DIARIO DI VOLO

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DIARIO DI VOLO
DIARIO DI VOLO
gennaio – giugno 2015
cl. IV A Aviano
Presentazione
Con il “Diario di volo” gli alunni e le maestre di 4^A hanno registrato le
numerose esperienze svolte a scuola su questo entusiasmante argomento.
Lo sprone e l’appoggio della maestra Anna Maria Breccia è stato
determinante alla riuscita del Progetto che porta il nome “Dedalo”e che ha
coinvolto anche altre classi della Scuola Primaria di Aviano.
Il lavoro si è svolto intorno ai seguenti obiettivi:
 riconoscere la volontà dell’uomo nella storia a vincere la forza di gravità
e dare valore alle sue invenzioni;
 incuriosire alla conoscenza della storia del vicino aeroporto militare
“Pagliano e Gori” di Aviano;
 rendersi conto che la ricerca scientifica, nata per scopo pratici,
umanitari e scientifici può diventare un’arma micidiale.
Aviano,12 gennaio 2015
UNA VISITA INASPETTATA
In classe siamo abituati a vedere molte persone lavorare
con le nostre maestre: le bibliotecarie Margherita e
Arianna, gli archeologi Luca e Nicola, i danzerini di Aviano, i
maestri dello sport ecc … ma oggi certo non ci
aspettavamo la visita dell’ ‘’amica per la pelle” della nostra
maestra Anna!
Si chiama Anna Maria Breccia e, oltre ad essere stata
maestra per diversi anni, è anche scrittrice di libri per
ragazzi.
MA COSA L’HA PORTATA DA NOI?
Dopo le dovute presentazioni ecco qualche indizio per
svelare il MISTERO …
- Vi siete mai chiesti come è nato il campo di aviazione
di Aviano?
- Avete mai pensato cosa poteva passare per la mente
dell’uomo, nei tempi andati, quando osservava il volo
degli uccelli?
- Conoscete storie o miti legati al volo?
ACCIPICCHIA QUANTE DOMANDE!
La cosa si fa interessante e cerchiamo di tirare i fili
raccogliendo ipotesi e dicendo la nostra …
Eureka! Ecco svelato l’ ENIGMA …
PARLEREMO DEL VOLO!
… e questi saranno i protagonisti
DEDALO E ICARO
LEONARDO
BELLOROFONTE E PEGASO
FETONTE E APOLLO
FRATELLI WRIGHT
HAIKU
… e, già che ci siamo, possiamo cominciare con gli
Haiku*
*Haiku: piccoli componimenti poetici sullo stile
giapponese che sintetizzano pensieri e sentimenti
riguardanti la Natura.
Il vento soffia
sugli alberi verdi
del grande parco
(Carlotta)
Il sole brilla,
illumina il cielo
vorrei volare
(Carlotta)
La mongolfiera
nel cielo tranquillo
vola beata
(Veronica)
Guardo l’ aquila
che vola su nel cielo
come regina
(Veronica)
Cielo azzurro
nuvole bianche fate
fanno magia.
(Marika)
L’arcobaleno
con colori vivaci
brilla leggero.
(Federica)
Volo nell’aria
con l’anima lontana
il cuore mi batte.
(Federica)
L’arcobaleno
coi suoi colori
splende in cielo
( ANDREA)
)
L’ aquilone è
un’ anima libera
spinta dal vento
(ANDREA)
)
Io guardo alto
l’ arcobaleno lassù
silenzio quaggiù
(Dalles)
Il vento soffia
io sono eccitato
dal suo volare.
(Francesco)
Vorrei pace
un deltaplano vola
tanto silenzio.
(Francesco)
Vorrei volare
tra le nuvole dorate
è molto bello.
(Michele)
Una nuvola
é piccola e dolce
è color latte
(Daria)
Due penne di blu
disegnano il cielo
e mi calmano
(Daria)
Con le nuvole
e l’ aria volo come
un aquilone
(Francesca)
Arcobaleno
brilla nel cielo
leggero di blu
(Princela)
L’ aria leggera
con il cielo azzurro
un volo lento
(Nikolas)
La pace calma
con le stelle di notte
che brillano lassù
(Nikolas)
Con le nuvole
e l’ aria vola alto
un aquilone
(Francesca)
Aviano, 9 febbraio 2015
IN ATTESA …
Aspettiamo la maestra Breccia che dovrebbe arrivare dopo la ricreazione,
curiosi di sapere cosa dirà dei nostri Haiku e dei disegni sui miti greci.
