Dignità della professione

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Dignità della professione
Notiziario N. 1/2013 - Ottobre 2013 - Rivista Ufficiale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Bari - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale
DL. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) - Art. 1, comma 1, CNS di Bari - Filiale di Bari - Reg. n. 50 del 7/8/76 del Tribunale di Bari - Associato USPI - Anno XXV - Contiene I.P.
n.1 | ottobre 2013
d o s s i e r A m b i e n t e e Sa l u t e
N TIZIARIO
Rivista dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Bari
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Dignità della professione
caso labriola
CERVELLI IN FUGA
Odontoiatri
cronaca di una
morte annunciata
Columbia: la ricerca
genomica sul cancro
Groupon torna
all’attacco
E D I T O R I A L E
cronaca
di una morte
annunciata
di Fi l i ppo Ane l l i , Pr e s i den te d ell’OMC eO d ella P rovin cia d i Bari
V
olevo esercitare la medicina in libertà
medici svolgono la loro attività professionale,
e indipendenza. Volevo difendere la
soprattutto per quel che riguarda le attività
vita, tutelare la salute, alleviare la sof-
più esposte come i presidi di Psichiatria, Di-
ferenza. Volevo essere alleato del paziente.
pendenze patologiche, Guardia Medica, 118
Volevo che avesse fiducia di me. Ed io di lui.
e Pronto Soccorso. Ma pressoché nulla era
Volevo. Poi un mattino una collega che quo-
stato fatto. Dopo la tragedia, Regione e ASL
tidianamente mette al servizio dei cittadini la
hanno avanzato proposte per la tutela dell’in-
sua professionalità e la sua passione “cade”
columità dei medici inadeguate e insufficien-
sul posto di lavoro. Come se fosse un solda-
ti. Perché il problema non può essere trattato
to al fronte. Come se Bari fosse uno scenario
esclusivamente come questione di ordine
di guerra. Allora ti rendi conto che insieme a
pubblico. Lo dimostra il fatto che al Pronto
lei è morta anche la dignità della tua profes-
Soccorso dove sono già presenti vigilanti e
sione e che, su quel fronte di guerra, non ha
un posto di polizia, non si riescano ad evitare
subito un danno irreparabile solo la famiglia
le aggressioni quotidiane ai medici.
di Paola, ma l’intera categoria professionale
Quanto è accaduto non è una tragedia ine-
cui lei apparteneva. Per questo oltre a confe-
vitabile, ma il risultato di una gestione della
rire alla memoria della collega Paola Labriola
sanità che ha creato tutte le condizioni per-
il “Premio per la buona medicina 2013” e a
ché maturassero drammi come quello del 4
chiedere al Sindaco di Bari di intitolare una
settembre.
via cittadina alla collega per ricordarne il sa-
Le politiche sanitarie degli ultimi anni han-
crificio, l’Ordine ha deliberato che si costitu-
no inseguito esclusivamente la stella polare
irà parte civile nel processo per l’omicidio di
della sostenibilità economica, attraverso ta-
Paola. Da tempo l’OMCeO aveva denunciato
gli che hanno indebolito le strutture e dan-
la carenza di idonei sistemi di sicurezza nelle
neggiato i cittadini, ma anche leso profon-
sedi e negli ambulatori in cui giornalmente i
damente l’autonomia e l’indipendenza della
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In alto e nella pagina accanto, lettere e denunce - tra cui una querela di Paola Labriola - in cui lavoratori e il direttore del CSM 6 segnalano il
ripetersi di aggressioni ai danni degli operatori e richiedono ripetutamente provvedimenti, come l’assegnazione di una guardia giurata. Nella
pagina accanto,in basso, un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno di lunedì 13 maggio 2013 in cui i vertici della ASL di Bari comunicavano di
aver chiuso il bilancio in “utile”, con un avanzo di 60mila euro. Pochi giorni dopo, il responsabile del CSM6 segnalava al DSM la situazione a rischio
dei dipendenti del centro richiedendo urgenti interventi per la messa in sicurezza, lamentando che le “segnalazioni sono rimaste senza alcun
riscontro, mentre purtroppo è perdurato lo stato di allarme denunciato”. Purtroppo anche questa lettera, cui faceva seguito una richiesta del DSM
ai vertici della ASL barese per un servizio di guardia giurata, non ha avuto riscontro.
Paola Labriola, Psichiatra,
è stata uccisa il 4 Settembre
scorso da un paziente
del CSM di Via Tenente
Casale, dove prestava servizio
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professione. I tagli al sistema hanno avuto
ta l’impalcatura della professione sanitaria,
come effetto a cascata quello di scaricare sul
si sgretola. Addio alla fiducia, addio all’al-
servizio sanitario esigenze di carattere non
leanza. Medici e cittadini sono vittime dello
medico, proprio in un momento in cui la crisi
stesso sistema distorto in cui si insegue esclu-
ha fatto aumentare il disagio sociale. In strut-
sivamente il pareggio di bilancio, perdendo
ture spesso accorpate nonostante le funzioni
per strada il diritto alla salute da un lato e la
differenti, prive di mezzi, ormai cronicamen-
sicurezza, l’indipendenza e l’autonomia della
te sotto organico, i medici sono stati caricati
professione dall’altro.
di responsabilità e ruoli impropri. Si trovano
In questo scenario vigilanti e posti di polizia
quindi nella condizione di chi è costretto a
sono i pannicelli caldi portati al capezzale
negare servizi ai pazienti, perché non è nel-
del moribondo. È invece il momento di por-
le condizioni di poter rispondere ai loro bi-
tare avanti politiche sanitarie ragionevoli e
sogni. Così il medico diventa agli occhi dei
una vera politica delle professioni sanitarie,
cittadini l’odioso antagonista e non l’alleato
che finora è mancata nella nostra Regione,
che opera in scienza e coscienza per il bene
per intervenire sull’organizzazione e sulle
del paziente.
condizioni di lavoro e ripristinare il rapporto
E il rapporto di fiducia, su cui è costruita tut-
di fiducia tra medico e paziente su cui il si-
stema si regge.
L’Ordine di Bari, a questo proposito, promuoverà la costituzione di un tavolo permanente
dei rappresentanti della professione medica,
dei rappresentanti del governo regionale e
dei partiti, per avviare un confronto imprescindibile al fine di individuare soluzioni alla
situazione drammatica in cui versa il servizio
sanitario pubblico.
Gli amministratori regionali da parte loro
devono prendere coscienza delle responsabilità della “politica” e fare finalmente
un passo avanti concreto collaborando
con gli Ordini. Perché i medici non possono continuare a gridare nel deserto.
E ad assistere impotenti a catastrofi annunciate.
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commissioni
lavori in corso
per il futuro
della professione
La FNOMCeO ha istituito una commissione per definire il ruolo della Professione Medica
nel terzo millennio. Ecco i temi salienti del dibattito, visti da un “insider” dell’Ordine
D
a fine 2012 faccio parte dell’Osserva-
La prima macro-area individuata è quella del-
torio della FNOMCeO “Centro Studi
la formazione del medico (studente in medici-
Documentazione e Ricerca”. Si tratta
na), rispetto alla quale si è proceduto a effet-
di una Commissione ristretta e molto impor-
tuare della audizioni al fine di:
tante perché ha il compito di individuare i
1. Inquadrare la questione;
temi essenziali sui quali la Professione deve
2. Individuare le criticità;
confrontarsi giornalmente per mantenere
3. Ipotizzare interventi di cambiamento.
standard qualitativi elevati. La FNOMCeO ha
Sono stati ascoltati due Presidi ed un Rettore.
infatti deciso di avviare un percorso di riflessio-
Il professor Mario Pirisi, Preside della Scuola
ne volto a delineare la figura di un professioni-
di Medicina dell’Università degli Studi del Pie-
sta medico in grado di rispondere in maniera
monte Orientale “Amedeo Avogadro”, il pro-
appropriata alle evoluzioni della vita attuale.
fessor Paolo Livrea, Preside della Facoltà di
In tale ottica, il Comitato Centrale della Fede-
Medicina dell’Università di Bari “Aldo Moro”,
razione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi
past-President del nostro Ordine e coordina-
e Odontoiatri ha dato il compito al Centro
tore nello scorso mandato della Commissione
Studi e Ricerche di preparare un “documento
sulla Formazione della FNOMCeO e come
base” da discutere con tutti coloro che sono
Rettore il professor Francesco Rossi della Se-
coinvolti nella formazione, educazione dello
conda Università di Napoli. Alla fine del per-
studente in medicina, al fine di delineare un
corso è stato preparato un documento che,
quadro della “Professione Medica nel terzo
dopo qualche eventuale, ulteriore, modifica,
millennio”. Il Centro Studi ha, così, individua-
sarà portato in tempi molto brevi al Comitato
to delle macro aree ritenute fondamentali per
Centrale della FNOMCeO e successivamen-
la definizione del professionista ed ha avviato
te divulgato a Colleghi, Istituzioni e Organi di
a tal fine un percorso di ascolto.
Stampa.
di FRANCO LAVALLE
Franco Lavalle
Vice-Presidente OMCeO di
Bari, membro del Centro Studi
Documentazione e Ricerca
FNOMCeO
[email protected]
I membri della Commissione
Il Centro Studi Documentazione e Ricerca è coordinato dal Presidente dell’Ordine di Nuoro, Luigi Arru, ed è composta, quale componente
medica, oltre che da Franco Lavalle, da Teresita Mazzei, tesoriere dell’Ordine di Firenze, e da Vito Gaudiano dell’Ordine di Matera, mentre la
componente odontoiatrica è rappresentata da Cesare Brugiapaglia, Presidente CAO di Ferrara e Giuliano Nicolin, Presidente CAO di Venezia.
Ne fanno anche parte Ivan Cavicchi, docente di Tor Vergata, sociologo e tra i maggiori analisti di tematiche sanitarie e Sergio Bovenga, Presidente dell’Ordine di Grosseto, in qualità di rappresentante del Comitato Centrale FNOMCeO presso la Commissione.
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notizie in pi l l l e
L’energia solare che
sterilizza gli strumenti.
Una nuova tecnologia
che non richiede l’uso
di elettricità
Una rivoluzionaria nuova tecnologia
a energia solare ha posto le basi
per nuovi apparecchi per purificare
strumenti medici e odontoiatrici nei
Paesi in via di sviluppo. I prototipi
dei dispositivi, che non necessitano
di carburante o elettricità, sono stati
presentati durante il 246° National
Meeting & Exposition of the American Chemical Society. L’elettricità
è cruciale per l’uso delle autoclavi,
che producono vapore per sterilizzare strumenti medici e odontoiatrici.
Le autoclavi realizzate dagli scienziati della Rice University sfruttano una
tecnologia solare: nanoparticelle
metalliche che vengono immesse in
un contenitore riempito di acqua; la
luce solare riscalda le nanoparticelle
che salgono in superficie e rilasciano
uno strato di vapore.
Help line
L’Associazione “Der Garten” e la
“Croce Rossa Italiana” si sono fatte
promotrici di un Servizio di Emergenza Telefonica (progetto MOMO)
finalizzato alla Prevenzione ed
all’ascolto dei disagi socio-psichici
connessi a fattori socio-culturali ed
all’attuale periodo di crisi socioeconomica. La help-line si pone
come obiettivo quello di rispondere
a coloro che soffrono d’isolamento, di disperazione o che esitano a
condividere le proprie difficoltà o le
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proprie opinioni con qualcuno che
li conosce o che potrebbe identificarli.
Le telefonate affrontano i problemi
che si presentano nella vita quotidiana: solitudine, lavoro, rapporto
genitori – figli, sesso, relazioni sentimentali, crisi esistenziali, malattie,
droga, violenza, ecc. Sarà rivolta
un’attenzione a queste situazioni di
malessere per cercare di migliorare
il livello di comunicazione interpersonale.
I turnisti idoneamente formati e supervisionati provengono dal mondo
del volontariato, e sono pronti ad
indirizzare eventualmente chi chiama ai servizi territoriali competenti,
rispettando il diritto alla privacy.
Gli operatori coinvolti attivano programmi di diffusione e sensibilizzazione rivolti a tutti i cittadini, attraverso giornali, depliants, manifesti,
radio e televisioni. Viene inoltre
prodotto materiale informativo per
operatori sociali e sanitari più direttamente coinvolti nel lavoro di fronteggiamento del fenomeno.
L’Associazione “Der Garten” e la
Croce Rossa Italiana stanno attivando un nuovo corso di formazione
per reclutare nuovi volontari.
La linea telefonica MOMO attiva 12
ore dalle 16 alle 24, 7 giorni su 7 ha
il seguente numero 324 5538188,
ed è disponibile su Skype (servizio.
momo) senza l’uso di immagine per
garantire la privacy dei fruitori.
di ROSA PINTO
L’indice di accessibilità
dei farmaci
L’Access to Medicine Index è un’iniziativa indipendente che stila la classifica delle 20 società farmaceutiche
più importanti al mondo in base ai
loro sforzi nel promuovere l’accesso ai medicinali nei paesi in via di
sviluppo. Valuta quindi quanto le
società stanno facendo per rendere
i farmaci più disponibili, meno costosi e soddisfacenti per i pazienti.
L’indice, pubblicato ogni due anni,
è consultabile sul sito http://www.
accesstomedicineindex.org/
Con supplementi
nutrizionali la durata
della degenza
diminuisce del 21%
È quanto emerge da uno studio
pubblicato dall’American Journal
of Managed Care, supportato da
Abbott e presentato nel corso del
congresso annuale della Società europea di nutrizione clinica e metabolismo (Espen) che si è tenuto a Lipsia
dal 31 agosto al 3 settembre.
La somministrazione di supplementi
nutrizionali orali ai pazienti durante
il periodo di ricovero in ospedale
garantisce una significativa riduzione della durata della degenza e dei
costi di ospedalizzazione.
Tra i maggiori vantaggi registrati,
per i pazienti che hanno ricevuto i
supplementi nutrizionali, emergono
soprattutto una riduzione del 21%
della durata della degenza, ossia 2,3
giorni in meno, e una diminuzione
del 21,6% dei costi di ospedalizzazione, vale a dire un risparmio di
4.734 dollari. è stata, inoltre, riscontrata una riduzione del 6,7% della
probabilità di riospedalizzazione a
30 giorni nei pazienti che avevano
avuto almeno una successiva riospedalizzazione e ai quali, durante
la precedente degenza, erano stati
somministrati supplementi nutrizionali orali.
TEEN SAFE SEX:
un’indagine pilota
dell’OMCeO di Bari
nelle scuole
secondarie di II grado
Il progetto TEEN SAFE SEX, patrocinato dall’Ordine dei Medici di Bari,
nasce per informare i giovani della
scuola secondaria di II grado sulle malattie a trasmissione sessuale
(MST) e sulla loro prevenzione. In
questo campo, in genere, i giovani
acquisiscono gran parte delle informazioni dai media e da internet, e
sono spesso convinti di essere ben
informati.
Questo porta a non rivolgersi a figure mediche ed in particolare al
proprio medico curante visto anche come “il medico ereditato dai
genitori”, il quale potrebbe riferire
loro problemi intimi. Il problema è
attuale, considerato il significativo
aumento dell’incidenza di alcune
MST da rapportare ai recenti flussi
migratori.
Nove medici (3 MMG e 6 corsisti di
Medicina Generale) hanno svolto
in 12 scuole superiori di Bari (3a e
4a classe) da marzo a maggio 2013
un breve corso (una lezione frontale
fortemente interattiva di 2 ore) sulle
MST e sulla loro profilassi.
Sono stati coinvolti circa 1200 ragazzi (15-18 anni) ai quali sono stati proposti 3 diversi questionari [pre-test
(10 domande), post-test (le stesse
10 domande), gradimento (5 domande)] allo scopo di analizzare le
conoscenze in materia di MST, l’utilità ed il gradimento del corso. I 3
questionari sono stati completati da
903 ragazzi (=75%).
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Dal primo questionario emerge che
il 72% dei ragazzi intervistati (71%
delle femmine e 72% dei maschi
intervistati) è convinto che la pillola anticoncezionale sia in grado di
ridurre il rischio di contrarre MST. Il
58% di loro (42% delle femmine e
78% dei maschi intervistati) non era
a conoscenza del rischio di sterilità
in caso di MST non adeguatamente
curate e secondo il 69% delle ragazze ed il 66% dei ragazzi intervistati,
la sifilide non può essere contratta
contemporaneamente all’HIV. Questi risultati hanno mostrato un netto
miglioramento dopo la lezione interattiva ma tuttavia non ancora soddisfacente (nel post-test alla domanda
“la pillola anticoncezionale riduce il
rischio di contrarre MST?” le risposte positive sono passate dal 72% al
47%, le risposte alle altre domande
hanno mostrato miglioramenti simili). Dai questionari di gradimento è
emerso che oltre il 70% dei ragazzi
contattati ha gradito molto il tipo di
approccio didattico, il 70% ha trovato semplice il linguaggio utilizzato
nell’esposizione, ed il 72% consiglierebbe l’incontro ai loro coetanei.
Tuttavia, il 32% delle ragazze ed il
39% dei ragazzi intervistati hanno
risposto anche nel post-test di continuare a non voler usare il preservativo.
L’esperienza pilota è stata accolta
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con favore nelle scuole ed ha dimostrato la necessità che la Medicina Generale esca dagli ambulatori
ed affronti i problemi in luoghi più
adatti a stabilire un dialogo con i
cittadini. (A cura di Ivo Vulpi, Tecla
Mastronuzzi, Alfredo Scardicchio,
Elena Maggiore, Cristina Rolli, Giusy
Rotunno, Luca De Lucia, Giuseppe
Palladino, Massimiliano Lucarelli).
L’Amministratore
di sostegno
La L. 9 gennaio 2004 n.6, istitutiva
della figura dell’amministratore di
sostegno, costituisce una profonda
innovazione istituzionale, sociale e
culturale in tema di promozione e
tutela dei diritti e della dignità della persona priva in tutto o in parte
dell’autonomia di agire.
L’amministratore di sostegno, come
un operatore preparato e competente, è una figura di appoggio
in grado di fornire informazioni e
consulenze per aiutare le persone
appartenenti alle categorie deboli, soprattutto anziani e disabili, nel
disbrigo di pratiche amministrative
e legislative. Per questo motivo, la
nuova figura dell’amministratore
di sostegno, nominato dal giudice
tutelare, si configura come il “fian-
cheggiatore” delle persone non autonome, anziane e/o disabili.
Questa figura si propone dunque
come un “supporto” dell’individuo
fragile, che può essere orientato in
maniera personalizzata per un breve
periodo di tempo o per periodi protratti con il minor grado possibile di
limitazione della autonomia.
Coloro che possono usufruire
dell’apporto di una figura simile di
supporto sono: coloro che vivono
uno stato di infermità, di menomazione fisica, psichica parziale o
totale, temporanea o permanente,
la quale determina un’impossibilità parziale o totale, temporanea o
permanente di provvedere ai propri
interessi.
L’amministratore di sostegno può
essere impiegato presso:
• uffici comunali (relazioni col pubblico, sportelli informativi);
• associazioni di solidarietà e volontariato;
• onlus e cooperative sociali;
• case di riposo e centri residenziali;
• altri ambiti collegati alle categorie
deboli che necessitano di assistenza
amministrativa, apporto e consulenze legali;
• patronati e centri di assistenza fiscale.
Attualmente in seguito ad un corso
formativo provinciale esiste un elenco di amministratori di sostegno,
idonei a svolgere il compito.
Il gruppo di coordinamento degli
amministratori di sostegno ha come
referente Angelo Colucci, cell.
349 4915184.
di ROSA PINTO
L’Home maker
Quando il carico emotivo e psicologico della famiglia si trasforma in
assenza di speranza e le “strategie di
relazione basate sul sintomo”, escogitate dalla famiglia per ripristinare
l’equilibrio e salvaguardare l’integrità del sistema, si cronicizzano, allora
accade che le dinamiche espulsive
prendono il sopravvento e l’istituzionalizzazione del congiunto ammalato trova il suo epilogo.
L’home maker è così chiamato ad
operare per la ristrutturazione dei
ruoli nell’ambito familiare ogni qualvolta si verifichino inadeguatezze o
confusioni nella gestione degli stessi
o assenze nel loro esercizio.
Questa nuova figura professionale
accompagna, invece, le modifiche
all’omeostasi familiare, grazie al supporto e alla direzione strategica di
un supervisore fuori campo, che integra l’approccio sistemico e quello
psicoanalitico, in modo da trasformare le configurazioni relazionali e
contestualmente analizzare i vissuti e
superare le barriere difensive.
L’home maker, pertanto, proiettato
in un’ottica di prevenzione secondaria e terziaria del disagio psichico, si
ispira al principio del “case-management”, alla presa in carico del disagio, e permette la sperimentazione
di “project-management” degli
aspetti gestionali, organizzativi ed
economici con rilevanti ricadute sul
risparmio della spesa sanitaria.
L’home maker garantisce, infatti, SOSTEGNO EDUCATIVO ai minori, a
scuola e nell’extra-scuola, attraverso
l’inserimento in centri di aggregazione territoriali; SUPPORTO PSICOLOGICO e TERAPEUTICO ai pazienti,
psichiatrici e non, nei processi di
autonomizzazione dalla famiglia; TU-
TORAGGIO PSICOEDUCAZIONALE
alle famiglie teso a ridurre il carico
emozionale e di stress psicologico
connesso alla cronicizzazione della
malattia. Per la buona riuscita della
nuova prassi operativa è indispensabile la funzione di guida, di direzione tecnica e di supervisione dello
staff operativo del Centro di Salute
Mentale, che solo se ben addestrato
può determinare la trasformazione
profonda delle disfunzioni relazionali
dei nuclei familiari in trattamento.
L’Associazione “Der Garten” attiva
corsi di formazione e provvede a rispondere ad eventuali richieste sia
informative che operative. Per informazioni: tel. 080 5423016.
di ROSA PINTO
Rosa Pinto
Psichiatra, psicoterapeuta,
gruppoanalista, analista
istituzionale
[email protected]
Ottobre 2013 | Notiziario | 13
storia di cop e rtina
CASO LABRIOLA
CON LEI è MORTA ANCHE
LA DIGNITà DEI MEDICI
È
la mattina del 4 settembre quando un paziente nel
CSM di via Tenente Casale a Bari si scaglia con ferocia
contro la psichiatra Paola Labriola, ferendola a morte. Più
volte in precedenza erano state denunciate – anche dalla
stessa Labriola - aggressioni ai danni degli operatori sanitari e più volte inutilmente l’OMCeO aveva chiesto alle
autorità competenti maggiore sicurezza per i centri sanitari. Ora che purtroppo la tragedia si è consumata, l’Ordine di Bari si costituirà parte civile, per difendere la dignità
professionale dei tanti medici impegnati quotidianamen-
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te al servizio dei cittadini. Regione e ASL dovranno però
mettere in atto misure per la prevenzione e la sicurezza. E
ripensare una politica sanitaria che negli ultimi anni è stata
guidata solo dal pareggio in bilancio.
NOTIZIARIO | Numero 1/2013
Rivista dell’Ordine dei Medici Chirurghi
e Odontoiatri della Provincia di Bari
Registrata al Tribunale di Bari n. 50 del
7/8/1976
Anno 2013 - Num. 1
Direttore Responsabile
Filippo Anelli
Direzione
Ordine dei Medici Chirurghi e
Odontoiatri della Provincia di Bari
70126 Bari - Via Capruzzi, 184
Tel. 080-5566855 - 080-5575512
080-5426521 - 080-5560212
Fax 080-5427063
[email protected] - www.omceo.bari.it
Responsabile di Redazione
Antonio Martiradonna
Consiglio dell’Ordine dei Medici
Chirurghi e degli Odontoiatri
della Provincia di Bari
Filippo Anelli, Presidente
Franco Lavalle, Vice Presidente
Nicola Esposito, Segretario
Antonio Martiradonna, Tesoriere
Giuseppe Ciracì, Consigliere
14 | Notiziario | Ottobre 2013
Antonio Amendola, Consigliere
Michele Bozzi Consigliere
Gianvito Chiarello, Consigliere
Giuseppe D’Auria, Consigliere
Michele De Fazio, Consigliere
Giuseppe De Rosa, Consigliere
Donato R. Iannuzziello, Consigliere
Patrizia Liguori, Consigliere
Roberto Russo, Consigliere
Pietro Scalera, Consigliere
Salvatore Schiavone, Consigliere
Giovanni Battista Sportelli, Consigliere
Collegio dei Revisori dei Conti
Sebastiano Di Bari, Presidente
Enrico Ranieri, Revisore
Angelo Pio Villani, Revisore
Augusto Agostini, Rev. Supplente
Commissione Odontoiatri
Cristian Intini, Presidente
Antonio Angelo Secondo Agea,
Componente
Gianvito Chiarello, Componente
Nicola Esposito, Componente
Chiara Fiandaca, Componente
Redazione e pubblicità
Kibrit & Calce
Progetto grafico ed editoriale
Kibrit & Calce
Stampa
Master Printing srl
Spedizione in abbonamento postale
10.000 copie inviate
Associato all’USPI
Unione Stampa Periodica Italiana
Contributi fotografici:
Vittorio Arcieri
Hanno collaborato:
Filippo Anelli, Rosa Pinto,
Giuseppe Luigi Palma, Michele Bozzi,
Cinzia Germinario,
Maria Serena Gallone,
Maria Giovanna Cappelli,
Maria Filomena Gallone, Davide Parisi,
Silvio Tafuri, Franco Macchia,
Giorgio Assennato, Elvio D’Addato,
Cristian Intini, Nicola Esposito,
Anna Lasorella, Antonio Mancini,
Antonio Velluto, Antonio Amendola,
Franco Lavalle, Pietro Scalera,
Pietro Vicenti, Nicola Ciavarella,
Giancarlo Tricarico,
Antonio Maria Denora,
Giuseppe Scaccianoce,
Piero Portincasa, Domenico Sinesi,
Giovanni Misciagna,
Pierfranco Moliterni,
Giuseppe Palasciano
A volte succede...
Tre adolescenti hanno provato a sostenere il test di ingresso alla facoltà di Medicina dell’Università di Bari, pur non
avendo ancora conseguito il diploma. Si tratta di tre giovani, due 17enni e un 16enne, che hanno autocertificato di aver
conseguito il diploma di maturità. Scoperti, i tre candidati sono stati allontanati.
SOMMARIO
Editoriale
3. Cronaca di una morte
annunciata
di Filippo Anelli
commissioni
7. Lavori in corso per il
futuro della professione
di Franco Lavalle
8. notizie in pillole
di Cinzia Germinario,
Maria Serena Gallone,
Maria Giovanna Cappelli,
Maria Filomena Gallone,
Davide Parisi, Silvio Tafuri
30. Discarica di Contrada
Martucci. Una storia di
rifiuti e malattia. Che dura
da trent’anni
di Franco Macchia
52
cervelli in fuga
66. Ricerca genomica sul
Cancro. Una rivoluzione
che stenta ad arrivare
nel Meridione
di Anna Lasorella
Familiare: il caso
di Altamura di Pietro Scalera,
Antonio Maria Denora,
Giuseppe Scaccianoce,
Piero Portincasa
FORMAZIONE
70. Giovani Medici.
Chiusa la prima edizione
degli Incontri
di Antonio Mancini
prevenzione
94. Meno farmaci,
più buoni pasto!
di Domenico Sinesi,
Giovanni Misciagna
Dossier Ambiente
e Salute
18. La Rete Regionale
di Città sane
di Michele Bozzi
74. Valorizzare le nuove
energie: l’Osservatorio
Giovani Professionisti
di Antonio Velluto
98. Arte & Medicina
22. Fotografia dei tumori
nella Regione Puglia.
Dati di ospedalizzazione
e mortalità
78. Che devo fare?
Professione e rispetto
dei valori nel contesto
sociale
di Antonio Amendola
14. agenda
14. ULTIMe dall’omceo
15. il confronto
caso labriola
16. Sicurezza: un
“lusso” che dobbiamo
permetterci
di Giuseppe Luigi Palma
38. La nuova musica
dell’ARPA. Tra protezione
dell’ambiente, difficoltà di
sistema e livelli essenziali
non definiti
di Giorgio Assennato
spazio odontoiatria
46. Attenzione: le svendite
tornano alla carica!
di Cristian Intini
46
48. Catene low cost:
non è tutto oro quello
che luccica
di Nicola Esposito
22
volontariato medico
52. La mia Africa.
Ovvero, come allestire
un ospedale senza mezzi
di Elvio D’Addato
commissioni
82. L’Omeopatia e le altre
facce della medicina
di Pietro Scalera,
Pietro Vicenti
convegni
86. La Dieta Mediterranea:
uno stile di vita
di Nicola Ciavarella
INDAGINI
88. La Febbre Mediterranea
100. Al Policlinico Di Bari.
Una musica può fare
di Pierfranco Moliterni,
Giuseppe Palasciano
106. notizie dal mondo
108. notizie dall’aifa
a cura di Giancarlo
Tricarico
110. novità legislative
e previdenziali
a cura di Giancarlo
Tricarico
112. BANDI formazione
e opportunità
114. there’s an app
for that!
