Diario Fleuron II pdf - Benvenuti nel sito dedicato al Modellismo
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Diario Fleuron II pdf - Benvenuti nel sito dedicato al Modellismo
Diario di costruzione del F l e u ro n Vascello da 64 cannoni Del costruttore Blaise Ollivier Brest 1729 Seconda Parte Su disegni di G. Delacroix e Jean Boudriot COLLECTION ARCHEOLOGIE NAVALE FRANÇAISE Diario concepito e realizzato da Giorgio Flenghi Introduzione ... Eccoci giunti alla seconda parte della costruzione del Fleuron in scala 1:24, spero vivamente che la prima vi sia piaciuta e soprattutto vi sia stata utile. In questa seconda parte ci occuperemo del fasciame della carena e della compartimentazione della Cala della Covertetta e dei Ponti. Questa parte della costruzione è molto interessante e impegnativa, infatti ci trasformeremmo in Maestri d’ascia, Fabbri, Calafati, Mastri Cordai e via via tutti quei mestieri necessari per portare a termine il nostro Vascello, e soprattutto verrà fuori la nostra ecletticità nello svolgere tutte queste operazioni, come ricorda spesso il mio amico Riccardo, non abbiate paura delle vostre mani, vi sorprendere di quello che riuscirete a fare, magari non al primo colpo ma ci riuscirete, credetemi! Ci occuperemo della costruzione dei locali, delle attrezzature necessarie: Golfari, Anelli, Braccioli in ferro, Cerniere, Serrature, Cordami, Cannoni e tutto il necessario, inoltre se vorrete di tutti gli strumenti necessari per far funzionare questa macchina da guerra: gli attrezzi del Nostromo, del Pilota, del Capo Cannoniere, del Medico, del Fornaio, del Maestro d’ascia e via via di tutti gli altri. Come vedete sta per arrivare, quella che io reputo la parte più creativa della costruzione, finalmente vedremo il nostro Vascello che si avvicina sempre più alla realtà e rimarremo stupiti di quanto riusciremo a fare, basta non avere mai fretta e se qualcosa non vi piace o non è venuta come ve l’aspettavate non esitate a rifarla, lo rimpiangereste in seguito, dopotutto questo è un viaggio che non ha scadenze, potrà durare tutto il tempo che vogliamo, l’importante è che ci appaghi ogni volta che lo guardiamo o lo mostriamo, ci dobbiamo sentire soddisfatti di quello che abbiamo realizzato. Come sempre programmate in anticipo il vostro lavoro, a volte sarà necessario costruire dei particolari che poi vi serviranno soltanto in seguito, ma al momento si rendono necessari, magari per meglio posizionare delle paratie o dei Bittoni e così via. Quindi la programmazione del lavoro, è fondamentale, dovete sempre sapere quale sarà il passo successivo per non trovarsi in situazioni di difficile risoluzione, state certi, vi capiteranno. Adesso via si parte. Giorgio Flenghi Anguillara Sabazia lì 18 gennaio 2015 (http://www.modellismodarsenale.com) Le Fleuron pag. 3 INDICE: Capitoli: 1 - Capodibanda 2 - Il Fasciame 3 - Lo Sperone 4 - I Bagli 5 - La Stiva 6 - Compartimentazione 7 - L’Artiglieria Le Fleuron pag. 5 Le Fleuron pag. 6 Il Capodibanda Ci eravamo lasciati con la costruzione dei tenoni posticci sulla testa degli scalmi, per poterci alloggiare il Capodibanda. Dopo averci pensato un po su ho deciso di farlo in Ebano, per dare un po di risalto alla costruzione, la scelta delle essenze lignee è estremamente importante, di solito si fa subito all’inizio della costruzione, in questo caso vista la scala ho aspettato a scegliere, l’ebano per chi non lo sapesse costa più dell’oro e qui ce ne vuole parecchio credetemi, quindi ho deciso di dosarlo in piccole quantità. Vista da Prua del Capodibanda terminato Le Fleuron pag. 7 Dopo aver preparato i listelli dalle tavolette di Ebano, bisogna tracciare e forare i listelli per fare le Mortase che accoglieranno i Tenoni, lavoretto rognoso e complicato, l’ebano è molto duro e scheggia facilmente, ho deciso di seguire come al solito un’altra strada, ho preparato tutti i pezzi necessari della giusta lunghezza, ho segnato l’intestatura a vista (non quella che poggia sulla murata per intenderci) ho preso le misure e con la sega circolare della Proxxon ho inciso i listelli con un canale della stessa larghezza e altezza dei tenoni ma senza arrivare fino in fondo dalla parte a vista. I due Capodibanda del Casseretto sono a posto. Ho provato il pezzo, quando tutto era ok, con la matita ho tracciato tutte le posizioni dei tenoni sul canale, in pratica basta mettere il capodibanda a faccia in su e riportare tutte le posizioni, abbiamo qualche decimo di margine e non è poco, poi ho preparato dei piccoli listelli di ebano della misura del canale e ho riempito tutti i vuoti tra un tenone e l’altro, una bella carteggiata e il gioco è fatto se fatto bene non si vedrà nulla sembrerà un pezzo unico con tante piccole mortase, adesso non resta che stondarlo dove necessario e lasciare delle parti squadrate dove in seguito ci incolleremo le Gallocce. A volte basta poco per facilitarsi il lavoro, questo purtroppo non è sempre possibile, ci sono cose che dobbiamo fare come nella realtà, senza scorciatoie. Lo schizzo mostra la procedura seguita, non è complicata. Le Fleuron pag. 8 Un’altra difficoltà incontrata è stata quella di fare tutte le calette precise, a prua tra i Monachetti, sul Cassero e sul Passavanti nel resto della nave. Li ho fatti con la fresatrice verticale, dopo aver tracciato tutte le posizioni ho messo in verticale il capodibanda e l’ho fresato, stando attento che il legno non schiantasse, a prua ho dovuto fare dei piccoli aggiustamenti con una limetta per far combaciare le calette ai monachetti, visto la loro posizione non perpendicolare. La foto mostra il lavoro terminato, ho già ricavato l’intaglio per il piccolo bracciolo che andrà a rinforzare il capodibanda del castello e il parapetto di prua. In questa foto si vedono le calette, manca solo il listello finale per chiudere il tutto, lo metterò soltanto quando avrò rivestito anche il parapetto interno. Ho praticato le asole dove andranno gli archetti decorativi sopra i cannoni del castello e del cassero, si può notare nella parte interna, facendo attenzione, anche le parti non stondate che accoglieranno le Gallocce. Le Fleuron pag. 9 Il Capodibanda terminata Le Fleuron pag. 10 Il Fasciame di Carena Finalmente terminato il Capodibanda possiamo passare alla messa in opera del fasciame di carena, lavoro certosino, nel vero senso del termine, infatti si tratta più o meno di una specie di intarsio. Prima di iniziare dobbiamo prendere una decisione, mettere o no la calafatura tra i corsi di fasciame, molto dipende dalla scala che abbiamo scelto, a 1:24 è quasi un obbligo, a 1:48 potete anche ometterla. Nel mio caso ho deciso di mettere la calafatura, ho usato un cartoncino da 0,30 reperito presso una tipografia, purtroppo unico colore disponibile il nero, sarebbe opportuno scegliere un colore che va dal marrone al rosso bruno, la calafatura vi ricordo, per chi non lo sapesse, era fatta con il catrame vegetale quindi non era nera. Si inizia preparando le tavolette dello giusto spessore, la larghezza dei corsi si ricava dividendo le spazio che rimane dalla prima Cinta alla Battura per il numero dei corsi, reperibile dai piani, chiaramente allo spessore va tolto quello della carta. Una volta pronte le tavolette, si prende il cartoncino si taglia alla stessa misura della tavoletta e ci si incolla sopra con della Vinavil molto diluita e si pressa tra due piani, fino a quando la colla non è perfettamente asciutta, la foto mostra alcune tavolette pronte per essere tagliate, una volta terminato questo lavoro possiamo passare le tavolette alla circolare, per ricavare i corsi necessari. Una caratteristica di quasi tutto il naviglio di alto bordo dell’epoca è quella che i primi corsi sotto la cinta, nel nostro caso i primi quattro, sono detti di diminuzione, in quanto raccordano lo spessore della cinta a quello del fasciame, questi corsi hanno una forma trapezoidale quindi dovremo prepararli a parte, in pratica useremo la stessa procedura descritta nella prima parte di questo diario esattamente a pagina 121, quella del piano inclinato sulla pialla a spessore, a questi corsi il cartoncino lo incolleremo volta per volta sulla faccia più comoda. Dobbiamo preparare inoltre anche una certa quantità di tavolette spesse quanto il fasciame, 4 mm larghe 5 o 6 cm per fare alcuni corsi a prua e poppa, quelli che seguono l’andamento delle linee curve, li proprio non si possono usare quelli dritti! Tornando alle tavolette, dobbiamo tagliare i listelli un millimetro più spessi, poi li passeremo alla pialla a spessore fino a portarli a quattro millimetri. Quando tutto io materiale è pronto rimane ancora un piccolo scoglio da superare quello della tracciatura del fasciame sulla carena, a 1:48 non è molto complicato, a 1:24 si, io ho optato per disegnare le forme solo a poppa e prua la parte centrale è relativamente semplice, basta fare solo i segni della suddivisione dei corsi, ricordate la cosa importante è che i corsi abbiano una linea fluente e regolare senza fare brusche curve o ondulazioni strane, lo so è complicato, ma dobbiamo fare del nostro meglio. Le Fleuron pag. 11 Finita la fase di preparazione dei listelli, passiamo alla preparazione della caviglie in legno, il fasciame del Fleuron era inchiodato con due chiodi in ferro e due caviglie in legno di leccio per quinto, le caviglie erano di circa 4 -4,5 cm di diametro, quindi nella nostra scala circa 1,6 mm in commercio non si trovano tondini in legno di questo diametro, come al solito li dobbiamo fare noi, ho usato tondini di noce da 2 mm che ho ridotto a 1,6 con una trafila in acciaio, ne dobbiamo preparare molti, un lavoretto comodo, armiamoci di santa pazienza e andiamo avanti. Sopra un corso pronto per essere montato. La trafila e alcuni tondini finiti. Caviglie e chiodini pronti per essere usati. Una volta che tutto il materiale è pronto possiamo iniziare a rivestire la carena, iniziamo dal Torello, è il primo corso attaccato alla chiglia, è leggermente più largo degli altri, bisogna calcolare che deve entrare dentro la battura. La messa in opera dei corsi ha una sua logica, si montano alternativamente dal torello al centro e dalla prima cinta al centro, per ultimi quelli all’altezza del lombolo, che si fisseranno più facilmente, per via della loro forma. Posizioniamo il primo listello sulla carena, lo fermiamo con dei chiodini, cercando di far capitare i fori dove faremo quelli per le caviglie, una volta fissato, prendiamo tutti i riferimenti per i fori dei chiodi con una punta da 0,7 e delle caviglie con una punta da 1,6 una volta segnati i punti possiamo fare tutti i fori, per quelli delle caviglie possiamo usare tranquillamente un trapano a colonna o la fresatrice verticale, per quelli più piccoli possiamo usare anche un mini trapano. Il listello sulla fresatrice, possiamo usare una guida per fare i fori tutti alla stessa misura dal bordo, quelli più piccoli usando un po di attenzione possiamo farli a mano. A questo punto possiamo incollare il corso, si mette la colla e si fissa alla carena con i chiodini usando i fori piccoli, per non rovinare il corso usate dei piccoli pezzi di compensato da 1 mm di spessore, come si vede nella foto, quando li dovrete togliere basterà forzare un po sul compensato con uno scalpello e il chiodo salterà fuori senza grossi problemi e soprattutto senza rovinare il listello. Questa procedura va fatta per tutti i corsi, fissare il corso, prendere i riferimenti, fare i fori, riposizionare il corso con la colla e chiodare, a colla asciutta e tolti i chiodini possiamo ripassare i fori delle caviglie con il trapanino prendiamo le caviglie, se avete notato la caviglia su un lato è a punta per facilitare la messa in opera, passatela nella colla e fissatela con un piccolo martello. Le Fleuron pag. 12 Sopra si può vedere un corso incollato con le caviglie in opera e uno già rifinito (il Torello). A prua i corsi di diminuzione hanno uno spessore tale che non si riesce ad adattarli alle forme dello scafo, neanche con i sistemi canonici che si usano nel modellismo, al solito l’esperienza ci toglie d’impaccio, useremo la stessa tecnica che abbiamo usato per le cinte, prendiamo il listello, tracciamo con una matita tutti i riferimenti dei quinti e degli scalmi, e dentro questi limiti pratichiamo con il traforo elettrico dei tagli perpendicolari per trequarti dello spessore, in questo modo si sfibra il legno e aderirà senza problemi alle forme della prua, state attenti a fare i tagli solo in riferimento dei quinti e gli scalmi per non far vedere questa licenza. Esempio di come praticare i tagli sul corso. I Primi tre corsi di diminuzione di prua in opera. Ricordate sempre una volta fatti i tagli di incollare il cartoncino del calafataggio, appena tolti i chiodini è consigliabile mettere subito le caviglie per rendere il tutto più stabile e sicuro. Gli stessi corsi a poppa, in questo caso le caviglie le ho messe in fase di incollaggio per sicurezza. Le Fleuron pag. 13 A poppa i corsi sono quasi tutti in opera, come potete vedere la cornice sopra il dragante è stata tolta, se vi ricordate non era proprio consona al modello, quindi via senza pensarci troppo, la rifarò più in là appena terminato il fasciame. Anche a prua il fasciame è quasi terminato, mancano i corsi del lombolo, nelle due foto si vedono alcuni corsi strani con un piccolo dente, sono i cosi detti corsi di diminuzione, come è ovvio a prua non possono essere