Gestione d’impresa a Friborgo ha deciso di non tornare, trovando lavoro a Berna. Attualmente ricopre la carica di portavoce per la Svizzera Italiana e redattore web presso l’USTRA. Come mai hai scelto la Romandia per proseguire gli studi? La scelta di allontanarmi dal Ticino per proseguire gli studi è semplice da spiegare: volevo una nuova esperienza di vita via da casa, essere autonomo e ovviamente imparare meglio una nuova lingua. Logicamente, per me, studiare in tedesco presentava delle incognite maggiori a livello di riuscita, indi per cui sono finito a Friborgo. So che vi era la possibilità di studiare a Lugano, ma la mia voglia di vivere una nuova esperienza ha prevalso. In un primo tempo ho conseguito un bachelor in Economia politica, per poi proseguire con un Master in gestione d’impresa sempre nella medesima università, terminato nel 2011. Quando hai terminato gli studi quali erano i tuoi obiettivi? Avevi già l’idea di restare oltre Gottardo? Diciamo che mentre stavo per terminare l’università non avevo ben in chiaro cosa fare. In testa avevo l’idea di fare un’esperienza lavorativa fuori dal Ticino, per poi eventualmente tornarci più tardi. Sapevo che lavorare un po’ di tempo in Svizzera tedesca era un ottimo modo per «fare curriculum» e dunque eventualmente trovare un lavoro in Ticino più avanti. Avendo perso un po’ di nozioni della lingua di Goethe ho scelto di partire per un corso di perfezionamento linguistico di 3 mesi a Berlino, in Germania. Questo anche per avere maggiori sbocchi sul mercato del lavoro. Proprio mentre ero a Berlino ho visto un posto di stagista libero presso l’Ufficio federale del consumo (UFDC) e mi sono candidato. Fortuna vuole, che il responsabile si trovava a Berlino in quei giorni e da lì è partito il tutto. Lo stage è durato un anno: ho potuto perfezionare ulteriormente la lingua e farmi le ossa in ambito lavorativo. Come sei giunto all’attuale posto di lavoro? Verso la fine dello stage ho visto questo posto di lavoro in cui si cercava un italofono con buone nozioni di tedesco. Mi sono candidato ed è andata bene. Ovviamente il fatto di aver già lavorato nell’Amministrazione federale ha aiutato. E mi ritengo fortunato. La Confederazione è un ottimo datore di lavoro: offre dei corsi di formazione che sono davvero utili per arricchire il proprio bagaglio di competenze lavorative e sociali. E poi è un lavoro «bilingue»: con i colleghi devo parlare tedesco mentre il lavoro vero e proprio lo svolgo in italiano. Cosa chiedere di più? Come mai la scelta di restare lontano dal Ticino una volta terminato lo stage? Senza entrare troppo nei dettagli ritengo che la Svizzera tedesca e probabilmente anche la Romandia, con i loro mercati più ampi, offrano maggiori opportunità. Il tutto è inserito in un contesto lavorativo più stimolante. Verso fine stage, inoltre, ero ormai già ben ambientato a Berna. Infine la qualità della vita: abitare in una città ha sicuramente degli svantaggi ma penso che siano maggiori i vantaggi. Quali le difficoltà per un ticinese? Sicuramente la lingua all’inizio è un grosso ostacolo, specialmente al giorno d’oggi dove la comunicazione ha un ruolo sempre più importante. La cultura è un po’ diversa rispetto a quella ticinese, ma avendo già passato 5 anni a Friborgo non ci ho messo molto a «integrarmi» nella loro mentalità. Partire e non tornare? Classica domanda finale: pensi di tornare in Ticino un giorno? Vedremo! Al futuro per ora non ho pensato. Sto bene a Berna, ma nella vita, per restare sul classico, «mai dire mai». Ammetto che a volte la distanza dalla famiglia e dagli amici si fa sentire. E anche il Ticino, difetti compresi, manca. Penso sia normale, son pur sempre cresciuto lì. Mi piace pensare che non sarò io a prendere questa decisione a priori, ma che saranno le circostanze che la vita mi presenterà a farmi scegliere l’una o l’altra opzione. Il commento Quasi sicuramente a influenzare questo trend del «non ritorno» vi è il fatto che il Ticino da ormai parecchi anni sta vivendo un momento difficile a livello lavorativo e le possibilità di trovare un impiego si riducono sempre più. Ricordiamo come per i giovani alle prime esperienze il tempo passato senza lavoro tra il termine della formazione e il primo impiego si stia sempre più allungando. L’OCST aveva affrontato questo problema durante il tradizionale ritrovo del primo maggio del 2013. Sempre più studenti optano quindi per restare fuori cantone sperando, e molto spesso trovando, condizioni lavorative migliori. Un dato eloquente che risalta le difficoltà del nostro cantone è il tasso di disoccupazione, tra i più alti in Svizzera. Non dimentichiamo inoltre il netto aumento delle persone in assistenza, più di 8’000 attualmente. Non da ultimo, nel resto della Svizzera, il mercato è più ampio: essendoci maggiori possibilità offre a dei giovani, anche con poca o nessuna esperienza, più sbocchi. Senza omettere che il settore terziario ticinese, settore nel quale si indirizza la maggior parte degli studenti ticinesi e fino a poco fa considerato il settore di riferimento per i «nostrani», negli ultimi anni è particolarmente sotto pressione: basti pensare anche solo all’ultimo caso di licenziamenti collettivi (BSI). Infine pure gli stipendi giocano un ruolo importante, è innegabile. In Ticino si parla spesso di dumping salariale, in tutti i settori in cui non vige nessun minimo salariale. 8 Sindacato Attualità 4 dicembre 2014 il Lavoro Inchiesta sulla popolazione attiva Conciliare vita professionale e vita familiare Il 35% della popolazione residente tra i 15 e i 64 anni si occupa regolarmente di custodire bambini o adulti. La maggior parte di quest’ultime sono attive sul mercato del lavoro. Un quinto delle persone che si assumono dei compiti di presa a carico, circa 353’000 persone, affermano che questi compiti limitano la loro attività professionale. Nella ricerca effettuata la maggior parte delle persone intervistate sono attive professionalmente (86% degli uomini, 69% delle donne). Cifre introduttive Secondo l’inchiesta svizzera «Conciliare vita professionale e vita familiare» del 2012, il 35% della popolazione residente in modo permanente, tra i 15 e i 64 anni, svolge regolarmente almeno un compito di custodia di bambini o adulti. In cifre stiamo parlando di circa 1,9 milioni di persone. Non sorprende che siano soprattutto i compiti di custodia dei bambini con meno di 15 anni nella propria famiglia, a essere i più frequenti. Questi compiti concernono un quarto delle persone (25%) tra i 15 e i 64 anni, mentre l’8% curano dei bambini di altre famiglie e il 6% si occupa regolarmente degli adulti (membri della famiglia o conoscenti malati, anziani o andicappati, che hanno più di 15 anni). Le persone nella fascia di età 25-54 anni sono proporzionalmente le più numerose ad occuparsi di altre persone. Come compito principale vi è la custodia dei figli nella propria famiglia. Le donne se ne occupano maggiormente rispetto agli uomini in tutti i compiti di custodia. Le donne tra i 55 e i 64 anni sono il grup- Custodia complementare alla famiglia Un bambino su due è regolarmente affidato ad un ambito extra familiare Nel 2013, in Svizzera, il 60% dei bambini tra 0 e 12 anni era custodito in un ambito extra familiare o extra scolastico. Globalmente, il ricorso alla custodia è significativamente più importante quando i bambini sono in età prescolastica (0-3 anni: 74%) di quando si trovano nella fascia d’età scolastica (4-12 anni: 54%). La custodia non istituzionale è il tipo di custodia più utilizzato L’analisi del ricorso alle varie forme di custodia complementare mostra che, indipendentemente dall’età dei bambini, la custodia assicurata da persone vicine alla famiglia (parenti, conoscenti, po che si occupa maggiormente degli adulti (17%). La parte corrispondente tra gli uomini della stessa fascia di età si attesta al 9%. Per quanto concerne il tempo di lavoro delle donne che si occupano di custodia, esse lavorano maggiormente a tempo parziale o con percentuali ridotte rispetto a coloro che non hanno compiti di custodia. Flessibilità del tempo di lavoro per ragioni familiari Il 71% delle persone che custodisce altre persone regolarmente, può spostare, generalmente di un’ora, l’inizio e la fine della loro giornata di lavoro. Gli uomini possono usufruire di questa possibilità un po’ più spesso (67% donne, 75% uomini). Il 56% delle persone attive professionalmente e che svolge compiti di custodia può generalmente prendere dei giorni di congedo per ragioni familiari senza dover usufruire dei giorni di vacanza. La possibilità di ricorrere, per ragioni familiari, ai due tipi di lavoro flessibile appena menzionati, dipende dal settore economico in cui si è impiegati. Coloro che sono occupati nelle sezioni «insegnamento», «trasporti e magazzinaggio» e «costruzioni» beneficiano di questa possibilità meno della media. Al contrario, coloro che rientrano nelle categorie «attività specializzate e scientifiche», «informazione e comunicazione», «amministrazione pubblica» e «agricoltura e selvicoltura» beneficiano più vicini) o da personale domestico (tata, ragazzo/a alla pari, babysitter) è il tipo di custodia più utilizzato: il 44% dei bambini da 0 a 12 anni è custodito almeno un’ora alla settimana dalle persone private menzionate. Questi modi di custodia non istituzionali sono utilizzati principalmente tra 1 e 9 ore alla settimana, per delle custodie quindi di corta durata. Il 30% dei bambini tra 0 e 12 anni usufruisce di almeno un tipo di custodia istituzionale, che siano l’asilo nido, dei centri extrascolastici o le mamme diurne. Il 20% dei bambini in età prescolastica frequenta un asilo o usufruisce dei servizi di una mamma diurna tra 10 e 29 ore alla settimana, contro il 14% che ne usufruisce solamente tra 1 e 9 ore e il 5% per 30 ore e più. Al raggiungimento dell’età della scolarizzazione obbligatoria (dai 4 anni), il tempo di custodia istituzionale si riduce significativamente. spesso di queste due possibilità. Nel settore «sanità e socialità» la proporzioni delle persone che possono spostare di un’ora l’inizio o la fine della giornata di lavoro è inferiore alla media. Nel medesimo settore si è invece al di sopra della media con la possibilità di prendere un congedo per ragioni familiari. Se osserviamo i grandi gruppi professionali, si riscontrano anche qui delle differenze abbastanza importanti. I quadri, gli impiegati amministrativi e gli agricoltori/selvicoltori affermano di poter prendere dei giorni di congedo per ragioni familiari senza intaccare il conteggio delle vacanze e di spostare l’inizio e la fine della loro giornata. Mentre coloro che svolgono professioni intellettuali e scientifiche si situano al di sotto della media. Raffronto europeo: la Svizzera si distingue dagli altri Paesi per il tasso elevato di ricorso alla custodia istituzionale In Svizzera, la percentuale di bambini di meno di 3 anni custoditi in strutture formali (istituzionali e scolastiche) si avvicina alla media europea (quasi 30% nel 2012). Per contro, la percentuale di bambini della stessa età custoditi in un ambito non istituzionale è nettamente più elevata che nella maggior parte dei Paesi europei: 55% in Svizzera, contro 43% in Italia, 38% in Austria, 29% in Francia e 13% in Germania. Questi risultati devono tuttavia essere considerati in maniera relativa rispetto al numero d’ore medio di custodia alla settimana: in effetti, in Svizzera, l’intensità della custodia formale o non istituzionale è una delle più basse nel raffronto europeo (17 ore in Svizzera contro 26 in media europea per il settore formale, 13 contro 21 per il settore non istituzionale). Sindacato Attualità 4 dicembre 2014 il Lavoro Restrizioni nell’attività professionale Circa un quinto di coloro che curano regolarmente bambini o adulti affermano che questi compiti limitano la loro attività professionale. In totale stiamo parlando di circa 353’000 persone. Le donne sono maggiormente limitate rispetto agli uomini (25% contro 11%). Nelle donne, quelle che assicurano compiti di custodia di bambini nella propria famiglia si dicono maggiormente limitate rispetto a coloro che si occupano di adulti (31% contro 17%). Va da sé che questo dato è facilmente spiegabile tramite il fatto che un bambino ha degli orari «obbligatori» da rispettare (scuola, hobby,…) che incidono maggiormente sull’orario possibile di lavoro. Mentre, per quanto concerne la cura di un adulto, gli orari sono un po’ più autonomi e flessibili. Desiderio di organizzare diversamente la vita professionale Il 21% delle persone attive professionalmente e che si occupa della cura di