Ottobre 2013 | Notiziario | 15
a g enda
u ltime da l l’ O M C e O
11 n ov e mb re
Giornata dedicata
ai Defunti
L’11 novembre alle ore 19 si celebrerà nella Cattedrale di Bari
la Giornata dedicata ai defunti,
con una cerimonia a cui sono
invitati tutti i medici e le loro
famiglie.
16 n ov e mb re
Scuola di Etica
Pubblica.
Al via il 2° anno
Al via il 16 novembre, presso
l’Hotel Excelsior di Bari, con
un incontro con Ivan Cavicchi
dedicato a Paola Labriola, dal
titolo “Non è una follia che uccide ma le politiche sanitarie”,
il 2° anno della Scuola di Etica
Pubblica organizzata dall’Ordine dei Medici di Bari. Gli incontri successivi saranno dedicati a La città sana e l’opera dei
medici, Il territorio interroga la
professione medica, L’ospedale: un luogo, i volti e le storie,
Ripensare la bioetica in un contesto pluralista, Capire disagi
ed emarginazioni: una sfida
alla professione, Essere medici
tra diritto e norme, Il medico
alla prova del potere politico. È
possibile iscriversi direttamente sul sito dell’Ordine.
15 d i ce mb re
Festa della Medicina
Domenica 15 dicembre alle ore
17 presso la Fiera del Levante
si celebra la Festa della Medicina, con la Cerimonia delle
medaglie e il Giuramento di
Ippocrate.
16 | Notiziario | Ottobre 2013
U
Una nuova
veste
n nuovo sito – più efficiente, più
accessibile, usabile – che debut-
terà nelle prossime settimane e un
di informazione e di aggiornamento
aperto verso l’esterno. Per essere uno
strumento utile agli iscritti dovrà migliorare con il tempo, a partire dalle
vostre osservazioni: diteci quindi cosa
nuovo Notiziario. L’Ordine dei Medici
pensate e come lo vorreste, scrivendo
di Bari ha deciso di cambiare la pro-
a [email protected]
pria “pelle” dal punto di vista della
comunicazione. A partire da questo
numero di Ottobre il “Notiziario” ha
una rinnovata veste grafica, curata
dall’agenzia Kibrit & Calce. Inoltre, il
nuovo progetto editoriale punta da un
lato su un‘impostazione monografica,
dedicando ogni numero ad un dossier
L’
Più spazio
all’Ordine!
OMCeO ha firmato un impegno
ad acquistare per 800mila euro
circa 2 appartamenti di 350mq (con
che approfondisce un tema di attua-
box) adiacenti alla sede attuale, che
lità, dall’altro, su brevi notizie di ca-
permetteranno di avere a disposizio-
rattere pratico e di taglio informativo,
ne più superfici per le attività istitu-
con una serie di articoli dedicati alla
zionali. In particolare, gli Odontoiatri
medicina, alla sanità, alla professione
avranno finalmente un’area autonoma
sul territorio di riferimento, con uno
sguardo costante a ciò che accade in
altre regioni o in altre parti del mondo.
Il Notiziario vuole essere infatti uno
– l’OMCeO di Bari sarà uno dei pochi
Ordini in Italia a poter disporre di una
sede dedicata alla categoria. Inoltre,
strumento di aggiornamento relativa-
ci saranno spazi per sviluppare una se-
mente agli aspetti legali, previdenzia-
rie di iniziative formative, convegni e
li, deontologici, ma anche un veicolo
incontri anche per piccoli gruppi.
il confronto
Lunedì 22 luglio
Sciopero nazionale dei medici: con parole che suonano drammaticamente premonitorie rispetto al caso Labriola, il Presidente Anelli dichiara: “La Puglia riesce a garantire solo il 33%
delle prestazioni incluse nei LEA. è l’ultima regione in Italia per Livelli Essenziali di Assistenza.
Operare in un contesto afflitto da personale scarso e precario, qualità di assistenza in caduta
libera e carenze strutturali fa crescere i rischi professionali”.
Martedì 23 luglio
Esplode la polemica sui quotidiani. Sulla Gazzetta del Mezzogiorno l’Assessore Gentile replica così alle parole del Presidente: “Anelli ha diffuso, forse nel tentativo di acquisire visibilità in
filippo anelli
Presidente dell’Ordine
dei Medici Chirurghi
e Odontoiatri della
Provincia di Bari
occasione dello sciopero dei medici ospedalieri dati sui Lea che non corrispondono al vero. Si
ignora, infatti, la fonte dei dati. È falso che nella più recente valutazione sull’erogazione dei Lea
la Puglia sia risultata ultima tra le regioni ed è completamente destituita di fondamento, oltre
che di significato, l’affermazione relativa alla capacità di erogare solo il 33% delle prestazioni
inserite nei Lea. A chi giova - chiede - veicolare notizie ingannevoli sullo stato di salute dei
nostri servizi?”.
Mercoledì 24 luglio
Il Presidente Anelli replica, citando le fonti “I dati […] sono contenuti in un rapporto del Mini-
elena gentile
Assessore al Welfare
della Regione Puglia
stero della Salute pubblicato nel 2012 e ripresi nel rapporto della Banca d’Italia sull’economia
della Puglia pubblicato lo scorso giugno.
In particolare, nel rapporto della Banca d’Italia si legge:
“Il Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei LEA – che certifica l’adempimento
delle condizioni di prestazione dei servizi assistenziali rispetto agli standard nazionali, […] ha
assegnato alla sanità pugliese nel 2010, ultimo anno in cui è stata effettuata la verifica, un punteggio pari al 32,8 per cento del valore massimo conseguibile”.
“Se l’Assessore è in possesso di dati migliorativi più recenti e vuole comunicarceli – continua
Anelli - saremmo certamente i primi ad essere contenti […]. Da parte nostra c’è la volontà di
cooperare e collaborare con la Regione, per contribuire a recuperare una situazione oggettivamente difficile e non creata certo dai medici. Proprio per questo l’Ordine ha chiesto da tempo
un incontro con l’Assessore Gentile, che purtroppo ad oggi non ha ritenuto nemmeno di dare
un cenno di risposta, fosse anche per una questione di rispetto istituzionale”.
Nell’attesa di conoscere dalla Regione i dati aggiornati relativi ai LEA, la polemica si è chiusa.
I problemi, quelli, rimangono invece aperti.
Ottobre 2013 | Notiziario | 17
caso labriola
sicurezza: un “lusso”
che dobbiamo
permetterci
L’aumento del disagio sociale, organici ridotti e delegittimazione dei dipendenti
pubblici hanno fatto crescere gli episodi di aggressione. Urge una politica
di prevenzione e di messa in sicurezza a tutela degli operatori della sanità
di Giuseppe Luigi Palma
Giuseppe Luigi Palma
Presidente Ordine Psicologi
Puglia
[email protected]
18 | Notiziario | Ottobre 2013
N
on è certo una novità che la preven-
ricerca di risposte in condizione di emergen-
zione in generale sia considerata nel
za. La tragica uccisione di Paola Labriola si
nostro Paese alla stregua di un lusso
colloca proprio in questo contesto.
che non sempre ci si può permettere e quindi
Il Ministero della Salute nel novembre del
addirittura da evitare. Si pensi alla sistematica
2007 ha diffuso il documento “Raccomanda-
elusione delle norme in materia di sicurezza
zione per prevenire gli atti di violenza a dan-
sul lavoro oppure in materia di sicurezza stra-
no degli operatori sanitari” proprio perché il
dale, ma anche alla prevenzione delle malat-
fenomeno, noto a tutti, stava assumendo di-
tie in generale. Le situazioni emergenziali non
mensioni preoccupanti per vari motivi tra cui
sono altro che il frutto di una mancata atten-
anche le campagne diffamatorie nei confronti
zione proprio alla prevenzione degli eventi.
dei dipendenti pubblici additati troppo spes-
Gli investimenti e le azioni finalizzate a favori-
so tout-court come fannulloni. La crisi eco-
re e promuovere la cultura della prevenzione
nomica e l’esplosione di situazioni di disagio
hanno carattere sporadico risultando, quindi,
sempre più importanti pure hanno il loro peso
poco efficaci. Quando però si verificano even-
nel favorire/legittimare azioni di violenza indi-
ti tragici allora le Istituzioni si attivano alla spa-
scriminata. A tutto questo si somma la pro-
smodica ricerca di soluzioni. Ma è evidente
gressiva riduzione di personale nei servizi e
che le soluzioni individuate nell’abbagliante
la inadeguatezza, spesso imbarazzante, delle
clamore mediatico, si rivelano spesso poco
strutture stesse. In questo quadro possiamo
utili e scarsamente risolutive. La programma-
parlare certamente di tragedia annunciata,
zione di adeguati interventi di prevenzione si
ignorarne i molteplici segnali è stato fatale.
trova esattamente agli antipodi dell’affannosa
L’accertamento delle responsabilità per quan-
N
oi del CSM 6 non avremmo mai pensato, né voluto essere qui a ricordarti, Paola,
ma ci sembra doveroso onorare dinanzi alla tua famiglia, ai tuoi amici, ai tuoi colleghi,
ai tuoi pazienti, il ricordo di te al lavoro, al nostro fianco, anno dopo anno. Sei stata una
professionista eticamente irreprensibile, generosa, sempre impegnata e dedita al lavoro
in cui credevi profondamente. Una compagna di lavoro dotata di un’umanità particolare,
derivante anche dalla comprensione ed accettazione delle tue debolezze, premessa necessaria
per comprendere ed accettare le debolezze altrui. Anche nei momenti di stanchezza, di sfiducia,
di disillusione, negli ultimi tempi quasi quotidiani a causa delle condizioni estremamente
stressanti e della mancanza di supporto e mezzi in cui siamo sempre più costretti a lavorare,
trovavi sempre la forza, l’energia per crederci e andare avanti con passione ed impegno. Cercavi
di coinvolgere noi altri, col dialogo o col confronto anche acceso, pur di non rassegnarti
al disimpegno che ultimamente sempre di più minava il gruppo di lavoro, a causa
della mancanza di tutela e valorizzazione delle nostre professionalità. Non hai mai cercato strade
facili o alternative per sottrarti alle tue responsabilità professionali e al tuo sempre vivo impegno
civile, indignandoti e reagendo ogni qualvolta vedevi minacciati o non tutelati i diritti dei nostri
pazienti. Sei rimasta fino alla fine coerente con te stessa, pagando con la vita la tua disponibilità,
l’amore per il tuo lavoro. Sei stata privata della vita in maniera efferata e cruenta all’interno
in una istituzione che avrebbe dovuto tutelarti. Hai perso la vita in un servizio deprivato
del personale, costretto a lavorare allo stremo delle forze, e a farsi carico di tutte le forme
di disagio e marginalità che la società crea. Siamo qui a piangerti, dicendoti che continueremo
a credere come ci credevi tu che la psichiatria non può ridursi a visite ambulatoriali,
che i pazienti sono al primo posto e che i loro bisogni necessitano risposte territoriali adeguate
e articolate. Che amiamo il nostro lavoro e combatteremo perché riacquisti la dignità che merita,
sentendo solo così di onorare la memoria del tuo inaccettabile sacrificio.
Abbracciamo forte tua madre e tua sorella, Vito e i tuoi amatissimi figli, dicendo loro
che sentiamo noi tutti l’onore e il dovere di serbare e portare in salvo i tuoi valori, rifiutando,
come tu rifiutavi, di accettare il progressivo degrado delle Istituzioni che dovrebbero preservarli.
Ciao Paola
to accaduto è necessario come pure è neces-
e fisiche. Eppure ogni mattina queste stesse
sario tenere alta l’attenzione e fare in modo
persone timbrano il cartellino e con grande
che la morte di Paola non resti nel limbo delle
senso di responsabilità cercano, seppur tra
fatalità, ma assuma i contorni di un percorso
mille difficoltà, di dare risposte alle innume-
di costruzione di una politica seria dei servizi
revoli domande di aiuto, siano esse cortesi ri-
sul territorio.
chieste che necessarie quanto violente prese
Il personale dei servizi territoriali quali i centri
in carico.
di salute mentale, i SERT, i Consultori familia-
Gli operatori sanitari chiedono condizioni di
ri, la Guardia medica, come anche quello del
lavoro adeguate, dignità e rispetto per il loro
pronto soccorso, subisce quotidianamente
lavoro e professionalità e l’Ordine su questo
minacce, atti intimidatori, aggressioni verbali
sarà sempre al loro fianco.
Ottobre 2013 | Notiziario | 19
D ossi e r A mbi e nt e e S alut e
La Rete Regionale
di Città sane
In un contesto in cui il 90% dei determinanti la salute dipendono da fattori genetici,
stili di vita e ambientali, l’OMCeO di Bari - primo in Italia - ha firmato un Protocollo
d’Intesa con la rete Regionale di Città Sane che intende promuovere il ruolo e
l’impegno dei Comuni italiani nelle politiche di promozione della salute a livello locale
di Michele Bozzi
Michele Bozzi
Consigliere OMCeO - Bari,
specializzato
in Nefrologia Medica
[email protected]
20 | Notiziario | Ottobre 2013
L
o strumento che guida l’azione degli
ni italiani nelle politiche di promozione del-
Ordini dei Medici è il codice di deon-
la salute a livello locale. I Comuni associati
tologia medica. L’articolo 5 “Educa-
mirano a costruire un percorso condiviso di
zione alla salute e rapporti con l’ambiente”
raccolta, analisi e diffusione degli elementi
così recita: “Il medico è tenuto a considera-
migliori e replicabili delle buone pratiche di
re l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavo-
promozione della salute, ad esempio in ma-
ra quale fondamentale determinante della
teria di inquinamento delle città, prevenzione
salute dei cittadini […]. Il medico favorisce
di tumori, trapianti, risorse sanitarie.
e partecipa alle iniziative di prevenzione, di
L’azione parte dalla constatazione che i de-
tutela della salute nei luoghi di lavoro e di
terminanti la salute dipendono solo per il
promozione della salute individuale e collet-
10% dai servizi sanitari, mentre per il 90%
tiva.” L’OMCeO di Bari ha fatto proprio que-
dipendono da fattori genetici, stili di vita e
sto principio, ma data la complessità della
ambientali.
problematica “salute” ha ritenuto indispen-
È quindi su questi tre grandi fattori che deve
sabile, per poter offrire un contributo valido,
essere svolta una profonda azione di rinno-
collaborare con altri attori attivi in questo
vamento. Si stima che il 24% della malattie e
settore per intervenire in maniera condivisa
il 23% delle morti possa essere attribuito ai
nelle scelte di politica della salute.
fattori ambientali.
Pertanto, l’11 giugno scorso ha firmato, per
Non solo le patologie neoplastiche, ma tutte
primo in Italia, un Protocollo d’Intesa con la
le patologie cronico-degenerative (cardio-
rete Regionale di Città Sane la cui mission è
vascolari, immuno-mediate/immuno-flogisti-
promuovere il ruolo e l’impegno dei Comu-
che, neuro-endocrine, neuro-degene-
Meno di 9 mq
Tra i grandi comuni Bari presenta uno dei più bassi valori di
disponibilità di verde urbano, al di sotto dei 9 mq per abitante,
soglia pro capite minima stabilita dalla normativa vigente.
(dati Istat 2013)
Ottobre 2013 | Notiziario | 21
Determinanti dello stato di salute e riduzione delle 10 principali cause di morte
Contributo dovuto alla eliminazione completa dei fattori di rischio
cause di morte
biologici
e genetici
stili di vita
ambientali
assistenza
sanitaria
1.Tumori
2. Cardiopatia ischemica
3. Cerebrovasculopatie acute
4. Altre forme di cardiopatia
5. Bronchite, enfisema, asma
6.Polmonite
7. Tutti gli incidenti
8. Incidenti automobilistici
9. Diabete mellito
10.Suicidi
30
20
25
32,5
25
15
5
5
50
15
40
50
40
32,5
35
25
52,5
60
30
50
20
10
20
17,5
30
35
35
20
5
20
10
10
5
7,5
10
20
10
5
10
5
Fonte: Gunning-Schepers LJ - Hagen JH: Avoidable burden of illness: how much can prevention
contribute to health? Soc. Sci. Med. 1987, 24,945-51
L’ambiente e l’arredo urbano
sono fattori rilevanti
per il benessere psico-fisico
degli individui.
A destra:
Parco 2 Giugno a Bari
(ph. Vittorio Arcieri)
22 | Notiziario | Ottobre 2013
rative) possono essere determinate da fattori
di vita sani.
inquinanti ambientali. Più di un terzo delle
3) Ambiente e design urbano favorevoli
patologie nei bambini è dovuto a fattori am-
alla salute. Una città sana offre e costruisce
bientali modificabili (WHO, May 2006). È
ambienti fisici che contribuiscono alla salu-
quindi prioritario aggredire questi fat-
te, allo svago e al benessere, alla sicurezza,
tori applicando le indicazioni che
all’interazione sociale, alla mobilità facile, al
vengono dall’OMS col progetto
senso di orgoglio e appartenenza culturale
(2009-2013) intitolato “Salu-
che sono accessibili ai bisogni di tutti i suoi
te ed equità nella salute in
cittadini. Il Protocollo d’Intesa con la Rete
tutte le politiche locali”, nel
Città Sane è uno strumento indispensabile
quale i temi prioritari indi-
per partecipare attivamente all’attuazione di
viduati sono suddivisi in tre
questi grandi progetti e per affermare il ruolo
aree:
della categoria medica nella tutela e nel con-
1) Ambienti capaci di cura
trollo dell’ambiente per il diritto della salute.
e supporto. Una Città Sana
Il medico, infatti, non deve curare solo le
deve essere, prima d’ogni
malattie, ma anche le condizioni che hanno
altra cosa, una città per tutti i
causato le malattie. Le modalità di intervento
cittadini, inclusiva, pronta al soste-
possono essere varie e passare da un inter-
gno, sensibile e capace di rispondere
vento professionale sull’individuo (il medico
alle loro diverse necessità e aspettative.
come informatore/educatore), ad un inter-
2) Vivere sano. Una città sana fornisce con-
vento professionale sulla comunità (medici
dizioni e opportunità che facilitano gli stili
come partecipanti a gruppi di lavoro e ad in-
Una rete di città
promotrici di salute
Il Progetto Città Sane è promosso dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità (OMS), che lavora direttamente con i Governi locali, tramite il
suo Centro per la Salute Urbana ed una rete di città (le Città Sane), per
supportare i Paesi nel promuovere la concezione e la consapevolezza della salute pubblica, sviluppare le politiche locali per la salute e i
programmi sanitari, prevenire e superare le minacce ed i rischi per la
contri culturali) ma soprattutto attraverso un
salute, anticipare le sfide future per la salute.
intervento pubblico-politico (medici come
Il Progetto Città Sane nasce per aiutare le città a perseguire concre-
promotori di iniziative volte a stimolare i poli-
tamente questi obiettivi. Le parole chiave sono: salute a tutto campo,
tici e le istituzioni). Per tutte queste modalità
benessere del singolo come benessere della comunità e ruolo delle
di intervento l’OMCeO di Bari si avvale della
città come promotrici di salute.
figura dei “Fiduciari” Comunali dell’Ordine.
Il movimento delle Città Sane è presente in tutti i continenti. In Euro-
L’OMCeO, Ente di Diritto Pubblico, attraver-
pa sono più di 1300 città in 30 Paesi che oggi lavorano l’una a fianco
so i “Fiduciari” vuole porsi come interlocu-
dell’altra sulle priorità proposte dall’OMS e su temi scelti ad hoc dalle
tore privilegiato presso le pubbliche ammi-
Reti nazionali. In Italia, il progetto Città Sane è partito nel 1995 come
nistrazioni della Provincia per tutti i problemi
movimento di Comuni per poi diventare nel 2001 Associazione senza
che possono interessare la salute e quindi
scopo di lucro, e oggi i Comuni che fanno parte della rete sono oltre
la qualità di vita dei cittadini nelle comunità
70. I principali progetti e le attività promosse nell’ambito del Progetto
locali. I Medici Fiduciari si propongono, gra-
Città Sane - OMS sono ideati, definiti e co-progettati in stretta collabo-
zie alle loro conoscenze tecnico scientifiche,
razione con Aziende Sanitarie, Amministrazioni Pubbliche, Università,
grazie alla conoscenza delle problematiche
Scuole, Associazioni di categoria e volontariato, realtà economiche e
sociali del loro territorio, per il supporto
produttive pubbliche e private interessate al tema della promozione
tecnico-sanitario ai vari livelli di governo che
della salute, con partenariati attivati secondo le esigenze e le finalità
esercitano
delle azioni.
competenze
politico-ammini-
strative, normative e regolamentari, nei vari
processi di pianificazione che incidono sulla
salute collettiva in particolare tra i gruppi più
Per maggiori informazioni si può visitare il sito:
wwww.retecittasane.it
vulnerabili (bambini, anziani, emarginati).
Ottobre 2013 | Notiziario | 23
D ossi e r A mbi e nt e e S alut e
Fotografia dei tumori
nella Regione Puglia
dati di ospedalizzazione e mortalità
Una ricerca sulle principali patologie tumorali nella nostra regione. Che ha analizzato
i dati di ospedalizzazione e mortalità del cancro a polmone, mammella, colon-retto
e fegato. Che conoscono picchi superiori alla media in alcuni comuni
di Cinzia Germinario,
Maria Serena
Gallone, Maria
Giovanna Cappelli,
Maria Filomena
Gallone, Davide Parisi,
Silvio Tafuri
Introduzione
cluster di Comuni nelle province di Bari e BT
Nel 2013, in Italia, si stimano circa 366.000
che si caratterizza per tassi di ospedalizzazio-
nuove diagnosi per tumore maligno con una
ne e mortalità più elevati rispetto alla media
proporzione di casi maggiore tra la popola-
regionale.
zione maschile (56%) rispetto a quella fem-
Fonte dei dati e metodologia
minile (44%). Escludendo le neoplasie della
cute, il tumore più frequente è quello del colon-retto (oltre 54.000 nuovi casi), seguito dal
tumore della mammella (48.000 nuovi casi) e
dal tumore del polmone (38.000 nuovi casi,
dei quali quasi il 30% nelle donne)[1].
Le statistiche mondiali più recenti indicano
che nel sesso maschile il tumore più frequen-
24 | Notiziario | Ottobre 2013
Per l’analisi dell’ospedalizzazione nella popolazione pugliese sono state utilizzate le informazioni presenti nell’archivio regionale delle
Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO),
relativamente al periodo 2006-2011. L’analisi è stata eseguita utilizzando come chiave
di ricerca i codici ICD-9-CM nelle diagnosi
principali delle SDO relative a ricoveri di cit-
te per incidenza e mortalità è il tumore del
tadini residenti in Puglia in strutture sanitarie
polmone, nel sesso femminile è il tumore
pugliesi. Per il calcolo dei tassi di ospedaliz-
della mammella[2].
zazione standardizzati per età e sesso è stata
In questo scenario epidemiologico nazionale
utilizzata la popolazione ISTAT.
ed internazionale si colloca la nostra analisi.
È stata valutata la distribuzione geografica
Al fine di valutare l’impatto delle principali
del tasso di ospedalizzazione per comune di
patologie tumorali sull’intero territorio regio-
residenza e rappresentata attraverso mappe
nale sono stati analizzati i dati di ospedaliz-
in cui ogni area raffigura un territorio comu-
zazione e mortalità dei tumori di polmone,
nale.
mammella e colon-retto.
L’intensità del colore delle aree comunali è
Sono stati analizzati anche i dati di ospeda-
rappresentativa dello scostamento del tasso
lizzazione e mortalità per carcinoma epatico
di ospedalizzazione dalla media regionale. I
poiché nella nostra Regione si osserva un
valori dei tassi sono stati raggruppati
Cinzia Germinario
Direttore scientifico OER Puglia,
specializzata in Nefrologia Medica
[email protected]
Maria Serena Gallone
Medico in formazione specialistica
in Igiene e Medicina Preventiva
[email protected]
Maria Filomena Gallone
Medico in formazione specialistica
in Igiene e Medicina Preventiva
[email protected]
MARIA GIOVANNA CAPPELLI
Medico in Formazione Specialistica
in Igiene e Medicina Preventiva
[email protected]
Davide Parisi
Consulente Informatico presso
Osservatorio Epidemiologico
Regione Puglia
[email protected]
Silvio Tafuri
Epidemiologo- Osservatorio
Epidemiologico Regione Puglia
[email protected]
Ottobre 2013 | Notiziario | 25
Tumore 2006 2007 20082009
2010 2011
N°Tasso std. N° Tasso std.
N° Tasso std. N°Tasso std.N° Tasso std. N°Tasso std.
Polmone
2.996 8,1
3.0768,3
3.081 8,4 2.980 8,1
2.9318,0
2.9738,1
Mammella
2.791 14,2
2.89214,7
2.997 15,5 3.081 15,73.11015,9
3.15516,0
Colon-retto, giunzione rettosigmoidea e ano
3.281 9,3
3.4139,5
3.444 9,5 3.542 9,5
3.5709,5
3.6239,4
Fegato
1.548 4,4
1.5514,3
1.560 4,3 1.511 4,1
1.6284,3
1.5594,1
Tabella 1
Numero di ricoveri
e tasso standardizzato
di ospedalizzazione
per 10.000 abitanti,
per tipologia di tumore.
Puglia, anni 2006-2011
in sei categorie: nelle prime due categorie
sono compresi i valori inferiori alla media
regionale; in particolare, nella prima i valori
inferiori di almeno il 10% rispetto alla media,
nella seconda quelli compresi tra il 10% e il
valore della media regionale. Le classi dalla
terza alla sesta raggruppano i valori superiori
alla media regionale, in particolare, la terza i
valori dalla media regionale al 10% in più, la
quarta dal 10% al 25%, la quinta dal 25% al
50% e la sesta i valori superiori al 50% della
media regionale.
Per valutare la mortalità e la sua distribuzione spaziale nel territorio regionale pugliese
sono stati utilizzati i dati di mortalità ISTAT
relativamente al periodo 2006-2009.
Le statistiche di mortalità sono rappresentate attraverso una serie di mappe che descrivono la distribuzione delle malattie causa di
decesso nel territorio della Regione Puglia;
nelle mappe, il territorio corrispondente a
ciascun comune assume una gradazione di
colore più o meno intensa in base al valore
dell’indicatore prescelto come misura della
mortalità.
L’indicatore di mortalità adoperato per la
costruzione delle mappe è una misura di
quanto la mortalità per ciascuna causa esaminata, rilevata in ogni ambito comunale per
il periodo 2006-2009, si discosta dalla mortalità registrata nello stesso arco temporale
su tutto il territorio regionale. Il valore di tale
indicatore è posto pari a 100 se la mortalità
relativa a un determinato comune è uguale a
26 | Notiziario | Ottobre 2013
quella dell’intera Regione, mentre è maggiore o minore di 100 se la mortalità registrata in
quel comune è rispettivamente maggiore o
minore rispetto a quella regionale.
La stima dell’indicatore di mortalità è stata ottenuta adattando ai dati osservati il modello
bayesiano proposto da Besag e coll. (modello BYM). L’indicatore, denominato Rapporto
di Mortalità Bayesiano (BMR), è connotato da
due qualità importanti per la rappresentazione geografica della distribuzione delle malattie: la considerazione della diversa numerosità della popolazione dei singoli comuni e la
capacità di riconoscere l’esistenza di gruppi
di comuni limitrofi caratterizzati da rischi di
mortalità diversi rispetto alle aree circostanti.
Risultati
Ospedalizzazione
Il numero di ricoveri per tumore maligno del
Il tasso di ospedalizzazione per tumore del
e dell’ano (codici ICD-9-CM: 153.x, 154.x)
polmone (codice ICD-9-CM: 162.xx) nella
è progressivamente aumentato dal 2006 al
Regione Puglia risulta pressoché stabile nel
2011, con un tasso di ospedalizzazione che si
periodo 2006-2011. I tassi più elevati si regi-
è mantenuto stabile dal 2007 al 2010 per poi
strano nelle ASL Taranto e Lecce .
ridursi leggermente nell’ultimo anno consi-
Il tumore della mammella (codice ICD-9-CM:
derato; tassi più elevati rispetto alla media
174.xx) è una delle più frequenti cause di
regionale sono evidenziabili nelle ASL Fog-
morte nel sesso femminile: dal 2006 al 2011
gia e Bari.
nella popolazione femminile è evidenziabile
Il numero di ricoveri per tumori maligni del
un leggero aumento dei tassi di ospedalizza-
fegato e dei dotti biliari intraepatici (codice
zione per tale patologia in quasi tutte le ASL,
ICD-9-CM: 155.x) e parallelamente il tasso di
tranne per la ASL BT a partire dal 2009; la
ospedalizzazione si mantengono stabili dal
ASL Taranto presenta tassi più elevati rispet-
2006 al 2011, con una leggera riduzione del
to alle altre ASL.
tasso di ospedalizzazione negli ultimi
colon retto, della giunzione retto-sigmoidea
[3]
Il tasso
di ospedalizzazione
per tumore del colon
retto è progressivamente
aumentato dal 2006
al 2011 con percentuali
maggiori nelle ASL
di Foggia e Bari
Ottobre 2013 | Notiziario | 27
DISTRIBUZIONE
GEOGRAFICA
DELLE PATOLOGIE
Rappresentazione per
cartogrammi dei dati relativi
ai tassi di ospedalizzazione
e mortalità nel territorio
Cartogramma 1
Tassi standardizzati di ospedalizzazione per 10.000 abitanti per tumore del polmone.