messi in opera lo stesso numero di corsi della parte centrale della carena, i Maestri d’ascia dell’epoca hanno usato questo stratagemma, un corso terminava su un quinto e non sul dritto, su alcuni scafi a poppa si presenta il problema opposto, si ha più spazio da riempire, e si mettono dei corsi in più, non è il nostro caso. Ancora un particolare dei corsi di riduzione a prua, il fasciame deve essere ancora rifinito. I corsi di riduzione nella parte centrale non presentano nessuna difficoltà di esecuzione. Le Fleuron pag. 14 Particolare del torello a prua, nella foto si vede anche la Sotto chiglia, sui disegni non è rappresentata ma l’autore non esclude che nella realtà ci fosse, io l’ho messa anche per rendere tutto più solido, a 1:24 non si può lasciare nulla al caso le forze in gioco sono molto forti e potrebbero sorgere dei problemi negli anni. La foto mostra i corsi incavigliati prima della levigatura finale. Il Fasciame terminato, l’altro lato dello scafo invece resterà a vista. Le Fleuron pag. 15 Seguono alcune foto della carena terminata. Le Fleuron pag. 16 Come ho anticipato nelle pagine precedenti ho rifatto la cornice del dragante, questa volta ho preso la strada più lunga per farla e tutto è andato bene, la prima infatti l’ho ricavata da un listello dritto cercando di adattarla alla forma del dragante, la cosa non è riuscita, questa volta ho preparato una tavoletta con la sagoma del dragante e su questa ho ricavato la cornice con un incorsatoio ad hoc. La differenza è notevole. La foto in alto mostra la vecchia cornice quella a sinistra la nuova, come potete vedere c’è una bella differenza. Questo ci insegna che a volte bisogna ritornare sui propri passi e rifare il particolare che non ci convince, dopo ci sentiremo molto più gratificati credetemi sulla parola. Il ferro in acciaio sagomato per fare la cornice del dragante, è ricavato da una vecchia rasiera. Tornando alla carena sul lato di dritta ho messo quattro corde, la loro funzione oltre che estetica è anche funzionale, servono a contrastare le forze esercitate dal fasciame sulla struttura, evitando che lo scafo si deformi. Vista delle forme da poppa. Vista delle Forma da prua. Le Fleuron pag. 17 Tutto è pronto per la lucidatura. La carena lucidata, per adesso ho passato solo qualche mano di gommalacca la vera rifinitura la farò quando anche l’opera morta sarà terminata. Le Fleuron pag. 18 Seguono alcune foto della carena lucidata. Le Fleuron pag. 19 Lo Sperone Terminato di lucidare la carena ho pensato che era giunto il momento di pensare allo sperone, prima cosa è obbligo per chi non lo sapesse elencare tutte le parti che lo compongono, il modellismo fatto in un certo modo è anche e soprattutto cultura ricordatelo sempre, non è assemblare dei pezzi da una scatola. Lo Sperone del Fleuron è composto da undici pezzi ben distinti ed ha uno spessore variabile, a contatto con la ruota di prua ha il suo stesso spessore che va sempre più diminuendo verso l’estremità. Le parti che compongono lo sperone partendo dall’alto sono: 1/2 - Il Cappuccino formato da due pezzi; 3/4 - Freccia superiore in due pezzi; 5 - La Frisata (pezzo posto tra le due frecce superiore e inferiore); 6/7 - Freccia inferiore in due pezzi; 8/9 - 2 Imbuoni uno a contatto con la ruota, l’altro con il tagliamare: 10 - Il Tagliamare 11 - La Gorghiera che prosegue la chiglia è il pezzo più in basso. Tutti questi pezzi sono impernati alla ruota e tra di loro, ma per quanto ben impernati, sono comunque fragili ai marosi per questo devono essere sostenuti dai Braccioli o Delfini, come spiegherò di seguito. Dopo aver scelto con cura le tavolette necessarie per preparare tutti i pezzi che lo compongono, ho stampato su carta le sagome dei componenti quindi le ho incollate sulle tavolette e le ho segate con la sega a nastro, poi con certosina pazienza ho adattato tutti i pezzi per far si che combaciassero, questo a grandi linee, adesso vi mostrerò passo passo come ho fatto. Prima di iniziare la costruzione vera e propria preparate un piano dove incollerete il profilo dello sperone, servirà come dima durante tutte le fasi di incollaggio dei pezzi. Io ho seguito questa procedura, ho incollato prima di tutto i pezzi in coppia, Il numero 1 con il 2, Il 3 con il 4, Il 6 con il 7, Il 9 con il 10 e poi con il numero 8 e il numero 11. Secondo step: Ho incollato il pezzo 1/2 con il pezzo 3/4 Il pezzo 6/7 con il massiccio 8/9/10/11 Infine i due massicci con la Frisata numero 5 Ad ogni passaggio controllare con molto scrupolo l’allineamento sul disegno preparato in precedenza, tutto deve coincidere. Infine lo sperone deve coincidere esattamente con la ruota di prua, piccoli aggiustamenti si possono fare se avete lasciato un po di margine di materiale sui bordi esterni, quelli che andranno a contatto con la ruota. Lo sperone terminato Per fare i vari fori ho usato la fresatrice, chiaramente li ho eseguiti prima di incollare tra loro i vari componenti, sul pezzo ancora ci sarà la carta che è servita per tagliare il pezzo, si fissa sul piano della fresatrice facendo attenzione eseguire il disegno in modo lineare, se tutto sarà andato per il verso giusto il risultato finale sarà come quello della foto sotto. La Frisata come noterete è fatta in un unico pezzo non come nel 74 cannoni molto più tardo, i fori oltre ad avere una funzione estetica tutto, mentre quelli sull’imbuono numero 9 serpresso. servivano anche per alleggerire il vivano per le trinche del bom- Quando tutto è a posto possiamo passare alla rastrematura del tagliamare e dello sperone, lo spessore diminuisce mano a mano che andiamo verso la punta. Io l’ho fatta con una pialla con la lama molto affilata, chiaramente prima ho tracciato le forme con la matita sul profilo esterno, poi ho rifinito con la carta vetro da 80 / 100 / 150. Le Fleuron pag. 21 Altre foto dello sperone Le Fleuron pag. 22 Lo sperone nelle varie viste. Le Fleuron pag. 23 I delfini Con la costruzione dei Delfini prepariamoci a dei passaggi veramente delicati, sono formati da due pezzi uniti a palella, il che rende, come se non bastasse, il lavoro ancora più complicato. Per farli ho pensato subito al legno di bosso brasiliano, come per i corsi modanati si presta molto bene ad essere lavorato con l’incorsatoio, però mi si è presentato un altro problema, il materiale da togliere era troppo, mi è venuto in aiuto il banco della wolfcraft con la fresatrice e una fresa a candela, ho fatto una contro sagoma in legno tenuta da un morsetto, dove far scorrere il pezzo lasciato molto più lungo e per dare anche la profondità di taglio di volta in volta più profonda, questione di pochi decimi per volta fino a raggiungere la misura desiderata, qui una piccola precisazione è d’obbligo, io ho una certa esperienza con questo tipo di lavorazione a mano libera, molto pericolosa per le mani, quindi se decidete di fare come me, fate molta attenzione, le vostre mani sono strumenti unici e insostituibili, non mi assumo nessuna responsabilità se vi dovesse accadere qualche incidente! La foto in alto mostra il tavolo con l’attrezzatura pronta e un pezzo già lavorato, quella a sinistra mostra il pezzo in ingresso sulla fresa. I delfini, una volta sagomati in tutte le loro curve si passano alla fresatrice per fare due battenti, che avranno la misura della parte dritta della sagoma Il pezzo del Delfino pronto per la sagomatura con l’incorsatoio. La sagoma dei delfini Una volta sagomati i pezzi presentarli sullo scafo e segnare la palella, che faremo come al solito alla fresatrice, avvalendoci di morsa e piano inclinato, è un lavoro delicato da eseguire con la massima cura, una volta che la palella è a posto possiamo incollare tra di loro i pezzi, ho usato questo metodo, li ho incollati direttamente sullo sperone frapponendo tra i pezzi da incollare e lo sperone un pezzetto di cellofan, poi aiutandomi con i morsetti ho incollato il tutto. Le Fleuron pag. 24 Serie di foto che mostrano la lavorazione dei delfini, e la messa in opera provvisoria. Le Fleuron pag. 25 Per trovare la giusta forma dei delfini a contatto con le cinte come al solito ho usato una sagoma in cartoncino, per fissarli provvisoriamente ho usato dei chiodi di ottone forando prima il pezzo. Ho iniziato da quello più in basso poi ho realizzato l’imbuono tra i due delfini, quello più in alto, infine il cuscino sotto le cubie, questo pezzo in un secondo momento quando metterò in opera i cani delle serpi, dovrò adattarlo per far posto alla sede del secondo cane. Adesso non resta che mettere gli ultimi due particolari, il Battimare o Paramare, e i piccoli fregi sulle aperture della Frisata. Il Battimare non è altro che un tavolato che chiude lo spazio sotto i Delfini, per non creare turbolenze sotto gli stessi. I fregi non erano altro che elementi decorativi. Bella vista dello sperone terminato e in attesa delle serpi e dei cani ultimi elementi che compongono la prua. Lo sperone visto davanti, non resta che mettere i chiodi che simulano i grossi perni di fissaggio, li farò con dei chiodi di ottone della giusta misura bruniti. Le Fleuron pag. 26 Foto con i particolari costruttivi. Le Fleuron pag. 27 I Bagli Arrivato a questo punto del lavoro ho deciso di lasciare in sospeso per un po la costruzione della stiva, per dedicarmi alla costruzione dei bagli. Su un vascello di solito i bagli più grandi erano costruiti in più parti in genere due o tre pezzi, per via della scarsità di reperimento di tronchi della giusta misura, già all’epoca la deforestazione era un problema qui in Europa e soprattutto in Inghilterra. Sul Fleuron ho deciso di fare in due parti quelli più grandi della cala, sempre in due parti quelli del primo e secondo ponte fino a una certa misura, e passare a tre per quelli più lunghi, infine in un unico pezzo tutti i restanti, quelli della castello e del cassero sono tutti in un unico pezzo. Nota importante per tutti coloro che decidessero di seguire questa strada, dovete tener presente una cosa importante, come mi ha spiegato M. Delacroix sul Fleuron i bagli più lunghi erano in due parti, e quelli della cala erano con la palella a filo, e soprattutto la palella era fatta in maniera più semplice, quindi sono andato un po troppo in là, ho fatto un anacronismo, quando Delacroix me lo ha fatto notare avevo già costruito tutti i bagli, mi ha detto di lasciar tutto così, non si potevano buttare via due mesi di lavoro, voi fate come meglio credete, questa precisazione era doverosa per non indurvi in errori temporali. Di lato come devono essere costruiti bagli della Cala quelli dei ponti hanno la stessa palella a dente ma le due parti non finiscono a filo formando nella parte centrale uno spessore più grande i A mia discolpa posso solo dire di essere stato ingannato dal 74 cannoni di Jean Boudriot, preso troppo alla lettera, senza pensare che il Fleuron è stato costruito cinquant’anni prima. Le Fleuron pag. 28 Tornando alla costruzione, le difficoltà costruttive di questo particolare sono molte, oltre ad essere impalellato a dente ha anche degli incastri a coda di rondine infine ha una forma curva, nel senso dell’altezza, come risolvere tutti questi problemi? Dopo una lunga e ponderata riflessione ho deciso di fare i pezzi dritti e più grandi, in modo da poterli lavorare con le macchine, certo lo spreco di materiale è notevole ma il risultato decisamente ottimo. Nella foto a lato tutto il materiale pronto per essere lavorato, è solo quello per i bagli della cala e del primo ponte. Prima cosa da fare assolutamente è disegnare i bagli a grandezza naturale con tutte le misure di riferimento, il PC ci può venire in aiuto, si può usare un qualunque programma di disegno vettoriale, io ho usato autocad. Il disegno riportato in alto è più esplicativo di mille discorsi credo, qui sono rappresentati i bagli a due e tre pezzi del primo ponte. Iniziamo la costruzione, macchinario assolutamente necessario e una sega circolare con un buon carro, ci servirà per tagliare e delimitare tutti i pezzi e gli incastri a coda di rondine, ai i più fortunati che dispongono di una fresatrice CNC il problema non si pone. Le Fleuron pag. 29 Prima cosa da fare, per i bagli a due pezzi, è intestare tutti i pezzi, useremo una falsa squadra per prendere l’angolo dai disegni e riportarlo sulla guida del carro della sega, una volta fatte le intestature dobbiamo segnare con precisione la sovrapposizione dei pezzi, questa volta ci sarà un sinistro e un destro, la cosa ci obbligherà a spostare l’angolo della guida due volte, piccolo trucco fatevi una sagoma di compensato dello giusto angolo che userete come dima per regolare l’angolo della guida. Una volta segnata la misura spostiamo la guida della sega (non quella del carro per capirsi) alla giusta distanza, e alziamo la lama della sega alla giusta altezza, passiamo i pezzi con il primo angolo poi regolato l’altro passiamo gli altri, il primo step è fatto. Adesso non resta che disegnare su due pezzi uno sinistro e uno destro tutti i riferimenti per fare gli incastri, prenderemo le misure dai disegni. La foto mostra i due pezzi con tutti i riferimenti riportati, e con le incisioni che li delimitano già eseguite. Il pezzo durante la lavorazione, chiaramente ogni taglio ha un suo verso e una sua altezza, armatevi di santa pazienza, sono tanti e tutti diversi, concentratevi e siate i più precisi possibile. Un pezzo pronto per passare alla fase finale della lavorazione, questa volta