Disoccupazione

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Disoccupazione
lavoro
Giornale dell’Organizzazione cristiano-sociale ticinese
4 dicembre 2014 - Anno LXXXIX - N.19 - CHF 1.00 - G.A.A. 6900 Lugano
pagina 4
 Prossimo numero: 18 dicembre 2014
Orari di
apertura
Un referendum
preventivato
pagina 5
Granito
Fermento
nelle cave ticinesi
pagina 7
Giovani
e lavoro
Fuga di cervelli?
pagine 8-9
Lavoro
e famiglia
Un binomio
difficile
pagina 2-3
pagine
11
Disoccupazione
Un’agenzia per l’impiego
per combatterla più attivamente
Redazione Il Lavoro - Via Balestra 19 - 6900 Lugano
Tel. 091 921 15 51 - Fax 091 924 24 71 - [email protected] - www.ocst.com
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Sindacato  Attualità
4 dicembre 2014 il Lavoro
Disoccupazione
Un’agenzia per l’impiego per combattere
più attivamente la disoccupazione
Occorre ristabilire un legame virtuoso
tra la crescita dell’occupazione e la
riduzione della disoccupazione, oggi
affievolito dalle preminenti immissioni
di personale dall’esterno. L’OCST propone la costituzione di un’Agenzia o di
un Nucleo operativo (collegato sia alla
Commissione tripartita, sia alla Sezione del lavoro) incaricato di negoziare
con le aziende una maggiore considerazione e presa a carico dei bisogni occupazionali del territorio.
MEINRADO ROBBIANI
Un itinerario dissociato
Diversamente dal passato, l’aumento dei posti di lavoro e degli occupati non equivale ad
una parallela riduzione della disoccupazione.
L’occupazione e la disoccupazione seguono
tracciati ormai dissociati. Occorre perciò allineare maggiormente i due percorsi in modo
che la crescita dell’occupazione produca, in
misura più estesa rispetto ad oggi, un impatto
positivo sulla disoccupazione. A questo scopo
l’OCST auspica una linea ancora più attiva a
sostegno di chi è alla ricerca di impiego attraverso la costituzione di un’apposita Agenzia o
Nucleo operativo per l’impiego.
Un’Agenzia o un Nucleo
per l’impiego
L’evoluzione descritta sopra rende auspicabile
un’analisi aggiornata delle politiche di assunzione
seguite dalle imprese come pure delle strutture,
dei canali e delle modalità di reclutamento. L’area
del collocamento è mutata considerevolmente
rispetto al passato. L’efficacia della lotta contro
la disoccupazione e delle politiche di collocamento esigono che si tenga conto dei mutamenti
intervenuti.
L’OCST sollecita perciò un’analisi approfondita su
questi aspetti.
Per fare ricadere più ampiamente sulla lotta contro
la disoccupazione i benefici di un andamento
favorevole dell’occupazione è pure auspicabile
rafforzare sin d’ora l’azione già condotta dalla
Sezione del lavoro e dagli Uffici regionali di collocamento. In questo ambito l’OCST propone l’istituzione di una Agenzia o di un Nucleo per l’impiego
che abbia segnatamente i compiti seguenti:
 seguire le entrate di manodopera estera
verificando, nei rami più sensibili (in particolare il
terziario impiegatizio e le professioni tecniche), se
si sia rivolta un’attenzione adeguata all’assunzione di manodopera locale e valutando attentamente
i motivi dell’eventuale assunzione di personale
La traiettoria favorevole dell’occupazione
L’occupazione ha seguito nell’ultimo decennio una traiettoria particolarmente favorevole.
La libera circolazione, pur comportando in altri
risvolti non altrettanto positivi, non è estranea
a questa evoluzione di per sé rallegrante. In un
decennio, cioè tra il 2002 e il 2012, gli occupati sono aumentati di 33’000 unità passando
da 188’000 a 221’000. Considerando i dati più
recenti (terzo trimestre 2014) l’incremento rispetto all’anno chiave 2002 (entrata in vigore
della libera circolazione) ammonta persino a
43’000 unità.
Alla disoccupazione solo le briciole
L’andamento dell’occupazione lascerebbe
a prima vista supporre che la disoccupazione
abbia potuto essere nel frattempo notevolmente ridimensionata. Benché nel trattare e
paragonare categorie tanto generali (occupati
e disoccupati) sia d’obbligo una abbondante
cautela, la correlazione tra crescita dell’occupazione e parallela decrescita della disoccupazione non è però rintracciabile.
La disoccupazione è rimasta consistente e,
se calcolata secondo i criteri dell’Organizzazione internazionale del lavoro (meno influenzati dalle modifiche intervenute nella legge
sull’assicurazione disoccupazione), è persino
lievitata. L’Ufficio cantonale di statistica indica
che, riferendosi a questi criteri internazionali, il
estero allo scopo di elaborare eventuali provvedimenti volti a favorire un maggiore inserimento di
personale disoccupato. In questo ambito è importante identificare eventuali azioni di sostituzione di
manodopera indigena con manodopera estera;
 avvicinare sistematicamente, previa selezione
dei campi professionali più interessanti e attrattivi,
le imprese che occupano e che assumono un
numero significativo di frontalieri e di dimoranti di
nuova entrata in modo da sollecitare una maggiore attenzione ai bisogni del territorio e negoziare
l’offerta di occasioni di inserimento per giovani e
per disoccupati;
 rilevare gli eventuali profili che sono difficilmente reperibili in loco così da valutare se siano
attuabili forme di riqualificazione di singoli candidati locali o, più in generale, se siano programmabili curricoli scolastici per preparare manodopera
qualificata residente.
Questo organismo non dovrebbe tanto occuparsi
di collocamento diretto (compito assegnato agli
Uffici regionali di collocamento - URC) quanto di
intervenire a monte con contatti e negoziati che
inducano le aziende a seguire una diversa linea
nelle assunzioni. Si tratta di agire sulla politica
delle imprese che riservano un’insufficiente
attenzione ai bisogni occupazionali del territorio.
Questa esigenza è tanto più fondata nel caso
delle ditte insediatesi dall’estero grazie alla
numero dei disoccupati è passato nello stesso
intervallo (2002/2012) da circa 6’000 a 12’000
unità (vedi «Dati - Statistiche e società», Ustat,
settembre 2014, pag. 6). Questa situazione è
convalidata anche dall’aumento dell’assistenza sociale, tra i cui beneficiari è andata dilatandosi la cerchia delle persone che figurano
come disoccupate (si tratta generalmente di
persone che hanno esaurito il diritto alle indennità di disoccupazione).
Le ragioni della discrepanza
Questa discrepanza è in buona parte riconducibile all’imponente aumento di frontalieri
come pure - aspetto meno considerato - all’incremento di lavoratori dimoranti insediatisi in
Ticino nella scia della libera circolazione.
Nello stesso lasso di tempo (2002–2012) la
manodopera confinante è passata da 32’000 a
56’000 unità con un aumento di 24’000 unità.
Se si considerino i dati più recenti (terzo trimestre 2014) l’aumento rispetto al 2002 supera le
30’000 unità poiché i frontalieri hanno raggiunto quota 62’500.
Di più difficile quantificazione ma non trascurabile è l’impatto derivante dai dimoranti stabilitisi in Ticino negli scorsi anni. Se si prende
come riferimento il saldo migratorio con l’estero (che può tuttavia comprendere anche i
familiari senza attività) si rileva un incremento netto di dimoranti attorno a 2’000 persone
libera circolazione; i loro responsabili (dirigenti e
capi del personale) hanno non di rado un fragile
legame con il territorio, verso il quale omettono di
saldare il debito che detengono nei suoi confronti
(in termini di servizi efficienti, amministrazione
pubblica celere, stabilità e pace sociale, fiscalità
favorevole...).
Una simile agenzia contribuirebbe del resto ad
attenuare una delle carenze principali che l’OCST
imputa alle misure di accompagnamento: l’assenza di provvedimenti volti ad attenuare le pressioni
sull’occupazione. Le misure di accompagnamento
sono infatti essenzialmente concepite per contrastare gli abusi salariali e rivolgono al contrario
poca attenzione alle pressioni occupazionali.
Da un profilo organizzativo, poiché chiamata ad
influenzare le ditte che fanno capo a manodopera
estera, l’agenzia potrebbe essere agganciata
all’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro e per il suo tramite alla Commissione tripartita
(coinvolgendo conseguentemente le parti sociali).
Pur con un preminente aggancio con l’Ufficio per
la sorveglianza del mercato del lavoro, l’Agenzia
dovrebbe evidentemente operare in stretto contatto e coordinamento anche con la Sezione del
lavoro e gli URC per quanto attiene al collocamento puntuale di persone senza impiego.
Sindacato  Attualità
4 dicembre 2014 il Lavoro
all’anno nel periodo 2002-2007 e tra 3’000 e
4’000 all’anno dal 2008 al 2013. Pur considerando che una parte dei dimoranti non svolge
un’attività professionale (secondo valutazioni
contenute nel Rapporto della Commissione
della gestione del Consiglio nazionale «Soggiorno degli stranieri nell’ambito dell’Accordo
sulla libera circolazione delle persone», pubblicato il 04.04.2014, si tratta tuttavia di una parte
nettamente minoritaria), l’aumento dell’occupazione non coperta da frontalieri è in buona
parte assorbita da nuovi dimoranti.
Un’ulteriore fonte di sfasamento tra occupazione e disoccupazione è l’affluenza nettamente accresciuta di personale confinante ed
anche di nuovi dimoranti verso il settore terziario, nel quale opera e al quale guarda con
predilezione la manodopera locale. L’ingresso
di frontalieri è soprattutto esploso dopo l’abolizione della fascia tradizionale di confine, che limitava in passato la zona dalla quale potevano
provenire i frontalieri. È del resto a partire da
questo momento (2007/2008) che i confinanti
occupati nel terziario hanno superato quelli attivi nel settore secondario (industria e edilizia).
Un fattore analogo di pressione (solo in parte coincidente con quello appena evidenziato
3
poiché trasversale a tutti i settori economici)
è costituito dall’entrata consistente di frontalieri in professioni particolarmente ambite dalla
manodopera locale. Tra il 2002 e il 2014 si è ad
esempio passati, per gli impiegati amministrativi, da un migliaio di frontalieri a quasi 7’000.
Nelle professioni intellettuali e scientifiche da
circa 1’000 a quasi 5’000. Nella vendita da
quasi 4’000 a circa 10’000. Tra i dirigenti e i
quadri superiori da 500 a oltre 2’000.
zione disoccupazione che li ha sospinti verso
un’area sommersa nella quale organizzano al
di fuori dei canali istituzionali la ricerca di un
impiego. Lo stesso Ufficio di statistica stima
a circa 3’000 i giovani alla ricerca di un impiego, solo poco più di 1’000 dei quali annunciati
presso gli Uffici regionali di collocamento (si
veda il contributo «Carenza di lavoro tra i giovani ticinesi» apparso su «Dati - Statistiche e
società», Ustat, maggio 2014).
Occasioni mancate
Se si rivolge lo sguardo all’aumento dell’occupazione (+43’000 unità dal 2002 ad oggi),
dei frontalieri (+30’500) e dei dimoranti di recente insediamento si costata come gli spazi
per un assorbimento della disoccupazione siano risultati angusti.
L’ultimo decennio, a partire cioè dalla libera
circolazione, è costellato di occasioni mancate
per un più ragguardevole assorbimento della
disoccupazione. Giovani in entrata nel mondo del lavoro e disoccupati hanno beneficiato
della favorevole evoluzione dei posti di lavoro
e dell’occupazione in misura molto minore rispetto alle potenzialità di un mercato in espansione.
In questo contesto meritano un accenno specifico i giovani, la cui posizione appare particolarmente sfavorita
e persino penalizzata. Da un lato subiscono la concorrenza di un mercato del
lavoro più aperto e del gigantesco bacino occupazionale d’oltre confine, che
offre alle ditte la possibilità di reperire
profili rispondenti con precisione alle
loro esigenze, immediatamente produttivi e disposti sovente a ricevere retribuzioni inferiori a quelle usuali. D’altro
lato hanno subìto un netto peggioramento delle prestazioni dell’assicura-
Ritrovare la via della complementarietà
La proposta di istituire un’Agenzia per l’impiego si inserisce nella ricerca di una relazione
serena e reciprocamente fruttuosa tra la manodopera indigena e frontaliera, soffocando la
contrapposizione che si è andata purtroppo
diffondendo negli scorsi anni per l’insufficiente
senso di responsabilità, nella politica del personale e delle assunzioni, di un numero non
indifferente di aziende.
Il Ticino continuerà a necessitare di manodopera estera ed in particolare frontaliera.
Questo apporto è stato e si manterrà prezioso
sia per coprire carenze quantitative di manodopera, sia per fornire alle imprese profili difficilmente reperibili in loco. Occorre muoversi
tuttavia su una linea di complementarietà tra
manodopera residente e frontaliera, scongiurando quei fenomeni di concorrenza e persino
di sostituzione che si sono diffusi negli scorsi
anni e sono fonte di attriti dannosi per entrambe le componenti.
L’OCST auspica che sia la sollecitazione
a svolgere un’analisi delle politiche di reclutamento e dell’area del collocamento, sia la
proposta di istituire un’Agenzia o un Nucleo
per l’impiego possano essere approfondite. In
considerazione dell’importanza di una più efficace politica di collocamento, si prefigge di
portarle anche sul piano politico.
Barometro dell’impiego
Lieve aumento dell’occupazione
N
el terzo trimestre 2014 in Svizzera si
contavano 4,227 milioni di addetti,
ovvero lo 0,7% in più rispetto all’anno precedente. L’occupazione è cresciuta
dello 0,6% sia nel settore secondario (+6000
posti) che nel terziario (+23’000). Espressi in
equivalenti a tempo pieno, il volume di addetti ammonta a 3,568 milioni (+0,7%), una
cifra in crescita dello 0,6% nel settore secondario (+6000 unità) e dello 0,7% nel terziario
(+19’000 unità). Calcolata al netto delle variazioni stagionali, l’occupazione ha subito un lieve incremento rispetto al trimestre precedente
(+0,2%). Tuttavia sono stati registrati 800 posti liberi in meno rispetto all’anno precedente
(-1,6%), mentre difficoltà di reclutamento del
personale sono aumentate dell’1,6%.
Addetti per settori e rami economici
Per la quarta volta consecutiva il settore secondario ha registrato un aumento dell’occupazione su base annua. L’andamento è stato
leggermente positivo nel ramo «Attività ma-
nifatturiere» (+3000; +0,4%) per la terza volta
consecutiva, anche grazie al risultato del ramo
«Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica; orologi» (+3000; +2,6%). Continua
l’andamento positivo anche nel ramo «Costruzioni» (+2000; +0,5%). Anche nel settore terziario la crescita dell’occupazione continua ad
essere positiva. Il miglioramento più significativo è stato registrato nel ramo «Salute e affari
sociali» (+9000; +1,6%). Per contro, è stata osservato uno sviluppo negativo nei rami «Commercio» (-3000; -0,4%) e «Attività finanziarie e
assicurative» (-1000; -0,3%).
Posti liberi
Nel terzo trimestre 2014 sono stati contati
800 posti liberi in meno sulla piazza economica svizzera rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-1,6%).
Prospettive di impiego
Nel terzo trimestre 2014 le imprese che intendevano mantenere stabile il proprio organi-
co nel trimestre successivo rappresentavano
il 73% dell’occupazione totale. Il 9,9% delle
imprese ha segnalato di voler aumentare le
proprie forze lavoro e il 4,9% ha preventivato
un calo; le imprese che non si sono espresse
a tal riguardo interessano il 12% degli addetti.
L’indicatore delle prospettive d’impiego calcolato in base a tali cifre ha segnato un lieve
aumento rispetto all’anno precedente (1,03;
+0,4%) e ha continuato ad attestarsi su valori superiori a 1,00 sia nel settore secondario
(1,02; +0,3%) che nel terziario (1,03; +0,5%).
Questi dati sembrano indicare che l’organico
nel trimestre prossimo sarà nel complesso
ampliato o rimarrà perlomeno invariato. Le
previsioni più rosee sono state nuovamente
rilevate nel ramo «Servizi di informazione e di
comunicazione», anche se l’indicatore è sceso
lievemente rispetto all’anno precedente (1,12;
-1,1%), quelle meno positive nel ramo «Servizi
di alloggio e di ristorazione» (0,97; -0,6%).
Sindacato  Attualità
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4 dicembre 2014 il Lavoro
Orari di apertura dei negozi
Un referendum preventivato
MEINRADO ROBBIANI
I
l Consiglio federale, venerdì 28 novembre, ha trasmesso al Parlamento il Messaggio riguardante la legge federale sugli
orari di apertura dei negozi. Nella scia della
mozione Lombardi già approvata dalle Camere, vi è prevista una fascia oraria minima valida
su scala nazionale con chiusura dei negozi alle
ore 20 dal lunedì al venerdì e alle ore 19 al sabato. Ai Cantoni è inoltre lasciata la facoltà di
decretare orari più lunghi e decidere sull’apertura infrasettimanale.