Puglia, anno 2011
Cartogramma 2
Tassi standardizzati di ospedalizzazione per 10.000 abitanti per tumore della mammella.
Puglia, anno 2011
28 | Notiziario | Ottobre 2013
Cartogramma 3
Tassi standardizzati di ospedalizzazione per 10.000 abitanti per tumore del colon, retto,
della giunzione retto-sigmoidea e dell’ano. Puglia, anno 2011
anni. Le ASL Bari e BT presentano un tasso di
69 anni.
ospedalizzazione più alto rispetto alla media
Per quanto riguarda il tumore del colon, ret-
regionale (Tabella 1).
to, della giunzione retto-sigmoidea e dell’a-
Il maggior numero di casi di tumore al pol-
no, le classi di età con il più alto numero di
mone si verifica nelle classi di età tra i 70 ed i
ricoveri sono quelle sopra i 70 anni, per en-
79 anni. Nelle ASL Taranto e Lecce si rilevano
trambi i sessi. Non si osserva una differente
tassi più elevati rispetto alle altre ASL in tutte
distribuzione dei casi per sesso ed età tra le
le fasce di età. Il rapporto M/F nella fascia
ASL. Il rapporto M/F è di 1,2.
d’età più interessata è di 6,6 per l’intera re-
La distribuzione per fascia d’età dei ricoveri
gione.
per tumore del fegato evidenzia un’elevata
I ricoveri per tumore della mammella, in
ospedalizzazione nelle fasce d’età comprese
tutte le ASL della regione, interessano mag-
tra 65 e 85 anni, senza differenze consistenti
giormente la fascia d’età compresa tra 65 e
tra le ASL. Il rapporto M/F è di 2,5.
Cartogramma 4
Tassi standardizzati di ospedalizzazione per 10.000 abitanti per tumore maligno del fegato
e dei dotti biliari intraepatici. Puglia, anno 2011
MASCHI
FEMMINE
Cartogramma 5
Mortalità per tumore maligno di trachea, bronchi e polmoni. Puglia, anni 2006 – 2009
Distribuzione geografica
dei ricoveri
Brindisi, Lecce e Taranto (Cartogramma 2).
Dall’analisi della distribuzione geografica dei
dalizzazione per tumore del colon, retto,
ricoveri per tumore del polmone, è eviden-
della giunzione retto-sigmoidea e dell’ano
te che i comuni intorno alla città di Taranto,
nel 2011 evidenzia aree con tassi più eleva-
nella zona del Gargano e nella ASL Lecce
ti nelle ASL Bari e Foggia con aggregati di
nell’anno 2011 presentano tassi di ospedaliz-
comuni con valori più alti rispetto alla media
zazione aumentati rispetto alla media regio-
regionale nelle ASL Lecce e Taranto (Carto-
nale (Cartogramma 1).
gramma 3).
Per ciò che riguarda il tumore della mammel-
Il tumore del fegato si distribuisce con tassi
la, nel 2011 sono evidenti aree caratterizza-
più elevati nelle ASL Bari e BT e in alcuni ag-
te da tasso di ospedalizzazione più elevato
gregati di comuni delle ASL Foggia e Taranto
rispetto alla media regionale nelle ASL Bari,
(Cartogrammi 4).
La distribuzione geografica dei tassi di ospe-
Il tumore della mammella
è la patologia più diffusa
tra il sesso femminile
e la distribuzione
dei decessi ad esso legata
è omogenea su tutto
il territorio pugliese
Ottobre 2013 | Notiziario | 29
Cartogramma 6
Mortalità per tumore maligno della mammella nelle femmine. Puglia, anni 2006 – 2009
MASCHI
FEMMINE
Cartogramma 7
Mortalità per tumore maligno del colon, retto, della giunzione retto-sigmoidea e dell’ano. Puglia, anni 2006-2009
MASCHI
Cartogramma 8
Mortalità per tumore maligno del fegato e dei dotti biliari intraepatici. Puglia, anni 2006-2009
FEMMINE
Bibliografia
Rapporto AIRTUM- AIOM
“I numeri del cancro in
Italia 2013”. Disponibile su
www.aiom.it, consultato il
02/09/2013
[1]
Ferlay J et al, GLOBOCAN
2008 v2.0, “Cancer Incidence
and Mortality Worldwide: IARC
CancerBase No.10”. Lyon,
France: International Agency
for Research on Cancer,
2010. Disponibile su: http://
globocan.iarc.fr, consultato il
29/08/2013
[2]
”Relazione sullo stato di salute della popolazione pugliese,
anni 2006 – 2011”. Disponibile
su: www.sanita.puglia.it
[3]
Mortalità
Negli anni 2006 – 2009 la ASL Lecce mostra
un eccesso di mortalità per tumore maligno
di trachea, bronchi e polmoni nei maschi
mentre i tassi sopra la media si distribuiscono
“a macchia di leopardo” per quanto riguarda
le femmine (Cartogramma 5).
La distribuzione dei decessi per tumori della
mammella (Cartogramma 6) è omogenea sul
territorio.
I tassi di mortalità per tumore maligno del
colon, retto, della giunzione retto-sigmoidea
e dell’ano (Cartogramma 7) sono
più elevati nella ASL Foggia, soprattutto per quanto riguarda il
sesso maschile.
Dall’analisi dei dati di mortalità
emerge che un eccesso di mortalità per tumore maligno del fegato e dei
dotti biliari intraepatici in entrambi i sessi
interessa il nord della ASL Bari e la ASL BT
(Cartogramma 8); aggregati di mortalità nelle femmine si notano anche nei comuni della
ASL Taranto.
di valutarne la distribuzione spaziale e l’andamento temporale. Tuttavia, per completare la valutazione delle patologie tumorali è
necessario correlare i dati descritti con quelli
relativi all’incidenza e alle caratteristiche specifiche dei tumori. In questo senso i dati del
registro tumori, esteso a tutto il territorio regionale nel corso del 2012, consentiranno di
misurare l’incidenza delle patologie tumorali,
di valutare la sopravvivenza e di conoscere
le caratteristiche demografiche e anatomopatologiche.
Conclusioni
Le banche dati realizzate e gestite dall’OER
Puglia rappresentano importanti fonti informative nella descrizione puntuale delle caratteristiche di ospedalizzazione e mortalità
delle patologie tumorali poiché permettono
Ottobre 2013 | Notiziario | 31
D ossi e r A mbi e nt e e S alut e
Discarica di Contrada Martucci
Una storia di rifiuti
e malattia. Che dura
da trent’anni
Legambiente di Conversano ha promosso una ricerca sul numero dei decessi
per neoplasie in otto comuni limitrofi alla discarica Martucci. Per capire se è vero
che lì si muore di cancro più che altrove
di FRANCO MACCHIA
Franco Macchia
Medico specializzato
in Malattie dell’Apparato
Respiratorio
e Tisiologia
[email protected]
32 | Notiziario | Ottobre 2013
Ottobre 2013 | Notiziario | 33
Q
uando, alcuni mesi or sono, il Presidente della sezione conversanese
di Legambiente, Beppe Cacciapa-
glia, propose l’idea di verificare in maniera
più rigorosa possibile il numero dei decessi
per tumori in alcuni comuni del Sud-Est barese ed in particolare quelli limitrofi alla discarica di Contrada Martucci, lì per lì fui preso
da un senso di scoramento, pensando alla
grande mole di lavoro che ci aspettava. D’altronde eravamo consapevoli che agli abitanti dei comuni interessati doveva pur essere
riconosciuto il sacrosanto diritto di sapere
come effettivamente stavano le cose e se
quelle sensazioni di patologie in aumento,
attribuite alla presenza della discarica, avessero fondamento.
Iniziammo quindi la ricerca con la convinzione che ciò fosse un nostro dovere sia come
cittadini sia come membri di un’associazione
che ha tra le sue finalità quella della tutela
dell’ambiente. A tali motivazioni si aggiungeva, per quanto mi riguarda, il fatto di essere
medico. Infatti, se tutti siamo responsabili
della salvaguardia dell’ambiente, che va pre-
Analizzando i vari tipi di tumori
e l’incidenza di essi sul territorio
si sono notate della differenze,
talora significative, tra i singoli
comuni ed i dati regionali
denza del cancro, che interessa tutti i paesi
del mondo compresi quelli in via di sviluppo,
non derivi soltanto dall’aumento della vita
media o dalla diminuzione della mortalità
per altre cause, come ad esempio le malattie
infettive, ma vi debbono essere anche altri
34 | Notiziario | Ottobre 2013
servato ad ogni costo, noi medici lo siamo
fattori che contribuiscono a ciò e tra questi
ancora di più. A conferma di ciò l’Art. 5 del
sicuramente un ruolo importante viene gio-
Codice Deontologico impone al medico
cato dall’inquinamento e dagli scorretti stili
l’obbligo di considerare l’ambiente nel quale
di vita. E questo è vero non solo in ambito
l’uomo vive e lavora quale fondamentale de-
oncologico, ma anche per molte patologie
terminante della salute. Si calcola, secondo
croniche che hanno subito un forte incre-
dati dell’Eurostat, che ogni anno nel vecchio
mento in questi ultimi anni, quali ad esempio
continente si producono circa 260 Mln. di
la BPCO, il diabete, l’ipertensione. Infatti, si
tonnellate di rifiuti solidi urbani. E allora è
stima che nel mondo il 24% di tutte le malat-
lecito pensare che il forte aumento dell’inci-
tie ed il 23% di tutti i decessi siano in qualche
In alto: discarica di rifiuti
tra Modugno e Bitetto
(ph. Vittorio Arcieri)
L'Art. 5 del Codice Deontologico impone al medico l'obbligo
di considerare l'ambiente nel quale l'uomo vive e lavora
quale fondamentale determinante della salute
modo riconducibili a fattori ambientali e a
numero totale dei tumori maligni in quanto
stili di vita modificabili.
non contabilizza i casi, per fortuna non tra-
Con queste premesse si è cominciato a la-
scurabili, di guarigione. Il dato comunque
vorare ricercando il numero dei decessi per
evidenzia una realtà inconfutabile: se infatti
neoplasie in otto comuni di cui Conversano,
vi sono più decessi e sicuramente anche più
Mola di Bari, Rutigliano e Polignano a Mare
guarigioni, ciò significa che ci si ammala di
limitrofi alla discarica Martucci oltre a Mono-
più. Infine, in questo nostro lavoro di ricerca,
poli, Castellana, Turi e Noci più distanti da
non abbiamo la pretesa di fornire certezze
essa. Il materiale utilizzato per lo studio è
sulla complessa e sempre aperta questio-
stato ricavato dai dati dell’OER (Osservatorio
ne del rapporto tra salute ed ambiente, ma
Epidemiologico Regionale) integrati da quel-
semmai la consapevolezza di cominciare ad
li dell’ Istituto Superiore di Sanità. Deve però
analizzare il problema cercando di ragionare
essere subito chiarito il limite tecnico legato
sui dati a nostra disposizione. Di certo sap-
al considerare soltanto i dati di mortalità che
piamo che la discarica in oggetto rappresen-
quindi, per forza di cose, non tiene conto del
ta un’annosa questione che non ha mai
Ottobre 2013 | Notiziario | 35
DATI DI DIFFICILE
LETTURA
Non è facile mettere
in relazione i dati di mortalità
con la discarica. Non si
conosce infatti a tutt’oggi quali
tipi di rifiuti essa nasconda
e come essi siano stati stoccati
e quindi quali e quante
sostanze potenzialmente
tossiche abbia riversato
nell’ambiente
Le morti stimate in Italia
per cancro nel 2012 di cui:
99.000 uomini
75.000 donne
Tra il 1980 ed il 2008 in Italia
si è osservato un progressivo
aumento sia per i maschi
che per le femmine dei tassi
di mortalità per cancro
trovato un’adeguata risposta e che invece
meriterebbe un opportuno chiarimento.
Ma veniamo ai dati, per capire se è vero che
nei paesi al confine con essa si muore di canIn alto, una delle tante
manifestazioni per la chiusura
della discarica Martucci che si
sono succedute nel corso
di una storia lunga trentanni
(ph. Vittorio Arcieri)
cro più che altrove. Si stima che le morti per
cancro in Italia siano state nel corso del 2012
circa 174.000 di cui 99.000 uomini e 75.000
donne. Se consideriamo i tassi di mortalità
per cancro valutati nell’arco di tempo intercorso tra il 1980 ed il 2008 in Italia si è osservato un progressivo aumento sia per i maschi
36 | Notiziario | Ottobre 2013
che per le femmine e questo si è osservato
si sono notate invece delle differenze, talora
anche considerando i dati regionali che si
significative, tra i singoli comuni ed i dati re-
sono discostati di poco da quelli nazionali
gionali. Se consideriamo ad esempio i tumo-
pur restando lievemente inferiori. Scenden-
ri dell’apparato respiratorio notiamo un’in-
do nel dettaglio e analizzando i decessi tra i
cidenza discretamente più alta nei comuni
maschi nel periodo 2000-2005 relativi ai co-
di Monopoli, Mola di Bari e Rutigliano con
muni presi in considerazione si è visto che,
rispettivamente il 38.1, 34.2 e 33.7% rispet-
rispetto ai dati regionali (32.8%), la percen-
to al dato regionale che si attesta sul 31.2%.
tuale è significativamente più alta soltanto a
Questo dato deve far riflettere perché le ne-
Mola di Bari (34.8%), nella media a Polignano
oplasie dell’apparato respiratorio sono tra
a Mare (32.9%) e più bassa negli altri comuni
quelle in cui più evidente è il rapporto tra
studiati. Analoga situazione si è verificata tra
inquinamento atmosferico e loro insorgenza.
le donne, con la sola variante che l’incidenza
Quindi si potrebbe presumere che nei tre pa-
più alta si è registrata a Monopoli. Quindi,
esi interessati il tasso d’inquinamento sia più
questi primi dati, pur con i limiti legati al bre-
alto che negli altri comuni considerati.
ve periodo considerato (soltanto sei anni),
Anche per i tumori del sistema nervoso si
sembrerebbero dimostrare che la mortalità
sono notate discrepanze con il dato regio-
per cancro è nei paesi limitrofi alla discari-
nale (10%). Infatti in cinque dei paesi presi
ca più o meno nella media regionale, anzi
in esame e precisamente Castellana, Turi,
semmai leggermente al di sotto con la sola
Conversano, Noci e Monopoli l’incidenza
eccezione di Mola di Bari. Analizzando i vari
di queste neoplasie è significativamente più
tipi di tumori e l’incidenza di essi sul territorio
alta (rispettivamente 18.5, 18.1, 17.4, 13.9 e
Discarica
di Contrada
Martucci.
Una storia
infinita.
12.6%). Per queste neoplasie è meno chiaro
relazione alla discarica almeno per le neopla-
il rapporto con i fattori ambientali. Le radia-
sie più frequentemente osservate nei comuni
zioni ionizzanti sono l’unico fattore di rischio
ad essa adiacenti. Intanto, non si conosce a
identificato. Telefonini cellulari, vicinanza a
tutt’oggi quali tipi di rifiuti essa nasconda e
linee dell’alta tensione, alimenti contenenti
come essi siano stati stoccati e quindi quali
N-nitrosamine sono stati spesso chiamati in
e quante sostanze potenzialmente tossiche
causa, ma mai inequivocabilmente identifica-
abbia riversato nell’ambiente. Sarebbe stata
ti come causa.
rilevata dall’ARPA la presenza di ferro, man-
Per quanto riguarda l’incidenza delle neopla-
ganese e piombo nella falda acquifera della
sie ematologiche sono eccedenti nei comuni
zona in quantità superiori a quelle previste
di Conversano, Rutigliano e Castellana con
dalle normative vigenti. Sarebbero presen-
rispettivamente l’11.6, il 10.2 ed il 9.3% ri-
ti anche nitrati ed ammoniaca. Certamente
spetto all’8.4% riferito all’intera regione. Il
bisognerà aspettare i risultati dell’inchiesta
primato per le neoplasie dell’apparato dige-
aperta dalla magistratura per avere un’idea
rente spetta a Turi e Mola di Bari con rispet-
più completa del danno ambientale che la di-
tivamente il 22.9 ad il 21.9% rispetto al dato
scarica ha provocato e di conseguenza delle
regionale del 18.5% mentre, per le neoplasie
eventuali ripercussioni sulla salute degli abi-
urogenitali, capofila è Rutigliano con il 27.6%
tanti della zona. Inoltre, non è sempre facile
rispetto al 18.4% riferito all’intera regione.
correlare un potenziale agente cancerogeno
Dare a questi numeri il giusto significato, cioè
con la neoplasia che potrebbe provocare.
fare un’ analisi dei dati ottenuti non è cosa
Questo per vari fattori: prima di tutto la lunga
facile e soprattutto non è facile metterli in
latenza che spesso si ha tra il contatto
La ricerca, promossa
dalla sezione conversanese
di Legambiente, ha rilevato
l’incidenza tumorale nei
comuni adiacenti alla discarica
in contrada Martucci, tra
Conversano e Mola, attorno
alla quale da trentanni ribolle
una polemica relativa alla sua
chiusura e alla messa in sicurezza dell’area. La discarica,
attiva dal 1996 e gestita
per decenni dalla Lombardi
Ecologia srl avrebbe dovuto chiudere il 31 dicembre
2009. Ma la Regione approvò
un’ordinanza per posticipare
la chiusura di 180 giorni,
in attesa che fosse pronto
il nuovo impianto complesso
di Conversano. La chiusura
del vecchio lotto non ha però
chiuso le polemiche, tanto che
nel 2012 una parte
della discarica è stata posta
sotto sequestro per accertamenti e a luglio scorso sono
stati sequestrati altri 3 pozzi
in seguito alle analisi dell’Arpa
che hanno rilevato la presenza
di ferro, piombo e nitrato
con conseguente pericolo
di inquinamento della falda
acquifera
Ottobre 2013 | Notiziario | 37
Sarebbe stata rilevata
dall’ARPA la presenza
di ferro, manganese
e piombo nella falda
acquifera della zona
in quantità superiori
a quelle previste
dalle normative vigenti
Si potrebbe allestire su tutto il territorio una rete di
“medici sentinella” così come dal 2008 sono operanti in Campania
38 | Notiziario | Ottobre 2013
con la sostanza e l’insorgenza della neopla-
che intende dimostrare un nesso di causa-
sia, che può essere anche di 20, 30 anni. E
lità tra un agente inquinante ed una pato-
poi la molteplicità di agenti cancerogeni che
logia ad esso correlata - uno strumento da
spesso cooperano e sinergizzano tra di loro
cui non si più prescindere per questo tipo
nel promuovere la trasformazione neoplasti-
di studio. Certo è che alla luce di quanto sta
ca. Inoltre, l’eventuale ingresso della sostan-
succedendo nel nostro paese (vedasi l’emer-
za nella catena alimentare che può portare i
genza rifiuti verificatasi in Campania e non
suoi effetti nocivi anche a notevole distanza
ancora risolta) è divenuta prioritaria l’esigen-
dalla sede di provenienza. Infine, non deve
za di istituire una sorta di vigilanza a tutela
essere dimenticata la possibile molteplicità
del territorio alla quale i Medici di Famiglia
di effetti biologici esercitata da singole so-
potrebbero dare un fondamentale contribu-
stanze all’interno dell’organismo e responsa-
to. Si potrebbe allestire su tutto il territorio
bili di diverse espressioni cliniche.
una rete di “medici sentinella” così come
Questi aspetti sono responsabili della gran-
dal 2008 sono operanti in Campania ed in
de difficoltà che si incontra nell’intraprende-
altre regioni italiane che, opportunamente
re uno studio epidemiologico di questo tipo
addestrati, avrebbero il compito di segnala-
Le incidenze tumorali
Tumori dell’apparato
respiratorio
Neoplasie ematologiche
Monopoli
38.1%
Conversano
11.6%
Mola di Bari
34.2%
Rutigliano
10.2%
Rutigliano
33.7%
Castellana
9.3%
Media regionale
31.2%
Media regionale
8.4%
Neoplasie apparato
digerente
Turi
22.9%
Mola di Bari
21.9%
Media regionale
18.5%
re in tempo reale eventuali sospetti di fonti
co sentinella. Un siffatto modello fornirebbe
tossiche presenti nella realtà in cui operano
in tempo reale informazioni indispensabili
aiutando quindi ad identificare rapidamente
per una migliore conoscenza del rapporto
ed in maniera capillare i vari pericoli legati
tra ambiente e salute senza pesare troppo
all’inquinamento. Tali segnalazioni potreb-
sulle casse della stato e valorizzerebbe la fi-
bero essere inviate ad un centro raccolta
gura del medico di famiglia che ha tra i suoi
dati opportunamente identificato (Universi-
più importanti compiti istituzionali quello
tà, Ospedale o altro) dal quale dovrebbero a
della prevenzione. Qualcosa in tal senso si
loro volta partire le informazioni scientifiche
sta muovendo anche in Puglia. C’è solo da
riguardanti le cause ambientali di patologie
sperare che i tempi di attuazione siano ra-
relative alla zona di competenza del medi-
gionevoli.
Neoplasie urogenitali
Rutigliano
27.6%
Media regionale
18.4%
In alto, discarica
a cielo aperto tra Modugno
e Bitetto
(ph. Vittorio Arcieri)
Un ringraziamento particolare a Beppe Cacciapaglia, Presidente della sezione conversanese di
Legambiente, per l’oneroso lavoro di estrapolazione dei dati di mortalità per neoplasie negli
otto Comuni presi in esame.
Ottobre 2013 | Notiziario | 39
D ossi e r A mbi e nt e e S alut e
La nuova musica
dell’ARPA
Tra protezione dell’ambiente,
difficoltà di sistema e livelli
essenziali non definiti
Il caso ILVA dimostra la necessità di allineare le funzioni ambientali e
sanitarie. Ma le Agenzie meridionali presentano gap quali-quantitativi
rispetto al centronord, la competenza è nazionale, e non esiste alcuna
pianificazione, né livelli essenziali di protezione ambientale
di Giorgio Assennato
Giorgio Assennato
Direttore Generale Arpa Puglia,
specializzato
in Medicina del Lavoro,
docente
di Igiene Industriale
[email protected]
40 | Notiziario | Ottobre 2013
N
el mio difficile passaggio da
ARPA e dell’Agenzia nazionale per l’am-
un’esperienza pluridecennale ac-
biente (ANPA prima, APAT poi, da qualche
cademica a quella di Direttore
anno ISPRA, Istituto Superiore per la Pro-
Generale dell’Agenzia Regionale per la
tezione e la Ricerca Ambientale). Ricordo
Prevenzione e la Protezione Ambientale
che venti anni fa tutti noi medici di sanità
della Puglia ho dovuto affrontare numerosi
pubblica invano tentammo di opporci alla
inediti (per me) problemi di varia natura, di
proposta abrogativa. Ma in realtà un primo
tipo strettamente manageriale (gestione
rilevante cambiamento si era già prodotto
del personale, rapporti (a volte) turbolen-
a seguito dell’approvazione della legge
ti con le organizzazioni sindacali, rapporti
833/78 (la cosiddetta riforma sanitaria) che
con le differenti istituzioni (o Regioni, Pro-
nella trasformazione dell’organizzazione
vince, Comuni, Ministeri, Magistratura etc.)
sanitaria nazionale da struttura centripeta
avendo una visione strategica finalizzata
di tipo piramidale in strutture decentrate a
al riallineamento delle funzioni ambientali
livello regionale coinvolse anche le funzioni
con quelle sanitarie e alla sinergia col mon-
di controllo ambientale. Nella “Relazione
do della ricerca (Università del territorio in
sullo stato sanitario del Paese-1984/1986”
primis).
curata dal Consiglio Nazionale di Sanità si
Per quanto riguarda il primo problema, ri-
evidenziano le criticità associate agli effetti
corre quest’anno il ventesimo anniversario
della brusca regionalizzazione dei servizi:
del referendum abrogativo che sottrasse
“La legislazione regionale ha determina-
alle ASL le funzioni di controllo ambientale
to la comparsa (o l’aggravarsi n.d.r.) di un
e che portò alla successiva istituzione delle
quadro non omogeneo della sanità pub-
blica. Oltre ad alcune diversità strutturali si
i dipendenti a tempo indeterminato sono
sono riscontrati forti squilibri tra regione e
circa 1000, mentre in Puglia sono attual-
regione nei tempi di attuazione del trasferi-
mente circa 350 (nel 2006 erano meno di
mento delle competenze alle U.S.L.”. Ana-
300), a fronte di una dotazione organica
logo effetto si determinò al momento del
approvata superiore a 800 unità. Nella tu-
successivo passaggio negli anni Novanta
tela ambientale la competenza in materia
delle competenze dalle U.S.L. alle ARPA
normativa è nazionale, ma non esiste al-
Basti ricordare che dopo la citata legge
cuna pianificazione, né sono identificati i
n.61 del gennaio 1994 la regione Tosca-
livelli essenziali di protezione ambientale
na fu la prima ad istituire la propria ARPA
garantiti su tutto il territorio nazionale (ov-
(1995) mentre la Sardegna è stata l’ultima
viamente, se le competenze fossero rima-
nel 2006 (in Puglia fu istituita nel 2003).
ste nell’ambito sanitario, sarebbero inclu-
La grave asimmetria tra le varie ARPA regio-
si nei LEA). Quindi attualmente il sistema
nali è denunciata nel rapporto OCSE sullo
nazionale di protezione ambientale è pu-
sviluppo economico in Italia del 2011 in
ramente nominalistico, costituito dalla rete
cui si evidenzia che le Agenzie meridionali
delle ARPA col coordinamento di ISPRA,
presentano un serio gap quali-quantitativo
l’Agenzia nazionale, teoricamente gover-
rispetto alle Agenzie del centro-nord. Si
nato dal Consiglio Federale, di cui giusta-
consideri a mo’ di esempio la situazione
mente l’OCSE ha messo in evidenza le limi-
di quattro regioni con popolazioni di di-
tatissime competenze. Da anni si trascina
mensioni confrontabili (Piemonte, Veneto,
stancamente in Parlamento un progetto
Emilia-Romagna e Puglia). Nelle prime tre
di legge che finalmente istituirebbe
Ottobre 2013 | Notiziario | 41
ARPA:
Un’asimmetria
nord-sud
La grave asimmetria
tra le varie ARPA regionali è
denunciata nel rapporto
OCSE sullo sviluppo
economico in Italia del 2011
in cui si evidenzia che
le Agenzie meridionali
presentano un serio
gap quali-quantitativo
rispetto alle Agenzie
del centro-nord
1.000
è il numero approssimativo dei
dipendenti a tempo indeterminato
delle ARPA di Piemonte, Veneto,
Emilia-Romagna (paragonabili
per popolazione alla Puglia).
350
sono i dipendenti dell’ARPA di Puglia,
a fronte di una dotazione organica
approvata superiore a 800 unità.
il sistema agenziale, assicurandone la terzietà, autonomia giuridica e finanziaria, e i livelli
essenziali di protezione ambientale. Soltanto
quando sarà formalmente creato il sistema e
ne saranno garantite le funzioni si potrà provare in modo inconfutabile che l’ARPA non
è affatto lo strumento musicale che suona la
musica gradita ai governatori delle singole
regioni, un’argomentazione che indebolisce
l’autorevolezza tecnica delle singole agenzie,
che si configurano attualmente come meri
enti strumentali delle regioni. Faccio molta
fatica a convincere gli interlocutori più radicali che in ARPA Puglia soltanto io ho una
nomina di tipo politico e che tutti i dipendenti svolgono un’attività tecnico-scientifica
priva di condizionamenti in tutte le attività,
inclusa la partecipazione alle commissioni di
concorso. Per onestà intellettuale, devo riconoscere che, se è vero che il disallineamento
42 | Notiziario | Ottobre 2013
nale ed anche l’accreditamento dei laboratori. Nel 2006 soltanto il laboratorio di Brindisi
era accreditato presso l’Istituto Superiore di
Sanità e soltanto per le matrici alimentari.
