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La rivista upi per i partner della prevenzione 2 / 2016 SPORT DI MONTAGNA Gli infortuni più frequenti e come prevenirli ANzIANI Preservare la mobilità il più a lungo possibile ISTRUTTORI DEL TRAFFICO Nuova formazione pedagogica nel Canton Vaud Introduzione Editoriale Nella prevenzione degli infortuni si punta sempre più spesso sulla cosiddetta prevenzione situazionale. Nella circolazione stradale gli impianti e i veicoli vengono realizzati e attrezzati in modo tale che, idealmente, gli utenti non possano più causare incidenti – o nell’eventualità che dovessero verificarsi siano protetti nel miglior modo possibile. Negli sport di montagna la prevenzione situazionale è limitata. Anche se le imprese di risalita meccanica e le organizzazioni turistiche fanno del loro meglio, non è possibile assicurare ogni singolo punto difficoltoso e controllare continuamente ogni sentiero alpino. In montagna la soluzione è una sola: responsabilità individuale e, pertanto, prevenzione comportamentale. Le escursioni e le scalate in montagna sono attività meravigliose. Gustare la natura in tutta la sua intensità significa però anche misurarsi con tutti i suoi aspetti. Per affrontare repentine variazioni delle condizioni meteorologiche, punti esposti o sottofondi insidiosi come neve, ghiaccio o pietrisco ci vuole esperienza e molto rispetto. E bisogna valutare correttamente i propri limiti. L’importanza di dare sempre un’occhiata Nel 2014 sono stati 890 i ciclisti a rimanere gravemente feriti e 29 uccisi sulle strade svizzere – con un aumento del 14% rispetto all’anno precedente. Il tasso di incidenti fra i ciclisti è praticamente tornato ai livelli del 2001; una situazione che, alla luce della riduzione generale delle lesioni gravi alle persone nella circolazione stradale, può essere considerata drammatica. Dei 919 incidenti, in 500 casi circa si è trattato di collisioni dove sovente la precedenza del ciclista non è stata rispettata. In caso di incidente i ciclisti corrono un rischio di ferirsi solitamente maggiore rispetto ai conducenti di veicoli a motore, poiché al momento dell’impatto non dispongono di una zona di assorbimento dell’urto. Per questo motivo, anche quest’anno l’upi protrae con alcuni partner la campagna di sicurezza in bici «Precedenza alla prudenza». Il messaggio: dai sempre un’occhiata! L’occhiata di controllo è particolarmente importante per i ciclisti in prossimità di un segnale di stop, del segnale «dare precedenza» e in caso di svolta a sinistra con traffico in senso opposto. Ma dare un’occhiata su tutti i lati conviene anche quando si ha la precedenza. Un altro trucco per non farsi sorprendere da altri utenti della circolazione è quello di rendersi visibili indossando abiti chiari e riflettenti. tg Maggiori informazioni sulla campagna, con concorso, su www.prudenza-precedenza.ch/it Ursula Marti COLOPHON Editore: upi – Ufficio prevenzione infortuni, Hodlerstrasse 5a, CH-3011 Berna, [email protected], www.upi.ch, telefono + 41 31 390 22 22 Cambiamenti d’indirizzo: [email protected] Redazione: Ursula Marti (wortreich gmbh), Tom Glanzmann (upi), Rolf Moning (upi), Nathalie Wirtner Julmi Indirizzo di redazione: Ursula Marti, wortreich gmbh, Maulbeerstrasse 14, 3011 Berna, [email protected], telefono + 41 31 305 55 66 Traduzione: Francesca Grandi, Riva San Vitale Correzione: Antonio Cifelli (upi) Foto: pagina 1: Christof Sonderegger; pagina 3: Ruben Wyttenbach; pagine 6, 7 (Mountainbike), 16: bfu; pagine 7 (SafetyKit), 8, 11, 12: Iris Andermatt; pagina 10: Andrea Campiche; pagine 14, 15: Giovanni Antonelli. Layout: SRT Kurth & Partner AG, Ittigen Stampa: AST & FISCHER AG, Wabern Tiratura: italiano: 1100, francese: 3000, tedesco 8900 esemplari. Rivista trimestrale. ISSN 2235-8889 (Print) / ISSN 2235-8897 (PDF) © Riproduzione degli articoli solamente con l’autorizzazione della redazione e con indicazione completa della fonte 2 area sicurezza 2 / 2016 DOSSIER SPORT DI MONTAGNA Pause in intervalli regolari e tenere d’occhio la meteo: un must per ogni escursionista. Escursionismo: sempre più popolare RISCHIO MORTALE La montagna esercita un enorme fascino, ma l’inconsapevolezza causa ogni anno numerosi incidenti mortali. Eppure, con l’atteggiamento giusto e osservando alcune regole fondamentali la maggior parte potrebbe essere evitata. Le escursioni in montagna sono l’attività più popolare fra la popolazione in Svizzera. In un sondaggio del 2014 (Sport Svizzera 2014) il 44 % degli intervistati ha dichiarato di fare camminate ed escursioni in montagna – quasi il 7 % in più rispetto al 2008. L’aumento è dovuto anche all’invecchiamento della popolazione, che rimane sana più a lungo e nel tempo libero desidera restare attiva – soprattutto in mezzo alla natura. Ma le escursioni in montagna non appassionano solamente le persone anziane, bensì anche i più giovani, fra i quali sono molto popolari anche attività di montagna più rischiose e d’avventura. Le cifre riguardanti gli infortuni sono impressionanti. Tra il 2010 e il 2014, ben 78 persone hanno subito ogni anno un infortunio mortale praticando attività estive sulle montagne svizzere – quasi la metà dei 175 decessi annui legati allo sport! Gli escursionisti sono le vittime più frequenti, decisamente più di alpinisti e arrampicatori. La causa più comune sono le cadute orizzontali e le cadute nel vuoto. Atteggiamento e comportamento corretto: la chiave per ridurre gli incidenti Fortunatamente negli sport di montagna gli incidenti mortali stanno diminuendo, grazie a una maggiore consapevolezza per la prevenzione degli infortuni. L’upi sta facendo un enorme lavoro di divulgazione. Dal 