bambini o adulti desidererebbe organizzare la loro vita professionale in modo diverso se i compiti di cura fossero svolti da altri. Circa un terzo delle donne che si occupano dei propri bambini in famiglia come pure un quinto di coloro che si occupa di adulti aspirano a un cambiamento. Se consideriamo il tipo di cambiamento desiderato, ci ritroviamo con un modello abbastanza chiaro: le femmine vorrebbero lavorare di più (19%) se la questione della custodia dei bambini non fosse affidata a loro oppure risolta in un’altra maniera. Gli uomini con gli stessi compiti, vorrebbero invece diminuire l’orario di lavoro. Il 32% delle persone inattive che svolge dei compiti di custodia di bambini o adulti vorrebbe rientrare nel mercato del lavoro e ridurre così i compiti di custodia. Questo fenomeno toc- ca circa 130’000 persone. Per le persone che custodiscono bambini della propria famiglia, 4 su 10 vorrebbero tornare a lavoro. Il 17% delle donne che custodisce i figli della propria famiglia non può lavorare o aumentare il tasso di occupazione proprio per via della mancanza di possibilità di «liberarsi» da questi doveri. Riduzione del tempo di lavoro o interruzione dell’attività professionale Nell’inchiesta, abbiamo chiesto alle persone con un o più bambini di meno di 9 anni nella loro famiglia e alle persone che si occupano regolarmente degli adulti, di indicare se in passato avessero ridotto il tempo di lavoro o interrotto la loro attività professionale per almeno un mese per delle ragioni di custodia, escludendo il congedo maternità. Il 41% delle femmine e il 13% degli uomini il cui bambino più giovane ha meno di 9 anni hanno affermato di aver ridotto il loro tempo di lavoro per almeno un mese per occuparsi del figlio. Per la maggior parte di questa categoria, la riduzione del tempo di lavoro non si è prolungata per più di 12 mesi. Il 30% delle donne il cui bambino più giovane presente in famiglia ha meno di 9 anni, ha interrotto il lavoro per poter curare il proprio bimbo. Gli uomini interrompono meno frequentemente il proprio lavoro per questa ragione. Per la maggior parte delle persone toccate dall’interruzione, questa non supera generalmente i 12 mesi. Accade invece meno spesso che le persone riducano o interrompano il proprio lavoro per custodire degli adulti. Solo l’11% afferma di aver ridotto il tempo di lavoro per un mese e il 7% per più di un mese. Fonte: «Conciliation de la vie professionnelle et de la vie familiale», UST Adattamento G.D. Ecopop Evitati danni maggiori T ravail.Suisse è sollevata dal risultato scaturito dalle urne di questo weekend concernente l’iniziativa Ecopop. I peggiori danni minaccianti il mercato del lavoro svizzero sono stati evitati. È però ora importante trovare una via, nel quadro dell’applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, che garantisca un seguito agli accordi bilaterali. Allo stesso tempo, urge migliorare la protezione dei salari e delle condizioni di lavoro per lottare contro il malessere espresso dalla popolazione riguardo la libera circolazione. Travail.Suisse si rallegra che il popolo abbia respinto una regolazione rigida dell’immigrazione e un aumento dei frontalieri e dei beneficiari di autorizzazioni di soggiorno di corta durata, in quanto ciò non portava sicuramente una soluzione reale ai problemi del mercato del lavoro. Urge trovare delle soluzioni per il deterioramento del mercato del lavoro Rifiutando l’iniziativa Ecopop, il popolo sviz- zero ha preso una decisione importante, che ci mette al sicuro dai grandi pericoli minaccianti il mercato del lavoro svizzero. Ciononostante, la protezione del mercato del lavoro è un tema importante per il futuro. Nel quadro dell’applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, è dunque essenziale che non si verifichi un deterioramento del mercato del lavoro e che gli accordi con l’Unione europea possano essere preservati. La protezione dei salari e delle condizioni di lavoro può essere garantita estendendo maggiormente i contratti collettivi di lavoro e introducendo dei salari minimi regionali e specifici per ogni settore, senza dimenticare un partenariato sociale che funzioni. «Una protezione effettiva dei salari e delle condizioni di lavoro è una condizione base affinché tutti i lavoratori possano partecipare alla crescita economica» ha affermato Gabriel Fischer, responsabile delle politica economica di Travail.Suisse. 9 Locarno Incontro con i lavoratori del futuro M artedì 25 novembre, a Locarno, i colleghi Leonardo Matasci, Luca Camona e Robertino Bay hanno incontrato gli allievi degli Istituti Santa Caterina e Sant’Anna che stanno portando a termine il percorso formativo quali impiegati di commercio. L’intervento dei colleghi si è focalizzato sugli aspetti e le particolarità dei contratti collettivi, come leggere la busta paga, l’importanza del sistema previdenziale e su come si sia evoluto nel corso degli anni (dalla nascita dell’AVS in poi). Al pomeriggio informativo, a cui erano presenti una quarantina di ragazzi e la Direzione dell’Istituto, è seguito un vivace dibattito con domande pertinenti e puntuali, a dimostrazione dell’interesse suscitato dall’intervento dei sindacalisti OCST. Il collegio dei docenti oltre a ringraziare i sindacalisti intervenuti ha già chiesto la disponibilità per eventuali eventi simili in futuro. Gruppo donna-lavoro Rinasce il comitato allargato DAVINA FITAS M artedì 25 novembre 2014, presso il Segretariato di Mendrisio, si è tenuto il primo incontro allargato del gruppo donna-lavoro OCST, al quale hanno partecipato con entusiasmo una decina di nostre associate pronte ed interessate ad affrontare e discutere con noi le problematiche ed i temi legati al mondo del lavoro dal punto di vista femminile. L’incontro è stato l’occasione per ripercorrere la storia di questo gruppo, la cui nascita risale alle origini del nostro sindacato negli anni ‘20, e per presentare le iniziative recenti, attuali e future. Nel corso di una discussione libera ad ampio raggio, sono emersi molti temi interessanti tra i quali il congedo maternità, il rientro al lavoro dopo il congedo maternità, il lavoro part-time e orari scolastici e servizio dopo scuola. L’obiettivo è di poterci incontrare e collaborare, anche solo condividendo idee e punti di vista, per organizzare manifestazioni, dibattiti e iniziative di sensibilizzazione che contribuiscano a migliorare concretamente le condizioni di lavoro. Info http://donna-lavoro.ocst.com [email protected] 10 Sindacato Lavori in sotterraneo 4 dicembre 2014 il Lavoro Approfondimenti Minatore «usa e getta» Ringrazia ancora Santa Barbara, patrona dei minatori e si definisce «un miracolato». Il 16 aprile 2010, Arnaldo Mondini è rimasto schiacciato sotto un masso di 2 metri cubi mentre lavorava nel tunnel del Monte Ceneri a Camorino. È rimasto in cure intense per oltre un mese tra la vita e la morte. Oggi si è rimesso, vuole tornare a lavorare, ma trova porte chiuse: Non voglio la carità, mi sento un minatore «usa e getta». SIMONETTA CARATTI È da 35 anni che Arnaldo Mondini, detto «Nando» lavora nelle viscere della Terra tra esplosivi e frese, a temperature tropicali, rischiando a ogni respiro la sua vita e quella della sua squadra. Nel gergo dei minatori è «un Polier»: l’anziano che gestisce e organizza la squadra. Originario della Val Camonica nel Bresciano, il minatore negli ultimi 12 anni è stato impiegato per Alp-Transit a Faido, Sedrun, al portale Nord del Ceneri e alla Vedeggio-Cassarate. Oggi vive a Sementina. «Faccio il minatore da quando avevo 18 anni, sono stato anche nelle miniere in Sudafrica», dice. La sua esperienza è stata preziosa per gli scavi in Svizzera. Arnaldo era sempre il primo e l’ultimo a togliersi l’elmetto. Poi quel maledetto 16 aprile 2010, qualcosa va storto in galleria: «L’infortunio può succedere a tutti. Ho avuto tanta solidarietà, ma quando ho chiesto di tornare a lavorare mi hanno chiuso la porta. Mi sento come un cavallo che non tira più il carretto e quindi viene mandato al macello». Sacrificato sull’altare dell’efficienza. La sua storia fotografa lo spaccato di un’economia, sempre più orientata solo al profitto: sui cantieri ogni minuto è prezioso, se un tempo si poteva valorizzare anche chi non era al top, oggi chi non rende, oltre il massimo, è fuori. «Posso lavorare al 50%, ma sui cantieri non vogliono un mezzo invalido. Mi sento come un numero. È così anche per altri miei colleghi». Lo dice con frustrazione mentre ci mostra diverse foto, che lo ritraggono al lavoro in galleria. L’infortunio non è una colpa, ma può diventare un macigno insopportabile. Sotto quel masso non respiravo più Durante l’incidente, Arnaldo è rimasto cosciente: «È stata una fatalità», dice. Così ha decretato anche la magistratura. Lui ricorda tutto. Come sempre dopo un’esplosione, la squadra aveva pulito la roccia, ma improvvisamente un masso si stacca: «Scappando sono inciampato e mi è arrivato addosso, schiacciandomi dalla clavicola fino alla caviglia sinistra. Non respiravo più. Pensavo di morire», ricorda. Prontamente un collega solleva il macigno con la scavatrice. L’uomo rischia tutto: può uccidere o salvare Arnaldo. «Ricordo che mio figlio, anche lui minatore, mi teneva la mano, mi parlava, per non farmi addormentare». Quando si sveglia al Pronto Soccorso, Arnaldo vede al suo fianco Lorena, la sua compagna. Il dottore inizia a elencarle i problemi: polmoni perforati, tutte le costole rotte, come pure sterno e clavicola, emorragie interne. Ma il problema più grave è la milza sanguinante: «Il medico disse che se si rompeva, Arnaldo sarebbe morto. Non potevano operarlo in quelle condizioni». Non prometteva nulla di buono nemmeno la sua gamba sinistra: «Era attaccata con un lembo di pelle e infettata per via della terra. Parlavano di amputazione. Dissi al medico: meglio senza una gamba che morto», ricorda Lorena. Licenziato nel giorno del mio compleanno Un quadro clinico disperato. Ma dopo un mese di coma in cure intense e un mese e mezzo di ricovero Arnaldo esce dalla fase cri- © AlpTransit San Gottardo SA tica e inizia la sua lenta ripresa. «All’ospedale San Giovanni mi hanno riattaccato la gamba facendo un ottimo lavoro. A Basilea mi hanno sistemato tendine e ginocchio. Ho subito una decina di operazioni», dice l’uomo. «I medici erano stupiti, Arnaldo è un miracolato», aggiunge Lorena. Insieme hanno un figlio di 12 anni da crescere. Devono pensare al futuro. Da minatore guadagnava attorno ai 7’000 franchi. Oggi c’è l’invalidità, la Suva e la disoccupazione. Zoppica leggermente, ma altrimenti il suo corpo non porta evidenti segni del calvario che ha passato. L’unico obiettivo del minatore è tornare a lavorare. «Non so stare a casa senza far nulla» dice. Per Suva e Ai, il minatore è abile quasi al 50% con alcune restrizioni. E così succede nel settembre 2012, a due anni e mezzo dall’incidente, la Suva fa un tentativo di reinserimento. Arnaldo torna sul cantiere di Camorino per sei mesi: «Mi spostavo in pick-up e davo istruzioni per i lavori». Poi il 28 febbraio la nuova batosta: «Era il mio compleanno, mi dissero che ero licenziato». A nulla serve l’intervento del sindacato Ocst (vedi sotto). Un duro colpo per il minatore.«Non voglio la carità di nessuno, so che la mia esperienza è utile sui cantieri», dice. Non si arrende. Ma a marzo 2016, finirà l’indennità di disoccupazione. Chi rischia la vita per costruire le gallerie della Svizzera un tempo riceveva, forse, più rispetto. Pubblicato su laRegioneTicino 8 ottobre 2014 Il Sindacato OCST Fretta, pressione e concorrenza spietata sono nemici dei cantieri «La concorrenza in Ticino è spietata e per chiudere un appalto si tira sui prezzi, si va sempre più al ribasso, mettendo spesso sotto pressione i lavoratori per rispettare i tempi. Oggi bisogna rendere e lavorare a ritmi serrati, non c’è più posto per chi ha un handicap ma tanta esperienza», spiega Roberto Cefis, responsabile dei lavori in sotterraneo per l’Organizzazione cristiano sociale (OCST). Il sindacalista conosce bene la realtà di Alp-Transit, conosce i minatori, il loro lavoro, i rischi che corrono ogni volta che entrano nelle viscere della Terra. Ha seguito, passo dopo passo, il calvario e il recupero del minatore Arnaldo Mondini. «Il suo licenziamento era a norma. Non sono state fatte irregolarità, ma c’è una riflessione etica da fare. È disumano vedere questi minatori trattati come dei numeri: hanno dato il loro sudore e il loro sangue per costruire la galleria», dice Cefis. Lavoratori trattati come dei numeri In media in Ticino ci sono due morti l’anno per incidenti sui cantieri in seguito a un infortunio sul lavoro. Nel 2012 si sono contati 203 infortuni professionali ogni mille lavoratori a tempo pieno in Ticino nel settore della costruzione. «Ogni incidente è uno di troppo, perché dietro c’è una famiglia, c’è parecchio dolore a cui si aggiunge la frustrazione, in alcuni casi, di non contare più nulla. Quando ti chiudono la porta in faccia è dura. Posso confermare che Mondini sta cercando lavoro ovunque, anche in Svizzera interna, ma per ora con nessun risultato». Le spese medie per un infortunio si aggirano attorno ai 1’420 franchi ad assicurato nelle costruzioni, le più elevate in assoluto, seguite dall’industria mineraria (988 franchi) e la gestione dei rifiuti (945 franchi). I numeri 186 infortuni professionali ogni mille lavoratori a tempo pieno in Ticino nelle costruzioni nel 2013. A livello svizzero sono 192. (I morti in Ticino sono in media 2 all’anno). 