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Lugano
domani
Mensile del Partito Liberale Radicale Sezione di Lugano
nr 08
settembre 2015
Editoriale
…quel percorso che conduce a Berna
Giovanna Viscardi, Presidente PLR Lugano
In un contesto storico economico
e sociale come quello attuale, in
cui a prevalere sono sentimenti di
incertezza, insicurezza e sfiducia,
non è cosa semplice assumersi la
responsabilità di diventare parte
attiva in un consesso politico istituzionale.
La sensazione di incertezza sul futuro economico, il timore di una
mancanza di posti di lavoro per
giovani e meno giovani, le notizie
contrastanti circa la posizione della Svizzera all’interno dell’Europa,
le continue diatribe che ci vedono confrontati con un complicato
sistema di accordi bilaterali, concorrono a creare un clima di insicurezza che viene costantemente
nutrito dalla poca nitidezza con
la quale certi messaggi sono trasmessi ai cittadini.
Dimentichi del fatto che –storicamente- la forza della Svizzera è
sempre stata proprio la capacità
di aggruppare in un’unica nazione
persone di lingua e cultura diverse, di fronte a un mondo che sta
radicalmente cambiando, in cui il
concetto di frontiera sembra non
esistere più, e gli spostamenti di
intere etnie rimescolano l’aspetto
e l’assetto sociali di molti paesi,
non riusciamo ad impedire che il
nostro sentimento di insicurezza
sia ulteriormente accresciuto dalla
preoccupazione di smarrire i nostri
punti di riferimento, e con essi la
nostra identità di nazione con l’improbabile ma inquietante prospettiva di un detrimento dell’identità
culturale.
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Le risposte del mondo politico non
sempre sono di facile comprensione; e per lo più le soluzioni non
sono tempestive e pertinenti come
si vorrebbe che fossero.
Da qui il gravoso sgretolarsi del sentimento di fiducia verso le istituzioni; e, ineluttabilmente, nei confronti
dei partiti politici.
La paura, poi, che deriva dall’ignoranza o dalla scarsa conoscenza
della realtà che ci circonda, è spesso
utilizzata come perno per fare leva
su un’opinione pubblica affamata di
risposte chiare e certe.
Ed è qui che talune fazioni politiche
si insinuano per ottenere consensi.
Ma non sempre le soluzioni che
queste prospettano sono attuabili,
o giuridicamente sostenibili: in realtà il più delle volte si limitano a ge-
nerare false speranze.
In questo quadro, non è facile il
compito che si sono assunti i nostri
rappresentanti e i nostri candidati.
Per ritrovare la fiducia del cittadino
dovranno saper individuare il punto giusto sulla linea emozionale che
passa tra le istituzioni e la sua personale realtà, affinché questa linea
si possa finalmente incontrare con
quella razionale.
Sarà necessario restituire sicurezza
attraverso la più totale trasparenza
nei processi decisionali, e la massima chiarezza nell’esposizione delle
motivazioni che hanno portato a
una determinata conclusione.
Non possiamo assolutamente permettere che la paura giustifichi l’adozione di espedienti che inducano
il cittadino a scelte che, benché
democratiche nella forma, sfocino,
nella sostanza, in un’illegittima lesione dei principi fondamentali sui
cui si fonda il nostro sistema liberale.
In qualità di partito responsabile abbiamo il dovere di riportare la politica sul giusto percorso, cercando
soluzioni ineccepibili sotto ogni profilo e soprattutto concrete, che sappiano rispondere adeguatamente ai
reali bisogni dei cittadini, e non ad
aspettative create ad arte cavalcando un’onda emotiva.
Forza ragazzi! Il terzo seggio sarà il
meritato premio per il vostro grande
lavoro.
Grazie Fabio, Ignazio, Giovanni,
Tobiolo, Nicola, Rocco, Simone,
Gian-Luca e Michela.
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Il futuro degli agglomerati e il futuro di Lugano !
Fabio Abate, Consiglere agli Stati, Candidato PLR al Consiglio degli Stati
Il futuro degli agglomerati urbani
in Svizzera deve essere oggetto di
importanti riflessioni.