2010 è impegnato con un programma prioritario particolareggiato di prevenzione degli infortuni negli sport di montagna e collabora con partner importanti quali il Club Alpino Svizzero (CAS), Funivie Svizzere, l’Associazione svizzera delle guide alpine e altre organizzazioni attive negli sport di montagna. Gli esperti sono unanimi nell’affermare che occorre puntare in primo luogo sull’atteggiamento e i giusti comportamenti individuali. Tutti questi sforzi hanno lo scopo di rendere le frequentatrici e i frequentatori alpini consapevoli dei rischi tipici, affinché li conoscano, li valutino correttamente e prendano decisioni confacenti alle esigenze di sicurezza. Le informazioni vengono veicolate soprattutto tramite formazioni e campagne di sensibilizzazione. area sicurezza 2 / 2016 3 DOSSIER SPORT DI MONTAGNA Gli incidenti tipici e come evitarli La responsabilità è tutta nelle mani di escursionisti di montagna e scalatori: la stragrande maggioranza degli incidenti potrebbe essere evitata seguendo i quattro punti del «Controllo per l’escursionismo» PVEC: Pianificazione, Valutazione, Equipaggiamento e Controllo. Con quattro tipici esempi vi illustriamo dove possono celarsi i rischi d’infortunio e quali comportamenti corretti adottare. Cosa voglio fare? Pianificazione Valutazione Due alpinisti si stanno recando in baita. Hanno un certo anticipo e una cima lungo il percorso ammicca in maniera invitante. I due uomini decidono di fare una piccola deviazione, scalare la cresta fino alla cima e raggiungere la baita dall’altro lato, attraversando il ghiacciaio – senza conoscere il percorso. La cresta si rivela estremamente friabile, esposta e di difficile accesso. I due alpinisti raggiungono la cima con molta fatica e molto lentamente. Sull’altro lato ad attenderli non c’è, come sperato, un ghiacciaio piano, ma una ripida parete completamente gelata che diviene pianeggiante solamente cento metri di dislivello più a valle. I due uomini non sanno se ci sono alternative a questa via L’escursione è adeguata alle mie capacità? Due amici vogliono percorrere una via ferrata. Non hanno esperienza, ma sono sportivi e in forma. Noleggiano un set per vie ferrate e un caschetto, si fanno spiegare l’utilizzo dell’attrezzatura e si avviano. All’inizio tutto fila per il meglio, ma poi la via si fa sempre più ripida, in alcuni punti è addirittura a strapiombo. La via è indicata come di grado K4 (difficile), ma i due uomini non se ne curano. Poco a poco uno 4 area sicurezza 2 / 2016 di discesa. Rientrare attraverso la cresta sembra impossibile. Poiché sono già in ritardo, mettono mano al piccone e ai ramponi e iniziano la discesa sul ripido versante. Uno dei due scivola sulla parete ghiacciata. La sua corsa si arresta dove il ghiacciaio diviene pianeggiante. L’uomo riporta ferite gravi. Una preparazione accurata può proteggere da brutte sorprese! Pianificate l’itinerario, calcolate il tempo di percorrenza necessario e aggiungete un sufficiente margine di tempo per gli imprevisti. Prevedete anche dei percorsi alternativi. Tenete conto delle caratteristiche e dello stato attuale dell’itinerario e delle condizioni meteo. degli amici inizia a perdere la forza nelle braccia, inoltre il passaggio successivo è molto esposto. Non osa più proseguire. Fortunatamente dietro di loro c’è una guida alpina che li mette in cordata e li conduce in sicurezza alla base. Superare i propri limiti aumenta i rischi d’infortunio e diminuisce il piacere! Valutate in modo realistico le vostre capacità e organizzate l’escursione di conseguenza. Imparare dall’esperienza altrui Dal 2013 una pagina web consente alle appassionate e agli appassionati della montagna di descrivere in modo anonimo situazioni pericolose o quasi incidenti che li hanno coinvolti. I contributi vengono commentati da un esperto di prevenzione affinché altre persone possano imparare dalle esperienze riferite. Il sito è gestito da upi e CAS in collaborazione con la Bergportal GmbH. Vale senz’altro la pena dare un’occhiata! w ww.sicurezzaalpina.ch Ho preso tutto il necessario? Equipaggiamento In una calda e tersa giornata estiva un gruppo di amici intraprende un’escursione in montagna, in pantaloncini e maglietta e con scarpette da trekking leggere. Nessuno conosce il sentiero. Improvvisamente cala la nebbia e inizia a soffiare un vento gelido. Il gruppo non sa più dove si trova. Nessuno ha con sé una cartina e l’orientamento non è possibile nemmeno sul cellulare, perché non c’è campo. Il gruppo vuole prendere una via diretta per la discesa attraverso un ripido pascolo. Una per- È ancora tutto ok? Controllo La coppia di coniugi è in ritardo fin dal mattino e perde la corsa in AutoPostale. Durante l’escursione la coppia avanza più lentamente del previsto e giunge a un passo dalla vetta programmata nel primo pomeriggio. Le previsioni meteo danno temporali nelle ore pomeridiane, ed effettivamente il cielo inizia ad adombrarsi. Il marito vuole assolutamente raggiungere la cima perché è un sogno che ha nel cassetto già da tanto tempo. Nonostante il ritardo e il cielo minaccioso la coppia procede sul ripido sentiero. Giunti in vetta inizia a piovigginare. I rovesci si trasformano rapidamente in un violento temporale. La coppia cerca di rientrare il sona, infreddolita, con calzature inadatte e leggermente insicura nei passi a causa della nebbia, scivola e precipita oltre una roccia, rimanendo ferita mortalmente. In montagna il clima può cambiare in modo repentino! Calzate scarpe da montagna con tomaia alta e suole di gomma scolpite. Portate con voi il necessario per proteggervi dal sole e dalla pioggia e degli indumenti caldi. Non dimenticate una carta