La scelta del Consiglio federale è un’invasione di campo a danno dei Cantoni e del federalismo. Le situazioni e i bisogni sono notevolmente differenziati da regione a regione. I
Cantoni sono l’entità e l’area più adeguata per
regolare gli orari di apertura. Non si rilevano
oggi motivi di tale rilevanza da giustificare una
messa sotto tutela dei Cantoni in questa materia.
Si tratta inoltre di uno schiaffo inferto alla
popolazione di quei Cantoni che negli scorsi
anni si sono pronunciati contro il prolungamento degli orari di apertura (è il caso in sei
dei diciassette Cantoni che hanno tuttora orari
di chiusura più restrittivi rispetto alla proposta
del governo federale).
L’opzione del Consiglio federale è inoltre
dannosa e penalizzante per il personale occupato nella vendita da una duplice angolazione.
La fascia serale è in primo luogo quella che è
fonte di maggiori disagi e scompensi soprattutto considerando la prevalenza di personale
femminile, gravato sovente dal doppio carico
lavorativo e familiare.
Prolungando la fascia di apertura dei negozi
a fronte di un potere d’acquisto relativamente
stabile, si incentiva in secondo luogo una ulteriore diffusione delle formule più precarie di
lavoro quale il lavoro su chiamata come pure
lo spezzettamento degli orari di lavoro del personale.
La modifica proposta non sarebbe senza
conseguenze nemmeno sul settore stesso del
commercio, che non è internamente omogeneo. Soprattutto i piccoli negozi, che incontra-
no maggiori difficoltà organizzative ed anche
economiche, corrono il pericolo di subire un
aggravio di concorrenza da parte dei grandi
magazzini.
L’OCST, a dipendenza dell’esito del dibattito
parlamentare, non mancherà perciò di partecipare al lancio del referendum qualora venga
condotta in porto questa soluzione.
Cassa disoccupazione OCST
La più veloce in Svizzera!
LUCA CAMPONOVO
I
n occasione dell’incontro con i direttori
delle Casse disoccupazione, tenutosi a
Berna lo scorso mercoledì 26 novembre
2014, la nostra Cassa OCST è stata insignita,
per la seconda volta consecutiva, del riconoscimento di Cassa più veloce della Svizzera
durante l’anno 2014.
Infatti questa importante qualifica premia i
collaboratori della nostra Cassa che si adoperano in favore degli Assicurati, aprendo i
casi di disoccupazione e versando le relative
indennità nel minor tempo possibile.
La Seco ha potuto riconoscere tale qualità,
verificando su 2 mesi specifici (marzo e giugno
2014) le varie attività svolte dai funzionari delle
Casse e la nostra è stata superiore, in termine di velocità, rispetto a tutte le altre Casse,
battendo la concorrenza a livello cantonale e
anche rispetto a tutte quelle attive a livello federale.
Tale riconoscimento, accordato anche negli
anni precedenti, conferma la qualità dei nostri collaboratori che, grazie al lavoro preciso,
puntuale e veloce, aiutano concretamente i
nostri Assicurati, che hanno scelto la Cassa
disoccupazione OCST, permettendo di ricevere nel più breve tempo possibile le indennità di
disoccupazione a loro spettanti.
Il lavoro svolto dai nostri collaboratori, presenti nelle varie sezioni della Cassa disoccupazione OCST, è affrontato con spirito di
servizio, con volontà e principalmente con il
cuore, qualità che permettono di ottenere determinati riconoscimenti importanti per lo svolgimento di queste mansioni in favore di coloro
che hanno scelto la nostra Cassa.
Questo ambìto traguardo sarà da stimolo ad
ogni collaboratore, per continuare a svolgere
con dedizione il lavoro in favore dei nostri Assicurati che ringraziamo per la fiducia accordata e ricambiata, optando per la scelta della
nostra Cassa Disoccupazione.
Disoccupazione
Giorni massimi
indennizzabili 2015
E
cco la lista dei giorni di disoccupazione che la nostra Cassa potrà pagare nel corso del 2015.
Gennaio
22
Luglio
23
Febbraio
20
Agosto
21
Marzo
22
Settembre
22
Aprile
22
Ottobre
22
Maggio
21
Novembre
21
Giugno
22
Dicembre
23
Inserzione
Avviso
Avvisiamo la nostra spettabile utenza che a partire da martedì 09.12.14, la Cassa disoccupazione OCST
procederà al pagamento delle indennità di disoccupazione relative al mese di dicembre 2014. Da tale
data si potrà procedere alla consegna dei formulari IPA (Indicazione della persona assicurata), completi
dei relativi giustificativi, quali formulari di «guadagno intermedio, «attestati di presenza corsi», certificati
medici, ecc.
Cassa disoccupazione
cristiano sociale / OCST...
...la cassa numero 1 in Svizzera
www.cd-ocst.ch
Sindacato  Edilizia
4 dicembre 2014 il Lavoro
Industrie del Granito Ticinesi
Cavisti giù la maschera
PAOLO LOCATELLI
A
corto di motivazioni serie, nel tentativo
vano di salvare almeno l’apparenza,
l’Associazione Industrie del Granito Ticinese (AIGT) sbatte la porta in faccia ai propri
lavoratori interrompendo le negoziazioni per il ripristino di una soluzione contrattuale equilibrata.
Dopo l’intervento di mediazione del Presidente del Consiglio di Stato, on. Manuele Bertoli,
i rappresentanti delle parti si sono incontrati
due volte per dare un contenuto ad un accordo passerella valido sino a fine anno 2015.
Un approccio del tutto particolare quello
dell’AIGT a questa negoziazione, focalizzato
sullo schema «rilasciateci senza fiatare la dichiarazione di rispetto del contratto collettivo di
lavoro, ma per il ripristino senza modifiche salariali del CCL cantonale scaduto il 31.12.2011
e per il mantenimento del pensionamento an-
ticipato a 60 anni non vi garantiamo nulla». In
buona sostanza, voglio tutto e non concedo
nulla. Un metodo di trattativa che non merita
di essere ulteriormente commentato.
La mediazione offerta dal lodevole Consiglio di Stato può pertanto ritenersi fallita. Le
cave di granito ticinesi associate all’AIGT non
potranno pretendere il rilascio della dichiarazione di rispetto del CNM edilizia principale
e, con essa, partecipare ai concorsi pubblici.
Solo chi potrà provare di aver adattato i contenuti salariali e contrattuali del citato CNM
nel corso degli anni 2012, 2013, 2014 e negli
anni futuri, potrà concorrere ad appalti pubblici.
I lavoratori del granito si preparano pertanto
ad una dura stagione di lotta nelle cave: per la
propria dignità, per il proprio contratto collettivo di lavoro e per garantirsi anche in futuro un
modello di pensionamento anticipato a 60 anni
equilibrato e necessario.
Granito e appalti pubblici
Predicare bene e razzolare male
GIANNI GUIDICELLI
L
a necessità di intervenire per arginare
il degrado a cui assistiamo nel mercato del lavoro è un obiettivo condiviso
dalle forze politiche e dalle organizzazioni imprenditoriali e sindacali.
In questo ambito anche le associazioni padronali riconoscono il contratto collettivo di lavoro come lo strumento più efficace che consente di tenere in considerazione le peculiarità
dei singoli rami professionali o realtà aziendali.
Sul fronte politico sono state numerose le richieste di un intervento affinché le aziende o
chi, a vario titolo, beneficia di aiuti o contributi statali rispetti i contratti CCL in vigore nelle
singole categorie o, se sprovvisti, almeno di
livelli salariali dignitosi.
Questa esigenza è ad esempio recepita
nell’ambito della legge sulle commesse pubbliche, che vincola la partecipazione agli appalti pubblici al rispetto dei CCL esistenti nelle
singole categorie professionali.
In questo contesto appare quindi perlomeno
contraddittoria una recente decisione del Dipartimento del territorio che, nell’ambito degli
appalti per i lavori di manutenzione delle strade cantonali per il periodo 2015-2018, indica
come per la fornitura della pietra naturale ai
cavisti non viene richiesta l’adesione ad un
CCL, indicando unicamente che se durante la
validità dell’appalto dovesse venir stipulato un
CCL di ampia adesione il committente si riserva di imporre il vincolo del suo rispetto.
Per contro viene indicato come la pietra naturale debba provenire da una cava ticinese.
Aspetto questo che i sottoscritti interroganti
condividono ma che evidentemente fa sorgere
il dubbio di come ci si preoccupi prioritariamente della provenienza della pietra ma non
delle condizioni contrattuali di chi questa pietra la deve estrarre.
È pur vero che la fornitura della pietra naturale non viene normalmente considerata un
appalto ma una fornitura, ma questo modo di
agire è sempre stato contestato in modo fermo dalla stessa associazione padronale.
È pure utile ricordare come, contrariamente a quanto indicato dal Dipartimento del
territorio, il settore del granito è attualmente
assoggettato, per decreto di obbligatorietà
emanato dal Consiglio Federale, al Contatto
nazionale mantello dell’edilizia, che scadrà il
31 dicembre 2015. Bisognava quindi semplicemente indicare che questo è il contratto di
riferimento per gli appalti e le forniture di pietra naturale.
Per questo ho presentato un’interrogazione
parlamentare nella quale stigmatizzo con fermezza questo modo di agire e chiedo al Consiglio di Stato.
1. È a conoscenza della procedura messa in
atto dal Dipartimento del territorio per l’appalto della manutenzione delle strade cantonali?
2. Non la ritiene contraddittoria con l’obiettivo
di favorire l’applicazione dei contratti collettivi e
del garantire una concorrenza corretta?
3. Non la ritiene contraddittoria con l’impegno dello stesso Consiglio di Stato, per tramite del suo Presidente, nel cercare di favorire
un’intesa contrattuale nel settore del granito?
4. È intenzionato ad intervenire per modificare la disposizione citata?
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Cpc edilizia: appalti solo
con il rispetto del Ccl!
Nel suo ultimo incontro, la Commissione paritetica cantonale dell’edilizia ha discusso la messa
a concorso di un bando pubblico del Dipartimento del Territorio per la manutenzione delle
strade cantonali per il quadriennio 2015–2018
nel quale il committente pubblico ha voluto
aprire le porte a tutte le cave di granito ticinesi
per la fornitura della pietra naturale anche se
non rispettano un contratto collettivo di lavoro.
Il tutto in netto contrasto con gli indirizzi politici
e gli aspetti legali contenuti nella Legge sulle
commesse pubbliche (LCPubb).
Il settore del granito è sprovvisto dal 1° gennaio
2012 di un CCL di valenza cantonale per il
settore. L’Associazione Industrie Granito Ticinese
(AIGT), a torto, non intende inoltre riconoscere la
validità e la conseguente applicazione del Contratto Nazionale Mantello nel settore dell’edilizia
principale (dichiarato di obbligatorietà generale
a livello nazionale).
Malgrado l’intervento di mediazione offerto
dall’on. Presidente del CdS Manuele Bertoli,
l’AIGT non ha concluso nessun accordo con i
sindacati OCST e UNIA. Il Contratto Nazionale
Mantello dell’edilizia principale continua quindi a
rappresentare l’unica base contrattuale valida in
applicazione della LCPubb.
La prassi in questo settore prevedeva che le
forniture di pietre naturali lavorate nelle cave
ticinesi fossero considerate come un subappalto
e quindi assoggettate alle regole dei CCL. Ci
stupisce quindi la modifica di questa prassi che
di fatto non permette di verificare il rispetto dei
disposti dei CCL.
Ultima ora
Appalti pubblici
A
seguito dell’interrogazione (vedi
qui a lato) e della presa di posizione della CPC edilizia (vedi box
grigio), la Divisione delle costruzioni ha trasmesso una precisazione ai concorrenti del
citato lotto manutenzione strade. Si ribadisce che solo le ditte che dispongono di una
dichiarazione di rispetto del CNM edilizia
principale (rilasciata dalla Commissione
paritetica cantonale), e quindi riconoscono di appartenere e rispettare il suddetto
contratto nazionale mantello decretato di
obbligatorietà generale possono essere
ammesse al concorso.
Precisazione opportuna che dimostra ancora una volta due elementi cardine della
vertenza con l’AIGT:
 solo chi dimostra di rispettare il CNM
edilizia può concorrere per gli appalti pubblici;
 l’AIGT è sottoposta al CNM edilizia principale.
Ovviamente l’OCST vigilerà sulle decisioni
conseguenti.
6
Sindacato  Attualità
4 dicembre 2014 il Lavoro
Travail.Suisse
Ulteriori misure per i lavoratori anziani
D
i fronte alla minaccia di penuria di
manodopera specializzata, i lavoratori anziani si sono ritrovati al centro
della discussione politica e sociale. Un oggetto importante è pertanto ignorato in maniera
cronica: la politica di formazione per i lavoratori anziani.
Apparentemente, la situazione degli over 50
in Svizzera non è drammatica: il tasso di occupazione è elevato e quello di disoccupazione inferiore rispetto alla media internazionale.
Esaminando più nel dettaglio i dati, appare
però che la Svizzera ha dei risultati sopra la
media unicamente per quanto concerne il tasso di persone attive degli uomini qualificati tra
i 50 e i 59 anni. Se guardiamo la disoccupazione di lunga durata emerge un dato inquietante:
circa il 60% dei disoccupati con più di 55 anni
sono senza lavoro da più di un anno, percentuale più elevata che la media OCSE. Inoltre il
tasso di lunga data in questa categoria di età
è nettamente peggiorato dal 2002 a oggi, passando dal 40 al 60%.
Colmare il deficit della politica di formazione
Oggi, quando si parla di lavoratori anziani la
discussione si concentra attorno ai costi: salari, contributi elevati per la cassa pensioni ecc.
Questa categoria di lavoratori sembra essere
dimenticata nello scenario della politica di formazione: non sono menzionati esplicitamente
né nella legge sulla formazione professionale,
né nella legge sulla formazione continua adottata recentemente. «È triste in quanto è esattamente questo gruppo di età che è esposto
ai rischi come quello della penuria di formazione appropriata all’età», afferma Martin Flügel,
Presidente di Travail.Suisse. Questo è un tema
particolarmente sensibile, siccome i lavoratori
anziani rappresentano un gruppo sempre più
numeroso.
Secondo Jacques-André Maire, vice-presidente di Travail.Suisse, anche le imprese beneficeranno delle misure a favore dei lavoratori
anziani. Le aziende potranno meglio sfruttare
questo potenziale di manodopera che attualmente è stimato a 93’000 posti di lavoro a
tempo pieno.
Orientamento professionale e di carriera a
partire dai 40 anni
Urge quindi correggere la visione attuale del
ruolo dei lavoratori anziani sul mercato del lavoro. Travail.Suisse mette al centro del dibattito le seguenti rivendicazioni:
 La Confederazione deve assicurarsi che
l’orientamento professionale e di carriera sia
standardizzato per gli over 40. Se necessario,
si introduca l’orientamento professionale e di
carriera a metà della vita lavorativa come criterio di attuazione dell’articolo 5.2 LFPr (favorire la formazione professionale dei lavoratori),
nell’ordinanza sulla formazione professionale.
 È necessaria una politica di formazione
continua, ciò significa avere anche una base di
finanziamento legale, un modello di eccellenza
e una «Leading House» sul soggetto «la formazione professionale e la formazione continua
per gli adulti».
 I partner della formazione professionale
devono elaborare, sotto la visione della Confederazione, una dichiarazione d’impegno sulla
formazione professionale per gli adulti dando
un’importanza particolare agli over 40 e mettere a disposizione 800 milioni di franchi per
l’applicazione nei prossimi dieci anni.
 La Confederazione crei un concetto globale sul soggetto del “reinserimento professionale”, che descriva le misure di formazione
necessarie e la loro applicazione con i partner
della formazione professionale, gli attori della
formazione continua e della politica sociale.
I lavoratori anziani rappresentano oggi una
zona d’ombra nella politica di formazione
nazionale. La Svizzera non può permettersi
questa zona d’ombra visto lo sviluppo demografico e il dibattito concernente la politica migratoria. Travail.Suisse si impegna affinché la
politica di formazione nazionale trovi delle soluzioni al fine di promuovere in maniera mirata la politica di formazione e della formazione
continua anche per i lavoratori anziani.
Tre Valli
Ramo della pittura
In festa per i giubilei sindacali
Trattative per il rinnovo del CCN
L
o scorso 27 novembre
presso il ristorante Defanti di Lavorgo sono stati
festeggiati gli associati che hanno
raggiunto i 25, 40 e 50 anni di adesione all’OCST.
Il presidente del Comitato Direttivo OCST-RTV Stefano Caserta
ha salutato i presenti e si è complimentato per la fedeltà al sindacato.
Il Segretario regionale Giancarlo
Nicoli ha brevemente presentato
l’attività sindacale di quest’anno,
che ha visto il segretariato RTV impegnato su molti fronti a difesa dei
diritti dei lavoratori.