Attualmente, con un immane sforzo organizzativo e finanziario tutti i laboratori di ARPA
Puglia sono accreditati anche per le matrici
ambientali presso l’Istituto Nazionale di Accreditamento, ACCREDIA, il che ci consente
di fornire prestazioni ambientali di qualità e
non basate sull’autoreferenzialità.
Quando nel 2006, a poche settimane dalla
mia nomina a direttore generale di Arpa Puglia, partecipai ad un’affollata riunione nella
sede della Regione di presentazione di un
tra funzioni di tutela ambientale e sanitaria
protocollo d’intesa Regione-Ilva, dichiarai
è alla base di una serie di problemi (inclusi
che sarebbe stato arduo per un nano (ARPA
quelli di Taranto, come spiegherò di segui-
Puglia) controllare un gigante come Ilva. L’im-
to), è altrettanto vero che la trasformazione
presa sembrava impossibile, perché per oltre
dei Presidi Multizonali di Prevenzione delle
quarant’anni i controlli ambientali erano stati
ASL nei dipartimenti provinciali delle ARPA
inesistenti o inefficienti. Un esempio emble-
all’interno di una struttura più ampia a di-
matico è proprio rappresentato dall’assenza
mensione regionale, ha consentito un salto
di strumentazioni e competenze per il cam-
di qualità impraticabile nella dimensione pro-
pionamento e l’analisi delle diossine, proble-
vinciale. Le crescenti domande di prestazioni
matica meritoriamente portata all’attenzione
ambientali qualificate richiedono l’istituzione
dell’opinione pubblica da un’associazione
di poli di specializzazione a carattere regio-
ambientalista tarantina. Furono loro a ren-
dere pubblico nel 2005 il dato inquietante
to sostenuto a sproposito da vari ambientali-
per il quale il camino dell’impianto di ag-
sti tarantini per i quali i nostri dati (ancorchè
glomerazione di Ilva da solo rappresentava
eseguiti secondo il metodo standard UNI/EN
più del 90% di tutte le emissioni industria-
1948) sarebbero inaffidabili trattandosi di un
li di diossine in Italia. Per me che avevo la
campionamento estemporaneo (8 ore) e non
lontana esperienza della diossina di Seveso
continuo. Riuscimmo a stabilire che effetti-
(dal 1979 al 1983 ero stato consulente del-
vamente durante il campionamento si erano
la Regione Lombardia per i problemi della
determinate condizioni non standard tali da
sicurezza dei lavoratori addetti alla bonifica
ridurre le concentrazioni di diossine misurate.
della inquinatissima zona A) fu da un lato un
Questa valutazione fu possibile perché c’è al
ritorno di fiamma culturale (nel 1983 la mia
camino un sistema di monitoraggio in conti-
tesi di dottorato alla Johns Hopkins School of
nuo di inquinanti tradizionali, tra cui le Polve-
Public Health di Baltimore era stata proprio
ri Totali Sospese (PTS) e dati (che sono cor-
sul monitoraggio sanitario dell’esposizione
relati parzialmente con le diossine) da cui si
a diossine a Seveso che portà ad una pub-
evidenziava la caduta del 30% delle concen-
blicazione sull’American Journal of Industrial
trazioni di PTS rispetto ai valori precedenti e
Medicine) dall’altro una inedita sfida mana-
successivi. Infatti alla successiva campagna
geriale. Anche se il protocollo prevedeva sol-
effettuata qualche mese dopo le concentra-
tanto che i controlli fossero eseguiti da Ilva,
zioni risultarono più che raddoppiate (con
decisi di avviare un’autonoma campagna di
una media pari a 7ngTEQ/Nmcubo). Sorse a
monitoraggio. I risultati dei tre giorni di cam-
quel punto il problema del limite ambienta-
pionamento mostrarono una media pari a
le che nel DLGS 152/2006 (riprendendo gli
circa 3 ngTEQ/Nmcubo corrispondente alla
stessi limiti previsti da normative precedenti)
emissione annua di circa 100 grammi di dios-
è fissato a 10 microgrammi/mcubo riferiti alla
sine in termini di tossicità equivalente al più
sommatoria di tutti i 210 congeneri di dios-
tossico dei 17 congeneri (la TCDD, la mole-
sine e furani presenti nella miscela. Si tratta
cola di Seveso). Mi preme qui smentire quan-
di un metodo di misura assolutamente
Veduta di parte dell’area
marina di Taranto. Il comune
è il secondo della regione
per popolazione
Ottobre 2013 | Notiziario | 43
The Untouchables
A fronte di un’attività
di monitoraggio intensa
in pochi anni, c’è
da chiedersi come mai ci sia
stato comunque
bisogno dell’intervento
della Magistratura per porre
all’attenzione dell’opinione
pubblica nazionale il problema
dell’impatto ambientale
dell’Ilva di Taranto
privo di senso, dato che in tutto il mondo ed
La seconda criticità per le emissioni industria-
in Italia per tutte le altre matrici (incluse le
li di Ilva è rappresentata dagli idrocarburi po-
emissioni degli inceneritori) i limiti delle dios-
liciclici aromatici (IPA), e, più segnatamente,
sine sono riferiti in termini di tossicità equiva-
al loro interno, del benzo(a)pirene, noto can-
lente, considerando soltanto i 17 congeneri
cerogeno genotossico. Come è noto, le mis-
tossici e pesando il contributo di ciascuno
sioni fuggitive delle cokerie rappresentano
in funzione del proprio coefficiente di tos-
un’importante sorgente di IPA tanto da ren-
sicità relativa rispetto a quello della TCDD.
dere problematica l’eco-compatibilità di tali
Ipotizzando in modo conservativo un rappor-
impianti con le aree urbane adiacenti. Il pri-
to di 100:1 tra la sommatoria dei valori dei
mo monitoraggio eseguito da Arpa Puglia fu
210 congeneri e il valore corretto espresso
effettuato nel maggio 2008. Negli anni suc-
in tossicità equivalente, ne deriva che il valo-
cessivi fu sempre riscontrato un valore medio
re di 10 microgrammi/Nmcubo corrisponde
annuo superiore al valore obiettivo previsto
a circa 100 ngTEQ/nMCubo, un limite alto,
dalla normativa del 1999 pari a 1 ng/m 3 nei
a cui certamente corrisponderebbero effetti
filtri PM 10. A fronte di questo eccesso, Arpa
sanitari rilevanti soprattutto nella catena ali-
Puglia segnalò all’Assessorato all’Ambiente
mentare. Questo limite nazionale ancor oggi
della Regione l’urgenza di includere il pro-
persiste nella normativa, ma per la Puglia è
blema nel piano di risanamento della qua-
stato superato gra-
lità dell’aria. Nello
zie alla legge regio-
stesso periodo (giu-
nale 44 del 2008
gno 2010) fu da me
rilevato
che abbassò i limiti
a 2.5ngTEQ/NMcubo prima e poi a
0.4ngTEQ/Nmcubo.
Fu una legge coraggiosa perché la
44 | Notiziario | Ottobre 2013
Venti anni fa un referendum sottrasse
alle ASL le funzioni di controllo
ambientale e portò
all’istituzione delle ARPA
e dell’Agenzia nazionale per l’ambiente
che
nella
simile situazione di
Hamilton in Canada
era stato dimostrato che l’eccesso di
benzo(a)pirene
nel
competenza in ma-
PM 10 dell’area ur-
teria di normativa
bana era essenzial-
ambientale è rigoro-
mente dovuto agli
samente nazionale.
alti picchi che si ve-
Il fatto che sia da
rificano nel 10% dei
decenni presente nella legislazione italiana
giorni meteorologicamente sfavorevoli, i c.d.
un limite assurdo alle emissioni industriali di
wind days mentre nei restanti giorni il valo-
diossine è un’evidente prova della forza della
re medio era abbondantemente inferiore al
lobby siderurgica.
valore obiettivo. Insieme al dirigente dell’As-
Tra gli effetti collaterali positivi della vicenda
sessorato, provammo a esercitare una moral
tarantina della diossina ci fu l’istituzione del
suasion su Ilva per indurli a ridurre su base
laboratorio microinquinanti di Taranto. Pur-
volontaria del 10% la produzione di coke nei
troppo nel 2010 ci fu da un lato l’irrigidimen-
giorni che Arpa avrebbe indicato. Si aveva
to di Ilva che a seguito del procedimento
ragione di ritenere che con una riduzione di
penale decise di adottare una linea negazio-
appena l’1% annuo della produzione di coke,
nista e non collaborativa, dall’altro il decreto
la media annua di B(a)P sarebbe scesa sotto il
155 (denominato salva-Ilva dagli ambienta-
limite del valore obiettivo. Stando agli articoli
listi) che annullò i limiti delle concentrazioni
di stampa, sembra che Ilva, invece di apprez-
ambientali del benzo(a)pirene spostandone
zare questa funzione di supporto all’impresa
la validità a fine 2012. Ciò portò ad una radi-
svolto da Arpa, avesse ritenuto provocatoria
calizzazione delle posizioni di alcune associa-
la proposta. Successivamente, al fine di di-
zioni ambientaliste.
mostrare in modo inoppugnabile l’attribuibi-
S
i è svolto a Taranto il 28 settembre scorso il convegno “Salute, ambiente, lavoro nella città
dell’acciaio” organizzato dall’Ordine dei Medici della provincia tarantina. L’evento, a carat-
tere nazionale e fortemente voluto dall’Ordine, vuole essere un appuntamento focalizzato sui
temi della responsabilità ambientale e della tutela della salute, in cui rappresentanti del mondo medico, forze sociali ed esperti si confrontano e dibattono sulle problematiche connesse alle
questioni ambientali. In un momento in cui la cittadinanza sembra finalmente rendersi conto
della complessità del fenomeno e si mostra interessata ad acquisire informazioni, il convegno
sarà anche un vero e proprio momento formativo sulle azioni di prevenzione delle più svariate
patologie che possono essere coinvolte, oltre a quelle tumorali più comunemente citate. Secon-
SALUTE, AMBIENTE,
LAVORO NELLA
CITTÀ DELL’ACCIAIO.
UN CONVEGNo
A TARANTO
do Cosimo Nume, presidente dell’Ordine dei Medici di Taranto “Il fatto che al convegno abbiano
preso parte l’intero Comitato Centrale della FNOMCeO con il suo presidente Amedeo Bianco e
la Commissione nazionale Ambiente, presieduta da Emanuele Vinci, è testimonianza del fatto
che l’attenzione a Taranto e ai suoi problemi, più in generale alla necessità di intervenire sulla questione ambientale ovunque si sviluppi, non è soltanto un impegno dei medici tarantini e
brindisini, bensì il comune sentire dell’intera professione.”
lità a Ilva dell’eccesso di B(a)P nel quartiere
Gli esempi delle diossine e del benzo(a)pire-
Tamburi, e dimostrare che a Taranto l’ecces-
ne dimostrano come Arpa Puglia sia andata
so era limitato ai giorni critici dal punto di
ben al di là delle mere funzioni di command
vista meteo, la Regione finanziò un progetto
and control, tipiche dell’ente di controllo.
straordinario di monitoraggio diagnostico
L’attività di monitoraggio è stata ben più
di B(a)P attraverso misure giornaliere in set-
complessa, e ha riguardato tutte le matrici
te siti intorno a Ilva. Contemporaneamente,
ambientali, dal monitoraggio dei corpi idrici
d’intesa con la Asl fu effettuato un monito-
allo studio dei sedimenti marini e del biota,
raggio di IPA negli ambienti di lavoro delle
all’analisi nel suolo dentro e fuori del sito
cokerie, dove abbiamo riscontrato valori fino
industriale, l’analisi dei campioni vento se-
a 1000 volte più alti rispetto a quelli misurati
lettivi e dei deposimetri, degli aghi di pino
nell’area urbana. Altro che ammorbidimento
ecc. Questa complessa attività che è stata
dei comportamenti di Arpa! Proprio dopo
oscurata dagli eventi dell’ultimo anno final-
l’estate del 2010, quando Ilva decise di non
mente è stata pienamente messa in luce in
partecipare al Tavolo tecnico regionale, la
una recente sentenza della suprema Corte di
Regione chiese al Ministero dell’Ambiente di
Cassazione.
tenere in considerazione nell’AIA la criticità
A fronte di un’attività di monitoraggio così in-
del B(a)P. Quando il monitoraggio giornalie-
tensa in pochi anni, c’è da chiedersi come mai
ro del B(a)P ne dimostrò l’attribuibilità quasi
ci sia stato comunque bisogno dell’interven-
totale alle emissioni fuggitive delle batterie
to della Magistratura per porre all’attenzione
delle cokerie e che nei giorni critici nel quar-
dell’opinione pubblica nazionale il problema
tiere Tamburi le concentrazioni erano cinque
dell’impatto ambientale dell’Ilva di Taranto.
volte superiori a quelle degli altri giorni, la
In una nota da me redatta e pubblicata sulla
Regione inserì nel piano di risanamento della
rivista di Arpa Umbria indicavo l’importanza
qualità dell’aria la procedura della riduzione
delle due perizie epidemiologiche prodotte
produttiva nei cosiddetti wind days e appro-
all’interno del processo penale, che hanno
vò una seconda legge in materia ambientale
consentito di consolidare all’interno di un
anticipando la data di entrata in vigore del
formale incidente probatorio la prova del re-
valore obiettivo del B(a)P al 2011.
ato di disastro ambientale, un reato di
Ottobre 2013 | Notiziario | 45
A sinistra, una foto
della marcia
del 7 Aprile scorso organizzata dall’OMCeO
di Taranto per protestare
contro i danni alla salute
procurati dell’Ilva - cui ha
aderito anche l’Ordine
dei Medici di Bari,
rappresentato in prima fila
dal Vice Presidente
Franco Lavalle
Il caso ILVA
Arduo per un nano (ARPA
Puglia) controllare un gigante
come Ilva: nel 2005 il camino
dell’impianto
di agglomerazione di Ilva
da solo rappresentava più
del 90% di tutte le emissioni
industriai di diossine in Italia
46 | Notiziario | Ottobre 2013
pericolo permanente. Invano Arpa Puglia e
lazione residente intorno all’area industriale;
Asl di Taranto avevano chiesto al Ministero
tuttavia evidenzia come in ogni caso residui
dell’Ambiente nel corso dell’Autorizzazione
un rischio sanitario in eccesso rispetto a quel-
Integrata Ambientale (AIA) di poter eseguire
lo previsto ad es. dall’US-EPA: una situazione
proprio quelle valutazioni epidemiologiche
che potrebbe dar luogo ad un’ulteriore fase
necessarie per chiarire l’impatto sanitario
di gestione del rischio, ad es. correggendo
prodotto dall’Ilva. Anche l’analoga richiesta
la massima capacità produttiva dell’impianto,
di istituire un centro salute-ambiente rivolta a
riducendo così le emissioni massiche annue.
partire dalla fine del 2009 alla Regione Puglia
Nel dettaglio: se si è in grado di prevedere
cadde nel vuoto. La stessa Ilva – che in un pri-
che i cittadini esposti alle emissioni industria-
mo momento, attraverso i propri consulenti
li a partire da oggi per 70 anni alle concen-
dell’Università di Milano, aveva proposto ad
trazioni prodotte oggi dall’impianto hanno
Arpa la realizzazione in comune di alcuni
un rischio cancerogeno superiore alla soglia
studi epidemiologici di grande rilievo come
di accettabilità, si interviene ora per evitare
lo studio di mortalità dei lavoratori delle co-
che si possa realizzare lo scenario previsto,
kerie – lasciò cadere la proposta, che mirava
attraverso una riduzione delle emissioni che
alla possibile realizzazione di un centro am-
sia efficace nel ricondurre il rischio al di sotto
biente-salute con partnership mista, in cui la
della soglia. Se la VDS fosse stata effettuata
componente privata sarebbe stata assicurata
prima del rilascio dell’AIA ci sarebbe stata
anche dall’Università di Milano. Per superare
una evoluzione differente degli eventi.
le carenze normative, per le quali secondo il
A fronte, infatti, di una prova di un reato con-
Ministero dell’Ambiente la tematica sanitaria
solidata in un incidente probatorio fondata
sarebbe estranea alla procedura di Autorizza-
su valutazioni di tipo sanitario, soltanto una
zione ambientale integrata, la Regione Puglia
prova uguale e contraria (l’eventuale dimo-
ha dovuto produrre un terzo atto legislativo
strazione dell’accettabilità del rischio sani-
innovativo: la legge che impone di effettuare
tario residuo rispetto ai nuovi limiti emissivi
una valutazione di danno sanitario (VDS) per
della nuova AIA) avrebbe potuto portare a
le aziende ad alto impatto ambientale nei siti
una riconsiderazione del quadro probatorio:
di interesse nazionale.
un’evidenza scientifica molto più convincen-
Il rapporto VDS dello stabilimento Ilva di
te rispetto a una serie di decreti ad Ilva che
Taranto è il primo documento elaborato da
hanno prodotto invece effetti collaterali ne-
Arpa Puglia, ASL di Taranto e Arespuglia.
gativi in termini di coesione sociale e inter
Il rapporto chiarisce in modo graficamente
istituzionale.
molto chiaro che i miglioramenti delle pre-
La vicenda della governance ambientale
stazioni ambientali che saranno conseguiti
dell’Ilva dimostra la necessità di allineare le
con la completa attuazione della nuova AIA
funzioni ambientali e sanitarie e di inserire le
(prevista per il 2016) comportano un dimez-
valutazioni di impatto e di danno sanitario nel
zamento del rischio cancerogeno nella popo-
contesto delle autorizzazioni ambientali.
spazio
odontoiatria
t r i a s pa z i o o d o n t o i at r i a s pa z i o o d o n t o i at r i a s pa z i o
Attenzione: le svendite
tornano alla carica!
Di fronte alla crisi, è facile farsi sedurre dalle sirene di Groupon & C. Ma queste forme
pubblicitarie non rispondono ai principi di deontologia professionale. E chi vi si presta
rischia di incappare in sanzioni disciplinari
di Cristian Intini
Cristian Intini
Presidente Cao
[email protected]
48 | Notiziario | Ottobre 2013
L
a pletora, la crisi, il confronto ci fanno
guire tali terapie;
paura e nell’ottica e nella speranza di
3) è una forma di pubblicità non “palese” poi-
riempire gli studi odontoiatrici con un
ché, sebbene venga fatturata dal sito com-
clic è facile farsi sedurre dal richiamo delle
merciale al sanitario come “pubblicità”, non
svendite on line. Torno con dispiacere, ma
è immediatamente riconoscibile come tale.
ostinatamente, sull’argomento avendo vis-
Le prestazioni sanitarie effettuate dal Medico
suto per un attimo nell’illusione che questa
e dall’Odontoiatra sono considerate attività
Commissione Odontoiatri fosse riuscita ad
d’opera intellettuale, specifiche per ciascun
arginare il fenomeno.
paziente ed erogate secondo criteri perso-
Ma le segnalazioni giungono insistenti e la
nalizzati, sulla base di una specifica diagnosi
CAO non può stare a guardare in virtù e nel
effettuata esclusivamente dal sanitario.
rispetto di chi è stato richiamato... appunto…
In ultimo, ricordo, che in caso di irregolarità
all’Ordine!
del messaggio pubblicitario sono applicabi-
Pertanto una rinfrescata può tornare utile.
li le sanzioni disciplinari previste dalla legge
Qui di seguito le lacune di queste forme pub-
175/92 e valide a tutt’oggi (censura o so-
blicitarie e cosa non collima con i principi di
spensione dall’esercizio professionale).
etica e deontologia ribaditi negli articoli 54,
Vi esorto e invito nuovamente a prestare at-
55 e 56 del Codice Deontologico attualmen-
tenzione a quanto scritto e di prendere in
te in vigore:
considerazione l’aiuto della CAO prima di
1) il costo estremamente ridotto degli ono-
cadere in errore: è possibile chiedere un pa-
rari (di cui peraltro solo il 50% dell’importo
rere preventivo all’Ordine sulla pubblicità da
pubblicizzato spetta al professionista) non
effettuare.
può soddisfare alcun criterio di qualità della
Voglio porgere, infine, le più vive congratu-
prestazione professionale, peraltro a costi in-
lazioni al collega Nicola Esposito, infatica-
feriori ai costi di produzione;
bile componente della nostra Commissione
2) Il network (e di conseguenza il professioni-
Odontoiatri, per la prestigiosa nomina a Se-
sta) mette “in vendita” prestazioni sanitarie
gretario del Consiglio dell’Ordine. Da oggi
da erogare su un ipotetico paziente, che può
anche gli odontoiatri sono rappresentati de-
anche essere persona diversa dall’acquiren-
gnamente nella stanza dei bottoni.
te, senza che venga fatta alcuna diagnosi
Un sentito grazie al Presidente e a tutto il
preventiva sull’opportunità o meno di ese-
Consiglio.
o d o n t o i at r i a s pa z i o o d o n t o i at r i a s pa z i o o d o n t o i at r i
Ottobre 2013 | Notiziario | 49
n t o i at r i a s pa z i o o d o n t o i at r i a s pa z i o o d o n t o i at r i a
Catene low cost:
non è tutto oro
quello che luccica
In tempi di crisi proliferano le offerte che puntano su prezzi ridotti. Ma una ricerca
tedesca di Itqf dimostra che il prezzo non è l’unico aspetto considerato dal paziente.
In tema di salute rimane fondamentale il rapporto di fiducia
di nicola esposito
Nicola Esposito
Consigliere OMCeO - Bari,
Odontoiatra
[email protected]
50 | Notiziario | Ottobre 2013
C
on il sistema sanitario in difficoltà, i
il risparmio che viene pubblicizzato. In rete
tempi di attesa che crescono e i ti-
oggi assistiamo sempre più al proliferare di
cket che aumentano, torna alla ri-
offerte per prestazioni mediche in cliniche
balta un antico sistema di welfare sociale
dentali, centri ottici, farmacie online e pa-
privato, quello delle mutue integrative, men-
lestre. Il mondo dei servizi ha costi medio -
tre negli ipermercati entrano gli studi medi-
alti ed al tempo della crisi i vari competitor
ci. In alcune regioni d’Italia già da qualche
combattono soprattutto la battaglia dei prez-
tempo, il colosso Legacoop ha costituito un
zi. Il settore dentale è tra i più significativi:
progetto regionale per assicurare, attraverso
da anni marchi in franchising si contendono
un contributo che può andare da 20 a 200
ampie fette di mercato puntando al ribasso
euro, un aiuto ai cittadini che hanno bisogno
dei prezzi e alla soddisfazione dei clienti. Se-
di prestazioni sanitarie. Non sarebbe strano
condo quanto rilevato dall’Istituto tedesco di
vedere che il nostro cittadino-paziente men-
Qualità e Finanza (Itqf), e riportato sull’inser-
tre entra al supermercato per fare la spesa,
to ‘Corriere Economia’ del 27 maggio scorso
comprare le verdure, la carne ed il pane
nella speciale classifica dell’Istituto tedesco
quando ha finito passa dal dentista per
è la Dental Center ad aggiudicarsi il primo
sistemare un’otturazione e poi chiede
posto davanti a Sanident e Dental Coop. Ma
un suggerimento al suo medico di fami-
i punteggi sono bassi. Anche i centri ottici
glia e magari alla fine si iscrive alla mutua
fanno i conti con il calo del potere d’acqui-
integrativa, per avere un aiuto a sostenere il
sto e con consumi sempre più ridotti. I dati
costo di visite ed esami. Il fenomeno dell’o-
dicono che oggi sono in calo le vendite degli
dontoiatria low-cost sta prendendo quota in
occhiali da sole mentre quelli da vista rappre-
varie regioni d’Italia dove hanno già aperto
sentano sempre più una scelta funzionale e
alcuni centri che garantiscano prestazioni
sempre meno fashion. Il network delle farma-
a prezzi scontati e attirano i pazienti grazie
cie online è abbastanza nuovo per la realtà
alle pressanti campagne pubblicitarie. Ma
italiana. Tra diffidenze e distanze culturali gli
poi, in pratica, a conti fatti, può non esserci
italiani fanno ancora fatica a distaccarsi
s pa z i o o d o n t o i at r i a s pa z i o o d o n t o i at r i a s pa z i o o d o n
Ottobre 2013 | Notiziario | 51
dal tradizionale rapporto diretto di fiducia con
il proprio farmacista. Sarà probabilmente per
questo motivo che le migliori realtà selezionate durante l’indagine non raggiungono percentuali di gradimento molto alte. Ultimo settore
di questa sezione è quello dell’area palestre e
fitness. In questo caso la prima posizione sorride alla catena Virgin Active fondata dall’eccentrico miliardario inglese Richard Branson. Invece
al secondo posto si piazza Sportsman club. In
entrambi i casi però la percentuale di gradimento non è altissima. Gli italiani non si fidano dei
centri odontoiatrici low-cost ma preferiscono il
dentista privato libero professionista, che per il
I centri odontoiatrici low cost,
pur essendo in forte crescita, non convincono
del tutto gli italiani, che preferiscono
rivolgersi al proprio dentista
93% conquista piena fiducia. Tutte le catene di
cliniche odontoiatriche analizzate hanno ottenuto un gradimento insufficiente. Il dato non ci
deve stupire in quanto le cure in questi centri si
basano principalmente su logiche commerciali,
che non si possono applicare quando si tratta
della salute di una persona. La ricerca dimostra anche che il
come viene spesso proposta dalla pubblicità dei grossi centri
prezzo non è l’unico aspetto che il paziente considera nella
odontoiatrici e comunque, a conti fatti, non si discosta qua-
scelta del dentista al quale si affida e, fattore molto importan-
si mai dalle tariffe medie praticate dai dentisti italiani liberi
te, non lo e’ neppure in tempi di crisi. E’ infatti fondamentale
professionisti. Il motivo in fondo e’ semplice e vale per ogni
il rapporto di fiducia che si instaura con il proprio dentista ad
campo: fare buona odontoiatria costa se si effettuano cure
essere considerato come prioritario. Inoltre, il giudizio nega-
di qualità. Circa il 4% della popolazione italiana si reca all’e-
tivo espresso dai cittadini considerati dall’indagine è anche
stero. In testa Croazia, Romania e Bulgaria, ma la metà si è
condizionato dalla tariffa pagata, che non sempre è ‘low-cost’
pentita della scelta. Il fenomeno tuttavia non è in crescita ed i
La battaglia
continua
Dopo svariati richiami della FNOMCeO
a Groupon (ma non solo), la nota società
che opera sul web passa all’attacco.
La FNOMCeO ha 60 giorni di tempo
per essere ascoltata dall’Authority per
“effetti restrittivi della concorrenza”
che sarebbero causati dall’impedimento
a ricorrere alla pubblicità.
Il 4% degli italiani ha dichiarato di recarsi all’estero per sottoporsi
a cure odontoiatriche. Il fenomeno del turismo dentale coinvolge paesi
come la Croazia, la Romania e la Bulgaria.
ca e deontologia medica non lo ammette. Le
nostre cure non possono essere pubblicizzate con strumenti e messaggi che vanno bene
per vendere uno yogurt, un televisore, una
cena al ristorante. Messaggi che sminuiscono la nostra professione oltre a dare spesso
informazioni inesatte ai cittadini. Nel mirino ci
sono le offerte di prestazioni dentali a prezzi
stracciati, largamente pubblicizzati, come l’ablazione del tartaro anche a meno di 20 euro.
A queste cifre è impossibile offrire una prestazione corretta. I pazienti in questo modo si
fanno un’idea sbagliata dei costi delle prestazioni odontoiatriche. Si svaluta il nostro lavoro. Pulizia dei denti e sbiancamento non sono
state le uniche offerte di salute ‘low-cost’ che
si sono viste nei siti internet: a 39 euro invece
di 225, con un risparmio dell’83%, ci si può
sottoporre a un check-up donna completo,
con visita specialistica senologica ed ecografie mammaria, pelvica e tiroidea. Vanno per
cittadini sono sempre più consapevoli della necessità di cure
la maggiore anche massaggi e trattamenti anticellulite di
di qualità. La categoria è da tempo stanca di essere pena-
ogni genere. Fa male vedere la professione medica ridotta
lizzata da chi pensando di rispettare la legge non rispetta
a un prodotto da supermercato. Capita di trovarsi addirittura
quanto deontologia ma soprattutto etica professionale im-
sul parabrezza volantini che promettono prestazioni a prezzi
pongono. è ora di finirla dopo aver visto le ultime proposte
stracciati, per accalappiare la buona fede dei pazienti. Il rap-
commerciali di dentisti attraverso il sito di offerte Groupon.
porto fiduciario tra medico e paziente è da sempre il succes-
Se la legge permette ai dentisti italiani di pubblicizzare le
so della libera professione odontoiatrica italiana che è tra le
proprie prestazioni come vendessero zucchine la nostra eti-
migliori al mondo per qualità.
54 | Notiziario | Ottobre 2013
volontariato m e dico
La mia Africa.