topografica e il cellulare. più rapidamente possibile. Affaticato e nervoso il marito scivola sul ripido sentiero inzuppato e ruzzola per una decina di metri, ferendosi. La moglie allerta la guardia aerea, ma i due possono essere tratti in salvo dall’elicottero solamente una volta esauritosi il temporale. Bevete, mangiate e fate delle soste a intervalli regolari per rimanere in forma e concentrati. Controllate regolarmente la tabella di marcia e le condizioni meteo. Non abbandonate i sentieri segnalati. Se necessario, tornate indietro per tempo. Testo: Monique Walter, Ursula Marti area sicurezza 2 / 2016 5 DOSSIER SPORT DI MONTAGNA Manifesti, pubblicità online e un quiz 5.358.03-05.2016 CAMPAGNA Negli sport alpini estivi la maggior parte degli infortuni coinvolge degli escursionisti. L’upi e i suoi partner prolungano pertanto l’efficace campagna «In montagna a passo sicuro» per informare sui rischi in maniera diversificata. PRONTI PER LA MONTAGNA? Occhio nei punti esposti. SI 2016 I C U R UR ESC O.C H SA TY QUIZ FE O N I M O -S S Visibili in tutto il Paese: i manifesti della nuova campagna per escursioni in montagna sicure realizzata dall’upi in collaborazione con diversi partner. Le escursioni in montagna sono uno sport popolare. Sono numerosissimi i sentieri a disposizione degli appassionati. Non occorre un’attrezzatura particolare o costosa. Ma troppo spesso si dimentica l’importanza di una preparazione coscienziosa e della consapevolezza dei rischi. In montagna agire avventatamente o lesinare sulla prudenza può avere esito mortale. È ciò che ci ricorda l’attuale campagna «In forma per bianco-rosso-bianco?» L’attenzione sui punti esposti La campagna si riaggancia a quella precedente, durata dal 2012 al 2015, e si protrarrà per un ulteriore triennio. Il controllo PVEC (vedi pagina 4 e 5) è ancora vivamente raccomandato: «Mette il 6 area sicurezza 2 / 2016 punto esattamente sugli aspetti che gli escursionisti devono conoscere e osservare», spiega l’esperta upi per sport alpini Monique Walter. La nuova campagna si propone di approfondire ulteriormente queste nozioni. Nel 2016 l’accento è volutamente messo sui punti esposti. «Qui il rischio di cadere nel vuoto è particolarmente elevato e mantenere la concentrazione è di vitale importanza!» spiega la consulente upi. Come già in passato, la campagna gode del sostegno di Sentieri Svizzeri e di Funivie Svizzere. Anche l’assicuratore malattia SWICA partecipa all’iniziativa. «Grazie ai partenariati la campagna può essere condotta su ampia scala e gode di un’ottima visibilità», afferma la responsabile upi della campagna Franziska Hartmann. I mezzi principali di cui si avvarrà la campagna sono manifesti, pubblicità nei mezzi di trasporto pubblici e diverse attività online. I mezzi pubblicitari saranno visibili soprattutto in montagna e sui percorsi che conducono in montagna. Le attività online gireranno su piattaforme d’interesse per gli escursionisti. Presso gli impianti di risalita verranno distribuiti volantini con un tesserino per il controllo PVEC e una barretta energetica. Safety quiz per tutti A Franziska Hartmann sta a cuore che la popolazione non si limiti a prendere atto passivamente della campagna, ma sia un elemento attivo della stessa: «Le persone interessate possono partecipare al Safety Quiz e verificare le loro conoscenze della montagna. In questo modo ci si informa e si viene sensibilizzati per la sicurezza in maniera allegra!» Trovate il quiz, molte informazioni e preziosi suggerimenti sul sito www.escursionismo-sicuro.ch. Tutti i partecipanti ricevono un premio immediato e partecipano all’estrazione di un SafetyKit dell’upi per le imprese Portate le escursioni nella vostra azienda! Per le imprese l’upi ha realizzato un interessante SafetyKit con vari mezzi d’informazione pronti per l’uso che possono essere consegnati direttamente al personale o esposti in azienda. I responsabili della sicurezza nelle aziende possono avvalersi del prezioso sostegno dell’upi. Il SafetyKit comprende: • manifesto in formato A3 • opuscoli con suggerimenti in materia di prevenzione e un panno buono vacanza del valore di 2000 franchi. La campagna 2016 durerà da metà giugno al mese di ottobre. Ursula Marti w ww.escursionismo-sicuro.ch TEMPO LIBERO Segnaletica delle piste di mountain bike: nuovo opuscolo upi in micro-fibra quale gadget per i collaboratori • presentazione per eventi informativi con i consigli essenziali breve video per escursioni in montagna sicure, ad esempio per l’intranet o per eventi informativi Il SafetyKit «Escursionismo» può essere ordinato gratuitamente alla pagina www.safetykit.upi.ch L’upi mette a disposizione di gestori di impianti, organizzazioni turistiche ed enti cantonali un nuovo opuscolo riguardante la segnaletica delle piste di mountain bike. La pubblicazione riporta informazioni tecniche attuali e si propone di uniformare la segnaletica e la segnalazione dei gradi di difficoltà allo scopo di facilitare l’orientamento dei mountain biker. Opuscolo «Segnaletica delle piste di Volantino con panno in micro-fibra. mountain bike » (articolo numero 2.270) su www.upi.ch area sicurezza 2 / 2016 7 DOSSIER SPORT DI MONTAGNA Offerte estive sicure delle funivie PARCHI AVVENTURA E DISCESE IN MONOPATTINO Le nuove offerte delle imprese di risalita meccanica mettono a dura prova i responsabili della sicurezza. A colloquio con Ueli Frutiger, responsabile sicurezza attività estive presso Funivie Svizzere. Signor Frutiger, lei dirige il servizio di consulenza per la sicurezza delle attività estive dell’associazione Funivie Svizzere (FUS). Quali sono i suoi compiti? Ueli Frutiger: Il servizio di consulenza per la sicurezza