Il neo Vicesegretario cantonale
Gianni Guidicelli ha presentato le
grandi linee della nuova Pianificazione Ospedaliera evidenziando
le preoccupazioni e la necessità
di una vigilanza per la difesa delle strutture Ospedaliere di Faido e
Acquarossa che devono rimanere
un punto di riferimento per le cure
e la sanità nelle regioni di montagna, a salvaguardia del principio di
prossimità che deve contaddistinguere la rete sanitaria all’interno
dell’EOC.
È poi seguita la cena ottimamente servita e in chiusura la consegna
dei regali agli associati.
LEONARDO MATASCI
I
l CCN di lavoro nel ramo
scade il 31.3.2015 a meno
che una delle parti contraenti decida di inoltrare la disdetta.
In vista della scadenza, abbiamo
proposto dei miglioramenti. Durante le assemblee professionali
li abbiamo discussi, toccando gli
argomenti del tempo di viaggio,
rimborso delle spese, protezione
dai licenziamenti e delle indennità
di vacanze.
L’argomento discusso più importante è però quello dell’introduzione del prepensionamento.
A questo proposito avevamo
organizzato una conferenza professionale. Durante l’assemblea,
i lavoratori avevano sollecitato
l’introduzione del pensionamento
anticipato ponendolo addirittura
quale priorità nella trattativa per il
rinnovo del CCN. In modo particolare avendo preso conoscenza del
lavoro della speciale commissione
formata da rappresentanti dei la-
voratori e dei datori di lavoro, la
nostra assemblea professionale
aveva optato
per il modello del pensionamento
flessibile a 62
anni lasciando alle parti
la possibilità
del modello
63 anni qualora un accordo non
fosse raggiunto.
Inaspettatamente la parte padronale adducendo pretesti inaccettabili non ha presenziato al
primo incontro di trattativa del
12 novembre. Il prossimo 11 dicembre è prevista una nuova tornata di trattative. Se questa non
dovesse portare ad esiti positivi,
organizzeremo a livello cantonale
un’assemblea nella quale i lavoratori saranno chiamati ad esprimersi sull’introduzione di un contratto
cantonale e di conseguenza ad un
prepensionamento basato su parametri cantonali.
Sindacato  Attualità
4 dicembre 2014 il Lavoro
7
Giovani e lavoro
Fuga di cervelli?
GIORGIO DONINI
M
artedì 25 novembre, al Telegiornale serale delle 20.00, la RSI ha
trasmesso un interessante servizio
riguardante i giovani ticinesi che una volta terminati gli studi oltre Gottardo non rientrano più
in Ticino.
Stando alla RSI, nell’anno 2013/2014 erano
poco più di 4’000 gli studenti ticinesi impegnati
in atenei fuori dal Ticino (fonte: Ufficio federale
di statistica, UST). La Romandia resta la meta
privilegiata per i ticinesi: 2’244 erano infatti
iscritti in università francofone. Più nello specifico avevamo 908 iscritti a Losanna, 869 a Friborgo, 298 a Ginevra e infine 174 a Neuchâtel.
In Svizzera tedesca vi erano invece 1’918 studenti ticinesi, suddivisi tra i diversi atenei.
A far riflettere non è tanto la presenza di studenti ticinesi in questi atenei, di fatti fino alla
creazione dell’Università della Svizzera Italiana
andare oltre Gottardo per proseguire gli studi
era in pratica un obbligo. Il dato che più fa riflettere è la tendenza a rimanervi al termine di
essi per lavorare. Sempre secondo il servizio
andato in onda, che cita come fonte l’UST, negli ultimi 15 anni, 2’600 ticinesi sono rimasti nel
resto della Svizzera una volta terminato il percorso formativo. Un paese ticinese di piccolemedie dimensioni sarebbe, in poco meno di 15
anni, diventato un paese fantasma, disabitato
Negli anni 80 la tendenza era quella di rientrare in Ticino una volta ottenuto il diploma. Pochi
restavano fuori cantone. Attualmente invece,
la tendenza si è invertita, e questo a partire
circa dal 2000. Molti preferiscono lavorare in
Romandia o Svizzera tedesca e magari rientrare in Ticino più tardi o addirittura non tornare
più. Questa tendenza dovrebbe far riflettere il
nostro cantone per quanto concerne la perdita di persone qualificate e le loro competenze,
che andranno di conseguenza ad altri cantoni.
Per meglio capire quali possono essere i motivi che spingono un ticinese a non tornare nel
proprio cantone, vi proponiamo un’intervista a
Gabriele Crivelli, classe 1986, che dopo aver
terminato un Master in Gestione d’impresa a
Friborgo ha deciso di non tornare, trovando
lavoro a Berna. Attualmente ricopre la carica
di portavoce per la Svizzera Italiana e redattore
web presso l’USTRA.
Come mai hai scelto la Romandia per proseguire gli studi?
La scelta di allontanarmi dal Ticino per proseguire gli studi è semplice da spiegare: volevo una nuova esperienza di vita via da casa,
essere autonomo e ovviamente imparare meglio una nuova lingua. Logicamente, per me,
studiare in tedesco presentava delle incognite
maggiori a livello di riuscita, indi per cui sono
finito a Friborgo. So che vi era la possibilità di
studiare a Lugano, ma la mia voglia di vivere
una nuova esperienza ha prevalso.
In un primo tempo ho conseguito un bachelor
in Economia politica, per poi proseguire con un Master in gestione d’impresa sempre nella medesima università,
terminato nel 2011.
Quando hai terminato gli studi quali
erano i tuoi obiettivi? Avevi già l’idea
di restare oltre Gottardo?
Diciamo che mentre stavo per terminare l’università non avevo ben in
chiaro cosa fare. In testa avevo l’idea
di fare un’esperienza lavorativa fuori
dal Ticino, per poi eventualmente tornarci più tardi. Sapevo che lavorare un po’ di
tempo in Svizzera tedesca era un ottimo modo
per «fare curriculum» e dunque eventualmente
trovare un lavoro in Ticino più avanti. Avendo
perso un po’ di nozioni della lingua di Goethe
ho scelto di partire per un corso di perfezionamento linguistico di 3 mesi a Berlino, in
Germania. Questo anche per avere maggiori
sbocchi sul mercato del lavoro. Proprio mentre ero a Berlino ho visto un posto di stagista
libero presso l’Ufficio federale del consumo
(UFDC) e mi sono candidato. Fortuna vuole,
che il responsabile si trovava a Berlino in quei
giorni e da lì è partito il tutto. Lo stage è durato
un anno: ho potuto perfezionare ulteriormente
la lingua e farmi le ossa in ambito lavorativo.
Come sei giunto all’attuale posto di lavoro?
Verso la fine dello stage ho visto questo posto di lavoro in cui si cercava un italofono con
buone nozioni di tedesco. Mi sono candidato
ed è andata bene. Ovviamente il fatto di aver
già lavorato nell’Amministrazione federale ha
aiutato. E mi ritengo fortunato. La Confederazione è un ottimo datore di lavoro: offre dei
corsi di formazione che sono davvero utili per
arricchire il proprio bagaglio di competenze lavorative e sociali. E poi è un lavoro «bilingue»:
con i colleghi devo parlare tedesco mentre il
lavoro vero e proprio lo svolgo in italiano. Cosa
chiedere di più?
Come mai la scelta di restare lontano dal
Ticino una volta terminato lo stage?
Senza entrare troppo nei dettagli ritengo che
la Svizzera tedesca e probabilmente anche la
Romandia, con i loro mercati più ampi, offrano
maggiori opportunità. Il tutto è inserito in un
contesto lavorativo più stimolante. Verso fine
stage, inoltre, ero ormai già ben ambientato a
Berna. Infine la qualità della vita: abitare in una
città ha sicuramente degli svantaggi ma penso
che siano maggiori i vantaggi.
Quali le difficoltà per un ticinese?
Sicuramente la lingua all’inizio è un grosso
ostacolo, specialmente al giorno d’oggi dove
la comunicazione ha un ruolo sempre più importante. La cultura è un po’ diversa rispetto a
quella ticinese, ma avendo già passato 5 anni
a Friborgo non ci ho messo molto a «integrarmi» nella loro mentalità.
Partire e non tornare?
Classica domanda finale: pensi di tornare in
Ticino un giorno?
Vedremo! Al futuro per ora non ho pensato.
Sto bene a Berna, ma nella vita, per restare
sul classico, «mai dire mai». Ammetto che a
volte la distanza dalla famiglia e dagli amici si
fa sentire. E anche il Ticino, difetti compresi,
manca. Penso sia normale, son pur sempre
cresciuto lì. Mi piace pensare che non sarò io
a prendere questa decisione a priori, ma che
saranno le circostanze che la vita mi presenterà a farmi scegliere l’una o l’altra opzione.
Il commento
Quasi sicuramente a influenzare questo trend
del «non ritorno» vi è il fatto che il Ticino da
ormai parecchi anni sta vivendo un momento
difficile a livello lavorativo e le possibilità di
trovare un impiego si riducono sempre più.
Ricordiamo come per i giovani alle prime
esperienze il tempo passato senza lavoro tra il
termine della formazione e il primo impiego si
stia sempre più allungando. L’OCST aveva affrontato questo problema durante il tradizionale ritrovo del primo maggio del 2013. Sempre
più studenti optano quindi per restare fuori
cantone sperando, e molto spesso trovando,
condizioni lavorative migliori.
Un dato eloquente che risalta le difficoltà del
nostro cantone è il tasso di disoccupazione, tra
i più alti in Svizzera. Non dimentichiamo inoltre
il netto aumento delle persone in assistenza,
più di 8’000 attualmente.
Non da ultimo, nel resto della Svizzera, il
mercato è più ampio: essendoci maggiori
possibilità offre a dei giovani, anche con poca
o nessuna esperienza, più sbocchi. Senza
omettere che il settore terziario ticinese, settore nel quale si indirizza la maggior parte degli
studenti ticinesi e fino a poco fa considerato
il settore di riferimento per i «nostrani», negli
ultimi anni è particolarmente sotto pressione:
basti pensare anche solo all’ultimo caso di
licenziamenti collettivi (BSI).
Infine pure gli stipendi giocano un ruolo importante, è innegabile. In Ticino si parla spesso di
dumping salariale, in tutti i settori in cui non
vige nessun minimo salariale.
8
Sindacato  Attualità
4 dicembre 2014 il Lavoro
Inchiesta sulla popolazione attiva
Conciliare vita professionale e vita familiare
Il 35% della popolazione residente tra
i 15 e i 64 anni si occupa regolarmente
di custodire bambini o adulti. La maggior parte di quest’ultime sono attive
sul mercato del lavoro. Un quinto delle
persone che si assumono dei compiti
di presa a carico, circa 353’000 persone, affermano che questi compiti limitano la loro attività professionale. Nella
ricerca effettuata la maggior parte delle persone intervistate sono attive professionalmente (86% degli uomini, 69%
delle donne).
Cifre introduttive
Secondo l’inchiesta svizzera «Conciliare vita
professionale e vita familiare» del 2012, il 35%
della popolazione residente in modo permanente, tra i 15 e i 64 anni, svolge regolarmente
almeno un compito di custodia di bambini o
adulti. In cifre stiamo parlando di circa 1,9 milioni di persone. Non sorprende che siano soprattutto i compiti di custodia dei bambini con
meno di 15 anni nella propria famiglia, a essere
i più frequenti. Questi compiti concernono un
quarto delle persone (25%) tra i 15 e i 64 anni,
mentre l’8% curano dei bambini di altre famiglie e il 6% si occupa regolarmente degli adulti
(membri della famiglia o conoscenti malati, anziani o andicappati, che hanno più di 15 anni).
Le persone nella fascia di età 25-54 anni
sono proporzionalmente le più numerose ad
occuparsi di altre persone. Come compito
principale vi è la custodia dei figli nella propria
famiglia. Le donne se ne occupano maggiormente rispetto agli uomini in tutti i compiti di
custodia.
Le donne tra i 55 e i 64 anni sono il grup-
Custodia complementare
alla famiglia
Un bambino su due è regolarmente affidato ad
un ambito extra familiare
Nel 2013, in Svizzera, il 60% dei bambini tra 0 e
12 anni era custodito in un ambito extra familiare
o extra scolastico. Globalmente, il ricorso alla
custodia è significativamente più importante
quando i bambini sono in età prescolastica (0-3
anni: 74%) di quando si trovano nella fascia d’età
scolastica (4-12 anni: 54%).
La custodia non istituzionale è il tipo di custodia più utilizzato
L’analisi del ricorso alle varie forme di custodia
complementare mostra che, indipendentemente
dall’età dei bambini, la custodia assicurata da
persone vicine alla famiglia (parenti, conoscenti,
po che si occupa maggiormente degli adulti
(17%). La parte corrispondente tra gli uomini
della stessa fascia di età si attesta al 9%.
Per quanto concerne il tempo di lavoro delle
donne che si occupano di custodia, esse lavorano maggiormente a tempo parziale o con
percentuali ridotte rispetto a coloro che non
hanno compiti di custodia.
Flessibilità del tempo di lavoro per ragioni
familiari
Il 71% delle persone che custodisce altre
persone regolarmente, può spostare, generalmente di un’ora, l’inizio e la fine della loro
giornata di lavoro. Gli uomini possono usufruire di questa possibilità un po’ più spesso (67%
donne, 75% uomini).
Il 56% delle persone attive
professionalmente e che svolge compiti di custodia può generalmente prendere dei giorni
di congedo per ragioni familiari
senza dover usufruire dei giorni
di vacanza.
La possibilità di ricorrere, per
ragioni familiari, ai due tipi di lavoro flessibile appena menzionati, dipende dal settore economico in cui si è impiegati. Coloro
che sono occupati nelle sezioni
«insegnamento», «trasporti e
magazzinaggio» e «costruzioni»
beneficiano di questa possibilità meno della media. Al contrario, coloro che rientrano nelle
categorie «attività specializzate
e scientifiche», «informazione e
comunicazione», «amministrazione pubblica» e «agricoltura
e selvicoltura» beneficiano più
vicini) o da personale domestico (tata, ragazzo/a
alla pari, babysitter) è il tipo di custodia più
utilizzato: il 44% dei bambini da 0 a 12 anni è custodito almeno un’ora alla settimana dalle persone
private menzionate. Questi modi di custodia non
istituzionali sono utilizzati principalmente tra 1 e
9 ore alla settimana, per delle custodie quindi di
corta durata.
Il 30% dei bambini tra 0 e 12 anni usufruisce di
almeno un tipo di custodia istituzionale, che siano
l’asilo nido, dei centri extrascolastici o le mamme
diurne. Il 20% dei bambini in età prescolastica
frequenta un asilo o usufruisce dei servizi di una
mamma diurna tra 10 e 29 ore alla settimana,
contro il 14% che ne usufruisce solamente tra 1 e
9 ore e il 5% per 30 ore e più. Al raggiungimento
dell’età della scolarizzazione obbligatoria (dai 4
anni), il tempo di custodia istituzionale si riduce
significativamente.
spesso di queste due possibilità.
Nel settore «sanità e socialità» la proporzioni
delle persone che possono spostare di un’ora
l’inizio o la fine della giornata di lavoro è inferiore alla media. Nel medesimo settore si è
invece al di sopra della media con la possibilità
di prendere un congedo per ragioni familiari.
Se osserviamo i grandi gruppi professionali,
si riscontrano anche qui delle differenze abbastanza importanti. I quadri, gli impiegati amministrativi e gli agricoltori/selvicoltori affermano
di poter prendere dei giorni di congedo per
ragioni familiari senza intaccare il conteggio
delle vacanze e di spostare l’inizio e la fine della loro giornata. Mentre coloro che svolgono
professioni intellettuali e scientifiche si situano
al di sotto della media.
Raffronto europeo: la Svizzera si distingue
dagli altri Paesi per il tasso elevato di ricorso
alla custodia istituzionale
In Svizzera, la percentuale di bambini di meno di
3 anni custoditi in strutture formali (istituzionali e
scolastiche) si avvicina alla media europea (quasi
30% nel 2012). Per contro, la percentuale di bambini della stessa età custoditi in un ambito non
istituzionale è nettamente più elevata che nella
maggior parte dei Paesi europei: 55% in Svizzera,
contro 43% in Italia, 38% in Austria, 29% in
Francia e 13% in Germania. Questi risultati devono
tuttavia essere considerati in maniera relativa
rispetto al numero d’ore medio di custodia alla
settimana: in effetti, in Svizzera, l’intensità della
custodia formale o non istituzionale è una delle
più basse nel raffronto europeo (17 ore in Svizzera
contro 26 in media europea per il settore formale,
13 contro 21 per il settore non istituzionale).
Sindacato  Attualità
4 dicembre 2014 il Lavoro
Restrizioni nell’attività professionale
Circa un quinto di coloro che curano regolarmente bambini o adulti affermano che questi
compiti limitano la loro attività professionale.