231 infortuni professionali ogni mille lavoratori a tempo pieno in Ticino nelle costruzioni nel 2000. A livello svizzero erano 252. Sindacato Attualità 4 dicembre 2014 il Lavoro 11 Settore energetico Assemblea e rinnovo del comitato L’ assemblea del Sindacato Cristiano Sociale settore energetico della Svizzera italiana, si è tenuta al ristorante San Martino di Camorino alla presenza dei dirigenti OCST, il presidente Bruno Ongaro, il segretario cantonale Meinrado Robbiani, il vice segretrario cantonale Gianni Guidicelli, i segretari regionali Marco Pellegrini e Giancarlo Nicoli e cinquanta associati. Dopo la relazione del Presidente Sandro Matasci, il responsabile OCST del settore energetico Giancarlo Nicoli ha espresso il ringraziamento ai membri di comitato che hanno lasciato la carica: il pres. Sandro Matasci, il vice pres. Luciano Mazzoncini, il cassiere Gianfranco Capri e i membri Carlito Castelli, Flavio Fabbris e Sergio Pelloni. Particolare riconoscenza è stata espressa nei confronti di Sandro Matasci, da oltre 51 anni socio attivo dell’OCST e membro di comitato e per molti anni anche vice presidente della Commissione Dipendenti AET. La serata è stata in suo onore per festeggiarlo e ringraziarlo per il suo impegno in qualità di Presidente del sindacato del settore energetico dal 1989 al 2014. In questi 25 anni è stato costantemente punto di riferimento dell’intero settore, dando un aiuto apprezzato ed indispensabile al segretariato OCST-RTV in stretta collaborazione con Giancarlo Nicoli. L’assemblea lo ha proclamato presidente Onorario del settore energetico. Il presidente OCST Bruno Ongaro ha portato un saluto, complimentandosi per il dinamismo dimostrato negli anni da questo settore. È poi stata la volta del segretario cantonale Meinrado Robbiani che ha ringraziato Sandro Matasci per l’esempio che ha dato durante tutti questi anni di presidenza. Ha evidenziato l’importanza di una presenza OCST proprio nel settore energetico che è il supporto principale al mondo dell’economia. Il Ticino grazie alle sue risorse idroelettriche può ulteriormente accrescere questo potenziale, preparandosi alla riversione prima del Lucendro e poi dei grandi impianti idroelettrici della Maggia e della Blenio attraverso il braccio operativo dell’AET, l’azienda pubblica più importante del Cantone. Da ultimo ha formulato gli auguri di un proficuo lavoro al nuovo comitato, capitanato da Andrea Finazzi, definito da Giancarlo Nicoli nipote d’arte, in quanto agli albori della sua attività all’OCST ha avuto il privilegio di già collaborare con il nonno Ugo Finazzi, che negli anni settanta era presidente della sezione Edili di Leventina. L’intera serata è stata piacevolmente allietata dai canti popolari della Vox Blenii, della quale fa parte anche il collega Gianni Guidicelli. Una serata ottimamente riuscita a soddisfazione di tutti i partecipanti. Comitato Cantonale Finazzi Andrea, Presidente; Bondietti Patrizio, Vice Presidente Matasci Sandro, Presidente Onorario Belli Valerio, Bonetti Paolo, Chuard Nicolas, Negri Giacomo, Nicoli Simone, Tagliabue Sophie. Commissione di revisione Crivelli Gianfranco, Cadlolo Eros Rappresentante OCST Nicoli Giancarlo Rapporto presidenziale l l presidente Sandro Matasci con grande emozione ha presentato il suo ultimo rapporto presidenziale, ripercorrendo con nostalgia oltre vent’anni di impegno profuso in favore del settore da lui rappresentato. «Nel mese di gennaio 1989 fui nominato presidente del nuovo «Sindacato Cristiano Sociale dei dipendenti e pensionati delle aziende del settore energetico della Svizzera Italiana». Questa carica l’ho accettata con grande determinazione, cercando di continuare l’encomiabile attività del predecessore amico Pietro Robertini. Ma il nostro sindacato ha radici ben più lunghe. Fu proprio sotto la guida promotrice di Mons. Del-Pietro che il 25 gennaio 1938 si diede avvio alla sezione «Organizzazione Cristiano Sociale delle centrali elettriche della Leventina» nominando il primo comitato sezionale OCST. Ben 76 anni fa. Attività 2013 - Sabato 21 settembre 2013 in una bella giornata d’autunno, con un gruppetto di associati abbiamo visitato lo spazio tematico allestito al Sasso San Gottardo, un’esperienza particolare e affascinante. Al termine della visita, nella sala dell’albergo San Gottardo, si è tenuta l’assemblea annuale. Il comitato si è riunito nel mese di maggio del corrente anno e ha proposto l’annuale assemblea a Camorino con la partecipazione del gruppo Vox Blenii con il ricco repertorio di canti e musica popolare. Grazie alla buona e attenta amministrazione del nostro patrimonio, da parte del comitato, il periodo in esame è ancora una volta sotto ogni aspetto positivo (il segretario Carpi illustra nei dettagli la situazione finanziaria 2013). Il mondo dell’energia elettrica è in fase evolutiva con sostanziali cambiamenti dovuti alla liberazione totale del mercato che avverrà entro 3 anni. L’AET bene ha fatto acquistando il pacchetto maggioritario delle azioni SES, così ha allargato attività e competenza riportando in mano ticinese un grande distributore energetico per il Cantone. Il sindacato settore energia, auspica pure il ritorno in mano ticine- si degli impianti Maggia e Blenio, previsto tra il 2035 e il 2048. Questo passaggio permetterà al Ticino di mantenere il controllo delle sue grandi risorse idroelettriche, con particolare attenzione alla promozione economica e al benessere di tutta la comunità, come pure alla salvaguardia dei posti di lavoro nel nostro Cantone. A questo proposito voglio invitare i politici presenti nel nostro sindacato OCST a prestare la massima attenzione alle future modifiche legislative in Gran Consiglio, nel preservare gli interessi della nostra Azienda Elettrica Cantonale. Cari amici e amiche vi rammento che l’efficacia e la forza del sindacato dipende in grande parte dal vostro sostegno. Il vostro presidente invita tutti a fare campagna di sostegno nell’acquisizione di nuovi soci, dentro i rispettivi posti di lavoro. Concludo questo mio rapporto ringraziando cordialmente i colleghi di comitato, in particolare il nostro solerte e dinamico segretario regionale Giancarlo Nicoli. Grazie». Sindacato Formazione 12 4 dicembre 2014 il Lavoro CENTRO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE Via S. Balestra 19 6901 Lugano Tel. 091 921 26 00 Fax 091 921 26 66 Altre sedi: Locarno/Bellinzona Mendrisio ff RECUPERO FORMAZIONE DI BASE BB Custode di immobili: da gennaio 2015, martedì e giovedì, 19.10-22.00, sabato 8.30-12.30 e 13.30-16.00, 401 ore. Costo: fr. 5’544.- (+ materiale didattico fr. 300.-). Serata informativa il 5 dicembre. BB Gessatore Art. 33: da gennaio 2015, venerdì 18.00-22.00, sabato 8.30-12.30 e 13.30-16.00, 2 anni. Costo: fr. 2’000.-. ff INFORMATICA BB Web Creator - Lugano: dal 20 gennaio 2015, martedì e giovedì, 18.00-22.00, 220 ore. Costo: fr. 2’500 soci e non soci. BB Word avanzato - Lugano: dal 13 gennaio 2015, lunedì e mercoledì, 19.00-22.00, 45 ore. Costo: fr. 525.- soci e fr. 825.- non soci. ff CONTABILITÀ BB Contabilità avanzata: dal 9 dicembre, martedì, 19.00-22.00, 18 ore. Costo: fr. 180.- soci, fr. 300.- non soci. BB Contabilità Banana - Lugano: dal 15 gennaio 2015, martedì e giovedì, 19.0022.00, 40 ore. Costo: fr. 470.- soci, fr. 730.non soci. BB Preparazione certificato cantonale di contabilità - Lugano: dal 26 novembre, Il calendario completo dei corsi è consultabile sul sito www.cfp-ocst.ch e www.formatlingua.ch [email protected] www.cfp-ocst.ch www.formatlingua.ch mercoledì, 19.00-22.00, 60 ore. Costo: fr. 750.- soci, fr. 900.- non soci. braio 2015, 09.00-12.00 e 13.00-16.00, 192 ore. Costo: fr. 1’920.- soci, 3’200.- non soci. ff LINGUE LUGANO BB Italiano sul posto di lavoro: dal 19 gennaio 2015, 19.00-22.00, lunedì e mercoledì, 48 ore. Costo: fr. 288.-. BB Inglese A1 (1. modulo): dal 19 gennaio 2015, lunedì, 19.00–22.00, 48 ore. Costo: fr. 480.- soci, fr. 640.- non soci. BB Russo A1 (1. modulo): dal 4 febbraio 2015, il mercoledì, 19.00-22.00, 48 ore. Costo: 480.- soci, 640.- non soci. ff VENDITA BB Marketing esperienzale - Lugano: 1219-26 gennaio e 2 febbraio, 08.30-17.00, 30 ore. Costo: fr. 300.- soci, fr. 500.- non soci. ff LINGUE LOCARNO BB Tedesco A1 (1. modulo): dal 13 gennaio 2015, il martedì, 19.00-22.00, 48 ore. Costo: fr. 480.- soci, fr. 640.- non soci. ff EDILIZIA BB AutoCAD 15 - Lugano: dal 19 gennaio 2015, lunedì e mercoledì, 18.00-21.00, 30 ore. Costo: soci fr. 400.-, non soci fr. 600.-. ff MECCANICA BB CNC macchine a controllo numerico: dal 26 gennaio 2015, lunedì, mercoledì e venerdì, 18.30-21.30, 48 ore. Costo: fr. 720.- soci, fr. 900.- non soci. ff COMMERCIO BB Corso di segretariato - Lugano: dal 2 feb- Custode di immobile Serata informativa È in programma da gennaio la settima edizione del corso biennale di custode di immobile. Il corso è ideale per sostenere l’esame per l’ottenimento dell’attestato professionale federale (APF) di custode, ma anche per svolgere in modo qualificato e professionale questo lavoro. La formazione si rivolge a chi possiede un AFC e/o ha un’esperienza pluriennale come custode. Il corso si svolge il martedì, il giovedì sera e il sabato mattina ed è concepito a moduli che alternano teoria e pratica. Incontro informativo: venerdì 5 dicembre, ore 17.00, Centro di formazione professionale OCST, Via Balestra 19, Lugano. Chi intende partecipare è pregato di annunciarsi presso la segreteria (091 921 26 00). PROGETTO MOSAICO La Formazione: quale futuro? A bbiamo partecipato alla conferenza organizzata dallo IUFFP lo scorso 18 novembre a Paradiso nell’ambito del progetto «Officina delle idee». I relatori, moderati da Fabio Merlini, si sono interrogati e hanno dialogato con il pubblico sul concetto di Formazione e come renderla un interlocutore credibile e qualificato delle politiche di sviluppo e di innovazione. La Formazione è un argomento su cui da anni si dibatte, in particolare sul significato che si vuole attribuire al processo formativo. Ci ha colpito in particolar modo l’intervento del prof. Gian Piero Quaglino che molto ha scritto su questo argomento come «La scuola di vita - Manifesto della terza formazione», edito da Raffaello Cortina Editore, 2011 e ha curato per i tipi di Cortina «Formazione – i metodi», 2014. Gian Piero Quaglino ha sottolineato in particolar modo l’importanza di stare nell’incertezza e accogliere ciò che ci interpella in questa fase ma soprattutto non soffermarsi solo allo sviluppo delle competenze poiché una formazione senza cultura è destinata a fallire. La Formazione personale, professionale o sociale, è un processo che porta gli individui ad attivare non solo competenze specifiche, ma coinvolge la persona nella sua globalità a livello intrapsichico ed interpersonale. Quaglino, facendo riferimento a Edgar Morin, ha ricordato che una teoria non è la conoscenza ma permette la conoscenza, una teoria non è un punto di arrivo ma una possibilità di partenza e infine che una teoria non è una soluzione ma la possibilità di trattare un problema. Inoltre nel definire il concetto di Formazione, Gian Piero Quaglino, ha evidenziato le quattro «i» che la rendono significativa: «inutile», «interrogazione», «intuizione», «individuo». All’inutile ha legato l’aspetto della cultura che non può essere slegata dalla Formazione e che purtroppo spesso dal mondo economico ha poca considerazione. È necessario lasciarci interrogare da tutto ciò che accade durante il processo formativo. Sviluppare l’aspetto intuitivo per aprirsi all’incontro della conoscenza e infine ricordarsi che il soggetto del processo formativo è un individuo ossia un’unità indivisibile. Tra le molti riflessioni della serata ci ha colpito la metafora di Quaglino quando ci ha invitati a