delle attività estive è stato istituito definitivamente nel 2013 dopo una fase pilota durata un anno. Il nostro compito è quello di promuovere un esercizio estivo possibilmente sicuro nel territorio degli impianti di risalita. Che cosa significa? Funivie Svizzere vuole assicurarsi che i suoi affiliati gestiscano in sicurezza i loro impianti per le offerte estive. Al centro poniamo gli impianti per lo sport e il tempo libero delle imprese di risalita meccanica a carattere prettamente tecnico: piste per slittino estive, tirolesi, parchi avventura e piste di tubing, che Funivie Svizzere collauda ufficialmente dall’estate del 2013. Per gli affiliati di FUS l’omologazione è obbligatoria. Perché questo impegno di Funivie Svizzere? In aggiunta al turismo invernale, le imprese di risalita meccanica integrano viepiù attività anche estive. Si costruiscono nuovi impianti tecnici, che però celano anche un certo rischio d’infortunio. Noi di Funivie Svizzere vogliamo fare prevenzione. Perciò ci impegniamo sia in campagne di sicurezza, sia nell’omologazione degli impianti estivi, sia con il conferimento del marchio di qualità «Attività estive omologate». Ueli Frutiger: «L’obiettivo delle nostre consulenze alle imprese di risalita meccanica è di garantire la sicurezza dei soggiorni degli ospiti». 8 area sicurezza 2 / 2016 Che cosa racchiude questo marchio di qualità? Per ottenere il marchio di qualità un impianto soggetto all’obbligo di omologazione viene verificato anche dal profilo della sicurezza delle offerte aggiuntive. Per esempio, il parco giochi soddisfa le prescrizioni di sicurezza vigenti? I turisti vengono sufficientemente informati prima della discesa in monopattino? I sentieri tematici sono sicuri? I sentieri e le aree di circolazione attorno all’impianto sono assicurati? Chiariamo questi e molti altri aspetti. Il marchio di qualità ha una validità di tre anni. «Vogliamo rendere il soggiorno in montagna il più sicuro possibile.» Come si svolge il controllo che dà diritto al marchio di qualità? Ci orientiamo a una lista di controllo relativa all’obbligo di garantire la sicurezza degli impianti per sport estivi (scaricabile dal sito web FUS) che ci aiuta a valutare tutti gli aspetti – dagli accertamenti all’aperto a quelli a tavolino. Generalmente la sicurezza è già a buoni livelli. Se occorrono miglioramenti l’impresa viene avvisata. In un secondo tempo verifichiamo che le modifiche richieste siano state realizzate. In fondo, se l’audit ha esito positivo l’impresa di risalita meccanica può contare anche sul vantaggio di avere una certa tutela legale. Qual è il suo grado di accettazione? Viene percepito più come un controllore o come un consulente? La mia esperienza ultraventennale presso un’impresa di risalita meccanica e le relative competenze mi aiutano nelle relazioni con i responsabili degli impianti. L’accettazione è ottima, perché nella concretizzazione delle misure di sicurezza mi si riconosce il ruolo di professionista. Il marchio di qualità è ambìto? Dopo tre anni è già stato ottenuto da 52 società affiliate. Molte imprese di risalita meccanica si avvalgono del marchio di qualità come strumento di marketing. Crediamo che siano numerose le società che ambiscono ad ottenere il label «Attività estive omologate». Qual è l’impegno di Funivie Svizzere per gli escursionisti in particolare? I sentieri sono essenzialmente di competenza dei Comuni o dei Cantoni. Le imprese di risalita meccanica hanno tuttavia l’obbligo di garantire la sicurezza della circolazione nelle immediate vicinanze delle stazioni. Non è ad Servizio di consulenza «Sicurezza delle attività estive» Funivie Svizzere (FUS) è l’associazione tono i collaudi obbligatori (omologadi settore per le imprese di risalita zioni) delle piste e degli impianti estivi meccanica in Svizzera e riunisce 375 degli affiliati e il conferimento dei delle cinque centinaia di imprese relativi marchi di qualità. presenti in ogni regione del Paese: Per maggiori informazioni sugli tutte le società maggiori e di medie uffici di consulenza, liste di controllo dimensioni, ma anche molte piccole e documentazione tecnica: imprese. FUS gestisce degli uffici di www.seilbahnen.org/fr/Services/ consulenza per migliorare la sicurezza Services-de-conseil delle piste di sport sulla neve e delle attività estive. Ai suoi esperti compe- esempio ammissibile che pochi metri accanto a una stazione sussista un rischio di caduta nel vuoto. Io consiglio le imprese affinché assicurino i punti critici. Mi sta anche molto a cuore che nei loro prospetti estivi e in altri canali d’informazione i nostri affiliati facciano riferimento ad escursioni sicure. Realizzate anche delle campagne? Attualmente partecipiamo con upi, Sentieri Svizzeri e altre organizzazioni alla campagna «In montagna a passo sicuro», incentrata sul «Controllo per l’escursionismo» PVEC. In qualità di associazione siamo un importante moltiplicatore. Ai nostri affiliati raccomandiamo di sostenere attivamente la campagna sul territorio. In che misura l’upi sostiene il suo lavoro? L’upi si adopera con il suo know-how, nelle campagne, ma anche finanziariamente. Cooperiamo in vari gruppi di lavoro. In stretta collaborazione abbiamo ad esempio realizzato la guida per la gestione delle piste per monopattino e per la locazione di monopattini. Perseguiamo insieme l’obiettivo di rendere il soggiorno in montagna possibilmente sicuro per tutti gli ospiti. Intervista: Ruth Koch Un’etichetta ambita: il marchio di qualità di Funivie Svizzere area sicurezza 2 / 2016 9 DOSSIER SPORT DI MONTAGNA Mantenuta la legge sulle attività sportive a rischio L’OPINIONE di Brigitte Buhmann, direttrice dell’upi e