Oggi contiamo 50 agglomerati, tra
cui evidentemente anche quello di
Lugano, il quale non si è solamente costituito in un processo determinato dalla crescita economica
soprattutto nel settore dei servizi,
ma ha potuto contare anche su
condizioni istituzionali favorevoli
che sono sfociate nel processo aggregativo. I grandi agglomerati dell’Altipiano soffrono,
poiché sono vittime dei loro stessi successi.
Negli anni ottanta del secolo scorso è stato attivato un
processo di concentrazione di interessi e risorse che hanno reso sempre più attrattivi poli come Zurigo, Basilea oppure Losanna.
Nel corso degli anni, sono comunque emersi seri problemi
di gestione che hanno evidenziato anche una certa difficoltà nel fornire risposte lungimiranti. Pensiamo solamente alla mobilità di migliaia di persone che sollecitano anche il settore dell’alloggio come mai accaduto in passato.
Ogni giorni una moltitudine di lavoratori entra negli agglomerati e si attiva nella ricerca di un alloggio per evitare
spostamenti, comunque resi più comodi da uno sviluppo
costante dei mezzi di trasporto pubblici.
Eppure, la popolazione cresce sempre più, così come i lavoratori che quotidianamente occupano i centri di interesse economico.
Un agglomerato deve poter essere anche competitivo, ossia non risultare un semplice contenitore di letti, ma offrire anche prerogative indiscusse dal profilo economico, da
quello ricreativo e culturale.
Lugano è confrontata ad una trasformazione della sua
piazza finanziaria che ha sempre rappresentato la fonte di
ricchezza privilegiata per tutto l’agglomerato. Sappiamo
che il futuro è caratterizzato da incertezze che generano
serie preoccupazioni.
La città è anche un’attrazione turistica e non devo ricordare la sofferenza del settore soprattutto in Ticino e nei
Grigioni. Bisogna lottare per mantenere intatta la competitività di questo agglomerato, auspicando ad esempio
finalmente una soluzione al problema dell’accesso ai mercati finanziari esteri, vera e propria boccata di ossigeno
per gli operatori della stessa piazza finanziaria.
Ma non basta. Sono persuaso che i grossi agglomerati
urbani dell’Altipiano non riusciranno a gestire a lungo i
loro centri di interesse economici, senza riflettere su una
delocalizzazione, oramai indispensabile per non affondare
sotto il peso dei problemi citati poc’anzi.
Lugano ed il Ticino, grazie anche ad Alptransit, devono
proporsi per offrire condizioni assolutamente favorevoli
per rilanciare i propri agglomerati. Perché mai banche, assicurazioni e altri centri decisionali non debbano ritrovare
la via di Lugano?
Quando le competenze sono state condensate ad esempio a Zurigo, l’informatica non permetteva ancora di discutere e decidere da luoghi diversi ed in qualsiasi momento della giornata.
Perché mai un direttore generale di una banca non potrebbe lavorare e fors’anche vivere a Lugano?
Zurigo è importante, ma il Ticino è tutt’altra cosa. Nei
prossimi anni a Palazzo federale dovremo occuparci anche di questi fenomeni che non sono problemi, ma grandi
opportunità.
Grazie all’esperienza accumulata in Parlamento, quale
consigliere agli Stati uscente sono pronto a giocare la partita in collaborazione con il Nostro Governo cantonale e
le Autorità comunali di Lugano. Vi ringrazio della fiducia!
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Un punto di svolta nella politica federale e cantonale.
Tobiolo Gianella, Presidente Società Liberale Radicale del Molino Nuovo, Consigliere comunale di Lugano, Candidato PLR al Consiglio Nazionale
Care Amiche e Cari Amici della mia
sezione di Lugano,
le elezioni federali del 18 ottobre
rappresentano un punto di svolta
nella politica federale e cantonale.
Per il nostro Partito è importante
ottenere un buon risultato sul piano cantonale e federale per fare in
modo di riconfermare i nostri due
Consiglieri federali, cosa che non
sembra piacere alla sinistra statalista. Ma per fare questo serve però
un vero gioco di squadra, un cuore ed una volontà soli.