alla fresatrice verticale Le Fleuron pag. 30 Lo stesso lavoro lo dovremo fare anche per quelli a tre pezzi, con una difficoltà in più, la sovrapposizione del pezzo centrale con gli altri due deve essere assolutamente precisa, inoltre il piano inclinato che si verrà a formare dovrà combaciare perfettamente a far si che i tre pezzi siano in piano perfettamente, altrimenti il baglio risulterà curvo e non dritto. Una volta pronti tutti i pezzi possiamo finalmente passare alla fresatrice verticale per fare i piani inclinati, come al solito l’angolo ce lo darà il programma vettoriale, basterà solo riportarlo sul piano inclinato che nel frattempo avremo preparato sulla morsa della fresatrice. Trovato il giusto angolo, che non è lo stesso per i due tipi di baglio, ci dobbiamo preparare due listelli di legno duro, dello stesso spessore che avrà la passata della fresa sui diversi piani inclinati, vi spiego il perché, questo sarà un lavoro lungo e ripetitivo, quindi ottimizzare il più possibile il lavoro sembra ovvio e scontato, tornando agli spessori, la prima cosa da fare sarà trovare la profondità massima della passata della fresa, una volta trovata, portiamoci il fermo corsa, di solito si trova di fianco la guida verticale e fermiomolo per bene, prendiamo i due spessori e frapponiamoli tra il fermo corsa e il corpo macchina, come nella foto di fianco. Chiaramente il piano inclinato che ci servirà di appoggio dovrà stare fisso sempre allo steso punto, basterà incollarci un tacchetto di legno con della colla ciano acrilica e avere una battuta dove intesteremo il pezzo. La foto mostra il procedimento per eseguire il primo piano inclinato, in questa fase non ci sono problemi si tratta di fare la fresatura per una parte del pezzo. Le Fleuron pag. 31 Il secondo piano inclinato è quello dove dobbiamo prestare un po di attenzione, rispettando le sagoma degli incastri, il compito ci è facilitato dal fatto che i limiti sono stati fatti con la sega circolare. Togliamo uno spessore dalla guida e portiamo a misura il piano,. Infine si toglie anche l’ultimo spessore e si fa l’ultimo incastro. La lavorazione alla fresa su questo pezzo è terminata, non ci resta che ricominciare con un nuovo pezzo, armatevi di santa pazienza cari amici il lavoro è lungo e noioso. Fase della lavorazione alla fresatrice, qui sto facendo il secondo piano inclinato. Le Fleuron pag. 32 Nelle foto di fianco il lavoro terminato, i due pezzi devono congiungersi forzando appena, fare dei piccoli aggiustamenti con una limetta, quando tutto combacia perfettamente incollate con della alifatica o vinilica. Questi particolari rappresentano i bagli in due parti. Ancora un’altra vista. Il baglio incollato e pronto per la prossima lavorazione. Le Fleuron pag. 33 Quando tutti i bagli sono pronti possiamo sagomarli nella loro forma finale, a tale scopo, come sempre, ci prepariamo le sagome di compensato, stampiamo i bagli su carta della giusta lunghezza la incolliamo sul compensato avio da due mm e con il traforo elettrico tagliamo il baglio, rifiniamo con raspetta carta vetro se siamo stati abbastanza precisi altrimenti ci aiuteremo con il tampone sul trapano a colonna. Adesso dobbiamo preparare due sagome in multistrato da 2 cm, ci serviranno da sagoma per rifinire i bagli al rullo con carta vetro, una avrà la forma interna dell’arco, l’altra quello esterna. Prima di poter passare il baglio con il rullo, dobbiamo fare una contro sagoma con la stessa forma del rullo sul davanti, dove passeremo con la sagoma, e dietro più grande per poterla fissare al piano di appoggio. La foto è molto esplicativa. Il baglio fissato sulla sagoma di multistrato con i soliti morsetti autocostruiti, tornati molto utili per l’occasione. Il baglio durante la lavorazione al rullo. Quando avremo passato la parte esterna tracciamo con un graffietto il lato interno al giusto spessore aumentato di qualche decimo, lo ritagliamo e lo passiamo al rullo con l’altra sagoma. Le Fleuron pag. 34 I bagli della cala del primo e secondo ponte accatastati pronti per essere usati, vi consiglio di farne qualcuno in più, l’errore è sempre dietro l’angolo, e sarebbe scocciante rifarli dopo. Ancora tutti i bagli accatastati Particolare degli incastri una volta rifinito il baglio a due elementi. Stesso particolare degli incastri ma del baglio a tre elementi Le Fleuron pag. 35 Le Fleuron pag. 36 La Stiva Una volta archiviato il lavoro dei bagli possiamo finalmente passare alla stiva, arrivati a questo punto potete scegliere di rappresentare tutti gli alloggiamenti, magazzini, locali ad uso dei vari uomini dell’equipaggio, oppure rappresentare solo le ossature essenziali, per intenderci come il 74 cannoni in esposizione al museo navale di Rochefort in Francia. Questo sarà un viaggio molto lungo, un vascello anche se di terzo rango come il Fleuron, è comunque una costruzione molto complessa, dunque se vogliamo fare tutti i particolari costruttivi, ci occorrerà molto tempo e dedicarne molto allo studio dei piani, infine programmare il lavoro in maniera efficiente e produttiva. La decisione che ho preso è stata di rappresentare tutti i locali della stiva e della covertetta. Adesso tutto diventa complicato. Prendere tutte le quote non è un lavoretto semplice, bisogna sforzarsi di fare tutto nel migliore dei modi, specialmente per chi deciderà di fare delle aperture sull’ossatura, per mostrare gli interni, per quanto mi riguarda non le farò per non indebolire la struttura, seguirò altre strade, mi ha convinto la grandezza della nave e la possibilità che debba trasportarla per le manifestazioni. Ho iniziato da prua con la scassa dell’albero di trinchetto, è attaccata alla porca numero uno, adesso tutti i pezzi che si andranno a costruire dovranno essere adattati alle forme dello scafo, come linee di massima si possono usare i disegni, l’importante è stare un po grassi con le misure. Per trovare le sagome si può usare un piccolo profilometro oppure come nel mio caso del cartoncino. Le porche Le Porche erano in pratica dei quinti interni alla struttura, erano impernati sopra le serrette al vero quinto sottostante, servivano per irrigidire tutta la struttura. Per costruire le Porche e con esse le mastre, ho seguito lo stesso metodo che usavano in arsenale, vista la difficoltà di seguire i disegni sui piani, le forme a 1:24 possono variare di qualche mm. Con il computer mi sono estrapolato tutti i pezzi che compongono le scasse e le porche li ho incollati su delle tavolette dello giusto spessore, poi ho adattato la faccia inferiore allo scafo e soltanto dopo li ho portati a misura. La difficoltà maggiore è rispettare il famoso angolo di quartobuono, in pratica a prua come a poppa i pezzi hanno una sezione simile ad un parallelogramma, con molta pazienza si riesce a superare questo ostacolo, e ricordate sempre come regola se un pezzetto viene maluccio rifatelo!!! I primi pezzi non sono mai facili da realizzare dopo vedrete andrà meglio. Le Fleuron pag. 37 Tutte le Porche al loro posto nella stiva. Le Fleuron pag. 38 Il primo particolare messo in cantiere è la Mastra dell’albero di Trinchetto, fate attenzione sul Fleuron il Madiere e il Mezzo Madiere sono leggermente più spessi del resto dei pezzi che compongono una porca, questo pezzo non presenta particolari difficoltà se non quella di prendere le sagome sullo scafo. Tutti i pezzi che compongono la mastra, le due scanalature sono fatte alla fresatrice verticale. La Mastra fuori dalla cala la chiodatura è già stata eseguita, non resta che rimetterla al suo posto per continuare la costruzione della porca collegata. Metà porca eseguita, non resta che fare l’altra metà, nella foto si vedono anche le prime due Ghirlande di prua, messe in opera provvisoriamente solo per la foto. Le Fleuron pag. 39 Adesso vediamo come procedere con la costruzione, iniziamo con posizionare il mezzo madiere al suo posto, prepariamo le due metà che compongono il madiere, per quanto riguarda questi pezzi a prua e a poppa sono fatti in più pezzi, per via della loro forma, cerchiamo di far coincidere il lato inferiore alla carena, tenendo presente la verticalità del pezzo rispetto al piano di costruzione, è molto importante, ne va dell’allineamento della porca con il quinto sottostante. Quando saremo soddisfatti possiamo passare alla tracciatura del profilo interno sulle due facce del pezzo, alla fine ci troveremo in mano una specie di parallelogramma, che si attenuerà a mano mano che ci porteremo al centro nave per poi crescere di nuovo verso poppa. Ricordate sempre come regola generale che è meglio lasciare sempre un po grasso, a togliere si fa sempre in tempo, ma se manca dobbiamo rifare il pezzo. I due Madieri sono pronti, non resta che fare gli altri pezzi. Altra vista dei madieri. Le Fleuron pag. 40 Tutte le varie fasi per costruire una porca notate il cellofan tra la porca e lo scafo. Sotto le porche 1 e 2 terminate. Come potete vedere manca l’ultimo scalmo, lo farò quando il primo ponte sarà in opera e il serretame tra il Trincarino e il Dormiente del secondo ponte sarà anch’esso in opera, solo allora lo scalmo si potrà eseguire. Le Fleuron pag. 41 Questo procedimento va fatto per tutte le porche, più ci avviciniamo al centro nave e più il compito è facilitato dalla forma della carena. Le foto fanno una panoramica dentro la stiva della costruzione. Centro nave qui è davvero facile farle. Siamo arrivati alla mastra di Maestra nessuna difficoltà nel costruirla, procediamo speditamente verso poppa, dove qualche difficoltà la troveremo. La Mastra vista dall’alto, questa a differenza di quella di Trinchetto ha i laterali poco più alti dei madieri, i due rinforzi centrali sono alti come le tavole laterali. Le Fleuron pag. 42 Anche la parte poppiera è terminata, adesso possiamo fissare tutte le porche allo scafo. La chiodatura sui fianchi deve essere eseguita prima di posizionare le porche nella stiva. Chiodatura sulla faccia orizzontale eseguita con chiodi di acciaio brunito da 2 cm detti gruppini, hanno fissato le porche allo scafo irrigidendo tutto lo scafo. Le Fleuron pag. 43 La parte poppiera terminata. Sotto le due Ghirlande, i chiodi usati sono di ottone brunito, la testa troppo grande l’ho ridotta con il trapanino e una limetta Le Fleuron pag. 44 Compartimentazione La stiva a prua Il lavoro nella Stiva e la Cala prosegue con la messa in opera dei bagli della cala e del primo ponte, ci serviranno per posizionare e fissare tutti i locali e le varie paratie. Prendete dai piani le giuste quote per posizionare i bagli della cala, quelli del primo ponte invece hanno le calette a coda di rondine sul dormiente, useremo la vista laterale e la pianta, dopo aver preso tutti i riferimenti li riportemo a matita sullo scafo, faremo delle prove di posizionamento correggendo piccoli errori che sicuramente ci saranno, dovremmo adattare (come nel mio caso) i Bagli nel miglior modo possibile rispettando le misure originali, chiaramente nella mia scala sto parlando di uno massimo due millimetri. Ho iniziato da Prua, penso sia una delle parti più complicate vista la sua forma e le dimensioni anguste dei suoi locali. Con l’aiuto della sezione longitudinale e della pianta posizioniamo i bagli, magari prendendo come riferimento quelli corrispondenti del primo ponte, dove coincidono. Quelli della stiva, sono sorretti da Braccioli, ricavateli da una tavoletta dello giusto spessore e dopo aver fatto una sagoma precisa, tracciate la forma, se posso darvi un piccolo consiglio usate delle tavolette molto venate, se possibile con una venatura molto storta, in modo da poterla sfruttare, per farli più resistenti possibili come nella realtà, così potremo usare delle tavolette che non servirebbero a nessun altro scopo, vista la difficoltà di ricavarci dei listelli dritti e perfettamente piallati. Sotto due braccioli in opera, due morsetti li tengono bloccati durante le varie fasi costruttive. In questa momento la programmazione di tutte le varie fasi costruttive è molto importante, dobbiamo sempre sapere quale sarà il passo successivo, un errore di valutazione e nel migliore dei casi qualche pezzo lo dobbiamo smontare o rifare, per poter proseguire nella costruzione, quindi occhio! Particolare della testa modanata del bracciolo, ricordate sempre di rispettare il centro del baglio quando lo adattate allo scafo, il centro deve ovviamente corrispondere con il centro nave, aiutatevi con un filo che corre da prua a poppa per centrare i bagli della stiva. Le Fleuron pag. 45 Un bel lavoretto è quello delle code di rondine sulle teste dei bagli del primo ponte, devono essere precise anzi se forzano un po meglio, anche la lunghezza del baglio deve essere molto precisa, in alcuni punti dello scafo, vedrete sarà difficoltoso anche inserirli nella loro sede per via dell forma dello scafo che tende a chiudersi verso l’alto, non preoccupatevi basterà infilare il baglio da una parte e forzarlo un po come un arco, se la misura è giusta non incontrerete problemi. Per tracciare le code di rondine ho usato una piccola sagoma che ho ritagliato con il traforo eletttrico lasciando leggermente grasso, ho rifinito con una limetta fine fino ad ottenere la giusta forma che deve forzare leggermente nella sua sede. Alcuni teste dei bagli hanno una forma molto obliqua in verticale, il traforo elettrico non si può usare quindi dovete usare una sega a mano per fare il maschio, quelle che usano i gioiellieri