disabili - Provincia di Cuneo
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4.2 Gli alunni disabili Premessa A partire dal dettato costituzionale (artt. 3, 34 e 38) la legislazione italiana ha progressivamente affermato con forza l’esigenza di garantire effettivamente una scuola aperta a tutti e negli anni ha migliorato e rafforzato la normativa alla base del diritto allo studio e dell’educazione e istruzione ordinaria anche per gli alunni disabili. Le recenti Linee Guida sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, approvate e diffuse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il 4 agosto 2009, offrono a questo proposito una preziosa ricostruzione dello scenario politico e normativo di riferimento ripercorrendo sinteticamente le tappe del “modello italiano” che, anche al di fuori dei confini nazionali, viene riconosciuto come esperienza avanzata e di successo. In questa sede ci si limita a richiamare schematicamente alcuni dei passaggi legislativi più significativi in materia, focalizzando l’attenzione sulle più recenti decisioni e indicazioni che il legislatore ha voluto fornire al sistema delle autonomie scolastiche e sulle complessità e criticità che, pur in un quadro complessivamente soddisfacente, continuano purtroppo a caratterizzare il difficile percorso di una piena integrazione. Sempre per favorire una lettura dei dati relativi al sistema scolastico cuneese in uno scenario analitico più ampio e completo, si forniscono inoltre alcuni elementi di inquadramento del fenomeno a livello nazionale e regionale, con attenzione particolare da un lato alla significativa e costante crescita del numero degli alunni disabili inseriti nelle scuole italiane e, dall’altro, alla presenza degli insegnanti di sostegno, tematica che inevitabilmente costituisce il principale elemento di discussione e dibattito in relazione alla effettiva e concreta possibilità da parte degli istituti di inserire e integrare efficacemente gli alunni con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali. Norma Costituzione Principali contenuti della Diritto all’istruzione e all’educazione; principi dell’integrazione Repubblica Italiana (artt. scolastica; società e scuola inclusiva 3-34-38) Legge 118/1971 Superamento del modello delle scuole speciali (classi differenziali) e istruzione dell’obbligo nella scuola ordinaria Legge 557/1977 Viene definitivamente sancito il diritto dei ragazzi disabili all’educazione e all’istruzione mediante il diretto inserimento nella scuola ordinaria: introduzione di strumenti e risorse per l’effettiva integrazione nella scuola ordinaria; istituzione dell’insegnante specializzato e piani educativi dedicati Legge 270/1982 Estensione delle norma sul sostegno anche alla scuola materna Legge 104/1992 Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità DPR 24 febbraio 1994 Compiti delle ASL in materia di alunni disabili Legge 449/1997 Stabilisce il rapporto tra numero docenti di sostegno e alunni iscritti (uno ogni 138) Finanziaria 2003 (Legge Misure più restrittive per il rilascio della attestazione di handicap 289/2002) DPCM 185/2006 Approvazione di nuove modalità di certificazione: per l’accertamento delle condizioni di disabilità vengono utilizzati i parametri definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità Finanziaria 2007 (Legge Modifica il parametro “astratto” della L. 449/97 (1/138): organici 296/2006) stabiliti in base ad effettive necessità rilevate attraverso collaborazione tra Regione, Uffici scolastici, ASL, Istituzioni scolastiche. Finanziaria 2008 (Legge Ulteriore modifica agli organici: tetto massimo di un docente di 444/2007) sostegno ogni 4 classi e rapporto medio nazionale di un docente ogni due alunni disabili Decreti Legge n. 112, 137, “Manovra finanziaria” sulla scuola: misure contro la precarietà degli 154 del 2008 insegnanti specializzati; tetto all’espansione dei posti