Al suo ingresso Daria esclama :
- Ciao maestra di Volo! … cogliendo di sorpresa tutti quanti.
- Bene … sorride la signora Breccia, - sono felice di essere
considerata una MAESTRA DI VOLO!
Quindi entra subito nell’ argomento e ci chiede:
- Avete mai osservato cosa succede all’aria che si trova vicino o sopra
una stufa o un termosifone?
Ci fiondiamo verso i termosifoni che, però … sono appena tiepidi !
La mancanza di calore ci costringe a rimandare l’esperimento nei prossimi
giorni
E NOI NON VEDIAMO L’ORA DI SPERIMENTARE!
Ma quante volte ci è capitato di vedere sopra una fonte di calore dei
corpuscoli alzarsi e volteggiare! ...Dunque l’aria calda si dilata, acquista
volume e fa VOLARE!
Così ci vengono in mente le mongolfiere
- E sì , proprio le mongolfiere, dice la maestra di Volo,- e i fratelli
Montgolfier furono i primi a far volare un mezzo usando l’aria calda.
Era il secolo XVIII !
Ci chiediamo quanti secoli sono passati da allora e ragioniamo su come
sono fatte queste mongolfiere.
m.di Volo: - Ma che uso si può fare della mongolfiera?
e noi:
ALZARSI DA TERRA ...
- PER GIOIA, CIOE’ PER AMMIRARE IL PAESAGGIO,
- PER SCATTARE FOTOGRAFIE,
- PER MISURARE IL VENTO,
- PER FARE STUDI DI METEREOLOGIA E PER SAPERE QUANDO CAMBIA IL
TEMPO!
- IN GUERRA, PER FUGGIRE DA UNA CITTA’ ASSEDIATA!
m.di V.: - Certo è stata la prima volta che l’ uomo è riuscito a superare la
forza di gravità utilizzando l’aria calda o i gas più leggeri dell’aria , ma
cos’altro vola in alto come un aerostato?*
LE LANTERNE CINESI...,I PALLONCINI...,... IL DIRIGIBILE!
m. di V.B.: - Bisognerà approfondire l’ argomento allora…
SALTO,SALTO MA NON RIESCO
PROPRIO A VINCERE LA FORZA
DI GRAVITA’!
*Aerostato: Aeromobile più leggero dell’aria e che si
sostiene grazie alla spinta dell’aria su di esso.
Aviano 12 febbraio 2015
Oggi rientriamo in classe di malavoglia perché era così piacevole stare a
ricreazione fuori con una così bella giornata …
Neanche ci avesse letto nel pensiero, la maestra di Volo appena entrata:
- Buon giorno bambini, ditemi … vi sembra una buona giornata per
volare oggi?
CERTO CHE SI’ ! PIUTTOSTO CHE STARE IN CLASSE FAREMMO VOLENTIERI
UN BEL VOLO!!!
- Oggi gli aerei si muovono tranquilli , non gli fa un baffo se piove o
tira vento … ma una volta... il tempo meteo era un grosso problema!
OK , ADESSO DOBBIAMO DIRE LA NOSTRA SUL PERCHE’ E’ STATA SCELTA
LA PRATERIA DI AVIANO PER COSTRUIRE L’ AEROPORTO !
-L’aereo aveva bisogno di una lunga rincorsa per spiccare il volo… che ne
dite, ma per volare basta la rincorsa? Sono sufficienti le ali?
ECCOCI CON UN’ ALTRA PROVOCAZIONE E ANCHE DA QUESTA DOMANDA
DOBBIAMO VENIRNE FUORI … (SICURAMENTE FAREMO DEGLI
ESPERIMENTI)
Intanto cominciamo a disegnare delle belle mongolfiere, così come ci
suggerisce la nostra fantasia.