sono ottime. A questo punto è bene preparare tutti i bagli del primo ponte in opera, ci serviranno per avere dei riferimenti o perché ci andranno poggiate delle paratie. Il primo baglio da mettere in opera provvisoriamente è il numero 4 questo ci permette di iniziare la costruzione delle Bitte, e il pagliolo della fossa degli ormeggi, il tavolato è sorretto da baglietti. I piani non prevedono il telaietto per la boccaportella della Gaggiarda, zavorra volante in ferro, secondo me c’era, il tavolato non può finire a sbalzo senza appoggio, quindi per chi usa la scala 1:24 è d’obbligo eseguire tutti i telaietti sotto i boccaporti della stiva. Facciamo gli Stanti delle bitte le calette e i due imbuoni tra la porca egli stanti, posizioniamo il tutto, controllare i vari appiombi, teniamo fermi i vari pezzi aiutandoci con dei piccoli morsetti, come nello scatto a sinistra, noterete che anche il baglio numero otto è in opera con il relativo puntello a gradini e il baglio della covertetta, anche questo ci serve come riferimento per il posizionamento dell’ultimo baglietto che sorregge il tavolato del pagliolo. Insieme di tutti i componenti. Le Fleuron pag. 46 Per tenere fermi i bagli aiutiamoci con dei tacchetti di legno morbido o multistrato di pioppo per evitare di marcare il pero. Una volta controllato che tutto sia in ordine possiamo passare alla costruzione definitiva delle Bitte, prepariamo il Cuscino e i due Braccioli di sostegno infine simuliamo la chiodatura, dopo sarebbe complicato, tutto quello che si può fare fuori dal cantiere, meglio farlo fuori. Le Bitte terminate pronte per il montaggio nella stiva, seguono una serie di foto delle bitte. Particolare ingrandito delle bitte notate la chiodatura e le calette. Vista di fronte delle Bitte, anche qui si può vedere il bolzone sui due braccioli, che seguirà quello del punte. Le Fleuron pag. 47 Ricordiamoci di praticare i fori che accoglieranno la ferramenta. Le Bitte al loro posto dentro la Cala. Prima di incollare tutti i pezzi ci rimane un ultimo lavoro, siccome abbiamo la necessità di fissare in maniera definitiva alcuni Bagli del primo ponte, dovremo praticare le calette che accoglieranno il Trincarino e il Controtrincarino, questo andrà fatto su tutti i bagli che andremo a fissare in maniera definitiva. Bisogna fare anche gli scassi per i Barrocci e le Corde, prendendo come riferimento la pianta del primo ponte. Infine ma non meno importante la chiodatura sui bagli in più parti e la lucidatura su tutte la facce meno che quella in alto dove poggerà il tavolato. Nel mio caso ho preferito andare avanti di volta in volta con il posizionamento dei bagli, a posteriori sarebbe preferibile posizionarli tutti, segnare tutti i riferimenti per le calette, dei Barrocci delle Corde, e dei Trincarini, chiodare tutti i bagli in due o tre parti, e solo dopo iniziare con il montaggio finale di tutti i componenti della Cala e Covertetta, Voi fate come meglio credete. Le Fleuron pag. 48 Gedeone come al solito controlla che tutto venga eseguito a regola d’arte. I locali della Stiva A prua ci sono i locali dei cartocci nella cala, mentre nella stiva ci sono due locali, quello delle granaglie e quello del Nostromo il resto dello spazio e destinato a magazzino generale. La costruzione da qui in avanti procederà come un enorme puzzle, non impressioniamoci basta seguire sempre e stesse regole, preparare i pezzi chiodare e lucidare dove serve, e soprattutto non ci dimentichiamo nulla, dopo sarebbe un problema andare a modificare o aggiungere particolari dimenticati, l’errore è sempre in agguato ricordatevelo sempre. Lo scatto di fianco mostra il passag- gio dell’albero di Trinchetto, e il Boccaporto del carbone, da notare anche i due Braccioli che sorreggono il baglio della covertetta fissati alla Porca numero due. Anche gli Stanti che sorreggono la Paratia che separa il locale del Nostromo con quello degli ormeggi. I Bagli chiodati e lucidati posizionati in maniera definitiva, per fare la chiodatura ho usato i soliti gruppini in acciaio brunito. Le Fleuron pag. 49 Anche il puntello a gradini è fissato e lucidato, prima di posare il tavolato del pagliolo, dobbiamo preparare il puntello che sostiene i bagli 4 - 5 - 6 -7 qui per voler seguire troppo il 74 cannoni ho fatto uno sbaglio, per fortuna corretto in tempo, infatti su alcune foto vedremo il puntello con due bracci posticci in diagonale che sul Fleuron erano assenti, tempo buttato, ho rifatto nuovamente il pezzo. Sotto a sinistra quello sbagliato a destra quello giusto, sullo sfondo il tacchetto che sostiene un baglio. Il pagliolato non comporta nessuna difficoltà esecutiva, ovviamente a 1:24 la chiodatura è d’obbligo, qui si può barare un pochino, prepariamo le tavolette incollate prima tra loro, diciamo in tre parti, facciamo la sagoma per le due esterne ritagliamole a misura, sul lato che tocca la carena faremo un sottosquadro per far meglio aderire il pezzo e non lasciare aria, una volta che tutto è ok e presi i riferimenti dei baglietti, possiamo forare i pezzi fuori dalla stiva e chiodare con un tondino in noce da un millimetro, se tutto sarà fatto con cura non ci sarà bisogno di incollare i perni la vernice basterà. I listelli che vedete sul pagliolato servono per distanziare le gomene dal fondo del pagliolo per far si che passi dell’aria per asciugarle. Ricordatevi di verniciare il locale sotto il pagliolo, tutto deve essere rifinito e lucidato come se fosse a vista. Le Fleuron pag. 50 I locali dei Cartocci La Paratia che divide i locali a prua è sistemata, a differenza dei tavolati dei paglioli e dei ponti, la chiodatura di queste serrette è fatta in ottone, ricordiamoci che i chiodi sono un quinto dello spessore della tavola da chiodare come regola generale, il filo d’ottone permette più scelte. Adesso possiamo sistemare le paratie dei locali dei cartocci, anche questa volta ci sono delle incongruenze dai piani alla realtà, se posizionassi le paratie dove indicano i piani, sarebbero inutilizzabili da parte dell’equipaggio, dopo essermi consultato con l’autore ho fatto delle piccole modifiche. Le paratie dei locali dei cartocci in posizione sono sistemate leggermente più in basso dalla loro posizione sui piani, Le calette dei bagli sono già state esguite non resta che fare il foro per il portello di entrata e il telaio dello sportello scorrevole. Qui la paratia terminata e già in posizione definitiva lo sportello scorre come nella realtà la scala aiuta. Le due paratie vista di fronte è stato tutto chiodato, anche se alla fine non si vedrà più niente l'importante è che sia fatto. Le Fleuron pag. 51 Anche i bagli e il resto delle strutture sono a posto non resta che toglierle e fare le ultime due cose, la scala per accedere ai locali e gli imbuoni per regolazione dell’albero di trinchetto. Il locale terminato tutto è stato lucidato siamo pronti per posizionare il resto dei bagli. Le Scale Per fare le scale ho escogitato un metodo molto semplice a patto che disponiate di una fresatrice verticale. Useremo il solito programma vettoriale per disegnare le scale e dividere tutte le alzate, infine prepariamo due tavolette dello giusto spessore, posizioniamole come nella foto sotto su un piano, facciamo la prima passata con la fresa che avrà lo stesso spessore dei gradini infiliamo una tavoletta nello scasso poi con una seconda della misura dell’alzata disegniamo il riferimento per il secondo scasso e così via fino all’ultimo, se tutto è fatto a regola d’arte rimarrete sorpresi della precisione delle vostre scale, la scala ci aiuta molto. I laterali della scala sagomati, per far si che siano uguali basta prendere i due pezzi unirli con due chiodini, quindi incollare il profilo ricavato dai disegni tagliare con il traforo e rifinire, poi dividere i due pezzi e il gioco è fatto. Le Fleuron pag. 52 La scala terminata e incollata, unica accortezza incollare i gradini in squadro, se entreranno forzando un po nelle sedi non ci saranno problemi, basta un poco di colla tenere il pezzo tra le dita per un minuto e tutto sarà a posto. La scala lucidata pronta per essere messa in opera. Vista di fronte, i fianchi della scala nei locali della stiva non erano rifiniti come quelle dei ponti superiori, erano molto più semplici. Sotto il locale della Mastra di Trinchetto terminato in ogni sua parte, di fianco uno spessore per regolare il piede dell’albero di Trinchetto. Le Fleuron pag. 53 Tutta la parte a prua fino al baglio numero otto è pronta per montare le paratie i tavolati e tutti i locali. Le Fleuron pag. 54 Arrivati a questo punto prepariamo tutte le tavolette necessarie per fare i tavolati dei ponti e delle paratie, piccola precisazione, a questo livello i ponti non erano calafatati, una difficoltà in meno. Per fare il tavolato a prua come al solito lo faremo in tre parti, fuori dalla Cala, ci faremo la solita dima per ricavare il contorno, un lavoretto semplice semplice. Per incollare le varie tavolette tra loro uso questo sistema, si prende un piano di truciolato laminato alto 2 cm lungo 50/60 cm e largo almeno 20, si inchioda una striscia di multistrato da 1 cm per 5 sul lato più lungo e voilà il nostro piano di lavoro è pronto. Adesso non ci resta che preparare i listelli da incollare tra loro, spalmare la colla su una costa metterli sul piano e stringerli tra loro con dei listelli sempre di multistrato fermati con dei chiodini, solito discorso la scala lo permette, ripulite per bene la colla e lasciate asciugare. La foto mostra come fare, al solito una foto vale più di mille parole. La foto in alto mostra il tavolato terminato e in opera, come potete notare ho lasciato una parte a vista per far vedere le strutture sotto stanti. Il foro per il passaggio dell’albero di trinchetto l’ho fatto fuori dalla stiva, ho usato una punta regolabile in larghezza per legno, montata sul trapano a colonna, il foro è venuto perfetto. Altro piccolo consiglio una volta presi i riferimenti dei bagli i fori per le caviglie in legno fateli fuori dalla stiva, sarà più semplice farli tutti allineati, poi li ripasserete una volta asciugata la colla, per le caviglie ho usato un tondino in noce da 1 mm. Una volta terminato il tavolato dobbiamo fissare la terza Ghirlanda, i chiodi in ottone brunito servono anche per fissare la ghirlanda non solo per estetica. Adesso non ci resta che fare la paratia, anche in questo caso non sarà completa, lascerò un vuoto per far vedere il più possibile i locali. La chiodatura l’ho eseguita prima di montarla, la vernice basterà a tener fermi i chiodini in filo di ottone. Le Fleuron pag. 55 I locali della stiva a prua Preparazione dei depositi del Nostromo e magazzino delle granaglie per il pollame. Iniziamo col preparare tutte le paratie, prendiamo le misure e dopo sul piano fatto apposta in laminato, incolliamo i listelli di fianco tra loro per fare le paratie. Di lato una paratia pronta per essere lavorata. Il deposito del Nostromo al suo posto, non resta che fare il telaio dello sportello scorrevole. Sotto le foto con i dettagli dei telai e sportelli, notate la chiodatura in ottone, non ha solo una funzione estetica ma anche strutturale. Le Fleuron pag. 56 I due locali, quello delle granaglie e del nostromo, pronti per essere messi dentro la stiva. La parte a prua dei due locali era adibita a magazzino generale. La prua fino al baglio otto è terminata e lucidata. Le Fleuron pag. 57 I Golfari Adesso abbiamo bisogno di alcuni accessori in ottone, i Golfari, ce ne serviranno molti per il nostro vascello, perciò cerchiamo di automatizzare un po i l lavoro. I golfari pronti per essere bruniti. Per fare i golfari ho usato il metodo classico che usa la maggior parte dei modellisti, prima cosa ho avvolto il filo di ottone intorno ad una punta del diametro giusto, ossia la parte interna del cerchio più mezzo millimetro, le foto sotto mostrano il procedimento per fare gli anelli e i gambi, per fare i gambi ho preparato uno stampo in legno per avvolgere il filo intorno a un perno. Adesso non resta che saldare il tutto e rifinire con la limetta e brunire, l'ultima foto li mostra in opera. Le Fleuron pag. 58 La stiva parte centrale prua La parte centrale della stiva non ha molte strutture, serviva per immagazzinare le scorte d'acqua che dovevano servire per tutto l'equipaggio per almeno sei mesi, inizia con il locale delle vele prosegue con le gallerie di combattimento che si trovano all'altezza della linea di galleggiamento, servivano in battaglia per riparare le falle subite in quella parte dello scafo dalle cannonate nemiche, ci sono inoltre due piccoli locali sospesi al centro per il Chirurgo di bordo, il Pilota e lo Scrivano, qui una nota è doverosa, guardando i piani sembrerebbe impossibile usare questi due locali, in realtà la stiva in quel punto era sempre piena dei barili dell'acqua, che formavano un piano su cui camminare, così i due locali erano facilmente raggiungibili, vi ricordo che erano solo dei magazzini. Sulle Porche centrali c'erano dei golfari montati sui fianchi servivano per tenere il carico fermo e stabile durante la navigazione, questi accessori erano sparsi su tutta la stiva pronti per essere usati in qualsiasi occasione, noi ci limiteremo a metterne alcuni. Il locale delle vele prende forma, mettiamo il baglio numero 9 la paratia e i due locali del Calafato e del Carpentiere, poi passeremo alle gallerie da combattimento e le ringhiere di protezione, per fare