per docenti di sostegno con collegamento al numero di alunni e classi e non alla sola produzione di certificazioni Legge 18/2009 Ratifica della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità Per ragioni di brevità non si è ritenuto di aggiungere all’elenco le molte leggi di “riforma” della scuola emanate negli ultimi due decenni, né le principali norme di riferimento sull’autonomia delle Istituzioni scolastiche, ma si rileva che in tutte queste norme, principi e disposizioni principali sulla scuola inclusiva e l’integrazione degli alunni in condizioni di svantaggio ed handicap sono riprese e confermate. Per le stesse ragioni non è possibile richiamare qui le norme che negli ultimi decenni, fino all’approvazione della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità ed alla Legge di ratifica n. 18/2009, hanno progressivamente rivisto, anche sul piano culturale e dell’approccio complessivo al tema, il significato di disabilità, collegandolo sempre più fortemente con ambiente e contesto sociale in cui la persona vive e che hanno ovviamente avuto sulla specifica normativa dell’integrazione scolastica effetti determinanti. Le Linee Guida sull’integrazione scolastica degli alunni disabili si muovono nell’ambito della legislazione primaria e secondaria schematicamente richiamata ed hanno il duplice obiettivo di fornire agli operatori scolastici una visione organica della materia che possa meglio orientarne i comportamenti in piena coerenza con i principi dell’integrazione ed innalzare così il livello qualitativo degli interventi formativi ed educativi sugli alunni. I principi alla base della piena integrazione nella scuola ordinaria e le norme che li hanno nel tempo ripresi e, sulla carta, rafforzati, vengono ribaditi con forza nel quadro di un’analisi della piena corrispondenza a tali norme e principi delle politiche e delle concrete pratiche fin qui realizzate. Il tentativo alla base del documento è dunque quello di focalizzare l’attenzione di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti sugli aspetti culturali, pedagogici, giuridici, ma anche più concreti e operativi, del lungo percorso di integrazione e inclusione che ha caratterizzato e, in una certa misura, qualificato, la scuola italiana negli ultimi decenni. Di seguito alcuni degli elementi più significativi rilevabili nelle direttive del Ministero: - forte richiamo al diritto all’integrazione, fondato su una interpretazione della Costituzione e dei documenti internazionali (Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità) e necessità di un rinnovato, forte, concorde e fattivo intervento di tutte le istituzioni interessate per dare concreta attuazione a tali principi; - condizione di handicap come risultante di una interazione tra situazione di disabilità, contesto sociale, elementi di facilitazione o di ostacolo messi in atto nell’ambiente scolastico e di vita dell’alunno disabile; - preferenza accordata ai nuovi sistemi di classificazione della disabilità, basati sull’ICF (International Classification of Functioning) in grado di meglio cogliere il profilo dinamico e sociale dell’handicap; - consapevolezza che un vero processo di integrazione non può limitarsi alla sola esperienza scolastica, nel tempo e nei luoghi; - esigenza che il POF (piano dell’offerta formativa) sia esplicitamente orientato all’inclusione e ne dia testimonianza concreta nelle scelte di fondo dell’istituto; - ruolo propulsivo del dirigente scolastico, effettiva funzione di leadership educativa, di orientamento e guida pedagogica; - condivisione delle responsabilità tra tutti gli insegnanti del gruppo docente, in merito all’integrazione dei disabili che è problema della classe (anzi, della scuola) e non solo del docente di sostegno; - preferenza per le didattiche attive e cooperative (più volte viene citato il cooperative learning), come capaci di valorizzare diversità e intelligenze