In totale stiamo parlando di circa 353’000 persone. Le donne sono maggiormente limitate
rispetto agli uomini (25% contro 11%). Nelle
donne, quelle che assicurano compiti di custodia di bambini nella propria famiglia si dicono
maggiormente limitate rispetto a coloro che si
occupano di adulti (31% contro 17%). Va da
sé che questo dato è facilmente spiegabile tramite il fatto che un bambino ha degli orari «obbligatori» da rispettare (scuola, hobby,…) che
incidono maggiormente sull’orario possibile di
lavoro. Mentre, per quanto concerne la cura di
un adulto, gli orari sono un po’ più autonomi
e flessibili.
Desiderio di organizzare diversamente la
vita professionale
Il 21% delle persone attive professionalmente e che si occupa della cura di bambini
o adulti desidererebbe organizzare la loro
vita professionale in modo diverso se i compiti di cura fossero svolti da altri. Circa un
terzo delle donne che si occupano dei propri
bambini in famiglia come pure un quinto di
coloro che si occupa di adulti aspirano a un
cambiamento.
Se consideriamo il tipo di cambiamento desiderato, ci ritroviamo con un modello abbastanza chiaro: le femmine vorrebbero lavorare
di più (19%) se la questione della custodia dei
bambini non fosse affidata a loro oppure risolta in un’altra maniera. Gli uomini con gli stessi
compiti, vorrebbero invece diminuire l’orario di
lavoro.
Il 32% delle persone inattive che svolge dei
compiti di custodia di bambini o adulti vorrebbe
rientrare nel mercato del lavoro e ridurre così
i compiti di custodia. Questo fenomeno toc-
ca circa 130’000 persone. Per le persone che
custodiscono bambini della propria famiglia, 4
su 10 vorrebbero tornare a lavoro. Il 17% delle
donne che custodisce i figli della propria famiglia non può lavorare o aumentare il tasso di
occupazione proprio per via della mancanza di
possibilità di «liberarsi» da questi doveri.
Riduzione del tempo di lavoro o interruzione dell’attività professionale
Nell’inchiesta, abbiamo chiesto alle persone
con un o più bambini di meno di 9 anni nella loro famiglia e alle persone che si occupano regolarmente degli adulti, di indicare se in
passato avessero ridotto il tempo di lavoro o
interrotto la loro attività professionale per almeno un mese per delle ragioni di custodia,
escludendo il congedo maternità. Il 41% delle
femmine e il 13% degli uomini il cui bambino
più giovane ha meno di 9 anni hanno affermato
di aver ridotto il loro tempo di lavoro per almeno un mese per occuparsi del figlio. Per la
maggior parte di questa categoria, la riduzione
del tempo di lavoro non si è prolungata per più
di 12 mesi.
Il 30% delle donne il cui bambino più giovane presente in famiglia ha meno di 9 anni,
ha interrotto il lavoro per poter curare il proprio bimbo. Gli uomini interrompono meno
frequentemente il proprio lavoro per questa
ragione. Per la maggior parte delle persone
toccate dall’interruzione, questa non supera
generalmente i 12 mesi.
Accade invece meno spesso che le persone
riducano o interrompano il proprio lavoro per
custodire degli adulti. Solo l’11% afferma di
aver ridotto il tempo di lavoro per un mese e il
7% per più di un mese.
Fonte: «Conciliation de la vie professionnelle
et de la vie familiale», UST
Adattamento G.D.
Ecopop
Evitati danni maggiori
T
ravail.Suisse è sollevata dal risultato
scaturito dalle urne di questo weekend
concernente l’iniziativa Ecopop. I peggiori danni minaccianti il mercato del lavoro
svizzero sono stati evitati. È però ora importante trovare una via, nel quadro dell’applicazione
dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa,
che garantisca un seguito agli accordi bilaterali.
Allo stesso tempo, urge migliorare la protezione
dei salari e delle condizioni di lavoro per lottare
contro il malessere espresso dalla popolazione
riguardo la libera circolazione.
Travail.Suisse si rallegra che il popolo abbia
respinto una regolazione rigida dell’immigrazione e un aumento dei frontalieri e dei beneficiari di autorizzazioni di soggiorno di corta
durata, in quanto ciò non portava sicuramente
una soluzione reale ai problemi del mercato
del lavoro.
Urge trovare delle soluzioni per il deterioramento del mercato del lavoro
Rifiutando l’iniziativa Ecopop, il popolo sviz-
zero ha preso una decisione importante, che ci
mette al sicuro dai grandi pericoli minaccianti il
mercato del lavoro svizzero.
Ciononostante, la protezione del mercato del
lavoro è un tema importante per il futuro.
Nel quadro dell’applicazione dell’iniziativa
contro l’immigrazione di massa, è dunque
essenziale che non si verifichi un deterioramento del mercato del lavoro e che gli accordi con l’Unione europea possano essere
preservati.
La protezione dei salari e delle condizioni
di lavoro può essere garantita estendendo
maggiormente i contratti collettivi di lavoro
e introducendo dei salari minimi regionali e
specifici per ogni settore, senza dimenticare
un partenariato sociale che funzioni.
«Una protezione effettiva dei salari e delle
condizioni di lavoro è una condizione base
affinché tutti i lavoratori possano partecipare
alla crescita economica» ha affermato Gabriel
Fischer, responsabile delle politica economica di Travail.Suisse.
9
Locarno
Incontro con i lavoratori
del futuro
M
artedì 25 novembre, a Locarno, i
colleghi Leonardo Matasci, Luca
Camona e Robertino Bay hanno
incontrato gli allievi degli Istituti Santa Caterina e Sant’Anna che stanno portando a termine
il percorso formativo quali impiegati di commercio. L’intervento dei colleghi si è focalizzato sugli aspetti e le particolarità dei contratti
collettivi, come leggere la busta paga, l’importanza del sistema previdenziale e su come si
sia evoluto nel corso degli anni (dalla nascita
dell’AVS in poi). Al pomeriggio informativo, a
cui erano presenti una quarantina di ragazzi
e la Direzione dell’Istituto, è seguito un vivace
dibattito con domande pertinenti e puntuali, a
dimostrazione dell’interesse suscitato dall’intervento dei sindacalisti OCST. Il collegio dei
docenti oltre a ringraziare i sindacalisti intervenuti ha già chiesto la disponibilità per eventuali
eventi simili in futuro.
Gruppo donna-lavoro
Rinasce
il comitato allargato
DAVINA FITAS
M
artedì 25 novembre 2014, presso
il Segretariato di Mendrisio, si è
tenuto il primo incontro allargato
del gruppo donna-lavoro OCST, al quale hanno partecipato con entusiasmo una decina di
nostre associate pronte ed interessate ad affrontare e discutere con noi le problematiche
ed i temi legati al mondo del lavoro dal punto
di vista femminile.
L’incontro è stato l’occasione per ripercorrere la storia di questo gruppo, la cui nascita risale alle origini del nostro sindacato negli
anni ‘20, e per presentare le iniziative recenti,
attuali e future.
Nel corso di una discussione libera ad ampio
raggio, sono emersi molti temi interessanti tra
i quali il congedo maternità, il rientro al lavoro
dopo il congedo maternità, il lavoro part-time
e orari scolastici e servizio dopo scuola.
L’obiettivo è di poterci incontrare e collaborare, anche solo condividendo idee e punti di
vista, per organizzare manifestazioni, dibattiti
e iniziative di sensibilizzazione che contribuiscano a migliorare concretamente le condizioni di lavoro.
Info
http://donna-lavoro.ocst.com
[email protected]
10
Sindacato  Lavori in sotterraneo
4 dicembre 2014 il Lavoro
Approfondimenti
Minatore «usa e getta»
Ringrazia ancora Santa Barbara, patrona dei minatori e si definisce «un
miracolato». Il 16 aprile 2010, Arnaldo
Mondini è rimasto schiacciato sotto un
masso di 2 metri cubi mentre lavorava
nel tunnel del Monte Ceneri a Camorino. È rimasto in cure intense per oltre
un mese tra la vita e la morte. Oggi si
è rimesso, vuole tornare a lavorare, ma
trova porte chiuse: Non voglio la carità,
mi sento un minatore «usa e getta».
SIMONETTA CARATTI
È
da 35 anni che Arnaldo Mondini, detto «Nando» lavora nelle viscere della
Terra tra esplosivi e frese, a temperature tropicali, rischiando a ogni respiro la sua
vita e quella della sua squadra. Nel gergo dei
minatori è «un Polier»: l’anziano che gestisce
e organizza la squadra. Originario della Val
Camonica nel Bresciano, il minatore negli ultimi 12 anni è stato impiegato per Alp-Transit
a Faido, Sedrun, al portale Nord del Ceneri e
alla Vedeggio-Cassarate. Oggi vive a Sementina. «Faccio il minatore da quando avevo 18
anni, sono stato anche nelle miniere in Sudafrica», dice. La sua esperienza è stata preziosa
per gli scavi in Svizzera. Arnaldo era sempre il
primo e l’ultimo a togliersi l’elmetto. Poi quel
maledetto 16 aprile 2010, qualcosa va storto in
galleria: «L’infortunio può succedere a tutti. Ho
avuto tanta solidarietà, ma quando ho chiesto
di tornare a lavorare mi hanno chiuso la porta.
Mi sento come un cavallo che non tira più il
carretto e quindi viene mandato al macello».
Sacrificato sull’altare dell’efficienza. La sua
storia fotografa lo spaccato di un’economia,
sempre più orientata solo al profitto: sui cantieri ogni minuto è prezioso, se un tempo si poteva valorizzare anche chi non era al top, oggi
chi non rende, oltre il massimo, è fuori. «Posso
lavorare al 50%, ma sui cantieri non vogliono
un mezzo invalido. Mi sento come un numero.
È così anche per altri miei colleghi». Lo dice
con frustrazione mentre ci mostra diverse foto,
che lo ritraggono al lavoro in galleria. L’infortunio non è una colpa, ma può diventare un
macigno insopportabile.
Sotto quel masso non respiravo più
Durante l’incidente, Arnaldo è rimasto cosciente: «È stata una fatalità», dice. Così ha
decretato anche la magistratura. Lui ricorda
tutto. Come sempre dopo un’esplosione, la
squadra aveva pulito la roccia, ma improvvisamente un masso si stacca: «Scappando sono inciampato e mi è arrivato addosso,
schiacciandomi dalla clavicola fino alla caviglia
sinistra. Non respiravo più. Pensavo di morire», ricorda. Prontamente un collega solleva il
macigno con la scavatrice. L’uomo rischia tutto: può uccidere o salvare Arnaldo. «Ricordo
che mio figlio, anche lui minatore, mi teneva
la mano, mi parlava, per non farmi addormentare». Quando si sveglia al Pronto Soccorso,
Arnaldo vede al suo fianco Lorena, la sua compagna. Il dottore inizia a elencarle i problemi:
polmoni perforati, tutte le costole rotte, come
pure sterno e clavicola, emorragie interne. Ma
il problema più grave è la milza sanguinante: «Il
medico disse che se si rompeva, Arnaldo sarebbe morto. Non potevano operarlo in quelle
condizioni». Non prometteva nulla di buono
nemmeno la sua gamba sinistra: «Era attaccata con un lembo di pelle e infettata per via
della terra. Parlavano di amputazione. Dissi al
medico: meglio senza una gamba che morto»,
ricorda Lorena.
Licenziato nel giorno del mio compleanno
Un quadro clinico disperato. Ma dopo un
mese di coma in cure intense e un mese e
mezzo di ricovero Arnaldo esce dalla fase cri-
© AlpTransit San Gottardo SA
tica e inizia la sua lenta ripresa. «All’ospedale
San Giovanni mi hanno riattaccato la gamba
facendo un ottimo lavoro. A Basilea mi hanno
sistemato tendine e ginocchio. Ho subito una
decina di operazioni», dice l’uomo. «I medici
erano stupiti, Arnaldo è un miracolato», aggiunge Lorena.
Insieme hanno un figlio di 12 anni da crescere. Devono pensare al futuro. Da minatore
guadagnava attorno ai 7’000 franchi. Oggi c’è
l’invalidità, la Suva e la disoccupazione.
Zoppica leggermente, ma altrimenti il suo
corpo non porta evidenti segni del calvario che
ha passato. L’unico obiettivo del minatore è
tornare a lavorare. «Non so stare a casa senza
far nulla» dice. Per Suva e Ai, il minatore è abile
quasi al 50% con alcune restrizioni.
E così succede nel settembre 2012, a due anni
e mezzo dall’incidente, la Suva fa un tentativo
di reinserimento. Arnaldo torna sul cantiere di
Camorino per sei mesi: «Mi spostavo in pick-up
e davo istruzioni per i lavori». Poi il 28 febbraio
la nuova batosta: «Era il mio compleanno, mi
dissero che ero licenziato». A nulla serve l’intervento del sindacato Ocst (vedi sotto).
Un duro colpo per il minatore.«Non voglio la
carità di nessuno, so che la mia esperienza è
utile sui cantieri», dice.
Non si arrende. Ma a marzo 2016, finirà l’indennità di disoccupazione. Chi rischia la vita
per costruire le gallerie della Svizzera un tempo riceveva, forse, più rispetto.
Pubblicato su laRegioneTicino
8 ottobre 2014
Il Sindacato OCST
Fretta, pressione e concorrenza spietata sono nemici dei cantieri
«La concorrenza in Ticino è spietata e per chiudere
un appalto si tira sui prezzi, si va sempre più al
ribasso, mettendo spesso sotto pressione i lavoratori per rispettare i tempi. Oggi bisogna rendere e
lavorare a ritmi serrati, non c’è più posto per chi ha
un handicap ma tanta esperienza», spiega Roberto
Cefis, responsabile dei lavori in sotterraneo per
l’Organizzazione cristiano sociale (OCST).
Il sindacalista conosce bene la realtà di Alp-Transit,
conosce i minatori, il loro lavoro, i rischi che corrono
ogni volta che entrano nelle viscere della Terra.
Ha seguito, passo dopo passo, il calvario e il
recupero del minatore Arnaldo Mondini. «Il suo
licenziamento era a norma. Non sono state fatte
irregolarità, ma c’è una riflessione etica da fare. È
disumano vedere questi minatori trattati come dei
numeri: hanno dato il loro sudore e il loro sangue
per costruire la galleria», dice Cefis.
Lavoratori trattati come dei numeri
In media in Ticino ci sono due morti l’anno per
incidenti sui cantieri in seguito a un infortunio sul
lavoro.
Nel 2012 si sono contati 203 infortuni professionali
ogni mille lavoratori a tempo pieno in Ticino nel
settore della costruzione. «Ogni incidente è uno di
troppo, perché dietro c’è una famiglia, c’è parecchio
dolore a cui si aggiunge la frustrazione, in alcuni
casi, di non contare più nulla. Quando ti chiudono la
porta in faccia è dura. Posso confermare che Mondini sta cercando lavoro ovunque, anche in Svizzera
interna, ma per ora con nessun risultato».
Le spese medie per un infortunio si aggirano attorno
ai 1’420 franchi ad assicurato nelle costruzioni,
le più elevate in assoluto, seguite dall’industria
mineraria (988 franchi) e la gestione dei rifiuti (945
franchi).
I numeri
 186 infortuni professionali ogni mille lavoratori a
tempo pieno in Ticino nelle costruzioni nel 2013. A
livello svizzero sono 192. (I morti in Ticino sono in
media 2 all’anno).
 231 infortuni professionali ogni mille lavoratori a
tempo pieno in Ticino nelle costruzioni nel 2000.
A livello svizzero erano 252.
Sindacato  Attualità
4 dicembre 2014 il Lavoro
11
Settore energetico
Assemblea e rinnovo del comitato
L’
assemblea del Sindacato Cristiano Sociale settore energetico della Svizzera italiana, si è tenuta al
ristorante San Martino di Camorino alla presenza dei dirigenti OCST, il presidente Bruno
Ongaro, il segretario cantonale Meinrado Robbiani, il vice segretrario cantonale Gianni Guidicelli, i segretari regionali Marco Pellegrini e
Giancarlo Nicoli e cinquanta associati.
Dopo la relazione del Presidente Sandro
Matasci, il responsabile OCST del settore
energetico Giancarlo Nicoli ha espresso il ringraziamento ai membri di comitato che hanno lasciato la carica: il pres. Sandro Matasci,
il vice pres. Luciano Mazzoncini, il cassiere
Gianfranco Capri e i membri Carlito Castelli,
Flavio Fabbris e Sergio Pelloni.
Particolare riconoscenza è stata espressa nei
confronti di Sandro Matasci, da oltre 51 anni
socio attivo dell’OCST e membro di comitato
e per molti anni anche vice presidente della
Commissione Dipendenti AET. La serata è stata in suo onore per festeggiarlo e ringraziarlo
per il suo impegno in qualità di Presidente del
sindacato del settore energetico dal 1989 al
2014. In questi 25 anni è stato costantemente
punto di riferimento dell’intero settore, dando
un aiuto apprezzato ed indispensabile al segretariato OCST-RTV in stretta collaborazione
con Giancarlo Nicoli. L’assemblea lo ha proclamato presidente Onorario del settore energetico.
