DIARIO DI VOLO
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DIARIO DI VOLO
DIARIO DI VOLO gennaio – giugno 2015 cl. IV A Aviano Presentazione Con il “Diario di volo” gli alunni e le maestre di 4^A hanno registrato le numerose esperienze svolte a scuola su questo entusiasmante argomento. Lo sprone e l’appoggio della maestra Anna Maria Breccia è stato determinante alla riuscita del Progetto che porta il nome “Dedalo”e che ha coinvolto anche altre classi della Scuola Primaria di Aviano. Il lavoro si è svolto intorno ai seguenti obiettivi: riconoscere la volontà dell’uomo nella storia a vincere la forza di gravità e dare valore alle sue invenzioni; incuriosire alla conoscenza della storia del vicino aeroporto militare “Pagliano e Gori” di Aviano; rendersi conto che la ricerca scientifica, nata per scopo pratici, umanitari e scientifici può diventare un’arma micidiale. Aviano,12 gennaio 2015 UNA VISITA INASPETTATA In classe siamo abituati a vedere molte persone lavorare con le nostre maestre: le bibliotecarie Margherita e Arianna, gli archeologi Luca e Nicola, i danzerini di Aviano, i maestri dello sport ecc … ma oggi certo non ci aspettavamo la visita dell’ ‘’amica per la pelle” della nostra maestra Anna! Si chiama Anna Maria Breccia e, oltre ad essere stata maestra per diversi anni, è anche scrittrice di libri per ragazzi. MA COSA L’HA PORTATA DA NOI? Dopo le dovute presentazioni ecco qualche indizio per svelare il MISTERO … - Vi siete mai chiesti come è nato il campo di aviazione di Aviano? - Avete mai pensato cosa poteva passare per la mente dell’uomo, nei tempi andati, quando osservava il volo degli uccelli? - Conoscete storie o miti legati al volo? ACCIPICCHIA QUANTE DOMANDE! La cosa si fa interessante e cerchiamo di tirare i fili raccogliendo ipotesi e dicendo la nostra … Eureka! Ecco svelato l’ ENIGMA … PARLEREMO DEL VOLO! … e questi saranno i protagonisti DEDALO E ICARO LEONARDO BELLOROFONTE E PEGASO FETONTE E APOLLO FRATELLI WRIGHT HAIKU … e, già che ci siamo, possiamo cominciare con gli Haiku* *Haiku: piccoli componimenti poetici sullo stile giapponese che sintetizzano pensieri e sentimenti riguardanti la Natura. Il vento soffia sugli alberi verdi del grande parco (Carlotta) Il sole brilla, illumina il cielo vorrei volare (Carlotta) La mongolfiera nel cielo tranquillo vola beata (Veronica) Guardo l’ aquila che vola su nel cielo come regina (Veronica) Cielo azzurro nuvole bianche fate fanno magia. (Marika) L’arcobaleno con colori vivaci brilla leggero. (Federica) Volo nell’aria con l’anima lontana il cuore mi batte. (Federica) L’arcobaleno coi suoi colori splende in cielo ( ANDREA) ) L’ aquilone è un’ anima libera spinta dal vento (ANDREA) ) Io guardo alto l’ arcobaleno lassù silenzio quaggiù (Dalles) Il vento soffia io sono eccitato dal suo volare. (Francesco) Vorrei pace un deltaplano vola tanto silenzio. (Francesco) Vorrei volare tra le nuvole dorate è molto bello. (Michele) Una nuvola é piccola e dolce è color latte (Daria) Due penne di blu disegnano il cielo e mi calmano (Daria) Con le nuvole e l’ aria volo come un aquilone (Francesca) Arcobaleno brilla nel cielo leggero di blu (Princela) L’ aria leggera con il cielo azzurro un volo lento (Nikolas) La pace calma con le stelle di notte che brillano lassù (Nikolas) Con le nuvole e l’ aria vola alto un aquilone (Francesca) Aviano, 9 febbraio 2015 IN ATTESA … Aspettiamo la maestra Breccia che