presidente della fondazione «Safety in adventures» in merito al mantenimento delle urgenti prescrizioni di sicurezza per le attività sportive di montagna e a rischio. I l grave incidente di Saxetbach che, nel 1999, costò la vita a 21 persone ha avuto ampia risonanza a livello sia nazionale che internazionale e ha avuto ripercussioni anche sul settore del turismo. L’incidente ha portato all’istituzione della fondazione «Safety in Adventures» (vedi riquadro) e all’emanazione della legge federale concernente l’attività di guida alpina e l’offerta di altre attività sportive a rischio, entrata in vigore il 1° gennaio del 2014. La legge emana, fra le altre cose, prescrizioni riguardanti la formazione professionale e la formazione continua delle guide alpine e dei maestri di sport sulla neve che offrono attività a rischio a titolo professionale e obbliga gli operatori di canyoning, rafting, discese in acque vive e bungee jumping ad osservare standard di sicurezza minimi. L’anno scorso ho appreso con stupore l’intenzione del Consiglio federale di abrogare la legge. Fortunatamente, dopo la procedura di consultazione la decisione è stata modificata. A mio avviso sarebbe stato negligente mettere in gioco la vita delle persone in virtù di un possibile risparmio di «soli» 150 000 franchi all’anno per la Confederazione. Soprattutto se consideriamo che il costo economico di un caso di decesso è di oltre tre milioni di franchi. La nuova legge ha sicuramente già salvato delle vite, visto che impedisce l’offerta a titolo professionale di attività a rischio come le escursioni d’alta montagna in mancanza di una formazione professionale e continua appropriate. Alcuni colloqui con professionisti del settore mi hanno inoltre dimostrato inequivocabilmente che i concetti di sicurezza elaborati sono efficaci. 10 area sicurezza 2 / 2016 «La legge sulle attività sportive a rischio obbliga gli operatori che offrono attività a rischio a titolo professionale ad osservare standard di sicurezza minimi». Sono sollevata nell’apprendere che la legge sulle attività sportive verrà mantenuta. La sua abrogazione avrebbe vanificato i progressi ottenuti a livello di sicurezza. Probabilmente molti Cantoni avrebbero reintrodotto le loro vecchie legislazioni in materia di guide alpine e/o attività sportive a rischio, ma come in passato da un lato della montagna sarebbero state in vigore disposizioni di sicurezza diverse che sull’altro versante, e Safety in adventures Sostenuta da autorità e numerose organizzazioni, la fondazione nazionale «Safety in Adventures» ha elaborato dei concetti di sicurezza tipo per attività outdoor e d’avventura. In base alla legge sulle attività sportive a rischio, gli operatori che offrono determinate operatori poco seri avrebbero potuto chiedere autorizzazioni esattamente in quei Cantoni con esigenze di sicurezza minime o nulle. Sono in molti ad essersi impegnati per il mantenimento della legge sulle attività sportive a rischio: non soltanto upi, Suva e molti Cantoni, ma anche lo stesso settore outdoor. Questo ci motiva a fare sempre del nostro meglio affinché gli sport d’avventura siano il più possibile sicuri. • attività a rischio a titolo professionale devono far certificare l’esercizio; per le altre imprese la certificazione è facoltativa. www.safetyinadventures.ch w ww.safetyinadventures.ch partner IMPRESE Le nostre mani valgono oro! Un’offerta attraente per le imprese PRESENTAZIONI TEMATICHE Le imprese di JURA Materials producono cemento, estraggono pietrisco e fabbricano calcestruzzo. Ma come proteggersi le mani? I collaboratori lo hanno sperimentato grazie a una presentazione tematica dell’upi. «Provate a pensare a tutto quello che potete fare con le vostre mani…» Sono le parole con le quali il consulente upi per le imprese Raphael Burry esordisce nella sua nuova presentazione. Noi utilizziamo continuamente le mani: in cucina, nell’igiene personale, per recarci al lavoro e, naturalmente, al lavoro. Ciò che è esposto è anche soggetto a ferite: sono all’incirca 85 000 le persone in Svizzera che ogni anno devono ricorrere al medico per essersi procurate lesioni alle mani. Anche fra i collaboratori delle imprese di JURA Materials si sono già verificati infortuni alle mani, sia al lavoro che nel tempo libero. È la ragione che ha indotto il responsabile della sicurezza Marcel Duttwiler ad attivarsi su questo tema. «Che il personale si ferisca in azienda o a casa, non c’è dif- ferenza. In entrambi i casi l’incidente è fonte di sofferenza e determina un’assenza dal lavoro», spiega Duttwiler. Ciò lo ha convinto a coinvolgere l’upi per il suo Safety Rally, una sorta di percorso a tappe su tematiche riguardanti la sicurezza. I partecipanti ci mettono mano Le mani sono arti complessi con i quali afferriamo, percepiamo, mostriamo, premiamo, tastiamo. Quanto siano perfette le nostre mani, i 15 partecipanti lo hanno potuto sperimentare in due esercizi. Nel primo dovevano riconoscere degli oggetti nascosti in un contenitore, dapprima a mani nude, poi indossando guanti di sicurezza e infine guanti da forno. Nell’ultimo caso, le difficoltà quando il tatto è limitato erano più che evidenti. Anche l’esercizio successivo ha dato da riflettere. Su un tavolo si trovavano diversi oggetti che andavano ordinati in base alla pericolosità per le mani. I partecipanti si sono così resi conto che di un oggetto possono esistere diversi modelli: ad esempio un normale taglierino, oppure un taglierino con lama retrattile automatica. Burry ha mostrato i dispositivi di sicurezza disponibili che però vengono spesso rimossi per comodità. O ha ricordato quando, per la fretta, gli apparecchi non vengono messi fuori