Il presidente OCST Bruno Ongaro ha portato
un saluto, complimentandosi per il dinamismo
dimostrato negli anni da questo settore.
È poi stata la volta del segretario cantonale
Meinrado Robbiani che ha ringraziato Sandro
Matasci per l’esempio che ha dato durante tutti questi anni di presidenza.
Ha evidenziato l’importanza di una presenza
OCST proprio nel settore energetico che è il
supporto principale al mondo dell’economia.
Il Ticino grazie alle sue risorse idroelettriche
può ulteriormente accrescere questo potenziale, preparandosi alla riversione prima del
Lucendro e poi dei grandi impianti idroelettrici
della Maggia e della Blenio attraverso il braccio operativo dell’AET, l’azienda pubblica più
importante del Cantone.
Da ultimo ha formulato gli auguri di un proficuo lavoro al nuovo comitato, capitanato da
Andrea Finazzi, definito da Giancarlo Nicoli
nipote d’arte, in quanto agli albori della sua
attività all’OCST ha avuto il privilegio di già
collaborare con il nonno Ugo Finazzi, che negli
anni settanta era presidente della sezione Edili
di Leventina.
L’intera serata è stata piacevolmente allietata
dai canti popolari della Vox Blenii, della quale
fa parte anche il collega Gianni Guidicelli.
Una serata ottimamente riuscita a soddisfazione di tutti i partecipanti.
Comitato Cantonale
Finazzi Andrea, Presidente;
Bondietti Patrizio, Vice Presidente
Matasci Sandro, Presidente Onorario
Belli Valerio, Bonetti Paolo, Chuard Nicolas,
Negri Giacomo, Nicoli Simone, Tagliabue Sophie.
Commissione di revisione
Crivelli Gianfranco, Cadlolo Eros
Rappresentante OCST
Nicoli Giancarlo
Rapporto presidenziale
l
l presidente Sandro Matasci con grande emozione ha presentato il suo ultimo
rapporto presidenziale, ripercorrendo
con nostalgia oltre vent’anni di impegno profuso in favore del settore da lui rappresentato.
«Nel mese di gennaio 1989 fui nominato
presidente del nuovo «Sindacato Cristiano Sociale dei dipendenti e pensionati delle
aziende del settore energetico della Svizzera Italiana». Questa carica l’ho accettata con
grande determinazione, cercando di continuare l’encomiabile attività del predecessore
amico Pietro Robertini.
Ma il nostro sindacato ha radici ben più lunghe. Fu proprio sotto la guida promotrice di
Mons. Del-Pietro che il 25 gennaio 1938 si
diede avvio alla sezione «Organizzazione Cristiano Sociale delle centrali elettriche della
Leventina» nominando il primo comitato sezionale OCST. Ben 76 anni fa.
Attività 2013 - Sabato 21 settembre 2013 in
una bella giornata d’autunno, con un gruppetto di associati abbiamo visitato lo spazio
tematico allestito al Sasso San Gottardo,
un’esperienza particolare e affascinante. Al
termine della visita, nella sala dell’albergo San
Gottardo, si è tenuta l’assemblea annuale.
Il comitato si è riunito nel mese di maggio
del corrente anno e ha proposto l’annuale
assemblea a Camorino con la partecipazione
del gruppo Vox Blenii con il ricco repertorio di
canti e musica popolare.
Grazie alla buona e attenta amministrazione
del nostro patrimonio, da parte del comitato,
il periodo in esame è ancora una volta sotto
ogni aspetto positivo (il segretario Carpi illustra nei dettagli la situazione finanziaria 2013).
Il mondo dell’energia elettrica è in fase evolutiva con sostanziali cambiamenti dovuti alla
liberazione totale del mercato che avverrà entro 3 anni. L’AET bene ha fatto acquistando
il pacchetto maggioritario delle azioni SES,
così ha allargato attività e competenza riportando in mano ticinese un grande distributore
energetico per il Cantone. Il sindacato settore
energia, auspica pure il ritorno in mano ticine-
si degli impianti Maggia e Blenio, previsto tra
il 2035 e il 2048. Questo passaggio permetterà al Ticino di mantenere il controllo delle
sue grandi risorse idroelettriche, con particolare attenzione alla promozione economica e
al benessere di tutta la comunità, come pure
alla salvaguardia dei posti di lavoro nel nostro
Cantone. A questo proposito voglio invitare
i politici presenti nel nostro sindacato OCST
a prestare la massima attenzione alle future
modifiche legislative in Gran Consiglio, nel
preservare gli interessi della nostra Azienda
Elettrica Cantonale.
Cari amici e amiche vi rammento che l’efficacia e la forza del sindacato dipende in
grande parte dal vostro sostegno. Il vostro
presidente invita tutti a fare campagna di sostegno nell’acquisizione di nuovi soci, dentro
i rispettivi posti di lavoro.
Concludo questo mio rapporto ringraziando
cordialmente i colleghi di comitato, in particolare il nostro solerte e dinamico segretario
regionale Giancarlo Nicoli. Grazie».
Sindacato  Formazione
12
4 dicembre 2014 il Lavoro
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PROGETTO MOSAICO
La Formazione: quale futuro?
A
bbiamo partecipato alla conferenza
organizzata dallo IUFFP lo scorso
18 novembre a Paradiso nell’ambito
del progetto «Officina delle idee».
I relatori, moderati da Fabio Merlini, si sono
interrogati e hanno dialogato con il pubblico
sul concetto di Formazione e come renderla
un interlocutore credibile e qualificato delle
politiche di sviluppo e di innovazione.
La Formazione è un argomento su cui da
anni si dibatte, in particolare sul significato
che si vuole attribuire al processo formativo.
Ci ha colpito in particolar modo l’intervento
del prof. Gian Piero Quaglino che molto ha
scritto su questo argomento come «La scuola di vita - Manifesto della terza formazione»,
edito da Raffaello Cortina Editore, 2011 e ha
curato per i tipi di Cortina «Formazione – i metodi», 2014.
Gian Piero Quaglino ha sottolineato in particolar modo l’importanza di stare nell’incertezza e accogliere ciò che ci interpella in questa fase ma soprattutto non soffermarsi solo
allo sviluppo delle competenze poiché una
formazione senza cultura è destinata a fallire. La Formazione personale, professionale o
sociale, è un processo che porta gli individui
ad attivare non solo competenze specifiche,
ma coinvolge la persona nella sua globalità a
livello intrapsichico ed interpersonale.
Quaglino, facendo riferimento a Edgar Morin, ha ricordato che una teoria non è la conoscenza ma permette la conoscenza, una
teoria non è un punto di arrivo ma una possibilità di partenza e infine che una teoria non è
una soluzione ma la possibilità di trattare un
problema.
Inoltre nel definire il concetto di Formazione,
Gian Piero Quaglino, ha evidenziato le quattro
«i» che la rendono significativa: «inutile», «interrogazione», «intuizione», «individuo». All’inutile ha legato l’aspetto della cultura che non
può essere slegata dalla Formazione e che
purtroppo spesso dal mondo economico ha
poca considerazione. È necessario lasciarci
interrogare da tutto ciò che accade durante il
processo formativo. Sviluppare l’aspetto intuitivo per aprirsi all’incontro della conoscenza
e infine ricordarsi che il soggetto del processo
formativo è un individuo ossia un’unità indivisibile.
Tra le molti riflessioni della serata ci ha colpito la metafora di Quaglino quando ci ha invitati a uscire dalla grande autostrada della
Formazione e cercare, percorrere il proprio
sentiero.
«La vita di ogni uomo è una vita verso se
stesso, il tentativo di una vita, l’accenno di un
sentiero». Hermann Hesse
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esperienza, zona Luganese, tel. 076 2456774.
XX stiro a domicilio, zona Taverne. Tel.
0763297183.
14
Sindacato Interprofessionale - Pagina a cura di Sabine Hunger
4 dicembre 2014 il Lavoro
Syngenta
Licenziamenti di massa nell’azienda di Basilea.
L’uomo non ha più nessuna importanza?
Il sindacato Syna si dice costernato
dell’indifferenza con cui Syngenta
oggi ha reso nota la soppressione
di 500 posti di lavoro, di cui due
terzi dislocati all’estero. La ragione
sta nel risparmio sul costo del lavoro. Unica consolazione: le collaboratrici e i collaboratori negli stabilimenti di Monthey (VS) e Kaisten
(AG) saranno risparmiati dal colpo
di scure in quanto sottoposti a un
contratto collettivo di lavoro.
L
unedì nero per il personale di Syngenta presso la sede principale di
Basilea. Dopo l’avvio della procedura
di consultazione quattro settimane fa, seguito
dall’informazione delle autorità e l’omissione di
notifica nei confronti del sindacato Syna, oggi
i responsabili hanno finalmente vuotato il sacco. Parlando del profondo legame che li unisce alla Svizzera, i vertici di Syngenta hanno
assicurato che intendono mantenere la sede
principale a Basilea, ma che dovranno essere soppressi 500 impieghi; a livello mondiale
addirittura 1800. Non tutti i posti di lavoro andranno persi: chi ci guadagnerà a breve termine saranno Manchester, Budapest e Poona.
Due terzi dei posti dovrebbero essere dislocati
in Inghilterra, Ungheria e in India. Come apertamente ammesso dal CEO, questo passo è
dovuto all’intenzione di risparmiare sul costo
del capitale umano. Saranno solo le collaboratici e i collaboratori sottoposti al contratto
collettivo di lavoro negli stabilimenti di Kaisten
(AG) e Monthey (VS) a poter mantenere il proprio posto di lavoro.
La redditività la fa da padrone
Le drastiche misure di risparmio, rese note
quest’oggi, nel 2011 e nel 2014 sono state
precedute da provvedimenti per l’aumento
degli utili che tuttavia non sono stati in grado di soddisfare le aspettative degli azionisti.
Ora Syngenta si sente in dovere di rimediare
mediante drastici tagli di posti di lavoro. Benché il piano sociale in vigore tenga in considerazione la difficile situazione del personale
di età superiore ai 50 anni, rimane l’amaro in
bocca in quanto sembra evidente che l’unica
cosa che conta presso Syngenta sia la massimizzazione dei profitti. Syna ribadisce la sua
ferma condanna di tali pratiche di gestione
ed esige che per decisioni di questa portata il
sindacato sia interpellato e coinvolto nel processo di consultazione, di modo che al centro dell’attività aziendale non vi siano i profitti a breve termine di pochi prescelti, bensì
l’uomo!
Info:
Mathias Regotz
Responsabile settore Industria
Tel. 078 811 74 79
Commemorazione dei Caduti e Forze armate
Migranti alla ricerca del tempo perduto
Nel bel mezzo delle annunciate elezioni
per il rinnovo dei COMITES, spostate poi
per questioni tecniche e organizzative
al 17 aprile del prossimo anno, i membri
del COMITES di Lucerna hanno organizzato la commemorazione dei caduti
delle due Grandi Guerre, delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale.
ADRIANO ENSINI
L
a collettività italiana della Svizzera
centrale quest’anno era più numerosa del solito. Il rituale comunque era
quello di tutti gli anni passati, familiare la liturgia tra sacro e profano.
Presenti le autorità consolari di Zurigo nella
persona del Commissario Francesco Cacciatore, il mitico Gruppo degli Alpini che deposita
la corona ai morti di tutte le guerre, benedetta
dal parroco della Missione Italiana di Lucerna,
don Mimmo Basile, davanti al Cippo nell’areale
della Casa Italia. L’ospite d’onore, il deputato
Gianni Farina, ha ricordato i caduti di Caporetto e Auschwitz su una nota neurale personale
commovendo soprattutto gli anziani presenti.
Santa Messa e aperitivo nei locali della Colonia
Italiana/Asilo delle Suore.
Sembra poco, non è così! La ritualizzazione è
un momento d’incontro-ricordo, è affermazione
e riconferma della presenza individuale e comunitaria nel contesto sociale e storico dislocato
in terreni, linguaggi, scritture e vissuti stranieri.
Purtroppo il rodere dei topi è più veloce dei
cambiamenti, delle innovazioni, figuriamoci poi
delle accelerazioni. La comunità soffre di sindrome attempata nonostante i pochi giovani
volenterosi che si prestano nel tempo libero e
nel divertimento, insistendo sui tentativi conservatrici tra una partita di calcio-carte e Dante.
L’implosione può essere fermata solo iniziando
nuovi percorsi senza dimenticare il passato.
In fondo il fenomeno che si riproduce nei modi
e nelle forme della conservazione, sicuramente a causa della mancanza di altri mezzi e interessi da condividere con nuove generazioni
di migranti, in un contesto quasi schizofrenico
produce frizioni sia all’interno sia all’esterno soluzioni eterogenee.
Gli sforzi d’innovazione e di elaborazione creativa delle Associazioni, della Chiesa e del COMITES (quasi-inesistenti le istituzioni svizzere
sic!), si perdono spesso in forme di gestione
conteale cioè «a ognuno la sua Contea». Invece
è indispensabile riconoscere da un lato che il
«Re è definitamente Nudo» e dall’altro che solo
nelle alleanze e nelle connessioni siamo capaci
di rinnovare la cultura e la vita italiana all’estero
applicando modi e forme di vita e di beni comuni che crescono dentro e fuori la comunità.
Il presidente uscente del COMITES dei 4 Cantoni della Svizzera centrale (LU-NW-OB-URI)
Nicola Colatrella, ha regalato a tutti, con i suoi
ricordi e ringraziamenti, un discorso storico sincero, euforico propositivo, al di là di muri e inchini. Grazie Nicola!
4 dicembre 2014 il Lavoro
Sindacato Interprofessionale
15
- Pagina a cura di Rogério Sampaio
Votação sobre Ecopop
Iniciativa foi chumbada pelo povo Suíço
No último fim-de-semana o povo suíço foi
as urnas para votar uma Lei que limitaria a
entrada de estrangeiro, introduzindo uma
quota. Essa proposta não obteve do povo
suíço o apoio necessário por além de ser
uma medida racista, prejudicava a economia Suíça.
Não irei escrever muito mais sobre o caso,
mas deixo-vos com a opinião de vários
jornais uma recola feita pelo Swissinfo.
Aforte rejeição dos suíços à iniciativa
que pretendia limitar ainda mais a imigração no país está relacionada com
a aprovação da iniciativa contra a imigração em massa de 9 de fevereiro.
A imprensa suíça, no entanto, parece dividida sobre o impacto nas discussões
com a União Europeia.
P
ara o «24 Heures», a derrota da iniciativa Ecopop domingo, 30 de novembro, foi «uma reviravolta radical à
pancada de fevereiro», quando os suíços mostraram o desejo de recuperar o controle da
imigração econômica. O texto, considerado
«perigoso e inconsistente» foi enviado «para o
seu único destino possível: o lixo», diz o jornal
da região oeste do país.
A grande rejeição da Ecopop pode proporcionar ao governo suíço «latitudes benvindas
para encontrar em Bruxelas algumas modalidades aceitáveis» para implementar a iniciativa contra a imigração em massa, diz ainda o
24 Heures. O «La Tribune de Genève», contudo, acha que o resultado não deve ser interpretado além da conta: «os suíços não tolerariam um questionamento dos novos limites
para a imigração».
O jornal de Genebra explica a intensidade do
«não» dado à Ecopop pelo fato dos mesmos
cidadãos que aceitaram a iniciativa do SVP
(Partido do Povo Suíço, nas siglas em alemão)
em fevereiro depositaram desta vez na urna
«um voto verdadeiro e não tático» para protestar. Os suíços «não se deixaram ser enganados por medos e slogans», acrescenta o jornal, que fala de uma certa vontade de «corrigir
os erros da campanha do 9 de fevereiro».
Plebiscito na Suíça
Suíços tentam reconciliação com estrangeiros
Dez meses após terem aprovado uma
restrição na entrada de imigrantes, os
suíços recusam, dessa vez, uma iniciativa visando limitar o crescimento...
Votações de 30 de novembro de 2014
FERNANDO HIRSCHY*
Volta ao passado
O tradicional «Le Temps» é mais cauteloso.
Se é verdade que os suíços «colaram um pouco os vasos quebrados» no início deste ano
com o Conselho Federal e o mundo político,
«a severidade do resultado não deve mudar
a estratégia do governo». Segundo o jornal,
seria grave pensar que se trata de uma «volta ao passado dos eleitores, de um voto de
correção».
O «não» à Ecopop também não seria «uma
autorização para interpretar generosamente o
artigo constitucional sobre o controle da imigração de forma compatível com a livre circulação de pessoas». Se os suíços rejeitaram
a proposta, foi porque o governo «conseguiu
convencer de sua determinação de agir na
direção da vontade popular», acrescentou o
jornal.
Mesmo constato no «La Liberté», para o qual
«o veredito de novembro abranda o incêndio
de fevereiro, mas não apaga o fogo». O jornal do cantão de Friburgo interpreta a votação
como um «passo de reconciliação entre os
suíços e quase todos os políticos do país» que
fizeram campanha pela recusa da iniciativa.