Ovvero,
come allestire
un ospedale
senza mezzi
Racconto per immagini di una delle esperienze
dei “Medici senza ferie”. Chirurghi, anestesisti
e ginecologi che da più di 10 anni trascorrono
le loro ferie cercando di dare risposta
alla domanda di salute dei paesi in via di sviluppo
di Elvio D’Addato
Elvio D’Addato
specializzato in Endocrinologia
e Malattie del Ricambio
[email protected]
Ottobre 2013 | Notiziario | 55
C
ome allestire un ospedale in Africa senza
Relatori dell’incontro Alfonso Chiacchio (Asl Pz,
mezzi? Medici, paramedici ed associazioni
presidio ospedaliero di Lagonegro), Pino Rossetti
di volontariato che continuano a cercare
(Asl Sa, presidio ospedaliero di Sapri) e Vito Mode-
di realizzare la loro missione umanitaria si ritrova-
sto (Asl Ba, presidio ospedaliero del San Paolo). A
no ad affrontare difficoltà di vario tipo, legate non
portare la loro preziosa testimonianza rappresen-
solo alle gravi carenze organizzative ed igienico-
tanti di Emergency, del Cuamm e di Arcobaleno
sanitarie della realtà africana (e di tanti altri paesi
su Tanzania che si occupa del trasporto in ospedali
emergenti) ma anche alle resistenze -che a volte
italiani meglio attrezzati di bambini africani con pa-
sconfinano nell’indifferenza- dell’Occidente euro-
tologie chirurgiche complesse.
peo.
Su questo numero Alfonso Chiacchio e Pino Ros-
Medici senza… ferie è stato il tema dell’incontro
setti illustrano con foto e commenti short la loro
tenutosi a maggio presso la sede dell’Ordine dei
“missione”, sui prossimi numeri troveranno spazio
Medici di Bari. A raccontare le loro esperienze un
i colleghi che lo vorranno, a partire dai rappresen-
pool di medici pugliesi, campani e lucani (due chi-
tanti di Emergency e del Cuamm che nel corso
rurghi, un anestesista e un ginecologo) che da più
dell’incontro di maggio hanno efficacemente in-
di 10 anni impiegano le loro ferie -in alcuni casi
tegrato le relazioni dei “medici senza ferie” con
le Asl non concedono neppure l’aspettativa non
la documentazione delle attività sicuramente più
retribuita- per tentare di dare una risposta all’e-
strutturate in Afghanistan, Iraq e Sudan delle loro
norme domanda di salute che viene dai paesi in
radicate associazioni.
via di sviluppo e per rispondere al forte richiamo
Filo conduttore di tutti gli interventi il riferimento
di coscienza del giuramento d’Ippocrate. Incontro
critico al senso della missione alla base della nostra
fortemente -anzi “doppiamente”- voluto dall’Or-
professione, che giunge sempre più spesso in mo-
dine: dopo una sessione pomeridiana -organizza-
menti in cui da esso ci allontanano la burocrazia, la
ta grazie all’impegno di Pietro Scalera- riservata ai
medicina difensiva, l’aggressione dei massmedia e
medici di famiglia di domani, i colleghi del trien-
le distorsioni medicolegali. Il richiamo ai significati
nio di formazione in medicina generale, altrettan-
più profondi della medicina e della salute viene da
to apprezzata è stata la replica serale aperta al
esperienze toccanti come quella di questi colleghi,
pubblico.
che quasi senza mezzi e armati di tanta buona vo-
Sudan, Camerun, Etiopia, Sierra Leone, Tanzania
lontà, hanno saputo portare un pò di speranza in
sono solo alcuni dei paesi dove i colleghi relatori
un mondo ostico come quello africano.
hanno provato ad allestire con mezzi di fortuna
A seguito dell’incontro, che ha contribuito a risve-
delle strutture ospedaliere per cercare di garanti-
gliare non poche coscienze sopite, si sono imme-
re -tra l’altro- un parto con gli standard minimi di
diatamente registrate diverse adesioni di colleghi
assistenza ed interventi chirurgici a malati di Aids
più o meno giovani disposti a partire per un “altro
o a pazienti con patologie inveterate altrimenti
mondo”. D’intesa con la presidenza dell’Ordine è
abbandonati al loro destino.
emersa quindi la proposta di costituire dei veri e
Unica ricompensa l’emozione data dagli sguardi e
propri Stati generali del volontariato medico. In tal
dalle parole di ringraziamento di pazienti che non
senso una delle prime iniziative è quella di creare
hanno alternative.
uno spazio fisso su questo notiziario e sul sito web
I problemi incontrati, che vanno dalla mancanza di
dell’Ordine perché di tutti gli sforzi, organizzati e
sensibilità dell’apparato burocratico alla difficoltà
non, rimanga una traccia ben evidente che faccia
a reperire e trasportare le necessarie strumenta-
da stella polare a tutti quei colleghi per cui la pro-
zioni sanitarie, nel racconto degli operatori -a tratti
fessione “purificata” da ticket, moduli, certificati,
volutamente ironico per stemperare la drammati-
lettere di legali ed altri farraginosi adempimenti
cità della situazione- costituiscono un pungolo per
può ancora avere il senso essenziale di mettere a
rinnovare e se possibile aumentare l’impegno a
disposizione la propria scienza e coscienza per tu-
prescindere dalla sigla dell’associazione che pro-
telare la salute di ha soltanto e veramente bisogno
muove il volontariato.
di un Medico.
56 | Notiziario | Ottobre 2013
Ottobre 2013 | Notiziario | 57
Ostetriche in sala parto. Le due immagini mostrano lo stato della sala prima e dopo l’intervento dei medici italiani volontari.
Il Camerun è uno dei paesi africani con il più alto livello di alfabetizzazione
58 | Notiziario | Ottobre 2013
In alto, il Resuscitor Baby prima e dopo l’intervento dei volontari. In basso, l’incubatrice utilizzata in passato e quella nuova
portata dai colleghi accanto alla quale posa la madre di uno dei due bambini in cura. Secondo i dati del Comitato Unicef Camerun (2012) nel paese il tasso di mortalità infantile è tra i più elevati, infatti la metà dei decessi avviene entro il primo anno di vita
Ottobre 2013 | Notiziario | 59
Tutte le immagini del servizio sono state scattate all’Ospedale Protestante di Mbou in Camerun.
Nella foto in basso il medico chirurgo Luigi Bellizzi, membro dello staff dei volontari, distrutto a fine giornata
60 | Notiziario | Ottobre 2013
Il progetto Unicef “Lotta alla malnutrizione infantile” avviato in Camerun tra il 2011 e il 2012 ha messo in luce dati drammatici
sul livello di mortalità infantile del paese: lo stato africano è al 15° posto nella graduatoria mondiale di riferimento. La causa
principale è la malnutrizione dei bambini, che negli ultimi anni si è aggravata per la persistente crisi alimentare che coinvolge
l’area del Sahel
Ottobre 2013 | Notiziario | 61
“Indagini condotte nel 2011 dimostrano che non vi è alcun miglioramento dello stato nutrizionale: c’è una diminuzione in
percentuale di bambini allattati esclusivamente al seno dal 24% nel 2004 al 20,2% nel 2011; 32,5% dei bambini sotto i 5 anni
soffrono di malnutrizione cronica, e metà di questi (14,1%) sono gravemente malnutriti; 5,6% dei bambini sotto i 5 anni soffrono
62 | Notiziario | Ottobre 2013
di malnutrizione acuta, e 1,9% sono affetti da malnutrizione acuta grave”
Fonte dati sul Camerun: Report di Progetto “Lotta alla malnutrizione infantile” (Unicef 2012)
Ottobre 2013 | Notiziario | 63
1.400
è il tasso di mortalità materna
per 100mila nati vivi in Camerun
(Dati World Bank 2009)
610mila
Sono i camerunensi
che vivono con l’HIV
(Stime CIA 2009)
Un’autoambulanza dell’ospedale di Mbouo.
Tra le attrezzature portate dai volontari vi erano moderni lettini per le partorienti, un monitor fetale nonché farmaci, antibiotici
e molto altro. Pino Rossetti, uno dei medici volontari, ha dichiarato: “per allestire la struttura ospedaliera è stata organizzata
64 | Notiziario | Ottobre 2013
una spedizione con un intero container con il materiale sanitario indispensabile.
Oggi l’ospedale possiede un’attrezzatura moderna per effettuare interventi in anestesia generale che prima sarebbe stato
impossibile eseguire”
Ottobre 2013 | Notiziario | 65
In questa pagina: un gruppo di donne ricoverate presso il reparto di Ostetricia dell’Ospedale Protestante di Mbou.
Nella pagina destra, in alto, Pino Rossetti, Medico Rianimatore di Sapri, tiene in braccio il piccolo Pasquale, adottato a distanza
dallo stesso e dai genitori di un ragazzo deceduto per leucemia nell’Ospedale di Vallo della Lucania. In basso, lo staff dei medici
66 | Notiziario | Ottobre 2013
volontari posa con la mamma del bambino in braccio a Totò Amoruso, Pediatra di Crotone. A partire da sinistra: Luigi Belizzi,
Chirurgo di Sapri; Pino Rossetti, Rianimatore di Sapri; Alfonso Chiaccio, Ginecologo di Lagonegro; Gino Cerrato, Farmacista di
Francavilla sul Sinni e Nicola De Marco, Internista di Vallo della Lucania
Ottobre 2013 | Notiziario | 67
c e rv e lli in fu g a
Ricerca genomica sul Cancro
Una rivoluzione
che stenta
ad arrivare
nel Meridione
La rivoluzione genomica del cancro ha portato terapie efficaci
per tumori un tempo ritenuti incurabili.
è un approccio che non prende più in considerazione l’organo
ma le variazioni genetiche. Eppure i benefici per i pazienti italiani,
soprattutto nel Sud, rimangono modesti
di ANNA LASORELLA
Anna Lasorella
Associate Professor
of Pathology and Cell Biology
and Pediatrics
alla Columbia University
di New York
[email protected]
68 | Notiziario | Ottobre 2013
Ottobre 2013 | Notiziario | 69
è ora possibile
generare una mappa
delle varianti genetiche
di un particolare
tumore e catalogare
quelle potenzialmente
responsabili della sua
formazione
L’assenza di centri di ricerca all’avanguardia fa sì che soprattutto
i malati del Sud-Italia non abbiano le stesse opportunità terapeutiche
L
70 | Notiziario | Ottobre 2013
a ricerca sul cancro sta attraversando
maligne. Conoscere queste alterazioni signi-
un periodo di eventi eccezionali. Quella
fica poter disegnare farmaci mirati ad inibir-
che viene definita “rivoluzione genomi-
ne gli effetti. La leucemia mieloide cronica ha
ca del cancro” sta profondamente cambian-
rappresentato il primo esempio di neoplasia
do le conoscenze sui tumori umani.
trattata con successo grazie ad un farmaco, il
Per la prima volta, emergono possibilità di
Gleevac, che inibisce l’azione oncogenica di
cure efficaci per tumori ritenuti incurabili.
Bcr-Abl, l’aberrazione genica che promuove
Dieci anni dopo il primo sequenziamento
questa forma di leucemia. L’adenocarcinoma
completo del genoma umano, le tecniche di
del polmone è un altro esempio più recen-
sequenziamento di ultima generazione sono
te delle ripercussioni cliniche degli studi di
più sofisticate ed allo stesso tempo più ac-
sequenziamento. Nel caso di tumori positi-
cessibili. Esse consentono di leggere milioni
vi per una translocazione che attiva la kinasi
di unità geniche e di testare tumori diversi
ALK, l’impiego di un inibitore di ALK induce
in tempi brevissimi ed a costi relativamen-
remissioni complete nella maggior parte dei
te contenuti. è così possibile generare una
pazienti. Anche se solo circa il 5% dei pazienti
mappa delle varianti genetiche di un parti-
affetti da adenocarcinoma polmonare risulta
colare tumore e catalogare quelle potenzial-
positivo per la translocazione che attiva ALK,
mente responsabili della sua formazione o
il successo terapeutico degli inibitori farma-
della sua progressione.
cologici di ALK dimostra che siamo ad una
Non si tratta di una compilazione sterile e
svolta cruciale nelle strategie di trattamento
priva di reali benefici per il malato. Al contra-
dei tumori.
rio, queste analisi permettono di individuare
Gli studi di genomica del cancro hanno fatto
quelle uniche alterazioni geniche che sono
emergere alcuni concetti innovativi: il cancro
indispensabili alla sopravvivenza delle cellule
non verrà più curato sulla base dell’organo
Rappresentazione grafica del risultato della analisi genomica di 140 campioni di glioblastoma. L’analisi ha identificato 18 nuovi geni responsabili
della formazione o progressione del glioblastoma. Lo studio è il risultato
di una collaborazione tra Lasorella A., Rabadan R., Iavarone A. ed e’ stato
pubblicato su “Nature Genetics”, 5 Agosto, 2013).
o tessuto di origine (per esempio, polmone,
di aspettative e sostiene lo sforzo comune di
intestino, cervello, ecc.). Piuttosto la terapia
scienziati e medici oncologi.
verrà indicata dalla variazione genetica che
Purtroppo, la “rivoluzione genomica” nel
se come una “droga” mantiene attivo il tu-
cancro ha prodotto benefici molto mode-
more ne costituisce allo stesso tempo il tal-
sti per i pazienti italiani. Specialmente nel
lone d’Achille. Oggi possiamo cominciare a
Meridione, l’orizzonte per i malati di cancro
parlare di “terapia personalizzata” o di “tera-
appare molto limitato. L’assenza di centri di
pia di precisione” dei tumori maligni. Esempi
ricerca all’avanguardia nelle nuove tecnolo-
di terapia personalizzata sono stati proposti
gie di sequenziamento in grado di integrare
dal nostro gruppo di ricerca alla Columbia
queste tecnologie con lo sviluppo di terapie
University di New York. Abbiamo descritto
basate sulle informazioni da esse derivate, fa
alterazione genetiche (“fusioni geniche”) che
si che soprattutto i malati del Sud-Italia non
interessano i recettori per FGF and EGF in
abbiano le stesse opportunità terapeutiche
un gruppo di pazienti affetti da glioblastoma.
di quelli residenti negli altri Paesi Europei o
Siamo riusciti ad attaccare queste mutazio-
nelle aree del nostro Paese in cui la ricerca
ni in laboratorio con farmaci che inibiscono
sul cancro è più in linea con il livello interna-
l’attività oncogenica di questi geni di fusio-
zionale. I medici hanno l’imperativo morale
ne. Uno studio clinico che valuti l’efficacia di
di promuovere iniziative che possano modi-
questi farmaci nei malati di glioblastoma po-
ficare questa situazione. Essi possono da un
sitivo per queste alterazioni geniche è in via
lato informare l’opinione pubblica e dall’altra
di allestimento e coinvolgerà numerosi centri
stimolare la leadership politica ad affronta-
di Neuro-Oncologia degli Stati Uniti.
re in maniera seria i motivi per cui i malati
Negli Stati Uniti si è creato un enorme entu-
di cancro non debbano beneficiare delle ri-
siasmo nella comunità scientifica che intrave-
cerche e delle conseguenti sperimentazioni
de finalmente una svolta decisive nella lotta
cliniche che si genereranno a valanga dalla
contro il cancro. L’opinione pubblica ha gran-
“rivoluzione genomica” nel cancro.
Ottobre 2013 | Notiziario | 71
FORMAZIONE
Giovani Medici.
Chiusa la prima
edizione
degli Incontri
Conclusa la I Edizione degli Incontri di Aggiornamento Clinico
e Orientamento alla Professione per i Giovani Medici,
promossi ed organizzati dalla Sede Provinciale di Bari
del S.I.G.M. Emerge l’importanza di avere medici
adeguatamente formati, che possano rappresentare il pilastro
su cui costruire un sistema di Governance del Sistema Sanitario
di ANTONIO MANCINI
Antonio Mancini
Presidente Segretariato Italiano
Giovani Medici S.I.G.M. - Puglia e Sede
Provinciale di Bari
[email protected]
72 | Notiziario | Ottobre 2013
Ottobre 2013 | Notiziario | 73
S
i è aperta con il Saluto alle Autorità, lo
scorso 18 maggio, la Prima Edizione degli “Incontri di Aggiornamento Clinico
e Orientamento alla Professione per i Giovani
Medici”, promossi ed organizzati dalla Sede
Provinciale di Bari del Segretariato Italiano
Giovani Medici, con il Patrocinio dell’Ordine
dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Bari.
Molteplici ed interessanti gli argomenti che
sono stati oggetto degli incontri scientifici,
svoltesi in quattro date tra maggio e giugno
presso l’Aula Magna dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di
Bari, messa gentilmente a disposizione della
Sede Provinciale dal Presidente Dott. Filippo
Anelli.
Il programma scientifico ha previsto quattro
moduli, aperti a medici specializzandi e medici
corsisti del CDF in Medicina Generale. Ciascun
modulo è stato tenuto da specialisti di assoluto riferimento scientifico nel proprio campo di
pertinenza, ed ha abbracciato nozioni di Medicina ambulatoriale, specialistica, d’urgenza e
legale. Molti gli argomenti trattati, tra i quali:
Organizzazione del servizio di 118 e la gestione delle emergenze nel territorio, con relativi
aspetti medico-legali; Principi di Semeiotica
Ecografica, con cenni di Anatomia e prova pratica finale con Ecografo; Diagnostica e Terapia
delle Malattie Sessualmente Trasmissibili e delle neoplasie cutanee correlate;
Aspetti clinici, farmacologici e medico-legali nella contraccezione d’emergenza.
Al termine degli incontri scientifici, i partecipanti hanno conseguito il relativo
giovani G
medici day
74 | Notiziario | Ottobre 2013
rande successo per il primo appunta-
to, hanno chiesto alle Istituzioni ed alla po-
mento del “Giovani Medici Day”, che
litica risposte concrete ai 5 punti evidenziati
il 14 maggio scorso ha portato in piazza
dall’Associazione Italiana Giovani Medici
a Montecitorio centinaia di giovani camici
(SIGM) e dal Comitato Pro Concorso Nazio-
bianchi provenienti da tutta Italia al grido di
nale:
“Cambiare il Paese, per non cambiare Pae-
1. Rilancio della formazione medica post
se: riscopriamo in Italia l’orgoglio di essere
lauream a 360°, attraverso l’adeguamen-
Medici!”. Giovani che con la loro presenza
to del capitolo di spesa della formazione
hanno aderito al manifesto che, denuncian-
medica specialistica e l’adozione di un con-
do criticità e responsabilità delle politiche
tratto di formazione specifica in medicina
professionali e sanitarie adottate in passa-
generale.
Diploma di Formazione, rilasciato dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Bari.
La Prima Edizione degli “Incontri di Aggiornamento Clinico e Orientamento alla
Professione per i Giovani Medici”, è stata
improntata alla fiducia nel futuro della Medicina e dei Giovani Medici che ne faranno
parte, perché finalmente sta emergendo la
piena consapevolezza dell’importanza di
avere medici adeguatamente formati, che
possano rappresentare il pilastro su cui costruire un sistema di Governance del Sistema Sanitario di questo Paese: perseguire
l’eccellenza delle cure nel rispetto della sostenibilità del sistema.
Gli incontri scientifici sono stati anche una
Tra le altre iniziative del S.I.G.M., i Gazebo in Piazza
organizzati nell’ambito del Progetto Diabete
vetrina delle molte progettualità ed iniziative messe in campo dalla Sede Provinciale
S.I.G.M. di Bari, tra le quali spiccano i Gazebo in Piazza organizzati nell’ambito del
“Progetto Diabete”, nei quali sono stati misurati gratuitamente ai cittadini i valori
di glicemia e pressione arteriosa; il bando di concorso per progetti di ricerca
scientifica in campo medico.
2. Riforma immediata del concorso di acces-
4. Riconfigurazione del trattamento previ-
so alle scuole di specializzazione, nel segno
denziale dei medici (con particolare riferi-
del merito e della trasparenza.
mento ai giovani professionisti ed al duplice
3. Corretta programmazione (quantitativa
iniquo inquadramento Inps/Enpam dei me-
e qualitativa) del fabbisogno di professio-
dici in formazione specialistica) ed indivi-
nalità mediche da formare ed adozione di
duazione dei vertici previdenziali a suffragio
politiche di sostegno all’accesso dei giovani
universale.
medici al mondo del lavoro in modi (supera-
5. Sostenere l’accesso alla ricerca, vero vo-
mento del precariato) e tempi che siano in
lano di sviluppo per la sanità e per il paese,
linea con l’europa (riconoscimenti che ridu-
dei giovani medici al pari di quanto avviene
cano il divario tra neoassunti e fasce apicali.
nell’UE.
Ottobre 2013 | Notiziario | 75
FORMAZIONE
VALORIZZARE LE
NUOVE ENERGIE:
L’OSSERVATORIO GIOVANI
PROFESSIONISTI
L’Osservatorio dei Giovani Medici ed Odontoiatri, istituito dalla FNOMCeO,
intende colmare il gap generazionale e avvicinare i giovani al mondo della professione
e dei suoi organi di rappresentanza
di ANTONIO VELLUTO
Antonio Velluto
Medico in Formazione
Specifica in Medicina Generale,
Componente Osservatorio
Giovani Professionisti Medici
e Odontoiatri
[email protected]
76 | Notiziario | Ottobre 2013
L
a FNOMCeO ha istituito l’Osservatorio
idonee a garantire la formazione di gruppi
dei Giovani Medici ed Odontoiatri, al
dirigenti professionali nell’ambito delle istitu-
fine di ampliare la capacità di rappre-
zioni ordinistiche.
sentanza professionale della Federazione e
Con questa iniziativa la FNOMCeO interpre-
degli Ordini, raggiungendo strati della pro-
ta quindi una necessità strategica dei giovani
fessione medica e odontoiatrica ancor poco
professionisti, che consiste nell’affrontare e
coinvolti nella vita attiva delle istituzioni pro-
cercare soluzioni a problematiche relative a
fessionali e conseguentemente lontani dai
un sistema formativo lungo e in salita, il qua-
loro orizzonti di valutazione e di intervento.
le spesso non fornisce sufficienti competenze
Tale organismo persegue i seguenti obiettivi:
e technical skills per accedere ad un mondo
• promuovere e valutare la qualità della for-
del lavoro che riduce sempre più le tutele,
mazione post laurea e specialistica, favoren-
dilata le aree di precariato e non favorisce
do l’inserimento competente ed esperto dei
la costruzione di un progetto professionale
giovani nel mondo del lavoro con tempisti-
stabile.
che ristrette;
Nel corso dei lavori dell’Osservatorio è emer-
• vigilare sulle caratteristiche economico-
sa la necessità di reperire dati e numeri per
normative e deontologiche delle prime oc-
avere una precisa definizione delle tema-
cupazioni affinchè siano coerenti ai profili
tiche oggetto di studio. In questa ottica e
di autonomia e responsabilità dell’esercizio
per meglio descrivere fenomeni altrimenti
professionale;
difficilmente indagabili, visti gli enormi bias
• favorire l’accesso ad attività formative in-
presenti in letteratura, l’Osservatorio dei
tegrative che soddisfino bisogni emergenti
Giovani Professionisti, con l’approvazione e
di know how, competenze e technical skills
il sostegno della Federazione, ha ritenuto di
idonei a favorire l’ingresso nel mercato del
proporre un’indagine conoscitiva sulla pro-
lavoro professionale;
grammazione dell’accesso dei professionisti
• promuovere e valorizzare energie e culture
nel mondo del lavoro, allo scopo di:
I membri dell’Osservatorio Giovani Medici
e Odontoiatri
Insediatosi nel settembre 2012, l’Osservatorio è costituito da 16
giovani medici e 5 giovani odontoiatri, integrati attualmente da un
esperto nominato dal Comitato Centrale, designati dalle rispettive commissioni di Albo e approvati dal Comitato Centrale.
A coordinare i lavori sono la dott.ssa Giulia Zonno (BS) e il dott.
Domenico Montemurro (PD), mentre referente per il Comitato
Centrale è il dott. Roberto Stella.
Ottobre 2013 | Notiziario | 77
1. ottenere informazioni sugli esiti occupazionali dei professionisti;
2. conoscere la spendibilità/fruibilità
del titolo formativo in relazione allo
stato
occupazionale
(occupazione,
sotto-occupazione, inoccupazione) a
alla valorizzazione della iniziale scelta
vocazionale;
3. valutare il grado di soddisfazione
sull’organizzazione dei percorsi formativi e la loro funzionalità nella preparazione del professionista all’accesso nel
mondo del lavoro;
4. monitorare il tipo di contratto in essere, il profilo assicurativo e di responsabilità assunta, i tempi di attesa per
l’accesso alla professione;
5. valutare il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei giovani professionisti alla vita associativa e ordinistica e
conoscenza degli aspetti previdenziali;
6. valutare la conoscenza all’interno
della “cornice” SSN degli strumenti di
innovazione del modo di intendere la
sanità (organizzazione) e la medicina
(formazione). Ad esempio FSE, clinical
governance, HTA etc.
Giovani medici e accesso
al mondo del lavoro: la ricerca
L’Osservatorio organizzerà una ricerca che intende esplorare il rapporto
tra giovani professionisti, formazione e accesso alla professione medica.
78 | Notiziario | Ottobre 2013
COMPOSIZIONE OSSERVATORIO
SUI GIOVANI PROFESSIONISTI
Coordinatori: Dr.ssa Giulia ZONNO, Dr. Domenico MONTEMURRO
Componente medica:
1. Pasquale ALBANESE, Segretario Omceo Catania
2. Lorenzo CAPASSO, Consigliere Omceo Chieti
3. Alessandro CONTE, Udine 4. Virgilio DE BONO, Revisore dei Conti supplente Omceo Roma
5. Pierino DI SILVERIO, Consigliere Omceo Napoli
6. Giuliana GROSSI, Consigliere Omceo Taranto
7. Laura IORIO, Revisore dei Conti Omceo Como
8. Domenico MONTEMURRO, Padova
9. Carlo PIREDDA, Revisore dei Conti supplente Omceo Cagliari
10. Alice POZZETTO, Gorizia
11. Celeste RUSSO, Esecutivo nazionale FIMMG
12. Angelica SALVADORI, Revisore dei Conti Omceo Torino
13. Marco TESCIONE, Consigliere Omceo Reggio Calabria
14. Luigi TRAMONTE, Palermo
15. Antonio VELLUTO, Bari
16. Giulia ZONNO, Coordinatrice Nazionale Sezione Speciale FIMMG Formazione
Componente odontoiatrica:
1. 2. 3. 4. 5. Marcomaria CAPPELLO, Varese
Luca DI LORETO, Chieti
Tiziano PALMA, Ascoli Piceno
Maria Amelia POMARICO, Taranto
Valentina SOLIMANDO, B.A.T.
Esperti:
Dr.ssa Carla Fundoni, Consigliere Omceo Sassari
REFERENTE del Comitato Centrale: Dr. Roberto STELLA
L’indagine, che ha nei medici abilitati negli ultimi 10 anni la popolazione
di riferimento, prenderà il via a breve e sarà realizzata attraverso un
questionario somministrato via mail. Per questa come per ogni iniziativa di
attività e ricerca, l’Osservatorio si avvale della competenza e delle strutture
del Centro Studi della FNOMCeO.
FORMAZIONE
che devo fare?
