Dépliant in formato

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Dépliant in formato
John Grisham
Fuga dal Natale
Milano, Mondadori, 2002
Seimilacento dollari: questa è la somma
che Luther e Nora Krank hanno speso
l’anno precedente per le feste di Natale.
Seimilacento dollari tra biglietti di auguri,
decorazioni, regali, cibi e vini costosi,
calendari e dolcetti delle più diverse
associazioni benefiche. Ma il danno del Natale non è stato
solo economico: lo stress delle compere, l’obbligo di
gareggiare con i vicini per gli addobbi più belli, il vestito
più costoso, il tacchino più grosso hanno portato tutti quanti
sull’orlo di una crisi di nervi. Ma mentre le altre famiglie di
Hemlock Street si apprestano ad affrontare una nuova
maratona di spesa e di fatica, i Krank hanno deciso di dare
una svolta alla loro vita: rimasti soli, dopo la partenza della
figlia per una missione umanitaria in Perù, provano a “saltare
il Natale”, per regalarsi una bella crociera ai Caraibi. Niente
pupazzi illuminati sul tetto, niente albero, niente feste in
ufficio e a casa: niente di niente. Spazio, dunque, al relax, a
qualche seduta di abbronzatura preventiva, alla dieta per
rimettersi in forma, mentre tutti gli altri si affannano nella
frenesia degli acquisti dell’ultima ora. Ma sfidare le tradizioni
non è facile, soprattutto in Hemlock Street, dove nessuno si
fa i fatti suoi, e tutti sono sempre pronti a criticare chi vuole
fare qualcosa di diverso dal solito. Luther e Nora affrontano
la sfida con stoica determinazione: dicono di no ai boy scout
che vogliono vender loro l’albero, ai poliziotti che
raccolgono fondi per la beneficenza, al cartolaio di fiducia
che vuole ordinare i preziosi cartoncini di auguri, ai pompieri
che vendono dolcetti per comprare regali ai bambini in
difficoltà. I nemici peggiori sono i vicini: loro sì che si
oppongono al progetto dei Krank, perché sanno che il loro
rifiuto del Natale non solo impedirà a Hemlock Street di
vincere il primo premio per la strada più addobbata, ma
andrà contro tutte le regole della buona creanza. Persino il
pastore si preoccupa che un rifiuto così sconcertante degli
obblighi del Natale non celi un tragico rifiuto della religione.
Riusciranno Luther e Nora a resistere a tutti questi attacchi?
Arriva il giorno della vigilia: tutti gli altri sono stremati, in
attesa che l’ambaradan natalizio cominci. I Krank sono
invece freschi e abbronzati, a preparare le valigie per la
partenza. Ma il destino è pronto a giocare loro un brutto
scherzo: a nessuno è permesso “saltare il Natale”!
David Baldacci
A casa per Natale
Milano, Mondadori, 2003
Tom Langdon è un uomo solo: a poco
più di quarant’anni, con un matrimonio
finito alle spalle e i genitori ormai
scomparsi, sente il bisogno di rallentare
il ritmo e ripensare alla propria vita.
Sono ormai lontani i tempi in cui faceva
l’inviato in zone di guerra, e amava sentir scorrere
l’adrenalina nelle vene, quasi fosse l’unica droga in grado di
farlo sentire vivo. L’occasione per ritrovare se stesso arriva
quasi per caso, quando affronta una nuova avventura,
apparentemente innocua ma destinata a cambiargli la vita
per sempre: un viaggio in treno da Washington a Los
Angeles, per raggiungere la fidanzata che lo aspetta per
trascorrere assieme le vacanze di Natale.
Il magnifico Capitol Limited da Washington a Chicago e
il superbo Southwest Chief da Chicago a Los Angeles sono
lo straordinario microcosmo nel quale si intrecciano le
speranze, le paure, le gioie e le passioni dei viaggiatori che
attraversano gli Stati Uniti da un capo all’altro, in un
caleidoscopio di accenti, caratteri, storie personali che si
compongono in un affresco coinvolgente, drammatico e
anche bizzarro. Chiamato a partecipare alla realizzazione di
un documentario sui treni a lunga percorrenza, Tom scopre
la straordinaria vitalità del personale di bordo della Amtrak,
la compagnia ferroviaria più importante degli Stati Uniti:
persone capaci di usare creatività e astuzie inimmaginabili
per far fronte ai desideri e ai capricci dei passeggeri,
riuscendo a farli sentire tutti un po’ speciali.
Ma soprattutto Tom ha l’occasione di incontrare di nuovo
la donna di cui era un tempo innamorato e che si è lasciato
sfuggire per orgoglio, paura e stupidità.
Biblioteca comunale “Renato Fucini”
Via Cavour, 36 - 50053 Empoli (FI)
Tel. 0571/757840 Fax 0571/757832
E-mail: [email protected]
[email protected]
A cura di Maria Stella Rasetti e Francesca Palareti
Biblioteca comunale
“Renato Fucini”
Libri sotto l’albero
©2004 Comune di Empoli
Giovanni Guareschi
La favola del Natale
Milano, Rizzoli, 1971
E’ il 24 dicembre 1944.