dovrebbe arrivare dopo la ricreazione, curiosi di sapere cosa dirà dei nostri Haiku e dei disegni sui miti greci. Al suo ingresso Daria esclama : - Ciao maestra di Volo! … cogliendo di sorpresa tutti quanti. - Bene … sorride la signora Breccia, - sono felice di essere considerata una MAESTRA DI VOLO! Quindi entra subito nell’ argomento e ci chiede: - Avete mai osservato cosa succede all’aria che si trova vicino o sopra una stufa o un termosifone? Ci fiondiamo verso i termosifoni che, però … sono appena tiepidi ! La mancanza di calore ci costringe a rimandare l’esperimento nei prossimi giorni E NOI NON VEDIAMO L’ORA DI SPERIMENTARE! Ma quante volte ci è capitato di vedere sopra una fonte di calore dei corpuscoli alzarsi e volteggiare! ...Dunque l’aria calda si dilata, acquista volume e fa VOLARE! Così ci vengono in mente le mongolfiere - E sì , proprio le mongolfiere, dice la maestra di Volo,- e i fratelli Montgolfier furono i primi a far volare un mezzo usando l’aria calda. Era il secolo XVIII ! Ci chiediamo quanti secoli sono passati da allora e ragioniamo su come sono fatte queste mongolfiere. m.di Volo: - Ma che uso si può fare della mongolfiera? e noi: ALZARSI DA TERRA ... - PER GIOIA, CIOE’ PER AMMIRARE IL PAESAGGIO, - PER SCATTARE FOTOGRAFIE, - PER MISURARE IL VENTO, - PER FARE STUDI DI METEREOLOGIA E PER SAPERE QUANDO CAMBIA IL TEMPO! - IN GUERRA, PER FUGGIRE DA UNA CITTA’ ASSEDIATA! m.di V.: - Certo è stata la prima volta che l’ uomo è riuscito a superare la forza di gravità utilizzando l’aria calda o i gas più leggeri dell’aria , ma cos’altro vola in alto come un aerostato?* LE LANTERNE CINESI...,I PALLONCINI...,... IL DIRIGIBILE! m. di V.B.: - Bisognerà approfondire l’ argomento allora… SALTO,SALTO MA NON RIESCO PROPRIO A VINCERE LA FORZA DI GRAVITA’! *Aerostato: Aeromobile più leggero dell’aria e che si sostiene grazie alla spinta dell’aria su di esso. Aviano 12 febbraio 2015 Oggi rientriamo in classe di malavoglia perché era così piacevole stare a ricreazione fuori con una così bella giornata … Neanche ci avesse letto nel pensiero, la maestra di Volo appena entrata: - Buon giorno bambini, ditemi … vi sembra una buona giornata per volare oggi? CERTO CHE SI’ ! PIUTTOSTO CHE STARE IN CLASSE FAREMMO VOLENTIERI UN BEL VOLO!!! - Oggi gli aerei si muovono tranquilli , non gli fa un baffo se piove o tira vento … ma una volta... il tempo meteo era un grosso problema! OK , ADESSO DOBBIAMO DIRE LA NOSTRA SUL PERCHE’ E’ STATA SCELTA LA PRATERIA DI AVIANO PER COSTRUIRE L’ AEROPORTO ! -L’aereo aveva bisogno di una lunga rincorsa per spiccare il volo… che ne dite, ma per volare basta la rincorsa? Sono sufficienti le ali? ECCOCI CON UN’ ALTRA PROVOCAZIONE E ANCHE DA QUESTA DOMANDA DOBBIAMO VENIRNE FUORI … (SICURAMENTE FAREMO DEGLI ESPERIMENTI) Intanto cominciamo a disegnare delle belle mongolfiere, così come ci suggerisce la nostra fantasia. Fin dai tempi più antichi l’uomo ha cercato di volare. Questi tentativi sono raccontati attraverso il mito, cioè la versione fantastica delle scoperte dell’uomo. IL MITO DI ICARO Dedalo era il famoso architetto che costruì il labirinto di Creta su incarico di Minosse, re dell’ isola, perché vi voleva rinchiudere il Minotauro, quel figlio mostruoso dalla testa di toro. Completata l’opera, che aveva mura altissime e passaggi intricati, il re diede ordine di rinchiudere nel labirinto Dedalo e il figlio Icaro perché il segreto non