No entanto, não se trata «de uma maquiagem
do voto de 9 de fevereiro», insiste.
Abertura econômica
O jornal econômico «L’Agefi» considera, ao
contrário, que a derrota da Ecopop foi «uma
indicação clara» para interpretar e aplicar o
voto do início do ano, embora o governo tenha
que introduzir cotas de imigração e denunciar
o acordo de livre circulação com a UE, o saldo migratório poderá permanecer no mesmo
nível, como acontece atualmente, se o crescimento e o desemprego permitirem.
«Os cidadãos estão conscientes de que o
país deve permanecer aberto e que a economia precisa de uma força de trabalho que
ela não encontra necessariamente no país»,
diz, por sua vez, o «Journal du Jura». A forte
rejeição da iniciativa Ecopop, enquanto «um
resultado muito mais apertado» era esperado
após o 9 de fevereiro, mostra que «a grande
maioria dos suíços gostaria de manter boas
relações com a Europa».
«Se os cidadãos não querem um fechamento
total das fronteiras, eles também não enterraram a ideia de controlar a imigração», nuança
o «Le Matin». «Foi a razão ou a intimidação
que falou nas urnas?», questiona o jornal da
região de língua francesa, recordando que
«no início do ano, o tapa da UE contra a Suíça
esfriou mais de um eurocético».
Etapa intermediária
Os jornais de Neuchâtel «L’Express» e «L’Impartial» parabenizam «o fato dos suíços não
deixarem ser enganados com argumentos
simplórios e falaciosos dos iniciantes». Era
preciso «acreditar em uma Suíça cercada por
paliçadas para votar ‘sim’», ironizam.
Na região de língua alemã, os jornais também expressam alívio. Cautelosa, a imprensa
da Suíça alemã considera o plebiscito de domingo como um passo intermediário no caminho cheio de pedras para a implementação
da iniciativa de 9 de fevereiro. Assim, o «Neue
Zürcher Zeitung» considera que o efeito do
voto «ainda está em aberto», já que as negociações com a UE ainda não foram iniciadas.
Para o «Tages Anzeiger», é preciso esperar
agora que o Conselho Federal defina o modo
em que pretende implementar a iniciativa
contra a imigração em massa. Até então, as
observações sobre esta questão foram deliberadamente «vagas e ambíguas», a fim de não
fornecer um pretexto para um «sim» adicional
à Ecopop.
*swissinfo.ch
16
4 dicembre 2014 il Lavoro
Pubblicazioni
Il nuovo Vademecum 2014
MARIA LUISA DELCÒ
M
ercoledi 3 dicembre è stato presentato alla stampa
il Vademecum 2014, fiore
all’occhiello ed un unicum nelle Associazioni anziani: «Generazioni, età della
vita: quali eredità?».
Il tema di una «nuova cultura del
dono» ha portato a raccogliere nel fascicolo di ca. 60 pagine le considerazioni di alcune persone/personalità del
cantone (giovani, anziani) con ruoli diversi.
Stimolo per chi scrive, un testo del
filosofo Remo Bodei e l’ultimo libro di
Enzo Bianchi, fondatore e priore della
Comunità monastica di Bose (Piemonte). «Ogni cosa alla sua stagione… la
vera domanda che dovrei farmi è… ho
lasciato questo mondo di persone e di
cose un pò più bello? Ho vissuto dando fiducia e speranza? Come uomo,
come cristiano, infatti, devo sentire che
tutto si misura sulla responsabilità avuta, accolta, vissuta».(EB)
«Occorre ricordare che siamo tutti
ampiamente debitori: verso chi ci ha
preceduto, verso la creazione e l’Assoluto; verso chi costruisce con noi il
Segantini, L’angelo della vita
benessere della comunità». (RM)
«Le giovani generazioni hanno la «cultura del
dono» nella misura in
cui noi adulti o anziani
siamo in grado di trasmettergliela». (PB)
«Credo che la cultura del dono evolva con
la società medesima».
(MR)
«Ho sempre considerato il donare come il
semplice risultato del
buon agire». (FG)
«La questione non
consiste più soltanto di
un dono fatto da una
generazione anziana a
una più giovane, ma di
uno scambio di doni intergenerazionale, all’insegna di un continuo
progresso e miglioramento garantiti dal dare
e ricevere sapere». (GE,
Segantini, Mezzogiorno sulle Alpi
studentessa)
«E cosi l’uomo conapprofondire il concetto di generaziotemporaneo si porta
nell’intimo uno struggente desi- ne, termine di questi tempi tanto usato
derio di amore e di felicità che e «abusato»: generazione in senso biolo fa andare al di là della visione logico, in senso sociale, in una dimensione storico-culturale.
materialistica del mondo.
Inevitabilmente il termine richiama le
Ecco perché tutti parlano di
«valori» morali. Il discorso si fa fasi della vita e cosi il secondo quesito posto si è soffermato soprattutto su
quindi «religioso».
Infatti, cosa fonda i valori mo- una possibile «scomparsa» della marali se non consapevolezza che turità (e BR scrive «maturità significa
ognuno è una persona aperta prendere delle decisioni»), poi si sottoverso qualcosa di più alto e di linea nuovamente l’identità nuova e la
sfida ai vertiginosi cambiamenti per l’opiù grande di sé?
Io ritengo che oggi come non ver 65, giungendo a porsi la domanda:
mai l’uomo avverta il bisogno di «riusciamo a rendere quanto abbiamo
una nuova qualità della vita im- ricevuto alle generazioni successive?».
Le interpretazioni le abbiamo riportaprontata alla bontà, alla fraternite
all’inizio di questa presentazione e
tà, all’attenzione dell’altro». (GF)
Questi alcuni spezzoni dei vogliono essere un augurio per il Nacontributi dati dalle persone tale (quale dimensione dare al «dono»
che hanno collaborato al Vade- nella sua vera essenza?) e per la nostra
mecum nel rispondere a quattro vita medesima, vista con uno sguardo
domande di fondo, contenute al passato, vissuta in questo nostro
presente complesso, e perché no pronel primo testo di riflessione.
Il primo tema è stato quello di iettata nel futuro?
17
4 dicembre 2014 il Lavoro
4° World forum per la Pace
Lugano: il Pulmino della solidarietà ci sarà
Tanta cultura e tanta solidarietà
S
i è concluso con grande successo il 4° World Forum per
la Pace dal titolo «La famiglia
e il contesto sociale nel Mondo: dagli
anni ’60 ad oggi», promosso dall’Associazione Culture Ticino Network di
Lugano e svoltosi presso l’Università
della Svizzera italiana e il Palazzo dei
Congressi dall’8 al 10 novembre 2014.
Filo conduttore del 4° World Forum
per la Pace è stato l’intento di avvicinare alla cultura della pace e della solidarietà tutte le generazioni attraverso
momenti ed attività creati su misura,
ponendo al centro il concetto di «pace
nel piccolo»; è importante capire che la
Pace deve partire da noi stessi, dalla
famiglia e nei piccoli gruppi per essere
poi diffusa nel Mondo attraverso valori fondamentali come il dialogo e la
solidarietà. Dobbiamo impegnarci tutti
insieme a favore di un cambiamento
culturale che si realizzerà attraverso le
nuove generazioni.
Di alto livello culturale gli interventi di
tutti i relatori, degli ospiti e dei partecipanti. Per sostenere ideali come la
Cultura della Pace e della solidarietà
ci vogliono azioni concrete e coraggio. Inoltre, come ha detto il consigliere nazionale Marco Romano sabato in
apertura, «il World Forum per la Pace è
ormai diventato un evento parte integrante del nostro territorio».
La festa di apertura del 4° World Forum si è tenuta l’8 novembre, alla presenza di illustri rappresentanti, tra cui
il presidente dell’USI Piero Martinoli,
il consigliere nazionale Marco Romano, la Municipale di Lugano Cristina
Zanini Barzaghi e tanti altri che hanno
dato il via alle attività del World Forum
accogliendo i numerosi ospiti e introducendoli agli stand delle Associazioni
e Fondazioni presenti. Dopo l’introduzione musicale, Margherita Maffeis,
presidente e fondatrice dell’Associazione Culture Ticino Network, ha dato
il benvenuto ai presenti e introdotto la
tavola rotonda dal titolo «Le Relazioni
per la Pace». Sono intervenuti relatori
nazionali e internazionali, tra
cui l’illustre Presidente della
Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus, Piera Levi-Montalcini, Fabio Merlini, direttore
regionale IUFFP, già professore di epistemologia delle
scienze umane all’Università
di Losanna e presidente della
Fondazione Eranos, Cornelia Riep, Immediate Past President BPW Ticino e
Monica Santoro, docente all’Università
degli studi di Milano, esperta in sociologia della famiglia. La tavola rotonda è
stata moderata da Riccardo Fanciola,
giornalista RSI.
Domenica, 9 novembre, è stata una
giornata ricca di eventi: apertura con
la seconda tavola rotonda «L’idea di
pace nel contesto sociale nazionale ed internazionale» durante la quale
sono intervenuti: Piera Levi-Montalcini, presidente Fondazione Rita LeviMontalcini Onlus, Prof. Praxmarer,
docente universitario e direttore esecutivo dell’EMICC (European Masters
in Intercultural Communication), Carla
Del Ponte, magistrata ticinese e attualmente membro della Commissione
ONU sulle violazioni ai diritti umani in
Siria; Julia Schürch, collabora attivamente da dieci anni con «Medici Senza
Frontiere» e Teresa Cadete, scrittrice
membro del Pen International e Writers
for Peace Commitee.
A scaldare l’atmosfera ed unire i cuori
in tutto quello che è stato un appuntamento di pace e solidarietà, sono
stati i momenti conviviali animati dalla
Madrina Maristella Polli e da Giuliana
Campana, autrice del libro da cui sono
state tratte le ricette dei piatti presentati alla Serata di Gala anni ’70 «Il piacere di mangiare & Il piacere di aiutare»,
organizzata presso il ristorante di Villa
Sassa a Lugano e al Pranzo «Il Gusto
della Solidarietà», tenutosi presso il ristorante dell’Hotel Ceresio di Lugano.
Il grande lavoro dell’Associazione
Culture Ticino Network è stato premiato con una bellissima sorpresa: «Il pulmino della solidarietà» per il trasporto
di persone disabili e con reddito mo-
desto ci sarà!
Durante la Cena di Gala il presidente di GenerazionePiù Giacomo Falconi
ha ringraziato ufficialmente la signora
Maffeis per il grande impegno, informando i presenti che in seguito ai tanti
contatti intrapresi sono entrati nel progetto nuovi sostenitori, tra cui la Fondazione evangelica Matilde Witzig e la
Fondazione Fidinam. Grazie ai nuovi
sostegni ricevuti, il Pulmino della Solidarietà è diventato una realtà e sarà
consegnato «ufficialmente» la prossima primavera al Centro diurno GenerazionePiù di Lugano! Nel frattempo la
raccolta fondi per il «pulmino della solidarietà» continua per sostenere i costi
della manutenzione.
Grande successo la giornata conclusiva del 10 novembre, con oltre
430 allievi e docenti: ormai è consuetudine per l’Associazione Culture
Ticino Network dedicare la giornata finale del World Forum per la Pace alle
scuole. Sono stati allestiti 12 laboratori,
dalla valenza sociale-culturale riconosciuta dal DECS di Bellinzona, laboratori artistici, teatrali, informatici e tecnologici in collaborazione con grandi
Fondazioni, Organizzazioni ed illustre
presenze, come p.e. i SINPLUS, Associazione Atkye, Paolo Attivissimo, Teatro Paravento di Locarno, Associazione Gioventù per i Diritti Umani, Zonta
Club Lugano, Medici Senza Frontiere e
molti altri.
L’Associazione Culture Ticino Network di Lugano, soddisfatta dell’ottima riuscita dell’evento, con grande
entusiasmo ha cominciato a lavorare
ai prossimi eventi e al prossimo World
Forum per la Pace del 2015, una grande occasione per festeggiare i primi 5
anni di attività!
www.generazioninelcuoredellapace.ch
18
4 dicembre 2014 il Lavoro
Sezione Mendrisiotto
Buona partecipazione all’Assemblea ordinaria annuale
E
che svolge del volontariato,
rano più di 70 i
attività apprezzata da ospiti e
soci di GenerazionePiù che lo
direzioni, rallegrando le case
anziani della regione.
scorso 6 novembre si sono
riuniti all’Oratorio di LiLa presidente ha sottolineato che con rammarico si è
gornetto per l’assemblea
dovuto rinunciare ancora una
annuale della sezione del
Mendrisiotto.
volta alla visita al Cenacolo
Vinciano a causa delle «diffiI lavori diretti dal presidente del giorno Emilio
coltà burocratiche».
Marilena Moalli diPer quanto riguarda la parCaminada, hanno avuto l’a- namica Presidente
bituale svolgimento indicato sezionale Mendri- tecipazione numerica dei soci
siotto
si è notato un certo calo nelle
all’ordine del giorno.
La presidente sezionale Moalli ha presenze. Il comitato si augura che sia
scusato il segretario Treichler e don solo un momento di transizione geneMoioli assenti per impegni, e ringra- razionale.
ziato lo sponsor Ottica Belotti. Nella
I lavori assembleari, continuati con le
sua relazione ha messo l’accento oltre approvazioni delle relazioni presidenche sull’andamento generale delle at- ziale e finanziaria, della programmatività, sull’operato del coro sezionale zione per il 2015, sono terminati con
le nomine statutarie. L’assemblea ha
ridato fiducia al comitato e alla presidente, testimoniando così l’apprezzamento per il lavoro svolto.
A completare il comitato è stata
chiamata Marisa Medici, di Stabio,
una «giovane anziana» che saprà dare
ulteriori stimoli all’Associazione.
Il presidente cantonale Falconi ha
preso la parola segnalando le nuove
attività che GenerazionePiù si appresta a mettere in atto a livello cantonale, in particolare per il Centro Diurno
di Lugano.
L’assemblea si è chiusa con l’ottima
castagnata (preparata da Franca e il
suo staff che ringraziamo) con l’estrazione della riffa, il tutto accompagnato
dall’esibizione del coro sezionale.
Il Comitato
Sezione Lugano
Convegno
Interessante conferenza su don Bosco
L
o scorso 19 novembre si è tenuta la tradizionale conferenza
religiosa della sezione di Lugano. Quest’anno però il tema prescelto
si è discostato dagli usuali temi.
Nel 2015 ricorreranno i duecento anni
dalla nascita di San Giovanni Bosco.
È per questo, ma anche come ideale collegamento con la gita cantonale
che l’anno prossimo avrà come meta
i luoghi che hanno visto protagonista
don Bosco, che la nostra sezione ha
scelto di parlare di questo Santo.
Il segretario sezionale Fabrizio Tami
ha presentato il relatore don Luca
Fossati, direttore dell’Istituto Elvetico,
salutato Giacomo Falconi, presidente
Cantonale e Carlo Franscini, presiden-
te della sezione Tre Valli, e ricordato i
tragici eventi causati dal prolungato
maltempo dei giorni scorsi.
Don Luca con la sua interessante
esposizione ha illustrato alcuni episodi della vita del santo, sottolineando i
principi educativi salesiani. Don Bosco
poneva al centro del proprio sistema
educativo i ragazzi, famoso il motto
«allegria, studio e preghiera» al fine di
portare i ragazzi ad essere «buoni cristiani ed onesti cittadini». Può essere considerato un santo «sindacalista»
che ha fortemente voluto la tutela dei
ragazzi che a quei tempi lavoravano
anche dodici ore al giorno, senza diritti.
Don Bosco è intervenuto imponendo ai
datori di lavoro dei veri e propri contratti, chiedendo, ad esempio, la riduzione del tempo di lavoro a otto ore e
una paga più degna.
Questi principi sono tutt’ora validi e
rendono l’opera di don Bosco e dei
Salesiani estremamente moderna ed
attuale.
Al termine la tradizionale tombola.
F. Tami
Familiari curanti:
sostenere chi sostiene
V
enerdì 5 dicembre dalle ore
13.15 alle 17.00 presso l’aula Magna della Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona si
terrà il convegno «familiari curanti: sostenere chi sostiene».
Con questo convegno si vogliono
approfondire le dinamiche relazionali
e funzionali della diade tra familiare
curante e quello curato.
Sarà pure l’occasione per proporre
due strumenti concreti: il primo per
valutare il carico del familiare curante;
il secondo per riassumere le possibilità di risposte puntuali nel quadro di
un determinato territorio.
Iscrizioni:
Tatjana Matteuzzi, SUPSI - Dip. economia aziendale, sanità e sociale - Form. continua, palazzo
A, 6928 Manno
[email protected]
Tel. 058 666 61 26
19
4 dicembre 2014 il Lavoro
Viaggi e soggiorni
Agenda Centro Diurno Lugano
¨¨ «An parlum insema» ogni mercoledì dalle 10.30 alle 11.30 in un ambiente
familiare ci si ritrova per il gruppo di parola «quattro chiacchiere in compagnia».