Professione e rispetto
dei valori nel contesto sociale
Bilancio del primo anno della Scuola di Etica Pubblica, organizzata
in collaborazione con l’Associazione “Cercasi un fine”. Tra politiche sanitarie,
scelte difficili, mutamenti tecnico-scientifici e solitudine del medico
Antonio Amendola
Consigliere OMCeO - Bari,
specializzato
in Anestesiologia e Rianimazione
e in Medicina Interna
[email protected]
80 | Notiziario | Ottobre 2013
S
i è concluso, il 25 maggio scorso,
che oggi inducono a sceglierla, per poi pas-
il programma del primo anno della
sare ad una stretta analisi riguardo alla im-
Scuola di Etica Pubblica, organizzata
prescindibile necessità di conciliare la com-
dall’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odonto-
petenza professionale con l’eticità e quindi,
iatri della Provincia di Bari in collaborazione
successivamente, affrontare il problema del-
con l’Associazione “Cercasi un fine”.
la presa in carico dei pazienti nel senso più
Il programma era articolato in 7 incontri mo-
completo del termine e, pertanto, del ne-
notematici che prevedevano una prima fase
cessario coinvolgimento di altre figure pro-
costituita da una relazione in merito al tema
fessionali operanti in campo sanitario, con i
dell’evento e una seconda fase in cui tutti i
conseguenti aspetti relazionali e di indero-
partecipanti venivano attivamente coinvolti
gabile competenza professionale.
in un lavoro a piccoli gruppi, seguito poi da
Si è poi proseguito con una approfondita
una discussione finale.
valutazione degli aspetti legali nella Profes-
Gli argomenti affrontati sono stati i più vari,
sione, analizzati da un magistrato. Ciò ha
ma scelti in modo da abbracciare a tutto
determinato un confronto molto serrato, ma
tondo le problematiche etiche della nostra
allo stesso tempo costruttivo, tra due profes-
Professione.
sioni che dovrebbero sicuramente dialogare
Si è partiti dalla disamina delle motivazioni
molto di più per poter comprendere le
Ottobre 2013 | Notiziario | 81
reciproche grandi problematiche, superare
mato quella che è stata l’idea, condivisa da
fattivamente le possibili incomprensioni e,
tutto il Consiglio Ordinistico, della necessi-
quindi, congiuntamente pretendere dal Le-
tà di avviare un progetto riguardante l’Etica
gislatore un assetto normativo coerente con
medica in quanto tale campo è quello più
la delicatezza e la peculiarità della nostra
direttamente interessato dai profondi muta-
Professione.
menti scientifico-tecnologici, dagli interventi
Si è poi affrontato il tema relativo alle scelte
di tipo legislativo nonché dalla più stretta
da operare in campo etico nonché dei fre-
partecipazione dei pazienti in merito alle
quenti dilemmi che sempre più attanagliano
decisioni terapeutiche. La velocità di evolu-
il Medico, considerato il costante progredire
zione di tali fattori di mutamento è tale che
delle possibilità terapeutiche e tecnologiche
in alcuni casi specifici nemmeno il Codice di
assistenziali, nonché l’evoluzione del rappor-
Deontologia professionale può risultare pie-
to medico-paziente.
namente dirimente e questo comporta da
Una giornata è stata dedicata alla valutazio-
parte del Medico il domandarsi, spesso in
ne delle politiche sanitarie poste in essere
perfetta solitudine: “Che devo fare?”.
a livello nazionale e soprattutto regionale e
E proprio per ovviare a questo senso di
agli inevitabili conflitti etici che esse gene-
solitudine, per confrontare le reciproche
rano, soprattutto quando dettate da criteri
posizioni, per far comprendere la necessi-
puramente economicistici, nella quotidianità
tà di coinvolgimento della nostra categoria
dell’esercizio professionale in tutti i settori
a quanti, pur estranei alla Professione, in-
Nichi Vendola.
Il Presidente della Regione
Puglia è intervenuto nel corso
della giornata conclusiva della
Scuola di Etica Pubblica
SCUOLA DI ETICA PUBBLICA. 7 incontri per riscoprire il senso etico
della professione del medico. Un corso biennale a cadenza mensile rivolto
ad un massimo di 70 partecipanti
assistenziali e alla necessità, quindi, di un
fluenzano con il loro operato e con le loro
coinvolgimento anche dei legittimi rappre-
decisioni la nostra pratica quotidiana che si
sentanti della Professione Medica nella fase
è sviluppato il programma del primo anno.
di stesura dei dispositivi normativi al fine di
D’altronde solo lo stretto connubio tra com-
considerarne l’impatto in campo deontolo-
petenze professionali e rispetto dei valori e
gico.
delle regole conferisce a tutti noi autorevo-
La giornata conclusiva ha visto la partecipa-
lezza e dà piena attuazione al nostro ruolo
zione del Governatore della Regione Puglia
sociale.
che ha affrontato il tema del ruolo del Me-
Mi sembra a questo punto imprescindibile
dico nell’ambito della comunità e della sua
impegnarsi per portare a conclusione il pro-
posizione strategica nei confronti soprattut-
getto complessivo con l’organizzazione del
to dei più deboli, delle fragilità sociali e indi-
programma del secondo anno, ringrazian-
viduali, evidenziando in particolare la stretta
do tutti i partecipanti e i relatori che hanno
correlazione esistente tra la buona pratica
contribuito ad una così valida riuscita della
medica e la necessaria “buona” gestione
Scuola di Etica. Un ringraziamento partico-
delle politiche sanitarie pur nell’ottica della
lare a Don Rocco D’Ambrosio per l’impegno
razionalizzazione delle risorse.
e la collaborazione nell’organizzazione del
Tutte le giornate hanno visto una partecipa-
programma, ma soprattutto per la sua capa-
zione molto attenta di numerosi colleghi, i
cità di essere prete nel vero senso del ter-
quali hanno animato con vari interventi sia
mine, tanto da riuscire a non imporre alcuna
il momento di lavoro a piccoli gruppi, che
preconcetta posizione etica e a dialogare
quello della discussione plenaria. Tale livello
serenamente anche con un laico convinto
di coinvolgimento partecipativo ha confer-
come il sottoscritto.
L’etica medica è
al centro di un dibattito
che investe progressi
scientifico-tecnologici,
interventi legislativi e una
più ampia partecipazione
del paziente nei processi
decisionali
Ottobre 2013 | Notiziario | 83
commissioni
L’Omeopatia
e le altre facce
della medicina
Le medicine complementari sono sempre più utilizzate
dai cittadini, a cui va garantita informazione, libertà di scelta
terapeutica e sicurezza. A questo scopo l’Ordine ha istituito
una Commissione dedicata alle medicine complementari,
che si appresta a istituire un apposito Albo
di PIETRO SCALERA, PIETRO VICENTI
Pietro Scalera
Consigliere OMCeO - Bari,
specializzato
in Chirurgia Generale
[email protected]
84 | Notiziario | Ottobre 2013
Pietro Vicenti
specializzato
in Farmacologia
[email protected]
Agopuntura, Fitoterapia, Omeopatia
alla luce della nuova normativa
CONVEGNO ISTITUZIONALE
Promotore: Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Bari
Sede: Bari
Data: 19 Ottobre 2013
Obiettivi: informare gli iscritti sulla nuova normativa
delle medicine non convezionali e della istituzione del registro presso
l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bari
Interverranno:
Agopuntura: dr.ssa Erminia Caldiron - Medico agopuntore consigliere Fisa, Verona
Omeopatia: dr. Marco Cappelletti - Medico omeopata direttore didattico “Leon Vannier”, Roma
Fitoterapia: dr. Pietro Putignano Fitoterapeuta endocrinologo ospedale di Monza
Destinatari: medici chirurghi e odontoiatri
Consulta il programma definitivo sul sito dell’Ordine www.omceo.bari.it
Ottobre 2013 | Notiziario | 85
Scuola Triennale
di Omeopatia
e Fitoterapia
Al via l’8 ottobre le lezioni
della scuola Triennale
di Omeopatia e Fitoterapia,
patrocinata dall’Ordine
dei Medici di Bari. Il Corso
è rivolto a Medici, Odontoiatri,
Veterinari e Farmacisti
e laureandi delle rispettive
Facoltà. Il monte ore
del corso darà diritto
all’iscrizione, secondo quanto
previsto alla normativa vigente
per i Medici, al Registro
degli esperti in Omeopatia,
istituito presso l’Ordine
Professionale di Bari.
Per maggiori informazioni,
contattare la Segreteria:
Sig. Marica, 331 8593239
ore 16.30-20.00
L
86 | Notiziario | Ottobre 2013
e medicine complementari rappresen-
di Bari ha evidenziato la necessità di garanti-
tano approcci medici molto antichi, da
re ai cittadini la più ampia libertà possibile di
sempre utilizzati nelle diverse tradizioni
scelta terapeutica, assicurando loro anche il
popolari. Nel recente passato esse si sono
più elevato livello di sicurezza e l’informazione
evolute a fianco della medicina moderna. Il
più corretta sull’innocuità, la qualità, l’efficacia
fenomeno dello sviluppo e della diffusione
di tali medicinali e il possesso di requisiti spe-
delle medicine complementari è un fatto ac-
cifici dei medici esercenti tali pratiche. A tale
quisito a livello mondiale, in Oriente come in
scopo ha costituito la commissione “Omeo-
Occidente, tanto che il riconoscimento e la
patia e le altre facce della medicina”.
tutela del patrimonio culturale delle medicine
Secondo un’indagine di DoxaPharma presen-
complementari hanno interessato le principa-
tata lo scorso anno da Omeoimprese (l’asso-
li istituzioni a cominciare dall’Organizzazione
ciazione italiana che rappresenta il 90% delle
mondiale della sanità (OMS).
aziende distributrici e produttrici di medicinali
Ancorché la medicina accademica costituisca
omeopatici) “un italiano su 6 usa l’omeopa-
il pensiero medico istituzionale e come tale
tia”. I medicinali omeopatici sono sempre più
venga adottata dal Servizio sanitario nazio-
presenti nell’armadietto dei medicinali degli
nale (SSN), le medicine complementari sono
italiani. Si stima che ci siano in Italia undici
sempre più utilizzate dai cittadini che ricerca-
milioni di utilizzatori, il 18,5% della popolazio-
no per la cura della propria salute soluzioni te-
ne; dopo Francia e Germania il terzo mercato
rapeutiche più ampie rispetto a quelle offerte
europeo. Dal rapporto emerge però che una
dalla sola medicina accademica. L’Ordine dei
buona fetta di italiani conosce poco al riguar-
Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia
do e vorrebbe saperne di più soprattutto da
A
Elenchi professionisti esercenti
l’agopuntura, la fitoterapia, l’omeopatia
tutela della salute dei cittadini e a garanzia del corretto esercizio della professione medica
è impellente regolamentare la formazione dei medici chirurghi e odontoiatri che esercitano
l’Agopuntura, la Fitoterapia e l’Omeopatia creando appositi elenchi/albi dei professionisti abilitati.
I medici interessati a figurare negli Albi dovranno presentare (brevi manu o per posta) la documentazione attestante i corsi di formazione frequentati e gli attestati/diplomi in possesso.
A tal fine si rammenta che la nuova normativa che entrerà in vigore trascorsi ventiquattro mesi
dall’emanazione del documento “Regolamentazione dell’Esercizio dell’Agopuntura, della Fitoterapia e dell’Omeopatia da parte dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri” emanato il 20 dicembre 2012
dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome prevede che i corsi di formazione in
Agopuntura, Fitoterapia, Omeopatia abbiano una durata di almeno 400 ore di formazione teorica
cui aggiungere 100 ore di pratica clinica, con una durata dei corsi non inferiore a tre anni, con
rilascio di attestato da parte di soggetti pubblici e privati accreditati alla formazione.
In questa fase transitoria i criteri sufficienti – almeno uno – per l’ammissione agli elenchi distinti
dei medici chirurghi e degli odontoiatri esercenti Agopuntura, Fitoterapia, Omeopatia sono:
a) attestato rilasciato al termine di un corso nella disciplina oggetto della presente regolamentazione, di almeno 300 ore di insegnamento teorico-pratico, della durata almeno triennale e verifica
finale;
b) attestato rilasciato al termine di un corso nella disciplina oggetto della presente regolamentazione, di almeno 200 ore di insegnamento teorico-pratico, ed almeno 15 anni di esperienza clinica
documentata;
c) attestazione di iter formativo costituito da corsi anche non omogenei che permettano, per il programma seguito e per il monte ore svolto, di aver acquisito una competenza almeno pari a quella
ottenibile con corsi di cui al punto a) e b);
d) documentazione di almeno otto anni di docenza nella disciplina oggetto della presente regolamentazione presso un soggetto pubblico o privato accreditato alla formazione che, a giudizio della
commissione, possegga requisiti didattici idonei.
La commissione
sulle medicine
alternative
La commissione
“Omeopatia e le altre
facce della Medicina”,
che si è insediata il
giorno 5 dicembre 2012
presso la sede dell’Ordine
alla presenza del vice
presidente dell’Ordine dott.
Franco Lavalle è composta
dai seguenti membri:
Pietro Scalera (Altamura)
Coordinatore,
Pietro Vicenti (Altamura)
Segretario,
Giuseppe Calò (Bari),
Nicla Campobasso (Bari),
Rosanna Clemente
(Adelfia),
Lorenzo Cristofori (Bari),
Gemma D’Angelo (Bari),
Giuseppe De Rosa (Grumo
Appula),
Giovanna Del Buono Zora
(Bari),
Pasquale Delmedico (Bari),
Giovanni Luiso (Bitonto)
Medici o Farmacisti.
e degli Ordini professionali quali autorità ga-
Appare quindi evidente quanto necessaria sia
ranti della formazione dei professionisti che
l’opera di informazione a vantaggio e tutela
dovranno esercitare le discipline di Medicina
dei cittadini che la Commissione ha messo tra
Complementare in Italia.
i compiti a breve scadenza.
In considerazione di ciò quindi la Commissio-
Le delibere FNOMCeO di maggio 2002 “Li-
ne si è data tra le priorità:
nee guida sulle medicine e pratiche non con-
• lo studio e l’approfondimento delle suddet-
venzionali” e di dicembre 2009 “Linee guida
te delibere e documenti;
per la formazione nelle medicine e pratiche
• l’istituzione, presso l’Ordine, degli appositi
non convenzionali riservate ai medici chirur-
registri dei professionisti esercenti la profes-
ghi e odontoiatri” sanciscono come atto me-
sione di Omeopati, Fitoterapeuti, Agopunto-
dico e oggetto di attività riservata, le medici-
ri;
ne e pratiche non convenzionali: agopuntura,
• un convegno istituzionale circa lo Stato
fitoterapia, omeopatia, omotossicologia, me-
dell’Arte delle Medicine Complementari in
dicina antroposofica, ayurvedica, medicina
Puglia;
tradizionale cinese.
• la costituzione, in collaborazione con gli
Anche la recente “Regolamentazione dell’E-
Ordini dei Medici delle varie province, di una
sercizio dell’Agopuntura, della Fitoterapia e
commissione presso la Regione Puglia che
dell’Omeopatia da parte dei Medici Chirurghi
certifichi le scuole riconosciute a rilasciare il
ed Odontoiatri” emanata il 20 dicembre 2012
titolo specifico di Omeopata, Fitoterapeuta e
dalla Conferenza delle Regioni e delle Provin-
Agopuntore per poter essere iscritto nel regi-
ce Autonome ribadisce il ruolo delle Regioni
stro tenuto presso l’Ordine.
Ottobre 2013 | Notiziario | 87
conv e g ni
La Dieta Mediterranea:
uno stile di vita
Considerata dall’Unesco tesoro della cultura dell’Umanità, la dieta mediterranea
riduce il rischio di malattie cardiovascolari e di certi tipi di cancro. Messa in crisi
dalla globalizzazione dei consumi alimentari, viene riscoperta dalla medicina
e dai ricettari. Soprattutto negli USA
di NICOLA CIAVARELLA
Nicola Ciavarella
specializzato
in Medicina Interna,
Ematologia,
Farmacologia Clinica
[email protected]
L
a dieta mediterranea è riconosciuta
ricano, che visitò il sud Italia nei primi anni
come lo standard dell’alimentazione
post-bellici. Attualmente, proprio nel sud Eu-
sana. Per questo nel 2010 l’UNESCO
ropa, tale dieta è in crisi a causa della globa-
(Unified Nations Educational Scientific and
lizzazione dell’alimentazione “occidentale”,
Cultural Organization) l’ha inserita tra i beni
ricca di carboidrati raffinati, grassi saturi, car-
immateriali e i tesori della cultura dell’Umani-
ne rossa e dolci.
tà. I numerosi dati scientifici disponibili hanno
Fortunatamente, molti studi anche recenti
dimostrato, senza alcun dubbio, che l’aderen-
hanno confermato i grandi benefici della die-
za alla dieta mediterranea riduce il rischio di
ta mediterranea nella prevenzione secondaria
malattie cardiovascolari, certi tipi di cancro e
e primaria dell’aterotrombosi. In più, recenti
alcune malattie cerebrovascolari degenerati-
studi, hanno puntato sulle proprietà nutri-
ve, come l’Alzheimer e il Parkinson. Inoltre,
zionali del cibo in toto e dei suoi costituenti
contrasta le malattie cosiddette non trasmis-
piuttosto che sui macronutrienti (come le pro-
sibili come l’obesità, il diabete, l’ipertensione
teine, i carboidrati e i grassi) o sui micronu-
e l’aterosclerosi, che hanno assunto nel tem-
trienti (come le vitamine e i minerali). Sin dagli
po caratteri epidemici a livello mondiale.
anni ‘50 e ‘60 vari ricercatori ed epidemiologi,
La dieta mediterranea classica è costi-
avevano cercato una prova della relazione tra
tuita essenzialmente da un consumo
i grassi della dieta e le cardiopatie. Essi pun-
elevato di olio di oliva, di frutta, di
tavano l’attenzione in particolare sul coleste-
semi (mandorle, noci), cereali non
rolo nel cibo. Società come l’AHA (American
raffinati, verdure, legumi, consu-
Heart Association) avevano elaborato della
mo moderato di pesce e di pol-
linee-guida sull’alimentazione, suggerendo la
lame; uso moderato di vino (rosso
riduzione del consumo di grassi e sostituendo
ai pasti); basso consumo di latticini
88 | Notiziario | Ottobre 2013
i grassi animali coi polinsaturi.
(parzialmente scremati) e di carne e
Sono cominciati a comparire libri di cucina
derivati e raro uso di dolci. In realtà,
con l’intento di promuovere un cuore sano,
questa dieta così sobria rispecchia la cu-
riducendo i grassi della dieta e in particolare
cina “povera” dei contadini al tempo della
il colesterolo. I coniugi Gofman pubblicava-
II guerra mondiale e sarà poi “scoperta” dal
no così “The low fat, low cholesterol Diet” o
fisiologo ed epidemiologo Ancel Keys, ame-
“Dietary prevention and treatment of heart
La Dieta Mediterranea:
uno stile di vita
Il ruolo del medico nella prevenzione delle malattie cardiovascolari
NOICATTARO (BA) - 19 OTTOBRE 2013 - MASSERIA SANRA’
disease”. Infine, i coniugi Keys ebbero molto successo coi libri di cucina “Eat Well and
Stay Well” del 1959 o il più recente “How
to eat well and stay well the Mediterranean
way” del 1975, in cui insieme alla dieta sana
per il cuore, aggiungevano anche lo stile di
vita, nel senso greco (dieta in greco significa stile di vita) caratterizzato anche da esercizio fisico moderato. Dal 1980 ogni 5 anni
vengono pubblicate le linee-guida per gli
Ore 08:30
Ore 09:00 Ore 09:30 Ore 10:00 Ore 10:30 Ore 11:00 Ore 11:30
Ore 12:00 Ore 12:30 Ore 13:00 Ore 15:00 Ore 17:00 REGISTRAZIONE PARTECIPANTI
Presentazione del convegno N. Ciavarella/F. Anelli
Dieta Mediterranea e infiammazione sub-clinica
G. de Gaetano
Dieta Mediterranea e protezione contro le malattie
croniche degenerative M.B. Donati
Dieta Mediterranea nello studio Moli-sani L. Iacoviello
CoffEe-Break
Nutrigenomica, alimenti e geni A. Moschetta
Frutta, verdura e olio d’oliva: principali protagonisti
della Dieta Mediterranea L. Dell’Erba
La Dieta Mediterranea: alimenti e metabolismo A. Capurso
Lunch
Costituzione di 4 gruppi di lavoro con Tutor
sull’alimentazione (dieta) per:
1. diabetici
2. obesi
3. pazienti con malattie cardiovascolari
4. pazienti con tumori
Tavola rotonda
Americani (Dietary Guidelines for Americans)
da parte del dipartimento dell’agricoltura
(USDA) e dal dipartimento dei servizi umani
e di salute. Le linee-guida danno i suggerimenti utili per evitare le malattie degenerative o non trasmissibili e cioè mangiare più
frutta e verdura e noci, limitare le carni rosse
e i latticini, consumare più pesce e pollame,
ridurre il sale e gli zuccheri, impiegare l’olio
d’oliva e sostituire i cereali raffinati con quelli
integrali. In tale occasione, le autorità americane hanno anche promosso delle icone
nutrizionali, come la “My Pyramid” (2005) o
“My Plate” (2011), che di fatto promuovono
Iniziative collaterali
1. Ore 10:00/13:00
Corso di cucina interattivo
• La cucina dei sapori e dei saperi A. de Rosa
• Stili alimentari per corretta alimentazione D. Maggi
• Il piacere della tavola e della salute M. Galena
• Cucina pugliese G. Boccomino
2. Ore 15:00/17:00
Gara dei medici cuochi sulla cucina mediterranea
3. Ore 17:00
TAVOLA ROTONDA: coordinatrice Maria Laura Bonaccio
“La Dieta Mediterranea ai tempi della crisi”
presentazione dei libri sulla Dieta Mediterranea
4. Ore 18:00
PREMIAZIONE CON GIURIA
COCKTAIL DI CHIUSURA
le caratteristiche della dieta mediterranea.
Ottobre 2013 | Notiziario | 89
INDAGINI
La Febbre
Mediterranea
Familiare:
Il caso di Altamura
Malattia ereditaria rara che appartiene al gruppo delle “febbri periodiche”
e sindromi autoinfiammatorie di cui sono stimati circa 1000 casi in Italia. è la febbre
mediterranea, che presenta una significativa concentrazione di casi ad Altamura
di Pietro Scalera,
Antonio Maria Denora,
Giuseppe Scaccianoce,
Piero Portincasa
L
a
Familiare
nelle popolazioni armene, arabe, turche e
(FMF) è una malattia rara che appar-
Febbre
Mediterranea
tra gli ebrei Sefarditi (non-Ashkenazi). Con
tiene al gruppo delle “febbri periodi-
l’avvento dei test genetici la FMF è stata
che” e sindromi autoinfiammatorie. è una
documentata con aumentata frequenza tra
malattia genetica ereditaria che si trasmette
gli italiani delle regioni meridionali, ed al-
con modalità autosomica recessiva. Il gene
tre popolazioni del mediterraneo3. Da qui
MEFV è stato localizzato sul cromosoma 16
la denominazione di Febbre Mediterranea
ed è stato clonato da due gruppi di ricerca
Familiare.
differenti nel 1997 ; sono state riconosciu-
Generalmente la FMF inizia a manifestarsi
te numerose mutazioni e la più frequente è
prima dei vent’anni di età. è caratterizzata
la M694V. Il gene MEFV codifica per la pro-
da episodi di febbre ricorrente che insor-
teina pirina (marenostrina, dal latino mare-
gono acutamente, di breve durata (1-3gg)
nostrum), coinvolta nei meccanismi infiam-
e che possono associarsi a infiammazione
matori e nella regolazione del cosiddetto
delle sierose (pleura, pericardio, peritoneo,
“inflammosoma” del nostro organismo.
membrane articolari). Frequenti i dolori ad-
La malattia è stata dapprima identificata
dominali e/o toracici con fugace versamen-
1, 2
90 | Notiziario | Ottobre 2013
to a livello delle sierose e interessamento
Per diagnosticare la malattia è necessario
articolare. Possibili le manifestazioni cuta-
dapprima conoscerla e distinguerla da altre
nee tipo erisipela, mialgie, infiammazione
condizioni febbrili e infiammatorie5. Sicura-
testicolare acuta, afte orali, splenomegalia
mente la periodicità degli attacchi dolorosi
e meningite asettica. I periodi intercriti-
febbrili con artralgie e sierositi associate,
ci (15 giorni, un mese o intervalli più lun-
nonché la familiarità della sintomatologia,
ghi), sono caratterizzati da buona salute.
sono un buon punto di partenza. Nella
Una temibile complicanza della FMF non
fase acuta la FMF si associa all’aumento
adeguatamente trattata è rappresentata
dei markers di infiammazione (VES, PCR,
dalla amiloidosi AA, secondaria allo stato
beta-2 microglobuina, sieroamiloide A, fi-
di infiammazione cronica. L’amiloidosi può
brinogeno e leucociti neutrofili). Possono
comparire molti anni dopo o anche prima
aumentare alcune immunoglobuline come
delle classiche manifestazioni della FMF. La
IgA e IgD e si può riscontrare proteinuria tra
progressione della amiloidosi può causare
gli attacchi dolorosi, nel caso in cui sia già
una insufficienza renale irreversibile fino alla
presente danno renale. Tipicamente, la dia-
dialisi ed al trapianto di rene4.
gnosi si basa su tre fattori: manifestaOttobre 2013 | Notiziario | 91
Tabella 1
Criteri di Tel Hashomer per la diagnosi
di Febbre Mediterranea Familiare (FMF) 6
Criteri maggiori
1. Episodi febbrili ricorrenti associati a peritonite, pleurite o sinovite
2. Amiloidosi tipo AA in assenza di malattie predisponenti
3. Risposta alla somministrazione di colchicina
Criteri minori
1. Episodi febbrili ricorrenti
2. Eritema eresipela-like
3. Storia familiare positiva per FMF nei familiari di primo grado
Diagnosi definitiva
2 criteri maggiori o 1 maggiore e 2 minori
Diagnosi probabile
1 criterio maggiore ed 1 minore
zioni cliniche, risposta terapeutica alla colchi-
matologia, è possibile considerare farmaci
cina (v. dopo) e test genetici. Da sottolineare
biologici attivi sull’interleuchina 1 (Anakinra,
che la genetica non è attualmente in grado
Rinolacept, Canakinumab) o antagonisti del
di identificare tutte le possibili mutazioni del
TNF-α(Etanercept). Tuttavia l’utilizzo di questi
gene FMF, che sono ad oggi più di 280 ed
farmaci è da considerare off-label.
in costante aumento. Esistono poi dei criteri clinici “maggiori”, “minori” e di supporto,
denominati di Tel-Hashomer, dalla città in cui
furono proposti6 che, in associazione variabile, permettono di raggiungere una ottima
Nella nostra casistica, ad oggi, abbiamo identificato oltre 40 pazienti affetti da FMF di cui
sensibilità (95%) e specificità (99%), pur con
circa il 70% da Altamura; i restanti tra Mate-
i limiti legati a differenze nelle popolazioni
ra, Potenza, Toritto e Acquaviva. L’età media
(Tabella 1).
alla diagnosi oscillava tra i 25 e 55 anni con
La migliore terapia per la FMF è la colchicina
un’attesa media di 9 anni prima di certifica-
somministrata giornalmente a vita. La colchi-
re la diagnosi. I pazienti afferiscono ad oltre
cina è un alcaloide conosciuto già nell’anti-
20 gruppi familiari in cui si riscontrano due o
chità ed estratto da piante come il Colchicum
più casi. La più alta concentrazione di casi ad
autumnale . Impiegata da tempo per il
Altamura rappresenta un caso emblematico.
trattamento della gotta, delle condrocal-
Probabilmente occorre risalire alla storia di
cinosi e recentemente delle pericarditi
questa città che è strettamente connessa con
ricorrenti, la colchina è estremamente
quella di un grande imperatore: Federico II di
7
antinfiammato-
Svevia, il Puer Apuliae [Cesare Colafemmina:
rio nella FMF per il controllo
Ebrei e cristiani novelli ad Altamura, 1979]8.
dei sintomi e la prevenzione
A lui è dovuta la rinascita della città, dopo un
efficace
92 | Notiziario | Ottobre 2013
Storia, genetica e clinica
in Altamura
come
della amiloidosi e quindi del-
lungo periodo di decadenza, con l’edificazio-
la insufficienza renale. L’impat-
ne nel 1232 della splendida cattedrale. Nello
to sulla qualità di vita dei pazienti
stesso tempo con un editto incentivò l’immi-
in trattamento è pertanto enorme. In
grazione di popolazioni dalle contrade vicine
caso di insufficiente controllo della sinto-
ma anche di greci, mori ed ebrei. Fu così che
BIBLIOGRAFIA
venne a costituirsi il nucleo originario della
presa di coscienza del fenomeno FMF. Molti
città che mantenne queste caratteristiche di
soggetti possono avere sintomi assai sfumati
multi etnicità per circa 3 secoli. Dopo il 1510,
o essere solo portatori sani della mutazion4, 9.
a seguito delle conversioni forzate al catto-
Sicuramente la comunità medica di Altamura
licesimo e dell’editto di espulsione emanato
risulta ora sensibile al problema e si è lavo-
da Re Ferdinando il Cattolico, della comunità
rato in questi anni per creare un gruppo di
ebraica di Altamura, fino ad allora fiorente ed
studio particolarmente attento alla proble-
integrata nel tessuto sociale, si perdono le
matica. Il numero di pazienti con FMF si è
tracce. Rimane come
ampliato progressiva-
testimonianza il Clau-
mente dopo che il caso
stro Giudecca, sede
della Antica Sinagoga, il nome Giosafatte molto diffuso tra i
“n. 1”, il cui sospetto
Presso il Policlinico di Bari è stato
perfezionato l’iter diagnostico
interdisciplinare nel sospetto di FMF
fu posto proprio da
colleghi ad Altamura,
arrivò alla osservazione
cittadini di Altamura e
in Clinica Medica “A.
probabilmente anche
Murri” circa 4 anni fa.
una mutazione geneti-
Dopo la diagnosi ge-
ca sul cromosoma 16,
netica, grazie anche al
causa della FMF. è presumibile che altri nu-
contributo della Sezione di Genetica Medica
clei urbani abbiano inserito la mutazione nella
del Policlinico di Bari, sono state avviate inda-
stessa Altamura o nei dintorni.
gini dapprima sui familiari e successivamente
In Italia si stimano circa 1000 casi, partico-
in casi che presentavano una sintomatologia
larmente concentrati in Sicilia, Calabria, Pu-
simile. Casi sporadici erano già stati identifi-
glia e Basilicata. Le molteplici immigrazioni
cati clinicamente circa 20 anni fa. Pochi altri,
e dominazioni nel corso dei secoli, spiegano
con diagnosi più recente, erano sconosciuti a
l’aumento della frequenza in queste regioni
noi e tra di loro e una parte afferiva a centri
del Sud. è possibile comunque che il numero
extraregionali.
anche in Puglia sia sottostimato e destinato
Attualmente presso il Policlinico di Bari (Cli-
ad aumentare, man mano che aumenterà la
nica Medica “A. Murri”, Direttore Prof.