dei disabili; - esplicito divieto di pratiche segregatrici o separatrici, come pure dell’impropria utilizzazione delle figure di sostegno per altre finalità1. Non è possibile, in questa sede, soffermarsi a lungo su ciascuno dei punti citati, ma è parso utile richiamare tali passaggi quali elementi di riflessione utili a contestualizzare meglio il quadro analitico della presenza degli alunni disabili nella scuola cuneese e che viene descritto di seguito. Per completare la descrizione di scenario si aggiungono di seguito alcuni dati e considerazioni sulla crescita del numero di alunni disabili iscritti nelle scuole statali e su quello che viene considerato lo strumento principale, ed insieme il parametro più significativo, almeno a livello quantitativo, per una effettiva integrazione degli alunni disabili nella scuola ordinaria: la disponibilità di insegnanti di sostegno. Nell’anno scolastico 2009-10 gli alunni disabili inseriti nelle scuole statali di ogni ordine e grado hanno superato le 181mila unità, con un incremento di oltre 5mila unità rispetto all’anno precedente. L’aumento del numero di alunni disabili è una costante del nostro sistema che porrà presto nuovi problemi di razionalizzazione e verifica. Nel 1995-96, con una popolazione scolastica complessiva superiore a quella attuale, gli alunni con disabilità inseriti nelle scuole statali erano circa 108.000 unità. In quindici anni sono aumentati di quasi il 70% e negli ultimi cinque anni del 12,3%, mentre nello stesso periodo la popolazione scolastica, passando da 7.714.557 a 7.804.711, aumentava solo dell’1,2%. Tuttavia accanto a questi numeri, si rilevano, a seconda dell’area geografica, enormi differenze, sia nel numero di alunni disabili iscritti, sia in quello relativo ai docenti specializzati, e tali scostamenti sembrano permanere nonostante le normative che si sono susseguite, in parte già evidenziate, abbiano stabilito alcuni punti fermi validi su tutto il territorio nazionale e tra questi, in particolare, gli accertamenti collegiali da parte delle aziende sanitarie con indicazione precisa delle patologie e della loro gravità, sulla base delle classificazioni internazionali dell’OMS. I docenti di sostegno, che 15 anni fa erano circa 35mila, sono diventati ora più di 90mila con un incremento superiore al 150%. Allora vi era un docente di sostegno ogni tre alunni disabili; 1 A proposito delle Linee Guida sull’integrazione dei disabili – Loretta Lega (www.tuttoscuola.it) oggi c’è un docente ogni due. Ma anche in questo caso, e in misura ancora più “sorprendente”, le differenze tra il numero di posti per docenti tra un’area e l’altra del paese, sono particolarmente rilevanti. La legge finanziaria 2008 era intervenuta per regolare questa particolare fase, prevedendo, tra l’altro, che venissero assegnati docenti di sostegno in quantità equa, cioè rapportata al numero degli alunni disabili secondo un rapporto medio di un docente ogni due disabili inseriti. Considerata la notevole sperequazione territoriale in atto al momento dell’approvazione della legge, era stata prevista una graduale compensazione tra le regioni con un numero elevato di docenti di sostegno rispetto ai disabili inseriti e quelle che si trovano, invece, in posizione diametralmente opposta, ma l’operazione di perequazione non sembra essere stata efficace e le differenze tra nord, centro, sud e isole restano molto, troppo, significative. Altro processo che le leggi finanziarie degli ultimi anni hanno cercato di avviare e che presenta, nel suo concreto avanzamento, grosse diversità di effettiva applicazione a seconda dell’area e regione, è quello della stabilizzazione degli insegnanti di sostegno che, come noto, presentano storicamente percentuali di precarietà molto elevate. La legge finanziaria 2008, oltre a prevedere una distribuzione più equa delle risorse umane tra i diversi territori, ha cercato di realizzare una