Le libertà fondamentali del nostro Paese negli ultimi anni
a questa parte stanno venendo sempre meno a causa di
una politica fiscale ed economica irresponsabile da parte
di Eveline Widmer-Schlumpf.
Lo Stato liberale che ha garantito il benessere sociale ed
economico del nostro Paese e che noi conosciamo sta,
purtroppo, pian piano scomparendo.
Ma è necessario continuare a mantenere quelle condizioni
per cui si possa guardare con fiducia e serenità al futuro
del nostro Paese.
Ma non è aumentando tasse ed imposte o mettendone di
nuove che si risolvono tali sfide. La società cambia rapidamente, così come le scelte e gli interventi delle politiche
pubbliche nei confronti della cittadinanza.
Ed è per queste ragioni che prima di aumentare tasse ed
imposte, l’ente pubblico ha un obbligo civico e morale di
ridurre o quantomeno non aumentare la spesa pubblica.
Questo è possibile attraverso nuovi ed innovativi strumenti di gestione della pubblica amministrazione.
Riforme improntate su questi strumenti permettono di
ridurre i deficit dei bilanci statali e parallelamente di liberare risorse economiche per favorire una reale politica
di sgravi fiscali alle persone fisiche e giuridiche, garantire
ed estendere i sussidi sociali a chi realmente ne necessita,
promuovere una migliore presenza delle forze dell’ordine
sul territorio, sviluppare una politica culturale, turistica e
giovanile moderna e duratura nel tempo, generare nuovamente fiducia negli imprenditori, nei liberi professionisti
e nelle famiglie, potenziare la rete e i collegamenti dei
trasporti pubblici.
Il nostro Paese deve sapersi garantire modernità e competitività per i prossimi decenni.
Lo scopo principale è quello di garantire una maggiore
efficienza ed efficacia sia dell’ente pubblico, sia di quanto viene erogato al cittadino, senza per questo rinunciare
all’imprescindibile principio dell’equità e della giustizia sociale, valori tipici di un vero Stato liberale.
Amiche ed Amici della mia sezione, vi ringrazio molto per
la vostra attenzione e spero di cuore di poter contare sul
vostro appoggio e sul vostro consenso!
Con i miei più cordiali, liberali saluti.
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Otto anni di lavoro con passione nel Parlamento nazionale.
Dott. Ignazio Cassis, Consigliere nazionale, Candidato PLR al Consiglio Nazionale
Care amiche e amici luganesi
Da otto anni lavoro con passione
nel Parlamento nazionale, da quattro con il ruolo di vice-presidente
del Gruppo parlamentare liberale-radicale. Accanto al fuoco sulla
politica sanitaria e delle assicurazioni sociali, sono stato particolarmente attento agli interessi delle
aziende ticinesi, con qualche buon
risultato.
Vorrei in particolare citare la modifica della legge sull’IVA per eliminare la concorrenza
sleale sull’IVA esistente con i “padroncini”.
La modifica della legge è in corso e lo “sconto” dell’8%
che gli artigiani stranieri potevano offrire ha i giorni contati.
In ambito sociale ricordo in particolare il mio impegno, coronato da successo, per diminuire la selezione dei rischi
nell’assicurazione malattia: dal 2017 le fastidiose telefonate pubblicitarie spariranno.
Con un’altra mozione ho ottenuto di imporre la lingua
italiana negli appalti edilizi federali in Ticino, per consentire ai nostri imprenditori di concorrere in italiano e
non subire svantaggi linguistici. Mi sono adoperato per
rafforzare la presenza dell’italianità a Berna, con la co-
stituzione di un apposito intergruppo, che oggi conta 60
parlamentari: ciò crea le premesse per far sentire la nostra
voce a Berna, anche in vista di un’elezione futura di un/a
Ticinese in Consiglio federale.
Un lavoro puntiglioso e tenace, necessario affinché il Ticino possa contare di più.