1) A candidate gene for familial Mediterranean fever. Nat.
Genet. 1997;17:25-31.
2) Ancient missense mutations
in a new member of the RoRet
gene family are likely to cause
familial Mediterranean fever.
The International FMF Consortium. Cell 1997;90:797-807.
3) Yepiskoposyan L, Harutyunyan A. Population genetics of
familial Mediterranean fever:
a review. Eur.J.Hum.Genet.
2007;15:911-916.
4) Ben-Zvi I, Danilesko I, Yahalom G, Kukuy O, Rahamimov
R, Livneh A, Kivity S. Risk
factors for amyloidosis and
impact of kidney transplantation on the course of familial
Mediterranean fever. Isr.Med.
Assoc.J. 2012;14:221-224.
5) La Regina M, Nucera
G, Diaco M, Procopio A,
Gasbarrini G, Notarnicola C,
Kone-Paut I, Touitou I, Manna
R. Familial Mediterranean
fever is no longer a rare disease in Italy. Eur.J.Hum.Genet.
2003;11:50-56.
6) Livneh A, Langevitz P, Zemer D, Zaks N, Kees S, Lidar
T, Migdal A, Padeh S, Pras M.
Criteria for the diagnosis of
familial Mediterranean fever.
Arthritis Rheum. 1997;40:18791885.
7) Goldfinger SE. Colchicine
for familial Mediterranean fever. N.Engl.J.Med.
1972;287:1302.
8) Colafemmina C. Ebrei e
cristiani novelli ad Altamura.
“Altamura”. Archivio Biblioteca Museo Civico Altamura,
1979-80:3-28.
9) Camus D, Shinar Y, Aamar S,
Langevitz P, Ben-Zvi I, Livneh
A, Lidar M. ‘Silent’ carriage
of two familial Mediterranean
fever gene mutations in large
families with only a single
identified patient. Clin.Genet.
2012;82:288-291.
Ottobre 2013 | Notiziario | 93
Pietro Scalera
Consigliere OMCeO - Bari,
Medico di Medicina Generale
in Altamura, ASL Bari
[email protected]
Antonio Maria Denora
Medico di Medicina Generale
in Altamura, ASL Bari
[email protected]
Giuseppe Scaccianoce
Struttura Semplice Dipartimentale
di Endoscopia Digestiva, ASL Bari,
Presidio Ospedaliero di Altamura
e Scuola di Specializzazione in
Medicina Interna, Università degli
Studi di Bari “Aldo Moro”
[email protected]
Piero Portincasa
Clinica Medica “A. Murri”,
Dipartimento di Scienze
Biomediche e Oncologia
Umana, Università degli Studi
di Bari “Aldo Moro”, Presidente
European Society for Clinical
Investigation (ESCI)
[email protected]
94 | Notiziario | Ottobre 2013
Giuseppe Palasciano) è stato perfezionato
odiche” (AIFP) con le famiglie di Altamura, il
l’iter diagnostico interdisciplinare nel sospet-
Comune di Altamura (Sindaco Dr. Mario Stac-
to di FMF con visite ambulatoriali, dosaggio
ca), l’Ordine dei Medici della Provincia di Bari
della sieroamiloide A, consulenza e analisi ge-
(Dott. Pietro Scalera), l’Università degli Studi di
netica, valutazione nefrologica ed uno stretto
Bari (Clinica Medica “A. Murri”, Prof. Giusep-
rapporto con la Medicina di Famiglia. Un gran-
pe Palasciano e Prof. Piero Portincasa; UOC
de aiuto proviene inoltre dall’Associazione Ita-
Nefrologia. Prof. Loreto Gesualdo, Sezione
liana Febbri Periodiche (http://www.febbripe-
di Genetica Medica, Dott. Alessandro Stella),
riodiche.it) che offre consigli utili ai pazienti.
la ASL Bari (Dott. Donato Piglionica e Dott.
Con il contributo della Direzione Generale del
Giuseppe Scaccianoce), una rappresentanza
Policlinico (Dott. Vitangelo Dattoli), è in corso
del gruppo degli Internisti della Magna Grecia
l’iter per l’attivazione del centro regionale di
(Prof. Francesco Perticone e Dott. Giuseppe
riferimento per FMF e febbri periodiche.
Musca), l’AVIS, sezione di Altamura (Dott. An-
In questa ottica si è svolto ad Altamura il 14
tonio Denora).
dicembre 2012 presso la Sala Consiliare del
Questo evento nella città di Altamura inten-
Palazzo di Città, il primo incontro sulla Febbre
de avviare una campagna di sensibilizzazione
Mediterranea Familiare che rappresenta un
al problema delle febbri periodiche, di cui la
momento importante di presa di coscienza di
FMF è espressione importante. In Clinica Me-
questa rara patologia presente nel territorio
dica continua l’impegno lavorando in stretto
e con particolare prevalenza in questa città.
contatto con l’associazione dei pazienti, con
Hanno partecipato al convegno multidiscipli-
la Medicina Generale e specialistica e con
nare i Medici di Medicina Generale (FIMMG
gruppi di ricerca nazionali ed internazionali,
e SIMG) Dr. Pietro Scalera e Dr. Ignazio Grat-
particolarmente sensibili alla problematica. è
tagliano, l’Associazione Italiana Febbri Peri-
confortante infine che la quasi totalità dei pa-
Si è svolto ad Altamura
il 14 dicembre 2012, presso
la Sala Consiliare del Palazzo
di Città, il primo incontro sulla
Febbre Mediterranea Familiare
zienti seguiti in follow-up siano perfettamente
glia. Come sempre, “conoscere”, vuole anche
controllati dalla terapia. è garantito il supporto
dire “riconoscere” una particolare condizione
della European Society of Clinical Investiga-
e se questo avviene in una realtà come la no-
tion (ESCI), che costituisce un network inter-
stra dove più alta sembra essere la prevalenza
nazionale che verrà sensibilizzato ai problemi
della malattia, ciò potrà significare diagnosi
connessi alle Febbri Periodiche. Risultati di
precoci, prevenzione delle complicanze, im-
ricerche sulla FMF sono stati già presentati a
patto enorme sulla qualità della vita dei pa-
convegni di Società scientifiche nazionali ed
zienti e riduzione dei costi sociali di una malat-
internazionali e publicazioni sull’argomento
tia potenzialmente invalidante.
sono in stampa su riviste ad elevato internazionale.
Conclusioni
La FMF è una patologia poco conosciuta perché ritenuta rara e perché è relativamente
recente la scoperta del gene MEFV (1997)1, 2.
Se misconosciuta, la FMF è spesso altamente
invalidante, con impatto negativo sulla qualità di vita di giovani pazienti e con potenzialità
evolutiva. Ora sappiamo che una nuova consapevolezza è nata soprattutto tra i cittadini
e la classe medica. A parte i casi in attesa di
chiarimento diagnostico, la previsione è quella
che molti più pazienti con FMF esistano in PuOttobre 2013 | Notiziario | 95
96 | Notiziario | Ottobre 2013
pr e v e n z ion e
MENO FARMACI,
PIù BUONI PASTO!
Risorse economiche scarse e passaggio di alcune malattie da infettive a croniche
rendono necessaria una riorganizzazione del sistema sanitario regionale.
Che si basi su nuovi modelli, sul concetto della prevenzione piuttosto
che della cura e su un ripensamento dell’organizzazione sociale territoriale
L
di Domenico Sinesi,
a transizione epidemiologica da malat-
cioè verso una sanità più integrata nelle altre
tie infettive a malattie croniche, soprat-
attività regionali, soprattutto nell’economia
tutto neoplasie e malattie cardiovasco-
regionale.
lari, si è ormai compiuta in Puglia. Questa
Un determinante particolarmente importan-
transizione, insieme ad una medicina sempre
te della spesa sanitaria è la spesa per farmaci
più tecnologizzata ed all’invecchiamento
preventivi a livello di medicina di famiglia.
della popolazione, determina un incremen-
Gran parte della spesa farmaceutica nella
to notevole della spesa sanitaria. Purtroppo
medicina di famiglia (la maggior parte della
però, contemporaneamente, il nostro siste-
spesa farmaceutica regionale) è infatti con-
ma sanitario regionale attraversa un periodo
centrata sull’abbassare farmacologicamente
di restrizioni economiche che probabilmente
fattori di rischio continui di malattia (coleste-
durerà ancora per molto tempo. In questa
rolo, glicemia, trigliceridi, pressione arterio-
situazione è fondamentale una riorganizza-
sa, etc). Questa operazione è assimilata dalla
zione del sistema sanitario per evitarne la
popolazione all’atto di curare malattie, per-
disintegrazione per troppe richieste e troppo
ché tutti questi fattori di rischio continui sono
poche risorse per soddisfarle. Fino ad ora,
stati dicotomizzati dai medici usando una op-
comunque, i cittadini utenti e gli operatori
portuna soglia. Per esempio, per la glicemia
sanitari hanno assistito solo ad eliminazione
la soglia è 126 mg di glucosio per 100 ml
di strutture e di personale sanitario, non ad
di sangue, oltre questa soglia un soggetto
una diversa allocazione delle risorse deter-
diventa “diabetico”, cioè ammalato di dia-
minato da un ripensamento della maniera
bete. In questo modo i fattori di rischio sono
di creare salute. Eppure la regionalizzazione
trattati come malattie, come se i soggetti so-
della sanità, in atto da parecchi anni, dove-
vra soglia avessero una malattia in atto, inve-
va indurre alla ricerca di soluzioni originali di
ce di avere solo una aumentata probabilità di
fronte alla scarsità di risorse, che è stato sem-
malattia in futuro. Infatti, la funzione di un fat-
pre un problema dei sistemi sanitari delle re-
tore di rischio è soprattutto quella di indicare
gioni del Sud Italia. La scarsità di risorse do-
un aumento di probabilità di avere il rischio,
veva spingere verso una nuova visione della
cioè la malattia, in futuro. Quando la soglia
sanità regionale, una visione più sistemica,
della glicemia che indica “diabete” è
Giovanni Misciagna
Domenico Sinesi
specializzato in Medicina
dello Sport e Fisioterapia
[email protected]
Giovanni Misciagna
specializzato in Medicina
dello Sport, Università di Bari;
Comitato Etico, Ospedale
Consorziale Policlinico,
Bari e Gruppo di Studio HTA ,
AReS-Puglia
[email protected]
Ottobre 2013 | Notiziario | 97
stata abbassata da 140 mg /100 ml a 126 mg
/100 ml, non sono aumentati gli ammalati di
diabete (ovviamente persone con glicemia
inferiore a 140 e superiore a 126 esistevano
anche prima che la soglia fosse abbassata e
non erano considerati ammalati di diabete)
ma è stata abbassata la soglia che determina la decisione di intervenire per prevenire
le complicanze del diabete. è importante
capire la differenza tra fattore di rischio e
rischio (cioè malattia) per quel che riguarda
il rapporto di queste due diverse condizio-
La spesa per farmaci preventivi
a livello di medicina di famiglia
è tra i fattori che pesano di più sul
bilancio della spesa sanitaria regionale
ni con il sistema sanitario. Una persona con
un rischio (malattia) deve essere trattata, una
persona con un fattore di rischio può essere
trattata. I soggetti con il rischio, gli ammalati, si rivolgono al servizio sanitario per essere
curati; i soggetti con fattori di rischio vengono chiamati dal servizio sanitario per essere
trattati. In questo secondo caso (trattare il
fattore di rischio) l’intervento è una decisione politica molto più che nel primo caso (trattare il rischio),
cioè è un problema di risorse. è ovvio che abbassare la soglia
che determina la decisione di trattare un fattore di rischio
ha un costo molto alto per il sistema sanitario. Abbassando
la soglia oltre la quale la glicemia è “patologica” da 140 a
126 mg per 100ml significa fare prevenzione di complicanze
diabete (come la disoccupazione, la mortalità infantile, etc)
questa società dovrebbe chiaramente spostare le sue risorse
in quella direzione e prevenire le complicanze del diabete
solo nei soggetti che hanno una probabilità più alta di avere
le complicanze, diminuendo così il costo per caso prevenuto.
di diabete su di un numero maggiore di persone, natural-
Addirittura si potrebbe ipotizzare che per una regione come
mente, ma al costo di trattare molte più persone che non
la Puglia, che importa farmaci e produce gli alimenti di una
avranno mai le complicanze, e quindi ad un costo per rischio
grande dieta preventiva come la dieta Mediterraneaè(1), uti-
prevenuto molto più alto. Abbassare la soglia della glicemia
le a controllare molti fattori di rischio di malattie croniche,
“anormale” da 140 a 126 porta ad una grande spesa aggiun-
come glicemia, lipidi ematici, pressione arteriosa, etc sia più
tiva per farmaci per ogni caso prevenuto di complicanza di
conveniente fare prevenzione finanziando la dieta al posto
diabete (infarto del miocardio, per esempio), molto superiore
dei farmaci, magari con buoni pasto da spendere per ver-
a quello che costa passare da una soglia di 150 ad una di
dura e frutta a chilometro zero da produttori locali certificati.
140. è evidente che anche nel caso degli interventi preven-
I farmaci per la prevenzione vengono importati (quasi tutte
tivi, come per qualsiasi intervento sanitario, si deve valutare
le ditte farmaceutiche sono ormai estere) mentre gli alimenti
se l’attività preventiva è sostenibile economicamente. Se la
società in cui si vuole fare prevenzione è povera ed ha problemi più importanti della prevenzione delle complicanze del
98 | Notiziario | Ottobre 2013
della dieta Mediterranea vengono prodotti localmente e favorirla può creare lavoro e sviluppo locale. Si potrebbe fare
questo almeno per i fattori di rischio sino ad una certa soglia
elettriche, etc), banche territoriali (Banche
di Credito Cooperativo, microcredito, moneta locale), forte ricerca scientifica in loco
di supporto allo sviluppo territoriale, interventi di salute più adatti ai locali fattori di
rischio. Per esempio, va nella direzione di
questo modello di sviluppo della comunità locale l’adozione dello stile di vita Mediterraneo, basato sull’attività fisica e sui
cibi della nostra dieta Mediterranea locale,
supersalutistica, eliminando alimenti come
patatine fritte, merendine, bibite zuccherate, prodotti a migliaia di chilometri di distanza e consumati
(più che mangiati)
La dieta mediterranea, tipica del territorio pugliese,
è una dieta preventiva utile a controllare l’insorgenza di alcune
tra le patologie che oggi vengono trattate farmacologicamente
nella nostra regione
solo perché “ordinati” da pubblicità
somministrata
da
tv commerciali, che
(per esempio da 126 a 140 mg / 100 ml per la glicemia). Insieme a questa decisione potrebbe anche essere incentivata
la creazione di gruppi di dietisti, esperti di scienze motorie,
psicologi, da mettere a disposizione dei medici di famiglia,
generando occupazione qualificata locale e attivando concretamente una prevenzione con interventi comportamentali
come dieta ed attività fisica, meno costosa dei farmaci e più
adatta alle caratteristiche sociali ed economiche della nostra
regione. Questo servizio potrebbe essere finanziato, con il
risparmio della spesa dei farmaci per ipertensione, diabete,
aumenta anche la sedentarietà per essere ascoltata.
Questo modello di sviluppo, che favorisce lo stile di vita Mediterraneo, potrebbe anche proteggere la nostra antica organizzazione urbanistica, per esempio la piazza con il passeggio
collegato, i negozi locali facilmente raggiungibili a piedi dagli anziani, il cibo tipico locale venduto in farm markets, gli
orti urbani, ed inoltre la nascita di industrie regionali di trasformazione di prodotti agricoli locali. Il modello di sviluppo
della comunità locale non dovrebbe essere contro il globale,
dovrebbe solo affiancarsi ad esso, come un intranet rispetto
all’internet, ma dovrebbe però essere in grado di ostacolare
dislipidemie, etc, ed incentiverebbe l’economia regionale
il modello globale se questo assumesse i contorni del colo-
con l’aumento della richiesta di prodotti agricoli freschi locali
nialismo, distruggendo dignità e diritti della comunità locale.
e la creazione di nuovi posti di lavoro anche in agricoltura.
Una maggiore attenzione data alle comunità locali potrebbe
Questa nostra proposta significa favorire il modello di svi-
anche evitare la schiavitù dal “mercato”, od almeno limitare
luppo che noi chiamiamo della “comunità locale”. Questo
la dipendenza da oligopoli globali lontani dalle persone e dai
modello di sviluppo può attuarsi in diverse aree: favorire l’i-
loro reali problemi.
dentità e la comunicazione locale (tv, film, teatro, libri e giornali locali, etc), energia locale (pannelli solari, eolico, auto
1. Estruch R et al. Primary Prevention of cardiovascular disease with a Mediterranean diet. N
Engl J Med 2013; 368:1279-1290
Ottobre 2013 | Notiziario | 99
arte
e medicina
Il nuovo “Notiziario” avrà in ogni numero
uno spazio fisso che racconterà per
immagini, attraverso lo sguardo dell’arte,
come sono cambiate la figura del medico
e la medicina attraverso i secoli.
Il ferito, Gaspare Traversi
(Napoli 1732 ca - 1769)
Conservato alle Gallerie
dell’Accademia di Venezia, il dipinto
raffigura un medico che visita
un giovane ferito e si presenta come
una messa in scena di personaggi
quasi caricaturali. Il centro
della scena, in primo piano sulla
sinistra, è il poco edificante retro
del paziente, protagonista dell’olio su
tela, verso cui convergono le mani e gli
sguardi di tutti i personaggi: la donna
che assiste materna il giovane e il
medico imparruccato che esamina con
sguardo miope la piaga.
100 | Notiziario | Ottobre 2013
Ottobre 2013 | Notiziario | 101
102 | Notiziario | Ottobre 2013
A rt e & M e dicina
Al Policlinico di Bari.
UNA MUSICA PUÒ FARE
MusicaMedica. Dall’idea di un medico e tre docenti universitari, un progetto per
alleviare le sofferenze dei pazienti. Nel nome di Nino Rota e Claudio Malaguzzi Valeri
di Pierfranco Moliterni
e Giuseppe Palasciano
Pierfranco Moliterni
docente universitario di
Storia della Musica Moderna
e Contemporanea e di Storia
del melodramma
[email protected]
Giuseppe Palasciano
specializzato
in Malattie dell’Apparato
Digerente,
Farmacologia Clinica
[email protected]
Ottobre 2013 | Notiziario | 103
S
ono passati più di venti anni, da quan-
Giuseppe Palasciano (internista) e di alcuni
do, nel 1991, fece un certo scalpore
docenti delle facoltà umanistiche dell’Uni-
la pubblicazione di un interessante e
versità di Bari -i proff. Pierfranco Moliterni,
originale volume scritto da un medico-musi-
Elio Durante e Anna Martellotti- i quali si
cista, John O’Shea, il quale indagava, per la
sono adoperati pioneristicamente perché la
prima volta in assoluto, sui rapporti intercorsi
iniziativa nascesse e continuasse nel tempo.
tra musica e medicina. Il libro uscì in Italia col
Prova ne sono i concerti chiamati appunto
titolo appunto di Musica e medicina. Profili
MusicaMedica tenuti nell’aula Magna del
medici di grandi compositori, e molti lettori
Policlinico, sino ad arrivare ai giorni nostri
furono colpiti dalle analisi mediche di musici-
quando il reparto di Clinica Medica si è ar-
sti, notissimi, dei quali poco o niente si sape-
ricchito non di un’altra pur se più moderna
va dei rispettivi profili patologici: Schumann
apparecchiatura ecografica, bensì di un pia-
schizofrenico, Chopin e Paganini tubercoloti-
noforte a coda vero e proprio che, quasi set-
ci, lo stesso Mozart ammalato di insufficienza
timanalmente, viene suonato all’interno del
renale, e deceduto (misteriosamente?) per
reparto da giovani musicisti pugliesi per il
un ‘banale’ blocco e non certo causa il vele-
‘godimento spirituale’ di ammalati degenti,
no propinatogli, per mera invidia, dal rivale
medici e personale infermieristico. Al dun-
italiano Antonio Salieri. Altri grandi esempi
que, la iniziativa senza meno originale qui da
si potrebbero citare a tale proposito, come
noi, è stata recentemente fissata in un proto-
del resto, ma in positivo, è nota la predispo-
collo d’intesa voluto dai due soggetti sensi-
sizione mentale (se non proprio psichica) dei
bilizzati e preposti alla iniziativa: da una parte
medici nei confronti della musica. Molti me-
il Conservatorio di Bari che fornirà la materia
dici ad esempio suonano qualche strumento
viva dei programmi concertistici (le musiche,
come avviene frequentissimamente in Ger-
le esecuzioni affidate a giovani musicisti);
L’amicizia tra Nino Rota e il prof. Claudio Malaguzzi Valeri risale agli anni
in cui il noto compositore dirigeva il Conservatorio di musica “Niccolò Piccinni”
dove il clinico medico era solito trascorrere molte delle sue serate
104 | Notiziario | Ottobre 2013
mania, Inghilterra, America, Russia dove si
dall’altra la sede ospedaliera che fungerà da
sono formate e operano addirittura orchestre
coordinatore e contenitore attento e parte-
da camera composte da medici professioni-
cipe; tal quanto è recentemente avvenuto
sti, pur se ‘dilettanti di genio’ della musica.
all’occasione del meeting regionale della
Ebbene, partendo da questi e altri presup-
Società dei Clinici-Medici quando sono state
posti, ma non sottovalutando gli aspetti per-
eseguite (all’auditorium del Policlinico bare-
sonali di una amicizia trentennale intercorsa
se) musiche di Rota suonate da un ensem-
tra Nino Rota direttore del Conservatorio di
ble del Conservatorio. Tutto questo, si badi
musica ‘N.Piccinni’ di Bari, e il clinico medico
bene, forte dell’esempio umano e artistico
prof. Claudio Malaguzzi Valeri valente inter-
del noto musicista Nino Rota il quale ebbe
nista e capo-scuola al Policlinico cittadino,
con la Puglia un legame a dir poco straordi-
da circa dici anni si è prodotta una iniziativa
nario per la eccezionalità dei modi in cui esso
che ha pochi riscontri in altre regioni italiane:
nacque e si sviluppò. Qualche nota storica ci
portare la musica all’interno dei nosocomi
aiuta a comprenderne i risvolti.
e quindi accendere un corto-circuito tra in-
Cresciuto all’ombra di noti musicisti del ‘900
fermità del corpo e malattia dello spirito, tal
come Toscanini, Casella, Pizzetti, Scalero al
quanto avveniva, come abbiamo detto, con
“Curtis Institute” di Filadelfia dove incontra
alcuni grandi nomi della musica classica.
Giancarlo Menotti, Samuel Barber e Aaron
L’esperimento è nato per volere del prof.
Copland, ecco che, improvvisamente, tutta
nino rota
(1911-1979) Compositore di
alcune delle più note colonne
sonore, tra cui quelle per
Amarcord e La Dolce Vita
di Fellini. Si è diplomato al
Conservatorio di Santa Cecilia
di Roma. Dopo aver trascorso
un periodo di studi negli Stati
Uniti si è laureato in lettere
all’Università di Milano per
poi trasferirsi in Puglia dove
è rimasto a lungo come
direttore del Conservatorio
Niccolò Piccinni
la vita internazionale di Rota sfocia nella car-
e serie prospettive musicali. Fatto sta che il
riera d’insegnamento quando nel 1937, a soli
giovane maestro, dal 1939 al 1949 insegna a
ventotto anni, gli si apre davanti con una pro-
Bari e da quell’anno in poi, per trent’otto anni
spettiva: trasferirsi a Taranto presso il Liceo
di fila, sino al 1977, è direttore del Conserva-
Musicale “Paisiello” come docente di Armo-
torio di musica ‘Niccolò Piccinni’. Non è affat-
nia principale. Benché reduce dall’esaltante
to un caso che quelli sono i medesimi anni in
esperienza americana, Rota sceglie di trasfe-
cui il maestro, risiedendo proprio a Bari (Torre
rirsi da Milano in Puglia, da uno dei centri più
a Mare- via Leopardi 47) accresce la sua fama
vivaci e impegnati della musica europea a una
di compositore- principe di colonne sonore
regione che, alle soglie degli anni Quaranta
ad uso di registi i cui film sono rimasti fonda-
del ‘900 non doveva certo brillare per attività
mentali nella loro personale filmografia:
Ottobre 2013 | Notiziario | 105
L’iniziativa siglata
dal protocollo
di intesa
Il Conservatorio di Bari fornirà
i programmi concertistici
e i musicisti, il Policlinico
si occuperà del coordinamento
e degli spazi
In molti paesi del mondo
gruppi di medici musicisti
hanno dato vita
a vere e proprie
orchestre da camera
106 | Notiziario | Ottobre 2013
da Napoli milionaria e Filumena Marturano di
amico venuto dal Nord (come avevano fatto
Eduardo De Filippo, a Lo Sceicco Bianco e La
loro due, da Ferrara) ma poi profondamente
Strada, I Vitelloni, Il Bidone, Le notti di Ca-
radicatosi, come loro, con le genti del Sud!
biria di Fellini, passando da Le notti bianche
Da quella ‘storica’ amicizia è derivata, ai
sino a Il Gattopardo di Visconti, e poi Guerra
giorni nostri, l’idea di portare la musica ne-
e Pace di King Vidor e II Padrino di Coppola:
gli ospedali: come detto, la iniziativa MU-
tutta musica pensata e composta tra la città
SICAMEDICA vuole in effetti collegare due
adriatica e il suo borgo marinaro e in cui alcu-
mondi apparentemente lontani ma invece
ni influssi della tradizione musicale popolare
assai prossimi in quanto la medicina cura
pugliese sono facilmente riconoscibili. Sono
le afflizioni del corpo, e la musica, spesso,
gli stessi anni in cui cresce la sua fraterna ami-
cura le afflizioni della mente, del cuore, della
cizia con il clinico medico del Policlinico di
ipersensibilità. Rota e la Puglia della musica
Bari, il prof. Claudio Malaguzzi Valeri e la sua
fissata, ad esempio, nelle note della sinfonia
consorte, i quali spesso, in tarda serata, pas-
detta Tarantina - primo lavoro di un trittico
savano dal Conservatorio in via Brigata Bari
pugliese composto dalla Ouverture La Fiera
ad accompagnarsi con Rota, con ‘Nino’ il caro
di Bari (1963) e dalla Ballata per corno e or-
Claudio Malaguzzi
Valeri
(1910-1994) Medico internista
del Policlinico di Bari.
Dal 1955 fu direttore
dell’Istituto di Patologia
Speciale Medica. Nel 1972
ricevette la medaglia d’oro
ai benemeriti della scuola
della cultura e dell’arte,
onorificenza conferita
dal Presidente
della Repubblica
chestra Castel del Monte (1974) in cui chiari
emigrata a Milano, si riunisce vindice il ricor-
sono gli influssi musicali popolari pugliesi.
do e la nostalgia per una condizione umana
Vale la pena ricordare un ultimo caso, assai
semplice, innocente, felice e tuttavia irrime-
significativo, segnato dalla ninna-nanna per
diabilmente perduta. A Milano, la città della
il Santo Nicola, protettore di Bari, che Rota
modernità, della angoscia esistenziale e del-
aveva ascoltato da una fonte diretta offerta-
la alienazione più profonda e irrimediabile, la
gli da un suo docente, il maestro Biagio Gri-
umile famiglia pugliese oppone il retaggio
maldi direttore della “Polifonica Barese”, il
della campagna e del villaggio con i suoi
quale aveva per primo ritrascritto, per coro a
suoni e le sue struggenti, semplici e antiche
cinque voci, un’antica nenia di tradizione ora-
melopee che Rota abilmente usa come co-
le appresa dai fedeli del santo di Myra. Nel
lonna sonora portante del film: «Ninna nan-
film Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti,
na, ninna nanna vole /dirmisciamìne tu, San-
quel canto pugliese viene ricondotto dalla
de Necole! / Sande Necole mi, ci va facenne,
colonna sonora di Rota a tutte le situazioni
/ puerte le piccininne addermiscènne! Sande
diegetiche in cui la famiglia meridionale di
Necole mi, miragheluse, jabbre le porte a ci
Rocco (Alain Delon) originaria di Melfi e ora
le tene achiuse!»