uscire dalla grande autostrada della Formazione e cercare, percorrere il proprio sentiero. «La vita di ogni uomo è una vita verso se stesso, il tentativo di una vita, l’accenno di un sentiero». Hermann Hesse Info e commenti Team Progetto Mosaico: Marina Bernardo Ciddio [email protected] Emanuela Pigò [email protected] Paolo Cicale [email protected] Tel. 091 921 26 00 4 dicembre 2014 il Lavoro In internet www.ocst.com CERCO collaboratori XX traduttore per contrattualistica legale e documentazione contabile scritta in lingua italiana, russa, ucraina, polacca, possibilmente analoga esperienza presso altre imprese o studi professionali; essenziale esperienza comprensione, lettura e traduzione contratti commerciali e finanziari, bilanci aziendali imprese italiane, russe, ucraine, polacche. Orario iniziale almeno 4 ore settimanali (totale almeno 16 ore mensili). CSC Compagnia Svizzera Cauzioni S.A. Direzione Generale, via Gerolamo Porta 2, 6830 Chiasso. Tel. +4191 2103295. Fax +4191 2103297. XX consulente (Real Estate Asset and Portfolio Management) per Società svizzera attiva nella realizzazione di soluzioni software per l’Asset e Portfoliomanagement d’immobili sede Lugano-Agno. Requisiti: titolo universitario campo Informatica/Informatica applicata all’economia (Università o Politecnico), interesse finanza e gestione immobiliare; conoscenza D o inglese. Candidature: michele. [email protected], tel. +41(0)43 5013115. XX addette al cucito a macchine industriali (Lineari, Tagliacuci) esperte, max 43 anni. Cruna SA, Chiasso. Tel. 091 6835479, primo pomeriggio, solo idonee. Per le posizioni seguenti curriculum a: [email protected] XX giovane segretaria unica, (50-80%) Società di Servizi in centro Lugano, disponibile a trasferte nella sede in Svizzera Tedesca 2-3 volte al mese, Formazione commerciale o analoga, esperienza, ottimo D, preferenziale lo svizzero tedesco. XX un/una General Manager per Azienda settore CERCO lavoro XX pizzaiolo esperto, conoscenze spagnolo, inglese, francese, greco, rumeno. Tel. +41 766440687. XX laureata, esperienza settore impiegatizio Tel. 076 6934101. XX cuoca con esperienza residente nel Mendrisiotto, per lavoro invernale o rimpiazzi, tel. 079 79 37 322. XX gessatore diploma AFC, esperienza pluriennale, cerca lavoro in Ticino e oltre Gottardo. Tel. +39 339 756 03 14 o 0041 76 729 96 28. XX assistenza domiciliare per anziani e malati, esperienza, zona Luganese. Tel. +39 333 4057747. XX aiuto pizzaiolo e cucina, lavapiatti, ecc. Con permesso B. [email protected] XX signora libera da impegni, con esperienza, per assistenza anziani, giorno o notte, 076 3406517. XX office manager ottimo inglese, buon tedesco; esperienza, zona Sottoceneri. Tel.+393427221433. XX collaboratrice domestica, esperienza, non fumatrice, zona Luganese. Tel. +39 3287181779. XX esperta imballaggio, assemblaggio e spedizione, ev. coll. domestica. Tel. +39333 4270392. XX lavori domestici, basso Malcantone, Luganese, esperienza, lingue E-D-F, tel. 076 5848929. XX muratore diplomato ,capo squadra diploma disegno livello 2. 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Bandi comparsi sul Foglio Ufficiale Foglio Ufficiale N. 92 del 18 novembre XX un/a impiegato commercio qualificato per gnamento persone anziane. Tel. 078 8325342. XX baby sitter, cura anziani (anche notte), cameriera ai piani, esperienza. Permesso B. Zona Bellinzonese tel. 076 3956251. XX baby-sitter, lavori domestici, zona Luganese. Tel. +39 0344 70703. XX 44enne, pulizie da Lu a Gio (2 ore pomeridiane). Zona Stabio, Mendrisio. Tel. +39 349 6944756. XX badante, esperienza con malati Parkinson e Alzheimer, ottime referenze. Tel. 076 2887360. XX coll. domestica signora 48enne, referenziata, zona Mendrisio, Stabio. Tel. +39 347 8223484. XX cuoco, cameriere, esperienza pluriennale, disponibilità immediata. Tel. +39 333 3261581. XX assistente di cura, certificato CRS 120 ore, in case anziani o ospiti privati. [email protected] XX parrucchiera finita, esperienza decennale. [email protected] XX aiuto contabile, impiegato amministrativo, anche part-time, permesso B, certificato cantonale, tel. 078 9461969. XX venditore, impiegato o spazzacamino. Lingue: italiano, tedesco; francese e inglese (scolastici). Tel. 076 4322389. XX tata, governante in famiglia privata. [email protected] XX signora libera da impegni familiari, con esperienza per impiego presso anziani (giorno e notte). Tel 076 3406517. XX muratore, cartongessista, esperienza, automunito, ev. altri lavori. Tel. 078 9232884. XX parrucchiere (AFC) ragazzo 22 anni. Tel. 076 5496126. XX colf a tempo pieno, affidabile, seria, esperienza ventennale, [email protected] XX 45.enne, impiegata, assistente, segretaria, ottima conoscenza inglese e francese, pluriennale esperienza lavorativa. [email protected] Polizia Comunale. Cancelleria comunale Montagnola, Piazza Brocchi 2. AFC impiegato di commercio o equivalente. CH o domicilio. Scadenza: 10.12. XX un/a psicomotricista (40%); un/a educatore/ trice sociale (75%) per centro diurno; due vegliatori/trici (40-60%); un/a educatore/trice sociale (50-60%) casa Fonte 6. Direzione Fondazione la Fonte Neggio. Tel. 091 6066565 lalbisetti@lafonte. ch. Scadenza: 19 dicembre. Foglio Ufficiale N. 93 del 21 novembre XX un/a cuoco/a per refezione scolastica. Offerte a: Municipio Pura, scadenza: 15 dicembre. Info: Fiorentino Soldati, capo dicastero educazione tel. 079 2214201. XX un/a infermiere/a (60%) CRS livello 2 o titolo equivalente. Direzione amministrativa Casa Tarcisio, via Contra 160, 6598 Tenero. Scadenza: 12 dicembre. Info: tel. 091 7351414. Foglio Ufficiale N. 94 del 25 novembre XX tre elettricisti reti di distribuzione; un/a disegnatore (geomatico) Aziende Municipalizzate. Cancelleria Comunale Bellinzona. Scadenza: 12 dicembre. Bandi: www.bellinzona.ch e albo comunale. XX operaio qualificato (giardiniere paesaggista) Vedeggio Servizi SA, Cancelleria comunale Manno, strada bassa 9, 6928 Manno. Scadenza: 12.12. Foglio Ufficiale N. 95 del 28 novembre XX apprendista impiegato/a commercio per stage (52 settimane) per ottenimento maturità professionale commerciale. Cancelleria comunale Giubiasco. Tel. 091 8509916 [email protected] www.giubiasco.ch Scadenza: 19 dicembre. Altre posizioni attive sul sito www.swistudium.ch XX signora referenziata, aus. pulizie, aiuto cucina, part-time. Tel. +39 335 6567191. XX panettiere, ev. altri lavori, anche a turni. Tel. +39 334 7489007 [email protected] XX part-time commessa, aiuto domestico, baby sitter, assistenza anziani. zona Mendrisiotto. Tel. +39 349 2940608. XX uomo 45, CH, automunito, al mattino 4.00/9.00 per consegne, caffetteria o altro. Tel. 079 4274647. XX autista patente C CQC. [email protected] XX custode d'immobili esperienza, referenze, full o part-time. Zona Luganese. Tel. +39 345 1118802. XX segretaria, impiegata, centralinista, parttime, zona Luganese. Conoscenza lingue D-F-E-S. Tel. +39 333 9226835. XX geometra assistente cantiere, esperienza, qualsiasi lavoro, manutenzioni, giardinaggio, pulizie, magazziniere, autista. Tel. +39 3386119454. XX pittore 24.enne, CH, con diploma, automunito. Tel. 076 4287441. XX cuoco/gerente, con esperienza, zona Luganese. Tel. 076 2493444. XX operaio edile, esperienza pluriennale, guida autocarri, trax, escavatori cingolati e gommati. Opere di giardinaggio e manovalanza varia. Patenti: B e BE, C e CE, D1 e D1E. Tel. 078 7643607. XX saldatore di filo e elettrodi,esperienza decennale. [email protected] XX badante o aiuto cuoca, tel. +39 349 7296695. XX commessa, esperienza pluriennale, zona Luganese. Tel. +39 389 1972079. XX pedicure, manicure, smalto semipermanente, servizio domicilio. Zona Locarnese. Tel. 078 6807675. XX chef di rang, barman e cameriere, CH, con esperienza, zona Luganese, tel. 076 2456774. XX stiro a domicilio, zona Taverne. Tel. 0763297183. 14 Sindacato Interprofessionale - Pagina a cura di Sabine Hunger 4 dicembre 2014 il Lavoro Syngenta Licenziamenti di massa nell’azienda di Basilea. L’uomo non ha più nessuna importanza? Il sindacato Syna si dice costernato dell’indifferenza con cui Syngenta oggi ha reso nota la soppressione di 500 posti di lavoro, di cui due terzi dislocati all’estero. La ragione sta nel risparmio sul costo del lavoro. Unica consolazione: le collaboratrici e i collaboratori negli stabilimenti di Monthey (VS) e Kaisten (AG) saranno risparmiati dal colpo di scure in quanto sottoposti a un contratto collettivo di lavoro. L unedì nero per il personale di Syngenta presso la sede principale di Basilea. Dopo l’avvio della procedura di consultazione quattro settimane fa, seguito dall’informazione delle autorità e l’omissione di notifica nei confronti del sindacato Syna, oggi i responsabili hanno finalmente vuotato il sacco. Parlando del profondo legame che li unisce alla Svizzera, i vertici di Syngenta hanno assicurato che intendono mantenere la sede principale a Basilea, ma che dovranno essere soppressi 500 impieghi; a livello mondiale addirittura 1800. Non tutti i posti di lavoro andranno persi: chi ci guadagnerà a breve termine saranno Manchester, Budapest e Poona. Due terzi dei posti dovrebbero essere dislocati in Inghilterra, Ungheria e in India. Come apertamente ammesso dal CEO, questo passo è dovuto all’intenzione di risparmiare sul costo del capitale umano. Saranno solo le collaboratici e i collaboratori sottoposti al contratto collettivo di lavoro negli stabilimenti di Kaisten (AG) e Monthey (VS) a poter mantenere il proprio posto di lavoro. La redditività la fa da padrone Le drastiche misure di risparmio, rese note quest’oggi, nel 2011 e nel 2014 sono state precedute da provvedimenti per l’aumento degli utili che tuttavia non sono stati in grado di soddisfare le aspettative degli azionisti. Ora Syngenta si sente in dovere di rimediare mediante drastici tagli di posti di lavoro. Benché il piano sociale in vigore tenga in considerazione la difficile situazione del personale di età superiore ai 50 anni, rimane l’amaro in bocca in quanto sembra evidente che l’unica cosa che conta presso Syngenta sia la massimizzazione dei profitti. Syna ribadisce la sua ferma condanna di tali pratiche di gestione ed esige che per decisioni di questa portata il sindacato sia interpellato e coinvolto nel processo di consultazione, di modo che al centro dell’attività aziendale non vi siano i profitti a breve termine di pochi prescelti, bensì l’uomo! Info: Mathias Regotz Responsabile settore Industria Tel. 078 811 74 79 Commemorazione dei Caduti e Forze armate Migranti alla ricerca del tempo perduto Nel bel mezzo delle annunciate elezioni per il rinnovo dei COMITES, spostate poi per questioni tecniche e organizzative al 17 aprile del prossimo anno, i membri del COMITES di Lucerna hanno organizzato la commemorazione dei caduti delle due Grandi Guerre, delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale. ADRIANO ENSINI L a collettività italiana della Svizzera centrale quest’anno era più numerosa del solito. Il rituale comunque era quello di tutti gli anni passati, familiare la liturgia tra sacro e profano. Presenti le autorità consolari di Zurigo nella persona del Commissario Francesco Cacciatore, il mitico Gruppo degli Alpini che deposita la corona ai morti di tutte le guerre, benedetta dal parroco della Missione Italiana di Lucerna, don Mimmo Basile, davanti al Cippo nell’areale della Casa Italia. L’ospite d’onore, il deputato Gianni Farina, ha ricordato i caduti di Caporetto e Auschwitz su una nota neurale personale commovendo soprattutto gli anziani presenti. Santa Messa e aperitivo nei locali della Colonia Italiana/Asilo delle Suore. Sembra poco, non è così! La ritualizzazione è un momento d’incontro-ricordo, è affermazione e riconferma della presenza individuale e comunitaria nel contesto sociale e storico dislocato in terreni, linguaggi, scritture e vissuti stranieri. Purtroppo il rodere dei topi è più veloce dei cambiamenti, delle innovazioni, figuriamoci poi delle accelerazioni. La comunità soffre di sindrome attempata nonostante i pochi giovani volenterosi che si prestano nel tempo libero e nel divertimento, insistendo sui tentativi conservatrici tra una partita di calcio-carte e Dante. L’implosione può essere fermata solo iniziando nuovi percorsi senza dimenticare il passato. In fondo il fenomeno che si riproduce nei modi e nelle forme della conservazione, sicuramente a causa della mancanza di altri mezzi e interessi da condividere con nuove generazioni di migranti, in un contesto quasi schizofrenico produce frizioni sia all’interno sia all’esterno soluzioni eterogenee. Gli sforzi d’innovazione e di elaborazione creativa delle Associazioni, della Chiesa e del COMITES (quasi-inesistenti le istituzioni svizzere sic!), si perdono spesso in forme di gestione conteale cioè «a ognuno la sua Contea». Invece è indispensabile riconoscere da un lato che il «Re è definitamente Nudo» e dall’altro che solo nelle alleanze e nelle connessioni siamo capaci di rinnovare la cultura e la vita italiana all’estero applicando modi e forme di vita e di beni comuni che crescono dentro e fuori la comunità. Il presidente uscente del COMITES dei 4 Cantoni della Svizzera centrale (LU-NW-OB-URI) Nicola Colatrella, ha regalato a tutti, con i suoi ricordi e ringraziamenti, un discorso storico sincero, euforico propositivo, al di là di muri e inchini. Grazie Nicola! 