tutto questo abbiamo la necessità di montare tutti i bagli centrali, alcuni in maniera definitiva. Sotto a sinistra il locale del Carpentiere a destra quello del Calafato. Come potete vedere cerco di lucidare i pezzi prima di montarli per ovvie ragioni pratiche. Nota: spero apprezziate lo sforzo che sto facendo per cercare di spiegare tutte queste lavorazioni in maniera semplice e comprensibile avvalendomi soprattutto di foto. Le Fleuron pag. 59 A questo punto possiamo iniziare a costruire le Gallerie di combattimento e le loro protezioni, è importante mettere in opera provvisoriamente anche alcuni bagli del primo ponte per prendere tutti i riferimenti. Gli stanti che sorreggono le gallerie sono inchiodati ai bagli del primo ponte, il tavolato invece appoggia sui bagli della Cala e su tacchetti messi apposta Le Fleuron pag. 60 Mano a mano che andiamo avanti con il nostro lavoro c'è la necessità di montare alcuni bagli del primo ponte in modo permanente, quindi dovremo fare tutte le calette e gli incassi nonché le modanature e chiodatura. Per chi come me decidesse di fare una modanatura a becco di civetta sui bagli, vi spiego come fare. Prima casa bisogna fare una sagoma in multistrato da 2 cm con la stessa sagoma del profilo interno dei bagli, inchiodarla su un piano da fissare sulla fresatrice, come utensile ho usato una fresa a candela con il profilo a gola con il raggio di 2 mm. Unica difficoltà è quella di segnare tutti i riferimenti dove sospendere la lavorazione per lasciare lo spigolo vivo, le estremità e ovunque ci si appoggi un pezzo, la foto mostra anche una mortasa quadrata che accoglierà i Barrocci, per realizzarla ho usato la fresatrice e una punta del giusto diametro, poi con uno scalpellino ho rifinito il foro. Anche tutte le calette dritte le ho fatte alla fresatrice, usando una piccola punta da 3 mm e rifinite a scalpello, quelle a coda di rondine sono fatte tutte a manina, lavoretto di precisione e pazienza, come del resto la maggior parte di quello che si fa sui modelli d'arsenale. La modanatura prosegue anche sulla testa della palella, questa va eseguita a mano, ho usato il seghetto da gioielliere e una limetta. Anche la paratia del deposito delle vele è in opera, come pure il sostegno dei bagli della cala dell'acqua, per fissare il sostegno sul Paramezzale, dobbiamo praticare un tenone e una mortasa, non vanno messi i listelli che girano intorno alla pianta come nel 74 cannoni. Nello scatto di fianco il tenone e la mortasa. Le Fleuron pag. 61 Mensole a squadra Come vi ho spiegato all'inizio di questa avventura, dobbiamo praticare molte arti, adesso è arrivato il momento di fare quella del Fabbro, infatti dobbiamo preparare le mensole a squadra che fissano i bagli del primo ponte, nella realtà erano in ferro, già a quell'epoca il legno per fare i braccioli era sempre più raro, e secondo l'arsenale di costruzione si usava fare i braccioli, almeno quelli più grandi, in ferro, come appunto sul Fleuron. Per fare i nostri braccioli usareme come al solito l'ottone, per chi se la sentisse di spendere un po di più può usare il bronzo. La costruzione dei Braccioli deve essere per forza di cose, visto l'elevato numero, il più automatizzata possibile, per questa ragione ci costruiremo un manichino dove saldarli e uno per tagliare tutti i pezzi con un seghetto. A sinistra la semplice forma per tagliare tutti i pezzi, che solo in fase di lavorazione andremo a portare alla giusta misura. Un lavoretto più complicato è la costruzione del manichino per saldare, come avrete ben compreso dallo studio dei piani, le mensole non sono tutte uguali, oltre che sinistre e destre hanno tutte un angolo diverso, per questa ragione il manichino dovrà avere uno dei due bracci mobile, in modo da adattarlo di volta in volta alla giusta forma, tranquilli la foto è molto esplicativa. Come potete vedere ci sono due bracci fissi e due mobili, imperniati su una piccola vite, per prendere il giusto angolo basta fare il Doglio, mensola che accoglie con l'ausilio di una caletta il braccio verticale della mensola, per fare in modo di fissarlo per bene alla forma della carena. Prove di costruzione dei braccioli, nella foto si possono notare anche i 2 Dogli già forati. Fasi della saldatura dei pezzi, dei piccoli morsetti di alluminio aiutano a tenere fermi tutti i pezzi per poter saldare in modo perfetto. Una mensola pronta per essere brunita, la fase di finitura deve essere molto accurata, per una saldatura più tenace consiglio di brasare i pezzi non con lo stagno ma con il Castolin e l'ausilio di un piccolo cannello, ce ne sono anche di piccolini, simili a quelli che usano in gioielleria, la saldatura sarà sicuramente più tenace. Le Fleuron pag. 62 I Dogli come abbiamo già detto sono dei tacchetti che servono per adattare la mensola di ferro alle forme della stiva, per prendere la forma useremo un piccolo profilometro oppure useremo una sagoma in cartoncino, a prua e poppa bisogna fare attenzione anche all'angolo di quartobuono, bisogna sempre rispettare l'angolo di 90 gradi tra il baglio e la faccia verticale della mensola. Di fianco due dogli pronti per accogliere le mensole. Due mensole pronte per essere montate, come al solito lucidiamo prima le parti in legno, per fissare la mensola al doglio ho usato i soliti gruppini in acciaio brunito, fissati sul retro con una goccia di ciano. Mensola brunita pronta per essere montata. Mensola in opera provvisoriamente, sarà fissata al baglio con dei chiodini in acciaio brunito e incollata alla murata. Le Fleuron pag. 63 La Stiva parte centrale poppa A questo punto lasciamo un attimo indietro la parte centrale della stiva per occuparci della poppa, molto più complessa del resto della stiva. Ho iniziato col costruire la paratia che divide la parte centrale della stiva con la Santa Barbara, si tratta di una doppia paratia, al cui interno si metteva del pietrisco molto fine per creare una sorta di parete taglia fuoco, che va dal Paramezzale a fin sotto il Baglio del primo ponte. La paratia vista da prua, ho lasciato un vuoto per vedere la struttura interna. Come al solito si inizia mettendo in opera i due bagli corrispondenti alla paratia, quello del primo ponte, nella sua caletta, e della stiva esattamente alla sua perpendicolare, per trovare la giusta altezza, non avendo riferimenti precisi , ho messo in opera tutti i bagli restanti della Covertetta, in maniera provvisoria, fissando con i suoi braccioli solo quello interessato alla paratia. Una volta fissato si inizia col montare i travicelli che sosterranno le due facce della paratia, per chi, come me, ha deciso di fare i bagli in due parti, faccia attenzione alcuni travicelli andranno calettati per poter avere una linea dritta dove poggiare la paratia, il filo lo danno i due travicelli esterni, gli altri vanno calettati ognuno alla sua misura. Vista da Poppa, si possono vedere anche i primi due bagli che sosterranno i relativi locali della Santa Barbara e dei magazzini del Capitano e dell'equipaggio. Particolare dell'apertura sulla paratia, in evidenza la chiodatura del baglio della mensola, e della paratia Le Fleuron pag. 64 Terminato questo lavoretto, bisogna iniziare a posizionare tutti i baglietti nella parte poppiera della nave. Ho iniziato con quelli che poggiano sulla paratia e quelli finali, poi con l'aiuto di due listelli ben dritti ho preso le misure e posizionato tutti gli altri, naturalmente senza fissarli in maniera definitiva, aiutandomi con dei piccoli morsetti i due listelli e qualche chiodino Prima di fissare in maniera definitiva i baglietti ho dovuto costruire il Pozzo delle trombe di Mezzana, come noterete ogni parte dipende sempre da qual cos'altro, quindi prima di prendere decisioni definitive controllare sempre quello che verrà dopo, programmare, programmare, programmare, non mi stancherò mai di dirlo.. Pozzo delle Trombe di Mezzana La struttura fuori della stiva, Prese tutte le quote necessarie si preparano fuori dal cantiere le quattro pareti del pozzo, preparate con il solito sistema descritto in precedenza, ho usato sempre del cartoncino sottile ma rigido per fare il profilo della base del pozzo Sotto tre delle quattro paratie già pronte per essere assemblate, piccolo appunto come potete vedere ho dimenticato di fare le aperture delle due porte, nulla di grave, le ho fatte in un secondo momento, Voi fatele subito. Nella foto si vedono delle finestre con delle inferiate, per costruirle, quelle in commercio non mi piacevano, ho usato un manichino e del filo di ottone. Queste griglie servivano a dare luce in quei locali molto bui, Il grande fanale veniva abbassato fino alla cala con delle pulegge, in basso c'era una tinozza piena di sabbia in caso di incendi. Le Fleuron pag. 65 Adesso vi spiego come ho fatto, è molto semplice credetemi, prendete una tavoletta di legno duro, con la fresatrice praticate delle scanalature della larghezza del filo di ottone che userete,io ho usato del 0,8 ma un pochino più profonde, il numero delle scanalature e la distanza tra loro le prendete dai piani, alle estremità praticate dei fori dello stesso diametro del filo, vanno fatti solo su due lati, quindi prendete degli spezzoni di filo e infilateli nei fori, una fila lasciatela bella dritta, prendete un filo si e uno no e abbassatelo nella caletta, quindi abbassate il primo filo dell'altra fila, con un piccolo martello fate aderire bene i fili alla griglia, ripetete l'operazione alternativamente su ogni fila fino alla fine, otterrete una grata intrecciata molto simile alla realtà, le foto che seguono ve lo mostreranno. La griglia brunita e pronta per essere montata. Per fissare i fili basta qualche punto di saldatura stagno. a Griglia terminata e brunita, una cornice esterna ed una interna la fissano in maniera definitiva alla parete. Le Fleuron pag. 66 Il pozzo dentro la cala in maniera provvisoria, devo ancora fare le aperture per le due porte. Qui sotto si possono vedere le aperture, sul retro una porticina già montata. La porticina e le sue cerniere, devo ancora fare il chiavistello. Le bandelle non mi piacciono molto, per farle ho usato del lamierino di ottone troppo sottile, due decimi, e dopo averle brunite, sono risultate troppo sottili, le ho rifatte! Con del lamierino da quattro decimi decisamente meglio. Le cerniere le ho ricavate da un tondino di ottone crudo da 4 mm (al momento avevo solo quello meglio da 2,5) con il tornio l'ho portato a due mm e 1,2 il perno per la bandella, poi con la fresatrice ho praticato un foro da 1 mm per saldarci la punta che andrà infilata nel tavolato. Le Fleuron pag. 67 Torniamo alla costruzione del tavolato dei ponti, solito lavoro, sagoma di cartoncino, preparazione del tavolato già incollato e posizionamento del pezzo, una volta che è ok fare la chiodatura con il tondino di noce Il tavolato finito e incollato in posizione, non costituisce un ostacolo per la messa in opera del pozzo di mezzana. Stessa foto ma con il pozzo in opera, anche in questo caso come a prua ho fatto il telaietto per l'apertura della boccaportella della zavorra, anche se i piani non lo riportano, solito discorso il tavolato non finisce mai a sbalzo. I tavolati e la paratia del deposito dei cartocci di poppa. Le Fleuron pag. 68 La paratia dei cartocci di poppa è a posto prima di fissarla in maniera definitiva dobbiamo chiodarla e lucidarla. Anche la grande paratia doppia è terminata, anche in questo caso ho lasciato una piccola apertura per lasciar passare la luce e vedere il più possibile gli interni. Vista del pozzo delle trombe di mezzana dall'apertura della grande paratia. Sotto la porticina di accesso al vano delle trombe è finita, Il chiavistello mi ha portato via parecchie ore di lavoro, ma ne è valsa la pena credetemi, l'ho ricavato da un tondino di ottone da 1,8 mm saldato a stagno, la procedura non è complicata ma delicata, scusate il gioco di parole, in pratica ho fatto un pezzo a croce su un pezzo ho fatto un piccola asola mezza tonda dove ho poggiato un tondino e l'ho saldata poi ho tagliato tutti i pezzi a misura e con una lima ho rifinito il pezzo, infine ho brunito, per fare i passanti ho usato sempre il lamierino da 2 decimi, l'ho avvolto su una punta e l'ho saldato a stagno, poi ho fatto i fori ho brunito e fissato tutto sulla porta e la parete, due chiavistelli sei ore di lavoro, e alcuni pezzi buttati nei rifiuti, non tutto riesce alla primo colpo. Le Fleuron pag. 69 Prima di fissare i baglietti che sorreggono il ponte della covertetta, ci attende ancora un lavoro complicato, i due depositi dei cartocci di poppa, per via della loro forma, non è affatto semplice eseguirli, quindi armiamoci di santa pazienza, e prepariamoci a dover rifare qualche pezzo. Aiutiamoci sempre con delle sagome di cartone per fare il grosso del lavoro, i baglietti non vanno ancora fissati pena non poter fare fuori dal cantiere questi pezzi, quindi tutto sarà precario, e non affatto semplice da gestire. Preparate sempre con il solito sistema le pareti, fate le sagome prendete tutte le misure e tentate, dovrete fare come un sarto adattare sempre e cercare di restare fedeli ai piani il più possibile. Quando tutto è a posto, si possono fissare tutti i pezzi di questo complicato puzzle. Ho seguito questo ordine, per primo il baglio del primo ponte a poppavia del pozzo, inutile ricordarvi di lucidate tutto quello che è possibile lucidare, vi toglierete qualche rogna dopo, poi