tensione. Una partecipante ha testimoniato di una sua personale esperienza mentre cercava di rimuovere dei residui da un miscelatore statico ancora allacciato alla rete elettrica. Inavvertitamente ha messo in moto l’apparecchio, ferendosi a un dito. Le hanno dovuto ricucire l’estremità, e nella zona della ferita ha perso il tatto. Un esempio che ha fatto riflettere tutti i presenti. Ma Burry aveva sotto mano il suggerimento più importante: prima di metterci le mani, mettiamoci gli occhi e il cervello! Tom Glanzmann Informazioni sulla presentazione tema- tica dell’upi «Le nostre mani: semplicemente geniali» e su altre presentazioni alla pagina www.imprese.upi.ch. Alcuni collaboratori della JURA Materials mentre toccano con mano l’importanza del tatto alla presentazione tematica dell’upi. area sicurezza 2 / 2016 11 partner RICERCA «Gli anziani devono rimanere mobili il più a lungo possibile» UTENTI DEL TRAFFICO PIÙ ANZIANI Nei suoi «dossier sicurezza» l’upi presenta incidentalità, fattori di rischio e misure d’intervento su svariati temi. Per la prima volta un dossier è incentrato su una fascia d’età specifica: gli anziani. La popolazione svizzera è sempre più vecchia. Questa evoluzione demografica comporta sfide di rilievo in svariati ambiti. Come nel traffico, dove circola un numero crescente di conducenti in là con gli anni desiderosi di rimanere mobili il più a lungo possibile. Quali sono le implicazioni a livello di sicurezza? Per rispondere a questa domanda l’upi ha pubblicato il dossier «La sicurezza degli utenti della strada più anziani», che prende in analisi l’incidentalità e approfondisce i fattori che comportano un rischio accresciuto per gli anziani. Chiediamo ragguagli a Stefan Siegrist, sostituto direttore dell’upi. Stefan Siegrist, si parla giustamente di mobilità degli utenti del traffico attempati, ma gli anziani non dovrebbero essere testualmente «tolti dalla circolazione»? In maniera generale, chi mette in pericolo la sicurezza altrui perché non soddisfa i requisiti minimi non può guidare un veicolo. In Svizzera si dà molta importanza alla mobilità, soprattutto nelle regioni periferiche. Una società deve preoccuparsi di preservare il più a lungo possibile la mobilità degli anziani. Inoltre, ritirare la licenza di condurre ai conducenti più anziani non è la soluzione, poiché sono esposti al rischio d’incidente soprattutto come pedoni. Può dirci di più in merito all’incidentalità? Negli ultimi anni sono stati fatti enormi progressi a livello di sicurezza stradale, ma gli utenti più anziani ne hanno bene12 area sicurezza 2 / 2016 Il direttore supplente dell’upi Stefan Siegrist durante l’intervista: «Per quanto riguarda i chiarimenti sull’idoneità alla guida degli anziani, per la Svizzera c’è ancora necessità di ricerca». ficiato meno delle altre fasce d’età. Sono coinvolti in un numero superiore di incidenti rispetto ai conducenti esperti di mezza età, ma meno dei giovani conducenti. Ogni anno in Svizzera sono 700 gli anziani a rimanere feriti gravemente, «Ritirare la licenza di condurre ai conducenti più anziani non è la soluzione.» 100 in modo mortale. Sovente nella circolazione stradale gli anziani sono le vittime, non gli autori, come è opinione comune. Sul conto di conducenti di autovetture anziani possono essere ascritti solo il 12 % dei morti e il 9 % dei feriti gravi, e anche in questi casi spesso sono loro stessi la parte lesa. Ma come si spostano gli anziani vittime di un incidente? Gli anziani rimangono coinvolti in incidenti innanzitutto come pedoni. Ovviamente ci sono anche incidenti in cui erano al volante di una vettura o in sella a una bicicletta. Inoltre, si constata un aumento fra gli utilizzatori di e-bike, molto amate dagli anziani proprio per la pedalata assistita dalla propulsione elettrica. Quando si invecchia si è anche più vulnerabili. È considerato un fattore di rischio? È di gran lunga quello principale! Sono considerati fattori di rischio anche i cambiamenti dovuti all’età, come la maggiore lentezza con la quale le informazioni vengono colte ed elaborate. Anche malattie come la demenza, le apnee notturne o le patologie cardiovascolari giocano un ruolo importante. Non da ultimo perché richiedono l’assunzione di medicamenti, con i relativi effetti collaterali. Ma illustrando l’incidentalità e i fattori di rischio il lavoro dell’upi è fatto solo a metà. Nel suo dossier sicurezza l’upi presenta anche le misure che con«I sistemi di assistenza alla guida offrono più sicurezza a tutti.» sentono agli anziani di partecipare al traffico il più a lungo possibile in tutta sicurezza. Per valutare una misura sono decisivi fattori come l’efficacia e l’economicità (rapporto costi-benefici). Vengono considerati altresì la fattibilità alle condizioni quadro tipiche del nostro Paese e i possibili effetti collaterali indesiderati. Quali sarebbero le misure migliori per aumentare la sicurezza degli anziani nella circolazione stradale? Diverse misure hanno lo scopo di migliorare la sicurezza di tutti gli utenti del traffico, ad esempio con una gestione avveduta della velocità o una segnaletica stradale di facile lettura. Ma anche i sistemi intelligenti di assistenza alla guida possono essere di supporto agli anziani. Ha citato i sistemi di assistenza alla guida. Quali sono particolarmente efficaci, e quando saranno visibili i loro effetti positivi? In futuro la «augmented reality» sarà sempre più importante. Le videocamere potrebbero aiutare a leggere la segnaletica e ad evidenziare i pericoli. Già oggi esistono sistemi di assistenza alla guida perspicaci che in caso di urgenza frenano, facilitano il cambio di corsia o avvertono il conducente in