Fin dai tempi più antichi l’uomo ha cercato di volare. Questi tentativi
sono raccontati attraverso il mito, cioè la versione fantastica delle
scoperte dell’uomo.
IL MITO DI ICARO
Dedalo era il famoso architetto che costruì il labirinto di Creta su incarico
di Minosse, re dell’ isola, perché vi voleva rinchiudere il Minotauro, quel
figlio mostruoso dalla testa di toro.
Completata l’opera, che aveva mura altissime e passaggi intricati, il re
diede ordine di rinchiudere nel labirinto Dedalo e il figlio Icaro perché il
segreto non venisse conosciuto.
Dedalo, osservando il volo degli uccelli ebbe l’ idea di raccogliere rami
secchi, piume e cera d’api per costruire delle ali e tentare di evadere
volando.
Con molta pazienza le ali furono portate a termine e il momento della
fuga arrivò.
Prima di decollare*, però, Dedalo raccomandò al figlio di non avvicinarsi
troppo al sole perché il calore avrebbe sciolto la cera.
Spiccarono insieme il volo e, dall’ alto, videro allontanarsi il labirinto e
anche l’ isola diventava sempre più piccola .
Ma Icaro era così felice che puntava sempre più in alto, dimenticando le
raccomandazioni del padre .
Arrivò così vicino al sole che la cera si sciolse, le ali si disfecero e lui
precipitò finendo inghiottito dal mare.
*Decollare: Di un aeromobile, compiere la manovra di partenza
sollevandosi da terra o dall’acqua. Può anche significare: tagliare la testa,
decapitare.
IL MITO CI INSEGNA...
-
Bisogna ascoltare le raccomandazioni dei nostri genitori(Princela)
I genitori sono nati prima di noi e perciò hanno più esperienza(Alì)
Loro lo fanno per proteggerci (Daria)
Se non ci danno l’autorizzazione è per il nostro bene (Francesca)
Non bisogna mai essere troppo sicuri di se stessi (Federica)
Mai abbassare la guardia in caso di pericolo (Nikolas)
Attenzione a non superare il limite (Michele)
IL MITO DI FETONTE
Fetonte era un ragazzo che si lamentava di essere preso in giro dai suoi
compagni. Voleva dimostrare loro di essere figlio del dio del Sole perché
non ci credevano, quindi si rivolse al padre.
Apollo non voleva cedere alla richiesta di Fetonte che pretendeva di
guidare il carro del Sole per dimostrare chi fosse, ma alla fine si arrese.
Quando Fetonte portò il carro nel cielo ebbe paura del vuoto così perse
il controllo dei cavalli . Succedeva allora che quando saliva troppo in alto
la terra gelava, quando scendeva in picchiata il Sole bruciava tutto.
Zeus che guardava dall’alto, doveva far finire quello strazio per tutti gli
esseri della terra, quindi lanciò un fulmine che colpì Fetonte e lo fece
precipitare nel fiume Po.
IL MITO CI INSEGNA…
- Non bisogna mai chiedere troppo ai genitori (Alì)
- I genitori sanno bene che alcune cose non riusciamo a farle
(Federica)
- Non bisogna lasciarsi trascinare dai compagni (Daria)
- Non fidarsi di chi è troppo giovane (Francesco)
- Zeus è stato costretto a fermare Fetonte se no distruggeva il mondo
(Michele)
- Il mito insegna ad essere prudenti (Alyssa)
- Insegna a non andare in cerca di pericoli (Dalles)
- I genitori sanno che abbiamo dei limiti ( Alyssa)
- Non dare mai un compito troppo difficile a chi non è in grado di
affrontarlo (Alì)
- Ci è venuto in mente il proverbio “Non fare mai il passo più lungo
della gamba”.
IL MITO DI BELLEROFONTE
Bellerofonte era assai coraggioso e gli dei gli concessero le briglie d’oro
per domare Pegaso, il cavallo alato, nato dalla testa mozzata di Medusa e
che nessuno riusciva ad addomesticare. Egli riuscì nell’impresa.
Il re Iobate, che lo temeva e lo voleva eliminare, lo mandò ad uccidere un
altro mostro, la Chimera, che devastava la regione di Lidia.