maggiore stabilità del sistema, riducendo il più possibile le situazioni precarie e provvisorie in deroga, che avevano quasi raggiunto la metà del numero di docenti di sostegno impiegati. Ha determinato innanzitutto un organico complessivo nazionale predeterminato e ha disposto che il 70% di quell’organico sia stabile e di diritto, insomma non precario e non soggetto dunque a cambiare sede ogni anno. Quel 70% di posti di sostegno, stabili e di diritto, doveva essere conseguito gradualmente entro l’anno 2010-11. Ed è quanto è puntualmente avvenuto con l’annuale decreto interministeriale sugli organici, ma questa distribuzione, nonostante il dettato normativo non è avvenuta equamente. Il tema della disponibilità di un maggior numero di docenti di sostegno in organico è unanimemente riconosciuto come centrale nel perseguire una effettiva ed efficace integrazione ed educazione degli alunni disabili, in quanto legata alle forti esigenze di continuità relazionale e didattica che, nel caso dei ragazzi più svantaggiati, assume una rilevanza ancora maggiore. Da quanto sopra riportato, se pur in modo sintetico e molto sommariamente, si può concludere che, se da un lato il progressivo e crescente inserimento degli alunni con disabilità in tutto il paese conferma il giudizio sostanzialmente positivo di cui gode il nostro sistema scolastico su questa tematica, dall’altro permangono criticità, e qualche “zona d’ombra”. In relazione ad alcune delle fasi sostanziali che devono caratterizzare il processo di effettiva integrazione recenti studi già richiamati sembrano infatti rilevare profonde differenze tra aree geografiche e tra differenti organismi e istituti, con particolare riferimento a: - le modalità e i criteri con cui vengono accertate le condizioni di handicap da parte delle competenti autorità sanitarie; - l’assegnazione di docenti di sostegno da parte delle Istituzioni scolastiche; - la disponibilità e presenza di risorse, progetti, azioni, strumenti che rendano effettivo ed efficace il percorso di integrazione all’interno della specifica scuola. Solo un’indagine di diversa natura e con obiettivi diversi da quelli del presente rapporto potrebbe consentire di fornire un’analisi puntuale e utile di questi elementi riferita al territorio cuneese. In questa sede ci si limita a fornire alcuni dati più rilevanti unitamente a qualche cenno sulle iniziative che la Provincia ha messo in campo per favorire l’obiettivo della piena integrazione2. Gli alunni disabili in Provincia di Cuneo Nelle tabelle e grafici seguenti sono stati raccolti ed elaborati alcuni dati più significativi sulla presenza degli alunni disabili nella scuola della provincia di Cuneo. Di seguito si anticipano alcune delle indicazioni che è possibile ricavare dalla lettura e analisi di tali dati. Nel corso degli ultimi anni gli alunni disabili iscritti al sistema scolastico, in linea con il trend nazionale, hanno registrato una progressiva crescita, attestandosi, nel 2008-2009, a 1.733 unità, con un’incidenza del 2,1% sul totale della popolazione scolastica. Con specifico riferimento alla scuola dell’infanzia, la provincia conta quasi 200 iscritti disabili. La crescita appare particolarmente elevata nell’ambito territoriale di Saluzzo, mentre si registra una lieve flessione ad Alba e Mondovì. Un aumento particolarmente significativo, con riferimento a tutti gli ambiti territoriali, interessa la scuola primaria, mentre un andamento più irregolare, sebbene comunque complessivamente in crescita, evidenzia la scuola secondaria di I grado. Nel corso dell’ultimo biennio si segnala inoltre l’aumento degli iscritti alla scuola secondaria di II grado, che negli anni precedenti aveva registrato incrementi piuttosto limitati. Tavola 4.2.1 Allievi disabili iscritti e incidenza % su popolazione scolastica Anno 2 Allievi disabili inc. % su pop. scolastica 2004-2005 1441 1,8 2005-2006 1433 1,8 2006-2007 