La prossima legislatura sarà la 50ima dal 1848. Vedrà temi
di grande importanza per il nostro Paese: la deindustrializzazione minaccia i posti di lavoro, i rapporti con l’UE sono
fragili, l’uscita dal nucleare incerta, la riforma delle pensioni tutta in salita, la sicurezza e l’esercito da rafforzare.
Dovremo però soprattutto interrogarci su quale Svizzera
vogliamo in futuro: una basata sul modello liberale,
dove la responsabilità individuale è al centro e lo Stato
assume un ruolo sussidiario, oppure una sul modello socialista di molti Paesi europei, dove l’individuo è sempre
più sottoposto alla tutela di uno Stato chiamato ad occuparsi di tutto, con costi crescenti e burocrazia soffocante,
causata da un eccesso di regolamentazione?
La mia risposta è chiara: una Svizzera liberale!
Care amiche e amici, se vorrete confermarmi anche
quest’anno il sostegno, vi garantisco che continuerò a
battermi per una Svizzera che non perda per strada i nostri due valori di base: la libertà e la responsabilità individuale. Due valori oggi tutt’altro che scontati!
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Piazza finanziaria, benessere, fiducia tra cittadino e stato
Giovanni Merlini, Consigliere nazionale, Candidato PLR al Consiglio Nazionale
Banche, assicurazioni e servizi ausiliari hanno creato in CH, nel 2013,
un valore aggiunto di 63,1 miliardi di franchi, pari al 10,5% del PIL
nazionale (602,8 miliardi). 209’600
posti di lavoro e introiti fiscali per
5,7 miliardi.
Nel settore, nuovo tipi prestazioni
stanno diffondendosi con successo. Per contro, alcuni altri servizi
non possono essere forniti in Svizzera, non essendo previsti dal nostro ordinamento, per la gioia della concorrenza (vedi Lussemburgo, tanto per fare un esempio): è il caso del trust.
È sì riconosciuto dal nostro Paese, in virtù della ratifica
nel 2007 della Convenzione dell’Aja, ma non può essere
costituito ex novo qui da noi né essere regolamentato secondo il nostro diritto interno.
Un peccato, perché si tratta di un istituto non più circoscritto ai Paesi anglosassoni del common law.
Sempre più numerose piazze nel mondo offrono i loro
servizi anche nell’ambito della costituzione e gestione dei
trust, visto che godono di un crescente interesse da parte
di persone con ingenti patrimoni.
E’ infatti uno strumento affidabile che si presta alla pianificazione successoria e alla conservazione del patrimonio
secondo le direttive del fondatore (“settlor”).
Il nostro Gruppo parlamentare alle Camere ha quindi deciso di sostenere il mio postulato che invita il governo a
valutare l’opportunità di adottare il trust nel nostro diritto
privato, adeguando i regimi fiscali applicabili.
L’inasprimento della concorrenza internazionale e le difficoltà nell’accesso a certi mercati finanziari dovrebbero
suggerire anche al Consiglio federale di mettere a disposizione della nostra piazza tutti gli strumenti per poter competere ad armi pari.
Un’altra priorità riguarda invece il rapporto di fiducia tra
Cittadino e Stato. L’iniziativa popolare sostenuta dal plr
e firmata da 117’596 cittadini chiede di ancorare nella
Costituzione federale (art. 13) il principio della protezione
della sfera privata dei residenti in ambito fiscale.
Senza il loro consenso, potranno essere trasmesse all’autorità fiscale informazioni rilevanti per le imposte dirette
dei cantoni soltanto nell’ambito di un procedimento penale, in presenza di sospetti fondati circa l’intenzione di
commettere una frode fiscale o circa l’esistenza di un’evasione fiscale intenzionale e ripetuta per somme ingenti.
Sarà un giudice a stabilirlo di caso in caso.
In tutti gli altri casi non si giustifica la messa a nudo del
cittadino davanti alle autorità.
La sinistra che si scandalizza difronte alle operazioni ficcanaso dell’intelligence di diversi Paesi (vedi caso Snowden
ecc.), è pronta invece a sacrificare la sfera privata dei residenti.