venisse conosciuto. Dedalo, osservando il volo degli uccelli ebbe l’ idea di raccogliere rami secchi, piume e cera d’api per costruire delle ali e tentare di evadere volando. Con molta pazienza le ali furono portate a termine e il momento della fuga arrivò. Prima di decollare*, però, Dedalo raccomandò al figlio di non avvicinarsi troppo al sole perché il calore avrebbe sciolto la cera. Spiccarono insieme il volo e, dall’ alto, videro allontanarsi il labirinto e anche l’ isola diventava sempre più piccola . Ma Icaro era così felice che puntava sempre più in alto, dimenticando le raccomandazioni del padre . Arrivò così vicino al sole che la cera si sciolse, le ali si disfecero e lui precipitò finendo inghiottito dal mare. *Decollare: Di un aeromobile, compiere la manovra di partenza sollevandosi da terra o dall’acqua. Può anche significare: tagliare la testa, decapitare. IL MITO CI INSEGNA... - Bisogna ascoltare le raccomandazioni dei nostri genitori(Princela) I genitori sono nati prima di noi e perciò hanno più esperienza(Alì) Loro lo fanno per proteggerci (Daria) Se non ci danno l’autorizzazione è per il nostro bene (Francesca) Non bisogna mai essere troppo sicuri di se stessi (Federica) Mai abbassare la guardia in caso di pericolo (Nikolas) Attenzione a non superare il limite (Michele) IL MITO DI FETONTE Fetonte era un ragazzo che si lamentava di essere preso in giro dai suoi compagni. Voleva dimostrare loro di essere figlio del dio del Sole perché non ci credevano, quindi si rivolse al padre. Apollo non voleva cedere alla richiesta di Fetonte che pretendeva di guidare il carro del Sole per dimostrare chi fosse, ma alla fine si arrese. Quando Fetonte portò il carro nel cielo ebbe paura del vuoto così perse il controllo dei cavalli . Succedeva allora che quando saliva troppo in alto la terra gelava, quando scendeva in picchiata il Sole bruciava tutto. Zeus che guardava dall’alto, doveva far finire quello strazio per tutti gli esseri della terra, quindi lanciò un fulmine che colpì Fetonte e lo fece precipitare nel fiume Po. IL MITO CI INSEGNA… - Non bisogna mai chiedere troppo ai genitori (Alì) - I genitori sanno bene che alcune cose non riusciamo a farle (Federica) - Non bisogna lasciarsi trascinare dai compagni (Daria) - Non fidarsi di chi è troppo giovane (Francesco) - Zeus è stato costretto a fermare Fetonte se no distruggeva il mondo (Michele) - Il mito insegna ad essere prudenti (Alyssa) - Insegna a non andare in cerca di pericoli (Dalles) - I genitori sanno che abbiamo dei limiti ( Alyssa) - Non dare mai un compito troppo difficile a chi non è in grado di affrontarlo (Alì) - Ci è venuto in mente il proverbio “Non fare mai il passo più lungo della gamba”. IL MITO DI BELLEROFONTE Bellerofonte era assai coraggioso e gli dei gli concessero le briglie d’oro per domare Pegaso, il cavallo alato, nato dalla testa mozzata di Medusa e che nessuno riusciva ad addomesticare. Egli riuscì nell’impresa. Il re Iobate, che lo temeva e lo voleva eliminare, lo mandò ad uccidere un altro mostro, la Chimera, che devastava la regione di Lidia. Ma Bellerofonte affrontò la Chimera e riuscì a sconfiggerla perché la sua lancia, con l’alito infuocato del mostro, si sciolse e il piombo finì nella sua gola fino a soffocarla . Quel re, seccatissimo lo incaricò poi di altre imprese pericolose contro alcuni popoli guerrieri considerati imbattibili e contro le famose Amazzoni. Ma lui tornava