Ma Bellerofonte affrontò la Chimera e riuscì a sconfiggerla perché la sua
lancia, con l’alito infuocato del mostro, si sciolse e il piombo finì nella sua
gola fino a soffocarla . Quel re, seccatissimo lo incaricò poi di altre
imprese pericolose contro alcuni popoli guerrieri considerati imbattibili e
contro le famose Amazzoni. Ma lui tornava sempre vittorioso.
Bellerofonte, a cavallo di Pegaso, era diventato imbattibile e si era
montato la testa . Fu allora che Zeus, padre degli dei, non potendo
sopportare tanta superbia mandò un tafano che punse Pegaso al collo,
quello si imbizzarrì e fece precipitare Bellerofonte sulla terra in modo
inglorioso.
Il cavallo alato salì sull’Olimpo e da quel giorno ebbe il compito di
trasportare le folgori (i fulmini) di Zeus.
Ora Pegaso è una bella costellazione che ci guarda dal cielo.
Questo è stato il terzo incidente aereo dell’antichità.
IL MITO CI INSEGNA...
- Non ci si deve dare troppe arie (Nikolas/Alì)
- Anche se sei dotato di qualcosa di eccezionale non ti devi mai
vantare troppo (Alyssa)
- Bellerofonte aveva avuto il privilegio di montare Pegaso e per la sua
vanità perse tutto (Michele)
- Se ti dai tante arie fai una brutta fine e anche una brutta figura
(Federica).
21 maggio 2015
A proposito di “teste calde”...
i nostri genitori temono per noi che …
ci facciamo male (David - Celine)
andiamo in guerra per davvero (Thomas)
diventiamo ladri (Nikolas)
incontriamo cattive compagnie (Michele)
ci diamo troppe arie (Andrea)
diventiamo vittime dei social network (Francesca)
usiamo droghe (Francesca - Alì - Michele)
non ascoltiamo i consigli dei più vecchi (Princela)
prendiamo una brutta strada (Federica)
prendiamo brutte abitudini (Celine)
diamo confidenze agli estranei (Nikolas)
diventiamo scansafatiche e chiediamo soldi in prestito agli altri e non
li restituiamo (Alì)
diventiamo egoisti e spilorci (Dalles)
perdiamo fiducia in noi stessi (Francesca)
non ci comportiamo bene (Veronica)
non impariamo l’ educazione (Carlotta)
crediamo alle mode e a quello che scrivono i computer (Princela)
diventiamo dei bevitori (Thomas)
diventiamo drogati di computer (Alì)
CHI L’HA DETTO?
Sapresti collegare queste frasi con i disegni che seguono?
Quest’ estate sarò in volo per l’America
A me piace volare con le fantasie
Ho preso il pallone al volo
Al volo sono arrivato all’ autobus
Quando danzo mi sento volare
Il mio volo sull’ ostacolo
Questa è una volata a pedali
Ho capito al volo la spiegazione
Una rovinosa caduta : che volo!
Però, come vola il tempo!
Mi è volata l’ idea
Un pranzo /pizza al volo
Sempre sull’argomento del volo, ci siamo divertiti a comporre a
coppie questi scherzosi testi poetici
Limerick *
Carlo che porta il deltaplano
un giorno si scontra con l’aeroplano
e quando va in sala operatoria
incontra proprio sua madre Vittoria.
Quello sfortunato Carlo del deltaplano
Alyssa e Francesco
Gigi il meccanico di Aviano
ha riparato di nuovo l’ aeroplano.
Ogni volta però che lo riparava
dopo un giorno quello si schiantava.
Quell’ imbranato meccanico di Aviano.
Alì e Andrea
Ivo paracadutista di Torino
affezionato al volo e al violino
si paracadutò suonando una musichetta
ed è caduto su una torretta
quel musicale paracadutista di Torino.
Celine e Federica
Jack, l’aquilotto americano
reppava proprio in modo strano.
Andò in discoteca e che disdetta
fece fiasco molto in fretta
le ali non gli erano servite
povero Jack, sfigato aquilotto americano.