In uno Stato liberale deve valere la presunzione dell’onestà del cittadino, fino a prova contraria: l’onere probatorio
incombe allo Stato.
L’esperienza dimostra che gli Stati polizieschi ed esosi si
ritrovano con tassi di evasione fiscale molto più elevati dei
Paesi liberali e moderati.
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Elezioni federali 2015
Nicola Brivio, Deputato in Gran Consiglio e Sindaco di Morcote, Candidato PLR al Consiglio Nazionale
Dopo 12 anni di esperienza in
Gran Consiglio e 7 in Municipio a
Morcote, ricoprendo negli ultimi 3
anche la funzione di Sindaco, ho
avuto modo di comprendere che
la maggior parte delle decisioni
importanti che concernono le nostre realtà istituzionali vengono
prese a Berna.
Penso ai vari progetti viari, sia stradali che ferroviari ma anche a temi
legati alla fiscalità, alla sicurezza alle frontiere e soprattutto ai rapporti con l’estero e
quindi alla salvaguardia delle nostre realtà economiche,
sempre più minacciate da una concorrenza talvolta malsana e sleale.
È anche per questo motivo che ho deciso di cogliere l’occasione datami dal PLR di poter essere sulla lista per il
Consiglio nazionale. Ritengo infatti di aver accumulato
in questi ultimi anni la giusta esperienza non solo politica e di avere tutte le competenze necessarie per affrontare questa importante e stimolante sfida. L’esperienza
in Gran Consiglio e nelle Commissioni parlamentari mi
ha permesso di vedere dall’interno come funziona un
Parlamento e di capire che in un sistema proporzionale
come il nostro, se si vogliono ottenere risultati, bisogna
lavorare seriamente, essere convincenti e cercare soluzioni condivise.
Quella di Sindaco mi ha invece insegnato che se si presentano progetti validi e condivisi si possono ottenere
risultati concreti, anche in tempi brevi.
Ho poi avuto modo di vivere esperienze professionali stimolanti che mi hanno fatto avvicinare alla Svizzera di
oltre Gottardo che, assieme al fatto di aver svolto i miei
studi di diritto all’Università di Basilea, ritengo mi permettono di avere rapporti facilitati con gli svizzeri di altri
cantoni, fatto questo sicuramente importante siccome
ho avuto modo di imparare che i rapporti interpersonali
con altri deputati anche di altri gruppi parlamentari rivestono un’importanza particolare e permettono spesso e
volentieri di giungere a soluzioni concrete che spesso e
volentieri vengono trovate al di fuori degli schieramenti
istituzionali.
Sono inoltre convinto che il Ticino debba assumere un
atteggiamento più positivo e propositivo.
Non ci si può sempre lamentare senza proporre soluzioni. Il Ticino, chiedendo, deve anche proporre lui stesso
quelle che potrebbero essere le soluzioni ideali, offrendo
a Berna progetti credibili e di qualità.
Bisogna poi che il Ticino assuma un ruolo più qualificato,
affinché chi sta oltre Gottardo possa essere convinto di
avere a che fare sempre con persone serie e competenti.
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Quattro liberali radicali a Berna: mancano solo 2500 schede!
Rocco Cattaneo, Presidente del Partito liberale radicale ticinese, Candidato PLR al Consiglio Nazionale
Abbiamo un obiettivo chiaro: portare quattro liberali radicali a Berna
il 18 ottobre. Sappiamo che non
sarà facile, ma nemmeno è impossibile. Dobbiamo recuperare soltanto 2’500 schede per riconquistare il
seggio al Nazionale perso quattro
anni fa.
Ma attenzione: Lega e UDC hanno
lanciato questa volta una battaglia
per il Consiglio degli Stati, presentando un candidato che non è solo
“di bandiera”. Non dobbiamo sottovalutarlo: la sfida va
presa seriamente, e tutto il Partito deve far quadrato prioritariamente attorno a Fabio Abate.