il pozzo e i due bagli ad esso collegati, quindi la paratia di poppa, i due locali dei cartocci infine il resto dei baglietti. Ho lucidato con diverse mani di gommalacca le pareti dello scafo fino al filo del tavolato. Adesso tutto è pronto per accogliere il tavolato dei magazzini e le relative paratie divisorie, ma non tutto potrà essere fissato in maniera definitiva. Le Fleuron pag. 70 Il tavolato della covertetta pronto per essere messo in opera anche questo è fatto di più parti, in modo da poterlo montare senza difficoltà, tutti i bagletti sono fissati. Il tavolato in opera, non resta che fare l'altra metà Anche l'altra metà in opera. Costruzione del portello scorrevole Per costruire il telaio e la sua porta scorrevole, si inizia costruendo il telaio con un profilato di legno a L poi si prepara la porta incollando tra loro i listelli, si spianano tutti i lati esterni per far si che la porta scorra liberamente, si mettono i due listelli di rinforzo e si chioda con del filo di ottone da 0,4 infine si monta il maniglione di legno, anche questo deve essere chiodato. Le Fleuron pag. 71 Sequenza di foto dei locali della covertetta a poppa. Tutte queste fasi sono uguali alle precedenti, quindi inutile ripetere sempre le stesse cose, seguite i piani non ci sono particolari problemi ricordatevi sempre di fare attenzione a non incartarvi per montare i locali, i bagli non vanno fissati in maniera definitiva, solo appuntati, le paratie incollatele tra loro, e la scaletta di accesso ai depositi dei cartocci, va montata prima dei corridoi. Le Fleuron pag. 72 Il Pozzo delle Trombe di maestra Prima di terminare il tavolato dei magazzini di poppa, devo mettere in opera il Pozzo delle Trombe di Maestra e i bagli del resto della Cala, il pezzo sarà costruito interamente fuori dalla Cala. Il Pozzo pronto per il montaggio. Come si vede dalla foto, ho deciso di lasciare una parte aperta, per far vedere gli interni del pozzo. Il procedimento costruttivo è sempre lo stesso, preparare le paratie, tagliarle a misura, con l'accortezza di sagomarle sul fondo della cala, aiutandoci sempre con le dime di cartoncino, incollare i montanti, provare a secco tutti i pezzi, quando è tutto in ordine incollare le pareti tra loro. Una piccola accortezza, la paratia longitudinale completa andrà fatta in due pezzi distinti, altrimenti il baglio, che attraversa il pozzo non si potrà fissare dopo, tagliatela all'altezza del baglio, la incollerete alla fine. All'interno del pozzo ci sono dei gradini, mi si è posto il problema di come fissarli e soprattutto divederli alla stessa spaziatura, al solito l'aiuto della fresatrice ho risolto il problema. Ho segnato in modo preciso dove andavano i gradini, con una fresa a misura ho fatto delle piccole asole, dove alloggiare le teste dei gradini, il primo gradino è già in opera, sotto tutti i gradini sono a posto. Altra piccola accortezza, come si vede nella foto, bisogna fissare le due parti di paratia centrale fino all'altezza della scassa, dopo sarebbe impossibile infilare il pozzo per via della forma svasata delle pareti della scassa dell'albero di maestra. Le Fleuron pag. 73 La struttura quasi terminata dentro la Cala per fare le prove se tutto va bene. Anche il portello di accesso al deposito delle palle è stato fatto, tutto è pronto per essere fissato in maniera definitiva. Adesso non resta che lucidare il fondo della cala prima di incollare il pozzo e tutti i bagli e braccioli della covertetta. Il tavolato della Covertetta quasi terminato. Le Fleuron pag. 74 Il puntello a gradini e quello per l'Argano di maestra, ricordarsi di fare le mortase sul paramezzale prima di fissare i bagli della covertetta. Il puntello visto da una cannoniera. Il ponte quasi terminato, la parte destra non coprirà interamente il ponte, dietro si possono notare i depositi del Biscotto e del Capitano. Anche a destra il lavoro è terminato, ho lasciato dei buchi sempre per far si che si vedano gli interni. Le Fleuron pag. 75 Prima di fissare tutti i locali di poppa della covertetta devo fare un lavoro lungo e rognoso, tutte le calette ai bagli del primo ponte, è arrivato il momento di prepararli tutti, altrimenti non posso fissare le paratie dei corridoi di combattimento, dopo sarebbe difficile farlo. Il lavoro delle calette mi porterà via diversi giorni di lavoro, sono circa 800, certamente il grosso del lavoro lo farò con la fresatrice, ma tutte le rifiniture e le code di rondine le dovrò fare a manina. Panoramica dei bagli a poppavia calettati. Le Fleuron pag. 76 Sotto particolare delle Calette sui bagli Una volta fatte tutte le calette ai bagli ho iniziato il montaggio, osservando i piani ho capito che bisognava iniziare da quelli di poppa, dove c'è la paratia che divide il locale dell'armiere con la stiva dei legumi, che è molto complicata da montare visto che la parte in alto poggia su un baglietto. Qui mi sono preso una piccola licenza, non ho trovato un sistema migliore per fissarla in maniera diversa, ho montato l'ultimo baglio il numero 30 e il numero 29, ho inserito i trasmessi tra i due, ho montato anche tutti i barrocci, infine il baglietto che tiene la paratia. Questo baglietto nella realtà termina dentro le due calette del trincarino, non potendo montare il trincarino per ovvie ragioni, l'ho prolungato fino al dormiente, e fatto un po più spesso, 5 mm invece di 3. Il Baglio numero 30 e il suo bracciolo, il Doglio a poppa come a prua ha un angolo molto accentuato, rispettare l'angolo di 90 gradi con il baglio, tutto come al solito è lucidato prima del montaggio. I braccioli sono fatti con il solito sistema spiegato in precedenza. Il baglio 29 montato in maniera provvisoria, come pure i barrocci che sostengono il baglietto, qui potete vedere la piccola licenza che mi sono preso. Lo spessore del baglietto mi ha costretto a fare delle piccole calette in corrispondenza dei barrocci, per portare il giusto piano del ponte, in questo modo però ho una superficie più ampia dove poggiare la paratia, tra i due bagli ho montato i Trasmessi dove poggia il baglietto. La paratia terminata tutto è fissato in maniera definitiva, per accede al locale di poppa c'è una boccaportella centrale tra l'ultimo baglio e il Traversone. Notate le calette per le Corde fatte sulla paratia, anche per questo motivo ho scelto di fare il baglietto un po più spesso. Le Fleuron pag. 77 A poppa siamo a posto, tutto è stato fissato e lucidato, anche il baglio attaccato al pozzo delle trombe di mezzana, prima di continuare il lavoro sulla poppa ho ripreso un attimo il lavoro sulla paratia delle deposito delle vele, devo fare una piccola modifica, altrimenti la mensola non si può installare correttamente. La paratia in questione corre per tutte la larghezza della carena, attaccata al baglio corrispondente, qui mi è sorto un problema, come far aderire la mensola al baglio, visto lo spessore della paratia stessa. Ho risolto smontando di nuovo la paratia, la colla alifatica lo permette, se si fa attenzione, ho disegnato il profilo del doglio sulla paratia e tagliato con il traforo, infine ho modificato leggermente la mensola per adattarla al profilo. Particolare della sagoma del Doglio. Lo scasso per accogliere il doglio e la piccola calette per adattare meglio la sbarra in diagonale. Le Fleuron pag. 78 Come potete vedere la mensola ha il braccio in diagonale leggermente sagomato, il braccio verticale è ricavato da un lamierino e sagomato per dargli la forma ad L in modo che si adatti alla paratia. Questa immagine mostra meglio il concetto. Adesso possiamo riprende il lavoro a poppa dove lo avevamo lasciato, costruire le paratie, posizionare i bagli fare i barrocci e infine fare le paratie per i corridoi da combattimento, lavoretto per nulla facile credetemi, quindi come al solito calma e tanta pazienza, e mettere in conto di rifare qualche pezzo. Le Fleuron pag. 79 Continuiamo con la costruzione dei depositi dei legumi, questi non presentano nessuna difficoltà, bisogna solo fare attenzione alle calette dei bagli e all'allineamento delle pareti dove poggeranno i pezzi che andranno a formare i corridoi da combattimento. Le aperture di accesso ai locali sono pronte non resta che fare i telai con i portelli scorrevoli. I locali terminati e montati, dove possibile lucidare. I corridoi di Combattimento, la messa in opera di queste paratie è di una difficoltà unica, infatti ho dovuto rifarne qualcuna, il segreto è quello di farle fino a una certa altezza, fin sotto la diagonale del bracciolo, quindi fare a misura con tutte le sue calette per il bracciolo i rimanenti pezzi, lucidarli prima di fissarli in maniera definitiva. Panoramica della parte poppiera del nostro vascello, i Barrocci formano delle linee omogenee e molto belle da vedere. Le Fleuron pag. 80 Vista dall'alto di tutti i locali della stiva e della covertetta. Lavoro terminato, i Barrocci per mia scelta non li ho fissati con la colla, sono solo messi nelle loro calette. Le Fleuron pag. 81 Lo scafo in tutta la sua grandezza. Le Fleuron pag. 82 La Cala parte centrale Ho iniziato la parte centrale della cala con i locali sospesi del Chirurgo e dello scrivano del Re o del Pilota. Prima di tutto dobbiamo posizionare e rifinire i bagli interessati fare i braccioli in ferro, lucidare il tutto, poi passeremo alla costruzione dei due locali rimasti e le relative gallerie di combattimento, quando tutto è a posto fisseremo i pezzi in maniera definitiva. Il locale dello Scrivano del Re o del Pilota, la struttura è eseguita con il solito metodo spiegato nel capitolo della Stiva preparate tutte le paratie e i montanti fate le aperture e montate il portello scorrevole come abbiamo già fatto precedentemente. to è pronto possiamo iniziare ad assemblare le parti. Prima di iniziare con la posa in era dei due locali dobbiamo costruire le gallerie da combattimento per avere dei riferimenti certi nel posizionare i locali, quando tut- Fare le gallerie con il solito sistema, dima in cartoncino per il profilo, posizioniamo i bagli in modo provvisorio per mettere gli stanti. Le gallerie viste dalla parte sinistra e dall'alto. Le Fleuron pag. 83 Panoramiche degli interni della Cala e Covertetta. Le Fleuron pag. 84 I Barrocci a Prua e a Poppa come sovrastruttura ci sono solo le Bitte a prua, le altre sistemazioni le farò in seguito. Vista da una finestra di poppa del primo ponte completato, devo solo fare la Ghirlanda che sta davanti al primo baglio a prua. Le Fleuron pag. 85 Adesso non ci rimane che fare la Ghirlanda di prua, questo è un lavoretto un po rognosetto, una volta fatti i tre pezzi che la compongono bisognerà fare anche un battente nella parte inferiore che porterà la ghirlanda a prua ad appoggiarsi sulla testa del prestantino e a filo del primo baglio, questo serviva a dare una leggera pendenza per lo scolo delle acque che si raccoglievano nella Gatta al momento di alare le Gomene delle Ancore. Ecco la Ghirlanda del primo ponte, la chiodatura è già simulata, La Ghirlanda messa in opera con tutte le calette delle corde e dei barrocci pronte. Ingrandimento per far vedere la chiodatura, eseguita con chiodi in ottone a testa tonda rettificata col trapanino per portarla alla giusta misura. Il Ponte Una volta fissati i Barrocci e terminato le calette sulla Ghirlanda di prua possiamo decidere se fare la Murata o il Tavolato del Ponte, a prescindere dalla nostra decisione la prima cosa da fare è il Trincarino, questo pezzo non comporta particolari difficoltà di esecuzione, se non a prua e a poppa, dove lo dobbiamo ricavare da un massiccio di legno, pertanto preparate una sagoma di cartone per ricavare la giusta forma della curva di prua, dopo non resta che tagliare il pezzo e fare lo smusso di raccordo tra il tavolato del ponte e le serrette della murata, segnate con un truschino le misure sulla curva e togliete il materiale in eccesso, io l'ho fatto con una raspa e la rasiera. Prima cosa da fare sono i listelli di pero della giusta misura, poi con il solito sistema del piano inclinato sulla pialla a spessore, facciamo la faccia adiacente alla murata, infine prendiamo, per chi lo ha, un banco porta fresatrice e montiamo una fresa adatta allo smusso, e passiamo tutti i pezzi alla toupie portatile. Le Fleuron pag. 86 Il Trincarino durante le passate alla toupie, meglio fare lo smusso in più passate, in modo da evitare brutte vibrazione del listello e per avere una finitura perfetta. Il banco della Wolfcraft si addice molto bene per fare questi lavoretti, la fresatrice è della Valex, come pure la fresa angolata, con pasticche riportate. Il piano inclinato in truciolato laminato da mettere sul piano della pialla a spessore per fare il lato sottosquadro del Trincarino. Quando tutti i pezzi sono pronti si può iniziare a preparare quelli sagomati di prua e di poppa, come descritto precedentemente. Nello scatto sotto il trincarino di prua sistemato nella sua posizione, manca solo l'intestatura sul Prestantino e fare la palella che lo raccorda al resto. Sotto la palella è tracciata non resta che passarla alla fresatrice, anche il secondo pezzo di prua ha bisogno di un piccolo intervento, lo spessore non permette di adattarlo alla murata, quindi non ci resta che fare i soliti tagli trasversali per snervare il legno, stando molto attenti a non farli troppo lunghi da uscire dallo spessore delle serrette della murata. I Tagli per snervare il Trincarino, questa operazione rende molto