4 dicembre 2014 il Lavoro Sindacato Interprofessionale 15 - Pagina a cura di Rogério Sampaio Votação sobre Ecopop Iniciativa foi chumbada pelo povo Suíço No último fim-de-semana o povo suíço foi as urnas para votar uma Lei que limitaria a entrada de estrangeiro, introduzindo uma quota. Essa proposta não obteve do povo suíço o apoio necessário por além de ser uma medida racista, prejudicava a economia Suíça. Não irei escrever muito mais sobre o caso, mas deixo-vos com a opinião de vários jornais uma recola feita pelo Swissinfo. Aforte rejeição dos suíços à iniciativa que pretendia limitar ainda mais a imigração no país está relacionada com a aprovação da iniciativa contra a imigração em massa de 9 de fevereiro. A imprensa suíça, no entanto, parece dividida sobre o impacto nas discussões com a União Europeia. P ara o «24 Heures», a derrota da iniciativa Ecopop domingo, 30 de novembro, foi «uma reviravolta radical à pancada de fevereiro», quando os suíços mostraram o desejo de recuperar o controle da imigração econômica. O texto, considerado «perigoso e inconsistente» foi enviado «para o seu único destino possível: o lixo», diz o jornal da região oeste do país. A grande rejeição da Ecopop pode proporcionar ao governo suíço «latitudes benvindas para encontrar em Bruxelas algumas modalidades aceitáveis» para implementar a iniciativa contra a imigração em massa, diz ainda o 24 Heures. O «La Tribune de Genève», contudo, acha que o resultado não deve ser interpretado além da conta: «os suíços não tolerariam um questionamento dos novos limites para a imigração». O jornal de Genebra explica a intensidade do «não» dado à Ecopop pelo fato dos mesmos cidadãos que aceitaram a iniciativa do SVP (Partido do Povo Suíço, nas siglas em alemão) em fevereiro depositaram desta vez na urna «um voto verdadeiro e não tático» para protestar. Os suíços «não se deixaram ser enganados por medos e slogans», acrescenta o jornal, que fala de uma certa vontade de «corrigir os erros da campanha do 9 de fevereiro». Plebiscito na Suíça Suíços tentam reconciliação com estrangeiros Dez meses após terem aprovado uma restrição na entrada de imigrantes, os suíços recusam, dessa vez, uma iniciativa visando limitar o crescimento... Votações de 30 de novembro de 2014 FERNANDO HIRSCHY* Volta ao passado O tradicional «Le Temps» é mais cauteloso. Se é verdade que os suíços «colaram um pouco os vasos quebrados» no início deste ano com o Conselho Federal e o mundo político, «a severidade do resultado não deve mudar a estratégia do governo». Segundo o jornal, seria grave pensar que se trata de uma «volta ao passado dos eleitores, de um voto de correção». O «não» à Ecopop também não seria «uma autorização para interpretar generosamente o artigo constitucional sobre o controle da imigração de forma compatível com a livre circulação de pessoas». Se os suíços rejeitaram a proposta, foi porque o governo «conseguiu convencer de sua determinação de agir na direção da vontade popular», acrescentou o jornal. Mesmo constato no «La Liberté», para o qual «o veredito de novembro abranda o incêndio de fevereiro, mas não apaga o fogo». O jornal do cantão de Friburgo interpreta a votação como um «passo de reconciliação entre os suíços e quase todos os políticos do país» que fizeram campanha pela recusa da iniciativa. No entanto, não se trata «de uma maquiagem do voto de 9 de fevereiro», insiste. Abertura econômica O jornal econômico «L’Agefi» considera, ao contrário, que a derrota da Ecopop foi «uma indicação clara» para interpretar e aplicar o voto do início do ano, embora o governo tenha que introduzir cotas de imigração e denunciar o acordo de livre circulação com a UE, o saldo migratório poderá permanecer no mesmo nível, como acontece atualmente, se o crescimento e o desemprego permitirem. «Os cidadãos estão conscientes de que o país deve permanecer aberto e que a economia precisa de uma força de trabalho que ela não encontra necessariamente no país», diz, por sua vez, o «Journal du Jura». A forte rejeição da iniciativa Ecopop, enquanto «um resultado muito mais apertado» era esperado após o 9 de fevereiro, mostra que «a grande maioria dos suíços gostaria de manter boas relações com a Europa». «Se os cidadãos não querem um fechamento total das fronteiras, eles também não enterraram a ideia de controlar a imigração», nuança o «Le Matin». «Foi a razão ou a intimidação que falou nas urnas?», questiona o jornal da região de língua francesa, recordando que «no início do ano, o tapa da UE contra a Suíça esfriou mais de um eurocético». Etapa intermediária Os jornais de Neuchâtel «L’Express» e «L’Impartial» parabenizam «o fato dos suíços não deixarem ser enganados com argumentos simplórios e falaciosos dos iniciantes». Era preciso «acreditar em uma Suíça cercada por paliçadas para votar ‘sim’», ironizam. Na região de língua alemã, os jornais também expressam alívio. Cautelosa, a imprensa da Suíça alemã considera o plebiscito de domingo como um passo intermediário no caminho cheio de pedras para a implementação da iniciativa de 9 de fevereiro. Assim, o «Neue Zürcher Zeitung» considera que o efeito do voto «ainda está em aberto», já que as negociações com a UE ainda não foram iniciadas. Para o «Tages Anzeiger», é preciso esperar agora que o Conselho Federal defina o modo em que pretende implementar a iniciativa contra a imigração em massa. Até então, as observações sobre esta questão foram deliberadamente «vagas e ambíguas», a fim de não fornecer um pretexto para um «sim» adicional à Ecopop. *swissinfo.ch 16 4 dicembre 2014 il Lavoro Pubblicazioni Il nuovo Vademecum 2014 MARIA LUISA DELCÒ M ercoledi 3 dicembre è stato presentato alla stampa il Vademecum 2014, fiore all’occhiello ed un unicum nelle Associazioni anziani: «Generazioni, età della vita: quali eredità?». Il tema di una «nuova cultura del dono» ha portato a raccogliere nel fascicolo di ca. 60 pagine le considerazioni di alcune persone/personalità del cantone (giovani, anziani) con ruoli diversi. Stimolo per chi scrive, un testo del filosofo Remo Bodei e l’ultimo libro di Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità monastica di Bose (Piemonte). «Ogni cosa alla sua stagione… la vera domanda che dovrei farmi è… ho lasciato questo mondo di persone e di cose un pò più bello? Ho vissuto dando fiducia e speranza? Come uomo, come cristiano, infatti, devo sentire che tutto si misura sulla responsabilità avuta, accolta, vissuta».(EB) «Occorre ricordare che siamo tutti ampiamente debitori: verso chi ci ha preceduto, verso la creazione e l’Assoluto; verso chi costruisce con noi il Segantini, L’angelo della vita benessere della comunità». (RM) «Le giovani generazioni hanno la «cultura del dono» nella misura in cui noi adulti o anziani siamo in grado di trasmettergliela». (PB) «Credo che la cultura del dono evolva con la società medesima». (MR) «Ho sempre considerato il donare come il semplice risultato del buon agire». (FG) «La questione non consiste più soltanto di un dono fatto da una generazione anziana a una più giovane, ma di uno scambio di doni intergenerazionale, all’insegna di un continuo progresso e miglioramento garantiti dal dare e ricevere sapere». (GE, Segantini, Mezzogiorno sulle Alpi studentessa) «E cosi l’uomo conapprofondire il concetto di generaziotemporaneo si porta nell’intimo uno struggente desi- ne, termine di questi tempi tanto usato derio di amore e di felicità che e «abusato»: generazione in senso biolo fa andare al di là della visione logico, in senso sociale, in una dimensione storico-culturale. materialistica del mondo. Inevitabilmente il termine richiama le Ecco perché tutti parlano di «valori» morali. Il discorso si fa fasi della vita e cosi il secondo quesito posto si è soffermato soprattutto su quindi «religioso». Infatti, cosa fonda i valori mo- una possibile «scomparsa» della marali se non consapevolezza che turità (e BR scrive «maturità significa ognuno è una persona aperta prendere delle decisioni»), poi si sottoverso qualcosa di più alto e di linea nuovamente l’identità nuova e la sfida ai vertiginosi cambiamenti per l’opiù grande di sé? Io ritengo che oggi come non ver 65, giungendo a porsi la domanda: mai l’uomo avverta il bisogno di «riusciamo a rendere quanto abbiamo una nuova qualità della vita im- ricevuto alle generazioni successive?». Le interpretazioni le abbiamo riportaprontata alla bontà, alla fraternite all’inizio di questa presentazione e tà, all’attenzione dell’altro». (GF) Questi alcuni spezzoni dei vogliono essere un augurio per il Nacontributi dati dalle persone tale (quale dimensione dare al «dono» che hanno collaborato al Vade- nella sua vera essenza?) e per la nostra mecum nel rispondere a quattro vita medesima, vista con uno sguardo domande di fondo, contenute al passato, vissuta in questo nostro presente complesso, e perché no pronel primo testo di riflessione. Il primo tema è stato quello di iettata nel futuro? 17 4 dicembre 2014 il Lavoro 4° World forum per la Pace Lugano: il Pulmino della solidarietà ci sarà Tanta cultura e tanta solidarietà S i è concluso con grande successo il 4° World Forum per la Pace dal titolo «La famiglia e il contesto sociale nel Mondo: dagli anni ’60 ad oggi», promosso dall’Associazione Culture Ticino Network di Lugano e svoltosi presso l’Università della Svizzera italiana e il Palazzo dei Congressi dall’8 al 10 novembre 2014. Filo conduttore del 4° World Forum per la Pace è stato l’intento di avvicinare alla cultura della pace e della solidarietà tutte le generazioni attraverso momenti ed attività creati su misura, ponendo al centro il concetto di «pace nel piccolo»; è importante capire che la Pace deve partire da noi stessi, dalla famiglia e nei piccoli gruppi per essere poi diffusa nel Mondo attraverso valori fondamentali come il dialogo e la solidarietà. Dobbiamo impegnarci tutti insieme a favore di un cambiamento culturale che si realizzerà attraverso le nuove generazioni. Di alto livello culturale gli interventi di tutti i relatori, degli ospiti e dei partecipanti. Per sostenere ideali come la Cultura della Pace e della solidarietà ci vogliono azioni concrete e coraggio. Inoltre, come ha detto il consigliere nazionale Marco Romano sabato in apertura, «il World Forum per la Pace è ormai diventato un evento parte integrante del nostro territorio». La festa di apertura del 4° World Forum si è tenuta l’8 novembre, alla presenza di illustri rappresentanti, tra cui il presidente dell’USI Piero Martinoli, il consigliere nazionale Marco Romano, la Municipale di Lugano Cristina Zanini Barzaghi e tanti altri che hanno dato il via alle attività del World Forum accogliendo i numerosi ospiti e introducendoli agli stand delle Associazioni e Fondazioni presenti. Dopo l’introduzione musicale, Margherita Maffeis, presidente e fondatrice dell’Associazione Culture Ticino Network, ha dato il benvenuto ai presenti e introdotto la tavola rotonda dal titolo «Le Relazioni per la Pace». Sono intervenuti relatori nazionali e internazionali, tra cui l’illustre Presidente della Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus, Piera Levi-Montalcini, Fabio Merlini, direttore regionale IUFFP, già professore di epistemologia delle scienze umane all’Università di Losanna e presidente della Fondazione Eranos, Cornelia Riep, Immediate Past President BPW Ticino e Monica Santoro, docente all’Università degli studi di Milano, esperta in sociologia della famiglia. La tavola rotonda è stata moderata da Riccardo Fanciola, giornalista RSI. Domenica, 9 novembre, è stata una giornata ricca di eventi: apertura con la seconda tavola rotonda «L’idea di pace nel contesto sociale nazionale ed internazionale» durante la quale sono intervenuti: Piera Levi-Montalcini, presidente Fondazione Rita LeviMontalcini Onlus, Prof. Praxmarer, docente universitario e direttore esecutivo dell’EMICC (European Masters in Intercultural