Nikolas e Michele
*Limerick: breve componimento, tipico della lingua inglese, che
deve seguire alcune regole. Di contenuto umoristico, ha lo scopo
di divertire. Limerick è anche un’importante città situata nella
parte sud occidentale della Repubblica d’Irlanda
4 maggio 2015
CONOSCERE GLI SPAZI ... IN ATTESA DELLA MOSTRA
Oggi siamo andati con la maestra Rosella e con la Maestra Anna Maria
Breccia alla palazzina Ferro dove è allestita una mostra intitolata “Gli
oggetti raccontano …”a cura della Scuola Secondaria di 1° grado di
Aviano.
L’intenzione delle maestre era quella di appropriarci degli spazi che
dovremo coprire in futuro con i nostri lavori sul volo.
Appena arrivati la maestra di Volo ci ha fatto vedere alcuni strumenti per
misurare lunghezze diverse: la cordella metrica, il metro da sarta, il metro
da muratore ecc…
Poi ci ha invitato a osservare la grande sala che ci ospitava e ci ha chiesto
di fare delle stime:
- SECONDO VOI QUANTO PUO’ ESSERE LUNGO QUESTO SALONE E
QUANTA PUO’ ESSERE LA DISTANZA IN PASSI DA UNA PARETE
ALL’ALTRA?
Ognuno di noi ha dato … I NUMERI … convinto di avere ragione, in realtà
poi …dovevamo aspettare di verificare realmente la situazione per mezzo
degli strumenti.
Chiamati uno a uno, come tanti Pollicini, abbiamo preso le nostre misure
con i passi e abbiamo espresso la misura a voce alta. Alcuni di noi hanno
calcolato la larghezza della sala, altri la lunghezza che però era troppo
estesa così la maestra Anna Maria l’ha divisa in tre parti.
La prima misurazione, quella della larghezza ha dato questi risultati:
Daria 11 passi
Nikolas 9 passi
David 8 passi
Alì 10 passi
Andrea 6 passi
Thomas 7 passi
Poi abbiamo misurato la lunghezza della sala:
Francesco 7 passi
Celine 6 passi
Michele 9 passi
Francesca 5 passi
Federica 15 passi
Princela 7 sassi
Alyssa 13 passi
Thomas 19 passi
Veronica 12 passi
Ciascuno di noi aveva una sua misura e non c’era verso che ci
avvicinassimo nemmeno.
A questo punto dovevamo metterci d’accordo e in che modo?
Dopo avere misurato la lunghezza del passo di Alyssa la maestra Anna
Maria ha tagliato corto dicendo:
< FACCIAMO CHE OGNI PASSO MISURI IN MEDIA 70 CENTIMETRI>
E così a voce alta abbiamo fatto insieme i calcoli e abbiamo trovato una
misura approssimativa di lunghezza e larghezza.
8.5 x 70 cm = 595 cm cioè 5,95 m
29,7 x 70 cm =2079 cm cioè 20,79 m
Per finire ci siamo concentrati nel calcolo delle misure della piccola stanza
in fondo, dopo l’arco in pietra: l’abbiamo calcolato utilizzando i piedi
come unità di misura in quanto le grandezze erano più piccole.
Francesca 10 piedi
Andrea 12 piedi
Marika 15 piedi
La misura media del piede è stata di 12,3 cm, abbiamo stabilito che la
lunghezza del piede era di 12 cm, così la stanzetta è risultata misurare:
12,3 x 12 = 148 cm cioè 1,48 m
L’esperienza vissuta è stata molto significativa e tutti noi ci siamo divertiti
molto nel provare a stimare una misura di lunghezza per poi verificarla
con gli strumenti tecnici con i quali stiamo diventando “straordinari
maestri”.
Però i tuoi
passi sono più
lunghi dei miei!
Saremo ora in grado di considerare la REALE superficie a nostra
disposizione?
Il calcolo della superficie si chiama area*
*Area: Spazio libero senza edifici/ Misura di una superficie/ Spazio
geografico interessato dalla presenza di un fenomeno (area
mediterranea, area sismica, area linguistica ...)
8 maggio 2015
 Dopo il sopralluogo per misurare gli spazi nella palazzina Ferro ,
oggi la maestra Breccia ci ha incuriosito dandoci degli spunti per
capire come sono cambiati i sistemi di misura nel tempo.