sempre vittorioso. Bellerofonte, a cavallo di Pegaso, era diventato imbattibile e si era montato la testa . Fu allora che Zeus, padre degli dei, non potendo sopportare tanta superbia mandò un tafano che punse Pegaso al collo, quello si imbizzarrì e fece precipitare Bellerofonte sulla terra in modo inglorioso. Il cavallo alato salì sull’Olimpo e da quel giorno ebbe il compito di trasportare le folgori (i fulmini) di Zeus. Ora Pegaso è una bella costellazione che ci guarda dal cielo. Questo è stato il terzo incidente aereo dell’antichità. IL MITO CI INSEGNA... - Non ci si deve dare troppe arie (Nikolas/Alì) - Anche se sei dotato di qualcosa di eccezionale non ti devi mai vantare troppo (Alyssa) - Bellerofonte aveva avuto il privilegio di montare Pegaso e per la sua vanità perse tutto (Michele) - Se ti dai tante arie fai una brutta fine e anche una brutta figura (Federica). 21 maggio 2015 A proposito di “teste calde”... i nostri genitori temono per noi che … ci facciamo male (David - Celine) andiamo in guerra per davvero (Thomas) diventiamo ladri (Nikolas) incontriamo cattive compagnie (Michele) ci diamo troppe arie (Andrea) diventiamo vittime dei social network (Francesca) usiamo droghe (Francesca - Alì - Michele) non ascoltiamo i consigli dei più vecchi (Princela) prendiamo una brutta strada (Federica) prendiamo brutte abitudini (Celine) diamo confidenze agli estranei (Nikolas) diventiamo scansafatiche e chiediamo soldi in prestito agli altri e non li restituiamo (Alì) diventiamo egoisti e spilorci (Dalles) perdiamo fiducia in noi stessi (Francesca) non ci comportiamo bene (Veronica) non impariamo l’ educazione (Carlotta) crediamo alle mode e a quello che scrivono i computer (Princela) diventiamo dei bevitori (Thomas) diventiamo drogati di computer (Alì) CHI L’HA DETTO? Sapresti collegare queste frasi con i disegni che seguono? Quest’ estate sarò in volo per l’America A me piace volare con le fantasie Ho preso il pallone al volo Al volo sono arrivato all’ autobus Quando danzo mi sento volare Il mio volo sull’ ostacolo Questa è una volata a pedali Ho capito al volo la spiegazione Una rovinosa caduta : che volo! Però, come vola il tempo! Mi è volata l’ idea Un pranzo /pizza al volo Sempre sull’argomento del volo, ci siamo divertiti a comporre a coppie questi scherzosi testi poetici Limerick * Carlo che porta il deltaplano un giorno si scontra con l’aeroplano e quando va in sala operatoria incontra proprio sua madre Vittoria. Quello sfortunato Carlo del deltaplano Alyssa e Francesco Gigi il meccanico di Aviano ha riparato di nuovo l’ aeroplano. Ogni volta però che lo riparava dopo un giorno quello si schiantava. Quell’ imbranato meccanico di Aviano. Alì e Andrea Ivo paracadutista di Torino affezionato al volo e al violino si paracadutò suonando una musichetta ed è caduto su una torretta quel musicale paracadutista di Torino. Celine e Federica Jack, l’aquilotto americano reppava proprio in modo strano. Andò in discoteca e che disdetta fece fiasco molto in fretta le ali non gli erano servite povero Jack, sfigato aquilotto americano. Nikolas e Michele *Limerick: breve componimento, tipico della lingua inglese, che deve seguire alcune regole. Di contenuto umoristico, ha lo scopo di divertire. Limerick è anche un’importante città situata nella parte sud occidentale della Repubblica d’Irlanda 4 maggio 2015 CONOSCERE GLI SPAZI ... IN ATTESA DELLA MOSTRA Oggi siamo andati