Communication), Carla Del Ponte, magistrata ticinese e attualmente membro della Commissione ONU sulle violazioni ai diritti umani in Siria; Julia Schürch, collabora attivamente da dieci anni con «Medici Senza Frontiere» e Teresa Cadete, scrittrice membro del Pen International e Writers for Peace Commitee. A scaldare l’atmosfera ed unire i cuori in tutto quello che è stato un appuntamento di pace e solidarietà, sono stati i momenti conviviali animati dalla Madrina Maristella Polli e da Giuliana Campana, autrice del libro da cui sono state tratte le ricette dei piatti presentati alla Serata di Gala anni ’70 «Il piacere di mangiare & Il piacere di aiutare», organizzata presso il ristorante di Villa Sassa a Lugano e al Pranzo «Il Gusto della Solidarietà», tenutosi presso il ristorante dell’Hotel Ceresio di Lugano. Il grande lavoro dell’Associazione Culture Ticino Network è stato premiato con una bellissima sorpresa: «Il pulmino della solidarietà» per il trasporto di persone disabili e con reddito mo- desto ci sarà! Durante la Cena di Gala il presidente di GenerazionePiù Giacomo Falconi ha ringraziato ufficialmente la signora Maffeis per il grande impegno, informando i presenti che in seguito ai tanti contatti intrapresi sono entrati nel progetto nuovi sostenitori, tra cui la Fondazione evangelica Matilde Witzig e la Fondazione Fidinam. Grazie ai nuovi sostegni ricevuti, il Pulmino della Solidarietà è diventato una realtà e sarà consegnato «ufficialmente» la prossima primavera al Centro diurno GenerazionePiù di Lugano! Nel frattempo la raccolta fondi per il «pulmino della solidarietà» continua per sostenere i costi della manutenzione. Grande successo la giornata conclusiva del 10 novembre, con oltre 430 allievi e docenti: ormai è consuetudine per l’Associazione Culture Ticino Network dedicare la giornata finale del World Forum per la Pace alle scuole. Sono stati allestiti 12 laboratori, dalla valenza sociale-culturale riconosciuta dal DECS di Bellinzona, laboratori artistici, teatrali, informatici e tecnologici in collaborazione con grandi Fondazioni, Organizzazioni ed illustre presenze, come p.e. i SINPLUS, Associazione Atkye, Paolo Attivissimo, Teatro Paravento di Locarno, Associazione Gioventù per i Diritti Umani, Zonta Club Lugano, Medici Senza Frontiere e molti altri. L’Associazione Culture Ticino Network di Lugano, soddisfatta dell’ottima riuscita dell’evento, con grande entusiasmo ha cominciato a lavorare ai prossimi eventi e al prossimo World Forum per la Pace del 2015, una grande occasione per festeggiare i primi 5 anni di attività! www.generazioninelcuoredellapace.ch 18 4 dicembre 2014 il Lavoro Sezione Mendrisiotto Buona partecipazione all’Assemblea ordinaria annuale E che svolge del volontariato, rano più di 70 i attività apprezzata da ospiti e soci di GenerazionePiù che lo direzioni, rallegrando le case anziani della regione. scorso 6 novembre si sono riuniti all’Oratorio di LiLa presidente ha sottolineato che con rammarico si è gornetto per l’assemblea dovuto rinunciare ancora una annuale della sezione del Mendrisiotto. volta alla visita al Cenacolo Vinciano a causa delle «diffiI lavori diretti dal presidente del giorno Emilio coltà burocratiche». Marilena Moalli diPer quanto riguarda la parCaminada, hanno avuto l’a- namica Presidente bituale svolgimento indicato sezionale Mendri- tecipazione numerica dei soci siotto si è notato un certo calo nelle all’ordine del giorno. La presidente sezionale Moalli ha presenze. Il comitato si augura che sia scusato il segretario Treichler e don solo un momento di transizione geneMoioli assenti per impegni, e ringra- razionale. ziato lo sponsor Ottica Belotti. Nella I lavori assembleari, continuati con le sua relazione ha messo l’accento oltre approvazioni delle relazioni presidenche sull’andamento generale delle at- ziale e finanziaria, della programmatività, sull’operato del coro sezionale zione per il 2015, sono terminati con le nomine statutarie. L’assemblea ha ridato fiducia al comitato e alla presidente, testimoniando così l’apprezzamento per il lavoro svolto. A completare il comitato è stata chiamata Marisa Medici, di Stabio, una «giovane anziana» che saprà dare ulteriori stimoli all’Associazione. Il presidente cantonale Falconi ha preso la parola segnalando le nuove attività che GenerazionePiù si appresta a mettere in atto a livello cantonale, in particolare per il Centro Diurno di Lugano. L’assemblea si è chiusa con l’ottima castagnata (preparata da Franca e il suo staff che ringraziamo) con l’estrazione della riffa, il tutto accompagnato dall’esibizione del coro sezionale. Il Comitato Sezione Lugano Convegno Interessante conferenza su don Bosco L o scorso 19 novembre si è tenuta la tradizionale conferenza religiosa della sezione di Lugano. Quest’anno però il tema prescelto si è discostato dagli usuali temi. Nel 2015 ricorreranno i duecento anni dalla nascita di San Giovanni Bosco. È per questo, ma anche come ideale collegamento con la gita cantonale che l’anno prossimo avrà come meta i luoghi che hanno visto protagonista don Bosco, che la nostra sezione ha scelto di parlare di questo Santo. Il segretario sezionale Fabrizio Tami ha presentato il relatore don Luca Fossati, direttore dell’Istituto Elvetico, salutato Giacomo Falconi, presidente Cantonale e Carlo Franscini, presiden- te della sezione Tre Valli, e ricordato i tragici eventi causati dal prolungato maltempo dei giorni scorsi. Don Luca con la sua interessante esposizione ha illustrato alcuni episodi della vita del santo, sottolineando i principi educativi salesiani. Don Bosco poneva al centro del proprio sistema educativo i ragazzi, famoso il motto «allegria, studio e preghiera» al fine di portare i ragazzi ad essere «buoni cristiani ed onesti cittadini». Può essere considerato un santo «sindacalista» che ha fortemente voluto la tutela dei ragazzi che a quei tempi lavoravano anche dodici ore al giorno, senza diritti. Don Bosco è intervenuto imponendo ai datori di lavoro dei veri e propri contratti, chiedendo, ad esempio, la riduzione del tempo di lavoro a otto ore e una paga più degna. Questi principi sono tutt’ora validi e rendono l’opera di don Bosco e dei Salesiani estremamente moderna ed attuale. Al termine la tradizionale tombola. F. Tami Familiari curanti: sostenere chi sostiene V enerdì 5 dicembre dalle ore 13.15 alle 17.00 presso l’aula Magna della Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona si terrà il convegno «familiari curanti: sostenere chi sostiene». Con questo convegno si vogliono approfondire le dinamiche relazionali e funzionali della diade tra familiare curante e quello curato. Sarà pure l’occasione per proporre due strumenti concreti: il primo per valutare il carico del familiare curante; il secondo per riassumere le possibilità di risposte puntuali nel quadro di un determinato territorio. Iscrizioni: Tatjana Matteuzzi, SUPSI - Dip. economia aziendale, sanità e sociale - Form. continua, palazzo A, 6928 Manno [email protected] Tel. 058 666 61 26 19 4 dicembre 2014 il Lavoro Viaggi e soggiorni Agenda Centro Diurno Lugano ¨¨ «An parlum insema» ogni mercoledì dalle 10.30 alle 11.30 in un ambiente familiare ci si ritrova per il gruppo di parola «quattro chiacchiere in compagnia». ¨¨ Pomeriggio... gioco delle carte e altro... tutti i giorni ma in particolare ogni mercoledì pomeriggio giochiamo insieme, a partire dalle ore 14.00. Il Centro accoglie chi desidera sfidarsi a carte, dama, scacchi, memory e altro ancora. Materiale a disposizione. ¨¨ Atelier cucina e aperitivo: speciale dolci... e non solo. Siete abili in cucina e disponibili a condividere le vostre preziose ricette? Vi aspettiamo venerdì 5 dicembre dalle 09.00 alle 11.00 al Centro diurno per preparare deliziosi cake, torte, biscotti, leccornie salate. E sempre ogni primo venerdì del mese aperitivo dalle 11.00 alle 12.00. ¨¨ Misurazione della pressione Ogni 3° martedì del mese dalle ore 9.00 alle 11.00 un’infermiera diplomata sarà a disposizione per il controllo della pressione. Prossimo appuntamento martedì 16 dicembre. ¨¨ Prepariamo assieme i biscotti di Natale non fatelo da soli ma venite al nostro Centro diurno dove troverete un’allegra compagnia con la quale impastare, formare, cuocere e non da ultimo gustare deliziosi biscotti dai sapori natalizi. Ci incontriamo martedì 16 dicembre 2014 alle ore 14.00 Interessati contattare gli animatori. Ricordiamo che per chi lo desidera vi è la possibilità di pranzare per soli 12.- franchi (riservazione entro il 15 dicembre). Per informazioni contattare Vitina o Marco, tel. 091 910 20 21. Corso d’inglese al Centro Diurno Informiamo i lettori che il corso d’inglese si concluderà per il 2014 giovedì 11 dicembre per poi riprendere nel nuovo anno, sempre di giovedì, il 15 gennaio 2015. Corsi di informatica per «over 60» Lezioni individuali G razie alla disponibilità dei suoi docenti, GenerazionePiù è in grado di offrire, presso il suo Centro Diurno di Lugano, delle lezioni individuali di informatica - Introduzione al PC, uso PC, elaborazione testi (Word), fogli di calcolo (Excel) e internet. Costo per lezione di 2 ore: fr. 120.00. Informazioni e iscrizioni: Segretariato cantonale GenerazionePiù via B. Lambertenghi 1, 6901 Lugano. Tel. 091 910 20 21 / Fax 091 910 20 22 [email protected] ¨¨ Barcellona, 19-23 marzo 2015. Prezzo per persona: fr. 1’540.00. Suppl. camera singola: fr. 300.00. Esclusa: assicurazione annullamento fr. 30.00. Iscrizioni: tel. 091 873 01 20. ¨¨ Gita cantonale a Torino, giovedì 28 maggio 2015. Colle don Bosco è il luogo dove è nato e partito il sogno di Bon Bosco. Su questa collina, comune di Castelnuovo (AT), il 16 agosto 1815 è nato San Giovanni Bosco. Sono i luoghi che testimoniano la sua presenza e la sua grandiosa opera in favore della gioventù. Quindi «da don Bosco per i giovani» nella ricorrenza del 200.mo della nascita. Capodanno ad Alassio P ro Senectute informa che vi sono ancora posti liberi per il soggiorno di Capodanno ad Alassio, per «over 60» dal 28 dicembre al 4 gennaio. La trasferta dal Ticino è prevista con un comodo torpedone, pernottamento all’Hotel al Saraceno (4 stelle) con pensione completa e Cenone di Capodanno, presenza di due volontari accompagnatori. I posti sono limitati, annunciarsi al più presto al Segretariato di Pro Senectute al numero 091 912 17 17. Agenda attività ricreative Bellinzona ¨¨ Venerdì 12 dicembre, prove Coro, ore 14.00, Centro diurno Vita Serena, viale 1814, Giubiasco. Locarno ¨¨ Martedì 9 dicembre, ore 14.00, Tombola e panettonata, Centro parrocchiale Sant’Antonio a Locarno. Una bella occasione per lo scambio degli auguri di buone feste. ¨¨ Sabato 17 gennaio 2015, ore 12.00 Pranzo dell’amicizia, ristorante «la Palma», lungolago Muralto. Costo: fr. 60.00 tutto compreso. Iscrizioni: entro lunedì 12 gennaio, tel. 091 751 30 52. Lugano ¨¨ Giovedì 11 dicembre, Tradiziona- le festa di Natale con pranzo, ore 11.30 hotel Lido Seegarten, Castagnola. Tombola e lotteria con ricchi premi. Costo: fr. 40.00 incluso aperitivo, bevande, panettone e spumante. Iscrizioni: tel. 091 910 20 21 entro il 5 dicembre. ¨¨ Martedì 16 dicembre, ore 15.00 Panettonata e pomeriggio ricreativo, Centro diurno, via B. Lambertenghi 1, Lugano. Intrattenimento musicale. Iscrizioni: tel. 091 9102021 entro il 5 dicembre. (Massimo 40 partecipanti). Mendrisio ¨¨ Sabato 6 dicembre, ore 11.00, Festa natalizia, Centro scolastico Castel San Pietro. Aperitivo, pranzo, auguri con panettone e spumante. Costo: fr. 50.00. ¨¨ Giovedì 8 gennaio 2015, pomerig- gio al Museo, Pinacoteca Züst Rancate «Doni d’amore - Donne e rituali nel Rinascimento». La mostra presenta importanti opere legate al tema del dono. Ritrovo sul posto. Visita guidata. Segue rinfreso al bar (offerto). Costo ingresso al museo: fr. 10.00 per persona. Iscrizioni: entro il 2 gennaio, tel. 091 640 51 11. Tre Valli ¨¨ Giovedì 11 dicembre, Festa prenatalizia, Sala Multiuso, Bodio. Ritrovo ore 11.25 chiesa Santo Stefano, Bodio, Santa Messa in suffragio dei soci defunti, Pranzo Sala Multiuso. Pomeriggio ricreativo rallegrato dalla Bandella Briosa, due lotterie, una per beneficienza. Costo: fr. 40.00 soci, fr. 60.00 non soci. Iscrizioni: entro il 5 dicembre, tel. 091 873 01 20. 