Ottobre 2013 | Notiziario | 107
notizie da l m
Journal of General
Internal Medicine
Agosto 2013
Abitudini di lavoro
degli specializzandi
del 21° secolo
Uno studio ha dimostrato che gli
specializzandi in medicina trascorrono molto più tempo con i propri
computer che con i pazienti. Alcuni
ricercatori di Baltimora hanno sviluppato un modello per studiare come
gli specializzandi in medicina interna
trascorrevano il proprio orario di
lavoro, basandosi su osservatori che
registravano le attività durante i turni
diurni e notturni.
Gli specializzandi passavano il 12%
del proprio tempo in attività di cura
a diretto contatto con i pazienti
(visite, conversazioni con i pazienti o
loro famigliari, procedure…). Trascorrevano invece più del 60% del
proprio tempo in attività di cura indirette, il 40% delle quali su computer. Alle attività di formazione erano
dedicate il 15% delle ore. A contatto
con ogni paziente in media venivano
trascorsi solo 8 minuti al giorno.
108 | Notiziario | Ottobre 2013
The Guardian
11 Settembre 2013
Meno spazio agli spot
sugli alcolici nel
calcio in tv
Ricercatori dell’Università di NewCastle hanno invocato maggiori restrizioni sulle pubblicità dedicate agli
alcolici durante le partite di calcio in
tv, sostenendo che i messaggi sono
visti da milioni di bambini e possono
avere un impatto negativo, in termini
di aumentato consumo di alcolici.
La ricerca sostiene infatti che i tifosi
di calcio vedono circa 2 riferimenti a
marchi riconducibili ad alcolici ogni 2
minuti mentre guardano una partita
in tv, oltre alla pubblicità tabellare
durante i break.
L’ambient marketing, le campagne
virali, i social media e le sponsosrizzazioni hanno un impatto fortissimo:
la ricerca sostiene che su 800milioni
di sterline spesi per il marketing
degli alcolici nel Regno Unito solo
200 milioni sono spesi in pubblicità tradizionale. I bambini che non
ndo
bevono e sono esposti ai marchi di
drink alcolici in tv hanno una maggiore probabilità di iniziare a bere ad
un’età inferiore, mentre i ragazzini
che già bevono tendenzialmente bevono di più dopo essere stati esposti
ai messaggi durante i match in tv. I
risultati di questa ricerca, pubblicati
nella rivista Alcohol e Alcohlism,
hanno mostrato che nelle 6 partite
monitorate c’erano 2042 riferimenti
visivi a marchi di alcolici, prevalentemente birra, 32 richiami verbali agli
sponsor e 15 pubblicità. I ricercatori
auspicano un insieme di nuove regole più restrittive sulla pubblicità degli
alcolici in modo analogo a quanto
avvenuto anche in Inghilterra con il
tabacco.
Journal of the
American Medical
Association
14 Agosto 2013
I medici e Facebook
I medici sono sempre più presenti
tra il miliardo di utenti di Facebook
e i 500 milioni di membri di Twitter.
Inoltre, nuove piattaforme di social
media si diffondono nella pratica
medica, per la ricerca online, la ricerca clinica e i curricula delle scuole
di medicina.
I social media comportano però
nuovi dubbi etici e deontologici,
soprattutto nella necessità di mantenere le distanze opportune tra
medici e pazienti.
Istituzioni e associazioni di medici
in tutto il mondo hanno emanato
direttive sull’utilizzo dei social media
da parte degli operatori sanitari.
Uno dei temi ricorrenti è la necessità di separare l’identità personale
da quella professionale. Purtroppo
dal punto di vista operativo questa
raccomandazione è impossibile da
implementare, dato che online si
può facilmente ricollegare l’identità
professionale con quella personale.
Inoltre, non trova consenso tra gli
utenti, poiché uno dei valori dei
social networks sta proprio nella loro
trasparenza e nella loro capacità di
abolire gli steccati e le separazioni
troppo nette. Infine, la separazione
è potenzialmente dannosa perché i
medici avrebbero il peso della gestione di una doppia identità, mentre i pazienti rischiano di perdere
il rapporto di fiducia con il proprio
medico, che è innanzitutto rapporto
tra persone. Meglio allora, anziché
puntare a una separazione della
propria identità online, avere un
approccio più semplice, che richiede al medico ogni volta che posta
qualcosa su un social network di
chiedersi sempre se il contenuto sia
appropriato o meno ad uno spazio
pubblico.
ria emergono dalla ricerca del team
di Anoop Shah, che ha dimostrato
un collegamento tra ospedalizzazione e mortalità per infarto e il livello
di inquinanti gassosi e particolato
– eccetto l’ozono – presenti nell’aria.
Il sistematico monitoraggio e l’analisi di 35 studi, prevalentemente
in paesi sviluppati, ha rilevato che
l’ospedalizzazione e la mortalità da
infarto crescono con il crescere della
concentrazione di particolato (<10
μm; PM10) e polveri sottili (<2·5 μm;
PM2·5), con effetti più rilevanti per
il PM2·5.
The Lancet
(vol 382, 21 Settembre
2013)
Più particolato,
più infarti
Ulteriore prova degli effetti dannosi
sulla salute dell’inquinamento dell’a-
Ottobre 2013 | Notiziario | 109
notizie da l l’ aifa
a cura di Giancarlo Tricarico
EMA: Comunicato sui
medicinali contenenti
bromocriptina
(Parlodel)
Rischio di effetti collaterali psichiatrici (come le
allucinazioni o gli episodi
maniacali). L’ANSM ha
considerato che il rischio
di questi eventi non sia
accettabile in considerazione del fatto che la
lattazione è un processo
naturale che termina se il
neonato non è allattato, e
che sono disponibili altri
prodotti autorizzati se vi è
la necessità di sopprimere
la lattazione.
L’Agenzia Europea dei
Medicinali revisionerà ora
i dati disponibili sui benefici e rischi di medicinali
contenenti bromocriptina
assunti per via orale al
fine di prevenire o sopprimere la lattazione, ed
emetterà un parere sulla
autorizzazione al commer-
110 | Notiziario | Ottobre 2013
cio di questi medicinali in
unione Europea (EU).
AIFA: Divieto di utilizzo
per i farmaci prodotti
dalla Ditta Geymonat:
presunti difetti di
qualità di produzione
Dalle risultanze di un’indagine coordinata dalla
Procura della Repubblica
di Frosinone e condotta
dal N.A.S. Carabinieri di
Latina congiuntamente
con l’Agenzia Italiana
del Farmaco, che hanno
già portato nel giugno
2013 al ritiro dei lotti di
Ozopulmin prodotto
dalla ditta Geymonat, è
scaturito, seppure in via
precauzionale, il divieto
di utilizzo di tutti i lotti
in corso di validità dei
medicinali fabbricati
presso la stessa officina di
produzione Geymonat, a
causa di sospetti difetti di
qualità.
Si tratta di un provvedimento cautelativo, emanato dall’AIFA in attesa
dei risultati delle verifiche
straordinarie in corso, (verifiche straordinarie che
in via precauzionale sono
state disposte per tutte le
confezioni in commercio
prodotte dell’azienda,
per un valore stimato di
diversi milioni di euro),
adottato a seguito di
costanti azioni di monitoraggio volte a ridurre
ogni rischio, anche solo
ipotetico, per la salute
dei pazienti, legate nello
specifico alla possibile
presenza di un quantitativo di principio attivo inferiore a quello approvato e
indicato in etichetta.
Elenco dei farmaci oggetto di divieto di utilizzo:
ALVENEX 450 mg compresse 20 compresse AIC
038052015
ALVENEX 450 mg polvere
per sospensione orale 20
bustine AIC 038052027
Indicazioni: Sintomi
attribuibili ad insufficienza
venosa; stati di fragilità
capillare.
GASTROGEL 2 g/10 ml
gel orale 30 bustine 10 ml
AIC 027819022
Indicazioni: Ulcera gastrica, ulcera duodenale;
gastrite acuta, gastriti
croniche sintomatiche;
gastropatie da FANS
(antiinfiammatori non
steroidei), esofagite da
reflusso.
SUCRATE 2 g gel orale
30 bustine 10 ml AIC
025652052
Indicazioni: Ulcera gastrica, ulcera duodenale;
gastrite acuta, gastriti
croniche sintomatiche,
gastropatie da FANS
(antiinfiammatori non
steroidei), esofagite da
reflusso.
INTRAFER 50 mg/ml,
gocce orali, soluzione flacone 30 ml AIC
016747026
INTRAFER 100 mg/5ml
soluzione orale 10 contenitori monodose da 5 ml
AIC 016747038
INTRAFER 50 mg/ml gocce orali, soluzione flacone
da 50 ml AIC 016747040:
Indicazioni: Terapia degli
stati latenti o manifesti
da carenza di ferro. In
particolare: anemie da
carenza di ferro o aumentata necessità di ferro,
soprattutto in gravidanza e allattamento, nei
prematuri, nei lattanti, nei
bambini piccoli e dopo
emorragie.
TESTO ENANT IM 1 f ml
100 mg AIC 009746013
TESTO ENANT 250 mg/2
ml soluzione iniettabile
per uso intramuscolare 1 fiala da 2 ml AIC
009746025
Indicazioni: Castrazione,
eunucoidismo, ipogenitalismo, criptorchidismo,
turbe della potenza
sessuale e oligospermia;
metropatie, fibromiomatosi uterina e talune
forme di carcinoma mammario della donna, come
coadiuvante.
NABUSER 30 compresse rivestite 1 g AIC
026673057
NABUSER 30 bustine 1 g
AIC 026673069
Indicazioni: Artrite reumatoide, osteoartrosi,
spondilite anchilosante,
artropatia gottosa, reumatismo extraarticolare.
Affezioni periarticolari,
come: borsiti, tendiniti,
sinoviti e tenosinoviti,
periartrite scapolomerale. Processi infiammatori
acuti inclusi quelli muscolo-scheletrici, lesioni da
sport.
CITOGEL 2g/10 ml gel
orale 30 bustine da 10 ml
AIC 028190027
Indicazioni: Ulcera ga-
strica, ulcera duodenale;
gastrite acuta, gastriti
croniche sintomatiche;
gastropatie da FANS
(antiinfiammatori non
steroidei); esofagite da
reflusso.
ECOMÌ 1% crema
tubo 30 grammi AIC
024846014
ECOMÌ1% emulsione
cutanea 1 flacone 30 ml
AIC 024846026
ECOMÌ1% polvere cutanea flacone 30 g AIC
024846038
ECOMÌ150 mg ovuli 6
ovuli AIC 024846040
ECOMÌ 100 mg soluzione
vaginale 5 contenitori
monodose 10 ml AIC
024846053
ECOMÌ 100 mg soluzione
vaginale 5 contenitori
monodose 150 ml AIC
024846065
Indicazioni: Uso dermatologico: crema, latte,
polvere.
Infezioni dermatologiche di origine micotica
e batterica, sensibili al
chemioterapico.
Uso ginecologico: ovuli,
soluzione, lavanda pronta.
Infezioni vulvovaginali di
origine micotica e batterica, sensibili al chemioterapico.
VENOSMINE 4% crema
tubo 40 g AIC 024062046
VENOSMINE 450 mg
compresse 20 compresse
AIC 024062073
VENOSMINE 450 mg
polvere per sospensione orale 20 bustine AIC
024062085
Indicazioni: Coadiuvante
nel trattamento delle va-
rici e delle complicazioni
flebitiche, delle emorroidi
interne ed esterne e, in
genere, negli stati di fragilità capillare e nelle loro
manifestazioni (ecchimosi,
ematomi, porpora, emorragie delle gengive).
Risperidone e
Paliperidone: Rischio
di sindrome
intraoperatoria di iride
a bandiera (IFIS)
negli interventi
per cataratta
L’uso dei medicinali
contenenti risperidone
(Risperdal, disponibile
anche come generico,
Risperdal iniettabile),
paliperidone (Invega) o
paliperidone palmitato
(Xeplion), durante e dopo
l’intervento di cataratta, è
associato ad un rischio di
Sindrome intraoperatoria
dell’iride a bandiera (IFIS)
che si potrebbe verificare
durante tale intervento.
Poiché l’IFIS è associata
ad un aumento della
percentuale di complicazioni chirurgiche della
cataratta, durante l’anamnesi farmacologica prima
dell’intervento dovrebbe
essere chiesto ai pazienti
se stiano assumendo i
medicinali di cui sopra,
o se li abbiano assunti
precedentemente e
l’intervento deve essere
affrontato con cautela. Se
si sospetta l’IFIS, durante
l’intervento di cataratta
possono essere richieste
misure per contenere il
prolasso dell’iride.
Ondansetron
-Prolungamento
dose- dipendente
dell’intervallo QT,
e posologia per via
endovenosa
Nuove e importanti informazioni su Ondansetron
e prolungamento dosedipendente dell’intervallo
QT, e sulla posologia per
via endovenosa. Sono
disponibili informazioni
aggiornate sulla posologia di Ondansetron per
via endovenosa per la
gestione della nausea e
vomito indotti da chemioterapia (CINV), con
incluse nuove linee guida
per la somministrazione
ripetuta e per l’uso in
pazienti anziani. Questa
nuova guida fa seguito ad
una precedente comunicazione inviata in agosto
2012, che definiva una
nuova dose massima per
singola somministrazione
endovenosa di Ondansetron in pazienti adulti.
Ottobre 2013 | Notiziario | 111
,
novita
legislative e previdenziali
Assicurazione obbligatoria:
allacciate le cinture!
L’obbligo è stato prorogato al 13 agosto 2014 data la delicatezza della materia e la necessità di individuare parametri
per una più compiuta valutazione del rischio da assicurare che
tenga conto delle specificità della professione, della notevole
variabilità dei fattori di alea strettamente correlati alla branca
esercitata, e della opportunità di calmierare, nel giuoco della
libera concorrenza e delle regole di mercato, i premi ed il conseguente onere a carico di ciascun medico o odontoiatra.
A ben vedere la professione medica, con le sue numerose specializzazioni, è sicuramente quella più esposta a notevoli variazioni di rischio e, dunque, di costi.
A ciò si aggiunge un atteggiamento “distaccato” e quasi disinteressato delle Compagnie, fortemente influenzate dall’andamento economico negativo, caratterizzato da un elevato numero dei sinistri in sanità e dall’altrettanto notevole e crescente
entità dei danni liquidati.
L’elevata conflittualità favorita da un sistema di regole che
agevola l’utente danneggiato (basti pensare alla prescrizione
decennale ed all’onere che impone al professionista di provare
la sua non imputabilità nella causazione del danno dedotto,
secondo le norme della responsabilità contrattuale, ritenute
applicabili a partire quantomeno dal 1997, a seguito la nota
sentenza della Cassazione civile n° 364), ed il proliferare delle
singole voci di danno (soltanto di recente ricondotte ad una
più razionale classificazione), hanno causato un notevole impoverimento dell’offerta assicurativa che riguarda in maggior misura gli enti, pubblici e privati, dispensatori di cure e assistenza sanitaria (sospinti vieppiù all’autofinanziamento del rischio
clinico), ma che ha finito per riverberare i suoi effetti recessivi
anche nel non meno rilevante, e per molti versi più esteso,
mercato delle polizze individuali.
Nella attuale situazione, dunque, la indifferenziata introduzione dell’obbligo assicurativo a carico del medico e dell’odontoiatra, a prescindere dalle variegate situazioni scaturenti dalla
posizione da ciascun professionista rivestita nel sistema (che
meritano di essere approfondite in altra sede), finirebbe per
accrescere, e non di poco, gli oneri professionali e, a causa dei
i riflessi in sede di rinnovi contrattuali e/o di quantificazione dei
112 | Notiziario | Ottobre 2013
compensi, per influenzare e dilatare anche i costi delle prestazioni e dei servizi erogati dal SSN.
Il nostro legislatore nazionale, però, non sembra essersi addossato l’onere di regolare e risolvere le evidenti criticità derivanti dall’obbligo assicurativo. Anzi la sensazione è che abbia
“scaricato” sulle categorie professionali l’intero costo della
novella legislativa che, per giunta, si accompagna ad un notevole livellamento in basso dei compensi tratti dall’esercizio
professionale.
Vero è che l’attuale situazione socio-economica, investita da
una profonda crisi strutturale i cui termini e le cui soluzioni non
sono stati ancora del tutto esplorati, non lascia margini temporali ed operativi da dedicare alle singole criticità del sistema,
ma non può essere evitato il paragone con l’accorto legislatore
del 1969 allorchè, rendendo obbligatoria l’assicurazione per la
responsabilità civile derivante dalla circolazione stradale (RCA),
si fece carico di una serie di lungimiranti passaggi istituzionali
che da una parte hanno garantito le vittime (si pensi, ad esempio, all’apposito fondo finanziato dalle compagnie designate),
dall’altro hanno impedito che l’automobilista assicurato divenisse facile preda di un mercato assicurativo all’epoca - ma ancor oggi - forte ed aggressivo (con l’introduzione di sistemi per
calmierare, per quanto possibile, i premi).
Prescindendo per ora dai contenuti contrattuali più squisitamente tecnici, non può non apprezzarsi in positivo la sussistenza di qualche spazio di manovra sia per gli apporti migliorativi
che la FNOMCeO e gli Ordini potranno fornire in sede di redazione delle condizioni minime e generali di polizza, sia per
la collaborazione istituzionale dell’organo per la vigilanza sulle
assicurazioni (IVASS ex ISVAP il cui autorevole Presidente, di
origini pugliesi, ha manifestato, nel suo recente discorso di
insediamento, più avvertite sensibilità nei confronti dell’assicurato, considerato il contraente più debole), sia ancora per
le innovazioni espresse dall’art. 3 del c.d. “decreto Balduzzi”
che, in tema di responsabilità medica, pur non risolvendone gli
aspetti più critici, ha avuto quanto meno il merito di tracciare
una linea di tendenza nella direzione di un alleggerimento di
alcune eccessive rigidità del sottosistema della responsabilità
civile e penale medica.
Il percorso appena iniziato dovrà concludersi entro il mese
di agosto del prossimo anno e, per di più, è pieno di insidie:
buon viaggio e, soprattutto, allacciate le cinture…!
di Alberto Coccioli
a cura di
Giancarlo Tricarico
Medico Chirurgo, Specialista
in Reumatologia
ed Ematologia Generale
[email protected]
ENPAM: Da settembre la domanda
per riscatti e ricongiunzioni
si compila online
Niente più carta, raccomandate e fax per i riscatti e le
ricongiunzioni dell’Enpam. Dal 1° settembre 2013, gli iscritti
potranno fare domanda per questi adempimenti direttamente
online accedendo all’area riservata del sito www.enpam.it
La procedura telematica permette di ridurre i tempi e di evitare
errori: si eliminano le attese legate alla spedizione postale,
alla protocollazione e all’inserimento dei dati, e si riduce
al minimo l’eventualità di inesattezze nella compilazione.
L’iscritto troverà infatti molti dei campi che lo riguardano già
precompilati, grazie alle informazioni contenute nella banca
dati dell’Enpam. Inoltre, un sistema di controlli automatizzati
avverte l’iscritto in caso di errore, facilitandolo e guidandolo
passo per passo nella presentazione della domanda.
Una volta ultimata la compilazione, l’utente potrà salvare una
copia della domanda inviata e riceverà un’email di conferma
di ricezione.
Chi non è ancora iscritto all’area riservata del sito internet
dell’Enpam può farlo all’indirizzo www.enpam.it/servizi/
login. Chi non potesse compilare la domanda online potrà
comunque ancora ricorrere al modulo cartaceo.
Prorogato al 31 marzo 2014
il termine per presentare le
informazioni aggregate sanitarie
e di rischio dei dipendenti
strumento informatico univoco in ambito nazionale di
raccolta dati è divenuto operativo solo a partire dal primo
giugno 2013 ed il pregresso termine di invio era stato fissato
dal Decreto 9/7/2012 entro il 30 giugno 2013, provocando
una dura presa di posizioni delle associazioni dei medici
competenti.
Aboliti i certificati per attività
ludico motoria
Il Ministero della Salute rispondendo alle richieste di delucidazione, sancisce di fatto l’abolizione della categoria di
certificati per attività ludico motoria. In caso di richieste da
parte di strutture che sicuramente richiederanno lo stesso
tale certificazione al medico viene lasciata la decisione, sia
della condotta da tenere in merito alla valutazione del paziente, sia dello standard del certificato da erogare. Inoltre in
caso di richiesta da parte del paziente non ci si puo’ esimere
dall’erogarlo. Per la tipologia dei medici erogatori dei certificati ludico motori, andando a decadere l’articolo, sono tutti i
medici iscritti all’Ordine.
Per le altre tipologie di certificati, quelli non agonistici (coni,
parascolastiche ecc) resta invarata la discrezionalità del medico per l’effettuazione dell’ECG, ma permane l’obbligo di
rilascio. Per questa categoria i medici abilitati sono i medici di famiglia (di scelta), i Pediatri di libera scelta e i medici
sportivi.
Nulla varia sui certificati per gli sport ad alto impegno cardio
vascolare. Per questa categoria i medici abilitati sono tutti i
medici di famiglia, i pediatri di libera scelta e i medici sportivi.
Le novità apportate al testo (GU n.212 del 10-9-2013),
che entrano subito in vigore, prevedono che “Entro il
primo trimestre dell’anno successivo all’anno di avvenuta
costituzione della piattaforma informatica predisposta
dall’Inail ed entro il primo trimestre di ciascun anno
successivo, il medico competente trasmette, esclusivamente
per via telematica, ai servizi competenti per territorio le
informazioni dell’anno di riferimento relative ai dati aggregati
sanitari e di rischio dei lavoratori, sottoposti a sorveglianza
sanitaria”.
Le modifiche introdotte tengono conto del fatto che lo
Ottobre 2013 | Notiziario | 113
BANDI
formazione
UNIVERSITÀ DI PISA
BANDI PUBBLICI
NAZIONALI
AZIENDA OSPEDALIERA
OSPEDALE ‘SAN MARTINO’
E CLINICHE UNIVERSITARIE
CONVENZIONATE
DI GENOVA
Concorso pubblico, per titoli ed
esami, per la copertura a tempo
indeterminato di due posti di
dirigente medico - area della medicina
diagnostica e dei servizi - disciplina
patologia clinica.
Posti: 2 - Scadenza: 14/10/2013
Fonte Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 73 del 13/09/2013
UNITÀ SANITARIA LOCALE DI
VALLECAMONICA - SEBINO
Riapertura dei termini relativi al
concorso pubblico, per titoli e
colloquio, per il conferimento
dell’incarico quinquennale di Direttore
della struttura complessa U.O.Medicina
interna, presso il presidio ospedaliero,
sede di Esine, nell’ambito del
Dipartimento gestionale di Medicina e
riabilitazione.
Posti: 1 - Scadenza: 14/10/2013
Fonte Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 73 del 13/09/2013
ISTITUTO ONCOLOGICO VENETO
Concorso pubblico, per titoli ed
esami, a un posto di dirigente medico
- disciplina oncologia (Area medica
e delle specialità mediche) - profilo
prof.le medici - ruolo sanitario, da
assegnare alla U.O.C. Oncologia
Medica 2^.
Posti: 1 - Scadenza: 24/10/2013
Fonte Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 76 del 24/09/2013
114 | Notiziario | Ottobre 2013
e opportunità
Procedura di selezione per un posto
di ricercatore a tempo determinato
di tipo «A», regime di tempo
definito, settore concorsuale 06/
D6 - Neurologia, settore scientificodisciplinare MED/26 - Neurologia,
presso il Dipartimento di medicina
clinica e sperimentale.
Posti: 1 - Scadenza: 24/10/2013
Fonte Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 76 del 24/09/2013
AZIENDA UNITÀ SANITARIA
LOCALE DELLA VALLE D’AOSTA
Concorsi pubblici, per titoli ed
esami, per l’assunzione a tempo
indeterminato di nove Dirigenti
sanitari.
Dettaglio figure:
- Concorsi per dirigente medico fisica
sanitaria
- Concorsi per dirigente medico
disciplina radioterapia
- Concorsi per dirigente medico
anestesia e rianimazione
Posti: 8 - Scadenza: 14/10/2013
Fonte Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 73 del 13/09/2013
UNITÀ LOCALE SOCIO SANITARIA
9 – TREVISO (VENETO)
Concorso pubblico, per titoli ed
esami, per la copertura di un posto
di dirigente medico - disciplina:
ortopedia e traumatologia.
Posti: 1 - Scadenza: 14/10/2013
Fonte Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 73 del 13/09/2013
AZIENDA UNITÀ SANITARIA
LOCALE N. 1 - IMPERIESE
Concorso pubblico, per titoli ed
esami, per la copertura, a tempo
indeterminato, di due posti di
dirigente medico - disciplina: pediatria.
Posti: 2 - Scadenza 14/10/2013
Fonte Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 73 del 13/09/2013
REGIONE SARDEGNA - USL N.8
DI CAGLIARI
Concorso pubblico, per titoli ed esami,
per la copertura di tre posti
di dirigente medico - disciplina:
anestesia rianimazione.
Posti: 3 - Scadenza: 14/10/2013
Fonte Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 73 del 13/09/2013
AZIENDA SANITARIA UNICA
REGIONALE AREA VASTA N. 1
DI FANO
Concorso pubblico, per titoli ed
esami, per la copertura di un posto
di dirigente medico nella disciplina di
anestesia e rianimazione.
Posti: 1 - Scadenza 21/10/2013
Fonte Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 75 del 20/09/2013
AZIENDA SANITARIA LOCALE
DELLA PROVINCIA DI LODI
Concorso pubblico per un posto
di dirigente medico - disciplina
geriatria - Dipartimento ASSI.
Posti: 1 - Scadenza: 21/10/2013
Fonte Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 75 del 20/09/2013
AZIENDA OSPEDALIERA
DI PARMA
Concorso pubblico, per titoli ed esami,
ad un posto di dirigente medico
disciplina neonatologia.
Posti: 1 - Scadenza: 21/10/2013
Fonte Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 75 del 20/09/2013
ISTITUTO ONCOLOGICO VENETO
Concorso pubblico, per titoli ed
esami, a un posto di dirigente medico
- disciplina oncologia (Area medica
e delle specialità mediche) - profilo
cerca / trova
Ti piacerebbe condividere il tuo studio
con altri colleghi?
Vorresti vendere attrezzature
che non usi più?
prof.le medici - ruolo sanitario, da
assegnare alla U.O.C. Oncologia
Medica 2^.
Posti: 1 - Scadenza: 24/10/2013
Fonte Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 76 del 24/09/2013
UNIVERSITÀ DI PISA
Procedura di selezione per un posto
di ricercatore a tempo determinato
di tipo «A», regime di tempo
definito, settore concorsuale 06/
D6 - Neurologia, settore scientificodisciplinare MED/26 - Neurologia,
presso il Dipartimento di medicina
clinica e sperimentale.
Posti: 1 - Scadenza: 24/10/2013
Fonte: Gazzetta Ufficiale Concorsi
numero 76 del 24/09/2013
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nomina a professore, professore
associato o professore assistente è
opzionale, dipende dalle qualifiche
e dall’esperienza della persona
designata.
Posti: 1 - Scadenza: 4/11/2013
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di Medicina Generale
Si cerca un medico di medicina
generale con competenze in geriatria
e/o esperienza in riabilitazione.
Informazioni: Dr Aurélie LAURENTBARALDI, 04.50.77.05.05,
[email protected]
Le candidature vanno invaite a: Mme
Agnès BEAUHAIRE,
Direttore, abeauhaire@lamarteraye.
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La Marteraye - ESPIC 644 Route
de la Côte 74 410 SAINT JORIOZ
04.50.77.05.05
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Réadaptation (SSR) Établissement de
55 lits situé au bord du lac d’Annecy
Fonte https://ec.europa.eu/eures/
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Specialisti – Regione
della Danimarca del sud
La Regione della Danimarca del sud
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Si cercano medici specializzati nelle
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neurologia, psichiatria, endocrinologia,
medicina interna, cardiologia.
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Maggiori informazioni su come
inoltrare la domanda su: http://www.
sst.dk
Inviare la candidatura a
[email protected]
Fonte https://ec.europa.eu/eures/
IRLANDA - Boyne Research
Institute
Epidemiologo specializzato sul
cancro
Il candidato contribuirà all’espansione
della ricerca e delle relazioni
collaborative dell’Istituto. Lavorerà
con i consorzi europei per migliorare
l’efficacia della ricerca e avrà
l’opportunità di essere il primo autore
di articoli di ricerca originali. Il lavoro
richiederà viaggi regolari in tutta
l’Europa, e l’opportunità di redigere
risultati di ricerca per pubblicazioni su
riviste di primo livello.
Inviare il CV a: Boyne Research
Institute, Tiernan House, Fair Green,
Drogheda, Co Louth.
Tel: 041 9836041.
E-Mail: [email protected]
Fonte https://ec.europa.eu/eures/
Ottobre 2013 | Notiziario | 115
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