con la maestra Rosella e con la Maestra Anna Maria Breccia alla palazzina Ferro dove è allestita una mostra intitolata “Gli oggetti raccontano …”a cura della Scuola Secondaria di 1° grado di Aviano. L’intenzione delle maestre era quella di appropriarci degli spazi che dovremo coprire in futuro con i nostri lavori sul volo. Appena arrivati la maestra di Volo ci ha fatto vedere alcuni strumenti per misurare lunghezze diverse: la cordella metrica, il metro da sarta, il metro da muratore ecc… Poi ci ha invitato a osservare la grande sala che ci ospitava e ci ha chiesto di fare delle stime: - SECONDO VOI QUANTO PUO’ ESSERE LUNGO QUESTO SALONE E QUANTA PUO’ ESSERE LA DISTANZA IN PASSI DA UNA PARETE ALL’ALTRA? Ognuno di noi ha dato … I NUMERI … convinto di avere ragione, in realtà poi …dovevamo aspettare di verificare realmente la situazione per mezzo degli strumenti. Chiamati uno a uno, come tanti Pollicini, abbiamo preso le nostre misure con i passi e abbiamo espresso la misura a voce alta. Alcuni di noi hanno calcolato la larghezza della sala, altri la lunghezza che però era troppo estesa così la maestra Anna Maria l’ha divisa in tre parti. La prima misurazione, quella della larghezza ha dato questi risultati: Daria 11 passi Nikolas 9 passi David 8 passi Alì 10 passi Andrea 6 passi Thomas 7 passi Poi abbiamo misurato la lunghezza della sala: Francesco 7 passi Celine 6 passi Michele 9 passi Francesca 5 passi Federica 15 passi Princela 7 sassi Alyssa 13 passi Thomas 19 passi Veronica 12 passi Ciascuno di noi aveva una sua misura e non c’era verso che ci avvicinassimo nemmeno. A questo punto dovevamo metterci d’accordo e in che modo? Dopo avere misurato la lunghezza del passo di Alyssa la maestra Anna Maria ha tagliato corto dicendo: < FACCIAMO CHE OGNI PASSO MISURI IN MEDIA 70 CENTIMETRI> E così a voce alta abbiamo fatto insieme i calcoli e abbiamo trovato una misura approssimativa di lunghezza e larghezza. 8.5 x 70 cm = 595 cm cioè 5,95 m 29,7 x 70 cm =2079 cm cioè 20,79 m Per finire ci siamo concentrati nel calcolo delle misure della piccola stanza in fondo, dopo l’arco in pietra: l’abbiamo calcolato utilizzando i piedi come unità di misura in quanto le grandezze erano più piccole. Francesca 10 piedi Andrea 12 piedi Marika 15 piedi La misura media del piede è stata di 12,3 cm, abbiamo stabilito che la lunghezza del piede era di 12 cm, così la stanzetta è risultata misurare: 12,3 x 12 = 148 cm cioè 1,48 m L’esperienza vissuta è stata molto significativa e tutti noi ci siamo divertiti molto nel provare a stimare una misura di lunghezza per poi verificarla con gli strumenti tecnici con i quali stiamo diventando “straordinari maestri”. Però i tuoi passi sono più lunghi dei miei! Saremo ora in grado di considerare la REALE superficie a nostra disposizione? Il calcolo della superficie si chiama area* *Area: Spazio libero senza edifici/ Misura di una superficie/ Spazio geografico interessato dalla presenza di un fenomeno (area mediterranea, area sismica, area linguistica ...) 