20 Info Balcani Pagina a cura di Slavko Bojanic B92 Nezavisni stav Nezaposlenost opasna po zdravlje Svi znamo da je za dobro zdravlje potrebna zdrava i raznovrsna ishrana, mnogo fizičke aktivnosti i sedam do osam sati sna. M eđutim, postoje dokazi i da na naše zdravstveno stanje utiče i to da li imamo stabilan posao ili ne, piše B92. Nezaposlenost ljudima donosi ogroman stres, čak i kad spadaju u grupu onih koji zbog nedostatka posla od države dobijaju određene olakšice i novčane nadoknade. Ipak, taj novac ne uspjeva da pokrije ni elemetarne troškove života, naročito u velikim porodicama, zbog čega ne može biti ni govora o zdravom životu. Za mnoge odrasle ljude koji provedu oko osam sati na poslu, rad nije samo izvor prihoda, nego i dio identiteta. Gubitak posla ne prate dakle samo finansijski pritisci, nego i duboko preispitivanje identiteta. Jedna studija je čak uporedila gubitak posla sa gubitkom neke bliske osobe. Osobe koje ostanu bez posla takođe mogu izgubiti osjećaj pripadnosti i veze sa kolegama. Stres koji tako nastaje oštećuje i fizičko i mentalno zdravlje. Istraživanje objavljeno u žurnalu “Demography” pokazalo je da nezaposleni u 54 odsto više slučajeva imaju slabo zdravlje i 83 odsto češće pate od zdravstvenih problema izazvanih stresom, poput srčanih bolesti. Nezaposlenost takođe povećava opasnost od nezdravih navika, poput ispijanja alkohola i uzimanja narkotika, što dodatno uvećava rizik po zdravlje. Kratkoročne manifestacije stresa, poput nedostatka sna i glavobolja, narušavaju kvalitet života, ali su dugoročne daleko opasnije. Stres je faktor rizika za visok krvni pritisak, srčane bolesti i slabiji imunitet. Ako takođe morate da štedite na hrani, birate jeftinije i možda manje zdrave opcije, stvar postaje još ozbiljnija. Nezaposleni i dva puta češće pate od psiholoških problema, depresije, anksioznosti i niskog samopouzdanja. Zato, dok tražite novi posao, trudite se da koliko god možete neutrališete negativne posljedice stresa. Vježbajte, makar kod kuće i redovno spavajte i što je najvažnije, imajte vjere da će stvari biti bolje. Ako budete uživali u malim stvarima i brinuli o svom zdravlju, ne samo da ćete neutralisati stres, nego i povećati šanse da pronađete posao. Izvor: Agencije Elektronske cigarete štetnije od običnih? Elektronske cigarete sadrže do deset puta više kancerogenih supstanci od običnog duvana, pokazuju rezultati istraživanja japanskih naučnika. T 4 dicembre 2014 il Lavoro im istraživača iz japanskog Ministarstva zdravlja ispitao je dim, u kojem je pronašao kancerogene poput formaldehia i acetaldehida. Količine acetaldehida su desetostruko veće nego u običnim cigaretama. - Sve ukazuje na to da, kada dođe do pregrijavanja žice, koja vrši isparavanje tečnost, proizvode se veće količine ovih štetnih supstanci - rekao je jedan od istraživača Naoki Kunugita. Elektronske cigarete se uglavnom reklamiraju kao sigurne za konzumaciju, te da nisu štetne po ljudsko zdravlje. Kunugita i njegov tim predali su rezultate istraživanja Nacionalnom institutu za zdravlje. Japansko Ministarstvo zdravlja saopštilo je da je u toku obrada rezultata izvještaja kako bi se na osnovu njih razvili načini za regulaciju oblasti elektronskih cigareta. Jedna utakmica, jedan život GORAN KARAĆ V edran Puljić, Bris Taton, Marko Ivković, 24, 25 i 28 godina. Tri utakmice, tri izgubljena života. Zašto? Dokle više tako? Ko je kriv? Klub, porodica, društvo, država? Zašto je odlazak na utakmicu postao lutrija? Šta je navijač, a šta huligan? Mnogo dilema i pitanja, a pravog odgovora nigdje. «Ko je sljedeći», poručili su huligani iz Turske dva dana nakon što je u ovoj zemlji nožem ubijen navijač Crvene zvezde. Nebitno je da li je to prijetnja ili nešto drugo, ali ovakve poruke preko društvenih mreža ne treba olako shvatiti. Tragedije na sportskim borilištima su se dešavale i ranije, ali činjenica je da se nekad na utakmice odlazilo s kapom i šalom, a danas s bakljom, raketom i mačetom. I šta sad? Zaobilaziti rizične utakmice u širokom luku nije trajno rješenje već okretanje glave od problema. Kako riještiti problem? Palicom, zatvorom, hipnozom, terapijama, apelima, demagogijom... Ovo je vijek ljudskih prava i slobode izražavanja, ali gdje je granica? Gdje prestaje ljudska sloboda da radi šta želi, a gdje počinje haos? Sada su svi na oprezu i svjesni koliko se situacija sa navijačima - huliganima otela kontroli, pozivaju na akciju, djelovanje, apeluju da se nešto uradi da se to ludilo zaustavi, ali sve je to nažalost kratkog daha. Poslije dva-tri dana stvari će se vratiti na staro i tako sve dok neki novi Vedran, Bris ili Marko ne plati cijenu toga što ne živi, recimo, u Engleskoj, gdje je svaki huligan zaveden u registar i pod budnim okom zakona dok je god živ. Onda će opet krenuti prozivke, kritike, savjeti i tako ukrug. Ima ovaj 21. vijek mnogo dobrih, ma briljantnih stvari, ali iskreno ima i onih kojih se ni oni iz doba inkvizicije ne bi postidjeli. Šta i kako dalje, teško je reći. Vrijeme će pokazati da li smo i šta naučili. Società 4 dicembre 2014 il Lavoro 21 Associazione Ticinese Famiglie Affidatarie Mettere la propria famiglia a disposizione dello Stato hi è la famiglia affidataria? È una famiglia che decide di aiutare un minore che si trova in difficoltà (fra tutte la più grande e dolorosa per un bambino: «non poter stare con la propria mamma!»), decide di farlo in Ticino (i minori sono tutti bambini residenti sul nostro territorio) e lo fa mettendo a disposizione del bambino e dello Stato la cosa più preziosa che possiede: se stessa! Il desiderio di aiutare un bambino è una condizione di base indispensabile, ma di gran lunga non sufficiente. La famiglia interessata all’affido deve intraprendere un lungo percorso: primo colloquio in-formativo a domicilio e successivo corso in-formativo di quattro sabati mattina organizzati dall’ATFA, con successiva raccolta di documentazione e presentazione della propria candidatura presso l’Ufficio dell’Aiuto e della Protezione, il quale procederà ad una valutazione di idoneità (da cinque a sette/otto colloqui) dove vengono indagate tutte le aree di vita/personalità dei futuri genitori affidatari. Dall’inizio alla fine del percorso passa almeno un anno, non sempre le famiglie che si presentano risultano idonee rispetto ai requisiti richiesti per poter svolgere questo compito. La famiglia idonea che viene abbinata ad un minore porta avanti con lui un percorso di vita sicuramente molto profondo e appagante, quanto a tratti difficile e faticoso. Esiste una prima intensa fase di inserimento nella quale viene costruita una relazione di attaccamento tra la famiglia e il bambino che dura due anni, durante la quale famiglia e bambino devo- no imparare a conoscersi sia sul piano delle abitudini, che su quello emotivo. La famiglia collabora inoltre con i Servizi e le varie figure professionali (assistenti sociali, tutori, curatori, psicologi, ecc.) che ruotano attorno all’affido e con i quali intrattiene regolarmente colloqui e riunioni di rete, spesso fissati durante la giornata lavorativa. Questi impegni si sovrappongono anche al normale ritmo di vita del bambino (orari di scuola, attività sportive e sociali). Deve riuscire a gestire (con l’aiuto dei Servizi) il rapporto con la famiglia naturale, che a sua volta vive la ferita dell’allontanamento dal figlio: nella pratica (decisioni riguardanti il minore, visite, telefonate, vacanze, ecc.) ma anche rispetto al bambino costantemente confrontato ad una situazione di doppia appartenenza (famiglia naturale e famiglia affidataria), con forti ripercussioni sul piano emotivo e relazionale. Per questo progetto d’aiuto la famiglia affidataria mette in gioco tutta se stessa e tutto quello che può dare una famiglia: i propri spazi, il proprio tempo, i propri ritmi, i propri equilibri familiari che inevitabilmente vengono rotti per poi essere costantemente ricostruiti in modo funzionale alla situazione, i propri sentimenti e, per terminare, le emozioni che solo in una famiglia si possono vivere. Il bambino accolto in affido (la famiglia affidataria non detiene mai l’autorità parentale) rimane un bambino che «appartiene» allo Stato, al quale la famiglia deve costantemente rendere conto (rinunciando ad un’importante fetta della propria sfera privata) e con il quale deve sempre collaborare. Per alcuni tipi di affido e di minori si richiede che uno dei due membri della famiglia non ab- Capi-azienda AL VOLO LORINDA FASANI PECORARO* C 12 neo diplomati S i è tenuta la cerimonia di consegna dei diplomi di capo-azienda. I neo diplomati avevano affrontato lo scorso giugno gli esami finali: le prove sostenute sono state contabilità, valutazione aziendale, questioni economiche, gestione del personale e marketing. Ci felicitiamo per i meritati risultati ottenuti da tutti i neo capi-azienda: Mario Boggia (ISS Facility Services SA), Andreas Cantini (FFS), Gianni Ciscato (Sandro Sormani SA), Irene Cropanese (Pizzarotti SA), Alessandro Ferrazzo (Alpiq Intec SA), Simon Sandro Fumarola (Casinò Lugano SA), Andrea Maira (Alpiq Intec SA), Mirko Matarazzo (Publineon Sagl), Roberto Wettstein (AIL SA), Stefano Zanini (Tecnoprogetti SA). Nicola D’Amico (FFS) e Raoul Darconza (Oleificio SABO) hanno conseguito la miglior media (5.00). Complimenti a tutti! Consegnati i diplomi della Scuola specializzata superiore in cure infermieristiche di Bellinzona e Lugano Lo scorso 14 novembre presso la Scuola cantonale di infermieri di Lugano sono stati consegnati i diplomi a 116 studenti che hanno terminato la formazione d’infermiere e a 23 che hanno conseguito il diploma studi post-diploma. Complimenti a tutti. Test attitudinale L’Unione professionale svizzera dell’automobile, sezione Ticino – UPSA Ticino, informa che i test attitudinali per le professioni di assistente di manutenzione per automobili, meccanico/a di manutenzione per automobili e meccatronico/a d’automobili si terranno nei giorni: 17 dicembre / 7 gennaio / 21 gennaio / 4 febbraio / 25 febbraio / 11 marzo /25 marzo / 15 aprile / 29 aprile / 27 maggio / 10 giugno / 24 giugno presso il Centro professionale SPAI-UPSA di Biasca. Scopo del test è valutare se i giovani interessati hanno i requisiti minimi necessari per seguire il ciclo di formazione previsto e riuscire nella professione. bia un’attività lavorativa, in modo da essere completamente disponibili. Il minore potrebbe rimanere per pochi mesi, pochi anni o rimanere fino alla maggiore età, dipende dall’evoluzione della situazione. Quando l’affido fallisce (a volte succede) la sofferenza è grande per tutti, per il minore, ma anche per la famiglia affidataria, che ha investito a trecentosessanta gradi sul piano emotivo, fisico e temporale. Quando invece ha successo e il minore riesce a trovare un equilibrio emotivo e un proprio spazio rispetto al mondo, alla sua famiglia naturale e al vissuto in famiglia affidataria, la soddisfazione è grande e il risultato tangibile per tutti, anche per gli addetti ai lavori (Stato). Tutta la società usufruisce di questo buon risultato. La famiglia disposta a mettere a rischio il proprio prezioso equilibrio ed affrontare quanto esposto sopra, per un ideale personale, certo, ma che in definitiva rende un grandissimo servizio allo Stato, dovrebbe sentirsi riconosciuta e sostenuta su tutti i piani da quest’ultimo, in modo che possa continuare ad offrire un servizo di qualità. In caso contario, lo Stato rischia di perdere delle risorse preziose e non rimpiazzabili: quello che può dare la famiglia ad un bambino a livello affettivo, educativo, relazionale e come modello sociale non ha prezzo e soprattutto non può essere sostituito da nessun altra struttura o istituzione sociale, lo Stato dovrebbe esserne cosciente! *consulente sociale ATFA Fomulari d’iscrizione: www.upsa-ti.ch o presso le sedi regionali degli Uffici di orientamento scolastico e professionale, o presso i garagisti. Consegna diplomi Bachelor Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana. Si è svolta il 30 novembre, presso il Palazzetto FEVI di Locarno, la Cerimonia di consegna dei diplomi a 389 laureati che nel 2013 hanno terminato con successo il proprio curriculum di studi e che simboleggia il passaggio dall’università al mondo del lavoro. Durante la cerimonia è stato inoltre assegnato il premio TalenThesis, attribuito ai migliori laureati Bachelor di ogni corso di laurea che hanno saputo distinguersi per l’eccellente risultato ottenuto nel lavoro di tesi finale. 