Come sempre, anche in queste elezioni vincerà chi saprà
maggiormente mobilitare la base, convincere militanti e
simpatizzanti a votare, e conosciamo i rischi del crescente
disinteresse per la politica che si sta diffondendo tra l’elettorato dei partiti storici. Mentre più facile è conquistare
simpatie popolari per chi cavalca in modo demagogico
l’onda della protesta, pur sapendo che non è con la protesta che si trovano le soluzioni.
Dovremo dunque fare di tutto per convincere la nostra
gente da Airolo a Chiasso: Berna sembra a volte politicamente più “lontana” di quanto lo sia geograficamente,
ma molte partite politiche fondamentali per il Ticino si
giocano proprio a livello federale. È importante dunque
che a Berna ci siano persone determinate a difendere i
nostri interessi.
I prossimi anni saranno cruciali per trovare soluzioni praticabili e sostenibili a una serie di questioni molto rilevanti
per il futuro del nostro Paese. Ne cito alcune: previdenza
vecchiaia, strategia energetica, rapporti con l’Europa, futuro dell’IVA e dell’imposta federale diretta dopo il 2020.
Nei prossimi quattro anni dovremo affrontare insomma
riforme fondamentali per il futuro della Svizzera, e quindi
anche del Ticino.
Ma dovremo anche avere la forza per rivendicare e per
ottenere dalla Confederazione il sostegno finanziario ad
alcuni progetti che da troppo tempo languono nei cassetti. Il Ticino ha bisogno di infrastrutture, in particolare
stradali – non penso solo al completamento del Gottardo,
ma anche, per esempio, al collegamento veloce tra il Locarnese e l’autostrada, alla viabilità nel Malcantone… -,
e ferroviarie, considerato l’imminente arrivo di Alptransit.
In aprile il nostro Partito ha invertito la rotta della crisi,
siamo tornati a crescere e abbiamo ricreato entusiasmo
e voglia di vincere, grazie anche al rinnovamento, che è
stato un atto coraggioso e come tale rischioso, ma che ha
prodotto frutti che ora altre forze politiche ci invidiano.
Sento e percepisco anche oggi, a un mese dalle elezioni
federali, questo entusiasmo, questo orgoglio di essere liberali-radicali, ed è questo sentimento che mi fa dire:
dobbiamo mettercela tutta, ma il 18 ottobre ce la
possiamo fare!
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Uniti verso Berna anche in campo culturale.
Simone Gianini, Municipale della Città di Bellinzona , Candidato PLR al Consiglio Nazionale
Dopo tanto discuterne, il LAC è
finalmente una realtà. Da ticinese
non posso che rallegrarmi che nel
nostro Cantone sia stata realizzata
una struttura culturale così importante e ambiziosa.
Non solo per il suo valore architettonico, ma anche – direi soprattutto – per il ruolo che assumerà in
ambito artistico.
Grazie a quanto saprà proporre
dal profilo concertistico, teatrale e
museale il LAC dovrà diventare il fiore all’occhiello della
cultura ticinese.
Dovrà poter competere sulla scena culturale svizzera e internazionale, senza paura e senza complessi di inferiorità.
Sono convinto che se il LAC riuscirà nella sua missione, ne
trarrà beneficio l’intero mondo culturale ticinese, com’è
del resto avvenuto a Lucerna e nella Svizzera centrale con
il KKL.
Il LAC potrà inoltre fungere da grosso stimolo per tutto
il Ticino. Grazie all’eccellenza che vi verrà rappresentata
potrà essere innescato un circolo virtuoso che permetta
anche alle altre strutture culturali ticinesi di crescere, di
sfruttare gli impulsi e la fama di chi dispone di più risorse,
per ritagliarsi un proprio spazio, complementare e non alternativo al polo culturale luganese.
Il Ticino è pieno di interessanti realtà culturali. Lo sappiamo bene a Bellinzona, dove ci coccoliamo due piccoli
gioielli – il Teatro sociale e il Museo di Villa dei Cedri –
coscienti però che il nostro teatro e il nostro museo non
potranno mai competere con il KKL o il LAC, per non parlare di strutture ancora più ricche e importanti, di statura
internazionale.
Proprio per questo, credo che l’arrivo del LAC possa aiutare e stimolare le altre realtà culturali ticinesi a definire
meglio la loro identità e la loro missione.