semplice adattarlo alla murata. Le Fleuron pag. 87 Per fare le calette sui Trincarini ho usato la solita fresatrice verticale e uno scalpello molto affilato per rifinire. Il pezzo a prua come potete vedere ha una caletta molto lunga per adattarlo alla ghirlanda. Tutti i pezzi centrali del trincarino non presentano difficoltà di esecuzione, se non nella precisione delle calette e delle palelle, infine passiamo all'ultimo pezzo a poppa, anche questo va ricavato da un massiccio di legno, al solito sagoma in cartoncino e adattamento del pezzo alla murata, infine fare lo smusso. Una volta terminato questo lungo lavoro e tutti i pezzi sono a posto, non resta che fare i Riscontri o Trasmessi tra le teste dei Bagli, questi pezzi servivano per dare maggiore rigidità alla struttura. Come potete notare ho fatto delle aperture, queste servivano per aerare lo scafo, l'aria doveva circolare, era uno dei problemi che si riscontravano su queste costruzioni, l'aria stagnante favoriva la crescita di funghi e muffe sul legno, alterando la struttura stessa e la sua resistenza, quindi i maestri d'ascia escogitavano tutte le soluzioni possibili per ovviare a questi inconvenienti deleteri per la nostra nave. Il Trincarino deve aderire alle calette e ai Trasmessi, per quanto riguarda le giunzioni delle varie parti del Trincarino ho preferito fare le palelle semplici, la foto mostra una metà della palella, e non intestare semplicemente i pezzi di testa al centro del Baglio, è più complicato ma sicuramente più resistente. Si può vedere anche la caletta che accoglierà lo Scalmo di Porca, anche questa fatta alla fresatrice verticale. Le Fleuron pag. 88 La Murata Una volta terminato con i due Trincarini dobbiamo decidere come continuare, fare la Murata o il tavolato del ponte. La mia decisione è stata quella iniziare la posa delle serrette della Murata, voi potete fare diversamente non è un problema. Le prime due serrette in basso sono leggermente più spesse delle altre, per un semplice motivo, in quel punto bisognava rinforzare al massimo la struttura contro le cannonate nemiche, nella foto si nota anche lo scasso per il bracciolo della Porca, che inseriremo una volta terminato la posa delle serrette. Per la posa delle serrette si possono usare diversi sistemi di fissaggio, morsetti, puntelli vari oppure usare i chiodini, ho scelto di usare i chiodini. Una volta preparata la serretta da fissare rifiniamola per bene, facciamo tutti i fori per i chiodi e infine incolliamola alla murata, i chiodini terranno fermo il tutto, unico inconveniente, visto che ho usato dei chiodini già bruniti, è che non possiamo più carteggiare nulla, con un po di attenzione non ce ne sarà bisogno. La murata di sinistra terminata non resta che mettere gli scalmi di porca. Le ultime due foto mostrano la murata di dritta terminata. Le Fleuron pag. 89 Gli Scalmi di Porca Uno Scalmo pronto per essere messo in opera, per ricavare la forma molto complessa degli Scalmi ho usato il profilometro e una sagoma di cartoncino come si può vedere nelle foto che seguono. Come tutti i particolari costruttivi in arsenale bisogna prestare la massima cura nella loro realizzazione, anche se alla fine di tutto questo lavoro si vedrà ben poco, e rimarranno solo le foto per testimoniare il lavoro svolto. Il profilometro in azione. La sagoma di cartoncino per affinare la forma complessa dello scalmo. Il primo scalmo in opera. Anche la quinta Ghirlanda è in opera. Le Fleuron pag. 90 L'Artiglieria Il Fleuron alla data del varo era armato sul primo ponte, con 12 cannoni in bronzo da 24 libre conformi con quelli in uso fino al 1730, da 12 cannoni in ferro da 18 libre, definiti alla data del 1721, questi cannoni sono stati sostituiti in seguito con 24 cannoni in ferro da 24 libre, sul secondo ponte, da 26 cannoni in ferro da 12 libre e infine da 10 cannoni da 6 libre sui castelli, il nostro vascello non è mai stato armato completamente con 64 cannoni ma solo con 60, non avendo mai preso parte ad azioni di guerra, gli ultimi 4 portelli del Cassero non sono stati mai aperti. Gli Affusti o Carrette sono come quelli disegnati da Blaise Ollivier, in vigore prima della riforma, unica variante è che gli affusti possono essere dotati da doppio gancio al posto dei Golfari ad anello. Sopra un pezzo da 24 in bronzo in fase di finitura Le Fleuron pag. 91 Le Fleuron pag. 92 I Cannoni da 24 in Bronzo Quando si è presentato il compito di fare l'artiglieria, in particolare i cannoni di bronzo, ho capito subito, visto le dimensioni, che non potevo realizzarli in casa, non avendo ne l'attrezzatura ne lo spazio e le conoscenze per farli in fusione, pertanto mi sono rivolto ad una azienda specializzata in fusioni per gioielli. Ho fatto i disegni in 3D necessari per fare il prototipo da cui ricavare lo stampo di fusione, a questo punto è sorto un problema per loro, parlando con il tecnico mi ha fatto notare la loro difficoltà nel fare il prototipo e nel fondere i cannoni in bronzo a queste dimensioni. Per fare la prototipazione usano una stampante 3D e fare un prototipo così grande sarebbe costato una fortuna, infine la ditta è specializzata per piccole fusioni e cosa non meno importante il prezzo finale sarebbe stato molto elevato. Insieme abbiamo deciso di fare i cannoni in più parti, il Tulipano, la Culatta e i decori fusi, il resto al tornio, sia per abbattere i costi elevati che per un risultato finale migliore. Gli stampi di fusione del Tulipano e della Culatta, per fare i decori la fonderia ha usato un prototipo per ogni fusione vista la fragilità dei pezzi da fondere. Il Tulipano e la Culatta dopo la fusione. I pezzi pronti per essere assemblati e saldati. Appena pronte le fusioni ho contattato un mio amico tornitore, chiedendogli consigli su come fare le canne in ottone e i cannoni in ferro, nel frattempo ho preso la decisione di fare quelli i ferro in acciaio Q10, in ottone sarebbero costati troppo. Dopo una visita al mio laboratorio, il mio amico si è reso conto che il piccolo tornio cinese non era assolutamente adatto per fare un lavoro decente, per fare un buon lavoro serviva un tornio professionale e soprattutto a controllo numerico, affinché tutti i cannoni risultassero uguali, a malincuore ho preso la decisione di far fare tutto il resto del lavoro a lui, la mia avventura per costruire le canne dei cannoni è naufragata di fronte a difficoltà per me insormontabili. Le Fleuron pag. 93 I Fregi pronti per essere rifiniti e saldati sul cannone, per saldare in casa i fregi e i Delfini, ho usato un fornello a gas, mi spiego meglio, per prima cosa ho messo lo stagno sul fregio, poi ho fissato i fregi sulla canna con del filo di ferro infine ho scaldato il tutto su un fornello a gas fino a quando non si è saldato il tutto., Ovviamente ho usato un vecchio fornello non quello della cucina. Sotto i due Delfini che salderò in un secondo momento. Il tulipano e la Culatta invece li ha saldati il tornitore, che è attrezzato per questo genere di lavoro, a 1:24 sorgono dei problemi che nel proprio piccolo laboratorio sono impossibile da risolvere, almeno per me. I cannoni in bronzo saldati, mancano solo le due maniglie a forma di delfini, e gli orecchioni, che farò con un tondino in ottone della giusta misura, fermato con un punto di saldatura, quando saranno pronte le carrette. Il cannone finito mancano solo gli orecchioni. Considerazioni finali sui cannoni in bronzo: esteticamente sono abbastanza puliti e gradevoli, certamente in fusione completa, i fregi sarebbero stati più sottili e in scala, sono scelte, possedere la manualità per cesellare un cannone così è puramente d'artista, io sono solo un discreto modellista, e ho fatto una scelta discutibile quanto si vuole, ma pur sempre una scelta, e non lo nascondo. Le Fleuron pag. 94 I Cannoni in Ferro I cannoni in ferro, come ho già spiegato me li ha fatti un artigiano con il suo tornio professionale, come al solito ho dovuto fare i disegni in 3D con tutte le quote, lui li ha convertiti nel programma di controllo del suo tornio, e ha fatto dei piccoli compromessi, altrimenti la lavorazione avrebbe richiesto molte più ore di lavoro, con aggravio notevole della spesa finale, come al solito è sempre una questione di scelte e di budget. Particolare del Tulipano ingrandito, adesso non resta che rifinirli con la lana d'acciaio e saldare gli orecchioni, infine passare al brunitore. Sotto tutti i pezzi di artiglieria del nostro vascello, se li contate sono un po di più, perché alcuni li lascerò in bella mostra fuori dal vascello, per meglio ammirare tutti i particolari. Le Fleuron pag. 95 Gli Affusti o Carrette Le Carrette come potete vedere sono molto differenti da quelle descritte da J. Boudriot nel 74 cannoni, che sono di cinquanta anni più tardi, gli autori hanno riprodotto fedelmente quelle disegnate dal progettista Blaise Ollivier. Visto l'elevato numero di pezzi da costruire ho deciso di razionalizzare e automatizzare il più possibile il lavoro. Partiamo come al solito col disegnare gli Affusti al computer alla nostra scala, preparare tutte le tavolette necessarie per fare tutti i pezzi, le carrette sono composte da dieci parti di cui tre fatte in due pezzi, per un totale di tredici pezzi distinti, quindi il primo lavoro da fare dopo la smacchinatura del materiale è incollare i pezzi fatti in due parti, dovremo incollare i due Aloni (i fianchi della carretta) e la Suola (base della carretta), i due Aloni hanno la particolarità di essere uniti con delle palelle a dente. Per fare le palelle degli Aloni, come sempre ci viene in aiuto la nostra fresatrice verticale, prepariamo due piani inclinati uno per palella e uno dritto dello stesso spessore degli Aloni, mettiamo il solito pezzo di arresto su un fianco, per fare in modo che resti sempre nello stesso punto, montiamo una bella fresa a candela sulla fresatrice, e tracciamo i contorni del pezzo, prima però bisogna fare un lavoretto con la sega circolare, prendiamo la nostra tavoletta aggiustiamo la guida alla giusta misura e la lama alla giusta altezza e facciamo una passata con il carrellino, per fare il lato verticale della palella, visto l'angolo alla fresatrice non sarebbe possibile, fatto questo su tutti i pezzi, possiamo passare alla fresatrice. Di fianco il pezzo fissato alla morsa, il lavoro va fatto in tre passate distinte perché sono due palelle con angoli differenti e una parte del pezzo inferiore è in piano, come si vede nella foto sopra. Questo lavoro va fatti uguale per tutti e due i calibri più grandi quello da 24 e da 18 libre, gli altri, da 12 e da 6 libre hanno gli Aloni in un solo pezzo. Di lato tutti i pezzi del cannone da 24 pronti per essere incollati. Le Fleuron pag. 96 Per incollare i pezzi degli Aloni, useremo sempre il nostro piano in laminato e dei tacchetti chiodati per tenere fermi i pezzi durante la fase di asciugatura della colla. Passiamo adesso alla preparazione della Suola, qui basta solo incollare tra loro due listelli, facciamoli abbastanza lunghi, da poterci ricavare più pezzi regoliamoci con quello che abbiamo in magazzino. A colla asciutta li tagliamo a misura, piccolo avvertimento meglio fare qualche pezzo in più di tutti i pezzi che compongono la carretta, se qualcosa dovesse andare storto avremo sempre una piccola riserva di pezzi da utilizzare. La Suola finita, per fare la curva posteriore mi sono fatto una sagoma di compensato ho tracciato la curva e ritagliato al traforo elettrico. Più avanti vi spiegherò come ho fatto a costruire la Suola. Adesso possiamo prendere le misure precise per fare gli Aloni, sempre con la circolare regoliamo la lama al giusto angolo per intestare l'alone sulla parte anteriore, che chiaramente non è di 90 gradi ma di 87. Una volta intestati tutti i pezzi, dobbiamo preparare un manichino su cui fissarli, per fare sempre con la fresatrice le scalette posteriori, che non sono anch'esse di 90 gradi ma sempre di 87. Come avrete capito fare i manichini o le sagome è molto importante per velocizzare il lavoro e soprattutto fare i pezzi tutti uguali. Il manichino montato sulla morsa e con tutti gli Aloni fissati, per preparare il manichino ci serve un piano in multistrato abbastanza spesso, un listello di legno da cm 3x4 da fissare sulla faccia in basso, servirà per fissare il piano alla morsa, una tavoletta di multistrato che ci farà da battuta, e un pezzo di legno o multistrato dell stessa forma della Suola, ci darà la giusta angolazione dei gradini, infine due tacchetti per fissare gli Aloni. La foto a destra mostra in modo molto esplicativo come è fatto il manichino, qui sto lavorando gli Aloni dei pezzi da 24 libre. Altra vista della lavorazione del calibro da 24, chiaramente per gli altri calibri la lavorazione è sempre la stessa Le Fleuron pag. 97 Prima di sagomare la Suola bisogna fare gli scassi per le Sale, anche questo lo si fa con la fresatrice e una fresa se possibile della stessa misura delle Sale, per renderci la vita più semplice ed evitare di spostare in continuazione la morsa, Infine nella parte posteriore fare due tagli con il carrello della circolare, servono per delimitare la sagoma della curva, hanno la stessa altezza dello spessore degli Aloni, questo non è obbligatorio farlo si può anche tagliare con il traforo, ma così viene più preciso. Una fase della lavorazione alla circolare. Quando avremo finito anche questo, possiamo sagomare la Suola, prendiamo la sagoma in compensato da un