8 maggio 2015 Dopo il sopralluogo per misurare gli spazi nella palazzina Ferro , oggi la maestra Breccia ci ha incuriosito dandoci degli spunti per capire come sono cambiati i sistemi di misura nel tempo. Il sistema metrico decimale, come lo conosciamo noi, è stato introdotto in Francia nel 1791 e poi diffuso da Napoleone Bonaparte nelle nazioni europee da lui conquistate. Oggi è utilizzato nella maggior parte dei Paesi del mondo. L’ Inghilterra, da sempre nemica dei Francesi, ha mantenuto il miglio (1 miglio è pari a 1,6093) e per le superfici l’acro (1 acro è pari a 4046,8564 m2) . Anche da questi spunti è nata un’interessante conversazione e ... ABBIAMO IMPARATO CHE … TUTTO HA UNA SPIEGAZIONE … BASTA AVERE OCCHI PER VEDERE, ORECCHIE PER ASCOLTARE … VOLONTA’ DI RICERCARE!!! MA ANCHE CHE E’ IMPORTANTISSIMO UTILIZZARE LE NOSTRE CAPACITA’ DI STIMA E DI DEDUZIONE* PER AFFINARLE ! *Dedurre: Ricavare per deduzione cioè operazione del pensiero che porta a esprimere (tirar fuori) quello che si è appena imparato mettendo in relazione alcune conoscenze La passione per il volo compare persino nei fumetti come ci dimostra il famoso disegnatore Schulz che ci presenta il suo personaggio, Snoopy, nelle vesti di un terribile aviatore. Da dove sbuca il Barone Rosso? - Chi sarà questo personaggio di cui Snoopy ha una vera e propria ossessione? I fumetti ci dicono : Snoopy é un bracchetto americano della famiglia dei Peanuts , l’autore è Charles M. Schulz. Snoopy ha una grande opinione di sé e si capisce da come si comporta. Gioca a “ Facciamo che io sono …” come noi quando immaginiamo di essere dei personaggi inventati. Infatti crede che la sua cuccia sia un aereo e il tetto è la carlinga . Fa ridere come appare vestito con la cuffia di pelle, gli occhialoni e la sciarpetta proprio come i pionieri del volo. La sciarpetta che svolazza quando Snoopy è in fase di volo è realistica. Snoopy è proprio convinto di essere un asso del volo e ce la mette tutta per sconfiggere l’avversario tedesco. Nikolas: -Secondo me l’ autore è tedesco e vuole mettere in risalto il Barone Rosso, che è tedesco come lui. ? ! ?***!!! (ACCESO DIBATTITO!) Cercheremo notizie di questo Barone Rosso Dalla nostra ricerca: Il Barone Rosso Andrea e Veronica hanno fatto per noi la ricerca e siamo venuti a conoscenza che il “Barone Rosso” è veramente esistito. Si chiamava Manfred Von Rich Thofen ed era nato il 2 maggio 1892. Morì il 21 aprile 1918 a soli 26 anni durante un’azione di guerra. Fu un aviatore e ufficiale tedesco ed è ricordato come il più abile e importante pilota della Grande Guerra, durante la quale pilotava il monoposto Fokker. Gli aerei degli avversari da lui abbattuti si conta siano stati 80. Per il suo valore, era rispettato anche dai nemici e considerato un eroe. Ricevette numerose onorificenze tra cui la più alta, quella croce che porta al colletto. Morì in battaglia qualche mese prima che la guerra finisse, colpito probabilmente dalla contraerea mentre inseguiva un Sopwith Camel nei cieli francesi. Ora si capisce perchè il Barone Rosso è rimasto nella mente del fumettista Schulz e perchè Snoopy nutra il grande sogno di abbattere il famoso Asso. Ma anche l’Aviazione italiana durante la I Guerra Mondiale aveva un eroico aviatore ... Francesco Baracca Abbiamo incontrato il personaggio nel libro di Anna Maria Breccia “La casa sul Piave” rappresentato in un ritratto presso l’aeroporto di Istrana. A quel punto del libro il famoso aviatore italiano era già morto. Alyssa e Daria hanno portato a scuola schede e libri che lo riguardano e le notizie principali che noi abbiamo ricavato sono quelle riportate di seguito: Francesco Baracca nacque il 9 maggio 1888 a Lugo di Romagna. Morì rientrando da un’azione di guerra sul Piave il 19 giugno 1918, appena trentenne. Frequentò il Ginnasio e il Liceo