 Il sistema metrico decimale, come lo conosciamo noi, è stato
introdotto in Francia nel 1791 e poi diffuso da Napoleone
Bonaparte nelle nazioni europee da lui conquistate. Oggi è
utilizzato nella maggior parte dei Paesi del mondo.
 L’ Inghilterra, da sempre nemica dei Francesi, ha mantenuto il
miglio (1 miglio è pari a 1,6093) e per le superfici l’acro (1 acro è
pari a 4046,8564 m2) .
Anche da questi spunti è nata un’interessante conversazione e ...
ABBIAMO IMPARATO CHE … TUTTO HA UNA SPIEGAZIONE … BASTA
AVERE OCCHI PER VEDERE, ORECCHIE PER ASCOLTARE … VOLONTA’ DI
RICERCARE!!!
MA ANCHE CHE E’ IMPORTANTISSIMO UTILIZZARE LE NOSTRE
CAPACITA’ DI STIMA E DI DEDUZIONE* PER AFFINARLE !
*Dedurre: Ricavare per deduzione cioè operazione del pensiero che
porta a esprimere (tirar fuori) quello che si è appena imparato
mettendo in relazione alcune conoscenze
La passione per il volo compare persino nei fumetti come ci dimostra il
famoso disegnatore Schulz che ci presenta il suo personaggio, Snoopy,
nelle vesti di un terribile aviatore.
Da dove sbuca il Barone Rosso?
- Chi sarà questo personaggio di cui Snoopy ha una vera e propria
ossessione?
I fumetti ci dicono :
Snoopy é un bracchetto americano della famiglia dei Peanuts ,
l’autore è Charles M. Schulz.
Snoopy ha una grande opinione di sé e si capisce da come si
comporta.
Gioca a “ Facciamo che io sono …” come noi quando immaginiamo
di essere dei personaggi inventati.
Infatti crede che la sua cuccia sia un aereo e il tetto è la carlinga .
Fa ridere come appare vestito con la cuffia di pelle, gli occhialoni e
la sciarpetta proprio come i pionieri del volo.
La sciarpetta che svolazza quando Snoopy è in fase di volo è
realistica.
Snoopy è proprio convinto di essere un asso del volo e ce la mette
tutta per sconfiggere l’avversario tedesco.
Nikolas: -Secondo me l’ autore è tedesco e vuole mettere in risalto il
Barone Rosso, che è tedesco come lui.
? ! ?***!!!
(ACCESO DIBATTITO!)
Cercheremo notizie di questo Barone Rosso
Dalla nostra ricerca: Il Barone Rosso
Andrea e Veronica hanno fatto per noi la ricerca e siamo venuti a
conoscenza che il “Barone Rosso” è veramente esistito.
Si chiamava Manfred Von Rich Thofen ed era nato il 2 maggio 1892.
Morì il 21 aprile 1918 a soli 26 anni durante un’azione di guerra.
Fu un aviatore e ufficiale tedesco ed è ricordato come il più abile e
importante pilota della Grande Guerra, durante la quale pilotava il
monoposto Fokker.
Gli aerei degli avversari da lui abbattuti si conta siano stati 80.
Per il suo valore, era rispettato anche dai nemici e considerato un eroe.
Ricevette numerose onorificenze tra cui la più alta, quella croce che porta
al colletto.
Morì in battaglia qualche mese prima che la guerra finisse, colpito
probabilmente dalla contraerea mentre inseguiva un Sopwith Camel nei
cieli francesi.
Ora si capisce perchè il Barone Rosso è rimasto nella mente del fumettista
Schulz e perchè Snoopy nutra il grande sogno di abbattere il famoso Asso.
Ma anche l’Aviazione italiana durante la I Guerra Mondiale aveva un
eroico aviatore ...
Francesco Baracca
Abbiamo incontrato il personaggio nel libro di Anna Maria Breccia “La
casa sul Piave” rappresentato in un ritratto presso l’aeroporto di Istrana.
A quel punto del libro il famoso aviatore italiano era già morto.
Alyssa e Daria hanno portato a scuola schede e libri che lo riguardano e le
notizie principali che noi abbiamo ricavato sono quelle riportate di
seguito:
Francesco Baracca nacque il 9 maggio 1888 a Lugo di Romagna.