¨¨ Pomeriggio... gioco delle carte
e altro... tutti i giorni ma in particolare
ogni mercoledì pomeriggio giochiamo
insieme, a partire dalle ore 14.00.
Il Centro accoglie chi desidera sfidarsi a
carte, dama, scacchi, memory e altro ancora. Materiale a disposizione.
¨¨ Atelier cucina e aperitivo: speciale dolci... e non solo. Siete abili in cucina e disponibili a condividere le vostre
preziose ricette?
Vi aspettiamo venerdì 5 dicembre dalle 09.00 alle 11.00 al Centro diurno per
preparare deliziosi cake, torte, biscotti,
leccornie salate. E sempre ogni primo
venerdì del mese aperitivo dalle 11.00
alle 12.00.
¨¨ Misurazione della pressione
Ogni 3° martedì del mese dalle ore
9.00 alle 11.00 un’infermiera diplomata
sarà a disposizione per il controllo della pressione. Prossimo appuntamento
martedì 16 dicembre.
¨¨ Prepariamo assieme i biscotti
di Natale non fatelo da soli ma venite
al nostro Centro diurno dove troverete
un’allegra compagnia con la quale impastare, formare, cuocere e non da ultimo gustare deliziosi biscotti dai sapori
natalizi. Ci incontriamo martedì 16 dicembre 2014 alle ore 14.00
Interessati contattare gli animatori. Ricordiamo che per chi lo desidera vi è la
possibilità di pranzare per soli 12.- franchi (riservazione entro il 15 dicembre).
Per informazioni contattare Vitina o Marco, tel. 091 910 20 21.
Corso d’inglese al Centro Diurno
Informiamo i lettori che il corso d’inglese si concluderà per il 2014 giovedì 11
dicembre per poi riprendere nel nuovo
anno, sempre di giovedì, il 15 gennaio
2015.
Corsi di informatica per «over 60»
Lezioni individuali
G
razie alla disponibilità dei
suoi docenti, GenerazionePiù è in grado di offrire,
presso il suo Centro Diurno di Lugano, delle lezioni individuali di informatica - Introduzione al PC, uso PC, elaborazione testi (Word), fogli di calcolo
(Excel) e internet.
Costo per lezione di 2 ore: fr. 120.00.
Informazioni e iscrizioni: Segretariato cantonale GenerazionePiù via B.
Lambertenghi 1, 6901 Lugano. Tel.
091 910 20 21 / Fax 091 910 20 22
[email protected]
¨¨ Barcellona, 19-23 marzo 2015.
Prezzo per persona: fr. 1’540.00. Suppl.
camera singola: fr. 300.00. Esclusa: assicurazione annullamento fr. 30.00. Iscrizioni: tel. 091 873 01 20.
¨¨ Gita cantonale a Torino, giovedì 28 maggio 2015. Colle don Bosco è
il luogo dove è nato e partito il sogno di
Bon Bosco. Su questa collina, comune
di Castelnuovo (AT), il 16 agosto 1815 è
nato San Giovanni Bosco. Sono i luoghi
che testimoniano la sua presenza e la sua
grandiosa opera in favore della gioventù.
Quindi «da don Bosco per i giovani» nella
ricorrenza del 200.mo della nascita.
Capodanno ad Alassio
P
ro Senectute informa che vi
sono ancora posti
liberi per il soggiorno di Capodanno ad Alassio, per «over 60» dal 28
dicembre al 4 gennaio. La trasferta
dal Ticino è prevista con un comodo
torpedone, pernottamento all’Hotel
al Saraceno (4 stelle) con pensione
completa e Cenone di Capodanno,
presenza di due volontari accompagnatori.
I posti sono limitati, annunciarsi al
più presto al Segretariato di Pro Senectute al numero 091 912 17 17.
Agenda attività ricreative
Bellinzona
¨¨ Venerdì 12 dicembre, prove Coro,
ore 14.00, Centro diurno Vita Serena, viale 1814, Giubiasco.
Locarno
¨¨ Martedì 9 dicembre, ore 14.00, Tombola e panettonata, Centro parrocchiale
Sant’Antonio a Locarno. Una bella occasione per lo scambio degli auguri di buone
feste.
¨¨ Sabato 17 gennaio 2015, ore 12.00
Pranzo dell’amicizia, ristorante «la Palma»,
lungolago Muralto. Costo: fr. 60.00 tutto
compreso. Iscrizioni: entro lunedì 12 gennaio, tel. 091 751 30 52.
Lugano
¨¨ Giovedì 11 dicembre, Tradiziona-
le festa di Natale con pranzo, ore 11.30
hotel Lido Seegarten, Castagnola. Tombola e lotteria con ricchi premi. Costo: fr.
40.00 incluso aperitivo, bevande, panettone e spumante. Iscrizioni: tel. 091 910
20 21 entro il 5 dicembre.
¨¨ Martedì 16 dicembre, ore 15.00 Panettonata e pomeriggio ricreativo, Centro
diurno, via B. Lambertenghi 1, Lugano.
Intrattenimento musicale. Iscrizioni: tel.
091 9102021 entro il 5 dicembre. (Massimo 40 partecipanti).
Mendrisio
¨¨ Sabato 6 dicembre, ore 11.00, Festa
natalizia, Centro scolastico Castel San
Pietro. Aperitivo, pranzo, auguri con panettone e spumante. Costo: fr. 50.00.
¨¨ Giovedì 8 gennaio 2015, pomerig-
gio al Museo, Pinacoteca Züst Rancate
«Doni d’amore - Donne e rituali nel Rinascimento». La mostra presenta importanti opere legate al tema del dono. Ritrovo
sul posto. Visita guidata. Segue rinfreso
al bar (offerto). Costo ingresso al museo:
fr. 10.00 per persona. Iscrizioni: entro il 2
gennaio, tel. 091 640 51 11.
Tre Valli
¨¨ Giovedì 11 dicembre, Festa prenatalizia, Sala Multiuso, Bodio. Ritrovo ore
11.25 chiesa Santo Stefano, Bodio, Santa
Messa in suffragio dei soci defunti, Pranzo Sala Multiuso. Pomeriggio ricreativo
rallegrato dalla Bandella Briosa, due lotterie, una per beneficienza. Costo: fr. 40.00
soci, fr. 60.00 non soci. Iscrizioni: entro il
5 dicembre, tel. 091 873 01 20.
20
Info Balcani
Pagina a cura di Slavko Bojanic
B92
Nezavisni stav
Nezaposlenost opasna po zdravlje
Svi znamo da je za dobro zdravlje potrebna zdrava i raznovrsna ishrana,
mnogo fizičke aktivnosti i sedam do
osam sati sna.
M
eđutim, postoje dokazi i da na naše
zdravstveno stanje utiče i to da li
imamo stabilan posao ili ne, piše
B92.
Nezaposlenost ljudima donosi ogroman stres,
čak i kad spadaju u grupu onih koji zbog nedostatka posla od države dobijaju određene
olakšice i novčane nadoknade.
Ipak, taj novac ne uspjeva da pokrije ni elemetarne troškove života, naročito u velikim porodicama, zbog čega ne može biti ni govora o
zdravom životu.
Za mnoge odrasle ljude koji provedu oko
osam sati na poslu, rad nije samo izvor prihoda,
nego i dio identiteta.
Gubitak posla ne prate dakle samo finansijski
pritisci, nego i duboko preispitivanje identiteta.
Jedna studija je čak uporedila gubitak posla
sa gubitkom neke bliske osobe.
Osobe koje ostanu bez posla takođe mogu
izgubiti osjećaj pripadnosti i veze sa kolegama.
Stres koji tako nastaje oštećuje i fizičko i mentalno zdravlje.
Istraživanje objavljeno u žurnalu “Demography” pokazalo je da nezaposleni u 54 odsto
više slučajeva imaju slabo zdravlje i 83 odsto
češće pate od zdravstvenih problema izazvanih
stresom, poput srčanih bolesti.
Nezaposlenost takođe povećava opasnost
od nezdravih navika, poput ispijanja alkohola i
uzimanja narkotika, što dodatno uvećava rizik
po zdravlje.
Kratkoročne manifestacije stresa, poput nedostatka sna i glavobolja, narušavaju kvalitet
života, ali su dugoročne daleko opasnije.
Stres je faktor rizika za visok krvni pritisak,
srčane bolesti i slabiji imunitet.
Ako takođe morate da štedite na hrani, birate
jeftinije i možda manje zdrave opcije, stvar postaje još ozbiljnija.
Nezaposleni i dva puta češće
pate od psiholoških problema,
depresije, anksioznosti i niskog
samopouzdanja.
Zato, dok tražite novi posao,
trudite se da koliko god možete
neutrališete negativne posljedice
stresa.
Vježbajte, makar kod kuće i redovno spavajte i što je najvažnije,
imajte vjere da će stvari biti bolje.
Ako budete uživali u malim
stvarima i brinuli o svom zdravlju,
ne samo da ćete neutralisati
stres, nego i povećati šanse da
pronađete posao.
Izvor: Agencije
Elektronske cigarete štetnije
od običnih?
Elektronske cigarete sadrže do deset
puta više kancerogenih supstanci od
običnog duvana, pokazuju rezultati
istraživanja japanskih naučnika.
T
4 dicembre 2014 il Lavoro
im istraživača iz japanskog Ministarstva zdravlja ispitao je dim, u
kojem je pronašao kancerogene
poput formaldehia i acetaldehida. Količine
acetaldehida su desetostruko veće nego u
običnim cigaretama.
- Sve ukazuje na to da, kada dođe do pregrijavanja žice, koja vrši isparavanje tečnost,
proizvode se veće količine ovih štetnih
supstanci - rekao je jedan od istraživača Naoki
Kunugita.
Elektronske cigarete se uglavnom reklamiraju kao sigurne za konzumaciju, te da nisu
štetne po ljudsko zdravlje.
Kunugita i njegov tim predali su rezultate
istraživanja Nacionalnom institutu za zdravlje.
Japansko Ministarstvo zdravlja saopštilo je
da je u toku obrada rezultata izvještaja kako
bi se na osnovu njih razvili načini za regulaciju
oblasti elektronskih cigareta.
Jedna utakmica,
jedan život
GORAN KARAĆ
V
edran Puljić, Bris Taton, Marko
Ivković, 24, 25 i 28 godina. Tri utakmice, tri izgubljena života. Zašto?
Dokle više tako? Ko je kriv? Klub, porodica,
društvo, država? Zašto je odlazak na utakmicu
postao lutrija? Šta je navijač, a šta huligan?
Mnogo dilema i pitanja, a pravog odgovora
nigdje.
«Ko je sljedeći», poručili su huligani iz Turske dva dana nakon što je u ovoj zemlji nožem
ubijen navijač Crvene zvezde. Nebitno je da li
je to prijetnja ili nešto drugo, ali ovakve poruke
preko društvenih mreža ne treba olako shvatiti.
Tragedije na sportskim borilištima su se
dešavale i ranije, ali činjenica je da se nekad
na utakmice odlazilo s kapom i šalom, a danas s bakljom, raketom i mačetom. I šta sad?
Zaobilaziti rizične utakmice u širokom luku nije
trajno rješenje već okretanje glave od problema.
Kako riještiti problem? Palicom, zatvorom,
hipnozom, terapijama, apelima, demagogijom... Ovo je vijek ljudskih prava i slobode
izražavanja, ali gdje je granica? Gdje prestaje
ljudska sloboda da radi šta želi, a gdje počinje
haos?
Sada su svi na oprezu i svjesni koliko se situacija sa navijačima - huliganima otela kontroli, pozivaju na akciju, djelovanje, apeluju da
se nešto uradi da se to ludilo zaustavi, ali sve
je to nažalost kratkog daha.
Poslije dva-tri dana stvari će se vratiti na
staro i tako sve dok neki novi Vedran, Bris ili
Marko ne plati cijenu toga što ne živi, recimo,
u Engleskoj, gdje je svaki huligan zaveden u
registar i pod budnim okom zakona dok je
god živ. Onda će opet krenuti prozivke, kritike,
savjeti i tako ukrug.
Ima ovaj 21. vijek mnogo dobrih, ma briljantnih stvari, ali iskreno ima i onih kojih se ni oni
iz doba inkvizicije ne bi postidjeli. Šta i kako
dalje, teško je reći. Vrijeme će pokazati da li
smo i šta naučili.
Società
4 dicembre 2014 il Lavoro
21
Associazione Ticinese Famiglie Affidatarie
Mettere la propria famiglia a disposizione dello Stato
hi è la famiglia affidataria? È una famiglia che decide di aiutare un minore che si trova in difficoltà (fra tutte la
più grande e dolorosa per un bambino: «non
poter stare con la propria mamma!»), decide
di farlo in Ticino (i minori sono tutti bambini residenti sul nostro territorio) e lo fa mettendo a
disposizione del bambino e dello Stato la cosa
più preziosa che possiede: se stessa! Il desiderio di aiutare un bambino è una condizione
di base indispensabile, ma di gran lunga non
sufficiente. La famiglia interessata all’affido
deve intraprendere un lungo percorso: primo
colloquio in-formativo a domicilio e successivo corso in-formativo di quattro sabati mattina
organizzati dall’ATFA, con successiva raccolta di documentazione e presentazione della
propria candidatura presso l’Ufficio dell’Aiuto
e della Protezione, il quale procederà ad una
valutazione di idoneità (da cinque a sette/otto
colloqui) dove vengono indagate tutte le aree
di vita/personalità dei futuri genitori affidatari.
Dall’inizio alla fine del percorso passa almeno
un anno, non sempre le famiglie che si presentano risultano idonee rispetto ai requisiti richiesti per poter svolgere questo compito.
La famiglia idonea che viene abbinata ad
un minore porta avanti con lui un percorso di
vita sicuramente molto profondo e appagante,
quanto a tratti difficile e faticoso. Esiste una
prima intensa fase di inserimento nella quale
viene costruita una relazione di attaccamento
tra la famiglia e il bambino che dura due anni,
durante la quale famiglia e bambino devo-
no imparare a conoscersi sia sul piano delle
abitudini, che su quello emotivo. La famiglia
collabora inoltre con i Servizi e le varie figure
professionali (assistenti sociali, tutori, curatori,
psicologi, ecc.) che ruotano attorno all’affido e
con i quali intrattiene regolarmente colloqui e
riunioni di rete, spesso fissati durante la giornata lavorativa. Questi impegni si sovrappongono anche al normale ritmo di vita del bambino (orari di scuola, attività sportive e sociali).
Deve riuscire a gestire (con l’aiuto dei Servizi)
il rapporto con la famiglia naturale, che a sua
volta vive la ferita dell’allontanamento dal figlio: nella pratica (decisioni riguardanti il minore, visite, telefonate, vacanze, ecc.) ma anche
rispetto al bambino costantemente confrontato ad una situazione di doppia appartenenza
(famiglia naturale e famiglia affidataria), con
forti ripercussioni sul piano emotivo e relazionale. Per questo progetto d’aiuto la famiglia
affidataria mette in gioco tutta se stessa e tutto quello che può dare una famiglia: i propri
spazi, il proprio tempo, i propri ritmi, i propri
equilibri familiari che inevitabilmente vengono
rotti per poi essere costantemente ricostruiti in
modo funzionale alla situazione, i propri sentimenti e, per terminare, le emozioni che solo in
una famiglia si possono vivere. Il bambino accolto in affido (la famiglia affidataria non detiene mai l’autorità parentale) rimane un bambino
che «appartiene» allo Stato, al quale la famiglia
deve costantemente rendere conto (rinunciando ad un’importante fetta della propria sfera
privata) e con il quale deve sempre collaborare. Per alcuni tipi di affido e di minori si richiede
che uno dei due membri della famiglia non ab-
Capi-azienda
AL VOLO
LORINDA FASANI PECORARO*
C
12 neo diplomati
S
i è tenuta la cerimonia di consegna
dei diplomi di capo-azienda. I neo
diplomati avevano affrontato lo scorso giugno gli esami finali: le prove sostenute
sono state contabilità, valutazione aziendale,
questioni economiche, gestione del personale
e marketing. Ci felicitiamo per i meritati risultati ottenuti da tutti i neo capi-azienda: Mario
Boggia (ISS Facility Services SA), Andreas
Cantini (FFS), Gianni Ciscato (Sandro Sormani
SA), Irene Cropanese (Pizzarotti SA), Alessandro Ferrazzo (Alpiq Intec SA), Simon Sandro
Fumarola (Casinò Lugano SA), Andrea Maira
(Alpiq Intec SA), Mirko Matarazzo (Publineon
Sagl), Roberto Wettstein (AIL SA), Stefano Zanini (Tecnoprogetti SA). Nicola D’Amico (FFS)
e Raoul Darconza (Oleificio SABO) hanno
conseguito la miglior media (5.00). Complimenti a tutti!