a Firenze, poi si iscrisse all’Accademia militare di Modena. Divenne sottotenente di cavalleria e vinse alcuni premi nelle competizioni ippiche. Ma era anche appassionato di motori, moto e automobili. Nel 1912 ottenne il brevetto di pilota in Francia. I giovani aviatori provenivano tutti dalla Cavalleria perchè ancora il corpo dell’ Aviazione non era nato, perciò sull’ aereo di Baracca era disegnato il cavallino rampante. ( In seguito, dopo la guerra, l’ ingegnere Enzo Ferrari chiese alla madre del pilota il permesso di usare quel simbolo sulle sue automobili e gli fu concesso.Ancora oggi quel simbolo è presente sulle nostre prestigiose FERRARI) Francesco Baracca era un ufficiale che ha servito il suo paese con dedizione, con lealtà nei confronti dei compagni. Nell’ ultima impresa, aveva alle spalle molte ore di volo. Fu abbattuto e nessuno voleva crederci, lasciando costernati i suoi compagni e anche gli italiani che lo vedevano come un eroe. Così giovane era riuscito ad abbattere 30 aerei nemici e molte volte aiutò i compagni in ricognizione a tornare a terra sani e salvi. Nota: a pagina 21 del libro di Anna M. Breccia compare la notizia che nell’aprile 1911 la scuola di volo di Centocelle, vicino a Roma, si era spostata ad Aviano . “ Dulcis in fundo” ....... Eureka!!!!!!! Era il 5 giugno 2015, giorno del nostro arrivo alla mostra “Balthazar” a Montereale Valcellina... ......dove, accompagnati dal maestro Erik Montagner, finalmente abbiamo avuto modo di conoscere il ”Mondo del volo” attraverso... ...l’osservazione di nidi uccelli e ambienti diversi... l’ascolto di accattivanti descrizioni del maestro... e i suoi coinvolgenti esperimenti... dinamici... scientifici... e, naturalmente... divertenti!!! Capire e costruire per poi applicare... E’ stata proprio una bella esperienza!!! 6 giugno 2015 E PER CONCLUDERE... Siamo partiti con la curiosità di conoscere i segreti del volo. Abbiamo percorso diverse vie per capirne di più. Ci hanno aiutato la “maestra del volo” Anna Maria Breccia Cipolat,le maestre Anna e Rosella, la bibliotecaria Margherita con i suoi libri e poi Wikipedia, oggetti, fotografie, filmati, la visita al museo delle scienze “Balthazar” di Montereale Valcellina e anche qualche confronto con i compagni e le maestre di 5^A, senza dimenticare l’intervento della maestra Sabrina di III b e il lavoro di impaginazione a computer del sempre disponibile maestro Claudio Zaghet. Inevitabilmente siamo arrivati a parlare della Grande Guerra e il libro “La casa sul Piave“ di Anna Maria Breccia Cipolat ci ha aiutato a porci numerosi perché e a cercarne le risposte. E’ stato utile, data la vicinanza al Centenario di quel conflitto, tenere viva la memoria e capire che la guerra è stata qui, vicino a noi e che l’ aeroplano, nato come strumento per la conquista del cielo, è diventato una delle più terribili armi belliche. A cornice abbiamo visitato la mostra “Memorie” organizzata dal Comune di Aviano, che ritornava sui luoghi dove si combattè quella guerra così cruenta, ma con un messaggio di pace. E’ stato un lavoro lungo che ci ha coinvolti in varie discipline che vanno dalla storia alla fisica ecc ...ecc... E di questo studio, interessante come un telefilm, ogni settimana ci aspettava una nuova puntata. Speriamo proprio di poter visitare l’ Aeroporto “Pagliano e Gori” il prossimo anno...ma la ricerca non sarà finita: quante novità ci riserverà in futuro il volo?