Morì rientrando da un’azione di guerra sul Piave il 19 giugno 1918,
appena trentenne.
Frequentò il Ginnasio e il Liceo a Firenze, poi si iscrisse
all’Accademia militare di Modena. Divenne sottotenente di
cavalleria e vinse alcuni premi nelle competizioni ippiche. Ma era
anche appassionato di motori, moto e automobili. Nel 1912 ottenne il
brevetto di pilota in Francia.
I giovani aviatori provenivano tutti dalla Cavalleria perchè ancora il
corpo dell’ Aviazione non era nato, perciò sull’ aereo di Baracca era
disegnato il cavallino rampante. ( In seguito, dopo la guerra, l’
ingegnere Enzo Ferrari chiese alla madre del pilota il permesso di
usare quel simbolo sulle sue automobili e gli fu concesso.Ancora
oggi quel simbolo è presente sulle nostre prestigiose FERRARI)
Francesco Baracca era un ufficiale che ha servito il suo paese con
dedizione, con lealtà nei confronti dei compagni. Nell’ ultima
impresa, aveva alle spalle molte ore di volo. Fu abbattuto e nessuno
voleva crederci, lasciando costernati i suoi compagni e anche gli
italiani che lo vedevano come un eroe. Così giovane era riuscito ad
abbattere 30 aerei nemici e molte volte aiutò i compagni in
ricognizione a tornare a terra sani e salvi.
Nota: a pagina 21 del libro di Anna M. Breccia compare la notizia che
nell’aprile 1911 la scuola di volo di Centocelle, vicino a Roma, si era
spostata ad Aviano .
“ Dulcis in fundo” ....... Eureka!!!!!!!
Era il 5 giugno 2015, giorno del nostro arrivo alla mostra “Balthazar” a
Montereale Valcellina...
......dove, accompagnati dal maestro Erik Montagner, finalmente abbiamo
avuto modo di conoscere il ”Mondo del volo” attraverso...
...l’osservazione di nidi
uccelli e ambienti diversi...
l’ascolto di accattivanti descrizioni del maestro...
e i suoi coinvolgenti esperimenti...
dinamici... scientifici...
e, naturalmente...
divertenti!!!
Capire e costruire
per poi applicare...
E’ stata proprio una bella esperienza!!!
6 giugno 2015
E PER CONCLUDERE...
Siamo partiti con la curiosità di conoscere i segreti del volo.
Abbiamo percorso diverse vie per capirne di più.
Ci hanno aiutato la “maestra del volo” Anna Maria Breccia Cipolat,le maestre
Anna e Rosella, la bibliotecaria Margherita con i suoi libri e poi Wikipedia,
oggetti, fotografie, filmati, la visita al museo delle scienze “Balthazar” di
Montereale Valcellina e anche qualche confronto con i compagni e le maestre
di 5^A, senza dimenticare l’intervento della maestra Sabrina di III b e il lavoro
di impaginazione a computer del sempre disponibile maestro Claudio Zaghet.
Inevitabilmente siamo arrivati a parlare della Grande Guerra e il libro “La casa
sul Piave“ di Anna Maria Breccia Cipolat ci ha aiutato a porci numerosi perché
e a cercarne le risposte.
E’ stato utile, data la vicinanza al Centenario di quel conflitto, tenere viva la
memoria e capire che la guerra è stata qui, vicino a noi e che l’ aeroplano, nato
come strumento per la conquista del cielo, è diventato una delle più terribili
armi belliche.
A cornice abbiamo visitato la mostra “Memorie” organizzata dal Comune di
Aviano, che ritornava sui luoghi dove si combattè quella guerra così cruenta,
ma con un messaggio di pace.
E’ stato un lavoro lungo che ci ha coinvolti in varie discipline che vanno dalla
storia alla fisica ecc ...ecc...
E di questo studio, interessante come un telefilm, ogni settimana
ci aspettava una nuova puntata.
Speriamo proprio di poter visitare l’ Aeroporto “Pagliano e Gori” il prossimo
anno...ma la ricerca non sarà finita: quante novità ci riserverà in futuro il volo?