„„
Consegnati i diplomi della Scuola
specializzata superiore in cure infermieristiche di Bellinzona e Lugano
Lo scorso 14 novembre presso la Scuola
cantonale di infermieri di Lugano sono stati
consegnati i diplomi a 116 studenti che hanno terminato la formazione d’infermiere e a
23 che hanno conseguito il diploma studi
post-diploma. Complimenti a tutti.
„„
Test attitudinale
L’Unione professionale svizzera dell’automobile, sezione Ticino – UPSA Ticino, informa che i test attitudinali per le professioni di
assistente di manutenzione per automobili,
meccanico/a di manutenzione per automobili e meccatronico/a d’automobili si terranno nei giorni:
17 dicembre / 7 gennaio / 21 gennaio / 4
febbraio / 25 febbraio / 11 marzo /25 marzo
/ 15 aprile / 29 aprile / 27 maggio / 10 giugno
/ 24 giugno presso il Centro professionale
SPAI-UPSA di Biasca.
Scopo del test è valutare se i giovani interessati hanno i requisiti minimi necessari per
seguire il ciclo di formazione previsto e riuscire nella professione.
bia un’attività lavorativa, in modo da essere
completamente disponibili. Il minore potrebbe rimanere per pochi
mesi, pochi anni o rimanere fino alla maggiore
età, dipende dall’evoluzione della situazione.
Quando l’affido fallisce (a volte succede) la
sofferenza è grande per tutti, per il minore, ma
anche per la famiglia affidataria, che ha investito a trecentosessanta gradi sul piano emotivo, fisico e temporale. Quando invece ha successo e il minore riesce a trovare un equilibrio
emotivo e un proprio spazio rispetto al mondo,
alla sua famiglia naturale e al vissuto in famiglia affidataria, la soddisfazione è grande e il risultato tangibile per tutti, anche per gli addetti
ai lavori (Stato). Tutta la società usufruisce di
questo buon risultato.
La famiglia disposta a mettere a rischio il proprio prezioso equilibrio ed affrontare quanto
esposto sopra, per un ideale personale, certo,
ma che in definitiva rende un grandissimo servizio allo Stato, dovrebbe sentirsi riconosciuta
e sostenuta su tutti i piani da quest’ultimo, in
modo che possa continuare ad offrire un servizo di qualità. In caso contario, lo Stato rischia
di perdere delle risorse preziose e non rimpiazzabili: quello che può dare la famiglia ad
un bambino a livello affettivo, educativo, relazionale e come modello sociale non ha prezzo
e soprattutto non può essere sostituito da nessun altra struttura o istituzione sociale, lo Stato
dovrebbe esserne cosciente!
*consulente sociale ATFA
Fomulari d’iscrizione: www.upsa-ti.ch o
presso le sedi regionali degli Uffici di orientamento scolastico e professionale, o presso i garagisti.
„„
Consegna diplomi Bachelor Scuola
universitaria professionale della Svizzera italiana. Si è svolta il 30 novembre,
presso il Palazzetto FEVI di Locarno, la
Cerimonia di consegna dei diplomi a 389
laureati che nel 2013 hanno terminato con
successo il proprio curriculum di studi e
che simboleggia il passaggio dall’università
al mondo del lavoro. Durante la cerimonia è
stato inoltre assegnato il premio TalenThesis, attribuito ai migliori laureati Bachelor di
ogni corso di laurea che hanno saputo distinguersi per l’eccellente risultato ottenuto
nel lavoro di tesi finale.
22
Società
4 dicembre 2014 il Lavoro
Diritto senza frontiere
Accesso al risarcimento: primo passo
I
l Consiglio degli Stati ha approvato, lo
scorso 26 novembre, il postulato 14.3663
che esige un rapporto sull’accesso al risarcimento per le vittime di violazioni dei diritti umani da parte delle imprese. La via è così
tracciata affinché il Consiglio federale possa
colmare una grave lacuna che tocca queste
persone. La coalizione «Diritto senza frontiere»
chiede un chiarimento rapido e completo della
situazione attuale così come misure tangibili
della Svizzera.
Nel 2012 è stata depositata la petizione «Diritto senza frontiere», i cui 135’000 firmatari
chiedevano che le multinazionali svizzere rispettino i diritti umani e l’ambiente ovunque nel
mondo, e che le vittime di violazioni potessero
accedere alla giustizia in Svizzera. La Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati ha ripreso questa seconda parte della
petizione nel postulato accettato dal Consiglio
degli Stati. Il Consiglio federale dovrà studiare
le misure giudiziarie ed extragiudiziarie attuate
in altri Stati affinché le persone i cui diritti umani sono stati violati da un’impresa in un paese
ospite possano ottenere un accesso effettivo
al risarcimento nello Stato d’origine delle imprese. Il Consiglio federale è incaricato inoltre
di esaminare quali sarebbero le misure appropriate per la Svizzera.
Con l’adozione di questo postulato, il Consiglio federale ha ricevuto il mandato di analizzare in maniera approfondita il terzo pilastro delle
Linee Guida dell’ONU relative alle imprese ed
ai diritti umani («accesso alle vie legali»). È una
necessità perché, come riconosciuto dal Consiglio federale nella sua risposta al postulato,
in questo ambito vi sono ancora lacune. Un
simile rapporto «fornirà informazioni aggiornate in due ambiti che in precedenza erano stati
solo marginalmente presi in considerazione o
considerati sotto altri punti di vista». Per questo motivo il Consiglio federale intende integrare il rapporto nel Piano d’azione nazionale
per l’attuazione delle Linee guida dell’ONU (in
Soccorso Svizzero d’inverno Ticino
Solidarietà per il territorio
«Diritto senza frontiere» chiede al Consiglio
federale di mettersi velocemente al lavoro, affinché il Piano d’azione nazionale atteso per
dicembre 2014 non venga ancora posticipato. Inoltre, la coalizione aspetta un chiarimento delle lacune attuali del diritto svizzero così
come misure tangibili per un miglioramento
della situazione delle persone coinvolte.
«Diritto senza frontiere» è una coalizione di oltre
50 organizzazioni di sviluppo e di diritti umani,
associazioni ambientaliste e femminili, sindacati, gruppi religiosi ed associazioni di azionari
critici. S’impegna in favore di regole vincolanti
che obblighino le multinazionali a rispettare i
diritti umani e l’ambiente ovunque nel mondo.
La Svizzera ai mondiali di pasticceria
Il 25 e 26 gennaio a Lione
D
Le tragedie di Bombinasco
e Davesco hanno portato via
vite e lasciato tristezza e un
grande e incolmabile vuoto.
O
ltre al bene più prezioso, le frane si sono portate via anche le case,
le foto, gli oggetti, i vestiti, i ricordi
materiali e tutto quanto si crea nel
corso di una vita. Il Soccorso d’inverno Ticino, Associazione non
profit che da quasi 80 anni aiuta le
famiglie disagiate del Cantone, è
vicina alla popolazione del Ticino
che - a causa dell’alluvione - ha
subito perdite e danni. In modo
particolare esprime cordoglio e
vicinanza alle famiglie che hanno perso i loro cari nelle frane di
Bombinasco e Davesco. Per poter
aiutare le famiglie colpite da queste due tragedie il Soccorso d’inverno Ticino ha deciso di lanciare
una campagna di raccolta fondi a
favore delle vittime ed ha aperto
un conto corrente postale specifico. Chi lo desidera, potrà
così dare il suo contributo per
sostenere queste famiglie alle
quali è stato portato via tutto.
Il vuoto lasciato dalle frane non
si potrà colmare, il dolore non
si potrà alleviare, ma perlome-
seguito al postulato 12.3503).
no possiamo aiutare a ricostruire un nuovo ambiente famigliare
fatto di nuove foto, nuovi giochi,
nuovi vestiti e nuovi ricordi. Siamo
certi che la popolazione ticinese,
da sempre solidale e generosa,
saprà anche questa volta fare un
gesto importante.
A nome delle famiglie interessate
che potremo sostenere grazie alla
generosità della popolazione, il
Soccorso d’inverno Ticino ringrazia di cuore!
Chi desidera sostenere queste famiglie può versare il proprio contributo
sul CCP 69-53177-2 intestato a:
Soccorso d’inverno Ticino, «fondo
speciale», 6950 Tesserete/Capriasca
opo intensa progettazione e allenamenti in
laboratorio la squadra
che rappresenta la Svizzera ai
campionati mondiali di pasticceria
presenta i protagonisti: i maestri
pasticceri Tiziano Bonacina, Riccardo Magni e Giuseppe Piffaretti,
con il presidente Marco Pasotti.
Il «Club Coupe du Monde de la
Pâtisserie - Squadra Svizzera» è
nato con l’obiettivo di creare un
circuito di talenti che valorizzino
e promuovano la pasticceria svizzera su scala internazionale. Ha
come sede le aule del Centro Professionale di Trevano (CPT), che
permettono di rafforzare il legame
tra la formazione professionale di
base e quella continua. Il progetto
è seguito da Art&Pastry, segreteria organizzativa e realizzato in
collaborazione con membri della
Bonacina, Magni, Pasotti, Piffaretti
Società Panettieri Pasticceri Confettieri del Canton Ticino.
Tiziano Bonacina realizzerà la
scultura di zucchero, alta 125 cm
circa, Giuseppe Piffaretti dovrà realizzare la scultura in ghiaccio di
160 cm e Riccardo Magni la scultura di cioccolato pure alta 125 cm.
Una giuria internazionale valuterà
la qualità artistica, estetica e gustativa delle realizzazioni: saranno oggetto di voto i tre dessert (una torta
gelato, un dessert al cioccolato e
un dessert al piatto) oltre alle tre
sculture (cioccolato, ghiaccio, zucchero). Verranno valutati la presentazione del tavolo buffet, la pulizia
delle postazioni di lavoro, il rispetto
del regolamento e delle tempistiche. I tifosi svizzeri possono votare
a colpi di «mi piace» la locandina
più bella: https://www.facebook.
com/CoupeMondePatisserie.
Giornale Aperto
4 dicembre 2014 il Lavoro
23
Le domande dei Lettori
Ai fini della pensione posso recuperare i periodi di apprendistato?
Spettabile patronato INAS,
ho 62 anni e ho lavorato in Svizzera come
frontaliere incominciando come apprendista a
15, 16 anni circa.
Successivamente ho lavorato in Italia come
dipendente. Dal 2010 sono nuovamente rientrato in Svizzera sempre come frontaliere.
Ho chiesto gli estratti conto sia all’INPS che
all’AVS Svizzera. Con stupore mi sono accorto
che in quello Svizzero non figurano i contributi per il periodo lavorato prima dei 18 anni. È
corretto?
Per la maturazione dei requisiti alla pensione Italiana posso recuperare i periodi lavorati
in Svizzera da apprendista che non compaiono
sull’estratto conto? Mi conviene farlo?
In attesa di una vostra risposta vogliate gradire distinti saluti.
Marco G.
Gentile signor Marco, in Svizzera i contributi
pensionistici AVS vengono versati a decorre
dal 1° gennaio dell’anno in cui si compiono i 18
anni; l’estratto conto che le è stato recapitato
è dunque da considerarsi corretto.
La domanda che ci pone è quindi legata alla
maturazione dei requisiti per la pensione anticipata di vecchiaia italiana.
Il diritto a tale pensione lo si matura attraverso il raggiungimento di un’anzianità contributiva determinata dalla legge vigente.
È possibile riscattare in Italia i periodi lavorativi Svizzeri antecedenti i 18 anni solo se
in possesso della documentazione originale
dell’epoca, pagando in proprio la contribuzione necessaria per l’accredito del periodo.
Se è in possesso della documentazione originale dell’epoca, dovremo presentare una
richiesta al Consolato Italiano, che dovrà certificare il periodo effettivamente lavorato prima
del compimento dei 18 anni. La richiesta viene
poi inoltrata all’INPS che procederà al calcolo
di quanto dovrà pagare per il riscatto di tali periodi lavorativi.
L’aspettiamo dunque nei nostri uffici per una
verifica della sua posizione contributiva e per
l’analisi della convenienza o meno del riscatto
dei periodi di apprendista in Svizzera.
In attesa di incontrarla, cordiali saluti.
Stefano Rusca
responsabile per
Patronato INAS Locarno
VITA NOSTRA
„ „Fedeltà all’OCST
• In dicembre la collega Michela Galfetti in forza al segretariato del Sopraceneri,
sede di Locarno, festeggia
il significativo traguardo dei
vent’anni di attività.
Michela è sempre stata
attiva nel settore Cassa
Disoccupazione sede di Locarno facendosi apprezzare
per la disponibilità, cordialità e sensibilità nei confronti
dell’utenza, qualità riconosciute anche dai colleghi. A
Michela il grazie per questi anni a servizio degli utenti
e tanti auguri per un futuro lavorativo sempre ricco di
soddisfazioni.
„ „Felicitazioni
• a Daniel Nania, socio sezione Pittori, e ad Alessia, per
la nascita di Diego, al quale auguriamo un futuro sereno
e ricco di tante cose belle.
„ „Auguri
• a Lidia Rossi vedova Bonardi, che lo scorso 30 ottobre,
attorniata dalle figlie, dai generi, nipoti e pronipoti ha
festeggiato in splendida forma il traguardo dei 90 anni.
• a Walter Bernasconi, già apprezzato segretario regionale della Magliasina, e socio GenerazionePiù, che lo
scorso 24 novembre ha festeggiato gli 87 anni
Editore
Organizzazione cristiano-sociale ticinese
Redazione e amministrazione
Responsabile: Benedetta Rigotti
In redazione: Maurizia Conti e
Giorgio Donini
tel. 0919211551 ; fax 0919242471
via Balestra 19, 6900 Lugano
[email protected]
„ „Condoglianze
• alla moglie Luciana e ai figli Giorgia e Matteo, per la
perdita del loro caro congiunto e fedele associato segretariato Mendrisio, Giorgio Cavinato di Stabio.
• alle figlie Patrizia, socia segretariato del Luganese e
già membro del Consiglio esecutivo OCST, Monica con
Dario Cilloni, Chiara con Brunello Storni, alla sorella Enrica, al fratello Piermario, ai nipoti e parenti tutti, per la
scomparsa della loro cara Ofelia Solari nata Franzi.
• alla cognata Liliana, alla nipote Rita, socia, ai parenti
tutti, per la scomparsa della loro cara Benita Contini.
• alla moglie Marisa, socia GenerazionePiù, ai figli, nipoti e parenti tutti, per la scomparsa del loro caro Anselmo
Bassanello.
• al figlio Bruno, collega alla Cassa Disoccupazione, con
Brigitte, Tania e Jody, alla figlia Giuliana con Sharon e
Yari, alla sorella, al fratello ai nipoti e parenti tutti, per la
scomparsa della loro cara Gemma Rosselli.
• alla moglie Ines, ai figli, al cognato don Renzo Riva,
fedele abbonato, ai parenti tutti, per la scomparsa del
loro caro Claudio Zamporri.
• alla cara moglie Marisa ai figli Alda e Daniele, ai fratelli
e ai parenti tutti le più sincere espressioni di vivo cordoglio per la dipartita del caro Giuseppe Gianascio, socio
GenerazionePiù Regione Tre Valli.
• ai figli Ciriaco, Maria, Michela, Franca e Gerardo con
le rispettive famiglie, ai fratelli e sorelle, ai nipoti, in particolare a Giuseppe Rauseo, direttore CFP, per la scom-
Stampa
Centro Stampa Ticino SA
Via Industria, 6933 Muzzano
Pubblicità
Publilavoro Sagl
Via Balestra 19, 6900 Lugano,
tel 0919211551
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Tiratura confermata REMP
26’286 copie
parsa della loro cara Maria Francesca Rauseo.
„ „In memoria
• a 26 anni dalla scomparsa (3 dicembre 1988) ricordiamo con affetto Claudio Pozzi, già apprezzato dipendente al segretariato di Mendrisio.
Via Balestra 19, 6900 Lugano
Consiglio esecutivo
- Presidente: Bruno Ongaro
- Presidente onorario: Romano Rossi
- Vicepresidente: Flavio Ugazzi
- Membri: Davide Adamoli, Luigi
Mattia Bernasconi, Fausto Leidi,
Gianfranco Poli, Roberto Poretti, Enrico Pusterla, Meinrado Robbiani
Segretario cantonale e copresidente
Meinrado Robbiani
Segretario amministrativo
Fausto Leidi
Vicesegretari cantonali
Renato Ricciardi, Paolo Locatelli
Segretari regionali
Lugano
Giovanni Scolari
Mendrisio
Alessandro Mecatti
Sopraceneri Marco Pellegrini
Tre Valli
Giancarlo Nicoli
Via Cantonale 34a, 6928 Manno
[email protected], 058 800 41 50
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Bilancio tecnico al 31.12.2013: 106.2%
Foto: Ivano Castelletti
Affitto: CHF 950.- / 1’150.- / 1’300.- + spese
liberi da subito.
Telefono: 091 922 20 24
Telefax: 091 923 21 29
Christa Rigozzi
con
Aaron e Emilie
Come
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Ad esempio per un pagamento immediato di CHF 100, inviare Telethon SI 100
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