Perché vi sono rappresentazioni teatrali che non avrebbe
senso tenere altrove e altre, invece, che fatalmente non
troveranno spazio a Lugano e possono essere proposte
in strutture più piccole e complementari negli altri centri
culturali del Ticino.
Lo stesso vale per i concerti da camera e le esposizioni.
Parlarsi e collaborare, dunque, coscienti delle proprie peculiarità e delle proprie capacità.
Da questo punto di vista il Municipio di Bellinzona e quello di Lugano sono in sintonia.
In un recente piacevole incontro tra i due esecutivi sono
state gettate le basi per instaurare un dialogo costruttivo
in ambito di trasporti (l’arrivo di AlpTransit riguarderà entrambe le Città), energetico, ma anche culturale.
È questa la strada da seguire.Per trasformare simbolicamente il LAC in TAC (“Ticino, Arte e Cultura”) ed avere
anche in campo culturale un Ticino più unito verso Berna.
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I problemi del Ticino sono di importanza nazionale.
Gian-Luca Lardi, Membro del Consiglio comunale di Rovio, Candidato PLR al Consiglio Nazionale
Ho deciso di mettermi in gioco per
le elezioni federali perché sono un
convinto sostenitore del nostro sistema di milizia; non mi ritengo un
politico nato, ma un rappresentante dell’economia, in particolare del
settore secondario.
Un settore che è però condizionato sempre più dalla politica su due
fronti: in primo luogo sul piano
amministrativo, che impone degli
oneri sempre più pesanti anche
alle piccole e medie imprese; secondariamente sul piano di determinati fronti polarizzanti, che mettono a repentaglio i fattori di successo della nostra Svizzera.
Come vogliamo sposare e conciliare - in Ticino forse ancora di più rispetto al resto della Svizzera - una crescita
economica sana con i disagi che la nostra popolazione ci
segnala in modo inequivocabile?
Quale liberale radicale sono pronto a impegnarmi anche
politicamente, perché ritengo che a livello federale serva
una politica forse un po’ meno ideologica e teorica, ma
più mirata ai bisogni della nostra economia locale.
Questa ha bisogno di una crescita economica che crei
plusvalore in Ticino, che porti dei benefici concreti
e duraturi sul territorio che la ospita e che valorizzi le
nostre risorse: personale ben formato e un sistema politico stabile e liberale.
In veste di presidente della Società Svizzera degli Impresari
Costruttori sono già attivo in ambito politico e mi ritrovo
spesso a Berna e Zurigo: nello scambio e nei contatti fra
associazioni economiche e parlamento, rispettivamente
amministrazioni federali e cantonali.
Ed è proprio in questa funzione che mi rendo conto quanto sia importante disporre di imprenditori che portino e
rappresentino nella nostra capitale l’esperienza di chi sul
mercato deve vivere e sopravvivere giornalmente.
I problemi del Ticino sono di importanza nazionale;
infatti, se non riusciamo ad affrontarli con successo a livello locale, prima o poi gli stessi problemi si porranno a
livello nazionale.
Sono pertanto convinto che questa sensibilità a Berna si
trovi!
Io sono abituato a lavorare cercando degli alleati con
obiettivi comuni, concentrandomi su quello che ci unisce,
invece di dibattere inutilmente su quello che ci divide.
Vorrei fare altrettanto in Consiglio Nazionale, a favore di
tutti i ticinesi.
Vi ringrazio per il vostro sostegno!
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GOOD LAC
Michela Ris, Municipale di Ascona, Candidata PLR al Consiglio Nazionale
Mentre sto scrivendo questo pezzo
mi trovo a New York, sono in un
bar con il mio pc e mi sto bevendo
un caffè. Gente che va e che viene,
gente che corre, ogni tipo di razza e cultura si incontrano ad ogni
angolo.
Per chi ama l’arte New York è assolutamente ispirante: il MOMA, il
MET, il Guggenheim, il Withney, il
New Museum, solo per citare i più
famosi.