caso di stanchezza. Questi sistemi significano maggiore sicurezza per tutte le fasce d’età. Esistono anche provvedimenti per gli anziani in particolare? Uno stile di vita attivo è senz’altro di aiuto, poiché contrasta il calo delle funzioni psichiche e motorie. Un’importante misura è anche il sostegno da parte di personale medico esperto, in grado ad esempio di riconoscere e curare i primi sintomi di malattie tipicamente legate all’età. Gli anziani devono però avere anche la libertà di valutare autonomamente le loro capacità e adattare lo stile di guida. A tale proposito l’upi sta elaborando un test di autovalutazione per conducenti anziani. È una misura a basso costo, ma molto promettente. A partire dai 70 anni i conducenti sono tenuti a farsi visitare ogni due anni da un medico che valuta la loro idoneità alla guida. Ma ha senso un provvedimento del genere? C’è il rischio che qualche licenza di condurre venga ritirata ingiustificatamente. O, all’opposto, che si pronunci l’idoneità alla guida di persone che di fatto non lo sono più. Perciò, non è la misura centrale, benché a primo acchito possa sembrare la più logica. Inoltre c’è la possibilità di un permesso di guida legato a determinate condizioni. L’upi ritiene importante che i medici di famiglia diano tutto il loro supporto agli utenti della circolazione più anziani. I vantaggi della valutazione obbligatoria dell’idoneità alla guida in Svizzera andrebbero analizzati attraverso uno studio specifico, giacché alcuni studi condotti all’estero esprimono perplessità in merito. AGENDA 18° Forum upi «Automobile a guida autonoma» L’edizione 2016 del Forum upi si terrà a Berna il prossimo 16 novembre all’insegna di «Automobile a guida autonoma: automaticamente più sicurezza?». L’incontro prenderà il via con un intervento del prof. dott. Mark Vollrath, rinomato ingegnere e psicologo del traffico presso l’Università di Braunschweig. Seguirà una tavola rotonda con il relatore ed esperti di telematica del traffico, tecnica automobilistica e psicologia del traffico. Programma e iscrizioni su www.upi.ch (Per gli specialisti > Corsi / Convegni) EVENTO Soccorrere in caso di incidente stradale Intervista: Tom Glanzmann In caso di incidente stradale, occorre agire anziché restare a guardare! Infatti, con un intervento rapido e corretto si possono salvare delle vite. In che modo? Potrete toccarlo con mano all’evento pubblico «Cavaliere della strada», dove potrete anche salire a bordo di simulatori di crash e seguire spettacolari dimostrazioni di salvataggi in acqua! L’evento si terrà mercoledì 31 agosto 2016 dalle 10 alle 18 sulla Place du Marché di Vevey. Trovate il dossier sicurezza dell’upi www.cavalieredellastrada.ch «La sicurezza degli utenti della strada più anziani» (numero articolo 2.271) alla pagina shop.upi.ch la t ai lc na o li co ck da co e t ten n a l a l c ne y. res to) ato Veve inf imen u r t i s n r a r r u esau 16 Ba pe a ky to 20 n o u s (fin il F go a ad so 31 a s e s tr l i pr a l l lido e de Va r e i l va Ca O N O U B pa nci pr i le. partner polizia Istruttori del traffico dietro i banchi FORMAZIONE Per migliorare l’insegnamento in classe, le istruttrici e gli istruttori del traffico della Polizia cantonale vodese hanno frequentato una formazione innovativa dell’Alta scuola pedagogica (HEP VD). Jacky Vauthey (Polizia di Losanna, al centro) e Marc-André Daven (Polizia cantonale vodese, a destra) sono entusiasti della collaborazione con i formatori dell’HEP vodese René Barioni, Laetitia Mauroux e Sylviane Tinembart. Sensibilizzare bambini e ragazzi dai 4 ai 16 anni su argomenti di sicurezza stradale, veicolare messaggi chiari, promuovere comportamenti corretti e responsabilità individuale: sono, nel complesso, i compiti tanto appassionanti quanto complessi che le istruttrici e gli istruttori del traffico devono svolgere nelle aule scolastiche del nostro Paese. «Contrariamente al modello svizzero-tedesco, in Svizzera francese la formazione degli istruttori non fornisce nessun approccio di tipo pedagogico-didattico», spiega Marc-André Daven, responsabile della sicurezza stradale presso la Polizia cantonale vodese. Dopo aver ascoltato i membri del suo corpo, Daven ha dato seguito alle loro richieste e preoccupazioni e, nel 2015, ha vagliato la possibilità di realizzare una formazione mirata – con il sostegno del collega Jacky Vauthey, responsabile della prevenzione della polizia di Losanna: «Per essere efficaci 14 area sicurezza 2 / 2016 in classe, le nostre istruttrici e i nostri istruttori devono disporre di conoscenze e abilità particolari, il che va di pari passo con una formazione specifica». Daven e Vauthey si sono dunque rivolti a Fabienne Naymark, delegata per la gestione dell’istruzione obbligatoria presso il Servizio di promozione della salute e prevenzione nelle scuole e presidente della commissione cantonale per la prevenzione stradale (CCER), che a sua volta si è rivolta all’Alta scuola pedagogica del Cantone di Vaud (HEP VD). È così nato un progetto di formazione ad hoc. «L’iniziativa ci è sembrata tanto più pertinente in quanto gli istruttori sono ormai legittimati, anche grazie al nuovo Piano di studi romando (PER), ad intervenire in classe. Possiamo immaginare che non sia sempre facile tenere queste lezioni puntuali ed esterne al regolare programma scolastico», osserva René Barioni, docente forma- tore presso l’HEP VD. Era perciò importante considerare le esigenze e chiarire le aspettative degli istruttori. Il progetto è così sfociato in una formazione continua di 4 mezze giornate. Dall’autunno del 2015 l’hanno già frequentata 14 istruttrici e istruttori vodesi altamente motivati, a detta di Sylviane