mm che ci siamo preparati in precedenza e tracciamo i contorni, qui si possono prendere diverse decisioni per realizzare la sagoma, segare tutto al traforo e rifinire al lapidello, oppure farlo con il carro della circolare, dipende dalla nostra abilità. Sotto le Suole per i cannoni da 24 terminate. Gli Aloni invece hanno bisogno ancora di essere lavorati alla fresatrice, per fare i fori della ferramenta, degli orecchioni e della Braga. Per fare le calette degli orecchioni, prepariamo il solito piano inclinato e una fresa della giusta misura, mettiamo dei fermi e facciamo il foro ricordandoci di farne uno sinistro e uno destro. Ricordiamoci inoltre che la caletta deve prendere l'orecchione solo per trequarti di spessore, anche questa volta il foro va fatto in due passate perché una sola non basta, il foro deve avere un'uscita della stessa larghezza del diametro dell'orecchione. Anche il foro della braga va fatto con lo stesso sistema, solo con un piano inclinato più angolato, il pezzo lo si può tenere anche con le mani, anche qui ci sono i destri e i sinistri, ricordatelo sempre. Le Fleuron pag. 98 Stesso discorso per il perno a testa di diamante che tiene gli Aloni al Calestrello, sempre un destro e un sinistro, e per il perno ad anello o Golfare, che hanno lo stesso angolo. Adesso non rimane che forare gli Aloni per i perni verticali, questo è un lavoretto da fare con la massima precisione, solito piano inclinato, ne servono due e uno dritto, i fori sono tre due inclinati e uno no, prendiamo una fresa del giusto diametro nel nostro caso da 2 mm e foriamo il più possibile, ho usato una fresa perché più rigida e precisa di una punta elicoidale lunga, una volta forato tutti i pezzi, possiamo montare la punta lunga e finire il foro, la lavorazione va ripetuta per tutti e tre i fori ed è uguale. La fresa inizia la foratura per un foro più preciso. La punta lunga per finire il foro, usarla con cautela e tornare speso indietro per svuotare i trucioli di legno. Ho preferito forare prima gli Aloni perché dopo sarebbe stato più complicato, per via della forma della carretta, una volta incollati tutti i pezzi, gli Aloni alla Suola e le Sale, finiremo i fori, seguendo l'inclinazione del foro già fatto, facilitando di molto le cose. Un Alone forato e la punta lunga. Le Fleuron pag. 99 Altro piccolo lavoretto da fare prima di incollare gli Aloni e fare lo scasso per accogliere il Calestrello, anche questo va fatto alla fresatrice dando il giusto angolo alla morsa, usando sempre una fresa a candela del giusto diametro, anche qui sempre uno sinistro e uno destro. Adesso possiamo incollare i pezzi fin qui preparati, Gli Aloni con la Suola e il Calestrello, sotto il risultato finale. Tutti i calibri sono pronti per ricevere le Sale e relative ruote. Le Fleuron pag. 100 Una volta incollate tutte le carrette passiamo al passo successivo, la costruzione delle Sale e le ruote. Per fare le Sale nessun problema basta preparare dei quadrelli dello spessore giusto e tagliarli mezzo centimetro più lunghi della misura necessaria, poi capirete perché, per fare le ruote preparare un quadrello 2 o 3 mm più grande del diametro finale delle ruote, non fate dei pezzi molto lunghi, dovete calcolare che andranno forati, a 1:24 la loro misura non passerà nel foro del mandrino del vostro tornio, quindi bisogna farli di una lunghezza che ci permette di rettificarli e forarli senza problemi di fissaggio sul mandrino, attenzione usando un quadrello deve essere uno a quattro ganasce e non a tre. Il quadrello rettificato mentre lo foro con una fresa a candela, da preferire alle punte per trapano troppo flessibili durante la lavorazione, ci vorrà più tempo ma a tutto vantaggio della precisione. Per fare i pezzi torniti e per velocizzare un po il lavoro ho fatto i quadrelli della misura necessaria per fare una decina di ruote più lo spessore da inserire nel mandrino e lo spessore dei tagli con il troncatore, il tutto raddoppiato, poi una volta rettificato il quadrello tra mandrino e contropunta l'ho tagliato a metà. Usiamo l'utensile troncatore per tagliare le ruote già forate. Per prendere la giusta misura dello spessore basterà prendere il calibro e portare ogni volta l'utensile alla giusta distanza. Una ruota finita, al contrario di quelle descritte nel volume del 74 cannoni, queste sono dritte non hanno lo smusso su un lato. La foto mostra le ruote e alcune Sale già pronte. Le Fleuron pag. 101 Per tornire i fusi delle Sale non ho usato il solito sistema adottato dalla maggioranza dei modellisti, prepararsi l'utensile in ottone e poi con il tornio o la fresatrice rendere cilindriche le teste degli assali, si usa questo sistema perché le Sale hanno un profilo rettangolare e i fusi non si possono fare al tornio. Sul Fleuron questo problema non esiste i Fusi hanno un profilo quadrato e si possono tornire tranquillamente, a patto di proteggere la Sala dalle ganasce del mandrino con dei tacchetti per non rovinarla. Prendiamo la misura precisa del pezzo che deve rimanere dritto e tracciamo i contorni, questo lavoro va fatto su tutte le Sale, a parte ci prepariamo i tacchetti di protezione, due più piccoli della stessa misura della Sala e due più grandi, la foto mostra la Sala montata sul tornio, per tenere fermi i tacchetti usiamo del nastro adesivo di carta o da imballaggio. Il fuso lo lasceremo un po più lungo di quello che ci serve, circa 2 mm ecco perché il pezzo va fatto mezzo centimetro più lungo, lo porteremo a misura alla fine una volta inserite le boccole d'ottone. Per fare tutti i fusi di uguale diametro prendiamo dei punti di riferimento sul carrello del tornio, e una ruota a portata di mano per provare se entra nel fuso, certo questo lavoro è più lungo di quello descritto precedentemente, ma se non avete, come nel mio caso, un pezzo di ottone di grosso diametro, non c'è altro sistema, a voi la scelta. Per tornire il fuso usiamo un utensile molto affilato, per non rovinare il bordo e usiamo sempre il carrellino piccolo per far avanzare l'utensile, lascia il pezzo più rifinito, infine rifiniamo per bene con della carta abrasiva la 220 di grana va benissimo. Fasi della lavorazione, il tornio deve andare alla massima velocità. Il fuso e la sua ruota adesso non resta che fare la rettifica per la boccola di ottone, e fare la stessa cosa anche dall'altro lato, La ruota deve scorrere liberamente sul Fuso ma non ballare. Le Fleuron pag. 102 Stesso discorso per le boccole d'ottone tracciare la misura su fuso e portare a misura, un pezzetto di tubicino d'ottone per provare la misura, la boccola deve forzare leggermente, per non avere problemi di tenuta nel tempo, non ho usato colla per fissarla, ma ribattuto a colpi di martelletto, la parte eccedente del fuso va rifinita al lapidello, lasciando pochi decimi in più. Riduzione per la boccola terminata. Il tubicino per far le prove, una piccola dritta è fare la parte più interna un decimo più grande di quella finale, in modo da far forzare la boccola solo nell'ultimo tratto. Per tagliare le boccole mi sono inventato un piccolo stratagemma, ho preso un tondino del diametro interno del tubo e l'ho infilato dentro, a parte ho preso tre ruote venute male, ho praticato un bel taglio che va dall'esterno al foro di un paio di mm e l'ho incollate tra loro, questo pezzo serve a non far rovinare il tubo sul mandrino, quello interno a non far rovinare la boccola. Per misurare lo spessore ho usato il calibro come nella foto, e usato l'utensile troncatore per fare la boccola. Le foto sono molto esplicative. Le Fleuron pag. 103 La boccola in sede, in primo piano il Fuso sulla Sala, tutto è abbastanza preciso e pulito, la scala a suoi vantaggi, ma credetemi non perdona. Adesso non resta che fare i fori per gli Acciarini (i fermi delle ruote). Per fare i fori ho preparato il solito manichino e la fresa questo lavoro va fatto una volta rifinito i Fusi, in modo che i fori siano tutti alla stessa distanza. Tutto è pronto per inserire le boccole che andranno brunite prima di essere montate, le Sale le incolleremo in un secondo momento alla carretta, prima dobbiamo fare altri lavoretti. La Carretta quasi terminata, pensate ho fatto solo quelle per i cannoni da 24 in bronzo, ma la procedura da seguire è la stessa per tutti i calibri, quindi non mi ripeterò nel descriverla. Le Fleuron pag. 104 Ultima cosa da fare è una sagoma per fare i fori dei quattro chiodini che fissano gli Aloni al Calestrello, anche in questo caso ci aiuta a fare i fori alla giusta misura, stiamo attenti con la punta a non fare danni, ci vuole poco. Finalmente il lavoro di preparazione è terminato, possiamo incollare le Sale alle Carrette montare le ruote e lucidare il tutto. La Ferramenta Se fino ad ora vi è sembrato un lavoro lungo e noioso aspettate, è arrivato il momento di fare tutta la ferramenta per i nostri cannoni, sono ben 56 pezzi in metallo a cannone per 34 di cui 4 esterni, da un totale di 1904 pezzi tutti da fare a mano e brunirli, adesso si che il lavoro diventa lungo e un po noioso, per fortuna potrà essere diluito nel tempo. Facciamo un calibro alla volta, anche perché le misure variano, e una lavorazione alla volta, per non dover ogni volta ricominciare da capo, quindi faremo i pezzi per tutti i cannoni del calibro che al momento ci serve, e solo dopo ricominciare con il calibro successivo, chiaramente questo lavoro può essere intermezzato con altre cose, la costruzione dei bozzelli per esempio, altro lavoretto lungo e ripetitivo. Questo è lo scotto che si paga nel voler realizzare un vascello da 64 cannoni, pensate a quelli che si cimenteranno con un 80 o 120 cannoni, ho i brividi solo a pensarci. La ferramenta di un pezzo da 24 pronta per essere montata, nella foto non sono presenti soltanto la chiavetta e la sua catenella. Le Fleuron pag. 105 Per fare la ferramenta dei nostri cannoni useremo come al solito l'ottone, materiale molto semplice da tornire e forare. Tutti i perni sono fatti in un unico pezzo, i fori sulla carretta sono passanti, molti modellisti sono soliti fare i fori per i perni in due parti una superiore e una inferiore, visto la scala ho optato per il foro passante, lavoro molto più delicato e rognoso. Per fare i perni a testa tonda ho usato un tondino per quelli a testa quadra ho usato un quadrello. La foto mostra la fase terminale della tornitura, in realtà è stata fatta un cm alla volta altrimenti sarebbe stato impossibile eseguirla per tutta la sua lunghezza. Esecuzione della testa quadrata. In realtà la testa quadrata è a forma di diamante, lavorazione che faremo in un secondo momento. Perno a testa tonda, adesso dovrà essere lavorato con la limetta sul trapanino, dopo qualche pezzo vi sembrerà tutto più facile credetemi. Le Fleuron pag. 106 Il perno durante la lavorazione. Il Perno sull'Affusto, la parte eccedente sarà eliminata dopo aver messo in opera la rondella e il dado. Il Perno a testa di Diamante con il suo dado, la testa è stata lavorata prima con la levigatrice della Proxxon e poi rifinita con la limetta. Costruzione dei Dadi, si ricavano da un quadrello di ottone, una volta spianata la testa, con una punta dedicata fare l'imbocco per il foro. Con la punta fare il foro, stando attenti di avanzare molto lentamente, per non deviare la punta, la lunghezza dovrà essere di poco superiore allo spessore del dado. Le Fleuron pag. 107 Una volta forato basta tagliare il dado alla giusta misura, usare il calibro per essere più precisi. Effetto finale prima della brunitura, anche la rondella è stata messa in opera, le rondelle vista la scala, sono riuscito a reperirle in commercio presso un negozio di Parigi. Il Copribbanda è ricavato da un foglio di ottone, tagliato alla giusta larghezza, e infine sagomato su di un apposito stampo, come mostra la foto sotto. Risultato finale adesso non resta che fare i fori. Le Fleuron pag. 108 Per fare i perni a testa Monachetta si prende il solito quadrello, si fanno i fori, che poi saranno rifiniti con una fresetta, infine si spiana la testa con la lima, fino a dargli la forma finale. I perni in posizione, sul Fleuron a differenza del 74 cannoni il secondo perno non è altro che un tondino ricurvo che funge da cerniera, adesso non resta che fare la catenelle e la chiavetta che blocca il tutto. Sopra tutta la ferramenta pronta per il montaggio, sono pronti anche i quattro acciarini che servono per fissare le ruote, come pure il perno ad anello, manca solo da preparare la catenella e la chiavetta, la catenella visto la scala si può trovare tranquillamente in commercio, la chiavetta la faremo interamente a mano. Le Fleuron pag. 109 Chiavetta e catenella, non resta che brunire il tutto poi finalmente potremo montare tutti i cannoni, sia in bronzo che in ferro. Un cannone quasi terminato, la catenella e la chiavetta sono a posto, da notare che il cannone può essere smontato in qualsiasi momento, tutto è perfettamente funzionante. Le Fleuron pag. 110 Cannoni da 24 in bronzo terminati anche lo spessore e la zeppa per l'alzo sono fatte. Le Fleuron pag. 111 Cannone in bronzo e sotto quelli in ferro Le Fleuron pag. 112 Particolare del Focone Affusto brunito Particolare del tulipano. Le Fleuron pag. 113 Le due batterie di cannoni quelli da 24 in bronzo e quelli da 18 in ferro Cannone da 18 in ferro terminato e pronto per essere montato sul ponte di batteria. Le Fleuron pag. 114 Fine Seconda Parte Anguillara 18 gennaio 2015 Le Fleuron pag. 115