Facendo le dovute proporzioni ora anche Lugano ha una
grande occasione per ispirare tutti noi, il LAC – Lugano,
Arte e Cultura.
E non vi nascondo che occupandomi anch’io di cultura,
come capo dicastero ad Ascona, vi invidio molto. Il LAC
sarà lo spazio ideale per ogni tipo di evento, si potrà spaziare dalla musica alla danza, dal teatro alle mostre. Un
polo che con offerte culturali di punta consentirà a Lugano e a tutto il Cantone di avere grande visibilità nella
scena nazionale e internazionale.
E se troppo spesso si sente dire che la cultura non produce
benefici materiali ma solo costi da un punto di vista umanistico si potrebbe ribattere che anche i benefici immateriali e dunque non quantificabili economicamente, hanno
la loro importanza nella vita dell’uomo.
Ma la cultura, naturalmente intesa in senso ampio (musica, cinema, enogastronomia, mostre, esposizioni, …)
serve non solo al singolo ma pure alla collettività. Il sapere
umanistico è la prima e fondamentale forma d’educazione civica. La storia fornisce modelli comportamentali e
permette di comprendere il presente dal passato. Sociologia ed economia sono strumenti fondamentali per gestire
la cosa pubblica.
Le analisi sugli aspetti economici hanno dimostrato che
un progetto o un evento culturale, se ben organizzati,
non solo generano ricavi ma producono diversi effetti secondari, di breve e lungo termine.
Nel breve periodo oltre alla partecipazione all’evento ci
saranno spese per beni e servizi complementari (ristoranti,
pernottamenti, shopping, ...) che generano effetti moltiplicatori per il territorio.
Nel lungo periodo un’industria culturale può essere in grado di attirare ulteriori investimenti privati o pubblici.
Eventi di successo possono rappresentare un plus fondamentale per generare interesse nei confronti di una destinazione e stimolare così nei partecipanti il desiderio di
rivisitarla indipendentemente dalle manifestazioni stesse;
è necessario stimolare la curiosità del turista che domanda
anche cultura e sorprenderlo per indurlo a prolungare il
suo soggiorno e/o a tornare in futuro e non solamente
durante la bella stagione.
Il LAC è un regalo non solo per Lugano e per i suoi cittadini ma anche per tutto il Ticino e per tutta la Svizzera e
mi complimento con chi, sicuramente non senza momenti
di sconforto, ha creduto e portato avanti questo grande
progetto.
Perché solo con delle visioni il nostro Cantone potrà avere
la forza di guardare lontano.
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domani
il Pettegolo
Il nuovo spartitraffico in via Pretorio
Mini agenda
L’agenda completa è consultabile sul sito www.plr-lugano.ch
27 Settembe
PLR Sezione di Lugano
Festa d’autunno
Capannone Comunale Pregassona
1
Associazione incontri Liberali - Lugano
Visita Museo Hesse
Museo Hermann Hesse Montagnola
Ottobre
7 Ottobre
Sezione di Quartire Pregassona Cureggia
Assemblea generale
“Casa Rossa” Sede Circolo Anziani
18 Ottobre
Elezioni Federali
21 Ottobre
PLR Sezione di Lugano
Riflessioni attorno ai
premi delle Casse Malati
Palazzo dei Congressi a Lugano
Impressum
Responsabile della redazione
Andrea Bertagni
8 Novembre
SOLL Castagnola
Non stop
12 Novembre
Associazione incontri Liberali - Lugano
Incontro con la pittrice
Gloria Nobili Guidi
Palazzo dei Congressi a Lugano
18 Novembre
PLR Sezione di Lugano
Direttiva sezionale
Palazzo dei Congressi a Lugano
28 Novembre
Associazione Progressista Castagnolese
Cena di Natale
Hotel Lido Seegarten
9 Dicembre
PLR Sezione di Lugano
Assemblea generale
straordinaria
Redazione: Mario Antonini, Luca Banfi, Massimo Brignoni,
Sabrina Caneva, Krizia Genini, Peter Rossi,
Giovanna Viscardi
Grafica: Giuliano Monza
Konrad Walder
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