In un lager nel nord della Germania gli
ufficiali italiani prigionieri mettono in
scena una rappresentazione del Natale.
Potente inno di pace ed assieme
struggente tributo alla nostalgia per gli
affetti lontani, questa fiaba per bambini
sa parlare al cuore degli adulti di oggi, alle prese con guerre
altrettanto inutili e distruttive.
Dal creatore di “Don Camillo”, un piccolo gioiello
poetico in perfetto equilibrio tra ironia e invenzione lirica.
Charles Dickens
Un canto di Natale
Roma, TEN, 1993
Ebenezer Scrooge ha consacrato la sua
vita agli affari: per lui esiste soltanto il
lavoro e il guadagno. Non c’è spazio
per gli affetti familiari, per il calore
dell’amicizia, per la gioia di condividere
con gli altri i piccoli e i grandi piaceri
della vita. In una Londra fredda e cupa
di metà Ottocento, già segnata dai primi squilibri della
Rivoluzione Industriale, il vecchio Scrooge fa i conti con i
propri fantasmi, materializzatisi la vigilia di Natale sotto le
spoglie del socio d’affari recentemente scomparso. In una
indimenticabile notte di sogni e incubi, egli ripercorre la sua
esistenza passata e si affaccia in quella futura: giusto in
tempo per decidere di voltare pagina e cambiare vita.
Jo Hoestlandt
La sorpresa di Natale
Milano, Motta Junior, 2000
Alla vigilia di Natale la città è coperta di
neve: il piccolo Geremia costruisce un
bellissimo pupazzo di neve in onore di
Gertrude, una vicina di casa vecchia e
un po’ stramba, ma simpatica e piena
di risorse. Il pupazzo le farà compagnia come un vero e
proprio fidanzato: e chissà che la donna non faccia scappare
anche lui, come deve aver fatto in gioventù con gli uomini
veri! Vicino al pupazzo Geremia e Gertude scoprono un
fiore dall’aspetto inconsueto; per scoprirne il nome, i due si
recano all’orto botanico, dove però si perdono, finché non
incontrano uno strano personaggio che sembrava aspettasse
proprio loro.
Valerio Peretti
Buon Natale bastardi.
Storie di straordinaria perfidia
Casale Monferrato, Piemme, 2000
In una raccolta di ventotto raccontini al
fulmicotone, l’autore ci offre un eccellente
campionario di cattiverie, in grado di fare
da autorevole contrappasso alle
caramellosità zuccherose che ogni anno,
con l’approssimarsi del Natale, ci vengono propinate dalla
narrativa italiana e straniera. Qui non c’è traccia di happy
end e di buoni sentimenti. E anche i bibliotecari sono
costretti a liberarsi della loro tradizionale bontà per dar
corpo alla peggiore delle crudeltà: abbandonare ai bordi
dell’autostrada un bambino scambiato erroneamente per
cagnolino. Succede a Marisa, la bibliotecaria protagonista
di uno dei racconti, che ama molto gli animali, e durante
una gita in Messico non ha cuore di lasciare nel fango di
una strada un piccolo chihuahua dagli occhi dolci. La lettura
è sconsigliata a chi pensa che almeno a Natale si debba
essere buoni, comprensivi e solidali con gli altri.
Phyllis Theroux
La magia della neve
Milano, Sperling & Kupfer, 2002
Il Natale porta sempre con sé una
magia semplice, che ci invita a
sospendere il filo dei nostri pensieri e
a lasciar da parte le preoccupazioni
quotidiane. A Ryland Falls non è
possibile festeggiare il Natale: la neve
ha sepolto le case, niente corrente elettrica e niente
riscaldamento. Chi voleva abbandonare il paese per
cercare fortuna altrove, chi viveva come un peso la
presenza di un anziano in casa si ritrova, grazie alla
magia della neve, a fare i conti con se stesso; luogo
ideale per riscoprire i valori più importanti dello stare
insieme è un grande falò di alberi di Natale invenduti,
che uno degli abitanti ritrae in un quadro destinato a
segnare per sempre la sua vita di artista.
Jennifer Johnston
L’albero di Natale
Milano, La tartaruga, 2002
Un albero addobbato con le luci
azzurre: a pochi giorni dalle festività
natalizie, Constance Keating vuole
riprovare le stesse emozioni di
un’infanzia ormai lontana, prima di
prendere congedo dalla vita. A quarantacinque anni fa
i conti con un cancro che la sta consumando
lentamente e il delirio della malattia le permette di
attingere ad uno straordinario bagaglio di ricordi.
Constance la pazza, l’instabile, la sognatrice: lei ha
lasciato la propria famiglia in Irlanda, ha abbandonato
l’università, ha rinunciato alla prospettiva di un solido
matrimonio per correre dietro al sogno di diventare
scrittrice. Tornata a casa sconfitta, Constance costruisce
a modo suo la vita che le resta e la morte che l’aspetta,
sottraendosi alle soffocanti attenzioni della sorella,
tiranneggiando il medico che avrebbe potuto essere
suo marito, costruendo una affettuosa complicità con
una ragazzina orfana che le fa da badante.