Tinembart: «I partecipanti hanno dimostrato grande impegno e interesse, soprattutto per gli argomenti relativi allo sviluppo del bambino», spiega la docente formatrice. Un punto di vista condiviso dal collega René Barioni: «L’approccio si è rivelato tanto più interessante per il fatto che le istruttrici e gli istruttori avevano interrogativi concreti e la chiara volontà di trasferire nelle attività quotidiane le nuove competenze acquisite». Poiché non tutti gli istruttori del Cantone di Vaud hanno potuto beneficiare di questa nuova offerta, MarcAndré Daven auspica che la formazione venga riproposta anche l’anno prossimo – e, perché no, resa accessibile a tutti i colleghi di lingua francese. Indubbia«I partecipanti hanno dimostratogrande impegno e interesse.» René Barioni mente, la riflessione accompagnata da professionisti consente di confermare, relativizzare o modificare la messa in pratica. In un clima di fiducia favorevole all’apprendimento è possibile riflettere in modo sano e costruttivo. Testo e interviste: Magali Dubois Creare nessi con il vissuto del bambino «Lavoro da cinque anni con bambini e ragazzi di tutte le età. In generale vengo accolta con entusiasmo, perché gli allievi sanno che le mie lezioni sono diverse. Grazie alla formazione dell’HEP ho capito l’importanza di variare i metodi d’insegnamento. Alternando attività di gruppo e giochi di ruolo, presentazioni e spiegazioni non solo si evita la noia, ma si offre anche una formazione diversificata che, in una forma o nell’altra, appaga ogni studente. Ciò è essenziale, perché il nostro lavoro è ancora più efficace se rispecchia le esperienze dei bambini. I nostri formatori hanno anche fornito preziosi suggerimenti per l’elaborazione del materiale didattico. Abbiamo iniziato a mettere in pratica le nozioni acquisite, ottenendo ottimi riscontri sia dai bambini che dai docenti!» Mantenere viva l’attenzione «Sono attiva come istruttrice a Losanna dal 2011 e a Yverdon dal 2013, ma non riesco a ricordare una sola occasione in cui non sia stata accolta con entusiasmo in una classe! I bambini sono aperti al dialogo; l’importante, come ci ha mostrato chiaramente la formazione, è adattare il messaggio alla maturità intellettuale dei bambini. Su questa base abbiamo già iniziato a rivedere determinati contenuti. Per tenere viva l’attenzione degli scolari, in futuro cercheremo di parlare di meno e curare di più la qualità del messaggio. Durante la formazione presso l’HEP i formatori sono riusciti a creare una base di fiducia reciproca che ci ha permesso di mettere a nudo sia i nostri punti di forza che le nostre debolezze, in uno spirito di scambio costruttivo e di collaborazione. Ciò ha anche contribuito a consolidare i legami tra noi istruttori!» Curare l’entrata in materia «Dopo 18 anni nella polizia sono riuscito a coronare un vecchio sogno: dedicarmi alla prevenzione. Ho capito in fretta che insegnare ai bambini non si improvvisa! Richiede conoscenze, capacità e competenze sociali. Perfino chi ha figli propri sovrastima talvolta la capacità dei più piccoli di capire una situazione o comprendere un determinato linguaggio. Con i più grandi bisogna trovare il tono giusto per stimolare il loro interesse. Può bastare anche poco. I formatori ci hanno ad esempio suggerito di stringere la mano agli studenti all’inizio della lezione È un preambolo che ha un grande effetto. Aiuta a stabilire un rapporto che, idealmente, dovrebbe fondarsi sul rispetto reciproco. Ho apprezzato molto la formazione, sia per la qualità dell’insegnamento che per la varietà degli argomenti trattati. Inoltre, per me che sono nuovo è stata l’occasione per conoscere meglio le colleghe e i colleghi vodesi. Anne-Isabelle Bonnevaux, sergente della Polizia cantonale vodese Anne-Sophie Stoll, sergente e responsabile del gruppo di prevenzione della Police Nord Vaudois Patrick Beyeler, sergente della polizia di Losanna area sicurezza 2 / 2016 15 1.039.03 – 06.2016 CAMPAGNE Fermarsi completamente – per la sicurezza dei bambini La vostra polizia 16 area sicurezza 2 / 2016 © PLAYMOBIL /geobra Brandstätter GmbH & Co. KG Fermatevi completamente ai passaggi pedonali. 5.307.03 Ogni anno 530 bambini si infortunano a piedi sulle strade svizzere, 6 di loro con esito mortale. Queste cifre sconcertanti hanno indotto upi, TCS e polizia a lanciare anche quest’anno la consueta campagna di sensibilizzazione in occasione della riapertura delle scuole. La campagna si rivolge a tutti i conducenti di veicoli a motore e si riallaccia alla campagna dell’anno scorso, che ha riscosso un grande successo in termini di sensibilizzazione e consenso da parte della popolazione. Secondo un sondaggio di Demoscope, il 90 % degli automobilisti ha compreso il messaggio comportamentale «fermare sempre completamente il veicolo». La campagna ha anche vinto il premio «Goldener Lollipop» del Parlamento dei bambini della Città di Lucerna per il «buon comportamento nei confronti dei bambini». Il messaggio della campagna di prevenzione 2016 rimane invariato: se un bimbo manifesta l’intenzione di attraversare la strada, il conducente deve fermarsi completamente. A livello visivo la campagna si ispira al mondo ludico dei Playmobil e comprende spot radiofonici e televisivi, manifesti, annunci, banderuole e un nuovo gadget: un blocchetto di Post-it sul tema della campagna. Nemmeno i bimbi rimarranno a mani vuote: quelli di prima elementare riceveranno dei gilet di sicurezza bicolori con fasce catarifrangenti per rendersi visibili da lontano. I gilet sono il complemento perfetto al girocollo catarifrangente Triki distribuito ai bambini della scuola dell’infanzia all’inizio di ogni anno scolastico. fha