1493 1,9 Larga parte delle informazioni e dei dati riportati nella Premessa del presente capitolo sono tratti dal Dossier 2010 sulla disabilità nella scuola statale prodotto e pubblicato su www.tuttoscuola.it 2007-2008 1545 1,9 2008-2009 1733 2,1 Fonte: elaborazione su dati Regione Piemonte Tabella 4.2.2 Allievi disabili iscritti alla scuola dell’infanzia per ambito, serie storica 2004-2009 Alba Cuneo Fossano Mondovì Saluzzo Totale 2004-2005 38 42 26 24 16 146 2005-2006 43 40 27 20 12 142 2006-2007 44 41 30 29 21 165 2007-2008 54 46 27 22 29 178 2008-2009 51 61 30 20 37 199 Fonte: elaborazione su dati Regione Piemonte Grafico 4.2.1 Variazione percentuale allievi disabili iscritti alla scuola dell’infanzia per ambito, serie storica 2004-2009 250% 200% 150% 100% 50% 0% 2004-2005 Alba 2005-2006 Cuneo 2006-2007 Fossano 2007-2008 Mondovì Saluzzo 2008-2009 Totale Fonte: elaborazione su dati Regione Piemonte Tabella 4.2.3 Allievi disabili iscritti alla scuola primaria per ambito, serie storica 2004-2009 Alba Cuneo Fossano Mondovì Saluzzo Totale 2004-2005 173 125 84 66 52 500 2005-2006 174 115 88 65 46 488 2006-2007 172 117 89 60 58 496 2007-2008 193 118 91 82 65 549 2008-2009 202 152 111 88 63 616 Fonte: elaborazione su dati Regione Piemonte Grafico 4.2.2 Variazione percentuale allievi disabili iscritti alla scuola primaria per ambito, serie storica 2004-2009 140% 120% 100% 80% 60% 40% 20% 0% 2004-2005 Alba 2005-2006 Cuneo 2006-2007 Fossano 2007-2008 Mondovì Saluzzo 2008-2009 Totale Fonte: elaborazione su dati Regione Piemonte Tabella 4.2.4 Allievi disabili iscritti alla scuola superiore di I grado per ambito, serie storica 2004-2009 Alba Cuneo Fossano Mondovì Saluzzo Totale 2004-2005 173 124 81 66 56 500 2005-2006 174 114 86 65 49 488 2006-2007 172 115 87 60 62 496 2007-2008 158 95 86 72 53 464 2008-2009 188 116 105 76 52 537 Fonte: elaborazione su dati Regione Piemonte Grafico 4.2.3 Variazione % allievi disabili iscritti alla scuola superiore di I grado per ambito, serie storica 2004-2009 140% 120% 100% 80% 60% 40% 20% 0% 2004-2005 Alba 2005-2006 Cuneo 2006-2007 Fossano Mondovì Fonte: elaborazione su dati Regione Piemonte 2007-2008 Saluzzo 2008-2009 Totale Tabella 4.2.5 Allievi disabili iscritti alla scuola superiore di II grado per ambito, serie storica 2004-2009 Alba Cuneo Fossano Mondovì Saluzzo Totale 2004-2005 94 70 49 58 24 295 2005-2006 105 66 53 62 29 315 2006-2007 126 57 50 71 32 336 2007-2008 126 78 58 53 39 354 2008-2009 138 91 59 53 40 381 Fonte: elaborazione su dati Regione Piemonte Grafico 4.2.4 – Variazione percentuale allievi disabili iscritti alla scuola superiore di II grado per ambito, serie storica 20042009 180% 160% 140% 120% 100% 80% 60% 40% 20% 0% 2004-2005 Alba 2005-2006 Cuneo 2006-2007 Fossano 2007-2008 Mondovì Saluzzo 2008-2009 Totale Fonte: elaborazione su dati Regione Piemonte Come risponde la Provincia di Cuneo alle esigenze degli alunni disabili Tra le competenze assegnate dalle norme nazionali e dalla Legge regionale 28/07 alle Province, è previsto che esse provvedano anche agli interventi per l'integrazione scolastica degli alunni disabili o con esigenze educative speciali. A livello di programmazione e indirizzi, il Piano Triennale Regionale, oltre a ribadire tra i principi chiave quello delle pari opportunità anche per coloro che hanno particolari esigenze educative, prevede che le Province approvino annualmente piani annuali relativi ad interventi per il trasporto e l’integrazione scolastica degli alunni disabili o con esigenze educative speciali. In conformità a tali disposizioni e indirizzi, nel Piano Provinciale per il diritto allo Studio per l’anno scolastico 2009-2010 la Provincia di Cuneo ha ammesso a finanziamento interventi per l’integrazione scolastica degli alunni disabili o con esigenze educative speciali prevedendo gli interventi giù specificati e descritti nell’analisi del contesto normativo (cap. 1)