22 Società 4 dicembre 2014 il Lavoro Diritto senza frontiere Accesso al risarcimento: primo passo I l Consiglio degli Stati ha approvato, lo scorso 26 novembre, il postulato 14.3663 che esige un rapporto sull’accesso al risarcimento per le vittime di violazioni dei diritti umani da parte delle imprese. La via è così tracciata affinché il Consiglio federale possa colmare una grave lacuna che tocca queste persone. La coalizione «Diritto senza frontiere» chiede un chiarimento rapido e completo della situazione attuale così come misure tangibili della Svizzera. Nel 2012 è stata depositata la petizione «Diritto senza frontiere», i cui 135’000 firmatari chiedevano che le multinazionali svizzere rispettino i diritti umani e l’ambiente ovunque nel mondo, e che le vittime di violazioni potessero accedere alla giustizia in Svizzera. La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati ha ripreso questa seconda parte della petizione nel postulato accettato dal Consiglio degli Stati. Il Consiglio federale dovrà studiare le misure giudiziarie ed extragiudiziarie attuate in altri Stati affinché le persone i cui diritti umani sono stati violati da un’impresa in un paese ospite possano ottenere un accesso effettivo al risarcimento nello Stato d’origine delle imprese. Il Consiglio federale è incaricato inoltre di esaminare quali sarebbero le misure appropriate per la Svizzera. Con l’adozione di questo postulato, il Consiglio federale ha ricevuto il mandato di analizzare in maniera approfondita il terzo pilastro delle Linee Guida dell’ONU relative alle imprese ed ai diritti umani («accesso alle vie legali»). È una necessità perché, come riconosciuto dal Consiglio federale nella sua risposta al postulato, in questo ambito vi sono ancora lacune. Un simile rapporto «fornirà informazioni aggiornate in due ambiti che in precedenza erano stati solo marginalmente presi in considerazione o considerati sotto altri punti di vista». Per questo motivo il Consiglio federale intende integrare il rapporto nel Piano d’azione nazionale per l’attuazione delle Linee guida dell’ONU (in Soccorso Svizzero d’inverno Ticino Solidarietà per il territorio «Diritto senza frontiere» chiede al Consiglio federale di mettersi velocemente al lavoro, affinché il Piano d’azione nazionale atteso per dicembre 2014 non venga ancora posticipato. Inoltre, la coalizione aspetta un chiarimento delle lacune attuali del diritto svizzero così come misure tangibili per un miglioramento della situazione delle persone coinvolte. «Diritto senza frontiere» è una coalizione di oltre 50 organizzazioni di sviluppo e di diritti umani, associazioni ambientaliste e femminili, sindacati, gruppi religiosi ed associazioni di azionari critici. S’impegna in favore di regole vincolanti che obblighino le multinazionali a rispettare i diritti umani e l’ambiente ovunque nel mondo. La Svizzera ai mondiali di pasticceria Il 25 e 26 gennaio a Lione D Le tragedie di Bombinasco e Davesco hanno portato via vite e lasciato tristezza e un grande e incolmabile vuoto. O ltre al bene più prezioso, le frane si sono portate via anche le case, le foto, gli oggetti, i vestiti, i ricordi materiali e tutto quanto si crea nel corso di una vita. Il Soccorso d’inverno Ticino, Associazione non profit che da quasi 80 anni aiuta le famiglie disagiate del Cantone, è vicina alla popolazione del Ticino che - a causa dell’alluvione - ha subito perdite e danni. In modo particolare esprime cordoglio e vicinanza alle famiglie che hanno perso i loro cari nelle frane di Bombinasco e Davesco. Per poter aiutare le famiglie colpite da queste due tragedie il Soccorso d’inverno Ticino ha deciso di lanciare una campagna di raccolta fondi a favore delle vittime ed ha aperto un conto corrente postale specifico. Chi lo desidera, potrà così dare il suo contributo per sostenere queste famiglie alle quali è stato portato via tutto. Il vuoto lasciato dalle frane non si potrà colmare, il dolore non si potrà alleviare, ma perlome- seguito al postulato 12.3503). no possiamo aiutare a ricostruire un nuovo ambiente famigliare fatto di nuove foto, nuovi giochi, nuovi vestiti e nuovi ricordi. Siamo certi che la popolazione ticinese, da sempre solidale e generosa, saprà anche questa volta fare un gesto importante. A nome delle famiglie interessate che potremo sostenere grazie alla generosità della popolazione, il Soccorso d’inverno Ticino ringrazia di cuore! Chi desidera sostenere queste famiglie può versare il proprio contributo sul CCP 69-53177-2 intestato a: Soccorso d’inverno Ticino, «fondo speciale», 6950 Tesserete/Capriasca opo intensa progettazione e allenamenti in laboratorio la squadra che rappresenta la Svizzera ai campionati mondiali di pasticceria presenta i protagonisti: i maestri pasticceri Tiziano Bonacina, Riccardo Magni e Giuseppe Piffaretti, con il presidente Marco Pasotti. Il «Club Coupe du Monde de la Pâtisserie - Squadra Svizzera» è nato con l’obiettivo di creare un circuito di talenti che valorizzino e promuovano la pasticceria svizzera su scala internazionale. Ha come sede le aule del Centro Professionale di Trevano (CPT), che permettono di rafforzare il legame tra la formazione professionale di base e quella continua. Il progetto è seguito da Art&Pastry, segreteria organizzativa e realizzato in collaborazione con membri della Bonacina, Magni, Pasotti, Piffaretti Società Panettieri Pasticceri Confettieri del Canton Ticino. Tiziano Bonacina realizzerà la scultura di zucchero, alta 125 cm circa, Giuseppe Piffaretti dovrà realizzare la scultura in ghiaccio di 160 cm e Riccardo Magni la scultura di cioccolato pure alta 125 cm. Una giuria internazionale valuterà la qualità artistica, estetica e gustativa delle realizzazioni: saranno oggetto di voto i tre dessert (una torta gelato, un dessert al cioccolato e un dessert al piatto) oltre alle tre sculture (cioccolato, ghiaccio, zucchero). Verranno valutati la presentazione del tavolo buffet, la pulizia delle postazioni di lavoro, il rispetto del regolamento e delle tempistiche. I tifosi svizzeri possono votare a colpi di «mi piace» la locandina più bella: https://www.facebook. com/CoupeMondePatisserie. Giornale Aperto 4 dicembre 2014 il Lavoro 23 Le domande dei Lettori Ai fini della pensione posso recuperare i periodi di apprendistato? Spettabile patronato INAS, ho 62 anni e ho lavorato in Svizzera come frontaliere incominciando come apprendista a 15, 16 anni circa. Successivamente ho lavorato in Italia come dipendente. Dal 2010 sono nuovamente rientrato in Svizzera sempre come frontaliere. Ho chiesto gli estratti conto sia all’INPS che all’AVS Svizzera. Con stupore mi sono accorto che in quello Svizzero non figurano i contributi per il periodo lavorato prima dei 18 anni. È corretto? Per la maturazione dei requisiti alla pensione Italiana posso recuperare i periodi lavorati in Svizzera da apprendista che non compaiono sull’estratto conto? Mi conviene farlo? In attesa di una vostra risposta vogliate gradire distinti saluti. Marco G. Gentile signor Marco, in Svizzera i contributi pensionistici AVS vengono versati a decorre dal 1° gennaio dell’anno in cui si compiono i 18 anni; l’estratto conto che le è stato recapitato è dunque da considerarsi corretto. La domanda che ci pone è quindi legata alla maturazione dei requisiti per la pensione anticipata di vecchiaia italiana. Il diritto a tale pensione lo si matura attraverso il raggiungimento di un’anzianità contributiva determinata dalla legge vigente. È possibile riscattare in Italia i periodi lavorativi Svizzeri antecedenti i 18 anni solo se in possesso della documentazione originale dell’epoca, pagando in proprio la contribuzione necessaria per l’accredito del periodo. Se è in possesso della documentazione originale dell’epoca, dovremo presentare una richiesta al Consolato Italiano, che dovrà certificare il periodo effettivamente lavorato prima del compimento dei 18 anni. La richiesta viene poi inoltrata all’INPS che procederà al calcolo di quanto dovrà pagare per il riscatto di tali periodi lavorativi. L’aspettiamo dunque nei nostri uffici per una verifica della sua posizione contributiva e per l’analisi della convenienza o meno del riscatto dei periodi di apprendista in Svizzera. In attesa di incontrarla, cordiali saluti. Stefano Rusca responsabile per Patronato INAS Locarno VITA NOSTRA Fedeltà all’OCST • In dicembre la collega Michela Galfetti in forza al segretariato del Sopraceneri, sede di Locarno, festeggia il significativo traguardo dei vent’anni di attività. Michela è sempre stata attiva nel settore Cassa Disoccupazione sede di Locarno facendosi apprezzare per la disponibilità, cordialità e sensibilità nei confronti dell’utenza, qualità riconosciute anche dai colleghi. A Michela il grazie per questi anni a servizio degli utenti e tanti auguri per un futuro lavorativo sempre ricco di soddisfazioni. Felicitazioni • a Daniel Nania, socio sezione Pittori, e ad Alessia, per la nascita di Diego, al quale auguriamo un futuro sereno e ricco di tante cose belle. Auguri • a Lidia Rossi vedova Bonardi, che lo scorso 30 ottobre, attorniata dalle figlie, dai generi, nipoti e pronipoti ha festeggiato in splendida forma il traguardo dei 90 anni. • a Walter Bernasconi, già apprezzato segretario regionale della Magliasina, e socio GenerazionePiù, che lo scorso 24 novembre ha festeggiato gli 87 anni Editore Organizzazione cristiano-sociale ticinese Redazione e amministrazione Responsabile: Benedetta Rigotti In redazione: Maurizia Conti e Giorgio Donini tel. 0919211551 ; fax 0919242471 via Balestra 19, 6900 Lugano [email protected] Condoglianze • alla moglie Luciana e ai figli Giorgia e Matteo, per la perdita del loro caro congiunto e fedele associato segretariato Mendrisio, Giorgio Cavinato di Stabio. • alle figlie Patrizia, socia segretariato del Luganese e già membro del Consiglio esecutivo OCST, Monica con Dario Cilloni, Chiara con Brunello Storni, alla sorella Enrica, al fratello Piermario, ai nipoti e parenti tutti, per la scomparsa della loro cara Ofelia Solari nata Franzi. • alla cognata Liliana, alla nipote Rita, socia, ai parenti tutti, per la scomparsa della loro cara Benita Contini. • alla moglie Marisa, socia GenerazionePiù, ai figli, nipoti e parenti tutti, per la scomparsa del loro caro Anselmo Bassanello. • al figlio Bruno, collega alla Cassa Disoccupazione, con Brigitte, Tania e Jody, alla figlia Giuliana con Sharon e Yari, alla sorella, al fratello ai nipoti e parenti tutti, per la scomparsa della loro cara Gemma Rosselli. • alla moglie Ines, ai figli, al cognato don Renzo Riva, fedele abbonato, ai parenti tutti, per la scomparsa del loro caro Claudio Zamporri. • alla cara moglie Marisa ai figli Alda e Daniele, ai fratelli e ai parenti tutti le più sincere espressioni di vivo cordoglio per la dipartita del caro Giuseppe Gianascio, socio GenerazionePiù Regione Tre Valli. • ai figli Ciriaco, Maria, Michela, Franca e Gerardo con le rispettive famiglie, ai fratelli e sorelle, ai nipoti, in particolare a Giuseppe Rauseo, direttore CFP, per la scom- Stampa Centro Stampa Ticino SA Via Industria, 6933 Muzzano Pubblicità Publilavoro Sagl Via Balestra 19, 6900 Lugano, tel 0919211551 [email protected] Tiratura confermata REMP 26’286 copie parsa della loro cara Maria Francesca Rauseo. In memoria • a 26 anni dalla scomparsa (3 dicembre 1988) ricordiamo con affetto Claudio Pozzi, già apprezzato dipendente al segretariato di Mendrisio. Via Balestra 19, 6900 Lugano Consiglio esecutivo - Presidente: Bruno Ongaro - Presidente onorario: Romano Rossi - Vicepresidente: Flavio Ugazzi - Membri: Davide Adamoli, Luigi Mattia Bernasconi, Fausto Leidi, Gianfranco Poli, Roberto Poretti, Enrico Pusterla, Meinrado Robbiani Segretario cantonale e copresidente Meinrado Robbiani Segretario amministrativo Fausto Leidi Vicesegretari cantonali Renato Ricciardi, Paolo Locatelli Segretari regionali Lugano Giovanni Scolari Mendrisio Alessandro Mecatti Sopraceneri Marco Pellegrini Tre Valli Giancarlo Nicoli Via Cantonale 34a, 6928 Manno [email protected], 058 800 41 50 FONDAZIONE TICINESE PER IL 2° PILASTRO Via Morée 3 – CP 1344 6850 MENDRISIO- Stazione AFFITTASI A CAMORINO spaziosi e luminosi appartamenti 2.5 - 3.5 - 4.5 locali L’altra cassa pensioni al servizio delle piccole e medie Imprese Ticinesi doppi servizi, cucina abitabile, cantina, terrazze e giardino Costi amministrativi solo lo 0.5% sui salari assicurati Cucina abitabile, riscaldamento a serpentine con contatori individuali parco giochi, piazzale e posteggi interni ed esterni a disposizione fermata bus davanti allo stabile e vicinanza a scuole e centri commerciali Sito web: www.ftp2p.ch E-mail: [email protected] Bilancio tecnico al 31.12.2013: 106.2% Foto: Ivano Castelletti Affitto: CHF 950.- / 1’150.- / 1’300.- + spese liberi da subito. Telefono: 091 922 20 24 Telefax: 091 923 21 29 Christa Rigozzi con Aaron e Emilie Come donare Per SMS al N. 339, digitando TELETHON SI e aggiungendo l'importo Ad esempio per un pagamento immediato di CHF 100, inviare Telethon SI 100 Online sul sito Con un versamento sul Per telefono (chiamata gratuita) Sostenere Telethon significa investire in un futuro senza malattie genetiche rare